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OnSite Lift n.4 - Luglio-Settembre 2019

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SOMMARIO LUGLIO-SETTEMBRE 2019 - N. 4

MACCHINE

26 Genie

In copertina: GENIE

DOSSIER

62 Cantiere 4.0

Produttività in formato “Xtra”

Lo Stato dell’arte

di Ettore Zanatta

di Lorenzo Zacchetti

32 Imer Group

ON SITE

Piccola, leggera, elettrica

di Lorenzo Zacchetti

70 Rimozione e recupero di palancole

36 Liebherr

in un progetto residenziale Riflesso verde sul Naviglio

L’innovazione punta in alto

di Ettore Zanatta

di Stefano Vitali

FIERE

© 2019 Terex Corporation.

42 Manitowoc

Terex, Genie,XC, Xtra Capacity e SmartLink sono marchi registrati di Terex Corporation e delle sue filiali.

Centro di eccellenza produttiva

78 Ecomondo

di Ettore Zanatta

Pionieri dell’ambientalismo

di Liliana Rebaglia

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Editoriale

di Ettore Zanatta

COMPONENTI

58 MP Filtri

L’EliXir di lunga vita

di Ettore Zanatta

80 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

a cura di Liliana Rebaglia

RENTAL PAGES

ATTUALITÀ

89 RENTAL PAGES 2019

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Notizie

20 Lo ”sbloccacantieri” è legge

Il rilancio non può attendere

di Lorenzo Zacchetti

(quarta parte)

Hands On IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S

ICONA ROTATIVA di Ettore Zanatta

48 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) 2 ONSITELIFT Other countries: euro- luglio-settembre 42,00 (IVA compresa)2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Un applauso al sollevamento italiano

I

n un contesto industriale incerto, con le proiezioni degli organismi internazionali che vedono il nostro Paese in perenne stato di stagnazione – quando non di arretramento – a resistere è un settore che non guarda alle contingenze e non si piange addosso. Alla Fiera di Piacenza, l’imminente evento del GIS 2019 porterà senz’altro un contributo di chiarezza al dibattito in corso sulla presunta decadenza industriale italiana. Che cosa ci mostreranno gli attori del comparto nel corso di quest’evento espositivo per dare voce a un’opinione diversa dai luoghi comuni delle statistiche finanziarie? Mostreranno, secondo noi, che un importante segmento della nostra industria nazionale – quello che riguarda la costruzione, la vendita e il noleggio di gru, piattaforme aeree e altri sistemi di sollevamento industriale – è vivo e vegeto e non se ne sta certo fermo ad aspettare l’alba di una ripresa più volte annunciata e delusa nei fatti dai rovesci economici globali e soprattutto europei. I punti salienti del dibattito probabilmente saranno almeno tre. Primo, l’innovazione. Ci sono in Italia aziende manifatturiere che costituiscono ancora l’avanguardia del “lifting world”. Realtà che fanno ricerca sull’ingegneria dinamica dei prodotti ed esportano insieme alle macchine, a livello mondiale, anche le idee più brillanti per far progredire il livello tecnologico di mezzi, attrezzature e componenti. Secondo, lo sguardo rivolto a un futuro che va oltre il mercato interno. La preminenza dell’export nelle vendite in Italia è un dato di fatto per i costruttori di casa nostra. Ma c’è di più: la maturità e la lungimiranza di molti di loro li ha spinti a comporre alleanze proficue con partner stranieri, per avviare collaborazioni e sinergie in grado di aumentare il flusso degli investimenti sulla produzione, sullo sviluppo di nuove serie e sulla diffusione di mercato per orizzonti più ampi. Terzo, l’ottimismo dei clienti finali: in Italia, le gru e le piattaforme aeree tornano a essere al centro degli investimenti nelle flotte noleggio e nei parchi macchine in dotazione alle imprese. Davvero un buon segno, anche se trascurato dalle statistiche generali che guardano altrove, forse a un’industria intesa come macrosettore generalista che comprende – questo è vero – tante, troppe società “bollite” e fuori mercato (anche per colpa della speculazione finanziaria attuata da quei fondi internazionali che dovrebbero garantirne, invece, lo sviluppo). Allora, un applauso al sollevamento italiano è d’obbligo, in questa ripresa di attività dopo la pausa estiva. Sarà l’incitamento a combattere i marosi del mercato e le troppe cassandre che vorrebbero mortificare chi, nel proprio genio che guarda sempre verso l’alto, continua a credere con forza e tenacia immutate.

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia AUTOVICTOR

Rinasce il ponte di Annone Brianza A metà del tragitto, infatti, è stato necessario sollevare con le autogrù l’impalcato per ruotarlo e permettere il transito dello stesso su una carreggiata stretta, di circa 5 m. Inoltre, come al solito, abbiamo affrontato un’autentica corsa contro il tempo. Per tutte le operazioni, da inizio montaggio autogrù e carrelli SPMT a fine smontaggio e riapertura della SS 36 (sulla quale si eleva il ponte), abbiamo avuto a disposizione solo 48 ore non stop”.

Un ottimo lavoro La struttura, di 44 m di lunghezza, è stata preassemblata a circa 200 m Un altro pezzo di Italia risorge grazie agli uomini e alle macchine di Autovictor. La società piemontese ha progettato e portato a termine la movimentazione e il sollevamento per il ripristino del ponte di Annone Brianza, lungo la SP49 sormontante la Milano-Lecco SS 36. Il nuovo cavalcavia sarà significativamente intitolato a Claudio Bertini, vittima del crollo avvenuto tre anni fa. La nuova infrastruttura, che ha visto il determinante contributo di Autovictor, è costituita da un’unica campata in acciaio con soletta in calcestruzzo armato, che assicura una luce libera maggiore rispetto al ponte precedente. La struttura sarà dotata di bilance, sensori e telecamere per monitorarlo e verificare il rispetto dei limiti di carico.

Il cantiere e le macchine ANAS ha affidato ad Autovictor le operazioni di trasporto dal punto di costruzione al punto di varo e il relativo sollevamento della nuova travata metallica a sostituzione del ponte crollato. Il nuovo impalcato, che ha un peso di circa 250 t, è stato movimentato utilizzando due carrelli SPMT Scheurle a 4 assi e due carrelli SPMT Scheurle a 6 assi con relative Power Pack Unit. Oltre ai carrelli SPMT, Autovictor ha utilizzato tre 8

ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

autogrù: una Demag AC 300, una Terex Demag AC 500-2 e una Liebherr LTM 1750-9.1. Mentre, a livello di personale, il noleggiatore piemontese ha messo in campo ben 15 persone tra operatori autogrù, operatori carrelli SPMT, autisti e tecnici. L’intervento è stato studiato, progettato e interamente gestito da Autovictor e dal proprio personale tecnico. “Ci siamo occupati dello studio di fattibilità e della progettazione del sollevamento - conferma Alessandro Gino, Chief Operating Officer della società - optando per l’utilizzo delle macchine telescopiche, in quanto sono molto più rapide nelle operazioni di allestimento e disallestimento. Come accade in questi lavori particolarmente delicati abbiamo dovuto affrontare e superare non poche problematiche. Nello specifico, la difficoltà principale che abbiamo incontrato è stata relativa al trasporto.

di distanza dal luogo della sua collocazione definitiva, poi spostata e movimentata con i carrelli SPMT. Ruotata trasversalmente è stata sollevata dalle autogrù e fissata alle spalle di sostegno. Per permettere lo svolgimento dei lavori in totale sicurezza la Statale 36, una delle più trafficate arterie dell’area tra Milano e la Valtellina, è stata completamente chiusa al traffico. Gli uomini e le attrezzature di Autovictor non solo hanno dovuto rispettare tempi ridottissimi e transitare con il manufatto in strade particolarmente strette, ma si sono trovati a fare i conti con la presenza di numerosi alberi lungo la carreggiata e hanno dovuto lavorare spesso con una pioggia battente. Avversità che però non hanno rallentato i lavori; anzi, la SS 36 è stata riaperta con qualche ora di anticipo rispetto ai tempi previsti.


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NOTIZIE MERCATO

Il divario tra Italia ed Europa Secondo i dati trasmessi da Promotor, la crescita zero del Pil italiano nel secondo trimestre 2019 conferma che la nostra economia è in una situazione di stallo e a ciò si aggiunge che c’è il concreto pericolo che il quadro possa peggiorare nel secondo semestre dell’anno. Dopo aver fatto registrare nel 2017 una crescita dell’1,8%, nel secondo semestre del 2018 il Pil aveva accusato due cali consecutivi che avevano fatto temere l’entrata del Paese in recessione conclamata. Il primo trimestre del 2019 ha scongiurato

GIAN PRIMO QUAGLIANO PRESIDENTE DEL CENTRO STUDI PROMOTOR

questo pericolo, sia pure con una crescita modestissima (+0,1%). La crescita zero del secondo trimestre conferma non solo lo scenario di stagnazione, ma anche che il nostro Paese è la maglia nera nell’Unione Europea per

la dinamica del prodotto interno lordo. E a ciò si aggiunge che nella seconda metà del 2019 il sistema economico italiano sarà penalizzato dalla frenata dell’attività produttiva in Italia che sta interessando anche e in maniera rilevante la Lombardia e dal drastico peggioramento della congiuntura della locomotiva tedesca. “La situazione messa ancora una volta in luce dal dato di oggi sul Pil è particolarmente grave in sé - ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - ma assume una

connotazione ancora più negativa se si considera che l’Italia è l’unica economia avanzata che, non solo non ha ancora raggiunto il livello di Pil anteriore alla crisi iniziata nel 2008, ma rispetto al 2007 accusa ancora un calo che nel 2018 era del 4,3% e che nel 2019 non si sta certo riducendo. Ovviamente la dinamica del Pil accentua il declino del Paese che emerge con chiarezza anche dai dati sul Pil pro capite che nel 2001 superava del 18,8% il livello medio dell’Unione Europea, che nel 2018 era sceso al di sotto di questo livello del 5,3% e che nel 2019 scenderà ancora”.

KONECRANES

Acquisita Trevolution Service La finlandese Konecranes, con sede a Helsinki, ha rilevato l’italiana Trevolution Service, una delle principali realtà del nostro Paese nel campo dei servizi all’industria del sollevamento, attiva nella manutenzione di gru, in interventi di riparazione e upgrade, nella fornitura di parti di ricambio e componentistica. I termini economici dell’accordo non sono stati svelati, ma secondo l’azienda finlandese “quest’operazione rafforza le attività di service di Konecranes in Italia, fornendo anche ottime opportunità commerciali per la vendita di nuovi mezzi”. Trevolution Service, che ha 25 dipendenti e ha sede a Barzago (LC), ha migliaia di clienti in diversi settori industriali, concentrati soprattutto nelle regioni del Nord Italia. “Trevolution si integra 10 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

perfettamente nel nostro business Service, consentendoci di raggiungere la dimensione necessaria a traguardare progetti sempre più rilevanti in una

delle principali economia europee”, ha commentato Tomas Myntti, SVP Industrial Service EMEA di Konecranes.


Piacenza iacenza • 3 / 5 Ottobre 2019

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GENIE

Una flotta di piattaforme in Kazakistan All’inizio dell’anno, Kaz Minerals si è rivolta a Genie per individuare i macchinari più adatti ai lavori di costruzione di strutture in acciaio effettuati in combinazione con le gru Terex, per un progetto di espansione di 1,2 miliardi di dollari USA (1,08 miliardi di euro) presso la miniera di rame di Aktogay. Per il progetto, i fornitori di macchine Terex, Korund Group of Companies, con sede a Oskemen, nel Kazakistan, hanno fornito 18 macchine Genie. Tra i modelli consegnati ci sono 12 piattaforme a braccio telescopico Genie Xtra Capacity (XC): sei Genie SX-105 XC da 34 m e sei unità Genie SX-125 XC da 40,1 m. Le sfide di questo progetto? Tre anni di intenso lavoro in ambienti remoti e in condizioni estreme. Ubicato nella parte orientale del Kazakistan, vicino al confine con la Cina occidentale, lo stabilimento minerario di Kaz Minerals di Aktogay è costituito da una miniera a cielo aperto di estrazione di minerali su larga scala e una capacità annua massima di lavorazione degli stessi di 25 milioni di tonnellate. Si prevede che entro il 2021, quando l’espansione del sito sarà massima, la capacità toccherà i 50 milioni di tonnellate, raddoppiando quella attuale della miniera, che potrà essere sfruttata per 28 anni. Nel frattempo, sono in corso lavori su larga scala, che vanno dall’installazione di un nuovo concentratore, utilizzato per l’estrazione del solfuro di rame dal minerale grezzo, a nuovi trasportatori e ad altre apparecchiature per la lavorazione. Lo sviluppo del sito include inoltre un collegamento alla rete ferroviaria nazionale, l’accesso a strade che conducono al confine cinese ed edifici per uffici e alloggi per le 1.500 persone impiegate sul posto. Sergey Bereza, proprietario di Korund, afferma: “Con circa 20 modelli di grandi dimensioni della stessa marca che operano a un progetto come quello di Aktogay, le sfide da affrontare sono tali che è facile misurare le prestazioni delle macchine. Siamo lieti di poter affermare che negli otto mesi in cui sono state operative, le piattaforme Genie XC si sono dimostrate robuste e affidabili, lavorando praticamente senza sosta. In un progetto che prevede lavori in quota con attrezzi e materiali pesanti, possiamo sicuramente affermare che una maggiore capacità di sollevamento rappresenta un grande vantaggio in termini di produttività”.

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NOTIZIE VERLINDE

Sollevamento in India Verlinde, azienda francese produttrice ed esportatrice di attrezzature di sollevamento e movimentazione, ha stipulato un nuovo contratto di distribuzione

con la società indiana LBT Electronics per quanto riguarda le apparecchiature Stagemaker destinate all’industria dell’intrattenimento e dello showbusiness. LBT Electronics, fondata nel 2008 a Nuova Delhi, fornisce ed esporta soluzioni di illuminazione per diverse applicazioni in svariati settori, come la costruzione, l’impiantistica e l’edilizia privata. La sua reputazione si basa su tutta una serie di fornitori di prim’ordine selezionati per la qualità dei loro prodotti e l’impiego di tecnologie avanzate. L’azienda è inoltre specializzata nella progettazione e nella produzione di sistemi d’illuminazione personalizzati in funzione delle esigenze specifiche del cliente. Jean-Yves Beaussart, direttore vendite e marketing di Stagemaker in Verlinde, ha dichiarato: “Questa collaborazione si materializza dopo vari anni di presenza passiva in India ed è per noi motivo di orgoglio sviluppare ulteriormente questo mercato. LBT Electronics si avvale del supporto e dell’assistenza del nostro personale per quanto riguarda la formazione, l’attuazione e la conoscenza delle nostre soluzioni”.


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NOTIZIE COFILOC

Un telescopico Merlo per Emergency La costruzione del Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica di Emergency a Entebbe (Uganda) si avvia alla conclusione. Anche nell’ultimo trimestre i lavori, relativamente alla struttura, le finiture e gli impianti, hanno rispettato i tempi attesi. Come attestato dalle numerose missioni di monitoraggio del main office di Emergency a Milano, lo stato avanzamento, esclusa la parte relativa all’equipaggiamento, è quasi al 100%. Si comincia quindi a pensare alla prossima apertura: missioni congiunte con lo staff medico e sanitario hanno già valutato il posizionamento degli impianti di gas medicali,

dei macchinari biomedicali, delle sorgenti dati e punti luce. Inoltre, sono stati testati i vari flussi

ospedalieri (pazienti, merci, staff, eccetera). Una volta terminato, il complesso disegnato dal “Renzo Piano Building Workshop”, in collaborazione con lo studio di architettura Tamassociati di Venezia, si svilupperà su 9.000 m2 di superficie, con 78 posti letto, tre sale operatorie, servizi diagnostici, banca del sangue, farmacia, mensa, lavanderia e una guest house da 42 letti, per i parenti e i pazienti che arrivano da tutta l’Africa. Partito oltre un anno fa dalla sede Cofiloc di San Biagio di Callalta (TV), il sollevatore frontale Merlo P 40.16 K ha continuato a dare un prezioso contributo al regolare prosieguo dei lavori.

PALAZZANI

Accordo con Nolves È stato recentemente siglato l’accordo tra Nolves e Palazzani Industrie per la distribuzione di piattaforme aeree a ragno nelle regioni del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige. La forte presenza sul

16 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

territorio e capillarità commerciale che caratterizza Nolves ha indotto Palazzani a sceglierla come distributore unico nell’area del Triveneto, trovando un partner già inserito nel mercato, dotato di una struttura in grado di accogliere

unità in assistenza ed eseguire interventi presso la sede o il cantiere del cliente, sfruttando una linea di ricambistica diretta con casa madre. Dopo gli accordi stretti per la distribuzione di piattaforme aeree semoventi e piattaforme aeree autocarrate, Nolves va così ad aggiungere alla propria offerta di vendita anche le piattaforme a ragno completando la gamma, in grado di soddisfare a pieno le esigenze dei clienti. Matteo Bertiato, amministratore delegato di Nolves, afferma: “Abbiamo scelto Palazzani per la loro professionalità e per la loro completezza e unicità di gamma. Siamo ora in grado di proporre ragni fino a 52 m di altezza lavoro e soluzioni ‘eco’ con piattaforme che montano batterie al litio efficienti e che non compromettono le prestazioni. Tutto ciò è possibile grazie all’elevato tasso tecnologico e innovativo su cui Palazzani punta e di cui ne fa un vanto da anni”.


© Terex Cranes Germany GmbH 2019. Demag is a trademark of Demag IP Holdings GmbH.

The new CC 2800-2

Better than ever. What do you expect from a new Demag crane? Most certainly that it does everything a little better than its successful predecessor. That’s why you should definitely get to know the new Demag® CC 2800-2 crawler crane! Its optimized transportability, its maximum system length of 192 meters, its lifting capacity of up to 600 tonnes and the powerful drive train of the Demag® CC 3800-1 make it the first choice for many projects. See for yourself. Above. Ahead. Always.


NOTIZIE LIEBHERR

Tre LTM per la Spirit of Discovery Una nave da 236 m di lunghezza totale, in grado di ospitare fino a 999 passeggeri: è Spirit of Discovery, un “colosso” realizzato dai cantieri tedeschi Meyer-Werft per la compagnia di navigazione britannica

Saga Cruises e in fase di completamento dalla fine di giugno nella rada di Emden. Le installazioni su questa nave de luxe sono state portate a termine con l’ausilio di tre autogrù Liebherr fornite da Ulferts che, nella fattispecie, ha

utilizzato due autogrù LTM 1250-5.1 e una autogrù

LTM 1100-5.2. Lo spazio disponibile sulla banchina per l’insediamento delle tre gru mobili a 5 assi era esiguo a causa delle lavorazioni ancora in atto per la rifinitura della grande nave da crociera. Per sopperire a questa difficoltà logistica gli operatori hanno sfruttato la funzione VarioBallast implementata sulle due gru LTM 1250-5.1, di notevole utilità per ridurre il raggio occupato dalla zavorra durante le operazioni di sollevamento. Entrambe le gru LTM 1250-5.1 sono state installate con un contrappeso di 88 t. Una delle due unità era operativa a poppa della nave per un raggio d’azione fino a 44 m nella movimentazione di carichi da 10 t. L’altra LTM 1250-5.1, al centro della nave, è stata allestita con una prolunga tralicciata regolabile idraulicamente per consentirle di completare l’allestimento dei componenti funzionali alla sommità dello scafo, sollevandoli a un’altezza di circa 50 m per una movimentazione oltre l’asse centrale della nave stessa. In questo caso sono stati sollevati carichi di 7 t per un raggio di 40 m.


ATTUALITA’ LO “SBLOCCACANTIERI” È LEGGE

IL RILANCIO

NON PUÒ ATTENDERE GESTENDO CON FATICA UNA CLAMOROSA LITE INTERNA ALLA MAGGIORANZA, IL PARLAMENTO HA CONVERTITO IN LEGGE IL DECRETO DI UN GOVERNO CHE APPENA DUE MESI DOPO È CADUTO. LE NUOVE REGOLE PER IL SETTORE DEGLI APPALTI HANNO FATTO MOLTO DISCUTERE: VEDREMO SE IL NUOVO ESECUTIVO VORRÀ MODIFICARLE E FINO A CHE PUNTO di Lorenzo Zacchetti

20 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


A

seguito della conversione in legge da parte dei due rami del Parlamento e della pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”, il decreto “Sbloccacantieri” è in vigore dallo scorso 18 giugno. Atteso con ansia dal nostro settore, il provvedimento ha messo a dura a prova la coesione di un Governo destinato a cadere appena due mesi dopo, ma al momento del passaggio in Parlamento tutto ciò era impossibile da prevedere. La situazione sarebbe precipitata molto prima, se non fosse stato per la mediazione intercorsa in extremis tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. “Così andiamo tutti a casa”, avrebbe detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un summit con il viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia. Il teso faccia a faccia si era svolto il 3 giugno, poco dopo la conclusione di una conferenza stampa nella quale Conte aveva chiaramente paventato la possibilità di concludere anzitempo l’inedita alleanza gialloverde, messa a dura prova dai disaccordi su varie materie. Ciò nonostante, alla lunga lista di litigi – dai migranti al reddito di cittadinanza – si era aggiunto l’emendamento presentato dalla senatrice leghista Simona Pergreffi, mirante a congelare fino al dicembre 2020 l’entrata in vigore dei cambiamenti sugli appalti e – si dice – suggerito direttamente da Salvini. Per tutta risposta, il collega Mauro Coltorti del Movimento Cinque Stelle aveva presentato a sua volta un emendamento che di fatto avrebbe annullato l’iniziativa degli alleati, ritornando al testo approvato dalle Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente. Faticosamente, le due anime della maggioranza hanno trovato un accordo e la conversione è avvenuta nei termini prestabiliti.

Nuove regole sugli appalti Che la strada da percorrere sarebbe stata disagevole lo si era capito

fin dall’approvazione del Decreto “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici e misure per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali”, avvenuta lo scorso 20 marzo. Il testo varato dal Consiglio dei Ministri era infatti piuttosto scarno, di appena cinque articoli, e soprattutto conteneva la clausola del “salvo intese”, formula utilizzata per poterlo modificare anche in seguito, visto che già allora erano emersi i diversi punti di vista delle forze politiche di maggioranza. Al momento di convertire in legge questo decreto, compito che spetta alle due camere del Parlamento, i nodi sono puntualmente venuti al pettine. Il punto cruciale ha riguardato le modifiche al Codice degli Appalti, un argomento che nelle enunciazioni iniziali vedeva la maggioranza unita nel voler superare le norme introdotte dai precedenti governi, ma che poi si è rivelato colmo di insidie.

