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WikiMilano Magazine - Primavera 2024

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WIKIMILANO

IL MAGAZINE DEI PROTAGONISTI METROPOLITANI

Milano, una storia che si riassume in questa immagine di Andrea Cherchi

OSSERVATORIO & FRIENDS

WikiMilano Magazine si avvale della collaborazione degli esperti del Comitato scientifico dell'Osservatorio Metropolitano di Milano e di tanti amici. Questa sezione multimediale conduce tramite il QR Code (basta inquadrarlo con lo smartphone e cliccare sul link) a una pagina di wikimilano.it da cui accedere ai contenuti qui indicati

EMANUELA CARCANO

Cultura, strumento di welfare

ANDREA CHERCHI

C’è una Milano speciale: galleria di immagini della Milano solidale

GUSTAVO CIOPPA

Il Rap: arte o mera espressione? Quale il suo significato sociale? Regola o eccezione?

REGINA DE ALBERTIS

Milano, uno sguardo al presente per affrontare le sfide del futuro

BARBARA DI CASTRI

Storie di umanità: 160 anni di Croce Rossa Italiana in una mostra divulgativa

www.wikimilano.it/magazine2

FABIO DI VENOSA

Protagonisti metropolitani... alla sbarra!

ANTONINO LA LUMIA

Welfare e giustizia, binomio inscindibile

GIADA LONATI

Un bilancio sull’attività di VIDAS nel 2023

SIMONE LUNGHI

Angeli del Bello: mettiamo a posto il mondo (e Milano). Una stanza per volta

SIMONETTA DI PIPPO

Space Economy: così Milano può diventare leader in orbita

GABRIELLA SCADUTO

Reti di psicologi per i diritti umani

LUCIA VISCONTI

PARISIO

Università Bicocca e Osservatorio Metropolitano insieme, nero su bianco

Emanuela Carcano CdA Fondazione Piccolo Teatro Milano
Fabio Di Venosa Esperto di sicurezza e investigazioni
Andrea Cherchi Giornalista e fotografo
Antonino La Lumia Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano
Gustavo Cioppa Magistrato
Giada Lonati Direttore sanitario VIDAS
Barbara Di Castri Autrice e giornalista
Gabriella Scaduto Psicologa, esperta in Diritti Umani
Regina De Albertis Presidente di Assimpredil-Ance
Simone Lunghi Attivista, presidente dell’associazione Angeli del Bello Milano
Simonetta Di Pippo Scienziata, professoressa universitaria e divulgatrice scientifica
Lucia Visconti Parisio Professoressa universitaria, economista, CDA UniMIB

Catalogo

la scheda dell’opera e la storia del dipinto

Atelier (touch screen) permette di ingrandire ed esplorare il dipinto in dettaglio

Atlante sulla mappa compare l’ubicazione del dipinto

Contesto storico

le più significative testimonianze del contesto storico-culturale

Timeline (touch screen)

i dipinti sono collocati nella cronologia della vita di Leonardo

Disegni la scheda tecnica dei disegni preparatori

“Vieni a scoprire il vero Leonardo da Vinci”

Martin Kemp referente scientifico del Museo Leonardo3

in un solo sguardo tutti i dipinti del maestro

Leonardo3 Museum

Piazza della Scala, ingresso Galleria aperto tutti i giorni dal 2013

Il Welfare Ambrosiano può dirsi una tradizione antica, almeno dai Duchi Sforza, ringraziamo per la fotografia Luca Bisceglia

EDITORIALI | PRIMAVERA 2024

Ed eccoci alla seconda uscita del WikiMilano Magazine. Questa volta abbiamo voluto puntare la nostra attenzione sul cosiddetto Welfare Ambrosiano che ha radici profonde nella storia millenaria di Milano. Un'impronta che risale al sedicesimo secolo con un esempio emblematico: l'ospedale Ca' Granda. Questa imponente struttura fu donata alla città dai Duchi di Milano Sforza, evidenziando un impegno precoce per la cura del prossimo. Tuttavia, è nell'Ottocento che il Welfare Ambrosiano trova una nuova linfa vitale, grazie al contributo di grandi industriali che hanno dedicato risorse considerevoli al bene comune. Da allora Milano è diventata la capitale italiana della solidarietà dove centinaia di Associazioni e volontari operano per migliorare le condizioni di vita di chi ha più problemi. Il nostro sito WikiMilano.it vorremmo dunque diventasse uno strumento utile per orientarsi in questo mondo della Milano del Bene.

Andrea Jarach, direttore responsabile WikiMilano, Bruno Dapei, direttore Osservatorio Metropolitano

Ebbene sì, Milano sa amare, e tanto. Questa nostra città che è sempre di corsa, che è capitale di affari, e ormai anche di turismo, cultura e innovazione, ha un cuore grande così. Il mio interesse o, se volete, la mia sensibilità verso il Welfare milanese arriva dalla mia partecipazione come volontaria, sostenitrice, amica e anche presidente di varie associazioni e dall’esperienza come assessore alla Salute del Comune di Milano che ha allargato il mio orizzonte. Da qui nasce MIama , una “vetrina” per le associazioni che Osservatorio Metropolitano e Amici dell’Osservatorio hanno voluto inaugurare proprio in questo numero di Wikimilano dedicato al Welfare. Con MIama daremo visibilità alle associazioni attraverso i canali multimediali di Wikimilano con l'obiettivo di mettere in evidenza le loro necessità e bisogni, che siano trovare sostenitori o spazi o sostegno di qualsiasi tipo.

Carla De Albertis, responsabile cultura e sociale di Osservatorio e presidente associazione Amici dell’Osservatorio

>> Sopra, Camillo de Milato e Carla De Albertis brindano alla nascita dell'Associazione Amici dell'Osservatorio Metropolitano. In basso, a sinistra Andrea Jarach e al centro Bruno Dapei all’evento dei City Angels che invitano ogni anno all’hotel Principe di Savoia i senza tetto della città. Servono a tavola i tanti amici dei City Angels. Qui insieme a Dapei due veri Protagonisti Metropolitani, il direttore dell’hotel Ezio Indiani e il nostro caro amico ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini.

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Cerchiamo fondi per restituire decoro alla città. Con il progetto Quelli del Bello, potremo snellire i tempi della

Giustizia nei Tribunali offrendo una seconda opportunità a persone “inciampate” in reati di minore allarme sociale e un aiuto a persone fragili.

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info@angelidelbellomilano.org www.angelidelbellomilano.org

INDICE | PRIMAVERA 2024

www.wikimilano.it

Editore

WikiMilano Edizioni Srl

Via Ezio Biondi, 1 20154 Milano

Tel. 02 25063114

E-mail: info@wikimilano.it

Iscritto al Registro Nazionale Operatori della Comunicazione al n. 39583.

Testata registrata al Tribunale di Milano in data 13 giugno 2023 al n. 77

Direttore Responsabile

Andrea Jarach

Hanno collaborato

Laura Bajardelli, Andrea Cherchi, Carla De Albertis, Dalia Gallico, Joy Lacanlale, Silvia Paterlini, Photophonico-Luca Bisceglia

Osservatorio & Friends

Emanuela Carcano, Andrea Cherchi, Gustavo Cioppa, Regina De Albertis, Barbara Di Castri, Simonetta Di Pippo, Fabio Di Venosa, Antonino La Lumia, Giada Lonati, Simone Lunghi, Gabriella Scaduto, Lucia Visconti Parisio

Stampa

La Serigrafica Arti Grafiche, Via Toscanelli 26, 20090 Buccinasco (MI)

Periodico trimestrale organo ufficiale dell'Osservatorio Metropolitano di Milano Abbonamento annuo: 40 euro abbonamenti@wikimilano.it

ALESSANDRA NEGRIOLLI

MUSEOMILANO: TUTTO LEONARDO IN GALLERIA

Il Castello sforzesco e il Duomo con la Madonnina. In uno scatto, le due anime di Milano: quella laica e quella religiosa. Il Welfare ambrosiano tra potere temporale e potere spirituale. Foto di Andrea Cherchi

Si ringrazia Andrea Cherchi

in copertina.

PROTAGONISTI METROPOLITANI

Palazzo Reale, stampa del 1830, si ringrazia Pettinaroli 1881. www.fpettinaroli.it

DOMENICO PIRAINA: PALAZZO REALE TRA STORIA E VITA

Palazzo Reale ebbe un ruolo politico di prestigio fin dal Medioevo, vedendo passare alcune tra le più grandi personalità della storia, da Leonardo Da Vinci a Napoleone Bonaparte. Nella seconda metà del Settecento, sotto il dominio austriaco, il palazzo assunse il ruolo di residenza imperiale. A fine Settecento, avvenne la modifica generale della struttura esterna per mano dell'architetto Giuseppe Piermarini. Tuttavia, il Palazzo divenne ‘’Reale’’ solo nel 1805, quando Milano fu capitale del Regno d'Italia sotto Napoleone primo.

WikiMilano vi conduce con Domenico Piraina alla scoperta di tante curiosità della storia di Palazzo Reale. Per vedere il filmato: www.wikimilano.it/piraina

DI DOMENICO PIRAINA

Direttore Cultura, Comune di Milano

Il 2023 può essere considerato l’anno in cui i musei e le sedi espositive del Comune di Milano hanno completamente recuperato il gap di visitatori che era stato determinato dalla pandemia, raggiungendo la cifra di 3.197.477 visitatori.

Abbiamo quindi realizzato un panel di strumenti il cui scopo è quello di incentivare la fruizione della nostra proposta culturale che è caratterizzata da una offerta che va dalla preistoria all’arte contemporanea, dai musei artistici, a quelli scientifici a quelli storici.

La programmazione espositiva di Palazzo Reale del 2024 si presenta estremamente promettente, proponendo progetti sia fortemente internazionali, grazie alla collaborazione con grandi istituti museali europei, sia focalizzati a mettere in evidenza l’arte italiana, attraverso un ventaglio ampio di proposte che comprende arte moderna, fotografia e arte contemporanea. La stagione, di cui offro solo alcuni aspetti salienti, si apre con un affondo sulla grande

stagione impressionista e più latamente sulla città di Parigi, con un ideale passaggio del testimone olimpico tra Parigi e Milano (Cezanne e Renoir, Giuseppe De Nittis, Brassai); prosegue poi con alcuni progetti di ricerca dedicati a Picasso, anche rievocativi della grande mostra del 1953; con il celebre artista norvegese Edward Munch di cui verrà proposta una mostra nell’ottantesimo anniversario della morte; per finire con due milanesi di eccellenza come Ugo Mulas ed Enrico Bay, di cui ricorderemo il centenario della nascita.

Parimenti interessante sarà la programmazione di arte contemporanea del Padiglione d’Arte contemporanea e del Museo del Novecento con le mostre dei Masbedo, Haris Epaminonda, Liliana Moro, Adrian Piper, Marcello Maloberti; quella del Mudec, che oltre ad una mostra di Picasso e sul suo rapporto con il

PROTAGONISTI METROPOLITANI

primitivismo propone Martin Parr, Dubuffet e Niki de Saint Phalle, una riflessione sulla storia del Tatuaggio e un’altra sulla storia della vetrina, una componente essenziale della museologia e non solo; quella del Museo Archeologico che indaga la Milano archeologica e l’antico Egitto; il Museo del Risorgimento che indaga, a cent’anni dell’efferato assassinio, la figura di Giacomo Matteotti; e poi la moda con due proposte: quella di Palazzo Morando per Daniele Tamagni e quella per Dolce & Gabbana di Palazzo Reale. A questo quadro va aggiunta la sempre più convincente programmazione espositiva della Fabbrica del Vapore che culminerà con una mostra di Tim Burton e l’intensa attività espositiva che rafforza con grande coerenza la visita alle esposizioni permanenti del Museo di Storia Naturale, dell’Acquario e del Castello Sforzesco.

>> Nel 1953 la mostra di Picasso che si tenne a Milano si trasformò in un evento storico: all'ultimo momento l'artista fu convinto a far arrivare dal Metropolitan Museum di New York la grande tela «Guernica» che fu esposta nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Oggi Picasso ritorna in una grande mostra a Palazzo Reale che si inaugurerà il 20 settembre.

WikiBio

Domenico Piraina

(Platania, 1962) è un dirigente pubblico italiano, direttore Cultura del Comune di Milano.

La formazione storico-artistico-letteraria unita agli studi giuridico-economici, gli consente di intraprendere una significativa carriera in ambito museale, diventando uno dei managerculturali più noti in Italia, con forti relazioni con le più importanti Istituzioni internazionali del settore.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Domenico_Piraina

7 DICEMBRE 2023: AMBROGINO D’ORO

È NATA L’ASSOCIAZIONE AMICI DELL’ OSSERVATORIO

Venerdì 1 marzo al “battesimo” erano presenti, nell’affollato salone affreschi della Società Umanitaria, oltre ai 35 membri del Consiglio Direttivo e Comitato Scientifico, anche tanti rappresentanti del mondo sociale, economico e professionale della Città metropolitana.

Auguri di buon lavoro alla prima presidente Carla De Albertis e alla sua squadra iniziale (vicepresidente Avv. Rossella Vitali, direttore Bruno Dapei, tesoriere Fabio Di Venosa, responsabile organizzazione eventi, Marilena Ganci).

Ma abbiamo celebrato anche un “matrimonio”, con la firma di un accordo quadro tra l’ Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Osservatorio. Ringrazio non solo la rettrice e presidente CRUI, Giovanna Iannantuoni, ma anche la professoressa Lucia Visconti Parisio quale referente.

Fra i tanti importanti progetti in corso, anche quello dell’economia dello spazio, con l’astrofisica Simonetta Di Pippo, membro del nostro board, per lanciare Milano quale hub della space economy

Non posso non ringraziare, per il successo dell’evento, anche il padrone di casa, presidente Alberto Jannuzzelli, il direttore generale dell’Osservatorio Bruno Dapei, il consigliere e direttore editoriale di WikiMilano e Wikimilano magazine

Andrea Jarach, la nostra responsabile comunicazione, Silvia Paterlini e la nostra social media strategist, Chiara Giudici.

Camillo de Milato, presidente dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

>> Nella pagina a fianco in alto, un momento della sottoscrizione dell'accordo quadro tra Osservatorio

Metropolitano e Università di Milano

- Bicocca. Da sinistra, Filippo Grassia, Camillo de Milato, la rettrice Giovanna Iannantuoni, Lucia Visconti Parisio e Carla De Albertis.

A sinistra, il brindisi alla nascita dell’associazione Amici dell’Osservatorio nella splendida cornice dell’Umanitaria.

1 MARZO 2024: ACCORDO QUADRO CON UNIVERSITÀ BICOCCA

COMITATO SCIENTIFICO: NEW ENTRIES

Filippo Barberis Avvocato e amministratore locale Innovazione PA e Reti territoriali

Alfonso Miro Esperto di Politica internazionale

Adriano Bassi Maestro d'orchestra

Carmelo Ferraro Direttore dell'Ordine degli Avvocati

Thomas Parma Manager

Scaduto Psicologa Esperta di Diritti

OBIETTIVO BENE COMUNE

Procede incessante la tessitura di una grande rete per il bene comune. Fondamentale sarà la collaborazione dell’Osservatorio con i 49 Rotary Club del Distretto 2041, presieduto dal governatore Giulio Koch. Giovani, Lavoro e Ambiente sono i temi che l’Osservatorio condividerà con il Rotary nell’ottica di attivare sinergie positive basate sul comune spirito di servizio.

