SCULTURE E OGGETTI D’ARTE DAL MEDIOEVO
ESPERTI PER QUESTA VENDITA
CAPO DIPARTIMENTO
Alberto Vianello alberto.vianello@pandolfini.it
ASSISTENTI
Francesca Pinna
Alice Sozzi sculture@pandolfini.it
DIPARTIMENTI FIRENZE
ASTA FIRENZE
MOBILI E OGGETTI D’ARTE, PORCELLANE E MAIOLICHE
CAPO DIPARTIMENTO
Firenze 10 giugno 2026
Alberto Vianello alberto.vianello@pandolfini.it
SCULTURE E OGGETTI D’ARTE
Assistenti
Alice Sozzi
DAL MEDIOEVO ALL’OTTOCENTO
Francesca Pinna arredi@pandolfini.it
ore 10.00
Lotti: 1-109
DIPINTI ANTICHI
CAPO DIPARTIMENTO
Nicolò Pitto nicolo.pitto@pandolfini.it
Assistenti
Lorenzo Pandolfini
ESPOSIZIONE FIRENZE
Luca Del Giorgio dipintiantichi@pandolfini.it
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi, 26 - Firenze
Venerdì 5 giugno 2025 ore 10-18
Sabato 6 giugno 2025 ore 10-18
Domenica 7 giugno 2025 ore 10-13
DESIGN E ARTI
DECORATIVE DEL ‘900
Lunedì 8 giugno 2025 ore 10-18
CAPO DIPARTIMENTO
Jacopo Menzani jacopo.menzani@pandolfini.it
Assistente
Mirella Ahmetovic design@pandolfini.it
LUXURY VINTAGE FASHION
CAPO DIPARTIMENTO
Cesare Bianchi cesare.bianchi@pandolfini.it
ESPERTO
PANDOLFINI CASA D’ASTE
Benedetta Manetti benedetta.manetti@pandolfini.it
Palazzo Ramirez Montalvo
Assistenti
Giulia Borgogni
Anita Capecchi
Simona Airò vintage@pandolfini.it
Borgo degli Albizi, 26 50122 Firenze
Tel. +39 055 2340888-9
Fax +39 055 244343 info@pandolfini.it
DIPINTI DEL SECOLO XIX
CAPO DIPARTIMENTO
Lucia Montigiani lucia.montigiani@pandolfini.it
Assistente
Luca Del Giorgio dipinti800@pandolfini.it
ESPERTO
Mario Sani mario.sani@pandolfini.it
Assistenti
Lorenzo Pandolfini
Luca Del Giorgio dipintiantichi@pandolfini.it
GIOIELLI
CAPO DIPARTIMENTO
Cesare Bianchi cesare.bianchi@pandolfini.it
Assistenti
Giulia Borgogni
Anita Capecchi
Simona Airò gioielli@pandolfini.it
VINI PREGIATI E DA COLLEZIONE
CAPO DIPARTIMENTO
Francesco Tanzi francesco.tanzi@pandolfini.it
Assistente
Federico Dettori vini@pandolfini.it
DIPINTI ANTICHI
CASA D’ASTE DAL 1924
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1
Oreficeria italiana, inizi secolo XV
CRISTO CROCIFISSO
figura in bronzo dorato con aureola e cartiglio decorati in smalti policromi, cm 15x13,5; montato su pannello in legno rivestito in velluto, cm 33x24
Italian jewellery, early 15th century, Christ crocifixed, gilded bronze
€ 800/1.200
2
Oreficeria francese, secolo XIV
CRISTO CROCIFISSO
figura in bronzo con tracce di doratura, cm 20x26x4
French jewellery, 14th century, Christ crocifixed, bronze
€ 1.200/1.800
3
4
Bottega veneta, secolo XVII
ACQUASANTIERA DA PARETE in bronzo costituita da vasca semicircolare sormontata da placchetta scontornata raffigurante Cristo crocifisso tra Maria e Giovanni entro una cornice architettonica traforata, cm 24,8x14,7x7,2
Venetian workshop, 17th century, an holy water stoup, bronze
€ 400/600
CROCE ASTILE, ITALIA CENTRALE, SECOLO XV in legno completamente rivestito in lamina di rame sbalzato, cesellato e dorato. Alle estremità sono montati rilievi raffiguranti i quattro, mentre il centro, privo della consueta figura del Cristo crocifisso, è impreziosito con la raffigurazione di una martire., Anche il retro è rivestito di analoga lamina in rame, ma lacunoso delle decorazioni a rilievo; cm 29,5x25x2,2
A CENTRAL ITALY CROSS, 15TH CENTURY
€ 1.200/1.800
5
Bottega di Isaia da Pisa, Roma, seconda metà secolo XV
FIGURA FEMMINILE PANNEGGIATA ALL’ANTICA
scultura in marmo, cm 83x28 x22
Workshop of Isaia da Pisa, Rome, second half 15th century, female figure in antique style drapery, marble
Bibliografia di riferimento
F. Caglioti, Precisazioni sulla Madonna di Isaia da Pisa nelle Grotte Vaticane, in “Prospettiva”, 47, 1986, pp. 58-64
F. Caglioti, Su Isaia da Pisa. Due Angeli reggicandelabro in Santa Sabina all’Aventino e l’altare eucaristico del Cardinal d’Estouville per Santa Maria Maggiore, in “Prospettiva”, nn. 89-90, ottobre 1998, pp. 125-160
€ 15.000/25.000
L’interessante scultura qui presentata mostra una figura femminile vestita con una lunga tunica legata in vita e un mantello ampiamente panneggiato che dalle spalle passa davanti alle gambe e si appoggia al braccio sinistro. La capigliatura si dispone lungo il volto in due grossi boccoli laterali ricavati con un esteso lavoro di trapano. L’opera, che proviene da un’importante collezione romana, è una rara testimonianza della bottega di Isaia da Pisa, scultore principe a Roma prima dell’avvento dei maestri moderni toscani come Mino da Fiesole e i Rossellino, o adriatici come Giovanni Dalmata. I confronti più stringenti con Isaia da Pisa si possono fare con la lunetta del tabernacolo del corpo di Sant’Andrea nell’antica basilica di San Pietro a Roma, ora conservata nelle Grotte Vaticane. Il modo di panneggiare è analogo e l’ovale del volto quasi sovrapponibile con gli occhi sgranati (con cornea e pupilla incisa), i capelli pettinati in una forma regolare quasi astrattamente decorativa, la bocca e il naso piccoli. La data di quell’altare, che fu rinnovato tra il 1463-64, è utile per collocare anche la scultura qui offerta che probabilmente apparteneva ad un complesso funerario o a un altare di difficile identificazione dopo che la scultura ha perso l’attributo iconografico che aveva nelle mani. La fisionomia della figura si avvicina molto a quella delle virtù teologali per la tomba del cardinale Antonio Martinez de Chavez (1448-1450) in San Giovanni in Laterano, rimontate poi da Francesco Borromini nel Seicento. Alcuni punti di contatto per quanto riguarda lo stile antiquario dei panneggi si trovano anche con l’altare di Eugenio IV e Pietro Bembo (altare degli Orsini) sempre nelle grotte Vaticane, del 1451, dove le pieghe del manto di San Paolo sono affini a quelle della nostra scultura



6
Plasticatore fiorentino, primo quarto secolo XVI
VISIONE DI SAN BERNARDO
Gruppo in terracotta invetriata in bianco, cm 27,5x32x17
Florentine plastic artist, first quarter of 16th century, Vision of Saint Bernard, terracotta group
Provenienza
Firenze, Collezione Riccardi; Urbino, Collezione privata
Bibliografia
G. Gentilini, I Della Robbia: la scultura invetriata nel Rinascimento, Firenze 1992, p. 443; G. Gardelli in C. Crescentini, C. Strinati (a cura di), La forma del Rinascimento. Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo e la scultura a Roma nel Quattrocento, cat. della mostra, Roma 2010, pp. 352-353
€ 22.000/30.000
L’articolata plastica qui presentata mostra al cento San Bernardo seduto tra le rocce, la mano sinistra su un libro aperto posto su un leggio naturale insieme ad altri volumi e ad un calamaio, la mano destra piegata sul petto, fissato in un momento di estasi provocato dalla visione della Madonna, raffigurata in alto a sinistra entro una “mandola” e sorretta dagli angeli; in basso a destra invece, quasi a sorreggere il libro del Santo, è presente il Demonio, rappresentato come essere immondo secondo l’immaginario medievale. Il gruppo in esame esula dai modelli ripetitivi di bottega risultando un pezzo unico, sicuramente prodotto in ambito fiorentino nei primi anni del Cinquecento, quando grazie soprattutto alla famiglia Della Robbia si era consolidata la capacità di modellare la terracotta maiolicata per sculture di alto livello. Qui la coperta smaltata, se da un lato sembra ammorbidire troppo il modellato spigoloso della composizione, dall’altro rende quell’aura di sfumato che, secondo Giuliana Gardelli, “dalla bottega del Verrocchio si insinuava fra gli allievi”. Sempre secondo la studiosa “una medesima atmosfera culturale unita ad indubbie capacità espressive portano ad attribuire la maiolica alla mano di un artista che alla perizia della scultura marmorea seppe unire ottime capacità nel modellare la creta: Andrea Contucci detto il Sansovino

7
Santi Buglioni (Firenze 1494 - 1576)
CRISTO CROCIFISSO
1520 circa scultura in legno intagliato e dipinto, cm 90x80x19
Santi Buglioni, Christ crocifixed, circa 1520, carved and painted wood
€ 10.000/15.000
L’opera è accompagnata da uno studio di Giancarlo Gentilini e David Lucidi datato 2021, di cui riportiamo di seguito alcuni brani. “Il Crocifisso in esame, seppure di concezione affine - nella postura composta, nell’anatomia ben modulata e nella fattura del perizoma in tela gessata - agli esemplari della cerchia di Baccio da Montelupo, assai diffusi nell’ambiente fiorentino di primo Cinquecento, se ne discosta con originalità nei più vivaci e caratterizzati tratti fisionomici, manifestando forti tangenze con le opere fittili dei Buglioni. Benedetto Buglioni insieme al suo più dotato collaboratore ed erede, Santi di Michele detto Santi Buglioni, erano responsabili di una rinomata e prolifica bottega d’invetriati operosa a Firenze in concorrenza con quella robbiana fin oltre la metà del Cinquecento, dove all’occorrenza si esercitavano altre tecniche quali la scultura lapidea, la modellazione della cera e dello stucco, e non ultimo l’intaglio ligneo. L’educazione di Santi si concentrò sulla modellazione in terracotta e sulla plastica invetriata, ma senza trascurare l’arte dell’intaglio ligneo dedicandosi in quest’ambito alle immagini più venerate e richieste, quale appunto il Cristo crocifisso. Il suo percorso, oggi tracciabile attraverso un folto corpus di sculture in terracotta policroma e invetriata, andò di pari passo con quello di alcuni giovani talenti della nuova maniera, da Jacopo Sansovino a Baccio Bandinelli, da Silvio Cosini al Tribolo, col quale stringerà un fruttuoso sodalizio, ma anche con i più aggiornati fratelli di Giovanni della Robbia, Girolamo e Luca il Giovane. L’opera che qui si presenta, oltre alle tangenze con le vivide terrecotte di San Vivaldo e con il citato Crocifisso invetriato di San Miniato al Monte a Firenze di Benedetto Buglioni, trova più efficaci riscontri con altre importanti e acclarate testimonianze scultoree di Santi, quali l’imponente pala con il Noli Me tangere proveniente dal convento fiorentino di Sant’Orsola, oggi nel Museo Nazionale del Bargello, che condivide la resa arrovellata e vibrante della barba di Cristo, o le grandiose ancone con la Pietà e Santi del Santuario de La Verna e di Villafranca Lunigiana, e appare sovrapponibile al Cristo in pietà conservato nel Castello di Vincigliata presso Fiesole: opere che, pur mostrando un ulteriore aggiornamento sugli esiti del manierismo maturo, presentano figure del Redentore dalle anatomie possenti e compatte del tutto analoghe a quelle del Cristo in esame, confermandone il riferimento attributivo qui proposto”.


8
Lapicida ligure, prima metà secolo XVI AQUILA
scultura in pietra nera parzialmente dipinta in oro, raffigurante tradizionalmente il simbolo dell’evangelista Giovanni, cm 87x78x12
Ligurian stonecutter, first half 16th century, Eagle, stone
€ 5.000/8.000 **
9 λ
Giovanni Bandini, detto Giovanni dell’Opera (Castello/Firenze 1540 circa – 1599)
BUSTO
DI GESÙ CRISTO IN MEDITAZIONE
terracruda policromata, cm 65x63x21
Giovanni Bandini, known as Giovanni dell’Opera, bust of Jesus Christ in Meditation, polychrome terracotta
€ 20.000/30.000
L’opera è accompaganata da una scheda attributiva di Sandro Bellesi, di cui riportiamo qualche passo. “Collocabile alla fase avanzata dell’attività di Giovanni Bandini, uno dei più rinomati statuari fiorentini attivi nel secondo Cinquecento nato a Castello alla periferia di Firenze intorno al 1540, il busto in esame, per il quale appare appropriato proporre una datazione agli anni ottanta o novanta del Cinquecento, trova riscontri tipologici e lessicali adeguati con varie opere dell’artista, a partire dal bellissimo busto in marmo di Cristo conservato nel convento di San Vincenzo a Prato, che mostra nei tratti del volto della figura e nell’espressione melanconica dello sguardo della stessa caratteri molto simili, a tutti gli effetti, alla nostra statua, differenziandosi però da questa per una maggiore cura nella rifinitura generale. Effetti interpretativi e tipologici simili si ritrovano, a un riscontro attento e sistematico, con frequenza nelle opere dell’artista, come appare evidente, ad esempio, dal confronto con il busto in terracotta policroma di Santa Maria Maddalena conservato nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze e con la figura della Madonna presente nel gruppo marmoreo della Pietà nell’Oratorio della Grotta della Cattedrale di Urbino: sculture affini alla nostra opera anche per la disposizione dello sguardo dei personaggi rivolto, con velata tristezza, verso il basso”.

