Notizie dall’Opera
Cardinal Ferrari
POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE – D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) ART. 1, COMMA 2 E 3 LOM/MI/03473
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DIC
2016
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Anno 1
N° 2
Editoriale Carlo Maria Lomartire
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mmettiamolo: a Natale è più facile parlare di solidarietà. È più facile per chi la chiede, rivolgendosi presumibilmente a cuori più aperti, ad animi più disponibili. Non a caso la tradizione conclude le celebrazioni natalizie con dei doni, quelli dei Re Magi al Bambinello. Certo in quei doni portati dall’Oriente sulle soglie del Mediterraneo greco-romano c’è una forte carica simbolica e profetica, ma c’è anche un invito, una sollecitazione, l’indicazione di una strada nuova, quella della solidarietà
e della carità. Ma quei doni a Gesù bambino anticipavano una sollecitazione evangelica, dare ai poveri: se è vero, come è vero, che Gesù è in ogni povero.Perciò se a Natale è più facile parlare di solidarietà, se è più facile chiederla, è anche, rispetto che in altri periodi, più generosa la risposta, il gesto che più che di carità - parola che non riesce a scrollarsi di sfumature sgradevoli - mi piace chiamare di fraternità. Buon Natale e Buon Anno a tutti dall’Opera Cardinal Ferrari
Il 25 Dicembre... insieme all’Opera per il pranzo di Natale
Anche quest’anno torna puntale il “Grande Pranzo di Natale”! Tutto è pronto: tovaglie, tovaglioli, bicchieri, piatti e, naturalmente, tutto il necessario per il menù (dall’antipasto all’immancabile Panettone). Natale, Pasqua e il giorno dell’Assunta sono le ricorrenze in cui all’Opera si fa festa con un pranzo speciale dedicato agli ospiti abituali e a tutti coloro: volontari, benefattori, amici, ecc. che desiderano venirci a trovare e trascorrere insieme a noi uno dei momenti più belli dell’anno! Maggiori informazioni? Tel. 02 8467411 email: info@operacardinalferrari.it
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H c f D i l T a p s o t m s q U d p b f a p m i
Giuseppe e la mensa dell’Opera
Carlo Maria Lomartire
Sono
un ex un ex commerciante, mi chiamo Giuseppe.
Ho sempre lavorato e cercato di costruire con le mie mani il mio futuro. Dopo gli studi universitari mi misi in proprio. Le cose andavano bene: la casa, il negozio, la famiglia. Tutto bene fino al 2008, quando gli affari cominciarono a non girare più. Da quell’anno, piano piano, senza quasi accorgermene, persi ogni cosa: l’attività, la casa e, purtroppo, gli affetti. La crisi economica mi spinse fino al limite: a vivere per strada, occasionalmente assistito da qualche volenteroso. Un giorno, non ricordo bene chi, mi disse che, volendo, il problema del pasto (i morsi della fame sono terribili, soprattutto, se si aggiungono al freddo) e di un luogo dove essere accolti poteva essere risolto. E mi portò all’Opera Cardinal Ferrari. In mensa mi aspettavo di vedere gente in fila, disordine, magari qualche
prepotenza. E invece niente di tutto questo. Tavolate pulite e ben apparecchiate, in una grande sala ordinata e luminosa, arredata con bella semplicità, piatti e posate come a casa. E poi, quello che più mi ha sorpreso, gli ospiti serviti a tavola come al ristorante: primo, secondo, contorno… Volontari gentili porgono i piatti pieni e li ritirano (naturalmente) vuoti. Tutto molto decoroso, molto dignitoso, ordinato e pulito. Col tempo, frequentando l’Opera, capii il perché. Compresi che questa scelta di stile e di comportamenti nascono dall’umanità di chi ogni giorno 3
spende il proprio tempo per chi si trova in un momento di grande bisogno e, naturalmente, dalla generosità e dal cuore di tutti coloro che in ogni tempo supportarono e tuttora sostengono l’attività dell’Opera attraverso le donazioni. A distanza di 95 anni il messaggio del Cardinal Ferrari, inspiratore dell’Opera, rimane chiaro ed attuale: il riscatto, la speranza del riscatto comincia in ogni uomo col radicale rifiuto del degrado e con l’ostinata ricerca della dignità e del decoro. Un principio che permea la storia dell’Opera e, sono certo, ne guiderà sempre il futuro. Giuseppe
Residenza Trezzi 3 camere singole 36 camere doppie (3 per disabili) 2 camere triple 16 mini appartamenti Per contattarci: Opera Cardinal Ferrari Onlus | Residenza Trezzi Via GB Boeri 3 - 20141 Milano Tel. +39 02 8467411 Email: info@residenzatrezzi.it o prenotazioni@residenzatrezzi.it
La residenza Trezzi è aperta È fatta!
