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OnSite Lift n.3 - Maggio-Giugno 2021

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SOMMARIO MAGGIO/GIUGNO 2021 - N.3

30 Manitou La “Vision” del futuro

Un servizio “prefabbricato”

di Mirko Brusamolino

di Ettore Zanatta

DOSSIER

34 Tadano

Massima estensione

di Pietro Gabrielli

38 Zoomlion

Obiettivo Europa

di Ettore Zanatta

42 Airo In copertina: GRU COMEDIL

68 Autovictor

La boutique del noleggio

di Stefano Vitali

72 Elettrificazione

La nuova “linea” elettrica

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

ON SITE

80 Sollevamento e montaggio

di strutture prefabbricate Protagonista di Ipermontaggi!

di Stefano Vitali

46 CO.ME.T. Officine

Infinite possibilità

di Mirko Brusamolino

COMPONENTI

84 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

60 Flash Battery

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Editoriale

di Ettore Zanatta

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

20 Realtà virtuale per la formazione

Ai confini della “realtà”

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

MACCHINE

26 JCB

Evoluzione “Stage V”

di Stefano Vitali

Questione di “chimica”

di Ettore Zanatta

SERVIZI

64 Autogru Valdarno

Il valore della professionalità

di Mirko Brusamolino

Hands On L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80

LA FUORI(STRADA) DEL FUTURO di Ettore Zanatta

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Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

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Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La finanza di rapina

L’

aumento dei prezzi e le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime stanno frenando il rimbalzo virtuoso dell’economia manifatturiera, soprattutto in Europa, dopo il lungo inverno produttivo dovuto alla pandemia. Le denunce e i gridi d’allarme non si contano. Scegliamone uno, importante, tra i molti

manifesti di protesta: arriva dalla CNA di Pesaro e Urbino, che aveva già sollevato il problema nei mesi scorsi e che ora punta il dito contro un vero e proprio fenomeno speculativo che rischia di vanificare gli incentivi messi in campo per il Superbonus e l’ecobonus. D’altra parte, se lasciamo un attimo da parte l’indubbia mancanza di programmazione dei Paesi europei e delle politiche economiche - oltre alla necessità abitudinaria del recente passato di non accumulare eccessive “provviste” di stock nei magazzini dei costruttori - le ragioni di aumenti nell’ordine del 130% per materiali essenziali come il ferro e l’acciaio trova ragione in altri fattori gravi e penalizzanti. Il primo motivo riguarda la speculazione finanziaria legata alle materie prime; il secondo, altrettanto sconcertate, è legato all’esplosione dei costi di trasporto, aumentati nel corso dell’ultimo anno del 605%, a causa tra l’altro del nuovo regolamento approvato dall’Organizzazione marittima internazionale. Ciò comporta che tutte le navi devono ridurre drasticamente la quota di zolfo nell’olio combustibile, con il conseguente “pensionamento forzato” delle flotte più inadatte ai nuovi limiti e l’esorbitante aumento dei costi di ristrutturazione delle navi ancora plausibili per la navigazione (comprese le portacontainer e le porta-rinfuse che trasportano ferro, acciaio e altri minerali dalle Americhe, dall’Africa, dall’Asia e dall’Australia). Ecco spiegato il perché dei prezzi divenuti insostenibili e dei viaggi frenati fino al rischio di un drammatico immobilismo. Non vorremmo che questi due fattori, insieme ad altre difficoltà incidentali, vanifichino gli sforzi delle imprese e dei costruttori nel realizzare i presupposti di uno scarto industriale necessario per una stagione di grandi speranze. Purtroppo la burocrazia mondiale e gli ideali (improvvidi) di sostenibilità giusti e sacrosanti, se maneggiati con logica di adattamento e consapevolezza - sembrano ora andare a braccetto con la peggiore finanza di rapina.

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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia MOLLO NOLEGGIO

Finalista agli Europen Rental Awards 2021 Mollo Noleggio è tra le aziende finaliste all’edizione 2021 del premio internazionale “European Rental Awards”, nella categoria Best Digital Innovation. Dopo essersi aggiudicata già lo scorso anno il primo premio in qualità di “Large Rental Company of the Year” - conferito per la prima volta a una realtà italiana - l’azienda guidata dai fratelli Mauro e Roberto Mollo torna in finale, questa volta con un progetto di innovazione digitale. Unica società italiana da che è stato istituito il premio finalista nella categoria Best Digital Innovation. Il premio, organizzato da Era (European Rental Association) – associazione che raduna ben 4.600 noleggiatori provenienti da tutta la comunità europea – e dalla rivista IRN (International Rental News), è rivolto alle società operanti in tutta Europa nel settore del noleggio. Si tratta di uno dei più autorevoli e prestigiosi riconoscimenti attribuiti ai migliori noleggiatori su scala internazionale.

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momento e ovunque si trovi, anche in cantiere con un clic dal proprio smartphone. È sufficiente avere un dispositivo con connessione web. Addio ai contratti cartacei, ora tutto è online, facilmente tracciabile, con garanzia di sicurezza e inalterabilità del documento. La firma digitale consente così di semplificare i processi e di ridurre notevolmente i tempi necessari per ritirare e Per l’edizione 2021, i giudici chiamati a definire le shortlist delle diverse categorie hanno valutato oltre 74 candidature pervenute. L’annuncio dei vincitori e la cerimonia di premiazione si svolgeranno il 29-30 settembre, in occasione della ERA Convention. Il progetto di innovazione tecnologica con cui Mollo Noleggio è arrivato in finale è nello specifico quello della firma digitale dei contratti di nolo. “L’idea di implementare la firma digitale è scaturita nel 2018. Tutto è partito dal feedback di più clienti, che avevano segnalato tempi

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troppo lunghi nella fase di sottoscrizione del contratto di noleggio”, racconta Mauro Mollo, presidente di Mollo Noleggio. “Abbiamo così deciso di sviluppare una soluzione di firma elettronica che permettesse ai clienti di sottoscrivere un contratto con un semplice click”. La firma digitale con archiviazione elettronica dei contratti di noleggio è operativa in Mollo Noleggio dall’inizio del 2020, dopo oltre un anno di sviluppo da parte dell’ICT aziendale. Chi noleggia un mezzo ora può sottoscrivere il contratto in modo semplice e veloce: il cliente può infatti firmare il documento in qualsiasi

riconsegnare le macchine noleggiate: una vera e propria rivoluzione per un’azienda come Mollo Noleggio, che sottoscrive circa 65.000 contratti all’anno. Parlare “solo” di firma digitale è però riduttivo, poiché questo progetto si inserisce in una strategia più ampia, che ha portato Mollo Noleggio nel corso degli ultimi anni a investire nella digitalizzazione di tutti i comparti aziendali, dall’officina alla logistica, fino alle aree amministrative e tecniche. Afferma Gianluca Arossa, analista informatico e responsabile ICT di Mollo


Noleggio: “Abbiamo digitalizzato la gestione di preventivi, contratti, schede di uscita e check-list di ogni macchina, veicolo o attrezzatura che viene noleggiata e riconsegnata. Abbiamo creato una intranet aziendale, per avere tutte le informazioni utili sempre a portata di mano su tablet e telefonino, come ad esempio l’organigramma, le schede tecniche dei mezzi, eccetera. Abbiamo installato un sistema satellitare (a oggi oltre 5mila gps installati su mezzi a noleggio) che trasmette i dati di funzionamento e ci consente di collezionare più informazioni possibili. Anche l’officina registra tutte le attività di manutenzione eseguite direttamente su uno smartphone, per avere così uno storico dei controlli e degli interventi effettuati. L’ultima importante novità, lanciata nel 2021, è la app Mollo Noleggio”. Disponibile per Android e iOs e utilizzabile da smartphone e tablet, la app Mollo Noleggio è stata ideata per semplificare l’esperienza di noleggio dei nostri clienti, renderli più autonomi, consente di snellire e velocizzare le procedure e comunicazioni. Facile da utilizzare, comoda e sicura, garantisce una user experience ricca di numerose funzionalità e con continue implementazioni. Con la versione pubblica dell’applicazione è possibile cercare e contattare i centri Mollo Noleggio, visualizzare il catalogo nolo, contattare il centro prenotazioni e l’assistenza.

Ogni cliente ha inoltre a disposizione un’area riservata, all’interno della quale può visualizzare i mezzi che ha noleggiato e la loro geolocalizzazione, verificarne l’accensione e lo spegnimento e di conseguenza il relativo utilizzo quotidiano, richiedere assistenza per la specifica macchina, comunicare la fine del noleggio, visualizzare i corsi di formazione effettuati e consultare i relativi certificati. L’avvento della pandemia ha messo in evidenzia come la scelta di puntare sulla digitalizzazione dei processi sia stata vincente, e lungimirante, in quanto pensata in anticipo, a maggior ragione in un momento in cui molti lavoratori sono in smart working e i documenti cartacei non avrebbero utilità. Grazie agli investimenti effettuati nel corso degli ultimi anni, i dipendenti di Mollo Noleggio possono accedere a tutti i contratti e ai documenti, a loro disposizione nel cloud, e riescono a collaborare anche a distanza. “Essere tra i finalisti agli European Rental Awards 2021 è un orgoglio per Mollo Noleggio, azienda che ha scelto di mettere al primo posto il servizio ai clienti”, conclude Gianluca Arossa. “Quello della firma digitale sui contratti di noleggio è stato un progetto ambizioso e siamo stati la prima realtà in Italia, nel nostro comparto, a implementarlo con successo. Il mercato lo ha apprezzato e lo ha accolto con favore, siamo molto soddisfatti”.

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NOTIZIE RAIMONDI

Due “flat-top” per Torre Milano Due gru a torre flat-top Raimondi, installate dall’agente ufficiale Assistedile, sono impegnate nella realizzazione della più recente torre residenziale di Milano. Una nuova gru Raimondi MRT189 e un’esistente gru MRT102, infatti, stanno attualmente partecipando allo sviluppo di Torre Milano, un moderno complesso residenziale di 80 m di altezza in una delle zone più esclusive della città. “La decisione di scegliere questi due modelli per tale specifico progetto è stata presa con il supporto del cliente, Nessi & Majocchi S.p.A., dopo diversi studi sulla posizione del cantiere e considernado le specifiche del progetto. Abbiamo quindi noleggiato la gru Raimondi MRT189 per le sue elevate prestazioni in termini

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di produttività, grande capacità di carico e rapidità di assemblaggio, mentre la MRT102 è stata scelta come macchina di supporto nella fornitura dei materiali”, ha affermato Luciano Friso, amministratore delegato di Assistedile. Per la prima fase del progetto, la gru MRT189 con argano da 45 kW è stata installata con una lunghezza di braccio di 60 m a un’altezza freestanding di 65 m: dotata delle ultime tecnologie 4.0 e dell’assistenza da remoto, la gru è stata successivamente innalzata e ancorata per raggiungere l’altezza finale di 102 m. La gru Raimondi MRT102, inizialmente in loco con una lunghezza di braccio di 30 m e un’altezza di 48 m, è stata poi ancorata al 16° piano per essere

elevata fino all’altezza finale di 92 m. “Il progetto ha presentato una specifica sfida logistica a causa della posizione ristretta del cantiere e la conseguente assenza di spazio. Infatti, essendo l’intera area circostante stata scavata per 8 m, l’assemblamento delle gru ha richiesto l’utilizzo di zone pubbliche. Per accelerare le procedure di sollevamento delle due gru e rispettare la tempistica del progetto abbiamo utilizzato una gru mobile da 350 t”, ha continuato Friso. Lo smantellamento della MRT102 è previsto per la fine dell’anno corrente, mentre l’MRT189 rimarrà in funzione fino al completamento del progetto, previsto per la primavera del 2022. “Siamo molto orgogliosi di continuare il nostro stretto rapporto con Nessi & Majocchi, storica azienda italiana, offrendo le migliori gru a torre disponibili nel nostro parco macchine. Attualmente, questi nostri clienti hanno nove gru Raimondi al lavoro in diversi cantieri nella regione”, ha concluso Luiano Friso. Situato nella zona nord di Milano, tra i quartieri di Maggiolina e Isola, Torre Milano è un complesso residenziale di 24 piani con 105 appartamenti, aree verdi principali e una zona relax con piscina.


KILOTOU

Quella passerella a Treviso Lungo il fiume Sile, a Silea (Treviso), nell’area chiamata Restera, si trova un luogo suggestivo: il Cimitero dei Burci. In quella che nei primi anni Venti del Novecento era una cava, si trovano una ventina d’imbarcazioni - i burci – utilizzati fino al 1975 per trasportare le masserizie dal mare all’entroterra trevigiano. Furono affondati dai “barcari”, in segno di protesta verso il trasporto su gomma, che aveva soppiantato quello per vie d’acqua. Il fiume Sile è stato via di collegamento tra la Marca Trevigiana e Venezia sin dal Medio Evo e il Veneto l’ultima regione ad abbandonare il trasporto fluviale. In questi giorni sono stati completati i lavori di rifacimento della passerella in legno, chiusa ai pedoni dal 2019 a causa del decadimento della struttura. La nuova passerella è stata realizzata in acciaio dalla Socomet - azienda specializzata in carpenteria industriale ed architettonica - in un’unica campata di 22 m da 100 q, per evitare l’utilizzo di pali portanti nel fiume, che necessiterebbero di manutenzione e impatterebbero sull’ambiente acquatico. Per movimentare gli elementi è stato utilizzato un sollevatore telescopico Merlo Roto 40.16S, equipaggiato con un gancio su zattera.

Nel caso specifico, più che l’altezza di sollevamento (15,8 m), i tecnici hanno potuto apprezzarne lo sbraccio (13,1 m) con portata di 700 kg e le componenti tecnologiche che consentono manovre precise anche ai meno

esperti. La trasmissione idrostatica, infatti, assicura variazioni millimetriche nei movimenti e nel posizionamento del carico, mentre il sistema di correzione dell’inclinazione permette

di adeguare il sollevatore alle pendenze del terreno, lateralmente del 12% e frontalmente del 4%. Ciò consente di sfilare il braccio telescopico sempre perpendicolarmente.

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NOTIZIE KONECRANES

Sinergia operativa per il terminal di TiL di sollevamento di 125 t e un raggio operativo di 61 m, per una movimentazione dei container su 22 file in navi cargo. Le gru offrono numerose funzioni, tra cui la predisposizione integrata per un’alimentazione esterna, sistemi antincendio nella sala comandi elettrici e nella sala motori diesel, un software di ausilio per la movimentazione dei container e la lubrificazione automatica delle pulegge e del telaio. “Abbiamo una relazione commerciale solida e a lungo termine con TiL”, afferma Daliso Recentemente Konecranes e TiL hanno concordato i termini per l’implementazione di una soluzione per la movimentazione di container nel nuovo terminal di TiL, a Calata Bettolo, Genova. Questa soluzione comprende un contratto quadriennale di manutenzione preventiva e correttiva completa per tutte le gru, i carrelli elevatori, i trattori e i rimorchi del terminal fino a ottobre 2024. Al terminal sono operative anche due gru mobili portuali Konecranes Gottwald Modello 8 e due reachstacker Konecranes modello SMV 4632 TC5, recentemente consegnate. La collaborazione in atto è un’ulteriore conferma della capacità di Konecranes di fornire ai suoi clienti soluzioni complete, realizzate su misura per soddisfare ogni loro esigenza, in qualsiasi fase di sviluppo si trovi il loro progetto. Su queste due gru mobili Gottwald Modello 8 Konecranes ha installato anche una nuova e importante soluzione per il monitoraggio continuo delle condizioni delle gru che fornisce dati sullo stato fisico dei principali componenti e sistemi ed evidenzia potenziali problemi prima che si verifichino, aiutando i tecnici Konecranes a prendere decisioni 10 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

ponderate sulla manutenzione e ad applicare le azioni correttive necessarie, massimizzando la disponibilità della gru. Stefano Negrini, direttore tecnico e responsabile IT/OT e automazione presso il terminal di Bettolo, commenta: “Un importante accordo di assistenza su tutte le apparecchiature ci consente di concentrarci sul nostro core business e sulle esigenze dei clienti. Accogliamo inoltre con piacere le intuizioni operative della capacità di monitoraggio delle condizioni di Konecranes”. Le gru mobili portuali sono il Modello 8, nella variante G HMK 8510 con spreader twinlift, caratterizzate da una capacità

Torri, Operations Manager Port Services Italia per Konecranes Port Solutions. “Comprendiamo le loro esigenze in un settore competitivo, mentre loro apprezzano l’alta qualità dei nostri prodotti e servizi. Ci auguriamo di continuare a collaborare con loro in futuro”. Calata Bettolo fa parte del Gruppo TiL, un importante operatore mondiale di container per terminal. Il Porto di Genova è il porto marittimo più grande d’Italia, con moderni terminal passeggeri e container, cantieri navali, porti turistici e collegamenti di trasporto multimodale con le città italiane e altri paesi europei.


VENPA

Apertura agli investitori italiani QCapital sottoscriverà in VENPA un aumento di capitale, raccolto in Club Deal da investitori privati, investitori istituzionali e family office. A questo scopo QCapital ha costituito Progetto Air S.p.A., la Newco che investirà in VENPA S.p.A. e deterrà il 42,5% della società. L’aumento di capitale, pari a 15 milioni di euro, sarà dedicato alla crescita del Gruppo sia tramite investimenti per l’ampliamento parco macchine che per aggregazioni con altri operatori del settore. Al closing dell’operazione sarà inoltre messa a disposizione di VENPA una linea di credito da 16 milioni di euro, sottoscritta da Banco BPM e Banca Ifis, finalizzata al rifinanziamento delle linee di credito esistenti e alla realizzazione degli investimenti futuri. Il team dei soci di QCapital,

Stefano Miccinelli, Renato Peroni, Massimo Busetti, Giovanni Pedersoli e Francesco Niutta, vanta un track record pluriennale di successo su operazioni di Private Equity, sia come investitori che come consulenti strategici e Advisor di M&A. Emanuela Pege, presidente e AD di VENPA S.p.A., ha affermato: “Siamo orgogliosi ed entusiasti di iniziare questo percorso insieme ai soci di QCapital, che ci permetteranno

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di cogliere le opportunità di crescita nel nostro mercato di riferimento, sempre più dinamico e in rapida espansione. Intravediamo un percorso da protagonisti che ci conferma quale punto di riferimento del settore.” Stefano Miccinelli, presidente di QCapital, ha commentato: “Aver scelto VENPA come prima operazione è un onore. Il nostro obiettivo è favorire la crescita sostenibile di imprenditori e aziende eccellenti, tramite l’apporto di capitali e di competenze professionali. L’investimento in VENPA rappresenta una solida base di partenza per QCapital. Siamo certi che con il nostro aiuto la crescita del Gruppo sarà consistente, sia attraverso investimenti nell’ampliamento del parco macchine che tramite l’acquisizione di altri operatori del settore”.


NOTIZIE NIEDERSTÄTTER

Innovazione e sicurezza nei cantieri Una vera e propria Accademia in cui formare gruisti e carrellisti con nuove tecnologie all’avanguardia dedicate alla pratica. Nella sede di Treviso della Niederstätter Academy si guarda già al futuro, puntando su innovazione e industria 4.0. L’azienda altoatesina, leader del Nordest nel mercato dei macchinari edili e da costruzione, ha da sempre un occhio di riguardo nei confronti della formazione dei operatori del settore edile e lo dimostra di nuovo offrendo insieme ai vari partner tra cui il Centro Edilizia Treviso, Confartigianato Marca Trevigiana Formazione, CNA Treviso, Artigianato Trevigiano e UNIS&F un programma completo di corsi per gruisti e carrellisti, operatori di macchine movimento terra, PLE e gru mobili. Lo svolgimento pianificato delle lezioni è garantito dall’azienda insieme ai partner anche in questo periodo delicato, che intende calendarizzare in anticipo tutte le attività di cantiere, corsi di specializzazione compresi. Caratteristica che contraddistingue la Niederstätter Academy è infatti l’equipaggiamento tecnico unico che sarà utilizzato durante i

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corsi, gru e macchine d’ultima generazione, progettate con le più recenti tecnologie e costruite con materiali resistenti e all‘avanguardia, e pensate per i gruisti del domani. Gli operatori di carrelli elevatori e di macchine movimento terra riceveranno, ad esempio, la formazione pratica manovrando gli ultimi modelli delle famose marche costruttrici Manitou, Kramer e Wacker Neuson. Tutto questo,

associato al know-how esperienziale in ambito di industria 4.0 degli istruttori, permetterà lo svolgimento di un’esperienza proficua per tutti gli studenti. “Cerchiamo da sempre di mettere il nostro know-how a disposizione dei player del settore edile e delle costruzioni”, spiega Daniela Niederstätter, membro del consiglio aziendale. “Siamo fortemente convinti che la formazione nel nostro campo sia

fondamentale per rimanere al passo coi tempi, e noi ci proviamo ogni giorno offrendo corsi specializzati”.

Nuove collaborazioni Alcuni corsi di formazione e aggiornamento edile nella zona del trevigiano e dintorni verranno organizzati prossimamente in collaborazione con il Centro Edilizia Treviso (CET). Le lezioni teoriche dei corsi vengono realizzate presso il Centro mentre la parte pratica sarà realizzata alla filiale di Niederstätter SpA a Povigliano. L’azienda ha recentemente stipulato una convenzione anche con CNA Treviso che permetterà uno sconto specifico del 15% sul noleggio dei macchinari per i loro membri. Inoltre, Daniela Niederstätter è stata ospite del prossimo “Infotalk Treviso” che si è tenuto per la prima volta online organizzato in collaborazione con CET lo scorso 14 maggio, per parlare di agevolazioni fiscali fino a 60% per investimenti nell’ambito dell’Industria 4.0.

Il progetto UniZEB a Padova Niederstätter è diventata inoltre sponsor del progetto UniZEB promosso dall’Università di Padova in collaborazione con la Scuola Edile Padova. Il progetto è volto alla realizzazione di un edificio a zero consumo energetico, con una struttura in legno prototipo all’avanguardia in cui ricercatori e aziende potranno testare le soluzioni tecnologiche più innovative nel settore edilizia. Niederstätter parteciperà al progetto fornendo al cantiere una gru a torre Liebherr L1 fino al 1° ottobre 2021. Nel progetto sono coinvolti allievi di tecnica edile della Scuola Edile Padova e studenti di ingegneria della Università Padova.


CTE

Ampliata la rete vendita CTE ha annunciato un cambiamento strategico all’interno della sua forza vendite con l’aggiunta di due nuovi Area Manager per il Nord Italia Gianluca Ibba e Moris Locatelli. A seguito dell’investimento sui prodotti con un rinnovamento e un ampliamento di gamma e lanci di nuovi modelli (ZED, TRACCESS e B-LIFT, con l’aggiunta della distribuzione di tutta la gamma semoventi Genie sul territorio italiano), per CTE il momento è idoneo per intervenire anche sulla capillarità della forza vendite sul territorio italiano: Gianluca Ibba seguirà Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta e le province di Como e Lecco, mentre Moris Locatelli seguirà le restanti province della Lombardia, Svizzera Italiana e le province di Parma e Piacenza. Ibba ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del sollevamento aereo per aziende del Nord Italia e ha affermato: “Sono entusiasta di entrare a fare parte di un’azienda leader nel settore. La mia ambizione è quella di portare a conoscere alla potenziale clientela il valore dei nostri mezzi e la nostra filosofia aziendale”. Locatelli, da diversi anni nel campo del sollevamento aereo e del movimento terra per aziende del Nord Italia, ha dichiarato: “Sono felice e motivato per quest’avventura professionale, che ritengo stimolante e

sfidante. Continuerò il mio percorso di crescita professionale e cercherò di portare quanto appreso nelle svariate esperienze lavorative come bagaglio per rafforzare la presenza di CTE nelle mie aree di competenza”.

Marco Govoni, direttore commerciale di CTE, ha spiegato: “Accogliamo a braccia aperte i due nuovi colleghi, che oltre a consolidare la nostra presenza sul territorio del Nord Ovest portano una ventata di entusiasmo ed

energia a tutto il team. Contiamo sull’apporto di due professionisti che hanno maturato esperienze nel settore e hanno la volontà di tagliare traguardi importanti insieme a noi”.

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NOTIZIE EASY LIFT

Sempre più internazionale Il distributore in esclusiva di Easy Lift per il mercato danese dal 2013, Hammer Lifte, specializzato nella vendita di piattaforme aeree cingolate e semoventi sia nuove che usate, è stato particolarmente impegnato nelle ultime settimane: ha consegnato ai suoi clienti cinque nuovi ragni Easy Lift, di altezze da 13 ai 21 m, necessarie a differenti tipologie di lavori in quota. In particolare, il noleggiatore ha acquistato un ragno R130 che sarà inserito nel suo parco mezzi per applicazioni di vario genere sia al chiuso che all’aperto; la ditta di costruzioni ha ricevuto invece un ragno R210, dovendo lavorare a un’altezza di almeno 20 m e con la necessità di sbracciare fino a 11 m. Un ragno R180 è stato poi consegnato Kruse Byg, azienda di ristrutturazione che ne aveva necessità per il rifacimento di alcune facciate; la ditta, specializzata in tinteggiature di interni ed esterni, ha acquistato e ricevuto un ragno R160 e, ultimo ma non ultimo, il noleggiatore Koge Lift, che già aveva in flotta dei ragni Easy Lift, ha voluto ampliare la sua gamma aggiungendovi un nuovo R130, a testimonianza della versatilità e affidabilità di questo modello per il settore del noleggio. Nonostante

la pandemia Covid-19, il mercato danese non si è fermato: il trend positivo del settore del sollevamento aereo sta continuando e genera nuove vendite, tanto che Hammer Lifte nel mese di marzo ha dovuto rivedere il suo piano di acquisti 2021 con la casa madre di Brescello per aggiungervi ulteriori macchine.

Espansione in Cina Easy Lift si espande poi anche in Cina: le piattaforme cingolate Easy Lift sono da anni al servizio dell’industria elettrica cinese che ne apprezza la semplicità, abbinata a tecnologia e prestazioni. Recentemente anche la compagnia

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elettrica cinese ha deciso di affidarsi alla qualità delle piattaforme cingolate Easy Lift e ha ricevuto cinque nuovi ragni Easy Lift R180. La Shandong Electric Power Equipment Co, fondata nel 1958, vanta tre stabilimenti di produzione per un’area totale di 551.000 m2 in cui si progettano,

sviluppano e producono generatori di potenza, contribuendo alla crescita tecnologica ed economica del settore energetico di tutto il Paese. Grazie all’altezza di lavoro di circa 18 m, abbinata allo sbraccio laterale di circa 9 m e alle sue dimensioni compatte, il modello R180 si rivela adatto a diverse applicazioni sia al chiuso che all’aperto e risulta ideale anche per il settore energetico. Da qui la scelta della Shandong Electric Power Equipment Co. che ha acquistato la versione con motorizzazione standard a benzina; la piattaforma aerea cingolata R180, infatti, è disponibile di serie con motore a benzina e, in alternativa, può essere richiesta con motore diesel o nella versione completamente elettrica con batterie al litio (BA). Il comparto elettrico in Cina e nel resto del mondo è uno dei grandi fruitori delle piattaforme aeree cingolate, proprio per la loro versatilità e semplicità di utilizzo. Altre compagnie elettriche cinesi hanno acquistato i


modelli R150 e R160 con altezze di lavoro fino a circa 16 m, mentre alcune hanno scelto anche modelli appartenenti alla gamma alta del costruttore di Brescello, come ad esempio il ragno R360. Quest’ultimo raggiunge un’altezza di lavoro fino a 36 m, ha uno sbraccio orizzontale massimo di 16 m ed è disponibile come opzione in versione ibrida, sia su cingoli che su ruote.

