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WikiMilano Magazine - Autunno 2025

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WIKIMILANO

ORGANO UFFICIALE

DELL’OSSERVATORIO

METROPOLITANO DI MILANO

FOCUS SALUTE A MILANO

Marco Giachetti, presidente della Fondazione Ca’Granda Policlinico.

Nel 1456 il duca Francesco Sforza fondò l’Ospedale Maggiore di Milano, detto Ca’ Granda, su progetto del Filarete, come simbolo di carità pubblica e assistenza universale. Primo grande ospedale laico d’Europa, divenne modello di welfare urbano e oggi vive nella Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano.

INDICE | AUTUNNO 2025

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Editore WikiMilano Edizioni Srl

Via Ezio Biondi, 1 20154 Milano Tel. 02 25063114 E-mail: info@wikimilano.it

Iscritto al Registro Nazionale Operatori della Comunicazione al n. 39583.

Testata registrata al Tribunale di Milano in data 13 giugno 2023 al n. 77

Periodico trimestrale di cultura, organo ufficiale dell'Osservatorio Metropolitano di Milano www.osservatorio.milano.it

Abbonamenti

40 euro (4 numeri) abbonamenti@wikimilano.it L'abbonamento è gratuito per gli iscritti all'Associazione Amici dell'Osservatorio Metropolitano di Milano amici@osservatorio.milano.it

Direttore Responsabile

Andrea Jarach

Hanno collaborato

Laura Bajardelli, Giacomo Canossa, Andrea Cherchi, Gustavo Cioppa, Bruno Dapei, Enrico Dapei, Carla De Albertis, Anna Maria Di Nunzio, Cristina Garbini, Chiara Giudici, Joy Lacanlale, Dario Luna

Si ringraziano

Michele Brait, Mario Colombo, Paolo Galimberti, Carlotta Penati, Pierpaolo Sileri, Folco Vaglienti, Rita White

Fotografie degli eventi: Sergio Frezzolini per Album Italia Stampa La Serigrafica Arti Grafiche, Buccinasco (MI)

Pubblicità info@wikimilano.it

Marco Giachetti, presidente della Fondazione Ca’ Granda Policlinico. Sullo sfondo, il nuovissimo padiglione Sforza costruito grazie alla valorizzazione delle donazioni dei milanesi negli oltre 5 secoli di vita dell’Ospedale.

WikiMilano e due illustri lettori, il Sindaco Beppe Sala e la Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi

EDITORIALE

3 ANDREA JARACH

FOCUS

4 ARCIPELAGO SANITÀ

8 CARLA DE ALBERTIS LA CASA SENZA DOLORE

PUNTI DI VISTA

10 OBIETTIVO: CURARE TUTTI - CONVERSAZIONE CON MARIO COLOMBO

12 PIERPAOLO SILERI

TUMORI PREVENZIONE E CURA

14 GUSTAVO CIOPPA SANITÀ: DIVERSI MODELLI ORGANIZZATIVI

COVER STORY

18 FOLCO VAGLIENTI LA BELLEZZA UTILE

20 LAURA BAJARDELLI L’OSPEDALE MAGGIORE

22 I TESORI DELLA CA’ GRANDA

FOCUS

26 RITA WHITE BIOFILIA URBANA

28 CARLOTTA PENATI BACK TO NATURE BENE COMUNE

32 AIUTILITY BENESSERE IN CORSIA

VOLONTARIATO FEDERICA SHARON BIAZZI

ANGELI DEL BELLO CURA CHI TI CURA LIBRI

OSSERVATORIO RICERCHE

36 CARLA DE ALBERTIS A MANGIAR BENE SI PUÒ IMPARARE

38 BRUNO DAPEI SPORT E SOCIETÀ

OSSERVATORIO INCONTRI

40 CHIARA GIUDICI DOVE VA L’ITALIA

41 LA REPUTAZIONE NELL’ERA DELL’AI

PODCAST WIKIMILANO

I VOLTI DELL’OSSERVATORIO METROPOLITANO

Nei precedenti numeri abbiamo parlato di:

1) Osservatorio Metropolitano di Milano

2) Welfare ambrosiano

3) La città che sale

4) Intelligenza artificiale*

5) Energia a Milano

5 bis) Città metropolitana*

6) Sport a Milano

Per richiedere arretrati: info@wikimilano.it

*numeri 4 e 5 esauriti - disponibili in digitale

Per restare aggiornati con le news della

Grande Milano: desk.wikimilano.it

>> L’installazione “The future is unwritten”, di Francesco Librizzi, posizionata all’ingresso della Clinica Pediatrica De Marchi IRCCS Ca’ Granda grazie all’Associazione Bambino Nefropatico. ABN in quasi 50 anni di attività ha sostenuto le attività in campo nefrologico facendo di Milano uno dei centri di terapia, anche prenatale, più avanzati nel mondo.

EDITORIALE

| AUTUNNO 2025

SANITÀ A MILANO

Con 23 miliardi di euro in carico alla Regione Lombardia la sanità risulta di gran lunga la principale voce del bilancio regionale. Il nostro magazine di volta in volta si concentra su un argomento di interesse pubblico e di attualità. Abbiamo dedicato questo numero del WikiMilano magazine alla “salute a Milano”. Oltre ad essere la voce di spesa più importante, è per tutti noi un aspetto della vita fondamentale. Come sempre vogliamo dare informazioni utili e curiose. Come sempre ci rivolgiamo a una platea molto vasta di lettori composta dai protagonisti metropolitani. Tra essi

i decisori che nella città metropolitana vengono raggiunti tramite più canali dai media del sistema WikiMilano. Mezzi tradizionali, come questo trimestrale, giunto al terzo anno di pubblicazione. Non manca ovviamente anche una vasta gamma di canali digitali. Una menzione speciale meritano i podcast (o meglio videocast) che da questo mese produciamo con cadenza settimanale con il marchio “La Mia Milano”. Il viaggio all’interno della sanità nel territorio milanese inizia dai grandi ospedali. E di questi vogliamo mostrarvi i protagonisti. In occasione della prossima inaugurazione

>> In alto, il nuovissimo Padiglione Sforza del Policlinico erede diretto della Ca’ Granda, al cui centro spicca lo healing garden di ben 7.000 m². A destra, © Boeri Studio (S. Boeri, G. Barreca, G. La Varra). Una continuità di eccellenza e un primato milanese dal XV secolo.

del Padiglione Sforza del Policlinico ne raccontiamo la affascinante storia, cominciata nel 1456, e da allora sempre all’avanguardia sociale e clinica. Affrontiamo anche temi vicini alla salute come la corretta alimentazione oggetto di una ricerca demoscopica; la Biofilia, ovvero la necessità per l’essere umano di un contatto con la natura, i cui benefici sono stati misurati. Non manca la storia della nostra città che in campo sanitario ha visto personaggi di eccellenza di rilievo mondiale. Alcuni diventati sindaci come Luigi Mangiagalli, dal 1922 al 1926, oppure Pietro Bucalossi, dal 1964 al 1968.

>> Murale sul cantiere del Padiglione Sforza dedicato a Luigi Mangiagalli (1850 - 1928), medico e sindaco di Milano dal 1922 al 1926.

>> Pietro Bucalossi (1905 - 1992), medico e sindaco di Milano dal 1964 al 1968.

FOCUS

ARCIPELAGO SANITÀ

Una guida di WikiMilano per orientarsi tra sigle e protagonisti

Milano è il cuore sanitario della Lombardia: una rete complessa di ospedali pubblici e privati accreditati, centri di ricerca IRCCS, dipartimenti universitari e servizi territoriali che insieme offrono prestazioni di alta specialità, emergenza-urgenza e medicina di prossimità. Negli ultimi anni il sistema ha retto pressioni crescenti, dall’aumento della domanda di cura all’invecchiamento della popolazione fino a tensioni sul personale sanitario, e oggi si trova a operare su due fronti paralleli: rafforzare l’offerta ospedaliera d’eccellenza e potenziare la medicina territoriale.

L’ATS di Milano (Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano) è l’ente pubblico che coordina, programma e controlla l’intero sistema sanitario nel territorio milanese. È uno dei pilastri del Servizio Sanitario Regionale lombardo e rappresenta, in sostanza, l’anello di collegamento tra Regione Lombardia e le ASST (Aziende Socio-Sanitarie Territoriali) e gli altri soggetti erogatori di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie.

COS’È E COSA FA

Il suo compito principale è garantire ai cittadini un accesso equo e uniforme ai servizi sanitari e sociosanitari, assicurandosi che l’offerta degli ospedali, dei medici di base, dei consultori e delle strutture private accreditate rispetti gli standard di qualità e i bisogni della popolazione.

Le sue principali funzioni sono: Programmazione e pianificazione sanitaria: definisce l’organizzazione dell’offerta di servizi sul territorio (ospedali, poliambulatori, RSA, consultori, ecc.).

• Accreditamento e controllo delle

>> Le Alpi viste dal Reparto Ematologia dell’Ospedale Niguarda. Niguarda sarà l’ospedale delle prossime Olimpiadi Invernali.

strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. Vigilanza igienico-sanitaria e tutela della salute pubblica.

• Promozione della salute e prevenzione.

TERRITORIO E DIMENSIONI

L’ATS di Milano copre l’intera Città Metropolitana di Milano, ovvero un’area di oltre 3,2 milioni di abitanti, la più popolosa e complessa della Lombardia. Il suo territorio è suddiviso in distretti socio-sanitari, che costituiscono i punti di riferimento locali per i cittadini e i Comuni.

Inoltre, l’ATS ha rapporti istituzionali con

i grandi IRCCS (come Policlinico, Istituto Tumori, Besta, San Raffaele) e con una fitta rete di strutture private accreditate e centri socio-sanitari.

BUDGET E STRUTTURA

L’ATS di Milano gestisce un budget di circa 10 miliardi di euro l’anno.

Il modello lombardo, introdotto con la riforma sanitaria del 2015 (legge regionale n. 23), ha diviso la sanità tra la funzione di programmazione e controllo (ATS) e quella di erogazione (ASST).

Nel caso milanese, l’ATS rappresenta quindi la cabina di regia del sistema sanitario più vasto e articolato d’Italia.

Sigla Dizione estesa

SSN Servizio Sanitario Nazionale

SSR Servizio Sanitario Regionale

ASL Azienda Sanitaria Locale

ATS Agenzia di Tutela della Salute

ASST Azienda Socio-Sanitaria Territoriale

IRCCS Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

AO Azienda Ospedaliera

CUP Centro Unico di Prenotazione

MMG Medico di Medicina Generale

PLS Pediatra di Libera Scelta

Significato / Funzione principale

Sistema pubblico di tutela della salute istituito nel 1978.

Struttura del SSN a livello regionale. In Lombardia organizzato in ATS e ASST.

Precedente denominazione, oggi sostituite da ATS e ASST in Lombardia.

Coordina e controlla le ASST sul territorio.

Gestisce ospedali e servizi territoriali. Eroga direttamente le prestazioni.

Ospedale di eccellenza che unisce assistenza e ricerca.

Struttura ospedaliera autonoma, ora spesso integrata nelle ASST.

Sistema per prenotare visite, esami e prestazioni.

Medico di base convenzionato con il SSN.

Pediatra convenzionato con il SSN per minori fino a 14 anni.

PS / DEA Pronto Soccorso / Dipartimento di Emergenza e Accettazione Servizi ospedalieri per urgenze ed emergenze.

PUA Punto Unico di Accesso

Sportello per l’accesso ai servizi socio-sanitari.

SERD Servizio per le Dipendenze Centro per la prevenzione e cura delle dipendenze.

RSA Residenza Sanitaria Assistenziale Struttura per anziani o persone non autosufficienti.

RSD Residenza Sanitaria per Disabili Struttura per disabili con elevato bisogno assistenziale.

ADI Assistenza Domiciliare Integrata Servizio che garantisce cure mediche a domicilio.

PTA Presidio Territoriale di Assistenza Struttura ambulatoriale di prossimità.

PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Programma europeo di potenziamento dei servizi sanitari.

AIFA Agenzia Italiana del Farmaco Regola e controlla i farmaci in Italia.

ISS Istituto Superiore di Sanità Principale ente di ricerca e controllo tecnico-scientifico del SSN.

CASE DI COMUNITÀ

Le Case di Comunità sono strutture sociosanitarie di prossimità, previste dal modello di riforma dell’assistenza sanitaria territoriale, finanziate anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

In particolare:

• È un «luogo fisico e di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria, sociosanitaria a valenza sanitaria e il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità».

• Funzioni tipiche: medici di medicina generale, pediatri, infermieri di comunità, specialistica ambulatoriale, diagnostica di base, Punto Unico di Accesso (PUA), assistenza domiciliare e integrazione con servizi sociali.

• L’idea è di rafforzare la sanità territoriale, avvicinare i cittadini ai servizi,

alleggerire l’ospedale/pronto soccorso dai codici non urgenti e gestire meglio i malati cronici o fragili.

Il decreto di riferimento è il Decreto Ministeriale 77/2022, che definisce criteri e dotazioni minime.

• In Lombardia le Case di Comunità sono parte del piano regionale di potenziamento della sanità territoriale.

In Lombardia sono 216 le Case di Comunità previste in totale, secondo il piano regionale.

• Di queste, 187 sono quelle incluse nel target PNRR o nel piano operativo regionale.

A giugno 2025 risultavano parzialmente attivate circa 142 strutture su 216.

Nella Città Metropolitana di Milano sono previste 65 Case di Comunità.

• Di queste, al momento dell’ultima rilevazione, ne risultavano attivate 37 (pari a circa il 57% del previsto) solo nell’area milanese.

PROTAGONISTI

I PROTAGONISTI DELLA SANITÀ

(1950) è un funzionario e medico italiano, dal 2 novembre 2022 assessore al Welfare di Regione Lombardia. Dal 2001 al 2010 è stato direttore del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal 2008 al 2010 Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania.

(1958) con una grande esperienza medica presso i principali ospedali lombardi, approda a Regione Lombardia, prima come dirigente, poi come Assessore e oggi quale Direttore Generale del Welfare. È stato Presidente e D.G. di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e ha ricoperto numerosi incarichi anche a livello internazionale.

ELENCO ASST E IRCCS SUL NOSTRO TERRITORIO

Lista Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nel territorio di ATS Città Metropolitana di Milano: Milano città

• ASST Fatebenefratelli Sacco

• ASST Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano PINI - CTO

• ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

• ASST Santi Paolo e Carlo

• IRCCS Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico

• Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori

• Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta

Città Metropolitana di Milano

• ASST Nord Milano

• ASST Rhodense

• ASST Ovest Milanese

• ASST Melegnano Martesana

Ex territorio provinciale milanese: provincie di Monza-Brianza e di Lodi

• IRCCS San Gerardo, Monza

• ASST Lodi

(1957) medico specializzato in ginecologia e ostetricia e in endocrinologia sperimentale. Dal primo agosto 2025 è Direttore Generale dell’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) della Città Metropolitana di Milano. In precedenza, ha ricoperto il medesimo incarico all’ATS Brianza e, successivamente, alla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.

Ringraziamo il dott. Michele Brait, Direttore Generale del San Gerardo di Monza, nostro consulente d’eccezione nell’introdurci alla scoperta dell’arcipelago sanità in Lombardia

Guido Bertolaso Mario Melazzini Silvano Casazza

Marco Giachetti

Dopo la professione medica si dedica a importanti incarichi amministrtivi in strutture pubbliche. Dal 2008 al 2023 è Direttore Generale dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU) coordinando, sotto l’egida del Ministero dell’Interno, la nascita e l’estensione del Numero Unico dell’Emergenza 112 in Italia. Dal 2024 è Direttore Generale, e ad interim Direttore Sanitario, dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.

NIGUARDA

Una vera e propria città giardino e frequentata ogni giorno da quasi 20.000 persone tra operatori e utenti. Un ospedale che ha raggiunto standard di eccellenza mondiali (nei top 50 migliori ospedali secondo Newsweek). Un luogo che fa parte della storia e del futuro di Milano. Aperto il 10 ottobre 1939, si è evoluto nel tempo, e soprattutto nell’ultimo decennio ha affrontato una complessa trasformazione strutturale e organizzativa in cui multidisciplinarietà, tecnologia e integrazione sono stati gli elementi chiave del suo cambiamento.

