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GENNAIO 2026 Anno 2025-2026 Anno LXII – Poste Italiane s.p.a. – Sped. in abb. post. – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004) art. 1 comma 1 DCB - ROMA - € 3,00
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Itinerario per i ragazzi
IN GESÙ SALE E LU CE DEL
MONDO
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Preghiera per l’unità dei »cr «Uno solo è il cor po...
MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO
Il 1° gennaio celebriamo la solennità di Maria, Madre di Dio. Tale dogma (verità di fede) fu proclamato durante il Concilio di Efeso (nel 431), dove si affermò la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo e, quindi, la maternità divina di Maria. Il Natale Sanctae Mariae è celebrato a Roma dal VI secolo, il 1° gennaio, ottavo giorno dopo il Natale, fino al 931, quando papa Pio XI ne spostò la memoria all’11 ottobre, in occasione del quinto centenario del Concilio di Efeso. La solennità è stata ripristinata al 1° gennaio, con la riforma liturgica del 1969, frutto del Concilio Vaticano II. Compare non solo il titolo di «Madre di Dio» (lat. Dei Genetrix e greco Theotokos), ma anche il nuovo titolo di «Madre della Chiesa» (Mater Ecclesiae), enunciato da Paolo VI. Dal 1968 si celebra in questo giorno la Giornata Mondiale della Pace, istituita da Paolo VI.
SOTTO IL TUO MANTO Testo tradizionale - Musica di Marco Frisina Sotto il tuo manto, nella tua protezione, Madre di Dio, noi cerchiamo rifugio. Santa Madre del Redentore. Santa Maria, prega per noi, Madre di Dio e Madre nostra. La nostra preghiera, Madre, non disprezzare il nostro grido verso te nella prova. Santa Madre del Redentore. Rit. Liberaci sempre da ogni pericolo, o gloriosa Vergine benedetta. Santa Madre del Redentore. Rit.
Beato Angelico, Madonna dell’Umiltà, 14331435 ca., Museo nazionale d’arte della Catalogna (Barcellona)
Marco Frisina BENEDICI IL SIGNORE - TU SARAI PROFETA Paoline Roma - Cd € 17,90 - Spartito voci-organo Tu sarai profeta € 13,00 Un’opera contenente due Cd: Benedici il Signore (13 canti), Tu sarai profeta (10 canti) e il libretto cartaceo con i testi dei canti. Album per la liturgia e la preghiera, riproposti con nuova orchestrazione ed esecuzione.
Editoriale
M. Rosaria Attanasio
TESTIMONI DI LUCE E SAPIENZA IN GESÙ!
C
arissimi catechisti e catechiste, a gennaio iniziamo un nuovo anno civile/sociale nella luce e nell’amore del Signore. È di grande consolazione per noi la certezza che ci dà Gesù di essere sale e luce del mondo: sale che infonde il sapore e il gusto di Dio e luce che si espande, illuminando gli ambienti e le persone che incontriamo. Noi stessi, ricolmati dalla grazia di Gesù, siamo segni e comunicatori del suo amore con i nostri atteggiamenti, gesti e azioni. La fede non possiamo darla, perché è dono di Dio per tutte/i, ma, come testimoni viventi del Vangelo, possiamo attirare a Gesù, facendo assaporare la bellezza e la bontà del suo messaggio di vita e di pace, perché donne e uomini, ragazzi e adulti lo incontrino e stabiliscano una relazione intima con lui.
Siamo chiamati a essere una presenza vivificante e pacificante, come evidenzia papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2026), il cui tema è: «La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”». In un tempo di conflitti e di violenze il Papa invita tutta l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per realizzare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. Una pace disarmata, libera da paura, odio, minacce, che scaturisca da un cuore pacificato, da una personalità armonizzata, orientata a cercare e a impegnarsi per il bene di tutti, prima che per il proprio benessere; e disarmante, capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori, valorizzare e stimare le sorelle e i fratelli, generando fiducia, empatia e speranza. È bene invocare la pace, ma, per dare valore e forza alla preghiera, occorre incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale, per stabilire relazioni pacifiche e pacificanti.
In tale prospettiva di fraternità, riconciliazione e unità ci orientano: gli itinerari, con l’invito a essere sale e luce del mondo, attraverso le nostre opere buone, perché coloro che ci incontrano rendano gloria al «Padre che è nei cieli» (cfr. Mt 5,13-16); la Preghiera per l’unità dei cristiani sul tema dell’unità della Chiesa come «un solo corpo…», dove si evidenzia che tutti siamo chiamati a vivere in comunione per costruire, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, una Chiesa unita, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo (cfr. Ef 4,1-3); l’anno liturgico, con il tempo ordinario, che è spinta per noi a essere fedeli al Vangelo e a vivere la vera libertà, che Gesù ha inaugurato il mattino di Pasqua, rinunciando a egoismo, gelosia, odio, vendetta, cattiveria, falsità, per far crescere in noi lo spirito di generosità, perdono, condivisione, sincerità, rispetto per gli altri e collaborazione; la proposta di una catechesi partecipativa e coinvolgente, in cui si sollecita a «stare nella relazione», liberandosi dalla ricerca del successo e della fama. Il Dossier per i ragazzi «… in classe» indirizza al confronto e all’interscambio, per crescere insieme nei valori. Buon anno di luce, riconciliazione e amore in Gesù e Maria, Regina della pace, per essere tessitori di unità e comunione! Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
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PER ABBONARSI
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Indice
Proprietà: Istituto Pia Società Figlie di San Paolo Direttrice responsabile: M. Rosaria Attanasio Consiglio di redazione: A.T. Borrelli, G. Collesei, B. Corsano, T. Lasconi, E. Salvatore, M. Tassielli Progetto grafico e impaginazione: Bard Ziadivi Copertina Catechisti parrocchiali: Clara Esposito (Grafica) Foto Catechisti parrocchiali: Archivio Paoline, pp. 3, 7, 15, 17, 20, 26-29; F. Zubani, pp. 5, 8, 12-13; Monkey Business Images/Shutt.com, p. 6; David Orcea/Shutt.com, p. 11; Trzykropy/Shutt.com, pp. 14-15; donnad.it - Bahtiar Maulanaa/Shutt.com, p. 17; Adobe Stock, p. 19; Part. Miniatura Les Très Riches Heures du duc de Berry, p. 26; Andrej Rublëv, p. 29; F. Velasco, pp. 30, 32, 34, 36, 38; P. Venturi, p. 43; ViDI Studio/Shutt.com, p. 48. Copertina Dossier: VGstockstudio/Shutterstock.com Foto Dossier: E. Aceti, p. 3; B. Lopez, p. 5, 15; AnnaStills/Shutt.com, pp. 8-9; Ole.CNX/Shutt.com, p. 10. Per immagini legate a eventuali diritti di autore, informarne la Direzione che provvederà a saldare il corrispettivo dovuto. Direzione e amministrazione: Via Antonino Pio, 75 - 00145 Roma email: ed.riviste@paoline.it - telefono: 06.54.956.416 - fax: 06.54.956.578 Stampa: GB Marketing srls via Monte Bianco, 5 - 00071 Pomezia (RM) - tel. 06.9555014 Finito di stampare l’11 novembre 2025 Spedizione: Poste Italiane s.p.a. - Sped. in abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004) art. 1 comma 1 DCB ROMA
CONfrONTIAMOCI EditorialE Testimoni di luce e sapienza in Gesù.....3 M. Rosaria Attanasio
Una copia € 3,00 Abbonamenti - Da set./ott. 2025 a maggio 2026: € 15,50 Paesi europei: € 34,00 - Altri Paesi: € 38,00 Cumulativi: ogni 6 abbonamenti sottoscritti, inviati a un unico indirizzo, 1 è in omaggio. Fuori tempo di scadenza saranno inviati i numeri arretrati. Un numero arretrato: € 5,00 - Cambio indirizzo: € 0,55 Digitale € 2,00 • Bonifico bancario: IBAN - IT23 S076 0103 2000 0000 0822 007 Periodico Via Verità e Vita - Catechisti parrocchiali Ist. Pia Soc. F.S.P. Causale: Catechisti parrocchiali • Conto corrente postale n. 822007 intestato a: Via Verità e Vita - Catechisti parrocchiali Via Antonino Pio, 75 - 00145 Roma Nella causale del versamento indica se l’abbonamento è nuovo o rinnovato. Per un servizio più celere invia un fax al numero 06.54.956.578 o email a: abb.riviste@paoline.it con la tua richiesta, la fotocopia del versamento, il numero telefonico ed eventuale email. Oppure abbonati online su paolinestore.it / Riviste. Puoi rivolgerti anche alle librerie Paoline e San Paolo.