Ragni in Ecuador L’espansione della rete commerciale di Easy Lift e della distribuzione dei suoi prodotti e servizi non si ferma nemmeno in Ecuador. L’azienda ha infatti annunciato la consegna della prima piattaforma aerea cingolata Easy Lift in questo Paese: si tratta del ragno RA15, venduto dal distributore Autoelevación, impresa leader nella vendita, nel montaggio e nella riparazione di macchinari per il sollevamento di cose e persone, oltre che nella fornitura di componenti idraulici in generale. Autoelevación offre ai suoi clienti prodotti multimarca, tutti di origine europea, molto apprezzati dalla clientela latino-americana per la loro qualità e affidabilità, inclusi anche i ragni Easy Lift. La piattaforma aerea cingolata RA15, ragno di dimensioni piccole e compatte con doppio braccio articolato, può raggiungere un’altezza di lavoro fino a 15 m ed uno sbraccio laterale di circa 7 m con una capacità di

carico in cesta di 230 kg. Il ragno RA15 è stato venduto a EEQ – Empresa Eléctrica Quito, azienda che si occupa della gestione del servizio pubblico di energia elettrica nella città ecuadoriana di Quito. La società si inserisce così tra le tante compagnie elettriche che già utilizzano i ragni Easy Lift per i lavori in quota in Italia, in Europa e in Cina.

La piattaforma cingolata RA15 è fornita di serie con motore a benzina, ma in alternativa può essere dotata di motore diesel o con batterie al litio (BA); è dotata di un’ampia

gamma di accessori che ne amplificano e migliorano le prestazioni rendendola uno strumento indispensabile e sicuro per il lavoro in quota. EEQ ha scelto la versione RA15 con motore diesel e ha richiesto come accessori l’installazione del cesto in vetroresina e l’isolamento, a tutela del lavoro dei propri operatori nelle vicinanze delle linee elettriche.


NOTIZIE JEKKO

Due consegne importanti Sono diverse le consegne di rilevante importanza che hanno contraddistinto Jekko negli ultimi mesi. Tra queste, quella al Gruppo Marta Fernando di Seregno (MB), operante da oltre 60 anni nell’ambito dei sollevamenti e dei trasporti eccezionali, nel campo della movimentazione industriale e nel noleggio di attrezzature per il sollevamento, che ha ricevuto la prima Jekko SPX650 venduta in Italia. Personalizzata con i colori aziendali, la SPX650 è anche la prima mini gru

proporzionale PVG 16 di Danfoss, che permette precisione e fluidità dei movimenti, e un nuovo sistema di stabilizzazione che consente infinite configurazioni operative. La gru Jekko SPX650 è equipaggiata con un nuovo jib idraulico da 1,2 t a tre sfili e un nuovo jib meccanico da 2 t (entrambi con attacco plug & play) ed è dotata di pacco batterie a litio da 48 V progettato su specifiche Jekko con capacità 400 Ah, che alimenta un motore elettrico trifase da 16 kW.

performance e alla facilità di utilizzo. La mini gru è in grado di accedere e lavorare in zone confinate, dove le altre attrezzature per il sollevamento non riescono, e consentirà al gruppo di ampliare il ventaglio di servizi offerti. per Goitese Trasporti Un passo doppiamente importante per Goitese Trasporti: la gru articolata cingolata JF545 recentemente ritirata, oltre a essere la prima Jekko nel parco macchine dell’azienda, è anche in

varie opzioni disponibili nel modo delle gru cingolate abbiamo scelto una Jekko, in quanto questa macchina presenta numerosi punti di forza, come ad esempio il sistema di stabilizzazione e le performace elevate”, spiega Diego Brutti di Goitese Trasporti. “Riteniamo che la JF545 abbia delle grandi potenzialità e non vediamo l’ora di sfruttarle al massimo. Abbiamo già ricevuto alcune richieste in ambito edilizio e contiamo di utilizzare la JF545 anche nell’ambito della manutenzione industriale

cingolata acquistata dal gruppo e si aggiunge a un vasto parco macchine composto da una cinquantina di unità. La gru Jekko SPX650 è l’ultimo modello nato in casa Jekko e concentra diverse soluzioni tecniche all’avanguardia: oltre a una capacità massima di sollevamento di 5 t e un’altezza massima di lavoro di 23,5 m (con jib installato), la mini gru vanta numerosi punti di forza, tra cui un sistema idraulico digitale con distributore oleodinamico

Oltre a ciò, la mini gru presenta altre importanti funzionalità, come la possibilità di lavorare sia a gancio che con verricello, i cingoli estensibili, la modalità pick & carry e il radiocomando userfriendly con software sviluppato internamente da Jekko. E tutto ciò senza tralasciare il design e la qualità dei materiali, con una forte attenzione al dettaglio. A convincere l’azienda sono state soprattutto le dimensioni compatte, abbinate alle straordinarie

versione full optional, completa di cestello biposto, di ventose per la movimentazione del vetro e di bilancino di sollevamento da 20 t. Per la sua gru articolata cingolata Jekko JF545, personalizzata con i colori aziendali, Goitese Trasporti ha inoltre scelto l’argano più performante installabile sulla macchina, il V30 con capacità di 3 t in tiro singolo, e ha richiesto un sistema di raffreddamento aggiuntivo. “Dopo aver attentamente studiato le

e nella movimentazione di macchinari, settore in cui ci siamo specializzati nell’ultimo periodo”. Con una capacità massima di sollevamento di 15,5 t, un’altezza massima di lavoro di 30 m e un sistema di stabilizzazione all’avanguardia, la JF545 combina tutti i vantaggi delle mini gru con i punti di forza delle gru articolate da camion e si conferma la soluzione ideale sia nell’ambito della logistica che nel settore delle costruzioni e della manutenzione industriale.

16 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

Una JF545


JLG

Accordo con Svelt per la fornitura di Power Tower JLG Industries Inc. ha annunciato di aver chiuso un importante accordo di fornitura con Svelt, società specializzata nella progettazione e produzione di scale e trabattelli. Con l’invenzione e il brevetto del primo trabattello telescopico italiano nel 1964 da parte dell’ingegner Antonio Agosta, fondatore di Svelt, l’azienda di Bagnatica (BG) ha fatto dell’innovazione il suo punto di forza, diventando un’azienda di riferimento internazionale nel settore, con quattro filiali all’estero ed esportazioni che raggiungono il 40% del fatturato aziendale. Oggi il Gruppo Svelt, gestito da Davide Agosta e dal fratello Eros Agosta, è il primo gruppo in Italia e Spagna per fatturato e volumi produttivi. JLG ha di recente firmato un accordo esclusivo con Svelt per la fornitura di piattaforme per accesso a basse quote della sua linea Power Tower. L’azienda potrà quindi offrire ai propri clienti queste macchine Private Label a marchio Svelt, rinominate piattaforme SVELTLIFT,

come valida alternativa alle attrezzature tradizionali, usufruendo del servizio post-vendita JLG ramificato in tutta Italia. “Essendo da 55 anni produttori di trabattelli - afferma Davide Agosta, responsabile commerciale di Svelt - la necessità di offrire piattaforme aeree è sempre stata una nostra prerogativa. Questo ci consente di soddisfare i clienti in cerca di prestazioni superiori a quelle della semplice scala e ingombri e maneggevolezza superiori a quella dei trabattelli. Nella nostra gamma sono presenti numerose piattaforme a elevazione elettrica per il lavoro a basse quote. Le piattaforme SVELTLIFT con elevazione manuale completano la gamma per coloro che vogliono un prodotto prestazionale ma senza impianti, con una manutenzione ridotta al minimo e un prezzo accattivante”. In particolare, Svelt si impegna a promuovere e a rendere disponibili in pronta consegna i modelli SVELTLIFT 350 e SVELTLIFT 420 rispettivamente

con altezze di lavoro fino a 3,5 m e 4,2 m, rivolti principalmente a installatori, manutentori, pittori, aziende, grandi magazzini e centri commerciali. Veloci, efficienti facili da usare (basta salire e girare la manopola), queste piattaforme per l’accesso a bassa quota della linea Power Tower di JLG sono leggere, facili da trasportare e utilizzabili anche su solette con portata limitata. Ecologiche, silenziose, senza motore, né batteria, né alimentazione elettrica, grazie al sistema di elevazione brevettato a energia accumulata in pochi secondi queste macchine sollevano l’operatore con un movimento fluido fino all’altezza di lavoro desiderata. Agosta conclude: “Abbiamo scelto JLG per la grande stima e affinità tra le nostre aziende: la sua esperienza nelle piattaforme aeree è pari a quella che Svelt ha nei trabattelli e nelle scale. Due partner che si incontrano creando una squadra vincente per soddisfare una clientela sempre più esigente in termini di prestazioni, tempi di consegna e servizio post-vendita”. “Sono molto orgoglioso e curioso di quest’accordo, che ha l’obiettivo di promuovere il nostro prodotto Power Tower attraverso canali a noi non abituali. Per farlo abbiamo scelto il leader di mercato”, commenta Nicola Pontini, General Manager di JLG Italia. “Crediamo fermamente in questo prodotto per migliorare l’efficienza e la sicurezza del lavoro a basse quote. Grazie a Svelt sono certo riusciremo a comunicare questo approccio anche a un target di utilizzatori a cui noi non ci rivolgiamo direttamente. Una nuova opportunità di business sia per JLG che per Svelt, una vera operazione win-win!”. maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 17


NOTIZIE CMC

Espansione in Nord Italia CMC Italia ha annunciato FGL Commerciale quale suo nuovo dealer in Italia per la regione Lombardia. FGL Commerciale è una realtà bergamasca diretta da Fabio Duccoli e si occupa di vendita e assistenza di macchine per la movimentazione e il sollevamento di cose e persone in Lombardia. L’azienda, inoltre, eroga servizi di consulenza aziendale di qualità e sicurezza D.lgs 81/02 e organizza corsi di formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo staff è formato da personale che ha maturato esperienza in brand leader del mercato come Fassi Group, nella consulenza sulla sicurezza d’impresa e nella disintermediazione di sistemi idraulici, il che ne fa un gruppo di lavoro che conosce il mercato a 360°. Fulvio Quercioli, responsabile commerciale Italia di CMC, ha affermato: “Sono felice e orgoglioso di dare il benvenuto FGL Commerciale nella grande famiglia di CMC Italia.

Con noi avrà a disposizione una rete di colleghi capillare sul territorio con i quali confrontarsi, un sistema in cloud di strumenti multimediali e non a supporto della vendita, sempre aggiornato a cura del nostro ufficio marketing e un team di esperti che dalla logistica, al service e al magazzino ricambi, non lo lasceranno mai solo. Conosco Fabio Duccoli da oltre 20 anni e quando si è palesata l’opportunità di lavorare insieme e seguire per CMC Italia un mercato importante come quello lombardo trovare un punto d’incontro è stato un attimo. Il futuro di CMC in una delle regioni più importanti del Nord Italia, lo scriveremo insieme”. Fabio Duccoli ha così commentato la sinergia con CMC: “Sono orgoglioso di iniziare questo capitolo della mia attività imprenditoriale al fianco di CMC. Con CMC condivido i valori della focalizzazione, dell’organizzazione aziendale e dell’innovazione. L’azienda e la sua organizzazione mi hanno

colpito sotto tutti i punti di vista. Non è facile trovare nel mercato del sollevamento una realtà così focalizzata sul prodotto come lo è CMC con le semoventi cingolate e allo stesso tempo improntata sull’innovazione in tutti i processi aziendali. Ringrazio Fulvio Quercioli, per la fiducia che mi ha dimostrato”. Con FGL Commerciale sale a 10 tra concessionari e agenti il numero di intermediari commerciali di CMC in Italia.

JLG INDUSTRIES INC.

Una “Nuova Prospettiva” JLG va incontro a una “Nuova Prospettiva” e si allontana dal Bauma 2022. Karel Huijser, General Manager e Vice President di JLG per EMEAIR, ha affermato che “la pandemia globale ha causato un cambiamento nel comportamento dei nostri dipendenti, dei nostri partner e dei nostri clienti. La tecnologia ha accelerato e migliorato le esperienze virtuali. Il coinvolgimento e la condivisione delle informazioni on-line ci consente ora di costruire una ‘Nuova Prospettiva’ e ci ha fatto riconsiderare alcuni dei nostri sforzi di marketing più tradizionali. Di conseguenza, continueremo a fare leva e investire in queste nuove tecnologie in evoluzione per presentare i prodotti JLG con 18 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

modalità innovative ed entusiasmanti, per coinvolgere e collaborare con la nostra clientela globale”. Le attività di marketing pianificate includono sia piccoli eventi locali di persona, che eventi ibridi, che esperienze virtuali personalizzate che integrano perfettamente i canali di marketing digitale e tradizionale. Huijser ha

concluso dicendo: “Coglieremo l’occasione per presentare le soluzioni JLG per cantieri e per evolvere la nostra linea di piattaforme di accesso a basse quote, nonché le nostre più recenti tecnologie elettrificate e con impatto ambientale sostenibile. In tale prospettiva investiremo sempre di più nel coinvolgimento digitale e lo abbineremo a eventi locali più piccoli, riducendo al minimo la nostra impronta di carbonio. Questo approccio e la nostra ‘Nuova Prospettiva’ offriranno ai clienti la flessibilità di interagire con noi sia di persona che digitalmente”. Nonostante la decisione di ritirarsi dal Bauma 2022, JLG non ha escluso una partecipazione all’esposizione in futuro.


AUTOVICTOR

Prove di carico “chiavi in mano” Le capacità ingegneristiche dello staff Autovictor si esaltano nella progettazione, nella costruzione delle attrezzature e nella realizzazione delle prove di carico per i pali di fondazione e per le strutture di qualsiasi tipologia. Un servizio di elevato livello qualitativo, e chiavi in mano, disponibile a livello nazionale e internazionale. In molte occasioni testare con un carico è fondamentale. Ovviamente è imprescindibile quando si parla di pali per le fondazioni speciali, ma sono tantissime le applicazioni che richiedono test di questo tipo: dai carriponte ai distanziali, dalle autogrù alle strade, dagli impalcati ai viadotti, eccetera. Le prove di carico, benché non spettacolari come un tiro di gru, rappresentano una cartina di tornasole per comprendere le capacità ingegneristiche di una società. E anche in questo caso Autovictor ne esce a testa alta. “Tautologicamente - esordisce Alessandro Gino, direttore tecnico di Autovictor - le prove di carico riguardano tutto ciò è possibile testare con un carico. Noi le dividiamo in due macro-categorie: per pali di fondazione e per qualsiasi altra struttura. A loro volta le prove di carico sui pali da fondazione vanno a verificare il cedimento strutturale del palo e possono essere realizzate con due metodi: con zavorra o con struttura di contrasto. Per effettuare le prove di carico con zavorra andiamo a creare una sorta di castelletto metallico al di sopra del quale vengono posizionate le zavorre. A questo punto si crea un punto di appoggio tra il centro del castelletto e il palo da provare e si va a portare in carico il palo mediante la spinta operata dai martinetti idraulici. Il secondo metodo utilizza invece una struttura di contrasto metallica, che anziché avere un appoggio per

le zavorre prevede apposite travi fisicamente collegate ai pali adiacenti. La spinta, che viene sempre effettuata tramite martinetti, è quindi su più pali, dove i pali adiacenti cui sono collegate le travi vanno a contrastare la spinta centrale”. Per questo specifico settore Autovictor può arrivare a circa 2.000 t di spinta, sia con i blocchi di calcestruzzo (sistema a zavorra) che con il sistema a contrasto. “Queste prove

- riprende Alessandro Gino - ci vengono richieste ovunque ci siano pali da fondazione, oppure per le grandi opere, per gli impalcati, per i cavalcavia, occasioni in cui dobbiamo predisporre opportune strutture certificate”. In base alle esigenze e alle attività richieste i tecnici Autovictor progettano, dimensionano e costruiscono le carpenterie da utilizzare, che poi vengono certificate e permettono di fornire al cliente una soluzione completa e chiavi in mano. Il cliente, infatti, si limita a illustrare ad Autovictor il semplice problema, sarà poi la società novarese a occuparsi di tutto: dalla progettazione della struttura alla prova pratica. In sostanza si tratta di un servizio di elevato livello che cela tanta ingegneria specialistica e, proprio per questo, vede richieste in tutta Italia e anche a livello internazionale. A tal proposito Autovictor mette a disposizione un container appositamente attrezzato e una squadra di quattro tecnici formati per quest’attività, mentre in sede altre tre persone specializzate gestiscono e ingegnerizzano il lavoro.

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 19


ATTUALITA’ REALTÀ VIRTUALE PER LA FORMAZIONE

AI CONFINI DELLA REALTÀ IL PROCESSO DI DIGITALIZZAZIONE IN ATTO NEL CORSO DEGLI ULTIMI ANNI MODIFICHERÀ PROFONDAMENTE IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI. L’USO DI NUOVE TECNOLOGIE DIGITALI RENDERÀ POSSIBILE UN SIGNIFICATIVO RINNOVAMENTO DEL SETTORE, NON SOLO LEGATO AL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA PRODUTTIVA PER LE AZIENDE, MA ANCHE NEL CAMPO DELLA FORMAZIONE DI NUOVI OPERATORI di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

L

a rivoluzione legata a Industria 4.0 e il processo di digitalizzazione in atto nel settore dell’edilizia e delle costruzioni hanno offerto nuove possibilità tecnologiche, consentendo l’utilizzo di nuovi strumenti in grado di proporre un moderno e aggiornato processo di formazione degli operatori del settore. Oggi le aziende sono fortemente orientate alla ricerca di metodi in grado di cambiare il volto della formazione. La realtà virtuale ha il potenziale per migliorare l’intero processo rendendolo più 20 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

economico e sicuro per le imprese e i centri di formazione. Il settore manufatturiero è stato tra i primi ad adottare innovative tecnologie di simulazione, come la realtà aumentata e quella virtuale, capaci di efficientare la produttività e aumentare la sicurezza della forza lavoro. Dai sistemi di progettazione Bim agli innovativi strumenti di controllo della manutenzione ordinaria e dei sistemi di sicurezza in cantiere le possibilità di queste tecnologie digitali aprono nuove e prima inimmaginabili - possibilità per il settore delle costruzioni.

Formazione Virtuale Ma cos’è, di preciso, la tecnologia di realtà virtuale? La tecnologia VR (dall’inglese “Virtual Reality”) è in grado di replicare la realtà in un mondo non reale, riproducendone le caratteristiche dal punto di vista sensoriale al fine di compiere azioni e interagire con gli elementi presenti nello spazio virtuale, superando limiti fisici, economici e di sicurezza. La realtà virtuale adotta il principio del “learning by doing”, ovvero apprendere una pratica attraverso l’azione della stessa. Questo strumento, utilizzato nei processi


di formazione, permette agli operatori di sperimentare scenari in cantiere e apprendere procedure pratiche attraverso una simulazione virtuale dell’uso delle macchine. Durante l’attività formativa vengono adibite delle postazioni in grado di replicare i principali comandi presenti in cabina e uno schermo su cui è possibile visualizzare la simulazione virtuale e operare nel sito di lavoro. L’utilizzo di software di simulazione della realtà virtuale, nell’ambito dell’addestramento di nuovi operatori all’uso delle macchine per le

costruzioni, è in grado di garantire lo sviluppo di competenze altamente professionali e rappresenta uno dei più interessanti campi di applicazione di queste tecnologie per aziende e centri di formazione. Specialmente per un settore che da anni palesa gravi problemi nel reperire forza lavoro, come ci spiega Angela Martina, presidente di Ance Udine: “In tutta Europa le imprese di costruzioni si confrontano con una carenza di manodopera e con un’offerta di lavoratori che non presentano le adeguate capacità e competenze richieste dal mercato. Questo perché il mondo sta cambiando e anche il settore edile sta andando incontro a un importante rinnovamento attraverso il processo di digitalizzazione in corso”. In Europa, in media, un’impresa edile conta circa quattro dipendenti; in Italia il numero si abbassa a 2,6 addetti per impresa a fronte di una media di oltre tre addetti nel 2008. Secondo gli ultimi dati rilevati nel 2020 da Edilcassa, l’Ente Bilaterale per la gestione dei contratti collettivi nazionale di lavoro dell’edilizia, circa il 24% degli operatori che lavorano nel campo delle costruzioni ha oltre 50 anni. Indice di un settore dalla scarsa attrattiva verso le nuove generazioni, uno dei fattori che maggiormente influisce sulla carente offerta di manodopera. Si fa quindi necessaria una ripartenza del settore, che potrebbe trovare un forte alleato nelle innovazioni tecnologiche proposte dai moderni sistemi di simulazione di realtà virtuale, come afferma Alessandro Bertucci, consulente in materia salute e sicurezza nonché formatore presso Esem-Cpt: “Con una media di tre dipendenti per azienda in molti casi è richiesto agli operatori l’utilizzo e l’apprendimento di diverse tipologie di macchine. Con un simulatore è possibile formare il personale sull’utilizzo di un ampio range di veicoli adoperando un unico, efficiente ed economico stru-

ANGELA MARTINA PRESIDENTE DI ANCE UDINE

mento. Ciò permetterà una formazione di operatori dalle competenze flessibili e lo sviluppo di una nuova figura professionale capace di soddisfare le esigenze del settore”.

Benefici “reali” Numerosi i vantaggi offerti da un percorso di formazione attraverso l’utilizzo di questi sistemi di simulazione virtuale rispetto a un tradizionale uso diretto di macchine da cantiere. Innanzitutto, dei chiari ed evidenti vantaggi in termini di sicurezza. Un addestramento per mezzo di simulatori riduce il rischio di infortuni, incidenti mortali, danni alle attrezzature e alle proprietà presenti in cantiere. Inoltre, l’uso di simulatori diminuisce l’usura dell’attrezzatura utilizzata durante le ore di pratica dall’operatore, soprattutto i danni alle componenti meccaniche della macchina che possono essere causati dagli apprendisti con scarsa preparazione. La maggior parte dei simulatori presenti in commercio permette di impostare parametri di esercizio della simulazione, come la fascia oraria e le condizioni metereologiche. Una funzionalità particolarmente utile, ad esempio, nei periodi dell’anno con climi più freddi dove il terreno rischia di gelarsi e divenire difficilmente praticabile per operatori inesperti. Inoltre, consente la possibilità di sperimentare situazioni di lavoro maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 21


ATTUALITA’

ENRICO SALCUNI SALES MANAGER AND BUSINESS DEVELOPMENT DI SOLUZIONI NELL’AMBITO DELLA REALTÀ VIRTUALE PRESSO ST ENGINEERING ANTYCIP

in condizione estreme e apprendere procedure di emergenza di difficile insegnamento teorico, nonché di pericolosa dimostrazione pratica. Simulare eventuali situazioni di pericolo, in un contesto di totale sicurezza per l’operatore, porta a minori fattori di stress per l’apprendista e a una corretta ripetibilità dell’operazione di emergenza in cantiere, come ci spiega Enrico Salcuni, Sales Manager and Business Development di soluzioni nell’ambito della realtà virtuale presso ST Engineering Antycip: “È stato dimostrato come

l’addestramento attraverso sistemi di simulazione aumenti l’efficienza di apprendimento dell’operatore, riducendo dunque il tempo impiegato per raggiungere gli obiettivi formativi. Questo perché gli apprendisti possono imparare più velocemente su un simulatore rispetto alla formazione in sito data la possibilità di apprendere dai propri errori. La consapevolezza per gli studenti di commettere errori senza alcuna conseguenza per sé stessi, i veicoli e le persone in cantiere è un enorme vantaggio durante il percorso di apprendimento”.

PROCESSO DI RINNOVAMENTO Nell’ambito di un processo di rinnovamento e innovazione delle attività formative del Centro Edile per la Formazione e la Sicurezza di Udine, la Scuola si è dotata di un simulatore Vortex Edge Max di ultima generazione. Spiega Mauro Tollon, tecnico della sicurezza e formatore presso CEFS Udine: “Il progetto è nato dall’ascolto degli sportelli delle casse edili e delle scuole del Friuli-Venezia Giulia, che chiedevano un utilizzo più massiccio delle attrezzature per l’edilizia. Una necessità pienamente comprensibile ma altamente onerosa, quindi abbiamo deciso di innovarci dotandoci di un simulatore Vortex Edge Max. Il nostro intento è quello di portare questo simulatore nelle aziende e nelle scuole di formazione 22 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

per permettere loro di provare le potenzialità di questo simulatore e testare le capacità degli operatori direttamente in azienda. Abbiamo già organizzato sei corsi di formazione per apprendisti senza alcuna esperienza pregressa nella guida di mezzi per il movimento terra o per il sollevamento. La formazione di operatori inesperti ci ha permesso di capire le innumerevoli potenzialità di questo simulatore, constatando dopo diverse ore di ‘training’ a bordo del simulatore l’alto grado di efficienza di apprendimento che gli operatori hanno mostrato a fine corso nella loro prova pratica sul campo. Quindi una formazione basata su un connubio simulatore e campo prove penso sia, a oggi, il più efficiente,

Un altro fattore rilevante è la possibilità attraverso un unico strumento di disporre di programmi con un’ampia scelta di veicoli, da macchine per il movimento terra a quelle per il sollevamento, e settare diverse configurazioni del mezzo o del sito di lavoro per la simulazione pratica. Per questo motivo i simulatori sono anche una soluzione ideale per operatori esperti che desiderano eseguire corsi di aggiornamento su nuove apparecchiature o migliorare le proprie abilità in diversi contesti operativi.


Un concreto risparmio Quelli finora citati sono benefici pratici per le aziende e gli operatori, che si traducono anche in un risparmio economico per le imprese e i centri di addestramento. L’aggiornamento e il perfezionamento delle competenze degli operatori più esperti e la formazione di nuove reclute può risultare un processo particolarmente costoso per le aziende e i centri di formazione. Tra i costi diretti più evidenti c’è l’utilizzo dei veicoli. I macchinari costituiscono un investimento costoso per le imprese di costruzioni che mirano a prolungare il più possibile il loro ciclo vita. Un minore impiego del mezzo e un suo corretto utilizzo da parte di operatori competenti permettono di ridurre le possibilità di guasti o usura, oltre a un risparmio economico di carburante. Un concetto molto sentito anche per le scuole e i centri specializzati nella formazione professionale che, visto l’alto ciclo di ore di formazione e quindi di utilizzo delle macchine, affrontano importanti costi di manutenzione e aggiornamento periodico dei mezzi.

