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SOMMARIO LUGLIO-SETTEMBRE 2018 - N. 4
MACCHINE
60 Gefran
22 Liebherr
Kundentag 2018: “strongly connected”!
Il senso(re) di Gefran per l’idraulica mobile
di Ettore Zanatta
di Stefano Vitali
TECNOLOGIE
28 Cmc
In copertina: LIEBHERR
Il regno dei “ragni”
di Lorenzo Zacchetti
34 Galizia Gru
Atmosfera elettrica
di Riccardo Lorenzi
SERVIZI
Crescita senza confini
di Lorenzo Zacchetti
di Stefano Vitali
DOSSIER
Specializzazione idraulica
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Notizie
di Riccardo Lorenzi
a cura di Liliana Rebaglia
46 Terex Cranes
50 candeline, pensando al futuro
di Lorenzo Zacchetti
18 Tendenze del mercato di Lorenzo Zacchetti
42 Locatelli
di Riccardo Lorenzi
68 Massucco T.
di Ettore Zanatta
La crescita continua del rental
Una panorama rassicurante
Vocazione alla sostenibilità
Editoriale
ATTUALITÀ
64 Brigade Electronics
38 Pellerei
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COMPONENTI
72 Sicurezza su lavoro
Alzare il livello di guardia
di Lorenzo Zacchetti
ON SITE
82 Allestimenti scenici nel Teatro Greco
Hands On
di Siracusa Va in scena la versatilità
di Mauro Rancati
FIERE
88 Ecomondo
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT
Lotta alla plastica
PANORAMIC... SUL FUTURO
di Lorenzo Zacchetti
di Ettore Zanatta
90 Prodotti
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Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno
Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it
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Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Mauro Rancati, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) 2 ONSITELIFT Other countries: euro- luglio-settembre 42,00 (IVA compresa)2017
ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
a cura di Liliana Rebaglia
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Sodalizio d’entusiasmo
I
l noleggio cresce, diventa maturo e si evolve finalmente verso una capacità di servizio che non conoscevamo, prima della grande crisi economica. Per qualcuno il merito è da ricondursi esclusivamente a una nuova era di investimenti e accorpamenti strategici nel cuore funzionale delle varie aziende. Può essere, invece, che gli elementi di progresso siano diversi e strettamente connessi l’uno all’altro. Ne vogliamo prendere in considerazione uno, che secondo noi è il cuore stesso del nuovo noleggio declinato alle macchine per il lavoro in quota: la ricerca sui materiali. Gli acciai altoresistenziali (anzi, secondo i nuovi sviluppi, “ultra-altoresistenziali”) e la progettazione legata alle tecniche di saldatura e al design favoriscono la nascita di rinnovate potenzialità prestazionali legate a nuove macchine. La varietà di applicazioni e la multifunzionalità delle piattaforme aeree per il rental business di oggi nascono da qui: dalla leggerezza delle strutture pensate dai progettisti e dallo sviluppo di soluzioni sempre più sinergiche con il progresso della ricerca sull’elettronica, sulla digital-inside technology e sulla propulsione ibrida o bi-energy. I costruttori italiani sono, come sempre, all’avanguardia ed è per questo che le serie di PLE che costituiscono la nuova generazione dell’aerial work sono richieste in modo diffuso dai noleggiatori europei e mondiali. E in casa nostra? Le imprese di noleggio nostrane, da Nord a Sud, hanno riscoperto l’entusiasmo e la voglia di provarci. Con oculatezza, hanno ripreso ad acquistare piattaforme innovative per un rinnovamento graduale e serio delle proprie flotte. Sono interessati alle novità e hanno messo da parte le diffidenze del passato e le scelte troppo utilitaristiche. C’è un pubblico nuovo ad aspettarli; un pubblico diffuso sui territori di espansione e con nuove professionalità. Per questo, le recenti ricerche e proiezioni sul noleggio italiano mostrano un segno positivo, dopo anni di vacche magre e dubbi sulla sostenibilità di un settore formato soprattutto da piccole aziende. Tra noleggiatori e costruttori lungimiranti si è creato un nuovo patto per l’avvenire: un sodalizio d’entusiasmo, sulle ali dell’intelligenza di gestione e di una creatività concreta che dà ancora lezioni al mondo del sollevamento.
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ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
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FHB
PASSION TO PERFORM
NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia HIAB
Acquisita Effer da CTE Group
Hiab ha siglato un accordo per l’acquisizione di Effer da CTE Group, per un valore d’impresa pari a 50 milioni di euro. Quest’acquisizione rappresenta un fondamentale passo strategico per Hiab verso l’obiettivo di diventare leader globale nel settore delle gru retrocabina. Dal 2016 l’azienda ha profondamente rinnovato e ampliato la propria gamma prodotti. Lo scorso maggio è stato annunciato il rinnovo della linea di gru leggere. Con l’acquisizione di Effer, invece, Hiab amplia e completa la propria gamma di gru pesanti, in particolare nel segmento fino alle 100 tm. I marchi di proprietà Hiab includono anche prodotti per la silvicoltura e il riciclaggio Loglift e Jonsered, oltre alle gru Argos in Brasile, in seguito all’acquisizione avvenuta nel 2017. Hiab ed Effer sono marchi affermati e riconosciuti nel segmento di fascia alta delle gru retrocabina, con un esteso bacino di clienti e partner. Effer continuerà a lavorare sotto l’egida di Hiab, utilizzando il suo marchio e la sua rete di distributori. “Sono felice di dare il benvenuto a Effer nella famiglia Hiab; quest’acquisizione è un grande passo verso i nostri obiettivi di crescita e il traguardo finale, vale a dire diventare leader globali nel settore della 6
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movimentazione dei carichi su strada e in particolare delle gru, un settore che Hiab ha contribuito a fondare circa 75 anni fa”, ha dichiarato Roland Sundén, president di Hiab. Effer, fondata nel 1965, vanta oltre 50 anni di esperienza nello sviluppo e nella fabbricazione di gru con braccio articolato, gru da camion con capacità di sollevamento da 3 a
300 tm e gru da camion per applicazioni speciali, nonché gru marine. Il quartier generale di Effer a Minerbio (Bo) conta circa 400 dipendenti; la distribuzione viene gestita attraverso una rete di oltre 100 distributori in 60 Paesi diversi. Nel 2017 le vendite di Effer hanno raggiunto i 71 milioni di euro e generato profitti operativi per circa 6,1 milioni di euro. “Grazie alle sue considerevoli dimensioni e alla vocazione internazionale Hiab offre le migliori opportunità possibili a Effer per continuare il suo percorso di crescita e sono lieto che quest’ultima diventi parte di un’organizzazione con un passato altrettanto glorioso, un’identica passione per qualità e affidabilità e una tendenza continua all’innovazione”, ha affermato Lorenzo Cipriani, presidente e direttore generale di CTE Group. “Grazie a una gamma di prodotti completa, a solide vendite globali e alla presenza capillare di centri di assistenza, Hiab ed Effer daranno vita a una realtà forte e affidabile”, ha concluso Joakim Andersson, Senior Vice President Cranes di Hiab. L’acquisizione dovrebbe ottenere il nulla osta normativo nel secondo semestre del 2018. I risultati di Effer saranno consolidati con quelli di Hiab a partire dalla data di chiusura.
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NOTIZIE BKT
Pneumatici per sollevatori telescopici
BKT affronta con determinazione il mercato dei sollevatori telescopici, settore in forte evoluzione che richiede pneumatici dall’elevata capacità di carico, sicurezza e massima resistenza a stress e lacerazioni. Le complesse necessità di cantieri, aziende agricole e interporti trovano così soddisfazione in una gamma dalle alte prestazioni, progettata per rispondere a queste specifiche esigenze e rendere più confortevole il lavoro degli operatori. Sviluppato esclusivamente per sollevatori telescopici nelle applicazioni industriali, Multimax MP 527 è uno pneumatico radiale polivalente dalle elevate doti di trazione e stabilità, soprattutto in fase di sollevamento, grazie al disegno aggressivo del battistrada e alla robustezza del fianco. Resistente e durevole, è disponibile nelle seguenti misure 340/80 R 18, 360/70 R 18, 340/80 R 20, 400/70 R 20, 400/70 R 24, 400/80 R 24, 440/80 R 24, 460/70 R 24, 500/70 R 24, 480/80 R 26 e 440/80 R 28. Un’alta versatilità è invece ciò che contraddistingue RT 747 Agro Industrial, lo pneumatico agroindustriale che grazie ai suoi 8
ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
ramponi extra large assicura stabilità e grip. Questo multiuso può essere di valido supporto in molte applicazioni ed è disponibile nelle varianti 460/70 R 24 e 500/70 R 24. Poliedrico è anche Multimax MP 522, lo pneumatico adatto a qualsiasi impiego agroindustriale, dotato di grande stabilità e capacità di carico. Il tallone rinforzato e le cinture d’acciaio garantiscono trazione e resistenza alle perforazioni, proprietà essenziali nelle operazioni di scavo e di carico. Numerose sono le varianti: 280/80 R 18, 340/80 R 18, 340/80 R 20, 380/75 R 20, 400/70 R 20, 400/70 R 24, 400/80 R 24, 440/80 R 24, 460/70 R 24, 500/70 R 24, 540/70 R 24, 480/80 R 26 e 440/80 R 28. Altra soluzione dedicata ai mezzi di movimentazione agro-industriali è CON STAR, che vanta una grande stabilità verticale e laterale, qualità preziosa per le operazioni di sollevamento. I suoi ampi ramponi aumentano l’area di contatto e consentono allo pneumatico di
sopportare carichi elevati. La sua mescola riduce i rischi di tagli e danneggiamenti allungando la vita operativa. CON STAR è presente sul mercato in svariate misure: 340/80 18, 340/80 - 20, 380/75 - 20, 400/70 - 20, 400/70 - 24, 400/80 - 24, 440/80 - 24, 460/70 - 24, 500/70 24, 480/80 - 26 e 440/80 - 28. Particolarmente indicato per applicazioni di municipalità e manutenzione e per operazioni di carico è invece TR 461, lo pneumatico dal fianco molto robusto, caratteristica che incrementa la resistenza a tagli e lacerazioni anche su superfici dure. Disponibile nelle misure: 12.5/80 18, 16.9 - 24, 19.5L - 24, 21L - 24 e 16.9 - 28. Eccellenti proprietà di auto-pulitura e trazione rendono protagonista Grip Star, uno pneumatico ideale per tutte le stagioni e per operazioni su terreni fangosi, disponibile nell’unica misura 15.5/80 - 24. Infine, sviluppato per operazioni di trasporto e lavorazioni della terra, AS 504 è apprezzato per le sue doti di auto-pulitura e grip potenziato. Diverse le varianti di misura: 6.5/80 - 12, 7.00 - 12, 11.0/65 - 12, 5.00 - 15, 7.5L - 15, 10.0/75 - 15.3, 11.5/80- 15.3, 27 X 10 - 15.3, 4.00 16, 6.00 - 16, 7.50 - 16, 9.0/70 - 16, 270/75 - 16, 15.0/55 - 17, 19.0/45 17, 420/55 - 17, 7.50 - 18, 10.5/80 18, 12.5/80 - 18, 7.50 - 20, 16.0/70 - 20, 400/70 - 20, 15.5/80 - 24, 16.5/85 - 24 e 400/80 - 24.
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NOTIZIE ASSODIMI
Il noleggio italiano a congresso Nell’imminenza del 26° Congresso Assodimi, che si terrà il 12 Ottobre 2018 a Rocade (TV) all’interno di H-Farm, incubatore d’impresa. Lo scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 270 persone con 110 aziende di noleggio presenti. Il mercato del noleggio ha visto un 2017 in ripresa, e gli indici del centro studi di Assodimi e di Era vedono i prossimi due anni interessanti. Marco Prosperi, direttore di Assodimi/ Assonolo, ad un anno dal successo del 25° Congresso tira le somme dell’anno trascorso.
Dal Congresso del 2017 come sta cambiando il noleggio in Italia e qual è lo stato di salute del noleggio? Il settore è in forte fermento, il mercato del noleggio è ripartito in molte zone del paese su svariati settori. Purtroppo ancora siamo dinanzi a concorrenza interna al settore fra noleggiatori e prestatori di macchine con i clienti che se ne approfittano. Clienti che però hanno una maggiore consapevolezza del noleggio. La location di quest’anno H-Farm per la propria propensione alla tecnologia
e all’organizzazione digitale è molto distante dal mondo del noleggio? Potrebbe essere un modello a cui ispirarsi? Gli imprenditori del noleggio devono guardare sempre avanti, i clienti del futuro saranno sempre più connessi e vorranno gestire le proprie commesse in remoto e in modo semplice. Una giornata in H-Farm servirà anche per respirare e prendere ispirazione dalle menti che saranno i clienti ed i collaboratori di domani. Perchè un’azienda di noleggio dovrebbe venire al 26° Congresso Assodimi?
MARCO PROSPERI DIRETTORE DI ASSODIMI/ASSONOLO
Confrontarsi con altri noleggiatori serve per capire di non essere soli e che solo insieme si può aumentare la cultura del noleggio ottimizzando al meglio il mercato. Il congresso dei noleggiatori ormai da tanti anni rappresenta un momento unico di forte aggregazione e di spunto su svariati temi utili all’ammodernamento dei processi aziendali.
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GENIE
Produzione Xtra Capacity a Umbertide In seguito al forte interesse mostrato dai clienti durante Intermat 2018, Genie ha fatto partire la produzione della nuova piattaforma a braccio telescopico S-65 XC nella sede di Umbertide (Pg). Con un’altezza massima di lavoro di 21,81 m, questo modello è l’ultimo aggiunto alla gamma in continua espansione di piattaforme a braccio Genie Xtra Capacity (XC). La nuova piattaforma S-65 XC, come tutte le piattaforme Genie XC, consente di effettuare una più ampia gamma di lavori con sollevamento di carichi pesanti sia per il settore delle costruzioni che industriale, offrendo una doppia capacità di sollevamento di 300 kg senza restrizioni e di 454 Kg con restrizioni e permettendo di portare fino a tre persone in cesta, lasciando allo stesso tempo spazio per attrezzi e materiali di lavoro. Le consegne dei nuovi S-65 XC sono programmate a partire da ottobre 2018. Aggiungendosi alla produzione della piattaforma a braccio articolata Z-45 XC, la nuova piattaforma a braccio telescopico S-65 XC è il primo modello di piattaforma a braccio telescopico XC a essere prodotto nello stabilimento di Umbertide, centro di Eccellenza per la produzione di piattaforme a braccio Genie per le regioni di Europa, Medio Oriente, Africa e Russia (EMEAR). “La nomenclatura XC fa sapere ai clienti che con un nuovo modello Genie Xtra Capacity possono operare in più applicazioni rispetto a quanto possibile con una macchina standard”, dice Zach Gilmor, responsabile di prodotto Genie, Terex AWP. “Grazie agli aggiornamenti nella progettazione e tecnologia di queste piattaforme a braccio, questi modelli Genie XC possono portare molto più carico rispetto ai loro predecessori”. Caratteristica nuova in questa generazione di piattaforme a braccio telescopico, così come per gli altri modelli Genie XC, la nuova S-65 XC presenta il controllo automatico del raggio di azione, che comporta la retrazione del braccio quando questo ha raggiunto il limite del proprio campo di azione, permettendo un posizionamento più semplice della piattaforma e un maggiore comfort per l’operatore.
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NOTIZIE JLG
I nuovi accordi di servizio JLG Industries Inc., azienda del gruppo Oshkosh Corporation, specializzata a livello globale nella produzione di piattaforme di lavoro aeree e sollevatori telescopici, ha recentemente annunciato l’introduzione degli Accordi di Servizio, un nuovo pacchetto di assistenza clienti. Mediante questi Accordi, JLG si propone di fornire una serie di servizi su ricambi, riparazioni e ispezioni regolamentate che aiutino a tenere sotto controllo i cicli di manutenzione delle macchine e, grazie alle tariffe fisse, a evitare i maggiori costi di mano d’opera e pezzi. Jean-François Sourdoire, direttore del settore Customer Care in Europa, Medio Oriente e Africa, sottolinea che “i clienti sono altamente tutelati da questo programma di assistenza, che prevede una rassicurante tariffa fissa per tutte le prestazioni comprese nel contratto ed elimina così l’elemento sorpresa dalla voce manutenzione”. Oltre al più puntuale controllo dei costi di proprietà, continua Sourdoire, “grazie agli Accordi di Servizio chiunque possieda piattaforme aeree e sollevatori JLG ha accesso alla documentazione manutentiva di ogni macchina
ed è sicuro di utilizzare ricambi originali garantiti. I costi di manutenzione si abbassano a fronte di un potenziale aumento del valore del bene”. Infine, c’è la possibilità di scegliere tra due diversi contratti, uno su base periodica e uno di assistenza completa. Se previste dalle normative locali, le ispezioni sono parte integrante di entrambi.
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PALAZZANI
Due XTJ 32/C per O.MEC Nata nel 1989 dal progetto industriale di Gianfranco Bronzini, O.MEC coinvolge a oggi oltre 100 persone, con filiali sul territorio nazionale e full-service operativi in Algeria e Russia. La mission aziendale è offrire servizi attinenti alla manutenzione ordinaria, straordinaria e predittiva per macchinari, impianti, attrezzature, servizi costruiti su misura per i settori petrolchimico, alimentare, saccarifero, dell’industria cartiera, navale e altri ancora. Nel 2000 nasce la nuova divisione aziendale che si specializza nell’ambito del noleggio delle piattaforme aeree. L’azienda ottiene l’accreditamento IPAF quale centro di formazione autorizzato alla formazione all’uso efficace e sicuro di queste macchine. L’azienda ha recentemente acquistato due piattaforme ragno Palazzani XTJ 32/C con motorizzazione Bi-energy (motore diesel + elettrico), che saranno utilizzate per eseguire lavorazioni in campo civile e industriale (lavori edili, manutenzioni, potature, eccetera). La scelta dell’acquisto di ben due piattaforme aeree di tipo ragno deriva proprio dalle esigenze specifiche richieste da alcune tipologie di lavori, come ad esempio quelli che richiedono macchine capaci di accedere e muoversi in spazi davvero molto stretti come i centri storici o di muoversi su superfici disconnesse o con limitazione di peso e portata. La O.MEC conosce e utilizza ormai da anni il prodotto Palazzani e queste due macchine sono solo le ultime new entries. Nel loro parco macchine possiedono altre quattro piattaforme ragno firmate Palazzani. “L’opinione sulle piattaforme aeree ragno Palazzani è ottima: macchine robuste, affidabili e di facile utilizzo. Per questo abbiamo deciso di acquistarne altre due unità”, afferma Michele Mazzanti, direttore commerciale di O.MEC. Le due XTJ 32/C sono anche state dotate di verricello idraulico con portata 500 kg, accessorio che trasforma la macchina da semplice piattaforma aerea a gru semplicemente sostituendo il cesto con il verricello; questo optional è stato fortemente voluto dall’acquirente, che ha ricevuto particolari richieste di macchine leggere da apporre su solai dotate di verricello per sollevamento materiale. In alcuni casi è l’unica alternativa per evitare di noleggiare un’autogru di notevoli dimensioni e di notevoli costi.
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NOTIZIE COMETTO
Quattro MSPE in Sud Africa
Quattro semoventi modulari Cometto MSPE 40 t in abbinamento laterale sono stati utilizzati recentemente dall’azienda Marine Maroc per eseguire un trasporto eccezionale. Il progetto consisteva nel trasporto di sei motori diesel da 215 t unitamente a sei generatori da 72 t ciascuno per la centrale elettrica di Kaynes, nel Mali. La Marine Maroc ha gestito questo progetto per conto del suo cliente Bolloré Logistics, a sua volta incaricato dalla BWSC Denmark. “Il convoglio di MSPE formato da otto linee d’assi è stato abbinato lateralmente con altre otto linee
d’assi”, spiega Daniel Delorme, amministratore delegato di Marine Maroc. “Abbiamo così ottenuto una piattaforma larga 5 m con un carico utile di circa 600 t, assicurando in tal modo le migliori condizioni di sicurezza per il carico. Il convoglio è stato poi usato per il posizionamento finale dei motori all’interno della centrale elettrica”. Marine Maroc, con sede a Casablanca, è uno dei principali operatori logistici del Nord Africa. I semoventi Cometto MSPE sono parte integrante del suo parco macchine fin dal 2013. Marine Maroc può contare su di una vasta rete internazionale grazie ai suoi partner. L’offerta di Cometto prevede quattro modelli di semoventi MSPE intercambiabili tra loro, con capacità fino a 70 t per linea d’asse col nuovo MSPE Evo3. Grazie alla loro modularità, versatilità ed elevata precisione nelle manovre in aree ristrette, così come la vasta gamma di accessori, i semoventi Cometto MSPE offrono numerose soluzioni in base alle specifiche del trasporto, siano esse nell’ambito dei trasporti eccezionali su strada, portuali, oil & gas, offshore, acciaierie, eccetera. Ogni modello è disponibile in due larghezze (2.430 o 3.000 mm) e i moduli possono essere composti da 3, 4, 5 o 6 linee d’assi. Inoltre, la gamma dei power-pack prevede diverse potenze a seconda del numero di assi trainati facenti parte del convoglio.
FASSI
Sinergia con Volvo alla IAA Creare un tutt’uno tra gru e veicolo: questo il risultato della tecnologia frutto della cooperazione sviluppata tra Fassi Gru e Volvo Trucks Italia, proposta in occasione della 67° edizione della fiera IAA di Hannover. È stato scelto uno dei più importanti saloni internazionali dedicati al veicolo industriale, infatti, per presentare in anteprima mondiale il sistema FX-Link, che ottimizza la connettività tra gru e autocarro. Due gli obiettivi: dare migliori e tempestivi riscontri all’autista sullo stato della gru quando si trova al volante del camion, integrando completamente queste informazioni nel cruscotto del veicolo e potenziare le capacità 14 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
del radiocomando durante il suo utilizzo come strumento operativo nella movimentazione della gru. Grazie alla connessione CANBus il sistema FX-Link elimina la complessità data da molteplici collegamenti di diversi dispositivi di controllo presenti sia sul camion che sulla gru. Con FXLink lo scambio delle informazioni sarà nei due sensi, dalla gru verso il camion e viceversa. Spegnimento e accensione dell’autocarro, regolazione del regime del motore, inibizione delle sospensioni pneumatiche, accensione dei fari e di altri indicatori luminosi, attivazione del clacson, azionamento del freno
di stazionamento: sono controlli disponibili sul radiocomando della gru. L’interfaccia situata nel cruscotto del camion avvisa l’autista relativamente alla mancata chiusura degli stabilizzatori della gru e al suo ingombro in altezza. Il sistema FXLink può essere installato su tutti i veicoli Volvo FH, FM e FMX dotati di tecnologia CANBus.
VERLINDE
Al servizio della movimentazione La cartiera RDM, con sede a Blandec, nei pressi di Saint-Omer, Pas de Calais, si è rivolta a Verlinde per l’installazione di una gru a braccio motorizzata VFM per la movimentazione dei big-bag. La RDM si era già rivolta a Verlinde per l’installazione di un portale in alluminio per la manutenzione correttiva; soddisfatta della qualità del prodotto e dell’installazione l’azienda, tramite il partner commerciale Heripret, ha fatto nuovamente appello a Verlinde per risolvere un problema di movimentazione dei bigbag. Si tratta di sacchi di materiale riciclato da 1.100 kg che venivano precedentemente trasportati dal punto d’arrivo fino alla vasca di trattamento tramite un carrello elevatore. Poco indicato per quest’operazione, il processo era lento e impreciso. Verlinde ha suggerito di utilizzare una gru a braccio motorizzata a rotazione totale su 360° con una portata massima di 1.600 kg, tenendo conto del peso del bilancino (100 kg). Le gru a braccio Verlinde, qui in versione su colonna, sono mezzi di movimentazione che non richiedono modifiche strutturali in fase di installazione. Poco ingombranti, consentono tuttavia di spostare carichi sui tre assi e sono utilizzate in tutti i settori industriali. Tramite carrelli elevatori i sacchi vengono trasportati fino alla gru e agganciati
al bilancino tramite i quattro golfari. Il braccio motorizzato della gru solleva il sacco, lo ruota di 180° e lo depone su una tramoggia. Questo tipo di movimentazione risulta pertanto più fluido e indicato per il processo.
Verlinde ha dovuto tener conto dei limiti di spazio, nel senso che la gru doveva passare sotto un carroponte esistente alto 5 m, per cui l’altezza totale dell’installazione non doveva superare i 4.730 mm.
È stato scelto un paranco a cinghia per portate da 500 a 5.000 kg Eurolift BH, solitamente utilizzato nel settore alimentare, per via dell’ingombro contenuto e dell’altezza al gancio estremamente ridotta.
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NOTIZIE LOXAM ACCESS
L’acquisizione strategica di Nove Un parco macchine di circa 650 unità, 45 dipendenti e sei filiali in tutta Italia (Roma, Napoli, Chieti, Bologna, Firenze e Milano): sono i ‘numeri’ della Nove, società di noleggio con sede a Roma controllata dal 2006 da Haulotte e acquisita a fine giugno da Loxam Access. Con quest’operazione, che fa seguito all’acquisizione di Nacanco avvenuta a novembre dello scorso anno, il Gruppo Loxam consolida la propria posizione di leader sul mercato italiano nel noleggio di piattaforme aeree.
“L’acquisizione di Nove – spiega Marzia Giusto, direttore generale di Loxam Access – rappresenta sia un’espansione della presenza del Gruppo sul territorio nazionale, grazie soprattutto alle filiali ubicate nelle regioni del Centro-Sud, sia un incremento di quote di mercato. Quote di mercato che cercheremo di sviluppare ulteriormente grazie al supporto e all’esperienza di Gianni Ballarin, già amministratore delegato di Nove, che avrà l’incarico all’interno di Loxam Access di contribuire all’ulteriore crescita e sviluppo del Gruppo sul territorio nazionale.
Accresce inoltre di circa 650 unità il parco macchine a noleggio, con caratteristiche tecniche simili a quello di Loxam Access, che continuerà a essere specializzato e focalizzato sulle attuali tipologie di prodotto come richiesto dalle strategie del Gruppo”. Quali vantaggi comporta per il cliente finale l’acquisizione di Nove? “Uno su tutti il poter contare su un fornitore presente in tutta Italia, con una vasta e articolata offerta di prodotto nell’ambito delle piattaforme aeree”, risponde Marzia Giusto. Gérard Déprez, presidente di Loxam, ha così commentato l’acquisizione della società romana: “Sono lieto di dare il benvenuto alla squadra Nove, qualificata ed esperta, nel gruppo Loxam. Nove è un attore di lunga data in Italia e gestisce una gamma di attrezzature molto nota al Gruppo Loxam e saremo in grado di condividere la nostra reciproca esperienza. Uniremo le forze per fornire ai nostri clienti il miglior servizio attraverso una rete estesa e costruire un’azienda di riferimento nel mercato italiano del noleggio di attrezzature”.