10
Scuola lombarda, fine secolo XVI
FIGURA FEMMINILE CON BAMBINO
gruppo scultoreo in marmo con tracce di doratura raffigurante una figura femminile seduta su un tronco con bambino, cm 65x32x15
Lombard School, late 16th century, Female figure and child, marble
€ 2.500/4.000
11
Italia settentrionale, secolo XVI
FIGURA CON LEONE in marmo, il personaggio maschile raffigurato in abiti militari con elmo e mantello, e dietro alle sue gambe un piccolo leone, purtroppo mutilo di parte delle zampe; cm 56x17x16,5
Northern Italy, 16th century, Figure with lion, marble
€ 1.200/1.800
12
Artista nordico attivo in Italia, fine secolo XVI
ERCOLE E IL LEONE DI NEMEA gruppo in marmo, cm 65x41x29
Nordic artist active in Italy, late 16th century, Hercules and the Nemea lion, marble
€ 3.000/5.000
13
Scuola veneta del secolo XVII
MADONNA COL BAMBINO
scultura in legno intagliato e patinato, cm 80x27x20
Venetian School, 17th century, Virgin and Child, carved and patinated wood
€ 1.200/1.800
14
Scuola nordica del secolo XV
SAN SEBASTIANO
scultura in legno intagliato e dipinto in policromia, cm 75,5x27x22
Northern sculptor,15th century, Saint Sebastian, policromed wood
€ 1.200/1.800
15
Scuola toscana, inizio secolo XVI
CRISTO CROCIFISSO
scultura In legno dipinto in policromia, accostabile per tipologia e qualità di realizzazione alle opere generalmente attribuite a Baccio da Montelupo, scultore attivo in Toscana a cavallo del 1500, cm 93x74x30
Tuscan School, early 16th century, Christ crocifixed, carved and painted wood
€ 4.000/6.000
Scultore romano del secolo XVI
CRATERE FIGURATO
in marmo bianco scolpito, levigato e rifinito a trapano. Decorato sotto al bordo con cornice di ovoli intervallata da protomi leonine ruggenti con criniera mossa; sotto la cornice si svolge una scena dionisiaca con satiri e menadi ripresi nell’estasi della danza scolpita quasi a tutto tondo e suddivisa in quattro scene. A) Un satiro offre a una menade che suona la cetra un grappolo d’uva mentre una capra salta per afferrarlo, dietro al satiro la cista mistica da cui fuoriesce un serpente, dietro alla menade un’ara con una maschera; B) una menade e un iniziato danzanti, nudi e affrontati; la menade regge un cembalo nella mano sinistra e un tirso nella destra, ai loro piedi una pantera in atto di saltare; C) due sileni, uno anziano e l’altro giovane (frammentario), e una menade con tamburello e retrospiciente con cembalo e clamide che le è scesa a scoprire i glutei, e accanto al satiro un cratere colmo di grappoli d’uva, accanto alla menade invece due pantere ruggenti; D) coppia di danzatori ai lati di un’ara incorniciata da una ghirlanda con maschere tragiche. Sotto la fascia figurata serie di foglie di acanto, parte inferiore baccellata; alt. cm 50, diam. cm 65
Roman sculptor of 16th century, a figurative crater, white marble
€ 8.000/12.000
17
BACILE, CAFAGGIOLO, TERZO QUARTO SECOLO XVI
in maiolica dipinta in policromia in verde, bruno e arancio; ampia vasca dal fondo pianeggiante, ventre rigonfio con strozzatura nella parte superiore e ampio orlo svasato ed estroflesso, poggiante su tre piedi sagomati a forma di delfino; sotto l’orlo pendono tre scudi alternati a tre mascheroni barbati. Proprio i mascheroni e gli scudi, insieme ai delfini e ad altri dettagli, richiamano in maniera evidente i due rinfrescatoi a navicella conservati rispettivamente al Museo della Ceramica di Faenza, già in collezione Cora, e al Museo del Bargello a Firenze, che si diversificano soprattutto per la tonalità del rivestimento. A differenza di altri esemplari usciti dalle fornaci mugellane, dove predominano gli schizzi di pittura, qui il pittore sembra aver trovato una soluzione brillante nell’intervento col pennello per unificare le macchie: gli schizzi sono scomparsi, tutti riuniti in lunghe striature policrome guidate dalle baccellature della vasca. La decorazione pittorica, che interessa l’intera superficie, è qui particolarmente ben riuscita per l’equilibrio cromatico ed è interessante per la tecnica con cui è stata realizzata, a proposito della quale Marino Marini scrive che “il tono aranciato del supporto ceramico è coperto da uno strato di ingobbio (come avviene per gran parte delle maioliche rinvenute nello scavo effettuato a Cafaggiolo), che in seguito è stato smaltato e dipinto e poi avviato in cottura. La schizzatura della vetrina con i pigmenti colorati è quindi avvenuta dopo la smaltatura e forse il vasaio si è aiutato col pennello per distribuire uniformemente i colori sulle parti ricurve. La forma è stata poi capovolta e immessa in fornace per la terza volta, ad una temperatura più bassa della seconda cottura, permettendo così agli ossidi metallici colorati di sciogliersi e scorrere sulle pareti già smaltate. Tale procedura si percepisce nitidamente osservando le molte gocce di vetrina colorata che si sono solidificate sul bordo superiore del bacile”; alt. cm 21, diam. cm 41,2
A
BASIN, CAFAGGIOLO,
Bibliografia
THIRD QUARTER OF 16TH CENTURY
A. Alinari, Maiolica a Gagliano nel Cinquecento, Firenze 2022, pp. 133-134 n. 36
Bibliografia di confrontp
G.C. Bojani, C. Ravanelli Guidotti, A. Fanfani (a cura di), Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. La donazione Galeazzo Cora. Ceramiche dal Medioevo al XIX secolo, Milano 1985, p. 283 n. 724; M. Marini, Cafaggiolo e Galliano: evidenze e ipotesi sui rapporti fra due fornaci del Mugello, in L. Pesante, A. Satolli (a cura di), La bottega del vasaio. Uomini, tecniche, modelli, Pisa 2021, pp. 29-30;
M. Marini, Maioliche e ceramiche del Museo Nazionale del Bargello, Torino 2024, p. 150 n. 191
€ 12.000/18.000

Il piatto ha cavetto profondo e largo, tesa obliqua e poggia su fondo a cercine. Il decoro realizzato a piena policromia presenta evidenti difetti di cottura su tutta la superficie. La rappresentazione istoriata interessa il cavetto con la raffigurazione del Parnaso da Raffaello Sanzio, uno dei soggetti più richieste dalle committenze, dove Apollo è seduto all’interno di un bosco di alloro e guida le Muse con il suono della lira da gamba. L’opera si basa sulla nota incisione di Marcantonio Raimondi (Bartsch XIV, p. 264 n. 350/B), citata dal Vasari, che descrive il progetto originario del pittore urbinate, riflettendo alcune differenze con l’affresco poi realizzato: le Muse sono qui disposte dal pittore, con i loro magici strumenti insieme a putti volanti, a circondare Apollo in un semicerchio ideale; in basso, a terminare la composizione, spiccano alcuni strumenti e spartiti musicali, secondo le incisioni. La tesa è decorata con un fitto ornato a grottesche in una versione a figure grandi, nella quale sono inseriti Erotini svolazzanti tra figure fantastiche, piccoli uccelli e leoncini e in basso un cammeo con due figurine romane a risparmio su fondo bruno. In alto al centro campeggia un emblema araldico sormontato da un angelo che sostiene una corona marchionale. Le armi sono quelle di uno dei grandi di Spagna, Fernando Ruiz de Castro, e incorporano quelle della moglie Doña Catalina de Zuñiga y Sandoval. Fernando Luis de Castro (1548-1601), VI conte di Lemos, Villalba e Andrade, III marchese di Sarria e grande di Spagna, appartenente ad un casato assai vicino alla corona, sposò nel 1574 Catalina de Zúñiga y Sandoval, sorella del futuro duca di Lerma. Sia i Lemos che i Sandoval soffrivano di ristrettezze economiche, e anche per questo il conte frequentava raramente la corte, rimanendo nei possedimenti galiziani, dove ebbe modo di distinguersi nella difesa contro le scorribande dei corsari inglesi. Fu ammesso all’Ordine di Calatrava nel 1575, succedette ai titoli alla morte del padre nel 1590, e nel 1599 diede avvio alla folgorante carriera diplomatica che da Roma, banco di prova per una carriera politica, lo portò alla carica di Vicerè a Napoli, dove le fonti storiche ricordano la partecipazione attiva alla messa in opera del Palazzo Reale.
L’emblema dovrebbe riferirsi al marchese, alla moglie o ai due congiuntamente, e la presenza della corona marchionale indica probabilmente il periodo in cui succede ai titoli paterni, e quindi a partire dal 1590. Il grande piatto appartiene a un servizio di cui sono noti altri quattro pezzi: una fiasca da pellegrino al British Museum (inv. n. WB.64.b), una fiasca da pellegrino con spirali in rilievo al Museo d’Arte di Saint Louis (inv. n. 37:1925a,b), una saliera al Museo Braunschweig (inv. n. Z.L.V 7264) e un fiasco con manico sovrastante e istoriato, dipinto con soggetti marini, di proprietà della Fondation Bemberg di Tolosa. Le mani dei pittori coinvolti nella realizzazione del grande servizio sembrano, come ovvio, differenti, e la stessa realizzazione dell’emblema ne è una chiara testimonianza.
La pubblicazione da parte di Franco Negroni di una parte della documentazione dell’archivio di Urbino ha permesso di avere notizie circa una serie di importanti commissioni affidate alla bottega di Francesco Patanazzi. Nel 1593 Isabella Della Rovere, figlia di Guidobaldo II, duca di Urbino, e sorella del duca regnante Francesco Maria II, aveva ordinato a Francesco Patanazzi un servizio di maioliche da regalare alla moglie del viceré spagnolo di Napoli, Juan de Zuñiga, conte di Miranda, servizio del quale sopravvivono oggi tre piatti. Cesare d’Avalos, in una data non precisata, aveva acquistato da Patanazzi varie ceramiche per donarle alla moglie di uno dei viceré. Nel 1599 ancora Isabella infine aveva commissionato a Patanazzi, tramite Giovanni Bernardino Albani di Urbino, un’altra serie “di vasi historiati et a grottesco” e con “l’arme della Viceregente che ha da aver dipinti sopra i vasi et piatti di detta credenza”, e quindi un dono per la moglie del Viceré. Il corredo doveva ricalcare quello eseguito nel 1593, ma ampliato fino a contare 377 pezzi, e nell’occasione la principessa specificava che “non solo doveva avere l’istoria variata, ma doveva essere accresciuta in grazia e bellezza per quanto possibile”. Detto servizio doveva essere consegnato nel marzo del 1600, e quindi presumibilmente, visto che come detto il conte di Lemos era giunto a Napoli nel luglio del 1599 per assumere l’incarico, la destinataria del servizio doveva essere la moglie Catalina. Alla luce di queste informazioni sembra molto probabile che i quattro pezzi noti con le armi del conte e della moglie, a cui associamo l’opera in studio, facessero parte di questa grande e importante commissione.Anche Timothy Wilson, che con Dora Thorthon ha pubblicato la fiasca del British Museum, ha proposto la datazione del servizio al 1599-1600, posteriore a quella suggerita in base al confronto stilistico con il servizio Este-Gonzaga Ardet aeternum, databile al 1585.

18 λ
GRANDE PIATTO STEMMATO, URBINO, BOTTEGA PATANAZZI, FINE SECOLO XVI in maiolica dipinta in blu di cobalto, giallo antimonio e verde ramina con tocchi di bruno di manganese e bianco di stagno; diam. cm 43,6, diam. piede cm 14,7, alt. cm 7,6
A LARGE COAT OF ARMS PLATE, URBINO, PATANAZZI WORKSHOP, LATE 16TH CENTURY
Bibliografia di confronto
J. Lessmannm, Herzog Anton Ulrich-Museum Braunschweig. Italienische Majolika. Katalog der Sammlung, Braunschweig 1979, p. 237 n. 254; F. Trevisani (a cura di), Le ceramiche dei Duchi D’este. Dalla guardaroba al collezionismo, Milano 2000; Thornton, T. Wilson, Italian Renaissance ceramics. A catalogue of the British Museum collection, London 2009, n. 242, fig. 242; D. Thornton, A Rothschild Renaissance: Treasures from the Waddesdon Bequest, London 2015, pp. 156-161; I. Enciso Alonso-Muñumer, Fernando Ruiz de Castro, ad vocem, DBE, http://dbe.rah.es/biografias/15089/fernando-ruiz-de-castro (web)
€ 10.000/15.000
19
Italia centrale, secoo XVII SAN GIOVANNI
scultura in bronzo dorato, cm 15,5x6,5x5. Montata su base ottagonale in marmo rosso, cm 21,5x7,8x7,8 complessivamente
Central Italy, 17th century, Saint John, gilted bronze
€ 1.000/1.500
20
Padova o Venezia, seconda metà secolo XVI ERCOLE
scultura in bronzo, l’eroe raffigurato nudo, appoggiato alla clava che regge con la mano destra, e una pelle di leone sulla spalla; cm 25,5x11,5x8. Montata su base a plinto in marmi policromi, cm 34,2x11x10,2 complessivamente
Padova or Venice, second half 16th century, Hercules, bronze
€ 3.000/5.000
21
Scuola fiorentina, da Giambologna, secolo XVIII
CAVALLO AL TROTTO scultura in bronzo patinato con tracce di doratura, cm 23x25x7,2; montato su base a plinto in legno ebanizzato, cm 32,5x26x10,6 complkessivamente
Florentine school, after Giambologna, 18th century, pacing horse, patinated bronze
Bibliografia di confronto
D. Allen, L. Borsch, J.D. Draper, Italian Renaissance and Baroque Bronzes in The Metropolitan Museum of Art, New York 2022, pp. 339-344 nn. 118-119
€ 5.000/8.000
Scuola dell’Italia centrale, secolo XVI/XVII
GRANDE STEMMA
Scultura in lega di rame a scudo ovale, privo di araldo, armi e brisure ed ornato da ghirlande e cartigli con terminali antropomorfi e mascheroni, cm 93x73x22
Central Italian School, 16th–17th century, a large coat of arms, copper alloy
€ 10.000/15.000
L’opera, di grande impatto e qualità esecutiva, vanta una notevole somiglianza con lo stemma attualmente posto sull’alzata sud del basamento del monumento del Nettuno in Piazza Maggiore a Bologna, realizzato dal fiammingo Giambologna nel 1566 con l’aiuto del fonditore Zanobi Portigiani. Proprio questa considerazione, unita alle notizie dei numerosi interventi di restauro al monumento e in particolare ai suoi araldi succedutisi nei secoli, hanno portato a commissionare nel 2011 un interessante studio tecnologico a Nicola Salvioli, nel quale vengono analizzati materiali e tecniche di realizzazione del manufatto. Nelle conclusioni si legge che “alcune caratteristiche costruttive sono del tutto somiglianti ad alcune tecniche adottate dal Giambologna e dalle sue maestranze da lui derivate per tutto il Seicento”. L’esperto spiega anche che “per quanto riguarda la tipologia a fusione indiretta, per la disposizione dei canali di colata e di sfiato così come l’ipotizzata spiegazione delle barre filettate, potrebbe trattarsi di un manufatto che poteva essere replicato in più esemplari, eventualmente forniti con differenti insegne sull’ovale in base alla richiesta delle committenze”.