È designato ospedale ufficiale delle Olimpiadi Invernali 2026.

Architetto, è Presidente dal 2016 della Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico. Sotto la sua presidenza il secolare patrimonio della Fondazione ha contribuito alla realizzazione del nuovo Padiglione Sforza di cui parliamo nelle prossime pagine.

>> Sopra, a destra Marco Giachetti con il Presidente dell’Osservatorio Metropolitano gen. Camillo de Milato

Matteo Stocco

Direttore generale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dal 2023, dopo essere stato Direttore Generale dell’ASL e dell’ASST di Monza e Brianza.

POLICLINICO

È il più antico ospedale di Milano, oggi “IRCCS Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico”, conosciuto anche come Ospedale Maggiore, o Ca’ Granda. Può contare su importanti eccellenze in diversi ambiti di cura. È polo universitario. Conta 4078 professionisti, di cui 760 medici e 1450 dell’area infermiristica. Gli accessi al Pronto Soccorso sono 100.000 all’anno

Simona Giroldi

Direttrice Generale ASST Santi Paolo e Carlo, è stata in precedenza al Niguarda, al Policlinico e all’Ospedale di Parma.

SAN PAOLO - SAN CARLO

L’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano riunisce due grandi presidi storici della città: l’Ospedale San Paolo e l’Ospedale San Carlo Borromeo. Serve la zona sud e ovest di Milano, offrendo assistenza ospedaliera e territoriale integrata. È centro di riferimento per emergenzaurgenza, chirurgia, oncologia, medicina interna e pediatria, e collabora con l’Università degli Studi di Milano per la didattica e la ricerca clinica.

Maria Teresa Montella

Direttrice Generale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

ISTITUTO NAZIONALE TUMORI

La Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è un centro di eccellenza per la ricerca e la cura del cancro. Dal 1928, offre innovazione, assistenza di alta qualità e impegno nella lotta contro i tumori.

Alberto Zoli

PROTAGONISTI

LA CASA SENZA DOLORE

Nel cuore di Milano, all’interno dello storico Ospedale

Fatebenefratelli, si trova un reparto pediatrico, diretto dal Prof. Luca Bernardo, che ha fatto dell’umanizzazione uno dei suoi punti di forza.

Il reparto di Pediatria, infatti, ristrutturato completamente nel maggio 2015, è stato proprio per questo denominato “Casa Pediatrica” sostenuta per grande parte da contributi di Associazioni e di privati cittadini.

Con il progetto “Arte come Terapia” tutte le stanze della degenza sono state dipinte da artisti di fama internazionale, che hanno prestato gratuitamente la loro creatività - realizzando un’opera ciascuno secondo il proprio stile e linguaggio espressivo - donando opere uniche e non riproducibili, che fanno di Casa Pediatrica un museo di arte contemporanea permanente nel Comune di Milano.

Al primo piano è inoltre presente una sala giochi per ragazzi con disturbo dei comportamenti alimentari.

In apposito spazio dedicato è presente un’area dedicata alla scuola (primaria e secondaria di primo grado).

Da qualche anno è stata introdotta anche la “pet therapy”, consentendo ai piccoli pazienti di godere della compagnia degli

amici dell’uomo.

Oltre al reparto di degenza ordinaria dove le stanze sono tutte dotate di televisione e frigorifero, vi sono stanze di isolamento dotate di zona filtro unica e, in un apposito spazio dedicato, si svolge l’attività di Day HospitalMacroattività Ambulatoriale Complessa, che comprende anche una cucina a norma delle vigenti regolamentazioni per tipologia (esclusivamente dedicata alla preparazione di alimenti per soggetti con allergia alimentare che eseguono Test di provocazione orale in ambiente protetto), annessa sala d’aspetto e bagno dedicato ai pazienti e genitori.

Grazie poi anche al sostegno di liberamente ODV è stato inaugurato il Pronto Soccorso della Casa Pediatrica, attivo 24/24 ore, incluso festivi, con medico pediatra dedicato.

Sempre con l’importante intervento di associazioni e privati in collaborazione con Regione Lombardia e la Direzione dell’Ospedale, la Casa Pediatrica è diventata anche sede di progetti altamente innovativi.

LA CASA SENZA DOLORE

Questi nuovi spazi sono stati ristrutturati, arredati, progettati a misura di bambino e dotati delle più innovative strumentazioni

>> Inaugurazione con il governatore

Attilio Fontana. Tra gli altri, il primario Luca Bernardo, la direttrice generale Maria Grazia Colombo e la “nostra” Carla De Albertis.

grazie all’Associazione liberaMente ODV e a Fondazione di Comunità Milano.

La Casa senza Dolore ospita ambulatori pediatrici specialistici e sale di Telemedicina e Digital Health. Si parla di Casa senza Dolore perché i percorsi sono pensati per cercare di ridurre la percezione del dolore e al contempo ottenere un minor ricorso alla sedazione farmacologica, grazie anche a visori a 360°, ma anche per limitare la permanenza dei piccoli pazienti in Ospedale, rendendo possibili le cure a distanza grazie alla tecnologia.

IL REPARTO VIRTUALE

Nel 2025, grazie alle donazioni di Fondazione Bambini nel Cuore e di Lions Club Missione Sport, è nato un progetto oltre che innovativo e avanzatissimo, anche di grande impatto sulla vita dei piccoli pazienti e delle famiglie: il Reparto Virtuale che, grazie all’installazione di dieci device ‘Tytocare’ di telemedicina avanzata permette la ‘deospedalizzazione’ veloce e anticipata dei piccoli ricoverati. Infatti, dopo una formazione sull’uso del device a chi si occuperà del bambino, grazie a una specifica app e a dei sensori che permettono la visita approfondita di polmoni, cuore, gola, naso, orecchie e altro e che viene dato in dotazione, il paziente può rientrare a casa anticipatamente ma continuerà a essere monitorato dall’Ospedale.

Tanta tecnologia dunque ma sempre mirata al benessere dei bambini e delle famiglie che si unisce a una specifica formazione del personale che accoglie sempre col sorriso e tanta gentilezza.

>> Maria Grazia Colombo, Direttrice Generale Fatebenefratelli Sacco

FATEBENEFRATELLI SACCO

La ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano comprende i Municipi 1, 2, 3, 4 e 8 di Milano, con un bacino abitativo stimato di circa 750.000 persone. Strutture operative principali:

Ospedale Luigi Sacco

Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi

Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Ospedale Macedonio Melloni

AUXOLOGICO

Auxologico è una Fondazione no profit riconosciuta come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dal 1972, con 22 strutture ospedaliere che lavorano in stretta sinergia e collegamento. Fin dalle sue origini nel 1958, Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell’assistenza sanitaria di alta specializzazione.

Auxologico opera sia in regime di convenzione con il Sistema

Sanitario Regionale sia in regime privato per offrire le migliori opzioni diagnostiche e le cure più aggiornate ed efficaci ai circa 1.300.000 pazienti che ogni anno si rivolgono con fiducia a Auxologico.

Auxologico è una comunità di medici, ricercatori, tecnici, personale sanitario e amministrativo di oltre 3300 persone.

Presidente dell’Istituto Auxologico Italiano é Mario Colombo.

BESTA

L’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta trae la sua origine dal Centro nevrologico chirurgico costituito, per impulso del neuropsichiatra Carlo Besta, nel 1915, allo scopo di curare e reintegrare fisicamente e psichicamente i feriti al sistema nervoso della prima guerra mondiale. Il Centro neurochirurgico svolse la propria attività nell’Ospedale militare della Guastalla di Milano e fu sostenuto, a partire dal 1916, da un comitato di benefattori composto da Guido Cagnola, Piero Puricelli, Antonietta Tosi, Federico Jarach, Gerolamo Pirinoli, Gina Sacerdoti Donati.

L’Istituto Neurologico “Carlo Besta” è uno dei maggiori centri nazionali e internazionali per la ricerca e la cura delle patologie neurologiche. L’Istituto si pone come riferimento regionale, nazionale e internazionale per i vari aspetti anche superspecialistici della neurologia, della neurochirurgia e della neuropsichiatria infantile

Nel 2016, l’Istituto Gaetano Pini e il CTO sono stati accorpati con il Polo Riabilitativo “Fanny Finzi Ottolenghi” in un’unica entità: l’ASST Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini - CTO. Il Gaetano Pini ha una lunga tradizione nel trattamento delle malattie dell’apparato locomotore mentre il CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) è un punto di riferimento per il soccorso d’urgenza ortotraumatologico. Evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874, l’ASST svolge una funzione essenziale nell’ambito dei servizi sanitari e sociosanitari, con particolare riferimento alla gestione del trauma minore. Altra grande peculiarità è la forte specializzazione negli ambiti ortopedico, reumatologico, neurologico e riabilitativo. Accoglie ogni anno oltre 800 mila utenti.

>> Paola Lattuada, Direttrice Generale ASST Pini -CTO

GAETANO PINI - CTO
>> Angelo Cordone, Direttore Generale Fondazione Besta
>> Marta Marsilio Presidente Fondazione Besta

OBIETTIVO: CURARE TUTTI

Tra diritto e realtà. La parola a Mario Colombo

Uno dei temi più dibattuti e controversi nell’ambito sanitario è quello della adeguatezza delle risorse disponibili al soddisfacimento dei bisogni di salute.

Da una parte una entità per sua natura limitata, le risorse economiche, il personale sanitario, le strutture e le tecnologie, dall’altra le esigenze di cura che sono tendenzialmente illimitate, in costante crescita di pari passo al progresso della medicina e all’invecchiamento della popolazione.

Anche in Lombardia la tematica è di forte attualità. Ne parliamo con Mario Colombo, Presidente di Istituto Auxologico Italiano, una fondazione, un ente no profit, che dal 1972 è riconosciuto dal Ministero della Salute e della Università come Istituto di ricovero a carattere scientifico, con 26 strutture sanitarie e di ricerca in Lombardia, Piemonte, Lazio e in Romania.

Esiste veramente un problema di compatibilità tra risorse e bisogni di salute?

Sì, è una domanda che, oggi, non è retorica e interroga in primis coloro che si trovano a definire le regole di funzionamento e finanziamento del sistema sanitario nazionale e delle sue articolazioni regionali, gli amministratori di ospedali e di strutture sanitarie, fino ad arrivare agli operatori della salute e ai singoli cittadini. Quando si affrontano i temi della cura e della ricerca sanitaria occorre tenere presente che l’oggetto di esse è la persona umana, la sua vita come soggetto unico e nello stesso tempo componente di una relazione sociale e familiare. La vita come bene sacro ed inviolabile, un dono, del quale abbiamo il dovere di prenderci cura senza poterne disporre completamente.

Ebbene, il rischio che si corre di fronte allo squilibrio evidente tra i bisogni di salute e le risorse complessive a disposizione per soddisfarlo è che i soggetti più deboli possano essere “scartati” o dimenticati. Così, può succedere che chi non ha risorse proprie sufficienti per farsi curare tempestivamente e in modo appropriato, i poveri, i pazienti gravemente compromessi, i grandi anziani, i portatori di malattie rare o poco attrattivi per le case farmaceutiche, possano vedere negato il loro diritto alla cura e alla vita.

Quali sono gli effetti più visibili di questa situazione?

Le liste di attesa; la migrazione dei pazienti dalle regioni del Sud verso il Nord per trovare cure adeguate; la crescita della spesa sanitaria privata non inserita in un piano strategico di sviluppo di un pilastro alternativo a quello pubblico, ma come risposta contingente e limitata ad una

carenza del Servizio Sanitario Nazionale; la rinuncia alle cure per chi non ha sufficienti risorse economiche; la cronicità della malattia negli anziani e nei disabili che non trovano adeguati setting di cura; la carenza di personale sanitario sintomatica di una disaffezione motivata non solo da ragioni economiche e organizzative (salari bassi, lavoro impegnativo su turni) ma ben più profonde che vanno a interessare la relazione tra gli uomini, la percezione del malato e del suo corpo… forse dovremmo chiederci se già oggi siamo in grado di curare tutti, se già oggi non siamo di fronte a delle vere e proprie povertà sanitarie.

Quale è la situazione in Regione Lombardia?

Sicuramente la Lombardia può contare su un sistema sanitario regionale particolarmente efficiente ed efficace, con punte di altissima qualità riconosciute a

>> Mario Colombo, Presidente dell’Istituto Auxologico Italiano

livello internazionale.

Ma la possibilità di accedere alle cure è purtroppo fortemente disomogenea nelle diverse regioni.

Se chi nasce a Trento ha una aspettativa di vita di 84,7 anni, chi in Lombardia di 84,3 anni, coloro che nascono in Sicilia e Campagna vivranno 3 anni di meno, avendo una aspettativa di vita rispettivamente di 81,8 e 81,6 anni.

Qualità e accessibilità del sistema sanitario, disponibilità di medici, ospedali, farmaci, campagne di prevenzione, di promozione degli stili di vita, di vaccinazioni, diagnosi precoce, tasso di mortalità infantile, ma anche condizioni socio-economiche, capacità di reddito vanno in massima parte ad influenzare l’aspettativa di vita.

In una nazione come l’Italia, dove il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione e dove pure vi sono leggi dello Stato italiano che definiscono nel dettaglio e per tutte le regioni italiane il numero dei posti letto per mille abitanti, il numero e la tipologia di ospedali, la quantità di medici di famiglia, le prestazioni ospedaliere, ambulatoriali e socio-sanitarie considerate essenziali (livelli essenziali di assistenza), la discrepanza nella aspettativa di vita tra le regioni dovrebbe essere già oggi e a maggior ragione nel futuro il primo target per cercare di curare tutti nel modo migliore.

Molti pazienti, da tutte le Regioni e in particolar modo dal Sud dell’Italia, vorrebbero ricevere cure da ospedali lombardi, ciò è sempre possibile? Va detto preliminarmente che ricevere delle cure appropriate e tempestive senza dover fare dei viaggi della speranza (che non tutti si possono permettere) connota la qualità di un sistema sanitario e la possibilità reale di curare tutti. Ad oggi, però, l’80% dei flussi migratori per questioni sanitarie è direzionato al Nord. La Lombardia è indubbiamente una meta attrattiva per i pazienti di tutta Italia: ha un saldo positivo consistente (650 milioni di euro nel 2022), quindi riceve molte più risorse per pazienti extraregionali che la scelgono come luogo di cura di

quante ne paghi ad altre regioni per pazienti lombardi che migrano fuori della Lombardia.

Fintanto che il divario tra le regioni nella qualità e ampiezza delle prestazioni sanitarie erogate non sarà colmato, il tema non potrà essere affrontato solamente in termini economici: negare il diritto a scegliere il luogo di cura ritenuto più appropriato, in molti casi e in molte regioni, significa limitare fortemente il diritto alla salute.

A questo livello la politica sanitaria e la sua programmazione dovrebbero intervenire in modo più selettivo, non ponendo asettici limiti di budget per la cura di pazienti provenienti da altre regioni, ma andando a verificare nel concreto se una persona malata ha la reale possibilità di essere curata in tempi appropriati e con adeguati strumenti nella propria regione, non solo per i così detti grandi interventi, in quanto può accadere che la carenza di offerta adeguata riguardi anche interventi e trattamenti “ordinari”. Diversamente non potremo dire di curare tutti.

Come incide la carenza di personale sanitario, in particolare di infermieri e medici, nel garantire livelli di cura adeguati?

Il dato più significativo riguarda gli infermieri, tanto che non fanno più notizia le iniziative portate avanti da diverse regioni di importare infermieri da Paesi lontani. Di recente un accordo per ospitare infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia, infermieri e medici di Cuba in Regione Calabria, l’iniziativa della Fondazione Samaritanus di raccogliere e formare personale infermieristico proveniente dall’Africa e dell’Asia a favore delle strutture sanitarie di ispirazione cattolica.

Sono tutti interventi meritori, ma non è possibile affrontare una carenza strutturale, presente da anni, con provvedimenti dettati dall’urgenza di provvedere e che possono al più risolvere emergenze temporanee.

Se la carenza di personale infermieristico e medico è strutturale non ci si può

limitare a cambiare solamente le regole di accesso, senza andare ad indagare quali siano le reali motivazioni che spingono i giovani a non intraprendere la professione di infermiere e, per quella di medico, a selezionare solo determinate specializzazioni.

