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OnSite Lift n.3 - Maggio-Giugno 2022

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BUONA LETTURA del numero digitale di

Maggio-Giugno 2022

questa è la replica dell’edizione stampata

La lettura è promossa da

ADESSO IL RE PUÒ RUOTARE

NEW

THL 555-210R – 555-260R

UN’AZIENDA, OLTRE 300 MACCHINE.

I nuovi movimentatori telescopici rotativi JCB presentano gli stessi intuitivi comandi funzionali dei modelli standard, offrendo all’operatore un’esperienza simile su tutte le macchine della gamma. I nuovi modelli rotativi da 21 e 26 metri offrono una sinergia totale fra la capacità di portata e di sollevamento di una gru, la manovrabilità di un movimentatore telescopico e l’accessibilità di una piattaforma di lavoro aereo per offrire la versatilità di 3 macchine in 1. Ora puoi affidarti al n.1 al mondo nei movimentatori telescopici anche per i modelli a rotazione: contatta il tuo rivenditore JCB. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) – marketing.italia@jcb.com

Telefono: +39 02 48866401

www.jcb.com


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SOMMARIO MAGGIO/GIUGNO 2022 – N.3

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Editoriale

COMPONENTI

di Ettore Zanatta

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52 Hydreco Hydraulics Italia

Notizie

L’ingranaggio del successo

a cura di Liliana Rebaglia

di Pietro Gabrielli

ATTUALITÀ

56 Kohler

24 Sicurezza sul lavoro nelle costruzioni Quando il rischio non deve essere calcolato di Gianni Gennari

MACCHINE In copertina: JLG INDUSTRIES ITALIA

28 Multitel Pagliero Evoluzione ibrida di Ettore Zanatta

34 Genie Transizione all’elettrificazione di Ettore Zanatta

ATTREZZATURE 48 Pilosio Ponteggio a regola… d’arte di Stefano Vitali

Noleggio a tutto regime di Stefano Vitali

DOSSIER 60 Formazione e sicurezza La sicurezza, una responsabilità collettiva di Cristina Cassinari e Gianni Gennari

ON SITE 66 Sollevamento “in tandem”

di un carroponte a Marina di Carrara La decostruzione di un simbolo di Ettore Zanatta

72 Prodotti a cura di Liliana Rebaglia

Hands On IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E

PROSPETTIVA “E-TECH” di Ettore Zanatta

38 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Cristina Cassinari, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Sicurezza a testa alta

S

e c’è un colpevole, nello sviluppo di un noleggio senza responsabilità, possiamo indicarlo tutti nell’incompetenza. In un periodo in cui la prospettiva di facili guadagni porta molti soggetti, non meglio specificati, a improvvisarsi imprenditori, la strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni. E sulla strada dei cantieri dell’edilizia nostrana si trovano ancora troppi morti e feriti per rimandare il fenomeno alla fatalità e all’errore umano. Parlando di errori veri, invece, torniamo alla professionalità che latita. Non possiamo nasconderci che il noleggio a freddo rimane un rischio, se non viene gestito con coscienza di formazione (come evidenziato anche dalle analisi approfondite di associazioni che si occupano della sicurezza in quota). Una piattaforma aerea non è un utensile grezzo, è la macchina più produttiva e sofisticata sulla quale un lavoratore dell’edilizia può contare. Per lavorare meglio e in modo più sicuro. Oppure, in assenza di istruzione, per accelerare il rischio di incidenti mortali in cantiere. Badate bene che la colpa di costruttori e manutentori ha un’incidenza minima, quasi nulla, nel verificarsi di condizioni rischiose in quota. Anzi, la ricerca e lo sviluppo tecnologico sono elementi così avanzati da portare a ulteriori benefici per l’impresa che sceglie le PLE nell’industria e nelle costruzioni. Il problema sono le cattive abitudini, la trascuratezza e perfino la presunzione di poter gestire senza consigli tecnici una macchina particolare come la piattaforma di lavoro elevabile. Un discorso simile si può fare per le gru edili e le autogrù, altro campo di formazione poco sviluppata e seguita. Oggi che le costruzioni nel nostro Paese non arretrano di un passo, sulla strada di un mercato ancora promettente e ricco di sbocchi economici, almeno una scorciatoia va sbarrata “senza se e senza ma”: quella del noleggio senza competenze e certificazioni. Chi pratica questa scorciatoia mette a rischio la vita delle persone e la credibilità di un intero settore. Non si permettano - in primis le istituzioni e gli enti pubblici e privati, oltre che le imprese - che una speranza di trasformi nella sua fine. Il lavoro, su cui è fondata la nostra Repubblica, non lo merita. E non lo meritano tutti quei costruttori che al lavoro, sicuro ed efficiente, hanno dedicato il proprio ingegno e la propria coscienza di innovatori. Per gli uni e per gli altri prendiamoci l’impegno di vigilare e di non abbassare, con leggerezza, una testa che va tenuta alta. Guardare in faccia le cose che non vanno è già un modo per fermarle.

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ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia HAULOTTE

Esordio nel mercato del “Low-Level Access” Haulotte fa il suo ingresso nel segmento di mercato del “Low-Level Access” presentando una nuova linea composta da sette modelli di piattaforme di lavoro. Compatti e leggeri, i nuovi modelli Haulotte MOVE UP e SWIFT UP sono adatti per esigenze di lavoro in quota inferiori ai 6 m e in ambienti caratterizzati da spazi ristretti o pavimentazioni delicate. Queste macchine offrono una maggiore produttività, condizioni di lavoro più confortevoli e rappresentano un’alternativa sicura ed efficace a scale e ponteggi. La gamma di modelli Haulotte comprende: piattaforme a colonna verticali (la linea di prodotti MOVE UP è composta da due modelli “pusharound” a sollevamento elettrico che offrono rispettivamente un’altezza massima di lavoro di 4,6 e 5,6 m); piattaforme a forbice (la gamma SWIFT UP è disponibile in versione “push-around”, con altezza di lavoro di 3,8 o 4,5 m; la versione semovente, ad azionamento elettrico per trazione e sollevamento, è denominata SWIFT UP SP e offre un’altezza massima di lavoro di 4,5,

5,0 o 5,9 m, a seconda del modello). Questi sette modelli possono essere utilizzati in interni per interventi di manutenzione, ristrutturazione, stoccaggio, allestimenti e finitura e sono pronti all’uso in pochi secondi, poiché non richiedono tempi di montaggio/smontaggio rispetto alle soluzioni tradizionali e consentono agli operatori di raggiungere rapidamente l’area di lavoro. I modelli semoventi possono traslare anche mentre sono sollevati, consentendo di passare più rapidamente da un’attività all’altra. Facilmente trasportabili, le piattaforme possono essere caricata direttamente su un furgone o pickup utilizzando le staffe dedicate del

carrello elevatore. Le dimensioni compatte (larghezza massima 75 cm) semplificano le manovre in spazi ristretti come corridoi, data center, uffici open space o magazzini. Il raggio di sterzata contenuto consente di manovrare in spazi limitati senza difficoltà; inoltre, possono entrare facilmente negli ascensori e passano comodamente attraverso una porta standard. La gamma è progettata per operare in spazi caratterizzati da capacità di carico limitate come hotel, palestre e teatri. Leggere e dotate di ruote antitraccia, le piattaforme si adattano perfettamente a pavimentazioni delicate come moquette, parquet, marmo, piastrelle.

SINERGIA CON INTRALOG PER IL MATERIAL HANDLING Presidiare un mercato competitivo e diversificato in svariate declinazioni e settori applicativi come quello del sollevamento richiede, oltre a soluzioni di qualità, affidabili e supportate da un’efficace rete di assistenza, la capacità di cogliere le opportunità strategiche offerte da relazioni e partnership

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con i player del noleggio e della distribuzione. Questa la filosofia è alla base dell’accordo raggiunto tra Haulotte e Intralog, network di aziende che riunisce 20 tra i più importanti dealer ufficiali del marchio Toyota creato allo scopo di gestire la distribuzione di prodotti e soluzioni per il settore della logistica

non gestiti direttamente dal brand giapponese. In base alla partnership che ora lega le due aziende Intralog distribuirà attraverso la sua rete di concessionari i prodotti Haulotte più indicati al settore del Material Handling – in particolare piattaforme a forbice (scissor), piattaforme a colonna, piattaforme a braccio articolato elettriche - curandone attraverso le medesime strutture anche i servizi di assistenza. Oggetto dell’accordo è una formula innovativa e dinamica, grazie alla quale il costruttore francese potenzierà la sua presenza in un segmento di mercato strategico come quello della logistica grazie a una gamma di soluzioni ampia e diversificata.


NOTIZIE RAIMONDI

Quattro gru nel Berkshire Bennets Cranes, agente ufficiale Raimondi per il Regno Unito, ha installato due gru a torre Raimondi MRT159 e due gru brandeggianti Raimondi LR213 per supportare un prestigioso sviluppo residenziale nel sud dell’Inghilterra. Il cantiere si trova nel Berkshire e il progetto fa parte di un piano di rinnovamento che, costeggiando il fiume, ha come obiettivo la trasformazione della città in un vero e proprio centro urbano. “Siamo orgogliosi di aver rafforzato ancora di più il nostro rapporto con Berkeley Homes, sviluppatore del progetto, fornendo al cantiere di Reading quattro gru Raimondi. Le gru LR213, grazie all’angolo di parcheggio di 38 m e al braccio brandeggiante, erano perfette per evitare di sorvolare gli edifici circostanti. Le gru MRT159, invece, sono state scelte per la semplicità di installazione e la versatilità in cantiere”, ha spiegato Edward Seager, direttore generale di Bennetts Cranes. Le gru Raimondi LR213 sono state montate nel 2020 e non verranno riposizionate, mentre

per le MRT159 si tratta già della seconda installazione nel medesimo cantiere. “Il fatto che queste gru a torre arrivassero in cantiere già preassemblate e con il giro di funi preparato è stato di fondamentale importanza e aiuto, permettendo di facilitare le procedure di smontaggio e re-installazione”, ha continuato Seager, il quale ha aggiunto che il cantiere ha dovuto affrontare e superare diverse sfide, inclusa la necessità di gru con un angolo di parcheggio fuori servizio ridotto, per garantire la continuità dei lavori anche dopo aver completato i primi blocchi residenziali senza dover invadere lo spazio sopra gli appartamenti già occupati. Era inoltre necessario assicurarsi che venissero rispettate tutte le norme

governative relative al Covid-19, come ad esempio la distanza di almeno 2 m tra gli operatori al lavoro. “Installando le LR213 nel mezzo della pandemia, non abbiamo solo dovuto studiare il posizionamento delle gru a seconda di come si sarebbe sviluppato successivamente il cantiere, ma abbiamo anche dovuto reinventare dei metodi di montaggio e smontaggio adatti a rispettare le norme di sicurezza”. Una gru Raimondi MRT159 è stata recentemente disinstallata, di conseguenza, al momento in cantiere sono all’opera due gru brandeggianti con portata massima di 14 t, altezza torre di 40 m e sbraccio di 50 m e la restante “flat top” caratterizzata da una portata massima di 8 t, altezza sotto gancio di 36 m e lunghezza braccio pari a 38 m. Le gru dovrebbero essere smontate nei prossimi mesi a seconda del completamento dei lavori. Il complesso, una volta terminato, ospiterà 700 appartamenti moderni intorno a una piazza centrale con bar, ristorante, palestra e asilo.

CTE

Accordo strategico con Macchine Edili Repetto CTE prosegue l’ampliamento della sua capillare rete di officine autorizzate sul territorio italiano e sigla con Macchine Edili Repetto un accordo per il servizio di assistenza CTE in Liguria. Con due sedi collocate a Genova Bolzaneto e a Genova Molassana, una superficie totale di 4.800 m2 di magazzini e 30 dipendenti, l’azienda offre servizio di vendita, noleggio e assistenza per macchine e attrezzature per l’edilizia e il movimento terra. Denis Andreolli, responsabile Academy e Service di CTE, dichiara: “Siamo orgogliosi di aver aggiunto quest’importante punto 8

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di riferimento tra le nostre officine autorizzate CTE in Liguria. Il team di Macchine Edili Repetto è

per noi e per i nostri clienti garanzia di professionalità e qualità”. Alessandro Arecco, responsabile della sede di Molassana, aggiunge: “Il servizio post-vendita è da sempre uno dei punti di forza della Macchine Edili Repetto; siamo quindi lieti di entrare nella rete delle officine autorizzate CTE, perché ciò consentirà di incrementare e migliorare il servizio ai nostri clienti”. Nella foto, da sinistra a destra: Gabriel Tamanini, coordinatore Service CTE; Alessandro Arecco, responsabile Macchine Edili Repetto - sede di Molassana; Gianluca Ibba, Area Manager CTE.


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Nuova TeleCrawler TC22S - TC22N

• Altezza di lavoro 22m • Sbraccio operativo 12,4m • Controllo automatico dell’estensione del braccio telescopico • Funzioni Go Home e Go Back • Motorizzazioni: Diesel, Lithium-Ion, Bi-Energy Nuovo cesto DSE con doppia entrata e fondo con griglia Vi aspettiamo in area esterna

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NOTIZIE CMC

Le nuove piattaforme Serie F CMC ha annunciato un importante upgrade di una delle sue linee di prodotto più apprezzate: presentata al Bauma 2019, la gamma di piattaforme aeree a vocazione idraulica Serie F è divenuta rapidamente importante sul mercato nel segmento delle PLE compatte fino a 18 m di altezza di lavoro. Un successo che va ricercato nell’immediata percezione dei benefici che i ragni CMC serie F sono in grado di offrire ai loro utilizzatori, fin dalla prima salita in cesta, primo fra tutti quello della semplicità di utilizzo, grazie ai comandi idraulici particolarmente semplici e intuitivi che consentono un impiego quasi immediato della macchina anche da parte di utilizzatori meno esperti. La scelta di usare solo acciai ad alta resistenza permette inoltre di contenere il peso operativo della macchina senza compromettere la robustezza e l’affidabilità,

facilitando il trasporto anche su trailer. Se a questo si sommano la grande versatilità di impiego outdoor e indoor e la manutenzione semplificata è facile comprendere perché le piattaforme CMC serie F siano una scelta ideale sia per il parco mezzi di qualsiasi noleggiatore che per le necessità dell’utente finale. Dopo centinaia di unità prodotte e vendute, di lavori eseguiti nelle più disparate applicazioni, CMC si è presentata agli scorsi Vertikal Days 2022 di

Peterborough con una Serie F rinnovata nelle sue già eccellenti caratteristiche e arricchita nella sua già ampia dotazione di serie e opzionale. I raccordi rapidi consentono innesto e disinnesto istantaneo dei tubi di un circuito idraulico con un singolo movimento manuale, garantendo velocità e flessibilità nella messa in opera ed eliminando perdite di olio idraulico dovute alla rottura o all’errato serraggio dei raccordi. Queste caratteristiche diminuiscono i tempi di fermo macchina e aumentano la produttività. CMC ha inoltre scelto di ingegnerizzare i controlli idraulici inserendo la stabilizzazione automatica e la doppia velocità di serie anche nella versione standard. Motore Kubota e versioni Hybrid sono ora disponibili come optional. Tutti i modelli della nuova serie F sono governabili attraverso un nuovo filocomando di serie.

CLS

Trasformazione digitale con Imation SaaS A completamento di un servizio realmente distintivo come “system integrator” e consulente d’innovazione, CLS iMation ha introdotto un ulteriore tassello all’interno del proprio portfolio dedicato alle Intelligent Solutions for Logistics Automation: iMation SaaS (Simulation as a Service) è il servizio offerto da CLS con l’obiettivo di valutare la condizione preesistente che caratterizza il contesto industriale del cliente al fine di presentargli, attraverso le potenzialità della simulazione, aspetti e soluzioni del magazzino suscettibili di ottimizzazione per una migliore fluidità dei processi. La simulazione costituisce una parte importante e distintiva 10 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

della consulenza offerta da CLS per valutare l’interazione tra i sistemi preesistenti e i vantaggi ottenibili con l’introduzione di soluzioni automatiche, nel caso di magazzini tradizionali, o con la riorganizzazione dei flussi di lavoro per una reale ottimizzazione di task e produttività. Attraverso le opportunità offerte dalla simulazione, CLS è in grado di presentare “in anteprima” aspetti,

soluzioni del magazzino e processi ottimizzabili. Grazie ad analisi puntuali di dati e variabili è possibile valutare l’interazione tra i sistemi preesistenti e disporre, sin dalle fasi iniziali di sviluppo, di scenari e soluzioni alternative. Con competenze e sviluppo in house, CLS iMation ha concepito l’offerta di un servizio come la simulazione per offrire valore sia a livello di progettazione in ambito consulenziale, sia a completamento di un servizio a tutto tondo come “system integrator” specializzato nell’ottimizzazione dei processi intralogistici, volto a fornire un’offerta caratterizzata da massima flessibilità, modularità e scalabilità.


EASY LIFT

Le nuove piattaforme Serie F Lo scorso mese di maggio si è aperto per Easy Lift con la partecipazione del dealer inglese Independent Access Sales (IAS) alla fiera Vertikal Days 2022, tenutasi nel polo fieristico “East of England Showground” di Peterborough, in Inghilterra. Quest’evento fieristico è considerato il più grande d’Europa relativamente al settore del sollevamento e ha ospitato produttori di gru, sollevatori telescopici e piattaforme aeree, ma anche fornitori di componenti meccaniche per le piattaforme. Richard Martin, direttore vendite di IAS, ha mostrato ai visitatori della fiera quattro piattaforme cingolate Easy Lift tra le più vendute dell’intera gamma: una RA15, una R180, una R210 e una RA31.Grazie alla collaborazione con IAS, la presenza delle piattaforme cingolate Easy Lift sul mercato inglese è in forte crescita. Le piattaforme ragno dell’azienda emiliana sono sempre più apprezzate non solo da grandi compagnie di noleggio come Orion Access, che opera da più di 30 anni nel settore e nella sua flotta ha inserito i modelli R180, R210 e RA31, ma anche dagli utilizzatori finali. Tra i clienti finali si distinguono potatori e aziende di manutenzione, tra cui la grande impresa

di pulizia di vetrate NJC di Londra, che ha recentemente acquistato una piattaforma ragno R420 per poter svolgere l’attività di manutenzione della piscina sospesa del magnifico grattacielo Embassy Gardens,

un rinomato hotel di Londra. Il successo dei ragni Easy Lift sul mercato inglese si deve anche all’efficienza del servizio post-vendita di IAS, che conta su varie officine autorizzate, tra cui spicca Elite Access Repairs.

Tecnologia, automazione, informatizzazione. DIETRO C’È SEMPRE LA NOSTRA MANO.

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NOTIZIE EUROTECNO

Al servizio del laminatoio SBM Duferco Un progetto ambizioso che permetterà a Duferco Travi e Profilati, specializzati in Italia ed Europa nella produzione di travi e laminati lunghi, di aumentare significativamente la sua competitività sul mercato. Il nuovo laminatoio SBM (Smart Beam Manufacturing) dell’azienda, operativo a partire dalla fine del 2022, assicurerà una capacità di laminazione di 700 t di prodotti lunghi e, grazie alla sua integrazione con l’acciaieria dello stabilimento di San Zeno Naviglio (BS), garantirà la verticalizzazione della produzione all’interno di un unico sito. Frutto di un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro, l’edificio industriale che ospiterà il nuovo impianto di laminazione si compone di due corpi di fabbrica distinti. Il primo, caratterizzato da una lunghezza di 310 m in direzione Nord-Sud e diviso in quattro campate la cui larghezza complessiva è pari a 120 m, è destinato esclusivamente al laminatoio; il secondo corpo di fabbrica, che ospita la zona placca di raffreddamento, si estende per 120 m e vanta un’unica campata larga 45 m. Eurotecno, società del Gruppo Guarneri attiva

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fin dal 1994 e specializzata nel noleggio di mezzi da lavoro aereo per la cantieristica e l’industria, è stata protagonista nella fase dell’intervento relativa alla posa in opera delle strutture in carpenteria metallica, dei tamponamenti di parete, della copertura e del relativo sistema di smaltimento delle acque meteoriche dell’edificio. Le peculiarità della struttura e la compresenza di numerose imprese impegnate nella realizzazione del nuovo laminatoio hanno infatti richiesto un numero molto elevato di piattaforme di lavoro elevabili (PLE). “Abbiamo messo a disposizione di Cimolai, il gruppo industriale incaricato da Duferco Travi e Profilati

per l’intervento costruttivo, un parco macchine davvero ampio che includeva piattaforme telescopiche e con braccio articolato, con altezze da 26 a 43 m, alle quali si sono aggiunti sollevatori telescopici rotativi da 18 e 21 m”, sottolinea Giacomo Caraffini, responsabile commerciale di Eurotecno. “Siamo davvero orgogliosi di aver contribuito con la fornitura delle nostre piattaforme a un progetto così importante come la realizzazione del nuovo impianto di laminazione di Duferco Travi e profilati che, oltre a garantire un vantaggio competitivo all’azienda creerà certamente nuova occupazione e numerose opportunità per l’indotto del territorio”. “Cimolai si è occupata della fornitura e posa in opera delle strutture in carpenteria metallica, dei tamponamenti di parete, della copertura e del relativo sistema di smaltimento delle acque meteoriche del nuovo capannone industriale siderurgico della Duferco Travi e Profilati”, commenta l’Ing. Rosario D’Amore, Project Manager di Cimolai. “La scelta di Eurotecno come partner principale per il noleggio delle piattaforme è nata inizialmente per la vicinanza al cantiere. Abbiamo poi ampliato considerevolmente il numero di mezzi a noleggio presso la stessa Eurotecno in virtù della notevole disponibilità di piattaforme, del buon rapporto qualità/prezzo e della velocità di consegna dei mezzi”.


