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ARTE
MODERNA E CONTEMPORANEA
MILANO 13 maggio 2026 ore 15:00
Lotti 1 - 106
FORTUNATO DEPERO
(Fondo 1892 - Rovereto 1960)
Il caffè di Rosetta 1944-45
china e china diluita su carta intelata cm 55x53,5 firmato in basso a sinistra
● € 5.000/8.000
Il caffè di Rosetta 1944-45
ink on paper applied on canvas
55x53.5 cm
signed lower left
Provenienza
Provenance
Collezione Dino Frisinghelli, Rovereto
Galleria Filippini, Brescia
Galleria Cinquetti, Verona
Collezione privata
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio Fortunato Depero, con firma del Prof. Maurizio Scudiero, e ivi registrata col n. FD-4573-DIS.
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Associazione Nazionale Galleria d’Arte Moderna.
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità della Galleria Cinquetti.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Fortunato Depero, signed by Prof. Maurizio Scudiero, and recorded under no. FD-4573-DIS. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Galleria Cinquetti.
LUCIO FONTANA
(Rosario de Santa Fè 1899 - Comabbio 1968)
Studio per soffitto o pannello
1954-55
inchiostro su carta cm 28x21
● € 2.000/4.000
Studio per soffitto o pannello 1954-55
ink on paper 28x21 cm
L’opera è accompagnata da autentica su foto della Fondazione Lucio Fontana, e ivi registrata col n. 2336/3, con il timbro della Galleria La Scaletta.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Fondazione Lucio Fontana, and recorded under no. 2336/3, with stamp Galleria La Scaletta.
Provenienza
Provenance
Teresita Rasini Fontana
Galleria Marlborough, Roma
Galleria Milano, Milano
Galleria La Scaletta, San Polo d’Enza
Christie’s, Milano, lotto 70 asta 23 aprile 2013
Collezione privata
Bibliografia
Literature
Catalogo Fontana, Galleria Studio RB, Bolzano, 1974, (ill.)
Il Disegno Italiano, Edizione La Scaletta, 2005, p. 81, n.180 (ill.)
L. M. Barbero, Lucio Fontana. Catalogo ragionato delle opere su carta, Skira, 2013, n. 55 DF 18
ROBERTO IRAS BALDESSARRI
(Innsbruck 1894 – Roma 1965)
Treno in velocità di notte 1916 ca. matita grassa, carboncino e acquerello monocromatico blu su carta cm 19x27,5 siglato in basso a destra
● € 8.000/12.000
Treno in velocità di notte c. 1916 greasy pencil, charcoal and blue watercolor on paper 19x27.5 cm signed lower right
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio delle
Opere Futuriste di Roberto Marcello Baldessarri, firmata da Maurizio Scudiero, e ivi registrata col n. B16-147.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio delle
Opere Futuriste di Roberto Marcello Baldessarri, signed by Maurizio Scudiero, and recorded under no. B16-147.
“Rientra negli studi di velocità che specie nel biennio 1916-1917, Baldessari dedica in particolar modo al tema del treno in corsa e del quale ha realizzato un certo numero di opere, sia a pastello che a carboncino, nelle quali si pone di volta in volta l’accento sull’aspetto meccanico, sulla simultaneità oppure su quello sociale (la folla che attende il treno in arrivo alla stazione). in questo caso e in relazione con analoghi studi di velocità a pastelli colorati o carboncino, dei quali mutua il punto di vista laterale. Vi si distingue qui, però, per una maggior resa della velocità, segnata appunto dalle lineeforza Boccioniane.
Il senso notturnale è suggerito sia dalla tonalità blu-otte, sia da quella specie di “tubo” che esce dal faro al centro, in basso, sul muso della locomotiva, e che altri non è che il fascio di luce solidificato.”
Prof. Maurizio Scudiero
AFRO BASALDELLA
(Udine 1912 - Zurigo 1976)
Composizione
1948
tecnica mista su carta cm 33,5x48 firmato e datato in basso a destra
● € 8.000/12.000
Composizione
1948
mixed media on paper 33.5x48 cm signed and dated lower right
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Afro, e ivi registrata col n. 48F471.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity issued by Archivio Afro, and recorded under no. 48F471.
Foto: Filippo de Pisis, ritratto da Federico Patellani, 1950
ARNALDO POMODORO
(Morciano di Romagna 1926 - Milano 2025)
Senza titolo
1967
argento e ottone cromato cm 12x13,5x6 alla base inciso “ A Clare con amicizia da Arnaldo Pomodoro 1967” esemplare unico
Untitled 1967
silver on chrome-plated brass base 12x13.5x6 cm on the base incised “A Clare con amicizia da Arnaldo Pomodoro 1967” unique
● € 16.000/20.000
L’opera è registrata nel Catalogue Raisonné Arnaldo Pomodoro col n. AP 285c.
This work is recorded in the Catalogue Raisonné Arnaldo Pomodoro under no. AP 285c.
Provenienza
Provenance
Clare Peploe, Londra (donato dall’artista)
Collezione privata, Regno Unito
Sotheby’s, Londra, 2 luglio 2015, lotto 194 Collezione privata
Ho sempre avuto grande curiosità di sapere cosa c’è all’interno della terra e desiderato andare dentro la materia: la costruzione delle mie sculture avviene in un certo senso partendo dall’interno. lo imprimo nell’argilla con le mani e con tanti attrezzi diversi la forma al negativo, lavorando - si potrebbe dire - “dentro l’opera”. L’impronta si trasferisce, attraverso procedure complesse, prima al gesso, poi allo stampo in gomma siliconica, sul quale viene colata la cera, per arrivare infine alla fusione in bronzo. Spesso ho affermato, scherzando, che sono una “termite del metallo”. Si potrebbe dire, citando Aldo Colonetti, che il fine di questo tipo di ricerche è quello di “abitare la scultura”.
Arnaldo Pomodoro, da un’intervista di Ada Masoer, Palazzo Reale Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Triennale di Milano, Museo Poldi Pezzoli, novembre 2016 - febbraio 2017
GIORGIO DE CHIRICO
(Volos 1888 - Roma 1978)
Incontro di Glauco e Diomede - Iliade, VI canto, versi 119-151
1967-1968
tempera su cartone cm 30x40 firmato in basso a sinistra “cant. 6 / G. de Chirico” al retro cartiglio e timbri Galleria Gissi, Torino al retro timbro Galleria Medea, Milano al retro timbro Galleria Orler al retro timbro Galleria d’arte Falsetti, Prato
Incontro di Glauco e Diomede - Iliade, VI canto, versi 119-151
1967-1968
tempera on cardboard 30x40 cm signed lower left on the reverse label and stamp Galleria Gissi, Turin on the reverse stamp Galleria Medea, Milan on the reverse stamp Galleria Orler on the reverse stamp Galleria d’arte Falsetti, Prato
● € 10.000/15.000
L’opera è accompagnata da copia di certificato firmato da Claudio Bruni Sakraischik, 1978.
This work is accompanied by a copy of the certificate of authenticity signed by Claudio Bruni Sakraischik, 1978.
Provenienza
Provenance
Galleria Gissi, Torino Galleria Medea, Milano Farsetti Arte, Prato Galleria Orler, Venezia Collezione privata
C. Bruni Sakraischik, Catalogo generale delle opere di Giorgio de Chirico. Opere dal 1951 al 1974. Vol. VII, Electa Editore, Milano, 1983-1984, n.1133 (ill. b/n)
Iliade, espisodi scelti e tradotti da Salvatore Quasimodo, con 26 tavole di Giorgio de Chirico, Mondadori, Firenze 1968, Libro I, p.41, tav.VII
Ma Glauco figliuolo d’Ippòloco e il figlio di Tideo s’incontrarono entrambi nel mezzo, avidi di combattere; e quando già eran vicini, marciando l’un contro l’altro, Diomede potente nel grido parlò all’altro per primo: «Chi sei tu, nobilissimo, fra gli uomini mortali? Mai t’ho veduto nella battaglia gloria dei forti prima d’ora; ed ecco tu molto ti sei fatto avanti fra tutti col tuo coraggio, sfidi la mia asta ombra lunga. Figli di miseri padri affrontano il mio furore! ...
Ma se un immortale tu sei e qui venisti dal cielo, io non voglio combattere con i numi celesti.
Ah no, il figlio di Dríante, il forte Licurgo non visse a lungo, egli che combatté con i numi celesti; egli che le nutrici di Bacco deliro un giorno su per il sacro Niseo rincorse; e quelle tutte a terra gettarono i tirsi, dal sanguinario Licurgo sospinte a furia di pungolo; e spaventato Diòniso nei flutti del mare s’immerse, Teti l’accolse in seno, atterrito; violento tremore lo prese alle grida dell’uomo.
Ma s’adirarono contro di lui gli dèi che vivon giocondi, e cieco il figlio di Crono lo rese; né a lungo visse, poi ch’era in odio a tutti i numi immortali.
E dunque coi numi beati io non voglio combattere.
Se però sei mortale, di quelli che mangiano il frutto del campo, avvicinati subito, che presto al confine di motte tu giunga!»
E parlò pure il figlio luminoso di Ippoloco: «Tidide magnanimo, perché mi domandi la stirpe? Come stirpi di foglie, cosí le stirpi degli uomini; le foglie, alcune ne getta il vento a terra, altre la selva fiorente le nutre al tempo di primavera; così le stirpi degli uomini: nasce una, l’altra dilegua.
Se anche questo però vuoi sapere, per conoscerla bene la stirpe mia, molti la sanno fra gli uomini.
Iliade, Canto VI, 119-151
MARIO TOZZI
(Fossombrone, PU 1895 - St. Jean du Gard 1979)
Testa con geometrici
1969
olio su tela cm 55x46
firmato e datato in basso a destra al retro cartiglio e timbro Galleria Carini, Milano al retro cartiglio e timbro Galleria Cafiso, Milano al retro cartiglio Galleria d’Arte Maggiolini, Parabiago al retro sul telaio timbro Galleria L’Archimede, Firenze al retro sul telaio timbro Galleria Sianesi, Milano al retro sul telaio timbro Galleria Piazza Erbe, Verona
● € 6.000/10.000
Testa con geometrici
1969 oil on canvas 55x46 cm
signed and dated lower right on the reverse stamp and label Galleria Carini, Milan on the reverse stamp and label Galleria Cafiso, Milan on the reverse label Galleria d’Arte Maggiolini, Parabiago on the reverse on the framework stamp Galleria L’Archimede, Firenze on the reverse on the framework stamp Galleria Sianesi, Milano al retro sul telaio timbro Galleria Piazza Erbe, Verona
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio Tozzi, e ivi registrata col n. 1916.
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista, con timbri Galleria d’Arte Maggiolini, Parabiago e Galleria l’Archimede, Firenze.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Tozzi, and recorded under no. 1916.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist, with stamps Galleria Maggiolini, Parabiago and Galleria l’Archimede, Florence.
firmato e datato in basso a destra al retro timbro Istituto d’Arte Mercurio, Milano
● € 10.000/15.000
Il braccio sulla fronte
1969
oil on canvas
65x54 cm
signed and dated lower right on the reverse stamp Istituto d’Arte Mercurio, Milan
Provenienza
Provenance
Collezione privata, Pescara
Studio d’Arte Mercurio, Milano
Collezione privata, Firenze
Collezione privata
Bibliografia
Literature
M. Pasquali, Mario Tozzi. Catalogo Generale. Vol. II, p.212, n.69/8 (ill b/n) [inv.n.1375]
Nella pittura di Tozzi [...], unica protagonista - la figura femminile - non ripresa da modelle in studio ma colta nell’ immediatezza del movimento. È quasi una danza che si sviluppa di opera in opera, attraverso i gesti e le movenze di “fanciulle in fiore” ora cantanti, ora assorte; a volte solitarie nel paesaggio mentale dell’artista, a volte colte in colloqui di intime confidenze. [...]. Tutto appare come immerso in una luce solare diffusa e leggera, in una dimensione di riconquistata primavera della vita.
Catalogo ragionato generale dei dipinti di Mario Tozzi Volume IIa cura di M. Pasquali, Ed. Mondadori, Milano, 1988, p. 130
GIULIANO VANGI
(Barberino Di Mugello (FI) 1931 - Pesaro 2024)
Donna seduta su piano rotondo
1970
bronzo su base in legno cm 35x24
al lato incisa firma, data e numerazione esemplare 2/2
sotto la base firma, titolo, data, numerazione
sotto la base cartiglio Mostra Bronzetti America del Sud
sotto la base cartiglio Mostra del Bronzetto Italiano, Tokyo
sotto la base cartiglio Museo Nacional de Bellas Artes n.133
● € 6.000/10.000
Provenienza
Provenance
Studio dell’Artista
Collezione privata (donata dall’artista); per discendenza all’attuale proprietà
Donna seduta su piano rotondo
1970
bronze on wooden base cm 35x24
on the side engraved sign, date and number example 2/2
under the base sign, date, title and numbered under the base label Mostra Bronzetti America del Sud under the base label Mostra del Bronzetto Italiano, Tokyo under the base label Museo Nacional de Bellas Artes no.133
MAN RAY
(Philadelphia 1890 - Parigi 1976)
Hermaphrodite
1919-1971
argento h cm 16,2 al lato incisa firma, numerazione, data al lato incisi marchio di garanzia, n. 925 e marchi editore GM concepito nel 1919, realizzato nel 1971 in un’edizione di 9 realizzata da GEM Montebello, Milano esemplare 3/9
Hermaphrodite
1919-1971
silver argento h 16.2 cm
on the side signed, numbered and dated on the side stamped with the hallmarks, number 925 and name publisher GM conceived in 1919, this example executed in 1971 in an edition of 9 by GEM Montebello, Milan example 3/9
● € 3.000/5.000
Bibliografia di confronto Literaturereferences
Man Ray, Objets de mon affection, Paris, 1983, p. 165 (ill. esemplare in bronzo)
“Some of the most complete and satisfying works of art have been produced when their authors had no idea of creating a work of art, but were concerned with the expression of an idea.”
Man Ray
HENRY MOORE
(Castelford 1898 - Londra 1986)
Ideas for sculpture:Seated figures
1932 ca. matita, pastello, penna e inchiostro su carta cm 29,2x25 firmato e datato in basso a destra (successivamente) in alto a destra iscritto “Keep in mind/the big/powerful/primitive/vitality”
Ideas for sculpture:Seated figures c. 1932 pen, chalk, pencil and ink on paper 29.2x25 cm signed and dated lower right (added later) inscribed on the upper right “Keep in mind/the big/powerful/primitive/vitality”
● € 8.000/15.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Henry Moore Foundation, Hertfordshire (UK) e ivi registrata col n.HFM 879. L’opera è accompagnata da copia di autentica su foto firmata dall’artista.
L’opera è accompagnata da copia di dichiarazione di autenticità della Galleria d’Arte Lo Spazio, Roma.
This work is accompanied by a copy of a photo-certificate of authenticity issued by Henry Moore Foundation, Hertfordshire (UK) and recorded under no.HMF 879. This work is accompanied by a copy of a photo-certificate of authenticity signed by the artist. This work is accompanied by a copy of a photo-certificate of authenticity issued by Galleria d’Arte Lo Spazio, Rome.
“Drawing from life keeps one visually fit – perhaps acts like water to a plant – and it lessens the danger of repeating oneself and getting into a formula.”
Henry Moore
MARINO MARINI
(Pistoia 1901 - Viareggio 1980)
Ritratto femminile
1933-34 cera
cm 29,5x17,8x20,8 al retro firma incisa alla base cartiglio XIX Biennale di Venezia, 1934 - XII n. 470
Feminine portrait
1933-34
wax
29.5x17.8x20.8 cm on the reverse engraved sign on the base label XIX Biennale di Venezia, 1934 - XII n. 470
● € 25.000/40.000
L’opera è accompagnata da autentica della Fondazione Marino Marini, Pistoia in data 13 maggio 1995 e ivi registrata col n. 51.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Fondazione Marino Marini, Pistoia dated May 13th, 1995 and recorded under no. 51.
Esposizioni Exhibited Venezia, XIX Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, 1934, sala 33, n.470
Bibliografia
Literature
19. Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia: catalogo, 2. ed., Venezia, 1934, p.151
Opera rara per tecnica e conservazione, il Ritratto femminile del 1933-34 rappresenta una testimonianza molto significativa della fase iniziale della ricerca plastica di Marino Marini, in cui si va definendo un linguaggio autonomo fondato sull’unione della tradizione arcaica con la sensibilità moderna.
Il ritratto si distingue per un modellato raffinato, visibile nella resa levigata del volto e nell’armonia dei volumi. La figura femminile è caratterizzata da linee semplici ed essenziali, da un collo allungato e da tratti sereni e assorti, che rimandano direttamente all’arte etrusca e romana arcaica, tradizione alla quale Marini si ispira fortemente nei suoi esordi.
Sono inoltre evidenti anche le influenze del modellato medievale, in particolare gotico, che l’artista assorbe durante i
suoi frequenti viaggi in Europa. Questa adesione alla tradizione e al primitivismo della scultura non si traduce solamente in una semplice ripresa stilistica: Marini rielabora tali influenze in chiave moderna, semplificando le forme e i dettagli a favore di una costruzione plastica chiara ed essenziale.
La scelta della cera come materiale esecutivo, nonostante la sua fragilità e sensibilità, è molto significativa.
La cera è utilizzata dall’artista soprattutto per modelli preparatori senza essere pensati per una conservazione duratura; raramente questo materiale è destinato alla realizzazione di opere definitive. Per questo motivo la sopravvivenza di quest’opera in condizioni ottimali, ne conferisce un carattere eccezionale, rendendola una rara testimonianza del processo creativo dell’artista. L’opera,
perciò, si può accostare alla produzione artistica di Medardo Rosso, che aveva trovato nella cera un materiale in grado di restituire le variazioni della luce e la sensibilità della superficie, riuscendo a cogliere gli attimi più fuggenti. Tuttavia, mentre Medardo Rosso si concentra maggiormente sulla dissolvenza della materia, Marini predilige mantenere una struttura solida e riconoscibile, utilizzando un approccio diverso, più attento alla costruzione plastica che alla dissoluzione della forma.
Di particolare importanza è la presenza, sotto la base lignea, del frammento della scheda di partecipazione alla XIX
Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1934, con il
numero di catalogo e la firma autografa dell’artista. Questo elemento costituisce una prova documentaria di grande valore, confermando la presenza di quest’opera in uno dei contesti espositivi più prestigiosi dell’epoca, in una fase fondamentale per l’affermazione di Marino Marini a livello nazionale e internazionale.
Quest’opera in cera si configura così come un esemplare di grande rarità e finezza, in cui si intrecciano tradizione e modernità, ma anche rigore plastico e sensibilità materica. Non un semplice modello preparatorio, ma una scultura compiuta, capace, attraverso la fragilità e deperibilità della cera, di trasmettere una concezione essenziale e raccolta della figura umana.
Foto: Cartiglio Biennale di Venezia, 1932
Foto: Medardo Rosso, Ecce puer. ritratto di adolescente, GNAM, Roma
ANTON ZORAN MUSIC
(Gorizia 1909 - Venezia 2005)
Collina Dalmata
1966
tecnica mista su tela grezza cm 38x46
firmato e datato in basso a destra al retro firmato, datato e titolato al retro timbro illeggibile Collezione ... Venezia, n.363
● € 10.000/15.000
Collina Dalmata
1966
mixed media on raw canvas 38x46 cm
signed and dated lower right on the reverse signed, dated and titled on the reverse illegible stamp Collection ... Venice, n.363
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Provenienza
Provenance
Galleria d’Arte Meneghini, Venezia
Collezione privata
GEORGES ROUAULT
(Parigi 1871 - 1958)
Christ en croix
1939 ca. olio su pannello cm 45,5x30,5 firmato in basso a destra al retro sulla cornice cartiglio “Yamato Transport Japan / Exhbit Georges Rouault n° 200 378 / cat. n° 43 40»
● € 12.000/20.000
Christ en croix
c. 1939 oil on panel 45.5x30.5 cm signed lower right on the reverse on the frame label “Yamato Transport Japan / Exhbit Georges Rouault n° 200 378 / cat. n° 43 40»
Bibliografia Literature
B. Dorival, I. Rouault, Georges Rouault: L’Oeuvre Peint / Complete Paintings. (Catalogue Raisonné). Vol.II, Monte Carlo, Andre Sauret. Alan Wofsy Fine Arts distribution.,1988, n.1539
FILIPPO DE PISIS
(Ferrara 1896 - Milano 1956)
Cortile
1950 olio su tela cm 60x40 firmato e datato in basso a destra
Cortile
1950 oil on canvas 60x40 cm signed and dated lower right
● € 10.000/15.000
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Associazione de Pisis, Milano, e ivi registrata col n.00439.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Associazione De Pisis, Milan, and recorded under no 00439.
Provenienza
Provenance
Galleria Cafiso, Milano Collezione privata
Il vitalismo delle immagini di De Pisis, in una specie di “neo-barocchetto” concitato ed estroso, rende sempre più autonoma l’espressività del colore, libero completamente da ogni tono locale: espressività che nasce non soltanto dal timbro, sempre più nitido ma dagli spazi di un ritmo corsivo in cui vive il colore stesso. In sostanza, c’è sempre un contrappunto tra le stesure di fondo, colorate o anche nude - ma già colore di larghe superfici - e i tocchi in movimento, che animano e segnano ritmi degli spazi. Anche se non si risolve in arte di pura percezione, perché De Pisis non rinunzia alla possibilità visionaria, è già un criterio di espressività pura, in cui gli oggetti figurativi non contrastano, perché sono sentiti come emanazioni soggettive: pretesti lirici, vissuti con una partecipazione totale, che fa identificare coscienza soggettiva e oggetto, tanto da diventare nuovo ritmo, nel segreto dell›inconscio e della mente più tersa.
G. Ballo, De Pisis, Ed. Ilte, Torino, 1968, p. 218, 223
FILIPPO DE PISIS
(Ferrara 1896 - Milano 1956)
Paesaggio Cortinese
1941
olio su tela cm 60x39,5 firmato in basso a destra al retro cartiglio Collezione Mario Rimoldi, Cortina d’Ampezzo al retro cartiglio e timbri Sant’Erasmo, Milano al retro cartiglio e timbri Biasutti&Biasutti, Torino
● € 10.000/15.000
Paesaggio Cortinese
1941
oil on canvas
60x39.5 cm signed lower right on the reverse label Collezione Mario Rimoldi, Cortina d’Ampezzo on the reverse label and stamps Sant’Erasmo, Milan on the reverse label and stamps Biasutti&Biasutti, Turin
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Associazione de Pisis, Milano e ivi registrata col n. 01823.
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata da Luigi Cavallo, con timbro Club d’Arte Sant’Erasmo, Milano.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity issued by Associazione de Pisis, and recorded under no. 01823.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticty signed by Luigi Cavallo, with stamp Club d’Arte Sant’Erasmo, Milan.
Provenienza Provenance
Club d’Arte Sant’Erasmo, Milano
Biasutti & Biasutti, Torino
Collezione privata
FILIPPO DE PISIS
(Ferrara 1896 - Milano 1956)
Paesaggio di Fiera di Primero
1927
olio su tela cm 56,3x37,6 firmato e datato in basso a destra al retro datato e titolato al retro timbro Galleria Ghelfi, Verona
● € 8.000/12.000
Paesaggio di Fiera di Primero
1927
oil on canvas
56.3x37.6 cm
signed and dated lower right on the reverse titled and dated on the reverse stamp Galleria Ghelfi, Verona
L’opera è accompagnata da certificato d’autenticità dell’Associazione De Pisis, Milano e ivi registrata col n. 06306.
L’opera è accompagnata da autentica su foto della Galleria Ghelfi, Verona, in data 28 gennaio 2001.
L’opera è accompagnata da autentica su foto con firma illegibile, in data 21 Gennaio 1983.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Associazione De Pisis, Milan and recorded under no. 06306.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Galleria Guelfi, dated 28 January 2001
This work is accompanied by a photo-certificate with illegible signature, dated 21 Janauart 1983
Provenienza Provenance
Galleria San Luca, Verona Galleria Ghelfi, Verona Collezione privata
Bibliografia Literature
G.Briganti, De Pisis. Catalogo Generale Tomo I, Electa, Milano, 1991, p.153, n. 1927.53 (ill.)
UBALDO OPPI
(Bologna 1889 - Vicenza 1942)
Cipressi di sera (Notturno)
1909
pastello su cartone cm 68x51 firmato in basso a sinistra al retro cartiglio “Retrospettiva di Ubaldo Oppi / Museo Civico di Vicenza, 28 ottobre - 14 dicembre 1969”
Cipressi di sera (Notturno)
1909
pastel on cardboard 68x51 cm signed lower left on the reverse label “Retrospettiva di Ubaldo Oppi / Museo Civico di Vicenza, 28 ottobre - 14 dicembre 1969”
€ 15.000/20.000
Esposizioni Exhibited Vicenza, Palazzo Chiericati, Mostra di Ubaldo Oppi, 25 ottobre - 14 dicembre 1969
Bibliografia
Literature
L. Magagnato, Mostra di Ubaldo Oppi, Vicenza, 1969, tav. 2 (ill. b/n) E. Pontiggia, C. Gian Ferrari, Ubaldo Oppi. La stagione classica, Skira editore, Verona, 2002 , pag. 14 (ill. b/n)
UBALDO OPPI, IL SIMBOLISMO DELLA NOTTE
Cipressi di sera (Notturno), databile al 1909, appartiene al periodo giovanile di Ubaldo Oppi, quando la ricerca pittorica dell’artista esplora ancora una sensibilità simbolista, già caratterizzata, però, da un forte senso di ordine e di misura formale. Questo iniziale gusto simbolista nasce dai viaggi che Oppi compì, a cavallo tra il 1907 e il 1909, nel Nord e nell’Est Europa, in paesi come l’Austria, la Boemia o la Russia.