Da anni le iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica stanno registrando un forte decremento e le prospettive per l futuro confermano una costante diminuzione, tanto da mettere in discussione l’attuale assetto dell’organizzazione sanitaria. L’anno accademico iniziato da poco ha registrato 18.790 domande, inferiori rispetto ai posti disponibili che erano 20.409.

Dal 2010 al 2024 le iscrizioni sono diminuite del 52%, passando da oltre 46.000 a poco più di 21.000.

Cosa determina, anche in Regione Lombardia, la disaffezione alle professioni infermieristiche?

Molti fattori vanno a determinare il costante poco interesse dei giovani alla professione infermieristica. Sicuramente il periodo Covid non ha aiutato a promuovere questo tipo di professione, della quale abbiamo sì imparato ad apprezzare ancora di più la umanità e indispensabilità, ma anche a comprendere le difficoltà fatte da turni lavorativi impegnativi per il fisico e per la gestione familiare, un tasso di rischio professionale superiore a molti altri lavori, il potenziale delle aggressioni e soprattutto i bassi salari se rapportati al percorso di studio e di professionalizzazione, alla responsabilità, lo scarso riconoscimento sociale del ruolo. Una disaffezione alla professione infermieristica dovuta a fattori molto concreti, economici, organizzativi, di gestione della famiglia e delle relazioni, che si inserisce però in un contesto di minore attrazione verso le professioni che prevedono un contatto diretto con il malato, con la sua fisicità ed umanità.

TUMORI: PREVENZIONE E CURA

Ogni anno in Italia circa 390.000 persone hanno una nuova diagnosi di tumore maligno. Non userò la parola cancro sebbene corretta dal punto di vista medico e di uso comune. Non la uso mai nemmeno con i miei pazienti, una parola che per tradizione e culturalmente ha sempre gettato nel panico le generazioni che ci hanno preceduto. Mi ricorda l’infanzia e le mie nonne che, quando avevano un conoscente con una diagnosi di tumore evitavano la parola quasi per paura di pronunciarla e definendo la malattia come ‘male incurabile’ o ‘brutto male’. Una diagnosi difficile da accettare, da affrontare e gestire. Sono trascorsi diversi decenni e le cose sono notevolmente cambiate, non solo la percezione, nei fatti. Il numero assoluto dei nuovi casi di tumore è rimasto pressoché stabile negli ultimi anni. In generale si stima che circa la metà di queste persone guariranno. Osservando i dati degli ultimi 15 anni la mortalità è complessivamente scesa, significativamente in generale ma drasticamente ad esempio per alcune neoplasie come quella polmonare che peraltro rappresenta la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. È un fatto quindi che di tumore si può guarire. Il tumore è una malattia complessa nella cui genesi concorrono fattori genetici ed ambientali, e la guarigione dipende dalle caratteristiche della neoplasia, dalla sede, dalle condizioni generali della persona, dai trattamenti ricevuti. Nel 2024 le persone in Italia in vita dopo una diagnosi di tumore sono poco meno di 4 milioni, in media 6 su 10 saranno vivi dopo 5 anni e di questi una buona parte potrà essere

>> Pierpaolo Sileri, professore ordinario di medicina al San Raffaele. È stato Viceministro della Salute. considerata come guarita. Alcuni tumori hanno percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 90% (in alcuni casi vicine al 100%) come ad esempio il tumore alla tiroide, quello al testicolo o altri tumori scoperti nelle fasi iniziali. La guarigione medica viene quindi certificata e diviene anche tutela, diritto nella vita quotidiana. La scienza ha fatto progressi enormi e

TUMORI IN LOMBARDIA

Ogni anno in Lombardia vengono diagnosticati oltre 60.000 nuovi casi di tumore

• I tumori più frequenti nella regione sono quelli della mammella, del colon-retto e del polmone.

la legge si è dovuta adeguare. Nel 2023 questo Governo ha finalmente introdotto la legge 193 (oblio) che stabilisce che una persona che ha avuto un tumore può non dover più dichiarare la sua malattia passata dopo che sia trascorso un periodo senza recidiva del tumore dalla fine del trattamento o dall’ultimo intervento chirurgico. Gli screening sono il mezzo migliore per guarire dal tumore attraverso una diagnosi precoce come avviene ad esempio per il tumore del colon retto, della mammella o della cervice uterina. Le lesioni vengono identificate in uno stadio precoce. Quando piccoli, superficiali, localizzati la rimozione spesso è semplice e di solito garantisce una guarigione definitiva. A volte serve una terapia adiuvante, ‘profilattica’, di sicurezza. Le regioni offrono campagne di screening ma esiste una disparità non raramente anche legata alla bassa partecipazione dei cittadini nonostante gli inviti gratuiti. Spesso per paura o per mancanza di consapevolezza si sfugge o si ritarda fino alla comparsa di sintomi. Forniamo dei dati per migliorare la consapevolezza.

Lo screening del tumore del colon retto con la semplice ricerca del sangue occulto fecale e la colonscopia riduce la mortalità del tumore di circa 50-60%. Lo screening per il tumore della mammella con una riduzione della mortalità di oltre il 20%, ma questa percentuale in caso di adesione periodica allo screening può essere anche più alta. Peraltro nuove metodologie per la diagnosi consentono di rilevare mutazioni genetiche facilitando la diagnosi ed il trattamento più personalizzato. La genetica del tumore esplora come le mutazioni possano aver contribuito allo sviluppo, invasione e progressione di quel tumore identificando

mutazioni acquisite dopo la nascita, durante la vita e quelle ereditate. Utile per la persona che ha la diagnosi per definire la terapia. Utile per i familiari per definire rischi e necessità di controlli. Ecco perché oggi un approccio contro il tumore deve essere rigorosamente multidisciplinare. Non decide un solo specialista ma un gruppo di professionisti dedicati che, insieme, delineano tempestivamente il percorso e la cura migliore, personalizzata. L’oncologia oggi offre protocolli con trattamenti che mirano a specifici marcatori molecolari presenti ed individuati nelle cellule tumorali. Ne bloccano la crescita, ne inducono la morte, ne bloccano la formazione di vasi sanguigni. Lo attaccano da più fronti. Ad esempio con l’immunoterapia e farmaci biologici si mediano, si attiva o guida una risposta immunitaria contro il tumore. Basti pensare all’immunoterapia per il melanoma che rappresenta una speranza significativa per persone con tumore molto avanzato. Nuove molecole escono velocemente e vengono introdotte con risultati migliori e spesso con sempre più limitati effetti collaterali. La radioterapia è

oggi un’arma più raffinata e precisa che offre trattamenti molto mirati con ridotti effetti collaterali e migliori risultati. La chirurgia sempre meno invasiva diviene anche più precisa quando robotica. Meno trauma, meno complicanze, recupero più veloce che spesso consente un avvio precoce alle eventuali cure oncologiche necessarie. Non da meno va ricordato che tutto il miglioramento della diagnostica consente controlli nel tempo più efficaci nell’individuare eventuali recidive e quindi procedere alla loro trattamento quando possibile. Il futuro vedrà sempre un maggior impiego di terapie personalizzate ed il supporto della ricerca garantirà sempre una maggior disponibilità ed efficacia di queste terapie anche per quelle neoplasie più aggressive che oggi hanno meno spazi terapeutici. Probabilmente assisteremo alla trasformazione della neoplasia in una patologia cronica, gestibile. Una cronicizzazione con buon controllo della malattia, buona (se non ottima) qualità di vita come già accade ad esempio per il tumore della prostata o la leucemia linfatica cronica.

>> Sopra, veduta dell’Ospedale San Raffaele. Fondato nel 1971 dal professor Don Luigi Maria Verzé, è oggi uno dei principali IRCCS italiani, centro d’eccellenza per ricerca biomedica, clinica avanzata e insegnamento universitario. Rinomato per innovazione e tecnologia, unisce cura, scienza e formazione in un unico grande polo ospedaliero. Con quasi 5000 operatori e 1200 letti é uno dei più grandi ospedali milanesi.

Il futuro vede anche un aumento della patologia neoplastica come ad esempio osserviamo per il tumore del colonretto che, sebbene sia un tumore tradizionalmente dell’età avanzata, negli ultimi decenni è diventato un po’ più comune nei giovani adulti. Tale trend viene osservato anche per altre neoplasie. Per questo stili di vita sani ed aderenza agli screening offerti rappresentano il primo passo per ridurre il rischio di tumore o guarire.

SANITÀ: DIVERSI MODELLI ORGANIZZATIVI

Gustavo Cioppa

Magistrato, docente presso l’Academy “Psicologia in Tribunale”, è editorialista per il settimanale “Il Ticino”, per l’Osservatorio Metropolitano di Milano e per WikiMilano. È stato Procuratore Capo della Repubblica di Pavia e Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Gustavo_Cioppa

Èlo Stato che deve garantire la salute dei suoi cittadini osono i cittadini stessi che devono rendere effettivo il loro diritto alla salute, versando contributi osottoscrivendo assicurazioni sanitarie? I l quesito fa sorgere una serie di questioni e di problematiche. In primo luogo, occorre sgomberare il campo ermeneutico di indagine dal dubbio sulla qualificazione giuridica della salute come diritto fondamentale dell’essere umano o come mero interesse legittimo. Ciò non solo perché le grandi Carte Sovranazionali, tra cui la Cedu, hanno riconosciuto la por tata universale e generale del diritto alla salute, ma anche perché disposizioni come l’art. 32 della Costituzione, secondo cui “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” sono rintracciabili anche in altri ordinamenti. Così, l’art. 43 della Costituzione spagnola recita “è competenza dei poteri pubblici l’organizzazione e la tutela della salute pubblica con le misure preventive e con le prestazioni e i ser vizi che siano necessari”. Così, in Francia esiste una specifica legge, un po’ come la nostra legge di bilancio, con la quale, dal 1996, il Governo presenta ogni anno al Parlamento un progetto di legge per il finanziamento delle spese per la sicurezza sociale. In Gran Bretagna, la Constitution del National Health Ser vice costituisce la Car ta Fondamentale del sistema sanitario anglosassone, come pure l’Health Act adottato da Tony Blair nel 1999. I nsomma, non è in discussione che la salute sia un primario e fondamentale diritto dell’individuo, quanto piuttosto diverso è il discorso su come attuarlo e quali politiche pubbliche adottare. Al riguardo, i modelli di riferimento sono essenzialmente due: il

modello universale (come in Italia e Gran Bretagna), il modello assicurativo, ove è il cittadino che versando i contributi e sottoscrivendo un’assicurazione obbligatoria per legge garantisce il suo diritto alla salute (come in Germania onegli Stati Uniti) e modelli ibridi, che combinano elementi dell’uno e dell’altro modello (come Spagna, Francia, Olanda). Venendo dunque ai modelli posti in essere da numerosi Stati, essi si distinguono tra: un modello a base universale, in cui lo Stato destina parte delle proprie risorse di bilancio alla spesa sanitaria, e un modello contributivo, in cui, a fronte della stipulazione di un’assicurazione, spesso obbligatoria per legge, il cittadino, versando contributi, si garantisce il diritto alla salute. Come meglio si dirà, non esiste in astratto un modello migliore, ma solo un modello migliore in concreto. Gli Stati che hanno optato per il primo modello, quello a carattere universale, come Italia e Gran Bretagna, hanno inteso prospettare il ruolo dello Stato come garante ex lege, mentre altri Paesi, come Germania e Stati Uniti, hanno preferito puntare sul concetto di autoresponsabilita del cittadino, spesso e volentieri temperando però questo severo criterio con quello dell’intervento statuale in caso di situazioni di indigenza economica e con forme di assicurazioni di copertura statuale (così Germania, Francia, Spagna e Olanda). La questione non è allora se lo Stato si conformi in astratto come contraente leale, riconoscendo le libertà fondamentali (Locke) o assumendosi l’impegno di attuare i diritti sociali (Rousseau) o se invece egli abbia la natura di un Leviatano (Hobbes). Il tema è piuttosto se gli esseri umani che dello Stato sono manifestazione si comportino in modo leale e corretto nel concreto. In tale prospettiva, imprescindibile è un

>> Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana a palazzo Giustiniani, il 27 dicembre 1947. Al suo fianco, da sinistra a destra, Alcide De Gasperi, presidente del

riferimento alle scelte in tema di spendita di denaro pubblico, di investimenti o piuttosto di tagli alla Sanità, nonché con riferimento a fondamentali questioni di politica economica e di etica pubblica, sotto il profilo di fenomeni corruttivi che, se replicati su larga scala, portano a un grave e notevole danno al bilancio dello Stato. E infatti la corruzione costa, al pari dell’evasione fiscale, e a farne le spese sono i cittadini, che si vedono sempre più privati di diritti essenziali. La sanità è infatti al tempo stesso un diritto fondamentale e un servizio. Ciò posto, per garantire servizi efficienti, l’economia deve essere pulita, pulita da intese collusive, da tangenti, da evasioni ed elusioni fiscali, da forme di azzardo morale e di distorsioni del sistema. Così, un’economia che funziona bene è lo specchio di un’etica pubblica che funziona bene. Come in astratto non vi è un modello di politica

Consiglio, Francesco Cosentino, funzionario, Giuseppe Grassi, guardasigilli, e Umberto Terracini, presidente della Costituente. Il comma 1 dell’art. 32 sancisce che

economica migliore di un altro tra quelli a disposizione per uno Stato, cosi non vi sono scelte di politica sanitaria migliori di altre in astratto, ma solo in concreto, a seconda di come vengono attuate e declinate, a seconda, in definitiva, della virtù o del vizio nella coscienza collettiva. La coscienza collettiva... l’etica pubblica... sembra insomma che tutto riporti alla filosofia di Platone, di Kant e di Hegel. E non c’è da sorprendersi perché la filosofia morale e la filosofia politica sono a fondamento e postulato delle scelte di politica economica e della stessa forma e sostanza dell’etica collettiva. Ecco allora il ruolo della riflessione collettiva, della coesione sociale, di uno spirito di squadra, di lealtà e di collaborazione che deve esserci in tutti i settori di tutte le attività umane. Premesse queste riflessioni sul piano generale, sono doverosi degli approfondimenti

“la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

con riferimento al sistema sanitario lombardo, punta di eccellenza nazionale e sovranazionale. La sanità lombarda si conferma infatti, ancora una volta, un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Strutture d’avanguardia, competenze professionali di altissimo livello e capacità di coniugare ricerca, innovazione e assistenza quotidiana fanno della Lombardia una delle regioni più avanzate d’Europa nel campo della salute pubblica e privata. Non è un caso che molti pazienti, anche da altre regioni italiane o dall’estero, scelgano di curarsi qui, attratti da un sistema che unisce efficienza organizzativa e qualità clinica. Ma se la Lombardia rappresenta l’eccellenza, non va dimenticato che l’intero sistema sanitario italiano conserva un tratto distintivo che lo rende unico: la sua vocazione all’accoglienza. L’Italia resta uno dei pochi Paesi in cui il diritto alla

PUNTI DI VISTA

>> Ingresso della Mayo Clinic di Rochester (MN), da più parti valutato come uno dei migliori ospedali al mondo. La scultura

“My Brother and I” raffigura due uomini seduti. Sono i fratelli fondatori della clinica, William J. Mayo e Charles H. Mayo.

cura è garantito a tutti, senza distinzioni di provenienza, reddito o condizione sociale. È una sanità che, pur tra difficoltà e carenze strutturali, continua a mettere la persona al centro, mantenendo viva quella dimensione etica che considera la salute un bene comune, non un privilegio. Chiunque, di fronte a un incidente, a una malattia improvvisa o a una fragilità, può contare su un sistema che tende la mano. Non è soltanto un insieme di ospedali e reparti, ma un presidio civile, un luogo dove la solidarietà si traduce in professionalità, dove la competenza medica incontra il senso profondo della cura. La sanità italiana, con la Lombardia in prima linea, non è solo un modello di eccellenza tecnica, ma anche di umanità. Ed è proprio in questo equilibrio, tra efficienza e accoglienza, tra rigore e compassione, che si riconosce la vera forza del nostro sistema sanitario. Si pone certamente dunque il tema della “prova di resistenza” del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) e della assicurazione di un equanime trattamento del servizio

(non solo “diritto”) “sanità” sul territorio nazionale. Purtroppo, è dato notorio che i servizi sanitari offerti nelle varie regioni d’Italia non sono allo stesso livello di efficienza (art. 1 l. 241/1990). Si verifica dunque una preoccupante disparità di trattamento, con violazione del principio di uguaglianza dei cittadini (art. 3 Cost.), contraria a istanze di giustizia. Tale disparità di trattamento non può essere tollerata in una società civile e deve fare parecchio riflettere. Deve fare riflettere soprattutto come, anche in un contesto di alta efficienza come quello lombardo, un gran numero di medici abbia dato forfeit, preferendo realtà estere, e come oltre 160.000 cittadini lombardi siano privi di un medico di base, oltre ai tempi dovuti alle liste di attesa. La sanità, traduzione in chiave più marcatamente amministrativistica del bene giuridico e primario diritto fondamentale della salute (art. 32 Cost.), deve essere efficiente ed efficace (art. 1 l. 241/1990), viceversa determinandosi una disfunzione del mercato. Al tema strutturale della

gestione della sanità come servizio si aggiunge quello, di preliminare rilevanza costituzionale, della giustizia nella sanità, una giustizia che deve essere tangibile in concreto, che certamente è conseguenza di scelte nazionali in tema di politica economica, le quali tuttavia devono essere ragionevoli e rispettose dei diritti fondamentali della Costituzione, secondo logiche di gerarchia dei beni giuridici, siccome stabilite dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale. La materia sanitaria, di competenza statale ma al tempo stesso concorrente tra Stato e Regioni, si presenta dunque come fondamentale nel funzionamento dello Stato-comunità, essa primario bene giuridico fondamentale per ciascuno di noi, nonché per l’intera collettività. La sanità si fa un tutt’uno con il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 ultimo comma Cost.) e di solidarietà (art. 2 Cost.), dovendo l’azione collettiva a fini sociali e la solidarietà fungere da contrasto a forme di disparità di trattamento.