23
Scuola fiorentino, fine secolo XVI
BUSTO VIRILE PANNEGGIATO
scultura in marmo, alt. cm 70, con basamento alt. cm 90
Florentine School, late 16th century, draped male bust, marble
€ 15.000/25.000
Il busto qui offerto è un bell’esempio della cultura tardomanieristica fiorentina che ebbe nel Giambologna il suo maggiore esponente. I modi severi e composti con cui il personaggio, probabilmente un senatore fiorentino, è stato reso richiamano le prove di un artista transitato per l’officina giambolognesca, ma che si contraddistinse soprattutto per la maggiore compostezza con cui ritrasse diversi personaggi storici, rendendoli austeri modelli di virtù, Giovanni Battista Caccini (Montopoli in Val d’Arno 1556 - Firenze 1613). Lo scultore si ispirò infatti all’antico, a lui ben noto per il suo impegno anche nel campo del restauro di marmi classici, e ai modelli di inzio cinquecenteo. Da notare, nel ritratto scultoreo qui presentato, la resa dell’imponente tunica, percorsa da profonde pieghe che creano un suggestivo effetto luministico, e la realistica attenzione nella descrizione del volto, caratterizzato da un naso dritto e prominente, scavato sotto gli zigomi e percorso da evidenti rughe sulla fronte; accurata è altresì la resa dei capelli e dei grandi baffi. Medesime caratteristiche si ritrovano per esempio nel busto di Baccio Valori, opera del Caccini, oggi conservato al Museo del Bargello di Firenze

24
SCULTURA, GERMANIA, SECOLO XVII
in avorio a raffigurare San Sebastiano legato alla colonna e trafitto, cm 20,3x5,8x5,6
A GERMAN FIGURE, 17TH CENTURY
Il lotto è corredato di certificato CITES
€ 800/1.200
25
Germania, secolo XVII
CRISTO CROCIFISSO
figura in avorio intagliato, cm 33x27x4; la scultura è montata su un pannello con cartiglio iscritto IN RI, anch’esso in avorio, entro cornice in legno intagliato e dorato, cm 75x61
Germany, 17th century, Crucifix, ivory
Il lotto è corredato di certificato CITES
€ 2.500/4.000
26
Scultore austriaco, seconda metà secolo XVI
MADONNA CON IL BAMBINO
rilievo in marmo, cm 23,5x15,2, entro cornice a edicola in mogano, cm 39,5x31,5x8 complessivamente
Austrian sculptor, second half 16th century, Virgin and Child, marble
€ 4.000/6.000 **
MORTAIO, VENETO, INIZIO SECOLO XVII
in bronzo, corpo di forma svasata centrato da mascherone, a sua volta sormontato da cherubino alato e affiancato da palmette e sul lato diametralmente opposto figura femminile stante, racchiusa da riserva mistilinea, con braccia incrociate sul petto, ugualmente affiancata da palmette, doppia ansa cilindrica, presenta iscrizione sull’orlo VIDAL BETLANA; base modanata con banda decorata a girali, alt. cm 15, diam. cm 17
A VENETIAN MORTAR, EARLY 17TH CENTURY
€ 800/1.200
28
MORTAIO, ITALIA SETTENTRIONALE, INIZIO
SECOLO XVII
in bronzo patinato, presa in foggia di serpente, decorato a rilievo da putti alati tra vasi di fiori e teste di cherubini. Sulla fascia superiore iscrizione VIVITUR INGENIO CAETERA MORTIS ERUNT, su quella inferiore CHRISTIANUS PRETIS FECIT; alt. cm 16, diam. cm 15,5
A NORTHERN ITALY MORTAR, EARLY 17TH CENTURY
€ 800/1.200
29
COPPIA DI PICCOLE CAMPANE, TOSCANA, SECOLO XVIII
in bronzo, ciascuna decorata a rilievo con un doppio stemma della famiglia Medici e una doppia figura della Madonna di Loreto, alt. cm 11,5, diam. cm 11,8
A PAIR OF SMALL TUSCAN BELLS, 18TH CENTURY
€ 600/900
MORTAIO, FRANCIA, SECOLO XVII
in bronzo di forma svasata, anello modanato alla base e orlo sporgente estroflesso. Fascia ornata da quattro placchette raffiguranti l’allegoria della Fortuna intervallate ad altrettanti gruppi composti da tre gigli ciascuno. Completo di pestello; alt. cm 11,5, diam. cm 17
A FRENCH MORTAR, 17TH CENTURY
Bibliografia di confronto
U. Middeldorf, Fitfy Mortars. A catalogue, Firenze 1981, pp. 176-177 n. 46
€ 400/600
31
CANDELIERE, VENETO, SECOLO XVII
in bronzo patinato, fusto decorato a rilievo con mascheroni, grottesche, festoni e baccellature, fascia a foglie aperte e piede con mascheroni uniti da festoni di fiori, alt. cm 21,5 e diam. cm 14
A VENETIAN CANDLESTICK, 17TH CENTURY
€ 500/800 32
BASE TRIANGOLARE, VENETO, SECOLO XVI
in bronzo patinato, parte inferiore modanata e fascia decorata su ciascun lato da coppia di busti femminili uniti da nastri intrecciati, cm 10,5x22,5x21
A TRIANGULAR VENETIAN BASE, 16TH CENTURY
€ 800/1.200
33
Scuola veneta, secolo XVI
BUSTO DI SILENO
maniglia in bronzo patinato, cm 7,5x6x4; montata entro cornice ovale in legno dipinto a finto marmo e parzialmente dorata, cm 15,2x13,3
Venetian School, 16th century, bust of silenus, bronze
€ 300/500
35
Bottega di Niccolò Roccatagliata, Venezia, inizio secolo XVII
BUSTINI DI BACCANTI
coppia di maniglie in bronzo, cm 11,5x8,2x4,5 e cm 11,5x8,2x4,5, montati su basi circolari in marmo rosso, alt. cm 3,5 e diam. cm 6
Workshop of Niccolò Roccatagliata, Venice, early 17th century, a pair of small busts of bacchantes, bronze
€ 400/600
34
Scuola veneta, fine secolo XVI
BUSTO DI BACCANTE
maniglia in bronzo, cm 11,5x8x6, montata su base alt. cm 8
Venice, late 16th century, a bust of bacchante, bronze
€ 400/600
36
Scuola veneta, secolo XVIII
MANIGLIE IN FORMA DI TESTA DI SATIRO
coppia di sculture in bronzo da appendere, costituite da testa a tutto tondo inserita al centro di una cartella sagomata di forma romboidale, cm 24x15x11 ciascuna
Venetian school, 18th century, a pair of satyr head handles wall-mounted sculptures, bronze
€ 3.000/5.000
37
Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI SATIRO
figura in bronzo, cm 20,5x9x9, se base circolare in legno ebanizzato, alt. cm 9,5, diam. cm 9
Workshop of Saverio Calzetta from Ravenna, first half 16th century, Satyr, bronze
€ 700/1.000
38
Bottega dell’Italia settentrionale, secolo XVI PEDUCCIO
rilievo in pietra, cm 31x32x12
Northern Italy workshop, 16th century, stone corbel
€ 800/1.200
39
Bottega toscana del secolo XVI BASE STEMMATA PER ACQUASANTIERA
in marmo, colonna a balaustro con scanalature e teste di cherubini, su base triangolare con stemmi su due facce, cm 79x42x28
Tuscan workshop, a coat of arm base for a Holy watere font, 16th century, marble
€ 2.000/3.000
40
Scultore neoclassico dell’Italia centrale PROFILO DI SOLDATO
rilievo ovale in marmo raffigurante profilo di soldato con elmo e cimiero, montato entro cornice ovale in marmo giallo di Siena su su base gradinata, cm 51x35x13 complessivamente
Neoclassical sculptor from central Italy, Profile of a soldier, marble
€ 3.000/5.000
41
Bottega toscana, secolo XIX COPPIA DI COLONNE
in scagliola decorate a finto marmo giallo su base cicolare modanata, alt. cm 103,5, diam. cm 38
Tuscan workshop, 19th century, a pair of columns, scagliola
€ 1.200/1.800
Alessandro Rondoni (Roma 1644 ca. - 1710 ca.)
BUSTO DI ANTONIO CORSI
scultura in marmo, alt. cm 73. Completo di colonna con base a plinto in pietra serena, alt. cm 128
Alessandro Rondoni, bust of Antonio Corsi, marble
Provenienza Firenze, Collezione Corsi Collezione privata
Bibliografia
A. Bacchi, F. Berti, D. Pegazzano, Rondoni e Balassi, I ritratti del marchese Giovanni Corsi, Milano 2015, p. 19 fig. 6
€ 30.000/50.000
L’imponente busto qui presentato raffigura un personaggio di spicco della famiglia Corsi, il marchese Antonio (1630-1679) fratello maggiore del cardinale Domenico Maria (1635-1697) che fu il committente della serie dei quattro busti che immortalavano appunto i suoi più stretti (e celebri) congiunti: il padre Giovanni (1600-1661), lo zio Lorenzo (1601-1656), il fratello Antonio e Domenico Maria stesso.
Il riferimento ad Alessandro Rondoni (o Rondone) come autore del busto di Antonio Corsi deriva dalla ricerca documentaria operata da Donatella Pegazzano. Il pagamento per il busto di Antonio Corsi è registrato il 30 ottobre del 1685: «scudi 35 di moneta per detto pagati ad Alessandro Rondone per un ritratto in marmo della buona memoria del signor marchese Antonio Corsi» (in Archivio di Stato di Firenze, Guicciardini Corsi Salviati, Libri di amministrazione 552, c. 75). Domenico Maria Corsi entrò in contatto con il Rondoni per tramite di Livio Odescalchi (1658-1713), nipote di papa Innocenzo XI, collezionista e personaggio di rilievo a Roma alla fine del Seicento. I rapporti a Roma tra il Corsi e l’Odescalchi sono sicuri e altrettanto lo sono quelli tra Livio Odescalchi ed Alessandro Rondoni, di cui si conoscono pagamenti e commissioni già dagli anni Ottanta del Seicento. È quindi possibile che il Corsi, prossimo in quegli stessi anni alla famiglia del papa Odescalchi, avesse richiesto a Livio uno scultore esperto, e magari non troppo costoso, al quale affidare la realizzazione dei ritratti marmorei della sua famiglia, e questo spiega l’incarico al romano Rondoni, abbastanza inaspettata se si considera invece la collocazione fiorentina delle opere. L’attribuzione delle quattro sculture permette di ampliare anche il catalogo dell’artista e di aggiungere un altro rilevante episodio alla sua attività.
Il busto di Antonio Corsi è un esempio di classicismo con influenze barocche prive però di eccessi retorici. Rondoni si propone come un corrispettivo scultoreo della ritrattistica di Carlo Maratta, riuscendo a fondere elementi di classica compostezza, ravvisabili nell’eleganza quasi grafica della veste, ad uno stile più espressivo e potente come si vede nello sguardo “fiammeggiante” dell’effigiato. Il busto di Antonio Corsi è qui offerto con la sua base, una colonna in pietra serena con base a plinto presente nella Galleria della Villa Corsi Salviati a Sesto Fiorentino insieme agli altri busti, come confermato da una fotografia Alinari che riproduce un particolare della Galleria nel 1855.
43
Scuola francese, secolo XVIII CUPIDO
figura in bronzo patinato con tracce di doratura, cm 11,5x8,5x10,5, montata su base circolare modanata in bronzo, alt. cm 2,5, diam. cm 8
French School, 18th century, Cupid, patinated bronze
€ 700/1.000
44
Scultore fiorentino, secolo XVIII VENERE
scultura in bronzo pattinato raffigurante la dea sul modello della Venere de’ Medici, oggi in collezione agli Uffizi, cm 19,5x16x8, su base a plinto in marmo bianco con riserve in marmi policromi, alt. cm 11
Florentine sculptor, 18th century, Venus, patinated bronze
€ 1.500/2.500
45
Scuola fiorentina, inizio secolo XVII
CAVALLO RAMPANTE
scultura in bronzo, cm 20x21,5x6; montatata su base a parallelepipedo in marmi policromi, cm 30x25x12 complessivamente
Florentine School, early 17th century, pacing horse, patinated bronze
€ 5.000/8.000 **
Scuola toscana, secolo XVI
ANGELI
due figure in bronzo dorato, alt, cm 13,5 e alt. cm 13, di cui uno montato su base circolare modanata in legno ebanizzato, alt cm 5,5
Tuscan School, 16th century, two angels, gilded bronze
€ 700/1.000
47
Da Guglielmo Della Porta, secolo XVII
CRISTO CROCIFISSO
in bronzo dorato raffigurato secondo il modello del Christus Patiens, montato su croce in legno ebanizzato, completa di cartiglio con l’iscrizione INRI, le estremità laterali e superiore impreziosite ognuna da tre teste di cherubino in bronzo dorato, Cristo cm 24x19, croce cm 65x44
From Guglielmo Della Porta, 17th century, Crucifix, gilted bronze assembled on ebonised wooden cross, 24x19 cm (Christ) and 65x44 cm (Cross)
€ 1.500/2.500
48
Germania, secolo XVII
CANE CHE SI GRATTA
figura in bronzo, cm 6x7,5x6,5
Germany, 17th century, scratching dog, bronze
Bibliografia di confronto
J. Pope-Hennessy, Renaissance bronzes from the Samuel H. Kress Collection. Reliefs, Plaquettes, Statuettes, Utensils and Mortars, Londra 1965, n. 553 p. 151, fig. 577
€ 400/600
49
Scuola veneta, inizio secolo XVI
CRISTO CROCIFISSO
figura in bronzo con tracce di doratura, cm 13,5x13,5x3
Venetian School, early 16th century, Crucified Christ, bronze
€ 500/800
50
Scuola romana, secolo XVIII
BAMBINO CON AGNELLO
gruppo in bronzo patinato, cm 12,5x14x7, su base rettangolare in legno ebanizzato
Roman School, 18th century, child and lamb, patinated bronze
€ 800/1.200
51
Scultore toscano, secolo XVIII
DIANA E CLIO
coppia di grandi busti in marmo bianco raffiguranti figure femminili con tuniche panneggiate all’antica, rispettivamente Diana, cm 81x75x40 e Clio, cm 80x76x43, su basi circolari modanate alt. cm 18
Tuscan sculptor, 18th century, Diana and Clio, a pair of large marble busts
€ 7.000/10.000
52
Scuola romana, secolo XVIII
TESTA BARBATA
scultura in terracotta raffigurante personaggio virile barbato, il volto solcato da profonde rughe ed occhi spalancati; cm 24x16,5x18. Completa di supporto in ferro
Roman School, 18th century, bearded head, terracotta
€ 1.000/1.500
53
Scuola romana, secolo XVIII
DUE FILOSOFI
coppia di busti in terracotta patinata raffiguranti personaggi maschili barbati, uno con il capo coperto da un cappuccio, entrambi caratterizzati dalla lunga barba che sembra mossa dal vento; cm 54,5x34,5x21,5 e cm 48x36,5x20
Roman School, 18th century, two philosophers, terracotta
€ 1.500/2.500
54
Scuola romana, secolo XVII
MADONNA CON SAN GIOVANNINO
gruppo scultoreo in terracotta, lacunoso, cm 39x26x16
Roman School, 17th century, Virgin and Saint John, terracotta
€ 2.000/3.000
55
Plasticatore dell’Italia Centrale, secolo XVII
BUSTO DI SANT’ANTONIO ABATE
scultura in terracotta dipinta in policromia, il santo vestito dell’abito monacale tiene un libro nella mano sinistra e presumibilmente reggeva un campanello nella mano destra, oggi perduta, cm 62,5x50x25
Central Italy plastic artist, 17th century, bust of Saint Anthony Abbot, painted terracotta
€ 500/800
Scuola veneta, fine secolo XVII
COPPIA DI ANGELI
figure in bronzo patinato su base circolare, mancanti delle ali, alt. cm 30,8 e cm 32
Venetian School, late 17th century, a pair of angels, patinated bronze
€ 1.200/1.800
57
Bottega dell’Italia centrale, secolo XVIII
AUGUSTO
figura in bronzo su base rettangolare, raffigurante l’imperatore vestito della lorica, cm 28x14x8,5
Central Italy workshop, 18th century, Augustus, bronze
€ 1.000/1.500
58
Bottega veneta, secoli XVII e XX
COPPIA DI GRANDI ALARI FIGURATI in bronzo patinato, derivati da modelli veneti tardo rinascimentali. Sulla parte superiore sono raffigurati rispettivamente Minerva e Mercurio; la parte inferiore, più antica, è costituita da basi tripodi a mascheroni e piedi in foggia di mostri marini, cm 59x40x42
Venetian workshop, 17th and 20th century, a pair of large chenets, patinated bronze
€ 1.800/2.500
59
Bottega
lombarda, seconda metà secolo
XVII CRISTO CROCIFISSO
scultura in bronzo patinato, montato su croce in legno ebanizzato completa di base sagomata dal profilo mistilineo; cm 37x35,5 la scultura, cm 137x50x18 complessivamente
Lombard workshop, second half 17th century, Crucified Christ, patinated bronze
€ 5.000/8.000
Il modello del crocifisso è riconducibile ad alcune opere progettate da Guglielmo Della Porta (ca. 1515-1577) scultore, architetto e restauratore del manierismo italiano, la cui formazione artistica si svolse tra Genova e Roma; fu discepolo di Michelangelo e, in seguito, scultore alla corte dei Farnese. Nel tempo questo modello era stato attribuito al Giambologna (15291608), attivo nella realizzazione di crocifissi già attorno agli anni Settanta del Cinquecento. Nelle botteghe più organizzate era consuetudine che gran parte della produzione di repliche fosse affidata ai collaboratori e agli allievi del maestro; è molto plausibile che anche in quella di Guglielmo si sia proceduto nella stessa maniera, con l’effetto di generare, a partire da un suo prototipo, inevitabili variazioni più o meno marcate sui vari esemplari. Tra le opere degli artisti che affiancarono il maestro, il modello più vicino al nostro pare essere quello di Antonio Gentili da Faenza, presunto autore dell’esemplare custodito nel Palazzo Apostolico del Santuario di Loreto. Nel nostro caso il crocifisso è montato su un’importante base di legno ebanizzato, associabile per morfologia e stile alla produzione lombarda del secolo XVII o dei primi anni del XVIII. Lo stilema della base si riscontra con evidenza in formule decorative che si ripetono nei plinti architettonici dei cornicioni dei palazzi o nelle mensole delle chiese lombarde fino alle componenti decorative del mobilio e dell’oggettistica coevi, coerente con l’epoca della scultura


COPPIA DI CARIATIDI, ITALIA SETTENTRIONALE, INIZI SECOLO XVIII in legno dorato scolpito in foggia di figure
femminili in atto di sostenere sulla testa un capitello a volute, alt. cm 97
A PAIR OF NORTHERN ITALY CARYATIDS, EARLY 18TH CENTURY
€ 5.000/8.000 **
Scuola veneta, secolo XVIII
ANGELO ORANTE
grande scultura in legno intagliato e dorato, l’angelo raffigurato inginocchiato con le braccia incrociate sul petto, completa di ali estraibili, cm 126x110x40
Venetian School, 18th century, Praying Angel, carved and gilted wood
€ 3.000/5.000
Ceroplasta toscano, secolo XVIII
CRISTO CROCIFISSO
scultura in cera policroma su croce in legno ebanizzato con cartiglio in cera, entro ricca cornice a teca sagomata in legno intagliato e dorato con vetro sul fronte; Cristo cm 29x20, cornice cm 90x48x8 complessivamente
Tuscan ceroplast, 18th century, Crucified Christ, polychrome wax
€ 2.000/3.000
63
Ceroplasta dell’Italia meridionale, secolo XVIII
SAN GIROLAMO PENITENTE
rilievo in cera policroma entro cornice a teca in legno ebanizzato di forma ovale, cm 31,5x26x9
Southern italian ceroplast, 18th century, Saint Jerome the Penitent, polychrome wax
€ 1.200/1.800
64
Ceroplasta lombardo, secolo XVIII
SAN GIROLAMO PENITENTE
rilievo in cera policroma entro cornice a teca in legno ebanizzato, cm 28,5x23x12
Lombard ceroplast, 18th century, Saint Jerome the Penitent, polychrome wax
€ 2.000/3.000
65
Ceroplasta siciliano, fine secolo XVIII
ESTASI DI SANTA ROSALIA
rilievo in cera policroma entro cornice a teca in legno argentato a mecca, cm 30x25,5x9
Sicilian ceroplast, late 18th century, The Ecstasy of Saint Rosalia, polychrome wax
€ 1.200/1.800
66
Ceroplasta siciliano, fine secolo XVIII
ESTASI DI SANTA ROSALIA
rilievo in cera policroma entro cornice a teca in legno ebanizzato, cm 41x42x9
Sicilian ceroplast, late 18th century, The Ecstasy of Saint Rosalia, polychrome wax
€ 1.500/2.500
67
Plasticatore emiliana, inizio secolo XVIII COMPIANTO SUL CRISTO MORTO
bassorilievo in terracotta dipinta in policromia di forma rettangolare, cm 32,5x50, entro cornice in legno argentato a mecca, cm 39,5x55,5
Emilian School, early 18h century, Lamentation of the Dead Christ, terracotta
€ 2.500/4.000
68
Plasticatore emiliano del secolo XVIII MADONNA DOLENTE
scultura in terracotta policroma, cm 38x21x26
Emilan plastic artist from 18th century, Virgin of Sorrows, terracotta
€ 1.000/1.500
Argentiere veneziano, ultimo quarto del secolo XVII
SANTI LEONE MAGNO E AMBROGIO
sculture in argento cesellato raffiguranti i Padri della Chiesa, Papa Leone I e Sant’Ambrogio Vescovo, in abiti panneggiati ed effigiati dei rispettivi attributi, cm 28,5x8,5x9
Venetian silversmith, last quarter 17th century, Saints Leo the Great and Ambrose, silver
**
€ 6.000/9.000
Le sculture sono accompagnate da una scheda critica di Charles Avery, il quale ipotizza che l’autore possa essere lo scultore veneto Giovanni Comin (1647 - 1695), unico artista attivo in quel periodo le cui iniziali corrispondono con quelle incise sulle basi delle figure. Tuttavia, nonostante la presenza dei marchi e della firma, al momento non risulta possibile identificare né l’argentiere né lo scultore congiuntamente autori di questi notevoli manufatti.
