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OnSite Lift n.2 - Marzo-Aprile 2021

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SOMMARIO MARZO/APRILE 2021 - N.2

MACCHINE

22 CTE

60 Giuliano Group

Lo sguardo al futuro

Collaborare per innovare

di Ettore Zanatta

di Ettore Zanatta

DOSSIER

28 Demag

Versatilità multistrada

di Stefano Vitali

64 Innovazione nella meccanizzazione

34 Haulotte In copertina: IMER ACCESS

SERVIZI

La missione “elettrica” della SIGMA 16

di Ettore Zanatta

La rivoluzione “eco-tecnologica”

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

DISTRIBUZIONE

38 Zoomlion

72 Espi Engineering

Tappeto “verde” per l’Europa

Doppia coppia… agli assi!

di Mirko Brusamolino

di Ettore Zanatta

ON SITE

42 Liebherr

Una sintesi di tecnologia

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Editoriale

di Pietro Gabrielli

di Ettore Zanatta

COMPONENTI

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

56 Bosch Rexroth Oil Control –

76 La costruzione del grattacielo

direzionale Gioia 22 La scheggia di vetro

di Ettore Zanatta

Compact Hydraulics L’idraulica “responsabile”

84 Prodotti

di Stefano Vitali

a cura di Liliana Rebaglia

16 Le costruzioni

e la trasformazione digitale Il cantiere è sempre più connesso

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

Hands On LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA

EVOLUZIONE A DOPPIA ARTICOLAZIONE di Ettore Zanatta

46 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La strategia del ragno

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e il Covid cederà finalmente il passo al proseguire della vita e dell’economia mondiale, noi italiani vorremmo sapere se alle parole di risparmio energetico, digitalizzazione, monitoraggio 4.0, rispetto idrogeologico e prevenzione sismica potrà finalmente seguire un elenco più concreto fatto di sbancamenti, fondazioni speciali, calcestruzzo, macchine

movimento terra, stradali e gru. La prima lista elencata è volutamente composta da concetti; la seconda da fatti e oggetti tangibili. Che cosa sceglierà il nostro Governo nei prossimi mesi? Un esempio: vogliamo parlare (ancora) di infrastrutture di comunicazione? Il “Next generation Eu” dovrebbe contenerle e l’Europa potrebbe chiedercele con forza, a scadenze inesorabili. La data del 2026 prevede linee ferroviarie efficienti, mezzi di trasporto urbani non inquinanti di ultima generazione e porti che funzionino. Come faremo a far seguire ai convegni altisonanti delle opere convincenti, già realizzate o in via di completamento? Non lo sappiamo ancora. Ad esempio, perché procedure come Via e Vas fanno passare intere stagioni di attese improduttive, di richiami e verifiche tra Regione e Stato centrale, di lavori fermi per interi lustri. Per ora non è servito nemmeno il commissariamento per smuovere le acque stagnanti. L’Europa ha un Codice degli appalti, l’Italia invece ne ha un altro. Discutibile. E un’aspettativa di esecuzione dei grandi lavori che supera l’aspettativa di vita di un Paese centenario in tutto, nei suoi abitanti come nella reattività dei propri apparati. Qualcun altro ha scritto che l’Alta velocità della linea ferroviaria Milano-Venezia potrebbe essere completata, di questo passo, fra 33 anni (la sua realizzazione fu decisa nel 1995); la linea Monaco-Verona ne contemplerebbe 55, di anni. Intanto qualche buontempone, a inizio lavori, dirà che opere del genere “nascono già vecchie”. Beh, se si iniziano 25 anni dopo può darsi che presentino qualche anacronismo. Ma tant’è, sembra sempre che alla Grande Burocrazia ciò non importi; anzi, la “strategia del ragno” continua ad agire da freno a ogni cosa. Almeno fino a quando la stessa tela non potrà più contenere l’enorme frana che continua a gravare sul nostro futuro imprenditoriale.

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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia UNACEA

Cambio ai vertici dell’associazione Enrico Prandini ha dato le dimissioni da vicepresidente e da consigliere di Unacea in vista della conclusione della sua attività professionale presso Komatsu Italia Manufacturing. Il nuovo consigliere designato dall’azienda di Este (PD) è David Bazzi, attuale amministratore delegato. Il consiglio direttivo dell’Unione italiana macchine per costruzioni ha inoltre chiamato Ruggero Riva (Cgt) a ricoprire una delle due vicepresidenze dell’associazione, mentre

ENRICO PRANDINI la delega a rappresentare l’associazione nello Steering Group della federazione europea di settore Cece passa all’altro vicepresidente: Nicola D’Arpino (CASE Construction Equipment). Mirco Risi, presidente di Unacea, ha dichiarato:

“A conclusione di un’attività di successo, Enrico Prandini può esser fiero dei traguardi raggiunti dando un contributo imprescindibile alla fondazione e allo sviluppo della nostra associazione, fino a ricoprire per il biennio 2018-2020 la presidenza della federazione europea Cece. Noi lo ringraziamo per la passione, l’impegno e il buon umore che lo hanno sempre caratterizzato e ci impegnano a proseguire il suo cammino al servizio del settore delle macchine per costruzioni”. “In un passato non troppo remoto - commenta

Prandini - molte aziende del nostro settore erano scettiche nei confronti dell’associazionismo e della condivisione di intenti con i ‘concorrenti’. Ecco perché, quando con uno sparuto numero di intrepidi decidemmo di fondare Unacea molti ci giudicarono dei sognatori. Non avevano però considerato che spesso, lavoro, impegno e onestà intellettuale possono permettere ai sogni di divenire realtà. Un grazie alla struttura e a tutti i soci per la fiducia accordata a questa grande realtà associativa, cui auguro tutto il bene per il futuro”.

MOLLO NOLEGGIO

Nuova apertura in Brianza Mollo Noleggio ha aperto a Brugherio (MI) le porte alle numerose imprese locali che sono alla ricerca di un noleggio professionale e di qualità, offrendo alla propria clientela un ulteriore avamposto (il 7° in Lombardia, il 35° in Italia) per l’approvvigionamento di macchine, attrezzature e prodotti professionali per l’edilizia, l’industria e l’agricoltura. Il nuovo centro noleggio sorge in posizione strategica e facilmente raggiungibile, a pochi minuti dalle uscite della A4 TorinoTrieste e della Tangenziale di Milano. All’interno di un impianto edificato su un’area di 3.000 m2 i 6

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clienti possono trovare un’ampia gamma di soluzioni a nolo pronte a rispondere ai loro bisogni: piattaforme aeree per lavori in quota, mezzi per il sollevamento, movimento terra, autocarri, macchine e attrezzature edili, monoblocchi e container, bagni mobili. Ampio spazio all’offerta di prodotti elettrici, litio, ibridi ed Euro 6. Il Centro è inoltre strutturato con

un’area officina attrezzata per le manutenzioni sui mezzi e un’area dedicata ai corsi di formazione con rilascio patentini per l’uso dei mezzi d’opera. Il noleggio con operatore completa il ventaglio dei servizi offerti. Mollo Noleggio si posiziona oggi in Italia, all’interno del proprio settore, come il player con il maggior numero di collaboratori (un team

di 330 professionisti) e di centri nolo distribuiti capillarmente in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, il più vasto parco macchine (oltre 8.000 unità), con un’età media tra le più basse (4,2 anni). Numeri importanti, che nel 2019 hanno consentito a Mollo Noleggio di vincere per la seconda volta consecutiva il premio quale “Miglior Azienda di Noleggio di Piattaforme Aeree” in Italia e, nel 2020, di aggiudicarsi il premio internazionale “Grande Società di Noleggio” promosso dall’associazione ERA (European Rental Association).


SOCAGE

Il sito “Socage.it”

Socage presenta Socage.it: il suo nuovo sito web, più professionale e con maggiori informazioni per l’utente, mostra una grande evoluzione nel modo di presentare l’ampia gamma di piattaforme aeree e di comunicare con i clienti, per differenziarsi sul mercato. Il nuovo design, più moderno ed efficace, permette di accedere alle informazioni di cui hanno bisogno in modo più veloce e intuitivo. Il mondo sta cambiando e ha bisogno di nuovi e migliori modi di comunicare e ciò richiede un’interazione incentrata sull’utente, affinché quest’ultimo ottenga nel modo più semplice e gratificante possibile la risposta alle sue esigenze. Una storia di oltre 40 anni e più di 38.000 m2 di impianti in tutto il mondo riflettono la continua crescita, la ricerca e la dedizione dell’azienda nello sviluppo di un’ampia gamma di soluzioni su piattaforme aeree con un range da 14 a 100 m di altezza. Come parte di questa ricerca incessante di innovazione tecnologica, per soddisfare le esigenze di lavoro in altezza dei suoi clienti, Socage lancia una nuova gamma di piattaforme: Socage Speed, un sistema di stabilizzazione e chiusura automatica della parte aerea installato di serie su tutta la gamma 1828 m. Un dispositivo utilizzabile anche dal cesto, che facilita la manovra e garantisce un lavoro sicuro e veloce. Il sito mette in evidenza le dotazioni di serie che differenziano ogni prodotto, facilitando l’accesso alle caratteristiche tecniche e ai dispositivi di sicurezza di ogni piattaforma, a cui è riservata una galleria di immagini dedicata, che si focalizza su situazioni realistiche e autentiche del lavoro in quota. Socage ha creato uno strumento di comunicazione a 360°: My Socage, uno spazio dell’universo Socage che permetterà il collegamento delle piattaforme con la propria azienda per gestire il lavoro in modo rapido e intuitivo.

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NOTIZIE FLASH BATTERY

Nuove partnership strategiche Ci sono nuove partnership strategiche con OEM e dealer di diversi Paesi europei nel carnet di lavoro di Flash Battery, che ha intanto chiuso il 2020 con risultati che ne consolidano la posizione tra i big nella produzione di batterie

Romagna. Sempre nel 2020, Flash Battery ha completato la realizzazione del nuovo stabilimento a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), dotato 150 postazioni di lavoro), con un investimento di 7,5 milioni di euro. “Oltre che sull’incremento degli

consentito di implementare decisamente quei rapporti commerciali con l’estero che valgono il 30% del nostro fatturato e si sono sviluppati molto in Francia, Germania e Benelux, cioè nei Paesi in cui la tutela dell’ambiente assicurata dall’elettrificazione si

al litio. Nonostante le ricadute della pandemia (che soprattutto nel primo semestre hanno rallentato la produzione), Flash Battery - inserita dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza tra le aziende italiane “campioni di crescita” nel periodo 2016-2019 - ha registrato un incremento del fatturato pari al 5% e, contemporaneamente, ha realizzato un incremento dell’occupazione del 25%, portando a oltre 60 il numero dei dipendenti e confermandosi come “miglior impresa under 40” della Regione Emilia-

addetti - sottolinea Marco Righi, CEO di Flash Battery – i risultati più importanti, anche in prospettiva, riguardano gli investimenti sul potenziamento deciso delle attività di ricerca e sviluppo e sulla sostenibilità, che ci vede tra i leader non solo in relazione alle prestazioni dei nostri prodotti, ma soprattutto per il controllo di processi e l’uso di materiali riciclabili o agevolmente smaltibili, con l’obiettivo di giungere a prodotti ad impatto zero per l’ambiente. Questa continua tensione alla sostenibilità ci ha

traduce anche in legislazioni molto stringenti a contrasto dell’inquinamento. Nel 2020 abbiamo ampliato e rafforzato le partnership con diversi system integrator europei attivi nell’ elettrificazione e, soprattutto, con enti di formazione, centri di ricerca e Università (e tra queste, in primo piano, quelle di Modena e Reggio Emilia, Parma, Bologna, il Politecnico di Milano e la Motorvehicle University of Emilia Romagna). Si tratta di collaborazioni essenziali tanto per lo sviluppo di nuovi progetti quanto per l’individuazione delle

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figure professionali (in larga prevalenza ingegneri) sulle quali poggiano quei processi di innovazione che ci hanno consentito, tra l’altro, di quadruplicare il fatturato dal 2016 a oggi”. “Gli investimenti in ricerca e sviluppo – sottolinea Matteo Donelli, entrato proprio nel 2020 in Flash Battery come Sales Director – si sono tradotti, tra l’altro, nello sviluppo di oltre un centinaio di prototipi legati a diversi settori e, in particolare, alla forte espansione dell’elettrico nel mondo delle costruzioni e dell’agricoltura, che si associano così alle rilevanti crescite che proseguono nell’industria e nella logistica. Nel 2021 prevediamo un’ espansione delle relazioni commerciali in queste aree, grazie anche alle partnership – sul modello di quella realizzata recentemente con Efa France - che stiamo sviluppando a livello europeo con imprese leader nella progettazione di sistemi di elettrificazione, alle quali offriamo pacchetti completi per il passaggio dall’endotermico all’ibrido e al full electric”. Il tema della sostenibilità, tra l’altro, è all’ordine del giorno ed è un aspetto intrinseco di Flash Battery, orientata a un’innovazione green a tutti gli effetti rendendo lo stabilimento produttivo energicamente autonomo, oltre che alla sostenibilità che passa anche dallo studio del prodotto.


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NOTIZIE CGT EDILIZIA

Sinergia con LoJack Italia per la gestione della flotta Rafforzare la protezione dal furto delle macchine da lavoro e, soprattutto, massimizzare i dati di gestione della flotta, rendendo più efficace la logistica, attraverso un monitoraggio costante e in real time sul parco mezzi. Con questi obiettivi è stato siglato un accordo tra CGT Edilizia, azienda di riferimento nel noleggio multispecialista di macchine da lavoro e punta di diamante del Gruppo TESYA, nonché player europeo distributore attraverso la consorella CGT del brand Caterpillar, e LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp, specializzato nelle soluzioni telematiche e nel recupero dei veicoli rubati. Al momento l’intesa è stata sviluppata per il mercato nazionale, consolidando la partnership già presente da anni nel mercato statunitense tra CalAmp e Caterpillar. A bordo degli oltre 4.000 mezzi della flotta CGTE in Italia sarà installata la doppia tecnologia LoJack. Sul fronte del contrasto ai furti dei mezzi la radiofrequenza (non schermabile, in grado di superare anche le

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barriere fisiche come container, capannoni, parcheggi sotterranei e garage) sarà abbinata alle soluzioni telematiche che consentono di tenere sotto controllo i parametri vitali dei mezzi, verificandone in tempo reale i chilometri percorsi, il livello di carica della batteria e una serie di allarmi quali l’eventuale accensione e spostamento del mezzo fuori dalla fascia oraria lavorativa, lo scollegamento del dispositivo, l’entrata o l’uscita da una determinata area. Tutti alert che, se attivati, saranno gestiti dalla Centrale Operativa LoJack, attiva 24 ore su 24, che potrà verificare l’accaduto e, nel caso di furto, avviare tempestivamente le ricerche. Sul versante della logistica, i dispositivi LoJack consentiranno a CGTE di localizzare in qualsiasi momento tutti i mezzi in flotta, controllare la gestione dei tagliandi effettuati dagli stessi e verificare le ore di accensione del veicolo, elemento prezioso per definire il suo reale utilizzo.

“L’accordo con LoJack rappresenta per CGTE una partnership strategica e con grandi prospettive di crescita in futuro”, ha dichiarato Massimo Rossi, AD di CGTE. “Questo passo va nella direzione di aumentare la qualità dei servizi offerti ai nostri clienti (che per CGTE sono al centro di qualsiasi attività e iniziativa) e migliorare ulteriormente la gestione della flotta noleggio grazie a sistemi di connettività più evoluti, che ci garantiranno standard di utilizzo ancora più elevati di quelli già ottimi attuali”. “La partnership con un operatore leader del settore del noleggio multispecialista di macchine da lavoro come CGTE costituisce per LoJack un primo passo importante in questo mercato”, sottolinea Maurizio Iperti, AD LoJack Italia e Senior Vice President LoJack EMEA. “Grazie all’esperienza maturata a livello internazionale nel settore delle macchine da lavoro, siamo oggi in grado di offrire soluzioni avanzate, flessibili, tagliate su misura delle singole aziende che intendono proteggere i propri asset, i beni e le strumentazioni e rendere più efficace la propria logistica”.


AIRO

Una piattaforma A13JE per Belman contribuito al suo successo commerciale di lunga durata. L’aggiornamento con il Kit Industria 4.0 certifica il futuro di questa piattaforma aerea Airo per tutti gli impieghi industriali, anche i più svariati. Infatti, è proprio La società Belman, con sede a Luzzara (RE), ha acquistato la piattaforma aerea Airo A13JE per eseguire una serie di operazioni di manutenzione interna. Belman si occupa di trattamento metalli conto terzi: sverniciatura termica e chimica, deossidazione, decapaggio, sgrassaggio e sabbiatura dal 1984 e svolge la sua attività in ambito nazionale, con un’attenzione particolare al servizio, che si coniuga a qualità, rispetto delle date di consegna e delle normative ambientali (certificazione ISO 14000). La piattaforma aerea A13 JE è un top seller del costruttore emiliano Airo: in produzione dal 1995, è un modello elettrico a braccio articolato da 13 m di lavoro, con sbraccio fino a 8,1 m e portata di due persone (200 kg). Le sue dimensioni compatte, il peso complessivo di soli 5.400 kg, la possibilità di lavorare in presenza di pendenze fino a 4°, l’impiego di ruote superelastiche a gomma piena e i comandi ergonomici e proporzionali a leve singole hanno

uno dei motivi che ha portato Belman alla decisione dell’acquisto: il kit industria 4.0 consentirà all’azienda di seguire e interfacciarsi con la sua piattaforma Airo durante lavori di manutenzione anche presso altri impianti.