La Residenza Trezzi è completata, funzionale, efficiente e bella. Ed è abitata. Per l’Opera ha rappresentato uno sforzo organizzativo davvero straordinario, portato a termine nei mesi più caldi e difficili dell’anno per queste cose: luglio ed agosto. L’apertura, ricorderete, è avvenuta il 1° settembre. Giovani lavoratori con i loro primi e magri stipendi, familiari di pazienti e pazienti stessi venuti a Milano per curarsi, studenti meritevoli ma
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in condizioni di difficoltà: la Residenza Trezzi, con i suoi più di 100 posti letto, è stata realizzata per tutti costoro e per altri in situazioni simili. Ma soprattutto, secondo la consuetudine e gli obiettivi dell’Opera, è stata pensata come una comunità. Ora non resta che abitarla, utilizzarla il più possibile e sostenerne l’attività. Anche attraverso l’adesione al “Progetto Accoglienza Giovani” (per info: tel. 02 8467411). Info: www.facebook.com/residenzatrezzi
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P u r q u d s P m s p i D c n q è c v A a i d g q M A c e d l
Angeli e carote Rita Coppola
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a storia di A. è una di quelle che fanno bene al cuore, una di quelle che spiazzano… Perché, per quanto l’essere umano sia considerato un essere razionale, davanti a storie come queste, ci si rende conto che un uomo per vivere ha bisogno di due cose: mangiare bene e sognare. Prima che la sua vita cambiasse, molto probabilmente A. aveva sempre mangiato carote, senza, però, averle mai assaggiate fino in fondo. Dopo aver letto la sua storia comprare carote, di sicuro, non sarà più la stessa cosa. Per quanto assurdo possa sembrare è proprio questo ortaggio che ha cambiato, in meglio s’intende, la vita di A. A., trevigiano di nascita, a 30 anni era stanco del suo lavoro in albergo; o meglio gli era andato bene fino a quel momento: gli piaceva ma aveva voglia di qualcosa di nuovo, di una sfida. Mosso da questa inquietudine A. s’imbatte in un conoscente che era nel ramo dell’ortofrutta e che spesso gli aveva parlato della possibilità di lavorare con la grande distribuzione.
Da qui A. spicca il volo e con lui la sua nuova vita, la stessa di prima, ma che ora lo sta magicamente sorprendendo: insieme avevano ripreso a sognare! A. si specializza nella coltivazione di carote: in Italia si producono tutto l’anno, sono facili da lavorare e ce n’è sempre bisogno. Quindi prende contatto con gli agricoltori di tutto il Paese, concorda prezzi e consegne; fa lo stesso con i responsabili acquisti dei supermercati e inizia a confezionare pacchetti e vaschette di carote calibrate, lavate e pronte all’uso domestico. Incontrare A. non è certo facile, è sempre indaffarato. Guai a distrarlo dal suo impegno con i Carissimi: distribuisce bustine di shampoo e bagnoschiuma, teli da bagno, lamette da barba monouso (il kit doccia) a tutti i poveri che l’Opera accoglie. Per A. avere a che fare con gli agricoltori è sempre stato relativamente facile: gente semplice e alla mano, con loro si discuteva e poi magari si andava a pranzo insieme. A. sorride mentre dà, quotidianamente, il suo prezioso supporto all’interno della Casa del Cardinal Ferrari: i suoi occhi azzurrissimi e stretti regalano un attimo di pace a tutti coloro che sono accolti qui all’Opera. A., quando lavorava, ha sempre girato per tutta Italia, secondo le stagioni: Lazio, Sicilia, Veneto, Lombardia, Abruzzo per raccogliere e distribuire le sue carote: ha visto posti bellissimi e conosciuto persone interessanti, ma mai, come qui, in via Boeri.
