LETTERA DELLA DIRETTRICE EDITORIALE
Ing. Maria Elena D’Effremo
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are Colleghe e Colleghi, questa quarta uscita della Rivista ripercorre e analizza, sotto diversi aspetti, il concetto di Spazio-Tempo. Spazio-tempo da cui proveniamo e in cui costantemente ci evolviamo, spazio-tempo in cui viviamo, spazio-tempo in cui ci proiettiamo. Il concetto di Spazio-tempo ha attratto sin da sempre scienziati, filosofi, artisti, scrittori… Kant, a partire dalla Critica della Ragion Pura, fonda sul concetto di Spazio-tempo tutto il suo pensiero, definendo spazio e tempo come forme di sensibilità preesistenti nella nostra mente, che ci permettono di adattare la percezione della realtà esterna. Se il tempo ha una priorità su tutto, è alla base della comprensione di qualsiasi fenomeno, è la forma del nostro senso interno, lo spazio dà la forma ai fenomeni, è la forma del senso esterno. Nell’arte, il cubismo introduce la quarta dimensione spazio-tempo, nella scienza il concetto spazio-tempo nasce con la teoria della relatività e, da quel momento, non vi sarà più una definizione di tempo univoco. E noi Ingegneri, in tutto questo “spazio-tempo”, dove ci collochiamo? Per un Ingegnere nessun progetto potrebbe realizzarsi
O RDIN E DEGLI INGE GNE R I DE LLA P R OVINCIA DI ROMA