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NOTIZIE CROWN

Il “Good Design Award” per i carrelli ESR 1000 Crown si è aggiudicata il premio “Good Design Award” per la sua serie ESR 1000 di carrelli retrattili. La giuria è stata particolarmente colpita dalle innovazioni tecnologiche, tra

per le sue numerose innovazioni in materia di produttività, connettività e sicurezza dell’operatore. Voigt Logistik, fornitore di servizi di trasporto e logistica, utilizza il nuovo retrattile da qualche

cui il sistema operativo Gena di recente sviluppo e la funzione di abbassamento del montante Xpress Lower. La serie ESR 1000 offre un’esperienza utente funzionale e all’avanguardia, ulteriormente migliorata dalla connettività dei carrelli retrattili e da un design incentrato sull’operatore in grado di incentivare la produttività e aumentare i guadagni. Il riconoscimento è assegnato dal Museum of Architecture and Design di Chicago e dallo European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies. Nel corso del 2020, la serie ESR 1000 aveva già conquistato il premio internazionale di intralogistica e carrello elevatore dell’anno IFOY

tempo e ne è favorevolmente impressionato: “La serie ESR 1000 appena lanciata da Crown è costituita da retrattili che i nostri operatori hanno subito apprezzato per le numerose caratteristiche innovative, come la selezione automatica dell’altezza, il monitor dati di portata e la nuova, intuitiva esperienza di utilizzo fornita da Gena”, afferma Jan-Peter Wingert, responsabile di sede di Voigt Logistik, Neumünster, Germania. Jim Kraimer, direttore per il design industriale di Crown, è molto soddisfatto: “Questo nuovo riconoscimento è il Good Design Award n. 17 per Crown. Ci rende orgogliosi, oltre a confermare ancora una volta che far convergere i nostri

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sforzi su processi di sviluppo incentrati sui clienti è decisamente la strada giusta.” Il premio Good Design Award, fondato a Chicago nel 1950, è tra i riconoscimenti più antichi e prestigiosi nel settore del design di eccellenza a livello globale. Fino a oggi, Crown ha ricevuto oltre 100 riconoscimenti da rinomate istituzioni e associazioni internazionali di design. La serie ESR 1000 offre innovazioni tecnologiche e nuove caratteristiche intelligenti e connesse del sistema operativo Gena, che consentono agli operatori di lavorare con perizia e precisione a qualsiasi altezza senza compromettere la produttività e l’efficienza. Tra le principali innovazioni della serie ESR 1000, la tecnologia Xpress Lower può raddoppiare la velocità di abbassamento del montante fino a 1,1 m/s, che consente di migliorare la produttività generale fino al 21%. La funzione di abbassamento del montante non consuma energia supplementare, ma al contrario alimenta la batteria con l’energia prodotta dal movimento. Questo processo, unito al sistema frenante a recupero di energia dell’ESR 1000, consente di risparmiare fino all’11% dei consumi energetici. Operatori, tecnici addetti della manutenzione e responsabili del magazzino possono tutti sfruttare i vantaggi del sistema operativo Gena, sviluppato di recente da Crown e integrato per la prima volta nella serie ESR 1000, e il sistema InfoLink di gestione del parco carrello, che fanno di questo mezzo un partner sicuro, connesso e affidabile per gli operatori. Dynamic Coaching è invece l’innovativo sistema Crown di consigli contestualizzati, agisce come un coach virtuale di bordo, congratulando gli operatori per le azioni ben eseguite e segnalando eventuali errori in tempo reale.


CMC

Espansioni internazionali CMC non frena gli investimenti già pianificati a fine 2020 per migliorare la conoscenza della sua marca e aumentare le nostre quote di mercato nel continente asiatico. A conferma di quanto detto, in partnership con il suo dealer esclusivo in Cina, High Boom Lift, il costruttore era presente lo scorso marzo alla 5a edizione della Conferenza Nazionale del leasing delle piattaforme aeree che si è tenuto a Suzhou. Qui, il team di High Boom Lift ha esposto la CMC S32, la piattaforma da 16 m di sbraccio laterale, 32 m di altezza di lavoro, capace di lavorare in negativo fino a -3,2 m, con un peso di 7 t. Ma CMC ha ampliato

i suoi confini e posizionato una nuova “bandierina” anche in Scandinavia: con Jysk Lift Service, infatti, esclusivista per la Danimarca, CMC ha aggiunto

un nuovo dealer all’elenco dei suoi concessionari in Europa nord-orientale. Jysk Lift è una compagine fondata nel 2005 che

opera nel settore del sollevamento sia come venditore sia come noleggiatore. Il suo focus è concentrato sul service istantaneo e sul rapporto di business partnership che l’azienda è capace di instaurare fin da subito con ogni suo cliente. Sul sodalizio tra CMC e Jysk, si è così espresso Alessandro Mastrogiacomo, direttore commerciale Estero di CMC: “Il 2020 ci è servito da palestra per superare sfide che mai avremmo pensato di dover affrontare dal punto di vista del business e dello sviluppo commerciale. Il Vecchio Continente, dove contiamo di aggiungere sempre nuovi dealer, sarà un punto focale anche per il 2021”.

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NOTIZIE CTE

Sinergia con CEM Group A sostegno della crescente domanda di prodotti Pianoplan sul territorio nazionale e di un programma di continua diffusione del brand, CTE ha avviato un nuovo progetto di distribuzione del suo trasportatore su scala con CEM Group, azienda di Settimo Milanese con un’esperienza di oltre 40 anni nel settore degli elevatori. Il progetto vede CEM in azione nelle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Lanciato sul mercato nel 1995, il trasportatore su scala cingolato a batteria Pianoplan di CTE ha da subito conquistato i traslocatori nazionali e internazionali per la sua facilità di utilizzo e la sicurezza garantita all’operatore nel movimentare pianoforti ed è poi diventato un partner indispensabile per movimentare anche altri oggetti ingombranti di vario tipo. Con una capacità di carico di 600 kg, Pianoplan è progettato per trasportare su scale, rampe e scivoli oggetti ingombranti, delicati e pesanti come pianoforti, opere d’arte, casseforti, vending machines, fotocopiatrici, frigoriferi. Sono sufficienti una o due persone per lavori che altrimenti richiederebbero quattro o cinque operatori con risparmio di

costo/ora e tempo. La sua energia è accumulata in due potenti batterie che assicurano un’autonomia di circa 50 piani di scale. Pianoplan è disponibile in tre versioni per affrontare al meglio varie tipologie di trasporto, cioè standard, verticale, orizzontale. Con l’obiettivo di rendere Pianoplan ancora più versatile, recentemente è stato introdotto un nuovo accessorio forche (applicabile solo al modello verticale), che permette di caricare materiale pesante e ingombrante senza richiedere alcuno sforzo fisico all’operatore. Massimo Franceschi, brand manager Pianoplan, dichiara: “Sono molto soddisfatto di questo

IL PROGRAMMA #IOELAMIACTE È nato il programma #ioelamiaCTE, un’iniziativa speciale creata per rendere l’esperienza con CTE e i suoi prodotti ancora più rilevante. Dal 1981 ad oggi CTE ha prodotto più di 14.000 piattaforme aeree e sviluppato tecnologie che hanno portato a nuove esperienze nell’interazione uomo-macchina: è con questo spirito che l’azienda vuole far sentire i suoi clienti tranquilli e sicuri come il primo giorno dopo l’acquisto di una sua piattaforma aerea e ha sviluppato un programma di estensione di garanzia che copre fino a cinque anni, con l’obiettivo di mantenere la sicurezza e la massima efficienza delle sue piattaforme. Il programma #ioelamiaCTE prevede inoltre una serie di vantaggi esclusivi pensati per far vivere ancora più da vicino il mondo CTE. Il programma di estensione di garanzia è previsto inizialmente per il mercato italiano.

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nuovo progetto. Il nostro obiettivo di diffusione del brand Pianoplan trova un ottimo partner in CEM, azienda molto nota nel settore e di lunga esperienza. I nostri clienti attuali e futuri dell’area del nord-ovest italiano beneficeranno di questo nostro nuovo progetto e di un servizio molto accurato”. “Non posso che esprimere una mia speciale soddisfazione per l’avvio di questo progetto commerciale che porteremo avanti da oggi insieme a un costruttore storico e sempre all’avanguardia come CTE «, ha dichiarato Loris Manocchia, amministratore delegato di CEM Group. “La serie dei trasportatori su scala Pianoplan rappresenta pienamente la qualità di prodotto e la versatilità di impiego che cerchiamo da sempre di proporre ai nostri clienti. Nello specifico, i modelli Pianoplan costituiscono una tipologia di attrezzatura per il sollevamento e la movimentazione di materiali particolarmente adatta al nostro pubblico di riferimento, quello delle imprese di traslochi. A questo comparto, poi, vanno aggiunte le applicazioni particolarmente delicate e complesse come quelle che riguardano il trasferimento e la movimentazione di pianoforti, di altri strumenti musicali e manufatti d’arte”.


DEMAG

Una gru AC 220-5 per la siciliana F.A.C. Il fornitore di servizi gru siciliano F.A.C. ha ampliato la sua flotta Demag: dopo l’acquisto della prima Demag AC 60-3 poco più di un anno fa, preceduto da nuova gru Demag AC 160-5 solo un anno prima, l’azienda siciliana ha da poco aggiunto una nuova gru AC 220-5. La flotta di veicoli F.A.C. comprende ora un totale di sei unità Demag. “Il nostro portafoglio ordini include numerose richieste da parte di impianti industriali petrolchimici. Ed è qui che le gru Demag, con le loro dimensioni compatte e i lunghi bracci, si dimostrano imbattibili”, spiegano i fratelli Claudio e Antonio Pompeano. La gru AC 220-5 vanta un braccio base in grado di raggiungere i 78 m.

“In combinazione con il sistema di controllo IC-1 Plus, la gru multistrada AC Demag AC 220-5 rappresenta la scelta migliore per noi. Inoltre, può essere installata in modo rapido e facile”,

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affermano, parlando dei vari altri vantaggi della gru Demag. Ma il marchio Demag sa farsi apprezzare in molti altri modi: “Una vasta gamma di componenti delle gru AC 160-5 e AC 220-5 sono intercambiabili, il che in molti casi fa risparmiare tempo e denaro”, proseguono, soddisfatti del servizio ricevuto da Tadano Demag, i fratelli Pompeano. Un’opinione ricambiata: “L’azienda a conduzione familiare F.A.C. rappresenta un ottimo partner commerciale. Siamo orgogliosi di supportarne il successo con i nostri prodotti e servizi”, dichiara Davide Camperi, Business Leader di Tadano Demag in Italia, lieto di potere fornire a F.A.C. le moderne gru dei marchi Tadano e Demag anche in futuro.


ATTUALITA’ LE COSTRUZIONI E LA TRASFORMAZIONE DIGITALE

IL CANTIERE È SEMPRE PIÙ CONNESSO NUOVE IMPORTANTI SFIDE E OPPORTUNITÀ ATTENDONO IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI DA QUI AI PROSSIMI ANNI: L’INDUSTRIA 4.0, IL SUPERBONUS 110% E IL RECOVERY PLAN, PER CITARNE ALCUNE. OPPORTUNITÀ CHE RICHIEDONO DA PARTE DEL SETTORE DI ADEGUARSI A UN PROCESSO DI DIGITALIZZAZIONE CHE OGGI, A CAUSA DELLA PANDEMIA DA COVID-19, HA ASSISTITO A UNA NECESSARIA E IMPROVVISA ACCELERAZIONE di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

I

l settore delle costruzioni ha assistito a un evento inaspettato che l’ha visto impreparato soprattutto da un punto di vista organizzativo dei processi lavorativi e in termini tecnologici, anche se molto reattivo dopo le prime chiusure. Con la pandemia si è sperimentato il concetto di “lavoro agile”, o “Smart working”, che ha completamente rivoluzionato il settore (o come vedremo, evoluto) e proposto a tutti gli operatori della filiera delle costruzioni un nuovo modo di lavo16 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

rare all’interno di un cantiere, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie atte a gestire, da remoto, interi processi lavorativi. Una nuova modalità operativa destinata a non essere una mera soluzione di passaggio ma un nuovo modo di concepire la gestione del lavoro in cantiere, e di tutto il settore delle costruzioni, in una prospettiva maggiormente digitalizzata.

Innovazione digitale Nel 2020 abbiamo assistito a un’improvvisa accelerazione del

processo di digitalizzazione nel settore delle costruzioni. Un fenomeno che ha avuto inizio in realtà ben prima del Covid-19, quando il processo di digitalizzazione non era un’esigenza dal punto di vista sanitario ma una questione di opportunità e convenienza per questo comparto. Prima della pandemia il concetto di innovazione digitale nel settore delle costruzioni era principalmente associato a una migliore operatività tecnologica e non di sola sicurezza per la salute delle


persone, dato che ci si era accorti di come in altri ambiti, come quello manufatturiero già più avanti nel processo di digitalizzazione, si riscontrava una maggiore produttività e minori sprechi con, come conseguenza, un maggiore indice d’efficienza. Un primo esempio di questa trasformazione digitale nel settore edile è stata l’introduzione della nuova metodologia BIM (Building Information Modeling), uno strumento di digitalizzazione delle informazioni dei processi di proget-

tazione architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale in un unico modello, divenuto ormai necessario per ogni azienda che aspira a essere protagonista in un settore fortemente aggiornato come quello delle costruzioni. Il BIM consente non solo di gestire la fase progettuale dell’opera da costruire, ma si integra con il cantiere attraverso una gestione dei lavori completamente digitale, uno strumento specifico per la gestione di tutte le informazioni e utilizzabile da tutti gli attori coinvolti.

Il BIM, infatti, favorisce una collaborazione e un’interazione tra i vari soggetti che sono direttamente coinvolti nel processo di costruzione, i quali possono condividere e integrare dati - ma anche interagire attraverso un’interoperabilità tra i diversi software allo scambio e alla condivisione di informazioni su più piattaforme - favorendo così una più rapida e agevole accessibilità da remoto. Ciò è possibile attraverso il “Common Data Enviroment”, l’ambiente dati comune utilizzato per raccogliere, marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 17


ATTUALITA’

L’OPINIONE

ARCH. LAURA DI SPES LIBERA PROFESSIONISTA, AI TEAM

“La sostituzione del lavoro in presenza con quello da remoto ha cambiato il nostro modo di comunicare in maniera chiara e netta. L’introduzione del concetto di ‘Lavoro Agile’ nel settore delle costruzioni ha ridotto, se non in alcuni casi eliminato, la nostra presenza fisica nella sede di lavoro e quindi sacrificato le relazioni in presenza a favore di quelle a distanza, cosa che ha reso la collaborazione e la comunicazione tra collaboratori su un progetto più faticosa, in certi casi meno efficiente e certamente meno naturale di quella a cui eravamo abituati. L’utilizzo di nuove tecnologie da parte di chi non aveva la

preparazione o gli strumenti adeguati ha prodotto non poche difficoltà. Un esempio al di fuori dal nostro settore e di interesse nazionale è stata la tematica per le scuole della DAD (didattica a distanza), che ha generato non poche polemiche dovute all’impreparazione e, in certi casi, l’impossibilità per certi istituti di adottare dei mezzi nuovi e digitali. Oggi si parla di comunicazione da remoto in cantiere citando soluzioni digitali quali il BIM, ma questi non sono veri e propri strumenti atti a comunicare, ma al più modalità di trasmissione e condivisione di dati e informazioni attraverso schemi preformati, con loro flussi e una loro organizzazione che li rende efficienti e immediati. A distanza e senza strumenti digitali di comunicazione adeguati risulta difficile affrontare le situazioni impreviste, e quindi non programmabili, le problematiche e i cosiddetti contraddittori. A oggi, la tecnologia di cui disponiamo da sola non basta per ottenere la stessa efficacia comunicativa a cui eravamo abituati prima con la modalità in presenza”.

gestire e scambiare il modello, i dati non grafici e tutta la documentazione (ossia l’insieme di tutte le informazioni sul progetto create in un ambiente BIM) tra tutti i membri del team di progetto, facilitandone la collaborazione e aiutandoli a evitare duplicazioni ed errori. Pertanto, un sistema di digitalizzazione delle informazioni di un progetto di costruzione attraverso software ERP (Enterprise Resource Planning), che raccolgono a livello centrale i dati provenienti dai diversi settori (gare, acquisti, cantiere, magazzino, amministrazione, finanza, eccetera) per la gestione integrata di tutti i processi, da quelli di gestione aziendale a quelli più pratici in cantiere. Questo nuovo strumento ha portato evidenti vantaggi di controllo e di gestione del cantiere, tra i quali poter condividere le informazioni in maniera organizzata, conoscere l’andamento del cantiere in tempo reale e poter gestire da remoto le varie situazioni con opportune azioni in base a tutti i dati acquisiti. Un sistema da remoto che permette a chi è in cantiere di condividere le informazioni con chi è in

INDUSTRIA 4.0 E IOT Con il termine IoT, Internet of Things, si intende la connessione di oggetti, dispositivi, apparecchi, strumenti e infrastrutture a Internet e tra di loro. L’obiettivo dell’IoT è migliorare la qualità della vita, ridurre gli sprechi, rendere più efficienti pubbliche amministrazioni e imprese e ridurre l’impatto ambientale. Interagendo tra loro, con la Rete e con l’ambiente circostante, attraverso specifiche tecnologie, gli oggetti “smart” sono in grado di acquisire dati utili a modificare il proprio funzionamento. “Smart cities”, “smart building”, “smart home” e “smart factory” sono le locuzioni che identificano le varie applicazioni dell’IoT nei diversi ambiti d’impiego. L’analisi dei “Big Data” prodotti in tali ambiti dall’interazione tra macchine, 18 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

e tra le macchine e Internet, permette di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi, i rischi connessi al lavoro e prevenire malfunzionamenti e guasti. Per l’industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale dopo quella del vapore, l’elettricità e l’informatica, l’applicazione dell’IoT e altre tecnologie abilitanti a tutte le fasi di produzione industriale e ai processi ed essi collegati, è di vitale importanza al fine di digitalizzare i processi di logistica, gestione del cantiere, manutenzione delle macchine, manipolazione dei dati, eccetera. In Italia il progetto Industria 4.0, presentato per la prima volta nel 2016 da Carlo Calenda, si sta facendo largo anno dopo anno grazie a incentivi e misure ad hoc, gli ultimi proposti dalla Legge di Bilancio 2020

che ha destinato diverse misure a favore di questa rivoluzione tecnologica. Le misure sono indirizzate al sostegno delle imprese che vogliono investire nella digitalizzazione, l’automazione del ciclo industriale e progetti e strutture “green” basate sul concetto di economia circolare. La Legge di Bilancio 2020 ha rifinanziato anche la cosiddetta Nuova Sabatini, con finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari con tecnologie 4.0 destinati alle micro, piccole e medie imprese.


ufficio favorendo la fase amministrativa e organizzativa, capace di condividere, consultare e inviare richieste d’acquisto, preventivi e offerte, il budget, giornali di carico e scarico materiali, gestione mezzi e attrezzature, report di lavoro, avanzamento lavori, controllo costi, giornale dei lavori e la contabilità attiva e passiva. Il tutto, in tempo reale.

