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FELICI GLI AFFLITTI... Dossier n. 7 novembre 2014 estratto - Paoline

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D O S S I E R

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Felici gli afflitti

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Ragazzi &

Dintorni

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Novembre 2014

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Ragazzi & dintorni

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«Beati gli afflitti…: pronunci questa beatitudine e vedi i volti dei ragazzi titubanti, tra lo sconvolto, lo stupito e il disappunto… È una Beatitudine carica di rivoluzione. In essa c’è il segreto della vera felicità!». A partire dalle canzoni si fa prendere coscienza ai ragazzi dei loro stati d’animo di fronte alle delusioni, per farci conduttori, noi, dell’alta tensione evangelica (Musica e fede). Con questa luce in più si considerano le situazioni di sofferenza e la mentalità del mondo riguardo ad esse (Focus), per cogliere dove la gente cerca la felicità e qual è, invece, l’orientamento che dà Gesù (Attualità). Egli dice beati non i piagnoni, ma i combattenti contro ciò che si oppone al progetto di Dio: miseria, violenza… (Bibbia nella vita). Sul web si possono cercare sia brani biblici o immagini da assemblare, sia interessanti approfondimenti verbali, musicati o in video (In rete). Ci si concede, poi, una pausa divertente con il «Memory della felicità» (Beatitudini). Il film spinge oltre il dolore dell’esistenza, per restituire la dignità di persone (Ciak si gira). Significativa è la testimonianza di Edith Stein, segnata dalla sapienza della Croce (Testimoni). Un’altra sosta, ma contemplativa, si propone con l’Ecce homo di Rouault, per lasciarsi interpellare da Gesù sofferente (Gesù nell’arte). Il Test è una opportunità per misurare coraggio e sensibilità. Con la Celebrazione si consegnano al Signore tutte le pene e si celebra la sua presenza d’amore fra noi.

SOMMARIO Focus

Educare al «pianto» che rende beati - T. Lasconi

...

pag.

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Bibbia nella vita Felici quelli che sono nel pianto - Tonino Lasconi . . . . »

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Beatitudini

Chiamati alla felicità - Barbara Corsano . . . . . . . . . . . . . . . . . . »

5

Attualità

Chi ama è disposto a soffrire - Fausto Negri . . . . . . . . . . . . »

6

In rete

Afflitti-beati sul web - Alessia Cambi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . »

7

Musica e fede

Non mollare mai! - Mariangela Tassielli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . »

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Ciak, si gira

Tenere alta la speranza - Cecilia Salizzoni

...............»

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Gesù nell’arte

Cristo, il sofferente - Fausto Negri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . »

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Test

Il coraggio e la sensibilità - Maria Teresa Panico . . . . . . »

14

Celebrazione

Occhi aperti - Dalia Mariniello

................................»

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Testimoni

Edith Stein - Redazione

.........................................»

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RAGAZZI & DINTORNI - In sintonia con papa Francesco che ha indicato le Beatitudini come tema per le GMG, entriamo in questo «Vangelo sfidante», per assumere atteggiamenti e comportamenti evangelici che, sulla scia di Gesù, facciano vivere la gioia vera. La vivacità di proposte, con l’utilizzo di tutti i linguaggi, caratterizza il percorso per ragazzi/e di 12-16 anni. Da valorizzare in itinerari di catechesi, campiscuola, ritiri…

Tema: Porta della felicità Felici voi… - Felici gli afflitti - Felici i nonviolenti Felice chi cerca la giustizia - Felici i misericordiosi - Felici i puri di cuore Felici i costruttori di pace - Felice chi è ad «alta fedeltà»


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Beatitudini

Barbara Corsano

CHIAMATI ALLA FELICITÀ

esta dei santi: Le Beatitudini • Mt 5,1-12 Gesù ci chiama a una felicità che bisogna saper scoprire! Il segreto è nel saperci amati da Dio, nel leggere la nostra storia all’interno della grande storia d’amore di Dio con noi.

