ALESSANDRO MAYER
IL VANGELO SUSSURRATO DAGLI ULTIMI Prefazione
MARCELLO SEMERARO
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Le citazioni bibliche sono tratte da La Sacra Bibbia nella versione ufficiale a cura della Conferenza Episcopale Italiana © 2008, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena
Per i testi citati dal magistero della Chiesa e dai documenti dei pontefici © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana
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DATE LORO VOI STESSI DA MANGIARE Francesca e il Vangelo della povertà
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rancesca non era capace di attirare l’attenzione di nessuno, taciturna e nascosta com’era, in mezzo a una cinquantina di coetanei del gruppo giovani. Vestita necessariamente casual, perché si capiva e si sapeva che, sebbene vivesse nella zona più malfamata della città, dove quasi tutti erano in situazione di disagio o di bisogno, lei proveniva da una famiglia che i poveri definivano « povera », tanto per dire che c’è sempre chi vive ancora più a sud… A scuola andava male – dicevano gli amici – ma anche questo non faceva notizia. E chi andava bene? Si contavano sulle dita i figli di « qualcuno » che riuscivano a stare almeno al passo con i figli di quelli che abitavano in altre zone. Nel gruppo non parlava quasi mai. Non era tra quanti prendevano la parola per proporre iniziative, né tra quelle che 75 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
civettavano con i ragazzi. Non faceva parte neanche di quei tipi che combinavano bravate nel quartiere, sai com’è, giusto per farsi notare: atti di bullismo, qualche lite, piccoli atti vandalici... Queste cose erano all’ordine del giorno per gli altri, ma per lei no. Non faceva neppure parte del gruppo dei « fatti », anche se sapeva darti l’elenco preciso di chi faceva uso di sostanze e di quali. Si può dire ancora che era di quelle che al gruppo una volta ci venivano e tre no: la sua presenza non era così rilevante, tanto che molti si sentivano anche autorizzati a mettere in dubbio se avesse il diritto a considerarsi parte di esso. A dirla senza mezzi termini: in un gruppo di persone che nella società bene contavano poco o niente, lei contava ancora di meno. È questa una caratteristica terribile della povertà: non sei nessuno, non conti niente, non sei speciale per nessuno. E ti nascondi ancora di più, se la comunità non si adopera per far venire fuori ciò che veramente sei. Eppure qualcosa cominciò ancora a peggiorare… 76 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
A scuola andare malino non era niente di nuovo, ma farsi bocciare senza pietà, quando hai comunque una buona capacità di apprendimento, era da non crederci. Poi i piercing: in quegli anni cominciavamo a conoscerli al cinema o in tv, ma mostrarli a tutti man mano che aumentavano sulla sua pelle diventava una news interessante in quell’ambiente circoscritto. E ancora: iniziare a rubacchiare qualcosa in chiesa per poi farsi scoprire subito, prendere la parola apparentemente a vuoto in ogni riunione… Interpretammo subito tutti questi gesti come segnali di una richiesta di aiuto. Uso il plurale volutamente. Con me si aprì in un modo inaspettato e fecondo, ma questo – a mio e suo avviso – fu dovuto anche al clima di particolare generatività che si creò in quella comunità di credenti. Armonia e collaborazione tra i presbiteri, presenza stabile di alcune famiglie che seppero creare un ambiente in cui le persone si sentivano accolte per quello che erano e – ogni tanto si deve usare questa parola quando è reale – si sentivano amate, perché c’era chi dedicava loro attenzione e investiva su di loro risorse economiche, 77 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
