FESTA DI ACCOGLIENZA
Matteo Zorzanello
CELEBRAZIONE
Guida. Oggi, all’inizio del nuovo anno catechistico, con gioia intraprendiamo un viaggio speciale assieme a un amico che amava ogni persona e il mondo intero, di cui ricorrono, quest’anno, ottocento anni dalla morte. Egli sognava e si impegnava per la pace: è san Francesco d’Assisi. Quando Francesco incontrava qualcuno, non diceva semplicemente: «Ciao!», ma esprimeva un augurio bellissimo: «Il Signore ti dia pace!». Oggi Gesù riQuando volge questo augurio a ciascuno di noi. Per accoglierlo Francesco accendiamo una luce che ci ricorda Gesù e tracciamo su di noi il segno della croce. T.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Accensione della candela
Canto: Sento la gioia
G. e G. Tittarelli in È la musica di festa, Paoline
incontrava qualcuno, esprimeva un augurio bellissimo: «Il Signore ti dia pace!».
ACCOGLIAMO LA PAROLA DI GESÙ
G. Francesco è diventato un costruttore di pace leggendo il Vangelo. Accogliamo la Parola che Gesù rivolge a tutti noi, oggi, nel brano del Vangelo in cui ci dichiara «beati». Perché siamo beati? Ascoltiamo… ALLELUIA
Dal Vangelo secondo Matteo
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi (Mt 5, 1- 12). Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo.
RIFLESSIONE:
BEATI GLI OPERATORI DI PACE G. Gesù non proclama beati quelli che “stanno tranquilli sul divano”, ma coloro che diffondono la pace con parole gentili e con gesti di amore, cioè quelli che realizzano la pace, che si danno da fare! San Francesco lo aveva compreso benissimo. Pensate che non solo si reca in Egitto per incontrare il Sultano e mettere fine, così, alle ostilità con i musulmani ma, una volta, come si racconta, è andato persino ad ammansire un lupo feroce che spaventava una città intera (la città di Gubbio) e, invece di usare il bastone, gli ha parlato con dolcezza ed è riuscito a farlo diventare amico di tutti. Francesco ci insegna che la pace inizia dalle nostre mani, dal nostro andare verso gli altri, dalle nostre parole amabili a scuola, in famiglia, negli incontri di catechesi.
SEGNO/IMPEGNO
G. Il cartoncino a forma di colomba è segno dello Spirito Santo e della pace che egli dona. Lo Spirito Santo è amore, pace, mitezza e stabilisce legami di vita e di comunione fra noi.
Ognuno di voi riceve ora «una colomba». Sopra, con il pennarello, scrivete o disegnate un piccolo gesto di pace che vi impegnate a compiere questa settimana (abbracciare un amico, prestare un gioco, aiutare la mamma e realizzare ciò che
vi chiede, fare pace dopo un bisticcio…). Quando vi risulterà difficile, invocate lo Spirito Santo perché vi doni il suo amore per attuarlo.
Musica di sottofondo
PREGHIERA CORALE
R. Preghiamo insieme con le parole che si ispirano a una preghiera di san Francesco. Rispondiamo insieme: «Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace».
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Se qualcuno è triste e io posso donargli un sorriso… T. Se qualcuno litiga e io posso ristabilire la concordia… T. Se qualcuno si sente solo e io posso diventare suo amico… T. La mia preghiera aiuti a realizzare la tua pace nel mondo intero… T.
Ogni partecipante si alza, incolla la sua colomba sul cartellone e comunica, ad alta voce, il suo impegno. G. Insieme, prendendoci per mano, diciamo la preghiera dei figli di Dio: Padre nostro…
G. Rivolgiamoci, ora, reciprocamente l’augurio di san Francesco. Guardiamo i compagni che abbiamo a destra e a sinistra e, con un bel sorriso, diciamo: «Il Signore ti dia pace!».
BENEDIZIONE
T.
Il Signore ti benedica e ti custodisca. Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore ti dia la sua grande benedizione.
G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen. Canto: Sento la gioia
G. e G. Tittarelli - M. Picotti - M. Danieli È la musica di festa, Paoline
paoline.it
Illustrazioni: © Shutterstock.com/SJ Shutter
G. Concludiamo la nostra preghiera con le parole della benedizione di san Francesco: