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OnSite Lift n.4 - Luglio-Settembre 2020

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SOMMARIO LUGLIO_SETTEMBRE 2020 - N. 4

36 AlmaCrawler

Guidati dall’innovazione

di Ettore Zanatta

68 EasyNoleggio

40 Manitou

Una boccata d’Oxygen

di Stefano Vitali

44 Jekko

Bella e… utile!

di Ettore Zanatta

In copertina: RMC

Equilibrio conciliante

di Cristina Cassinari

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Editoriale

52 Bobcat

di Ettore Zanatta

Sollevamento in Stage V

di Pietro Gabrielli

COMPONENTI

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

64 Oleomarket

26 Scenari economici

Costruzioni: la pandemia colpisce duro sul mercato

di CRESME

MACCHINE

Il noleggio facile

di Mirko Brusamolino

DOSSIER

72 Diesel vs Elettrico

48 CTE

SERVIZI

L’energia del futuro

di Gianni Gennari e Mirko Brusamolino

ON SITE

80 Costruzione della stazione ferroviaria

di Eigerglatschier Giallo sull’Eiger

di Pietro Gabrielli

FIERE

86 Ecomondo 2020

La (oleo)dinamica dell’eccellenza italiana

di Pietro Gabrielli

Un ambiente da conoscere

di Liliana Rebaglia

88 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

32 Airo

C’è elettricità nell’Airo

di Ettore Zanatta

Hands On IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS

EVOLUZIONE “PANORAMICA” di Ettore Zanatta

54 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Cristina Cassinari, Pietro Gabrielli, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

L’accezione “del fare”

S

e dovessimo considerare, in questo primo autunno di incertezza dopo la pandemia, quali sono i valori che guidano il mercato di molte macchine e attrezzature di sollevamento, ce ne vengono in mente due principalmente. Il primo è quello, recente, del noleggio come dispositivo efficace della diffusione commerciale, su larga

scala, di molte nuove tipologie di impianti mobili - dalle piattaforme aeree ormai consuete agli allestimenti più diversificati e flessibili di soluzioni per la movimentazione di materiali, come elevatori e autoscale. La seconda, e vale la pena sottolinearne la storicità, è quella del “sapere artigianale”. Se consideriamo come originaria la tradizione del sollevamento italiano, con realtà consolidate e apprezzate a livello internazionale nella progettazione e realizzazione di gru e piattaforme di lavoro elevabili, altrettanto intrinseca alla nostra storia economica è la capacità di inventare e sviluppare mestieri che molto hanno a che fare con il tessuto micro-imprenditoriale italiano. Stupisce sempre il fatto di trovare, nelle città d’arte e nelle dimore più prestigiose del nostro Paese, squadre di addetti alla manutenzione che utilizzano nel proprio lavoro mezzi di sollevamento innovativi, oppure che mettono in campo tecniche ingegnose con l’ausilio di quelle stesse macchine, impiegate in modi nuovi e inusuali. I costruttori trovano il seme dei loro progetti proprio in questi piccoli artigiani, nei suggerimenti e nelle necessità che portano avanti idee e realizzazioni. Pensiamo ai movimentatori di opere d’arte, ai florovivaisti, ai potatori che cercano nuovi modi di intervento più precisi e sicuri, agli installatori di impianti, ai pittori di facciate, ai maestri del sollevamento con autogrù. Un esercito di competenze al servizio della tecnologia di domani e di nuovi spazi di mercato. In un momento così difficile, che richiede coraggio a tutti noi come lavoratori, ricordare la nostra identità di artigiani sapienti può aiutarci a scacciare ogni fantasma. Si dice spesso che la cultura ci salverà. Bene, a questa parola aggiungiamoci l’accezione “del fare”. Forse, con questa specifica, il nostro Rinascimento a venire non sarà solo immaginazione ma una realtà, autentica e pura, in grado di risollevarci.

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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia MERCATO

Recessione conclamata! Il C.S.P. - Centro Studi Promotor ha recentemente comunicato ufficialmente che l’Italia è entrata nella recessione conclamata più grave della sua storia unitaria dopo quelle del 1943 e del 1944. Con il pesantissimo calo del primo trimestre 2020, (-5,3%), che aveva fatto seguito alla contrazione dello 0,2% registrata nel quarto trimestre 2019, il Pil italiano era entrato in recessione tecnica. Con l’ancor più pesante calo che emerge dai dati diffusi dall’Istat (-12,4% nel secondo trimestre 2020 sul trimestre precedente), infatti, l’Italia è entrata clamorosamente in recessione conclamata. È facile prevedere che l’andamento del secondo semestre dell’anno sarà ancora negativo, ma non è certo impresa facile ipotizzare l’entità del calo dell’intero 2020. Secondo l’ultima stima della Commissione Europea la contrazione di quest’anno dovrebbe essere dell’11,2% e sarebbe il calo più pesante registrato dal Pil nella storia dell’Italia unita dopo quelli del 1943 e del 1944. Il Pil italiano (a prezzi costanti 2010) tornerebbe indietro di 23 anni, scendendo a quota 1.440 miliardi, cioè allo stesso livello degli anni 1996-1997. Negli ultimi

30 anni il Pil italiano in euro 2010 è passato da quota 1.327 miliardi del 1990 a quota 1.687 miliardi nel 2007, per sprofondare poi nel 2013 a 1.541 miliardi (livello uguale a quello del 2000), per recuperare quindi fino a 1.621 nel 2019 e sprofondare di nuovo nel 2020 fino al livello di 23 anni fa. “È del tutto evidente - sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - che per superare questa difficilissima situazione il nostro Paese ha bisogno di interventi, non solo

immediati ma anche radicali e incisivi. Anche ammettendo che il crollo dovuto alla pandemia da Coronavirus potesse essere colmato in tempi ragionevolmente brevi, rimarrebbe sempre da recuperare il ritardo che già nel 2019 c’era rispetto al 2007. Ritardo che segna una pesante interruzione nel percorso secolare di crescita del Pil italiano e anche una drammatica anomalia rispetto alle altre economie avanzate che hanno superato in pochi anni la crisi del 2008 per continuare poi a crescere fino alla battuta d’arresto del 2020”.

UNACEA: MIRCO RISI RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA Con l’assemblea del 15 luglio scorso e il successivo consiglio direttivo del 27 luglio l’associazione italiana delle macchine per costruzioni ha rinnovato il suo gruppo dirigente. La presidenza rimane in carico a Mirco Risi (Simex), mentre le vicepresidenze sono state affidate a Nicola D’Arpino (CASE Construction) e a Enrico Prandini (Komatsu). Dopo l’ingresso in associazione a inizio anno entrano in consiglio direttivo anche i rappresentanti delle aziende importatrici con Matteo Artioli (Vimatek), Domenico Matrone (JCB Italia) e Ruggero Riva (CGT). Completano la squadra Giorgio Cangini (Cangini), Alessandro Ditillo (Soilmec), Roberto Lorenzoni (Caterpillar), Paolo Salvadori (Imer Group), Enrico Santini (Fiori Group) e Michele Vitulano (Indeco). “Associativamente abbiamo reagito alla crisi del Covid-19 con grande energia e spirito di partecipazione”, ha dichiarato Mirco Risi. “Con questo nuovo gruppo dirigente possiamo spingere ancora più avanti le nostre attività per rafforzare la piattaforma di lavoro e di affari pubblici che abbiamo messo a disposizione delle aziende di settore”.

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NOTIZIE AUTOVICTOR

“Keep on moving to the future” Lo slogan che caratterizza l’attività di Autovictor si concretizza in una continua implementazione del parco macchine e dei servizi offerti ai clienti. “’Keep on moving to the future’ non è un semplice slogan, è un modo di vivere il nostro lavoro, è la voglia ancora una volta di essere simbolo ed esempio di innovazione, è la volontà, come appunto recita il nostro payoff, di essere sempre in movimento verso il futuro, senza mai fermarsi”. Le parole di Alessandro Gino, direttore operativo di Autovictor, incarnano la soddisfazione per il raggiungimento di nuovi traguardi: dall’upgrade a 800 t della Liebherr LTM 1750 all’introduzione di nuove macchine in grado di incrementare i servizi messi a disposizione del mercato. “Oggi il nostro parco mezzi - sottolinea Alessandro Gino - è formato da oltre 270 unità suddivise tra autogrù, piattaforme aeree, sollevatori telescopici e mezzi per il trasporti eccezionale. Puntiamo, entro il 2022, a rinnovare una buona parte dei mezzi già esistenti per poter garantire un servizio sempre più all’avanguardia. Nell’ultimo anno abbiamo investito molto e stiamo continuando a farlo, nonostante il periodo storico non sia dei più rassicuranti. La nostra filosofia aziendale mira a questo, a non fermarsi

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mai. La scelta più difficile è riuscire a capire cosa sia necessario e innovativo acquistare, purtroppo non sempre le due tematiche vanno di pari passo. In ogni caso questa è la strada giusta da percorrere”.

autogrù si distingue per una portata di 800 t, un braccio telescopico da 52 m che, con i falconi, assicura alte prestazioni: 112 m di sbraccio per un’altezza sottogancio di 154 m. Da segnalare è anche la nuova Liebherr LTM 1160: acquistata per implementare il parco mezzi, si posiziona in flotta tra la 150 t e la 200 t. In particolare, si tratta di una macchina versatile e rapida negli spostamenti essendo dotata dei sistemi Vario Base e Vario Ballast, che le permettono di posizionarsi anche in spazi angusti.

Investimenti importanti Tra le operazioni più interessanti realizzate da Autovictor c’è l’upgrade a 800 t della gru Liebherr LTM 1750. “L’intervento effettuato dai tecnici Liebherr non solo va a incrementare le portate della macchina, ma ci dà la possibilità di eseguire sollevamenti utilizzando meno zavorra rispetto alle vecchie tabelle di portata. Un’iniezione di potenza che si traduce in una riduzione dei costi per tutte le operazioni di messa in opera e smobilitazione dell’autogrù”, spiega Alessandro Gino. Equipaggiata con una stabilizzazione addizionale nella parte posteriore e dotata dei più avanzati sistemi di sicurezza, questa

La nuova Eurogrù Amici 160.35 Con 160 t di portata, la Eurogru Amici 160.35 si posiziona in cima alla flotta Autovictor per quanto concerne le autogrù montate su camion, che prima copriva lo spettro compreso tra le 80 e le 150 t di portata. Questo acquisto è stato dettato dalla difficoltà negli spostamenti e nel rilascio autorizzazioni che caratterizzano il settore (quest’autogrù non necessità di permessi di transito e si sposta con rapidità e facilità). Telescopici e piattaforme Rilevante anche l’incremento nel settore dei telescopici per il noleggio a freddo con l’inserimento in flotta di modelli Magni e Manitou. I nuovi acquisti consistono in tre versioni frontali Manitou (7.30, 13.35, 18.40) e in rotativi Magni (RTH 5.18, 5.23). Sempre per il marchio Magni da evidenziare anche l’acquisto di piattaforme a pantografo DS1218RT e DS1418RT. Nel corso del 2020 la società ha effettuato anche un altro investimento: una piattaforma autocarrata Pagliero MJ375 da 37 m di altezza di lavoro, equipaggiata con un innovativo sistema di stabilizzazione, che sarà inserita nei mezzi per il noleggio a caldo.


NOTIZIE CROWN

All’avanguardia nell’innovazione Crown ha vinto il premio internazionale di intralogistica e carrello elevatore dell’anno IFOY 2020 nella categoria “Carrelli elevatori da magazzino” per i suoi retrattili serie ESR 1000. La nuova serie ESR 1000 si è aggiudicata il riconoscimento grazie a una serie di innovazioni in grado di promuovere produttività, connettività e sicurezza dell’operatore. La giuria indipendente composta da giornalisti del settore di caratura internazionale ha elogiato l’elevato valore per i clienti offerto dalla serie ESR 1000: “Tra i fattori decisivi per la scelta della giuria, oltre ai valori delle prestazioni del carrello, ci sono le innovazioni in materia di sostenibilità, ergonomia e sicurezza, tutte volte in modo coerente a offrire vantaggi preziosi ai clienti. Eccellono in particolare la tecnologia Xpress Lower, in grado di

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raddoppiare la velocità di abbassamento del montante, e il conveniente abbassamento a recupero d’energia”, ha affermato Anita Würmser, presidente esecutiva della giuria dell’IFOY Award. Ken Dufford, vicepresidente di Crown per l’Europa, ha spiegato cosa significa questo premio per la società: “Per me, e soprattutto per gli ingegneri di Crown, è un grande onore ricevere il quarto premio IFOY a riconoscimento della nostra tecnologia per carrelli elevatori. Questa vittoria comprova che il nostro lavoro genera risorse preziose per i nostri clienti e il settore in generale. Andare oltre il tradizionale sviluppo di prodotto creando soluzioni avanzate che offrano un reale valore aggiunto è una parte integrante del nostro DNA. Crown costruisce carrelli elevatori robusti, longevi e affidabili, ma sviluppa anche soluzioni pionieristiche che integrano le funzionalità dei carrelli elevatori e le competenze degli operatori. La nostra strategia di sviluppo privilegia da sempre produttività, sicurezza, operatori ed ergonomia”. Voigt Logistik, fornitore di servizi di trasporto e logistica, utilizza questo retrattile da qualche tempo e ne è favorevolmente impressionato: “La serie ESR 1000 lanciata di recente da Crown è costituita da retrattili che i nostri operatori hanno subito apprezzato per le numerose caratteristiche innovative, come la selezione automatica dell’altezza, il monitor dati di portata e la nuova, intuitiva esperienza di utilizzo fornita da Gena”, ha affermato JanPeter Wingert, responsabile di sede di Voigt Logistik, Neumünster, Germania. La serie ESR 1000 offre tecnologie innovative unite alle nuove caratteristiche di connettività intelligente del citato sistema operativo Gena, che forniscono agli operatori un’esperienza di utilizzo fondata su un’elevata capacità di elaborazione dati e la capacità di lavorare con perizia e precisione a qualsiasi altezza senza compromettere la produttività. Altra innovazione della serie ESR 1000 è la tecnologia Xpress Lower, che può raddoppiare la velocità di abbassamento del montante fino a 1,1 m/s, che consente di migliorare la produttività generale fino al 21%. La funzione di selezione automatica dell’altezza, poi, migliora la precisione: gli operatori possono avvalersi di questo selettore automatico di altezze predefinite per fermare le forche alle altezze scaffale programmate oppure, utilizzando il pulsante One Touch, per fermare le forche all’altezza programmata successiva. Il monitor dati di portata è una funzione altrettanto utile, perché consente agli operatori di visualizzare a colpo d’occhio peso del carico, altezza di sollevamento e portata residua, rimanendo entro i limiti di sicurezza del carico.


HYUNDAI CE

Sinergia con KT Hyundai Construction Equipment è stata la prima azienda a sviluppare carrelli elevatori autonomi senza conducente in Corea e sta ora pianificando di sviluppare le proprie soluzioni logistiche intelligenti utilizzando la rete di comunicazione 5G e la tecnologia di intelligenza artificiale (AI) di KT. Hyundai CE, infatti, ha siglato un protocollo d’intesa (MOU) con KT. Durante l’incontro erano presenti 10 delegati, tra cui il presidente di Hyundai CE, Kong Ki-young, e il vicepresidente di KT, Jeon Hong-beom (responsabile del gruppo AI/DX Convergence Business), per assistere allo sviluppo congiunto delle soluzioni basate sulla tecnologia 5G, per le apparecchiature intelligenti destinate al settore edile e di movimentazione dei materiali. Questa partnership consentirà alle due società di combinare le loro tecnologie, quella dei veicoli autonomi di Hyundai CE e le tecnologie di informazione e comunicazione (ICT) di KT, come la comunicazione 5G e l’IA, per lanciare

sul mercato soluzioni logistiche intelligenti avanzate. Questa collaborazione tecnologica migliorerà inoltre la gestione a distanza e il livello di controllo del carrello elevatore autonomo, che beneficerà anche di un sistema di assistenza a distanza gestito da una soluzione con comando vocale basato sulla IA, video e realtà aumentata (AR). La tecnologia del carrello elevatore autonomo di Hyundai CE rappresenta una soluzione logistica all’avanguardia che riconosce autonomamente l’ambiente e gli ostacoli presenti sul posto di lavoro; inoltre è in grado di selezionare in modo autonomo i percorsi migliori a vantaggio di una maggiore produttività, grazie a una maggiore velocità di navigazione e un uso efficiente della logistica all’interno dell’area di lavoro. La possibilità di svolgere le attività lungo un percorso pianificato permette anche di ridurre il rischio di infortuni sul lavoro.

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NOTIZIE GENIE

Prestazioni sotterranee

Nell’ambito della trasformazione di una miniera di ferro in disuso a Salzgitter, Bassa Sassonia, il distributore autorizzato Genie, Wienold Lifte, con sede a Emsbüren, ha fornito al Consorzio ETS Schacht Konrad una piattaforma a braccio articolato Genie Z-45 XC. Operando a 1.000 m sotto terra, a una temperatura costante di 40°C, la macchina si sta rivelando adatta a supportare i lavoratori nella preparazione e stabilizzazione delle gallerie esistenti e delle camere di stoccaggio appena scavate nel primo deposito geologico in profondità della Germania per rifiuti radioattivi a bassa e media attività (Fossa di Konrad). Accessibile solo con il montacarichi, Wienold Lifte ha smantellato la piattaforma a braccio per accedere alla fossa. Per adeguarsi alle severe misure di sicurezza antincendio del sito, l’azienda ha anche dotato la macchina di tubazioni ignifughe. Consegnata in pezzi tramite l’ascensore, entro tre giorni la macchina è stata rimontata, pronta a lavorare nel sottosuolo del cantiere. La Z-45 XC resterà nella fossa per tutta la sua vita. Per esperienza, il Consorzio ETS Schacht Konrad sa che, quando si 12 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

lavora in un ambiente molto caldo con attrezzi e materiali pesanti, i macchinari a gasolio si adattano meglio alla natura del compito e alle condizioni del luogo con possibilità di ricarica insufficienti. “Oltre a lavorare in quota, la Fossa di Konrad richiede macchinari in grado di operare con le pendenze e i dislivelli del posto”, afferma Christian Wienold, AD di Wienold Lifte. “Dotata di un motore diesel da 35,8 kW (48 CV), la piattaforma a braccio Genie Z-45 XC offre eccellenti capacità di trazione integrale. Di conseguenza, la macchina è in grado di affrontare il lavoro e il terreno con facilità”. La trasformazione della vecchia miniera di ferro fa parte di un processo a lungo termine. In preparazione del suo futuro come deposito si sta usando una macchina

perforatrice per ampliare i tunnel esistenti e per aprire nuove camere di stoccaggio. In seguito, gli esperti della miniera revisionano le pareti utilizzando macchinari adeguati. La piattaforma Genie Z-45 XC viene utilizzata per la prima volta per preparare la parete praticando dei fori e rinforzandoli con l’acciaio. Una volta completato questo compito viene posizionata al centro del tunnel dove viene azionata compiendo movimenti trasversali e semicircolari che consentono agli operatori, dotati di una macchina irroratrice, di stabilizzare i tunnel e di rifinire le pareti con un rivestimento in calcestruzzo applicato da terra fino al soffitto. Grazie al suo design a doppia area e alla capacità di sollevamento di 300 kg senza limitazioni e 454 kg con limitazioni, questa macchina offre la possibilità di avere due operai che utilizzano due spruzzatori di calcestruzzo contemporaneamente: un incremento di produttività che non sarebbe stato possibile con la capacità di sollevamento standard di 227 kg. “Oltre l’altezza, ciò che conta di più in questo lavoro è avere le giuste prestazioni per lavorare in modo produttivo. Se gli operatori avessero dovuto usare una piattaforma a forbice, avrebbero dovuto riposizionarla almeno 20 volte al giorno”, dice Wienold. “Con la Genie Z-45 XC beneficiano di uno sbraccio orizzontale di 7,55 m e di un’altezza di scavalcamento di 7 m, che consentono loro di preparare e stabilizzare le pareti, risparmiando così molto tempo. E quando devono spostarla, lo stretto raggio di sterzata e l’ingombro di coda nullo sono un vantaggio decisivo che rende molto più facili le manovre negli alvei relativamente stretti attraverso giunzioni e curve”.


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RICAMBI E MACCHINE MOVIMENTO TERRA


KILOTOU

La vendita è online Destinata ai venditori professionali internazionali, la piattaforma di vendita online di Kilotou consente di organizzare aste per i materiali di seconda mano provenienti da agenzie francesi ed europee. Ogni anno la società organizzerà una decina di vendite private, ciascuna delle quali comprenderà circa 400 materiali. Nel 2016, Kilotou riorganizzava il suo sistema di vendita dei materiali a fine vita grazie a un servizio dedicato: Kiloutou Materiali di seconda mano. Il principio di base consisteva nel creare lotti di materiali di seconda mano di varie tipologie (elevatori, gruppi elettrogeni, carrelli telescopici, escavatori), per poi organizzare delle aste tra broker contattati direttamente da Kilotou. Oggi l’azienda fa evolvere l’esperienza degli acquirenti proponendo una piattaforma online concepita come un sito di vendite private, accessibile a un numero ridotto di acquirenti professionali internazionali, approvati da Kilotou previa consultazione del loro dossier d’iscrizione. Ogni anno il sito proporrà una decina di aste. Le prossime vendite private del 2020 si svolgeranno il 16 ottobre e il 13 novembre. Ogni asta raggruppa differenti materiali appartenenti a tutte le tipologie, fatta eccezione per la piccola utensileria. Per supportare gli acquirenti professionali nella loro decisione e in un iter di totale trasparenza ogni macchinario è corredato da una scheda informativa completa nella quale sono riportati in particolare: la marca, il modello, lo stato generale, la data di entrata in servizio, il chilometraggio, il contatore orario e varie foto. Disponibile in inglese e in francese, ogni vendita presenta una selezione di quasi 400 materiali che possono essere filtrati in funzione di vari criteri: tipo di materiale, marca, stato generale, ubicazione e data di entrata in servizio.

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NOTIZIE CMC

Approdo in Austria Si amplia la rete commerciale europea del costruttore pugliese, frutto del perseguimento della strategia commerciale portata avanti a quattro mani dall’ufficio commerciale estero e dal dipartimento di marketing del costruttore barese, che può annoverare tra i propri dealer più di 50 affiliati pronti a immettere sul mercato e commercializzare le piattaforme semoventi cingolate a marchio CMC. Il paese nel quale è entrato recentemente CMC è l’Austria, dove si avvarrà della competenza e dell’esperienza di Herbert Hager, già responsabile di uno dei più importanti Service Center nel Paese austriaco. Nello specifico, la sinergia segue la strategia di consolidamento del

mercato dell’Europa Centrale, già perseguita da CMC con la nascita di CMC Deutschland, un team dedicato nel paese teutonico a vendita e assistenza gestito da Dieter Roters, ora corroborato dalla presenza austriaca grazie a Herbert Hager, neo-dealer austriaco. Sulla

nuova sinergia appena ratificata si è espresso così Alessandro Mastrogiacomo, direttore commerciale estero di CMC: “Siamo felici di approdare in Austria e di aver stretto questo partenariato con Herbert Hager, che ci permetterà di scrivere un nuovo paragrafo della nostra storia di impresa. Ogni nuovo dealer che entra a far parte della nostra famiglia riceve un supporto completo in termini di marketing, formazione tecnica sui macchinari, di vendita e di gestione del processo post-vendita, in modo da iniziare a lavorare con noi rapidamente. Abbiamo in cantiere l’ingresso in nuovi mercati, per penetrare maggiormente il Vecchio Continente, accrescere le nostre quote di mercato in Europa e guardare con crescente fiducia al futuro”.

PALAZZANI INDUSTRIE

Il progetto “mypalazzani” “Tutto ciò di cui ha bisogno l’utilizzatore a portata di un click!”. Ecco la filosofia che sta alla base della nuova web-app proposta dalla Palazzani Industrie, che quest’anno compie 85 anni di storia e che da oltre 30 anni progetta, costruisce e commercializza in tutto il mondo piattaforme aeree ragno. In linea con le attuali esigenze della clientela di una sempre maggiore connettività, la web-app mypalazzani, attivabile scansionando un QR code posizionato sulle macchine, è sviluppata per funzionare con qualsiasi sistema operativo (Android, iOS, Windows) e permetterà gratuitamente di usufruire 24 ore su 24 di numerose informazioni utili. Le principali funzioni riguardano la possibilità di visualizzare e scaricare tutti i manuali della 16 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

propria macchina, selezionare e visualizzare i “video-help”, con i consigli sull’utilizzo e su come comportarsi in caso di anomalie o durante le manovre di recupero. Tramite i contatti (email, telefono, WhatsApp, WeChat) si può avviare una chiamata rapida o una chat al servizio assistenza Palazzani o al concessionario Palazzani autorizzato. Importante anche la sezione “share”, che permette la condivisione temporanea

di documenti tecnici, in caso di assistenza in tempo reale. “L’attenzione al cliente e la sua soddisfazione sono i valori che hanno sempre guidato Palazzani Industrie. Il progetto mypalazzani è solo l’inizio di un percorso di integrazione e condivisione di informazioni che permetteranno all’utilizzatore di sfruttare al massimo le performance operative dei prodotti Palazzani. La filosofia della nostra azienda è sempre stata quella di progettare e costruire macchinari con alti standard sia qualitativi sia di performance e vogliamo che i nostri clienti riescano con semplicità, conoscenza e immediatezza a sfruttare tutte le funzionalità dei nostri ragni”, ha affermato Cristian Marchina, Vice General Manager di Palazzani Industrie.


