Skip to main content

Michele Mordilibri - Estratto

Page 1


tti re Luisa Car

LE CHEMI

M IBR L IMORD I

oni d zitra sIllu dos

Rosalia Ra i ti

PAOLINE Editoriale Libri

© FIGLIE DI SAN PAOLO, 2026

Via Francesco Albani, 21 - 20149 Milano www.paoline.it • www.paolinestore.it edlibri.mi@paoline.it

Distribuzione: Diffusione San Paolo s.r.l.

Piazza Soncino, 5 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)

ISBN 978-88-315-5770-2

I CONIUGI CICASC C O ONIUGI

Ogni sera, d ano al l vicaed si d ati su Sprofond o sal t des mo oniu na, i c opo ce as o p o unic or e pos ano a tr iv l d ano l votta o, aggr ott o o i Cicasc g empo.sat oor l l e ti d e glia, ccira e sop

ano i d riv opsc ontr iurie c ing lla serie tv c ue o q ernt o i mond

Ogni sera, Mic o, se lio unic g fi cciola nti e sno e llue o o q t ues o q popoland a s vta he s o. ieci anni, ricciolut e – d lhe o e a mid e, ti l nsibi

ioriegg e p ano l v moso e fa or’att l o ne o, osionatppas

e – p orlett zzantimbara par teci ar i non p ur d n sonori sba a i vrodiga e si p ant

5 pp na lla sce ue e a q ar li e, dig n

con una scusa qualsiasi, scappava in camera a leggere di nascosto l’ultimo libro preso in prestito in biblioteca. Tanto non avrebbero notato la sua assenza, concentrati com’erano a fissare lo schermo sgranato di un vecchio televisore comprato in un mercatino dell’usato.

I signori Ivano e Maila Cicasco erano due ex aspiranti attori, che sognavano di dedicare la loro vita all’arte e al palcoscenico e un giorno riconoscere i loro visi sulle locandine dei cinema e dei teatri di mezzo mondo. Tutte le loro aspirazioni, però, si erano infrante dopo l’incontro con Tarcisio Timento, agente dei divi e delle dive che prometteva successo e fama a tutti i malcapitati e nutriva una incomprensibile passione per le caramelle. Aveva allestito un teatro di posa a pochi passi dalla sua agenzia e lì, con un fittissimo calendario, costringeva giovani di belle speranze a lunghe giornate di studio e prove di recitazione. Li spremeva

come limoni fino a lasciarli esausti. Non esausti tanto per dire: letteralmente senza energie, pallidi, con lo sguardo assente.

A chi provava a protestare, spiegava che è così che funziona nel mondo dello spettacolo, che i divi, i veri divi, si consumano, faticano tanto per avere successo. «Dovete sudare!» urlava e li obbligava a indossare una stretta imbracatura da scalatore attaccata a una macchina da lunghi cavi colorati, che rendeva quasi impossibile muoversi.

Con Ivano e Maila, però, Timento aveva superato ogni limite. Un freddo pomeriggio di gennaio li aveva convocati nell’ufficio dell’agenzia Famafacile. «Cercano due attori per una grossa produzione americana. Vi mando a Hollywood!» aveva esclamato, masticando come al suo solito una delle caramelle

gommose che conservava in enormi barattoli di vetro. «È la vostra occasione, ma servono soldi, taaanti soldi».

Loro, pallidi in viso e storditi da una giornata intensa di prove, avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di diventare famose star del cinema, così affidarono tutti, ma proprio tutti i loro risparmi a quel masticagommose. Inesperti com’erano, non sapevano che per fare i provini non si doveva pagare un bel niente. Già si vedevano sfilare sui tappeti rossi dei festival più importanti, attorniati da fotografi e fan impazziti. Invece quello fu il pomeriggio in cui da speranzosi aspiranti attori divennero squattrinati ex aspiranti attori. Già, perché Timento sparì all’improvviso, con il conto corrente ben gonfio di soldi e tutti i barattoli di caramelle gommose, mentre loro, non avendo più il becco di un quattrino, dovettero cercare un lavoro.

Ivano Cicasco e Maila Melabevo (questo era il cognome della mamma di Michele) si fecero assumere dal supermercato del quartiere. Segnarono sul calendario quel giorno come il peggiore della loro vita e dichiararono odio eterno al mondo dello spettacolo, secondo loro fonte di delusioni e guai.

Aggiunsero alla lista delle cose da odiare per sempre anche i libri, il teatro e i telegiornali, visto che a volte i film e le serie tv si ispirano ai romanzi e alle storie vere.

Se fossero stati un po’ più svegli e avessero ragionato su quanto era accaduto, si sarebbero accorti che il giorno in cui Timento era sparito non era solo quello in cui avevano perso tutto, ma anche quello in cui si erano innamorati.

Di lì a un anno si sarebbero sposati e dopo qualche tempo sarebbe nato Michele, il loro unico figlio. Avrebbero potuto ricordare questi eventi felici, ma, si sa, alcune persone notano

solo le cose orribili della vita e diventano arrabbiate, tristi e poco interessate agli altri.

Proprio come i Cicasco, che non vedevano al di là del ricordo, ormai lontano nel tempo, di quello sfortunato evento.

Le serate sul divano davanti alla televisione erano tutto un sospirare: «Ah, se solo avessi potuto!». Un inveire: «Se quel Timento mi capitasse tra le mani gliela farei vedere io…».

E un piangere, soprattutto quando venivano a sapere di loro vecchi amici che ce l’avevano fatta. Lagne insopportabili… Ma Michele, che di cuore era generoso e nonostante tutto amava i suoi genitori, aveva dato avvio alla missione

Cicasco felici. Aveva letto in una rivista che la risata è una cura perfetta, così inventava gag e scenette comiche per far ridere i suoi.

UNA GA AZIALE G SP

nti i I mome onta ni si c eser e rar llue In q a d evorgacc

gnori Cicasc ui i si n c ita d e d ll ano su v

gnora Cicasc ccasioni la si e o l fi e a d tenz ’esisell a o erano Cicasc i una mano. o si Cicasc vama lio e a g fi

ontargccra uand ai, q «S ent mo d pri pita he ti ca c he, i mobi eluc tuo p sier olta p v

evi e noi ci t d u mor T e!»errid mp mo la p aenev

o su d ot he anedd ualc li q o mesi ti è s tt o a o o a mor ziatni e, hai i nt o: la tua p r a a ti v o, i ves ott n sal li i l cane d e a d amp no la z i lui. o l o i puntat o ollue o q e tutt der l erita, i ref alla p titi. Una ni. ei vici

al ancia d

e a lhe Micont cc l ra ue a q vma ana o e una matti Mic be una fol eb

zione, me gora

ma v esint ce llus un albo i he mas no c mbiba ta sì c «Ques e!» p zial

ont e s ntr

na er la a p vglia fo n casa, he c’era i ta era un onistag a i libri. v e una gag fò c f spazial na d ti er cop

o c o libr ’unic olta l

l c o i trat

rotag ui p

oraiv a e d vtica mas

ser be es ebtr he po

e. Ca lhe nsò Mic

l c sò i osind i Carnev ta d fes tra e, t nis si ei suoi g mera d ca e a lui alc gnata d ise

giat ti res a p tume d osc ò i libri su l mpi e, i alCarnev

librio, si a ui n eq oli i nd ene

ome al ò c ov anti alla t av o d solit

ori. Li tr enit on una mu uola, i sc uni libri d ma lti ’ u ell e d oriat lla mano n vviò i

e c r nvei e i iori e sior «S mo, v siocisfer unciò a gran v ann

evisione a el or he att ualc o q ontr l grand oi i o a v e, ecc he mo Mic sicisora palancand ce, s o sioder ccesa a r

a.tev he po c

12 po nci ri Da p e, ma poi i r semp

e.ent e emerg mo, siis l dilibri!»or e M l

cca più o la bo alancand

gnorar o i o l pio i Cicasc so li i mo mor ri l p

ome ono c zzò.tipno

«Oh, sono desolato gentile R. Stinky» commentò, sputacchiando schifato, «il suo libro sa di pesce andato a male. Dritto nella spazzatura». E poi: «Gentilissima miss F.W.