RAIMONDI CRANES
Due nuove gru a torre MRT111 a Dubai Raimondi Cranes ha portato a termine la vendita di due nuove gru a torre topless MRT111 a Dar Al Adham Constructions (DAAC), un’impresa di costruzioni locale con sede negli Emirati Arabi Uniti. Le gru a torre della portata massima di 8 t sono all’opera sul progetto residenziale Riviera realizzato da Azizi Developments a Meydan, Dubai. “Le gru sono ad altezza libera di 48,7 m e con bracci di 60 m. Due squadre di tecnici Raimondi Middle East sono state incaricate al montaggio, incluso il nostro direttore operativo”, ha raccontato 16 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
Wael Hasan, spiegando che le gru saranno montate per un periodo di circa due anni. Oltre all’installazione, la filiale Raimondi in Medio Oriente ha anche provveduto all’attuazione di corsi di formazione della durata di tre giorni ai gruisti di DAAC.
“Ci impegniamo a continuare a supportare i nostri clienti con la migliore esperienza possibile. Una parte essenziale del servizio offerto nel GCC è la condivisione del nostro know-how approfondito del prodotto e l’organizzazione di corsi di formazione sul campo con gli operatori e i membri dello staff dei nostri clienti”, ha aggiunto Hasan. I seminari di formazione aiutano gli operatori ad apprendere i controlli in cabina dei macchinari e i miglioramenti nell’esperienza dell’utente offerti dalla cabina della gru Deluxe R16.
ATTUALITÀ TENDENZE DEL MERCATO
LA CRESCITA CONTINUA DEL RENTAL
N
onostante il comprensibile scetticismo di chi è rimasto scottato dalla crisi esplosa senza preavvisi dieci anni fa, una pluralità di dati continua a confermare la solidità della ripresa del settore e, con essa, la crescita 18 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
del comparto del noleggio. Il più recente tassello di questo puzzle consiste nell’analisi di mercato che IPAF ha commissionato a Ducker Worldwide, azienda leader nel campo della ricerca. I risultati dell’indagine sono stati resi noti a metà giugno e han-
no evidenziato come a livello globale il noleggio delle piattaforme di lavoro elevabili mobili (PLE) sia in forte espansione, a ritmi superiori a quelli del settore edilizio. L’incremento su base annua è stato dell’8%: dalle 1.250.000 unità che componevano il parco
I NUMERI NON LASCIANO SPAZIO A INTERPRETAZIONI: IL SETTORE DEL NOLEGGIO DI PIATTAFORME MOBILI ELEVABILI STA VIVENDO UNA FASE DI SVILUPPO. LE DIFFERENZE LOCALI SONO SIGNIFICATIVE, MA IL TREND COMPLESSIVO CI ORIENTA VERSO IL TANTO ATTESO CAMBIO DI MENTALITÀ ANCHE IN ITALIA di Lorenzo Zacchetti
macchine globale a fine 2016 alle 1.350.000 di fine 2017. In un vero e proprio circolo virtuoso, il noleggio ha sostenuto la ripresa (specialmente in Paesi molto segnati dalla crisi, come Brasile e Spagna) e nel contempo si è alimentato grazie all’aumento delle
commesse, che ha spinto molte imprese a fare ricorso al rental per contenere prudenzialmente la propria esposizione finanziaria.
Il quadro europeo Decisamente incoraggianti le risultanze provenienti dal mercato del
Vecchio Continente, dove per il secondo anno consecutivo tutti e dieci i Paesi esaminati nella ricerca hanno fornito indicatori positivi, con impennate del fatturato nella maggior parte di essi: notevole il +10% registrato in Francia, Paesi Bassi e Finlandia. luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 19
ATTUALITÀ Mercati globali
Il dato è frutto del combinato disposto dall’aumento dei tassi (time utilisation) e dei canoni di noleggio. Come crescita del mercato, il vento di un ritrovato ottimismo soffia anche nel Mediterraneo, dove il noleggio si espande anche in mercati tradizionalmente meno ricettivi come quello italiano (+4%) e spagnolo (+7%). Laddove invece l’utilizzo temporaneo è più radicato nella cultura imprenditoriale - come Regno Unito, Svezia e Germania - il segno “+” si conferma per il settimo,
se non per l’ottavo, anno di fila. Sul mercato britannico si conferma la tendenza che vede il noleggio delle PLE viaggiare a una velocità (+4%) nettamente superiore a quella del settore edilizio (+2%). Per la prima volta, sia in Danimarca che Norvegia l’incremento dei ricavi è molto moderato: in questi mercati la pressione della concorrenza rimane fortissima e, conseguentemente, i tassi di noleggio non sono aumentati, ma al contrario in alcuni casi sono leggermente diminuiti.
Negli Stati Uniti la crescita è stata di 580.000 unità, pari al +4%, proseguendo un trend che riguarda anche i tassi di noleggio, la cui crescita è previsto si manifesti anche nel consuntivo del 2018. Anche in Sud America il parco macchine è cresciuto, sebbene in misura più contenuta rispetto agli altri mercati esaminati. A queste latitudini il dato maggiormente confortante è che continui la ripresa in Brasile, un Paese particolarmente segnato non solo dalla crisi economica, ma anche da quella politica. Tim Whiteman, CEO di IPAF, ha così commentato la marcata differenza nella rendita media per unità tra USA (16.092 dollari) ed Europa (11.624 dollari): “Ciò può essere dovuto a una serie di fattori, ad esempio molte società di noleggio europee sono passate a macchine più specialistiche ibride o elettriche per rimanere al passo con la domanda e soddisfare normative sulle emissioni sempre più rigorose, o il fatto che alcuni paesi europei come Spagna o Italia stiano ancora riprendendo-
WERENT: IL NOLEGGIO CRESCE ANCHE AL NORD Per misurare il grado di fiducia del mercato nei confronti di un settore specifico non c’è indicatore più efficace delle nuove iniziative lanciate dalle sue imprese. Tra queste, va citata la recente nascita di Werent, nuovo brand del Gruppo Marraffa-Venpa Sud.
Protagonista fin dal 1996 nel noleggio e nella vendita di piattaforme aeree con servizio di assistenza specializzato, l’azienda tarantina è diventata negli anni un player nazionale. Da qui la crescente necessità di coprire al meglio anche il Nord del Paese, che si è tradotta non solo
ENRICO PIOVAN RESPONSABILE SEDE WERENT DI MARGHERA
nell’apertura di Werent a Marghera (Ve), ma anche di una nuova sede a Fidenza (Pr) e di un centro logistico a Ravenna. La mission aziendale di Werent è la continua ricerca di soluzioni che siano in grado di soddisfare e superare le aspettative dei clienti: con questa filosofia, l’azienda risulta essere spesso la prima sul mercato ad acquistare nuovi prodotti innovativi per poi proporli a noleggio ai propri clienti. Enrico Piovan, 20 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
PARTNERSHIP DI PRESTIGIO PER IPAF
Quest’anno si è svolta a Bruxelles la prima edizione degli European Association Awards, con la partecipazione di oltre 2.000 aziende, enti e associazioni di categoria. Il premio riunisce le eccellenze della comunicazione aziendale europea, allo scopo di evidenziare le best practice nei vari settori e dare il giusto rilievo alle migliori iniziative di marketing. A organizzare gli European Association Awards è Global Conference Network – GCN Events, che con varie tipologie di progetti si rivolge al settore delle conferenze professionali e delle campagne commerciali. Nella categoria “Best Provision of Industry Information and Intelligence”, la medaglia di bronzo è stata assegnata proprio alla collaborazione tra IPAF e Ducker Worldwide, società autrice della ricerca di mercato che ha fornito la base per le riflessioni di queste pagine. Con sei diverse sedi globali (USA, India, Cina, Francia, Germania e Regno Unito), dal 1961 Ducker Worldwide sostiene le imprese nel difficile percorso che consiste nell’elaborare strategie imperniate su
dati concreti. Il concetto di impresa “data-driven” è molto cambiato nel corso di oltre mezzo secolo di attività, che ha visto il passaggio epocale dalla carta al digitale e da registri non sempre impeccabili al ben più ampio universo del “big data”, utile non solo a monitorare quanto già accaduto, ma soprattutto a progettare in via predittiva le mosse future. Oltre alle ricerche di mercato, Ducker Worldwide fornisce consulenza nel campo delle transazioni (in particolare per la ricerca di aziende da acquisire) e più in generale in quello della strategia commerciale, alla luce di una conoscenza dei mercati davvero capillare. Sono sei i settori nei quali la multinazionale è operativa: Automotive e trasporti, Heavy Equipment, Industria, Chimica, Salute e, ovviamente, il Construction. Mezzo secolo di esperienza nel nostro ambito di riferimento le hanno consentito di assumere un ruolo chiave come advisor, in particolare nel campo delle spedizioni per l’industria del vetro (finestre e porte) e per molti componenti del rivestimento, dalle coperture ai rivestimenti e dalle barriere isolanti alle protezioni dalle intemperie. Da materiali già molto diffusi come il PVC e la fibra di vetro fino alle ultime novità tecnologiche, Ducker Worldwide si pone come nei confronti delle aziende del settore come un partner esperto e affidabile, dal quale ottenere il consiglio giusto in ogni scelta.
si dalla crisi globale del 2008/2009, mentre in altri come il Regno Unito o la Germania una situazione di forte concorrenza sta limitando i prezzi del noleggio”.
Volgendo lo sguardo verso Est, le performance migliori sono quelle di Cina, Singapore, Malesia e Thailandia, che spiccano nell’Asia sud-orientale, mentre
responsabile della sede di Marghera, spiega: “Con il nuovo marchio Werent abbiamo ereditato il proficuo rapporto già esistente da oltre 20 anni tra CTE e la nostra azienda madre Venpa Sud e lo portiamo avanti con la consolidata professionalità e stima reciproca”. Altrettanto forte è il rapporto con Haulotte, che anche nell’anno in corso ha fornito a Werent macchine brandizzate, in particolare piattaforme semoventi articolate di gamma alta, quali i modelli HA20 RTJ PRO, HA26 RTJ PRO e HA32 RTJ PRO, ai quali si affiancano diversi esemplari di piattaforme articolate ad alimentazione elettrica e scissor diesel. “Siamo soddisfatti delle prestazioni delle piattaforme Haulotte”, dichiara Michele Marraffa, fondatore del gruppo. “Sono mezzi affidabili ed efficienti,
che si posizionano quindi molto bene presso il cliente. Ci aspettiamo molto, in particolare, dalla nuova piattaforma articolata da 32 m, una macchina unica nel suo genere che ci permette di soddisfare le esigenze dei nostri clienti che richiedono mezzi molto performanti con facilità di manovra”. Per soddisfare al meglio una domanda di noleggio che anche al nord sta crescendo, Werent ha un team di quattro tecnici specializzati che garantisce l’intervento entro 24 ore dalla chiamata dal cliente e - se necessaria - la fornitura di un mezzo sostitutivo. “Mettiamo sempre la sicurezza al primo posto e, tra di noi, ci diciamo sempre che ogni giorno di lavoro è sempre come il primo. Questo per l’energia richiesta, per dimostrare sempre il massimo impegno e per darci la carica necessaria per arrivare a sera”, conclude Piovan.
gli Emirati Arabi Uniti (anche grazie al traino di Expo 2020) occupano un ruolo di primaria importanza nell’espansione del mercato mediorientale. ■
luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 21
MACCHINE LIEBHERR
22 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
KUNDENTAG 2018: "strongly connected"! SI È RINNOVATO IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO ORGANIZZATO DAL COSTRUTTORE TEDESCO NEL SUO IMMENSO STABILIMENTO DI EHINGEN. UN MOMENTO DI CONDIVISIONE TOTALE, PERSONALE E PROFESSIONALE, DOVE L’IMPORTANTE È RIMANERE… STRETTAMENTE CONNESSI di Ettore Zanatta
L
o scorso giugno Liebherr ha rinnovato il suo invito a oltre 3.600 tra personale interno, clienti e visitatori provenienti da tutto il mondo (una cinquantina le aziende presenti in rappresentanza dell’Italia) a partecipare all’ormai atteso e spettacolare “Kundentag”. Organizzato ogni tre anni all’interno dello stabilimento di Ehingen, in Germania, l’evento propone regolarmente le ultime novità in tema di autogrù e gru cingolate. Quest’anno (l’edizione precedente si era tenuta nel 2015) la manifestazione si è svolta all’insegna del motto “Strettamente connessi” e si è caratterizzata – oltre che per la consueta parata di macchine già presenti nella gamma Liebherr – per la presentazione in anteprima di due novità, mostrate al pubblico durante altrettanti scenografici show: l’autogrù LTM 1230-5.1 e la gru tralicciata LR 1800-1.0.
La nuova autogrù LTM 1230-5.1 Durante le fasi di progettazione della nuova LTM 1230-5.1, Liebherr si è sforzata di aumentare la lunghezza e la versatilità del braccio telescopico e, contemporaneamente, la capacità di portata. Il risultato? Già il braccio da
SOTTO UN CIELO CHE HA ALTERNATO NUVOLE MINACCIOSE A UN SOLE LUMINOSO, LIEBHERR HA ACCOLTO I SUOI OSPITI INTERNAZIONALI CON UN’AMPIA E SUGGESTIVA ESPOSIZIONE DI AUTOGRÙ
72 m del modello precedente, quell’LTM 1200-5.1 che ha riscosso un successo mondiale, era uno dei più lunghi della sua classe: la nuova 230 t offre 3 m in più di lunghezza e mediamente il 20% in più di portata. Inoltre, con le apposite prolunghe tralicciate è stata incrementata l’altezza sotto gancio di 10 m fino a 111 m. Anche grazie a ciò, l’autogrù è ideale per lavorare con il braccio innalzato ottenendo altezze sotto gancio importanti, ad esempio per il montaggio di gru a torre o per la manutenzione di impianti eolici. Liebherr mette a disposizione vari
falconi tralicciati: il falcone doppio da 11,5-22 m può essere impiegato con inclinazioni a 0°, 20° o 40° (è disponibile come optional l’inclinazione idraulica che ne permette la regolazione con tutto il carico tra 0° e 40°). Il punto di brandeggio verticale del falcone ripiegabile può essere innalzato aggiungendo tre prolunghe tralicciate da 7 m come estensione del braccio telescopico. I clienti che possiedono l’autogrù LTM 1250-5.1 possono montare un lungo falcone fisso, il primo della sua tipologia nella classe delle 5 assi, che permette di ottenere raggi di luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 23
MACCHINE
L’OPINIONE
FABIO FENZI GENERAL MANAGER, LIEBHERR ITALIA
“Il motto ‘Strettamente connessi’ si riferisce naturalmente anche all’utilizzo dei nostri prodotti: una gru dev’essere realizzata e programmata per restare in connessione sia con il suo carico, sia con il terreno su cui dev’essere stabilizzata. La sicurezza, infatti, per Liebherr è un fulcro dell’attività di progettazione. In occasione del Kundentag 2018 abbiamo presentato le tecnologie più moderne e i più recenti sviluppi applicati alle nostre autogrù e gru cingolate, cogliendo l’occasione per rendere il rapporto tra i componenti dell’azienda e i clienti sempre più stretto. La sinergia che si è creata (e si crea in queste occasioni) è un fattore determinante per Liebherr: il supporto degli operatori, infatti, ci consente di impegnarci sempre al massimo, anche in prospettiva, sviluppando nuovi concetti nella produzione di gru che rendano il loro utilizzo quotidiano il più efficiente possibile, come nel caso della nuova LR 1800-1.0, attualmente la gru cingolata più potente sul mercato nonostante la sua macchina base sia larga solo 3 m. È con il contributo fondamentale dei clienti che siamo sempre riusciti (e riusciremo sempre) ad affrontare brillantemente le sfide future del nostro settore. Anche in Italia, che dopo anni difficili sta tornando ad avere più ‘peso’ all’interno del contesto mondiale, grazie al fatto che molte attenzioni si sono spostate sui mercati ‘consolidati’, che storicamente hanno rappresentato le economie principali, rispetto a quelli ‘emergenti’”. 24 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
lavoro importanti, ad esempio per effettuare sollevamenti oltre edifici. Questo falcone tralicciato è disponibile anche per la nuova LTM 12305.1: con un adattatore TF addizionale (collegamento tra braccio telescopico e falcone fisso), un elemento riduttore e un elemento di testa è possibile ottenere un falcone fisso lungo fino a 43 m. A tale scopo vengono utilizzate prolunghe tralicciate già esistenti. Questo falcone può essere regolabile idraulicamente tra 0° e 45° ed essere utilizzato come un falcone variabile. Gli elementi già esistenti si possono usare per mon-
di giri motore; i cambi più veloci permettono una guida off-road migliore; il dispositivo Hill holder assiste il gruista in caso di partenza in salita. Anche con la LTM 1230-5.1 Liebherr ripropone il concetto di “motore singolo”, grazie al quale una trasmissione meccanica permette di azionare la torretta: il trasferimento del moto verso il riduttore delle pompe in torretta avviene tramite l’impiego di una coppia conica collegata al riduttore nel carro attraverso la ralla di rotazione. Un programma di guida addizionale consente di ridurre i consumi di
LA NUOVA AUTOGRÙ LTM 1230-5.1 ANCHE GRAZIE ALLE TECNOLOGIE APPLICATE VARIOBASE, VARIOBALLAST, ECOMODE ED ECODRIVE, SI PRESENTA COME UNA SOLUZIONE PARTICOLARMENTE SICURA ED EFFICIENTE
tare un falcone potente fino a 39 m di lunghezza, ottimale per le situazioni di lavoro con bracci molto inclinati in alto. La zavorra massima della nuova LTM 1230-5.1 è di 72 t, come il modello antecedente, ma grazie al sistema VarioBallast regolabile da 4,8 a 5,7 m la portata è stata incrementata, con raggi di lavoro più ampi rispetto alla LTM 1200-5.1 e alla LTM 1220-5.2.
A tutta potenza! Un motore diesel Liebherr 6 cilindri Stage V installato nel carro, con una potenza di 400 kW e coppia di 2.516 Nm, fornisce un’elevata potenza, che viene trasmessa agli assi attraverso un cambio ZF TraXon a 12 velocità e che offre nuove funzionalità. Il sistema ECOdrive rende l’autogrù confortevole e silenziosa, grazie al basso livello del numero
carburante. Ciò significa che l’azione delle pompe con motore al minimo può essere disinserita automaticamente e grazie a un comando “intelligente” può essere riattivata quando necessario. Liebherr ha infine sviluppato la modalità ECOmode al fine di ridurre i costi di utilizzo della gru e le emissioni acustiche. In fase di progettazione Liebherr si è basata sulla tecnologia di stabilizzazione VarioBase: per questa ragione la LTM 1230-5.1 è la prima autogrù LTM a presentare una base di stabilizzazione asimmetrica, con larghezza anteriore di 7,4 m e posteriore di 8,1 m (quindi non più a forma rettangolare, ma trapezoidale). Con la tecnologia VarioBase è possibile ottenere portate elevate, calcolate in tempo reale dal sistema di diagnostica LICCON.
La nuova gru tralicciata LR 1800-1.0 Con la nuova LR 1800-1.0 Liebherr ha introdotto nella denominazione delle gru cingolate un nuovo suffisso numerico: l’”1” dopo il trattino significa che è il primo modello di gru cingolata da 800 t, mentre lo “0” dopo il punto indica che è la prima versione (questo numero aumenterà di uno ogni volta che saranno introdotte delle modifiche tecniche al modello). Questa macchina amplia la gamma di gru cingolate Liebherr nella classe inferiore alle 1.000 t, idea-
li in ambiti industriali come la costruzione di centrali elettriche o impieghi nell’industria petrolchimica. Applicazioni che necessitano solitamente del falcone variabile e del derrick. L’obiettivo durante la progettazione da parte di Liebherr era raggiungere il massimo della portata e ridurre i costi per il trasporto su qualsiasi strada, in tutto il mondo. La struttura robusta ha permesso di estendere la progettazione delle altezze di sollevamento (la connessione rapida che serve a sollevare la struttura superiore per il trasporto è di serie).
Il concetto del sistema braccio è nuovo: per il trasporto, tre sezioni tralicciate vengono inserite una nell’altra. Questo principio è applicato per la configurazione standard con braccio principale da 84 m e falcone variabile da 84 m. I tralicci di sezione più grandi si trovano nella parte iniziale del braccio principale, quelli di media sezione nella parte finale e nella parte iniziale del falcone variabile. I tralicci di sezioni inferiori sono montati nella parte finale di quest’ultimo. Aggiungendo solo due mezzi di trasporto la lunghezza standard può PER PRESENTARE LA NUOVA TRALICCIATA LTM 1800-1.0 È STATO ORGANIZZATO UNO SPECIALE SHOW DURANTE IL QUALE GLI OPERATORI LIEBHERR NE HANNO ESEGUITO L’ASSEMBLAGGIO. ELEVATA CAPACITÀ DI PORTATA E LOGISTICA DI TRASPORTO “INTELLIGENTE” SONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI QUESTA GRU DI GRANDI DIMENSIONI, CONCEPITA IN PARTICOLARE PER L’UTILIZZO NEL SETTORE INDUSTRIALE PER LAVORI IN CUI SONO NECESSARI FALCONE VARIABILE E SISTEMA DERRICK
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MACCHINE
L’OPINIONE
DAVIDE E CORRADO VILLA
SOCI DI CASELLA AUTOGRÙ
NELLA FOTO DA SINISTRA: FABIO FENZI, GENERAL MANAGER DI LIEBHERR ITALIA, DAVIDE E CORRADO VILLA, SOCI DI CASELLA AUTOGRÙ, E SALVO SOMMA, AREA MANAGER DI LIEBHERR ITALIA, POSANO DAVANTI ALLA LTM 1200-5.1 RECENTEMENTE ACQUISTATA ED ESPOSTA IN OCCASIONE DEI KUNDENTAG 2018
“Casella Autogrù è una realtà industriale con sede a Podenzano (Pc) e operante nel settore dei servizi di sollevamento dal 1960. In particolare, oggi, nel noleggio a caldo di autogrù. Il criterio guida che da sempre orienta le scelte aziendali è quello di offrire soluzioni personalizzate in grado di soddisfare ogni possibile esigenza della clientela: ciò è reso possibile grazie all’impiego di risorse umane altamente specializzate, ma naturalmente anche alla disponibilità
di un parco mezzi tecnologicamente avanzato. In tal senso, la nostra filosofia è omogeneizzare quanto possibile la nostra flotta di macchine e, nella fattispecie, il marchio su cui facciamo affidamento è Liebherr, che riteniamo un partner a 360° e non un semplice fornitore. La nostra partecipazione ai Kundentag 2018 è stata speciale poiché abbiamo appena acquistato un’autogrù LTM 1200-5.1, esposta nell’occasione. L’acquisto di questa nuova 200 t – che segue quella di diverse altre unità negli ultimi anni, s’inserisce in un piano strategico aziendale volto al rinnovamento della gamma proposta a noleggio e dalla necessità di disporre di modelli con capacità di sollevamento e bracci sempre più lunghi. Già nel 2014, peraltro, avevamo acquistato un modello identico e ciò testimonia quanto siamo rimasti soddisfatti da questa macchina. È nostra opinione che nei prossimi cinque anni il mercato richiederà maggiore impegno e specializzazione e le macchine Liebherr da noi acquistate rappresentano una garanzia in termini di tecnologia, affidabilità e versatilità”.
Derrick completa, la parte di essa che in seguito non serve più può essere sganciata in modo semplice e veloce (è necessaria solo una piccola parte della zavorra per i sollevamenti effettuati con bracci innalzati totalmente o quasi): ciò evita di dover impilare e poi togliere le piastre di contrappeso del Derrick. Un nuovo sistema di zavorramento è usato per la zavorra sospesa: un telaio regolabile idraulicamente permette di adattarne il raggio fino a 23 m e ciò significa che non è più necessario un sistema fisso per i raggi più ampi. La zavorra è costituita da piastre standard Liebherr da 10 t. Il vantaggio? Possono essere usate su tutti i modelli di cingolate nella gamma del costruttore. La LR 1800-1.0 lavora con un massimo di 230 t di zavorra della piattaforma girevole, 70 t di zavorra centrale e fino a 400 t di zavorra Derrick. Il carro cingolato è fornito di serie con quattro motori di traslazione. La LR 1800-1.0 è dotata di un motore Liebherr V8 diesel Stage V, con potenza di 455 kW. I comandi del LICCON 2, infine, ottimizzano le possibilità di allestimento e controllano le fasi di montaggio della nuova LR 1800-1.0. ■
raggiungere la massima dimensione del sistema braccio di 102 m di braccio principale più 102 m di falcone variabile. Altra caratteristica che riduce i costi di trasporto è la larghezza della macchina base: 3 m con un peso massimo di trasporto di 45 t. Anche il peso del cingolo da 60 t può essere ridotto per il trasporto a meno di 45 t rimuovendo la catenaria. I cingoli hanno una larghezza standard di 2 m, per mantenere al minimo la pressione sul terreno.
Una zavorra innovativa La nuova LR 1800-1.0 presenta anche l’innovazione VarioTray: dopo che il braccio tralicciato viene sollevato tramite la zavorra 26 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL DEMO SHOW ORGANIZZATO AL KUNDENTAG 2018 HA VISTO SFILARE NELL’APPOSITO CAMPO PROVE UNA RAPPRESENTANZA DI TUTTA LA GAMMA DI AUTOGRÙ LIEBHERR
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IL REGNO DEI “RAGNI”
IL 25 GIUGNO SCORSO L’AZIENDA BARESE HA FESTEGGIATO IL SUO PRIMO VENTENNALE DI ATTIVITÀ FACENDOCI PROVARE PERSONALMENTE I SUOI NUOVI “RAGNI”. NELLA GAMMA SPICCANO LA VERSIONE AGGIORNATA DELL’S19HD E LA NOVITÀ ASSOLUTA S22HD. ANCHE GRAZIE A QUESTE NOVITÀ I PROGETTI DI CMC PER IL FUTURO SONO MOLTO AMBIZIOSI
di Lorenzo Zacchetti
L
a festa di compleanno di CMC si è svolta a pochi passi dal massiccio stadio San Nicola, dove sorge la nuova sede dell’azienda barese. Anch’essa è davvero imponente: una struttura di 22.000 m² che un tempo ospitava un rinomato stampatore e che ora, dopo la ristrutturazione, si compone di 5.000
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m² di capannone, 1.600 m² di uffici e 1.000 m² di spogliatoi. Pur avendo acquistato un impianto produttivo così esteso, nel quale si è trasferita un anno e mezzo fa, l’azienda fondata da Carlo Mastrogiacomo e Michele Moretti ha mantenuto in attività anche il vecchio impianto di Modugno (Ba), dedicandolo alle operazioni
LA PRIMA MACCHINA PRODOTTA E VENDUTA DA CMC È STATA LA PLA16, IN SEGUITO RIACQUISTATA PER RAGIONI AFFETTIVE. IL CLIENTE LA STAVA ANCORA UTILIZZANDO CON GRANDE SODDISFAZIONE E PER SOSTITUIRLA HA ACQUISTATO UN’ALTRA AUTOCARRATA CMC. QUI VEDIAMO CARLO MASTROGIACOMO IMPEGNATO NELLO “SCAMBIO” DEI MEZZI
di sabbiatura, verniciatura, carpenteria e controllo qualità. Un camion aziendale più volte al giorno fa la spola tra le due unità produttive, portando nella nuova sede i pezzi pronti per l’assemblaggio.
