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del numero digitale di Luglio-Settembre
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SOMMARIO LUGLIO-SETTEMBRE 2021 - N.4
MACCHINE
66 LIEBHERR ITALIA
Adattarsi per vincere
Progettazione digitale
di Ettore Zanatta
di Mirko Brusamolino
34 CTE
70 CASELLA AUTOGRU
Innovare, sempre!
La strategia della maratona
di Ettore Zanatta
di Ettore Zanatta
DOSSIER
“Next is Now”: la fase finale!
di Stefano Vitali
COMPONENTI
54 ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
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Editoriale
SERVIZI
28 GENIE
40 BOBCAT In copertina: PLATFORM BASKET
Alla “carica”!
di Mirko Brusamolino
74 NOLEGGIO
È ora di crescere
di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari
ON SITE
82 LA COSTRUZIONE DEL COMPLESSO
58 MP FILTRI
RESIDENZIALE HIPPODRHOME Scacco alla Torre
ESD nei filtri oleodinamici
di Ettore Zanatta
di Pietro Gabrielli
di Ettore Zanatta
6
Notizie
90 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITÀ
a cura di Liliana Rebaglia
22 Sicurezza in quota
Un rischio “elevato”
di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari
Hands On LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16
SEMPLICEMENTE INDISPENSABILE di Ettore Zanatta
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Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Un accordo “eccezionale”
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a notizia è arrivata prima delle ferie estive ed è senz’altro una di quelle che mettono di buonumore. Con un accordo di cooperazione transfrontaliero tra le regioni Friuli VeneziaGiulia, Veneto e Carinzia si intende costituire un portale telematico unico per semplificare le procedure di autorizzazione e i controlli per la circolazione transregionale dei trasporti eccezionali. Il progetto si chiama SWEET (Single Window for ExcEptional Transport) ed è sostenuto dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e Interregionale V-A Italia-Austria 2014-2020, con il beneficio di un finanziamento europeo di quasi 800.000 euro. Iniziative di questo genere fanno bene all’economia europea che viaggia e alla sprovincializzazione burocratica del nostro Paese. Speriamo solo che di impulsi del genere ne nascano altri, nei prossimi anni, perché è insopportabile che i trasporti eccezionali - servizio essenziale alle nostre produzioni e alle industrie più importanti, per il trasferimento di impianti, macchine, manufatti di grandi dimensioni - siano penalizzati dalle troppe emergenze legate a burocrazia e infrastrutture inadeguate. Le autostrade, ad esempio, sono di fatto le direttrici principali per i carichi eccezionali che transitano lungo il sistema viario nazionale e allo stato attuale la rincorsa - soprattutto con procedure commissariali - alla realizzazione delle grandi opere sta procedendo in modo urgente ma caotico (in ragione dei ritardi accumulati in decine di anni). Se a ciò aggiungiamo lo stato drammaticamente inadeguato di strade, ponti e viadotti della viabilità locale, il tragitto dei trasporti eccezionali d’Italia assomiglia sempre di più a una prigione che condanna inesorabilmente la nostra industria manifatturiera più importante. Risolvere queste problematiche fondamentali è essenziale per far ripartire il Paese e ridare dignità a una categoria professionale che rimane penalizzata e il conto del danno cresce se pensiamo che molte realtà di trasporto eccezionale integrano al loro interno divisioni di alta professionalità legate ai grandi sollevamenti con gru, ai montaggi industriali e alla movimentazione straordinaria di moduli infrastrutturali. Il governo Draghi e il suo ministro Giovannini saranno in grado di togliere i divieti di transito? L’Italia che produce non spera ma “chiede” che venga fatto, con forza, senza indugi e senza gli alibi a cui ci ha abituato un passato amministrativo che tutti vorremmo fosse ormai dietro le nostre spalle. 4
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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia AUTOVICTOR
Sollevamenti non convenzionali I martinetti idraulici sono un sistema di sollevamento non convenzionale generalmente utilizzato per operare in tutte le situazioni in cui sia preponderante la richiesta di un’elevata capacità in termini di tonnellaggio e ci sia la necessità di un notevole supporto ingegneristico. Mediante sistemi di sollevamento integrati, quali torri a traliccio o sistemi denominati climbing jack, consentono di raggiungere anche quote piuttosto elevate e, in genere, queste soluzioni vengono utilizzate per i sollevamenti particolarmente importanti in termini di peso. “I martinetti idraulici spiega Alessandro Gino, direttore operativo di Autovictor - trovano
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applicazione in molteplici ambiti: dal petrolchimico al civile, dall’industria all’ambito navale. Si tratta di elementi molto versatili, che necessitano però del corretto sistema di applicazione. L’utilizzo del martinetto presuppone il sollevamento e la movimentazione di pezzi particolarmente pesanti, in genere portati in sito utilizzando trasporti
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eccezionali, per poi essere traslati e posizionati in modo definitivo. Spesso, come ad esempio nel caso di generatori e turbine, si tratta di elementi che hanno minime tolleranze di posizionamento, attorno al decimo di millimetro, che possono essere assicurate esclusivamente dall’utilizzo dei martinetti. Questa precisione, infatti, non si potrebbe ottenere con
nessun altro sistema di sollevamento”. Per quanto concerne i martinetti idraulici, Autovictor si affida a Enerpac. L’attuale gamma Autovictor è composta da una batteria di 20 martinetti da 250 t ciascuno, da 16 martinetti da 150 t ciascuno e da sei martinetti 100 t ciascuno. Sono inoltre in prossima consegna ulteriori otto martinetti da 150 t. Leggermente differenti dal punto di vista tecnico, questi ultimi sono un nuovo modello a doppio effetto, che permette di controllare il sollevamento e la discesa. La gamma si conclude con altre attrezzature speciali sotto le 100 t. Per azionare i martinetti – che si possono usare sia in batterie omogenee che miste - Autovictor utilizza una centralina Enerpac Evo a 24 uscite, che consente di gestire fino a 24 linee separate di sollevamento, cui si possono attaccare pressoché infiniti martinetti. Il tutto viene gestito tramite il PLC della centralina. “La gestione dei sollevamenti con i martinetti idraulici - riprende Alessandro Gino - è generalmente affidata a una squadra di due o tre persone. Schematicamente il lavoro si divide in tre fasi: il montaggio di tutta l’attrezzatura e la messa in opera, l’utilizzo tramite PLC (un tecnico fa funzionare il tutto mentre gli altri due
sono deputati al controllo delle operazioni) e la fase di smontaggio”. Anche nell’utilizzo dei martinetti idraulici spicca la preparazione tecnica di tutto il personale Autovictor. Si tratta infatti di tecnici altamente specializzati in questa tipologia di operazioni, che richiedono la massima attenzione per ogni singolo particolare, non solo per gli enormi pesi in gioco, ma anche per l’estrema precisione richiesta nel collocamento dei diversi manufatti.
slanciata fuori dalla linea di galleggiamento, presenta un rigger che serve per la posa dei cavi in mare. Per affrontare la manutenzione all’interno del bacino di carenaggio evitando di sbarcare il rigger, un’operazione che avrebbe fatto perdere tantissimo tempo con una conseguente perdita di denaro, si è cercato un sistema alternativo che permettesse di ricreare la spinta del mare sulla poppa della nave. Non solo, era necessario trovare un sistema che evitasse un eccessivo sbalzo della
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Molti i lavori targati Autovictor che hanno beneficiato dell’utilizzo dei martinetti. Uno dei più recenti riguarda il progetto Saipem FDS, completato a Genova dai cantieri San Giorgio del Porto, che ha comportato una spinta di 2.000 t finalizzata a sostenere la poppa di una nave posatubi della società italiana. L’intervento di Autovictor si è inserito nelle operazioni di manutenzione previste per la nave ed eseguite all’interno del bacino di carenaggio. Precisa il direttore tecnico di Autovictor: “La sezione di poppa della nave Saipem, che è molto
parte posteriore che avrebbe creato una pericolosa torsione della poppa stessa. La soluzione proposta è stata l’utilizzo dei nostri martinetti idraulici. Quindi, senza sbarcare il rigger e man mano che veniva tolta acqua nel bacino di contenimento, andavamo a spingere con i martinetti in verticale su due puntoni andando a ricreare la spinta di galleggiamento dell’acqua sulla parte posteriore dell’imbarcazione. Tutto ciò ha permesso di effettuare le manutenzioni in tempi rapidi e in totale sicurezza”. Per ogni puntone Autovictor ha utilizzato sei martinetti da 250 t l’uno.
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NOTIZIE MOLLO NOLEGGIO
Partnership strategica con Galizia Mollo Noleggio ha deciso di investire nel mondo delle pick and carry e nel farlo ha scelto le gru Galizia, iniziando da due modelli versatili appartenenti alla gamma di piccole dimensioni: le G20 e GF30. La G20 è un riferimento sul mercato da oltre 10 anni in molti settori come la posa dei vetri, le manutenzioni industriali e il sollevamento di stampi: ha raggiunto tutti i continenti e
che la trasforma in un mini telehandler elettrico. “Siamo orgogliosi che Mollo Noleggio abbia deciso di investire nel mondo delle Pick & Carry e nel farlo abbia scelto le gru Galizia”, spiega Fabio Vercelli, direttore generale di Galizia Gru. “Le nostre gru, grazie alla loro versatilità, sono usate nel noleggio a caldo e a freddo e, potendo facilmente rimuovere i loro contrappesi, possono accedere nei cantieri più estremi. Siamo
contribuito con la sua compattezza e affidabilità alla costruzione dei più importanti grattacieli nel mondo. La GF30 radiocomandata, sviluppata negli ultimi anni, pur rientrando nella gamma delle piccole dimensioni rappresenta la filosofia della produzione Galizia Cranes, ovvero gru dotate di appoggio a quattro ruote e di sistema di trazione anteriore a doppio motore con controrotazione (un sistema che garantisce la sterzata di un tre ruote ma con la stabilità dei quattro punti). Mollo Noleggio ha acquistato entrambi i modelli “full optional” e in più per la Galizia GF30 ha previsto la forca autolivellante elettronicamente da 1,5 t
sicuri che a queste prime macchine ne seguiranno altre anche di taglie superiori. La nostra azienda ha dato un contributo fondamentale al settore lanciando per prima sul mercato modelli dotati di caratteristiche innovative come il radiocomando di tutte le funzioni, il sistema di trazione anteriore bimotore con controrotazione abbinato da anni al sistema a quattro ruote, a garanzia della massima stabilità. Il tutto ‘mixato’ alla potenza e precisione dei movimenti sia dell’idraulica che della trazione ottenute con anni di esperienza, ricerca e sviluppo e il costante confronto con gli operatori di Pick & Carry che utilizzano questa tipologia di macchine nelle condizioni più difficili in termini di spazi,
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sbracci e portate. Mi piace pensare a una collaborazione con Mollo Noleggio che, nascendo anche dal territorio, grazie all’affidabilità e alla professionalità di entrambe, porterà a raggiungere risultati importanti nella diffusione del Pick & Carry nel noleggio a freddo”. “Siamo sempre attenti ai consigli, ai feedback e alle richieste dei nostri clienti, ad ascoltare quello che ci chiede il mercato”, spiega Mauro Mollo, presidente di Mollo Noleggio. “Un mercato sempre più esigente, in molti casi di nicchia, che necessita di soluzioni che coniughino prestazioni, efficienza, tecnologia, semplicità di utilizzo, dimensioni ridotte e sicurezza. Perciò abbiamo deciso di inserire all’interno del nostro parco nolo una tipologia di gru semovente molto specialistica, in grado di sollevare, spostare e posizionare carichi anche in spazi ristretti, senza l’ausilio di stabilizzatori. Caratteristiche che abbiamo individuato nelle gru Galizia. La nostra scelta si è orientata sui modelli G20 e GF30, che consentono portate fino a 2 e 3 t. Sono compatte, adatte per utilizzi in ambito industriale ed edile, nei settori della meccanica e della piccola carpenteria e, grazie all’alimentazione elettrica, consentono di lavorare in luoghi interni ma anche esterni dove non sono consentite emissioni di CO2. Siamo certi che i due modelli già inseriti a nolo saranno apprezzati dai nostri clienti”.
DEMAG
Una AC 160-5 per Fedeli La consegna della nuova gru Demag AC 160-5 all’utilizzatore italiano di servizi gru Fedeli è stata accolta con grande entusiasmo: “Siamo rimasti positivamente impressionati dalle caratteristiche tecniche offerte da questa gru. Per questo non vedevamo l’ora di poterla avere finalmente nella nostra flotta”, spiega Filippo Fedeli al passaggio di consegne. Suo padre Alessandro e sua sorella Irene, che gestiscono insieme a lui l’azienda, non possono che dirsi d’accordo. Particolarmente apprezzato è stato l’innovativo sistema di controllo IC-1 Plus, in grado di determinare la capacità di sollevamento della gru per ogni posizione del braccio, in funzione dell’angolo di rotazione della torretta, consentendo alla gru di sfruttare sempre la massima capacità di carico disponibile. Con una larghezza di 2,75 m e una lunghezza totale di 14,51 m, la Demag AC 160-5 è una gru particolarmente compatta. “In combinazione con una lunghezza del braccio base di 68 m, la gru ci offre tutta la flessibilità che potremmo desiderare”, chiarisce Alessandro Fedeli. A ciò contribuisce anche il carico assiale della gru Demag AC 160-5: con un carico utile di 650 kg, rientra nel limite del carico assiale di 12 t, potendo così accedere alle strade pubbliche: “In questo modo, possiamo evitare costosi
veicoli di supporto per molti incarichi e operare in modo particolarmente economico per i nostri clienti. Grazie a questo vantaggio competitivo, il nostro investimento nella gru si ripagherà da sé molto rapidamente”, afferma Filippo Fedeli.
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NOTIZIE FARESIN INDUSTRIES
Piani di crescita ambiziosi con Unicredit Implementare ulteriormente la già forte propensione all’innovazione per cogliere tutte le opportunità che il nuovo contesto globale può offrire, in ottica di crescita programmata: con quest’obiettivo di fondo Faresin Industries, realtà operativa nella produzione di carri miscelatori per la zootecnia, strumenti per l’analisi della razione e sollevatori telescopici per l’agricoltura e l’edilizia che commercializza in oltre 70 paesi nel mondo, ha siglato nei giorni scorsi con UniCredit un accordo per strutturare una nuova linea di credito da 5,5 milioni di euro.
Il finanziamento, della durata di sei anni, è assistito dall’intervento di garanzia del Mediocredito Centrale e andrà a sostenere gli investimenti previsti dal piano di sviluppo industriale di crescita 2021-2026 dell’azienda vicentina. Le risorse finanziarie, così messe a disposizione, saranno impiegate per potenziare la produzione e l’organico, dando supporto all’internazionalizzazione e allo sviluppo di tecnologie green e digitali per i prodotti. Faresin Industries, azienda con sede a Breganze (VI) venne fondata nel 1973 dall’attuale Presidente del CDA Sante Faresin, che oggi guida assieme alle figlie Silvia (Vicepresidente) e Giulia (Operations Manager). La società, con un team di circa 200 persone, ha chiuso il 2020 10 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
con un fatturato che si attesta sui 50 milioni di euro, con una quota media export pari all’84% circa del totale, che l’hanno portata ad affermarsi come un brand sempre più globale e integrato nel quale la sostenibilità è la spina dorsale della strategia. Faresin Industries mette al centro il cliente, con soluzioni che promuovono da un lato il benessere animale e dall’altro un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata degli allevatori e degli operatori della movimentazione. Trasformazione digitale, potenziamento delle filiali all’estero, creazione di un nuovo polo industriale smart ad elevata efficienza energetica, innovazione di prodotto e di processi sono alcuni dei progetti che fanno parte del Piano Industriale Faresin 100. Dichiara Luisella Altare, Regional Manager Nord Est di UniCredit: “Il dinamismo che da sempre contraddistingue l’imprenditoria nordestina trova in Faresin Industries un esempio di eccellenza per capacità di innovare e di competere con successo sui mercati globali. Operazioni come questa sono la prova concreta della volontà di
UniCredit di sostenere le nostre imprese nella riattivazione di nuovi percorsi di crescita”. “Abbiamo un piano industriale che prevede investimenti per 50 milioni di euro nei prossimi otto anni – spiega Sante Faresin – da impiegare principalmente nei settori della ricerca e dell’innovazione prodotto, nei processi industriali e nelle strutture. Unicredit si è dimostrato un partner sensibile ai temi dell’eccellenza produttiva legata allo sviluppo sostenibile, che si concretizza nell’innovazione tecnologica ‘made in Faresin’ dove, grazie alla sinergia con il mondo accademico, tecnologie avanzate si fondono con le funzionalità richieste dal mercato. Con il risultato di proporre, già oggi, macchine intelligenti che garantiscano la redditività misurabile dell’agricoltura e dell’industria di domani. Questo importante finanziamento ci permetterà di crescere, migliorare e avanzare, raggiungendo i nostri ambiziosi obiettivi di sviluppo prodotto. Consentirà inoltre una rapida espansione commerciale, raddoppiando il numero di macchine realizzate e proponendo un’offerta sempre più ecosostenibile”.
CTE & KILOTOU
Sodalizio vincente! accreditati da Kiloutou da molti anni e nella flotta del noleggiatore in Francia possiamo contare sia autocarrate che ragni. La discesa in campo da parte di Kiloutou nel territorio italiano ci ha dato l’opportunità di consolidare
rapporti esistenti e crearne di nuovi. Ringrazio Giuseppe Maniero per la dedizione e il supporto fornito a collegare gli
elementi creando una sintesi soddisfacente per tutti, oltre che l’headquarter parigino per la rinnovata fiducia accordata a CTE”.
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Il gruppo Kiloutou ha confermato la fornitura di un lotto di 23 piattaforme aeree autocarrate articolate CTE ZED per le sue filiali italiane Elevo, Cofiloc e Sticar. Grazie ai rapporti instaurati negli ultimi anni tra CTE con Elevo e Cofiloc, questo sodalizio si è concretizzato facilmente. Innovazione, competenza e attenzione alle esigenze del cliente sono le caratteristiche che Kiloutou ha ritrovato in CTE, che proprio quest’anno festeggia i 40 anni della sua fondazione. I modelli scelti spaziano dai 20 m ai 21 m e ai 25 m per allestimenti su 3,5 t. Giuseppe Maniero, Senior Area Manager di CTE, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di questa vendita e orgogliosi del fatto che la scelta, tra i maggiori produttori di piattaforme autocarrate, sia stata fatta su CTE. Oltre al lavoro che è stato fatto in questi anni con Elevo e Cofiloc si è aggiunta a rafforzare il rapporto Sticar, la consorella del gruppo. Nella chiusura della trattiva è stata decisiva la scelta di avere un prodotto all’avanguardia, garanzia di sicurezza e semplice da usare, elementi fondamentali per soddisfare i clienti del noleggio. Per noi quest’operazione è una ciliegina sulla torta, che arriva perfetta per festeggiare i 40 anni CTE”. Marco Govoni, direttore commerciale CTE, ha aggiunto: “Siamo fornitori
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7-9 OTT, 2021 – PIACENZA STAND GENIE F16/H9
NOTIZIE WEG & TECHNIDRIVE
Una sinergia “verticale” per Moffett WEG e il distributore Technidrive forniscono apparecchiature per elevatori operanti in condizioni estreme. Un magazzino automatico è una visione mozzafiato: schiere di pallet vengono automaticamente scansionate e recuperate per la consegna. Ma non tutti i sistemi di automazione sono fatti per sopportare gli ambienti estremi. Ecco come WEG e Technidrive hanno collaborato per supportare Moffett, un’azienda di prodotti di automazione per magazzini, nel progettare un elevatore verticale per temperature estreme. Gli elevatori industriali sono solitamente azionati da motori elettrici, con l’aiuto di un sistema a contrappesi. Tuttavia, quando questi sistemi industriali si trovano in ambienti con temperature variabili, l’apparecchiatura deve anche sopportare temperature estreme con carichi molto pesanti. Era proprio questo il caso di Moffet, un’azienda di prodotti di automazione per magazzini in Irlanda che stava per affrontare il suo primo progetto internazionale a Dubai. Il progetto era incentrato sulla costruzione di un sistema per un edificio di tre piani alto 30 m, con un volume di 85 pallet movimentate all’ora. Moffet richiedeva un sistema d’immagazzinaggio
automatico in grado di sollevare e abbassare i pallet che potesse operare a temperature comprese tra -25° C e + 40° C. Inoltre, Moffet desiderava manovrare i pallet, che pesano oltre 1.500 kg, ad una velocità di 1 m/sec ad altezze comprese tra 6 e 30 m. Per mettere il tutto in prospettiva, un edificio di questo tipo è solitamente alto 10 m. All’inizio dello sviluppo, Moffett aveva utilizzato un sistema d’azionamento di un’altra azienda. Tuttavia, il sistema era stato selezionato
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erroneamente e non funzionava correttamente, né garantiva il controllo richiesto. Ciò ha spinto Moffett a contattare Technidrive, che a sua volta si è rivolta a WEG per un motore elettrico da 11 kW e un azionamento a velocità variabile (VSD) con il relativo software di programmazione. Il VSD, detto anche inverter, ha un ruolo significativo in questa applicazione. In quanto gestito da un inverter, il sistema d’immagazzinaggio accelera e decelera
molto più rapidamente. Analogamente, mentre i carrelli attraversano l’elevatore al suo piano programmato, sono richieste regolazioni poiché il peso del carrello può aumentare e diminuire. L’elevatore ha quindi bisogno dei sistemi di auto-correzione solitamente utilizzati sugli ascensori per esseri umani, per compensare i cambiamenti di peso. Technidrive e WEG hanno collaborato allo sviluppo di un movimento di autocorrezione interno all’inverter, in modo da mantenere sempre l’elevatore al livello del pavimento mentre viene attraversato dal carrello. Quindi, anziché abbassarsi con i carichi più pesanti, l’elevatore viene mantenuto automaticamente al livello corretto salvaguardando la stabilità del carrello mentre questo lo attraversa senza problemi per spostarsi lungo le corsie. Inoltre, Technidrive doveva anche tenere conto dell’energia rigenerativa, ovvero dell’energia che viene restituita all’inverter. Questo succede ogni volta che un motore decelera o un carico discende. Sollevare 2.000 kg richiede molta energia, che a sua volta viene ricreata quando i 2.000 kg vengono abbassati. Ad esempio, poiché la velocità dell’elevatore in abbassamento viene controllata dall’inverter,
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l’energia viene rigenerata nuovamente nel motore. Quell’energia torna poi all’inverter con tensione CC sul bus, che deve essere dissipata in un resistore di frenata o bruciata in calore, e quest’ultima modalità può essere pericolosa. Originariamente, il resistore di frenata non era dimensionato
una relazione eccellente con WEG e stiamo collaborando con loro su altri progetti, con la speranza che ne arrivino altri due o tre verso la fine dell’anno”. “Ci siamo incontrati con Technidrive ogni settimana durante la fase di sviluppo”, spiega Sam Moffett, AD di Moffett. “Technidrive è stata veramente collaborativa, i
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adeguatamente per i lavori più gravosi, causando problemi di surriscaldamento. Tuttavia, Technidrive ha aumentato la capacità dei suoi resistori di frenata e aggiunto una protezione termica, per prevenire qualsiasi problema di surriscaldamento dovuto all’energia rigenerativa. “Attualmente, il sistema viene utilizzato da Moffett a Dubai e a Dublino”, spiega David Strain, Technical Director in Technidrive. “Tuttavia, quest’applicazione è globale, quindi è utilizzabile ovunque nel mondo. Abbiamo già due progetti in coda ad Amsterdam e a Londra. Technidrive si occupata dei calcoli e della progettazione partendo da zero, per avere la certezza che il motore fosse adatto all’applicazione con coppia, velocità e potenza sufficienti. Abbiamo
loro rappresentanti avevano sempre tempo per chiamarci ed erano disponibili se necessario. Eravamo partiti con un motore di un’altra azienda, che però non funzionava; ci siamo rivolti quindi a Technidrive che ha potuto offrirci quello che ci serviva. Hanno lavorato sul nuovo motore per un paio di giorni, lo hanno fatto funzionare come serviva a noi e hanno continuato a darci supporto quando serviva”. Non tutti i sistemi di automazione sono fatti per sopportare gli ambienti estremi. Tuttavia, WEG, il fornitore globale di motori e azionamenti, con Technidrive hanno consentito a Moffett di progettare un elevatore verticale per temperature estreme, aggiungendo così un altro magazzino automatizzato mozzafiato al proprio carnet.
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NOTIZIE HAULOTTE
Partnership con Poti Noleggi Poti Noleggi, con sede a Castenaso (BO), è una società di noleggio che si pone come obiettivo principale il servizio al cliente e la qualità del prodotto. Grazie a un’organizzazione aziendale flessibile e dinamica la Poti Noleggi riesce a offrire ai propri clienti una gamma sempre più varia di mezzi, garantendo materiale selezionato a costi competitivi. Poti Noleggi dispone di un ampio parco macchine di carrelli elevatori elettrici e diesel, autocarri da sei a nove posti e autovetture pronte al noleggio, può offrire box uffici, recinzioni da cantiere, e anche vasta gamma di piattaforme verticali elettriche, piattaforme a colonna elettriche. Il business del noleggio nasce come espansione delle attività svolte da più di 20 anni da Poti e Consorzio Soluzione Montaggi, aziende del gruppo specializzate nella vendita e montaggio di scaffalature metalliche industriali. Perseguendo la ricerca costante di nuove opportunità da offrire ai propri clienti, l’azienda emiliana ha potenziato la sua offerta nel settore delle piattaforme aeree scegliendo Haulotte tra i partner selezionati per intraprendere questa nuova attività come ci racconta Osman Poti, fondatore di Poti Noleggi. Come nasce la scelta di puntare anche sul noleggio?
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“La nostra esperienza nel settore dei montaggi di scaffalature industriali ci ha permesso di raggiungere obiettivi importanti in termini di crescita e soddisfazione della nostra clientela. Per andare ancora più incontro alle esigenze dei nostri clienti abbiamo quindi pensato di offrire un servizio in più e quindi puntare anche sul noleggio di carrelli elevatori, piattaforme aeree altri mezzi, macchine. Pensiamo che in questo periodo sempre più aziende punteranno sul noleggio a breve termine per non dover impegnare risorse preziose nell’acquisto di macchine e riuscire a garantire una costante operatività. Cerchiamo di seguire, e in qualche modo anticipare, le trasformazioni del
mercato; per questo ci siamo resi conto dell’importanza di un servizio di noleggio che potesse soddisfare una domanda sempre più in crescita”. Cosa vi ha spinto a scegliere le piattaforme Haulotte? E quali sono le tipologie di macchine Haulotte che incontrano maggiormente la domanda? “Nel settore delle piattaforme aeree la gamma Haulotte è completa e ha un ottimo rapporto qualitàprezzo. Le richieste maggiori dei nostri clienti riguardano le macchine elettriche con altezze dagli 8 ai 14 m e per questo motivo abbiamo deciso di investire sulla gamma Haulotte. In più l’azienda condivide con noi lo stesso approccio sempre attento alle esigenze del cliente e questo ci ha convinto ancora maggiormente a sceglierli tra i nostri partner per questa nostra nuova avventura”. Qual è il valore dell’assistenza tecnica? “L’assistenza tecnica è per noi un elemento molto importante della nostra offerta al cliente e pensiamo sarà un nostro punto di forza anche nel noleggio delle piattaforme aeree. Non abbiamo ancora avuto modo di sperimentare il supporto di Haulotte nell’assistenza in quanto fino ad oggi non ce n’è stato bisogno, ma conoscendo la loro competenza e professionalità, non credo avremo alcun problema anche nel futuro”. Progetti per il futuro? “Abbiamo intenzione di allargare il nostro parco macchine potenziando ulteriormente la nostra offerta sia di carrelli elevatori che di piattaforme aeree a noleggio. Crediamo che questo sia ormai un fattore determinante per proporsi nel nostro mercato in maniera più competitiva”.