Come velocizzare i tempi Il compromesso raggiunto prevede che fino al 2020 (o fino alla nuova riforma del Codice Appalti) le gare seguano nuove regole, tra cui il subappalto fino al 40%, senza più l’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori in fase di offerta. Nell’acceso dibattito sul tema è stato particolarmente eloquente l’intervento di Nicola Morra, esponente del M5S che presiede la Commissione Antimafia: “Il subappalto è il grimaldello preferito dalle mafie per entrare nei lavori pubblici. Lo dimostrano tante inchieste giudiziarie”. Inoltre, vengono introdotte la possibilità di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori, la procedura negoziata fino a un milione di euro, con soglie intermedie. L’obiettivo di queste novità è velocizzare gli appalti, ma una prima critica riguarda il fatto che per i numerosi cantieri attualmente bloccati da questioni burocratiche non ci sono soluzioni all’orizzonluglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 21


ATTUALITA’ scente in base agli scaglioni di importo. Per lavori di valore compreso tra un milione di euro e la soglia comunitaria di 5,5 milioni di euro è prevista la procedura aperta mediante aggiudicazione con il criterio del minor prezzo e meccanismo di automatica esclusione delle offerte anomale. In questo modo viene premiata l’offerta il cui prezzo più si avvicina alla media dei ribassi, invece che il massimo ribasso. LA DEFINIZIONE “SBLOCCACANTIERI” PER LA LEGGE ADOTTATA DAL GOVERNO USCENTE È UNA SEMPLIFICAZIONE GIORNALISTICA, PERALTRO ABBONDANTEMENTE UTILIZZATA ANCHE DAI POLITICI NELLE LORO ESTERNAZIONI

te. Per le gare bandite da oggi in avanti, se riguardanti interventi di particolare importanza, c’è la possibilità di nominare un commissario straordinario che accompagni i lavori in una corsia preferenziale, in deroga al Codice degli Appalti. Anche quest’opzione, tuttavia, è stata criticata da chi teme carenze di trasparenza. Entro la metà di dicembre sarà reso noto l’elenco delle opere da sbloccare. A decorrere dal 1 settembre, alla neonata Italia Infrastrutture S.p.A. spetta il compito di gestire al meglio i cantieri delle opere pubbliche in ritardo, con un capitale sociale di 10 milioni di euro.

Anac ridimensionata Altrettanto discussa è stata la decisione di sostituire le linee guida dell’Anac con il regolamento unico, che dovrà essere approvato entro la metà di dicembre. Inoltre, il progetto di fattibilità tecnica ed economica dovrà essere preceduto dal documento di fattibilità delle alternative progettuali solo per i lavori pubblici “sopra soglia”. I progettisti che redigono il progetto che costituisce la base di gara potranno partecipare alla gara medesima, seppur con misure per non falsare la concorrenza. Le Stazioni Appaltanti possono affidare le attività di progettazione di un’opera anche in caso di dispo22 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

Semplificazioni burocratiche I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria potranno esse-

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IL SUBAPPALTO È IL GRIMALDELLO PREFERITO DALLE MAFIE PER ENTRARE NEI LAVORI PUBBLICI

Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia nibilità di finanziamenti limitati alla progettazione. Inoltre, potranno scegliere in autonomia il criterio di aggiudicazione da utilizzare, senza doverlo motivare, e decidere di esaminare le offerte prima di verificare l’idoneità degli offerenti. Nelle gare di importo compreso tra 40.000 euro e un milione di euro si può ricorrere sempre alla procedura negoziata, consultando un numero di operatori via via cre-

IL VOTO DECISIVO È ARRIVATO IL 13 GIUGNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: 259 VOTI FAVOREVOLI, 75 NO E 45 ASTENUTI. SUL PROVVEDIMENTO IL GOVERNO AVEVA POSTO LA QUESTIONE DI FIDUCIA. “ORA SIAMO NELLA CONDIZIONE DI ACCELERARE SUL COMPLETAMENTO DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI E SUI CANTIERI ANCORA APERTI”, HA DETTO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE.

re affidati sulla base del progetto definitivo, a meno che non prevedano il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o di impianti. In determinati casi, la stazione appaltante può verificare direttamente presso gli enti certificatori l’eventuale presenza di cause di esclusione e ottenere i certificati col silenzio assenso. Per i lavori di importo compreso tra la soglia europea di 5,5 milioni di euro e i 20 milioni di euro, la verifica preventiva della progettazione può essere effettuata anche dalle stazioni appaltanti stesse, qualora abbiano a disposizione un sistema di controllo di qualità. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici verrà d’ora in poi chiamato a esprimere un parere obbligatorio solo per opere di importo superiore a 75 milioni di euro (invece degli attuali 50) e in termini più brevi: da 90 a 45 giorni. Cala il sipario sui programmi “6000 Campanili” e “Nuovi Progetti di intervento”, che risalgono agli anni 2013/2014: le risorse ancora disponibili saranno destinate ai Comuni fino a 3.500


abitanti per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali. La definizione di “autostrade ciclabili” viene sostituita da quella di “ciclovie interurbane” per consentire l’erogazione degli stanziamenti previsti dalla legge di Bilancio 2019 per l’istituzione di un “Fondo per le autostrade ciclabili”, non erogati perché la definizione precedente non aveva riscontro normativo. Un decreto Mit-Mise-Mef individuerà le amministrazioni competenti che dovranno prendere il posto dei vecchi commissari straordinari e portare a termine le opere di ricostruzione post terremoto dell’Irpinia già stabilite nel 2002.

La delusione dell’ANCE Oltre a scatenare perplessità persino da parte di chi lo ha scritto (ovvero le forze di Governo, che sul punto hanno mostrato orientamenti differenti), il provvedimento aveva da subito attirato gli strali dell’Ance. “Abbiamo chiesto un atto di coraggio per sbloccare l’Italia, ma finora questa volontà di cambiare pagina con regole chiare e procedure veloci e trasparenti non emerge”, ha detto il presidente Gabriele Buia. “Abbiamo chiesto di semplificare le procedure a monte e invece vediamo che si

CHI SCRIVE LE REGOLE Nell’ordinamento italiano, il compito di varare le leggi spetta al Parlamento (potere legislativo), mentre al Governo spetta il potere esecutivo. Tuttavia, anche il Governo ha potere di iniziativa legislativa e può quindi sottoporre al Parlamento dei disegni di legge. Inoltre, ci sono due strumenti mediante i quali il Governo esercita il potere legislativo in vece del Parlamento: il decreto legislativo e il decreto legge. Il decreto legislativo corrisponde a una delega che il Parlamento conferisce al Governo su temi prettamente tecnici e/o organizzativi. Il decreto legge (come nel caso dello “Sbloccacantieri”) invece prescinde dalla delega del Parlamento: il Governo vi fa ricorso per casi di urgenza, ai sensi degli art. 77 e 72 della Costituzione. Si tratta di un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, che entra in vigore subito dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma che va convertito in legge da parte del Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Ecco perché il Senato e poi la Camera hanno dovuto esaminare lo “Sbloccacantieri” per farlo diventare legge. Per questo motivo, non basta che il Governo abbia una volontà univoca – peraltro non sempre scontata – ma deve poter contare anche sulla maggioranza nei due rami del Parlamento.

fa ricorso a commissari dotati di ampi poteri di deroga al Codice, al massimo ribasso senza l’obbligo dell’esclusione automatica dell’offerta anomala. Abbiamo proposto al Governo un pacchetto di norme efficaci che può sbloccare veramente i cantieri senza cedere nulla in fatto di trasparenza e legalità e invece ci sembra di capire che si sta scegliendo un’altra strada meno

DAL 1° SETTEMBRE È OPERATIVA ITALIA INFRASTRUTTURE SPA, GESTITA DAL MIT, CON LO SCOPO DI AIUTARE GLI ENTI CHE RISCHIANO DI PERDERE I FONDI STATALI, OTTENUTI PER LA REALIZZAZIONE DI UN’OPERA, PERCHÉ NON LI UTILIZZANO FACENDO FERMARE I CANTIERI

utile al settore e al Paese intero”. Ma quella di Ance non è certo l’unica voce critica.

Un coro di critiche La questione più dibattuta riguarda l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto, che diventerebbe la modalità adottata per la maggior parte dei lavori pubblici. Sul tema ci sono stati vari interventi, tra cui quello della Corte dei Conti, che ha manifestato preoccupazione per il possibile nocumento del principio di libera concorrenza. Connesso a questo tema è anche il rischio di infiltrazioni mafiose. Su questo Salvini ha ribattuto: “La criminalità organizzata si nutre di complicazioni. Meno è complicato il lavoro, meglio è. Il codice degli appalti è stato un errore clamoroso e quindi ci rifacciamo alle direttive europee”. Rispetto ai subappalti, il Governo era partito col limite al 50%, poi abbassato al 40% in Commissione e poi (nonostante le intenzioni della Lega) confermato dall’ultimo faccia a faccia tra Di Maio e Salvini. luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 23


ATTUALITA’

I PICCOLI COMUNI, CON POPOLAZIONE FINO A 20.000 ABITANTI, AVRANNO PIÙ TEMPO PER EFFETTUARE I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DI SCUOLE, STRADE, EDIFICI PUBBLICI E PATRIMONIO COMUNALE, FINANZIATI CON 400 MILIONI DI EURO DALLA LEGGE DI BILANCIO 2019

Il tema dei costi Il Servizio Bilancio del Senato evidenzia un problema di coperture per le nomine dei commissari straordinari, giacché questi costi non sono stati contabilizzati. Confindustria sottolinea lo stallo riguardante le opere già in corso e chiede l’adozione dei provvedimenti attuativi per quanto riguarda i commissari. Considera inoltre prioritario definire le ipotesi di colpa grave per la responsabilità erariale e assicurare una garanzia dello Stato per le PMI subappaltatrici nelle procedure di crisi. Anche i Sindacati puntano il dito sui bandi in stallo, criticando inoltre la minore trasparenza e il ridimensionamento del ruolo dell’ANAC. CNA e Alleanza Coop temono che il ritorno al criterio del massimo ribasso rischi di mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori, mentre Confartigianato e Confcommercio, pur essendo più favorevoli al provvedimento, ritengono necessarie norme di maggior favore per le PMI.

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polino. Dopo quasi un anno e mezzo dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha bloccato il rilascio delle autorizzazioni caso per caso, dopo decine di appelli dal mondo dell’industria, come dell’ambientalismo, numerosi emendamenti presentati e subito dopo ritirati, il Governo dà una risposta assolutamente insufficiente al problema. Ci sono settori, come la gomma e gli inerti da costruzione e demolizione, che attendono da anni un decreto EoW specifico, adeguato alle esigenze operative e tecnologiche: cosa succederà a questi impianti, che adesso rimangono inchiodati ad una norma vecchia, anzi stravecchia, ad oggi non è dato saperlo. Le aziende innovative investiranno

LA PREVISIONE DI UNA SOGLIA ABBASTANZA ALTA ENTRO LA QUALE ADOTTARE UNA PROCEDURA MOLTO SEMPLIFICATA AUMENTA IL RISCHIO DI SCELTE ARBITRARIE, SE NON DI FATTI CORRUTTIVI

Raffaele Cantone, presidente Anac Andrea Fluttero, presidente di FISE Unicircular (Unione Imprese dell’Economia Circolare), ha detto: “La montagna ha partorito un to-

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all’estero, molte imprese rischiano la chiusura e interi flussi di rifiuti, anziché essere riciclati, finiranno in discarica o a incenerimento”. ■

Il nodo dell’End of Waste La discussione in Senato ha portato anche all’approvazione di un emendamento sull’End of Waste, ma nemmeno in questo caso si sono evitate le polemiche. 24 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

ERA STATO SUBITO DURISSIMO IL COMMENTO DI ALESSANDRO GENOVESI, SEGRETARIO GENERALE DELLA FILLEA CGIL, SECONDO IL QUALE “LA MEDIAZIONE RAGGIUNTA TRA LEGA E 5 STELLE ALLUNGHERÀ FORSE DI QUALCHE MESE LA VITA DEL GOVERNO MA CERTO NON RIDUCE LE PORCATE E SICURAMENTE RIDURRÀ LA VITA DI CHI STA IN UN CANTIERE”


Autogru AK 37/4000 Allestimento su motrici Man o Mercedes, carico utile massimo fino a 4 t ed estensione del braccio fino a 37 m. Nessuna sporgenza anteriore durante la circolazione stradale. Autolivellamento, controllo SPS e sfilo

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variabile di ogni stabilizzatore per poter lavorare in spazi stretti, jib idraulico e possibilità di trasformazione in piattaforma di lavoro aereo con livellamento automatico.


MACCHINE GENIE

PRODUTTIVITÀ IN FORMATO

“XTRA”

IL COSTRUTTORE STATUNITENSE CONTINUA AD AMPLIARE LA GAMMA DI PIATTAFORME XTRA CAPACITY (XC) PER FAR FRONTE ALLA CRESCENTE ESIGENZA DI LAVORARE IN SICUREZZA SOLLEVANDO CARICHI SEMPRE PIÙ PESANTI CON UN’UNICA MACCHINA, IN UNA VASTA GAMMA DI APPLICAZIONI di Ettore Zanatta

26 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


L’

introduzione al Bauma di quest’anno del modello S-45 XC ha completato la gamma di piattaforme aeree telescopiche Genie XC, che già contava i modelli SX-135 XC, SX-125 XC, SX-105 XC, S-85 XC e S-65 XC, in aggiunta alla piattaforma arti-

colata Z-45 XC lanciata nel 2016. Dalla più piccola alla più grande, gli operatori possono ora trarre vantaggio dalla stessa doppia capacità di sollevamento e dalle caratteristiche di progettazione Genie XC comuni a queste macchine per lavorare con maggiore efficacia e produttività.

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 27


MACCHINE

L’OPINIONE

ZACH GILMOR RESPONSABILE DI PRODOTTO GENIE, TEREX AWP

“La gamma Genie XC è una scelta strategica per il settore del noleggio, perché permette ai noleggiatori di differenziarsi sul mercato con un prodotto altamente innovativo che aumenta notevolmente l’efficienza degli utilizzatori finali. Con un’unica macchina i clienti finali possono sollevare maggiori carichi rispetto ai modelli tradizionali, portare fino a tre persone in cesta, beneficiare di una più ampia area di lavoro, con altezze di lavoro da 15,56 m a 56,86 m, uno sbraccio orizzontale fino a 27,43 m e la possibilità di lavorare in negativo con alcuni modelli. Soddisfacendo un’ampia gamma di esigenze di utilizzo - che include il sollevamento di attrezzature pesanti - le piattaforme Genie XC permettono ai noleggiatori di ridurre l’ammontare di macchine che devono tenere in stock nella flotta, offrendo allo stesso tempo agli utilizzatori finali la possibilità di fare di più con un’unica macchina, con grandi risparmi di tempo e guadagni in efficienza del lavoro. Senza dimenticare che grazie alla tecnologia telematica Genie Lift Connect i noleggiatori possono monitorare in tempo reale le informazioni operative delle piattaforme e la loro modalità di utilizzo, consentendo loro di intervenire in tempi brevi per risolvere eventuali problemi in cantiere e di assicurare un uso corretto e sicuro delle piattaforme”.

28 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

Le piattaforme Xtra Capacity Le piattaforme a braccio Xtra Capacity (XC) offrono una capacità di sollevamento doppia di 300 kg senza restrizioni e 454 kg con restrizioni. Grazie a questo nuovo standard, ora presente sull’intera gamma di piattaforme a braccio telescopico Genie e anche nella Z-45 XC, gli operatori beneficiano della possibilità di eseguire una più ampia gamma di operazioni di sollevamento più pesanti utilizzando una sola macchina, con un massimo di tre persone nella cesta, lasciando comunque spazio per gli utensili e i materiali di cantiere. Come parte delle loro funzionalità, le piattaforme a braccio telescopico Genie XC sono dotate del controllo automatico dell’area di lavoro: questa funzione abilita la macchina a ritrarre automaticamente il braccio nel momento in cui raggiunge il suo limite operativo, permettendo un preciso posizionamento della piattaforma e un confortevole modo di lavoro per l’operatore. Le macchine so-

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no provviste anche di una cella di controllo carico che monitora costantemente il peso in piattaforma e limita l’area operativa nel rispetto del diagramma di lavoro. Il tutto, dando la possibilità di una calibrazione a zero sul campo. I modelli a braccio telescopico presentano inoltre un nuovo sensore di pendenza dello chassis incorporato nelle funzioni della macchina. Questa tecnologia dà all’operatore l’accesso a diversi range di movimento in base all’angolo di posizionamento dello chassis ed è studiata in modo da escludere automaticamente le funzioni di sollevamento o di traslazione quando si raggiunge il limite di pendenza. Tutti i modelli XC sono forniti di serie di quattro ruote motrici e quattro ruote sterzanti. Per soddisfare l’esigenza di uso intensivo in ambienti all’aperto sono dotati di pneumatici fuoristrada riempiti a schiuma, a garanzia di elevata trazione, durata e adattabilità su ogni terreno. Le piattaforme sono dotate di serie di cestelli stan-

LA GAMMA XC DI GENIE GARANTISCE UNA MAGGIORE EFFICIENZA E PRODUTTIVITÀ AL SERVIZIO DEL CLIENTE

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LA PIATTAFORMA S-45 XC HA COMPLETATO LA GAMMA DI PIATTAFORME AEREE TELESCOPICHE GENIE XC, CHE GIÀ CONTAVA I MODELLI SX-135 XC, SX-125 XC, SX-105 XC, S-85 XC E S-65 XC, IN AGGIUNTA ALLA PIATTAFORMA ARTICOLATA Z-45 XC LANCIATA NEL 2016


orizzontale fino a 27,43 m e altezze di lavoro fino a 56,56 m, le piattaforme XtraCapacity hanno decisamente marcato uno standard di riferimento per altre tipologie di piattaforme presenti sul mercato.

tutti i modelli XC, combina una doppia capacità di sollevamento di 300 kg senza restrizioni e di 454 kg con restrizioni. Rispetto al suo predecessore, la capacità di questa versione di superare le pendenze è stata aumentata al 45% rendendola ideale per cantieri sterrati. Come gli altri modelli Genie XC, poi, anche la S-45 XC presenta il controllo automatico del raggio di azione, un’innovativa cella di rilevamento del carico e un sensore di pendenza “high-tech”. Costruita con una struttura del braccio riprogettata che vanta aumentate prestazioni e range di movimento, la nuova piattaforma a braccio Genie S-45 XC è equipaggiata nella versione standard con un robusto jib in grado di movimentare facilmente il massimo carico. È dotata inoltre (di serie) dell’allarme a contatto Lift Guard.

La piattaforma Genie S-45 XC

La piattaforma Genie S-65 XC

La nuova piattaforma a braccio S-45 XC è andata a completare la famiglia delle telescopiche XC, che già contava con i modelli Genie SX-135 XC, SX-125 XC, SX-105 XC, S-85 XC e S-65 XC. Questa macchina offre un’altezza di lavoro di 15,72 m e uno sbraccio orizzontale di 11,18 m e,come già visto in

La piattaforma S-65 XC consente di eseguire una più ampia gamma di lavori che comportano sollevamento di carichi pesanti, con un’unica macchina. Si tratta del primo modello di piattaforma a braccio telescopico Genie XC a essere prodotto nel “Centro di Eccellenza” di Umbertide (Pg),

SULL’INTERA GAMMA DI PIATTAFORME A BRACCIO TELESCOPICO (E ANCHE NELLA Z-45 XC) GLI OPERATORI BENEFICIANO DELLA POSSIBILITÀ DI ESEGUIRE UNA PIÙ AMPIA GAMMA DI OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO PIÙ PESANTI UTILIZZANDO UNA SOLA MACCHINA, CON UN MASSIMO DI TRE PERSONE IN CESTA, LASCIANDO COMUNQUE SPAZIO PER GLI UTENSILI E I MATERIALI DI CANTIERE

dard da 1,83 m a doppio ingresso o da 2,44 m a triplo ingresso: possono essere ruotati verso l’esatta posizione che occorre raggiungere e sono autolivellanti su tutto il diagramma di carico. L’ingombro posteriore ridotto permette di eseguire le manovre in cantieri congestionati. I modelli più alti della gamma (SX-135 XC, SX-125 XC e SX-105 XC) sono dotati del sistema brevettato di assali estensibili Genie Mini XChassis, che permette di estenderli o ritrarli durante la marcia, offrendo maggiore stabilità, facilità di manovra e agevolezza di trasporto. Con uno sbraccio

LA GENERAZIONE GENIE “TRAX” Le piattaforme S-45 XC e S-65 XC sono disponibili anche nella versione TraX, con cingoli (opzione montata in fabbrica). Una configurazione che combina i vantaggi di un’elevata aderenza su terreni sterrati e di superamento di pendenze a quelli garantiti dalla tecnologia Genie XtraCapacity (XC). Questa nuova generazione di piattaforme a braccio su cingoli fornisce una capacità di sollevamento massima doppia rispetto ai modelli precedenti, mantenendo il sistema a quattro cingoli e il concetto brevettato da Genie di assale oscillante, per poter affrontare ogni tipo di terreno, duro o delicato.

