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SOMMARIO MAGGIO-GIUGNO 2018 - N. 3
MACCHINE
62 MP Filtri
26 Manitowoc Cranes
Innovazione e dinamicità
di Ettore Zanatta
32 Jekko
All’altezza di ogni situazione
di Riccardo Lorenzi
In copertina: MP FILTRI
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Editoriale
di Ettore Zanatta
6
Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITÀ
18 Osservatorio
sul Construction Equipment Il “nuovo boom”
di Lorenzo Zacchetti
Vista.... Panoramic
di Lorenzo Zacchetti
Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici (seconda parte)
di Geoff Grant
DOSSIER
66 Componenti e ricambi
38 Merlo
TECNOLOGIE
42 Dieci
Italians do it better
di Lorenzo Zacchetti
DISTRIBUZIONE
Innovazione telescopica
74 Ruthmann
di Stefano Vitali
Connubio perfetto
di Riccardo Lorenzi
ON SITE
45 Manitou
L’evoluzione della specie
di Lorenzo Zacchetti
COMPONENTI
78 Ampliamento di un sito produttivo
58 Bonfiglioli Riduttori
Trasmissione di innovazione
di Ettore Zanatta
dell’industria ceramica Integrazione verticale
di Ettore Zanatta
FIERE
86 Bauma CTT Russia
Un business mondiale
Hands On
di Lorenzo Zacchetti
IL CARRELLO ELEVATORE TELESCOPICO JCB TELETRUK 35D
Alleanza per l’innovazione
di Lorenzo Zacchetti
88 Intralogistica Italia
CINQUE MACCHINE IN UNA! di Ettore Zanatta
90 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
48 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta – ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti – lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza – l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Geoff Grant, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – r.fabbri@capoversoeditrice.it Tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti Tel. 0545 967722 E-mail: info@capoversoeditrice.it
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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017
Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) Tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Sostenibilità senza compromessi
L
a sostenibilità globale esiste oppure no? Marciare tutti insieme verso una strategia industriale comune è ancora una chimera o si sta trasformando in opzione possibile (se non raccomandabile)? Queste domande aiutano, in queste ultime settimane, a trovare un comun denominatore tra le diverse tematiche proposte nel corso di recenti fiere ed eventi internazionali. Le severe prescrizioni che riguardano – a tappe progressive ma non rinviabili – le emissioni inquinanti nell’atmosfera e i sistemi di sicurezza implementati sulle macchine da sollevamento (e, naturalmente, non solo su queste ultime) hanno portato a una sorta di sodalizio nel nome del progresso, a un’“alleanza conforme” transnazionale sotto il profilo progettuale e certificatorio. Guardando tra le novità proposte dai produttori di piattaforme aeree, ad esempio, è evidente la spinta decisiva verso un’era ibrida, dove i modelli elettrici e a batterie si propongono come alternative del tutto credibili alle motorizzazioni termiche finora preponderanti sul mercato. La sensazione è quella di un’assunzione definitiva di responsabilità da parte dei produttori (in larga maggioranza). E se la decisione di chi costruisce macchine in Europa e negli Stati Uniti è veicolata anche dall’esasperazione per costi di adeguamento delle installazioni diesel non più sostenibili economicamente, nel resto del mondo è l’allineamento delle proprie potenzialità tecnologiche e distributive (commerciali) a quelle degli stessi europei e nordamericani a tirare la volata di un futuro eco-compatibile. Poi, la sicurezza. Gli incidenti sul lavoro, che occorrono a causa di errori operativi o (fatto ancor più eclatante) per difetti strutturali di piattaforme e gru mobili, sono sempre più mal sopportati. Dall’opinione pubblica e dal settore stesso del sollevamento industriale e cantieristico. Va da sé che la formazione degli utilizzatori è in deciso aumento, almeno tra le flotte europee, e l’affidabilità dei dispositivi elettronici che presiedono alla prevenzione degli incidenti è ormai di alto livello nella generalità delle dotazioni di gamma. Allora che considerazione si potrebbe trarre da queste buone notizie, alla fine? Tornando alla sostenibilità di cui sopra, tentando una lettura politica della situazione, verrebbe da dire che non è una “decrescita felice” che ci tirerà fuori dalle secche di una crisi economica che – in Italia e in alcuni paesi strutturalmente deboli – si fa ancora sentire. Piuttosto è il colpo di reni, lo scatto istintivo che fa superare ogni ostacolo. Anche quello della natura e di un pianeta che ci intima, oggi e subito, senza alcun compromesso percorribile, il più epocale dei cambiamenti. 4
ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia GRANDI PROGETTI
Milano: la Torre Unipol cresce ancora Pronta a “salire” nel cielo di Milano la nuova Torre Unipol di Unipol Sai, progettata dallo studio Mario Cucinella Architects: in questi giorni infatti le lavorazioni per le fondazioni speciali si stanno concludendo, e l’impresa sta avviando i lavori di costruzione della struttura in elevazione. Il cantiere per la costruzione della nuova torre che sorgerà a Porta Nuova si trova all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e via Fratelli Castiglioni, in una zona in forte trasformazione urbanistica e che vede già molte architettura di nuova realizzazione. Il completamento della torre avverrà nel 2019 e comprenderà 23 piani fuori terra e 3 piani interrati, una superficie totale di 33.000 metri quadrati e una altezza complessiva di 125 metri. Il grattacielo sarà uno dei più innovativi dello skyline milanese con una struttura ad X che ricorda un nido e l’utilizzo di materiali come vetro, legno e acciaio. Di legno sono i pilastri curvilinei che, secondo il progetto, si incontrano a un certo punto formando un nido verticale dalla struttura romboidale sulle pareti, che dà il nome all’intero complesso. L’ingresso del palazzo dà sulla piazza pedonale e sotto la notevole vela rivestita di vetro si trova l’atrio. Lo spazio interno ospita terrazzamenti di forma ellittica di dimensioni diverse che si affacciano su un lato del grattacielo. Questi ospiteranno uffici, ma anche aree comuni e piccoli giardini d’inverno. Dal basso sembrerà di ammirare una foresta bianca per via dei pilastri di legno curvilinei che circondano la struttura. Varcata la soglia d’ingresso si può accedere a 6
ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
un auditorium e a un bar. A partire dal primo piano sono previsti gli uffici che possono ospitare circa duemila persone, sale riunioni a disposizione dei vertici italiani delle assicurazioni. Completano l’opera un auditorium da oltre 270 posti e sul tetto una serra-giardino panoramica dedicata a ospitare eventi pubblici e culturali. Il nido verticale è un edificio sostenibile e innovativo dal punto di vista dell’efficienza energetica. UnipolSai ha richiesto alti standard di sostenibilità per il progetto essendo sensibile alle questioni ambientali. Lo scheletro dell’edificio è formato da un doppio strato tra cui ci sarà una cavità che isola dal freddo invernale e previene il calore eccessivo in estate. Grazie ai pannelli solari installati in punti strategici e ai sistemi di raccolta dell’acqua piovana integrati in fantastici elementi di design (come la vela a specchio sopra l’ingresso) il consumo di risorse dell’edificio è ridotto al minimo.
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NOTIZIE HAULOTTE
“Let’s dare together”: il futuro è “Blu” Sono passati quasi 30 anni da quando è stata fondata Haulotte, che fin dall’inizio ha puntato sull’innovazione per conquistare nuovi clienti e nuove fette di mercato. Negli anni il costruttore è stato in grado di diventare un punto di riferimento nel mondo delle piattaforme di lavoro aereo. Con il 2018 si è aperto un nuovo capitolo nella sua storia industriale. Seguendo il motto “Let’s dare together” (“Osiamo insieme”), essa vuole indirizzare le proprie ambizioni verso i partner commerciali. Sono tre i pilastri che guideranno l’espansione dell’azienda: diventare una “Blue company”, un fornitore di soluzioni globali e il riferimento assoluto in termini di Service Level Agreement (SLA). Sono due le linee guida trasversali
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che permetteranno di raggiungere tali traguardi: potenziare il programma di sviluppo e diventare una società completamente digitale.
Il “Blu” all’orizzonte Il mondo si sta muovendo rapidamente e l’energia sta diventando un fattore chiave di sviluppo; Haulotte, in tal senso, cercherà di interrompere la produzione di macchine alimentate a diesel o a benzina per passare a versioni elettriche, chiamate appunto “Blu”. La Casa francese s’impegna quindi a ridurre la propria impronta di carbonio, abbassando – o addirittura annullando – le emissioni di CO² e l’inquinamento acustico generate dalle proprie macchine. Come prova della convinzione in questi principi, Haulotte
ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
ALEXANDRE SAUBOT PRESIDENTE DI HAULOTTE GROUP
offrirà cinque anni di garanzia sulle “macchine Blu” a partire dalla nuova gamma Pulseo, la prima esperienza del nuovo orientamento aziendale. Haulotte crede che anche i suoi partner commerciali la seguiranno in questa direzione; pertanto, continuerà a innovare e a pensare in modo differente, per fornire un valore aggiunto a tutto il mercato. Vendita di macchine, TCO, finanziamento, trading, consulenza, soluzioni di assistenza
e molto altro contribuiranno a trasformare l’offerta del marchio francese: “Questi obiettivi saranno raggiunti – ha affermato Alexandre Saubot, presidente di Haulotte Group – perché diventeremo il partner migliore sul mercato grazie a un eccezionale Service Level Agreement (SLA). Il nostro passato è stato caratterizzato da un alto livello di ingenierizzazione; il futuro è l’assistenza”. Ma cosa significa SLA? Lo spiega Saubot: “Se il partner commerciale sta cercando di sviluppare la sua flotta, raccomanderemo il giusto mix di macchine adatte al suo ‘ecosistema’ di lavoro; se cerca finanziamenti su misura, forniremo la giusta soluzione di leasing; se vuole minimizzare i tempi di fermo delle macchine, ci impegneremo a risolvere i problemi entro 24 ore quando necessario; se ha bisogno di rivendere le sue macchine usate, gli proporremo un’offerta interessante; se vuole estendere la durata della flotta, forniremo una soluzione dedicata; se vuole un mezzo usato, offriremo un catalogo di macchine certificate. E, ancor di più, presto daremo ai nostri partner la possibilità di acquistare macchine dotate di connettività, che consentiranno di offrire un pacchetto di gestione ‘all incluse’ con contratto di manutenzione personalizzato”.
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NOTIZIE MANITOWOC CRANE GROUP
Potain si specchia nella Sava La società K.I.G.O. di Belgrado, rappresentante della società madre Sovena Ferokov e distributore ufficiale delle gru a torre Potain di Manitowoc Crane Group per la Serbia, ha inaugurato all’inizio del 2017 la sua partecipazione a uno dei principali progetti di costruzione della capitale serba, il Belgrado Waterfront, installando inizialmente le gru automontanti Potain HD 40 A e Igo T 85A e, successivamente, quelle a rotazione alta Potain MDT 109 e MDT 178, nonché due Potain MDT 219, macchine che con l’avanzamento del cantiere sono state spesso ricollocate per far fronte alle esigenze operative. Attualmente sono in corso gli interventi più complessi e l’organizzazione delle opere e dei lavoratori sta seguendo una precisa programmazione per riuscire a rispettare le scadenze di un calendario piuttosto ambizioso. Operatori e mezzi sono all’opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7; numerose macchine non fermano mai i motori e i materiali da costruzione vengono trasferiti da un piano all’altro da cinque gru a torre.
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La struttura “Belgrade Waterfront Residences” sarà una delle residenze più moderne e all’avanguardia della città e con i suoi 72 m di altezza si affaccerà sul fiume Sava, sul più grande parco di Belgrado Kalemegdan e sull’isola fluviale Ada Ciganlia, godendo dell’intero panorama della capitale. Continua l’avanzamento dei lavori anche sulla torre A, una delle torri residenziali di “BW Residences”, che raggiungerà
un’altezza di 168 m e sarà la struttura più alta in Serbia. La società Strabag d.o.o., una tra le più importanti imprese di costruzioni della regione, ha coinvolto la società K.I.G.O., consociata di Ferokov Slovenia, a cooperare a questo progetto in qualità di fornitore di gru. “Il nostro obiettivo è rispettare il cronoprogramma dei lavori e ciò sto sarà possibile grazie alla giusta selezione delle gru fornite dalla società K.I.G.O. e al coinvolgimento di operatori qualificati”, ha affermato Vladimir Stefanović, Project Manager per Belgrade Waterfront presso Strabag d.o.o. “Siamo onorati di essere stati scelti per eseguire i lavori di un progetto così importante. Per noi ciò rappresenta una sfida e siamo orgogliosi di far parte di un così ambizioso intervento”, ha dichiarato Sebastian David, General Manager di K.I.G.O. “Siamo lieti di vedere avviati progetti così ambiziosi in Serbia, perché rappresentano un chiaro segnale di crescita e sviluppo della regione. Ringrazio il nostro team di tecnici qualificati provenienti da Slovenia e Serbia e il valido supporto del team di Manitowoc Cranes”, ha concluso Boštjan Krivec, General Manager di Ferokov d.o.o.
NOTIZIE VERLINDE
Fornitura al Gruppo OCP OCP (Office Chérifien des Phosphates) riveste un’importanza particolare nella storia dell’industria marocchina: fondato nel 1920 per operare nel settore dell’estrazione e del trattamento dei materiali rocciosi,
nel corso degli anni ha affermato la sua presenza a tutti i livelli della catena del valore, dalla produzione di concimi a quella di acido fosforico, passando per i prodotti derivati. Le sue miniere dispongono
di un budget globale dell’ordine di 18 miliardi di dirham; coniugando lo sviluppo economico e la conservazione dell’ambiente, OCP prevede di aprire tre nuove miniere, che comporteranno un
PIATTAFORME AREE PIÙ POTENTI
AUMENTA LA CAPACITÀ DELLA PIATTAFORMA, GRAZIE AI SOLLEVATORI A BRACCIO JLG® DELLA SERIE 600 Il modello 600S è in grado di sollevare il 20% in più rispetto ai concorrenti, con una straordinaria capacità di sollevamento multiplo di 270kg/455kg, quasi il doppio rispetto ad altre macchine nella stessa categoria. Il modello 660SJ ha una duplice capacità di sollevamento pari a 250kg/340kg. Entrambi i modelli permettono maggiori velocità in marcia e montano il pacchetto SkyGuard® di serie, per una protezione superiore del pannello di controllo. Inoltre, il modello 660S è facile da trasportare, perché 2 mezzi possono essere collocati nello stesso autocarro senza che sia necessaria un’autorizzazione per trasporto eccezionale. Per tutte le specifiche, visita www.jlg.com/600-Series JLG EMEA BV | Polaris Avenue 63 | 2132 JH | Hoofddorp | Paesi Bassi | europe@jlg.com
aumento di 20 milioni di t di fosfati entro il 2020 e della capacità di estrazione a 38 milioni di t/anno rispetto agli attuali 18. Verlinde è stata scelta per le apparecchiature di sollevamento del complesso degli edifici UGM, dove verrà effettuata la manutenzione di tutti i motori. AB Realisation, distributore esclusivo dell’azienda in Marocco, ha calcolato un fabbisogno di 21 carriponte monotrave e bitrave da 5, 10, 20 e 32 t e di sei gru a braccio fisse da 3,2 t e due su monorotaie da 0,5T. Le gru a braccio Eurostyle sono dotate di paranchi elettrici a catena Eurochain VL16, mentre per i carriponte vengono utilizzati paranchi elettrici a cavo Eurobloc VT2, VT3 e VT4, a seconda delle applicazioni. Tutte le strutture e le attrezzature sono state realizzate e fornite complete di alimentazione e cablaggi. Queste unità di sollevamento a cavo consentono la movimentazione in verticale e in orizzontale di carichi fino a 80 t, con un’altezza di sollevamento da 6 a 98 m.
CROWN
L’eccellenza a Intralogistica Italia Crown sarà presente a Intralogistica Italia di Milano. Tra il 29 maggio e il 1° giugno 2018, il produttore di carrelli elevatori presenterà le sue soluzioni innovative per migliorare l’efficienza del magazzino e incrementare la produttività. Tra gli altri, Crown mostrerà la serie di carrelli retrattili ESR, i carrelli frontali elettrici della serie SC, il sollevatore con uomo a bordo della serie ETi 4000,
così come la nuova generazione dei veicoli Crown per picking in quota, meglio conosciuto come il “Wave”. “Nel corso di Intralogistica Italia presenteremo la nostra gamma di soluzioni per la movimentazione dei materiali in grado di soddisfare la crescente richiesta da parte dei nostri clienti di soluzioni per aumentare la produttività e contenere i costi di gestione del magazzino”, spiega Roberto De Gasperin, direttore generale di Crown in Italia. “I nostri clienti si aspettano da noi prodotti robusti, affidabili e tecnologie avanzate, per migliorare continuamente la produttività degli operatori e l’efficienza della loro flotta di carrelli. Grazie all’affidabilità e all’innovazione dei nostri carrelli elevatori e delle dotazioni Crown, garantiamo una maggiore sostenibilità”.
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NOTIZIE BÖCKER
Un successo “controvento” A Genova, una gru cingolata Böcker RK 36/2400, noleggiata da M.E.TA., è all’opera per il ripristino di una linea ferroviaria. La flessibilità di questa macchina si sta rivelando decisiva per un cantiere complesso, con molteplici vincoli operativi e che, per la stagione e l’area, deve fare i conti con situazioni atmosferiche variabili.
Il cantiere A ridosso dell’area portuale di Prà, la società veneta Ivecos sta operando sulla sede ferroviaria sopraelevata Prà-Borzoli (diramazione della linea Milano-Genova-Ventimiglia) per alzare di 40 cm il muretto para-ghiaia, al fine di evitare la fuoriuscita del ballast sulla zona sottostante. L’operazione viene eseguita mediante la posa di bilastre da ancorare al muretto esistente, che vengono dapprima posizionate in un piccolo piazzale adiacente la sede ferroviaria e successivamente movimentate utilizzando la gru RK 36/2400, adibita al carico dei manufatti sul treno che funge da mezzo di servizio per un ulteriore macchinario predisposto per la posa. Ivecos è stata incaricata della posa di circa 1.100 m di bilastre da 2,5
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m ognuna; ogni carico prevede la movimentazione e la posa di 90 bilastre.
Un’opinione qualificata Ivo Perregrini, capo cantiere e operatore della Böcker RK 36/2400, ha affermato che “la gru rappresenta una soluzione davvero valida. Abbiamo lavorato anche in presenza di vento sostenuto e di ghiaccio e non ha mai dato alcun problema. È stabile, sicura e permette un posizionamento preciso anche in fase di scavallamento della linea elettrica. In questo cantiere abbiamo parecchie limitazioni causate da fili, parapetti e altezze; di conseguenza, il lavoro prevede il corretto posizionamento della gru e poi, dato che salita e discesa sono molto veloci, tutto procede in modo rapido. Apro la macchina a misura e vado quasi in automatico senza necessità di grandi
DA SINISTRA: MASSIMO VICENTINI, DI M.E.TA.; DANIELE TOMMASIN, DIRETTORE COMMERCIALE DI BÖCKER ITALIA; IVO PERREGRINI, CAPO CANTIERE; RICCARDO LAVEDER, CAPO AREA PER LA LIGURIA; NICOLA TONIN, TECNICO DI CANTIERE DI IVECOS
manovre per ogni tiro. In ogni caso, le manovre simultanee sono molto fluide, non c’è uno stacco deciso al rilascio del joystick del radiocomando, che è molto comodo e funzionale. Rispetto a un classico telescopico questa macchina offre prestazioni superiori in termini di sbraccio, flessibilità e portata. Inoltre, offre anche la possibilità di essere utilizzata come piattaforma aerea”.
La gru cingolata RK 36/2400 Compatta e cingolata, la Böcker RK 36/2400 è una gru poliedrica che assicura una trazione affidabile, massima aderenza e una distribuzione uniforme della pressione a terra su qualsiasi superficie, compreso ghiaia, sabbia, prati morbidi e bagnati. Assicura una portata fino a 2.400 kg e, grazie a un potente motore diesel, permette di avere a disposizione una macchina con una buona riserva di potenza in ogni situazione operativa. Per un funzionamento silenzioso e senza emissioni, può inoltre essere equipaggiata con un motore elettrico, che presenta le stesse caratteristiche del diesel e, quindi, garantisce le medesime prestazioni. Grazie al cestello, la macchina Böcker offre la possibilità di utilizzo come piattaforma aerea. Una poliedricità che beneficia della funzione di autolivellamento con sistema Easy-Lock.
NOTIZIE LIEBHERR
Una LR 1750 per la Fratelli Paradiso La società di noleggio Fratelli Paradiso ha acquistato una gru cingolata usata LR 1750 da Liebherr, la quale sarà utilizzata per il montaggio di turbine eoliche. Il comproprietario Michele Paradiso è giunto nello
stabilimento Liebherr di Ehingen per prendere in consegna personalmente la LR 1750. “Abbiamo acquistato questa macchina in quanto già lavoriamo con successo con una gru tralicciata LG 1750”, spiega Michele Paradiso, che continua affermando che “con l’acquisto di questa gru usata abbiamo ora la possibilità di interscambiare alcuni elementi tra le due gru da 750 t. A seconda delle esigenze del cantiere possiamo fornire la gru più adatta, su cingoli o su ruote”. La LR 1750 è ora la gru cingolata più grande della loro flotta. “Con la gru cingolata Liebherr da 750 t siamo ora in grado di muoverci sotto carico. Per questo motivo la useremo in futuro per l’assemblaggio di turbine eoliche, mentre la LG 1750 verrà utilizzata per le applicazioni industriali in cui non è richiesto alcun movimento”. Liebherr offre una vasta selezione di autogrù e gru cingolate: un esperto controlla accuratamente ogni unità prima della vendita per garantire la massima sicurezza anche per quanto riguarda le gru usate. La Fratelli Paradiso è stata fondata nel 1967 da Vito Paradiso; l’azienda di famiglia è gestita dalla seconda generazione, da Michele, Francesca e Silvia Paradiso. L’azienda gestisce attualmente 25 gru a Canosa di Puglia, impiega 50 persone ed è specializzata nel noleggio di gru e nel trasporto pesante.
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ATTUALITA’ OSSERVATORIO SUL CONSTRUCTION EQUIPMENT
IL “NUOVO I n alto i cuori: il 2017 è stato davvero un anno record per il mercato mondiale del movimento terra. Avendo toccato il suo nuovo massimo storico, con 825.000 macchine vendute su scala globale (+26% sull’anno precedente), il settore può guardare al futuro con un ritrovato entusiasmo, pur senza sottovalutare le insidie che vanno accuratamente prese in considerazione.
18 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
È questo il quadro delineato dall’Osservatorio sul Construction Equipment presentato al SaMoTer Day lo scorso 28 marzo, giornata organizzata per presentare (anche) il report annuale sullo stato di salute del mercato. In collaborazione con Unacea e Prometeia (società italiana di consulenza, sviluppo software e ricerca economica), al Centro Congressi di Veronafiere è stato fatto il punto su un mondo
che ha una gran voglia di ritornare agli antichi fasti. Non è certo casuale che agli indicatori positivi del mercato facciano eco quelli di SaMoTer. Cominciamo proprio dalla kermesse fieristica veronese, che nel 2017 ha ritrovato slancio attraverso i numeri: 84.000 visitatori da 86 Paesi, 780 espositori di 25 nazionalità diverse, un 70% di gradimento da parte dei visitatori e l’81% di espositori che dichiara
NEL CORSO DEL SAMOTER DAY TENUTOSI LO SCORSO MARZO È STATO PRESENTATO L’OSSERVATORIO SUL MERCATO MONDIALE DELLE MACCHINE PER IL MOVIMENTO TERRA, CHE HA FORNITO UN QUADRO INTERESSANTE. GRAZIE AL RILANCIO DEL SETTORE IMMOBILIARE E A UNA CONGIUNTURA FAVOREVOLE, NEL 2017 SI SONO RAGGIUNTE VENDITE QUOTE RECORD. E PER IL PROSSIMO TRIENNIO, CON LE DOVUTE PRECAUZIONI DEL CASO, È ATTESA UN’ULTERIORE CRESCITA di Lorenzo Zacchetti
BOOM” di aver avuto un ritorno positivo dal proprio investimento. Davvero non male, pensando anche agli ulteriori sviluppi della prossima edizione, che si svolgerà dal 22 al 25 marzo 2020.
Successi e contraddizioni I dati analizzati a Verona evidenziano come sia proseguito il cammino intrapreso nel 2016, anno nel quale – come da previsioni – si
era verificato il recupero sul 2015, ma con numeri ancora più lusinghieri di quelli inseriti nel forecast. Nel 2017 il settore ha fatto ulteriormente meglio, con un’accelerazione consistente. Sono diversi i fattori che hanno contribuito a dare tale spinta. In primo luogo, il ciclo positivo degli investimenti in costruzioni, che ha avuto una crisi nel biennio 2008/2009 ma che poi è cresciuto
con una certa regolarità fino ai livelli attuali. Nel periodo 2011/2016, dopo un picco di 800.000 macchine vendute, c’è stato un abbassamento della propensione a investire. Ciò si è verificato a causa di una serie di criticità e di rischi connessi allo scenario globale e ciò, soprattutto nel biennio 2015/2016, ha tenuto bloccato il mercato. Nel 2017, però, la propensione è tornata su livelli più consoni con la media sto-
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 19
ATTUALITA rica e ciò ha permesso questa forte impennata, fino a raggiungere il nuovo record. Analizzando i dati dei singoli Paesi si evidenziano crescite a doppia cifra su tutti i principali mercati, con due situazioni particolari che rappresentano gli estremi: Cina e Nord America. La prima vive una situazione enormemente positiva, con il suo +86% di crescita, a fronte di uno scenario del mercato dell’edilizia locale che è comunque positivo, seppur con ritmi decisamente più compassati rispetto a quelli ai quali siamo stati abituati fino a qualche anno fa; all’estremo opposto c’è il Nord America (mercato di cui gli Stati Uniti rappresentano il 90%), che invece non cresce oltre l’1%. In pratica è stabile e, anche in questo caso, il dato stride con il contesto immobiliare, perché invece quello statunitense sta andando decisamente bene.
L’Italia e i big Stati Uniti, Cina ed Europa occidentale, i tre mercati più rilevanti, nel 2017 sostanzialmente si dividono il settore in maniera equa, accaparrandosene rispettivamente quote pari al 22% per gli Stati Uniti e al 21% per gli altri due.
Lo scorso anno ha riequilibrato la situazione, dopo un decennio caratterizzato da valori ciclicamente diversi tra una zona e l’altra e da mutamenti molto repentini dei rapporti. Oggi, questi tre mercati assommano tra loro il 60% della domanda mondiale. Se analizziamo in dettaglio l’Europa occidentale la crescita è rilevante, con oltre 35.000 macchine in più rispetto al 2016 (+25%). Le performance migliori si registrano in Olanda (+46%), Germania (+34%) e Spagna (+31%). Germania, Regno Unito e Francia, insieme, co-
L’ONDA LUNGA DEL RINNOVAMENTO FLOTTE Le previsioni confermano il trend evidenziato anche nel rapporto economico annuale pubblicato dal CECE. Nel 2017, secondo i dati diffusi dall’associazione europea, il mercato italiano del Construction Equipment è cresciuto del 15%, toccando quota 12.275 unità vendute. Di queste, 12.275 erano macchine per il movimento terra (con una crescita del 15%) e 491 macchine stradali (+5%). Ciò ha costituito ulteriore conferma di una ripresa partita nel 2014, ma il settore delle costruzioni è rimasto in stallo anche per il 2017: investimenti -0,1% e produzione +0,1%. La maggior parte delle vendite è stata legata alle esigenze di rinnovamento di parchi macchine divenuti obsoleti o che erano stati ridotti per necessità negli anni della crisi. Per il 2018, il CECE prevede che la crescita continui, anche se a ritmo meno incalzante. Il rinnovamento delle flotte produrrà effetti anche nel lungo periodo ed è atteso un +2,5% nel mercato delle costruzioni. Qualora tale risultato dovesse concretizzarsi, si rispecchierebbe in un aumento della domanda per macchine per le costruzioni. Anche il CECE, tuttavia, mette in luce l’elemento negativo legato alle incertezze politiche nel nostro Paese e al sempre più diffuso Euroscetticismo.