CMC
Successo al “Born to lift” È stata la prestigiosa cornice dell’Innovation’s tag - Born To Lift il momento nel quale clienti esistenti e potenziali hanno potuto tornare ad ammirare le piattaforme rosse del costruttore italiano CMC. Per l’occasione, in collaborazione con la filiale tedesca di CMC di Metelen, erano disponibili per i visitatori una piattaforma S18F in versione a litio, una S23 e una S28. Se in Europa le partecipazioni fieristiche hanno subito un periodo di fermo in concomitanza con l’emergenza sanitaria da Covid-19, nel resto del mondo le manifestazioni fieristiche hanno ripreso prima, con CMC protagonista in Cina, dove ha partecipato al Bauma China 2020, alla fine dello scorso anno, e alla 5a Conferenza Nazionale Cinese del Leasing nel Sollevamento, nei primi mesi del 2021. Due momenti che hanno sottolineato, ancora una volta, il legame a doppio filo che unisce il Paese del Dragone Rosso e CMC. Sulla ripresa delle attività fieristiche di CMC si è espresso il direttore commerciale Estero di CMC, Alessandro Mastrogiacomo: “Siamo pieni di motivazioni e buoni propositi per la ripresa delle fiere di settore. Le nostre piattaforme sono ‘people-oriented’: sebbene
siamo stati in grado di presentarle in digitale, siamo consapevoli che il driver dell’esperienza sia cruciale nel processo di acquisto del cliente, sia esso un utente finale con esigenze singole o un noleggiatore con esigenze
di arricchire una flotta automezzi. Siamo molto felici che ciò accada in Germania, dove grazie alla presenza della nostra filiale locale saremo in grado di rispondere al meglio alle aspettative dei nostri utenti”.
NOTIZIE PALFINGER PLATFORMS ITALY
Tecnostrutture prova la piattaforma P160A “LOW SMART” Tecnostrutture è un’azienda operante da 15 anni opera nel settore del noleggio e della vendita di piattaforme aeree, macchine movimento terra e attrezzature da cantiere e per l’industria, la bonifica da amianto e nuove coperture civili e industriali. Recentemente l’azienda di Fombio (LO) ha deciso di ampliare la propria flotta destinata al noleggio con l’acquisto di altre otto piattaforme del marchio Palfinger, completando così la gamma delle articolate: la P 200 AXE-E “SMART PLUS”, la “P 220 AXE-E PROFESSIONAL LINE PLUS”, la P240 sia nella classica versione A E che nella più performante versione
AXE con tre assetti stabilizzanti. Emanuele Corradi, responsabile del centro noleggio, ha affermato: “Il 70 % del nostro parco mezzi è a marchio Palfinger ed è una collaborazione che va avanti da molti anni con gran soddisfazione sia in termini di qualità del prodotto che di assistenza”. Corradi racconta come il mercato prediliga determinati modelli a seconda dell’utilizzo richiesto, ad esempio la P220 AXE-E PLUS Professional Line è la più richiesta dai giardinieri e dai potatori grazie al suo sbraccio (13 m sui 360°) e agli accessori. Questi elementi, insieme alla verniciatura in cataforesi di serie su tutta la gamma, allungano la vita della
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piattaforma riducendo il rischio di danni. La compattezza degli allestimenti delle articolate P200 AXE-E Smart Plus e della P240AXE-E Smart Plus le rendono uniche sul mercato (installazione su Iveco Daily 35s14 con lunghezza 6,4 m e larghezza 2,1 m; installazione su Isuzu M21 con lunghezza 5,4 m e larghezza 2 m) e sono apprezzate dai clienti operanti nel settore edile, elettrico, coperture e manutenzioni facciale. All’agilità di guida queste, grazie anche ai tre assetti stabilizzanti (chiuso/parziale/aperto), permettono di raggiungere alte prestazioni in ristretti ambienti di lavoro con un notevole recupero delle
pendenze del terreno dovuto alla stabilizzazione di tipo verticale. Infine, i due modelli con stabilizzazione ad “A” sono ideali per il noleggio in quanto semplici da usare e veloci. “Le piattaforme Palfinger sono affidabili, resistenti e di alta qualità, intuitive e di facile utilizzo, perfette anche per il noleggio a freddo”, prosegue Corradi. Antonio Bertuzzi, fondatore e amministratore di Tecnostrutture, aggiunge: “Il mondo del noleggio è il futuro di molti settori come l’edile, la manutenzione del verde o delle luminarie. Per questo stiamo investendo nella nostra azienda ampliando la sede storica di Fombio e creandone una a Lodi. Quello che mi piace delle piattaforme Palfinger è che non danno problemi di manutenzione evitando a noi noleggiatori i problemi e costi legati al blocco macchina!”. Da citare anche la super compatta P 160 A “LOW SMART”, utilizzata dall’azienda nel cortile interno del Castello di Somaglia. Qui le prove con la P 160 A sono state un successo grazie alle dimensioni ridotte sia come ingombro in ordine di marcia che operative, con una lunghezza complessiva di 4,5 m e una larghezza di 1,8 m con stabilizzazione in sagoma.
NOTIZIE JEKKO
Progettata per volare A vederla sembra la classica SPX1280, con le sue dimensioni compatte, il suo sistema di stabilizzazione all’avanguardia, la capacità di sollevare fino a 8 t e il Pick&Carry massimo di 2.000 kg. Sotto la carrozzeria gialla di questa minigru, però, si nascondono equipaggiamenti e caratteristiche uniche che la rendono una macchina esclusiva, progettata per uso militare ed essere aviotrasportata e paracadutata. L’elemento principale che la caratterizza è il telaio rinforzato, che rispetta tutte le normative STANAG. La struttura presenta vari punti di ancoraggio, in modo da assicurarla in modo efficace all’aereo o al paracadute, se necessario. La SPX1280 è dotata di un anemometro, per tenere
monitorate le condizioni del vento in fase di lavoro, un kit di avviamento a bassa temperatura e un filtro per lavorare in ambienti polverosi o sabbiosi. Rentalift si è posta come intermediario tra le due parti, Jekko e l’Armata Belga, in modo da fornire una rapida risposta alle richieste dell’Esercito e far si che le scadenze venissero rispettate. Grazie alle sue caratteristiche, la gru viaggerà e lavorerà ovunque nel mondo, affrontando il freddo polare, il caldo dei deserti e le piogge torrenziali. Così
ha commentato Davy Bintein, responsabile commerciale di Rentalift: “L’Armata Belga ci ha contattati perché erano alla ricerca di due gru in grado di volare a bordo di un Airbus A400M e lavorare alla manutenzione dell’aereo stesso. Jekko ha saputo distinguersi per la qualità e la versatilità dei propri prodotti e per essere in grado di completare le gru nei tempi richiesti. La SPX1280 classica possedeva già le caratteristiche di cui l’aviazione aveva bisogno: bilanciamento tra dimensioni e capacità di sollevamento, funzione Pick&Carry, stabilizzazione automatica, manovre radiocomandate e possibilità di personalizzare la macchina con ulteriori accessori. Il risultato delle ulteriori implementazioni la rendono un modello tecnologicamente avanzato”.
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EASY LIFT
Una partnership ultradecennale Boels Rental, società fondata nel 1977 a Sittard, in Olanda, dopo l’acquisizione di Cramo nel 2020, conta oggi oltre 720 filiali in 18 paesi europei. Nel corso degli anni l’azienda multinazionale olandese si è specializzata nel noleggio a tutto tondo, dalle macchine movimento terra alle attrezzature ferroviarie, dai carrelli elevatori ai compressori, dalle macchine da costruzione alle attrezzature per la manutenzione del verde, dalle piattaforme aeree alle attrezzature per feste ed eventi. La collaborazione di lunga data con una realtà affermata a livello europeo come Boels Rental nel settore del noleggio in generale - e in quello del sollevamento in particolare - è motivo di grande orgoglio per Easy Lift (Brescello – RE), realtà made in Italy fondata alla fine del 2005 che costruisce e commercializza piattaforme aeree per il mercato internazionale dall’inizio del 2006 (negli ultimi l’azienda emiliana è cresciuta rapidamente in numero e ampiezza di gamma fino ad arrivare oggi a includere svariate tipologie di piattaforme cingolate e su ruote). Anche quest’anno l’azienda di noleggio olandese ha dimostrato il suo apprezzamento per Easy Lift e per le sue piattaforme aeree cingolate decidendo
di ordinare 32 nuovi ragni della gamma “piccola”, in particolare i modelli R130 e R160. A metà luglio 2021 sono stati consegnati i primi sei ragni, tutti del modello R160, capaci di arrivare a un’altezza di lavoro massima di 15,6 m,
con uno sbraccio laterale di 7,5 m. Le piattaforme
cingolate Easy Lift ordinate da Boels Rental sono state richieste con un motore standard a benzina e alcuni accessori optional come i cingoli antitraccia e le pedane per stabilizzatori, oltre a una verniciatura speciale.
NOTIZIE MULTITEL PAGLIERO
Novità “green” al GIS 2021 Multitel Pagliero si presenterà al GIS 2021 con un proprio stand e lo spirito migliore per affrontare le nuove sfide di mercato. All’appuntamento di Piacenza i visitatori potranno vedere alcune delle piattaforme aeree autocarrate più note e una novità; modelli ideali per il noleggio, la rivendita e utilizzabili in lavori edili, manutenzioni industriali, installazione e posa, ristrutturazioni, pulizie, potature, lattoneria e altro ancora. Innanzitutto, spazio alla nuova piattaforma aerea articolata MZ 350, che oltre ai bassi consumi, alle ridotte emissioni e al minino rumore soddisfa la domanda di prestazione dei clienti. Le sue caratteristiche ne consentono l’impiego all’interno di ZTL, centri storici, centri commerciali e aree verdi. Dotata della stessa geometria della MZ 250, ha un’altezza di lavoro di 35 m, mentre le due sezioni telescopiche a doppia estensione, con sbraccio massimo di 14 m e altezza di scavalcamento di quasi 17 m, assicurano un’ampia area di lavoro. La piattaforma sarà presentata allestita su autocarro MAN da 12 t, montaggio che con una lunghezza totale di 7,46 m risulta molto compatto. La stabilizzazione è estensibile, ma la MZ350 ha la possibilità di lavorare anche con stabilizzazione parziale o con
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gli stabilizzatori chiusi. La portata con cesto fisso di 2 x 0,9 m è di 400 kg e di 360 kg con il cesto estensibile di 3 x 0,9 m. La MZ350 prevede come optional l’Hybrid pack con batterie al litio da 210Ah, che alimentano un motore elettrico da 12 kW e garantiscono una giornata di lavoro. La modalità elettrica può essere selezionata dalla scatola di controllo dall’operatore, mentre il sistema “Stand by saving” ottimizza le funzioni “full electric”. Ulteriore optional: un verricello da 400 kg che può essere installato al posto della cesta. Ad affiancare la MZ 350 alcuni tra i modelli di punta di Multitel Pagliero: la piattaforma aerea telescopica MJ 450, con altezza massima di lavoro di 45 m, allestibile su autocarro da 26 e 32 t (dotata di jib sfilabile che permette di aggirare eventuali ostacoli e di posizionarsi con precisione sull’area di lavoro); la piattaforma aerea telescopica MTE 270 su autocarro da 3,5 t, con altezza di lavoro di 27 m. La macchina è dotata del sistema di telemetria per comunicazione
remota e dell’innovativo MUSA (MUltitel Self Adapting outreach), che ottimizza lo sbraccio calcolando l’area di stabilizzazione, la posizione e l’inclinazione del braccio stesso e del carico in cesta; la piattaforma aerea telescopica MJE 250 su autocarro da 3,5 t, con altezza di lavoro di 24,7 m (dotata di jib articolato con apertura di 180°, con braccio esteso consente di lavorare in negativo a -3,5 m; monta il sistema MUSA integrato con l’implementazione “X”, che tiene conto dell’inclinazione del telaio, miglioria che assicura massime prestazioni in ogni posizione del braccio con inclinazione fino a 3°); la piattaforma aerea articolata MZ 250 su autocarro da 3,5 t, con altezza di lavoro di 25,1 m (montata su telaio con passo 3.000 mm, si distingue per velocità e compattezza; il jib articolato la rende ancora più versatile grazie al generoso diagramma di lavoro e alla possibilità di lavorare in negativo fino a -2,5 m); la piattaforma aerea articolata MXE 200L su autocarro da 3,5 t, con altezza di lavoro di 19,9 m.
ATTUALITA’ SICUREZZA IN QUOTA
UN RISCHIO “ELEVATO” LE PIATTAFORME DI LAVORO AEREE, UTILIZZATE PER ESEGUIRE OPERAZIONI IN QUOTA, SONO MACCHINE SICURE E ADOPERATE PER UNA VASTA GAMMA DI ATTIVITÀ. UN ELEVATO LIVELLO DI SICUREZZA POSSIBILE, PERÒ, SOLO ATTRAVERSO UN CORRETTO USO DELLE MACCHINE E UN’ATTENTA VALUTAZIONE DEI RISCHI, SIA ALL’INIZIO CHE DURANTE LE LAVORAZIONI. PURTROPPO, SECONDO I DATI EMERSI DAL RAPPORTO GLOBALE SULLA SICUREZZA DELLE PLE STILATO DA IPAF, LA STRADA DA FARE VERSO UN UTILIZZO SICURO DI QUESTE MACCHINE È ANCORA LUNGA di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari
L
e piattaforme di lavoro aeree (PLE) sono utilizzate in un’ampia varietà di applicazioni e siti di lavoro, nei quali ogni attività deve essere adeguatamente pianificata e condotta secondo criteri e requisiti minimi di sicurezza. Le PLE sono più comunemente utilizzate in siti controllati, come cantieri,
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fabbriche e magazzini, ma anche in aree pubbliche, come ad esempio lungo le strade. Lavorare a importanti altezze comporta un rischio significativo in qualsiasi contesto e, anche se l’uso di piattaforme di lavoro aeree è ampiamente considerato uno dei metodi più sicuri per eseguire lavori in quota, i dati evidenziano come, sfortuna-
tamente, gli incidenti gravi in questo settore siano più frequenti di quanto si possa pensare. Attraverso il Rapporto sulla sicurezza globale delle PLE, IPAF ha stilato un documento in cui sono raccolte segnalazioni di incidenti provenienti da tutto il mondo durante l’uso di piattaforme aeree, al fine di redigere un database statistico con-
I dati possono evidenziare specifici fattori di rischio e consigliare campagne localizzate per correggere attività o comportamenti specifici non sicuri, attraverso l’adozione di corrette pratiche di lavoro e standard di sicurezza in grado di diminuire i tassi di rischio più elevati di pericolo e ridurre drasticamente le probabilità di incidenti.
Il rapporto globale di Ipaf Il Rapporto globale sulla sicurezza delle PLE di IPAF analizza gli incidenti capitati durante le lavorazioni svolte adoperando piattaforme aeree, oltre a quelli occorsi nella manutenzione e nella consegna delle stesse, identificando il luogo e il momento nel quale incidenti tipici tendono a verificarsi. Un’analisi approfondita da statistiche e dati sugli incidenti è uti-
BRIAN PARKER RESPONSABILE TECNICO E DELLA SICUREZZA DI IPAF
sultabile dalle aziende che consenta di lavorare in modo più sicuro. Sono stati segnalati infortuni da oltre 25 Paesi nel mondo e analizzate le dinamiche e le circostanze che hanno portato a questi incidenti, al fine di informare gli addetti della filiera sui più comuni pericoli che si possono incontrare nell’uso di queste macchine.
le a migliorare e promuovere l’uso sicuro di piattaforme aeree, come racconta Brian Parker, responsabile tecnico e della sicurezza di IPAF: “Il rapporto è di fondamentale utilità per i membri del settore del noleggio delle PLE, i rappresentanti di salute e sicurezza delle aziende e gli utenti finali del settore dell’accesso aereo. Dal punto di vista statistico è fondamentale eseguire un confronto fra il numero di incidenti verificatisi in tutto il mondo e nei diversi settori. Anche se l’aspetto principale da prendere in esame è l’analisi delle cause di questi incidenti, come quelle da folgorazione o da cadute dalla piattaforma, individuando luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 23
ATTUALITA’ Incidenti in cantiere
L’OPINIONE / IPAF
PETER DOUGLAS CEO & MANAGING DIRECTOR, IPAF
“Il progetto di segnalazione degli incidenti è iniziato nel 2012 su iniziativa del Consiglio nazionale di IPAF del Regno Unito, al fine di creare un prezioso database di rapporti anonimi che possano aiutare ad analizzare e comprendere le cause degli infortuni nel nostro settore. Nei nove anni successivi il progetto ha avuto una diffusione capillare in tutto il mondo ampliando la sua utenza in più di 25 paesi, che ci aiutano nella raccolta dei dati attraverso segnalazioni sul nostro portale online. Il database è cresciuto negli anni e a oggi offre statistiche aggiornate e analisi dettagliate in grado di influenzare le campagne di sicurezza e il programma di formazione offerto da IPAF in tutto il mondo. Le attività in quota attraverso l’utilizzo di
il tipo di macchina, la configurazione, il luogo o settore industriale in cui si sono verificati questi eventi, in modo da studiarne i fattori ed eseguire azioni specifiche atte a prevedere questi fenomeni infausti”. Le segnalazioni raccolte da IPAF includono incidenti che hanno causato la morte, lesioni o richiesto un primo soccorso ad addetti in siti di lavorazione durante l’uso delle PLE, oltre a incidenti evitati che, pur non provocando lesioni, rappresentano ugualmente una situazione di pericolo: “Questo rapporto offre una panoramica e un’analisi delle tendenze di incidenti nel settore dell’accesso aereo, oltre a rac24 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
piattaforme aeree sono solitamente un metodo di lavoro perfettamente sicuro, ma quando si verificano incidenti spesso portano a lesioni gravi o mortali. Attraverso questo database miglioriamo e ampliamo i nostri corsi di formazione, riconosciuti a livello mondiale, e la nostra guida tecnica e di sicurezza, con l’intento di affrontare le situazioni e le cause di questi tipi di incidenti. Sebbene il database sia molto più dettagliato e ampio rispetto all’inizio di questo progetto dobbiamo incoraggiare più rapporti da tutti i settori, da operatori e supervisori, tecnici dell’assistenza, addetti al noleggio e supervisori di salute e sicurezza. Per questo motivo abbiamo sviluppato ‘ePal’, una app mobile da cui sarà possibile collegarsi direttamente al portale di segnalazione. Uno strumento facile e veloce che permette a più operatori che lavorano nel nostro settore di segnalare incidenti o possibili pericoli. Ci auguriamo che questo rapporto sia ricco di informazioni utili a garantire una migliore sicurezza durante l’utilizzo di una piattaforma aerea e credo che confermi l’importanza del progetto di segnalazione di IPAF nell’aiutare a mantenere il nostro settore il più sicuro possibile”.
comandazioni pertinenti su come mitigare i rischi inerenti all’utilizzo di diverse categorie di macchine per una vasta gamma di applicazioni”, spiega Peter Douglas, CEO & Managing Director di IPAF. “Un denominatore comune sembra essere rappresentato da difetti nella pianificazione, come una valutazione errata dei rischi, un’assegnazione inadeguata di operatori e supervisori non formati o una scelta sbagliata della tipologia di attrezzatura per lavorazione da eseguire. Tutti gli incidenti possono essere evitati attraverso un rigoroso processo di pianificazione e l’adozione di adeguate misure di sicurezza prima dell’inizio dei lavori”.
L’utilizzo delle PLE nell’edilizia è ormai una pratica abituale, sia che si tratti di un piccolo cantiere che un sito di grandi dimensioni. Ogni anno, secondo i dati riportati da IPAF, il settore delle costruzioni registra un numero significativo di incidenti mortali durante l’uso di queste macchine. Tra i principali fattori riscontrati dalle analisi condotte emerge una scarsa valutazione dei rischi che possono esistere durante le operazioni in cantiere, oltre a una sottovalutazione dell’importanza di eseguire una specifica analisi delle condizioni del terreno e degli ostacoli ambientali prima dell’inizio dei lavori. Conoscere i casi e le situazioni più frequenti dove può annidarsi un
PAUL RODDIS RESPONSABILE DELLA FORMAZIONE DI IPAF
pericolo in cantiere permette una più sicura messa in regola del sito di lavoro, riducendo così i rischi derivanti da una lavorazione in quota e prevenendo eventuali incidenti per gli operatori, come racconta Paul Roddis, responsabile della formazione di IPAF: “Una valutazione del rischio durante le lavorazioni in quota non riguarda solo la selezione della macchina corretta per il tipo di attività, ma anche una rigorosa analisi del sito come le condizioni del terreno e del tempo, la vicinanza alle strade, il traffico, i pericoli a terra e in aria. Ciò è possibile attraverso una corretta formazione dell’operatore, che deve possedere una certa preparazione su
un corretto utilizzo della macchina, e tramite attività operative condotte e supervisionate secondo procedure di lavoro sicure e riconosciute”. La segnalazione e l’analisi dei dati permette ad aziende e centri di formazione di rilevare i punti critici e le principali lacune formative negli operatori, consentendo di ampliare e migliorare la formazione per gli operatori: “Un esempio è il nostro corso di formazione di ‘carico e scarico’ per gli operatori, che è stato rivisto sulla base delle statistiche sugli incidenti che hanno evidenziato come, potenzialmente, sia una delle attività più soggetta a infortuni in cantiere”, prosegue Roddis. “Abbiamo incorporato le informazioni giunte dalle segnalazioni, mettendo a punto una formazione in grado di preparare gli operatori ai pericoli e agli scenari di rischio più comuni durante le attività di carico o scarico”.
L’analisi dei dati Il rapporto presentato quest’anno da IPAF fornisce una panoramica globale, con dati e indagini dettagliate su ciascuno dei sei principali tipi di incidenti suddivisi per località, tipo di macchina e settore industriale di pertinenza. Nel periodo compreso tra gennaio 2019 a dicembre 2020 sono stati segnalati, da oltre 19 Paesi in tutto il mondo, 736 incidenti che hanno coinvolto 768 persone. Tra questi, 172 sono stati i casi che hanno determinato incidenti mortali in cantiere, coinvolgendo 195 persone e causando il decesso di 174 operatori. Gli eventi pericolosi che hanno provocato danni alle macchine o alle proprietà in cantiere sono stati 168 e proseguendo nell’analisi dei dati osserviamo 72 segnalazioni di incidenti che hanno causato lesioni gravi per gli operatori e 178 casi di persone
IN CADUTA LIBERA Da un’attenta analisi dei dati acquisiti tra il 2019 e il 2020 è emerso come le cadute dalle piattaforme siano rimaste una delle principali cause di incidenti mortali durante l’uso di piattaforme di lavoro aeree. Come per altri tipi di incidenti, come l’elettrocuzione, cadere da una piattaforma provoca quasi sempre lesioni gravi o mortali. Negli ultimi due anni sono stati riportati 117 incidenti provocati da cadute dalle piattaforme che hanno coinvolto 120 persone e causato 93 decessi. Tra i Paesi che hanno riportato il maggior numero di incidenti di questa tipologia gli Stati Uniti sono al primo posto (70%), seguiti da Francia (5%) e Australia (4%). I settori principali sono stati l’edilizia (35%) e il forestale (23%), con la manutenzione (11%) e le applicazioni elettriche (9%) rispettivamente al terzo e quarto posto. In termini di luoghi in cui accadono maggiormente questi tipi di incidenti, i dati mostrano che i cantieri sono tra i più comuni (40%) e se si combinano strade/autostrade (24%) e aree pubbliche (18%), il numero totale di incidenti supera quelli nei siti di costruzione. Ciò è coerente con i rapporti degli anni
precedenti che indicavano che i siti di lavoro controllati - come i cantieri, i locali commerciali e i magazzini - sono più sicuri di altri luoghi che potrebbero essere classificati come aree non controllate. Le statistiche mostrano come le piattaforme semoventi a braccio su rimorchio, tipo ragni e autocarrate con stabilizzatori, siano il tipo di macchine più comuni per questo tipo di incidente, seguite dalle piattaforme semoventi a braccio, dalle
che hanno riportato ferite lievi. Ma questi sono solo i casi che hanno riportato effettivi danni o lesioni dall’uso delle PLE. All’interno del Rapporto di IPAF sono presenti all’appello anche situazioni di pericolo che hanno rischiato di diventare incidenti, le cui segnalazioni ammontano a 159 casi. Il rapporto sottolinea come non ci siano state variazioni in merito alle cause principali che hanno determinato lesioni gravi e decessi durante l’utilizzo delle piattaforme aeree negli ultimi due anni, a eccezione di un leggero aumento delle folgorazioni, che diventa la causa più diffusa di incidenti insieme alle cadute dalle piattaforme. Nel quinquennio 2016-2020, le cause più comuni di incidenti mortali sono state le cadute dalle piattaforme e le folgorazioni, entrambe pari al 23% dei decessi, seguite da intrappolamenti (19%), ribaltamento delle PLE (12%), ur-
semoventi a pantografo e dagli elevatori verticali mobili. È probabile che le persone che cadono da una piattaforma non utilizzino correttamente i dispositivi di protezione individuale anticaduta raccomandati durante il loro uso e che la maggior parte di loro attuino azioni sconsiderate e pericolose, come arrampicarsi sui guard-rail, sporgersi eccessivamente dalla piattaforma o tentare di uscire da una piattaforma ancora in quota.
INFORTUNI PER CADUTE DA PLE PER SETTORE INDUSTRIALE
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ATTUALITA’ to delle PLE da parte di un veicolo (6%) e caduta di oggetti dall’alto (5%). Una significativa maggioranza degli incidenti che hanno causato conseguenze mortali sono stati registrati negli Stati Uniti, numeri evidentemente dovuti anche dalla dimensione importante del mercato nordamericano. I settori industriali che hanno registrato il maggior numero di vittime sono stati quelli forestale ed edile, sebbene anche quelli della manutenzione e dell’elettrico riportino
PERSONE COINVOLTE IN INCIDENTI PER SETTORE INDUSTRIALE
NESSUNA SECONDA POSSIBILITÀ L’elettricità è un pericolo invisibile che può provocare incidenti dovuti a folgorazione, nella maggior parte dei casi con esiti fatali per le persone coinvolte. Il tasso di folgorazione negli ultimi due anni è stato significativo e i fattori potrebbero includere un maggiore utilizzo delle PLE nel settore delle manutenzioni e un aumento delle segnalazioni. Dai dati ricevuti attraverso il portale di segnalazione IPAF, le statistiche sulle elettrocuzioni mostrano che questo tipo di incidente si traduce quasi sempre in un decesso. Dei 97 incidenti segnalati, 91 hanno provocato vittime e 101 persone sono state ferite o uccise da folgorazione durante l’utilizzo delle PLE tra il 2016 e il 2020. La maggior parte degli incidenti di elettrocuzione viene segnalata negli Stati Uniti, rappresentando l’84% di tutte le folgorazioni mortali segnalate negli ultimi quattro anni. In termini di settori di maggiore incidenza l’arboricoltura e l’elettrico costituiscono il 60% di tutti gli incidenti mortali e l’edilizia e le attività di manutenzione presentano poco meno del 30% dei decessi. I decessi per elettrocuzione nel settore delle telecomunicazioni incidono complessivamente nella statistica solo per il 6%. Data l’incidenza relativamente bassa di elettrocuzioni tra gli addetti alle telecomunicazioni si può supporre che questi operatori siano tipicamente addestrati a lavorare vicino a linee elettriche aeree e in grado di eseguire una corretta pianificazione, identificazione e gestione del rischio, mentre i lavoratori di altri settori non siano sempre così ben preparati o attrezzati a lavorare in tali situazioni. È più probabile che le folgorazioni si verifichino in aree pubbliche, vicino a strade o durante la manutenzione degli alberi, piuttosto che in luoghi di lavoro controllati come cantieri. Le macchine più comunemente utilizzate durante questo tipo di incidente sono piattaforme semoventi a braccio su rimorchio, tipo ragno e autocarrate con stabilizzatori.