Il sistema prevede quattro cingoli triangolari indipendenti posizionati a ogni estremità della macchina con un angolo di sterzata di 30°, che offrono le performance di guida e sterzo di una tradizionale macchina su gomme con sterzo frontale. Ogni cingolo è anche in grado di ruotare di 22° in alto e in basso, per mantenere il contatto con il terreno. Grazie a questo sistema le piattaforme Genie TraX si adattano a terreni fuoristrada e a cambiamenti netti di pendenza, incluso l’angolo di rampa su molti rimorchi da trasporto. Ottimizzando il comfort dell’operatore mentre mantiene aderenza al terreno e massima potenza e

coppia, questo sistema brevettato di cingoli e assali riduce l’usura nella maggior parte delle condizioni, passando da fango morbido, sabbia e neve fino a ghiaia più dura non livellata, pietra, superfici a base di asfalto o calcestruzzo. Il modello Genie S-65 XC con opzione TraX, in particolare, viene prodotto nello stabilimento di Umbertide (Pg), per il mercato EMEAR. luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 29


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA La gamma Genie XC

SX-135 XC SX-125 XC SX-105 XC

S-85 XC

S-65 XC**

S-45 XC**

Z-45 XC

Altezza di lavoro*:

43,15 m

40,10 m

34 m

26,38 m

21,81 m

15,56 m

15,86 m

Sbraccio orizzontale:

27,43 m

24,38 m

24,38 m

20,83 m

16,51 m

11,02 m

7,65 m

6m

2,69 m

2,69 m

2,69 m

2,65 m

1,27 m

NA

Sbraccio sotto il livello in piano:

* L’altezza di lavoro equivale al piano di calpestio più 2 m ** Modelli disponibili anche in versione con cingoli Genie TraX (opzione montata solo in fabbrica)

dedicato alla produzione di quelle piattaforme che a oggi sono le più conosciute tra i clienti del mercato EMEAR (Europa, Medio Oriente, Africa e Russia), già dotate degli optional da loro preferiti. Come gli altri modelli Genie XC, anche la piattaforma a braccio telescopico S-65 XC presenta il citato controllo automatico del raggio di azione, l’innovativa cella di rilevamento del carico e il sensore di pendenza “high-tech”. ■

LE NOVITÀ AL GIS 2019 In occasione del GIS 2019, Genie presenterà nello stand F14-H7 in area esterna le più sue più recenti novità, come la piattaforma ibrida articolata Genie Z-45 FE (costruita a Umbertide, Centro di Eccellenza Genie in Europa di design e produzione, e disponibile per la consegna a partire dal 2020) e le piattaforme “eco-friendly” e “micro-taglia” GS-1330 m, che unisce i vantaggi di un’alimentazione elettrica DC a quelli di una più lunga durata della batteria, e GS-4655, da 350 kg di capacità e fino a tre persone in cesta. Particolare attenzione sarà riservata anche alla piattaforma a braccio telescopico S-65 XC, soluzione che combina una doppia capacità di sollevamento (300 kg senza restrizioni e di 454 kg con restrizioni) e offre 21,84 m di altezza di lavoro con 16,5 m di sbraccio e un motore diesel da 36 kW. Tutte le macchine saranno dotate di Allarme a Contatto Genie LiftGuard.

30 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

Sarà presentata anche l’opzione Barra Anticaduta Genie LiftGuard, progettata per consentire agli operatori di svolgere compiti su strutture adiacenti alla cesta rimanendo saldamente ancorati a essa. Dopo aver superato con successo il test dinamico di arresto di caduta in linea con la ISO 16368 e la prova di omologazione interna con la forza di una massa test libera di 136 kg – spiegano in Genie – questo è il primo e unico accessorio nel suo genere a essere stato certificato come dispositivo di protezione individuale (DPI) per rispondere alle attuali norme europee (EU PPE). Compatibile con tutte le ceste Genie da 1,83 m o 2,44 m, quest’accessorio è in linea anche con i requisiti del test statico previsti sia dalla ISO 16368 che dalla EN 795:2012. In prima assoluta presso lo stand, infine, ci sarà l’opportunità di vedere su schermo una dimostrazione “live” delle funzionalità del nuovo Sistema Telematico Genie Lift Connect, per una gestione più efficace e produttiva delle informazioni.


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STAND C2D1


MACCHINE IMER GROUP

PICCOLA, LEGGERA, ELETTRICA

POTREBBE ESSERE QUESTO IL NUOVO SIGNIFICATO DELL’ACRONIMO PLE, SECONDO LE TENDENZE CHE VANNO AFFERMANDOSI SUL MERCATO INTERNAZIONALE E CHE IL COSTRUTTORE DI POGGIBONSI HA TRADOTTO NELLA SUA GAMMA DI PRODOTTI. MANEGGEVOLEZZA E RISPETTO DELL’AMBIENTE SONO LE CARATTERISTICHE CHE FANNO LA DIFFERENZA di Lorenzo Zacchetti

U

n eccellente esempio della filosofia che guida l’attività di Imer Group nel mercato del sollevamento è la nuova piattaforma a forbice per utilizzo off-road IM 17220 E, immessa recentemente sul mercato dopo la presentazione avvenuta lo scorso aprile al Bauma 2019. Questa macchina è uno dei due modelli della nuova serie IM 220: l’altro è l’IM 14220, con altezza massima di lavoro di 16,2 m. La IM 17220 E, invece, arriva a 19 m ed entrambe sono disponibili in versione elettrica o diesel. Con questa nuova gamma l’azienda di Poggibonsi (SI) ha sostituito i precedenti modelli IT 14220 e IT 17220, completando un percorso di rinnovamento che negli ultimi anni ha riguardato l’intera linea delle piattaforme a forbice elettriche (IM 80, IM 90, IM 122) e dei modelli RT (Rough Terrain) serie IM 180, nonché proseguendo l’ampliamento dell’utilizzo dei motori elettrici AC iniziato con queste ultime e il conseguente aumento prestazionale grazie alla maggiore potenza disponibile. 32 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


Versatilità “green”

Compatto è bello

Le novità con le quali oggi Imer Group si propone al mercato sono il risultato di un percorso iniziato nel 2015 con il lancio delle piattaforme Serie IM 80. Fu proprio impostando la nuova linea di prodotti IM che l’azienda toscana fece il salto tecnologico, sganciandosi dai progetti precedentemente sviluppati da Iteco, società rilevata nel 2009. Dopo aver progressivamente implementato e migliorato la gamma ereditata con quest’acquisizione, Imer Group scelse di fare un vero e proprio scatto in avanti anche dal punto di vista tecnologico. Con sempre maggiore decisione, infatti, il Gruppo iniziò a puntare sullo sviluppo di macchine compatte e leggere, allestite prevalentemente con motorizzazioni elettriche, seppur senza tralasciare le versioni endotermiche, ancora molto richieste in alcuni specifici mercati. Il passaggio di Monaco di Baviera, dov’è stata presentata anche la IM 220, ha quindi rappresentato l’ultima tappa di quest’evoluzione, ma non certo in ordine d’importanza.

A promuovere questa svolta è stata una tendenza ormai consolidata sia sul mercato americano che nel Nord Europa e, in particolare, in Scandinavia. Come succede anche nel settore automotive, a quelle latitudini c’è una particolare sensibilità ambientale che ha portato alla scelta di ridurre le emissioni tipiche delle motorizzazioni classiche. Sia la serie IM 220 che la IM 180 comprendono macchine da esterno nei vari allestimenti, dei quali quelli elettrici rappresentano l’espressione ultima dello sviluppo tecnologico. Si tratta quindi di un unico progetto, articolato su tipologie di macchine dalle prestazioni complementari. Dalla IM 11180 alla IM 13 180, l’offerta di Imer Group permette di usufruire di altezze di lavoro che variano dai 13 ai 15 m. Si tratta di macchine dalle dimensioni molto compatte, ma che prestazionalmente non hanno nulla da invidiare alla categoria superiore: le portate vanno dai 400 kg ai 600 kg, allestite con o senza stabi-

IL MOTORE ELETTRICO A CORRENTE ALTERNATA CONFERISCE ALLE MACCHINE DELLA SERIE IM 220 UNA CAPACITÀ PRESTAZIONALE EQUIVALENTE A QUELLA DEL MOTORE DIESEL

L’allestimento di macchine elettriche 4WD ha permesso di proporre potenze e coppie finalizzate a poter lavorare anche sui terreni accidentati senza dover per forza utilizzare motori endotermici, così come richiesto dai protagonisti del settore.

L’OPINIONE

“La tendenza di crescita del mercato internazionale è ormai evidente. Altrettanto consolidata è la maturità di mercati come quello nordamericano, dove si trovano ben 600.000 delle circa 1.500.000 piattaforme operative a livello mondiale. Non è solo un mercato solido, ma presenta anche un elevato tasso di sostituzioni. Anche il mercato europeo sta crescendo. Poi ci sono i mercati emergenti, come quello cinese e indiano, che rappresentano un caso a parte, in quanto hanno dei potenziali elevati. Basti pensare al classico parametro dato da una piattaforma ogni 10.000 abitanti: in quei Paesi raggiungeremmo volumi di mercato enormi! Siamo presenti già da tempo nell’area, avendo filiali a Singapore e in Cina. Esse rappresentano i nostri punti di riferimento per quel mercato, insieme alla partnership ormai consolidata che abbiamo con Godrej Material Handling in India. Il mercato orientale è ancora orientato verso prodotti ‘di prezzo’, sui quali i costruttori cinesi esercitano una leadership difficile da contendere. Ciò nonostante diverse aziende americane hanno già deciso di delocalizzare la produzione in Cina e probabilmente presto lo faranno anche in India. Il nostro approccio è diverso: è quello più classico del produttore italiano, il cui prodotto presenta caratteristiche distintive che vanno valorizzate attraverso canali di vendita specifici, diversi da quelli massivi dei prodotti più a buon mercato. Per quanto riguarda il mercato italiano, la ripresa iniziata nel 2016 ci sta riportando ai valori precrisi. Lo si vede anche dal fatto che alcuni grandi brand internazionali del settore del noleggio abbiano finalmente deciso di investire nel nostro territorio, dopo essere rimasti per anni alla finestra a vedere cosa sarebbe successo. Inoltre, è probabile che altre acquisizioni si possano concretizzare a breve, il che significa che ormai i volumi sono interessanti e che le tendenze sono positive. In generale, in questi anni il mercato PAOLO PIANIGIANI italiano ha risposto bene, dandoci buoni risultati”. DIRETTORE COMMERCIALE, IMER ACCESS

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 33


MACCHINE

IL MODELLO IM 17220 E SI CARATTERIZZA PER DIMENSIONI PARTICOLARMENTE COMPATTE (2,20 X 3,92 M A MACCHINA CHIUSA), E PER LA DISPONIBILITÀ DI UNA DOPPIA ESTENSIONE MANUALE ASIMMETRICA DELLA PIATTAFORMA PER UNA SUPERFICIE TOTALE DI 6,9 M

lizzatori. La Serie 220 rappresenta il livello superiore, ovvero mezzi che pur mantenendo elevate perfomance si distinguono per l’estrema compattezza: sono larghe 2,2 m e lunghe 4 m, mentre la maggior parte delle altre macchine di questa classe superano abbondantemente i 5 m. Inoltre, grazie alle motorizzazioni elettriche in corrente alternata si riesce a ottenere una capacità prestazionale praticamente equivalente a quella del motore diesel, con la sola eccezione delle autonomie: con il diesel si va al riempimento del serbatoio, mentre le batterie necessitano del loro tempo di ricarica.

DOTATA DI RUOTE ARTIGLIATE ANTITRACCIA EXTRAGRIP 33X12 - 20’’, LA IM 17220 E HA DI SERIE LA TRASMISSIONE IDROSTATICA 4WD 34 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

LA PIATTAFORMA IM 17220 E È DOTATA DI QUADRO DI COMANDO SEMPLICE E INTUITIVO, ASPORTABILE DALLA NAVICELLA PER CARICO/SCARICO DELLA MACCHINA

Prestazioni di alto livello Con il modello IM 17220 E la traslazione è possibile alla massima altezza e con la massima portata nei limiti degli angoli di lavoro ammessi. Si tratta di una macchina progettata per le situazioni più difficoltose, riuscendo a superare pendenze fino al 30%. A macchina chiusa le sue dimensioni sono compatte (2,20 x 3,92 m), al fine di ottimizzare il trasporto e l’operatività (è ugualmente adatta all’utilizzo in diverse situazioni lavorative come la manutenzione o la nuova costruzione in ambiente sia civile che privato). Questa piattaforma consente un’elevata produttività in vari contesti d’impiego, in cantieri di nuova costruzione residenziale e servizi, così come in opere pubbliche. La trasmissione idraulica 4WD e l’assale oscillante sono previsti come standard, così come il sistema di stabilizzazione

SUL MODELLO IM 17220 E È STATA INCREMENTATA ANCHE LA PORTATA DI PERSONE: CINQUE CON GLI STABILIZZATORI, TRE SENZA. ANCHE QUESTO ELEMENTO È DI GRANDE IMPORTANZA PER LA FLESSIBILITÀ DI UTILIZZO

idraulica automatica per livellare la macchina su terreni sconnessi. Il quadro di comando è semplice e intuitivo, nonché asportabile dalla navicella per carico/scarico della macchina. La manovrabilità è facilitata dal ridotto angolo di sterzatura della piattaforma, dotata di comando manuale di discesa di emergenza della piattaforma e di dispositivo manuale di rientro degli stabilizzatori.

Leggerezza senza confronti Tradizionale punto di forza di Imer Group, la gamma delle forbici elettriche oggi spazia da macchine come la IM 4680, con i suoi 6 m di altezza e 1.000 kg di peso, fino alle macchine prevalentemente da interni, dove vengono utilizzate per manutenzione e logistica. Anche in quest’ambito l’azienda toscana ha seguito le stesse linee guida, sviluppando prodotti tra i più leggeri del mercato e dalle dimensioni contenute, per consentire movimenti anche negli spazi più angusti, ma con altezze di lavoro significative. Il modello 14122 ha un’altezza di lavoro di 16 m (14 m di calpestio), su un carro da 2,5 m x 1,2 m, con una portata da 250 kg e un peso di 3 t. Ancora una volta è indicativo il raffronto con il resto del mercato, visto che i modelli più simili sono rappresentati da macchine il cui peso è del 15% superiore. ■


LA SCHEDA TECNICA LA PIATTAFORMA AEREA IM 17220 E Altezza massima di lavoro:

19 m

Altezza piano di calpestio:

17 m

Estensione piattaforma:

doppia, manuale, asimmetrica (2 m anteriore + 0,9 m posteriore)

Portata con piattaforma stabilizzata:

540 kg (comprese 5 persone)

Portata con piattaforma non stabilizzata:

540 kg (comprese 3 persone)

Motore elettrico:

AC 48V 15Kw

Batterie trazione:

48V 630Ah

Caricabatteria a disinserimento automatico: Capacità serbatoio olio: Massima velocità di traslazione: Tempo di salita/discesa:

48V 55A 100 l 3,3 km/h 70 s

Peso:

8.600 kg

Ruote:

artigliate antitraccia extra-grip 33x12 - 20’’

Trasmissione:

idrostatica a quattro ruote motrici (standard)

Assale: Stabilizzazione:

oscillante (standard) idraulica automatica (standard)

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 35


MACCHINE LIEBHERR

L’INNOVAZIONE

PUNTA IN ALTO

DOPO AVER DATO AI PARTECIPANTI DEL BAUMA 2019 UN’OCCASIONE UNICA PER APPREZZARE DA VICINO LE SUE ULTIME INNOVAZIONI, IL COSTRUTTORE TEDESCO STA AFFRONTANDO IL MERCATO CON I SUOI PRODOTTI PIÙ RECENTI, IN PARTICOLARE NEL COMPARTO DELLE GRU di Stefano Vitali

L

iebherr ha lanciato una nuova serie di gru FlatTop, denominata EC-B, costituita da otto versioni di cui tre dotate di fune in fibra (nella denominazione riportano infatti la dicitura “Fibre”). Si tratta dei modelli 125 EC-B 6, 220 EC-B 10, 220 EC-B 12, 240 EC-B 10 Fibre, 240 EC-B 12 Fibre, 340 EC-B 12, 340 EC-B 16 e 370 EC-B 12 Fibre. La nuova gamma copre un ampio spettro di prestazioni e portate da 6 a 16 t (quelle in punta vanno da 1,6 a 2,8 t, con sbraccio massimo). La gru 125 EC-B 6 arriva a ben 58 m; le due più alte - 340 EC-B 12 e 370 EC-B 12 Fibre - offrono uno sbraccio di 78 m. La nuova cabina LiCAB è più ampia rispetto al passato (oltre 2 m2 di ampiezza), offre maggiore visibilità. Inoltre, le gru a rotazione alta presentano un nuovo elemento di comando centrale: un display “multi-touch” da 12” ed è disponibile in tre versioni: LiCAB Basic, LiCAB Air con climatizza-

36 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

zione e versione premium LiCAB AirPlus con climatizzatore, vetri doppi e finestrini laterali ribaltabili. Le due “punte di diamante” della serie EC-B sono le 240 EC-B Fibre e 370 EC-B Fibre, dotate come accennato di fune in fibra ad alta resistenza soLITE, risultato del decennale lavoro di sviluppo di Liebherr in collaborazione con il produttore di funi Teufelberger. Oltre al 20% in più di portata massima in punta rispetto alle varianti con cavo in acciaio, la fune in fibra offre una durata quattro volte maggiore. Con un peso pari solo a un quinto della versione in acciaio, anche il passag-


LA NUOVA SERIE EC-B DI LIEBHERR IMPONE NUOVI RIFERIMENTI IN TERMINI DI PRESTAZIONI E DESIGN

gio della fune di sollevamento risulta più semplice. La manutenzione è facile, in quanto la fune non necessita di lubrificazione. Molti dei dettagli nella parte alta della gru sono stati ottimizzati per il trasporto e per il montaggio: la nuova testa compatta EC-B, il braccio e il carrello sono ancora più leggeri dei loro predecessori. Inoltre, il braccio è stato reso talmente sottile che sulla superficie di carico dell’autocarro possono venirne caricate anche tre parti. La potenza dei sistemi di torre viene sfruttata al meglio: la 370 EC-B 12 Fibre, l’EC-B at-

tualmente più grande, lavora sul sistema torre 21 HC 290 con dimensioni del montante di 2,1 m. Per la 125 EC-B 6 Liebherr ha sviluppato insieme alla serie anche un nuovo sistema di torre, il 12 EC 125: con il suo montante snello (1,2 m), il sistema torre 12 EC è adatto a cantieri molto stretti. Il sistema di torre 12 EC è disponibile con due portate: il 12 EC 100 e il 12 EC 125.

La gru automontante 125K Liebherr ha presentato anche la nuova gru 125 K: con i suoi 55 m di sbraccio e un’altezza gancio massima di 65,5 m, è stata sviluppata per i requisiti richiesti dall’ingegneria civile, dove sono richiesti sbracci e portate elevati in tempi di progetto brevi. La 125 K offre un’altezza gancio di base di 29,5 m; si possono aggiungere altri cinque elementi torre, arrivando a un’altezza gancio di 41,5 m. Qualora l’altezza gancio non fosse ancora sufficiente, grazie alla

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 37


MACCHINE

LA GRU AUTOMONTANTE LIEBHERR 125 K È ATTUALMENTE LA PIÙ GRANDE DELLA SUA CLASSE SUL MERCATO

posizione impennata del braccio a 30° si può arrivare a 65,5 m. La portata massima è di 8.000 kg e con lo sbraccio di 55 m in punta, grazie al Ladplus, arriva a sollevare 1.300 kg. La sua flessibilità si evidenzia inoltre nelle cinque varianti di sbraccio: da 35 a 55 m. Con il suo raggio di rotazione di

3,2 m, la 125 K riesce a lavorare anche in lotti di dimensioni contenute. Con il raggio di rotazione variabile, estendibile fino a 4 m, è possibile ridurre la quantità di zavorra da trasportare, ottenendo un ulteriore risparmio sui costi. Oltre alle caratteristiche note - come la modalità di posizio-

A PROPOSITO DI GRU CINGOLATE Liebherr ha recentemente lanciato sul mercato la gru cingolata per lavori pesanti HS 8040 HD. Con una capacità di sollevamento massima di 40 t, è la più piccola della serie HS, un autentico successo in termini di compattezza. Il peso di trasporto inferiore alle 40 t la rende ideale quando il lavoro richiede frequenti trasferimenti da un sito all’altro. Può essere impiegata in tutti i lavori di gestione dei materiali più comuni e, grazie alla nuova cabina, presenta un aspetto sempre elegante. Equipaggiata con un motore diesel Liebherr Stage V da 230 kW, presenta un design complessivo ottimizzato, offre un raggio di rotazione di soli 3,5 m ed è disponibile in due versioni: standard e con barra di supporto superiore più lunga, dotata di una zavorra che sposta il centro di gravità della gru verso la parte posteriore. La HS 8040 HD dispone di due argani a 38 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

caduta libera, ciascuno con tiro funi da 120 kN, e un braccio principale fino a 40 m. Altra novità nel comparto delle gru cingolate è la LR 1300 SX, anch’essa garanzia di sicurezza e manovrabilità, grazie ai tanti e innovativi sistemi di assistenza (tra cui il “Boom Up-and-Down Aid”, che segnala sul monitor quando si avvicina al punto critico di capovolgimento e si ferma automaticamente impedendo all’operatore di portarsi accidentalmente in una posizione non sicura), e capace di sollevare 300 t (per carichi più pesanti può essere ampliata con un braccio Derrick e una zavorra aggiuntiva). La nuova zavorra flottante non ha più un raggio fisso, ma può essere spostato idraulicamente. La LR 1300 SX appartiene alla nuova generazione ed è approvata per il sollevamento occasionale di persone.

namento preciso Micromove e il rinvio in 2ª Speed2Lift - Liebherr ha qui studiato nei dettagli anche altri perfezionamenti: ad esempio, è disponibile l’illuminazione di cantiere con proiettori LED. La 125 K può essere trainata anche come rimorchio con un tradizionale autocarro. Così il Liebherr Tower Cranes offre ora una nuova soluzione: il sistema di assali LiTRAX. Liebherr ha poi sviluppato un nuovo assale veloce a 80 km/h, utilizzabile secondo il principio di modularità e composto da tre unità: un assale anteriore, un assale posteriore rigido e un assale posteriore sterzante. Così con l’assale anteriore e con solo una parte di quello posteriore si può trasportare una 53 K o una 65 K.1. Per una 81 K.1 si può assemblare un assale tandem da due singoli moduli dell’assale posteriore. Con queste tre unità si può quindi scegliere la configurazione migliore per tutte le gru automontanti Liebherr, per portare compattezza e versatilità in cantiere.


La gru cingolata LR 1800-1.0 Le spiccate capacità di sollevamento e il trasporto economico in tutto il mondo sono le caratteristiche principali della nuova gru cingolata da 800 t di Liebherr. La LR 1800-1.0 è progettata per applicazioni industriali particolarmente potenti con falcone a volata variabile e sistema Derrick, per lavori di montaggio e costruzione di centrali elettriche e industrie petrolchimiche. Il sistema del braccio presenta elementi tralicciati con tre sezioni diverse, che possono essere contenute l’una nell’altra per il trasporto. La LR 1800-1.0, potente nonostante il carro cingolato largo solo 3 m, è stata concepita per poter raggiungere grandi altezze di sollevamento. Il “quick connection” per smontare la torretta rapidamente per il “mob to mob” è standard. La gru presenta anche la zavorra Derrick con il sistema VarioTray: dopo aver sollevato il braccio tralicciato con tutta la zavorra Derrick, parte di essa può essere sganciata rapidamente e fa-

cilmente. Solo una limitata parte della zavorra è necessaria per sollevamenti a corto raggio, ovvero con bracci quasi o completamente eretti. Ciò evita l’impilamento/disimpilamento delle piastre delle zavorre. Un nuovo sistema di zavorramento viene utilizzato per le zavorre sospese: una strut-

“

tura tralicciata snodata regolabile idraulicamente consente di variare il raggio della zavorra sospesa fino a 23 m. Questo significa che è stato superato il concetto del telaio tralicciato di guida fisso per incrementare ulteriormente i raggi della zavorra Derrick per grandi sollevamenti.

