Notizie dell’Opera
POSTE ITALIANE S.P.A. - SPED.ABB.POST. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N°46), ART.1 C.1, LOM/MI/2513
foto di Vincent De Hoe
Cardinal Ferrari
SETTEMBRE
2017
N.3 anno 2
www.operacardinalferrari.it - info@operacardinalferrari.it via G.B.Boeri 3, 20141 MI - Tel. 02 8467411
La riconoscenza, memoria del cuore
R
iconoscenza, ri-conoscenza, stato d’animo di chi conosce di più e meglio l’altro, il prossimo grazie al suo dono, alla sua generosità alla sua disponibilità. Chi dona con cuore onesto, chi offre e si offre non chiede riconoscenza e, per la verità, non dovrebbe neppure aspettarsela. Ma se arriva, se la percepisce nel destinatario del suo gesto, è naturale che ne gioisca e la
consideri una forma di “risarcimento” di “remunerazione” in forma sublimata del sacrificio piccolo o grande compiuto con proprio gesto. C’è poco da fare, il dono in tutte le sue forme e la riconoscenza sono strettamente collegati dal rapporto causa-effetto. Ci sono casi, però, in cui la nostra percezione di un sentimento di riconoscenza da parte del destinatario del nostro gesto non è immediatamente e concretamente possibile, o almeno non lo è nella forma più consueta dovuta al rapporto interpersonale: nel caso, ad esempio, in cui a ricevere il dono, a beneficiare del gesto di liberalità e solidarietà non è una persona, ma una struttura, una comunità, un’organizzazione magari complessa ma comunque
per la sua attività meritevole di quel gesto. Chi, come voi, ad esempio, contribuisce all’attività della nostra Opera - che solo del vostro contributo e impegno vive - sa di non potersi aspettare manifestazioni di riconoscenza, se non un sincero e collettivo “grazie”. Nel vostro caso il “premio” è solo l’intima convinzione di aver fatto la cosa giusta. Però la riconoscenza, la ri-conoscenza da parte dell’Opera Cardinal Ferrari esiste ed è forte e diffusa: anche se non vi conoscono personalmente, uno per uno, i nostri ospiti sanno benissimo che devono a voi, a tutti i sostenitori dell’Opera e a ciascuno di essi quell’sostegno che riusciamo tutti insieme a fornire loro. Perciò se non vi conoscono vi ri-conoscono, vi riconoscono come quelli che danno loro una mano. Carlo Maria Lomartire
IL TUO 5XMILLE
ALL’OPERA CARDINAL FERRARI ONLUS
A
nche quest’anno con la tua dichiarazione dei redditi (Certificazione Unica, Modello 730 e Unico Persone Fisiche) potrai scegliere di devolvere il 5xMille dell’Irpef all’Opera Cardinal Ferrari Onlus. Donare il tuo 5xMille non ti costa nulla, in quanto pagherai l’imposta Irpef dovuta e niente più. È, infatti, lo Stato che rinuncia alla quota dell’imposta che devi versare (il 5xMille, appunto) per destinarla ad Enti ed Associazioni con scopi di solidarietà, come l’Opera Cardinal Ferrari Onlus. Fare la differenza per tante donne e uomini bisognosi, destinandoci il 5xMille, è facilissimo: basta firmare nell’apposita casella (Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale), che trovi nei modelli fiscali sopraindicati, e scrivere il nostro codice fiscale:
0283 2200 154
2
La scelta del 5xMille non sostituisce quella dell’8 per mille né quella del 2 per mille. Infatti la devoluzione dell’8 per mille e del 2 per mille è una scelta che ogni contribuente può continuare a fare indipendentemente dalla possibilità di destinare il 5xMille. Con un semplice gesto… Puoi dare forza al nostro impegno verso i più fragili.