in dialogo con i catEchisti Spegnere i cellulari... o accenderli per la catechesi? ..............6 Michele Roselli
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PEr voi catEchisti Una catechesi sapienziale .....................12 Emilio Salvatore
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ITINErArI DI vITA E DI fEDE PEr una fEdE «incarnata» Dalla vita interiore alle opere di vita ...7 Redazione PrEsi PEr mano La bellezza della vita cristiana è nelle nostre mani ......................................8 Emilio Salvatore contEsto biblico storico - gEografico Il discepolato all’epoca di Gesù ........ 10
colora il disEgno «Spirito Santo, luce e sapienza» .........13 Redazione itinErario PEr i gEnitori Mani in azione ............................................14 Barbara Corsano itinErario PEr i bambini Da’ sapore e illumina ..............................16 Anna Teresa Borrelli
Seguici e interagiSci
itinErario PEr i ragazzi In Gesù sale e luce del mondo ............18 Isabella Tiveron cElEbrarE la vita in famiglia Assieme ai Magi verso Gesù ............... 20 Isabella Tiveron Primi Passi nElla vita cristiana • incontro a gEsù Un nome da chiamare vicino ............. 21 Laura Salvi
SUSSIDI LITUrGICI E PASTOrALI
PrEghiEra PEr l’unità dEi cristiani «Uno solo è il corpo...» ............................ 25 M. Rosaria Attanasio il vangElo dElla domEnica Maria SS.ma Madre di Dio - III Domenica del Tempo Ordinario - A ................... 30 P. della Peruta - A.M. Pizzutelli
APPrOfONDIAMO E ATTIvIAMOCI
l’anno liturgico Camminiamo nel tempo Guidati dalla Parola ................................. 40 Roberto Laurita formazionE dEi catEchisti Stare nello stare ....................................... 42 Gigi Cotichella catEchisti Protagonisti Pellegrini di speranza ............................ 44 Redazione in cammino con la chiEsa Volti edificati dalla comunità Incontro nazionale dei direttori UCD ed équipe diocesane ............................... 46 Vito Sardaro VISUALIZZA LE RUBRIChE ONLINE SU
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con noi Su
PERCORSO DI gEnnaIO Gesù delinea il profilo del discepolo con la metafora del sale come sapore/sapienza. Saggio è chi sceglie e agisce con il sale della sapienza. La seconda attribuzione è quella della luce, simbologia che ha ricchi riferimenti biblici. Il cristiano è chiamato a donare sapore e luce agli altri, attuando buone opere (Presi per mano). Il discepolato di Gesù si distingue dagli altri modelli. Il Maestro in persona, di solito, chiama alla sequela, in forma libera e personale. I discepoli sono formati in un convivium esistenziale e sono inviati: di qui il termine apostolo (Contesto biblico…). Per voi catechisti. Occorre com-prendere le domande, le riflessioni e le valutazioni dei bambini per offrire loro una diversa visione della realtà: il punto di vista di Dio sulla storia. Essere sale e luce del mondo significa testimoniare tale sapore di vita. Colora il disegno: «Mani che operano». L’itinerario per i genitori invita, tramite dinamiche, a educare i figli, anche e soprattutto con la testimonianza, a scoprire che le loro mani sono strumenti di bene, tali da infondere sapore e luce nel mondo; per i bambini orienta, con attività, a scoprire come vivere la fede, realizzando gesti concreti nella loro quotidianità; per essere sale e luce per gli altri; per i ragazzi conduce, tramite dinamiche, a essere persone luminose e saporite per donare la luce di Gesù e «un gusto buono» alle persone, esprimendo gioia, bontà, vicinanza e amore; per i piccoli evidenzia, attraverso il dialogo e l’attività sul nome di Gesù, la sua presenza, misteriosa, vicina e invisibile, profonda e bellissima. Si va completando il «Libro di preghiera». Celebrare la vita in famiglia. Attività e celebrazione sui Magi e la stella cometa, per accogliere Gesù-Luce. Sussidi. Preghiera per l’unità dei cristiani su: «Chiesa, Corpo di Cristo», in 4 tappe, con preghiere e gesti/impegni. Gli altri contributi focalizzano: l’utilizzo del cellulare nella catechesi; la vita interiore come fonte di opere di bene; Vangelo della domenica, con riflessioni, giochi, dinamiche, preghiere; tempo Ordinario, diviso nell’anno in due parti; catechesi partecipativa che sa «stare»; dalle diocesi: Giubileo di famiglie, bambini, nonni e anziani; Giubileo dei catechisti. Convegno dei direttori UCD. Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
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Michele Roselli
SPEGNERE I CELLULARI... O ACCENDERLI PER LA CATECHESI? Carissimo don Michele, Tanti bambini e ragazzi hanno ormai un cellulare. È opportuno usarlo, seppur in modo saltuario, durante la catechesi per fare ricerche o condividere testi? C’è il rischio di lasciare fuori chi non lo possiede? Oppure può diventare un’occasione per imparare a usarlo con responsabilità e in modo utile anche per la catechesi? (Ilaria, Parr. San Michele Arcangelo in Genola - [CN]). Carissima Ilaria, la tecnologia ci mette sempre davanti a nuove sfide, e la tua domanda è davvero importante: non si può affrontare in maniera superficiale. In questo video provo a risponderti in tre passaggi. 1 Oggi il cellulare fa parte della vita di quasi tutti i bambini e i ragazzi. Possiamo davvero far finta che non esista e non usarlo nella catechesi? 2 C’è un modo equilibrato per abitare la tecnologia e non esserne travolti. 3 Ti propongo cinque idee pratiche per usare il cellulare negli incontri di catechesi con bambini e ragazzi. GUARDA IL VIDEO sul canale YouTube Paoline: «Spegnere i cellulari… o accenderli per la catechesi? In dialogo con i catechisti», playlist Catechisti parrocchiali.
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Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
Disponibile online Da gennaio
Per una fede «incarnata»
DALLA vITA INTErIOrE ALLE OPErE DI vITA Redazione
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?… Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,13a.14-16). Siamo sale e luce: è un riconoscimento e un’affermazione di Gesù che ci introduce, a un livello più profondo, nella realtà del corpo e dei sensi e collega la simbologia che riguarda i sensi esterni con i sensi interni. Siamo sale che dà sapore alle cose. Come? Con una presenza pacifica, cordiale, accogliente che dà gusto alle realtà, situazioni e persone, cercando di dosarne la quantità, con sapienza, sia nel senso di non essere insensibili e scialbi, non coinvolgendosi, sia di non essere invadenti e importuni, dando una misura eccessiva. Siamo luce che illumina in quanto abitati dalla Trinità SS.ma: dal Padre, Creatore della Luce, da Gesù, Splendore della gloria del Padre, e dallo Spirito Santo, Luce che illumina e rinnova.
Siamo sale e luce come comunicatori e testimoni della parola di Dio, che fa assaporare il gusto buono di Dio, di Gesù e il gusto bello delle persone e delle realtà che ci circondano; Parola che illumina il cuore, la mente e tutte le facoltà delle persone, facendo cogliere la luce di Dio che traspare in tutte le cose, anche dalle situazioni più dolorose. «Mani che operano» grazie a una spinta interiore che scaturisce dalla relazione intima con tutta la Trinità, che infonde luce e sapore. Dalla comunione con il Signore fluisce la comunione con gli altri, il nostro impegno nello studio, nel lavoro, nella creatività e le opere e i gesti di bene, di solidarietà, di tenerezza, di amore. Il card. Tolentino de Mendonça evidenzia che una condizione del gusto è la capacità di sostare, di contemplare, che richiede attenzione e concentrazione: «Il sapore è una forma di intimità che presuppone un contatto profondo. Possiamo apprezzare, valutare, distinguere le cose che rimangono esterne; il sapore implica invece sempre una relazione totale» (cfr. La mistica dell’istante, Vita e Pensiero, Milano 2020, p. 74). In tale relazione siamo costituiti autentici testimoni di Gesù e costruttori di un mondo di giustizia e di pace.