L’opera raffigura un paesaggio notturno, semplice ma essenziale, dominato dalla silenziosa presenza dei cipressi, che si stagliano, compatti, contro il profondo blu della notte. La scena, più che una fedele rappresentazione naturalistica, simboleggia un luogo onirico e poetico, in cui il tempo è indefinito e sospeso. I cipressi, alberi tradizionalmente legati alla spiritualità ed a un immaginario di silenzio e meditazione, assumono una valenza simbolica con la loro presenza quasi monumentale, anticipando quella tendenza alla forma stabile e alla solidità plastica che caratterizzerà la produzione successiva dell’artista.
L’opera viene così descritta da Elena Pontiggia nel suo saggio Ubaldo Oppi. Una Classicità
Elegiaca : “Secondo la poetica simbolista, in Cipressi di sera la natura non è vista realisticamente,
alla maniera dell’impressionismo o della scuola francese, ma è pervasa di echi trascendenti: in questo caso da un’idea di morte, evocata dall’ora serale, dalla famiglia dei cipressi, dal senso di misteriosa solitudine che pervade la scena.” Nel dipinto l’uso del gesto pittorico contribuisce in modo decisivo
alla costruzione dell’ambiente notturno. Le pennellate che definiscono i cipressi si sviluppano prevalentemente in senso verticale, seguendo un moto ascensionale che accentua lo slancio degli alberi e la loro statuaria presenza. In contrasto, la luce della notte sembra invece calare dall’alto, insinuandosi tra le sagome scure dei cipressi e penetrando lo spazio
con una variazione cromatica sottile e diffusa, che fa emergere le forme degli alberi dalla calma notturna. Il dialogo tra il gesto verticale e la luce discendente genera un equilibrio silenzioso ma carico di tensione, in cui il paesaggio appare attraversato da una forza invisibile, appena percettibile, che avvolge tutta l’opera.
Cipressi di sera è dunque una preziosa testimonianza della fugace parentesi simbolista di uno dei maestri del Novecento Italiano. Un momento di ricerca in cui Oppi indaga il paesaggio come spazio interiore e riflessivo, carico di spiritualità e di mistero, dove l’artista sembra riversare le proprie angosce sul senso della morte e della solitudine. Allo stesso tempo nell’opera è possibile intravedere quella tensione verso l’ordine, la stabilità e la misura formale che contraddistinguerà la produzione futura di Oppi. In quest’opera, il linguaggio simbolista si intreccia così con una precoce aspirazione alla forma classica, anticipando il percorso che condurrà Oppi verso una pittura sempre più essenziale e controllata, in cui l’emozione e l’interiorità dell’artista vengono disciplinata dalla struttura classica e la visione poetica si traduce in equilibrio compositivo.
Foto: Giacomo Balla, Lampada ad arco, 1909. New York, The Museum of Modern Art Hillman Periodicals Fund.
Foto: Ubaldo Oppi
ATANASIO SOLDATI
(Parma 1896 - 1953)
Paesaggio
1943
tempera su cartone cm 25x35 firmato in basso a sinistra al retro cartiglio e doppio timbro firmato da Maria Soldati
Landscape
1943
tempera on cardboard 25x35 cm signed lower left on the reverse label and stamps signed by Maria Soldati
€ 8.000/12.000
Provenienza
Provenance
Galleria Ghelfi, Verona Collezione privata
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio Atanasio Soldati, e ivi registrata col n. 1-193.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Atanasio Soldati, and recorded under no. 1-193.
[...] Nel gruppo degli astratti, però, Soldati è uno dei pittori più dotati di una vena narrativa, di una vocazione quasi fiabesca. Le sue superfici colorate conservano l’aspetto di strani passatempi, qualcosa che sta fra i puzzle e i tangram, le scacchiere e le carte da gioco.
Ricorrono nelle sue opere memorie o tracce di oggetti, anche se appiattite in una bidimensionalità di derivazione cubista. Si direbbe anzi che, pur allontanandosi da figure e cose, Soldati mantenga sempre la nostalgia della realtà. E in questo senso Licini e Melotti sono gli artisti che sono più vicini, idealmente, alla sua poetica [...]
E. Pontiggia, Omaggio a Atanasio Soldati, Museo della Permanente, Milano, 2014
ENRICO PRAMPOLINI
(Modena 1894 - Roma 1956)
Forme - Figure nello Spazio
1948-49
olio su cartone cm 50,5x60 firmato in basso a destra al retro cartiglio e timbri Galleria Arte Centro, Milano n.9138 al retro timbro Galleria Ghelfi, Verona
Forme - Figure nello Spazio
1948-49
oil on cardboard
50.5x60 cm signed lower right on the reverse label and stamps Galleria Arte Centro, Milan no.9138 on the reverse stamp Galleria Ghelfi, Verona
● € 10.000/18.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata da Massimo Prampolini.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by Massimo Prampolini.
Provenienza
Provenance
Galleria Arte Centro, Milano Galleria Ghelfi, Verona Collezione privata
ENRICO PRAMPOLINI: FORME E VISIONI NELLO SPAZIO
Tra i protagonisti più originali dell’avanguardia italiana del Novecento, Enrico Prampolini fu una figura chiave nello sviluppo e nella diffusione del Futurismo in ambito internazionale. Fin dagli anni Dieci partecipò attivamente al movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, contribuendo a rinnovarne il linguaggio visivo e teorico. Parallelamente, il suo lavoro entrò in dialogo con alcune delle correnti più radicali della modernità europea, dal Cubismo al Dadaismo, fino alle suggestioni del Surrealismo. Artista poliedrico, pittore, scenografo, architetto
e teorico, fu anche instancabile promotore della cultura d’avanguardia attraverso riviste, mostre e collaborazioni internazionali. A partire dagli anni Trenta, Prampolini sviluppò una ricerca sempre più orientata verso quella che definì “pittura cosmica”, una visione che ampliava
l’orizzonte futurista oltre la rappresentazione della velocità e della modernità urbana per indagare le energie invisibili e le strutture profonde dello spazio. In questa prospettiva la pittura diventa un campo dinamico in cui forme, segni e colori evocano forze in trasformazione, suggerendo dimensioni che vanno oltre la percezione immediata della realtà.
Forme – Figure nello Spazio appartiene alla fase matura di questa ricerca. Nella composizione, sagome biomorfe e profili stilizzati emergono da un tessuto cromatico vibrante, costruito attraverso campiture nette e linee incisive. Le figure sembrano interagire e sovrapporsi in uno spazio instabile e pulsante, dove il confine tra astrazione e figurazione rimane volutamente ambiguo. Il ritmo delle linee e l’intensità dei contrasti cromatici generano una sensazione di movimento continuo, mentre le forme, quasi archetipiche, evocano presenze sospese tra dimensione umana e visione cosmica.
Realizzata negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, l’opera testimonia la straordinaria capacità di Prampolini di rinnovare il proprio linguaggio mantenendo intatta la tensione sperimentale che aveva caratterizzato tutta la sua carriera. La sua produzione, capace di fondere ricerca teorica, immaginazione visionaria e rigore formale, ha contribuito in modo determinante a definire uno dei percorsi più originali dell’arte italiana del XX secolo.
Foto: Copertina del libro di M. G. Berlangieri, Enrico Prampolini scenografo e teorico di teatro, Bordeaux Edizioni, 2019
ANTONIO DONGHI
(Roma 1897 - 1963)
Trattoria
1930
olio su tela cm 45x45
firmato e datato in basso a destra “Antonio Donghi 930” al retro sul telaio doppio cartiglio XVIII Esposizione Biennale di Venezia al retro sul telaio tracce di cartiglio “Premi Romani” al retro sulla cornice cartiglio Galleria dell’Oca, Roma al retro sulla cornice quattro cartiglio Bruno Tartaglia, Roma al retro sulla cornice cartiglio Palazzo Braschi, Roma
Trattoria
1930 oil on canvas 45x45 cm
signed and dated lower right “Antonio Donghi 930” on the reverse on the framework double label XVIII Esposizione Biennale di Venezia on the reverse on the framework label (partial) “Premi Romani” on the reverse on the framework label Galleria dell’Oca, Roma on the reverse on the frame four label Bruno Tartaglia, Roma on the reverse on the frame label Palazzo Braschi, Roma
● € 40.000/60.000
Provenienza
Provenance
Collezione Albonetti, Roma Collezione privata
Esposizioni Exhibited Venezia, XVIII Biennale, 1932, n.17 Roma, Galleria Sabatello, Antonio Donghi, 1932 Roma, Galleria La Nuova Pesa, Antonio Donghi, 1963, n.33 Roma, Ente Premi Roma, Antonio Donghi, 1971, n.12 Roma, Galleria dell’Oca, Antonio Donghi, 1983 Roma, Palazzo Braschi, Antonio Donghi. Sessanta dipinti dal 1922 al 1961, 27 febbraio- 21 aprile 1985 Milano, Palazzo Reale, Antonio Donghi 1897-1963, 27 marzo - 13 maggio 2007
G. Sangiorgi, J. Recupero, Antonio Donghi (catalogo Ente Premi Roma), De Luca Editore, Roma, 1970, p.45, n.33 (ill. b/n)
L. Pistoi, Antonio Donghi (catalogo Mostra Galleria dell’Oca), Edizioni Bora, Roma, 1983, n.12 (ill. b/n)
A. Trombadori, M. Fagiolo Dell’Arco, Antonio Donghi. Sessanta dipinti dal 1922 al 1961, De Luca Editore, Roma, 1985, p. 31, n.20 (ill.)
M. Fagiolo Dell’Arco, V. Rivosecchi, Antonio Donghi, vita e opere, Umberto Allemandi & C.,Torino,1990, p.197, tav. IX, cat. n.72 (ill.)
M. T. Benedetti, V. Rivosecchi, Antonio Donghi 1897-1963, Skira editore, Milano, 2007, pp. 58,59, n.22 (ill.)
L’opera Trattoria (1930) di Antonio Donghi si colloca tra i risultati più alti della sua produzione matura, pienamente inscritta nel clima del cosiddetto “realismo magico” italiano degli anni Venti e Trenta. Presentata alla XVIII Esposizione Biennale di Venezia e accompagnata da una solida storia espositiva e bibliografica, essa testimonia non solo il riconoscimento critico dell’artista già in vita, ma anche la coerenza e l’originalità del suo linguaggio.
A prima vista, la scena appare semplice: un tavolo coperto da una tovaglia bianca, una sedia, una terrazza affacciata su un paesaggio marino punteggiato da alberi e da un piccolo padiglione. Tuttavia, questa apparente quiete cela una tensione sottile e inquietante. La trattoria è deserta, ma
non neutra: è uno spazio carico di attesa, come se qualcosa fosse appena accaduto o stesse per accadere. La tavola apparecchiata diventa così indizio, traccia, quasi prova di una presenza umana assente ma evocata.
In questo senso, Donghi costruisce l’immagine come un enigma visivo. Lo spettatore è chiamato a interrogarsi: chi sedeva a quel tavolo? Perché è stato lasciato vuoto? È l’inizio o la fine di una storia? L’opera si configura quasi come una scena sospesa, un “fotogramma bloccato”, in cui il tempo è cristallizzato e privato di coordinate precise. Non vi è narrazione esplicita, ma una potenzialità narrativa inesauribile.
La critica ha spesso sottolineato il carattere “filmico” della pittura di Donghi, individuando nella sua opera una singolare affinità con il linguaggio del cinema muto, in particolare con quello espressionista tedesco. Riferimenti a pellicole cinematografiche come Il gabinetto del dottor Caligari risulta in questo senso particolarmente pertinente, non tanto per una diretta derivazione stilistica, quanto per una comune concezione dello spazio come costruzione mentale e scenografica. Come affermava Maurizio Fagiolo dell’Arco “Come il bianconero di Von Sternberg, come il simulacro di Marlene, come la magia didascalica di Caligari, la volontà pittorica di Antonio Donghi è […] dinamicamente bloccata.” Diversamente dall’espressionismo, tuttavia, Donghi non deforma la realtà, ma la immobilizza
in una condizione di assoluta nitidezza. Il colore, steso con una tecnica levigata e priva di vibrazioni materiche, contribuisce a questa sospensione: le tonalità sono calibrate, armoniche, ma leggermente straniate, come se appartenessero a una dimensione altra rispetto a quella dell’esperienza immediata. La luce, uniforme e diffusa, annulla ogni drammaticità chiaroscurale, accentuando l’effetto di fissità e astrazione. Il rapporto con il cinema non è solo formale ma anche mentale. Donghi stesso dichiarava una forte passione per il cinema, in particolare per quello tedesco e per figure come Marlene Dietrich. La sua pittura condivide con il film muto quella capacità di esprimere attraverso la fissità, la gestualità trattenuta, l’intensità silenziosa. Come nei film, anche qui la narrazione è costruita per frammenti, per dettagli isolati e poi ricomposti: la tovaglia, la sedia, il paesaggio diventano elementi di un montaggio visivo che procede per “inquadrature”. Allo stesso tempo, la pittura di Donghi mantiene un saldo legame con la tradizione figurativa italiana ed europea. La chiarezza prospettica e la solidità volumetrica rimandano alla lezione di Piero della Francesca, mentre la resa minuziosa degli oggetti e la qualità luminosa delle superfici evocano la pittura olandese del Seicento, in particolare la dimensione domestica e silenziosa di Johannes Vermeer. Tuttavia, tali riferimenti sono rielaborati in una chiave profondamente moderna, filtrata attraverso l’esperienza della pittura metafisica e il clima culturale del “ritorno all’ordine”.
Trattoria si impone dunque come un’opera paradigmatica della ricerca donghiana: un’immagine apparentemente semplice, ma costruita attraverso un sofisticato equilibrio tra osservazione del reale e astrazione mentale. La sua forza risiede nella capacità di trasformare una scena quotidiana in uno spazio enigmatico, sospeso tra presenza e assenza, tra realtà e rappresentazione. In questa ambiguità risiede la sua persistente attualità: un dipinto che, pur radicato nel contesto culturale degli anni Trenta, continua a interrogare lo sguardo contemporaneo, attivando un processo interpretativo aperto e inesauribile.
Foto: Elenco autografo delle opere per la XVIII Biennale di Venezia del 1932
Foto:: Robert Wiene, Il gabinetto del dottor Caligari, 1920
Foto: L’artista nello studio in una foto di Pasquale de Antonis, 1956 ca.
RENATO GUTTUSO
(Bagheria 1911 - Roma 1987)
Cortile di Roma
databile 1957
olio su tela cm 130x90
firmato in basso a destra al retro cartiglio La Medusa, Roma al retro doppio timbro Chiurazzi, Roma al retro timbro Giuseppe Zanini, Roma al retro timbro l’Artistica, Roma
Cortile di Roma
c. 1957 oil on canvas 130x90 cm
signed lower right on the reverse label La Medusa, Rome on the reverse double stamp Chiurazzi, Rome on the reverse stamp Giuseppe Zanini, Rome on the reverse stamp L’Artistica, Rome
● € 40.000/60.000
Provenienza
Provenance
La Vetrina di Chiaruzzi, Roma Collezione privata
Bibliografia
Literature
E.
Crispolti, Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti di Renato Guttuso. Volume II, Giorgio Mondadori Editore, p. 72, n. 57/17 (ill. b/n)
LA ROMA DI RENATO GUTTUSO
L’opera Cortile di Roma di Renato Guttuso, un olio su tela databile 1957, esprime uno dei concetti più forti della poetica dell’artista siciliano, cioè lo spazio urbano come luogo di vita quotidiana. Un semplice cortile romano è capace di restituire un prezioso spaccato della vita sociale dell’epoca, grazie alla forza espressiva dell’opera di Guttuso. La scena raffigura uno spazio architettonico composto da balconi, finestre, tetti spioventi e oggetti domestici come la biancheria stesa al sole e le tende colorate mosse dal vento. Gli edifici sembrano incastrarsi l’uno nell’altro, creando un equilibrio compatto, anche se a tratti quasi opprimente; si ha così l’impressione di essere inghiottiti dall’ambiente urbano, con solo una piccola porzione di cielo nella parte alta della composizione. Il colore, protagonista assoluto, costruisce lo spazio: i gialli accesi delle case sono in continuo dialogo con il resto dei colori della scena, come il bianco delle lenzuola o il rosso scuro delle ante. Questo approccio rivela in maniera chiara il linguaggio espressionista di Guttuso, in cui la
realtà osservata viene filtrata dalla forte emotività dell’artista. Il cortile non è solo uno scorcio urbano, ma un luogo carico di energia umana implicita; gli abitanti non sono rappresentati, ma la loro presenza è suggerita dagli oggetti di uso quotidiano presenti nella scena.
Le superfici irregolari, le linee spezzate e la materia pittorica contribuiscono a rendere la scena pulsante e carica di una forte tensione sociale, restituendo un senso di vita collettiva intensa e vissuta. Cortile di Roma si inserisce, quindi, nell’ampia riflessione dell’artista sulla città e sui suoi spazi popolari, temi centrali nella sua produzione. Roma osservata dall’interno dei suoi cortili e dalle sue abitazioni, diventa il simbolo di una realtà complessa e stratificata, ma soprattutto autentica. Uno spaccato della vita quotidiana in cui la presenza umana, seppur nascosta, trasforma la scena in una testimonianza della realtà sociale dell’epoca. Come lui stesso affermava: “Se io potessi per una attenzione del Padreterno, scegliere un momento della storia e un mestiere, sceglierei questo tempo e il mestiere del pittore”.
Foto: Renato Guttuso
RENATO GUTTUSO
(Bagheria 1911 - Roma 1987)
Cesto su sedia
1960
olio su tela cm 80x65
firmato in basso a destra al retro firmato firmato e datato al retro doppio timbro Galleria Chiurazzi, Roma al retro iscritto a penna 598
Cesto su sedia
1960 oil on canvas 80x65 cm
signed lower right on th reverse signed and dated on the reverse double stamp Galleria Chiurazzi, Rome on the reverse inscribed by pen “598”
● € 30.000/50.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivi Guttuso, Roma e ivi registrata col n.1815412833.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivi Guttuso, Rome and recorded under no. 1815412833.
FORTUNATO DEPERO
(Fondo 1892 - Rovereto 1960)
Alchimia (Vassoio, vaso e lampada)
anni ‘50 olio su compensato cm 50,5x60,3 firma in basso a destra [apposta dalla moglie di Depero dopo la sua morte] al retro timbri e cartiglio Studio d’Arte Campaiola, Roma al retro timbri e cartiglio Galleria d’Arte Giorgio Ghelfi, Verona
Alchimia (Vassoio, vaso e lampada) 1950s oil on plywood
50.5x60.3 cm signed lower right [by Depero’s widow after his death] on the reverse stamps and label Studio d’Arte Campaiola, Rome on the reverse stamps and label Galleria d’Arte Giorgio Ghelfi, Verona
● € 30.000/50.000
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità del Museo Depero, Rovereto, in data 30 Maggio 1977. Si ringrazia il Prof. Maurizio Scudiero, Archivio Depero, per la conferma orale sull’autenticità dell’opera.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Museo Depero, Rovereto, and dated 30 May 1977. We would like to thank Professor Maurizio Scudiero, Archivio Depero, for the verbal confirmation of the artwork’s authenticity.
Provenienza Provenance
Studio d’Arte Campaiola, Roma Galleria Ghelfi, Verona Collezione privata
L’opera Alchimia rispecchia pienamente il linguaggio futurista di Fortunato Depero, uno degli interpreti più originali del movimento novecentesco italiano. Firmatario insieme a Giacomo Balla del manifesto Ricostruzione futurista dell’universo del 1915, Depero negli anni successivi sviluppa un immaginario popolato da automi, elementi meccanici, architetture geometriche e macchine fantastiche, dando vita a un linguaggio che unisce sperimentazione plastica, spirito ludico e uno slancio verso la modernità. La dimensione sospesa e talvolta straniante di queste composizioni
lidi geometrici degli strumenti alchemici sul banco di lavoro, collocati all’interno di uno spazio definito da precisi elementi architettonici. Gli oggetti rappresentati sembrano appartenere ad un’officina futurista, in cui la materia viene osservata, analizzata e poi trasformata. Il titolo dell’opera suggerisce infatti una chiave di lettura particolarmente significativa. L’alchimia, tradizionalmente intesa come processo di trasformazione della materia, diventa qui metafora dell’atto creativo stesso: l’artista si presenta come un moderno alchimista capace di combinare forme, colori e
le, la composizione evidenzia alcuni caratteri tipici della pittura di Depero.
Le forme sono semplici ed essenziali, definite da contorni netti, mentre lo spazio è statico e costruito attraverso piani inclinati assumendo l’aspetto di un ambiente quasi teatrale, in cui gli oggetti sono disposti secondo un ordine rigorosamente geometrico. Il colore, invece, è dominato da tonalità fredde e metalliche, contribuendo ad enfatizzare l’atmosfera meccanica dell’immagine. A questo si aggiunge la tipica cromia acida, vitrea e innaturale delle opere di Depero, che accentua l’effetto straniante della scena.
rivela inoltre alcune affinità con il clima della pittura metafisica, pur restando pienamente radicata nella poetica futurista. All’interno di questo contesto, Alchimia appare come un vero e proprio laboratorio fantastico; la composizione è organizzata attraverso i volumi netti e i so-
volumi per generare una nuova realtà visiva. In questo senso il dipinto può essere interpretato come una riflessione sul processo della creazione artistica, intesa come continua sperimentazione e metamorfosi, volta a creare un nuovo universo figurativo. Dal punto di vista forma-
Allo stesso tempo, si può notare la dimensione giocosa e fantastica che costituisce uno degli aspetti più riconoscibili della poetica di Depero. Gli oggetti, collocati all’interno di uno spazio scenografico, assumono una presenza autonoma, come elementi di una macchina teatrale. Il laboratorio diventa così simbolo di un ambiente sospeso tra realtà e immaginazione, il luogo in cui avviene la materia si trasforma in immagine. Alchimia rappresenta dunque un esempio significativo della capacità di Depero di fondere rigore costruttivo e immaginazione, riuscendo ad unire la meccanica con la fantasia, e dando forma a un immaginario in cui la macchina non è soltanto simbolo di progresso, ma anche strumento di invenzione artistica. In questa visione l’artista si configura come un alchimista della modernità, capace di trasformare la materia pittorica in energia visiva e dinamismo plastico.
Foto: Fortunato Depero tra le lampadine accese di un camerino, Fotografia Abeni & C, Milano, 1927 ca.
LUCIO FONTANA
(Rosario de Santa Fè 1899 - Comabbio 1968)
Senza titolo / Spaziale
1952-53
tecnica mista su vetro cm 163x60
opera realizzata da Fontana per la Collezione Borsani, Milano
Untitled / Spaziale
1952-53
mixed media on glass 163x60 cm
realised by Fontana for the Collezione Borsani, Milan
● € 60.000/100.000
Decorazione di ante d’armadio realizzata da Fontana durante la sua collaborazione con la “Arredamenti Borsani” di Milano. Fa parte di un armadio a 4 ante, con 52-53 V 37 b e 52-53 V 38a. b.
Cabinet door decoration created by Fontana during his collaboration with “Arredamenti Borsani” in Milan. It is part of a four-door wardrobe, with 52-53 V 37 b and 52-53 V 38a. b.
L’opera è accompagnata da autentica della Fondazione Lucio Fontana, Milano e ivi registrata col n. 2432/2A.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Fondazione Lucio Fontana, Milan and recorded under no. 2432/2A.
Provenienza
Provenance
Galleria Ferrari, Treviglio Collezione privata
Bibliografia
Literature
E. Crispolti, Lucio Fontana. Catalogo ragionato sculture dipinti e ambientazioni, Skira, 2006, n. 52-53 V 37°
Questo pannello su vetro di Lucio Fontana, realizzato per la collezione Borsani, si inserisce in uno dei momenti più fertili e sperimentali della ricerca artistica e progettuale del secondo dopoguerra italiano, quando arte e design si fondono in un dialogo continuo e radicalmente innovativo. L’opera testimonia la volontà di Fontana di portare lo Spazialismo oltre i confini tradizionali della tela, introducendolo nella dimensione quotidiana dell’abitare. Come nei celebri interventi per dimore private e spazi pubblici, dai soffitti in stucco di Villa Borsani a Varedo fino al rivoluzionario ambiente al neon presentato alla IX Triennale di Milano del 1951, l’artista concepisce lo spazio come materia viva, attraversata da energia, luce e movimento. In questo pannello, tuttavia, tale tensione si traduce in una dimensione più intima e contemplativa. Sono anni in cui, su scala internazionale, il quadro cessa di essere una finestra illusionistica per diventare campo di energia, spazio reale, luogo di azione. In questa direzione si muovono, con linguaggi diversi ma animati da una medesima urgenza, esperienze come quelle di Jackson Pollock, il cui dripping dissolve la centralità della composizione e trasforma la superficie in una trama continua di segni, e la ricerca di Fontana, che giunge a perforare e incidere la tela per aprirla fisicamente allo spazio. La superficie vitrea diviene qui campo di una pittura rarefatta e atmosferica: velature morbide, sfumature latti-
ginose e accenti cromatici sospesi evocano profondità cosmiche. Il gesto, libero e calibrato al tempo stesso, alterna spruzzi e colature a zone di quiete quasi assoluta. Il segno rosso, interrompe la continuità dello spazio come un evento, mentre le forme circolari e le onde concentriche suggeriscono un tempo che si dilata all’infinito. In queste opere, Fontana sperimenta una tecnica affine al dripping e all’aerografo, lasciando che la materia pittorica si depositi in modo imprevedibile e organico. Il risultato è una superficie che sembra sfuggire alla gravità, oscillando tra permanenza e dissoluzione, tra presenza concreta e visione immateriale. Non è un caso che questi interventi venissero integrati negli arredi progettati da Borsani: la leggerezza visiva del vetro dipinto attenua la solidità strutturale del mobile, attivando un dialogo dinamico tra oggetto e ambiente. La collaborazione tra Fontana e Borsani,
nata già negli anni della formazione all’Accademia di Brera, trova in esempi come questo una delle sue espressioni più alte. Entrambi condividono un approccio sperimentale e interdisciplinare, aperto alle innovazioni tecniche e alle trasformazioni culturali del loro tempo. Tale sintonia si riflette anche in progetti come Casa G a Milano, dove arte, architettura e design concorrono a definire uno spazio totale, in cui ogni elemento partecipa a un’unica visione estetica e concettuale.