ORMET

Cinquant’anni di successi Ormet ha celebrato il grande traguardo dei 50 anni di attività: fondata nel 1972 come officina di manutenzione per veicoli industriali nella provincia di Treviso, una regione da sempre molto fervida di iniziativa e inventiva, l’azienda fonde in sè un’anima laboriosa e la creatività italiana, dando vita a uno sviluppo spinto da obiettivi sempre più ambiziosi. Ormet vanta, quindi, una lunga esperienza maturata nel settore delle tecnologie del sollevamento e della manutenzione, applicata agli autocarri e ai mezzi semoventi. Oggi Ormet ha raggiunto una posizione di rilievo nel mercato occupandosi di vendita e

installazione di gru da autocarro e caricatori e relativi accessori, produzione e vendita di cestelli e piattaforme per gru da autocarro, servizi di assistenza e servizio postvendita. Alcuni numeri di Ormet: oltre 120 dipendenti, oltre 13.000 gru vendute, oltre 10.000 cestelli venduti e oltre 1.000 verifiche periodiche

l’anno. Oggi l’azienda veneta opera in tutta Italia, con particolare focus nel Triveneto, e offre un servizio che comprende assistenza e consulenza dalla vendita al post-vendita, con possibilità di allestimenti personalizzati e aggiornamenti su macchine per il sollevamento e mezzi di trasporto. Ormet organizza anche corsi di formazione con rilascio patentino per lavoratori addetti alla conduzione di gru su autocarro, per l’utilizzo di carrelli elevatori industriali semoventi e per operatori che adoperano piattaforme elevabili. Conta inoltre cinque centri di assistenza per revisionare gru e autocarri e per qualsiasi tipo di riparazione.


NOTIZIE JLG

Grande successo per l’evento “New Perspective” JLG Industries Inc. ha ospitato un evento “ibrido” unico dal 9 al 20 maggio 2022 scorsi. Ogni giorno diversi gruppi di distributori e i loro clienti provenienti da Europa, America Latina, Medio Oriente, India e Sud Africa sono stati accolti al “New Perspective Live” nella sua sede britannica di Leicester, mentre un appuntamento virtuale si è svolto in contemporanea per coloro che non potevano partecipare in presenza. Si è trattato di un evento di successo, in cui gli ospiti sono stati accolti da un’esperienza video coinvolgente e hanno poi avuto l’opportunità di assistere a dimostrazioni e testare un’ampia gamma di nuovi mezzi sia all’interno che all’esterno dell’edificio. In particolare, hanno potuto concentrarsi sulla piattaforma 670SJ, dotata della nuova tecnologia autolivellante, sulla piattaforma a braccio telescopico 860SJ HC3, sulla piattaforma a braccio articolato EC450AJ, sulla serie DSP di Stock Pickers, sui modelli Toucan e sulle piattaforme a pantografo ERT e RT. Un’area dedicata all’elettrificazione ha mostrato soluzioni sostenibili, tra cui la piattaforma a pantografo completamente elettrica DaVinci e il kit di conversione elettrica.

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I visitatori hanno anche potuto mettere alla prova le loro capacità operative con un gioco di labirinti appositamente creato, controllando la piattaforma DaVinci AE1932 attraverso l’utilizzo l’App del telefono JLG Mobile Control. Dopo le visite guidate della fabbrica, con tanto di un live feed dalla linea di verniciatura, un posto di rilievo hanno avuto i mezzi per l’accesso a basse quote, visibili da una postazione elevata grazie a una piattaforma appositamente costruita. Nicola Pontini, General Manager di JLG Italia, commenta: “È stato un enorme piacere e soddisfazione vedere tanti clienti italiani all’evento ‘New

Perspective’. Come sempre si sono dimostrati estremamente professionali nel dare giudizi in merito ai nuovi prodotti JLG. Abbiamo ricevuto input molto importanti per poter sviluppare al meglio la gamma dei nostri prodotti, ma anche per valutare l’approccio al mercato in continua evoluzione. Oltre agli aspetti professionali l’evento è stato anche un’occasione per condividere momenti di svago e pura allegria particolarmente apprezzati dopo questi anni difficili. Abbiamo in previsione di organizzare il ‘New Perspective’ anche in Italia e questo ci consentirà di coinvolgere ancora di più tutti i nostri clienti”. Per coloro che non hanno potuto partecipare di persona l’incontro virtuale ha consentito di focalizzarsi su quattro temi: prodotti principali, mezzi per l’accesso a basse quote, soluzioni di elettrificazione e assistenza clienti. È stato possibile esplorare i prodotti attraverso funzionalità AR (Realtà Aumentata) e porre domande tramite chat dal vivo. Karel Huijser, direttore generale di JLG e vicepresidente di EMEAIR, ha commentato: “Volevamo soddisfare allo stesso modo tutto il pubblico con il nostro evento ‘New Perspective’. È bello vedere che la richiesta di eventi dal vivo è tornata e che al tempo stesso la domanda di ambienti virtuali è ancora alta. Ecco perché siamo diventati ‘ibridi’”.


MULTITEL PAGLIERO

Sinergia totale con Stirnimann Nel 1911 nasce Multitel Pagliero, in Italia; nel 1915 nasce Stirnimann, in Svizzera: fin dalla nascita le due aziende sembravano destinate a incontrarsi per costruire una salda amicizia. Ci è voluto qualche decennio, ma è puntualmente accaduto nei primi anni Novanta, grazie al contatto avviato tramite la Teupen di Gronau, allora distributore delle piattaforme autocarrate Multitel Pagliero in Germania. Il rapporto con Stirnimann è cominciato lentamente, con poche macchine – a volte anche una sola – commercializzate nella Svizzera tedesca, per poi ampliarsi a tutto il mercato elvetico.

DA SINISTRA A DESTRA NELLA FOTO: DOMINIK BORNER, SALES MANAGER DI STIRNIMANN AG; PETER BORNER, HEAD OF SALES DI STIRNIMANN AG); PASCAL MÖCKLI, CEO DI STIRNIMANN AG; KATHARINA LICHTNER, OWNER DI STIRNIMANN AG; ROBERTO MARANGONI, GLOBAL MARKETING AND INTERNATIONAL SALES DIRECTOR DI MULTITEL PAGLIERO; MIRKO REBUZZI, DISTRIBUTION MANAGER DI MULTITEL PAGLIERO; LUCA RUBIOLO, SERVICE AND TRAINING MANAGER DI MULTITEL PAGLIERO.

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Negli ultimi sette anni la collaborazione tra le due aziende ha fatto un salto di qualità, premiato da un 2021 da record per Multitel Pagliero. Sia in generale che in Svizzera. Nonostante le dimensioni, quello svizzero è un mercato molto vitale e simile a quello tedesco. La richiesta di Stirnimann, che è di circa 40-50 l’anno, si concentra soprattutto su piattaforme patente B con altezze da 25 m, articolate o con jib, e 27 m telescopiche. Si tratta di modelli che vengono acquistati da imprese o noleggiatori. Dopo 30 anni si può parlare di una collaborazione solida e proficua, dal punto di vista commerciale, professionale e personale.


NOTIZIE LIEBHERR

Alla Sarens la prima gru cingolata LR 12500-1.0 La società specializzata in gru e sollevamento di carichi pesanti Sarens ha ordinato il primo prototipo del nuovo modello di gru cingolata Liebherr LR 12500-1.0. L’azienda belga, operante nel settore a livello mondiale, è convinta del concept e delle prestazioni della nuova gru cingolata da 2.500 t e la utilizzerà principalmente nel settore delle energie rinnovabili, ad esempio per la movimentazione delle turbine eoliche offshore. La nuova LR 12500-1.0 offre ampie e diversificate prestazioni per le crescenti esigenze future in questo settore. Per raggiungere un concept di una nuova gru cingolata

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tra la classe la LR 11350, con una capacità di sollevamento di 1.350 t, e la LR 13000, da 3.000 t, Liebherr ha mantenuto un intenso interscambio con i clienti del settore del sollevamento di carichi eccezionali. Il risultato raggiunto è la nuova LR 12500-1.0, con 2.500 t di capacità di sollevamento massima. Liebherr e i suoi clienti vedono un grande potenziale e un mercato in crescita per le grandi gru cingolate di questa classe. Con la nuova gru cingolata LR 125001.0, Liebherr risponde alle crescenti richieste del mercato di grandi gru cingolate nei settori petrolchimico e della movimentazione portuale.

La movimentazione portuale di enormi componenti di turbine eoliche offshore, in particolare, è diventata un importante campo di applicazione per le grandi gru cingolate. Con le sue capacità di carico, la nuova gru cingolata da 2.500 t è progettata anche per applicazioni future. Di conseguenza, l’interesse per la nuova LR 12500-1.0 è alto. Sarens si è lasciata rapidamente convincere dal concept e dalle prestazioni della nuova gru da 2.500 t e ha ordinato la prima. L’amministratore delegato Carl Sarens ha affermato a tal proposto: “Per noi è stato decisivo soprattutto che la gru cingolata LR 12500-1.0 abbia un’elevata capacità di carico. Con la nuova gru colmiamo il divario tra le nostre gru cingolate e quelle su guide circolari. Il focus per la gru da 2.500 t sono principalmente le energie rinnovabili. La movimentazione delle turbine eoliche offshore nei porti sta diventando sempre più importante e i pesi unitari dei componenti stanno crescendo”. Durante lo sviluppo Liebherr tiene sempre in considerazione il concept del trasporto, infatti ha tenuto conto che la nuova gru cingolata potesse essere utilizzata nel modo più economico su scala mondiale. Per le aziende che operano a livello globale come Sarens si tratta di un criterio molto importante.


TEREX

Due CTT 472-20 in UK La Select Plant Hie Ltd, con sede nel Regno Unito, ha fatto il suo primo ordine in assoluto per due gru CTT 472 di Terex. Edward Carr, Business Stream Leader dell’azienda inglese, ha così commentato: “La nostra collaborazione di lunga data

con Terex ci ha permesso di fornire le gru edili destinate alla costruzione di alcuni degli edifici più iconici del Regno Unito. La forza del nostro rapporto ci permette di lavorare insieme per sviluppare soluzioni che soddisfino al meglio le esigenze dei clienti. Queste nuove gru fornite da Terex sono dotate della tecnologia più avanzata, compresa la telematica, che consente agli operatori di utilizzare i dati delle gru stesse per garantire la certezza del progetto e la consegna”. Lee Maynard, Global Sales Director di Terex Tower Cranes, è stato lieto di ampliare ulteriormente la flotta di Select Plant Hire Ltd, soprattutto con l’aggiunta di nuovi modelli: di gru edili: “La nostra collaborazione con Select Plant Hire Ltd rappresenta davvero un lavoro di squadra. Siamo molto lieti di ricevere questo nuovo ordine per modelli di gru che entreranno per la prima volta nella flotta Select. È sempre bello

vedere le nostre macchine impegnate in lavori di alto profilo nel Regno Unito. Tutti noi di Terex Cranes siamo estremamente entusiasti dell’anno che ci attende e non vediamo l’ora di supportare Select nella sua strategia di crescita futura”.


NOTIZIE TADANO

Una gru AC 3.060-1 per Polita Sollevamenti Per Fabio Polita, amministratore delegato e titolare dell’omonima azienda di servizi gru di Legnano (MI), i punti di forza della gru Tadano AC 3.060-1 sono chiari: “Siamo rimasti particolarmente impressionati dal raggio di lavoro più lungo di tutte le gru di questa categoria, assieme alla sua formidabile potenza di sollevamento, fino a 60 t”. Anche il design compatto viene annoverato tra i vantaggi importanti. Per sfruttare appieno il massimo raggio di lavoro, Polita Sollevamenti ha richiesto la configurazione della gru AC 3.060-1

con una prolunga del braccio base di 16 m. “Desideravamo inoltre la telecamera principale per la testa del braccio, per potere monitorare il bozzello e il carico”, chiarisce Fabio Polita, definendo questa possibilità

un altro extra della sua nuova gru. La dotazione di bordo include anche un intuitivo radiocomando che consente di controllare il sistema di allestimento automatico dei contrappesi dall’esterno della cabina sulla torretta. La tecnologia non è stata tuttavia il solo elemento a favore nella decisione di acquisto della gru AC 3.060-1: “Tadano offre un ottimo servizio clienti e van ta un team locale forte; in quanto imprenditore, questo è per me tanto importante quanto un prodotto tecnologicamente all’avanguardia”, dichiara Polita.

E-MAC

ARME GmbH entra a far parte del Gruppo ARME, storica realtà attiva da 60 anni nel territorio dell’Alto Adige per opera della famiglia Pernpruner e dei suoi collaboratori, entra a far parte del gruppo E-MAC. ARME Gmbh è un’azienda fortemente orientata alla clientela operante nel settore edile, con un parco noleggio di oltre 110 macchine nel solo settore gru a torre e un servizio finalizzato alla massima efficienza e soddisfazione del cliente. Assistenza e post-vendita con personale proprio, qualificato e formato secondo i più alti standard di qualità e concessionaria ufficiale di prestigiosi marchi quali gru Terex, Condecta e Cattaneo, sollevatori telescopici Merlo, escavatori Kato Imer, durante la sua lunga storia ARME si è ritagliata un ruolo da protagonista con clienti storici distribuiti su tutto il territorio dell’Alto Adige. Con l’ingresso nel gruppo E-MAC, ARME punta a sfruttare al meglio le esperienze e le sinergie offerte da un grande gruppo al fine di migliorare ancora il servizio offerto alla propria clientela. E-MAC è una 18 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

realtà leader operante nel settore del noleggio, vendita e assistenza di macchine e attrezzature per l’edilizia. Storicamente concentrata nel Triveneto, nei suoi 60 anni di storia E-MAC ha riunito nel proprio gruppo un totale di sette società leader nei rispettivi territori che, grazie a 101 collaboratori, parchi macchine e fornitori dedicati hanno

portato il gruppo a raggiungere un fatturato di quasi 50 milioni di euro nel 2021. ARME è stata fondata nel 1963 da Franco Pernpruner insieme a sua moglie Marta ed è operativa nel settore noleggio e vendita di macchinari per l’edilizia. Nel 1986 entra nell’azienda anche il figlio Armin, che da allora affianca i genitori nell’organizzazione di questi due reparti. Alla fine degli anni Ottanta si manifesta la necessità di ampliare il magazzino per offrire un servizio migliore ai clienti e viene costruito a Laives un capannone, inaugurato nel 1992. Quando nel 2008 viene a mancare il fondatore Franco Pernpruner, il figlio Armin subentra alla guida dell’attività. In questi anni l’azienda, attraverso sensibili investimenti, implementa il parco macchine per il noleggio, rafforzando progressivamente la sua posizione sul mercato altoatesino. ARME si è sempre distinta per l’attenzione nei confronti dei clienti, delle loro esigenze e per il rapporto umano e personale con i collaboratori.


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NOTIZIE POTAIN

Una flotta di gru per il progetto “Chorus Life” A Bergamo il Gruppo Costim, holding industriale attiva nella filiera del real estate, sta trasformando una ex area industriale di 150.000 m2 in una “new smart city”. Il progetto, denominato Chorus Life, rappresenta una delle più importanti e innovative operazioni immobiliari attualmente in corso nel nostro Paese. La trasformazione dell’area prevede circa 20.000 m2 di verde, piste ciclopedonali, un’arena multifunzionale da 6.500 posti, un parcheggio da 1.000 posti, un centro medico sportivo, una palestra panoramica, un percorso sky jogging panoramico all’aperto, un grande centro benessere, un hotel e una zona residence. Con circa 400 t di ferro da movimentare in loco ogni settimana, oltre a tutti gli altri materiali da costruzione, l’appaltatore Percassi si è rivolto a Techind, il rivenditore locale Potain, per identificare l’attrezzatura di sollevamento ottimale per il lavoro. Percassi necessitava di un singolo modello di gru che potesse essere allestito in diverse configurazioni, così da poter essere interscambiabile, da facilitarne l’utilizzo da parte degli operatori del cantiere e da ottimizzare la gestione della manutenzione e dei pezzi di ricambio. Techind, con i suoi 25 anni di esperienza nel fornire soluzioni di sollevamento personalizzate e una flotta noleggio di alta qualità composta da 65 gru a rotazione alta e 60 automontanti, ha garantito l’affidabilità dei prodotti a marchio Potain. Techind ha svolto uno studio sulla disposizione degli spazi in loco, sulle altezze e gli ingombri dei singoli edifici, definendo di conseguenza la

20 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

logistica e i lavori da eseguire per stabilire le necessarie altezze operative, gli sbracci e le capacità. La decisione è caduta su uno dei modelli di punta della gamma Potain, l’MDT 219 J10, che implementa alcune delle più avanzate tecnologie di controllo e gestione sviluppate da Potain. Techind ha quindi montato sul sito di Chorus Life sette gru a rotazione alta Potain MDT 219 J10 con cabine Ultra View in diverse configurazioni: con altezze operative, sbracci e capacità variabili. La configurazione base della Potain MDT 219 J10 ha 65 m di braccio con una capacità massima di 10 t a 17 m e 1,9 t in punta. Per questo cantiere tutte le gru sono dotate di un argano di sollevamento 50LVF25 GH Optima da 37 kW (50 HP) e di un meccanismo di rotazione RVF 162 Optima Plus. Tutte le sette gru Potain MDT 219 J10 sono dotate del


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nuovo Sistema di Controllo Crane Control System (CCS), che consente di ridurre i tempi di lavoro migliorandone la precisione. Il CCS offre un’interfaccia semplificata, un display grafico completo, comandi ergonomici and un Jog Dial che agevola la navigazione e l’inserimento dei dati, per garantire i massimi livelli di confort, controllo e capacità di sollevamento. Le gru sono dotate anche di Top Tracing III, un Sistema Anti-Collisione integrato che può monitorare l’interferenza fino ad un massimo di 16 gru. Lo schermo intero consente una maggiore visibilità complessiva della gru e dei suoi dintorni, oltre a quella già offerta dalla cabina Ultra View Potain.

Le gru sono inoltre dotate dello strumento di diagnostica remota CraneSTAR Diag, che consente ai tecnici di connettersi da remoto allo schermo di controllo dell’operatore della gru per eseguire la diagnostica e la risoluzione dei problemi in tempo reale. Questa soluzione consente di risparmiare tempo e denaro ed evita viaggi multipli in cantiere, assicurando che i tecnici arrivino con gli strumenti e i ricambi giusti per risolvere il problema. Oltre alle sette gru a rotazione alta MDT 219 J10, Techind ha utilizzato anche due gru a torre automontanti Potain: una HD 40A, alta 23 m con un jib da 35 m, e una Igo 50, alta 23,2 m equipaggiata di jib da 40 m. La Igo 50 è il modello più grande della gamma di gru a torre automontanti Igo Potain. Offre un design compatto (ingombro di 4,5 x 4,5 m) con un raggio di rotazione posteriore ridotto che garantisce manovrabilità anche nei cantieri più ristretti. È dotato di un collegamento di alimentazione trifase a 480 V, cabina ad altezza fissa opzionale, scala di accesso e telecomando wireless. Questa combinazione di gru Potain aiuterà Percassi a lavorare in modo efficace ed efficiente per rispettare i tempi e soddisfare gli alti standard di qualità del progetto.

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NOTIZIE SURPLEX

Come evitare i lunghi tempi di attesa Il mercato dei macchinari per l’edilizia soffre della situazione attuale. Una buona soluzione per risparmiare sul budget, evitare lunghi tempi di attesa e operare in modo sostenibile è quella di acquistare macchine di seconda mano. Secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) i prezzi di molti materiali edili sono aumentati significativamente nel 2021. Legno, acciaio o materiali isolanti sono mediamente più cari del 50% rispetto agli anni precedenti. L’aumento della domanda all’estero, i problemi legati all’approvvigionamento di materie prime e i problemi logistici causati dalla crisi da coronavirus hanno causato l’aumento dei prezzi e stanno creando maggiori difficoltà anche ai progetti edilizi di quest’anno. Ulteriori problemi nei cantieri possono sorgere dalla mancanza o dall’inadeguatezza dei macchinari edili. Anche in questo caso la crisi della logistica e delle materie prime ha colpito e rallentato significativamente la produzione di macchine edili. Risultato: i libri degli ordini dei produttori di macchinari edili sono pieni e molti di loro hanno prenotazioni anticipate fino all’anno prossimo.