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L’accuratezza nel lavoro con le sue carote è la stessa che mette nelle sue attività per gli oltre 200 Carissimi che, ogni giorno dell’anno, ritrovano pace e dignità proprio qui all’Opera. Le carote sono robuste e si producono tutto l’anno, in serra o in campo aperto. L’uomo no, non sopravvive all’indifferenza. Lui ci sa dire come si riconosce una carota buona: quelle più tenere hanno l’estremità più tonda, quelle a punta, in genere, sono durette all’interno. Come per le carote, alle docce, mentre distribuisce l’occorrente, A. sa che sotto a quei vestiti sporchi e poveri c’è soprattutto un cuore da ripulire, quello di chi ha smesso di sognare, a causa degli inganni e dell’indifferenza della vita. Il colore arancione rimanda A. alle sue carote ma non solo, anche alla bellezza di un tramonto che promette al giorno seguente un sole splendente fatto di altrettanta vita e speranza…per tutti. Arriva un altro gruppo di Carissimi per fare la doccia, A. ha da fare…
Il Cielo stellato
Renato Magni
Era un freddo inverno del 1959, in una gelida sacrestia di un paesino sui Monti Sibillini era in corso una conversazione tra il parroco e una minuta signora di mezza età, faceva così freddo che nuvole di vapore uscivano dalla bocca delle due persone:“Non andare a spendere soldi in una pensione” disse Don Ruggero ad Agnese ”vai all’indirizzo che ti ho scritto sul foglietto, vedrai che ti ospiteranno”. Agnese doveva andare a Milano con il treno, per raggiungere il marito Alfredo emigrato da alcuni mesi in Germania e fu molto grata al parroco per quell’indirizzo che era proprio quello che ci voleva, dietro viale Tibaldi, anche comodo per raggiungere poi la stazione Centrale e prendere l’indomani il treno per raggiungere il marito emigrato in Germania.“Chissà se dormirò in un letto stanotte, il viaggio non finiva mai, sono stan-
chissima” pensava Agnese suonando il campanello dell’Opera Cardinal Ferrari. “Ma cara, non facciamo pensionato notturno, però fa tanto freddo là fuori, vieni dentro che un letto lo troviamo” il cuore di Agnese si riempì di gioia e sollievo. “Per questa notte ti accomoderai quì”disse quell’anima buona. Agnese sollevò gli occhi al soffitto e, forse per la stanchezza, rimase estasiata da quello che vide; sembravano tante stelle che luccicavano lassù, ma in realtà erano solo delle borchie metalliche sul soffitto a volta che parevano proprio stelle. Agnese, quella notte, dormì felice. Ora quel soffitto non c’è più, sostituito da una moderna vetrata che fa vedere per davvero le stelle quando il cielo è pulito dalle nuvole. Da quel lontano momento il nome è rimasto, come l’idea di ospitare per la notte
le donne bisognose di un letto. Oggi il Cielo Stellato è una zona dell’Opera Cardinal Ferrari che ha sei stanze singole dedicate esclusivamente alle donne. Sembra incredibile, oggi uno spazio per sole donne è difficile da trovare a Milano, le donne sono sempre state dimenticate, ultime tra gli ultimi. In collaborazione col Comune di Milano questi locali d’accoglienza diventano indispensabili per il “Piano antifreddo” che aiuta i (le) senzatetto a trovare temporaneamente un riparo per la notte per le donne che hanno una certa età e che sono sicuramente più fragili di un uomo.
Ritratti & pensieri
Mariateresa Sarati
U
n volontario dell’Opera che ha seguito l’organizzazione de “La Notte dei Senza Dimora” a Milano, tenutasi il 15 ottobre,
mi raccontava delle difficoltà di portare l’attenzione della cittadinanza sui più fragili tra i poveri, i senza fissa dimora, appunto, e, al tempo stesso, della gioia di celebrare coi senzatetto una sera di festa, di buon cibo, di musica e di solidarietà, insieme alle tante associazioni che di loro si prendono cura. Nel fervore del suo racconto ho riconosciuto lo spirito solidale che è proprio della “nostra” Opera, rivelato diversamente, a seconda di chi l’esprime. Non fu così fin dal principio? 6
I A Betlemme, era senza fissa dimora anche CHI nacque in una grotta: i Pastori l’accolsero coi loro poveri doni, i Re Magi con oro, incenso e mirra, tutti, però, col cuore aperto e solidale, come quello che albera anche in voi tutti, cari amici miei. Buon Natale.