materiali e umane, come il tempo, la condivisione degli spazi, comportamenti inclusivi nel programmare e realizzare attività… Non che non ci fossero problemi (e quanti!), ma in linea di massima la fede per tante persone si esprimeva abbastanza bene negli ambiti caratteristici della preghiera comune, dell’ascolto e annuncio della Parola e della vicinanza concreta ai poveri. E tutto questo aiutava non poco. Fu così che si scoprì che Francesca lavorava sin dall’età di dodici anni e non lo sapeva praticamente nessuno. Ecco uno dei motivi per cui era spesso assente nelle attività o era distratta e assonnata quelle poche volte in cui era presente. A lavorare ci andava con la mamma, che di per sé avrebbe dovuto proteggerla da questo sfruttamento, eppure né la piccola né l’adulta vivevano questa esperienza come qualcosa di sbagliato, anzi la coglievano come un’opportunità. E questa era l’evidenza più grave della loro povertà. Ci raccontava che i primi anni, quando la sua presenza era del tutto illegale, veniva impiegata in posti nascosti, non visibili ai più, e che era stata istruita su come nascondersi, in caso di controlli da parte dell’ispettorato del lavoro. 78 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
Crescendo poté regolarizzare la sua posizione lavorativa, ma insieme agli anni crescevano anche le attenzioni degli adulti. Ed è in questo periodo che si colloca il suo racconto più doloroso, quello riguardante una relazione affettiva all’età di quattordici anni con un datore di lavoro di trentacinque, durante la quale aveva subito vari tipi di violenza. Ne parlava accusandosi di comportamenti di cui si vergognava, si sentiva colpevole di aver sedotto lei quest’uomo con il quale la relazione fu interrotta solo perché a quindici anni fu scoperta e minacciata da sua moglie. « Ma la mamma lo sa? », fu la prima e sola domanda che ebbi il coraggio di rivolgerle in quell’occasione. « Forse sì, forse no. Credo lo abbia capito ma non ne abbiamo mai parlato apertamente nei dettagli », mi rispose. Certamente la madre non fece niente di quello che io mi sarei aspettato, anzi le consigliò di non parlare mai di questi argomenti con nessuno, perché temeva che se la gente avesse sospettato sarebbe stato peggio e forse – non saprei – anche perché non si potevano permettere di perdere quel lavoro. Sul79 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
la famiglia, però, Francesca non ha risentimenti, anzi nutre fondamentalmente un senso di gratitudine. È interessante, perché io mi ero lasciato andare subito a giudizi affrettati. Lei mi corregge – ancora oggi come allora – e mi dice che non si poteva pretendere di più in quel momento da chi le stava vicino. Non bisogna farne subito una colpa, perché occorre valutare tutte le circostanze. « In famiglia si parlava sempre di Gesù », mi racconta. « Ed eravamo abituati a dire le preghiere semplici, a partecipare alla messa domenicale e a essere generosi con tutti. Questi insegnamenti erano per me uno stile di vita. Poi crescendo non sempre li ho messi in pratica, ma li avevo fissi nella mente, sapevo quale fosse la strada “buona” di Dio ». L’effetto però delle violenze subite aveva provocato in quel tempo una sorta di torpore e di rifiuto della vita. In questa comunità di persone Francesca, oltre a cominciare ad aprirsi, si è mostrata assetata di speranza, di racconti belli, ansiosa di re-imparare le pagine del Vangelo, che aveva già ascoltato da bambina.
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Egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro (Mc 6,34). Voi stessi date loro da mangiare (Mc 6,37).