Un’eccellenza italiana In occasione del 20° anniversario è venuto spontaneo ricordare i primi passi e la genesi della denominazione aziendale: inizialmente c’era un terzo socio, anche lui di nome Carlo, che poi però per ragioni familiari ha scelto di vivere al Nord. Sembra invece davvero indissolubile il sodalizio personale e professionale di Moretti e Mastrogiacomo, soci anche nella MoMa (brand dato dalle iniziali dei loro cognomi), che si occupa di assistenza e manutenzione rappresentando una realtà indipendente da CMC. Il solidissimo background accumulato nelle attività di service costituisce una freccia in più nella faretra dell’azienda pugliese, della quale colpisce l’attenzione – quasi maniacale – posta a ogni singolo dettaglio. Ad esempio, la verniciatura dei bracci avviene anche nella
parte interna e, laddove ciò non è fisicamente possibile, si procede all’ingrassaggio, così da proteggere la struttura dai danni derivanti da infiltrazioni di acqua o altri materiali. Va nello stesso senso l’insource operato con la lavorazione dei cablaggi, acquisendo il fornitore precedentemente utilizzato, così da mantenere un maggiore controllo sulla qualità della produzione.
Versatilità vincente Questo modo di lavorare aumenta anche la flessibilità necessaria per soddisfare puntualmente qualunque necessità del cliente, caratteristica che CMC ha come fiore all’occhiello. “Anche se le nostre macchine sono apprezzate da tutti perché non si fermano mai, è fondamentale essere pronti a intervenire per la manutenzione e per la risoluzione di eventuali problemi
LA NUOVA SEDE DI CMC, CON UN’ESTENSIONE DI 22.000 M², SI TROVA A BARI IN VIA BITRITTO 119, A POCHI PASSI DALLO STADIO DI CALCIO SAN NICOLA luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 29
MACCHINE dei clienti”, spiega il responsabile delle vendite Gaspare Caradonna. “I dispositivi di connessione con le macchine al lavoro ci permettono di effettuare manutenzioni predittive; inoltre, abbiamo una linea di assistenza telefonica attiva 24 ore al giorno, perché abbiamo clienti che vanno dagli USA all’Australia. L’ampio magazzino di ricambi nella nuova sede ci permette peraltro di consegnare gli item in un tempo compreso tra le 24 e le 48 ore, in qualunque angolo del mondo”.
Un player globale Raggiungere rapidamente ogni destinazione nel globo è fondamentale per un’azienda che si caratterizza per una fortissima vocazione internazionale. Avere la sede nel Meridione è stato un vantaggio fino a quando CMC si è “accontentata” di giocare un ruolo da protagonista assoluta in ambito locale, ma quando si è trattato si spingersi oltre i confini nazionali è stato necessario un salto di qualità, per superare oggettive difficoltà anche logistiche. Grazie al costante lavoro sul fronte della ricerca e
tensi, da centri commerciali in Medio Oriente ad altri in Tunisia, le macchine CMC sono apprezzate in tutto il mondo e specialmente nel Nord America, che assorbe circa la metà dell’export aziendale.
Tre linee di prodotto
MICHELE MORETTI AMMINISTRATORE DI CMC, HA DATO VITA A UN SODALIZIO INDISSOLUBILE CON CARLO MASTROGIACOMO, CON IL QUALE LAVORA FIN DAL 1992
dello sviluppo l’azienda vanta la certificazione qualitativa EN ISO 9001, nonché la TUV America, essenziale per rispondere alle restrittive norme applicate da USA e Canada. Oggi il suo business è prevalentemente internazionale: dei circa 18 milioni di fatturato che si prevede di raggiungere entro la fine dell’anno in corso, l’80% proviene dai mercati esteri. Dall’Aeroporto di Atlanta alla Condor Air Line, dalle Forze Armate italiane a quelle statuni-
Sono tre le linee di prodotto che contraddistinguono CMC: a parte le macchine “speciali”, che nascono dal desiderio di accontentare esigenze specifiche di alcuni clienti, l’azienda barese produce piattaforme aeree autocarrate e piattaforme aeree cingolate. Le prime si dividono a loro volte in tre categorie principali: telescopiche, telescopiche con tecnologia jib e articolate, per altezze che variano dai 14 ai 36 m. Essendo partita da questo comparto specifico, CMC ha sviluppato una expertise che tutti le riconoscono, ma in un’ottica di flessibilità e lettura del mercato si è scelto di sviluppare maggiormente il settore delle cingolate. Oggi sono proprio i “ragni” a rappresentare il suo core business ed è probabile che in futuro questa tendenza di GRAZIE ALLA NUOVISSIMA S22HD, CMC HA POTUTO ESPANDERE LA GAMMA DI PIATTAFORME “EXTREME”, COSTITUITA DA “RAGNI” IN GRADO DI OPERARE SENZA DIFFICOLTÀ ANCHE SU TERRENI SCONNESSI E IN CONTESTI DIFFICILI
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ANCHE NELLA SUGGESTIVA CORNICE DI POLIGNANO A MARE (COMUNE BARESE A STRAPIOMBO SUL MARE DOVE SI SVOLGE IL CAMPIONATO MONDIALE DI TUFFI), I “RAGNI” CMC HANNO DATO PROVA DELLA LORO VERSATILITÀ
accentui sempre di più. Il mercato delle autocarrate è fortemente legato a una variabile fondamentale, ma fuori dal controllo diretto di CMC, ovvero i veicoli e le loro continue evoluzioni, anche per ragioni ambientali. Ciò non toglie che sia rimasta intatta la capacità di rispondere a grandi ordini dei partner storici, come nel caso delle 40 macchine recentemente ordinate da Boels Noleggio.
Le novità della gamma Il futuro, come accennato, è però legato ai “ragni”, dei quali CMC è affermata protagonista in 36 Paesi del mondo. Il modello S19HD rappresenta l’evoluzione di una macchina preesistente: motorizzata Kubota, come la quasi totalità delle piattaforme CMC, questa cingolata presenta novità interessanti
come l’utilizzo delle elettrovalvole Cetop (esteso a tutta la gamma per facilitare l’assistenza), M12 con led per controllare il corretto funzionamento del cavo o del sensore, manovre di parcheggio gestibili dal telecomando, livellamento dell’aria con sensore angolo, la funzione “ritorna a casa” e una superiore velocità di lavoro.
L’OPINIONE
“Per noi le relazioni personali hanno un valore fondamentale. Io e Michele Moretti lavoriamo insieme dal 1992 e il fatto di essere dei meccanici con una grande esperienza di service è la nostra arma vincente: conosciamo pregi e difetti di ogni concorrente. Le macchine CMC sono note per non fermarsi mai, ma questo è possibile perché noi le costruiamo pensando a chi le dovrà poi usare, non a quanto ci costa produrle. In questi 20 anni di attività abbiamo realizzato circa 5.000 unità, ma non abbiamo dimenticato la ‘numero uno’. Infatti siamo andati a ricomprarla dal cliente che ancora la stava utilizzando senza problemi; ce l’ha ridata controvoglia, dopo aver acquistato sempre da noi il mezzo per sostituirla! Oggi la produzione è di circa 500 piattaforme, di cui 400 ragni e 100 autocarrate. Vogliamo arrivare a 600 unità e allora sarà solo un problema di organizzazione: nonostante la nuova sede, già gli spazi ci vanno stretti. Attualmente la forza lavoro è di 100 persone, ma abbiamo firmato un accordo per la formazione di 25 neodiplomati, dei quali poi ne assumeremo la metà. La nostra azienda lavora prevalentemente in campo internazionale, mentre nei primi 10 anni è stato diverso: il nostro business era al 70% in Italia e al 30% all’estero. Poi è arrivata la crisi e abbiamo fatto la scelta giusta cambiando strategia, per andare laddove c’è più attenzione per la qualità piuttosto che per le opportunità di risparmio. Le nostre macchine si vendono per le prestazioni e la durata che garantiscono, non per il prezzo. Fino ad ora non abbiamo venduto ai noleggiatori (bensì solo agli utilizzatori finali), ma ora vogliamo inserirci anche in quest’ambito, sempre puntando ai mercati esteri. Durante l’autunno realizzeremo i prototipi della gamma per il rental e nel 2019 presenteremo grosse novità anche per quanto riguarda la vendita, con una particolare linea di ragni. Ora abbiamo iniziato la produzione di una piattaforma da 28 m e nell’estate 2019 ne lanceremo anche una da 38 m. Abbiamo scelto di puntare sulle piattaforme cingolate perché vogliamo CARLO MASTROGIACOMO concentrare le nostre risorse in questo comparto, per esserne leader di mercato”. SOCIO FONDATORE DI CMC luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 31
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA
LA SCHEDA TECNICA
LA PIATTAFORMA CMC S19HD
LA PIATTAFORMA CMC S22HD
Altezza massima di lavoro
18,7 m
Altezza massima di lavoro
Altezza al piano di calpestio
16,7 m
Altezza al piano di calpestio
Sbraccio massimo
11,5 m
Sbraccio massimo
Misure cesta Carico massimo
1,4 x 0,6 x 1,1 m 200 Kg
Misure cesta Carico massimo
21,6 m 20 m 12,5 m 1,4 x 0,7 x 1,1 m 230 kg
Rotazione torretta
± 360° (720°)
Rotazione torretta
± 360° (720°)
Rotazione cesta
+ 90° / -87°
Rotazione cesta
+ 90° / -87°
Peso
2.970 kg
Peso
3.000 kg
PORTANDO AL PROPRIO INTERNO LA FASE DI CABLATURA, CMC È RIUSCITA A OTTENERE MAGGIORE QUALITÀ E VERSATILITÀ IN UN AMBITO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLE MACCHINE, UNA VOLTA VENDUTE
NELLA “VECCHIA” SEDE DI MODUGNO (BA) ORA CMC CURA LE FASI DI SABBIATURA E VERNICIATURA. QUEST’ULTIMA AVVIENE IN SPAZI APERTI, GRAZIE ALL’IMPIEGO DI FORTI ASPIRATORI, E VIENE FATTA ANCHE ALL’INTERNO DEI COMPONENTI CAVI, PER UNA MAGGIORE PROTEZIONE DALL’USURA E UNA PIÙ LUNGA DURATA
Grazie a tutte queste migliorie è certamente cresciuto l’appeal di questa macchina, già apprezzata per il suo design compatto, il 32 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
grande sbraccio orizzontale e gli stabilizzatori articolati con elevate capacità di livellamento. Molto gradita agli arboricolto-
ri, la versione 2018 della S19HD è un’alternativa all’autocarrata per qualsiasi applicazione, soprattutto quando fondi sconnessi suggeriscano di affidarsi alla sicurezza dei suoi stabilizzatori. L’espansione della gamma “Extreme” passa dall’introduzione della nuovissima S22HD, che con 22 m di altezza massima e un notevole sbraccio si adatta a lavori in condizioni anche molto penalizzanti. Le caratteristiche di robustezza e di configurazione le consentono di performare ai massimi livelli anche su terreni difficili o in contesti disagevoli. Anch’essa motorizzata Kubota (in versione elettrica o ibrida), viene fornita di comando a cavo o radiocomando optional, con due joystick e con una rotazione della cesta 90°+90°. ■
IL PROGETTO MEDIA
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MACCHINE GALIZIA GRU
ATMOSFERA
ELETTRICA
LA NUOVA GF250 È LA PRIMA GRU ELETTRICA NELLA FLOTTA DI AUTOGRÙ COSTELLA, DEI QUALI SIAMO STATI OSPITI PER UN OPEN DAY ORGANIZZATO PER FESTEGGIARE IL LIETO EVENTO, INSIEME AL 16° COMPLEANNO DELL’AZIENDA
di Riccardo Lorenzi
LA GRU GALIZIA GF250, DA 25 T, A TRAZIONE BIMOTORE, È LO SPECIALE “REGALO DI COMPLEANNO” CHE COSTELLA AUTOGRÙ SI È FATTO PER I SUOI 16 ANNI DI ATTIVITÀ
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ella caratteristica cittadina di Sacile (Pn), lo scorso 24 giugno si è svolta una festa davvero particolare. L’Open Day organizzato da Autogrù Costella presso il proprio quartier generale aveva infatti un duplice scopo: celebrare i 16 anni di vita di questa brillante impresa familiare, ma anche l’arrivo della nuova macchina inserita nella flotta aziendale: la gru Galizia GF250, da 25 t, a trazione bimotore. Nell’occasione, il titolare Diego Costella ci ha spiegato: “Nei primi anni della nostra attività eravamo soliti festeggiare l’acquisto di ogni gru e abbiamo mantenuto questa tradizione fino a tre anni fa. Oggi abbiamo scelto di rinnovarla per un evento importante come l’ingresso nella flotta della nostra prima gru elettrica. Il trend del nostro settore si sta orientando verso questo tipo di macchine ed è giusto seguirlo. Visto anche che abbiamo realizzato un capannone per il ricovero delle macchine, abbiamo voluto sottolineare l’evento ospitando nuovamente clienti e fornitori”.
GIANPAOLO E DIEGO COSTELLA NEL CORSO DELL’EVENTO ORGANIZZATO DALL’AZIENDA DI FAMIGLIA, IN COLLABORAZIONE CON GALIZIA GRU
Una scelta meditata Nata nel 2002, Autogrù Costella affonda le proprie radici nell’esperienza ultraquarantennale del padre di Diego, che dopo aver maturato il diritto alla pensione lavorando per altre aziende del settore si è unito alla gestione dell’impresa di famiglia. Una particolarità dell’azienda friulana consiste nell’effettuare unicamente noleggio a caldo, secondo un approccio che valorizza al massimo la competenza specifica accumulata nel settore.
Fin dal primo sopralluogo, l’occhio clinico dei suoi esperti riesce infatti a valutare con precisione le risorse, umane ed economiche, da impiegare in ogni intervento proposto. La stessa oculatezza ha caratterizzato la scelta di questa nuova macchina, che come detto segna un passaggio importante della storia aziendale. “Galizia Gru è un’impresa familiare, esattamente come la nostra”, ha proseguito Costella. “Tuttavia rappresenta una vera e propria eccellenza, in quanto ha inventato il sistema
L’OPINIONE “Siamo felici del fatto che Autogrù Costella abbia voluto riprendere la tradizione dell’Open Day per celebrare l’acquisto della nostra GF250. Oltre a essere la prima macchina elettrica della loro flotta, vanta anche altre caratteristiche particolari, a partire dalla testa realizzata in maniera molto specifica per il sollevamento di macchinari industriali. Grazie ai sei diversi tipi di inclinazione possibili può infilarsi in spazi anche molto bassi. Ora stiamo realizzando lo stesso tipo di testa anche per tutte le altre nostre macchine, ma solo come optional. Questa macchina, pensata per servizi industriali, è stata la prima a offrire questa soluzione e quindi rappresenta il nostro fiore all’occhiello. Gli stabilizzatori anteriori integrati invece non sono una novità assoluta sulle nostre gru, ma certamente le conferiscono ancora maggiore stabilità, soprattutto per scarichi particolari. Autogrù Costella ha scelto una versione fulloptional, con verricello e radiocomando per tutte le funzioni della macchina. Ormai il comando a distanza è molto diffuso nelle Pick&Carry, ma noi siamo stati i primi a utilizzarlo regolarmente, fin dal 2006. Un’altra soluzione alla quale molte aziende si stanno allineando, anche se finora non è mai stata granché diffusa su questo tipo di macchine, è il falconcino idraulico ‘doppio”, che si può dividere in due parti. Noi lo facciamo ormai da anni e il cliente ci teneva molto. Quando è ripiegato passa da 3 a 1,7 m, ma con portate interessanti, che per lavori particolari arrivano a 9 t. La portata massima è di 25 t e un’altra particolarità è la trazione anteriore con due motori elettrici con contro rotazioni”.
FABIO VERCELLI DIRETTORE GENERALE DI GALIZIA GRU
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MACCHINE ché hanno lanciato per primi questo sistema che poi anche altri hanno sviluppato”.
Precisione chirurgica
UN CLIMA FAMILIARE E GOLIARDICO HA CARATTERIZZATO LA GIORNATA TRASCORSA A SACILE (PN) PRESSO LA SEDE DI COSTELLA, SECONDO LO STILE CHE ACCOMUNA L’AZIENDA FRIULANA E GALIZIA GRU, SUO PARTNER ORMAI DA DIVERSO TEMPO
di contro-rotazione, utilizzato al posto dei differenziali. I loro tecnici hanno una conoscenza specifica nel campo della trazione lega-
ta all’uso dei motori elettrici e alla manovrabilità che nemmeno marchi più blasonati possono vantare. Sono dei veri e propri pionieri, per-
L’azienda astigiana sta elaborando ulteriori miglioramenti nella gestione della trazione, che tuttavia è già molto precisa. La macchina si ferma in qualsiasi posizione, senza alcuno scartamento: se la si blocca su uno scalino o sulla guida di un portone, la si arresta esattamente in quel punto, dal quale poi riparte senza strappi. Con la taratura corretta, è possibile far salire la macchina su un blocco di legno di 10-15 cm (anche con il radiocomando) e poi ripartire in maniera morbida, come se fosse in piano. Questo tipo di funzionalità ricorda il sistema di risalita che viene utilizzato ultimamente sulle automobili, ma si basa sullo sviluppo di controlli specifici sviluppato proprio da Galizia: i controlli nascono stan-
QUELLA DELL’OPEN DAY È UNA TRADIZIONE CHE COSTELLA HA VOLUTO RIPRENDERE PER FESTEGGIARE L’ARRIVO DELLA GRU GALIZIA GF250 NELLA PROPRIA FLOTTA
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dard, tarati sulle macchine più diffuse sul mercato, ma per questa tipologia servono prestazioni diverse, che vanno tarate con chi fa i software della parte elettronica. Le dimostrazioni pratiche durante l’Open Day, sebbene sotto forma di intrattenimento, hanno consentito nel contempo di saggiare le prestazioni della macchina, ma anche di cogliere
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mia, corredata di ruote antitraccia, molto compatta e dall’eccellente manovrabilità. “C’è anche un radiocomando di grande precisione, che consente di manovrare la gru quasi più facilmente che con l’operatore a bordo”, ha concluso con soddisfazione Costella. La GF250 è “figlia” della GF200, che nel 2006 fu la prima Pick&Carry messa sul mercato con queste ca-
LE MACCHINE AD ALIMENTAZIONE ELETTRICA SONO SEMPRE PIÙ DIFFUSE NEL NOSTRO SETTORE E QUINDI È STATO GIUSTO SEGUIRE QUESTO TREND
gli importanti feedback degli utilizzatori finali. D’altra parte sia l’attuale tipologia di testa che il doppio motore, gli stabilizzatori e i contrappesi rimovibili sono scaturiti proprio dall’ascolto dei clienti, che per Galizia Gru è un’abitudine consolidata.
Progettazione condivisa In occasione dell’evento Diego Costella ci ha spiegato: “Galizia Gru è stata molto disponibile nel tenere in considerazione le nostre idee e svilupparle attraverso questa macchina, progettata anche grazie all’apporto della nostra esperienza sul campo. In particolare abbiamo apprezzato il falconcino idraulico ‘doppio’, che si può dividere in due parti e che tuttavia era già presente su altri modelli precedenti”. Abbiamo lavorato soprattutto insieme sulla realizzazione della testa a sei posizioni, con prolunghe aggiuntive a secondo delle necessità, che è particolarmente adatta al sollevamento di macchinari industriali e ha il gruppo carrucole molto rastremato”. Una delle sei posizioni è in positivo e vi si possono montare sia le carrucole per il verricello che le prolunghe meccaniche. Autogrù Costella ha inoltre voluto gli stabilizzatori anteriori per elevare ulteriormente il livello di prestazioni di una gru dalla notevole autono-
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ratteristiche. Se in precedenza il mercato si divideva tra macchine dalla trazione anteriore con differenziale e macchina dalla trazione posteriore con sterzata di 90° (il classico “tre ruote”), questo modello è riuscito a fare propri i vantaggi di entrambe le soluzioni, modificando così l’evoluzione del settore. Diventata un benchmark, nel corso di questi 12 anni si è notevolmente modificata: dall’introduzione della corrente alternata al passaggio dagli 80 V ai 96 V, fino ai sistemi di controllo sempre più raffinati, in quanto per le Pick&Carry non può essere che la precisione a fare la differenza. ■
OPZIONE DI QUALITA’ Sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, Castello di Annone prende il nome dal latino “ad nonum” (a nove), perché distante da Asti nove miglia romane, circa 10 km. Qui c’è la sede di Galizia, che progetta, produce e commercializza gru semoventi elettriche, diesel e sollevatori telescopici industriali elettrici, nonché applicazioni speciali, sistemi per il sollevamento e trasporto. A parità di modello, le gru Galizia nelle due versioni elettriche (a trazione anteriore o posteriore) e diesel sono identiche come forme, dimensioni e diagramma di portate: a differenza di altri costruttori, la versione elettrica non è un adattamento della versione diesel. In quella elettrica la precisione è garantita tramite moderni controlli elettronici a microprocessore programmabile, mentre nella versione diesel dalla trasmissione idrostatica che consente, una volta impostata tramite comando elettrico la marcia avanti o indietro, di variare la portata dell’olio e quindi la velocità di traslazione agendo sull’acceleratore. Galizia interpreta l’innovazione progettando costantemente nuove soluzioni, mantenendo il più possibile una realizzazione semplice dell’impianto oltre che una continuità con gli storici fornitori di componentistica, scelti per la loro elevata qualità del prodotto e diffusione sul mercato mondiale, visto che da anni l’offerta aziendale copre tutti i continenti.
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MACCHINE PELLEREI
VOCAZIONE
ALLA SOSTENIBILITÀ IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO LIEBHERR T 35-6S È STATO RECENTEMENTE ACQUISTATO DALLA DINAMICA AZIENDA PIEMONTESE, CHE HA FESTEGGIATO LO SCORSO GIUGNO I SUOI PRIMI 10 ANNI DI ATTIVITÀ, RIPORTANDO LA PROPRIETÀ IN FAMIGLIA E CON L’INTENZIONE DI CONTINUARE A CRESCERE. INSIEME A PARTNER SELEZIONATI di Lorenzo Zacchetti
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S
a strada verso il successo si lastrica raggiungendo alti livelli tecnologici, ma senza mai dimenticare di mettere il cuore in ciò che si fa. Una tensione emotiva tanto positiva quanto coinvolgente si percepiva nell’aria anche in occasione dell’evento svoltosi lo scorso 19 giugno a Cossato Spolina, nel biellese. I padroni di casa dell’azienda Pellerei l’hanno organizzato per festeggiare il loro decimo compleanno e, soprattutto, per celebrare il ritorno del 100% della proprietà in famiglia.
PELLEREI: ENERGIA PURA
Sviluppo internazionale La crescita di questa azienda molto particolare, che si divide tra la produzione agricola e quella di energia, è infatti passata per una joint-venture con la società tedesca Ago Ag, orientata allo sviluppo di nuovi progetti nel campo della produzione energetica, con 30 anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili e oltre 100 impianti già realizzati. Un passaggio obbligato per sostenere la passione visionaria dei fratelli Marco, Paolo e Franco Pellerei, che nel giugno 2008 hanno deciso di affiancare un impianto di cogenerazione alimentato a cippato alla più tradizione attività agricola. La costruzione dell’impianto, avvenuta tra il 2009 e il 2011, ha richiesto l’investimento di oltre 15 milioni di euro e, quindi, l’apporto di soci finanziatori stranieri. Scommessa vinta: in questi 10 anni Pellerei ha conquistato la leadership nel settore della produzione di energia attraverso biomasse e ha sviluppato un’importante rete di approvvigionamento, che comprende 350 imprese forestali e agricole.
L’impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e termica di Pellerei, alimentato da biomassa legnosa vergine, è capace di una potenza termica installata di 14 MW e di una potenza elettrica di 3 MW (ma può salire fino a 7,8 MW). L’energia elettrica viene prodotta tramite una turbina Vapore a condensazione con potenza elettrica nominale di 3 MW, che riceve vapore d’acqua a 40 bar e 450°C e lo espande fino a 0,12 bar.
Il generatore di vapore è costituito da una caldaia a recupero con scambiatore di calore a tubi d’acqua per la produzione di vapore a 40 bar avente una portata di 15 t/h. La camera di combustione ha una griglia mobile, adatta per la combustione di cippato con umidità tipicamente non superiore al 50%, e una camera di postcombustione con sviluppo verticale a ricircolo dei fumi. Attualmente l’impianto opera in assetto full-electric.
L’IMPIANTO PELLEREI CI È STATO ILLUSTRATO DALL’A.D. STEFANO SPIGOLON (NELLA FOTO SOPRA)
Passione e business Nel 2014 la vicenda aziendale ha conosciuto una svolta. La famiglia Pellerei è subentrata nella gestione e manutenzione dell’impianto e ha acquistato un nuovo cippatore: questi due fattori hanno permesso un incremento della produzione luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 39
MACCHINE I SOLLEVATORI TELESCOPICI LIEBHERR SERIE “S” La trasmissione idrostatica di comprovata funzionalità, dotata di accelerazione continua e senza cambi di marcia, insieme alla manovrabilità, garantiscono tempi operativi rapidi anche in spazi angusti ai sollevatori telescopici Liebherr della Serie S, che si distinguono inoltre per l’elevata robustezza e portata. Fattori, questi, che ne favoriscono un utilizzo intuitivo in molteplici contesti. A determinare la portata sono il nuovo telaio e l’interasse bilanciato che permettono di ottenere un solido baricentro, così da fornire prestazioni sorprendenti sia in fase di caricamento che di accatastamento. Il braccio telescopico è ancorato saldamente al telaio e i cuscinetti di grandi dimensioni permettono una guida agevole anche in presenza di carichi gravosi. L’ammortizzamento è montato di serie nel cilindro telescopico e idraulico, garantendo uno spostamento sicuro del carico anche in posizioni estreme del braccio. L’elemento cinematico ottimizzato permette di ottenere un ampio margine di movimento sia per le operazioni della forca che della benna. La pompa Load Sensing con blocco di comando LUDV (ripartizione del flusso indipendente dal carico) permette di eseguire cicli di lavorazione rapidi, nonché spostamenti simultanei. L’alimentatore a coppia elevata e il sistema di iniezione Common Rail garantiscono affidabilità e forza nelle applicazioni più impegnative. Il differenziale autobloccante ai 45° agevola gli interventi anche su terreni sconnessi. Optional quali l’impianto di lubrificazione centralizzata contribuiscono a ridurre ulteriormente i tempi di fermo della macchina.