L m n A c n c p c ( a
Lettera del Presidente
“Ricevere per moltiplicare e restituire” Cara Donatrice, Caro Donatore, Ci lasciamo alle spalle un anno molto difficile che ci ha messo di fronte a vecchie e nuove emergenze sociali da affrontare con rinnovato vigore. Penso al numero crescente di Carissimi che quotidianamente vivono la Casa di via Boeri, alle sfide legate al percorso di studio e all’occupazione dei giovani, che insieme ai parenti di degenti ospedalizzati a Milano, sono accolti nella nostra nuova Residenza Trezzi, fino ad arrivare al crescente numero di donne in difficoltà che trovano accoglienza nel “Padiglione dal Cielo Stellato”. Un sistema di attività e servizi che si misura tutti giorni con i bisogni e i desideri di centinaia di donne e di uomini in difficoltà. Comunque lo si voglia vedere, stiamo vivendo un momento cruciale e delicato. Il contributo di ciascuno può fare tanto per chi non ha nulla e tantissimo per chi si trova ad affrontare difficoltà impreviste. Grazie al comune impegno e alla generosità di tanti potremo continuare a lavorare insieme con lo stile e l’efficacia che da quasi un secolo ci contraddistingue. Grazie di cuore a tutti e Buon Natale! Pasquale Seddio presidente@operacardinalferrari.it
Il suo contributo può fare tanto per chi non ha nulla... Lei può fare la differenza per molti, moltissimi uomini e donne che hanno perduto tutto. Ad esempio: con 10 euro, offre la prima colazione a quattro persone con 25 euro, offre un pasto caldo a più di sei persone con 50 euro, dona un kit doccia (shampoo, maglia, slip, calze, rasoio) a due persone
con 100 euro, dona cibo per un mese a quattro famiglie povere (quattro pacchi viveri) con 250 euro, offre un pasto caldo a una persona per tutto l’inverno CONTO CORRENTE POSTALE: Nell’ufficio postale a lei più vicino. È comodo e veloce con il bollettino di conto corrente. 7
BONIFICO BANCARIO: Nella sua banca, disponendo il suo contributo su uno dei seguenti conti correnti bancari intestati ad Opera Cardinal Ferrari Onlus, via G.B. Boeri 3, 20141 Milano: Credito Valtellinese - Ag. 4 Milano: IBAN IT07 N 05216 01633 000000000351 Banco Posta: IBAN IT43 M 07601 01600 000000911206
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sede di Via G.B. Boeri 3, Milano (zona Tibaldi) ASSEGNO BANCARIO O POSTALE: Intestando il suo assegno bancario o postale, non trasferibile, a Opera Cardinal Ferrari Onlus e consegnandolo a mano o inviandolo a Opera Cardinal Ferrari Onlus, via GB Boeri 3 - Milano ON LINE CON CARTA DI CREDITO/PAYPAL: Collegandosi al sito www.operacardinalferrari.it,
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Da 1921 ci prendiamo cura di chi ha più bisogno, e lavoriamo per creare un luogo che sia sempre più casa, famiglia. In particolare ecco cosa facciamo: • Mensa diurna per oltre 200 persone al giorno, aperta 7 giorni su 7 • Servizio docce • Servizio medico ed infermieristico • Servizio Guardaroba • Servizio assistenza sociale • Servizio di barbiere/parrucchiera e pedicure • Accoglienza presso il “padiglione dal cielo stellato” • Accoglienza a prezzi calmierati presso la residenza Trezzi Per continuare a farlo abbiamo bisogno anche del suo sostegno! Ogni donazione, anche la più piccola, è una testimonianza di grande attenzione verso il prossimo. Grazie alla generosità di persone come lei ecco alcuni esempi di ciò che abbiamo fatto nell’ultimo anno!
Accogliere, ascoltare, proteggere chi è in situazione di bisogno o di fragilità è il nostro lavoro. Lo facciamo ogni giorno grazie alla generosità dei nostri donatori, perché con il loro sostegno ci permettono di essere sempre più impegnati affinché nessuno si senta abbandonato. Ci prendiamo cura di: • Chi ha perduto tutto (senzatetto, anziani soli, senza reddito); • Uomini, donne e bambini ammalati, ed i loro parenti, in cura negli ospedali di Milano; • Donne fragili senza un’abitazione e un lavoro (es. ex badanti); • Studenti meritevoli, ma in disagio eco nomico, e giovani lavoratori; • Famiglie povere, attraverso la distribu zione mensile di pacchi-viveri.
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