La compassione di Gesù Francesca l’ha sperimentata attraverso i credenti, che senza rendersene conto hanno continuato la sua opera « dando essi stessi da mangiare » (cfr. Mc 6,37). Ha ripreso a pregare, anche a studiare, perché – sappiamo bene – il problema non era, così come asseriva all’inizio, che i professori non credessero in lei. Era lei che non riusciva a dare fiducia a sé stessa. Ma a un tratto tutto diventava possibile, anche essere promossa senza difficoltà, ricevere un ottimo voto alla maturità, affrontare con coraggio la malattia e la morte della sua migliore amica, diventare una leader per il gruppo dei più piccoli, iscriversi all’università! Sarebbe bello raccontare di più di quel periodo, ma non è possibile per preservare il suo anonimato. Le chiedo se posso almeno citare una delle sue trovate. Quando in un incontro 81 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
di giovani chiesi di cambiare il testo di una delle canzoni in voga in quel periodo per esprimere l’esperienza vissuta durante un campo estivo, all’innocuo verso dei Velvet « negativi di un’estate», narrante semplicemente gli scatti fotografici di un’estate felice, lei contrappose « positivi di un’estate ». Con questa fissa di trasformare il negativo in positivo si è svolta negli anni a seguire la vita di Francesca, in un intreccio tra povertà e Vangelo dalle mille sfumature. La delusione straziante di un’ulteriore violenza psicologica subita durante gli studi universitari, da parte di responsabili di un movimento a cui si era legata in quel periodo, l’ha portata a dubitare di ogni persona che fa della propria appartenenza ecclesiale una bandiera troppo ostentata. Tuttavia questo non le ha tolto la volontà di devolvere una parte del « suo » – e questa volta solo suo – primo stipendio di lavoro legale all’Istituto per il sostentamento del clero. « I sacerdoti sono essenziali per la nostra fede. La Chiesa poi, durante la mia giovinezza, è stata per me un trampolino di lancio. Attraverso bravi sacerdoti mi ha dato la possi82 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
bilità di curare le mie ferite, ha avuto tanta pazienza, mi ha dato tanta fiducia, mi ha fatta sentire amata. Mi reputavo meno di niente, ma ho scoperto di avere tante qualità preziose che oggi metto a servizio degli altri ». Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi! (Mc 10,21).
Da grande ha deciso di lavorare con i poveri. Occupazioni precarie, ogni volta e fino a oggi, nonostante i suoi titoli accademici e le sue soft skills, ma sempre con i poveri. Mi chiama un giorno per dirmi che è disoccupata da pochi minuti. « Che hai combinato? », le chiedo. « Mi sono licenziata », risponde. « Non ce la facevo più. Mi costringevano a trattare le persone come carcerati. Non c’era relazione. Non riuscivo più a pensare a quell’incarico come un lavoro né tantomeno come un servizio. Mi sembrava di appoggiare un sistema che di fatto non condividevo. Non è ciò in cui credo. L’altro giorno un ragazzo ha tentato di tagliarsi la gola con una lametta solo per avere 83 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
la possibilità di parlare e uscire. Nessuno voleva parlargli tranne me. Dopo un’ora di mediazione mi ha consegnato la lametta, ma poi tutto è tornato come prima ». Resto interdetto in un primo momento, perché il suo lavoro era apprezzato e aveva raggiunto una posizione di rilievo all’interno di un’organizzazione importante. Dopo qualche settimana vengo a sapere dai notiziari che c’era un’inchiesta in corso sui responsabili della sua organizzazione e che alcuni, compresi membri delle forze dell’ordine, erano sul registro degli indagati. Lei se n’era accorta. Ha tentato di lottare per mantenere l’ambiente sano, ma poi ha fatto l’unica scelta possibile, pagandone le conseguenze con la perdita del posto di lavoro. Negli anni a venire l’ho vista rinunciare a un anno di lavoro per offrire la sua disponibilità in un progetto di solidarietà. L’ho ammirata perdonare una persona che l’aveva calunniata pubblicamente, senza chiedere niente. «Non è capace di riconoscere le sue responsabilità », mi dice. « È inutile chiedere ciò che non può dare ». 84 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
Già tre volte, nel corso degli anni, le è capitato di « sciupare » per persone in stato di necessità quel poco che era riuscita a mettere da parte con il lavoro. La fiducia e l’amore per il Vangelo l’hanno resa una donna forte e irremovibile, ma al contempo una persona sempre povera; ora, però, non come disgrazia caduta dal cielo, bensì come scelta di vita, come stile. Mi evangelizza perché con il suo comportamento convince anche me di avere fiducia in colui che l’ha chiamata. « Oggi Gesù mi parla attraverso la gente », mi dice quando le faccio leggere queste pagine. « In particolare attraverso le persone che soffrono maggiormente. Con queste ultime, non so spiegarlo, ho un rapporto empatico. Ci riconosciamo a vicenda. Quando incontro qualcuno invece che mi fa del male cerco di capire come Gesù avrebbe vissuto quel momento e come avrebbe amato. A volte mi capita di cedere alle mie debolezze e all’odio rispondo di impulso con odio, ma poi dopo torno indietro sui miei passi e cerco di volere bene parlando, chiarendo, cercando la verità con onestà, per far sentire accolto chiunque ». 85 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