COMPETENZE “REALI” I simulatori Vortex sviluppati da CM Labs, azienda che offre soluzioni e tecnologie basate sulla simulazione virtuale, sono stati progettati per l’addestramento degli operatori di macchine per l’edilizia e permettere all’utilizzatore di sviluppare le competenze necessarie a utilizzare apparecchiature pesanti in modo sicuro ed efficiente in cantiere. I simulatori Vortex incorporano la Smart Training Technology, una tecnologia brevettata da CM Labs che racchiude algoritmi in grado di proporre una formazione basata sullo studio di dati e di macchine reali, per permettere agli operatori di acquisire le competenze necessarie oggi sul mercato. I simulatori Vortex offrono la possibilità di apprendere nuove competenze o migliorare le proprie abilità attraverso un’offerta di attrezzature per il sollevamento e per il movimento terra, composta da un gamma di dieci tipologie di macchine in un unico strumento. Sia i mezzi che gli scenari proposti nella simulazione sono stati sviluppati e convalidati da ingegneri e professionisti del settore, nonché dai partner produttori di macchinari edili. Tutto ciò permette ai praticanti di apprendere le corrette tecniche di sollevamento, scavo, carico e scarico da replicare poi sul sito di lavoro,

in scenari di formazione altamente realistici. Gli studenti possono cimentarsi in operazioni complicate che possono verificarsi nel mondo reale, nelle condizioni più adatte alle loro capacità e in totale sicurezza, potendo scegliere tra diversi parametri intercambiabili, quali le condizioni meteorologiche, le fascia oraria del giorno e varie configurazioni dei siti produttivi. I modelli Vortex sono disponibili in due versioni: la serie Vortex Edge, dal design robusto ed essenziale studiato per garantirne un agevole trasportabilità e capace di replicare l’esperienza in cabina, e il modello Advantage, progettato per fornire una formazione più coinvolgente grazie alla postazione multischermo in grado di trasmettere il massimo dell’immersione e del senso di realismo.

sicuro ed economico metodo di apprendimento possibile. Infatti abbiamo riscontrato dall’uso di questa tecnica nel nostro percorso di formazione una moltitudine di vantaggi: la possibilità di esercitarsi ripetutamente in manovre difficili fino alla padronanza completa della procedura, eseguire esercitazioni con la macchina in un ambiente sicuro, ridurre l’ansia dell’operatore in un ambiente controllato, imparare procedure specifiche di utilizzo in sicurezza dei macchinari, esercitarsi di giorno o di notte indipendentemente dalle condizioni atmosferiche e il monitoraggio delle prestazioni e della crescita di competenze degli operatori”. maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 23


ATTUALITA’

L’OPINIONE ALESSANDRO BERTUCCI FORMATORE E CONSULENTE IN MATERIA SALUTE E SICUREZZA, ESEM-CPT

“Durante i nostri corsi di aggiornamento per operatori di macchine movimento terra e gru adoperiamo da poco meno di un anno un simulatore Vortex Advantage. Abbiamo già organizzato con il simulatore 14 edizioni di aggiornamento gru e 10 edizioni di aggiornamento macchine movimento terra, che prevedono l’’utilizzo di escavatori, terne e pale. Una cosa che ho subito notato è il coinvolgimento e l’applicazione mostrata da parte degli studenti. Ciò perché l’insegnamento pratico rimane la forma di apprendimento più efficace, rapida e facile da comprendere, quindi da privilegiare rispetto a quella teorica. L’ampia gamma di mezzi disponibili sul simulatore Vortex permette una maggiore versatilità di formazione, dando la possibilità al partecipante di sperimentare diverse tipologie di macchine in svariati contesti lavorativi: situazioni di vento, neve, pioggia, nebbia o di lavorazioni in notturno, dove il realismo di operatività offerto dalla macchina durante la simulazione e le sensazioni percepi-

Questi costi, di conseguenza, si riflettono sul prezzo dei corsi di formazione che possono arrivare anche a diverse migliaia di euro per le aziende. Un altro fattore economico che grava sulle aziende e centri di formazione è il costo assicurativo degli operatori e istruttori contro gli eventuali danni che possono insorgere durante le fasi di movimentazione, polizze atte a proteggere loro stessi e l’impresa per cui lavorano. Esistono anche costi indiretti durante un processo di formazione come, ad esempio, quelli derivanti dal rischio di infortuni sul lavoro: “Spesso, infatti, un fattore chiave negli infortuni in cantiere è proprio l’inesperienza ed è probabile che questo rischio aumenti durante la formazione in loco. In caso di un eventuale in24 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

te dall’operatore in cabina permettono di far provare cosa significhi lavorare in cantiere in condizioni estreme. Il tutto in un contesto sicuro e a prova di possibili danni e conseguenze per l’operatore che porta ad avere meno paura nel commettere errori e, quindi, un maggiore controllo emotivo a eventi improvvisi che possono verificarsi durante l’attività di simulazione. Test che non potrei fare sul campo senza prima essermi accertato delle reali capacità dell’operatore, perché metterei gli studenti in una situazione pericolosa”.

cidente sul lavoro i costi possono aumentare, senza considerare i danni alla reputazione per l’azienda”, afferma Enrico Salcuni.

Un’opportunità per il settore Il continuo contesto di mutamento del settore dell’edilizia degli ul-

timi anni richiede un piano di formazione e riqualificazione professionale capace di rendere più attrattivo e stabile il lavoro nel settore delle costruzioni: “Il processo di digitalizzazione sarà una sfida ma anche un’opportunità”, afferma il presidente Angela Martina. “L‘uso di moderne tecnologie capaci di efficientare il processo di formazione di nuovi operatori per le aziende potrà attirare nuove leve e le ultime generazioni verso questo settore, ormai da anni poco appetibile ai giovani. Una ripartenza in una veste moderna e tecnologica che necessiterà di nuove e aggiornate competenze.” Un nuovo approccio digitale in grado di incentivare un rinnovamento del settore e garantire una maggiore offerta di professionisti altamente qualificati e dalle aggiornate competenze. Il simulatore in questo contesto potrebbe essere fondamentale per un’efficiente formazione, ma non un rimpiazzo dell’esperienza pratica su un veicolo reale in cantiere, come conferma Enrico Salcuni: “I sistemi di simulazione non potranno mai sostituire l’esperienza di apprendimento dal vivo attraverso la pratica con una macchina in un campo prove. Ma uno strumento integra-

tivo capace di accompagnare l’allievo passo dopo passo a una maggiore padronanza e a un utilizzo più efficiente della macchina reale, in un contesto sicuro e protetto, e in grado di rinnovare e sviluppare i metodi di formazione già consolidati in una nuova ■ prospettiva digitale”.


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EVOLUZIONE “STAGE V “ IL COSTRUTTORE BRITANNICO HA PRESENTATO UNA SERIE DI AGGIORNAMENTI TECNICI CHE HA COINVOLTO GRAN PARTE DELLA SUA PRODUZIONE, COMPRESE LE LINEE DEI SOLLEVATORI TELESCOPICI E DEI CARRELLI ELEVATORI TELETRUK di Stefano Vitali

26 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


L

a gamma di sollevatori telescopici JCB Loadall per i mercati europei è ora disponibile con motori conformi allo Stage V: dal modello 531-70 al 540-200, l’intera linea può essere alimentata dal propulsore JCB 448 DieselMAX da 81 kW. Le caratteristiche principali dei nuovi modelli includono motori Stage V senza necessità di EGR, l’arresto automatico del motore e quattro tipologie di rigenerazione. Le dimensioni delle macchine rimangono invariate.

Una soluzione compatta L’aggiornamento motoristico dei sollevatori JCB si affianca ai modelli Stage V con motorizzazione 430 DieselMAX da 55 kW presentati nel 2019. Per soddisfare le normative sulle emissioni, JCB ha utilizzato una combinazione di tecnologie di controllo del particolato di nuova generazione, che include un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) con un filtro antiparticolato diesel (DPF), combinato e integrato, e una riduzione catalitica selettiva (SCR). Il tutto in una soluzione compatta.

Questa tecnologia di trattamento dei gas di scarico integrata elimina la necessità del ricircolo dei gas di scarico (EGR): il motore utilizza un più semplice turbocompressore proporzionale Wastegate a controllo elettronico al posto del precedente turbocompressore a geometria variabile. I nuovi iniettori aumentano il numero di impulsi per ciclo e i motori beneficiano di migliori prestazioni d’avviamento a freddo. I telescopici sono dotati di filtri carburante di maggiore capacità, nonostante la valutazione in micron rimanga invariata.

L’INTERA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI DEL COSTRUTTORE BRITANNICO PUÒ ESSERE ALIMENTATA ORA DAL PROPULSORE JCB 448 DIESELMAX DA 81 KW, CONFORME ALLO STAGE V

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MACCHINE Anche la capacità del separatore d’acqua è stata aumentata (di cinque volte) rispetto alla capacità dei motori T4F. Tuttavia, il JCB 448 Stage V ha lo stesso ingombro delle unità precedenti, quindi non ci sono modifiche alle dimensioni del mezzo, al raggio di sterzata o all’ingombro delle linee del cofano. La visibilità sopra quest’ultimo è migliorata, poiché il tubo di scarico non è più visibile e passa attraverso una nuova griglia di ventilazione integrata. Le macchine

Stage V sono dotate di un sistema di arresto automatico del motore che si attiva se quest’ultimo viene lasciato al minimo per più di tre minuti. Sono disponibili quattro tipi di rigenerazione con il nuovo sistema monodose: “Passivo”, “Attivo”, “Manuale” e “Service”. Sia nella rigenerazione passiva che in quella attiva la macchina può continuare a funzionare senza perdite di prestazioni; se è necessaria una rigenerazione manuale questa dovrà essere stazionaria, ad esem-

pio durante la pausa pranzo (l’impostazione manuale sarà necessaria solo se una rigenerazione attiva è stata interrotta 20-30 volte o se i livelli di accumulo lo richiedono). L’impostazione di rigenerazione “Service” può essere attivata dal rivenditore JCB locale. I livelli di particolato DPF possono essere monitorati da remoto grazie al sistema telematico JCB LiveLink. I telescopici compatti JCB 516-40 e 520-40, infine, soddisfano le normative europee sulle emissioni JCB HA INTRODOTTO UNA GAMMA AGGIORNATA DI CARRELLI ELEVATORI TELESCOPICI TELETRUK CON MOTORE JCB BY KOHLER CONFORME ALLO STAGE V DA 46 KW, DESIGN RINNOVATO E CABINA COMMAND PLUS

28 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


GLI AGGIORNAMENTI SUI TELETRUK Modello precedente

Capacità di sollevamento allo sbraccio di 2 m

Nuovo modello

Capacità di sollevamento allo sbraccio di 2 m

Incremento capacità allo sbraccio di 2 m

30D

1.750 kg

30-19D

1.900 kg

+150 kg

30D HL

2.000 kg

30-20D HL

2.000 kg

-

30D4x4

2.100 kg

30-23D4x4

2.300 kg

+200 kg

35D

2.100 kg

35-23D

2.300 kg

+200 kg

35D4x4

2.400 kg

35-26D4x4

2.600 kg

+200 kg

Stage V con l’adozione di un motore diesel Perkins a iniezione indiretta, da 1,7 l, ad aspirazione naturale, da 19 kW di potenza e 98 Nm di coppia in entrambi i modelli.

Stage V anche per i Teletruk JCB ha introdotto una gamma aggiornata di carrelli elevatori telescopici Teletruk con motore JCB by Kohler conforme allo Stage V da 46 kW di potenza, design rinnovato e cabina Command Plus, che include comandi elettroidraulici a leva singola proporzionali in grado di offrire una maggiore sicurezza e produttività. Queste macchine vantano capacità di sollevamento potenziate a pieno sbraccio, aumentando le prestazioni. La cabina ROPS/FOPS offre un incremento di spazio del 12% ed è caratterizzata da un design di nuova generazione. Le macchine beneficiano di un comando a leva singola, con sedili Grammer di qualità superiore e rivestimento a scelta tra vinile e tessuto (come optional è disponibile anche il sedile riscaldato a sospensione pneumatica). Il nuovo assetto della posizione di guida aumenta la visibilità in avanti del 13%, per offrire un’ottimale visibilità della punta delle forche, con protezioni del tetto ROPS angolate che consentono una maggiore visibilità durante il carico in altezza. Il pannello di controllo è situato a destra del sedile e fornisce un facile accesso alle funzioni di controllo tramite un controller rotativo e un interruttore a membrana.

Un nuovo display è posto all’altezza degli occhi dell’operatore, per fornire informazioni di facile lettura senza dover distogliere lo sguardo dall’area di lavoro. Gli ultimi modelli TLT della gamma Teletruk sono dotati del controllo in cabina del flusso idraulico ausiliario, da 0 a 72 l/min, per consentire di adattare il circuito alle singole attrezzature. Un pulsante di rilascio della pressione rende più

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I TELESCOPICI E I CARRELLI TELESCOPICI JCB ADOTTANO ORA LA PIÙ RECENTE TECNOLOGIA STAGE V

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facile e rapido il cambio dell’attrezzatura. Le luci di lavoro e di posizione LED, insieme a un interruttore idraulico collegato all’interruttore del sedile, migliorano la sicurezza. Il motore JCB by Kohler Stage V è dotato di una nuova funzione di arresto automatico che rileva automaticamente quando la macchina non viene utilizzata e spegne il motore per ridurre il consumo di carburante e le emissioni. Il periodo di tempo d’inattività prima dello spegnimento può essere preimpostato o regolato manualmente utilizzando il display laterale in cabina. Il motore è dotato di un filtro antiparticolato diesel (DPF) e catalizzatore ossidante diesel (DOC) e la macchina può continuare a funzionare durante le operazioni auto■ matiche di rigenerazione.

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 29


MACCHINE MANITOU

LA “VISION”

DEL FUTURO

IL GRUPPO FRANCESE, PARTNER DI RIFERIMENTO A LIVELLO MONDIALE NEI SETTORI DELLA MOVIMENTAZIONE E DEL SOLLEVAMENTO, HA ANNUNCIATO IN ANTEPRIMA MONDIALE IMPORTANTI NOVITÀ CHE COINVOLGONO IN PARTICOLARE LE SUE GAMME DI SOLLEVATORI TELESCOPICI

di Mirko Brusamolino

I

n occasione dell’evento digitale “Build The Future”, trasmesso e accessibile tramite una piattaforma interattiva, Manitou ha annunciato in anteprima mondiale importanti novità riguardanti la sua linea di sollevatori telescopici fissi e ultracompatti, oltre al rinnovo completo della gamma di sollevatori telescopici rotativi MRT. Una presentazione di nuovi modelli che ha accolto l’entusiasmo dei numerosi concessionari, clienti corporate e media collegati da oltre 90 Paesi sparsi in quattro continenti.

30 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

“Rilettura” della gamma Durante l’evento streaming trasmesso lo scorso 21 aprile l’azienda francese ha svelato le nuove macchine che andranno ad arricchire l’offerta di sollevatori telescopici rotativi in casa Manitou e che rappresenteranno una rivoluzione completa della sua linea, rinominata e suddivisa in due nuove gamme: Vision e Vision+. Più di un semplice ampliamento, ma una concreta rilettura dell’intera linea, come spiega Carlo Alberto Razzoli, Global Product Manager MRT - MHT ranges: “Volevamo ar-

monizzare la nostra gamma di sollevatori telescopici con una ‘lettura’ più semplice. Grazie alla modernizzazione del design e dell’ergonomia dei nostri prodotti siamo ormai in grado di proporre un’unica cabina per tutti i modelli, capace di offrire un’eccellente visibilità agli operatori, qualsiasi versione essi scelgano. Il fatto di avere tutti la medesima cabina permette inoltre di avere una postazione comandi equivalente per ogni macchina, per una padronanza più veloce di qualsivoglia mezzo della gamma”. La nuova linea Vision consta di diversi modelli, con altezze di solleva-


IL GRUPPO FRANCESE DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA FINO A CHE PUNTO L’INNOVAZIONE FACCIA PARTE DEL SUO DNA, DEPOSITANDO VARI BREVETTI NELL’AMBITO DELLA CONCEZIONE DELLE NUOVE GAMME MRT VISION E VISION+

mento comprese tra 16 e 25 m, per una capacità di carico fino a 4,5 t. Il chiaro intento dell’azienda transalpina è proporre modelli capaci di penetrare il mercato attraverso prestazioni d’eccellenza, come si evince dalle rilevanti prestazioni dei nuovi modelli MRT 1645 e MRT 1845. Con 500 kg di capacità di carico supplementare rispetto ai loro predecessori le nuove aggiunte della gamma Vision offrono un’altezza rispettivamente di 16 e 18 m per 4,5 t di carico e sono dotate di un nuovo motore Stage V in grado di sviluppare una potenza di 55,1 e 85,2 kW. A completare la linea di sollevatori telescopici rotativi di Manitou è la gamma Vision+, composta da vari nuovi modelli, tra cui sei nuove aggiunte presentate in anteprima du-

A SEGUITO DI UN RESTYLING COMPLETO, I SOLLEVATORI TELESCOPICI DELLA GAMMA MT OFFRONO UN SISTEMA DI AGGANCIO DELLE FORCHE CONCEPITO PER OTTIMIZZARE ULTERIORMENTE L’APPLICAZIONE DEGLI ACCESSORI, AL FINE DI RIDURRE I COSTI LEGATI AL TRASPORTO

UN MASSICCIO PIANO DI INVESTIMENTI A riprova della volontà di perseguire gli obiettivi di crescita sostenibile fissati nella sua nuova roadmap “Nuovi Orizzonti 2025”, l’azienda francese ha annunciato un piano di investimenti industriali di oltre 80 milioni per la riqualificazione e l’ampliamento dei suoi siti produttivi di Ancenis, Candé e Laillé, in Francia. Un ulteriore investimento dettato dalla volontà di accelerare il processo di “transizione ecologica”, come ha spiegato Elisabeth Ausimour, presidente della Divisione Prodotti: “Le dinamiche dei mercati osservate nell’ultimo trimestre 2020, nonché la necessità di industrializzare i nostri futuri modelli elettrici e ibridi, rafforzano la nostra decisione di investire in macchine innovative, in linea con la determinazione di accelerare la ‘transizione verde’. Questi investimenti ci consentiranno di assorbire meglio i picchi di attività, per aumentare in modo sostenibile le nostre capacità di produzione in Francia e per migliorare la sicurezza dei dipen-

denti”. Gli stabilimenti di produzione di sollevatori telescopici di Ancenis e Laillé, nonché quello di piattaforme aeree di Candé, che entrerà in funzione alla fine del 2021, subiranno un profondo mutamento grazie a questi investimenti. I progetti includono la costruzione di nuovi edifici su ciascuno dei siti, nonché la riorganizzazione delle infrastrutture esistenti per ottimizzare la gestione dei flussi. “Il design di queste nuove strutture sarà coerente con i nostri impegni per un’industria ecoresponsabile”, ha aggiunto Ausimour. “Questo ci consentirà di ridurre il nostro impatto ambientale e rafforzare la nostra presenza locale”. Nell’ambito del pacchetto di investimenti da 460 milioni di euro del piano strategico “New Horizons 2025” presentato lo scorso gennaio, questi progetti sosterranno le ambizioni a lungo termine del Gruppo per soddisfare le aspettative dei suoi clienti e avranno inizio nel corso del 2021.

ELISABETH AUSIMOUR PRESIDENTE DELLA DIVISIONE PRODOTTI DI MANITOU GROUP

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 31


MACCHINE rante l’evento: gli MRT 2260, MRT 2660, MRT 3570 (disponibili anche in versione con sospensioni elettroniche), MRT 2570 e MRT 3060. La nuova gamma Vision+ propone versioni con un’altezza di sollevamento da 22 a 35 m e una capacità in grado di raggiungere fino a 7 t, che la rendono ideale per l’installazione di impalcature metalliche, il restauro di immobili o la loro demolizione. Una rivoluzione, che attraverso macchine di punta mira a ottimizzare la manutenzione, aumentare le ore di funzionamento delle stesse e ridurre il costo totale di possesso per l’utilizzatore. Fattori operativi e amministrativi essenziali, queste, per le aziende: “Abbiamo denotato una crescente richiesta da parte dei nostri clienti di macchine che offrano prestazioni più incisive sui cantieri”, spiega Carlo Alberto Razzoli. “Questa gamma, dalle notevoli capacità, soddisfa perfettamente le attese con un’ampia scelta di attrezzature”. Le gamme Vision e Vision+ sono disponibili in tutto il mondo e saranno consegnate entro la fine del 2021.

Misure compatte per grandi prestazioni Con l’intento di rispondere con decisione a una forte domanda di noleggiatori e concessionari di macchi-

ne compatte per cantieri urbani di dimensioni sempre più esigue, durante l’evento sono stati annunciati e presentati da Manitou tre nuovi modelli innovativi - MT 730 H, MT 930 H e MT 930 HA (con piattaforma a cestello) - che andranno a comporre un nuovo segmento per la sua gamma di sollevatori telescopici fissi compatti e idrostatici.

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LA SCELTA DEL NOME VISION RICHIAMA LA VISIBILITÀ IN CABINA DEI TELESCOPICI E LA SPICCATA PROIEZIONE DI MANITOU VERSO IL FUTURO

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Con una capacità di 3 t e misure estremamente compatte, di 2 m di larghezza per 2 m di altezza, questi modelli sono in grado di affrontare molteplici campi di applicazione, dai lavori di edilizia agli interventi di ristrutturazione in ambito residenziale, oltre che di disporre di un vasto assortimento di attrezzature. Per garantire una migliore precisione e fluidità dei movimenti i nuovi solle-

vatori telescopici fissi di Manitou sono dotati di una trasmissione idrostatica e di un motore da 55,1 CV, oltre a un ridotto ingombro che ne rende estremamente semplice il trasporto permettendo rapide e agevoli consegne da un cantiere all’altro. Disponibili per l’ordine in tutto il mondo, questi nuovi mezzi saranno consegnati alla rete dei concessionari, ai locatari e ai clienti corporate a partire dalla fine dell’anno.

Un futuro da scrivere Come dimostrato dai traguardi raggiunti in questi 70 anni di attività, Manitou ha dato riprova nel corso dell’evento di essere un’azienda con lo sguardo sempre proiettato al futuro e alle sfide che attendono questo settore. Il Gruppo francese, infatti, ha annunciato che lancerà alla fine del 2021 degli innovativi modelli di sollevatori telescopici fuoristrada ultracompatti da 1,90 m di altezza per 1,49 m di larghezza. Questi nuovi modelli, denominati ULM (“Ultra-Light Manitou”), avranno un peso di soli 2.700 kg e permetteranno un trasporto su rimorchi standard senza dover disporre di alcun permesso specifico. Destinati al settore edilizio, a quello paesaggistico e al settore eventi, saranno disponibili per

UN BUON INIZIO, MA… In concomitanza con le presentazioni all’evento “Build the future”, la Divisione Prodotti di Manitou ha recentemente rilasciato i dati sull’andamento del fatturato trimestrale di inizio 2021, confermando valori di crescita del 12% (+15% a tassi di cambio e perimetro costanti) rispetto al primo trimestre 2020. Un inizio d’anno incoraggiante e che mostra segnali di ripresa su tutti i mercati per l’azienda francese, come dichiarato da Michel Denis, presidente e amministratore delegato di Manitou Group: “L’attività nel primo trimestre conferma il rimbalzo osservato alla fine del 2020. 32 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

MICHEL DENIS PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI MANITOU GROUP

Tutti i mercati e settori hanno registrato un trend positivo importante. Forte di questo slancio, il Gruppo ha stabilito un record assoluto in termini di richieste e ordini, che ha raggiunto gli 815 milioni di euro nel primo trimestre 2021. Come diretta conseguenza di questa ripresa, il nostro portafoglio ordini è balzato a 1.344 milioni di euro, un traguardo considerevole e senza precedenti. Da un punto di vista operativo stiamo organizzando e adeguando la nostra linea di produzione a questo carico di domanda, tenendo conto del tempo necessario per accelerare l’intera catena di fornitura e della necessità di reclutare e formare manodopera aggiuntiva,


pur riscontrando una situazione problematica di disponibilità di alcuni componenti. Questo contesto ha creato un’inflazione delle materie prime e dei componenti specifici che ci ha portato ad aumenti delle nostre tariffe, i cui primi effetti, data la profondità del nostro portafoglio ordini, si avvertiranno solo verso la fine dell’anno. Stiamo confermando le nostre aspettative di business e di utili per l’anno in corso, rimanendo però molto vigili sui ritardi che potrebbero derivare dalla mancanza di disponibilità di alcuni componenti o da un ulteriore inasprimento della situazione sanitaria”.

PER UNA VERA ESPERIENZA DI INTERFACCIA UOMO-MACCHINA PER L’OPERATORE, LA NUOVA SERIE DI SOLLEVATORI TELESCOPICI MRT OFFRE UNA CABINA ERGONOMICA DOTATA DI UN NUOVO SCHERMO TATTILE VERTICALE DA 8” NEI MODELLI DELLA GAMMA VISION E DA 12,1” IN QUELLI DELLA LINEA VISION+

la rete di concessionari, locatori e clienti corporate all’inizio del 2022. Inoltre, a conferma della (già ben nota) volontà di porre il processo di transizione ecologica a una priorità strategica dell’azienda, Manitou Group proporrà - a partire dalla fine dell’anno - un ampliamento della gamma Vision+ interamente elettrica, oltre a una versione ibri-

da capace di unire un motore ridotto a una batteria agli ioni di litio. Un chiaro messaggio della necessità impellente di una maggiore ecosostenibilità del settore e, come dichiarato anche in quest’occasione, della possibilità di consentire un utilizzo totalmente elettrico laddove i cantieri e i limiti normativi lo impongono. ■ maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 33


MACCHINE TADANO

MASSIMA ESTENSIONE

IL COSTRUTTORE GIAPPONESE HA RECENTEMENTE PRESENTATO UNA NUOVA LINEA DI AUTOGRÙ FUORISTRADA DESTINATA AL MERCATO EUROPEO. TRE NUOVI MODELLI - CON CAPACITÀ DI 70, 90 E 100 T - CHE SI CARATTERIZZANO PER IL RAPIDO DISPIEGAMENTO DEL BRACCIO E IL DESIGN COMPATTO di Pietro Gabrielli

T

adano ha ampliato la sua gamma di autogrù aggiungendo tre nuovi modelli fuoristrada in grado di offrire un ventaglio di caratteristiche adatto alle esigenze applicative più diversificate. Le nuove GR-700EX-4, GR-900EX-4 e GR1000EX-4 si caratterizzano per un lungo braccio, con capacità di sollevamento che raggiungono rispet34 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

tivamente le 70, le 90 e le 100 t. Il design compatto implica un’altezza complessiva ridotta, che facilita il trasporto delle macchine. Operando in modo versatile sia su fondi pavimentati che su terreni accidentati, queste autogrù sono una soluzione ideale per cantieri trafficati, lavori di manutenzione, applicazioni nei settori industriali ed energetico e assistenza al montaggio di gru.

Le nuove nate nella famiglia Tadano presentano una struttura del braccio tubolare a sezione circolare che ne aumenta la rigidità e assicura una rapida estensione del braccio. Il sistema telescopico sincronizzato è disponibile in due opzioni e ne riduce i tempi di estensione alla sua massima lunghezza a meno di tre minuti, in tutti i modelli.


Il falcone tralicciato a doppia articolazione e due elementi sfilabili aumenta la versatilità di sollevamento estendendo la lunghezza del braccio di 10,1 o 17,7 m, con possibilità di inclinazione di 3,5˚, 25˚ o 45˚ rispetto alla linea mediana del braccio base. I cilindri supplementari assicurano un’installazione rapida e semplice del falcone, che può essere ripiegato lungo la sezione del braccio base quando non in uso. Con un gruppo contrappesi da 4,35 t integrato nel carro, in particolare, il modello GR-700EX-4 è subito pronto per il lavoro e dispone di una rotazione posteriore compatta per lavorare in spazi ristretti: presenta una capacità di sollevamento di 70 t con un raggio di 3 m e una lunghezza del braccio di 47 m. Il braccio si sfila in 142 secondi raggiungendo i 35 m. La gru GR-700EX-4 è alimentata da un motore da 209 kW conforme allo standard Stage V, con una coppia massima di 1.152 Nm.

Efficienza in cantiere Le autogrù sono dotate del sistema “Tadano View”, che include telecamere e sonar per assistere l’operatore durante il loro uso. Le

LE NUOVE AUTOGRÙ TADANO VANTANO UNA STRUTTURA DEL BRACCIO TUBOLARE A SEZIONE CIRCOLARE CHE NE AUMENTA LA RIGIDITÀ E NE ASSICURA UNA RAPIDA ESTENSIONE

telecamere anteriore e posteriore sul lato destro aumentano la visibilità sull’area di lavoro durante la guida; l’operatore può con-

trollare l’avvolgimento della fune metallica dalla cabina grazie alla nuova telecamera di monitoraggio del tamburo dell’arga-

GR-900EX-4: CONTRAPPESO INTELLIGENTE FLESSIBILE L’autogrù GR-900EX-4 da 90 t è dotata di 9,1 t di contrappeso, con funzione di allestimento automatico. Con l’esclusivo sistema di contrappesi intelligente a due posizioni, questo modello è in grado di sollevare 1 t in corrispondenza di un raggio di 40 m e con contrappeso in posizione anteriore e 1,2 t in corrispondenza di un raggio di 40 m con contrappeso in posizione posteriore. Il braccio con una lunghezza massima di 47 m richiede 155 secondi per dispiegarsi con estensione sincronizzata della 3a, 4a e 5a sezione fino a una lunghezza di 35 m. Il motore a 6 cilindri da 209 kW, conforme alla normativa Stage V, eroga una coppia massima di 1.152 Nm. maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 35


MACCHINE no standard. Integrato nel telaio per una maggiore protezione, il “Clearance Sonar” posteriore può individuare gli ostacoli dietro il mezzo, emettendo avvisi acustici e visivi al rilevamento di un oggetto. Il segnale della telecamera è visualizzato sul nuovo schermo “touch-screen” multifunzione da 264 mm, che mostra diagrammi di sollevamento, configurazione della macchina e impostazioni operative. Gli avvisi del “Clearance Sonar” sono visualizzati su uno schermo dedicato nella parte superiore dello schermo multifunzione (lo schermo sensibile alla pressione consente di selezionare rapidamente i menù e modificare le impostazioni, anche con i guanti).