INFORTUNI PER ELETTROCUZIONE PER SETTORE INDUSTRIALE
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un numero considerevole di vittime. Un tasso relativamente elevato di incidenti è stato segnalato nelle aree pubbliche e sulle strade, con un elevato numero di infortuni verificatisi anche alla consegna e durante la manutenzione delle macchine nel settore del noleggio.
Nessuna scorciatoia I dati all’interno del Rapporto, una volta classificati e messi a confronto, sono di estremo interesse per il settore delle costruzioni, dato che dall’analisi di questi si è riscontrato, inoltre, come sia più probabile che un incidente in cui è coinvolta una PLE si verifichi in un luogo pubblico piuttosto che in un sito di lavoro controllato. Ciò avvalora la tesi di come un ambiente a cui è stata data una classificazione certa dei pericoli al suo interno porti a un minor rischio per gli utilizzatori e le macchine stesse: “Dall’analisi dei sei principali tipi di incidenti, è chiaro che molti di questi decessi potevano essere evitati da un adatto uso delle macchine e da una corretta pianificazione e controllo delle attività e del sito di lavoro”, afferma Peter Douglas. “Se come settore intendiamo prevenire incidenti mortali è necessario prendere in considerazione le mutevoli condizioni durante i lavori, che portano con sé fattori che potrebbero periodicamente dover essere rivalutati. Semplicemente non ci sono scorciatoie per garantire un ambiente sicuro di lavoro nel settore dell’accesso aereo”. ■
MACCHINE GENIE
ADATTARSI PER VINCERE
IL COSTRUTTORE STATUNITENSE PROPONE SUL MERCATO DIVERSE SOLUZIONI “GREEN” PER IL SOLLEVAMENTO, PROGETTATE PER AFFRONTARE LE ODIERNE SFIDE AMBIENTALI. UN PRODOTTO ESEMPLARE È LA PIATTAFORMA GENIE Z-60 FE, ORMAI UN PUNTO DI RIFERIMENTO SUL MERCATO, ANDATA AD ARRICCHIRE RECENTEMENTE IL PARCO MEZZI DI UN NOLEGGIATORE DI PRIMARIA IMPORTANZA
di Ettore Zanatta
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oxam Piattaforme Aeree è il brand con cui Loxam Access opera nel mercato italiano del noleggio di mezzi per il sollevamento aereo e rappresenta l’evoluzione del progetto del Gruppo in Italia dopo le acquisizioni di Nacanco (2017) e Nove (2018). Condividendo le medesime intenzioni volte a proporre sul mercato macchine sempre più rispettose dell’ambiente, Genie e Loxam hanno avviato una partnership che ha portato quest’ultima a distribuire un gran numero di piattaforme aeree del costruttore statunitense sul mercato italiano, facendo salire su un ideale podio cromatico i tre colori rappresentativi di questa sinergia: il blu di Genie, il rosso di Loxam e il verde simbolo della tendenza ecologica attualmente al centro di ogni dibattito progettuale e costruttivo.
L’ambiente al centro In tutto il mondo, e in Europa in particolare, l’ambiente è al centro del dibattito politico e industriale. Le normative in materia di emissioni sonore e di CO2 stanno diventando sempre più severe e ciò sta comportando un cambiamento di prospettiva per costruttori e utilizzatori finali di macchine operatrici, comprese quelli protagonisti nel settore del sollevamento. Non sono escluse da questo dibattito le società di noleggio, che devono oggi offrire ai loro clienti mezzi conformi a queste nuove legislazioni per mantenere la loro attività commerciale. Con l’obiettivo di supportare il successo di queste ultime e degli utilizzatori finali, la ricerca condotta dagli esperti Genie ha portato allo sviluppo di una gamma sempre più ampia di soluzioni “pulite” e silenziose per il sol-
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MACCHINE
L’OPINIONE
STELIO GIRARDI DIRETTORE COMMERCIALE, LOXAM ACCESS
“Le aziende che scelgono Loxam sanno di poter contare sulla certezza di essere assistite da professionisti qualificati, in grado di assicurare un servizio specifico e diretto alle loro esigenze, sia nella scelta della macchina più adatta al tipo di lavoro che nell’ambito dell’assistenza durante e dopo il suo utilizzo. Tutto ciò fa di Loxam una realtà organizzata, dinamica e innovativa, che dispone di mezzi, persone e competenze in grado di garantire soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto. Su queste basi è nata la partnership con Genie, essendo tutti questi elementi condivisi e ottimizzati dalle due realtà coinvolte, sempre al servizio del cliente. La tematica riferita all’utilizzo di macchine ‘green’ s’inserisce all’interno di un contesto socioeconomico e legislativo che spinge in questa direzione. Il mercato risponde in modo favorevole a questa tendenza, con un’elevata domanda di piattaforme ibride ed elettriche, anche in Italia. La sfida lanciata dall’Europa in tal senso ha fatto sì che gli investimenti stiano andando verso una direzione ‘ecologica’. Il tema ambientale è basilare per Loxam, un obiettivo chiaro e netto. In qualità di noleggiatore l’azienda è pronta e determinata a raggiungere tale obiettivo, ma l’onere dello sviluppo tecnologico spetta ai costruttori, che devono fornirci i mezzi più innovativi da proporre sul mercato. Genie è un marchio di primaria importanza, con prodotti ‘premium’, verso cui nutriamo un’assoluta fiducia e con il quale intendiamo percorrere un percorso che porta a vincere le odierne sfide tecnologiche e ambientali”. 30 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
levamento aereo, con l’obiettivo di rispondere a queste richieste e aprire la porta a nuove opportunità di business, in particolare per i grandi progetti di sviluppo previsti in Europa entro i prossimi anni. Sempre più compagnie di noleggio - e Loxam ne è un esempio concreto - stanno cambiando il modo di gestire i loro parchi mezzi, investendo molte risorse in un numero crescente di soluzioni “pulite” a supporto della propria offerta aerea. Con la piattaforma aerea ibrida Z-60 FE, ad esempio, Genie ha inteso dare vita a un gruppo di prodotti eco-compatibili destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni, andando a rappresentare una parte molto consistente della sua flotta.
La tecnologia ibrida La tecnologia ibrida di Genie (FE) rappresenta un approccio rivoluzionario conforme alle più recenti normative in materia di emissioni e rumore, nonché alla richiesta dei clienti di soluzioni di sollevamento efficienti e ad alte
prestazioni che soddisfino le attuali normative ambientali. Non consentendo agli operatori la possibilità di lasciare sempre in funzione il generatore, che deteriora le batterie, è la macchina stessa a decidere quando il generatore è necessario. Con questa tecnologia di alimentazione, l’autonomia delle batterie è prolungata e, allo stesso tempo, riduce lo spreco di energia. In tal modo, gli operatori sono in grado di lavorare in modalità elettrica per più di due turni di lavoro in un giorno intero senza bisogno di una ricarica. In modalità ibrida, questo sistema assicura più di una settimana di funzionamento con un singolo serbatoio di carburante. Né puramente elettrico, né completamente diesel, la tecnologia FE di Genie ha segnato l’introduzione di una famiglia di piattaforme a braccio 100% ibride, offrendo una soluzione “2 in 1” che è contemporaneamente ecologica e versatile, adattabile a un’ampia gamma di applicazioni.
LA PIATTAFORMA IBRIDA Z-60 FE - IN QUESTE FOTO CON I COLORI “ISTITUZIONALI” DI LOXAM, NOLEGGIATORE CHE HA UTILIZZATO RECENTEMENTE QUESTA MACCHINA INSIEME AD ALTRE VERSIONI FE IN UN IMPORTANTE CANTIERE NEL NORD ITALIA - RAPPRESENTA UN APPROCCIO INNOVATIVO NELLA GAMMA DI BRACCI GENIE DI MEDIE DIMENSIONI
LA PIATTAFORMA IBRIDA Z-60 FE OFFRE LA VERSATILITÀ E LE ALTE PRESTAZIONI DI UN MEZZO DIESEL IN ENTRAMBE LE MODALITÀ DISPONIBILI, MASSIMIZZANDONE COSÌ L’ATTITUDINE AL NOLEGGIO
La piattaforma a braccio ibrida Z-60 FE unisce un motore elettrico - che funge anche da generatore quando la macchina si trova in modalità ibrida - a un propulsore diesel. Il motore/generatore elettrico alimenta la batteria e aziona una pompa idraulica che attiva i
movimenti di sollevamento della macchina; la batteria alimenta anche i quattro motori a corrente alternata che fungono anch’essi da generatori, recuperando l’energia prodotta durante la frenata, che carica la batteria e il motore elettrico. Come per qualsiasi macchina elettrica, la batteria deve essere ricaricata, ma molto meno spesso rispetto alle macchine elettriche convenzionali. Ciò avviene perché mentre la macchina sta operando in modalità ibrida, il motore diesel subentra automaticamente alla batteria quando il livello di carica diminuisce, azionando la pompa idraulica e ricaricando le batterie stesse.
I vantaggi di un “fuoristrada” Grazie ai suoi quattro motori indipendenti a corrente alternata, la piattaforma Z-60 FE combina le capacità 4x4 delle versioni diesel con i vantaggi delle macchine elettriche senza emissioni. Pur fornendo più trazione di una tradizionale diesel 4x4, grazie alle due modalità di funzionamento intercambiabili questa piattaforma utilizza solo il carburante e l’energia elettrica di cui ha bisogno, aumentando l’efficienza in termini di costi. Dotata di un carica-batterie AC “intelligente” che controlla lo stato di carica della batteria per fornire la giusta quantità di energia necessaria, il
CONDIVISIONE DI INTENTI Al successo ottenuto sul mercato dalla piattaforma a braccio ibrida articolata Z-60 FE si sono aggiunti i riscontri riscossi dalla “sorella minore” Z-45 FE, una soluzione non meno efficace in termini di versatilità, efficienza ed ecologia. Progettata utilizzando la stessa tecnologia ibrida della Z-60 FE, questo modello offre un’altezza di lavoro di 15,92 m, uno sbraccio orizzontale di 6,94 m, un’altezza di scavalcamento di 7,50 m e una capacità di sollevamento di 300 kg. La Z-45 FE unisce i benefici di alti ritorni del capitale investito con la possibilità di lavorare praticamente in ogni tipo di cantiere, al chiuso o all’aperto, combinando la potenza e le prestazioni di una macchina diesel a quattro ruote motrici con la silenziosità e l’efficienza “pulita” al 100% di una macchina elettrica. Nella modalità “tutto elettrico” consente di lavorare per un intero turno di lavoro con una carica della batteria; in quella “ibrida” garantisce oltre una settimana di lavoro con una tanica di carburante. Come la “sorella maggiore”, oltre al sistema di guida ad alta efficienza energetica AC che aumenta le performance di guida e semplifica la manutenzione la Z-45 FE offre i benefici di un sistema di assale oscillante sempre attivo che facilita la trazione su terreni sconnessi. Il jib articolato di 1,52 m con rotazione verticale di 135° permette di posizionarsi in modo ottimale. In modalità “ibrida”, la piattaforma usa il generatore eco-compatibile Stage V per mantenere lo stato di carica delle batterie.
QUESTA PIATTAFORMA RISPONDE ALLA CRESCENTE DOMANDA GLOBALE DI MACCHINE ALTAMENTE EFFICIENTI CHE OFFRANO AL TEMPO STESSO PRESTAZIONI PIÙ ECOSOSTENIBILI E COSTI DI NOLEGGIO RIDOTTI luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 31
MACCHINE sistema ibrido utilizzato da questo modello analizza anche il ciclo di carica della batteria, prolungandone la durata. Aumentando la produttività, la batteria utilizza l’energia prodotta in frenata o in discesa per mantenere il suo livello di carica, massimizzando il tempo di lavoro in modalità elettrica. Anche l’impianto idraulico è stato appositamente progettato e adattato per aumentare l’efficienza. Il sistema ibrido, poi, mantiene
costantemente il livello di carica della batteria mentre la macchina è in funzione per offrire un risparmio fino a 65 l di carburante alla settimana.
Alta versatilità In risposta alle attuali esigenze ambientali, con la sua capacità di lavorare ininterrottamente al chiuso e all’aperto, la piattaforma ibrida Z-60 FE rappresenta una soluzione ideale anche per il lavoro notturno.
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma a braccio articolato Z-60 FE Altezza di lavoro max.:
20,16 m
Altezza piano di calpestio:
18,6 m
Portata in cesta max.:
227 kg
Dimensioni (lunghezza x larghezza x altezza):
8,15 x 2,49 x 2,54 m
Sbraccio orizzontale:
11,15 m
Altezza di articolazione max.:
7,39 m
Altezza da terra:
0,33 m
Rotazione piattaforma/jib verticale/torretta:
160°/135°/355° non continua
Raggio di sterzata (interno/esterno):
2,51/5,69 m
Ingombro posteriore (jib alzato/ripiegato):
0,58/0,81 m
Pendenza superabile con trazione integrale: Motore: Potenza motore: Sistema di trazione integrale: Batterie (6 V):
45% Kubota D1105 - 24 HP (Stage V) 18,5 kW 34 V trifase AC 8 x 48 V DC (capacità 225 Ah)
Alimentazione ausiliaria:
12 V DC
Velocità di traslazione (posizione chiusa):
6,4 km/h
Capacità serbatoio (carburante/idraulico):
64,35/68,11 l
Livello pressione sonora:
72/77 dBA
Tempo di carica max. (110-220 V):
16 ore
Tempo di carica con generatore a bordo:
4 ore
Pneumatici: Peso operativo:
32 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
L’AUMENTO DEI TASSI DI UTILIZZO PER LE ATTIVITÀ DI NOLEGGIO E LA RIDUZIONE DEI COSTI OPERATIVI PER GLI UTENTI FINALI SONO ELEMENTI ALLA BASE DELLA PROGETTAZIONE DI UNA CATEGORIA DI PRODOTTI ADATTATA ALLE ESIGENZE AMBIENTALI ATTUALI E FUTURE, PRONTA AD APRIRE LA PORTA A UN AMPIO SPETTRO DI OPPORTUNITÀ DI BUSINESS
355/55D 625 7.756 kg
All’interno è particolarmente adatta per i lavori ai piani superiori, come ad esempio nei centri commerciali o nei grandi magazzini; all’esterno offre la possibilità di lavorare ininterrottamente in cantieri in cui non è disponibile energia elettrica. E poiché arriva sempre il momento in cui le macchine elettriche o bi-energy devono essere ricaricate, la tecnologia ibrida Genie è per definizione un “must have”, concepita per consentire a questa macchina di spostarsi anche su terreni sconnessi. È da sottolineare, infatti, anche il sistema di assali oscillanti sempre attivi, oltre ai motori AC completamente sigillati che consentono alla macchina di funzionare immersa fino a 1 m d’acqua. L’uso di un sistema di controllo simile a quello di tutte le piattaforme a braccio Genie rende la Z-60 FE facile e intuitiva da usare. La semplicità del design minimizza anche i tempi e i costi di manutenzione. Il sistema di diagnostica e risoluzione dei problemi, di tipo CAN, aiuta inoltre a risolvere eventuali problemi per ridurre i tempi di intervento ■
MACCHINE CTE
INNOVARE, SEMPRE! NELL’ANNO DEL SUO 40° ANNIVERSARIO IL COSTRUTTORE TRENTINO HA ORGANIZZATO UN EVENTO PRESSO IL SUO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI RIVOLI VERONESE CON LO SCOPO DI PRESENTARE UFFICIALMENTE ALCUNE INTERESSANTI NOVITÀ DI PRODOTTO, COME SEMPRE ISPIRATE DA UNA FILOSOFIA BASATA SULL’INNOVAZIONE, E CONDIVIDERE CON GLI OSPITI INTERVENUTI I SUOI VALORI AZIENDALI
di Ettore Zanatta
U
n’occasione per condividere con gli ospiti intervenuti i valori aziendali, compresi quelli legati alla speciale tappa del 40° anniversario di attività; una visita dello stabilimento produttivo di Rivoli Veronese; la presentazione in anteprima di alcuni nuovi prodotti, di imminente lancio sul mercato: questi sono stati i temi all’ordine del giorno di un “Porte aperte” organizzato recentemente da CTE. Un evento importante e significativo, che ha visto la partecipazione del presidente Giampaolo Piovan, del vicepresidente esecutivo Lorenzo Cipriani e del direttore commerciale Marco Govoni, supportati nell’occasione dall’intero ufficio marketing dell’azienda. Da evidenziare le novità di prodotto, rappresentate dalla nuova piattaforma cingolata TRACCESS 270 e dalla piattaforma autocarrata MP 24 C, affiancate da una rinnovata piattaforma autocarrata telescopica B-LIFT 27.2. 34 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Un nuovo “ragno” nella tela La nuova piattaforma cingolata TRACCESS 270 si aggiunge alla gamma dei ragni CTE che già comprende i modelli TRACCESS 135, TRACCESS 160, TRACCESS 170, TRACCESS 200 e TRACCESS 230, andando ad ampliarla e raggiungendo la massima altezza prodotta dal costruttore in questa tipologia di macchina. Si tratta di un tassello di crescita che s’inserisce nella strategia aziendale attuata a partire dal 2019 con il rinnova-
mento e l’ampliamento di questa linea e con l’obiettivo di diventarne uno dei player più importanti. Questo modello nasce come evoluzione del TRACCESS 230, con l’aggiunta di alcune innovazioni: la principale è la presenza di S 3EVO (Smart Stability System), una tecnologia avanzata per il sistema di gestione in tempo reale delle prestazioni delle piattaforme aeree grazie alla quale è possibile posizionare ogni singolo stabilizzatore in una diversa posizione (dopodiché si può procedere con la stabilizzazione automatica della piattaforma). Altra innovazione è il radiocomando wireless utilizzabile sia da terra che in navicella, che consente di gestire tutte le funzioni e le manovre disponibili. Grazie alla citata tecnologia S3EVO ogni manovra è controllata dal sistema che, attraverso la grafica in-
tegrata nel display, indica quale manovra è consentita. Tutto ciò per garantire all’operatore di poter lavorare in assoluta sicurezza. Come optional è disponibile una seconda consolle comandi a filo in navicella). Un’ulteriore novità in termini di sicurezza: il TRACCESS 270 - in particolare grazie alla funzione “rise&drive” - può traslare con il jib sollevato, fattore molto utile in presenza di terreni in pendenza e su ram-
pe, mantenendo il mezzo stabile. Peculiarità del TRACCESS 270 è poi la presenza di tre diverse motorizzazioni: propulsore diesel, pacco batterie AGM Deep Cycle (che forniscono energia per circa un’ora di lavoro e alimentano un motore AC da 48 V) e, quando le batterie sono in fase di esaurimento, è possibile attaccare la piattaforma alla rete elettrica grazie alla presa 220V o 110V multi-voltaggio. Una soluzione totalmente ibrida, dunque, per operare sia all’interno che all’esterno.
Si arricchisce la gamma “Multipurpose” La gamma Multipurpose di CTE si arricchisce di un nuovo modello: dopo la presentazione nel 2017 della MP 32.19 su autocarro 7,5 t, è ora disponibile sul mercato una piattaforma dalle dimensioni più ridotte ma con la stessa caratteristica versatilità della gamma MP. Si tratta del modello MP 24 C, dove “MP” sta per “Multipurpose”, “24” indica i 24 m di altezza di lavoro raggiungibile e “C” sta per “Compact”, per evidenziare fin nel nome la sua struttura compatta. Allestita su autocarro Iveco Daily, in posizione di trasporto misura meno di 6,4 m di lunghezza e 2,8 m di altezza.
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MACCHINE
L’OPINIONE
MARCO GOVONI DIRETTORE COMMERCIALE, CTE
“È con grande soddisfazione che abbiamo lanciato sul mercato la TRACCESS 270, una piattaforma che apre le porte a una nuova generazione di macchine che, tra le altre cose, annovera la nostra tecnologia S3 EVO. Con l’ingresso di questo modello in gamma l’azienda compie un ulteriore step di crescita nel proprio percorso strategico, che la vede determinata a essere uno dei protagonisti principali nel mondo dei ragni. Il percorso di sviluppo prodotto continua anche nel comparto delle piattaforme autocarrate: nella fattispecie, andiamo a impreziosire la linea MP con un nuovo modello che presenta caratteristiche di compattezza e performance di assoluto rilievo, anche in questo caso esaltate dal sistema di controllo S3 EVO. CTE è ora dunque in grado di offrire una gamma davvero completa nel segmento delle 3,5 t, capace di rispondere alle molteplici esigenze del mercato con tre diverse configurazioni: doppia articolazione, telescopica e doppia telescopica. Non potevamo farci un regalo migliore per il nostro 40° anniversario!”. 36 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
CARATTERIZZATA DA UN DESIGN COMPATTO, LA PIATTAFORMA AUTOCARRATA MP 24 C PRESENTA UN BRACCIO A DUE ELEMENTI TELESCOPICI + JIB E QUATTRO STABILIZZATORI A PIAZZAMENTO OLEODINAMICO CON SENSORI DI CONTATTO (FRONTALI CON ESTENSIONE IDRAULICA DELLE TRAVERSE, POSTERIORI FISSI IN SAGOMA). LA MACCHINA SI EVIDENZIA ANCHE PER L’INTERFACCIA UOMO-MACCHINA (CONSOLLE COMANDI S3EVO)
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma autocarrata MP 24 C Altezza di lavoro max.:
24 m
Sbraccio
14 m
Portata max.:
250 kg
Rotazione torretta:
±300° non continui
Rotazione idraulica cesta:
90° a dx + 90° a sx
Dimensioni (lunghezza x larghezza x altezza): PPT:
6.400 x 2.100 x 2,8 m 3,5 t
“
CTE HA PRESENTATO ALCUNE IMPORTANTI NOVITÀ IN OCCASIONE DI UN ‘PORTE APERTE’ ORGANIZZATO NELLA SEDE PRODUTTIVA DI RIVOLI VERONESE
„
Il braccio, costituito da un doppio telescopico + jib, è il primo dettaglio visivo che si percepisce come novità e che mostra la sua identità. La sua particolare configurazione, infatti, garantisce la possibilità di scavalco di m 10,5 e di lavorare in negativo, con un’escursione del jib fino a 105°. La cesta ha attacco frontale e nessun ingombro sotto di sé. La portata è di 250 kg. Qui, in fase progettuale, molta attenzione è stata focalizzata sulla nuova interfaccia “uomo-macchina” con la consolle comandi S3EVO. La stabilizzazione, gestita da questa tecnologia, è variabile e presenta stabilizzatori frontali con estensione idraulica delle traverse per lavorare in sagoma e fuori sagoma e stabilizzatori posteriori fissi in sagoma. La presenza di CTE Connect permette poi di accedere alla diagnostica da remoto, di geolocalizzare il mezzo anche se in movimento, di impostare da remoto alcuni parametri di lavoro (quali, ad esempio, quelli abbinati con il sistema Virtual Roof) e di gestire la piattaforma per funzioni di “fleet management” con utente e password personalizzati.
IL NUOVO “RAGNO” DI CASA CTE: IL TRACCESS 270 SI CARATTERIZZA PER UN BRACCIO A DUE ELEMENTI ARTICOLATI A DOPPIO PARALLELOGRAMMA + BRACCIO TELESCOPICO (BRACCIO BASE + DUE SFILI) + JIB, PER UNA ROTAZIONE TORRETTA DI ±300° NON CONTINUI, PER IL CARRO ALLARGABILE E PER I QUATTRO STABILIZZATORI CON SENSORI DI CONTATTO IL RADIOCOMANDO CON SISTEMA “PLUG-IN” PER COMANDI ELETTROIDRAULICI PROPORZIONALI - CHE CI MOSTRA NELLA FOTO L’ING. ROBERTO BERRITTA, TECHNICAL PRODUCT AND INNOVATION MANAGER DI CTE - È UTILIZZABILE SIA DA TERRA CHE IN NAVICELLA E CONSENTE DI GESTIRE TUTTE LE FUNZIONI DELLA PIATTAFORMA
Un restyling per la regina Sono sempre 27 i metri di altezza di lavoro (su autocarro da 3,5 t) della piattaforma autocarrata telescopica B-LIFT 27.2 ma, rispetto alla versione precedente, il restyling della “regina” della gamma B-LIFT ha apportato un’esperienza d’utilizzo superiore. Il telaio è riprogettato, più leggero, e ciò ha permesso di ottimizzare la pianta di stabilizluglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 37
MACCHINE zazione rendendo la macchina più stabile e sicura. L’impianto idraulico è stato ottimizzato per rendere le manovre più veloci e fluide, garantendo manovre simultanee e proporzionali. I comandi in navicella presentano una disposizione studiata secondo i più avanzati criteri di ergonomia: i joystick sono posti in modo tale che le manovre angolari e verticali possano essere eseguite comodamente. Grazie a S3EVO, inoltre, è possibile integrare funzioni che permettono di configurare la piattaforma in base alle esigenze del cliente, tra cui stabilizzazione automatica, ‘Virtual Roof e il nuovo ZTS (Zero Tail Swing). Ricordiamo le altre peculiarità tecniche di questa piattaforma: 15,5 m di sbraccio, 250 kg di portata, braccio telescopico a cinque elementi (braccio base + quattro sfili), rotazione torretta di 640°. Quella della navicella è 90° destra + 90° sinistra. ■
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma cingolata TRACCESS 270 Altezza di lavoro:
27 m
Sbraccio:
14 m
Portata max.:
250 kg
Dimensioni piattaforma:
6.471 x 1.470 x 2.045 mm
Dimensioni cesta:
1.300 x 700 x 1.100 mm
Rotazione idraulica cesta:
90° a dx + 90° a sinistra
Peso operativo:
4.350 kg
NESSUNA CRISI DEI… QUARANTA! Quest’anno CTE festeggia i 40 anni di attività, ma non mostra segni di crisi. L’azienda trentina è stata fondata nel 1981 dall’incontro tra Lorenzo Cipriani, Mauro Potrich e Gianfranco Cipriani, imprenditori nel settore delle manutenzioni ambientali e industriali, con Giampaolo Piovan e Paolo Pege, attivi nel settore movimento terra e sollevamento. Fin dalla sua fondazione CTE ha volto il suo sguardo al futuro, all’innovazione e alla ricerca
GIAMPAOLO PIOVAN (A SINISTRA) E LORENZO CIPRIANI, RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE ED EXECUTIVE VICE PRESIDENTE DI CTE
38 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
di soluzioni tecniche all’avanguardia, che si sono concretizzate in un continuo “upgrade” delle gamme di piattaforme autocarrate a braccio articolato e telescopico (ZED e B-LIFT) e di ragni (TRACCESS). Nel corso degli anni l’azienda ha fatto registrare importanti passi sia imprenditoriali che produttivi (sono 15.000 le piattaforme prodotte fino a oggi, 80 i modelli disponibili in catalogo e 50 le personalizzazioni realizzate ogni anno), distinguendosi a livello internazionale e ricevendo prestigiosi riconoscimenti per le continue novità di prodotto e le tecnologie sviluppate per migliorare la sicurezza sul lavoro e l’operatività in altezza. Lorenzo Cipriani, vicepresidente esecutivo di CTE, ha dichiarato: “Quarant’anni sono una tappa importante e sono stati vissuti con una passione che ci è stata riconosciuta dal mercato. Forza e determinazione accomunano tutti coloro che lavorano in CTE, in sinergia con i partner che credono nel valore del proprio lavoro e nel sentirsi parte di uno stesso progetto, che pone al centro la soddisfazione dei clienti, offrendo loro prodotti e servizi d’eccellenza”. Giampaolo Piovan, CTE President, ha aggiunto: “Quest’anniversario non è solo un traguardo, ma una tappa di un percorso lungo il quale vogliamo essere protagonisti, avendo sempre chiara la visione da cui siamo partiti, l’esperienza che abbiamo acquisito e la propensione per l’innovazione”.