LA BELLEZZA UTILE L’Ospedale Maggiore di Milano nel Quattrocento

DI FOLCO VAGLIENTI

>> Il professor Folco Vaglienti durante una lezione spettacolo dedicata all’omicidio del Duca di Milano.

Esistono capolavori del passato, soprattutto di ordine monumentale, che oggi siamo portati a considerare come espressioni isolate di bellezza, ma che nascono invece come tasselli di un sistema integrato più vasto, che ricomprende elementi spesso sottaciuti, come le infrastrutture viarie e di servizio, trascurando i quali, però, l’elemento d’eccellenza perde il senso della sua progettazione originale, ossia la sua funzione: ideologica, spirituale o materiale che sia. L’antico Ospedale

Maggiore di Milano fa parte di questa categoria. Progettata dal grande architetto fiorentino Antonio di Pietro Averlino (Firenze 1400 ca.-Roma 1469), detto il Filarete, ossia ‘amante delle virtù’, è una soluzione architettonica

destinata a razionalizzare, in linea con la politica del duca Francesco I Sforza, funzionamento, immagine e morfologia della città. Come ha scritto Virgilio Vercelloni, la città ideale ducale (Sforzinda), si fondava sull’ «intreccio fra reale e utopia, intesa come coraggioso progetto possibile».

Milano era all’epoca punto di partenza e terminale di un sistema regionale di vie di terra e d’acqua (per oltre 100 km), con diramazioni e canali capillarmente distribuiti in tutta la città, che favoriva lo scambio di merci e di persone dai laghi Maggiore e di Como, con facili approdi in Svizzera (e da lì al Nord Europa), e a sud fino al Ticino e al Po, strada maestra per gli scambi con Venezia. L’Ospedale Maggiore, nel cuore di questo sistema, disponeva di una darsena privata lungo

il Naviglio, cui attraccavano i barconi provenienti da tutta la Lombardia per scaricarvi i prodotti alimentari e gli animali da macello, riforniti dalle cascine di proprietà dell’ente, i blocchi di ghiaccio estratti dalle vicine aree montane, le spezie provenienti dal lontano Oriente, sbarcate a Genova e Venezia, destinati alla preservazione del cibo e alla cura dei pazienti. Il duca Francesco, per consolidare la legittimità di una dinastia nuova, forestiera e impostasi con le armi, sceglie di dotarsi di strumenti efficaci di welfare, come strumento di rilancio economico del dominio. Durante i torbidi politici seguiti alla morte del duca Filippo Maria Visconti, Milano si era svuotata di quella massa di popolazione attiva, rappresentata da salariati, stagionali, manodopera specializzata e piccoli artigiani, che erano emigrati altrove, attratti da prospettive di lavoro migliori. Per invertire questa tendenza e avviare la ripresa economica dello stato, lo Sforza non si limita alle tradizionali forme di incentivo. Si propone piuttosto di offrire una qualità della vita migliore e un ombrello sociale destinato a tutelare i singoli, le loro famiglie, i fragili e gli emarginati nei ricorrenti momenti di crisi. L’Ospedale Maggiore, riservato a donne, bambini (malati, orfani, abbandonati) e poveri di onesti costumi, si prefiggeva di ristabilire persone che, assistite professionalmente con terapie all’avanguardia, avrebbero potuto partecipare, con la loro operosità, la rinnovata capacità di spesa, il ripopolamento demografico, il pagamento delle imposte, alla ripresa economica dello stato e al benessere generalizzato della società. La cura del corpo, a partire dall’igiene personale, imposta all’interno dell’Ospedale sin dalla fondazione come profilassi di base dei ricoverati, contribuiva infine a diffonderne l’abitudine nei ceti meno abbienti, innescando un meccanismo virtuoso che, come in una fabbrica (Ca’ Granda, appunto) avrebbe prodotto e diffuso salute: una bellezza utile.

Folco Vaglienti

Docente di Storia Medievale all’Università degli Studi di Milano, è autore di numerose pubblicazioni e, dal 2008, studia i Registri dei Morti della città di Milano (1452-1535), con particolare attenzione agli strumenti politico-istituzionali volti a governare le dinamiche sociali di inclusione e di difesa dei marginali e dei fragili

>> Nella pagina a sinistra, atto di donazione da parte di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti di case e terreni in Milano, per l’edificazione di un ospedale grande e solenne. Milano, 1 aprile 1456.

Proprietà della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Sopra, particolare della Ca’ Granda visibile da via Francesco Sforza a Milano.

L’OSPEDALE MAGGIORE

Tra storia e futuro

’LOspedale Maggiore è una delle istituzioni civiche più antiche di Milano, voluto nel 1456 come “Spedale dei Poveri” dal duca Francesco Sforza e da sua moglie Bianca Maria Visconti in segno di gratitudine a Dio per la conquista del ducato. Questa vita così lunga è raccontata dettagliatamente nei numerosi documenti custoditi nell’Archivio storico, riguardanti la contabilità e l’amministrazione, ma anche il personale, gli acquisti e la gestione dell’ospedale e dell’immenso patrimonio ad esso connesso, che copre gran parte delle campagne del territorio milanese e comprende molte delle più antiche ed importanti cascine. Su un totale di 4 km di scaffali, all’interno di circa 15.000 cartelle e 3.600 registri, oltre a 700 mappe, regesti, testamenti, pergamene dal secolo XI e documenti storici di grande importanza, fra cui l’atto di fondazione di Francesco Sforza e un curioso papiro egizio risalente alla XIX dinastia (1305-1200 a.C.), oltre ai carteggi della direzione medica, di fatto uno scrigno che racchiude la grandezza della società milanese più illuminata e che fornisce uno spaccato della storia socio-economica della città dal Medioevo a oggi.

IL NUOVO PADIGLIONE SFORZA

Nel cuore di Milano, il Policlinico si prepara a voltare pagina con il nuovo Padiglione Sforza: un’opera architettonica che coniuga innovazione, sostenibilità e centralità della persona. 800 posti letto distribuiti in tre corpi collegati, un giardino terapeutico sospeso e spazi pensati per favorire il benessere di pazienti e operatori: tutto è studiato per offrire una sanità più moderna e umana.

“In seicento anni di storia dell’Ospedale Maggiore, oggi conosciuto come Policlinico di Milano, sono cambiate tante

cose nel mondo della sanità e della cura, ma lo spirito è sempre rimasto quello delle origini: cercare di curare tutti, sempre con le metodologie più avanzate e innovative” afferma il Presidente Marco Giachetti. Il nuovo padiglione, firmato dagli architetti Stefano Boeri, Barreca e La Varra, supera la tradizionale divisione in reparti, promuovendo un’organizzazione più fluida e integrata. L’attenzione all’ambiente è evidente: 100 nuovi alberi, 7.000 metri quadri di verde e criteri costruttivi orientati alla sostenibilità. Continua Giachetti “Vogliamo e possiamo essere i pionieri di un nuovo concetto di sanità a 360 gradi, una sanità cosiddetta “One Health”, che non cura quindi solo le acuzie ma fa anche prevenzione, fondamentale per tante malattie cardio circolatorie o respiratorie, prevenzione che si fa anche creando un ambiente migliore e anche producendo e consumando del cibo più sano”.

Finanziato grazie alla valorizzazione del patrimonio della Fondazione Ca’ Granda, con il supporto di Regione Lombardia e Ministero della Salute, il nuovo padiglione sarà affiancato dalla riqualificazione degli edifici storici, destinati all’Ospedale Diurno. Il nome del padiglione esprime un forte e riconoscente legame con il passato: il nome Sforza è un omaggio al duca Francesco Sforza che nel 1456 fondò l’Ospedale Maggiore, oggi noto come Ca’ Granda.

L’inaugurazione ufficiale del nuovo padiglione, cuore pulsante della futura “Cittadella della Salute”, sarà a metà dicembre. Un passo decisivo verso un Policlinico più efficiente, accogliente e aperto alla città e che, saldo sulle sue antiche radici, guarda al futuro.

OASI CA’ GRANDA:

LA CAMPAGNA CHE RIGENERA MILANO

A pochi chilometri dal frenetico centro cittadino, nel cuore del Parco Agricolo

Sud, prende forma un progetto che unisce natura, storia, innovazione e comunità: l’Oasi Ca’ Granda. Un’iniziativa di rigenerazione agricola- ambientale e sociale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nata per sostenere il Policlinico di Milano valorizzando in modo innovativo il più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia, donato all’ospedale a partire dal 1456.

Il progetto restituisce vita a 44 ettari di terra, coltivati con pratiche sostenibili e da giugno è aperto al pubblico per esperienze autentiche e condivise.

L’Oasi Ca’ Granda è condotta dalla azienda agricola Floresta, che ha trasformato un ex campo di riso in un ecosistema variegato. Frutteti in agroforestazione, orti, zone umide e canali ospitano aironi, rospi e arbusti autoctoni. Contadini, agronomi e operatori culturali collaborano per mantenere la produttività agricola, migliorando al contempo la qualità del suolo e la biodiversità. L’obiettivo? Coltivare senza impoverire, rigenerare senza invadere.

In programma anche il recupero delle antiche cascine, con la creazione di una foresteria, un bistrot agricolo e un mulino per la trasformazione del grano. Tutto pensato per creare un ponte tra città e campagna, tra passato e futuro.

Citando la Fondazione Ca’ Granda l’Oasi “fa bene tre volte, perché: offre esperienze rigeneranti nella natura; tutela e sviluppa la biodiversità; sostiene l’Ospedale Policlinico di Milano. Dalla cura della terra, più bene per tutti”.

I terreni dell’Oasi affondano le radici nel Quattrocento, all’epoca dei primi lasciti, e oggi la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda grazie a questo progetto ha restituito valore alla terra e sostiene la ricerca medica con oltre 8 milioni di euro. Un grande risultato!

Per informazioni www.oasicagranda.it

>> Giovan Battista Dell’Acqua. Il Naviglio di Porta Romana lungo la via Francesco Sforza, 1835.

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La veduta ottocentesca di quello che è oggi l’incrocio tra Corso di Porta Romana e via Francesco Sforza a Milano, a confronto con quella odierna. Sulla sinistra è visibile il grande ospedale.

Sulla destra oggi sorge il nuovo Policlinico.

Più sotto, immagini del cantiere del nuovo Padiglione Sforza.

GLI HEALING GARDEN DEL POLICLINICO

Il più grande giardino terapeutico pensile del mondo

Vivere nel verde fa bene, ce lo dicono numerosi studi oltre che l’esperienza diretta delle sensazioni che proviamo quando siamo circondati dalla natura. E non serve addentrarsi nel folto di un bosco, è sufficiente un giardino, più precisamente un healing garden, o giardino terapeutico. Si tratta di spazi verdi progettati per favorire il benessere fisico, mentale e spirituale delle persone. Questi giardini combinano elementi della natura come piante, fiori, acqua e pietre con design e strutture che promuovono la meditazione e la guarigione.

PERCHÉ FANNO BENE

Gli healing garden offrono numerosi benefici per il benessere delle persone. Numerosi e autorevoli studi hanno dimostrato che l’esposizione alla natura può ridurre lo stress, migliorare l’umore e aumentare la sensazione di felicità. Nei contesti ospedalieri, i giardini terapeutici possono accelerare il recupero dei pazienti, ridurre la necessità di farmaci e migliorare il morale dei pazienti e del personale sanitario. Passeggiare in un healing garden può aiutare a diminuire

i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere. Questi giardini offrono un ambiente che stimola tutti i sensi: il profumo dei fiori, il suono dell’acqua che scorre, la vista di colori vivaci e la sensazione di toccare le foglie e la terra contribuiscono a creare un’esperienza completa di benessere. Oltre ai benefici per le persone, gli healing garden hanno un impatto positivo sull’ambiente: migliorano la qualità dell’aria, riducono le temperature estive grazie all’ombreggiatura, favoriscono anche la biodiversità, creando habitat per insetti e uccelli e altre forme di vita selvatica, grazie all’evapotraspirazione.

DOVE TROVARLI A MILANO

A Milano possiamo trovare diversi esempi di healing garden: il Giardino della Triennale di Milano, luogo di incontro tra arte e natura, il Parco Biblioteca degli Alberi, che integra elementi di natura e design, e l’Orto Botanico di Brera, un’oasi verde nel cuore antico della città.

Poi c’è il giardino dei record del nuovo Policlinico: 7 mila metri quadri nel cuore della città.

“È il più grande giardino pensile terapeutico del mondo” afferma con

orgoglio Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano Ospedale Maggiore. “Il nuovo ospedale sarà all’avanguardia tecnologica per attrezzature e architetture ma anche per sostenibilità ambientale. Se i giardini curativi sono da sempre presenti nei più importanti ospedali europei, il nostro non solo è molto grande, circa 7.000 m² di giardino, 1.850 m² aree a prato e 3.750 m². di copertura arbustiva, insomma come un campo dal calcio, ma è posizionato a 20 metri d’altezza, sul tetto del Padiglione Sforza. Comprende patii, isole fiorite, arboree e arbustive, orti, spazi gioco per i bambini ricoverati, per la meditazione, per la fisioterapia, una piccola arena per la musica, persino un punto d’incontro con piccoli animali domestici. E ospiterà funzioni per migliorare la qualità della vita in ospedale non solo al servizio dei pazienti ma anche degli operatori sanitari”. Il giardino è pensato anche come spazio culturale e sociale, grazie alle possibili collaborazioni con istituzioni come l’Università Statale, il Conservatorio e il Museo dei Bambini. Il giardino può ospitare anche eventi ludici e culturali, creando un ambiente vivace e stimolante per la comunità.

E c’è una vera chicca per quanto riguarda

>> L’oasi Ca’ Granda, patrimonio di biodiversità e risorsa verde per i cittadini.

il benessere ambientale: “Sarà un polmone vivente.  Già, perché il Policlinico è nel centro di una città come Milano, che ha veramente pochi spazi verdi. Questo giardino è un polmone vivente al servizio della città: come dimostrano tante ricerche scientifiche, può aiutare a guarire più velocemente grazie al contatto visivo e tattile dei pazienti con la natura. Inoltre, questi 7 mila metri² di verde - ripeto il numero perché dobbiamo andarne fieri - all’interno di un ospedale nel cuore di una città, contribuiranno a diminuire l’isola di calore e a ridurre l’impatto dell’energia necessaria a raffrescare le macchine che fanno funzionare l’ospedale, e contribuisce a migliorare i sistemi verdi della città”. Non è una nuova moda ma una tradizione antichissima.