NOTIZIE JLG

Consegnati quattro ultraboom in Algeria JLG Industries Inc. ha consegnato quattro (ulteriori) macchine 1250AJP a ENGPTP in Algeria. La consegna è parte dell’accordo seguito alla consultazione e gara d’appalto che ENGTP (azienda statale di grandi impianti petroliferi), in conformità con le procedure del Gruppo Sonatrach, ha indetto alla fine di dicembre 2019. Nel luglio 2019, grazie a un bando di gara nazionale e internazionale, ENGTP aveva già ricevuto sei sollevatori a braccio telescopico. In totale, si tratta di 10 sollevatori consegnati alla società in un periodo di 12 mesi. “Il rapporto tra JLG e ENGTP è iniziato nel 2009, anno in cui sono stati formalizzati i primi ordini tra le due aziende”,

18 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

rivela Mr FE Mouaci, vicedirettore tecnico di ENGT. “ENGTP possiede una flotta di 28 macchine di JLG, con un’ampia varietà di altezze di lavoro. Sono operative in tutti i nostri siti nel nord e nel sud dell’Algeria, dove costruiamo grandi impianti per l’estrazione di gas e petrolio. L’ambiente di lavoro è accidentato, ma i sollevatori JLG sono in grado di operare anche in condizioni avverse. Si sono rivelati molto affidabili, permettendoci di rispettare i tempi di lavoro programmati e di migliorare considerevolmente i nostri servizi”. “Siamo leader mondiali nella progettazione e produzione di attrezzature di accesso e, in quanto tali, siamo lieti che un’altra azienda leader nel suo settore abbia scelto le nostre

macchine e rinnovato la sua fiducia in noi”, ha affermato David Courtin, Sales Director JLG per l’Europa meridionale e l’Africa settentrionale. “Come da contratto sottoscritto con ENGTP, il nostro distributore ufficiale in Algeria Fayalift Eurl ha fornito una formazione approfondita allo staff di ENGTP e si occupa di soddisfare le esigenze tecniche e la fornitura dei pezzi di ricambio necessari per la manutenzione dei prodotti”. ENGTP è controllata al 100% dal gruppo Sonatrach, uno dei principali in Algeria, specializzato nella costruzione di grandi complessi industriali finalizzati soprattutto alla estrazione, trasformazione, trasporto e distribuzione di idrocarburi.


NOTIZIE ZEPPELIN RENTAL

Tecnologie sostenibili Zeppelin Rental è la prima società di noleggio in Germania ad aggiungere le piattaforme telescopiche ZT22.16D (piattaforme a braccio Genie S-65 XC), con motori diesel stage V, alla sua flotta di noleggio. A causa della pandemia di coronavirus, solo il 1° giugno scorso il

Parlamento europeo ha prolungato il periodo di transizione per l’introduzione di questo nuovo regolamento UE sulle emissioni dei motori diesel. Con largo anticipo e in conformità con il nuovo requisito, la Zeppelin Rental offre già questa nuova tecnologia. “Il Gruppo Zeppelin persegue l’obiettivo di essere CO2-neutrale entro il 2030”, spiega Dirk Feyerabend, responsabile degli acquisti centrali presso la Zeppelin Rental. “La protezione del clima e dell’ambiente

e l’agire responsabilmente giocano un ruolo importante per noi. Di conseguenza, la sostenibilità e la conservazione delle risorse influenzano naturalmente il modo in cui investiamo nella nostra flotta a noleggio. Ad esempio, per quanto riguarda le PLE (piattaforme di lavoro mobili elevabili) ad alte

prestazioni per lavori impegnativi all’aperto forniamo sempre più spesso nuove macchine con tecnologia ibrida efficiente, così come macchine alimentate da motori diesel con i più bassi livelli di emissioni possibili, come le piattaforme a braccio Genie S-65 XC, disponibili sotto il nome ZT22.16D per i nostri clienti”. La normativa europea sulle emissioni Stage V pone chiari limiti ai livelli di particolato e di ossido di azoto (NOx) emessi dai motori a combustione e ora si applica per la prima

20 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

volta a tutti i motori tra 19 e 560 kW. A causa della situazione COVID-19, per le macchine fuoristrada alimentate da motori a combustione di potenza inferiore a 56 kW e superiore a 130 kW, il Parlamento Europeo ha ora prorogato il termine di produzione

per i motori conformi alla nuova norma al 1° luglio 2021. La loro piena attuazione e distribuzione sono ora fissate per il 1° gennaio 2022. Il motore diesel da 36 kW della piattaforma a braccio Genie S-65 XC è già conforme a queste severe normative Stage V per le emissioni in UE. “In particolare, per le applicazioni impegnative all’aperto troviamo che la domanda di PLE con un potente motore diesel continua a essere elevata”, spiega Dirk Feyerabend. “Tuttavia riceviamo sempre

DIRK FEYERABEND RESPONSABILE DEGLI ACQUISTI CENTRALI PRESSO LA ZEPPELIN RENTAL

più richieste di macchine e attrezzature che generano i più bassi livelli di emissioni possibili. Soprattutto nei grandi cantieri e nelle aree urbane gli impresari hanno spesso delle specifiche ambientali che sono un prerequisito per effettuare un ordine. La richiesta di soluzioni più ecologiche con tecnologia a basse emissioni è una tendenza in crescita tra i nostri clienti”. Le affidabili e resistenti piattaforme a braccio Genie S-65 XC che Zeppelin Rental ha aggiunto al suo parco macchine sono ideali per i progetti che devono rispettare normative severe in materia di emissione di polveri sottili e ossido di azoto (NOx). Il loro funzionamento è anche più silenzioso rispetto ai modelli dotati di un motore di generazione più recente. Grazie alle sue elevate prestazioni, un’altezza massima di lavoro di 21,81 m e uno sbraccio orizzontale di 16,51 m, queste piattaforme a braccio con motore Stage V saranno utilizzate


principalmente nella costruzione di magazzini e centrali elettriche o nella costruzione di ponti. Caratterizzate da due zone di capacità di carico, una con limitazione a 454 kg e una senza limitazioni a 300 kg, queste piattaforme a braccio Genie offrono agli operatori il vantaggio di fornire tutta la loro potenzialità nelle applicazioni in cantieri di alto livello. Il processo di rigenerazione può avvenire in modo attivo e passivo. La rigenerazione passiva del DPF avviene automaticamente quando la temperatura del motore è elevata e il livello di fuliggine è aumentato. Durante questo processo, l’operatore può notare solo un regime di rotazione del motore leggermente più alto, ma nessuna diminuzione evidente delle prestazioni. Per Zeppelin Rental, uno dei vantaggi chiave

del motore del nuovo motore delle piattaforme a braccio Genie è il sistema di rigenerazione attiva intelligente che è un’esclusiva di tutte le nuove macchine Genie Stage V e a oggi è l’unico sistema di questo tipo sul mercato. Quattro livelli di allarme attivo informano l’operatore su quand’è necessaria la rigenerazione, molto prima che diventi necessaria. Ciò protegge la macchina dai danni, il che è un grande vantaggio quando si lavora su contratti di noleggio a lungo termine. Inoltre, consente allo Zeppelin Rental di pianificare il ciclo di rigenerazione nel momento più conveniente, per mantenere la produttività del cantiere e il tempo di funzionamento delle sue nuove piattaforme a braccio Genie.


BRIGADE ELETTRONICA

Sicurezza garantita con Rail Cargo A Desio, sulla linea ferroviaria MilanoChiasso, ha base uno dei Terminal di Rail Cargo, il ramo italiano della divisione merci Ferrovie Austriache, Gruppo ÖBB. Il secondo centro intermodale si trova a

San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. Entrambe le sedi sono degli importanti snodi logistici - con magazzini coperti, rispettivamente da 36.000 e 24.000 m2 dove la merce passa dal trasporto su rotaie a

quello su gomma. A completamento del Gruppo, in Italia, altre due società: Rail Cargo Carrier, l’azienda di trazione ferroviaria proprietaria dei locomotori, e Rail Cargo Logistics, che

COME SE NON CI FOSSERO I SOLLEVATORI ELETTRICI DI JLG ZERO EMISSIONI – ZERO RUMORE

Pensati per lavorare in luoghi sensibili senza disturbare l’ambiente circostante, i sollevatori elettrici JLG© sono alimentati con batterie agli ioni di litio, sicure e veloci da caricare, e da due motori elettrici, per operare in modo pulito con il massimo dell’efficienza in qualsiasi area di lavoro. Provateli e scoprite le prestazioni incondizionate e la flessibilità di poter lavorare in interni e all’esterno con un’unica macchina. Per saperne di più su come i sollevatori elettrici aiutano ad adeguarsi agli obblighi ambientali senza impattare sulla produttività, visitate jlg.com/EC-boom JLG Industries Italia Srl | Via Po, 22 | 20010 Pregnana Milanese (MI) italia@jlg.com | Tel. 02 9359 5210

commercializza i servizi delle altre divisioni. Una realtà consolidata, in crescita perenne ormai da molti anni e che anche per questo 2020 è ottimista, nonostante le difficoltà del periodo. Una visione proiettata nel futuro, con una reale attenzione alla sicurezza, con la “S” maiuscola. Recependo a pieno le indicazioni della casa madre austriaca, Rail Cargo ha a cuore la tutela dei suoi lavoratori e vuole salvaguardare coloro che, nelle movimentazioni, si trovano a terra. Nelle operazioni di carico e scarico, infatti, è necessario che parte del personale stia relativamente vicino al mezzo e Rail Cargo è intervenuta su due fronti per aumentarne la sicurezza: aggiornamento del parco macchine e installazione di dispositivi ausiliari. Nella sede di Desio ha pertanto sostituito dei vecchi modelli con gli ultimi, più ergonomici e con una visibilità migliore. Sul nuovo FTMH FTF36-12 ha poi installato Backeye360 di Brigade Elettronica, il sistema di visione a 360° che consente di


visualizzare perfettamente tutta l’area circostante il forklift, con diversi vantaggi: tranquillità per chi guida il mezzo, sicurezza per gli operatori in piazzale e aiuto nelle manovre. Rail Cargo ha optato per Backeye360 di nuova generazione, abbinandolo a VBV7104FM, sempre di Brigade Elettronica, un monitor robusto e resistente da 10,4”. Backeye360, tramite un software dedicato, riunisce in un’unica immagine dall’alto in tempo reale le riprese di quattro telecamere intorno al mezzo, azzerando così gli angoli ciechi. Backeye360 è configurabile a seconda delle applicazioni e prevede 19 modalità di visualizzazione, a schermo intero o frazionato: oltre a immagini panoramiche del veicolo a tutto campo si può anche suddividere il monitor e focalizzarsi su singole viste attivate, come l’area anteriore/posteriore del veicolo, ideale per le manovre di parcheggio e a bassa velocità, o specifici settori in caso di operazioni di carico e scarico. Considerando che a Desio vengono movimentate circa 600.000 t di merce all’anno, per il 60% siderurgica (coils, tubi, blocchi di ferro), Backeye360 è una soluzione ideale. Con continui trasbordi da rotaia a camion e viceversa e, a volte, anche deposito intermedio e stoccaggio, il rischio di incroci tra mezzi e persone è infatti elevato e la scelta di Rail

Cargo è volta proprio a garantire la massima sicurezza. In tale ottica sta anche testando un nuovo dispositivo entrato a far parte dell’ampia gamma Brigade Elettronica, ZoneSafe, un sistema di rilevamento macchina-uomo, con tecnologia di identificazione a radiofrequenza RFID, in grado di segnalare tempestivamente la presenza di persone nei pressi delle macchine, oltre a poter controllare gli accessi e a integrarsi con le automazioni aziendali. ZoneSafe si compone di un’unità di controllo, di una o più antenne montate sul mezzo, di una Vibratag Driver portata dal conducente e di altre Vibratag per i pedoni. Quando una persona, dotata di tag, entra nella zona di rilevamento dell’antenna, un allarme visivo e sonoro avvisa l’operatore. L’area di rilevamento dell’antenna è programmabile, con un raggio variabile da 3 a 10 m, anche attraverso muri e ostacoli. Le tag di ZoneSafe, oltre a incrementare il livello di sicurezza, sono utili anche per il controllo degli accessi del personale. Ogni tag, infatti, ha un identificatore univoco ed è collegata a individui specifici. Il sistema è di facile settaggio e impiego tramite l’apposita applicazione e il dashboard che, via wifi, monitora le varie tag, oltre a generare report automatici e condividere dati.

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NOTIZIE JEKKO

Le novità alla fiera JDL La fiera JDL, appuntamento annuale dedicato alla movimentazione di merci, al sollevamento e ai trasporti, si è svolta a Beaune, in Francia, all’inizio di settembre. ATN Platforms, recentemente nominato importatore ufficiale di Jekko per la Francia, ha partecipato all’evento e al proprio stand ah esposto due tra i più importanti modelli della gamma Jekko: la ormai conosciuta e apprezzata SPX532 e la nuova SPX650, quest’ultima presentata al pubblico per la prima volta dopo il lancio ufficiale in live streaming lo scorso luglio. Le luci erano puntate sulla SPX650, quindi, la nuova mini gru da 5 t con altezza massima di lavoro di 23,5 m (con jib installato) che concentra numerose innovazioni e avanzate soluzioni

tecniche, già applicate con successo ai modelli SPX532

e SPX1280: un sistema di stabilizzazione e sistema idraulico all’avanguardia, nuovo jib idraulico e meccanico, alimentazione con batterie a litio e radiocomando intuitivo. La macchina presenta anche altre importanti funzionalità, come la possibilità di lavorare sia a gancio che con verricello, i cingoli estensibili, la modalità pick & carry e il sistema di controllo da remoto J-Connect. La mini gru SPX650 in esposizione riveste una particolare importanza per Jekko dal momento che esattamente a 20 anni di distanza dalla prima, questa è la 2.000a gru prodotta dall’azienda. La macchina è stata consegnata ad ATN Platforms per suggellare un rapporto che è già partito con il piede giusto.

LIEBHERR

Una gru portuale LHM 800 HR a Salerno Una gru portuale Liebherr LHM 800 HR da 750 t è entrata in esercizio lo scorso 14 agosto a Salerno: in grado di movimentare 180 container nell’arco di sei ore, è una soluzione particolarmente adatta al servizio in terminal per navi in grado di trasportare fino a 15.000 container. “Con un investimento di quasi sei milioni di euro, questa gru rappresenta un atto concreto di fiducia nel futuro, soprattutto per il porto di Salerno, in un periodo di troppe dichiarazioni e poche visioni progettuali”, ha dichiarato Agostino Gallozzi, presidente di Gallozzi Group, dopo il varo del nuovo gigante da 60 m di altezza del braccio principale, con un’estensione orizzontale che arriva a coprire la larghezza, a bordo nave, di 22 container. Con l’arrivo della nuova macchina si completa la fase di nuovi 24 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

investimenti, per oltre 30 milioni di euro, realizzati da Galozzi Group in due anni, con l’acquisto di quattro gru portuali, 10 gru semoventi da piazzale, 12 motrici e trailer portuali e una nuova control room. “Si tratta senza dubbio del maggiore investimento

operativo portato a termine nell’ambito dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale”, ha sottolineato lo stesso Gallozzi. “Il contratto di acquisto della gru portuale Liebherr LHM 800 HR è stato stipulato in pieno lockdown, sfidando quella preoccupazione e incertezza per la pandemia da Coronavirus dalla quale non ci siamo voluti far contagiare. Siamo pronti, oggi, a rilanciare a pieno regime le attività del porto e della nostra società, in attesa che lo stesso impegno venga assunto dalle autorità pubbliche nella sfida della riqualificazione e dell’ammodernamento delle infrastrutture del Paese”. Nel periodo tra gennaio e luglio 2020 il Salerno Container Terminal ha movimentato 180.708 Teus (pari al 80% del traffico del porto di Salerno), con una crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, in cui i teus movimentati erano stati 168.966.


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ATTUALITA’ SCENARI ECONOMICI

COSTRUZIONI:

LA PANDEMIA COLPISCE DURO SUL MERCATO

GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA MONDIALE INCIDERANNO SULL’ECONOMIA MONDIALE IN TUTTI I SETTORI. PER L’ITALIA E LE COSTRUZIONI IL CENTRO DI RICERCA CRESME HA ELABORATO UNA STIMA ISTANTANEA CHE PUBBLICHIAMO di CRESME

26 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


QUALE SCENARIO PER LE COSTRUZIONI POST COVID-19? TINTE FOSCHE O UNA RIPARTENZA ALLA MASSIMA ACCELERAZIONE. NESSUNO HA LA SFERA DI CRISTALLO, ANCHE PERCHÉ L’INCOGNITA CHE PUÒ DETERMINARE IN UNA DIREZIONE O NELL’ALTRA LA SOLUZIONE DEL DILEMMA È IL TEMPO DI USCITA DALL’EMERGENZA. QUALCHE CONSIDERAZIONE DI SCENARIO, PERÒ, GLI ISTITUTI DI RICERCA INIZIANO A FARLA, COME QUELLA DEDICATA AL FENOMENO AVVIATA DAL CRESME CHE RIPORTIAMO, MENTRE LE LOBBIES DI CATEGORIA, A LIVELLO ITALIANO ED EUROPEO, LANCIANO APPELLI PER MISURE STRAORDINARIE E URGENTI A SOSTEGNO DEL SETTORE

L

e costruzioni italiane rischiano di vedere andare in fumo 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020: è questo il risultato della stima preliminare condotta dagli analisti del CRESME sull’impatto settoriale dell’emergenza sanitaria. La stima è stata anticipata, insieme a un quadro di dettagliate analisi, nell’ambito del seminario di CRESME LAB sullo scenario di mercato, il think tank analitico del CRESME al quale partecipano attivamente importanti industrie e distributori del settore delle

costruzioni. Il seminario si è tenuto in remoto il 26 marzo nell’ambito della nuova rete di connessioni (CRESME LAB Remote Think Tank) che il CRESME sta sviluppando. È prevista una seconda previsione e l’avvio di una nuova operatività per CRESME LAB, di carattere non solo analitico ma tattico e strategico. In base alle analisi svolte, edilizia e genio civile, includendo investimenti in nuova costruzione e manutenzione straordinaria, potrebbero subire una contrazione (valutata a valori costanti)

del -22,6% rispetto al 2019. A titolo di paragone, nel 2009, l’anno più nero per le costruzioni italiane durante la crisi, la flessione degli investimenti era stata del -9,6%. Va inoltre considerato che prima dell’emergenza sanitaria le costruzioni sperimentavano una fase di crescita che andava consolidandosi; le attese a fine 2019 erano infatti confortanti, con una crescita complessiva del +2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’attività nuova costruzione (specialmente in ambito infrastrutturale). luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 27


ATTUALITA’ INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI: SERIE STORICA E SCENARIO POST LOCKDOWN Investimenti in costruzioni (milioni di euro a valori 2019) 145K

140K

141,381

138,052

135K

130K

Pre crisi

Settore delle costruzioni (investimenti, milioni di euro a valori 2019)

134,031 130,623

131,146

125K

Attuale

120K

Scenario pandemico (26 Marzo 2020), Cresme 115K

-34,5 miliardi di euro

110K

106,857

105K 2016

2017

2018

2019

2020

Fonte: Stime Cresme, CRESME LAB Remote ThinkTank, 26 Marzo 2020

Gli investimenti attesi nel 2020, valutati a valori 2019, erano quindi pari a circa 141 miliardi di euro; le stime preliminari del CRESME

indicano, invece, che ci si potrebbe fermare ad appena 107 miliardi di euro, una perdita potenziale, appunto, pari a 34 miliardi di euro.

Se invece si guarda al dato del 2019 (138 miliardi), la caduta è quantificabile in 31 miliardi di euro.

UNO SCENARIO CONTINENTALE Il Coronavirus è un fenomeno epocale che sta impattando in maniera drastica e, per i tempi recenti, inedita su qualsiasi ambito della vita quotidiana. Cantieri e costruzioni compresi. Per questo la FIEC, la federazione europea delle imprese di costruzioni lancia un appello: “È necessaria un’azione immediata da parte della Commissione UE per garantire che il Covid-19 sia considerato causa di forza maggiore, per eliminare le sanzioni per le imprese che devono sospendere i lavori e per aumentare i fondi Ue a copertura dei maggiori costi dei progetti europei”, afferma la nota ufficiale della FIEC guidata dal norvegese Kjetil Tonning. La pandemia causata dal Covid-19 è un’emergenza sanitaria pubblica che ha un forte impatto sull’attività economica in tutti gli Stati membri. L’industria delle 28 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

KJETIL TONNING PRESIDENTE DI FIEC

costruzioni è essenziale per la realizzazione di infrastrutture e di interventi utili al benessere della collettività. Afferma la FIEC: “Il settore in Europa rappresenta il 9% del PIL dell’UE-27 e dà lavoro a 16 milioni di lavoratori. Pertanto gli effetti

negativi del Covid-19 sulle costruzioni nell’Ue sono considerevoli. In queste condizioni la già complicata gestione dei cantieri diventa ancora più complessa, se non impossibile, nel tentativo delle imprese di adeguarsi alle nuove e drastiche misure di salute e sicurezza.” Le imprese di costruzione stanno risentendo pesantemente dell’emergenza sul piano finanziario e i progetti, sia privati che pubblici, saranno ritardati o addirittura cancellati. Al fine di mitigare l’impatto di questa crisi la FIEC (Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni) sostiene pienamente le proposte avanzate dalla Commissione Europea di utilizzare tutte le misure di flessibilità del quadro degli aiuti di Stato e del Patto di stabilità e crescita e di mobilitare i fondi strutturali per


INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI: LA PERDITA IPOTIZZATA NEL 2020 NEI SEGMENTI DI MERCATO Investimenti in costruzioni 2020 (variazione percentuale a valori costanti)

Settore delle costruzioni nel 2020 (variazione percenuale investimenti a valori costanti) 0 -5 -10

-12,6%

-15 -5

-12,6%

-20 -25

-20,3%

-22,6%

-22,9%

-23,7%

-23,5%

-26,8%

-30

-26,8%

-23,5% -35 Residenziali

Non residenziali private

Non residenziali pubbliche

Nuovo

Genio civile

Totale investimenti

Rinnovo

Fonte: Stime Cresme, CRESME LAB Remote ThinkTank, 26 Marzo 2020

L’analisi nei settori Al livello settoriale, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il

affrontare e limitare le conseguenze socioeconomiche della pandemia. La FIEC sottopone alla Commissione Europea alcune richieste specifiche: - definire chiaramente che la pandemia di Covid-19 è una causa di “forza maggiore” e deve essere trattata di conseguenza da tutte le imprese e i clienti del settore delle costruzioni; - raccomandare caldamente agli Stati membri di consentire la possibilità di sospendere o ridurre i lavori in corso, senza penali e tenendo conto dei danni, per il periodo necessario, se l’appaltatore responsabile non è in grado di rispettare le misure di salute e sicurezza richieste per i suoi lavoratori e/o se non è in grado di intraprendere le attività a causa di interruzioni nella catena di fornitura o a causa della mancanza di personale a causa

comparto residenziale che quello non residenziale (pubblico e privato). Gli investimenti in nuove abita-

zioni potrebbero crollare di oltre un quinto rispetto al 2019 (-22,6%), mentre più pesante potrebbe essere il blocco dell’attività

del Covid-19 (la possibilità di derogare alle penali per ritardi negli appalti pubblici è già menzionata nella dichiarazione dell’Eurogruppo del 16 Marzo 2020); - quando i progetti di costruzione in corso sono cofinanziati dall’Unione

Europea, stanziare immediatamente risorse specifiche per la copertura dei costi aggiuntivi generati dalla pandemia di Covid-19 (costi per la maggiore sicurezza dei cantieri, costi legati ai cambiamenti di organizzazione e nuovi orari di lavoro sui cantieri, spese generali, eccetera). Incoraggiare gli Stati membri a fare lo stesso a livello nazionale. Queste in sintesi sono le prime azioni che gli imprenditori edili ritengono urgenti e indispensabili: “Chiediamo alla Commissione di attuarle il più velocemente possibile”, conclude la nota FIEC. “Sono le misure cruciali di cui il settore delle costruzioni ha bisogno per sopravvivere e continuare a contribuire alla crescita e all’occupazione in Europa nei prossimi mesi”. Gianni Gennari luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 29


ATTUALITA’

LE PROPOSTE PER L’ITALIA

GABRIELE BUIA PRESIDENTE DI ANCE

Non manca certo la voce dei costruttori italiani, l’ANCE, che chiede esplicitamente quattro azioni necessarie per far fronte alla grave crisi economica dovuta al diffondersi del virus Covid-19: l’estensione degli ammortizzatori sociali, la sospensione di adempimenti e tributi, liquidità per le imprese e pagamenti immediati. Richieste in parte già accolte dai provvedimenti del Governo italiano che si stanno succedendo. Per il presidente di ANCE, Gabriele Buia, “in questa situazione di grave emergenza e con pieno spirito di responsabilità e sacrificio la filiera dell’edilizia è pronta a offrire il proprio contributo per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini, obiettivi del tutto prioritari. Allo stesso tempo chiede misure straordinarie a sostegno di imprese e lavoratori, affinché all’emergenza sanitaria non si aggiunga un’emergenza economica”. Consapevoli degli sforzi e della necessità di offrire massima collaborazione a tutte le autorità competenti le organizzazioni datoriali del settore (Ance, Alleanza delle

30 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

cooperative, Anaepa Confartigianato, Casartigiani, Claai, Cna costruzioni e Confapi Aniem) i costruttori italiani propongono alcuni interventi prioritari per garantire la sopravvivenza del settore già gravato da una crisi decennale. Quattro le prime azioni immediate: - ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; - sospensione di tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali e assistenziali in scadenza; - garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva di tutti i debiti a sostegno della liquidità delle imprese, ma anche con l’attivazione immediata, entro marzo, e ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da quasi un anno; - ove sia possibile proseguire le attività in piena sicurezza e comunque assicurando l’ordinato svolgimento dei lavori, garantire pagamenti immediati, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione, fino alla cessazione dello stato di emergenza con obbligo di adozione mensile di Stato di Avanzamento Lavori (Sal) e l’immediata partenza dei lavori già aggiudicati. Gianni Gennari

di ristrutturazione, quantificabile in un -23,5% della spesa. Il settore residenziale potrebbe quindi perdere, rispetto alle attese di inizio 2020, 3,9 miliardi di nuova costruzione e ben 13,2 miliardi di ristrutturazioni. Numeri parimenti negativi potrebbero riguardare il settore non residenziale (-23% per la nuova costruzione privata, -27% per la nuova costruzione pubblica, -30% per la riqualificazione in ambito privato e -27% in ambito pubblico), che equivalgono a 3,2 miliardi per il non residenziale nuovo privato (-1,3 miliardi per il pubblico) e 6,8 miliardi per la riqualificazione privata (-1,7 miliardi per quella pubblica). Seppur di minore entità, potrebbe essere drammatico anche il dato sui minori investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6% sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi) che in quello di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi). Alla base di questo scenario ci sono assunzioni sulla entità e sulla durata del blocco dell’attività imposto al settore nel quadro di contenimento dell’epidemia in atto (si tratta di ipotesi che, come tali, saranno oggetto di revisione nelle prossime settimane, man mano che la situazione andrà delineandosi): • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità; • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, si consideri che nei mesi tra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi); • parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (a esclusione di infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, eccetera); • ripartenza improntata alla cautela da giugno a ottobre. ■


MACCHINE AIRO

C’È ELETTRICITÀ NELL’AIRO

IL COSTRUTTORE EMILIANO PRESENTA LA PIATTAFORMA IBRIDA A18 JRTH PLUS, CHE VA AD AFFIANCARSI ALLA VERSIONE DIESEL A18 JRTD PLUS E CHE STRIZZA L’OCCHIO ALL’INDUSTRIA 4.0, CON LA SUA CAPACITÀ DI LAVORARE ANCHE IN MODALITÀ ELETTRICA di Ettore Zanatta

32 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


I LA PIATTAFORMA IBRIDA A 18 JRTH PLUS (A DESTRA NELLA FOTO) VA AD AFFIANCARSI ALLA VERSIONE DIESEL, DALLA QUALE SI DIFFERENZIA ESCLUSIVAMENTE PER IL TIPO DI ALIMENTAZIONE

n greco antico “Airo” significa “alzarsi”, “sollevarsi”, “innalzarsi”. E per confermare ancora una volta la propensione alla ricerca tecnologica che fin dall’anno della sua fondazione (1980) la contraddistingue, l’azienda di Luzzara ha aggiunto un’ennesima innovazione alla sua gamma di piattaforme aeree, che oggi conta oltre 60 modelli certificati. Alle telescopiche della Serie “T”, alle cingolate della Serie “R”, alle verticali della Serie “V” e alle versioni a forbice della Serie “X”, infatti, oggi Airo affianca alle semoventi articolate Serie “A” il modello A18 JRTH Plus, una piattaforma ibrida da 18,4 m di altezza di lavoro che fa della versatilità il suo valore aggiunto e che, come tutte le macchine del costruttore, sono progettate per soddisfare i requisiti dell’Industria 4.0.