Evoluzione 4.0 Il processo di digitalizzazione del settore, da tempo in atto, va di pari passo a quello di industrializzazione nella sua evoluzione al 4.0, che nel settore delle costruzioni solo nell’ultimo anno sta vivendo una vera espansione. Le opportunità e le scadenze che ci aspettano nei prossimi anni sono strettamente collegate a questi processi. Come ad esempio il BIM, che dal 2022 dovrà essere applicato in tutti i progetti sopra i 5,2 milioni di euro, il Superbonus 110%, che richiederà dei parametri di digitalizzazione che senza gli strumenti tecnologici adatti saranno molto difficili da raggiungere, e i fondi del Recovery Plan, da utilizzare seguendo una logica di aggiornamento e investimento in nuove apparecchiature e tecnologie avanzate in ottica 4.0, nonché “green” e di economia circolare nella progettazione di nuove costruzioni. Quindi appare chiaro di come ci sia bisogno di digitalizzare fin da subito il settore per non arrivare impreparati a questi passi importanti. La necessità di lavorare da remoto e con strumenti digitali sta accelerando questo processo, rispetto al quale il settore delle costruzioni si trova in forte ritardo in termini di sistemi tecnologici, come ci spiega Stefano Amista, Specialist Soluzioni Gestionali e BIM per il settore Construction di TeamSystem: “Oggi nel settore delle costruzioni, uno dei più importanti per l’economia italiana, siamo ancora fermi al sistema di gestione dati del ‘Common Data Enviroment’, una

STEFANO AMISTA SPECIALIST SOLUZIONI GESTIONALI E BIM PER IL SETTORE CONSTRUCTION DI TEAMSYSTEM

“

IL FUTURO, ANCHE NELLE COSTRUZIONI, È IL PASSAGGIO DA UNO SCAMBIO DI FILE CONTENENTI DEI DATI A UNA CONDIVISIONE DI ESSI

„

piattaforma deputata all’archiviazione, condivisione e gestione dei dati di progetto, che funge da accentratore dei dati in un unico luogo e che rappresenta uno degli elementi centrali del processo di digitalizzazione del settore. In realtà, sempre di più negli ultimi anni si sta già parlando di ‘Shared Data Enviroment’, un nuovo sistema più funzionale alle nuove tecnologie e all’industrializzazione 4.0, dove si è passati dagli scambi ‘peer to

peer’ dei singoli documenti a un’ottica di condivisione immediata delle informazioni attraverso la comunicazione diretta dei diversi software di gestione dei dati. Lo Shared Data Enviroment mantiene un discorso di ‘Common Data Enviroment’, fungendo anche qui da luogo di salvataggio e reperimento dei dati, ma i vari personaggi possono scambiarsi i dati tra di loro direttamente senza passare dal database centrale. Ciò è possibile attraverso strumenti quali le API (Application Programming Interface), e con l’introduzione al 4.0 e all’IoT (Internet of Things), che abbandonano il concetto dello scambio di file e permettono ai software di interconnettersi e comunicare tra di loro. Un discorso simile è che al posto di inviare una lettera e aspettare una risposta in questo caso chiamo telefonicamente direttamente il soggetto con cui voglio comunicare, così da essere più efficiente e più chiaro attraverso una comunicazione diretta e interattiva. Si è passati in pratica da uno scambio di file contenenti dei dati a direttamente uno scambio, o per meglio dire ‘condivisione’, dei dati”. Le possibilità di questi sistemi in cantiere sono molteplici. Un esempio lo vediamo negli ultimi modelli di macchine con tecnologie in ottica 4.0, con le quali possiamo conoscere le ore di operatività dalla macchina stessa. Il dato non viene registrato su un file o calcolato dall’operatore, ma è visibile fin da subito grazie al software della macchina stessa e condiviso

marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 19


ATTUALITA’

sui portali adibiti. Un altro esempio è la possibilità di automatizzare il processo di redazione dei rapporti dei cantieri. Attraverso l’utilizzo di un apposito dispositivo, come ad esempio un tablet, e specifiche applicazioni e software, è possibile scaricare dati EPU (Elenco dei Prezzi Unitari) sui dipendenti, sulle attrezzature e di contabilità, nonché rilevare i vari lavori che sono stati eseguiti con i dettagli a misura delle quantità rilevate, la possibilità di associare immagini o fare foto in tempo reale, annotazioni e commenti e inserire il maggior numero di in-

formazioni rilevanti di interesse. Oltre a ciò è possibile calcolare i vari costi rilevati dai dati inseriti e fare tutte le statistiche sfruttando quelli che sono gli strumenti di “Buisness Intelligence”. I dati caricati sull’app vengono aggiornati direttamente in automatico da quest’ultima e condivisi su un gestionale da cui è possibile stilare i rapporti di cantiere direttamente attraverso le applicazioni sul tablet o su altri dispositivi, visto che i dati inseriti vengono inviati e salvati sulla piattaforma gestionale dove sono disponibili per essere consultati da qualsiasi device. “Una trasformazione completamente digitale in un’ottica API e IoT non avverrà dall’oggi al domani ma progressivamente, però già stiamo assistendo a passaggi davvero importanti che ci verranno richiesti nel prossimo futuro”, spiega Stefano Amista. “Per affrontare un processo di digitalizzazione bisogna capire che la comunicazione in un cantiere 4.0 non può

essere esclusivamente quella tra i collaboratori ma anche tra le macchine, i software e le varie piattaforme digitali. Oggi è necessario che le aziende si attrezzino per affrontare il processo di digitalizzazione e industrializzazione 4.0 modernizzando tutti i processi di lavoro con tecnologie atte a rendere il più possibile efficiente l’operatività sia all’interno che all’esterno del cantiere: aggiornando le proprie metodologie e acquisendo concetti BIM, scegliendo bene gli strumenti che si dovranno utilizzare, quali API e IOT, e collegandoli attraverso piattaforme e software alle nuove tecnologie e dispositivi all’interno di un cantiere 4.0”. Il compito della filiera delle costruzioni è predisporsi a questo cambiamento nel miglior modo possibile, visto che questo cambiamento in fondo, come ci ha dimostrato questa pandemia, non è così lontano ed è destinato a non essere una fase passeggera, ma un vero moto evolutivo di tutto il settore delle costruzioni. ■

PIÙ SICUREZZA CON LA “MIXED REALITY” Trimble XR10 con HoloLens 2 porta la “mixed reality” in cantiere. Trimble XR10 con HoloLens 2 è un’applicazione avanzata di mixed reality disponibile per il mercato per il settore delle costruzioni, proposta dalla multinazionale statunitense Trimble Inc. e disponibile ora anche in Italia. Trimble XR10 con HoloLens 2 è un dispositivo costituito da un elmetto protettivo che rispetta gli standard di sicurezza per l’uso in ambienti controllati, a cui è annesso il celebre visore a realtà mista senza cavi firmato Microsoft (HoloLens 2). Trimble XR10 con HoloLens 2 è completamente autonomo (incorpora Windows

20 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

10) e diventa indispensabile soprattutto in contesti industriali e a rischio di sicurezza. L’operatore sarà in grado di effettuare le proprie attività (pre-montaggio di impianti, verifica di installato e avanzamento, visibilità per attività di assemblaggio / manutenzione, ispezioni e Audit qualità) nel pieno utilizzo di entrambe le mani accedendo a dati e informazioni a cui difficilmente avrebbe potuto accedere senza questa tecnologia. Trimble Connect for HoloLens è l’estensione (sviluppata per Trimble XR10) di Trimble Connect, una piattaforma di collaborazione basata su cloud progettata per migliorare il coordinamento dei modelli 3D costruibili e dei loro dati associati. Con Trimble Connect for HoloLens gli operatori del mondo AEC possono visualizzare i modelli BIM in modo efficace, annotare idee e commenti direttamente sul modello, collaborare con gli altri (sia sul posto che da remoto) mentre sono immersi in esso. I modelli vir-

tuali sono sovrapposti al mondo reale: ciò permette di rilevare le interferenze, visualizzare cambiamenti, utilizzare nel mondo reale i modelli BIM come “manuale di istruzioni” per la produzione effettiva. Trimble Connect for HoloLens utilizza la realtà mista per aumentare la produttività del cantiere, fornendo un allineamento preciso dei dati olografici sul sito di lavoro e consentendo agli operatori di rivedere i propri modelli sovrapposti nel contesto dell’ambiente fisico. In generale, queste funzionalità sono fondamentali perché migliorano la comunicazione e l’interpretazione dei dati e permettono di ridurre le rilavorazioni, aumentare la produttività e migliorare la qualità complessiva del lavoro. (Gianni Gennari)


MACCHINE CTE

LO SGUARDO AL FUTURO

22 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


E

ra il 10 febbraio 1981 quando - dall’incontro tra Lorenzo Cipriani, Mauro Potrich e Gianfranco Cipriani, imprenditori nel settore delle manutenzioni ambientali e industriali, con Giampaolo Piovan e Paolo Pege, attivi nel settore del movimento terra e del sollevamento - venne costituita la CTE, acronimo di “Compagnia Trentina Lavoratori”. Ma facciamo un passo alla volta e vediamo in quale contesto e con-

dizioni operative è nata l’azienda che, oggi, è un punto di riferimento nel settore italiano (e non solo) delle macchine per il sollevamento di persone e carichi, dove opera tramite la sede legale a Rovereto (TN) e gli stabilimenti di Rivoli Veronese (VR) e Affi (VR).

Una storia di successo Sul finire degli anni Settanta il settore dell’edilizia era in pieno fermento e il lavoro “in altezza” veniva eseguito quasi esclusivamen-

IL COSTRUTTORE DI ROVERETO (TN) HA FESTEGGIATO LO SCORSO FEBBRAIO I SUOI PRIMI 40 ANNI DI ATTIVITÀ. UNA STORIA IMPRENDITORIALE COSTELLATA DI SUCCESSI E DI INNOVAZIONI, CHE L’HANNO FATTO DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO NEL PANORAMA INTERNAZIONALE DELLE PIATTAFORME AEREE di Ettore Zanatta

te utilizzando semplici ponteggi, molto limitanti in termini di garanzia di sicurezza e di altezza massima raggiungibile. Diventa quindi forte, in questo periodo, il bisogno di innovare per migliorare le prestazioni lavorative, tanto da provare per la prima volta il noleggio di una piattaforma aerea semovente. Da qui parte tutto, si concretizzano le idee e si formano le basi per una nuova realtà, CTE appunto, un’azienda di noleggio e vendita di piattaforme aeree di vari marchi nazionali e internazionali. La prima pietra miliare nella storia dell’azienda trentina è l’importante accordo di distribuzione di piattaforme aeree semoventi in esclusiva per l’Italia firmato nel 1987 con il costruttore americano Genie Industries, una collaborazione che è tuttora attiva e di grande successo. Nel 1996 avviene un primo grande cambiamento: al noleggio e alla rivendita si affianca la produzione di piattaforme aeree. È in quel momento che viene presentata sul mercato la rivoluzionaria piattaforma autocarrata Z 20, una macchina caratterizzata dall’innovativo braccio articolato a pantografo, fiore all’occhiello della produzione e punto di riferimento per tutto il comparto negli anni a venire. Negli anni Novanta nascono, grazie alla compartecipazione di CTE, le consociate Elevateur, Tecnoalt e Sicel, specializzate nel noleggio e vendita di piattaforme aeree. A un’espansione nazionale proficua, con una capillare rete di officine autorizzate, segue un’espansione nei mercati esteri con la fondazione di CTE France e CTE UK, rispettivamente nel 1992 e nel 2002. Nel 2002 CTE diventa centro di formazione IPAF, continuando negli anni seguenti una costante e florida collaborazione con l’associazione. Lo spirito di internazionalizzazione e la spinta alla diversificazione di prodotto continua nel 2005 con l’acquisizione di Effer, nota realtà produttiva di marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 23


MACCHINE

L’OPINIONE

LORENZO CIPRIANI “EXECUTIVE VICE PRESIDENT” DI CTE

“Quarant’anni sono certamente una tappa importante e sono stati vissuti profondendo una grande passione per questo lavoro. Una passione che ci è stata riconosciuta dal mercato, unitamente alla forza e alla determinazione che accomunano tutti noi, i nostri collaboratori e i nostri partner, che credono nel valore del proprio lavoro e, soprattutto, nel sentirsi parte di uno stesso progetto che pone sempre al centro la soddisfazione dei clienti, offrendo loro prodotti e servizi d’eccellenza”.

LA PIATTAFORMA AUTOCARRATA TELESCOPICA TOP DI GAMMA B-LIFT 27.2 SI È RINNOVATA PER OFFRIRE UNA MAGGIOR PRODUTTIVITÀ, CON 27 M DI ALTEZZA DI LAVORO SU AUTOCARRO DA 3,5 T. RISPETTO ALLA VERSIONE PRECEDENTE, IL RESTYLING DELLA “REGINA” DELLA GAMMA CTE B-LIFT OFFRE UN’ESPERIENZA D’UTILIZZO SUPERIORE

24 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

ALCUNE TIPOLOGIE DI PIATTAFORME AEREE CTE COSTRUITE ALL’INIZIO DEGLI ANNI DUEMILA E DUE IMMAGINI DEL MODELLO Z 20, COSTRUITO NEL 1996 DA SEQUANI MECCANICA PER CTE E CHE HA FATTO “STORIA”. LA Z 20 - CHE È TUTTORA UN MODELLO DI PUNTA DELLA GAMMA AZIENDALE - HA INFATTI COSTITUITO UN’IMPORTANTE NOVITÀ NEL SETTORE DELLE PIATTAFORME AEREE AUTOCARRATE PATENTE B DELL’EPOCA E HA FATTO DA APRIPISTA AI VARI MODELLI “Z” DEL COSTRUTTORE TRENTINO


gru terrestri e marine (oggi parte del gruppo Hiab), e di Bizzocchi, costruttore di piattaforme aeree a braccio telescopico e antincendio. Nel 1992 CTE lancia sul mercato Pianoplan, un trasportatore di materiali su scala cingolato a batterie. Un vero “gioiello” della Casa, apprezzato dai traslocatori di tutto il mondo per trasportare oggetti pesanti e voluminosi come pianoforti, casseforti, caldaie, opere d’arte, fotocopiatrici, frigoriferi (e molto altro) senza alcuno sforzo fisico, in modo rapido e sicuro.

L’innovazione viene premiata Il cammino di CTE negli anni è stato ricco di riconoscimenti. Dal 2011 iniziano ad arrivare i premi: in quell’anno CTE

“

vince il premio “IAPA Awards” con la piattaforma B-LIFT 20.13 Multipurpose, considerata la migliore autocarrata di quell’anno. Nel 2016 l’azienda trentina vince il premio “Saie Innovation” con la piattaforma autocarrata B-LIFT 17E a batteria, che si distingue sul mercato per il basso impatto ambientale. Nel 2017 CTE vince di nuovo il premio “IAPA Awards”, sempre con la piattaforma B-LIFT 17E quale migliore autocarrata dell’anno; nello stesso anno, agli Italplatform di Piacenza, la piattaforma ZED 15.2 su pick-up riceve il premio di “Miglior autocarrata dell’anno”, mentre il sistema di stabilizzazione “H Stab System” viene premiata nelle categorie speciali.

Nel 2018 CTE conquista la seconda posizione del premio svedese Premio “Swedish Steel Prize” con la piattaforma aerea MP 32.19.

L’importanza della conciliazione Le organizzazioni sono le persone che la compongono: credendo profondamente a questa filosofia, nel 2017 CTE ha conseguito la certificazione “Family Audit”: istituita dalla Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili - ha come obiettivo la conciliazione tra famiglia e lavoro dei dipendenti.

L’OPINIONE

CTE HA FESTEGGIATO 40 ANNI DI ATTIVITÀ, CON LA CONSUETA PROPENSIONE PER L’INNOVAZIONE CHE SI MANIFESTA NELL’OFFERTA DI SEMPRE NUOVI PRODOTTI E SERVIZI

„ GIAMPAOLO PIOVAN PRESIDENTE DI CTE

INNOVAZIONE CONTINUA, OTTIMIZZAZIONE DEI DESIGN E RICERCHE SU MATERIALI E TECNOLOGIE DISPONIBILI SONO ALLA BASE DELLO SVILUPPO DELLA PIATTAFORMA ARTICOLATA CTE ZED 20.4. ALLA FINE DEL 2020, DOPO AVERNE FATTO LA PROPRIA SIGLA FIN DAL 1996 E DOPO ALCUNE RIPROGETTAZIONI, CTE HA INTRODOTTO LA NUOVA VERSIONE SUL MERCATO

“Quarant’anni di attività non sono solo un traguardo, ma una tappa di un percorso lungo il quale noi di CTE vogliamo essere (sempre) protagonisti. Avendo sempre chiara la visione da cui siamo partiti, l’esperienza che abbiamo acquisito e la nostra propensione per l’innovazione attraverso l’offerta di nuovi prodotti e servizi per i clienti. I numeri che contraddistinguono il nostro percorso sono diversi: 50 le personalizzazioni realizzate ogni anno, 15.000 le piattaforme aeree prodotte fino a oggi, 80 i modelli disponibili in catalogo, 350 gli operatori formati ogni anno, 23 le officine autorizzate CTE in Italia e cinque i continenti “coperti” dal nostro network di distributori”. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 25


MACCHINE A PARTIRE DALLA PRODUZIONE DI OTTOBRE 2020, CTE HA LANCIATO SUL MERCATO S3 EVO, L’EVOLUZIONE DI S3 (SMART STABILITY SYSTEM), UN’AVANZATA TECNOLOGIA PER IL SISTEMA DI GESTIONE IN TEMPO REALE DELLE PRESTAZIONI DELLE PIATTAFORME AEREE

Tra le prime aziende del settore metalmeccanico ad aver intrapreso questo percorso, in prevalenza conseguito da aziende appartenenti al settore pubblico, CTE crea valore all’interno e al di fuori dell’azienda, anche con welfare territoriale, partendo da vari stimoli che spingono l’innovazione,

valorizzano le differenze e aprono al cambiamento.