F

ATTIVITÀ - Memory della felicità Nelle Beatitudini è «il segreto della felicità»… Per conoscerle costruiamo il memory della felicità. 1. Ritaglia con attenzione le fotocopie, su cartoncino, delle carte del memory. 2. Su ogni carta disegna nel riquadro una vignetta, o incolla un’immagine, che rappresenti la Beatitudine indicata. • Dopo aver mescolato le carte e disposte coperte sul tavolo, scoprine due: se si completano, avrai trovato «la coppia giusta», altrimenti, le rimetti girate sul tavolo. Si gioca sia da soli sia in gruppo; vince chi scopre più coppie!

3. Per il gruppo si realizzano carte più grandi e si possono inventare diverse modalità di giochi. • Si divide il gruppo in due squadre. Si scopre una carta per volta e si chiede di indovinare la I parte della frase o la II, dipendendo dal mazzo da cui si prendono. Il gruppo «che vince» si impegna a vivere la felicità e a far felici quelli dell’altro gruppo, e non solo, attuando una Beatitudine. Naturalmente l’altro gruppo cerca di gareggiare, superando nel bene gli altri. • Si distribuisce una carta a ciascun ragazzo (se ne realizzano in numero sufficiente per tutti) e ognuno cerca chi ha la parte che completa la sua Beatitudine. Quelli che hanno la stessa si incontrano, per approfondirla insieme; individuare quali persone la vivono e perché; quale messaggio ricevono per la loro esistenza. • In gruppo, poi, si comunica quanto rilevato e si assume un impegno da vivere insieme.

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Ciak, si gira

Cecilia Salizzoni - c.salizzoni@diocesitn.it

TENERE ALTA LA SPERANZA

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Con la seconda beatitudine, entriamo nel cuore del mistero cristiano che unisce croce e salvezza: l’afflizione, portata all’estremo, e la felicità, sottratta anch’essa all’attimo fuggente e trasformata in orizzonte permanente di vita, ora e sempre. Ma come affrontare un tema simile con preadolescenti che non sono più educati a includere il limite e la negazione all’interno del proprio orizzonte di vita?

Il cinema, così come la letteratura, si nutre di storie di afflitti che, alla fine di molte traversie, trovano una soluzione. Molti dei film già proposti su queste pagine potrebbero essere riutilizzati, in primo luogo Monsieur Lazhar, presentato in una chiave tematica analoga a questa, nel numero di aprile 2014. Molti film contemporanei raccontano, poi, un’afflizione diffusa, sperimentata da ragazzi e adulti, generata dalla rottura delle relazioni familiari. Spesso, però, optano per soluzioni al ribasso, per non frustrare ulteriormente il bisogno dei ragazzi. Per un racconto che tenga aperta e alta la speranza, invece, ci si può servire di una storia vera – The Blind Side, ad esempio (Catechisti parrocchiali, febbraio 2013) – oppure di un racconto che si regge sulla metafora e riporta il cinema alle

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origini, nel punto di confluenza con la letteratura di fine Ottocento. È quanto ha fatto in modo magistrale Martin Scorsese, portando sullo schermo un libro per ragazzi unico nel suo genere: La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick (Mondadori, 2007).

OLTRE IL DOLORE DELL’ESISTENZA La storia è quella del dodicenne Hugo che, dopo la madre, perde anche il padre e si ritrova a fare l’orologiaio clandestino della stazione ferroviaria di Montparnasse al posto di uno zio spietato e ubriacone. Qui la sua vicenda si intreccia con quella del padrone di un chiosco di giocattoli a cui il ragazzo sottrae pezzi e utensili meccanici, per portare a termine l’impresa che lo tiene ancora legato al padre: rimettere in funzione un automa ritrovato dal genitore nelle soffitte del Museo di scienze, dove lavorava come custode. L’automa raffigura uno scrivano; Hugo è convinto che se riuscirà a farlo funzionare, dalla sua penna uscirà un messaggio del padre tragicamente scomparso. Invece, quando alla fine di molte peripezie riuscirà nell’impresa, otterrà uno schizzo e una firma: «Georges Méliès». Grazie all’aiuto di Isabelle, orfana pure lei adottata dal-


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