A FORNIRE IL T 35-6S A PELLEREI È STATA LA FILIALE LIEBHERR-EMTEC ITALIA DI LALLIO (BG). FRANCESCO PEROTTI (RENTAL & USED EQUIPMENT) HA PARTECIPATO PERSONALMENTE ALLA FESTA DELL’AZIENDA PIEMONTESE
sia elettrica che di cippato, aprendo inoltre la strada a collaborazioni con altri impianti di cogenerazione presenti sul territorio. Nel 2016 Pellerei ha ribadito la propria vocazione alla sostenibilità dando vita a una nuova attività di coltivazione di ortaggi biologici; nel 2017 il fatturato ha sfiorato i 7 milioni di euro e nel giugno 2018, come detto, la festa del decennale ha coinciso con l’annuncio del ritorno in Italia del 100% della proprietà. Un’operazione figlia della tenacia e del romanticismo della famiglia, ma anche del-
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LA CABINA INSONORIZZATA ROPS/FOPS PERMETTE DI LAVORARE IN SICUREZZA E IN MODO CONFORTEVOLE. IL SEDILE È REGOLABILE E CON SCHIENALE ALLUNGABILE, ADATTABILE ALLE SINGOLE ESIGENZE. LA STRUTTURA PROTETTIVA DEL TETTUCCIO APRIBILE PERMETTE UN’OTTIMALE VISIBILITÀ DEL CARICO
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IL T 35-6S È IL SOLLEVATORE PIÙ PICCOLO DELLA SERIE “S”, LA PIÙ ACCESSORIATA E POTENTE
la proficua alleanza con Biverbanca e l’Unione Industriale, che hanno supportato un ulteriore investimento di 10 milioni di euro.
Versatilità e sicurezza L’obiettivo dichiarato della Pellerei è continuare a crescere, quindi deve poter contare su macchine in grado di offrire il massimo della performance. Come, ad esempio, il sollevatore telescopico T 35-6s, nuovo prodotto recentemente lanciato da Liebherr e ospite d’onore alla festa. La sua caratteristica principale è la trasmissione idrostatica continua, autentico marchio di fab40 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
LE AMPIE VETRATE E IL FINESTRINO FRONTALE PROFONDO CONSENTONO DI AVERE SEMPRE BENE IN VISTA GLI ACCESSORI DELLA MACCHINA E LO SPAZIO ESTERNO. TUTTE LE FUNZIONI DEL BRACCIO POSSONO ESSERE COMANDATE CON LA MANO DESTRA, TRAMITE JOYSTICK, MENTRE LA MANO SINISTRA RIMANE FISSA SUL VOLANTE
brica della casa tedesca da 70 anni, che permette di abbinare un’elevata forza di trazione a consumi ridotti. L’altezza massima di sollevamento è di 6 m, con una capacità di 3,5 t. L’assale posteriore sterzante ha quattro modalità di sterzatura, invece delle classiche tre. Inoltre, il sollevatore telescopico è dotato di un sistema di frenatura che si attiva qualora esso si fermi, mettendolo in totale sicurezza.
Una gamma in evoluzione Al momento la gamma di sollevatori telescopici Liebherr comprende cinque modelli, dai 6 ai 10 m, ma Francesco Perotti (Rental & Used Equipment, Liebherr EMtec Italia) ci ha anticipato l’intenzione di ampliarla entro la fine dell’anno con portate più elevate, fino a introdurre anche un 13 m nel 2019. Il modello T 35-6s, intanto, è il sollevatore telescopico più “piccolo” della Serie “s”: caratterizzata dal fatto di essere la più accessoriata e potente, oltre ad avere le portate idrauliche più elevate, è stata pensata per l’industria e il settore agricolo, mentre la Serie Value, più standard, è maggiormente adatta a lavori di magazzino edile, carico/scarico e posizionamento delle
merci. La gamma di accessori è già ampia, ma essendo in fase di lancio del prodotto Liebherr la sta ulteriormente sviluppando in corso d’opera, anche grazie al feedback dei clienti che, come Pellerei, ne testano sul campo le potenzialità. Va incontro alle esigenze degli uti-
LA FACILE ACCESSIBILITÀ DEL MOTORE E L’AMPIA APERTURA DEL COFANO SEMPLIFICANO LE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE, SIA QUOTIDIANA CHE PERIODICA. ANCHE IL RIFORNIMENTO DI CARBURANTE PUÒ ESSERE EFFETTUATO DA TERRA. IL 98% DEI PEZZI DI RICAMBIO È DISPONIBILE NEL MAGAZZINO LIEBHERR E PUÒ ESSERE RAPIDAMENTE SPEDITO PRESSO LA SEDE DEL CLIENTE
lizzatori finali anche la scelta di rendere l’attacco rapido compatibile con i prodotti di altri costruttori, in modo che le aziende possano montarvi le attrezzature delle loro macchine usate. ■
L’OPINIONE
“Siamo orgogliosi del risultato che abbiamo ottenuto riportando l’azienda sotto il controllo italiano, ma questo non è un punto di arrivo: è bensì un punto di partenza, dal quale la nuova generazione vuole guardare avanti per proseguire sulle orme dei fratelli Pellerei. Stiamo riorganizzando l’azienda, nella quale oggi lavorano 25 collaboratori. Vogliamo crescere ancora e per farlo ci avvaliamo delle migliori macchine disponibili sul mercato. Abbiamo scelto i cippatori Albach Dimant, poco diffusi in Italia e che hanno una produzione incredibile. Carichiamo i piani mobili e a supporto c’è proprio il sollevatore telescopico Liebherr T 35-6s che esegue le operazioni di pulizia, caricamento e scaricamento. Questa soluzione ci ha convinto per l’elevata trazione e i bassi consumi e la utilizziamo per caricare i bilici di cippato e per trasportare il materiale nei vari impianti, ma anche per eseguire vari lavori di manutenzione. Si tratta di una macchina decisamente performante, versatile e che ci consente di eseguire al STEFANO SPIGOLON meglio il nostro lavoro quotidiano”. AMMINISTRATORE DELEGATO PELLEREI luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 41
MACCHINE LOCATELLI CRANE CON UNA GAMMA DI AUTOGRÙ DI SVARIATE TIPOLOGIE E PORTATE, MA ACCUMUNATE DA ALTI LIVELLI PRESTAZIONALI, L’AZIENDA BERGAMASCA HA FATTO DELLA QUALITÀ IL PROPRIO FIORE ALL’OCCHIELLO, AFFERMANDOSI A LIVELLO INTERNAZIONALE di Riccardo Lorenzi
L’
azienda di Mapello (Bg) è la prima totalmente italiana che si occupa di costruzione di autogrù idrauliche telescopiche, fin dal 1954. Con un solido background nella produzione di mezzi fuoristrada da 12,5 t a 80 t e multistrada da 20 t, Locatelli Crane si caratterizza in entrambi i rami per soluzioni affidabili, con un alto livello di prestazioni e bassi costi d’esercizio, grazie all’elevata qualità dei componenti e alla lunga esperienza nella produzione di questa tipologia di macchinari.
Le versioni fuoristrada Nel campo delle autogrù per applicazioni extraurbane le macchine Locatelli Crane spiccano per praticità, essendo robuste e nel contempo manovrabili in modo estremamente semplice. I 360° di massima visibilità per il sollevamento, i bracci telescopici e le quattro ruo-
SPECIALIZZAZIONE
IDRAULICA te motrici e sterzanti sono le caratteristiche salienti di queste macchine, in grado di dare il massimo anche sui terreni più difficili. Sono ideali per i cantieri come le grandi opere viarie, gli acquedotti, le linee sotterranee, le reti elettriche, i lavori pubblici, nonché per la movimentazione nei cantieri navali.
La linea “GRIL” Sono sette i modelli che compongono questa linea di prodotti, che spazia dal Light Duty all’Heavy Duty. Ognuno di essi è stato denominato in base alla differente portata specifica. Partiamo dalla più piccola, del peso totale di “sole” 12,2 t. L’autogrù fuoristrada GRIL 13.12 di Locatelli Crane è molto compatta 42 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
50.45 presenta un braccio completamente idraulico (10,1 m - 32 m) che garantisce rilevanti portate sia su stabilizzatori che su gomma. Si tratta del modello più collaudato non solo del comparto, ma dell’intera gamma, rappresentando un interessante compromesso tra affidabilità, prestazioni di tiro e costo.
Le City Crane Le autogrù per uso urbano si distinguono per una tecnologia di alto profilo, dimensioni molto compatte e una spiccata manovrabilità. Pur avendo portate paragonabili ai L’AUTOGRÙ LOCATELLI GRIL 70.65 SPICCA PER DIMENSIONI E PRESTAZIONI, CHE TUTTAVIA NON INFLUISCONO SULLA VERSATILITÀ GRAZIE ALLE QUATTRO RUOTE STERZANTI E ALLE QUATTRO MODALITÀ DI STERZATURA
e facilmente manovrabile, è ideale per lavorare in spazi ristretti grazie a dimensioni particolarmente ridotte, unite a una spiccata agilità in qualsiasi condizione operativa e all’accessibilità garantita in qualsi-
asi cantiere. Nello stesso comparto, la GRIL 33.30 è sempre leggera (25,3 t) ma assolutamente performante, coniugando il peso contenuto con la velocità di tutte le manovre. L’autogrù fuoristrada GRIL
L’AUTOGRÙ FUORISTRADA GRIL 50.45 HA UN BRACCIO COMPLETAMENTE IDRAULICO (10,1 M - 32 M) CHE GARANTISCE OTTIME PORTATE SIA SU STABILIZZATORI CHE SU GOMMA. SI TRATTA DEL MODELLO PIÙ COLLAUDATO NON SOLO DEL COMPARTO, MA DELL’INTERA GAMMA LOCATELLI, RAPPRESENTANDO IL MIGLIOR COMPROMESSO POSSIBILE TRA AFFIDABILITÀ, PRESTAZIONI DI TIRO E COSTO
luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 43
MACCHINE
L’AUTOGRÙ GRIL 70.65 È LA PRIMA HEAVY DUTY REALIZZATA DA LOCATELLI CRANE E LA SUA CABINA AD ALTA VISIBILITÀ OFFRE ALL’OPERATORE IL PIENO CONTROLLO DEL CARICO IN QUALSIASI PUNTO
“
IN OLTRE 50 ANNI DI ATTIVITÀ LOCATELLI CRANE HA SVILUPPATO UN ALTO LIVELLO DI CUSTOMIZZAZIONE, CON UN’AMPIA SCELTA DI ACCESSORI E APPLICAZIONI SPECIALI
modelli fuoristrada, presentano il vantaggio della comodità e la velocità di un autoveicolo. Le City Crane di Locatelli sono prive di ingombri frontali durante la marcia
„
e garantiscono una visibilità a 360° durante il sollevamento. Sono dotate di quattro ruote motrici e sterzanti, sospensioni regolabili e sono ideali sia per le società di noleggio
GRIL 87.80: FUORISTRADA IMPONENTE La “ammiraglia” della gamma GRIL si caratterizza per un braccio a cinque elementi che arriva fino a 40,5 m di lunghezza, estensibili di altri 17,5 m grazie alla prolunga telescopica. Design di telaio, torretta e braccio di ultima generazione sono stati implementati per ottenere il massimo delle prestazioni nelle condizioni più estreme. Il telaio, infatti, è scatolato con nervature interne e costruito con acciai ad alta resistenza. I quattro stabilizzatori idraulici sono movimentati da cilindri orizzontali e martinetti con valvole di blocco. L’escursione delle travi prevede tre posizioni: 0%, 50% e 100%. I piedi di appoggio sono facilmente rimovibili. Il motore diesel, turbo intercooler, è a controllo elettronico e con raffreddamento ad acqua. Il filtro 44 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
d’aspirazione dell’aria a secco presenta la cartuccia di sicurezza e l’indicatore di intasamento. La trasmissione avviene mediante il convertitore di coppia con cambio Powershift, con sei marce in avanti e sei retromarce. Lo sterzo anteriore è azionato idraulicamente tramite il volante, mentre quello posteriore è azionato (sempre idraulicamente) dall’interruttore elettrico, indipendente dall’assale anteriore, con indicatore di allineamento ruote. Sono quattro le modalità di sterzatura: solo ruote anteriori, solo posteriori, coordinata e “a granchio”. La struttura della torretta è costruita con piastre e profilati in acciaio ad alta resistenza. Il braccio telescopico, a sezioni scatolate, è azionato idraulicamente e sincronizzato, con sistema di sfilamento
che per le imprese di costruzioni e lavori pubblici. Il modello con il quale Locatelli Crane si posiziona nel comparto è l’ATC20, con telaio scatolato e saldato, costruito con materiali ad alta resistenza, stabilizzatori indipendenti idraulici con travi a uscita orizzontale e quattro cilindri verticali con valvole di blocco. Il motore turbodiesel Iveco ha sei cilindri in linea, raffreddamento ad acqua e una potenza massima di 175 kW a 2.200 giri/min.
Portate superiori Salendo di portata entriamo nel settore Medium Duty con l’autogrù GRIL 52.47, che ha un peso di 28,8 t e quattro stabilizzatori idraulici movimentati da cilindri orizzontali con martinetti e valvole di blocco. Il motore è un turbodiesel intercooler a controllo elettronico e raffreddamento ad acqua. La macchina monta inoltre un limitatore di carico con display da 8’’ touch-screen a colori con grafica personalizzabile. Saliamo a 32,3 t di peso con l’autogrù fuoristrada GRIL 55.50, che ha nella lunghezza di 37,2 m del proprio braccio telescopico il grande punto di forza. Le sue tabelle di portata e i diagrammi di carico sono di prima categoria, ma sempre abbinate alla facilità d’uso che caratterizza l’intera gamma. Quando il gioco si fa duro, poi, si comincia a giocare… con la GRIL 70.65. Si tratta infatti dalla prima Heavy Duty realizzata da Locatelli Crane e spicca per dimensioni e prestazioni importanti, che tuttavia non influiscono sulla versatilità grazie alle quattro ruote sterzanti e alle quattro modalità di sterzatura. La cabina ad alta visibilità offre inoltre all’operatore il pieno controllo del carico in qualsiasi punto. ■
LA GRIL 70.65 HA QUATTRO STABILIZZATORI IDRAULICI, AZIONATI DA CILINDRI ORIZZONTALI, E MARTINETTI CON VALVOLE DI BLOCCO
LA SCHEDA TECNICA L’autogrù fuoristrada GRIL 87.80 Portata: Lunghezza braccio max:
40,5 m
Altezza max:
44,4 / 61,9 m
Numero assi:
2
Trazione/sterzo: Pneumatici: Motore:
4x4x4 26.50 x 25 Tier IIIA / Tier IV Final 164 kW a 2.200 giri/min - 949 Nm a 1.500 giri/min
Velocità su strada: proporzionale. Il sollevamento del braccio avviene con cilindro idraulico a doppio effetto con valvola di blocco. La cabina in acciaio, inclinabile, è sospesa elasticamente sul lato sinistro della torretta: si caratterizza per ampi vetri di sicurezza a visibilità panoramica, con possibilità di apertura anteriore e posteriore e tergicristalli elettrici. Il limitatore di carico con display da 8” touch-screen a colori ha una grafica personalizzata. La sicurezza è garantita dal sistema anti-two block con allarme acustico e visivo e bloccaggio dei movimenti gru, nonché dal finecorsa nella discesa gancio, dal dispositivo di taglio movimenti e dalle valvole di blocco su tutti i cilindri e di massima pressione su tutti i circuiti idraulici.
80t CE - 87t @85%
Dimensioni: Peso:
26 km/h 12,86 x 2,99 x 3,71 53.000 kg
luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 45
MACCHINE TEREX CRANES
50 CANDELINE,
PENSANDO AL FUTURO
SIAMO STATI OSPITI DELLA MULTINAZIONALE AMERICANA NELLO STABILIMENTO DI CRESPELLANO PER FESTEGGIARNE IL PRIMO MEZZO SECOLO DI PRODUZIONE DI GRU “ROUGH TERRAIN”, MA SOPRATTUTTO PER LA PRESENTAZIONE DELL’ULTIMA NATA, LA RT90, PROGETTATA PER CONQUISTARE IL MERCATO INTERNAZIONALE di Lorenzo Zacchetti
“B
uilt in 1968”: il cartello appeso all’ingresso dello stabilimento di Crespellano ci ricorda che sono passati 50 anni dall’inizio della produzione di gru fuoristrada in questo comune a circa 15 km ad ovest di Bologna. Dal 1995 il sito fa parte di Terex 46 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
Corporation, che per celebrare quest’importante anniversario ci ha condotti in una visita guidata presso l’impianto di 28.986 m², di cui 15.000 m² coperti, dove lavorano 120 persone. La produzione media è di circa 25 autogrù al mese, con la possibilità di salire fino a un massimo di 45 unità, instaurando doppi turni,
laddove le necessità di mercato lo richiedessero. Dopo l’estate, poi, sarà testata una nuova linea di produzione “moving line”, che entro l’agosto 2019 aumenterà la produzione del 20%. Per centrare l’obiettivo saranno necessarie anche modifiche strutturali come l’abbattimento di alcuni muri, per creare le lunghezze di movimento neces-
sarie. Un grosso investimento, ma che migliorerà di molto sia la produttività che la sicurezza all’interno dello stabilimento. “Zero harm and zero defects” non è solo uno slogan, ma una linea guida determinante per lo sviluppo di Terex Cranes, così come Crespellano è stata - ed è - fondamentale nello sviluppo delle autogrù RT della multinazionale americana.
Tecnologie vincenti La nuova linea di prodotto, dalla quale l’azienda si aspetta molti riscontri, è stata inaugurata dall’au-
togrù RT90, progettata per soddisfare le esigenze di diversi mercati continentali e sviluppata in collaborazione tra le sedi italiane e americane, con un significativo sostegno anche da Zweibrücken, in Germania. Il braccio principale, dotato di doppio cilindro, si estende per 47 m e offre prestazioni importanti grazie all’ampio sbraccio a cinque sezioni con tre possibilità di sfilo e tre modalità di sollevamento: “Sincronizzata”, “Resistenza” e “Stabilità”. La larghezza del mezzo è di 3 m e il contrappeso rimovibi-
le, in caso, alleggerisce di 10 t il peso complessivo. Le quattro modalità di sterzata - sulle ruote anteriori o posteriori, sulle quattro ruote, a granchio e con sterzo indipendente dall’asse posteriore - consentono di posizionare facilmente l’autogrù e utilizzarla con grande versatilità in cantiere. La cabina è dotata di comandi ergonomici e si distingue per un nuovo design, per una capacità d’inclinazione fino a 18° e per un pianale di facile accesso che garantisce una maggiore sicurezza e manovrabilità. Il volante si può avvicinare al sedile per offrire una
ALL’INGRESSO DELLO STABILIMENTO DI CRESPELLANO, L’AUTOGRÙ COSTRUITA NEL 1968 PER BENDINI SPA CELEBRA IL MEZZO SECOLO DI ATTIVITÀ NEL SETTORE
guida più confortevole, garantita anche dalla spiccata capacità di assorbimento degli urti. Il brandeggio è più morbido e il limitatore di campo consente di mantenere la macchina in una determinata area, creando una sorta di “muro virtuale” che ne confina il raggio d’azione. Sono state migliorate anche le protezioni da fango e sporco ed è stato aggiunto un argano ausiliario azionabile a mano. Può inoltre essere previsto un secondo propulsore, da utilizzare per migliorare la gestione dell’aria condizionata, funzione particolarmente importante per l’impiego nei cantieri del Medio Oriente, dove spesso le temperature raggiungono livelli molto alti.
Il sistema Demag Tech Inside L’AUTOGRÙ RT 90 È IL MODELLO CHE INAUGURA LA NUOVA LINEA DI “ROUGH TERRAIN”, RINNOVANDO UNA TRADIZIONE CONSOLIDATASI IN 50 ANNI DI SUCCESSI
L’autogrù RT 90 è dotata del nuovo sistema di controllo IC-1: esso si avvale della comprovata tecnololuglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 47
MACCHINE
L’OPINIONE
CARSTEN VON DER GEEST VICE PRESIDENT GLOBAL COMMERCIAL OPERATIONS & GLOBAL USED EQUIPMENT, TEREX CRANES
“I principi intorno ai quali ruota la nostra azienda sono tre: clienti fidelizzati, prodotti eccellenti e grande dedizione del team. Questi sono i motivi per i quali Steve Filipov, nel 2016, ha assunto il ruolo di Presidente e per cui oggi siamo qui a festeggiare i 50 anni di Crespellano e a mostrare le novità nelle nostre autogrù RT. Negli ultimi due anni Terex Cranes è stata oggetto di una trasformazione imperniata su tre capisaldi: focalizzazione, semplificazione e azione. Nella sua storia l’azienda ha realizzato diverse acquisizioni,mentre negli ultimi anni si sta concentrando su settori specifici, per diventarne leader. La semplificazione riguar-
gia Demag per rispondere alle esigenze degli operatori di macchine fuoristrada, offre un controllo preciso e fluido dei movimenti di oscillazione e consente agli operatori di accedere in tempo reale ai dati necessari per una diagnostica rapida sul campo. Per adattarlo a questo tipo di applicazioni il sistema è stato ritarato sulle esigenze specifiche degli operatori di autogrù fuoristrada. Ora, quindi, garantisce una precisione fluida nel controllo dei movimenti e offre agli operatori l’accesso a più informazioni in tempo reale rispetto al precedente sistema di controlDURANTE LA VISITA ALL’IMPIANTO DI CRESPELLANO ABBIAMO AVUTO MODO DI ASSISTERE ALLE VARIE FASI DI ASSEMBLAGGIO DELLE AUTOGRÙ RT. QUI VEDIAMO LE CABINE IN ATTESA DI ESSERE MONTATE 48 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
da la struttura aziendale e una filiera più fluida, allo scopo di essere sempre più efficienti e competitivi a livello globale. L’azione, specificata nella filosofia ‘agire per vincere’, riguarda invece la disciplina dei processi, la standardizzazione e il massimo rigore nell’esecuzione: ci sono aree nelle quali lavorano oltre 200 persone, per cui è fondamentale implementare un’efficace strategia operativa che le guidi. Il nostro core business oggi si compone di tre aree: AWP, gru e industria mineraria. A sua volta, il segmento delle gru prevede modelli mobili, a torre e ‘utilities’. Per la prima volta dal 2011, nel segmento delle gru abbiamo registrato un incremento del +20% nelle vendite e vantiamo oggi un portafoglio ordini consistente, che ci ha aiutato a crescere. Ciò è avvenuto anche grazie ai feedback dei clienti, che ci hanno permesso di realizzare prodotti particolarmente efficienti. Due anni fa abbiamo rilanciato il marchio Demag come parte di Terex Cranes, con una nuova proposta tecnologica e lo slogan: ‘One company, two powerful brands’. Per quanto riguarda i ricambi, abbiamo deciso di migliorare il servizio accentrandolo nell’hub logistico di Roosendaal, così da gestire le forniture nel modo più rapido e puntuale possibile”.
lo. Disponibile in 17 lingue, l’IC-1 può essere monitorato su un monitor touch-screen a colori a uso intuitivo. Collaudato con le autogrù Demag, il sistema di controllo IC-1
offre inoltre maggiore qualità e affidabilità, oltre a un facile cross training tra le linee di prodotto. La sua diagnostica avanzata permette di effettuare con semplicità le operazioni di manutenzione: esse sono favorite anche dalla particolare struttura della RT90, che consente di accedere agevolmente alle parti che necessitano d’intervento rimanendo a terra. Con l’introduzione di “Demag Tech Inside” (la comprovata tecnologia Demag per le autogrù tutto terreno) sulle versioni fuoristrada, Terex Cranes eleva ulteriormente il livello d’innovazione, per fornire ai clienti un livello completamente nuovo di prestazioni e operazioni semplici per accompagnare la qualità e l’affidabilità delle apparecchiature.Inoltre, si determina una notevole omogeneità di utilizzo, a tutto vantaggio degli operatori chiamati a lavorare con diverse tipologie di macchine. Il sistema di controllo IC-1, infine, memorizza l’ultima configurazione della macchina, anche dopo lo spegnimento, in modo che l’operatore possa iniziare a lavorare rapidamente all’inizio del turno successivo.