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TADANO HA LANCIATO UNA NUOVA LINEA DI AUTOGRÙ FUORISTRADA SUL MERCATO EUROPEO

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Il cruscotto è stato ridisegnato con i comandi a portata di mano per assicurare una maggiore ergonomia; la minore altezza del pannello migliora la visibilità sul lato anteriore dell’autogrù. Per massimizzare il potenziale di sollevamento la nuova gamma presenta l’evoluzione della tecnologia di controllo “Smart Chart Tadano”,

GR-1000EX-4: AI VERTICI DELLA CATEGORIA Con una lunghezza massima del braccio di 51 m, ai vertici della categoria, la nuova autogrù Tadano GR-1000EX-4 è dotata di un sistema di sfilo sincronizzato per estendersi alla lunghezza massima del braccio in soli 170 secondi. Il sistema “Smart Counterweight” a due posizioni

36 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

aumenta la capacità di sollevamento della macchina in corrispondenza di un raggio di 42 m da 0,9 t nella posizione anteriore a 1,1 t nella posizione posteriore, se allestita con il contrappeso completo di 11,2 t. Sebbene sia l’autogrù fuoristrada più grande, la GR-1000EX-4 presenta

sviluppata in 30 anni d’impiego sul campo dei sistemi di controllo degli stabilizzatori asimmetrici: che si lavori mediante posizionamento asimmetrico o con estensione completa degli stabilizzatori questo sistema espande l’area di lavoro, portandola dal tradizionale cono circolare a una piramide quadrata. In cantieri trafficati in cui non è possibile estendere completamente gli stabilizzatori, lo “Smart Chart” adatta la capacità di sollevamento, in base al posizionamento del braccio e degli stabilizzatori, permettendo di operare in un ambiente di lavoro confortevole. Sia la GR-900EX-4 da 90 t che la GR-1000EX-4 da 100 t sono dotate del sistema di contrappesi “intelligente” di Tadano, che ne aumenta la flessibilità e le presta-

un’altezza complessiva di poco inferiore a 3.805 mm, per semplificare il trasporto. Lo stesso motore conforme allo standard Stage V alimenta tutte le gru della gamma, per ridurre il numero di componenti da stoccare a magazzino da parte degli appaltatori con più modelli Tadano in flotta.


LE NUOVE AUTOGRÙ TADANO GR-700EX-4, GR-900EX-4 E GR-1000EX-4 SI CARATTERIZZANO PER IL LUNGO BRACCIO, CON CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO CHE RAGGIUNGONO RISPETTIVAMENTE LE 70, 90 E 100 T

zioni di sollevamento. Le due posizioni di installazione del contrappeso consentono di scegliere se allestire l’autogrù con un raggio di rotazione posteriore ridotto o dando la priorità alla capacità di sollevamento. Il sistema aumenta la capacità di sollevamento della gru fino al 22% e tutti i diagrammi di sollevamento “Smart” sono visibili sul display dalla cabina. I contrappesi automontanti riducono i tempi di allestimento della gru in cantiere.

Comfort e prestazioni L’accesso alla cabina (ridisegnata) è stato semplificato con una nuova scala a tre gradini a estensione angolare e design della porta allineato ai gradini stessi. La passerella posta sopra la cabina consente l’accesso con qualsiasi angolo di rotazione. La funzione di

inclinazione di 20˚ riduce l’affaticamento dell’operatore nei turni più gravosi. L’impianto di climatizzazione migliorato mantiene una temperatura confortevole in cabina sia in estate che in inverno, mentre i tergicristalli anteriori e sul tetto più lunghi migliorano la visibilità in condizioni meteo avverse. La nuova trasmissione automatica e a controllo elettronico include sei marce avanti (tre alta/bassa velocità) e due indietro. La trazione integrale - sia in marcia avanti che in retromarcia - consente di spostarsi agilmente su terreni accidentati e collinari. Le autogrù possono spostarsi alla velocità massima di 18 km/h. Per migliorare l’efficienza di gestione della flotta, questa nuova linea di fuoristrada è dotata di serie del servizio telematico “Hello-Net”: informazioni operative critiche -

quali stato di funzionamento, posizione, configurazione e dati di manutenzione - sono acquisite e rese accessibili in modo sicuro da qualsiasi luogo provvisto di una connessione Internet. L’app per smartphone “Hello-Data Link” collega la macchina ai dispositivi mobili, per consentire di accedere ai dati sulla gru in tempo reale. La funzione di disinserimento pompa di nuova concezione arresta automaticamente la pompa idraulica dopo un periodo d’inattività predeterminato, per ridurre il consumo di carburante. Il sistema di monitoraggio del carburante standard, la modalità Eco e la funzione “Positive Control” aiutano a ridurre i consumi di carburante, le emissioni di CO2 e la rumorosità durante l’uso, per promuovere un funzionamento eco-compatibile. ■ maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 37


MACCHINE ZOOMLION

OBIETTIVO EUROPA

CIFA HA CONFERMATO IL PIANO DI INVESTIMENTI PREVISTI IN ITALIA CON LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO STABILIMENTO IN LOMBARDIA, A SOLFERINO (MN), DESTINATO A OSPITARE LE ATTIVITÀ DI ASSEMBLAGGIO E PRODUZIONE DELLE LINEE DI MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO A MARCHIO ZOOMLION PER I CLIENTI DI TUTTA EUROPA

di Ettore Zanatta

38 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


I

l progetto di crescita attuato da Zoomlion Heavy Industry - fondato su un percorso di espansione del proprio brand a livello europeo - non ha subito interruzioni, nonostante le criticità dovute al periodo della pandemia da Covid-19. Dopo l’acquisizione di CIFA nel 2008, nel 2018 il Gruppo cinese l’ha designata come hub in Europa di diverse linee di prodotto a marchio Zoomlion, fondando Zoomlion Europe. Per espanderne le attività e la produzione, CIFA ha realizzato lo stabilimento di Solferino (MN), inaugurato ufficialmente lo scorso 28 aprile, che consolida la Lombardia come centro strategico per la produzione e distribuzione in Europa della gamma di macchine destinate al settore del sollevamento.

IL TAGLIO DEL NASTRO, AFFIDATO A DAVIDE CIPOLLA, CEO DI CIFA E ZOOMLION EUROPE, AFFIANCATO DAL SINDACO DI SOLFERINO, GERMANO BIGNOTTI (A SINISTRA NELLA FOTO), E DAL SINDACO DI CASTIGLIONE DELLE STIVIERE, ENRICO VOLPI

Investimenti e obiettivi CIFA e Zoomlion hanno dunque confermato la volontà di continuare a investire sul polo logistico e produttivo di Solferino - che rappresenta a tutti gli effetti un investimento fatto in Italia da un’azienda italiana - puntando sulle spiccate capacità di innovazione e internazionalizzazione come leve di crescita per conquistare una posizione di leadership nel mercato europeo, in un settore strategico per la ripresa economica come quello dell’edilizia. L’obiettivo dichiarato è moltiplicare per cinque entro il 2025 un fatturato che oggi vale circa 10 milioni di euro. La progettazione e la definizione di nuovi prototipi di macchine per il sollevamento è già iniziata e, dopo gli iter necessari all’ottenimento delle relative omologazioni e certificazioni dei prodotti, partirà a pieno regime l’attività di produzione di alcune pre-serie nell’imminente periodo estivo.

Una fabbrica “italiana” L’inaugurazione dello stabilimento di Solferino - frutto di una strategia interna che ha inteso rendere indipendenti in seno al Gruppo le parti

dedite al mercato del calcestruzzo e a quello del sollevamento - racchiude in sé un messaggio importante lanciato alla clientela italiana ed europea: CIFA e Zoomlion Europe non hanno ridimensionato il proprio “business plan”, anzi proseguono con convinzione nei loro progetti di investimento e sviluppo, generando peraltro un impatto positivo su tutto il tessuto economico del territorio, dando nuova linfa a una filiera che sta attraversando un momento estremamente delicato. La vicinanza con il territorio, infatti, è molto importante per l’azienda di Senago (MI), sia per il know-how che caratterizza la tradizione industriale della regione, sia per la posizione strategica al centro dell’Europa. E proprio l’Europa è l’obiettivo per cui è stata costituita la società Zoomlion Europe ed è stato costruito questo stabilimento, che ospiterà le attività di assemblaggio e produzione di prodotti a marchio Zoomlion, quali gru a torre a rotazione in alto “flat top” da 6 a 15 t di capacità di sollevamento (caratterizzate da una struttura robusta, da elevati standard di sicurezza e da componentistica elettrica ed maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 39


MACCHINE elettronica sviluppata in Europa) e autogrù a 3 e 4 assi (che hanno nella facilità d’utilizzo e di gestione, nonché nell’affidabilità della struttura di base in termini di motore e trasmissione, il loro valore aggiunto), ma anche quelle legate alla commercializzazione di carrelli elevatori e di piattaforme aeree LO STABILIMENTO SORGE SU UNA SUPERFICIE DI 10.000 M2, IN UN’AREA DI OLTRE 20.000 M2, DESTINATO ALL’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA PRODOTTI NEL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO, TRA PIATTAFORME AEREE, AUTOGRÙ E GRU A TORRE

L’OPINIONE

DAVIDE CIPOLLA CEO DI CIFA E ZOOMLION EUROPE

“In questo periodo molto difficile siamo riusciti a mantenere inalterato il piano di investimenti previsto in Italia con la costruzione del nuovo stabilimento di Solferino, anche grazie al finanziamento erogato da Cassa Depositi e Prestiti e da Sace, tramite Garanzia Italia, lo strumento del Decreto Liquidità destinato al sostegno delle imprese italiane per far fronte all’emergenza Covid-19. Si tratta di un evento che conferma il percorso di espansione intrapreso da Zoomlion Europe società di proprietà di CIFA al 100% - a livello europeo, che consolida la Lombardia come hub per la produzione e la distribuzione del marchio Zoomlion e che, peraltro, genererà un ritorno positivo sul territorio anche in termini di offerta di lavoro. A regime, infatti, l’impianto conterà circa 80 nuove assunzioni”. 40 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


(a pantografo, a braccio telescopico e articolato, tutte dotate di sistemi di gestione con batterie al litio), che continueranno a essere progettate e costruite in Cina, secondi standard di produzione già elevati e tecnologie all’avanguardia e che necessiteranno qui solo di eventuali aggiornamenti e “personalizzazioni” richiesti dal mercato europeo.

Una struttura all’avanguardia Lo stabilimento di Solferino - che ha richiesto un investimento di circa 5 milioni di euro da parte dell’azienda - sorge su una superficie di 10.000 m2, in un’area di oltre 20.000 m2, affacciata sullo stabilimento produttivo CIFA di

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IN ITALIA PER L’EUROPA Zoomlion Heavy Industry ha acquisito CIFA nel 2008, dando nuove risorse finanziarie all’azienda durante la grande crisi del settore edile e permettendole così di proseguire nella produzione di macchine per il calcestruzzo totalmente “made in Italy”. Nel 2018 il Gruppo ha designato CIFA come hub per la produzione e distribuzione in Europa di diverse linee di prodotto del marchio Zoomlion, grazie alle competenze nel settore e a una rete vendite consolidata: nasce così Zoomlion Europe. Per espandere le attività e la produzione di questi prodotti CIFA realizza lo stabilimento inaugurato a Solferino, in provincia di Mantova. La gamma di macchine distribuita da Zoomlion Europe comprende gru a torre, gru mobili, carrelli elevatori e piattaforme aeree. Le prime due, in particolare, saranno realizzate nella nuova fabbrica lombarda, essendo già progettate e costruite in Italia con componentistica totalmente europea.

CIFA E ZOOMLION EUROPE PERSEGUONO CON CONVINZIONE IL LORO PROGETTO DI INVESTIMENTO E SVILUPPO IN EUROPA

Castiglione delle Stiviere (MN). Una fabbrica all’avanguardia che interagirà proprio con il gruppo CIFA, garantendo anche attività di carpenteria e assemblaggio al servizio delle macchine per il calcestruzzo (soprattutto in caso di picchi di produzione), che garantirà una stabilità produttiva costante nel tempo e che vanta, esattamen-

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te come i prodotti che qui saranno realizzati, un alto livello di qualità e sicurezza: la struttura è completamente cablata per consentire la connessione dei più avanzati macchinari a tecnologia 4.0. Tutti gli ambienti sono organizzati secondo la logica della “lean production” e i sistemi di sicurezza - quali, ad esempio, l’impianto di

sensori per la fuga di gas che permette di localizzare e bloccarne in automatico la dispersione - rispettano i più alti standard richiesti dal mercato. Consapevoli dell’importanza di garantire una crescita economica che possa essere contemporaneamente sostenibile, la riduzione dell’impatto ambientale è stata anch’essa un aspetto centrale nella realizzazione della fabbrica: l’impianto di pannelli solari posto sul tetto alimenterà le attività produttive e l’illuminazione a LED dell’intera struttura. ■ LA FABBRICA DI SOLFERINO È SUDDIVISA IN DUE AREE, UNA DI CARPENTERIA E UNA DI ASSEMBLAGGIO. LA STRUTTURA È ALL’AVANGUARDIA E GARANTISCE UN ALTO LIVELLO DI QUALITÀ E SICUREZZA: È COMPLETAMENTE CABLATA PER CONSENTIRE LA CONNESSIONE DEI PIÙ AVANZATI MACCHINARI A TECNOLOGIA 4.0 E GLI AMBIENTI SONO ORGANIZZATI SECONDO LA LOGICA DELLA “LEAN PRODUCTION”

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 41


MACCHINE AIRO

LA BOUTIQUE DEL NOLEGGIO

ALBATROS È UN CASO ESEMPLARE DI NOLEGGIATORE AFFIDABILE, IN GRADO DI FORNIRE A PROFESSIONISTI, ARTIGIANI E PRIVATI UN’AMPIA GAMMA DI MACCHINE EFFICACI E INNOVATIVE, COME NEL CASO DELLA PIATTAFORMA IBRIDA A18 JRTH PLUS DEL COSTRUTTORE EMILIANO

di Stefano Vitali

42 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


N

oleggio a freddo e a caldo di piattaforme (tutte certificate CE), assistenza tecnica continua supportata da un’officina autorizzata e specializzata, sopralluoghi gratuiti in cantiere, interventi di pronto soccorso, corsi professionali di formazione e vendita di macchine nuove e usate: queste sono le attività, qui schematizzate, che è in grado di fornire Albatros, realtà di Poncarale (BS) nata nel 2003 a Brescia dall’unione di grandi esperienza in questo specifico settore ed evoluta nel tempo fino a diventare un partner di alto livello in grado di supportare i propri clienti in qualsiasi contesto lavorativo. Albatros è un’azienda tuttora in continua crescita, recentemente trasferitasi in una nuova e più adeguata sede operativa di circa 5.000 m2 e con un parco macchine che è la più evidente testimonianza di tale evoluzione. “La nostra società - spiega Stefano Vedovello, socio dell’azienda e figlio del fondatore Dario - opera in un territorio particolarmente ricettivo che comprende principalmente la provincia di Brescia, ma anche di Bergamo e, in parte, di Verona.

DA SINISTRA, STEFANO VEDOVELLO, SOCIO DI ALBATROS, E LUCA SIMEONE, AREA MANAGER DI AIRO

L’attività è focalizzata sul noleggio a freddo (patente B), mentre quello a caldo lo riserviamo alle piattaforme più ‘alte’ (patente C), a oggi fino a 54 m. Il nostro supporto alla clientela si manifesta anche attraverso la costante ricerca di macchine sempre nuove e innovative, in grado di fornire altissime prestazioni. Una di queste è certamente la piattaforma ibrida A18 JRTH Plus di Airo, modello di punta appartenente a una flotta di una quindicina di mezzi del marchio reggiano presente attualmente nel nostro parco macchine”.

Tendenza all’elettrico La tendenza a un uso elettrico delle piattaforme aeree è condivisa anche da Albatros, che infatti ha fortemente voluto nel suo parco mezzi la piattaforma ibrida A18 JRTH Plus, la quale in seno alla gamma Airo – e più specificatamente nella linea delle semoventi articolate Serie “A” – si affianca alla versione diesel A18 JRTD Plus ma, soprattutto, alla “full electric” A18 JRTE Plus. Quella in oggetto è una piattaforma da 18,4 m di altezza ALCUNI DETTAGLI DELLA PIATTAFORMA A 18 JRTH PLUS: IL PANNELLO DI CONTROLLO SUL LATO DESTRO DELLA MACCHINA, CARATTERIZZATO DAL SISTEMA ATCS (ADVANCED TOUCH CONTROL SYSTEM) E DA ICONE SEMPLICI E INTUITIVE; IL PANNELLO DI COMANDO A BORDO CESTA, DAL QUALE SI PUÒ OPTARE PER LA MODALITÀ “FULL ELECTRIC” O “HYBRID AUTOMATIC”, NONCHÉ GESTIRE LE MANOVRE “QUICK-UP” E “QUICK-DOWN”; I VANI CHE OSPITANO L’IMPIANTO IDRAULICO E IL MOTOGENERATORE, OLTRE A QUELLI IN CUI SONO ALLOGGIATE LE BATTERIE E IL CARICABATTERIE

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 43


MACCHINE di lavoro e 9,2 m di sbraccio, che fa della versatilità il suo valore aggiunto: è ideale, infatti, per operare in luoghi dov’è richiesta assenza di rumorosità e inquinamento in termini di emissioni per consentire alle imprese di poter utilizzare un’unica piattaforma in condizioni diverse, senza dover impiegare un secondo mezzo in cantiere. Come tutte le macchine del costruttore di Luzzara (RE) anche questa piattaforma è progettata

ALBATROS GARANTISCE AI PROPRI CLIENTI UN PARCO MEZZI PARTICOLARMENTE AMPIO, IN GRADO DI SODDISFARE QUALSIASI ESIGENZA PROFESSIONALE, NONCHÉ UN’ASSISTENZA E UN SUPPORTO TECNICO ALTAMENTE PROFESSIONALE

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea ibrida A18 JRTH Plus Portata max.: Numero max. persone in cesta:

400/300 kg 3

Altezza di lavoro max.:

18,45 m

Altezza piano di calpestio:

16,45 m

Larghezza piattaforma:

2,2 m

Sbraccio di lavoro max.:

9,2 m

Rotazione torretta:

355° non continui

Rotazione cesta:

180°

Dimensioni cesta:

900 x 1.800 mm

Batterie al litio:

48 V /300 Ah

Motogeneratore:

Yanmar - Stage V

Pressione idraulica max.:

250 bar

Velocità di traslazione max.:

5 km/h

Pendenza superabile:

40%

Raggio di curvatura (interno/esterno):

2,1/3,8 m

Pneumatici:

36x14-20

Peso operativo:

8.930 kg

44 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

per soddisfare i requisiti dell’Industria 4.0. “Tra le sue peculiarità - spiega Luca Simeone, Area Manager di Airo - ci sono senz’altro la doppia portata (400 kg o 300 kg, incluse tre persone in cesta), le quattro ruote motrici (4WD) e sterzanti (4WS, con tre differenti modalità di sterzatura), l’assale anteriore oscillante, la trazione elettrica con motore AC e la trasmissione meccanica con assali autobloccanti (predisposizione per linea 110/230 V), nonché il motogeneratore ‘Range Extender’ da 14,2 kW, Yanmar e conforme allo Stage V, senza filtri antiparticolato, adibito alla ricarica del pacco batterie da 48 V / 300 Ah, che consente alla macchina di muoversi in modalità ‘full electric’. Ma le caratteristiche tecniche che rendono la piattaforma A18 JRTH Plus particolarmente interessanti sono davvero molte: oltre a quelle citate, non dimentichiamo i comandi proporzionali simultanei, gli pneumatici artigliati antitraccia tipo Solid Air 36x14-20, la capacità di superare pendenze del 40%, la predisposizione per la gestione telematica del mezzo, il “black box” di memorizzazione eventi, la rotazione della torretta di 355° (non continua) o la rotazione idraulica della cesta - che può essere fornita in tre verisoni - di 180°”. La piattaforma A18 JRTH Plus, inoltre, è dotata di un sistema di “ricarica incustodita da motogeneratore”: ciò significa che quest’ultimo rimane attivo finché il pacco batterie non è completamente ricaricato, dopodiché si disattiva automaticamente. Altri dispositivi qui implementati sono il sistema BBS (Battery Balancing System), che ottimizza la ricarica di tutte le celle e la gestione della relativa temperatura, il sistema di ricarica “Supercharger” e il nuovo dispositivo di protezione secondaria “Sentinel” (antischiacciamento), che arresta il movimento del braccio in caso di emergenza garantendo la sicurezza dell’operatore e che sarà esteso gradualmente anche agli altri modelli della gamma Airo, tra boom articolati, telescopici e sollevatori verticali a colonna. ■


L’arte della stampa al servizio delle tue idee

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MACCHINE CO.ME.T. OFFICINE

INFINITE POSSIBILITÀ A UN ANNO DI DISTANZA DAL 60° ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA L’AZIENDA BOLOGNESE HA RINNOVATO LA PROPRIA LINEA DI PRODOTTI. A DISPOSIZIONE DEGLI OPERATORI DEL SETTORE C’È ORA UNA GAMMA DI MACCHINE PARTICOLARMENTE VERSATILI

F

in dalla sua costituzione, avvenuta nel 1960, CO.ME.T. Officine (San Giovanni in Persiceto - BO) ha sempre focalizzato la sua attenzione sullo sviluppo di piattaforme in grado di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato, con l’idea di offrire ai propri clienti - magari già in possesso di un ampio parco mezzi - delle soluzioni nuove e innovative che potessero ottimizzare e valorizzare il loro lavoro. Nel corso dell’ultimo anno CO.ME.T. Officine ha deciso di sviluppare una linea di prodot-

ti con l’intento di consolidare ulteriormente il proprio marchio in nuove fette di mercato, proponendo piattaforme capaci di adattarsi a svariate applicazioni e contesti differenti tra loro.

Rilancio su nuovi mercati Trovare nuove soluzioni applicative e diversificare i propri prodotti: queste, secondo CO.ME.T. Officine, sono le linee chiave alla base del suo rilancio dopo il periodo particolarmente complicato che stiamo vivendo. “A differenza di altre realtà produttive, CO.ME.T.

di Mirko Brusamolino

LA NEW EUROSKY 16 “LEGGERA” È UNA PIATTAFORMA CHE SI DISTINGUE PER UN PESO NOTEVOLMENTE INFERIORE RISPETTO AD ALTRI MODELLI SUL MERCATO ED È DISPONIBILE SU VEICOLI FUSO (MITSUBISHI), IVECO DAILY E NISSAN/RENAULT DA 3,5 T

46 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


Officine è una delle poche aziende che negli ultimi anni si è impegnata a diversificare la propria gamma, a oggi costituita da 55 modelli e 70 versioni diverse”, spiega Gabriele Valli, direttore commerciale di dell’azienda emiliana. “Abbiamo deciso di non limitarci più alla nostra storica ‘nicchia di mercato’, con l’intento di penetrare in settori in cui non eravamo presenti, ampliando il nostro range di prodotti e investendo in soluzioni maggiormente adatte ai nuovi contesti su cui abbiamo ritenuto opportuno focalizzarci. Abbiamo deciso di diversificare la produzione progettando nuove opportunità di utilizzo e applicazione e investito molte risorse nella diversificazione dei mercati. L’obiettivo era offrire agli operatori del settore del sollevamento una scelta di soluzioni particolarmente versatili”.

La New Eurosky 16 su pick-up Tra le ultime novità dell’azienda bolognese si evidenzia la New Eurosky 16, una soluzione particolarmente interessante appartenente alla gamma di piattaforme aeree articolate telescopiche installate su pick-up. Utilizzabile sui principali veicoli 4x4 patente B, la Eurosky 16 è una macchina a doppio pantografo con jib che permette di lavorare con estrema precisione: con un’altezza di lavoro di 16 m, uno sbraccio laterale fino a 7,5 m e una portata capace di raggiungere i 200 kg in navicella, è una soluzione che abbina velocità, potenza e flessibilità operativa. Senza ingombri laterali e di coda questo modello si di-

L’OPINIONE

GABRIELE VALLI DIRETTORE COMMERCIALE, CO.ME.T. OFFICINE

“Il 2020, come per molte aziende italiane del settore, è stato un anno difficile, che ha generato una serie di ripercussioni e problematiche in merito all’approvvigionamento dei materiali, ai ritardi dei fornitori e alla risoluzione del problema Covid-19 all’interno delle aziende, intente a salvaguardare la salute dei dipendenti, che ha causato ulteriori rallentamenti e disagi. Pur avendo preventivato a fine 2019 una crescita aziendale intorno al 6%-7% per l’anno seguente, anche per noi il 2020 è stato un anno che ha segnato un rallentamento del percorso di crescita ma che, nonostante tutto, abbiamo terminato riuscendo a consolidare

stingue per la capacità di adattarsi al veicolo su cui è installato senza bisogno di apportare alcuna modifica, nonché per la facilità nell’effettuare lavori off-road in situazioni di difficile accesso. Ciò la rende ideale per lavori a utenze, telecomuni-

il bilancio dell’anno precedente, anche grazie a numeri interessanti provenienti dall’esportazione. Quest’anno abbiamo registrato un’ottima partenza, vincendo gare d’appalto molto importanti che ci danno la possibilità di avere un portafoglio ordini già in positivo e di essere fiduciosi in un 2021 che sarà sì un anno ancora difficile a causa della situazione d’instabilità causata dalla pandemia, ma che nel complesso di crescita - rispetto al 2020 produrrà un incremento di fatturato. Proprio grazie a questo spirito di ottimismo e di fiducia quest’anno abbiamo investito in nuove risorse commerciali, in social media e marketing, nonché nel reparto di ricerca e sviluppo. Purtroppo anche quest’anno sono mancate - e mancheranno – molte vetrine rappresentate dalle fiere di settore e, di conseguenza, siamo e saremo privati dell’incontro con i nostri clienti e gli operatori del settore. Un fattore molto negativo (anche) per il nostro comparto, questo, che si basa molto sui rapporti umani e sul contatto di diretto con i costruttori e gli utilizzatori”.

cazioni e altre applicazioni in zone cittadine. Inoltre, la piattaforma è disponibile anche nella versione con la navicella in vetroresina e braccio isolato, per garantire totale isolamento e sicurezza in caso di lavori su linee elettriche.

La New Eurosky 16 “leggera” La New Eurosky 16 “leggera” è un’altra soluzione interessante proposta da CO.ME.T. Officine, appartenente alla gamma di piattaforme LA NEW EUROSKY 16 È UNA PIATTAFORMA AEREA ARTICOLATA TELESCOPICA INSTALLATA SU VEICOLO PICK-UP, UN MODELLO CHE SI DISTINGUE PER LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL VEICOLO SENZA BISOGNO DI ALCUNA MODIFICA E PER LA FACILITÀ NELL’EFFETTUARE LAVORI OFF-ROAD IN SITUAZIONI DI DIFFICILE ACCESSO maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 47


MACCHINE a 360° continui e quella del cestello di 90°+90°, con meno di 2 m di larghezza questa piattaforma consente importanti prestazioni senza ingombri laterali e, grazie agli speciali stabilizzatori, offre un saldo posizionamento operativo del veicolo anche su terreni in pendenza. La nuova Eurosky 16 è disponibile su veicoli Fuso (Mitsubishi), Iveco Daily, Nissan/Renault da 3,5 t.