>> Sopra, Camillo de Milato e Giulio Koch
Gabriella

MIama, UNA VOCE PER LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO

EBBENE SÌ, MILANO SA AMARE

Con questo numero inauguriamo la rubrica MIama, una vetrina per le tantissime associazioni, più o meno note, che insieme fanno del capoluogo lombardo una delle città simbolo della solidarietà e del volontariato per il bene comune. La rubrica, curata dall'Osservatorio Metropolitano di Milano, sarà un viaggio nel variegato mondo dell’associazionismo milanese.

DI CARLA DE ALBERTIS

LIBERAMENTE ODV: VICINO AI

GIOVANI CONTRO IL DISTURBI

MENTALI E DEL COMPORTAMENTO liberaMente è attiva nel campo della prevenzione e della lotta al disagio mentale giovanile che si esprime attraverso ansia e depressione, disturbi dell’alimentazione, dell’apprendimento, bullismo e condotte autolesive. Nel corso degli anni ha finanziato borse di studio per la formazione di psicologhe cliniche attive presso la Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli. All’interno della Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenfratelli, di cui sostiene da anni l’attività, ha creato il “Laboratorio di Ricerca e Terapeutica artistica” in collaborazione con i docenti del secondo biennio di Terapia Artistica dell’Accademia di Brera e ha contribuito alla realizzazione del Pronto Soccorso Pediatrico, all’acquisto di materiale medico fornendo anche sostegno alle attività di umanizzazione. Attualmente è impegnata in un grande progetto: La Casa senza Dolore, destinata ai pazienti pediatrici con malattie croniche che necessitano di

trattamenti invasivi e dolorosi.

Il progetto ha l’obiettivo di alleviare il dolore attraverso l’uso di cosiddetti distrattori e altre nuove tecnologie, ridurre le ospedalizzazioni con l’uso di avanzata telemedicina e garantire un accesso rapido, efficace ed esclusivo alle cure in modo innovativo.

Sede: Via Zebedia 7 a Milano e Casa Pediatrica Fatebenefratelli

Presidente: Franca Bifano

Focus: prevenzione e lotta al disagio giovanile

Il progetto in corso: La Casa senza Dolore. Direttore scientifico Angela Mauro, reumatologa pediatrica

Il sogno: portare a termine entro l’estate 2024 la ‘Casa senza Dolore’ trovando nuovi sostenitori

Contatti: 339.1630814/338.2633645 info.liberamentemilano@gmail.com

Sito: www.liberamente-milano.org

>> A sinistra, un momento dello spettacolo teatrale Il Respiro andato in scena il 1 dicembre 2023 al Cine Teatro

Sala Argentia di Gorgonzola. Foto Simone Sangalli

COOPERATIVA SOCIALE IL SORRISO

La cooperativa sociale Il Sorriso da 30 anni si occupa di persone con disabilità con due Centri diurni a Carugate e Pessano con Bornate, una comunità residenziale a Bussero e un’offerta di servizi destinati a 11 Comuni sul territorio della Martesana. Uno dei nuovi progetti in cantiere è il laboratorio artistico teatrale L’Officina delle Variazioni, nato dall’idea dell’educatrice teatrale e regista Anna Troiano che ne cura la direzione artistica, con la collaborazione del fotografo Simone Sangalli. Il progetto consiste in laboratori teatrali dedicati a persone con disabilità con l’aggiunta di attività mirate a minimizzare gli sprechi attraverso il riciclo di materiali di scarto del territorio. L’Officina ha messo in scena lo spettacolo Il Respiro, nato dai racconti degli attori condivisi all’interno dei laboratori. Il gruppo teatrale è composto da persone di diverse età, con diverse disabilità e storie. Ad aprire lo spettacolo, una mostra fotografica che introduce al tema del “respiro”. Un progetto dove la disabilità diventa unicità.

Sede: Via Bertarini 45 a Carugate

Presidente: Paolo Taverna

Numeri: 60 utenti inseriti, 20 operatori, 30 soci, 100 volontari riuniti in associazione

Focus: persone con disabilità

Il progetto in corso: Officina delle Variazioni con lo spettacolo Il Respiro, idea e regia di Anna Troiano

Il sogno: trovare chi li aiuti a portare lo spettacolo in un teatro milanese

Contatti: 029252429 info@ilsorriso.net

Sito: www.ilsorriso.net

GILS. GRUPPO ITALIANO PER LA LOTTA ALLA

SCLERODERMIA ODV ETS

GILS ha come obiettivo la lotta alla sclerodermia attraverso il sostegno ai malati e ai loro famigliari, il sostegno alla ricerca, la formazione a malati, famigliari, operatori e la sensibilizzazione sulla importanza della prevenzione per questa malattia rara del tessuto connettivo, che lede la funzionalità di tanti organi.

Gils ha attivato importanti servizi: Sclerodermia Unit che offre tempi brevi di diagnosi, assistenza e cura da parte di un team multidisciplinare; il progetto ScleroNet per offrire percorsi ad personam; un numero verde e supporto psicologico e medico nonché un corso di fisioterapia online.

Le Giornate del ciclamino da settembre a fine ottobre sono non solo una modalità di raccolta fondi, ma offrono la possibilità di effettuare la capillaroscopia, esame non invasivo per individuare i primi segnali della malattia.

Sede: Padiglione Litta

della Fondazione IRCSS

Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano

Presidente: Paola Canziani

Focus: lotta alla sclerodermia

Cercano: sostenitori e volontari

Contatti: 0255199506 gils@sclerodermia.net N. Verde 800080266

Sito: www.sclerodermia.net

>> Sopra, da sinistra: Paola Muti (Consigliere Gils), Paola Canziani (Presidente Gils), Elena Lucchini (Assessore Regionale presso Regione Lombardia), Mara Maionchi e Marco Giachetti (Presidente Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico) il 21 settembre 2023 al 39^ piano di Palazzo Regione Lombardia in occasione del Concerto d’apertura della Giornata del Ciclamino. Foto Paolo Liaci

>> Una visita in corso alla Casa pediatrica dell’Ospedale Fatebefratelli e Oftalmico con le attrezzatture donate da liberaMente Odv. Foto Album Italia

>> Al centro Luca Bernardo, direttore di Dipartimento - Pediatria (Casa Pediatrica) - ASST Fatebenefratelli Sacco con la presidente di liberaMente Odv, Franca Bifano e Jana Kelner; a sinistra e a destra Carla de Albertis e la vice presidente di liberaMente Nicoletta Borona nell'Angolo Verde donato dall'associazione. Foto Album Italia

MIama, UNA VOCE PER LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO

CAM - CENTRO AUSILIARIO PER I MINORI

Il CAM nasce nel 1975 su iniziativa del Tribunale per i Minorenni grazie a un gruppo di volontari, per svolgere gratuitamente, e per soli fini di solidarietà sociale, le attività e i servizi richiesti dai magistrati. Nel corso degli anni, ha diversificato e ampliato l’offerta dei servizi e degli interventi, in stretto collegamento non solo con il Tribunale per i Minorenni ma con le Istituzioni pubbliche, la scuola, i servizi sociali. L’obiettivo è sempre quello di dare aiuto e sostegno ai minori in difficoltà, privi di un supporto familiare valido, per garantire loro un avvenire per quanto possibile sereno. Il CAM si occupa di affidi sostenendo, tramite gruppi di ascolto, le

>> Un momento conviviale tra ragazzi nei locali del CAM.

A destra, Fondazione per leggere

FONDAZIONE PER LEGGERE

famiglie disponibili ad accogliere minori; gestisce i Bed & Breakfast protetti, cioè famiglie che ospitano i minori che vogliono mantenere la loro autonomia senza entrare in famiglia; ai giovani che raggiungono i 18 anni offre appartamenti per un massimo di 2 anni con supporto da parte del CAM; finanzia Borse Lavoro inserendo i giovani in aziende che insegnano loro un lavoro, impegnandosi ad assumerli se il percorso risulta positivo; finanzia Borse di Studio per l’ultimo anno di scuola. Qualunque sia il loro percorso, tutti i ragazzi sono sempre seguiti da équipe specializzate. A questi progetti si aggiungono molti altri servizi quali l’aggiornamento dello Schedario, la consulenza legale, la formazione degli operatori e delle famiglie.

Sede: Via Vincenzo Monti, 11 Milano

Presidente: Mario Zevola

Comitato Operativo: Giovanna Santolini

Numeri: 60 minori inseriti. 48 famiglie gestite

Focus: sostegno ai minori in difficoltà

Contatti: 0248513608 presidenza@cam-minori.org comitato.operativo@cam-minori.org

Sito: www.cam-minori.org

Fondazione per Leggere, nata nel 2006 con sede ad Abbiategrasso, ha lo scopo di promuovere la lettura in tutte le sue forme, facilitare l’accesso pieno a informazione e conoscenza culturale e sostenere la cultura della biblioteca sia come spazio aperto alla collettività sia come soggetto che opera insieme a cittadini, istituzioni e organizzazioni sociali per il progresso della comunità. Numerosi e interessanti i progetti in corso: Nati per leggere che coinvolge piccoli lettori e narratori volontari; Corsi nel cassetto con 250 proposte di corsi per il tempo libero; Agenda 2030 per la formazione dei bibliotecari e la promozione delle tematiche della sostenibilità ed equità sociale; Biblioteche scolastiche per permettere ai ragazzi delle scuole di connettersi con le biblioteche pubbliche. La Fondazione promuove la presenza della sua rete di lettori nelle giurie dei concorsi letterari come il Concorso letterario internazionale "Ceresio in Giallo", che ha visto il coinvolgimento di una ventina di lettori/giurati di Fondazione.

Sede Via Alzaia Naviglio Grande, 14 Abbiategrasso

Presidente: Marcello Mazzoleni

Numeri: 57 Comuni e 60 biblioteche pubbliche

1.600.000 libri a catalogo e 60 mila eBook per oltre un milione di risorse gratis

183mila iscritti, 42 mila utenti attivi

28 gruppi di lettura con circa 350 persone

Obiettivo: allargare la rete di Comuni e biblioteche

Contatti: 0294964796 info@ fondazioneperleggere.it

Sito: www. fondazioneperleggere.it

LA CITTÀ DEL BENE

FONDAZIONE RAVA

La Fondazione Francesca Rava — NPH Italia ETS è nata nel 2000 per aiutare l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio, le donne fragili e i nuclei familiari in Italia, in Haiti e nel mondo. Opera tramite l’adozione a distanza, progetti di sensibilizzazione sui diritti dei minori e la diffusione della cultura del volontariato, con programmi specifici in Italia e all’estero. In Italia opera su tutto il territorio nazionale. Con l’iniziativa In Farmacia per i bambini aiuta 47.000 bambini in povertà sanitaria; contrasta l’abbandono neonatale e l’infanticidio con il progetto nazionale ninna ho, realizzato insieme al Network KPMG (e operativo in sette città italiane e a Milano presso il Policlinico Ca' Granda); sostiene con progetti medici ed educativi i bambini di oltre 884 case famiglia, comunità per minori, enti che aiutano le famiglie in difficoltà. Con il progetto SOS Spesa – La Spesa per chi ha bisogno ha aiutato 55.000 persone tra case famiglia e comunità per minori, famiglie e anziani soli e in povertà. Con il progetto SOS Scuola garantisce il diritto allo studio ai ragazzi accolti nelle case famiglia e comunità per minori.

La Fondazione è stata costituita in memoria di Francesca Rava, mancata tragicamente all’età di 26 anni. Da una idea di famigliari e colleghi in circa vent’anni ha portato il suo impatto a livello globale basandosi sui contributi di aziende e privati. Perfetto esempio di welfare ambrosiano. info@nph-italia.org

>> Francesca Rava (1972-1999), di Ilaria Berzaghi, 2023, Nella quadreria dei benefattori del Policlinico alla Ca' Granda.

La quadreria raccoglie 500 anni di storia del grande ospedale che per lunga tradizione si è basato sulle donazioni dei milanesi, ringraziandoli con grandi ritratti per la loro generosità.

MESSI ALLA PROVA: LE NUOVE FRONTIERE DEL BENE COMUNE

Si definiscono MAP (Messi alla Prova) coloro che si offrono di prestare servizio per la comunità evitando così di macchiare con imputazioni penalmente poco rilevanti il loro futuro. Un progetto sul quale è impegnato il Ministero della Giustizia. A Milano tra i primi a mettersi in azione per coordinare gruppi di MAP troviamo l’Associazione Angeli del Bello, il cui scopo è ridare decoro ad aree cittadine spesso vandalizzate e sulle quali l’AMSA poco può fare. Ha cominciato Simone Lunghi, sul Naviglio, oggi presidente di Angeli del Bello, e poi si sono aggregati tanti volontari che hanno dato vita a gruppi misti di MAP, volontari e persone di coordinamento regolarmente retribuite e selezionate tra persone socialmente fragili. L’anima del progetto MAP è Roberto de Micco, con la sua esperienza manageriale e i tanti amici che hanno trovato un bel modo di restituzione della propria fortuna alla comunità che coinvolge persone disagiate. Per informazioni www.angelidelbellomilano.org

Con il progetto Messi alla Prova, in collaborazione con il Ministero della Giustizia e AMSA, gli Angeli del Bello Milano hanno attivato un fantastico circolo del bene. Infatti gruppi di MAP sono coordinati da persone socialmente fragili regolarmente remunerate e dai volontari di Angeli del Bello. Una situazione vincente su tutti i fronti. Soprattutto per i cittadini, per i MAP e per le aziende partner che supportano Angeli del Bello finanziariamente. Per saperne di più www.wikimilano.it/wiki/Angeli_del_Bello_e_MAP

>> A sinistra, Simone Lunghi, Roberto De Micco al centro con Sonia Mangione e Andrea Jarach a destra. Alcuni dei fondatori e parte del consiglio direttivo di Angeli del Bello Milano.

ORFANI SPECIALI

Un progetto per la protezione e il sostegno dei minori vittime di abusi e degli orfani speciali: figlie e figli che hanno vissuto l’uccisione della loro madre ad opera del padre.

Il sito Internet orfanispeciali.it è stato realizzato con il contributo del Dipartimento per le poliche della famiglia, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La nuova sezione interattiva del sito, che crea una community online degli orfani speciali, è stata realizzata con il contributo di Osservatorio Metropolitano e WikiMilano

ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Piazza Ospedale Maggiore 3 a Milano

T: +39 02.6444.3043/44 attraversoisuoiocchi@telefonodonna.it

>> Stefania Bartoccetti, fondatrice di Telefono Donna, e Paola Aquaro, protagoniste del progetto Orfani speciali

I SENZA DIMORA

A MILANO

Da una rilevazione scientifica condotta dal Comune di Milano, con il supporto della Fondazione Rodolfo Debenedetti, 700 cittadini volontari e 23 centri di accoglienza notturna, la notte del 23 giugno 2023 sono state rilevate 2021 persone senza dimora, di cui 1001 in strada e 1020 in strutture di accoglienza notturna. Pari allo 0,15 della popolazione cittadina.