Prospettiva ibrida La piattaforma semovente articolata A18 JRTH Plus sostituisce la precedente generazione di piattaforme da 18 m e va ad affiancarsi in gamma al modello A18 JRTD Plus, con il quale condivide le medesime prestazioni in termini di altezza di lavoro (18,4 m), sbraccio (9,2 m) e doppia portata (400 o 300 kg, incluse tre persone in cesta, da dove l’operatore può selezionare direttamente il diagramma di lavoro) ma dal quale si differenzia per il tipo di alimentazione, in questo caso tipico delle macchine ibride, progettato per operare anche in luoghi dov’è richiesta assenza di rumorosità e inquinamento in termini di emissioni e, quindi, consentire alle imprese di poter utilizzare un’unica piattaforma in condizioni diverse e non impiegare un secondo mezzo in cantiere.

STEFAN WEBER, EXPORT AREA MANAGER DI AIRO, MOSTRA IL SISTEMA ATCS (ADVANCED TOUCH CONTROL SYSTEM) DI CUI È DOTATA LA A 18 JRTH PLUS. IL DISPLAY È CARATTERIZZATO DA ICONE SEMPLICI E INTUITIVE, TRAMITE LE QUALI È POSSIBILE GESTIRE TUTTE LE FUNZIONI DELLA PIATTAFORMA

DETTAGLIO DEL PANNELLO DI COMANDO A BORDO DELLA CESTA. SI NOTI IL COMANDO TRAMITE IL QUALE L’OPERATORE PUÒ SCEGLIERE IN CHE MODALITÀ UTILIZZARE LA PIATTAFORMA: “FULL ELECTRIC” O “HYBRID AUTOMATIC”. NEL PANNELLO È PREVISTA ANCHE LA POSSIBILITÀ DI GESTIRE LE MANOVRE “QUICK-UP” E “QUICK-DOWN”, PER ESTENDERE O RITRARRE IL BRACCIO FINO ALLA MASSIMA ALTEZZA DI LAVORO AZIONANDO SEMPLICEMENTE UN JOYSTICK luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 33


SEZIONE

AI DUE LATI DELLA PIATTAFORMA A 18 JRTH PLUS SI TROVANO L’IMPIANTO IDRAULICO (LATO DESTRO) E IL MOTOGENERATORE (LATO SINISTRO), CON VANO ESTRAIBILE PER FACILITARNE LA MANUTENZIONE. AI LATI DELLA MACCHINA SI TROVANO ANCHE I VANI CHE OSPITANO IL PACCO BATTERIE E IL CARICABATTERIE

Mentre la versione diesel opera prettamente tramite un propulsore Yanmar, Stage V, la nuova versione ibrida è dotata di trazione elettrica con motore AC e trasmissione meccanica con assali autobloccanti (predisposizione per linea 110/230 V) e di motogeneratore “Range Extender” da 14,2 kW, sempre Yanmar e conforme allo Stage V, senza filtri antiparticolato, adibito alla ricarica del pacco batterie da 48 V / 300 Ah, che consente alla macchina di muoversi in modalità “full electric”. Composto da elementi al litio Li-Fe-PO4 con caricabatterie a multitensione integrato, a tenuta stagna, quest’ul-

LA ROTAZIONE STANDARD DELLA CESTA È DI 180° (QUELLA DELLA PIATTAFORMA DI 355° NON CONTINUI). ANCHE IL MODELLO A 18 JRTH PLUS PUÒ ESSERE DOTATO DI JIB ROTANTE A 130° A DESTRA E SINISTRA

timo - esente da manutenzione può essere ricaricato in quattro ore tramite la rete elettrica convenzionale - grazie alla predisposizione per la linea 110/230 V a bordo,

PREDISPOSIZIONE ELETTRICA Prima di lanciare il modello ibrido A 18 JRTH Plus, Airo - in occasione del Bauma 2019 - aveva già presentato agli operatori del mercato la piattaforma semovente articolata A 17 JE, in questo caso totalmente elettrica, con larghezza di 1,5 m, che si era aggiunta ai modelli A 12 JE (1,2 m) e A 15 JE (1,5 m). Tutte macchine, queste, caratterizzate da un’alimentazione a corrente alternata, in grado quindi di garantire meno manutenzione, un minore assorbimento d’energia e una gestione molto più precisa dei comandi in molteplici situazioni e ambiti di lavoro, 34 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

nella parte frontale del telaio - o il motogeneratore, che garantisce quindi un’importante indipendenza sul sito di lavoro. Da sottolineare, inoltre, che la piattaforma A18 JRTH Plus è equipaggiata anche con un sistema di “ricarica in-

come in fase di salita di rampe e/o in spazi ristretti, sia in interni che all’esterno. La piattaforma A 17 JE può essere dotata di jib opzionale rotante a 130° (come anche la versione A 15 JE), ha una portata di 230 kg/due persone ed è dotata di comandi proporzionali, batteria con carica-batteria integrato a tenuta stagna, sistema automatico anti-ribaltamento per la traslazione alla massima altezza (17,1 m), limitatore di carico in cesta e ruote Cushion Soft anti-traccia. La piattaforma A 17 JE raggiunge uno sbraccio massimo di lavoro di 8,9 m.


custodita da motogeneratore”: ciò significa che quest’ultimo rimane attivo finché il pacco batterie non è completamente ricaricato, dopodiché si disattiva automaticamente. Sistemi altrettanto importanti (e interessanti) riferiti al tipo di alimentazione della piattaforma A18 JRTH Plus è il sistema BBS (Battery Balancing System), studiato per ottimizzare la ricarica di tutte le celle e la gestione della relativa temperatura, e il sistema di ricarica “Supercharger”, che consente una ricarica più veloce (due ore) da motogeneratore, che può avvenire direttamente in situ o, ad esempio, mentre la piattaforma viene trasportata da un cantiere all’altro.

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea ibrida A18 JRTH Plus Portata max.: Numero max. persone in cesta:

400/300 kg 3

Altezza di lavoro max.:

18,45 m

Altezza piano di calpestio:

16,45 m

Larghezza piattaforma:

2,2 m

Sbraccio di lavoro max.:

9,2 m

Rotazione torretta:

355° non continui

Rotazione cesta:

180°

Dimensioni cesta:

900 x 1.800 mm

Batterie al litio:

48 V /300 Ah

Motogeneratore:

Yanmar Stage V

Prestazioni consolidate

Pressione idraulica max.:

250 bar

Con il modello JRTD questa piattaforma condivide anche la dinamica garantita dalle quattro ruote motrici (4WD) e sterzanti (4WS, con tre differenti modalità di sterzatura) e l’assale anteriore oscillante, che garantisce adeguate prestazioni anche su terreni sconnessi. Ma sono diverse, oltre a quelle citate a inizio paragrafo, le peculiarità offerte da questa macchina. Come i comandi proporzionali simultanei, gli pneumatici artigliati antitraccia tipo Solid Air 36x14-20, la capacità di superare pendenza del 40%, la predisposizione per la gestione telematica del mezzo e il “black box” di memorizzazione eventi, la rotazione della torretta di 355° (non continua) o la rotazione idraulica della cesta di 180°. Cesta, in acciaio, che può essere fornita in tre versioni: standard da 1,8 x 0,9 m, con tre ingressi, ideale per interventi nell’ambito delle costruzioni; da 2,4 x 0,9 m; da 1,4 x 0,9 m, in combinazione con un adeguato jib orizzontale, specifico per il settore industriale. Le funzioni della piattaforma A18 JRTH Plus sono gestite da un innovativo sistema di comando con diagnostica integrata con comandi a terra: si chiama ATCS (Advanced Touch Control System) e permet-

Velocità di traslazione max.:

5 km/h

Pendenza superabile:

40%

Raggio di curvatura (interno/esterno):

2,1/3,8 m

Pneumatici:

36x14-20

Peso operativo:

8.930 kg

te agli operatori di governare la macchina mediante display touchscreen, adeguatamente protetto da un’apposita protezione metallica, e icone semplici e intuitive, che

permettono peraltro di selezionare la lingua madre, di accedere al sistema di allarmi e/o di impostare le modalità di ricarica del pacco batterie. ■

OSCAR PRIGIONE (A SINISTRA) E STEFAN WEBER, RISPETTIVAMENTE SALES MANAGER ED EXPORT AREA MANAGER DI AIRO luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 35


MACCHINE ALMACRAWLER

GUIDATI

DALL’INNOVAZIONE LA NUOVA PIATTAFORMA AEREA JIBBI 1670 EVO È SOLO UNO DEI PILASTRI CHE CONSOLIDERANNO LA CRESCITA PROGRAMMATA PER I PROSSIMI ANNI DALL’AZIENDA LOMBARDA. SVILUPPO CHE SARÀ SOSTENUTO DAL COSTANTE AMPLIAMENTO DELLA GAMMA PRODUTTIVA E DA UNA STRATEGIA COMMERCIALE DI LIVELLO INTERNAZIONALE di Ettore Zanatta

C

ostantemente guidata dall’innovazione e in grado di fornire i più alti standard di sicurezza applicati ai propri macchinari nell’uso quotidiano, AlmaCrawler – società di Viadana (MN) specializzata nella produzione di piattaforme semoventi cingolate, elevatori cingolati con stabilizzatori e bi-livellanti e trasportatori cingolati bi-livellanti – è oggi una delle realtà più all’a36 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

vanguardia nel settore delle PLE. Dopo soli sette anni di attività, infatti, AlmaCrawler è oggi riconosciuta sul mercato come una delle aziende più dinamiche e innovative. Traguardo peraltro dimostrato dai numeri che la riguardano, che sono lì da vedere: dal tasso di crescita all’espansione della sua gamma prodotti, all’aumento della rete di vendita in tutto il mondo. Sì, perché molta dell’attenzione del costruttore lombardo è fo-

calizzata anche sui mercati internazionali, ai quali AlmaCrawler destina prodotti pensati per implementare le flotte noleggio dei maggiori player mondiali. Una dimostrazione fattiva di quest’attenzione, ad esempio, è la recente costituzione di una sede operativa in Australia, a Melbourne, dove tramite un magazzino dedicato allo stoccaggio delle macchine e delle relative parti di ricambio assicura un sup-


porto adeguato a clienti diretti e ai rivenditori nazionali anche in Nuova Zelanda e in Malesia. AlmaCrawler ha le idee chiare: organizzare, consolidare e rafforzare la propria presenza in Italia e nel resto del mondo, soprattutto in vista dello sviluppo della gamma produttiva programmata per i prossimi tre anni. Un importante tassello di tale strategia è rappresentato dalla nuova piattaforma aerea cingolata telescopica semovente JIBBI 1670 EVO, recentemente presentata “online” a tutti gli operatori del settore.

Un’evoluzione della serie JT La piattaforma aerea cingolata telescopica semovente JIBBI 1670 EVO rappresenta l’evoluzione della serie JT di AlmaCrawler, non solo in termini di altezza di lavoro ma anche di tecnologia, versatilità d’impiego e innovazione. La neonata JIBBI 1670 EVO si contraddistingue non solo per un’altezza massima di lavoro di 16 m, uno sbraccio operativo di 8,5 m e la possibilità di traslare con operatori in quota fino a 9,8 m, infatti, ma anche per il sottocarro a carreggiata variabile di cui è dotata, che presenta differenti configurazioni di apertura cingoli che le consentono di lavorare in spazi ristretti (carreggiate operative: 1,35 m, 1,90 m, 2,20 m e 2,45 m). La novità su cui gli operatori del settore delle PLE devono prestare molta attenzione è anche la nuo-

JIBBI 1670 EVO È IL NOME DELLA NUOVA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA TELESCOPICA SEMOVENTE DI ALMACRAWLER E RAPPRESENTA L’EVOLUZIONE DELLA SERIE JT

va interfaccia di connessione remota che, attraverso l’app dedicata “Control Panel MyAlmac”, permette il monitoraggio continuo dello stato di servizio della macchina, offrendo allo stesso tempo la possibilità di interagire e/o modificare i parametri di funzionamento al fine di adattarli alle esigenze operative della flotta noleggio. Come per i precedenti modelli della serie, poi, anche la nuova piattaforma aerea JIBBI 1670 EVO implementa il sistema di livellamento automatico “Dynamic Levelling”, sviluppato per compensare pendenze fino a 22° (40%) durante le operazioni di spostamento in condizione di tra-

sporto, nonché della tecnologia di livellamento proattivo “ProActive Levelling”, che interviene automaticamente durante le operazioni di traslazione in quota.

I dettagli tecnici Equipaggiata con un motore diesel Yanmar a 3 cilindri (14,1 kW - 19,2 HP), questa nuova piattaforma semovente di AlmaCrawler ha un peso operativo contenuto, 3.850 kg, e un carico al suolo di 3,1 kN/m2. Le dimensioni ridotte ne permettono l’utilizzo in spazi ristretti, garantendo così semplicità d’impiego e di movimento. In condizioni di trasporto la piattaforma JIBBI 1670 EVO offre

LA PIATTAFORMA JIBBI 1670 EVO SI CARATTERIZZA PER LA ROTAZIONE DELLA NAVICELLA DI ±70°, PER LA ROTAZIONE RALLA DI ±110° E PER IL SOTTOCARRO RESTRINGIBILE (1,35/1,90/2,45 M) luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 37


MACCHINE

L’OPINIONE

ANDREA ARTONI DIRETTORE GENERALE DI ALMACRAWLER

“Nonostante gli ultimi mesi siano stati difficoltosi per tutti siamo molto soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare in termini di vicinanza al cliente, sia attraverso alcune iniziative tecnologiche che tramite la nomina di figure strategiche in alcuni ambiti, come quella di Oana Samoila quale Export Area Manager, che farà base qui in Italia, e quella di Bob Mules quale direttore generale della filiale Almac Pacific. Per quanto riguarda le iniziative tecnologiche mi riferisco in particolare alla app “Almac at Home”, che ci ha consentito di promuovere anche durante i mesi di lockdown la nuova piattaforma JIBBI 1670 EVO: la reazione della rete commerciale mondiale, del mondo del noleggio e degli utilizzatori finali è stata positiva, considerando peraltro che il servizio in oggetto ha dato l’opportunità di eseguire collegamenti video di gruppo che hanno coinvolto fino a 100 utenti contemporaneamente. In questi tempi incerti è necessario aumentare l’offerta di servizi a sostegno delle tradizionali pratiche di vendita e di supporto tecnico. Abbiamo percepito l’esigenza della clientela internazionale e ci siamo adoperati per offrire ciò in tutti i mercati di riferimento, rafforzando ancora una volta la nostra innovatività non solo in termini di unicità di prodotto, ma anche di servizi correlati alla semplificazione di utilizzo e dell’abbattimento delle distanze geografiche, grazie all’utilizzo delle migliori tecnologie informatiche e di progettazione”. 38 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

una larghezza minima di 1,35 m, un’altezza di 1,99 m e una lunghezza di 5,10 m, che può essere ulteriormente ridotta a soli 4,40 m tramite lo smontaggio rapido della navicella. Nelle configurazioni di allestimento, alla versione di navicella standard di larghezza 1,4 m (studiata per rimanere in sagoma nella larghezza di passaggio della macchina) viene proposta come alternativa una navicella di larghezza 1,8 m studiata per privilegiare il comfort degli operatori. Entrambe le versioni dispongono della possibilità di ruotare di +/- 70° garantendo una portata massima di 230 kg. Completa la configurazione op-

zionale il kit Verricello Serie 200 già presentato e promosso sulla gamma JIBBI 1250 e 1270.

Tecnologia all’avanguardia Come tutti i prodotti proposti sul mercato da AlmaCrawler, anche la piattaforma JIBBI 1670 EVO impiega tecnologie all’avanguardia che ne risaltano il mix prestazionale, coniugando peso, dimensioni, altezza di lavoro e sbraccio operativo e promuovendolo come un prodotto rivoluzionario per il mondo del sollevamento, realizzato per semplificare, velocizzare e razionalizzare gli indici di produttività elevando gli standard di sicurezza per gli operatori. Tra i sistemi utilizzati su questa piattaforma citiamo:

CON LA PIATTAFORMA JIBBI 1670 EVO, ALMACRAWLER DÀ IL VIA ALL’EVOLUZIONE DELLA JT-LINE

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea cingolata telescopica semovente JIBBI 1670 EVO Altezza di lavoro max.:

16 m

Altezza piano di calpestio:

14 m

Altezza di traslazione:

9,8 m

Sbraccio max. (carico 80/140/230 kg): Angolo di rotazione torretta: Dimensioni navicella: Angolo di rotazione navicella: Portata max. in navicella: Livellamento longitudinale/laterale:

8,5/7,7/6,7 m ±110° 1,4 x 0,7 m ±70° 230 kg ±15°/±15°

Pendenza superabile max.:

25°

Pendenza laterale max.:

25°

Velocità di traslazione (veloce):

2,5 km/h

Carico al suolo:

3,1 kN/m2

Peso totale:

3.850 kg

Motore: Potenza motore:

Yanmar 3TNM68-AS 14 kW (19,2 HP) a 3.600 giri/min


sa restare focalizzato sulle proprie operazioni di lavoro in quota; - il Safe-Lock System, sistema di prevenzione della fuoriuscita del cingolo dalle ruote di tensionamento, entrambe dentate; - il Sistema anticollisione a ultrasuoni, a salvaguardia degli operatori in navicella in caso di impatti imprevisti e accidentali, con funzione di barriera antischiacciamento nelle due direzioni di movimento della navicella stessa (nella parte superiore e inferiore). ■ - il DWP (Dynamic Working Performance), relativo alla gestione dinamica delle prestazioni della macchina in base alle reali condizioni di lavoro. Questo sistema brevettato opera analizzando simultaneamente i parametri di pendenza del terreno, di configurazione della carreggiata utilizzata e il carico istantaneo in navicella, determinando dinamicamente le migliori prestazioni di lavoro disponibili affinché l’operatore pos-

IL NUOVO SERVIZIO “ALMAC AT HOME” Negli ultimi mesi, durante i quali sono cambiate abitudini personali e lavorative in tutto il mondo, Almac – che realizza il 95% del suo fatturato all’estero – ha elevato le proprie innovazioni a un livello superiore, ottimizzando la vicinanza operativa, commerciale e tecnica con la clientela di tutto il mondo. Non avendo potuto presentare le proprie novità all’Apex Show di Maastricht lo scorso giugno a causa del rinvio della manifestazione, l’azienda ha portato “l’esperienza fiera” direttamente a casa dei propri clienti, presentando la nuova piattaforma JIBBI 1670 EVO tramite tre eventi “live” sui suoi canali Facebook e Instagram e ha promosso e lanciato “Almac at Home”, una app studiata per offrire l’opportunità di visualizzare in dettaglio la macchina nel suo complesso ed effettuare un vero e proprio test di prova guidando fisicamente la macchina, in tempo reale, da

qualunque luogo. Il sistema è formato da una rete di telecamere poste all’interno della nuova area demo “Crawler Park” realizzata nella sede di Viadana, una regia centralizzata e un software dedicato e sviluppato internamente. La combinazione di questi elementi offre all’“operatore online” un’esperienza

LA NUOVA JIBBI 1670 EVO PRESENTA UNA LARGHEZZA MASSIMA DI LAVORO DI 2,45 M (LA LARGHEZZA MEDIA È DI 1,90 M)

di guida reale attraverso un’interfaccia grafica semplice e intuitiva che rispecchia fedelmente gli strumenti di controllo della piattaforma. L’innovazione caratterizzante AlmaCrawler ha incontrato un grosso successo permettendo di abbattere le barriere e portare la “User Experience” a un livello superiore.

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 39


MACCHINE MANITOU

UNA BOCCATA

D’OXYGEN

IL GRUPPO FRANCESE HA ADOTTATO UN APPROCCIO RIVOLUZIONARIO NELLO SVILUPPO DELLA SUA GAMMA DI PIATTAFORME AEREE. IL RISULTATO È IL MODELLO 200 ATJ E, COMPLETAMENTE ELETTRICO, GARANZIA DI ECO-SOSTENIBILITÀ, EFFICIENZA E RIDUZIONE DEI COSTI OPERATIVI di Stefano Vitali

40 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


P

restazioni al top, massima efficienza e riduzione delle emissioni: queste sono le prerogative alla base dello sviluppo della piattaforma aerea elettrica 200 ATJ E lanciata recentemente sul mercato da Manitou, una soluzione a trazione 4x4, eco-sostenibile, appartenente alla nuova linea “Oxygen” del costruttore e che garantisce il massimo TCO (Total Cost of Ownership – Costo totale di proprietà), nonché una riduzione dei costi operativi in cantiere. La piattaforma 200 ATJ E, dunque, offre una tecnologia semplice e affidabile ma anche prestazioni fuoristrada. Grazie alle batterie da 48 V/ 460 Ah e a due motori elettrici da 16 kW e 8,5 kW, questo modello raggiunge un’altezza massima di 20 m e uno sbraccio di 11,6 m ed è in grado di sollevare fino a 230 kg e due persone, con uno sbalzo di 7,9 m.