Questo pannello incarna pienamente la poetica dei Concetti Spaziali: non pittura né scultura, ma soglia verso un altrove. In esso si manifesta quella tensione verso l’infinito che rende Fontana una figura unica nel panorama del Novecento. Qui, più che mai, l’artista sembra riuscire in un’impresa rara: dare forma visibile all’invisibile, rendere percepibile l’incommensurabile, dipingere, forse, l’idea stessa di infinito.
Foto: Osvaldo Borsani e Lucio Fontana, Casa G, Milano
SALVO
(Leonforte 1947 - Torino 2015)
Periferia
1983
olio su tela cm 80x40
firmato e datato al margine al retro cartiglio esposizione GAmeC, Bergamo
Periferia
1983 oil on canvas 80x40 cm
signed and dated on the side on the reverse exhibition label GAmeC, Bergamo
● € 35.000/50.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Salvo, Torino e ivi registrata col n. S1983-49. L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Salvo, Turin and recorded under no. S1983-49. This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Esposizioni
Exhibited Bergamo, GAmeC, Gabriele Basilico - Salvo: paesaggio contemporaneo, 17 settembre - 17 novembre 2002
L’opera Periferia, del 1983, si colloca all’interno della produzione più matura di Salvo, in cui l’artista definisce con chiarezza il proprio linguaggio pittorico, fondato su una sintesi formale rigorosa e su una riflessione poetica sul paesaggio e sull’architettura. Dopo le esperienze concettuali degli anni Settanta, Salvo approda infatti a una pittura che recupera la figurazione, costruendo immagini essenziali ed emblematiche, in cui il reale viene trasfigurato attraverso un uso calibrato della
luce e del colore. Questa scelta si pone in netto contrasto con il clima artistico dominante degli anni Settanta, segnato dalla centralità dell’arte concettuale. Il ritorno alla figurazione non assume tuttavia un carattere nostalgico, ma rappresenta una reinvenzione radicale del rapporto con il visibile. Il paesaggio diventa così il soggetto centrale della ricerca di Salvo, non un paesaggio tratto direttamente dal reale, come nelle ricerche impressioniste o in Cézanne, ma una costruzione mentale fatta di idee e sensa-
zioni, definite attraverso colori e forme semplificate. In Periferia si possono ritrovare gli elementi che caratterizzano la svolta figurativa dell’artista. La scena rappresenta una periferia urbana ridotta a un susseguirsi di volumi netti e geometrici: edifici semplificati, privi di dettagli, disposti lungo una prospettiva centrale che guida lo sguardo verso il fondo della composizione. Lo spazio risulta costruito attraverso superfici compatte e piani cromatici ben definiti, secondo una logica quasi astratta, in cui l’archi-
Foto: Mario Sironi, Periferia blu col tram, 1944-1945, olio su tela, Faenza, Pinacoteca Comunale di Faenza
“Le città sono morte e gli uomini sono composti di pezzi blindati. Questo è l’ottimismo che la tecnica delle macchine porta con sé, meglio, che la accompagna. Risuona ancora nella voce dello speaker quando annuncia la distruzione di una grande capitale. Verrà il giorno che lo vedremo nella sua vera natura.”
Ernst Jünger, Irradiazioni. Diario 1941-1945, 1955
tettura perde ogni specificità descrittiva trasformandosi in un ritmo di forme essenziali e piani di colore. È proprio nel colore che quest’opera si contraddistingue rispetto al resto della produzione dell’artista. A differenza della maggior parte delle sue opere più note, caratterizzate da colori più intensi e saturi, in Periferia Salvo adotta una palette insolitamente tenue e delicata. Tonalità pastello di verdi, azzurri, lilla e gialli si diffondono su tutta la composizione, creando un’atmosfera luminosa e leggera. Il colore non costruisce solamente i volumi, ma contribuisce a creare una percezione emotiva dello
spazio, attenuando ogni contrasto e dissolvendo la durezza delle strutture architettoniche. Questa scelta cromatica rappresenta un episodio relativamente raro nella produzione dell’artista, che nelle sue opere successive predilige una tavolozza più accesa e luminosa, capace di definire contrasti più netti e un impatto visivo più intenso, differente dall’atmosfera delicata e rarefatta di Periferia La scelta cromatica assume un significato particolarmente interessante se rapportata al soggetto raffigurato. La periferia, generalmente associata a contesti urbani marginali e spesso degradati, viene qui reinterpretata con una visione intima e raccolta. L’attenuazione dello spazio e la delicatezza cromatica trasformano il paesaggio urbano in una dimensione sospesa, a tratti contemplativa, lontana dalla durezza della realtà. Quest’opera è quindi in grado di svelare uno degli aspetti più originali della ricerca di Salvo: la capacità di coniugare il rigore geometrico con la sensibilità poetica, creando immagini in cui la realtà viene filtrata attraverso l’immaginazione fantasiosa dell’artista. La città, infatti, non viene descritta e raccontata nei suoi particolari, ma è rappresentata attraverso la sensibilità interiore dell’artista, diventando così spazio di meditazione visiva.
ANTONIO LIGABUE
(Zurich 1899 - Gualtieri 1965)
Gatto con interno e finestra III periodo (1952-1962) [1956] olio su faesite cm 92x65 firmato in basso a destra
Gatto con interno e finestra III period (1952-1962) [1956] oil on plywood 92x65 cm signed lower right
● € 80.000/150.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto di Francesco Negri e registrata nell’archivio con il n.558/P.III.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by Francesco Negri and recorded under no.558/P.III.
Esposizioni
Exhibited
Busto Arsizio (VA), 1999, p. 147 Arona (NO), 1999, p.47 Reggio Emilia e Gualtieri (RE), 2005, p.134 Gualtieri (RE), 2015, p.118
Bibliografia
Literature
C. Zavattini, Ligabue, dalla collana I segni dell’uomo, Franco Maria Ricci editore, 1967 Electa, Milano, 2002, p. 282, tav. 262 Augusto Agosta Tota Editore, Parma, 2005, p. 365 A.A.Tota, Catalogo Generale di Antonio Ligabue. Pitture, Sculture, Disegni e Incisioni, Parma, 2020, n. 685 inv. 738, pp. 250, 434 (ill.)
Ligabue ritrae un gatto dal pelo fulvo all’interno della stalla o del magazzino di una cascina di mattoni rossi. L’animale, che siede impettito con gli occhi gialli e magnetici fissi di fronte a sé, è realizzato con grande perizia e cura dei particolari. Il pelo è reso con pennellate sottili di diverse tonalità di rosso e giallo, i baffi si allungano diritti ai due lati del muso e la coda si arriccia elegantemente intorno alle zampe. Oltre le sbarre della finestra aperta sulla parete si stendono campi coltivati, con una collina e un castello sullo sfondo.
A.A. Tota, Catalogo generale dell’opera di Antonio Ligabue, 2016
Il mare è molto buio e molto profondo e, al tempo stesso, molto luminoso e molto vasto. Ci sono creature marine che emergono alla superficie, nella piena luce del sole; e altre che si muovono negli abissi, tra forme e colori di sogno, in chiarori irreali. Il mare è l’inconscio, vi sono artisti che ne escono ogni tanto con fulminei voli, come appunto i pesci chiamati volanti; e altri che invece ci restano dentro, perpetuamente, profondamente sommersi. I primi ci raccontano l’avventura dell’emersione, i secondi quella della sommersione. Alla seconda categoria appartiene senza dubbio Ligabue. Egli esprime l’inconscio non già perché l’ha osservato e indagato
con lo sguardo della ragione; ma perché ci vive dentro. Ligabue, dunque, fa come un bambino non ancora nato il quale, per qualche miracolo, ci narrasse del suo soggiorno nelle viscere materne.
Il paragone è più calzante di quanto si potrebbe credere a prima vista. Il bambino nel ventre della madre non parla ma si muove. Cioè, comunica con l’esterno per mezzo di una specie di alfabeto Morse da palombaro o da minatore.
Ligabue rappresenta cose note e riconoscibili: autoritratti, paesaggi, figure di donne e di uomini, animali selvatici e domestici; e come tutti gli artisti, significa cose diverse da quello
Foto: Antonio Ligabue
che rappresenta. Senonché, differenza dagli artisti cosiddetti consapevoli, Ligabue non si esprime con un discorso traducibile in parole; bensì con una diretta quanto oscura rappresentazione di qualche cosa che è “di per sé” indecifrabile. Quanto a dire che la parte di Ligabue nella rappresentazione è quella del mediatore. Ligabue crea un rapporto tra due inconsci, il suo e quello del fruitore. Ma il mediatore è enigmatico e non dice che cos’è la cosa mediata. Si guardi agli autoritratti e alle belve di Ligabue, i due, diciamo cosi, poli, tra cui oscilla la sua ispirazione. Ebbene si vedrà che sugli sfondi svizzeri dei
suoi paesaggi subalpini e su quelli tropicali dei suoi paesaggi africani, egli allude continuamente ad una ferocia ingenua, indomita, e malinconica che accomunerebbe il suo volto di carbonaio allucinato ai musi digrignanti e sanguinari dei leoni, delle tigri, dei gorilla. Questa ferocia espressa con colori onirici, psicologicamente involontari e culturalmente archetipici è quella della solitudine dell’inconscio nella quale come in fondo al mare, si può vivere insieme a tanti altri ma, egualmente non si comunica e si è sempre soli.
Alberto Moravia
Foto: Ligabue da un bacio a Cesarina, la donna amata, ostessa della locanda Croce Bianca di Guastalla
ANTONIO LIGABUE
(Zurigo 1899 - Gualtieri 1965)
Piccoli marsupiali
III periodo (1962-1962) [1958] olio su faesite cm 27x26 firmato in basso a sinistra al retro firma a penna al retro autenticato da Sergio Negri in data 7/8/86 al retro del supporto cartiglio autografo in gotico tedesco “Trattoria Croce Bianca 4/4/1961”
Piccoli marsupiali
III period (1962-1962) [1958] oil on plywood 27x26 cm signed lower left on the reverse sign on the reverse authenticated by Sergio Negri, 7/8/86 on the reverse label in german gothic signed by the artist “Trattoria Croce Bianca 4/4/1961”
● € 15.000/25.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto di Francesco Negri e registrata nell’archivio con il n.389/P.III.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by Francesco Negri and recorded under no.389/P.III.
Literature Electa, Milano, 2002, p. 310, tav. 329 Augusto Agosta Tota Editore, Parma, 2005, p.308 A.A.Tota, Catalogo Generale di Antonio Ligabue. Pitture, Sculture, Disegni e Incisioni, Parma, 2020, n. 575 inv. 769, pp. 218, 419 (ill.)
gouache, inchiostro e pastello su carta cm 33,3x26,2
firmato in basso a destra “Chagall Marc” firmato in basso a sinistra “Chagall”
Amoureux avec fleurs et nature morte c.1950
gouache, Indian ink and wax crayon on paper 33.3x26.2 cm
signed lower right “Chagall Marc” signed lower left “Chagall”
● € 150.000/250.000
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità del Comité Marc Chagall, Parigi e ivi registrata col n. 2023349. Si ringrazia il Comité Marc Chagall per aver confermato l’autenticità dell’opera.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Comité Marc Chagall, Paris and recorded under no. 2023349. We would like to thank the Comité Marc Chagall for confirming the authenticity of this work.
Provenienza
Provenance
Marc Chagall
Collezione Arkady Leokum (scrittore e vicino di Chagall a Vence)
Sotheby’s New York, 14 Maggio 1992, lotto 173 Collezione privata, Milano Private sales, Christie’s Collezione privata
“[…] una sensazione di rigenerazione, qualcosa che non avevo più sentito dall’infanzia. L’odore dei fiori, una sorta di nuova energia si riversava in me […]. Già nei pressi di Nizza, sentivo che molti artisti erano venuti qui, che era un luogo dove era possibile stabilirsi, mettere radici. In una città simile si poteva scrivere musica, poesia, dipingere […]. È qui che sono rimasto. Forse sento il peso degli anni, ma questo luogo è diventato per me come la mia città natale, Vitebsk. Come se fossi ringiovanito, come se stessi aspettando qualcosa. E questo mondo pieno di fiori ha colorato la mia nuova vita.”
Marc Chagall
L’opera Amoureux avec fleurs et nature morte (ca. 1950) di Marc Chagall si inserisce in uno dei momenti più intensi e lirici della produzione dell’artista, segnato da una rinnovata energia creativa dopo il ritorno in Europa e il trasferimento nel sud della Francia. In questi anni, la luce del Mediterraneo, la vegetazione e il ritmo più disteso della vita a Vence contribuiscono a una pittura più libera, sensuale e dominata dal colore, qualità che emergono chiaramente nella vivacità cromatica e nella ricchezza materica dell’opera.
La composizione è costruita attorno a uno dei temi più emblematici di Chagall: la coppia di amanti. Le due figure, raccolte in un abbraccio intimo e protettivo, sembrano sospese in una dimensione poetica e senza tempo. I loro volti, pur conservando tratti riconoscibili, sono trasfigurati in chiave espressiva, come se l’amore non appartenesse più al piano della realtà ma a quello della memoria e del sogno. Questo
motivo rimanda direttamente alla figura di Bella Rosenfeld, prima moglie dell’artista, scomparsa nel 1944 ma rimasta per Chagall una presenza costante e mitica, celebrata nelle sue opere come incarnazione di un amore assoluto e senza tempo.
Accanto agli amanti, la natura morta con vaso di fiori introduce un ulteriore livello simbolico. I fiori, esplosivi e vibranti, non sono semplici elementi decorativi, ma rappresentano la vitalità, la rinascita e la continuità della vita. Essi dialogano con la coppia, suggerendo un parallelismo tra la fioritura della natura e quella dei sentimenti. La materia pittorica, ottenuta attraverso gouache, inchiostro e pastello, contribuisce a creare una superficie ricca e stratificata, dove segno e colore si intrecciano in modo spontaneo e lirico.
La presenza della natura morta con frutta richiama invece una dimensione più domestica e quotidiana, che in Chagall si trasfigura sempre in chiave
poetica. Anche gli oggetti più semplici diventano parte di un universo onirico, in cui reale e immaginario convivono senza soluzione di continuità.
Un elemento di particolare interesse è rappresentato dalla provenienza dell’opera dalla collezione dello scrittore Arkady Leokum, vicino di casa dell’artista a Vence. Il rapporto tra Leokum e Chagall si inserisce in quel tessuto di relazioni personali e intellettuali che caratterizzano la permanenza dell’artista nel sud della Francia: una rete di frequentazioni colte e informali, in cui il dialogo tra arti visive e letteratura assume un ruolo non secondario. A ciò si aggiunge un elemento di unicità formale: la presenza della doppia firma, “Chagall” sul lato sinistro e “Marc Chagall” sul lato destro. Tale peculiarità, rara nella produzione dell’artista, può essere interpretata come un segno di particolare attenzione o destinazione dell’opera.
Dal punto di vista stilistico, l’opera riflette quella leggerezza ariosa tipica della produzione degli anni Cinquanta: le forme si fanno libere, i contorni vibrano e il colore diventa protagonista assoluto, costruendo lo spazio attraverso suggestioni emotive più che secondo una logica prospettica. In Amoureux avec fleurs et nature morte Chagall riesce così a condensare i temi fondamentali della sua poetica: l’amore, la memoria e la rinascita. Un’immagine intensa e visionaria, capace di trasformare l’esperienza personale in un linguaggio universale.
Foto: Marc Chagall, L’Anniversaire, 1915, MoMa, New York
Foto: Marc Chagall e Bella Rosenfeld
SALVADOR DALÍ
(Figueras 1904 - 1989)
Senza titolo / Figura femenina
1945
inchiostro su carta rosa cm 55x50 firmato e datato “Dalì 1945” in basso a destra
Untitled / Figura feminina
1945
Indian ink on pink paper 55x50 cm signed and dated “Dalì 1945” lower right
● € 20.000/30.000
L’opera è accompagnata da autentica della Fundaciò Gala-Salvador Dalí e ivi registrata col n.CAC 2025-1816.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Fundaciò Gala-Salvador Dalì and recorded under no.CAC 2025-1816.
Quest’opera su carta del 1945 di Salvador Dalí si impone come una visione grafica di straordinaria intensità, in cui la figura femminile viene colta nel pieno di un movimento che la trasforma, quasi dissolvendola nello spazio. Attraverso una fitta trama di linee sovrapposte e vibranti, Dalí restituisce non tanto la forma stabile del corpo, quanto la sua energia cinetica e psichica, rendendo visibile ciò che è per sua natura sfuggente: il tempo del gesto, la durata dell’azione, la traccia del movimento.
Dalí, in questo periodo, riafferma anche il suo rapporto con la tradizione, segnato da un dialogo critico con il passato e da un’indipendenza intellettuale rispetto al purismo ideologico del Surrealismo di André Breton. Dalí manifesta la convinzione che la vera innovazione artistica non risieda nella rottura netta, ma in un’ereditarietà selettiva e consapevole. Realizzata negli anni immediatamente successivi al soggiorno americano dell’artista, l’opera riflette pienamente quella stagione in cui Dalí, ormai figura pubblica internazionale, si definiva egli stesso un artista totale, senza confini disciplinari. Come dichiarava: “come un uomo del Rinascimento… non sento alcuna separazione tra me come artista e la massa delle persone”, rivendicando la necessità per l’artista moderno di “partecipare a ogni tipo di attività”. In questo senso, il dinamismo della figura sembra evocare tanto il mondo della danza quanto quello della moda e della performance, ambiti
che Dalí frequentò e reinterpretò con spirito visionario.
La figura femminile, tema centrale nella sua opera, appare qui come un’immagine instabile, vorticosa e quasi spettrale, che rimanda a quelle presenze ambigue e metamorfice tipiche del suo immaginario. Non è difficile leggere in questa silhouette in movimento un’eco delle sue muse, prima fra tutte Gala Dalí, presenza costante e imprescindibile nella vita e nella produzione dell’artista, al punto che egli affermava: “è soprattutto con il tuo sangue, Gala, che dipingo i miei quadri”. Come nella figura di Gradiva, l’eroina del
“The world is not always logical all the time. They are innately illogicallogical and they make the world more vivid than life, in the way that dreams can be more vivid than actuality.”
Edward James, The Surreal Gardener
romanzo di Wilhelm Jensen tanto amata dai surrealisti, anche qui il corpo femminile si configura come apparizione mentale, incarnazione del desiderio e della memoria.
Dalí, in questi anni, sviluppa e affina il proprio metodo paranoicocritico, basato sull’associazione libera di immagini e sulla costruzione di visioni derivate da stati allucinatori controllati.
In questa opera, tale approccio si traduce in una frammentazione dinamica della figura, che sembra simultaneamente avanzare e dissolversi, moltiplicando i punti di vista e destabilizzando la percezione dello spettatore. Il corpo diventa così un campo di tensione tra presenza e assenza, tra controllo tecnico e abbandono immaginativo.
La qualità del disegno è emblematica della straordinaria perizia grafica di Dalí: il segno è rapido ma calibrato, nervoso ma preciso, capace di costruire una figura complessa attraverso una continua variazione ritmica. In questa fluidità lineare si coglie quella predilezione dell’artista per “la passione rispetto al controllo, il desiderio rispetto alla sua sublimazione, il potere erotico del subconscio rispetto alla fredda razionalità”, elementi che attraversano tutta la sua produzione.
Come in molte opere dedicate al tema femminile, anche qui emerge quella polarità che affascinava profondamente i surrealisti: il corpo come luogo di bellezza e insieme di inquietudine, di attrazione e dissoluzione. La figura non è mai pienamente afferrabile, ma resta sospesa in uno stato di continua metamorfosi, trasformando il foglio in uno spazio mentale in cui realtà e visione si fondono in un’unica, vertiginosa immagine.
Foto: Gala & Salvador Dalì, Night in a surrealist forest, dinner party, 1941
KONSTANTIN A.KOROVIN
(Mosca 1861 - Parigi 1939)
Südliche Landschaft am Meer
1914 olio su tela cm 95x80 firmato e datato in basso a destra
Südliche Landschaft am Meer
1914 oil on canvas 95x80 cm signed and dated lower right
€ 45.000/90.000
L’opera è accompagnata da lettera di autenticità rilasciato da Prof. Dr. Elisabeth Jagers e Dr. Erhard Jagers L’opera è accompagnata da lettera di autenticità firmata da Prof. Dr. Mikhail German.
This work is accompanied by a letter of authenticity issued by Prof. Dr. Elisabeth Jagers and Dr. Erhard Jagers. This work is accompanied by a letter of authenticity signed by Prof. Dr. Mikhail German.
Provenienza
Provenance
Nagel, Stoccarda, asta 2 aprile 2008, lotto 671 Galerie André Macher, Paris Collezione privata
“In Crimea, a Gurzuf, trovai un meraviglioso piccolo pezzo di terra proprio sul mare, lo comprai e vi costruii una casa, una casa miracolosa.”
Konstantin Korovinin
I. Zilbershtein, I. Samkov, Konstantin Korovin vspominaet, Mosca, 1990, p. 299
Südliche Landschaft am Meer di Konstantin Alexeievich Korovin, appartiene al periodo più felice e luminoso della produzione dell’artista, legato ai soggiorni in Crimea e, in particolare, a Gurzuf, dove l’artista trascorse regolarmente le estati a partire dal 1910. Questo luogo, affacciato sul Mar Nero e immerso in una luce calda e vibrante, divenne per Korovin un rifugio creativo e un centro di incontri, frequentato da protagonisti della cultura russa come Ilya Repin, Vasily Surikov e Maxim Gorky. Qui nacquero alcune delle sue opere più celebri, animate da una tavolozza ricca e da una nuova intensità luminosa. Korovin fu tra i primi artisti russi a confrontarsi direttamente con l’Impressionismo francese, scoperto durante il viaggio a Parigi del 1885, ma seppe svilupparne una declinazione profondamente personale. Come ha descritto la storica dell’arte Lydia Iovleva, in occasione della retrospettiva dell’artista alla State Tretyakov Gallery e Russian Museum nel 2012, Korovin può essere considerato a pieno titolo “il più grande esponente dell’Impressionismo russo”. La sua pittura, infatti, non si limita a recepire
le innovazioni occidentali, ma le rielabora attraverso una sensibilità autonoma, volta a cogliere la vitalità stessa della natura. In Südliche Landschaft am Meer, questa ricerca si traduce in una composizione vibrante e immersa nella luce. La scena si apre su una terrazza sul mare, dove una figura femminile si staglia tra ricchi mazzi di fiori: le rose dai toni rosa accesi e le macchie cromatiche della natura circostante dialogano con l’azzurro intenso dell’acqua e del cielo. La pennellata, rapida e corposa, costruisce l’immagine per accostamenti di colore, dissolvendo i contorni e restituendo una percezione immediata e sensoriale del paesaggio. Al centro della poetica di Korovin vi è infatti un principio essenziale, che egli stesso riassumeva nella volontà di restituire “la bellezza e la gioia della vita”. In questo dipinto, tale aspirazione si manifesta pienamente: non come semplice rappresentazione di un luogo, ma come esperienza viva e condivisa, capace di trasmettere allo spettatore la pienezza luminosa di un momento irripetibile.
Foto: Russia, Crimea, Gurzuf, 1910s
Foto: Ritratto di Konstantin Korovin
FELICE CASORATI
(Novara 1883 - Torino 1963)
Testa di donna
1909
olio su cartone cm 50x45
firmato in basso a sinistra al retro altro bozzetto [tecnica mista] al retro timbri e cartiglio Galleria Ghelfi, Verona
Woman’s head
1909
oil on cardboard 50x45 cm signed lower left on the reverse other sketch [mixed media] on the reverse double stamps and label Galleria Ghelfi, Verona
● € 15.000/25.000
Provenienza Provenance
Galleria Ghelfi, Verona Collezione privata
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Casorati, Torino, e ivi registrata col n. 1323.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Casorati, Turin, and recorded under no. 1323.
“Vorrei saper proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le anime estatiche e ferme, le cose immobili e mute, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi, la vita di gioia e non di vertigine, la vita di dolore e non di affanno.”
Felice Casorati,
1911
GIACOMO BALLA
(Torino 1871 - Roma 1958)
Ritratto della Marchesa De Nobili 1910
tecnica mista su carta entro cornice originale cm 108x96 firmato in basso a destra al retro firmato, datato e titolato
Marchesa De Nobili’s portrait 1910
mixed media on paper, in original frame 108x96 cm signed lower right on the reverse signed, dated and titled
● € 30.000/50.000
Si ringrazia la Dott.ssa Elena Gigli, per la conferma orale sull’autenticità dell’opera.
We would like to thank Dr. Elena Gigli, for the verbal confirmation of the artwork’s authenticity.
Provenienza Provenance
Collezione De Nobili Jurgens Collezione privata
Bibliografia
Literature
G.Lista, Balla, Edizioni Galleria Fonte d’Abisso, 1982, pp.162,163, n.189 (ill. b/n) E. Balla, Con Balla. Vol. I, Multhipla, Milano,1984, p. 203
Il ritratto della Marchesa De Nobili, databile 1910, si colloca in un momento cruciale della carriera di Giacomo Balla, immediatamente precedente alla sua adesione al Futurismo.