UN TRAM PER IL BENE COMUNE

Oggi i trasporti cittadini sono gestiti da ATM che ha costituito un ente per il bene comune. Fondazione ATM è infatti un Ente morale senza scopo di lucro. Si tratta di un esempio di welfare comunitario e cittadino unico nel suo genere nel panorama lombardo perché crea una concreta solidarietà anche per la città offrendo un’ampia gamma di servizi a fini assistenziali, di promozione umana, sociale, culturale e sportiva, formazione extra scolastica e recupero psico-fisico. Uno dei principali capitoli di intervento per Fondazione ATM è quello del welfare sanitario, per questo è stato creato il Poliambulatorio Fondazione ATM aperto al territorio. Un polo di eccellenza in grado di offrire visite e trattamenti specialistici a tutti, con velocità nei tempi di prenotazione e costi agevolati.

Il moderno poliambulatorio, aperto a tutti, si trova in via Carlo Farini 9 a Milano.

Per informazioni e prenotazioni: www.ambulatoriofondazioneatm.it

Per informazioni sugli altri servizi disponibili consultare il sito www.fondazioneatm.it

>> Mario Furlan, fondatore e presidente dei City Angels, membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Metropolitano. L’assistenza ai senza dimora è una delle attività principali dei volontari dal basco blu.

GUIDA DI MILANO PER LE PERSONE SENZA DIMORA

Chi vive i disagi della vita di strada impara a sopravvivere con quello che gli viene dato. Diventa così essenziale sapere dove andare per nutrirsi, vestirsi, lavarsi, dormire, curarsi, trovare un lavoro.

La guida "Dove andare per…" raccoglie ed offre queste informazioni.

La pubblicazione viene distribuita gratuitamente in stazione, nei dormitori, nelle mense e in tutti i luoghi di Milano frequentati dalle persone senza dimora. Realizzazione a cura dei volontari di Linklaters e di Digital360, con le associazioni Avvocato di Strada e City Angels.

AVVOCATO DI STRADA

Avvocato di Strada ODV nasce a Bologna nel 2000. Oggi opera anche a Milano fornendo assistenza a persone senza dimora, più di 96.000 in tutta Italia.

A Milano opera una delle 50 sezioni locali. Avvocato di strada con i suoi 1000 professionisti volontari fornisce assistenza legale e professionale gratuita alle persone senza dimora. www.avvocatodistrada.it

LA CITTÀ DEL BENE

VISITATRICI MATERNITÀ

Cento anni di solidarietà delle Visitatrici volontarie sono un traguardo importante per Milano. Donne determinate, coraggiose, pioneristiche, un esercito del bene che ha seminato umanità e amore. Tra loro ricordiamo Ada Bolchini Dell’Acqua, Anna Bonomi Bolchini e Nella Bompani Bolchini. Oltre 1500 mamme e 1800 bambini accolti e aiutati a 360° in Senavra, Casa Materna e Casa Costanza.

Dal 2009, 13.000 pannolini e 14.000 confezioni di latte in polvere donati alle famiglie indigenti.

Dal 1946, il “Libretto Verde” porta una raccolta fondi straordinaria e sempre attuale.

Le volontarie presenti nei reparti, donazioni solidali, aiuti concreti sono solo alcuni degli impegni per le mamme in difficoltà.

Un altro esempio luminoso del welfare ambrosiano.

Compie 100 anni l’attività che Ada Bolchini Dell’Acqua ha creato per dare assistenza alle partorienti disagiate che venivano ricoverate al reparto ostetrico del Policlinico.

Potete vederne la ricostruzione storica a questo link https://youtu.be/uernEbbRI_Q

Nell’immagine Karin Rossi interpreta per l’occasione la signora Bolchini.

IL LASCITO TESTAMENTARIO SOLIDALE LIBERO DA IMPOSTE!

Il lascito testamentario a favore di Enti del Terzo Settore (ETS) regolarmente iscritti al registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) non è soggetto ad alcuna imposta.

Il lascito può essere costituito da beni mobili o immobili, titoli, azioni, fondi di investimento e qualsiasi altro bene.

FONDAZIONE CARIPLO

Un campione del welfare ambrosiano tra tradizione e innovazione

Intervista al presidente Giovanni Azzone: “Fare filantropia oggi vuol dire fare innovazione sociale: studiare i fenomeni e intervenire in maniera chirurgica per dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Facciamo quello che di definisce “welfare di precisione”

Nel cuore di Milano, in via Monte di Pietà, si trova la Ca’ de Sass, sede originaria della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde istituita a Milano il 12 giugno 1823, che poi si è ampliata trasferendosi a pochi passi di distanza, in via Verdi, nell’imponente Palazzo delle colonne sul quale campeggiano gli stemmi delle Province lombarde. Fondazione Cariplo però si trova altrove, in via Manin. D’altronde, non è una banca. È un’altra cosa: un ente filantropico. Formalmente è nata nel 1991, a seguito del processo di ristrutturazione dell’intero sistema bancario dettato dalla legge “Amato-Carli”, con cui si era deciso di separare quella che era l’attività creditizia delle Casse di Risparmio dall’attività di beneficenza che sviluppavano ogni anno. La Cariplo come

banca arrivò fino agli anni Duemila, per poi divenire Intesa Sanpaolo. Fin dalle sue origini, Fondazione Cariplo ha operato al servizio dell’economia del territorio e ha sostenuto la crescita sociale e culturale della comunità lombarda, affiancandosi, e non sostituendosi, alle istituzioni pubbliche e private preposte. Cosa fa concretamente? sostiene i progetti di enti non profit che operano principalmente sulle Province lombarde e in quella del Verbano-Cusio-Ossola e Novara; i progetti si sviluppano in campo ambientale, culturale, sociale e in quello della ricerca scientifica. La normativa fece sì che a seguito di quei passaggi, le fondazioni venissero dotate di un patrimonio proprio, che per Fondazione Cariplo equivale a circa 8 miliardi di euro. Ogni anno la Fondazione trae quindi le risorse che

riversa nell’attività filantropica a sostegno dei progetti sul territorio dai risultati degli investimenti del patrimonio, gestito con assoluto rigore e con l’obiettivo di non rischiare azzardi. Le fondazioni devono conservare con cura il loro patrimonio e possibilmente incrementarlo, per garantire le risorse per le attività per le generazioni future. Per realizzare la propria missione la Fondazione dispone anche di un “capitale umano” notevole grazie a persone competenti e motivate. Nel maggio 2023 la Commissione Centrale di Beneficenza, organo di indirizzo della Fondazione, ha chiamato il professor Giovanni Azzone a guidare questa organizzazione complessa e in continua evoluzione. Dopo un avvocato, un professore di economia, ecco quindi un ingegnere gestionale. Molto attento alle persone, ai territori e ai loro bisogni, Azzone mantiene lo sguardo verso l’orizzonte e il futuro. Infatti, se da un lato è una figura di continuità con la storia recente e il solco tracciato dallo storico inossidabile presidente, Giuseppe Guzzetti, seguito poi da Giovanni Fosti, dall’altro il suo motto personale è “tradizione e innovazione”. Lo scorso novembre ha presentato le sue “Linee di mandato” per il 2023-2027 per realizzare il "welfare di precisione". Ora ce le racconta.

Presidente, Fondazione Cariplo incarna lo spirito filantropico ambrosiano combinando filantropia tradizionale e innovazione. Come si trova il giusto equilibrio?

WELFARE AMBROSIANO

Fare filantropia riempie di responsabilità. Ogni azione che svolgiamo, ogni decisione che prendiamo può cambiare, in meglio, la vita delle persone. Nel caso di Fondazione Cariplo, di tante persone. Occorre farlo con metodo. E con rigore. Di fronte alle decisioni difficili, che spesso dobbiamo prendere per allocare le risorse, dobbiamo attrezzarci, utilizzando la scienza dei dati per conoscere a fondo i fenomeni. Questo significa fare filantropia moderna. Prendiamo l’esempio dei trend demografici: più anziani, meno giovani.

ALLE ORIGINI DELLA COMMISIONE

CENTRALE DI BENEFICIENZA

Riannodando il filo della storia, possiamo risalire alle antiche radici della Fondazione: il 7 dicembre del 1816, in una data altamente simbolica per i milanesi, si riunì per la prima volta la Commissione Centrale per dar lavoro ai poveri, che poi cambiò nome in Commissione Centrale di Beneficenza.

L’Impero austriaco, che governava ancora la Lombardia, voleva arginare la grave povertà causata dalle guerre napoleoniche, senza fare la carità (che era proibita) ma finanziando le attività economiche e aiutando le persone bisognose a trovare un lavoro. Questo il compito della

>> Così si presentava la città quando iniziò la grande crescita economica alla base del welfare ambrosiano. Mappa dalla collezione Pettinaroli 1881, www. fpettinaroli.it

Sappiamo esattamente dove sta andando il nostro Paese. Non spetta certo alle fondazioni risolvere questi problemi, e del resto non ne avremmo le risorse, ma possiamo fare innovazione, questo sì. Investire in sperimentazioni che il Pubblico a volte non si può permettere. Per questo parlo di "welfare di precisione". Ogni persona ha bisogni specifici. Dovremmo arrivare a dare a ciascuna persona ciò di cui ha realmente bisogno. Le grandi piattaforme tecnologiche, a cui noi cediamo i nostri dati spesso quasi

Commissione, che fu affidata a un gruppo di notabili e onesti milanesi. Quella storica data campeggia ancora oggi nel logo insieme al motto in latino: tute servare, munifice donare. “La CCB”, come la si chiama oggi familiarmente, è l’organo di indirizzo di Fondazione Cariplo, quello che decide in quali ambiti specifici direzionare le attività filantropiche ogni anno. È costituita da 28 membri, la metà in rappresentanza del territorio (le Province lombarde e piemontesi più il comune di Milano e la Regione Lombardia) e altrettanti in rappresentanza degli Enti o con competenze negli ambiti in cui la fondazione opera: ambiente, cultura, ricerca scientifica e sociale.

WELFARE AMBROSIANO

WikiBio

(Milano, 1962) è presidente di Fondazione Cariplo oltre che di diversi altri prestigiosi istituti tra i quali l’IFOM, l’Istituto di ricerca sull’oncologia molecolare di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. È inoltre consigliere di amministrazione del Conservatorio di Milano e membro del Comitato Etico di AssoCunsult-Confindustria. Professore di Impresa e decisioni strategiche al Politecnico di Milano, è stato rettore dell'Ateneo dal 2010 al 2016. Nel corso della sua carriera ha fatto parte del Cda della Triennale di Milano e per AIRC, l'Associazione per la Ricerca sul Cancro; ha ricoperto diversi incarichi per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il Ministero dell'Economia e delle Finanze, per l'ISTAT e per la Regione Lombardia. È stato presidente della Fondazione Comunitaria di Milano, presidio filantropico sulla città promosso da Fondazione Cariplo nel 2018. Ha fatto parte del Comitato di Indirizzo della Fondazione BEIC, in rappresentanza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Svolge attività di ricerca nel campo dell’analisi organizzativa, del controllo di gestione e del reporting in imprese industriali e Pubbliche Amministrazioni, con particolare riferimento agli aspetti legati alla sostenibilità.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Giovanni_Azzone

involontariamente, sanno molte cose e ci propongono i loro servizi. Io immagino un welfare avanzato che con modalità simili sappia fornire alle persone ciò di cui hanno bisogno davvero.

Quali sono le linee di intervento e le direttrici per l’attività del quadriennio 2023-2027?

Dietro una fondazione come Cariplo c’è un enorme mole di attività, azioni e iniziative, che nella maggior parte dei casi vengono svolte da quei preziosi alleati che sono gli Enti non profit che ogni giorno lavorano in prima linea. All’inizio di questo viaggio, che condividiamo insieme ai membri degli organi e allo staff, ci siamo domandati come potevamo sintetizzare la nostra visione in modo da orientare il nostro impegno e i nostri sforzi convogliandoli. Abbiamo indicato quattro linee di mandato: creare valore condiviso; ridurre le disuguaglianze; allargare i confini; creare le condizioni abilitanti. Dentro questi filoni abbiamo incasellato bandi e progetti che abbiamo presentato pochi giorni fa. Creare valore condiviso significa mettere a sistema tutto ciò che abbiamo fatto fin qui. Le questioni legate alle disuguaglianze che aumentano sono sotto gli occhi di tutti. Allargare i confini e lo sguardo significa che non possiamo più affrontare i problemi guardando solo al nostro orticello. Occorre avere una visione globale, pur agendo sul locale; unire gli sforzi e avviare un confronto con chi già è impegnato su certi temi, anche altrove, all’estero da esempio. L’ultima linea di mandato consiste nel sostenere gli Enti non profit nella loro crescita irrobustendo le loro competenze,

ad esempio manageriali. Creando quelle condizioni avremo un’infrastruttura sociale molto forte che alla sensibilità e passione –necessarie – unisce un saper stare al passo coi tempi.

Tra gli elementi distintivi del "welfare di precisione" rientra la misurazione di impatto, ossia l’effetto prodotto dagli interventi sui beneficiari e sulla comunità?

Questione annosa e non semplice. La Fondazione si è data degli obiettivi, in gergo vengono definiti semplici KPY. Facciamo un esempio: se diciamo che vogliamo fare in modo che molte più persone abbiamo occasione di avvicinarsi alla cultura perché siamo convinti che essa sia arricchente per loro, dobbiamo almeno fissare l’asticella e indicare un numero, una cifra. Nel nostro caso, abbiamo stabilito che nel 2024 vorremmo offrire questa opportunità a 50mila persone che non hanno mai occasione di farlo. È un primo livello. Poi certamente dovremmo arrivare a capire quanto questa azione ha prodotto in termini di risultati tangibili e suffragati da approfondimenti. Facciamo costantemente azioni di questo tipo, con studi che analizzano la nostra attività. Ci serve per capire cosa ha funzionato e cosa possiamo migliorare.

La situazione da affrontare è complessa: ai bisogni tradizionali se ne affiancano di nuovi e complessi, pensiamo per esempio al cambiamento climatico. Come si scelgono le priorità? Le aree di intervento di una fondazione sono già stabilite dal Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE IN NUMERI

In oltre 30 anni di storia, Fondazione Cariplo ha contribuito a realizzare oltre 40 mila progetti, con un impegno filantropico di più di 4 miliardi di euro. È la prima fondazione d'Italia. Ogni anno eroga circa 160 milioni di euro, sostenendo circa 1200 progetti realizzati da Enti non profit o locali.

Giuseppe Verdi passeggia in Piazza Della Scala. Fondazione Cariplo sostiene da sempre la Fondazione della Scala con grande generosità. Il Maestro Verdi, già nel 1899, destinò la sua fortuna alla creazione di una casa di riposo per musicisti in piazza Buonarroti. Un intreccio di filantropia e welfare che sopravvive ancora oggi.

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FONDAZIONE CARIPLO: I PROTAGONISTI

>> In queste pagine i volti e i nomi dei protagonisti di Fondazione Cariplo. L’ente si dedica alla filantropia attraverso le proprie risorse economiche, progettuali e professionali per incentivare e supportare la realizzazione di progetti che mettano al centro il bene comune, la crescita delle persone e l’interesse collettivo.

Contrastare le disuguaglianze, specialmente sostenendo le fasce più fragili della popolazione, e promuovere la crescita economica e sociale del territorio costituiscono oggi i focus principali della missione della Fondazione.