Negli ultimi tempi parlare con lei a lungo è diventato un problema, perché il suo telefono è perennemente occupato dalle chiamate dei suoi dipendenti che le chiedono consigli in continuazione, sia dal punto di vista lavorativo sia personale. Francesca ha imparato ormai a dare sé stessa da mangiare. Tra coloro che l’hanno sfruttata e violentata dall’alto delle proprie posizioni e il suo Signore che l’ha amata dal basso, ha scelto di imitare lo stile di vita di quest’ultimo. Quando le chiedo cosa pensa circa il rinnovamento della Chiesa nell’attuale processo di sinodalità mi risponde: « Nulla dovrebbe impedire oggi alla Chiesa di parlare al cuore degli uomini. Il Vangelo è quello di sempre. Ciò che impedisce alla Chiesa di farlo sono alcune persone che la abitano. Molto spesso sono lontane dalla vita reale della gente, dai drammi del presente. Le persone di chiesa sono spesso chiuse nelle sacrestie, nei movimenti, nelle associazioni, nei palazzi, dimenticando che il Vangelo è fatto per essere vissuto e portato fuori, nei posti più impensabili. Gli uomini di chiesa hanno di86 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
menticato che il Vangelo più che predicato va soprattutto vissuto. Gesù ha detto il necessario, il resto lo ha fatto. È lì che ci giochiamo la credibilità ». L’abbigliamento di Francesca è rimasto necessariamente casual.
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ANGELO DI DIO, CHE SEI IL MIO CUSTODE… Tina, Enza e il Vangelo della gratitudine
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ina va in chiesa tutte le domeniche al mattino presto, alla messa celebrata da un prete anziano in tempi record, seduta nell’angolo in fondo, così che è l’ultima a entrare e la prima a uscire. Non ama essere vista. Qualche volta ci entra per qualche minuto di preghiera, ma sempre quando non c’è nessuno. Ha difficoltà nei rapporti ravvicinati con le persone. Si mantiene sempre a distanza. Però dice che quel pur brevissimo tempo trascorso in chiesa le serve per non perdere il contatto con Dio. Nella misura del possibile vuole apparire curata e moderna. Usa lo smartphone e WhatsApp, scatta foto; nei messaggi più emoticon che parole. Enza partecipa invece alla messa « lunga » la sera e arriva con largo anticipo. Si siede pure lei nell’angolo in fondo, ma ama stare lì per tempo, anche quando in chiesa non è ancora 89 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
arrivato nessuno; poi le piace sentire recitare il Rosario, ascoltare le prediche e confessarsi sovente. Dice che quello è l’unico posto dove sta veramente in pace. È sempre vestita di nero e parla pochissimo, quasi esclusivamente in dialetto, che con l’italiano lasciamo stare; sul vecchio telefonino non ha neanche una rubrica perché non ci vede bene e poi… è troppo complicato. Due donne, tante differenze, a partire dall’età, ma anche alcune caratteristiche simili. Entrambe sono accomunate dal coraggio di denunciare le violenze domestiche subite dai rispettivi mariti. Enza aveva avuto il coraggio di farlo già tanti anni fa, ma all’inizio non era stata creduta e così ha dovuto convivere ancora a lungo in casa con il marito. Casa per modo di dire. Quella vera, dove avevano vissuto in gioventù era andata persa a causa dei debiti accumulati e da un po’ di tempo si erano dovuti adattare a una casetta estiva vicino al mare, senza riscaldamento, senza porte interne, quasi senza mobilio. La pensione del marito veniva già corposamente erosa da quei 90 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
debiti pregressi e lei doveva riuscire a fare la spesa per tutti con quel po’ che riusciva a ottenere da lui. Poi a un certo punto le indagini hanno fatto il loro corso e il marito è finito in prigione. La comunità cristiana è riuscita a esprimere vicinanza in maniera riservata attraverso gli animatori della Caritas parrocchiale e lei si è sentita sostenuta nella sua battaglia per cercare di ridare almeno un po’ di dignità alla sua famiglia. All’inizio i viveri e qualche piccolo sussidio economico glieli davamo di nascosto e di rado, per non dare nell’occhio al marito. Poi, durante il tempo della detenzione, notavamo che inaspettatamente gli aiuti li richiedeva ancora più spesso di prima. È venuto fuori che la maggior parte di ciò che riceveva lo metteva da parte proprio per lui, che andava a visitare regolarmente in carcere ogni settimana. « Mi ha fatto tanto male », confidava. « Ma mi sento legata a lui dal sacramento del matrimonio ». Noi d’istinto ci portavamo le mani ai capelli, lei invece, piangendo, si stringeva il petto. 91 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti (Mt 5,44-45).