Italia settentrionale, fine secolo XVIII CROCE CON CRISTO CROCIFISSO
scultura in avorio scolpito, cm 39,4x30,7; ai piedi di Cristo è posto un teschio di Adamo, anch’esso in avorio, simbolo dell’umanità ferita dal peccato. Montato su croce in legno ebanizzato interamente rivestita in lamina d’argento sbalzata a motivo vegetale, nella parte superiore cartiglio iscritto INRI e ricchi terminali lavorati a giorno con fiori, cm 100,5x81 complessivamente
Northern Italy, late 18th century, crux with crucifix Christ, ivory
Il lotto è corredato di certificato CITES
€ 5.000/8.000
71
Scuola toscana, secolo XVII
CRISTO CROCIFISSO
scultura in argento, cm 15x12,5x3
Tuscan School, 17th century, Crucified Christ, silver
€ 800/1.200
72
Scuola veneziana, prima metà secolo XVIII
COPPIA DI ANGELI REGGICERO
rilievi in lamina di argento sbalzato e cesellato, raffiguranti angeli reggicero in vesti panneggiate stanti su nuvole, cm 49x25
Venetian School, first half 18th century, a pair of angels holding candlesticks, silver reliefs
€ 2.000/3.000
73
Intagliatore francese del secolo XVII
TRITTICO DA VIAGGIO
in avorio scolpito in bassorilievo a raffigurare la Battaglia di Pavia, episodio cruciale delle Guerre d’Italia (1494-1559) combattuta nel 1525 che vide contrapporsi l’esercito francese guidato dal re Francesco I di Valois e le truppe imperiali di Carlo V d’Asburgo; anta centrale sormontata da angeli suonatori che sorreggono corona, cm 18,8x19,6 (aperto)
French carver artist from 17th century, a travelling triptyc, ivory
Il lotto è corredato di certificato CITES
€ 1.200/1.800
74
Doccia, Manifattura Ginori, 1750-1760 circa PALLADE
figura in porcellana bianca, derivata da un’opera dello scultore fiorentino Francesco Fanelli, alt. cm 34; montata su base in legno tornito non pertinente, alt. cm 11 e diam. cm 14
Doccia, Ginori Manufactory, circa 1750–1760, Pallade, white porcelain figure
€ 1.500/2.500
75
Italia centrale, secolo XVIII
CRISTO CROCIFISSO
figura in bronzo dorato, cm 26,5x19,5x4
Central Italy, 18th century, Crucified Christ, gilded bronze
€ 800/1.200
76
Da Diego di Siloe, Spagna, secolo XVII/XVIII
MADONNA COL BAMBINO
rilievo rettangolare in bronzo dorato. La placca deriva da una composizione ovale dello scultore spagnolo Diego de Siloe (Burgos 1495 – Granada 1563), a sua volta influenzata da rilievi di Madonne del Quattrocento fiorentino, che l’autore ebbe modo di vedere nel corso di una visita a Firenze; cm 25x18. Montata entro cornice con base lignea, cm 30,8x19,4x6
After Diego di Siloe, Spain, 17th/18th centuries, Virgin and Child, gilded bronze
Bibliografia di confronto
C. Avery (a cura di), La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia. Sculture: bronzetti, placchette, medaglie, Milano 1998, pp. 291-292 n. 211
€ 1.000/1.500
77
Scuola francese, periodo neoclassico ALLEGORIE DELLE QUATTRO STAGIONI
quattro sculture in bronzo dorato, da un disegno di François Coudray (1678 - 1727), alt. da cm 34 a cm 32; montate su basi in marmo, cm 1,5x7,5x7,5
French School, Neoclassical period, The allegory of Four Seasons, gilted bronze
Bibliografia di confronto
F. Souchal, French Sculptors of the 17th and 18th centuries. The reign of Louis XIV, vol. I, Oxford 1981, pp. 128-129
€ 2.500/4.000
78
Ercole Ferrata (?)
(Pelsotto di Val d’Intelvi 1610 – Roma 1688) MADONNA COL BAMBINO E SAN GIOVANNINO
placca ovale in bronzo dorato, cm 21,7x17,1
Ercole Ferrata (?), Virgin and Child with Saint John, gilded bronze
Bibliografia di confronto
F. Rossi, La Collezione Mario Scaglia, Bergamo 2011, Vol. I, p. 469 n. XIII.16
€ 800/1.200
79
Germania, secolo XIX
TURIBOLO
in bronzo dorato e cesellato, su imitazione di modelli riferibili al periodo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, cm 15,5x11x11
Germany, 19th century, Thurible, gilded and chiseled bronze
Bibliografia di confronto
A. Del Grosso, Chi ama brucia. Turiboli toscani del Medioevo, Pisa 2012, p. 77 n. 15.A
€ 2.500/4.000
81
Da François Briot, Francia, secolo XIX
VERSATOIO CON ALLEGORIA DI FEDE, SPERANZA E CARITÀ
in bronzo cesellato e dorato, dall’originale cinquecentesco in peltro oggi conservato al Metropolitan Museum di New York (inv. n. 1975.1.1473), cm 28x15x11
After François Briot, France, 19th century, an ewer with allegory of Faith, Hope and Charity, chiseled and gilded bronze
Bibliografia di confronto
F. Scholten, The Robert Lehman Collection. XII. European Sculpture and Metalwork, New York 2011, p. 234-236 n. 224
€ 1.000/1.500
80
Francia, fine secolo XIX
ANGELO MUSICANTE
figura in bronzo dorato, ispirata ad un modello tardogotico, alt. cm 30. Completo di base di appoggio in legno rivestito in velluto rosso, cm 35x14,2x10
France, late 19th century, musician angel, gilted bronze
€ 2.000/3.000
82
Scuola toscana, da Michelangelo Buonarroti, secolo XX
MASCHERA DI FAUNO
rilievo in bronzo, derivato dalla famosa maschera giovanile (1489) attribuita ab antiquo a Michelangelo ed esposta come tale fino alla fine degli anni ‘30 presso il Museo Nazionale del Bargello. Riscoperta agli inizi della Seconda guerra mondiale presso il castello di Poppi (Arezzo), vi fu sottratta dalle truppe tedesche e mai più ritrovata. Da allora della maschera esiste solo un calco in gesso esposto presso Casa Buonarroti; alt. cm. 22x19,4x9,5
Tuscan School, after Michelangelo Buonarroti, 20th century, head of a faun, patinated bronze
€ 700/1.000
83
Scuola italiana, fine secolo XIX SATIRO DANZANTE
figura in bronzo, dall’originale romano oggi conservato presso gli Uffizi di Firenze. Iscritto sulla base Fond.ia De Pietro; cm 32x18x11,5
Italian School, late 19th century, Dancing Satyr, patinated bronze
€ 1.200/1.800
Scuola emiliana, fine secolo XVII
MADONNA ORANTE
pannello in scagliola policroma, raffigurante Madonna orante entro medaglione ovale incorniciato, cm 19x15,8; entro cornice coeva in legno intagliato e dorato, ingombro cm 25,2x22, luce cm 18,5x15
Emilian School, late 17th century, Praying Virgin, scagliola
€ 1.000/1.500
85
Ceroplasta fiorentino, secolo XVIII
COPPIA DI RILIEVI
in cera su ardesia, il primo raffigurante una nobildonna in abiti sontuosi, con corpetto blu e volant in pizzo e merletto, una collana di perle e diamanti a girocollo e capelli raccolti in una cuffia, intenta a reggere una stola bianca, cm 22x14; il secondo ritrae un uomo in armatura, resa lucente da minuziosi dettagli in oro, fazzoletto legato al collo e una folta chioma di lunghi riccioli neri, cm 22x17; entrambi entro cornice in legno dorato cm 43x35 (complessivamente)
Florentine ceroplast artist, 18th century, a pair of reliefs, wax on slate
€ 3.000/5.000
86
Bartolomeo Paoletti (1757 - 1834)
RACCOLTA DI CALCHI
composta da trentra impronte di diverse dimensioni ricavate da opere di Antonio Canova (Possagno 1757 – Venezia 1822) e Bertel Thorvaldsen (Copenaghen 1770 – 1844), raffiguranti scene di carattere mitologico, custodite entro due cornici a teca, cm 32,5x27x5; al retro recano pannello estraibile con legenda delle opere e iscrizione “Si fanno in Roma da Bartolomeo Paoletti e Pietro figlio dimoranti di studio Piazza di Spagna n. 49”
Bartolomeo Paoletti, a set of twenty-eight plaster cameos
€ 1.200/1.800
87
SFERA ARMILLARE TOLEMAICA, TORINO, FINE SECOLO XIX
in metallo rivestito di carta e dipinto, intorno anelli concentrici recanti i mesi dell’anno, su sostegno in legno ebanizzato e base circolare, cm 50x32x32
A TURINESE TOLEMAIC ARMILLARY SPHERE, LATE 19TH CENTURY
€ 700/1.000
Da Antonio Canova (1757-1822), secolo XIX
DANZATRICE CON DITO AL MENTO
DANZATRICE CON MANI SUI FIANCHI
coppia di sculture in marmo bianco, cm 176x80x63 e cm 177x60x56, su basi in legno dipinte a finto marmo
After Antonio Canova, 19th century, Dancer with finger on chin and Dancer with her hands on her hips, white marble
€ 12.000/18.000
La danza che per sua natura ricerca la bellezza in movimento, diviene nel Neoclassicismo immagine per eccellenza della grazia. Il ripetersi delle figure danzanti all’interno della produzione canoviana è testimonianza dell’interesse dell’artista per lo studio del movimento, e senza dubbi influenzata dalle pitture murarie esaminate a Ercolano e Pompei. L’artista tratta il soggetto, dapprima solo tramite disegno e pittura, per poi concentrarsi sulla modellazione tridimensionale, realizzando tre celebri soggetti che incarnano a pieno il mito del Sublime, uno dei cardini dell’estetica settecentesca: la Danzatrice con le mani sui fianchi, la Danzatrice con i cembali e la Danzatrice con dito al mento. La Danzatrice con mani sui fianchi è stata eseguita da Canova tra il 1806 e il 1812 per Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone. L’originale, dopo essere stato presentato al Salon du Louvre a Parigi, venne acquistato nel 1815 da Alessandro I di Russia, dopo la morte dell’Imperatrice, ed oggi si trova all’Ermitage di San Pietroburgo. La figura dall’atteggiamento vezzoso, si presenta sollevata da terra, sospesa sulle punte, mentre esegue un passo di danza, interpretando il bello ideale neoclassico. Mentre, la Danzatrice con il dito al mento, commissionata al Canova dal banchiere forlivese Domenico Manzoni, fu terminata nel 1814. Una quindicina di anni dopo il marmo venne venduto al conte Nicolay Dmitrievich Guriev, ambasciatore russo a Roma, che la portò a San Pietroburgo e da allora se ne persero le tracce. La danzatrice, forse ispirata a Le Grazie, appare più composta e leggera nelle movenze, rimanendo ancorata sulla punta del piede. La delicatezza è immensa, profonda l’azione che obbliga la veste leggera a incresparsi sul corpo. La testa si piega delicatamente sulla spalla destra, il braccio sinistro è trattenuto al fianco e fa da pendant al movimento della mano destra che si appoggia al mento.




Attribuito a Lorenzo Bartolini (Savignano 1777 – Firenze 1850)
NINFA ARNINA
marmo bianco, cm 101x46x29
Attributed to Lorenzo Bartolini, the nymph of the Arno, white marble
Bibliografia di confronto
E. Spalletti in F. Falletti, S. Bietoletti, A. Caputo (a cura di), Lorenzo Bartolini, scultore del bello naturale, cat. della mostra, Firenze 2011, pp. 270-272 n. 40
€ 25.000/40.000
Eseguita originariamente tra il 1825 e il 1827, l’opera incarna l’omaggio di Bartolini alla città di Firenze. La ninfa è la personificazione del fiume Arno; non è una divinità distante e olimpica, ma una giovane donna colta in un momento di intima fragilità. Siede su una roccia, stringendo al petto un’anfora (simbolo della sorgente del fiume) che è stata spezzata: il suo volto non esprime il dolore eroico del mito, ma una malinconia rassegnata e umana. Criticamente, l’opera è fondamentale perché rompe con l’idealizzazione accademica: la pelle, la resa dei capelli e la postura meno “studiata” e più spontanea testimoniano la volontà di Bartolini di infondere vita nella materia marmorea. La Ninfa Arnina rappresenta uno dei vertici della maturità espressiva di Lorenzo Bartolini, segnando il passaggio definitivo dal rigore neoclassico di stampo canoviano a quel purismo basato sull’osservazione del vero naturale che l’artista definiva la sua “bella natura”. Bartolini, replicò o supervisionò diverse versioni del soggetto per soddisfare le richieste di committenti internazionali, soprattutto inglesi e russi ed esistono diverse versioni in marmo di dimensioni ridotte o varianti autografe sparse in collezioni private europee e non.