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MACCHINE BOBCAT
“NEXT IS NOW”: LA FASE FINALE!
È DISPONIBILE SUL MERCATO LA NUOVA GENERAZIONE DI SOLLEVATORI TELESCOPICI SERIE R, CHE INCLUDE 12 MODELLI DOTATI DI MOTORE STAGE V, PER ALTEZZE DI SOLLEVAMENTO FINO A 18 M E CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO FINO A 4,1 T di Stefano Vitali
B
obcat ha recentemente lanciato sul mercato la nuova gamma di sollevatori telescopici serie R: essa include 12 modelli dotati di motore Stage V, in grado di raggiungere un’altezza di sollevamento da 6 a 18 m, con capacità di sollevamento massima compresa tra 2,6 e 4,1 t. È, questa, l’ultima fase del programma “Next is Now” di Bobcat, che combina uno sviluppo innovativo di prodotti a una diversificazione mirata con tecnologie e servizi più “intelligenti” e intuitivi, in grado di ridefinire il modo di lavorare. La nuova serie R di Bobcat include i telescopici compatti TL26.60,
40 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
TL30.60 e TL30.70, i telescopici di medie dimensioni TL35.70, T35.105, T35.105L e T36.120SL e i telescopici ad alto sollevamento T35.130S, T35.130SLP, T35.140S, T41.140SLP e T40.180SLP.
Controllo e precisione I nuovi telescopici serie R garantiscono un alto livello di agilità, grazie al nuovo sistema di trasmissione che garantisce una maggiore fluidità dei movimenti per eseguire con precisione i lavori più complessi in altezza. Le operazioni sono facilitate dal sistema di posizionamento del braccio BPS (Boom Positioning System), dal nuovo joystick, dalla funzione di “inching” e dal-
la migliore visibilità dalla cabina. Grazie al nuovo design, poi, il pedale di “inching” è più facile e meno faticoso da usare. Il freno motore più potente garantisce uno spazio di frenata più breve e quindi una maggiore sicurezza in cantiere. Tutti i modelli hanno le modalità di velocità “tartaruga” e ”lepre” di serie e azionabili dal joystick. Sono poi disponibili una nuova modalità “Dynamic” per le applicazioni che richiedono una risposta rapida della trasmissione, e il nuovo acceleratore manuale opzionale con funzione Flex Drive, che permette di controllare la velocità di marcia in modo indipendente dal regime motore.
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MACCHINE
L’OPINIONE
GUSTAVO OTERO PRESIDENTE DI DOOSAN BOBCAT EMEA
“I sollevatori telescopici sono una risorsa fondamentale della nostra strategia commerciale e un pilastro della nostra iniziativa ‘Next is Now’. La nostra innovativa serie R offre macchine robuste e dalle prestazioni elevate per la massima operatività, con comandi precisi e un funzionamento intuitivo, utile per affrontare qualsiasi lavoro in cantiere. Con questi nuovi modelli e una spinta agli investimenti nel nostro settore dei telescopici Bobcat mira a raddoppiarne la produzione entro il 2025. Si tratta di mezzi molto richiesti in tutto il mondo e per questo motivo, infatti, con questa nuova generazione di sollevatori l’obiettivo è espandere ulteriormente la presenza - ed essere ancora più forte - nel mercato dell’edilizia. Grazie alla facilità d’uso, alla sicurezza e all’affidabilità garantita da questi sollevatori telescopici vogliamo essere presenti in qualsiasi cantiere che richiede questa tipologia di macchina”.
Una nuova cabina I sollevatori telescopici serie R di Bobcat sono dotati di una nuova cabina, dotata di un unico pannello di controllo centrale. I nuovi interni in stile moderno sono caratterizzati dal branding della serie R, dai colori e dalle texture che riflettono l’identità del costruttore. Tutte le superfici sono state ottimizzate per offrire maggiore spazio e visibilità. Il nuovo display LCD da 5” fornisce tutte le informazioni in modo chiaro e interattivo, incluso le immagini della telecamera posteriore. In generale, Bobcat ha dotato i nuovi telescopici di elementi che facilitano il compito degli operatori: joystick “all-in-one” più ergonomico, comandi intuitivi in stile
I SOLLEVATORI TELESCOPICI SERIE R DI BOBCAT SONO DOTATI DI UNA NUOVA CABINA, DOTATA DI UN UNICO PANNELLO DI CONTROLLO CENTRALE
automotive, display LCD interattivo, allineamento semiautomatico delle ruote, freno di stazionamento e trasmissione automatici.
Massima operatività L’operatività è fondamentale nell’edilizia: i sollevatori telescopici Bobcat si sono sempre distin-
LA NUOVA GAMMA SERIE R DI BOBCAT INCLUDE TELESCOPICI COMPATTI, DI MEDIE DIMENSIONI E AD ALTO SOLLEVAMENTO. A QUEST’ULTIMA CATEGORIA APPARTIENE IL MODELLO T40.180SLP, NELLA FOTO
LA SCHEDA TECNICA I nuovi sollevatori telescopici serie R
TL26.60
TL30.60
TL30.70
TL35.70
T35.105
T35.105L
T36.120SL
Altezza di sollevamento max.:
5.800 mm
5.800 mm
6.675 mm
6.889 mm
10290 mm
10.290 mm
11.852 mm
Capacità di sollevamento max.:
2.600 kg
3.000 kg
3.000 kg
3.500 kg
3.500 kg
3.500 kg
3.600 kg
Sbraccio anteriore max:
3.100 mm
3.100 mm
4.020 mm
4.002 mm
6.886 mm
6.886 mm
8.193 mm
* configurazione con pneumatici standard, su stabilizzatori quando presenti
42 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
SOTTO IL COFANO DEI NUOVI SOLLEVATORI SI TROVA UN MOTORE BOBCAT D34 STAGE V
ti per un design robusto e i nuovi modelli serie R continuano questa tradizione, con la protezione di tutti i componenti vitali nelle aree chiave e un telaio e un braccio robusti, progettati per lavorare in qualsiasi ambiente. La struttura del mezzo garantisce la protezione dei componenti idraulici ed elettrici (inclusi tubazioni, cablaggio e trasmissione); una piastra di acciaio protegge il fondo della macchina. Tutti i nuovi telescopici Bobcat hanno una struttura del braccio rigida e un telaio robusto a incasso, nonché un nuovo cofano motore con profilo maggiormente inclinato che migliora la visibilità e riduce i punti ciechi del 15% sul lato destro della macchina. Insieme al cruscotto dal design rinnovato, ciò garantisce un’elevata visibilità dalla cabina, permettendo all’operatore di spostarsi facilmente e in sicurezza in cantiere e riducendo le possibilità di incidenti ed errori. La manutenzione è ancora più semplice grazie a un più facile accesso al vano motore: sotto il cofano c’è una nuova versione del propulsore Bobcat D34 Stage V, con
post-trattamento del DPF, rigenerato automaticamente senza intaccare le prestazioni e senza disturbare l’operatore. L’assenza di AdBlue sulla versione da 75 HP e dell’EGR sulla versione da 100 HP offre ulteriori vantaggi. Nel complesso, il passaggio da cinque a tre intervalli per questi modelli Stage V permette una più semplice manu tenzione e garantisce un costo totale di possesso inferiore. Queste macchine sono anche connesse attraverso il nuovo sistema telematico Machine IQ di Bobcat, che ottimizza l’efficienza della macchina.
Stabilità e affidabilità I sollevatori telescopici della serie R sono stati progettati per garantire la massima affidabilità, a partire dal baricentro basso e dal design ben bilanciato, che include un contrappeso pesante e un passo lungo. Che si usino o meno gli stabilizzatori compatti, la distribuzione ottimale del peso di questi nuovi telescopici permette di arrivare in sicurezza il più in alto e distante possibile, anche con carichi pesanti. In occasione del lancio di queste macchine sul mercato Quentin D’Hérouël, Product Manager Telehandlers presso Doosan Bobcat, ha affermato che “come tutti i nuovi telescopici Bobcat anche i modelli della serie R offrono ai clienti la massima tranquillità, grazie alla garanzia di tre anni (o 3.000 ore) di serie per l’intera macchina. Bobcat è l’unico produttore a offrire di serie una garanzia di questo genere e permette ai propri clienti
T35.130S
T35.130SLP
T35.140S
T41.140SLP
T40.18SLP
12.540 mm
12.540 mm
13.650 mm
13.650 mm
17.466 mm
3.500 kg
3.500 kg
3.500 kg
4.100 kg
4.000 kg
8.770 mm
8.770 mm
9.800 mm
9.800 mm
12.130 mm
I NUOVI TELESCOPICI BOBCAT GARANTISCONO UNA PARTICOLARE AGILITÀ. LE OPERAZIONI SONO FACILITATE DAL SISTEMA DI POSIZIONAMENTO DEL BRACCIO BPS (BOOM POSITIONING SYSTEM), DAL NUOVO JOYSTICK, DALLA FUNZIONE DI “INCHING” E DALLA MIGLIORE VISIBILITÀ DALLA CABINA
di concentrarsi esclusivamente sulla loro attività, senza preoccuparsi dei mezzi. Per quanto riguarda gli interni della cabina ora siamo i leader: avendo sempre coinvolto i nostri clienti nella progettazione siamo certi che le macchine della nuova generazione saranno accolte molto bene sul mercato”. ■
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 43
Hands On
SEMPLICEMENTE INDISPENSABILE
IL COSTRUTTORE FRANCESE PROSEGUE IL SUO PERCORSO DI INNOVAZIONE VERSO UNO SVILUPPO SOSTENIBILE INTRODUCENDO SUL MERCATO LA NUOVA GAMMA DI PIATTAFORME A BRACCIO ARTICOLATO DA 16 M AD AZIONAMENTO COMPLETAMENTE ELETTRICO
di Ettore Zanatta
44 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16
H
aulotte ha lanciato due nuove piattaforme articolate ad alimentazione elettrica denominate SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO. Si tratta del risultato dell’esperienza acquisita dal Gruppo francese sul mercato: questi nuovi modelli, infatti, incorporano le innovazioni esclusive del costruttore francese e standard di alta qualità, combinando importanti prestazioni con un’estrema semplicità di manutenzione e soddisfacendo tutti i requisiti per lavorare ad altezze fino a 16 m. Particolarmente versatili, le piattaforme SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO sono progettate per svolgere molteplici applicazioni interne ed esterne, in ambiti quali la manutenzione industriale, la finitura, la ristrutturazione e la cantieristica in genere, nonché in occasione di manifestazioni ed eventi.
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 45
Hands On Le piattaforme articolate elettriche SIGMA 16 sono facili da usare e consentono di lavorare con efficienza e sicurezza in quota fino a 16 m. Queste macchine offrono le più recenti innovazioni e gli elevati standard di qualità Haulotte
Nessun compromesso Le nuove piattaforme a braccio articolato elettriche di Haulotte offrono un’area di lavoro particolarmente ampia: grazie all’altezza del punto di articolazione e al notevole sbraccio, queste macchine possono facilmente superare tutti gli ostacoli per raggiungere le aree di lavoro più remote. Il jib con rotazione oriz-
zontale garantisce un avvicinamento preciso e sicuro senza dover riposizionare la piattaforma: questa flessibilità di movimento consente agli operatori di risparmiare tempo prezioso e di raggiungere punti non accessibili con un normale braccio articolato. Le piattaforme si distinguono inoltre per l’alto livello di efficienza, dato dalla capacità di ese-
guire movimenti simultanei e dalla velocità di elevazione (90 secondi a tutt’altezza). Mentre per alcune applicazioni è richiesto l’uso di più mezzi, con queste piattaforme articolate elettriche di Haulotte si possono trasportare fino a 230 kg di carico e due operatori in cesta senza limitazioni di ingombro, per ottenere prestazioni ottimizzate. Come
MASSIMA ATTENZIONE ALLA BATTERIA Disponibile su tutti i modelli SIGMA 16, la soluzione Haulotte Activ’Energy Management ottimizza le prestazioni e la durata delle batterie. Questa tecnologia combina un caricabatterie “intelligente” con soluzioni di riempimento centralizzato per ridurre significativamente i costi di manutenzione e sostituzione delle batterie. Per semplificare la manutenzione e garantire una salute ottimale di questi elementi, i clienti possono optare per un sistema di riempimento dell’acqua automatizzato. Per ottimizzare il consumo di energia e garantire che la macchina possa gestire il carico di lavoro quotidiano, poi, i modelli SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO sono dotati di un sistema di abbassamento della piattaforma a gravità e di un indicatore di carica preciso posto sul pannello di controllo superiore. 46 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16 Le piattaforme SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO sono in grado di lavorare sia all’interno che all’esterno, spostandosi agilmente su qualsiasi tipo di fondo e terreno, grazie ai suoi larghi pneumatici tassellati
accennato, le SIGMA 16 sono utilizzabili sia all’interno che all’esterno, su tutti i tipi di solai stabilizzati, grazie ai suoi pneumatici larghi, solidi e dentellati e alla sua elevata luce da terra (17 cm). L’inclinazione omogenea (4° indipendentemente dalla direzione) rende facile il raggiungimento dell’area di lavoro, senza riposizionamenti della macchina.
Agilità in ogni situazione Le nuove piattaforme articolate elettriche di Haulotte sono ideali per lavorare in spazi ristretti e si muovono senza il rischio di danneggiare l’ambiente circostante poiché la torretta rimane perfettamente in sagoma durante la rotazione. Grazie all’ingombro ridotto e al raggio di sterzata ridotto gli
operatori possono manovrare facilmente negli spazi più ristretti. Le piattaforme soddisfano tutti i criteri di precisione di guida e posizionamento; motori asincroni e controlli proporzionali assicurano movimenti fluidi; il quadro comandi ergonomico è identico a quello utilizzato nella gamma di piattaforme Haulotte RTJ, a garan-
Queste piattaforme sono polivalenti: si adattano a molteplici applicazioni sia all’interno che all’esterno, nell’ambito delle manutenzioni industriali, delle opere di finitura, delle ristrutturazioni e degli eventi
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 47
Hands On I PUNTI DI FORZA
LA VERSATILITÀ L’AMPIA AREA DI LAVORO I MOVIMENTI SIMULTANEI LA FACILITÀ DI MANUTENZIONE L’ALTO PUNTO DI ARTICOLAZIONE
SISTEMA “ACTIV’LIGHTING SYSTEM” (SU VERSIONE PRO)
BRACCIO CENTRATO ZERO INGOMBRO POSTERIORE
SISTEMA DI DIAGNOSTICA “ACTIV’SCREEN”
RAGGIO DI STERZATA RIDOTTO
PNEUMATICI ANTITRACCIA DI TIPO INDUSTRIALE 48 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
DUE RUOTE MOTRICI/DUE RUOTE DIRETTRICI
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16 COMANDI PROPORZIONALI
SISTEMA “ACTIV’SHIELD BAR (SU VERSIONE PRO)
PORTATA 230 KG + DUE OPERATORI
JIB A ROTAZIONE ORIZZONTALE (SU VERSIONE PRO)
SISTEMA “ACTIV’ENERGY MANAGEMENT (CARICABATTERIA INTELLIGENTE)
PACCO BATTERIE 48V luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 49
Hands On Alcune applicazioni richiedono l’uso di attrezzature e/o materiali pesanti. Queste nuove piattaforme sono in grado di accogliere fino a 230 kg di carico e due operatori senza dover ridurre lo spazio di lavoro e offrendo una resa ottimale
Il dispositivo Haulotte Activ’Energy Management integra un carica-batteria “intelligente” che rispetta alla lettera i parametri di ricarica e prevede cicli specifici volti a garantire la corretta cura delle batterie. Se a questo si aggiunge la soluzione di rabbocco automatico centralizzato, gli sforzi di manutenzione diventano praticamente inesistenti
Per offrire un comfort e una sicurezza ancora maggiori, la velocità di traslazione si regola automaticamente quando si affrontano curve e terreni in pendenza
I comandi proporzionali garantiscono la possibilità di compiere movimenti con estrema delicatezza. Anche le manovre in quote sono sicure e precise 50 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Le piattaforme SIGMA 16 non presentano alcun ingombro posteriore e lavorano senza correre il rischio di danneggiare gli elementi nelle vicinanze
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16
POTENTI SOLUZIONI DIAGNOSTICHE
Grazie alla struttura della piattaforma, che prevede un braccio centrato, la cesta risulta perfettamente allineata con il telaio e consente di ottenere un elevato comfort di guida
zia di una guida rapida e confortevole; il design della macchina permette un’elevazione perfettamente verticale della cesta.
Comfort e sicurezza Queste macchine possono essere dotate di un portello d’accesso anteriore e laterale, per un facile ac-
L’interfaccia Haulotte Activ’Screen aiuta gli utenti nelle operazioni di manutenzione quotidiana: questo strumento diagnostico integrato consente di accedere alle impostazioni della macchina e di visualizzare dettagliate procedure di risoluzione dei problemi su un ampio schermo. I tecnici possono accedere alle stesse funzionalità sui loro dispositivi mobili utilizzando l’app Haulotte Diag. Connesso all’architettura CAN bus della macchina, poi, il sistema SHERPAL interpreta i dati trasmessi dai diversi componenti. La soluzione telematica di Haulotte fornisce dati accurati per eseguire la diagnostica da remoto, ottimizzare gli interventi di assistenza dei tecnici, adottare le migliori pratiche “energetiche” e al management di prendere le decisioni giuste al momento giusto.
cesso, e di un robusto vassoio porta-utensili che fornisce una grande capacità di utilizzo. La sicurezza di guida è migliorata grazie al braccio centrato. Per una maggiore sicurezza e stabilità, la velocità di guida si regola automaticamente in curva e in pendenza. Questi due nuovi modelli sono
dotati del sistema anti-incastramento Haulotte Activ’Shield Bar: in una situazione in cui può verificarsi uno schiacciamento l’operatore viene spinto contro la barra e la macchina si arresta automaticamente. Lo spazio di sicurezza residuo (“safety gap”) protegge l’operatore dallo schiacciamento.
Le piattaforme SIGMA 16 di Haulotte sono progettate per durare nel tempo e per essere affidabili e robuste. Queste macchine, infatti, offrono tutti gli elevati standard di qualità Haulotte. Tra le altre cose: componenti di facile accesso, cofani rinforzati con apertura ampia, un percorso dei flessibili ottimizzato, motori asincroni senza manutenzione, linea elettrica in cesta, stacca-batteria in posizione protetta, allarme in movimento e porta-attrezzi
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 51
Hands On In una situazione in cui può verificarsi uno schiacciamento, grazie al dispositivo ACTIV SHIELD BAR l operatore premendo la barra fa sì che la macchina si fermi immediatamente, impedendo i movimenti aggravanti. Lo spazio di sicurezza offerto gli consente di divincolarsi in tutta sicurezza
LAVORARE IN SICUREZZA
La piattaforma Haulotte SIGMA 16 PRO è equipaggiata di serie con l’ACTIV’LIGHTING SYSTEM, un
sistema efficiente d’illuminazione grazie al quale caricare e scaricare la macchina non sarà più un’operazione delicata, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità. Per rendere più semplice questo tipo di operazioni sono infatti presenti 10 fari a LED che illuminano alla perfezione sia i quadri di comando che l’area di movimento della macchina.
Il sistema integrato di illuminazione ad alte prestazioni Haulotte Activ’Lighting System, poi, garantisce la sicurezza dell’operatore durante le operazioni di carico e scarico, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità. Dieci fari LED a basso consumo energetico illuminano i comandi della macchina e le aree circostanti per facilitare le operazioni. Il sistema, inoltre, prevede: proiettori primari anteriori, sotto-cestello e posteriori a terra; illuminazione laterale e lato pedana; illuminazione antiriflesso del quadro comandi; illuminazione inferiore del pannello di controllo.
gettato con cura per evitare rischi di attrito e perdite. Noti per le loro prestazioni e affidabilità, i motori asincroni AC non richiedono alcuna manutenzione regolare. Dotata di cofani rinforzati di ampia apertura, queste piattaforme offrono l’accesso diretto ai componenti, riducendo i tempi di fermo. L’intera macchina è stata sottoposta a rigorosi test di resistenza
per garantirne la robustezza. Le piattaforme SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO, dunque, sono uno strumento ideale per svolgere in modo efficiente le attività quotidiane in quota fino a 16 m di altezza, capaci di garantire agli operatori un’ottimale combinazione di produttività, comfort e sicurezza. Due soluzioni versatili, semplicemente essenziali in tutti i cantieri. ■
Design orientato al servizio Limitare il tempo dedicato alla manutenzione delle macchine è essenziale: ecco perché le piattaforme SIGMA 16 e SIGMA 16 PRO riflettono gli elevati standard di qualità di Haulotte, che ha scelto di separare gli elementi elettrici e idraulici per eseguire facilmente la manutenzione. Il percorso delle tubazioni idrauliche è stato pro52 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Grazie all’angolo di sterzo ridotto, le piattaforme SIGMA 16 si spostano facilmente anche all’interno delle aree di lavoro più congestionate
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA ELETTRICA HAULOTTE SIGMA 16 Le SIGMA 16 di Haulotte offrono ancora più movimenti grazie al jib a rotazione orizzontale, con il quale è possibile accedere a punti di lavoro prima irraggiungibili. I movimenti di avvicinamento sono semplici e veloci, tanto da non dover più spostare la piattaforma
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma articolata elettrica SIGMA 16
SIGMA 16
SIGMA 16 PRO
Altezza di lavoro:
16,1 m
15,7 m
Altezza piano di calpestio:
14,1 m
13,7 m
Sbraccio laterale max.:
8.35 m
8,05 m
Punto di articolazione:
7,4 m
Portata in cesta max.:
230 kg (due persone)
Lunghezza fuori tutto (posizione di trasporto):
6,60 m
6,65 m
Larghezza fuori tutto:
1,75 m
Interasse:
2m
Altezza da terra:
17 cm
Dimensioni cesta:
1,2 x 0,8 m
Altezza a riposo:
2m
Sbalzo anteriore:
0 cm
Angolo di escursione verticale del jib: Escursione orizzontale del jib: Rotazione cesta:
-65°/+65° N/A
-55°/+85° -85°/+85°
Angolo di rotazione della torretta:
355°
Inclinazione operativa max.:
4°/4°
Velocità di traslazione proporzionali:
5 km/h
Pendenza superabile max.:
25%
Raggio di sterzata min. (esterno):
3,9 m
Pneumatici (pieni-antitraccia): Batterie: Peso:
676 x 231 mm 8 x 6 V - 435 Ah (C20) 6.900 kg
6.950 kg
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 53
COMPONENTI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
ALLA “CARICA”!
L’AZIENDA DI IMOLA, PRODUTTRICE DI BATTERIE AL LITIO, DOPO UNA RAPIDA ASCESA IN IMPORTANTI SETTORI INDUSTRIALI ITALIANI È INTENTA A SPINGERSI VERSO UNA NUOVA SCALATA DI SUCCESSI E A PORTARE UNA “SCOSSA” SUL MERCATO DELL’ALIMENTAZIONE ELETTRICA DELLE MACCHINE PER COSTRUZIONI di Mirko Brusamolino
N
ata nel 2009 per mano di Davide Dal Pozzo, ingegnere meccanico laureato a Bologna, l’azienda produttrice di batterie al litio Aliant Ultralight Battery è un progetto innovativo sviluppa-
54 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
to dal suo fondatore sulla base delle esperienze maturate negli Stati Uniti durante il conseguimento di un Master presso il dipartimento di ingegneria dell’istituto del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Cambridge, una
delle più importanti università di ricerca al mondo. Dalle nozioni apprese presso il prestigioso istituto americano è nata l’idea di portare una nuova concezione di sviluppo delle batterie attraverso l’impiego della tec-
nologia del litio ferro fosfato, per l’avviamento elettrico di veicoli nel mondo del motociclismo. Una scelta quasi obbligata per l’azienda di Imola, sorta in un territorio identificato e riconosciuto per la passione e la tradizione verso la motoristica. Una passione condivisa anche dal fondatore di Aliant Ultralight Battery, che ha portato in breve tempo l’azienda romagnola a divenire un punto di riferimento nel mercato e a sviluppare collaborazioni con prestigiosi marchi di case motociclistiche dei più importanti campionati mondiali di motociclismo, come la Superbike e la MXGP. Una rapida ascesa per l’azienda, la cui innovazione tecnologica - unita all’elevata qualità dei prodotti - le ha permesso negli anni di instaurare molteplici collaborazioni con produttori leader di mercato in numerosi settori quali la nautica, l’intralogistica, la movimentazione, il sollevamento e l’agricoltura.
Una progettazione personalizzata La possibilità di offrire soluzioni su misura per il cliente e di sviluppare nuovi progetti in tempi notevolmente inferiori rispetto alla concorrenza sono solo alcuni dei punti di forza che contraddistinguono Aliant Ultralight Battery
LO SVILUPPO DI IMPORTANTI PROGETTI DIVERSI TRA LORO HA PERMESSO ALL’AZIENDA ROMAGNOLA DI MATURARE ESPERIENZE SUL CAMPO E UN IMPORTANTE BAGAGLIO TECNOLOGICO LEGATO ALL’ELETTRONICA DI POTENZA
sul mercato. La presenza all’interno dell’azienda di un reparto dedicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie ha dato vita nel corso degli anni a diversi progetti innovativi destinati a svariati campi di applicazione, campi dove non molto tempo fa l’idea di una transizione da un motore endotermico a un’alimentazione elettrica, per una certa tipologia di macchine, poteva apparire come un’operazione impensabile: “Abbiamo iniziato sviluppando prodotti standard
per il ramo del motociclismo, fino a quando ci è stato richiesto, da parte di un importante produttore nel settore del sollevamento, di progettare una batteria a litio per una piattaforma aerea ibrida”, racconta Federico Peluso, responsabile commerciale di Aliant Ultralight Battery. “Dalla consegna di questo progetto abbiamo iniziato a sviluppare una serie di soluzioni per quelli che oggi sono tra i nostri più importanti mercati di riferimento, quali il movimento terra, con la realizzazione di accumulatori per
LAVORANDO A STRETTO CONTATTO CON I PRODUTTORI DI CELLE, ALIANT ULTRALIGHT BATTERY HA SVILUPPATO BATTERIE AD ALTE PRESTAZIONI CON TECNOLOGIA AL LITIO FERRO FOSFATO E LITIO IONI, RAGGIUNGENDO LIVELLI DI DENSITÀ DI ENERGIA ELEVATI E MANTENENDO LA ROBUSTEZZA E LA SICUREZZA COME PARAMETRI DI RIFERIMENTO luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 55
COMPONENTI modelli ibridi ed elettrici di miniescavatori, escavatori e pale, e del sollevamento, con la progettazione di alimentazioni elettriche per piattaforme aeree, sollevatori telescopici, minigrù e gru portuali di grosse dimensioni”. Un continuo percorso di ricerca e di innovazione tecnologica delle batterie ha portato Aliant Ultralight Battery ad assimilare importanti conoscenze e sviluppare competenze a tutto tondo sui processi di elettrificazione di una macchina a motore endotermico.