Una piattaforma speciale

LA PIATTAFORMA SOLAR, DISPONIBILE PER FURGONI DA 3,5 T E 15 T, PUÒ ESSERE MONTATA SU VEICOLI A PANNELLI SOLARI E PERMETTE DI ESEGUIRE LAVORI AD ALTEZZE COMPRESE TRA 11 E I 15 M, ANCHE IN CONTESTI DIFFICILI, CON UNA PORTATA DEL CESTELLO DI 400 KG

articolate telescopiche dai 14 a 31 m di altezza di lavoro. Questo modello si distingue per un peso inferiore rispetto ad altri modelli della sua categoria sul mercato e per una lunghezza inferiore ai 5 m: con un’altezza di lavoro di 16 m e gra-

zie alla particolare configurazione con doppio pantografo e jib, ha la possibilità di eseguire con disinvoltura ogni piccolo movimento a un’elevata precisione. In grado di raggiungere 7,5 m di sbraccio laterale, una rotazione della torretta

NELLA BOTTE PICCOLA… Ideata per garantire il massimo delle prestazioni in dimensioni compatte, la piattaforma X-Mini di CO.ME.T. Officine offre importanti capacità di sollevamento e scavalcamento, oltre a un posizionamento preciso garantita dalla stabilizzazione multivario a quattro diverse configurazioni: in sagoma, estesa solo a destra o solo a sinistra e completamente estesa. Montata su miniveicolo (PTT 2.2) e con comandi al 100% idraulici in bassa pressione, la X-Mini è dotata di un braccio telescopico che consente di lavorare a un’altezza operativa di 14 m, con 6,2 m di sbraccio laterale e una capacità di portata in navicella in grado di raggiungere i 200 kg. Questo modello offre i vantaggi di una piattaforma a braccio telescopico uniti alle dimensioni ridotte di un “miniveicolo”: per questo motivo è particolarmente adatta a lavorare al massimo delle prestazioni in luoghi di difficile accesso come strade ristrette, centri storici o spazi chiusi. Un modello economico, dunque, che permette un’alta redditività anche grazie alla possibilità di montare un motore ausiliario, per un utilizzo senza l’impiego del motore del veicolo, limitando le emissioni gassose e acustiche.

48 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

La piattaforma Solar di CO.ME.T. è una macchina che sta regalando molte soddisfazioni al produttore bolognese, riadattata all’insegna del lavoro di diversificazione dei mercati e rinnovamento dei prodotti citato svolto dall’azienda emiliana: “La Solar è una piattaforma che sta riscontrando un notevole successo nel comparto delle manutenzioni di gallerie, treni e stabili, poiché offre la possibilità di essere montata su veicoli a pannelli solari che non siano necessariamente autocarri, come molti nostri concorrenti fanno”, sottolinea Gabriele Valli. “Questo ci ha dato la possibilità di diversificare ulteriormente i mercati e inserirci in contesti lavorativi molto differenti tra loro; un nuovo modo di comunicare alla clientela offrendo qualcosa di davvero differente”. Disponibile nella versione da 11 m di altezza di lavoro e sbraccio laterale di 3,5 m per furgoni da 3,5 t e da 15 m di altezza di lavoro e sbraccio laterale di 4 m per mezzi da 15 t, la piattaforma Solar è dotata di un cestello da 400 kg di portata e di un braccio telescopico costituito da due elementi, di cui uno sfilante e comandi elettroidraulici per offrire la possibilità di svolgere più movimenti contemporaneamente. La piattaforma Solar consente di eseguire lavori fino a 10° di pendenza e il cestello offre il doppio movimento di translazione laterale e rotazione da 90°+90°, oltre che un sistema di autolivellamento della cesta che la mantiene sempre parallela al terreno, per garantire la massima operabilità nei ■ lavori in quota.


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La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

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Il portale verticale che con notizie, video, archivio macchine ti porta in cantiere


Hands On

LA (FUORI)STRADA DEL FUTURO L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TRT 80 È, INSIEME AL MODELLO DI CAPACITÀ MAGGIORE TRT 90, UN MODELLO COSTRUITO A CRESPELLANO (BO) CHE INAUGURA UN NUOVO PERCORSO PROGETTUALE E COSTRUTTIVO INTRAPRESO DAL COSTRUTTORE STATUNITENSE. DOTATO DEL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO TEOS, ASSICURA UN SIGNIFICATIVO INCREMENTO DELL’EFFICIENZA IN CANTIERE di Ettore Zanatta

L

a nuova fuoristrada Terex TRT 80 (dove TRT sta per “Terex Rough Terrain”) offre una capacità di sollevamento massima di 80 t (a 2,5 m dall’asse di rotazione), con un braccio a cinque sezioni estensibile fino a 42,1 m. Questa nuova autogrù - presentata dal costruttore statuniten-

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se in anteprima in occasione del Conexpo 2020, attualmente già ampiamente disponibile sul mercato e costruita nello stabilimento di Crespellano (BO) - si inserisce in una gamma di macchine da 35 a 90 t e inaugura, parimenti alla versione TRT 90 da 90 t di capacità nominale, una linea di prodotto destinata ad ampliarsi nei pros-

simi anni (entro la fine del 2021 sarà presentato un ulteriore modello), in grado di alzare in modo rilevante l’asticella in termini di produttività ed efficacia in cantiere. Ciò grazie a un’evoluzione progettuale radicale, che ha tra i suoi principali protagonisti il nuovo e innovativo sistema di controllo TEOS (TErex Operating System).


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 La nuova autogrù fuoristrada Terex TRT 80 alza l’asticella in termini di produttività ed efficacia in cantiere

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 51


Hands On Nella parte frontale dell’autogrù Terex TRT 80 sono alloggiate le piastre di appoggio al terreno e si trovano i gruppi ottici per gli spostamenti in cantiere che – come quelli posizionati sulla cabina e nella parte posteriore del mezzo – sono a illuminazione a LED

Nella parte anteriore della cabina sono presenti tre luci che segnalano lo stato del limitatore di carico: il verde indica che la gru è in portata; il giallo che è al 90% della sua portata; il rosso avvisa in caso di un eventuale sovraccarico e, unitamente a un apposito segnale sonoro, di un possibile pericolo

Nella parte posteriore della cabina si trovano l’impianto di condizionamento (vano bianco), gli elementi elettrici (vano nero), il modulo della telemetria (blu e arancione) e il dispositivo di scarico del motore, adeguatamente protetto

Grazie ad esso, tramite un display touch-screen da 10” in cabina l’operatore è in grado di usufruire di una nuova interfaccia grafica e logica di navigazione. La riprogettazione ha coinvolto anche il telaio, la torretta e l’impianto elettrico e idraulico. Sono state riviste le relative tabelle di carico e la macchina offre in questa veste all’operatore una sensazione di estrema sicurezza e affidabilità.

IL NUOVO SISTEMA OPERATIVO “TEOS” L’autogrù fuoristrada TRT 80 è equipaggiata con TEOS (TErex Operating System), il nuovo sistema operativo sviluppato da Terex per incrementare l’efficienza degli operatori in cantiere. Ciò grazie a un flusso di informazioni rapido e semplificato e caratterizzato da una

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più rapida accessibilità alle funzioni. La nuova interfaccia grafica con ampio display a colori touch-screen da 10” presenta ora solo icone, chiare e intuitive. Lo schermo con sfondo nero antiriflesso migliora la visibilità anche in condizioni di luce intensa e non affatica la vista.

Il sistema operativo TEOS è il frutto di una lunga analisi compiuta sulle attività abituali degli operatori: le funzioni più importanti e più frequentemente sono immediatamente accessibili e la grafica auto-esplicativa delle icone fa sì che gli operatori possano


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 La cabina “S-pace” di Terex presenta una nuova linea, una porta scorrevole, è inclinabile fino a 17° e offre la possibilità di apertura nella parte superiore, per una maggiore visibilità verso l’alto

Progettata per l’efficienza

All’interno della cabina è presente un sedile regolabile su sospensioni “anti-shock”, un bracciolo inclinabile con comandi manuali integrati, il comando di abilitazione del movimento degli stabilizzatori e il display da 10” per la gestione del sistema “TEOS”, oltre a dotazioni standard come la radio con lettore CD e porta USB

L’autogrù fuoristrada TRT 80 si distingue per molteplici caratteristiche tecniche e operative. Oltre alla capacità di sollevamento citata, alla prolunga aggiuntiva in due sezioni da 8/15 m e all’altezza massima in punto braccio con prolunga di 59,5 m, questa macchina offre quattro modalità di sterzatura ed è equipaggiata con una cabina “S-pace” ampia e inclinabile fino a 17°, dotata di un’ampia superficie vetrata e di joystick ergonomici con comandi elettroproporzionali personalizzabili (naturalmente nel modulo è integrato il sistema di riscaldamento e l’impianto di condizionamento).

comprendere la logica di navigazione in autonomia e in breve tempo. I messaggi di errore e gli avvisi sono sempre visibili. Un menù dedicato alla diagnostica fornisce un feedback immediato sullo status della macchina, dei componenti e dei sensori. Le telecamere opzionali sono anch’esse incorporate nel medesimo display, per permettere il pieno controllo della gru senza dover distogliere lo sguardo dal monitor. Dal display principale si possono gestire anche l’abilitazione del radiocomando e la piattaforma telematica T-Link. Il sistema operativo TEOS è presente anche sull’autogrù TRT 90 e lo sarà su tutti i modelli che entreranno a far parte della gamma nel prossimo futuro. maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 53


Hands On TRE MODALITÀ DI SFILO BRACCIO

I PUNTI DI FORZA

LA COMPATTEZZA LA MANOVRABILITÀ IL COMFORT IN CABINA IL SISTEMA DI CONTROLLO “TEOS” IL SISTEMA TELEMATICO “T-LINK” PORTATA = 80 T

DOPPIA PROLUNGA STAFFABILE (8/15 M)

SISTEMA “ANTI-STALL CONTROL”

AREA DI STABILIZZAZIONE = 8 M

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L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80

BRACCIO DA 42,1 M MOTORE CUMMINS QSB6.7 (STAGE IIIA O STAGE V)

CABINA “SPACE CAB”

CONTRAPPESO FISSO O MODULARE LUCI DI LAVORO E POSIZIONE “LED”

COMANDO STABILIZZATORI SUL CARRO (SU ENTRAMBI I LATI)

FUNZIONE MOTORE “ECOMODE”

QUATTRO MODALITÀ DI STERZO

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Hands On Il braccio, con estensione da 11,2 a 42,1 m, presenta cinque sezioni e tre modalità di sfilo. La lunghezza totale è di 42,1 m. Nella parte destra è staffata la prolunga, montata sulla testa del braccio (può essere poi angolata rispetto all’asse del braccio di 0°, 20° o 40°) e composta da un elemento tralicciato da 8 m e uno tubolare da 7 m

design strutturale, capace di garantire prestazioni affidabili, anche nelle applicazioni più impegnative. L’operatore può usufruire di quattro modalità di sterzata, per una manovrabilità superiore all’interno del cantiere. La trazione è integrale permanente sulle quattro ruote motrici. Nella parte posteriore dell’autogrù si notano le piastre di appoggio al terreno, le luci a LED, il contrappeso principale fisso da 8 t e l’argano di sollevamento

L’autogrù TRT 80 è facile da gestire e trasportare, grazie alla larghezza di 3 m e alla torretta a rotazione senza fine (360°), ma anche da manovrare. L’elevata robustezza di questo mezzo è stata ottenuta anche grazie ad analisi FEM (metodo degli elementi finiti) sviluppate per offrire ai clienti il miglior 56 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

La rotazione della torretta è a 360°. La macchina offre due modalità di rotazione, una vincolata e una libera


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 Salendo sull’autogrù si trovano i pannelli di accesso (tutti in vetroresina) a vari impianti. Tra questi: il nuovo propulsore Cummins Stage V, il radiatore, gli organi di trasmissione, gli organi di rotazione della torretta e i distributori idraulici, nonché un vano di raccolta di tutti gli elementi elettrici e idraulici del carro e un vano porta-attrezzi

La macchina è in grado di superare pendenze fino al 76% e di raggiungere una velocità di traslazione di 29 km/h. L’autogrù Terex TRT 80 è dotata di un

motore Cummins QSB6.7 Stage V, a 6 cilindri, Common Rail e a gestione elettronica, a sostegno delle elevate prestazioni e delle capacità di sollevamento offerte: alta

LA PIATTAFORMA TELEMATICA “T-LINK”

La piattaforma telematica T-Link consente l’accesso remoto ai dati operativi dell’autogrù sempre e ovunque - via web da un computer, da uno smartphone o da un tablet - ottimizzando l’efficienza e riducendo i costi. Il T-Link fornisce un’ampia serie di dati in tempo reale e permette di eseguire diverse analisi per valutare le prestazioni della macchina. I vantaggi sono evidenti: riduzione dei costi e aumento della produttività in tutte le applicazioni; migliore gestione della manutenzione ordinaria e dell’assistenza tecnica; controllo della macchina e della flotta, poiché grazie alla funzione Geofence viene monitorata la posizione di ciascuna gru e il proprietario viene allertato nel caso in cui essa esca dai confini prestabiliti; migliore gestione del mezzo, grazie a statistiche e dati che vengono riportati in tempo reale per valutare la performance della flotta stessa. La sezione Data logger della macchina, inoltre, raccoglie informazioni dettagliate sulla macchina, come orari di lavoro, sollevamento del carico, statistiche, cronologia allarmi, eccetera.

Tramite il radiocomando, con macchina stabilizzata, è possibile controllarne tutte le funzioni, come accensione/spegnimento del motore, selezione della modalità di sfilo, velocità dell’argano (lenta/veloce). Sul display viene riportato anche il carico massimo ammissibile, la lunghezza del braccio, il raggio di lavoro e il carico attuale

L’autogrù è dotata di quattro stabilizzatori a due elementi. Una volta retratti consentono al mezzo di rimanere entro i 3 m di larghezza; sfilati raggiungono una larghezza di stabilizzazione di 8 m. Al loro interno è presente un sensore di rilevamento della posizione, visualizzabile sul display in cabina

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 57


Hands On potenza, basso consumo di carburante e un design migliorato sono gli elementi distintivi di questo propulsore. Il nuovo controllo “antistallo”, poi, permette di ge-

stire con precisione la potenza e la velocità della macchina, al fine di offrire un consumo ottimale di carburante. La funzione EcoMode, in particolare, utilizza l’accelerato-

LA SCHEDA TECNICA

Nel lato destro dell’autogrù si trovano altri elementi importanti. Tra questi: gli elementi di filtrazione dell’aria; la predisposizione per il montaggio dell’impianto di lubrificazione centralizzata; il serbatoio dell’olio idraulico e relativi filtri con indicatore di intasamento

L’autogrù fuoristrada TRT 80 Capacità nominale (a 2,5 m dall’asse di rotazione):

80 t

Altezza di testa max.:

45,0 m

Lunghezza max. del braccio telescopico:

42,1 m

Altezza max. del gancio:

43,0 m

Lunghezza prolunga (staffata a lato braccio):

8/15 m

Dimensioni (larghezza x lunghezza x altezza):

3.000 x 13.417 x 3.870 mm

Raggio di sterzata:

18°-22°

Angolo di brandeggio (min/max):

-2°/+78°

Tempo di sollevamento/abbassamento braccio: Tempo di estensione/retrazione braccio:

70s/6s 90s/140s

Contrappeso principale:

8,0 t

Rotazione torretta:

360°

Motore: Potenza motore: Coppia max: Peso (senza bozzello, con contrappeso 3,5 t + 2 x 2,25 t):

58 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

Cummins QSB6.7, 6 cilindri, Stage V 168 kW a 2.200 giri/min 1.186 Nm a 1.300 giri/min 49.000 kg

Particolare dell’assale posteriore: contrariamente a quello anteriore, imbullonato rigidamente al telaio, questo elemento è incernierato centralmente, in modo che possa basculare durante la traslazione della macchina. L’autogrù TRT 80, essendo una macchina fuoristrada, non ha sospensioni


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 re automatico del motore per ottimizzare la potenza durante il funzionamento della gru e la funzione di “stand-by” per ridurre i consumi. Dotata di trasmissione ZF, l’autogrù offre sei marce in linea avanti e tre in retromarcia, in modalità sia automatica che manuale. Novità su questa macchina sono anche le tre modalità di estensione del braccio per soddisfare le diverse esigenze di sollevamento: due cilindri oleodinamici e un meccanismo di rinvio a catena interno consentono quindi il suo movimento anche sotto carico. È stata inoltre ampliata significativamente anche la parte relativa alla diagnostica e alla sensoristica. In più, è possibile inibire l’accensione della macchina da remoto (è, questa, una specifica richiesta delle società di noleggio) e integrare la funzionalità wi-fi con quella del cantiere in cui si trova a operare la macchina. La macchina è inoltre dotata di un jib opzionale a due sezioni con una parte principale tralicciata di 8 m e una sezione secondaria di 7 m, per una lunghezza totale di 15 m (gli elementi sono staffati sul lato

TRT 90: LA “SORELLA MAGGIORE” L’autogrù fuoristrada Terex TRT 90, evoluzione del modello già esistente RT 90, è la “sorella maggiore” della TRT 80 e presenta una capacità di sollevamento massima di 90 t con un braccio estensibile fino a 47 m, a cinque sezioni, con tre modalità di sfilo. Anche questo modello, presentato nel 2020 tramite un evento online dedicato, è dotato - e caratterizzato - anch’esso del nuovo sistema di controllo “TEOS” e raggiunge un’altezza massima in punta con braccio principale di 49,5 m, con una prolunga aggiuntiva a due sezioni da 9/17 m. L’altezza massima in punta braccio con prolunga è di 66 m. L’autogrù fuoristrada TRT 90, rispetto alla versione RT 90, presenta degli upgrade in cabina e nell’impianto elettrico studiati per supportare proprio il sistema “TEOS”, mantenendo inalterate le principali peculiarità tecniche. Questa macchina offre quattro modalità di sterzatura, una cabina ampia e

destro del braccio principale della gru), e di un contrappeso fisso da 8 t, il quale, specialmente per il mercato nordamericano, può essere fornito in configurazione modulare, con due elementi rimovibili per ridurre il peso totale della macchina per il suo trasporto su strada. Le visuali offerte dalle telecamere di cui è dotata questa macchina sono

inclinabile con un’ampia superficie vetrata, joystick ergonomici con comandi elettroproporzionali, una zavorra auto-removibile derivante dal modello RT 90 che elimina la necessità di gru ausiliarie, un jib a doppia sezione, le nuove luci a LED e un propulsore Cummins a 6 cilindri che assicura un’elevata potenza e un basso consumo di carburante.

visibili nel display principale posto in cabina: l’operatore ha quindi il pieno controllo della gru da tutti i punti di vista. Sul display principale è inoltre possibile visualizzare lo stato del radiocomando e le opzioni della piattaforma T-Link, sistema che consente l’accesso remoto ai dati operativi della flotta di gru sempre e ovunque, tramite Internet. ■

La macchina presenta due scalette di accesso su ogni lato, in modo da consentire all’operatore di salire e scendere dal mezzo con la torretta girata in qualunque posizione. Gli pneumatici sono specifici per il settore movimento terra, di tipo radiale. Nella parte centrale del carro, su lato sinistro della macchina, si trovano: il vano delle batterie Heavy Duty con relativo staccabatterie (a sinistra della scaletta); lo scambiatore di calore per il raffreddamento dell’olio idraulico e della trasmissione, con ventola elettrica (dietro la scaletta), tre rubinetti di spurgo delle bombole dell’aria dell’impianto pneumatico e relativi attacchi, il serbatoio del gasolio (300 l) il serbatoio dell’urea con relativa pompa e il pre-filtro del gasolio (a destra della scaletta)

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 59


COMPONENTI FLASH BATTERY

QUESTIONE DI “CHIMICA”

LA SEDE DI FLASH BATTERY A SANT’ILARIO D’ENZA (RE)

“D

obbiamo rendere più sostenibili le batterie: è una delle sfide più importanti”: queste le parole del chimico Michael Stanley Whittingham, direttore dell’Istituto di scienze dei materiali all’a60 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

mericana Binghamton University e Nobel per la chimica 2019 insieme a John Goodenough e Akira Yoshino per l’invenzione delle batterie agli ioni di litio. Dispositivi che, sempre secondo Whittingham, “dureranno ancora per molto e, per altrettanto tempo, se

ne parlerà nel prossimo futuro”. Ma cos’è il litio? Si tratta di un elemento chimico leggero utilizzato principalmente nelle leghe conduttrici di calore, come componente in alcuni medicinali e, appunto, nelle batterie. Come in quelle ben oltre 10.000 unità progettate e prodot-


DALLA PASSIONE PER L’ELETTRONICA DEI SUOI SOCI FONDATORI È NATA UN’AZIENDA CHE NEL GIRO DI POCHI ANNI È CRESCIUTA DIVENTANDO NON SOLO UN FORNITORE INNOVATIVO DI BATTERIE AL LITIO AD ALTO CONTENUTO DI TECNOLOGIA, MA UN PROMOTORE DEL PROCESSO DI ELETTRIFICAZIONE IN ATTO NEL MERCATO, IN MOLTEPLICI AMBITI APPLICATIVI di Ettore Zanatta

te dal 2012 - anno della sua costituzione - a oggi da Flash Battery, azienda di Sant’Ilario d’Enza (RE) che è ormai divenuto uno degli indiscussi protagonisti di questo specifico settore, anche grazie alle soluzioni personalizzate che è in grado di proporre sul mercato.

MARCO RIGHI CEO DI FLASH BATTERY

Dall’Emilia al mondo La scintilla che diede vita all’attuale Flash Battery scoccò nel 2009, quando Marco Righi - CEO e co-fondatore, insieme ad Alan Pastorelli (CTO), dell’azienda emiliana - notò un produttore di veicoli elettrici che utilizzava batte-

rie al litio provenienti dalla Cina. “Il potenziale di nuove batterie era elevato - spiega Righi - ma sussistevano rilevanti e frequenti problemi di rendimento, affidabilità e sicurezza. L’elettronica applicata a questi prodotti non era gestita correttamente e non era in grado di garantire una vita duratura e affidabile alle macchine su cui erano installati. Da quel momento, insieme al mio socio Alan Pastorelli, iniziammo gli studi e i test volti a progettare un sistema elettronico di gestione delle batterie che fosse in grado di risolvere tutti i problemi riscontrati fin a quel momento di e rendere questa chimica il più performante possibile. Flash Battery è oggi la batteria al litio più venduta in Italia con un sistema di bilanciamento proprietario 20 volte superiore rispetto ai produttori di litio (il Flash Balancing System, cuore pulsante della batteria, è in corso di brevetto internazionale). Dal 2012 abbiamo progettato e prodotto oltre 400 diversi modelli di batterie e installato oltre 130 MWh in diverse applicazioni tra macchine industriali e veicoli elettrici. L’attuale portafoglio prodotti comprende più di 400 diversi tipologie di batterie, installate in oltre 10.000 applicazioni”. Flash Battery è una realtà dinamica e “giovane” (l’età media è 34 anni, il 35% degli addetti è nel reparto R&D), strutturata - contrariamente ad altri attori del settore - in modo da poter affrontare un mercato complesso come quello maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 61


COMPONENTI Tappe e traguardi Negli ultimi anni Flash Battery si è distinta per la sua dinamicità e la sua capacità di raggiungere traguardi importanti in modo puntuale e costante. Diverse le tappe significative da ricordare: dal cambio di ragione sociale (da Kaitek a Flash Battery) all’inaugurazione dell’attuale sede di Sant’Ilario d’Enza (realizzata su un’area di oltre 20.000 m2, cinque volte maggiore rispetto alla sede precedente e comprensiva di 1.500 m 2 di uffici e 3.200 m2 di area produtin cui opera e formata da persone che sviluppano tecnologie e realizzano progetti su misura ad alto valore aggiunto, il tutto internamente all’azienda. L’affidabilità e la professionalità garantite nella fornitura e nell’assistenza postvendita hanno consentito a Flash Battery di rivolgersi con successo a importanti costruttori di macchine industriali con medi volumi produttivi e alte esigenze di personalizzazione. Flash Battery fornisce “pacchetti completi” ai mercati di 54 differenti Paesi nel mondo, soluzioni che vengono monitorate quotidianamente in automatico da un sistema di controllo remoto proprietario, il “Flash Data Center”, capace di effettuare au-

62 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

“

FLASH BATTERY FORNISCE ‘PACCHETTI COMPLETI’ AI MERCATI DI 54 DIFFERENTI PAESI NEL MONDO

„

todiagnostica e manutenzione preventiva in maniera totalmente automatica su ogni singola unità. Ma quali sono i clienti principali di Flash Battery? Molteplici, realtà di primaria importanza attivi in diversi settori: dall’automazione alla robotica, dalla logistica alla nautica, dalle macchine per le costruzioni a quelle per il sollevamento, ai veicoli elettrici, fino ad arrivare all’agricoltura e ai mezzi aeroportuali.

tiva), dallo sviluppo di un pacco batterie ad alta tensione tecnologicamente avanzato all’ interno del progetto europeo NewControl all’inserimento al 58° posto nella graduatoria delle 400 imprese italiane “campioni di crescita” tra il 2016 e il 2019 curata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza e presentata insieme a La Repubblica Affari & Finanza (premio che è andato ad aggiungersi a quello di “Miglior impresa Under 40” dell’Emilia-Ro-


magna e al riconoscimento ottenuto da Deloitte quale “Best Managed Company, entrambi ottenuti nel 2019 e bissati nel 2020), al “Premio dei Premi” ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riconoscimento riservato a nove delle 12 imprese vincitrici del premio “Imprese per l’Innovazione” organizzato da Confindustria in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai e il sostegno di BNP Paribas e Warrant Hub.

Vista sul futuro Cosa si prospetta ora nel futuro di Flash Battery? “Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle si muove tenendo in considerazione tematiche quali lo smaltimento e il recupero delle batterie agli ioni di litio al termine della loro vita”, spiega Marco Righi. “Flash Battery è alla continua ricerca di materiali sempre più riciclabili e, al contempo, altamente performanti, che garantiscano la massima efficienza della batteria al litio, contemplando sostenibilità e basso impatto ambientale. L’area della ricerca assume un valore centrale per un’azienda come la nostra, chiamata a competere in un mercato giovane e orientato all’innovazione. In quest’ambito, però, vogliamo implementare gli elementi di sostenibilità che ci connotano e che appartengono a quella responsabilità sociale d’impresa che si sta con-

solidando come fattore distintivo offrendo importanti riscontri anche sul versante della competitività. Le nostre batterie sono prive di cobalto, che è tra i materiali più difficilmente riciclabili e più impattanti per l’ambiente anche in fase di produzione. Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle sta prendendo sempre più coscienza di quest’aspetto, sul quale la nostra scelta è stata comunque netta ed è rappresentata proprio dall’adozione di chimiche al litio (LFP) prive di cobalto. Abbiamo scelto di adottare la tecnologia più sicura e stabile che si possa reperire sul mercato, giungendo a risultati importanti tanto sulla vita delle batterie (oltre 4.000 cicli di ricarica) quanto sulla sicurezza per gli utilizzatori (grazie anche alle nostre

L’ATTUALE PORTAFOGLIO PRODOTTI DI FLASH BATTERY COMPRENDE OLTRE 400 DIVERSI TIPOLOGIE DI BATTERIE, INSTALLATE IN OLTRE 10.000 APPLICAZIONI

tecnologie sull’elettronica di controllo e sul sistema di bilanciamento) e nei processi di riciclo. È necessario un continuo investimento in ricerca sui materiali e in competenze orientate all’efficienza e alla sostenibilità, consapevoli che il lavoro sulle energie alternative e sostenibili è un percorso ampio e complesso e non si limita alla sostituzione di una fonte. In Flash Battery siamo convinti che le norme che regolano il nostro settore vadano sempre anticipate da scelte e comportamenti che prevengano le criticità possibili sulle quali intervengono i regolamenti. È con questa mentalità ■ che guardiamo al futuro”.