20 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
stituiscono i due terzi della crescita complessiva del settore. La crescita dell’Italia si attesta al +16%: si tratta comunque di un buon risultato, ma sotto la media continentale e non paragonabile allo stesso dato riscontrato dalla Francia, poiché sono nettamente diverse le dimensioni di partenza dei due mercati di riferimento (il nostro vale circa la metà di quello transalpino). Va sottolineato con favore anche il fatto che per l’Italia sia il quarto anno consecutivo di crescita a doppia cifra, ma se lo confrontiamo con le quote perse durante il quinquennio 2008/2013 (-80%), ci troviamo comunque di fronte a un mercato ridimensionato rispetto ai livelli pre-crisi. Siamo tuttavia passati dal minimo storico del 2013 (6.000 unità) alla quota attuale di 13.700, ovvero più del doppio: un risultato ragguardevole, ma che ancora non basta a colmare il gap con il contesto europeo di riferimento. In Italia, gli investimenti in macchine per il movimento terra stanno crescendo in modo nettamente superiore alla media degli investimenti in macchinari e attrezzature.
Russia leader nell’Est Volgendo lo sguardo all’Europa centro-orientale, si sono registrate 5.000 macchine vendute in più
rispetto al 2016 (+18%). Il mercato russo è in fortissima crescita ed è leader indiscusso di questa regione per intensità e dimensione. È arrivato a quota 73% del totale superando il mercato turco, che al contrario è calato bruscamente del 18%, nonostante la buona crescita della sua attività edilizia. Alle sue spalle, la Polonia si attesta al 56%. Analizzando il trend europeo per tipologie di prodotto, il ruolo da protagonista spetta agli escavatori cingolati, che rappresentano il 45% del mercato. Alle loro spalle troviamo motolivellatrici (29%), apripista (28%), escavatori gommati (28%), pale gommate (27%) e miniescavatori (25%). Con la sola eccezione delle minipale, la crescita è sostenuta e diffusa. Escavatori cingolati, pale gommate e miniescavatori, insieme, rappresentano comunque il 90% della crescita complessiva.
Superati i livelli pre-crisi A livello globale, il mercato delle costruzioni cresce del 3,1%.
L’OPINIONE
MICHELE TURRINI PRESIDENTE SITEB
“In Italia si prevede di investire 82 miliardi, soprattutto in infrastrutture e trasporti. Tuttavia, anche in un contesto che cresce, le vendite di bitume calano del 4%. Le recenti immagini delle buche nelle città ci colpiscono profondamente: non è solo interesse di Siteb far sì che i lavori vengano eseguiti in modo corretto, ma si tratta di evitare che macchine e persone sprofondino in quelle voragini. Eppure nell’ultima campagna elettorale nessuno ha
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IL 2017 HA SEGNATO UN AUMENTO DELLE VENDITE DEL +26% SU BASE ANNUA, TOCCANDO IL NUOVO MASSIMO STORICO DI 825.000 UNITÀ
Il trend di lungo periodo vede la ripresa rafforzarsi nel 2017, dopo aver perso slancio nel biennio 2015/2016. Gli investimenti nel settore, su scala mondiale, hanno toccato 6.912 miliardi di euro, valore nettamente oltre i livelli pre-crisi e che rappresenta quasi il 12% del PIL mondiale nell’anno preso in esame. A consuntivo 2017, l’Europa occidentale spicca con una performance che vede crescere i propri investimenti sia nell’edilizia generale (tra il 3,9% e il 4%) che in quella residenziale (tra il 4% e il 5%). Sul lato opposto della tabella si segnalano le significative diminuzioni dell’America Latina in entram-
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bi i comparti e dell’India, specialmente nell’edilizia generale. Gli investimenti hanno dimezzato il ritmo di crescita, ma per motivi diversi: in India hanno inciso fattori temporanei come la demonetizzazione (il Governo ha deciso di eliminare le banconote di maggior taglio, impattando così su un settore nel quale il contante ha ancora una certa importanza), mentre il Sudamerica sta pagando la nuova caduta dei livelli economici del Brasile.
Perché l’Europa vola A determinare il “boom” delle costruzioni in Europa sono una pluralità di fattori. Nella parte oc-
parlato di miglioramento delle infrastrutture come colonne portanti dei programmi. Anzi, ho spesso sentito usare la parola ‘infrastruttura’ legata a tangenti, mafia, corruzione, distruzione del territorio e dell’ambiente… Per un imprenditore che deve investire nel settore delle infrastrutture italiane ciò suona in modo sbagliato. Ci sono leggi non chiare, che espongono gli investitori a rischi, invece che proteggerli. Ad esempio, a livello ambientale: gli impianti per produrre conglomerato bituminoso possono anche riciclare l’asfalto stesso e questo nell’economia del ciclo produttivo è un grande vantaggio sia ambientale che economico. In Olanda, se non si ricicla asfalto vecchio, non vengono rilasciate autorizzazioni. In Italia succede l’inverso: si viene scoraggiati a riciclare, con freni burocratici, mentre l’impianto tradizionale viene autorizzato senza problemi”.
cidentale del Continente si evidenziano dei fondamentali dati macroeconomici (i redditi delle famiglie e le buone condizioni di finanziamento, con bassi tassi di interesse) nettamente favorevoli al residenziale, la cui crescita presenta ritmi che non si vedevano dai primi anni Novanta. Si è riavviato un ciclo espansivo dell’edilizia residenziale, insieme allo smaltimento graduale dello stock di abitazioni invendute. Incide, inoltre, il minor grado di restrizione delle politiche fiscali, che lascia libere più risorse per le infrastrutture. Nell’Europa Centro-orientale, anch’essa caratterizzata da una crescita decisamente positiva, incidono invece la maggiore capacità di spesa delle famiglie (grazie alla crescita dei redditi e dell’occupazione), le politiche pubbliche a sostegno del settore (come gli incentivi fiscali), la delocalizzazione produttiva e la domanda di spamaggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 21
ATTUALITA
L’OPINIONE
PAOLO VENTURI PRESIDENTE UNACEA
“I segnali che stiamo ricevendo confermano le previsioni fatte da Prometeia. È un quadro confortante, ma le valutazioni da fare sono molteplici. Pur crescendo e configurandoci come quarta area in Europa per volumi, in Italia ci sono potenzialità più importanti da sfruttare. Nel nostro Paese c’è un problema strutturale di pianificazione delle manutenzioni, così come di regolamentazione del ciclo di vita dei mezzi. Una macchina può durare anche 20-25 anni, cosa che però presenta risvolti negativi sul piano della sicurezza e del contesto ambientale, nonché difficoltà per le aziende che devono svolgere attività legate ad assistenza e ricambi. Quanto dovrebbe durare il ciclo di vita di una macchina? Forse dovremmo pensare a quello di uno dei suoi componenti, il motore: se seguiamo il ritmo con il quale l’UE sta legiferando in tal senso, dovrebbe durare 4-5 anni. Le aziende sono costrette a investire per adeguare le emissioni e i volumi del settore non lo giustificano. Il paradosso è rappresentato dal fatto che, a fronte di questi investimenti richiesti, non c’è una regolamentazione nell’utilizzo delle macchine. Non servono nuove regole, ma regole più certe. A livello internazionale accolgo i dati di Prometeia che ci danno ottime prospettive; in Italia, la mancanza di una politica che valorizzi il settore delle costruzioni - che a livello mondiale rappresenta il 12% del PIL e in Italia ancora di più - è un problema. Il nostro settore cresce se ci sono risorse economiche private e pubbliche. Mancando le seconde, anche le prime stentano a interessare i settori associati, 22 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
ostacolando la crescita. Rimaniamo il quarto Paese occidentale, ma non cresciamo. Ovvero: cresciamo come la Francia, ma loro pesano il doppio e già da un paio di anni sono tornati sui livelli pre-crisi. Anche la Spagna sta crescendo. Il mercato più interessante è la Cina, anche se più per le aziende internazionali che per quelle italiane, e poi vengono gli Stati Uniti. Riguardo al Regno Unito, ricevo segnali discrepanti rispetto a Prometeia: vedo un mercato importante, che magari non cresce come gli altri, ma che mantiene volumi notevoli. La Brexit ancora non si sente, lo dico sia come rappresentante di un’azienda che fa parte del settore (Kato Imer), sia come presidente di Unacea. Poi vedremo come si svilupperà la scelta britannica rispetto agli accordi in via di definizione, ma il rapporto USA-Europa è privilegiato, anche nel contesto di una situazione dinamica come la nostra. L’incremento registrato nel 2017 sul 2016 rispetto alle macchine stradali è stato del +15%-16%, a fronte di una riduzione del mercato del 4% circa, quindi può essere stato ‘drogato’ dalle incentivazioni fiscali, oltre che dalla vetustà del parco macchine. I futuri governi dovranno comunque tenere conto di questi strumenti, perché hanno dimostrato di funzionare”.
zi commerciali, nonché l’assorbimento progressivo dei nuovi fondi europei per le infrastrutture resi disponibili per il ciclo 2014/2020. I piccoli mercati dell’Europa occidentale sono quelli più dinamici: ad esempio Irlanda e Portogallo, caratterizzati da una crescita a due cifre o comunque prossima a esserlo. Tra i mercati maggiori va segnato come sia in Spagna che in Francia sia cresciuta molto l’edilizia residenziale. Nell’Europa centro-orientale si assiste a un’inversione di tendenza: dopo la battuta d’arresto del 2016, quasi tutti i Paesi (tranne Russia e Romania) nel 2017 hanno recuperato una dinamica sostenuta nelle costruzioni, grazie all’avvio di progetti co-finanziati dall’UE. In alcuni casi, come in Ungheria, la ripresa è significativa, ma anche qui essa è strettamente legata al ciclo di riprogrammazione europea.
Mercati in frenata Negli Stati Uniti, invece, la dinamica degli investimenti è stata piuttosto moderata, intorno al 2%, con un andamento discontinuo e irregolare del residenziale e un ripiegamento nel genio civile. La crescita annua degli investimenti residenziali è stata condizionata da due trimestri consecutivi in flessione, in parte per fattori temporanei. Nel corso del 2017 c’è stato
un andamento negativo della spesa nei comparti energetico e stradale. Per i colossi asiatici è stato un anno di luci e ombre, con la Cina che è cresciuta ancora (ma in maniera molto più modesta rispetto al passato) e l’India che invece ha vissuto una temporanea frenata, con una crescita dimezzata rispetto all’anno precedente. In Cina il fenomeno si spiega con l’aggiustamento dell’edilizia residenziale, mentre si con-
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PER IL 2020 CI SI ATTENDE UN’ULTERIORE CRESCITA DEL 7,6%, CHE PORTERÀ A RAGGIUNGERE UN MILIONE DI MACCHINE VENDUTE NEL MONDO
ferma il ruolo di traino del comparto infrastrutturale. In India, la già citata demonetizzazione è stata operata nel 2016 ma ha prodotto i suoi effetti principalmente nella prima parte del 2017, mentre già nella seconda parte c’è stata una forte ripresa delle costruzioni, a conferma del carattere temporaneo di questa circostanza avversa.
Le previsioni per il triennio 2018/2020 Il quadro internazionale degli investimenti in costruzioni risentirà (in positivo) della crescita dell’economia globale, che si manterrà forte e diffusa in tutto il mondo, con un +3,7% previsto per l’anno in corso e un +3,3% per il biennio 2019/2020. Il lieve rallentamento previsto nella crescita va attribuito soprattutto alle scelte politiche adottate nei Paesi economicamente più avanzati. In questo scenario, decisamente confortante, ovviamente c’è la possibilità che alcune variabili possano influire in modo positivo o negativo. Tra i fattori potenzialmente acceleranti ci sono la riforma fiscale negli Stati Uniti e i progressi nelle riforme UE, mentre gli elementi di rischio riguardano il protezionismo americano, con le decisioni sui dazi ventila-
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te da Donald Trump, il processo di monetizzazione delle politiche monetarie e la “exit strategy” delle banche centrali, nonché le tensioni sui mercati finanziari e le incertezze determinate dall’attuale situazione geo-politica. Le prospettive delle costruzioni per il triennio 2018/2020 non si discostano dallo scenario macroeconomico internazionale: l’Europa vivrà un rallentamento, mentre saranno più dinamiche le aree extra-europee. La variazione a livello percentuale su scala mondiale sarà compresa tra il +3,3% del 2018 e il +3,4% del biennio successivo, mentre l’Europa Occidentale dovrà accontentarsi del +2,6%/2,2%. Sopra media, al contrario, la parte Centro-orientale del Vecchio Continente: +5%/4%.
India in pole position I numeri più importanti saranno però registrati in India, con un +6,7% atteso entro quest’anno e un +7,8% nei prossimi due. Sarà questo il mercato più dinamico a livello mondiale, nel settore delle costruzioni. Ci si aspetta un’accelerazione anche per l’edilizia nel Nord America. L’outlook è positivo per tutta l’Europa occidentale, tranne che per il Regno Unito, dove la Brexit dovrebbe produrre una sostanziale stagnazione dell’attivi-
tà costruttiva. Nell’Europa centroorientale spicca la performance della Polonia, che potrebbe crescere a un tasso medio del 7% grazie principalmente al traino del genio civile e al graduale assorbimento dei fondi UE. Lo stesso driver vale per la Russia, mentre rimangono positive le prospettive di crescita in Turchia, anche se con l’aspettativa di una decelerazione nell’ambito residenziale. Il boom dell’India è sostenuto dalla crescente domanda abitativa delle famiglie, ma anche dal piano di interventi infrastrutturali annunciato dal Governo. Negli Stati Uniti è attesa una crescita diffusa in tutti i comparti, anche se il residenziale manifesterà migliori performance del non residenziale. La decelerazione degli investimenti in Cina colpisce invece maggiormente il residenziale.
Italia: consuntivo 2017 Seppur moderata, la ripresa ha dato segnali più evidenti, specialmente nel residenziale. Il comparto della riqualificazione continua a svolgere un ruolo importante. Il non residenziale cresce in modo molto modesto, mentre per le opere pubbliche si stima addirittura una nuova flessione. Nel 2017 c’è stata una decisa ripartenza dei bandi di gara dei lavori pubblici, dopo la battuta d’arresto legata all’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti. Nel corso dell’anno passato c’è stato un deciso recupero dei bandi di gara (+33.1% in valore), dopo un 2016 condizionato dalle incertezze normaggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 23
ATTUALITA mative. La principale spinta è derivata dall’attività appaltante di RFI e dalla ripresa dei bandi degli enti locali, a partire dai Comuni, mentre permangono in territorio negativo i bandi dell’Anas, nonostante un’accelerazione a fine anno. Per gli investimenti in costruzioni la crescita è dell’1,1% (0,6% al netto dei costi di proprietà), mentre nel residenziale si attesta al +1,9%. Nel 2017 l’andamento degli investimenti in costruzioni è risultato positivo anche al netto della componente legata alle transazioni immobiliari. Comparto più dinamico si è confermato quello dell’edilizia residenziale. Prosegue la fase espansiva delle compravendite in questo mercato, che è in recupero (quasi ininterrotto) dal 2014. Dopo la flessione del 2016 i permessi hanno ritrovato una dinamica decisamente positiva anche nel comparto non residenziale. Una spinta alla ripresa può derivare anche dal buon andamento delle transazioni immobiliari sia nel segmento produttivo che in quello terziario-commerciale.
Italia: le previsioni per il triennio 2018/2020 Le principali misure di stimolo per il settore sono: la Legge di Stabilità 2018, il Fondo Investimenti, i Fondi per la Ricostruzione, gli Investimenti RFI e gli Investimenti ANAS. Vediamoli nel dettaglio. La Legge di Stabilità 2018 proroga
al dicembre 2018 gli incentivi fiscali (ristrutturazioni 50% e riqualificazione energetica 65%), conferma fino al 2021 l’eco-bonus per i condomini (70-75%) e il “sisma bonus” (70-85%), oltre a lasciare maggiori spazi finanziari per gli investimenti dei Comuni (edilizia scolastica e sportiva). Il Fondo Investimenti comprende uno stanziamento di 45,7 miliardi di euro dalla Legge di Stabilità 2017, più i 36 miliardi aggiunti da quella del 2018. Il Fondo per la Ricostruzione si compone di sei miliardi di euro per la ricostruzione pubblica e privata nelle aree terremotate e due per la ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio immobiliare (Piano “Casa Italia”). Gli Investimenti di RFI, come da Contratto di Programma
2017/2021, comprendono nuove risorse per investimenti per circa 13,3 miliardi di euro. Per quanto riguarda Anas, invece, l’approvazione del Contratto di Programma 2016/2020 è in grado di mobilitare risorse per 21 miliardi. Lo scenario italiano del prossimo triennio prevede quindi un graduale rafforzamento degli investimenti, con tassi di crescita nell’ordine del +1,5% medio annuo. Il comparto residenziale, oltre a beneficiare della proroga degli incentivi fiscali, potrà giovarsi di un riavvio del ciclo della nuova edilizia abitativa. Dal 2018 è prevista un’inversione di tendenza del genio civile trainata dai maggiori stanziamenti di risorse per gli investimenti pubblici, nell’ipotesi di un’effettiva implementazione dei progetti annunciati. Nella presentazione di questi dati è stata sottolineata anche la necessità di una certa prudenza legata alla permanente instabilità politica del Paese.
Un settore in movimento (terra) Quali sono le prospettive del movimento terra a livello mondiale, per il triennio 2018/2020? Dal record di 825.000 macchine del 2017 è previsto che quest’anno si salga ancora, toccando quota 870.000 (+5,3%). E poi? Per il 2020 ci si attende un’ulteriore crescita 24 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
del 7,6%, che porterà addirittura a raggiungere un milione di macchine vendute. Il consolidamento di un ciclo positivo degli investimenti in costruzioni e il mantenimento di una propensione all’acquisto di nuove macchine in linea con la media storica sosterranno la costante crescita della domanda mondiale di macchine movimento terra, seppur a ritmi più contenuti rispetto all’eccezionale performance registrata nel 2017. I driver di questa crescita sono: la dinamica del ciclo edilizio, il ciclo di sostituzione del parco macchine, le modifiche nel mix dei prodotti: le modifiche del tipo di macchine provocheranno un effetto espansivo.
Le prospettive italiane Le vendite di macchine in Italia passeranno dalle 13.700 del 2017 (record storico) a 15.600 nel 2018 (+14,3%), per poi arrivare a 19.800 (+12,6%) nel 2020. Nel prossimo biennio proseguirà quindi una crescita a doppia cifra, benché più lenta. Il recupero dell’attività edilizia si confermerà lento e non privo di rischi, inducendo ancora estrema cautela negli operatori del settore. Il sostegno rappresentato da un ciclo di sostituzione delle macchine e, secondariamente, la presenza di incentivi (fino a metà 2019),
L’OPINIONE
Dettaglio dei mercati Tra i mercati considerati “emergenti”, i tassi di crescita sono elevati su tutte le principali macroaree, con alcune in fase di accelerazione (come India e America Latina), mentre la Cina ha tassi più moderati, coerentemente con le previsioni dell’attività edilizia. Si va verso una stabilizzazione del parco macchine. In quanto alla Cina, si prevede una stabilizzazione del mercato sui livelli dell’ultimo triennio, che non sono quelli del massimo storico, ma sono comunque elevati. L’Europa centro-orientale cresce con decisione: +14% nel 2018 e +11% nel 2019/2020, con la Russia che si conferma leader nell’area (vale da sola circa il 50% della crescita complessiva stimata). Tra i mercati “maturi”, i tassi sono elevati, ma i ritmi di crescita sono la metà rispetto ai Paesi emergenti. Trattandosi di mercati di dimensioni notevoli, stiamo comunque parlando di volumi molto importanti: Giappone +7% nel 2018 e +1% nel 2019/20; Nord America +6%/+9% (circa 250.000 macchine a fine periodo, ovvero oltre il picco storico) ed Europa occidentale +5% medio su tutto il periodo. Germania, Italia e Francia rappresentano circa i due terzi di questa crescita, ma sta crescendo anche la Spagna.
consentiranno comunque un progressivo recupero dell’intensità di investimento. Non verrà tuttavia recuperato il gap accumulato nei confronti dei competitor europei: l’Italia è attualmente il quarto mercato dell’Europa occidentale, ma il suo ridimensionamento appare ormai strutturale. Ciò nonostante, ci posizioneremo al secondo posto (dietro la Germania) tra i principali contributori dell’espansione della domanda nel settore movimento terra del prossimo triennio, grazie a ritmi di crescita piuttosto elevati. ■
ALESSANDRO FRESIA MARKETING MANAGER DI CASE CONSTRUCTION (CNH INDUSTRIAL)
“Il ciclo di vita di una macchina può durare anche 20 anni. A fare la differenza non è solo la normativa sulle emissioni, ma anche gli apporti tecnologici e la ricerca, che consentono all’imprenditore di essere più efficiente. Oggi si parla sempre di più di TCO, calcolando tutti quei servizi che riducono il costo operativo della macchina. Questo è anche un incentivo all’investimento per il rinnovo del parco, è una sfida per tutti noi produttori di macchine, che abbiamo il compito di generare sicurezza nell’imprenditore. Bisogna saper offrire prodotti e servizi: piani di manutenzione, estensioni di garanzia interessanti, eccetera. Anche dal nostro punto di vista finora la Brexit non ha avuto un impatto così forte; i mercati importanti per Case sono la Germania, dove dovremmo essere più
presenti, e la Francia, che comunque ha dimostrato le sue potenzialità di crescita, come la Spagna. Vogliamo investire sempre di più in questi mercati. L’Italia certamente è in una fase di espansione, anche se modererei l’entusiasmo perché da un lato questa crescita che si rifletterà anche sul prossimo anno (circa al +14%) è leggermente ‘drogata’ da una forte rigenerazione di un parco vetusto: non sempre l’aumento del mercato è sostenuto dall’aumento del business, soprattutto nelle PMI. Inoltre, molto spesso la sostituzione delle macchine non avviene con la stessa metodologia, ciò sia per la mancanza di sicurezza che spinge l’impresa a minimizzare l’investimento, sia perché certe tipologie di macchine non sono più necessarie per il tipo di business che si sta affrontando. Meglio sarebbe se la sostituzione fosse generata da un aumento del business dell’azienda in questione piuttosto che dalla vetustà delle macchine a disposizione. L’edilizia residenziale impatta sull’attività della nostra gamma di macchine per il movimento terra, perché nel cantiere edile potete trovare tutto, dalla piccola pala compatta al grande escavatore. I numeri, che non indicano una forte ripresa, hanno quindi un impatto diretto anche su di noi”.
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 25
MACCHINE MANITOWOC CRANES
INNOVAZIONE E DINAMICITÀ
IL GRUPPO AMERICANO NON È PASSATO INOSSERVATO IN OCCASIONE DI INTERMAT 2018. OLTRE AD AVER ESPOSTO TRE NUOVE GRU A TORRE, ALCUNE IMPORTANTI INNOVAZIONI E UNA VASTA GAMMA DI SERVIZI DI SUPPORTO, HA FESTEGGIATO IL 90° ANNIVERSARIO DEL MARCHIO POTAIN
di Ettore Zanatta
M
anitowoc Cranes ha portato all’Intermat Paris 2018 alcune gru a torre di nuova generazione e una serie dei suoi noti servizi di supporto. In particolare, l’azienda ha messo in mostra due modelli della linea Potain di gru automontanti Hup, una 32-27 e una 40-30, nonché 26 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
una MDT 389, la più imponente tra le gru a torre topless a rotazione alta con sistema CCS. Barry Pennypacker, presidente e AD del Gruppo, ha nell’occasione sostenuto che “lo stand a Parigi ha confermato quanto Manitowoc investa sui due principi fondamentali di ‘The Manitowoc Way’ (innovazione e dinamicità), come tutte le gru e i
nuovi prodotti esposti siano stati sviluppati grazie agli spunti e ai consigli della clientela, come il Gruppo sia in grado di offrire le tecnologie e le funzioni più utili per il mercato del sollevamento e come il processo dalla progettazione alla presentazione sul mercato sia stato decisamente più vivace rispetto alle precedenti generazioni di gru”.
Gru Potain in esposizione La linea di gru automontanti Hup comprende alcuni tra i modelli Potain più significativi degli ultimi anni. Dal momento del lancio, avvenuto nel 2016, la versatilità e la facilità d’uso di queste macchine ne hanno decretato il successo su scala internazionale. In effetti, la linea Hup consente di effettuare più operazioni con una singola gru: lo speciale design di ripiegamento ed estensione di queste macchine ne consente l’installazione anche in siti congestionati; inoltre, offrono un’ampia gamma di flessibilità in termini di altezza di lavoro, sbraccio e ingombro. Non solo, queste gru a torre sono facili da utilizzare, grazie anche a un telecomando intuitivo ed ergonomico in grado di migliorare la produttività degli operatori. Il software Smart Set Up, poi, contribuisce a rendere più facili e sicure le operazioni di montaggio e smontaggio da remoto. La MDT 389, in particolare, è la gru topless più grande della linea Potain a offrire il sistema di controllo gru (CCS), disponibile anche su tutte le gru a torre a rotazione alta. Questo intuitivo sistema operativo offre agli utenti importanti livelli di comfort, flessibilità e comando ergonomico, con tempi d’installazione ridotti rispetto ai modelli precedenti. I principali vantaggi includono compattezza, facilità di trasporto e montaggio più semplice e veloce. Tutte caratteristiche, queste, che consentono di garantire ai proprietari un maggior rendimento sull’investimento, mentre per quanto riguarda il sistema CCS è stato provato che migliora l’efficienza in cantiere. La MDT 389 è disponibile in due versioni, con capacità massima di 12 t e 16 t, entrambe dotate di braccio articolato da 75 m: la pri-
IN OCCASIONE DI INTERMAT 2018 MANITOWOC HA PUNTATO SU DUE CONCETTI DI BASILARE IMPORTANZA: INNOVAZIONE E DINAMICITÀ. ALL’INTERNO DELLO STAND, NOVITÀ IN TERMINI DI PRODOTTI E UNA VASTA GAMMA DI SERVIZI DI SUPPORTO COMPLETI
OLTRE ALLA NUOVA GRU HUP 32-27, MANITOWOC HA PROPOSTO A PARIGI LA NUOVA GRU AUTOMONTANTE HUP 40-30: DUE ESEMPI CONCRETI DI INNOVAZIONE POTAIN maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 27
MACCHINE
L’OPINIONE
BARRY PENNYPACKER PRESIDENTE E AD, MANITOWOC
“Negli ultimi due anni abbiamo creato una cultura trainata da innovazione e dinamicità in ogni aspetto dell’attività aziendale. Una cultura che non solo contribuisce a mantenere un flusso di innovazione che ci caratterizza come azienda leader nel settore, ma che in molti casi lo accelera. Ciò è dimostrato ampiamente dalla gamma di prodotti e servizi che il gruppo ha messo in mostra a Intermat 2018. Il nostro obiettivo è continuare a puntare allo sviluppo di nuovi prodotti in grado di offrire essenzialmente una qualità più elevata ai nostri clienti e di migliorare il nostro marchio. Questa cultura volta al continuo rinnovamento rafforza la posizione dell’azienda e genera nuove opportunità di crescita. Il concetto di miglioramento continuo è profondamente inerente alla nostra cultura, basata sui criteri di ‘The Manitowoc Way’; ora stiamo attraversando una nuova fase della nostra crescita, una fase in cui il coinvolgimento dei clienti, lo sviluppo di nuovi prodotti e il supporto post-vendita ci consentiranno di rafforzare la nostra posizione di leadership. Abbiamo già dimostrato di essere in grado di portare sul mercato nuovi prodotti e innovazioni con la rapidità di risposta alla richiesta di mercato che i nostri clienti si aspettano e intendiamo continuare su questa rotta per molti anni a venire”.