Tre livelli di “ossigeno” Manitou ha introdotto sul mercato la linea di macchine “Oxygen” in occasione del Bauma 2019, presentando tre diverse piattaforme aeree, concepite per assecondare le attuali tendenze del mercato e le recenti normative sulle emissioni inquinanti che hanno portato a considerare fonte di energia alternative al gasolio. Il “primo livello di Oxygen” è rappresentato proprio dal modello

200 ATJ E, una soluzione “2 in 1” in grado di muoversi agevolmente in diversi ambiti - anche su terreni accidentati - grazie ai suoi pneumatici antitraccia e alla sua trazione elettrica. A tal proposito, questa tecnologia prevede un approccio diverso alla progettazione delle piattaforme aeree e può essere adattata alle attuali esigenze degli operatori in termini di prestazioni, massima efficienza e riduzione delle emissioni. La piattaforma 200 ATJ E è dotata di assali per impieghi gravosi con freni a bagno d’olio, di assale anteriore con slittamento limitato e di bloccaggio del differenziale manuale: caratteristiche, queste, che la rendono una soluzione idonea a ogni terreno. In termini di prestazioni, poi, Manitou ha qui migliorato le prestazioni in presenza di pendenze: la soglia raggiungibile, ora, è del 45%. Grazie al suo funzionamento totalmente elettrico la piattaforma Manitou 200 ATJ E garantisce una durata operativa superiore a un giorno, anche quando utilizzata in modo intenso. La macchina può essere ricaricata con un carica-batterie integrato multi-tensione da 48 V / 60 A. Il Gruppo Manitou, dunque, ha stabilito un preciso elenco di criteri di “ammissibilità” obbligatori per la linea “Oxygen”: l’utilizzo di un’energia alternativa al gasolio, da utilizzare su base continua o tempora-

LA PIATTAFORMA ELETTRICA 200 ATJ E APPARTIENE ALLA LINEA “OXYGEN” PRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA SUL MERCATO IN OCCASIONE DEL BAUMA 2019

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 41


MACCHINE

L’OPINIONE

ARNAUD SOCHAS INNOVATION MANAGER, MANITOU GROUP

“Gli attori del mercato delle costruzioni (società di noleggio e costruttori) devono oggi far fronte a una crescente domanda in termini di soluzioni versatili e a basse emissioni di carbonio, specialmente per quanto riguarda le macchine

LA PIATTAFORMA ELETTRICA 200 ATJ E È UNA SOLUZIONE “2 IN 1” IN GRADO DI MUOVERSI AGEVOLMENTE IN DIVERSI AMBITI OPERATIVI, GRAZIE ANCHE AGLI PNEUMATICI ANTITRACCIA E ALLA TRAZIONE ELETTRICA

LA PIATTAFORMA ELETTRICA MANITOU 200 ATJ E È STATA PROGETTATA PER GARANTIRE LA MASSIMA EFFICIENZA IN CANTIERE

LA FLOTTA “A PORTATA DI MANO” L’attenzione del Gruppo Manitou è costantemente rivolta a integrare nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività delle proprie macchine. Ne è un esempio EasyMANAGER, una applicazione mobile che consente di avere sempre sotto controllo il parco macchine, che rimane sempre “connesso”, monitorando così tutti i relativi costi operativi. EasyMANAGER, infatti, permette di visualizzare la posizione e le prestazioni della macchina, consentendone la diagnostica a distanza e consentendo una manutenzione sempre ottimale. Così facendo, dunque, si possono organizzare gli interventi in funzione dello stato e delle necessità (con i vari report d’attività disponibili lo stato di utilizzo del mezzo è sempre sotto controllo). Si possono inoltre ricevere notifiche di allerta per eventuali utilizzi non autorizzati e gestire le autorizzazioni di accesso della macchina agli operatori profilati in remoto. EasyMANAGER, quindi, anticipa ogni evento pianificato o imprevisto, consente di dare priorità alle attività più urgenti e di condividere con maggiore rapidità le informazioni importanti con i propri collaboratori.

42 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

da utilizzare in ambiti urbani. In quest’ottica è divenuto essenziale concentrarsi su soluzioni a zero emissioni e che garantiscono bassi livelli di rumorosità. Con la linea ‘Oxygen’, il Gruppo Manitou intende fornire una risposta concreta a queste esigenze. Il nostro approccio in tal senso comprende ovviamente una serie di macchine elettriche, ma il principale obiettivo dell’azienda è fornire soluzioni ‘su misura’ per ogni applicazione. Soluzioni che devono essere convenienti per i clienti, per questo stiamo lavorando intensamente per ridurre il costo totale di proprietà e, allo stesso tempo, l’impatto ambientale delle nostre piattaforme aeree”.

nea, in modalità “zero emissioni”; riduzione dell’impatto ambientale (emissioni di CO2, particolati, decibel); riduzione dei consumi di energia (basata sul ciclo standard UTAC: movimentazione, carico, stradale, regime minimo); riduce del TCO (criterio comune a tutte le soluzioni Manitou).

Benefici “elettrici” Sono diversi i vantaggi apportati dall’utilizzo della piattaforma aerea Manitou 200 ATJ E, che evidenzia specifiche peculiarità. Tra queste: i principali movimenti idraulici sono gestiti da joystick, con la possibilità di gestire quattro movimenti simultanei in modo rapido e semplice; il flusso dell’olio è perfettamente regolato da una pompa Load Sensing; è garantita la riduzione automatica della velocità dei movimenti idraulici. Ciò comporta per l’operatore una proporzionalità e un’estrema efficacia dei movi-


ca e che tutti i controlli risultano sempre adeguatamente protetti. Tra le altre caratteristiche della piattaforma 200 ATJ E citiamo infine la protezione dagli urti di motori e controller, l’ottimizzazione della quantità dell’olio idraulico, l’assenza di motori IC e il sistema diagnostico integrato. ■ GRAZIE AL SUO FUNZIONAMENTO TOTALMENTE ELETTRICO LA PIATTAFORMA 200 ATJ E GARANTISCE UNA DURATA OPERATIVA SUPERIORE A UN GIORNO, ANCHE QUANTO UTILIZZATA IN MODO INTENSO

menti della macchina, un miglioramento nella precisione dei movimenti e l’assenza di eventuali movimenti bruschi lavorando in cesta. La piattaforma, inoltre, adotta una tecnologia elettrica di ultima generazione, con motori asincroni, che consente un aumento dei campi applicativi della macchina, utilizzabile in due modalità di guida (lenta/veloce). Gli assali Heavy Duty con slittamento limitato sull’asse anteriore e il bloccaggio del differenziale sull’asse posteriore sono sinonimo di affidabilità. La sua efficienza in termini operativi è assicurata anche dall’elevata altezza da terra e dalle quattro ruote motrici, che permettono a questo modello di offrire alte prestazioni e di adattarsi alle varie condizioni di terreno. Di serie, poi, la piattaforma 200 ATJ E è dotata di una cesta in metallo zincato con pavimentazione rimovibile e di una protezione del quadro comandi: ciò significa che è possibile utilizzarla anche in qualsiasi condizione atmosferi-

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea elettrica 200 ATJ E Altezza di lavoro:

20 m

Altezza piattaforma:

18 m

Capacità cesta (due persone): Dimensioni cesta: Batteria:

230 kg 1,5 m x 0,75 m 48 V

Capacità batteria:

460 Ah

Sbraccio orizzontale max.:

11,57 m

Sbalzo: Rotazione verticale del jib: Rotazione torretta:

7,9 m +65° / -60° 350° non continui

Rotazione cesta (destra/sinistra):

90°/90°

Raggio di sterzata interno/esterno:

2,42 m / 5,31 m

Luce dal suolo:

0,38 m

Interasse:

2,30 m

Pendenza superabile: Pressione al suolo:

45% 10,9 daN/cm2

Ruote motrici:

2/2

Ruote direttrici:

2/0

Peso operativo:

7.100 kg

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 43


MACCHINE JEKKO

BELLA E… UTILE! LA NUOVA E POLIEDRICA SPX650 È STATA PRESENTATA UFFICIALMENTE DALL’AZIENDA VENETA IL 30 LUGLIO SCORSO IN DIRETTA STREAMING. CARATTERIZZATA DA DIVERSE INNOVAZIONI, PROMETTE DI DIVENTARE IL MODELLO DI PUNTA DELLA SUA ATTUALE GAMMA DI MINI GRU di Ettore Zanatta

44 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


D

oveva essere una delle principali attrattive dell’Apex 2020, la nuova mini gru SPX650 di Jekko, ma la posticipazione al 2021 della manifestazione fieristica ha “costretto” l’azienda di Colle Umberto (TV) a pensare a una soluzione alternativa per lanciare questa novità sul mercato internazionale. La soluzione? Una presentazione in diretta streaming. “È stata, questa, una scelta naturale: Jekko, infatti, è un’azienda giovane, con uno stile di comunicazione moderno e una forte presenza nei social media. Coerentemente con quest’immagine la nuova mini gru SPX650 è caratterizzata da un design grintoso e accattivante, perché le gru devono essere utili ma anche belle!”, spiega Chiara Bellina, Marketing Manager dell’azienda. “La mini gru SPX650 è una macchina da 5 t e altezza massima di lavoro di 23,5 m (con jib) che presenta numerose innovazioni tecniche e promette di diventare il modello di punta di Jekko. Grazie all’esperienza maturata negli ultimi due anni con i modelli SPX532 e la SPX1280, infatti,

LA MINI GRU SPX650 È EQUIPAGGIATA CON UN NUOVO JIB IDRAULICO DA 1,2 T A TRE SFILI

abbiamo potuto concentrare in un’unica macchina le caratteristiche migliori e le soluzioni tecniche più avanzate già applicate con successo ai due precedenti modelli ‘best seller’”. La SPX650 vanta un sistema idraulico e un sistema di stabilizzazione completamente riprogettato, un nuovo jib idraulico e un nuovo jib meccanico (entrambi con attacco “plug & play”), alimentazione con batteria a litio e un pratico radiocomando. Oltre a ciò, la mini gru SPX650 presenta altre importanti funzionalità, come la pos-

JEKKO HA CONCENTRATO NELLA SPX650 LE CARATTERISTICHE MIGLIORI E LE SOLUZIONI TECNICHE PIÙ AVANZATE GIÀ APPLICATE CON SUCCESSO AI SUOI PRECEDENTI MODELLI “BEST SELLER”

sibilità di lavorare sia con gancio che con verricello, i cingoli estensibili, la modalità “pick & carry” e il software per assistenza da remoto J- Connect. Tutto ciò senza tralasciare il design e la qualità dei materiali, con la massima attenzione ai dettagli.

Caratteristiche innovative La SPX650 presenta un sistema idraulico digitale con distributore oleodinamico proporzionale PVG 16 di Danfoss, lo stesso delle SPX532 e SPX1280, il quale permette precisione e fluidità dei movimenti della macchina, con la possibilità di compierne fino a quattro contemporaneamente. Dalla sorella maggiore SPX1280, poi, la SPX650 eredita anche il nuovo sistema di stabilizzazione, direttamente e interamente controllato da radiocomando. La macchina è dotata di stabilizzatori a croce telescopici con doppia estensione (mediante cilindro idraulico e catena), per ridurre l’area minima di stabilità (2,9 x 2,9 m; 4,5 x 4,5 invece l’area massima). Gli stabilizzatori presentano una rotazione idraulica da 0° a 72° e una doppia regolazione dell’altezza, per garantire flessibilità in aree ristrette. Il sistema considera diversi fattori per determinare le possibili condizioni di lavoro: a seconda dell’apertura angolare e dell’estensione degli stabilizzatori, il software è luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 45


MACCHINE in grado di determinare in tempo reale la capacità massima di sollevamento in uno specifico punto, con cinque livelli di stabilità complessivi.

L’OPINIONE

Ecologica ed efficiente La SPX650 è dotata di un pacco batterie al litio da 48 V (progettato su specifiche Jekko) con capacità 400 Ah, che alimenta un motore elettrico trifase da 16 kW. Grazie al caricabatterie monofase da 220 V presente a bordo macchina è possibile lavorare sotto carica (come optional è disponibile inoltre un carica-batterie esterno trifase da 400 V). L’alimentazione con batterie al litio non richiede manutenzione e le batterie possono avere vita utile pari a quella della gru stessa. Inoltre, consente prestazioni inalterate e constanti anche in caso di uso intenso con carichi pesanti, senza dimenticare la possibilità di lavorare in am-

L’OPINIONE

ALBERTO FRANCESCHINI DIRETTORE COMMERCIALE DI JEKKO

“Il concetto alla base della nuova mini gru SPX650 è stato sviluppato partendo dalle esigenze del mercato. I nostri clienti cercavano una soluzione di dimensioni medie, con una lunghezza del braccio di oltre 20 m e un’ottima capacità di sollevamento. Gli addetti al settore chiedevano una macchina che potesse lavorare sia all’interno che

bienti chiusi senza alcun tipo di emissione. Testimonianza, questa, dell’attenzione di Jekko nei confronti delle tematiche ambientali. Per soddisfare tutte le esigenze del mercato, dal prossimo anno la SPX650 sarà disponibile anche con motore diesel abbinato a un motore elettrico trifase.

all’esterno, adatta in molti contesti operativi: posa del vetro, installazione di facciate continue, installazione di strutture in acciaio e manutenzione industriale. Così abbiamo preso in esame sia l’offerta della concorrenza che la nostra gamma di gru e il risultato è la SPX650. Crediamo che la SPX650 soddisferà le esigenze dei nostri clienti grazie alle numerose soluzioni tecnologiche all’avanguardia che la contraddistinguono, alle quali si aggiungono importanti caratteristiche come la versatilità, le alte prestazioni in combinazione con dimensioni compatte, un’area di stabilizzazione ridotta, la facilità di utilizzo, senza dimenticare l’alimentazione con batterie a litio. Le prime unità della SPX650 saranno disponibili a partire dalla fine del 2020”.

Un nuovo jib idraulico La macchina è equipaggiata con un nuovo jib idraulico da 1,2 t a tre sfili (uno idraulico, due a catena) per un’altezza massima raggiungibile di 23,5 m e un nuovo jib meccanico da 2 t, ideale nella posa del vetro. Il jib può essere stoccato in tre modalità, co-

MARCO ZAVA DIRETTORE TECNICO R&D DI JEKKO

“Il cuore del sistema idraulico della mini gru SPX650 è la pompa idraulica a pistoni Load Sensing, regolata da un sistema di controllo della potenza sviluppato internamente: ciò garantisce all’operatore tutta la potenza, la velocità e il controllo della macchina di cui ha bisogno, con il minimo dei consumi. Inoltre, la standardizzazione delle componenti idrauliche, elettroniche e del software, le medesime delle versioni SPX532 e SPX1280, semplificheranno molto gli interventi del servizio post-vendita”. 46 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

LA NUOVA MINI GRU JEKKO SPX650 È DOTATA DI STABILIZZATORI A CROCE TELESCOPICI CON DOPPIA ESTENSIONE


me avviene nella SPX532: a terra, riposto sulla colonna o sotto il braccio principale. La posizione di riposo sotto il braccio principale consente una significativa riduzione dei tempi di montaggio e smontaggio del jib.

gru con capacità massima di sollevamento di 5 t, colmando il vuoto tra i modelli già presenti in gamma SPX532 e SPX1280. Grazie alle sue peculiarità, questa nuova macchina progettata dal costruttore veneto si distingue per la

varietà di applicazioni nelle quali può essere utilizzata con efficacia: installazione del vetro, edilizia, progetti di ingegneria, manutenzione industriale, settore marittimo, aviazione, settore chimico e petrolifero e molti altri. ■

LA SCHEDA TECNICA La mini gru SPX650 Altezza di lavoro max.: Capacità di sollevamento max.: Dimensioni: Motore: Potenza motore:

23,5 m 5t 4.460 x 980 x 2.020 mm elettrico trifase 16 kW

Batterie:

al litio (48 V - 400 Ah)

Rotazione:

idraulica, da 0° a 72°

Jib idraulico: Capacità jib max.:

a tre estensioni (una idraulica, due a catena) 1,2 t

TUTTE LE FUNZIONI DELLA MINI GRU SONO GESTIBILI DALL’OPERATORE TRAMITE UN RADIOCOMANDO USERFRIENDLY, LO STESSO DEI MODELLI SPX532 E SPX1280

Infine, il jib può lavorare con un angolo negativo fino a 15°, per una grande versatilità di utilizzo. Tutte le funzioni della mini gru sono gestibili dall’operatore tramite un radiocomando userfriendly, lo stesso dei modelli SPX532 e SPX1280. Il dispositivo è dotato di display LCD e di software sviluppato internamente da Jekko: usando selettori che riportano a schermate intuitive consente di attivare e disattivare direttamente tutte le funzioni della macchina: velocità del braccio e del verricello, configurazione della gru (pick & carry, sollevamento, salita e discesa degli stabilizzatori, cingoli) e manipolatore.

Versatilità d’utilizzo La mini gru SPX650 è stata progettata da Jekko per entrare in un segmento di mercato non attualmente coperto, quello delle luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 47


MACCHINE CTE

EQUILIBRIO CONCILIANTE

IN UN ANNO PARTICOLARMENTE COMPLICATO IL COSTRUTTORE TRENTINO NON HA PERSO TEMPO, COMPLETANDO IL RESTYLING DELLA GAMMA B-LIFT, INTRODUCENDO DUE INTERESSANTI NOVITÀ NELLA LINEA ZED E RIORGANIZZANDOSI INTERNAMENTE PER AFFRONTARE IL FUTURO IN MODO INNOVATIVO di Cristina Cassinari

I

l costruttore di Rovereto (TN) è una realtà made in Italy che non perde tempo, nemmeno in contesti operativi o economici complicati. In un 2020 che ha bloccato sul nascere le aspirazioni di molte aziende, CTE ha avuto la forza di presentare al mercato nuove ulteriori soluzioni. Si è riorganizzata in termini produtti48 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

vi, ad esempio, ma ha anche concluso il restyling della gamma di piattaforme autocarrate telescopiche B-LIFT e ha introdotto sul mercato due nuove versioni della linea ZED e alcune novità nell’orbita TRACCESS. Facciamo una panoramica di quanto questa dinamica azienda è riuscita a fare negli ultimi mesi.

La nuova B-LIFT 23 HV Si è arricchita di un nuovo modello, ad esempio, la gamma di piattaforme autocarrate telescopiche CTE B-LIFT, grazie all’introduzione sul mercato del modello 23 HV. Si tratta di una nuova versione della già ben nota B-LIFT 230 PRO, particolarmente apprezzata dal mercato soprattutto in Nord


Europa e ridisegnata per offrire tutte le caratteristiche distintive dei modelli CTE. La piattaforma autocarrata telescopica CTE B- LIFT 23 HV dispone del noto e collaudato sistema S3 (Smart Stability System), il sistema di gestione elettronico progettato per agevolare l’operatività dell’utilizzatore e garantire la sicurezza della piattaforma in ogni fase d’utilizzo, grazie al controllo continuo di tutti i parametri del mezzo. Il sistema S3 - che è oggetto di continue implementazioni in termini di funzionalità - garantisce sempre nuove opportunità, in particolare abbinandolo a opzioni quali il “Virtual Roof”, vale a dire il settaggio ottimale dell’altezza di lavoro in base alle esigenze operative. Ma parliamo di macchine. La nuova B- LIFT 23 HV si distingue per un’altezza di lavoro di 23 m, uno sbraccio massimo di 13 m e una portata di 300 kg nella configurazione standard con navicella

macchina può compiere manovre aeree rapide e allo stesso tempo morbide e precise. L’impiego di acciai altoresistenziali Strenx di SSAB offre inoltre un’elevata stabilità e affidabilità durante le fasi di lavoro. I comandi elettroidraulici proporzionali consentono più manovre contemporanee, favorendo la produttività e la versa-

c’è una serie di opzioni “intelligenti” disponibili grazie proprio al sistema S3: “Home function” è la chiusura automatica della piattaforma; “CTE Connect” è il sistema di gestione integrata per tutti i modelli CTE dotati di sistema S3 e che offre la possibilità di accedere agli incentivi dell’Industria 4.0 (attraverso un’apposita con-

LA PIATTAFORMA B-LIFT 23 HV È L’ULTIMA NATA NELLA GAMMA DELLE AUTOCARRATE A BRACCIO TELESCOPICO CTE

interamente in alluminio. La stabilizzazione, qui, prevede l’estensione variabile infinita degli stabilizzatori anteriori e la configurazione fissa in sagoma per quelli posteriori. Grande attenzione è stata poi rivolta al comfort dell’operatore in fase di lavoro: grazie all’ottimizzazione dell’impianto idraulico, infatti, la

tilità del mezzo durante il lavoro. Tutto ciò è stato concepito sempre tenendo conto dello spirito che contraddistingue da sempre CTE, che si è storicamente tramutato nel claim “Work Becomes Easy” e che significa offrire soluzioni semplici da usare e sicure per il lavoro in quota. A completare le dotazioni della piattaforma

nessione dati consente il controllo da remoto del mezzo accedendo alla diagnostica da remoto e la possibilità di intervenire in caso di guasti, allarmi e/o anomalie, ottimizzando le operazioni di assistenza e riducendo di conseguenza i tempi di fermo macchina). Semplice da usare, versatile e dotata di sistemi di controllo elettronici di ultima generazione: questa, in sintesi, è la piattaforma autocarrata telescopica CTE B-LIFT 23 HV, una soluzione ideale per lavori che richiedono elevata produttività. luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 49


MACCHINE Due novità in sagoma Massime prestazioni di altezza e di sbraccio unite alla stabilizzazione in sagoma e a un’ampia capacità di carico utile: queste, invece, sono le peculiarità dei nuovi modelli a braccio articolato inseriti nella gamma CTE ZED, allestiti su Iveco Daily da 6 t e denominati ZED 25 HN e ZED 23.3 JHN, progettate per garantire allestimenti che strizzano l’occhio non solo al mercato Italia, ma anche agli operatori oltreconfine. Qui - per soddisfare le richieste di mezzi in grado di offrire un’elevata produttività in cantiere e, in generale, la possibilità di accedere alle massime prestazioni con spazi limitati - l’azienda di Rovereto ha messo a punto il sistema di stabilizzazione in sagoma “HN”, dove “H” sta per “stabilizzazione verticale” e “N” sta per “narrow” (stretto). Anche in questo caso, per rendere questi due nuovi modelli più efficienti e sicuri, è stato incluso il sistema S3, al fine monitorare la posizione di braccio, stabilizzatori e peso in navicella in tempo reale e per consentire le massime prestazioni in sicurezza per l’operatore. La versione ZED 23.3 JHN raggiunge i 23 m di altezza di lavoro, i 10 m di sbraccio e i 250 kg di portata, presenta un doppio panLE ZED 23.3 JHN E ZED 25 HN SONO PIATTAFORME A BRACCIO ARTICOLATO SU 6 T CHE LAVORANO IN SAGOMA

LA PRIMA ZED 25 HN IN SLOVACCHIA A testimonianza del fatto che con le due novità della gamma ZED il costruttore di Rovereto intende volgere il suo sguardo ai mercati esteri, la prima unità del modello 25 HN è stata consegnata al cliente slovacco TreeGuard tramite il dealer HYCA s.r.o. Adrián Avuk, direttore commerciale di TreeGuard, ha dichiarato: “Questa piattaforma aerea articolata è un’ottima soluzione per le nostre esigenze; avevamo già provato il modello 20.3 HV e apprezzato la

50 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

sua versatilità. Questa nuova versione sarà utilizzata per lavori di manutenzione quali la pulizia di facciate di edifici, nostra principale attività”. Tim Hunt, Area Manager di CTE, ha invece dichiarato: “Dopo un’attenta ricerca di mercato Adrián ha preso la sua decisione e ha scelto CTE e di questo siamo molto soddisfatti. È stato in visita presso il nostro stabilimento, accompagnato dal nostro dealer HYCA, e ha potuto conoscere il nostro team, del quale ha avuto un’impressione davvero positiva”.


tografo + braccio telescopico con sfilo + jib e rotazione torretta di ±320°. I comandi sono elettroidraulici proporzionali simultanei con rampe di accelerazione e decelerazione, per un controllo più fluido delle manovre; i quattro stabilizzatori oleodinamici sono a configurazione fissa in sagoma. Disponibili come opzione, poi, ci sono le funzioni “Home”, per la chiusura automatica della piattaforma a fine lavoro, e la già citata “CTE Connect”. La nuova piattaforma ZED 25 HN, invece, raggiunge i 25 m di altezza di lavoro, con uno sbraccio di 12 m e una portata di 250 kg. Il design del braccio a doppio pantografo e braccio telescopico a due sfili consentono di raggiungere elevate prestazioni. Anche nella ZED 25 HN i comandi sono elettroidraulici proporzionali simultanei con rampe di accelerazione

NOVITÀ IN CASA TRACCESS L’attività di restyling che CTE ha compiuto sulla gamma B-LIFT coinvolge anche la gamma di piattaforme aeree semoventi cingolate TRACCESS. In occasione del Bauma 2019 l’azienda aveva presentato il modello TRACCESS 200, da 20 m di altezza di lavoro e 250 kg di capacità in cesta, una macchina semplice da gestire e utilizzare sia per i noleggiatori che per gli utilizzatori finali. Questo modello, in pratica, rappresenta il capofila di una serie di nuove macchine che CTE introdurrà nel prossimo futuro e che andranno a presidiare sia il segmento più basso in termini di altezza di lavoro, quello dei 16-18 m, che le altezze più elevate, fino a 27 m. Nel corso dei prossimi mesi, infatti, vedranno la luce altri tre modelli, denominati TRACCESS 160, TRACCESS 180 e TRACCESS 270.

e decelerazione, per un controllo più fluido delle manovre. Anche qui la configurazione degli stabiliz-

UN’AZIENDA CHE “CONCILIA” L’approccio ai temi della “conciliazione” in casa CTE risale già a qualche anno fa ed è stato ora implementato attraverso l’ottenimento della certificazione Family Audit, marchio appartenente alla Provincia Autonoma di Trento ma che trova applicazione in tutto il territorio nazionale. CTE è stata tra le prime aziende metalmeccaniche ad aderire a questa iniziativa e a questo progetto. La certificazione Family Audit, in pratica, riconosce che l’azienda ha adottato misure di conciliazione e politiche di gestione del personale incentrate sull’equilibrio tra le esigenze della famiglia e quelle dell’impresa. Le misure a favore della conciliazione possono essere di tre tipologie: strumenti per ridurre o articolare diversamente il tempo di lavoro; servizi che liberano tempo; misure per ‘fare cultura di conciliazione’ in azienda. In particolare quest’ultima tipologia risulta più strategica, perché incide maggiormente sul cambiamento culturale. Il benessere aziendale in CTE ha riguardato le strategie relative all’organizzazione in-

terna, che sono cambiate a seconda dei dipartimenti. Ad esempio, durante gli scorsi mesi, a seconda delle mansioni e nei reparti in cui è stato possibile implementarla, in CTE è stato considerata l’attività in “smart working; dove non era possibile adottare questa soluzione si sono trovate forme di con-

zatori è fissa in sagoma e ciò rende entrambe le piattaforme in oggetto dei partner ideali per lavori in quota che richiedono alte prestazioni in spazi ridotti. ■

ciliazione diverse, ricorrendo a orari e turni personalizzati. Oltre a ciò, CTE ha riorganizzato il lavoro in termini di processi, ridisegnando il layout delle linee produttive e dei magazzini, in modo da garantire maggiore efficienza ed efficacia al mercato e, al tempo stesso, maggior benessere a chi lavora in azienda.