La pratica di utilizzare i giardini per scopi terapeutici, come luoghi di guarigione, ha radici antiche.

Nell’Antico Egitto, per esempio, si credeva che i giardini avessero proprietà curative. Durante il Medioevo, i monasteri spesso avevano giardini terapeutici dove i monaci coltivavano erbe medicinali e offrivano un rifugio tranquillo per la preghiera e la meditazione. Alla Ca’ Granda nel 1641 si realizzò il primo orto, il cosiddetto “Giardino dei semplici”. Nel 2025 si rinnova questa tradizione, in chiave contemporanea. Alla “cura” espressa nelle sue molteplici forme, si aggiunge al giardino un’area dedicata alle erbe officinali come ginkgo, salice e valeriana, fondamentali per la farmaceutica e la terapia di diversi disturbi.

LA NATURA CHE CURA

Gli healing garden rappresentano un’opportunità straordinaria per migliorare il nostro benessere e quello dell’ambiente. Che si tratti di grandi spazi pubblici o di piccoli angoli verdi personali, questi giardini offrono un rifugio dove poter ritrovare equilibrio e serenità. Come diceva Giuseppe Mazzini, che di speranze, delusioni e situazioni stressanti ne ha vissute molte: “La natura ci dà la forza di risanare le ferite del cuore e dello spirito, nei giardini troviamo quella pace che spesso ci manca”.

>> Sopra a destra, Marco Giachetti, presidente della Fondazione Ca’ Granda, con il nostro direttore Andrea Jarach. Sullo sfondo, e qui sotto, il render del rivoluzionario healing garden.
© Studio Boeri

MUSEO MILANO

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA

I TESORI DELLA CA’ GRANDA

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, inaugurato nel 1953, è il più grande museo scientifico e tecnologico d’Italia. Dedicato al genio di Leonardo da Vinci, il museo ospita una vasta collezione che esplora l’evoluzione della scienza e della tecnologia, dall’antichità ai giorni nostri.

Tra le attrazioni principali ci sono le macchine leonardesche, modelli realizzati sulla base dei disegni di Leonardo, che mostrano la sua visione innovativa in settori come l’ingegneria, l’architettura e il volo. Il museo copre anche campi come l’astronomia, le telecomunicazioni, l’energia e i trasporti, con un’interessante sezione dedicata ai sottomarini e alla esplorazione dello spazio.

La sezione informatica esplora l’evoluzione della tecnologia dell’informazione, dai primi calcolatori meccanici alle moderne tecnologie digitali. La sezione ospita una collezione di computer storici, come i primi modelli di mainframe e i primi personal computer, che mostrano l’evoluzione delle capacità di calcolo. Si trovano anche macchine da calcolo meccaniche e dispositivi pionieristici che hanno segnato le tappe fondamentali dello sviluppo dell’informatica.

Il caveau dei tesori è arrivato a contare 920 quadri di grande dimensione, ordinati per secolo. Probabilmente una quadreria unica al mondo e, oltre a quadri e manoscritti, di grande pregio il gonfalone d’onore da portare ai funerali dei benefattori e nelle grandi cerimonie ufficiali, commissionato nel 1932 al celebre Gio Ponti.

Se la prima esposizione dei tesori avvenne in occasione della Festa del Perdono del 1699, oggi è possibile visitare gratuitamente lo spazio espositivo gestito dai volontari del Touring Club.

L’ARCHIVIO

DELL’OSPEDALE MAGGIORE

I RITRATTI GRATULATORI

Francesco Sforza fu il primo benefattore della Ca’ Granda e tanti altri nei secoli lo hanno emulato, sia nobili, sia borghesi e persone comuni, che hanno contribuito in funzione delle proprie disponibilità, con doni in denaro o in natura. A partire dal 1602, per ricordare quanti facevano donazioni particolarmente cospicue, si pensò di ringraziare e consegnare alla storia i benefattori più generosi facendo realizzare dei ritratti gratulatori a pittori milanesi o lombardi del calibro di Giovanni Segantini, Mosé Bianchi, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Emilio Longoni, Mario Sironi, Francesco Hayez, Carlo Carrà. Il consueto rigore prevedeva un preciso tariffario, in vigore anche ai giorni nostri.

A questi si aggiungono i ritratti dei medici e le collezioni di oltre 2000 strumenti medici dall’800 in poi, che hanno fatto la storia della medicina. Ad attirare l’attenzione è soprattutto la sezione ostetrico ginecologica formata da forcipi, cranioclasti, pelvimetri e altri strumenti, che ha origine nella Scuola di ostetricia creata nel 1760 da Maria Teresa d’Austria e passata, nel 1905, agli Istituti Clinici di Perfezionamento dove fu ampliata da Luigi Mangiagalli e da Emilio Alfieri. Le raccolte sono in continuo accrescimento grazie ai medici e al personale che spesso donano anche strumenti collezionati personalmente o appartenuti a membri della propria famiglia.

L’esposizione evidenzia anche l’impatto del software e delle reti informatiche sul mondo contemporaneo, con una particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale, alla robotica e alle tecnologie di comunicazione digitale. La sezione offre un’esperienza interattiva, permettendo ai visitatori di esplorare come funzionano i processi digitali e la programmazione.

Il progetto MuseoMilano nasce in occasione di EXPO 2015 su iniziativa del Rotary Club Milano Arco della Pace e grazie al sostegno della associazione culturale Milano Loves You. Dall’idea

Se Napoleone alla conquista dell’Egitto disse “Soldati, dall’alto di queste piramidi, quaranta secoli vi guardano”, più modestamente entrando nell’archivio dell’Ospedale Maggiore si potrebbe pure esclamare “Milanesi, dall’alto di questi scaffali, dieci secoli vi guardano”. I documenti raccontano infatti la storia di Milano e della Lombardia, dal Medioevo ad oggi in una sorprendente continuità e da innumerevoli angolazioni. I quasi 4 chilometri lineari di scaffale contengono bolle papali e diplomi imperiali (tra i quali uno dello stesso Napoleone), testamenti (anche quello del celebre Bonvesin della Riva), registri di contabilità, mappe cartografiche dei possedimenti, pagamenti a pittori e architetti, fascicoli del personale sanitario, e tante altre testimonianze di un solido radicamento nella società cittadina. (Si ringrazia il Responsabile dell’Archivio storico, Paolo Galimberti)

originale è nato un sito entrato nel 2023 nell’orbita di WikiMilano Edizioni. Ogni numero del WikiMilano Magazine vedrà un incontro esclusivo alla scoperta di uno degli 80 musei cittadini.

>> La collezione di calcolo e informatica del Museo conta circa 530 oggetti che testimoniano alcune tappe della storia delle tecnologie per effettuare calcoli e gestire informazioni, a partire dal Seicento. Tra questi, uno degli oggetti più appariscenti e curiosi è un supercomputer della metà degli anni ’80: il Cray X-MP. Questo supercomputer fu prodotto dalla Cray Research nel 1972, negli Stati Uniti. I modelli X-MP, rilasciati a partire dal 1982, sono stati i primi computer a essere dotati di processori multipli.

>> Fiorenzo Galli, umanista dalla vasta cultura, ha ridato energia al Museo con la sua direzione dinamica e attenta al mondo circostante.
>> Archivio storico della Ca’ Granda

BIOFILIA URBANA Un investimento strategico per Milano

AMilano, dove ogni metro quadrato conta e il tempo vale oro, la qualità dell’ambiente è diventata un asset strategico. Città più verdi, rigenerative e a misura d’uomo sono città che funzionano meglio, attraggono talenti, aumentano la produttività e generano valore reale. In questo scenario, la biofilia – il bisogno psicobiologico umano di connettersi con la natura – rappresenta una leva operativa ad alto rendimento, capace di produrre ritorni misurabili su salute, economia e qualità della vita. Questa è psicobiologia applicata. Il cervello umano si è formato nella natura, non tra cemento e asfalto. Per il 99% della nostra evoluzione abbiamo vissuto all’aperto, immersi in luce, profumi e vento. È per questo che bastano pochi minuti di verde per cambiare tutto: il cortisolo si abbassa, il battito rallenta, la mente si schiarisce.

La scienza lo conferma. Lavorare o studiare in ambienti biofilici migliora concentrazione, umore e salute mentale, riduce lo stress e aumenta la produttività. In ufficio, integrare natura – luce naturale, materiali vivi, piante, vista sul verde – può aumentare la produttività fino al 56%, ridurre l’assenteismo del 58% e il turnover del 60%, diminuire gli errori del 35% e far crescere l’engagement fino al 76%.

Ogni euro investito in verde urbano restituisce da 4 a 11 euro in benefici diretti e indiretti: meno costi sanitari, più efficienza energetica, maggiore attrattività immobiliare.

Nel retail, la presenza di elementi naturali aumenta la permanenza del cliente fino al 25%, la propensione all’acquisto e il valore dello scontrino fino al 20%. Nell’hotellerie, strutture

>> Rita White, Psicologa Ambientale e Clinica, Presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia (AIB). Esperta di biofilia e biophilic design, TEDx speaker, co-autrice di Rinascere nel Verde (Giunti, 2025), è tra le Most Powerful Women di Fortune Italia (2023).

progettate secondo principi biofilici registrano fino al 50% in più di prenotazioni, +23% sulle tariffe e +36% nella durata media del soggiorno, con miglioramenti tangibili su recensioni e fedeltà del cliente. In sanità, la vista su spazi verdi accelera la guarigione del 18%, riduce del 22% l’uso di analgesici e abbatte lo stress e l’ansia fino al 53% e al 35%, con benefici anche per il personale e per i costi di gestione. Nelle scuole, il contatto con la natura aumenta la velocità di apprendimento fino al 26% e i risultati dal 5 al 14%, con effetti particolarmente positivi per studenti con difficoltà attentive. Su scala urbana, la natura riduce le isole di calore fino a 5°C, migliora la qualità dell’aria, regola il microclima, limita l’inquinamento acustico, favorisce la biodiversità e contribuisce alla

coesione sociale. Gli immobili vicini a infrastrutture verdi valgono dal 7 al 20% in più, attirano investitori e inquilini di qualità e sono meno soggetti a obsolescenza. In sintesi, la biofilia non è un’idea romantica, ma una strategia ad alto rendimento che migliora la salute, riduce i costi e genera valore tangibile. Milano dispone già di un capitale verde notevole – Biblioteca degli Alberi, Parco Sempione, Forlanini, Parco Nord, Idroscalo, giardini storici, orti condivisi e tetti verdi – ma serve una visione unitaria capace di collegare questi elementi in un sistema urbano integrato. Il 18 settembre 2025, la Rete delle Professioni Tecniche della Lombardia ha sottoscritto il Manifesto “Back to Nature” durante la Milano Green Week, con il supporto della Camera di Commercio e del Comune. L’Accademia Italiana di Biofilia (AIB), Ente tecnicoscientifico di riferimento nazionale, ha ricordato in quella sede che la biofilia non è decorazione: è strategia. Genera ritorni misurabili e trasversali, dalla produttività alla salute, dalla reputazione aziendale alla resilienza urbana.

A livello globale, città come Singapore, Oslo, Wellington o Pittsburgh hanno già scelto di collaborare con la natura per creare valore economico, sociale e ambientale. In Italia, Verona è la prima ad essersi riconosciuta formalmente come “Città Biofilica”, in collaborazione con AIB. Milano ha tutte le carte in regola per puntare ad essere la prossima: più verde, più sana, più competitiva. In un’epoca segnata da crisi climatiche, sanitarie e sociali, la biofilia è la risposta più intelligente e concreta che abbiamo: una strategia operativa ad alto rendimento, capace di rigenerare persone, imprese e città.

DI RITA WHITE
>> Ospedale Niguarda, tutte le grandi finestre di Ematologia e Trapianti si affacciano sulla natura.

BACK TO NATURE La biofilia come visione comune tra professioni e imprese

“Mi sembra che il mondo naturale sia la più grande fonte di emozione; la più grande fonte di bellezza visiva; la più grande fonte di interesse intellettuale. È la più grande fonte di così tante cose nella vita che rendono la vita degna di essere vissuta.”

David Attenborough

Nell’era dell’intelligenza artificiale, in cui la tecnologia sembra talvolta sostituire la sensibilità e l’intuizione umana, l’evento “Back to Nature-Benessere Impresa, Territorio. La natura come leva di valore”, organizzato lo scorso 18 settembre dagli Ordini e Collegi rappresentati nella Rete delle Professioni della Camera di Commercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza, con il coordinamento dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, ha voluto celebrare la connessione tra benessere, impresa e territorio attraverso l’uso della natura come fonte di valore e ispirazione, dimostrando che il confronto fondato sul sapere, sulla cultura e sulla consapevolezza delle proprie competenze fa ancora la differenza. La Rete delle Professioni Tecniche della Camera di Commercio, che ho l’onore di rappresentare nel Consiglio camerale, è oggi una realtà in costante crescita. Rafforzatasi in particolare nel corso degli ultimi due anni, riunisce ingegneri, architetti, geometri, avvocati, agronomi, geologi, chimici e fisici, consulenti del lavoro, notai, periti industriali e agrari, commercialisti, farmacisti, medici chirurghi, veterinari e ostetriche, per un totale di 34 Ordini e Collegi professionali lombardi.

Nel corso dell’anno, la Rete ha dato vita a numerosi incontri e momenti di confronto su temi di grande rilievo per le professioni ordinistiche: dal riconoscimento dell’equo compenso

alla semplificazione degli adempimenti burocratici e finanziari, fino all’impatto delle nuove normative sull’esercizio della libera professione, la partecipazione a questi incontri ci conferma quanto sia oggi essenziale fare rete, unire forze e competenze, e affrontare insieme le sfide complesse del nostro tempo con credibilità e autorevolezza.

L’iniziativa Back to Nature, inclusa nel palinsesto della Milano Green Week, si è inserita perfettamente in questa cornice: un lavoro lungo e accurato, frutto di una collaborazione capillare tra quattordici Ordini e Collegi, con l’essenziale supporto della Camera di Commercio, nata e promossa nel contesto delle riunioni della Rete, per dare vita a un evento che mettesse in risalto le peculiarità, i punti di vista e i punti di forza di ciascuna professione, seguendo il fil rouge della biofilia, quella naturale propensione dell’essere umano a connettersi con la vita e con la natura.

La biofilia non è solo un principio culturale o estetico, o, peggio, una moda o un mero slogan commerciale svuotato del suo vero valore: assumere un approccio biofilico significa riconoscere che il contatto con gli elementi naturali migliora il benessere fisico e psicologico delle persone, rafforza la coesione sociale e genera valore economico. È un tema profondamente trasversale, che riguarda la progettazione architettonica e urbana, la cura del paesaggio e delle risorse naturali, la dimensione sanitaria e del benessere, ma anche gli strumenti giuridici, economici e tecnologici che possono guidare l’innovazione e la sostenibilità delle imprese.

La biofilia, dunque, non è solo una visione, ma un valore strategico. Le imprese che integrano la natura e il

benessere nei propri processi produttivi non solo rafforzano la propria identità e reputazione, ma ottengono benefici concreti: migliorano la qualità del lavoro –limitando, ad esempio, episodi di burnout– la salute delle persone e la resilienza dei propri modelli organizzativi. È una leva reale per la competitività, non un esercizio di comunicazione, soprattutto in questa contingenza storico-politica in cui la sostenibilità è entrata nei bilanci e gli imprenditori sono chiamati a valutare non solo quanto il cambiamento climatico incide sulla performance aziendale, ma anche quanto le loro aziende generano rischi ambientali e sociali.

Proprio per questo, durante il convegno abbiamo voluto coinvolgere alcune imprese lombarde che si distinguono per il loro impegno nella valorizzazione degli aspetti naturali della sostenibilità e che hanno portato esperienze e testimonianze di grande ispirazione.

L’evento si è articolato in tre tavole rotonde tematiche, ognuna dedicata a un diverso ambito di riflessione sulla biofilia, condotta da rappresentanti delle varie professioni e moderate dal direttore dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Bruno Dapei

La prima, “NATURA – La cultura del prendersi cura: biodiversità, benessere e gestione del territorio”, ha visto il confronto tra agronomi, ostetriche, periti agrari, veterinari e bioingegneri sui legami tra natura, salute e cura del vivente.