È un’opera che testimonia la grande maturità raggiunta dall’artista nel campo della ritrattistica, ambito in cui, oltre al divisionismo, Balla si afferma come uno dei più raffinati interpreti del naturalismo moderno in Italia.
In questi anni l’artista sviluppa un linguaggio personale che nasce dalla lezione divisionista, ma progressivamente se ne distacca, integrando nella pittura modalità espressive tipiche della grafica e della fotografia. La sua ricerca non applica più rigidamente i principi scientifici della scomposizione ottica, bensì si orienta verso un nuovo stile, che il critico Giovanni Lista ha definito nei termini di una “maniera magra”: “La maniera magra, austera e povera ma raffinata, è il tentativo di trasporre nei media tradizionali i codici espressivi della fotografia e della litografia, cioè la monocromia o la bicromia della fotografia pittorialista, la sottile gamma tonale e l’effetto di polverosità granulosa della stampa ai pigmenti di carbone, o perfino il tratteggio con effetti di disegno a matita che riproduce la pietra litografica.”
Nel Ritratto della Marchesa De Nobili, eseguito con ogni probabilità su commissione, come consuetudine per la ritrattistica borghese e aristocratica dell’epoca, queste caratteristiche si traducono in una pittura equilibrata e ordinata. Il volto è costruito attraverso passaggi di colore molto delicati, senza effetti materici marcati, mentre il fondo chiaro e leggero non definisce uno spazio preciso, ma crea un’atmosfera che avvolge la figura. La luce non si limita a descrivere i volumi: li modella con morbide sfumature che ricordano lo sfocato della fotografia pittorialista, isolando la Marchesa in un’inquadratura ravvicinata e sorprendentemente moderna. È proprio in questo momento che, sempre secondo Giovanni Lista, Balla raggiunge una fase di maturità del proprio linguaggio: “Dopo la svolta del secolo, Balla comincia realmente la sua crescita come pittore. Praticando l’ibridazione dei codici, elabora la maniera magra trattando la pittura nei modi in cui la fotografia capta la luce rispetto all’ombra, oppure ricorrendo alle suggestioni dello sfocato pittorialista e ai tagli audaci dell’inquadratura, o ancora dando all’immagine dipinta la dimensione poetica di una fotografia ravvivata tramite la monocromia o la bicromia. Attua talvolta una stesura per granulature sabbiose
che fa pensare alla pietra litografica oppure mette in opera un graffitismo gestuale e minuto, rapido e insistito, che potrebbe aver ripreso da Boldini o da certe opere minori di Segantini, ma che ricorda anche la tecnica delle incisioni in xilografia.”
Particolarmente interessante è la resa del velo azzurro che avvolge la figura. La pittura qui si fa più leggera e delicata: il colore non è steso in modo compatto, ma attraverso piccoli tratti che suggeriscono la trasparenza del tessuto e ne rendono la superficie animata dalla luce. Il velo sembra quasi attraversato da una luminosità diffusa, che ne alleggerisce la materia e ne rende più cangianti le tonalità.
Anche nello sfondo si notano segni sottili, quasi tratti a matita, che non servono solo a definire la figura ma creano una trama delicata e dinamica. Questi segni, pur restando all’interno di una composizione equilibrata e tradizionale, introducono una prima traccia di movimento. Il dipinto rivela così quella tensione tra l’analisi della luce e la costruzione della forma che caratterizza la produzione di Balla tra il 1905 e il 1910. Se da un lato rimane evidente l’interesse per la scomposizione cromatica e per la resa fotografica della luce, dall’altro si avverte una crescente ricerca di sintesi e di dinamismo strutturale, che negli anni immediatamente successivi troverà un’espressione più radicale nel linguaggio futurista.
L’identità della Marchesa De Nobili rimane oggi priva di riscontri documentari certi. In assenza di dati biografici puntuali, il dipinto assume un valore che va oltre la dimensione del ritratto individuale, diventando testimonianza di un momento cruciale nella ricerca dell’artista.
Quest’opera rappresenta dunque un documento prezioso della fase prefuturista di Balla: un momento in cui l’artista, pur ancora lontano dalle dinamiche della velocità e del movimento astratto, ha già superato il naturalismo ottocentesco e sta elaborando una visione moderna, basata sull’interazione tra luce, forma e costruzione dell’immagine.
Nel Ritratto della Marchesa De Nobili la ricerca linguistica e la sperimentazione formale si intrecciano con l’eleganza sociale e la committenza privata. È proprio questa duplicità a rendere l’opera particolarmente significativa: non un semplice ritratto di rappresentanza, ma un passaggio fondamentale nel percorso di uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana del Novecento.
Foto: Giacomo Balla
A PROPOSITO DEGLI ANNI SESSANTA E DELLA POP ART
Ancora oggi si usa etichettare per semplificare, per individuare un genere, un’appartenenza e poco si fa invece per analizzare e studiare i fenomeni che riguardano l’arte contemporanea. Forse per pigrizia, per convenienza oppure per troppa leggerezza o, infine, per conformismo. Ma se oggi ripenso a quegli anni Sessanta, vedo con chiarezza cosa stavamo facendo e quali erano i risultati. Ricordo la fine degli anni Cinquanta, quando, molto giovane, cominciavo a guardare l’arte e a fare le mie prime sperimentazioni. Si era in un momento di svolta molto importante, decisivo. Si consumavano le ultime esperienze dell’informale, l’arte che metteva al centro dell’opera il soggetto, l’autore, il suo pathos esistenziale, la sua poesia e si passava invece alla “tabula rasa”, al “monocromo”, cioè a mio avviso ad un lavoro preliminare, ad un azzeramento della coscienza e all’attesa che apparisse su quella sorta di
schermo qualcosa, un’immagine, forse l’immagine dell’uomo nuovo. C’era da guardare il nuovo paesaggio urbano, i segnali, soprattutto quelli della pubblicità. Eravamo immersi in una società in rapida trasformazione. Non era più possibile isolarci in un mondo metafisico privilegiato: eravamo, come tutti, incalzati dalla civiltà dei consumi. Il nostro fare era quello di guardare e copiare in modo oggettivo, interpretando la realtà con i suoi stessi codici, con i suoi simboli, le sue esagerazioni, la sua stupidità. Eravamo un genere di iconoclasti che riflettevano i simboli di quella realtà. Questo succedeva a Roma ma anche altrove. Naturalmente gli americani erano in anticipo, per ovvie ragioni, ma le idee circolavano e cosi un artista italiano lavorava a qualcosa che somigliava a qualcosa che faceva un artista americano o francese o inglese Ma non si sapeva e, comunque, non si potevano copiare o rie-
laborare idee altrui. E poi la differenza fondamentale era nella tradizione e nella cultura che ognuno di noi si portava dietro. Il mio percorso si contraddistingue per le frequenti trasformazioni, stasi e ripartenze: questo si chiama “ricerca” e ancora oggi lavoro a qualcosa di nuovo che forse potrei chiamare “prelinguaggio”, in attesa di dare forma ad un nuovo significato. O forse il contrario per dare significato ad una nuova forma, che è poi la stessa cosa, essendo il caso l’unico stimolo e/o sistema per una nuova ricerca. Noi siamo l’uomo, il resto è simbolo, perché il simbolo è l’unico modo per conoscere l’uomo, o meglio, per riconoscerlo. Questo scritto è breve ma sono convinto che le testimonianze sono certamente più veritiere di molti discorsi critici o storici. […]
Cesare Tacchi
CESARE TACCHI
(Roma 1940 - 2014)
Cleopaolina
1965
tecnica mista su stoffa cm 160x242 al retro firmato, titolato, datato al retro cartigli
Cleopaolina
1965
mixed media on fabric 160x242 cm on the reverse signed, titled and dated on the reverse label
● € 30.000/40.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Cesare Tacchi, Roma e ivi registrata col n. QR 1965_000027.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Cesare Tacchi, Rome and recorded under no. QR 1965_000027.
Provenienza Provenance
Galleria Fontanella Borghese, Roma Collezione privata
Esposizioni Exhibited
Roma, Galleria Fontanella Borghese, Cesare Tacchi. Percorso anni 60, 29 ottobre - 30 novembre 1991 Barcellona, Palau de la Virreina, Dal Futurismo al Laser / La Aventura Italiana de la Materia, 29 novembre 2000 - 14 gennaio 2001, n. II/35
Bibliografia
Literature
M. Calvesi, Cesare Tacchi. Percorso anni 60, Galleria Fontanella Borghese, Roma, (ill. in copertina)
M. Fagiolo Dell’Arco in F. Falsaperla, G. Soligo, Cesare Tacchi / TAPPEZZERIE, Soligo, (cit.)
R. Siligato, Dal Futurismo al Laser / La Aventura Italiana de la Materia, Mazzotta, 2001, n. II/35, pp. 134, 167 (ill.)
L’opera Cleopaolina (1965) di Cesare Tacchi rappresenta uno dei momenti più significativi della sua ricerca sulle “tappezzerie”, in cui il quadro abbandona definitivamente la dimensione tradizionale per configurarsi come oggetto ibrido, a metà tra pittura, arredo e costruzione plastica. In questi anni Tacchi mette a punto un linguaggio autonomo all’interno della scena romana, in dialogo con le ricerche sulla materia ma anche con l’immaginario della società dei consumi, senza mai aderire pienamente ai modelli della Pop Art internazionale.
Cleopaolina nasce da un processo associativo dichiaratamente empirico, in cui immagine e supporto si determinano reciprocamente. Come sottolinea Maurizio Fagiolo dell’Arco, «in Cleo-Paolina l’immagine è suscitata dal tessuto “impero”»: non è dunque la figura a imporsi sulla superficie, ma è la stoffa stessa a generare la visione. Il motivo decorativo, con il suo ritmo regolare e insistito, non svolge una funzione ornamentale, bensì strutturale: è la matrice da cui il corpo prende forma. La figura reclinata deriva dalla celebre iconografia di
Paolina Borghese, ma viene deliberatamente contaminata con il mito di Cleopatra, secondo una logica di sovrapposizione tipica della cultura visiva degli anni Sessanta, in cui storia dell’arte, cinema, pubblicità e immaginario collettivo convivono senza gerarchie. Il risultato non è una citazione colta in senso tradizionale, ma una vera e propria “costruzione” dell’immagine, ottenuta per sintesi e slittamenti semantici. In questo senso, l’opera non va letta come rappresentazione, ma come procedimento. Tacchi non dipinge il corpo: lo ritaglia, lo isola,
lo fa emergere dalla superficie attraverso un’operazione che è al tempo stesso visiva e materiale. Il segno lineare che definisce la figura ha un carattere quasi tecnico, da ricalco o proiezione, mentre la stoffa, con la sua consistenza fisica e la sua memoria d’uso, introduce una dimensione concreta, quotidiana, anti-illusionistica. Fondamentale è il ruolo dell’imbottitura, che trasforma la superficie in un campo attivo, mosso da tensioni e rigonfiamenti. Il quadro non è più un piano neutro, ma una pelle che reagisce, che si incurva e si dilata.
Questa qualità “molle” e instabile rompe la tradizionale distinzione tra figura e fondo: il corpo non si sovrappone allo spazio, ma vi è letteralmente incorporato.
Ne deriva un continuo slittamento percettivo, in cui il fondo avanza e la figura arretra, in un gioco di reciproca interferenza.
Rispetto alle coeve esperienze della Pop Art, Tacchi introduce un elemento decisivo: il recupero del mestiere e di una dimensione quasi artigianale. La stoffa, il riferimento al divano, alla tappezzeria domestica, sono elementi carichi di connotazioni sociali e culturali. L’interno borghese, con il suo gusto decorativo e talvolta ridondante, diventa il luogo privilegiato della sua indagine. In questo contesto, la figura femminile si configura come presenza ambigua: insieme icona storica, immagine mediatica e oggetto di consumo visivo.
Come osserva ancora Fagio-
lo dell’Arco, il procedimento di Tacchi si fonda su una catena di associazioni: «stoffa, divano, Paolina Borghese, Cleopatra». In Cleopaolina questa sequenza non viene narrata, ma condensata in un’unica immagine, che funziona come un dispositivo sintetico, quasi un fotogramma capace di racchiudere un intero racconto.
L’opera si distingue così per una forte componente progettuale: ogni elemento è calibrato in funzione dell’insieme, e la scelta del materiale non è accessoria ma determinante. Non si tratta di un lavoro seriale o replicabile, ma, come avviene spesso nella produzione di Tacchi, di un punto di arrivo, esito di una riflessione complessa sul rapporto tra immagine, materia e ambiente.
Foto: Antonio Canova, Paolina Borghese
MARIO SCHIFANO
(Homs 1934 - Roma 1998)
Paesaggio anemico
1974-76
smalto e pastello su tela cm 75x100 firmato in basso a destra al retro sulla tela e sul telaio timbro Galleria d’Arte L’Approdo al retro sul telaio timbro L’Artistica, Via Babuino, Roma
Paesaggio anemico
1974-76
enamel and pastel on canvas 75x100 cm signed lower right on the reverse on the framework and on the canvas stamp Galleria d’Arte L’Approdo on the reverse on the framework stamp L’Artistica, Via Babuino, Roma
● € 8.000/12.000
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Mario Schifano by Monica Schifano, Rome, and recorded under no. 07008260124.
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio Mario Schifano di Monica Schifano, Roma, e ivi registrata col n. 07008260124.
Provenienza Provenance
Galleria d’Arte l’Approdo, Sestri Levante
Collezione Privata
MARIO SCHIFANO
(Homs 1934 - Roma 1998)
Paesaggio anemico
1977
smalto e pastello su tela cm 72x92 al retro firmato al retro cartiglio Rizzoli Finarte, Milano
Paesaggio anemico
1977
enamel and pastel on canvas 72x92 cm on the reverse signed on the reverse label Rizzoli Finarte, Milan
● € 12.000/18.000
L’opera è accompagnata da certificato d’autenticità dell’Archivio Schifano di Monica Schifano, Roma e ivi registrata col n. 06990260124.
This work is accompanied by a certificate of authenticity isssued by Archivio Schifano by Monica Schifano, Rome and recorded under no. 06990260124.
Provenienza
Provenance
Rizzoli Finarte, Milano Collezione privata
MARIO SCHIFANO: lo schermo del mondo moderno
Mario Schifano (Homs 1934 –Roma 1998) si afferma come una delle personalità più significative dell’arte italiana del secondo Novecento. La sua produzione rappresenta un unicum nel panorama dell’arte contemporanea, capace di rinnovarsi ciclicamente e di sperimentare tecniche e medium che hanno segnato in maniera indelebile il corso della storia del secondo novecento. Pop Art, pubblicità, cinema e televisione: le immagini che alimentavano la società degli anni Sessanta e Settanta vennero plasmate e rielaborate nelle sue opere. Schifano non replicava solamente la realtà, ma la filtrava e la modificava secondo la sua singolare prospettiva, trasformando l’ordinario in icona. Nei primi anni Sessanta Schifano inizia ad introdurre nelle proprie opere segni, scritte e simboli stilizzati. Sono i cosiddetti “paesaggi anemici” in cui la natura viene portata ad una forma essenziale creando immagini frammentarie, luoghi evanescenti che riflettono la memoria dell’artista.
Nello stesso periodo, con il viaggio a new York nel 1962, entra in contatto con la Pop Art di Andy Warhol, interpretandola in chiave “italiana”. Le opere, con i loghi di Esso e di Coca Cola, rappresentano una riflessione sull’importanza e la forza dei media. Rispetto alla controparte americana, nella Pop Art di Schifano l’immagine non viene riprodotta in maniera fedele e regolare, ciò manifesta un realismo soggettivo in cui viene raffigurata la percezione che ha l’artista di essa. I decenni successivi segnano un forte ritorno alla pittura: grandi tele, cromie accese, uso materico del colore e pennellate veloci e istintive. Un’irruente gestualità che non smette, però, di occuparsi dei temi di attualità, come la guerra del Golfo.
L’artista, pur toccando temi politici, non ha un intento propagandistico, ma si concentra sulla pittura come mezzo di riflessione e di dialogo. Ciò nonostante, Schifano non abbandona la sperimentazione e l’ibridazione con i diversi medium. Infatti con-
tamina la sua pittura con fotografia, video e computer, utilizzando queste nuove tecnologie digitali per creare un singolare linguaggio in continua espansione. Il percorso di Mario Schifano testimonia la genialità di un’artista che non si è mai fermato davanti ai confini e ai limiti del linguaggio pittorico. Le sue opere sono una straordinaria raccolta dell’evoluzione unica del rapporto tra la pittura e l’immagine dei media. Una descrizione preziosa del mondo in cui ha vissuto, un mondo fatto di segni, loghi e simboli, che egli è stato in grado di trasformare in poesia visiva. Cosi Achille Bonito Oliva lo descrive nel saggio L’arte avventurosa di un pittore di confine: “Pertanto ha sviluppato un lavoro che ha avuto sempre rispetto dell’”occasione”, la circostanza esterna che determina gli accadimenti dell’esistenza. Schifano ha capito che essere artista moderno significa innanzitutto essere uomo moderno, proprio nel senso musiliano del termine, di chi non si sottrae alle circostanze.”
Foto: Mario Schifano e Franco Angeli nello studio di Mario Schifano. Foto di Plinio De Martiis
MARIO SCHIFANO
(Homs 1934 - Roma 1998)
Facciate
1990
smalto e acrilico su tela cm 100x200 al retro firmato
Facciate
1990
varnish and acrylic on canvas 100x200 cm on the reverse signed
● € 20.000/30.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Mario Schifano di Monica Schifano, Roma e ivi registrata col n. 06633250125.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Mario Schifano by Monica Schifano, Rome and recorded under no.06633250125.
Schifano - Facciate, Mastrogiacomo Edizioni, Padova, 1990, p. 18
MARIO SCHIFANO
(Homs 1934 - Roma 1998)
Palma 1993
smalti e acrilici su tela cm 100x80 al retro firmato
● € 10.000/18.000
Palma 1993
varnish and acrylics on canvas 100x80 cm on the reverse signed
Provenienza Provenance
Collezione privata - Frittelli Arte, Firenze
Collezione privata
L’opera è accompagnata da certificato d’autenticità dell’Archivio Schifano di Monica Schifano, Roma e ivi registrata col n. 06822250712. L’opera è accompagnata da certificato d’autenticità dell’Archivio Generale Mario Schifano, Monte Titano Arte e ivi registrata col n. 93/2.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Schifano by Monica Schifano, Rome and recorded under no.06822250712. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Generale Mario Schifano, Monte Titano Arte and recorded under no. 93/2.
MARIO SCHIFANO
(Homs 1934 - Roma 1998)
Informale
1986
olio su tela cm 80x60
al retro firmato datato e titolato
al retro timbro Galleria d’Arte Spazio 6, Verona
● € 12.000/20.000
Informale
1986 oil on canvas
80x60 cm
on the reverse signed, dated and titled on the reverse stamp Galleria d’Arte Spazio 6, Verona
Provenienza
Provenance
Galleria Mazzoli, Modena
Collezione privata
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’Archivio Mario Schifano di Monica Schifano, Roma, e ivi registrata col n. 02776141115.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Mario Schifano by Monica Schifano, Rome, and recorded under no. 02776141115.
PINO PASCALI & FRANCO ANGELI
(Bari 1935 - Roma 1968) (Roma 1935-1988)
U.S.A. Army
1966 cianografia cm 100x418
esemplare 16/20
tiratura, firma e data in basso a sinistra
U.S.A. Army
1966 blueprint 100x418 cm
example 16/20 circulation, sign and dated lower left
● € 10.000/15.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Franco Angeli, Roma e ivi registrata col n. L-120321/93.
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Pino Pascali, Firenze e ivi registrata col n. B66CC051DB645A01CB2B84.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Franco Angeli, Rome and recorded under no. L-120321/93. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Pino Pascali, Florence and recorded under no. B66CC051DB645A01CB2B84.
Provenienza
Provenance
Collezione privata, Roma
Collezione privata
Esposizioni di confronto
Exhibitionreferences
Livorno, Galleria Peccolo, Pascali, 1989
Milano, PAC, Pascali, 1997
Roma, Galleria dell’Oca, Il tempo dell’Oca 1965, 2005 - 2006
Roma, Galleria dell’Oca, Roma 1960-1965; Amici di strada, 14 marzo - 14 aprile 2008
Polignano a Mare, Fondazione Museo Pino Pascali, Compagni di strada, 30 novembre
2013 - 26 gennaio 2014
Roma, MACRO, Roma Pop City 60-67, 13 luglio - 27 novembre 2016
Londra, Ronchini Gallery, Franco Angeli- gli anni ‘60, 4 ottobre - 18 novembre 2017
“Il compito dell’arte per Pascali sembra consistere nel ‘disarmare la guerra’ accrescendo l’arsenale della nostra sensibilità estetica.”
Achille Bonito Oliva
FRANCO ANGELI
(Roma 1935 - 1988)
Oltreoceano
fine anni ‘70
tecnica mista su tela cm 130x130 al retro firmato e datato
● € 10.000/15.000
Oltreoceano
late 1970s
mixed media on canvas 130x130 cm on the reverse signed and dated
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Franco Angeli, Roma e ivi registrata col n. P-191124/2235.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Franco Angeli, Rome and recorded under no. P-191124/2235.
FRANCO
(Roma 1935 - 1988)
Giallo cromo
primi anni ‘80
ANGELI
tecnica mista su tela cm 50x80 al retro firmato e titolato al retro cartiglio ArteAtelier Galleria d’Arte, Taranto
● € 3.000/5.000
Giallo cromo first half of 1980s mixed media on canvas 50x80 cm on the reverse signed and titled on the reverse label ArteAtelier Galleria d’Arte, Taranto
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Franco Angeli, Roma e ivi registrata col n. P-100516/612.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity issued by Archivio Franco Angeli, Rome and recorded under no. P-100516/612.
PAOLO ICARO
(Torino 1936)
Virgola
1990
gesso e tempera cm 30x26x16 al retro firmato e datato
Virgola
1990 plaster and tempera 30x26x16 cm on the reverse signed and dated
● € 7.000/12.000
“La trascendenza è la necessità umana di andare al di là di ciò che è. Veniamo al mondo senza deciderlo, e molto della nostra esistenza non dipende da atti volitivi. Ma trovandoci gettati in questo inizio, noi continuiamo a crescere, ad assorbire, a nutrirci di esperienza, fino al formarsi della persona come individuo. Sullo sfondo di questa complessità sorge anche il sentimento per l’oltrepassamento della contingenza, che la scultura conquista nella dimensione processuale del verbo all’infinito: non nel fatto, quindi, ma nel fare. Si tratta di pensare la situazione concreta e dedurne valori che la oltrepassino; di includere l’oggetto nell’estensione del processo che prende avvio con l’idea sorgiva. C’è bisogno di un appoggio anche per lo spazio della mente. L’oggetto (corpo di idea) transita, di ritorno, nello spazio mentale dove vibra il bisogno di trascendenza.”
Michele Bramante, Paolo Icaro. L’artista e lo spazio: un corpo unico, intervista all’Autore
GIOSETTA FIORONI
(Roma 1932)
Al grandissimo Arturo
1993
ceramica policroma
cm 40x45x20
al recto titolata
al verso firmata e datata
al verso marchio Bottega Gatti, Faenza
● € 3.000/5.000
Al grandissimo Arturo 1993
varnished ceramic 40x45x20 cm on the recto titled on the verso signed and dated on the verso Bottega Gatti, Faenza
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità rilasciato dalla Galleria M77, Milano.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Galleria M77, Milan.
Provenienza
Provenance
Galleria M77, Milano
Collezione privata
MARIO CEROLI
(Castelfrentano 1938)
Fiore
2010
assemblaggio di legno di pino di Russia dipinto cm 60x60x15 al retro firmato
● € 5.000/8.000
Flower
2010
painted wood assemblage 60x60x15 cm on the reverse signed
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e registrata nell’Archivio Mario Ceroli, Roma con il n. 265/2025.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist and recorded at the Archivio Mario Ceroli, Rome under no. 265/2025.
HERMANN NITSCH
(Vienna 1938 - Mistelbach 2022 )
Senza titolo
1974
sangue su tela cm 56x49
firmato e datato in basso a destra al retro del supporto cartigli
● € 6.000/10.000
Untitled 1974 blood on canvas 57x49 cm
signed and dated lower right on the reverse of the support labels
L’opera è accompagnata da autentica su foto della Fondazione Morra, Napoli e ivi registrata col n. NTSCH-PE1500-010.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity issued by Fondazione Morra, Naples and recorded under no. NTSCH-PE1500-010.
Provenienza
Provenance
Collezione Francesco Conz, Verona Elite, Milano Collezione privata
HERMANN NITSCH
(Vienna 1938 - Mistelbach 2022 )
Leviticus (Motiv 11)
2010
tarragraphie su tela cm 134x89 al retro firmato, datato e numerato A/P
● € 4.000/7.000
Leviticus (Motiv 11)
2010
terragraph on canvas 134x89 cm on the reverse signed, dated and numbered A/P
L’opera è accompagnata da autentica dell’Atelier Hermann Nitsch, firmata dall’artista e ivi registrata col n. 607.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Atelier Hermann Nitsch, signed by the artist and recorded under no. 607.
MARIA LAI
(Ulassai 1919 - Cardedu 2013)
Doppia pagina in stoffa nera con scritture cucite 1991
tecnica mista: stoffa, filo cm 25x36 firmato e datato
Doppia pagina in stoffa nera con scritture cucite 1991
mixed media: fabric and thread 25x36 cm signed and dated
● € 18.000/30.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Maria Lai e ivi registrata col n. AA 047/20.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Maria Lai and recorded under no. AA 047/20.