LIEBHERR SI STA IMPONENDO ANCORA UNA VOLTA SUL MERCATO COME UNO DEI PUNTI DI RIFERIMENTO NEL MONDO DELLE COSTRUZIONI

„

LA NUOVA GRU CINGOLATA LIEBHERR LR 1800-1.0 È PROGETTATA PER OFFRIRE LE MASSIME PRESTAZIONI PER LE STRUTTURE INDUSTRIALI

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 39


MACCHINE COME FORMARE

GLI OPERATORI DI GRU MOBILI

Liebherr lancia un nuovo prodotto per la formazione digitale indirizzato agli operatori di gru mobili, ideato dalla società di produzione e-learning Krassmann Produktion GmbH insieme al legale Rudolf Saller e alla LiebherrWerk Ehingen GmbH. Il nuovo strumento è stato presentato per la prima volta durante il Kundentag a Ehingen, nel giugno 2018, dove OnSite era puntualmente presente. Liebherr offre da molti anni corsi e istruzione di qualità, sia presso il suo centro di formazione nello stabilimento di Ehingen che presso molti concessionari sparsi in tutto il mondo. Poiché la domanda di formazione è in costante aumento il costruttore tedesco ha affrontato questa richiesta di mercato creando una gamma digitale di contenuti formativi per gli operatori di gru mobilie, supportando le attività dei noleggiatori. L’e-learning si aggiunge alla parte pratica prevista per l’impiego e il funzionamento corretto della gru mobile e contribuisce a migliorare la sicurezza durante i lavori. Il nuovo strumento di formazione, il cui contenuto si applica non solo alle gru mobili Liebherr, è disponibile in tedesco e inglese. Questo strumento, dunque, fornisce al datore di lavoro un modo semplice per completare i suoi obblighi di formazione periodica, mentre l’operatore ottiene un certificato per dimostrare che ha completato con successo la formazione e superato il test. Il certificato accerta inoltre al noleggiatore che l’istruzione è stata fornita ai propri dipendenti. 40 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

L’autogrù LTM 1230-5.1 Liebherr ha recentemente lanciato sul mercato quattro nuovi prodotti relativi alla sua divisione Gru Mobili, progettati per offrire elevate prestazioni, economia e flessibilità grazie al costante sviluppo di tecnologie di successo. Due delle nuove gru erano già state presentate al Kundentag 2018 di Ehingen: l’autogrù LTM 1230-5.1 a 5 assi da 230 t e la gru cingolata LR 1800-1.0, con una capacità di sollevamento di 800 t. I punti di forza della prima, in particolare, consistono nella lunghezza e nella capacità di sollevamento del braccio telescopico (75 m). Anche il suo predecessore, la LTM 1200-5.1, aveva uno dei bracci telescopici più lunghi in questa categoria, con 72 m d’estensione. Questa versione non solo offre una lunghezza maggiore di 3 m, ma anche una capacità media di sollevamento del 20% superiore. Oltre a una prolunga multifunzionale, è disponibile

anche un braccio fisso da 43 m. Gli operatori possono utilizzare la LTM 1230-5.1 in modo sicuro ed efficiente grazie alle innovazioni tecnologiche di Liebherr come il VarioBase, il VarioBallast, l’ECOmode e l’ECOdrive. A proposito di Vario Base: gli ingegneri di Liebherr-Werk Ehingen GmbH hanno posto queseta pluripremiata tecnologia di stabilizzazione al centro della concezione della struttura in acciaio di questa gru mobile. Ciò l’ha portata a essere la prima ad avere una base di supporto asimmetrica - con una larghezza di 7,4 m nella parte anteriore e 8,1 m in quella posteriore. Con il VarioBase è possibile ottenere capacità di sollevamento particolarmente elevate, soprattutto nell’area di lavoro posteriore su supporti di 8,1 m di larghezza, calcolate in tempo reale dal controller LICCON. La combinazione tra il supporto trapezoidale e quello variabile viene denominata da Liebherr “VarioBase Plus”. ■

L’AUTOGRÙ LTM 1230-5-1 HA UN BRACCIO TELESCOPICO DI 75 M


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MACCHINE MANITOWOC

CENTRO DI ECCELLENZA PRODUTTIVA

42 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


LA FABBRICA DI NIELLA TANARO È OGGI UN SITO STRATEGICO PER IL GRUPPO AMERICANO, CHE QUI HA INVESTITO INGENTI RISORSE PER TRASFORMARLO IN UNO STABILIMENTO “MULTI-PRODOTTO” DEDITO ALLA COSTRUZIONE, OLTRE CHE DELLE GRU EDILI POTAIN, DI AUTOGRÙ FUORISTRADA IN GRADO DI SODDISFARE LE ESIGENZE DEI MERCATI EUROPEI E ASIATICI di Ettore Zanatta

E

ra il 2015 quando il Gruppo Manitowoc nominò Barry L. Pennypacker nuovo presidente e AD di Manitowoc Cranes, denominazione assunta dalla società dopo la separazione di Manitowoc Foodservice. Da quel giorno molte cose sono cambiate in seno all’azienda americana. Pennypacker, infatti, ha introdotto un nuovo approccio all’attività: il suo stile di leadership imperniato sui risultati ne ha guidato la trasformazione attraverso costanti ottimizzazioni dei processi, che hanno determinato miglioramenti prestazionali operativi e finanziari. Inoltre, la sua esperienza nel settore - unita a numerose iniziative di “lean manufacturing” - gli ha permesso di portare avanti l’opera di espansione della società, migliorandone la redditività. L’introduzione della filosofia “The Manitowoc Way”, incentrata sulla clientela e sull’ottimizzazione del “time to market”, ha promosso l’innovazione e la dinamicità, per competere al meglio in un panorama mondiale in continuo cambiamento. Appartengono a questa strategia gli investimenti fatti nello stabilimento produttivo di Niella Tanaro (CN) dove, oltre alle autogrù fuoristrada RT530E-2, RT540E e RT550E, realizzate qui già dagli anni Duemila,

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 43


MACCHINE

LA DECISIONE STRATEGICA DI AMPLIARE LA CAPACITÀ PRODUTTIVA DELLO STABILIMENTO DI NIELLA TANARO È UN RISULTATO DIRETTO DELLA STRATEGIA “THE MANITOWOC WAY”, CHE PONE LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE COME OBIETTIVO PRIORITARIO

si costruiscono oggi anche i modelli da 60 t GRT655/655L, nonché i GRT880 e GRT8100, replicando di fatto quanto era prima localizzato nella fabbrica di Shady Grove, in Pennsylvania (USA). Abbiamo visitato lo stabilimento di Niella Tanaro insieme a Federico Lovera, Product Manager Rough Terrain Cranes EURAFR-MEAP di Manitowoc Cranes, che ha sottolineato l’importanza che esso ha assunto nelle strategie del Gruppo. Fino al 2018 la produzione dell’autogrù GRT8100 - così come quella della GRT880 - era localizzata nella fabbrica Manitowoc di Shady Grove. Cos’è cambiato negli ultimi due anni? “A partire dal 2005 lo stabilimento di Niella Tanaro ha costruito e spedito più di un migliaio di autogrù fuoristrada e tuttoterreno a 2 e 3 assi in tutto il mondo, compresi i modelli RT530E-2, RT540E, RT550E e i più recenti GRT880 e GRT8100. Per poter produrre anche questi ultimi due, da circa un anno è stata ottimizzata la linea di produzione. Ora, poi, si so44 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

duzione italiana’, anche se noi ci rivolgiamo a fornitori italiani ed europei per alcuni componenti comunque sempre di livello premium - per ovvi motivi di ottimizzazione delle tempistiche e delle risorse e per poter adattare le macchine alle necessità locali, sempre a beneficio del cliente”.

FEDERICO LOVERA PRODUCT MANAGER ROUGH TERRAIN CRANES EURAFR-MEAP DI MANITOWOC CRANES

no aggiunti i modelli GRT655 e GRT655L. La decisione di ampliare la capacità produttiva di questo stabilimento è una conseguenza della strategia di Manitowoc Cranes di porre la soddisfazione del cliente come obiettivo prioritario. Cliente che oggi richiede non solo un prodotto di alta qualità, ma anche vicinanza al fornitore. Il sito di Niella Tanaro replica le attività di Shady Grove: il progetto e la qualità delle autogrù GRT8100 e GRT880 prodotte negli Stati Uniti sono di fatto alla base della ‘pro-

A quali mercati si rivolge il sito di Niella Tanaro? “I nostri mercati sono l’Europa, l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia, dove i clienti di Manitowoc Cranes possono trarre grandi benefici da questa decisione strategica e logistica in termini di tempi di consegna e costi di spedizione, senza dimenticare i dazi doganali ridotti in quei Paesi che riconoscono gli accordi di origine preferenziale EUR1. Questo, ripeto, mantenendo le specifiche e il livello di qualità delle autogrù prodotte a Shady Grove”. Tutto ciò è una conseguenza (positiva) della filosofia “The Manitowoc Way”? “Sì. Questo progetto, concreta


dimostrazione di innovazione, è reso possibile dalla fattiva collaborazione tra i team di Shady Grove e quello costituito a Niella Tanaro, formato da una dozzina di persone che coniugano competenze specifiche e capacità di gestire efficacemente il completo ciclo produttivo, dalla catena di fornitura all’assemblaggio finale. Competenze, passione e le linee guida della filosofia ‘The Manitowoc Way’ hanno reso possibile il successo di questa decisione strategica”. Quali sono le peculiarità delle nuove autogrù fuoristrada GRT? “Il marchio Grove è sinonimo di qualità e affidabilità. Le caratteristiche di prestazioni, produttività, comfort dell’operatore e facilità di manutenzione consentono di lavorare con efficienza e meno fatica in ogni attività. Tra le peculiarità di queste macchine cito: la cabina ergonomica, inclinabile fino a 20°, con ampia superficie vetrata; l’impianto di riscaldamento/raffrescamento migliorato rispetto al passato; la trazione integrale combinata con quattro modalità di sterzata; i bracci modulari a nove pieghe (sui modelli GRT655/655L e GRT880), che migliorano la resistenza laterale delle sezioni, garantiscono tabelle di portata migliori dovute

“

LO STABILIMENTO MANITOWOC CRANES DI NIELLA TANARO È OGGI UN CENTRO STRATEGICO PER I MERCATI DI EUROPA, AFRICA, MEDIO ORIENTE E ASIA

„

all’alto rapporto resistenza/peso e un’aumentata lunghezza grazie al nuovo disegno dei pattini antiusura; i motori ecologici con sistema “ECO mode” per la riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni; i freni a disco sulle quattro ruote ad azionamento idraulico e rilascio a molla; il design del braccio MEGAFORM (sul modello GRT8100), che incorpora una sezione trasversale a forma di ‘U’ e garantisce un’eccezionale rapporto forza/peso.

Non dimentichiamo le sezioni tralicciate intermedie disponibili e le prolunghe inclinabili del braccio (a lunghezza fissa, telescopica, ripiegabile). Le autogrù, poi, possono essere configurate per adattarsi a varie applicazioni, offrendo grande versatilità: ciò consente ai clienti di assicurarsi più lavori, con una maggiore redditività e un migliore ritorno dell’investimento”. Quali sono le principali caratteristiche dell’autogrù fuoristrada Grove GRT8100… “La GRT8100 - che ha sostituito il modello RT890E - è una macchina di portata nominale 100 t, robusta, produttiva e veloce, garanzia di alte prestazioni grazie al braccio da 12-47 m a cinque sezioni, dotato di tre modalità operative di sfilo e una per la manutenzione. Ogni modalità può essere attivata o disattivata per lavorare con tutte le modalità o in modalità limitata a seconda dell’utilizzatore o dell’applicazione.

L’ATTUALE LINEA PRODUTTIVA DI NIELLA TANARO, POTENZIATA RISPETTO AL PASSATO PER GARANTIRE ANCHE LA REALIZZAZIONE DELLE AUTOGRÙ FUORISTRADA GRT655/655L, GRT880 E GRT8100, CHE SI SONO AGGIUNTI AI MODELLI RT530E-2, RT540E E RT550E. SONO STATI SEGUITI I PRINCIPI DELLA LEAN MANUFACTURING PER GARANTIRE FLESSIBILITÀ E INTERAZIONE TRA LE LINEE, NONCHÉ OTTIMIZZARE LE LOGICHE GESTIONALI ATTRAVERSO UNA TECNICA PRODUTTIVA “JUST IN TIME”

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 45


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA Portata nominale: Lunghezza braccio: Jib (opzionale): Altezza massima di sollevamento:

L’altezza di lavoro e lo sbraccio rilevanti offrono una capacità produttiva superiore alla media e una grande versatilità. Con il contrappeso standard da 10 t, ad esempio, questo modello offre il 15% di portata in più rispetto alla concorrenza. In più, offriamo altre 2 t di contrappeso addizionale e un jib tralicciato da 10 a 17 m ripiegabile, a inclinazione manuale o idraulica, che gli consente di raggiungere la migliore altezza di sollevamento della categoria. La prima GRT8100 costruita a Niella Tanaro è stata spedita in Medio Oriente lo scorso giugno”. Che genere di macchina è, invece, la GRT880? “È un mezzo ‘generoso’, semplice ma robusto e potente, ideale per essere una ‘entry level’ nella classe delle alte portate. Qui l’elevata capacità di sollevamento è garantita dal braccio da 12,6-41,1 m a quattro sezioni, con sfilo idraulico sequenziato e sincronizzato. Anch’essa dotata di cabina inclinabile - e, come la GRT8100, del sistema di controllo CCS (Crane Control System) - la GRT880 è trasportabile facilmente in cantiere e offre una capacità nominale e di carico che garantiscono più alte tariffe di noleggio. Ricordiamo che 46 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

GRT655

GRT655L

GRT880

GRT8100

60 t

60 t

80 t

100 t

34,8 m

43,0 m

41,0 m

47,0 m

7,9 - 13,7 m

7,9 - 13,7 m

10,1 - 17,0 m

10,1 - 17,0 m

51,8 m

59,7 m

61,9 m

72,9 m

la GRT880, così come la GRT8100, è stata lanciata al Bauma 2016 con la nuova denominazione GRT (Grove Rough-Terrain). Queste macchine includono tutti i più recenti sviluppi e miglioramenti tecnologici introdotti grazie al centro di test e verifica dei prodotti PVC (Product Verification Center), dove i componenti vengono testati ben oltre il loro ciclo di vita, per garantirne qualità e durata”. A queste due macchine si è aggiunta poi la produzione delle autogrù fuoristrada GRT655 e GRT655L? Quali sono le specifiche di queste versioni? “La GRT655 e la GRT655L hanno una capacità di 60 t. La sola differenza tra i due modelli è la lunghezza del braccio, a sfilo proporzionale tramite cilindro idraulico e funi, essendo a quattro sezioni e con lunghezza 34,8 m sulla GRT655 e a cinque sezioni con lunghezza 43 m sulla GRT655L. La prima può essere considerata la macchina con braccio standard ed è ideale per aziende di costruzioni e manutenzione, mentre la GRT655L - che farà il suo debutto sul mercato italiano al GIS 2019 - è l’opzione con braccio lungo, soluzione ideale per i noleggiatori. Entrambe le versioni hanno

tabelle di portata ai vertici della categoria, il sistema di controllo Manitowoc CCS e la cabina inclinabile. Peculiarità che si aggiungono a quelle che hanno permesso alle nostre autogrù di fornire il miglior ritorno del capitale investito, come gli stabilizzatori a stelo invertito, i freni a disco ad azionamento idraulico, l’impianto idraulico Load Sensing e la modalità ECO per ridurre il consumo di carburante. Grazie a un falcone telescopico opzionale da 7,9-13,7 m, la GRT655L garantisce la migliore altezza totale di sollevamento della categoria, pari a 59,7 m, mentre la GRT655 offre un’altezza massima di sollevamento di 51,8 m. Entrambe possono essere equipaggiate con ruote più strette, così che la larghezza massima sia inferiore a 3 m, rendendole conformi ai requisiti logistici in Europa”. Tutte le autogrù GRT citate godono di una particolare garanzia… Di cosa si tratta? “Manitowoc crede molto in questa gamma di autogrù e nell’alto livello di affidabilità raggiunto. Per dimostrare ciò propone una garanzia standard di due anni sulle nuove GRT, costruite per essere in tutto e per tutto ‘Grove Real Tough’!”. ■


Hands On LA NUOVA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI ROTO DA 21 E 26 M È PROGETTATA E REALIZZATA SEGUENDO LE LINEE GUIDA ATTUALI DEL COSTRUTTORE PIEMONTESE: COMFORT, SICUREZZA, PERFORMANCE ED EFFICIENZA. IL MODELLO 50.21S È DESTINATO A ESSERE UN TOP PLAYER DEL MERCATO

ICONA ROTATIVA di Ettore Zanatta

48 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S

L

e grandi innovazioni partono da idee semplici, come quella della gamma Roto con cui Merlo cambiò l’approccio del movimento per i sollevatori telescopici, inserendo il sistema della torretta girevole in grado di ruotare di 360° senza dover riposizionare la macchina. Dal 1991, data di lancio di questa gamma, questo concetto si è imposto sempre più a livello globale, rendendo l’azienda di San Defendente di Cervasca (CN) un punto di riferimento nel mercato. La famiglia Roto di Merlo ha raggiunto nel tempo altissimi livelli, introducendo costantemente nuovi standard nel campo dei telescopici destinati al settore delle costruzioni e ampliando l’offerta prodotto con linee diversificate in

termini di contenuti, adeguandosi sempre più alle esigenze dei differenti utilizzatori. Come ad esempio i modelli rivolti al Rental, caratterizzati dalla semplicità d’uso, fino ad arrivare ai modelli top di gamma che racchiudono tutte le caratteristiche che il cliente desidera. Oggi i nuovi Roto si distinguono per la cabina a elevata abitabilità, l’innovativo concetto costruttivo “modulare”, l’impiego di tecnologie che incrementano gli standard di sicurezza e un alto livello di performance ed efficienza.

Un “classico” made in Merlo La nuova gamma di sollevatori telescopici Merlo Roto da 21 e 26 m rappresenta più del 60% del mercato italiano. Con un peso operativo tra i 160 e i 170 q, queste macchine - proposte nelle versioni Entry,

La struttura del braccio è rimasta invariata rispetto ai modelli della precedente serie MCSS e presente gli stessi vantaggi già recepiti dal mercato, tra cui l’alloggiamento di tutti i suoi componenti all’interno della struttura stessa

S-Classic e S-Plus - sono del tutto simili tra loro concettualmente, differenziandosi ovviamente nella conformazione del braccio, nella dotazione motoristica (Deutz o FPT) e delle sospensioni (la sigla “S” nella denominazione indica appunto la loro presenza o meno nella struttura del mezzo), nella rotazione della torretta (360° o 600°) e nelle tecnologie applicate.