Un hub per i ricambi Oltre a sperimentare le potenzialità delle RT, sia manovrando le macchine vere, sia grazie al sorprendente realismo del simulato-
re “Simulift”, abbiamo toccato con mano le ragioni che hanno portato alle scelte strategiche in merito alla gestione dei ricambi. “Qui a Crespellano c’era poco spazio per realizzare un magazzino adeguato all’elevato numero di parti disponibili”, ci ha spiegato il responsabile ricambi Alessandro Pastorelli. “Ascoltando le esigenze dei clienti, abbiamo quindi scelto di accentrare la distribuzione a Roosendaal, in Olanda, utilizzando il partner logistico storicamente legato a Genie e che con loro ha già ottenuto eccellenti risultati. Grazie a questa scelta e alla nuova piattaforma di e-commerce, che sarà lanciata ad agosto, contiamo di migliorare notevolmente il servizio e di ampliare il nostro stock almeno del 35%”. ■
LA SCHEDA TECNICA L’AUTOGRÙ ROUGH TERRAIN RT 90 Capacità max. (raggio di 2,5 m):
87 m
Peso operativo (incluso hook block):
53.530 kg
Peso di trasporto:
42.580 kg
Larghezza max (pneumatici da 26,5’’)
3m
Lunghezza braccio:
47 m
Bi-fold jib:
17 m
Potenza motore Tier IV:
168 kW
Potenza motore Tier III:
164 kW
Contrappeso totale:
10 t
Sistema di controllo:
IC-1 (Demag Tech Inside)
Cabina:
S-PACE (versione Europa/USA)
L’ARGANO AUSILIARIO, AZIONABILE A MANO, È STATO AGGIUNTO PER FACILITARE LA CHIUSURA DELLA PROLUNGA IL “SIMULIFT” RIPRODUCE IN MANIERA REALISTICA L’ESPERIENZA DEGLI OPERATORI CHE UTILIZZANO LE MACCHINE TEREX E VIENE UTILIZZATO NEL PROGRAMMA DI ADDESTRAMENTO NELLA SEDE TEDESCA DI ZWEIBRÜCKEN CON UNA CAPACITÀ DI INCLINAZIONE FINO A 18°, LA CABINA È CONFORTEVOLE ED ESIBISCE IL MARCHIO DTI (“DEMAG TECH INSIDE”)
GLI INGRESSI DEDICATI AGLI STRUMENTI DIAGNOSTICI FACILITANO LE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE, FAVORITE ANCHE DALLA RAGGIUNGIBILITÀ DEI COMPONENTI DA TERRA luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 49
Hands On Il nuovo sollevatore telescopico Merlo P35.11TT, basato su un concetto costruttivo “modulare”
I
n occasione di Intermat 2018, a Parigi, il costruttore piemontese ha presentato al mercato internazionale le “nuove” gamme Panoramic e Roto, due famiglie di prodotto completamente rinnovate che si concretizzeranno in un’offerta totale di 29 nuovi modelli. Che la caratteristica di longevità fosse insita nella genetica della gamma Panoramic, in particolare, era evidente già nel 1987, quando Merlo lanciò il primo sollevatore telescopico con motore laterale. Negli anni successivi la sua esclusiva architettura progettuale e costruttiva si è evoluta costantemente grazie a continue innovazioni tecnologiche esclusive, impieghi di materiali dedicati e un alto livello di sicurezza. Oggi è disponibile il primo esemplare di questa gamma rinnovata, il P35.11TT (altri modelli saranno lanciati sul mercato tra la fine di quest’anno e il 2019), caratterizzato da una nuova cabina ad alta visibilità e abitabilità e da nuovi assali, nonché dall’impiego di tecnologie volte a incrementare gli standard di sicurezza e i livelli di performance ed efficienza. La nuova gamma Panoramic, nella fattispecie, sarà disponibile in due declinazioni: con stabilizzatori e ad alta capacità. È alla prima categoria che appartiene il modello oggetto di questo Hands On. 50 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT
PANORAMIC… SUL FUTURO
IL P35.11TT È IL PRIMO RAPPRESENTANTE DELLA “NUOVA” GAMMA DI TELESCOPICI PANORAMIC CON STABILIZZATORI DI MERLO, COMPLETAMENTE RIDISEGNATO AL FINE DI INCREMENTARE ULTERIORMENTE COMFORT, SICUREZZA E PRESTAZIONI, GRAZIE ALL’IMPLEMENTAZIONE DI TECNOLOGIE UNICHE COME IL CONCETTO “MODULARE”, IL LIVELLAMENTO DEL TELAIO E LA TRASLAZIONE LATERALE DEL BRACCIO di Ettore Zanatta
luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 51
Hands On Panoramic con stabilizzatori La nuova gamma di sollevatori telescopici Panoramic con stabilizzatori, basati su un concetto “modulare” (macchine con componentistica comune + alcuni elementi variabili), è suddivisa a sua volta in tre linee: Entry, composta da un modello da 10 m con telaio fisso, essenziale nei contenuti e dalla manutenzione semplificata; Classic, cinque versioni da 11 a 17 m, da 3.500 a 4.000 kg di portata e motore da 55 kW, concentrato di tecnologie uniche quali il livellamento del telaio e la traslazione laterale del braccio e ideali per il noleggio; Advanced, sei versioni da 12 a 18 m, da 4.000 a 5.000 kg e motore da 75 kW, che aggiunge a queste ultime ulteriori soluzioni esclusive, create per soddisfare le necessità degli utilizzatori più esigenti e
Gli stabilizzatori, compatti e solidali all’assale anteriore, sono sempre in sagoma e assicurano un ingombro frontale minimo, per lavorare anche in spazi ristretti
nelle applicazioni più gravose (trasmissione EPD, motorizzazioni più potenti e cabina Premium). Della gamma Classic fa parte il sollevatore telescopico P35.11TT (dove “TT” indicata le doti di “traslazione” e “livellamento”), il modello più compatto, da 3.500 kg di porta-
ta massima, 11 m di altezza, dotato di propulsore da 55 kW (75 CV). L’evoluzione di questa macchina, così come dell’intera gamma, passa dall’adozione di una nuova cabina, completamente ristrutturata, e dall’applicazione di nuovi e più tecnologici assali con struttura in fu-
CONCETTO “MODULARE” Il nuovo telaio del sollevatore telescopico P35.11TT è stato progettato da Merlo perseguendo un preciso concetto di “modularità”. Il design di questa macchina, infatti, è pensato e realizzato in modo tale da migliore il processo produttivo, poiché consente di applicare moduli con caratteristiche differenti a diverse unità, per ottenere un’estrema flessibilità in termini di offerta di prodotto in grado di soddisfare le crescenti richieste dei mercati. Il nuovo design del telaio, inoltre, incrementa ulteriormente la resistenza strutturale e le masse sono distribuite in modo ottimale, al fine di ottenere un bilanciamento dei pesi che permette di mantenere dimensioni estremamente compatte e, al contempo, prestazioni elevate. Grazie al posizionamento dei principali componenti sul lato esterno, poi, il nuovo modulo “powertrain” permette una grande accessibilità. 52 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT sione: rinforzati, incrementano notevolmente le portate e l’affidabilità di tutto l’insieme. L’albero montato a portale garantisce un’elevata luce libera da terra, che permette di utilizzare il telescopico anche in condizioni gravose. Parte fondamentale della gamma Panoramic sono anche i nuovi stabilizzatori, di dimensioni maggiorate, che consentono di stabilizzare il sollevatore rimanendo nella sagoma del mezzo e, al contempo, permettono – tramite il loro ancoraggio direttamente sull’assale anteriore – un livellamento fino al 24%, a seconda delle necessità.
Un concentrato di tecnologia Merlo è nata costruendo prodotti dedicati all’edilizia e, fin dal 1964, investe in tecnologie e nuovi sistemi per migliorare sicurezza, comfort e produttività. La nuova gamma stabilizzata Panoramic, e nella fattispecie il modello P35.11TT, è frutto di tutto ciò e
Ai lati dell’immagine, in alto, si nota il sistema Tilting per la correzione dell’inclinazione. L’assale a portale assicura una migliore luce libera dal suolo. Il corpo centrale è in lamiera saldata e i riduttori laterali in cascata con pignone e corona
oggi offre innovazioni quali: una cabina completamente rinnovata, conforme alle norme ROPS-FOPS Livello II, il controllo dinamico del carico di serie (M CDC), stabilizza-
tori indipendenti e in sagoma, il correttore d’inclinazione “Tilting” e la traslazione del braccio “Boom Side Shift” (soluzione brevettata) di serie e una motorizzazione
Il P35.11TT si distingue per un telaio (brevettato) che consente di traslare il braccio lateralmente fino a circa 30 cm per lato (nelle versioni da 11 m, mentre in quelle da 18 m si raggiungono i 50 cm). In terreni con pendenza, l’operatore può correggere l’inclinazione laterale fino al 10% per lato, che arriva al 24% con l’azione combinata degli stabilizzatori. Ciò consente di sfilare il braccio telescopico perpendicolarmente, per lavorare nelle condizioni di massima sicurezza. Tubazioni, cavi elettrici e linee idrauliche ausiliarie sono collocati all’interno del braccio, per la massima protezione. Merlo produce internamente i bracci dei propri sollevatori e ha sviluppato tecnologie uniche per renderli resistenti ma al contempo leggeri
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Hands On I PUNTI DI FORZA
LA NUOVA CABINA IL DESIGN DI TIPO MODULARE IL SISTEMA DI SICUREZZA M CDC I NUOVI ASSALI E STABILIZZATORI LA TRASLAZIONE LATERALE DEL BRACCIO
COMPONENTI INTERNI AL BRACCIO
AGGANCIO RAPIDO “TAC-LOCK”
POSIZIONE RIBASSATA DI COFANO E BRACCIO
CORRETTORE D’INCLINAZIONE
STABILIZZATORI INDIPENDENTI E IN SAGOMA 54 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT
IMPIANTO IDRAULICO LOAD SENSING + FLOW SHARING
JOYSTICK ELETTRONICO
CABINA ROPS/FOPS LIVELLO II
MOTORE DEUTZ TD2.9 EURO IIIB
TRASMISSIONE IDROSTATICA MERLO A DUE VELOCITÀ
FRENI A DISCO A SECCO
LUCE LIBERA DA TERRA DI 480 MM luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 55
Hands On Il P35.11TT monta un propulsore Deutz da 55 kW Stage IIIB ed è montato lateralmente e longitudinalmente. Tutti gli elementi sono facilmente accessibili (filtro olio, separatore di acqua e gasolio, filtro aria, componenti del radiatore, alternatore, pompa idraulica e idrostatica), in modo da semplificare la manutenzione. Si nota il radiatore idraulico con corpo a tre elementi, per il raffreddamento dei liquidi, dell’olio idraulico e dell’olio idrostatico. Il layout del powertrain è rimasto invariato rispetto al passato
Il sollevatore telescopico P35.11TT è dotato di un nuovo cofano motore, rastremato per garantire una maggiore visibilità laterale, insieme al baricentro basso della macchina
Deutz Stage IIIB (no DPF e SCR). Compatto, versatile, maneggevole e performante: queste le doti enunciate in occasione della presentazione di questo telescopico, dotato di trasmissione idrostatica Merlo con cambio a due velocità, destinata a garantire versatilità, precisione di lavoro e produttività, nonché una frenatura dinamica, per una maggiore sicurezza, un aumento di circa il 35% in termini di coppia rispetto alla versione precedente e una velocità di traslazione di 33 km/h (rispetto ai precedenti 25 km/h). La cabina, con i suoi 1.010 mm di larghezza e le sue ampie dotazioni ergonomiche e intuitive (tra cui un joystick elettronico e non
La cabina, larga 1.010 mm e pressurizzata, offre il massimo comfort per l’utilizzo quotidiano. Lo spazio interno è stato incrementato di circa il 10%. La disposizione dei comandi è frutto di studi ergonomici. Tutte le informazioni sono disponibili in maniera chiara e precisa grazie al nuovo quadro di bordo. Il joystick è di tipo elettronico. Il comando del correttore d’inclinazione trasversale si trova sul pannello di fronte al joystick. Sono presenti tre pedali, di cui uno per il funzionamento “Inching-Control”, per consentire l’avanzamento della macchina a velocità ridotta e manovre più precise
La visibilità è a totale in ogni direzione. L’operatore è in grado di seguire visivamente il carico fino alla sua massima altezza grazie al tettuccio trasparente
56 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT LA NUOVA CABINA:
TECNOLOGIA E DESIGN
La nuova cabina è stata totalmente ridisegnata ed è conforme ROPS/FOPS Livello II. Le nuove vetrature curve non presentano montanti di rinforzo, al fine di garantire una maggiore visibilità all’operatore sul carico in fase operativa. Si tratta dell’evoluzione delle precedenti vetrature, che prevedevano una saldatura – pur minima – tra tettuccio e parabrezza
più elettromeccanico), consente il massimo comfort, così come l’intera architettura della macchina, che presenta un baricentro basso e un cofano rastremato che conferiscono un’elevata visibilità in ogni direzione, grazie anche al tettuccio trasparente.
Sul nuovo sollevatore P35.11TT, così come su tutta la gamma Panoramic, è stata adottata una nuova cabina, già conosciuta in termini di design, comfort ed ergonomia per essere utilizzata sulle versioni Turbofarmer. Questo modulo, con i suoi 1.010 mm di larghezza, è un vero e proprio concentrato di tecnologia e design, grazie a varie soluzioni tecniche qui applicate, tra cui il nuovo vetro curvo che aumenta la visibilità e il sistema di pressurizzazione realizzato secondo le norme ISO 10263-3. La struttura è stata progettata per essere conforme in termini di sicurezza alle normative ROPS/ FOPS Livello II. La superficie vetrata è stata aumentata del 10%, così come il volume interno, permettendo all’operatore di lavorare nel massimo comfort. I nuovi interni, sempre più ergonomici, sono concepiti con un posizionamento dei comandi altamente intuitivo e permettono di avere a portata di mano tutte le funzionalità della macchina.
La porta di 770 mm, realizzata in due parti indipendenti, è dotata di finestrino apribile a compasso a 180° per la ventilazione naturale
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Hands On Efficacia e durata
M CDC:
CONTROLLO DINAMICO DEL CARICO La sicurezza è sempre stata una prerogativa per Merlo che, anche in questo caso, con l’introduzione della nuova gamma Panoramic, è stata implementata tramite l’evoluzione del sistema di sicurezza M CDC (Merlo Controllo Dinamico del Carico), fornito in versione Light con segnalatore luminoso sul P35.11TT (e, in generale, in quelle con motorizzazione da 55 kW) e provvisto di display in cabina in quelle da 75 kW. Grazie a questo sistema esclusivo è possibile riconoscere automaticamente il tipo di attrezzatura utilizzato e di tarare il relativo comportamento sulla base di diagrammi di carico specifici. L’operatore può verificare in ogni istante l’equilibrio dinamico del mezzo grazie a un puntino luminoso sullo schermo o al semaforo
Il sollevatore P35.11TT offre il sistema di aggancio rapido idraulico degli attrezzi Tac-Lock, attivabile direttamente dalla cabina
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posto sul montante anteriore. Nel caso di manovre che mettano a rischio la stabilità del telescopico, il sistema M CDC interviene bloccando il braccio e impedendo ulteriori movimenti aggravanti. Di conseguenza, l’operatore può mantenere l’attenzione sulle operazioni in corso in totale sicurezza.
I nuovi sollevatori telescopici stabilizzati Panoramic sono equipaggiati con assali ideati, progettati e costruiti internamente da Merlo: il corpo centrale è in lamiera saldata e i riduttori laterali in cascata con pignone e corona. L’assale a portale assicura una luce libera da terra di 480 mm (con pneumatici 405/70-20). Inoltre, questa gamma è dotata di quattro freni a disco a secco che permettono di ridurre notevolmente gli attriti e, di conseguenza, i consumi rispetto al sistema che prevede dischi in bagno d’olio, garantendo al contempo efficacia e durata. Il freno di stazionamento viene inserito volontariamente a motore avviato, nel caso di lavori stazionari in pendenza. Da citare anche le tre modalità di sterzatura: sulle ruote anteriori, a volta corretta e a granchio. ■
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PANORAMIC P35.11TT
LA SCHEDA TECNICA Il sollevatore telescopico P35.11TT Massa totale a vuoto:
8900 kg
Portata max.:
3.500 kg
Altezza di sollevamento:
11 m
Sbraccio max.:
7,8 m
Altezza alla portata max.:
9m
Sbraccio alla portata max.:
2m
Portata alla max. altezza:
2.500 kg
Portata al max. sbraccio:
1.000 kg
Traslazione laterale del braccio: Correttore d’inclinazione: Sezioni braccio: Motore: Potenza motore: Dimensioni (larghezza x altezza x lunghezza): Passo:
+/- 310 mm +/- 10% 3 Deutz TD2.9 - Stage IIIB 55,4 kW 2.290 x 2.465 x 5.055 mm 2.800 mm
Alcuni elementi utili della macchina: lo stacca-batterie, montato di serie e presente nella parte frontale del telescopico; il blocco di sicurezza per il cilindro di sollevamento, posto nella parte posteriore; l’indicatore del livello dell’olio
Nella parte posteriore del telescopico non sono presenti zavorre e ciò consente all’operatore di identificare facilmente l’ingombro reale della macchina. L’altezza dell’incernieramento del braccio è contenuta (circa 1,6 m), a ulteriore vantaggio della visibilità posteriore
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COMPONENTI GEFRAN
IL SENSO(RE) DI GEFRAN
PER L’IDRAULICA MOBILE
IL CATALOGO DI SENSORI PER APPLICAZIONI “MOBIL HYDRAULIC” DELL’AZIENDA BRESCIANA OFFRE SOLUZIONI PLUG & PLAY PER LA MISURAZIONE PRECISA DI ROTAZIONE, INCLINAZIONE, POSIZIONE LINEARE, PRESSIONE E FORZA/DEFORMAZIONE. MOLTEPLICI LE APPLICAZIONI: DALLE PIATTAFORME AEREE ALLE MACCHINE STRADALI E MOVIMENTO TERRA di Stefano Vitali
S
icurezza, qualità e produttività: sono questi gli elementi su cui basa la propria attività Gefran, azienda di Provaglio d’Iseo (Bs) da mezzo secolo specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni per il rilevamento, il controllo e l’azionamento dei processi produttivi aziendali. Frutto di un costante orientamento alla ricerca e della collaborazione con importanti centri di ricer60 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
ca, questi prodotti si raggruppano in tre aree business: automazione (prodotti dedicati all’indicazione e regolazione delle variabili di processo); “Motion control” (azionamenti elettrici per la regolazione della velocità dei motori AC e CC, inverter e convertitori); sensori (dispositivi di precisione per la misurazione delle variabili di processo, quali temperatura, forza, pressione e posizione). La parte di catalogo dedicata ai sensori per applicazioni mobile hydraulic, in particolare, offre una gamma completa di soluzioni plug & play per la misurazione precisa di rotazione, inclinazione, posizione lineare, pressione e forza/ deformazione. Soluzioni che si distinguono per un’elevata versatilità e compatibilità applicativa e che possono essere installati sulle piattaforme aeree, nonché su macchine stradali, agricole e movimento terra.
Soluzioni personalizzate Un’intensa collaborazione con i principali costruttori mondiali di macchine e impianti ha permesso a Gefran di consolidare negli anni un background di soluzioni appli-
NELLA GAMMA PRODOTTI GEFRAN SONO PRESENTI ANCHE TRASDUTTORI DI POSIZIONE, CON USCITA DIGITALE CANOPEN, ALTAMENTE RESISTENTI ALLE VIBRAZIONI
cative in grado di risolvere qualunque richiesta. Utilizzando i materiali più performanti e componenti “hi-tech”, l’azienda bresciana garantisce soluzioni applicative praticamente “su misura”: ognuna di essa, infatti, è unica nel suo genere, poiché è personalizzata sul-
le specifiche esigenze del cliente e nasce da una stretta sinergia tecnologica lungo tutte le fasi della produzione: dalla comprensione delle necessità alla condivisione degli obiettivi, dallo sviluppo della ricerca tecnologica e la progettazione della soluzione alla produzione del prodotto finale, specificamente individuato e customizzato. In ogni momento di questa sequenza, il comune denominatore è il totale controllo della catena del processo: dalla fase iniziale di
L’OPINIONE
“La storia di Gefran affonda le sue radici nell’automazione industriale e ha inizio nel 1969, quando a Provaglio d’Iseo – per mano di Ennio Franceschetti – prese vita un’officina per la produzione di quadri elettrici destinati alle macchine per la lavorazione delle materie plastiche. Fin da subito la forza dell’azienda si è identificata nella capacità di comprendere, interpretare e soddisfare le singole necessità del cliente. Un approccio ancora attuale e vincente, che dà ai clienti la garanzia di poter contare su un interlocutore estremamente affidabile. Lo sviluppo di sensori ha preso il via negli anni Ottanta e anche in questo comparto Gefran si è posta immediatamente come un marchio di riferimento grazie a un’intuizione: attraverso il controllo degli elementi primari si possono garantire livelli di dedizione, performance e qualità assoluti. Oggi il catalogo di sensori per applicazioni mobile hydraulic di Gefran offre una gamma completa di soluzioni plug & play ‘made in Gefran’ (quindi non ‘rimarchiate’) per la misurazione precisa di rotazione, inclinazione, posizione lineare, pressione e forza/ deformazione. Tutti i prodotti si distinguono per la massima versatilità e compatibilità applicativa e per caratteristiche intrinseche che, insieme alle loro dimensioni ridotte e compatte, consentono di rispondere all’esigenza dei clienti di avere un fornitore ‘unico’, con un’ampia gamma di ‘soluzioni’ di altissima qualità. Gefran ha fatto registrare una crescita costante nel tempo, basata su elementi quali la passione e la competenza, e oggi è supportata dalla professionalità di centinaia di collaboratori dislocati negli stabilimenti produttivi operativi in Italia, Germania, Stati Uniti, Brasile e Cina, ma anche nelle filiali commerciali sparse in tutto il mondo, e del network internazionale di STEFANO AMARENA distributori autorizzati”.
“TEAM LEADER MOBILE - HYDRAULIC MARKET”, GEFRAN
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COMPONENTI
OLTRE AI TRASDUTTORI DI POSIZIONE, GEFRAN PROPONE SENSORI ANGOLARI E D’INCLINAZIONE, IN VERSIONE SINGOLA E RIDONDANTE
progettazione a quella finale di spedizione, passando per quella realizzativa. È, questo, il sunto di un approccio al lavoro che conferma l’unicità di Gefran, uno dei “driver” che ha reso possibile la trasformazione da azienda familiare a leader internazionale nella progettazione e produzione di soluzioni per l’automazione e il controllo dei processi produttivi.
I sensori per il sollevamento Nella gamma dei sensori, Gefran mette a disposizione dei propri clienti un’ampia scelta di soluzioni: sensori di pressione, per la misurazione di fluidi, liquidi o gassosi, ideali per tutte le applicazioni industriali; sensori di pressione di melt, trasduttori e trasmettitori di pressione per elevate temperature, ideali per applicazioni in estrusione e iniezione; trasduttori di posizione/potenziometri, per il rilevamento dello spostamento lineare o angolare, adatti a tutte le applicazioni industriali; trasduttori di posizione/magnetostrittivi, evoluzione dei trasduttori potenziometrici, idonei per le applicazioni più complesse; sensori di temperatura a rilevazione per contatto; celle di 62 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
“
GEFRAN È UN PUNTO DI RIFERIMENTO NEL SETTORE DEI SENSORI ANCHE GRAZIE AL CONTROLLO TOTALE DEGLI ELEMENTI PRIMARI, GARANZIA DI PRESTAZIONI E QUALITÀ
carico, trasduttori di forza e sensori di deformazione. Le applicazioni del mercato delle macchine per il sollevamento piattaforme aeree, sollevatori, telescopici o carrelli elevatori che siano - richiedono soluzioni “high-end”, a garanzia della sicurezza del mezzo e dell’operatore, estremamente precise e affidabili durante le movimentazioni critiche. Gefran, in tal senso, consente ai propri clienti l’allestimento completo della macchina grazie a una gamma di prodotti che garantiscono il controllo in sicurezza delle movimentazioni come stabilizzazione, rotazione e inclinazione: inclinazione e misura del carico del cestello; rilevamento lunghezza e posizione del braccio; rilevamento del carico della struttura; posizione estrazione stabilizzatori; inclinazione basamento veicolo; angolo
„
di rotazione della ralla; pressione del circuito idraulico.
Prodotti in vetrina In occasione delle più recenti manifestazioni fieristiche, in primis l’ultima edizione di Intermat a Parigi, Gefran ha esposto le principali soluzioni del suo ampio catalogo. I sensori angolari GR, gli inclinometri GI e la sonda di pressione KH, ad esempio, disponibili con uscita digitale in bus di campo CAN J3919 (le sonde di pressione hanno ottenuto la certificazione UL). Ma non solo: anche i trasduttori di posizione assoluti con effetto hall rotativi della famiglia GR, che hanno recentemente ottenuto l’omologazione E1 e che, insieme alla certificazione SIL2 (sulla pressione industriale), aiutano a mantenere elevata la sicurezza
TECNICI ALTAMENTE QUALIFICATI, PROGETTISTI E SVILUPPATORI SOFTWARE LAVORANO NEI CENTRI DI RICERCA GEFRAN DI PROVAGLIO D’ISEO E GERENZANO, IN STRETTA PARTNERSHIP CON PRESTIGIOSE UNIVERSITÀ ITALIANE ED ESTERE
del mezzo durante i movimenti quali ad esempio la stabilizzazione, la rotazione e l’inclinazione dell’intero veicolo o di una sua parte e, non meno importante, la messa in sicurezza anche dell’operatore in tutte quelle condizioni di lavoro critiche, tipiche di queste applicazioni. Come accennato, i sensori Gefran sono ideali per l’allestimento dell’intera macchina: i sensori angolari assoluti a effetto hall GRA e GRN sono disponi-
bili con e senza albero, a singolo giro; gli inclinometri per singolo/ doppio asse (XY/360°), tutti con tecnologia MEMS, sono disponibili nelle versioni GIB, GIG (general purpose anche in versione a relais) e GIT, a seconda delle esigenze prestazionali del cliente.
si caratterizzano anche per affidabilità e robustezza: la struttura è prodotta in solido materiale PBT, che assicura resistenza agli impatti, alla nebbia salina, ai solventi e ai raggi solari UV, nonché un’elevata
GEFRAN GARANTISCE AI PROPRI CLIENTI ANCHE UNA VASTA GAMMA DI STRUMENTI IN GRADO DI RILEVARE FORZE, CARICHI E DEFORMAZIONI IN TRAZIONE E IN COMPRESSIONE
Il nuovo GSF, trasduttore di posizione a filo progettato con tecnologia potenziometrica, poi, si contraddistingue per le dimensioni ridotte e la solidità. Tutti questi prodotti sono dotati di protocollo di comunicazione digitale CANopen e CAN J1939 e sono disponibili nelle versioni singole o ridondanti. I sensori Gefran
stabilità alle variazioni termiche. Con queste caratteristiche, insieme alle loro dimensioni ridotte e compatte, i sensori Gefran rispondono all’esigenza dei clienti di avere un unico fornitore con una ampia gamma di prodotti di qualità dedicati a questi ambienti gravosi, riducendo la manutenzione al minimo. ■ luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 63
TECNOLOGIE BRIGADE ELECTRONICS
Un panorama rassicurante
CON IL LANCIO DELLA NUOVA VERSIONE DI BACKEYE 360, L’AZIENDA INGLESE ESPANDE ULTERIORMENTE LA PROPRIA GAMMA DI SOLUZIONI. IL “NUOVO” SISTEMA IMPLEMENTATO È PARTICOLARMENTE ADATTO PER PREVENIRE INCIDENTI NEGLI IMPIEGHI PESANTI, DOVE LA VISIBILITÀ È SPESSO RIDOTTA di Riccardo Lorenzi
L
a riconosciuta expertise nel settore della sicurezza che contraddistingue il marchio Brigade Electronics deriva da oltre 40 anni di attività, ricerca e innovazione in questo campo specifico. Il mondo della sicurezza è completamente cambiato da quando Chris Hanson-Abbott fon-
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dò l’azienda nel 1976, introducendo anche in Europa i segnali acustici per la retromarcia che all’epoca erano utilizzati solamente sui veicoli circolanti in Giappone. Anche sulla scia della normativa inglese che era stata emanata in tema di infortuni sul lavoro, ma non senza dover superare iniziali diffidenze, Brigade Electronics ha
guidato lo sviluppo dei dispositivi di sicurezza su veicoli commerciali, industriali e macchine operatrici, contribuendo a una radicale trasformazione del mondo del lavoro. In Italia è presente dal 2004, con la nascita a Torino di Brigade Elettronica, che rappresenta la filiale locale del gruppo dal quale è controllata al 100%.