MOLTEPLICI LE APPLICAZIONI DELLE SOLUZIONI PROPOSTE DA FLASH BATTERY: DALL’AUTOMAZIONE ALLA ROBOTICA, DALLA LOGISTICA ALLA NAUTICA, DALLE MACCHINE PER LE COSTRUZIONI A QUELLE PER IL SOLLEVAMENTO, AI VEICOLI ELETTRICI, FINO AD ARRIVARE ALL’AGRICOLTURA E AI MEZZI AEROPORTUALI

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 63


SERVIZI AUTOGRU VALDARNO

IL VALORE

DELLA PROFESSIONALITÀ PER L’AZIENDA ARETINA, SPECIALIZZATA NEL NOLEGGIO DI ATTREZZATURE PER IL SOLLEVAMENTO, SODDISFARE LE ESIGENZE DEI PROPRI CLIENTI È L’OBIETTIVO PRIMARIO, OTTENIBILE (E OTTENUTO) SOLO ATTRAVERSO UN ALTO LIVELLO DI COMPETENZA E DI QUALITÀ di Mirko Brusamolino

A

utogru Valdarno di Petricca Ubaldo, azienda di San Giovanni Valdarno (AR) da oltre 30 anni specializzata nel settore del noleggio di attrezzature per il sollevamento, ricopre un ruolo primario per privati, aziende e Pubblica amministrazione del territorio aretino, ma anche in quello senese e fiorentino. Tra le prime realtà locali a proporre servizi di noleggio sul territorio, l’azienda toscana nasce nel 1989 dalla passione del titolare (ed ex alpino) Ubaldo Petricca, che inizia la propria attività inaugurando la prima struttura operativa a Terranuova Bracciolini, comune in provincia di Arezzo. “Trent’anni fa siamo stati tra i primi sul territorio a proporre macchine e attrezzature a noleggio, in un periodo di forte cambiamento per il settore”, spiega Andrea Petricca, CEO di Autogru Valdarno. “All’epoca nel territorio toscano non erano attive molte aziende dedite al noleggio di attrezzature e macchine per il sollevamento e quelle che offrivano questo genere di servizio puntavano essenzialmente alla commercializzazione di questi mezzi. Questo perché in quegli anni la mentalità degli operatori del settore era ancora incentrata sulla ‘proprie-

64 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


a espanderci nel 2006 con l’acquisto di un magazzino a Montevarchi e, nel marzo 2020, trasferendo la nostra sede nella nuova struttura di San Giovanni Valdarno, triplicando lo spazio disponibile con 3.000 m2 di piazzale esterno e 2.000 m2 di magazzino e deposito interno”.

Un partner qualificato Chi si rivolge ad Autogru Valdarno ha la sicurezza di essere assistito da professionisti altamente qualificati LA SEDE DI AUTOGRU VALDARNO INCLUDE 3.000 M2 DI PIAZZALE ESTERNO E 2.000 M2 DI MAGAZZINO E DEPOSITO INTERNO, DOVE VENGONO OSPITATE L’AMPIA GAMMA DI MACCHINE E ATTREZZATURE A NOLEGGIO

tà’ delle macchine, un atteggiamento che comportava diversi svantaggi per piccole e grandi aziende, a causa degli elevati costi di gestione, dalla manutenzione allo stoccaggio. Questo modo di operare - come ci siamo accorti nel corso di quegli anni - ha portato molte imprese al fallimento, perché non hanno compreso le reali esigenze della clientela, che non necessitava di un mero rivenditore a cui fare riferimento, ma un ‘partner’ vero e proprio, che capisse le sue esigenze. Forti di questa mentalità abbiamo cercato di soddisfare le esigenze che ci richiedeva il mercato e adeguato di volta in volta la nostra offerta, arrivando

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 65


SERVIZI

L’AZIENDA TOSCANA OFFRE ANCHE UN EFFICACE E PUNTUALE SERVIZIO POST-VENDITA, ANCHE GRAZIE A UNITÀ MOBILI IN GRADO DI INTERVENIRE DIRETTAMENTE IN CANTIERE

nel settore del noleggio, in grado di assicurare un servizio specifico e mirato alle loro esigenze, sia nella scelta della macchina più adatta al tipo di lavoro, sia nei servizi postvendita e di assistenza. Il parco mezzi dell’azienda conta attualmente 103 unità a noleggio, tra macchine e strumenti lavorativi professionali e certificati, che

variano dal campo del sollevamento e movimentazione merci ai lavori edilizi, fino agli allestimenti di illuminazione e manutenzione stradale. Specializzati nel sollevamento aereo, la flotta di veicoli è composta da autogrù, piattaforme aeree, piattaforme aeree semoventi, piattaforme verticali a pantografo, piattaforme aeree cingolate (ra-

gni), sollevatori telescopici e minigrù, oltre che da macchine edili quali miniescavatori e betoniere. Durante i suoi 30 anni di attività Autogru Valdarno ha investito molte risorse nell’espansione della propria proposta di mezzi, incrementando l’ormai ampia gamma di macchine nel campo della movimentazione merci ma anche del trasporto a livello nazionale e internazionale. Una gamma che conta quindi anche autocarri per il trasporto e la movimentazione di merci, furgoni chiusi e aperti con ribaltabile fino a sette posti e dotati di gru idraulica, pulmini a nove posti, rulli trasportatori, muletti elettrici, motocarriole autocaricanti, transpallet e molto altro ancora, per offrire una vasta scelta di opportunità, per ogni esigenza operativa. Ma l’azienda aretina sa bene che nel settore del noleggio la competenza e un vasto parco macchine non bastano per acconten-

L’IMPORTANZA DELLA BENEFICIENZA Un’attività che sta molto a cuore all’azienda di Valdarno è l’attività di beneficenza, che dalla sua fondazione promuove attraverso innumerevoli iniziative su tutto il territorio nazionale, come spiega Andrea Petricca: “Da decenni collaboriamo con tutti i volontari e le associazioni presenti sul nostro territorio, tra cui gruppo Caritas, parrocchie e diocesi, Misericordie, Pro Loco, Protezione Civile, gruppo Alpini, gruppi delle Forze Armate Italiane, Croce Rossa, gruppo Avis e Croce Verde. Nel corso degli anni abbiamo messo a disposizione i nostri mezzi a favore di queste onlus per aiutare le persone meno fortunate (ad esempio, i terremotati di Amatrice) con più di 40 viaggi dal 2016 a oggi 66 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

per consegnare alimenti, vestiti e altri materiali quali coperte e stufe a pellet. Una vicinanza a chi si trova in situazioni di disagio che denota l’amore per la propria professione, dato che tra i nostri valori aziendali c’è quello di fare felice i clienti e soddisfare le loro richieste creando benessere e ricchezza, così da favorire e sostenere la comunità locale e nazionale. Nel

2020, a causa della pandemia, non è stato possibile fare quanto fatto in precedenza, ma ci stiamo riorganizzando nel rispetto di tutte le normative antiCovid-19 e, insieme alla Misericordia di Cavriglia, torneremo appena possibile a promuovere aiuti umanitari presso la popolazione colpita dal terremoto del Centro Italia, che attualmente vive in condizioni precarie”.


tare le esigenti richieste di un settore come quello delle costruzioni. Un professionista del noleggio deve garantire al cliente un’elevata qualità dei mezzi e delle attrezzature, così da garantire la massima sicurezza ed efficienza durante i lavori più complessi. Spiega Andrea Petricca: “In Autogru Valdarno abbiamo scelto di favorire il mercato di costruttori italiani, per aiutare il Paese e, di conseguenza, migliaia di famiglie, durante questi periodi di difficoltà. I nostri prodotti sono al 100% made in Italy, sono fabbricati, assemblati e costruiti in Italia con materie prime italiane, da artigiani e personale di stabilimenti nazionali. Prodotti che sono dotati delle specifiche certificazioni di qualità (CE e UNI ISO) e di standard sulla sicurezza. Così facendo garantiamo ai nostri clienti la più alta qualità e il vero made in Italy e forniamo solo le migliori soluzioni disponibili in commercio. Questo perché crediamo che uno degli obbli-

“

ESPANSIONE CONTINUA Il 2020 è stato un anno a due facce: una prima parte segnato da una chiusura forzata a causa del Coronavirus e una seconda di ripresa e recupero del periodo di fermo dalle attività. Oltre che a segnare i bilanci, il 2020 ha influito nei processi di crescita di molte aziende italiane, come spiega il CEO di Autogru Valdarno: “Nel 2020 il nostro fatturato è rimasto più o meno invariato grazie alle nostre collaborazioni sul territorio, che ci hanno permesso di continuare a lavorare sia per piccole e grandi aziende che a livello pubblico con interventi stradali o piccoli servizi, ad eccezione delle settimane di fermo a marzo imposte per le attività su tutto il territorio nazionale. La pandemia ha comportato un rallentamento del nostro processo di crescita, iniziato con il trasferimento nella nuova sede operativa. Il piano di espansione del parco mezzi ha subìto dei rallentamenti a causa di ritardi nelle consegne dovuti agli eccessi di ordini nella seconda metà del 2020, con molte richieste inoltrate in estate arrivate nel gennaio 2021 o per cui siamo ancora in attesa. Per quanto riguarda il Covid-19, abbiamo predisposto l’azienda secondo le procedure indicate dal regolamento di prevenzione e diffusione del Coronavirus per permettere ai nostri clienti di venire a farci visita nella più assoluta sicurezza”.

CHI SI RIVOLGE AD AUTOGRU VALDARNO HA LA SICUREZZA DI ESSERE ASSISTITO DA PROFESSIONISTI ALTAMENTE QUALIFICATI NEL SETTORE DEL NOLEGGIO

„

ghi di qualsiasi noleggiatore sia offrire un’ampia gamma di prodotti, di altissima qualità, unitamente a competenza e professionalità. Come dico spesso, ‘se credi che un professionista costi troppo è perché non hai idea di quanto alla fine ti costerà un incompetente’”. ■

LA FLOTTA DI VEICOLI CHE AUTOGRU VALDARNO METTE A DISPOSIZIONE DELLA PROPRIA CLIENTELA È COMPOSTA DA AUTOGRÙ, PIATTAFORME AEREE, PIATTAFORME AEREE SEMOVENTI, PIATTAFORME VERTICALI A PANTOGRAFO, PIATTAFORME AEREE CINGOLATE (RAGNI), SOLLEVATORI TELESCOPICI E MINIGRÙ, OLTRE CHE DA MACCHINE EDILI QUALI MINIESCAVATORI E BETONIERE maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 67


SERVIZI AUTOVICTOR

UN SERVIZIO

“PREFABBRICATO” OGNI INTERVENTO DI SOLLEVAMENTO E DI MOVIMENTAZIONE PRESENTA DIFFICOLTÀ E INSIDIE CHE DEVONO ESSERE AFFRONTATE CON UN CORRETTO MIX DI ESPERIENZA, FORMAZIONE E DOTAZIONE TECNICA. COME QUELLO MESSO IN CAMPO DALL’AZIENDA PIEMONTESE NEL MONTAGGIO DI STRUTTURE PREFABBRICATE, DAL SOPRALLUOGO AL CANTIERE FINITO di Ettore Zanatta

68 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

D

iverse sono le complessità che si incontrano nell’eseguire interventi di sollevamento degli elementi prefabbricati. Ogni operazione di questo genere si fonda su alcuni presupposti fondamentali che, partendo dalle specifiche necessità del cliente, si sviluppano attraverso le fasi di studio, programmazione e cantierizzazione. Il tutto sotto il comu-


ne denominatore della sicurezza e dell’economicità dell’intervento. “Quando parliamo di sollevamento di elementi prefabbricati - conferma Andrea Binda, autentico esperto del settore e da anni “colonna” di Autovictor (San Pietro Mosezzo – NO) - è sempre opportuno valutare in maniera preliminare tutte le problematiche che potrebbero sorgere in cantiere. Per questo è nostra abitudine procedere con un attento sopralluogo preventivo volto a verificare tutte le eventuali criticità che potrebbero sorgere in fase di montaggio. In particolare, parlando di prefabbricati, in molte occasioni ci troviamo di fronte alla variabile massa, nel senso che il peso degli elementi prefabbricati può differire dal peso stimato di una percentuale che oscilla dal 5% al 10%. Avendo ben presente questa possibilità, e grazie all’esperienza pluriennale maturata in questo settore, raramente ci siamo trovati in difficoltà nelle operazioni di montaggio”. Questa variabile, importante quando ci sono diverse tonnellate di materiale in gioco, svolge un ruolo determinante nella scelta delle macchine operatrici - in particolare delle autogrù - da utilizzare. Continua Binda: “In linea con le possibilità del cantiere, spesso valutiamo l’utilizzo di autogrù con una portata leggermente superiore. Una scelta che permette di ovviare a eventuali differenze di peso tipiche, come abbiamo detto, delle strutture prefabbricate. In pratica utilizziamo una strategia che potremmo definire conservativa e che ci ha permesso di affrontare qualsiasi cantiere con la massima tranquillità”.

Un servizio a 360° Definite le macchine da utilizzare, che è di totale competenza dei tecnici Autovictor, la questione si sposta sull’aspetto burocratico e logistico. “Insieme ai clienti - spiega Andrea Binda - cerchiamo sempre di instaurare un rapporto collaborativo e di capire le specifiche esigenze, al fine di adottare un modus operandi in grado di superare qualsiasi difficoltà. Con il respon-

“

AUTOVICTOR SI CONFRONTA CON IMPORTANTI REALTÀ NAZIONALI E INTERNAZIONALI, CHE PRETENDONO DI INTERFACCIARSI CON FORNITORI DI ALTO LIVELLO

OGNI SOLLEVAMENTO DI SUCCESSO SI OTTIENE SOLO GARANTENDO LA MASSIMA PROFESSIONALITÀ

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sabile della commessa andiamo perciò a definire le fasi di montaggio e il relativo programma di trasporto degli elementi prefabbricati, che deve essere condiviso da entrambe le parti. La collaborazione è infatti il primo e deciso passo perché in cantiere non si verifichino problematiche”. Ma il servizio messo a disposizione da Autovictor in questo settore va ben oltre: l’azienda, infatti, è in grado di gestire

tutte le operazioni di trasporto degli elementi prefabbricati e di procedere al montaggio di qualsiasi struttura. “Una volta raggiunto il cantiere - conferma Binda - le nostre squadre di montaggio (costituite da dipendenti Autovictor debitamente formati) si occupano dell’elevazione della struttura sotto la supervisione di un nostro ingegnere. In pratica offriamo un servizio completo, che va dalla progettazione del sollevamento al trasporto degli elementi prefabbricati, dal programma dei carichi al montaggio finale. Il tutto attraverso il nostro personale specializzato e le nostre macchine”.

Macchine e uomini ad hoc Per queste attività di sollevamento Autovictor utilizza generalmente autogrù da 70 a 160 t di portata: si maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 69


SERVIZI tratta di macchine allestite con doppio argano e runner, accessori indispensabili per la verticalizzazione delle strutture prefabbricate, che in fase di trasporto risultano in posizione orizzontale. “Usufruire di macchine di alto livello quali le nostre non è però sufficiente”, aggiunge Andrea Binda. “Come accade per tutti i settori in cui operiamo è necessario che alla guida delle autogrù ci sia sempre del personale specializzato, esperto e formato per il tipo di sollevamento richiesto. Ogni sollevamento non è mai un’operazione banale, nasconde sempre qualche insidia, che si supera solo con la massima professionalità”. Naturalmente, al pari degli operatori delle autogrù e delle piattaforme aeree anche i montatori devono essere persone di elevata esperienza e

LE SQUADRE DI MONTAGGIO DI AUTOVICTOR SI OCCUPANO DELL’ELEVAZIONE DELLA STRUTTURA SOTTO LA SUPERVISIONE DI UN INGEGNERE

L’AZIENDA PIEMONTESE È IN GRADO DI GESTIRE TUTTE LE OPERAZIONI DI TRASPORTO DEGLI ELEMENTI PREFABBRICATI E DI PROCEDERE AL MONTAGGIO DI QUALSIASI STRUTTURA 70 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

grande professionalità. Inoltre, specialmente quando si parla di prefabbricati, nella maggioranza dei casi Autovictor si confronta con importanti realtà nazionali e internazionali della logistica, che vogliono interfacciarsi con fornitori di alto livello. “In ogni caso - conclude Binda - il nostro atteggiamento non cambia mai: anche quando operiamo per la piccola e media industria il nostro lavoro si basa sulla più elevata professionalità sia in fase di studio che di realizzazione. In questi anni Autovictor è stata protagonista in molteplici cantieri in cui sono stati utilizzati elementi prefabbricati. Tra questi, l’hub DHL nell’aeroporto di Malpensa, la sede direzionale Cameo Italia a Desenzano del Garda, lo stabilimento Ansaldo a Genova e la nuova sede ENI a San Donato Milanese. Vale la pena sottolineare come dopo un periodo di crisi generalizzato negli ultimi cinque anni il mondo del prefabbricato evidenzi confortanti segnali di ripresa, anche se difficilmente si potrà ritornare ai volumi della fine degli anni Novanta, quando alcune agevolazioni fiscali avevano dato un forte impulso ■ all’intero settore”.


Dossier

LA NUOVA “LINEA” ELETTRICA

TRA LE SFIDE CHE ATTENDONO IL SETTORE DELL’EDILIZIA C’È QUELLA DI UN ADEGUAMENTO DELLE MACCHINE PER LE COSTRUZIONI VERSO MODELLI PIÙ ECOLOGICI E A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE. UN PROCESSO INDEROGABILE ANCHE A COSPETTO DI UNA PANDEMIA CHE RICHIEDE ALLE AZIENDE UNA RAPIDA REAZIONE E UN ADEGUAMENTO ALLE DIRETTIVE IMPOSTE DALL’EUROPA E ALLE TENDENZE DEL MERCATO. MA QUALI SONO LE PRINCIPALI SFIDE CHE ATTENDONO IL SETTORE PER LA REALIZZAZIONE DI QUESTA TRASFORMAZIONE ECOSOSTENIBILE?

di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

I

l cambiamento climatico e l’ecosostenibilità ambientale sono tra i temi che maggiormente nel corso degli ultimi 20 anni hanno interessato l’opinione pubblica, le istituzioni governative e il settore industriale, additato come il principale indiziato dei danni causati al pianeta. Numerose le iniziative intraprese dai governi di tutto il mondo: la più recente è quella del Regno Unito, che mira a una riduzione dell’emissioni nocive del 78% entro il 2035. 72 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

Su questi temi anche l’Europa ha manifestato una radicale presa di posizione con l’annuncio da parte della Commissione Europea, nel gennaio del 2020, del Green Deal, un documento che si compone di una serie di misure e atti che delineano una chiara strategia di riduzione delle emissioni inquinanti e che si pone l’obiettivo di un loro completo abbattimento entro il 2050, da raggiungere attraverso due target intermedi nel 2030 e nel 2040 con il primo (e il più arduo) che impo-

ne un taglio delle emissioni nette tra il 45% e 55% rispetto ai livelli registrati nel 1990. Un chiaro messaggio dell’Europa e che rappresenta una sfida difficile per gli stati membri, i quali hanno riconosciuto questo processo di cambiamento come una transizione obbligata per il futuro del pianeta. E l’Italia? Anche il nostro Paese ha predisposto una linea strategica per la sostenibilità ambientale attraverso vari progetti presentati all’interno del nuovo Piano Nazionale


ELETTRIFICAZIONE

di Ripresa e Resilienza (PNRR): il documento che permetterà di accedere al fondo Next Generation EU messo a disposizione con l’intento di traghettare i Paesi europei fuori dalla grave crisi pandemica globale dello scorso anno. Un piano di ripartenza da 222,1 miliardi di euro che si fonda su sei punti principali, tra cui “la rivoluzione verde e la transizione ecologica”, per la quale sono stati stanziati più del 40% dei fondi messi a disposizione, pari a 68,6 miliardi complessivi.

Una via praticabile Questo contesto di mutamento sociale e le disposizioni dettate dall’Unione Europea non potevano non toccare anche il settore dell’edilizia, soprattutto per uno Stato membro come l’Italia a cui sono stati destinati dal PNRR più di 107,7 miliardi di euro da investire nella realizzazione di progetti nel settore delle costruzioni. Anche le aziende produttrici di macchine per le costruzioni si sono attivate implementando delle azioni in favore di uno sviluppo

di un settore maggiormente ecosostenibile, proponendo ogni anno alla propria clientela un numero crescente di prodotti a ridotto impatto ambientale. Una scelta da parte dei produttori dettata anche dalla comparsa di un cospicuo numero di zone a basse o zero emissioni in tutta Europa atte a limitare l’ingresso di veicoli inquinanti, al fine di ridurre l’impatto ambientale locale e le emissioni climatiche e consentire una migliore qualità della vita all’interno delle città. maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 73


Dossier cie per quanto riguarda macchine da cantiere di grosse dimensioni. I motivi di questa lenta transizione sono molteplici, ma anche se il passaggio a nuove tecnologie di alimentazione più votate all’ambiente si sta dimostrando una sfida complessa per il settore è innegabile come un progressivo processo di “elettrificazione” dei parchi macchine rappresenti la via più praticabile per lo sviluppo di un settore dell’edilizia ecosostenibile.

Innumerevoli benefici Una prima avvisaglia che ha imposto alle aziende un nuovo modello di produzione pensato in un’ottica di riduzione delle emissioni e dell’impatto di CO2 nell’ambiente, con la sostituzione di vecchie tecnologie e l’introduzione di nuovi motori sempre più sofisticati e adeguati alle nuove regolamentazioni standard per alimentazioni diesel. Un primo passo che ha permesso l’apertura di una nuova nicchia

di mercato ma non una soluzione definitiva al problema, attuabile invece attraverso un passaggio a forme alternative di produzione di energia pulita quali le rinnovabili, in primis la tecnologia “elettrica”. Una tecnologia di alimentazione dei mezzi di cui ormai nei settori del movimento terra e dell’accesso aereo si sente parlare da anni ma di cui ancora si vedono pochi esemplari in circolazione, spe-

Come detto, un crescente aumento del numero di macchine elettriche all’interno delle flotte di mezzi degli utilizzatori finali e di quelle messe a disposizione da parte dei noleggiatori sarà il nuovo obiettivo del settore nel prossimo futuro, dettato dalle misure e limiti imposti dall’Europa ma anche da reali benefici economici. Una macchina elettrica, infatti, offre ai noleggiatori un costo totale di gestione inferiore rispetto a quello indot-

L’ESPERIENZA DI ALIANT ULTRALIGHT BATTERY Il primo incontro con la tecnologia delle batterie agli ioni di litio fu nel lontano 2009, anno in cui l’Ing. Davide Dal Pozzo entra a far parte di un progetto di ricerca del Massachussetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Al suo ritorno in Italia, l’unione tra la passione per il motorsport e le nozioni acquisite al MIT hanno portato alla creazione del progetto Aliant Ultralight Battery e delle prime batterie d’avviamento al Litio Ferro Fosfato, oggi installate su alcuni dei più prestigiosi marchi di motocicli e adottate dai principali team nel campionato Superbike e MXGP. Successivamente, nel 2011, l’azienda inizia a espandere i propri mercati sviluppando, per un importante costruttore italiano di PLE, il primo “power pack” al litio destinato alle piattaforme aeree. La necessità di soddisfare le diverse esigenze di mercato ha dato vita a una serie di prodotti personalizza74 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

ti in grado di rispondere alle numerose e varie richieste dei costruttori di macchine. In Aliant Ultralight Battery la progettazione di ogni singolo power pack avviene in modo attento e “sartoriale”, affiancando il cliente fin dalle prime fasi di studio della commessa e instaurando un’importante sinergia progettuale.

Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni, oggi Aliant Ultralight Battery è in prima linea nella realizzazione in tempi rapidi di nuovi progetti nel mondo del sollevamento, come nel caso della gru a cavaliere Full Electric: un sistema da 300 kWh in alta tensione realizzato in sole 10 settimane. Il sistema di gestione interna dell’elettronica e di monitoraggio da remoto della batteria permettono di evitare blocchi improvvisi, ma soprattutto di acquisire nozioni tecnologiche relative agli accumulatori al fine di migliorare le competenze a servizio dei diversi clienti. I numeri in casa Aliant Ultralight Battery nel 2020 sono cresciuti con percentuali a doppia cifra nonostante il Covid-19 e le batterie denominate “Serie EK” sono installate in oltre 50 paesi del mondo, un traguardo raggiunto grazie a un mercato in crescita, alla fiducia della clientela e a uno staff di oltre 40 collaboratori.


ELETTRIFICAZIONE to da un veicolo a motore diesel, dovuto a una minore richiesta di manutenzione necessaria data la ridotta quantità di componenti presenti nei motori a batterie rispetto ai tradizionali a combustibili fossili. Tutto ciò senza apportare alcuna differenza sostanziale all’esperienza di utilizzo per il cliente finale, che adopererebbe macchine con prestazioni equiparabili a quelle dei corrispettivi mezzi a motore diesel beneficiando di costi di manutenzione inferiori. Anche a seguito di queste premesse, a oggi, l’offerta di macchine elettriche sui mercati non è equiparabile a quella della controparte diesel; ciò perché, secondo Andy Wright, CEO della società di noleggio Sunbelt Rental per il mercato del Regno Unito, una reale pianificazione del processo di transizione ecologica potrà essere raggiunta solo attraverso un incontro con le esigenze di questi tre attori del mercato: “Stiamo assistendo allo sviluppo di un profondo cambiamento per tutti gli operatori del settore, dai produttori ai noleggiatori, fino ai clienti finali. Secondo un recente sondaggio da parte di IPAF, prendendo

Tasselli importanti

ANDY WRIGHT CEO DI SUNBELT RENTAL

in esame il mercato di PLE nel Regno Unito il 60% dei partner dell’associazione presenti sul territorio britannico sta pianificando di ridurre il proprio impatto di carbonio, ma oltre il 60% di questi non ha ancora obiettivi reali già fissati. Oggi raggiungere un equilibrio di mercato si sta rivelando davvero una sfida, perché bisogna garantire di soddisfare gli obiettivi di ogni anello della catena che appartiene a questo ecosistema delle attrezzature, ovvero accessibilità alle attrezzature per l’utente finale e un incontro tra la domanda e l’offerta per noleggiatori e produttori”.