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 49


Hands On

Gli stabilizzatori telescopici multifunzione del sollevatore telescopico Roto 50.21S m sono strutturati per ottimizzare una messa in opera veloce e sicura. La pianta di stabilizzazione è modulabile in funzione delle condizioni operative del cantiere: la loro progettazione esclusiva, infatti, garantisce la stabilizzazione dalla posizione totalmente rientrata “in sagoma” a quella di massima estensione, gestita in modo indipendente per ciascuno degli stabilizzatori. Il diagramma di carico si adegua automaticamente in funzione della posizione e della conseguente area di stabilizzazione. Nella dotazione di serie è presente l’auto-stabilizzazione con livellamento automatico, che assicura il posizionamento corretto della macchina senza l’intervento dell’operatore. Rispetto ai precedenti Roto MCSS è stata modificata la struttura degli stabilizzatori, uniformata a quelli dei telescopici più grandi

UN “ROTO” PER OGNI ESIGENZA I nuovi sollevatori telescopici Merlo Roto 50.21 e 50.26 sono disponibili in tre versioni: ENTRY: questi modelli offrono semplicità di utilizzo e caratteristiche essenziali. Sviluppati per soddisfare le esigenze di ogni cantiere e in particolare per le compagnie di noleggio, garantiscono comunque affidabilità, elevate prestazioni ed economia d’esercizio. La rotazione a 600°, la nuova cabina a elevata visibilità, le quattro ruote motrici sterzanti e il motore da 55 kW offrono importanti risultati senza compromettere prestazioni, comfort e sicurezza. 50 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

S-CLASSIC: questi modelli, particolarmente indicati per il mercato italiano, si distinguono per uno stile accattivante e dalle linee aggressive, definito dal nuovo design modulare e dalla nuova cabina a elevato comfort sui cui è possibile installare fino a sei fari a LED, per un’operatività ininterrotta. Il motore, conforme alle rigorose normative sulle emissioni Tier 4 Final, sviluppa una potenza di 125 kW mantenendo al contempo i consumi contenuti, come da tradizione per i telescopici Merlo. Le sospensioni attive degli assali anteriori e posteriori rendono più confortevoli e sicuri i trasferimenti stradali anche su terreni sconnessi e assicurano il perfetto livellamento della

macchina nelle fasi di sollevamento. La rotazione è a 360° in continuo. S-PLUS: queste versioni sono state sviluppate principalmente per i mercati del centro e nord Europa e per offrire il massimo della tecnologia in termini di efficienza, prestazioni e polivalenza di utilizzo. Questi modelli si caratterizzano per la rotazione continua a 360°, per il dimensionamento dell’impianto idraulico a doppia pompa con cilindrata variabile Load Sensing e per la cabina a elevato comfort che integra il sistema brevettato Merlo per l’inclinazione verticale. Il powertrain prevede un motore da 125 kW e una trasmissione idrostatica con sistema di gestione elettronico


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S A

B

Nella parte inferiore della macchina sono presenti quattro tiranti di collegamento per ogni assale, progettati per vincolare questi ultimi al telaio e consentire il movimento verticale dei cilindri di sollevamento

Le sospensioni sugli assali anteriore e posteriore consentono di regolare a piacimento il sollevamento della parte anteriore (foto A) e posteriore del telescopico (foto B). Questo sistema, già utilizzato sui precedenti modelli MCSS, è stato riprogettato per migliore ulteriormente le prestazioni della macchina e il suo comportamento su strada e in cantiere

Particolari degli accumulatori di azoto (due nella parte anteriore, uno nella parte posteriore), che permettono la gestione delle sospensioni e l’assorbimento dei movimenti. In entrambe le foto si nota il cilindro utilizzato per il sollevamento del telaio

La versione oggetto di questo Hands On è il sollevatore telescopico Roto 50.21S, macchina da 50 q di portata massima e 20,8 m di altezza di sollevamento, con rotazione continua di 360°. Versione, questa, progettata e realizzata seguendo le linee guida attuali del costruttore piemontese:

comfort, sicurezza, performance ed efficienza. Facilità d’uso ed ergonomia dei comandi sono le parole chiave su cui si basa il sistema di gestione dell’intera macchina. L’innovativo bracciolo multifunzione, costruito con materiali in stile “automotive”, è intuitivo nell’utilizzo e do-

tato di sistemi automatici per il posizionamento degli stabilizzatori multiposizione: anche gli operatori meno esperti, dunque, possono manovrare questo Roto con semplicità. Il circuito idraulico (Load Sensing e Flow Sharing) permette movimenti multipli del braccio e una simultanea rotazione rapida della torretta, senza ridurre l’accuratez-

“EPD”. Le sospensioni attive degli assali anteriori e posteriori rendono più confortevoli e sicuri i trasferimenti stradali anche su terreni sconnessi e assicurano il livellamento ottimale della macchina nelle fasi di sollevamento. Anche in questo caso la rotazione è a 360° in continuo. La nuova gamma Roto, che è oggi in piena produzione, è completata dalle versioni Entry 40.16 e 40.18 e S-Classic 40.16S e 40.18S, con altezze di sollevamento da 16 a 18 m, nonché da quattro versioni della linea S-Plus, denominate 50.30 S-Plus, 50.35 S-Plus, 70.24 S-Plus e 70.28 S-Plus, con altezze di sollevamento da 24 a 35 m. luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 51


Hands On COMPONENTI INTERNI AL BRACCIO

AGGANCIO RAPIDO “TAC-LOCK”

NUOVO DISPLAY DA 10,1” DI NUOVA GENERAZIONE

IMPIANTO IDRAULICO LOAD SENSING + FLOW SHARING

ATTREZZO INTEGRATO SUL TELAIO

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IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S

I PUNTI DI FORZA MOTORE FPT NEF45 (125 KW)

NUOVO JOYSTICK ELETTRONICO

L’EFFICIENZA LA VERSATILITÀ LA FACILITÀ D’USO IL COMFORT IN CABINA IL SISTEMA DI SICUREZZA MCDC LA PRECISIONE DEL CIRCUITO IDRAULICO

CABINA ROPS/FOPS LIVELLO II CABINA PREMIUM DI NUOVA CONCEZIONE

TRASMISSIONE IDROSTATICA “EPD” A DUE VELOCITÀ

ROTAZIONE TORRETTA DI 360° CONTINUA

STABILIZZATORI MULTIPOSIZIONE

SOSPENSIONI ATTIVE SUGLI ASSALI (ANT. + POST.)

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 53


Hands On Sul lato sinistro del Roto 50.21S sono presenti due vani (a sinistra nella foto): il primo (in alto) accoglie i componenti elettrici, il secondo è utilizzato come portaoggetti. Nella parte destra della foto si nota il vano apribile in verticale in cui sono alloggiati: la batteria di grosse dimensioni con relativo stacca-batteria manuale, utilizzabile in caso di emergenza con una pressione di cinque secondi (ricordiamo che questa macchina presenta uno stacca-batteria automatico che si attiva dopo cinque minuti dallo spegnimento del motore, per consentire il processo di pulizia dell’impianto dell’urea); il blocco del distributore idraulico, il serbatoio del gasolio (nero) e dell’ADBlue (blu)

Sul lato destro del telescopico è presente il vano, con apertura a libro, in cui sono alloggiati il motore FPT NEF45 e i relativi componenti. Nella parte sinistra del vano, sotto una scaletta removibile che consente un agevole accesso per la manutenzione, è presente il gruppo delle pompe idrauliche

Particolare di un’opzione unica presente sul mercato offerta da Merlo: il verricello montato direttamente sul telaio. Essendo la macchina omologata per la circolazione stradale, non sarebbe possibile montare attrezzi sul porta-attrezzi (a parte le forche ripiegate). Questo sistema consente a chi viaggia su strada di trasportare con sé l’attrezzatura, già pronta per l’uso

Il porta-attrezzi del sollevatore telescopico Roto 50.21S garantisce l’interfaccia con tutti gli attrezzi in dotazione al cliente. Novità interessante è l’introduzione di un sistema di riconoscimento degli attrezzi (indicato nella foto) che imposta in automatico il comportamento della macchina in funzione di ciò che viene montato sul braccio 54 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

za dei movimenti, per un posizionamento preciso del carico. La trasmissione idrostatica, inoltre, è garanzia di massima precisione negli spostamenti della macchina, assicurando variazioni millimetriche nei movimenti. Abbiamo citato il comfort: la cabina di nuova concezione è ancorata a una struttura che, nel caso delle versioni S-Plus – è in grado di essere inclinata verso l’alto di 20°: in tal modo l’operatore può seguire i movimenti del carico senza sforzi. La parte inferiore del modulo è collegata con dei Silent-block per ridurre le vibrazioni e la rumorosità. Il sistema Tac-lock che caratterizza questo telescopico permette


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S

GESTIONE COMPLETA DEL TELESCOPICO La torretta, riprogettata e aggiornata, presenta la nuova cabina Merlo a elevata abitabilità, caratterizzata da un’ampia vetratura e da un concetto costruttivo modulare. Sulla torretta sono montate di serie le luci di lavoro stradali. La targhetta argentata presente sul telaio è un attestato che indica come il sollevatore telescopico Roto 50.21S è acquistabile in regime Industria 4.0, con i relativi vantaggi economici per il cliente

Il sollevatore telescopico Roto 50.21S impiega tecnologie che ne incrementano gli standard di sicurezza, performance ed efficienza. Cruscotto e volante sono similari ai telescopici della serie precedente. Il joystick elettronico invece è di nuova concezione: montato sul bracciolo destro (è possibile, come opzione, dotare la macchina anche di joystick identico sul bracciolo sinistro o con joystick tradizionale verticale), consente di gestire svariate funzionalità della macchina

poi il bloccaggio idraulico degli attrezzi senza muoversi dal posto di guida, migliorando notevolmente il comfort operativo. Ma anche la sicurezza è importante: la torretta è in grado di sviluppare una rotazione continua

di 360° (limitata a 600° per la versione Entry). Il sistema di gestione automatico del carico ASCS, equipaggiato, di serie, con un nuovo display digitale ad alta definizione per la visualizzazione dei parametri operativi e di sicurezza,

Nell’ampio display a colori da 10,1” sono riportate tutte le informazioni operative del sollevatore telescopico. La navigazione all’interno delle schermate avviene tramite un comando a rotella, posizionato sul bracciolo, tramite il quale è possibile impostare i limiti funzionali della macchina, come la regolazione delle velocità massime dei movimenti e la limitazione geometrica delle aree di lavoro. Le informazioni legate alla gestione della macchina vengono visualizzate in maniera semplice e intuitiva. La schermata relativa al diagramma di carico si aggiorna in tempo reale in base alle condizioni operative, ciò permette la visualizzazione istantanea delle informazioni in termini di sicurezza e stabilità.

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Hands On Alla base del joystick sono presenti tre pulsanti: il primo a sinistra gestisce l’afflusso dell’olio idraulico, quello centrale il blocco degli ausiliari (AUX), il terzo il bloccaggio della rotazione della zattera

Il display è di nuova generazione e fornisce diagrammi generati automaticamente in base al carico che si sta movimentando, alla posizione della macchina, della torretta e del braccio, al fine di lavorare sempre in totale sicurezza e trasparenza di dati e di poter monitorare costantemente i limiti di lavoro. Sempre per una questione di sicurezza, le informazioni relativi ai diagrammi sono esplicate anche tramite luci poste sul montante laterale destro, sopra il display. La stessa cosa avviene anche esternamente, tramite luci posizionate sulla cabina, a beneficio di chi sta lavorando in piattaforma o tramite radiocomando

garantisce prestazioni di alta precisione, senza alterare la stabilità del mezzo. Il Roto 50.21S, così come il 50.26S e le versioni S-Plus, è equipaggiato con un sistema di

sospensioni attive che consentono di correggere le inclinazioni del suolo permettendo il sollevamento dei materiali in piena sicurezza.

IL PARTNER TELEMATICO La gamma Merlo offre la possibilità di usufruire di una tecnologia esclusiva per rendere ancora più intelligenti e connessi i propri telescopici. L’operatore, tramite il sistema di connettività MerloMobility 4.0 può sfruttare in modo integrato le informazioni rilevate dalle macchine e trasferite all’interno di un portale. Merlo Mobility è uno strumento flessibile in grado di ottimizzare il monitoraggio operativo delle sue macchine nei diversi settori di attività. MerloMobility, infatti, informatizza, gestisce e localizza la flotta di mezzi privati e aziendali con un sistema semplice, economico e personalizzabile, consente di effettuare la radio-localizzazione GPS in tempo reale di più mezzi o veicoli, di controllarne i parametri più significativi e di ricevere e gestire gli allarmi, ma anche di inviare comandi per la gestione degli eventi. MerloMobility utilizza come mezzo di trasmissione delle informazioni la rete wireless GSM/GPRS/UMTS e la rete Internet. L’accesso al sistema e il suo utilizzo si effettua via Web, non è quindi necessario installare complessi

56 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

software poiché attraverso un comune browser è possibile gestire tutte le funzionalità da un normale computer o da un palmare. Inoltre, in caso di furto o manomissione del sistema, MerloMobility opera anche come antifurto. Attraverso MerloMobility, inoltre, è possibile recuperare informazioni logistiche e di diagnostica e manutenzione direttamente dal sistema CANBus del veicolo. Nel caso di mezzi Merlo che utilizzano il sistema MCSS o Merlin, MerloMobility è l’unico sistema in grado di accedere alla lettura di questi segnali proprietari.

Versatilità ed efficienza Il Roto 50.21S è compatibile con l’ampia scelta di attrezzature studiate appositamente per i sollevatori telescopici Merlo e interfacciate con l’esclusivo sistema di riconoscimento automatico. Il sistema di gestione in remoto dei movimenti della macchina, realizzato tramite radiocomando (anch’esso sviluppato da Merlo), permette a questa macchina e a tutti i nuovi Roto di operare in molteplici situazioni, aumentandone la versatilità. In questa linea sono poi state introdotte nuove gamme di potenza a partire da 55 kW (il 50.21S offre una potenza motore di 125 kW), per garantire costi di manutenzione e consumi ridotti. Da sottolineare che tutta la gamma è equipaggiata con una trasmissione idrostatica a gestione elettronica EPD (Eco Power Drive),

Il radiocomando, progettato da Merlo, presenta uno spinotto laterale che consente di ricaricare la batteria quando non utilizzato, sia quando è alloggiato in cabina che sulla piattaforma


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO MERLO ROTO 50.21S

LA SCHEDA TECNICA Il sollevatore telescopico Merlo ROTO S-Classic Rotazione torretta:

50.21S 360° continua

Massa totale a vuoto:

15.800 kg

Massima portata:

4.950 kg

Altezza di sollevamento: Sbraccio max.: Portata alla massima altezza di sollevamento: Portata al massimo sbraccio: Livellamento del telaio: Motore:

20,8 m 18 m 2.500 kg 800 kg +/-12%, +/-4% FPT NEF45

Potenza motore:

125 kW

Velocità max.:

40 km/h

Freno di stazionamento a bloccaggio automatico:

SI

Pompa idraulica:

LS + FS

Portata/pressione:

135 l/min

Presa idraulica in testa al braccio: Allestimento cabina: Cabina FOPS LIV II e ROPS:

SI Premium SI

Comandi in cabina:

Joystick elettronico

Cabina inclinabile:

NO

Inversore:

Dual reverse

Sospensioni su assale:

SI

Predisposizione navicella:

SI

Tac-lock:

SI

Pneumatici standard: Stabilizzatori:

La parte superiore del telaio, su entrambi i lati, è caratterizzata da lamiere mandorlate in alluminio antiscivolo. La macchina è dotata di una seconda scaletta (di serie) nella parte sinistra del mezzo, ancorabile in appositi punti del telaio, per garantire un agevole accesso al telaio stesso. Una terza scaletta è presente sul lato destro della macchina

18-22.5 Multiposizione

Il sollevatore telescopico Roto 50.21S è dotato di pneumatici BKT 18-22.5, utilizzati anche su tutti i modelli più piccoli (7 e 10 m)

che permette di ridurre i giri motore laddove non sia richiesta una potenza elevata. Infine, i freni a disco a secco - uno per ruota, più un quinto vicino all’assale anteriore - permettono di limitare l’assorbimento di energia, riducendo i consumi della macchina. ■

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 57


COMPONENTI MP FILTRI

L’EliXir

di lunga vita LO SPECIALISTA IN FILTRAZIONE PER L’OLEODINAMICA PROPONE UN NUOVO CONCETTO DI FILTRO A BASSA PRESSIONE MA NON SOLO. L’AZIENDA MILANESE HA LANCIATO SUL MERCATO ANCHE UN NUOVO CONTATORE DI PARTICELLE, UN VERO E PROPRIO “LABORATORIO PORTATILE” DI ULTIMA GENERAZIONE di Ettore Zanatta

A

ttiva da oltre 50 anni e tra le prime 10 realtà industriali per quota di mercato a livello mondiale che offrono soluzioni di fascia medio-alta nel settore della filtrazione per l’oleodinamica, MP Filtri è specializzata anche in soluzioni di Power Transmission e Controllo della Contaminazione. Un’azienda in costante crescita, sia di fatturato che in termini strutturali e dimensionali quella di Pessano con Bornago, in provincia di Milano, fondata da Bruno Pasotto nel 1964. Una realtà made in Italy la cui qualità produttiva è riconosciuta oggi in tutto il mondo e che ogni anno riesce ad anticipare le esigenze dei suoi clienti proponendo sul mercato soluzioni sempre innovative. Un caso esemplare e recente è il lancio di EliXir, un nuovo concetto di filtro a bassa pressione con connessioni in linea e pressione di lavoro fino a 1,6 MPa (16 bar). Disponibile in tre serie (SFEX, RFEX e LFEX) e in quattro grandezze (060, 080, 110 e 160),

58 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

la nuova generazione di filtri è completamente intercambiabile alla serie MPS 050/070 e 100/150 della gamma Spin-on, rispetto alla quale la nuova soluzione ha un peso complessivo fino al 10% inferiore. La testata è in alluminio pressofuso, mentre il contenitore

in nylon. Svariati i campi di applicazione: Agricolo, Mobile (è particolarmente idoneo per il settore Construction), Industriale (in particolare, per la sfera dei compressori) e Trasmissioni (la serie SFEX ricopre le esigenze applicative delle linee di aspirazione).


LA NUOVA GENERAZIONE DI FILTRI ELIXIR È DISPONIBILE IN TRE SERIE (SFEX, RFEX E LFEX) E IN QUATTRO GRANDEZZE (060, 080, 110 E 160)

I valori aggiunti Molteplici i valori aggiunti apportati dall’impiego di questa nuova soluzione. Come le guarnizioni di tenuta a forma esagonale o le nuove valvole di bypass in linea (0,3 bar per aspirazione/ Serie SFEX; 1,75 bar per ritorno/ Serie RFEX; 3,5 bar per mandata/ Serie LFEX). Il design del sistema di tenuta è più affidabile verso l’ambiente esterno, ad esempio in applicazioni con vibrazioni, dato da un

o-ring con sede a norma allineato alla filettatura di fissaggio del contenitore. Durante l’operazione di sostituzione dei filtri della precedente generazione, poi, è necessario eliminare il contenitore in metallo comprensivo di flangia metallica, guarnizioni, olio residuo e molla metallica. Con EliXir, invece, viene eliminato il solo elemento FEX (lo smontaggio avviene per mezzo

di una semplice chiave inglese), risultando quindi meno dannoso per l’ambiente. Un vantaggio (minore spreco d’olio) si ha anche durante la fase di sostituzione della cartuccia. Infine, EliXir garantisce anche portate particolarmente elevate, grazie alla geometria della testata: l’olio entra con flusso a spirale e si propaga meglio all’interno dell’elemento filtrante, allungandone la vita.

L’OPINIONE

“Veloce, preciso e facile da utilizzare, l’innovativo LPA3 rappresenta uno strumento essenziale per monitorare e identificare in tempo reale i livelli di contaminazione del fluido. È infatti ormai noto come l’80% dei danni nei sistemi oleodinamici sia causato proprio dalla contaminazione da particelle solide dovute, ad esempio, all’usura o alla pulizia dell’olio non correttamente eseguita. In tal senso, la tecnologia di LPA3 permette di predeterminare le condizioni di funzionamento del fluido e di attivare, con tempestività, le opportune procedure di manutenzione prima che si verifichino dei guasti, a garanzia della massima continuità d’esercizio, di una maggiore durata del ciclo di vita dei componenti e di una consistente riduzione dei costi e dei tempi di fermo macchina. LPA3 è il frutto della consolidata expertise dell’azienda nel settore della filtrazione oleodinamica e dei costanti investimenti sostenuti nella ricerca e sviluppo di soluzioni complete e altamente innovative per il controllo della contaminazione. Oggi, dunque, siamo profondamente orgogliosi di presentare al mercato un sistema così evoluto e all’avanguardia, che sarà in grado di offrire ai nostri clienti un reale vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza, grazie alle sue funzionalità avanzate e all’elevata precisione nell’analisi del fluido dei sistemi oleodinamici”.

MASSIMILIANO SANNA MARKETING MANAGER, MP FILTRI

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 59


SEZIONE

IL NUOVO CONTATORE DI PARTICELLE LPA3 È UN VERO E PROPRIO LABORATORIO PORTATILE DI ULTIMA GENERAZIONE

“

LE ULTIME NOVITÀ DI MP FILTRI OFFRONO AI SUOI CLIENTI UN REALE VANTAGGIO GRAZIE ALLE LORO FUNZIONALITÀ AVANZATE

Un laboratorio portatile Un’altra interessante novità proposta da MP Filtri è il nuovo contatore di particelle LPA3. Si tratta di un vero e proprio laboratorio portatile di ultima generazione che, grazie alle innovazioni introdotte nella tecnologia ottica e dei fotodiodi, consente di effettuare un controllo rapido, accurato e completo della contaminazione dei fluidi dei sistemi oleodinamici, con un grado superiore di affidabilità e precisione. Concepito per consentire agli utenti di operare in qualsiasi contesto applicativo, LPA3 presenta un design robusto, ergonomico e compatto, con ingombri ridotti e un peso di soli 10 kg, che lo ren60 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

„

dono un prodotto valido anche in ambienti di lavoro critici. Come il suo predecessore LPA2, oltre a misurare, segnalare e visualizzare automaticamente la contaminazione da particolato, il livello di umidità, la pressione e la temperatura del sistema, LPA3 offre molteplici funzionalità avanzate. Consente, infatti, di programmare volumi superiori di campione con tempi 16 volte più veloci rispetto a LPA2, riducendo al minimo il rischio di errore nell’analisi del fluido. L’utilizzo della più recente tecnologia ottica a LED accresce ulteriormente il livello di precisione, rendendolo idoneo a essere utilizzato in svariate applicazioni e in condizioni di lavoro critiche.

LPA3 è di fatto in grado di funzionare correttamente, mantenendo i medesimi standard di efficienza, in ambienti con temperature che vanno da -10°C a +80°C e con pressioni fino a 420 bar. Ulteriore elemento distintivo di LPA3 è il suo elevato grado di programmazione e personalizzazione in termini di volumi di campionatura (fino a 100 ml di campione in un minuto) e quantità di test eseguiti in contemporanea, che ne accrescono la versatilità d’impiego. Qualsiasi sia il campo di utilizzo, LPA3 prevede un’ampia gamma di formati di reportistica in grado di soddisfare qualunque standard richiesto. I dati elaborati possono essere scaricati tramite connessione USB o stampati istantaneamente su carta grazie all’adozione di una stampante termica opzionale. Il nuovo contatore è studiato per assicurare un prodotto sofisticato, con un software evoluto ma, al contempo, di semplice e immediato utilizzo anche per l’operatore meno esperto: basta un semplice tocco sul display a colori touch-screen da 10,1” ad alta risoluzione, completamente programmabile, per attivarne le funzionalità. Completano la soluzione un’elevata capacità di memoria integrata, che permette di archiviare fino a 4.000 test, una batteria agli ioni di litio a lunga durata e una custodia in copolimero infrangibile, a garanzia di prestazioni durevoli nel tempo. ■


THE GREEN TECHNOLOGY EXPO

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Dossier

Lo Stato dell’arte 62 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


CANTIERE 4.0

È

difficile prevedere il futuro del pacchetto di incentivi legato al Piano lndustria 4.0, visto l’attuale contesto politico. Su questo tema, che richiede indispensabili chiarimenti, Luigi Di Maio aveva annunciato prima dell’estate una “cabina di regia”. L’estate è arrivata, ma, invece che l’atteso chiarimento, ha portato con se’ una clamorosa crisi di Governo, seguita da un rimescolamento delle carte a livello politico. Tra i numerosi dossier da sottoporre all’attenzione del nuovo esecutivo c’è senza dubbio quello riguardante uno strumento che è stato di fondamentale aiuto per molti imprenditori. A dirlo non sono valutazioni arbitrarie, ma i numeri: dopo dieci anni di vacche magre, tra il 2017 e il 2018 il consumo nazionale di beni strumentali è cresciuto in maniera straordinaria, compreso quello dei beni “4.0”. Tuttavia, già nell’ultima parte dello scorso anno c’era stata una frenata che aveva allarmato diversi addetti ai lavori. Infatti, lasciando da parte le vicissitudini politiche, alcuni sollevano dubbi sul fatto che questo tipo di sostegni – oltretutto modificati in corso d’opera - siano ancora efficaci. È rimasto sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico un progetto di radicale ridefinizione degli incentivi, che, nelle intenzioni della precedente maggioranza di

Governo, dovrebbero abbandonare la loro natura transitoria per trasformarsi in un piano strutturale. I suoi benefici dovrebbero inoltre riguardare sempre di più le piccole imprese, obiettivo dichiarato della compagine di maggioranza, dando nel contempo un forte giro di vite sugli abusi e, soprattutto, facendo un salto di qualità sul piano culturale: bisogna abbandonare l’idea degli investimenti guidati dalle agevolazioni fiscale in favore di una vera innovazione. Questo, però, richiede che si sblocchi l’antico nodo del credito, un problema che abbiamo più volte indicato come cruciale nel più ampio quadro della ripresa dell’industria nazionale e la cui soluzione non sembra affatto prossima.