L’opera che presentiamo in questa vendita custodisce un’interessante storia che trova la sua origine negli Stati Uniti durante la metà del 1800. La scultura venne acquistata da August James Albert, esponente di una ricca e benestante famiglia di Baltimora che ebbe anche l’onore di ospitare Lincoln durante il suo trionfale passaggio del 1864, ed è probabile che la scultura fosse stata acquistata durante un’esposizione ma non ci sono più documenti a tale proposito. Alla morte di Albert la statua fu posta per un certo periodo sulla sua tomba al Green Mount Cemetery di Baltimora. Fu solo dopo molti anni dopo, nel 1968, che gli eredi, avendo perso ogni traccia di documenti dell’opera, scoprirono che si trattava di un’opera di Lorenzo Bartolini, grazie al parere d William H. Gerdts, Direttore della Galleria del Department of Art dell’University del Maryland, che ne individuò la paternità. La statua fu ereditata da James Hollis Buchanan Albert, e poi dall’attuale proprietario che l’ha riportata in Italia nel 1973.



Scultore fiorentino, metà del secolo XIX
TRUDA DEI SIMONETTA
busto in marmo, cm 64x50x32
Florentine sculptor, Truda Dei Simonetta, mid 19th century, marble
€ 6.000/9.000
La scultura è accompagnata da una scheda di Nicola Ciarlo, di cui riportiamo di seguito un estratto. “Il fatto che il busto femminile, in marmo statuario scolpito in un solo blocco, rappresenti una nobildonna abbigliata secondo la moda del Rinascimento fiorentino ci suggerisce il contesto culturale nel quale si formò e operò il nostro scultore, ricettivo all’ambiente purista del cosiddetto “romanticismo storico”. Di questa temperie, che vedeva nell’età comunale e nel Rinascimento due tra i momenti più alti della storia di Firenze, si fece principale interprete nel campo della scultura Lorenzo Bartolini (1777-1850), che resse la cattedra dell’Accademia di Belle Arti dal 1839 fino alla morte. Lo studio del bello naturale, che fu il viatico dell’insegnamento bartoliniano, si accompagnava a quello della scultura rinascimentale, costante fonte di ispirazione. Allo stesso modo si mosse la più giovane generazione di scultori attiva intorno alla metà del secolo che, attraverso la pratica della copia in gesso dei capolavori del passato, traeva un ampio repertorio iconografico per produrre opere in stile neoquattrocentesco, di superba qualità tecnica, che potevano rivaleggiare con i più rinomati capisaldi della scultura rinascimentale. Non sarà dunque un caso se il nostro scultore si servì come modello per il suo ritratto del profilo muliebre di Mino da Fiesole (1429-1484), databile tra gli anni 1453-1456 e conservato al Museo del Bargello di Firenze. Dal rilievo rinascimentale, infatti, il busto femminile mutua puntualmente gli aspetti esteriori della moda: identica è l’acconciatura, compreso il monile sulla testa, che meglio si può apprezzare nel prototipo quattrocentesco; precisa, inoltre, è la derivazione dei motivi decorativi dal profilo del Bargello, dal fiore di cardo stilizzato alla palmetta, quest’ultima ricorrente come una firma dello scultore fiorentino sia in opere scultoree che architettoniche. Tuttavia, rispetto al profilo muliebre di Mino, che è un ritratto idealizzato di un particolare individuo, il nostro busto si caratterizza invece per una più spiccata caratterizzazione fisiognomica. È difficile, al momento, stabilire l’identità del nostro artista, ma il busto di Truda dei Simonetta rappresenta una significativa testimonianza per comprendere la grande fortuna goduta nell’Ottocento da Mino da Fiesole, aspetto ancora poco sondato della sua vicenda critica, che attraverso i suoi ritratti e profili, sia maschili che femminili, era riuscito ad evocare ed imprimere nel marmo lo spirito del suo tempo”.


Scultore toscano, inizio secolo XIX
BUSTO DI ANTONIO DI AVERARDO SERRISTORI scultura in marmo bianco scolpito, cm 75x53x25, su base in legno, alt. cm 13
Tuscan sculptor, early 19th century, bust of Antonio di Averardo Serristori, white marble
Provenienza
Firenze, Palazzo Serristori (Asta Sotheby’s, 6 novembre 2007, lotto 284); Collezione privata
€ 2.500/4.000
92
Scuola italiana, secolo XIX BUSTO FEMMINILE
in marmo bianco; la figura femminile, ritratta in posa frontale, indossa una veste drappeggiata, stretta in vita da laccetto, e porta capelli raccolti in una elaborata acconciatura all’antica a trecce sovrapposte a torre o a turbante; cm 84 x53x30 complessivamente (alt. base cm 17)
Italian School, 19th century, a female bust, white marble
€ 2.000/3.000
93
Ferrante Marconi (Cesena 1798 - 1868)
BUSTO DELLA CONTESSA FRANCHINI SERRISTORI
scultura in marmo bianco, firmata e datata Marconi 1853, cm 68x42x23
Bust of Countess Franchini Ferristori, white marble
Provenienza
Firenze, Palazzo Serristori (Asta Sotheby’s, 6 novembre 2007, lotto 302); Collezione privata
€ 2.000/3.000
94
Thomas Francois Cartier (Marsiglia 1879 - Saint Vallier 1943)
LEONE E LEONESSA
coppia di sculture in bronzo raffiguranti le due fiere su base modellata ad imitare il terreno. Firma T. CARTIER incisa su entrambi gli esemplari; cm 22x34x11,5 e cm 19x34x16 rispettivamente
Thomas François Cartier, Lion and lioness, bronze
€ 800/1.200
95
Scuola francese, secolo XIX CUPIDO
scultura in bronzo patinato, raffigurante il putto alato appogiato a un tronco d’albero, cm 25,5x26,5x9,5
French School, 19th century, Cupid, patinated bronze
€ 700/1.000
96
Da Jean Baptiste Carpeaux, inizio secolo XX LE PÊCHEUR À LA COQUILLE
scultura in bronzo patinato, alt. cm 89 firmata alla base Carpeaux e timbro Proprietè Carpeaux
After Jean Baptiste Carpeaux, early 20th century, Le pécheur à la coquille, bronze
Bibliografia di confronto
M. Poletti and A. Richarme, Jean-Baptiste Carpeaux sculpteur: Catalogue raisonné de l’oeuvre édité, Paris, 2003, p. 63, no. SA 9
€ 3.000/5.000
A seguito del suo arrivo all’Accademia di Francia a Roma, dove, dopo aver conseguito il Prix de Rome, soggiornò a partire dal 1854, a Parigi si aspettavano che Jean-Baptiste Carpeaux dimostrasse la sua crescita artistica presentando un envoi di metà corso nella capitale francese per dare prova dei suoi progressi. E così fece inviando in Francia il modello in gesso di quello che sarebbe diventato uno dei suoi indiscutibili capolavori, Le Pêcheur à la Coquille (Il pescatore con la conchiglia). Il gesso fu esposto nel 1858 all’Ecole des Beaux-Arts di Parigi e suscitò grande scalpore tra i critici per il suo distaccarsi dallo stile accademico dell’epoca. Carpeaux presentò, infatti, una versione vivace e naturalistica di un ragazzo, che fu interpretata come una sfida alle norme artistiche ormai consolidate e contribuì senz’altro a lanciarlo come uno dei massimi artisti del suo tempo. La scultura, modellata a Roma nel 1857, prese ispirazione da una scena che l’artista aveva visto sulla spiaggia di Napoli l’anno precedente. Senza dubbi, però, si trattava di un omaggio verso quelli che sono considerati i suoi maestri, François Rude e Francisque Duret, perché se è probabile che lo scultore aveva incontrato un giovane fanciullo mentre ascoltava il rumore di una conchiglia sulla riva del mare, è altrettanto vero che il soggetto era già stato affrontato dai suoi mentori. Il primo aveva realizzato Jeune Pêcheur napolitain jouant avec une tortue, esposta al Salon del 1831, mentre il secondo Jeune Pêcheur dansant la tarentelle, esposta al Salon del 1833. La personalità e il talento di Carpeaux si tradussero però in un’opera dalla composizione leggera, che contrastava con quella di Rude, sicuramente più statica. Lo stesso si può dire per il sorriso rappresentato sul giovane di Carpeaux, molto più naturale di quello realizzato da Duret. Celebrato per il suo realismo romantico, le Pêcheur ha affascinato gli spettatori con la sua modellazione sicura del corpo umano e la sua attenta cura dei dettagli naturali. Il suo trionfo alla mostra di Parigi fu talmente decisivo che, tre anni dopo, Carpeaux creò un’opera complementare, La Jeune Fille à la Coquille (Ragazza con conchiglia), estendendo il successo dell’originale in una coppia armoniosa.
97
Da Jean Baptiste Carpeaux, secolo XIX
LE PETITE BOUDEUR
bustino in terracotta, cm 28x17x14
After Jean Baptiste Carpeaux, 19th century, Le petite Boudeur, terracotta
€ 2.500/4.000
98
Scuola italiana, secolo XIX
TESTA DI GIOVINETTO
scultura in bronzo patinato, cm 23x17x18, su base rettangolare in marmo nero, cm 10x15x12
Italian School, 19th century, head of young boy, patinated bronze
€ 1.500/2.500
99
Lorenzo Guazzini (Roma, 1873 - 1923)
BUSTO DI FANCIULLO
marmo bianco, cm 58x34x24 firmato e datato 1916 in basso al retro
Lorenzo Guazzini, bust of a young boy, white marble
Lorenzo Guazzini è stato uno scultore italiano attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, noto per le sue opere in bronzo e marmo, tra cui busti celebrativi, alcuni dei quali erano collocati nel Museo Civico di Pistoia, tra cui figuravano ritratti di personaggi illustri quali Giuseppe Michelucci e Vittorio Bellini.
€ 2.000/3.000
100
Scuola italiana, secolo XX NUDO FEMMINILE
marmo bianco, cm 89x25x30
Italian School, 20th century, female nude, white marble
€ 1.000/1.500
100
101
Sabatino de Angelis (Napoli 1838 -1915)
SATIRI E NINFA
rilievo ovale in bronzo, da Claude Michel Clodion; sul retro iscrizione SAB DE ANGELIS & FILS/ NAPLES 1904, cm 24,7x19
Sabatino de Angelis, Nymph with two satyrs, bronze relief
€ 700/1.000
102
Da Michele Amodio, Napoli, secolo XIX BACCO CON SERPENTE
figura in bronzo su base circolare, cm 54x25,5x25
After Michele Amodio, Naples, 19th century, Bacchus holding a snake, bronze
€ 800/1.200
103
Francesco De Matteis (Lecce, 1852 – Napoli 1917)
CONCERTINO A PIEDIGROTTA
gruppo scultoreo in bronzo, cm 30x71x13,5 timbrato alla base “Laganà Napoli” su base in marmo verde, cm 3x73x16
Francesco De Matteis, concert in Piedigrotta, bronze sculpture group
€ 1.000/1.500
Il Concertino a Piedigrotta di Francesco de Matteis rappresenta uno dei vertici della scultura di genere napoletana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Quest’opera in bronzo non è solo una raffigurazione plastica, ma un vero e proprio fermo immagine della vitalità antropologica di Napoli. De Matteis si distacca dalla statuaria monumentale accademica per abbracciare un verismo vibrante. Il Concertino non celebra eroi, ma la strada, l’opera cattura un gruppo di scugnizzi e musicanti improvvisati durante la festa di Piedigrotta, il momento più autentico e dionisiaco del calendario popolare napoletano e la maestria dell’autore, sta nel rendere il movimento, e sembra quasi di sentire il frastuono dei tamburelli e le grida dei ragazzi.
104
Napoli, inizi secolo XIX
GIOVANE SEDUTO SU UNA FONTE
figura in bronzo, raffigurato abbigliato all’antica con copricapo ornato da motivo a lisca di pesce e seduto su una fonte centrata da volto di Medusa, cm 31x16x19
Naples, early 19th century, a young man sitting on a fountain, bronze figure
€ 700/1.000
105
Ottaviano Giovannozzi (1767-1853)
LEOPOLDO II (1824)
E MARIANNA CAROLINA
DI SASSONIA (1825)
coppia di busti in gesso raffiguranti i Granduchi di Toscana, cm 67x45x24 e cm 65x44x24. Iscritti sul retro rispettivamente Ottaviano Giovannozzi fece dal vero l’anno 1824 e Ottaviano Giovannozzi fece dal vero l’anno 1825.
Ottaviano Giovannozzi, Leopoldo II (1824) and Marianna Carolina di Sassonia (1825), chalk
€ 2.000/3.000
Nulla è noto dell’origine e formazione di questo scultore, che si suppone alunno dell’Accademia fiorentina dove fu presente alle esposizioni quasi ogni anno dal 1820 fino al 1848. Nel 1828 lavorò con lo scultore fiorentino Luigi Pampaloni alla fontana nella piazza S. Andrea a Empoli ed eseguì i leoni per il portale del giardino di Annalena, dove è evidente il richiamo del leone canoviano del monumento a Clemente XIII. Ma l’attività di scultore di Giovannozzi, per quel che risulta dalla sua presenza alle esposizioni granducali, sembrerebbe specializzata nell’iconografia granducale, come mostrano i numerosi ritratti, seguiti da repliche, che raffigurano in varie età e abbigliamento Leopoldo II, molti dei quali nei musei fiorentini, oltre a quello della granduchessa Marianna Carolina di Sassonia, conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.
106
Da Ferdinand Barbedienne, seconda metà secolo XIX
SCENE MITOLOGICHE
coppia di rilievi in polvere di marmo di forma rettangolare, raffiguranti Diana con le ninfe e Le ninfe che rubano l’arco e le frecce a Cupido, entro conici in legno rivestito in pelle, cm 20x34 complessivamente
After Ferdinand Barbedienne, second half 19th century, Mythological scenes, a pair of marble reliefs
€ 800/1.200
107
Da Etienne Maurice Falconet, Francia, secolo XIX
BATTAGLIA PER IL CUORE
gruppo in marmo bianco, cm 46x26x23
After Etienne Maurice Falconet, France, 19th century, struggle for the heart, marble group
€ 2.500/3.500
108
Donato Barcaglia (Pavia, 1849 – Roma, 1930)
LA VERGOGNOSA
marmo bianco, cm 94x25x27
Donato Barcaglia, The shamed woman, white marble
€ 6.000/9.000
Donato Barcaglia fu una figura di spicco della scultura milanese e internazionale del secondo Ottocento. Formatosi all’Accademia di Brera, si distinse per una perizia tecnica fuori dal comune che gli permise di ottenere successi strepitosi alle Esposizioni Universali , come quella di Vienna del 1873 e di Parigi del 1878. La Vergognosa si inserisce nel filone della scultura di genere, dove il nudo accademico viene abbandonato in favore di una resa più psicologica, quotidiana e talvolta maliziosa della figura umana. L’opera raffigura una giovane donna colta in un momento di estrema vulnerabilità. Il titolo “La Vergognosa” (o talvolta “La Timida”) descrive perfettamente il moto dell’anima tradotto nel marmo. Barcaglia sfida la durezza del marmo ottenendo effetti di morbidezza epidermica straordinari: la resa della pelle, la delicatezza dei lineamenti del viso e il contrasto tra la levigatezza del corpo e la base (spesso rocciosa o drappeggiata) dimostrano una grande padronanza tecnica. L’opera è un esempio perfetto di come la scultura italiana di fine secolo cercasse di superare il freddo neoclassicismo di Canova per abbracciare un realismo sentimentale. Non c’è idealizzazione divina, ma una bellezza terrena, palpabile e profondamente umana. Esistono diverse versioni e repliche di quest’opera, spesso in dimensioni ridotte come l’esemplare che presentiamo in questo catalogo, e con varianti, poiché il soggetto riscosse un enorme successo commerciale tra i collezionisti dell’alta borghesia dell’epoca, che amavano esporre nei propri salotti opere capaci di unire l’eleganza formale a un pizzico di erotismo velato.
“Barcaglia non si limita a scolpire un corpo, ma riesce a intrappolare nel marmo un’emozione transitoria, rendendo tangibile il calore della pelle e il brivido della timidezza.”