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LANCIATA A INTERMAT 2018 ANCHE LA NUOVA MDT 389, LA PIÙ IMPONENTE GRU A TORRE TOPLESS A ROTAZIONE ALTA CON IL SISTEMA DI CONTROLLO CSS
ma è in grado di sollevare 3,4 t di carico in punta al braccio, la seconda 3,3 t.
Provider di soluzioni globali All’interno dello stand Manitowoc erano disponibili numerosi display e pannelli interattivi che hanno illustrato una serie di interessanti funzioni e servizi, quali il programma di assistenza alla clientela Manitowoc Crane Care e la sezione finanziamenti Manitowoc Finance. Manitowoc, infatti, punta a ridur-
re al minimo il costo di proprietà a carico della clientela rispetto agli standard del settore e, tramite programmi quali Crane Care e Lift Solutions, a ridurre i tempi d’inattività in cantiere assistendo al tempo stesso gli operatori con gli speciali piani di sollevamento oggi richiesti da numerose applicazioni.
L’importanza di chiamarsi Grove Presso lo stand i visitatori hanno potuto peraltro visionare molte gru prodotte da Manitowoc, tra
POTAIN: 90 MOTIVI PER FESTEGGIARE Potain è stata la vera protagonista all’interno dello stand Manitowoc allestito in occasione dell’edizione 2018 del Salone delle Fiere di Paris-Nord Villepinte. La particolare attenzione verso il marchio è stata più che meritata, visto che quest’anno ricorre il 90° anniversario della società francese. Lo speciale ‘compleanno’, festeggiato con tanto di taglio della torta (nella foto, a cura di Barry Pennypacker), ha rappresentato un’opportunità ideale per ripercorrere la storia del costruttore guardando al tempo stesso alla nuova generazione di gru a torre. Ai numerosi visitatori accorsi all’evento è stato offerto un ‘tuffo nel passato’ del marchio Potain, oltre che una fetta della bellissima torta, musica e un’atmosfera festosa per celebrare degnamente l’evento.
cui autogrù Grove e gru cingolate Manitowoc. Grove, in particolare, con la sua produzione di gru multistrada, fuoristrada e autocarrate, occupa una posizione di prestigio
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Il sistema CCS permette di installare su queste gru la tecnologia Manitowoc di posizionamento degli stabilizzatori MAXbase, che consente di impostarle con diver-
ANCORA UNA VOLTA MANITOWOC SI È RESA PROTAGONISTA CON DIVERSE NOVITÀ DEDICATE AI SETTORI DELLE INFRASTRUTTURE E DELLE COSTRUZIONI in Europa (la storia di questo marchio è costellata da una serie di traguardi innovativi, inclusi la prima gru fuoristrada rotante e il primo braccio trapezoidale al mondo). Uno dei modelli di punta di nuova generazione è la gru multistrada GMK4090, che risponde alla domanda della clientela di gru in formula taxi leggere e flessibili nella categoria di portata da 90 t. Larga 2,55 m, garantisce prestazioni che includono i diagrammi di carico in configurazione taxi migliori sul mercato. Inoltre, offre un braccio Megaform a cinque sezioni, design a motore singolo con il nuovo motore Tier 4 final, sistema CCS, sospensioni Megatrak e sistema di fissaggio del braccio Twin-Lock. Sul mercato globale (fatta eccezione per il Nord America) è disponibile anche la GMK4080-2, una versione da 80 t della stessa gru. Nello stand era visibile anche la nuova GMK6300L-1 da 300 t di portata: pur proseguendo la tradizione del modello che l’ha preceduta, la GMK6300L, incorpora una serie di migliorie volte alla resistenza strutturale che le consentono di garantire diagrammi di carico mediamente superiori del 7%. Le migliorie sono ancora più evidenti in termini di altezza, con vantaggi superiori al 16% entro la gamma di lunghezza del braccio 70-80 m. Il nuovo modello monta anche i motori Euromot 4/EPA Tier 4 final su motrice e sovrastruttura.
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se configurazioni, per una maggiore stabilità. L’impostazione variabile degli stabilizzatori conferisce alle gru maggiore flessibilità di allestimento in cantiere, in particolare se l’installazione avviene su un terreno irregolare, e maggiore portata rispetto al diagramma di carico standard a 360°. Altre gru messe in evidenza a Intermat 2018 sono state le GRT8100 da 100 t e GRT880 da 80 t. Quest’ultima presenta un braccio da 41 m, più leggero rispetto
TRA LE NOVITÀ ANNUNCIATE A PARIGI, ANCHE LA GRU MULTISTRADA GMK4090 DA 90 T E LA GMK6300L-1, DA 300 T DI PORTATA maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 29
MACCHINE
L’OPINIONE
AARON RAVENSCROFT VICEPRESIDENTE ESECUTIVO, MANITOWOC
“Il nome Potain è sinonimo di gru a torre nel settore del sollevamento ed è parte integrante del successo di Manitowoc. Quest’anno, all’insegna del tema celebrativo ‘Realizza la tua visione’, i visitatori di Intermat 2018 hanno avuto modo di apprezzare come vogliamo festeggiare il lungo periodo di successo dell’azienda e la visione del suo fondatore, Faustin
a quello di altre gru della sua categoria, ed è particolarmente versatile: vanta infatti fino al 16% in più di portata al raggio massimo, il 13% nelle applicazioni di media gamma e il 27% a raggi ridotti.
Nuovi componenti Manitowoc ha colto l’occasione di Intermat 2018 per presentare nuovi componenti innovativi, primo fra tutti il verricello 75 HPL, che si adatta a tutte le gru a rotazione alta: disponibile in quattro versioni, con portate comprese tra 10 e 16 t, è una soluzione ideale per la maggior parte dei cantieri. Le velocità di sollevamento potenziate permettono la manipolazione rapida del carico e riducono i cicli di sollevamento, con conseguente incremento della produttività, a vantaggio della clientela. La funzione di monitoraggio della temperatura del motore e del riduttore aiuta a prolungarne la vita d’esercizio (per le gru modello CCS questi valori possono essere visualizzati sul display all’interno della 30 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
Potain, che la creò nel 1928. Potain introdusse i valori di vicinanza alla clientela, innovazione e rendimento: doti che hanno portato al successo l’azienda, decennio dopo decennio, e la cui importanza è ancora oggi immutata. Il fatto che si tenga in Francia, patria del marchio, ha fatto di Intermat il luogo migliore dove celebrare i suoi 90 anni di storia, insieme ai tanti clienti e partner che hanno concorso al suo successo. Grazie agli ultimi aggiornamenti progettuali e in fase di produzione introdotti dall’azienda, siamo certi che le gru Potain riusciranno a migliorare le qualità di efficienza e di potenziamento delle capacità di sollevamento a un livello mai visto prima in Europa. Il tutto a un minor costo di proprietà a carico della clientela.
cabina). La nuova architettura del verricello, poi, agevola l’accesso ai componenti, semplificando gli interventi di manutenzione e di controllo del livello dell’olio del riduttore. Altre innovazioni includono un livello inferiore di vibrazioni e rumore, la rete di alimentazione ottimizzata (che si adegua
automaticamente alla rete elettrica in uso) e il funzionamento regolare e preciso grazie ai nuovi comandi con servofreno. Altra novità è il Potain Cab-IN, l’ascensore per gruisti interno alla torre Potain: sviluppato per le gru a rotazione alta in collaborazione con Geda, società che produce ascensori industriali e per l’edilizia, agevola e accelera l’accesso alla cabina, si adegua a qualsiasi sistema di torre K-mast ed è compatibile con tutte le basi e i telai Potain. Inoltre è vantaggioso anche in termini di qualità/prezzo, in quanto non richiede costi di trasporto supplementari, né occupa spazio aggiuntivo in cantiere. Infine, è stato presentato lo strumento diagnostico remoto per gru Manitowoc CraneSTAR Diag: questo dispositivo telematico appartiene a una nuova generazione di supporti di manutenzione a distanza offerti dall’azienda ed è disponibile di serie su tutte le gru Potain CCS e MCT, mentre viene offerto come optional sulle gru Hup. L’accesso remoto ai dati operativi e di manutenzione della gru semplifica il processo di previsione dei tempi di manutenzione e i potenziali tem■ pi d’inattività in loco.
MANITOWOC HA PRESENTATO NUOVI COMPONENTI INNOVATIVI, TRA CUI IL NUOVO ASCENSORE INTERNO CAB-IN E IL VERRICELLO 75 HPL (NELLA FOTO), CHE SI ADATTA A TUTTE LE GRU A ROTAZIONE ALTA
Green & Circular Economy 6-9 Novembre 2018 Rimini Italy
ecomondo.com
22 a Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile T H E G R E E N T E C H N O LO G I E S E X P O IN CONTEMPORANEA CON
O R G A N I Z Z ATO D A
MACCHINE JEKKO
ALL’ALTEZZA
DI OGNI SITUAZIONE IL PUNTO DI FORZA DELL’AZIENDA TREVIGIANA È RAPPRESENTATO DA UNA GAMMA ESTREMAMENTE VARIEGATA, PER RISPONDERE AI PIÙ DISPARATI BISOGNI DEI CLIENTI. UN ESEMPIO PERFETTO DI QUESTA ATTITUDINE È LA NUOVA VERSIONE DELLA SPK60, CHE RACCHIUDE DUE “ANIME” NELLA STESSA GRU di Riccardo Lorenzi
DOPO DUE ANNI DI SUCCESSI SUL MERCATO LA NUOVA VERSIONE DELLA SPK60 È STATA PROGETTATA PER FARE BRECCIA ANCHE A LIVELLO INTERNAZIONALE
32 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
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el corso di oltre 45 anni di presenza nel settore della movimentazione e del sollevamento, una costante spinta verso ricerca ed evoluzione tecnica ha consentito a Jekko di affermarsi nel mercato internazionale delle mini gru. La sua sede è a Colle Umberto (Tv), dove utilizza un’area industriale di circa 17.000 m², di cui 7.000 coperti. La sua gamma può essere suddivisa in cinque grandi famiglie: minicrane (mini gru telescopiche cingolate con stabilizzatori), minipicker (gru elettriche semoventi pick & carry), tele-crawler crane (gru telescopiche cingolate con cabina), articulated crawler crane (gru articolate da autocarro su cingolato semovente) e vacuum & tools (accessori per il sollevamento e manipolazione di vetro e manufatti).
Soluzioni versatili Jekko propone sei diversi modelli di mini gru cingolate telescopiche con stabilizzatori, macchine progettate per essere trasportate con la massima facilità e ad alto livello di versatilità. Veloci da configurare, consentono di raggiungere la massima performance nonostante pendenze, passaggi stretti, asperità del territorio o altre difficoltà logistiche. I minipicker rappresentano la soluzione pick & carry elettrica semovente: alimentate da una batteria e radiocomandate, sono gru che consentono di lavorare all’interno di capannoni o dove altre tipologie di macchine avrebbero evidenti difficoltà. La punta di diamante tra queste mini gru è la versione SPX424, una telescopica cingolata con stabilizzatori progettata per essere facilmente trasportabile e manovrabile, così da accedere senza problema in qualunque luogo. Vero e proprio best-seller, è stata tra le più apprezzate protagoniste anche dell’ultima edizione di Intermat. Altrettanto facile da montare è la SPX1275, il cui nuovo e pratico sistema di sollevamento fa rispar-
ALBERTO FRANCESCHINI EXPORT MANAGER DI JEKKO
miare tempo e denaro pur garantendo elevati livelli di sicurezza. La SPX1275 si distingue per una ridotta area di stabilizzazione, capacità massima di 7,5 t, altezza massima di lavoro 27,5 m e 2 t in pick & carry, caratteristiche che le per-
mettono di distinguersi nel proprio settore di riferimento. Infine la SPX312, compatta, maneggevole e versatile, è una soluzione idonea per tutte le applicazioni indoor e per lavorare nei grattacieli. Jekko offre una gamma completa di modelli equipaggiati con motore diesel, elettrico o a batteria con un’ampia linea di accessori tra cui jib a gancio o idraulici, manipolatori per tubi e travi, ventose di sollevamento per pannelli di vetro e bilancini di sollevamento. Tutti gli accessori sono completamente integrati con le funzioni e con i dispositivi di sicurezza delle macchine di base.
Due in uno: la nuova SPK60 La facilità di utilizzo negli spazi ristretti ha decretato il successo della SPK60, lanciata nel 2016.
COMPATTA, MANEGGEVOLE E VERSATILE, LA SPX312 È UNA SOLUZIONE IDEALE SIA PER LE APPLICAZIONI INDOOR CHE PER INTERVENTI NEI QUALI NECESSITA MASSIMA PRECISIONE NEI MOVIMENTI
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 33
MACCHINE LA MINI GRU SPX424, FACILMENTE TRASPORTABILE E MANOVRABILE, È UN FIORE ALL’OCCHIELLO DI JEKKO, CHE L’HA ESPOSTA ANCHE A PARIGI IN OCCASIONE DI INTERMAT 2018
Due anni di esperienza sul campo hanno portato all’evoluzione nella nuova SPK60 che, oltre ai pregi già conosciuti, possiede anche un’anima più sportiva, per garantire prestazioni di elevato livello anche nelle situazioni più gravose. Questa nuova versione abbina massima precisione di movimento al pick & carry in cantiere su terreni sconnessi e con condizioni meteo avverse. “L’evoluzione della SPK60 è stata fortemente voluta per arricchire una gamma di macchine disegnate e prodotte per clienti che lavorano nelle nicchie di mercato dove abbiamo creato il nostro core business”, spiega Alberto Franceschini, Export Manager di Jekko. “Si tratta di una gru dalla ‘doppia anima’ che permetterà di aprirci a molteplici scenari di mercato e settori. Abbiamo già consegnato questa gru a Hong Kong, in Germania, Svizzera, Belgio, Inghilterra e Stati Uniti, con l’obiet-
SPK60: L’ANIMA “ROCK” E QUELLA ELEGANTE Con la sua “doppia anima”, la gru SPK60 passa agevolmente dalla versione “in giubbotto di pelle” a quella elegante. Quest’ultima è indicata per settori come il petrolchimico, le manutenzioni di centrali nucleari/elettriche, quella industriale e in qualsiasi struttura interna in aree particolarmente strette, dove non è possibile impiegare stabilizzatori e in tutti quegli interventi interni in cui sono necessarie estensioni importanti. Il jib idraulico consente di elevarsi dal braccio principale per altri 8,2 m, per un totale di quasi 27 m. Il radiocomando permette un utilizzo come una classica minigru e di avere tutti i dati di lavoro sul display. Secondo la filosofia Jekko (Una gru = Un operatore), ogni addetto può installare e disinstallare da solo tutti i componenti e accessori. Il sistema automatico di cambio tabella di sollevamento in base all’inclinazione 34 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
del terreno garantisce fluidità di lavoro, sicurezza e riduzione del tempo necessario per confermare manualmente il nuovo settaggio al limitatore.
La SPK 60 è l’unica macchina della sua categoria che può richiudere il jib in due posizioni differenti: sotto il braccio principale (per i clienti che lo usano di
tivo di rafforzare la nostra presenza nel settore della grande cantieristica”. Il cambiamento è incarnato da un picker cingolato e da un escavatore con braccio, in grado di lavorare in ogni tipologia di cantiere, terreno e inclinazione (fino a quattro diversi gradi: 0°, 0,7°, 1,5° e 3°). Si tratta a tutti gli effetti di una mini gru dotata di cingoli estensibili senza stabilizzatori, in grado di sollevare fino a 3 t in pick & carry e 6 t in statico e raggiungere un’altezza massima di 26,7 m con jib. Questa nuova versione si adatta soprattutto a settori quali quello cantieristico, l’installazione di strutture metalliche come soppalchi e manutenzioni industriali, essendo dotata di un manipolatore idraulico per tu-
bi e putrelle che permettono una maggiore precisione per la gestione di materiali in quota. Inoltre è perfetta anche nei contesti di posa del vetro, soprattutto in ambiti cittadini dove sono richiesti ingombri minimi e prestazioni elevate (può lavorare fino al nono piano per la posa di vetro in facciate a moduli). La mini gru è facile da trasportare e con i suoi 5,8 m di lunghezza può essere scaricabile dal cassone di un camion. Ma grazie al nuovo sistema di controllo la SPK60 è al bisogno anche una gru telescopica cingolata con cabina dotata di jib idraulico – il più lungo della sua categoria – cingoli estensibili e motore elettrico per lavorare in scioltezza negli spazi interni e ristretti.
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LA GAMMA DI MINI GRU JEKKO AFFONDA LE RADICI NELLA STORIA DI ORMET, DA DECENNI SPECIALIZZATA NELLA VENDITA, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DI GRU PER AUTOCARRI E ATTREZZATURE DA CARICO PER IL SETTORE ECOLOGICO E DEL LEGNAME
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L’OPINIONE
DIEGO TOMASELLA A.D. E PRESIDENTE DI JEKKO
“Nel 2017 Jekko ha prodotto e commercializzato quasi 300 macchine e chiuderà il suo secondo bilancio con un +45% rispetto al 2016. L’obiettivo è quello di superare le 400 macchine all’anno entro 18-24 mesi. Una crescita oserei dire esponenziale, che si rispecchia anche nelle persone coinvolte in azienda: dalle 20 iniziali attualmente Jekko è rappresentata da una squadra di oltre 65 persone. La nostra sfida è di proseguire costantemente nella fase di crescita, così come sta crescendo la domanda. Per il 2018 ci aspettiamo un’ulteriore crescita del 20-30%”.
frequente, così che non sia necessario installarlo ogni volta) o lateralmente nel lato destro del braccio. In tal modo il jib è sempre a bordo macchina, pronto per l’utilizzo, per chi usa più spesso il braccio principale della gru con il pick & carry o per la sua capacità massima. I pesi della macchina sono contenuti: 12,2 t, a cui si aggiungono i 1.500 kg della zavorra amovibile. La SPK 60 monta un motore diesel Yanmar da 53,7 kW/73 HP e alterna all’occorrenza un motore elettrico trifase (o monofase) da 11 kW. L’operatore, a seconda delle situazioni e delle esigenze, può facilmente passare da una soluzione all’altra con una notevole flessibilità d’impiego, sia interno che esterno. LA NUOVA VERSIONE DELLA SPK 60 CONSENTE DI ADATTARNE L’USO A DIVERSI CONTESTI OPERATIVI maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 35
MACCHINE Nel cuore di Londra Tra le prime aziende ad aggiudicarsi l’innovativa SPK60 è stata l’inglese JT Cranes, che ne ha acquistato due esemplari in un anno. L’azienda di Bedfordshire è specializzata nel noleggio e vendita di mini gru versatili e dal 2015 è diventata l’unico distributore Jekko per il Regno Unito. “Abbiamo scelto la SPK60 perché è sicuramente la macchina più versatile e avanzata della sua categoria e nessuna delle altre gru simili presenti sul mercato è dotata di una cosi ottima flessibilità in cantiere”, spiega il Managing Director Russ Taylor. “La prima SPK60 è stata acquistata come macNELLA SUA VERSIONE “ELEGANTE” LA NUOVA SPX60 SI DISTINGUE IN SETTORI COME IL PETROLCHIMICO, LE MANUTENZIONI E IN QUALSIASI STRUTTURA INTERNA IN AREE PARTICOLARMENTE STRETTE, DOV’È IMPOSSIBILE STABILIZZARLA
LA SPX1275 SPICCA PER IL NUOVO SISTEMA DI SOLLEVAMENTO, LA RIDOTTA AREA DI STABILIZZAZIONE, LA CAPACITÀ MASSIMA DI 7,5 T E L’ALTEZZA MASSIMA DI LAVORO 27,5 M E 2 T IN PICK & CARRY 36 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
china demo e l’abbiamo venduta a un nuovo cliente in pochissimo tempo; poco dopo ne abbiamo presa un’altra da tenere a magazzino nel nostro parco noleggio. L’SPK60 ha una serie di vantaggi rispetto alla concorrenza: è estremamente ben concepita per quanto riguarda il comfort dell’operatore; ha una capacità di sollevamento ben superiore alle altre, sia in modalità pick & carry che statica; ha la capacità di adattare numerosi accessori alle varie soluzioni di movimentazione; ha la capacità unica di essere in grado di funzionare con il motore elettrico e ciò aiuta molto negli spazi chiusi e anche in città e centri storici dove ci sono limitazioni dettate dalle ultime normative sulle emissioni. Tanti lavori prima ritenuti impossibili o estremamente problematici oggi possano essere risolti grazie alla versatilità di questa macchina”. Un esempio su tutti? La SPK60, nella sua versione di picker cingolato, è stata utilizzata per eseguire lavori su un tetto accanto a Buckingham Palace. Una prova difficilissima, sia per lo spazio limitato che per la necessità di limitare il rumore, ma su■ perata a pieni voti!
LE RIVISTE
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MACCHINE MERLO
VISTA… PANORAMIC ALL’INTERNO DI UN’AREA ESPOSITIVA DI BEN 1.020 M² L’AZIENDA PIEMONTESE HA PRESENTATO A INTERMAT 2018 LA SUA NUOVA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI PANORAMIC, INSIEME AD ALTRE NOVITÀ CHE NE RINNOVANO LA TRADIZIONE DI SUCCESSO, AGGIORNANDOLA CON LE PIÙ MODERNE TECNOLOGIE
di Lorenzo Zacchetti
I
l vino di qualità – e a Parigi se ne trova in abbondanza – ha il pregio di migliorare invecchiando. Lo stesso si può dire della nuova gamma Panoramic, che rinnova una tradizione di successo iniziata nel 1987, quando Merlo lanciò il primo sollevatore telescopico al 38 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
mondo con motore laterale, destinato a farne un leader indiscusso del settore. A distanza di 31 anni, l’azienda piemontese ha presentato in occasione di Intermat 2018 la versione rinnovata dei suoi prodotti che, pur mantenendo le caratteristiche progettuali che ne hanno decretato il successo, spic-
cano per alcune innovazioni quali la cabina ad elevata abitabilità, gli assali completamente rinnovati e l’impiego di una tecnologia che ne incrementa gli standard di sicurezza. La nuova gamma si declina in due versioni: sollevatori telescopici con stabilizzatori e ad alta capacità.
IL SOLLEVATORE TELESCOPICO P50.18 PLUS FA PARTE DELLA GAMMA PANORAMIC ADVANCED, CHE UTILIZZA LE MIGLIORI TECNOLOGIE E SOLUZIONI CHE CONTRADDISTINGUONO LA GAMMA CLASSIC, AGGIUNGENDOVI NUOVE SOLUZIONI ESCLUSIVE
Telescopici con stabilizzatori Questa famiglia di prodotti si suddivide a sua volta in tre categorie: Entry, Classic e Advanced. La sottogamma Panoramic Entry è composta da un modello con telaio fisso, concepito per clienti che pretendono una macchina dall’utilizzo intuitivo, essenziale nei
contenuti e dalla manutenzione semplificata. Panoramic Classic propone tecnologie uniche come il livellamento del telaio e la traslazione laterale del braccio, che offre prestazioni ai vertici della categoria. Panoramic Advanced aggiunge ai pregi della Classic nuove soluzioni esclusive, tra cui la nuova
Trasmissione EPD, una motorizzazione più potente da 100 CV e la cabina con finitura Premium.
Sollevatori ad alta capacità I prodotti di questa categoria sono stati progettati dal costruttore piemontese per affrontare movimentazioni pesanti in cava, nelle maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 39
MACCHINE I nuovi stabilizzatori L’evoluzione della gamma passa anche attraverso nuovi e più tecnologici assali con struttura in fusione. L’albero montato a portale garantisce un’elevata luce libera da terra, che permette di utilizzare il telescopico nelle condizioni più impervie. Con dimensioni maggiorate e rinforzate, i nuovi assali incrementano notevolmente le portate e
IL P 120.10, CON MOTORIZZAZIONE 125 KW (170 CV), FA PARTE DELLA GAMMA DI SOLLEVATORI AD ALTA CAPACITÀ PROGETTATI PER MOVIMENTAZIONI PESANTI IN CAVA, NELLE MINIERE E NEI GRANDI CANTIERI
miniere e nei grandi cantieri. Il loro impiego permette di compiere operazioni estremamente gravose mantenendo un livello di performance elevato. Il modello P120.10HM è equipaggiato con la nuova powertrain composta dal motore FPT Tier IV Final, con una potenza erogata di 170 CV, e dal cambio a variazione continua Merlo CVTronic. Il nuovo
design di tipo modulare è stato introdotto per migliorare il processo produttivo, incrementando la resistenza strutturale e distribuendo le masse in maniera ottimale per bilanciare i pesi. Il nuovo modulo powertrain, grazie al posizionamento dei principali componenti sul lato esterno, facilita inoltre l’accesso e la manutenzione.
LA NUOVA GAMMA ROTO Nel 1991 Merlo ha lanciato il suo primo sollevatore con torretta girevole, dotato di sei stabilizzatori, che ne ha fatto un leader indiscusso del settore. Dopo 27 anni, a Parigi, è stata presentata la nuova generazione dei telescopici Roto, offerti in tre gamme: Entry 400, con rotazione della torretta di 415°; Entry 600, con rotazione di 600°; Advanced, con rotazione continua. Le due versioni del Roto Entry incrementano prestazioni e semplicità d’uso e sono caratterizzate dal sistema di stabilizzazione semplificato di tipo On/Off con movimento a libro, automatico o manuale. La gamma Roto Advanced rappresenta il top del segmento, con stabilizzatori multiposizione con comando automatico, sistema di sicurezza avanzato e la nuova cabina con il sistema di movimento che ne adatta l’inclinazione fino a 20°. Equipaggiabile con il cambio a variazione continua CVTronic, si 40 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
sviluppa in altezze di lavoro da 20,8 a 34,2 m e portate che variano da 4.950 a 7.000 kg. L’anello di congiunzione tra Entry e Advanced è Roto Classic S, che
SULLA GAMMA PANORAMIC È STATA ADOTTATA LA NUOVA CABINA GIÀ CONOSCIUTA SULLA LINEA TURBOFARMER. È UN VERO E PROPRIO CONCENTRATO DI TECNOLOGIA E DESIGN GRAZIE ALLE SOLUZIONI TECNICHE APPLICATE
fa sintesi delle migliori tecnologie delle altre “famiglie”, caratterizzandosi con la rotazione della torretta di 400° e 600°, la capacità di sollevamento fino a 4.950 kg e altezze operative dai 20,8 ai 26 m. Questi modelli sono arricchiti nella loro dotazione di serie dal display multifunzionale e hanno velocità di trasferimento su strada di 40 km/h. Tutta la nuova gamma Roto si caratterizza per novità nella cabina Premium, che i visitatori di Intermat 2018 hanno potuto sperimentare grazie al simulatore installato presso lo stand di Merlo, nonché nel joystick capacitivo, nel bracciolo “Smart”, nel sistema di sicurezza ASCS, nella trasmissione EPD e nel design di tipo modulare. GRAZIE AL SIMULATORE DINAMICO INSTALLATO PRESSO LO STAND DI MERLO, I VISITATORI DI INTERMAT HANNO POTUTO APPREZZARE LE FUNZIONALITÀ DELLA NUOVA CABINA DELLA GAMMA ROTO
l’affidabilità di tutto l’insieme. Una parte fondamentale sono i nuovi stabilizzatori, che forniscono il vantaggio di poter stabilizzare la macchina rimanendo nella sagoma del telescopico. Grazie al loro ancoraggio direttamente sull’assale anteriore, consentono inoltre di livellare a seconda delle necessità fino al 24%. Tutta la nuova gamma è equipaggiata con la trasmissione idrostatica Merlo, che garantisce elevate prestazioni in termini di precisione di utilizzo ed efficienza energetica. Per i modelli con motore da 100 CV è stato inserito, di serie, il nuovo controllo elettronico EPD Eco Power Drive, che consente di ridurre automaticamente i giri motore in funzione della potenza richiesta dalla trasmissione parametrata alla velocità impostata, nonché di ridurre in modo rilevante i consumi di carburante.
