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pediatria

di Laura Siri

Come si classificano le convulsioni febbrili?

Le convulsioni febbrili sono eventi non pericolosi per

la vita del bambino,

ma molto preoccupanti per i genitori che

ne sono spettatori.

Conoscerle aiuta a prevenirle e ad affrontarle tempestivamente in modo corretto ed efficace

a t l a e r b b e f a Quando l o n i b m a b l e scatena n a v i s l u v n o c i una cris Che cos’è la convulsione febbrile?

La convulsione febbrile è una crisi convulsiva scatenata da febbre elevata, cioè da una temperatura corporea superiore ai 38°C. Si verifica in bambini sani tra i 6 mesi e i 5 anni di età, ed è dovuta ad un’”immaturità” del cervello che lo rende in questa fascia di età più vulnerabile rispetto alla febbre. La sola febbre alta dunque in età infantile può agire da fattore scatenante di crisi convulsive. 82 TopSalute

Si tratta di una problematica molto frequente in inverno, stagione in cui i bambini sono più soggetti a tonsilliti, otiti, bronchiti, gastroenteriti o influenza. Più predisposti a manifestarle sono i bambini che hanno genitori e/o fratelli che a loro volta hanno avuto da bambini convulsioni in febbre.

Come si manifesta?

Il bambino, in genere nella fase di ascesa della febbre, perde coscienza, “gira all’indietro gli occhi”, irrigidi-

La convulsione febbrile è detta “semplice” quando investe tutto il corpo, è di breve durata (in genere inferiore ai 5 minuti), si manifesta con febbre alta, non si ripete nell’ambito dello stesso episodio di febbre. La convulsione febbrile invece è definita “complessa” se la crisi coinvolge solo un lato del corpo, dura più di 15 minuti, si presenta con febbre inferiore a 38°C, si ripete nello stesso episodio febbrile o si manifesta in pazienti affetti da altre patologie neurologiche quali ad esempio epilessia, paralisi cerebrali infantili, ritardo psicomotorio.

Cosa fare?

Il bambino con convulsioni febbrili va condotto in pronto soccorso, dove effettuerà visita pediatrica ed esami del sangue per comprendere la causa dell’infezione in atto. È previsto in genere un breve ricovero di osservazione della durata di 24-48 ore. Invece nei casi di convulsione febbrile “complessa” il bambino potrà essere sottoposto, secondo il parere

del medico, ad esami più approfonditi quali consulenza neurologica, TC o Risonanza magnetica dell’encefalo, puntura lombare ed elettroencefalogramma.

Convulsioni febbrili ed epilessia

La convulsione febbrile è un evento che non mette a rischio la vita del bambino né lascia conseguenze ma tende a ripetersi nello stesso paziente. Infatti il rischio che la convulsione si ripeta in eventi febbrili successivi è di circa il 30% fino ai 6 anni di età quando il cervello viene considerato “maturo”, quindi con una più alta soglia febbrile. Tuttavia, le convulsioni febbrili e l’epilessia sono due condizioni distin-

te: infatti il rischio per un bambino che ha manifestato convulsioni febbrili semplici di sviluppare successivamente l’epilessia è molto basso. Il rischio è invece più elevato nelle convulsioni febbrili complesse.

Come prevenire e curare le convulsioni febbrili?

Innanzi tutto per prevenire le convulsioni febbrili è necessario trattare correttamente la febbre. I metodi utilizzati vanno dall’uso del ghiaccio e delle spugnature fredde alla somministrazione dei farmaci utilizzati per abbassare la febbre, chiamati antipiretici.

sce tutto il corpo, presenta tremori ad entrambe le braccia e le gambe, serra i denti (talvolta morsicandosi anche la lingua) e può perdere l’urina e le feci. Dopo la crisi il bambino in genere si addormenta. Questo tipo di crisi costituisce la forma più frequente e si chiama crisi generalizzata tonico-clonica. Più raramente si assiste invece ad una crisi chiamata atonica in cui il bambino perde coscienza ma diventa flaccido anziché rigido: tale condizione è più simile ad uno svenimento. TopSalute

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