Antonio Maraini
(Roma 1886 – Firenze 1963)
L’ARTISTA CHE SCRUTA LA MASCHERA PRIMA DELLA RECITA; L’ARTISTA CHE SI APPPUNTA LA MASCHERA PER RECITARE; L’ARTISTA CHE DEPONE LA MASCHERA DOPO LA RECITA
tre sculture in gesso dipinto e dorato, cm 30x15x9, cm 45x14x9 e cm 26,5x15,5x9 due firmate alla base a destra
Antonio Maraini, the artist who examines the mask before the performance, the artist who puts on the mask to perform, the artist who takes off the mask after the performance, three sculptures in painted and gilded plaster
Provenienza
Grato Maraini
Collezione privata
Bibliografia di confronto
G. Germani, M.Luceri, ODEON: Un secolo di cinema e cultura, Firenze 2023
€ 4.000/6.000
Le tre opere in gesso patinato e dipinto sono i modelli per le sculture che Antonio Maraini ha realizzato per il Teatro Odeon, sculture realizzate in legno scolpito, dorato e dipinto, che si trovano sul boccascena del teatro. L’Odeon è stato uno dei primi cinema-teatro d’Italia. Inaugurato negli anni Venti, vanta una storia illustre. Fu realizzato infatti all’interno di uno dei più importanti palazzi rinascimentali della città: il Palazzo dello Strozzino o Palazzo delle Tre Porte, chiamato così per via dei tre portali sulla facciata principale, che ancora oggi si vedono. La data di realizzazione del Palazzo - 1463 – è ancora visibile perché incisa sul bugnato, all’angolo della Piazza. Benché più antico, venne in seguito chiamato “Palazzo dello Strozzino” per distinguerlo da “Palazzo Strozzi”, posto di fronte. Una volta completato, il palazzo era molto grande e occupava un intero isolato, con ben 121 stanze. Con l’estinzione del ramo degli Strozzi, proprietario della residenza durante l’Ottocento, il palazzo prima passò ai Sanminiatelli e ai Landi, poi al Comune. Con i lavori di ammodernamento per Firenze Capitale, a partire dal 1865 molte case contigue e una chiesa furono abbattute e l’area venne profondamente stravolta. Nel 1904 l’edificio è acquistato dai Chiari, una famiglia di albergatori fiorentini intenzionati a costruirvi un grande albergo di lusso, ma la realizzazione del progetto incontra numerosi ostacoli. Il primo progetto di costruire un cinema-teatro nel palazzo è del 1914, anche se l’idea di realizzare un “teatro moderno, diurno e notturno” nel centro di Firenze risale al decennio precedente, e l’aveva suggerita la più celebre attrice italiana del tempo: Eleonora Duse. I Chiari si rivolgono allora ad Adolfo Coppedé, famoso e affermato professionista fiorentino, per la progettazione di un teatro all’interno del palazzo. Dopo una prima fase di progettazione, i lavori di costruzione vengono avviati nel maggio del 1915. Tuttavia le difficoltà economiche dei Chiari costringono però la famiglia a vendere l’intero palazzo. Ne 1919 è acquistato dalla Compagnia Cinema Italo Americana, che nello stesso anno assume il nome di S.I.T. - Sindacato Immobiliare Toscano, tutt’ora proprietaria dell’immobile. Al vertice c’è Alessandro Aboaf, imprenditore di origine greca. La nuova proprietà incarica di terminare l’opera Marcello Piacentini, architetto romano, già noto per

alcune opere convincenti nella capitale e che si avvia a diventare uno dei più celebri dell’epoca. Reduce da un viaggio India, Piacentini è ora stimolato dal un certo esotismo non estraneo al gusto dell’epoca e riesce a coniugare con maestria due registri ben diversi: quello dell’esterno del Palazzo - più rinascimentale ed austero - e quello interno con invenzioni decorative di chiaro gusto Decò. Le nuove possibilità offerte dall’uso del cemento armato permettono inoltre l’aggetto della galleria e l’ellisse della platea, sposando le forme di un monumentalismo raffinato ed elegante. Per la realizzazione degli interni del teatro, Piacentini si avvale della preziosa opera dei migliori artisti toscani, come lo scultore Antonio Maraini (padre dell’antropologo e orientalista Fosco e nonno della scrittrice Dacia), che è l’autore delle tre statue di legno policromo dorato che sormontano lo schermo. Le tre figure sono accompagnate dal celebre motto di Lorenzo il Magnifico, “Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza”.

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15/01/2025 09:08:00
INDICE
Sedi e referenti 5
Informazioni asta 7
Pandolfini LIVE 9
SCULTURE E OGGETTI D’ARTE DAL MEDIOEVO ALL’OTTOCENTO LOTTI 1-109 11
Sedi e dipartimenti 98-100
Condizioni generali di vendita 103-104 Conditions of sale 108-109
Come partecipare all’asta 106 Auctions 111
Corrispettivo d’asta e IVA 106
Buyer’s premium and V.A.T. 112
Acquistare da Pandolfini 107 Buying at Pandolfini 112
Diritto di seguito 107 Resale right 112
Vendere da Pandolfini 107 Selling through Pandolfini 112
Modulo offerte 115
Absentee and telephone bids 115 Siamo
Foto di copertina lotto 16
Seconda di copertina lotto 88
Pagina 2 lotto 42
Pagina 6 lotto 89
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Terza di copertina lotto 17
CASA D’ASTE DAL 1924
CONDIZIONI DI VENDITA
1. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. è incaricata a vendere gli oggetti affidati dai mandanti come da atti registrati all’Ufficio I.V.A. di Firenze. In caso di mandato con rappresentanza gli effetti della vendita si perfezionano direttamente sul Venditore e sul Compratore, anche ai fini della eventuale applicabilità del Codice del Consumo, senza assunzione di altra responsabilità da parte di Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. oltre a quelle derivanti dal mandato ricevuto, agendo la Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. quale semplice intermediario.
2. Le vendite si effettuano al maggior offerente. Non sono accettati trasferimenti a terzi dei lotti già aggiudicati. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. riterrà unicamente responsabile del pagamento l’aggiudicatario. Pertanto la partecipazione all’asta in nome e per conto di terzi dovrà essere preventivamente comunicata e la Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. si riserva il diritto di non far partecipare all’asta il rappresentante, qualora ritenga non sufficientemente dimostrato il potere di rappresentanza.
3. Le valutazioni in catalogo sono puramente indicative ed espresse in Euro. Le descrizioni riportate rappresentano un’opinione e sono puramente indicative e non implicano pertanto alcuna responsabilità da parte di Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. . Eventuali contestazioni dovranno essere inoltrate in forma scritta entro 10 giorni e se ritenute valide comporteranno unicamente il rimborso della cifra pagata senza alcun’altra pretesa.
4. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. non rilascia alcuna garanzia in ordine all’attribuzione, all’autenticità o alla provenienza dei beni posti in vendita dei quali l’unico responsabile rimane esclusivamente il mandante. Il mandante assume ogni garanzia e responsabilità in ordine al bene, con riferimento esemplificativo ma non esaustivo a proprietà, provenienza, conservazione e commerciabilità del bene oggetto del presente mandato.
5. L’asta sarà preceduta da un’esposizione, durante la quale il Direttore della vendita sarà a disposizione per ogni chiarimento; l’esposizione ha lo scopo di far esaminare lo stato di conservazione e la qualità degli oggetti, nonché chiarire eventuali errori ed inesattezze riportate in catalogo. Gli interessati si impegnano ad esaminare di persona il bene, eventualmente anche con l’ausilio di un esperto di fiducia. Tutti gli oggetti vengono venduti “come visti”, nello stato e nelle condizioni di conservazione in cui si trovano.
6. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. può accettare commissioni d’acquisto (offerte scritte e telefoniche) dei lotti in vendita su preciso mandato per quanti non potranno essere presenti alla vendita. I lotti saranno sempre acquistati al prezzo più conveniente consentito da altre offerte sugli stessi lotti, e dalle riserve registrate. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. non si ritiene responsabile, pur adoperandosi con massimo scrupolo per eventuali errori in cui dovesse incorrere nell’esecuzione di offerte (scritte o telefoniche). Nel compilare l’apposito modulo, l’offerente è pregato di controllare accuratamente i numeri dei lotti, le descrizioni e le cifre indicate. Non saranno accettati mandati di acquisto con offerte illimitate. La richiesta di partecipazione telefonica sarà accettata solo se formulata per iscritto prima della vendita. Nel caso di due offerte scritte identiche per lo stesso lotto, prevarrà quella ricevuta per prima.
7. Durante l’asta il Banditore ha la facoltà di riunire o separare i lotti ed adottare comunque qualsiasi provvedimento ritenuto utile al fine della miglior gestione dell’asta, ivi compresa la possibilità di ritirare un lotto dall’asta.
8. I lotti sono aggiudicati dal Direttore della vendita; in caso di contestazioni, il lotto disputato viene rimesso all’incanto nella seduta stessa sulla base dell’ultima offerta raccolta. L’offerta effettuata in sala prevale sempre sulle commissioni d’acquisto di cui al n. 6.
9. Il pagamento totale del prezzo di aggiudicazione e dei diritti d’asta potrà essere immediatamente preteso da Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.; in ogni caso lo stesso dovrà essere effettuato entro e non oltre le ore 12.00 del giorno successivo alla vendita.
10. I lotti acquistati e pagati devono essere ritirati non oltre 30 (trenta) giorni dalla data dell’asta. A Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. spetteranno tutti i diritti di custodia e la stessa sarà esonerata da qualsiasi responsabilità in relazione alla custodia e all’eventuale deterioramento degli oggetti. Una volta decorso il termine sopra indicato di 30 (trenta) giorni dalla data di aggiudicazione, a Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. sarà dovuto un costo settimanale di magazzinaggio pari ad euro 26,00.
Il ritiro dei beni acquistati avverrà direttamente presso la sede indicata dalla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. a cura e spese dell’acquirente il quale potrà procedere personalmente ovvero tramite persona incaricata. L’acquirente potrà richiedere di utilizzare un corriere o spedizioniere per la consegna, quale servizio autonomo e distinto. In tal caso, nessuna responsabilità potrà essere imputata alla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. per eventuali danni che il bene dovesse subire durante il trasporto; in particolare, l’acquirente, direttamente o tramite incaricato, procederà alla verifica dell’adeguatezza dell’imballaggio, anche sulla base delle caratteristiche del bene acquistato, manlevando espressamente la Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. da qualsiasi responsabilità in merito. In caso di mancato pagamento entro il termine di dieci giorni dall’asta, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. potrà dichiarare risolta la vendita, annullando l’aggiudicazione, ovvero agire in via giudiziaria per il recupero della somma dovuta. In ipotesi di risoluzione della vendita, l’acquirente sarà tenuto al pagamento a favore di Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. di una penale pari alle provvigioni perse, dovute sia da parte del mandante che dell’acquirente. La consegna del bene potrà avvenire esclusivamente solo dopo il saldo integrale del prezzo di aggiudicazione.
11. Per i lotti contraddistinti con il simbolo (β), il venditore ricopre la qualifica di professionista. Nel caso in cui l’acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo le vendite concluse mediante offerte scritte senza partecipazione diretta in sala, telefoniche o offerte online costituiscono contratti a distanza ai sensi e per gli effetti degli artt. 45 e ss. del Codice del Consumo.
Salvo quanto previsto al comma che segue, ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. m) del Codice del Consumo, l’acquirente non potrà usufruire del diritto di recesso in quanto il contratto è da intendersi concluso in occasione di un’asta pubblica secondo la definizione di cui all’art. 45, comma 1, lett. o) del suddetto Codice del Consumo.
Per i lotti contraddistinti con il simbolo (β), in ipotesi di aste che si svolgono esclusivamente online senza possibilità di partecipazione all’asta di persona contraddistinte con la dicitura “asta a tempo”, è riconosciuto all’acquirente il diritto di recesso ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 59 del Codice del Consumo. L’acquirente potrà recedere dal contratto entro quattordici giorni dal momento in cui è entrato in possesso del bene acquistato, senza dover fornire alcuna motivazione, inviandone
comunicazione per raccomandata AR ovvero tramite PEC alla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. all’indirizzo pandoaste@pec.pandolfini.it. A tal fine potrà essere inviata una qualsiasi dichiarazione esplicita della decisione di recedere dal contratto ovvero potrà essere utilizzata la comunicazione tipo scaricabile al seguente link: www.pandolfini.it/it/content/modulo-direcesso.asp
Il termine sopra previsto si intende rispettato se la comunicazione relativa all’esercizio del diritto di recesso è inviata dal consumatore prima della scadenza del periodo di recesso. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l., a sua volta, provvederà a comunicare l’avvenuto recesso al venditore. Il costo per la riconsegna del bene sarà a carico dell’acquirente che provvederà quindi alla restituzione a sua cura e spese nel termine di quattordici giorni dal ricevimento da parte della Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. della comunicazione del recesso. Il termine è rispettato se l’acquirente rispedisce i beni prima della scadenza del periodo di quattordici giorni.
La Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. rimborserà il pagamento ricevuto dal consumatore per l’acquisto del bene, entro quattordici giorni dal giorno in cui è informata della decisione del consumatore di recedere dal contratto.
La Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. potrà però trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto la restituzione dei beni oggetto di recesso. Il rimborso verrà effettuato utilizzando lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore per la transazione iniziale, salvo che il consumatore abbia espressamente convenuto altrimenti e a condizione che questi non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso. Ai fini dell’esercizio del diritto di recesso, l’acquirente si intende comunque entrato nel possesso del bene acquistato nel momento in cui siano trascorsi dieci giorni dall’avvenuto pagamento da parte dell’acquirente e lo stesso non abbia provveduto al ritiro del bene.
12. Gli acquirenti sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni legislative e regolamenti in vigore relativamente agli oggetti sottoposti a notifica, con particolare riferimento al D.Lsg. n. 42/2004. La vendita di oggetti sottoposti alla normativa sopra indicata sarà quindi sospensivamente condizionata al mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero competente nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia così come previsto dall’art. 61 del suddetto D.Lgs. n. 42/2004. Durante il termine utile ai fini dell’esercizio del diritto di prelazione, il bene non potrà comunque essere consegnato all’acquirente ai sensi dell’art. 61, comma 4, del D.Lgs. n. 42/2004. L’aggiudicatario non potrà, in caso di esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato, pretendere da Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. o dal Venditore alcun rimborso od indennizzo.
13. Il Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 disciplina l’esportazione dei Beni Culturali al di fuori del territorio della Repubblica Italiana, mentre l’esportazione al di fuori della Comunità Europea è altresì assoggettata alla disciplina prevista dal Regolamento CEE n. 116/2009 del 18 dicembre 2008. L’esportazione di oggetti è regolata dalla suddetta normativa e dalle leggi doganali e tributarie in vigore. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. non risponde del rilascio dei relativi permessi previsti né può garantirne il rilascio. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. declina quindi ogni responsabilità nei confronti degli acquirenti in ordine ad eventuali restrizioni all’esportazione dei lotti aggiudicati. La mancata concessione delle suddette autorizzazioni non possono giustificare l’annullamento dell’acquisto né il mancato pagamento. Si ricorda che i reperti archeologici di provenienza italiana non possono essere esportati.
14. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 22 D. Lgs n. 231/2007 (Decreto Antiriciclaggio), i clienti si impegnano a fornire tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per consentire a Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l di
adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Resta inteso che il perfezionamento dell’operazione è subordinato al rilascio da parte del Cliente delle informazioni richieste da Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l per l’adempimento dei suddetti obblighi. Ai sensi dell’art. 42 D. Lgs n. 231/07, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l si riserva la facoltà di astenersi e non concludere l’operazione nel caso di impossibilità oggettiva di effettuare l’adeguata verifica della clientela.
15. Il presente regolamento viene accettato automaticamente da quanti concorrono alla vendita all’asta. Per tutte le contestazioni è stabilità la competenza del Foro di Firenze.
16. I lotti contrassegnati con * sono stati affidati da soggetti I.V.A. e pertanto assoggettati ad I.V.A. come segue: 22% sul prezzo di aggiudicazione e 22% sul corrispettivo netto d’asta.
17. I lotti contrassegnati in catalogo con il simbolo ** sono soggetti al regime IVA agevolato introdotto dall’art. 9 del D.L. 95/2025, convertito con modificazioni dalla L. 118/2025, che prevede l’applicazione dell’aliquota ridotta del 5% esclusivamente sul prezzo di aggiudicazione delle opere rientranti nelle categorie ammesse. Restano soggetti ad IVA con aliquota ordinaria (22%) i diritti d’asta.