Provenienza Provenance Galleria M77, Milano Collezione privata
Maria Lai, nata in Sardegna ad Ulassai nel 1919, è una delle più affascinanti e rivoluzionarie figure dell’arte italiana della seconda metà del secolo scorso. Una delle poche, quasi unica, artista donna in un mondo tipicamente maschile, nel corso della sua carriera artistica dà voce alle tradizioni, costumi e storie femminili connesse con l’esperienza viva e vissuta delle donne della sua città natale.
L’opera qui presentata, Doppia pagina in stoffa nera con scritture cucite (1991), si inserisce pienamente nella maturità del linguaggio di Maria Lai, quando la forma del libro, già centrale nella sua ricerca, si afferma come spazio privilegiato di riflessione poetica e simbolica. Non si tratta di un libro da leggere nel senso tradizionale, ma di una superficie da attraversare, da decifrare attraverso lo sguardo e il tatto.
Fin dagli esordi, Lai sceglie materiali umili e quotidiani, stoffa, fili, tele, trasformando il gesto del cucire in atto artistico. Il ricamo, appreso nell’infanzia osservando i gesti domestici femminili, diventa linguaggio, scrittura, segno. In questa doppia pagina, il fondo nero accoglie una trama di fili chiari che si dispongono come grafie misteriose: segni che evocano parole, ma che sfuggono a ogni lettura univoca.
“Guardare le nuvole risponde al desiderio di interrogare il cielo che nella forma delle nuvole manda continui messaggi dall’infinito. Disegnare è l’esigenza di trascrivere quei messaggi per capirli, per interpretare scritture misteriose.”
Come suggerisce questa riflessione dell’artista, la scrittura di Lai non comunica un significato preciso, ma apre uno spazio di possibilità. I fili si muovono, si intrecciano, si interrompono: seguono un ritmo interno che richiama il fluire della vita e delle relazioni umane. Sono linee che uniscono e separano, che costruiscono una geografia interiore fatta di memoria, silenzi e attese.
In queste opere, la dimensione intima del “libro” si apre progressivamente a una visione più ampia, che porterà l’artista a concepire l’arte come esperienza collettiva e relazionale, come testimonia la celebre azione Legarsi alla montagna. Tuttavia, anche in lavori come questo, più raccolti e meditativi, permane una forte tensione verso l’altro: lo spettatore è chiamato a partecipare, a immaginare, a costruire il proprio racconto.
Le pagine nere diventano così uno spazio cosmico e mentale, in cui le “scritture cucite” si configurano come costellazioni di senso, sospese tra visibile e invisibile. L’opera non si offre mai completamente, ma conserva una dimensione enigmatica che ne costituisce la forza più autentica.
In questo equilibrio tra tradizione e sperimentazione, tra gesto artigianale e visione concettuale, Maria Lai costruisce un linguaggio unico, capace di trasformare il filo in pensiero e la materia in racconto. Un linguaggio che, ancora oggi, invita a rallentare, a osservare, a perdersi tra i segni per ritrovare, forse, una traccia di sé.
MAURO STACCIOLI
(Volterra 1937 - Milano 2018)
Senza titolo (Triangolo dai lati curvi)
2004
acciaio corten cm 62x70x12 esemplare 4/5 alla base firma e numerazione incisa
Untitled (Triangolo dai lati curvi)
2004
corten steel 62x70x12 cm example 4/5 on the base engraved sign and number
● € 8.000/12.000
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Mauro Staccioli e ivi registrata col n. MSSC0224.4. L’opera è accompagnata da certificato di provenienza Galleria Spazia, Bologna.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Mauro Staccioli and recorded under no. MSSC0224.4. This work is accompanied by a certificate of provenance issued by Galleria Spazia, Bologna.
Provenienza
Provenance
Galleria Spazia, Bologna Collezione privata
La scultura Triangolo di lati curvi (2004) di Mauro Staccioli si presenta come una sintesi rigorosa di alcune delle direttrici fondamentali della ricerca dell’artista. Pur nella scala ridotta, l’opera conserva infatti quella tensione tra forma, spazio e percezione che caratterizza l’intero percorso di Staccioli, da sempre orientato a intendere “la scultura come segno critico per una diversa lettura e fruizione del contesto”. Il motivo del triangolo dai lati curvi, affrontato più volte dall’artista nei primi anni Duemila, emerge qui come una figura insieme essenziale e instabile. La geometria primaria del triangolo, simbolo di equilibrio e razionalità, viene infatti messa in crisi dalla curvatura dei lati, che ne altera la struttura e introduce una dimensione di sospensione percettiva. Come dichiarava lo stesso Staccioli: “Mi spaventano le sicurezze. Preferisco il desiderio della sospensione come stato di creatività, il desiderio di governare l’insicurezza dell’ide-
azione”. In questa prospettiva, la forma non si chiude in una definizione univoca, ma resta aperta, dinamica, capace di attivare nello spettatore un processo di interrogazione. Il confronto con il paesaggio trova una formulazione particolarmente significativa nelle installazioni ambientali legate a questo stesso motivo formale. In occasione della mostra Sculture in Villa presso Villa d’Este a Tivoli il triangolo dai lati curvi venne infatti presentato su una base semicircolare rialzata, progettata per far emergere la struttura oltre il muro di cinta della villa. Più recentemente, una versione del triangolo è stata installata nel giardino della Fondazione CAB a Saint Paul de Vence dove la scultura dialoga con il paesaggio mediterraneo e con un contesto dedicato alla valorizzazione dell’arte minimale e concettuale. Se nelle grandi installazioni il triangolo si confronta direttamente con l’ambiente, instaurando un dialogo fisico e percettivo con il paesaggio, in questa versione di dimensioni ridotte il rapporto con lo spazio si interiorizza, si concentra nella densità della forma e nella sua capacità di evocare un “dentro” e un “fuori”. È infatti centrale, nella poetica di Staccioli, l’idea di generare spazio “all’interno” della scultura, mettendo in discussione il carattere impositivo e monumentale dell’oggetto plastico. L’uso dell’acciaio corten, materiale privilegiato dall’artista a partire dagli anni Novanta, contribuisce a radicare l’opera in una dimensione concreta e sensibile. Come ricordava Staccioli, la scelta di questo materiale nasce anche da un’esperienza diret-
Foto: Mauro Staccioli
ta del paesaggio, dove “la bellezza fisica dei materiali […] era così forte” da suggerire un dialogo tra scultura e ambiente. La superficie ossidata del corten, con le sue tonalità ferrose, restituisce così una qualità tattile e cromatica che rende la forma ancora più viva e presente. Anche in un lavoro di scala più raccolta come questo, si ritrova quindi quella tensione etica e progettuale che attraversa tutta la produzione dell’artista: “ho imparato a dare ragione alle cose, a far diventare le cose un motivo motivato”. La scultura non è mai un gesto arbitrario, ma
un intervento consapevole, che nasce da una riflessione sullo spazio, sui limiti, sulle soglie, temi che Staccioli aveva iniziato a esplorare sin dalle prime opere legate all’idea di barriera, di confine, di attraversamento. Il Triangolo di lati curvi si configura così come una forma che, pur nella sua apparente semplicità, racchiude una complessità concettuale e percettiva profonda: un segno essenziale che mette in discussione le certezze della geometria, aprendo lo spazio a nuove possibilità di visione e di esperienza.
Foto: Mauro Staccioli, Villa d’Este, TIvoli
MIMMO ROTELLA
(Catanzaro 1918 - Milano 2006)
Il Leone Nascosto
1997
décollage su tela cm 30x49
firmato e datato in basso a destra al retro firmato, datato e titolato
Il Leone Nascosto
1997
décollage on canvas 30x49 cm
signed and dated lower right on the reverse signed, dated and titled
● € 12.000/20.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Provenienza
Provenance
FarsettiArte, Prato, lotto 460 asta 30 maggio 2008
Collezione privata
“Queste immagini-forza scaturite dai muri romani sono dotate, rispetto al loro stato originale, di una sovrappresenza che ne smaga il mito. Sono diventate più reali del mito che pretendevano incarnare, più reali della realtà stessa che dovevano rappresentare; la star che è «scoppiata» è infinitamente meno «star» ma infinitamente più «donna».
Grazie a Rotella, Cinecittà lacerata è diventata una città aperta. Aperta alla nostra appropriazione percettiva libera e diretta, alle nostre emozioni ed ai nostri sensi; i suoi personaggi non più mistificati, liberati del loro gravame mitologico, riprendono a vivere umanamente e ci vengono incontro. Questa presenza superiore dell’umano è un sintomo infallibile. Segna la nascita di un nuovo sguardo dell’uomo. Di uno sguardo che si è affrancato di tanti pregiudizi anacronistici, e improntato di un’acutezza di percezione, di un potere di comprensione che non avremmo esitato a chiamare «amore» in tempi meno accelerati e meno imperativi, quando la solidarietà della specie poteva sembrare un lusso. Saprà Rotella mantenersi all’altezza del suo gesto, della sua vera grandezza? È questo il rischio più grande della sua avventura: saprà dircelo il futuro, e da parte mia guardo a questa così temibile prova del tempo con fiducia totale. In ogni caso l’artista si colloca sin d’ora nel nucleo di questo ridimensionamento delle forme espressive generali. Oggi l’essere si risveglia ad una nuova coscienza di se stesso e del mondo. Rotella, uno dei punti di riferimento di questo nuovo realismo, ha ormai raggiunto la sua vera misura.”
Pierre Restany, Rotella Dal Decollage Alla Nuova Immagine, Edizioni Apollinaire, Milano, 1963
MIMMO ROTELLA
(Catanzaro 1918 - Milano 2006)
La donna del mondo
2005
décollage su tela cm 98x69
firmato in basso a sinistra al retro titolato e datato al retro cartiglio mostra Strappo d’Autore, Albisola (SV) al retro timbro Off Gallery, Albisola Marina (SV)
La donna del mondo
2005
décollage on canvas 98x69 cm signed lower left on the reverse titled and dated on the reverse exhibition label Strappo d’Autore, Albisola (SV) on the reverse stamp Off Gallery, Albisola Marina (SV)
● € 8.000/12.000
L’opera è accompagnata da autentica della Fondazione Mimmo Rotella, e ivi registrata col n. 0054 DC 005.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Fondazione Mimmo Rotella, and recorded under no. 0054 DC 005.
Provenienza Provenance Off Gallery, Albisola (SV) VS Arte, Monza Collezione privata
Esposizioni Exhibited Albisola (SV), Off Gallery, Strappo d’autore, 28 luglio-31 agosto 2007
CARLA ACCARDI
(Trapani 1924 - Roma 2014)
Senza titolo (Modello pannello per la metropolitana di Napoli)
2006
formella in ceramica smaltata cm 24x47x1,5 al retro firmato, datato, titolato al retro marchio Ceramica Gatti, Faenza
Untitled (Panel model for the Naples underground)
2006
glazed ceramic panel 24x47x1.5 cm on the reverse signed, dated, titled on the reverse mark Ceramica Gatti, Faenza
● € 8.000/12.000
“Togliere una paralizzante misteriosità intorno all’arte ma mantenerle un mistero. Parto dal sogno ed è un sogno di gioia. Un amore così perfetto che indovini il suo segreto. L’arte non può cambiare il mondo ma può mutare la coscienza di uomini e donne che potrebbero cambiarlo. Aetos Prometheus (aquila provvida). Il dio che ha rubato il fuoco alla ruota del sole. Protagonista quando ho procurato dolore. Non rinnegare la coscienza di sopravvivere. La vita è troppo breve per l’eternità dei sentimenti.”
Carla Accardi, da La pittura è essere soli, stamperia Bulla - STI Società Tipografica Italia, Roma, 1985
PIERO DORAZIO
(Roma 1927 - Perugia 2005)
Di Luglio I
2003
olio su tela cm 25x35
al retro firmato, datato e titolato al retro sul supporto e sulla tela doppio timbro Studio Dorazio, n.5893 al retro doppio timbro Galleria Vera Docci, Forte dei Marmi
al retro sul supporto timbro Galleria d’Arte l’Acquario al retro timbro Farsetti Arte
● € 8.000/12.000
Di Luglio I
2003
oil on canvas 25x35 cm on the reverse signed, dated and titled on the reverse, on the support and on the canvas, double stamp Studio Dorazio, no 5893 on the reverse double stamp Galleria Vera Docci, Forte dei Marmi on the reverse, on the support, stamp Galleria d’arte l’Acquario on the reverse stamp Farsetti Arte
Provenienza
Provenance
Galleria Vera Docci, Forte dei Marmi Galleria International Art, Sommatino Farsetti Arte, Prato Collezione privata
E. Pontiggia, Catalogo Galleria l’Incontro, Chiari (BG), 2005
Opera registrata presso l’Archivio Piero Dorazio, Milano, come da certificato su fotografia in data 2 marzo 2026. L’opera è accompagnata da certificato d’autenticità dell’Archivio Opera Piero Dorazio, Todi e ivi registrata col n. 080729111132. L’opera è accompagnata da autentica di Farsetti Arte.
This work is recorded at Archivio Piero Dorazio, Milan, as stated in the certificate of authenticity issued on March 2nd, 2026. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Opera Piero Dorazio,Todi and recorded under no. 080729111132. This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Farsetti Arte.
PIERO DORAZIO
(Roma 1927 - Perugia 2005)
Happy Day
1992
olio su tela cm 35x50,5 al retro firmato, datato e titolato al retro timbro Studio Dorazio, n.3037
● € 12.000/20.000
Happy Day 1992
oil on canvas
35x50.5 cm on the reverse signed, dated and titled on the reverse stamp Studio Dorazio, no. 3037
Opera registrata presso l’Archivio Piero Dorazio, Milano, come da certificato su fotografia in data 2 marzo 2026. L’opera è accompata da certificato d’autenticità di Farsetti Arte.
This work is recorded at Archivio Piero Dorazio, Milan, as stated in the certificate of authenticity issued on March 2nd, 2026. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Farsetti Arte.
“Il colore ha un’autonomia naturale. Agisce sull’osservatore attraverso un meccanismo ottico-psichico e può suscitare in lui oltre a sensazioni misurabili, anche stati d’animo, attitudini e consapevolezza. Esso ha una funzione ben nota come segnale o simbolo lo non cerco di istruire lo spettatore sulla funzione del colore, ma piuttosto di completare la mia stessa educazione sulle sue possibilità. Combinando gli elementi della pittura a modo mio, cerco di vedere fino a che punto il risultato ottenuto si avvicina a ciò che già conosco e a ciò che speravo di conoscere.”
Piero Dorazio, Con cinque domande all’Arista di Murilo Mendes, Marlborough, Roma, 1964, n. 9
MIMMO PALADINO
(Paduli 1948)
Testa 12
2008 tecnica mista su tela cm 40x30 al retro firmato, datato e titolato
Testa 12
2008 mixed media on canvas 40x30 cm on the reverse signed, dated and titled
* ● € 4.000/8.000
MIMMO PALADINO
(Paduli 1948)
Euclide
2005
olio, encausto e collage su tela cm 60x50 al retro firmato e datato al retro timbri Galleria De Nisi, Roma
Euclide
2005
oil, encaustic and collage on canvas 60x50 cm on the reverse signed and dated on the reverse stamp Galleria De Nisi, Rome
● € 8.000/12.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista, con cartiglio Rizziero Arte, Pescara.
L’opera è accompagnata da autentica su foto con doppio cartiglio Stamperia dell’Arancio Arte Contemporanea, Grottammare (AP) e con timbro Galleria De Nisi, Roma.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist, with label Rizziero Arte, Pescara.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity with double label Stamperia dell’Arancio Arte Contemporanea, Grottammare (AP) and with stamp Galleria De Nisi, Rome.
MIMMO PALADINO
(Paduli 1948)
Italienische Konvert
1992
tecnica mista su cartone cm 103x72 al retro firmato e datato al retro cartiglio Piramide Arte Contemporanea, Firenze
Italienische Konvert 1992
mixed media on cardboard 103x72 cm on the revese signed and dated on the reverse label Piramide Arte Contemporanea, Florence
● € 25.000/35.000
L’opera di Mimmo Paladino, tra i protagonisti della Transavanguardia italiana, si muove in un territorio sospeso tra mito e contemporaneità, tra la memoria arcaica e la riflessione sul presente. Fin dagli anni Settanta, la sua ricerca si è concentrata sulla figura dell’uomo come centro del cosmo, come presenza primordiale che abita il mondo in rapporto diretto con la materia, la natura e il mistero.
Nei suoi dipinti, la figura umana non è mai semplice rappresentazione, ma simbolo universale, archetipo. Spesso isolata nello spazio, emerge da campiture di colore terroso, da fondi densi di pigmenti naturali, sabbie, polveri minerali, gessi o cere. Questi materiali, apparentemente poveri, restituiscono alla superficie pittorica una fisicità tattile, una dimensione organica che lega la pittura alla terra, come se ogni corpo dipinto fosse parte di un ciclo naturale più grande. L’uomo, in queste tele, non domina il paesaggio: ne è emanazione, frammento, eco.
Paladino elabora un linguaggio che mescola memoria e intuizione, archeologia e cosmologia. Le sue figure sembrano affiorare da una dimensione remota, simili a graffiti preistorici o idoli arcaici. Gli occhi vuoti, i profili rigidi, le posture statiche richiamano un tempo in cui l’uomo si percepiva ancora come parte dell’universo, non come suo osservatore. È un ritorno alle origini, alla purezza del segno e alla sacralità del gesto.
SANDRO CHIA
(Firenze 1946)
cm 51x42,5 firmato in basso a destra
● € 6.000/10.000
51x42.5 cm signed lower right
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity signed by the artist.
Figura mosaico
Figure mosaic
ARNALDO POMODORO
(Morciano di Romagna 1926 - Milano 2025)
Bassorilievo
1965
argento e ottone nichelato
cm 19x16x6 firmato e datato in basso a sinistra pezzo unico
● € 8.000/15.000
Bassorilievo
1965
silver and nickel-plated copper 19x16x6 cm
signed and dated lower left unique
Bibliografia
Literature
F. Gualdoni, Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, Skira editore, Milano, 2007, ill. p. 521 (cat. 387)
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e registrata nel Catalogue Raisonné col n. AP 245f.
This work is accompanied by a photocertificate of authenticity signed by the artist and recorded at the Catalogue Raisonné under no. AP 245f.
WILLIAM CONGDON
(Providence (USA) 1912 - Milano 1998)
Treno 9
25.IV.78
olio e pittura metallica su compensato cm 70x90 al retro siglato, datato e titolato
Treno 9
25.IV.78
oil and metallic paint on board 70x90 cm on the reverse signed, dated and titled
* ● € 8.000/12.000
L’opera è accompagnata da autentica della William Congdon Foundation, Buccinasco (MI) e ivi registrata col n. 481.75.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by William Congdon Foundation, Buccinasco (MI) and recorded under no. 481.75.
Nell’aprile del 1978, durante uno dei suoi frequenti trasferimenti tra Assisi e Milano, Congdon ha l’occasione di vedere, appena passata la città di Bologna in direzione di Firenze, il tragico spettacolo del treno precipitato in una ripida scarpata il giorno 15 di aprile, in uno dei più tragici incidenti ferroviari occorsi in Italia. Annota nel suo diario: «Il treno di ritorno - il terribile incidente …... E soggetto per quadro» (diario del 21 aprile del 1978). Lo choc di questo spettacolo gli accende l’urgenza di dipingerlo come gesto estremo di compensazione, secondo una dinamica che, dopo l’esperienza della guerra, accompagna sempre la sua pittura. Ne deriva una numerosa serie di quadri - più di venti - prodotti nelle settimane successive.
Questo numero 9, eseguito il 25 di aprile, è in qualche modo anticipato dal diario del giorno precedente: «Questo treno distrutto è la mia composizione per eccellenza: .... I 2 blocchi: inferno e cielo. Dentro il blocco d’inferno calo il treno rovesciato, che è il corpo del Cristo Crocefisso - Il segno di salvezza ... spunta nelle viscere dell’inferno (del treno distrutto)». In effetti l’artista ci propone il classico assetto spaziale del cratere (l’inferno”) dal cui fondo le due carrozze formano un’unica figura che si erge verso il bordo listato di rosso sangue e verso la striscia di cielo di un colore neutro chiaro. È da sottolineare il parallelo che l’artista stabilisce con i numerosi crocefissi che egli veniva dipingendo in quegli anni.
R. Balzarotti (Direttore Scientifico The William G. Congdon Foundation)
JAGO (JACOPO CARDILLO)
(Frosinone 1987)
Cuore N.20
2017
ceramica smaltata e acciaio cm 40x16x16 al retro firmato e datato sotto la base iscritto “n.20”
Cuore N.20
2017 varnished ceramic 40x16x16 cm on the reverse signed and dated under the base inscribed “n.20”
● € 25.000/40.000
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità firmato dall’artista.
This work is accompanied by a certificate of authenticity signed by the artist.
Il cuore è un organo fondamentale per l’esistenza umana ma è anche il custode delle emozioni e dei sentimenti, da bambini impariamo a disegnarlo con due linee curve che si incontrano formando una figura perfettamente simmetrica. Mentre da una prospettiva anatomica sappiamo che il nostro cuore, così come altri punti del nostro corpo, non sono perfettamente simmetrici. Jago (Jacopo Cardillo) è riuscito nella sfida di rappresentare l’organo tanto prezioso con il suo movimento pulsante e continuo con l’installazione del 2017 Apparato circolatorio. L’opera Cuore, ivi presentata, è una scultura in ceramica della serie. Numerose sono le esposizioni internazionali dove l’installazione è stata esposta. La sua realizzazione ha richiesto notevole impegno tecnico e tempistico, difatti l’artista ha impiegato più di sei mesi per completare tutte le fasi di lavorazione a partire dalla struttura in argilla passando per l’elaborazione a computer e infine l’animazione in 3D che permette al cuore di pulsare, è riuscito a ricostruire la sequenza dei movimenti del battito cardiaco e creare uno stampo diverso per ognuno di essi, all’interno ha fatto poi colare la ceramica liquida e ottenuto un cuore unico ad ogni istante della pulsazione.
FRANTISEK DRTIKOL
(Pribram 1883 - Praga 1961)
Le Travailleur
1925 ca.
stampa a pigmenti, montata su cartone originale cm 29x20,7 - folio cm 39,1x26 firmato e datato in basso a destra sul cartone al retro iscritto a inchiostro “XIV / F. Drtikol - Praha 730-II / Le Travailleur / Pigment”
Le Travailleur
c. 1925 pigment print on original cardboard 29x20.7 cm - folio 39.1x26 cm signed and dated by pencil on the lower side on the reverse inscribed by Indian ink “XIV / F. Drtikol - Praha 730-II / Le Travailleur / Pigment”
● € 8.000/12.000
Bibliografia di confronto Literaturereferences
A. Farova, Frantisek Drtikol. Photograph des Art Deco. Herausgegeben von Manfred Heiting, Schirmer/Mosel, München, 1986, n.30
L’opera Workers / Le Travailleur di František Drtikol si colloca in uno dei momenti più alti e decisivi della carriera dell’artista, quando la sua ricerca raggiunge una sintesi straordinaria tra sperimentazione formale, controllo compositivo e tensione simbolica. Pochi fotografi del Novecento hanno affrontato il proprio lavoro con un rigore così assoluto come Drtikol, il cui approccio si distingue per una regia meticolosa dell’immagine. A partire dai primi anni del secolo, le sue composizioni, inizialmente legate a un’estetica pittorialista, morbida e atmosferica, evolvono progressivamente verso esiti sempre più audaci, fino ad approdare,
nella metà degli anni Venti, a un linguaggio pienamente modernista. È proprio in questo passaggio che nasce Le Travailleur. Abbandonata la dimensione evocativa e sfumata del Pittorialismo, Drtikol costruisce immagini fondate su strutture geometriche essenziali e su un uso teatrale della luce. Le figure, spesso nude o stilizzate, si inseriscono in scenografie astratte, fatte di piani inclinati, volumi netti e fondali artificiali. La luce, controllata con precisione estrema, genera ombre profonde e taglienti, creando un contrasto dinamico tra la morbidezza delle forme umane e la rigidità dell’ambiente costruito.
In questo lavoro, realizzato nel 1927, tale tensione
raggiunge un equilibrio particolarmente potente: la figura del “lavoratore” si carica di una valenza che va oltre la rappresentazione, diventando simbolo di energia, movimento e modernità. L’immagine non documenta, ma interpreta; non descrive, ma costruisce una visione, in cui il corpo umano diventa elemento plastico, quasi scultoreo, inserito in uno spazio astratto e mentale.
In questa fotografia, Drtikol dimostra pienamente la propria capacità di trasformare il mezzo fotografico in uno strumento di costruzione visiva e concettuale, dando forma a un’immagine che, ancora oggi, appare sorprendentemente moderna e sospesa tra realtà e astrazione.
MARLENE DUMAS
(Città del Capo 1953)
Mamma
1989
acquerello e matita su carta (block notes)
cm 23,5x31,5
firmato, datato e titolato in basso a destra al retro cartiglio Daniele Ugolini, Firenze
€ 10.000/20.000
Mamma
1989
watercolor and pencil on block-notes paper
23.5x31.5 cm
signed, dated and titled lower right on the reverse label Daniele Ugolini, Florence
Provenienza
Provenance
Paul Andriessen, Amsterdam Collezione privata
Christie’s, Amsterdam, 9 giugno 2004, lotto 374
Davide Ugolini, Firenze Collezione privata
Bibliografia
Literature
M.L. Trevisan, Lilith. L’aspetto femminile della creazione, Frascati, 2004, p. 40 (ill.)