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 51


MACCHINE BOBCAT

SOLLEVAMENTO

IN STAGE V

IL COSTRUTTORE HA LANCIATO SUL MERCATO UNA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI CONFORMI ALLE PIÙ RECENTI NORMATIVE SULLE EMISSIONI. CON QUESTE MACCHINE GLI OPERATORI POTRANNO USUFRUIRE DI NUMEROSE NUOVE OPZIONI E FUNZIONALITÀ di Pietro Gabrielli

52 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


N

onostante i primi mesi dell’anno siano stati difficoltosi e penalizzanti per tutti, costruttori compresi, Bobcat non si è fermata e ha lanciato sul mercato una nuova linea di sollevatori telescopici. Le nuove macchine - progettate per garantire agli operatori del settore una maggiore efficienza e semplicità d’uso - sono equipaggiate con motori diesel Stage V basati su design collaudati e già presenti su migliaia di macchine del costruttore in tutto il mondo. Grazie al nuovo sistema di posttrattamento con filtro antiparticolato, il nuovo motore D34 Stage V, infatti, consente di utilizzare i sollevatori telescopici in aree con emissioni di gas di scarico regolamentate. Inoltre, poiché il motore non è dotato di sistema SCR (Selective Catalytic Reduction, riduzione catalitica selettiva), l’AdBlue non è necessario.

Benelux per il suo prezzo competitivo, la sua semplicità e la sua potenza, che permette di svolgere qualsiasi attività in cantiere”, spiega Quentin D’Hérouël, Product Manager Telehandlers presso Doosan Bobcat. Il citato motore D34 Stage V da 56 kW (75 CV) garantisce una riduzione media del 7% del consumo di carburante e offre una coppia superiore del 14% rispetto al precedente motore Stage IV, per una maggiore potenza a un regime più basso e un recupero più rapido. Attualmente sono disponibili 11 diversi modelli Bobcat con il nuovo motore Stage V da 56 kW (75 HP), con capacità di sollevamento massima compresa tra le 2,6 e le 4,1 t e altezze di sollevamento tra i 6 e i 18 m: pale telescopiche compatte TL26.60, TL30.60 e TL30.70; sollevatori telescopici a media capacità di sollevamento T35.105, T35.105L e T36.120SL; sollevatori telescopici

T35.130S e T35.140S ottimizzati per il mercato del noleggio; sollevatori telescopici a grande capacità di sollevamento T35.130SLP, T41.140SLP e T40.180SLP.

Nuovo design del cofano motore
 I sollevatori telescopici Bobcat Stage V sono dotati di un nuovo cofano motore con un profilo maggiormente inclinato. Questo per garantire una migliore visibilità e per ridurre i punti ciechi del 15% sul lato destro della macchina. Anche la manutenzione è ancora più semplice, grazie a un più facile accesso al vano motore. “Ai nuovi sollevatori telescopici con motore da 56 kW (75 CV) seguiranno nel 2021 altri modelli Stage V con motore D34 da 74,5 kW (100 CV) e 97 kW (130 CV). Sarà una nuova generazione di sollevatori telescopici incentrati sull’utente, con un basso costo di possesso”, aggiunge Quentin D’Hérouël. Tutti i nuovi sollevatori telescopici Bobcat Stage V sono coperti di serie da una garanzia di tre anni/3.000 ore, con la possibilità di estendere la copertura a cinque anni/6.000 ore. Ricordiamo che l’intera gamma di sollevatori telescopici Bobcat è progettata e prodotta presso lo stabilimento di Pontchâteau, in Francia. ■

I NUOVI SOLLEVATORI TELESCOPICI BOBCAT STAGE V PRESENTANO UN NUOVO COFANO MOTORE CON PROFILO INCLINATO CHE MIGLIORA LA VISIBILITÀ E RIDUCE I PUNTI CIECHI DEL 15% SUL LATO DESTRO DELLA MACCHINA

Una caratteristica importante del motore D34 Stage V, in particolare, è il nuovo sistema di posttrattamento autonomo, tramite il quale la rigenerazione del filtro antiparticolato viene eseguita automaticamente senza alcun impatto sulle prestazioni delle macchine, consentendo all’operatore di concentrarsi sul proprio lavoro. “Il motore da 75 CV è utilizzato principalmente dalle società di noleggio e dalle imprese di costruzione nel Regno Unito, in Italia e nel

IL NUOVO MOTORE D34 STAGE V CONSENTE DI UTILIZZARE I SOLLEVATORI TELESCOPICI BOBCAT IN AREE CON EMISSIONI DI GAS DI SCARICO REGOLAMENTATE luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 53


Hands On

EVOLUZIONE

“PANORAMICA”

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO P40.17 PLUS È LA VERSIONE PROPOSTA DA MERLO PER OFFRIRE UN LIVELLO ANCORA PIÙ ELEVATO IN TERMINI DI TECNOLOGIA E POTENZA RISPETTO AL MODELLO “ENTRY” DELLA GAMMA PANORAMIC, IL P40.17. UN CONNUBIO EVOLUTO DI COMFORT, EFFICIENZA E FACILITÀ D’USO A USO E CONSUMO DEGLI OPERATORI PIÙ ESIGENTI di Ettore Zanatta

54 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS

C

he la caratteristica della longevità fosse nella genetica della gamma Panoramic era evidente già dal lontano 1987, quando Merlo lanciò il primo sollevatore telescopico al mondo con motore laterale. Negli anni la sua esclusiva architettura progettuale è stata fonte di ispirazione per molti costruttori. La gamma Panoramic è stata continuamente evoluta durante gli ultimi anni, apportando sempre innovazioni tecnologiche esclusive, impiegando tecnologie e predisposizioni tecniche dedicate e raggiungendo un livello sempre più elevato di sicurezza.

Oggi il costruttore di San Defendente di Cervasca (CN) ha ulteriormente aggiornato la sua gamma Panoramic, linea di macchine che oggi racchiude in sé tutte le caratteristiche che l’hanno fatta diventare un punto di riferimento nel settore dei sollevatori telescopici, dove il modello P40.17 è in assoluto uno dei best seller di casa Merlo, in particolare nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Affianco al rinnovato modello “Entry” P40.17 si presenta quindi la versione “Plus”, che si differenzia dal primo sostanzialmente per il tipo e la potenza in termini di motorizzazione (Deutz TD2.9

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 55


Hands On Stage V da 55,4 kW il primo, Deutz TCD3.6 Stage IV da 75 kW il secondo) e per l’interfaccia cliente a disposizione, ottimizzato sul P40.17 Plus. L’intera gamma si distingue non solo per una nuova cabina a elevata abitabilità, dunque, ma anIl propulsore Deutz TCD3.6 si sviluppa in lunghezza sul lato destro del sollevatore ed è progettato per garantire la massima accessibilità ai vari componenti. Il carter inferiore è removibile, per poter accedere ancora più agevolmente al motore. Il serbatoio dell’impianto idrostatico si trova sul lato destro del vano, sopra a una scatola nera che protegge la centralina che gestisce la trasmissione della macchina, mentre quello dei liquidi è stato separato e posto sul lato sinistro, sopra la ventola di raffreddamento. Nella parte centrale si nota il motorino dell’aria condizionata (optional) A proteggere il modulo motore ci sono robusti paraurti d’acciaio, previsti anche sul lato sinistro della macchina (dove si trova anche il blocco cilindri montato di serie, visibile nella foto relativa in un apposito vano di colore giallo). Le mensole venute a crearsi su entrambi i lati possono prevedere il montaggio di altrettante cassette porta-attrezzi

che per molteplici peculiarità completamente rinnovate e tecnologie applicate, che ne hanno incrementato gli standard di sicurezza ed efficienza e il livello di prestazioni.

I telescopici del futuro L’evoluzione della gamma Panoramic passa dall’applicazione di nuovi e più tecnologici assali - di dimensioni maggiorate e

rinforzate, con struttura in fusione, capaci di incrementare notevolmente le portate e l’affidabilità di tutto l’insieme - all’albero montato “a portale”, che garanti-

TELESCOPICI SU MISURA PER OGNI ESIGENZA

Il Panoramic P40.17 Plus appartiene, unitamente alla versione base P40.17, a una gamma recentemente e 56 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

completamente rinnovata di sollevatori telescopici, di cui fanno parte altri sei modelli: due semplici ed essenziali nelle loro caratteristiche e dotazioni tecniche, il P30.10 e il P35.11, progettati fondamentalmente per i parchi noleggio e sviluppati partendo dal concetto che contraddistingue le versioni agricole; il P40.12, il P40.13 e il P40.14, con altezze di sollevamento da 11,5 a 13,5 m e portate di 4.000 kg, con sbracci da 7,6 a 9,3 m, già arricchite di dotazioni che ne fanno una garanzia in termini di prestazioni, comfort e sicurezza; il P50.18 Plus, da 17,5 m di altezza di sollevamento, 5.000 kg di portata e 13,5 m di

sbraccio, che - similarmente a tutte le versioni attuali e future Plus - è stato sviluppato per offrire il massimo livello di tecnologia in termini di efficienza, prestazioni e polivalenza di utilizzo, al servizio degli operatori più esigenti. Alle caratteristiche tecniche condivise con gli altri telescopici (cabina ad alta visibilità, quattro ruote motrici e sterzanti, rilevante altezza da terra) la versione Plus abbina un motore Tier 4B a una trasmissione idrostatica con sistema di gestione elettronico “EPD”, che garantisce un’elevata velocità massima (40km/h) ottimizzando al contempo i consumi, come da tradizione per i telescopici Merlo.


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS Nel vano adiacente a quello del motore si trova un filtro aria PowerCore di ultima generazione, di facile accesso e manutenibilità

UN “PLUS” DI SICUREZZA

Il sollevatore telescopico P40.17 Plus prevede tre modalità di sterzatura: a due e a quattro ruote sterzanti e “a granchio”

sce un’elevata luce libera da terra e permette di utilizzare i sollevatori telescopici nelle condizioni più gravose. Elemento fondamentale della nuova gamma Panoramic, e

quindi del sollevatore telescopico P40.17 Plus, già particolarmente compatto, è poi rappresentato dagli stabilizzatori, che mantengono il vantaggio di poter stabilizzare la

Il sollevatore telescopico P40.17 Plus monta di serie pneumatici BKT Constar Ind. 400/70-24. In alternativa si possono utilizzare pneumatici di altre marche e/o di maggiori dimensioni ed è per questo motivo che è stata prevista un’elevata altezza dal suolo dei parafanghi

Il sistema di sicurezza di cui è dotato di serie il Merlo P40.17 Plus deriva da quello utilizzato sui telescopici Roto e rappresenta una peculiarità unica ed estremamente funzionale delle versioni Panoramic. Nel display a colori da 10,1” di cui è dotata la macchina sono riportate tutte le informazioni operative del sollevatore (la navigazione all’interno delle schermate avviene tramite un comando a rotella posto sul bracciolo, tramite il quale è possibile impostare i limiti funzionali della macchina, come la regolazione delle velocità massime dei movimenti e la limitazione geometrica delle aree di lavoro) e le informazioni legate alla gestione della macchina vengono visualizzate in modo semplice e intuitivo. La schermata relativa al diagramma di carico si aggiorna in tempo reale in base alle condizioni operative e ciò rappresenta un “plus” in termini di sicurezza e stabilità, poiché permette la visualizzazione istantanea delle informazioni e consente al telescopico di gestire le proprie funzioni ancora prima di raggiungere i limiti imposti in termini di sollevamento e carico, azionando in modo automatico le relative modalità di rallentamento. La macchina, dunque, si “autolimita” in funzione dei parametri evidenziati, incrementando così i margini di sicurezza generale in ogni fase di sollevamento e sbraccio.

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 57


Hands On AGGANCIO RAPIDO “TAC-LOCK”

I PUNTI DI FORZA

L’EFFICIENZA LA SICUREZZA LA VERSATILITÀ LA FACILITÀ D’USO IL COMFORT IN CABINA LA PRECISIONE DEI MOVIMENTI

COMPONENTI INTERNI AL BRACCIO

SISTEMA DI GESTIONE AUTOMATICO DEL CARICO (MCDC)

TRASMISSIONE IDROSTATICA “EPD” A DUE VELOCITÀ

STABILIZZATORI IN SAGOMA

QUATTRO RUOTE MOTRICI STERZANTI

58 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS

TRASLAZIONE LATERALE DEL BRACCIO

NUOVO JOYSTICK ELETTRONICO CAPACITIVO

IMPIANTO IDRAULICO LOAD SENSING CABINA ROPS/FOPS LIVELLO II

MOTORE DEUTZ TCD3.6 (75 KW)

NUOVO JOYSTICK ELETTRONICO CAPACITIVO

DISPLAY DA 10,1” DI NUOVA GENERAZIONE

LIVELLAMENTO TRASVERSALE DEL TELAIO luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 59


Hands On Nella parte posteriore del sollevatore è presente una telecamera (optional). Si nota l’assenza di zavorre esterne che andrebbero a inficiare l’ingombro del mezzo. Come su tutti i sollevatori Merlo è prevista una lamiera d’acciaio che, una volta rimossa, dà completa accessibilità all’interno del braccio Sul lato sinistro del sollevatore è presente l’indicatore di livello dell’olio idraulico (il serbatoio è integrato nel telaio della macchina)

Nella parte posteriore della macchina si trova un dispositivo utilizzabile in caso d’emergenza, azionabile senza dover utilizzare l’eventuale radiocomando o dover salire in cabina per arrestare il mezzo

macchina rimanendo in sagoma e, al contempo, permettono – tramite il loro ancoraggio direttamente sull’assale anteriore – di livellare a seconda delle necessità e in qualsiasi situazione, anche in presenza di terreni soffici o scoscesi. Il sollevatore telescopico P40.17 Plus, inoltre, è dotato di trasmissione idrostatica Merlo, che garantisce prestazioni di assoluto rilievo in

termini di precisione d’utilizzo ed efficienza energetica. Per questo modello, così come per tutti quelli equipaggiati con propulsore da 75 kW (102 HP), è stato adottato di serie il controllo elettronico EPD (Eco Power Drive), una tecnologia esclusiva che consente di ridurre automaticamente i giri motore in funzione della potenza richiesta dalla trasmissione parametrata al-

Particolare dei sensori di sicurezza (pin rossi nella foto) presenti sul sollevatore P40.17 Plus, che si attivano in caso di malfunzionamento del sistema di sicurezza principale

60 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

la velocità impostata e, di conseguenza, di abbattere notevolmente i consumi di carburante. Il sistema Tac-lock, inoltre, permette il bloccaggio automatico delle varie attrezzature utilizzate, migliorando notevolmente il comfort operativo. L’ampia scelta di queste ultime, studiate appositamente per i sollevatori telescopici Merlo e interfacciate con l’esclusivo sistema di riconoscimento automatico, permette al P40.17 Plus di opera-

Particolare del serbatoio del gasolio, montato nella parte inferiore della cabina. Questa posizione sta diventando uno standard su tutti i sollevatori telescopici Merlo, tant’è vero che circa il 90% delle macchine prodotte dal costruttore piemontese, siano esse agricole che per l’edilizia, condivide la medesima concezione


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS

Nella parte inferiore della cabina è presente l’impianto dell’aria condizionata. Nella parte superiore della cabina si trova il relativo condensatore

Nella parte anteriore del mezzo i fari stradali sono protetti da un’apposita lamiera

re in molteplici ambiti, anche i più esigenti, aumentando la sua attitudine alla versatilità. La garanzia di massima precisione negli spostamenti è invece data dalla trasmissione idrostatica, che assicura variazioni millimetriche nei movimenti della macchina e nel posizionamento del carico.

Nella parte posteriore interna della cabina è presente un radiocomando montato su un apposito supporto, dove viene ricaricato automaticamente durante la fase di non utilizzo

Caratteristica distintiva di tutti i sollevatori telescopici Merlo è la possibilità di aprire la portiera della cabina fino a 180° e ciò ne agevola l’accesso. In fase operativa si deve tenere chiusa la parte inferiore della portiera, ma si può aprire quella superiore. Nella parte inferiore si notano i Silent-block su cui la cabina è montata, che riducono le vibrazioni trasmesse all’operatore (non è disponibile attualmente sulla gamma per l’edilizia la cabina sospesa, come invece lo è nelle versioni agricole). Si nota anche il serbatoio per l’AdBlue nella parte anteriore della cabina. I fari led da lavoro sono un optional. In questo caso il telescopico è dotato di cabina Premium

Comfort e visibilità

Panoramica interna della cabina del sollevatore telescopico P40.17 Plus. Il display posto sul piantone dello sterzo è condiviso con tutte le macchine della gamma Merlo, così come lo sono il posizionamento e le funzionalità di tutti i comandi, che sono di tipo proporzionale. Nella foto non è presente il display a colori da 10,1”, di serie sul P40.17 Plus, dove sono riportate tutte le informazioni operative della macchina. I nuovi Panoramic prevedono una nuova generazione di joystick capacitivi

Sul sollevatore P40.17 Plus è stata adottata la cabina già conosciuta e apprezzata per il suo design, comfort ed ergonomia su altre gamme di telescopici Merlo. Si tratta di un vero e proprio concentrato di tecnologia e design, grazie alle diverse soluzioni tecniche applicate, come il vetro curvo, che aumenta la visibilità, o l’efficiente sistema di pressurizzazione. La struttura è stata progettata per essere conforme alle normative di sicurezza ROPS e FOPS Livello II. La superficie vetrata totale è stata ulteriormente aumentata rispetto al passato, così come il volume interno, per consentire all’operatore di lavorare nel modo più agevole possibile. Gli interni ergoluglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 61


Hands On UN PARTNER TELEMATICO PER L’INDUSTRIA 4.0 Il sollevatore telescopico P40.17 Plus, come tutta la gamma evoluta di Merlo, usufruisce del sistema di connettività MerloMobility 4.0, una tecnologia esclusiva che lo rende ancora più “intelligente” e connesso, creando un’efficace interazione tra macchina e sistema gestionale dell’azienda proprietaria. Il sistema MerloMobility 4.0, infatti, gestisce la flotta di mezzi privati e aziendali - in modo semplice, economico e personalizzabile - e consente di eseguire la radiolocalizzazione GPS in tempo reale di più unità, nonché di controllare i parametri del telescopico più significativi e di ricevere e gestire gli allarmi, ma anche di inviare comandi per la gestione degli eventi. Il MerloMobility 4.0 utilizza come mezzo di trasmissione delle informazioni la rete wireless GSM/GPRS/ UMTS e Internet. L’accesso e il suo utilizzo si effettuano via Web, non è quindi necessario installare eventuali software poiché attraverso un comune browser è possibile gestire le funzioni da un normale computer o da un palmare.

La traslazione laterale del braccio - composto da quattro sezioni (tre sfili) - consente di massimizzare la precisione operativa riducendo i tempi di lavorazione, grazie a uno spostamento orizzontale del carico a macchina ferma. Questo movimento arriva a 445 mm per lato, senza compromettere la stabilità e la sicurezza del mezzo. Nella parte frontale della zattera si notano due dispositivi di serie Merlo: il Tac-lock (cilindro argentato), che permette il bloccaggio automatico delle varie attrezzature utilizzate direttamente dalla cabina, e il sistema di riconoscimento dell’attrezzo (sensore nero al suo fianco). Nella parte laterale del braccio si trovano le uscite idrauliche, a doppio effetto, e il sistema di comunicazione elettrico tra macchina e attrezzo. Il cilindro di rotazione della zattera posto all’esterno del braccio è una peculiarità Merlo

Con questo sistema, dunque, è possibile sapere dove si trovano le macchine, chi le sta utilizzando e in quali condizioni. Inoltre, in caso di furto o manomissione del sistema, il MerloMobility 4.0 opera anche come antifurto. La sua flessibilità permette di soddisfare le esigenze specifiche di ogni cliente, mentre la (intuitiva) interfaccia grafica e la gestione a più livelli delle utenze rendono semplice e immediato il controllo di tutti i mezzi. Il MerloMobility 4.0 utilizza un sistema cartografico vettoriale di facile navigazione e centraline elettroniche innovative per garantire la massima flessibilità e facilitarne l’installazione su qualunque mezzo o sistema.

Particolare che contraddistingue Merlo sul mercato è l’assale anteriore a portale del sollevatore, su cui sono montati direttamente gli stabilizzatori. Ciò consente di usufruire del sistema di livellamento, funzionante sia quando la macchina è stabilizzata, sia quando è su ruote, e che permette di recuperare le pendenze trasversali e di correggere le inclinazioni laterali fino a 11°, al fine di sollevare il carico in verticale. Allo stesso modo è utilizzabile la traslazione laterale del braccio

62 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO P40.17 PLUS nomici, concepiti con un posizionamento dei comandi altamente intuitivo, gli permettono inoltre di avere a portata di mano tutte

le funzionalità del sollevatore telescopico P40.17 Plus, che risulta essere anche particolarmente sicuro. Ciò anche grazie all’MCDC di

Merlo, un sistema esclusivo che rileva automaticamente il tipo di attrezzo utilizzato, la configurazione geometrica della macchina “sfilo e angolo braccio” e il carico movimentato, garantendo all’operatore la visibilità dei parametri rilevati. Di conseguenza l’operatore può mantenere l’attenzione sulle lavorazioni in corso nella massima sicurezza. ■

Gli stabilizzatori, realizzati in corpo unico in fusione d’acciaio e con differenziale di dimensioni maggiorate, rimangono nella sagoma del telescopico e sono sviluppati per garantire un’elevata resistenza strutturale, unitamente a un minore ingombro visivo durante le fasi di traslazione. Il comando indipendente permette l’azionamento singolo di ogni stabilizzatore, consentendo un più semplice posizionamento al suolo. La forma del piede d’appoggio garantisce un ancoraggio ottimale anche in caso di terreni soffici o scoscesi

LA SCHEDA TECNICA Il sollevatore telescopico P40.17 Plus Massa totale a vuoto:

11.670 kg

Portata max.:

4.000 kg

Portata alla massima altezza di sollevamento:

2.500 kg

Portata al massimo sbraccio:

600 kg

Altezza di sollevamento:

16,6 m

Altezza di sollevamento alla massima portata:

10,3 m

Sbraccio max.:

12,47 m

Sbraccio alla massima portata:

4,06 m

Traslazione laterale del braccio:

± 435 mm

Livellamento telaio: Motore: Potenza motore: Velocità di traslazione max.: Trasmissione idrostatica: EPD Allestimento cabina: MCDC: Comandi cabina:

± 8% Deutz TCD3.6 75 kW / 102 HP 40 km/h Sì - 2V Standard ECO Completo joystick elettronico

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 63


COMPONENTI OLEOMARKET

L’AZIENDA EMILIANA HA DIMOSTRATO “SUL CAMPO”, ANCORA UNA VOLTA, IL SUO (ALTO) LIVELLO DI PREPARAZIONE E COMPETENZA, CHE LE HA PERMESSO DI SEGUIRE E PREVENIRE IN MODO ADEGUATO LE ESIGENZE COMPLESSE E METICOLOSE DEL MERCATO, ANCHE IN QUESTO MOMENTO STORICO PARTICOLARMENTE COMPLESSO

LA (OLEO)DINAMICA

DELL’ECCELLENZA ITALIANA di Pietro Gabrielli

D

a 40 anni Oleomarket (Brescello – RE) è specializzata in connessioni ad alta pressione che alcuni ancora definiscono semplicemente “tubi e raccordi”. In realtà la vera forza tecnologica di questo settore sta nell’evoluzione del settore R&D, specializzato in tutta la sua complessa ‘filiera’. Di questo e dell’attuale condizione economia e industriale abbiamo parlato in un interessante confronto con Gianluca Fantuzzi, amministratore

64 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

unico dell’azienda emiliana. Quali sono le principali soluzioni che Oleomarket offre oggi sul mercato internazionale? “I nostri tecnici si pongono ogni giorno una sfida: fornire risposta ai nostri clienti più esigenti con lo studio, la progettazione e la realizzazione del complesso e preciso collegamento di componenti (rigidi o flessibili) che si interpongono tra l’attuatore ‘A’ e il controllo ‘B’. L’attenzione al mercato evi-

denzia che la tendenza tecnologica del settore oleodinamico verte sulle seguenti caratteristiche: innalzamento della pressione (quella che anni fa era considerata alta pressione, oggi rientra nella bassa e media pressione); riduzione della dimensione dei componenti (la compattezza e la versatilità degli impianti richiede componenti adeguati); perfezionamento di precisione (l’affidabilità e ottimizzazione prestazionale del componente non è più una scelta da catalogo,


ma un risultato di co-engineering tra tecnici). Solo chi può disporre di un completo know-how come Oleomarket può essere preparato a seguire e prevenire in modo adeguato le esigenze complesse e meticolose del mercato. Oggi la nostra produzione vanta una gamma e una conoscenza specifi-

titor agguerriti, che spesso propongono prodotti da catalogo ‘statico e consolidato’. Oleomarket offre ‘soluzioni’ e riceviamo i complimenti dai clienti per l’attenzione e meticolosità delle nostre proposte tecnologiche e innovative, che semplificano spesso con un apprezzamento alla riconosciuta creatività italia-

to piccola e media, ha un’enorme potenzialità ma deve combattere tutti i giorni con impedimenti burocratici e costi ormai insostenibili. Spesso nei tavoli riunione gli stranieri che conoscono il Sistema Italia e dotati di obiettività definiscono gli imprenditori italiani degli ‘eroi’. Siamo in continua sfida

na. La filiera produttiva nazionale, soprattutto nel settore oleodinamico, riveste una grande attenzione per gli esperti utilizzatori esteri. Spesso riscontriamo con piacere gli apprezzamenti per le soluzioni che offriamo con precisione e rapidità a richieste particolari, che la rigidità di molti nostri competitor impedisce di affrontare. Le pmi italiane sono un concentrato di ‘menti’ versatili e dinamiche a disposizione del cliente: in nessun altro paese, strutturato e dotato di grandi imprese, assistiamo a tale fenomeno. Quando la politica industriale italiana riuscirà a recepire e valorizzare questo punto di forza, come Sistema Italia, per gli altri Paesi potrebbe essere l’inizio di un serio problema di confronto”.