L’automotive, settore apripista per l’introduzione di veicoli elettrici e ibridi, ci ha dimostrato quanto l’innovazione tecnologica sia il motore trainante di queste rivoluzioni di mercato. Per una transizione di questa portata per il settore sono necessari ingenti investimenti per far sì che le tecnologie permettano di offrire prodotti che rispettino le esigenze richieste dalla clientela. Un tema poco affrontato, ma determinante per un aumento della domanda di mezzi ecosostenibili sul mercato è ciò che concerne le infrastrutture messe a disposizione per questi mezzi. La presenza di strutture atte alla ricarica è un fattore chiave nella diffusione di macchine “full electric”: “Le infrastrutture svolgono un ruolo fondamentale per un corretto funzionamento di veicoli elettrici in svariati contesti, da un cantiere all’aperto a un magazzino”, sostiene Andy Wright. “Soprattutto la disponibilità capillare di infrastrutture per la ricarica elettrica avrà un ruolo importante in questa fase di evoluzione del mercato. Pur essendo a una svolta dal punto di vista tecnologico, non a tut-

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 75


Dossier ni per le quali, a oggi, le moderne tecnologie non permettono prestazioni e un’autonomia sufficiente in grado di rispondere alle esigenze della clientela. Diversamente dal ramo del sollevamento, dove la possibilità di lavorare al chiuso permette una più facile reperibilità e installazione di prese di corrente e le esigenze operative delle più comuni piattaforme aeree in commercio necessitano di un consumo di energia inferiore rispetto a un veicolo da cantiere di medie dimensioni (permettendo peraltro un notevole aumento della durata delle batterie e prestazioni già equiparabili alle versioni a motori a combustibili fossili). ti è chiaro quello che comporta questo cambiamento. Al momento della scelta di acquisto o noleggio di un veicolo gli utilizzatori devono considerare le limitazioni che una macchina impone loro durante il suo utilizzo, in termini di infrastrutture di supporto e di tecnologia, e a oggi c’è ancora molto lavoro da fare su questi due aspetti”.

La mancanza di reperibilità di strutture adibite alla ricarica ha fatto sì che nel corso degli anni sempre più clienti finali optassero per macchine bi-energy o ibride in grado di garantire una sicura continuità operativa sul sito di lavoro. Ciò per quanto concerne il ramo del movimento terra, soprattutto per macchine di grosse dimensio-

A conti fatti Indipendentemente dai vari problemi di natura tecnica oggi le moderne tecnologie disponibili offrono macchine più in linea con le richieste del settore e in grado di produrre una ridotta quantità di emissioni inquinanti: le versioni ibride, che offrono enormi vantaggi all’utilizzatore grazie alla

IL “GENIE” DELL’AMBIENTE

CORRADO GENTILE PRODUCT MANAGER DI GENIE

Tra le varie aziende in Italia impegnate sul tema dell’elettrico, Genie si è contraddistinta negli anni per la sua produzione attenta alle problematiche ambientali. Una tematica molto sentita dai mercati di tutto il mondo, come ci spiega Corrado Gentile, Product Manager dell’azienda: “In tutto il mondo la percezione che si ha dell’energia è in piena 76 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

evoluzione e l’ambiente è al centro del dibattito politico internazionale e locale. Per questo motivo ci siamo impegnati fin dal 2017 a offrire modelli quali la piattaforma ibrida Z-60 FE, ovvero macchine eco-friendly capaci di garantire le prestazioni di un veicolo fuoristrada e un lavoro più sicuro ed efficiente. La domanda è crescente e il salto di efficienza rispetto alle macchine con motori diesel è sempre più evidente: come dimostrano le nostre serie di piattaforme DC (completamente elettriche) e FE (ibride), delle giuste vie di mezzo nella transizione verso la completa elettrificazione delle flotte di PLE. Una tecnologia che consente alle macchine di essere in linea con le esigenze ambientali senza sacrificarne le prestazioni.” Una rivoluzione che non passa solo da una produzione di macchine ecosostenibili, ma anche attraverso un cam-

bio di mentalità da parte degli operatori del mercato, come sottolinea Marco Corradi responsabile vendite per l’Italia di Genie: “In un mercato come il nostro molto orientato sul valore economico dei veicoli il costo totale di proprietà viene scarsamente considerato curandosi poco di quelli che potrebbero rivelarsi ‘costi nascosti’ e focalizzandosi maggiormente nel comprare al prezzo più basso possibile. Penso che ci sia bisogno di istruire il cliente a guardare verso il futuro e non solo al presente. Un cambio di mentalità che necessita di una sensibilizzazione della clientela e anche di formare gli utilizzatori a una diversa gestione del loro parco macchine elettrico rispetto a quello diesel. Questa sarà una delle sfide più complesse per i noleggiatori e che, forse, si protrarrà anche dopo l’avvento dell’elettrico sul mercato.”


ELETTRIFICAZIONE possibilità di lavorare in elettrico e passare in qualsivoglia momento a un motore termico, permettendo la ricarica delle batterie e offrendo prestazioni più performanti nel caso ce ne fosse la necessità in cantiere. In un mercato come il nostro, molto legato al prezzo iniziale delle macchine, il fattore che scoraggia molti investimenti in questo comparto è il valore economico dei suddetti mezzi, visto che il loro acquisto implica un costo iniziale importante per il cliente, come sottolineato dallo stesso Wright: “Come in ogni evoluzione il passaggio da una vecchia tecnologia a una nuova realtà comporterà una spesa ingente agli inizi, sia dal lato dei produttori che degli utilizzatori. Una collaborazione tra questi attori del settore è essenziale per permettere un equilibrio tra la domanda e l’offerta per i produttori e noleggiatori e costi delle macchine accessibili agli utenti finali”. Come sottolineato da molti analisti, il prezzo dei veicoli alimentati a batteria è calato negli ultimi cinque anni, attestandosi però su valori ancora inaccessibili per molti mercati europei e frenando l’acquisto di modelli ibridi. Secondo gli attuali prezzi di mercato il costo di una macchina dotata di una moderna batteria a tecnologia a litio si aggira di media a un sovrapprezzo del 25% rispetto a quello del corrispettivo veicolo a motore diesel. Secondo le ultime previsioni da parte di esperti del settore, grazie a una forte campagna di incentivi governativi e a un crescente aumento della domanda nei prossimi 10 anni si assisterà a un calo dei prezzi delle macchine elettriche o ibride anche se, probabilmente, non equiparabile con la riduzione registrata in questi ultimi anni per i veicoli del settore automotive. Comunque sia, lo sviluppo di nuove tecnologie capaci di offrire prestazioni in grado di rispondere alle necessità della clientela e, di conseguenza, un

aumento della domanda, porterà a un netto ridimensionamento delle tariffe a valori più accessibili per i clienti. E sicuramente l’arrivo in Italia di importanti brand di noleggiatori, con una chiara strategia di vendita di modelli elettrici e ibridi, permetterà un ampliamento del parco mezzi disponibile per i clienti e un’alternativa a prezzi concorrenziali ai mezzi a motore termico. “Bisogna lavorare su soluzioni affidabili che permettano alle aziende di effettuare nuovi investimenti in un’ottica ecosostenibile contenendo

al contempo i costi. È difficile prevedere quando esattamente vedremo flotte di noleggiatori completamente elettriche perché il motore a combustione, comunque, non potrà essere scartato ed eliminato di netto nei prossimi anni. L’elettrico sarà sicuramente la strada che il settore del noleggio intraprenderà, però non vi sono delle limitazioni per quanto riguarda le attrezzature e una fornitura di mezzi a diversa alimentazione. Comunque auspichiamo un grosso ridimensionamento dell’offerta di veicoli diesel a partire dal 2025”, conclude Wright.

maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 77


Dossier A (ri)ciclo continuo

L’OPINIONE 1/ ASSODIMI

MARCO PROSPERI DIRETTORE DI ASSODIMI

“Oggi il mercato delle macchine elettriche nei settori dell’accesso aereo e della logistica è una realtà consolidata in Italia, ma sempre in continua evoluzione ed espansione. Nel corso degli ultimi anni abbiamo osservato come l’uso di attrezzature ‘green’ nel settore del sollevamento stia prendendo sempre più piede e riscuotendo un notevole interesse da parte dei clienti, con un netto aumento delle richieste di veicoli ibridi o elettrici. Una richiesta dettata sicuramente da una maggiore sensibilizzazione dal lato cliente ma anche dovuta dalla scoperta dei notevoli vantaggi offerti da queste macchine, tra tutti l’utilizzo al chiuso per lavorazioni interne e i notevoli risparmi dei costi di gestione. Diversamente dal settore movimento

terra dove, a oggi, la tecnologia delle batterie non è ancora pienamente in grado di garantire prestazioni, in termini di durata e potenza operativa, capaci di rispondere alle esigenze del settore per quanto riguarda veicoli di grosse dimensioni. Per quanto concerne il tema delle batterie, un aspetto non ancora molto preso in considerazione è quello del loro riciclo, per cui mi auspico vengano presentate al più presto delle soluzioni. Mentre per quanto riguarda le loro prestazioni, grazie ai notevoli investimenti e allo studio portato avanti su questa tecnologia negli ultimi anni, abbiamo assistito a un netto miglioramento delle prestazioni, passando da una durata che fino a poco tempo fa creava notevoli disagi al settore della logistica e che oggi permette di raggiungere un’autonomia di un’intera giornata lavorativa. La tecnologia è il fulcro di questo cambiamento verso un settore maggiormente ecosostenibile e se si riuscisse nel corso dei prossimi anni ad allungare ulteriormente il ciclo vita delle batterie intorno ai 10-15 anni e a permetterne un agevole riciclo dei componenti, sono sicuro che, seppur con fatica, non avremo problemi nel rispettare i termini imposti dall’Europa e dal Green Deal.”

Ma questi sono solo alcuni dei problemi che attualmente attanagliano il mercato dell’elettrico nel settore edile. Altri problemi (e forse ben più gravi) dovranno essere affrontati nel corso dei prossimi anni, uno tra tutti quello dello smaltimento delle batterie. Tra le ultime innovazioni proposte, le batterie a litio sono oggi considerate tra le migliori tecnologie disponibili sul mercato e il futuro dell’alimentazione elettrica, visti i suoi ottimi rapporti di prestazione e durata. La produzione di batterie al litio è in costante aumento, così come sarà sempre maggiore il numero di unità che arriveranno a fine vita nei prossimi anni e necessiteranno di essere smaltite. Il processo di riciclo di una batteria agli ioni di litio dovrebbe essere in grado di recuperare la quasi totalità delle parti che la compongono e un loro adeguato smaltimento è fondamentale. Questo perché all’interno delle batterie al litio sono presenti dei metalli rari e preziosi (di cui il nostro continente scarseggia) e altre sostanze che se non trattate adeguatamente possono causare gravi danni se disperse nell’ambiente. A tal proposito l’Europa non possiede ancora un ruolo di rilievo in termini di riciclo delle

riduzione dell’impatto ambientale, con aziende leader del settore che si sono poste obiettivi importanti in tal senso. Una rivoluzione già in corso e di cui il ramo del noleggio sarà protagonista nei prossimi anni quale vettore intrinseco del concetto di sostenibilità ambientale. Una macchina che viene noleggiata a più operatori porta a una minore produzione inquinante di veicoli da parte delle aziende produttrici e a un minore smaltimento a fine vita delle stesse. Oltre al fatto che i grandi noleggiatori propongono parchi mezzi costantemente aggiornati, con al loro interno modelli in regola con gli

standard sulle emissioni e quindi meno impattanti sull’ambiente durante il loro ciclo vita. Il noleggio delle macchine potrà dare un concreto aiuto alla transizione ecologica del mercato e a sua volta questa indispensabile e obbligata transizione potrà portare un valore aggiunto al concetto di noleggio in Italia. Detto ciò, nei prossimi anni non assisteremo a un completo e totale abbandono del motore termico, questo perché le tecnologie a oggi disponibili non sono in grado di soddisfare a pieno le esigenze dei clienti per ogni applicazione in ogni settore, ma bisognerà che avvenga

L’OPINIONE 2/ IPAF

MAURIZIO QUARANTA RESPONSABILE IPAF PER L’ITALIA

“È innegabile come oggi nel settore dell’accesso aereo ci sia un interesse molto forte in merito al tema dell’ecosostenibilità e della

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ELETTRIFICAZIONE batterie a litio. Basti pensare che nel 2014, a fronte di una produzione di 65.500 t, ne sono state recuperate soltanto 1.900 t. Attualmente questo divario è stato ridotto considerevolmente ma non supera ancora il 50% del mercato, trainato da paesi quali Cina e Corea del Sud dove oggi convergono la maggior parte delle tonnellate di batterie esauste. Inoltre, si stima che nel 2025 le batterie che arriveranno a fine vita costituiranno circa 800.000 t di minerali da dover essere smaltiti e che nel 2030 sarà possibile accumulare un risparmio tra i 400 e i 500 milioni di euro attraverso il recupero dei componenti principali di queste batterie, come alluminio, cobalto, nichel e litio. A oggi, però, il tema legato allo smaltimento è ancora in via di definizione a livello mondiale, vista la mancanza di regolamenti ben definiti e lo sviluppo di centri e strut-

un’implementazione dell’offerta di veicoli elettrici e ibridi per raggiungere un maggiore equilibrio di domanda sul mercato. Nell’ottica della sostenibilità ci sarà una rivoluzione anche per quanto concerne la formazione degli operatori offerta da IPAF, che sostituirà il tradizionale rilascio di certificati cartacei con la presentazione di una app su cui sarà possibile reperire in qualsiasi momento dal proprio smartphone tutti i documenti e gli attestati relativi alla propria formazione. Una nuova applicazione che offrirà enormi benefici dal punto di vista della sostenibilità ambientale, riducendo le risorse di carta

L’OPINIONE 3/ MOLLO NOLEGGIO

MARCO MESSA RESPONSABILE ACQUISTI DI MOLLO NOLEGGIO

“Mollo Noleggio ha introdotto le prime macchine elettriche per il settore del movimento terra nel 2019 e nel giro di un paio d’anni la domanda da parte del mercato per questa tipologia di prodotti è cresciuta notevolmente. Pertanto abbiamo implementato il nostro parco macchine aggiungendo escavatori a batterie a litio per modelli di categorie di peso da 1,7 t e 1,9 t, pale gommate a batteria da 2,5 t, dumper elettrici gommati e cingolati, oltre ad aver pianificato una serie di nuovi investimenti per il biennio 2021/2022. Abbiamo anche constatato un aumentato della richiesta di escavatori elettrici per lavori nei centri storici, in quanto oltre a un abbattimento delle emissioni di CO2 consentono bassi livelli

e plastica necessarie per il processo di stampa delle certificazioni nonché l’inquinamento prodotto dalle varie spedizioni di consegna delle stesse. Un processo di digitalizzazione che ribadisce, ancora una volta, l’impegno di IPAF verso la transizione ecologica”.

di emissioni acustiche. In merito al settore del sollevamento, per lavori in ambienti chiusi o interni la domanda oramai è pressoché esclusivamente di veicoli elettrici, mentre per opere in aree all’aperto notiamo un notevole aumento della richiesta di piattaforme ibride. Prevediamo, inoltre, uno sviluppo importante dell’elettrico nel mondo dei sollevatori telescopici. In termini di assistenza le attrezzature elettriche risultano notevolmente più veloci e facili da manutenere avendo molti meno componenti rispetto alle analoghe macchine dotate di motore termico, oltre a produrre una quantità inferiore di materiali da smaltire, quali olio, filtri, e altri materiali nocivi, che permette a questa tipologia di veicoli di garantire una minore richiesta di manutenzione rispetto ai tradizionali motori a combustibile fossile. Il futuro vedrà sempre più protagonista l’elettrico con la ricerca tecnologica fortemente impegnata sullo sviluppo di nuove e prestanti tipologie di batterie. Lo smaltimento e il recupero di quest’ultime sarà la vera e propria sfida del settore, con una filiera dedicata al loro trattamento a fine ciclo vita che porterà alla nascita di aziende specializzate e allo sviluppo di nuovi business”.

ture adibite al riciclo delle batterie. Il motivo principale risiede nel fatto che il mondo delle batterie agli ioni di litio è ancora una novità per il settore; inoltre, a seguito della loro lunga autonomia, oggi i volumi di batterie da riciclare sono ancora molto scarsi e la domanda non giustifica onerosi investimenti per la creazione di centri appositi. Nonostante ciò, grandi player del mercato si stanno impegnando affinché il settore inizi a produrre secondo crismi di riciclabilità, aderendo ai consorzi presenti sui territori nazionali e studiando l’utilizzo di materiali sempre più ecologici e facilmente re-introducibili nei cicli di produzione. ■ maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 79


ON SITE SOLLEVAMENTO E MONTAGGIO DI STRUTTURE PREFABBRICATE

PROTAGONISTA

DI “IPERMONTAGGI”! LA PIATTAFORMA ARTICOLATA HAULOTTE HA20 RTJ PRO È UN “BEST SELLER” DEL COSTRUTTORE FRANCESE E SI STA DIMOSTRANDO UNA MACCHINA VERSATILE, AFFIDABILE E SICURA IN CANTIERE, GARANTENDO UN’ELEVATA AFFIDABILITÀ ANCHE IN CONTESTI CARATTERIZZATI DA SPAZI MOLTO RISTRETTI, COME SONO QUELLI RISERVATI AL MONTAGGIO DI STRUTTURE PREFABBRICATE di Stefano Vitali

80 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


L

a Ipermontaggi, con sede a Montebelluna (TV), nasce dall’idea di condivisione dell’esperienza lavorativa dei suoi collaboratori. Una competenza, nel mondo dell’edilizia industriale e civile, maturata realizzando opere importanti e prestigiose. La società veneta ambisce a fornire sempre ai propri clienti un servizio di altissima qualità ed è per questo motivo che, in tutte le sue azioni, persegue il rispetto di alcuni principi basati su consulenza, pianificazione, attività e controllo. Nella fattispecie, “consulenza” implica per Ipermontaggi un servizio costituito da verifiche e sopralluoghi direttamente nel sito delle lavorazioni; la “pianificazione” prevede, in accordo con la committenza, la definizione del programma e l’organizzazione generale delle operazioni da svolgere; il termine “attività” presuppone il fatto di operare nel pieno rispetto delle normative attualmente vigenti in termini di sicurezza; il concetto di “controllo” consiste nella supervisione generale dell’opera realizzata affinché si sia raggiunto il massimo grado di soddisfazione del cliente.

cati), il noleggio di autogrù e di piattaforme aeree (servizio di noleggio con operatore e piattaforme aeree autocarrate e semoventi), il sollevamento e la movimentazione (carico, sollevamento, posizionamento e scarico di qualsiasi tipologia di materiale) e l’attività di trasporto standard ed eccezionale (servizio di trasporto con mobilità continua, rapida e sicura di elementi prefabbricati). In particolare, nell’ambito delle attività di montaggio di strutture prefabbricate, tra i numerosi cantieri affrontati recentemen-

te da Ipermontaggi si è messo in evidenza quello a Santa Sofia, comune romagnolo sull’Appenino forlivese. Il cantiere in oggetto ha visto personale e mezzi di Ipermontaggi impegnati nei lavori di edificazione di una struttura prefabbricata multipiano destinata a divenire uno stabilimento agroalimentare, dove saranno effettuate le lavorazioni di ortofrutta fresca, lavata, confezionata, pronta al consumo e surgelata. Quella prevista dall’impresa è stata una modalità costruttiva impegnativa, che ha consentito di

Un montaggio esemplare Ipermontaggi offre molteplici servizi specialistici, quali il montaggio di strutture prefabbricate (realizzazione capannoni prefabbricati in C.A.P., industriali, commerciali e pubblici), l’adeguamento e il miglioramento sismico (interventi effettuati su strutture prefabbricate in C.A.P. già esistenti o di nuova costruzione), lo smontaggio e la demolizione di strutture prefabbricate (taglio, demolizione controllata e smaltimento in centri di stoccaggio di elementi prefabbriLA PIATTAFORMA HAULOTTE HA20 RTJ PRO E L’AUTOGRÙ TADANO 130T IN AZIONE NEL CANTIERE FORLIVESE, NELL’ATTO DI SOLLEVARE STRUTTURE PREFABBRICATE DI VARIE DIMENSIONI maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 81


ON SITE

ottenere una maggiore superficie, scongiurando l’aumento dell’area di occupazione del suolo. Gli spazi in cantiere, infatti, erano ristretti e la concentrazione richiesta è sempre stata ai massimi livelli ma, grazie all’esperienza del personale del personale aziendale e all’efficienza delle macchine in azione - un’autogrù “all terrain” Tadano 130T e alcune piattaforme aeree Haulotte - è stata garantita l’impeccabile realizzazione dell’opera. In particolare, in cantiere si è distinta una piattaforma a braccio articolato Haulotte HA20 RTJ PRO, un mezzo particolarmente versatile e adatto proprio al lavo-

“

NEL CANTIERE AFFRONTATO DA IMPERMONTAGGI SI È DISTINTA UNA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO HAULOTTE HA20 RTJ PRO

ro in ambiti ristretti ma che, allo stesso tempo, devono svilupparsi in altezza.

Progettata per durare La piattaforma a braccio articolato Haulotte HA20 RTJ PRO è una macchina progettata per soddisfare le più diverse esigenze lavorative, in grado di raggiungere i 20,6 m di altezza di lavoro. Robusta, affi-

NEL CANTIERE DI SANTO SOFIA È STATA UTILIZZATA, OLTRE A UN’AUTOGRÙ TADANO 130T, LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO HAULOTTE HA20 RTJ PRO, MACCHINA PROGETTATA PER SODDISFARE LE PIÙ DIVERSE ESIGENZE LAVORATIVE E IN GRADO DI RAGGIUNGERE I 20,6 M DI ALTEZZA DI LAVORO 82 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

„

dabile, facile e maneggevole da utilizzare, comoda e sicura, offre uno sbraccio orizzontale di 12,2 m, la Haulotte HA20 RTJ PRO si caratterizza per la massima sicurezza operativa, l’elevato livello di produttività, la velocità di sollevamento e la simultaneità dei movimenti. La piattaforma si dimostra flessibile in fase di sollevamento così come nelle operazioni di guida e garantisce sia uno sfilo “morbido” che movimenti estremamente precisi nell’area di lavoro. Progettata per durare nel tempo, la piattaforma HA20 RTJ PRO si distingue per una serie di caratteristiche costruttive che incrementano le sue doti di affidabilità e durabilità: la protezione della scatola di controllo superiore e il vassoio porta-utensili utilizzano un nuovo materiale di robustezza; il trattamento anticorrosione qui applicato coinvolge tutti i perni di rotazione e le parti non verniciate, aumentando notevolmente la durata della macchina; il sistema di gestione del carico è completamente protetto; i danni da impatto potenziale sono ora evitati; le cappe rinforzate confe■ riscono un’elevata rigidità.


IL CANTIERE DI SANTA SOFIA HA VISTO IL PERSONALE E I MEZZI DI IPERMONTAGGI IMPEGNATI NEI LAVORI DI EDIFICAZIONE DI UNA STRUTTURA PREFABBRICATA MULTIPIANO DESTINATA A DIVENIRE UNO STABILIMENTO AGROALIMENTARE maggio-giugno 2021 - ONSITELIFT 83


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

SOCAGE

La piattaforma autocarrata 18T SPEED La Socage forSte 18T è una piattaforma autocarrata telescopica dotata di serie della stabilizzazione automatica SPEED, che si distingue per la sua versatilità e le sue dimensioni compatte, oltre che per le sue eccellenti caratteristiche di lavoro che la rendano una delle piattaforme telescopiche più apprezzate nel settore. La funzionalità SPEED consente una stabilizzazione veloce, sicura e la possibilità di occupare uno spazio minore con il veicolo grazie agli stabilizzatori verticali, sfruttando così al massimo sia lo spazio che il tempo di lavoro. Le caratteristiche della forSte 18T SPEED, quali affidabilità e facilità d’uso, rendono questo modello uno dei più apprezzati nel settore del noleggio di piattaforme aeree senza conducente: è infatti tra le piattaforme telescopiche maggiormente richieste per il lavoro in aree urbane, di difficile accesso e nelle aree industriali. Il peso ridotto

del montaggio consente una grande possibilità di personalizzazione dell’attrezzatura da parte del cliente, adattandola alle sue esigenze. L’evoluzione dei componenti, insieme ai grandi progressi tecnologici, rendono facile l’utilizzo della forSte 18T SPEED. Si tratta di una piattaforma telescopica montata su camion che aumenta la sicurezza e assicura

l’assistenza all’operatore. Grazie a ciò, si ottengono movimenti fluidi, lisci e proporzionali, con un controllo assoluto delle manovre, anche simultanee. D’altra parte, il design del telaio e della struttura superiore rende questa piattaforma robusta, leggera e di alta qualità. La piattaforma è peraltro provvista di bracci con profili avanzati in acciaio ad alta resistenza (SPP).

UNA SOCAGE 20D SPEED PER CGTE CGTE conferma la sua vocazione

“In occasione della consegna delle prime

ai nostri clienti alti livelli di produttività e

all’innovazione introducendo per prima

piattaforme ho avuto modo di visitare

sicurezza durante lo svolgimento del loro

in Europa, nella propria flotta noleggio, la

alcune sedi CGTE, dove si respira passione

lavoro. Sono valori imprescindibili per CGTE

piattaforma a stabilizzazione automatica

e dedizione. Gli addetti al noleggio sono

perché interpretiamo il noleggio come uno

Socage 20D SPEED, di cui sono già state

preparati e professionali e i manager CGTE

strumento attraverso cui aiutare le imprese

consegnate le prime 20 unità.

sempre attenti all’innovazione. Non a caso

a sviluppare la propria professionalità,

84 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

sono stati i primi a inserire nella loro frotta la

competenza e cultura. Quello delle

piattaforma Socage 20D in versione SPEED.

piattaforme aeree è sempre stato un mercato

È per noi motivo di orgoglio essere i loro

primario per CGTE, che conta nella sua

partner per la fornitura di piattaforme aeree

flotta oltre 700 unità in più di 30 tipologie

su autocarro”, commenta Andrea Gilberti,

differenti. Oggi è divenuto ancora più

direttore commerciale Italia di Socage.

strategico, poiché ci permette di completare

“Nella scelta dei prodotti destinati alla

l’offerta base in gran parte dei mercati in cui

nostra flotta noleggio mettiamo il cliente al

operiamo: edilizia e costruzioni, manutenzioni

centro di ogni valutazione”, afferma Luca

industriali, servizi ed eventi. Per i nostri clienti

De Michelis, Fleet Manager CGTE. “Nel caso

ciò significa contare su soluzioni complete,

delle Socage 20D SPEED hanno prevalso la

maggiore snellezza nel rapporto con i

facilità di utilizzo, la rapidità di installazione e

fornitori e libertà di concentrarsi totalmente

l’affidabilità, caratteristiche che garantiranno

sulla propria attività”.


LIEBHERR

Una soluzione “a peso ridotto” Liebherr risponde alle esigenze dei clienti e con l’autogrù LTR 1040 offre una versione a peso ridotto della gru cingolata telescopica da 60 t, LTR 1060. La differenza principale rispetto alla LTR 1060 è la zavorra dal design più ridotto: la LTR 1040 è 20 t più leggera. Sul telaio non gravano le 10 t della zavorra centrale, mentre la piattaforma girevole perde 10 t di contrappeso. Questo nuovo tipo di gru offre un eccellente rapporto prezzo-prestazione nella classe 40 t: con i suoi 40 m, il braccio telescopico presenta una lunghezza superiore del 30% rispetto ai normali standard della sua classe e ciò consente di eseguire la gran parte dei lavori senza falcone ripiegabile. In particolare, per il montaggio di elementi prefabbricati in cemento, uno dei principali settori operativi delle gru cingolate telescopiche, la disponibilità di elevate capacità di carico rappresenta un aspetto di fondamentale importanza. Con uno sbraccio di 10 m, la LTR 1040 solleva ad esempio fino a 8,6 t con un raggio d’azione di 360°. A braccio impennato, la portata sul telescopio esteso a 30,7 m è di 18,8 t che passano a 10 t con il braccio totalmente esteso a 40 m. Con un falcone ripiegabile doppio di 16 m, la LTR 1040 raggiunge la sua massima altezza di sollevamento di 55 m con carichi di 3,1 t. Grazie al peso di sole 43,5 t, incluse le 5,6 t della zavorra, la LTR 1040 assicura un trasporto particolarmente conveniente. Con una motrice a 3 assi e un semirimorchio a pianale ribassato a 4 assi, i carichi assiali durante il trasporto restano inferiori a 10 t. Sottraendo le 5 t della zavorra, il peso della LTR 1040 può essere ridotto a 38,5 t, rendendo persino possibile un peso di trasporto complessivo inferiore a 60 t.