Presente e futuro Fin dalla sua fondazione, CTE si è mostrata sempre attenta alle necessità dei propri clienti per migliorarne le prestazioni lavorative e la loro sicurezza sul lavoro. Il suo sguardo

verso il futuro ancora oggi è rivolto all’innovazione e alla ricerca di soluzioni tecniche all’avanguardia che si concretizzano con il continuo upgrade delle gamme di piattaforme autocarrate a braccio articolato e telescopico ZED e B-LIFT e della gamma dei ragni TRACCESS. Frutto di questa attenzione allo sviluppo delle più recenti evoluzioni del settore è “S3 EVO”, la più avanzata tecnologia per il sistema di gestione in tempo reale delle prestazioni delle piattaforme aeree che offre all’operatore un’esperienza di utilizzo in piena sintonia con la filosofia “Work Becomes Easy”. ■

LA GAMMA DI PIATTAFORME AEREE CINGOLATE CTE SI È ARRICCHITA ALLA FINE DEL 2020 DI UN NUOVO MODELLO: IL TRACCESS 160 STABILISCE NUOVI STANDARD PER IL MERCATO DEI RAGNI: OFFRE FUNZIONI SOLITAMENTE DISPONIBILI SUI MODELLI TOP DI GAMMA, ORA INTRODOTTE SU ALTEZZA DI LAVORO DI 16 M 26 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


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28 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


U

n’autogrù da 80 t non è una novità per Demag. Non si può infatti dimenticare il modello AC 80-2. Il successo mondiale ottenuto da quel modello ha dimostrato al costruttore il grande interesse esistente per una macchina con questo genere di capacità di sollevamento. È questo il motivo che l’ha spinto ad aggiungere la versione AC 80-4 alla sua gamma di prodotti nel segmento fino a 100 t. La nuova gru Demag, dunque, punta a obiettivi importanti in termini di potenza e prestazioni e, sotto molti aspetti, supera anche i modelli nella classe 90 t.

Alla “base” del successo Il braccio base di 60 m dell’autogrù Demag AC 80-4 consente, in alcune configurazioni, di raggiungere uno sbraccio estremamente lungo; Inoltre, questa macchina offre una capacità di sollevamento molto elevata con braccio completamente esteso entro un raggio di 30 m: è infatti in grado di sollevare 5,4 t con un raggio di 14 m. Inoltre, alza il livello di prestazioni con il braccio base esteso fino a 50 m: con un raggio di 10 m è in grado di sollevare 9,7 t. Anche sotto il profilo della potenza di tiro l’autogrù Demag AC 80-4 si posiziona ad alti livelli, con i suoi 66,9 kN (6,8 t). Lo sbraccio, poi, può essere incrementato con una prolunga di 6,5 m, inclinabile di 25° e 50°. La sua capacità di 23,8 t consente l’uso della macchina per sollevare carichi pesanti sopra gli ostacoli. Poiché la prolunga può essere ripiegata e trasportata sul braccio base, risulta pronta per l’uso in modo particolarmente rapido. Inoltre, per la Demag AC 80-4 è disponibile un runner di 1,5 m con una capacità di 26,6 t: ciò la rende ideale per l’uso all’interno di edifici. Il braccio base può essere abbassato fino a 3° al di sotto della sua posizione orizzontale, in modo da installare le prolunghe in modo rapido e sicuro, eliminando la necessità di lavori in quota. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 29


MACCHINE Qualità su strada L’autogrù AC 80-4 non deve arrivare fino al cantiere per dimostrare le sue qualità, lo fa già mentre è in viaggio. Ciò lo si deve anche al design del contrappeso, che consente di raggiungere un massimo di 17,7 t: su strada, questa macchina può trasportare fino a 9,3 t di

L’OPINIONE

tale contrappeso, pur mantenendosi sotto il limite di carico di 12 t per asse e includendo il trasporto del falcone ripiegabile da 6,5 m. Questa configurazione prevede infatti un bozzello a tre pulegge: con questa dotazione, l’AC 80-4 consente di eseguire autonomamente un’ampia gamma di sollevamenti in molti paesi europei senza richiedere l’uso di costosi veicoli ausiliari. Anche quando resta al di sotto del limite di carico per asse di 10 t, può trasportare 3,3 t di contrappeso: ciò significa che può attraversare ponti con un limite di peso di 10 t senza problemi, evitando in molti casi deviazioni che fanno perdere del tempo.

Motore e trasmissione MICHAEL KLEIN PRODUCT MARKETING MANAGER

“Tutte le gru multistrada Demag sono caratterizzate da un design compatto e la nuova gru AC 80-4 non fa eccezione: quasi tutte le sue dimensioni sono più ridotte rispetto ad altre gru a quattro assi della sua categoria. La lunghezza totale è 12,15 m, la lunghezza del carro è 10,60 m, l’altezza non supera i 3,85 m e lo sbalzo anteriore non è da meno, solo 1,49 m. Tutto ciò, insieme alla sua larghezza di soli 2,55 m, rende la gru AC 80-4 più idonea al lavoro in cantieri stretti rispetto a qualsiasi altra gru della sua categoria. Questa macchina offre tutta la versatilità che i nostri clienti richiedono: con il suo braccio base da 60 m e il design compatto, copre una vasta gamma di possibili applicazioni. Ciò vale in particolare se usata in combinazione con il sistema di controllo IC1 Plus e il sistema di stabilizzatori Flex Base, che la rendono sicuramente la scelta preferita per molti lavori in cui lo spazio a disposizione è limitato. Utilizzata come gru principale o come potente gru ausiliaria, la sua capacità di sollevamento ancora imbattuta nella sua categoria, anche con braccio impennato, le assicureranno un posto privilegiato in molti cantieri nel futuro”. 30 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

L’autogrù Demag AC 80-4 è dotata di un propulsore diesel MercedesBenz in grado di generare una potenza di 340 kW, erogando una coppia di 2.200 Nm. Basato su una tecnologia all’avanguardia, il motore è conforme ai requisiti sulle emissioni EU Stage V. La trasmissione è una Mercedes-

“

L’AUTOGRÙ DEMAG AC 80-4 È DOTATA DI UN PROPULSORE DIESEL MERCEDESBENZ IN GRADO DI GENERARE UNA POTENZA DI 340 KW, EROGANDO UNA COPPIA DI 2.200 NM

Benz G230-12, con organi di trasmissione dello stesso produttore. Con 12 marce avanti e due retromarce, sterzatura integrale di serie e due o tre assi motori, l’autogrù AC 80-4 è ideale per affrontare ogni sfida sui terreni accidentati nei cantieri, ma anche spostamenti veloci su autostrade e strade a lunga percorrenza.

L’AUTOGRÙ MULTISTRADA AC 80-4 È ENTRATA A FAR PARTE DELLA GAMMA DEMAG NEL SEGMENTO FINO A 100 T

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LA NUOVA GRU DEMAG AC80-4 PUNTA A OBIETTIVI IMPORTANTI IN TERMINI DI POTENZA E PRESTAZIONI E, SOTTO MOLTI ASPETTI, SUPERA ANCHE I MODELLI NELLA CLASSE 90 T


Dotazioni innovative L’autogrù AC 80-4 è dotata del sistema di controllo Demag IC-1 Plus, che calcola la capacità di sollevamento della macchina per ogni posizione del braccio, in base all’angolo di rotazione della torretta. In tal modo è sempre possibile sfruttare la massima capacità di sollevamento disponibile, con qualsiasi configurazione degli stabilizzatori, comprese quelle asimmetriche. Un vantaggio che diventa importante in combinazione con Flex Base, il sistema che consente di estendere gli stabilizzatori in qualsiasi punto entro la loro portata, sfruttando tutto lo spazio disponibile fino agli ostacoli circostanti, anche quando è richiesta una configurazione asimmetrica. Ciò permette di utilizzare la massima capacità di sollevamento in ogni situazione: un supporto rilevante, in particolare in cantieri con limitazioni di spazio. Questo sistema permette inoltre alla (già potente) AC 80-4 di eseguire sollevamenti in genere riservati a modelli più grandi e in luoghi che queste gru non sarebbero in grado di raggiungere, per le loro dimensioni. Il display grafico di grosse dimensioni fornisce

IL DESIGN DEL CONTRAPPESO CONSENTE DI RAGGIUNGERE UN MASSIMO DI 17,7 T: SU STRADA, QUESTA MACCHINA PUÒ TRASPORTARE FINO A 9,3 T DI TALE CONTRAPPESO, PUR MANTENENDOSI SOTTO IL LIMITE DI CARICO DI 12 T PER ASSE E INCLUDENDO IL TRASPORTO DEL FALCONE RIPIEGABILE DA 6,5 M

agli operatori informazioni aggiuntive sulla capacità di sollevamento entro la portata di lavoro, tenendo conto della posizione del braccio e del raggio di rotazione. Inoltre, la funzione rilevamento automatico del contrappeso supporta gli operatori selezionando il contrappeso

IL POSIZIONAMENTO FACILE Il nuovo “Demag Surround View” - presentato per la prima volta sul modello AC 450-7 – è un sistema brevettato che facilita il lavoro di posizionamento dell’autogrù AC 80-4 e utilizza le quattro telecamere della gru per mostrare un diagramma computerizzato della possibile estensione degli stabilizzatori, oltre al raggio di rotazione del contrappeso nella posizione attuale della gru. Il “Demag Surround View” mostra nella cabina del carro le diverse larghezze di sfilo degli stabilizzatori, permettendo all’operatore di posizionare la macchina con la corretta estensione degli stabilizzatori e garantendo il raggio di rotazione richiesto. In tal modo si riduce la necessità di eseguire numerose misurazioni e tentativi di ricerca di una posizione, ren-

dendo la gru pronta al lavoro più rapidamente. Il “Demag Surround View” supporta il conducente anche durante gli spostamenti su strada verso il cantiere: le telecamere forniscono immagini delle

che è stato impostato, poiché IC-1 Plus lo rileverà automaticamente. Oltre al sistema di controllo IC-1 Plus, l’AC 80-4 è dotata della soluzione telematica IC-1 Remote, che consente ai proprietari di leggere e diagnosticare in remoto tutti i dati importanti della gru, integrando quest’ultima nel sistema di gestione della flotta.

aree laterali della gru durante le svolte, facilitando le manovre e permettendo di rilevare ciclisti, pedoni o altri ostacoli. Questa funzione si attiva automaticamente quando si aziona l’indicatore.

marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 31


MACCHINE

IL BRACCIO BASE DI 60 M DELL’AUTOGRÙ DEMAG AC 80-4 CONSENTE, IN ALCUNE CONFIGURAZIONI, DI RAGGIUNGERE UNO SBRACCIO ESTREMAMENTE LUNGO LA DEMAG AC80-4 ALZA IL LIVELLO DI PRESTAZIONI CON IL BRACCIO BASE ESTESO FINO A 50 M: CON UN RAGGIO DI 10 M È IN GRADO DI SOLLEVARE 9,7 T

Le emissioni e il rumore rappresentano un problema sempre meno tollerato, in particolare nelle città più grandi. Il settore industriale dovrebbe fornire soluzioni sostenibili che possano aiutare a ridurre questo inconveniente. Per questo, la dotazione della gru AC 80-4 è stata completata con la soluzione E-Pack, vincitrice del riconoscimento ESTA. Questo sistema elettroidraulico è progettato per essere collegato alla gru, utilizza un motore elettrico integrato da 32 kW per permettere alla gru di operare in modo estremamente silenzioso e a zero emissioni ed è adatto ad applicazioni che richiedono l’uso di gru all’interno di edifici, in aree urbane densamente popolate e lavori notturni in aree residenziali. Tutte condizioni, queste, che l’utente finale della gru potrebbe trovarsi ad affrontare, con requisiti più severi che ne rendono impossibile l’uso con motore diesel, ■ nel modo convenzionale. 32 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

UNA TRADIZIONE CENTENARIA Il marchio Demag fa da poco parte del gruppo Tadano e rappresenta una tradizione di 200 anni di soluzioni di sollevamento “intelligenti” e innovative. Le gru Demag city, multistrada e gru cingolate con braccio a traliccio offrono capacità da 45 a 3.200 t, aiutando gli operatori del settore a migliorare l’efficienza di sollevamento in una vasta gamma di applicazioni come infrastrutture, energie rinnovabili, edilizia e costruzioni civili pesanti, servizi pubblici e applicazioni di raffinazione. Innovazioni quali il “Sideways Superlift”, il “Boom Booster”, il premiato sistema di protezione anticaduta, le tecnologie “IC-1 Remote” e “IC-1 Plus” contribuiscono alle prestazioni, alla sicurezza e all’efficienza delle macchine Demag.


MACCHINE HAULOTTE

LA MISSIONE “ELETTRICA”

DELLA SIGMA 16

IL COSTRUTTORE FRANCESE PROSEGUE IL PERCORSO DI INNOVAZIONE VERSO LO SVILUPPO DI MACCHINE “SOSTENIBILI” INTRODUCENDO SUL MERCATO UNA NUOVA PIATTAFORMA ARTICOLATA DA 16 M AD AZIONAMENTO COMPLETAMENTE ELETTRICO di Ettore Zanatta

34 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


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a francese Haulotte ha lanciato sul mercato la nuova piattaforma articolata ad alimentazione elettrica SIGMA 16, proposta anche in versione SIGMA 16 PRO. Si tratta di modelli che incorporano le innovazioni esclusive del costruttore e standard di alta qualità, combinando prestazioni di alto livello con un’estrema semplicità di manutenzione e soddisfacendo tutti i requisiti per lavorare ad altezze fino a 16 m. Particolarmente versatili, le due nuove piattaforme sono progettate per affrontare applicazioni sia interne che esterne.

Senza compromessi Le piattaforme a braccio articolato elettriche SIGMA 16 offrono un’elevata area di lavoro: grazie all’altezza del punto di articolazione e al suo sbraccio, infatti, possono facilmente superare tutti gli ostacoli per raggiungere i punti di lavoro più remoti. Il jib con rotazione orizzontale garantisce un avvicinamento preciso e sicuro senza dover riposizionare la macchina: questa flessibilità di movimento consente di risparmiare tempo prezioso e di raggiungere luoghi non accessibili con un normale braccio articolato. Le piattaforme SIGMA 16 rispon-

dono alle aspettative degli operatori del settore in termini di efficienza anche grazie alla capacità di eseguire movimenti simultanei e alla velocità di elevazione ultraveloce (90 secondi a tutt’altezza). Alcune applicazioni richiedono l’uso di più mezzi: i modelli SIGMA 16 possono trasportare fino a 230 kg di carico e due operatori in cesta senza limitazioni di ingombro. Le piattaforme SIGMA 16 funzionano in modo efficace sia all’interno che all’esterno, su tutti i tipi di solai stabilizzati, grazie ai suoi pneumatici larghi, solidi e dentellati e alla sua elevata luce da terra (17 cm). L’inclinazione omogenea (4° indipendentemente dalla direzione) rende facile il raggiungimento della zona di lavoro senza riposizionamenti della piattaforma e inutili perdite di tempo.

Agilità in ogni situazione Le nuove piattaforme SIGMA 16 di Haulotte sono ideali per lavorare in spazi ristretti e operano senza alcun rischio di danneggiare l’ambiente circostante, poiché la torretta rimane perfettamente in sagoma durante la rotazione. Grazie all’ingombro e al raggio di sterzata ridotti gli operatori possono manovrare facilmente negli spazi più angusti.

SIGMA 16 (NELLA FOTO, LA VERSIONE PRO) È UNA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO ELETTRICA IDEALE PER SVOLGERE IN MODO EFFICIENTE LE ATTIVITÀ QUOTIDIANE IN QUOTA FINO A 16 M DI ALTEZZA marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 35


MACCHINE Le piattaforme SIGMA 16 soddisfano tutti i criteri di precisione di guida e posizionamento: motori asincroni e controlli proporzionali assicurano movimenti fluidi; il quadro comandi ergonomico è identico a quello utilizzato nella gamma di piattaforme Haulotte RTJ per garantire una guida rapida e confortevole; il design della macchina permette un’elevazione perfettamente verticale della cesta. Le piattaforme SIGMA 16 possono LE PIATTAFORME HAULOTTE SIGMA SONO PARTICOLARMENTE EFFICACI SIA IN AMBIENTI INTERNI CHE ESTERNI. GRAZIE ALL’ALTEZZA DEL PUNTO DI ARTICOLAZIONE E AL SUO SBRACCIO POSSONO FACILMENTE SUPERARE TUTTI GLI OSTACOLI PER RAGGIUNGERE I PUNTI DI LAVORO PIÙ REMOTI. IL JIB CON ROTAZIONE ORIZZONTALE GARANTISCE UN AVVICINAMENTO PRECISO E SICURO SENZA DOVER RIPOSIZIONARE LA MACCHINA

essere dotate di un portello d’accesso anteriore e laterale, per un facile accesso, e di un robusto vassoio porta-utensili di grande capacità. La sicurezza di guida è migliorata grazie al braccio centrato. Per una maggiore sicurezza e stabilità, la velocità di guida si regola automaticamente in curva e in pendenza.

Orientate al servizio Limitare il tempo dedicato alla manutenzione delle macchine è es-

SICUREZZA TOTALE A BORDO Le piattaforme Haulotte SIGMA 16 sono dotate del sistema anti-incastramento Activ’Shield Bar: in una situazione in cui può verificarsi uno schiacciamento l’operatore viene spinto contro la barra, la macchina si arresta automaticamente e lo spazio di sicurezza residuo (“safety gap”) lo protegge dall’eventuale infortunio. Il sistema integrato di illuminazione ad alte prestazioni Haulotte Activ’Lighting System garantisce la sicurezza dell’operatore durante le operazioni di carico e scarico, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità. Dieci fari LED a basso consumo energetico illuminano perfettamente i comandi della mac36 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

china e le aree circostanti per facilitare le operazioni. Il sistema prevede: proiettori primari anteriori, sotto-cestello e posteriori a terra; illuminazione laterale e a lato pedana; illuminazione anti-riflesso del quadro comandi; illuminazione inferiore del pannello di controllo. Connesso all’architettura CANBbus della macchina, la soluzione telematica SHERPAL di Haulotte interpreta i dati trasmessi dai diversi componenti e fornisce dati accurati per eseguire la diagnostica da remoto, ottimizzare gli interventi di assistenza dei tecnici, adottare le migliori pratiche “energetiche” e prendere le decisioni giuste al momento giusto.