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Presi per mano Emilio Salvatore
LA BELLEZZA DELLA VITA CRISTIANA È NELLE NOSTRE MANI Come una candela o un pizzico di sale la nostra vita è nelle nostre mani di cristiani. Possiamo risplendere di una brillantezza testimoniale, essere pieni di sapore per noi e per gli altri, oppure essere spenti e grigi, scialbi e insignificanti.
Nel percorso che proponiamo, dopo la persona di Gesù, luce del mondo, presentiamo la vocazione del cristiano, piccolo o grande, destinato a non restare nascosto, ma a illuminare e dare pienezza di senso al mondo in cui abita.
DAL vANGELO SECONDO MATTEO (5,13-16) Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
DENTrO «IL DISCOrSO DELLA MONTAGNA»
Il primo dei cinque grandi discorsi di Gesù nel Vangelo secondo Matteo (5,1 - 7,27) è dedicato alla giustizia del regno, richiesta dal Messia, che riformula con la sua parola, la Legge. La struttura, a grandi linee, può essere tracciata così: le Beatitudini (5,1-12); altri detti (5,13-20); le antitesi, che evidenziano l’idea di Matteo, secondo la quale Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento ed esplicitano l’invito di Gesù ad andare alla radice profonda delle inosservanze (dall’omicidio all’ira; dall’adulterio al desiderio; dalla ritorsione alla resistenza passiva: 5,21-48); fino ai tre «atti di pietà»: elemosina, preghiera e digiuno, presentati secondo lo stesso schema, volto a criticare la deformazione della vera relazione con Dio (cfr. 6,1-18); ci sono poi altri insegna8
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menti, di indole sapienziale (cfr. 6,19 - 7,12); infine, dopo altri detti (7,13-23), la conclusione, con la similitudine della casa costruita sulla roccia per indicare il vero discepolo (cfr. 7,24-27). Alle Beatitudini seguono i due detti, quello sul sale e quello sulla luce (5,13-16) rivolti sempre ai discepoli.
«vOI SIETE IL SALE DELLA TErrA»
Gesù continua a delineare, in una forma sintetica, il profilo del discepolo, tracciato attraverso le Beatitudini. La prima metafora è quella del sale. L’espressione «sale della terra» è stringata. Di per sé il sale non serve alla terra, anzi la rende sterile, inefficace. Gesù vuol dire sale della «vita umana sulla terra». In un testo del Siracide (ca. II sec. a.C.) c’è un elenco delle cose che servono all’uomo: «Le cose di prima necessità per la vita dell’uomo sono: acqua, fuoco, ferro, sale, farina di frumento, latte, miele, succo di uva, olio e vestito» (39,26). Si tratta di una bella lista. Fra di esse Gesù sceglie un solo ingrediente. Il sale, che serve come condimento, non come alimento, ha una complessità di simbolismi, positivi e negativi. Nella Bibbia, come in molte culture, è considerato conservante, disinfettante (cfr. Ez 16,4), componente delle offerte cerimoniali (Es 30,35), usato per la purificazione delle acque (2Re 2,19-22) e per le oblazioni (cfr. Lv 2,13; Ez 43,24). Inoltre, per rinsaldare l’amicizia fra le parti, vi è una sorta di patto di sale (cfr. Nm 18,19; 2Cr 13,5 nel testo masoretico). Dal punto di vista negativo il sale contraddistingue espressioni di morte e maledizione, così la terra dell’empio (cfr. Ger 17,6) e le città punite (cfr. Gdc 9,45; Dt 29,23), perché non fedeli all’alleanza. Fra tutte le simbologie Gesù riprende quella del sapore/sapienza. L’insipido è come lo sciocco: non ha sapore; il sapiente: è colui che ha il sale della sapienza. Il gioco dell’interpretazione simbolica è sviluppato secondo un paradosso: mentre il sale può insaporire, non può ricevere sapore da altro. Così il discepolo del Messia: se perde il suo sapore, non ha più senso la sua identità. In questa affermazione vi è un monito rivolto ai seguaci di Gesù di ieri e di oggi.
«vOI SIETE LA LUCE DEL MONDO»
L’immagine della luce ha ricchi riferimenti nella Bibbia. Dio è luce (Sal 27,1); la luce è il primo elemento creato nella Genesi (1,3); la luce contraddistingue la gloria di Dio (cfr. Es 3,2; Is 60,19); la luce è connessa con la Torah (cfr. Pr 6,23; Sal 119 (118),105), con il Messia, astro che spunta da Giacobbe (cfr. Nm 24,17), con il servo del Signore, luce delle genti (ls 42, 6), con Gerusalemme invitata a rivestirsi di luce (Is 60,1). Se le tenebre, la notte, nel Primo come nel Nuovo Testamento, sono il simbolo delle forze del male (cfr. Mt 8,12; Lc 22,53), Gesù chiama i credenti figli della luce (Lc 16,8) e, nel Vangelo secondo Giovanni, la missione del Verbo è letta in questa prospettiva (cfr. 1,1-5; 9,5; 12,36.46). Il senso della metafora è evidente: il discepolo di Cristo, che partecipa della luminosità di Dio, non può passare inosservato. La comunità dei discepoli è come una città sul monte, caratterizzata dalla visibilità e dalla capacità di orientare il cammino degli altri (Mt 5,14). In un contesto più ristretto si replica l’immagine all’interno di una casa (Mt 5,15). Il moggio è un contenitore che si usava, tra l’altro, per spegnere la lampada, e il lucerniere è un’asticella alla quale essa era appesa, nel punto più luminoso della casa palestinese, la quale era normalmente di una sola stanza. Il cristiano non può interrompere la comunicazione dei doni di cui è partecipe e di cui tutti sono destinatari. Il sale e la luce sono simboli che toccano l’essere, ma implicano anche un fare, richiamano i comportamenti concreti, le «buone opere» (kala erga), come quelle di Gesù. Ognuno di noi è interpellato e spinto a vivere alla sequela di Gesù, senza rinchiudersi in un intimismo e senza aver paura di testimoniare quanto ha ricevuto, ossia il senso pieno della vita. Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
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Sergio Di Benedetto
PARROCChIA AL CAPOLINEA
Fine o ripartenza? Paoline, Milano 2025 - pp. 192 - € 16,90 A partire dall’incontro di Gesù risorto con i discepoli sul lago di Tiberiade (Gv 21,1-14) l’Autore legge la realtà delle nostre parrocchie. In esse non mancano generosità e impegno, ma le reti restano vuote… I sintomi e i fattori di crisi, che le attraversano riguardano la fede, il pensiero, le strutture, il linguaggio, la credibilità, l’identità e coinvolgono l’esistenza e i ruoli dei soggetti che le abitano (genere, carismi, stati di vita, ministeri). Di Benedetto entra, con empatia e franchezza, in questi nodi critici e li collega con i tratti socio-antropologici del nostro tempo, per indicare i segni di speranza e di rinascita, così da scoprire il Risorto là dove non è atteso e far risuonare la sua Parola. José María Rodríguez Olaizola, SJ
MARIA. Madre dei giorni incerti Paoline, Milano 2025 - pp. 304 - € 22,00
Fra i testimoni del Vangelo, Maria ha un posto privilegiato: è stata la prima e più fedele discepola di Gesù. L’Autore si cala nel tempo e nel mondo in cui è vissuta Maria, raccontandone la storia dal di dentro, facendo rivivere dialoghi e sentimenti; propone, quindi, un’attualizzazione dell’episodio narrato, con un linguaggio concreto e coinvolgente; suggella, infine, «la contemplazione» con una preghiera in tema. Pagine che ci invitano a non scoraggiarci, a ripensare il nostro rapporto con Dio, lasciandoci guidare da lei. La sua storia fornisce una chiave di interpretazione per affrontare le sfide di oggi con uno sguardo più profondo. 24
Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
ISTITUTO DI CATECHETICA - UPS Giuseppe Ruta , Paulo Stippe Schmitt (Edd.)