22 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

Si prevede però che i tempi d’attesa e i costi per le nuove macchine continueranno ad aumentare a causa di eventi mondiali, inflazione e difficoltà logistiche. Ma questo che cosa significa per le imprese edili? Materiali di alta qualità e macchinari di costruzione moderni sono fondamentali per poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile. In aggiunta a ciò, anche le richieste alle aziende stanno aumentando. La sostenibilità e la conservazione delle materie prime assumono sempre più importanza e influenzano anche l’industria. Un parco macchine ben organizzato facilita il lavoro edilizio e si traduce in risultati migliori. Tuttavia, nella situazione attuale riuscire

ad acquisire una nuova macchina presenta molte difficoltà. Ma in queste circostanze come possono le imprese di costruzione tenere il passo e continuare a espandersi? Una soluzione è quella di acquistare macchinari usati. Su portali online come Surplex, si trova un’ampia selezione dei più diversi macchinari da costruzione come complemento perfetto per la propria attività. Ciò significa che le macchine non devono essere prodotte ex novo, ma sono già pronte per la spedizione. Questo aggira i difficili colli di bottiglia della fornitura di materie prime come l’acciaio per la produzione e, in aggiunta a ciò, permette di risparmiare CO2 grazie all’assenza dei processi di produzione. Anche con un budget inferiore, l’espansione del proprio parco di macchinari è attuabile. Al momento dell’acquisto di una macchina di seconda mano è bene affidarsi a degli esperti. Le case d’asta online come Surplex.com offrono ad acquirenti e venditori un servizio competente a 360°. Dalla consulenza alla vendita e alla spedizione, Surplex offre agli interessati tutto in un’unica soluzione. Attualmente Surplex propone anche interessanti macchinari edili e rappresenta quindi un’alternativa ideale per le aziende che intendono aggiornare i propri macchinari senza lunghi tempi d’attesa nonostante i problemi legati alla logistica e alle materie prime.


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SCOPRI LA NUOVA GRU FUORISTRADA TEREX TRT 90. Il nuovo modello di gru fuoristrada TRT 90 di Terex, con i suoi soli 3 m di larghezza, è estremamente facile da trasportare e manovrare in cantiere. Il braccio telescopico idraulico da 47 m a cinque sezioni può lavorare con 3 differenti modalità di sfilo braccio per adattarsi alle diverse esigenze di sollevamento. Il braccio può inoltre essere esteso con le prolunghe addizionali da 9 e 17 m ideali per applicazioni a lungo raggio. Il nuovo Sistema Operativo TEOS, con display touch screen da 10’’ e joystick elettro-proporzionali con settaggi personalizzabili, presenta un’interfaccia altamente intuitiva per semplificare il lavoro dell’Operatore ed aumentarne l’efficienza operativa.

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ATTUALITA’ SICUREZZA SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI

QUANDO IL RISCHIO NON DEVE ESSERE CALCOLATO

LE LAVORAZIONI IN EDILIZIA PRESENTANO UN LIVELLO DI RISCHIO SUPERIORE ALLA MEDIA DEL SISTEMA PRODUTTIVO NAZIONALE. NON È UN DATO NUOVO E PER QUESTO È IMPORTANTE NON ABBASSARE LA GUARDIA E CONTINUARE A FARE FORMAZIONE E INFORMAZIONE ANTINFORTUNISTICA. L’ANALISI DEI DATI SUGLI INFORTUNI SUL LAVORO PUÒ ESSERE UNO SPUNTO DI PARTENZA PER CAPIRE COME E DOVE FARE PREVENZIONE di Gianni Gennari 24 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


L

a sicurezza sul lavoro è un argomento da sempre molto collegato, nel bene e nel male, al settore delle costruzioni. Il nostro è un settore storicamente molto colpito dai fenomeni di infortunio sul lavoro, con conseguenze spesso letali, ma è anche il settore che ha cercato da molti anni di trovare misure e strategie di contrasto alle pessime pratiche sul cantiere, come ad esempio a suo tempo la famosa 626 che tanto ha contribuito a segnare la via all’attuale legislazione in materia di sicurezza sul luogo di lavoro per tutti i settori. Ma qual è oggi la situazione delle costruzioni in rapporto agli infortuni in edilizia? Un quadro molto chiaro è quello delineato dal recente Rapporto “Infor.MO – Infortuni in Edilizia” del febbraio 2022 pubblicato da Inail. Secondo il rapporto, tra il 2014 e il 2018 nelle Costruzioni sono stati riconosciuti dall’Inail mediamente 32.000 infortuni in occasione di lavoro all’anno (cioè il 10% dei casi), con un trend del periodo decrescente, più di quanto avvenuto per il totale dei settori (Figura 1). Il rischio infortunistico nel comparto, misurato attraverso l’indice di incidenza (infortuni per 1.000 addetti), varia a seconda dell’attività: le Costruzioni, infatti, in base alla classificazione Ateco 2007,

FIGURA 1 - ANDAMENTO DEGLI INFORTUNI RICONOSCIUTI NEL QUINQUENNIO 2014-2018

Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022

si distribuiscono in tre divisioni: Costruzione di edifici, Ingegneria civile e Lavori di costruzione specializzati. Le tre divisioni si collocano tutte su un livello di rischio superiore alla media (sebbene non ai primi posti nella graduatoria per settori), ma la frequenza infortunistica dell’Ingegneria civile, secondo i dati Inail, è maggiore delle altre due (Tabella 1). Tra tutte le attività economiche, se si eccettuano le Estrazioni di petrolio, carbone e minerali, le quote più alte di episodi gravi sono registrate proprio nelle tre divisioni

delle Costruzioni, che registrano percentuali superiori al 35%. Le indicazioni sul 2019 e il 2020, ricavabili dagli Open data, riguardano soprattutto l’effetto della prima fase dell’emergenza Covid-19 sulle attività economiche e sugli infortuni collegati a esse, dal momento che nel novero degli infortuni rientrano anche le malattie infettive e, quindi, le infezioni da Sars Cov-2. Le denunce pervenute all’Inail nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020 sono globalmente diminuite del 16% nella gestione Industria e servizi, se si escludono i settori coperti solo parzialmente

TABELLA 1 - INCIDENZA E GRAVITÀ DEGLI INFORTUNI NELLE COSTRUZIONI

* Infortuni riconosciuti per mille addetti ** I casi gravi sono quelli che hanno comportato esiti mortali, permanenti oppure più di 40 giorni di assenza dal lavoro Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022

maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 25


ATTUALITA’ da tale gestione (agricoltura, silvicoltura e pesca). Nelle Costruzioni, pur non raggiungendo i picchi riscontrati in altri tipi di aziende, il calo è stato più consistente della media, attestandosi intorno al 33%, con differenze marginali tra Costruzioni di edifici, Ingegneria civile e Lavori di costruzione specializzati. Le comparazioni per territori permettono di individuare le caratterizzazioni locali e contestuali degli infortuni nelle Costruzioni. La distribuzione territoriale del rischio di eventi gravi mostra che non ci sono marcate tendenze geografiche (ad esempio, una chiara distinzione tra il Nord e il Sud del Paese), ma emergono delle zone più a rischio: l’area calabrese e ionica, parti della Sicilia, la provincia di Bolzano e la dorsale dell’Appennino centrale che comprende alcune zone emiliane, toscane, marchigiane, umbre e abruzzesi. Al contrario, le quattro principali città metropolitane (Roma, Napoli, Milano, Torino) presentano livelli di rischio più bassi. Spesso, dove l’intensità degli infortuni nelle Costruzioni è più alta anche il rischio infortunistico è maggiore (Figura 2). Per il quinquennio 2014-2018 il sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni ha registrato 607 infortuni nel settore delle Costruzioni, distinti in 292 mortali e 315 gravi, indagati dalle Asl e ricostruiti in termini di dinamica infortunistica con la metodologia Infor.MO al fine di mostrare i principali fattori di rischio rilevati nelle diverse fasi lavorative. Di seguito si riportano le principali caratteristiche dei lavoratori coinvolti e delle modalità di accadimento degli eventi. La distribuzione per dimensione dell’azienda - intesa come l’unità locale dove si è verificato l’evento - cui appartiene l’infortunato evidenzia il fenomeno della frammentazione delle imprese italiane, in particolar modo 26 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

FIGURA 2 - INFORTUNI GRAVI E MORTALI NELLE COSTRUZIONI. CASI 2014-2017 PER MILLE ADDETTI Assegnazione territoriale in base alla sede dell’unità locale aziendale

Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022

nel comparto edile dove spesso si ricorre a forme di contratto in appalto e subappalto. Il 64% degli infortuni sono infatti avvenuti in aziende fino a nove addetti (microimprese). L’elevata quota di microimprese operanti nel settore edile è confermata anche dal confronto di queste con quelle operanti negli altri settori: nello stesso quinquennio di analisi (20142018), escludendo il settore dell’Edilizia la quota di microimprese è pari al 48%. La cittadinanza degli infortunati evidenzia la predominanza di italiani (79%), anche se tale valore è inferiore rispetto agli altri settori di attività (85%), seguono lavora-

tori provenienti da Albania (6%) e Romania (5%). Una variabile caratteristica di Infor. MO è quella che esplicita il rapporto di lavoro, ovvero la condizione lavorativa del soggetto rilevata al momento dell’evento infortunistico. Ai primi posti le modalità Dipendente a tempo indeterminato o determinato (rispettivamente 53% e 13%) e Autonomo/Titolare senza dipendenti (10%). Sussiste poi una quota di posizioni irregolari superiore all’8%; tale gruppo di lavoratori si attesta al 5% per gli altri settori.

I fattori di rischio L’analisi puntuale delle informazioni sulle dinamiche infortunistiche registrate nella banca dati Infor.MO ha permesso di evidenziare 1.173 fattori di rischio, rilevati con il modello di analisi multifattoriale per il cluster dei 607 infortuni mortali e gravi citati in precedenza. Nei cinque anni considerati (2014-2018), rispetto ai casi accaduti negli altri settori gli


eventi nelle Costruzioni mostrano una maggiore prevalenza di fattori di rischio legati alla predisposizione degli ambienti di lavoro (19% contro 12%) e ai dispositivi di protezione individuale (12% contro 6%). Al contrario, risultano minori le quote delle problematiche appartenenti alla categoria delle attrezzature (16% contro 22%) e alle procedure messe in atto dagli infortunati (40% contro 47%). La tabella indica, per i principali incidenti avvenuti nelle Costruzioni, la distribuzione dei fattori di rischio secondo le sei macro categorie definite dal modello di analisi Infor.MO. In particolare, Attività infortunato (AI) e Attività di terzi (AT) riguardano azioni, gesti e movimenti inappropriati compiuti dall’infortunato o da altri colleghi; Utensili macchine impianti (UMI) contemplano le specifiche problematiche dell’attrezzatura; Materiali (MAT) si riferiscono alle criticità del materiale in lavorazione o lavorato; Ambiente (AMB) osserva le carenze strutturali e organizzative dei luoghi di lavoro; DPI e abbigliamento prendono in considerazione le criticità dei di-

spositivi di protezione individuale e degli abiti indossati. La lettura dei dati in tabella rileva la forte presenza di problematiche legate alle modalità operative degli infortunati (AI), non necessariamente riconducibili a loro responsabilità quanto a carenze di tipo gestionale (formazione, informazione, pratiche tollerate, eccetera) che non hanno permesso al lavoratore di operare in sicurezza. Nelle cadute di operatori dall’alto sono più rilevanti, rispetto agli altri incidenti, le criticità legate ai DPI (18,5%), ovvia conseguenza di fasi lavorative che richiedono l’impiego di determinate procedure e dispositivi di protezione per il contenimento del rischio. Problematiche inerenti la non corretta interfaccia tra il soggetto poi infortunato e colleghi presenti nel-

lo scenario infortunistico (AT) si rilevano maggiormente negli eventi dovuti a perdita di controllo di mezzi (22,3%), che porta a investimenti in aree prive di adeguata viabilità o a ribaltamenti, seguiti da avviamenti inopportuni di attrezzature (25%), ad esempio in fase di manutenzione, e a contatti con mezzi in movimento nei percorsi previsti (21,5%), causati dal mancato coordinamento tra pedoni e mezzi nelle fasi di movimen■ tazione.

LE TIPOLOGIE DI INCIDENTI PIÙ FREQUENTI

Le tipologie di incidenti più frequenti nel settore delle Costruzioni sono le cadute di lavoratori dall’alto, modalità che da sola raggruppa oltre la metà degli infortuni (54%), le cadute dall’alto di oggetti e carichi su lavoratori (12%), le perdite di controllo durante la conduzione di mezzi (7%). Queste prime tre modalità di accadimento degli infortuni rappresentano insieme quasi i tre quarti del data-set analizzato (Figura 3). Entrando più in dettaglio si rileva che le cadute dall’alto di lavoratori avvengono principalmente da attrezzature per lavoro in quota, ponteggi e scale FIGURA 3 - MODALITÀ DI ACCADIMENTO DEGLI INFORTUNI NEL SETTORE COSTRUZIONI portatili, da tetti/coperture o da altre Valori percentuali parti in quota come solai e balconi privi dei necessari sistemi di protezione dei lavoratori contro le cadute dall’alto. Negli incidenti dovuti a caduta dall’alto le situazioni più frequenti hanno riguardato sia cadute di materiali durante il loro sollevamento o trasporto con mezzi di lavoro che cedimenti di terreno o parti di muri/pareti, spesso durante attività svolte dai lavoratori in aree di lavoro ad alto rischio, quali ad esempio gli scavi. Infine, per gli incidenti contraddistinti dalla perdita di controllo di un mezzo, le attrezzature maggiormente coinvolte sono le macchine per la movimentazione della terra e per i lavori stradali. In tali dinamiche l’infortunio è risultato essere spesso causato da un investimento dell’operatore a terra da parte del mezzo in movimento. Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022

maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 27


MACCHINE MULTITEL PAGLIERO

EVOLUZIONE

IBRIDA

IL COSTRUTTORE DI MANTA (CN) LANCIA SUL MERCATO LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA MTE 230 HYBRID, LA PRIMA DELLA SUA SECONDA GENERAZIONE DI MACCHINE IBRIDE CHE, CON I SUOI 23 M DI ALTEZZA MASSIMA DI LAVORO, È UNA DELLE PIÙ ALTE 3,5 T DISPONIBILI SUL MERCATO

di Ettore Zanatta

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L

e piattaforme aeree autocarrate e cingolate Multitel Pagliero sono un mezzo indispensabile per tutti coloro che devono lavorare in altezza, siano essi grandi aziende, piccole imprese e multi-utility, oppure artigiani e professionisti dei più diversi settori. Fondata a Saluzzo (CN) nel 1911 per iniziativa di Lorenzo e Stefano Pagliero (ma il marchio Multitel Pagliero nasce a tutti gli effetti verso la fine degli anni Settanta per contraddistinguere la gamma di attrezzature per il lavoro aereo), l’azienda si è sempre caratterizzata per il suo spirito pioneristico, divenendo un punto di riferimento del settore ed espressione fattiva della capacità creativa e industriale made in Italy. Superato il traguardo dei 110 anni, Multitel Pagliero continua ad ampliare la sua gamma di prodotti con l’introduzione di nuove tipologie di piattaforme e consolidando la sua presenza nei più importanti mercati europei. L’obiettivo che guida l’azienda dal giorno della sua nascita è la progettazione di macchine sempre più innovative, sicure ed efficienti, utilizzabili da qualsiasi tipologia di cliente attivo nei lavori in quota. In oltre cent’anni di storia questa filosofia ha permesso all’azienda piemontese di segnare

LA MTE 230 HYBRID, QUI ALLESTITA SU AUTOCARRO IVECO MA DISPONIBILE ANCHE SU MERCEDES, È UNA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA IBRIDA ALLESTITA SU AUTOCARRO DA 3,5 T, IN GRADO DI RAGGIUNGERE UN’ALTEZZA MASSIMA DI LAVORO DI 23 M

alcune tappe fondamentali nell’evoluzione del settore del sollevamento, seguendo precise linee guida: dedizione, ascolto del cliente, spirito visionario e controllo totale del processo produttivo (il 90% della piattaforma è progettato e realizzato nei suoi stabilimenti). Per Multitel Pagliero, poi, la sostenibilità ambientale è un punto cardine nello sviluppo di tutti i nuovi modelli: piattaforme aeree auto-

maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 29


MACCHINE

IN FASE DI PROGETTAZIONE MECCANICA E STRUTTURALE MULTITEL PAGLIERO È INTERVENUTA SUL COMPONENTE BRACCIO (TUBOLARI IN ALLUMINIO ESTRUSO), RIPROGETTATO IN MODO DA OTTIMIZZARE IL PESO DELLA PIATTAFORMA

carrate e su cingoli realizzate con tecnologia ad alimentazione ibrida o completamente elettrica, macchine che - oltre ai bassi consumi, alle ridotte emissioni e al minino rumore - soddisfino pienamente la domanda di prestazioni da parte dei clienti. Da tutti questi elementi

è scaturito il progetto che ha dato vita alla piattaforma telescopica MTE 230 Hybrid.

Dentro la macchina La MTE 230 Hybrid è una piattaforma aerea telescopica allestita su autocarro da 3,5 t, in grado di rag-

SEMPLICE DA USARE, SICURA E PERFORMANTE IN OGNI CONTESTO, LA NUOVA PIATTAFORMA TELESCOPICA MTE 230 HYBRID È IDEALE PER IL NOLEGGIO

LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA MTE 230 HYBRID SI CARATTERIZZA PER LA STABILIZZAZIONE “EX” (QUATTRO STABILIZZATORI A ESTENSIONE LATERALE IDRAULICA) 30 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

giungere un’altezza massima di lavoro di 23 m. Lo sbraccio orizzontale di 15 m consente una portata in cesta di 100 kg (250 kg con sbraccio di 10,6 m). La rotazione della torretta di 450° e la cesta autolivellante da 1,40 x 0,70 x 1,10 m in grado di ruotare 90°+90° permettono all’operatore di aggirare gli ostacoli e di posizionarsi con precisione sull’area di lavoro. Multitel Pagliero è intervenuta nella progettazione di questa macchina, in particolare su telaio e braccio, con la finalità di alleggerire il peso della piattaforma: la tecnologia di base prende il nome di “Aluminium Multitel”, risultato di un’avanzata ricerca tecnologica sulle leghe di alluminio che l’azienda conduce da molti anni, consentendo di ottenere strutture leggere e rigide, nonché notevoli altezze e sbracci. Inoltre, l’azienda si è impegnata a ottimizzare l’efficienza del cinematismo di sfilo, riducendo gli attriti e rendendo più scorrevole e fluido il movimento: le velocità dei movimenti in elettrico risultano comparabili rispetto a quelle offerte in modalità motore termico. Le batterie al litio di ultima generazione garantiscono un’energia di 5 kWh con tensione


di 48 V rispetto ai 24 V della serie precedente (MT), per un utilizzo di otto ore di lavoro con il ciclo standard. Il sistema è dotato di un motore elettrico sincrono ad alta efficienza, con controllo di velocità e coppia. Il carica-batterie da rete esterna 230 V assicura una ricarica rapida: 100% in circa quattro ore. Con veicolo acceso, la batteria viene ricaricata di circa il 15% ogni ora grazie al sistema di 12 V “power bus” che ottimizza la ricarica durante il viaggio e impedisce la scarica della batteria del veicolo durante l’utilizzo elettrico. La modalità automatica di “standby” riduce il consumo della batteria, mentre un pulsante sulla postazione a terra e sul cestello consente di passare in qualsiasi mo-