Il tuo 5xMille all’Opera Cardinal Ferrari Onlus
Dall’emergenza all’accoglienza
“Carissimo all’ingresso dell’Opera”
S
enza dimora, persone in difficoltà, italiani, stranieri, giovani e meno giovani: Milano ha sempre risposto alle necessità di chi ha fame, freddo e bisogno d’aiuto. L’Opera Cardinal Ferrari Onlus - dal 1921- accoglie le persone in difficoltà e negli ultimi anni, con il Comune di Milano, collabora al “piano anti-freddo”. Cosa significa per l’Opera collaborare al Piano anti freddo? Per il Servizio sociale e l’Opera tutta (spiega l’Assistente sociale Loredana Rossetti ndr.) significa rendersi disponibili ad accogliere un maggior numero di persone anziane senza dimora o con problemi di varia natura le cui necessità sono seriamente compromesse a causa dalle ostili temperature del periodo
invernale che, di conseguenza, rendono ancora più difficile e dura la vita in strada. Accoglienza diurna, Nuovi volti dell’accoglienza, Ospitalità è..., Non di solo pane, questi sono alcuni dei progetti presentati negli ultimi anni, appunto dall’Opera, al Comune di Milano per l’accoglienza del piano anti-freddo: le persone indicate dal Centro Aiuto Stazione Centrale (come previsto dai progetti), ma non solo, si uniscono ai Carissimi e -gratuitamente- ricevono accoglienza, la colazione, il pranzo e possono- anche- lavarsi, vestirsi, curarsi, leggere o studiare in biblioteca, riposare o chiedere sostegno all’equipe socio-educativa di OCF; è possibiletra l’altro- seguire il corso d’italiano, di disegno o partecipare a vari
laboratori. Nei giorni di freddo, pioggia ma anche in quelli di estrema calura, portare riparo a chi vive in strada significa salvare una e più vite: un piccolo gesto che per i nostri Carissimi significa sopravvivenza e solidarietà. Morire di freddo o di caldo è oggi - purtroppo - ancora possibile. Donare sollievo a tutte le persone in difficoltà che soffrono un grande atto d’amore e di civiltà. In molti ci chiedono, terminato il periodo di emergenza freddo, dove vanno tutti coloro che sono stati accolti in occasione di quella emergenza: perlopiù restano in OCF perché non c’è, a Milano, un altro posto così accogliente dalle 8 alle 17! Loredana Rossetti
3
A
Le stelle dell’Opera
nna è di Brescia ma solo la città di Milano le fa brillare gli occhi. Una donnina in miniatura, dai capelli lunghi, neri ed occhi scuri. Parlare con lei non è difficile, attacca bottone in men che non si dica! Fino al mese scorso era una delle stelle che brillava dal Padiglione dal cielo stellato, ora, quella stessa stella, continua a brillare- finalmente- da casa sua. Anna è nata nell’agosto del 1959, da una donna di Mistretta, in provincia di Messina, di cui fa fatica a parlare perché l’ha conosciuta poco e riconosciuta, nel corso degli anni, ancor meno. Fu affidata ad un collegio di Brescia che era ancora molto piccola perché la madre non riusciva a prendersene cura. Anna ha una sorella maggiore ma anche lei fu inserita in collegio e le due ebbero poche occasioni per “scoprirsi” sorelle. Quando ho chiesto ad Anna di raccontarmi di suo padre ha esitato e, con la voce rotta, mi ha detto che l’uomo che tutti sostenevano fosse suo padre, in effetti, per lei non lo era
4
mai stato… Dopo i primi anni di collegio, Anna andò a stare a Messina da sua nonna che lavorava come governante presso una ricca famiglia del posto. L’idillio, per lei, durò poco: Anna si racconta come una bambina irrequieta e la nonna non riusciva a starle dietro, così fece ritorno in collegio e per resterci fino alle scuole elementari; dopodiché fece ritorno dalla madre, a Brescia, con la quale poté iniziare, finalmente, a condividere un pezzetto di vita. La famiglia per qualche anno visse una dimensione di normalità senza mai tanto affetto,purtroppo! Anna, negli anni, per mantenersi ha svolto diversi impieghi: lavorare le piaceva e si è sempre tenuta occupata, il lavoro l’ha sempre resa libera