L’INTERFACCIA HAULOTTE ACTIV’SCREEN AIUTA GLI UTENTI NELLE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE QUOTIDIANA: QUESTO STRUMENTO DIAGNOSTICO INTEGRATO CONSENTE DI ACCEDERE ALLE IMPOSTAZIONI DELLA MACCHINA E DI VISUALIZZARE DETTAGLIATE PROCEDURE DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI SU UN AMPIO SCHERMO

consente di accedere alle impostazioni della macchina e di visualizzare dettagliate procedure di risoluzione dei problemi su un ampio schermo. I tecnici possono accedere alle stesse funzionalità sui loro dispositivi mobili utilizzando l’app Haulotte Diag. ■ LE PIATTAFORME SIGMA 16 SONO DOTATE DI PNEUMATICI LARGHI, SOLIDI E DENTELLATI. MOTORI ASINCRONI, UNITAMENTE AI CONTROLLI PROPORZIONALI, ASSICURANO MOVIMENTI PARTICOLARMENTE FLUIDI

senziale, ecco perché le piattaforme SIGMA 16 riflettono gli elevati standard di qualità di Haulotte, che ha scelto di separare gli elementi elettrici e idraulici per eseguire facilmente la manutenzione. Il percorso delle tubazioni idrauliche, infatti, è stato progettato con cura per evitare rischi di attrito e perdite (noti per le loro prestazioni e affidabilità, i motori asincroni AC non richiedono alcuna manutenzione regolare). Dotata di cofani rinforzati ad ampia apertura, le SIGMA 16 offrono accesso diretto ai componenti, riducendo i tempi di fermo. L’intera macchina è stata sottoposta a rigorosi test di resistenza per garantirne la robustezza. In più, l’interfaccia Haulotte Activ’Screen aiuta gli utenti nelle operazioni di manutenzione quotidiana: questo strumento diagnostico integrato

MASSIMA CURA PER LE BATTERIE Disponibile su tutti i modelli SIGMA 16, la soluzione Haulotte Activ’Energy Management ottimizza le prestazioni e la durata delle batterie. Questa tecnologia esclusiva combina un carica-batterie “intelligente” con soluzioni di riempimento centralizzato per ridurre i costi di manutenzione e sostituzione delle batterie. Per semplificare la manutenzione e garantire una salute ottimale della batteria i clienti possono optare per un sistema di riempimento dell’acqua automatizzato. Per ottimizzare il consumo di energia e garantire che la macchina possa gestire il carico di lavoro quotidiano, i modelli SIGMA 16 sono dotati di un sistema di abbassamento della piattaforma a gravità e di un indicatore di carica preciso posizionato sul pannello di controllo superiore.

marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 37


MACCHINE ZOOMLION

TAPPETO “VERDE”

PER L’EUROPA

DOPO ESSERSI CONSOLIDATO A LIVELLO MONDIALE IL COSTRUTTORE CINESE PERSEGUE IL SUO PROGETTO DI CRESCITA ANCHE IN AMBITO EUROPEO E GIOCA LE SUE CARTE TRAMITE UN’AMPIA OFFERTA DI PRODOTTI DESTINATI AI SETTORI DEL SOLLEVAMENTO E DELLA LOGISTICA, SUPPORTATA DALLA SINERGIA CON IL GRUPPO CIFA di Mirko Brusamolino

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ondata nel 1992, il colosso cinese Zoomlion Heavy Industry Science & Technology progetta e costruisce macchine e attrezzature destinate a molteplici mercati in tutto il mondo. Da oltre 20 anni la filosofia del 38 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

marchio si fonda sui concetti di innovazione e sviluppo e oggi vanta una produzione globale di soluzioni che possono essere suddivise in oltre nove categorie di prodotto, 49 linee e circa 800 prodotti diversi. Tra i suoi attuali obiettivi primari c’è senz’altro

il deciso inserimento nel (molto competitivo) mercato europeo di macchine e attrezzature per il sollevamento e della logistica: a tal fine, l’azienda si “appoggia” alle competenze di CIFA, marchio made in Italy specializzato nel settore del calcestruzzo e appartenente


al Gruppo Zoomlion, e ai suoi oltre 90 anni di esperienza nazionale e internazionale. Tramite Zoomlion Europe, centro di distribuzione di gru, autogrù, carrelli elevatori e piattaforme aeree, l’azienda cinese - attraverso la proposizione di prodotti affidabili, performanti e conformi agli standard europei, nonché grazie alle competenze e all’esperienza internazionale maturata dalla Casa di Senago (MI), appunto - offre al mercato europeo soluzioni altamente affidabili e opera seguendo i più rigorosi standard di qualità. A illustrarci i piani del brand cinese con CIFA è Marco Polastri, suo direttore vendite, post-vendita e marketing. Quando è iniziato il processo di sviluppo di Zoomlion nel settore del sollevamento in Europa e come si sta sviluppando in quest’ultimo periodo? “Zoomlion è un brand di riferimento consolidato a livello mondiale e ora sta facendo un percorso di crescita importante nel settore delle macchine per le costruzioni e del sollevamento anche in Europa, volendo giocare un ruolo sempre più strategico attraverso la proposizione di diverse linee di prodotto. Oggi, in particolare, il marchio si propone di conquistare sempre maggiori quote di mercato anche in Europa attraverso la ‘piattaforma CIFA’, più precisamente attraverso la società del Gruppo Zoomlion CIFA Europe, con sede a Senago (MI), che progetta e costruisce le autogrù ‘tuttoterreno’ e ‘City’ ed è centro di distribuzione di gru a torre, carrelli elevatori e piattaforme aeree. Si tratta di prodotti affidabili, performanti e conformi agli standard europei, concepiti e realizzati grazie all’esperienza maturata proprio in situ, nel mercato europeo, e mantenendo i più rigorosi standard di qualità, con componentistica interna fornita da marchi noti e apprezzati sul mercato”.

MARCO POLASTRI DIRETTORE VENDITE, POST-VENDITA E MARKETING DI ZOOMLION CIFA EUROPE

Quali sono i prodotti Zoomlion più appetibili in un mercato estremamente competitivo come quello del sollevamento in Europa (e in Italia, in particolare)?

montata su 4 assi, con braccio da 55 m) e le piattaforme aeree. Senza dimenticare i carrelli elevatori frontali a 3 e 4 ruote, gli stoccatori con motorizzazione elettrica e batteria agli ioni di litio, i carrelli diesel e GPL. Mentre le gru a torre e le autogrù sono prodotti ‘storici’ del Gruppo, la gamma di piattaforme aeree è una ‘business unit’ costituita nel 2019 e sviluppata in un sito produttivo di 150.000 m2 completamente robotizzato, con una produzione in linea dedicata specificatamente a questa tipologia di prodotto. Oggi il portafoglio prodotti è ricco e completo, allineato alle esigenze del mercato europeo e costituito da una gamma completa di piattaforme a pantografo, a braccio telescopico e articolato. L’obiettivo

LA LINEA DI GRU A TORRE E PER L’EDILIZIA DI ZOOMLION È PROGETTATA E COSTRUITA IN CINA, PER POI ESSERE ASSEMBLATA IN ITALIA CON COMPONENTISTICA ACQUISTATA PRESSO I PIÙ AUTOREVOLI FORNITORI LOCALI DEL SETTORE

“All’interno di Zoomlion CIFA Europe vengono sviluppate tre tipologie di prodotto: le gru a torre (gamma di punta, con una produzione di circa 19.000 unità, che rende il cinese il più importante al mondo in termini di volumi per questa tipologia di macchine), le autogrù (che sono già state presentate in alcuni eventi internazionali nel recente passato, come la gru mobile a 3 assi ATC 960, della classe delle 70 t, con braccio da 48 m, o la ATC 1000 da 100 t,

di Zoomlion in Europa è senz’altro raggiungere le prime posizioni di mercato in breve tempo”. Come si è organizzata l’azienda in termini distributivi e logistici per affrontare il mercato? “Per quanto riguarda le piattaforme aeree è stato creato un polo logistico a Senago, dove vengono stoccate le macchine e dove vengono organizzate le relative spedizioni, e sono stati identificati i primi distributori che andranno a marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 39


MACCHINE

LA GAMMA DI CARRELLI ELEVATORI ZOOMLION È PRODOTTA IN CINA E DISTRIBUITA IN EUROPA DOPO AVER ESEGUITO UN ATTENTO CONTROLLO DI QUALITÀ

UN PARTNER FINANZIARIO

Zoomlion Capital è la società finanziaria di proprietà di CIFA/Zoomlion che - attraverso soluzioni su misura, che sia un leasing o un noleggio - permette a clienti e partner del Gruppo di acquisire la migliore macchina o attrezzatura presente sul mercato alle migliori condizioni finanziarie possibili, in modo da assicurare ai clienti un servizio completo senza la necessità di cercare diversi interlocutori per un singolo investimento. “I servizi finanziari di Zoomlion Capital hanno ottenuto un grande successo coinvolgendo molte linee di prodotto. I nostri clienti possono trovare in noi un partner in grado di offrire, oltre al mero prodotto, una vasta gamma di servizi, supportati da un gruppo di lavoro che ascolta e interpreta le sue esigenze e lo assiste in tutte le varie dell’acquisto. Con Zoomlion Capital i clienti hanno la possibilità di presentare un progetto di business e ottenere con un unico pacchetto il prodotto, il supporto e la parte finanziaria senza dovere coinvolgere o interpellare più realtà del settore, con i relativi vantaggi burocratici ed economici”.

40 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

costituire una rete commerciale capillare a livello europeo, che avrà il suo centro nevralgico in Italia. Per ciò che concerne le gru, sia mobili che a torre per l’edilizia, invece, stiamo completando in questo periodo la costruzione del nuovo stabilimento di assemblaggio di 10.000 m2 di Castiglione delle Stiviere (MN). Tutte le parti elettroniche sono fornite da aziende locali, per garantire il massimo livello di innovazione e sicurezza, nonché la conformità al mercato europeo”. Quali sono le strategie con cui Zoomlion intende raggiungere il podio dei grandi costruttori in Europa? “La strategia primaria è quella di far capire che il brand è ‘nuovo’ sul mercato europeo ma è sostenuto e garantito dalla grande

esperienza, dalle conoscenze e dalle capacità di un team di lavoro europeo e che conosce profondamente le dinamiche e le esigenze legate alla vendita e al postvendita dei prodotti, oltre che alle fasi di progettazione e produzione. CIFA è un partner con 90 anni di storia alle spalle e fa parte del Gruppo Zoomlion da molti anni, si è integrata perfettamente con il Gruppo (e con i vari team di lavoro) e ha colmato i ‘gap’ tipici di un mercato diverso dal nostro come quello cinese, sia in termini di ‘pensiero’ che più prettamente pratici e burocratici. Il risultato, per quanto riguarda la tipologia di macchine in oggetto, è una gamma di soluzioni per il sollevamento di altissima qualità, con un mix di elementi in grado di garantire innovazione e affidabilità”. ■

LA GAMMA DI GRU MOBILI È FABBRICATA APPOSITAMENTE PER IL MERCATO EUROPEO E RAPPRESENTA OGGI LA SINTESI TRA LA STORIA PROGETTUALE ITALIANA E IL FUTURO TECNOLOGICO CHE IL MERCATO RICHIEDE


recycling-aktiv.com

tiefbaulive.com

Fiera dimostrativa sullo smaltimento e il riciclo dei rifiuti & sull'ingegneria stradale e civile

Karlsruhe 2 – 4 sett. 2021 2 – 4 sett. 2021 FieraFiera Karlsruhe


MACCHINE LIEBHERR

UNA SINTESI

DI TECNOLOGIA IL COSTRUTTORE TEDESCO HA PRESENTATO LA NUOVA GRU CINGOLATA TRALICCIATA LR 1700-1.0: È IL MODELLO SUCCESSORE DELLA LR 1600/2, SOSTITUISCE IN GAMMA LA VERSIONE LR 1750/2 ED È STATA PROGETTATA PER STABILIRE NUOVI STANDARD NELLA CLASSE DALLE 600 ALLE 750 T di Pietro Gabrielli

42 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


L

a nuova gru cingolata tralicciata LR 1700-1.0 di Liebherr combina i vantaggi del “trasporto economico” delle macchine della classe 600 t con le prestazioni di quelle da 750 t, aggiungendo tutte le innovazioni e le tecnologie apportate dal costruttore negli ultimi anni su questa tipologia di gru.

Mobilità e compattezza Liebherr ha completamente riprogettato la struttura della nuova LR 1700-1.0 sulla base delle dimensioni del modello LR 1600/2: con i suoi 8,7 m di carreggiata e 11,35 m di lunghezza, la gru supera leggermente le dimensioni del modello LA NUOVA GRU CINGOLATA TRALICCIATA LIEBHERR LR 1700-1.0 STABILISCE NUOVI STANDARD NELLA CLASSE TRA LE 600 E LE 750 T

precedente. Questa nuova versione è disponibile con l’accessorio opzionale Quick Connection (Connessione rapida). Il peso di trasporto della torretta (senza telaio SA e verricelli) può essere ridotto a circa 42 t, ben al di sotto del limite di 45 t per un trasporto eccezionale economico. Ciò vale anche per i cingoli, che pesano solo 43 t, con larghezza di 2 m e quattro motori di traslazione. Un altro criterio importante per una mobilità più economica sono le dimensioni dei singoli componenti. Anche in questo caso l’LR 17001.0 si mette in evidenza: tutte le unità di trasporto stanno entro i 3 m di larghezza, eccetto i potenziati elementi del braccio “H” che, seppur larghi 3,5 m, offrono la possibilità di inserire al proprio interno due elementi intermedi più piccoli al fine di risparmia-

re il numero di mezzi di trasporto necessari (per i clienti dei Paesi in cui non sono possibili larghezze di trasporto superiori ai 3 m, Liebherr offre anche il braccio dell’LR 1700-1.0 con sezioni classiche di massimo 3 m).

Un punto di riferimento Con la nuova gru LR 1700-1.0 è possibile utilizzare numerosi componenti del modello predecessore: questi includono le sezioni intermedie del braccio principale “S”, il falcone a volata variabile, la testa da 600 t, alcuni verricelli, i bozzelli, le piastre di zavorra e il runner. Fondamentale per le prestazioni del nuovo modello da 700 t è la nuova progettazione della macchina base, che permette tra il 10% e il 15% in più di capacità di carico. Inoltre, i segmenti tralicciati “H” larghi 3,5 m nella sezione

IL NUOVO CARRELLO CONTRAPPESO MODULARE “M-WAGON” PUÒ ESSERE UTILIZZATO NON SOLO PER LA GRU LR 1700-1.0, MA ANCHE PER I MODELLI LR 1800-1.0 E L’LR 11000 marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 43


MACCHINE inferiore del braccio principale migliorano la stabilità laterale dell’intero sistema di braccio. Ciò rende la gru LR 1700-1.0 un punto di riferimento nella classe delle gru tralicciate dalle 600 alle 750 t, sia per le classiche applicazioni industriali che per l’ambito eolico. Il braccio può arrivare fino a 198 m: 102 m di sezione principale e 96 m di falcone a volata variabile. La combinazione delle sezioni del braccio principale e del falcone a volata variabile consente una lunghezza del braccio combinato di 162 m. Per l’assemblaggio di turbine eoliche, l’LR 1700-1.0 raggiunge la lunghezza massima della combinazione di braccio di 165 m comprese le tre potenti sezioni “H”. La configurazione del braccio si completa con un falcone fisso lungo fino a 15 m. Le capacità di carico della nuova gru in questo settore di applicazione sono pari a quelle dell’LR 1750/2 con sistema SX.

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Dotazioni e innovazioni La riduzione al minimo dell’usura dei cingoli durante la traslazione sta diventando sempre più importante, soprattutto per interventi nei parchi eolici. Gli ingegneri Liebherr hanno pertanto riprogettato la struttura in acciaio per i cingoli in modo da renderla particolarmente robusta e aumentando la sezioni dei rulli. La traslazione con quattro motori è di serie. Per l’azionamento dell’LR 1700-1.0 viene utilizzato un propulsore diesel Liebherr a 6 cilindri con una potenza di 400 kW. Il motore è conforme alla nuova direttiva EU sulle emissioni dei gas di scarico Stage V e può essere allestito anche in conformità alle linee guida applicabili in Paesi al di fuori dell’Europa, ad esempio Tier 4 per gli USA o Stage III per i paesi che lo consentono. La gru LR 1700-1.0 è dotata del sistema Derrick con con il carrello contrappeso modulare “M-Wagon”, il “V” frame e il sistema VarioTray,

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LE PRIME GRU CINGOLATE TRALICCIATE LR 1700-1.0 SARANNO CONSEGNATE A METÀ DEL 2021

che hanno già dimostrato il loro valore sulle gru cingolate LR 1800-1.0 e LR 11000. Per i sollevamenti con bracci “impennati” serve solo una ridotta quantità di zavorra; con il VarioTray è possibile sganciarla rapidamente evitando così il fastidioso lavoro di assemblamento e movimentazione delle piastre di contrappeso del derrick. La guida della zavorra sospesa V-Frame, un telaio tralicciato pieghevole a regolazione idraulica, consente di variare in modo continuo il raggio di zavorra dell’LR 1700-1.0 tra 13 e 21 m. Non è più necessaria una guida per la zavorra sospesa rigida per grandi raggi. Il nuovo carrello contrappeso modulare “M-Wagon” può essere utilizzato non solo per la gru LR 1700-1.0, ma anche per i modelli LR 1800-1.0 e l’LR 11000. Poiché l’impiego di carrelli contrappeso è piuttosto raro, i costi possono essere notevolmente ridotti. Il controllo sensibile dei movimenti circolari, di traino e paralleli è gestito dal sistema di controllo LICCON2. Inoltre, la nuova LR 1700-1.0 offre anche opzioni di configurazione estese e operazioni di assemblag■ gio monitorate.