DA SINISTRA, GLI INGEGNERI ROBERTO BRAMARDO, MATTEO GRIFFONE E STEFANO GARZINO, RISPETTIVAMENTE DIRETTORE RESPONSABILE DELL’UFFICIO TECNICO, RESPONSABILE UFFICIO IMPIANTI E RESPONSABILE DI PROGETTO DI MULTITEL PAGLIERO

mento dalla modalità elettrica a quella termica. Tutti i movimenti, compresa la stabilizzazione, possono essere effettuati in modalità completamente elettrica, con zero emissioni e in modo silenzioso. Il controllo del motore permette un movimento preciso e fluido del braccio e della cesta, mentre i movimenti simultanei sono garantiti da un distributore idraulico LS ad alta efficienza. La stabilizzazione estensibile con discesa verticale anteriore e posteriore rende la piattaforma MTE 230 Hybrid una macchina semplice da usare: efficienza di utilizzo e consumi ottiLA CESTA AUTOLIVELLANTE OFFRE UNA PORTATA IN CESTA DI 100 KG CON SBRACCIO DI 15 M (250 KG CON SBRACCIO DI 10,6 M). UN CANCELLETTO APRIBILE FACILITA L’ACCESSO DELL’OPERATORE A BORDO, CHE PUÒ GESTIRE TUTTI I MOVIMENTI DELLA PIATTAFORMA DALL’APPOSITO PANNELLO COMANDI, COMPRESA LA FUNZIONE DI CENTRAGGIO AUTOMATICO, TECNOLOGIA ESCLUSIVA DELL’AZIENDA PIEMONTESE. NELLA PARTE INFERIORE DELLA CESTA È PRESENTE UN SENSORE D’ANGOLO UTILIZZABILE DURANTE IL LIVELLAMENTO DELLA CESTA STESSA

maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 31


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea telescopica MTE 230 Hybrid Altezza di lavoro max.:

23 m

Altezza piano di calpestio cesta max.:

21 m

Sbraccio di lavoro max.: Dimensioni cesta: Portata cesta: Rotazione cesta: Rotazione torretta: Stabilizzazio: PTT

10,60 m (250 kg), 15 m (100 kg) 1,40 x 0,70 x 1,10 m 250 kg 90° + 90° 450° EX 3,5 t

IL PACCO BATTERIE, DI MARCA FLASH BATTERY, È ALLOGGIATO IN UN MODULO INDIPENDENTE, PROTETTO E ADEGUATAMENTE AERATO, E SARÀ INSTALLABILE ANCHE SU ALTRI MODELLI HYBRID CHE MULTITEL PAGLIERO HA IN PROGRAMMA DI REALIZZARE. PER OTTIMIZZARE LA PIATTAFORMA IN TERMINI ENERGETICI È STATO REALIZZATO UN CARICABATTERIE DI DIMENSIONI INFERIORI A QUELLO UTILIZZATO SULLA SERIE PRECEDENTE

mizzati sono garantiti da sistema “start/stop” in cesta. Il braccio in alluminio assicura rigidità e precisione dei movimenti, senza flessioni e oscillazioni, garantendo precisione di manovra. Il pianale “High line” in alluminio microforato rende la piattaforma più leggera. L’inserimento di tubi e cavi all’interno del braccio, unitamente al design pulito, evitano il rischio di danni nel caso di ostacoli o caduta di oggetti e materiali. La piattaforma telescopica MTE 230 Hybrid è dotata di tutti i dispositivi di sicurezza ed emergenza richieste dalle normative vigenti. Il sistema di telemetria disponibile su questo modello per la comunicazione remota consente la localizzazione GPS, la visualizzazione dello stato della macchina, la parametrizzazione e la diagnosi a distanza. Da segnalare infine l’ado32 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

zione anche su questo modello del sistema “MUSA X” (Multitel-SelfAdapting outreach), che abbina alla flessibilità del sistema MUSA un’ulteriore variabile: l’inclinazio-

L’ING. MATTEO GRIFFONE MOSTRA COME TUTTE LE FUNZIONI DELLA PIATTAFORMA MTE 230 HYBRID POSSANO ESSERE GESTITE DAL PANNELLO DI COMANDO A TERRA, DOTATO DI APPOSITO COPERCHIO DI PROTEZIONE. QUI SONO PRESENTI TUTTI I COMANDI PER I MOVIMENTI DEL BRACCIO E PER LA GESTIONE DELLA BATTERIA (CON VISUALIZZAZIONE DELLA CARICA), I VARI ALLARMI

ne del telaio. Il sistema MUSA, in pratica, consente alla piattaforma di regolare automaticamente l’area di lavoro in base al carico della cesta e alla posizione degli stabilizzatori: in qualsiasi posizione angolare della torretta il sistema massimizza lo sbraccio e ciò aumenta l’area di lavoro. Questo sistema consente alla piattaforma aerea telescopica MTE 230 Hybrid di assicurare le massime prestazioni in ogni posizione del braccio, con un’inclinazione del telaio fino a un massimo di 3°. La MTE 230 Hybrid, su richiesta, può essere installata su autocarri con PTT >3,5 t. Grazie a tutte queste caratteristiche la piattaforma telescopica MTE 230 Hybrid - che è destinata a ottenere importanti riscontri sul mercato italiano, così come in quello francese, tedesco e dei paesi nordici - è ideale per il noleggio e la rivendita, risulta altamente performante in ogni contesto e può essere utilizzata nelle zone ZTL, nei centri storici, nei centri commerciali e nelle aree verdi. ■


MACCHINE GENIE

TRANSIZIONE

ALL’ELETTRIFICAZIONE

IL COSTRUTTORE AMERICANO HA AMPLIATO LA PROPRIA OFFERTA DI PIATTAFORME IBRIDE/ ELETTRICHE INTRODUCENDO SUL MERCATO DUE NUOVE VERSIONI DEL MODELLO A BRACCIO TELESCOPICO S-60, PROGETTATE PER AUMENTARE IL RITORNO SULL’INVESTIMENTO DELLE SOCIETÀ DI NOLEGGIO di Ettore Zanatta

34 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


R

ispondendo alle crescenti normative di cantiere e alle attuali esigenze ambientali, Genie sta ampliando la sua offerta di macchine per includere la prima piattaforma ibrida a braccio te-

lescopico e la prima piattaforma elettrica a braccio telescopico nella classe dei 20 m. Con un’altezza di lavoro di 20,6 m e un’altezza al piano calpestio di 18,6 m, infatti, le piattaforme a braccio Genie S-60 DC e S-60 FE si basano sul successo

della tecnologia 100% elettrica e ibrida FE del costruttore per offrire prestazioni “pulite” e silenziose in cantiere in una macchina versatile che richiede una minore manutenzione e, al contempo, offre un costo totale di proprietà inferiore.

Tecnologia “pulita” Nei grandi cantieri c’è una domanda sempre più crescente di macchine ecologiche, silenziose e versatili, che possano lavorare sia al chiuso che all’aperto, anche su terreni sconnessi. Le versioni DC e FE della collaudata piattaforma a braccio telescopico S-60 di Genie risolvono questo problema grazie a una macchina in grado di operare su terreni fuoristrada e con emissioni “pulite”. Sia la piattaforma S-60 DC che la S-60 FE possono essere usate in entrambi gli ambiti citati e possono lavorare per un’intera giornata offrendo prestazioni 100% elettriche 4 x 4 con una unica carica di batteria. Grazie alla tecnologia ibrida “senza compromessi” di Genie la piattaforma S-60 FE può anche lavorare un’intera settimana con un solo serbatoio di carburante; inoltre, il sistema di controllo “intelligente” della piattaforma a braccio FE mantiene le batterie cariche e la macchina pronta a lavorare utilizzando sia la tecnologia di frenata rigenerativa che l’avvio e l’arresto automatico del motore. Caricando le batterie mentre la piattaforma a braccio lavora la piattaforma a braccio telescopico S-60 FE aiuta a eliminare quasi completamente i tempi morti in cantiere solitamente causati dalla ricarica tradizionale. Il modello S-60 DC offre un peso ridotto di 7.983 kg e un funzionamento silenzioso per gli utenti finali che cercano una piattaforma a braccio potente e completamente elettrica. La versione FE pesa 8.051 kg, quindi solo qualche chilogrammo in più rispetto alla versione DC, e ciò rende entrambe le piattaforme a braccio telescopico ideali per applicazioni in cui è necessario gestire il carico sul pavimento. maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 35


MACCHINE

L’OPINIONE

CORRADO GENTILE RESPONSABILE DI PRODOTTO GENIE PER LA ZONA EMEARI

“I cantieri moderni richiedono macchine robuste, affidabili e ad alte prestazioni, che siano anche silenziose, pulite ed efficienti. Le nuove piattaforme a braccio telescopico Genie S-60 DC e S-60 FE soddisfano queste esigenze grazie a un braccio versatile che ha la lunghezza del jib migliore della categoria e offre la qualità, l’affidabilità e la riduzione del costo totale di proprietà che i proprietari delle macchine stanno cercando. Stiamo parlando di macchine grazie alle quali le società di noleggio possono ‘guadagnare’, perché risolvono molteplici esigenze dell’utente finale con un solo mezzo, contribuendo a un tasso di utilizzo superiore del 10%. Questa flessibilità significa che la versione S-60 DC o la S-60 FE possono essere le prime macchine ad arrivare sul posto di lavoro, in grado di lavorare fino al completamento del progetto, e poiché entrambe fanno risparmiare tempo e denaro in cantiere gli utenti finali beneficiano di conseguenza di un risparmio sui costi, mentre i proprietari possono anche realizzare un maggiore rendimento sul loro investimento”.

LE PIATTAFORME A BRACCIO TELESCOPICO S-60 DC E S-60 FE, PRODOTTE NELLO STABILIMENTO DI UMBERTIDE (PG), SONO IN GRADO DI OPERARE ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO, ANCHE SU TERRENI FUORISTRADA, CON EMISSIONI “PULITE” 36 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

Allo stesso tempo, i motori di trazione CA ad alta efficienza su tutte e quattro le ruote forniscono una coppia simile a quella dei motori di trazione idraulici, utilizzando il 30%40% di energia in meno. Le quattro ruote motrici, unitamente alla gestione elettronica della trazione e agli assali oscillanti attivi, consentono di raggiungere una velocità di guida di 6,44 km/h e di superare pendenze del 45% su terreni fuoristrada. Un motore Stage V senza DPF, poi, elimina la necessità di un posttrattamento o di un carburante a basso tenore di zolfo, riducendo il tempo e le spese di manutenzione e riparazione e offrendo al contempo prestazioni immediate. Ci vogliono solo pochi secondi per avviare il motore, fornendo potenza e coppia istantanee quando necessario, e poiché le piattaforme a braccio telescopico Genie S-60 DC e S-60 FE presentano il 70% in meno di componenti idraulici e parti mobili nel telaio rispetto ad altri modelli sul mercato che utilizzano sistemi

di trazione idraulica i costi di manutenzione si riducono del 10% e si spende meno tempo nella manutenzione delle macchine sul campo.

Versatilità operativa Le specifiche tecniche chiave della piattaforma Genie S-60 DC/FE comprendono un’altezza massima al piano calpestio di 18,6 m, un’altezza massima di lavoro di 20,6 m e uno sbraccio massimo di 12,3 m. La capacità illimitata della piattaforma di 300 kg su un jib di 1,83 m offre un raggio di lavoro di 130°. Un’ampia gamma di opzioni e accessori aumenta la versatilità delle versioni S-60 DC e FE per le applicazioni del noleggio. La piattaforma a braccio può essere configurata con una delle due versioni di cesta: la cesta a tre ingressi da 2,44 m con cancello a battente laterale è standard, mentre quella a due ingressi da 1,83 m con cancello a battente laterale è opzionale. Sono disponibili inoltre le reti di protezione Genie Lift Guard a me-

LE PIATTAFORME GENIE S-60 DC E S-60 FE RISPONDONO ALLA DOMANDA SEMPRE PIÙ CRESCENTE DI MACCHINE ECOLOGICHE, SILENZIOSE E VERSATILI


Circa il 70% della linea di prodotti Genie utilizza oggi una tecnologia completamente elettrica o ibrida, percentuale che probabilmente continuerà a crescere. Entrambe le piattaforme citate completano inoltre la linea di macchine a braccio Genie per il sollevamento aereo che comprende il modello S-60 J, macchina semplice dalle prestazioni essenziali, e la S-65 XC (Xtra Capacity), parte della gamma per il sollevamento di carichi pesanti con capacità a doppia area di lavoro. Con queste alternative le società di noleggio possono offrire ai loro clienti la giusta versione di piattaforma a braccio per qualsiasi cantiere. ■ LE CONSEGNE AI CLIENTI DELLE PIATTAFORME A BRACCIO TELESCOPICO S-60 DC E S-60 FE NELLA REGIONE EMEARI (EUROPA, MEDIO ORIENTE, AFRICA, E INDIA) INIZIERANNO NEL TERZO TRIMESTRE DEL 2022

dia altezza e ad altezza integrale, la linea dell’aria compressa e l’alimentazione elettrica in cesta, le luci di lavoro e altri accessori. Inoltre, il kit ambienti ostili e il kit climi freddi sono utilizzabili per specifi-

che applicazioni. Le nuove piattaforme S-60 DC e S-60 FE sono dunque le versioni più recenti proposte da Genie e si aggiungono alla gamma che intende essere protagonista nella transizione all’elettrificazione.

UN “GRADITO RITORNO” PER I NOLEGGIATORI Genie ha annunciato il ritorno della piattaforma a braccio articolato Z-45/25J RT in Europa, una macchina molto apprezzata nel settore del noleggio. Per oltre 30 anni la sua durata e la sua affidabilità l’hanno resa un “cavallo di battaglia” in cantiere nella classe dei 16 m; nel 2019 era andata fuori produzione in concomitanza con il lancio della Z-45 XC ma oggi Genie la ripropone con una nuova configurazione del motore (Kubota da 18,5 kW/24 CV, senza DPF, Stage V), un look aggiornato e innovazioni che ne migliorano la manutenzione e abbassano il costo totale di proprietà. La Z-45/25J RT, che in questi mesi sarà esposta in diverse fiere europee, offre la potenza necessaria per affrontare terreni fuoristrada con una pendenza del 45%, grazie alle quattro ruote motrici, al controllo della trazione e all’assale oscillante attivo. Il 90% dei tubi idraulici sono facilmente accessibili, contribuendo alla facilità di manutenzione.

La piattaforma offre i vantaggi della tecnologia telematica Genie Lift Connect, un’altezza di lavoro di 15,86 m e un’altezza di scavalcamento di 7,14 m. L’assenza di ingombro di coda, un jib di 1,52 m con rotazione verticale di 135°,

UN PROTOTIPO DELLA GENIE S-60 FE È STATO ESPOSTO LO SCORSO MESE IN OCCASIONE DELLA FIERA VERTIKAL DAYS A PETERBOROUGH, NEL REGNO UNITO

oltre al design del braccio a doppio parallelogramma per spostarsi verticalmente lungo le pareti, contribuiscono al posizionamento flessibile in spazi ristretti. La cesta ha una portata di 227 kg per l’intera area di lavoro.

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Hands On

PROSPETTIVA

“E-TECH” IL SOLLEVATORE TELESCOPICO COMPATTO 525-60E APPARTIENE ALLA RIVOLUZIONARIA GAMMA 100% ELETTRICA DI JCB, GARANZIA DI ZERO EMISSIONI, BASSA RUMOROSITÀ E NESSUN COMPROMESSO SULLE PRESTAZIONI

di Ettore Zanatta

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IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E

D

opo avere dato vita, 43 anni or sono, al concetto di sollevatore telescopico JCB ha ufficialmente alzato il sipario sul modello 525-60E, la prima versione “full electric” del popolare Loadall. Progettato per offrire le stesse prestazioni del modello ad alimentazione diesel tradizionale, il sollevatore telescopico 525-60E rappresenta una soluzione a zero emissioni ideale per la movimentazione dei carichi nei settori delle costruzioni e in quelli industriale e agricolo. In occasione del lancio di questa macchina Tim Burnhope, Chief Innovation Officer di JCB, ha di-

chiarato che “JCB ha assunto la leadership nella transizione alla propulsione elettrica delle macchine edili, agricole e industriali con il lancio sul mercato del miniescavatore 19C-1E e del 30-19E Teletruk. Nella sua veste di leader mondiale nel mercato dei sollevatori telescopici, con il lancio del JCB 525-60E Loadall l’azienda compie un altro passo verso l’elettrificazione delle macchine destinate al settore delle costruzioni, dell’agricoltura e industriale, offrendo una soluzione per la movimentazione dei carichi a zero emissioni senza compromessi in termini di prestazioni e produttività. Siamo decisamente fiduciosi sulle prospettive di questa macchina”.

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Hands On Dentro la macchina Le caratteristiche principali del nuovo sollevatore telescopico elettrico 525-60E includono: doppi motori elettrici di traslazione e sollevamento, per offrire una maggiore efficienza; una frenata a recuIl nuovo sollevatore telescopico compatto 525-60E appartiene alla gamma E-TECH 100% elettrica di JCB: è il primo di questa generazione, è garanzia di zero emissioni, bassa rumorosità e prestazioni senza compromessi e consente di lavorare per un’intera giornata con un’unica carica, permettendo di accedere a un’ampia serie di nuove opportunità

UNA DICHIARAZIONE D’INTENTI Alla fine dello scorso anno il sollevatore telescopico elettrico Loadall JCB 525-60E ha vinto l’ambito premio come “Prodotto per il noleggio dell’anno” alla 14a edizione degli European Rental Awards. I premi sono stati organizzati congiuntamente dalla European Rental Association (ERA) e dalla rivista International Rental News (IRN). La giuria degli ERA Awards ha conferito il premio con questa motivazione: “JCB sta rispondendo alla domanda del mercato del noleggio di macchine pulite e a basse emissioni, e il nuovo sollevatore telescopico Loadall elettrico 525-60E, oltre a essere una macchina efficace e produttiva, è anche un’importante dichiarazione di intenti”. 40 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E pero di energia, per integrare la carica della batteria; un’idraulica rigenerativa, per un miglioramento dell’efficienza operativa; un’autonomia garantita per un turno di lavoro completo; un’ampia gamma di opzioni di ricarica, tra cui un caricatore a bordo e a ricarica rapida. Il sollevatore telescopico 525-60E è dotato di due motori elettrici, uno per la trasmissione e il secondo per il pilotaggio dell’impianto idraulico. Il motore di traslazione da 17 kW è collegato a una trasmissione a quattro ruote motrici permanenti e, da questa, agli assali motori sterzanti. Il motore del sistema idraulico da 22 kW alimenta una pompa a in-

Il sollevatore telescopico JCB 525-60E è dotato di due motori trifase AC a induzione Jungheinrich, uno per la trazione (17 kW) e uno per l’idraulica (22 kW)

L’innovativa funzione JCB di controllo adattivo del carico impedisce automaticamente il ribaltamento in avanti del mezzo durante la movimentazione di carichi pesanti. Il 525-60E offre una capacità di sollevamento all’altezza massima di 2.000 kg (720 kg allo sbraccio massimo)

La “natura elettrica” che lo contraddistingue fa del sollevatore telescopico JCB 525-60E una soluzione ideale in locali chiusi e in ambienti con vincoli di rumorosità. Quest’ultima, sia interna che esterna, è stata notevolmente ridotta, agevolando le comunicazioni durante le operazioni di lavoro

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Hands On I PUNTI DI FORZA IL DESIGN COMPATTO L’ELEVATA VISIBILITÀ LA BASSA RUMOROSITÀ I BASSI COSTI D’ESERCIZIO L’ELEVATA PRODUTTIVITÀ

INDICATORE DEL MOMENTO DI CARICO

SCHERMO LCD

LUCI DI CIRCOLAZIONE A LED

JOYSTICK MONOLEVA SERVOCOMANDATO

TRE MODALITÀ DI STERZATURA 42 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E AMPIA VARIETÀ DI ACCESSORI

CABINA ROPS/FOPS “FULL SIZE”

IDRAULICA RIGENERATIVA

DOPPI MOTORI ELETTRICI (TRASLAZIONE/SOLLEVAMENTO)

VETRI TERMICI OSCURATI

FRENATA A RECUPERO DI ENERGIA

CARICABATTERIE INTEGRATO CON CAVO

BATTERIA AGLI IONI DI LITIO (24 KWN)


Hands On Il sollevatore telescopico JCB 525-60E è molto compatto. Le sue dimensioni (altezza totale di 1,89 m, larghezza agli pneumatici di 1,84 m e larghezza alla piastra porta-forche di 4 m), unitamente all’elevata visibilità garantita all’operatore, consentono di utilizzarlo in modo efficiente anche in spazi particolarmente ristretti

granaggi a cilindrata fissa della portata massima di 80 l/min. Il flusso idraulico è proporzionale alla posizione del joystick e il finecorsa di sollevamento è controllato da una valvola di blocco elettroidraulica con rigenerazione idraulica in fase di abbassamento e recupero dello sfilo del braccio. L’efficienza dei motori elettrici è dell’85% comparato al 45% di un motore diesel. Un’analisi approfondita dei cicli di lavoro - condotta grazie al sistema telematico LiveLink di JCB e a test e valutazioni in sito - ha permes-

so ai progettisti della Casa britannica di ottimizzare la batteria della macchina per soddisfare le esigenze degli utilizzatori (la batteria agli ioni di litio da 96V è in grado di coprire un intero turno di lavoro). Il motore di traslazione utilizza un sistema di frenata rigenerativa al posto di un impianto di frenatura tradizionale, soluzione che contribuisce alla ricarica della batteria; anche l’impianto idraulico rigenera il flusso in fase di discesa del braccio, riducendo la richiesta di energia e prolungando l’autonomia di

Il braccio è realizzato in acciaio ad alta resistenza e presenta un sistema di comando discesa di tipo “rigenerativo”. Il sollevatore si basa infatti su un’idraulica “intelligente” – con pompa a ingranaggi interna da 80 l/min - per le funzioni di abbassamento e ritrazione. Il sollevamento del braccio avviene in 9,9 secondi, l’abbassamento in 6,2 secondi, l’estensione in 10,3 secondi e la ritrazione in 10 secondi. La macchina opera con una pressione d’esercizio di 245 bar e una portata massima di 65 l/min. Per l’ingrassaggio del braccio viene utilizzato uno speciale grasso Waxoyl che permette di estendere gli intervalli di manutenzione relativi allo sfilo a 500 ore

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IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E Conforme ai requisiti ROPS ISO 3471 e FOPS ISO 3449, la cabina “full-size” presenta cristalli oscurati, vetri anteriore, posteriore e lato destro termici e vetro tetto laminato. Nella parte superiore sono presenti apposite barre di protezione. La macchina è dotata inoltre di tergicristalli per parabrezza e vetro sul tettuccio e di relativo sistema di riscaldamento/sbrinamento. Il lunotto è apribile, con tergi/lavacristallo. All’interno si trovano tutti i comandi e le informazioni necessarie per il funzionamento del telescopico, oltre a un sedile regolabile, riscaldabile e a sospensione pneumatica di serie. I comandi sono idraulici e utilizzabili tramite joystick monoleva servocomandato, comprensivo di selettore senso di marcia, con controllo proporzionale di estensione/ritrazione e circuito ausiliario. È presente anche un indicatore del momento di carico (antiribaltamento) con sistema audiovisivo automatico di indicazione carico al livello degli occhi, con sensore di carico sul ponte posteriore. Questo sistema controlla costantemente la stabilità anteriore della macchina e ne lascia sempre il pieno controllo all’operatore

funzionamento (la funzione di rigenerazione della frenata viene automaticamente disinserita a batteria completamente carica). La macchina utilizza lo stesso caricabatterie di bordo delle altre macchine della gamma JCB E-TECH,

in grado di ricaricare la batteria in otto ore utilizzando l’alimentazione elettrica standard da 240V-16A. Un caricatore universale JCB opzionale può essere utilizzato per la ricarica rapida durante le pause in 35 minuti.