Ciò permette oggi all’azienda di essere in grado di soddisfare le diverse ed esigenti richieste da parte di costruttori di un settore, come quello delle costruzioni, in forte espansione su questa nuova tecnologia di alimentazione dei veicoli:
“
I NNOVAZIONE, RICERCA E TECNOLOGIA SONO GLI ELEMENTI PRINCIPALI DELL’ATTIVITÀ DI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
L’OPINIONE
FEDERICO PELUSO RESPONSABILE COMMERCIALE DI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
“Talvolta capita che da parte delle aziende, seppur tra le più grandi e strutturate del settore, ci siano delle convinzioni errate sulla tecnologia dell’elettrico. Questo perché è un mercato ancora nuovo e per molti produttori di macchine ancora sconosciuto. Molte aziende hanno dei preconcetti che aldilà di qualche lacune tecniche più che giustificate e dovute a una mancanza di competenze elettroniche sul funzionamento di un motore elettrico - le porta a pensare che una macchina diesel, con una certa configurazione meccanica e idraulica, possa essere replicata in toto con la semplice sostituzione dell’alimentazione. Purtroppo non è così semplice. Ciò che cerchiamo di fare fin dal primo approccio con il cliente è introdurlo in questo nuovo mondo, mostrandogli anche
56 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
“Il vantaggio di sviluppare progetti su misura interfacciandoci direttamente con i produttori di macchine ci dà la possibilità di reperire direttamente dal cliente nuove e preziose informazioni sui veicoli e sulle tecnologie migliori da applicare”, aggiunge
nuovi modi di utilizzare e gestire la macchina, differenti da quelli a cui erano abituati. Tra i vari dubbi che riscontriamo ce ne sono molti che riguardano lo smaltimento delle batterie, uno dei temi di stampo ecologico che maggiormente interessa in questo momento l’opinione pubblica. In Italia siamo ancora indietro per quanto riguarda la presenza sul territorio di centri per lo smaltimento di batterie al litio, specialmente rispetto ad altri paesi come la Cina o la Germania dove esistono consorzi organizzati per il loro recupero. Le batterie non sono completamente riciclabili, ma è possibile rigenerarle e riutilizzarle in altri campi industriali senza che diventino scarti da dover essere smaltiti e allungare il loro ciclo di vita. Con il nostro team di ricerca e sviluppo stiamo lavorando alla progettazione di celle prive di cobalto, così da poter realizzare delle soluzioni più sostenibili sotto molti punti di vista. Inoltre da qualche anno abbiamo intrapreso una campagna che offre un importante risparmio a lungo termine per chi acquista un prodotto di Aliant Ultralight Battery, esonerando i nostri clienti dal contributo ambientale e facendocene carico interamente noi.”
„
Peluso. “Questo ci permette di acquisire di volta in volta del ‘know-how’ che consente di migliorare costantemente i nostri prodotti, dandoci la possibilità di conformare la batteria, attraverso un lavoro specifico sulla componente elettronica, con le funzioni delle macchine e le esigenze del cliente per precise applicazioni”.
Qualità tecnologica Una produzione su misura e l’abilità di intercettare le volontà dei clienti non sono le uniche qualità che hanno consentito in questi anni all’azienda romagnola di accumulare successi nei mercati in cui essa opera. Un differente approccio tecnologico e tecnico le ha permesso di sviluppare prodotti innovativi, capaci di sorprendere i clienti con prestazioni d’eccellenza: “Oggi, sia noi che i grandi marchi del comparto automotive sviluppiamo batterie con bilanciamento passivo perché una sapiente progettazione permette di raggiungere gli stessi tempi di ricarica dei sistemi attivi”, spiega Davide Dal Pozzo, fondatore di Aliant Ultralight Battery. “Inoltre, il nostro sistema con bilanciamento passivo, integrato alle tecnologie di ‘sorting’ (raggruppamento delle celle) e alla qualità dei nostri componenti, offre un’architettura elettronica più semplice, elementi molto bilanciati e una batteria più robusta, una prerogativa molto richiesta da parte dei nostri clienti e fondamentale per l’elettrificazione di macchine soggette a forti sollecitazioni”.
DAVIDE DAL POZZO FONDATORE E SALES ENGINEER DI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
Oltre a una diversa struttura tecnica dei prodotti, un servizio di assistenza d’eccellenza ha permesso ad Aliant Ultralight Battery di essere una delle poche aziende sul mercato con la capacità di interfacciarsi con produttori poco avvezzi a queste nuove tecnologie: “Dopo la
IL CUORE DELLE BATTERIE DI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY È IL BMS, UNA SCHEDA DI CONTROLLO CHE PERMETTE DI OTTIMIZZARNE IL FUNZIONAMENTO, GARANTIRE UNA RICARICA RAPIDA E SICURA, GESTIRE AL MEGLIO LA POTENZA DI SCARICA ED ESTENDERE LA DURATA E LA VITA UTILE DELLE BATTERIE STESSE
prima consulenza gratuita offerta al cliente ci confrontiamo con le realtà più importanti produttrici di inverter e motori elettrici a livello nazionale e internazionale specifiche per il campo di applicazione richiesto dal cliente, in modo che la batteria possa essere integrata all’interno di un discorso più ampio di elettrificazione del veicolo, supportando il cliente in tale pro-
cesso dall’inizio alla fine. Per questo motivo non ci definiamo un’impresa volta a fornire componenti, come altri nostri competitor, ma un partner con un approccio basato sull’offrire un servizio atto ad accompagnare i clienti, passo dopo passo, nello sviluppo di una macchina elettrica in linea con le loro esigenze”, conclude Davide Dal Pozzo. ■
LO SVILUPPO DELLE BATTERIE PROPOSTE SUL MERCATO DA ALIANT ULTRALIGHT BATTERY È SUPPORTATO DA UN EFFICACE REPARTO PRODUTTIVO
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 57
COMPONENTI MP FILTRI
ESD NEI FILTRI OLEODINAMICI
LO STUDIO OGGETTO DI QUESTO ARTICOLO NASCE DALL’ESIGENZA DI COMPRENDERE E RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE SCARICHE ELETTROSTATICHE ALL’INTERNO DI FILTRI OLEODINAMICI, CONSEGUENTE ALL’ACCUMULO DELLA CARICA ELETTRICA CAUSATO DAL PASSAGGIO DELL’OLIO AL LORO INTERNO
di Pietro Gabrielli
S
ono diverse le problematiche di natura elettrostatica che si presentano nei sistemi e negli ambienti industriali: nei macchinari e sui pavimenti, ma anche nell’aria e sulle persone.
58 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Nel sistema in esame questi fenomeni possono danneggiare gli elementi filtranti, gli oli o altre componenti dei circuiti, oltre che provocare rischi di incendio qualora ci si trovi in ambienti dove sono presenti materiali infiammabili.
EMANUELE VILLA (AL CENTRO, FISICO, R&D DEPARTMENT MP FILTRI) E ALESSANDRO NEGRI (PRIMO A DESTRA, R&D MANAGER MP FILTRI), AUTORI DELLO STUDIO OGGETTO DELL’ARTICOLO, INSIEME AL TEAM DEL LABORATORIO MP FILTRI
negativa su sé stesso, caricando della stessa quantità, ma con segno opposto, l’altro. In sistemi liquido-solido è sufficiente il contatto per generare questo tipo di effetto (Fig. 2). A livello microscopico si forma un double layer, consistente in un accumulo di cariche superficiale (Helmholtz layer) sul materiale filtrante e in un diffuse layer nel volume dell’olio, la cui distribuzione di carica è esponenziale (Fig. 3). Qualora il fluido sia in movimento a una certa portata (Fig. 4) il flusso trascina via le cariche nel liquido e provoca un accumulo di carica netta nel sistema, che dà origine a potenziali elevati (si arriva fino alle decine di kV). La dissipazione della carica può avvenire tramite processi di conduzione o di scarica elettrostatica. I primi sono vari, ma è utile soffermarsi sul principale mecca-
In quest’elaborato sono presentati i risultati di uno studio sperimentale contestualmente al quale è stata svolta un’indagine nella letteratura in materia volta a comprendere i fenomeni fisici essenziali che intervengono nei processi osservati e, laddove possibile, a un confronto qualitativo tra risultati empirici e modellistica.
Teoria elettrostatica L’accumulo della carica sui filtri avviene a causa di effetti triboelettrici, che hanno luogo quando entrano a contatto (o in frizione) due corpi con elettronegatività diversa. Con “elettronegatività” si indica l’intensità dell’attrazione di un nucleo sugli elettroni circostanti. Per materiali composti, essa dipenderà dalle elettronegatività degli elementi che la costituiscono. Nella Fig.1 è riportata la scala triboelettrica (che fornisce informazioni sulla elettronegatività relativa) per i materiali in esame: cellulosa, vetro, oli (assimilabili ai derivati degli idrocarburi). Nell’effetto triboelettrico il corpo con maggiore elettronegatività strappa elettroni all’altro, generando un accumulo di carica netta
FIG. 3 - ELECTROSTATIC DOUBLE LAYER (DA STLE ANNUAL MEETING 2016, W. NEEDLEMAN)
FIG. 4 - FORMAZIONE DI ACCUMULO DI CARICA NETTO (DA STLE ANNUAL MEETING 2016, W. NEEDLEMAN)
FIG. 1 - SCALA TRIBOELETTRICA PER MATERIALE D’INTERESSE
FIG. 2 - EFFETTO TRIBOELETTRICO PER CONTATTO
FIG. 5 - RILASSAMENTO DELLA CARICA NELLE CONDUTTURE
nismo di dissipazione nei fluidi: il rilassamento della carica, rappresentato nella Fig. 5. Ciò avviene quando le condutture o i serbatoi in cui passa o staziona il liquido sono conduttivi (e collegati a terra); tramite moti convettivi, attratte dal potenziale nullo di terra, le particelle cariche tendono ad avvicinarsi alle pareti, dove rilasciano la carica accumulata. Nelle componenti isolanti solide come le plastiche, invece, si geluglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 59
COMPONENTI 1. TESTATA 2. CERCHIETTI 3. TUBO SPIRALATO 4. SETTO FILTRANTE 5. FONDELLO 6. CONTENITORE
FIG. 6 - VISTA ESPLOSA DI UN FILTRO
nerano solo correnti di conduzione che, dissipando la carica, evitano che l’accumulo di potenziale diverga. Si prevede piuttosto che la tensione si assesti su un valore massimo seguendo un andamento asintotico (saturazione del valore) raggiunto quando la quantità di carica che si accumula eguaglia quella dissipata. La carica accumulata nel sistema, oltre a dissiparsi per conduzione, dà luogo talvolta a fenomeni di scarica. Una scarica elettrostatica è il passaggio di elettroni attraverso un mezzo isolante, il cui risultato è quello di colmare la differenza di potenziale tra due zone di un corpo o tra due corpi distinti, generando una corrente istantanea di altissima intensità. Si tratta di un processo che dà luogo a un’emissione di luce dovuta alla ionizzazione delle molecole del mezzo di passaggio, che talvolta rimangono danneggiate. Questo processo ha luogo nelle situazioni in cui il campo elettrico supera la rigidità dielettrica (espressa in kV/mm) del materiale (si può assimilare tale sistema a un condensatore le cui armature raggiungono la massima capacità).
Prove sperimentali L’apparato sperimentale utilizzato consiste in un banco prova contenente un circuito oleodinamico in cui è inserito un filtro in grado di trattenere il contaminante solido ed evitare che questo danneggi i macchinari o l’olio stesso. I componenti principali di un filtro sono testata, elemento filtrante e contenitore. Gli elementi filtranti oggetto di questo studio sono composti da un setto filtrante, formato dalla plissettatura di uno o più strati (denominati media), che circondano un tubo metallico forato (tubo spiralato) e sono incollati insieme a due componenti chiamati fondello e cerchietto. In Fig. 6 si può osservare la vista esplosa di un filtro. 60 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
FIG. 7 - VOLTMETRO CHE MISURA IL POTENZIALE DEL FILTRO
Nel corso delle prove sono stati indagati i tre aspetti presentati in precedenza: accumulo della carica elettrica, fenomeni di conduzione, scariche elettrostatiche. Il primo avviene nei dielettrici presenti nel sistema: materiali filtranti, olio, condutture isolanti. Come già citato, l’origine risiede nei fenomeni triboelettrici, che avvengono in seguito al passaggio dell’olio attraverso i pori molto fini (dell’ordine della decina di micron di diametro) dei materiali filtranti isolanti, ovvero cellulosa o fibra di vetro.
Misure al variare della portata È stato misurato innanzitutto il potenziale elettrico accumulato da vari modelli di filtro, che hanno presentato diversità di comportamento al variare dei materiali impiegati. Viene utilizzato un voltmetro non a contatto, che misura il potenziale indotto sul contenitore (in plastica) dalla carica che si accumula nel
setto dei filtri. In accordo con la letteratura, come già visto in Fig. 1, l’olio minerale ha elettronegatività maggiore sia della cellulosa che del vetro, pertanto si caricherà negativamente; di conseguenza sul filtro vedremo un potenziale positivo. L’olio sintetico utilizzato ha elettronegatività intermedia tra cellulosa e vetro, pertanto il vetro continuerà a caricarsi positivamente, mentre il potenziale della cellulosa avrà
FIG. 8 - COLLETTORE DI CARICA ELETTRICA
segno opposto. In generale, a seconda delle caratteristiche dell’olio utilizzato, il segno e la quantità della carica accumulata in filtro e olio potrebbero variare, anche significativamente, in base alla differenza di elettronegatività tra i materiali. Per stimare l’accumulo di carica che si forma nell’olio in seguito al passaggio nel filtro sfruttiamo il meccanismo di rilassamento della carica del liquido. A valle del filtro in esame si è pensato di integrare nel circuito un collettore di carica, costituito da un filtro metallico privo di setto filtrante, con uno scovolino metallico all’interno. Nel passare attraverso le setole e tramite il contatto con le superfici metalliche una consistente parte delle cariche viene raccolta dal col-
GRAFICO 1
lettore; collegando quest’ultimo a un amperometro si può eseguire una misura chiamata “corrente di rilassamento” che - anche se quantitativamente poco significativa poiché non fornisce informazioni sulla totalità della carica nell’olio - ha una notevole rilevanza qualitativa nel confronto tra diversi modelli di filtro. Le misure riportate di seguito sono state eseguite utilizzando olio minerale, testando elementi analoghi per dimensione ma differenti nei materiali. Nei grafici 1 e 2 si osserva l’andamento di potenziale e corrente al variare della portata per dei filtri standard in fibra di vetro o cellulosa. Il potenziale presenta, all’aumentare della portata, una crescita che inizialmente appare rapida, per poi smorzarsi quando iniziano ad avere luogo effetti di scarica (a portate diverse in base ai diversi tipi di elemento filtrante), assumendo un andamento asintotico quando i fenomeni di carica e scarica si equivalgono (grafico 1). Il valore della tensione ad alte portate, pertanto, si assesta anziché divergere. Le scariche iniziano ad aver luogo a potenziali di circa 25 kV, cui corrispondono portate diverse in funzione della dimensione e dei materiali costituenti l’elemento filtrante. Tale valore di tensione risponde alle attese, in quanto le distanze tra componenti nell’elemento filtrante sono dell’ordine dei millimetri e la rigidità dielettrica dell’olio è numericamente molto simile. Il valore della rigidità dielettrica degli oli in uso è stato misurato a una temperatura vicina a quella di lavoro, in collaborazione con il prof. Davide Fabiani del dipartimento di ingegneria elettrica dell’UniBo. Anche la cellulosa e i materiali plastici che compongono il filtro presentano valori simili di rigidità con spessori di pochi millimetri, pertanto ci si aspetta che le scariche avvengano anche all’interno di queste componenti e non solo nell’olio. Le scariche hanno luogo anche all’interno dei materiali degli elementi filtranti, causando bruciature e in generale un deperimento degli stessi.
GRAFICO 2 luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 61
COMPONENTI Effetti delle scariche I fenomeni di scarica, come già segnalato, sono di difficile indagine nel momento in cui avvengono, a causa della breve durata e della variabilità. Risulta più agevole osservarne gli effetti sui corpi attraversati: filtro e olio. Per il secondo appare difficoltoso individuare e analizzare le molecole danneggiate, pertanto si sono svolte analisi sugli elementi filtranti, che possono essere rimossi dal circuito e analizzati nel dettaglio dopo l’utilizzo. In particolare, si è ritenuto interessante analizzare gli effetti delle scariche elettrostatiche su elementi standard sottoposti a una prova di 30 minuti a una portata a cui le scariche sono frequenti e intense. Come già esposto, le scariche avvengono all’interno di diverse componenti del filtro: nel cerchietto, nel fondello e attraverso la cellulosa dello strato filtrante. Sugli elementi in cellulosa si è osservato, sia a occhio nudo che utilizzando un microscopio ottico, un significativo danneggiamento del materiale filtrante (Fig. 9), mentre le componenti plastiche non presentano grossi danni se non nel punto del cerchietto compreso tra il tubo spiralato e la testata metallica. Pertanto si ipotizza che le scariche avvengano tra il setto filtrante e il tubo metallico di supporto interno, dal quale poi la carica elettrica passa alla testata metallica tramite ulteriore scarica. Per quanto riguarda i filtri in fibra di vetro, si osservano ingenti danneggiamenti solo a livello del cerchietto e della colla che lo unisce al resto del filtro. Le bruciature sono visibili superficialmente e si estendono anche all’interno del materiale (Fig. 10), compromettendone la resistenza meccanica. Si è provato a rompere il cerchietto, riscontrando
FIG. 9 - IMMAGINE DI UN SETTO IN CELLULOSA DANNEGGIATO DALLE SCARICHE E DETTAGLIO AL MICROSCOPIO DELLA ZONA INTERESSATA
FIG. 10 - DETTAGLIO DEL CERCHIETTO DI UN FILTRO IN VETRO DANNEGGIATO DALLE SCARICHE 62 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
FIG. 11 - IMMAGINI A VARI INGRANDIMENTI DELLA RETE EPOXY
come la linea di frattura segua le linee di danneggiamento causato dalle scariche (non avvengono scariche che danneggino il materiale filtrante anche perché la fibra di vetro ha una rigidità dielettrica di circa 200 kV/mm, ben più alta di quelle raggiunte nel sistema). Inoltre, si notano danni di minore entità sulla ricopertura in resina epossidica della rete metallica (Epoxy), elemento presente nel setto per tenere insieme i diversi strati (Fig. 11). L’ipotesi, in questo caso, è che la carica accumulata sul materiale filtrante venga raccolta dalla rete Epoxy, nella cui ricopertura di resina epossidica (isolante) passa una corrente di conduzione che provoca danneggiamenti della stessa. Dalla rete, le cariche si dissipano poi raggiungendo la testata metallica tramite scariche elettrostatiche. Infatti, nella colla si possono osservare segni di scarica che seguono il profilo della rete in esso incastonata.
Misure al variare della temperatura I dati riportati nei grafici 1 e 2 sono stati raccolti variando la portata a temperatura costante. Si sono inoltre eseguite misure anche al variare della temperatura T, strettamente legata alla viscosità e resistività dell’olio: all’aumentare di T questi due parametri si abbassano, riducendo l’intensità degli effetti triboelettrici e quindi dei fenomeni elettrostatici. Nelle prove è stato utilizzato un olio minerale, che scorre a portata costante attraverso un elemento filtrante in fibra di vetro standard. Nei grafici 3 e 4 si può osservare l’andamento di potenziale e corrente al variare della temperatura: entrambi diminuiscono in valore assoluto all’aumentare della portata. A temperature intorno ai 20°C il valore della conducibilità dell’olio utilizzato, misurato in collaborazione con l’università di Bologna, conferma che si tratta di un olio dielettrico. Aumentando la temperatura fino a 40°C la conducibilità aumenta e la corrente misurata tende a 0 μA, come si nota dal grafico, in quanto l’olio assume un carattere maggiormente conduttivo e gli effetti triboelettrici so-
GRAFICO 3
stanzialmente cessano. Queste considerazioni sono valide per l’olio e il filtro utilizzati, ma si può confermare questo comportamento; i valori di portata e temperatura a cui gli effetti triboelettrici diventano trascurabili variano in base al sistema. Si evidenzia come oltre una data temperatura i fenomeni cessino di aver luogo e non ci sia necessità di utilizzare filtri cosiddetti “antistatici”; maggiori problematiche si riscontreranno sempre “a freddo”, quindi talvolta solo in fase di avviamento dei macchinari.
Le soluzioni È stata individuata una soluzione al problema dell’accumulo di cariche nei filtri: è necessario che si crei all’interno dei filtri stessi una sorta di circuito elettrico, ottenuto sostituendo alcune componenti isolanti con analoghe versioni conduttive, così che le cariche sul setto siano libere di spostarsi verso la testata ed essere dissipate a terra. Definiremo i filtri così composti “dissipativi”, in quanto non evitano il presentarsi degli effetti triboelettrici ma sono in
GRAFICO 5
GRAFICO 4
grado di dissipare la carica che si accumula, come si può vedere dai grafici 5 e 6. In blu sono rappresentati i valori per gli elementi dissipativi, in rosso quelli non. Si noti come, in condizioni di lavoro standard, il potenziale passa da decine di kV a zero, mostrando l’efficacia dei nostri filtri dissipativi. Per i modelli in fibra di vetro le correnti (grafico 7) hanno valori maggiori rispetto a quelli in cellulosa, ma per entrambi l’ordine di grandezza è il μA. Si riscontra un miglioramento utilizzando gli elementi dissipativi, nonostante i quali tuttavia non si osserva una carica netta nulla nell’olio. Gli effetti triboelettrici appaiono quindi essere minori utilizzando elementi dissipativi, ma l’effetto di carica dell’olio dovuto al passaggio nei materiali filtranti non viene evitato. L’andamento della corrente misurata risulta essere, similmente al potenziale, una crescita rapida ma non esponenziale. Tuttavia non si osserva uno smorzamento della crescita della corrente ad alte portate, pertanto non si ripete la tendenza alla saturazione (asintotica) osservata per
GRAFICO 6 luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 63
COMPONENTI
GRAFICO 7
GRAFICO 8
la tensione. Si ritiene che ciò non avvenga poiché nell’olio non ha luogo alcun fenomeno analogo alla scarica elettrostatica nei filtri, responsabile della limitazione alla crescita del potenziale. Tuttavia potrebbe esserci un limite anche per l’olio qualora si raggiunga la massima ionizzazione delle molecole. Per tali analisi sarà necessario in futuro continuare le prove su un altro apparato sperimentale.
Confronto tra elementi filtranti Si riassumono nella tabella seguente i risultati delle misure effettuate a una stessa portata e temperatura per elementi di uguale dimensione ma costruiti con materiali diversi. Si ribadisce come gli elementi dissipativi azzerino il potenziale nei filtri e riducano l’accumulo di carica nell’olio, pur non eliminandolo. Nei test eseguiti abbiamo notato come siano in commercio materiali filtranti conduttivi definiti da alcuni costruttori come antistatici, pur non essendolo in realtà. Elemento filtrante
Potenziale (kV)
Corrente (μA)
11
-6,0
Microfibra di vetro (standard) Microfibra di vetro (dissipativo)
0
-9,0
Cellulosa (standard)
6
-1,3
Cellulosa (dissipativo)
0
-2,1
Altra microfibra di vetro
9-15
-7,0
Altra microfibra di vetro
3-8
-16,0
Confronto tra oli Quando si utilizza un olio sintetico anziché minerale i valori e il segno delle due grandezze elettriche variano. Si sono eseguite misure di potenziale utilizzando gli stessi elementi filtranti con un olio minerale e con un olio estere sintetico, ottenendo i seguenti risultati:
64 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Elemento filtrante
Olio sintetico
Olio minerale
Potenziale (kV)
Potenziale (kV)
Microfibra di vetro standard
+30
+11
Microfibra di vetro dissipativo
~0,0
0
Cellulosa standard
-43
+6
Cellulosa dissipativo
~0,0
0
Si riconferma come l’utilizzo di elementi dissipativi elimini il problema dell’accumulo sul filtro, indipendentemente dall’olio utilizzato. Si osserva tuttavia che il segno delle cariche accumulate sui filtri in cellulosa è diverso, indicatore del fatto che la elettronegatività dell’estere sintetico ha un valore intermedio tra quello della cellulosa e della fibra di vetro (come precedentemente mostrato in Fig. 1).
Conclusioni Il problema originario delle scariche elettrostatiche nel filtro viene evitato sostituendo alcune componenti isolanti con equivalenti conduttivi, che creano un circuito elettrico all’interno degli elementi filtranti, così che la carica elettrica generata dagli effetti triboelettrici possa dissiparsi passando per la testata metallica, collegata a terra. L’accumulo di carica nell’olio non è evitabile solo rendendo i filtri dissipativi; questi elementi garantiscono la dissipazione della carica che si accumula sul filtro, ma non di quella eventualmente pre-esistente nell’olio, per la quale si dovranno adottare contromisure differenti. Il collettore di carica costruito o un altro dissipatore, se inserito nei tubi o nel serbatoio, potrebbe essere efficace ma non risolutivo, in quanto i tempi di rilassamento della carica nei liquidi sono dell’ordine dei minuti. Se l’olio resta nel serbatoio per tempi troppo brevi potrebbe venire immesso nuovamente nel circuito con una carica residua, dando origine a ulteriori problematiche. ■
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urante un recente evento riservato alla stampa, organizzato presso la sede di Liebherr Italia a Monfalcone (GO), è stata presentata la nuova offerta di servizi dedicati ai clienti che
66 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
l’azienda ha ideato con l’intento di consolidare la propria posizione sul mercato e mettere a disposizione strumenti concreti a supporto delle attività dell’utilizzatore. Oltre a una serie di attività esclusive di supporto ai propri
clienti, durante l’evento sono stati presentati nuovi strumenti digitali di pianificazione delle operazioni di sollevamento destinati a gru e autogrù, fruibili direttamente dai clienti attraverso la piattaforma online MyLiebherr del costruttore.