e la portava lontano dai problemi della sua famiglia. A 18 anni conobbe, in una balera, Franco- l’uomo che diventerà il suo futuro marito: “ Quando conobbi Franco, per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita amata. Solo dopo mi sono resa conto che per me, quel matrimonio, ha rappresentato- solamente- la via più rapida per scappare da una famiglia alla quale non sentivo di appartenere.” Anna è rimasta sposata con Franco per 14 anni e dal matrimonio è nata una bambina che dopo il divorzio è rimasta con il padre. Dopo la separazione Anna ha preso in mano la sua vita: andò a stare da sola e nel mentre conobbe Pierpaolo, uomo di cui s’innamora perdutamente. Anna e Pierpaolo vanno a vivere insieme, lui fa il rappresentante, ed insieme vivono felicemente la loro dimensione. I problemi cominciano quando Pierpaolo inizia a lamentare una forte artrite reumatoide alle gambe e questo malessere inficiava molto il suo lavoro e, quindi, la vendita dei prodotti che promuoveva; da lì a poco PP. fu costretto a lasciare quell’impiego. Gli anni a seguire, per la coppia, sono stati molto duri e difficili perché le entrate di Anna non erano sufficienti per far fronte alle spese quotidiane; furono costretti a lasciare la casa e a vivere in un box auto per qualche tempo. Al sopraggiungere dell’inverno la situazione divenne insostenibile, così chiesero accoglienza in un dormitorio per la notte mentre di giorno sono stati supportati da noi dell’Opera (pranzo, cure mediche, indumenti puliti, docce, linee guida per ricollocazione lavorativa ed abitativa etc.). Da quei giorni di estremo disagio e difficoltà sono trascorsi molti anni e ritornare alla vita non è stato semplice. Il percorso è stato lungo e tortuoso ma alla fine Anna e Pierpaolo ce l’hanno fatta: dopo circa 15 anni, finalmente, hanno una casa, datagli in affitto dal Comune di Milano, l’Opera, dal canto suo, li ha supportati ed aiutati durante tutto il percorso; Anna continua a rendersi utile all’Opera con il servizio lavanderia, Pierpaolo ha ancora il suo problema alle gambe ma gli è stata riconosciuta una certa infermità e percepisce un piccolo sussidio. Finalmente Anna E Pierpaolo possono vivere una dimensione normale e il nido, chiamato casa, mano nella mano. Rita Coppola
Lettera del Presidente - presidente@operacardinalferrari.it
Un intreccio armonioso per dire GRAZIE giornata della riconoscenza 2017
L
a giornata della Riconoscenza rappresenta per l’Opera Cardinal Ferrari l’occasione annuale per rivolgere un ringraziamento a quanti, con il loro impegno personale, decidono di guidare e accompagnare il nostro cammino: Carissimi, studenti universitari, giovani lavoratori (beneficiari), volontari, donatori, dipendenti,
insieme ai numerosi protagonisti del mondo imprenditoriale e della società civile milanese. In una società dove esistono feste di ogni tipo, una festa per dire “grazie” è di vitale importanza e per noi è la FESTA DELLA RICONOSCENZA! Una festa per dire “grazie” perché
il linguaggio della riconoscenza non sia mai fuori moda, perché prima di essere un dovere è un valore, è un elemento che fa riconoscere la sensibilità e l’attenzione di tutte le persone che si pongono al servizio di una istituzione come la nostra. Ogni anno dare il benvenuto e ringraziare le numerose persone che condividono (o intendono condividere) con noi questo percorso è un’esperienza intensa e coinvolgente perché stimola tutti a ripartire insieme, con la consapevolezza che tutti siamo interdipendenti gli uni dagli altri. Tutti impegnati a tradurre in solidarietà e accoglienza aperta il progetto di speranza e di futuro che da quasi un secolo caratterizza l’Opera Cardinal Ferrari. Vedervi numerosi la seconda domenica di ottobre, è sempre un piacere: dà sempre un conforto percepire, anche con la presenza fisica, la vicinanza di chi ha fatto (o intende fare) una scelta con i poveri, perché questa predilezione per gli ultimi - che pur dovrebbe essere la scelta naturale dei cristiani - a volte è faticosa, e non sentirsi soli è fonte di forza e di speranza per il futuro. Nell’attesa di rivederci tutti il prossimo 08 ottobre, l’Opera vi ringrazia per quanto avete fatto e, soprattutto, per quanto riuscirete ancora a fare in futuro. Pasquale Seddio Presidente Opera Cardinal Ferrari Onlus