Segnali di allarme La necessità di apportare dei correttivi emerge anche dai dati dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano. Rispetto al +35% del 2018, c’è stata una frenata che ci ha portato a una crescita limitata tra il +10% e il +15%. Il valore assoluto del mercato di Industria 4.0 si attesta quindi a 3,2 miliardi di euro, ma trainato dagli investimenti effettuati nel 2017 sulla spinta degli incentivi dei quali oggi ignoriamo il futuro. Allargando lo sguardo all’ultimo quadriennio, la crescita è del

GRAZIE AI CONSIDEREVOLI SVILUPPI TECNOLOGICI DEGLI ULTIMI ANNI, IL LAVORO IN CANTIERE È CONSIDEREVOLMENTE CAMBIATO PER VIA DELLA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI. TUTTAVIA, IL PROSSIMO CAPITOLO DI QUESTA STORIA AVVINCENTE È ANCORA DA SCRIVERE: IL FUTURO DI QUESTA EVOLUZIONE È APPESO ALLE TENDENZE DEL MERCATO, MA ANCHE ALLE SCELTE POLITICHE di Lorenzo Zacchetti

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 63


Dossier +140%, a cui va aggiunto un indotto di circa 700 milioni di euro in progetti “tradizionali” di innovazione digitale (circa 300 milioni in più dell’anno precedente). L’85% di questo fatturato è composto da Industrial IoT (Internet of Things), Industrial Analytics e Cloud Manufacturing. Commentando il dato in un intervento su “Agenda Digitale”, Marco Bentivogli (Segretario generale della Fim-Cisl) ha detto di non esserne stupito, “soprattutto alla luce della rimodulazione del Piano Nazionale Industria 4.0 messo in campo dall’attuale governo nella legge di Bilancio del 2019 che nonostante gli aggiustamenti fatti, anche su nostra segnalazione, con il cosiddetto ‘Decreto Crescita’ ne ha ridotto

AMCS TECHNOLOGIES:

NEL 2020 ARRIVA “IOT LIFTING”

AMCS technologies, società francese specializzata nei sistemi di sicurezza anticollisione e nella zonizzazione zone delle macchine di sollevamento, hanno sviluppato la propria tecnologia telematica, chiamata “IoT Lifting”, che sarà disponibile nel 2020 a livello internazionale. Grazie alla connessione 3G/4G delle

schede SIM (compatibili in oltre 130 Paesi) presenti nei sistemi anticollisione DCS 61-S installati su ciascuna gru, il sistema genera informazioni tecniche sulla gru e sul dispositivo anticollisione (quando la gru è alimentata, in movimento, in banderuola, eccetera) e statistiche personalizzate per ogni singolo cantiere e azienda (tasso di occupazione, carico, efficienza, interferenza...), attraverso un portale web. L’utente può inoltre visualizzare da remoto lo schermo del sistema, come l’operatore della gru. “Tutti i nostri clienti avranno un preciso feedback giornaliero sulla produttività dei loro cantieri

BRIGADE ELETTRONICA:

TECNOLOGIE AL SERVIZIO DELLA SICUREZZA

Da oltre 40 anni leader in sistemi di sicurezza veicolare per mezzi commerciali e macchine operatrici, Brigade Electronics presenta importanti novità. Brigade è nata in Inghilterra nel 1976 introducendo in Europa gli allarmi tonali per la retromarcia e brevettando subito dopo la versione a suono bianco, incrementale e direzionale. Da allora ha arricchito la gamma di tutti i dispositivi utili alla salvaguardia degli operatori e delle persone nei cantieri e sulle strade: telecamere e monitor, sensori ultrasuoni, radar, sistema di visione a 360°. Ha sempre assecondato le esigenze del mercato, addirittura anticipandole. Mauro Lantschner, Managing Director, spiega: “Quest’anno abbiamo lanciato QVS, un nuovo avvisatore acustico per 64 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

i veicoli elettrici e, di sicuro interesse per il settore Construction, il radar Backsense OSD, che integra i sistemi di rilevamento ostacoli con le telecamere e i monitor. Un upgrade di grande utilità, poiché l’operatore può vedere sullo schermo le immagini riprodotte dalle telecamere ed essere avvisato in caso di ostacoli nei paraggi. Se utilizzato in abbinamento a un sistema di telecamere e monitor Backeye, il modulo OSD di visualizzazione a schermo (On-Screen Display) avverte il guidatore della presenza di ostacoli in prossimità del veicolo mediante la sovraimpressione dei dati, captati dai sensori visivi ed acustici a cinque stadi, sulle immagini delle telecamere visualizzate sul

monitor. Tutte le informazioni sono, dunque, riportate in unico schermo e, oltre a ridurre lo stress dei guidatori, Backsense OSD è più sicuro, grazie alla segnalazione attiva, che richiama l’attenzione. È un importante passo in avanti per la sicurezza veicolare, da sempre la nostra mission”.


CANTIERE 4.0

e conosceranno l’attività delle loro gru”, afferma Radoine Bouajaj, direttore delle vendite di AMCS technologies. La tecnologia telematica “IoT Lifting” non riguarda solo il monitoraggio accurato della produttività del sito da remoto e dell’attività delle gru. Le sue funzionalità si spingono ben oltre, consentendo al costruttore e al noleggiatore di effettuare approfondite valutazioni della produttività, nonché una gestione automatizzata della propria flotta.

le risorse cancellando del tutto il Superammortamento per l’acquisto di macchinari nuovi, mentre l’Iperammortamento è stato rimodulato per le PMI in particolare per gli investimenti in chiave Industry 4.0”.

Tecnologie abilitanti Facciamo quindi un passo indietro per comprendere meglio l’evoluzione della situazione. Il concetto di “Industria 4.0” è stato introdotto nel 2011, mutuando il titolo di un’iniziativa lanciata da alcune grandi imprese e centri di ricerca, a sua volta ispirata dal progetto “Industrie 4.0”, presentato dal governo tedesco nella Fiera di Hannover dello stesso anno. Rientrano in questa definizione le innovazioni che hanno spinto a parlare della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, per il decisivo impatto che possono avere sulla produzione.

Tutti i sistemi sono mappati, l’utente ha la possibilità di conoscere informazioni specifiche su di essi (in quali cantieri su quali macchine sono installati i sistemi, la rispettiva posizione geografica, la versione del software operativa, i numeri di serie delle apparecchiature, quali elementi del kit anticollisione sono installati, quante gru sono in interferenza, quante sono le aree ad accesso vietato...). Con nuovo strumento di gestione della produzione, AMCS technologies dimostra la propria capacità di tenere il passo con gli sviluppi del mercato e di soddisfare la domanda dei propri clienti con soluzioni tecnologiche innovative.

Il Boston Consulting le ha catalogate nelle seguenti nove “tecnologie abilitanti”: Avanced manufacturing solution, Additive manufacturing, Augmented reality, Simulation, Horizontal and vertical integration, Industrial Internet, Cloud, Cybersecurity e Big Data Analytics. Sulla scia di questa ventata di novità, l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha varato un piano di incentivi al fine di supportare questa transizione, i cui contenuti sono ben noti ai nostri lettori: Iperammortamento, Superammortamento, Nuova Sabatini, Credito d’Imposta R&S, Patent Box, StartUp e PMI Innovative. Un pacchetto che, come abbiamo visto, ha prodotto benefici notevoli anche e soprattutto per il settore delle costruzioni, nel quale la crisi aveva stroncato ogni velleità di investimento.

PER JCB 250.000 MACCHINE SOTTO CONTROLLO

JCB ha raggiunto il traguardo delle 250.000 macchine monitorate dal suo sistema telematico LiveLink. Lanciato 12 anni fa, LiveLink Telematics offre agli operatori di macchine e ai gestori di flotte un facile accesso a tutti i dati con un clic di un pulsante attraverso un portale online e un’app mobile. LiveLink consente alle macchine di essere monitorate dai centri Uptime di JCB in tutto il mondo per garantire i proprietari di JCB, indipendentemente dal fatto che singoli operatori o gestori di flotte ricevano un servizio clienti di livello mondiale e supporto alla manutenzione. LiveLink consente agli operatori della flotta di monitorare le informazioni vitali come il consumo di carburante, i guasti e il tempo di inattività della macchina per migliorare la redditività e colpire gli obiettivi di sostenibilità e ambientali monitorando le emissioni di carbonio. Tra le novità più recenti del sistema, Tag LiveLink serve per il tracciamento degli elementi senza fonte di alimentazione. Il tag LiveLink è ideale per fornire la posizione degli allegati o degli attrezzi. Questo tag, con funzionamento Bluetooth, comunica con l’hardware telematico LiveLink installato su qualsiasi dispositivo JCB se si trova a una distanza di 50 m. L’articolo è quindi visibile per l’individuazione nel portale Web telematico LiveLink.

luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 65


Dossier MIR: UNA FELICE INTERAZIONE TRA UOMO E ROBOT

DAVIDE BOAGLIO AREA SALES MANAGER ITALIA DI MIR

Automazione e robotica sono due settori strettamente correlati e in continuo sviluppo che stanno prepotentemente prendendo il comando del settore manifatturiero nazionale e mondiale. Significa quindi che l’uomo non ha più un ruolo all’interno della produzione? Non secondo Davide Boaglio, Area Sales Manager Italia di MIR - Mobile Industrial Robots: “Robotica e automazione hanno e avranno sempre bisogno della guida umana. Sfatare il mito che ci vorrebbe tutti superflui e succubi di automi, per giunta sviluppati da noi stessi depredandoci del lavoro, giusto per ‘tirarci la zappa sui piedi’, è piuttosto semplice. La storia ci insegna che l’innovazione porta sempre dei benefici ed eleva il lavoro dell’uomo, durante la rivoluzione industriale,ad esempio, scomparvero molte figure e mansioni ma ne nacquero altrettante, molte delle quali di maggior valore. Nel nostro Paese le PMI del settore manifatturiero costituiscono una consistente porzione del mercato, rappresentano le vertebre che compongono la spina dorsale del settore industriale”.

Dopo anni davvero duri, si è ritrovato il coraggio di scommettere sul futuro e, in particolare, di rinnovare un parco macchine ormai vetusto sfruttando gli incentivi fiscali. Ma, come detto, la parabola sembra arrivata alla fase discendente, avvitandosi in un limbo difficile da interpretare. 66 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

Cambiamenti in corsa Se l’ondata del “4.0” è un fenomeno mondiale, questo genere di incentivi appartiene ovviamente alle scelte discrezionali di ciascun governo. Per questo motivo, una volta cambiata la coalizione politica che guida il Paese e di conseguenza il titolare del Ministero, è cambiato anche l’approccio al tema. Come accennava Bentivogli, il cambiamento più significativo è stato la cancellazione del Superammortamento per l’acquisto di macchinari nuovi, mentre l’Iperammortamento è stato rimodulato in senso più favorevole alle piccole e medie imprese, riducendone la portata per quelle di maggiori dimensioni, nella convinzione che esse avessero già effettuato gli investimenti di

loro competenza negli anni passati. Nella Finanziaria 2019 non era previsto nemmeno il Bonus Formazione 4.0 (altro pilastro del piano precedente), che poi però è stato reintrodotto durante il passaggio alla Camera, in seguito alle critiche ricevute. Un’altra misura rivolta esclusivamente alle PMI è il voucher fino a 40.000 euro finalizzato ad agevolare le assunzioni di manager dell’innovazione. Con l’approvazione del Decreto Crescita, il governo ha parzialmente corretto la rotta prorogando il Superammortamento fino al termine del 2019, con la possibilità di fare acquisto fino a giugno 2020. Inoltre, sono stati stanziati 100 milioni di euro per la digitalizzazione delle imprese ed è stato alzato da due a quattro milioni di euro il


CANTIERE 4.0

tetto massimo per richiedere i finanziamenti previsti dalla Nuova Sabatini. A queste scelte strategiche si affianca il forte ritardo dei “Competence Center”: annunciati fin dal 2016 come poli costituiti da università di eccellenza e imprese allo scopo di occuparsi di formazione e ricerca, sono ancora lontani dall’orizzonte.

Cantieri intelligenti Il cambiamento tangibile che le tecnologie 4.0 hanno apportato nel lavoro in cantiere si traduce in

molteplici vantaggi, sia in termini di produttività che di sicurezza. Partiamo dall’Internet of Things (IoT), che permette di connettere gli oggetti fisici alla Rete. Questo vale anche per i dispositivi di protezione individuale (DPI), i quali diventano “intelligenti”: i sensori consentono di verificare che scarpe antinfortunistiche, elmetti e ogni altro dispositivo venga utilizzato effettivamente e nel modo corretto. La configurazione del sistema di controllo permette di aumentare il livello di controllo,

I SENSORI GEFRAN PER LE APPLICAZIONI MOBILE HYDRAULICS Gefran è un’azienda leader nella progettazione e nella produzione di sensori per misure di posizione, pressione, temperatura e forza. Grazie a un know how acquisto in quarant’anni di attività, è in grado di proporre una gamma completa di dispositivi dedicati ad applicazioni quali mezzi agricoli, macchine movimento terra o piattaforme aeree, ma anche soluzioni per il mercato “fluid power” ovvero cilindri idraulici e pneumatici. Gefran si distingue come fornitore di un pacchetto completo di sensori destinati all’allestimento del macchinario nel suo complesso, focalizzandosi sulle caratteristiche specifiche dell’applicazione, per dare

risposte certe alle diverse esigenze dei mercati e dei clienti. Gefran offre un pacchetto di sensori performanti, robusti e affidabili per le principali movimentazioni di questi macchinari, quali il controllo dell’angolo di sterzo, la pressione dell’olio idraulico, la posizione del cilindro che controlla le aperture/chiusure delle parti mobili del veicolo, il controllo dello sterzo e la posizione delle sospensioni indipendenti. Tra le soluzioni Gefran dedicate alle macchine movimento terra segnaliamo le tecnologie potenziometrica e magnetostrittiva per il controllo di posizione, la prima “a contatto” la seconda “contactless”.

Le soluzioni RK (magnetostrittiva) e PMI (potenziometrica) sono affidabili e ripetibili nella misura di posizione, in grado di adattarsi a diverse tipologie di cilindri. Grazie ai trasduttori di pressione modello KH è possibile controllare la pressione del circuito idraulico o il peso del materiale caricato nella pala o nel dumper; nel caso dello scavatore - insieme all’inclinometro di elevata precisione GI - è possibile determinare la massima estensione della benna evitando il ribaltamento del mezzo. luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 67


Dossier

ad esempio impostando un alert nel caso in cui una visiera sia impropriamente sollevata, nonché di monitorare tutto l’andamento del cantiere su un solo schermo. Le intrusioni indebite sono uno dei principali problemi e l’impiego dei droni rappresenta una soluzione ottimale. Con lo stesso strumento, inoltre, è possibile effettuare rilievi sul campo, sia in

fase di progettazione, sia per controllare l’avanzamento dei lavori. Il codice identificativo assegnato alle macchine permette di vigilare sulla loro posizione ed anche di reimpostare le funzioni assegnate, programmando i lavori in base alle misure e alle necessità del progetto. Anche da questo punto di vista, è fondamentale l’otticaBIM. L’introduzione del Building

Information Modeling ha rivoluzionato non solo la fase di progettazione, ma anche quella di esecuzione: scaricando i dati dalla piattaforma alle macchine che si trovano in cantiere, è possibile impostarne le funzioni e modificarle in corso d’opera. La funzione di geofencing limita il percorso delle macchine e la movimentazione dei materiali a percorsi predefiniti, abbassando il rischio di incidenti e, nel contempo, ottimizzando l’operatività. La tecnologia 4.0 ci viene in aiuto anche per verificare la qualità dei manufatti: i codici Rfid (RadioFrequency Identification) consentono di effettuare test anti-frode sul materiale impiegato e in particolare sul calcestruzzo.

Dalla sicurezza all’ottimizzazione Tra i vantaggi apportati dalla digitalizzazione del cantiere (e in particolare dall’Internet of Things) spicca la funzione di localizzazione e monitoraggio di macchine, attrezzature e impianti. In pri-

LIEBHERR LIDAT PER IL CONTROLLO DEL PARCO MACCHINE Il sistema di trasferimento e posizionamento dei dati LiDAT facilita la gestione del parco veicoli e della flotta delle macchine Liebherr dalle aree di prodotti della tecnologia di movimento terra, gru cingolate, gru cingolate, gru a torre e gru marittime su una piattaforma uniforme. Poiché anche le macchine di altri produttori possono essere integrate, è possibile gestire parcheggi completi. LiDAT fornisce informazioni per la localizzazione e il funzionamento delle macchine. Esempi di questo includono il posizionamento delle macchine, i periodi di funzionamento e l’uso, il consumo di carburante e anche i dettagli dell’intervallo di manutenzione. Le macchine possono essere facilmente 68 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

definite in gruppi per grandi cantieri, grandi cantieri per scopi organizzativi. Alle singole macchine possono essere assegnate restrizioni temporali e limitazioni di movimento per quanto riguarda la loro implementazione. Il sistema è disponibile come pacchetto base “LiDAT Standard”, che può essere utilizzato per macchine di qualsiasi produttore. “LiDAT Plus” e pacchetti supplementari per gru cingolate, gru cingolate e speciali macchine per fondazioni profonde sono disponibili specificamente per le capacità tecniche avanzate delle macchine Liebherr. Il pacchetto standard fornisce informazioni sulla pianificazione dell’implementazione

dell’apparecchiatura, i dati di posizionamento della macchina, i periodi di utilizzo e funzionamento, gli intervalli di manutenzione, il noleggio e la gestione delle attrezzature. “LiDAT Plus” offre i vantaggi aggiuntivi del monitoraggio geografico e relativo al tempo, la segnalazione di condizioni operative critiche, i dati sul consumo di carburante e intervalli di trasferimento dati definibili dall’utente. Il pacchetto aggiuntivo “Teleservice”, ad esempio, consente al personale di assistenza Liebherr di accedere ai comandi della macchina da qualsiasi posizione e, in questo modo, correggere malfunzionamenti o potenziali guasti.


CANTIERE 4.0

JEKKO SEMPRE PIÙ VICINO AL CLIENTE CON IL J-CONNECT Le tecnologie 4.0 trovano un’efficace applicazione nel nuovo sistema di controllo telemetrico e di gestione dei dati operativi denominato J-Connect. Il sistema si basa su un’infrastruttura tecnologica sviluppata negli anni da Jekko e consente di monitorare da remoto e in tempo reale diversi parametri riguardanti la gru, come ad esempio l’area di stabilizzazione e la posizione degli stabilizzatori, il carico sollevato, la capacità massima, l’estensione e l’angolo del braccio e del jib, eccetera. I dati provenienti dal limitatore di momento della gru e dal GPS installato su di essa vengono inviati attraverso una sim card al portale online dedicato, accessibile tramite login da qualsiasi dispositivo connesso al web. In caso di problemi o malfunzionamenti della gru, il servizio post-vendita di Jekko si può collegare alla gru e tramite il portale identificare in tempo reale l’origine dell’anomalia. Di particolare utilità per il rivenditore o noleggiatore è anche la possibilità di monitorare tutta la propria flotta di gru Jekko e di accedere alla geolocalizzazione della singola macchina, per controllarne la posizione, lo status lavorativo e se ci sono eventuali allarmi attivi. Per le gru dotate di sistema J-Connect è inoltre possibile ottenere la certificazione che dà accesso all’iperammortamento previsto dal pacchetto Industria 4.0 della Legge di Stabilità 2018: completando l’ordine e versando un acconto pari al 20% del suo importo entro il 31/12/2019, l’acquirente può beneficiare di un bonus ammortamento pari al 270% dell’investimento effettuato. La consegna della gru e il saldo potranno poi essere effettuati nel 2020.

mo luogo, il controllo da remoto è servito a debellare – almeno in parte – la piaga dei furti in cantiere, purtroppo ben conosciuta dalla maggior parte delle imprese. Con un’ottica più di lungo respiro,

la tecnologia ha permesso soprattutto di migliorare la performance produttiva, coordinando il lavoro di tutte le macchine dei professionisti all’opera nel sito. Operazioni quali sbancamenti, livellamenti e

scavi vengono ottimizzate attraverso la georeferenziazione, che consente di programmare gli interventi ripetitivi e di tenere sotto controllo il complesso delle operazioni. Allo stesso modo, anche il controllo degli accessi era stato inizialmente introdotto al mero scopo di evitare le intrusioni, ma nel tempo il suo uso è stato affinato, arrivando a gestire in maniera ottimizzata gli interventi nelle diverse aree di cantiere, secondo un’ottica sia di sicurezza che di produttività. Un corretto approccio alla digitalizzazione dei processi consente di dare vita a una vera e propria rivoluzione, che parte dalla progettazione per poi permeare tutte le fasi della realizzazione. Ciò è reso possibile dall’automatizzazione degli approvvigionamenti e della gestione del personale, dal monitoraggio in tempo reale della commessa e dall’assegnazione di priorità nel contesto del cronoprogramma. ■ luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 69


ON SITE RIMOZIONE E RECUPERO DI PALANCOLE IN UN PROGETTO RESIDENZIALE

RIFLESSO “VERDE” SUL NAVIGLIO UNA GRU A BRACCIO TRALICCIATO SENNEBOGEN 1100E È STATA RECENTEMENTE UTILIZZATA A MILANO, IN PROSSIMITÀ DEI NAVIGLI, CON LO SCOPO DI RIMUOVERE E RECUPERARE ALCUNE CENTINAIA DI PALANCOLE E RENDERE AGIBILE UN SITO DESTINATO A OSPITARE UN NUOVO PROGETTO RESIDENZIALE di Ettore Zanatta

L

e palancole sono quei componenti strutturali che una volta infissi nel terreno fino a un’idonea profondità al di sotto del piano di scavo e connessi tra di loro formano delle pareti verticali continue definite “palancolati”. Questi vengono utilizzati con una funzione idraulica e/o di sostegno del terreno e possono essere permanenti o provvisori. In questo ultimo caso, terminato l’impiego, le palancole vengono estratte dal terreno per essere riutilizzate. Ciò è avvenuto recentemente in via Argelati, a Milano, dove durante il periodo estivo sono state eseguite le bonifiche, gli scavi e la realizzazione delle fondamenta finalizzati alla riqualificazione del sito dove sorgeranno due palazzine residenziali. La possibilità di rimozione, recupero e reimpiego delle palancole, in particolare, permette di ottenere notevoli vantaggi economici, derivati dalla possibilità di noleggiare le strutture, abbattendo i tempi necessari al 70 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

consolidamento dei terreni dove far crescere i cantieri, garantendo allo stesso tempo, uno standard di comfort maggiore agli addetti ai lavori (quest’impiego si può applicare per esempio a strutture di contenimento per scavi di fondazione e condutture, collettori, pozzetti spingi-tubo e/o attraversamenti stradali, fluviali e ferroviari). “Quanto svolto in questo cantiere – spiega Claudio Pizzamano, titolare di Locapal, azienda che ha qui utilizzato la gru a braccio tralicciato Sennebogen 1100E – rappresenta un insieme di opere pubbliche correlate all’intervento edilizio privato sito in via Argelati, che prevede un nuovo complesso con funzione residenziale. Le palancole, in generale, vengono impiegate in una gamma sempre più ampia di costruzioni edili: nel tempo si stanno affermando come la soluzione tecnologica più valida per la realizzazione di opere di consolidamento di terreni, fornendo un solido sostegno in qualsiasi ambito operativo. Noi siamo storicamente specializzati in quest’ambito

e affidarsi a Locapal significa avere al proprio fianco uno dei migliori partner a livello italiano nella realizzazione di palancolati, offrendo anche la possibilità di noleggiare le palancole stesse, oltre agli elementi di contrasto (travi e tubi) e ai mezzi necessari. Mettiamo infatti a disposizione un’ampia gamma di palancole nuove e usate in ferro e PVC di diversi profili e altezze, sempre disponibili nel nostro ampio magazzino, per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti. Su richiesta forniamo anche palancole con trattamenti di verniciatura anticorrosiva e/o estetica e possiamo applicare giunti impermeabili per garantire un’ottimale tenuta idraulica, anche in presenza di agenti inquinanti. Il sostegno laterale del terreno su cui far crescere un cantiere rappresenta una delle applicazioni tipiche delle palancole nel mondo dell’edilizia civile e industriale: sia in caso di opere provvisionali che definitive la nostra competenza permette al cliente di poter lavorare nelle condizioni ideali in termini di sicurezza e di velocità applicativa”.