con gli altri Paesi industrializzati, ma ad armi impari: subiamo costi energetici e di gestione molto più alti, un welfare dispendioso, instabile e inappropriato a qualsiasi politica produttiva e meritocratica, per non parlare del distacco tra le istituzioni didattiche e la realtà produttiva. In questo clima manca la volontà di rinnovamento e purtroppo molti bravi e intraprendenti giovani si allontanano demotivati. Ai tavoli riunione con manager stranieri è tangibile l’errata percezione del sistema produttivo industriale italiano come prevalentemente corrotto e dominato da normative interne prive di senso logico. Noi imprenditori italiani non ci sentiamo né supportati né compresi, in quanto il comparto politico è talmente distante dalla realtà produttiva che ormai sembra evidenziarne solo gli aspetti negativi, inglobando anche chi invece produce nel rispetto delle leggi e, a dispetto di ogni ostaco-

TUBI MARKHIP AD ALTA PRESSIONE IN GOMMA O TERMOPLASTICI PER OLEODINAMICA, ASSEMBLATI CON INSERTI A PRESSARE OLMARK NELLE DIMENSIONI DA 1/8” A 3”. COMPLETI DI COLLAUDI PRESTAZIONALI A PRESSIONE, DECONTAMINAZIONE PARTICELLARE INTERNA, PROTEZIONE CON SPIRETTA O GUAINTEX E IDENTIFICAZIONE DI TRACCIABILITÀ CON SISTEMA M.I.T.O. IL PACKGING THECABOX ESCLUSIVO OLEOMARKET È UNA SOLUZIONE VERSATILE DI GESTIONE KIT DI TUBAZIONI E RACCORDERIA A DISTINTA BASE MACCHINA O STAZIONE DI MONTAGGIO IDONEA PER ALIMENTARE DIRETTAMENTE LO STOCK DI PRODUZIONE IN CONFORMITÀ AL PROGETTO LEAN PRODUCTION. LA RESISTENTE E TRASPARENTE PELLICOLA PROTETTIVA PERMETTE DI VISIONARNE IL CONTENUTO CON LA GARANZIA DEL SIGILLO ORIGINALE

ca in tubazioni e raccordi che spazia dalla serie “NANO-2mm” (applicata in micropilotaggi di precisione in gruppi oleodinamici per il cambio sequenziale di SuperCar o in impianti frenanti di veicoli industriali) a sistemi di connessione “MEGA” con passaggio interno di 200 mm e lunghezza fino a 12 m (applicati come equipaggiamento di enormi stazioni di trivellazione o imponenti presse nella filiera industriale). Il miglior risultato che ogni tecnico oggi deve pretendere dal suo fornitore è la produzione industrializzata in serie di un componente (tubo o raccordo), studiata e personalizzata con le esigenze applicative del cliente. Quale ritiene siano le potenzialità del mercato italiano nei confronti dei competitor internazionali? “Il 70% circa della nostra produzione è destinata oltre confine. Siamo in un contesto affollato di compe-

Quale ritenete essere, al contrario, il “tallone d’Achille” dell’industria italiana? “La nostra industria, soprattut-

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 65


COMPONENTI

GIANLUCA FANTUZZI, AMMINISTRATORE UNICO DI OLEOMARKET, INSIEME ALLA FIGLIA LETIZIA, CHE DELL’AZIENDA SI OCCUPA DEGLI ASPETTI COMMERCIALI E DELL’ASSISTENZA CLIENTI

lo, continua a rappresentare l’eccellenza italiana”. Quali sono le vostre previsioni per l’andamento del mercato in questo difficile 2020? “Ogni bravo amministratore dovrebbe disporre di un business plan ponderato e affidabile con una vision precisa e condivisa. A fine 2019 è stata richiesta al comparto commerciale interno un’analisi dettagliata del mercato allo scopo di definire una linea guida e un budget di vendita per il 2020. Nonostante le previsioni del mercato non fossero brillanti la fiducia di consolidare trattative importanti avviate nel 2019, unita a un ottimismo che non deve mai mancare in un’attività imprenditoria-

le, hanno definito un previsionale 2020 di significativa soddisfazione. Purtroppo nessuno aveva previsto che il 2020 sarebbe stato segnato nei libri di storia come l’anno della Pandemia Mondiale, che ne ha bloccato l’economia. Le imposizioni dei Decreti Ministeriali (o successivi DPCM) di chiusura delle attività produttive a conseguenza di quanto si stava delineando ai primi di marzo, pur se inaspettate, sono state recepite e condivise con responsabilità da tutti. A fronte di qualsiasi emergenza in azienda siamo abituati a reagire e definire un piano di riorganizzazione immediata (nel 2017 abbiamo subito un’alluvione notturna a seguito dell’esondazione del torrente Enza; stabilimento e uffici erano inondati dal fango e, pur nello

VERSATILI COLLETTORI COMPONIBILI MANIFOLM A PROGETTO ESCLUSIVO OLEOMARKET. PERSONALIZZABILI PER OGNI SPECIFICA APPLICAZIONE, QUESTI PRODOTTI CONSENTONO IL COLLEGAMENTO MULTIPLO DI PIÙ UTENZE IN CONFIGURAZIONI COMPATTE A ORIENTAMENTO VERSATILE ALLA FUNZIONALITÀ E ALLA RELATIVA GESTIONE

sconcerto iniziale, abbiamo definito un piano di emergenza mai affrontato fino a quel momento che ha consentito - pur con grande difficoltà - di riprendere la produzione dopo due settimane e consegnare i prodotti ai clienti che, fiduciosi, hanno compreso e apprezzato il nostro sforzo). L’aspettativa del mondo imprenditoriale era che, a seguito del lockdown, il Governo e/o la Protezione Civile potessero organizzare e gestire la situazione in modo tale da disporre di dispositivi protettivi e dispense di sicurezza per riaprire la produzione dopo massimo due settimane. Purtroppo la realtà è stata tutt’altra: la riapertura è avvenuta solo il 4 maggio, mentre nel frattempo la produzione fuori dall’Italia è continuata (con regole cautelative

TUBI FLESSIBILI COMPOSITI MARKHIP: PROGETTATI IN CO-ENGINEERING DIRETTAMENTE SULL’APPLICAZIONE DEL CLIENTE, OFFRONO UNA RAPIDA E AFFIDABILE CONNESSIONE TRA DUE PUNTI SENZA RACCORDI INTERMEDI E IN PERFETTA COMPENSAZIONE A SOLLECITAZIONI PRESTAZIONALI ESTREME, OLTRE ALLA SEMPLIFICAZIONE DI GESTIONE LOGISTICA

TUBAZIONI SAGOMATE A DISEGNO DI GRANDI DIMENSIONI CON BORDATURA O FLANGIATURA ALL’ESTREMITÀ PER TIPICA APPLICAZIONE A RICIRCOLO FLUIDO DI RAFFREDDAMENTO IN GRANDI MOTORI TERMICI E TUBAZIONI SAGOMATE IN ACCIAIO RAMATO, AL CARBONIO O INOX, RACCORDATI CON TERMINALI IDONEI AD APPLICAZIONI DI IMPIANTI FRENANTI, FRIZIONI O SISTEMI SERVOASSISTITI 66 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


INSERTI A PRESSARE CON PARTICOLARE TRATTAMENTO SUPERFICIALE PROTETTIVO NOCTIS , AD ALTA RESISTENZA ALLA CORROSIONE E OTTIMALE “PRIME” PER SUCCESSIVI TRATTAMENTI AGGIUNTIVI

ma meno invasive) creando allarmismo nei clienti”. Di cosa avrebbe bisogno il mercato, in questo momento storico, per reagire alla situazione contingente? “Il mondo imprenditoriale italiano avrebbe bisogno di fiducia da parte delle istituzioni, di collaborazione e

TUBAZIONI RIGIDE SAGOMATE A DISEGNO O CAMPIONE CLIENTE SONO FORNITE DA OLEOMARKET FINO A GRANDI DIAMETRI E SPESSORE IMPORTANTI E SONO EQUIPAGGIATE CON FLANGE SAE O SPECIALI, SALDATE CON PROCEDURA TIG CONTROLLATA E CERTIFICATA. SONO INCLUSI IL COLLAUDO FINALE, IL FLUSSAGGIO PARTICELLARE E IL SUCCESSIVO TRATTAMENTO SUPERFICIALE PROTETTIVO

TUBAZIONI FLESSIBILI TERMOPLASTICHE DI PICCOLE DIMENSIONI AD ALTA PRESSIONE SERIE NANO (INDICATE IN APPLICAZIONI DI COMANDI DI PRECISIONE IN MICROIMPIANTI O DI PILOTAGGIO O IN CIRCUITI DI INGRASSAGGIO O SISTEMI FRENANTI) E TUBAZIONI FLESSIBILI A BASSA PRESSIONE CON RACCORDI SPECIALI E VALVOLA DI CONTROLLO FLUSSO, PROGETTATE PER APPLICAZIONI DI MANDATA CARBURANTE PER ALIMENTAZIONE DI MOTORI TERMICI

condivisone della necessità comune di mantenerlo e farlo crescere intesa come risorsa, come patrimonio culturale da promuovere a livello economico, politico e geografico locale

INSERTI A PRESSARE OLMARK SERIE INTERLOCK FLANGE SAE PER ASSEMBLAGGIO TUBI FLESSIBILI OLEODINAMICI SPIRALATI AD ALTISSIMA PRESSIONE

a supporto delle azioni politiche nazionali e internazionali. Purtroppo avviene il contrario: la pandemia Covid-19 ha evidenziato il distacco delle istituzioni governative dal mondo produttivo e imprenditoriale del nostro Paese. Oltre ad annunciare ‘prestiti finanziari’ che ancora non è chiaro se e come arriveranno alle imprese e se serviranno, null’altro è stato fatto. Nella sfida mondiale le imprese hanno necessità di esser supportate dalle istituzioni proprio come un ‘partner’ dinamico e collaborativo, invece ci ritroviamo con un sistema lontano e distaccato dalla velocità che il mercato impone e che anziché supportarlo, lo penalizza gravemente”. ■ luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 67


SERVIZI EASYNOLEGGIO

IL NOLEGGIO FACILE È NATA UNA PIATTAFORMA DIGITALE, SUPPORTATA DA UN MARCHIO INTERNAZIONALE, CHE PERMETTE A PRIVATI E AZIENDE DI NOLEGGIARE ATTREZZATURE E ACCESSORI IN MODO PARTICOLARMENTE RAPIDO ED EFFICIENTE

di Mirko Brusamolino

E

asyNoleggio è il nome di una nuova piattaforma di noleggio che rende oggi il noleggio di attrezzature ancora più semplice e alla portata di tutti. Creata da Rentuu, specialista in tecnologia cloud-based, easyNoleggio offre ai propri clienti un’esperienza digitale ottimizzata, affiancata da un sistema di consegna che sarà presto operativo su tutto il territorio nazionale e a disposizione sia di aziende che di privati. EasyNoleggio nasce con il supporto di una famiglia di marchi consolidata, affidabile e globale: la famiglia easy, conosciuta soprattutto per il marchio easyJet. 68 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

La voce dei protagonisti

ANDREA GUZZONI (A SINISTRA NELLA FOTO), DIRETTORE ESECUTIVO DI EASYHIRE E DI RENTUU, CON SIR STELIOS HAJIIOANNOU, FONDATORE E PROPRIETARIO DELLA COMPAGNIA AEREA EASYJET

A illustrarci le opportunità offerte da easyNoleggio e la semplicità d’utilizzo che la contraddistingue è Andrea Guzzoni, direttore esecutivo di easyHire e Rentuu, che spiega: “Siamo entusiasti di lanciare sul mercato la piattaforma easyNoleggio. Tramite questo servizio intendiamo semplificare il processo di noleggio di equipaggiamenti e attrezzature e di renderlo alla portata di tutti. La nostra tecnologia all’avanguardia a livello mondiale consente a chiunque lavori su qualsiasi progetto - che si tratti di una ristrutturazione, di una modifica ambientale o di qualsivoglia necessità - di tro-


vare in un singolo luogo le attrezzature e l’equipaggiamento necessari. Investendo in una tecnologia moderna e semplice da utilizzare per il cliente abbiamo fatto in modo che easyNoleggio offra un’esperienza superiore, orientata al valore del prodotto e al cliente. Inoltre, siamo affiancati da un marchio che è riconosciuto dal 90% del mercato europeo e dal 98% di quello britannico. La fama del brand easy favorirà lo sviluppo del progetto, garantendo prezzi competitivi e un ottimo rapporto qualità-prezzo”.

MARCO PROSPERI DIRETTORE DI ASSODIMI

autonomia. All’interno della nostra rete disponiamo di personale competente, sempre pronto a indirizzare i clienti verso le attrezzature più adatte alle loro esigenze”. Secondo Marco Prosperi, direttore di Assodimi, l’associazione che rappresenta il mondo della distribuzione e del noleggio di macchine, beni e attrezzature strumentali, “il mercato italiano vale circa 1.800 milioni ed è in crescita costante. In totale, in Italia si contano circa 5.000 aziende che si occupano di noleggio: il 60% di queste sono considerate ‘micro-aziende’, contro un totale di 1.000-1.500 aziende di media-grande dimensione. Rispetto a Francia e Germania, leader nel settore in Europa, al giorno d’oggi il mercato italiano è più piccolo di oltre la metà. Il noleggio in Italia è nato nella zona Nord-Est, proprio dove continua a svilupparsi. Grazie al mondo digitale le possibilità di crescita sono pressoché infinite. EASYNOLEGGIO INTENDE DIVENTARE IL PUNTO DI RIFERIMENTO PRINCIPALE NEL COMPARTO DEL NOLEGGIO, METTENDO A DISPOSIZIONE DEGLI OPERATORI DEL MERCATO UN VASTO ASSORTIMENTO DI ATTREZZATURE ED EQUIPAGGIAMENTI CHE POSSONO ESSERE FACILMENTE CONSEGNATI A QUALSIASI INDIRIZZO O RITIRATI IN AUTONOMIA

Dennis Helderman, direttore commerciale di easyHire, ha invece sottolineato che “la missione di easyNoleggio è quella di semplificare la vita degli utenti, con un’esperienza online senza problemi, nonché di fornire un impeccabile servizio clienti. Non importa di cosa gli operatori hanno bisogno: che siano attrezzature per la pulizia, impianti di illuminazione, refrigerazione e/o riscaldamento, attrezzature per sollevamento e spostamento merci, macchinari per l’edilizia o qualsiasi altro strumento, vogliamo che easyNoleggio diventi il punto di riferimento principale. EasyNoleggio dispone di un vasto assortimento di attrezzature ed equipaggiamenti a noleggio che possono essere facilmente consegnati a qualsiasi indirizzo, indipendentemente dall’ubicazione, o ritirati in

EASY: UN NOME, UNA GARANZIA Il marchio easy, fondato da Sir Stelios Haji-Ioannou, è stato lanciato nel 1995 con il volo inaugurale di una compagnia aerea che offre viaggi a basso costo in tutta Europa: easyJet. Venticinque anni dopo la compagnia ha trasformato il modo in cui le persone viaggiano e oggi easyJet PLC è una delle più grandi compagnie aeree d’Europa grazie una flotta di 323 aerei che trasportano oltre 88,5 milioni di passeggeri all’anno (dati 2018). EasyNoleggio nasce in collaborazione con Rentuu, che gestisce una piattaforma tecnologica globale in rapida crescita basata su cloud e una rete in franchising per il settore del noleggio di attrezzature. In tal modo, il marchio base può raggiungere molti nuovi clienti in svariati nuovi mercati. Lo scopo del brand easy è sempre stato quello di investire in tecnologia e servizio clienti, in modo da fornire a ogni cliente un’esperienza di prima qualità: da qui la joint-venture con Rentuu, per portare in Italia e sul mercato internazionale un nuovo servizio volto a semplificare le pratiche di noleggio di macchinari e non solo.

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 69


SERVIZI la dinamicità e la volontà dell’intero settore di modernizzare i processi. I nuovi canali di incontro tra domanda e offerta aiuteranno la divulgazione della cultura del noleggio e in una fase particolare come quella attuale consentiranno di capire la differenza tra il concetto di uso e il concetto di possesso. Una differenza sostanziale per la gestione ottimale in un’economia circolare”. ■

L’OPINIONE

MAURO BRUNELLI DIRETTORE GENERALE DI UPRENT

“Sono orgoglioso di aver aderito alla partnership con Rentuu per il progetto easyNoleggio. La società da me rappresentata, UpRent di Scaligera Service (azienda nata nel 1978, dal 1997 attiva nel noleggio di piattaforme aeree e oggi punto di riferimento nelle province di Verona, Trento e Mantova), ricerca sempre strumenti innovativi per migliorare i propri processi lavorativi e agevolare l’esperienza dei clienti nell’ambito del noleggio. Grazie alla conoscenza di Rentuu e a un’attenta analisi con i suoi referenti, Andrea Guzzoni e Fabrizio Della Pace, è nata da subito una percezione positiva di questa potenziale partnership. Insieme al nostro responsabile sviluppo, Manuel Balasso, abbiamo valutato attentamente ogni singolo aspetto e siamo pronti a intraprendere questa nuova avventura. La nostra società di noleggio si posiziona tra le ‘medie realtà’ sul territorio italiano, all’interno di un mercato frammentato e rappresentato da molte ‘piccole realtà’ che faticano a garantire la professionalità e la qualità che il noleggio dovrebbe assicurare. Per differenziarsi, dunque, è necessario seguire l’evolversi del mercato, approcciare lo sviluppo tecnologico a cui il cliente si è forzatamente abituato a causa del Covid-19 e investire, grazie a Rentuu, nella digitalizzazione dei processi. Poco prima dell’arrivo della pandemia il mercato del noleggio in Italia stava vivendo il miglior momento dopo la precedente crisi economica. I segnali sono stati molti e positivi per i primi due mesi dell’anno, ora stiamo cercando di riprendere il cammino interrotto dalla pausa forzata causata dal Covid-19. I report associativi (Fonte Assodimi/Assonolo con la collaborazione di SmartLand) restituiscono un sentimento di rinnovamento che porterà probabilmente a un lieve calo rispetto al 2019 o a un potenziale pareggio. Ora partiamo con questa nuova avventura, fiduciosi di vincere l’ennesima scommessa”. 70 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

GRAZIE AL MONDO DIGITALE LE POSSIBILITÀ DI CRESCITA DEL NOLEGGIO SONO PRESSOCHÉ INFINITE E SARÀ POSSIBILE MIGLIORARE LA PERCEZIONE DEI NUOVI CANALI DISTRIBUTIVI E COMMERCIALI NEL SETTORE

Sarà possibile implementare e migliorare la percezione dei nuovi canali distributivi e commerciali nel settore. Il noleggio professionale di beni strumentali è in continua evoluzione ed espansione; l’entrata del marchio easyNoleggio (parte della famiglia easyJet) in Italia dimostra

L’ENTRATA DEL MARCHIO EASYNOLEGGIO IN ITALIA TESTIMONIA LA VOLONTÀ DEL SETTORE DEL NOLEGGIO DI MODERNIZZARNE I PROCESSI DI CRESCITA


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Dossier

L’ENERGIA DEL FUTURO IL DIESEL È MORTO? IN UN FUTURO NON TROPPO LONTANO ESCAVATORI, PALE, TERNE, DOZER, SOLLEVATORI TELESCOPICI, TRATTORI, VEICOLI DA CAVA E ALTRI MEZZI PESANTI CHE UTILIZZIAMO NEI CANTIERI SARANNO TUTTI AZIONATI DA MOTORI COMPLETAMENTE ELETTRICI? RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE SONO OBIETTIVI DA PERSEGUIRE, MA FORSE IL “FULL ELECTRIC” NON È LA SOLUZIONE PER TUTTI I PROBLEMI

di Gianni Gennari ha collaborato Mirko Brusamolino

72 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020


DIESEL VS ELETTRICO

I

l futuro della mobilità è inevitabilmente elettrico? Numerose case automobilistiche hanno già dichiarato che non produrranno più modelli con motori a combustione interna, altre anche se non così drastiche nelle politiche industriali stanno comunque spingendo nella direzione del propulsore totalmente elettrico. Sappiamo bene che l’industria dell’auto “guida” lo sviluppo e quindi è lecito chiedersi se presto arriverà il momento anche per i veicoli pesanti da cantiere, gli escavatori, le macchine da trasporto, da sollevamento e via dicendo. Sarà quindi elettrico il mezzo da cantiere del futuro? Molti esperti da anni si affrontano dialetticamente su questo tema; noi siamo inclini a pensarla come alcuni autorevoli tecnologi che scelgono una “terza via”, quella che sottolinea sicuramente l’efficacia del motore elettrico ma inserita in un più articolato sistema di variabili. Per quali dimensioni, funzioni e potenza? Con quali sistemi di trasmissione e componenti idraulici? Con quali capacità di stoccaggio delle batterie? Con quale bilancio ambientale di tipo LCA? Saliamo a bordo.

luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 73


Dossier L’industria dei veicoli semoventi, civili e industriali, si sta muovendo in questi anni verso la motorizzazione elettrica, soluzione che garantisce benefici ambientali significativi quali la riduzione delle emissioni nell’atmosfera, la riduzione dei consumi petroliferi, la riduzione dei costi sociali dovuti all’impatto delle emissioni sulla salute e sull’ecosistema. Il risultato di questa tendenza potrebbe portare a cantieri “green” e sostenibili Poche cose sono soggette a cambi di direzione anche repentini quanto le evoluzioni tecnologiche in un campo come quello

delle energie alternative, soprattutto se declinate in un contesto come quello motoristico, dove al già decisivo spartiacque fra appli-

cazioni on e offroad si aggiungono le marcate specificità di ogni settore applicativo. L’unico trait d’union che accomuna automo-

Un panorama… elettrico! a cura di Mirko Brusamolino Il trend è lanciato e sembra inarrestabile: tutti i più importanti costruttori a livello mondiale si sono focalizzati nello sviluppo di modelli di macchine ad alimentazione ibrida, prima, e completamente elettrica, poi, anche per le soluzioni “all terrain” e “heavy”. Accantonato per il momento il tema “ibrido”, è sicuramente sull’elettrico che si stanno concentrando gli “R&D Department” dei costruttori. E i risultati di quest’attività si stanno facendo vedere, ma non per tutti allo stesso modo. Ognuno, in ogni caso, rappresenta la nuova frontiera della meccanizzazione nel sollevamento. Passiamo velocemente in rassegna la situazione costruttore per costruttore. 74 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

Airo Le piattaforme semoventi articolate della serie A di Airo sono piattaforme totalmente elettriche caratterizzate da un’alimentazione a corrente alternata, in grado di garantire meno manutenzione, un minor assorbimento d’energia e una gestione molto più precisa dei comandi in molteplici situazioni e ambiti di lavoro, come in fase di salita di rampe e in spazi ristretti in cantieri all’aperto o al chiuso. Il sistema automatico antiribaltamento per la traslazione alla massima altezza e una portata di 230 kg/due persone consentono di operare ad alti livelli di produttività in totale sicurezza. Le piattaforme elettriche Airo sono una scelta ideale per ridurre i costi operativi e aumentare la sicurezza nei lavori aerei e, grazie alla rotazione della torretta a 360° e alla rotazione del braccio a 180°, permettono un’estrema manovrabilità del mezzo durante le operazioni di lavoro, garantendo un’elevata efficienza operativa.