18. I lotti contrassegnati con (λ) s’intendono corredati da attestato di libera di circolazione, mentre i lotti contrassegnati con ( ), da attestato di avvenuta spedizione o importazione.
19. I lotti contrassegnati con sono assoggettati al diritto di seguito. Il decreto legislativo n. 118 del 13 febbraio 2006 ha introdotto il diritto degli autori di opere e di manoscritti, e dei loro eredi, ad un compenso sul prezzo di goni vendita, successivamente alla prima, dell’opera originale, il c.d. “diritto di seguito”.
Detto compenso è dovuto nel caso il prezzo di vendita non sia inferiore ad €. 3.000 ed è così determinato:
a) 4% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 3.000 ed €. 50.000
b) 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 50.000,01 ed €. 200.000
c) 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 200.000,01 ed €. 350.000
d) 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 350.000,01 ed €. 500.000
e) 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore ad €. 500.000
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. è tenuta a versare il “diritto di seguito” per conto dei venditori alla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).
Nel caso il lotto sia soggetto al c.d. “diritto di seguito” ai sensi dell’art. 144 della legge 633/41, l’aggiudicatario si impegna a corrispondere, oltre all’aggiudicazione, alle commissioni d’asta e alle altre spese eventualmente gravanti, anche l’importo che spetterebbe al Venditore pagare ai sensi dell’art. 152 l. 633/41, che Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. si impegna a versare al soggetto incaricato della riscossione.
20. I lotti contrassegnati con sono offerti senza riserva.
21. L’informativa sul trattamento dei dati personali è consultabile sul sito internet della Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. al seguente indirizzo www.pandolfini.it/it/content/privacy.asp.
COME PARTECIPARE ALL’ASTA
Le aste sono aperte al pubblico e senza alcun obbligo di acquisto. I lotti sono solitamente venduti in ordine numerico progressivo come riportati in catalogo. II ritmo di vendita è indicativamente di 90 - 100 lotti l’ora ma può variare a seconda della natura degli oggetti.
Offerte scritte e telefoniche
Nel caso non sia possibile presenziare all’asta, Pandolfini CASA D’ASTE potrà concorrere per Vostro conto all’acquisto dei lotti.
Per accedere a questo servizio, del tutto gratuito, dovrete inoltrare l’apposito modulo che troverete in fondo al catalogo o presso i ns. uffici con allegato la fotocopia di un documento d’identità. I lotti saranno eventualmente acquistati al minor prezzo reso possibile dalle altre offerte in sala.
In caso di offerte scritte dello stesso importo sullo stesso lotto, avrà precedenza quella ricevuta per prima.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. offre inoltre ai propri clienti la possibilità di essere contattati telefonicamente durante l’asta per concorrere all’acquisto dei lotti proposti.
Sarà sufficiente inoltrare richiesta scritta che dovrà pervenire 12 ore prima della vendita. Detto servizio sarà garantito nei limiti della disposizione delle linee al momento ed in ordine di ricevimento delle richieste.
Per quanto detto si consiglia di segnalare comunque un’offerta che ci consentirà di agire per Vostro conto esclusivamente nel caso in cui fosse impossibile contattarvi.
Rilanci
Il prezzo di partenza è solitamente inferiore alla stima indicata in catalogo ed i rilanci sono indicativamente pari al 10% dell’ultima battuta. In ogni caso il Banditore potrà variare i rilanci nel corso dell’asta.
Pagamenti
Il pagamento dei lotti dovrà essere effettuato, in €, entro il giorno successivo alla vendita, con una delle seguenti forme:
- contanti nei limiti di legge previsti al momento del pagamento
- assegno circolare non trasferibile o assegno bancario previo accordo con la Direzione amministrativa. intestato a:
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.
- bonifico bancario presso: MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Via dei Pecori 8 - FIRENZE
IBAN IT 21T 01030 02800 000063650896 intestato a Pandolfini Casa d’Aste Swift BIC PASCITMMFIR
Ritiro lotti
I lotti pagati nei tempi e modi sopra riportati dovranno, salvo accordi contrari, essere immediatamente ritirati.
Pandolfini fornisce un servizio di logistica con spese a carico del cliente.
Per altre informazioni si rimanda alle Condizioni Generali di Vendita.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. agisce per conto dei venditori in virtù di un mandato con rappresentanza e pertanto non si sostituisce ai terzi nei rapporti contabili.
I lotti venduti da Soggetti I.V.A. saranno fatturati da quest’ultimi agli acquirenti.
La ns. fattura, pur riportando per quietanza gli importi relativi ad aggiudicazione ed I.V.A., è costituita unicamente dalla parte appositamente evidenziata.
ACQUISTARE DA PANDOLFINI
Le stime in catalogo sono espresse in Euro (€).
Dette valutazioni, puramente indicative, si basano sui prezzo medio di mercato di opere comparabili, nonché sullo stato di conservazione e sulle qualità dell’oggetto stesso.
I cataloghi Pandolfini includono riferimenti alle condizioni delle opere solo nelle descrizioni di opere multiple (quali stampe, libri, vini e monete). Si prega di contattare l’esperto del dipartimento per richiedere un condition report di un lotto particolare. I lotti venduti nelle nostre aste saranno raramente, per natura, in un perfetto stato di conservazione, ma potrebbero presentare, a causa della loro natura e della loro antichità, segni di usura, danni, altre imperfezioni, restauri o riparazioni. Qualsiasi riferimento alle condizioni dell’opera nella scheda di catalogo non equivale a una completa descrizione dello stato di conservazione. I condition report sono solitamente disponibili su richiesta e completano la scheda di catalogo. Nella descrizione dei lotti, il nostro personale valuta lo stato di conservazione in conformità alla stima dell’oggetto e alla natura dell’asta in cui è inserito. Qualsiasi affermazione sulla natura fisica del lotto e sulle sue condizioni nel catalogo, nel condition report o altrove è fatta con onestà e attenzione. Tuttavia il personale di Pandolfini non ha la formazione professionale del restauratore e ne consegue che ciascuna affermazione non potrà essere esaustiva. Consigliamo sempre la visione diretta dell’opera e, nel caso di lotti di particolare valore, di avvalersi del parere di un restauratore o di un consulente di fiducia prima di effettuare un’offerta.
Ogni asserzione relativa all’autore, attribuzione dell’opera, data, origine, provenienza e condizioni costituisce un’opinione e non un dato di fatto.
Si precisano di seguito per le attribuzioni:
1. ANDREA DEL SARTO: a nostro parere opera dell’artista.
2. ATTRIBUITO AD ANDREA DEL SARTO: è nostra opinione che l’opera sia stata eseguita dall’artista, ma con un certo grado d’incertezza.
3. BOTTEGA DI ANDREA DEL SARTO: opera eseguita da mano sconosciuta ma nell’ambito della bottega dell’artista, realizzata o meno sotto la direzione dello stesso.
4. CERCHIA DI ANDREA DEL SARTO: a ns. parere opera eseguita da soggetto non identificato, con connotati associabili al suddetto artista. E’ possibile che si tratti di un allievo.
5. STILE DI …; SEGUACE DI …; opera di un pittore che lavora seguendo lo stile dell’artista; può trattarsi di un allievo come di altro artista contemporaneo o quasi.
6. MANIERA DI ANDREA DEL SARTO: opera eseguita nello stile dell’artista ma in epoca successiva.
7. DA ANDREA DEL SARTO: copia di un dipinto conosciuto dell’artista.
CORRISPETTIVO D’ASTA E I.V.A.
Al prezzo di aggiudicazione dovrà essere aggiunto un importo dei diritti d’asta pari al:
- 26% fino a 250.000 euro
- 22% sulla parte eccedente
Tali percentuali sono comprensive dell’iva in base alla normativa vigente
8. IN STILE …: opera eseguita nello stile indicato ma di epoca successiva.
9. I termini firmato e/o datato e/o siglato, significano che quanto riportato è di mano dell’artista.
10. Il termine recante firma e/o data significa che, a ns. parere, quanto sopra sembra aggiunto successivamente o da altra mano.
11. Le dimensioni dei dipinti indicano prima l’altezza e poi la base e sono espresse in cm. Le dimensioni delle opere su carta sono invece espresse in mm.
12. I lotti contrassegnati con (λ) s’intendono corredati da attestato di libera di circolazione o attestato di temporanea importazione artistica in Italia.
13. Il peso degli oggetti in argento è calcolato al netto delle parti in metallo, vetro e cristallo. Per gli argenti con basi appesantite il peso non è riportato.
14. I lotti contrassegnati con sono assoggettati al diritto di seguito.
Lotti contrassegnati con * in catalogo
Le aggiudicazioni dei lotti contrassegnati con * ed assoggettati ad iva con regime ordinario avranno invece le seguenti maggiorazioni: - iva del 22% sul prezzo di aggiudicazione - diritti d’asta del 26% fino a 250.000 euro e del 22% sulla parte eccedente
Le vendite effettuate in virtù di mandati senza rappresentanza stipulati con soggetti IVA per beni per i quali non sia stata detratta l’imposta all’atto di acquisto sono soggette al regime del Margine ai sensi dell’art. 40 bis D.L. 41/95.
ACQUISTARE DA PANDOLFINI
Modalità di pagamento
Il pagamento potrà avvenire nelle seguenti modalità:
a) contanti nei limiti di legge previsti al momento del pagamento;
b) assegno circolare soggetto a preventiva verifica con l’istituto di emissione;
c) assegno bancario di conto corrente previo accordo con la direzione amministrativa della Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.;
d) bonifico bancario intestato a Pandolfini Casa d’Aste
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Filiale FIRENZE - Via dei Pecori, 8 IBAN: IT 21T 01030 02800 000063650896
BIC: PASCITMMFIR
Diritto di seguito
Il decreto Legislativo n. 118 del 13 febbraio 2006 ha introdotto il diritto degli autori di opere e di manoscritti, e dei loro eredi, ad un compenso sul prezzo di ogni vendita, successiva alla prima, dell’opera originale, il c.d. “diritto di seguito”.
Detto compenso è dovuto nel caso il prezzo di vendita non sia inferiore ad € 3.000 ed è così determinato
a) 4% fino a € 50.000;
b) 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 50.000,01 ed € 200.000;
c) 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 200.000,01 ed € 350.000;
d) 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 350.000,01 ed € 500.000;
e) 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore ad € 500.000.
Pandolfini Casa d’Aste è tenuta a versare il “diritto di seguito” per conto dei venditori alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).
Nel caso il lotto sia soggetto al c.d. “diritto di seguito” ai sensi dell’art. 144 della legge 633/41, l’aggiudicatario s’impegna a corrispondere, oltre all’aggiudicazione, alle commissioni d’asta ed alle altre spese eventualmente gravanti, anche l’importo che spetterebbe al Venditore pagare ai sensi dell’art. 152 L. 633/41, che Pandolfini s’impegna a versare al soggetto incaricato delle riscossione. Si ricorda che per l’esportazione di opere che hanno più di 50 anni la legge italiana prevede la richiesta di un attestato di libera circolazione. Il tempo di attesa per il rilascio di tale documentazione è di circa 40 giorni dalla presentazione dell’opera e dei relativi documenti alla Soprintendenza Belle Arti.
In caso di aggiudicazione del lotto da parte di un compratore straniero, si prega il cliente di contattare immediatamente il dipartimento competente in merito all’opera acquistata per informazioni sul preventivo e per le pratiche relative all’esportazione e al trasporto delle opere in paesi esteri.
Il mancato rilascio o il ritardo del rilascio della licenza non costituisce una causa di risoluzione o annullamento della vendita, né giustifica il ritardo del pagamento da parte dell’acquirente.
VENDERE DA PANDOLFINI
Valutazioni
Presso gli uffici di Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. è possibile, su appuntamento, ottenere una valutazione gratuita dei Vostri oggetti. In alternativa, potrete inviare una fotografia corredata di tutte le informazioni utili alla valutazione, in base alla quale i ns. esperti potranno fornire un valore di stima indicativo.
Mandato per la vendita
Qualora decidiate di affidare gli oggetti per la vendita, il personale Pandolfini Vi assisterà in tutte le procedure. Alla consegna degli oggetti Vi verrà rilasciato un documento (mandato a vendere) contenente la lista degli oggetti, i prezzi di riserva, la commissione e gli eventuali costi per assicurazione, foto e trasporto. Dovranno essere forniti un documento d’identità ed il codice fiscale per l’annotazione sui registri di P.S. conservati presso gli uffici Pandolfini. Il mandato a vendere può essere con o senza rappresentanza. Il mandante rimane, eventualmente anche solo in via di manleva nei confronti della Pandolfini, il soggetto responsabile per eventuali pretese che l’acquirente dovesse avanzare in ordine al bene acquistato.
Riserva
Il prezzo di riserva è l’importo minimo (al lordo delle commissioni) al quale l’oggetto affidato può essere venduto. Detto importo è strettamente riservato e sarà tutelato dal Banditore in sede d’asta. Qualora detto prezzo non venga raggiunto, il lotto risulterà invenduto.
Liquidazione del ricavato
Trascorsi circa 35 giorni lavorativi dalla data dell’asta, e comunque una volta ultimate le operazioni d’incasso, provvederemo alla liquidazione, dietro emissione di una fattura contenente in dettaglio le commissioni e le altre spese addebitate.
Commissioni
Sui lotti venduti Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. applicherà una commissione del 13% (oltre ad I.V.A.) mediante detrazione dal ricavato.
CONDITIONS OF SALE
1. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. is charged with selling objects entrusted to the same by consignors as per the deeds registered at the VAT Office of Florence. In the event of mandates with representation, the effects of the sale shall be completed directly by the Seller and the Purchaser, also for the purposes of the possible application of the Consumer Code, without the assumption of any additional liability by Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. other than whatever derives from the mandate received, with Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. acting as a simple intermediary.
2. Sales shall be awarded to the highest bidder. The transfer of sold lots to third parties shall not be accepted. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall hold the successful bidder solely responsible for the payment. For this reason, participation in the auction in the name and on the behalf of third parties shall be notified in advance and Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall reserve the right to refuse to allow the representative to take part in the auction should it deem that the power of representation has not been sufficiently demonstrated.
3. The estimates in the catalogue are purely indicative and are expressed in euros. The descriptions of the lots shall be considered to be no more than an opinion and purely indicative, and shall not, therefore, entail any liability on the part of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. Any complaints should be sent in writing within ten (10) days and, where considered valid, shall solely entail the reimbursement of the amount paid without the right to any further claims.
4. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not issue any guarantees regarding the attribution, authenticity or origin of the goods put up for sale for which the sole person responsible shall exclusively remain the consignor. The consignor shall assume every guarantee and responsibility concerning the goods with reference to – by way of an example but not limited to - the ownership, origin, preservation and marketability of the item which is the subject of this mandate.
5. The auction shall be preceded by an exhibition during which the Director of the sale shall be available for any clarification; the purpose of the exhibition shall be to allow prospective bidders to inspect the state of preservation and the quality of the objects as well as to clarify any possible errors or inaccuracies in the catalogue. The interested parties shall undertake to examine the objects in person, possibly with the assistance of a trusted expert. All the objects shall be “sold as seen” in the same condition and state of preservation in which they are displayed.
6. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may accept absentee bids (written or telephone bids) for the lots for sale on the precise mandate of persons who are unable to attend the auction. The lots shall always be purchased at the best price, in compliance with other bids for the same lots and with the registered reserves. The Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be held responsible for any mistakes in the management of any written or telephone bids whilst undertaking to scrupulously avoid any errors. Bidders are advised to carefully check the numbers of the lots, the descriptions and the figures indicated when filling in the relevant form. Absentee bids of an unlimited amount shall not be accepted. Telephone bidding requests shall only be accepted where formulated in writing before the sale. In the event of two identical absentee bids for the same lot, priority shall be given to the first one received.
7. During the auction the Auctioneer shall have the right to combine or separate the lots and to adopt any measures deemed to be useful
for the optimum management of the event, including the possibility of withdrawing a lot from the same.
8. The lots shall be awarded by the Director of the sale; in the event of a dispute, the contested lot shall be re-offered at the same session based on the last bid received. Bids placed in the salesroom shall always prevail over absentee bids as per point no. 6.
9. Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. may immediately request the total payment of the final price, including the buyer’s premium; this should, in any case, be paid by no later than 12 p.m. on the day after the sale.