La seconda, “SPAZI – Architetture della Natura: progettare spazi per il benessere”, ha coinvolto architetti, geometri e ingegneri in un dialogo su come la progettazione possa favorire la rigenerazione ambientale e il benessere collettivo.

DI CARLOTTA PENATI

Infine, la terza tavola rotonda, “DIRITTO –Policy biofiliche: strumenti per imprese, diritti e sostenibilità”, ha riunito avvocati, notai e commercialisti, che hanno esplorato le implicazioni giuridiche, economiche e gestionali della biofilia come principio guida per le imprese e per la pubblica amministrazione.

Abbiamo intitolato il convegno Back to Nature – “Ritorno alla Natura” – perché la natura, e l’esperienza che l’uomo ne fa, sono scritte nel nostro passato e nel nostro patrimonio genetico, ma devono anche diventare la pietra angolare su cui costruire il nostro futuro prossimo. Come ci ha ricordato la dott.ssa Rita White nella sua lectio magistralis di apertura, noi siamo natura, ma tendiamo a dimenticarlo, travolti da un distacco crescente dal mondo naturale. La nostra esperienza della Natura, nel corso dei secoli, si è progressivamente ridotta: viviamo e lavoriamo in ambienti sempre più chiusi, artificiali, regolati da ritmi che non appartengono più a quelli della vita naturale. È così che, come società, siamo diventati alienati, disabituati alla percezione del verde, del silenzio, della luce naturale, dell’aria aperta – e questo progressivo allontanamento ha conseguenze profonde sul nostro equilibrio fisico e mentale.

A questa riflessione ha fatto eco l’architetto Gioia Gibelli, ricordandoci che “il paesaggio è un organismo vivo che evolve nel tempo: non può essere pensato come un oggetto statico”. Viviamo nei paesaggi costruiti ieri e costruiamo quelli di domani, e per questo sostenibilità e cultura sono decisive nelle scelte progettuali. Reintrodurre la natura, non solo nel microcosmo delle nostre abitazioni o nei luoghi di lavoro, ma nelle città e nei luoghi pubblici (scuole, ospedali, stazioni…) significa rigenerare gli spazi, migliorare la qualità della vita e creare valore, anche economico.

Tutti noi – professionisti, imprese, istituzioni e cittadini – siamo chiamati ad affrontare le grandi sfide contemporanee: il cambiamento climatico, la transizione ecologica e quella digitale, la povertà

energetica, la tutela della biodiversità, la gestione responsabile delle risorse e la necessità di ridurre gli impatti ambientali e sociali delle nostre attività.

È proprio di fronte a queste sfide che il tema della sostenibilità assume un ruolo strategico: oggi non rappresenta soltanto un orizzonte etico o valoriale, ma una condizione imprescindibile per garantire il benessere collettivo e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Per questo, per progredire in modo armonico, dobbiamo tornare ai valori della Natura: alla sua logica di equilibrio, alla cura dei suoi spazi, al rispetto dei suoi tempi e delle sue risorse. In altre parole, dobbiamo recuperare una visione di salvaguardia del bene comune, che ispiri le nostre scelte come professionisti e come persone. In questo contesto, la sfida principale è coinvolgere e sensibilizzare le piccole e medie imprese, cuore pulsante del nostro tessuto produttivo, accompagnandole in un percorso consapevole di sostenibilità. Da questo punto di vista, l’ESGpass, strumento presentato dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza,

Lodi, rappresenta un’opportunità preziosa: offre non solo alle aziende la possibilità di misurare le proprie performance ambientali, sociali e di governance (il cosiddetto ‘rating ESG’) ma anche di redigere un bilancio di sostenibilità e ottenere un’informativa per le banche, strumenti utili sia per definire le proprie azioni sia per rendicontare il proprio impegno. È proprio nel sistema delle PMI che occorre promuovere e radicare questa nuova consapevolezza, trasformando la sostenibilità in leva concreta di crescita, reputazione e competitività.

Evidenza della rilevanza del tema anche sul piano politico e istituzionale è stata la presenza delle istituzioni che hanno voluto portare i propri saluti e il proprio sostegno all’iniziativa. All’evento sono infatti intervenuti, in rappresentanza del Comune di Milano, l’Assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi; per Regione Lombardia, l’Assessore al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi e l’Assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione; e per la Città metropolitana di Milano, il Consigliere

>> Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.

FOCUS

delegato all’Ambiente Paolo Festa. La loro partecipazione ha sottolineato come la biofilia e la sostenibilità non siano soltanto questioni culturali o professionali, ma temi centrali nell’agenda politica e nelle strategie di governo del territorio. A suggello della giornata, è stato infine sottoscritto il Manifesto “Back to Nature”, un documento simbolico, ma dal forte significato sostanziale: un impegno condiviso a lasciare un segno tangibile di questa iniziativa e a mettere per iscritto una serie di intenti comuni. Il Manifesto nasce dal desiderio e dalla volontà di essere promotori di una cultura biofilica trasversale, capace di mettere in rete le nostre professioni e di favorire la nascita di progetti condivisi con imprese e istituzioni. Un impegno per creare ambienti più biofilici, in cui ogni persona possa trarre beneficio. Ambienti che generino benessere reale, che favoriscano relazioni autentiche e che restituiscano alla natura il suo ruolo di alleata imprescindibile nella costruzione di spazi di vita e di lavoro più umani, più equilibrati, più felici.

Carlotta Penati

Coordinatrice Rete delle Professioni della Camera di Commercio Milano, Monza-Brianza, Lodi.

Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.

Consigliere Camera di Commercio MI, MB, LO.

>>

Biofilia: Il manifesto degli Ordini professionali

Healing garden della Residenza Arzaga

BORGO DI VIONE Vivere meglio immersi nella natura

Apochi chilometri dal cuore pulsante di Milano, immerso nel verde e nella quiete della campagna lombarda, sorge il Borgo di Vione, una realtà residenziale che ha conquistato il cuore di molte famiglie italiane e internazionali. Vione non è soltanto un luogo. È un modo di pensare e di vivere diverso da quello a cui molti di noi sono abituati. Qui si trova silenzio, aria pulita, spazio, giardini, ma anche i servizi che rendono la vita più semplice. Il tutto unito a sicurezza 24h su 24. Molto gradito dalle famiglie. Fin dalla prima infanzia, vi è la possibilità di frequentare scuole internazionali nelle immediate vicinanze. Chi vive e cresce nel borgo e inizia questo percorso da bambino ha la concreta possibilità di parlare più lingue.

Il Borgo di Vione si trova nei pressi della attuale Basiglio, a sud di Milano: superato il ponticello sulla roggia Carlesca, si raggiunge il nucleo storico di Cascina Vione, al centro di una fitta trama di canali e seminascosto da una folta vegetazione.

In passato questo insediamento era una grangia dell’abbazia di Chiaravalle, una di quelle strutture agricole che i monaci, a partire dal XIII secolo e a causa delle numerose guerre sostenute dal Ducato di Milano, trasformarono in nuclei rurali fortificati e organizzati, dotati di uno status giuridico autonomo con speciali privilegi. Il Borgo però è stato fondato nell’Alto Medioevo: Il nome compare per la prima volta in un atto notarile del 1086, come proprietà della famiglia De Villiono. Intorno al 1240 il castrum di Vione passa dalle famiglie De Villiono e De Brembis, feudatari dei Visconti, ai monaci di Chiaravalle, che l’acquistano per incrementare il patrimonio fondiario della vicina abbazia. Nel ‘400 Vione, per volontà del cardinale Ascanio Sforza viene ceduta al monastero di S. Ambrogio di Milano, e rimane sotto il controllo dei monaci fino al 1796. Dal punto di vista territoriale, Cascina Vione passa poi dal feudo degli Sforza a quello dei Birago e nel tempo ad alcune famiglie nobili. Il Borgo però ha piena autonomia

amministrativa, come Comune di Viglione, fino al 1725, anno in cui, pur essendo molto più popoloso del vicino paese, viene unificato al territorio di Basiglio.

Vione dall’alto sembra un mosaico di case, di tetti rossi e di corti e di giardini, in mezzo ai campi regolari della Bassa milanese. Un paesaggio immutato fin dall’Alto Medioevo, da quando la cascina inizia a comparire nelle cronache locali e nelle mappe con un nome che varia da “Villone” a “Vione”. Una carta del 1573 illustra le visite pastorali di Carlo Borromeo nelle parrocchie e nelle pievi della “strada Ticinese che va a Pavia”, e già compare la Cascina Vione.

I contorni e la disposizione degli edifici cambiano nel tempo, ma la vocazione agricola dell’area intorno alla cascina rimane immutata: nella storia cambiano i confini del Ducato di Milano prima e della Provincia poi, ma la geografia degli insediamenti umani in questo lembo di Pianura rimane costante.

Nel ‘700 Basiglio e Vione sono già centri di notevole rilievo. Lo si vede in una carta elaborata dagli astronomi di Brera nel 1722. Milano è ancora quasi tutta racchiusa dagli antichi bastioni spagnoli del 1546, e si sviluppa ben poco al di fuori delle mura. La Cascina e il vicino paese di Basiglio, trovandosi sulla direttrice che collega il capoluogo lombardo a Pavia, sono al centro di un’area profondamente agricola e di una rete di vie e di canali che consentono di trasportare i prodotti del contado ai mercati della vicina città di Milano.

La conservazione della Cascina negli anni è stata facilitata anche dall’istituzione del Parco Agricolo Sud Milano: tutto il territorio è vincolato e gli edifici ed il terreno circostante la cascina sono stati preservati da cambiamenti e trasformazioni e sono e saranno in futuro immodificabili e tutelati. www.borgodivione.it

>> Veduta di Borgo di Vione

BENESSERE IN CORSIA Aiutility a sostegno di infermieri o Os

>> Maria Cristina Campanini, fondatrice di Aiutility

AIUTILITY

“Sono Maria Cristina Campanini, medico di famiglia a Milano.

Attualmente, dopo tre anni di pandemia Covid19 risultano sempre più evidenti le difficoltà economiche di molte persone. Il sito delle politiche sociali del Comune di Milano dichiara che questa emergenza ha portato sotto la soglia di povertà intorno a 20.000 famiglie. E il conto sale.

Nel 2020 ho voluto reagire all’angoscia che ci chiudeva tutti in casa, mentre fuori suonavano le sirene a perdifiato, e ho quindi creato una chat sul tema chiamando a raccolta circa 70 persone a me vicine per chiedere donazioni di cibo da recapitare presso il mio studio medico e smistato in box messi a disposizione dai volontari.

Così è nata Aiutility, un nome che esprime un senso di aiuto e al tempo stesso di

utilità circolare. Perché nel nostro mondo funziona la reciprocità: ci si aiuta tutti, consapevoli che se la gente emerge dal bisogno, tutto funziona meglio, economia e clima sociale compresi. Ora Aiutility è presente su pagina FB e Instagram.

Il cibo, inizialmente portato a domicilio durante la pandemia, attualmente viene ritirato dalle famiglie e dalle associazioni che seguiamo con cadenza settimanale o quindicinale. O a chiamata, in casi di forte emergenza”.

COCCOLE IN CORSIA

Il progetto ‘Coccole in corsia’ di Aiutility, fondata dalla dott.ssa Maria Cristina Campanini, nasce per gli infermieri e oss degli hospice che si prendono cura ogni giorno della vita di persone terminali. Il tempo lavorativo dedicato agli altri in situazioni complesse come quelle vissute da questi professionisti genera infatti un accumulo di tensioni fisiche, stress e un carico emotivo profondo.

‘Coccole in corsia’ offre uno spazio protetto e rigenerante: un tempo per sé, in cui respirare, sciogliere le rigidità, ritrovare presenza e leggerezza.

Il progetto si propone infatti di offrire a infermieri e OSS, oltre a un kit di benessere, degli incontri ‘pratici’ con esperti di movimento consapevole, tecniche di respirazione, meditazione e mindfulness.

È un progetto pensato per offrire un’esperienza di benessere semplice, immediata e profondamente rigenerante. Attraverso gesti dolci e respiro guidato, si favorisce il rilascio delle tensioni, l’apertura del torace e del cuore, migliorando postura e qualità del respiro. Una coccola rigenerante per ritrovare centratura, leggerezza e calma interiore. Un’occasione per lasciare andare il peso della cura e

tornare a sé, con un senso profondo di equilibrio e benessere.

>> Spesso i nostri angeli delle corsie ospedaliere sono vicini al break down a causa di stress e turni massacranti.

Immagine creata con AI

CURA CHI TI CURA

Da ormai un anno i giardini dell’Ospedale di Niguarda vengono ripuliti ogni settimana dagli Angeli del Bello, e da questa estate anche l’Ospedale Sacco fruisce dell’attività settimanale per i suoi giardini. In due anni dalla fondazione Angeli del Bello Milano può contare su circa 150 soci e decine di volontari attivi che operano in continuità in 20 diverse aree cittadine. Da via Paolo Sarpi alla Darsena, dal parco Solari a Bruzzano, da Cagnola a Forlanini, da Sant’Ambrogio a via Dezza.

Angeli del Bello Milano, con la collaborazione dell’Ufficio Interdistrettuale per la Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) ed il sostegno del Comune di Milano, è anche divenuta un punto di riferimento per il Tribunale di Milano per gestire l’attività di persone Messe alla Prova (MAP) e persone avviate dalla Autorità Giudiziaria a progetti di pubblica utilità.

I vantaggi del progetto possono essere così riassunti:

- Dare ai MAP una “seconda possibilità” con una responsabilizzazione personale e verso la comunità;

- Riduzione del carico processuale dei tribunali e un sostegno attivo e propositivo alla legge Cartabia realizzando

e diffondendo una “giustizia di comunità”; - Una città più pulita e ordinata, esempio per tutta la cittadinanza.

Insieme ai volontari di Angeli del Bello persone economicamente deboli, assunte dalla associazione con regolare contratto di lavoro, partecipano al coordinamento dei gruppi di persone MAP segnalate dai loro avvocati. Il finanziamento degli Angeli del Bello Milano avviene grazie al contributo economico degli associati e di entità pubbliche e private.

www.angelidelbellomilano.org

VOLONTARIATO

FEDERICA SHARON BIAZZI

Racconta Rosanna Bauer Biazzi: “Abbiamo iniziato coinvolgendo alcuni volontari, organizzando visite a domicilio e in Residenza Arzaga dove, su richiesta degli operatori della struttura, imboccavamo chi era solo, partecipavamo alle attività di animazione e aiutavamo i fisioterapisti. Con il tempo fu evidente anche la necessità di una autovettura per poter accompagnare chi ne aveva bisogno alle visite mediche, ai cicli di terapie, per il disbrigo delle varie pratiche, ma anche al cinema o a teatro.

Le richieste delle auto sono sempre aumentate e ora le macchine sono 4! Sono tutte attrezzate per il trasporto di carrozzine perché, nel corso degli anni, le

>> Sopra, le fondatrici del’Associazione FSB, Joice Anter Hasbani e Rosanna Bauer Biazzi, ricevono il Premio Campione 2025 dei City Angels da Mario Furlan e Andrea Jarach.

A sinistra, novembre 2025, Niguarda, gli Angeli del Bello sotto il murale celebrativo delle prossime Olimpiadi invernali. Da un anno ogni settimana i volontari e i messi alla prova rendono più bello il giardino del grande ospedale. Grazie anche a Digital Solutions società benefit e PFM.

esigenze sono cambiate e la popolazione è invecchiata. Purtroppo, oggi ci occupiamo dell’accompagnamento anche di tanti bambini.