CHANTAL JOFFE
(St. Albans, Vermont 1969)
Senza titolo
2000-2001
olio su tavoletta cm 29x21
al retro firmato e datato al retro cartiglio Victoria Mirò Gallery, Londra
€ 6.000/8.000
Untitled 2000-2001 oil on board 29x21 cm on the reverse signed and dated on the reverse label Victoria Mirò Gallery, London
Provenienza Provenance
Victoria Mirò Gallery, Londra Artesegno, Udine Collezione privata
MARY OBERING
(Shreveport 1937 - New York 2022)
Muon Maker / Big Bang
1987
tempera all’uovo e foglia oro su legno gessato cm 275x112 al retro firmato, datato e titolato al retro cartiglio Annina Nosei Gallery, New York
Muon Maker / Big Bang
1987
egg tempera and gold leaf on gessoed wood 275x112 cm
on the reverse signed, dated and titled on the reverse label Annina Nosei Gallery, New York
€ 15.000/20.000
L’opera è accompagnata da lettera autografa dell’artista.
This work is accompanied by a provenance’s letter signed by the artist.
Provenienza
Provenance
Annina Nosei Gallery, New York (n. archivio 5098) Collezione privata (ivi donata dall’artista)
“ The scientific approach to life, and its impossibilities, led me to become an artist.”
Mary Obering
MARCO TIRELLI
(Roma 1956)
Trittico 1996
tecnica mista su tre pannelli MDF cm 50,5x35 cad. al retro del pannello centrale firmato e datato al retro di tutti i pannelli iscritto n. 828/96 al retro di tutti i pannelli timbri Extra Moenia / Arte Contemporanea / Todi
● € 5.000/8.000
Tryptique 1996
mixed media on MDF panels (3) 50.5x35 cm (each) on the central panel’s reverse signed and dated on each panel’s reverse inscribed no. 828/96 on each panel’s reverse stamps Extra Moenia / Arte Contemporanea / Todi
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Provenienza
Provenance
Extra Moenia Arte Contemporanea, Todi Farsettiarte, Prato Collezione privata
“Io posso solo illuminare con la mia attenzione alcuni frammenti del mondo nel tentativo di abbracciarlo nella sua totalità… l’arte è un sostituto dell’insufficienza del mondo. Per me l’arte è qualcosa che ha un carattere esemplare e che porta verso nuove visioni del mondo e allarga i confini della conoscenza. L’arte non risolve i problemi ma ci rende migliori, più analitici e rende la vita più intensa.”
Marco Tirelli
PIERO PIZZI CANNELLA
(Rocca di Papa 1955)
Senza titolo 1988
tecnica mista su cartoncino cm 100x70 al retro firmato e datato
● € 4.000/7.000
Untitled 1988
mixed media on cardboard 100x70 cm on the reverse signed and dated
L’opera è accompagnata da autentica di Zena Arte, Genova.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Zena Arte, Genoa.
ALDO MONDINO
(Torino 1938 - 2005)
Dervisci (con mosaico in piastrelle)
2001
tecnica mista su linoleum cm 90x60 al retro firmato, datato e titolato
Dervisci (con mosaico in piastrelle)
2001 mixed media on linoleum 90x60 cm on the reverse signed, dated and titled
● € 6.000/10.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
ALDO MONDINO
(Torino 1938 - 2005)
Elul
2003
tecnica mista su linoleum cm 80x60 al retro firmato, datato e titolato
Elul
2003
mixed media on linoleum 80x60 cm on the reverse signed, dated and titled
● € 5.000/8.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
PIERO GILARDI
(Torino 1942 - 2023)
Funghi
1991
poliuretano espanso su pannello cm 31x31
al retro firmato, datato e titolato
Funghi
1991
expanded polyurethane on panel 31x31 cm
on the reverse signed, dated and titled
● € 3.000/5.000
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e datata 14/10/93.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artis and dated 14/10/93.
GRAZIA VARISCO
(Milano 1937)
Frakture
1993
collage cartone su carta cm 50x50 al margine inferiore firmato, titolato e datato
Frakture
1993
collage and cardboard on paper 50x50 cm on the lower side signed, dated and titled
● € 2.000/4.000
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità della Galleria M77, Milano.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Galleria M77, Milan.
Provenienza Provenance
Galleria M77, Milano
Collezione privata
ACHILLE PERILLI
(Roma 1927 - Orvieto 2021)
La Congiuzione dei verdi 2008
tecnica mista su tela cm 50x50 firmato e datato in basso a sinistra al retro firmato, datato e titolato
La Congiuzione dei verdi 2008
mixed media on canvas 50x50 cm
signed and dated lower left on the reverse signed, dated and titled
● € 3.000/5.000
Bibliografia
Literature
G. Appella, Achille Perilli Catalogo Generale dei dipinti e delle sculture 2007-2016, SilvanaEditoriale, Milano, p.484, n.3479 (ill.)
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista, e registrata presso l’Archivio Achille Perilli col n.246-2008.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist and recorded in the Achille Perilli Archive under no.246-2008.
[…] L’immagine esce dalla tela e prosegue con movimenti invisibili a spostarsi nello spazio, non permettendo di classificare le traiettorie, che ormai sono soltanto intuite, ma non determinate dalla complessità combinatoria che le sviluppa. Il meccanismo di percezione è dato quindi con il massimo margine di ambiguità possibile, consentendo la trasmissione più ampia di messaggi e simboli.
Achille Perilli, Visibile/Invisibile, 1984
ACHILLE PERILLI
(Roma 1927 - Orvieto 2021)
La Candida 2011
tecnica mista su tela cm 81x65
firmato e datato in basso a sinistra al retro firmato, datato e titolato
● € 4.000/7.000
La Candida 2011
mixed media on canvas 81x65 cm
signed and dated lower left on the reverse signed, dated and titled
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e registrata presso l’Archivio Achille Perilli col n.138 del 2011.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist, and recorded in the Achille Perilli Archive under no. 138- 2011.
Bibliografia
Literature
G. Appella, Achille Perilli Catalogo Generale dei dipinti e delle sculture 2007-2016, SilvanaEditoriale, Milano, p. 557, n.3989 (ill.)
ENRICO BAJ
(Milano 1924 - Vergiate (VA) 2003)
Seil-kor e Nina si
avventurano nella foresta
degli specchi / Seguitemi 1990
acrilico e collage di specchi apllicati su cartoncino e tela di lino cm 60x50
firmato in basso a sinistra al retro cartiglio FIAC 1996 al retro cartiglio Orti Sauli, Genova 1991 al retro cartiglio Marisa del Re Gallery, New York
al retro timbro Centro Arti Visive / Mazzolari Franco / Soresina (Cr)
● € 8.000/12.000
Seil-kor e Nina si
avventurano nella foresta
degli specchi / Seguitemi 1990
acrylic and collage of mirrors mounted on cardboard and linen canvas 60x50 cm
signed lower left on the reverse label FIAC 1996 on the reverse label Orti Sauli, Genova 1991 on the reverse label Marisa del Re Gallery, New York on the reverse stamp Centro Arti Visive / Mazzolari Franco / Soresina (Cr)
Esposizioni Exhibited
Milano, Galleria Marconi, Il Giardinio delle Delizie, 1991; poi New York, Marisa del Re Gallery, 1991 Genova, Orti Sauli, Enrico Baj, 10 ottobre - 16 novembre 1991
Parigi, Espace Eiffel Branly, FIAC, 2-7 ottobre 1996
Bibliografia Literature
U. Eco, D. Kuspit, J. Baudrillard, Il Giardino delle Delizie, Fabbri Editore, 1991 (ill.)
E.Crispolti, Enrico Baj, Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996, Milano Marconi-Menhir, 1997, n.2290 (ill.b/n)
ENRICO BAJ
(Milano 1924 - Vergiate (VA) 2003)
Papillula mettendosi le dita nel naso saluta Grangeko
1998-1999
acrilici e collage su feltro applicato su tavola cm 64x70 al retro cartiglio Centro Arti Visive di Mazzolari, Soresina (CR)
● € 5.000/8.000
Papillula mettendosi le dita nel naso saluta Grangeko
1998-1999
acrylics and collage on felt mounted on panel 64x70 cm on the reverse label Centro Arti Visive di Mazzolari, Soresina (CR)
Provenienza Provenance
Galleria Poggi, Ravenna Collezione privata
Esposizioni Exhibited
Riccione, Picadada, Baj, 1999
Chartres, Musée de Beaux Art, Fin de sIècle / Baj, 7 luglio - 25 settembre 2000
Bibliografia Literature
G. Dorfles, Picadadabaj 2000. Una mostra di Enrico Baj (catalogo mostra), 1999, n.125, (ill.)
P. Ory, Enrico Baj: fin de siècle (catalogo mostra), 2000, n.125 (ill.)
E.Crispolti, Enrico Baj, Catalogo generale delle opere dal 1996 al 2003, Fondazione Marconi, 2004, n.2893 (ill.b/n)
ERRÓ
(Islanda 1932)
Icecream eater
1999
olio su tela cm 33,7x45,8 al retro firmato e datato
● € 4.000/7.000
Icecream eater
1999 oil on canvas
33.7x45.8 cm on the reverse signed and dated
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Bibliografia Literature
Errò, Raccolte Italiane, Edizione Centro Arti Visive, 2010
ERRÓ
(Islanda 1932)
Boy whyt flower
2009
olio su tela cm 38x55 al retro firmato e datato
● € 6.000/10.000
Boy whyt flower
2009 oil on canvas 38x55 cm on the reverse signed and dated
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
Bibliografia Literature
Errò, Raccolte Italiane, Edizione Centro Arti Visive, 2010
FERNANDEZ ARMAN
(Nizza 1928 - New York 2005)
Senza titolo
1998
sassofono tagliato e barattoli di colore con pittura per decorazione su tela applicata su tavola cm 81x60x3
firmato in basso al centro pezzo unico
Untitled 1998
sliced saxophone and acrylic paint cans on canvas on board 81x60x3 cm
signed lower center
€ 6.000/10.000
L’opera è registrata presso l’Arman Studio Archives, New York, col n. APA# 8110.98.015. L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e della Galleria Dante Vecchiato, e ivi registrata col n. B2202-0126.
This work is recorded in the Arman Studio Archives, New York, under no. APA# 8110.98.015. This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Galleria Dante Vecchiato, signed by the artist, and recorded under no B2202-0126.
“Nella ricerca di nuove creazioni – scrive Arman – ho in maniera cosciente esplorato il settore dei rifiuti, degli scarti, degli oggetti manufatturati scartati, in una parola: gli inutilizzati. (…) Io affermo che l’espressione dei rifiuti, degli oggetti, possiede il suo valore in sé, direttamente, senza volontà di ordinamento estetico, cancellandoli o rendendoli simili ai colori di una tavolozza. (…) In questo procedimento noi possiamo considerare che l’oggetto scelto non è in funzione dei criteri DADA o SURREALISTA; non si tratta di decontestualizzare un oggetto dal suo substrato utilitario, industriale o altro per dargli, per una scelta di presentazione o un’inclinazione del suo aspetto, una determinazione diversa dalla propria. … Ma la questione al contrario è di ricontestualizzarlo in sé stesso in una superficie sensibilizzata x volte dalla sua presenza duplicata; ricordiamo la frase storica: mille metri quadrati di blu sono più blu di un metro quadrato di blu, io dico dunque che mille contagocce, sono più contagocce che un solo contagocce.”
Arman, Realismo delle Accumulazioni, Zero 3, Dusseldorf, luglio 1961
ANTONIO CORPORA
(Tunisi 1909 - Roma 2004)
Memoria di Turner
1982
olio su tela cm 100x81 firmato in basso a destra al retro firmato, datato, titolato e dedicato
● € 5.000/8.000
Memoria di Turner
1982 oil on canvas 100x81 cm signed lower right on the reverse signed, dated, titled and dedicated
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e registrata presso l’Archivio Corpora col n.519.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist, and recorded in the Archive Corpora under no.519.
Esposizioni Exhibited Roma, Galleria Di Summa, 2001
Bibliografia
Literature
F. De Santi, Corpora, Catalogo generale ragionato dei dipinti, Vol.II, Di Summa-Orler, Roma, 2019, p.290, n.389 (ill.)
ARNALDO POMODORO
(Morciano di Romagna 1926 - Milano 2025)
Segni di Borges
1977
ottone brunito applicato su tavola cm 70x50 prova d’artista firmato e numerato in basso a destra (inciso) incisione ad acido, Brusoni SpA, Corsico edizione Circolo Italsider, Taranto al retro sulla tavola iscritto a penna “198”
● € 8.000/12.000
Signs of Borges
1977
burnished brass applied on board 70x50 cm artist’s proof signed and numbered on the lower right (engraved) acid engraved by Brusoni SpA, Corsico edition for Circolo Italsider, Taranto on the reverse of the board written by pen “198”
L’opera è registrata presso il Catalogue Raisonné di Arnaldo Pomodoro col n. AP M77.
This work is registered at the Catalogue Raisonée of Arnaldo Pomodoro under no.AP M77.
BRUNO CASSINARI
(Piacenza 1912 - Milano 1992)
Composizione
1960
olio su tela cm 80x100
firmato e datato in basso a destra al retro cartiglio Galleria Elleni, Bergamo al retro timbro Galleria Elleni, Bergamo
● € 3.000/5.000
Composizione
1960
oil on canvas
80x100 cm
signed and dated lower right on the reverse label Galleria Elleni, Bergamo on the reverse stamp Galleria Elleni, Bergamo
Provenienza
Provenance
Galleria Elleni, Bergamo Collezione privata
Bibliografia
Literature
M.Rosci, Cassinari, Catalogo generale dei dipinti, Vol.I, Electa editore, 1998, p.303, n.3 (Ill. b/n)
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista e della Galleria Elleni, Bergamo, con n.1392 e con numero di archiviazione 2027.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity, signed by the artist and issued by Galleria Elleni, Bergamo, with no. 1392 and with archive number 2027.
MARIO CAVAGLIERI
(Rovigo 1887 - Peyloubere, Francia 1969)
Le petit lac de Peyloubère [1932]
olio su tela cm 94x75
firmato in basso a destra al retro della tela timbri illeggibili
● € 3.500/5.000
Le petit lac de Peyloubère [1932]
oil on canvas 94x75 cm signed lower right on the reverse on the canvas unreadable stamps
Esposizioni Exhibited Firenze, 1967, n.503
Bibliografia Literature
Cat. Firenze 1967, p.11 (data 1929; per la fattura sembra essere un po’ più tardiva)
V. Vairelles, Cavaglieri. Catalogo ragionato dei dipinti: La vita e le opere-Catalogo delle opere, Allemandi, 2006, pag. 207, n.766 (ill. b/n)
ANTONIO BUENO
(Berlino 1918 - Fiesole 1984)
Figura di giovane
1970
olio su faesite cm 50x40 firmato in alto a destra al retro cartiglio Contemporarte, Firenze
● € 5.000/8.000
Female figure
1970 oil on plyhood
50x40 cm signed upper right on the reverse label Contemporarte, Florence
Provenienza Provenance
Gallerie Contemporarte, Firenze
Collezione privata
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Antonio Bueno, di Isabella Bueno, e ivi registrata col n. AB 013/026.
L’opera è accompagnata da autentica della Galleria Contemporarte, Firenze, firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Antonio Bueno, by Isabella Bueno, and recorded under no AB 013/026. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Galleria Contemporarte, Florence, signed by the artist.
ANTONIO BUENO
(Berlino 1918 - Fiesole 1984)
Marinaretto
1970
olio su faesite cm 25x20 firmato in alto a destra al retro iscritto n. 9688 al retro cartiglio Contemporarte, Firenze
● € 4.000/7.000
Marinaretto
1970
oil on plyhood 25x20 cm
signed upper right on the reverse inscribed n. 9688 on the reverse label Contemporarte, Florence
Provenienza Provenance
Gallerie Contemporarte, Firenze Collezione privata
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Antonio Bueno, di Isabella Bueno, e ivi registrata col n. AB 015/026. L’opera è accompagnata da autentica della Galleria Contemporarte, Firenze, firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Antonio Bueno, by Isabella Bueno, and recorded under no AB 015/026.
This work is accompanied by a certificateo of authenticity issued by Galleria Contemporarte, Florence, signed by the artist.
ANTONIO BUENO
(Berlino 1918 - Fiesole 1984)
Fanciulla
1965
olio su faesite cm 60x45
firmato in alto a destra al retro datazione al retro timbri Galleria d’Arte Machiavelli
● € 6.000/8.000
Girl 1965 oil on plywood 60x45 cm signed upper right on the reverse dated on the reverse stamps Galleria d’Arte Machiavelli
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Antonio Bueno di Isabella Bueno e ivi registrata col n. AB013/021.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Antonio Bueno by Isabella Bueno and recorded under no. AB013/021.
XAVIER BUENO
(Vera De Bidasoa 1915 - Fiesole 1979)
Bambina su fondo rosso
1965 ca. olio su tavola cm 65x40 firmato in alto a sinistra al retro cartiglio
Galleria d’Arte Nettuno, Viareggio
● € 5.000/8.000
Bambina su fondo rosso c.1965 oil on board 65x40 cm signed upper left on the reverse label
Galleria d’Arte Nettuno, Viareggio
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Xavier Bueno, di Raffaele Bueno, e ivi registrata col n. XB 010/2026.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity issued by Archivio Xavier Bueno, by Raffaele Bueno, and recorded under no XB 010/026
1955 ca. olio su tela cm 45,1x69,9 firmato in basso a destra al retro sul telaio titolato al retro sul telaio cartiglio parziale Contemporanea Firenze n.127
● € 6.000/10.000
Silos in pianura
c.1955
oil on canvas
45.1x69.9 cm signed lower right on the reverse, on the stretcher, titled on the reverse, on the stretcher, partial label Contemporanea Firenze, n.127
L’opera è accompagnata da autentica dell’Archivio Ottone Rosai, Montevarchi.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Archivio Ottone Rosai, Montevarchi.
CARLO ZINELLI
(San Giovanni Lupatoto 1916 - Verona 1974)
Uccelli, due Topi neri e quattro Paracadutisti
1962 ca.
tempera su carta cm 35x50
● € 7.000/10.000
Uccelli, due Topi neri e quattro Paracadutisti
c.1962
tempera on paper 35x50 cm
Bibliografia Literature
Catalogo Generale Carlo Zinelli, Marsilio Editore, 2000, n. 0169 Bis
L’opera è accompagnata da certificato di autenticità della Fondazione Culturale Carlo Zinelli, e ivi registrata col n. 0169 Bis.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Fondazione Culturale Carlo Zinelli, and recorded under no. 0169 Bis.
“D’indole solitaria e sensibile, trascorse la fanciullezza accudendo con amorevole sollecitudine gli animali della fattoria, in particolare il cane, e osservando l’esistenza di insetti, uccelli e galline, esseri che avrebbero in seguito popolato il suo immaginario creativo”
Roberta Serpolli
MARCO PETRUS
(Rimini 1960)
Via Larga 2004
olio su tela
cm 60x50
al retro firmato, datato e titolato al retro doppio timbro Italian Factory al retro cartiglio Fondazione Piero Portaluppi, Milano al retro cartiglio ArtCurial
● € 4.000/7.000
Esposizioni
Exhibited
Milano, Fondazione Piero Portaluppi, Marco PetrusMilano, 8 ottobre - 10 novembre 2004
Via Larga 2004
oil on canvas 60x50 cm on the reverse signed, dated and titled on the reverse double stamp Italian Factory on the reverse label Fondazione Piero Portaluppi, Milan on the reverse label ArtCurial
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
RENATO MAMBOR
(Roma 1936 - 2014)
Il comandante del tempo
2007
acrilico su tela cm 70x100 al retro firmato, datato e titolato
● € 8.000/12.000
Il comandante del tempo
2007
acrylic on canvas 70x100 cm
on the reverse signed, dated and titled
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
“Attratto dalla moltiplicabilità anonima dell’immagine, Mambor arriva alle “campionature” di uomini “statistici”, avendo ridotto la matrice delle figure a timbro, per poi giungere ad illustrazioni di azioni e verbi elementari (camminare, abbracciare, asciugarsi, chiudere la porta) con conseguente riappropriazione del loro significato, dove è l’arte a produrre un rinnovato ed innocente apprendimento elementare, ma attraverso un’esibita neutralità esecutiva che discende dal rifiuto di considerare l’artista come un individuo privilegiato nella società.”
Achille Bonito Oliva
GASTONE NOVELLI
(Vienna 1925 - Milano 1968)
Senza titolo 1963
matita e pastelli colorati su carta cm 50x70
firmato e datato in basso a destra
● € 5.000/8.000
Untitled 1963 pencil and pastels on paper 50x70 cm signed and dated lower right
L’opera è in fase di registrazione presso l’Archivio Gastone Novelli, Roma.
This work is currently under recording status at Archivio Gastone Novelli, Rome.
Provenienza Provenance
Studio dell’Artista Collezione privata
92
GINO DE DOMINICIS
(Ancona 1947 - Roma 1998)
Senza titolo olio su faesite cm 26x22 al retro firmato “G. De Dominicis” e dedicato “A Pio Monti”
● € 6.000/10.000
Untitled oil on plywood 26x22 cm on the reverse signed “G. De Dominicis” and dedicated “a Pio Monti”
L’opera è stata sottoposta al Comitato Scientifico dell’Archivio Gino De Dominicis in data 19 marzo 2026.
This work was exhaminated by Comitato Scientifico Archivio Gino De Dominicis on March 19th, 2026.
GILBERTO ZORIO
(Adorno Micca 1944)
X metro
2004
tecnica mista e collage su carta cm 48,5x63 firmato, datato e titolato in basso a destra
X metro
2004
mixed media and collage on paper 48.5x63 cm signed, dated and titled lower right
● € 3.000/5.000
Provenienza Provenance
Studio dell’Artista (ivi donato all’attuale proprietà)
Immagine disponibile su richiesta per motivi di copyright.
Image upon request due to copyright.
”E dopo abbiamo portato le stelle da fuori, dal cielo, sulla terra. Non potevamo toccarle, e allora le abbiamo disegnate. Spesso non siamo consapevoli che stiamo camminando su una stella, ma i vulcani ce lo ricordano.”
Gilberto Zorio, a cura di M. Beccaria, catalogo della mostra (Rivoli-Torino, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, 1 novembre 2017 - 6 marzo 2018), Skira, Milano 2017, pp. 72-83.
GILBERTO ZORIO
(Adorno Micca 1944)
L’ampolla della Concordia
2004
tecnica mista su carta cm 54x74
firmato e datato in basso a destra titolato in basso a sinistra
L’ampolla della Concordia
2004
mixed media on paper 54x74 cm
signed and dated lower right titled lower left
● € 4.000/7.000
Provenienza Provenance
Studio dell’Artista (ivi donato all’attuale proprietà)
Immagine disponibile su richiesta per motivi di copyright.
Image upon request due to copyright.
RODOLFO ARICÒ
(Milano 1930 - 2002)
Senza titolo
1968
acrilico su cartone sagomato in box di plexiglas
cm 69,5x99,5x3,4 al retro timbro Collezione Sergio Ermini
● € 6.000/10.000
Untitled
1968
acrylic on cardboard in plexiglas case
69.5x99.5x3.4 cm on the reverse stamp Collezione Sergio Ermini
Provenienza
Provenance
Salone Annunciata, Milano (n. archivio 04403)
Collezione Sergio Ermini
Galleria Il Ponte, Firenze
Collezione privata
Esposizioni
Exhibited
Firenze, Galleria Il Ponte, Rodolfo Aricò.1965-1972. Germinazione di un’idea, 18 ottobre - 29 novembre 2014, n.13
Bibliografia Literature
I. Bernardi, Rodolfo Aricò. 1965-1972. Germinazione di un’idea (brossura), Edizioni Il Ponte, Firenze, 2014, n.13 (ill.)
Ogni artista utilizza un personale vocabolario fatto di stilemi, gesti, elementi concettuali e iconografici ricorrenti che rendono riconoscibile il suo lavoro. Quel lessico non si delinea completamente nel momento in cui egli disegna per la prima volta su una tela, ma è frutto di un processo di elaborazione che si sviluppa di esperienza in esperienza. Di conseguenza, fondamentale per comprendere il pensiero di un artista non è tanto analizzare la produzione basata su un vocabolario già ben definito, ma è andarne a scoprire i prodromi, volgendo lo sguardo à rebours. È li, infatti, che si nascondono le valenze più profonde delle scelte successive, ed è li che emergono gli elementi fondativi dell’intera sua poetica.
I. Bernardi, À rebours, in Rodolfo Aricò Germinazione di un’idea 1965-1972, catalogo della mostra (Firenze, Galleria Il Ponte, 18 ottobre-28 novembre 2014),
96 ENZO CACCIOLA
(Arenzano 1945)
16-4-1975
1975
cemento su tela cm 70x100 al retro firmato e datato al retro timbro Enzo Cacciola
● € 4.000/7.000
16-4-1975
1975
concrete on canvas 70x100 cm on the reverse signed and titled on the reverse stamp Enzo Cacciola
L’opera è accompagnata da autentica firmata dall’artista.
This work is accompanied by a certificate of authenticity signed by the artist.
AYESHA SULTANA
(Bangladesh 1984)
Tabula Rasa II
2014 teak e ottone cm 118x62 pezzo unico
Tabula Rasa II
2014 teak and brass 118x62 cm unique
€ 6.000/10.000
L’opera è accompagnata da autentica firmata dall’artista.
L’opera è accompagnata da autentica della Galleria Valentina Bonomo, Roma.
This work is accompanied by a certificate of authenticity signed by the artist. This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Galleria Valentina Bonomo, Roma.