Il sistema Backeye 360 Tutti i veicoli presentano angoli ciechi, cioè aree intorno al veicolo che il guidatore non può vedere a causa di elementi della carrozzeria o della macchina che ostacolano la visibilità. Durante le manovre, essi rappresentano un pericolo per qualunque persona o oggetto che si trovi sulla traiettoria del veicolo stesso e limitano la capacità del conducente di operare in sicurezza. L’installazione di specchietti e di telecamere con una visuale fissa è un’importante misura preventiva, ma anche con questi ausili supplementari il conducente potrebbe comunque non accorgersi di persone o ostacoli sulla traiettoria del veicolo (è stato dimostrato che nel tempo necessario a controllare quattro specchietti retrovisori, valutare la situazione e reagire ai pericoli, anche alla velocità di soli 5 km/h un veicolo può avanzare fino a 10 m). La vista panoramica e completa intorno al veicolo è un aiuto prezioso per il guidatore durante le manovre a bassa velocità e può ridurre i danni in quanto permette agli operatori di mezzi di grandi dimensioni di evitare oggetti che si trovano a terra. Il sistema Backeye 360 – compatibile con i registratori digitali MDR Brigade – consiste quindi in una gamma di sistemi di telecamere e monitor intelligenti studiati per fa-
IL SISTEMA È COMPOSTO DA QUATTRO TELECAMERE ULTRAGRANDANGOLARI, OGNUNA DELLE QUALI COPRE UN INTERO LATO DEL VEICOLO CON UN ANGOLO DI VISIONE SUPERIORE A 180°
cilitare le manovre a bassa velocità offrendo al conducente in tempo reale una visione panoramica del veicolo e dello spazio circostante in un’unica immagine; offre un sistema con visione a 360°, composto da quattro telecamere ultragrandangolari, ognuna delle quali copre un intero lato del veicolo con un angolo di visione superiore a 180°. Montate in posizione elevata sul davanti, sul retro e sui lati del veicolo, queste telecamere calibrate
riprendono tutte le aree circostanti al veicolo o alla macchina, inclusi i citati angoli ciechi. Le quattro immagini vengono simultaneamente inviate, in tempo reale, a una centralina elettronica (ECU), dove vengono immediatamente elaborate, combinate, integrate e “cucite” insieme. Viene inoltre corretta la distorsione dovuta all’obiettivo ultragrandangolare della telecamera, in modo che sul monitor del conducente ap-
L’OPINIONE
“Brigade Elettronica è la filiale italiana di Brigade Electronics; il suo fatturato viene realizzato al 90% sul territorio italiano, mentre il resto proviene da Svizzera e Slovenia. Rispetto ad altri Paesi, va detto che l’Italia – sul piano della sicurezza – deve ancora acquisire molta ‘coscienza’: non tutti percepiscono quest’aspetto come un fronte sul quale è giusto (o conveniente) investire e spesso ci si rende conto di doverlo fare solo dopo un incidente. Altrove, invece, ad esempio nel Nord Europa, i costruttori non si limitano a montare di serie i soli dispositivi previsti dalle normative, ma implementano i sistemi di sicurezza quanto possono a prescindere. La versione implementata di Backeye 360 rappresenta una soluzione ottimale (ed estremamente importante) per il settore delle costruzioni, perché elimina – e oggi in modo ancora più efficace – gli angoli ciechi, migliora la sicurezza, offre una visione completa delle aree intorno al veicolo in un’unica immagine, monitora automaticamente le immagini e riduce esponenzialmente il rischio di collisioni con persone e oggetti”.
MAURO LANTSCHNER MANAGING DIRECTOR DI BRIGADE ELETTRONICA
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TECNOLOGIE UNA SELEZIONE DELLE 19 VISTE DISPONIBILI CON LA NUOVA VERSIONE DI BACKEYE 360 DI BRIGADE ELECTRONICS
“
IL ‘NUOVO’ BACKEYE 360 OFFRE, TRA LE ALTRE COSE, UN SOFTWARE PERSONALIZZABILE, PIÙ VISTE DISPONIBILI, OPZIONI E TIPOLOGIE DI CONFIGURAZIONE
paia un’immagine in tempo reale chiara e nitida. Ogni installazione e taratura del sistema è unica: i punti di unione e di fusione delle immagini possono essere configurati in base alle particolari esigenze del cliente e le impostazioni possono essere salvate per essere riutilizzate successivamente su altri veicoli identici di una flotta. Backeye 360 è adatto per quasi tutti i veicoli e macchinari rigidi di qualunque dimensione e il raggio di visione può essere
„
configurato in base all’applicazione. Questa flessibilità rende i sistemi Brigade idonei sia per applicazioni su strada che in cantiere.
Backeye 360: la nuova generazione Brigade Electronics ha recentemente implementato il sistema Backeye 360. Partendo dallo stesso sistema, quest’implementazione offre oggi alcune novità, in termini di software personalizzabili, viste disponibili, opzioni menù e
LA SICUREZZA PRENDE IL VOLO Aviogei è una realtà che da circa 50 anni disegna, costruisce e vende attrezzature aeroportuali: con sede ad Aprilia (Lt), opera a livello internazionale commercializzando la propria ampia gamma in 95 paesi e recentemente è stata selezionata da Lockheed Martin come unico supplier mondiale di un crane per la rimozione e la manutenzione del fan del caccia F35. In questo contesto rientra la collaborazione con Brigade Elettronica: Aviogei, infatti, ha installato Backeye 360 sul nuovo ambulift con cabina di guida integrata, che serve ogni tipo di aeromobile con un solo operatore, presentato lo scorso ottobre a Monaco durante Inter Airport Europe, 66 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
l’Esposizione Internazionale dedicata alle Attrezzature, alla Tecnologia, al Design e ai Servizi Aeroportuali. L’ultimo nato in casa Aviogei si basa su un sistema brevettato per i mezzi in assistenza PMR (Persone Mobilità Ridotta), con un plus unico: è elettrico. Backeye 360 l’ha reso ancora più sicuro, soprattutto per manovre in spazi stretti e in presenza di altri veicoli (Aviogei ha montato anche una quinta telecamera, anteriore, sempre Brigade, per visionare anche l’area sottostante l’attrezzatura). Un equipaggiamento completo, appositamente sviluppato da Aviogei e Brigade che hanno collaborato per ottenere la soluzione migliore e più adatta alle reali esigenze.
tipologie di configurazione. In particolare, il nuovo sistema offre oggi: nuove viste diverse, per un totale di 19; l’area visualizzabile a schermo è stata estesa del 22%; il nuovo menù di configurazione OSD presenta impostazioni e configurazioni più rapide; il telecomando più il ricevitore IR gestiscono il menù di configurazione OSD. Anche la centralina elettronica è stata aggiornata, con prestazioni migliorate (disponibilità di nuove viste, fino a 10 per modalità), un minore consumo elettrico (7,2 W anziché 12 W) e uno chassis dell’ECU di dimensioni inferiori. Un accenno alle nuove “viste”: ora, in modalità verticale, oltre a visualizzare immagini panoramiche del veicolo a tutto schermo, si può anche suddividere lo schermo stesso e visualizzare singole viste attivate. Inoltre, il focus anteriore/posteriore offre un primo piano della parte anteriore/posteriore del veicolo (ideale per le manovre di parcheggio a bassa velocità). Per quanto riguarda il cambio di corsia sulla destra/ sinistra, se attivata questa funzione sposta l’immagine a 360° verso destra/sinistra per offrire al conducente una migliore visione della corsia a destra/sinistra. ■
Green & Circular Economy 6-9 Novembre 2018 Rimini Italy
ecomondo.com
22 a Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile T H E G R E E N T E C H N O LO G I E S E X P O IN CONTEMPORANEA CON
O R G A N I Z Z ATO D A
SERVIZI MASSUCCO T.
CRESCITA SENZA CONFINI VENDITA E NOLEGGIO DI MACCHINE MOVIMENTO TERRA E PER IL SOLLEVAMENTO, NUOVE E USATE. MA NON SOLO. CON UN PARCO MEZZI DI OLTRE 1.800 UNITÀ E CINQUE FILIALI SUL TERRITORIO NAZIONALE, L’AZIENDA PIEMONTESE OPERA CON SUCCESSO ANCHE AL DI LÀ DEI CONFINI ITALIANI di Stefano Vitali
S
avona, Imperia, Massafra (Taranto) e Uta (Cagliari), oltre naturalmente alle due sedi principali di Cuneo: la Massucco T. opera su tutto il territorio nazionale vantando un’esperienza di 57 anni nel settore del movimento terra e del sollevamento, grazie a un’attività strutturata e focalizzata nella vendita e nel noleggio di macchine nuove e usate. L’impegno di questa dinamica realtà piemontese nei confronti di una clientela sempre più esigente si concretizza oggi in un parco 68 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
mezzi di oltre 1.800 unità, comprendente svariate tipologie di macchine e marchi prestigiosi, a cui l’azienda affianca un’organizzazione commerciale in grado di offrire assistenza capillare, un servizio ricambi rapido e puntuale 24 ore su 24 e consulenza professionale su tutto il territorio nazionale. Ma non solo, perché Massucco T. volge il suo sguardo anche oltreconfine e lo fa in modo deciso e strutturato tramite due filiali in Francia (Fréjus, in Provenza, e Alby sur Chéran, nell’Alta Savoia) e una in Tunisia, a Ben Arous.
In continua espansione “Massucco T. ha registrato nell’ultimo periodo una crescita costante del 10% su base annua e un incremento della forza lavoro, che oggi conta circa 60 addetti”, affermano Cristina e Paolo Massucco, attuali amministratori delegati dell’azienda piemontese, nonché figli del suo fondatore (e presidente onorario) Teresio. “Il decennio di crisi economica che ha colpito i mercati internazionali non ha fortunatamente lasciato segni nel nostro percorso imprenditoriale, anche grazie a un’attività diversificata che ha
permesso di proseguire nello sviluppo societario intrapreso 57 anni or sono. Premiante è stato anche il livello di servizio e assistenza garantito ai nostri clienti, sempre molto alto e focalizzato sulla qualità”. Fondata nel 1961 da Teresio Massucco, inizialmente dedito ad attività meccaniche e di scavi, la società di Cuneo è cresciuta nel tempo incrementando costantemente il numero di servizi proposti alla clientela. “Una clientela sempre più ampia e attiva in un settore sempre più specializzato – confermano Cristina e Paolo Massucco – a cui garantiamo una completezza rara sul mercato in termini di quantità e qualità di mezzi, sempre disponibili ed efficienti, a prescindere dalla varietà delle sue esigenze. Un parco macchine che comprende escavatori, pale gommate, dumper e carriole, minipale, macchine e attrezzature stra-
TRE GENERAZIONI MASSUCCO: PAOLO E CRISTINA, ATTUALI AMMINISTRATORI DELEGATI DELL’AZIENDA PIEMONTESE, CON PAPÀ TERESIO, FONDATORE E PRESIDENTE ONORARIO DELLA MASSUCCO T., INSIEME AI FIGLI DI PAOLO, TOMMASO E BEATRICE
dali, grader, frantumatori, betoniere, furgoni, autocarri, pick-up 4x4 e minibus, macchine e attrezzature per la pulizia di strade/neve/pannelli solari, ma anche piattaforme aeree, autocarrate e cingolate, piattaforme sottoponte, sollevatori telescopici, autogrù, carrelli elevatori e gru telescopiche, come testimoniano le due Sennebogen 673E da 70 t ordinate proprio recentemente a Espi Engineering (Castelfranco Emilia – Mo). A tutto ciò, associamo un servizio di assistenza capillare in grado di assicurare sempre e ovunque la massima prontezza e la massima disponibilità nei tempi di intervento, riducendo così al minimo eventuali fermi macchina”. Oggi la Massucco T., quindi, è specializzata nella vendita e nel noleggio di macchinari nuovi e usati di ogni genere, con un’attività svolta all’insegna del motto “Anytime, anywhere, anything”, che ben renluglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 69
SERVIZI
VISTE DELLA STRUTTURA DI CUNEO
de l’idea delle intenzioni della famiglia Massucco in tutto ciò che fa. Spiegano Cristina e Paolo: “Oggi la nostra attività coinvolge le migliori marche per la movimentazione di terra: siamo concessionari Hitachi per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta e importatori per l’Italia dei marchi McCloskey (frantoi mobili), Everdigm (macchine per il calcestruzzo) e Daedong (macchine agricole). II tutto, con un’attenzione particolare all’ambiente ed è per questo motivo che noleggiamo anche veicoli provvisti di motore di nuova generazione, rispettosi delle normative europee vigenti”.
COSTRUTTORI QUALIFICATI DI OPERE PUBBLICHE L’azienda cuneese è sinonimo di vendita e noleggio di macchine operatrici, ma ad essa è legata anche la Massucco Costruzioni, società costituita nel 1997 a seguito della cessione del ramo aziendale della ditta individuale Massucco Teresio fondata nel 1961 e focalizzata nella realizzazione di opere pubbliche. Dagli anni Duemila in poi, infatti, l’attività della Massucco Costruzioni si è estesa costantemente sul territorio nazionale con l’aggiudicazione di un sempre maggior numero di commesse negli ambiti delle costruzioni di opere civili e industriali, 70 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
movimento terra, costruzione di strade, ponti e relative opere complementari, acquedotti, fognature, opere d’irrigazione, opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica, opere e impianti di protezione ambientale, demolizione, verde e arredo urbano, coltivazione di discariche e capping. La Massucco Costruzioni è peraltro proprietaria di un impianto di produzione di materiali sabbio-ghiaiosi e di un’area ecologica autorizzata dalla Provincia di Cuneo per la raccolta e il recupero di rifiuti misti di costruzione. Ne è seguita la costituzione di un
parco macchine destinato al noleggio adibite ad attività di frantumazione e vagliatura che possono essere trasportate e utilizzate direttamente nei cantieri, evitando il trasferimento dei materiali presso impianti fissi. L’azienda è particolarmente attenta alle politiche ambientali. Il rispetto e la conservazione dell’ambiente, la prevenzione dell’inquinamento, il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali nel rispetto della legislazione e regolamentazione ambientale: sono alcuni valori fondamentali su cui si basa l’attività della Massucco Costruzioni.
Oltre il commercio L’attività diversificata di Massucco T. si concretizza anche nella presenza alle principali manifestazioni fieristiche e attraverso il perseguimento della qualità, come accennato. Qualità che, in questo settore, non può prescindere da un alto livello di sicurezza. Per questo motivo l’azienda, che peraltro è centro autorizzato IPAF e Asimov, organizza periodicamente per i propri clienti corsi di formazione riconosciuti e mirati
per l’uso di tutti i macchinari e le attrezzature normalmente utilizzati per la movimentazione di materiali e persone, non solo nell’ambito dell’edilizia, ma per tutti i settori in cui è previsto l’uso di macchinari specifici e professionali. “L’obiettivo di questi corsi – confermano Cristina e Paolo Massucco – è quello di insegnare le corrette procedure di utilizzo e garantire la massima condizione di sicurezza per gli operatori durante l’uso dei macchinari e delle attrezzature. Il nostro obiettivo,
così come in ogni attività svolta da Massucco T., è assistere i nostri clienti nell’adeguamento alle nuove disposizioni in materia di formazione e sicurezza dei propri lavoratori. I corsi sono tenuti da istruttori con esperienza pluriennale sul campo e non solo nell’uso dei mezzi, ma soprattutto con grande consuetudine nell’addestramento degli operatori”. Sulla sicurezza nei cantieri non è permesso improvvisare e Massucco T. risponde da 57 anni a questa condizione, con esperienza e competenza. ■
MASSUCCO T. SVOLGE UN’ATTIVITÀ A 360°. NON SOLO VENDITA E NOLEGGIO, MA ANCHE ASSISTENZA, RIPARAZIONI E SERVIZIO RICAMBI. NELLE FOTO, SCORCI DI UNA DELLE DUE SEDI DI CUNEO: QUI SONO PRESENTI ANCHE UN’OFFICINA, UN ELETTRAUTO E UNA CARROZZERIA
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Dossier
ALZARE IL LIVELLO DI GUARDIA NEGLI ULTIMI DIECI ANNI LA CRISI ECONOMICA HA FATTO CALARE NOTEVOLMENTE IL NUMERO DEGLI OCCUPATI, EPPURE SONO IN COSTANTE AUMENTO GLI INCIDENTI MORTALI. LA PRINCIPALE CAUSA DI DECESSI SUL LAVORO CONSISTE NELLE CADUTE DA POSIZIONI ELEVATE, MA SONO MOLTI I FATTORI DI RISCHIO AI QUALI FARE ATTENZIONE. NE ABBIAMO PARLATO CON AZIENDE E ISTITUZIONI di Lorenzo Zacchetti
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SICUREZZA SUL LAVORO
L’
intero mondo delle costruzioni deve interrogarsi su una criticità ancora ben lungi dall’essere risolta. Le statistiche fotografano il problema in maniera impietosa. Negli Stati Uniti i lavoratori di questo settore sono tra i più a rischio in assoluto, con i 924 incidenti letali che nel 2015 hanno segnato un triste record: quello del più elevato numero di episodi fatali dell’ultimo decennio, con una media di oltre 2,5 morti al giorno! Il bilancio è addirittura peggiorato nel 2016, quando i decessi sono saliti a 991: considerando che il totale degli incidenti mortali in tutta l’industria privata americana è stato di 4.693 casi, l’incidenza del settore delle costruzioni è del 21,1%. Ogni cinque lavoratori che perdono la vita, uno è vittima di un incidente in cantiere o comunque durante operazioni connesse alla filiera delle costruzioni. OSHA (Occupational Safety and Health Administration, l’organismo del Dipartimento del Lavoro Federale che si occupa della sicurezza dei lavoratori) ha indivi-
EMERGENCY LOWERING STICKER: LA NUOVA VERSIONE DELL’ADESIVO DA APPLICARE ALLE MACCHINE PER INDICARE LA POSIZIONE DEI COMANDI DA TERRA AUSILIARI NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA. IPAF LO HA RIDISEGNATO PER EVITARE PERDITE DI TEMPO CHE POTREBBERO RISULTARE FATALI
duato quattro cause principali di questi decessi nel settore delle costruzioni, in quanto responsabili del 63,7% dei lutti. Tra queste cosiddette “Fatal Four”, il fattore maggiormente determinante è rappresentato dalle cadute da posizioni elevate, a cui vanno attribuiti il 38,7% dei morti totali, mentre rimangono sotto al 10% gli impatti con oggetti, l’elettrocuzione e lo schiacciamento da parte di attrezzature, macerie o altre tipologie di materiale.
PIÙ RESPONSABILITÀ PER IL DIRETTORE DEI LAVORI Da maggio 2018 è in vigore il DM 49/2018 che, in attuazione del Codice degli Appalti, ridefinisce le funzioni del direttore dei lavori. Questa figura deve relazionarsi con il coordinatore per la sicurezza durante l’esecuzione dei lavori e con il responsabile del procedimento (RUP), che svolge una funzione di coordinamento tra le due funzioni. Inoltre, deve inviare al RUP l’attestazione dello stato dei luoghi prima dell’avvio della procedura di gara ed eventualmente anche prima della sottoscrizione del contratto. La nuova normativa aumenta la responsabilità del direttore del lavori, che ai suoi vari oneri aggiunge anche la verifica della corrispondenza tra i materiali inseriti nel capitolato d’appalto e quelli
effettivamente usati, con l’obbligo di disporre le prove necessarie e rifiutare i materiali non congruenti, l’invio al RUP del certificato di ultimazione dei lavori, la redazione del verbale di constatazione sullo stato dei lavori, la collaborazione al collaudo, l’accertamento della rispondenza di documenti tecnici, le prove di cantiere o di laboratorio e le certificazioni LCA rispetto al piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della P.A.. Inoltre può essere chiamato a svolgere accertamenti in contraddittorio con l’esecutore. I documenti contabili da produrre restano gli stessi, ma sono previste attività di controllo amministrativo contabile con strumenti elettronici idonei a garantire autenticità,
provenienza e sicurezza dei dati. Deve anche comunicare all’esecutore il giorno e l’ora in cui presentarsi, con la possibilità (in caso di mancato adempimento) di fissare una nuova data o di risolvere il contratto, trattenendo la cauzione. Ance ha contestato questa modifica, sostenendo che fosse più equa la regola precedente, secondo la quale la risoluzione scattava solo dopo la seconda mancata presentazione. I costruttori hanno criticato anche le norme riguardanti i tetti di risarcimento per ritardi causati dalla stazione appaltante, l’accettazione dei materiali e l’eccessiva discrezionalità nella gestione delle riserve da parte del direttore, affermando che queste nuove normative rischiano di aumentare il numero dei contenziosi. luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 73
Dossier Evitare le cadute Come limitare il numero di eventi infausti? IPAF ha dedicato al tema una campagna di sensibilizzazione specifica, presentata a Intermat 2018, spiegando che “le cadute partono da terra” ed evidenziando le quattro principali cause di questo specifico incidente: la condotta dell’operatore (specialmente nel mancato rispetto delle norme di sicurezza o nell’errato utilizzo dei DPI), lo sbarco in quota (accedere o sbarcare in posizioni diverse dal suolo o sul telaio della PLE è ammissibile solo in caso di emergenza), il posizionamento accanto ad altri macchinari (con il conseguente rischio di impatti disastrosi) e le avarie meccaniche.
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NEGLI STATI UNITI OGNI CINQUE LAVORATORI CHE PERDONO LA VITA UNO È VITTIMA DI UN INCIDENTE IN CANTIERE O COMUNQUE DI OPERAZIONI CONNESSE ALLA FILIERA DELLE COSTRUZIONI
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UN ESEMPIO CONCRETO DI UTILIZZO DELLE TRANSENNE FASB TOOLS PER METTERE IN TOTALE SICUREZZA UN’AREA DI LAVORO
La discesa di emergenza è un tema molto delicato e IPAF ha recentemente eseguito un restyling dell’adesivo da applicare alle macchine per indicare la posizione dei comandi da terra ausiliari da usare in questi casi. Andrew Delahunt, direttore tecnico e della sicurezza di IPAF, ha spiegato: “Il nuovo adesivo è stato sviluppato dopo che il nostro CEO Tim Whiteman ha notato che un supervi-
LA PAROLA ALLE AZIENDE / FASB LINEA 2
GIANLUCA CATTANEO DIRETTORE COMMERCIALE
“Fasb Linea 2 è nata nel 1981 come azienda metalmeccanica, specializzata nella lavorazione dei tubi metallici. Nei decenni, la piccola officina ‘domestica’ del fondatore Luigi Fumagalli si è trasformata in un’industria che occupa una superficie di 10.000 m², offre lavoro a 24 dipendenti e fattura circa 4 milioni, di cui il 30% all’estero. I primi anni di attività hanno visto l’azienda impegnata nei settori garden, automotive e arredamento. Oggi sono principalmente due i brand che caratterizzano la nostra attività: FASB Tools e Transenne.net. Il trait d’union è proprio la sicurezza. FASB Tools produce le transenne Safe Work e Safe Industry, secondo i
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dettami del D.L. 81/2008 che obbliga a evidenziare ostacoli e punti di pericolo con idonea segnaletica. La transenna Safe Work, caratterizzata dai colori bianco e rosso, comprende una struttura in acciaio, robusta, progettata per rimanere inalterata nel tempo, mentre la segnaletica è realizzata su materiale ‘flame retardant’, un tessuto ignifugo di Classe B1, sicuro sotto tutti i punti di vista. La segnaletica, sempre visibile nel tempo, è personalizzabile e si può scegliere nella vasta gamma di cartelli previsti dalla norma UNI EN ISO 7010. La transenna Safe Industry, riconoscibile dai colori giallo-nero, è progettata per delimitare zone all’interno dei siti industriali o di stoccaggio dove possono sorgere situazioni di pericolo. Inoltre, le transenne FASB Tools sono pieghevoli, con peso e ingombro ridotti per facilitare il trasporto su furgoni o auto. Con Transenne.net rispondiamo alle norme per la regolazione dei flussi e la gestione della sicurezza delle persone, in occasione di eventi che prevedano un forte afflusso di pubblico. La transenna Spazio MP2 è un concentrato di innovazione e tecnologia al servizio della sicurezza, utilizzata con successo in eventi come la Milano Marathon 2018 o la Lucca
Comics&Games 2017. Si tratta di un prodotto realizzato con materiali resistenti, ma al tempo stesso leggeri, per un’agevole movimentazione e stoccaggio. Forma e struttura non offrono la possibilità di appoggiare i piedi e quindi sono difficili da scavalcare o anche semplicemente sporgersi. È disponibile nei colori blu e verde Krypton. Per l’efficace gestione e monitoraggio dei varchi d’ingresso nei luoghi dove si svolgono eventi di grande richiamo e che richiedono su indicazioni delle autorità il monitoraggio e il conteggio delle persone, la transenna viene dotata di MP Counter, che permette il conteggio delle persone. Questo dispositivo, dotato di centralina con display e posizionato in ogni varco d’ingresso, è collegato con un server centrale che in tempo reale fornisce ai responsabili della sicurezza tutte le informazioni relative alle presenze ed è consultabile su smartphone, tablet e personal computer. Tutte le soluzioni per la delimitazione negli eventi pubblici Transenne.Net sono studiate e prodotte da Fasb Linea 2 in Italia, nello stabilimento di Cremella (Lc) e possono essere vendute o noleggiate a freddo o a caldo”.
SICUREZZA SUL LAVORO LA PAROLA ALLE AZIENDE / CMC
LA PAROLA ALLE AZIENDE / JMG CRANES
MAURIZIO MANZINI, CEO “Per soddisfare le esigenze di clienti che necessitano di una macchina estremamente compatta per effettuare in sicurezza manutenzioni in ambienti difficilmente raggiungibili con altri mezzi abbiamo lanciato la gamma ‘Lifter’. Greenlifter, in versione rinnovata, si configura come l’ideale gru da officina: semovente compatta e leggera, è adatta a sollevare e spostare carichi all’interno di spazi ridotti. Elettrica e a batteria per tutti i movimenti del braccio, è potente, facile da manovrare tramite l’uso del radiocomando, ma anche sicura e pratica. Dotata di trazione manuale e sterzatura manuale posteriore (con angolo di sterzo 90° + 90°), viene fornita di comandi elettroidraulici con controllo di pulsantiera cablata. Rappresenta il compromesso ideale per chi ha la necessità di muoversi in aree ristrette. È costruita secondo la norma UNI ISO 4301-1, le direttive comunitarie 2006/42 CE MD - 2014/30 CE EMC - 2014/35 CE LVD - 2000/14 (e successive modifiche) e le normative
di riferimento EN 13000:2014 UNI ISO 4301-2:2011 e successive modifiche. La nuova gru a batteria Speedylifter99, come tutte le Pick&Carry, è concepita per sollevare e trasportare rapidamente a destinazione il carico; inoltre esercita un’ottima flessibilità di manovra, qualità utile per effettuare sollevamenti e spostamenti di carichi pesanti in spazi ristretti. Presenta dimensioni contenute (2210x635x1580 mm), un peso di 1.350 kg e una portata massima di 1.300 kg ed è totalmente radiocomandata (l’operatore può quindi eseguire tutte le movenze in totale sicurezza). È peraltro possibile avere un controllo simultaneo e proporzionale di tutti i movimenti di trazione, di sterzatura della gru, di telescopaggio, di salita e discesa del braccio e degli eventuali accessori opzionali. Per assicurare la più elevata operatività, è equipaggiata da batterie al litio da 25,6 V. e 200 Ah, che garantiscono otto ore di autonomia con un indicatore luminoso dello stato di carica; sul telaio, con struttura d’acciaio di qualità piegata e saldata, si innesta un braccio costituito da tre elementi telescopici a sfilamento idraulico con angolo di inclinazione +56/-16°; la trazione, che si avvale di due motori elettrici di classe di isolamento H, e l’impianto frenante agiscono sull’asse anteriore, che monta due ruote super-elastiche anteriori da 16x6-8” e due ruote superelastiche posteriori di 15x41/2-8”.”
sore esperto ha avuto difficoltà a individuare i comandi di abbassamento di emergenza durante un’ispezione preliminare. Sebbene avesse già eseguito migliaia di ispezioni, un ‘punto cieco’ temporaneo lo ha costretto a consulCON LA NUOVA VERSIONE DI GREENLIFTER, JMG CRANES PROPONE UNA GRU IDEALE PER L’OFFICINA: SEMOVENTE, COMPATTA E LEGGERA, ABBINA LA FACILITÀ DI UTILIZZO ALLA MASSIMA SICUREZZA PER L’OPERATORE E CHI GLI STA INTORNO
SIMONE BOIOCCHI RESPONSABILE MARKETING E COMUNICAZIONE
“La nostra azienda rappresenta una riconosciuta eccellenza nella produzione di piattaforme aeree autocarrate e soprattutto cingolate, con una forte vocazione verso il mercato internazionale, che nel corso di 20 anni di attività ha dimostrato di apprezzare l’attenzione che dedichiamo alla qualità. Altrettanto importante è il tema della sicurezza, visto il tipo di macchine che trattiamo, pertanto stiamo lavorando non solo sui video di presentazione di CMC e dei singoli prodotti, ma anche di tutorial proprio sulle procedure di sicurezza. La consideriamo un’importante misura preventiva: l’operatore può scaricarsi il video sullo smartphone e, in caso di necessità, ricevere le istruzioni per ritornare a terra in caso di guasto o altre problematiche. In seguito si penserà al recupero della macchina, ma la prima necessità è la salvaguardia di chi lavora. Inoltre, siamo recentemente entrati a far parte di IPAF e con un ruolo attivo: nell’ultimo Congresso sono stato chiamato a far parte dell’INIC, il direttivo che ha il compito di dare le lineeguida. Tutto ciò dimostra che per noi la sicurezza non è una ‘bandiera da sventolare’, ma un valore fondamentale, al pari della semplicità d’uso e della facilità di manutenzione”.