Pianificazione virtuale Gli interventi in cantiere possono essere molto impegnativi per progettisti e ingegneri data l’incidenza di fattori rilevanti quali la mancanza di spazio, le difficili condizioni del terreno o le capacità limitate della gru. In tali situazioni, il nuovo strumento digitale di pianificazione delle operazioni di carico in cantiere “Crane Planner 2.0” permette di selezionare l’attrezzatura e la configurazione della macchina più idonea a eseguire le attività di sollevamento richieste. Il Crane Planner 2.0 combina modelli 3D altamente dettagliati con tutti i dati di progettazione essenziali per il cliente, al fine di ottenere una pianificazione virtuale del sito interattiva e realistica, come spiega Mario Lombisani, responsabile dell’ufficio tecnico di Liebherr Italia: “Con l’aiuto di questo software, sviluppato interamente da Liebherr, è possibile simulare tutte le fasi di lavoro, dalle operazioni di sollevamento a quelle di deposito del carico, verificando preventivamente e direttamente in fase di progettazione la fattibiOLTRE A OFFRIRE UNO SCENARIO DI LAVORO ALTAMENTE REALISTICO, “CRANE PLANNER 2.0” PERMETTE DI CONOSCERE INFORMAZIONI UTILI SUI PARAMETRI DI SOLLEVAMENTO DEL CARICO E INDIVIDUARE LA TIPOLOGIA DI ATTREZZATURA E LA CONFIGURAZIONE DELLA MACCHINA PIÙ IDONEE AL TIPO DI LAVORAZIONE
lità del progetto tramite un unico strumento in grado di combinare le esigenze di sollevamento con quelle di logistica in cantiere. Ciò offre vantaggi evidenti quali un notevole risparmio di tempo e di costi, ma soprattutto la possibilità di valutare attraverso una simulazione del lavoro direttamente in situ gli standard di sicurezza durante l’utilizzo della macchina”. MARIO LOMBISANI RESPONSABILE UFFICIO TECNICO DI LIEBHERR ITALIA
Strumenti all’avanguardia Liebherr ha annunciato anche ulteriori nuovi strumenti in grado
DOPO AVER INSERITO I DATI RICHIESTI, “CRANE FINDER” CONFRONTA LE TABELLE DI CARICO DI VARIE TIPOLOGIE DI GRU CON I VALORI INSERITI DALL’UTILIZZATORE E FORNISCE UN ELENCO DELLE MACCHINE E DELLE LORO POSSIBILI CONFIGURAZIONI, ADATTE AL TIPO DI INTERVENTO RICHIESTO
di aiutare notevolmente l’utilizzatore durante la scelta della migliore configurazione della macchina e dell’attrezzatura da adoperare in specifiche ed eccezionali operazioni di sollevamento, permettendo un notevole risparmio di tempo e una corretta progettazione del lavoro. Tra gli strumenti presentati c’è anche il programma LICCON, un software di pianificazione e simulazione del lavoro semplice e intuitivo, che offre all’utilizzatore la possibilità di programmare in maniera ottimale gli impieghi della gru atluglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 67
SERVIZI traverso la visualizzazione di informazioni fondamentali durante le operazioni di sollevamento. Interamente progettato da Liebherr, con il LICCON è possibile programmare il proprio piano di lavoro attraverso una visualizzazione 2D della macchina e reperire informazioni sulle operazioni di sollevamento, quali: il carico massimo sollevabile, lo sbraccio della macchina, il numero di taglie dell’infilatura del bozzello, il raggio, l’inclinazione e/o la lunghezza del braccio. Un altro innovativo strumento è il software “Crane Finder”, che consente di identificare la gru più adatta a una determinata operazione in funzione del carico da sollevare: inserendo alcuni detta-
LA NUOVA AUTOGRÙ LIEBHERR LTM 1650-8.1 OFFRE UN INNOVATIVO SISTEMA DI SMONTAGGIO RAPIDO DEGLI STABILIZZATORI, CHE NE PERMETTE LA RIMOZIONE DALLA MACCHINA IN MANIERA SEMPLICE E VELOCE RIDUCENDO IL PESO DELL’AUTOGRÙ
gli in modo rapido e semplice come il peso del carico, l’altezza e il raggio richiesti - “Crane Finder” permetterà di scegliere tra un’intera gamma di gru dalle caratteristiche maggiormente adatte al tipo di lavorazione. Questo strumento fornisce inoltre dati sulla configurazione migliore della macchina e il tipo di attrezzatura da usare per determinate e specifiche operazioni. 68 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
La voce dei protagonisti
FABIO FENZI PRESIDENTE E AD DI LIEBHERR ITALIA
“
TUTTI I PRODOTTI E I SERVIZI LIEBHERR SONO IDEATI PER OFFRIRE VALORE ALLA PROPRIA CLIENTELA
„
In occasione della presentazione di questi nuovi strumenti Fabio Fenzi, presidente e amministratore delegato di Liebherr Italia, ha affermato: “In questi ultimi anni il tema della digitalizzazione ha destato particolare interesse nel settore del sollevamento, con numerose aziende che si sono attrezzate con tecnologie e sistemi digitali in ottica 4.0. La pandemia ha accelerato questo processo iniziato in Liebherr oltre quattro anni fa, permettendoci di arrivare preparati a questo importante passaggio evolutivo del settore. Il processo di digitalizzazione è sempre stato per Liebherr più di un passo obbligato dagli eventi, un’esigenza per il settore, una necessità di poter dialogare in maniera più efficiente da remoto. Oggi siamo di fronte a una situazione di equilibrio instabile: da una parte siamo un’azienda che cura molto l’aspetto del contatto diretto con il cliente, dall’altra vogliamo offrire sempre più servizi di assistenza in remoto a vantaggio dell’utilizzatore. Quindi credo che una delle sfide della digitalizzazione nei prossimi anni sarà quella di tracciare un equilibrio che permetta di valorizzare entrambe le forme di contatto, senza penalizzare né l’una e ne l’altra sfera di assistenza al cliente”. ■
LE NOVITÀ IN ARRIVO A meno di un anno dall’arrivo sul mercato italiano delle autogrù LTM 1110-5.1 e LTM 1120-4.1, Liebherr si prepara a presentere ulteriori novità di gamma in occasione della prossima edizione del GIS di Piacenza. I modelli esposti quest’anno comprenderanno due nuovi arrivi sul mercato italiano, oltre a una vecchia conoscenza, l’autogrù LTM 1250-5.1, che ha dato numerose soddisfazioni all’azienda e ai suoi utilizzatori. A fare il suo esordio sarà la nuova autogrù LTM 1150-5.3, erede della versione LTM 1130-5.1, che presenta caratteristiche e prestazioni migliorate rispetto alla sua “sorella minore”: un braccio telescopico più lungo del 10%, portate superiori del 15% e un potenziamento delle già elevate capacità di sollevamento. Altra novità sarà l’autogrù LTM 1650-8.1: subentra alla LTM 1500-8.1 ed è studiata per una mobilità a livello globale. Tra le varie possibilità c’è un sistema di smontaggio rapido degli stabilizzatori e del braccio telescopico che favorisce il trasporto su strada grazie a una notevole riduzione del peso della macchina. Nello stand Liebherr sarà presente un’ulteriore sorpresa: un nuovo modello di gru che rappresenterà una novità assoluta per il mercato italiano.
Niederstätter SpA e Liebherr al servizio della Lombardia! Niederstätter, società leader nel mercato dei macchinari edili e da costruzione, e Liebherr, costruttore di gru di qualità riconosciuta internazionalmente, hanno stipulato uno storico accordo che ha reso la Niederstätter SpA la concessionaria ufficiale di gru Liebherr in tutta la regione Lombardia. Un traguardo importante, certificato dall’apertura prossima di un nuovo centro assistenza Clienti a Castelli Calepio (BG). Un vero e proprio Hub logistico per il mondo delle macchine edili dove saranno offerte pianificazioni di cantiere, consulenza per l’acquisto e il noleggio di macchine edili e alta formazione qualificata e professionale. Vi aspettiamo!
Per Info: Ruggero Serrati T +39 342 385 9300 E ruggero.serrati@niederstaetter.it W niederstaetter.it
SERVIZI CASELLA AUTOGRU
LA STRATEGIA
DELLA MARATONA NON C’È NULLA DI IMPROVVISATO NELLE AZIONI DEL NOLEGGIATORE PIACENTINO CHE, AL CONTRARIO, NON BASA LA SUA ATTIVITÀ SULLO “SCATTO” BENSÌ SULLA “LUNGA DISTANZA”, CON UNA VISIONE LUNGIMIRANTE DI FARE IMPRESA di Ettore Zanatta
“F
are impresa non significa limitarsi a uno scatto, ma implica affrontare una maratona”: queste sono le parole particolarmente significative con cui Davide Villa e Francesco Gobbi, rispettivamente titolare (insieme al fratello Corrado, attuale responsabile commerciale, e alla madre Angela Biaggi) e amministratore delegato di Casella Autogru, ci hanno accolti nella sede di Podenzano
70 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
(PC), dove abbiamo assistito alla consegna dell’autogrù LTM 10704.2 da parte di Liebherr Italia, la decima del marchio tedesco acquistata del noleggiatore piacentino negli ultimi 13 anni (a oggi nel parco macchine ce ne sono ben sei) e simbolo di un rapporto di partnership che va ben oltre la mera fornitura di una macchina operatrice. Un’occasione, questa, per conoscere più da vicino
l’attività di un noleggiatore che ogni giorno si pone un preciso obiettivo: creare valore per il cliente, fornendogli la migliore soluzione disponibile sul mercato. Casella Autogru propone sul mercato una gamma completa di servizi, con una qualità garantita
da decenni di lavoro nel settore dei sollevamenti. Come si struttura oggi l’attività dell’azienda? “In ogni campo in cui operiamo mettiamo a disposizione dei nostri clienti tutta la nostra professionalità, frutto di una pluridecennale esperienza nel settore, e i mezzi più affidabili e all’avanguardia sul mercato (comprese macchine elettriche), con un’attività di noleggio sia a breve che a lungo termine, a caldo e a freddo, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Il nostro obiettivo è garantire un servizio a 360°, chiavi in mano: dalla consulenza alle operazioni vere e proprie, fino alle pratiche burocratiche, offriamo soluzioni flessibili e personalizzate, partendo da un sopralluogo conoscitivo, passando per la fase di progettazione, per concludersi con la supervisione in cantiere delle operazioni di sollevamento da parte del nostro personale, qualificato e periodicamente formato”.
Com’è strutturata Casella Autogru e su quali pilastri si fonda la sua attività? “Il core business si concretizza in un’attività di noleggio di mezzi destinati a sollevamenti, trasporti e montaggi di strutture prefabbricate grazie alla posizione strategica delle attuali unità operative di Piacenza, Cremona e Parma possiamo intervenire in tutto il Nord Italia, garantendo la massima efficacia e affidabilità in termini di sicurezza, puntualità e flessibilità, con una visione sempre più ‘green’. L’ambiente, infatti, è un tema di primaria importanza per Casella Autogru, per questo ci impegniamo a rispettare la natura che ci circonda aggiornando periodicamente il nostro parco mezzi e integrandolo con veicoli elettrici”. Lo sguardo di Casella Autogru volge anche oltreconfine. È recente la costituzione di un’unità operativa in Svizzera. Di cosa si tratta e qual è l’atteggiamento con cui intendente affrontare un
mercato così competitivo? “Casella Autogru SA, con sede a Grono, nel Canton Grigioni, ha iniziato la sua attività quest’anno tramite una struttura che entro la fine dell’anno conterà una decina di persone e una quindicina di mezzi, tra autogrù e mezzi elettrici. Si tratta di un importante investimento da parte dell’azienda, in un mercato nuovo e con tutte le complessità legate alla burocrazia locale e al fatto di essere un contesto extra-europeo. Il nostro obiettivo è confrontarci con le realtà già esistenti, senza scatenare un ribasso dei prezzi, aspetto che purtroppo sempre più ha degradato e avvilito il mercato italiano, ma puntando sulla qualità del servizio in questo contesto molto competitivo. Siamo consci che ciò rappresenta una grande sfida, ma intendiamo affrontarla con entusiasmo, per valorizzare la filosofia che da sempre seguiamo nel fare impresa”. Affidarsi a un’azienda che mette a disposizione un parco mezzi completo e un’esperienza pluriennale è un punto di partenza imprescindibile per individuare il partner ideale quando si tratta di noleggiare mezzi di sollevamento. A sua volta, il noleggiatore deve poter contare su un fornitore altrettanto affidabile… “Il parco mezzi di Casella Autogru è variegato, sia in termini di dimensioni che di prestazioni, e comprende veicoli moderni, efficienti e performanti, in grado di ottimizzare tempi e produttività. Potenza, equilibrio e stabilità, ma non solo: sicurezza e affidabilità sono gli elementi che caratterizzano il nostro lavoro e la nostra flotta.
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 71
SERVIZI
L’AUTOGRÙ LTM 1070-4.2 RECENTEMENTE CONSEGNATA VA AD AGGIUNGERSI AGLI ALTRI CINQUE MODELLI LIEBHERR GIÀ PRESENTI NEL PARCO MEZZI DI CASELLA AUTOGRU
Elementi che condividiamo con Liebherr, ad esempio. Il rapporto con Liebherr Italia è nato molti anni fa e si è rafforzato e intensificato nel tempo. Abbiamo fatto una precisa ‘scelta di campo’ e ciò ha portato a condividere un percorso che ha portato alla nascita di una vera e propria partnership, non di un semplice rapporto cliente/fornitore. La qualità di questo costruttore non si limita alle macchine prodotte, ma a tutto ciò che ruota intorno alla nostra attività, coerentemente con le tempistiche che deve rispettare oggi un qualsiasi noleggiatore: servizio completo, sempre preciso e puntuale; tem-
CASELLA AUTOGRU È SPECIALIZZATA NEL NOLEGGIO DI AUTOGRÙ (ANCHE ELETTRICHE), PIATTAFORME AEREE E SOLLEVATORI TELESCOPICI CON E SENZA OPERATORE, MA ANCHE NEL TRASPORTO MERCI NAZIONALE E INTERNAZIONALE, NEL MONTAGGIO/SMONTAGGIO DI FABBRICATI E PREFABBRICATI INDUSTRIALI E CIVILI
pestività nelle risposte; capacità di risolvere problemi e proporre soluzioni. Ricevere tutto ciò è impagabile e Liebherr ce lo assicura quotidianamente”.
LA “SESTA SINFONIA” DI LIEBHERR In occasione della nostra visita all’unità operativa di Casella Autogru a Podenzano (PC), Liebherr Italia ha ufficialmente consegnato al noleggiatore piacentino l’autogrù LTM 1070-4.2. Questa macchina a 4 assi dotata di braccio telescopico da 11-50 m, motore Liebherr a 6 cilindri da 330 kW, cambio ZF a 12 marce, trazione 8 x 6 e zavorra da 14,5 t, nonché di gancio traino - si distingue per portata di 70 t (con raggio 2,5 m) ed è equipaggiabile con un jib di 16 m. L’autogrù LTM 1070-4.2 - che va ad aggiungersi agli altri cinque modelli Liebherr di proprietà di Casella Autogru 72 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
Testimonianza della fiducia riposta da Casella Autogru nel marchio tedesco è il recente acquisto di un’autogrù LTM 10704.2, che va ad aggiungersi a una flotta Liebherr già consistente… “La LTM 1070-4.2 è la sesta macchina Liebherr della nostra attuale flotta, acquistata per il fatto che la LTM 1055-3.1 già presente in gamma è stata destinata alla citata unità produttiva in Svizzera. Dovendo coprire un gap di peso tra le 50 e le 100 t di portata, dopo esserci consultati con Liebherr Italia sulle nostre specifiche esigenze la scelta è ricaduta
(una LTM 1350-6.1 da 350 t di portata e 70 m di braccio, due LTM 1200-5.1 da 200 t di portata e 72 m di braccio, una LTM 1100-5.2 da 100 t di portata e 52 m di braccio e una LTM 1055-3.1 da 55 t di portata e 40 m di braccio) - racchiude in sé tutte le peculiarità tecnologiche della gamma di autogrù Liebherr, alcune delle quali consentono peraltro di usufruire delle agevolazioni destinate alle imprese per accedere al credito di imposta sui beni strumentali secondo il modello Industria 4.0. Tra le svariate dotazioni citiamo il sistema di sfilo telescopico a un
su questo modello da 70 t, a 4 assi, compatto e versatile, in grado di eseguire più servizi durante il giorno essendo in grado di circolare entro i limiti di peso previsti dal codice
LA FILOSOFIA DEL “FARE IMPRESA” DI CASELLA AUTOGRU SI BASA SUL RISPETTO DEI TEMPI E DEI TERMINI DI OGNI PROGETTO, MA ANCHE SULLA CAPACITÀ DI “CUCIRE” IL SERVIZIO SULLE ESIGENZE DEI PROPRI CLIENTI
stradale grazie al fatto che porta con sé la maggior parte della zavorra”. Come accennato, la qualità non è un concetto che si limita ai mezzi, ma si estende ad altri aspetti dell’attività … “Come noi la offriamo ai nostri clienti, Liebherr è in grado di garantire un’assistenza a 360° di alta qualità. Per questo motivo pensiamo di estendere la partnership in atto anche al service, con un piano strutturato di manutenzioni programmate. Uno dei vanti di Casella Autogru, infatti, è il parco mezzi costituito da unità mantenute in stato di assoluta eccellenza. Si tratta di una scelta ben precisa, che si fonda su tre motivi principali: il rispetto dei mezzi, delle persone e delle at-
trezzature è uno degli insegnamenti basilari del fondatore della società (il papà di Davide e Corrado, ndr), gettando le basi della realtà che siamo diventati oggi; il secondo motivo è che le macchine con cui operiamo rappresentano un investimento fondamentale per la nostra attività. Un altro aspetto importante - oltre all’annoso tema legato alle autorizzazioni al transito e alla circolazione stradale - riguarda la formazione degli operatori: la mancanza di gruisti e di ricambio generazionale è un tema primario e di attualità, che anche le associazioni di settore dovrebbero affrontare con decisione. È necessario far conoscere questo mestiere ai giovani e trasmettere loro il patrimonio conoscitivo di chi oggi lavora in questo settore. Anche
DA SINISTRA: FRANCESCO GOBBI, AD DI CASELLA AUTOGRU; DAVIDE VILLA, TITOLARE DI CASELLA AUTOGRU; DOMENICO PASQUARIELLO, OPERATORE DI CASELLA AUTOGRU; LORENZO CRODA, OPERATORE DI LIEBHERR ITALIA; SALVATORE SOMMA, AREA MANAGER PER IL NORD OVEST DI LIEBHERR ITALIA
in quest’ambito Liebherr è un punto di riferimento e sta mettendo in campo una serie di azioni per intercettare l’attenzione dei giovani all’interno delle scuole. Il nostro è un mercato che ha fame di talenti!”. Un ultimo spunto di riflessione, e anche questo è un tema sempre attuale soprattutto nel settore del noleggio, è quello legato all’aggregazione. Qual è la vostra posizione in tal senso? “Siamo favorevoli, il ‘piccolo è bello’ è un concetto obsoleto. Abbiamo già sfruttato alcune opportunità in Italia, concretizzatesi attraverso un’acquisizione nel corso del 2020 di una realtà già esistente sul territorio, e ora ne abbiamo individuate altre che si sono rese disponibili a fare dei ragionamenti in questa direzione”. ■
cilindro TELEMATIK, il concetto di sterzatura variabile su tutti gli assi e le modalità ECOmode ed ECOdrive, che ottimizzano le strategie di guida su strada riducendo il rumore e il consumo di carburante. Senza dimenticare il sistema VarioBase, grazie al quale le basi di ogni singolo stabilizzatore possono essere posizionate in modo asimmetrico: grazie al limitatore di carico LICCON viene qui ricalcolata in ogni singola situazione la portata possibile e ciò evita incidenti causati da manovre errate sia durante le operazioni di allestimento che di sollevamento. luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 73
Dossier
È ORA DI CRESCERE DOPO I VARI DUBBI CHE ALEGGIAVANO LO SCORSO ANNO SULLA TENUTA DEL MERCATO DEL NOLEGGIO IN ITALIA, OGGI - DATI ALLA MANO - POSSIAMO AFFERMARE CHE IL SETTORE HA RISPOSTO CON DECISIONE AL MOMENTO DI EMERGENZA SANITARIA ED ECONOMICA VISSUTA DAL PAESE. MA QUALI SONO LE ASPETTATIVE DI SVILUPPO DI QUESTO SETTORE NEL 2021? QUALI SONO LE PREVISIONI SUL FUTURO DEL NOLEGGIO IN ITALIA NEI PROSSIMI ANNI? NE ABBIAMO PARLATO CON MARCO PROSPERI, DIRETTORE DI ASSODIMI/ASSONOLO
di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari
Foto Peri 74 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
NOLEGGIO
A
un anno e mezzo dall’evento pandemico che ha scosso i mercati di tutto il mondo il settore del noleggio in Italia registra un primo semestre più che positivo, merito anche di un’ottima ripresa del mercato una volta terminato il periodo di chiusure dello scorso anno. La dimensione del mercato del noleggio italiano, più piccolo e meno strutturato rispetto a quello dei principali Paesi europei, è un fattore che ha penalizzato il settore per diversi anni, ma che durante il periodo della pandemia ha permesso una maggiore flessibilità e facilità alle aziende nell’adeguarsi alle esigenze operative che l’inattesa e particolare situazione sanitaria imponeva. Questo ha permesso una ripartenza repentina dell’Italia dopo il lockdown, specialmente rispetto ad altri Paesi europei aventi mercati del noleggio ben più organizzati, composti da aziende di caratura internazionale e dai fatturati molto più
elevati. In questi Paesi, data la mole di numeri e una struttura meno flessibile, il calo si è fatto sentire in maniera più evidente, specialmente per leader di settore del noleggio quali Francia e Inghilterra.
MARCO PROSPERI DIRETTORE ASSODIMI/ASSONOLO
Contro ogni previsione… o quasi Un inizio anno estremamente positivo per il settore del noleggio, anche figlio di un 2020 che si è concluso per molte aziende con bilanci in linea, se non leggermente al di sotto, di quelli dell’anno precedente. Un risultato inaspettato, soprattutto leggendo le previsioni iniziate a circolare nella seconda metà dello scorso anno che davano un crollo del mercato italiano con cali a doppia cifra e che Marco Prosperi, direttore di Assodimi/Assonolo, l’associazione che rappresenta il mondo della distribuzione e del noleggio di macchine, beni e attrezzature strumentali, spiega così: “Le previsioni dell’ERA (European Rental Association), una delle più importanti associazioni del noleggio d’Europa, stimavano lo scorso anno
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 75
Dossier una chiusura del mercato italiano al -12%, decisamente in controtendenza rispetto a quella stimata da Assodimi, che si attestava su un pareggio e quindi intorno allo 0%. Un enorme differenza percentuale dettata dal fatto che il metodo di analisi scelto da ERA consiste nel prelevare i dati da questionari che le imprese compilano in modo autonomo e compararli al PIL dei territori e al mercato di riferimento, generalmente quello delle costruzioni. La nostra associazione segue il medesimo iter, aggiungendo a questa metodologia lo studio dei bilanci dell’anno precedente (per effettuare correttivi) e telefonate
IL MERCATO DEL NOLEGGIO IN EUROPA 2020
2021
2022
Noleggio
-6,6%
+3,6%
+4,5%
Costruzioni
-5,2%
+2,1%
+2.9%
Fonte: ERA Market Report 2020, aggiornamento Giugno 2021
mirate a top player del settore, così da ottenere dati più veritieri sullo stato di salute del mercato nell’anno di interesse. L’analisi di Era, inoltre, prende in considerazione unicamente aziende che producono almeno il 51% del loro fatturato complessivo attraverso attività di noleggio”.
IL NOLEGGIO “FACILE” EasyNoleggio è una piattaforma digitale che ha l’obiettivo di rendere il noleggio di attrezzature più semplice e alla portata di tutti. Creata da Rentuu, specialista in tecnologia cloud-based, con il supporto di una famiglia di marchi consolidata, affidabile e globale quale easy (conosciuta soprattutto per il marchio easyJet), si pone l’obiettivo di semplificare la vita degli utenti, con un’esperienza digitale pratica e agevole, nonché di fornire un impeccabile servizio clienti. EasyNoleggio dispone di un vasto assortimento di attrezzature ed equipaggiamenti, che possono essere facilmente consegnati a qualsiasi indirizzo, indipendentemente dall’ubicazione, o ritirati in autonomia. A illustrarci le opportunità offerte da easyNoleggio e la semplicità d’utilizzo che la contraddistingue è Andrea Guzzoni, direttore esecutivo di easyHire e Rentuu: “La piattaforma easyNoleggio è un servizio con il quale intendiamo
76 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
semplificare il processo di fruizione di equipaggiamenti e attrezzature. La nostra tecnologia all’avanguardia a livello mondiale consente a chiunque lavori su qualsiasi progetto - che si tratti di una ristrutturazione o di qualsivoglia necessità - di trovare in uno specifico luogo le attrezzature e l’equipaggiamento necessari. Investendo in una tecnologia moderna e semplice da utilizzare per il cliente abbiamo fatto in modo che easyNoleggio offra un’esperienza superiore, orientata al valore del prodotto e al cliente. Inoltre, siamo affiancati da un marchio che è riconosciuto dal 90% del mercato europeo e dal 98% di quello britannico. La fama del brand easy favorirà lo sviluppo del progetto, garantendo un ottimo rapporto qualità-prezzo”.
Proprio quest’ultima rappresenta una scelta di indagine estremamente limitante per un mercato come quello italiano, al cui interno alcune delle più importanti aziende di noleggio si attestano sotto questo valore. Tra queste c’è SCAI, importante società (non presa in considerazione nelle statistiche di ERA) che detiene un importante fetta del fatturato complessivo di questo settore nel nostro Paese: “Bisogna tenere a mente durante questi studi che il mercato italiano è composto da aziende eterogenee, con prevalenza di PMI anche molto piccole, che spesso mescolano noleggio e vendita”, chiarisce Prosperi. “Paesi di riferimento del noleggio in Europa - quali Inghilterra, Germania e Francia - hanno mercati molto più evoluti e con dinamiche imprenditoriali spesso non conciliabili a quello italiano. Quindi le proporzioni e le metodologie di indagine valide per quei Paesi non possono essere replicate su un mercato più piccolo e anomalo come il nostro, che invece necessita di una differente prospettiva di analisi che faccia riferimento alla nostra diversa composizione del mercato”.
In continua crescita Circa il 65% della domanda di noleggio di macchine proviene dal mondo delle costruzioni e una grossa fetta da quello dell’Industria, un comparto che ha permesso al mercato di non perdere il passo e continuare a lavorare anche durante i mesi più duri del lockdown. Dalla riapertura dello scorso anno, pur riscontrando un’importante e rapida ripartenza dei lavori, l’incertezza sull’evoluzione sanitaria nel Paese e su un’eventuale nuova chiusura nel-
NOLEGGIO la seconda metà dell’anno ha portato al timore che la crescita vista durante l’estate fosse soltanto una temporanea “boccata d’aria fresca”. Così non è stato e anzi, sempre più, fino alla fine dell’anno, si è assistito a un continuo aumento della domanda di macchine e attrezzature per le costruzioni senza l’avvento di ulteriori chiusure, pur verificandosi una recrudescenza del virus: “Si sono registrati numeri importanti di vendita e di noleggio, anche grazie a misure quali l’Industria 4.0 e il Superbonus”, spiega Marco Prosperi. “Di contro, l’elevata richiesta da parte del mercato ha portato a un esaurimento delle scorte e a noleggiatori e clienti impossibilitati a fare investimenti. Ovviamente la situazione dei trasporti e dell’arrivo dei rifornimenti dall’estero è stata una delle cause che ha impedito l’approvvigionamento per i costruttori e, di conseguenza, intaccato le loro capacità di rispondere alla domanda del mercato. Della situazione ne hanno risentito maggiormente le piccole aziende, mentre la maggior parte di quelle di medie e grandi dimensioni ci hanno riferito di aver chiuso in pareggio o con minime variazioni rispetto all’anno precedente, recuperando il periodo di fermo dovuto alle chiusure imposte dal Governo”.
