Preghiere mariane
4/Maria luce di Dio
MARIA
MADRE DEL DOLORE
Flagellazione Preghiera mariana © paoline.it • paolinestore.it 1
Preghiere mariane
INTRODUZIONE Guida: In questa preghiera ci lasciamo guidare dall’immagine suggestiva della crocifissione di Mathias Grünewald. È la rappresentazione del Cristo che patisce fino in fondo la morte in croce: tutti i dolori dell’uomo sono condensati in lui, vero uomo dei dolori (cfr. Is 53,2-3). Canto: Volto santo di Cristo (Marco Frisina, Salvatore del mondo, Paoline)
CONTEMPLANDO IL CROCIFISSO Guida: Ci soffermiamo qualche minuto a contemplare l’immagine nei suoi particolari. Il flagello, uno dei più temuti strumenti di tortura del mondo antico, costituito da un manico con delle corregge alla cui estremità erano fissati chiodi, legni, vetri o ossa animali, che a ogni colpo strappa brandelli di carne, segna più e più volte il corpo di Gesù. Proiezione delle immagini con sottofondo musicale - Lentamente e con piccole pause si legge la spiegazione
Musica: Sotto la croce - basi musicali (Giancarlo Airaghi, Terra accogliente, Paoline) Guida: Il pittore raffigura un corpo orribilmente deformato dal dolore: L1 : - Le mani disarticolate dai chiodi. - il torso contratto dagli spasmi e il volto tumefatto dalla violenza della coronazione. - Il perizoma è stracciato dai violenti colpi del flagello, le cui schegge sono dolorosamente confitte nelle ferite che ricoprono interamente il corpo di Gesù. - Il Cristo della tavola è gigante, sproporzionato rispetto agli altri personaggi; così è il suo dolore. È troppo, oltre ogni sopportazione, eppure è tutto vero! - Maria, in abiti vedovili stranamente bianchi, segno della sua purezza virginale o rimando al lino del sudario, e con velo monastico in capo, sviene tra le braccia di Giovanni, che la sorregge. - La Maddalena, ai cui piedi è il vaso di nardo, in ginocchio, torce le mani in una disperata preghiera. - Il Battista, che inaspettatamente appare in questa scena, spiega il dolore del Cristo nell’iscrizione: «Lui deve crescere [essere innalzato]; io, invece, diminuire» (Gv 3,30). - La croce è la porta della risurrezione. - L’agnello sacrificale, posto ai suoi piedi, ricorda che attraverso la croce il Cristo si è caricato sulle spalle, come capro espiatorio, i nostri peccati e li ha scontati.
Pausa di silenzio e di interiorizzazione Canto: Stava ai piedi della croce (Pasquale Dargenio, Dalla tua croce, Paoline) © paoline.it • paolinestore.it 2
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4/Maria luce di Dio
Guida: Con questa immagine contemplata attraverso tutti i nostri sensi, ci prepariamo all’ascolto della Parola.
MARIA E LO SPETTACOLO DELLA TORTURA
IN ASCOLTO DELLA PAROLA Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26,65-68; 27,20-26) Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?». (...) Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Spazio di silenzio per accogliere in noi la Parola
CONTEMPLANDO LA PAROLA Guida: Dividiamo questa nostra riflessione sulla Parola in due momenti: Maria dinanzi alla sofferenza del Figlio, e noi. Primo momento Proviamo ad accostarci a Maria e lo facciamo con timore e tremore, fermandoci in punta di piedi sulla soglia del suo dolore di madre che vede il proprio figlio torturato. Interveniamo con il canto del ritornello: Stabat Mater T. Stabat Mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat filius. © paoline.it • paolinestore.it 3