Siamo la sola Organizzazione di Volontariato a Milano che offre questi servizi, in modo gratuito a chiunque abbia bisogno. Sono ormai tanti gli operatori sociali del Comune di Milano che ci conoscono e chiedono i nostri interventi che sono sempre molto apprezzati”.

www.federicasharonbiazzi.com

“PASSAGGIO DI TESTIMONE”

INCONTRI CON I PROTAGONISTI DEL NOSTRO TEMPO

Esce in questi giorni il libro Passaggio di testimone. Il futuro nelle parole dei boomer di Laura Bajardelli e Camillo de Milato, editore Mursia. I protagonisti con cui

>> Laura Bajardelli incontra per i suoi libri grandi protagonisti che hanno cambiato il mondo. Nella foto, con Federico Faggin e Bruno Murari.

questa volta si confrontano gli autori sono nati nel secondo dopoguerra e hanno vissuto gli anni del Boom, quando tutto sembrava possibile e il mondo in un percorso di crescita senza fine. Sono stati (e sono ancora) la generazione più “affollata” della storia umana, prima del crollo demografico dell’Occidente. Da adulti sono stati protagonisti della caduta dei muri e della fine della guerra fredda. Sono i

Elena Cattaneo

“baby boomers”, nati fra il 1946 e il 1964, la generazione più corteggiata e adorata dal marketing, protagonisti del consumismo, del boom tecnologico e dell’innovazione. Ma anche i “cattivi” per le generazioni successive (X, Millenials e Z), quelli che hanno consumato le risorse naturali senza troppi riguardi per l’ambiente, che hanno occupato tutte le posizioni di potere e non accennano a lasciarle, che sono protagonisti di una rivoluzione geopolitica. Quelli che, secondo i giovani, non capiscono il mondo digitale e dei “nuovi” social (“Ehi, Boomer!” è lo slogan dei giovani di fronte agli adulti poco avvezzi ad essere sempre connessi allo smartphone o a usare l’intelligenza artificiale). Questo libro raccoglie quindici interviste a boomer DOC che, dopo il volume sulla generazione della ricostruzione, raccontano il loro punto di vista, i loro valori, quello che vorrebbero trasmettere a chi viene dopo.

LE MANI DEL CHIRURGO. RICORDO DI UN MAESTRO

Tra i quindici intervistati, tutti di grande valore, nel campo medico spicca la senatrice a vita e illustre scienziata Elena Cattaneo

Elena Cattaneo, nata a Milano nel 1962, è una scienziata e farmacologa di fama internazionale, nonché la più giovane senatrice a vita della Repubblica italiana. Dopo una laurea con lode in farmacia e un dottorato in biotecnologie applicate alla farmacologia presso l’Università Statale di Milano, si è trasferita a Boston, dove ha iniziato le sue ricerche sulle cellule staminali cerebrali al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Tornata in Italia, è diventata direttrice del Laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative del dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e professoressa ordinaria presso la stessa università. In ambito scientifico internazionale, è considerata tra i maggiori esperti per gli studi sulle cellule staminali neurali e della Còrea di Huntington, che le valgono anche una serie di premi e riconoscimenti ufficiali. Nel 2013 viene nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il suo impegno si estende oltre il laboratorio, promuovendo il valore della ricerca e della conoscenza come strumenti per il progresso sociale.

Si tratta di un libro del 1990 dedicato a Stefano Garberini, primario chirurgo all’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, dal suo allievo e successore, Roberto Sampietro. Garberini usava ritrarre le proprie mani nel gesto chirurgico, intente nei movimenti di chi opera col bisturi e con le forbici. I disegni venivano inseriti nel quadro della descrizione statica in uso a quell’epoca. Roberto Sampietro, quattro lustri dopo la scomparsa del suo maestro, ne ha celebrato la memoria con questo libro e dando a suo figlio appena nato proprio il nome Stefano.

Ringraziamo Stefano per averci fatto conoscere questa bella pagina di storia della medicina, di arte, e di amicizia.

Autore del libro: Roberto Sampietro

Autore dei disegni: Stefano Garberini

Diamo i numeri

PIL della Città Metropolitana di Milano in rapporto al PIL italiano

CONOSCERE PER DELIBERARE

Ponti sulla rete stradale extraurbana

Imprese attive nella Città Metropolitana di Milano

Comuni della Città Metropolitana di Milano

Centro studi al servizio del territorio della Città Metropolitana di Milano, dal 2014 aiuta pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini a capire il presente e a progettare il futuro.

La Grande Milano in uno scatto di Andrea Cherchi. Veduta invernale, da Brunate (Como). Obiettivo Canon Zoom 100/400.

A MANGIAR BENE SI PUÒ IMPARARE!

Carla De Albertis

Imprenditrice, attiva nel sociale, è Responsabile Cultura e Sociale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano. Laureata con lode in Lettere moderne, è stata impegnata in politica nel Comune di Milano, prima come consigliere e poi da assessore con delega alla Salute. Tra le numero attività in ambito culturale, sociale e filantropico, è ideatrice del premio letterario Ceresio in Giallo.

Per consultare la pagina completa: www.wikimilano.it/wiki/ Carla_De_Albertis

Italiani e Lombardi ritengono di mangiare bene e sano? Sono soddisfatti della loro alimentazione? Sono attenti alla salute? Ritengono di mangiare a sufficienza frutta e verdura? Sono alcune delle domande alle quali dà risposta il sondaggio realizzato dal prof. Renato Mannheimer per l’Osservatorio Metropolitano di Milano. La ricerca si è svolta su un campione molto ampio e rappresentativo di 3mila persone con un margine di errore molto più basso del normale : 1 % rispetto a un più consueto 4/5 %. La ricerca è particolarmente interessante perché misura gli atteggiamenti, non i comportamenti e ci offre l’immagine della ‘percezione’ che italiani e lombardi hanno della loro alimentazione. Ebbene italiani e lombardi, con dati molto simili tra loro, ritengono di essere soddisfatti della propria alimentazione (80%), di aver migliorato il modo di mangiare introducendo più integrali e quantità sufficienti di frutta e verdura; solo il 13% risulterebbe poco attento alla salute. Un popolo, dunque, di sani principi alimentari che dovrebbe essere in salute e con una bassa percentuale di patologie legate alla scorretta alimentazione. Ma il confronto con la realtà ci offre davvero questa immagine? Purtroppo la risposta è negativa, al di là di effettivi miglioramenti nella consapevolezza ad esempio sullo spreco alimentare, le etichette e sul rapporto tra alimentazione e salute. In aumento obesità, soprattutto infantile, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altri disturbi metabolici. Ecco allora la necessità di prevenzione a partire da quella definita ‘primaria’, che contempla i corretti stili di vita con sana alimentazione e attività fisica. I vantaggi della prevenzione non si limitano soltanto alle persone e al loro benessere ma hanno ricadute importanti sulla sanità

con un significativo contenimento dei costi: nel Rapporto 2024 presentato al Welfare Italian Forum si sottolinea come ogni euro speso in prevenzione porti un ritorno di 14 euro nella filiera socio-assistenziale del Paese. Facciamo due conti: in definitiva, il confronto tra la ‘percezione’ rilevata dal sondaggio e la ‘realtà’ mostra una assoluta necessità di educazione alimentare, esigenza che è stata recepita da 5 importanti realtà del nostro territorio: Osservatorio Metropolitano di Milano, FEI Fondazione per l’educazione alimentare, Lions distretto di Milano, Amici dell’Osservatorio e UNVS Unione Nazionale Veterani dello Sport che hanno firmato un Protocollo di intenti e collaborazione proprio sul tema dell’Educazione Alimentare e gli stili di vita. La squadra si è poi allargata alla collaborazione di Women Care per la realizzazione di un progetto concreto sul territorio. Proprio da questo protocollo è nato il sondaggio realizzato da Osservatorio Metropolitano di Milano con il prof. Mannheimer, presentato il 10 novembre nel Belvedere di Palazzo Lombardia unitamente a una tavola rotonda in collaborazione con Regione Lombardia - Assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale, disabilità e Pari opportunità - e con la presenza dell’Assessore Elena Lucchini, della Responsabile Cultura e Sociale dell’Osservatorio Carla De Albertis, del sondaggista Renato Mannheimer, della biologa nutrizionista Evelina Flachi, della Presidente di Federfarma Annarosa Racca, della gastroenterologa Costanza Alvisi, della Presidente della Fondazione The Bridge Rosaria Iardino, della Presidente UNVS Eleonora Pellegrini De Vera, della Presidente Women Care Olga Cola e della Presidente nazionale del Consiglio dei Governatori Lions Rossella Vitali

OSSERVATORIO RICERCHE

Sopra, alcune schede del sondaggio realizzato dal prof. Renato Mannheimer per l’Osservatorio Metropolitano di Milano.

SPORT E SOCIETÀ un binomio strategico per il futuro di Milano

“La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” (Articolo 33, nuovo comma 7, Costituzione italiana)

La recente modifica costituzionale, approvata all’unanimità, rappresenta una chiara manifestazione della nuova consapevolezza e cultura che stanno giustamente maturando rispetto alle potenzialità sociali dello sport.

Grazie ai suoi valori e alla sua natura trasversale, lo sport è oggi la terza agenzia educativa, insieme a famiglia e scuola, oltre che straordinario presidio di salute e integrazione, potente connettore sociale e strumento ideale per lo sviluppo e l’attuazione di politiche legate a benessere, crescita psicologica ed emotiva, inclusione, welfare, turismo e sviluppo sostenibile. Il mondo sportivo non è più, come in passato, un sistema a sé stante, privo di legami con il tessuto comunitario e civile: oggi assume un ruolo attivo e si configura come un insieme di politiche e progettualità strettamente connesse ai luoghi e alla vita quotidiana di individui, famiglie, associazioni, aziende, enti e amministrazioni.

La grande Milano, e con essa la Lombardia, conosce bene il valore strategico dei grandi eventi sportivi che, oltre a far sognare gli appassionati, generano crescita economica, turismo e risonanza mediatica per l’intero territorio. Nel

giro di un solo mese, il Gran Premio di Monza e gli Europei di Basket a Milano hanno prodotto un indotto complessivo di circa 300 milioni di euro.

L’imminente arrivo della fiaccola olimpica è un’ulteriore occasione di eredità positiva per la comunità. Il Villaggio olimpico, infatti, diventerà il più grande studentato convenzionato d’Italia e lascerà in dote anche la riqualificazione urbana dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana.

Tuttavia, la sfida di “mettere a terra” il potenziale strategico del binomio sport-società è complessa e richiede attenzione a tutti i livelli, consapevolezza e responsabilità. Basti ricordare che circa il 40% degli edifici scolastici italiani è privo di impianti sportivi adeguati e che, nel confronto con i Paesi OCSE, l’Italia è ultima per dotazione infrastrutturale e impiantistica sportiva, oltre che –inevitabilmente – tra i Paesi peggiori per sedentarietà e pratica fisica settimanale. Addirittura, fanalino di coda assoluto nella fascia 11-15 anni, nonostante il forte interesse che nel nostro Paese ruota intorno allo sport.

Fedele al motto che lo ispira –Conoscere per deliberare – l’Osservatorio Metropolitano di Milano ha avviato una ricerca scientifica finalizzata a mettere in luce il reale ritorno sociale di ogni euro investito nello sport di base e a individuare le strategie di intervento più efficaci per i soggetti pubblici e privati. Il progetto, coordinato dal vicepresidente del Centro Studi Filippo Grassia e dal direttore Bruno Dapei, vede la collaborazione dell’Università di Milano-Bicocca, con il professor Mattia

Martini e altri accademici del Master in Management dello Sport che dirige, oltre ai professori Roberto Ghiretti e Roberto Lamborghini, tra gli estensori dello Sport Plan di Regione Lombardia. La ricerca è sostenuta dalla Fondazione Cariplo e il primo step sarà presentato il 12 novembre nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano.

Lo studio non si limita all’analisi quantitativa, ma sviluppa una riflessione sul valore qualitativo dello sport come “infrastruttura sociale” capace di rafforzare legami comunitari, contrastare la marginalità, generare cultura, educazione e senso di appartenenza. Milano – con la sua pluralità di soggetti: associazioni, enti locali, scuole, università, fondazioni – diventa un laboratorio ideale per osservare e valorizzare questi impatti. In una prospettiva di nuovo welfare urbano, lo sport diventa parte integrante delle politiche di cura e coesione: dai centri sportivi di quartiere ai progetti per giovani e anziani, è presidio di benessere e prevenzione. La partecipazione sportiva alimenta responsabilità civica, soprattutto tra i più giovani: allenarsi insieme insegna rispetto delle regole, fiducia e spirito di gruppo. Dai tornei amatoriali ai grandi eventi, lo sport costruisce narrazioni condivise e identità territoriali.

Non solo nuovi stadi, quindi, ma palestre, spazi all’aperto e al coperto per tutti, luoghi di socialità e crescita, occasioni per la pratica sportiva capaci di abbattere barriere e riconoscere diritti. La città del futuro si progetta anche, e sempre più, attraverso la lente sportiva.

>> Atleti impegnati in una gara internazionale nelle acque dell’Idroscalo di Milano.

Risultati sempre più positivi degli agonisti azzurri in tante discipline. Ma il valore dello sport è soprattutto socializzazione, inclusione, rispetto, benessere e salute. Come mostra la ricerca che l’Osservatorio Metropolitano e l’Università Milano Bicocca hanno svolto con il sostegno di Fondazione Cariplo.

OSSERVATORIO

DOVE VA L’ITALIA? LAVORO, PENSIONI, GIOVANI

Il 22 settembre 2025, nella splendida cornice della Società Umanitaria di Milano, l’Osservatorio Metropolitano e il Comitato MI’mpegno hanno inaugurato la nuova stagione di incontri con un dibattito di alto profilo dedicato al futuro del Paese.

Protagonisti del confronto, due voci autorevoli: Gabriele Fava, Presidente dell’INPS, e Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università Bicocca e presidente della CRUI. Con la moderazione di Camillo de Milato e Carmelo Ferraro, il dialogo ha toccato temi cruciali come la qualità del lavoro, le prospettive previdenziali e le opportunità per i giovani. Il Presidente Fava ha sottolineato la necessità di un’evoluzione dell’INPS verso un modello moderno di Ente del welfare, capace non solo di garantire le pensioni, ma anche di promuovere benessere, salute e inclusione sociale.

Sono intervenuti anche Alberto Jannuzzelli, presidente della Società Umanitaria, e Maurizio Bernardo, fondatore della Consulta Esperti Italia, che hanno arricchito il confronto con nuove prospettive.

Come ha ricordato la rettrice Iannantuoni: «Non c’è investimento migliore della formazione: solo conoscenza, scienza e studio possono restituire alle nuove generazioni la libertà di sé e la capacità di decidere per il proprio futuro.»

Un messaggio che restituisce fiducia e visione, invitando a credere nel valore del sapere come motore di rinascita per l’Italia.

>> Bruno Dapei, Direttore dell’Osservatorio Metropolitano

>> Alberto Jannuzzelli, presidente della Società Umanitaria, Gabriele Fava, presidente dell’INPS e Camilllo de Milato, presidente dell’Osservatorio Metropolitano.

>> Carmelo Ferraro, presidente Comitato MI’mpegno e Giovanna Iannantuoni, rettrice uscente dell’Università Bicocca.

OSSERVATORIO INCONTRI

LA REPUTAZIONE NELL’ERA DELLA A.I.

Si è tenuto il 7 ottobre a Palazzo Isimbardi il convegno promosso dall’Osservatorio Metropolitano di Milano: un confronto tra diritto, etica e tecnologia sul futuro della credibilità personale e aziendale.

“Intelligenza Artificiale e reputazione: nuove sfide e prospettive nella difesa dell’identità”, promosso dall’Osservatorio Metropolitano di Milano.

Un appuntamento di grande attualità che ha intrecciato diritto, etica e tecnologia per indagare come tutelare la nostra immagine e la nostra credibilità in un’epoca in cui l’innovazione corre più veloce della percezione pubblica.

Sul palco si sono alternati Pierluigi

Perri, docente di Informatica Giuridica all’Università degli Studi di Milano; Manlio d’Agostino Panebianco, membro di ENIA e del Comitato Scientifico di Federprivacy; Pietro Franchini, di IVASS; l’Avvocato Antonino La Lumia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano; e Fabio Di Venosa, Direttore del Centro Servizi Investigativi e Responsabile

Sicurezza dell’Osservatorio.

Gli interventi hanno offerto punti di vista complementari: dal valore dell’etica professionale al ruolo della fiducia come nuovo capitale competitivo, passando per l’impatto della reputazione sul mondo assicurativo e per le nuove forme di tutela legale e investigativa.

Il pubblico ha seguito con interesse un confronto denso di contenuti, che ha toccato temi sensibili come la manipolazione dei dati, i deepfake e la necessità di una cultura digitale capace di bilanciare tecnologia, verità e responsabilità.

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale può generare, modificare o distorcere immagini e informazioni in pochi secondi, la reputazione non è più una questione di apparenza: è un patrimonio da proteggere, misurare e coltivare.