DIESEL VS ELETTRICO tive, trasporto pesante su strada, macchine operatrici nel settore dell’industria, delle costruzioni, del sollevamento e dell’agricoltura è virtualmente la presenza di un motore, ma da questo punto in avanti esigenze, profili di utilizzo e criticità divergono, così come inevitabilmente divergono le possibili risposte. è evidente, quindi, che la partita della mobilità del futuro si gioca su più tavoli e con diverse strategie. E già non sono mancati ripensamenti e ritorni di fiamma, come la presa d’atto del fatto che la soluzione, soprattutto nella applicazioni industriali e del Construction, non sarà con ogni probabilità l’avvento improvviso di una tecnologia rivoluzionaria in grado di cambiare rapidamente il volto delle macchine utilizzate in questi ambiti, ma piuttosto un percorso di transizione graduale. A questo proposito il punto di

vista di analisti e centri di ricerca è, non a caso, relativamente unanime sia circa la necessità di investire pesantemente nelle alternative al momento più accreditate, in particolare quelle su base elettrica e a gas, sia sul fatto che il motore termico, soprattutto nelle applicazioni industriali e Heavy Duty, rimarrà ancora una presenza forte per diversi anni, certo in declinazioni sempre più pulite sotto il profilo delle emissioni ed efficienti sotto quello dei consumi. Le stesse fonti si spingono a prevedere che almeno per i prossimi vent’anni il settore del trasporto pesante e quello delle macchine per le costruzioni dipenderà ancora in larga parte dai combustibili fossili e a disegnare un percorso di sviluppo non solo all’insegna della progressività, ma soprattutto inserito in un’ottica di ampio respiro che include criticità che vanno al di là della pura

tecnica motoristica. Fra queste, in particolare per quanto riguarda la trazione elettrica (al momento forse la tecnologia su cui più stanno investendo i costruttori), una capacità di produzione globale ancora non adeguata a una transizione su larga scala, e comunque fortemente dipendente da combustibili fossili, la necessità di migliorare la tecnologia delle batterie, sia sotto il profilo della capacità che delle prestazioni, e quella di implementare una rete di distribuzione capillare e su larga scala. Dopo aver fatto il suo debutto ed essere attualmente in fase di notevole espansione nel trasporto pesante anche una seconda alternativa, l’alimentazione a gas, inizia timidamente ad affacciarsi anche nel mondo Construction e, come vedremo fra poco, alcuni costruttori hanno già sviluppato dei prototipi che sembrano offrire interessanti prospettive anche su macchine

Genie

Haulotte

Le piattaforme a braccio articolato Genie Z-45 FE e Z-60/37 FE sono una soluzione rispettosa dell’ambiente che assicura alta efficienza a bassi costi operativi, grazie alla duplice funzione di lavoro ibrida o elettrica. La modalità di funzionamento completamente elettrica permette un’intera giornata di lavoro con una sola carica delle batterie. La modalità ibrida offre una settimana di funzionamento con un solo pieno di diesel, a elevate prestazioni e riducendo i costi e le emissioni inquinanti. La trazione a quattro ruote motrici e una pendenza superabile fino al 45% le permettono di spostarsi agilmente su qualsiasi tipo di terreno, anche quelli più sconnessi, grazie all’assale attivo oscillante che ne migliora la trazione a terra. Infine, la struttura del braccio a doppio parallelogramma e i comandi proporzionali garantiscono un posizionamento preciso e prestazioni ottimali del jib articolato, di 1,52 m di lunghezza e con una rotazione verticale di 135°.

Progettata nel massimo rispetto dell’ambiente, la piattaforma articolata Haulotte HA20 LE ha un funzionamento totalmente elettrico che la rende pulita e silenziosa. L’estrema silenziosità del complesso di batterie da 72 V e la potente capacità di trazione delle sue quattro ruote motrici e due sterzanti (quattro nella versione Pro) per un uso fuoristrada la rendono estremamente versatile e utilizzabile su svariati tipi di terreno, a qualunque ora del giorno. L’elevata produttività, caratterizzata dalla rotazione continua a 360° della ralla, da una portata massima in cesta di 250 kg (con l’opzione di una doppia portata fino a 350 kg) e da un’elevata autonomia, che garantisce una intera giornata di utilizzo, rendono la piattaforma articolata elettrica Haulotte HA20 LE ideale per lavori su terreni difficili che richiedono prestazioni d’eccellenza.

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Dossier di taglia importante. Tutto questo, naturalmente, in parallelo alla continua ottimizzazione della propulsione termica tradizionale, che sembra ancora ben lungi dall’aver esaurito tutte le sue potenzialità.

Dal termico… Se la ricerca lavora per il domani, l’oggi non si ferma di certo e, anzi, incalza. E le risposte tuttora non possono ancora prescindere dal tradizionale motore termico, che però è ormai un lontano parente delle versioni diffuse anche solo pochi anni or sono. Le norme in materia di emissioni hanno rappresentato un forte stimolo, con l’ultimo step, lo Stage V, che ha stabilito limiti anche al numero di particelle (PN) e alla massa di particolato per tutti i motori nella gamma di potenza da 19 a 560 kW e orientato lo sviluppo dei propulsori in due direzioni fondamentali. Da un lato, l’abbattimen-

JCB

to delle emissioni inquinanti tramite soluzioni ormai radicate come DOC, SCR, DPF; dall’altro la loro riduzione a monte tramite l’ottimizzazione dei processi di combustione, strategia che passa dall’implementazione di sistemi di iniezione Common Rail ad altissima pressione, modifiche della geometria di pistoni e camere di combustione, raffinamento del grado e dello schema di nebulizzazione del combustibile. Soluzioni, queste, che hanno decisamente migliorato il bilancio ambientale delle macchine su diversi fronti, non ultimo quello dei consumi, e che nell’ultimo decennio si sono in alcuni casi integrate all’interno di architetture ibride in cui la parte elettrica ha giocato un ruolo rilevante: basti pensare ai sistemi di recupero dell’energia cinetica (in particolare di quella emessa in fase di decelerazione della torretta) e riconversione di quest’ultima in energia elettrica utilizzabi-

Il Teletruk 30-19 E di JCB, primo modello elettrico della sua categoria, grazie alla sua alimentazione a batteria a piombo-acido da 80 V è silenzioso e a emissioni zero, il che lo rende adatto per le attività di lavoro al chiuso. Il Teletruk 30-19 E è una macchina ideata per garantire la massima efficienza e operatività grazie all’elevata durata della batteria (otto ore di attività con una sola carica); la cabina “Command Plus” JCB è progettata per garantire la massima comodità e produttività per l’operatore. Il vano batterie è stato progettato per consentire una sostituzione rapida e semplice della batteria (in circa due minuti) per ridurre al minimo i tempi di fermo macchina. Il Teletruk elettrico - grazie a un’eccellente visibilità, garantita da un campo visivo a 360° intorno alla macchina e sull’attrezzatura e un controllo preciso dell’attrezzatura, tramite l’esclusivo brandeggio di 111° delle forche - permette agli operatori di avere il massimo controllo dell’attività durante la movimentazione di merci.

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Jekko

le a supporto del motore termico che in questi anni hanno fatto la loro comparsa nei modelli ibridi di diversi costruttori.

…all’elettrico Anche negli anni in cui si sperimentavano le soluzioni ibride citate l’ambizione e l’obiettivo finale dichiarato è sempre stato quello di arrivare alla produzione industrializzata di una macchina “full electric”, in cui un motore ad alimentazione elettrica fosse in grado di soppiantare completamente il tradizionale motore endotermico senza ovviamente compromettere le prestazioni. Obiettivo oggi diventato realtà, quantomeno sulle macchine del segmento “mini”: più o meno tutti i costruttori hanno sviluppato una versione elettrica dei propri miniescavatori almeno allo stadio prototipale, alcuni già ne hanno iniziato la produzione e commercializzazione, e almeno in questo range di peso la

La nuova gamma di mini gru “Eco” di Jekko offre nuove possibilità di risparmio economico mantenendo i livelli di prestazione ed efficienza caratterizzanti il marchio trevisano. I nuovi motori a batteria delle mini gru “Eco” sono una soluzione innovativa ed economica per lavori a basse-medie altezze, grazie ai minori costi di manutenzione e alla facile intercambiabilità e reperibilità delle batterie, disponibili in due versioni: con motorizzazione 24 V (4 kW), da trazione leggera a piombo acido, o a batterie al litio. Queste ultime hanno una durata fino a tre volte superiore rispetto alle batterie a piombo acido in commercio e una maggior durata, in termini di “vita utile”, fino a 8-10 volte superiore. Con le mini gru “Eco” di Jekko, inoltre, si ha la possibilità di lavorare sia in ambienti aperti che chiusi, grazie alle zero emissioni di impatto acustico e ambientale.


DIESEL VS ELETTRICO Tutti i più importanti costruttori a livello mondiale di macchine per il sollevamento e la movimentazione, in cantiere ma non solo, stanno orientando la loro ricerca – e in alcuni casi già anche la produzione – verso lo sviluppo di modelli di macchine ad alimentazione completamente elettrica soluzione sembra funzionare. Le prestazioni dichiarate per quanto riguarda scavo e movimentazione sono sostanzialmente in linea con quelle degli equivalenti modelli a motore termico; anche l’autonomia ormai raggiunge le otto ore di lavoro grazie all’utilizzo di batterie al litio ad alta capacità e

JLG

i tempi di ricarica sono accettabili nell’arco dei tipici cicli di lavoro in cantiere. I vantaggi in termini di impatto ambientale, se limitiamo l’osservazione alla sola area di lavoro, sono più che evidenti sia in termini di assenza di emissioni inquinanti che di impatto acustico, aspetti

Le piattaforme a braccio articolato JLG della serie AJ 340, 450 e 520 sono macchine rispettose dell’ambiente capaci di offrire elevata produttività ed efficienza. Ciò grazie alla trasmissione idrostatica, che assicura una completa e affidabile manovrabilità a svariati livelli di velocità del mezzo, e all’esclusivo sistema di comando ADE (Advanced Design Electronics). Quest’ultimo migliora la maneggevolezza, assicura un’ottimizzazione della produttività tramite un funzionamento più regolare della macchina operante a minori consumi di carburante e di emissioni e migliora le prestazioni e la funzionalità riducendo al contempo i costi operativi. La stabilità su svariate tipologie di terreno, garantita dall’asse oscillante, e la trazione a quattro ruote motrici conferiscono prestazioni in fuoristrada tra le migliori del settore e le rendono efficienti per impieghi a medie altezze.

che consentono l’utilizzo di queste macchine sia in luoghi chiusi che in contesti delicati come quelli urbani. Non a caso iniziano a essere considerati un elemento premiante anche in fase di aggiudicazione di alcune tipologie di lavori. Naturalmente, però, si tratta solo di un primo passo, per quanto

JMG Cranes

La gru semovente elettrica JMG MC 580 abbina compattezza a elevate prestazioni grazie alle dimensioni ridotte, alle zavorre smontabili per il trasporto e allo sfilo idraulico, che le permettono di regolare le portate di sollevamento e trasporto di carichi fino a 58 t. La MC 580 permette di lavorare in massima sicurezza grazie al controllo a distanza della macchina tramite un radiocomando con display a colori da 7’’, sul quale vengono visualizzate tutte le informazioni della gru e del sistema elettronico di limitatore del carico e del movimento (a norme CE). Il controllo a distanza dei movimenti della macchina consente all’operatore una piena gestione e un’ottima visibilità degli spazi circostanti e, grazie ai sistemi di diagnostica visualizzati sul display, il completo controllo della gru in ogni fase di lavoro, garantendo massima produttività in totale sicurezza.

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Dossier I mezzi ad alimentazione elettrica non producono alcuna emissione inquinante nel punto di utilizzo; per contro, nel ciclo ambientale complessivo vanno considerate, per sintetizzare, altre componenti quali la maggiore richiesta di produzione elettrica e la dismissione delle batterie importante: le richieste di potenza e le problematiche di implementazione della tecnologia elettrica su macchine di maggiore tonnellaggio sono decisamente superiori e tuttora devono fare i conti con alcuni limiti fisiologici non facili da superare e che richiedono un approccio più articolato, non limitato alla sola parte motoristica. L’ottimizzazione del trasferimento

Manitou

della potenza, da un lato, e l’efficientamento dell’idraulica in direzione di un più efficace sfruttamento dell’energia, dall’altro, sono temi imprescindibili per un’elettrificazione estesa anche a macchine di dimensioni più importanti, cui si affianca quello della capacità di immagazzinamento ed erogazione delle batterie di fronte a richieste di potenza importanti (meno cri-

La piattaforma articolata Manitou 200 ATJ E, grazie al motore elettrico di 48 V di potenza con una capacità di batteria di 460 Ah, a zero emissioni di CO2, consente di effettuare lavori sia all’aperto che al chiuso. Le sue quattro ruote motrici e una pendenza superabile del 45% garantiscono un’estrema manovrabilità della piattaforma su diversi tipi di terreno. La piattaforma 200 ATJ E garantisce totale sicurezza per gli operatori grazie all’elevata visibilità assicurata dalla rotazione della torretta a 350° in ogni fase di lavoro. I 20 m di altezza di lavoro del cestello completamente zincato, con rotazione di 180°, uniti allo sbraccio orizzontale di 11,57 m e a una portata di 230 kg, rendono la piattaforma semovente elettrica 200 ATJ E una macchina capace di offrire estrema efficienza e utilizzabile in spazi ridotti e dove sono richieste elevate prestazioni.

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tico il problema degli ingombri, dato che gli accumulatori potrebbero essere utilizzati a parziale sostituzione dei contrappesi ove presenti). Trasportati a una scala più ampia, poi, i connotati dell’intera questione cambiano notevolmente: anche se quella elettrica rimane al momento l’opzione più credibile nella corsa alla progressiva sostituzione dei tradizionali com-

Platform Basket

Le piattaforme semoventi elettriche a braccio articolato Platform Basket SEL 17 Electron e SEL 19 Electron sono veicoli progettati per un uso semplice e intuitivo. La motorizzazione delle macchine è dotata della tecnologia con motori trifase a inverter che garantisce un ottimizzato e più efficiente utilizzo della batteria, riducendone i costi e prolungandone il ciclo di vita. Inoltre, tra gli optional è disponibile un motogeneratore diesel da 4,2 KVA ad azionamento automatico che ricarica le batterie del motore quando ne rileva il basso stato energetico. Le prestazioni del motore a batterie da 36 V con capacità a 390 Ah, unite alle elevate prestazioni e al comfort operativo garantito dalla rotazione della torretta a 360° e dalla navicella a 180°, rendono i modelli della serie Electron il giusto compromesso tra efficienza e abbattimento dei costi operativi.


DIESEL VS ELETTRICO bustibili fossili, resta altrettanto vero che proprio dai combustibili fossili l’attuale produzione di energia elettrica rimane ancora largamente dipendente (le rinnovabili contribuiscono ancora solo per una quota intorno al 10%) e che il ciclo di vita degli accumulatori presenta ancora un impatto ambientale elevato sia in fase di produzione che di smaltimento.

Il gas: un nuovo protagonista? Nella corsa verso una mobilità a impatto ambientale tendente allo zero abbiamo accennato al crescente ruolo del gas nel trasporto pesante, dove gas naturale compresso (CNG), gas naturale liquefatto (LNG) e biometano iniziano a essere opzioni percorribili sotto il profilo delle prestazioni e della riduzione delle emissioni. La novità è che questa opzione potrebbe presto diventare realtà anche nel settore delle macchine movimento terra. Già alla scorsa edizione del Bauma ha fatto la sua comparsa un prototipio di pala gommata a metano sviluppata da un importante costruttore che, pur se allo stadio di concept, dichiara numeri notevoli: 95% in meno di CO2, 90% in meno di biossido di azoto, 99% in meno di particolato, per una riduzione complessiva delle emissioni dell’80%. I serbatoi sono montati sul retro e sui fianchi della macchina; i tempi di rifornimento sono equiparabili a quelli di una macchina diesel, così come l’autonomia. Resta il problema dell’infrastruttura di distribuzione, ma già ora una macchina di questo tipo potrebbe essere una soluzione praticabile in realtà come aziende di raccolta e gestione dei rifiuti e società di servizi che già hanno accesso alla rete del gas naturale e, comunque, un importante passo avanti verso la riduzione dell’impatto ambientale di macchine e attrezzature nel settore construction, logistico e industriale onsite. ■

I veicoli elettrici sono davvero più ecologici? I veicoli ad alimentazione elettrica, nel caso specifico le automobili, sono davvero più ecologiche rispetto a quelle ad alimentazione tradizionale? Se guardiamo all’aspetto dell’inquinamento atmosferico dovuto alla CO2 sicuramente sì. La differenza fondamentale tra auto convenzionali con propulsori endotermici e auto elettriche, infatti, ha a che fare con il processo di trasformazione dell’energia potenziale (immagazzinata) in energia cinetica (di movimento). Nelle auto tradizionali questa energia viene immagazzinata e quindi rilasciata attraverso una reazione chimica. Le auto elettriche invece la rilasciano elettrochimicamente senza alcun tipo di combustione, grazie alle batterie agli ioni di litio. Se però guardiamo a una visione più ampia, che spazia sul ciclo di vita completo, non è detto che le auto elettriche siano davvero più ecologiche di quelle a combustione tradizionale.

Se la fonte di energia per alimentare queste auto non proviene da pannelli solari, turbine eoliche o persino nucleare o idroelettrico, infatti, le emissioni di CO2 diventano subito più elevate. L’esempio più noto è quello relativo all’approvvigionamento dell’energia: se l’elettricità utilizzata per caricare le auto proviene dalla combustione di combustibili fossili, la “parte competente” di inquinamento d un’auto elettrica è già stato rilasciato in atmosfera dalle centrali di produzione. C’è poi la questione del ciclo produttivo, che per un’automobile inizia con l’estrazione, la raffinazione, il trasporto e la produzione di materie prime in diversi componenti che verranno assemblati per produrre l’auto stessa: questo processo è praticamente lo stesso in entrambe le auto convenzionali ed elettriche. Tuttavia, alla fine del processo di produzione, le auto elettriche sono quelle che generano più emissioni di carbonio, come sostiene la Union of Concerned Scientists. Perchè? Poiché le auto elettriche immagazzinano energia in batterie di grandi dimensioni (più sono grandi, più ampia è la loro gamma) con costi ambientali elevati. Le batterie sono costituite da elementi di terre rare (REE) come litio, nichel, cobalto o grafite che esistono solo nel sottosuolo e quindi dipendono da attività estrattive con processi non esattamente ecologici o che quantomeno non sono sempre gestiti nel modo corretto. I veicoli elettrici quindi sono o non sono più ecologici? La risposta ovviamente non può avere una sintesi univoca; per i veicoli ad alimentazione elettrica siamo solo all’inizio del percorso e solo nel futuro scopriremo se sarà la soluzione vincente o se si arriverà a uno schema misto a più soluzioni.

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ON SITE COSTRUZIONE DELLA STAZIONE FERROVIARIA DI EIGERGLATSCHIER

GIALLO SULL’EIGER

DIECI HA CONTRIBUITO AL SUCCESSO DEI COMPLESSI INTERVENTI CHE HANNO CARATTERIZZATO UN AMBIZIOSO PROGETTO IN ALTA QUOTA, SULLA FAMIGERATA MONTAGNA SVIZZERA DELLE ALPI BERNESI, GRAZIE ALL’IMPIEGO DI UN SOLLEVATORE TELESCOPICO PEGASUS 40.25 di Pietro Gabrielli

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T

ra gli oltre 140 modelli che compongono la gamma di macchine Dieci - costruttore di Montecchio Emilia (RE) che dal 1962 progetta e costruisce autobetoniere e dal 1983 sollevatori telescopici - si ha l’impressione che quelli appartenente alla gamma Pegasus siano quelli maggiormente predisposti ad affrontare situazioni difficili, se non estreme. Non è infatti raro, visitando vari cantieri in giro per il mondo, anche quelli caratterizzati da contesti a rischio, veder spuntare la sagoma gialla di questi telescopici rotativi, introdotti sul mercato dall’azienda emiliana nel 2000 e divenuti ormai un punto di riferimento per gli operatori del settore del sollevamento. Uno di questi modelli, il Pegasus 40.25, si è recentemente distinto in un sito operativo molto particolare. Nella fattispecie, il cantiere in oggetto si trova nella regione svizzera dello Jungfrau, alle pendici dell’Ei-

L’EIGERGLATSCHIER, A OLTRE 2.300 M DI QUOTA, È UNA STAZIONE FERROVIARIA INTERMEDIA CHE FUNGERÀ DA INTERSCAMBIO CON LA NUOVA AVVENIRISTICA CABINOVIA V-BAHN

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PEGASUS 40.25 DI DIECI È STATO FORNITO DAL CONCESSIONARIO SVIZZERO ARBOR A GHEMME GROUP, LA SOCIETÀ CHE STA COMPLETANDO L’ALLESTIMENTO DELLA NUOVA STAZIONE SULL’EIGER luglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 81


ON SITE ger, la montagna diventata mito per gli alpinisti e meta iconica per gli sciatori e gli amanti della montagna di tutto il mondo. Il turismo da queste parti è considerato cosa seria fin dagli inizi del secolo scorso, tanto che già nel 1912 fu completata la Jungfrau Bahn, una ferrovia a cremagliera che oggi consente a oltre 500.000 persone l’anno di visitare

questi luoghi meravigliosi, consentendo loro di arrivare ai 2.000 m di quota della Kleine Scheidigg, la stazione più bassa, per poi continuare fino a raggiungere i 3.454 m della Jungfraujoch, la stazione ferroviaria più alta d’Europa, con utili che nel 2017 hanno toccato la cifra record di 41 milioni di franchi. Numeri importanti, tanto che la so-

cietà che gestisce la ferrovia, in accordo con altre istituzioni della zona, ha dato il via a un nuovo e ambizioso progetto: la costruzione di una stazione intermedia. Parliamo della Eigerglatschier, a oltre 2.300 m di quota, uno ‘scalo’ che fungerà da interscambio con la V-Bahn, una nuova avveniristica cabinovia che collegherà il terminal di Grindenwald (dai 900 m del fondovalle) a quello di Eigerglatschier, aumentando considerevolmente - e in piena sicurezza - il flusso turistico.

Una “cengia” esposta al vento La nuova stazione Eigerglatschier è stata ricavata su una “cengia”, quella sporgenza pianeggiante che interCIRCA 30.000 M3 DI ROCCIA SONO STATI SCAVATI NEL FIANCO DELLA MONTAGNA, CREANDO UN VANO ALTO 17 M E LUNGO CIRCA 100 M, E SONO STATI REALIZZATI DUE TUNNEL DI 25 M CIASCUNO PROGETTATI PER COLLEGARE IL VANO AL TERMINAL DELLA V-BAHN

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rompe una parete rocciosa e consente agli arrampicatori di eseguire degli spostamenti trasversali. Questa prominenza taglia il ripidissimo fianco della montagna: un ampio scavo in roccia accoglierà le infrastrutture della stazione, mentre due tunnel la collegheranno al terminal della nuova cabinovia. Nuovi flussi di turisti, così, potranno godere in tutta sicurezza e al riparo dalle intemperie - magari con una tazza di cioccolata in mano - dello splendido ma al tempo stesso temibile ambiente di queste alte quote. Temibile, sì, perché non bisogna dimenticare che quello della montagna è un ambiente spesso ostile, specialmente qui, dove il tempo cambia in modo estremamente repentino, dove si è esposti, a grandi profondità e altez-

ze, al ghiaccio e alle intemperie, dove una semplice disattenzione può avere gravissime conseguenze e dove improvvisamente può manifestarsi tutta la potenza del Guggisföhn, il vento conosciuto e temuto dagli alpinisti che frequentano l’Eiger, capace di soffiare fino a 250 km/h e di portare, a seconda della stagione, violente nevicate o bruschi sbalzi di

temperatura che causano la caduta di rocce e ghiaccio.

La macchina protagonista È in queste condizioni davvero estreme, dunque, che si è trovato a lavorare un sollevatore telescopico Pegasus 40.25 di Dieci, fornito dal concessionario svizzero Arbor alla Ghemme Group, la società che sta

GLI OPERATORI A BORDO DEL SOLLEVATORE TELESCOPICO PEGASUS 40.25 SONO STATI AGEVOLATI DAI 4.000 KG DI PORTATA DELLA MACCHINA, OLTRE CHE DAI 24 M DI ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO E DALLA ROTAZIONE A 360°

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ON SITE completando l’allestimento della nuova stazione. I numeri che caratterizzano quest’intervento sono impressionanti: circa 30.000 m3 di roccia sono stati scavati nel fianco della montagna, creando un vano alto 17 m e lungo circa 100 m, e sono stati realizzati due tunnel di 25 m ciascuno progettati per collegare il vano al terminal della V-bahn. In particolare, il sollevatore telescopico Pegasus 40.25 è impiegato sia per attrezzare e preparare le pareti del vano in oggetto, sia per la costruzione della stazione vera e propria, nonché per il sollevamento e il trasporto delle varie attrezzatu-

re necessarie per eseguire gli interventi in situ. Tutto ciò senza perdere tempo, perché in un ambiente come questo le tempistiche sono estremamente importanti: si lavora su più turni, dal lunedì al venerdì, in presenza di aria rarefatta che rende più gravoso ogni sforzo. E quando le condizioni meteorologiche peggiorano e il centro ferroviario decide di interrompere il corso dei convogli (e in inverno capita spesso), come norma di sicurezza inderogabile tutti gli operatori sono costretti a interrompere il lavoro, abbandonare il cantiere e scendere a valle. In caso di incidente, infatti, con i treni fermi e

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PEGASUS 40.25 SI È DISTINTO NELLA COSTRUZIONE DELLA STAZIONE EIGERGLATSCHIER, A OLTRE 2.300 M DI QUOTA

gli elicotteri impossibilitati al decollo, non sarebbe possibile soccorrere eventuali feriti.