>> A sinistra, cortile (e nella pagina accanto, decorazioni della facciata e interni) di Palazzo Melzi d'Eril, in via Manin 23 a Milano, sede della Fondazione. Si tratta di un maestoso palazzo di stile neoclassico che Francesco Melzi d’Eril, esponente illuminato dell’aristocrazia milanese, decise di acquistare per sé agli esordi del Regno Italico in contrada detta "Cavalchina" (perché prossima alla dimora della famiglia Cavalchino). L’edificio fu poi acquistato il 16 luglio 1805 per 120.000 lire dal Marchese Leopoldo del Carretto. Oggi è di proprietà della Fondazione, che ne ha curato un importante restauro.

Giovanni Azzone Presidente
Claudia Sorlini Vicepresidente - referente settore ambiente
Valeria Negrini Vicepresidente - referente settore servizi alla persona
Sergio Urbani Direttore generale
Patrizia Asproni CDA - referente settore arte e cultura
Davide Maggi CDA - referente settore edilizia sociale
Enrico Lironi CDA - referente ricerca scientifica
Emanuele Carluccio CDA - referente settore patrimonio e partecipazioni

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COMMISSIONE CENTRALE DI BENEFICENZA, IN CARICA DAL 28 APRILE 2023

Giovanni Azzone (presidente), Laura Bajardelli, Giuseppe Banfi, Gianpiero Benigni, Andrea Biondi, Giovanni Caimi, Pierluigi Carabelli, Andrea Cioccarelli, Paolo Colonna, Eugenio Alberto

Comincini, Suor Franca Corti, Marco Antonio Dell’Acqua, Cesare Emanuel, Giovanni Iudica, Sarah Maestri, Susanna Mantovani, Giulia Margaroli, Carlo Massironi, Marzia Monelli, Valeria

Negrini (vicepresidente), Emanuele

Maria Polizzi, Marco Rasconi, Maurizio Salerno, Maura Satta Flores, Claudia Sorlini (vicepresidente), Nicola Stilla, Monica Testori, Martino Troncatti.

Elena Jachia Direttrice area ambiente
Carlo Mango Direttore area scientifica e tecnologica
Davide Invernizzi Direttore area servizi alla persona
Paolo Proserpio Direttore amministrativo
Luigi Maruzzi Grant administrator
Francesco Pierotti Direttore ufficio legale
Francesco Lorenzetti Direttore area finanza e sostenibilità
Dario Bolis Direttore comunicazione e relazioni esterne
Francesco Ceci Chief investment officer
Cristina Chiavarino Direttrice area arte e cultura

WELFARE AMBROSIANO

MEMORABILIA: DUE GRANDI PROGETTI

PER MILANO

Milano ha beneficiato di circa un miliardo di euro di risorse. La città è il cuore del motore lombardo, oltre ad avere una popolazione numerosa. È un laboratorio dove i fenomeni economico- sociali si manifestano prima che altrove. Tantissimi sono i progetti dedicati alla città. Non c'è un teatro o un luogo di cultura, un centro di ricerca che non abbiano beneficiato del supporto della Fondazione. Due sono significativi: il progetto Qu.Bì - la ricetta contro la povertà infantile, con 25 milioni di euro si adopera per l'aiuto alle famiglie fragili con minori, e conta su una rete di oltre 500 organizzazioni non profit nei quartieri; il progetto Lacittàintorno, con 10 milioni di euro promuove la coesione nelle periferie a partire dalla cultura e dalla rigenerazione urbana. Come dire che cultura è cibo, per l'arricchimento delle persone.

Ciò che può fare e fa una fondazione, ogni anno, è stabilire all’interno dei tradizionali ambiti (cultura, ambiente, ricerca e sociale) le priorità a cui dare maggior attenzione. Abbiamo approcciato un modello multidisciplinare. I problemi sono complessi, non esistono soluzioni semplici. Prendiamo il caso del contrasto alle povertà: ci sono bisogni materiali, e di prima necessità, ma c’è un bisogno di arricchire le persone di cultura, contrastando quindi la povertà educativa. Infine, c’è una povertà indotta dalla transizione energetica, necessaria per contrastare i cambiamenti climatici e ambientali, di fronte alla quale chi è povero resta sempre più indietro.

Dobbiamo puntare ad una transizione energetica equa e giusta. Abbiamo mai pensato che se ci costringeranno a cambiare le auto, qualcuno non potrà permetterselo? Oppure, caso più eclatante, che c’è qualcuno che vive in case inadatte ad alte o basse temperature. Quelle famiglie vivono al freddo, o soffrono il caldo

>> La coda per il pane è sempre più lunga. Fondazione Cariplo assiste le famiglie in difficoltà con minori.

Foto Andrea Cherchi (su wikimilano.it/magazine2 leggi l’articolo e guarda la galleria fotografica)

molto più di altre. Insomma, la povertà ha molti volti, per questo stiamo affrontando il problema con interventi di diversa natura ma coordinati.

Un’ultima domanda: per affrontare temi così complessi, gli attuali confini della Fondazione non sono un limite? La Fondazione ha un vantaggio. La sua indipendenza e autonomia ci mettono nelle condizioni di dialogare e collaborare con tutti, Enti pubblici e privati. Dialogando con la Politica, con le aziende e con gli Enti del Terzo Settore. Mi piace dire che svolgiamo un’azione di mediazione culturale, mettendo al tavolo soggetti che farebbero fatica a trovarsi, o che parlano linguaggi diversi, con procedure differenti. Sembra una banalità, ma un’azienda fa fatica a parlare con una non profit o con un comune, e viceversa. Noi possiamo fare da tramite, e le cose che accadono poi sono stupefacenti. Lo stesso si può dire per partnership internazionali. È venuto il momento di alzare lo sguardo, vedere chi sta lavorando sugli stessi problemi e lavorare insieme.

WORK IN PROGRESS:

IL FUTURO

Da poco Fondazione Cariplo ha presentato le attività per il 2024 e i prossimi anni. Per l'anno in corso la Fondazione mette a disposizione oltre 150 milioni di euro. Gli Enti possono partecipare ai bandi appena avviati presentando i loro progetti. Molte le tematiche su cui si concentrerà l'attività, tra questi: progetti per gli anziani, i giovani in difficoltà, il recupero dei luoghi e dei monumenti culturali lasciati al degrado, il contrasto e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, oltre al sostegno alla ricerca scientifica di eccellenza, soprattutto quella che coinvolge e valorizza i giovani ricercatori.

LE RICERCHE DELL'OSSERVATORIO

OSPEDALI A MISURA DI BIMBO

I risultati di un sondaggio sull’umanizzazione dei reparti pediatrici messo a punto da Osservatorio Metropolitano per liberaMente Odv e Casa Pediatrica del Fatebenefratelli

“Reparti pediatrici, la parola alle famiglie”. È il titolo di uno studio messo a punto da un giovane team di Osservatorio Metropolitano, guidato da Matteo Dapei, laureato con lode in Sociologia, per liberaMente Odv, associazione che sostiene la Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, con l’obiettivo di raccogliere criticità ma soprattutto proposte da parte dei genitori e delle persone che a vario titolo si trovano a frequentare un reparto di pediatria. Nel percorso di cura del bambino malato, infatti, affetti e attività giocano un ruolo molto importante. Per le famiglie il tempo passato ad assistere i propri figli in corsia può essere davvero estenuante tra angosce, attese, lontananza da casa. Quali sono dunque i servizi di “umanizzazione” che si vorrebbero trovare nei reparti pediatrici per migliorare la qualità del tempo che vi si trascorre? Un sondaggio è stato somministrato a genitori, nonne e nonni e visitatori abituali, diviso in un'analisi dello status quo e in una parte

più prospettica. Guardando ai risultati, emerge chiaramente come la mancanza più percepita sia il contatto quotidiano con famiglia, amici, e l'attività sportiva e fisica all'aperto. Fanalino di coda, l'esigenza di accedere a luoghi di culto e preghiera. Tra i servizi che, secondo il campione, potrebbero migliorare la qualità della vita di chi passa molto tempo in reparto, al primo posto si colloca uno spazio giochi, praticamente con un plebiscito. Seguono, ai primi posti di gradimento, l'introduzione di spazio per i genitori e di luoghi per i propri hobby. Quanto alle attività da proporre ai bambini durante la degenza, al primo posto dei desiderata spicca la pet teraphy, seguita da terapie artistiche e corsi, servizi per i quali quasi la metà del campione sarebbe disposto a pagare di tasca propria. Gli intervistati hanno poi proposto l'istituzione di sportelli psicologici per bambini e genitori, l'impegno a rendere i reparti il più possibile vicini all'ambiente familiare e servizi rivolti specificamente all'aspetto

ricreativo degli stessi genitori. Il tutto, con una convinzione che accumuna l’80,9% del campione: i servizi devono poter essere fruiti in gruppo, con un forte accento sulla condivisione dell’esperienza della malattia e del percorso verso la guarigione. Il sondaggio è visibile a questo link: www.osservatorio.milano.it/pediatria

LE PRINCIPALI MANCANZE PERCEPITE:

• Famiglia

• Amici

• Attività fisica e sportiva

• Animali domestici

• Scuola

• Manifestazioni sportive e musicali

SERVIZI E ATTIVITÀ CONSIDERATI PRIORITARI:

• Spazio giochi

• Pet therapy

• Attività all'aperto

• Terapia artistica

• Servizi per i genitori (es. baby sitter - supporto psicologico)

• Spazi creativi

• Ambiente "domestico" in reparto

DI SILVIA PATERLINI

FONDAZIONE DI COMUNITÀ MILANO

Il gigante buono della solidarietà

Intervista al presidente Carlo Marchetti. “Viviamo nell’epoca delle incertezze. Invecchiamento, aumento della povertà e scarsa mobilità sociale sono le nostre sfide principali”. E sulla beneficenza lancia un appello: “I cittadini recuperino la cultura del dono consapevole e la fiducia nel dare attraverso interlocutori seri”.

Carlo Marchetti, ordinario di Diritto privato all’Università Statale di Milano, è il presidente di Fondazione di Comunità Milano, ente filantropico nato nel 2018 per iniziativa di Fondazione Cariplo: un colosso del bene che dalla sua nascita ha messo in circolo qualcosa come 44 milioni di euro in progetti e iniziative di “filantropia a chilometro zero”.

Presidente, facciamo un passo indietro. Cos’è e cosa fa Fondazione di Comunità Milano?

Fondazione di Comunità Milano è un Ente filantropico privato e indipendente che

Un fondo solidale è l'alternativa più

semplice alla costituzione di una propria fondazione di famiglia o di impresa. Fondazione di Comunità Milano offre consulenza filantropica e accompagnamento al desiderio di generosità di ciascuno in base alle "cause" a cui i donatori sono più vicini, ma sempre in area milanese. La gestione delle risorse allocate è in mano ai creatori del fondo con la supervisione e la garanzia offerta rispetto a monitoraggio e rendicontazione dalla Fondazione, che è un Ente riconosciuto dall'Istituto Italiano della Donazione. Si possono costituire fondi in memoria di un parente, si può fare un lascito testamentario donando un quadro o un appartamento, si può costituire un fondo solidale con un gruppo di amici a favore di un progetto attivo nel quartiere in cui si risiede, osservandone i risultati e i benefici "sotto casa". Ad oggi i fondi solidali attivi costituiti in Fondazione di Comunità Milano sono 34.

>> I ragazzi della YouthBank Adda Martesana. Fondazione di Comunità offre a studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Università e/o lavoratrici e lavoratori dai 16 ai 24 anni, l’opportunità e le risorse economiche per elaborare e gestire un Bando a sostegno di progetti ideati e realizzati da persone giovani.

per il benessere dei 3 milioni di residenti nell’area milanese. Si prende cura dei fattori sociali, culturali e ambientali necessari alla coesione del nostro territorio in una prospettiva intersezionale. Per agire con efficacia ci confrontiamo con gli stakeholder locali, in primis le istituzioni pubbliche e le organizzazioni del Terzo Settore che ogni giorno sono a contatto con i bisogni e le fragilità delle persone, che stanno crescendo in modo considerevole.

Quali sono le fragilità crescenti?

La povertà, anche tra chi lavora, o comunque l’erosione del potere d’acquisto che ferma l’ascensore

WELFARE AMBROSIANO

sociale e penalizza i giovani, anche quelli con qualifiche superiori. Non vanno sottovalutati anche gli effetti dell’incertezza economica, penso al declino demografico. Nel 2031 un milanese su quattro avrà almeno 65 anni. Il malessere psicologico e le malattie psichiatriche sono in crescita, di pari passo con l’isolamento sociale che colpisce nuclei migranti senza reti sociali e persone anziane.

A proposito di età, i giovani sembrano una minoranza oggi. Come si sta a Milano?

L’età media nella nostra città è di 45 anni, a Londra è di 36; questo per dire che Milano tende a non parlare la lingua di chi è giovane né riesce spesso a capirla. Quanto al come si vive, se l’incidenza di giovani che non studiano e non lavorano a Milano si attesta all’8% contro una media nazionale del 17.7%, non bisogna fare l’errore di pensare che vada tutto bene. Analizzando i dati si scopre che a fare la differenza è il quartiere in cui si vive. Il tasso di NEET, ovvero di chi non studia, non lavora e non è inserito in percorsi di formazione, solo a Quarto Oggiaro sale al 12.2%.

FONDAZIONI DI COMUNITÀ, FACCIAMO CHIAREZZA

Le Fondazioni di Comunità sono Enti non profit con personalità giuridica, privata e autonoma la cui storia inizia nel 1914 negli Stati Uniti. In Italia, dove le prime sono nate nel 1998 per volontà di Fondazione Cariplo nei capoluoghi della Lombardia, oltre a Novara e a Verbania, sono ad oggi 52, quasi tutte concentrate nel Nord Italia (ma con presenze anche in Campania, Sicilia e Puglia).

La situazione attuale vede, tra le altre, 15 Fondazioni promosse

da Fondazione Cariplo, 7 dalla Compagnia di San Paolo e 5 dalla Fondazione con il Sud. Qual è la loro attività? Le Fondazioni sono catalizzatori di sinergie locali attraverso vari strumenti, come la promozione di raccolte fondi e progetti autonomi. C’è poi il meccanismo dei Fondi. Il Fondo è un accantonamento vincolato, attraverso il quale i donatori possono indirizzare il proprio contributo verso le finalità desiderate ed essere supportati nella

>> AdAstra Project è uno dei progetti speciali promossi e coordinati direttamente dalla Fondazione. Una partecipante riceve il suo attestato di frequenza al corso per Addetto Beverage per la formazione e l’inserimento lavorativo nel settore Food and Beverage di 20 ragazzi con fragilità economica e sociale.

scelta dei progetti da sostenere. I Fondi possono essere costituiti con una donazione unica oppure incrementati nel corso del tempo, beneficiando sempre di agevolazioni fiscali. Dalla sua nascita nel 2018, la Fondazione ha stanziato fondi per progetti per 44 milioni di euro grazie al supporto di Fondazione Cariplo e dei fondi solidali sostenendo più di 600 progetti.

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Carlo Marchetti

(Milano, 1973) è un giurista e docente milanese. Notaio dal 2004, svolge la propria attività presso lo Studio Marchetti nel settore del diritto societario, finanziario e bancario. Dal 2013 è professore ordinario di Diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Milano. È componente della Commissione Studi d’Impresa del Consiglio Nazionale del Notariato e della Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano. È Presidente della Fondazione di Comunità Milano dal 2021 e membro del Consiglio di amministrazione di diverse società; è autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto contrattuale e societario comparato e relatore a convegni nazionali ed internazionali di diritto societario e cultura giuridica. Appassionato e attento osservatore dei trend musicali emergenti, è tifoso dell’Inter.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Carlo_Marchetti

Come agite in un contesto così difficile?