foto storica della pesca di beneficenza dell’Opera- 1955 in occasione della Festa della Riconoscenza
5
VITE ALL’OPERA…
D
onato è un giovane di 24 anni, alto, bello e fiero. Nato e cresciuto a Taranto ma, allo stesso tempo, cittadino del mondo. Donato è un ragazzo in gamba che- secondo noi- farà strada! Mi racconta di sé il giorno prima di una importante partenza. Dopo la triennale in Economia a Milano, Donato continua la sua carriera universitaria all’estero e la conclude presso la Business School di Lisbona. Durante i suoi studi universitari triennali ha vissuto in appartamento e quando è rientrato a Milano, per motivi di studio e lavoro, ha avuto l’opportunità di stabilirsi all’interno della Residenza Trezzi. Inizialmente, l’idea di questa nuova sistemazione aveva suscitato in lui qualche perplessità: “Ho sempre vissuto in appartamento, l’esperienza in una residenza mi mancava ma, poi, quando mi si è presentata l’occasione non ho voluto sottrarmi”, racconta Donato: “Dopo circa 2 settimane dall’inizio della mia permanenza in Residenza mi sono potuto considerare completamente ambientato. Con il senno di poi sono molto felice della scelta che ho fatto. Per sempre porterò nel mio cuore il fatto di aver scritto la mia tesi magistrale qui in Residenza, queste mura e le persone che ho conosciuto- in questo tempohanno accompagnato ogni singola riga del mio elaborato finale. Ho vissuto al II piano della Residenza e ti posso dire che è stato fantastico vivere e formare un ‘piano comitiva’ (un gruppo molto coeso ed affiatato, molto più che “conviventi”, Donato e
gli altri, si sono rivelati una bella famiglia allargata ndr.)”. Donato mi ha raccontato che in Residenza ha avuto l’opportunità di conoscere storie e volti nuovi che hanno, senza dubbio, arricchito il suo percorso di vita umana e professionale (la socialità in Residenza, ha spiegato, non gli è mai mancata, come anche i momenti di “solitudine” dopo una giornata no…). Ha avuto anche l’opportunità di fare del volontariato alla mensa dell’Opera: “La mia esperienza come volontario all’Opera è stata estremamente positiva. Esperienze come queste sono, al contempo, anche estremamente soggettive e non scalari. Le oltre 200 persone bisognose e sole, a cui ho servito il pranzo, rappresentano la pietra angolare della società che necessariamente deve prendersi cura del prossimo lenendogli le sofferenze. Io sono molto fortunato, loro meno ed è nostro dovere andare in loro soccorso”. Donato, lasciata la Residenza Trezzi da qualche tempo, è andato incontro alla sua nuova vita. Noi gli auguriamo di rimanere il ragazzo che abbiamo conosciuto, che la sua strada professionale lo possa portare il più lontano possibile ma con la semplicità e l’umiltà che lo ha caratterizzato in questo tempo. Grazie per aver condiviso con noi questo pezzo di vita. Buon percorso! Rita Coppola
IL SUO CONTRIBUTO PUÒ FARE TANTO PER CHI NON HA NULLA… Lei può fare la differenza per molti, moltissimi uomini e donne che hanno perduto tutto. Ad esempio: • con 10 euro, offre la prima colazione a quattro persone • con 25 euro, offre un pasto caldo a più di sei persone • con 50 euro, dona un kit doccia (shampoo, maglia, slip, calze, rasoio) a due persone • con 100 euro, dona cibo per un mese a quattro famiglie povere (quattro pacchi viveri) • con 250 euro, offre un pasto caldo a una persona per oltre due mesi CONTO CORRENTE POSTALE Nell’ufficio postale a lei più vicino. È comodo e veloce con il bollettino di conto corrente che trova allegato, già intestato a suo nome.