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PUR DIMOSTRANDOSI IL SOLLEVATORE TELESCOPICO PIÙ COMPATTO DELLA SUA CATEGORIA, IL P120.10 HM PUÒ SOLLEVARE FINO A 12 T E DI RAGGIUNGERE ALTEZZE OPERATIVE CHE SFIORANO I 10 M
Comfort e sicurezza È stata inoltre adottata la nuova cabina già conosciuta sulle gamme Turbofarmer, con un nuovo vetro ricurvo che aumenta la visibilità e il sistema di pressurizzazione aderente alle norme ISO 10263-3.
LA NUOVA GAMMA PANORAMIC È OFFERTA IN DUE DECLINAZIONI: SOLLEVATORI TELESCOPICI CON STABILIZZATORI E AD ALTA CAPACITÀ
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La struttura è stata progettata per essere conforme in termini di sicurezza alle normative ROPS/FOPS Livello II. La superficie vetrata totale è stata aumentata del 10%, così come il volume interno, per permettere all’utilizzatore di operare nel massimo confort. I nuovi interni sempre più ergonomici,
IL NUOVO DESIGN DEL TELAIO INCREMENTA LA RESISTENZA STRUTTURALE E LE MASSE SONO DISTRIBUITE IN MODO OTTIMALE, PER UN BILANCIAMENTO DEI PESI CHE PERMETTE DI MANTENERE DIMENSIONI COMPATTE E PRESTAZIONI ELEVATE
IL ROTO ENTRY 400, CON ROTAZIONE DELLA TORRETTA DI 415°, ABBINA ELEVATE PRESTAZIONI A UN’OTTIMA FACILITÀ D’USO
concepiti con un posizionamento dei comandi altamente intuitivo, permettono all’operatore di avere sempre a portata di mano le funzionalità del telescopico. Il sistema di sicurezza MCDC rileva automaticamente il tipo di attrezzo utilizzato, la configurazione geometrica della macchina “sfilo e angolo braccio” e il carico movimentato, garantendo all’operatore la visibilità dei parametri rilevati. L’operatore, di conseguenza, può mantenere l’attenzione sulle lavorazioni in corso nella massi■ ma sicurezza.
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MACCHINE DIECI
INNOVAZIONE TELESCOPICA IL COSTRUTTORE EMILIANO ERA PRESENTE A INTERMAT CON I MIGLIORI MODELLI DELLA SUA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI, MA IL CENTRO DELLA SCENA L’HANNO GUADAGNATA DUE IMPORTANTI NOVITÀ: L’ICARUS 50.18 E IL PEGASUS 50.26 di Stefano Vitali
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a molto tempo la Dieci (Montecchio Emilia – Re) produce macchine sviluppate principalmente per il mercato europeo, vocate a un uso edile e di movimentazione di materiale. L’evoluzione delle tecnologie costruttive nei cantieri cambia le esigenze dei clienti, che richiedono il miglioramento della produttività con conseguente riduzione dei costi di gestione. Per questo motivo l’azienda emiliana evolve continuamente la propria gamma inseguendo tali esigenze e progetta modelli che si propongono come un’evoluzione delle famiglie già esistenti. Il nuovo Icarus 50.18, ad esempio, si ripropone l’obiettivo di aumentare capacità e altezza di sollevamento dei sollevatori telescopici fissi arrivando a 5 t e 18 m.
Il progetto Icarus La riduzione dei costi di gestione e l’ottimizzazione della produttività richiedono macchine multifunzione all’interno dei cantieri. Mezzi che devono essere robusti e offrire elevate capacità in ogni condizione di utilizzo, sia a braccio chiuso che sfilato. L’affidabilità, la semplicità d’utilizzo e di manutenzione sono tre prerogative irrinunciabili per ridurre i costi. D’altra parte il mercato del noleggio sta prendendo sempre più piede anche in Europa, perciò le macchine devono essere semplici e intuitive da manovrare e sempre nelle migliori condizioni di sicurezza. L’Icarus 50.18 è stato progettato per soddisfare questi requisiti: è
DIECI HA OTTENUTO ECCELLENTI RISCONTRI IN OCCASIONE DI INTERMAT 2018, DOVE HA ESPOSTO UNA FOLTA RAPPRESENTANZA DELLA SUA PRODUZIONE E, NATURALMENTE, I NUOVI MODELLI ICARUS 50.18 E PEGASUS 50.26
un telescopico in grado di sollevare 5.000 kg e arrivare a un’altezza di 18 m, pesa 14.500 kg ed è dotato di un motore Kubota Stage IV da 85,1 kW a 2.200 giri/min. Il telaio è stato riprogettato applicando alcuni nuovi concetti volti a uno sviluppo modulare dei modelli Dieci, che permette di utilizzare identici sottogruppi funzionali su macchine diverse, garantendo una standardizzazione spinta dei componenti con conseguente miglioramento di affidabilità, semplificazione della manutenzione, riduzione dei costi e del time to market. Per il nuovo Icarus 50.18 è stato utilizzato il vano motore già presente nella famiglia Agrifarmer con motore Kubota Stage IV da 85,1 kW disposto longitudinalmente, con impianto di trattamento dei gas di sca-
rico composto da DOC+DPF+SCR, ma anche il gruppo cabina sviluppato con Giugiaro Design e i serbatoi già utilizzati nella famiglia Agrimax Stage IV. Il gruppo braccio è derivato da quello della famiglia Pegasus. La trasmissione è idrostatica a controllo elettronico con software di controllo sviluppato dall’R&D di Dieci: ciò ha permesso di ottenere funzionalità avanzate di gestione di braccio, veicolo, motore, trasmissione e trattamento dei gas di scarico che garantiscono bassi consumi, efficienza, ottimizzazione dei rendimenti e sicurezza in ogni condizione di utilizzo. La funzione ECO permette di viaggiare alla velocità massima con il motore già a 1.900 giri/min, gestita automaticamente dalla centralina del veicolo a seconda della richiesta di potenza da parte dell’o-
LA CASA EMILIANA È STATA TRA I PRIMI IN EUROPA AD AVER SVILUPPATO E REALIZZATO NEL 1983 UNA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI E L’AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA È CONTINUATO NEL CORSO DEGLI ANNI. NEL 1998 L’AZIENDA EMILIANA HA PRESENTATO LA SERIE DI TELESCOPICI S.I.R. SAMSON, ICARUS E RUNNER maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 43
MACCHINE
NEL 2000 LA DIECI HA LANCIATO SUL MERCATO I TELESCOPICI PEGASUS A BRACCIO ROTANTE A 360° E 400°. NEGLI ANNI SUCCESSIVI HA INTRODOTTO I MODELLI HERCULES, MACCHINE A ELEVATA PORTATA PER L’INDUSTRIA PESANTE
peratore. La strategia di rigenerazione del DPF è stata rivista – con un’operazione di sinergia tra Dieci e Kubota – per renderla automatica e “trasparente” per l’operatore, che potrà utilizzare la macchina senza dover rinunciare alla produttività.
Il progetto Pegasus La linea Pegasus - va da 16 a 30 m di altezza, con portate da 3,8 t a 6 t - rappresenta per Dieci la linea di prodotti a più elevato contenuto tecnologico. Per soddisfare ulteriormente le esigenze dei propri clienti, l’azienda ha aumentato la gamma sviluppando un modello con
altezza di sollevamento di 26 m abbinandolo ai nuovi motori Stage 4/ Tier4 Final a gestione elettronica. Come per i Pegasus già in gamma, Dieci ha mantenuto una gestione “full electronics” con tecnologia CAN-Bus sfruttando molti componenti già utilizzati negli altri modelli, per facilitare lo sviluppo del software di gestione della macchina, che è governata da un’unità con cilindrata da 4,5 l e 127 kW di potenza. Il motore NEF N45 Turbo Common Rail prodotto da FPT permette di coniugare brillantezza e velocità dei tempi di risposta ai comandi dell’operato-
ICARUS 50.18: LE FASI DELLO SVILUPPO Le attività svolte per lo sviluppo del progetto Icarus 50.18 sono state molteplici. In sequenza: progetto del nuovo telaio unico, per una macchina che fosse robusta e proporzionata al lavoro per cui sarebbe stata destinata e che potesse ospitare il braccio da 18 m derivato dalla famiglia Pegasus; adeguamento del braccio nato per essere adottato su una macchina rotativa all’impiego su una macchina fissa; definizione e progettazione del nuovo impianto idraulico della macchina, che garantisse una buona velocità dei movimenti e 44 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
migliorare il controllo degli stessi; definizione e progettazione del nuovo impianto elettrico; definizione e progettazione del nuovo software di gestione della macchina; lancio del prototipo.
re garantendo affidabilità, facilità di manutenzione e bassi consumi. La trasmissione è nuova, idrostatica a controllo elettronico, permette di spingere la macchina a 40 km/h ed è combinata a un comando inching a pedale separato (anch’esso elettronico) e a un cambio meccanico servocomandato a due marce (lavoro + trasferimento). Per la movimentazione di braccio, torretta e stabilizzatori è stata adottata una coppia di joystick con sensore “uomo presente” capacitivo, per aumentare il comfort e la sicurezza dell’operatore. I joystick comandano un distributore idraulico alimentato da una pompa a pistoni attraverso un’elettronica che controlla in anello chiuso e in ogni momento che ci sia coerenza tra comando dell’operatore e comportamento della macchina. La strumentazione in cabina include due display TFT a colori da 3,5” e 7” con interfaccia grafica a icone. Per raggiungere l’altezza di 26 m è stato progettato un nuovo braccio a quattro sezioni sfilanti in modo simultaneo e proporzionale. Telaio e torretta derivano da quelli del Pegasus 45.30, versione di punta della gamma Dieci, dotando il 50.26 di un’elevata capacità di sollevamento su tutto il diagramma di carico e in tutte le configurazioni di stabilizzazione. La macchina nasce già dotata di serie di radiocomando, predisposizione cestello portapersone e sistema automatico di riconoscimento delle attrezzature. ■
MACCHINE MANITOU
L’EVOLUZIONE
DELLA SPECIE
A 60 ANNI DAL LANCIO DEL CARRELLO ELEVATORE MC 5, A INTERMAT 2018 LA MULTINAZIONALE FRANCESE HA PRESENTATO I NUOVI MODELLI MC 25 E MC 30, INSIEME AD ALTRE INTERESSANTI NOVITÀ PER IL SOLLEVAMENTO. PER SCOPRIRNE I DETTAGLI ABBIAMO INCONTRATO CARLO ALBERTO RAZZOLI, RESPONSABILE MARKETING DI MANITOU ITALIA di Lorenzo Zacchetti
A
nno di grazia 1958. Il Brasile vince i mondiali di calcio grazie all’esplosione di un diciassettenne soprannominato Pelè. Il Trattato di Roma istituisce la Comunità Economica Europea, mentre in Italia si inaugura il primo tratto dell’Autostrada del Sole, da Milano a Parma. Domenico Modugno vince il Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu”, che tutto il mondo finirà col chiamare semplicemente “Volare”, e qualche chilometro più in là, in Francia, inizia a… volare anche Manitou, che con Marcel Braud lancia il suo primo carrello elevatore fuoristrada, l’MC 5.
Eredi della tradizione Sessant’anni dopo, l’azienda di Ancenis è ancora saldamente ai vertici del mercato, come ha dimostrato nell’ultima edizione di Intermat a Parigi, presentando in anteprima i suoi nuovi modelli: MC 25 e MC 30. Gli ultimi nati di una lunga serie di carrelli elevatori hanno una capacità di carico rispettivamente di 2,5 t e 3 t e un’altezza dal suolo tra le più notevoli sul mercato (pari a 30 cm), che facilita gli spostamenti. Con una larghezza di appena 1,45 m, questi nuovi carrelli del brand francese sono così compatti da adattarsi senza
IL NUOVO CARRELLO ELEVATORE MANITOU MC 25 SI CARATTERIZZA PER LA SUA COMPATTEZZA: OFFRE UN’ALTEZZA MASSIMA DI SOLLEVAMENTO DI 3,7 M (IN UN AMBITO IN CUI L’ALTEZZA DEL MONTANTE PUÒ ARRIVARE FINO A 5,5 M) E UN RAGGIO DI STERZO DI 3,4 M maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 45
MACCHINE difficoltà all’impiego in situazioni di spazio limitato. Entrambi i modelli sono provvisti di omologazione su strada e possono essere utilizzati per percorrere lunghe distanze, con una velocità massima di 25 km/h. Il cofano motore collocato dietro al sedile consente di accedere più facilmente ai componenti strutturali, non dovendo più sollevare l’intera cabina, e la semplificazione delle operazioni di manutenzione contribuisce a ridurre il TCO.
LA NUOVA GAMMA DI CARRELLI ELEVATORI MANITOU MI OFFRE LE STESSE MINI-LEVE DELLA GAMMA ELETTRICA ME, UN MAGGIORE COMFORT E UN MINORE LIVELLO DI RUMOROSITÀ
Varietà di gamma Il carrello elevatore MC 25 in mostra a Parigi era in versione “buggy”, a quattro ruote motrici (caratteristica che facilita le operazioni
L’ACCESSO SEMPLIFICATO AI COMPONENTI DELL’MC 30, CON IL COFANO MOTORE DIETRO AL SEDILE, EVITA LA NECESSITÀ DI SOLLEVARE L’INTERA CABINA E CONTRIBUISCE A RIDURRE GLI ONERI DI MANUTENZIONE E POSSESSO
PREMIATO AGLI “INTERMAT INNOVATION AWARDS 2018” PER IL SUO SISTEMA DI STABILIZZAZIONE, A PARIGI IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ROTATIVO MRT 24.70 HA FATTO IL SUO DEBUTTO IN UNA FIERA INTERNAZIONALE
su terreni in pendenza o sconnessi), in grado di raggiungere un’altezza massima di sollevamento di 3,7 m e un raggio di sterzata di 3,4 m. La sua facilità di utilizzo consente di beneficiarne in numerose applicazioni: dai lavori edili a quelli di carpenteria, ai rivestimenti. Concepito per offrire un’elevata visibilità in altezza, grazie al tetto panoramico rappresenta un’evoluzione dell’MC 18.4, presentato alla recente edizione di Fieragricola, a Verona. La sua versatilità nell’utilizzo – sia in ambito agricolo che edile – si esplica anche attraverso la dotazione di una forca porta-sacconi progettata per evitare cadute ac-
SERATA DI GALA PER IL 60° ANNIVERSARIO Lo scorso 23 aprile, in concomitanza con la prima giornata di Intermat 2018, Manitou ha organizzato un esclusivo party presso il Musèe des Arts Forains, a Parigi, dov’è stato ricostruito un quartiere fieristico degli anni Cinquanta. Qui si è celebrato il 60° anniversario dal lancio della prima macchina ideata e prodotta in serie dall’azienda di Ancenis, il carrello fuoristrada ideato personalmente
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nel 1958 dal fondatore Marcel Braud, esposto anche in fiera (foto a sinistra). Come nella trama di uno dei tanti film girati al Museo del distretto di Bercy, Braud ha realizzato il sogno del padre, che voleva costruire un impianto di produzione di betoniere, torri e verricelli motorizzati, ma che nel 1944 era rimasto ucciso durante la liberazione di Ancenis. Già nel 1957 Marcel aveva progettato il suo primo carrello elevatore fuoristrada, utilizzando un autocarro ribaltabile a tre ruote e posizionandovi un carrello a forche motorizzato. L’anno seguente perfezionò il suo progetto partendo dalla base di un trattore McCormick e aggiungendovi un montante di sollevamento e uno sterzo idraulico. Da quella felice intuizione nacque l’MC 5, il primo carrello elevatore
ad adottare il nome Manitou. Esposto come un vero e proprio cimelio, è stato il capostipite di una lunga serie di prodotti che ha portato l’azienda francese ad arrivare fino ai giorni nostri sulla scia di una continua evoluzione tecnologica. Ma nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il coraggio e l’animo visionario di Marcel Braud (foto in alto), che oggi è presidente di alcune divisioni nazionali di quella che nel corso di sei decadi è diventata un’azienda di riferimento a livello mondiale.
cidentali del materiale. In totale, sono sei i modelli che costituiscono la gamma completa di questi nuovi MC, con capacità di carico che vanno da 1,8 a 3 t, per una potenza motore da 26 a 36 kW. Prossimamente arriverà anche in Italia la gamma MC 30, con una portata di 30 q. “Un’altra macchina molto interessante è l’MT 420 H”, spiega il responsabile marketing di Manitou Italia, Carlo Alberto Razzoli. “In particolare, si presta all’uso nei magazzini edili e nella piccola impresa, perché in sostanza sopperisce al tipico limite del carrello elevatore, scaricando il materiale da entrambi i lati (anziché da uno solo) ed essendo una macchina estremamente compatta”.
I carrelli elevatori MI Oltre alle stesse minileve della gamma elettrica ME, questi modelli ora presentano un nuovo standard di isolamento acustico che riduce alla metà il livello di rumorosità. Disponibili in tre gamme (per carichi leggeri, medi e gravosi), i nuovi carrelli Manitou offrono una capacità di carico che va da 1,5 a 10 t, mentre l’altezza massima di carico è di 6,5 m. Grazie alla possibilità di optare per l’alimentazione a gas o a diesel sono performanti sia in interno che in esterno e la loro facilità di utilizzo li fa apprezzare in modo particolare dai noleggiatori.
INTERMAT 2018: “PIATTAFORMA” DI LANCIO
CARLO ALBERTO RAZZOLI RESPONSABILE MARKETING DI MANITOU ITALIA, CI HA GUIDATO ALLA SCOPERTA DELLE NUMEROSE NOVITÀ DI GAMMA, ANTICIPANDOCI IL PROSSIMO ARRIVO IN ITALIA DELLA GAMMA DI CARRELLI ELEVATORI MC 30
“L’altro modello realizzato con questa tipologia di telaio è telescopico MRT 30.50”. Grazie a un’elevata capacità (7 t) e a un’altezza di 24 m, l’MRT 24.70 garantisce all’operatore una notevole precisione e una maggiore sicurezza durante le operazioni di movimentazione di carichi gravosi e a grande altezza. Anche la manutenzione risulta più semplice, grazie alla possibilità di cambiare facilmente i filtri e allo schermo presente in cabina che riporta le informazioni sugli interventi periodici e preventivi da eseguire. ■
Intermat 2018 ha tenuto a battesimo anche l’ultima versione della piattaforma aerea a braccio articolato Manitou 180 ATJ. Dotata di motorizzazione Stage V, non richiede più sistemi di post-trattamento per la riduzione dei consumi per il suo motore Kubota, che passa da 26 a 19 kW/h, migliorando le prestazioni grazie all’utilizzo di una pompa a flusso variabile. Dotato di un sistema “Stop & Go” e di punti di ancoraggio facilmente identificabili per il trasporto, questo modello concepito per soddisfare le esigenze dei locatori ha un TCO inferiore dell’8% rispetto alla versione precedente, già notevolmente conveniente. La versione 100 VJR rappresenta invece un’ulteriore evoluzione nella gamma: con un nuovo contrappeso e una torretta modificata, può essere spostata con un semplice carrello elevatore. Nuovi punti di ancoraggio sono stati collocati sulla testa del montante, facilitando il lavoro dei trasportatori. Pensato per applicazioni quali la manutenzione di strutture metalliche o il montaggio di strutture per eventi, questa piattaforma aerea si solleva fino a 10 m e dispone di una capacità di carico massima pari a 200 kg.
MRT 24.70: debutto “rotativo” Quello parigino è stato il primo vernissage fieristico anche per il sollevatore telescopico rotativo MRT 24.70, che lo scorso gennaio è stato celebrato agli “Intermat Innovation Awards”. “Costruito nello stabilimento Manitou Italia di Castelfranco Emilia, questo nuovo sollevatore telescopico è stato premiato per il suo sistema di stabilizzazione, caratterizzato da un movimento a unico sfilo”, sottolinea Carlo Alberto Razzoli, che ha aggiunto:
LA NUOVA VERSIONE DELLA PIATTAFORMA AEREA A BRACCIO ARTICOLATO 180 ATJ ABBINA MIGLIORATE PRESTAZIONI AI RIDOTTI CONSUMI DEL MOTORE KUBOTA STAGE V
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Hands On
CINQUE MACCHINE
IN UNA!
IL TELETRUK ESEGUE TUTTE LE OPERAZIONI TIPICHE DI UN CARRELLO ELEVATORE A FORCHE CONVENZIONALE CON MONTANTE E… MOLTO ALTRO ANCORA. IN CANTIERE, INFATTI, QUESTA MACCHINA PUÒ SVOLGERE ANCHE IL LAVORO DI UNA MINIPALA, DI UN SOLLEVATORE TELESCOPICO, DI UNA PALA GOMMATA COMPATTA E DI UN CARRELLO ELEVATORE FUORISTRADA di Ettore Zanatta
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IL JCB TELETRUK 35D Grazie alla sua versatilità, il Teletruk è in grado di svolgere il lavoro di cinque macchine insieme: un carrello elevatore a forche con montante, una minipala, un sollevatore telescopico, una pala gommata compatta e un carrello elevatore fuoristrada. In tal modo è possibile ridurre la flotta di mezzi e svolgere più attività durante ciascun turno di lavoro
E
ra il 2014 quando JCB lanciò sul mercato internazionale il primo modello di Teletruk (TLT) con propulsore conforme ai requisiti Stage IIIB/Tier 4 Final. Nell’occasione, il costruttore britannico la presentò come “una
macchina che avrebbe consentito di ottenere risparmi di carburante fino al 32% rispetto ai modelli precedenti”. A distanza di quattro anni, il Teletruk si è dimostrato essere uno strumento estremamente efficace, potendo svolgere il lavoro di cinque macchine (quello di un carrello
elevatore a forche con montante, di una minipala, di un sollevatore telescopico, di una pala gommata compatta e di un carrello elevatore fuoristrada), consentendo alle imprese di ridurre la consistenza del proprio parco mezzi e di svolgere più attività durante ogni turno di lavoro.
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Hands On Il Teletruk 35D offre una capacità di sollevamento fino a 3.500 kg e un’altezza di sollevamento fino a 4.400 mm (5.150 mm nella versione “Hi-Lift”). Questa macchina, inoltre, consente di raggiungere carichi anche in “seconda fila” senza doverla riposizionare e/o di operare in negativo, raggiungendo agevolmente livello inferiori al piano terra (o sotto il ponte di una nave, ad esempio). Il Teletruk sfrutta tutta la sua potenza per garantire precisione e massimo controllo, elementi particolarmente utili in applicazioni specialistiche
Efficienza e versatilità Il JCB Teletruk 35D soddisfa i rigorosi requisiti previsti dalla normativa europee Stage IIIB (nonché dalla Tier 4 Final dell’EPA) in materia di emissioni, senza necessità di filtro antiparticolato (DPF), ed è alimentato da un motore diesel “JCB Diesel by Kohler” da 46 kW a 2.600 giri/min. Appartenente a una gamma che comprende anche i modelli TLT30, TLT30DHL (“High Lift”) e TLT30D 4x4, il TLT35D - disponibile anche in versione 4x4 - è dotato di un tettuccio totalmente confor-
Il Teletruk è disponibile con pneumatici superelastici pieni industriali o con gomme pneumatiche, dipendentemente dalla tipologia di intervento a cui è destinato
me agli standard ROPS e FOPS e può prevedere l’utilizzo di un kit aggiuntivo di protezione completo Wastemaster, da utilizzare negli ambienti più gravosi. Le luci di
EFFICIENZA “INTEGRALE” Mentre il TLT 35D rappresenta il “cavallo di battaglia” di JCB, all’interno della gamma dei Teletruk il modello più venduto è senz’altro il TLT 35D in versione 4x4, quindi con trazione integrale. Appositamente progettata pensando ai piazzali caratterizzati da terreni accidentati e in pendenza, è ideale per poter eseguire movimentazioni e sollevamenti in condizioni di terreno poco adatte all’impiego di carrelli elevatori tradizionali. In questa versione si mette in evidenza una delle caratteristiche del JCB 35D 4x4, la protezione aggiuntiva della carrozzeria pensata proprio per le applicazioni gravose e complesse, composta da una piastra sottoscocca completa, una piastra protettiva anteriore e un accesso laterale in metallo. Inoltre, la presenza di un radiatore a maglie larghe consente di evitare l’accumulo di detriti. Ecco quindi 50 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
che questo modello, che si differenzia dallo standard 35D per alcune specifiche tecniche, in particolar modo in termini di peso, spinta e altezza minima dal suolo, è particolarmente indicato laddove ci sia la necessità di operare fuori contesto
tradizionale, cioè non in tipici piazzali asfaltati o all’interno di magazzini edili ma, ad esempio, in applicazioni industriali con grandi stoccaggi esterni e/o su superfici disconnesse, poco coese o compromesse da intemperie.
IL JCB TELETRUK 35D Grazie al braccio telescopico, con il Teletruk 35D è possibile caricare e scaricare un camion da un solo lato, oltre che sportarsi in spazi ristretti. Ciò offre un risparmio importante in termini di tempistica, poiché non c’è bisogno di riposizionare continuamente la macchina intorno alle aree di lavoro, che possono pertanto essere impiegate diversamente. Nell’immagine si può notare la differenza tra le attività svolte da un carrello elevatore tradizionale (a sinistra) e da un Teletruk
Senza l’ostruzione visiva costituita dai tipici montanti frontali dei carrelli elevatori tradizionali, il Teletruk offre una visuale completa sull’area di lavoro (nella foto, la differenza di visuale tra un carrello tradizionale e il Teletruk). Il design di questa macchina è tale da offrire una visibilità totale delle punte delle forche e degli attrezzi anche quando sono completamente retratti o abbassati a livello del suolo
lavoro anteriori e posteriori, così come la griglia di protezione del parabrezza, assicurano una maggiore protezione dell’operatore e sono montate di serie. Grazie al braccio telescopico che sostituisce il montante, il JCB Teletruk 35D offre considerevoli vantaggi rispetto ai carrelli elevatori a forche tradizionali: grazie alla sua notevole capacità di sbraccio, infatti, è possibile sollevare e posizionare i carichi in modo rapido – anche quelli in “seconda linea” – e quindi la macchina si configura come un movimentatore di materiali ideale per ogni tipologia di attività industriale. Il JCB Teletruk 35D, inoltre, così come agli altri modelli appartenenti alla stessa gamma, offre un’elevata versatilità sul luogo di lavoro, grazie alla possibilità di
Il braccio telescopico, unitamente all’angolo di rotazione della piastra anteriore di 111°, consente il caricamento su un solo lato, consente l’agevole caricamento di vagoni ferroviari, così come di furgoni e camion di ogni genere. Le dimensioni compatte e il ridotto angolo di sterzata permettono inoltre di muoversi anche in spazi ristretti. Il Teletruk è disponibile con due o quattro ruote motrici, in base alle condizioni del terreno su cui la macchina deve operare. La versione 4WD, in combinazione con la potenza del motore Stage IIIB, garantisce prestazioni adeguate anche su rampe e/o situazioni di pendenza
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Hands On I PUNTI DI FORZA
LA MULTIFUNZIONALITÀ IL BRACCIO TELESCOPICO LA VISIBILITÀ SU TUTTI I LATI LA CAPACITÀ DI SBRACCIO ANTERIORE IL SISTEMA DI CONTROLLO DEL CARICO
FORCHE AUTOLIVELLANTI
ELEVATA VISIBILITÀ ANTERIORE
GRIGLIA ANTERIORE DI SERIE
TRASMISSIONE IDROSTATICA DI SERIE
TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE
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IL JCB TELETRUK 35D
VALVOLE DI SICUREZZA SUI MOVIMENTI DEL BRACCIO
LUCI DI LAVORO ANTERIORI E POSTERIORI
CABINA OMOLOGATA ROPS/FOPS
SEDILE REGOLABILE
DIMENSIONI COMPATTE
MOTORE JCB DIESEL BY KOHLER STAGE IIIB
ELEVATA ALTEZZA DAL SUOLO maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 53
Hands On Il JCB Changezee è un sistema di disconnessione idraulica rapida che consente di sostituire gli accessori in meno di 30 secondi senza dover abbandonare la cabina
Come già succede nei sollevatori telescopici, JCB ha dotato il Teletruk di un sistema di controllo del carico che impedisce la perdita di pressione nei cilindri, mantenendo il braccio nella sua posizione nell’eventualità di un guasto idraulico
Il Teletruk è compatibile con un’ampia gamma di attrezzature specifiche per le operazioni di sollevamento e movimentazione. Ciò gli consente di essere versatile e di operare con successo in una vasta gamma di applicazioni
utilizzare attrezzature quali forche tradizionali, benne o pinze, consentendo peraltro di sfruttare al massimo questi accessori grazie alla rilevante capacità di sbraccio anteriore, coniugata alle spiccate capacità di elevazione e rotazione di 111° della piastra anteriore porta-forche. Un altro vantaggio operativo del JCB Teletruk 35D è rappresentato da alcune caratteristiche specifiche che consentono di risparmiare tempo e spazio. La capacità di sbraccio, per esempio, permette di eseguire le operazioni di carico e scarico degli autocarri da un unico lato, contribuendo a risparmiare
Per evitare a sporco, polvere e acqua di penetrare all’interno della macchina, comprometterne le prestazioni e la durata, JCB ha previsto nel Teletruk una protezione aggiuntiva della carrozzeria – utile in particolar modo in caso di applicazioni gravose – composta da una piastra sottoscocca completa e da una piastra protettiva anteriore
fino al 50% dello spazio di carico del piazzale. In tal modo i veicoli con tendoni laterali, ad esempio, possono essere aperti da un solo lato e la sicurezza dell’area di lavoro può essere migliorata separando la zona destinata allo svolgimento delle operazioni di sollevamento con forche da quella destinata al transito dei pedoni, attraverso zone chiaramente delimitate. Il Teletruk - mutuando la lunga esperienza di JCB nella costruzione di sollevatori telescopici - si caratterizza per un design robusto del braccio e del telaio, completamente integrato nella struttura, al fine di eliminare le costose riparazioni e manutenzioni di organi interni che caratterizzano i carrelli elevatori tradizionali. Anche il serbatoio idraulico in acciaio e quello del gasolio sono resistenti all’usura
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IL JCB TELETRUK 35D
MONITORAGGIO TELEMATICO
Il Teletruk può essere allestito con diverse tipologie di cabina, dal semplice tettuccio alla cabina ribassata completamente vetrata
tre la macchina è in movimento, il mezzo si arresterà in maniera controllata e non si muoverà finché egli non ritorna in postazione.