Prestazioni ad alta quota Come se non bastassero le difficoltà imposte dalla natura, ci sono anche quelle del cantiere stesso: a causa della forte pendenza, della ristrettezza degli spazi di lavoro e dei materiali ammassati un po’ ovunque, l’operatore a bordo del sollevatore telescopico è costretto a compiere veri e propri miracoli di manovra, agevolato dai 4.000 kg di portata del Pegasus 40.25, dai 24 m di altezza di sollevamento e dalla rotazione a 360°. Ma non solo, perché questa macchina ha messo a disposizione della causa tutte le sue caratteristiche tecniche e prestazionali: dalla potenza del motore FPT (96 kW a 2.200 giri/min) alla robustezza degli assali (due sterzanti,

EIGER: SUCCESSI E TRAGEDIE L’Eiger è una montagna svizzera delle Alpi bernesi, alta 3.967 m s.l.m., situata nella regione montuosa dell’Oberland, formando assieme al Mönch e al Jungfrau una triade montuosa particolarmente nota nel mondo dell’alpinismo: famosa è infatti la sua parete nord, che ha costituito uno dei principali problemi alpinistici degli anni Trenta ed è stata “protagonista” di svariate ascensioni e altrettante tragedie. Il nome compare per la prima volta in un documento del 1252 (si tratta della seconda più vecchia citazione ufficiale del nome di una montagna della Svizzera, dopo il Bietschhorn, citato in un documento del 1233). In un atto di compravendita tra Ita von Wädiswyl e il prevosto di Interlaken si parla di un fondo “ad montem qui nominatur Egere”. Circa 50 anni più tardi, in un beneficio, si ha la prima testimonianza del nome in lingua tedesca: “under Egere”. Per quanto riguarda l’origine del nome, esistono tre ipotesi: la prima si rifà al nome altotedesco Agiger o Aiger, che s’immagina essere stato il nome del primo colono ai piedi del monte; la seconda ipotesi si rifà al latino acer, mediato dal francese ai84 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

gu nel senso di “acuto, appuntito”, rifacendosi alla forma della montagna; la terza ipotesi si appoggia sull’antica ortografia Heiger , che potrebbe essersi sviluppata dall’espressione dialettale hej Ger, laddove hei vale il tedesco hoch (in italiano, Alto), e Ger è il nome di una lancia usata dai popoli germanici: Hejger significherebbe dunque “l’alta lancia”, un nome comunque ispirato dalla sua forma appuntita. La cresta principale (Mittellegi) della montagna, che sale in direzione ovest-sud-ovest, raggiunge la vetta per piegare verso sud, scendendo a un colle che separa l’Eiger dal vicino Mönch; dalla vetta del Mönch la cresta scende al passo dello Jungfraujoch, punto di arrivo della Ferrovia della Jungfrau. Dalla vetta dell’Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l’altra digrada verso sud-ovest. Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. La via normale si sviluppa sul versante occidentale. La parte nord misura 1.600 m di dislivello circa, quasi completamente verticali, mentre il dislivello a partire dalla base erbosa rag-

giunge i 2.300 m circa di prominenza. La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch: si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto con alimentazione a corrente trifase, attiva dal 1898. La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all’interno dell’Eiger - la Eigerwand e la Eismeer - che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell’Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald ( Grindelwaldgletscher ). La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un’ottima visuale della parete nord dell’Eiger e permette di seguire (con l’ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita. Nel luglio 2006 una frana di oltre 500.000 m3 di roccia si è staccata dalla parete est. Pur creando scompiglio e una comprensibile preoccupazione la frana non ha provocato danni a persone.


LA SCHEDA TECNICA Il sollevatore telescopico Pegasus 40.25 Portata max.:

4.000 kg

Altezza di sollevamento max.:

24,10 m

Sfilo orizzontale max.:

20,50 m

Angolo di brandeggio forche:

133°

Forza di strappo:

5.700 daN

Forza di traino:

9.400 daN

Pendenza superabile max.: Massa a vuoto: Velocità di traslazione max.: Motore:

40% 17.500 kg 40 km/h FPT Industrial

Potenza motore:

96 kW a 2.200 giri/min

Pneumatici std.:

18R22,5”

con quattro riduttori epicicloidali; oscillante quello posteriore e caratterizzato dal livellamento trasversale comandato da cabina quello anteriore), dalle opportunità offerte dalle soluzioni di sterzatura (quattro ruote, trasversale, due ruote) alle potenzialità operative del braccio (sollevamento in 21,9 secondi, discesa in 13,8 secondi, uscita/rientro in 44,4/23,1 secondi, brandeggio avanti/indietro di 3,7/2,3 secondi). Senza dimenticare che il sollevatore Pegasus 40.25 - che si muove in cantiere sfruttando l’affidabilità di pneumatici standard da 18R22,5” è dotato di trasmissione idrostatica con pompa a portata variabile e di motore idraulico idrostatico a variazione automatica continua, assicura una forza di strappo di 5.700 daN ed è in grado di superare pendenza fino al 40%. È grazie a queste peculiarità (ma non solo) che Dieci ha contribuito all’avanzamento ininterrotto dei lavori ad alta quota, dove si prevede che la nuova stazione sarà pronta nel dicembre 2020: 11.000 m3 di cemento e 1.000 t di vetro e acciaio trasformati in un impianto avveniristico da una squadra di uomini coraggiosi e da un sollevatore telescopico robusto e affidabile. ■

UNO ZEUS ON “THE ROCKS”! Dalla Svizzera all’Australia, i sollevatori telescopici Dieci si rendono sempre protagonisti. Così è stato ad esempio nel cuore di The Rocks, il quartiere più antico di Sidney, dove sono stati recentemente completati i lavori per la ristrutturazione di Campbell’s Cove, una baia posta tra l’Harbour Bridge e l’Opera House, i due simboli della città. Un sollevatore telescopico fisso della gamma Zeus di Dieci è stato tra i protagonisti di questa riqualificazione: grazie alla sua potenza, alle ridotte dimensioni e al grande numero di accessori utilizzabili, questo telescopico Dieci è stato impiegato lavori di sterro (per ampliare la larghezza del molo fino a 10 m), di ripavimentazione (per trasportare e mettere in opera le migliaia di lastre di pietra della copertura) e di rifacimento dei servizi (per installare la nuova rete elettrica, gli impianti di illuminazione, quelli idrici e di comunicazione).

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FIERE ECOMONDO 2020

UN AMBIENTE DA CONOSCERE S

arà il manifesto economico della Commissione europea Green Deal a tracciare la rotta della 24a edizione di Ecomondo, il salone internazionale specializzato in tecnologie ambientali, e della 14a edizione di Key Energy, dedicata alle energie rinnovabili, smart cities ed efficienza energetica, che si terranno dal 3 al 6 novembre prossimi nel quartiere fieristico di Rimini. Una svolta green del sistema industriale, che fa dell’Europa il primo 86 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

soggetto politico mondiale a indicare il traguardo dell’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica da qui al 2050, a cui si aggiunge una ripartenza green dagli effetti del Covid-19. Ricerca, innovazione, nuove tecnologie, policy pubbliche di green economy e investimenti privati saranno alcuni dei tanti temi esposti a Ecomondo 2020 per illustrare un’Italia che tramite un ecosistema d’imprese intende giocare un ruolo cruciale nella rinascita economica e sociale del Paese.

Un ruolo chiave giocato anche dalle due fiere grazie agli strumenti di alta conoscenza, in forma di seminari e convegni, messa a punto dal Comitato Scientifico di Ecomondo, guidato dal professor Fabio Fava, e da quello di Key Energy, guidato dal professor Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club.

I temi proposti La nuova edizione di Ecomondo si articolerà in quattro macrosettori espositivi: rifiuti e risorse; ac-


LA RINASCITA ECONOMICA DEL CONTINENTE PASSA PER IL GREEN DEAL, UN’AZIONE CRUCIALE PER LA GREEN ECONOMY, CHE SARÀ IL TEMA PRINCIPALE DELLA 24ª EDIZIONE DEL GREEN TECHNOLOGY EXPO ORGANIZZATO DA ITALIAN EXHIBITION GROUP di Liliana Rebaglia

ranno esperti di ogni categoria: il Green Public Procurement, l’Ecodesign e il mercato delle materie prime e seconde, le infrastrutture adeguate alle innovazioni di sharing economy, il ruolo delle città e dei territori, le normative sul riciclo dei rifiuti, gli obiettivi di End of Waste, la tutela dei suoli e il loro ruolo essenziale per una completa bio-supply chain dei materiali. Tutti strumenti e scelte che devono tenere conto del contesto generale di Climate Change, che ne è cornice e, insieme, obiettivo finale. Quattro anche i settori espositivi di Key Energy: “Where Energy Meets The Future”: Wind, Solar & Storage, Efficiency (generazione distribuita) e Sustainable City (Digital, Electric and Circular), dove oltre ai temi della Smart City e della mobilità elettrica, si inserirà anche LUMIexpo, focus tematico sullo sviluppo sostenibile degli spazi urbani. Key Energy 2020 è la piattaforma dove le politiche pubbliche possono confrontarsi con l’offerta tecnologica di mercato in grado di realizzarle, oltre a essere l’occasione per promuovere evoluzioni legislative sui temi del momento, come la necessità di normare al più presto lo sviluppo delle comunità energetiche. Per l’edizione 2020 di Ecomondo e di Key Energy, Italian Exhibition Group aggiunge agli stand degli

espositori e alle sale per i convegni la novità di una piattaforma digitale dove iniziare, proseguire e concludere le opportunità di conoscenza e di mercato che i due saloni offriranno. Una piattaforma digitale che tramite credenziali fornite durante una fase di registrazione permetterà di seguire in streaming i convegni, ma anche di accedere alla zona riservata agli espositori, una vera e propria “area business” anche per quanti si trovassero impossibilitati a visitare la fiera o non riusciranno a seguire tutte le giornate dei saloni. Un’edizione ibrida, fisica e digitale insieme, sulla rotta del Green Deal europeo. ■

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Italian Exhibition Group • Luogo/data evento: Quartiere fieristico di Rimini, 3-6 novembre 2020 • Orari: dalle 9:00 alle 18:00 • Periodicità: annuale • Settori merceologici: tecnologie, impianti, attrezzature e materiali per la produzione, bioeconomia circolare, • Espositori: oltre 600 • Area espositiva: 109.500 m²

qua (con il ciclo idrico integrato), bioeconomia circolare; bonifica e rischio idrogeologico. Tutti settori nei quali l’Italia segna già un primato come il Paese europeo con il più alto indice di circolarità complessiva. Ma dal 2020 in avanti la sfida di abbattimento delle emissioni inquinanti si fa più difficile, con l’ambizioso obiettivo predisposto dalla Commissione europea di un completo processo di abbattimento nei prossimi 30 anni. Ecco che i temi su cui, a Ecomondo 2020, si confronteluglio-settembre 2020 - ONSITELIFT 87


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

KRAMER-WERKE

Un nuovo livello per i telescopici

Il marchio Kramer è sinonimo di sviluppi innovativi e orientati al cliente, caratteristiche che si possono trovare anche nei nuovi modelli di sollevatori telescopici. Oltre che sulla motorizzazione Stage V, l’attenzione si è concentrata sull’implementazione delle esigenze del cliente in termini di facilità di lavoro e comfort, con l’obiettivo di offrire macchine per uso professionale nell’edilizia, nell’industria o il settore de riciclaggio. I modelli 2205 e 2706 rispettano il più recente standard europeo sulle emissioni. Il 2205, con un carico utile di 2,2 t, è dotato di un motore Perkins da 45 kW; un Kohler da 55 kW è installato nel 2706 con carico utile di 2,7 t. Il post-trattamento dei gas di scarico è effettuato con un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e un filtro antiparticolato diesel (DPF). I telescopici

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convincono per la combinazione di altezza di sollevamento, larghezza e prestazioni, nonché per la combinazione di alte prestazioni del motore e manovrabilità. I lavori di impilaggio e trasporto possono essere affrontati in modo rapido e sicuro in spazi ristretti, grazie all’altezza ridotta. Grazie all’idraulica di lavoro sensibile, poi, sono possibili lavori precisi, cicli di caricamento rapidi ed esecuzione di vari movimenti. Nei modelli 3007, 3507, 4007, 4507, 5007 e 4209 è installato il motore Deutz TCD 3.6 Stage V con 100 kW. Il post-trattamento dei gas di scarico con DOC e SCR è completato di serie con un DPF. I modelli con carico utile di 5,5 t, 5507 e 5509 sono dotati di motore Deutz TCD 4.1 Stage V e 115 kW. Con un’altezza di sollevamento di 7-9 m, questi modelli “tuttofare” convincono per il loro uso versatile.

Una trazione continua, con accessi concepiti in modo intelligente, e la cabina ergonomica e funzionale garantiscono un lavoro senza stress e un elevato comfort di guida. Kramer offre ora varie opzioni per una visibilità panoramica ottimale. Sono disponibili due opzioni di cabina per i modelli compatti con un carico utile da 3 a 4 t (3007 fino a 4007). Il veicolo con cabina standard è predisposto per altezze di spazio ridotte e passaggi stretti. Con un’altezza del veicolo di 2,31 m, che può essere ridotta a 2,26 m usando i pneumatici da 20”, le condizioni anguste non sono più un problema. Anche la griglia FOPS è stata ottimizzata, poiché i singoli montanti sono ora disposti “a ventaglio”: ciò facilita una visione indisturbata dell’attrezzo e un lavoro sicuro anche con l’unità di carico sollevata. La griglia di protezione esterna FOPS fa parte dell’attrezzatura standard per le categorie di qualità da 4507 a 5509 ed è disponibile in opzione con la cabina rialzata per i modelli con un carico utile da 3 a 4 t. Con una rientranza nel pavimento della cabina e la disposizione a gradini delle scale, la salita della cabina ottimizzata per tutti i veicoli della classe 7-9 m offre un aumento di sicurezza e comfort, soprattutto se il conducente deve salire e scendere ripetutamente. Per un livello di rumore più basso è stata installata una pompa Silence per l’impianto idraulico dello sterzo, che per i modelli da 3007 a 5509 riduce il livello di rumore a 72 dB(A)


in cabina. Gli attuali aggiornamenti includono anche l’introduzione di un bracciolo sinistro opzionale. Oltre alle funzioni di comfort citate, i modelli da 3007 a 5509 offrono lo “sterzo a granchio manuale”. L’assale posteriore è bloccato, ma quello anteriore rimane sterzante: un guadagno in termini di flessibilità. Il sistema di assistenza

alla guida Smart Handling, con le sue tre modalità di funzionamento, garantisce l’esecuzione più rapida del lavoro e sicurezza. Il joystick collegato al sedile sui modelli da 4507 a 5509 consente una guida più ergonomica. La piastra di cambio rapido Kramer su questa macchina assicura che gli accessori possano essere cambiati in modo rapido ed efficiente. Anche le prestazioni del nuovo 4507 sono state adattate per soddisfare le esigenze dei clienti. Oltre a un aumento del carico utile di 100 kg a 4,5 t, la trasmissione ecospeedPRO è ora disponibile come optional per dinamica di guida e forza di spinta massime in combinazione con una velocità di 40 km/h. Il veicolo, progettato per un’elevata capacità di movimentazione, assorbe le forze laterali quand’è spinto con l’unità di carico abbassata grazie al supporto laterale del braccio telescopico.


PRODOTTI YOKOHAMA

Uno pneumatico per Straddle Carrier Yokohama Tire ha lanciato sul mercato il nuovo RR42, uno pneumatico radiale specificamente progettato in profilo IND-4 per gli straddle carrier, le gru mobili che movimentano i container nei porti.

I benefici del profilo RR42 includono: una maggiore durata e un consumo uniforme con ridotte vibrazioni grazie al disegno del battistrada completamente nuovo con due scanalature circonferenziali; un valore

di TKPH (capacità di sostenere carichi elevati su cicli di lavoro gravosi) più alto grazie a una migliorata dispersione del calore attraverso gli incavi posti sulla tacca centrale; resistenza a tagli e lacerazioni grazie a un doppio rinforzo laterale sui fianchi; nuova carcassa RR42 con profilo del tallone rinforzato, ottimizzata per minimizzare la flessione dei fianchi sotto carico. Lo pneumatico è per ora disponibile nella misura 16.00R25 ed è distribuito in Italia da MAI Italia.

TUTTO A PORTATA DI ORDINE OLEOMARKET è l’azienda specializzata in connessioni oleodinamiche di qualità, produzioni in ampia gamma per, raccorderia, tubi flessibili raccordati e tubi rigidi sagomati AL SERVIZIO DELLE APPLICAZIONI PIÙ TENACI. Perdipiù, a supporto di specifiche esigenze di mercato, col packaging a vista ThecaBOX predispone i prodotti in KIT pronti all’uso come soluzione a problemi di tipo LOGISTICO, KANBAN e LEAN PRODUCTION.

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La ForSte 16AE a Venezia

IN OGNI SOLUZIONE SEMPLICE C’È UNA GRANDE IDEA_

La piattaforma aerea ForSte 16AE Pick-Up è un’autocarrata articolata installata su pick-up sviluppata per interventi fuoristrada dove le normali piattaforme su autocarro non riescono ad arrivare né a stabilizzare. Capace di un’altezza massima di lavoro di 16 m e di uno sbraccio massimo di lavoro di 8 m, ha una capacità massima di carico di 250 kg (due operatori + attrezzi). I comandi da terra con quattro leve singole consentono all’operatore di distribuire gli stabilizzatori e stabilizzare la piattaforma anche in condizioni difficoltose. La piattaforma aerea ForSte 16AE Pick Up è la prima piattaforma autocarrata montata su pick-up con altezza di lavoro di 16 m. Socage è uno dei costruttori di PLE autocarrate più creativi nel segmento degli allestimenti compatti su pick-up: dopo il successo ottenuto dal modello A 314, con vendite rilevanti a livello europeo e internazionale, oggi il candidato al ruolo di best-seller è appunto la ForSte 16A, installabile su qualsiasi tipo di autocarro pick-up 2×4 o 4×4. Recentemente proprio una ForSte 16A ha fatto il suo ingresso nella flotta del noleggiatore Studio 3 di Mestre (VE). La ForSte 16A sarà destinata al noleggio a freddo nei centri storici e nelle vie più strette delle città, in coerenza con le sue prerogative di accessibilità nei contesti di lavoro più angusti. Grazie alle prestazioni e alla compattezza della ForSte 16A, Studio 3 incrementerà le proprie richieste di noleggio per una clientela ancora più moderna, sofisticata ed esigente.

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PRODOTTI ENERMOVE

Sinergia con Michelin per l’Industria 4.0 La multinazionale francese Michelin ha scelto di sperimentare la tecnologia di Enermove, startup spinoff del Politecnico di Torino e incubata in I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico

di Torino, per alimentare le batterie dei propri carrelli elevatori con il sistema di ricarica wireless. Nata nel maggio 2019, la startup torinese si occupa di progettare, realizzare e installare sistemi per la

ricarica wireless di veicoli elettrici della logistica industriale, come carrelli elevatori e sistemi a guida automatica (AGV). Con l’apporto tecnologico di Enermove, Michelin si propone di migliorare la gestione e il monitoraggio

dell’energia e la produttività dell’impianto nell’ottica di Industria 4.0: è possibile eliminare le problematiche legate alla sostituzione o ricarica delle batterie, aumentando le missioni e l’operatività del carrello e di conseguenza la redditività del reparto. La tecnologia wireless studiata da Enermove consente di abbattere i costi del fermo macchina, poiché permette di ricaricare le batterie sia durante le soste che nelle varie fasi di lavoro, mantenendo i livelli di carica alti, con veicoli sempre pronti e operativi. Il sistema è stato ottimizzato per garantire l’alimentazione continua del veicolo nel completo rispetto delle norme di sicurezza per gli operatori a bordo veicolo e nelle vicinanze dell’impianto. Il monitoraggio dell’impianto 24/7 consente una gestione efficiente e sicura dell’energia. “Siamo orgogliosi che il potenziale di Enermove sia stato colto da un cliente importante come Michelin, che potrà così migliorare tecnologicamente il proprio impianto grazie a una gestione intelligente dell’energia”, commenta Flavio Cavallo, CEO di Enermove. “Negli ultimi mesi l’interesse verso questa tecnologia innovativa è cresciuto a dismisura: abbiamo ricevuto richieste di installazioni,


collaborazioni e partnership industriali da parte di numerose aziende italiane ed europee”. “La notizia di questa nuova collaborazione ci fa molto piacere e ci inorgoglisce”, aggiunge Giuseppe Scellato, presidente di I3P. “L’avvio di collaborazioni di questo tipo, specie con realtà così di spicco nel proprio settore di riferimento, infatti, sottolineano l’opportunità, anche per i comparti industriali, di trarre beneficio dalle realtà agili e dai loro prodotti innovativi, come quelli sviluppati dalla startup Enermove”. Per Michelin, il sistema di ricarica Wireless è stato collocato a bordo di un carrello elevatore

frontale Still RX 20-20; in particolare, la macchina è stata equipaggiata con una batteria ermetica TPPL Piombo Puro.

La progressiva eliminazione degli accumulatori tradizionali permetterà di sopprimere le zone dedicate alla

rigenerazione delle batterie in stabilimento, con conseguenti benefici su sicurezza e ambiente. Grazie al monitoraggio del sistema da remoto possono essere prevenuti guasti e utilizzi impropri e di conseguenza risulterà significativamente ridotto il ricorso a interventi manutentivi di riparazione. L’impianto prototipale Enermove, che sarà installato presso Michelin, potrà in seguito essere generalizzato sugli altri carrelli della flotta, semplicemente equipaggiando le macchine di bobina ricevente, senza comportare modifiche strutturali dei mezzi.


PRODOTTI CROWN

Il bracciolo D4 è di serie Crown ha integrato il bracciolo D4 di serie su tutti i suoi carrelli elevatori controbilanciati con operatore a bordo serie C-5, FC e SC. Dal design ergonomico, contribuisce a migliorare l’esperienza e il comfort dell’operatore, incrementando così la produttività di tutte le applicazioni. Il bracciolo D4 si è di recente aggiudicato il premio Good Design Award, rafforzando la reputazione internazionale di Crown per l’eccellenza nel design industriale. “Gli ingegneri e i tecnici Crown hanno svolto un’esauriente ricerca sul campo per assicurarsi che il design del nostro nuovo bracciolo prendesse in considerazione l’ambiente di lavoro e le esigenze fisiologiche e cognitive dell’operatore. Il risultato è un bracciolo tra i più innovativi dal punto di vista ergonomico del settore, progettato per un comfort e un utilizzo ottimali”, ha affermato Horst Kirsch, responsabile senior per il marketing di prodotto di Crown. “Il bracciolo è fondamentale per fornire all’operatore un ambiente di lavoro confortevole e produttivo. Questo è un aspetto importante,

dal momento che i responsabili del magazzino faticano ad attrarre e fidelizzare operatori qualificati in un mercato del lavoro carente di competenze specifiche”. Il bracciolo D4, completamente regolabile, offre un’ampia superficie di contatto con imbottitura traspirante per dissipare l’umidità dal braccio dell’operatore ed è sostituibile in caso di danni da usura. Integra un pulsante di segnalazione acustica, una maniglia e comandi completi di regolazione alto/basso e avanti/indietro che

LA TECNOLOGIA V-FORCE AGLI IONI DI LITIO Crown ha lanciato le sue soluzioni a marchio V-Force per i clienti che desiderano migliorare le prestazioni dei loro carrelli elevatori con la tecnologia agli ioni di litio. Il sistema di accumulo energetico V-Forse, che comprende batterie e caricabatterie agli ioni di litio, è ora disponibile per l’intera gamma di carrelli Crown. “Le batterie V-Force agli ioni di litio durano fino a tre volte più a lungo delle batterie al piombo-acido, fornendo inoltre prestazioni di livello superiore”, afferma Horst Kirsch, Senior Manager Product Marketing di Crown. “Le batterie consentono cicli di carica e scarica più efficienti, fornendo prestazioni elevate costanti per tutto il periodo di carica. La capacità di ricaricare le batterie in qualsiasi momento consente di estendere l’operatività del carrello nelle 24 ore. Ciò significa poterle utilizzare per uno o più turni di lavoro senza la necessità di sostituirle”.

94 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

consentono all’operatore di gestire il carrello con facilità e in tutto comfort, migliorando la produttività. Per le serie FC e SC di Crown, i clienti possono scegliere una delle quattro configurazioni di comandi idraulici integrati disponibili. I comandi potenziometrici sono ideali per le applicazioni che richiedono movimenti rapidi e minimali della mano, oltre a un’integrazione perfetta con le funzioni idrauliche (quest’opzione include un comando direzionale azionabile con il pollice, poggiapolso e comandi a sfioramento ben distanziati). La versione a doppia leva è per gli operatori che indossano guanti pesanti nelle applicazioni in celle frigorifere e magazzini frigoriferi (include un comando direzionale azionabile con un dito e due leve di comando multiasse). L’opzione con mini-leve è indicata per le applicazioni che richiedono movimenti di precisione e modalità di comando diverse (dita, punta delle dita). I comandi variabili distanziati sono regolabili sul campo per offrire a ogni operatore il distanziamento ideale. La combinazione di leve è perfetta per gli operatori che preferiscono l’opzione a doppia leva per le funzioni più comuni, ma che hanno bisogno di comandi idraulici più precisi per gli accessori.


Connecting Global Competence

BKT

Due novità Maglift Da BKT arrivano due nuovi pneumatici pensati per i carrelli elevatori: Maglift Eco e Maglift Premium. Il primo è realizzato con due strati di mescola in gomma, dotato di una speciale geometria e ramponi molto larghi per assicurare stabilità e un’ottimale distribuzione dei carichi. Tra gli elementi distintivi anche il particolare bordo posizionato sul cerchio e progettato per proteggerlo da danni e ammaccature. Bassa resistenza al rotolamento e alta resistenza al surriscaldamento garantiscono efficienza. A completare il quadro sono i fili di acciaio, incorporati nel tallone che offrono la massima grip e impediscono slittamenti. È disponibile sia nella versione standard che “LIP”, ovvero con tallone asimmetrico per evitare di aggiungere le flange. Maglift Premium è stato pensato per i carrelli destinati alle operazioni più ardue ed è dotato di battistrada extra profondo. Il disegno del battistrada è sia robusto che aggressivo, consentendo agli operatori di poter contare su un ottimo comando dello sterzo e un’eccellente trazione anteriore e laterale. La scanalatura centrale del battistrada assicura bassa resistenza al rotolamento. In comune tutti i modelli di Maglift hanno un’ottima distribuzione carichi, stabilità, sicurezza e alta capacità di carico. Fondamentale è anche la mescola, che BKT ha reso resistente in primis all’usura e ai tagli. Per garantire il comfort degli operatori, è stata inserita nella parte centrale della sezione dello pneumatico una mescola più morbida che offre un elevato comfort di guida. Non manca la versione “Non-marking” di Maglift che non lascia segni, garantendo alle pavimentazioni una perfetta pulizia. Grazie alle ultime aggiunte, la gamma Maglift di BKT è ora disponibile in 23 misure diverse.

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96 ONSITELIFT - luglio-settembre 2020

COPERTINA, 13 93


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