CATEChESI IN TUTTI I SENSI Elledici, Torino 2025 - pp. 172
In questo volume, frutto della collaborazione tra docenti e studenti di un laboratorio interdisciplinare, si focalizza il rapporto tra la catechesi e i cinque sensi. Il testo è suddiviso in tre parti. La prima evidenzia la correlazione della catechesi con ciascuno dei sensi umani: udito, vista, tatto, olfatto, gusto e rileva la sinergia e la circolarità fra di essi. La seconda parte presenta approfondimenti dal punto di vista filosofico, pedagogico, antropologico e teologico. La terza parte offre indicazioni, attraverso pratiche, tutte italiane, che costituiscono sperimentazioni volte a individuare strade nuove in ordine a una catechesi «sensibile e sensoriale». Vito Morelli
GESÙ. Lo conosci davvero? Sanpino, Torino 2025 - pp. 96
«E voi chi dite che io sia?». La domanda di Gesù ai suoi discepoli è, in qualche modo, ribaltata dall’Autore: «Gesù, lo conosci davvero?», così da interpellare il lettore e condurlo a un’esperienza profonda e intima di Gesù. Con un linguaggio chiaro e coinvolgente, ognuno di noi è accompagnato a dare la sua risposta, in un viaggio affascinante che parte dalla venuta del Messia fino alla testimonianza appassionata dell’apostolo Paolo. Un percorso storico e spirituale, adatto per la crescita personale, per i gruppi di preghiera, per la formazione di ragazzi e giovani. Le preghiere per situazioni particolari, proposte nella parte finale, favoriscono l’incontro con il Signore e l’affidamento a lui.
Sussidi liturgici e pastorali
M. Rosaria Attanasio
«UNO SOLO È IL CORPO…» PrEGHIErA PEr L’UNITÀ DEI CrISTIANI
DISPONIBILE ONLINE DA GENNAIO
Le preghiere e le riflessioni, per la Settimana to teologico e liturgico, influenzati da antiche di preghiera del 2026, sono state affidate al usanze cristiane e da influssi culturali armeni, Gruppo ecumenico dei cristiani armeni, che riflettono un’intensa spiritualità. La Chiesa è ha elaborato la prima bozza, rivista, poi, con la stata determinante altresì per lo sviluppo della Commissione internazionale, per formulare la cultura armena: alfabeto, letteratura, arte, custodite anche nei periodi di dominazione strastesura definitiva del testo. L’Armenia fu la prima nazione ad adottare il niera. Dopo la dissoluzione dell’Unione Soviecristianesimo come religione di Stato. La Chie- tica nel 1991, l’Armenia ha vissuto una rinascita sa apostolica armena fa parte della tradizione religiosa. Attualmente la Chiesa è impegnata ortodossa orientale ed è costellata dalla pre- attivamente in iniziative sociali, educative e e s trituali, i u t iinl ambii p e r t caritatevoli. u t t o l’a n n o 2 0 2 6 senza di numerosi martiri. I Tsuoi
«UNO SOLO È IL CORPO, UNO SOLO È LO SPIRITO COME UNA SOLA È LA SPERANZA alla quale Dio vi ha chiamati» (Ef 4,4) San Paolo ci ricorda che siamo tutti chiamati a vivere in comunione, e che, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, possiamo costruire una Chiesa unita e forte, in grado di affrontare le sfide del nostro Tempo (cfr. Ef 4,1-3). Per realizzare, così, la visione di Cristo per la sua Chiesa: un corpo unito, che riflette la sua gloria e il suo amore nel mondo e si impegna per la pace, la giustizia, la dignità umana e il diritto alla patria.
INvITO ALLA PrEGHIErA
«LA ChIESA CORPO DI CRISTO» Nella Chiesa ogni membro ha un ruolo unico e insostituibile. La diversità non è un ostacolo, ma una ricchezza per tutti. L’unità è riflesso della Trinità che, con le tre Persone distinte in un’unica natura, è modello per noi, chiamati a vivere l’unità nella vita quotidiana, testimoniando il suo amore. Canti da: Aa.vv., Incontriamo Gesù, Paoline Il percorso, ripreso dal Sussidio, ritmato in 4 step, è per i ragazzi e per tutti. Ogni tappa prevede: Invito alla preghiera • Introduzione Proclamazione della parola di Dio Gesto/Impegno Preghiera • Canto finale
C. Sia benedetto in eterno il Nome del Signore, perché il suo Nome giunge prima del sole. T. Benedetto il Signore, nostro Dio. C. Per mezzo di lui saranno benedette tutte le nazioni della terra e tutte le generazioni lo esalteranno. T. Benedetto il Signore, nostro Dio.
C. Benedetto il Signore Dio d’Israele, unico artefice di opere mirabili; il suo Nome santo e glorioso sia sempre benedetto. Il mondo intero sarà ricolmo della sua gloria. T. Amen! Amen! T. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo… Amen.
GESÙ LUCE DA LUCE La celebrazione inizia all’ingresso del luogo di preghiera. Canto: I CIELI RACCONTANO (G. Marolda)
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1. LUCE DA LUCE PEr LA LUCE Esporre: Bibbia aperta e cero acceso; icona di Dio Padre; cartoncini con il «Credo», sufficienti per tutti.
Canto • Invito alla preghiera (vedi p. 25) C. La grazia del Signore nostro, Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. • T. E con il tuo Spirito.
introduzionE - C. Carissimi bambini, ragazzi e adulti, quest’anno il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è «UNO SOLO È IL CORPO…» (Ef 4,4), cioè la Chiesa. Il sussidio è stato preparato dal Gruppo ecumenico dei cristiani armeni. La Chiesa armena è stata segnata da persecuzioni, uccisioni e molti martiri. La preghiera sulla luce si ispira alla «Celebrazione all’alba» della Chiesa armena, stilata dal patriarca, teologo, innografo… san Narsete di Gla (†1173). Preghiamo con amore per la comunione fra le Chiese cristiane e per la pace nel mondo. GESÙ È LUCE DA LUCE 6 2 0 2 o n n a’ l o t t u t r e p i l i t u i t s e T Gesù, l’Unto, è inviato fra noi da Dio Padre con una missione: far risplendere la luce di Dio in questo mondo tormentato e condurci alla comunione d’amore fra noi e con Dio. Lo Spirito Santo illumina i nostri cuori per farci percepire la luce radiosa dell’amore di Dio per i suoi figli, superare le divisioni e sentire l’ardente necessità di riaccendere la luce della riconciliazione cristiana. PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA: Efesini 4,1-7; 10-13 1 gEsto. Si consegna a tutti una candela e si accende, mentre si canta. In canto: Alleluia. Alleluia. In te, o Signore, è la sorgente della vita e alla tua Luce vediamo la luce. Alleluia. dal vangElo sEcondo giovanni 12,31-36 Domandiamoci Credo che Dio Padre è la Luce vera, che illumina il mondo e ognuno di noi? Credo che Gesù è Luce da Luce e, con la sua Parola, è lampada ai nostri passi? Credo otiriche pS looSpirito l è oloSanto s onèuLuce ,opche rocic rinnova li è olnel osnostro onUesse“ re e dissipa le nostre tenebre, orientandoci al bene? CREDO znareniceno-costantinopolitano, ps al è alos anu emdioccui l’anno scorso abbiaNelaCredo Credo in un solo Dio, mo”commemorato che Gesù è itamaihc ailh1700° iv oanniversario, iD elauq proclamiamo alla Padre onnipotente, «Luce da Luce». Creatore del cielo 2 gEsto. Si consegna il cartoncino con il Credo e si proe della terra. clama insieme. Vai su paolinestore.it
PREGhIERA L. O Gesù, Luce da Luce, dimora in noi. La tua luC. Signore della grazia, Dio di tutti, tu sei guida per minosità vivificante accenda in noi un amore più chi è smarrito, luce per chi è nelle tenebre. I nostri intenso gli uni per gli altri e ci guidi verso l’unità. T. occhi sono rivolti a te, ascolta le nostre preghiere. L. Il tuo splendore, o Spirito Santo, ci faccia sbocT. Donaci la tua luce, Signore. ciare in armonia, come fiori diversi nel giardino L. Il sole della tua gloria, o Padre, risplenda dan- del Regno e, così, come un unico corpo, lodiamo do vita e luce a ogni creatura. I raggi del mattino e glorifichiamo con gioia te, il Padre e Gesù, ora 62 0 2 oi a n neg 5 2- 81 enoinU orP ortneC tua eterna primavera risveglino noi che atdella e sempre, nei secoli dei secoli. Amen. (Adattato ”tniS munU senmO tU“ tendiamo la tua venuta. T. dalla versione di san Gregorio di Narek)
A r e i hg e r P i d a n a m i t t e S in ai t s ir C i ed àt in U ’l r e P
Padre nostro 26
Canto: ASCOLTARTI GESÙ (D. Ricci)
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2. SOSTENErSI NELL’AMOrE Esporre: Bibbia aperta, cero acceso, Icona di Gesù, piantine sufficienti per tutti.