“Su misura” per l’Europa
Il fatto che nessun montante ostruisca la visuale anteriore del Teletruk, unitamente all’elevata potenza fornita dal braccio telescopico, consente agli operatori di caricare con precisione il materiale sui mezzi di trasporto senza danneggiare porte o carrozzerie
I Teletruk di JCB sono forniti in due tipologie di allestimento: Comfort ed Edilizia. Similari tra loro in diversi aspetti costruttivi (entrambe sono dotate ad esempio di semi-cabina vetrata su tre lati e chiusa da una porta in vinile, sedile rivestito in vinile a rego-
Le versioni più “grandi” della gamma Teletruk, quindi i modelli 35D e 35D 4x4, da 35 q, sono equipaggiate da JCB con il sistema di monitoraggio telematico dei mezzi LiveLink, l’innovativo strumento di sicurezza lanciato nel 2011 nel Regno Unito che consente di proteggere al meglio il valore delle macchine su cui è installato, controllando e migliorando al tempo stesso le prestazioni del mezzo, garantendone una corretta manutenzione e la disponibilità operativa. Il sistema LiveLink – che è una funzionalità standard per gran parte della gamma JCB (è presente su oltre 60 modelli delle sue macchine) – permette ai proprietari di controllare e gestire a distanza le loro macchine: è sufficiente disporre di un PC collegato a Internet, mentre il terminale LiveLink è integrato nella macchina stessa, di cui controlla posizione e parametri di funzionamento per poi trasmetterli tramite la tecnologia di comunicazione della telefonia mobile. Localizzazione, utilizzo o spostamenti non autorizzati, segnalazioni diagnostiche, ore di funzionamento, scadenze di manutenzione: nulla sfugge al sistema LiveLink.
Il Teletruk JCB 35D è dotato di un sistema di trasmissione idrostatico di serie completamente integrato per una maggiore protezione. La macchina vanta anche una capacità di sollevamento pari a 3.500 kg e a 2.400 kg con uno sbraccio in avanti di 2 m. L’altezza massima di sollevamento è di 4 m e la macchina presenta un raggio di sterzata particolarmente compatto. Il sedile del Teletruk JCB 35D è inoltre dotato di un rilevatore di presenza operatore: se quest’ultimo non è seduto, la macchina non si avvia; se invece l’operatore si alza menmaggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 55
Hands On Il sistema operativo con interblocco di sicurezza del quale è dotato il Teletruck riduce qualsiasi rischio di malfunzionamento
I comandi in cabina sono ergonomici e tutti a portata di mano, con un display facilmente leggibile in qualsiasi condizione di illuminazione e leve di comando multifunzionali, in grado di gestire i movimenti di sollevamento e sfilo e di inclinazione degli accessori. Il Teletruk, inoltre, è dotato di blocco di sicurezza di tutti i movimenti aggravanti (normativa UNI EN 15000:2009), per gestire in sicurezza il carico e ridurre la possibilità di sovraccaricare la macchina. Il livello sonoro interno della cabina è di 78 dB(A)
EFFICIENZA ENERGETICA Mentre le versioni TLT 30 e TLT 30DHL prevedono di serie una motorizzazione Perkins Stage IIIA, per i Teletruk 30 DHL, 35D e 35D 4x4 il costruttore britannico ha scelto di montare di serie un propulsore JCB Diesel by Kohler, così come fatto per molte sue linee di macchine compatte quali mini e midi escavatori, pale e minipale e sollevatori telescopici. I motori Kohler KDI scelti da JCB (i modelli KDI 1903TCR, KDI 2504M e KDI 2504TCR, come – quest’ultimo – nel caso dei TLT) utilizzano un sistema di iniezione Common Rail a 2.000 bar di pressione, ricircolo dei gas di scarico (EGR), quattro valvole per cilindro e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) all’interno del sistema di scarico. La decisione di collaborare con Kohler Engines per utilizzare i motori per le macchine compatte e, nella fattispecie, per i Teletruk è stata guidata dalla sinergia tra le tecnologie utilizzate sia da JCB che da Kohler per raggiungere le soglie fissate dalle leggi in vigore: questi motori compatti, infatti, soddisfano le rigorose normative per l’emissione dei gas di scarico EU Stage IIIB ed EPA Tier 4 Final senza utilizzare un DPF. Ciò è perfettamente in linea con la strategia 56 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
motoristica ad ampio raggio di JCB. Le caratteristiche intrinseche di questi motori hanno consentito a JCB di sostituire nei suoi progetti motori di cilindrata superiore con un modello i cui ingombri sono notevolmente inferiori e, di conseguenza, di ridurre i consumi senza necessariamente riprogettare l’applicazione o, in caso di nuova macchina, di disegnare vani motori ridotti a vantaggio della visibilità dell’operatore, migliorandone così la produttività e la sicurezza. Inoltre, gli ottimi livelli prestazionali ai bassi regimi di rotazione consentono un incremento della produttività e contribuiscono a una riduzione dei consumi di carburante.
lazione totale), la seconda offre in più l’omologazione stradale, che dà la possibilità di effettuare brevi spostamenti stradali con carichi (fino a 2 t) sulle forche, mettendo gli operatori in condizione di potersi spostare anche in aziende che hanno come piazzale una strada pubblica, ad esempio, o all’interno dei porti, dove le banchine sono considerate “strade pubbliche”, evitando quindi di dover considerare l’impiego di mezzi specifici.
JCB assicura una pianificazione efficiente dei servizi di manutenzione, per garantire la massima produttività. Nel caso del Teletruk, ad esempio, la manutenzione del motore è prevista ogni 500 ore e quella dell’impianto idraulico ogni 1.000 ore. L’efficienza operativa è supportata da una garanzia JCB di due anni
IL JCB TELETRUK 35D
LA SCHEDA TECNICA
La gamma di modelli JCB Teletruk destinati al mercato dell’Unione europea è dotata di una misura di sicurezza aggiuntiva, ovvero di un sistema di controllo del movimento longitudinale del carico. In aggiunta all’indicatore di carico standard, il sistema adattivo di controllo carico di JCB consente infatti di limitare le funzioni di estensione e abbassamento del braccio alle impostazioni predefinite dal sistema per le operazioni svolte entro i parametri indicati dal grafico di distribuzione del carico. Il sistema Teletruk monitora tutte le variabili ogniqualvolta l’operatore modifica i parametri dello sbraccio e dell’altezza durante il ciclo di sollevamento e provvede a diminuire la portata del circuito quando vengono raggiunti i limiti. Se questi limiti vengono superati, la portata del circuito per queste funzioni sarà interrotta, in totale sicurezza. ■
JCB TELETRUK
TLT 35D
TLT 35D 4x4
Altezza di sollevamento max.:
4.400 mm
4.350 mm
Alzata libera (std):
1.410 mm
1.350 mm
Altezza verticale max.:
4.975 mm
5.150 mm
Altezza cabina (standard/ribassata):
2.205/2.105 mm
2.300/2.200 mm
Lunghezza max. (alla testata forche):
3.000 mm
3.200 mm
Larghezza max. (ai parafanghi):
1.280 mm
1.400 mm
Passo:
1.950 mm
2.050 mm
595/795 mm
610/760 mm
Portata max. (con traslatore):
3.500 kg
3.500 kg
Altezza minima dal suolo:
125 mm
175 mm
2.280/2.430 mm
2.400/2.450 mm
2.680 mm
2.680 mm
Capacità nominale benna (opzionale, da 1.385 di larghezza):
0,6 m3
0,6 m3
Angolo di rotazione piastre anteriore:
111°
111°
27 x 10 x 12/23 x 9 x 10
27 x 10 x 12/27 x 10 x 12
Raggio di sterzata (al piano porta-forche):
2.885 mm
3.500 mm
Trasmissione:
idrostatica
idrostatica
Sbalzo anteriore al piano forche (al suolo/orizzontale):
Sbraccio al suolo/orizzontale max. (baricentro a 500 mm): Altezza di scarico max. (30°):
Pneumatici anteriori/posteriori:
Motore (Tier 4, Stage IIIB):
JCB Diesel by Kohler JCB Diesel by Kohler
Modello motore:
KDI2504TCR, 4 cilindri
KDI2504TCR, 4 cilindri
Potenza motore:
46 kW a 2.600 giri/min
46 kW a 2.600 giri/min
Velocità di traslazione:
20 km/h
20 km/h
Pendenza superabile max. (carico/scarico):
21/25%
23/25%
Peso totale (a vuoto):
5.100 kg
5.500 kg
Il Teletruk garantisce il totale accesso da terra a tutti i principali componenti interni e il controllo degli intervalli di assistenza in modo rapido e semplice grazie anche alla cabina ribaltabile. Anche la batteria è facilmente accessibile senza strumenti speciali, così come il serbatoio dell’olio idraulico
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 57
COMPONENTI BONFIGLIOLI RIDUTTORI
TRASMISSIONE
DI INNOVAZIONE
IL COSTRUTTORE BOLOGNESE, CHE HA FESTEGGIATO I 60 ANNI DI ATTIVITÀ NEL 2016, SI CONFERMA COSTANTEMENTE COME LEADER A LIVELLO INTERNAZIONALE NEL MERCATO GLOBALE DELLA TRASMISSIONE DI POTENZA. QUATTRO LE NOVITÀ LANCIATE SUL MERCATO NEL 2018, SPECIFICHE PER IL SETTORE MOBILE
IL NUOVO RIDUTTORE EPICICLOIDALE A CARCASSA ROTANTE BONFIGLIOLI SERIE 711C 2 B, APPLICATO A GRU EDILI
di Ettore Zanatta
B
onfiglioli Riduttori (Lippo di Calderara di Reno – Bo) progetta, produce e distribuisce una vasta gamma di motoriduttori, dispositivi di azionamento, riduttori epicicloidali e inverter in grado di integrarsi in qualsiasi applicazione, sia in termini di dimensioni che di utilizzo. L’azienda bologne58 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
se, fondata nel 1956, opera oggi in 21 paesi tramite 14 impianti di produzione – dislocati tra Italia, India, Repubblica Slovacca, Germania, Vietnam, Cina, USA e Brasile – ed è un punto di riferimento nei tre settori d’attività in cui opera: Industrial, Wind e Mobile. Quest’ultimo, in particolare, caratterizzato da grandi OEM, è seguito direttamente dalla casa
madre da una sede dedicata sita a Forlì, dove ci siamo recati per approfondire la conoscenza delle quattro novità lanciate dal costruttore in questo 2018.
Una soluzione per gli argani Novità interessante proposta da Bonfiglioli è il riduttore a carcassa rotante 711C 2 B, sviluppato per soddisfare alcune specifiche richieste provenienti da un cliente, costruttore americano, per le gru a marchio Potain:
grazie alle sue dimensioni compatte, questo prodotto si adatta perfettamente all’interno del tamburo degli argani e si distingue per un design in grado di offrire una soluzione più semplice da montare, silenziosa, leggera ed economica rispetto a quello standard. Gli anelli di tenuta, il profilo e i cuscinetti di questo riduttore, particolarmente robusti, permettono di produrre meno vibrazioni, offrendo una soluzione durevole e affidabile.
AZIONAMENTO PER COMANDO RUOTE BONFIGLIOLI SERIE 605WE CON MOTORE ELETTRICO APPLICATO A UNA PIATTAFORMA AEREA
Il riduttore – che è collegato direttamente al motore elettrico (3.600 giri/min) – è in grado di lavorare in condizioni climatiche estreme (tra i -25˚ e i +50˚) senza necessitare di lubrificazione supplementare esterna. Il range di temperatura ambientale aumenta con l’aggiunta di lubrificazione forzata dell’olio con i relativi sensori di controllo della temperatura.
Una soluzione robusta per le piattaforme Bonfiglioli non ha lanciato sul mercato solo il riduttore a carcassa rotante 711C 2 B destinato al sollevamento. Essendo partner di aziende primarie del settore e grazie alle sue conoscenze sia nella produzione di riduttori che di motori elettrici, il costruttore riesce sempre a sorprendere in fatto di innovazioni. Ne è un esempio il riduttore epicicloidale della serie 605WE, idoneo per il comando delle ruote, progettato e sviluppato in collaborazione con uno dei suoi clienti per una nuova e
L’OPINIONE
“Bonfiglioli Riduttori si è sempre contraddistinta per la sua vocazione all’innovazione. Fin dal 1956, anno della sua fondazione, con tutti i momenti e i successi che hanno caratterizzato la sua storia: dalla progettazione del primo riduttore a due stadi epicicloidali serie RAE (brevettato) nel 1964 all’acquisizione di Trasmital nel 1975, dall’avvio del processo di internazionalizzazione del 1982 all’ottenimento della certificazione del Sistema Qualità ai due enti DNV e TÜV nel 1993, dalla creazione del servizio di e-Commerce Mosaico nel 2000 all’acquisizione di Vectron e Tecnoingranaggi gli anni successivi, dall’avvio della gestione diretta del mercato italiano con Bonfiglioli Italia nel 2007 alla costituzione del Bonfiglioli Innovation Center per la ricerca tecnologica nel 2010 e del centro di ricerca applicata Bonfiglioli Mechatronics Research (BMR) nel 2011, dall’acquisizione del 95% della filiale spagnola Tecnotrans nel 2014 e di O&K Antriebstechnik l’anno successivo alla celebrazione dei 60 anni di attività nel 2016, passando attraverso le svariate inaugurazioni di strutture in tutto il mondo. Oggi, la vasta gamma di soluzioni, l’alta qualità dei prodotti e l’avanzata tecnologia messe a disposizione da Bonfiglioli le consentono di distinguersi come partner ideale per i produttori di macchine per il settore delle costruzioni, per i quali è in grado peraltro di progettare, sviluppare e realizzare soluzioni create su misura, in base alle esigenze. Non solo macchine movimento terra con le quali Bonfiglioli mantiene collaborazione con i più importanti costruttori al livello mondiale, ma anche per il settore delle piattaforme aeree per le quali fornisce ai principali costruttori europei e nord americani, ma soprattutto nel settore macchine stradali, nel quale Bonfiglioli è assoluto leader mondiale, fornendo a tutti i principali costruttori. Tutto ciò in un contesto economico in crescita, per noi – con numeri similari al periodo pre-crisi e registrando nuovi record di fatturato) – e in generale: abbiamo incrementato le nostre quote di mercato in tutti i settori di competenza e in tutti i Paesi dove operiamo (Nord STEFANO BALDI America, Germania, Inghilterra, Italia, Cina e India) e abbiamo diversificato prodotti e sedi DIRETTORE COMMERCIALE DELLA BUSINESS UNIT MOBILE, BONFIGLIOLI RIDUTTORI produttive, ai fini di garantire ancor maggiore flessibilità ai nostri clienti”. maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 59
COMPONENTI
NELLA STRUTTURA DI FORLÌ, BONFIGLIOLI RIDUTTORI METTE A DISPOSIZIONE UN TEAM DI TECNICI ALTAMENTE SPECIALIZZATI CHE UNISCE CONOSCENZE ED ESPERIENZA SULLE APPLICAZIONI SPECIFICHE DEL MERCATO MONDIALE DEL MOBILE A QUELLE LEGATE AI TREND INTERNAZIONALI. INOLTRE, DISPONE DI TECNOLOGIE E PROCESSI PRODUTTIVI ALL’AVANGUARDIA, IN GRADO DI SODDISFARE OGNI ESIGENZA, SOPRATTUTTO QUELLE DEI CLIENTI CHE NECESSITANO DI PRODUZIONI IN SERIE
innovativa piattaforma aerea ibrida. La serie 605WE consiste in un riduttore epicicloidale a carcassa rotante a tre stadi di riduzione con motore elettrico da 8 kW e freno di parcheggio integrati capace di garantire, anche in questo caso, elevata efficienza e dimen-
sioni compatte. E, anche qui, l’integrazione di tutti i componenti offre l’opportunità di avvalersi di una soluzione economica e di semplice manutenzione. La flangia rotante per l’installazione diretta della ruota
permette di beneficiare di una soluzione adattabile per mezzi sia ibridi che elettrici. Il grado di protezione IP67 e la particolare verniciatura, unitamente
TERNA HUDDIG CON TIGON TECHNOLOGY DOTATA DI AZIONAMENTI PER COMANDO RUOTE BONFIGLIOLI SERIE 610X CON MOTORE ELETTRICO
60 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
a una resistenza torsionale elevata, rendono questa soluzione adatta ai veicoli a quattro ruote sterzanti, anche nelle condizioni ambientali più estreme come quelle tipiche dei cantieri edili.
Oltre il sollevamento Non solo sollevamento. La nuova serie per comando ruote serie 610X, progettata e sviluppata da Bonfiglioli e creata appositamente per le terne ibride, rappresenta una novità anche in termini appli-
esempio, nei cantieri situati nei centri cittadini. I quattro azionamenti sono molto silenziosi, come richiesto dall’azienda svedese.
Riduttori per traslazione cingolo I riduttori per traslazione cingolo Bonfiglioli serie 705XT combinano in modo ottimale sistemi meccanici collaudati e componenti idraulici all’avanguardia e rappresentano una strategica estensione di gamma, nonché una scelta ide-
“
BONFIGLIOLI RIDUTTORI PROGETTA, PRODUCE E DISTRIBUISCE UNA VASTA GAMMA DI MOTORIDUTTORI, DISPOSITIVI DI AZIONAMENTO, RIDUTTORI EPICICLOIDALI E INVERTER
cativi per il costruttore bolognese, che guarda al futuro, ed è costituita da azionamenti idraulici a due velocità, con cambio di velocità elettronico e freno di servizio dinamico e parcheggio integrato. Si tratta di un pacchetto completo e compatto che consente un’ottimizzazione del motore elettrico il quale, grazie al cambio della velocità integrato, funziona sempre a una velocità che ne garantisce la massima efficienza. Nel 2017 Huddig, uno dei principali costruttori di terne in Svezia, ha scelto questa soluzione per la trazione a quattro ruote della sua nuova terna ibrida, attualmente disponibile sul mercato: ogni azionamento può raggiungere una coppia in uscita massima di 40.000 Nm ed è comandato da un motore elettrico raffreddato a liquido da 30 kW. Il controllo indipendente di ciascuna ruota consente una guida migliore della terna sulle superfici “scivolose”. Gli azionamenti Bonfiglioli della serie 610 sono stati studiati per migliorare anche garantire precisione alla macchina, semplificandone la manovrabilità negli spazi ristretti come, ad
I NUOVI RIDUTTORI PER TRASLAZIONE CINGOLO BONFIGLIOLI SERIE 705XT CON MOTORE A PISTONI ASSIALI. NELLA FOTO, ESEMPIO DI APPLICAZIONE SU UNA MINIPALA COMPATTA, MA POSSONO ESSERE UTILIZZATI ANCHE SU MACCHINE STRADALI E ALTRI MEZZI DEL SETTORE CONSTRUCTION
„
ale nel settore Construction per le applicazioni “closed-loop” e per le macchine più “impegnative” come escavatori da 5,5 a 7,5 t e pavimentatrici da 12 a 15 t. Questa novità – che si rivolge anche al settore agricolo – consiste in un riduttore a due stadi di riduzione con motore idraulico “swashplate” e freno parcheggio integrati che garantisce contemporaneamente un’elevata efficienza e dimensioni molto compatte. L’integrazione di tutti i componenti offre ai costruttori di macchine l’opportunità di avvalersi di un’installazione semplificata, di dimensioni complessive ridotte e, al contempo, di una soluzione economica. Questo dispositivo di azionamento, che fornisce una coppia massima in uscita di 17.000 Nm, integra il motore a pistoni assiali Th68: esso permette una pressione continua di 250 bar e una portata d’olio di 160 l/min. Ulteriori caratteristiche dei dispositivi di azionamento 705XT: sono disponibili un sistema di controllo idraulico della cilindrata a due posizioni o un sistema elettrico di controllo proporzionale e a variabilità costante, con sensore di velocità integrato. ■
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 61
TECNOLOGIE MP FILTRI
Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici - SECONDA PARTE -
NELLA PRIMA PARTE DI QUEST’ARTICOLO ABBIAMO EVIDENZIATO I REQUISITI NECESSARI PER MONITORARE I SISTEMI OLEODINAMICI IN SERVIZIO E INDIVIDUARE LE SOLUZIONIDISPONIBILI PER GARANTIRNE UN OTTIMALE MANUTENZIONE. IN QUESTA SECONDA PARTE ANALIZZIAMO I SISTEMI DI MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE PIÙ EFFICACI E I FATTORI CHE INFLUENZANO LA VALIDITÀ DEI DATI SULLA CONTAMINAZIONE DEI FLUIDI di Geoff Grant 62 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
TRA LE MOLTE SOLUZIONI PROPOSTE DA MP FILTRI, IL VPAF È UN’ATTREZZATURA MOBILE PER LA RILEVAZIONE E VISIONE OTTICA DELLA CONTAMINAZIONE PRESENTE NEGLI OLI SU MEMBRANE DA 47 MM. L’ATTREZZATURA COMPRENDE LE APPARECCHIATURE PER PRELIEVI STATICI E DINAMICI DEGLI OLI DAGLI IMPIANTI OLEODINAMICI E DAI SERBATOI
È
opinione abbastanza diffusa (dimostrata anche tramite dati sperimentali reali) che la misurazione online della contaminazione dei fluidi tramite contatori automatici di particelle (APCs – Automatic Particle Counters) sia la tecnica più rispondente ai criteri di qualità e che senza il suo sviluppo gran parte della ricerca negli ultimi 35 anni non sarebbe stata possibile. Quando vengono utilizzati entro i loro parametri, gli APC garantiscono precisione ed economia d’esercizio; tuttavia, come tutti i metodi di misurazione delle particelle, presentano dei limiti e se non vengono utilizzati correttamente possono fornire risultati non corretti. L’attività degli APC si basa sul principio di “estinzione della luce”: le particelle contenute nel liquido vengono investite da un fascio di luce che viaggia attraverso uno stretto passaggio di rilevamento,
FIGURA 4. PRINCIPI DELL’APCS
così da ridurne l’intensità quando arriva al sensore. (Figura 4) Questo risultato è ottenuto utilizzando principi di dispersione o assorbimento della luce. La riduzione dell’intensità è relativa alla dimensione delle particelle in funzione della calibrazione impostata. L’APC può fornire un ampio intervallo di dimensioni delle particelle, da 0,5 a oltre 2.000 µm, a seconda dello strumento utilizzato e della sua applicazione, e può lavorare direttamente online utilizzando sorgenti in pressione oppure, in modalità offline, campioni imbottigliati prelevati dal sistema. La capacità di questi strumenti di contare e dimensionare le singole particelle in modo rapido e con
un elevato grado di precisione li hanno resi indispensabili relativamente alle analisi sulla contaminazione. Questi campi di applicazione includono test sui filtri e sulla sensibilità dei componenti ai contaminanti, nonché il monitoraggio dell’andamento delle operazioni di flussaggio e quello delle condizioni generali del sistema.
Monitoraggio online Come riportato nella Figura 5, una misurazione continua online consente l’immediata individuazione di una situazione fuori controllo e la pronta attuazione delle necessarie azioni correttive. Ciò fa sì che l’usura possa essere minimizzata. Il sistema oleodinamico che prendiamo come esempio è quello di un’attrezzatura dotata di filtro singolo da 6 µm inserito in una linea di pressione da 120 bar. Sono stati estratti i risultati di monitoraggio online per un periodo di tre giorni:inizialmente il conteggio delle particelle è stato molto basso (ISO 5/3/1), fino a quando il sistema ha avuto un rabbocco d’olio durante il turno di notte (A). L’olio versato senza essere stato filtrato si è rivelato molto sporco e ciò ha provocato un parziale by-pass del filtro. Purtroppo l’indicatore di intasamento non ha funzionato e l’aumento della contaminazione è stato rilevato solo la mattina successiva, quando è stato ispezionato
FIGURA 5. ESEMPI DI MONITORAGGIO CONTINUO ONLINE
L’ANALIZZATORE DI CONTAMINAZIONE CML2 DI MP FILTRI. È REALIZZATO PER LA MISURAZIONE E QUANTIFICAZIONE NUMERICA DELLA CONTAMINAZIONE SOLIDA NELL’IDRAULICA DI POTENZA E LUBRIFICAZIONE. SI TRATTA DI UNO STRUMENTO PORTATILE PER MISURAZIONI DIRETTE SUGLI IMPIANTI IDRAULICI
il monitor online. È stato quindi montato un nuovo elemento e il sistema è stato ripulito molto rapidamente. Durante lo studio sono stati rilevati ulteriori aumenti di livello di contaminazione. Il secondo di questi (B) è stato rilevato grazie alla presenza di aria monitorata nel sistema, causata dal fatto che il filtro sulla linea di pressione era posto sopra il livello del serbatoio, così che l’olio è potuto fuoriuscire parzialmente attraverso il gruppo filtrante durante i periodi d’inattività. All’avvio, a bassa pressione, un limitato quantitativo di aria è circolato nel sistema fino a quando è stato rimosso da una combinazione di fattori, come il galleggiamento in superficie e la forzatura al cambio di stato di soluzione quando il sistema è stato azionato ad alta pressione. Tutto ciò è stato superato inserendo una valvola di non ritorno posta sul lato alla base del filtro, atta a prevenire fuoriuscimaggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 63
TECNOLOGIE tato problema relativo al by-pass del filtro) sarebbero stati segnalati molto tempo dopo. Se il livello di contaminante non viene controllato e rilevato tempestivamente si accelera l’usura dei componenti e ci si espone ai danni conseguenti. La seconda evidenza consiste nel fatto che il monitoraggio costante consente una migliore comprensione delle cause che possono provocare la contaminazione del sistema e, di conseguenza, permette di apportare dei miglioramenti nella progettazione o nel definire le tempistiche di manutenzione.