Il territorio su cui operiamo ha sì diverse complessità, ma ha anche le risorse e le competenze per intervenire in modo efficace. Nel milanese ci sono oltre 10mila non profit e Fondazione di Comunità Milano è qui per sostenere gli enti che operano nei Municipi di Milano e nell’hinterland grazie al Bando 57, che è il nostro principale strumento erogativo: dal marzo a dicembre 2023 abbiamo sostenuto 66 progetti per un ammontare complessivo di più di 3 milioni di euro.

Come avviene il processo di valutazione dei progetti da sostenere?

C’è una squadra di program officer coordinata dal nostro direttore che legge le proposte di intervento, verifica i prerequisiti, elabora una valutazione e la presenta al Consiglio di Amministrazione per la delibera. Chi passa questi vagli progressivi ha garanzia del sostegno che viene erogato a valle di una severa rendicontazione.

Si è parlato molto di beneficenza in queste settimane e non sempre in modo lusinghiero.

>> Inaugurazione del parco giochi accessibile ai Giardini Ezio Lucarelli (Municipio 3). Il parco rientra nel più ampio progetto “Gioco al Centro”, uno dei progetti promossi e coordinati direttamente dalla Fondazione, e prevede la realizzazione di aree attrezzate accessibili con giochi inclusivi nei parchi pubblici dei 9 Municipi della città, in collaborazione con il Comune di Milano.

Gli obblighi di trasparenza erano già in essere per istituzioni che, come la nostra, abbiano la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS). Nel nostro caso poi abbiamo la revisione legale di Deloitte e la certificazione esterna dall’Istituto Italiano della Donazione, a maggior garanzia di chi mette a disposizione risorse per la collettività. Quel che manca è la cultura del dono consapevole. Le raccolte fondi vanno distinte in base ai soggetti che le attivano e alle regole che questi soggetti sono chiamati ad applicare, non basta “la buona causa”. Chi dona a Fondazione di Comunità Milano ha la certezza che la generosità viene canalizzata in modo trasparente. Facciamo filantropia strategica, non beneficenza.

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>> Sopra, un momento delle esibizioni del concorso creativo per le Arti Performative FigurArsi, promosso da Fondazione di Comunità Milano per invitare le persone più giovani a interpretare una sfida sociale attraverso diversi linguaggi espressivi. Il concorso è rivolto a ragazze e ragazzi dai 14 ai 23 anni, residenti a Milano e nei 56 Comuni delle aree Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana della Città Metropolitana.

Può precisare questo concetto?

La filantropia – parola che preferisco alla vetusta beneficenza – è una cosa seria. I nostri donatori sanno di poter sostenere un progetto esistente, anche con poche decine di euro, quando un’emergenza ci muove all’azione. Ne sono casi emblematici la raccolta fondi #MilanoAiuta, con cui abbiamo raccolto 1 milione e 400mila euro, e la più recente #MilanoAiutaUcraina che ha visto oltre 350 milanesi mettere a disposizione dei rifugiati ucraini 1,6 milioni di euro. C’è poi un coté di lungo periodo – chiamiamolo strategico – della filantropia. Penso a progetti come il nostro Gioco al Centro che ha garantito alla città di avere 9 aree gioco inclusive e accessibili, a partire dal semplice assunto che il gioco è un diritto.

Da quegli spazi di condivisione nascerà senz’altro una comunità più coesa fatta di adulte e adulti rispettosi.

Ma un cittadino milanese che cosa può fare?

Intanto può essere attento e scegliere realtà autorevoli quando dona, e può valutare diverse forme di impegno. Da noi si possono costituire fondi solidali per destinare somme di denaro a precise finalità. C’è chi sceglie di premiare il talento e il merito di ragazze e ragazzi che non potrebbero frequentare l’università. C’è chi guarda allo sport come leva di trasformazione in quartieri sfidanti, e lì sceglie di operare. Cito anche due fondi solidali che operano per l’empowerment delle persone sorde e per minorenni che sono interessati da procedimenti giudiziari e risiedono in Comunità. Infine c’è il lascito testamentario. (ndr vedi box a pag. 15)

Cosa succede con i parenti?

Non si arrabbiano?

Ci sono tutti gli strumenti per garantire i diritti degli eredi, glielo dico da notaio e da giurista. Chi stabilisce di fare un lascito testamentario indica la cifra, la finalità e gli strumenti con cui far vivere dopo di sé

(Legnano, 1974) è direttore della Fondazione di Comunità Milano dal 2019. Prima della creazione di Fondazione di Comunità Milano è stato coordinatore del progetto Fondazioni di Comunità in Fondazione Cariplo, dove nel 2008 ha iniziato a lavorare nell’Area Servizi alla Persona. In precedenza aveva maturato diverse esperienze nel mondo della cooperazione sociale e internazionale. Laureato in Giurisprudenza nel 1998, nel 2000 ha conseguito un master in Management delle Imprese Sociali, Non Profit e Cooperative | SDA Bocconi.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Filippo_Petrolati

Filippo Petrolati

WELFARE AMBROSIANO

>> Un momento della consegna del Premio Scrittura Giovani 2023 promosso e realizzato da Fondazione di Comunità Milano, insieme all’Associazione Amici di Edoardo Onlus. Il concorso è dedicato a opere inedite scritte da studenti e studentesse del territorio in cui opera Fondazione di Comunità Milano.

la propria generosità. Può essere una piccola percentuale del patrimonio o anche un singolo monile, per esempio. Nel nostro caso, chi ha scelto di fare un lascito testamentario presso la Fondazione ha voluto credere nel futuro e offrire alle cittadine e ai cittadini di domani una quota di opportunità in più. Lo trovo un gesto di eccezionale generosità.

E le aziende? Come vi muovete con loro? Rispondo con l’esempio di AdAstra Project, un percorso di formazione professionale dedicato a under 30 che non studiano né lavorano, i cosiddetti NEET. Grazie alla collaborazione con aziende del Beverage come Campari, Lavazza e Heineken, che mettono a disposizione le proprie Academy, oltre 70 ragazze e ragazzi con situazioni di fragilità diverse hanno acquisito competenze di caffetteria e mixology. Il 75% di loro ha trovato occupazione, in larga parte nel settore nel quale si è formato, e il progetto ha rappresentato l’Italia – e dunque Milano – agli Enterprise Promotion Awards (EEPA) 2023, i premi promossi dall’Unione Europea che quest’anno si sono tenuti a Bilbao, in Portogallo.

LAVORI IN CORSO

I prossimi progetti della Fondazione saranno concentrati sull’età matura, considerato che oltre l’8% di chi abita a Milano ha più di 80 anni e il 22% dei residenti ne ha più di 64 e che, secondo le previsioni demografiche comunali di Istat, nel 2031 un milanese su quattro avrà almeno 65 anni. In questo scenario, Fondazione di Comunità Milano avvierà quest’anno un progetto pilota, prima a Milano poi nei territori metropolitani, per prevenire e valorizzare l’autonomia e la “generatività” della silver age con programmi di prossimità e scambio intergenerazionale, contrasto alla solitudine e politiche di invecchiamento attivo.

I FONDI SOLIDALI

Una Fondazione nella Fondazione

Presentiamo tre Fondi solidali attivi all’interno di Fondazione di Comunità. I Fondi solidali sono una sorta di Fondazione nella Fondazione, un accantonamento vincolato attraverso il quale donatori privati possono indirizzare il proprio contributo verso le finalità desiderate col supporto della Fondazione, sia nella scelta che nella gestione e realizzazione dei progetti.

Fondazione Bambini nel Cuore è un Fondo solidale costituito a fine 2023 all’interno di Fondazione di Comunità Milano da Nicolò e Luca Spizzico con Carla De Albertis.

Ha lo scopo di realizzare e sostenere progetti e interventi di promozione e inclusione sociale a favore di bambini/e e ragazzi/e, in particolare attraverso l’attività sportiva. “Crediamo fortemente nello Sport come strumento di altissimo valore educativo e potente strumento di inclusione sociale e del benessere psicofisico”, spiegano i fondatori. Gli interventi di Bambini nel Cuore coprono una vasta area che va dalla promozione della cultura e della salute, all’offerta di borse di studio, fino all’attività di ricerca e divulgazione. Tanti i progetti

in corso, come l’allestimento completo della palestra di boxe presso la ASD Sportinzona Melina Miele e il sostegno economico per l’attivazione di corsi gratuiti per ragazzi provenienti da contesti familiari difficili, con la presenza di tecnici ed educatori e la fornitura di attrezzatture sportive. In fase avanzata è il Premio Bambini nel cuore all’interno del progetto Musicami di Fondazione di Comunità, che offre ai ragazzi una master class con la prima ballerina della Scala Antonella Albano, oltre alla partecipazione alle prove del balletto Madina con Roberto Bolle e la stessa Albano, nonché la visita ai laboratori della Scala. Esperienze uniche per i ragazzi. Completamente realizzato è invece il vademecum Medaglie e Salute devono

convivere, un progetto elaborato da Osservatorio Metropolitano di Milano, Università Bicocca e Panathlon Milano e sostenuto dal Fondo. Diffuso a Enti e associazioni del territorio si propone di sensibilizzare famiglie, tecnici e giovani atleti.

https://www.fondazionecomunitamilano. org/fondi/fondo-fondazione-bambini-nelcuore-de-albertis-spizzico/

>> A sinistra, Carla De Albertis con i figli Nicolò e Luca Spizzico.

Sempre in questa pagina, con i ballerini Antonella Albano e Gabriele Corrado e i ragazzi del Fondo Bambini nel Cuore al Teatro alla Scala per le prove di Madina – Foto Paolo Liaci

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FONDO SORDITÀ MILANO: 170 ANNI DI STORIA AL SERVIZIO DELL’INCLUSIONE

Il Fondo Sordità Milano è stato istituito dalla Fondazione Pio

Istituto dei Sordi nel 2019 in memoria dei benefattori milanesi, a partire dal conte Maurizio Taverna, che ha fondato il Pio Istituto 170 anni fa. Il Fondo intende continuare l’opera di queste donne e uomini generosi sostenendo progetti volti a migliorare la qualità della vita delle persone sorde e ipoacusiche nell’area milanese di competenza della Fondazione Comunità di Milano. Per selezionare gli interventi da sostenere, il Fondo Sordità Milano pubblica ogni anno il Bando Inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva, in collaborazione con la Fondazione di Comunità. Nell’ultima tornata, il bando ha privilegiato azioni e progetti destinati a giovanissimi e giovani sordi con la finalità di coinvolgerli e stimolarli verso l’autonomia attraverso lo sport, la

cultura e il lavoro.

Un caso emblematico in questo senso è “Il lavoro che vorrei”, un intervento curato dalla Cooperativa Sociale Co.Esa per favorire l’accesso nel mondo del lavoro delle ragazze e dei ragazzi sordi iscritti agli ultimi anni delle scuole superiori. Come? Attivando percorsi individuali di tutoraggio e agevolando lo svolgimento di tirocini presso imprese e organizzazioni locali.

www.fondazionecomunitamilano. org/fondi/fondo-sordita/

>> Sopra, una foto storica del Pio

Istituto dei Sordi. Sotto, un'attività sostenuta dal Fondo Sordità Milano, costituito dal Pio Istituto dei Sordi

FARE DEL BENE COL FOOD

Il fondo solidale Cuochi Ma Buoni si è costituito nell’ottobre del 2023 in Fondazione di Comunità Milano su iniziativa di un gruppo di chef, food creator, appassionate e appassionati di cucina che vivono in diversi quartieri di Milano. Da tempo, il gruppo organizza pranzi o cene per raccogliere fondi da destinare totalmente a varie associazioni benefiche. Ultimamente è stato realizzato un pranzo grande solidale presso il Refettorio Ambrosiano a favore di un progetto di Caritas.

www.fondazionecomunitamilano.org/ fondi/fondo-cuochi-ma-buoni

© Giulia Cozzolino

LE SOCIETÀ BENEFIT

Nuovi modelli di impresa virtuosi e innovativi

Negli ultimi anni il faro di Adriano Olivetti è tornato a brillare. È infatti crescente l’interesse e la ricerca di modelli economici alternativi alla vecchia concezione di impresa orientata solo al profitto. Il grande imprenditore e innovatore si era posto una domanda fondamentale, per nulla retorica: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”. Oggi per molte aziende la soluzione più adatta ed efficace verso la sostenibilità si chiama Società Benefit. Significa che le aziende sono diventate NON profit, non lucrative? No. Sono e restano aziende con lo scopo primario di generare profitto, al quale affiancano anche l’obiettivo di perseguire il bene comune.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche. Le Società Benefit sono state introdotte in Italia, primo Stato al mondo dopo gli USA, con la Legge 208 del 2016 (commi 376-383 e allegati 4 – 5) che prevede che “nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguano una o più finalità di beneficio comune e operino in modo responsabile, sostenibile e trasparente” producendo uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi “nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse”.

Chiaramente “le finalità di beneficio comune sono perseguite mediante una gestione volta al bilanciamento con l’interesse dei soci e con l’interesse di coloro sui quali l’attività sociale possa avere un impatto”.

>> Dal 2021 Plenitude, precedentemente ENI gas e luce, si trasforma in azienda benefit. Anche la pubblicità riflette il nuovo spirito di sostenibilità condivisa.

QUANTE SONO

LE SOCIETÀ BENEFIT?

In Italia si contano più di 2.600 Società Benefit e oltre 100 B-Corp con una forte concentrazione in Lombardia (35% del totale); quasi tutte sono

società di capitali; coinvolti tutti i settori, dall’alimentare al chimico-farmaceutico, dal manifatturiero all’energetico, dalla moda alla consulenza; alcune sono di dimensioni enormi, altre sono start-up o anche aziende familiari di lunga tradizione.

Cosa sono?