Durante il trasporto i telai cingolati vengono retratti a una lunghezza di 3,0 m. L’altezza ridotta della gru di 3,15 m consente l’utilizzo di semirimorchi a pianale ribassato di tipo standard. Con un falconcino da montaggi di 2,5 m e il secondo argano di sollevamento possono essere effettuati montaggi in modalità a due ganci. Il carico prelevato dal semirimorchio con il falconcino da montaggi viene passato al secondo gancio del braccio telescopico, consentendo il corretto posizionamento degli elementi prefabbricati e la movimentazione sui cingoli al luogo di montaggio. Con un rinvio a quattro tratti di fune del bozzello sul falconcino da montaggi, la LTR 1040 solleva 17,7 t. La puleggia ripiegabile della LTR 1040 consente di sollevare carichi fino a 9 t in quanto anch’esso consente un doppio rinvio. Il sistema a pieno carico sul gancio rappresenta un importante vantaggio delle gru cingolate.

Per sfruttare al meglio questa proprietà, Liebherr fornisce tabelle di carico per le traslazioni su terreni in pendenza. La progressione di precisione fino a 0,3°, 0,7°, 1,5°, 2,5° e 4° assicura carichi ottimali anche in cantieri con terreni irregolari. Nei cantieri di dimensioni ridotte, la LTR 1040 può inoltre lavorare con i supporti dei cingoli retratti con una larghezza 3 m. Per queste situazioni sono disponibili particolari tabelle di carico. Liebherr ha reso l’accesso alla cabina della gru particolarmente sicuro e comodo. Il gruista raggiunge la sua postazione di lavoro con la piattaforma girevole in qualsiasi posizione tramite una scaletta pieghevole, una pedana montata fissa sul telaio cingolato e un gradino extra-largo della cabina. La LTR 1040 risponde già oggi agli elevati standard di sicurezza in conformità ai requisiti previsti dalla nuova revisione EN13000, che entrerà in vigore nei prossimi anni.

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PRODOTTI HAULOTTE

La telematica secondo Sherpal Dalla preparazione per gli interventi tecnici all’identificazione di comportamenti non sicuri in cantiere, alla gestione proattiva dell’energia, la nuova soluzione telematica SHERPAL che il costruttore francese ha recentemente presentato è stata progettata per cambiare il modo in cui gestire il parco mezzi. Facile da usare, il sistema SHERPAL fornisce alle società di noleggio, ai proprietari di mezzi e ai responsabili dell’assistenza informazioni utili per prendere le decisioni giuste al momento giusto: offre accesso remoto ai dati della macchina e fornisce una panoramica sullo stato di tutte le risorse, indipendentemente dalle dimensioni della flotta di piattaforme aeree. SHERPAL utilizza un sistema GPS per localizzare le macchine sul campo: la mappa interattiva permette di avere una visione d’insieme del parco macchine o di tracciare un asset specifico.

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Poiché il dispositivo monitora costantemente ciò che sta accadendo sulla rete di comunicazione CANBus della macchina, può gestire e trasmettere un’ampia gamma di dati. Molto più della semplice posizione GPS, mostra informazioni cruciali per eseguire in remoto una diagnostica efficiente e

avanzata, come lo stato operativo delle macchine in tempo reale con semplice codice colore, il contaore delle macchine e le prossime scadenze di manutenzione, lo stato del motore e della batteria, i codici di errore, le cause principali del guasto e perfino istruzioni su come risolvere il problema. SHERPAL è dunque utile per pianificare gli interventi e gli spostamenti dei team tecnici e garantisce chiamate più efficaci identificando con precisione il problema e le azioni o le parti richieste prima di pianificare una riparazione in loco. Per una più facile pianificazione, gli utenti possono visualizzare l’elenco delle macchine che necessitano di manutenzione imminente. Il modulo Energy Management garantisce ridotti costi di manutenzione: monitorando il rispetto delle buone pratiche di manutenzione (carica della batteria, rabbocco dell’acqua, rigenerazione


del filtro antiparticolato, eccetera), SHERPAL consente di prolungare la durata delle batterie e dei componenti del motore e semplifica la gestione dell’energia. La soluzione telematica SHERPAL incorpora poi funzionalità di sicurezza per proteggere le apparecchiature: è possibile impostare confini “geofence” sui cantieri per evitare il furto della macchina, quindi se un macchinario oltrepassa il perimetro fissato scatta automaticamente un allarme. SHERPAL identifica anche comportamenti rischiosi e ne registra la frequenza, inviando un avviso in caso di intrappolamento o situazioni di sovraccarico. Il monitoraggio dell’utilizzo e degli eventi pericolosi delle macchine semplifica l’implementazione di politiche di sicurezza appropriate in cantiere. “SHERPAL è progettato per gestire le flotte aeree in modo efficiente, fornisce dati mirati e significativi utili per essere più produttivi e rendere efficienti le

segna l’inizio della gestione semplificata della flotta”, aggiunge Etienne Garnier, responsabile marketing e servizi dell’azienda. “Sviluppato in risposta diretta alle esigenze dei clienti, offre accesso remoto a dati di alto valore per prendere decisioni informate

operazioni quotidiane, facendo crescere il business”, spiega Christophe Lacaze, responsabile marketing operativo di Haulotte. “Collegando le macchine alle soluzioni telematiche SHERPAL si è sicuri di aumentare i tempi di attività e i tassi di utilizzo delle apparecchiature, riducendo i costi operativi. SHERPAL è già disponibile in Europa e nei paesi EFTA, USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Altri paesi sono in fase di certificazione e presto sarà completata la copertura territoriale della soluzione”. “La soluzione telematica SHERPAL

sulle macchine Haulotte. Gli abbonati hanno tutte le informazioni a portata di mano per analizzare l’intera flotta, massimizzarne l’efficienza e ridurre i costi operativi. La qualità dei dati di SHERPAL è tale che gli utenti possono risolvere un problema prima che diventi serio e provochi un guasto. È una vera risorsa per ridurre i tempi di inattività, risparmiare tempo e denaro”.


PRODOTTI JLG

I sollevatori a pantografo RT ed ERT JLG Industries Inc. ha recentemente lanciato i primi modelli della nuova generazione di sollevatori a pantografo per terreni difficili (RT), anche elettrici (ERT). Il modello 2669 da 8,13 m e il 3369 da 10,96 m sono i primi ad approdare sul mercato, nelle versioni a motore diesel o a batteria elettrica a corrente alternata. Questi sollevatori a pantografo di concezione innovativa hanno caratteristiche e tecnologie che li rendono estremamente versatili, efficienti e facili da manovrare, per garantire performance eccezionali in qualsiasi cantiere. Tra i punti di forza di questi nuovi sollevatori ci sono un’area di lavoro in piattaforma maggiorata del 28%, una capacità di carico tra le migliori del settore e l’assenza di compensazione, per andare più vicino alla zona di lavoro in altezza portando un maggior numero di persone, attrezzi e materiali. Una volta raggiunta l’altezza, queste macchine hanno una completa manovrabilità sia in interni che in esterni. Ciò permette di lavorare sull’intera lunghezza di

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un edificio a un’altezza predefinita, senza necessità di salire e scendere durante gli interventi, per una migliore efficienza e produttività. “La nuova linea di sollevatori a pantografo per terreni difficili è stata pensata per ridurre al minimo o eliminare del tutto i punti critici del cantiere”, dichiara Jan-Willem van Wier, Senior Product Marketing Manager di JLG. “La nostra offerta, innovativa e allargata, punta a migliorare la produttività sia in interni sia in esterni. Al posto di limitarsi ai cambiamenti necessari per adeguarsi ai nuovi standard internazionali, JLG ha ascoltato le richieste dei clienti di tutto il mondo e ha osservato le tendenze del mercato, come l’urbanizzazione, per poi decidere che occorreva mettersi in gioco con un approccio dal basso”. Oltre alle ampie dimensioni della piattaforma e all’alta manovrabilità in altezza, la nuova linea presenta numerose caratteristiche che ne

potenziano la produttività. LiftSense, un’evoluzione del sistema a inclinazione variabile, permette di monitorare sia il peso in piattaforma sia l’inclinazione della macchina per determinare il raggio di azione consentito. Questo sistema, esclusivo di JLG, invia informazioni al quadro comandi con display LCD, il primo del mercato, indicando all’operatore, prima di iniziare la salita, l’altezza massima che può raggiungere. Grazie ai parapetti facilmente ripiegabili, la macchina può entrare in spazi ristretti e muoversi senza intralci, mentre con il pratico caricatore USB e la custodia per cellulare si utilizzano i dispositivi personali senza distrarsi. Il sistema QuikLevel Advanced, opzionale sui modelli RT, permette di livellare il sollevatore ripiegato su piani inclinati fino a 4,5° e poi di salire all’altezza massima e operare in determinate condizioni. È molto utile quando si lavora in altezza sull’esterno di edifici inclinati per consentire il drenaggio. Un deciso risparmio di tempo, se paragonato ai tradizionali martinetti a livellamento manuale. “Il nuovo quadro comandi in piattaforma della linea RT/ERT è la dimostrazione di quanto JLG investe in tecnologia e nell’integrazione di dati che consentano di utilizzare la macchina al meglio delle sue capacità e prestazioni”, aggiunge van Wier. “Durante il lavoro, l’operatore ha a disposizione una molteplice gamma di informazioni su produttività, tipologia del terreno, stato della macchina e sicurezza”. Il CleanGuard, opzionale sui modelli ERT, è un sistema “amico dell’ambiente” pensato per contenere le perdite idrauliche e consentire agli operatori di lavorare in ambienti con pavimentazioni delicate senza troppi pensieri. Ai modelli da 8 e 10 m, ora disponibili, seguiranno nei prossimi mesi quelli da 12 e 14 m.


JMG CRANES

La nuova MC 250.09 FL La MC 250-09 FL è una nuova proposta di JMG Cranes (Sarmato – PC) che funge sia da carrello elevatore che da gru Pick & Carry, facendo sue le peculiarità più efficaci di entrambe le tipologie di macchina. Si tratta di una soluzione progettata e realizzata dalla dinamica azienda piacentina, capace di trovare sempre soluzioni innovative da proporre sul mercato, per soddisfare le molteplici esigenze di movimentazione industriale: con una portata di 25 t, si adatta a molteplici applicazioni di sollevamento e movimentazione pesante, in ambiti di lavoro talvolta anche gravosi. La nuova MC 250.09 FL di JMG Cranes può montare forche di lunghezza pari a 2,49 m e utilizzare un braccio telescopico

a quattro sezioni installato in posizione orizzontale alla sommità del braccio primario verticale a tre sezioni, insediato sul montante, in una sezione scatolata collocata tra le forche, con struttura asimmetrica a colonna. L’altezza al gancio raggiungibile dalla MC 250-09 FL è di 7,5 m, per uno sbraccio massimo di 3,5 m, grazie al quale si possono

movimentare 8 t alla massima altezza. Inclinando il montante in avanti è possibile incrementare ulteriormente lo sbraccio orizzontale fino a 5 m, per una capacità di sollevamento fino a 5,6 t, all’altezza massima di poco oltre i 7 m. La citata capacità massima di 25 t è raggiungibile con 500 mm di esposizione anteriore del braccio, sempre all’altezza completa di 7,5 m.


PRODOTTI GENIE

Il sistema E-Drive E-Drive di Genie è un sistema di azionamento elettrico CA ottimizzato disponibile su tutta la sua linea di piattaforme a forbice GS. Imprese appaltatrici per esercizi commerciali e residenziali, i proprietari di immobili in affitto e gli utenti al dettaglio che cercano di ridurre il costo totale di proprietà scopriranno che le nuove piattaforme a forbice GS dotate del sistema E-Drive offrono un aumento del tempo di funzionamento, una riduzione dei costi di manutenzione e prestazioni leader nel settore. I motori elettrici a corrente alternata E-Drive silenziosi e privi di emissioni forniscono agli impresari una soluzione ecologica per soddisfare le richieste dei clienti e le normative

del cantiere. Grazie alle protezioni in acciaio ad alto spessore e alla maggiore altezza libera da terra, le piattaforme a forbice GS dotate di sistema E-Drive possono superare le prestazioni nei cantieri più impegnativi. I nuovi motori E-Drive sono senza spazzole e sigillati contro l’umidità e l’acqua, per una lunga durata senza manutenzione. Riducendo i tempi di fermo macchina, le nuove piattaforme a forbice GS E-Drive hanno il 70% di tubi e raccordi idraulici in meno, diminuendo il potenziale di perdite 90 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021

idrauliche. “I proprietari si accorgeranno anche di spendere meno per le batterie durante la vita utile della piattaforma a forbice, grazie a un tempo di funzionamento più lungo per ogni carica e a un minor numero di cicli di carica per tutta la vita utile”, afferma Michael Flanagan, responsabile di prodotto di Genie. Sulla base del ciclo di test HIRD secondo gli standard del settore, le piattaforme a forbice E-Drive hanno mostrato un aumento del 30% del tempo di funzionamento per carica, con una riduzione fino al 20% dei costi delle batterie a vita. Le piattaforme offrono le prestazioni di cui i clienti hanno più bisogno, con una capacità di superare reali e concrete pendenze del 25%.

Combinate con una profondità del battistrada due volte maggiore rispetto ai modelli precedenti, le piattaforme a forbice Genie E-Drive hanno anche la coppia e la trazione tali da salire su rampe a incastro a coda di rondine, anche in caso di slittamento di una ruota. “Un angolo di sblocco di 14° consente di salire in cima alla rampa e scavalcarla senza toccare il fondo, eliminando la necessità di usare argani per trainare le macchine sui rimorchi o di dover sollevare le rampe a incastro a coda di rondine dopo un carico parziale”, dice Flanagan. I nuovi vani per forche pallet nelle piattaforme a forbice Genie E-Drive, oltre ai vani posteriori standard del settore, semplificano la logistica, consentendo o la guida verso e il carico, o lo scarico e allontanamento dal mezzo di trasporto. “I nostri modelli GS più grandi beneficiano dei miglioramenti in termini di pendenza superabile e tempo di funzionamento offerti dalla tecnologia E-Drive. Questa, inoltre, ha permesso di ridurre la larghezza della macchina per un modello della nostra gamma, il GS-4047. Lanciata nel 2014, la GS-4047 era larga 1,19 m dovendo alloggiare i freni idraulici. Con la riprogettazione dell’E-Drive questo modello è ora più compatto, largo 1,17 m, in linea con il resto della nostra famiglia di piattaforme a forbice di grandi dimensioni”. Come risultato di questo cambiamento, la nuova nomenclatura è GS-4046. Il nuovo rinominato GS-4046, come le piattaforme a forbice E-Drive, è compatibile con gli accessori per piattaforme a forbice E-Drive. La gamma di piattaforme a forbice Genie di piccole dimensioni che vanno dal GS-1930, GS-1932 e GS-2032 al GS-2632 sono disponibili anche in versione idraulica.


EFFER

La gru Effer 1000 La Effer 1000 è la prima gru del segmento 90 tm a offrire una struttura a nove sfili con sei estensioni jib progettata per offrire le migliori prestazioni verticali della sua categoria, in diretta concorrenza con quella delle gru di maggiori dimensioni. La gru è stata progettata pensando alle esigenze del settore delle costruzioni, del noleggio e della logistica, tenendo in considerazione le esigenze di carico e sollevamento con cui ogni giorno queste attività si confrontano. Raggiungere le altezze e superarle, sollevando carichi pesanti: la gru Effer 1000 offre una rilevante portata verticale nella classe 9 + 6 (nove sfili e sei estensioni sul jib più due estensioni manuali). I jib Standard e HD contribuiscono ulteriormente al sollevamento più in alto del carico. Il design del braccio decagonale V10-Force garantisce una delle migliori portate verticali con la minima deviazione laterale e oscillazioni. La verticalità di 83° degli sfili consente di distribuire il peso lungo la struttura senza perdere forza, raggiungendo così la migliore capacità di carico. L’uso del jib è sempre al massimo della sua potenza, anche dalla 7° alla 9° estensione. La nuova Effer sfrutta un carico utile rimanente maggiore utilizzando una macchina più piccola con la capacità di sollevamento di una di categoria superiore: è qui che questo modello cambia davvero il “gioco”. Le sue capacità verticali corrispondono davvero a gru più grande, che di solito richiede configurazioni di camion più grandi con costi più elevati. Grazie alla combinazione di tutte le attrezzature disponibili, con una gru è possibile avere cinque soluzioni per arrivare ovunque: 8S, 8S + jib 6S, 9S, 9S + jib 6S e 9S + jib 6S HD.


PRODOTTI GROVE

Cabina di nuova generazione per le autogrù GMK Dopo il successo riscosso sui modelli GMK3050-3, GMK3060-2 e GMK3060L-1, la cabina di nuova generazione lanciata lo scorso dicembre sulle gru multistrada Grove a 3 assi viene ora aggiunta a modelli specifici di gru GMK a 4 e 5 assi fino a 150 t di portata. La nuova cabina è ora disponibile sulle gru multistrada Grove GMK4090-1, GMK4100L-2, GMK5150-1 e GMK5150L-1. Questa cabina di guida innovativa vanta un design moderno che soddisfa gli ultimi requisiti in materia di crash-test in Europa ed è approvata secondo la norma ECE R29-3. I gruisti beneficiano qui di un maggiore spazio disponibile all’interno della cabina stessa, sebbene le dimensioni complessive della gru multistrada rimangano invariate. Manitowoc ha dotato l’interno della cabina di numerosi elementi funzionali sfruttandone al massimo i 2,55 m di larghezza. Diversi pratici vani nel cruscotto, tra i sedili e integrati negli sportelli del veicolo, offrono ampio spazio per riporre oggetti vari e documenti, perfino in

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formato DIN A 4. Tra il sedile del conducente e quello del passeggero sono disponibili ulteriori vani portaoggetti. L’interno della cabina presenta inoltre dei porta-bevande e delle porte USB che consentono la ricarica di cellulari e altri dispositivi elettronici. La dotazione standard prevede un sedile del conducente con sospensione pneumatica e con braccioli e seduta riscaldati. Gli operatori possono agevolmente spostarsi tra il lato conducente e passeggero in quanto la consolle centrale non divide la nuova cabina. Nel complesso, l’attenta disposizione del nuovo ambiente operatore offre la sensazione di uno spazio più ampio.

“L’intuitività e le funzioni ergonomiche a vantaggio dell’operatore sono state la nostra priorità nello sviluppo delle cabine di guida Grove di nuova generazione, perciò per il processo era essenziale comprendere le condizioni di lavoro giornaliere dell’operatore. L’operatore ha necessità di sentirsi comodo durante gli spostamenti verso e da qualsiasi cantiere”, ha spiegato Andreas Cremer, Vicepresidente del settore gestione prodotti presso Manitowoc. “La ‘cab2020’, il prototipo delle cabine di guida Grove di nuova generazione, è stata presentata al mercato in occasione del Bauma 2019 nell’ambito di uno studio di design. Il feedback a quel punto era già estremamente positivo, tuttavia abbiamo colto l’occasione per confrontarci direttamente con i clienti e gli operatori così da integrare i loro commenti nelle fasi finali dello sviluppo della nuova cabina di guida”. Il CCS (Crane Control System, Sistema di controllo gru) può essere comodamente raggiunto stando seduti al posto di guida ed è stato ergonomicamente integrato nella cabina. L’interfaccia intuitiva agevola il lavoro dell’operatore in quanto le impostazioni utente utilizzate con maggiore frequenza, quali il posizionamento in orizzontale del telaio e il blocco dell’asse, possono essere selezionati tramite il CCS. Tramite il display del CCS è inoltre possibile selezionare diverse modalità di guida in viaggio. Dal momento che tutti i display CCS offrono la stessa disposizione e navigazione nell’intera gamma di modelli GMK, per gli operatori è facile passare da una gru multistrada Grove all’altra. Grazie alla nuova generazione di cabine guida Grove le gru multistrada GMK4090-1, GMK4100L-2, GMK5150-1 e GMK5150L-1 assumono una linea più moderna e offrono ai gruisti maggiore comfort negli spostamenti verso e dal cantiere.


PALAZZANI

Cingoli allargabili per l’XTJ 37+ Quante volte è capitato di dover rinunciare a un lavoro per colpa del terreno troppo irregolare e sconnesso? Per non parlare di quegli ambiti ristretti in cui, se solo si avesse avuto un sottocarro più stretto di soli 5 m, ci si sarebbe passati perfettamente. Questo è il motivo per cui le piattaforme cingolate sono sempre la versione di macchina più richiesta e utilizzata rispetto a quella gommata. Scelta, questa, dovuta quindi (e soprattutto) alla versatilità e alla stabilità, che consentono al mezzo in questione di spostarsi e lavorare su qualsiasi tipologia di terreno. A questo punto la domanda che sorge spontanea è: cingoli larghi o stretti? Perché non averli entrambi? Palazzani offre questa soluzione, che ormai adotta la maggior parte delle sue macchine. Già presente su quasi tutta la gamma, l’azienda lombarda ha raccolto diverse esperienze e richieste da parte dei clienti che l’ha portata allo studio - e alla successiva decisione - di inserire l’opzione cingoli allargabili anche sul modello XTJ 37+. Palazzani è sempre attenta alle esigenze del mercato e raccoglie le richieste dei diversi mercati con apertura e spirito di miglioramento continuo. Così anche l’XTJ 37+ può operare in contesti estremi, ampliando il suo spettro di applicazione e alleviando l’operatore da tutti quei pensieri legati al terreno, agli spazi stretti e all’instabilità. Il nuovo sottocarro consente di muoversi in sicurezza e stabilità sui terreni più sconnessi aderendo alla superficie e mantenendo una bassa pressione al suolo e un grip ottimale, pur mantenendo un ingombro di 1.500 mm.

NOLEGGIO VENDITA ASSISTENZA NOLEGGIO VENDITA RIPARAZIONE DI GRU CINGOLATE ASSISTENZA GRU CINGOLATE RIPARAZIONE DI CINGOLATE ATTREZZATURE PERGRU FONDAZIONI SPECIALI GRU CINGOLATE Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito disponibile alla vendita e al noleggio. ATTREZZATURE PER FONDAZIONI SPECIALI Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito disponibile alla vendita e al noleggio.

ESPI ENGINEERING S.R.L. Via Emilia Ovest, 71/73 ESPI ENGINEERING S.R.L. 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Via Emilia Ovest, 71/73 Cell. +39 348 4415945 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Skype: stefano.govoni Cell. +39 348 4415945 DEALER www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Skype: stefano.govoni

HD Crawler DEALER

Crawler Cranes Telescopic HD CrawlerCranes/Multi-Crane Crawler Cranes Telescopic Cranes/Multi-Crane


PRODOTTI PLATFORM BASKET

Un dispositivo innovativo in ottica 4.0 Platform Basket ha sempre investito nel miglioramento dei sistemi di diagnostica e monitoraggio remoto, che già offriva come opzione sulle sue macchine, sia del settore Spider che della divisione Ferroviaria. Lo scopo era creare un plus anche per utenti che fino a oggi avevano evitato l’uso di questi sistemi ma che con l’avanzamento tecnologico hanno sempre più bisogno di supporto e possibilità di analizzare l’uso dei loro mezzi. Il dispositivo PBT (Platform Basket Telematics) è il risultato di questo sviluppo ed è costituito da una parte hardware collegata alla macchina, contenente una SIM dati internazionale integrata che invia al cloud i dati essenziali del mezzo: geolocalizzazione sul globo, ore lavorative e loro suddivisione, dati della cella di carico e allarmi attivi o passati; una parte software consultabile da un portale web, con accesso protetto, permette la visione dei dati salvati in cloud. Anche in caso di assenza di copertura dati gli stessi vengono salvati in una scheda di memoria per venire inviati al ripristino del segnale. Al fine di rendere il sistema più fruibile la piattaforma web del PBT è consultabile da PC fisso o dispositivi mobili. Il dispositivo

PBT ha una doppia valenza: rappresenta un sistema di costante monitoraggio del proprio mezzo e permette di beneficiare dell’iperammortamento in ottemperanza alla legge di bilancio che ridefinisce la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0., introducendo un nuovo credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, parametrato al costo di acquisizione degli stessi. Platform Basket ha quindi pensato di migliorare il suo contributo nei campi d’impiego più importanti: diagnostica e assistenza (potendo verificare lo stato e gli errori della macchina e collegandosi anche “realtime” per la soluzione da remoto dei problemi; l’accesso diretto allo stato di carico e agli errori presenti fornisce anche un contributo al service dei dealer se chiamati dall’operatore; la segnalazione delle manutenzioni è pensata per un’ottimizzazione dei tempi di intervento); comunicazione uomo/ macchina (è possibile impostare degli alert via mail, istantanei o giornalieri, sui dati sensibili della

macchina); monitoraggio dell’uso della macchina (durante lo sviluppo del PBT e confrontandosi con i principali dealer l’azienda si è resa conto che la verifica dell’efficienza di uso di un mezzo fa parte delle analisi oggi imprescindibili per un suo corretto utilizzo). Clienti e dealer sono dotati di “user” e “password” che permettono di accedere al portale e monitorare lo stato e l’uso delle macchine tramite schermate di facile consultazione. Le informazioni fornite sono: stato della macchina, ore di lavoro, analisi dati della cella di carico e analisi degli errori della macchina. Le informazioni possono essere scaricate sotto forma di report (in formato .pdf o .jpg) o di esportazione dati per analisi terze o archivio. Il portale garantisce che i dati nel cloud vengono conservati per almeno un anno nei server remoti. Uno dei concetti su cui si basa lo sviluppo del dispositivo PBT è sulle possibili implementazioni future: Platform Basket crede che grazie ai feedback dal campo si possano attivare nuove funzioni per migliorare l’esperienza di uso del portale e dei suoi dati.

MANITEX VALLA - V36R: ULTRACOMPATTA E RADIOCOMANDATA! Manitex Valla ha lanciato la nuova gru mobile

quantità di spostamenti in spazi angusti

minore pressione al suolo. Questa macchina

elettrica ultracompatta radiocomandata V36R:

quali quelle di aeroporti, centri commerciali

offre agli operatori una combinazione di

questa nuova gru “Pick & Carry”, grazie a

superfici industriali e altro ancora grazie

altezza di sollevamento/sbraccio e capacità

soli 900 mm di larghezza e a un ingombro

al proprio peso contenuto e quindi una

di sollevamento: una portata di 3.600 kg

massimo in altezza di 1.650 mm, è in grado

e un’altezza di sollevamento di 7,5 m, uno

di attraversare porte industriali anche di

sbraccio massimo orizzontale di 4,75 m con

piccole dimensioni, aggirare agilmente gli

500 kg di portata. La nuova V36R riprende lo

ostacoli e consentire il lavoro in corridoi/corsie

stesso “family feeling” della “Serie R” lanciata

e aree con limitazioni di spazio. Il raggio di

dal costruttore nel 2020 a trazione anteriore,

sterzata è di 2.155 mm. Versatile e semplice

con potenti motori elettrici di trazione AC

da utilizzare, la Valla V36R è la soluzione

sull’anteriore per massimizzare l’efficienza

ideale per lavori al chiuso e su superfici

in cantiere e contrappesi rimovibili per una

sensibili che richiedono una significativa

migliore flessibilità di trasporto.

94 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


LE RIVISTE PER IL TUO BUSINESS La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

La rivista per le macchine e le tecnologie per perforazioni, fondazioni e consolidamento UNDERGROUND

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INSERZIONISTI Azienda

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Bobcat

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Brigade Elettronica

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Fiera Geofluid

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Flash Battery

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Gru Comedil

COPERTINA

Haulotte

IV COPERTINA

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JLG Industries Italia

9

JMG Cranes

3

Manitowoc Crane Group Italy

5

MP Filtri

III COPERTINA

Ormig

7

Platform Basket

11

RMC

1

Socage

87

96 ONSITELIFT - maggio-giugno 2021


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