Il sollevatore 525-60E si caratterizza per un servosterzo idrostatico con tirante trasversale servocomandato su entrambi gli assali. Sono possibili tre modalità di sterzatura - sulle ruote anteriori, a ruote concentriche o a granchio - selezionabili in cabina mediante un’apposita leva di selezione. La trasmissione 4WD è permanente con motore di trazione indipendente e frenata rigenerativa. La velocità di traslazione massima (avanti/retromarcia) è di 15 km/h

GESTIRE L’EFFICIENZA

Anche il sollevatore telescopico 52560E è dotato dell’ormai noto e apprezzato sistema LiveLink, risultato dell’impegno di JCB nella costante ricerca di soluzioni nuove e innovative che aiutino i proprietari a sfruttare al meglio le proprie macchine. Si tratta di un avanzato sistema di monitoraggio della macchina che consente di proteggere nel migliore dei modi l’investimento, controllando con precisione - e migliorando - le prestazioni del mezzo. JCB LiveLink è, in pratica, un sistema informatico che consente ai proprietari di controllare e gestire a distanza le macchine. È sufficiente disporre di un PC collegato a Internet: il terminale LiveLink è integrato nel sollevatore telescopico, in questo caso, da dove controlla tutte le informazioni e le trasmette all’interessato tramite la tecnologia di comunicazione della telefonia mobile. Grazie al sistema LiveLink, quindi, è possibile conoscere la posizione della macchina, eventuali utilizzi o spostamenti non autorizzati, segnalazioni diagnostiche, ore di funzionamento del motore e avvisi di scadenze di manutenzione programmata. LiveLink trasmette anche tutte le principali informazioni mediante resoconti e-mail, in modo che si possano ricevere le informazioni di cui si ha bisogno direttamente sulla casella di posta del computer o del telefono cellulare. Questo sistema, dunque, consente di aumentare la disponibilità della macchina attraverso la sicurezza e una migliore gestione delle procedure di manutenzione, nonché di migliorarne il controllo della gestione attraverso l’uso del portale web LiveLink e di migliorare la percentuale di soluzioni al primo tentativo di qualsiasi problema tecnico, grazie alle funzioni diagnostiche remote che lo caratterizzano.

maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 45


Hands On I ponti anteriori e posteriori presentano assali motore/ sterzanti con riduttori laterali epicicloidali

Tra presente e futuro Il sollevatore telescopico elettrico JCB 525-60E è stato progettato per soddisfare le esigenze attuali e future degli utilizzatori in un’ampia varietà di settori industriali e per garantire un’operatività a zero emissioni all’interno degli edifici, nei lavori in sotterraneo e nelle aree urbane sottoposte a stringenti normative in materia di emissioni, come ad esempio la ULEZ (“Ultra Low Emission Zone”) di Londra. Un ulteriore vantaggio dell’alimentazione elettrica è la signi-

ficativa riduzione dei livelli di emissioni acustiche, caratteristica che rende questo Loadall idoneo all’utilizzo prolungato in aree urbane sensibili. Il sollevatore telescopico 525-60E presenta un livello di rumore in cabina di 66,7 dB, mentre quello esterno è di 92,2 dB. Per preservare l’incolumità degli operatori in cantiere durante le

manovre della macchina è disponibile di serie un avvisatore acustico di retromarcia. JCB non è scesa ad alcun compromesso nemmeno per ciò che concerne il comfort dell’operatore: la cabina ROPS/FOPS “full-size” è ben organizzata e progettata per il massimo comfort di utilizzo ed è dotata di comandi facilmente individuabili. La cabina completamente vetrata dispone di un riscaldatore da 2,2 kW, di parabrezza, di vetri posteriori e laterali riscaldati per un rapido sbrinamento e disappannamento, nonché di un sedile a sospensione riscaldato che offre all’operatore un comfort ottimale indipendentemente dalla temperatura esterna.

Tutto sotto controllo L’attacco rapido anteriore JCB, idraulico, è di serie

Il sollevatore telescopico elettrico 525-60E adotta anche il collaudato e brevettato “Load Control

Gli sportelli del sollevatore telescopico 525-60E sono strutturati per agevolare in ogni modo l’operatore. In caso non si voglia – o non sia possibile – tenere completamente aperto il finestrino è possibile mantenerlo socchiuso, per agevolare comunque il ricambio d’aria

46 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ELETTRICO JCB 525-60E Le fanalerie anteriori e posteriori, posizionate sulla cabina, sono a LED, al fine di garantire un livello maggiore di luce e un minore consumo di energia rispetto ai tradizionali dispositivi alogeni

System” di JCB, che assicura una gestione ottimale e sicura del carico. Le dimensioni esterne della macchina si presentano invariate rispetto al modello diesel: la macchina presenta lo stesso raggio di sterzata esterno, pari a 3,7 m. La capacità massima di sollevamento è di 2.500 kg, mentre quella di carico alla massima altezza di sollevamento di 6 m è di 2.000 kg. Questo modello è stato progettato per fornire tempi di ciclo simili a quelli del telescopico diesel senza alcuna perdita di prestazioni e può essere utilizzato, oltre che equipaggiato con forche, con un’ampia varietà di benne e con molti altri accessori dedicati JCB Loadall. ■

LA SCHEDA TECNICA Il sollevatore telescopico 525-60E Altezza di sollevamento:

6m

Capacità di sollevamento massimo:

2.500 kg

Capacità di sollevamento alla massima altezza:

2.000 kg

Capacità di sollevamento al massimo sbraccio:

720 kg

Sbraccio alla massima altezza di sollevamento:

-0,15 m

Sbraccio massimo in avanti:

3,5 m

Tipo di batteria:

ioni di litio

Capacità totale:

24 kWh

Tipo di motore (trazione/idraulica):

trifase AC a induzione

Potenza motore (trazione/idraulica):

17/22 kW

Coppia massima (trazione/idraulica):

220/130 Nm

Pressione d’esercizio:

245 bar

Portata massima:

65 l/min

Dimensioni totali (altezza x larghezza x lunghezza):

1,89 x 1,84 x 3,38 m

Passo:

2,39 m

Altezza libera da terra:

0,22 m

Raggio di sterzata esterno (agli pneumatici):

3,7 m

Pneumatici (industriali):

12x16,5

Peso operativo:

5.200 kg

Sul lato sinistro del sollevatore telescopico è presente - a sinistra nella foto l’alloggiamento delle batterie agli ioni di litio Jungheinrich (24 kWh-96V). È presente anche il carica-batterie di bordo, che consente il collegamento diretto alla rete di alimentazione AC. Aprendo un apposito sportello (vedi foto di dettaglio), posto sotto quello delle batterie, si trova il collegamento per la ricarica rapida (all’interno del vano è presente un sensore che, attivandosi, per ovvi motivi di sicurezza immobilizza automaticamente la macchina fino a che il cavo di collegamento non viene rimosso). Nella parte destra del vano si trovano un pacco batterie dedicato all’alimentazione dei servizi e lo stacca-batterie maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 47


ATTREZZATURE PILOSIO

PONTEGGIO

A REGOLA… D’ARTE DOPO AVER PRESENTATO NEI MESI SCORSI LA NUOVA GAMMA DI SISTEMI DI SOLLEVAMENTO, LA “NUOVA PILOSIO” PRESENTA IL PONTEGGIO ELETTRICO ESI, GIÀ UTILIZZATO CON SUCCESSO A VENEZIA, CITTÀ D’ARTE PER DEFINIZIONE, PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA FACCIATA DELLE PROCURATIE NUOVE di Stefano Vitali

48 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


È

stata la primavera 2022 a (ri)presentare ufficialmente al mercato delle costruzioni la “Nuova Pilosio” e la recente divisione “Sistemi di Sollevamento”, che comprende ponteggi elettrici, montacarichi e ascensori da cantiere. La fase di rilancio della storica azienda friulana produttrice di ponteggi e casseforme è ora in piena attività: dal 31 agosto 2021, data dell’acquisizione di Pilosio, si è infatti proceduto alla riorganizzazione completa di tutti i processi (in soli otto mesi i dipendenti sono raddoppiati, a testimonianza della fase di costante crescita). La ricerca del miglioramento continua ora più che mai, dunque,

perseguendo i valori che hanno sempre contraddistinto l’azienda fin dal 1961, anno della sua fondazione. Passione, qualità, innovazione e cura del dettaglio: Pilosio conferma di essere una realtà sempre attenta a fornire un servizio completo e la massima attenzione ai propri clienti.

Una divisione per il sollevamento In quest’ottica è stata creata la nuova divisione dedicata ai sistemi di sollevamento a pignone e cremagliera, al fine di integrare l’attuale offerta di ponteggi con attrezzature complementari. La divisione include i ponteggi elettrici autosollevanti, le piattaforme di

trasporto per persone e cose e gli ascensori da cantiere. Tra le principali novità in termini di prodotto è certamente da evidenziare la piattaforma di sollevamento ESI, oltre all’innovativo sistema di recinzione da cantiere Sicurblind. Dei cantieri in cui la Pilosio si è distinta per il montaggio di un ponteggio elettrico uno dei più prestigiosi è senz’altro quello della facciata delle Procuratie Nuove, in piazza San Marco a Venezia. Qui è in fase di completamento un intervento di messa in sicurezza della facciata: i lavori di breve durata riguardano, per la precisione, il “pronto intervento per la verifica mediante ispezione generale e messa in sicurezza” di una deci-

VISTA GENERALE DEL PONTEGGIO ELETTRICO ESI SULLA FACCIATA DELLE PROCURATIE NUOVE IN PIAZZA SAN MARCO, A VENEZIA maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 49


ATTREZZATURE

VISTA DEL PONTEGGIO ELETTRICO ESI CON IL TUNNEL IN MULTIDIREZIONALE MP

na di campate della facciata delle Procuratie Nuove. Anziché nascondere la facciata dietro a impalcature l’impresa veneziana Lithos ha preferito utilizzare una soluzione meno invasiva, scegliendo appunto un ponteggio autosollevan-

te, garanzia di un impatto visivo molto basso sulla facciata. La scelta a favore di un ponteggio elettrico è stata rafforzata anche da altri fattori non meno importanti per un cantiere situato in una città d’arte con numerosi vinco-

ACCESSO AL PIANO DI LAVORO DEL PONTEGGIO ELETTRICO ESI RISERVATO AI SOLI ADDETTI AI LAVORI IN CANTIERE 50 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

li: minore occupazione degli spazi a terra, minima interferenza con le numerose attività commerciali, numero esiguo di elementi da trasportare via acqua e a piedi attraversando Piazza San Marco rispetto a un ponteggio, nonché il vantaggio per l’impresa di trasportare in altezza persone e attrezzature in modo più agevole e sicuro. In aggiunta, sono stati studiati degli accorgimenti specifici: divisione dell’intervento in due lotti, per poter utilizzare un’attrezzatura maneggevole medio/leggera da spostare dal primo al secondo lotto; ancoraggi a spinta per non danneggiare la facciata con fori e ancoraggi a cravatta; piano di lavoro con un tavolato multistrato antisdrucciolo trattato per esterno al posto del pianale metallico, vista la forte umidità della città lagunare. Infine, per non interrompere il passaggio continuo tra il famoso Caffè Florian e i tavolini in Piazza, è stato creato un sottopasso che agevola la circolazione di turisti e addetti alle attività commerciali, mentre il ponteggio autosollevante si arresta a quota circa +3,00 m. Il tunnel è stato realizzato in ponteggio MP Multidirezionale con larghezza 1,50 m, lunghezza 5,00 m e con altezza utile di passaggio di 2,65 m, mentre i restauratori ac-


LA SCHEDA TECNICA Il ponteggio elettrico ESI

ESI S Bicolonna

ESI P Monocolonna

26,60 m

8,80 m

1,00 m + 0,70 m / 1,00 m + 1,20 m

1,00 + 0,70 m / 1,00 m + 1,20 m

Capacità di carico max.:

2.800 kg

1.000 kg

Velocità di sollevamento:

8 m/minuto

8 m/minuto

150 m

150 m

4 x 1,5 kW

2 x 1,5 kW

Elemento verticale triangolare:

altezza 1,50 m; peso 49 kg

altezza 1,50 m; peso 49 kg

Alimentazione elettrica trifase:

400 V

400 V

Lunghezza max.: Larghezza piano di lavoro (standard/opzionale):

Altezza ancorata max.: Numero motori e potenza:

DETTAGLIO DELL’ANCORAGGIO A SPINTA DEL PONTEGGIO ESI

cedono al piano di lavoro tramite una torre scala in MP posta in corrispondenza della porta di accesso del gruppo di sollevamento.

La scelta del ponteggio Per questo specifico cantiere è stato scelto il modello ESI di portata medio/leggera, il più piccolo della gamma che comprende anche i modelli Cosmos di portata media/ pesante ed ESA di portata pesante. Il ponteggio autosollevante ESI può raggiungere una lunghezza di 26,60 m con sbalzi verso la parete fino a 1,20 m, per compensare rientranze e sporgenze dell’edificio, e con capacità di carico fino a 2.800 kg. Il movimento è ottenuto dall’accoppiamento di pignone e

I SISTEMI DI SOLLEVAMENTO ELETTRICI SONO ATTREZZATURE CON CUI PILOSIO HA GIÀ MOLTA CONSUETUDINE: IN ARCHIVIO SONO STATI TROVATI PROGETTI ESECUTIVI DISEGNATI A CHINA DI MONTACARICHI DA CANTIERE E ASCENSORI INDUSTRIALI FISSI DATATI 1964

cremagliera azionati da motoriduttori elettrici. È facile da movimentare, montare e smontare e occupa a terra lo spazio corrispondente alle sole due basi con gruppo motore, mentre tutto il piano di calpestio può essere tenuto sollevato

per lasciare libero accesso a negozi e attività. Adatto per spazi stretti e centri storici, ha un piano di calpestio largo 1,00 m che permette agli operatori di avere un’area sufficiente per eseguire le lavorazioni in maniera confortevole. È fornito di serie con un telaio di base con ruote per la traslazione, bracci stabilizzatori regolabili per assicurare la massima stabilità e con i seguenti dispositivi di sicurezza: motoriduttori auto-frenanti, discesa di emergenza manuale, relè controllo fasi, finecorsa superiore/inferiore, dispositivo di arresto meccanico superiore/inferiore, dispositivo di prossimità anticaduta (rileva la presenza di eventuali ingombri), finecorsa di sicurezza per le porte di accesso e segnale acustico di movimento. ■ maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 51


COMPONENTI HYDRECO HYDRAULICS ITALIA

L’INGRANAGGIO

DEL SUCCESSO

LA SOCIETÀ APPARTENENTE DAL 2019 AL GRUPPO DUPLOMATIC MOTION SOLUTIONS (MS) OFFRE OGGI SUL MERCATO UN’AMPIA OFFERTA DI POMPE A INGRANAGGI ELICOIDALI A BASSA RUMOROSITÀ E POMPE A INGRANAGGI IN ALLUMINIO E GHISA. FONDAMENTALE PER IL SUO SUCCESSO È LA SINERGIA CON IL GRUPPO DI APPARTENENZA, CHE SI MANIFESTA DALLA FASE PROGETTUALE FINO AL COLLAUDO di Pietro Gabrielli

H

ydreco Hydraulics Italia si è sempre occupata di ricerca e sviluppo di soluzioni oleodinamiche per applicazioni mobili ed è parte del Gruppo Duplomatic, realtà che quest’anno festeggia l’an52 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

niversario dei 70 anni di attività. Il 2021 però è stato l’anno della grande evoluzione, grazie sia all’apertura della gamma di prodotti anche al settore industriale che all’inaugurazione della nuova sede produttiva di Parma.

Oggi Hydreco Hydraulics Italia impiega complessivamente 31 addetti tra la struttura di Vignola (MO) e quella di Parma, con una superficie operativa totale di circa 3.000 m2. Hydreco si è infatti espansa lungo l’asse della via Emilia con il nuovo


stabilimento, che si è aggiunto alla sede principale di Vignola, dedicato alla realizzazione della nuova gamma di pompe a ingranaggi esterni dei Gruppi 1, 2 e 3. Queste nuove serie di pompe, caratterizzate da un corpo in alluminio e da flangia e coperchio in ghisa, sono commercializzate sul mercato con le sigle HY1, HY2 e HY3. Nel corso degli scorsi mesi si sono poi aggiunte due altre versioni legate al Gruppo 2: una versione “low-noise” e una con corpo in ghisa. Con la serie HY3, in particolare, Hydreco Hydraulics Italia mette a disposizione cilindrate da 22 a 63 cm3/giro e pressioni di picco che possono raggiungere i 300 bar. I principali vantaggi di queste serie? Dimensione compatte e modularità!

POMPE A INGRANAGGI ESTERNI HY2 IN BANCO DI COLLAUDO NELLA NUOVA SEDE HYDRECO HYDRAULICS ITALIA DI PARMA

L’importanza del Gruppo “Se parliamo di novità - spiega Michele Guiati, Managing Director di Hydreco Hydraulics Italia - vorrei sottolineare che queste non si limitano solamente al lancio di nuovi prodotti, ma riguardano anche le sinergie che stiamo sviluppando con il Gruppo Duplomatic, di cui Hydreco fa parte. L’apertura della nuova sede produttiva di Parma ne è un esempio”. Con le nuove gamme di prodotto, Hydreco si posiziona come fornitore di riferimento dell’intera gamma di pompe a ingranaggi esterni con corpo in alluminio e con flangia e coperchio in ghisa, equipaggiate e disponibili in molteplici configurazioni e con diverse tipologie di flange, di attacchi per le bocche di aspirazione e mandata e di alberi. “Obiettivo del lancio dei nuovi prodotti - continua Guiati - è quello di avere una gamma completa per abbracciare le molteplici esigenze applicative della nostra clientela: se il settore delle macchine mobili (agricole, per l’edilizia e le costruzioni, ma anche applicazioni municipali e così via) rappresenta il campo d’impiego principale, le nostre pompe a ingranaggi esterni si rivolgono anche ad applicazioni prettamente industriali”.