Falsi allarmi
L’UNITÀ AZ2 È UTILIZZATA PER IL MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI DEI FLUIDI A NORMA ATEX
te di olio;operazione effettuata durante l’arresto corrispondente con la pausa del week-end. Il terzo picco (C) è stato notato immediatamente dopo l’avvio e ha messo in evidenza la sporcizia entrata nel sistema a seguito degli interventi effettuati per montare la valvola di ritegno. L’APC ha evidenziato come il filtro abbia rimosso rapidamente questi detriti. Tutto ciò dimostra due cose. In primo luogo, la necessità di controllare la pulizia del sistema con maggiore regolarità perché non si può presumere che, quand’anche i campioni siano di qualità accettabile nei momenti di verifica, il periodo che intercorre tra questi sia coerente con gli stessi risultati. È probabile, infatti, che se le analisi fossero state fatte usando un’unità portatile (offline invece che online) gli aumenti di contaminante nel breve periodo non sarebbero stati rilevati, mentre gli eventi nel lungo periodo (come il succi64 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
È stato spiegato in precedenza che per evitare “falsi allarmi” i dati analizzati devono essere rappresentativi del fluido nel sistema e che ci sono una serie di fattori che influenzano la validità delle suddette analisi. Questi fattori possono essere brevemente riassunti e spiegati in relazione agli APCs installati permanentemente. Pulizia della bottiglia-campione: non applicabile. La tecnica di raccolta: non applicabile, in quanto le unità permanentemente installate presentano
L ACMU È UN GRUPPO AUSILIARIO PER IL MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE
un flusso continuo, mentre le unità portatili richiederanno un flussaggio dopo la connessione. La posizione del punto di campionamento: non applicabile, in quanto le unità permanentemente installate hanno una posizione fissa (i livelli di pulizia variano in tutti i sistemi, quindi dovrebbe essere sempre utilizzata la stessa posizione per il monitoraggio generale). Il flussaggio del punto di campionamento: non applicabile alle unità installate in modo permanente. Il metodo di taratura: non applicabile, in quanto il metodo comunemente utilizzato è ISO-11171. Le particelle coincidenti: è il caso in cui due o più particelle vengono considerate come una sola aumentando il conteggio delle dimensioni più piccole; questo dipende dalla concentrazione di sporco e non dovrebbe essere frequente nei sistemi moderni, solitamente più puliti (vedi anche “contaminante finemente diviso”). Il livello di saturazione dell’APC: è causata dall’alto numero di particelle; attualmente non è più un problema in quanto il livello di saturazione degli APC è sostanzialmente più alto rispetto a 15 anni fa e i sistemi sono molto più puliti. Il ciclo di lavoro: così come la posizione, anche la pulizia cambia in base all’operatività del sistema; per ridurre statisticamente queste variazioni bisognerebbe analizzare un grande volume d’olio, ad esempio 1 litro con ISO 10/8/6. Altri fluidi (aria, acqua in olio, olio in acqua, oli, eccetera): gli APCs richiedono liquidi chiari e omogenei e alcuni fluidi contaminanti danno risultati errati; la natura dei dati riguardanti questi fluidi contaminanti è tale che questi dovrebbero essere facilmente identificati come “errori”. Ad esempio, la contaminazione dell’acqua può dare un profilo di ISO 22/21/21 in un sistema altrimenti pulito. L’identificazione di queste forme di contaminante dipendente dall’esperienza dell’operatore. Si noti che
tali contaminanti sono di solito un risultato di pulizia scadente ed una carenza di competenza. Contaminanti finemente divisi: contaminanti molto piccoli (< 4µm(c) e presenti in gran numero, come quelli prodotti dall’ossidazione dell’olio, da additivi esausti e da particelle generate dall’usura di alcuni componenti)produrranno un conteggio di particelle
MP FILTRI PROPONE ANCHE ACCESSORI DA UTILIZZARE IN ABBINAMENTO A CONTATORI LPA2 E CML2, PER LE ANALISI STATICHE DEGLI OLI, DISPONIBILI PER CONTENITORI DA 110 ML
molto alto e non rappresentativo attraverso il meccanismo della coincidenza. Questi si possono riconoscere dalle grandi differenze tra la prima e la seconda classe di contaminazione rappresentata dai codici come ad esempio ISO 18/11/08. Generalmente il secondo e il terzo codice e i dati della scala non sono significativamente modificati. Alcuni additivi non solubili, come ad esempio l’additivo del silicone antischiuma, producono un effetto simile. Metodologia di analisi utilizzata: la misurazione online fornisce un processo di analisi coerente e non è caratterizzato da tali errori. Grado di conoscenza della tecnologia: come per qualsiasi tecnologia, l’interpretazione dei dati è fondamentale per il successo della funzione di monitoraggio. Una corretta interpretazione porterà all’adeguato processo decisionale
e viceversa. Pertanto è essenziale che l’operatore sia formato correttamente sia per quanto riguarda l’uso dell’APC che per l’interpretazione dei dati.
Conclusioni Di seguito le conclusioni a cui si è giunti: - la durata e l’affidabilità dei sistemi oleodinamici sono fortemente influenzate dalla presenza di contaminante nei fluidi (più pulito è il fluido, più affidabile è il sistema o il processo e si allunga la vita dei componenti); - il monitoraggio della pulizia dei fluidi idraulici è probabilmente la tecnica più semplice e conveniente e dovrebbe essere la priorità in un qualunque regime manutentivo; - per ottenere prestazioni ottimali del sistemala dichiarazione sul livello di pulizia del fluido dovrebbe basarsi sulla sensibilità dei componenti al contaminante e
sulla durata e affidabilità richieste dall’utilizzatore; - il sistema dev’essere monitorato regolarmente, i dati vanno comparati rispetto alle specifiche e le azioni correttive devono essere messe in atto tempestivamente se la specifica viene superata;ciò garantirà un corretto funzionamento, che migliorerà la produttività, la qualità, la redditività e la soddisfazione del cliente; - delle metodologie disponibili, il controllo online attraverso un APC installato permanentemente è quello che può raggiungere i migliori risultati e rappresenta lo strumento più efficace in qualsiasi regime di manutenzione preventiva; - il successo dell’applicazione di APCs dipende notevolmente dalla conoscenza e dall’esperienza dell’operatore; la formazione dovrebbe focalizzarsi sia sull’uso della strumentazioneche sull’inter■ pretazione dei dati.
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maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 65
Dossier
ITALIANS
DO IT BETTER LA CRESCITA IN DOPPIA CIFRA REGISTRATA NEL 2017 ATTESTA SU VALORI RECORD, PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO, IL SETTORE DEI SISTEMI DI TRASMISSIONE DI MOVIMENTO E POTENZA. LE PROSPETTIVE PER IL 2018 SONO DI UN’ULTERIORE CRESCITA, ANCHE GRAZIE A MAGGIORI LIVELLI DI INTEGRAZIONE TECNOLOGICA E DI FILIERA. IN QUESTO CONTESTO, L’ECCELLENZA DELLE NOSTRE AZIENDE CONQUISTA SEMPRE MAGGIORI QUOTE DEL MERCATO INTERNAZIONALE di Lorenzo Zacchetti
N
onostante la nostra tradizionale propensione per l’autocritica, il disfattismo e la lamentela, ci sono diversi settori nei quali il
66 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
“made in Italy” è sinonimo di un’eccellenza indiscussa. Tra questi c’è senza dubbio l’industria meccanica e, in particolare, il comparto dei sistemi di trasmissione di movimento e potenza.
COMPONENTI E RICAMBI In un contesto generale che ci vede secondi solo alla Germania, quest’ambito specifico vale oltre 10 miliardi di euro, rappresentando una leadership che viene riconosciuta con più facilità all’estero che da noi. Per certi versi ciò appare paradossale, ma presenta l’indubbio vantaggio di favorire la notevole propensione all’export delle aziende del settore, che vendono fuori confine circa il 60% della produzione totale (+11,8% su base annua). In un momento di evidente ripresa del mercato è stato necessario rivedere al rialzo le stime che Assiot e Assofluid avevano fatto per il 2017. Nel corso della “Giornata Economica” svoltasi lo scorso 28 marzo a Cinisello Balsamo (Mi) le due associazioni hanno presentato all’unisono un quadro ancora più positivo di quello che era stato stato inizialmente delineato.
Nozze in vista Dopo due anni di stasi ci si attendeva che il settore della trasmissione di potenza andasse – per la prima volta – oltre la soglia dei 7 miliardi di euro. Ampiamente
conseguito il risultato, ora si marcia a larghi passi verso quota 7,7 miliardi, che dovrebbe essere toccata senza eccessivi problemi nel corso del 2018. Fabrizio Cattaneo, segretario generale di Assiot, ha sottolineato come questi siano “anni da record, sebbene ‘solamente’ dal punto di vista dei volumi e non ancora per quanto riguarda i profitti”. Il quadro è ancora più confortante se si guarda al
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 67
Dossier LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ASSIOT
TOMASO CARRARO PRESIDENTE
Il padrone di casa della “Giornata Economica” ha indicato la direzione strategica per una nuova rappresentanza di settore: “Se guardiamo alla necessità di interconnessione tra soggetti che è insita nell’idea stessa di 4.0 è evidente che siamo già, nei fatti, una realtà industriale molto più ricca della somma dei nostri dati di fatturato perché dobbiamo guardare all’intera filiera ed è proprio questa la direzione della forma di associazionismo nuova di cui vogliamo essere esempio. Oggi il nostro fatturato diretto supera i 10 miliardi di euro ma il valore del macro settore, comprendendo l’indotto più diretto, supera abbondantemente i 40 miliardi. Occorrerà dunque continuare a costruire per continuare a crescere e lo dovremo fare insieme a tutti i nostri collaboratori interni ed ‘esterni’: formare risorse adeguate per avvalersi appieno dei big data, di cui – è stato messo in luce – si conosce con certezza il valore ma non ancora tutte le modalità di utilizzo, sarà uno dei punti e delle sfide centrali, una delle principali priorità”.
macrosettore, ovvero alla sommatoria dei mercati seguiti rispettivamente da Assiot e da Assofluid: in totale, nel 2017 ha toccato quota 10,75 miliardi di euro, dato che deriva dalla somma degli oltre 7,3 miliardi del settore organi di trasmis68 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
LA PAROLA ALL’ESPERTO / UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
PROF. LUIGI SERIO DOCENTE DI SCIENZE DELL’ECONOMIA E DELLA GESTIONE AZIENDALE
Ha concluso i lavori della “Giornata Economica” la riflessione guidata dal prof. Luigi Serio sul tema: “Dal semilavorato al prodotto finito: la caratteristica dell’Industria Italiana valore aggiunto per l’Impresa 4.0”. Con il contributo dei relatori che si sono alternati, la discussione ha aiutato i protagonisti del settore a comprendere quale opportunità possa essere per loro il nuovo paradigma tecnologico e in che modo la sua introduzione andrà a impattare sulla ridistribuzione del valore nella
UNA FASE DELLA “GIORNATA ECONOMICA” CON LA PARTECIPAZIONE DI (DA SINISTRA): FABIO GALLO (PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ECONOMICA), TOMASO CARRARO (PRESIDENTE DI ASSIOT), MARCO FERRARA (DIRETTORE DI ASSOFLUID) E FABRIZIO CATTANEO (SEGRETARIO DI ASSIOT)
sione/ingranaggi e dei 3,417 del settore oleoidraulico/pneumatico. L’immediato futuro è luminoso e, a fine 2018, è previsto che si arrivi a circa 11,5 miliardi. Analizzare i dati nel loro complesso è particolarmente interessante, anche per-
filiera che lo produce. Molti gli spunti di interesse emersi in tal senso, in particolare la riflessione che ha messo in luce come la vera minaccia sarebbe non adottare il nuovo modello, poiché non significherebbe solo non approfittare di nuove opportunità, ma significherebbe soprattutto perdere la competitività attuale. La prospettiva illustrata dal moderatore descrive l’Industria Italiana della Meccatronica per l’Automazione e la Trasmissione di Potenza già pienamente inserita in un percorso dal quale non è possibile tornare indietro: con l’adozione del nuovo modello industriale il valore viene sempre più generato e ridistribuito a monte (progettazione e personalizzazione) e a valle (servizio post-vendita e pay per use) rispetto al modello attuale che ne vede la massima concertazione nella fase di realizzazione e vendita: “La battaglia si vince a monte e a valle – ha sintetizzato il Prof. Serio a beneficio dei presenti – e si perde nel mezzo, cioè non adeguandosi al nuovo modello”.
ché Tomaso Carraro, presidente di Assiot, ha accennato alla possibilità di una fusione con Assofluid, al fine di meglio rappresentare un (macro)settore sempre più complesso e articolato nel quale emerge la necessità delle aziende di coprire tutte le aree con la medesima competenza. Il potenziale insito in questo matrimonio all’orizzonte è davvero notevole: i 10 miliardi del 2017 si riferiscono al fatturato diretto, ma se si considera l’indotto generato dai due settori si va oltre i 40 miliardi di euro.
Fluid Power da record Come si è arrivati a questi considerevoli risultati? Nell’arco dello scorso anno solare c’è stata una crescita davvero notevole su tutti i fronti: la produzione complessiva del settore ha segnato un +10,1%,
COMPONENTI E RICAMBI con il +7,6% delle consegne interne e un notevole +11,5% delle esportazioni. Scomponendo l’analisi, per quanto riguarda il mercato di pertinenza di Assofluid troviamo i seguenti dati: consegne interne +21,8%, esportazioni +17,6%, produzione complessiva +19,2, importazioni +24,3 e mercato +22,9%, così da arrivare al predetto valore assoluto di 3,417 miliardi di euro, che rappresenta un record storico per questo settore. Per quanto riguarda il primo semestre del 2018, Assofluid prevede un’ulteriore crescita, così strutturata: +10/11% per quanto riguarda la produzione del settore, +10/11% delle consegne interne e +10/12% nelle esportazioni. Si colloca tra i
cinque e i sei punti percentuali la crescita delle diverse tipologie di prodotto. Questa tendenza positiva non è solamente italiana, ma riguarda anche i principali mercati esteri. Tra le protagoniste si confermano Turchia e Cina, mentre crescono anche Germania e Stati Uniti, dopo due anni difficili.
Il punto di svolta Il quadro relativo ad Assiot fotografa una crescita altrettanto evidente: fatturato +11,3%, esportazioni +11,8%, consegne interne +10,6% e importazioni +9,7%. Dopo aver abbondantemente superato i 7 miliardi di euro di fatturato, entro la fine dell’anno
LA PAROLA ALLE AZIENDE / OLEOMARKET
LAURA CASELLA SALES DEPARTMENT
“I tubi flessibili oleodinamici sono componenti a pressioni elevate soggetti, in qualche caso, al rischio di infortuni delle persone adiacenti, se non correttamente protetti e controllati. Per questo motivo sono da considerarsi componenti predisposti a usura e manutenzione continua. I tubi flessibili e/o rigidi e i raccordi Olmark seguono attente analisi di progettazione e verifica dell’idoneità dell’installazione in fase di nuove attrezzature per ridurre e prevenire il più possibile successivi interventi di riparazione. Altresì, come succede spesso per un normale pneumatico di un’automobile, un tubo flessibile in gomma o termoplastico ad alta pressione può
usurarsi durante il ciclo lavorativo e deve essere periodicamente controllato o sostituito quando necessario. Per quanto riguarda i tubi oleodinamici, non sempre la rete dei meccanici riparatori si affida ai ricambi originali. Spesso provvede a reperire in modo autonomo sul mercato prodotti definiti ‘simili’ o ‘compatibili’. Difficilmente le prestazioni del ricambio non originali rispondono ai completi requisiti del tubo Olmark originale, bensì generano continui disservizi. oltre che sensibili rischi sulla sicurezza. Oleomarket ha disposto un servizio orientato a prevenire e risolvere questa difficoltà. In accordo con i propri clienti O.E.M. qualificati, ogni singolo tubo è contrassegnato da una specifica targhetta indelebile denominata M.I.T.O. (Monitoring.Individual.Track. Olmark), che identifica la codifica e tracciabilità completa del tubo oltre a un indirizzo web che permette di ordinare direttamente il tubo originale o di ottenere dettagli informativi con estrema precisione per consentire, in piena conformità tecnica operativa, l’eventuale approvvigionamento in loco. Oleomarket, a completamento e supporto dell’aftermarket, ha inoltre avviato da anni un’intensa collaborazione
con i migliori gruppi europei organizzati per il pronto intervento professionale a seguito di immediate necessità di tubi di ricambio. Grazie alla gamma completa di tubi Markhip e raccordi Olmark e al relativo training di corretto assemblaggio è disponibile una fitta rete di furgoni appositamente attrezzati (solo nel Regno Uniti ne sono equipaggiati oltre 400) che prestano il loro servizio direttamente presso il cantiere o a bordo macchina. Gli operatori specializzati analizzano il tubo da sostituire e producono e sostituiscono immediatamente, con componenti e tecnologia Olmark, il tubo usurato con un nuovo perfettamente intercambiabile. La scelta dei componenti per il primo equipaggiamento e la successiva manutenzione sono due elementi che spesso rappresentano la più immediata considerazione di qualità percepita da parte del cliente utilizzatore. Oleomarket, nel corso della sua lunga esperienza, continua a dedicare risorse tecniche e investimenti economici alla prevenzione e manutenzione dei propri componenti, a riscontro della costante e riconosciuta soddisfazione dei clienti”.
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 69
Dossier LA PAROLA ALLE AZIENDE / IGUS
MARCELLO MANDELLI PRODUCT MANAGER
“Il sistema di separatori igus rivoluziona l’assemblaggio delle catene portacavi. Con E4.1L igus offre la catena portacavi più semplice da riempire presente sul mercato. Grazie
in corso il settore farà registrare un’ulteriore crescita complessiva del +5%, andando a determinare un +6,3% nel saldo attivo della bilancia commerciale. Una crescita che prosegue, quindi, sebbene a ritmi un po’ più lenti rispetto a quelli dello scorso anno. Secondo l’analisi di Cattaneo, ciò è legato alla difficoltà di rispondere alle crescenti richieste del mercato: la capacità produttiva attuale è già interamente assorbita dalla domanda, quindi le aziende si trovano di fronte alla necessità di va-
al nuovo tipo di separatori diventa ancora più semplice suddividere internamente la catena portacavi in modo personalizzato e secondo le necessità. Facile da aprire da tutti i lati e altrettanto da riempire, in base alle esigenze. La facile accessibilità a tutto lo spazio interno da entrambi i lati, l’innovativo sistema di separazione interna con nuovi separatori e uno dei più rapidi meccanismi di apertura: queste sono le caratteristiche che rendono E4.1L la catena portacavi più veloce da riempire. Il vantaggio? Con questa catena portacavi i clienti possono risparmiare fino all’80% del tempo di assemblaggio. Con questo sistema è molto facile inserire i ripiani per la suddivisione interna anche su più livelli.
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STIAMO VIVENDO ANNI DA RECORD DAL PUNTO DI VISTA DEI VOLUMI, ANCHE SE PER IL MOMENTO I PROFITTI NON STANNO ANDANDO DI PARI PASSO
lutare nuovi investimenti per aumentarla. Questo passaggio, dagli esiti non scontati, ha spinto a formulare previsioni abbastanza prudenti, ma mai come in questi casi potrebbe essere piacevole trovarsi – di nuovo – ad ammettere di aver sottostimato la crescita.
IL SISTEMA DI SEPARATORI IGUS RIVOLUZIONA L’ASSEMBLAGGIO DELLE CATENE PORTACAVI, CON UN RISPARMIO DI ENERGIA FINO ALL’80% 70 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
Inoltre, il meccanismo di apertura a libro da ambo i lati dei traversini garantisce un inserimento rapido di cavi e tubi in catena. I traversini possono essere aperti semplicemente con un cacciavite, orientati di 115° e rimangono in posizione. In caso di necessità possono anche essere rimossi completamente, reinseriti e infine richiusi con una semplice pressione. Gli angoli arrotondati dei traversini di apertura e dei separatori della catena garantiscono inoltre una lunga durata di esercizio dei tubi e dei cavi. I dentelli e la metrica dei traversini servono poi a separare nel miglior modo il contenuto della catena portacavi”.
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L’export vola Sul fronte delle esportazioni i volumi crescono ovunque in linea con la media complessiva (+11,8%), tranne in Africa, dove si è registrato un -3%. In Asia orientale la crescita è addirittura del +20%, anche grazie a una piccola svalutazione dei prezzi. Negli altri paesi i prezzi invece sono rimasti uguali o sono addirittura cresciuti, il che dà modo all’associazione di prevedere un ulteriore +6,4% nel prossimo anno. Crescono con decisione anche le importazioni, a quota +9,7%, con un contributo proveniente soprattutto dall’Asia centrale e dall’Europa, dove si registra il +8,5%, ma con un significativo +28,9% dai Paesi extra-UE. Anche su questo fronte per il 2018 è atteso un ulteriore +6,5%. La Germania è di gran lunga il principale partner delle aziende italiane, che vi esportano circa il 21% della produzione complessi-
COMPONENTI E RICAMBI va. In generale, il mercato teutonico assorbe oltre il 13% dell’export di settore. È decisamente elevato anche il volume delle importazioni dalla Germania all’Italia: il 30% viene proprio dal mercato tedesco, che sopravanza Cina, Francia, Stati Uniti, Belgio, Spagna e Regno Unito. Questi Paesi assorbono circa il 67% delle nostre esportazioni, mentre è nettamente negativo il saldo nei confronti della Cina, per quasi 250 milioni. In questa classifica seguono Bulgaria, India, Giappone, Paesi Bassi, Taiwan, Malesia, Paesi balcanici e Indonesia.
IL JOYSTICK FJM, CON DISPLAY DA 4.3”, FA PARTE DELLA SERIE DYNAMIC DI AUTEC, COMPATIBILE CON LE MACCHINE IDRAULICHE E ALTRE APPLICAZIONI IN CORRENTE CONTINUA
LA PAROLA ALLE AZIENDE / AUTEC
ANTONIO SILVESTRI MANAGING DIRECTOR
“Autec inizia la sua storia nel 1986, diventando il primo produttore italiano di radiocomandi industriali. Da sempre l’azienda è fondata sui concetti di sicurezza e affidabilità, che vengono riflesse sui propri prodotti attraverso costanti verifiche da parte di enti esterni ed esecuzione di test di qualificazione su tutti i componenti. Le certificazioni di sicurezza, emesse da organismi europei notificati (ad esempio TÜV), garantiscono una verifica indipendente dei prodotti durante tutto il loro ciclo di vita. Autec è certificata ISO 9001 e continua a investire in automazione e
tecnologie per il miglioramento continuo e la massima affidabilità dei processi produttivi. A oggi circa 200 dipendenti altamente qualificati lavorano per Autec in tutto il mondo e la rete di vendita e assistenza offre un supporto capillare in termini di competenza e servizio. I radiocomandi sono progettati e realizzati in un unico stabilimento produttivo, a Caldogno (Vi), e ciò rende i prodotti Autec a tutti gli effetti ‘Made in Italy’. Il processo di produzione è ispirato ai principi lean per ottimizzare tempi, movimenti e sprechi di materiale in una prospettiva di miglioramento continuo. I componenti di alta qualità utilizzati sono soggetti a specifici test funzionali e le funzionalità di ogni singolo sistema di controllo completo vengono verificate rispetto le specifiche dell’applicazione. Essendo in grado di realizzare i prodotti interamente sotto lo stesso tetto, i tempi di consegna riescono ad essere tra i migliori del settore”.
LA PAROLA ALLE AZIEND E / BRIGADE ELETTRONICA
MAURO LANTSCHNER MANAGING DIRECTOR
“Brigade Elettronica si occupa da oltre 40 anni di sistemi per la sicurezza veicolare: è un’azienda leader nel mercato dei sistemi di sicurezza in manovra per veicoli, in grado di offrire soluzioni idonee per
tutti i veicoli commerciali e le macchine operatrici. La gamma di dispositivi di sicurezza di Brigade (telecamere, radar, avvisatori acustici, eccetera) aiuta a prevenire le collisioni in quanto assiste il guidatore del mezzo proteggendo al tempo stesso operatori, pedoni e ciclisti. La sicurezza è ormai un tema di primo piano e il mercato è ricettivo. L’ascolto costante delle esigenze dei clienti ha portato Brigade a migliorare Backeye 360, il sistema di visione a 360° tutto intorno al mezzo che azzera gli angoli ciechi. Un dispositivo innovativo, con le riprese di quattro telecamere riprodotte in tempo reale in un’unica immagine sul monitor in cabina, oggi ancora più performante: la configurazione e le
viste possono essere personalizzate a seconda dell’applicazione (ad esempio, per i veicoli articolati, a 270°); il monitor prevede ben 19 modalità di visualizzazione, inc lusi traffico trasversale e cambio corsia a destra/sinistra; c’è l’opzione di vista orizzontale e verticale, compreso lo schermo diviso; i marker di parcheggio a schermo sono configurabili; grazie ai trigger velocità è possibile visualizzare una determinata vista alla velocità preimpostata. Queste sono solo alcune delle migliorie del nuovo Backeye 360, sempre più all’avanguardia della sicurezza veicolare”.
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 71
Dossier Crescita costante Per quanto riguarda Assofluid, il 2017 è stato positivo sia per il comparto pneumatico che per quello oleodinamico. Per il 2018 ci si attende un’ulteriore crescita tra il 10% e il 12%. A determinare il valore record di 1,364 miliardi di euro (+9,3% sull’anno precedente) è stata una crescita del 26,4% negli ordini, del 16,4% delle esportazioni e del 21,8% della produzione. Dopo un quadriennio decisamente piatto il mercato negli ultimi due anni ha recuperato molto, anche se non è ancora tornato ai livelli pre-crisi. Il trend è migliore nel comparto pneumatico, perché dal 2010 c’è una crescita costante. Nell’ultimo anno gli ordini e la produzione sono cresciuti del 9,1%, mentre le importazioni sono salite del 9,9%. Le previsioni invece sono in linea con lo scenario complessivo, con un +10% atteso per tutte le voci oggetto di indagine.
Assiot: un quadro esaltante Per quanto riguarda le esportazioni nel comparto seguito da Assiot, le
ALL’INIZIATIVA ORGANIZZATA DA ASSIOT E ASSOFLUID HA PARTECIPATO ANCHE ALFREDO MARIOTTI, SEGRETARIO GENERALE DI FEDERMACCHINE, CON INTERESSANTI NOTE SULLE SPECIFICITÀ DELL’INDUSTRIA ITALIANA
trasmissioni meccaniche segnano il +5,5%, così come gli ingranaggi, mentre cuscinetti e parti di cuscinetti arrivano a +15% e gli altri elementi di trasmissione a +12,3%.
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La previsione per il 2018 si attesta intorno al +6%, con ingranaggi e trasmissioni un po’ meno performanti rispetto alle altre famiglie di prodotto. Per le importazioni è previsto un +9,7%, determinato dall’impennata degli ingranaggi, che vanno oltre il +13,8%, mentre le trasmissioni meccaniche restano invece sostanzialmente stabili. Il saldo commerciale è positivo in tutte le famiglie di prodotto, con le trasmissioni meccaniche particolarmente in spolvero. Il mercato nazionale sta andando bene, con una crescita media del 10%. Vanno meglio di tutti i costruttori di ingranaggi e componentistica, che ovviamente vendono anche a chi fa i sistemi di trasmissione. Bene anche la crescita di cuscinetti e parti di cuscinetti (+9,5%).