Preghiere mariane L2. Maria ha percorso dietro a suo figlio il lungo cammino che li ha condotti entrambi fino a Gerusalemme, davanti a tribunali dove tutto sembra già stabilito, anche le sofferenze da dare in pasto a una folla sempre affamata di punizioni esemplari e urlate. Puntualmente il potere la sazia. Il percorso di Maria nella comprensione fiduciosa delle scelte del figlio forse si arresta per un po’ di fronte a un dolore tanto acuto da far fermare il cuore… Breve pausa di silenzio T. Stabat Mater dolorosa… Maria in questo momento «offre le sue sofferenze a Dio»? Questo infatti ci è dato spesso come consiglio in momenti di particolare difficoltà. Sappiamo che Maria ha sempre custodito e meditato nel proprio cuore tutto quanto accadeva nella sua vita semplice e straordinaria, ha sempre impastato eventi, parole e gesti della propria quotidianità con la Parola custodita e pregata dal suo popolo. Parola di Dio e parole umane, eventi antichi del popolo di Israele ed eventi quotidiani dei figli e delle figlie di quel popolo costituivano la trama e l’ordito dell’abito di Maria. Breve pausa di silenzio T. Stabat Mater dolorosa… Questo abito/abitudine forse l’ha accompagnata fino a intuire nel corpo martoriato del figlio ciò che davvero è gradito a Dio: «L’amore e non il sacrificio» (Os 6,6). Allora quello che Maria ha «offerto» a Dio è l’amore con cui aveva a poco a poco imparato a vivere le situazioni dolorose della sua esistenza, fino a questo lembo estremo di possibilità: il corpo di suo figlio straziato. Pausa di silenzio e interiorizzazione Canto: Stabat mater (Marco Frisina, Vergine madre, Paoline) Secondo momento Guida: Continuando la nostra contemplazione della Parola e dell’immagine che abbiamo dinanzi ai nostri occhi, ascoltando in profondità noi stessi e immedesimandoci nei personaggi evangelici che hanno condannato Gesù: Il sommo sacerdote, i capi dei sacerdoti, gli anziani, Pilato, la folla… Breve pausa di silenzio Guida: Interveniamo con il canto del canone di Taizè: Misericordias Domini in aeternum cantabo. L3. «No. Noi non offriamo a Dio le nostre sofferenze, ma ciò che siamo arrivati a farne», dice Enzo Bianchi, «o meglio ancora, ciò che noi siamo divenuti passando attraverso la sofferenza» * © paoline.it • paolinestore.it 4
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4/Maria luce di Dio
Sostando nel racconto, pare di sentire il vociare concitato ed esagitato della gente presente a questi due processi sommari in cui la colpevolezza è già stata stabilita. Prima c’è il verdetto del sinedrio, somma autorità del potere religioso, poi quello di Ponzio Pilato, braccio operativo del potere imperiale romano. Breve pausa di silenzio T. Misericordias Domini in aeternum cantabo. La decisione c’è già, occorre solo avallarla formalmente per renderla esecutiva. Potere religioso e potere politico sono perfettamente allineati sulla questione di fondo: mantenere ben saldo il proprio consolidato dominio e non consentire a nessun povero Cristo di far intravedere scenari differenti. Breve pausa di silenzio T. Misericordias Domini in aeternum cantabo. Non mancano certo testimoni disposti a dichiarare di avere visto con i propri occhi e udito con le proprie orecchie le nefandezze compiute da Gesù, testimonianze ben capaci di infervorare la gente, che «liberamente» poi esprime il proprio parere: «Sia crocifisso!». Lo stesso verdetto che le autorità religiose e politiche avevano preventivamente concordato. Breve pausa di silenzio T. Misericordias Domini in aeternum cantabo. Anche oggi continuano a essere messe in scena troppe repliche di questo triste copione: intere categorie di persone vengono esposte alla gogna mediatica. Corpi sfigurati dal flagello della fame, delle guerre, della dignità rubata ci vengono offerti continuamente in dosi massicce, ben superiori alla nostra capacità di soffermarci su queste piaghe profonde. Breve pausa di silenzio T. Misericordias Domini in aeternum cantabo. Ancora una volta bisogna fare in fretta, produrre altre immagini, di altri corpi da consumare, attraverso video che, con la stessa rapidità con cui ce le presentano, poi ce le fanno scomparire, per farne apparire sempre di nuove a soddisfare la nostra insaziabile bulimia mediatica. Breve pausa di silenzio T. Misericordias Domini in aeternum cantabo.