Daisy, il suo racconto ha il sapore dolce di un cesto di fragole di bosco appena colte». Si leccò i baffi e proseguì: «Lo conserverò per sempre tra i miei libri più buoni». E così via.

I Cicasco risero a crepapelle e più ridevano, più Michele mordeva e commentava. E in quel vortice di risate e soddisfazione a lui sfuggì un dettaglio che segnò l’avvio dell’avventura più incredibilmente tremenda che avrebbe mai vissuto.

e, Mic lhe«Mic

la!» ur omint ce omint «Ce ora i ce anc vo nt eee… ce lhe na d ò la matti l ur

hiese i osa?» c i c la d i sonno. tata d as mp la, omi vano. opo I on la lio c g l fi omint «Ce ano Cicasc Iv he a nsò c e p ne, p «Be evi» l ol he v c osa hai ca «C

l hi i cc li o

O-MI-LA!» scand N-T E pisci? C la ca alla f tasi d n es o i o al Gratta e Vi nt se vi vesa omp uoi c osì p à, c ap ò.uid o liq ò anc l o!» ur pit ì lehe licità. Mic e nci. o na hicc e la ma rar te ora più for anc e e g adr l p i e. «V larlluce anti ag av ò d li piant e i?» o ved i, l ed

Ivano, a insaputa del figlio, aveva registrato e pubblicato sul proprio profilo del social network BuzzBuzz un video dei suoi morsi con l’hashtag #mordilibri. In un giorno aveva raccolto migliaia di follower, visualizzazioni, like e commenti del tipo «BRO sei il mio idolo» e mani a forma di cuore, «ADOOROOO» e fiamma ardente a seguire, «#mordilibri, uno di noi» con emoji di occhi a cuore e altri commenti simili. I coniugi Cicasco non stavano nella pelle, saltavano e strillavano: «Evvai! Siamo delle star, dei buzzbuzzer, anzi dei bookbuzzer».

Le visualizzazioni continuavano a crescere di minuto in minuto e #mordilibri divenne rapidamente un hashtag di tendenza su tutti i social media. Tanto di tendenza che Ivano decise di modificare il nome del suo profilo personale in Michele Mordilibri.

«Chi si rode, adesso?» domandò euforica Maila.

«Dobbiamo pubblicarne un altro, subito. Voglio raddoppiare i follower. Michele svelto, preparati» incalzò il padre, su di giri.

Michele, al contrario, restò immobile. Non gli piaceva per niente tutta quella eccitazione, ma era una delle rare volte in cui li vedeva sorridere.

«E sia, per la missione Cicasco felici» sussurrò fra sé e sé.

14. Al lavoro! pag. 71

15. La scoperta » 77

16. Sospetti e bugie » 81

17. Porte misteriose » 85

18. Strano » 89

19. Allarme creativometro » 95

20. Puzzlebuzzer » 99

21. Voilà! » 105

22. Agli sgoccioli » 111

23. La porta rossa » 115

24. Gelatina di pesce » 121

25. Tutti a casa » 127

26. Joyfactory » 131

Storie per accendere la mente e il cuore. Letture per esplorare, divertirsi, vivere le emozioni, coltivare i sogni.

Dagli 8-9 anni

Leggere, Esplorare, Divertirsi

Caterina Pavan, Venti giorni

Chiara Lossani, Una torre contro il cielo

Luisa Carretti, Michele Mordilibri

Dai 10-11 anni

Leggere, Emozionarsi, Desiderare

Fulvia Degl’Innocenti, Assediata

Daniela Palumbo, La promessa del samurai

Zalumia, L’estate che non ti aspetti

Compra On Line

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Michele Mordilibri - Estratto by Paoline.it - Issuu