LIEBHERR HA COMPLETAMENTE RIPROGETTATO LA STRUTTURA DELLA LR 1700-1.0 SULLA BASE DELLE DIMENSIONI DEL MODELLO LR 1600/2: CON 8,7 M DI CARREGGIATA E 11,35 M DI LUNGHEZZA, LA NUOVA GRU SUPERA LEGGERMENTE LE DIMENSIONI DEL MODELLO PRECEDENTE 44 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


IL CANTIERE È IL MIO

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Hands On

EVOLUZIONE A DOPPIA ARTICOLAZIONE LA PIATTAFORMA AEREA IM R 15 DA RAPPRESENTA, INSIEME ALLE ALTRE VERSIONI A DOPPIA ARTICOLAZIONE PROPOSTE SUL MERCATO DA IMER ACCESS, UNA NUOVA GENERAZIONE DI CINGOLATE CARATTERIZZATE DA UN PESO CONTENUTO, DA UNA STRUTTURA COMPATTA E DA UN’AREA DI STABILIZZAZIONE RIDOTTA di Ettore Zanatta

A

partire dal Bauma 2019, IMER ha realizzato un importante ampliamento della gamma di piattaforme cingolate. Quelle che spiccano in modo particolare in questo rinnovamento sono il modello IM R 19 SA Lithium, con altezza di lavoro di 18,6 m, batteria al litio e motore AC - e la nuova piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA, oggetto di questo HandsOn, con altezza di lavoro di 15,1 m e braccio a doppia articolazione con jib attivo, presentata per la prima volta alla fiera JDL Expo a Beaune (Francia). A breve sarà presentato il nuovo modello IM R 23 DA, anch’esso con braccio a doppia articolazione, altezza di lavoro di 23 m e stabilizzazione asimmetrica.

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LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA Disascalia HO

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Hands On La piattaforma IM R 15 DA è dotata di un braccio a doppia articolazione con jib attivo a tutt’altezza, per garantire un’elevata operatività in tutte le condizioni di cantiere e un’ottimale altezza di scavalcamento e sbraccio (“Up&Over”). Le catenarie sono poste internamente al braccio. Lo sbraccio laterale è di 7 m (230 kg)

Tutti i nuovi modelli a doppia articolazione (da qui l’acronimo “DA”) rappresentano una nuova generazione di piattaforme cingolate “made in IMER”, caratterizzate da un peso contenuto, da una struttura compatta e da un’area di stabilizzazione ridotta. Inoltre, il nuovo design del braccio con passaggio dei

cavi all’interno consente un’ottimale protezione dell’impianto idraulico, in particolare della parte telescopica del braccio in lavoro.

La capostipite La IM R 15 DA è la capostipite dei nuovi modelli IMER di piattaforme cingolate a doppia articolazione:

SESSANT’ANNI DI INNOVAZIONI IMER Access è la Access Platforms Division di IMER Group che si occupa della produzione della linea Piattaforme aeree semoventi, sia a pantografo che a braccio articolato, e della linea Piattaforme cingolate. La sede produttiva di IMER Access è a Pegognaga, in provincia di Mantova, si sviluppa su una superficie di 15.000 m2 di superficie, di cui 4.700 coperti, ed è in continua evoluzione al fine di essere in grado di fornire alla propria clientela soluzioni sempre più innovative e all’avanguardia. IMER Group è un’azienda italiana fondata nel 1962: specializzata nella produzione di macchine e attrezzature per l’edilizia, nel 2022 il Gruppo festeggerà 60 anni di attività. Oggi come allora l’azienda è impegnata a progettare macchine e attrezzature 48 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

come accennato, può raggiungere un’altezza di lavoro di 15,1 m, con portata massima utile di 230 kg e una curva di lavoro unica. Le dimensioni compatte della macchina (l’ingombro della macchina stabilizzata è di 2,92 x 3,08 m) sono ideali per garantire la massima accessibilità in qualsiasi ambiente di lavoro. L’allestimento standard prevede la stabilizzazione automatica con inclinometro elettronico, che permette una gestione ottimale e rapida del posizionamento della piattaforma. Di serie sono anche i cingoli allargabili idraulicamente, che consentono lo spostamento su piani inclinati e una migliore distribuzione del peso della macchina, per non danneggiare il terreno sottostante.

destinate al settore edilizio, con l’obiettivo di mettere i professionisti del cantiere in condizione di lavorare con il supporto di prodotti di alta qualità, riducendo lo sforzo fisico dell’operatore e ottenendo prestazioni sempre più elevate. Forte del supporto di circa 650 persone, il Gruppo conta oggi cinque stabilimenti produttivi

La piattaforma IM R 15 DA è facilmente trasportabile grazie agli appositi punti di carico per carrello elevatore

- di cui quattro in Italia e uno in Turchia - e altrettante filiali commerciali estere. La produzione è articolata in quattro divisioni: IMER Equipment (macchine e attrezzature per il cantiere), IMER Access (piattaforme aeree), IMER Concrete (impianti di betonaggio e autobetoniere), Kato IMER (macchine movimento terra).


LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA L’altezza di articolazione di 7 m consente di superare ostacoli in quota. La piattaforma è adatta a lavori di costruzione e a interventi di manutenzione esterni e interni. La rotazione della torretta di 180° + 180° non continua consente un’agevole accessibilità aerea in ogni situazione di lavoro. Il movimento è azionato da un motore idraulico che muove una ralla posta sul carro base

La trazione e i movimenti del sistema di sollevamento sono a comando proporzionale: in base ai movimenti dei manipolatori sulla pulsantiera un sistema elettronico fornisce più o meno energia ai distributori elettroidraulici che regolano la portata d’olio agli attuatori idraulici. Durante i movimenti di salita e discesa del braccio viene eseguito automaticamente il bilanciamento della cesta mediante due cilindri “master-slave”, per mantenerlo in posizione orizzontale

La piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA si distingue per la struttura compatta e la totale assenza di parti esposte. Il sistema di sollevamento sostenuto dalla torretta è composto da tre strutture principali azionate da cilindri idraulici: doppio pantografo, braccio con sfilo telescopico e jib

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Hands On JIB IDRAULICO ATTIVO

PORTATA 230 KG

CESTA IN ALLUMINIO

ROTAZIONE CESTA ±62° (ROTORE IDRAULICO)

I PUNTI DI FORZA

IL PESO CONTENUTO L’ELEVATA OPERATIVITÀ LE DIMENSIONI COMPATTE LA CURVA DI LAVORO UNICA LA RIDOTTA AREA DI STABILIZZAZIONE

MOTORE BENZINA HONDA (O DIESEL YANMAR)

STABILIZZAZIONE AUTOMATICA CON INCLINOMETRO ELETTRONICO

CARRO ALLARGABILE IDRAULICAMENTE 50 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA

BRACCIO A DOPPIA ARTICOLAZIONE

SISTEMA DI CONTROLLO REMOTO IMERVIEW (OPTIONAL)

ROTAZIONE TOTALE DELLA TORRETTA (±180°)

COMANDI CONTEMPORANEI AD AZIONAMENTO ELETTROIDRAULICO

GUIDE PER CARICO CON CARRELLO ELEVATORE

CINGOLI IN GOMMA

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Hands On AL POSTO DI COMANDO! Dal pannello comandi a terra - che viene utilizzato principalmente in casi di emergenza o durante la manutenzione - non è possibile eseguire trazione, sterzo e stabilizzazione. In pratica, i movimenti della macchina sono: trazione (spostamento avanti/indietro), sterzo, allargamento cingoli, stabilizzazione, salita/discesa pantografi, rotazione torretta, uscita/rientro del braccio Nella piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA i posti di comando previsti per l’operatore sono tre: la pulsantiera utilizzata a terra, la pulsantiera utilizzata dalla cesta e il pannello comandi a terra. L’utilizzo della pulsantiera esclude il pannello comandi a terra e viceversa. Per il funzionamento aereo, tutti i movimenti vengono eseguiti dalla pulsantiera collocata nella propria sede sulla cesta. La pulsantiera è estraibile e utilizzabile dall’operatore anche a terra. In questo caso, sono abilitati i movimenti di trazione e stabilizzazione sia nella versione radiocomandata (fino a una distanza di 10 m) che nella versione filoguidata (con cavo spiralato da 5 m).

Caratteristica saliente di questo modello è il braccio a doppia articolazione con jib attivo, che garantisce un’elevata operatività in tutte le condizioni di cantiere: essa consente un’altezza di scavalcamento e sbraccio (“Up&Over”) al top della categoria. Lo sbraccio laterale di 7 m / 230 kg, poi, permette una notevole estensione orizzontale verso il punto da raggiungere. Da evidenziare è anche la capacità di lavoro filomuro da 2,4 a 4,6 m, ai massimi livelli della sua categoria. Allo stesso tempo, l’altezza di articolazione di 7 m consente di superare agevolmente eventuali ostacoli in quota. Tutte queste caratteristiche rendono la

telescopico, salita/discesa del jib, rotazione e bilanciamento della cesta. I movimenti che possono essere eseguiti contemporaneamente sono: uscita/rientro dello sfilo, salita/discesa pantografi, rotazione torretta e salita/ discesa del braccio.

La piattaforma IM R 15 DA si caratterizza per un’area di stabilizzazione molto limitata

Il radiocomando si basa su un sistema di controllo remoto digitale e su una tecnologia a microprocessore, ed è protetto contro i disturbi elettromagnetici e radio. La pulsantiera e il ricevitore sono abbinati in modo che un radiocomando azioni solo la macchina per cui è predisposto; dove non è possibile utilizzare il radiocomando (ad esempio, negli aeroporti) è possibile connettersi alla pulsantiera in cesta, mediante il cavo comandi predisposto, o a terra, tramite il cavo comandi seriale collegato al ricevitore

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LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA I cingoli in gomma sono allargabili idraulicamente e garantiscono stabilità e motricità, per spostamenti in cantiere o in zone impervie. Il movimento è azionato da un cilindro idraulico posto nella parte interna del carro. La pressione del cingolo al suolo è di 0,50 kg/cm2

piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA particolarmente adatta sia in ambienti interni che esterni, sia per lavori di costruzione che per interventi di manutenzione agli edifici, giardinaggio e manutenzione di interni. La rotazione totale della torretta (±180°) e quella del cestello ± 62° consentono un’ottimale accessibilità aerea e il completo posizionamento in lavoro in ogni condizione. La macchina è dotata di motorizzazione benzina (Honda GX390 - 11 HP a

3.600 giri/min) o diesel (Yanmar L100N - 9,9 HP a 3.600 giri/min). Il peso totale della macchina è di 2.030 kg.

Optional innovativi Tra gli optional della piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA è da evidenziare il kit IMERVIEW, progettato in ottica Industria 4.0: questo sistema di controllo remoto sviluppato da IMER può essere oggi installato, oltre che su tutte le nuove piattaforme IMER

Gli stabilizzatori - che possono essere gestiti singolarmente in modo manuale - si richiudono in sagoma. I piedi stabilizzatori hanno un diametro di 200 mm (sono disponibili come optional piedi maggiorati da 350 mm)

La stabilizzazione automatica con inclinometro elettronico (oltre alla stabilizzazione manuale) avviene tramite quattro cilindri idraulici. Oltre alla discesa contemporanea degli stabilizzatori, la stabilizzazione automatica prevede anche il livellamento della piattaforma con tolleranza inferiore a 1°

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Hands On Nell’alloggiamento posto nella parte posteriore della piattaforma è possibile prevedere due motorizzazioni: a benzina (come nella versione oggetto di questo HandsOn), o diesel. Il motore è protetto da una struttura che evita danneggiamenti in caso di eventuale caduta di materiale. La piattaforma sarà presto disponibile anche in versione “full electric”, con batterie al litio

Access, anche su quelle prodotte a partire da marzo 2015. Attraverso questo sistema di controllo remoto sviluppato dal costruttore l’utente può visionare

Nella parte anteriore della piattaforma si trova l’alloggio della batteria (a destra nella foto), il cui livello di carica è visibile sulla pulsantiera. Al centro si notano il comando dell’elettropompa d’emergenza (chiave) e di collegamento delle batterie (manopola rossa) oltre che, nella parte sinistra, il raddrizzatore, il portafusibili, lo stacca-batterie e il relè termico (quest’ultimo protegge il motore elettrico da eventuali sovraccarichi di corrente)

Il movimento della cesta è azionato da un rotore idraulico posto tra il jib e la cesta stessa. Qui si trova anche il sistema di controllo del carico

Nel lato sinistro si trovano la pompa d’emergenza (a sinistra), la presa 230V (in alto) e, adeguatamente protetto, l’indicatore del livello dell’olio

Con la piattaforma IM R 15 DA con radiocomando viene sempre fornita una seconda batteria, con relativo caricatore, posta sul lato destro del mezzo

La cesta, con ingresso frontale, è in alluminio, ha dimensioni di 1,4 x 0,7 x 1,1 m e offre una rotazione di ±62°. Nella cesta sono disponibili anche le linee di aria e acqua e la presa di corrente a 230V/16A

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LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA IM R 15 DA Le potenzialità del kit IMERVIEW sono molteplici: questo strumento è oggi disponibile nelle versioni Base, Standard e “PRO”, con funzioni sempre più avanzate e mirate alla manutenzione, come la capacità di interfaccia completa con la scheda madre, che rende posSono due i dispositivi utilizzati per controllare l’inclinazione della piattaforma: il sensore per l’inclinazione automatica, integrato nel sistema di autolivellamento, e la livella a bolla d’aria per quella manuale (nella foto), nella parte posteriore del carro, visibile dalla cesta e dal suolo

in tempo reale vari parametri della macchina (stato delle batterie, ore di utilizzo e di funzionamento della macchina, altezza di lavoro attuale, geolocalizzazione e varie indicazioni provenienti dai sensori di bordo) e ottenere una reportistica con grafici che consentono di analizzare l’andamento di uno specifico parametro rilevato dalla centralina. È possibile inoltre impostare vari parametri per la gestione nell’utilizzo della macchina (altezza massima di lavoro consentita, delimitazione dell’area di lavoro, impostazione degli orari di lavoro). La reportistica di informazioni contabili - utili ad esempio per la fatturazione - completa le funzioni di questo sistema innovativo.

sibili tutte le parametrizzazioni e gli interventi da remoto. Il sistema IMERVIEW è frutto del processo di cambiamento che IMER Group sta promuovendo in termini di innovazione tecnologica e progressiva digitalizzazione di tutti i prodotti delle proprie divisioni. ■

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea cingolata IM R 15 DA Altezza di lavoro:

15,1 m

Altezza piattaforma:

13,1 m

Sbraccio laterale: Altezza di articolazione:

7 m / 230 kg 7m

Rotazione torretta:

360° (±180°)

Dimensioni cesta:

1,4 x 0,7 x 1,1 m

Ingombro macchina stabilizzata:

2,92 x 3,08 m

Velocità di traslazione:

1,8 km/h

Pendenza superabile:

17,5°

Portata utile max.:

230 kg

Motore elettrico:

230 V / 2,2 kW

Motore benzina Honda GX390:

11 HP a 3.600 giri/min

Motore diesel Yanmar L100N:

9,9 HP a 3.600 giri/min

Lunghezza di trasporto (senza cesta):

4,4 m (3,65 m)

Altezza a riposo:

1,99 m

Peso operativo:

2.030 kg

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COMPONENTI BOSCH REXROTH OIL CONTROL – COMPACT HYDRAULICS

L’IDRAULICA

“RESPONSABILE” di Stefano Vitali

PROGETTARE E PROPORRE SUL MERCATO SOLUZIONI CONNESSE E FACILMENTE INTEGRABILI, AD ALTO CONTENUTO ELETTRONICO, GARANTENDO AI PROPRI CLIENTI UN SUPPORTO CAPILLARE E UNA PRESA DI RESPONSABILITÀ CHE GARANTISCA AFFIDABILITÀ IN TERMINI DI PRODOTTI E SERVIZI: QUESTA LA MISSION DELLA BUSINESS UNIT DI BOSCH REXROTH SPECIALIZZATA IN IDRAULICA COMPATTA 56 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


B

osch Rexroth Oil Control, da oltre quarant’anni, si distingue nel mercato mondiale dell’idraulica compatta grazie a tecnologie innovative che garantiscono prestazioni di altissimo livello e soluzioni personalizzate. Questa realtà industriale, appartenente al gruppo Bosch dal 2005, infatti, progetta, produce e commercializza componenti di idraulica compatta per svariate applicazioni per macchine movimento terra e per il sollevamento, nonché per macchine agricole e applicazio-

draulica, abbiamo incontrato Luca Roffi, Vice President Sales della business unit Compact Hydraulics Bosch Rexroth, con responsabilità per l’area commerciale, marketing e di product management.