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ON SITE LE FASI DI ESTRAZIONE DELLE PALANCOLE ESEGUITE DA LOCAPAL CON LA GRU A BRACCIO TRALICCIATO SENNEBOGEN 1100E, FORNITA DA ESPI ENGINEERING

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IL CANTIERE DI VIA ARGELATI, A MILANO, DOVE DURANTE IL PERIODO ESTIVO SONO STATE ESEGUITE LE BONIFICHE, GLI SCAVI E LA REALIZZAZIONE DELLE FONDAMENTA FINALIZZATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL SITO DOVE SORGERANNO DUE PALAZZINE RESIDENZIALI

L’estrazione delle palancole Nella fattispecie, quanto richiesto a Locapal da Arcadis - multinazionale olandese quotata al Nasdaq di Amsterdam, con

più di 125 anni di storia e attiva nell’ambito della consulenza, della progettazione, dell’ingegneria e del Project Management per conto della Cooperativa CCL

LOCAPAL: PIEDI PER TERRA, SGUARDO AL FUTURO Era il 1969 quando i coniugi Pizzamano, giovani ma con le idee chiare, avviano un’attività di scavo e infissione di pali. La sfida comincia così, ingranando subito quella marcia in più di chi possiede la ricchezza di un grande sogno imprenditoriale che presto diventerà realtà. È il 1973 quando Gianni e Rita inaugurano a Lughetto (VE) quella che ancora oggi è la sede dell’azienda. Gli anni Settanta sono un periodo di sviluppo: in un’ottica di diversificazione delle attività iniziano i primi lavori di infissione ed estrazione di palancole. Comincia un vero e proprio processo di costruzione di una realtà, insieme ai primi collaboratori e a un parco mezzi che consente ai coniugi Pizzamano di rispondere sempre più rapidamente ai numerosi interventi nei quali vengono coinvolti. Nel 1981 nasce ufficialmente Locapal, che con la semplicità che caratterizza la famiglia fondatrice riassume nel proprio nome quella che ormai è la loro principale attività: la locazione di palancole. Nei primi anni Novanta l’azienda inizia un processo di modernizzazione, vengono sostituiti tutti i mezzi e gli strumenti di lavoro: Locapal da quel momento non smette la ricerca continua di nuove e più sicure tecnologie. Ancora oggi importanti investimenti riguardano nuove attrezzature, tecnologie e formazione continua dei propri tecnici e operatori. Oggi l’azienda dispone di una superfice di circa 25.000 m2, attrezzata con tre aree di carico/scarico merci. Gli insegnamenti della famiglia Pizzamano sono ancora oggi i driver di Locapal e ne costituiscono il successo: con i piedi per terra e lo sguardo al futuro, oggi come il primo giorno, la famiglia Pizzamano crede che una grande azienda debba disporre di basi solide, mezzi efficienti, risorse preparate e ottimi fornitori, sempre orientati alla soddisfazione dei propri clienti.

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ON SITE ESPI ENGINEERING: UNA GRU PER OGNI ESIGENZA

STEFANO GOVONI AMMINISTRATORE DI ESPI ENGINEERING

La gru a braccio tralicciato Sennebogen 1100E è stata venduta a Locapal da Espi Engineering, azienda di Castelfranco Emilia (MO) che da 50 anni è sul mercato e da 6 concessionario unico del marchio tedesco in Italia per ciò che concerne le gru cingolate tralicciate (sollevamento), appunto, ma anche le gru HD (gru per lavori pesanti, dragline, fondazioni speciali), le gru cingolate telescopiche (sollevamenti speciali) e Multicranes. L’azienda emiliana svolge un’attività che consente di garantire ai propri clienti l’assemblaggio, il collaudo e la consegna in situ di macchine e attrezzature - in vendita o a noleggio - destinate a interventi che richiedono specifiche tecnologie e strumenti di lavoro curandone, ove necessario o richiesto, anche la manutenzione. Per fare tutto ciò, Espi Engineering attinge da un ampio magazzino di proprietà tutti i ricambi necessari. Inoltre, fornisce macchine destinate ad applicazioni speciali e un’attività di noleggio a freddo, sia in Italia che all’estero. Espi Engineering, inoltre, offre un servizio di ricondizionamento integrale cui possono essere sottoposte le macchine usate: grazie all’approfondita conoscenza di marchi e modelli, a una vasta disponibilità di ricambi e alla capacità di provvedere alla ricostruzione o modifica delle carpenterie, è infatti in grado di rinnovare e modificare in modo quasi “sartoriale” ogni mezzo. L’attività di Espi Engineering è dunque variegata: oltre a vendere le macchine originali in catalogo, come nel caso di Sennebogen, l’azienda smonta e analizza le macchine in modo dettagliato, ne controlla il grado d’usura e la funzionalità residua, sostituisce i vari componenti eseguendone la rettifica, dall’adattamento di nuove motorizzazioni all’eventuale rifacimento dell’impianto oleodinamico, al fine di fornire chiavi in mano degli strumenti che, talvolta, offrono possibilità d’impiego che non erano contemplate neppure in origine. 74 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

Cerchicasa è stata l’estrazione di 150 palancole da 10 m di lunghezza e 130 palancole da 13 m di lunghezza, per un totale di 180 ml di perimetro. Per fare ciò, come accennato, l’impresa veneziana ha optato per l’utilizzo di una delle quattro gru Sennebogen di proprietà, la 1100E, intervenuta dopo che un escavatore cingolato aveva “scoperto” le palancole dal terreno. Con una capacità di carico di 50 t e progettata seguendo le linee della filosofia costruttiva di Sennebogen, la 1100E appartiene all’ampia gamma di gru a braccio tralicciato del costruttore di Straubing (Germania). “Le gru cingolate - spiega Claudio Pizzamano - sono strumenti importanti per affrontare interventi di sollevamento pesanti e lavori di assemblaggio di una certa entità durante la costruzione di edifici, ma anche per la costruzione di turbine eoliche, ad esempio. Ogni cantiere deve affrontare esigenze e sfide diverse”. Con oltre 60 anni di esperienza nella costruzione di gru, l’azienda tedesca lo comprende perfettamente e sa cosa serve in ogni occasione. Ma cos’ha di speciale questo modello rispetto ad altri? Ci risponde ancora Pizzamano:

LE PALANCOLE (150 DA 10 M E 130 DA 13 M) DEPOSITATE A TERRA DALLA GRU SENNEBOGEN DOPO L’ESTRAZIONE

“La gru cingolata a braccio tralicciato Sennebogen 1100E fa parte del nostro parco mezzi, che comprende - oltre a una dozzina di gru di vario genere, escavatori e svariate attrezzature - altre macchine del costruttore tedesco, un’altra gru tralicciata e due gru telescopiche. La 1100E, nella fattispecie, è uno strumento molto efficace, grazie alla sua compattezza (anche gli ingombri ridotti durante l’uso) e maneggevolezza nelle operazioni quotidiane e in occasione di interventi come quello svolto in via Argelati, dove la distanza tra la se-


de della macchina e le palancole non poteva prescindere da un braccio tralicciato. La 1100E è una macchina peraltro molto potente ed efficiente, grazie al motore diesel Cummins di cui è dotata”.

“

Come i suoi ‘fratelli maggiori’, la gru 1100E garantisce un utilizzo sicuro quando utilizzata fino al 90% della capacità di carico e offre quindi una grande flessibilità in loco. “La sensibilità dei control-

IN VIA ARGELATI, A MILANO, SONO STATI ESEGUITI INTERVENTI FINALIZZATI ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL SITO DOVE SORGERANNO DUE PALAZZINE RESIDENZIALI

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li - continua Pizzamano - garantisce poi il posizionamento sicuro dei carichi in ogni occasione. È anche possibile lavorare su pendenze fino a 3° grazie alla stabilità garantita dai cingoli Caterpillar. L’argano da 120 kN è azionato con una velocità della fune fino a 125 m/min tramite motori idraulici regolabili ad alta pressione che offrono sempre un’elevata forza di trazione e un controllo della velocità ottimale. Grazie al motore diesel Cummins da 129 kW e all’efficace sistema idraulico, è possibile effettuare operazioni

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ON SITE

“

LA COMPETENZA DI LOCAPAL E L’AFFIDABILITÀ DELLA GRU 1100E HANNO PERMESSO DI LAVORARE NELLE CONDIZIONI IDEALI IN TERMINI DI SICUREZZA E DI VELOCITÀ OPERATIVA

„

di sollevamento anche durante le operazioni simultanee”. Una nota di merito anche per il braccio tralicciato: molto robusto, è disponibile fino a una lunghezza di 52,3 m, grazie al sistema modulare Sennebogen.

Compatta ed efficace Le dimensioni compatte della gru a braccio tralicciato Sennebogen 1100E (30 t il peso di trasporto dell’unità base) e il suo semplice sistema di autoassemblaggio evidenziano come l’approccio del costruttore alla progettazione delle proprie macchine sia orientato al cliente. Trasporto e montaggio, dunque, sono facilmente implementabili: non sono necessari né costosi sistemi di trasporto, né eventuali ulteriori gru di supporto. Grazie al citato (e innovativo) sistema di autoassemblaggio Sennebogen, infatti, la 1100E può essere montata sul posto in LA CABINA MAXCAB OFFRE UN’ELEVATA ERGONOMIA, COMANDI INTUITIVI E UN COMFORT A 360°

76 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019


LA SCHEDA TECNICA La gru cingolata telescopica Sennebogen 1100E Portata max.: Altezza di sollevamento max.: Altezza gancio max.: Motore: Potenza motore:

50 t 52,3 m 60 m Cummins QSB 6.7-C173 (Stage IIIA-Stage IVf) 129 kW (176 HP) a 1.850 giri/min

Pressione d’esercizio:

330 bar

Argano principale:

120 kN

Velocità fune:

0-125 m/min

Diametro fune:

22 mm

Cabina:

MaxCab, inclinabile 15°

Velocità di traslazione:

0-1,5 km/h

Larghezza di trasporto:

3m

Peso operativo:

50.000 kg circa

L’ACCESSO AI COMPONENTI INTERNI È PARTICOLARMENTE AGEVOLE CON LA 1100E. LA GRU È DOTATA DI UN POTENTE MOTORE CUMMINS DA 129 KW E DI UN EFFICIENTE SISTEMA IDRAULICO

pochi passaggi. E così è stato fatto anche nel cantiere con vista sui Navigli. Quali sono, qui, altre peculiarità della macchina che hanno confermato a Locapal la bontà di questa scelta? Risponde Claudio Pizzamano: “Tra le altre cose, la gru Sennebogen 1100E offre il massimo comfort per l’operatore, che può contare su un funzionamento intuitivo e quindi essere sicuro e preciso nelle operazioni di sollevamento”. “La cabina Maxcab - conferma l’operatore presente in cantiere al momento della nostra visita - offre un’ergonomia davvero importante e un comfort a 360°: climatizzazione, riscaldamento del sedile e la postazione con molle ad aria mi consentono di non accusare la fatica e di lavorare senza particolare stress. Il mio lavoro, inoltre, è molto agevolato dal sistema di controllo e diagnostica SENCON, che permette un controllo chiaro e intuitivo di tutte le operazioni”. ■ luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 77


FIERE ECOMONDO

PIONIERI

DELL’AMBIENTALISMO

L’EMERGENZA CLIMATICA SI È IMPOSTA COME ARGOMENTO-CLOU DEL DIBATTITO PUBBLICO, MA LA KERMESSE RIMINESE GIÀ DA 23 ANNI È LA VETRINA PIÙ IMPORTANTE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE. ANCORA UNA VOLTA VI SI TROVERANNO TUTTI I MARCHI PIÙ IMPORTANTI DEI NUMEROSI SETTORI COINVOLTI

di Liliana Rebaglia

L’

edizione 2019 dell’evento di riferimento sull’economia circolare coincide con un passaggio epocale per l’ente organizzatore. IEG - Italian Exhibition Group, infatti, lo scorso 19 giugno ha festeggiato la propria quotazione sul Mercato Telematico Azionario (MTA), organizzato e gestito da Borsa Italiana. Un risultato di grande prestigio per la società presieduta da Lorenzo Cagnoni e guidata dall’amministratore delegato Ugo Ravanelli, che consolida ulteriormente una leadership cementata 78 ONSITELIFT - luglio-settembre 2019

anche da fiere come Ecomondo. La rilevanza dell’evento cresce esponenzialmente anche per via della necessità di imprimere una svolta sostenibile all’industria. Nello specifico del settore Construction, sono numerosi i brand che parteciperanno all’evento di Rimini. Allison Transmission Europe, Bonfiglioli, Brigade Elettronica, Cangini, Ecotec Solution, Emiliana Serbatoi, Giorgio Novara, Mantovanibenne, MB Crusher, Menci, Merlo, Multitel Pagliero, Niederstaetter e Simex: sono solo alcuni dei nomi più noti, in un elenco di espositori ancora soggetto ad aggiornamenti.

Una rete di valore Ogni anno a Ecomondo si svolgono gli Stati Generali della Green Economy, appuntamento promosso dal Consiglio Nazionale in collaborazione con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, per analizzare i temi economici e normativi di più stretta attualità. In questa edizione debutta un’area dedicata alle start-up italiane e internazionali organizzata in collaborazione con ASTER Regione Emilia Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Fondazione Giuseppina


Mai di Confindustria. La peculiarità di Ecomondo consiste soprattutto nel format che unisce in un’unica piattaforma tutti i settori dell’economia circolare, sostenendo lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale innovativo e sostenibile e un networking nel quale i più qualificati buyer internazionali entrano in contatto con una community profilata.

Conferenze a 360° A distinguere la fiera nel contesto europeo è il suo ampio programma di workshop e seminari. L’edizione 2019 conferma questa vocazione

IL TEMA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI È SEMPRE PIÙ IMPORTANTE PER IL FUTURO DEL PIANETA. A ECOMONDO SI PARLERÀ DI BONIFICHE E RIQUALIFICAZIONE DI AREE CONTAMINATE (ANCHE MARINE), ECODESIGN, VALORIZZAZIONE DI MATERIA PRIMA ED ENERGIA E TRASPORTI

con diversi eventi legati alla declinazione dell’economia circolare nelle diverse filiere: edilizia, packaging, elettronica e automotive. Il palinsesto prevede approfondimenti sugli strumenti dell’Industria 4.0 per una gestione e una valorizzazione più efficiente dei rifiuti civili e industriali, sui modelli per il raggiungimento dei target e della tariffazione, sul compostaggio, sulla digestione anaerobica e la bioraffinazione dei biowaste industriali e municipali, sulla bioeconomia, sulla plastica e bioplastica, sulle bonifiche e la riqua-

metano. Un focus speciale sarà riservato alla filiera della plastica, altro argomento imposto in agenda dall’attualità, con l’obiettivo di condividere una visione innovativa e sostenibile, in cui la progettazione e la produzione rispettino pienamente le esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclo, in linea con la Strategia Europea per la Plastica nell’Economia Circolare. ■ LORENZO CAGNONI PRESIDENTE DI IEG, È NATO A RIMINI NEL 1939. PER I SUOI 80 ANNI SI È FATTO UN REGALO SPECIALE: LA QUOTAZIONE DELL’ITALIAN EXHIBITION GROUP SUL MERCATO TELEMATICO AZIONARIO (MTA), ORGANIZZATO E GESTITO DA BORSA ITALIANA

lificazione sostenibile delle aree contaminate, sulla prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, sulla gestione e valorizzazione della risorsa idrica, sulla qualità dell’aria indoor, sulle emissioni odorigene, sulla comunicazione e CSR e sulle nuove priorità e opportunità Circular, Smart e Healthy Cities.

Urgenze ambientali Visto il recente Decreto Biometano, Ecomondo 2019 punta inoltre su sistemi e tecnologie capaci di integrare la nuova produzione di gas rinnovabile nella rete e nel mercato. A Rimini saranno quindi in mostra tecnologie, soluzioni, approfondimenti normativi sullo sviluppo del settore del biogas/bio-

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: IEG – Italian Exhibition Group • Luogo/data evento: Fiera di Rimini, da martedì 5 a venerdì 8 novembre 2019 • Orari: dalle 9.00 alle 18.00, solo per operatori professionali • Periodicità: annuale • Edizione: 23a • Settori merceologici: Innovazione di tutta la filiera dell’economia circolare, dall’ecodesign ed efficienza al recupero e valorizzazione di materia prima ed energia, ai trasporti, alle bonifiche e riqualificazione di aree contaminate (anche marine); rifiuti e risorse; acqua; bonifica e rischio idrogeologico; bioeconomia circolare Visitatori: 80.930 Espositori: 1.022 Area espositiva: 98.000 m²

PER MIGLIORARE L’ESPERIENZA IN FIERA, ECOMONDO HA CREATO UN’APP IN GRADO DI GUIDARE I VISITATORI TRA I VARI PADIGLIONI, PER SCOPRIRE LE IMPRESE PROTAGONISTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE DECLINATA NEI VARI COMPARTI INDUSTRIALI E FASI DEL PROCESSO luglio-settembre 2019 - ONSITELIFT 79


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

FARESIN INDUSTRIES

E-telehandler: un futuro elettrizzante! Tra le (molte) soluzioni interessanti proposte da Faresin Industries in occasione dello scorso Bauma – e assoluta novità per il settore delle costruzioni – c’era senz’altro il nuovo sollevatore telescopico Full Electric progettato dal costruttore veneto. Si tratta di una macchina che mette fine alle emissioni di gas di scarico e alla rumorosità aprendo il campo a una nuova gamma di

utilizzazioni, interpretando il cambiamento tecnologico che sta rivoluzionando l’atività in cantiere come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. Dopo anni di ricerche, dunque, il Centro R&D di Faresin Industries ha sviluppato questo telescopico innovativo realizzato sullo stesso telaio del sollevatore 6.26. Azzerando le emissioni e riducendo notevolmente la rumorosità migliorerà il comfort di utilizzo negli ambienti chiusi, nei centri storici e in aree densamente abitate, portando ai massimi livelli la sicurezza e consentendo l’impiego anche in attività e orari dove la rumorosità dei motori endotermici rappresenta oggi un fattore limitante.


RAIMONDI CRANES

La nuova gru brandeggiante LR372

NOLEGGIO VENDITA ASSISTENZA RIPARAZIONE DI GRU CINGOLATE GRU CINGOLATE ATTREZZATURE PER FONDAZIONI SPECIALI Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito disponibile alla vendita e al noleggio.

Raimondi Cranes ha presentato l’ultima novità dei pesi massimi della sua gamma di gru brandeggianti, la LR372. Equipaggiata con la nuova generazione di argani Raimondi ad alte prestazioni, la LR372 è una gru da 370 tm con una lunghezza massima del braccio di 60 m e una capacità massima di 20.000 kg nella configurazione di tiro in seconda. Al massimo sbraccio, la LR372 può sollevare 3.795 kg utilizzando la modalità Ultralift, rendendo questa macchina la brandeggiante più grande fino a oggi sul mercato. “Sottoposta ai nostri test interni e ai controlli procedurali, la LR372 è stata testata per un periodo di tre mesi. Gli aspetti principali della progettazione della nuova gru si sono basati sull’esperienza della LR330 lanciata lo scorso anno”, ha detto l’Ing. Domenico Ciano, Chief Executive Officer della Raimondi Cranes. “Una delle caratteristiche più importanti della LR372 è la possibilità di essere installata su due diverse tipologie di torri: la nuova torre GR5H con sistema di rampaggio interno larga 2 m e la serie di torri GR6 con larghezza di 2,3 m (GR6B, GR6 e GR6L), utilizzabili sia in configurazione standard che con rampaggio esterno o interno”, ha continuato Ciano. Le torri di cui sopra sono disponibili in diverse lunghezze per una più facile configurazione della gru. Le torri GR6L possono essere installate su tronchetti o in alternativa sia sulla base 8x8 m che sulla nuova base 6x6 m con o senza sistema di traslazione. Le torri GR5H possono essere installate su tronchetti o sulla base 6x6 m. Ciano ha aggiunto che per affrontare gli aspetti tecnici del design perfezionato della gru, Raimondi ha lavorato a stretto contatto con il fornitore per sviluppare un nuovo motore in grado di ottimizzare le prestazioni dell’argano, riducendo al contempo il consumo energetico. Questa soluzione è a oggi implementata sia sulla LR372 che sulla LR330.