Concretamente, la Società Benefit è una società commerciale che deve indicare nello statuto le finalità specifiche di beneficio comune. Questo può essere o connesso all’attività principale realizzata dall’impresa, oppure generico, per esempio il miglioramento della vita dei propri stakeholder (dipendenti, clienti, fornitori e la comunità intorno all’azienda), il sostegno alle associazioni del territorio o la conservazione del patrimonio culturale e naturale. Diverse società indicano persino la percentuale di utile da destinare a queste finalità. Infine, un’azienda può nascere con questo modello oppure può “trasformarsi” modificando lo statuto; per molte si tratta di un’evoluzione naturale e di una scelta consapevole di inserire

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formalmente la sostenibilità ambientale e sociale nella strategia di business. Le ditte individuali, le cooperative sociali e le imprese sociali non possono essere né diventare società benefit. L’impegno formale statutario garantisce a soci, dipendenti, comunità e a tutti i portatori di interessi in genere, la certezza che l’azienda mantenga la responsabilità di perseguire la sua missione statutaria nel futuro perché è obbligata a perseguire lo scopo “benefit” se non vuole incorrere in sanzioni (diverso quindi dalle semplici liberalità che spesso vengono elargite ad associazioni di volontariato). Questo genere di società ha anche l’obbligo di redigere una relazione annuale di impatto generato nel perseguimento degli obiettivi, utilizzando per la misurazione una metodologia standard

IL CASO BIOPAP, PARADISO DELLA SOSTENIBILITÀ

La si distingue subito: la sede Biopap Srl Società Benefit a Settimo Milanese è rivestita di legno, circondata da piante e alimentata solo con energia rinnovabile. All’interno si progettano e realizzano vaschette per alimenti in cartone, che resistono dal freezer al forno, sostituendo plastica e alluminio nel confezionamento e nella veicolazione dei cibi. Sono perfettamente biodegradabili e compostabili, si smaltiscono nella raccolta dell’umido con i residui del cibo. Il presidente, Michelangelo Anderlini, ingegnere, l’ha fondata insieme alla madre, Maria Teresa Brassiolo,

>> In alto, la sede di Biopap

In

in occasione di una fiera.

tra quelle ammesse dalla norma. Molte aziende utilizzano il “B Impact Assessment”, uno strumento online gratuito che soddisfa i requisiti di legge ed è stato realizzato dall’ente non profit B Lab. La relazione annuale deve essere allegata al bilancio e pubblicata sul sito internet istituzionale, proprio per rafforzare la trasparenza dell’operato dell’impresa. Un altro obbligo è la nomina dei responsabili “cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità di beneficio comune”. Per concludere la disamina normativa, le società benefit sono diverse dalle organizzazioni non profit, perché mantengono comunque lo scopo di lucro. E sono diverse anche dalle B-Corp ® o Benefit Corporation, ossia imprese che hanno ottenuto la

Giuseppe Anderlini e Filippo Rossi. La loro è un’impresa familiare visionaria e innovativa basata su due principi cardine: sostenibilità e innovazione. Per loro diventare società benefit è stata una scelta naturale, si è trattato di formalizzare valori e comportamenti quotidiani nei confronti di tutti gli stakeholder, ossia i portatori di interesse: dipendenti, fornitori e partner commerciali, comunità locale e ambiente in genere. I loro prodotti sono un ottimo esempio di economia circolare: prodotti da risorse rinnovabili, si trasformano in compost che a sua volta ritorna in agricoltura, sostituendo fertilizzanti chimici non rinnovabili. Nella sede, progettata e realizzata con criteri bioclimatici, c’è un’ampia e suggestiva sala dove si organizzano incontri con le scuole per diffondere la cultura e le pratiche di sostenibilità ed economia circolare. È stata una scelta naturale ma anche molto consapevole degli obblighi e dell’importanza di rispettarli. Il loro motto personale e professionale è “leading by example”, ossia guidare con l’esempio, e la speranza è di essere seguiti da altri imprenditori nella scelta benefit. Dulcis in fundo, Maria Teresa Brassiolo è stata la fondatrice di “Transparency International Italia” per diffondere la cultura della legalità e dell’anticorruzione. D’altronde, la legalità è una condizione necessaria della sostenibilità. Per approfondire, è possibile consultare il sito internet aziendale www.biopap.com

a Settimo Milanese, progettata con criteri bioclimatici.
basso, Michelangelo Anderlini, presidente di Biopap, cofondata con la madre, Maria Teresa Brassiolo, e il giovane Leonardo Anderlini,

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certificazione di sostenibilità ambientale e sociale, che però non hanno il vincolo statutario di perseguire il beneficio comune, previsto invece per le Società che diventano Benefit. È possibile che una Società Benefit sia anche una B-Corp certificata; viceversa, è altrettanto possibile che una B-Corp non sia una Società Benefit, anche se ha il vincolo di trasformarsi in Società Benefit entro 2-4 anni dalla certificazione. È tutto oro quello che luccica? Non di rado capita di leggere di aziende che da paladine ESG si sono rivelate invece interessate solo all’apparenza e si sono rese protagoniste di veri e propri casi di green-washing o

social e pink-washing (finta attenzione alla parità di genere) con pubblicità ingannevole di prodotti e servizi promossi come amici dell’ambiente e delle persone, senza nessuna base oggettiva o, peggio ancora, pur sapendoli dannosi. Per le Società Benefit la risposta a questa domanda è insita nel fatto che l’adozione di questo modello è una scelta volontaria. Anche se è ormai acclarato che le aziende che non considerano le persone, la comunità e l’ambiente sono maggiormente esposte a rischi e quindi sono meno attrattive per gli investitori. In ogni caso, questa scelta può avere

effetti positivi sulla reputazione, sul brand e sulla capacità di attrarre talenti e quindi di essere più innovative. Ma solo se l’azienda si fa realmente carico di mettere in atto le azioni per perseguire il beneficio comune, di misurare l’impatto e essere trasparente. Così chiunque sia interessato ad approfondire può leggere la relazione annuale e farsi una propria idea, premiando o punendo con i propri acquisti le aziende che si ritengono meritevoli o biasimevoli.

Tutti i consumatori sono attori del mercato, e ci si aspetta che il mercato nel lungo periodo premi le vere società responsabili e sostenibili.

IL CASO DIGITAL360, UN FARO

PER LA TRASFORMAZIONE

DIGITALE

Quando Andrea Rangone parla della sua azienda gli occhi guizzano e si accendono: Digital360 è una PMI innovativa che supporta le imprese, pubbliche e private, nella trasformazione digitale. L’ha fondata nel 2012 insieme ad altri professori appassionati di tecnologia e di innovazione, fautori degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Nell’ateneo, Rangone insegna anche “imprenditorialità” e uno dei

messaggi forti che cerca di portare avanti è la centralità dell’imprenditore nel sistema socio-economico e la possibilità di avere un impatto sempre più importante, non solo sul business e sugli azionisti, ma su tutti gli stakeholder e, in particolare, sulla comunità in cui opera, con interventi mirati, concreti e razionali. E quando il professore mette il cappello da imprenditore, ecco che l’innovazione digitale si trasforma “nel più potente motore di crescita sostenibile e inclusiva. Sostenibile, perché consente di aumentare la produttività

e la competitività di qualsiasi organizzazione, contribuendo a far crescere il Pil e l’occupazione e insieme a ridurre sprechi, consumo di risorse e inquinamento. Inclusiva, perché consente di ridurre le disuguaglianze e le fragilità di qualsiasi natura, creando concrete opportunità di ingresso nel mondo del lavoro per tutti, anche per le persone più fragili ed emarginate. Ci siamo impegnati in diversi progetti ad impatto sociale in partnership con enti del terzo settore. Ad esempio, “Al lavoro 4.0”, il percorso per la formazione in ambito digitale rivolto ai NEET realizzato in collaborazione con Caritas Ambrosiana e Fondazione S. Carlo. O il progetto con Sesta Opera San Fedele che fornisce opportunità di lavoro ai detenuti o agli ex detenuti. Nel 2021 è stato naturale formalizzare l’impegno nel perseguire obiettivi di bene comune diventando società benefit”. Per approfondire, è possibile consultare il sito internet aziendale www.digital360.it

>> Andrea Rangone, presidente di Digital360

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FONDAZIONI D'IMPRESA

L'altra faccia del welfare

La filantropia d’impresa in Italia ha radici antiche. Dal passato ai giorni nostri: quando il welfare diventa un "affare di famiglia"

>> Fondazione Prada, un punto di riferimento per l’arte per i visitatori e i cittadini. Un grande gruppo privato valorizza oggi un’intera area cittadina. Costituita da Miuccia Prada nel 1993.

a filantropia d’impresa in Italia ha radici antiche: gli imprenditori più illuminati sentivano la responsabilità sociale del loro ruolo e quindi cercavano di intervenire per migliorare le condizioni di vita dei propri dipendenti. Un esempio è il villaggio operaio di Crespi d’Adda nato nel 1876 in prossimità del cotonificio della famiglia Crespi: le casette per le famiglie, la chiesa, la scuola, l’ospedale, il dopolavoro e persino il cimitero. Molti altri seguirono l’esempio e lo superarono e quell’antica tradizione oggi si è consolidata nel welfare aziendale e nella filantropia d’impresa. Quest’ultima, soprattutto negli ultimi vent’anni, in Italia e nel resto del mondo, ha dato vita a un fenomeno interessante: le Fondazioni di Impresa e di Famiglia imprenditoriale; realtà che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel vivace contesto dell’economia civile e sociale e nel dialogo tra mondo for profit e non profit e tra pubblico e privato. Non ci sono registri né elenchi ufficiali, ma in Italia le principali ricerche ne contano circa 130, la gran parte con sede in Lombardia.

Il panorama che delineano è piuttosto variegato: molte portano il nome della famiglia di imprenditori, come Fondazione Agnelli, Pellegrini o Prada, o il nome di un imprenditore carismatico, come Adriano Olivetti o Carlo Erba; altre quello dell’azienda, pubblica o privata che sia, come Luxottica, SNAM e ATM, altre di multinazionali, come Accenture e STMicroelectronics.

Le Fondazioni di Impresa e le Fondazioni di Famiglie imprenditoriali nascono su impulso di privati e sono organizzazioni senza scopo di lucro, che scelgono in autonomia lo scopo, di quali bisogni e obiettivi occuparsi e lo formalizzano nello statuto. Alcune si muovono nel solco dell’attività dell’impresa, dedicandosi alla ricerca scientifica, medica e tecnologica o alla diffusione delle competenze basilari di quel settore, per esempio promuovendo l’alfabetizzazione digitale del loro territorio; tante intervengono sui bisogni più sentiti dal territorio, spesso segnalati dai dipendenti: azioni di contrasto all’emarginazione e di supporto alle persone più fragili, alla riqualificazione urbana e sociale, alla

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FONDAZIONE MEDIOLANUM ENTE FILANTROPICO

Chi non ricorda Ennio Doris che nello spot pubblicitario traccia un cerchio e afferma “costruita intorno a te”? Conoscendo più da vicino la Fondazione Mediolanum, l’impressione è che all’interno di quel cerchio ci siano i bambini che stanno vivendo situazioni difficili. Nata nel 2001, riconosciuta onlus nel 2012 e iscritta al RUNTS dal 2023 come Ente Filantropico, ha l’obiettivo di sviluppare le principali attività in ambito sociale del Gruppo bancario Mediolanum. Dal 2005 la Fondazione si concentra sulla mission “Educare alla libertà affinché i bambini di oggi possano essere gli adulti liberi di domani”. Essendo una fondazione erogativa, ha selezionato ben 1250 progetti, destinato ben 37,3 milioni di euro e aiutato a crescere oltre 221mila bambini, in Italia e in altri 54 Paesi. Virginio Stragliotto, segretario generale, sottolinea come questi risultati siano il frutto della sinergia con la banca, portando avanti vari progetti come per esempio “Cause Related Marketing” (ossia un’azione di marketing legata

conservazione del patrimonio artistico e culturale, all’istruzione e alle attività socioricreative e alla coesione sociale.

Quali sono gli elementi distintivi di queste fondazioni rispetto alle migliaia di fondazioni e associazioni italiane? È bene precisare non esiste una definizione ufficiale né a livello normativo né in letteratura, ma le principali ricerche e gli esperti fanno riferimento alla definizione proposta da Fondazione Sodalitas nel 2009, che troviamo esplicitata nel rapporto realizzato nel 2019 da Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas , che individua sostanzialmente questi elementi distintivi: a) il fondatore è un’impresa o un gruppo di imprese o una famiglia imprenditoriale;

a una causa sociale) attraverso il quale aiutano alcuni ospedali pediatrici sul territorio nazionale, e aggiunge: “il servizio “Centesimi che contano”, per donare ogni fine mese alla Fondazione i centesimi a saldo sul conto corrente in modo automatico, è un esempio emblematico della relazione generativa con la banca, con i consulenti finanziari e con i clienti. È anche un messaggio semplice ma estremamente efficace: i pochi impercettibili centesimi del saldo mensile del conto corrente di tanti clienti possono portare a un risultato sorprendente, infatti oltre 600 mila euro nel 2023 sono stati destinati a tre associazioni del Terzo Settore che si occupano di bambini con disabilità e gravi patologie croniche. Vorrei ricordare anche la campagna di raccolta fondi 2024 “Voglio andare a scuola” per contrastare l’abbandono scolastico. Abbiamo scelto tre Enti non profit con l’obiettivo di aiutare 680 minori, in tutta Italia, a rischio abbandono precoce degli studi che riceveranno sostegno e potenziamento didattico

extrascolastico. Per aumentare i fondi, la Fondazione raddoppierà i primi 60.000 euro raccolti”. Per sostenere nello studio giovani talentuosi e meritevoli nel 2022, la famiglia Doris ha costituito la Fondazione Ennio Doris per onorarne la memoria. Per approfondire, è possibile consultare i siti internet www.fondazionemediolanum.it e www.fondazioneenniodoris.it

>> Sopra, Ennio Doris, il fondatore. A sinistra, Virginio Stragliotto, segretario generale di Fondazione Mediolanum

b) sono dotate di personalità giuridica distinta da quella dell’impresa, pur rimanendo legate a essa; c) ricevono principalmente dall’impresa fondatrice le risorse economiche per svolgere la loro missione.

Il legame tra impresa e Fondazione non andrebbe considerato rigidamente, perché le famiglie possono lasciare l’azionariato dell’impresa e continuare a gestire la Fondazione che resta legata all’impresa solo dal punto di vista storico e della memoria personale e collettiva. Un esempio è la Fondazione Olivetti: nata nel 1962 come fondazione di impresa, quando la famiglia smise di gestire l’azienda divenne fondazione di origine familiare, arrivando ad oggi con la Fondazione ancora attiva

e indipendente, mentre l’azienda è stata incorporata da altre società.

Rientrano quindi nel perimetro le “Opere pie” e gli “Enti morali” istituiti dalle famiglie di imprenditori e professionisti, in genere con finalità socioassistenziali. Successivamente sono stati istituzionalizzati in soggetti di diritto pubblico - le cosiddette “IPAB” - e più tardi in istituzioni di diritto privato, tipicamente fondazioni ed enti filantropici che non hanno più nessun legame con la famiglia di origine, che potrebbe anche essersi estinta.

Possiamo dunque considerare fondazioni tutte le realtà create da una qualunque famiglia benestante per perpetuare la propria storia, anche

se non imprenditoriale? No, sarebbe un’interpretazione fuorviante. Si tratta di filantropia, ma non di filantropia d’impresa.

I riferimenti normativi

Il quadro normativo non ci viene in soccorso per definire univocamente il perimetro, dato che per le Fondazioni di Impresa e di Famiglia imprenditoriale vale quanto previsto per qualsiasi

Associazione o Fondazione, ossia gli articoli 14 – 35 bis del Codice civile (Libro I Titolo II Capi II e III).

Qualora una qualsiasi Fondazione decida di assoggettarsi ai requisiti normativi e statutari richiesti dal Codice del Terzo Settore, può optare per la forma di “Ente filantropico” o di “Impresa sociale”, svolgendo, esclusivamente, le attività previste per tali soggetti

Le Fondazioni di Famiglia o di Impresa che operano a vantaggio, anche

FONDAZIONE RANCILIO

In Italia e nel mondo il cognome Rancilio richiama subito alla mente le macchine per caffè professionali e Giorgio, con orgoglio, racconta la storia dell’azienda e della famiglia che dal 1926 al 2013 sono intrecciate. Nata grazie a un’intuizione innovativa di Roberto, a Parabiago nel 1926, come piccola officina, dalla quale uscì per prima la macchina Regina in acciaio scintillante sormontata da un’aquila con le ali spiegate, ne

se non esclusivo, dei familiari o dei loro dipendenti, riconoscendo per esempio l’accesso privilegiato ad alcune prestazioni, per diventare enti del Terzo Settore, dovrebbero rinunciare all’interesse particolare.