LUCA ROFFI VICE PRESIDENT SALES DELLA BUSINESS UNIT “COMPACT HYDRAULICS BOSCH REXROTH”

ni industriali. In particolare, la business unit Compact Hydraulics è strutturata dal 2017 per sfruttare l’esperienza acquisita dall’azienda nel settore dell’idraulica compatta e per proporre soluzioni ad alta personalizzazione, che le permettono di sviluppare per ogni cliente la migliore soluzione, completamente personalizzata. Per conoscere più a fondo la struttura di questa divisione, nonché per stilare lo stato dell’arte del mercato in cui essa opera e capire come si sta evolvendo il comparto dell’i-

LA SEDE CENTRALE E STABILIMENTO PRODUTTIVO DELLA BUSINESS UNIT COMPACT HYDRAULICS REXROTH DI NONANTOLA, IN PROVINCIA DI MODENA, DOVE SI SVOLGE LA MAGGIOR PARTE DELLE ATTIVITÀ DI ENGINEERING E PRODUZIONE

Com’è strutturata attualmente Compact Hydraulics e in che modo essa garantisce soluzioni efficaci e un supporto adeguato, soprattutto in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo? “Il quartier generale e lo stabilimento produttivo della Business Unit Compact Hydraulics Rexroth si trovano a Nonantola (MO): qui si svolgono la maggior parte delle attività commerciali, di engineering e di produzione. Altre attività produttive si svolgono negli stabilimenti di Pavullo nel Frignano (Mo) e di Vezzano sul Crostolo (Re), oltre che in strutture - produttive e commerciali - dislocate in Germania, Stati Uniti, Brasile e Olanda. Senza dimenticare la Cina, dove abbiamo recentemente triplicato la produzione. La business unit Compact Hydraulics ha consolidato in que-

ALTRE SEDI PRODUTTIVE COMPACT HYDRAULICS SI TROVANO A PAVULLO NEL FRIGNANO, IN PROVINCIA DI MODENA, E A VEZZANO SUL CROSTOLO, IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 57


COMPONENTI

LA STRATEGIA DI LOCALIZZAZIONE COMPRENDE SIA LA RETE COMMERCIALE CHE LA DIMENSIONE PRODUTTIVA, IN RAPIDA CRESCITA. IL VANTAGGIO GARANTITO DALL’AZIENDA È QUELLO DI ESSERE GLOBALI MA CON UNA FORTE PRESENZA LOCALE

sti ultimi anni la propria posizione a livello internazionale attraverso la gestione diretta di ciascuna delle fasi di produzione e senza dubbio questo è già un valore aggiunto in termini di qualità e risposta al cliente. L’organizzazione si basa su una strategia di ‘localizzazione’ che coinvolge l’intera rete commerciale, ma soprattutto su una dimensione produttiva in rapida crescita. Il nostro vantaggio è quello di essere una realtà globale ma con una fortissima presenza locale, supportata da personale altamente specializzato che garantisce - anche in tempi di pandemia e di conseguente difficoltà generale, in termini logistici e operativi - la produzione, la sicurezza di fornitura, la rapidità di progettazione e un’assistenza adeguata, rapida ed efficace. L’obiettivo di Compact Hydraulics, infatti, è essere sempre più vicina ai propri clienti, per capirne le reali esigenze, limitarne e gestirne i rischi, con lo scopo di porsi come un punto di riferimento certo e affidabile ed essere sempre responsabili nei loro confronti”. Compact Hydraulics è garanzia di prodotti e tecnologie innovativi, progettati per garantire migliori prestazioni e soluzioni efficaci seguendo - e spesso anticipando - l’evoluzione del mercato del58 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

le macchine mobili. Un impegno di grande responsabilizzazione nei confronti dei propri clienti… “Compact Hydraulics sta impiegando molte risorse nello sviluppo tecnico dei propri prodotti e della rete di vendita, al fine di responsabilizzare sempre più ogni sua area di attività e per fornire costantemente ai clienti nuove soluzioni su misura, al fine di soddisfare le loro esigenze, garantire tempi di risposta rapidi, migliorare la qualità complessiva del servizio e il ‘time-to-market’. Come accennato, Compact Hydraulics ha consolidato la sua posizione a livello internazionale attraverso la gestione diretta di ogni fase di produzione: adattare i

prodotti alle esigenze dei clienti è sicuramente una delle nostre chiavi per il successo. Prodotti che si concretizzano in cinque linee: valvole a cartuccia (valvole a cartuccia filettata manuali, valvole solenoidi, ad alta pressione-meccanica e ad alta pressione-magnetica ed elettroproporzionale); valvole di controllo movimento (valvole di ritegno pilotate, di bilanciamento/con funzione rigenerativa, per motori, di ritegno e metering, di abbassamento del carico e limitazione della pressione, regolatori di flusso, ausiliarie e speciali); blocchi di comandi idraulici integrati (blocchi di attacco con valvole a vite meccaniche e a comando magnetico, blocchi di

LA NUOVA E-MOTION PLUS VALVE DI BOSCH REXROTH È PROGETTATA PER IL CONTROLLO DEL BRACCIO DEI SOLLEVATORI TELESCOPICI. SET-UP VIA SOFTWARE E CONTROLLO ELETTRONICO CONSENTONO MOVIMENTI FINI ED ELEVATA STABILITÀ IN OGNI TIPOLOGIA DI MACCHINA

attacco con vite di bypass, piastre standard multifunzionali e valvole a sandwich); gruppi idraulici integrati compatti; valvole direzionali compatte (elementi di ingresso e della valvola direzionale, elementi intermedi e flangiabili). Tra le novità più recenti menzionerei la valvola E-motion Plus che, grazie al suo controllo e alla configurazione elettronici, offre una controllabilità e un adattamento del movimento molto fini a tutte le macchine operatrici, in particolare ai bracci dei sollevatori telescopici. Il controllo


LE CINQUE LINEE DI PRODOTTO BOSCH REXROTH OIL CONTROL, DENOMINATE COMPACT HYDRAULICS, E UN’ALTA PERSONALIZZAZIONE DELLE SOLUZIONI LE PERMETTONO DI INTERPRETARE, PER OGNI CLIENTE, LA MIGLIORE SOLUZIONE, COMPLETAMENTE PERSONALIZZATA

elettronico avanzato, infatti, permette di gestire in modo ottimizzato i movimenti, ridurre al minimo le perdite di carico e il consumo di carburante, compensare elettronicamente la pressione e, di conseguenza, ottimizzare i cicli di lavoro e le prestazioni, in un modo che fino ad ora non era stato possibile utilizzando prodotti standard”. Quali sono le principali necessità di chi opera attualmente nel mercato dell’idraulica?

“Il mercato necessita di soluzioni idrauliche specifiche e flessibili. Gli OEM richiedono tempi di risposta rapidi e il supporto di un ‘partner’ e non solo di un mero fornitore di componenti unici di idraulica compatta per applicazioni mobili e industriali. Dal movimento terra al sollevamento, passando per il settore del riciclo e dell’agricoltura, non esiste applicazione per cui Compact Hydraulics non abbia messo a punto prodotti tecnologicamente avanzati.

È in atto una trasformazione dell’idraulica classica: si parla sempre di più di elettronificazione (cioè un complesso di operazioni mediante le quali si trasforma un impianto a funzionamento elettromeccanico in uno a funzionamento elettronico, ndr), infatti, e l’obiettivo di Compact Hydraulics è aumentare il contenuto di software nei suoi prodotti, con l’intento di essere sempre più integrati (e integrabili) in architetture di automazione ■ e controllo”.

UN CONFIGURATORE PER L’IDRAULICA COMPATTA CHoose è il software di configurazione per i prodotti di idraulica compatta di Bosch Rexroth Oil Control che consente ai costruttori di velocizzare il processo di progettazione di gruppi integrati, distributori bancabili e mini centraline oleodinamiche. Questo software, infatti, consente all’utente di configurare in modo semplice e veloce una soluzione idraulica personalizzata ad hoc (ad esempio un gruppo integrato, un distributore bancabile o una minicentralina): è sufficiente selezionare i componenti Compact Hydraulics desiderati dal database e integrarli nello schema attraverso l’intuitivo sistema Drag & Drop. L’utente può definire nel dettaglio i principali parametri tecnici dei componenti come pressione

d’esercizio, tensione dei solenoidi e tipo di connessione elettrica. Il layout della soluzione ideata può successivamente essere realizzato disponendo i componenti

in qualsiasi posizione richiesta dal cliente. Tramite CHoose l’utilizzatore può progettare la migliore soluzione per la propria applicazione; inoltre, il software include i cosiddetti “design tips”, linee guida che lo supportano nel processo di configurazione del prodotto. CHoose offre output di progetto flessibili: disegni 2D e 3D che l’utente può facilmente visualizzare sul proprio computer. Inoltre, la sezione dedicata ai parametri di progetto consente di includere tutti i dettagli tecnici e commerciali, costantemente monitorati da un sistema che controlla eventuali errori. Infine, un documento riassuntivo raccoglie tutte le informazioni necessarie per avere una panoramica completa del progetto finale. www.boschrexroth.com/choose marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 59


SERVIZI GIULIANO GROUP

COLLABORARE

PER INNOVARE

IL GRUPPO SPECIALIZZATO NEL SETTORE DEI MACCHINARI E DELLE ATTREZZATURE DA LAVORO, CHE A FEBBRAIO AVEVA FIRMATO UN ACCORDO DI FRANCHISING E LICENSING CON EASYNOLEGGIO, CONTINUA LA SFIDA E TINGE DI ARANCIONE ANCHE LA CAMPANIA di Ettore Zanatta

G

iuliano Group, con sedi in tutta Italia, ha acquistato i diritti del marchio easyNoleggio Campania diventandone partner esclusivo su base regionale. EasyNoleggio semplifica il noleggio di attrezzature e macchinari grazie ai suoi servizi specializzati, che permettono ad aziende che già operano nel settore di digitalizzare i processi e avvalersi delle ultime tecnologie disponibili. Vediamo i dettagli di questa partnership che guarda al futuro.

La voce dei protagonisti La partnership con easyNoleggio anche in questa regione permetterà a Giuliano Group Napoli di ampliare maggiormente il proprio business e raggio d’azione, digitalizzando in maniera strutturata l’attività e consentendo ai clienti, nuovi ed esistenti, di noleggiare attrezzature e macchinari con un click. “Sono fiero di aver scelto il progetto di easyNoleggio e di aver aderito alla partnership con Rentuu”, afferma Raffaele Giuliano, amministratore delegato di Giuliano Group. “La nostra scelta di scommettere sulla Regione Campania è una valutazione non solo ragiona60 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


ta, ma fatta anche con il cuore”. La Campania, infatti, è il luogo dove tutto ha avuto inizio: il Gruppo Giuliano nasce alla fine degli anni Settanta dall’esperienza professionale di Salvatore, fondatore dell’officina di riparazione di motocompressori, destinata a diventare la pietra miliare su cui si sarebbe costruita l’intera azienda. Grazie alla sua intuizione imprenditoriale, all’attività di assistenza venne affiancata un’attività di noleggio di macchinari per l’edilizia che velocemente si espanse dalla piccola officina di Casoria in tutta la provincia di Napoli e successivamente in tutto il Centro Sud. “Per Giuliano Group – conclude Raffaele Giuliano collaborare con easyNoleggio è un traguardo importante, anche se considero tutto ciò solo un primo passo verso il raggiungimento di risultati sempre più rilevanti nel mercato del noleggio di attrezzature attraverso il mondo dell’e-commerce. Per Giuliano Group creare partnership di valore significa innanzitutto relazionarsi con i propri partner in modo trasparente e coinvolgerli nel raggiungimento di prestazioni durature nel tempo in un’ottica di reciproca crescita. Il nostro intento è quello di collaborare per innovare”. Continua poi Enrico De Rosa, Chief Financial Officer di Giuliano Group: “Le nuove abi-

RAFFAELE GIULIANO

(A SINISTRA) ED ENRICO DE ROSA, RISPETTIVAMENTE AMMINISTRATORE DELEGATO E CHIEF FINANCIAL OFFICER DI OFFICINE GIULIANO

nari, ma dovrà semplificare la vita del cliente, renderla ‘easy’, appunto. Le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal settore in cui operano, dovranno essere pronte a soddisfare le esigenze dei nuovi consumatori, dovranno essere capaci di unire l’universo fisico e quello digitale per creare un’esperienza in cui il cliente è protagonista. Si tratta di un processo di trasformazione che coinvolge tutte le aree e i livelli di un’azienda e richiede un’attenta pianificazione a livello strategico. La trasformazione digitale è un processo complesso, che può richiedere

tudini, i nuovi bisogni, la necessità di essere sempre più veloci ed efficienti hanno dato inizio a una nuova rivoluzione, quella digitale. Il Covid-19 ha dato un’ulteriore spinta a tale trasformazione, cambiando per sempre il modo in cui interagiamo e utilizziamo i prodotti e i servizi. Il nuovo consumatore digitale predilige format dinamici che gli permettono di noleggiare direttamente dal proprio smartphone o tablet, si informa sul web, interagisce in chat, controlla le recensioni. Il nuovo noleggiatore non potrà più semplicemente fornire dei macchiLA PARTNERSHIP CON EASYNOLEGGIO IN CAMPANIA PERMETTERÀ A GIULIANO GROUP DI AMPLIARE MAGGIORMENTE IL PROPRIO BUSINESS E RAGGIO D’AZIONE

UN PROGETTO LUNGIMIRANTE Il marchio easy, fondato da Sir Stelios Haji-Ioannou, è stato lanciato nel 1995 con il volo inaugurale di una compagnia aerea che offre viaggi a basso costo in tutta Europa: easyJet. Venticinque anni dopo la Compagnia ha trasformato il modo in cui le persone viaggiano e oggi easyJet PLC è una delle più grandi compagnie aeree d’Europa grazie a una flotta di 323 aerei che trasportano oltre 88,5 milioni di passeggeri ogni anno (dati del 2018). EasyNoleggio nasce in collaborazione con Rentuu, che gestisce una

piattaforma tecnologica globale in rapida crescita basata su cloud e una rete in franchising per il settore del noleggio di attrezzature. In tal modo, il marchio base può raggiungere molti

nuovi clienti in svariati nuovi mercati. Lo scopo del brand “easy” è sempre stato quello di investire in tecnologia e servizio clienti, in modo da fornire ad ogni cliente un’esperienza di prima qualità: da qui la joint-venture con Rentuu, per portare in Italia e sul mercato internazionale un nuovo servizio volto a semplificare le pratiche di noleggio di macchinari, e non solo. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 61


SERVIZI Investire nel digitale è ormai indispensabile per poter emergere e differenziarsi nel mercato, soprattutto tenuto conto dello scenario attuale provocato dal Covid-19. Bisogna dunque rimanere ottimisti e conti-

ANDREA GUZZONI (A SINISTRA), CEO DI EASYHIRE E RENTUU, CON STELIO HAJIIOANNOU, FONDATORE E OWNER DI EASYJET

INVESTIRE NEL DIGITALE È ORMAI INDISPENSABILE PER POTER EMERGERE E DIFFERENZIARSI NEL MERCATO, SOPRATTUTTO TENUTO CONTO DELLO SCENARIO ATTUALE PROVOCATO DALLA PANDEMIA IN ATTO

tempi più o meno lunghi a seconda della cultura aziendale, della sua storia e del suo attuale posizionamento sul mercato. La cosa certa è che non si può più fare senza”. Fabrizio Della Pace, direttore esecutivo di easyNoleggio, a tal proposito commenta: “La missione di easyNoleggio è quella di semplificare le richieste dei nostri utenti con un’esperienza online senza problemi né complicazioni. Sia che si necessiti di un attrezzo per la cura del giardino o che si abbia bisogno di noleggiare macchinari per un progetto di rinnovamento o manutenzione, easyNoleggio ha lo scopo di accorciare i classici tempi del noleggio. Siamo orgogliosi di proseguire la nostra partnership con Giuliano Group anche nella regione Campania.

“

GIULIANO GROUP È DIVENTATO PARTNER ESCLUSIVO DI EASYNOLEGGIO IN CAMPANIA

„

nuare a crescere nella giusta direzione e Giuliano Group sta dando una grande dimostrazione di tutto questo”.

La soluzione digitale La soluzione digitale di easyNoleggio è gestita da Rentuu, società specializzata nella digitalizzazione di processi e standard. Nel 2019, Rentuu ha ricevuto investimenti da easyGroup e Sir Stelios Haji-Ioannou, fondatore di easyJet, che hanno permesso alla società di creare una rete per il no-

UN’AMPIA OFFERTA DI ATTREZZATURE Giuliano Rent, con sedi in diverse zone d’Italia, offre soluzioni per il noleggio di macchine industriali. Con un parco macchine a noleggio di oltre 1.000 unità, il Gruppo Giuliano offre un’ampia gamma di soluzioni personalizzate, in grado di soddisfare le esigenze di qualunque tipo di clientela. L’ampia offerta di attrezzature permette di soddisfare le esigenze sia delle piccole e medie imprese che operano nel settore dell’edilizia e della riqualificazione urbana, sia delle aziende che operano nel settore industriale, dell’energia e dell’illuminazione.

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leggio estesa su 31 territori, tra cui la Gran Bretagna (www.easytoolhire.com), l’Unione Europa (www. easyalquiler.com, www.easyLocation.fr, www.easymieten.net), Svizzera e Monaco. La pandemia in atto ha senza dubbio accelerato l’evoluzione della digitalizzazione. Nel settore del noleggio, attesa nel giro di 10 anni, si prevede avverrà invece entro il 2023. EasyNoleggio ha l’abilità e la competenza per fare tutto ciò e, grazie alla necessaria infrastruttura tecnologica, consente ai partner associati una completa personalizzazione in base alle proprie esigenze. Attualmente easyNoleggio opera in tre regioni (Veneto, Emilia-Romagna e Lazio) - grazie alla presenza di partner quali UpRent, GrowUp, Giuliano Group e Assodimi, attivi nel settore da molti anni - così raggiungere quanta più utenza possibile, minimizzando i costi e massimizzando i risultati, soprattutto abbracciando il digitale per semplificare le relazioni con ■ il cliente.


Dossier

LA RIVOLUZIONE

“ECO-TECNOLOGICA” NEGLI ULTIMI ANNI ABBIAMO ASSISTITO A UNA VERA E PROPRIA CORSA AGLI “ARMAMENTI” DI FONTI DI ALIMENTAZIONE A ENERGIA PULITA E RINNOVABILE DA PARTE DI TUTTE LE AZIENDE DEL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO, CHE TENDERÀ NEL BREVE PERIODO AD ALLINEARE IL MERCATO VERSO UNO STANDARD DI PRODOTTO. PER QUESTO MOTIVO MOLTI COSTRUTTORI STANNO LAVORANDO ALLA PROGETTAZIONE E ALLO SVILUPPO DI INNOVATIVE TECNOLOGIE IN GRADO DI FORNIRE SOLUZIONI CAPACI DI RIVOLUZIONARE LA LINEA DI PRODOTTI OFFERTA DAI NOLEGGIATORI di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

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egli ultimi anni i costruttori di tutto il mondo si sono attivati nella ricerca di nuove forme di energia più ecosostenibili e in grado di garantire vantaggi in termini di efficienza e risparmio agli utilizzatori finali. Anche durante questa rivoluzione ecologica del

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settore la ricerca e sviluppo di nuove applicazioni atte a massimizzare l’operatività in cantiere delle macchine non è stata abbandonata da parte delle aziende, pronte a rilanciare nel prossimo futuro mezzi tecnologicamente avanzati in grado di ridisegnare il lavoro in cantiere. Molti costruttori di caratura mon-

diale stanno puntando su soluzioni in grado di offrire agli operatori la più ampia versatilità di utilizzo possibile in svariate condizioni di lavoro, attraverso l’implementazione di innovative tecnologie che miglioreranno l’operatività e le condizioni di utilizzo all’operatore in qualsivoglia cantiere.