IL MERCATO DEL NOLEGGIO IN EUROPA – I Paesi
IN CRESCITA Danimarca Finlandia Germania Norvegia Repubblica Ceca Svezia
In peggioramento
Fonte: ERA - European Rental Association
IN CALO
Fonte: ERA Market Report 2020, aggiornamento Giugno 2021
Incentivi, quelli dell’Industria 4.0 e del Superbonus 110%, che, secondo il direttore di Assodimi, hanno contribuito a preservare questa striscia positiva di numeri del mercato anche a inizio di quest’anno: “Per alcuni settori la misura del Superbonus è stata un aiuto importante per il recupero delle perdite subite lo scorso anno e continua a esserlo tuttora. Per fare un esempio: in questo momento è altamente difficile trovare ponteggi da noleggiare in Italia, data l’alta richiesta dei mesi scorsi, ma ciò che secondo noi ha impattato maggiormente sul settore a inizio 2021 è stato il comple-
IL MERCATO DEL NOLEGGIO IN EUROPA –Andamento congiunturale
Media del campione
Belgio Francia Gran Bretagna Spagna Svizzera
Stabile
In miglioramento
tamento di lavori iniziati lo scorso anno e l’attivazione di ulteriori progetti. Per questo siamo convinti che il PNRR avrà un impatto considerevole sul mercato del noleggio, cosa che ci rende fiduciosi su un proseguo del momento positivo del settore anche nei prossimi anni”.
Crisi o opportunità? Un 2020 che non solo ha mostrato una tenuta importante del mercato, ma che ha accesso i riflettori sul settore ponendo in risalto le qualità e i vantaggi offerti da un servizio come quello del noleggio. Infatti, nel corso del 2020 Assodimi ha registrato l’ingresso di oltre 60 nuovi soci, il segnale di quanto gli eventi dello scorso anno abbiano contribuito a un rilancio del settore: “Il 15% dei clienti che oggi si presentano nei centri di noleggio sono nuove aziende che si stanno approcciando per la prima volta a questo mondo”, spiega Prosperi. “Questo è dovuto a due aspetti: il primo alla difficoltà in questo momento di acquistare nuovi approvvigionamenti; il secondo a un reale interesse verso questo settore, cresciuto molto negli ultimi anni. Inoltre, molti nuovi settori in crescita stanno scoprendo le potenzialità legate al noleggio, come quello dell’agricoltura da qualche anno in notevole ascesa”. Questa tipologia di crisi genera un luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 77
Dossier IL MERCATO DEL NOLEGGIO IN EUROPA – Aspettative sul totale 2021
nata di lavori ha portato molti ad approcciarsi a questa soluzione. Ma tutto ciò comporta una prova di forza da parte del noleggio in questo momento, con le aziende del settore che devono dimostrare la loro professionalità e offrire servizi in grado di incoraggiarne una continua fruizione anche dopo l’uscita dalla crisi, dimostrando di essere noleggiatori professionisti e non solo ‘prestatori di macchine’”.
Un investimento sicuro
Media del campione
In peggioramento
Stabile
In miglioramento
Fonte: ERA - European Rental Association
clima di incertezza sul futuro che tende a portare a una riduzione degli investimenti sul mercato da parte delle aziende, specialmente quelli a lungo termine. Ciò comporta la necessità per le aziende di trovare altre soluzioni più in linea alle proprie possibilità. Un esempio è quello del settore del noleggio inglese, cha ha avuto uno dei suoi primi e più importanti tassi di crescita dopo un evento drammatico
come quello della Seconda Guerra Mondiale: “Se confrontata con l’inizio dell’anno precedente, abbiamo assistito nel 2021 a una crescita del 40% superiore rispetto a quella registrata dal mercato delle vendite, che dimostra come nuove aziende si sono rivolte al settore del noleggio in vista di futuri lavori. La difficoltà nel reperire le macchine, la non volontà o impossibilità di fare investimenti a lungo termine e al contempo l’elevata impen-
Una crisi che, come detto, disincentiva le aziende a effettuare investimenti a lungo termine sul mercato, per quanto le analisi eseguite sul primo trimestre di quest’anno, stando al questionario conoscitivo distribuito ai membri Assodimi (circa il 20% del mercato), abbiano evidenziato come il 78% delle imprese di noleggio riportino crescite medie del 10% e addirittura un 10% degli intervistati attesti rialzi del 20% rispetto a quelle del primo trimestre 2020. Va ricordato, inoltre, come durante il primo trimestre dello scorso anno, fino alle chiusure di marzo e all’annuncio del lockdown, si segnalavano crescite importanti rispetto allo stesso periodo del 2019, segno che
IL 29° CONGRESSO NAZIONALE DEI NOLEGGIATORI L’associazione Assodimi/Assonolo rappresenta in Italia il mondo della distribuzione e del noleggio di macchine, beni e attrezzature strumentali e ha come principale obiettivo la divulgazione della cultura del noleggio, al fine di aiutare le imprese a inserirsi in questo settore in maniera organizzata e nel rispetto delle normative vigenti. Il mercato del noleggio sta vivendo un periodo interessante e, specialmente in questo momento, è fondamentale che le aziende intente a svolgere tale attività vengano indirizzate verso processi imprenditoriali innovativi e professionali. È proprio in quest’ottica che è stato pensato il 29° Congresso Nazionale dei noleggiatori professionali che si terrà nella Stazione Leopolda di Firenze il prossimo 26 novembre 2021. 78 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
La giornata sarà volta a fornire una nuova visione di crescita ed evoluzione del mondo del noleggio, un settore
dove tutti possono prestare una macchina o un’attrezzatura, ma dove in pochi offrono realmente un servizio in modo professionale. Per questo, l’evento organizzato da Assodimi/ Assonolo ha l’importante compito di definire le direzioni che il mercato può intraprendere con l’intento di fornire al cliente un servizio di qualità riconoscibile e adeguatamente remunerato. La partecipazione all’evento è gratuita e disponibile a una persona per ogni azienda, noleggiatori soci e non soci di Assodimi/Assonolo, che potranno prendere parte all’evento in modo da avere l’opportunità di incontrarsi e dialogare insieme su come accrescere sempre più la cultura nell’imprenditoria del noleggio professionale di beni strumentali.
NOLEGGIO il mercato veniva da un momento di ottima salute: “Stiamo vivendo un ottimo periodo per il mercato che è cresciuto in maniera importante dall’inizio di quest’anno”, afferma Marco Prosperi. “Dire se questa tendenza sarà duratura non è per nulla facile, ma prevediamo una crescita continua anche nei prossimi tre anni anche se, purtroppo, questa crisi sanitaria ed economica ci impedisce di valutare con alte probabilità di certezza l’evoluzione del mercato dal quarto anno in poi. Detto ciò, quest’anno ci sarà un aumento degli investimenti nel settore rispetto al 2020, seppure non equiparabile ai valori pre-pandemia. Ciò perché l’evento estremamente particolare e senza precedenti che ha colpito il mercato e la nostra società porta con sé un clima di incertezza e molteplici variabili poco chiare e altamente instabili. Una di queste variabili è il PNRR, che dovrebbe completarsi nel 2026 e i cui fondi non sappiamo se saranno gestiti nella maniera corretta e nei tempi previsti. Quindi prevediamo che le aziende si concentreranno maggiormente su investimenti che permetteranno un rientro del capitale nel breve-medio termine. In special modo, come associazione, cerchiamo di incentivare investimenti di rinnovamento in un’ottica green, poiché siamo convinti che sarà un passo necessario e imminente per il settore a cui arrivare preparati. In ogni caso, le tendenze del settore per quest’anno sono molto positive e trovano conferme anche dai vari aggiornamenti di ERA che, ad oggi, danno il mercato italiano con una crescita media del 6,5% nel 2021, previsioni in linea con le prospettive del nostro centro studi”.
Ampi margini di crescita Secondo i valori presentati da ERA e Assodimi il mercato del noleggio in Italia si attesta su prospettive di crescita tra le più importanti d’Europa, dietro solo a quella della Francia (+9,5%), che di contro ha il compito di recuperare dalle gravi ripercussioni dovute al grosso calo dello scorso anno. Una crescita possibile solo se il settore saprà sfruttare a
PARLANO I NOLEGGIATORI/ KILOUTOU ITALIA
YANN CANARI AMMINISTRATORE DELEGATO DI KILOUTOU ITALIA
“La crisi vissuta l’anno scorso è stata violenta, sia economicamente che socialmente. Tra i nostri clienti ci sono molte aziende provenienti dal settore industriale e alcuni di questi erano autorizzati a lavorare durante le chiusure imposte dai governi per fronteggiare la pandemia, in quanto parte di quelle professioni necessarie per affrontare l’emergenza: settore sanitario, alimentare, trasporti e molti altri. Tuttavia i clienti del settore delle costruzioni, durante il blocco, hanno dovuto fermare la loro attività, subendo ingenti danni. Dalla riapertura si è avvertita una graduale ripresa e abbiamo concluso l’anno con un significativo aumento del volume d’affari rispetto al 2019. Ciò che noto è
pieno le opportunità offerte da questo momento positivo del mercato: “Il settore del noleggio in Italia, essendo relativamente piccolo rispetto a quelli dei principali Paesi europei, possiede importanti margini di crescita, evidenziati da un indice di penetrazione del mercato relativamente basso: circa 1‰ del Pil. Per intendersi, un mercato ormai consolidato come quello inglese si attesta al 3‰ del Pil. Insomma, un margine davvero importante e propizio per l’ingresso di nuovi clienti ma che, a voler essere onesti, fa riferimento a un mercato, come quello delle macchine per le costruzioni, non ancora pronto al noleggio, perché inconsapevole di tutti i vantaggi offerti da questo servizio. Inoltre, il settore del noleggio in Italia
che, sebbene l’Italia sia stata la prima a essere colpita dal Covid-19, le aziende del settore sono state le più reattive nel riprendersi e nel riorganizzare le proprie attività, cosa che abbiamo osservato in prima persone nelle aree del nord della penisola, dove si sviluppa la nostra rete di filiali. Una ripartenza rapida, a differenza di paesi quali Francia, Spagna, Germania e Polonia che hanno impiegato più tempo a riavviare i loro mercati. L’incertezza sul futuro, che crea una crisi economica scaturita da un evento globale di simile natura, rende complicato per un manager investire sul mercato. Ma questa può divenire una preziosa opportunità per il settore del noleggio, che può dimostrare tutta la sua logica ed efficacia. Se un’azienda non ha più la possibilità o volontà di investire in modo massiccio e a lungo termine inevitabilmente dovrà trovare una soluzione più in linea alle sue possibilità per soddisfare le sue esigenze. Inoltre, il noleggio è un servizio che si sposa perfettamente con il concetto di economia circolare, dimostrando ancora una volta come tale attività sia, più che mai, una delle soluzioni da prendere in considerazione nel prossimo futuro”.
per crescere necessita di ingenti investimenti, difficili da reperire in un mercato dominato da piccoli noleggiatori che non hanno la forza di investire quanto i grandi player stranieri, i soli in grado di portare una rivoluzione sul mercato in termini di capitali e di approvvigionamenti di macchine”. I big player del noleggio oggi presenti in Italia incidono debolmente sul fatturato complessivo del settore, trainato da una pletora di piccole e medie aziende. Questa situazione si fa ancora più evidente se paragonati a quelli dei principali mercati europei come, ad esempio, quello francese, dove la sola Loxam registra un fatturato pari, circa, al fatturato complessivo del settore del nolegluglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 79
Dossier L’OPINIONE
PIER ANGELO CANTÙ DIRETTORE DI RENTAL ACADEMY, COMUNICATORE E FORMATORE
“A oggi la domanda di attrezzature nel settore del noleggio è ancora poco evoluta perché in genere le aziende si rivolgono ai noleggiatori per la richiesta di macchine per picchi di lavoro e, quindi, una richiesta saltuaria ed estemporanea. Il noleggio in Italia rispetto ad altri mercati in Europa non è diventato con il passare del tempo una consuetudine per le aziende intente a sfruttare un bene. Ciò per una serie di ragioni, una su tutte è che spesso il noleggio è stato usato allo scopo di vendere delle macchine e altre volte come mera soluzione finanziaria, una dilazione di pagamento con il fine, comunque, di possedere una macchina. Questo anche perché da un lato il Governo incentiva molto all’acquisto, con
gio italiano: “L’arrivo di qualche grosso player straniero permetterà l’ingresso di importanti investimenti nel settore e obbligherà il mercato, come avvenuto anni addietro in quello francese, a trovare un nuovo equilibrio. Un nuovo fenomeno concorrenziale non più basato su una ‘guerra’ alla tariffa più bassa, impossibile da sostenere per le piccole imprese contro aziende dalle spalle larghe, ma una sfida incentrata su chi riuscirà a mettere a disposizione del cliente una più elevata professionalità, comunicazione e offerta di servizi speciali e specifici. Le piccole e medie imprese diverranno competitor altamente specializzati del settore, magari puntando 80 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
misure quali l’Industria 4.0 e altre, favorendo una concorrenzialità di prezzo rispetto al noleggio. Le aziende in Italia hanno sperimentato durante il periodo della pandemia come il noleggio possa essere una valida alternativa, in grado di offrire notevoli vantaggi al cliente. I noleggiatori stanno crescendo in termini di professionalità e il margine di crescita di questo settore è molto importante, data una penetrazione del mercato del noleggio in Italia ancora bassa rispetto alla media europea. Oggi ci sono da fronteggiare vari problemi che, seppur di natura esogena al noleggio, impattano negativamente sulla crescita di questo settore, quali la scarsa reperibilità delle macchine, e quindi di fornitura per i noleggiatori, principalmente dovuta all’aumento dei costi delle materie prime e dalla ridotta disponibilità di componenti. Dal mio punto di vista, in questo periodo positivo per il mercato chi investirà in maniera curata sulla propria struttura aziendale, sulle macchine, sulla formazione e il personale avrà degli importanti ritorni nei prossimi anni. Solo attraverso corretti investimenti nel settore da parte delle aziende riusciremo a parificare l’Italia rispetto al resto d’Europa”.
su una maggiore semplicità o velocità di noleggio, su una migliore assistenza o offrendo servizi di manutenzione rapida. Una concorrenza positiva per il mercato in grado di aumentare il livello di professionalità del settore e renderlo più solido e strutturato. Ovviamente questo processo obbligherà molte aziende che si improvvisano noleggiatori a diventare imprenditori professionisti del noleggio e fare una scelta chiara sull’indirizzo della propria attività, scegliendo se adeguarsi a un elevato livello professionale o pure cedere il passo in questo settore”.
Una grande possibilità Per quanto concerne il tema degli investimenti nel settore, i finanziamenti in arrivo dall’Europa e previsti nel “Next Generation Eu”, uno strumento temporaneo per la ripresa da oltre 800 miliardi di euro, potranno consentire un importante slancio alla crescita del settore del noleggio. Infatti, è proprio l’arrivo di questi fondi, legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dall’Italia al parlamento europeo per il loro ottenimento, a suscitare maggiore interesse per le aziende di questo settore. Fondi che suscitano ottimismo nel settore ma altrettante preoccupazioni su un loro corretto utilizzo e su una reale concretizzazione e utilità futura di tutti i progetti previsti nel
CAMPIONE IMPRESE ASSODIMI - Andamento del fatturato totale nel 1° trimestre 2021
In peggioramento
75,9%
17,2%
Stabile In miglioramento
6,9%
Fonte: Indagine congiunturale sul mercato del noleggio nel 1° trimestre 2021, Assodimi/Assonolo
NOLEGGIO CAMPIONE IMPRESE ASSODIMI - Andamento del fatturato del solo noleggio nel 1° trimestre 2021
In peggioramento
77,6%
17,2%
Stabile In miglioramento
5,2%
Fonte: Indagine congiunturale sul mercato del noleggio nel 1° trimestre 2021, Assodimi/Assonolo
Piano: “Noi siamo strettamente legati al mondo delle costruzioni e la crescita di questo settore porta a una diretta crescita di quello del noleggio. Il PNRR porterà la realizzazione di una serie di progetti che si andranno a concentrare nei prossimi anni e che dovranno essere portati a termine entro, e non oltre, i termini stabiliti dal Piano. Un alto numero di lavorazioni che necessiterà di un elevato impiego di macchine. Da questo punto di vista il noleggio permetterà di dare un enorme mano a realizzare questa sfida così complessa, mettendo a disposizione delle aziende un importante quantitativo di macchine per eseguire i numerosi progetti previsti nei prossimi quattro anni. Quindi, un ulteriore connubio tra noleggio e vendita, come visto durante la crisi pandemica, risulterà fondamentale anche nei prossimi anni.” Una necessaria collaborazione tra questi due settori, ma soprattutto un’occasione unica per il noleggio di far conoscere il proprio servizio a un più ampio numero di aziende e accrescere il proprio mercato. Ovviamente tutto ciò nella speranza che l’Italia sarà in grado di portare avanti i progetti e le spese previste di anno in anno dal PNRR e dal Parlamento Europeo: “Il PNRR obbligherà l’Italia a fare in cinque anni ciò che il nostro Paese non è riuscito a fare in decenni. Per un Paese come il nostro, in cui è nota la lentezza nell’approva-
zione burocratica di un progetto, l’avvio dei lavori e la conclusione dei suddetti, l’obbligo di dover terminare la mole di lavori previsti dal Piano entro gli stretti termini sanciti dall’Europa può sembrare un traguardo proibitivo. Ma sono fiducioso, perché mi rendo conto di quanto il settore e gli organi di governo sono consapevoli dell’importante possibilità che si prospetta per l’Italia. È un treno che passa una sola volta e dobbiamo essere pronti a cogliere questa occasione. Tutte le varie cabine di regia, Governo in primis, stanno prendendo le dovute misure per realizzare nel migliore dei modi questo Piano. Non possiamo fare errori.” ■
PARLANO I PRODUTTORI/ PLATFORM BASKET
CARLOALBERTO MOLESINI MANAGING & SALES DIRECTOR DI PLATFORM BASKET
“Dopo la battuta d’arresto dello scorso anno, dovuta dalle chiusure imposte dal Governo, sul mercato nazionale si è registrato un notevole aumento dei volumi, che ci ha permesso di migliorare il trend di inizio anno e chiudere il bilancio in positivo recuperando anche i mesi di fermo. Per i prossimi anni è difficile azzardare previsioni, ma constatiamo molta positività, soprattutto dettata dai finanziamenti in arrivo dall’Europa, che ci auspichiamo generino una crescita del mercato. In questo momento osserviamo un mercato in salute, anche se questo evento pandemico ha generato delle ripercussioni che hanno obbligato molte aziende a fronteggiare delle problematiche gravose e anomale per il nostro settore, come l’aumento dei prezzi e la difficoltà di reperimento dei materiali. Questa situazione, che non
pare sotto controllo e quindi dagli esiti imprevedibili, rappresenta un notevole problema dal punto di vista produttivo per le aziende. Osservando la nostra quota di macchine dedicate al noleggio, invece, notiamo come le aziende siano attive su questo settore, seppur non ai livelli del mercato estero, dove vediamo un disavanzo notevole degli investimenti previsti rispetto a quello italiano. Credo che i piani di investimento previsti nei prossimi anni all’interno del PNRR saranno un ulteriore spinta per il settore e permetteranno al mondo del noleggio di espandere il proprio mercato. Inoltre, anche i vantaggi fiscali disposti dal Governo stanno dando un aiuto importante a questo processo di crescita del mercato: dall’Industria 4.0 al Superbonus. Specialmente quest’ultimo si è dimostrato una misura fiscale vantaggiosa e capace di incentivare investimenti utili al settore. Noi stessi abbiamo fatto importanti investimenti in questi ultimi anni allargando la nostra struttura, acquisendo centri di lavoro e macchine per la produzione proprio grazie a degli incentivi, che sono linfa per le attività delle aziende. In questo momento è fondamentale raccogliere i frutti dell’ottimo periodo che stiamo vivendo e focalizzarsi sui prossimi due e tre anni, che promettono grandi soddisfazioni per il settore”.
luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 81
ON SITE LA COSTRUZIONE DEL COMPLESSO RESIDENZIALE HIPPODRHOME
SCACCO ALLA TORRE
UNA TORRE DI 22 PIANI, CIRCONDATA DAL VERDE IN ZONA SAN SIRO, DIVENTERÀ UN PUNTO DI RIFERIMENTO NELLO SKYLINE DI MILANO. HIPPODRHOME È IL NOME DI UN PROGETTO CHE INTENDE ESPRIMERE UN NUOVO CONCETTO DELL’ABITARE, UNA LOCATION PROIETTATA AL FUTURO CHE DEVE LA SUA REALIZZAZIONE ANCHE ALL’IMPIEGO DI TRE GRU A ROTAZIONE ALTA FORNITE DA POTAIN di Ettore Zanatta
È
un complesso residenziale di 16.000 m2 quello che sorgerà in via Ippodromo, a Milano, in zona San Siro. E si chiama infatti “Hippodrhome” questo esclusivo progetto che esprimerà un innovativo concept abitativo idea82 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
to per coniugare una location unica a servizi di alto livello. Situato in un quartiere a vocazione storicamente residenziale e allo stesso tempo dinamico, le aree verdi e i servizi capillari che caratterizzano l’area contribuiscono a valorizzare la vivibilità e la funzionalità dell’a-
bitare. Il progetto architettonico è stato curato dallo studio milanese Beretta & Associati in collaborazione con Prointegra, società di progettazione del gruppo Carlo Maresca, partner con un’esperienza di gestione e operativa nell’ambito immobiliare maturata in mezzo secolo di
RENDERING DEL FUTURO COMPLESSO RESIDENZIALE HIPPODRHOME: SORGERÀ NELLA ZONA OVEST DI MILANO LA NUOVA TORRE ECOLOGICA. IL PROGETTO NASCE DALLA COLLABORAZIONE TRA LO STUDIO DI ARCHITETTURA BERETTA ASSOCIATI E PROINTEGRA SRL
storia. “Siamo orgogliosi di quello che è il risultato finale del progetto – hanno affermato i principali esponenti della società proprietaria in occasione della presentazione del progetto – e riteniamo di essere riusciti da un lato a creare un prodotto che coglie le più recenti tendenze dell’abi-
tare, sia per quanto riguarda gli spazi pubblici che quelli privati, dall’altro di averlo fatto con grande attenzione alla qualità architettonica. Il risultato ci sembra di indubbio interesse. Il tutto in un contesto che riteniamo unico a Milano per la presenza di verde a perdita d’occhio, ma raggiungibile luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 83
ON SITE
LE DUE GRU POTAIN MDT 189 E LA MDT 219 J10 SVETTANO ALL’INTERNO DEL CANTIERE MILANESE DOVE SORGERÀ IL COMPLESSO RESIDENZIALE HIPPODRHOME
dal centro in pochi minuti. Per noi è motivo di orgoglio essere in prima linea nella crescita di Milano, contribuendo a sviluppare sempre più il potenziale di una città che in termini di sviluppo immobiliare ha ancora moltissimo da offrire”. Il progetto Hippodrhome, dunque, è un esempio (di probabile successo) della possibilità di esportare i nuovi trend contemporanei dell’abitare anche al di fuori del centro storico, vera sfida del capoluogo lombardo nei prossimi anni.
Il progetto Hippodrhome è caratterizzato da un solido basamento su cui poggia una moderna torre a forma di parallelepipedo che si sviluppa su 22 piani, delineata da frangisole verticali, destinata a diventare un “landmark”, ossia un punto di riferimento nello skyline milanese. Ogni affaccio è di grande qualità: dalla quiete dei giardini condominiali e pubblici dei piani più bassi al verde aperto del Monte Stella ALCUNE FASI DEL MONTAGGIO A TERRA DELLE GRU POTAIN 84 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
e dell’Ippodromo del Galoppo di San Siro, fino a dominare lo skyline di tutta la città nei piani alti. Le 145 unità abitative del complesso
residenziale hanno diverse dimensioni, che variano da 42 a 188 m2, corrispondenti a una serie di tipologie che spaziano dal monolocale
all’ampio attico. Lo studio approfondito della domanda ha permesso di identificare il mix tipologico e le superfici più richieste e apprezzate dal mercato: ogni appartamento del complesso residenziale è stato progettato per ottimizzare i layout, sfruttando completamente le superfici e prevedendo l’utilizzo della tecnologia più evoluta a supporto della sicurezza e del comfort ambientale. Uno dei punti di forza delle abitazioni è costituito dagli ampi terrazzi, pensati per essere vere e proprie “stanze in più” da arredare e da vivere appieno (alcuni appartamenti sono perfino dotati di un giardino privato, che offre la possibilità di sperimentare la tranquillità del verde nella dimensione privata, anche in un contesto spiccatamente urbano come quello milanese). Hippodrhome è stato quindi progettato per consentire ai residenti di integrare lo stile di vita urbano e quello “green” grazie all’area verde che circonda il complesso, dove passeggiare o rilassarsi in tranquillità.
ARCH. AMEDEO D’EGIDIO DIRETTORE TECNICO DI CANTIERI ITALIANI
Le fasi progettuali “Per specifiche esigenze logistiche di operatività interna (ma anche esterna, al fine di creare il minor disagio possibile ai residenti) del cantiere - spiega l’Arch. Amedeo D’Egidio, direttore tecnico di Cantieri Italiani, realtà del Gruppo che si occupa della costruzione, in proprio e per conto delle principali aziende del settore, di edifici a destinazione commerciale, direzionale e produttivo - il progetto Hippodrhome - che ha come
termine di fine lavori il mese di dicembre 2022 - è stato suddiviso in tre fasi lavorative, una consecutiva all’altra: una prima fase di avviamento, che ha previsto l’impiego di una gru a rotazione alta Potain MDT189, nell’occasione con un’altezza sotto gancio di 30 m e braccio da 58,5 m, montata grazie al supporto di un’autogrù Grove GMK5150L fornita dal noleggiatore specializzato Polita Autogru; una seconda fase che prevede lo sviluppo del blocco di base del complesso e una terza relativa alla realizzazione vera e propria della torre di 22 piani. Per affrontare queste ultime due fasi si sono aggiunte altre due gru Potain, che hanno raggiunto ovviamente altezze ben maggiori rispetto a quella già presente in cantiere: un’altra MDT189 e una MDT 219 J10. Tutte e tre le macchine saranno poi riutilizzate nell’ambito di un successivo progetto residenziale che sorgerà proprio nelle vicinanze di quello in fase di realizzazione ed è anche in quest’ottica che l’azienda ha deciso di acquistarle anziché noleggiarle, sfruttando al contempo le agevolazioni previste in que-
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L’OPINIONE
ENRICO ANGIOLINI SALES DIRECTOR SOUTH EUROPE, MANITOWOC CRANES
“Le gru utilizzate in questo progetto portano in dote diverse peculiarità tecniche particolarmente interessanti. Innanzitutto, la più recente generazione di dispositivi Top-Tracing III, frutto dell’esperienza ventennale di Potain in quest’ambito: si tratta di una tecnologia che combina il computer di bordo e la moderna rete di comunicazione, la tecnologia digitale e lo schermo grafico, per offrire un aiuto alla guida limitando le aree di lavoro e controllando le interferenze tra le gru (fino a 16) interferenti nello stesso sito o con altri ostacoli quali alberi, edifici o altre macchine. Il sistema garantisce manovre efficaci e precise e consente all’operatore di gestire sempre in prima persona i comandi della gru. Da citare poi il sistema di sollevamento LVF Optima, che adegua la velocità delle gru in base al carico sollevato: ciò permette di utilizzare sempre la massima potenza del motore, a garanzia di una produttività ottimale e di rilevanti guadagni in termini di produttività. Da sottolineare, poi, che le gru della gamma MDT CCS City sono dotate di un sistema di aiuto alla manutenzione integrato che consente di eseguire la diagnostica e di centralizzare gli interventi. Questo sistema può essere utilizzato anche da remoto, garantendo un notevole abbattimento dei costi operativi”. 86 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
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PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO HIPPODRHOME, A MILANO, SI STANNO UTILIZZANDO LE GRU POTAIN MDT 189 E MDT 219 J10
sto periodo, tra super ammortamento e Industria 4.0”.