Cosa spinge le famiglie imprenditoriali e le imprese alla creazione di queste Fondazioni?

La risposta è in genere duplice. Da un lato, è l’applicazione della regola di vita americana “Learn, Earn, Serve”: c’è un tempo per formarsi, uno per guadagnare e uno per servire, restituendo alla società parte della fortuna che si è ricevuta. In realtà questa regola è sempre stata presente nella tradizione e cultura italiana, ma l’ultima parte della regola veniva agita lontano dai riflettori, fedeli al motto che il bene si fa ma non si dice. Oggi i tempi sono cambiati: la

ed esteticamente attraenti. Trent’anni dopo, i tre figli Francesco, Antonietto e Romano proseguirono sulle orme del capostipite, trasformandola in una brillante realtà industriale, aperta al design e all’innovazione tecnologica. Sul finire degli anni Novanta il testimone è poi passato alla terza generazione e Giorgio l’ha guidata fino a pochi anni fa. Nel 2013 l’azienda è entrata a far parte di un grande gruppo industriale e, se la memoria della famiglia di imprenditori

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filantropia d’impresa rientra nel concetto più ampio di “responsabilità sociale d’impresa” (in inglese Corporate Social Responsibility o CSR), che richiede che l’impegno per perseguire obiettivi di bene comune sia comunicato. Non per narcisismo, ma per stimolare lo spirito emulativo e, soprattutto, per trasparenza. Già, perché oggi questo impegno è molto apprezzato dal mercato e dai consumatori e per le aziende diventa un vantaggio competitivo e reputazionale nei confronti della concorrenza, e deve quindi essere dimostrato e rendicontato. Se si scoprisse che si tratta di menzogne, l’effetto boomerang sarebbe inevitabile. Dall’altro lato, le fondazioni sono uno strumento efficace per preservare e condividere la storia e la memoria della famiglia, e/o per affermare l’impegno per il bene comune come espressione della cultura e della strategia aziendale.

museo aziendale che hanno aperto nel 2010, la tradizione di solidarietà e attenzione al prossimo vive attraverso la Fondazione Antonietto Rancilio. Giorgio ha sentito negli anni crescere questo desiderio di onorare l’eredità di tutta la famiglia e di suo padre in particolare, e di esprimere a loro e all’intera comunità il suo grazie. La terza generazione Rancilio sta realizzando la terza parte della regola “Learn, Earn, Serve”: Giorgio nel 2023 ha trasformato la tradizione filantropica familiare in una Fondazione vera e propria, un Ente del Terzo Settore con lo scopo di intervenire economicamente a sostegno di iniziative umanitarie della comunità locale, in ricordo di suo papà Antonietto Rancilio e dei valori in cui credeva.

>> Il testimone è passato alla terza generazione e a Giorgio, che l’ha guidata fino a pochi anni fa. Oggi l’azienda è parte di un grande gruppo industriale.

LA SOCIETÀ UMANITARIA

Dal 1893 per elevare le condizioni di vita

La fine dell’Ottocento vede Milano popolarsi di aziende ed essere all’avanguardia su tutti i fronti della tecnologia. Dall’industria elettrica alle grandi fabbriche il passo è breve. La società urbana sviluppa nuove esigenze che spesso saranno soddisfatte da iniziative filantropiche.

La Società

Umanitaria è una delle istituzioni storiche di Milano. Ente morale, è nata nel 1893 grazie al lascito testamentario di Prospero Moisè Loria, mecenate mantovano, che con l’aggettivo “umanitaria” non intendeva una semplice assistenza sotto forma di beneficenza, ma un’assistenza operativa, che fosse in grado di “mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro ed istruzione”.

Dall’edilizia popolare alle

Scuole d’arti e mestieri maschili e femminili, dal Teatro del Popolo alla Scuola del Libro, dagli uffici di assistenza agli emigranti alle decine di studi e ricerche su ogni aspetto del lavoro (disoccupazione, condizioni sanitarie, cooperazione, emigrazione, malattie del lavoro, formazione professionale).

Il 29 giugno 1893 con Regio Decreto viene istituita la Società Umanitaria, il cui scopo è “aiutare i diseredati, senza distinzione, a rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro e istruzione”.

>> Sotto, da destra Alberto Jannuzzelli, presidente della Società Umanitaria con l’onorevole Andrea Orsini, past president dell’Osservatorio Metropolitano, e Camillo de Milato, attuale presidente dell’Osservatorio

18 ottobre 1892

Il mecenate mantovano Prospero Moisè Loria lascia erede universale del proprio patrimonio (oltre 13 milioni di lire dell’epoca, pari a metà del bilancio del Comune di Milano) la costituenda Società Umanitaria.

L'UMANITARIA OGGI

130 anni di formazione e servizi al lavoro

5000 mq di spazio tra aule e laboratori

250 studenti presi in carico (2023)

100 stage avviati (2023)

85% media di inserimento lavorativo dopo lo stage

15% percentuale ore sviluppate in laboratori di impresa

8200 totale giornate di formazione e stage nel 2023

FORMAZIONE E LAVORO

L’Umanitaria oggi è un Ente Accreditato dalla Regione Lombardia per formazione e servizi al lavoro, che sa dare un significativo apporto sperimentale allo studio e alla risoluzione dei problemi del lavoro con forme di intervento innovative, dal disagio scolastico alla formazione professionale, dall’avviamento al lavoro alla promozione dei giovani.

È stata potenziata l’attività di valutazione e orientamento individuale allo scopo di favorire la scelta del percorso più idoneo in base alle attitudini, rafforzando così la motivazione e focalizzando meglio gli obiettivi. I riscontri di questa attività di orientamento individuale sono sempre molto positivi; infatti gli inserimenti lavorativi conseguiti dopo il tirocinio arrivano in media allo straordinario risultato dell’85%.

I progetti sono tutti gratuiti per i partecipanti perché co-finanziati da Regione Lombardia e Fondo Sociale Europeo.

Per informazioni:

Dalia Gallico master@umanitaria.it www.umanitaria.it/formazione

>> Immagini (raccontate nella prossima pagina) della storia dell'Umanitaria, a partire dalla Casa dell'emigrante (sopra), il Teatro del Popolo (in basso), e alcune foto dall'archivio della Società relative ad attività di formazione e lavoro all'inizio del Novecento.

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>> Svettava con i suoi 50 metri di altezza la ciminiera della centrale elettrica di Santa Radegonda

MILANO A CAVALLO TRA '800 E '900. IL GRANDE BALZO La fondazione della Società Umanitaria nel 1893 corrisponde con la nascita a Milano della grande industria e dei relativi bisogni sociali. Proprio in quegli anni arriva in città la corrente elettrica, per iniziativa di Giuseppe Colombo, pioniere di questa tecnologia che dopo aver assorbito le idee dell’inventore americano Edison le portò in Italia e ovviamente a Milano. Nel 1876 si accesero le prime lampade elettriche in piazza del Duomo, ma fu nel 1884 che Colombo inaugurò la prima centrale elettrica sul continente europeo. In via Santa Radegonda, con l’aiuto del giovane ingegnere Giovanni Battista Pirelli e dei suoi cavi rivestiti di gomma, riuscì a portare l’illuminazione elettrica fino al Teatro alla Scala con quasi 3000 lampadine che si accesero in

>> Primo stabilimento Pirelli oltre

un tripudio anche mediatico. Nel frattempo Pirelli aveva dato vita alla sua omonima impresa che presto raggiunse dimensioni ragguardevoli. Con l’elettricità si trasformarono anche i trasporti e come sempre Milano fu all’avanguardia.I primi tram elettrici arrivarono nel 1893, il 2 novembre. In quell’anno Prospero Moisè Loria lasciava al Comune di Milano la sua cospicua eredità allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. A questo proposito l'Umanitaria aveva assunto i vari servizi di assistenza agli emigranti a seguito dello scioglimento, nel 1907, del Consorzio per la tutela dell'emigrazione temporanea in Europa, istituzione che l'Umanitaria

>> Il 2 novembre 1893 venne inaugurata a Milano la prima linea di tram a trazione elettrica.

aveva promosso dal 1894 e che aveva come scopo l'assistenza agli emigranti italiani verso la Svizzera, l’Austria, la Germania, la Francia, il Lussemburgo e gli Stati balcanici. La costruzione della Casa fu dunque una delle attività che l'Umanitaria svolse a partire dal 1907 per ovviare allo stazionamento di emigranti nell'atrio e sotto le tettoie esterne della stazione e per fornire servizi rispondenti agli speciali bisogni degli emigranti. In particolare la Casa entrava in funzione alle ore 20 e chiudeva le porte a mezzanotte per riaprire alle sette del mattino. Nei suoi primi cinque anni di vita diede ospitalità gratuita a mezzo milioni di emigranti che

>> Il manifesto dell'Esposizione Universale del 1906 che sancì la consacrazione di Milano come protagonista della nuova era industriale

potevano così trovare un pasto e un letto a prezzi modici e venire informati su orari ferroviari, coincidenze e cambi, e informazioni sul mercato del lavoro. L'edificio occupava parte del piazzale posteriore della Centrale (l'allora piazza G. Miani) ed era possibile accedervi direttamente dalla stazione. Era costituito da un ampio padiglione rettangolare a un piano della superficie di circa 350 mq. In un edificio aggiuntivo di 80 mq erano presenti gabinetti, docce e lavatoi. La casa venne definita dalla Rivista della beneficenza pubblica come segue: «La impressione riassuntiva dell'ambiente è quella di una ben riuscita iniziativa che aggiunge decoro a Milano, indice di buon patriottismo e fonte augurabile di benessere materiale e morale alla classe degli emigranti.»

>> Così si presentava l'odierna

Rinascente nel 1917

Porta Nuova

Conoscere per deliberare

Osservatorio Metropolitano di Milano, centro studi indipendente al servizio del territorio

Veduta dello skyline milanese, nell'immagine di Andrea Cherchi. A destra una vista inconsueta del Palazzo della Triennale.

CONOSCERE PER DELIBERARE

Il Palazzo dell’Arte in cui la Triennale è ospitata rivela nella foto di Cherchi la sua caratteristica forma di nave. Il Palazzo ospita mostre di livello internazionale e il Museo del Design Italiano. È stato progettato dall’architetto Giovanni Muzio e inaugurato nel 1933.

STORIE METROPOLITANE

GIULIO GALLERA

Parla il presidente della Commissione speciale PNRR di Regione Lombardia

Sul territorio regionale saranno finanziati 23.032 progetti.

Dalla Città Metropolitana di Milano un’attenzione particolare alle realtà scolastiche con interventi strutturali per 158 milioni.

“Una sfida epocale per migliorare la qualità della vita dei cittadini”

Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza - insieme al Piano Nazionale Complementare - assegna al territorio lombardo 15.6 miliardi di euro che andranno a finanziare 23.032 progetti sulle 6 missioni previste dal Piano (Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Coesione e inclusione; Salute).

Di queste risorse, 3.1 miliardi vedono Regione Lombardia impegnata come soggetto attuatore di 1.236 progetti. “Una sfida epocale che può e deve mettere il nostro Paese nelle condizioni di compiere un salto di qualità enorme in settori molto importanti per la vita dei cittadini – commenta Giulio Gallera, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione speciale PNRR - In questi mesi, la Commissione ha lavorato sodo, realizzando 15 audizioni con 55 stakeholder, esponenti del tessuto produttivo lombardo e del Patto per

SUDDIVISIONE RISORSE

M1 € 1.253.330.623

Digital., innovazione, competitività, cultura e turismo

M2 € 4.506.441.789

Rivoluzione verde e transizione ecologica

M3 € 3.207.635.650

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

M4 € 2.243.390.411

Istruzione e ricerca

M5 € 2.041.944.092

Coesione e inclusione

M6 € 1.636.924.935

Salute

INTERVENTI PER MISSIONI

M1 12.055

Digital., innovazione, competitività, cultura e turismo

M2 5.847

Rivoluzione verde e transizione ecologica

M3 26

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

M4 2.657

Istruzione e ricerca

M5 1.419

Coesione e inclusione

M6 889

Salute

SUDDIVISIONE RISORSE - REGIONE LOMBARDIA

lo sviluppo, Organizzazioni Sindacali, rappresentanti di Anci Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e degli Enti locali, dirigenti e funzionari di Regione Lombardia e della Ragioneria Territoriale dello Stato. Da questi incontri sono emersi molti spunti, indicazioni e proposte, che la Commissione ha elaborato e inserito in una Risoluzione specifica approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Regionale”.

GLI INTERVENTI

Comuni e Comunità montane della Lombardia sono i grandi protagonisti della sfida del PNRR con oltre 11 mila progetti finanziati e un impatto economico sui territori di 7,5 miliardi di euro. I progetti dei Comuni riguardano in particolare l’attrattività dei borghi, Green communities, il Piano asili nido e scuole dell’infanzia, servizi di educazione e cura, investimenti di rigenerazione urbana per ridurre emarginazione e degrado sociale, infrastrutture sociali

M1 € 100.090.423

Digital., innovazione, competitività, cultura e turismo

M2 € 593.293.858

Rivoluzione verde e transizione ecologica

di comunità. La Città Metropolitana di Milano ha finanziato attraverso i fondi del PNRR interventi strutturali in molte realtà scolastiche dell’area di competenza per un ammontare di 158 milioni.

M3 € 59.400.000

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

M4 € 0

Istruzione e ricerca

M5 € 608.387.053

Coesione e inclusione

M6 € 1.792.015.747

Salute

DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ E CULTURA: SBUROCRATIZZAZIONE E DIGITALIZZAZIONE DELLA PA IN PRIMO PIANO

La Missione 1 del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, mette a disposizione per il territorio lombardo 900 milioni di euro. “In questo ambito - spiega Gallera - le azioni principali riguardano direttamente il rapporto dei cittadini con l’amministrazione regionale – per cui vengono investiti 18 milioni di euro e in particolare lo sviluppo di PagoPA, la piattaforma per effettuare versamenti alla Pubblica Amministrazione attraverso il web o le app dedicate; l’adozione dell’app “IO” che riguarda tutti i servizi pubblici;

l’implementazione dei servizi legati alla Carta d’Identità Elettronica e il sistema SPID; la sicurezza informatica dei dati e dei sistemi”.

Questa spinta verso l’innovazione coinvolge anche il sistema culturale; la Regione ha previsto infatti un investimento di 34 milioni di euro del PNRR per la realizzazione e lo sviluppo di piattaforme digitali che favoriscano la valorizzazione e la tutela del nostro patrimonio artistico, architettonico e del paesaggio rurale. “Attraverso le risorse del PNRR – precisa Gallera – fra gli altri interventi segnalo la realizzazione della nuova Biblioteca dell’Accademia di Brera di Milano”.

SALUTE: RISORSE PER POTENZIARE LA SANITÀ TERRITORIALE

IN ARRIVO 199 NUOVE CASE DI COMUNITÀ

La Missione 6 del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, Salute, mette a disposizione della Lombardia 1,2 miliardi di euro per modernizzare e rendere più sicuri gli ospedali e rinnovare il parco tecnologico.