Quasi due anni di detenzione vissuti così, tra una parziale libertà riconquistata e una specie di rimorso per noi incomprensibile, come se si sentisse « causa » di quanto accaduto a suo marito. A poco servivano le nostre rassicurazioni, le delucidazioni giuridiche per dimostrare che la causa di quell’arresto erano state le violenze perpetrate e verificate dagli inquirenti e non di certo la sua segnalazione. « Ma adesso è malato ed è solo », continuava. « Nessuno si prende cura di lui ». L’aggravarsi della malattia di suo marito ha determinato la scarcerazione e così Enza lo ha ripreso in casa, accudendolo nel suo ultimo mese di vita fino alla morte. Quando le abbiamo consegnato una somma di denaro donata da un benefattore per 92 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
far fronte alle spese funerarie, dal già esiguo gruzzoletto ormai nelle sue mani ha tolto venti euro e me li ha consegnati. « Per una messa », ha detto. « Non c’è bisogno », rispondo. « Se non do l’offerta non vale », controbatte. « E lui ha bisogno di tante preghiere ». Ora si è rasserenata un po’. Riceve in reversibilità una parte della pensione di suo marito; vive povera ma con dignità e riesce ogni anno ad aggiustare qualcosa in quella catapecchia che ora però è sua. In comunità quasi nessuno conosce la sua storia e quasi nessuno conosce nemmeno il suo nome. Tutti sanno però che quello è il « suo » posto in chiesa. Tanti si chiedono chi sia questo sconosciuto Antonio per il quale ogni mese, alla stessa data, si celebra la messa di suffragio senza che nessuno si metta in prima fila. Tina era venuta chiedendo qualche aiuto in alimenti, ma poi ha cominciato ad aprirsi. Per la sua famiglia la differenza l’ha fatta il lavoro di squadra e l’attivazione della rete di solidarietà sociale, seppur nel rispetto dei tempi e con giusta riservatezza. Ci sono voluti an93 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
ni perché arrivasse a fidarsi di chi era disposto ad aiutarla. Temeva per sé, per le figlie e i figli, perché una denuncia senza garanzie protettive poteva peggiorare ancor di più la situazione. Sono state brave le forze dell’ordine nel dimostrare vicinanza e professionalità costante, e il loro tempestivo intervento è stato risolutivo. In casa di Tina non entra nessuno da anni, nemmeno io. Si vergogna per le condizioni di miseria in cui versa. Vorrebbe lasciarla, quella casa che per lei è piena di ricordi da cancellare, ma per tanti motivi burocratici è meglio che ci resti dentro ancora per un po’. Vorrebbe una casetta piccola in cui ricominciare dall’inizio, da tenere pulita, sistemata, con un posto dove poter preparare e offrire un caffè agli ospiti. Non il frigo e lo scaldabagno perennemente mal funzionanti che le consumano elettricità a vuoto, non quel lavandino dove è andata a sbattere con la testa chissà quante volte, non quel letto – lì, dice, ci sono i fantasmi –, non il tappeto dove era costretta a dormire, non quel tavolo dove preparava ma non mangiava, perché le scatolette della parrocchia le consumavano di nasco94 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
sto dal marito. Credo desideri anche un’altra città nella quale non essere vista con sospetto dagli estranei e con disprezzo da alcuni familiari. Come se essere strumenti di verità e di giustizia per sé e per gli altri fosse un crimine e non un atto meritorio di coraggio. Oggi, ogni volta che qualcuno le porta qualcosa o le offre un lavoretto, o quando si riesce ad aiutarla a pagare una bolletta, dice che qualche fantasma si allontana e poi ringrazia con un messaggio sempre lungo. Parole pochissime, poi emoticon di cuori e soprattutto di angeli a non finire. Il diavolo si allontanò da lui (Lc 4,13). Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo (Lc 22,43).