Canto • Invito alla preghiera (vedi p. 25)
introduzionE - C. San Paolo invita i credenti a essere «umili, cordiali e pazienti», comportandosi in modo degno ed esorta: «Sopportatevi l’un l’altro con amore». Le quattro virtù che Paolo mette in evidenza, nella Lettera agli Efesini: umiltà, cordialità, pazienza e amorevole sopportazione sono fondamentali per coltivare relazioni basate sull’amore ed evitare ogni tipo di violenza e di bullismo, così da avvicinarci agli altri con rispetto e gentilezza, e mostrare tolleranza verso chi ci provoca. Questa chiamata divina non è solo per un percorso e sociale. T e spersonale, t i u t i l ima p eanche r t ucomunitario t t o l’a n n o 2026 1 gEsto. Ogni ragazza/o scrive su un foglietto un messaggio di amore, di benevolenza rivolto a una/un campagna/o con cui non è in buoni rapporti, quindi lo comunica in gruppo. Lo può inviare, poi, tramite smartphone. PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA: Zaccaria 7,8-10; Luca 10,30-36
Domandiamoci Come possiamo essere amorevoli, umili, cordiali e prenderci cura degli altri, sull’esempio del buon samaritano? Abbiamo il coraggio di metterci in gioco per aiutare chi ha bisogno? 2 gEsto. Si consegna a ognuna/o una piantina di cui prendersi cura, per crescere nell’attenzione e nell’impegno per la vita.solo è il corpo, uno solo è lo Spirito “ Uno
come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati ”
PREGhIERA DI INTERCESSIONE C. A Dio Padre, che con misericordia e pazienza sostiene il mondo e custodisce con premura la vita di ciascuno, rivolgiamo unanimi la nostra preghiera dicendo: T. O Signore, riempi il nostro cuore del tuo amore. L. Per la Chiesa: Padre di tenerezza, manifesta al mondo, nei suoi figli, l’amore incondizionato di Gesù, che unisce e ridona vita. Preghiamo. L. Per coloro che annunciano il Vangelo: dona loro sostegno e luce nelle difficoltà del cammino. Preghiamo. L. Per i cristiani di ogni confessione: fa’ che, sul modello di Gesù, donino ai fratelli e alle sorelle, afflitti da guerre e calamità, consolazione, pace e speranza. Preghiamo. L. Per noi riuniti nelgennaio nome di Gesù: fa’ che, spronati dalla forza rigenerante della Parola, apriamo 18-25 2026 Centro Pro Unione i nostri occhi alle necessità del prossimo, per rinsaldare i legami di pace e di riconciliazione. “Ut Omnes Unum Sint” Preghiamo. Padre nostro Canto: SEI TU SIGNORE LA NOSTRA VITA (A.M. Galliano - F. Buttazzo)
Settimana di PreghierA Per l’Unità dei Cristiani
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3. IL vINCOLO DELLA PACE
Esporre: Bibbia aperta, cero acceso, icona dello Spirito Santo, braccialetti sufficienti per tutti.
Canto • Invito alla preghiera (vedi p. 25)
introduzionE - C. La «pace che vi unisce» (cfr. Ef 4,3) indica un principio vitale e attivo che sostiene e nutre l’unità della comunità cristiana, custodisce la coesione della Chiesa e unisce tutti i membri, indipendentemente dalle differenze di provenienza o di opinione. Cristo, Principe della pace (cfr. Isaia 9,6), ha predicato la pace e la riconciliazione. La pace, dono e frutto dello Spirito (cfr. Gal 5,22), è un dinamismo trasformativo, che favorisce relazioni significative, permettendo ai credenti di interagire armoniosamente e di essere pronti al perdono. PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA: 620 2 o n n a’ l o t t u t r e p i l i t u i t s e T Efesini 4,1-3 • Giovanni 14,27-31
Domandiamoci In quali occasioni ho sperimentato la pace profonda che mi ha dato gioia? Come superare divisioni e contrasti, lasciandoci illuminare dallo Spirito Santo, per tessere ponti di pace? gEsto. Si consegna a ognuna/o il braccialetto «Ama e dillo con la vita»; poi, mostrandolo, ognuna/o comunica un messaggio di bene o di affetto a chi gli è vicino. Vai su paolinestore.it.
otiripS ol è olos onu ,oproc li è olos onU “
INVOCAZIONI ALLO SPIRITO SANTO znarepalsSignore al è aleloaspirazioni s anu ealmbene oc degli uomini e delle donne, dei ragazzi e dei gioC. a Affidiamo vani ” affinché itamatestimonino ihc ah ivl’universalità oiD elaudell’amore q alla che unisce ogni lingua, popolo e nazione. Preghiamo insieme e diciamo: Ridesta in noi, o Signore, uno Spirito nuovo. L. Dona il tuo Spirito alle Chiese: abbiano il vivo desiderio di compiere gesti concreti che manifestino al mondo l’unità. Preghiamo. L. Dona vigore costante ai tuoi discepoli: il timore di essere rifiutati non blocchi l’accoglienza dell’altro; cresca, invece, in loro l’entusiasmo e l’audacia nel mostrare la prossimità del tuo volto. Preghiamo. L. Dona capacità di discernimento a coloro che hanno compiti di governo: sappiano promuovere il progresso di tutti i popoli e una società giusta e solidale. Preghiamo. L. Dona pace e consolazione a quanti sono afflitti da tribolazioni: trovino sulla loro strada uomini e donne che comunichino loro la potenza della tua grazia vivificante con compassione e vicinanza. Preghiamo. 6 20 2 oi a n neg 5 2- 81 enoinU orP ortneC luce a noi, qui radunati nel tuo nome: fa’ che sperimentiamo lo splendore e la forza tra”tniS munU sL. enmODona tU“ sfigurante del Vangelo, per comunicare a tutti la bellezza dell’amore per il prossimo. Preghiamo. Padre nostro Canto: PREGhIERA SEMPLICE (P. Fontana - D. Petricca)
A r e i hg e r P i d a n a m i t t e S in ai t s ir C i ed àt in U ’l r e P
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SOLO SIGNOrE, UNA SOLA 4. UN fEDE, UN SOLO BATTESIMO Predisporre: Bibbia aperta, cero pasquale acceso, icona della Trinità, brocca d’acqua e bicchierini per tutti.
Canto • Invito alla preghiera (vedi p. 25)
introduzionE - C. L’apostolo Paolo (Ef 4,5) evidenzia che la grazia del battesimo realizza l’unità dei cristiani, con l’ingresso dei credenti nella comunione della Chiesa e la fede nello stesso Signore. È il battesimo a creare l’identità comunionale della Chiesa, poiché siamo uno nel Corpo del Signore. Questo sacramento ci ricorda con forza che, sebbene i membri della Chiesa provengano da contesti diversi, la loro unità nella fede e nel battesimo supera ogni divisione. La Chiesa può, quindi, celebrare la sua diversità rimanendo saldamente unita. PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA: Efesini 4,4-7 • Matteo 28,16-20 T e s t i u t i l i p e r t u t t o l’a n n o 2 0 2 6
Domandiamoci Quali iniziative di collaborazione possiamo attivare, per crescere insieme nel desiderio di unità fra tutte/i e vivere nell’accoglienza e in comunione? Come risvegliare in noi la consapevolezza e la grazia del battesimo per vivere in unione con Gesù e comunicarlo con gioia? gEsto. Si solleva la brocca con l’acqua e si proclama: «Con il segno dell’acqua facciamo memoria di Cristo, acqua viva, e del sacramento della nostra rinascita dall’acqua e dallo Spirito Santo. Rendiamo grazie a Dio per il dono inestimabile del battesimo e chiediamo il suo aiuto, perché confermiamo con la vita ciò che ci è stato trasmesso nella fede». C. Cristo è l’acqua viva. T. Rendiamo grazie a Dio. Si versa l’acqua nei bicchierini e si distribuiscono a tutti. Tutti bevono insieme in ricordo del proprio battesimo e come segno di comunione.
“ Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una la speranza PREGhIERA DI RINGRAZIAMENTO quale nasce e si sola edifica èsempre la tua Chiesa, T. Ti benediciamo, Signore, e glorifichiamo alla per tutti i secoli dei secoli. T. Amen. quale Dio vi ha chiamati ” il tuo nome! L. Grazie, Padre di bontà, per l’immenso dono di Gesù, tuo Figlio, che ci mostra il tuo Volto e ci rivela il tuo amore. T. L. Grazie, Gesù, nostro Salvatore, per il dono del battesimo che ci rende creature nuove e testimoni della tua risurrezione. T. L. Grazie, Spirito d’amore, che ci rigeneri nel battesimo, rendendoci un solo Corpo in Cristo.
Padre nostro (in canto e con le braccia alzate) C. Il Signore vi benedica e vi custodisca. Il Signore faccia risplendere il suo Volto su di voi e vi dia pace. T. Amen. C. Andate e annunciate il suo amore a tutti. T. Rendiamo grazie a Dio. Canto: LA GIOIA SIA CON TE (D. Olioso)
Settimana di PreghierA ATTIVITÀ ECCLESIALE Per l’Unità dei Cristiani È bene partecipare agli incontri di preINVIO IN MISSIONE Preghiamo. Trinitàgennaio SS.ma, che, nei santi2026 segni 18-25 della nostra fede, rinnovi i prodigi della creazione e della redenzione, fa’ che noi, rinati nel battesimo, testimoniamo la Pasqua di Gesù, dalla
ghiera per l’unità dei cristiani, che la parrocchia o la diocesi organizza in loco. Centro Pro Unione “Ut Omnes Unum Sint” I ragazzi si coinvolgono, preparando e leggendo una o più intenzioni di preghiera. Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
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Formazione dei catechisti Gigi Cotichella
STARE NELLO STARE UNA CATECHESI PArTECIPATIvA In un mondo dove si è sempre di corsa, caratterizzato dal «mordi e fuggi» e da offerte last minute, «stare» è sicuramente un atteggiamento controcorrente. Stare significa fermarsi, dare stabilità e concentrare energia e attenzione su ciò che si riflette e si fa. Sembra qualcosa di impossibile in un tempo pieno di distrazioni, dove piuttosto che godere di quello che ci è dato di vivere, preferiamo fotografarlo e postarlo, oppure guardare i post di altri che ci raccontano loro esperienze, dimenticandoci di gustare la vita, il vivere. È significativa la famosa espressione di Made-
leine Delbrêl: «Mio Dio, se tu sei dappertutto, come mai io sono così spesso altrove?». Stare è vivere il qui e ora, coordinate idonee per realizzarci, diventare santi e offrire un buon cammino nella catechesi. In verità, nei nostri incontri, i ragazzi e le ragazze non sanno stare. Non sono sempre presenti e, se ci sono, sono distratti. «Come realizzare la catechesi in questa situazione?», si lamentano molte catechiste. Occorre educare a stare per attuare passi in avanti nel cammino di fede. Ma prima di educare i ragazzi, è importante che le catechiste e i catechisti, per primi, imparino a stare.
IL SIGNIfICATO PrOfONDO DI «STArE»
Stare non è un fermarsi passivo, ma un fermarsi consapevole, che si sa dove orienta. Stare implica: donare il tempo, curare l’accoglienza, dire all’altra persona: «Sei importante per me». Da cristiani ci è chiesto di stare nella preghiera, di alimentare, cioè, il rapporto con Dio, dedicandogli il tempo adeguato e un’attenzione concentrata. Stare indirizza a testimoniare la fede e ad attuare la propria missione con convinzione e autenticità. Stare è, infatti, il verbo della fedeltà: «Stavano presso la croce di Gesù…» (Gv 19,25). Chi sa re-stare quando sono andati tutti via è un amico fedele, chi sa re-stare nella buona e nella cattiva sorte rende solido e stabile un matrimonio. Nell’educazione chi sa re-stare anche quando il gruppo è difficile, quando qualcuno lo delude, quando sembra tutto inutile, fonda la relazione su pilastri solidi. Spesso i ragazzi ci 42
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mettono alla prova, ci sfidano, a volte direttamente, a volte con lunghi silenzi, come a chiederci: «Ma tu sai stare con uno come me?». Ed è qui che nasce l’annuncio più grande, quello che rende vere le tante parole che diciamo: amare fino alla fine. Amare anche chi non sembra degno di essere amato. Non fa forse Dio lo stesso con noi? Quante volte lo tradiamo, lo rinneghiamo. E lui sta, non si allontana. E ci ama. Forse è per questo che, pur essendo Cristo risorto il fondamento della nostra fede, continuiamo a preferire come simbolo il Crocifisso: stare lì per offrire la propria vita e per amare tutti è il massimo segno dell’amore di Dio per noi. Per cui impariamo a stare, impariamo a tornare, a riprovare, a inventarcene sempre di nuove. Come ha fatto Pietro che, dopo il rinnegamento, si nasconde, ma poi torna, per stare con Gesù e compiere il suo ministero.
LO «STArE» OLTrE LA PrESTAZIONE E IL SUCCESSO
Lo stare è rimedio alle sconfitte. Certo, ma è anche un espediente per fronteggiare il successo e la ricerca smodata di fama. Un rischio che c’è anche nella catechesi. Non siamo forse alla ricerca della tecnica migliore, per ottenere buoni risultati? Non vogliamo le ricette pronte per una programmazione efficace? Non cerchiamo forse le persone che, magicamente, sanno ottenere silenzio e attenzione dai ragazzi? Sono tutti aspetti legittimi e anche sani, finché sono collegati all’obiettivo di accompagnare i ragazzi e le ragazze nel miglior modo possibile. Ma spesso invertiamo l’ordine. La tecnica diventa più importante della motivazione che è alla base: la progetta-
zione più dell’incontro, l’elenco delle cose da dire più dell’attenzione alle persone e alle loro domande. Stare ci obbliga a riequilibrare la bilancia. Se stiamo nella relazione, dovremo fare i conti con le problematiche che il cammino presenta. Ci prepareremo al meglio, ma saremo pronti a riadattarci, perché non stiamo scrivendo un libro, stiamo incontrando le persone e nel dialogo si ricalcola il percorso. Stare è anche metodo. Richiede di non riempire gli incontri come panini farciti, ma di scoprire l’arte dell’accoglienza, del perdere tempo, dell’ascolto, del ridimensionarsi…, come si fa con chi si ama.
ALLENAMENTI PER CATECHISTI Due attenzioni pratiche da mettere in campo per migliorare il nostro stare con le/i ViDeo ragazze/i. Disponibile online Da gennaio Dai tempo. Dedichiamo del tempo, all’inizio e alla fine degli incontri, per accogliere tutti e ciascuno, mostrare la gioia di vederli e scambiare due chiacchiere. Questi momenti di cura sono essenziali per le persone e per gli stessi catechisti. Ti ricaricano e risvegliano un amore concreto e sentito. Crea delle oasi. Prevediamo all’interno dell’incontro spazi e tempi dedicati alla riflessione, alla discussione e alla risposta a provocazioni precedenti. Catechesi è fare eco e spingere a fare eco di quanto sentito. Non riempire ogni momento di contenuti da dire: provoca e lascia tempo attivo per reagire. Anche questo è educare a stare: ora sai perché è così importante farlo! GUARDA IL VIDEO sul canale YouTube Paoline: «Stare nello stare - Formazione dei catechisti», playlist Catechisti parrocchiali. Catechisti parrocchiali • gennaio 2026
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Anno 2025-2026
#chisonoio?...