Schermo dopo schermo, ci siamo assuefatti a questa visione oscena, dove l’overdose di immagini di corpi sfatti ha saturato ogni interstizio libero, ogni spazio di vuoto e di © paoline.it • paolinestore.it 5
Preghiere mariane silenzio in cui solo è possibile partorire la misericordia figlia di giustizia. Spazio di interiorizzazione della Parola ascoltata e contemplata T. Misericordias Domini in aeternum cantabo. (2volte)
LA PAROLA IN NOI Guida: Dinanzi a quanto abbiamo meditato e alla presa di coscienza della nostra distanza tra l’amore di Dio manifestato nel Figlio e dell’amore di Maria, ci lasciamo aiutare ancora una volta dalla Parola per confrontare la nostra vita e trovare in Lui la forza, il coraggio di assumere i suoi sentimenti, le sue scelte d’amore dinanzi alla realtà sociale odierna che ci interpella nel vivere coerentemente la nostra fede nel quotidiano. Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi (Fil 2, 19-20) Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre. Spazio di confronto con la Parola ascoltata e contemplata con la mia vita Canto: Ti seguirò (Marco Frisina, Benedici il Signore - Tu sarai profeta, Paoline)
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PREGHIERA Guida: Maria , donna del dolore, ci insegna come vivere nella vita quotidiana difficoltà, sofferenze, dolore, soprusi, nel silenzio e nell’amore pieno che non è rinuncia, non è soppressione, ma dono di vita. Maria ci insegna anche ad essere accoglienza, dono, donne e uomini del Sì a Cristo e a all’umanità sofferenti di oggi. A lei ci rivolgiamo con la preghiera di papa Francesco, dal discorso finale nella Via Crucis con i giovani a Panama. Maria la donna forte Padre, contempliamo Maria, donna forte. Da Lei vogliamo imparare a rimanere in piedi accanto alla croce. Con la sua stessa decisione e il suo coraggio, senza evasioni o miraggi. Ella seppe accompagnare il dolore di suo Figlio, tuo Figlio, Padre, sostenerlo con lo sguardo e proteggerlo con il cuore. È stata la donna forte del «sì» che sostiene e accompagna, protegge e abbraccia. Ella è la grande custode della speranza. Anche noi, Padre, desideriamo essere una Chiesa che sostiene e accompagna, che sa dire: sono qui!, Nella vita e nelle croci di tanti cristi che camminano al nostro fianco. Da Maria impariamo a dire «sì» alla pazienza testarda e alla creatività di quelli che non si perdono d’animo e ricominciano da capo nelle situazioni in cui sembra che tutto sia perduto, cercando di creare spazi, ambienti familiari, centri di attenzione che siano una mano tesa nella difficoltà. Come Maria vogliamo essere Chiesa, la Chiesa che favorisce una cultura capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Da Lei vogliamo imparare a stare in piedi accanto alla croce, e non con un cuore blindato e chiuso, ma con un cuore che sappia accompagnare, © paoline.it • paolinestore.it 7
Preghiere mariane
Padre, Come Maria vogliamo imparare a stare. Insegnaci, Signore, a stare ai piedi della croce, ai piedi delle croci; apri i nostri occhi, il nostro cuore; riscattaci dalla paralisi, dalla confusione, dalla paura… Padre, insegnaci a dire: «Sono qui insieme al tuo Figlio, insieme a Maria e insieme a tanti, i discepoli amati, che desiderano accogliere il tuo Regno nel cuore». Papa Francesco, dal Discorso al termine della Via Crucis, GMG, Cinta Costera, Panama, 25 gennaio 2019
Padre Nostro Canto finale: Ave madre di Dio (Marco Frisina, Tu sei il Cristo, Paoline)
LA PAROLA NELLA VITA QUOTIDIANA
Proviamo a metterci al posto di Gesù durante le tappe del suo calvario: quali sentimenti può aver provato? E con quali pensieri può averli espressi?
Ora proviamo a dare voce a una delle tante persone che ci compaiono fugacemente davanti sui nostri schermi, ma di cui difficilmente possiamo sentire emozioni e pensieri. Diamogli la parola, vedendo in lei/lui il volto di Cristo.
Il testo è tratto da: Elena Bulzi - Flaminio Fonte Maria luce di Dio, Paoline I canti indicati sono presi dai seguenti CD: - Giancarlo Airaghi, Terra accogliente, - Marco Frisina, Salvatore del mondo - Vergine madre - Benedici il Signore - Tu sarai profeta - Tu sei il Cristo, - Pasquale Dargenio, Dalla tua croce, Paoline - L’immagine è la Crocifissione, di Mathias Grünewald, polittico di Isenheim, olio su tavola, 1515, Musée d’Unterlinden * E. Bianchi - L. Manicardi, Accanto al malato, Qiqajon, Magnano (BI) 2000, p. 50.
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Allegato all’articolo di paolineweb, Maria, Madre del dolore,in Preghiere mariane - paoline.it
che conosca la tenerezza e la devozione; che sia esperto di pietà, trattando con rispetto, delicatezza e comprensione.