HYDRECO HYDRAULICS ITALIA IMPIEGA COMPLESSIVAMENTE 31 ADDETTI TRA LA STRUTTURA DI VIGNOLA (MO) E QUELLA DI PARMA (NELLA FOTO)

Il fiore all’occhiello La funzione delle pompe a ingranaggi esterni è fondamentalmente quella di far circolare l’olio all’interno dei circuiti oleodinamici, una funzione che viene svolta su tutte le macchine che abbiamo citato precedentemente. Per questa tipologia di pompa l’aspetto prestazionale è particolarmente importante, ad esempio in termini di livello di pressione che la pompa è in grado di raggiungere. Nel caso della pompa HY2 la massima pressione in esercizio continuo è di 260 bar, con una pressione di picco che può raggiungere i 310 bar. La massima velocità raggiungibile è di 4.000 giri/min. Con le pompe HY1 e la HY2 si è poi in grado di coprire cilindrate fino a 31,7 cm3/giro.

“Le pompe Hydreco sono testate per soddisfare tutte le esigenze dei circuiti delle macchine di cui abbiamo fatto cenno”, evidenzia Guiati. “Ma oltre alla pressione di picco anche la durata nel tempo è un fattore determinante. Per raggiungere questo obiettivo è stato fatto uno studio specifico sul corpo della pompa stessa e abbiamo realizzato un corpo più robusto e sovradimensionato rispetto alla media dei corpi pompa presenti sul mercato. Non solo, abbiamo anche lavorato sui supporti di bilanciamento e sugli ingranaggi, cercando di ottimizzare le prestazioni della pompa per renderla in grado di fornire non solo una risposta a tutte le esigenze, ma anche una maggiore durata del componente. Il tutto si traduce, naturalmente, in un valore aggiunto per il costruttore della macchina”.

Dal progetto al collaudo Nell’iter di progettazione la sinergia con il gruppo Duplomatic è stata fondamentale. “Il primo passo - illustra Michele Guiati - è stato compiuto nell’ottica di incrementare anche all’interno del mondo Hydreco i software di progettazione utilizzati da Duplomatic MS. Oggi possiamo avvalerci di un ambiente di progettazione comune ed è più semplice inmaggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 53


COMPONENTI

L’OPINIONE

ROBERTO MADDALON CEO DI DUPLOMATIC MS

“Il 25 maggio 2022 si è svolta la celebrazione ufficiale del 70° anniversario aziendale alla presenza di tantissimi clienti, partner commerciali, collaboratori, giornalisti e amici che hanno accompagnato dal 1952 a oggi la crescita di Duplomatic Motion Solutions (MS), realtà che oggi si distingue come un punto di riferimento a livello globale nei settori dell’oleodinamica e del ‘motion control’, grazie soprattutto alle molteplici soluzioni sviluppate in questi ambiti negli ultimi 15 anni. Si è trattato di un momento di celebrazione che ha emozionato profondamente gli ospiti e, in particolare, i collaboratori e partner di Duplomatic, e che ha rafforzato in tutti la consapevolezza di essere parte della costruzione di una pagina importante per l’industria in Italia e nel mondo. Durante quest’appuntamento non si vuole volgere lo sguardo solo al passato, però. Esso, infatti, rappresenta un’occasione per scoprire il futuro: Duplomatic entrerà a breve a far parte del gruppo giapponese Daikin Industries, che ha intenzione di investire ingenti risorse nel mercato europeo – e in modo massiccio negli stabilimenti in Italia, ma non solo - utilizzando le strutture già esistenti di Duplomatic che, unitamente a Hydreco, mette a disposizione una piattaforma globale, sia in termini geografici che produttivi. Un accordo, questo, raggiunto e annunciato recentemente e che offre importanti opportunità per entrambi”.

LA NUOVA GAMMA DI POMPE A INGRANAGGI ESTERNI (GRUPPI 1, 2 E 3) DI HYDRECO HYDRAULICS 54 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

POMPE A INGRANAGGI ESTERNI HY2 SEZIONATE. NELLE FOTO, LE VERSIONI STANDARD E “LOW NOISE”

terfacciare i nostri progetti con l’area di Ricerca & Sviluppo di Duplomatic MS, dotata di strumenti per analisi FEM e analisi fluidodinamiche. La collaborazione prosegue fino alla fase di collaudo finale per l’approvazione del prodotto, che viene eseguito sui banchi prova realizzati proprio da Duplomatic. In conclusione, questa collaborazione ha portato allo sviluppo di una gamma di prodotti che presenta dei plus importanti rispetto a ciò che il mercato già offre. Ed era questo l’obiettivo più importante che siamo riusciti a raggiungere”. Guiati conclude poi facendo un accenno al futuro prossimo: “Potendo oggi contare su una gam-

ma di soluzioni per applicazioni mobili come le macchine movimento terra e per l’industria delle costruzioni, ma anche per i comparti agricolo, forestale e municipale, Hydreco sarà presente alle principali fiere di settore internazionali e italiane, come la prossima edizione del Bauma a Monaco di Baviera ed EIMA a Bologna. Ma le novità non sono finite qui: lo sviluppo della gamma prodotti procede spedita con altre interessanti soluzioni, che vedranno la luce nel futuro prossimo e che saranno anch’esse oggetto di presentazione nei prossimi eventi fieristici a cui Hydreco prenderà parte”. ■


IL CANTIERE È IL MIO

MONDO

È LA MIA

SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da

UNDERGROUND

La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

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COMPONENTI KOHLER

NOLEGGIO

A TUTTO REGIME È NATO IL KOHLER RENTAL PARTNER PROGRAM, UN PROGETTO CHE OFFRE AI NOLEGGIATORI UNA FORMAZIONE SPECIFICA, SCONTISTICHE DEDICATE PER I RICAMBI ORIGINALI E L’ACCESSO A TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DI POST-VENDITA

di Stefano Vitali

56 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


S

econdo le ultime stime del 2021 il mercato globale del noleggio di macchine per l’edilizia ha un valore stimato attorno ai 74 miliardi di dollari, valore destinato a crescere da qui al 2030. Tra i fattori che hanno contribuito a tale crescita non possiamo di certo tralasciare l’eredità lasciata dalla pandemia: è inutile nascondere come negli ultimi due anni il settore abbia sofferto per le interruzioni degli impianti di produzione e per le difficoltà nella catena di approvvigionamento. L’incertezza rispetto al momento economico ha spinto sempre più realtà a orientarsi verso il noleggio delle macchine, evitando di sborsare così somme immediate e potenzialmente difficili da sostenere. Il mercato del noleggio, quindi, sta beneficiando di una forte crescita, dovuta anche a fattori come l’inflazione dei prezzi delle materie prime che influisce sui prezzi dell’acquisto di nuove macchine. Anche l’incremento nella richiesta di tecnologie sempre più avanzate porta le aziende a investire sul noleggio, che offre loro la possibilità di avere a disposizione flotte al passo con l’innovazione senza dover incappare in compravendite stressanti. A livello economico, il noleggio, infatti, consente di rifornirsi delle attrezzature solo quando se ne ha bisogno, trasformando i costi fissi di proprietà in costi variabili – a seconda di quanto viene utilizzato il bene – evitan-

do inutili investimenti quando le flotte non vengono utilizzate. A pesare sul bilancio aziendale sono anche i costi correlati, come l’assicurazione, la manutenzione, la riparazione, il trasporto e lo stoccaggio, che tendono ad aumentare nel tempo. Il noleggio aiuta anche a ridurre costi del personale e rischi finanziari nel caso di possesso di flotte numerose. Tutte queste considerazioni vanno a costruire il cosiddetto TCO (“Total Cost of Ownership”) della macchina, fattore che influisce pesantemente sulle imprese e quindi di grande importanza. Esso è dato dal costo dell’acquisto del prodotto sommato ai costi sostenuti nel corso di tutta la sua vita utile. Tale è l’importanza di questo valore che l’ERA (European Rental Association) ha da qualche anno lanciato il “TCO calculator”, uno strumento per aiutare gli operatori del settore a calcolare il “Total Cost of Ownership” delle loro macchine.

Un impegno costante Da sempre Kohler propone motori di alta qualità che garantiscono elevate prestazioni, grazie alla massi-

UN “GRADITO RITORNO” PER I NOLEGGIATORI

FRANCESCA MARCHESINI “CHANNEL MANAGER” E RESPONSABILE DEL KOHLER RENTAL PARTNER PROGRAM

“Per noi è fondamentale avere un rapporto diretto con i noleggiatori, poiché rappresentano una parte molto importante del mercato, che deve essere supportata attraverso dei servizi specifici e di cui è fondamentale ascoltare la voce. Il programma è stato pensato come uno strumento per creare una collaborazione a lungo termine, per offrire al cliente finale un servizio di qualità. Sono entusiasta di vedere che sempre più aziende riconoscono questo valore”.

KOHLER PROPONE MOTORI DI ALTA QUALITÀ CHE GARANTISCONO ELEVATE PRESTAZIONI, GRAZIE ALLA MASSIMA POTENZA E ALLA DENSITÀ DI COPPIA, A CONSUMI OTTIMIZZATI DI CARBURANTE E A ECCELLENTI RISPOSTE AL CARICO, SENZA TRALASCIARE LA PIENA CONFORMITÀ ALLE PIÙ RECENTI NORMATIVE IN MATERIA DI EMISSIONI maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 57


COMPONENTI

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO HAULOTTE HTL 4017 EQUIPAGGIATO CON MOTORE KOHLER KDI 3404 TCR

ma potenza e alla densità di coppia, a consumi ottimizzati di carburante e a eccellenti risposte al carico, senza tralasciare la piena conformità alle più recenti normative in materia di emissioni. L’approccio è fortemente orientato al cliente, attuato attraverso una formazione e un supporto ingegneristico applicativo di prim’ordine che lavora a stretto contatto con gli OEM per garantire il successo dell’applicazione. La qualità si mantiene alta anche nella fase di post-vendita, grazie ai lunghi intervalli di manutenzione e alla garanzia di tre anni. Inoltre, con una rete di assistenza che vanta 2.000 punti vendita diesel e più di 8.000 benzina in tutto il mondo il cliente non viene mai lasciato solo. Nel costante impegno di Kohler a rispondere alle esigenze del mercato la repentina crescita del noleggio non è passata inosservata, anzi, è stata vista come un’opportunità per rafforzare il contatto con l’utente finale: continuando a garantire la qualità dei propri prodotti, l’azienda ha deciso di avviare un programma volto a supportare le imprese di noleggio tramite assistenza tecnica e formazione, tendendo la mano al noleggiatore e creando un clima di collaborazione che in questo momento diventa strategico per rispondere alle esigenze specifiche. 58 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

L’OBIETTIVO DEL PROGRAMMA È RENDERE IL NOLEGGIATORE PIÙ INDIPENDENTE ED EFFICIENTE NELLA GESTIONE DELLA PROPRIA FLOTTA

Un progetto “ad hoc” È nato così il Kohler Rental Partner Program, un progetto ad hoc che offre al noleggiatore un’adeguata formazione specifica, delle scontistiche dedicate per i ricambi originali e l’accesso a tutta la documentazione di post-vendita. Gli incontri di formazione vengono organizzati con i relatori specializzati Kohler, con approfondimenti sulla manutenzione di base delle varie famiglie di motori, il funzionamento dei motori elettronici, la diagnostica indipendente e con assistenza da remoto. L’obiettivo del programma è quello di rendere il noleggiatore più efficiente nella gestione della propria flotta, con l’intenzione di diminuire i fermi macchina e rendere i mezzi disponibili per il noleggio in tempi brevi e in sicurezza. Ne beneficia così il già citato TCO. L’adesione al Kohler Rental Partner Program apre alle aziende un canale di comunicazione diretta con il costruttore del motore, per far comprendere al meglio le proprie esigenze. La parola d’ordine è “collaborazione”: essere

sempre consapevoli delle esigenze del mercato richiede un dialogo costante con tutti gli attori coinvolti. Per questo motivo Kohler è socia della European Rental Association e ha partecipato in qualità di sponsor al suo congresso annuale, tenutosi a Riga dal 15 al 16 giugno scorsi, in occasione della quale sono stati anche assegnati gli European Rental Awards. Kohler è socia anche di Assodimi-Assonolo, di cui sponsorizzerà il prossimo congresso “Pianeta Macchine”. Da poco, inoltre, ha partecipato all’evento “IPAF Anch’io”. Ogni occasione di incontro con OEM e aziende di noleggio è di fondamentale importanza per mantenere il senso di collaborazione e reciprocità con gli esperti di settore. Se il fine è un servizio di qualità, non si può lavorare per compartimenti stagni:è fondamentale creare occasioni di scambio tra i diversi attori perché questi diventino veri e propri partner che mettano a disposizione le proprie esperienze, al fine di offrire al cliente finale un’esperienza piacevole, da replicare. ■


Dossier

LA SICUREZZA,

UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA LANCIANDO L’HASHTAG #SAFETYANCHIO, IPAF RIBADISCE IL SUO IMPEGNO NEL SENSIBILIZZARE IL SETTORE AFFINCHÉ OGNUNO RICONOSCA DI AVERE UN RUOLO IMPORTANTE NELLA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI LEGATI ALL’UTILIZZO DELLE PIATTAFORME AEREE PER IL LAVORO IN QUOTA di Cristina Cassinari ha collaborato Gianni Gennari

I

l tema della sicurezza legata all’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (PLE) rimane centrale nel settore del sollevamento in edilizia, ma non solo, poiché queste attrezzature sono sempre più diffuse per effettuare lavori in quota anche in altri comparti. Ed è una fortuna che si faccia più spesso ricorso alle PLE, che sono sicuramente la soluzione migliore per operare in sicurezza a quote elevate. Lavorare su una PLE però non è sicuro a prescindere. Pur ricorrendo a uno strumento 60 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

solido e affidabile è indispensabile saperlo usare correttamente, rispettando precise regole e conoscendo i fattori di rischio per evitare problemi e incidenti. Sensibilizzare il comparto su questi temi è la mission di IPAF, International Powered Access Federation, rappresentata in Italia da Maurizio Quaranta: “La nostra associazione è impegnata nelle attività di promozione della sicurezza, realizzando campagne di informazione e sensibilizzazione, sia sul lato della formazione con circa 35

centri formativi in Italia che hanno abbracciato la nostra visione”, spiega Quaranta. Nella visione di IPAF, l’incidente non è ascrivibile a una sola persona, la “colpa” non è del singolo ma deve essere assunta dalla collettività: “Non si può banalizzare identificando la causa di un incidente nella disattenzione dell’operatore. L’intero comparto, oggi più che mai, deve riconoscere il ruolo che l’intera filiera ha nel garantire la sicurezza. L’errore può partire da una scrivania, per una erronea progettazione


FORMAZIONE E SICUREZZA

dell’intervento; può essere legato a una scelta sbagliata del macchinario da utilizzare; può essere del produttore che non ha saputo redigere un manuale della macchina di facile comprensione, piuttosto che del formatore che deve fornire nozioni adeguate. Può essere del distributore, del manutentore, del responsabile di cantiere, del responsabile di progetto: tutti coloro che lavorano devono assumersi maggiormente le loro responsabilità. Da questi presupposti parte il nostro impegno attuale, sintetizzato dall’hashtag #ipafanchio”.

Focus su digitalizzazione e analisi dei dati: la app ePAL

MAURIZIO QUARANTA RESPONSABILE IPAF PER L’ITALIA

Non è un caso che un messaggio strategico oggi sia sintetizzato da un hashtag: in questi anni la pandemia ha evidenziato l’importanza di una forte presenza digitale e della creazione di processi digitali che spaziano dalla formazione e dall’eLearning fino alle modalità di interazione con soci e utilizzatori. Questo lavoro include l’ulteriore sviluppo dell’app ePAL, uno strumento prezioso per l’interazione con gli operatori delle macchine maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 61


Dossier

attraverso importanti messaggi di sicurezza. L’app ePAL è un “portafoglio digitale” che sostituisce i documenti e i patentini cartacei e di plastica, riunendoli comodamente in un unico posto. L’app consente di registrare, condividere e memorizzare facilmente le qualifiche e l’esperienza degli operatori. È possibile aggiungere le persone valutate come competenti (Competent Assessed Persons, CAP), le PLE per responsabili e la valutazione del sito (per la scelta delle PLE). Consente di registrare l’esperienza operativa sulle macchine per l’accesso aereo, ottenendo una visione d’insieme del tempo trascorso al

lavoro su diverse macchine. L’app ePAL è comoda per gli operatori e i relativi datori di lavoro, poiché consente di condividere facilmente le licenze e qualifiche usando il telefono dell’operatore, per una maggiore tranquillità in termini di sicurezza. L’esperienza operativa viene memorizzata rapidamente nel registro digitale. Le carte digitali PAL contribuiscono al contrasto delle frodi e offrono una sicurezza aggiuntiva grazie alle misure di accesso sicuro in dotazione ai cellulari. Inoltre, ePAL offre agli operatori l’accesso alle più recenti informazioni e buone prassi di sicurezza per una maggiore tranquillità sul

lavoro: dalla app si può accedere alla guida sulla sicurezza dell’operatore o del sito. L’app è collegata al sistema di segnalazione degli incidenti del portale www.ipafaccidentreporting.org che può ricevere informazioni da diversi Paesi e lingue, per raccogliere dati e condurre un’analisi continua degli incidenti. Grazie al collegamento diretto, eseguito tramite l’app ePAL sul dispositivo mobile di un operatore, è possibile segnalare anche gli “incidenti mancati” e fare quindi prevenzione degli eventi gravi. In questo modo è possibile sfruttare i dati per aumentare la consapevolezza delle pratiche di lavoro a rischio di sicurezza e agire per migliorarla.

Dall’analisi dei dati a campagne e formazione Dalla banca dati degli incidenti nascono le campagne di sensibilizzazione e i corsi di formazioni. “Analizzando i dati sugli incidenti riusciamo a identificare quali sono i punti critici dell’attività del lavoro con le piattaforme aeree, sappiamo quali sono le condotte più o me-

LA CAMPAGNA “OCCHIO ALLE CADUTE” Per la sicurezza sul lavoro e per evitare le cadute, ecco i punti principali che la campagna IPAF sottolinea: Eseguire una precisa pianificazione, conducendo un’adeguata indagine/ valutazione del rischio delle PLE del sito, scegliere la macchina adatta a un dato lavoro e avvalersi di operatori e supervisori dotati di formazione professionale. Conoscere la propria macchina. Gli operatori devono seguire corsi di formazione sul tipo di macchina in uso e fare pratica con il modello specifico. Gli operatori devono valutare se la macchina sia adatta al compito e alle condizioni e idonea in termini di sbraccio, articolazione e capacità di carico. La conoscenza della macchina comprende l’eventuale utilizzo di dispositivi di protezione individuale 62 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

anticaduta (DPI) e, in caso affermativo, del tipo corretto da fissare in modo adeguato. Aggancio: se occorre usare un DPI tutti gli occupanti della piattaforma devono agganciare i cordini al punto designato. Verificare che il movimento della piattaforma sia possibile anche con i cordini agganciati e non spostare la macchina o elevare la piattaforma fino a quando tutti gli occupanti non sono agganciati. Impostare e manovrare la macchina/ piattaforma in modo efficace. Gli occupanti non devono mai scavalcare, slacciare i DPI, salire o arrampicarsi sui parapetti o estendere in altro modo l’ambito di lavoro sicuro della piattaforma. Verificare che le PLE verticali siano posizionate e riposizionate in modo da

PETER DOUGLAS CEO E DG DI IPAF

consentire un agevole accesso all’area di lavoro. Gli operatori non devono scavalcare o restare in piedi sui parapetti per accedere a un’area di lavoro, ma dedicare il giusto tempo e lavoro per riposizionare correttamente la macchina. Restare all’interno della piattaforma


FORMAZIONE E SICUREZZA no pericolose che vengono messe in campo e, di conseguenza, possiamo strutturare le campagne, piuttosto che aggiornare i nostri corsi e materiali didattici formativi”, spiega Maurizio Quaranta. Per esempio, dai numeri è emerso che il 33% degli incidenti avveniva nel corso delle attività di carico e scarico delle attrezzature: quindi gli esperti hanno messo a punto un corso di formazione ad hoc per sensibilizzare su questo aspetto. Inoltre, fin dall’inizio delle attività di analisi dei dati IPAF sugli incidenti nel 2012 le cadute dalle piattaforme sono state la causa più comune delle lesioni e dei decessi legati all’uso delle piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE). IPAF ha quindi lanciato una campagna che sottolinea l’importanza del lavoro in sicurezza per evitare le cadute dalle piattaforme di lavoro mobili elevabili (MEWP) per il lavoro temporaneo in quota. Proprio dall’analisi dei dati sugli incidenti è scaturita la necessità di lanciare la campagna di sicurezza “Occhio alle cadute” di IPAF, che offre agli operatori e ai manager una serie di consigli utili per ridurre i rischi più comuni e prevenire gli incidenti di questo tipo.

con i cordini agganciati. I parapetti della piattaforma sono il principale metodo di prevenzione delle cadute, che definisce lo spazio operativo della macchina. Restare sempre all’interno della piattaforma. Se è richiesto un DPI, indossarlo. Non uscire dalla piattaforma in quota. Sganciarsi/uscire solo al termine del lavoro e quando la macchina è stata portata a terra in sicurezza. Peter Douglas, CEO e DG di IPAF, commenta: “Il messaggio è molto semplice: scegliere la macchina adatta al lavoro, non correre rischi, non tagliare le curve e indossare il corretto equipaggiamento di protezione personale anticaduta lavorando sulle piattaforme a braccio”.