DOSSIER
… in classe 4 Gennaio 2026
inserto da stacca re
… in classe.
indice … EZIO ACETI
A tu per tu con… Rosario Carello
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lA ClASSE DI gESù Bibbia nella vita Tonino Lasconi
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4
Il FOllE SOgNO DI DIVENTARE DIO Bibbia nell’arte Manuela Pitterà
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6
#ChISONOASCuOlA Musica e fede Matteo Zambuto
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8
ChI SONO IO? Il DIgITAl TWIN Infosfera e Vangelo Marco Sanavio
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FRA lE muRA DI SCuOlA Ciak, si gira Alberto Anile
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12
SCuOlA: mISSIONE pOSSIbIlE Test
Maria Teresa Panico
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14
Al pASSO DEglI ulTImI Celebrazione
Francesca Langella
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15
«l’AmICO DEI gIOVANI» SAN gIOVANNI bOSCO Testimone
Fernanda Di Monte
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La scuola è uno dei luoghi più importanti nella vita dei ragazzi, perché lì imparano a conoscere se stessi e gli altri. Le canzoni offrono un ponte per entrare nel loro mondo interiore e leggerlo alla luce della fede. Dio è accanto a loro mentre ridono con gli amici o si sentono soli, mentre si impegnano o si scoraggiano (Musica e fede). Il bullismo, come da ricerca, è praticato per l’80% dai maschi, che sono più immaturi delle femmine. Siamo di fronte a una crisi educativa; la Chiesa l’ha capito e sta inserendo l’educazione alle emozioni nelle scuole dell’infanzia. Ma è importante che comunichi, in modo nuovo, i suoi valori (A tu per tu con…). Il film mostra una scuola in difficoltà nel compito di offrire conoscenza e ragionamento ai ragazzi, che la società e le mode trascinano in direzione opposta; la provenienza degli alunni da luoghi e culture diverse potrebbe diventare possibilità di confronto e di arricchimento (Ciak, si gira). Dal dipinto, la «Torre di Babele», emerge il folle sogno degli uomini di diventare come Dio, ma la torre è in bilico! E i ragazzi? (Bibbia nell’arte). Gli schermi digitali possono condizionare l’identità e le relazioni dei ragazzi; dai laboratori sul «gemello digitale» rilevano se il loro valore dipende dai like o dalla propria libertà (Infosfera e Vangelo). Anche Gesù si è formato una classe di discepoli, di cui è il Maestro. La classe non è tra pari, ma tra chi insegna e chi impara. Rinunciare a tale verità conduce a danni pesanti. Su questo Gesù è chiarissimo e la sua funzione è riconosciuta (Bibbia nella vita). San Giovanni Bosco fonda la sua pedagogia su tre pilastri: religione, ragione e amorevolezza (Testimone). «Tu come ti relazioni in classe? Verificati con il Test. Nella Celebrazione entra nella logica del Vangelo di umiltà e servizio».
In ascolto dei ragazzi di oggi (12-16 anni), attenti al loro disagio esistenziale e alle loro paure, si cerca di orientarli, alla luce del Vangelo, a scoprire la propria identità in relazione all’Altro-Dio e agli altri, per una formazione integrale così da vivere con gioia, nella libertà e responsabilità. L’utilizzo dei diversi linguaggi, che li coinvolge da protagonisti, rende il percorso fruibile nella catechesi, in ritiri, campiscuola e a scuola.
TEMA: #chisonoio?...
1. ... Allo specchio 2. ... in famiglia 3. ... con i miei amici 4. ... in classe 5. ... con chi amo 6. ... in questa società 7. ... nel creato 8. ... con l’Altro 2
Ragazzi & Dintorni | Catechisti Parrocchiali • gennaio 2026
… EZIO ACETI A tu per tu con… Rosario Carello
E
zio Aceti è uno psicologo infantile, da anni i suoi studi sono un punto di riferimento. Si occupa di terapie infantili e supporto alla genitorialità.
Perché tanta violenza sui social, tra bullismo e cyberbullismo? R. La violenza è un’emozione forte e noi, fino a pochi anni fa, non eravamo neppure abituati a gestire le emozioni. Perché? Ce n’erano di meno – Umberto Galimberti sostiene che in 40 anni sono avvenuti molti più cambiamenti che nei 1980 che li hanno preceduti –. Il mondo è diventato rapido ed emotivo e noi non siamo ancora capaci di controllare tutto questo. Ma a scuola le emozioni c’erano anche 50 anni fa. R. Sì, ma non avevi gli innumerevoli stimoli di oggi: uscivi di casa, andavi a giocare da solo, i telegiornali erano visti con tutti. Avevamo la possibilità di vivere, con giusto tempo, le emozioni che provavamo, e ripeto: erano poche. Oggi i social sono una fucina emotiva costante che non sappiamo ancora governare, tuttavia ieri non era meglio di oggi.
mature dei maschi, studiano di più e si laureano prima. E chi fa il bullismo? All’80% maschi, immaturi; da loro arrivano violenze e stupri. Siamo di fronte a una vera crisi educativa; la Chiesa l’ha capito e ha iniziato a inserire l’educazione alle emozioni in tutte le scuole dell’infanzia, ma siamo solo all’inizio. E gli studi sulle relazioni andrebbero fatti anche nei seminari. Come si gestiscono? R. Non esistono emozioni belle, brutte o negative. Se mi pesti un piede è giusto che io sia arrabbiato, ma conta la risposta, che non dev’essere violenta. Ci vorrà un po’ ma impareremo. E poi: responsabilizziamo i bambini. In undici Istituti comprensivi di Trento stiamo sperimentando che siano gli alunni di terza elementare a decidere quando farsi interrogare, lo scrivono su un foglio e lo danno alla maestra: così non sono trattati come bebè. «Fra 30 giorni portami questo lavoro»: basterebbe a responsabilizzarli. Vorrei dare un messaggio ai catechisti.
Era più facile? R. No, assolutamente! Quante volte avresti voluto rispondere a un adulto e non l’hai fatto, quante emozioni hai trattenuto dentro di te? Era un mondo normativo, le emozioni non si potevano dire, bisognava diventare grandi subito… Adesso si parla dalla mattina alla sera, si rinfaccia tutto; una volta le emozioni erano impedite, adesso sono messe in piazza. Il futuro sarà fatto di emozioni gestite, dobbiamo solo educarci.
Prego. R. Quando nel Vangelo allontanano i bambini da Gesù, lui risponde: «Lasciate che vengano a me». Oggi se dici a un ragazzo che è immagine di Dio, non capisce niente, usiamo un linguaggio vecchio bacucco, che non attrae. La Chiesa ha tutti i valori, ma non sempre è capace di comunicarli. E questa è la nostra responsabilità.
I bulli chi sono? R. Una rivista scientifica ha appena pubblicato una ricerca: le femmine sono molte più
L’ultimo libro di Ezio Aceti, scritto con Stefania Cagliani, è: Ad amare (per sempre) ci si educa, Città Nuova, 2024.
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CHI SONO IO? IL DIGITAL TWIN Infosfera e Vangelo Marco Sanavio
U
m.sanavio@iusve.it
no studio pubblicato nell’aprile 2025 da «Save the Children» ha messo in evidenza come in Italia il 32,6% dei bambini tra i 6 e i 10 anni, ovvero uno su tre, usi lo smartphone tutti i giorni. Un altro dato della medesima indagine, che fa riflettere, riguarda l’uso delle reti sociali da parte dei preadolescenti: nella fascia di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, oltre tre su cinque (62,3%) ha almeno un account social, nonostante il GDPR (Garante per la protezione dei dati personali) preveda che siano necessari 14 anni per fornire il consenso al trattamento dei propri dati e le piattaforme abbiano stabilito il limite minimo di 13 anni per l’accesso ai profili personali. Se da un lato esistono studi come quello condotto da Waseem Akram e Rakesh Kumar nel 2017 (A Study on Positive and Negative Ef-
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fects of Social Media on Society), che hanno messo in evidenza come l’interazione social possa migliorare la comunicazione e le connessioni sociali in presenza, diversificando le abilità sociali degli utenti, dall’altro notiamo come la sottrazione della presenza corporea e del linguaggio prossemico compromettano le relazioni interpersonali (Gallardo et al, 2020) riducendo il livello emotivo, necessario a mantenere alto l’interesse per gli incontri faccia a faccia. Questi dati ci permettono di riflettere su quanto l’identità e le relazioni dei ragazzi possano essere condizionati dalla presenza degli schermi digitali, sino a ipotizzare l’esistenza di un «digital twin» un gemello digitale che consiste nella replica informatica delle caratteristiche di una persona fisica. I laboratori ci aiutano ad affrontare questo tema e a far emergere valori e limiti di tale estensione personale
Ragazzi & Dintorni | Catechisti Parrocchiali • gennaio 2026
LABORATORI 1. IL MIO DIGITAL TWIN: REALTÀ O ILLUSIONE? Obiettivo. Distinguere tra identità reale e identità mediata dal digitale. Svolgimento. Ogni ragazzo riceve due schede da compilare. La prima scheda riguarda una caratterizzazione del proprio profilo digitale con campi come: descrizione di foto (che ho postato), profilo, nickname, interessi resi pubblici online, post recenti, numero di like. La seconda scheda richiede una presentazione delle proprie caratteristiche in presenza: qualità personali, limiti palesi o nascosti, valori, sogni, paure. Dopo la compilazione individuale suggeriamo di suddividere il gruppo in piccoli sottogruppi per verificare in autonomia: le differenze tra le due versioni di sé, quali sono gli elementi più autentici sia in presenza sia nella mediazione digitale; cosa è concretamente aderente alla persona e cosa è costruito; quali aspetti rischiano di perdersi nella mediazione costituita dagli schermi digitali. Al termine un portavoce, per ciascun sottogruppo, condensa valori e disvalori riscontrati nella figura del gemello digitale.