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Dossier LA PAROLA ALLE AZIENDE / HAULOTTE
NICOLA VIOLINI DIRETTORE GENERALE HAULOTTE ITALIA
“Per Haulotte Group la sicurezza degli operatori è la mission aziendale: tutte le piattaforme sono conformi alle più recenti normative in tema di sicurezza, sia a quelle europee (marcatura CE, EN 280) che ai principali standard internazionali (ANSI, CSA, AS eccetera). In questa filosofia costruttiva si inseriscono le più recenti innovazioni tecnologiche che Haulotte apporta alla sua linea di
macchine per il sollevamento di persone e carichi. Con il recente aggiornamento del sistema ACTIV’Shield Bar, per la prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento, Haulotte Group ha confermato e rilanciato il suo impegno sul fronte della sicurezza nei lavori in quota. Perfettamente integrato nel quadro comandi superiore, la nuova generazione del sistema di protezione secondaria Haulotte ACTIV’Shield Bar 2.0 offre una protezione aggiuntiva, tutelando gli utilizzatori da qualsiasi rischio di schiacciamento senza comprometterne la produttività. ACTIV’Shield Bar è un innovativo accessorio di prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento delle persone durante l’utilizzo di piattaforme aeree. Il sistema avverte e protegge l’operatore in caso di potenziali situazioni di rischio da intrappolamento ed è dotato di un ‘safety gap’ in grado consentirgli
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di mettersi in salvo. Con l’allarme attivato, infatti, sono consentiti solo i movimenti di discesa, in modo da permettere all’operatore anche in caso di panico di mettersi in salvo senza peggiorare la situazione. Dopo l’attivazione può essere facilmente resettato e riattivato dalla cesta, evitando qualsiasi fermo macchina. Altra recente innovazione introdotta sulle piattaforme Haulotte è il sistema ACTIV’Lighting. Per semplificare le operazioni di carico e scarico su camion garantendo la massima sicurezza degli operatori Haulotte Group ha sviluppato un innovativo sistema di illuminazione ad altissime prestazioni, l’ACTIV’Lighting SystemSafe Load: con diversi punti luce collocati intorno alla macchina, questo sistema illumina i comandi e l’intera area intorno al braccio consentendo agli utilizzatori di operare in tutta tranquillità”.
IN EUROPA, LA MEDIA È DI DUE MORTI OGNI 100.000 LAVORATORI. IN ITALIA IL NUMERO DI INCIDENTI FATALI È ANCORA PIÙ ALTO
terra sappia cosa fare e possa intervenire tempestivamente se l’operatore è in pericolo è un fattore cruciale”. HAULOTTE HA LANCIATO LA NUOVA GAMMA DI PIATTAFORME PULSEO, PER INTERNI ED ESTERNI, EQUIPAGGIATA CON I MIGLIORI SISTEMI DI SICUREZZA E I CONTROLLI PROPORZIONALI CHE ASSICURANO MOVIMENTI PRECISI
tare il manuale d’uso per trovare tali comandi. Naturalmente, un ritardo del genere nel caso in cui un operatore della piattaforma di lavoro mobile non sia in grado di intervenire, ad esempio poiché resta intrappolato a seguito di un incidente, è assolutamente inaccettabile. Pertanto etichettare in modo chiaro i comandi di emergenza affinché un supervisore o un collega a 76 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
Morti bianche in Italia Anche in Italia il 2016 è stato un anno nero per il nostro ambito di riferimento, con 109 incidenti mortali, che hanno rappresentato il 14,6% delle 739 morti bianche totali. L’unico aspetto positivo è legato alla diminuzione rispetto al 2015, quando furono ben 878 i lavoratori a perdere la vita. La distribuzione di questi tragici eventi è evidentemente connessa allo sviluppo specifico delle aree coinvolte: l’Emilia Romagna guida la triste classifica con 87 decessi, seguita da Lombardia e Veneto a quota 86 (da-
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ti Vega Engineering su base INAIL). In un orizzonte temporale più ampio, l’andamento dei casi letali è decisamente preoccupante, con 13.000 decessi nell’ultimo decennio, secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna, fondato il 1 gennaio 2008 dall’operaio in pensione Carlo Soricelli, che con questa sua iniziativa ha voluto onorare la memoria dei sette lavoratori morti alla Thyssenkrupp di Torino. Bisogna inoltre considerare che la crisi economica manifestatasi nello stesso arco di tempo analizzato dall’Osservatorio ha comportato un notevole calo dell’occupazione: 600.000 addetti e 120.000 imprese, secondo l’analisi eseguita da Ance e dai sindacati dell’edilizia.
SICUREZZA SUL LAVORO LA PAROLA ALLE AZIENDE / MOLLO
ROBERTO MOLLO TITOLARE
“La sicurezza si basa sulla formazione e anche quest’anno abbiamo aderito al progetto ‘alternanza scuola-lavoro’, che attraverso l’esperienza pratica aiuta i ragazzi a consolidare le conoscenze acquisite in aula, a testare sul campo le proprie attitudini, arricchirne la formazione e orientarne il percorso di studio e, in futuro, di lavoro. Sette sono le persone coinvolte nel progetto, provenienti dalle classi III e IV di Istituti del territorio: I.I.S. Giancarlo Vallauri di Fossano, Luigi Einaudi di Alba, Velso Mucci di Bra. Grande l’entusiasmo e la partecipazione da parte degli studenti, che in queste settimane hanno potuto testare sul campo le proprie competenze negli ambiti Tecnico, Amministrazione Finanza e Controllo, Ced, Marketing, Risorse Umane, Sicurezza e Formazione. Mollo inoltre collabora con Cnos-Fap Bra/Fossano, per avvicinare la scuola al mondo del lavoro e preparare sul campo i giovani che studiano presso i Centri Salesiani di Bra e Fossano. I 10 allievi che hanno partecipato al primo corso sperimentale svoltosi il 23 maggio e il 6 giugno presso la struttura del Cnosfap Bra hanno ricevuto i diplomi sul funzionamento e sulle principali peculiarità di due macchine in particolare: la piattaforma autocarrata patente B e la piattaforma verticale elettrica. Per l’anno formativo 2018/19 sono previsti ulteriori 10 incontri di approfondimento sulle principali manutenzioni tecniche che queste tipologie di macchine richiedono”.
“IPAF ANCH’IO”: SCAMBIO “CULTURALE” PER LA SICUREZZA “IPAF Anch’io” è il nome di un evento realizzato lo scorso maggio dalla International Powered Access Federation, promotrice dell’uso sicuro ed efficace dei mezzi mobili di accesso, al Savoia Hotel Regency di Bologna. Un evento, questo, dedicato al mondo del sollevamento aereo in Italia e che ha rappresentato un’opportunità di scambio e incontro tra i suoi soci e centri di formazione e i produttori, i noleggiatori e i distributori di piattaforme aeree, soci e non e, tra questi, il mercato. Un luogo di presentazione di prodotti e attrezzature, di riflessioni sui temi più attuali del settore e di creazione di legami professionali. Di particolare interesse anche i convegni organizzati nell’occasione: “Produttività, sostenibilità e sicurezza: la costruzione del valore nel sollevamento aereo”, “TCOTotal Cost of Ownership; l’approccio del costruttore verso il mercato”, “TCO-Total Cost of Ownership; una case-history applicativa”, “Dal semplice al facile”, “Le MEWP elettriche”, “Basso impatto ambientale e produttività” e “Se pensate che la sicurezza sia un costo, provate con un incidente!”. In occasione dell’evento, Maurizio Quaranta, responsabile IPAF per l’Italia, ha raccontato che “tutto nacque lo scorso anno, quando abbiamo maturato il desiderio di organizzare un’assemblea dei soci, momento di ritrovo e confronto sulle nostre attività e il nostro settore, insieme con i soci, appunto. Ma quest’idea non ci soddisfaceva appieno, mancava qualcosa, forse perché il nostro spirito e la nostra indole è più ‘inclusiva’ che ‘esclusiva’. Abbiamo anche pensato che nel 2018 il panorama fieristico nazionale non offriva un evento dedicato al sollevamento: da qui l’idea di dedicarsi con impegno a crearne uno. Quando poi è stato il momento di pensare al nome dell’evento, abbiamo optato per qualcosa che desse l’idea di aggregazione. Da qui, ‘IPAF Anch’io’. Sì, perché per competenza e contenuti non possiamo limitarci allo zoccolo duro dei nostri soci produttori, ma dobbiamo andare oltre, includendo noleggiatori, distributori, fornitori del mondo del sollevamento, cercando di prolungare il più possibile la filiera fino ad arrivare agli utilizzatori finali, gli operatori. E così eccoci arrivati a ‘IPAF Anch’io’, un’opportunità di scambio e incontro tra i soci e i nostri centri di formazione e i produttori, i noleggiatori, i distributori di piattaforme aeree, soci e non soci e, tra questi, il mercato. Un luogo di presentazione di prodotti e attrezzature, di riflessione sui temi più attuali del settore, di creazione di legami professionali e, perché no, anche di svago”.
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Dossier Pertanto, è ancora più preoccupante l’incidenza percentuale degli eventi infausti. Nel primo quadrimestre del 2018 c’è stato un ulteriore aumento dei morti sul lavoro, che l’Inail stima in 153 casi e l’Osservatorio invece in 300, in quanto quest’ultimo conteggia non solo gli incidenti sui luoghi di lavoro, ma anche quelli occorsi durante gli spostamenti verso le sedi operative, nonché quelli privi di copertura Inail (e quindi fuori dalle statistiche ufficiali). Rispetto al 2017 la crescita è del 10% e, limitandoci al settore dell’edilizia, addirittura del 50%. L’Italia è leggermente sopra la media europea di due morti ogni 100.000 lavoratori, con
LE CADUTE DALLE PIATTAFORME AEREE SONO UNA DELLE PRINCIPALI CAUSE DI INCIDENTI GRAVI E/O MORTALI. PER QUESTO GENIE HA REALIZZATO IL SISTEMA DI ALLARME A CONTATTO GENIE LIFT GUARD, CHE AIUTA UN OPERATORE ADEGUATAMENTE FORMATO A ESSERE CONSAPEVOLE DEI RISCHI
un livello di sicurezza superiore a quello di Romania (5/100.000), Lituania, Lettonia, Bulgaria (4) e Portogallo, Slovenia e Austria (3), ma ben inferiore a quello di Paesi molto virtuosi come Olanda, Grecia, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia (meno di 1/100.000). Se questi dati continentali risalgono al 2014, nel 2017 la ricerca pubblicata dall’Istituto per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro di Singapore e del Ministero per gli affari sociali della Finlandia ha aggiornato il quadro, rivelando come l’Europa sia di gran lunga il mercato più sicuro per i lavoratori: a livello planetario il tasso di incidenti mortali supera gli 11 casi ogni 100.000 abitanti.
LA PAROLA ALLE AZIENDE / GENIE-TEREX AWP
ZACHARY GILMOR RESPONSABILE DI PRODOTTO GENIE, TEREX AWP, PER EUROPA, MEDIO ORIENTE, AFRICA E RUSSIA (EMEAR)
“La sicurezza dell’operatore e l’efficienza del suo lavoro sono considerazioni chiave nel processo di progettazione di Genie. Il Sistema Allarme a Contatto Genie Lift Guard per le piattaforme aeree a forbice GS e per quelle a colonna verticale GR, GRC e QS è stato progettato come complemento per aiutare un operatore adeguatamente formato a essere consapevole dei rischi posti dall’ambiente che lo circonda e per fornirgli un livello di protezione supplementare mentre lavora in quota. È un dispositivo elettronico di protezione secondaria pensato per attivarsi quando un ostacolo entra in contatto con un cavo di sicurezza
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montato sul parapetto della piattaforma, avvisando l’operatore, il personale a terra e di cantiere di un possibile pericolo. È stato progettato per attivarsi quando un’antenna di attivazione viene piegata da un ostacolo, attivando così l’interruttore di controllo posto alla base del sistema. Quando il sistema è attivato tutti i movimenti della macchina vengono fermati, un allarme sonoro e uno luminoso entrano in funzione. L’operatore potrà tornare a guidare o sollevare la piattaforma nella posizione di lavoro desiderata dopo aver reagito all’attivazione del sistema e al blocco delle funzioni della macchina, mettendo in funzione alcuni comandi. La configurazione standard per le piattaforme a forbice e a colonna verticale includerà due antenne di attivazione: una sulla parte anteriore della piattaforma e una sul retro. Esiste una zona libera tra il cavo di attivazione e il parapetto, che consente mobilità all’operatore e alle persone in cesta dopo che il sistema è stato attivato. Il sistema entrerà in produzione alla fine del 2018 e sarà disponibile un kit di retrofit compatibile con le piattaforme dotate del sistema Genie Smart Link, prodotte tra il 2011 e il 2018. Abbiamo inoltre una nuova gamma di reti protettive per piattaforme, con tre
opzioni tra cui scegliere, per offrire ai clienti metodi efficaci per proteggere gli operatori, il personale in cantiere e gli attrezzi di loro proprietà, senza alcun impatto sull’efficienza del lavoro. La rete Genie Lift Guard in alluminio, montata in fabbrica, è offerta in due versioni - a mezza altezza (dalla base della piattaforma fino alla barra scorrevole a media altezza) e ad altezza completa (dalla base della piattaforma fino all’estremità superiore della piattaforma) - per incontrare al meglio le necessità del cliente in cantiere senza ostruire i punti di ancoraggio del cordone di sicurezza. Una versione alternativa all’alluminio è la nuova leggera e resistente maglia protettiva, pensata per racchiudere le ceste dei bracci Genie da 2,44 m, incapsulandone la parte inferiore, i lati, il cancelletto e il pannello di controllo. Viene installata solo una volta e può rimanere in posizione per l’utilizzo fino a due anni. Per aiutare a migliorare le pratiche di lavoro sicuro in altezza, tutti gli accessori della gamma Genie Lift Guard sono compatibili con altri accessori di sicurezza Genie, tra cui la barra anticaduta, il dispositivo di allarme a contatto e la struttura di protezione dell’operatore”.
SICUREZZA SUL LAVORO LA PAROLA ALLE AZIENDE / SOCAGE
LA PAROLA ALLE AZIENDE / CTE
MAURO POTRICH RESPONSABILE QUALITÀ
Per noi di CTE, il concetto di sicurezza è sempre stato presente ed è cresciuto fianco a fianco con il concetto di innovazione. Innovare mentre si progetta una piattaforma aerea per noi significa aumentare il livello di sicurezza degli operatori che la utilizzeranno. Rispettando questa filosofia, quest'anno abbiamo presentato un nuovo modello di piattaforma aerea autocarrata: CTE ZED 25. A braccio articolato, raggiunge 25 m di altezza di lavoro ed è allestita su autocarro 3,5 ton, guidabile con patente B. Questo nuovo modello è stato pensato e realizzato in risposta alle esigenze del mercato del noleggio in continua espansione che cerca piattaforme aeree sempre più alte, da noleggiare a freddo in assoluta sicurezza. Nel dettaglio, CTE ZED 25 offre 12 m di sbraccio con 250 kg di portata ed è
dotata di stabilizzazione intelligente S3 Smart Stability System. Questo sistema facilita il piazzamento e la massima operatività in fase di lavoro, occupando efficacemente l’area a disposizione in sede di lavoro (cantieri, strade, marciapiedi) e garantendo comunque la completa sicurezza in quota. Ma che cos’è il nostro S3? S3 si adatta in tempo reale alle condizioni di utilizzo, di carico e geometria in maniera autonoma, consentendo le migliori prestazioni in ogni posizione del braccio. Grazie ai calcoli del software effettuati 10 volte al secondo, la stabilità viene monitorata in tempo reale a garanzia della sicurezza degli operatori in ogni posizione di lavoro. Parlando delle attività di collaudo per le piattaforme dotate di S3, tutta la procedura di collaudo viene effettuata con PC collegato costantemente alla macchina. Il collaudatore è così in grado di monitorare in ogni istante i parametri geometrici, cinematici (posizioni, velocità, accelerazioni, ecc.) e relativi alla stabilità precaricati nel software, confermando i dati di progetto. Questo permette di svolgere le attività di collaudo in totale controllo permettendo di tarare rampe di accelerazione, arresto, collisioni, ecc… in maniera molto precisa.
La regia istituzionale Se già i numeri fanno una certa impressione, va sempre considerato che dietro alla fredda obiettività delle statistiche ci sono le persone coinvolte. E il dolore dei loro cari. Di fronte a uno scenario del genere è dovere di tutti gli attori di questo mercato contribuire a invertire la tendenza. La prima responsabilità è ovviamente in capo alle istituzioni. Lo scorso luglio l’Ispettorato nazionale del lavoro ha pubblicato il testo coordinato e aggiornato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (TUSL) in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con le disposizioni integrative
LE PIATTAFORME SOCAGE DELLA SERIE E HANNO LA STABILIZZAZIONE AUTOMATICA E IL MONITORAGGIO DELLO STATO MACCHINA IN DIRETTA
FABIO DI MINICO PRODUCT MANAGER
“Abbiamo sempre investito nello sviluppo di tecnologie e comportamenti che tutelassero gli operatori e i noleggiatori che scelgono le nostre piattaforme. Con il lancio della serie E (elettrica) puntiamo sulla comunicazione per ‘anticipare’ o ‘intervenire’ tempestivamente, grazie a un efficace e contestuale monitoraggio dello stato macchina, con una comunicazione diretta tra la piattaforma e il customer service, l’assistenza tecnica Socage attiva 24 ore al giorno. Per lo sviluppo tecnologico, abbiamo stretto una forte collaborazione con Diasteca, un’azienda di progettazione elettronica e oleodinamica del territorio. Stiamo realizzando software sempre più innovativi che rendano le piattaforme più intelligenti e permettano di avere una costante assistenza a ‘portata di mano’. La stabilizzazione automatica previene l’errore umano: sul 90% delle piattaforme abbiamo inserito la stabilizzazione automatica, in molte di serie, in altre come optional. Avendo una tolleranza molto bassa, impedisce di salire in quota senza che la piattaforma sia stabilizzata correttamente, evitando così molti rischi. Sulle piattaforme top di gamma, Socage monta la funzione “recovering”, un sistema di sicurezza innovativo per il settore e utilizzato solo dai costruttori leader di mercato”.
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Dossier LA PAROLA ALLE AZIENDE / JLG
NICOLA PONTINI SALES AND GENERAL MANAGER, JLG ITALIA
“La sicurezza per JLG è uno dei fattori principali che orientano le scelte sia a livello di formazione che di ricerca e sviluppo delle macchine. JLG è socio IPAF ed eroga corsi di formazione per l’uso in sicurezza di tutte le categorie di PLE. Quanto alle macchine, JLG continua a implementare dispositivi destinati ad aumentare la sicurezza proponendo, in configurazione standard, tutti gli accessori per minimizzare i rischi. Meritano sicuramente una citazione il sistema di sicurezza JLG Skyguard (una barra agganciata al quadro comandi della cesta che tutela l’operatore da schiacciamenti), il sistema di rilevamento di carico eccessivo, il sistema di protezione passivo da buche o il sistema antiribaltamento. Vi sono inoltre le dotazioni anticollisione, quale il sistema di prossimità SoftTouch, in grado di arrestare la macchina in caso entri in contatto con un ostacolo. Oltre all’adozione di dispositivi di sicurezza sulle proprie macchine, JLG si sta sempre più orientando su prodotti finalizzati proprio alla prevenzione di incidenti. È questo il caso, ad esempio, della linea Low Level Access, macchine per lo stoccaggio e la movimentazioni delle merci nei magazzini, che hanno l’obiettivo primario di fornire un’alternativa sicura, semplice ed efficace all’uso della scale e trabattelli ancora oggi responsabili di gravi incidenti sul lavoro“.
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JLG UTILIZZA IL SISTEMA DI SICUREZZA SKYGUARD, UNA BARRA AGGANCIATA AL QUADRO COMANDI DELLA CESTA CHE TUTELA L’OPERATORE DA EVENTUALI SCHIACCIAMENTO
e correttive introdotte dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106 e tutte le successive modifiche. Le principali novità riguardano la rivalutazione (nella misura dell’1,9%) delle ammende previste con riferi-
mento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, il mantenimento dei requisiti di sicurezza come precondizione per il rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi e l’aggiornamento dell’elenco dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro. Tra i primi atti compiuti nella sua veste di Ministro della Salute, Giulia Grillo ha presieduto all’insediamento del “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, composto da rappresentanti dei ministeri della Salute, degli Interni, di Infrastrutture e Trasporti e delle
SUFFOLK E L’ALGORITMO DELLA SICUREZZA Suffolk Construction è un general contractor con sede a Boston e un giro d’affari che sfiora i 3 miliardi di dollari all’anno. Il suo slogan è “Build Smart”, filosofia che si è rispecchiata ad esempio nella scelta di assumere un Chief Data Officer, funzione che in azienda precedentemente non esisteva e che nel settore delle costruzioni, in genere, non è granché diffusa. “Il nostro settore è maturo per il cambiamento – ha spiegato il presidente e CEO John Fish –, quindi crediamo che la gestione dei big data trasformerà le costruzioni, aumentando la produttività e la sicurezza, abbassando nel contempo i costi”. In un mondo prevalentemente maschile, il ruolo di Chief Data Officer è stato affidato a una donna di grande esperienza: Jit Kee Chin (nella foto), che per 10 anni ha lavorato nel settore della consulenza con McKinsey, è anche vicepresidente esecutivo di Suffolk. È lei a guidare la trasformazione digitale dell’azienda, a partire dallo sviluppo dell’algoritmo che, analizzando foto scattate in cantiere e filmati degli incidenti, definisce un “rating di rischio” dei singoli progetti. L’analisi digitale di 700.000 immagini tratte dai 360 progetti realizzati nel corso dell’ultimo decennio consente di sviluppare modelli predittivi per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Un’applicazione già in uso è CAVE (Computer Aided Virtual Environment), che consente ai clienti di immergersi in una rappresentazione 3D dello stato di avanzamento dei lavori attraverso schermi smart-board posizionati sulle quattro pareti intorno a lui. Jit Kee Chin si dice convinta che l’impiego di questi strumenti possano aumentare la produttività di Suffolk fino al 20% in pochi anni. Una previsione tutto sommato prudente, se si pensa che nel 2017 proprio McKinsey aveva stimato nel 50% l’incremento produttivo del settore delle costruzioni dovuto al Big Data.
SICUREZZA SUL LAVORO Regioni e Province autonome. Gli scopi di questa “cabina di regia” consistono nello stabilire linee comuni delle politiche nazionali su questa materia, individuare obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, programmare il coordinamento della vigilanza, garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente ed individuare le priorità della ricerca. “La sicurezza sul lavoro sarà al centro della mia attività”, ha garantito Grillo, ma il meccanismo può risultare virtuoso solo se all’attivazione istituzionale corrisponde quella dei singoli player del mercato. In questo dossier, abbiamo selezionato alcune delle esperienze e delle iniziative più significative. ■
LA PAROLA ALLE AZIENDE / JEKKO
ALBERTO FRANCESCHINI EXPORT SALES MANAGER
“Nonostante siano definite mini gru, le macchine Jekko sono tutte equipaggiate con un sistema di sicurezza al pari delle grandi autogru, in quanto rispettano la stessa normativa, la EN13000 2014, particolarmente restrittiva. Jekko ha sviluppato un software di gestione macchina abbinato a un limitatore geometrico che permette un controllo totale della stessa in qualsiasi situazione. Il sistema di controllo di stabilità, installa doppi sensori elettronici
che verificano la posizione di ogni stabilizzatore. Ciò garantisce alla gru un controllo totale e un perfomance level di sicurezza al top. Il limitatore geometrico controlla i vari parametri tutelando l’operatore e garantendo la massima stabilità e sicurezza. Il sistema definito “Virtual Wall” o “Muri Virtuali” permette all’operatore di impostare elettronicamente le aree di lavoro della gru, in modo da poter evitare collisioni accidentali. Tutti i radiocomandi sono dotati di un ampio display per tenere sotto controllo e intervenire sullo stato della macchina. Nel caso di una situazione di emergenza, sulle gru è presente un bypass elettronico sotto chiave. Tutti i parametri e i dati della macchina vengono registrati da una black box e sono consultabili a necessità. È inoltre disponibile un sistema di telecontrollo dotato di GPS e telemetria per garantire l’adeguata attività di assistenza tecnica”.