IAPA 2022: I VINCITORI Sono stati annunciati i vincitori degli International Awards for Powered Access (IAPA) 202: organizzati da Access International e IPAF, i premi vengono assegnati in base alle buone prassi e all’eccellenza nel settore dell’accesso aereo. L’italiana CTE è stata premiata per la “Tecnologia innovativa” del sistema di stabilità S3 EVO che controlla continuamente la configurazione della piattaforma, offrendo flessibilità di movimento e facilità d’uso. Per la categoria “Istruttore dei corsi di formazione IPAF dell’anno” ha vinto Phil Drayton di Nationwide Platforms (Regno Unito), per l’impegno nel rendere sicuri i centri di formazione aziendali nel periodo Covid, in modo da renderli sicuri e fornire attività in presenza nel più breve tempo possibile. AST (Germania) è stato eletto “Centro di formazione IPAF dell’anno”: nel 2021 ha introdotto una serie di iniziative, tra cui lo sviluppo di un programma di formazione con simulatore di realtà virtuale (VR). Il premio “Fotografo dell’accesso aereo dell’anno” sponsorizzato da Media Access Solutions (MAS) è andato a Daniel Oliver (Regno Unito) per la foto di un Hinowa Lightlift 17.75 PIIIS al lavoro al Natural History Museum di Londra, che consente di pulire e controllare i punti di ancoraggio di Hope, uno scheletro di balenottera azzurra lungo 25,2 m e appeso al soffitto del museo. La società di noleggio britannica Nationwide Platforms ha vinto per il suo “Contributo alla sicurezza del lavoro in quota” e per aver condotto eccellenti iniziative di sicurezza, fra cui la condivisione virtuale delle conoscenze e i corsi di formazione durante la pandemia, l’introduzione di controlli digitali prima dell’utilizzo e una struttura di assistenza remota via chat per risolvere i problemi di sicurezza tecnica. “Prodotto dell’anno, piattaforme di lavoro autosollevanti/montacarichi” è la piattaforma di trasporto Torgar PL-20 EXT 2V di Fraco Manufacturing (Spagna), apprezzata per l’intercambiabilità dei componenti e il gran numero di opzioni di-

sponibili. “Prodotto dell’anno, piattaforme aeree a forbice verticali” è JLG (USA) per la piattaforma aerea a forbice completamente elettrica DaVinci, in grado di garantire la massima produttività anche con la batteria esaurita. “Prodotto dell’anno, montaggio su veicolo/rimorchio” è la piattaforma ibrida per autocarri 230VTH di Dinolift (Finlandia), premiata per il funzionamento completamente elettrico e la compattezza, unita a un impressionante pacchetto di opzioni. “Prodotto dell’anno, semoventi a braccio e piattaforme cingolate tipo ragno” è il braccio autolivellante 670SJ di JLG (USA). Il telaio autolivellante della macchina si adatta automaticamente a pendenze di fino a 10° in qualsiasi direzione, con la possibilità di guidare all’altezza massima di 20,4 m. Per lo “Sviluppo digitale” è stato premiato il simulatore VR per la conversione della carta PAL di Serious Labs (Canada), che consente di creare uno scenario consentendo a un operatore di rinnovare la carta PAL usando gli stessi elementi utilizzati su una vera PLE. Azienda di noleggio dell’anno è Joly Location (Francia), che ha fornito attrezzature - compresi i grandi camion e i sollevatori a ragno - e competenze per il restauro della cattedrale di Notre Dame a Parigi. Il premio per la sostenibilità è andato a Riwal (Paesi Bassi) per le attività di comunicazione interna, lo sviluppo dei prodotti, la rigenerazione e l’approccio a economia circolare per tutti i flussi di lavoro. Chris Wraith (Regno Unito), operatore indipendente per l’accesso motorizzato e professionista della sicurezza si è aggiudicato l’IPAF/Access International Lifetime Achievement Award per aver dedicato gran parte della propria vita al miglioramento e alla promozione della sicurezza e delle buone prassi del settore delle PLE.

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Dossier L’evento “IPAF Anch’io 2022” Di sicurezza, di aggiornamento professionale e di responsabilità collettiva si è parlato nella cornice del Savoia Regency Hotel di Bologna, a fine maggio, in occasione della seconda edizione di “IPAF Anch’io”. È stato un evento di presentazione di prodotti e attrezzature e di riflessione sui temi più attuali del settore, di creazione di legami professionali e, perché no, anche di svago. Il programma ha previsto in mattinata lo svolgimento della 2a parte del PDS 2022, l’annuale seminario di sviluppo professionale per gli istruttori IPAF. Il pomeriggio è stato invece aperto a tutti con il convegno dal titolo “Manutenzione, consapevolezza, coinvolgimento e azione”, cui sono seguiti un talk show tra giornalisti e pubblico e diversi momenti ludici e di networking. I temi che hanno dato spunto al titolo sono stati individuati, come consuetudine, in seno ai due

Consigli IPAF operanti in Italia, l’INIC di indirizzo prettamente ‘politico’ e il TWG di indirizzo didattico-formativo. Una delle novità di questa seconda edizione è costituita da #showmysafety, uno spazio destinato a rapide presentazioni di tre minuti ciascuna in cui le aziende hanno presentato le proprie soluzioni studiate per incrementare la sicurezza nel no-

stro comparto. A chiusura del convegno, un talk show in cui alcuni giornalisti hanno animato un confronto con i presenti. Infine, è stato messo in scena uno spettacolo con il corpo di ballo del coreografo Prof. Pierpaolo Trani e la musica degli ‘SOS Save our souls’, organizzato con la collaborazione dell’azienda Faraone. Maurizio Quaranta, responsabi-

LA PRIMA DONNA ALLA GUIDA DI IPAF

KARIN NARS PRESIDENTE IPAF INTERNATIONAL

Il nuovo board della International Powered Access Federation (IPAF) è guidato da Karin Nars dell’azienda Dinolift, ufficialmente eletta prima donna Presidente della federazione durante l’AGM 2022, tenutosi a marzo per la prima volta in presenza dopo tre anni di attività digitali dovute alle restrizioni della pandemia. “Sono particolarmente orgogliosa di essere la prima donna eletta presidente di IPAF. Mio padre, Lasse Godenhielm, che ha ricoperto il ruolo di presidente IPAF 64 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

all’inizio del millennio, mi ha sempre incoraggiata a perseguire i miei sogni e a lavorare sodo. Non ho mai dubitato di poter raggiungere i miei sogni solo in quanto donna. Per questo motivo ogni giovane donna che intenda lavorare nel nostro settore dovrebbe ricevere una possibilità e il sostegno necessario. Credo che IPAF si trovi in una posizione ottimale per la promozione delle pari opportunità: intendo usare la mia voce di presidente per promuovere tale programma”, ha commentato la neo Presidente. Nars ha poi guardato alla situazione di mercato attuale: “Dopo un biennio difficile il mondo sta affrontando una nuova sfida, di cui nessuno può prevedere le ripercussioni. Pertanto, dovremmo essere orgogliosi della nostra natura di organizzazione globale alle prese con la promozione della sicurezza e cooperazione. Il nostro scopo, sin dall’inizio, è stato consentire agli operatori in quota di tornare a casa dalla propria famiglia alla fi-

ne di ogni giornata. La nostra mission ci spinge a collaborare e fare la differenza anche al di fuori del perimetro del nostro settore. IPAF continuerà a perseguire una maggiore digitalizzazione, in particolare nuovi metodi per di condivisione delle conoscenze e informazioni”. Karin Nars ha preso il posto di Norty Turner della United Rentals, il cui mandato iniziatop nell’ottobre 2019 era giunto al termine. Accanto a lei sono stati nominati Karel Huijser di JLG, confermato vicepresidente, e Kai Schliephake di Partnerlift, nuovo vicepresidente di IPAF. Il discorso di commiato di Norty Turner ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulle attività svolte nel corso degli ultimi tre anni, tra cui quelle legate alla sostenibilità, all’adozione delle nuove tecnologie, l’adattamento dei corsi IPAF alle applicazioni di eLearning/VR, il lancio dell’applicazione mobile ePAL e l’ottimizzazione della tabella di marcia per progettisti e tecnici e di apprendistato IPAF.


FORMAZIONE E SICUREZZA le di IPAF in Italia, conclude: “In un contesto in cui la sicurezza sul lavoro sembra sempre più fragile ed è per molti più semplice esprimere un comportamento reattivo attraverso lo sdegno e puntando il dito verso norme o controlli, IPAF ha voluto richiamare tutti a un’assunzione di responsabilità secondo i criteri

dell’aggregazione e dell’inclusività rappresentati nella scelta del nome dell’evento, già espressi nella prima edizione del 2018. Il ringraziamento mio e di IPAF va a tutti i presenti, i produttori, noleggiatori e distributori di PLE e di PLAC, di componenti, accessori e attrezzature di sicurezza, ai fornitori di servizi e di materia-

L’INIZIATIVA “WOMEN IN POWERED ACCESS” PER L’INCLUSIONE NEL SETTORE DELLE PIATTAFORME AREE

Ai Vertikal Days 2022, un evento tenutosi nel Regno Unito, IPAF ha lanciato un’iniziativa dedicata alle donne che lavorano nel campo dell’accesso aereo. L’idea è stata lanciata da Karin Nars, il nuovo presidente di IPAF, la prima donna eletta in questo ruolo: “L’inclusione è un elemento importante, poiché consente alle persone di condividere punti di vista diversi in un ambiente basato sul supporto reciproco. La sicurezza è un percorso comune a cui tutti possono e devono contribuire. Pertanto, non possiamo escludere nessuna persona dalle conversazioni relative alla sicurezza nel nostro settore e dalle azioni consigliate in tal senso. Anche se lavoriamo in un settore dominato dagli uomini occorre approfondire ulteriormente il discorso. Con il progetto Women in Powered Access invitiamo le donne di ogni età e ruolo professionale a condividere le proprie storie di inclusività.

Attraverso storie e modelli di ruolo intendiamo illustrare le opportunità offerti dal nostro settore alle donne. Non intendiamo paragonare o escludere nessuno. Stiamo invitando chiunque abbia una passione per il nostro settore e per la sicurezza a farsi sentire e contribuire. Si tratta di una cooperazione in grado di offrire punti di vista diversi per il bene del nostro settore”. L’iniziativa comprenderà una serie di azioni, tra cui l’utilizzo di media cartacei, web e social per condividere i casi di studio di ispirazione e l’invitare relatori di spicco di genere femminile agli eventi. Peter Douglas, direttore generale e amministratore delegato di IPAF, ha commentato: “IPAF intende ricoprire un ruolo importante nella promozione e nel sostegno dell’inclusione nel settore dell’accesso aereo. Per questo motivo stiamo lanciando l’iniziativa Women in Powered Access. Nei prossimi mesi creeremo una piattaforma dedicata alle donne che rappresentano brillanti esempi di successo nel nostro settore e in una vasta gamma di ruoli diversi. Siamo lieti di iniziare con il profilo di due donne, tra le prime a essere assunte nel tirocinio su elevatori, camion e accesso aereo di IPAF presso il North Warwickshire and South Leicestershire College”.

li, alla nostra squadra, alla stampa specializzata, alle associazioni partner, a chi ha deciso di sponsorizzare l’evento fidandosi dei nostri contenuti e delle nostre idee. Inoltre, abbiamo lanciato l’#safetyanchio, a testimonianza dell’impegno personale verso la sicurezza. Ci rivediamo tutti nel 2024”. ■

SICUREZZA SU STRADA:

LA GUIDA

La campagna di sicurezza “Street Smart” IPAF evidenza i rischi legati all’uso delle piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) su strade o accanto ad esse. A causa del rischio di collisioni con veicoli in transito come autobus o autocarri è necessario pianificare in anticipo per poter utilizzare le PLE in piena sicurezza. Le raccomandazioni chiave di questa campagna sono: Pianificare in anticipo: valutare i rischi; creare e implementare un piano di gestione del traffico. Essere visibili: indossare DPI ad alta visibilità mentre si collocano coni/cartelli. Garantire la massima visibilità dei veicoli (usare lampeggianti/grafiche riflettenti posteriori) e la buona illuminazione delle aree di lavoro. Controllare il traffico: usare semafori provvisori o chiudere le strade per isolare l’area di lavoro. Usare cartelli e coni e per avvisare al meglio i veicoli in avvicinamento. Creare un’area di esclusione: isolare l’area di lavoro dai veicoli in transito. Posizionare la PLE in modo che non sporga verso il traffico. Caricare e scaricare in piena sicurezza: in un’area ben illuminata, lontano da traffico o da ostacoli. Quando si scarica la PLE a bordo strada, assicurarsi di isolare l’area dal traffico.

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ON SITE SOLLEVAMENTO “IN TANDEM” DI UN CARROPONTE A MARINA DI CARRARA

LA DECOSTRUZIONE

DI UN SIMBOLO PER LA DECOSTRUZIONE DELLO STORICO CARROPONTE PRESENTE NEI CANTIERI NAVALI DELL’AZIENDA COSTRUTTRICE DI YACHT “THE ITALIAN SEA GROUP”, VERNAZZA AUTOGRU HA UTILIZZATO LE GRU CINGOLATE CON BRACCIO A TRALICCIO DEMAG CC 3800-1 E CC 6800 PER ESEGUIRE UN IMPRESSIONANTE SOLLEVAMENTO “IN TANDEM” di Stefano Vitali

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C

on un’altezza di 46 m, lo storico carroponte presente all’interno dei cantieri navali dell’azienda costruttrice di yacht di fama mondiale “The Italian Sea Group” ha caratterizzato per decenni lo skyline della costa apuana di Massa Carrara. I suoi giorni erano tuttavia contati, in quanto destinato a lasciare posto a un più moderno suc-

cessore. Per la sua decostruzione, l’azienda di servizi Vernazza Autogru si è affidata a due macchine estremamente potenti nella rispettiva categoria - le gru cingolate con braccio a traliccio Demag CC 3800-1 e CC 6800 per realizzare un impressionante sollevamento in tandem. Per fornire supporto durante il sollevamento sono state inoltre utilizzate altre due macchine dello stes-

so marchio, le autogrù Tadano TC 2800 e AC 250-1. “Sappiamo per esperienza che le macchine Demag e Tadano sono sinonimo di alti livelli di affidabilità e prestazioni; non è infatti un caso che il nostro parco macchine sia prevalentemente costituito da veicoli di questo costruttore”, ha spiegato Simone Barattini, direttore tecnico di Vernazza Autogru. Secondo l’ufficio tecnico di Vernazza erano molte le ragioni che rendevano le due gru cingolate con braccio a traliccio del costruttore di Zweibrücken ideali per l’uso in tandem per il sollevamento principale: da un lato, sono abbastanza potenti da sollevare e movimentare il carico in oggetto, pesante più di 1.000 t e lungo 105 m; dall’altro, nonostante la loro potenza, le due gru sono sufficientemente compatte da permetterne l’uso nello spazio angusto che caratterizzava il cantiere.

Montaggio in condizioni difficili Per prima cosa era necessario trasportare in cantiere i due principali attori del sollevamento: la gru Demag CC 6800 è giunta sul posto proveniente dal nuovo centro logistico Vernazza di Vado Ligure, mentre la gru Demag CC 3800-1 è partita dal centro Italia, dov’era stata in precedenza impiegata per l’installazione di un ponte ferroviario. Il trasporto delle due gru ha richiesto circa due settimane in totale, con i componenti più piccoli trasportati su strada, mentre quelli particolarmente grandi trasportati via nave. “In tal modo abbiamo ridotto al minimo i tempi di trasporto per rispettare le tempistiche richieste dal cliente”, ha precisato il direttore operativo, Giulio Zunino. In cantiere la gru Demag CC 3800-1 è stata allestita in configurazione SSL_1 con un braccio a traliccio da 78 m e 50 t di contrappeso centrale, 165 t di torretta e 285 t di contrappeso Superlift; per la gru Demag maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 67


ON SITE

AFFIDABILITÀ IN QUOTA Fondata in Italia nel 1946 e oggi operante a livello internazionale dalla sua sede di Genova, Vernazza Autogru è specializzata in servizi gru, lavori in quota con piattaforme aeree e servizi di trasporto. L’azienda è certificata ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001 e dispone di un parco macchine di circa 250 tra veicoli e apparecchiature moderne. Oltre alle gru a braccio telescopico, cingolate e con braccio a traliccio, Vernazza Autogru dispone di piattaforme aeree semoventi, autocarri, autoarticolati, semirimorchi e veicoli per trasporti speciali. L’azienda genovese offre ai propri clienti soluzioni a 360°, che spaziano dagli studi progettuali alla progettazione, fino alla messa in pratica delle sfide più complicate. Per tutti i progetti, l’azienda può fare affidamento alla propria pluriennale esperienza, a una specializzazione tecnica di prim’ordine e a collaboratori altamente qualificati.

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CC 6800 il team di Vernazza ha optato invece per una configurazione SSL con braccio a traliccio da 66 m, 80 t di contrappeso centrale, 250 t di torretta e 400 t di contrappeso Superlift. In totale, il montaggio delle due gru ha richiesto 10 giorni con altrettanti montatori, non molto considerando le difficili condizioni in cui è avvenuta l’operazione. Ciò in quanto la logistica e l’accesso al cantiere risultavano fortemente limitati, poiché le gru erano in fase di montaggio in aree in cui il cantiere navale era operativo e dovevano coordinarsi con altri lavori edili per la ristrutturazione del cantiere stesso.