6
BONIFICO BANCARIO Nella sua banca, disponendo il suo contributo su uno dei seguenti conti correnti bancari intestati ad Opera Cardinal Ferrari Onlus, via G.B. Boeri 3, 20141 Milano: Credito Valtellinese: IBAN IT07 N 05216 01633 000000000351
Banco Posta: IBAN IT43 M 07601 01600 000000911206 Banca Popolare di Milano: IBAN IT85 N 05584 01620 000000060303 Banca Popolare Etica: IBAN IT40 U 05018 01600 000000100130 Banca Prossima (Gruppo Intesa San Paolo): IBAN IT47 H 03359 01600 100000004577 ASSEGNO BANCARIO O POSTALE Intestando il suo assegno bancario o postale, non trasferibile, a Opera Cardinal Ferrari Onlus e consegnandolo a mano o inviandolo a Opera Cardinal Ferrari Onlus, via GB Boeri 3 - 20141 Milano ON LINE CON CARTA DI CREDITO/PAYPAL Collegandosi al sito www.operacardinalferrari.it, cliccando sul banner in homepage: “AIUTACI, FAI ORA UNA DONAZIONE”, con una transazione online in assoluta sicurezza AGEVOLAZIONI FISCALI L’Opera Cardinal Ferrari è una ONLUS, pertanto le donazioni a suo favore, ad esclusione di quelle in contanti, sono deducibili o detraibili come previsto dalla normativa vigente in Italia. Tutte le info su: www.operacardinalferrari.it
La mensa dell’Opera: solidarietà quotidiana Con l’aumento della povertà sono incrementate anche le richieste di aiuto da parte di tante persone in difficoltà. In tal senso, dal 2008, abbiamo assistito ad un aumento notevole di coloro che vivono senza dimora. L’Opera, da quasi 100 anni, rappresenta la scialuppa di salvataggio per tantissimi che vivono in estrema povertà. La mensa è uno degli aiuti concreti che la casa del Cardinale offre - a titolo completamente gratuito - a tutti coloro che non hanno nemmeno da mangiare. Per chi non l’avesse mai vista (pertanto invitiamo a farlo!), la mensa è una vera sorpresa: grande, spaziosa, colorata ed accogliente (spesso si tende a pensare alle mense dei poveri come luoghi angusti e tristi ed invece tutti coloro che vengono a scoprirci si ricredono, piacevolmente). Ma come viene gestita ed organizzata la mensa? A spiegarcelo è il nostro cuoco professionista Lello che, ogni giorno, dalle 8 del mattino fino alle 14, in una cucina frizzante, ricca di profumi ed allegra prepara il pranzo per oltre 200 persone. Tutti i Carissimi accolti alla mensa dell’Opera sono dotati di una tessera di accesso, fornita dalla Cardinal Ferrari stessa, per la registrazione e per il monitoraggio degli accessi da parte dello staff del Servizio sociale. Lello si occupa di organizzare il menù settimanale facendo attenzione a due variabili importantissime: la salute dei Carissimi (il menù formulato deve tener
conto delle loro necessità e di eventuali patologie) e la certezza che le materie prime donate o comprate vengano utilizzate efficientemente e nel migliore dei modi. “Le difficoltà nell’elaborazione del menù stanno nel fatto che, spesso, non sappiamo cosa ci verrà donato, oggi potrebbero esserci tante carote e domani nessuna! Ti posso dire che quotidianamente, in media, utilizziamo: 3 l di olio, 20 kg di riso, 10 kg di pomodoro, 1kg di grana…”- spiega Lello. La mensa dell’Opera non può essere gestita solo con le donazioni di eccedenze alimentari (non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno giornaliero per oltre 