LA PAROLA ALLE AZIENDE / BOBCAT
QUENTIN D’HÉROUËL PRODUCT MANAGER “TELESCOPICS”
“La sicurezza è uno dei principali aspetti su cui Bobcat si concentra nella progettazione dei propri telescopici. I clienti sono talvolta riluttanti a pagare per funzionalità opzionali, soprattutto nel mercato delle costruzioni, ma la sicurezza è sicuramente un tema saliente, in particolar modo per le macchine di movimentazione e sollevamento. Presso il Centro di Eccellenza di
Pontchâteau, in Francia, dove vengono prodotti i telescopici, Bobcat sta investendo molte risorse su due aspetti principali: affidabilità e sicurezza. Tutti i produttori possono vantare visibilità, controlli di stabilità longitudinale, valvole di controllo sui cilindri, eccetera. Tuttavia, un gran numero di incidenti è causato dal modo in cui viene utilizzata la macchina. Infatti gli incidenti dovuti a macchine difettose sono sempre meno, mentre aumentano quelli provocati dalle distrazioni da parte dell’operatore. Gli operatori dei telescopici devono gestire carichi pesanti sospesi e devono poterlo fare in modo intuitivo e semplice. Maggiore è la complessità, maggiori sono i rischi. Naturalmente non esiste un’unica tecnologia che permetta di evitare gli incidenti causati da un utilizzo improprio della macchina. Gli ingegneri Bobcat hanno quindi progettato dispositivi per limitare il più possibile il
rischio di incidenti, come ad esempio: una trasmissione idrostatica con traslazione fluida e precisa in grado di gestire in sicurezza qualsiasi carico sospeso; evitare movimenti bruschi del carico, riducendo la velocità del braccio a fine corsa; semplificare la fase di avvicinamento con la funzione di inching; consentire il posizionamento preciso del carico in quota grazie al sistema di spostamento laterale; interrompere la trasmissione quando la macchina è sugli stabilizzatori; permettere il movimento degli stabilizzatori solo quando sono rispettate alcune condizioni di sicurezza; dare la possibilità di regolare la velocità di movimento del braccio. Questi e molti altri accorgimenti aiutano gli operatori dei sollevatori Bobcat a portare a termine i loro incarichi con semplicità e riducendo i rischi”.
luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 81
ON SITE ALLESTIMENTI SCENICI NEL TEATRO GRECO DI SIRACUSA
VA IN SCENA LA
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VERSATILITÀ TRE DATE PER ALTRETTANTE RAPPRESENTAZIONI TRATTE DALLA PIÙ GENUINA TRADIZIONE DRAMMATURGICA DELL’ANTICA GRECIA. COME TRE SONO LE MACCHINE HAULOTTE FORNITE DA TECNOFLY, CHE HANNO PARTECIPATO AGLI ALLESTIMENTI SCENICI DELL’ULTIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL TEATRO GRECO DI SIRACUSA. UN CONTESTO OPERATIVO PARTICOLARMENTE DELICATO, IN CUI LE PIATTAFORME DEL MARCHIO FRANCESE HANNO DATO IL MEGLIO di Mauro Rancati
T
re date, scandite da altrettante pietre miliari della drammaturgia greca classica, in una cornice di eccezionale bellezza e valore, anche simbolico. Sono questi, in sintesi, i numeri della 54a edizione del Festival del Teatro Greco di Siracusa, evento che negli anni ha acquisito rilievo e importanza nazionali e a cui, in quest’occasione, Haulotte ha offerto un contributo fondamentale per l’allestimento delle opere sceniche. A ospitare l’evento, inaugurato il 10 maggio con la rappresentazione della tragedia di Sofocle “Edipo a Colono” e conclusosi lo scorso 8 luglio con la messa in segna della commedia “I Cavalieri di Aristofane”, una cornice d’eccezione come il Teatro Greco di Siracusa, sito patrimonio Unesco che ha avuto la capacità di non rinchiudersi nella pura dimensione museale e che ancor oggi vive all’insegna della funzione per la quale venne costruito, più di 2.500 anni fa. Naturalmente l’utilizzo di una struttura di questa importanza e delicatezza dal punto di vista storico-architettonico presuppone l’adozione di ben precise cautele, soprattutto quando, come in occasione del Festival, gli spazi del Teatro Greco devono essere allestiti con le opere sceniche e le scenografie richieste dalle rappresentazioni teatrali.
I tre protagonisti È proprio in questa fase che sono entrate in gioco tre macchine Haulotte fornite dalla Tecnofly di Misterbianco (Ct), azienda che luglio-settembre 2018 - ONSITELIFT 83
ON SITE
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UN INTERVENTO, QUELLO DI SIRACUSA, CHE HA EVIDENZIATO ANCORA UNA VOLTA SIA LA QUALITÀ CHE LA VERSATILITÀ DELLE MACCHINE HAULOTTE
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LE MACCHINE HAULOTTE UTILIZZATE PER LE OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO E MOVIMENTAZIONE HANNO DIMOSTRATO IN CANTIERE TUTTA LA LORO VERSATILITÀ E SEMPLICITÀ DI UTILIZZO
vanta già specifiche collaborazioni ed esperienze nelle operazioni in contesti sensibili. Come racconta Caterina Fuina, amministratore delegato di
Tecnofly, “lavorare in un contesto così delicato come il Teatro Greco di Siracusa pone problematiche di tipo completamente diverso rispetto alle normali operazioni cui le nostre
macchine sono adibite. Se da un lato, infatti, l’allestimento delle scenografie richiedeva l’utilizzo di macchine in grado sia di movimentare i materiali necessari che di operare in quota, dall’altro la massima priorità era quella di preservare contro ogni possibile danno il Teatro. E, in particolare, la zona del palcoscenico e quella delle tribune destinate a ospitare il pubblico”.
PER L’ALLESTIMENTO DELLE OPERE SCENICHE E DELLE SCENOGRAFIE RICHIESTE DALLE RAPPRESENTAZIONI TEATRALI SONO STATE UTILIZZATE TRE MACCHINE HAULOTTE, FORNITE DALLA TECNOFLY DI MISTERBIANCO 84 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO HTL 3617, CON UNA CAPACITÀ DI CARICO DI 3,6 T E UN’ALTEZZA OPERATIVA UTILE DI 17 M, COMBINATE CON L’AGILITÀ CONFERITA DALLE QUATTRO RUOTE MOTRICI E DALLE DIVERSE MODALITÀ DI STERZATURA, HA FORNITO UN CONTRIBUTO IMPORTANTE NELLE OPERAZIONI DI MOVIMENTAZIONE
IL TEATRO GRECO DI SIRACUSA Il Teatro Greco rappresenta il maggiore esempio dell’architettura teatrale dell’occidente greco e ha la particolarità di essere quasi interamente scavato nella roccia. Oltre che per le rappresentazioni, così com’era costume per gli antichi greci, il teatro veniva usato per le assemblee popolari. Dopo essere stato adattato in epoca imperiale ai giochi circensi, il teatro cadde in abbandono. Nel XVI secolo, così come gli altri monumenti classici, fu depredato dalle maestranze spagnole di Carlo V, che usarono la buona pietra già tagliata per erigere le fortificazioni di Ortigia. Altri guasti vennero dai mulini che erano stati impiantati nella cavea. Gli scavi, iniziati alla fine del Settecento e protrattisi per tutto il secolo successivo sono stati completati solo nella metà del Novecento. Pur nella diversità, anche sostanziale, di opinioni degli studiosi sulla genesi del monumento, è generalmente accettato che la forma attuale risalirebbe all’opera di ristrutturazione degli anni 238 – 215 a.C. sotto il regno
di Ierone II. Il teatro si compone di tre parti: koilon (o càvea), orchestra e scena. La parte superiore del teatro era cinta da un ampio portico coperto. La parete rocciosa sovrastante, così come anche altre parti del Colle, è costellata di incavi quadrangolari (naiskoi) destinati ad accogliere i quadretti (pinakes) con immagini votive di divinità o di defunti eroizzati (in qualche modo paragonabili ai nostri Santi). In essa, al centro e in as-
se con il teatro si apre un’ampia grotta dalla quale scaturisce dell’acqua proveniente dall’acquedotto greco. In questa grotta-ninfeo è possibile riconoscere il Mouseion, ossia la sede della corporazione degli artisti. Dal lato occidentale della terrazza si accede alla strada superiore d’accesso al teatro; lungo le sue pareti sono stati scavati ipogei funerari bizantini e dai quali trae il nome di “Via dei Sepolcri”.
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ON SITE A questo scopo tali aree sono state innanzitutto protette con apposite transennature, che hanno delimitato le zone in cui le piattaforme avrebbero potuto muoversi liberamente senza alcun rischio. Data la varietà di compiti che queste ultime avrebbero dovuto assolvere la scelta finale è caduta su tre diverse tipologie di macchine Haulotte, a ognuna delle quali sono state assegnate specifiche funzioni. In particolare, sulla scena (è il ca-
CATERINA FUINA AMMINISTRATORE DELEGATO DI TECNOFLY
PRIMO PIANO DELLA PIATTAFORMA SEMOVENTE ARTICOLATA DIESEL HA18 SPX, CARATTERIZZATA DA UN’ALTEZZA OPERATIVA UTILE DI 17 M E DALLE QUATTRO RUOTE MOTRICI E STERZANTI, UTILIZZATA PER IL MONTAGGIO DELLE OPERE DI SCENA 86 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
so di dirlo) si sono alternati innanzitutto un sollevatore telescopico HTL 3617, che con una capacità di carico di 3,6 t e un’altezza operativa utile di 17 m, combinate con l’agilità conferi ta dalle quattro ruote motrici e dalle diverse modalità di sterzatura, ha fornito un contributo importante nelle operazioni di movimentazione. Il sollevatore telescopico è stato affiancato da una piattaforma semovente articolata diesel HA18 SPX, anch’essa caratterizzata da un’altezza operativa utile di 17 m e dalle quattro ruote motrici e sterzanti, utilizzata per il montaggio delle opere di scena insieme a un’ulteriore macchina Haulotte, una piattaforma a pantografo Compact 12 con portata massima di 300 kg, per un’altezza operativa utile di 12 m. “Oltre a confermare le note caratteristiche di affidabilità, solidità e produttività che connotano le piattaforme Haulotte – conferma Caterina Fuina – in un contesto così delicato e che ha messo severamente alla prova uomini e mezzi le tre macchine hanno brillato per la loro versatilità, consentendo di condurre efficacemente in porto tutte le operazioni in cui sono state impegnate, preservando al tempo stesso l’integrità di una location che rappresenta un prezioso patrimonio dell’umanità. Da parte nostra siamo orgogliosi di essere stati chiamati a partecipare a un intervento in uno dei luoghi simboli del nostro patrimonio culturale, fornendo il nostro contributo a una manifestazione oggi di grande prestigio come il Festival del Teatro Greco di Siracusa”. Pieno successo, dunque, per un intervento che non solo ha evidenziato ancora una volta la qualità delle macchine Haulotte, ma ne ha anche sottolineato la versatilità di impiego anche in situazioni dalle caratteristiche molto diverse da quelle dei tradizionali cantieri edili o contesti industriali in cui di solito vengono utilizzate. ■
Il futuro, presente.
ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MACCHINE PER L’AGRICOLTURA E IL GIARDINAGGIO
Bologna, 7.11 Novembre 2018 www.eima.it
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FIERE ECOMONDO
A ECOMONDO 2018 SI DISCUTERÀ DELLE NUOVE PRIORITÀ NORMATIVE/ REGOLATORIE, DI RICERCA E FORMAZIONE SUL FRONTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, DEI NUOVI PROCESSI, ANCHE 4.0, E DEI PRODOTTI ANNESSI ALLA SUA ADOZIONE A LIVELLO INDUSTRIALE, NELLE CITTÀ E NEI TERRITORI (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP)
LOTTA alla PLASTICA LE STRATEGIE ADOTTATE DALL’EUROPA PER COMBATTERE UNA DELLE PRINCIPALI CAUSE DI INQUINAMENTO SONO AL CENTRO DEL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2018 DELLA FIERA DI RIFERIMENTO NEL SETTORE DELLA GREEN E CIRCULAR ECONOMY
di Lorenzo Zacchetti
L’
annuale appuntamento di Rimini si conferma come il punto di riferimento privilegiato nel settore dell’economia circolare e sostenibile, grazie a un programma caratterizzato da temi di strettissima attualità. La strategia europea sulla plastica, 88 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018
le best practice di bioeconomia circolare nei Paesi Ocse, le applicazioni dell’industria 4.0 nella gestione dei rifiuti, la tutela delle risorse idriche: sono questi i principali argomenti nell’agenda della 22a edizione di Ecomondo, organizzata da Italian Exhibition Group dal 6 al 9 novembre 2018 alla Fiera di Rimini.
Un pieno di convegni Il ricco palinsesto di conferenze a cura del comitato tecnico-scientifico della fiera (presieduto dal Prof. Fabio Fava) sarà composto da ben 200 appuntamenti, con il coinvolgimento di oltre 1.000 relatori. Spiccherà il workshop del 7 novembre dal titolo “How to Implement the European Strategy for Plastics in a Circular Economy”, focalizzato sulla policy varata dalla Commissione Europea lo scorso febbraio e che si è tradotta nella direttiva che ha messo al bando prodotti molto diffusi - e altrettanto inquinanti - quali le cannucce per le bibite e i bastoncini cotonati per l’igiene delle orecchie. Per comprendere la portata del problema è utile analizzare alcuni eloquenti dati contenuti nel rapporto “Plastics - the facts” di Plastics Europe: nel 2016, su oltre 27 milioni di t di rifiuti plastici raccolti,
solo il 31% è stato riciclato. Della restante quantità, il 41,6% è stato avviato al recupero energetico e il 27,3% è finito in discarica. Il target della Commissione Europea è arrivare al 100% di riciclo entro il 2030. L’Italia è in linea con la media continentale, ma ai primi posti per quantità prodotta di scarti. Servono quindi misure in grado di invertire la
LORENZO CAGNONI 79 ANNI, PRESIDENTE DI RIMINI FIERA E POI DI IEG DAL 1995. È AD DAL 1995 E IL SUO MANDATO È STATO RINNOVATO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI DELLO SCORSO APRILE (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP)
tendenza, ma quali? Alcune possibili azioni verranno indicate dal progetto “eCircular”, promosso da Climate-Kic con capofila l’Università di Bologna. Climate-Kic è la “comunità dell’innovazione” nata per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo e la creazione di una società zerocarbon. Basata sulla partecipazione e la condivisione delle esperienze, riunisce più di 180 soggetti: università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni, organizzati in 12 hub presenti in 10 Paesi europei.La sede italiana è a Bologna, presso il CNR.
Gli appuntamenti più importanti Per il terzo anno consecutivo si svolgerà la conferenza sulla prevenzione e gestione dei rifiuti marini, organizzata da Ecomondo con Legambiente ed Enea e con il coinvolgimento dei massimi esperti internazionali del tema. Durante la kermesse si svolgeranno anche gli Stati Generali della Green Economy 2018, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, giunti alla 7a edizione. Si tratta di un organismo formato da 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo economico, il cui scopo è promuovere lo sviluppo della Green Economy in Italia attraverso l’analisi dei potenziali positivi, degli ostacoli, nonché delle politiche e delle misure necessarie per migliorare la qualità ecologica dei settori strategici.L’evento coinciderà con una fase politica nella quale gli stakeholder legittimamente attendono di comprendere quali provvedimenti verranno implementati sul tema dal governo di recente insediamento. In contemporanea con Ecomondo si svolgerà inoltre la 12a edizione di Key Energy, la fiera di riferimen-
to delle energie rinnovabili per l’area mediterranea. In quest’edizione, il cosiddetto “Energy transition hub” si focalizzerà su fotovoltaico e accumulo, soluzioni per l’efficienza energetica nell’industriae nel residenziale, nonché per la mobilità sostenibile intermodale e connessa. ■
LA CARTA D’IDENTITÀ
• Organizzatore: Italian Exhibition Group • Luogo/data evento: Rimini Fiera, dal 6 al 9 novembre 2018 • Orari: dalle ore 9.00 alle ore 18.00 • Periodicità: annuale • Edizione: 22a • Settori merceologici: rifiuti e risorse, biobased industry, bonifica e grandi rischi, acqua, keyEnergy, circular city & mobility • Visitatori ultima edizione: 116.131 • Espositori ultima edizione: 1.250 • Area espositiva: 113.000 m²
ECOMONDO E KEY ENERGY CONSENTONO DI ENTRARE IN CONTATTO CON I MAGGIORI STAKEHOLDER, ASSOCIAZIONI E IMPRESE NEL MONDO, GRAZIE ANCHE AL CONTRIBUTO DI ICE E DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP)
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PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
JCB
Cinque macchine in una! Il Teletruk di JCB è una macchina versatile in grado svolgere il lavoro di cinque mezzi: oltre alle lavorazioni effettuabili con un tradizionale carrello elevatore a forche con montante, il Teletruk offre anche le possibilità operative di una minipala, di un sollevatore telescopico, di una pala gommata compatta e di un carrello elevatore fuoristrada. Una macchina sola in grado di assolvere a più esigenze operative, quindi, consentendo alle imprese di ottimizzare il proprio parco mezzi e di svolgere più attività durante ogni turno di lavoro. Grazie al suo braccio telescopico che sostituisce il montante, il Teletruk offre notevoli vantaggi rispetto ai carrelli elevatori a forche tradizionali: grazie alla
sua capacità di sbraccio, infatti, è possibile sollevare e posizionare i carichi in modo rapido e, quindi, la macchina si configura come un movimentatore di materiali ideale per ogni tipo di attività industriale. JCB Teletruk offre un’elevata flessibilità grazie alla possibilità di utilizzare varie attrezzature,
quali forche tradizionali o piastre rotanti, consentendo di sfruttarle al massimo grazie all’elevata capacità di sbraccio anteriore, coniugata alle capacità di elevazione e rotazione di 111° della piastra porta-forche. I modelli a trazione 4x4 sono stati progettati pensando ai piazzali caratterizzati da terreni accidentati e in pendenza, condizioni poco adatte all’impiego di carrelli elevatori tradizionali. La gamma JCB Teletruk comprende tre modelli - TLT 25, TLT 30, TLT 35 - declinati in diverse configurazioni tra versioni convenzionali, a trazione integrale 4x4, ad alta capacità di sollevamento o per applicazioni Heavy Duty nel settore della logistica o degli impianti di gestione dei rifiuti.
MAGNI T.H.
Generazione “RTH” Lanciati nel 2017, i sollevatori telescopici RTH 5.21 SH, RTH 5.23 SH, RTH 5.25SH, RTH 6.26 SH, RTH 6.30 SH, RTH 6.35 SH e RTH 6.39SH sono stati ben recepiti sul mercato internazionale. Questi modelli sono l’evoluzione dei precedenti Smart S e S. L’upgrade ha riguardato l’aumento di portata, ottenuta operando su stabilizzatore e braccio. Nel primo caso, l’azienda ha reso la struttura più resistente, sviluppando stabilizzatori di sezione maggiore in acciaio con alto limite elastico per migliorare la capacità di sollevamento. Applicando lo stesso concetto, anche il materiale del braccio è stato portato a un più alto limite elastico e sono stati praticati dei fori nella struttura, per conseguire una portata migliore e facilitare la manutenzione. Su tutti i modelli, questi miglioramenti offrono portate maggiorate del 3040% rispetto a prima. I comfort in cabina sono di serie, comuni a tutta la gamma RTH: rotazione a 360°; aria condizionata; cabina pressurizzata con filtraggio 100% dell’aria in entrata; display touch-screen con diagnostica integrata; impianto elettrico in CANBus; circuito idraulico Load Sensing (350 bar); riconoscimento automatico dell’accessorio; livellamento automatico.
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DEALER HD Crawler Crawler Cranes Telescopic Cranes/Multi-Crane
PRODOTTI FARESIN INDUSTRIES
La gamma Heavy Duty I tre sollevatori telescopici della gamma Faresin “Heavy Duty”, nati per il settore minerario, dell’edilizia e delle costruzioni, offrono potenza, precisione e controllo per qualsiasi campo d’applicazione.
Grande capacità di movimentazione di materiale con portate fino a 7 t e 10 m d’altezza, senza rinunciare alle prestazioni di una macchina agile: questi telescopici risultano particolarmente adatti per operare all’interno
di grandi cantieri e per la movimentazione di merce pesante. Punta di diamante della gamma è il modello 10.65, che vanta tra le sue caratteristiche: un nuovo braccio con sfilo interno e nuovi pattini per migliorare la regolazione
Gru trainate AHK 36 Allestimento su rimorchio a 2 assi, peso totale terra di 3,5 t , carico utile massimo fino a 2,4 t ed estensione del braccio fino a 36 m. Montante del braccio moderno in lega speciale di acciaio ad alta resistenza ed alluminio.
www.boecker.it
Autolivellamento, controllo SPS, rientro elettrico di emergenza. Jib idraulico e possibilità di trasformazione in piattaforma di lavoro aereo con livellamento automatico.
dello sfilo (maggiore visibilità, più robustezza e tempi ciclo migliorati grazie alla possibilità di fare movimenti più rapidi); un angolo di brandeggio incrementato da 122° a 149° grazie a un nuovo sistema con biella a manovella; una pompa a pistoni con cilindrata variabile Load Sensing e distributore elettroproporzionale da 152 l/min con funzione Flow Sharing; una valvola rigenerativa in salita Heavy Duty che rigenera l’olio in uscita dal cilindro durante la salita del braccio sommandolo a quello generato dalla pompa per il sollevamento (riduzione dei tempi di salita, braccio più rapido nei movimenti, ideale per macchine che portano carichi estremamente pesanti, cioè da 6-7 t); riduzione del consumo di carburante grazie al funzionamento della valvola anche ai minimi regimi del motore diesel. Particolarità legata ai sollevatori dell’azienda veneta è Faresin Farmatics, una soluzione completa di hardware, SIM, applicazione Web e Server Data Management che permette di controllare da remoto le macchine sotto il profilo funzionale e gestionale. Grazie al Remote Control, l’applicativo Faresin Farmatics assicura il “Servizio Dealer” per la gestione dell’assistenza, la manutenzione e le garanzie del mezzo in tempo reale.
CTE
La piattaforma B-LIFT 18 CTE continua nel progetto di evoluzione della propria gamma di piattaforme autocarrate a braccio telescopico inserendo un nuovo modello da 18 m di altezza di lavoro, la CTE B-LIFT 18. Frutto del restyling della gamma iniziato nel gennaio 2017, questo nuovo prodotto s’inserisce all’interno della famiglia CTE B-LIFT subito dopo la nota B-LIFT 17, ma differenziandosi da essa oltre che per l’altezza anche per la stabilizzazione con S3 Smart Stability System. Queste le sue caratteristiche tecniche: 18 m di altezza di lavoro, sbraccio minimo di 11,8 m/massimo di 13 m, con una portata in cesta di minimo 120 kg/ massimo 300 kg. Gli operatori troveranno in questo modello l’alleato ideale per numerose applicazioni, dai lavori a parete (dipinture o pulizia facciate) alla manutenzione delle luci pubbliche, dall’eolico all’installazione di insegne pubblicitarie, dalla manutenzione di stabili ai restauri. La stabilizzazione variabile S3 Smart Stability System permette inoltre di utilizzare il giusto spazio in cantiere, grazie alla possibilità di estendere o meno gli stabilizzatori anteriori in qualsiasi posizione e tenere fissi in sagoma quelli posteriori. La piattaforma autocarrata CTE B-LIFT 18 presenta un braccio telescopico a tre elementi (braccio base + due sfili), la rotazione della torretta a 540° non continua su cuscinetto a ralla, controlli proporzionali con rampe di accelerazione e decelerazione, avviamento/arresto motore dalla navicella e un motore a regime variabile.
PRODOTTI BÖCKER
La serie ALP Lift Pensati per montare elementi edili pesanti - come canali di ventilazione, vetri, climatizzatori, traverse e sistemi di linea su soffitti e pareti di abitazioni, pareti a secco, o tende ombreggianti - i montacarichi Böcker della Serie ALP Lift permettono
e veloce da una persona, fino alla variante LMW, che rappresenta il top di gamma. Quest’ultimo modello è in grado di sollevare fino a 500 kg a un’altezza di 4,80 m ed è quindi ideale per tutti i lavori di montaggio su pareti alte. Tutti i modelli ALP Lift vengono
di sollevare carichi fino a 7,5 m e posizionarli al millimetro. La famiglia ALP si compone di sette modelli diversificati in grado di soddisfare qualsiasi necessità operativa: dal piccolo ML, estremamente leggero che può essere montato e utilizzato in modo facile
altezza massima di utilizzati con un pratico lavoro 22,7m argano a mano e possono
altezza massima di portata inlavoro cesta22,7m 230Kg
portata in cesta 230Kg
sbraccio massimo di lavoro 11,2m
sbraccio massimo di lavoro 11,2m
massa totale 3000Kg massa totale 3000Kg
larghezza totale <0,9m larghezza totale <0,9m
essere accessoriati con piattaforme in legno, estensione forche, verricelli speciali, ganci per gru e ventose per la movimentazione delle vetrate. Da citare anche gli elevatori per persone proposti da Böcker: tanto semplici quanto sicuri, eliminano in modo pratico ed economico tutti i problemi legati all’utilizzo delle scale che, lo ricordiamo, rappresentano una delle principali cause di caduta dall’alto. Ideali per installazioni, riparazioni, lavori di pulizia e di manutenzione, gli elevatori ALP Lift sono poco ingombranti, efficienti e di lunga durata. La struttura in alluminio garantisce un peso ridotto che facilita tutte le operazioni di trasporto e di montaggio, pur assicurando una capacità di sollevamento fino a 140 kg, che trasforma l’elevatore in una vera e propria piattaforma di lavoro in grado di operare sia in ambiente interno come outdoor.
altezza cingolo 535mm altezza cingolo 535mm
VIA 119119 - 70124 BARI, ITALIA TEL 080 53266006 MAIL: INFO@CMCLIFT.COM - WWW.CMCLIFT.COM VIABITRITTO, BITRITTO, - 70124 BARI,- ITALIA - TEL 080- 53266006 - MAIL: INFO@CMCLIFT.COM - WWW.CMCLIFT.COM VIA BITRITTO, 119 - 70124 BARI, ITALIA - TEL 080 53266006 - MAIL: INFO@CMCLIFT.COM - WWW.CMCLIFT.COM
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BOBCAT
Il nuovo TL43.80HF Bobcat, con il lancio del sollevatore telescopico TL43.80HF, garantisce una soluzione per le applicazioni di movimentazione di carichi pesanti per i settori dell’industria, della manifattura, dei materiali da costruzione, dei depositi logistici e per le cave e miniere. Con il TL43.80HF, il costruttore offre ora una gamma di 15 modelli a telaio rigido, con capacità di sollevamento comprese tra 2,6 e 4,3 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m. “Sono più di 60 anni che innoviamo costantemente il mercato, sviluppando sempre nuove macchine per rispondere alle esigenze dei clienti. Il TL43.80HF conferma quest’eredità, completa la nostra gamma di sollevatori e assicura tutti i
vantaggi di una produttività che non teme confronti nelle applicazioni di carico. Le macchine Bobcat sono progettate per impieghi gravosi, garantendo l’agilità e la versatilità necessarie nelle applicazioni più generiche”, spiega Olivier Traccucci, Senior Product Manager per i telescopici Bobcat. Tutti i sollevatori telescopici Bobcat sono coperti di serie da garanzia di 3 anni/3.000 ore, estendibile fino a 5 anni/5.000 ore, sono progettati in Europa e prodotti nello stabilimento di Pontchâteau (Francia). Grazie alla capacità di sollevamento pari a 4,3 t e all’altezza di sollevamento di quasi 8 m, il TL43.80HF è un telescopico compatto che riunisce in una macchina robustezza, capacità di affrontare terreni accidentati e semplicità d’uso. La stabilità è data dal telaio scatolato saldato, al centro di carico basso, al passo lungo e al nuovo contrappeso posteriore, fattori che hanno consentito a Bobcat di ridurre le dimensioni della macchina, con una larghezza di 2,3 m e una lunghezza inferiore a 5 m.
INSERZIONISTI Azienda
Pagina
ABB
3
Bauma Conexpo India 2018
95
Böcker Italia
92
Clark Cemas
II Copertina, 1
CMC
94
CTE
11
Ecomondo 2018
67
EIMA 2018
87
Espi Engineering
91
Haulotte
IV Copertina
Hinowa
17
JCB
7
JLG
15
JMG Cranes
9
Liebherr
I Copertina
Magni TH
12
Manitowoc
III Copertina
MP Filtri
5
Oleomarket
10
Ormig
13
Palazzani Industrie
90
Platform Basket
93
RMC
27
96 ONSITELIFT - luglio-settembre 2018