L’ECCELLENZA ITALIANA NEL SETTORE DEI COMPONENTI E RICAMBI VIENE RICONOSCIUTA ALL’ESTERO ANCORA PIÙ CHE IN PATRIA E CIÒ DÀ SLANCIO ALLE ESPORTAZIONI
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LA PAROLA ALLE AZIENDE / MP FILTRI
MASSIMILIANO SANNA MARKETING MANAGER
“I filtri sono un elemento chiave per la continuità di esercizio dei sistemi oleodinamici delle macchine operatrici fisse e dei mezzi semoventi, sempre più tecnologicamente avanzati e sensibili a particelle estranee, anche di pochi micron. Progettare una soluzione completa di decontaminazione dei fluidi
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significa quindi valutare la tipologia e collocazione dei filtri all’interno di un circuito in relazione ai suoi parametri tecnici, quali pressione/portata, condizioni ambientali, tipo di fluido impiegato e cicli di intervento. MP Filtri si posiziona tra le prime 10 realtà industriali per quota di mercato a livello mondiale che offrono soluzioni di fascia medio-alta nel settore della filtrazione per l’oleodinamica. L’azienda vanta una posizione competitiva ben bilanciata, grazie al pieno controllo della catena del valore e a un’oculata strategia di internazionalizzazione, confermata da strategici presidi diretti in Germania, Francia, Gran Bretagna, USA, Canada, Russia, Cina, India e distributori in oltre 100 Paesi. Un partner unico, con un business focalizzato su tre divisioni: Filtrazione, Power Transmission e
Contamination Control, che costituiscono sinergicamente il valore insostituibile di MP Filtri, in grado di offrire sia una gamma completa per il mercato mobile e industriale stazionario, sia di sviluppare soluzioni specialistiche custom, affermandosi in qualità di portavoce di un’innovazione continua di prodotto, ad alto valore aggiunto. Infine, affidarsi all’esperienza di MP Filtri, consolidata in oltre 50 anni di attività e scegliere di utilizzare esclusivamente ricambi originali, assicura una maggiore durata nel tempo dei circuiti, a favore di una riduzione del down-time, dell’eliminazione di ulteriori costi di ripristino o di acquisto di apparecchiature nuove e di un più breve payback period dell’investimento”.
COMPONENTI E RICAMBI Occupazione in stallo Per il 2018 ci si attende una crescita più modesta, con le stesse considerazioni sopra esposte sulla capacità produttiva già interamente assorbita e sulla necessità di investire. Le importazioni invece cresceranno maggiormente, questo perché ci si attende che gli investimenti, almeno in fase iniziale, saranno rivolti principalmente all’estero. Il mercato interno vale 5 miliardi e 700 milioni, con la previsione di sfondare il muro dei 6 miliardi nell’anno. Il fatturato totale salirà invece dai 7,336 miliardi del 2017 ai 7,766 del 2018. Nelle destinazioni più interessanti per il nostro export, Danimarca e Brasile spiccano per quanto riguarda le trasmissioni meccaniche, ma va osservato soprattutto come il mercato di riferimento per le imprese italiane non sia la Germania, bensì gli Stati Uniti. Per quanto riguarda gli altri elementi della trasmissione, ai “soliti noti” dello scenario internazionale si aggiungono Polonia, Ungheria e Austria, ai quali bisogna guardare con interesse. Alla generale positività di tutti i dati esaminati non fa però riscontro un aumento dell’occupazione: secondo Cattaneo la “selezione naturale” determinata dalla crisi non ha ancora finito di produrre i suoi effetti e quindi, essendoci ancora aziende che chiudono, più che nuove assunzioni è possibile attendersi un riassorbimento del personale di queste imprese in difficoltà.
LA PAROLA ALLE AZIENDE / FTP INDUSTRIAL
DIEGO ROTTI OFF-ROAD PRODUCT MANAGER
“Con quattro famiglie motore e un range di potenza da 58 a 910 cavalli, FPT Industrial è tra i leader di mercato nel settore Construction in ambito motoristico. Una posizione confermata anche dalle ultime tecnologie presentate, come il sistema brevettato HI-eSCR2, che permette ai motori FPT Industrial di rispondere in maniera efficace al nuovo standard emissivo Stage V. Questa tecnologia di post-trattamento verrà utilizzata al posto dell’HIeSCR, del quale manterrà lo stesso ingombro di spazio: in tal modo non c’è bisogno di apportare modifiche ai veicoli, l’installazione risulta semplice ed è accompagnata da altri benefici, come la garanzia di potenza e densità di coppia migliori della categoria e costi di gestione migliori
Marginalità penalizzate Ma come incide la struttura economica e finanziaria delle aziende sulle performance del settore? Attraverso l’esame dei principali indici di bilancio dei due comparti e il confronto con il settore dei beni strumentali, nel corso della “Giornata Economica” si sono analizzate anche le caratteristiche della struttura patrimoniale e finanziaria che caratterizzano l’Industria. E che, in qualche caso, la limitano. L’analisi ha confermato come que-
sto settore sia molto attivo, gestito in modo moderno, efficiente e oculato, nonché ricco di ragionevoli prospettive di sviluppo. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle difficoltà che gli imprenditori italiani manifestano nel fare apprezzare fino in fondo il valore della loro proposta. Per ciò che attiene
dei concorrenti. Questi risultati si accompagnano all’azzeramento dei costi di manutenzione del sistema di post-trattamento, come già accadeva con lo Stage IV. Utilizzando questa tecnologia sono stati sviluppati nuovi motori, che rispondono alla legislazione Stage V. Tra questi il nuovo F36, perfetto per macchinari leggeri, con performance migliorate e una cilindrata aumentata fino a 3,6 l, e i nuovi modelli NEF, forti di un’affidabilità data dagli oltre 1,6 milioni di motori prodotti negli ultimi sette anni. L’N45 e l’N67 sono i migliori della categoria per potenza e coppia, hanno performance migliorate e intervalli di servizio dell’olio raddoppiati fino a 1.200 ore. Salendo di potenza, il top di gamma conforme allo Stage V è il V20: ha 20 l di cilindrata, compattezza e rapporto peso-potenza migliore della gamma, e prestazioni che raggiungono i 910 cavalli. FPT Industrial ha pensato, poi, anche a un’altra soluzione che garantirà un passaggio semplice allo Stage V: il PowerPack, un sistema che include tutti i componenti di posttrattamento in un unico pacchetto pre-assemblato, garantendo un’installazione semplice sia per applicazioni mobili che stazionarie”.
specificatamente al comparto della Trasmissione di Potenza va inoltre evidenziato un rapporto tra patrimonio e debiti (sia di lungo che di breve termine) ancora sbilanciato: nonostante gli evidenti miglioramenti degli ultimi anni, ciò finisce con il risultare ancora penalizzante in termini di marginalità. In chiusura dei lavori Alfredo Mariotti, segretario generale di Federmacchine, ha posto l’accento sulla peculiarità dell’industria italiana: “C’è una rivoluzione digitale che è innanzitutto culturale e mentale ed è fatta per le PMI, poiché il nostro imprenditore è un artista che ha il genio, l’ingenium, di un grande artigiano evoluto”. ■ maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 73
DISTRIBUZIONE RUTHMANN
CONNUBIO PERFETTO GRAZIE ALL’ESPERIENZA DELLA FAMIGLIA MARTI, L’AZIENDA TEDESCA – CHE GESTISCE ANCHE I PRODOTTI A MARCHIO BLUELIFT, STEIGER ED ECOLINE – PUÒ OGGI VANTARE UNA PRESENZA ALTAMENTE QUALIFICATA ANCHE IN ITALIA di Riccardo Lorenzi
A INTERMAT 2018 HA FATTO IL SUO DEBUTTO INTERNAZIONALE LA NUOVA PIATTAFORMA STEIGER T 900 HF DA 90 M
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IL MANAGEMENT TEDESCO DI RUTHMANN. DA SINISTRA: UWE STROTMANN (GENERAL MANAGER); ROLF KULAWIK (MANAGING DIRECTOR); UWE STAPPER (GENERAL MANAGER); NICO KREKELER (GENERAL MANAGER)
I
l cuore di Ruthmann batte forte anche in Italia. L’azienda tedesca, fondata nel 1901, ha conosciuto una fase di forte espansione nell’ultimo biennio, attraverso acquisizioni che le hanno consentito di inaugurare una filiale anche nel nostro Paese nel 2016, oltre a un’altra struttura in Svizzera, nel 2017. Ruthmann Italia, dunque, è il frutto di un’operazione che ha visto il costruttore di Gescher-Hochmoor acquisire il 60% del Gruppo Marti, del quale facevano già parte le società Bluelift e RAM Platform. La sede di Montescudo (Rn) è quindi diventata oggi il quartier
generale italiano del marchio tedesco e la famiglia Marti è rimasta “in squadra” rivestendo peraltro ruoli strategici: Paolo, il fondatore, come responsabile della produzione (così come il figlio Roberto) e degli acquisti; gli altri figli Gianni e Gianpiero in qualità, rispettivamente, di amministratore delegato e Sales and Marketing Manager. Valorizzando il know-how consolidatosi negli anni, a Montescudo è proseguita la produzione di piattaforme aeree e ragni e, a partire dallo scorso autunno, fanno capo a Ruthmann Italia anche tutte le attività di distribuzione del marchio Steiger, in precedenza affidate a un dealer locale.
Qui Parigi, a voi mondo In occasione dell’ultima edizione di Intermat ha fatto il suo debutto la Steiger T 900 HF, una piattaforma da 90 m con sbraccio laterale da 39 m, angolo di rotazione di 220°, cestello di lavoro con angolo di rotazione di 440° e un’ampia gamma di attrezzature speciali extra-opzionali tra cui scegliere. Questo è,
INTERESSANTE PROPOSTA ESPOSTA A INTERMAT 2018 È STATA ANCHE LA PIATTAFORMA BLUELIFT SA 31 DA 31 M, VERO E PROPRIO “DEBUTTO” NELLA CATEGORIA DI RIFERIMENTO maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 75
DISTRIBUZIONE
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EFFICIENZA TEDESCA E TRADIZIONE ITALIANA: RUTHMANN FONDE AL SUO INTERNO DUE IDENTITÀ VINCENTI
STRATEGIE DI ESPORTAZIONE
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TIM RENK EXPORT SALES MANAGER
Alla fine del 2017, in seno all’azienda tedesca è stata creata una nuova posizione, quella di Export Sales Manager. Per ricoprirla è stato scelto il 31enne Tim Renk, sulla base della sua solida esperienza nel settore, che lo ha visto ricoprire ruoli similari per altri brand: “Ho accettato questa sfida con grande entusiasmo. Insieme alla mia squadra e in stretta collaborazione sia con il management di Ruthmann che con i singoli dipartimenti metterò la mia esperienza al servizio dell’espansione della nostra presenza in campo internazionale e dello sviluppo della nostra immagine. In cima alla mia agenda c’è l’implementazione di nuove strategie di vendita per gli affermati marchi di Ruthmann: Steiger, Ecoline e Bluelift. Punto a rafforzare le relazioni già in essere con i nostri clienti e nel contempo a ottimizzare la collaborazione con i nostri partner per le vendite e i servizi”.
LA STEIGER TB 290 È UNO DEI MODELLI DI PIATTAFORMA AEREA MONTATA SU CAMION (3,5 T) PIÙ ALTI AL MONDO: 28,6 M
inoltre, il primo modello che incorpora la funzionalità brevettata da Ruthmann “Dynamic Reach System” (DRS). Un’ulteriore caratteristica innovativa della T 900 HF è il suo design “dual concept”, capace di migliorare il range di applicazioni e, con esso, il tasso di utilizzo. L’altro vernissage parigino ha riguardato la piattaforma cingolata Bluelift SA 31 da 31 m, che segna il debutto dell’azienda in questa particolare categoria di prodotto. Anch’esso sviluppato da Ruthmann Italia, questo mo-
dello combina un’altezza di lavoro di 31 m con le caratteristiche tipiche delle prestazioni Bluelift. Si tratta certamente di una delle piattaforme cingolate più compatte al mondo: in posizione di trasporto, la sua larghezza è inferiore a 1 m ed è fino a 1,5 m più corta rispetto alla media del settore, caratteristica che ne fa un ideale “all-rounder” per le più svariate applicazioni indoor e outdoor. A Parigi, Ruthmann ha esposto anche la piattaforma Ecoline RS 240, la più recente e robusta piat-
A PARIGI, RUTHMANN HA ESPOSTO ANCHE LA PIATTAFORMA ECOLINE RS 240
IL MODELLO STEIGER TBR 250
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LA PIATTAFORMA AEREA STEIGER T 650 HF HIGHFLEX È STATA PREMIATA AI PRESTIGIOSI IAPA DI MIAMI NELLA CATEGORIA “VEHICLE/TRAILER-MOUNTED”
taforma di lavoro aereo montata dall’azienda su camion da 3,5 t, in grado di offrire un’altezza di lavoro di 23,6 m. Su questa piattaforma, tra le altre cose, spicca il sistema di protezione secondaria previsto nel cestello, una caratteristica di sicurezza introdotta per evitare che l’operatore possa rimanere intrappolato in caso di incidente.
Trionfo a Miami Lo scorso 8 marzo il brand Steiger è stato sugli scudi a Miami, durante la cerimonia degli IAPA (International Awards for Powered Access), che hanno visto la piattaforma T 650 HF Highflex aggiudicarsi il premio di Prodotto dell’Anno nella categoria “Vehicle/Trailer-mounted”. Gli IAPA sono i premi più prestigiosi nel settore dell’accesso aereo e vengono assegnati da una giuria indipendente di esperti, che cambia di composizione ogni anno. La T 650 HF ha avuto la meglio su una concorrenza decisamente agguerrita, grazie a caratteristiche quali lo sbraccio laterale di 43 m (con carico del cestello di 100 kg), l’altezza di lavoro di
65 m e la tecnologia Highflex, che hanno consentito alla piattaforma di primeggiare nella categoria dei 60 m. L’affermazione è stata una conferma della qualità che Ruthmann ha saputo raggiungere e mantenere nel corso degli anni: “Dopo aver vinto il premio IAPA nel 2012, 2013 e 2014, siamo estremamente orgogliosi e felici di essere ancora i destinatari di questo prestigioso riconoscimento”, ha affermato il direttore generale dell’azienda tedesca, Rolf Kulawik. “I risultati che stiamo ottenendo confermano che i modelli della nostra gamma di prestazioni Height – che comprende anche la Highflex T 650 HF –ß sono idonei a soddisfare le attuali esigenze del mercato mondiale”. ■
L’OPINIONE “Con l’acquisizione del Gruppo Marti da parte di Ruthmann è sorta una nuova società, Ruthmann Italia, che continuerà a produrre piattaforme a marchio Bluelift, con altezze da 11 a 31 m (inclusi modelli elettrici BlueLithium e ibridi BlueHybrid, oltre che tradizionali). In più, produciamo la gamma Ecoline di Ruthmann, allestibili su veicoli da 3,5 t, che viene distribuita direttamente da Ruthmann GIANNI MARTI stessa sul mercato tedesco. Queste AMMINISTRATORE DELEGATO, RUTHMANN ITALIA macchine telescopiche coprono altezze operative fino a 18 m e fino a 21 m se articolate. Per quanto riguarda il brand Steiger, prodotto in Germania, le attività di distribuzione dallo scorso ottobre sono state messe in capo a Ruthmann Italia, che anche per questo motivo ha già previsto un ampliamento produttivo. Al momento non ci sono state particolari modifiche operative, ma stiamo valutando la situazione e l’ipotesi di creare un network di vendita strutturato per coprire il territorio italiano. Fino a oggi non ne abbiamo avuto particolare bisogno, in quanto il marchio Bluelift è sempre stato fortemente orientato all’esportazione. Tuttavia, pur in mancanza di una rete strutturata di vendita in Italia, stiamo cavalcando un’onda molto positiva e stiamo registrando una crescita a due cifre ogni anno. Anche il mercato italiano ci sta fornendo segnali concreti di ripresa e nel primo trimestre del 2018 abbiamo conseguito risultati francamente inaspettati, anche in considerazione del fatto che, in questo momento, le nostre vendite sono realizzate attraverso la partecipazione a manifestazioni fieristiche o soddisfacendo le richieste che ci giungono via e-mail. I numeri sono decisamente interessanti: basti dire che recentemente nella sola zona di Rimini e provincia abbiamo venduto otto macchine. Per noi si tratta di un obiettivo decisamente ottimo, anche confrontandolo con i risultati passati”.
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ON SITE AMPLIAMENTO DI UN SITO PRODUTTIVO DELL’INDUSTRIA CERAMICA
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INTEGRAZIONE VERTICALE NON È SOLO LA STRATEGIA PERSEGUITA STORICAMENTE DA EMILGROUP, REALTÀ STORICA ATTIVA NEL COMPRENSORIO DELLA CERAMICA DI SASSUOLO, MA ANCHE L’ATTIVITÀ ASSICURATA CON SUCCESSO DALLA PIATTAFORMA GENIE SX-135 XC IN OCCASIONE DELL’AMPLIAMENTO DEL SUO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI FIORANO MODENESE di Ettore Zanatta
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ittoresca cittadina in provincia di Modena, Sassuolo – oltre a essere nota per il suo liquore all’anice “Sassolino” e per il suo passato illustre che l’ha vista legata agli Estensi – rappresenta uno dei principali poli industriali del nostro Paese. La sua fama l’ha portata a conquistare la nomea di capoluogo del “Comprensorio della Ceramica”: qui, infatti, così come nei territori adiacenti, si produce l’80% delle piastrelle italiane vendute in tutto il mondo. maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 79
ON SITE Storia di una tradizione Il Distretto Ceramico di Sassuolo iniziò l’attività intorno al 1400, periodo in cui vennero aperte le prime botteghe a conduzione familiare, anche se per le prime vere e proprie produzioni di piastrelle in ceramica bisogna attendere l’inizio del XX° secolo, soprattutto nel periodo del Dopoguerra, quando aumentarono le imprese operative nel settore grazie all’abbondante disponibilità di argilla rossa e alla possibilità di reperire manodopera esperta dalle zone agricole circostanti.
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LA PIATTAFORMA A BRACCIO TELESCOPICO GENIE SX-135 XC UTILIZZATA NEL CANTIERE DI FIORANO MODENESE DA NOLO SERVIZI 2000. A SUPPORTO, È STATA UTILIZZATA ANCHE UNA PIATTAFORMA ARTICOLATA GENIE Z-80/60
Nel 1964 nacque Assopiastrelle, divenuta oggi Confindustria Ceramica, la prima associazione a rappresentare e assistere le aziende italiane produttrici di piastrelle di ceramica con l’obiettivo di tutelarne gli interessi. Il segreto di queste ceramiche sta nella materia prima utilizzata, l’argilla del luogo proveniente dalle cave appenniniche che, con l’aggiunta di acqua, viene ridotta in polvere finissima e compressa, assumendo la classica forma di mattonella. Dopo la pressa le mattonelle vengono smaltate,
decorate e cotte a temperatura elevata, oltre i 1.000 °C, assumendo l’aspetto definitivo che le porta a essere una delle principali scelte, soprattutto in Italia, per il decoro degli interni, a uso domestico e ornamentale. Per comprendere l’evoluzione produttiva del-
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Nasce il marchio Ergon, con l’introduzione del grès porcellanato a tutta massa, e l’azienda ottiene la certificazione del sistema di gestione per la qualità ISO 9001. Rilevanti anche gli anni Duemila: novità tecnologiche vengono introdotte per continuare a realizza-
LA PIATTAFORMA GENIE SX-135 XC È STATA SCELTA DA NOLO SERVIZI 2000 PER LE SOLUZIONI OFFERTE IN TERMINI DI SBRACCIO, ALTEZZA E CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO
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re prodotti di alta qualità e dalle elevate prestazioni; viene inaugurata Emilamerica, insieme ad altre tre piattaforme logistiche sempre negli Stati Uniti; prendono vita le joint-venture con Dal-Tile (USA), che sarà operativa fino al 2011, e con l’Ukrainian Ceramic Group JSC; viene introdotta la doppia pressatura; vengono acquisite Viva Ceramiche e Ceramiche Provenza, per segmentare il mercato di riferimento; viene adottata la tecnologia digitale Full HD; vengono ottenute le certificazioni ISO 14001 e BS OHSAS 18001.
la lavorazione della ceramica vale la pena visitare il Museo della Ceramica di Fiorano Modenese, che documenta la sua vocazione alla lavorazione dell’argilla dal Neolitico fino all’età contemporanea. Ma in questo comune di 17.000 abitanti a sud di Modena ha sede anche uno dei protagonisti del cantiere da noi visitato in quest’occasione, l’Emilgroup, un gruppo industriale che in oltre 50 anni di storia si è affermato come un punto di riferimento del settore ceramico italiano.
Sviluppo made in Italy È nel 1961 che inizia la storia dell’attuale Emilgroup, all’epoca denominata Emilceramica per evidenziare l’ambizione dei soci fondatori di distribuire prodotti ceramici in tutto il territorio emiliano. Dieci anni dopo l’azienda dimostra la propria vocazione tecnologica passando al nuovo processo produttivo della monocottura, mentre negli anni Ottanta persegue la sua politica di acquisizioni: la società mineraria Caolino Pancera nel 1987, per garantire qualità costante delle materie prime utilizzate nel processo produttivo, e Acif Ceramica nel 1989. Negli anni Novanta hanno inizio gli investimenti in processi produttivi innovativi per migliorare le proprie performance e limitare l’impatto sull’ambiente.
LA PIATTAFORMA SX135 XC È STATA UTILIZZATA SIA PER LA COSTRUZIONE ESTERNA DELLO STABILIMENTO, SIA PER INTERVENTI ALL’INTERNO, NELLA MOVIMENTAZIONE DEGLI IMPIANTI INTERNI E DELLE LINEE PRODUTTIVE, CHE SI SVILUPPANO SIA IN ORIZZONTALE CHE IN VERTICALE maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 81
ON SITE
CHI È NOLO SERVIZI 2000 Nolo Servizi 2000 (Fiorano Modenese) nasce nel 1999 dall’idea del presidente Ernesto Schianchi e dei suoi soci, che decidono di intraprendere l’attività di noleggio di piattaforme aeree, che rimane il suo core business. Partendo da poche macchine, l’azienda emiliana è arrivata ai giorni nostri potendo vantare un parco mezzi molto ampio: oltre 400 unità, che arriveranno a 500 entro la fine del 2018. Macchine fino a oltre 40m di altezza lavoro e marchi di fama mondiale, compresi sollevatori telescopici da 6 a 35 m e carrelli elevatori da 15 a 140 q, elettrici e diesel. L’evoluzione di Nolo Servizi 2000 è continua, mirata a coprire le province di Modena, Parma e Bologna: nel 2001 è stata inaugurata la sede di Pavullo nel Frignano (Mo), che provvede a coprire i fabbisogni del noleggio di piattaforme aeree nel comprensorio montano; nel 2007 è stata aperta la sede di Modena, che costituisce un punto di riferimento logistico e di visibilità commerciale sulla tangenziale est; nel 2012, a seguito del terremoto verificatosi nella bassa modenese e della conseguente necessità di mezzi e attrezzature per la ricostruzione, è stata aperta la sede di Medolla, nei pressi di Modena, che con il supporto di personale locale appositamente addestrato provvede a rilevare le esigenze e a fornire i servizi di noleggio di piattaforme aeree e carrelli telescopici nell’area circostante.
Gli anni più recenti (2015/2016) vedono un ingente investimento in un nuovo impianto produttivo in partnership con Simpolo Ltd. (viene creata così una nuova jointventure dalla quale nasce il brand Nexion, con l’obiettivo di elevare la qualità del servizio e consolidare la presenza Emilceramica sul mercato asiatico) e il lancio della nuova immagine del Gruppo. CONSEGNATA LA SCORSA ESTATE A NOLO SERVIZI 2000 DA CTE, LA PIATTAFORMA A BRACCIO TELESCOPICO GENIE SX-135 XC HA INIZIATO IMMEDIATAMENTE IL SUO LAVORO PER L’AMPLIAMENTO DELLO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI EDILGROUP A FIORANO MODENESE 82 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
SIMONE SCHIANCHI, DIRETTORE COMMERCIALE E CONTITOLARE DI NOLO SERVIZI 2000 INSIEME AL FRATELLO FEDERICO, RESPONSABILE LOGISTICA E ASSISTENZA In particolare, per consolidare la posizione di leadership nel mercato dell’alto di gamma Emilceramica si presenta al mercato con il nuovo “brand ombrello” Emilgroup, per rispondere alle esigenti richieste di un mercato in continuo mutamento e alla crescita di nuovi target di riferimento. L’obiettivo di consolidare la propria struttura ha guidato tutte le recenti scelte di Emilgroup, che ha sempre perseguito un’integrazione verticale: dall’attenta selezione delle materie prime alla pressatura,
LE FASI DI TRASPORTO E POSIZIONAMENTO DELLA PIATTAFORMA SX135 XC, DALLA SEDE DI NOLO SERVIZI 2000 ALL’INTERNO DEL CANTIERE
dalla decorazione digitale in full HD alla scelta automatica con strumenti a controllo ottico-digitale. Al fine di prevedere tutti questi sviluppi, di conseguenza, gli impianti produttivi sono stati costantemente potenziati e rinnovati: forni ad alto rendimento, ottimizzazione del consumo energetico, presse per grandi formati, linee di lappatura, magazzini informatizzati. Questo processo di crescita ha coinvolto ovviamente anche la struttura di Fiorano Modenese,
dove l’ampliamento dello stabilimento produttivo ha visto impegnate diverse imprese e macchine operatrici. Abbiamo seguito gli interventi ospiti della Nolo Servizi 2000, azienda locale specializzata nel noleggio di macchine per il sollevamento, che ha utilizzato – per molte delle operazioni – una piattaforma a braccio telescopico Genie SX-135 XC recentemente acquistata da CTE, da 30 anni distributore autorizzato per l’Italia del marchio statunitense.
Una scelta oculata “Nolo Servizi 2000 – spiega Simone Schianchi, direttore commerciale e contitolare dell’azienda di Fiorano Modenese – dispone di tecnici specializzati nella valutazione di situazioni operative particolari, che vengono inviati in cantiere per verificare le condizioni logistiche e stabilire il tipo di piattaforma aerea e/o di attrezzatura più idoneo allo svolgimento delle attività previste, con la massima efficienza e le migliori condizioni di sicurezza. Una volta verificato l’impegno
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 83
ON SITE previsto dal progetto di ampliamento dello stabilimento di Emilgroup, dove tra le altre cose è stata installata una linea produttiva di nuova generazione, abbiamo valutato insieme a CTE quale fosse la soluzione migliore per affrontare i vari interventi di sol-
L’OPINIONE
MISSIONE “XTRA CAPACITY”! I nuovi modelli XC fanno parte della gamma Genie XtraCapacity e offrono un’elevata facilità d’uso e capacità di sollevamento, garantendo la possibilità di sollevare carichi notevoli su terreni difficili in cantieri diversi, utilizzando una sola macchina. Offrendo la possibilità di lavorare con un massimo di tre persone a bordo e spazio sufficiente per attrezzi e materiali, le piattaforme a braccio telescopico Genie XC offrono una portata e una capacità maggiori rispetto ai tradizionali bracci delle stesse dimensioni. Le nuove caratteristiche del design Genie XC, specifiche di questa nuova gamma, includono: il nuovo mini XChassis; un Jib-Extend telescopico idraulico di nuovo design; una nuova tecnologia delle celle di carico, a manutenzione ridotta, che monitora il peso sulla piattaforma e disattiva le funzioni se il carico supera il limite previsto;una notevole velocità di sollevamento; piattaforme di 2,44 m a triplo ingresso o di 1,83 a doppio ingresso, entrambe con cancelletto pivotante laterale; il sistema Allarme a Contatto Genie Lift Guard.