Ed è proprio da Milano, città che fa della conoscenza e dell’innovazione la propria cifra, che parte una riflessione lucida e necessaria sul rapporto tra tecnologia e identità.

L’evento ha confermato ancora una volta il ruolo dell’Osservatorio Metropolitano di Milano come punto di riferimento per chi vuole capire e interpretare le trasformazioni del presente, mettendo in dialogo esperti, istituzioni e cittadini. Per scoprire i prossimi appuntamenti e rimanere aggiornati sulle iniziative dell’Osservatorio, è possibile consultare il sito www.osservatorio.milano.it.

>> Da destra, Fabio Di Venosa, Responsabile Sicurezza, Camillo de Milato, Presidente dell’Osservatorio Metropolitano, e Nino La Lumia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

PODCAST WIKIMILANO

La Mia Milano è un’esperienza audiovisiva che aiuta a condividere con il mondo le storie di personaggi di spicco dell’area metropolitana milanese.

Attraverso una conversazione amichevole nello studio di WikiMilano, gli ospiti hanno l’opportunità di fornire agli spettatori uno spaccato dei loro percorsi personali e professionali, nonché del loro legame con la città di Milano.

Il podcast è distribuito sul sito web (www.wikimilano.it) e sui canali YouTube e Spotify di WikiMilano. Per la pubblicità sui social media nelle pagine personali o nei gruppi viene fornito un collegamento al podcast pubblicato.

I primi podcast della serie sono ora online.

Andrea Cherchi, il fotografo influencer con 200.000 followers che ha dedicato la sua attività alla città di Milano. Ritraendola poeticamente e intervistandone i personaggi per poter offrire l’esperienza

>> Folco Vaglienti durante la registrazione del podcast dedicato alla affascinante storia degli Sforza e della grandezza di Milano

anche a chi non può muoversi per motivi economici, di salute o di età.

Andrea ha offerto da sempre la propria collaborazione a WikiMilano che ha potuto così dare ai propri lettori alcuni meravigliosi scorci della città, come ad esempio l’immagine del Duomo utilizzata da WikiMilano per la sua comunicazione.

Francesca Romana Vitale, avvocata, appassionata di teatro e anima del Fringe Festival che ogni anno offre alla città centinaia di spettacoli fuori dai tradizionali circuiti.

Claudio Sangiorgi, architetto, uomo di cultura e presidente del Collegio degli Ingegneri e degli Architetti, organizzazione professionale fondata nel 1563.

Folco Vaglienti, docente di storia medievale e esperto divulgatore della storia milanese (il suo articolo a pag 18).

DI ANDREA JARACH
>> Andrea Cherchi
>> Claudio Sangiorgi
>> Francesca Romana Vitale
>> Enrico Dapei e Cristina Garbini nello studio di via Biondi

STAI PENSANDO A COME PRESENTARTI ALLA CITTÀ?

Il sistema WikiMilano è la chiave per aprire le porte della Grande Milano

I VOLTI DELL'OSSERVATORIO METROPOLITANO DI MILANO

"Conoscere per deliberare". Le parole del presidente Luigi Einaudi sono il motto che riassume la vocazione con cui è nato nel 2014 l'Osservatorio metropolitano di Milano: offrire strumenti di riflessione e analisi alle istituzioni, al mondo produttivo, delle professioni e dell'associazionismo. Un centro studi indipendente premiato con l’Attestato di Benemerenza Civica dal Comune di Milano nella tradizionale cerimonia di conferimento degli Ambrogini d'oro.

Giovanna Iannantuoni

Presidente onoraria

Rettrice uscente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e presidente uscente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Economista, ha pubblicato i suoi studi sulle più importanti riviste internazionali ed è membro di numerosi CdA di prestigiose fondazioni ed aziende pubbliche e private.

Editore, manager, già presidente del Consiglio provinciale di Milano. Esperto informatico, è ideatore e cofondatore di WikiMilano. È amministratore di diverse aziende dedite allo sviluppo immobiliare e socio dell’azienda di famiglia, operante a livello internazionale nel settore chimico cosmetico da oltre mezzo secolo.

Generale di divisione (riserva), commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica, è stato Comandante dell’Esercito Lombardia, sub commissario all’Ambiente di Roma Capitale, presidente della Fondazione Asilo Mariuccia di Milano. Ambrogino d’Oro nel 2009. È presidente dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano.

Carla De Albertis

Presidente Associazione Amici dell'Osservatorio

Imprenditrice e filantropa, è responsabile Cultura e Sociale dell’Osservatorio. Già consigliera e assessore del Comune di Milano, presidente di associazioni e onlus nel settore sociale e sportivo. È organizzatrice del concorso letterario internazionale "Ceresio in Giallo", siede nel comitato organizzatore di liberaMente ODV ed è fondatrice del Fondo Bambini del Cuore.

Filippo Grassia Vicepresidente

Giornalista, scrittore e dirigente sportivo, è past-president di Panathlon Club Milano. Voce e volto del giornalismo sportivo italiano, è stato presidente nazionale dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. Anconetano di nascita ma milanese di adozione, è stato assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia in un esecutivo tecnico e presidente del CONI provinciale di Milano. Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e Stella d’Oro del CONI.

Rossella Vitali

Vicepresidente Associazione Amici dell'Osservatorio

Avvocato giuslavorista esperta in diritto societario e della crisi di impresa, è presidente nazionale del Consiglio dei Governatori Lions e presidente di AITD Onlus, associazione con status consultivo presso l’ONU sul tema della lotta alla violenza di genere. Svolge attività di volontariato e consulenza legale presso la Fondazione Asilo Mariuccia, dove è presidente del Comitato dei Benemeriti.

Camillo

I VOLTI DELL'OSSERVATORIO METROPOLITANO

Manager, è componente della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo: ricopre anche ruoli di amministratore di società. Attualmente è consigliere di Concessioni Autostradali Lombarde e nel Collegio dei probiviri di City Angels Lombardia. Mentore in programmi di sviluppo al femminile. Autrice di testi dedicati a innovazione sociale, ambiente e sostenibilità.

Musicologo, concertista di pianoforte, compositore e direttore d’orchestra, è presidente del Comitato di Milano della Società Dante Alighieri. Autore di numerosi saggi e biografie di musicisti, è un appassionato divulgatore della storia culturale di Milano.

Manager, direttore amministrativo con esperienza nel settore di organizzazioni non profit e di bandi europei. È direttore tecnico del Gruppo Cooperativo CGM. È stata direttore generale dell’Asilo Mariuccia di Milano.

Avvocato, esperto di politiche pubbliche di area vasta, ex amministratore locale del Comune di Milano e della Città metropolitana, è Capo di Gabinetto del sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Imprenditore e manager di un gruppo societario operante nel real estate a livello nazionale, le cui principali piazze di sviluppo sono Milano e Firenze.

Presidente del Forum Battanta, centro studi nato nel 2017 per offrire un contributo alla cultura politica ed economica italiana. Esperto di urbanistica e sviluppo immobiliare.

Commercialista, Revisore dei conti, è docente di Discipline Giuridiche ed Economiche, presidente di FIDAPA BPV ItalyDistretto Nord Ovest, Direttrice dell’Award al Merito e presidente di "Insieme con Merito".

Giurista e dirigente penitenziario. Dal 2019 al 2022 è stata vicedirettrice della Casa di Reclusione di Opera a Milano e direttrice dell’Istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria. Concluso il mandato presso la Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino, dal 2023 è tornata a dirigere l’Ipm Cesare Beccaria insieme alla Casa Circondariale di Monza.

Segretario Generale del Forum ANIA – Consumatori, fondazione promossa dall’Associazione Nazionale tra le imprese Assicuratrici, di cui è dirigente. Componente dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti promosso dal CESPI (Centro Studi di Politica Internazionale).

Laura Bajardelli Comitato Scientifico
Adriano Bassi Comitato Scientifico
Filippo Barberis Comitato Scientifico
Rachele Capristo Comitato Scientifico
Giacomo Carbonari Consiglio Direttivo
Cosima Buccoliero Comitato Scientifico
Fabrizio Battanta Comitato Scientifico
Sabina Bellione Comitato Scientifico

I VOLTI DELL'OSSERVATORIO METROPOLITANO DI MILANO

Gustavo Cioppa Editorialista

Magistrato e docente, è stato

Procuratore Capo della Repubblica di Pavia e Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia. Autore di interessanti e seguitissimi articoli per il sito dell’Osservatorio, oltre che per la nostra e per altre testate giornalistiche.

Studi informatici, esperto di formazione e politiche del lavoro, è stato amministratore locale con il ruolo di assessore allo Sviluppo economico, Formazione professionale e Lavoro della Provincia di Milano.

Dal 2016 al 2021 è stato direttore di "Città dei Mestieri di Milano e della Lombardia".

Imprenditore attivo nell’ambito delle investigazioni e della protezione personale, nonché titolare di licenza per svolgere indagini civili e penali.

Dal 2023 è responsabile Area Sicurezza dell’Osservatorio Metropolitano.

Ingegnere, libero professionista ed ex amministratore locale, è stato consigliere provinciale e comunale. Esperto di urbanistica, di tutela paesistico-ambientale e in materia di Sicurezza e Salute.

Scienziata di fama internazionale, è co-fondatrice e presidente Onorario di "Women in Aerospace Europe" e direttore di Space Economy Evolution Lab presso la SDA dell’Università Bocconi di Milano. Ha diretto l’Ufficio per gli Affari dello Spazio Extra-Atmosferico delle Nazioni Unite (UNOOSA) dal 2014 al 2022.

Direttore dell'Ordine degli Avvocati di Milano, è anche presidente del Comitato MI'mpegno, associazione apartitica e senza scopo di lucro impegnata sui temi della cultura e della solidarietà, e consigliere di amministrazione della Fondazione Don Gnocchi.

Giornalista, sotto la sua guida si è sviluppata l’area multimediale dell’Ansa, dove nascono le notizie per web, sms e tg web. Caporedattore centrale dell’agenzia fino a quando, pochi mesi fa, si è dimesso per diventare vicedirettore del quotidiano Il Mattino.

Docente, giornalista e formatore, fondatore e presidente dei City Angels dal 1994. Coach motivazionale per primarie aziende nazionali, ha scritto numerosi libri sul tema.

Simonetta Di Pippo Consiglio Direttivo
Paolo Del Nero Consiglio Direttivo
Fabio Di Venosa Comitato Scientifico
Mario Furlan Comitato Scientifico
Carmelo Ferraro Comitato Scientifico
Vincenzo Di Vincenzo
Consiglio Direttivo
Mauro De Simone
Consiglio Direttivo

I VOLTI DELL'OSSERVATORIO METROPOLITANO

Roberta Garibaldi

Esperta di turismo e cultura, autrice di numerosi libri e saggi. Vicepresidente del Comitato Turismo OECD, è docente di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Leo

Medico specializzato in chirurgia oncologica dal 1982, dal 1998 dirige la struttura di chirurgia colo-rettale presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Nel 2003 è stato nominato dal Ministero della Salute esperto del Consiglio Superiore di Sanità. Nel 2004 il presidente Ciampi gli ha conferito, al Quirinale, la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica.

Fabio Massa

Comitato Scientifico

Giornalista, scrittore e imprenditore nella comunicazione, è presidente della Fondazione Stelline, direttore responsabile della testata “True” e coproprietario di Affaritaliani.it. Ideatore e coordinatore dell’evento ItaliaDirezione Nord, è cofondatore di WikiMilano.

Giacomo Lev Mannheimer Coordinatore del Comitato Scientifico

Jole Milanesi

Magistrato, già consigliere di Corte d’Appello e giudice penale. Esperta in materia di tutela vittime di maltrattamenti e violenze, sia donne che minori. Nominata commendatore. Già presidente dell’associazione Piri Piri. Oggi consigliere di Società Umanitaria, Terre des Hommes e Fondazione Negroni Prati Morosini.

Editore, imprenditore, è tra i fondatori di WikiMilano e responsabile Turismo dell’Osservatorio Metropolitano. Esperto di comunicazione multicanale. Nel 2012 ha fondato l’Associazione Culturale Milano Loves You e dal 2020 è presidente dell’Associazione degli Amici Italiani della Ben Gurion University del Negev (Israele).

Dirigente d’azienda e research fellow dell’Istituto Bruno Leoni, ha guidato le relazioni istituzionali di importanti aziende quali Glovo, TikTok ed Apple. Oggi si occupa della startup Future Proof Society, di cui è tra i soci fondatori. Scrive regolarmente per diversi quotidiani, tra cui "Il Foglio" e "Il Giornale".

Dirigente Medico presso l’ ASST Fatebenefratelli-Sacco è pediatra e reumatologa pediatrica, responsabile scientifica della “Casa senza Dolore”.

Generale di divisione, ha svolto svariate missioni in Italia e all’estero. Prima di assumere il Comando dell’EsercitoLombardia è stato addetto militare all’Ambasciata d’Italia a Mosca. Da qualche mese nella Riserva, è grande esperto di politica internazionale.

Alfonso Miro Comitato Scientifico
Angela Mauro Comitato Scientifico
Comitato Scientifico
Andrea Jarach Consiglio Direttivo
Ermanno
Comitato Scientifico
Comitato Scientifico

I VOLTI DELL'OSSERVATORIO METROPOLITANO DI MILANO

Medico cardiologo, è presidente Nazionale ANMCO (Medici Cardiologi Ospedalieri). Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università di Milano-Bicocca. Revisore del British Medical Journal, dell’European Journal of Heart Failure e del Giornale Italiano di Cardiologia. Membro della Commissione Cardiocerebrovascolare di Regione Lombardia.

Ingegnere urbanista, dal 2005 coordina piani territoriali per diverse province, studi e piani per regioni e comuni. Ha promosso numerose pubblicazioni, convegni e iniziative culturali sui temi di governo del territorio. In precedenza, dirigente Provincia di Milano, progettista del Gruppo ENI.

Psicologa e psicoterapeuta, esperta in diritti umani, dell’infanzia, dell’adolescenza e diritti di genere, è consigliera dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Ha lavorato con UNICEF in Bolivia sui temi della difesa dei minori e contro la violenza di genere. È presidente di ReDiPsi, rete di psicologi per i diritti umani.

Chirurgo, già Viceministro della Sanità nel periodo della pandemia, è presidente della Commissione Didattica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Dopo oltre 15 anni di esperienza imprenditoriale nei ruoli di amministratore delegato e presidente, si è dedicato al mondo della cooperazione internazionale in diversi Paesi africani, in qualità di esperto dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo) del MAECI. Da sempre attivo in attività associative e di volontariato, è stato tra le altre cose direttore generale di Fondazione Asilo Mariuccia.

Consulente aziendale e presidente di Active Ageing Academy, è stato direttore delle risorse umane in importanti multinazionali. Professore di Reward Management presso Luiss Business School e vicepresidente di Adam Smith Society, è stato consigliere della Provincia di Milano e membro del CDA di Amsa.

Divulgatrice, giornalista, manager ed ex amministratrice locale italiana. È la referente per l’Asia dell’Osservatorio. È stata assessore al marketing territoriale del Comune di Genova.

Cura blog molto seguiti su social e siti di informazione. Collabora, tra l’altro, con la tv israeliana I24News e la tv India Today.

Docente universitaria, è professore ordinario di Scienza delle Finanze e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Esperta di Economia dei mercati energetici, dal 2019 è delegata dal Rettore allo Sport Universitario.

Marco Pompilio Comitato Scientifico
Fabrizio Oliva Comitato Scientifico
Thomas Parma
Comitato Scientifico
Lucia Visconti Parisio
Comitato Scientifico
Pierpaolo Sileri
Comitato Scientifico
Elisa Serafini Comitato Scientifico
Gabriella Scaduto Comitato Scientifico
Gianbattista Rosa
Consiglio Direttivo

MEMORIALE DELL A SHOAH BINARIO 21

Già 600.000 visitatori per il grande laboratorio

della città di Milano contro l’indifferenza.

Visite su prenotazione.

Per maggiori informazioni:

prenotazioni@memorialeshoah.it

02 2820975

Dal Lunedì al Giovedì dalle 10:00 alle 13:00

Piazza Edmond Safra 1

(via Ferrante Aporti)

www.memorialeshoah.it

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