200 persone) e quindi gran parte delle derrate alimentari devono essere, necessariamente, acquistate: olio, pasta, legumi, carni, latticini etc. Lello mi racconta l’organizzazione della cucina mentre è indaffarato ai fornelli: resto stupita davanti a quelle pentole così grandi e a tutte quelle patate da pelare (60 kg perché in questo giorno è previsto il gateau di patate!). L’Opera Cardinal Ferrari Onlus, insieme al cuoco, ai volontari, ai donatori e a tutto lo staff- nel 2016- ha distribuito 102.392 pasti (tra mensa e prime colazioni). Questo è il risultato di un intenso ed attento impegno. L’Opera, 364 giorni l’anno, non mette in tavola solo e semplicemente il pane quotidiano bensì il pane della speranza per dare speranza,il pane della gioia da condividere e il pane dell’intelligenza che rende più ricchi donando. Rita Coppola
Il Co nsigli o ant Riu
i-spre avan tilizzate z co : g gust ati per p li spaghe o 2 uo sa fritta reparare tti t v man a, latte, a : prend una trita ciata di farina e ete bene to, ama prezzem una larga , frigget lgamate olo e tu con olio in una p tto a a fuo co v della ivace .
7
APPUNTATE LE DATE SHOPPING SOLIDALE 2-3 dicembre 2017 Tutte le info prossimamente sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook.
Editore: Opera Cardinal Ferrari Onlus - via Giovanni Battista Boeri 3 - 20141 Milano. Direttore Responsabile: Carlo Maria Lomartire Redazione: Via Giovanni Battista Boeri 3 - 20141 Milano | info@ operacardinalferrari.it Grafica ed Impaginazione: Media Servizi Srl (www.mediaservizi.net) Stampa: ST.G.R.
“La riconoscenza è la memoria del cuore” Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, celebriamo la “Festa della Riconoscenza”: un momento di incontro e condivisione per ringraziare sostenitori, volontari ed amici de l’Opera Cardinal Ferrari Onlus
SHOPPING SOLIDALE MERCATINO DELLA SOLIDARIETÀ fiori, abbigliamento (uomo, donna e bambino), biancheria della nonna, accessori, oggettistica, libri... e molto altro ancora SABATO 7 E DOMENICA 8 OTTOBRE dalle ore 10.30 alle ore 18.30
8
Opera Cardinal Ferrari Onlus | via Boeri 3 Milano - Tel. 028467411 info@operacardinalferrari.it - www.operacardinalferrari.it
Stampa periodica registrata al Tribunale di Milano (n. 132 del 27 aprile 2016) e al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC) con numero 25839/2017.
L’Opera Cardinal Ferrari Onlus, ente morale ed organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), via Giovanni Battista Boeri 3, tel. +39 02.8467411, fax +39 02.89512020, email info@ operacardinalferrari.it, sito web www.operacardinalferrari.it.
Privacy: informiamo che ai sensi dell’art. 13 del d. Lgs. 196/2003 a tutela delle persone e di altri soggetti rispetto ai dati personali, che i dati da lei forniti alla nostra organizzazione sono utilizzati dalla medesima esclusivamente per le attività di cui allo statuto e per le attività accessorie (contabili, amministrative e gestionali), in ottemperanza alle disposizioni sulla tutela dei dati personali. Il titolare del trattamento, presso il quale potrà esercitare i diritti di cui all’art. 13 (cambiamento, cancellazione, ecc.), è l’Opera Cardinal Ferrari Onlus, via Giovanni Battista Boeri 3 a Milano, nella persona del rappresentante legale.