2. LA MISURA DEL MIO VALORE Obiettivo. Riscoprire il proprio valore personale oltre la validazione digitale. Svolgimento. Ogni ragazzo è invitato a scrivere, sul fronte di un foglietto, un massimo di tre parole che rappresentino il proprio gemello digitale, ovvero la modalità con cui si percepisce e rappresenta nelle mediazioni digitali senza comunicarlo al gruppo. Sul retro del foglietto scrive tre qualità positive che riconosce nella propria esperienza personale, in presenza. I foglietti, tutti delle medesime dimensioni e colore, vengono, poi, raccolti e mescolati. La/il catechista leggerà, uno a uno, i diversi biglietti, chiedendo al gruppo di indovinare di chi si tratta (ovviamente verso la fine il compito sarà più semplice) e cercando di far riflettere sulla differenza o consonanza tra le doti autentiche e la rappresentazione del gemello digitale. Si apre, quindi, uno spazio di condivisione in cui far emergere domande importanti: il nostro valore dipende dai like e dall’approvazione online? Quanto siamo liberi di essere noi stessi nel mondo digitale? Cosa possono nascondere o enfatizzare i nostri profili social e, quindi, i nostri gemelli digitali? Frase guida: Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (1Sam 16,7). Ragazzi & Dintorni | Catechisti Parrocchiali • gennaio 2026
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Scuola: missione possibile Test
Maria Teresa Panico
mt.pan@iol.it
Come vivi la scuola? Cosa pensi e come ti comporti ogni giorno in classe? Rispondi con sincerità per scoprire qualche elemento in più su che tipo di studente sei e su come vivi la tua avventura scolastica.
1 A scuola sei felice quando: 2 La tua idea di scuola che colore ha? 3
Scuola = a. palestra, dove allenarsi per la vita. b. sala di attesa, con tante persone annoiate. c. cinema, dove assistere a un film già visto. In classe: a. prendi l’iniziativa e organizzi le attività. b. fai ciò che ti è detto, ma dici la tua. c. partecipi poco, quando è indispensabile.
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a. Blu: favorisce la concentrazione. b. Grigio: è noiosa e pesante. c. Giallo: energia e voglia di fare.
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La mattina suona la sveglia… a. e tu la spegni. b. ti svegli pieno di entusiasmo. c. sei assonnato ma inizi la giornata.
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Un compagno è preso in giro, come ti comporti? a. Ti fai gli affari tuoi. b. Parli con lui e provi ad aiutarlo. c. Chiedi l’intervento del prof.
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Cosa cambieresti a scuola? a. Metteresti più attività e meno lezioni. b. Meno compiti a casa. c. Pause lunghe e/o di gioco fra le lezioni.
Se la scuola fosse un telecomando, quale tasto premeresti? a. «Pause» perché sei stanco. b. «Avanti veloce» perché finisca in fretta. c. «Mute» per non sentire i proff. che spiegano!
da 9 a 14 punti:
da 15 a 21 punti:
da 22 a 27 punti:
A scuola ti annoi facilmente, fai fatica a rispettare le regole e non ti impegni come potresti. Con i compagni sei distaccato e puoi avere momenti di conflitto, anche se, in fondo, desideri stare bene con loro. La scuola non è ancora un posto «tuo», ma con un atteggiamento aperto e positivo potrebbe diventare un’esperienza piacevole e utile.
Il tuo rapporto con la scuola segue fasi alterne: a volte ti appassioni e sei entusiasta, altre volte fai fatica anche solo a concentrarti. Il tuo rapporto con i compagni è di solito costruttivo, anche se a volte ti lasci trascinare o ti capita di non essere sempre coerente. Vedi la scuola come un posto importante, ma non è il tuo luogo del cuore.
Vivi la scuola come un’avventura da affrontare con energia. Ti impegni nelle attività, cerchi di dare sempre il meglio. Con i compagni provi a essere collaborativo e disponibile: sai ascoltare, in genere rispetti le regole e ti metti in gioco per aiutare chi è in difficoltà. Per te la scuola è una seconda casa dove imparare, crescere e divertirsi insieme.
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IL CAPOCLASSE
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ASPETTANDO L’INTERVALLO!
Un compagno sbaglia alla lavagna: a. cerchi di farglielo capire. b. sono problemi suoi e del prof. c. secondo te non ha studiato.
A B C
FUORI… CLASSE
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a. afferri una spiegazione complessa. b. aiuti un compagno in difficoltà. c. ricevi complimenti per il tuo impegno.
Al pASSO DEglI ulTImI Celebrazione
Francesca Langella
fransua80@libero.it
Si prepara l’angolo della preghiera: Bibbia aperta, icona di Gesù, lampada accesa. Ci si dispone in cerchio. Al centro si mette un cesto con cartoncini a forma di piede.
PREGhIERA. Signore, il mondo proclama che i potenti sono i più forti. Tu ci mostri una strada diversa, fatta di gesti semplici e come sia più grande chi si fa piccolo come un bambino, chi non cerca i primi posti, chi serve con umiltà, chi accoglie l’altro come un fratello o una sorella. Donaci il coraggio di cercare te, non la nostra affermazione, la fede per accoglierti, la speranza per seguirti e la carità per servirti. Rendici tuoi discepoli, annunciatori del Regno nuovo di giustizia e di pace, di verità e di amore. Amen. Catechista. Quando siamo in gruppo può capitare di entrare in conflitto con gli altri, di non capirci, di criticare, di svalutare, di sentirci i più forti e, soprattutto, di voler dominare sugli altri. Questa tensione a voler primeggiare conduce a dividerci, a litigare, a non accoglierci gli uni gli altri, come Gesù ha fatto con noi. Ciascuno è chiamato a portare pace, a costruire comunione, ad aiutare, non a restare nell’indifferenza, a cercare ciò che unisce e ad armonizzare le differenze. IN ASCOLTO DELLA PAROLA: Marco 9,33-37 Catechista. La logica del Vangelo è diversa da quella del mondo. Gesù ci insegna che la forza più grande è l’umiltà, il farsi piccoli, servitori degli altri, senza primeggiare, perché «chi si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato» (Lc 18,14). Gesù ci offre l’immagine del bambino, che si abbandona con fiducia, che ha bisogno di cura, di essere accolto, abbracciato e guidato. Accogliere l’altro, l’altro diverso da me, è il primo passo verso la comunione, per costruire relazioni
autentiche e libere. Ed occorre abbandonarci all’amore di Dio, per essere profeti di pace e speranza. 1 Ragazzo. Signore, quando voglio essere il primo e il più importante, donami la sapienza per essere l’ultimo. 2 Ragazzo. Signore, quando mi ostino ad avere ragione e non valorizzo i consigli degli altri, donami di ascoltare e accogliere l’altro. 3 Ragazzo. Signore, quando cerco di dominare su tutto e tutti, donami l’umiltà di servire. GESTO. Ogni ragazzo scrive sul cartoncino a forma di piede quel passo concreto che può fare per avvicinarsi all’altro (es. aiuterò il mio compagno di classe che mi sta meno simpatico). I cartoncini si attaccano su un cartellone, formando una strada.
DISPONIBILE ONLINE DA GENNAIO
Canto: SERVIRE È REGNARE Gen Verde (Cerca su YouTube)
IL MIO PASSO DI BENE...
PREGhIERA. Signore, è bello stare con te. Desideriamo seguirti per imparare ad accogliere chi è solo, a farci piccoli per essere grandi nell’amore, a lasciare i primi posti per metterci agli ultimi. Oggi abbiamo scoperto che «è più bello e gratificante essere umili», perché la nostra vita sia un dono per gli altri, gratuito e pieno di gioia. Amen. Cantiamo con Maria il canto dell’umiltà, che riconosce la grandezza di Dio: è lui che fa cose meravigliose in noi e tramite noi. Canto: LA MIA ANIMA CANTA Gen Verde (Cerca su YouTube)
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