Le gru in cantiere Dopo una prima consulenza preliminare in cantiere, con un’approfondita analisi dei lavori di sollevamento da eseguire durante l’intera durata del progetto e dei vari contesti di installazione delle gru (considerando che il sito sorge all’interno di un’area urbana preesistente, caratterizzata dalla presenza di edifici di diversa altezza), Manitowoc Crane Group Italy - con il supporto del concessionario Potain Edimac di Pescara
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- ha realizzato diversi studi al fine di fornire al proprio cliente le macchine più idonee alle esigenze operative evidenziate, alla tipologia di terreno presente e alle portate e curve di carico necessarie. È stata quindi fornita una prima gru MDT189 (60 m di braccio, 8 t di portata, 1,8 t di carico in punta), utilizzata a un’altezza più bassa rispetto al secondo modello utilizzato successivamente. Per la costruzione della torre era necessaria invece una configurazione differente, per questo è stato suggerito l’acquisto di una MDT 210 J10, una gru di classe superiore, con ca-
pacità di 10 t, braccio di 65 m e carico in punta di 1,9 t. “La scelta è ricaduta sulle gru Potain – spiega l’Arch. Amedeo D’Egidio – per via non solo della qualità intrinseca delle gru di questo marchio, ma anche per la storia e la presenza che esso vanta non solo in importanti progetti a Milano e in Lombardia, ma ovviamente in tutto il mondo. E non
solo in termini di fornitura, ma anche di assistenza e consulenza, garantite dalla vicina filiale Manitowoc Crane Group Italy di Lainate (MI) e dai tecnici specializzati che apportano un importante valore aggiunto all’attività. Con l’acquisto di queste tre gru usufruiamo di un ‘pacchetto completo’, chiavi in mano, confezionato su misura per le nostre esigenze”.
DOPO AVER MONTATO A TERRA LE PARTI STRUTTURALI DELLE GRU SI È PROCEDUTO AL LORO MONTAGGIO “AEREO”, TRAMITE L’UTILIZZO DI UN’AUTOGRÙ MULTISTRADA GROVE GMK5150L
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LE GRU POTAIN MONTATE IN CANTIERE SVETTANO NEL CIELO DI MILANO. LE MDT 189 E MDT 219 J10 HANNO UNA CAPACITÀ NOMINALE DI 8 E 10 T, UN RAGGIO MASSIMO DI 60 E 65 M, UN CARICO IN PUNTO DI 1,8 E 1,9 T E UN’ALTEZZA SOTTO GANCIO DI 74,5 E 70,4 M
Da sottolineare che queste gru sono state scelte anche per via delle tecnologie qui applicate, che permettono di gestirne le attività dall’ufficio tecnico di Manitowoc Crane Group Italy tramite scambi di comunicazioni bidirezionali. Un aspetto, quello della tecnologia e dei sistemi operativi innovativi, su cui il costruttore sta investendo molte risorse, da diverso tempo. Un esempio è il sistema di controllo gru CCS (Crane Control System), in grado di limitare gli effetti dinamici, di regolare automaticamente la velocità e l’accelerazione, di ottimizzare la curva di carico e di eseguire i sollevamenti mantenendo un controllo totale. Altro caso esemplare è CraneSTAR,
il sistema per la gestione del parco gru OEM progettato per svolgere le attività di gestione dei dati e di pianificazione dei proprietari di mezzi di tutto il mondo: esso fornisce informazioni aggiornate riguardo al parco gru, indipendentemente dal luogo in cui sono ubicati l’utilizzatore e le gru stesse, e ciò consente di monitorare l’ubicazione e le condizioni di lavoro specifiche, di pianificare gli interventi di manutenzione e le attività di sollevamento, nonché di massimizzare l’efficienza, la produttività e la redditività aziendale, come sta avvenendo con successo in occasione di questo progetto, in una delle aree residenziali di maggiore prestigio del capoluogo lombardo. ■
LA PROTAGONISTA DEL MONTAGGIO Per montare le gru presenti nel cantiere è stata utilizzata un’autogrù multistrada Grove GMK5150L, fornita da Polita Autogru, noleggiatore lombardo specializzato nel settore del sollevamento fin dagli anni Settanta e specializzato nella fornitura di autogrù di ogni genere e portata per il montaggio/ smontaggio di gru edili, strutture prefabbricate, capannoni industriali in C.A. e nei trasporti e sollevamenti in genere. L’autogrù GMK5150L si caratterizza per l’elevata forza e per lo sbraccio, nonché per la capacità di sollevamento di 11,8 t con braccio da 60 m. Il braccio telescopico può essere ulteriormente esteso con un falcone ripieghevole da 17,8 m e una prolunga
braccio da 8 m e/o un inserto per il jib da 8 m per una lunghezza massima di 33,8 m, fino a 50° di inclinazione. Le possibili configurazioni per il contrappeso consentono allestimenti a partire da 1 t fino alle configurazioni taxi da 12 t a 16,5 t per asse. La lunghezza compatta della macchina e la larghezza di 2,75 m rendono più facile l’accesso anche in cantieri angusti, ottimizzandone l’allestimento e la posizione di sollevamento. L’autogrù GMK5150L si caratterizza inoltre per il design del braccio MEGAFORM a sei sezioni, per il sistema di controllo CCS, per le sospensioni MEGATRAK e per il sistema di fissaggio del braccio TWIN-LOCK. luglio-settembre 2021 - ONSITELIFT 89
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
IMER ACCESS
Un “Customer Care” di nuova generazione Un servizio Customer Care completamente rinnovato per la Divisione Access di IMER Group: è ciò che prevede il piano di attività che ha preso il via da marzo 2021 con l’attivazione di una serie di nuovi servizi di assistenza postvendita studiati con l’obiettivo di seguire il cliente in tutte le sue necessità, dal periodo di garanzia al
fine vita della macchina. Quello che IMER ACCESS mette a disposizione del mercato sono specifici piani di manutenzione programmata per clienti finali e noleggiatori, strumenti di connessione remota per facilitare l’assistenza sulle macchine a distanza e canali a pagamento dedicati all’assistenza per clienti IMER non diretti e clienti finali.
Clienti e noleggiatori Il cliente che acquista una piattaforma IMER può ora aderire a un piano di manutenzione programmata attraverso la rete di Centri Assistenza Autorizzati IMER: durante gli interventi di controllo l’azienda riserverà al cliente uno sconto sui ricambi utilizzati; inoltre, sarà applicato uno sconto sui ricambi utilizzati negli interventi di manutenzione straordinaria. Il noleggiatore che 90 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
acquista una piattaforma IMER può aderire a un piano di manutenzione programmata per il proprio parco mezzi del costruttore. Il piano prevede uno o più interventi nell’arco dell’anno, in base alle necessità del noleggiatore, per il controllo e la riparazione, presso la sede indicata, delle PLE in avaria. L’attività sarà gestita da IMER, che per gli interventi si avvarrà dei propri Centri Assistenza Autorizzati o del proprio personale tecnico.
Controllo Remoto Nell’ambito dell’utilizzo di sistemi tecnologici innovativi a disposizione dell’azienda per fornire il miglior supporto ai propri clienti, il sistema di controllo remoto “IMERVIEW” permette di interagire con la macchina e monitorare i parametri della piattaforma a distanza. Il dispositivo è offerto con tre diverse configurazioni a
scelta del cliente: Base, Standard e Professional. Ognuno di essi prevede l’attivazione di funzioni di tipo più avanzato. Il kit Standard - oltre alle funzioni incluse nel kit Base riguardo a visualizzazione informazioni base di tutte le macchine della flotta, report sui dati gestiti, geolocalizzazione e delimitazione area di lavoro della macchina - prevede la possibilità di impostazione degli orari di lavoro e l’utilizzo di comandi interattivi come update istantaneo, comandi di limitazione e switch in modo realtime. Il cliente che dispone invece della versione Professional, oltre a quanto incluso nel kit Standard, può utilizzare funzioni avanzate mirate alla manutenzione, come la capacità di interfaccia completa con la scheda madre della piattaforma e, quindi, la possibilità di gestione di tutte le parametrizzazioni e gli interventi di assistenza da remoto. Una volta installato il kit, il Service IMER può accedere direttamente alla macchina del cliente accesa in cantiere per attività di ricerca guasto, aggiornamento software e parametrizzazione. In tal caso l’attività di assistenza sulla macchina sarà gestita completamente a distanza, eliminando i costi di intervento dei tecnici IMER sul posto. L’installazione del kit “IMERVIEW” Standard o kit “IMERVIEW” Professional sulle piattaforme IMER Access permette di accedere alle agevolazioni fiscali previste per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0. Questo sistema di controllo remoto può essere oggi installato, oltre che su tutte le nuove piattaforme IMER Access, anche su tutte le piattaforme IMER Access prodotte da marzo 2015.
CTE E GRUPPO CEM
Il progetto di distribuzione Pianoplan Il progetto di distribuzione Pianoplan, avviato lo scorso marzo tra CTE e il gruppo CEM, si consolida grazie al nuovo accessorio Forche. Un progetto nato a seguito della sempre più crescente richiesta di prodotti Pianoplan sul territorio nazionale e di un programma di continua diffusione del brand, in particolar modo nell’area commerciale di azione di CEM GROUP comprendente Valle D’Aosta, Lombardia, Liguria e Piemonte. Il trasportatore su scala cingolato a batteria Pianoplan Verticale, lanciato nel 1995, trova nel nuovo accessorio Forche nuove potenzialità al modello base con l’obiettivo di rendere il Pianoplan ancora più versatile. Esso permette di caricare materiale pesante e ingombrante senza richiedere
sforzi fisici da parte dell’operatore. L’accessorio Forche consente di sollevare il carico utilizzando due forche, montate su un trolley rotante. In tal modo è possibile
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*Oppure FX500
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caricare un oggetto, portarlo in posizione orizzontale e, se necessario, ruotarlo per adagiarlo sul pianale. Molto apprezzato sul mercato, sono numerosi i punti di forza dell’accessorio: timone reclinabile; carrello scorrevole per regolare l’altezza delle forche; grande capacità di sollevamento; base delle forche rotante per posizionare in sicurezza il carico; cingoli con movimento indipendente e adattabili alle superfici; stabilizzatori rinforzati per una migliore stabilità durante il caricamento. Da considerare anche la portata massima di 350 kg con stabilizzatori standard e di 500 kg con stabilizzatori extra large, l’altezza di carico di 1.100 mm e la rotazione di 360° continui del carrello.
PRODOTTI JEKKO
La nuova gru SPX1280 Jekko accoglie nella famiglia delle mini gru la nuova SPX1280 nella versione alimentata con batterie a litio, completando così la gamma di mini gru con motore elettrico a batteria. Con una capacità di sollevamento di 8 t e un’altezza di lavoro di 26,6 m (con jib idraulico installato), la SPX1280 si mette in evidenza grazie alle dimensioni, al peso proprio e all’area di stabilità. La mini gru SPX1280 può contare su un sistema di stabilizzazione sofisticato e all’avanguardia. Gli stabilizzatori, controllati tramite radiocomando, hanno un’estensione telescopica
idraulica e una rotazione idraulica compresa tra 0° e 45°, per infinite configurazioni operative. A seconda dell’angolo di apertura e dell’estensione degli stabilizzatori, il software determina la capacità massima di sollevamento in un determinato punto, con sette diagrammi di carico per ciascuna configurazione del braccio. Grazie al distributore elettroidraulico digitale Danfoss, inoltre, la macchina regola la pressione e la portata dell’olio a seconda del movimento, del carico e della velocità richiesta. I movimenti sono più fluidi e precisi, dando una sensazione di maggiore feeling e controllo all’operatore, ed è possibile 92 ONSITELIFT - luglio-settembre 2021
lavorare con tre funzioni in contemporanea. La SPX1280 è equipaggiata con un jib idraulico da 1,5 t, caratterizzato da dimensioni contenute e design pulito grazie ai cilindri interni e in grado di lavorare con un angolo negativo fino a -10°, e con un runner jib da 3,5 t in grado di raggiungere gli angoli più difficili (entrambi con attacco plug & play). Una macchina precisa e potente, quindi, il cui controllo è totalmente nelle mani dell’operatore grazie al nuovo radiocomando “userfriendly”, con software sviluppato internamente da Jekko, che consente di configurare macchina e accessori. Ad alimentare il motore trifase da 20 kW c’è un pacco batterie a litio da 96 V con capacità 400 Ah progettato su specifiche Jekko. A bordo macchina è installato un triplo carica-batterie, per caricare in monofase (230 V) o in trifase (400 V), con possibilità di utilizzare la macchina anche mentre è sotto carica. Tutti i parametri di funzionamento ed eventuali errori legati alla batteria sono visualizzabili sul display del radiocomando. Grazie al motore elettrico, la nuova versione della SPX1280
può lavorare anche in ambienti chiusi o in contesti delicati senza alcun tipo di emissione. Le batterie a litio consentono prestazioni costanti anche in caso di uso intenso per tutta la durata della carica e rispetto alla batteria a piombo acido hanno vita utile più lunga. In confronto alla versione con motore diesel, inoltre, la versione con motore elettrico alimentato con batterie a litio richiede minori costi di manutenzione. “Jekko crede da sempre nel concetto di mini gru elettrica alimentata a batteria, efficiente ed ecologica. La frontiera tecnologica ora si sta spostando verso le batterie a litio, più performanti e con un ottimo rapporto fra costi e benefici. Jekko sta investendo molto in questa nuova soluzione e l’eccellente risposta del mercato sta premiando i nostri sforzi”, ha commentato Alberto Franceschini, direttore commerciale di Jekko. “La versione diesel della SPX1280 è stato fin da subito un vero successo, poter offrire adesso anche l’alternativa con alimentazione a litio ci sta aprendo ancora più opportunità, perché intercetta una parte sempre crescente di clienti attenti non solo alle prestazioni della macchina, ma anche al tema della sostenibilità ambientale”.
LINDE M.H.
I carrelli frontali elettrici X20 e X35 Per rendere la loro movimentazione delle merci più sostenibile, se non a impatto zero, un numero sempre crescente di aziende sceglie di ricorrere ai carrelli elevatori elettrici. Questo perché scegliere l’elettrico oggi non significa più essere disposti a rinunciare a prestazioni, robustezza, alle cabine di guida disaccoppiate e all’ergonomia dei carrelli termici. Oltre alla sostenibilità ci sono altre ragioni che rendono seducente l’uso dei carrelli elettrici: l’elettricità autogenerata, ad esempio, che permette di gestire i carrelli in modo economico o i motori silenziosi che evitano l’inquinamento acustico. I carrelli Linde della serie 1252,
gamma X20 – X35, sono in grado di soddisfare alti standard sia in caso di superamento di importanti pendenze che nella movimentazione delle merci nelle lunghe percorrenze, che nell’operatività in presenza di molta polvere e ambienti sporchi. Per raggiungere questo livello di prestazioni, in entrambe
le gamme “X” ed “E” della serie 1252 vengono utilizzati motori con tecnologia a riluttanza sincrona (SRM). Ciò migliora l’efficienza dei motori di trazione e dei motori di sollevamento fino al 5% in più rispetto alla tecnologia tradizionale, con un conseguente aumento dell’efficienza complessiva. Altre due caratteristiche tecniche portano i carrelli Linde della serie 1252, gamma X20 – X35 allo stesso livello dei carrelli termici in rapporto alle prestazioni: in primo luogo, i motori sono dotati di magneti al neodimio e in secondo luogo, il raffreddamento ad acqua dei moduli elettronici assicura una grande resistenza anche in termini di tempi di funzionamento.
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PRODOTTI AXOLIFT
Le nuove piattaforme “by Gromet” Sono due i nuovi modelli di piattaforme Axolift recentemente lanciati sul mercato, uno elettrico e uno manuale. Ideate e realizzate da Gromet per eseguire interventi di manutenzione, pulizia e allestimento degli ambienti, le nuove piattaforme sono certificate TÜV e CE e assicurano il massimo comfort operativo in totale sicurezza. L’offerta di macchine e attrezzature per il lavoro in quota, oltre a rispondere ai requisiti previsti dalle normative relativamente al tema della sicurezza, è sempre più diversificata, per soddisfare qualsiasi esigenza, dai lavori apparentemente più semplici a quelli più complessi. Al centro, l’attenzione alla salute degli operatori, ma anche il comfort operativo e la conseguente autonomia di gestione che un grosso aiuto al rispetto della sicurezza lo offrono sempre. Sono questi i principi che hanno ispirato Axolift, che ha sede a Pove del Grappa (VI), nell’ideazione e nella realizzazione - che avviene interamente nella sede vicentina - di due modelli di piattaforme verticali Axolift monoposto destinati agli
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interventi all’interno degli edifici, siano essi fabbriche, officine, negozi o uffici. I due modelli Axolift, entrambi caratterizzati da una grande facilità d’uso e di movimento, oltre che da una completa silenziosità operativa, si chiamano ELIFT 350 (elettrica) e MANULIFT 200 (manuale). La prima evidenza è che questi sollevatori a colonna sono a zero emissioni e quindi adatti per essere utilizzati negli ambienti interni. Tra i principali utilizzi, le due piattaforme trovano particolare successo nei lavori di manutenzione e pulizia, nelle opere di tinteggiatura e nelle operazioni di allestimento degli ambienti, attività favorite dalla protezione integrale degli operatori, fin dalla base. ELIFT 350 è il modello elettrico e ha una operatività fino a 5 m di altezza: ha un carico operativo di 180 kg, quindi oltre al peso dell’operatore c’è spazio anche per eventuali attrezzature e utensili. La batteria ha una autonomia di otto ore di lavoro continue e si ricarica in altrettante ore. Un vantaggio non indifferente per questo modello, comune anche al
modello Manulift 200, è l’ingombro contenuto, che gli permette di passare attraverso le porte standard. La dimensione della cesta è di 890 x 635 mm. Il peso della macchina è di 355 kg. MANULIFT 200, con i suoi ridotti tempi di messa a punto ed essendo esente da manutenzione, possiede tutte le caratteristiche di sicurezza e di facile manovrabilità dell’Elifit 350. Cambia l’altezza operativa (fino a 4 m) e la dimensione della cesta (740 x 640 mm). Anche il carico operativo è inferiore (110 kg), garantendo comunque la massima comodità per l’operatore e la possibilità di caricare utensili e attrezzature. Il peso è contenuto (249 kg) senza compromettere la sua stabilità. Le piattafrome Axolift Elifit 350 e Axolift Manulift 200 si propongono quindi al mercato del sollevamento come strumenti di lavoro agili, facili ed ecologici. La semplicità di gestione e di utilizzo permettono di ridurre i tempi di intervento e i costi di manodopera, con relativo aumento della produttività. Axolift by Gromet è Socio IPAF.
LA PRECISIONE INCONTRA LA ROBUSTEZZA Con oltre 50 anni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di telescopici, abbiamo progettato la nuova serie R per offrire una combinazione equilibrata di macchine robuste e affidabili per la massima operatività, con comandi precisi, eccellente comfort e funzionamento fluido per affrontare qualsiasi lavoro.
Ecco la nuova generazione di telescopici Bobcat per l’edilizia: Controllo a qualsiasi altezza grazie a comandi precisi e al braccio estremamente rigido Nuovo spazio di lavoro per l’operatore con comandi intuitivi Componenti totalmente protetti per la massima disponibilità operativa
ANNI DI GARANZIA
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ENERPAC
Le pompe elettriche ZE2 e ZW2 Enerpac presenta le nuove pompe elettriche serie ZE2 e ZW2 per applicazioni di produzione e officina che richiedono portate produttive, funzionamento silenzioso e controlli semplificati. Queste attrezzature sono particolarmente adatte per applicazioni in una struttura o in un luogo dove non è disponibile, fattibile o desiderata una caduta d’aria. Inoltre, le pompe della serie ZE2 e ZW2 possono essere usate per lunghi periodi senza surriscaldarsi e offrono un miglior costo totale di proprietà. Le pompe ZE2 sono ideali per operazioni di produzione e officine che eseguono applicazioni fisse di assemblaggio e fabbricazione, come pressatura, piegatura, punzonatura,
sollevamento e posizionamento. Possono essere combinate o integrate in un’altra attrezzatura. Le pompe di bloccaggio del lavoro ZW2 sono ideali per operazioni di produzione che lavorano i propri pezzi, officine meccaniche a contratto, costruttori di attrezzature di lavorazione e produzione automobilistica, di attrezzature fuoristrada, aerospaziale e generale. Le pompe funzionano bene per
applicazioni di mantenimento del lavoro stazionario come piccole macchine utensili, accoppiamento di pallet per piccoli circuiti, presse di assemblaggio e celle di prova. Le pompe ZE2 e ZW2 ad alimentazione elettrica sono Con un serbatoio dell’olio idraulico in acciaio da 6,8 l, sono ideali per i clienti che non richiedono il flusso maggiore, la capacità dell’olio, la complessità e il costo di pompe più grandi. Le pompe funzionano con motori a induzione da 0,56 kW e hanno una maggiore longevità rispetto alle pompe con motore universale. Rispetto ai motori universali, hanno anche un dBa più basso e si prestano ad applicazioni stazionarie rispetto a quelle portatili.
SOCAGE
La nuova 24D SPEED La Socage ForSte 24D SPEED è una piattaforma aerea autocarrata a doppia articolazione dotata del sistema di stabilizzazione automatica SPEED di serie. Le sue prestazioni e i suoi sistemi all’avanguardia ne fanno una delle piattaforme più apprezzate nel settore dei veicoli fino a 3.500 kg. Questo modello deriva dalla versione 20D, frutto dell’innovazione e dell’applicazione di numerosi miglioramenti per ottenere un prodotto ancora più efficiente sia in termini di uso e sicurezza. La parte aerea è progettata per garantire un’elevata versatilità. Il cestello ha un attacco frontale: ciò permette al braccio di non ostacolare i movimenti sotto al cestello stesso. In tal modo,
grazie a movimenti precisi e fluidi, è possibile avvicinarsi senza rischio di collisione rendendo più sicura l’uscita o l’entrata in altezza dell’operatore per attaccarsi alle linee di vita obbligatorie. La stabilizzazione automatica di serie risulta veloce, facile e sicura anche dal cesto. Questa funzionalità include inoltre il bloccaggio automatico della parte
aerea. Per di più, gli stabilizzatori verticali fissi sfruttano al massimo lo spazio di lavoro, facilitando il posizionamento della macchina e l’avvicinamento al cantiere. Gli stabilizzatori verticali fissi forniscono migliori prestazioni su terreni irregolari ed evitano danni alla superficie di lavoro. La piattaforma articolata ForSte 24D SPEED è in grado di raggiungere un’altezza di lavoro di 23,6 m e uno sbraccio laterale di 12,8 m, con una capacità di carico di 300 kg (due operatori + materiale). Il pannello di controllo Socage è una consolle all’avanguardia che permette dei movimenti fluidi e proporzionati tali da offrire all’operatore un controllo totale anche delle manovre simultanee.
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Le novità al GIS
Autec esporrà al GIS 2021 alcune novità tecniche. Il comune denominatore sarà la qualità, che per Autec significa ricerca e sviluppo di sistemi di comunicazione e materiali più performanti, design moderno ed ergonomico, affidabilità e sicurezza, ottenuti grazie ai numerosi test svolti durante tutta la filiera produttiva e un’assistenza post-vendita professionale. Compact, Link e Curve sono gli ultimi modelli proposti da Autec per arricchire l’offerta di soluzioni per il comando remoto. Si tratta di unità portatili progettate con specifiche dimensioni e design allo scopo di aderire meglio possibile alle richieste applicative del mercato internazionale. Dettaglio importante è la predisposizione a essere utilizzate con il nuovo display a colori (programmabile in CODESYS o JMobile) TFT LCD da 4.3”, 65k colori e risoluzione di 480x272 px, per un’ottimale visualizzazione dei parametri di funzionamento e degli stati della macchina. I modelli Link e Curve sono le novità inserite anche nella famiglia delle unità con comando a cavo: questa serie, dedicata alle situazioni applicative dove risulta critico o vietato l’utilizzo delle radiofrequenze, presenta ancora più soluzioni. Grazie alla configurabilità classica dei prodotti Autec è facile predisporre una consolle su misura per molte applicazioni, quali piattaforme aeree o gru mobili. Infine, AVS (AUTEC Vision System) è la novità progettata per incrementare l’efficienza di lavoro attraverso l’uso di telecamere con i radiocomandi della serie Dynamic+P con display da 4.3”. La visione nitida dell’immagine a colori dell’ambiente di lavoro, la risposta dinamica del sistema con soli 100 ms di latenza e lo switch immediato tra telecamere migliora le prestazioni in molte applicazioni, soprattutto dove si richiede all’operatore di controllare anche dei punti ciechi. Ma il punto di forza principale è la totale configurabilità della sua interfaccia grafica a colori.
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PRODOTTI GROVE
Nuove autogrù al GIS 2021 Manitowoc presenterà le ultime innovazioni Grove nel comparto delle gru semoventi all’ottava edizione del GIS di Piacenza. Durante questo evento, infatti, il Gruppo lancerà ufficialmente sul mercato italiano la gru tuttoterreno Grove GMK3060L-1, con capacità di 60 t. Questa nuova gru mobile è dotata di una cabina Grove di nuova generazione che garantisce un elevato livello di comfort per l’operatore. Inoltre, questo modello combina un potente braccio principale MEGAFORM a sette sezioni e 48 m di lunghezza con un compatto carro a tre assi da 8,7 m di lunghezza. La gru può muoversi con un contrappeso fino a 7,5 t, entro le 12 t per asse. Questa macchina compatta e leggera è quindi ideale per una varietà di lavori in spazi ristretti ed è inoltre dotata del sistema di controllo gru Manitowoc con configuratore del braccio, per un’impostazione rapida ed efficiente.
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Oltre alla GMK3060L-1, Manitowoc presenterà anche la nuova gru tuttoterreno Grove GMK4100L-2, che fa il suo debutto mondiale in fiera. Questa gru mobile a quattro assi con capacità di 100 t è dotata di motore Euromot 5/Tier 4 final e di un braccio principale di 60 m. Con un peso ridotto e le nuove versioni di contrappeso, la GMK4100L-2 può trasportare fino a 6,8 t di contrappeso, entro le 12 t per asse, rendendola una gru taxi perfetta per le società di noleggio, che la possono utilizzare senza trasporto aggiuntivo. Quando si spostano tra i cantieri, gli operatori beneficiano della nuova cabina, che soddisfa i più recenti requisiti di crash test in Europa ed è omologata ECE R29-3. Lo spazio all’interno della cabina è stato aumentato. Manitowoc presenterà anche la gru fuoristrada Grove GRT655L, prodotta nello stabilimento Manitowoc di Niella Tanaro (CN) e dotata di un braccio a cinque sezioni da 43 m.
Una cabina ribaltabile idraulicamente, il sistema di controllo della gru (CCS) Manitowoc con modalità ECO e diagrammi di carico ai vertici della categoria fanno di questa gru una soluzione vincente in cantiere. Inoltre, Manitowoc presenterà gli ultimi aggiornamenti di CraneSTAR Diag, lo strumento di diagnostica remota dell’azienda per gru a torre e mobili. Enrico Angiolini, direttore vendite di Manitowoc Italia, ha dichiarato: “Il GIS ci offre un’opportunità per presentare e promuovere le innovazioni di Manitowoc sul mercato italiano. Questa sarà la prima fiera a cui Manitowoc Italia parteciperà dall’ultima edizione GIS nel 2019 e non vediamo l’ora di presentare ai nostri visitatori le nuove gru tuttoterreno Grove e di incontrare nuovamente i nostri clienti faccia a faccia, avere la possibilità di parlare con loro e aggiornarci a vicenda sulla nostra attività, aspettative e piani per il futuro”.
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