Provenienza
Provenance
Galleria Valentina Bonomo, Roma Collezione privata
98
TARYN SIMON
(New York 1975)
Beans (Prohibited)
2010
5 stampe a getto d’inchiostro di qualità archivistica in una scatola di plexiglas cm 23,5x94,6x6,4 esemplare 1/4 al retro cartiglio Gagosian Gallery, New York al retro cartigli Christie’s, Londra
Beans (Prohibited)
2010
5 archival inkjet print in 1 plexiglas box 23.5x94.6x6.4 cm example 1/4 on the reverse label Gagosian Gallery, New York on the reverse label Christie’s, London
€ 4.000/7.000
Provenienza Provenance
Studio dell’Artista
Gagosian Gallery, New York
Christie’s, Londra
Collezione privata
Bibliografia Literature
M. Mack, Contraband Taryn Simon, Göttingen 2010 (altro esemplare illustrato, pp. 46-47).
WILLIAM WEGMAN
(Massachussets 1943)
Loft 1989
stampa Polaroid cm 73x53
pezzo unico
€ 2.000/4.000
Loft 1989 Polaroid print 73x53 cm unique
Provenance
Christie’s, New York
Collezione privata
Provenienza
100 LEOPOLDO TORRES AGUERO
(Argentina 1924 - Parigi 1995)
Senza titolo
1980
acrilici su tela cm 130x130
al retro firmato e datato
al retro cartiglio Valente Arte Contemporanea, Finale Ligure, e registrata col n. AL034
● € 3.000/5.000
Untitled 1980
acrylics on canvas 130x130 cm
on the reverse signed and dated on the reverse label Valente Arte Contemporanea, Finale Ligure, and recorded under no. AL034
Provenienza Provenance
Valente Arte Contemporanea, Finale Ligure
2012
Meeting Art, Vercelli,
Collezione privata
ELIO MARCHEGIANI
(Siracusa 1929)
Grammature di colore
1975
tecnica mista su lavagna
cm 59,5x59,5
al retro firmato, datato, titolato e iscritto numero di archivio 26/1975 al retro cartiglio Galleria Gilardi, Livorno
● € 4.000/7.000
Grammature di colore
1975
mixed media on blackboard
59.5x59.5 cm on the reverse signed, dated, titled and inscribed archive number 26/1975 on the reverse label Galleria Gilardi, Livorno
L'opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall'artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
102
DAVIDE NIDO
(Senago 1966 - 2014)
Coriandoli
2002
colle su tela cm 50x50 al retro firmato, datato e titolato
● € 4.000/7.000
Coriandoli
2002 glue on canvas 50x50 cm on the reverse signed, dated and titled
L’opera è accompagnata da autentica su foto dell’Archivio Davide Nido. This work is accompanied by a photo-certificate of authenticitiy issued by Archivio Davide Nido.
ENZO ESPOSITO
(Benevento 1946)
Senza titolo
2001
tecnica mista su tela cm 185x157 al retro firmato e datato
● € 2.000/4.000
Untitled 2001 mixed media on canvas 185x157 cm on the reverse signed and dated
L’opera è accompagnata da autentica su foto firmata dall’artista.
This work is accompanied by a photo-certificate of authenticity signed by the artist.
JOSH SMITH
(Tennessee 1976)
Senza titolo
2009
olio su tela cm 60,9x45,7 al retro firmato, datato e iscritto n. JSS09201 al retro cartiglio Luhring Augustine, New York
€ 5.000/8.000
Untitled
2009 oil on canvas
60.9x45.7 cm al on the reverse signed, dated and inscribed no. JSS09201 on the reverse label Luhring Augustine, New York
L’opera è accompagnata da autentica di Luhring Augustine, New York.
This work is accompanied by a certificate of authenticity issued by Luhring Augustine, New York.
Provenance
Luhring Augustine, New York (ivi acquistato dall’attuale proprietà)
Provenienza
105
CAMERON PLATTER
(Sud Africa 1978)
Sippin #2
2016
pennarelli colorati su carta cm 179,7x131,6 iscritto in basso a destra “Been Sippin” al retro firmato e datato
Sippin #2
2016
coloured pencil on paper 179.7x131.6 cm on the lower right inscribed “Been Sippin” on the reverse signed and dated
€ 2.500/4.000
Provenienza
Provenance
Galerie Hussenot, Paris
Collezione privata
Christie’s, Paris
Collezione privata
106
GEORG HEROLD
(Germania 1947)
Kupfer
1988
acrilico su tela cm 40x30 al retro sul telaio firmato, datato e titolato al retro cartiglio Christie’s
Kupfer
1988
acrylic on canvas 40x30 cm on the reverse on the framework signed, dated and titled on the reverse label Christie’s
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CASA D’ASTE DAL 1924
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Il ritiro dei beni acquistati avverrà direttamente presso la sede indicata dalla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. a cura e spese dell’acquirente il quale potrà procedere personalmente ovvero tramite persona incaricata. L’acquirente potrà richiedere di utilizzare un corriere o spedizioniere per la consegna, quale servizio autonomo e distinto. In tal caso, nessuna responsabilità potrà essere imputata alla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. per eventuali danni che il bene dovesse subire durante il trasporto; in particolare, l’acquirente, direttamente o tramite incaricato, procederà alla verifica dell’adeguatezza dell’imballaggio, anche sulla base delle caratteristiche del bene acquistato, manlevando espressamente la Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. da qualsiasi responsabilità in merito. In caso di mancato pagamento entro il termine di dieci giorni dall’asta, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. potrà dichiarare risolta la vendita, annullando l’aggiudicazione, ovvero agire in via giudiziaria per il recupero della somma dovuta. In ipotesi di risoluzione della vendita, l’acquirente sarà tenuto al pagamento a favore di Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. di una penale pari alle provvigioni perse, dovute sia da parte del mandante che dell’acquirente. La consegna del bene potrà avvenire esclusivamente solo dopo il saldo integrale del prezzo di aggiudicazione.
11. Per i lotti contraddistinti con il simbolo (β), il venditore ricopre la qualifica di professionista. Nel caso in cui l’acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo le vendite concluse mediante offerte scritte senza partecipazione diretta in sala, telefoniche o offerte online costituiscono contratti a distanza ai sensi e per gli effetti degli artt. 45 e ss. del Codice del Consumo.
Salvo quanto previsto al comma che segue, ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. m) del Codice del Consumo, l’acquirente non potrà usufruire del diritto di recesso in quanto il contratto è da intendersi concluso in occasione di un’asta pubblica secondo la definizione di cui all’art. 45, comma 1, lett. o) del suddetto Codice del Consumo.
Per i lotti contraddistinti con il simbolo (β), in ipotesi di aste che si svolgono esclusivamente online senza possibilità di partecipazione all’asta di persona contraddistinte con la dicitura “asta a tempo”, è riconosciuto all’acquirente il diritto di recesso ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 59 del Codice del Consumo. L’acquirente potrà recedere dal contratto entro quattordici giorni dal momento in cui è entrato in possesso del bene acquistato, senza dover fornire alcuna motivazione, inviandone
comunicazione per raccomandata AR ovvero tramite PEC alla Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. all’indirizzo pandoaste@pec.pandolfini.it. A tal fine potrà essere inviata una qualsiasi dichiarazione esplicita della decisione di recedere dal contratto ovvero potrà essere utilizzata la comunicazione tipo scaricabile al seguente link: www.pandolfini.it/it/content/modulo-direcesso.asp
Il termine sopra previsto si intende rispettato se la comunicazione relativa all’esercizio del diritto di recesso è inviata dal consumatore prima della scadenza del periodo di recesso. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l., a sua volta, provvederà a comunicare l’avvenuto recesso al venditore. Il costo per la riconsegna del bene sarà a carico dell’acquirente che provvederà quindi alla restituzione a sua cura e spese nel termine di quattordici giorni dal ricevimento da parte della Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. della comunicazione del recesso. Il termine è rispettato se l’acquirente rispedisce i beni prima della scadenza del periodo di quattordici giorni.
La Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. rimborserà il pagamento ricevuto dal consumatore per l’acquisto del bene, entro quattordici giorni dal giorno in cui è informata della decisione del consumatore di recedere dal contratto.
La Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. potrà però trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto la restituzione dei beni oggetto di recesso. Il rimborso verrà effettuato utilizzando lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore per la transazione iniziale, salvo che il consumatore abbia espressamente convenuto altrimenti e a condizione che questi non debba sostenere alcun costo quale conseguenza del rimborso. Ai fini dell’esercizio del diritto di recesso, l’acquirente si intende comunque entrato nel possesso del bene acquistato nel momento in cui siano trascorsi dieci giorni dall’avvenuto pagamento da parte dell’acquirente e lo stesso non abbia provveduto al ritiro del bene.
12. Gli acquirenti sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni legislative e regolamenti in vigore relativamente agli oggetti sottoposti a notifica, con particolare riferimento al D.Lsg. n. 42/2004. La vendita di oggetti sottoposti alla normativa sopra indicata sarà quindi sospensivamente condizionata al mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero competente nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia così come previsto dall’art. 61 del suddetto D.Lgs. n. 42/2004. Durante il termine utile ai fini dell’esercizio del diritto di prelazione, il bene non potrà comunque essere consegnato all’acquirente ai sensi dell’art. 61, comma 4, del D.Lgs. n. 42/2004. L’aggiudicatario non potrà, in caso di esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato, pretendere da Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. o dal Venditore alcun rimborso od indennizzo.
13. Il Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 disciplina l’esportazione dei Beni Culturali al di fuori del territorio della Repubblica Italiana, mentre l’esportazione al di fuori della Comunità Europea è altresì assoggettata alla disciplina prevista dal Regolamento CEE n. 116/2009 del 18 dicembre 2008. L’esportazione di oggetti è regolata dalla suddetta normativa e dalle leggi doganali e tributarie in vigore. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. non risponde del rilascio dei relativi permessi previsti né può garantirne il rilascio. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. declina quindi ogni responsabilità nei confronti degli acquirenti in ordine ad eventuali restrizioni all’esportazione dei lotti aggiudicati. La mancata concessione delle suddette autorizzazioni non possono giustificare l’annullamento dell’acquisto né il mancato pagamento. Si ricorda che i reperti archeologici di provenienza italiana non possono essere esportati.
14. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 22 D. Lgs n. 231/2007 (Decreto Antiriciclaggio), i clienti si impegnano a fornire tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per consentire a Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l di
adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Resta inteso che il perfezionamento dell’operazione è subordinato al rilascio da parte del Cliente delle informazioni richieste da Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l per l’adempimento dei suddetti obblighi. Ai sensi dell’art. 42 D. Lgs n. 231/07, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l si riserva la facoltà di astenersi e non concludere l’operazione nel caso di impossibilità oggettiva di effettuare l’adeguata verifica della clientela.
15. Il presente regolamento viene accettato automaticamente da quanti concorrono alla vendita all’asta. Per tutte le contestazioni è stabilità la competenza del Foro di Firenze.
16. I lotti contrassegnati con * sono stati affidati da soggetti I.V.A. e pertanto assoggettati ad I.V.A. come segue: 22% sul prezzo di aggiudicazione e 22% sul corrispettivo netto d’asta.
17. I lotti contrassegnati in catalogo con il simbolo ** sono soggetti al regime IVA agevolato introdotto dall’art. 9 del D.L. 95/2025, convertito con modificazioni dalla L. 118/2025, che prevede l’applicazione dell’aliquota ridotta del 5% esclusivamente sul prezzo di aggiudicazione delle opere rientranti nelle categorie ammesse. Restano soggetti ad IVA con aliquota ordinaria (22%) i diritti d’asta.
18. I lotti contrassegnati con (λ) s’intendono corredati da attestato di libera di circolazione, mentre i lotti contrassegnati con ( ), da attestato di avvenuta spedizione o importazione.
19. I lotti contrassegnati con sono assoggettati al diritto di seguito. Il decreto legislativo n. 118 del 13 febbraio 2006 ha introdotto il diritto degli autori di opere e di manoscritti, e dei loro eredi, ad un compenso sul prezzo di goni vendita, successivamente alla prima, dell’opera originale, il c.d. “diritto di seguito”.
Detto compenso è dovuto nel caso il prezzo di vendita non sia inferiore ad €. 3.000 ed è così determinato:
a) 4% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 3.000 ed €. 50.000
b) 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 50.000,01 ed €. 200.000
c) 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 200.000,01 ed €. 350.000
d) 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra €. 350.000,01 ed €. 500.000
e) 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore ad €. 500.000
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. è tenuta a versare il “diritto di seguito” per conto dei venditori alla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).
Nel caso il lotto sia soggetto al c.d. “diritto di seguito” ai sensi dell’art. 144 della legge 633/41, l’aggiudicatario si impegna a corrispondere, oltre all’aggiudicazione, alle commissioni d’asta e alle altre spese eventualmente gravanti, anche l’importo che spetterebbe al Venditore pagare ai sensi dell’art. 152 l. 633/41, che Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. si impegna a versare al soggetto incaricato della riscossione.
20. I lotti contrassegnati con sono offerti senza riserva.
21. L’informativa sul trattamento dei dati personali è consultabile sul sito internet della Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. al seguente indirizzo www.pandolfini.it/it/content/privacy.asp.
COME PARTECIPARE ALL’ASTA
Le aste sono aperte al pubblico e senza alcun obbligo di acquisto. I lotti sono solitamente venduti in ordine numerico progressivo come riportati in catalogo. II ritmo di vendita è indicativamente di 90 - 100 lotti l’ora ma può variare a seconda della natura degli oggetti.
Offerte scritte e telefoniche
Nel caso non sia possibile presenziare all’asta, Pandolfini CASA D’ASTE potrà concorrere per Vostro conto all’acquisto dei lotti.
Per accedere a questo servizio, del tutto gratuito, dovrete inoltrare l’apposito modulo che troverete in fondo al catalogo o presso i ns. uffici con allegato la fotocopia di un documento d’identità. I lotti saranno eventualmente acquistati al minor prezzo reso possibile dalle altre offerte in sala.
In caso di offerte scritte dello stesso importo sullo stesso lotto, avrà precedenza quella ricevuta per prima.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. offre inoltre ai propri clienti la possibilità di essere contattati telefonicamente durante l’asta per concorrere all’acquisto dei lotti proposti.
Sarà sufficiente inoltrare richiesta scritta che dovrà pervenire 12 ore prima della vendita. Detto servizio sarà garantito nei limiti della disposizione delle linee al momento ed in ordine di ricevimento delle richieste.
Per quanto detto si consiglia di segnalare comunque un’offerta che ci consentirà di agire per Vostro conto esclusivamente nel caso in cui fosse impossibile contattarvi.
Rilanci
Il prezzo di partenza è solitamente inferiore alla stima indicata in catalogo ed i rilanci sono indicativamente pari al 10% dell’ultima battuta. In ogni caso il Banditore potrà variare i rilanci nel corso dell’asta.
Pagamenti
Il pagamento dei lotti dovrà essere effettuato, in €, entro il giorno successivo alla vendita, con una delle seguenti forme:
- contanti nei limiti di legge previsti al momento del pagamento
- assegno circolare non trasferibile o assegno bancario previo accordo con la Direzione amministrativa. intestato a:
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.
- bonifico bancario presso:
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Via dei Pecori 8 - FIRENZE
IBAN IT 21T 01030 02800 000063650896 intestato a Pandolfini Casa d’Aste Swift BIC PASCITMMFIR
Ritiro lotti
I lotti pagati nei tempi e modi sopra riportati dovranno, salvo accordi contrari, essere immediatamente ritirati.
Pandolfini fornisce un servizio di logistica con spese a carico del cliente.
Per altre informazioni si rimanda alle Condizioni Generali di Vendita.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. agisce per conto dei venditori in virtù di un mandato con rappresentanza e pertanto non si sostituisce ai terzi nei rapporti contabili.
I lotti venduti da Soggetti I.V.A. saranno fatturati da quest’ultimi agli acquirenti.
La ns. fattura, pur riportando per quietanza gli importi relativi ad aggiudicazione ed I.V.A., è costituita unicamente dalla parte appositamente evidenziata.
ACQUISTARE DA PANDOLFINI
Le stime in catalogo sono espresse in Euro (€). Dette valutazioni, puramente indicative, si basano sui prezzo medio di mercato di opere comparabili, nonché sullo stato di conservazione e sulle qualità dell’oggetto stesso.
I cataloghi Pandolfini includono riferimenti alle condizioni delle opere solo nelle descrizioni di opere multiple (quali stampe, libri, vini e monete). Si prega di contattare l’esperto del dipartimento per richiedere un condition report di un lotto particolare. I lotti venduti nelle nostre aste saranno raramente, per natura, in un perfetto stato di conservazione, ma potrebbero presentare, a causa della loro natura e della loro antichità, segni di usura, danni, altre imperfezioni, restauri o riparazioni. Qualsiasi riferimento alle condizioni dell’opera nella scheda di catalogo non equivale a una completa descrizione dello stato di conservazione. I condition report sono solitamente disponibili su richiesta e completano la scheda di catalogo. Nella descrizione dei lotti, il nostro personale valuta lo stato di conservazione in conformità alla stima dell’oggetto e alla natura dell’asta in cui è inserito. Qualsiasi affermazione sulla natura fisica del lotto e sulle sue condizioni nel catalogo, nel condition report o altrove è fatta con onestà e attenzione. Tuttavia il personale di Pandolfini non ha la formazione professionale del restauratore e ne consegue che ciascuna affermazione non potrà essere esaustiva. Consigliamo sempre la visione diretta dell’opera e, nel caso di lotti di particolare valore, di avvalersi del parere di un restauratore o di un consulente di fiducia prima di effettuare un’offerta.
Ogni asserzione relativa all’autore, attribuzione dell’opera, data, origine, provenienza e condizioni costituisce un’opinione e non un dato di fatto.
Si precisano di seguito per le attribuzioni:
1. ANDREA DEL SARTO: a nostro parere opera dell’artista.
2. ATTRIBUITO AD ANDREA DEL SARTO: è nostra opinione che l’opera sia stata eseguita dall’artista, ma con un certo grado d’incertezza.
3. BOTTEGA DI ANDREA DEL SARTO: opera eseguita da mano sconosciuta ma nell’ambito della bottega dell’artista, realizzata o meno sotto la direzione dello stesso.
4. CERCHIA DI ANDREA DEL SARTO: a ns. parere opera eseguita da soggetto non identificato, con connotati associabili al suddetto artista. E’ possibile che si tratti di un allievo.
5. STILE DI …; SEGUACE DI …; opera di un pittore che lavora seguendo lo stile dell’artista; può trattarsi di un allievo come di altro artista contemporaneo o quasi.
6. MANIERA DI ANDREA DEL SARTO: opera eseguita nello stile dell’artista ma in epoca successiva.
7. DA ANDREA DEL SARTO: copia di un dipinto conosciuto dell’artista.
CORRISPETTIVO D’ASTA E I.V.A.
Al prezzo di aggiudicazione dovrà essere aggiunto un importo dei diritti d’asta pari al:
- 26% fino a 250.000 euro
- 22% sulla parte eccedente
Tali percentuali sono comprensive dell’iva in base alla normativa vigente
8. IN STILE …: opera eseguita nello stile indicato ma di epoca successiva.
9. I termini firmato e/o datato e/o siglato, significano che quanto riportato è di mano dell’artista.
10. Il termine recante firma e/o data significa che, a ns. parere, quanto sopra sembra aggiunto successivamente o da altra mano.
11. Le dimensioni dei dipinti indicano prima l’altezza e poi la base e sono espresse in cm. Le dimensioni delle opere su carta sono invece espresse in mm.
12. I lotti contrassegnati con (λ) s’intendono corredati da attestato di libera di circolazione o attestato di temporanea importazione artistica in Italia.
13. Il peso degli oggetti in argento è calcolato al netto delle parti in metallo, vetro e cristallo. Per gli argenti con basi appesantite il peso non è riportato.
14. I lotti contrassegnati con sono assoggettati al diritto di seguito.
Lotti contrassegnati con * in catalogo
Le aggiudicazioni dei lotti contrassegnati con * ed assoggettati ad iva con regime ordinario avranno invece le seguenti maggiorazioni: - iva del 22% sul prezzo di aggiudicazione - diritti d’asta del 26% fino a 250.000 euro e del 22% sulla parte eccedente
Le vendite effettuate in virtù di mandati senza rappresentanza stipulati con soggetti IVA per beni per i quali non sia stata detratta l’imposta all’atto di acquisto sono soggette al regime del Margine ai sensi dell’art. 40 bis D.L. 41/95.
ACQUISTARE DA PANDOLFINI
Modalità di pagamento
Il pagamento potrà avvenire nelle seguenti modalità:
a) contanti nei limiti di legge previsti al momento del pagamento;
b) assegno circolare soggetto a preventiva verifica con l’istituto di emissione;
c) assegno bancario di conto corrente previo accordo con la direzione amministrativa della Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.;
d) bonifico bancario intestato a Pandolfini Casa d’Aste
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Filiale FIRENZE - Via dei Pecori, 8 IBAN: IT 21T 01030 02800 000063650896
BIC: PASCITMMFIR
Diritto di seguito
Il decreto Legislativo n. 118 del 13 febbraio 2006 ha introdotto il diritto degli autori di opere e di manoscritti, e dei loro eredi, ad un compenso sul prezzo di ogni vendita, successiva alla prima, dell’opera originale, il c.d. “diritto di seguito”.
Detto compenso è dovuto nel caso il prezzo di vendita non sia inferiore ad € 3.000 ed è così determinato
a) 4% fino a € 50.000;
b) 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 50.000,01 ed € 200.000;
c) 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 200.000,01 ed € 350.000;
d) 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 350.000,01 ed € 500.000;
e) 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore ad € 500.000.
Pandolfini Casa d’Aste è tenuta a versare il “diritto di seguito” per conto dei venditori alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).
Nel caso il lotto sia soggetto al c.d. “diritto di seguito” ai sensi dell’art. 144 della legge 633/41, l’aggiudicatario s’impegna a corrispondere, oltre all’aggiudicazione, alle commissioni d’asta ed alle altre spese eventualmente gravanti, anche l’importo che spetterebbe al Venditore pagare ai sensi dell’art. 152 L. 633/41, che Pandolfini s’impegna a versare al soggetto incaricato delle riscossione. Si ricorda che per l’esportazione di opere che hanno più di 50 anni la legge italiana prevede la richiesta di un attestato di libera circolazione. Il tempo di attesa per il rilascio di tale documentazione è di circa 40 giorni dalla presentazione dell’opera e dei relativi documenti alla Soprintendenza Belle Arti.
In caso di aggiudicazione del lotto da parte di un compratore straniero, si prega il cliente di contattare immediatamente il dipartimento competente in merito all’opera acquistata per informazioni sul preventivo e per le pratiche relative all’esportazione e al trasporto delle opere in paesi esteri.
Il mancato rilascio o il ritardo del rilascio della licenza non costituisce una causa di risoluzione o annullamento della vendita, né giustifica il ritardo del pagamento da parte dell’acquirente.
VENDERE DA PANDOLFINI
Valutazioni
Presso gli uffici di Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. è possibile, su appuntamento, ottenere una valutazione gratuita dei Vostri oggetti. In alternativa, potrete inviare una fotografia corredata di tutte le informazioni utili alla valutazione, in base alla quale i ns. esperti potranno fornire un valore di stima indicativo.
Mandato per la vendita
Qualora decidiate di affidare gli oggetti per la vendita, il personale Pandolfini Vi assisterà in tutte le procedure. Alla consegna degli oggetti Vi verrà rilasciato un documento (mandato a vendere) contenente la lista degli oggetti, i prezzi di riserva, la commissione e gli eventuali costi per assicurazione, foto e trasporto. Dovranno essere forniti un documento d’identità ed il codice fiscale per l’annotazione sui registri di P.S. conservati presso gli uffici Pandolfini. Il mandato a vendere può essere con o senza rappresentanza. Il mandante rimane, eventualmente anche solo in via di manleva nei confronti della Pandolfini, il soggetto responsabile per eventuali pretese che l’acquirente dovesse avanzare in ordine al bene acquistato.
Riserva
Il prezzo di riserva è l’importo minimo (al lordo delle commissioni) al quale l’oggetto affidato può essere venduto. Detto importo è strettamente riservato e sarà tutelato dal Banditore in sede d’asta. Qualora detto prezzo non venga raggiunto, il lotto risulterà invenduto.
Liquidazione del ricavato
Trascorsi circa 35 giorni lavorativi dalla data dell’asta, e comunque una volta ultimate le operazioni d’incasso, provvederemo alla liquidazione, dietro emissione di una fattura contenente in dettaglio le commissioni e le altre spese addebitate.
Commissioni
Sui lotti venduti Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. applicherà una commissione del 13% (oltre ad I.V.A.) mediante detrazione dal ricavato.
CONDITIONS OF SALE
1. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. is charged with selling objects entrusted to the same by consignors as per the deeds registered at the VAT Office of Florence. In the event of mandates with representation, the effects of the sale shall be completed directly by the Seller and the Purchaser, also for the purposes of the possible application of the Consumer Code, without the assumption of any additional liability by Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. other than whatever derives from the mandate received, with Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. acting as a simple intermediary.
2. Sales shall be awarded to the highest bidder. The transfer of sold lots to third parties shall not be accepted. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall hold the successful bidder solely responsible for the payment. For this reason, participation in the auction in the name and on the behalf of third parties shall be notified in advance and Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall reserve the right to refuse to allow the representative to take part in the auction should it deem that the power of representation has not been sufficiently demonstrated.
3. The estimates in the catalogue are purely indicative and are expressed in euros. The descriptions of the lots shall be considered to be no more than an opinion and purely indicative, and shall not, therefore, entail any liability on the part of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. Any complaints should be sent in writing within ten (10) days and, where considered valid, shall solely entail the reimbursement of the amount paid without the right to any further claims.
4. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not issue any guarantees regarding the attribution, authenticity or origin of the goods put up for sale for which the sole person responsible shall exclusively remain the consignor. The consignor shall assume every guarantee and responsibility concerning the goods with reference to – by way of an example but not limited to - the ownership, origin, preservation and marketability of the item which is the subject of this mandate.
5. The auction shall be preceded by an exhibition during which the Director of the sale shall be available for any clarification; the purpose of the exhibition shall be to allow prospective bidders to inspect the state of preservation and the quality of the objects as well as to clarify any possible errors or inaccuracies in the catalogue. The interested parties shall undertake to examine the objects in person, possibly with the assistance of a trusted expert. All the objects shall be “sold as seen” in the same condition and state of preservation in which they are displayed.
6. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may accept absentee bids (written or telephone bids) for the lots for sale on the precise mandate of persons who are unable to attend the auction. The lots shall always be purchased at the best price, in compliance with other bids for the same lots and with the registered reserves. The Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be held responsible for any mistakes in the management of any written or telephone bids whilst undertaking to scrupulously avoid any errors. Bidders are advised to carefully check the numbers of the lots, the descriptions and the figures indicated when filling in the relevant form. Absentee bids of an unlimited amount shall not be accepted. Telephone bidding requests shall only be accepted where formulated in writing before the sale. In the event of two identical absentee bids for the same lot, priority shall be given to the first one received.
7. During the auction the Auctioneer shall have the right to combine or separate the lots and to adopt any measures deemed to be useful
for the optimum management of the event, including the possibility of withdrawing a lot from the same.
8. The lots shall be awarded by the Director of the sale; in the event of a dispute, the contested lot shall be re-offered at the same session based on the last bid received. Bids placed in the salesroom shall always prevail over absentee bids as per point no. 6.
9. Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. may immediately request the total payment of the final price, including the buyer’s premium; this should, in any case, be paid by no later than 12 p.m. on the day after the sale.
10. Lots that have been purchased and paid should be collected within 30 (thirty) days from the date of the auction.
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. will have all the rights of storage and will exempted from any liabilility in relation of the storage and possible deterioration of the object. Once above the mentioned deadline of 30 (thirty) days from the award date has elapsed, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall be entitled to claim all the storage charges. The weekly storage fee shall amount to € 26.00.
The collection of the goods purchased shall be carried out under the responsibility and at the expense of the purchaser either in person or through an incumbent or a carrier/forwarding agent. In any case, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be liable for any damage to the goods suffered during transport; in particular, the purchaser, either directly or through its incumbent, shall undertake to inspect the suitability of the packaging, also based on the characteristics of the object purchased, expressly releasing Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. from any liability in this regard.
In the event that payment is not made within the term of ten (10) days from the auction, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may declare the sale to have been canceled, annulling the awarding of the bid and taking legal steps in order to recover the amount due. In the event of the cancelation of the sale, the purchaser shall be obliged to pay Pandolfini CASA D’ASTE srl a penalty equal to the lost commission due by both the principal and by the purchaser. The delivery of the goods shall take place exclusively once the full balance of the final price has been paid.
11. For lots marked with the symbol (β), the seller holds the qualification of a professional. In the event that the purchaser is a consumer pursuant to art. 3 of the Consumer Code, sales completed by means of absentee bids without direct salesroom participation, in writing, by telephone or online, shall constitute distance contracts pursuant to and as an effect of articles 45 and fol. of the Consumer Code.
Pursuant to art. 59, para. 1 m) of the Consumer Code and barring the provisions of the following paragraph, the purchaser may not take advantage of the right of withdrawal since the contract shall be understood to have been concluded on the occasion of a public auction according to the definition in art. 45, para. 1 o) of the aforementioned Consumer Code.
For lots marked with the symbol (β), in the case of auctions held exclusively online without the possibility of taking part in person, indicated by the wording “timed auction”, the purchaser’s right of withdrawal shall be recognized pursuant to and as an effect of art. 59 of the Consumer Code. The purchaser may withdraw from the contract within fourteen (14) days from entering into possession of the object
purchased without having to provide any motivation, notifying the same by registered letter with advice of receipt or via certified email sent to Pandolfini CASA D’ASTE s.r. at pandoaste@pec.pandolfini.it. Any explicit declaration of the decision to withdraw from the contract may be sent for this purpose or the standard notification which can be downloaded from the following link: www.pandolfini.it/it/content/modulo-di-recesso.asp
The above term shall be understood to have been complied with in the event that the notification of the exercising of the right of withdrawal is sent by the consumer before the expiry of the withdrawal period.
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall, in turn, undertake to notify the seller of the withdrawal. The cost of redelivering the object shall be charged to the purchaser who shall, therefore, undertake to return the same under its own responsibility and at its own expense within fourteen (14) days from when Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. receives the notification of withdrawal. The term shall be deemed to have been complied with if the purchaser returns the goods before the 14-day deadline.
Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall undertake to reimburse all the payments received from the consumer, including the delivery expenses (with the exception of any additional costs arising from the choice of a method of delivery different from the cheaper standard delivery offered), within fourteen (14) days from when it was informed of the consumer’s decision to withdraw from the contract. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. may, however, withhold reimbursement until it has received the returned goods which are the subject of the withdrawal. Reimbursement may be made by employing the same method of payment used by the consumer for the initial transaction, unless the consumer has expressly agreed otherwise and on condition that the same does not have to sustain any other costs as a consequence of the reimbursement.
For the purposes of exercising the right of withdrawal , the purchaser shall, however, be understood to have entered into possession a of the object purchased when ten (10) days have passed from payment by the purchaser without the same undertaking to collect the object.
12. Purchasers should undertake to comply with all the legislative measures and regulations currently in force regarding objects subject to notification, with particular reference to Italian Legislative Decree no. 42/2004. The sale of objects subject to the above regulations shall, therefore, be suspensively conditional upon the absence of the exercising of the right of pre-emption by the competent Ministry within the term of sixty (60) days from the date of receipt of the report as envisaged by art. 61 of above Legislative Decree no. 42/2004. During the period of time permitted for exercising the right of pre-emption, the object may not, however, be delivered to the purchaser pursuant to art. 61, para.4, of Legislative Decree no. 42/2004. In the event of the exercising of the right of pre-emption by the State, the successful bidder may not claim any reimbursement or indemnity from Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. or from the Seller.
13. Italian Legislative Decree no. 42 dated 22 January 2004 regulates the exportation of objects of cultural interest outside Italy, while exportation outside the European Community is regulated by EEC Regulation no. 116/2009 dated 18 December 2008. The exportation of objects is regulated by the above regulations and by the customs and tax laws in force. Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall not be deemed responsible for and cannot guarantee the issuing of the relevant permits. Therefore Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall decline any responsibility vis-à-vis the purchasers with regard to any restrictions on the exportation of the lots awarded. The failure to grant the above authorizations shall not justify the cancellation of the purchase or the non-payment of the same. It should be remembered that archeological findings of Italian origin may not be exported.
14. Pursuant to and as an effect of art. 22 Legislative Decree no. 231/2007 (Anti-Money Laundering Decree), clients shall undertake to provide all the up to date information necessary for permitting Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l to fulfill the obligations regarding the adequate verification of the clientele. It shall be understood that the completion of the operation shall be subject to the issuing by the Client of the information requested by Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l in order to fulfill the above obligations. Pursuant to art. 42 Legislative Decree no. 231/07, Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l shall reserve the right to abstain from and not conclude the operation in the event of the objective impossibility of carrying out an adequate verification of the clientele.
15. These regulations shall be automatically accepted by anyone participating in the auction. The Court of Florence shall have jurisdiction over any disputes that may arise.
16. Lots marked with * have been entrusted by Consignors subject to V.A.T. and are therefore subject to V.A.T. as follows: 22% payable on the hammer price and 22% on the net buyer’s premium.
17. Lots marked in the catalogue with ** are subject to the reduced VAT regime introduced by Article 9 of Decree Law 95/2025, converted with amendments by Law 118/2025, which provides for the application of a reduced rate of 5% exclusively on the hammer price of works falling within the eligible categories. Auction fees remain subject to VAT at the standard rate (22%).
18. Lots marked with (λ) shall be understood to be accompanied by a certificate of free circulation, while lots marked with by a certificate attesting to the shipment or importation.
19. Lots marked with are subject to resale rights.
Italian Legislative Decree no. 118 dated 13 February 2006 introduced royalties for the authors of works and manuscripts, and their heirs, as a fee on the price of each sale, subsequent to the first sale of the original work, the so-called “resale rights”.
This fee shall be due in the event that the sale price is no less than €. 3,000 and shall be determined as follows:
a) 4% for the part of the sale price comprised between €. 3,000 and €. 50,000
b) 3% for the part of the sale price comprised between €. 50,000.01 and €. 200,000
c) 1% for the part of the sale price comprised between €. 200,000.01 and €. 350,000
d) 0.5% for the part of the sale price comprised between €. 350,000.01 and €. 500,000
e) 0.25% for the part of the sale price above €. 500,000 Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall be obliged to pay the “resale rights” on behalf of the sellers to the Italian Society of Authors and Publishers (SIAE).
In the event that the lot is subject to so-called “resale rights” pursuant to art. 144 of Italian Law no. 633/41, in addition to the payment of the bid awarded, the auction commission and any other expenses due, the successful bidder shall also undertake to pay the amount that the Seller is obliged to pay pursuant to art. 152 of Law no. 633/41, which Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. shall pay to the subject entrusted with collecting the same.
20. Lots marked with are offered without reserve.
21. The privacy policy statement regarding the processing of personal information can be consulted on the Pandolfini CASA D’ASTE s.r.l. website at the following address www.pandolfini.it/it/content/privacy.asp.
AUCTIONS
Auctions are open to the public without any obligation to bid. The lots are usually sold in numerical order as listed in the catalogue. Approximately 90-100 lots are sold per hour, but this figure can vary depending on the nature of the objects.
Absentee bids and telephone bids
If it’s not possible for the bidder to attend the auction in person, Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. will execute the bid on your behalf.
To have access to this free service you will need to send us a photocopy of some form of ID and the relevant form that you will find at the end of the catalogue or in our offices. The lots will be purchased at the best possible price depending on the other bids in the salesroom.
In the event of absentee bids of equal amount, the first one to be placed will have the priority.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. offers its clients the possibility to be contacted by telephone during the auction to participate in the sale. You will need to send a written request within 12 hours prior to the time of the sale. This service is guaranteed depending on the lines available at the time, and according to the order of arrival of the requests.
We therefore advise clients to place a bid that will allow us to execute it on their behalf only when it is not possible to contact them.
Bids
The starting price is usually lower than the estimate stated in the catalogue, and each raising will be approximately 10% of the previous bid.
The raising of the bid during the auction is, in any case at the sole discretion of the auctioneer.
Collection of lots
The lots paid for following the aforementioned procedures must be collected immediately, unless other agreements have been taken with the auction house.
Logistic service may be provided by Pandolfini with shipping costs charged to the customer.
For any other information please see General Conditions of Sale.
Payment
The payment of the lots is due, in EUR, the day following the sale, in any of the following ways:
- cash within the limits established by law at the time of payment
- non-transferable bank draft or personal cheque with prior consent from the administrative office, made payable to: Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.
- bank transfer to:
MONTE DEI PASCHI DI SIENA Via dei Pecori 8 - FIRENZE
IBAN IT 21T 01030 02800 000063650896 headed to Pandolfini Casa d’Aste Swift BIC PASCITMMFIR
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. acts on behalf of the Consignor on the basis of a mandate, and does not substitute third parties regarding payments. For lots sold by V.A.T. payers, an invoice will be issued to the purchaser by the seller. Our invoice, though you will find reported the hammer price and the V.A.T., is only made up of the amount highlighted.
BUYING AT PANDOLFINI
The estimates in the catalogue are expressed in Euros (€). These estimates are purely indicative and are based on the mean price of comparable pieces on the market, on the condition and on the characteristics of the object itself.
The catalogues of Pandolfini include information on the condition of the objects only when describing multiple lots (such as prints, books, coins and bottles of wine). Please request a condition report of the lot you are interested in from the specialist in charge.
Lots sold in our auctions will rarely be in perfect condition and may show, due to their nature and age, signs of wear, damage, restoration or repair and other imperfections. Any reference to the condition of the object in the catalogue is not equivalent to a complete description of its condition. Condition reports are usually available on request and complete the catalogue entries. In the description of the lots, our staff judges the condition of the object in accordance with its estimate and the kind of auction in which it has been included. Any statement in the catalogue, in the condition report or elsewhere, regarding the physical nature of the lot and its condition, is given honestly and scrupulously. The staff of Pandolfini however does not have the professional training of a restorer: any statement therefore should not be considered exhaustive. Potential purchasers are always advised to inspect the object in person and, in the case of lots of particular value, to ask the opinion of a restorer or of a trusted consultant before placing a bid.
Any statement regarding the author, the attribution of the work, dating, origin, provenance and condition is to be considered a simple opinion and not an actual fact.
As concerning attributions, please note that:
1. ANDREA DEL SARTO: in our opinion a work by the artist.
2. ATTRIBUTED TO ANDREA DEL SARTO: in our opinion the work was executed by the artist, but with a degree of uncertainty.
3. ANDREA DEL SARTO’S WORKSHOP: work executed by an unknown artist in the workshop of the artist, whether or not under his direction.
4. ANDREA DEL SARTO’S CIRCLE: in our opinion a work executed by an unidentifiable artist, with characteristics referable to the aforementioned artist. He may be a pupil.
5. STYLE OF…; FOLLOWER OF…; a work by a painter who adheres to the style of the artist: he could be a pupil or another contemporary, or almost contemporary, artist.
6. MANNER OF ANDREA DEL SARTO: work executed imitating the style of the artist, but at a later date.
7. FROM ANDREA DEL SARTO: copy from a painting known to be by the artist.
BUYER’S PREMIUM AND VAT
A buyer’s premium will be added to the hammer price amounting to:
- 26% up to € 250,000
- 22% on any excess amount
These percentages shall include VAT in accordance with current regulation
8. IN THE STYLE OF…: work executed in the style specified, but from a later date.
9. The terms signed and/or dated and/or initialled means that it was done by the artist himself.
10. The term bearing the signature and/or date means that, in our opinion, the writing was added at a later date or by a different hand.
11. In the measurements of the paintings, expressed in cm, height comes before base. The size of works on paper is instead expressed in mm.
12. For lots with the symbol (λ), an export licence or a temporary importation licence is available.
13. The weight of silver objects is a net weight, excluding metal, glass and crystal parts. The weight of silver objects with a weighted base will not be indicated.
14. Lots with the symbol are subjected to the “resale right”.
Lots marked * in the catalogue
The sale of lots marked * and subject to ordinary VAT will instead be increased as follows:
- 22% VAT on the hammer price
- 26% buyer’s premium up to € 250,000 and 22% on any excess amount
Sales carried out by virtue of mandates without the power of representation that are stipulated with VAT subjects and involve goods for which the tax has not been deducted at the moment of purchase shall be subject to the VAT Margin scheme pursuant to art. 40 b) of Italian Legislative Decree 41/95.
BUYING AT PANDOLFINI
Terms of payment
The following methods of payment are accepted:
a) cash within the limits established by law at the time of payment;
b) bank draft subject to prior verification with the issuing bank;
c) current account bank check upon agreement with the administrative offices of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l.;
d) bank transfer made out to Pandolfini Casa d’Aste MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Filiale FIRENZE - Via dei Pecori, 8 IBAN: IT 21T 01030 02800 000063650896
BIC: PASCITMMFIR
Resale right
The Legislative Decree n. 118 dated 13th February 2006 introduced the right for authors of works of art and manuscripts, and for their heirs, to receive a remuneration from the price of any sale after the first, of the original work: this is the so-called “resale right”.
This payment is due for selling prices over €3.000 and is determined as follows:
a) 4 % up to € 50.000;
b) 3 % for the portion of the selling price between € 50.000,01 and € 200.000;
c) 1 % for the portion of the selling price between € 200.000,01 and € 350.000;
d) 0,5 % for the portion of the selling price between € 350.000,01 and € 500.000;
e) 0,25 % for the portion of the selling price exceeding € 500.000.
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. is liable to pay the “resale right” on the sellers’ behalf to the Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE).
Should the lot be subjected to the “resale right” in accordance with the art. 144 of the law 633/41, the purchaser will pay, in addition to the hammer price, to the commission and to other possible expenses, the amount that would be due to the Seller in accordance with the art. 152 of the law 633/41, that Pandolfini will pay to the subject authorized to collect it.
Please remember that, in the case of the exportation of works that are over 50 years old, according to Italian law a certificate of free circulation should be requested. The waiting time for the issuing of this documentation is around forty (40) days from the presentation of the work and the relevant documents to the Soprintendenza Belle Arti (Superintendency of Fine Arts).
In the event that the lot is awarded to a foreign buyer, the client is requested to immediately contact the competent department regarding the work purchased for information about the estimate and the paperwork necessary for the exportation and transport of the work to a foreign country.
The failed or delayed issuing of the license shall not constitute grounds for the rescinding or annulment of the sale, nor shall it justify any delay in the payment by the purchaser.
SELLING THROUGH PANDOLFINI
Evaluations
You can ask for a free evaluation of your objects by fixing an appointment at the headquarters of Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. Alternatively, you may send us a photograph of the objects and any information which could be useful: our specialists will then express an indicative evaluation.
Mandate of sale
If you should decide to entrust your objects to us, the Pandolfini staff will assist you through the entire process. Upon delivery of the objects you will receive a document (mandate of sale) which includes a list of the objects, the reserves, our commission and possible costs for insurance, photographs and shipping. We will need some form of ID and your date and place of birth for the registration in the P.S. registers in the offices of Pandolfini. The mandate of sale is a mandate of representation: therefore Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. cannot substitute the seller in his relations with third parties.
Reserve
The reserve is the minimum amount (commission included) at which an object can be sold. This sum is strictly confidential and the auctioneer will ensure it remains so it during the auction. If the reserve is not reached, the lot will remain unsold.
Payment
You will receive payment within 35 working days from the day of the sale, provided the payment on behalf of the purchaser is complete, with the issue of a detailed invoice reporting commissions and any other charges applicable.
Commission
Pandolfini CASA D’ASTE S.r.l. will apply a 13% (plus V.A.T.) commission which will be deducted from the hammer price.
PANDOLFINI ONLINE
IL SISTEMA PIÙ SEMPLICE PER ACQUISTARE ALL’ASTA
Potete partecipare alle aste di orologi, distillati, dipinti, arredi, sculture, vini, gioielli, orologi, disegni, curate dai nostri esperti.
Partecipare è molto semplice: andate sul nostro sito, cliccate su ASTE e selezionate ASTE ONLINE
Lì potrete scegliere la vendita di vostro interesse e consultare i cataloghi, come per le aste in presenza.
Per poter fare un’offerta è necessario registrarsi nell’area My Pandolfini e compilare il modulo online fornendo tutti i dati richiesti: documento d’identità valido, codice fiscale, carta di credito e referenze bancarie.
Una volta effettuato l’invio dovrete attendere una e-mail di conferma per l’abilitazione
Una volta abilitati potrete fare un’offerta sfogliando il catalogo e cliccando su INVIA OFFERTA, comparirà un pannello come illustrato qui sulla destra con le seguenti indicazioni:
• Data e ora del termine dell’asta
• Countdown del tempo restante
• Pulsante offerta con inserimento prestabilito
• Inserimento offerta massima.
Sarà sempre possibile verificare la situazione delle offerte consultando la vostra area riservata in My Pandolfini
Il sistema informerà sempre sulle variazioni di offerta attraverso una e-mail, sarà quindi possibile rilanciare sino alla conclusione dell’asta. 1 2 3 4 5
Via Padre Giuliani 7 (angolo via Einaudi) 30174 Mestre VE tel. 041 950354 – fax 041 950539 www.fidesarte.com info@fidesarte.com
FINARTE S.P.A.
Via Paolo Sarpi 6 - 20154 Milano tel. 02 3363801 – fax 02 28093761 www.finarte.it info@finarte.it
A.N.C.A. Associazione Nazionale delle Case d’Aste REGOLAMENTO
Articolo 1
Borgo degli Albizi 26 – 50122 Firenze tel. 055 2340888-9 - fax 055 244343 www.pandolfini.com info@pandolfini.it
Borgo degli Albizi 26 – 50122 Firenze tel. 055 2340888-9 - fax 055 244343 www.pandolfini.com info@pandolfini.it
SANT’AGOSTINO
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Corso Tassoni 56 – 10144 Torino tel. 011 4377770 - fax 011 4377577 www.santagostinoaste.it info@santagostinoaste.it
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Articolo 1
I soci si impegnano a garantire serietà, competenza e trasparenza sia a chi affida loro le opere d’arte, sia a chi le acquista.
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Articolo 2
Articolo 2
Al momento dell’accettazione di opere d’arte da inserire in asta i soci si impegnano a compiere tutte le ricerche e gli studi necessari, per una corretta comprensione e valutazione di queste opere.
Articolo 3
schede complete e, per i lotti più importanti, con riproduzioni fedeli.
schede complete e, per i lotti più importanti, con riproduzioni fedeli.
I soci si impegnano a pubblicare le proprie condizioni di vendita su tutti i cataloghi.
Articolo 5
Al momento dell’accettazione di opere d’arte da inserire in asta i soci si impegnano a compiere tutte le ricerche e gli studi necessari, per una corretta comprensione e valutazione di queste opere.
Articolo 3
I soci si impegnano a comunicare ai mandanti con la massima chiarezza le condizioni di vendita, in particolare l’importo complessivo delle commissioni e tutte le spese a cui potrebbero andare incontro.
Articolo 4
Corso Tassoni 56 – 10144 Torino tel. 011 4377770 - fax 011 4377577
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Articolo 6
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I soci si impegnano a pubblicare le proprie condizioni di vendita su tutti i cataloghi.
Articolo 5
I soci si impegnano a comunicare ai possibili acquirenti tutte le informazioni necessarie per meglio giudicare e valutare il loro eventuale acquisto e si impegnano a fornire loro tutta l’assistenza possibile dopo l’acquisto.
I soci si impegnano alla collaborazione con le istituzioni pubbliche per la conservazione del patrimonio culturale italiano e per la tutela da furti e falsificazioni.
Articolo 7
I soci si impegnano a comunicare ai possibili acquirenti tutte le informazioni necessarie per meglio giudicare e valutare il loro eventuale acquisto e si impegnano a fornire loro tutta l’assistenza possibile dopo l’acquisto.
I soci rilasciano, a richiesta dell’acquirente, un certificato su fotografia dei lotti acquistati.
I soci si impegnano a comunicare ai mandanti con la massima chiarezza le condizioni di vendita, in particolare l’importo complessivo delle commissioni e tutte le spese a cui potrebbero andare incontro.
Articolo 4
I soci si impegnano a curare con la massima precisione i cataloghi di vendita, corredando i lotti proposti con
I soci rilasciano, a richiesta dell’acquirente, un certificato su fotografia dei lotti acquistati.
I soci si impegnano affinché i dati contenuti nella fattura corrispondano esattamente a quanto indicato nel catalogo di vendita, salvo correggere gli eventuali refusi o errori del catalogo stesso.
I soci si impegnano alla collaborazione con pubbliche per la conservazione del patrimonio italiano e per la tutela da furti e falsificazioni.
Articolo 7
I soci si impegnano ad una concorrenza leale, nel pieno rispetto delle leggi e dell’etica professionale. Ciascun socio, pur operando nel proprio interesse personale e secondo i propri metodi di lavoro si impegna a salvaguardare gli interessi generali della categoria e a difenderne l’onore e la rispettabilità.
Articolo 8
I soci si impegnano affinché i dati contenuti nella fattura corrispondano esattamente a quanto indicato nel catalogo di vendita, salvo correggere gli eventuali refusi o errori del catalogo stesso.
I soci si impegnano a rendere pubblici i listini delle aggiudicazioni.
I soci si impegnano a curare con la massima precisione i cataloghi di vendita, corredando i lotti proposti con
I soci si impegnano a rendere pubblici i listini delle aggiudicazioni.
I soci si impegnano ad una concorrenza rispetto delle leggi e dell’etica professionale. Ciascun socio, pur operando nel proprio personale e secondo i propri metodi di lavoro a salvaguardare gli interessi generali della difenderne l’onore e la rispettabilità.
Articolo 8
La violazione di quanto stabilito dal presente regolamento comporterà per i soci l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 20 dello Statuto ANCA
La violazione di quanto stabilito dal presente comporterà per i soci l’applicazione delle all’art. 20 dello Statuto ANCA
CATANI GAGLIANI
Cognome | Surname
Nome | Name
Ragione Sociale | Company Name
EMAIL
13 MAGGIO 2026
Indirizzo | Address
Città | City
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con le istituzioni patrimonio culturale falsificazioni.
leale, nel pieno professionale. proprio interesse lavoro si impegna della categoria e a
regolamento delle sanzioni di cui
Il nostro ufficio confermerà tutte le offerte ricevute; nel caso non vi giungesse conferma entro il giorno successivo, vi preghiamo di contattarci al +39 055 2340888.
Le offerte dovranno pervenire presso Pandolfini Casa d’Aste almeno 12 ore prima dell’inizio dell’asta.
Vi preghiamo di considerare che Pandolfini potrà contattare i nuovi clienti per ottenere referenze bancarie e qualsiasi altra notizia che riterrà necessaria ai fini della partecipazione all’asta.
Presa visione degli oggetti posti in asta, non potendo essere presente alla vendita, incarico con la presente la direzione di Pandolfini Casa d’Aste di acquistare per mio conto e nome i lotti qui descritti fino alla concorrenza della somma a lato precisata oltre i diritti, le spese di vendita e altri eventuali costi.
Dichiaro di aver letto e di accettare i termini e le condizioni di vendita riportate in catalogo.
Our office will confirm all the offers received; in case you shouldn’t receive confirmation of reception within the following day, please contact +39 055 2340888.
Bids should be submitted at least 12 hours before the auction.
Please note that Pandolfini may contact new clients to request a bank reference and further information to participate at the auction.
Having seen the objects included in the auction and being unable to be present during the sale, with this form I entrust Pandolfini Casa d’Aste to buy the following lots on my behalf up to the sum specified next to them, in addition to the buyer’s premium plus any additional taxes on the hammer price.
I declare that I have read and agree to the sale conditions written in the catalogue.
Cod. Fisc o Partita IVA | VAT
Il modulo dovrà essere accompagnato dalla copia di un documento di identità. The form must be accompanied by a copy of an identity card.