10. Lots that have been purchased and paid should be collected within 30 (thirty) days from the date of the auction.
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. will have all the rights of storage and will exempted from any liabilility in relation of the storage and possible deterioration of the object. Once above the mentioned deadline of 30 (thirty) days from the award date has elapsed, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall be entitled to claim all the storage charges. The weekly storage fee shall amount to € 26.00.
The collection of the goods purchased shall be carried out under the responsibility and at the expense of the purchaser either in person or through an incumbent or a carrier/forwarding agent. In any case, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be liable for any damage to the goods suffered during transport; in particular, the purchaser, either directly or through its incumbent, shall undertake to inspect the suitability of the packaging, also based on the characteristics of the object purchased, expressly releasing Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. from any liability in this regard.
In the event that payment is not made within the term of ten (10) days from the auction, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may declare the sale to have been canceled, annulling the awarding of the bid and taking legal steps in order to recover the amount due. In the event of the cancelation of the sale, the purchaser shall be obliged to pay Pandolfini CASA D’ASTE srl a penalty equal to the lost commission due by both the principal and by the purchaser. The delivery of the goods shall take place exclusively once the full balance of the final price has been paid.
11. For lots marked with the symbol (β), the seller holds the qualification of a professional. In the event that the purchaser is a consumer pursuant to art. 3 of the Consumer Code, sales completed by means of absentee bids without direct salesroom participation, in writing, by telephone or online, shall constitute distance contracts pursuant to and as an effect of articles 45 and fol. of the Consumer Code.
Pursuant to art. 59, para. 1 m) of the Consumer Code and barring the provisions of the following paragraph, the purchaser may not take advantage of the right of withdrawal since the contract shall be understood to have been concluded on the occasion of a public auction according to the definition in art. 45, para. 1 o) of the aforementioned Consumer Code.
For lots marked with the symbol (β), in the case of auctions held exclusively online without the possibility of taking part in person, indicated by the wording “timed auction”, the purchaser’s right of withdrawal shall be recognized pursuant to and as an effect of art. 59 of the Consumer Code. The purchaser may withdraw from the contract within fourteen (14) days from entering into possession of the object
purchased without having to provide any motivation, notifying the same by registered letter with advice of receipt or via certified email sent to Pandolfini CASA D’ASTE s.r. at pandoaste@pec.pandolfini.it. Any explicit declaration of the decision to withdraw from the contract may be sent for this purpose or the standard notification which can be downloaded from the following link: www.pandolfini.it/it/content/modulo-di-recesso.asp
The above term shall be understood to have been complied with in the event that the notification of the exercising of the right of withdrawal is sent by the consumer before the expiry of the withdrawal period. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall, in turn, undertake to notify the seller of the withdrawal. The cost of redelivering the object shall be charged to the purchaser who shall, therefore, undertake to return the same under its own responsibility and at its own expense within fourteen (14) days from when Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. receives the notification of withdrawal. The term shall be deemed to have been complied with if the purchaser returns the goods before the 14-day deadline.
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall undertake to reimburse all the payments received from the consumer, including the delivery expenses (with the exception of any additional costs arising from the choice of a method of delivery different from the cheaper standard delivery offered), within fourteen (14) days from when it was informed of the consumer’s decision to withdraw from the contract. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may, however, withhold reimbursement until it has received the returned goods which are the subject of the withdrawal. Reimbursement may be made by employing the same method of payment used by the consumer for the initial transaction, unless the consumer has expressly agreed otherwise and on condition that the same does not have to sustain any other costs as a consequence of the reimbursement.
For the purposes of exercising the right of withdrawal , the purchaser shall, however, be understood to have entered into possession a of the object purchased when ten (10) days have passed from payment by the purchaser without the same undertaking to collect the object.
12. Purchasers should undertake to comply with all the legislative measures and regulations currently in force regarding objects subject to notification, with particular reference to Italian Legislative Decree no. 42/2004. The sale of objects subject to the above regulations shall, therefore, be suspensively conditional upon the absence of the exercising of the right of pre-emption by the competent Ministry within the term of sixty (60) days from the date of receipt of the report as envisaged by art. 61 of above Legislative Decree no. 42/2004. During the period of time permitted for exercising the right of pre-emption, the object may not, however, be delivered to the purchaser pursuant to art. 61, para.4, of Legislative Decree no. 42/2004. In the event of the exercising of the right of pre-emption by the State, the successful bidder may not claim any reimbursement or indemnity from Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. or from the Seller.
13. Italian Legislative Decree no. 42 dated 22 January 2004 regulates the exportation of objects of cultural interest outside Italy, while exportation outside the European Community is regulated by EEC Regulation no. 116/2009 dated 18 December 2008. The exportation of objects is regulated by the above regulations and by the customs and tax laws in force. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be deemed responsible for and cannot guarantee the issuing of the relevant permits. Therefore Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall decline any responsibility vis-à-vis the purchasers with regard to any restrictions on the exportation of the lots awarded. The failure to grant the above authorizations shall not justify the cancellation of the purchase or the non-payment of the same. It should be remembered that archeological findings of Italian origin may not be exported.
14. Pursuant to and as an effect of art. 22 Legislative Decree no. 231/2007 (Anti-Money Laundering Decree), clients shall undertake to provide all the up to date information necessary for permitting Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l to fulfill the obligations regarding the adequate verification of the clientele. It shall be understood that the completion of the operation shall be subject to the issuing by the Client of the information requested by Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l in order to fulfill the above obligations. Pursuant to art. 42 Legislative Decree no. 231/07, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l shall reserve the right to abstain from and not conclude the operation in the event of the objective impossibility of carrying out an adequate verification of the clientele.
15. These regulations shall be automatically accepted by anyone participating in the auction. The Court of Florence shall have jurisdiction over any disputes that may arise.
16. Lots marked with * have been entrusted by Consignors subject to V.A.T. and are therefore subject to V.A.T. as follows: 22% payable on the hammer price and 22% on the net buyer’s premium.
17. Lots marked in the catalogue with ** are subject to the reduced VAT regime introduced by Article 9 of Decree Law 95/2025, converted with amendments by Law 118/2025, which provides for the application of a reduced rate of 5% exclusively on the hammer price of works falling within the eligible categories. Auction fees remain subject to VAT at the standard rate (22%).
18. Lots marked with (λ) shall be understood to be accompanied by a certificate of free circulation, while lots marked with by a certificate attesting to the shipment or importation.
19. Lots marked with are subject to resale rights.
Italian Legislative Decree no. 118 dated 13 February 2006 introduced royalties for the authors of works and manuscripts, and their heirs, as a fee on the price of each sale, subsequent to the first sale of the original work, the so-called “resale rights”.
This fee shall be due in the event that the sale price is no less than €. 3,000 and shall be determined as follows:
a) 4% for the part of the sale price comprised between €. 3,000 and €. 50,000
b) 3% for the part of the sale price comprised between €. 50,000.01 and €. 200,000
c) 1% for the part of the sale price comprised between €. 200,000.01 and €. 350,000
d) 0.5% for the part of the sale price comprised between €. 350,000.01 and €. 500,000
e) 0.25% for the part of the sale price above €. 500,000 Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall be obliged to pay the “resale rights” on behalf of the sellers to the Italian Society of Authors and Publishers (SIAE).
In the event that the lot is subject to so-called “resale rights” pursuant to art. 144 of Italian Law no. 633/41, in addition to the payment of the bid awarded, the auction commission and any other expenses due, the successful bidder shall also undertake to pay the amount that the Seller is obliged to pay pursuant to art. 152 of Law no. 633/41, which Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall pay to the subject entrusted with collecting the same.
20. Lots marked with are offered without reserve.
21. The privacy policy statement regarding the processing of personal information can be consulted on the Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. website at the following address www.pandolfini.it/it/content/privacy.asp.
AUCTIONS
Auctions are open to the public without any obligation to bid. The lots are usually sold in numerical order as listed in the catalogue. Approximately 90-100 lots are sold per hour, but this figure can vary depending on the nature of the objects.
Absentee bids and telephone bids
If it’s not possible for the bidder to attend the auction in person, Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. will execute the bid on your behalf.
To have access to this free service you will need to send us a photocopy of some form of ID and the relevant form that you will find at the end of the catalogue or in our offices. The lots will be purchased at the best possible price depending on the other bids in the salesroom.
In the event of absentee bids of equal amount, the first one to be placed will have the priority.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. offers its clients the possibility to be contacted by telephone during the auction to participate in the sale. You will need to send a written request within 12 hours prior to the time of the sale. This service is guaranteed depending on the lines available at the time, and according to the order of arrival of the requests.
We therefore advise clients to place a bid that will allow us to execute it on their behalf only when it is not possible to contact them.
Bids
The starting price is usually lower than the estimate stated in the catalogue, and each raising will be approximately 10% of the previous bid.
The raising of the bid during the auction is, in any case at the sole discretion of the auctioneer.
Collection of lots
The lots paid for following the aforementioned procedures must be collected immediately, unless other agreements have been taken with the auction house.
Logistic service may be provided by Pandolfini with shipping costs charged to the customer.
For any other information please see General Conditions of Sale.
Payment
The payment of the lots is due, in EUR, the day following the sale, in any of the following ways:
- cash within the limits established by law at the time of payment
- non-transferable bank draft or personal cheque with prior consent from the administrative office, made payable to: Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.
- bank transfer to:
MONTE DEI PASCHI DI SIENA Via dei Pecori 8 - FIRENZE
IBAN IT 21T 01030 02800 000063650896 headed to Pandolfini Casa d’Aste Swift BIC PASCITMMFIR
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. acts on behalf of the Consignor on the basis of a mandate, and does not substitute third parties regarding payments. For lots sold by V.A.T. payers, an invoice will be issued to the purchaser by the seller. Our invoice, though you will find reported the hammer price and the V.A.T., is only made up of the amount highlighted.
BUYING AT PANDOLFINI
The estimates in the catalogue are expressed in Euros (€). These estimates are purely indicative and are based on the mean price of comparable pieces on the market, on the condition and on the characteristics of the object itself.
The catalogues of Pandolfini include information on the condition of the objects only when describing multiple lots (such as prints, books, coins and bottles of wine). Please request a condition report of the lot you are interested in from the specialist in charge.
Lots sold in our auctions will rarely be in perfect condition and may show, due to their nature and age, signs of wear, damage, restoration or repair and other imperfections. Any reference to the condition of the object in the catalogue is not equivalent to a complete description of its condition. Condition reports are usually available on request and complete the catalogue entries. In the description of the lots, our staff judges the condition of the object in accordance with its estimate and the kind of auction in which it has been included. Any statement in the catalogue, in the condition report or elsewhere, regarding the physical nature of the lot and its condition, is given honestly and scrupulously. The staff of Pandolfini however does not have the professional training of a restorer: any statement therefore should not be considered exhaustive. Potential purchasers are always advised to inspect the object in person and, in the case of lots of particular value, to ask the opinion of a restorer or of a trusted consultant before placing a bid.
Any statement regarding the author, the attribution of the work, dating, origin, provenance and condition is to be considered a simple opinion and not an actual fact.
As concerning attributions, please note that:
1. ANDREA DEL SARTO: in our opinion a work by the artist.
2. ATTRIBUTED TO ANDREA DEL SARTO: in our opinion the work was executed by the artist, but with a degree of uncertainty.
3. ANDREA DEL SARTO’S WORKSHOP: work executed by an unknown artist in the workshop of the artist, whether or not under his direction.
4. ANDREA DEL SARTO’S CIRCLE: in our opinion a work executed by an unidentifiable artist, with characteristics referable to the aforementioned artist. He may be a pupil.
5. STYLE OF…; FOLLOWER OF…; a work by a painter who adheres to the style of the artist: he could be a pupil or another contemporary, or almost contemporary, artist.
6. MANNER OF ANDREA DEL SARTO: work executed imitating the style of the artist, but at a later date.
7. FROM ANDREA DEL SARTO: copy from a painting known to be by the artist.
BUYER’S PREMIUM AND VAT
A buyer’s premium will be added to the hammer price amounting to:
- 26% up to € 250,000
- 22% on any excess amount
These percentages shall include VAT in accordance with current regulation
8. IN THE STYLE OF…: work executed in the style specified, but from a later date.
9. The terms signed and/or dated and/or initialled means that it was done by the artist himself.
10. The term bearing the signature and/or date means that, in our opinion, the writing was added at a later date or by a different hand.
11. In the measurements of the paintings, expressed in cm, height comes before base. The size of works on paper is instead expressed in mm.
12. For lots with the symbol (λ), an export licence or a temporary importation licence is available.
13. The weight of silver objects is a net weight, excluding metal, glass and crystal parts. The weight of silver objects with a weighted base will not be indicated.
14. Lots with the symbol are subjected to the “resale right”.
Lots marked * in the catalogue
The sale of lots marked * and subject to ordinary VAT will instead be increased as follows:
- 22% VAT on the hammer price
- 26% buyer’s premium up to € 250,000 and 22% on any excess amount
Sales carried out by virtue of mandates without the power of representation that are stipulated with VAT subjects and involve goods for which the tax has not been deducted at the moment of purchase shall be subject to the VAT Margin scheme pursuant to art. 40 b) of Italian Legislative Decree 41/95.
BUYING AT PANDOLFINI
Terms of payment
The following methods of payment are accepted:
a) cash within the limits established by law at the time of payment;
b) bank draft subject to prior verification with the issuing bank;
c) current account bank check upon agreement with the administrative offices of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.;
d) bank transfer made out to Pandolfini Casa d’Aste
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Filiale FIRENZE - Via dei Pecori, 8
IBAN: IT 21T 01030 02800 000063650896
BIC: PASCITMMFIR
Resale right
The Legislative Decree n. 118 dated 13th February 2006 introduced the right for authors of works of art and manuscripts, and for their heirs, to receive a remuneration from the price of any sale after the first, of the original work: this is the so-called “resale right”.
This payment is due for selling prices over €3.000 and is determined as follows:
a) 4 % up to € 50.000;
b) 3 % for the portion of the selling price between € 50.000,01 and € 200.000;
c) 1 % for the portion of the selling price between € 200.000,01 and € 350.000;
d) 0,5 % for the portion of the selling price between € 350.000,01 and € 500.000;
e) 0,25 % for the portion of the selling price exceeding € 500.000.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. is liable to pay the “resale right” on the sellers’ behalf to the Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).
Should the lot be subjected to the “resale right” in accordance with the art. 144 of the law 633/41, the purchaser will pay, in addition to the hammer price, to the commission and to other possible expenses, the amount that would be due to the Seller in accordance with the art. 152 of the law 633/41, that Pandolfini will pay to the subject authorized to collect it.
Please remember that, in the case of the exportation of works that are over 50 years old, according to Italian law a certificate of free circulation should be requested. The waiting time for the issuing of this documentation is around forty (40) days from the presentation of the work and the relevant documents to the Soprintendenza Belle Arti (Superintendency of Fine Arts).
In the event that the lot is awarded to a foreign buyer, the client is requested to immediately contact the competent department regarding the work purchased for information about the estimate and the paperwork necessary for the exportation and transport of the work to a foreign country.
The failed or delayed issuing of the license shall not constitute grounds for the rescinding or annulment of the sale, nor shall it justify any delay in the payment by the purchaser.
SELLING THROUGH PANDOLFINI
Evaluations
You can ask for a free evaluation of your objects by fixing an appointment at the headquarters of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. Alternatively, you may send us a photograph of the objects and any information which could be useful: our specialists will then express an indicative evaluation.
Mandate of sale
If you should decide to entrust your objects to us, the Pandolfini staff will assist you through the entire process. Upon delivery of the objects you will receive a document (mandate of sale) which includes a list of the objects, the reserves, our commission and possible costs for insurance, photographs and shipping. We will need some form of ID and your date and place of birth for the registration in the P.S. registers in the offices of Pandolfini. The mandate of sale is a mandate of representation: therefore Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. cannot substitute the seller in his relations with third parties.
Reserve
The reserve is the minimum amount (commission included) at which an object can be sold. This sum is strictly confidential and the auctioneer will ensure it remains so it during the auction. If the reserve is not reached, the lot will remain unsold.
Payment
You will receive payment within 35 working days from the day of the sale, provided the payment on behalf of the purchaser is complete, with the issue of a detailed invoice reporting commissions and any other charges applicable.
Commission
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. will apply a 13% (plus V.A.T.) commission which will be deducted from the hammer price.