ESPI ENGINEERING S.R.L. Via Emilia Ovest, 71/73 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Cell. +39 348 4415945 www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Skype: stefano.govoni

DEALER HD Crawler Crawler Cranes Telescopic Cranes/Multi-Crane


PRODOTTI BRAVI PLATFORMS

Il nuovo commissionatore Sprint TL Bravi Platforms (Castelfidardo – AN) ha lanciato il nuovo Sprint TL (Tyre Lift), un commissionatore che si aggiunge alla già ampia gamma di modelli Sprint. Questa versione è progettata per facilitare la movimentazione di pneumatici e ruote, sollevando l’operatore e il carico fino a un’altezza di 5,35 m, semplificando il recupero e lo stoccaggio dei materiali con prestazioni veloci e sicure. Lo scomparto per il sollevamento gomme della piattaforma può essere caricato fino a un massimo di quattro pneumatici (o 100 kg), limitando al minimo la percorrenza di lunghi tragitti all’interno dei magazzini e permettendo di sfruttare un notevole spazio in più

di altezza-deposito, moltiplicando il numero di pneumatici stoccati nella stessa metratura. “La manutenzione ordinaria delle automobili in Europa include il cambio stagionale degli pneumatici. L’incremento in dimensioni e peso delle gomme comporta oggi l’adozione di soluzioni di movimentazione che riducano l’affaticamento dell’operatore, ottimizzino lo spazio di magazzino e consentano una gestione migliore dei tempi di lavoro per soddisfare il maggior numero possibile di clienti”, ha affermato Pierino Bravi, General Manager dell’azienda marchigiana. Sprint TL può essere movimentato facilmente attraverso corridoi stretti e/o porte anche di 81 cm di larghezza minima.

LIFTING SOLUTIONS

Le gru ideali per il lavoro reale, concreto, vero. ZOOMLION CIFA Europe S.r.l. - Via Stati Uniti d’America, 26 20030 Senago (MI) - Italy Phone +39-02 990131 - info@zoomlion-europe.com - www.zoomlion-europe.com


®

COMETTO

A servizio di Harsco Environmental Il gruppo Harsco Environmental ha inserito nella dotazione del proprio parco macchine un nuovo trasportatore semovente Cometto modello ETH 8/6, destinato allo stabilimento di Sheffield Forgemasters (UK). Questo modello è progettato per attività di processo nelle grandi acciaierie e contempla una capacità di carico utile fino a 238 t.

Dotato di sospensioni idrauliche, consente una distribuzione calibrata del carico sugli assi e presiede in modo efficace a operazioni di autocaricamento e scarico, grazie alla lunga corsa delle sospensioni stesse. Oltre alle otto linee degli assi – con sei sospensioni motorizzate, quattro folli e sei frenanti – l’ETH 8/6 offre una piattaforma di carico di circa 10,5 x 3,5 m con una cabina operatore sopra la piattaforma stessa. La cabina è dotata di doppio cruscotto, sedile reversibile e monitor collegati alla telecamera posteriore. Il trasportatore ETH 8/6 è dotato di un sistema antincendio automatico: questa peculiarità aumenta il già elevato standard di sicurezza del trasportatore. Le attività di stabilimento di Harsco Environmental nel Regno Unito comprendono attività di altoforno e brame, la gestione delle scorie e degli scarti e il recupero di sottoprodotti dalla produzione dell’acciaio.

in ogni soluzione semplice c’È una grande idea_

25 PERFORMANCE: altezza di laVoro 24,6 m sBraccio max 12 m portata max 250 kg

SISTEMA DI STABILIZZAZIONE VARIABILE S3: si adatta in tempo reale alle condizioni di utilizzo, carico e geometria della macchina in maniera autonoma

Vi aspettiamo al GIS dal 3 al 5 ottobre in area esterna F14-H7

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CTE S.p.A. Sede: Via caproni, 7 38068 rovereto (trento) - italy Stabilimento: loc. terramatta, 5 37010 rivoli V.se (Verona) - italy Magazzino: via e. Fermi, 2 37010 affi (Vr) - italy Tel. +39 0464 48.50.50 • Fax +39 0464 48.50.99 info@ctelift.com • www.ctelift.com


CROWN

Movimentazione efficiente

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Agilità senza limiti H max. lavoro: 19 m Portata con piattaforma stabilizzata: 540 kg (comprese 5 persone) Motore elettrico AC 48V 15kW Batterie trazione 48V 630Ah Allestimento standard con: • trasmissione idrostatica 4 ruote motrici • assale oscillante • stabilizzazione idraulica automatica Per uso interno ed esterno

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Crown, tra le maggiori aziende al mondo nel settore della movimentazione di materiali, presenterà al GIS 2019 soluzioni innovative per migliorare l’efficienza del magazzino e incrementare la produttività. Crown metterà in mostra il transpallet elettrico WP 3010, ampliando la sua già consolidata serie WP 3000 di transpallet, il commissionatore Crown Work Assist Vehicle, meglio conosciuto come “Wave”, e un nuovo sollevatore doppio, l’agile e compatto DS 3040. Una novità assoluta nel portafoglio prodotti è la nuova generazione di carrelli retrattili serie ESR di Crown con altezze di sollevamento fino a 13.000 mm e capacità di carico fino a 2 t. “Nel corso di GIS presenteremo la nostra gamma di prodotti per la movimentazione dei materiali in grado di soddisfare la crescente richiesta da parte dei nostri clienti di soluzioni per aumentare la produttività e contenere i costi di gestione del magazzino”, spiega Roberto De Gasperin, direttore generale di Crown in Italia. “I nostri clienti si aspettano da noi prodotti robusti, affidabili e tecnologie avanzate, per migliorare continuamente la produttività degli operatori e l’efficienza della loro flotta di carrelli. Grazie all’affidabilità e all’innovazione dei nostri carrelli elevatori e delle dotazioni Crown, garantiamo una maggiore sostenibilità”. Con la presenza diretta in Italia, i clienti possono trarre vantaggio dalla vicinanza di Crown al mercato e da un livello costante di qualità, sia nelle soluzioni di prodotto che nei servizi di post-vendita.


BRADY

Attenzione alla manutenzione! L’innovativo timer di ispezione Brady può contribuire a salvare vite umane mostrando chiaramente su macchine, attrezzature e utensili quando eseguire la manutenzione. I suoi LED richiamano da lontano l’attenzione di operatori e addetti alla manutenzione contribuendo a evitare l’uso di attrezzature usurate o non ispezionate. Il nuovo timer di ispezione di Brady Corporation mostra chiaramente quando eseguire il successivo intervento di manutenzione programmata. Sono disponibili contatori da sette giorni, 30 giorni e 365 giorni. Ogni versione è provvista di LED verde scuro, verde chiaro, giallo e rosso lampeggiante che indicano i vari stati, da attrezzatura ispezionata di recente ad attrezzatura potenzialmente non sicura.

Il timer di ispezione Brady può essere direttamente applicato praticamente su qualsiasi macchina, attrezzatura o utensile con adesivo, strips, calamita, fascette a vite o fascette. Al termine dell’intervallo di ispezione prestabilito, il timer può essere reimpostato fino

all’esaurimento della batteria (autonomia di oltre un anno). Un indicatore dello stato di carica della batteria mostra continuamente l’autonomia rimanente. A differenza di altre soluzioni, i LED colorati del timer di ispezione Brady sono visibili da lontano e richiamano attivamente l’attenzione di operatori e altro personale. Con il timer di ispezione Brady, macchine, attrezzature e utensili sono facili da localizzare, per cui è improbabile che superino l’intervallo di manutenzione stabilito da leggi, regolamenti o politiche aziendali. Ciò permette al timer di ispezione Brady di supportare in maniera ottimale gli interventi di manutenzione che salvano vite umane.


PRODOTTI MULTITEL PAGLIERO

Le ultime novità! Sono diverse le novità presentate in questo periodo dal costruttore di Manta (CN). La Multitel MZ 250, ad esempio, è una nuova piattaforma articolata compatta su 3,5 t da 25 m, progettata da Multitel Pagliero, montata su Iveco passo 3.000 mm. Il braccio articolato in alluminio la rende versatile e maneggevole. La piattaforma può funzionare con un livello negativo di -2,5 m. La MZ 250 è dotata del MUSA (MUltitel Self Adapting outreach), un sistema di calcolo e limitazione dello sbraccio che massimizza l’area di lavoro coperta dalla macchina in funzione della configurazione di stabilizzazione scelta. La MTE 270, invece, è una piattaforma telescopica progettata e costruita negli stabilimenti di Manta che costituisce il primo prodotto di

una nuova gamma con prestazioni tra le migliori della categoria. Il nucleo è rappresentato dalla tecnologia Aluminium Multitel, risultato di una ricerca tecnologica avanzata sulle leghe di alluminio che l’azienda sta portando avanti da anni e che

consente di ottenere strutture leggere e rigide, raggiungendo elevate altezze e sbracci su veicoli leggeri. Il braccio telescopico è realizzato con leghe in alluminio altoresistenziali su disegno Multitel. I tubolari dei bracci in alluminio, realizzati in un pezzo unico senza giunzioni saldate, offrono robustezza in tutte le condizioni. Il sistema di sfilo e l’idraulica “fullproportional” garantiscono fluidità dei movimenti ed elevata efficienza


energetica. Anche questo modello è dotato del sistema MUSA. Il design e la disposizione dei componenti consente di raggiungere un equilibrio dei pesi anche in configurazione stradale, offrendo maneggevolezza della macchina durante i trasferimenti. Da citare sono anche: la telescopica con jib MJ 226 (portata al verricello di 250 kg, lunghezza fune 23 m, altezza 22,6 m, sbraccio fino a 12,4 m); la piattaforma HX 200 EX,

con comandi idraulici proporzionali con regolazione della velocità di tutti i movimenti sia dal cestello che da terra; la SMX 250 E, il nuovo cingolato “green” completamente elettrico (con i suoi 25 m di altezza e fino a 11,65 m di sbraccio, è più leggero rispetto a piattaforme di dimensioni simili nella sua categoria ed è alimentato da batterie al litio di ultima generazione con un’autonomia di un’intera giornata di

lavoro e un tempo di ricarica inferiore alle quattro ore); la piattaforma MJ 450, con 45,5 m di altezza, 500 kg di portata massima nel cesto e fino a 37 m di sbraccio di lavoro, è installata su uno Scania 32 t.

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2019 Elenco Noleggiatori

Distributori Soci Assodimi/Assonolo Le regioni d’Italia presenti in questo numero: • Emilia Romagna • Toscana • Marche

In collaborazione con

www.assonolo.it | www.assodimi.it


EMILIA ROMAGNA ASSMO

Via Romano 41041 Casinalbo (Mo)

www.assmo.it informazioni@assmo.it

059 7405260

Noloclean | Ecologia

Buriani Vaienti

Fraz. Fosso Ghiaia 48125 Ravenna (Ra)

www.burianivaienti.it info@burianivaienti.it

0544 560375

Piattaforme | Logistica | Energia | Moviter

Celea

Via della Pace Sala Bolognese (Bo)

www.celea.it callcenter@celeagroup.it

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Piattaforme

CGT Edilizia

Via Emilia 35/36 40056 Crespellano (Bo)

www.cgtedilizia.it info@cgtedilizia.it

051 735618

Moviter

Cofiloc

Via Del Commercio 10/12 (Z.I. La Graziosa) 41018 S. Cesario Sul Panaro (Mo)

www.cofiloc.com info@cofiloc.com

059 9535619

Piattaforme | Energia | Gru | Moviter | Veicoli

Via Raffaello 15 (Z.I. Mancasale) 42100 Reggio Emilia (Re)

www.cofiloc.com info@cofiloc.com

0522 271277

Piattaforme | Energia | Gru | Moviter | Veicoli

Consorzio Ponteggi

Via Cà Ricchi 40068 S. Lazzaro Di Savena (Bo)

www.gramigna.com ggram@gramigna.com

051 768017

Ponteggi

Coraini Macchine Edili Ind.

Via della Tecnica 59 40068 S. Lazzaro Di Savena (Bo)

www.coraini.it coraini@coraini.it

051 6256400

Ponteggi | Gru

Cervia (Ra)

www.coraini.it coraini@coraini.it

0544 971372

Ponteggi | Gru

D.G. Service

Via Luciano Lama 25 42049 S. Ilario D’enza (Re)

www.dgservicesrl.it info@dgservicesrl.it

0522 679338

Piattaforme | Edilizia

Daives

Via Emilia Levante 41 40026 Imola (Bo)

www.daives.it daives@daives.it

0542 33055

Verde | NoloAgri

DMO

Via Pietro Renzi 48026 Russi (Ra)

www.dmomacchine.it info@dmomacchine.it

0544 585600

Moviter | Stradale

Elto

Via Ravenna 562 44040 Fossanova San Marco (Fe)

www.elto.it info@elto.it

0532 742434

Stradale

Giffi Noleggi

Via Circonvallazione Nuova, 59 47923 Rimini (Rn)

www.giffinoleggi.com info@giffinoleggi.it

0541 793097

Piattaforme | Edilizia | Attrezzature

Via della Salute 83/2A 40132 Bologna (Bo)

www.giffinoleggi.com info@giffinoleggi.it

051 405831

Piattaforme | Edilizia | Attrezzature

Via Cà Ricchi 30 40068 S. Lazzaro di Savena (Bo)

www.gramigna.com ggram@gramigna.com

051 782093

Ponteggi | Palchi e ponteggi | Gru

Crocione 1/2 40127 Bologna (Bo)

www.gramigna.com ggram@gramigna.com

-

Ponteggi | Palchi e ponteggi | Gru

c/o Morosi 47020 Longiano (Fc)

www.gramigna.com ggram@gramigna.com

0547 302548

Ponteggi | Palchi e ponteggi | Gru

I.M.C.

Via Sito Nuovo 16 29010 Sarmato (Pc)

www.imcgru.it info@imcgru.it

0523 887024

Gru

Laghi

Via Bologna 45 48025 Riolo Terme (Ra)

https://www.noleggiolaghi.it noleggiolaghi@gmail.com

348 3887277

Attrezzature

Lo.Com / Italnolo

Via Rion San Mauro 1381 47023 Cesena (Fc)

www.italnolo.it cesena@italnolo.it

0547 602189

Attrezzature

Via L. Galvani 30 47100 Forlì (Fc)

www.italnolo.it forli@italnolo.it

0543 751203

Attrezzature

Via Costa 43044 Lemignano di Collecchi (Pr)

www.italnolo.it lemignano@italnolo.it

0521 304333

Attrezzature

Via Masaccio ang. Via Casorati 42100 Reggio Emilia (Re)

www.italnolo.it reggioemilia@italnolo.it

0522 924068

Attrezzature

Via Emilia 277 40068 San Lazzaro di Savena (Bo)

www.italnolo.it sanlazzaro@italnolo.it

051 6255390

Attrezzature

Gramigna


Loxam Access

Via G. Falcone, Loc. Parola 43030 Fontanellato (Pr)

www.nacanco.it info@nacanco.it

0521 825444

Piattaforme

Via L. Bizzarri 16 Z.I. Stelloni 40010 Sala Bolognese (Bo)

www.nacanco.it info@nacanco.it

199 177 155

Piattaforme

Maie

Via Faentina 258 48124 Fornace Zarattini (Ra)

www.maie.it ufficiomarketing@maie.it

0544 296711

Moviter | Stradale

Marzocchini

Via Panigale 39 40132 Bologna (Bo)

www.marzocchini.it info@marzocchini.it

051 402324

Veicoli | Edilizia

Via Agosto 1980 45 40016 S. Giorgio Di Piano (Bo)

www.marzocchini.it info@marzocchini.it

051 6647935

Veicoli | Edilizia

Via Claudia 4170 41056 Savignano Sul Panaro (Mo)

www.marzocchini.it info@marzocchini.it

059 731618

Veicoli | Edilizia

SS Bobbiese 45 29027 Piacenza (Pc)

www.mollofratelli.com piacenza@mollonoleggio.com

0523 524336

Piattaforme | Moviter

Via del Commercio Associato 6 Zona Meraville - 57100 Bologna (Bo)

www.mollofratelli.com info@mollonoleggio.com

051 6330475

Piattaforme | Moviter

Morosi

Via Emilia 4200 47020 Longiano (Fc)

www.morosi.it info@morosi.it

0547 56744

Ponteggi

Motorgarden

Via Dante Spaggiari 43100 Parma (Pr)

www.motorgarden.com info@motorgarden.com

0521 781950

Verde

Nolo Servizi 2000

Via Collegio Vecchio 41042 Fiorano Modenese (Mo)

www.noloservizi2000.it michela@noloservizi2000.it

0536 844348

Piattaforme

Nove

Via Matteotti 25 40055 Bologna (Bo)

www.novesrl.com info@novesrl.com

051 780574

Piattaforme

OM Carreli Elevatori

Via Giuseppe di Vittorio 40056 Crespellano (Bo)

www.om-still.it nicola.tamburri@om-still.it

051 6713011

Logistica

Orma

Via Cassoli 12 29100 Piacenza (Pc)

www.ormaweb.it info@ormaweb.it

0523 614828

Moviter

Pancar

Via Dismano 234 48010 Ravenna (Ra)

www.pancar.it info@pancar.it

0544 566110

Cal | Logistica | Moviter

Powering

Località Crocione 29122 Piacenza (Pc)

www.poweringsrl.it info@poweringsrl.it

800 80 24 24

Luci ed energia | Energia

SS 9 km 37+400 47034 Forlimpopoli (Fc)

www.poweringsrl.it info@poweringsrl.it

800 80 24 24

Luci ed energia | Energia

Via Monsignor Camillo Bedeschi 44124 Ferrara (Fe)

www.poweringsrl.it info@poweringsrl.it

800 80 24 24

Luci ed energia | Energia

Rimev

Via Marecchiese 324 47921 Rimini (Rn)

www.rimev.it info@rimev.it

338 8677339

Gru | Edilizia

Rossetti Giuseppe

Via Emilia Ovest 127 43126 Parma (Pr)

www.rossettinoleggi.eu sabrina@rossettinoleggi.eu

0521 670668

Noloclean | Piattaforme | Energia | Moviter | Veicoli | NoloAgri | Demolizioni | Air

Scai

Via Emilia Ponente 00100 Castel San Pietro Terme (Bo)

www.scaispa.com sbrogli@scaispa.com

051 948588

Moviter | Stradale

Simei

Cà Di Guzzo 6-8 40026 Imola (Bo)

www.simeisrl.it simei@simeisrl.it

0542 629911

Attrezzature

Via Emilia Ponente 380 40024 Castel San Pietro Terme (Bo)

www.simeisrl.it simei@simeisrl.it

051 948728

Attrezzature

Via Porec 22 48024 Massa Lombarda (Ra)

www.simeisrl.it simei@simeisrl.it

0545 83243

Attrezzature

Via Agucchi 10 40013 Castel Maggiore (Bo)

www.sticar.it info@sticar.it

051 6014804

Piattaforme | Logistica

Via Classicana 551 48100 Ravenna (Ra)

www.sticar.it info@sticar.it

0544 405711

Piattaforme | Logistica

Mollo

Sticar

gennaio-febbraio 2019 - ONSITECONSTRUCTION 91


Tecnifor

Ferrara (Fe)

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Box e bagni chimici

Tecnostrutture

Via San Marco -29121 Piacenza (Pc)

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Piattaforme | Edilizia

Venieri Commerciale

SS San Vitale 40 48012 Bagnacavallo (Ra)

www.vf-venieri.com vfcommerciale@vf-venieri.com

0545 61902

Moviter

Venpa

Via Classicana 130 48124 Ravenna (Ra)

www.gv3.it info@gv3.it

199 303 047

Piattaforme | Moviter

Via Michelino 121-123 40127 Bologna (Bo)

www.gv3.it info@gv3.it

051 6330558

Piattaforme | Moviter

Via Morigi 11 43010 Parma (Pr)

www.gv3.it info@gv3.it

0521 776096

Piattaforme | Moviter

Via del Colle 66 50041 Calenzano (Fi)

www.aerotecnica.it info@aerotecnica.it

055 8876431

Piattaforme | Moviter | Paving

Via Venturi 51100 Pistoia (Pt)

www.aerotecnica.it info@aerotecnica.it

0573 534322

Piattaforme | Moviter | Paving

Viale Segromigno Capannori 55100 Lucca (Lu)

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Piattaforme

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Via Dell’Industria 57 52041 Civitella in Val Di Chiana (Ar)

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Piattaforme | Moviter

Bandinelli

Via Del Pantano 2/I 50142 Firenze (Fi)

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Via del Commercio Nord 79/81 56034 Casciana Terme (Pi)

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Ponteggi | Gru

Via Ponte Monsummano 51018 Pieve Nievole (Pt)

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c/o Focardi e Cerbai Edilizia snc Via Della Querciola 101 50019 Sesto Fiorentino (Fi)

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c/o Edilpiù srl Via Dell’Agricoltura 32 58022 Follonica (Gr)

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c/o F.lli Caralli srl Via F.lli Rosselli 8 - Loc. Traversagna 51010 Massa Cozzile (Pt)

www.bigmat.com info@bigmat.com

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c/o Fiorini Edilizia srl Via G.B. Vico 64 50053 Empoli (Fi)

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Moviter | Edilizia

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Via P. Fanfani 111/A 50127 Firenze (Fi)

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Via F. Turati 19/D 52024 Loro Ciuffenna (Ar)

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Via H. Bracci Torsi 28 56121 Ospedaletto (Pi)

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Via Pisana 153 53036 Poggibonsi (Si)

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Via Traversa Il Crocifisso 29l 59100 Prato (Po)

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Piattaforme | Moviter

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Via Lodz 80/82 59100 Prato (Po)

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Strada di Scarna 53034 Colle Di Val D’elsa (Si)

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Via Passo della Volpe 25 54100 Massa (Ms)

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Edilizia

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Viale Montegrappa 50/52 59100 Prato (Po)

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Vame

Località Belvedere 53034 Colle Di Val D’Elsa (Si)

www.vamesrl.it colle@vamesrl.it

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Agrimeccaniche

Via Campogiano 5/B 62014 Corridonia (Mc)

www.agrimeccaniche.it info@agrimeccaniche.it

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BigMat Italia

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c/o Fabio Sbaffi srl Villa Potenza - Via Teatro Romano 19 62100 Macerata (Mc)

www.bigmat.com info@bigmat.com

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