“Di queste risorse, ben 463 milioni di euro serviranno per strutturare e rafforzare la sanità territoriale – spiega Giulio Gallera – con la realizzazione di 199 Case di Comunità che garantiscono assistenza sanitaria primaria e attività di prevenzione. In esse è prevista la presenza di équipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, infermieri di famiglia e altri professionisti della salute (tra cui tecnici di laboratorio, ostetriche, psicologi, etc.), assistenti sociali e altri servizi territoriali. Uno stanziamento di 197,6 milioni a valere sul PNRR andrà ad aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare integrata (ADI) ai nostri anziani”.

Altri 151 milioni saranno utilizzati per la realizzazione di 66 Ospedali di Comunità, per pazienti che richiedono cure a bassa intensità, e 34,4 milioni per le Centrali Operative Territoriali, che svolgono una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e il raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali.

STORIE METROPOLITANE

Per la messa in sicurezza e l’ammodernamento strutturale della rete ospedaliera verranno investiti 315 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono 180 milioni di euro per l’acquisto di 380 grandi apparecchiature ultramoderne, che consentiranno prestazioni innovative e diagnosi più accurate, tempestive e meno invasive, 219 milioni finanzieranno la digitalizzazione e il potenziamento della rete dell’emergenza urgenza.

Altri 200 milioni andranno a finanziare oltre 300 progetti dedicati alle persone più vulnerabili – anziani o persone con disabilità - alle famiglie, al terzo settore, e alla realizzazione di infrastrutture sociali quali alloggi temporanei e strutture di accoglienza.

Cinquanta milioni del PNRR finanzieranno l’attivazione di progetti individuali che favoriscano l’autonomia delle persone con disabilità e in particolare la realizzazione di abitazioni protette e l’accesso al mercato del lavoro. Il piano prevede altresì l’investimento di 42 milioni per “Housing First”, alloggi temporanei per nuclei familiari che non riescono ad accedere alle strutture di edilizia residenziale pubblica, e 26 milioni per la creazione di centri di servizio con presidi sociali per il contrasto alla povertà.

TRASPORTI: OLTRE 200 NUOVI

CONVOGLI E ATTENZIONE ALLA

TRANSIZIONE ECOLOGICA

Regione Lombardia ha investito 65 milioni del PNRR per acquistare e mettere in servizio 7 nuovi treni Caravaggio, nell’ambito di un programma regionale di rinnovamento della flotta ferroviaria che ha previsto un investimento di 1,7 miliardi di euro e l’acquisto di 214 convogli. Altri 50 milioni andranno a finanziare opere di ammodernamento della rete ferroviaria, con particolare riferimento all’accesso verso il Terminal 1 dell’hub internazionale di Malpensa.

Il piano di potenziamento del Trasporto Pubblico Locale all’insegna della transizione ecologica ha previsto inoltre un investimento di 60 milioni per l’acquisto di 176 nuovi autobus a metano, elettrici e ad idrogeno.

(Milano, 1969) è un avvocato e politico italiano, consigliere di Regione Lombardia e Presidente della Commissione speciale PNRR, monitoraggio sull'utilizzo di fondi europei e sull'efficacia dei bandi regionali. Dopo il Liceo Scientifico Vittorio Veneto, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano e fonda uno studio legale che si occupa prevalentemente di diritto societario e commerciale, di cui è titolare. È stato segretario cittadino dei Giovani Liberali di Milano nel biennio 19921993 e nel 1994 è fra i fondatori di Forza Italia, a Milano. Entra in Consiglio comunale di Milano nel 1997 dove siede per tre mandati. Dal 2001 al 2006 è assessore a Palazzo Marino con il sindaco Albertini. Nel 2013 entra in Consiglio regionale della Lombardia dove nel 2014 è sottosegretario di Regione Lombardia ai Rapporti con la Città Metropolitana e nell’ottobre 2015 assessore al Reddito d’Autonomia, Inclusione Sociale e Pari Opportunità. Dal giugno 2016 al gennaio 2021 è assessore al Welfare. È appassionato di sci e maratona.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Giulio_Gallera

Giulio Gallera

STORIE METROPOLITANE

FILIPPO BARBERIS

Milano tra crescita e sostenibilità

Filippo Barberis

(Milano, 1983) è un amministratore locale italiano, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Milano. Laurea in Giurisprudenza con tesi in diritto pubblico internazionale, dottorato in Diritto del lavoro. Diplomato in pianoforte al Conservatorio, è membro, fino al 2011, della compagnia teatrale Forme e Linguaggi e della compagnia di improvvisazione teatrale Teatribù. Da dicembre 2013 è membro della segreteria del Pd Metropolitano milanese. Eletto nel Consiglio comunale di Milano con il PD nel giugno 2011, dal luglio dello stesso anno è, fino a novembre 2014, Presidente della Commissione Politiche del lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca. Da ottobre 2014 a ottobre 2016 è anche Consigliere metropolitano con l'incarico di capogruppo della lista Centrosinistra per la Città Metropolitana e, da luglio 2016 fino a fine mandato, delegato all’Ambiente e alle Politiche giovanili per la Città metropolitana.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Filippo_Barberis

Un decennio di crescita straordinaria che ha fatto di Milano una città pienamente internazionale, proiettata in Europa e nel mondo, ma che ha portato con sé inevitabili criticità. Ne abbiamo parlato con Filippo Barberis, consigliere comunale del Partito Democratico, che ha fatto il punto sulle priorità per la città per i prossimi anni a partire da tre grandi temi: l’abitare, la sicurezza e l’ambiente. “La crescita che Milano ha vissuto, ha portato, tra le altre cose, l’aumento del costo della vita soprattutto per quanto riguarda l’abitare. Affitti e costi delle case sono cresciuti troppo e oggi abitare a Milano risulta spesso proibitivo per le classi medio-basse e per le coppie giovani con figli – spiega – Questa è una delle sfide più importanti per l’amministrazione comunale che sta lavorando su due fronti: la messa a punto di strumenti innovativi per favorire una maggior offerta di housing sociale e lo studio di nuovi strumenti finanziari che favoriscano l’incontro tra istituzioni e mercato immobiliare.” Altra priorità dell’amministrazione è la sicurezza. In un quadro in cui i reati più cruenti sono da anni in sensibile calo strutturale, “resta un tema di microcriminalità legato a diversi fattori compreso l’aumento, positivo, del turismo – spiega Barberis – che incide molto sulla sicurezza percepita. Per rispondere a questo problema abbiamo aumentato il presidio

sul territorio con un piano di assunzioni nel comparto della Polizia locale che non ha precedenti e che ha porterà entro il rpossimo anno a un saldo positivo di oltre 500 unità.”

Tra gli effetti collaterali della crescita, ci sono poi le problematiche ambientali, in particolare la qualità dell’aria periodicamente al centro di polemiche. “Milano è tra le città che in Europa hanno fatto di più sul fronte della mobilità sostenibile – prosegue Barberis – ma sconta anche una posizione geografica non particolarmente favorevole. Il Comune ha promosso le restrizioni Area C e Area B. Quest’ultima in particolare ha limitato la circolazione dei veicoli responsabili di due terzi delle emissioni più inquinanti. Stiamo investendo molto sui mezzi pubblici per incentivarne l’utilizzo: un progetto su tutti, quello della M4 che sarà concluso entro il 2024. Chiediamo però anche alla Regione più coraggio e più investimenti sul fronte qualità dell’aria che non termina certo con i confini amministrativi del Comune.” In vista dell’estate, e dei grandi eventi di cui Milano è sempre più la capitale europea, una nota su San Siro e le recenti polemiche dei residenti: “Abbiamo lavorato per ridurre le sovrapposizioni di eventi e per mitigare l’impatto sul quartiere ma non vogliamo impoverire un palinsesto di concerti che è tra i più ambiti d’Europa.”

La sala del Consiglio comunale a Palazzo Marino

STORIE METROPOLITANE

ALESSANDRA NEGRIOLLI L'impegno di Regione Lombardia per i diritti

Grattacielo Pirelli, sede dell'Ufficio dei Garanti regionali

Dirigente dell’Ufficio per il Difensore regionale, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza e il Garante per la tutela delle vittime di reato, Alessandra Negriolli da anni si occupa di supportare i cittadini che hanno problemi con la Pubblica Amministrazione. Come si concretizza questo impegno quotidiano per i cittadini? Nel suo racconto, parte dai cittadini che spesso vengono considerati di serie B.

Un esempio del lavoro del suo ufficio riguarda infatti i detenuti, che Negriolli incontra di persona in carcere per richieste spesso legate allo stato di salute, al trasferimento per avvicinarsi alla famiglia, ma anche all’inserimento lavorativo. Un impegno sentito e mai interrotto, nemmeno durante la pandemia, quando, date le condizioni emergenziali, decise che i colloqui non si sarebbero interrotti ma che sarebbero diventati video-colloqui. Altro impegno quotidiano è quello per la tutela dei minori o delle vittime di reato, fino alle più piccole contestazioni che vengono segnalate al Garante di riferimento. È la riprova di una spiccata attenzione al sociale, cifra che affonda

radici negli anni della sua formazione, quando da poco laureata, in America Negriolli lavora per una ONG che progetta scuole, ambulatori e ospedali in Senegal e Nigeria; ma anche quando in Regione Lombardia, anni dopo, si troverà a tu per tu con realtà e problematiche di Paesi come Uganda e Brasile. Gestire situazioni emergenziali le permette di acquisire tutti gli elementi necessari per costruire la sua professionalità. Per lavoro viaggia in 42 Paesi, in alcuni di questi ha anche vissuto, prima di mettere radice a Milano e di cominciare a lavorare in Regione Lombardia, la sua “seconda mamma”, la definisce oggi.

In media al suo ufficio arrivano 2800 domande di intervento all’anno da parte di cittadini residenti in Lombardia; pratiche a volte risolvibili in tempi rapidi ma che in alcuni casi richiedono anche tempi più lunghi, fino a oltre un anno. I progetti per il futuro guardano ad una maggiore sensibilizzazione della popolazione per far conoscere meglio uno strumento utilissimo e per far sapere che, in un tempo di disattenzione e indifferenza, qui l’ascolto non sarà mai archiviato.

Alessandra Negriolli

(n. Padova) è dal 2019 dirigente dell’Ufficio che coordina le figure dei tre garanti istituiti presso il Consiglio di Regione Lombardia: Difensore Regionale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza e Garante per la tutela delle vittime di reato. Laureata all’Università di Verona in Economia e Commercio con indirizzo di Lingue e Letterature Straniere, ha vissuto 4 anni negli Stati Uniti dove ha lavorato per il National Geographic, per una ONG attiva in Senegal e Nigeria e per l’Ambasciata Italiana a Washington. Tornata in Italia nel 1990, a Roma ha lavorato per le Nazioni Unite e poi per l’allora neonato Consorzio Replastic. Nel 1995 si trasferisce a Milano dove lavora per quattro anni in AMSA come responsabile dell’Ufficio Comunicazione ed eventi. Nel 1999 comincia la sua carriera in Regione Lombardia nella Direzione generale Cultura.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Alessandra_Negriolli

TUTTO LEONARDO IN GALLERIA MUSEOMILANO

Attivo dal 2004 nello studio e nella divulgazione scientifica dell’opera di Leonardo da Vinci, il Centro Studi Leonardo3 ha dato vita alla mostra Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo. Aperta nel 2013, in Piazza della Scala, all’ingresso della Galleria

Vittorio Emanuele II, a Milano, è ormai diventata un museo de facto che ha attratto ben 250.000 visitatori nel 2023. Al pubblico viene offerta la possibilità di interagire con oltre 200 macchine interattive in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti, quasi tutte mai realizzate prima

Come novità del 2024 il museo Leonardo3 presenta I Dipinti di Leonardo, un’intera parete interattiva offerta al pubblico e sviluppata interamente dal centro studi L3. Un approccio innovativo che consente al visitatore di arrivare a una conoscenza approfondita di tutti i dipinti del grande maestro, mediante un’intera parete multimediale e interattiva

Per la prima volta riuniti, i 20 dipinti ricondotti unanimemente alla paternità di Leonardo si dischiudono alla vista come disponendosi nell’atelier stesso dell’artista: il visitatore è perciò messo in condizione di apprezzarli anzitutto in un’unica veduta d’insieme

I dipinti sono: Annunciazione (Firenze, Uffizi), Madonna del garofano (Monaco, Alte Pinakothek), Ritratto di Ginevra de’ Benci (Washington, National Gallery of Art), Battesimo di Cristo (Firenze, Uffizi), Madonna Benois (San Pietroburgo, Hermitage), Adorazione dei Magi (Firenze, Uffizi), San Girolamo penitente (Città del Vaticano, Pinacoteca Apostolica), Vergine delle rocce, prima versione (Parigi, Louvre), Ritratto di un musico (Milano, Pinacoteca Ambrosiana), Dama con l’ermellino (Cracovia, Czartoriskij Muzeum), Madonna Litta (San

Il progetto MuseoMilano nasce in occasione di EXPO 2015 su iniziativa del Rotary Club Milano Arco della Pace e grazie al sostegno della associazione culturale Milano Loves You. Dall’idea

Pietroburgo, Hermitage), Belle Ferronnière (Parigi, Louvre), Vergine delle rocce, seconda versione (Londra, National Gallery), Ultima Cena (Milano, Refettorio di Santa Maria delle Grazie, versione restaurata digitalmente da Leonardo3), Madonna dei fusi (collezione privata), Monna Lisa (Parigi, Louvre), Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnello (Parigi, Louvre), San Giovanni Battista (Parigi, Louvre), Bacco (Parigi, Louvre), Salvator Mundi (collezione privata).

Ogni capolavoro è corredato da contenuti di approfondimento intuitivi e facilmente fruibili dai visitatori mediante accurate schede tecniche, timeline che illustra il contesto storico e culturale in cui le opere furono realizzate, significativi dettagli iconografici, utili a interpretare i complessi significati concettuali delle opere.

Il visitatore, imitando il processo cognitivo di Leonardo, è direttamente stimolato al medesimo passaggio dalla mente (nella comprensione) alle mani (nell’interazione).

Massimiliano Lisa, direttore del museo Leonardo3 commenta:

"Grazie all’esperienza ventennale del nostro centro studi, abbiamo miscelato tecnologia, creatività e un approccio innovativo per creare un’esperienza molto coinvolgente, che consentirà ai nostri visitatori di entrare in contatto con l’intero corpus dei dipinti di Leonardo in modo godibile e mai visto prima. Sono certo che I Dipinti di Leonardo diventerà una delle nostre principali attrattive, e unitamente alla Sala dedicata all’Ultima Cena, testimonia la nostra attenzione a Leonardo tanto come inventore, quanto come artista, due anime intimamente legate e inscindibili" Leonardo3 Museum.

Piazza della Scala / ingresso Galleria. www.leonardo3.net

originale è nato un sito entrato nel 2023 nell’orbita di WikiMilano Edizioni. Ogni numero del WikiMilano Magazine vedrà un incontro esclusivo alla scoperta di uno degli 80 musei cittadini.

Massimiliano Lisa, direttore di Leonardo3
Il Naviglio Grande in una sera di carnevale. Foto di Andrea Verdi per WikiMilano.it

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