GIUSEPPE MANIERO RESPONSABILE VENDITE CENTRO-NORD ITALIA, CTE
“La piattaforma a braccio telescopico SX-135 XC è una macchina ideale per compiti in cantiere lunghi e particolarmente gravosi. È questo il genere di scenari in cui la macchina richiesta da Nolo Servizi 2000 sarebbe dovuta andare a garantire il massimo delle prestazioni. Il suo jib telescopico, unito ad un così alto sbraccio, rende la piattaforma SX-135 XC veramente unica ed anche la più performante nella categoria delle piattaforme semoventi a sbraccio. Nolo Servizi 2000 ha immediatamente apprezzato il grande valore aggiunto di questo nuovo modello XC Extra Capacity (portata di ben 454 Kg), infatti i guadagni in termini di efficienza e produttività sono risultati enormi. Non a caso è chiamata dagli operatori di Nolo Servizi 2000 “l’ammiraglia della flotta”. Il rapporto con Nolo Servizi 2000, che dura da più di 20 anni, è riconosciuto anche nelle forniture di piattaforme autocarrate CTE ZED a braccio articolato. L’ultima ad entrare nella flotta è stata CTE ZED 21.3 JH, apprezzata dagli operatori per lo sviluppo dell’area di lavoro e del jib. Personalmente, ho sempre apprezzato nella famiglia Schianchi la determinazione, la professionalità e non per ultimo il valore umano che sono sempre stati fattori determinanti per la crescita di Nolo Servizi 2000 nel mercato del noleggio”. 84 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
levamento sia all’interno che all’esterno del fabbricato. In quest’occasione, infatti, abbiamo seguito tutte le fasi previste nel capitolato: dalla costruzione della struttura del capannone alla movimentazione degli impianti interni, dalla posa delle strutture metalliche di coibentazione delle pareti alle coperture. In particolare, dovevamo tener conto di raggiungere un’altezza di 33 m, poiché le linee di produzione di Emilgroup si sviluppano sia in orizzontale che in verticale. Inoltre, la piattaforma Genie SX-135 XC, grazie a uno sbraccio importante e al jib telescopico, ci ha consentito di raggiungere anche punti a circa 10 m in orizzontale in fase di scavalcamento. E questa era una delle principali esigenze che avevamo evidenziato a CTE in fase di scelta della piattaforma”.
Una piattaforma “Extra Capacity” La piattaforma a braccio telescopico Genie SX-135 XC, in effetti, offre uno sbraccio rilevante (27 m), oltre che una doppia capacità di carico di 300/454 kg sull’intera area di carico della macchina. L’altezza di sollevamento è di 43,15 m, con uno sbraccio orizzontale e una capacità sull’intera area di carico maggiori (rispettivamente +3 m e +32%) in confronto a modelli simili della stessa categoria. E, prendendo spunto dalle citazioni di Schianchi, è bene sottolineare che la SX-135 XC presenta un jib di tipo Jib-Extend, in grado di estendersi da 5,48 a 9,14 m, arrivando a lavorare 6 m al di sotto del livello in piano.
La piattaforma inoltre, grazie al sistema di assali estensibili brevettato Genie XChassis, ha un ingombro di trasporto di soli 2,5 m x 4,11 m. “Negli ultimi anni l’edilizia ha subìto notevoli evoluzioni; l’accesso in quota implica l’uso di un numero sempre maggiore di attrezzature, oltre che il trasporto di più materiali, e nel mercato odierno la maggiore capacità del braccio SX-135 XC rappresenta per noi un valore aggiunto”, spiega Simone Schianchi, che aggiunge: “Uno dei vantaggi della piattaforma SX-135 XC è certamente quello assicurato dal jib estensibile fino a 9,14 m, una dotazione ideale per una gamma sempre più ampia di attività. In generale siamo certi che una macchina di questo genere, con tale sbraccio e capacità, porterà presto ad alti tassi di utilizzo e a un alto rendimento dell’investimento effettuato. Un investimento che, al momento, anche grazie al supporto e alla consulenza ricevuta da CTE, si sta dimostrando ■ assolutamente azzeccato”.
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma a braccio articolato Genie SX-135 XC Altezza massima di lavoro:
43,15 m
Altezza massima di calpestio:
41,15 m
Sbraccio orizzontale di lavoro:
27,43 m
Sbraccio sotto il livello del suolo:
6,00 m
Dimensioni cesta:
0,91 x 2,44 x 3,05 m
Dimensioni con assali chiusi:
2,50 m x 4,11 m
Dimensioni con assali estesi:
3,94 m x 4,11 m
Altezza minima (centro macchina da terra): Portata:
0,38 m 300 kg / 454 kg
Rotazione piattaforma:
160°
Rotazione jib verticale:
70°/55°
Velocità di traslazione (a riposo/alzata): Pendenza superabile:
4,3/0,65 km/h 35%
Raggio di sterzata interno (assali estesi/chiusi):
3,02/6,27 m
Raggio di sterzata esterno (assali estesi/chiusi):
7,24/8,56 m
Motore: Potenza motore: Peso:
Deutz o Perkins 55 kW/62 kW 21.546 kg
LA PIATTAFORMA SX-135 XC IN AZIONE. NOLO SERVIZI 2000 È UN CLIENTE FEDELE DEL MARCHIO GENIE FIN DALL’INIZIO DELLA SUA ATTIVITÀ. IN QUESTO MODELLO SONO STATE APPREZZATE FUNZIONALITÀ COME L’ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO, LO SBRACCIO DI LAVORO E IL JIB TELESCOPICO JIB-EXTEND maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 85
FIERE
UN BUSINESS MONDIALE BAUMA CTT RUSSIA
LA NUOVA EDIZIONE DELLA FIERA MOSCOVITA SI COLLOCA IN UN PERCORSO CHE VEDE LA RUSSIA AL CENTRO DELLA RIPRESA ECONOMICA INTERNAZIONALE, ANCHE GRAZIE AL TRAINO RAPPRESENTATO DALLA COPPA DEL MONDO DI CALCIO E DAI NUMEROSI CANTIERI STRADALI APERTI
L’
edizione 2018 di Bauma CTT Russia si svolgerà in un momento davvero particolare: l’appuntamento fieristico è in programma dal 5 all’8 giugno, ovvero una settimana prima dell’apertura dei Mondiali di calcio, che il 14 giugno saranno inaugurati dalla sfida allo stadio Luzhniki tra i padroni di casa della Russia e l’Arabia Saudita. È proprio il caso di dire che questa estate gli occhi del mondo saranno puntati su Mosca, sia grazie all’enorme appeal mediatico del più importante evento sportivo del globo, sia per le dinamiche macroeconomiche che – secondo lo studio della PricewaterhouseCoopers – vedranno il “Paese di Putin” diventare il principale player dell’economia europea entro il 2030.
86 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
di Lorenzo Zacchetti
L’AUSTRIACO ANDREAS LETTL, 44 ANNI, È ALLA SUA SECONDA EDIZIONE COME CEO DI BAUMA CTT RUSSIA
Uno snodo fondamentale La fiera moscovita è quindi uno snodo fondamentale nella tanto attesa ripresa che, oltre allo scenario complessivo, riguarda in modo particolare il mercato internazionale delle attrezzature per l’edili-
zia e dell’ingegneria delle costruzioni.CTT si svolge dal 2000 e dal dicembre 2015 è entrata a far parte del prestigioso circuito di Bauma. La scorsa edizione ha visto il debutto alla guida della manifestazione di Andreas Lettl, quarantaquattrenne manager austriaco che è stato scelto come nuovo CEO sulla scorta della sua particolare conoscenza della realtà russa, nella quale lavora da oltre 13 anni, e in generale del settore delle costruzioni, dove ha diretto multinazionali quali Interpont Accounting Solutions, Kurtz OST e Hawle. I segnali provenienti dal mercato sono confortanti visto che, dopo quattro anni difficili, la Russia è ripartita sul fronte della vendita dei macchinari.
I dati diffusi da AEB (Association of European Business, l’associazione che riunisce le società europee operanti in Russia) testimoniano un aumento del 58% nelle vendite del settore costruzioni nel secondo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando la tendenza registrata nel primo trimestre. Uno dei principali fattori che guidano questo processo è la costruzione di strade. Secondo le informazioni fornite dalla Federazione tedesca degli Ingegneri (VDMA), le consegne in Russia di macchine “made in Germany” hanno totalizzato un valore intorno ai 100 milioni di euro nei primi tre mesi del 2017, con una crescita del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tra calcio e cantieri GATI – Germany Trade&Invest, l’agenzia di sviluppo economico della Germania, individua due fondamentali propulsori della crescita nell’indotto procurato dai mondiali di calcio e nell’oggettiva obsolescenza del parco-macchine di molti imprenditori russi, che per fare fronte alle sfide di un’economia che spinge verso la modernizzazione hanno dovuto correre ai ripari. Bauma CTT Russia 2018 rappresenta una grande occasione per questo settore e a coglierla saranno sia singole imprese che consorzi nazionali, come quelli che hanno già prenotato padiglioni congiunti per Cina, Germania, Finlandia, Repubblica Ceca e Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, è ancora una volta Unacea (in collaborazione con ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) a coordinare l’esposizione collettiva, in quanto la manifestazione moscovita è da sempre una fondamentale porta di accesso non “solo” per il mercato della federazione russa, ma in generale per quelli dell’Europa dell’Est e della Comunità degli Stati Indipendenti con particolare riferimento a Bielorussia, Kazakhstan, Azerbaijan
LA CARTA D’IDENTITÀ
e Uzbekistan.Il 62% degli espositori provengono infatti da Paesi diversi dalla Russia, mentre le imprese locali rappresentano il 38% del totale. Gli oltre 20.000 visitatori dell’edizione 2017 sono stati profilati rispetto a status e interessi, rivelando informazioni molto interessanti: l’80% di loro è coinvolto nei processi decisionali del settore (a livello di imprese, enti o simili), il 76% ha partecipato con l’intenzione di comprare macchine o comunque di stabilire nuove relazioni commerciali, il 60% aveva già preso parte alle edizioni precedenti e il 30% è costituito da imprenditori o da figure apicali delle rispettive organizzazioni aziendali. Il 63% dei visitatori del 2017 veniva da Mosca o dalle regioni limitrofe, il 29,6% da altre zone della Russia e il 7,1% dall’estero. Rispetto alle tematiche di maggior interesse, la parte del leone è fatta dalle macchine per la costruzione stradale, principale target del 56,1% dei visitatori, seguite da escavatori, pale e altri macchinari per il movimento terra (49,5%) e dalla manutenzione e riparazione ■ stradale (31,3%).
• Periodicità: annuale • L uogo: Mosca, Crocus Expo International Exhibition Centre •D ata e orari: dal 5 all’8 giugno 2018, dalle 10:00 alle 18:00 •S uperficie: 61.000 m2 • Espositori anno 2017: 557 •V isitatori anno 2017: 20.163 •S ettori merceologici: macchine stradali e impianti per lavori, escavatori, pale caricatrici, movimento terra, attrezzature, macchine per la posa di linee di servizio, attrezzature di perforazione, pompe e attrezzature per trincee e opere sotterranee, apparecchi di sollevamento, gru, costruzioni edili e ponteggi, attrezzature per betonaggio, compressori, utensili pneumatici e idraulici, generatori, centrali elettriche e motori, sistemi di demolizione, sistemi di misurazione e macchinari di laboratorio, attrezzature di diagnostica, attrezzature e strumenti geodetici, affitto e leasing di macchine da costruzione e attrezzature, servizi finanziari e assicurativi, macchine minerarie, macchinari per magazzino, macchine per frantumazione e il trasporto, attrezzature edili, lubrificanti •O rganizzatori: CTT (Gruppo Fiera di Monaco di Baviera) •P artner: Bauma
maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 87
FIERE INTRALOGISTICA ITALIA
ALLEANZA
PER L’INNOVAZIONE
L’UNICA MANIFESTAZIONE IN ITALIA DEDICATA AI SISTEMI INTEGRATI PER LA MOVIMENTAZIONE INDUSTRIALE, LA GESTIONE DEL MAGAZZINO, LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI E IL PICKING FA IL SALTO DI QUALITÀ: NELLA SECONDA EDIZIONE DEBUTTA IL NUOVO FORMAT “THE INNOVATION ALLIANCE” di Lorenzo Zacchetti
A
organizzare Intralogistica Italia è Hannover Fairs International, filiale italiana di Deutsche Messe AG, uno dei più grandi player mondiali nel settore fiere industriali. La seconda edizione segna una svolta, con il debutto del nuovo format “The Innovation Alliance”, che vede come protagoniste cinque manifestazioni internazionali dedicate a settori di beni strumentali: accanto a Intralogistica Italia, infatti, ci sono Ipack Ima, Plast, Meat-Tech e Print4All. Dal processing al packaging, dalla lavorazione della plasti-
88 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018
ca alla stampa industriale, commerciale e della personalizzazione grafica di imballaggi ed etichette, fino alla movimentazione e allo stoccaggio della merce pronta al consumo: gli operatori potranno usufruire di una vetrina delle eccellenze tecnologiche internazionali di differenti mondi produttivi, uniti da una forte logica di filiera.
Partner prestigiosi ANDREAS ZÜGE È IL DIRETTORE GENERALE DI HANNOVER FAIRS INTERNATIONAL GMBH, FILIALE ITALIANA DI DEUTSCHE MESSE AG, UNO DEI PIÙ GRANDI ORGANIZZATORI DI FIERE INDUSTRIALI DEL MONDO
Come ulteriore driver di crescita è stato siglato un accordo di partnership con Aisem – Associazione Italiana Sistemi di Sollevamento, Elevazione e Movimentazione –
federata ad ANIMA – Federazione delle Associazioni nazionali che, in seno a Confindustria, rappresenta l’Industria Meccanica. Oltre a prevedere dei vantaggi per i soci, il partenariato ha dato vita al “Libro Bianco”, strumento che si compone di quattro volumi (Carrelli, Sollevamento, Gru e Scaffalature) e che offre una conoscenza approfondita delle aziende italiane e del loro posizionamento rispetto agli altri Paesi, fotografando bilanci, dati di vendita, trend storici, produzione e redditività.
I convegni A Intralogistica Italia, Aisem organizzerà tre convegni: “La tra-
sformazione della logistica in chiave 4.0: un’esigenza per le Fabbriche Intelligenti” (29 maggio), “Come cambia la logistica con l’avvento dell’e-commerce. Tecnologie, magazzini e distribuzione interconnessi nella produzione e nel B2B” (31 maggio) e “Sempre più efficienza energetica anche per la logistica” (1 giugno). Un programma finalizzato alle esigenze dell’Industria 4.0, che richiede una sempre più stretta e intelligente integrazione tra produzione e logistica, nuove tecnologie digitali e processi automatizzati e interconnessi. Il calendario dei workshop è arricchito dal coinvolgimento diretto di aziende leader del Retail (Leroy Merlin, Candy, F.lli Beretta) che il 30 maggio discuteranno sul tema “Il magazzino baricentro della supply-chain”.
la fiera si è dotata del fondamentale contributo dell’Advisory Panel, formato da aziende partecipanti e sponsor, con brand di spicco come Automha, Bennet, Beumer Group, BYD, Candy, Ccimola, CLS CGT, Crown Lift Trucks, Dematic, DHL, Ferretto Group, ferrero, F.lli Beretta, Gruppo FCA, Incas, Interroll, Iper La Grande I, Kardex Italia, Linde Material Handling Italia, Leroy Merlin, Mitsubishi, Modula, Schenker Italiana e Swisslog Italia. Al Panel è stato attribuito l’importante ruolo di sviluppare contenuti collimanti con gli obiettivi di un settore decisamente interessante. In Aisem, partner istituzionale di Intralogistica Italia 2018, confluiscono otto tipologie merceologiche, che fanno capo ai comparti “sollevamento e trasporto” e “carrelli industriali semoventi”: il primo occupa in Italia 10.300 addetti per un fatturato di 2,7 miliardi di euro con una quota export/fatturato del 32%, mentre il secondo occupa 4.180 unità con un fatturato di 1,36 miliardi e una quota ■ export/fatturato del 32%.
Intralogistica 2018 è patrocinata da Regione Lombardia e vanta media partnership con 60 testate giornalistiche, oltre alla piattaforma online LogisticSquare. Inoltre,
• Periodicità: triennale • L uogo: Fiera Milano Rho •D ata e orari: da martedì 29 maggio a venerdì 1 giugno, dalle 9.30 alle 18.00 • Intralogistica Italia è partner di THE INNOVATION ALLIANCE: • Superficie: 17 padiglioni • Espositori: oltre 2.650 • Visitatori previsti: 150.000 • Settori merceologici: Movimentazione meccanica, Tecnologia di magazzinaggio e apparecchiature per officina, Loading Technology, Sistemi completi per logistica, tecnologia della movimentazione materiali e tecnologia di magazzinaggio, Organizzazione del traffico, Sistemi e Software, Servizi logistici per il trasporto, Servizi logistici, soluzioni di outsourcing, Settore dell’immobiliare logistico • Organizzatori: Hannover Fairs International Gmbh, Ipack Ima S.r.l. • Partner: Aisem federata Anima, LIUC Business School
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INTRALOGISTICA ITALIA
L’Advisory Panel
LA CARTA D’IDENTITÀ
IPACK-IMA
PLAST
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MEAT-TECH
PRINT4ALL
Soluzioni e sistemi integrati per movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio dei materiali, picking
Tecnologie di processing e packaging
Tecnologie per la lavorazione della plastica e della gomma
Processing e packaging per l’industria della carne
Stampa, converting e stampa industriale
Solutions and integrated systems for materials handling, warehouse management, storage and picking
Processing and packaging technology
Technology for the plastics and rubber
Processing and packaging for the meat industry
Printing, converting and industrial printing
Categorie merceologiche
Display categories maggio-giugno 2018 - ONSITELIFT 89
Movimentazione meccanica
Mechanical handling
Tecnologia di magazzinaggio, apparecchiature per officina
Warehousing technology, workshop equipment
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
SENNEBOGEN
Il nuovo sollevatore telescopico 355 E
Sennebogen ha presentato a Intermat e a IFAT il sollevatore telescopico 355 E, appartenente alla linea di prodotti Multi Line. Questo modello è molto più di un semplice sollevatore telescopico e mira a ridefinire gli standard nel settore della movimentazione di materiali pesanti, essendo ideale per le applicazioni di riciclaggio più impegnative e per la gestione delle materie prime secondarie. Con un peso operativo di 11,5 t, un’altezza massima di sollevamento di 8,5 m e una capacità di 5,5 t, il nuovo 355 E offre non solo soluzioni di applicazione versatili, ma anche la possibilità di montare una vasta gamma di accessori. Una delle principali particolarità è ovviamente la visibilità a 360°, garantita dal sistema Multicab. L’altezza della cabina può essere regolata in modo continuo fino a un’altezza di 4,2 m tramite la semplice pressione di un pulsante. Nessuno dei componenti della macchina ostruisce la visuale: un vantaggio fondamentale, che consente all’operatore di caricare e scaricare il materiale con grande precisione. L’elevata posizione della cabina offre vantaggi anche in termini di comfort. Il parabrezza in un unico pezzo, realizzato in vetro stratificato, i grandi finestrini laterali e il pannello vetrato sul tetto si uniscono per offrire una visuale ottimale. Altra peculiarità, oltre al motore diesel da 103 kW, è la cinematica a “Z” del braccio, tipica delle pale gommate: ciò ottimizza le prestazioni nelle operazioni di scavo, fornendo alla macchina una potenza adeguata in tutte le operazioni richieste.
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MAGNI TH
Il nuovo sollevatore RTH 6.46 SH Il sollevatore telescopico RTH 6.46 SH presentato a Intermat, con la sua altezza massima di lavoro di 46 m, è stato annunciato come “il più alto telescopico rotativo al mondo”. Grazie ai materiali utilizzati, all’ottimizzazione di pesi e dimensioni rispetto alle prestazioni e al design della macchina, l’azienda emiliana è riuscita a realizzare questo modello che, per la sua portata di 2,5 t all’altezza di 46 m, può essere paragonata a una gru da 50 t, pur mantenendo la flessibilità di una macchina 3 in 1, oltre a essere più leggera e compatta. Per questo modello Magni TH prevede buone vendite nei mercati edilizi a sviluppo verticale, come gli USA, o quand’è necessario un grande sbraccio, con la portata di 200 kg alla massima estensione di 33,5 m. I comfort in cabina e gli standard saranno di serie, essendo comuni a tutta la gamma RTH: rotazione 360°; aria condizionata di serie; cabina pressurizzata con filtraggio 100% dell’aria in entrata; display touch-screen con diagnostica integrata; impianto elettrico in CANBus; circuito idraulico Load Sensing (350 bar); riconoscimento automatico dell’accessorio; livellamento automatico. Questo modello sarà dotato di un motore Mercedes da 170 kW/231 CV. La versatilità, caratteristica innegabile del sollevatore telescopico rotativo, è garantita anche per questo modello, che può svolgere tre diverse funzioni principali: sollevatore telescopico se dotato di forche; piattaforma d’accesso se dotata di cestello; gru se dotato di argano o di braccio con argano.
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Esordio per Portmax PT 93 Era molto ampio il portfolio di proposte a marchio BKT presenti all’edizione 2018 di Intermat, a partire dall’anteprima di Portmax PT 93, al suo esordio su un palcoscenico europeo. Questo pneumatico, nella misura 280/75 R 22.5, è stato progettato per ottimizzare le prestazioni dei trattori portuali adibiti a operazioni di servizio pesante all’interno di porti, terminal container, centri di distribuzione e logistica, così come nei siti industriali. La speciale mescola antistatica del battistrada garantisce un’elevata resistenza all’usura anche in condizioni gravose, limitando al minimo la frequenza di sostituzione e i relativi fermi macchina. Appartenente alla stessa famiglia Portmax, ma specifico per reachstacker adibiti
allo svolgimento di operazioni portuali di movimentazione dei container, è invece Portamax P 90, esposto a Parigi nella misura 18.00 R 25. Cinture d’acciaio multistrato conferiscono forza, resistenza e durabilità a questo pneumatico radiale All Steel, ideale altresì per tutte quelle gravose operazioni di sollevamento che richiedono elevata stabilità. Da citare il fatto che a Intermat era esposto anche Liftmax LM 81, nella misura 7.00 R 12, uno pneumatico specifico per carrelli elevatori che si contraddistingue per il grande comfort e la durabilità, favorendo la riduzione dei costi operativi anche sulle lunghe distanze. “Siamo molto soddisfatti di esserci presentati a quest’edizione di Intermat con un’offerta molteplice di
pneumatici dalle diverse applicazioni, pronti a soddisfare una richiesta in aumento, segno dell’andamento positivo del mercato internazionale delle costruzioni”, ha dichiarato Lucia Salmaso, AD di BKT Europe. “Sono certa che stia cominciando un nuovo ciclo per questo settore, che sicuramente porterà cambiamenti e grandi sfide per tutti gli operatori”.
FARESIN INDUSTRIES
In alto il business! Faresin Industries (Breganze – Vi) progetta, produce e commercializza sollevatori telescopici utilizzati nei settori agricolo, industriale ed edilizia, esportando il 90% della sua produzione. L’azienda fondata nel 1973 dal suo attuale Presidente, Sante Faresin, unisce la tradizione di una solida guida familiare al dinamismo di un gruppo internazionale presente in Francia, Germania e Polonia con filiali di proprietà e nel resto del mondo con un’estesa rete di distributori e rivenditori. A Intermat 2018 l’azienda veneta ha presentato al mercato europeo le sue novità di prodotto. In particolare, Faresin Industries ha esposto nel suo stand i modelli 17.45 Classic 4F, 7.35 Classic 3A LS, 9.70 GLS 3B e 6.26 Classic 4F. Con questi telescopici ad alto contenuto tecnologico, l’azienda ha completato e aggiornato la sua gamma edile, rispondendo alle esigenze di movimentazione degli utilizzatori finali. I nuovi sollevatori offrono altezze di sollevamento dai 6 m fino ad arrivare ai 17 m e capacità di portata da 2,6 fino a 7 t. Ogni versione può poi essere allestita con diverse configurazioni, che si differenziano per prestazioni e optional inclusi. Su tutte è stata adottata la motorizzazione Tier 4 Final, che consente di contenere le emissioni di NOx e PM. Il fiore all’occhiello è il propulsore Deutz TCD da 3,6 l in versione HT (High Torque), costruito per assicurare un’elevata coppia fin dai bassi regimi e in grado di erogare 55,4 kW a 2.300 giri/min, in regola con la normativa antiinquinamento Stage IV.
PRODOTTI HAULOTTE
La piattaforma elettrica Pulseo Il costruttore francese ha presentato a Intermat 2018 diversi nuovi modelli di piattaforme aeree, selezionando il meglio della propria offerta di macchine per il sollevamento e la movimentazione di
persone e carichi. Ma ad attirare l’attenzione è stata in particolare una novità assoluta per il costruttore francese. Si tratta di Pulseo, la prima piattaforma articolata da 20 m ad alimentazione “full electric” di Haulotte.
Disponibile in due modelli - HA20 LE e HA20 LE PRO – rappresenta il primo lancio di una gamma che sarà sviluppata nei prossimi anni. A essa, Haulotte Group ha affiancato la piattaforma a braccio
Autogru AK 37/4000 Allestimento su motrici Man o Mercedes, carico utile massimo fino a 4 t ed estensione del braccio fino a 37 m. Nessuna sporgenza anteriore durante la circolazione stradale. Autolivellamento, controllo SPS e sfilo variabile di ogni
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stabilizzatore per poter lavorare in spazi stretti, jib idraulico e possibilità di trasformazione in piattaforma di lavoro aereo con livellamento automatico.
telescopico HT23 RTJ PRO, ideale per molteplici applicazioni e in grado di offrire un raggio di lavoro e velocità di sollevamento al top della categoria (i movimenti proporzionali e simultanei contribuiscono a garantire performance elevate), nonché la piattaforma articolata HA16 RTJ PRO e la piattaforma articolata HA26 RTJ PRO, basata sugli stessi accorgimenti costruttivi introdotti con i modelli da 16 e 20 m, dotata delle più recenti, innovative ed esclusive tecnologie sviluppate da Haulotte per rendere sempre più sicuro, agevole e produttivo il lavoro dei clienti. In mostra a Parigi anche la nuova piattaforma a pantografo elettrica Optimum 8, le piattaforme verticali Star 8 S e Star 6, quest’ultima disponibile anche in versione Star 6 Picking, specifica per il mondo della logistica e dei magazzini, e Star 6 Crawler, cingolata.
KRAMER
Tecnologia applicata ai telescopici Da gennaio 2018, Kramer-Werke propone i suoi modelli già noti di sollevatori da 7 a 9 m (3007, 3507, 4407, 5007, 5507 e 5509) con alcune novità. La gamma, infatti, è stata rinnovata anche grazie al feedback dei clienti, sempre mantenendo la qualità Kramer. Oltre ad adeguarli alle nuove normative, i sei telescopici sono stati integrati con una nuova concezione: il joystick All-In-One pre-comandato elettronicamente e il nuovo Jog Dial permettono il comando intuitivo di tutte le funzioni. Tra le altre cose, in tal modo è possibile impostare la sensibilità dell’idraulica di lavoro su tre livelli di velocità. Tutti i dati del veicolo e le impostazioni si possono visualizzare sul nuovo display da 7”. La speciale innovazione dei modelli 5007 (optional), 5507 e 5509, in particolare, è rappresentata dalla nuova trasmissione idrostatica ad ampio angolo “ecospeedPRO” con cilindrata da 370 cc., per una maggiore forza di trazione e dinamica di marcia (alla massima velocità è possibile una riduzione del numero di giri del motore fino a 1.550 giri/min). Il cambio rapido idrostatico a variazione continua con angolo di brandeggio di 45° del motore idraulico è stato sviluppato da Kramer. Tutti i modelli sono dotati di serie del sistema di assistenza all’operatore “Smart Handling”. “I nostri sollevatori telescopici si possono riassumere sostanzialmente in tre parole: resistenti, versatili ed efficienti. Siamo molto soddisfatti di averli dotati di tanti nuovi dettagli tecnici. In tal modo possiamo rispondere ancora meglio alle esigenze dei clienti”, ha affermato Karl Friedrich Hauri, dirigente di Kramer-Werke GmbH.
INSERZIONISTI Azienda ABB
Pagina 5
Bauma Conexpo India 2018
95
Böcker Italia
94
Brigade Elettronica
91
Clark Cemas
II Copertina, 1
Ecomondo 2018
31
Gruppo Minitop
90
Haulotte
IV Copertina
Hillhead 2018
17
Hinowa
15
JCB
3
Jekko
93
JLG
12
JMG Cranes
11
Massucco T.
16
MP Filtri
I Copertina
Ormig
13
Platform Basket
7
RMC
III Copertina
Socage
92
Terex Demag
9
96 ONSITELIFT - maggio-giugno 2018