La povertà ha mille volti. Per Tina ed Enza ha il volto della violenza e, soprattutto, della solitudine. Dell’abbandono da parte di chi vorremmo ci amasse. Queste situazioni spesso inducono altri disagi che provocano ulteriori situazioni di sofferenza e povertà. Esempio? I sensi di colpa, la depressione, la 95 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
progressiva trascuratezza nella cura del proprio corpo e della salute, il disinteresse per la cultura e il divertimento, la perdita delle amicizie, la diffidenza in famiglia, l’esclusione progressiva dalla vita sociale. Eppure in questa solitudine entrambe hanno riscoperto la presenza dell’amore di Dio, che hanno saputo scorgere nella solidarietà di persone che neanche conoscevano e dalle quali mai avrebbero potuto prevedere di essere amate. E – chissà com’è! – pregano, pregano tanto, perché hanno fiducia. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. (…) « Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato! » (Lc 17,15-19).
Sembrano donne debolissime, eppure hanno dimostrato una forza sovrumana. Credo che l’aggettivo più adatto sia « soprannaturale ». Grazie al sostegno della comunità sono state capaci di realizzare opere grandi. Il « grosso » lo hanno messo loro. L’aiuto è sta96 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto
to piccolo in termini quantitativi, ma necessario per dare lo slancio. Non ci hanno insegnato che è proprio in questo modo che opera la « grazia » di Dio? È tutto questo il loro Vangelo! Ci evangelizzano con il loro stile semplice e con la forza interiore che sperimentano e dimostrano, con la capacità di vivere una vita povera, con la profondità della loro preghiera che non è solo richiesta, ma spesso espressione di gratitudine a Dio direttamente e a quanti ritengono suoi strumenti.
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Indice
Prefazione di Marcello Semeraro
pag. 5
Premessa
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La gioia del Vangelo I poveri, nostri evangelizzatori I soggetti della nuova evangelizzazione Solo uno slogan? Il Vangelo dei poveri
13 13 14 19 22 26
I miei occhi hanno visto la salvezza Ndoc e il Vangelo della misericordia » 31 Questo povero grida e il Signore lo ascolta Antonio e il Vangelo della fiducia » 47 Il Signore è come ombra che ti copre Mimmo e il Vangelo della pazienza
» 59
Date loro voi stessi da mangiare Francesca e il Vangelo della povertà
» 75
Angelo di Dio, che sei il mio custode… Tina, Enza e il Vangelo della gratitudine
» 89
Se anche dessi il corpo alle fiamme Mario e il Vangelo della fedeltà
» 99
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La pietra scartata è testata d’angolo Nando e il Vangelo della risurrezione
pag. 113
» La povertà ha mille volti » Siamo tutti poveri » I poveri ci evangelizzano » Il miraggio di una Chiesa del benessere » Gesù, il povero evangelizzatore » La Chiesa della relazione »
Conclusione
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Stampa: GECA - Divisione Libri di Ciscra S.p.a. - 2026
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