Le sfide in cantiere Questa non è stata l’unica sfida che il team Vernazza si è trovato a fronteggiare in cantiere: “Abbiamo dovuto prima livellare le aree di manovra delle due gru e renderle sufficientemente stabili da consentire manovre sicure”, ha spiegato a tal proposito Giulio Zunino. “Per la gru Demag CC 6800 è stata prepa-

rata un’area di circa 34 x 16 m e per la gru Demag CC 3800-1 un’area di 105 x 18 m, nello specifico nel bacino di carenaggio, che sarebbe stato il luogo di lavoro della gru CC 3800-1, a circa 9 m sotto i binari del carroponte. La realizzazione di un’area così ampia che consentisse la traslazione di questa gru si è resa necessaria in quanto la trave principale lun-

LE GRU CINGOLATE CON BRACCIO A TRALICCIO DEMAG CC 3800-1 E CC 6800 SI SONO DIMOSTRARE LA SOLUZIONE IDEALE PER REALIZZARE UN IMPRESSIONANTE SOLLEVAMENTO IN TANDEM”

ga 105 m doveva essere posizionata sul fondo del bacino per consentire i lavori di decostruzione finali. A tal fine, la gru CC 3800-1 doveva potere spostare di conseguenza il carico al gancio lungo il bacino”, ha riferito Simone Barattini. Per compensare la posizione più bassa della gru CC 3800-1 nel bacino, questa è stata inoltre predisposta con un braccio principale più lungo rispetto alla gru CC 6800. Per ridurre la pressione al suolo sotto le gru sono stati predisposti due binari in legno azobè per la gru CC 6800 e due binari in lamiera d’acciaio per la CC 3800-1. Non meno complessa è stata la scelta dell’attrezzatura da utilizzare

PER LA DECOSTRUZIONE DEL CARROPONTE A MASSA CARRARA, VERNAZZA AUTOGRU SI È AFFIDATA ALLE GRU CINGOLATE CON BRACCIO A TRALICCIO DEMAG CC 3800-1 E CC 6800. PER FORNIRE SUPPORTO DURANTE IL SOLLEVAMENTO SONO STATE INOLTRE UTILIZZATE LE AUTOGRÙ TADANO TC 2800 E AC 250-1 maggio-giugno 2022 - ONSITELIFT 69


ON SITE per il sollevamento: “Per il sollevamento in tandem abbiamo utilizzato diverse configurazioni. Tutte sono state appositamente realizzate per questo lavoro e posizionate sul lato inferiore della trave principale del carroponte”, precisa Zunino. Per la gru CC 3800-1 si è trattato di una singola traversa, fissata alla gru tramite due grilli di solleva-

mento, ciascuno con una capacità di sollevamento di 300 t, e due imbracature in acciaio ad anello lunghe 32 m e con una capacità di sollevamento di 218 t ciascuna disposte a culla nel grillo. Per la gru CC 6800 è stata utilizzata una doppia traversa, collegata mediante quattro grilli di sollevamento, ciascuno con una capaci-

tà di sollevamento di 300 t, e otto imbracature ad anello lunghe 8 m e con una capacità di sollevamento di 262 t ciascuna. Le imbracature sono state collegate a coppie tramite grilli di sollevamento con una capacità di sollevamento di 250 t. “Le nostre gru CC sono state preparate in modo ottimale per sollevare il carroponte, così da

LA GRU DEMAG CC 3800-1 È STATA ALLESTITA IN CONFIGURAZIONE SSL_1 CON UN BRACCIO A TRALICCIO DA 78 M E 50 T DI CONTRAPPESO CENTRALE, 165 T DI TORRETTA E 285 T DI CONTRAPPESO SUPERLIFT; PER LA CC 6800 SI È INVECE OPTATO PER UNA CONFIGURAZIONE SSL CON BRACCIO A TRALICCIO DA 66 M, 80 T DI CONTRAPPESO CENTRALE, 250 T DI TORRETTA E 400 T DI CONTRAPPESO SUPERLIFT

70 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


permettere agli addetti ai lavori di smontarlo pezzo per pezzo, dal basso verso l’alto mediante cannelli da demolizione”, ha aggiunto Giulio Zunino. “Ogni volta che si rimuovevano parti della colonna destra e sinistra del carroponte le due gru lo abbassavano per l’altezza del pezzo rimosso”. Durante il sollevamento, la gru CC 6800 è stata caricata con un peso massimo di 730 t con uno sbraccio di 16 m e la gru CC 3800-1 con un peso massimo di 320 t entro uno sbraccio di 18 m. Grazie alla minuziosa pianificazione delle risorse del team tecnico di Vernazza - e in stretta collaborazione con i tecnici del cliente - tutto è andato come previsto e si è concluso entro i tempi previsti. “Di questo dobbiamo ringraziare anche i nostri collaboratori qualificati, che hanno condotto il sollevamento in modo assolutamente professionale”, sottolinea Zunino, non senza orgoglio per la sua squadra, presente sul posto con un totale di 12 persone:

PER IL SOLLEVAMENTO IN TANDEM SONO STATE UTILIZZATE DIVERSE CONFIGURAZIONI DI GRU, TUTTE APPOSITAMENTE REALIZZATE PER QUESTO LAVORO E POSIZIONATE SUL LATO INFERIORE DELLA TRAVE PRINCIPALE DEL CARROPONTE

un gruista e un segnalatore per ciascuna gru principale, oltre a un responsabile operativo, un responsabile tecnico e sei macchinisti per le gru ausiliarie. In totale, i lavori presso il cantiere sono durati circa sei settimane, due delle quali sono state dedicate al montaggio delle gru, due ai lavori e altre due allo smontaggio delle stesse. “Siamo stati perfettamente entro i tempi previsti per que-

“CREARE, CONTRIBUIRE E COOPERARE” Il Gruppo Tadano gestisce 11 stabilimenti in tutto il mondo, dispone di una rete globale di oltre 50 società di distribuzione e filiali e impiega più di 4.200. Tadano Europe, in Europa, è il centro di eccellenza del Gruppo per lo sviluppo e la produzione di gru multistrada, city, cingolate e montate su autocarro. Grazie alla combinazione di ingegneria e innovazione tedesca con i più severi standard di qualità giapponesi l’azienda produce gru oggi apprezzate in tutto il mondo. In particolare, Tadano ha due stabilimenti di produzione in Europa: Tadano Faun GmbH, con sede a Lauf, fa parte del Gruppo Tadano dal 1990, mentre Tadano Demag GmbH, con sede a Zweibrücken, è stata acquisita nel 2019. Insieme, i due stabilimenti hanno un’area di 240.000 m² disponibile per la produzione, lo stoccaggio e le attività di collaudo. Le aziende appartenenti a Tadano Europe incarnano i valori del Gruppo che si riassumono nella formu-

la “Creare, Contribuire e Cooperare”: i valori essenziali di sicurezza, qualità ed efficienza, con la conformità alle norme come presupposto fondamentale, sono parte integrante di tutti i prodotti e ser-

sto compito impegnativo, nonostante le condizioni difficili. Siamo riusciti a non disturbare eccessivamente i lavori in corso presso il cantiere e a non intralciare i lavori di ristrutturazione che venivano eseguiti in parallelo”, ha commentato soddisfatto Simone Barattini. Giulio Zunino ha concordato aggiungendo: “La concertazione è stata perfetta: la pianificazione e il coordinamento con il cliente, la professionalità del team e, naturalmente, l’affidabilità delle nostre gru cingolate Demag CC”. ■

vizi dell’azienda. Alla luce di ciò le reti di distribuzione e assistenza estese in tutto il mondo permettono a tutte le società del Gruppo di offrire ai clienti affidabilità e tempi di risposta estremamente veloci.

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PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

MERLO

Il sistema brevettato “Space 11” Le sue prestazioni e la sicurezza d’uso, in abbinamento con il sollevatore telescopico Roto di Merlo, sono solo alcuni dei suoi innumerevoli vantaggi competitivi per il lavoro in quota: il Sistema Space 11 è un dispositivo brevettato che permette il sollevamento in quota di due persone e dei necessari attrezzi di lavoro in totale sicurezza. L’affidabilità del Sistema Space 11 assicura in qualsiasi posizione del cestello la massima sicurezza di lavoro, confermata dalla conformità alle norme italiane e internazionali di riferimento. Con questa versatile attrezzatura si possono realizzare interventi veloci ed efficaci, sostituendo con profitto altre soluzioni più complesse e costose. Ne è un esempio la rapidità di accesso alle zone di intervento senza necessità di riposizionare la macchina, com’è avvenuto durante le attività manutentive al tetto del campanile della chiesa parrocchiale di San Fiorenzo in Vinadio (CN), curate dall’impresa Alpi Costruzioni con la collaborazione dei tecnici del Centro Formazione e Ricerca Merlo. Il Roto 50.30 equipaggiato con il Sistema Space 11 è l’evoluzione del concetto di piattaforma aerea

porta-persone. Questo sistema di lavoro in quota, conforme alla normativa EN 280, offre la maneggevolezza di un sollevatore telescopico e la versatilità di trasferimento di una piattaforma su autocarro. La configurazione del braccio per il trasferimento è comandata direttamente dall’operatore in cabina, senza necessità di un secondo operatore a terra. Il Sistema Space 11 è trasportabile

a bordo del Roto sulla apposita struttura di supporto del sollevatore telescopico. La configurazione in ordine di marcia mantiene inalterate la larghezza e la maneggevolezza della macchina, anche negli spazi più ridotti. Il braccio del Sistema Space 11 può ruotare di 300° attorno al proprio asse verticale per l’accesso a luoghi difficilmente raggiungibili con i sistemi tradizionali.

Nelle immagini è illustrato il caso di lavoro dietro a un angolo con il riposizionamento della macchina reso impossibile dalla conformazione dell’area: aggiunge oltre 10 m di altezza ai sollevatori Panoramic e Roto sui quali è applicato; permette di operare a una quota negativa di oltre 6 m (lavori sotto il piano stradale quali interventi alle arcate di un ponte, ispezione viadotti, eccetera); incrementa lo sbraccio massimo orizzontale fino a 8 m rispetto allo sbraccio della macchina base (secondo il diagramma di carico) equipaggiata con forche. 72 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022


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PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

ISOLI

La nuova piattaforma articolata PNT 290 Lo scorso 26 maggio si è svolto presso l’Hotel Savoia Regency di Bologna l’evento “IPAF Anch’io”, cui hanno preso parte i principali professionisti italiani del sollevamento. L’appuntamento ha rappresentato per Isoli il contesto ideale per presentare la nuova piattaforma articolata PNT 290, in grado di raggiungere un’altezza di 29 m con uno sbraccio laterale di 17 m e una portata garantita e costante di 250 kg. Caratteristiche che rendono questa macchina adatta a interventi di manutenzione, edilizia e industria. Un insieme di innovazione, sicurezza e semplicità per consentire anche agli utilizzatori meno esperti interventi in quota efficaci e sicuri.

Grazie alla sua grande versatilità, la nuova piattaforma articolata Isoli PNT 290 permette infatti di rispondere a molteplici necessità di utilizzo con un’unica macchina. Luciano Lazzarin, direttore commerciale della divisione Isoli Skywork, presentando l’ultimo progetto dell’azienda di Fontaniva ha così commentato: “Siamo molto

orgogliosi di questa macchina, che nasce dall’ascolto del mercato e dei clienti. Crediamo fortemente in questa soluzione innovativa in cui arriviamo per primi, portando una piattaforma articolata a 29 m, riuscendo tuttavia a mantenere dimensioni estremamente compatte. Un sistema di alta tecnologia progettato per risultare anche facile nel suo utilizzo, perché chi lavora in quota cerca prima di tutto semplicità e massima sicurezza”. La piattaforma articolata Isoli PNT 290 si caratterizza per tecnologia, versatilità e soluzioni intelligenti, come ad esempio il pratico sistema per la rimozione della cesta che consente di ridurre le dimensioni in marcia e, se sostituita con un gancio, permette l’utilizzo come gru.

LINDE M.H.

I nuovi carrelli elettrici E100-180 Linde Material Handling lancia una nuova gamma di carrelli elevatori ad azionamento elettrico con portata da 10 a 18 t, una capacità di carico fino a oggi raggiunta solo dai carrelli termici. Disponibili in 12 modelli - con portate di 10, 12, 14, 15, 16 o 18 t e vari baricentri di carico - i nuovi carrelli Linde E100180 rappresentano una soluzione interessante per le aziende che operano nell’industria del legno, dell’acciaio e delle costruzioni. Gli E100-180 sono azionati da un sistema Linde a quattro motori – due per ciascuna ruota – che fornisce la potenza necessaria per trasportare anche carichi pesanti. Il più potente dei carrelli, l’E180/900, con capacità di carico di 18 t e baricentro di carico di 900 mm, è in grado di raggiungere una velocità di marcia di 20 km/h in soli 10 secondi, anche a pieno carico. 74 ONSITELIFT - maggio-giugno 2022

Il progetto dei nuovi E100-180 è la sintesi delle caratteristiche distintive e delle tecnologie già implementare con successo da Linde su alcuni dei suoi prodotti più apprezzati. I nuovi carrelli hanno doppia

trasmissione, doppio impianto idraulico di sollevamento, due batterie e pompe modulate, caratteristiche mutuate dai frontali elettrici E80. “Zero emissioni, silenziosità e facilità di manutenzione – spiega Duilio Compagnoni, Product Manager di Linde Material Handling Italia – sono alcuni dei vantaggi che spingono i clienti a scegliere i carrelli a trazione elettrica. Grazie all’evoluzione tecnologica oggi questi carrelli si adattano alla perfezione sia a impieghi sporadici che all’uso continuato 24 ore su 24, sette giorni su sette. Con l’introduzione dell’azionamento elettrico anche per la serie di carrelli più grande ora l’intero portafoglio di carrelli controbilanciati Linde è disponibile con la tecnologia ad azionamento elettrico e possiamo offrire ai clienti la soluzione che preferiscono in qualsiasi classe di carico da 1,2 a 18 t”.


GENIE

Il sistema “Lift tools spill guard” Il sistema di contenimento dell’olio idraulico “Lift Tools Spill Guard” è ora disponibile in tutto il mondo come opzione installata in fabbrica sulle piattaforme a forbice Genie E-Drive da 4,3 a 12 m. Il sistema di contenimento dell’olio idraulico Genie “Spill Guard” si serve di cuscinetti assorbenti quadrati standard che non necessitano di tagli o adattamenti che richiedono perdite di tempo. La sola installazione in fabbrica del vassoio facilmente accessibile, estraibile e imbullonato - che non usa né si avvale di magneti per tenerlo bloccato - offre una soluzione durevole ed economica che non vibra durante il trasporto e protegge dalle perdite idrauliche in cantiere, che possono essere costose o causare problemi ambientali quando si verificano. “Un numero crescente di cantieri, come i data center e le aree sensibili dal punto di vista ambientale, richiedono un sistema di contenimento dell’olio idraulico”, dice Christian Dube, Genie Product Manager. “‘Spill Guard’ è una soluzione economica che soddisfa questi requisiti e riduce il rischio di costose pulizie di pavimenti finiti”. Le piattaforme a forbice Genie E-Drive, che offrono più tempo di funzionamento per carica e prestazioni superiori grazie a sistemi di trazione elettrica CA completamente sigillati, senza spazzole e senza manutenzione, hanno già un impatto ambientale molto basso. Sebbene le perdite idrauliche siano rare sulle macchine Genie E-Drive l’impatto ambientale è ulteriormente ridotto grazie al sistema Spill Guard, che copre il singolo punto di possibile perdita.


PRODOTTI LIEBHERR

La nuova autogrù LTC 1050-3.1 L’avanzare del cambiamento climatico richiede, anche nell’industria edilizia, motorizzazioni in grado di ridurre le emissioni di gas serra. Per soddisfare al meglio i requisiti dei clienti e l’esigenza di compatibilità ambientale, Liebherr sta lavorando su motori alternativi che si adattino in modo ottimale al campo di applicazione e al luogo di utilizzo della macchina. La nuova gru compatta LTC 1050-3.1 dello stabilimento Liebherr di Ehingen è dotata di un motore elettrico, oltre che di un motore tradizionale.

Le movimentazioni possono quindi alternativamente essere eseguiti anche in modalità elettrica. La nuova versione della gru compatta da 50 t contribuisce così alla riduzione di CO2 e soddisfa i requisiti per l’impiego nei cantieri “Zero Emission”. Liebherr ha sviluppato il motore elettrico per l’impiego della LTC 1050-3.1 fedele al motto “Zero emissioni, full power”. Ulrich Hamme, direttore tecnico di Liebherr-Werk Ehingen GmbH, spiega: “Vogliamo offrire ai nostri clienti tutte le prestazioni della gru

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anche in modalità elettrica. Come prima, la LTC 10503.1 sarà equipaggiata con un motore a combustione, con carburante diesel o biocarburante HVO, per la guida su strada e il funzionamento della gru stessa. Tuttavia, potrà essere impiegata in modalità elettrica, in conformità al motto ‘Zero Emission’. Tutte le caratteristiche d’uso precedenti dell’autogrù vengono quindi mantenute, indipendentemente dal fatto che si operi in modalità elettrica o tradizionale.” La nuova alternativa della LTC 1050-3.1 offre la migliore combinazione possibile di compatibilità ambientale, vantaggio per il cliente ed efficienza. Su strada e fuori strada è alimentata da un motore Stage V a combustione convenzionale a basse emissioni che eroga 243 kW. Il motore può essere alimentato con carburante derivante da

oli vegetali idrogenati (HVO) senza limitazioni, il che consente di risparmiare fino al 90% delle emissioni di CO2 durante l’utilizzo, rispetto all’utilizzo di gasolio convenzionale. Per l’operatività della macchina, a seconda delle condizioni di impiego, si può selezionare in modo flessibile il motore a combustione o quello elettrico. Quest’ultimo riduce al minimo le emissioni di aria e di rumore, rendendo la macchina adatta all’utilizzo in aree sensibili al rumore e in aree a “Zero Emission”. Il motore elettrico di nuova concezione, offre una potenza di 72 kW e consente quindi un funzionamento della gru senza limitazioni, ovvero quasi con le stesse prestazioni di quando si utilizza il motore a sei cilindri.


NOLEGGIO VENDITA ASSISTENZA

Per la trasmissione della potenza necessaria ai singoli movimenti della torretta, l’azionamento elettrico utilizza la pompa idraulica esistente, che nella LTC 1050-3.1 tradizionale è montata direttamente sulla linea della forza motrice della trasmissione Powershift. Nella versione elettrica, al modello tradizionale della LTC 1050-3.1 vengono aggiunti solo il motore elettrico e un giunto di trasferimento della trasmissione, nonché tutto il sistema tecnologico di controllo necessario. Il giunto di trasferimento si trova direttamente tra la pompa della gru e la linea della forza motrice della trasmissione Powershift. Questa soluzione intelligente e al contempo semplice, permette una commutazione flessibile tra l’azionamento diesel-idraulico e quello

elettroidraulico. È necessaria una corrente di cantiere di 125 A per avere la massima prestazione elettrica, ma il funzionamento è possibile fino a un minimo di 63 A. In alternativa, se il cantiere non ha un impianto elettrico idoneo la gru può funzionare anche con un “Pacco Batterie” esterno disponibile in commercio. Liebherr offre la versione elettrica della LTC 1050-3.1 per la versione con il sistema di sfilo telescopico Telematik da 36 m. Le opzioni RemoteDrive per guida con radiocomando e la cabina regolabile in altezza sono disponibili anche per la nuova gru. Sono in pieno svolgimento intensivi test dei prototipi con trazione elettrica, pertanto Liebherr prevede le prime consegne per il 2023.

NOLEGGIO VENDITA ASSISTENZA NOLEGGIO VENDITA RIPARAZIONE DI GRU CINGOLATE ASSISTENZA GRU CINGOLATE RIPARAZIONE CINGOLATE ATTREZZATUREDI PERGRU FONDAZIONI SPECIALI GRU CINGOLATE GRU CINGOLATE Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito RIPARAZIONE DIdisponibile GRU CINGOLATE alla vendita e al noleggio. ATTREZZATURE PER FONDAZIONI SPECIALI ATTREZZATURE PER FONDAZIONI SPECIALI Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito vendita noleggio. Disponiamo di un parcodisponibile macchine alla usato sicuroeealgarantito disponibile alla vendita e al noleggio.

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PRODOTTI LIEBHERR

La nuova gru cingolata LR 12500-1.0 La domanda da parte del mercato di gru cingolate di grandi dimensioni è in crescita, ad esempio nell’industria petrolchimica e nella movimentazione portuale che coinvolge componenti enormi per applicazioni offshore. Spinti dalla transizione energetica, i pesi degli accessori stanno diventando sempre maggiori, specialmente quando si maneggiano componenti per turbine eoliche offshore. Liebherr affronta questa sfida con una nuova gru cingolata: la LR 12500-1.0 completa la gamma di bracci tralicciati tra la LR 11350 da 1.350 t e la LR 13000 da 3.000 t di portata. Con le sue enormi capacità di sollevamento e il concetto di trasporto unico, questa macchina è stata progettata per rappresentare una gru cingolata economica per progetti a livello globale. Un ampio braccio tralicciato è la chiave per portate elevate e le soluzioni finora sono state i bracci doppi, come il PowerBoom o i sistemi SX allargati. Nel progettare la gru LR 12500-1.0 gli ingegneri di Liebherr hanno adottato un approccio completamente nuovo: l’ampio e potente HighPerfomanceBoom si connette in maniera ottimale alla torretta: ciò è possibile grazie a una speciale sezione anteriore della torretta

che viene trasportata su un pianale ribassato con una larghezza di 4 m. La piattaforma girevole è completata da una sezione posteriore larga 3,5 m in cui sono integrati i due propulsori, due motori Liebherr a 6 cilindri in linea che forniscono una potenza totale di 800 kW (1.088 CV). Non è necessario un gruppo esterno di azionamento e i due verricelli

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di sollevamento principali si trovano anch’essi nella sezione posteriore della gru. Le sezioni intermedie di 10 m di lunghezza dell’HighPerfomanceBoom sono ridotte a una

dimensione di trasporto economica con l’aiuto di un meccanismo “intelligente”. Un dispositivo a parte stabilizza la sezione del traliccio durante il montaggio in cantiere. Per trasportare i cingoli, ognuno delle quali pesa circa 150 t, la catena viene rimossa e trasportata comodamente in un container; il restante telaio portacatena viene diviso e movimentato su due pianali ribassati. Le piastre di zavorra da 25 t sono identiche nella costruzione a quelle della gru modello LR 13000. Per un trasporto particolarmente economico hanno le dimensioni di un container da

20 piedi e possono essere caricate con uno Spreader. La gru Liebherr LR 12500-1.0 presenta una larghezza di trasporto di 3,5 m (solo due componenti della nuova gru da 2.500 t hanno una larghezza di trasporto di 4 m). La nuova gru Liebherr LR 12500-1.0 raggiunge la sua massima altezza di gancio di circa 200 m con 100 m di braccio principale e 108 m di falcone a volata variabile. Montando il falcone con una lunghezza ridotta si ottiene la configurazione a volata variabile “WV”, particolarmente potente. Con alcune parti del falcone a volata variabile, l’High Performance Boom può essere esteso fino a una lunghezza di 155 m. Sul Derrick è possibile montare la piastra base o paletta di zavorramento dell’LR 13000 per la zavorra sospesa. Qualora fosse necessario lavorare in spazi ridotti, e quindi nell’impossibilità di utilizzare la zavorra sospesa, è possibile farlo senza zavorra Derrick con la cosiddetta variante B0. Anche questo principio è stato adottato con la gru Liebherr LR 13000.


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OnSite Lift n.3 - Maggio-Giugno 2022 by OnSite News - Issuu