INNOVAZIONE NELLA MECCANIZZAZIONE

Le vie dell’innovazione Innumerevoli i costruttori che negli ultimi anni hanno sviluppato macchine elettriche intenti ad allineare la propria gamma prodotti verso modelli più ecologici - anche spinti dalle scadenze imposte dall’Europa e dal Green Deal - capaci, oltre che di ridurre notevol-

mente le emissioni inquinanti, di contenere i costi di esercizio per gli utenti finali. Tra le aziende più attente al progresso tecnologico delle macchine nel settore del sollevamento è da annoverare JLG, che dopo il lancio della sua gamma di piattaforme elettriche proporrà innovativi strumenti e tecnolo-

gie ideate per massimizzare l’efficienza in cantiere, come ci spiega Nicola Pontini, General Manager di JLG Italia: “Oggi gran parte del mercato italiano è in linea con i principali mercati europei per quanto riguarda il processo di elettrificazione delle macchine, anche se la produzione è ancora incentrata su batterie al piom-

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Dossier

bo acido. JLG ha sviluppato i modelli EC450AJ ed EC520AJ, equipaggiati di serie con batterie al litio, che offre altezze di lavoro da 16 a 18 m e velocità di accesso e capacità della piattaforma simili a quelle delle versioni diesel convenzionali, nonché prestazioni di durata e ricarica della batteria migliori rispetto alle classiche batterie al piombo. Sullo sviluppo di modelli a batterie a litio siamo ancora un po’ indietro in Italia, anche se molti noleggiatori stanno mostrando sempre

più interesse verso questa tecnologia dati gli evidenti vantaggi in termini di efficienza e risparmio”. Ma JLG in questi anni non si è limitata a sviluppare tecnologie incentrate unicamente su nuove energie di alimentazione delle macchine, ma anche su tutto ciò che concerne gli aspetti strumentali, con applicazioni atte a efficientare l’operatività delle macchine e la sicurezza per l’operatore. Tra queste, degna di nota è certamen-

te il suo comando a distanza, ideato per piattaforme aeree, candidato agli IAPA Awards di quest’anno nella categoria “Tecnologie Innovative”. Si tratta di un’applicazione per smartphone che consente agli operatori di controllare a distanza le piattaforme a pantografo tramite un codice QR e in modalità Bluetooth. Il vantaggio di questa tecnologia risiede nella possibilità per l’operatore di tenere sotto controllo l’area di lavoro e i movimenti della macchina con maggiore sicurezza e minori danni potenziali all’ambiente circostante, semplificando le operazioni negli spazi ristretti e riducendo al minimo il rischio di incidenti durante le operazioni di carico e scarico da un camion, fasi delicate e complesse sotto il profilo della sicurezza. A differenza di un normale comando a distanza non sarà necessario intercambiarlo da una piattaforma all’altra, ma sarà sufficiente inquadrare il codice QR a fianco del pannello di controllo, allineare un cellulare con il prodotto e seguire le istruzioni sullo schermo. Una volta avviata l’app e collegata alla piat-

PROGETTAZIONE E CONTROLLO TELEMATICI

NICOLA PONTINI GENERAL MANAGER DI JLG ITALIA

Fin dalla sua fondazione JLG Industries ha sempre puntato su una fidelizzazione della clientela attraverso continui processi d’innovazione dei propri prodotti, per permettere di superare le sfide più complesse grazie a tecnologiche ideate per soddisfare le esigenze del cliente. A illustrarci gli ultimi passi dell’azien66 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

da sotto il profilo tecnologico è Nicola Pontini, General Manager di JLG Italia: “Ci sono varie applicazioni che abbiamo sviluppato e stiamo sviluppando per quanto riguarda le tecnologie da cantiere come, ad esempio, il BIM, uno strumento fondamentale in fase di progettazione di un’opera. Il BIM diverrà uno strumento essenziale nel prossimo futuro per progettisti e costruttori, utile a individuare le macchine più adatte per uno specifico cantiere e operare a livello di diagramma di lavoro e di funzionalità della macchina. Un’altra applicazione che stiamo sviluppando è quella della realtà aumentata, con cui sarà possibile tramite cellulare visualizzare virtualmente la macchina operare nella postazione di lavoro e analizzare dati quali lo sbraccio, occupazione dello spazio fisi-

co e limiti di cantiere così da verificare e identificare in anticipo la macchina più idonea al lavoro. Applicazioni importanti sia per la cantieristica che a livello industriale. Ovviamente, dato il periodo storico, non posso non citare le nostre tecnologie strettamente legate all’Industria 4.0, come la versione per il mercato italiano del ‘Clear Sky’, uno strumento che permette alla macchina di comunicare da remoto con la postazione di logistica. La funzione telematica di Clear Sky permette un miglioramento non solo per quello che riguarda la comunicazione tra la macchina e il centro logistico, ma un miglioramento nella gestione della flotta e del suo utilizzo quotidiano. È una tecnologia molto funzionale perché permette di avere un report continuo da parte della macchina, non solo


INNOVAZIONE NELLA MECCANIZZAZIONE taforma tramite Bluetooth, sullo schermo del proprio cellulare sarà possibile visualizzare informazioni sullo stato di carica della batteria della piattaforma e sulle sue condizioni operative, comprese eventuali anomalie. Dalla schermata delle operazioni sarà possibile selezionare in remoto i comandi della macchina, simulando i movimenti della macchina, agendo su una riproduzione virtuale della piattaforma e dei suoi componenti dinamici direttamente dallo schermo dello smartphone. “Per JLG è fondamentale la sicurezza dell’operatore in ogni fase operativa proponendo tecnologie atte ad abbattere le condizioni di pericolo per l’utilizzatore, soprattutto nelle fasi di movimento della macchina e di carico e scarico da camion”, ha precisato Pontini. “Con questa applicazione è possibile ridurre i rischi per l’operatore, che non deve più svolgere queste mansioni dalla cesta ma bensì da terra, al sicuro e con una visuale operativa migliore. Questa è una tecnologia attualmente in fase di sviluppo per le piattaforme a braccio, mentre per quanto riguarda le piattaforme a pantografo è già sta-

delle ore di funzionamento e dello stato della batteria, fornendo una diagnostica completa in tempo reale in grado di prevenire malfunzionamenti o segnalare le manutenzioni necessarie, riducendo al

ta sviluppata e approvata negli Stati Uniti e stiamo solo aspettando l’omologazione per il mercato europeo.

Tecnologie e mercati Un processo di innovazione tecnologica che non passa soltanto dalla rivoluzione dell’elettrico, ma anche dall’implementazione di tecnologie atte a soddisfare la domanda da parte del mercato di macchine sempre più efficienti dal lato operativo, che assistano l’operatore in ogni fase di lavoro specialmente quelle più rischiose. Su questa linea è anche Bobcat, noto a livello mondiale per l’elevata qualità delle sue pale compatte, che nel corso degli ultimi 20 anni si è affacciato con ottimi risultati anche nel comparto del sollevamento e che a fine 2020 ha ampliato la sua offerta presentando una nuova gamma di sollevatori telescopici rotativi dotati di tecnologie ideate per conquistare una posizione di rilievo in sempre nuovi mercati. Attraverso una partnership con l’emiliana Magni TH, l’azienda americana ha presentato una gamma di 14 modelli con una capacità di

minimo i tempi di fermo macchina per un notevole risparmio economico per l’utilizzatore. Uno strumento utile per i noleggiatori di gestione proattiva della flotta oltre che di semplice controllo”.

sollevamento da 4 a 7 t: dieci modelli per il mercato europeo con un’altezze di sollevamento da 19 a 39 m e altri quattro dedicati alle esigenze dei mercati del Medio Oriente, Africa, Russia e Paesi CSI con un’altezza di sollevamento da 18 a 25 m. Grazie a queste aggiunte, a oggi, Bobcat possiede un’ampia gamma di sollevatori telescopici per l’industria dell’edilizia e del noleggio, con un totale di 23 modelli e altezze di lavoro variabili da 6 a 39 m. I modelli della gamma Bobcat presentano un motore ibrido a doppia alimentazione che permette anche il funzionamento in modalità completamente elettrica grazie a una presa di corrente da 400 V montata a bordo. Ideale per lavori al chiuso o in aree che richiedono ridotti livelli di rumorosità, l’intento di Bobcat è quella di offrire sollevatori telescopici rotativi ideati per offrire un’ampia gamma di applicazioni e un’elevata versatilità operativa, coniugando una combinazione di sollevatore telescopico, piattaforma di lavoro aereo e gru “fuoristrada” dotata di un set completo di 26 accessori, che rendono le macchine estremamente adattabili a diversi contesti e tipi di lavoro. A supporto di questa gamma Bobcat ha sviluppato una serie di tecnologie che semplificano e assistono le operazioni dell’operatore, come il sistema di riconoscimento dell’accessorio intelligente, con il quale la macchina - avvalendosi della tecnologia RFID - riconosce automaticamente l’accessorio montato dall’operatore e permette di visualizzare sul touch-screen una tabella di carico dinamica che offre la possibilità di controllare il baricentro del carico. In pochi secondi è possibile montare l’accessorio ed essere operativi nella massima sicurezza. La gamma presenta anche la tecnologia di controllo da remoto Bobcat, utile per lavori in spazi ristretti e con scarsa visibilità, marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 67


Dossier L’OPINIONE 1/ HAULOTTE

NICOLA VIOLINI GENERAL MANAGER DI HAULOTTE ITALIA

“Haulotte è sempre attenta all’esigenze del mercato e della propria clientela puntando a investimenti utili a colmare le richieste provenienti da essi. La tendenza che oggi riscontriamo dal mercato è sicuramente quella di macchine completamente elettriche, dati gli eccezionali passi avanti fatti da questa tecnologia negli ultimi anni, che garantisce prestazioni delle macchine equiparabili, se non migliori, a quelle della loro corrispettiva versione diesel. Proprio per questo i modelli appena usciti e quelli che seguiranno nel prossimo futuro saranno macchine completamente elettriche, che garantiranno minori consumi, rumorosità e prestazioni di eccellenza. La nostra linea standard di motore a batterie al piombo acido permette l’autonomia di un’intera giornata di lavoro, ulteriormente estendibile grazie al ‘Range Extender’, il nostro generatore ‘plug & play’ amovibile e intercambiabile per ricaricare rapidamente le batterie in maniera automatica, mantenendo la macchina operativa. Ovviamente l’alimentazione è solo una piccola parte del vasto potenziale offerto dalle moderne tecnologie. Negli ultimi anni abbiamo investito in nuove tecnologie in ottica di gestione della flotta come Sherpal, una soluzione telematica molto avanzata che può essere equipaggiata su tutte le nostre macchine e che dà valore aggiunto a chi gestisce la flotta, permettendo di localizzare i macchinari in tempo reale, di

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limitarne l’utilizzo a una determinata area, di effettuare una precisa diagnostica a distanza e ottimizzare gli interventi di manutenzione. Attraverso una programmazione preventiva e una raccolta dati della macchina sarà possibile prevenire eventuali guasti e malfunzionamenti, consentendo al tecnico di recarsi in cantiere conoscendo la reale situazione della macchina e sapendo in anticipo l’esatto intervento da

effettuare. Una tecnologia capace di offrire ai nostri clienti una maggiore sicurezza operativa quotidiana e un servizio aggiuntivo e più completo per i noleggiatori e per gli utilizzatori. Vediamo oggi sul mercato una varietà di soluzioni telematiche che permettono di aderire al programma Industria 4.0. Incentivare l’investimento è sempre positivo, perché offre alle aziende la possibilità di aggiornare i loro prodotti con nuove tecnologie, capaci di apportare valore alle suddette aziende e al mercato. Ma questi investimenti devono sempre far parte di un percorso di crescita e di un’idea di sviluppo del prodotto e dell’azienda ben chiara e delineata per produrre dei reali frutti. Spesso però vedo più una rincorsa ai benefici fiscali che a una reale applicazione e ciò è forse un passaggio che ancora dobbiamo fare nel mondo del sollevamento. Ma la strada mi sembra tracciata e sono convinto che presto ci avvicineremo ad altri comparti che hanno saputo cogliere dal programma Industria 4.0 una reale opportunità di crescita”.

che tramite un radiocomando offre l’opportunità all’operatore di controllare la macchina dall’esterno della cabina favorendo una migliore visibilità operativa e la possibilità di lavorare a distanza e in sicurezza nelle attività più rischiose. Per migliorare la sicurezza nelle aree poco spaziose, come all’interno di magazzini, la macchina consente all’operatore di delimitare l’area di lavoro in tre dimensioni e regolare la velocità di tutti i movimenti, dal braccio alla rotazione, per il massimo controllo e un’elevata sicurezza operativa. Ciò sarà possibile attraverso il touch-screen presente all’interno della cabina, dove si potrà delimitare l’area di lavoro impostando dei muri virtuali su ogni lato al fine di impedire spiacevoli incidenti dati da urti con ostacoli o persone. Una tecnologia in grado di creare un’area di lavoro virtuale per permettere movimenti precisi, fondamentali per lavori estremamente pericolosi in prossimità di linee elettriche o di una ferrovia.


INNOVAZIONE NELLA MECCANIZZAZIONE Una grande tecnologia Nel settore del sollevamento è noto come i pericoli più rilevanti possano derivare dall’errore più piccolo e banale. Ma se quell’errore avviene su macchine per il sollevamento di grosse dimensioni e concepite per sollevare carichi importanti allora quel minimo errore può causare conseguenze serie per la macchina e la salute degli operatori. Questo lo sa bene Liebherr, costruttore tedesco di macchine per il sollevamento a livello mondiale che ha progettato una gru ideata per assistere l’operatore in ogni fase del lavoro al fine di ridurre la percentuale di errore umano durante la realizzazione di un’opera. La LR 1250.1 di Liebherr, infatti, è la prima gru cingolata ad alimentazione elettrica al mondo, adatta a lavori in aree sensibili al rumore data la sua ridotta produzione di emissioni acustiche, oltre che inquinanti. Una volta smontata, la gru cingolata ha una larghezza di trasporto compatta di massimo 3 m che consente un trasporto economico e che, unita all’innova-

L’OPINIONE 2/MERLO

MATTIA BODINO RESPONSABILE COMUNICAZIONE E PUBBLICHE RELAZIONI DI MERLO

“Merlo, attraverso l’azienda Movimatica, facente parte del gruppo Merlo e che si occupa di sviluppare tecnologia e soluzioni personalizzate e su misura per la gestione telematica di flotte, ha sviluppato il sistema ‘Merlo mobility’, completamente integrato alle macchine e che permette di accedere ai dati e parametri da remoto. Un vero e proprio computer di bordo telematico che ci ha permesso di certificare 4.0 l’intera gamma di sollevatori telescopici, dando la possibilità al cliente di usufruire delle ultime tecnologie di comunicazione in cantiere. È una opportunità che offre notevoli benefici a tutti gli utilizzatori: al cliente perché permette di avere vantaggi come i promemoria sulle manutenzioni e il monitoraggio delle prestazioni operative delle macchine, così da conoscere i dati di efficienza di quest’ultima; a concessionari e costruttori per quanto riguarda

l’assistenza, la manutenzione programmata e tutti i servizi postvendita, dando la possibilità di fornire un servizio completo, rapido e di elevata qualità ai loro clienti. Un altro aspetto su cui l’azienda ha investito molto è il tema dell’automazione. Un percorso di aggiornamento e rinnovamento della nostra catena produttiva iniziato ormai 15 anni fa e che ci ha portato oggi a sostituire, tramite l’operato di un robot, molti lavori usuranti per l’operatore, con il risultato di una migliore qualità del prodotto e della vita per i nostri dipendenti. Questo però, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non ha ridotto il numero di posti di lavoro, ma al contrario ha permesso un aumento della qualità del prodotto e dei livelli di produzione, che ha generato nel corso degli anni un incremento del personale in azienda. Queste sono tecnologie atte a prevenire malfunzionamenti o errori da parte dell’uomo, anche se il principale metodo per prevenire queste eventualità passa dalla formazione di personale competente e altamente qualificato. A riprova di questo l’anno scorso abbiamo avviato il secondo ciclo di collaborazione con il politecnico di Torino, iniziata quattro anni or sono, per il conseguimento di un Master universitario di secondo livello a 12 neolaureati in ingegneria, i quali sono stati assunti con contratto di Apprendistato di alta formazione. Questo progetto permette agli studenti di sfruttare le potenzialità di un’azienda beneficiando di una crescita personale importante e qualificante e a noi di formare in due anni personale altamente specializzato da poter eventualmente inserire in azienda al completamento del ciclo di studi”.

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Dossier tivo sistema di autoassemblaggio e autocaricamento, consente lo scarico e il montaggio senza una gru ausiliaria e la necessità di aree di assemblaggio particolarmente vaste, che la rendono adatta a lavori in centri urbani. Per le gru cingolate di dimensioni di questa categoria un trasporto più economico e una rapida messa in servizio svolgono un ruolo fondamentale per un funzionamento efficiente. Durante il funzionamento la gru può essere collegata a una rete elettrica convenzionale o sfruttare l’alimentazione della carica della batteria di

una durata operativa di quattro ore, senza alcun compromesso in termini di prestazioni rispetto alla versione diesel. Il sistema di controllo sviluppato da Liebherr comprende tutte le funzioni operative e di controllo della gru e consente un sollevamento molto accurato e sicuro, anche grazie alle capacità di carico calcolate automaticamente durante il funzionamento. Con la gru LR 1250.1, Liebherr propone una macchina progettata per garantire una facile movimentazione e un agevole assemblaggio, nonché un netto risparmio economico in termini

di costi operativi. Ma le installazioni in cantiere presentano altre notevoli problematiche che possono risultare molto impegnative da affrontare per progettisti e ingegneri, che si trovano a fare i conti con innumerevoli fattori quali condizioni spaziali limitate e condizioni del suolo non ottimali, fattori chiave per la scelta e il corretto lavoro, in termini di efficienza e sicurezza, di una gru. Per agevolare gli utilizzatori l’azienda tedesca offre un software per selezionare la gru cingolata ottimale e la configurazione appropriata per il rispettivo utilizzo at-

UN PASSAGGIO AUTOMATICO Capaci di raggiungere il massimo grado di efficienza con bassi consumi, i carrelli elevatori automatizzati rappresentano il futuro della logistica, soprattutto quando si tratta di movimentare grandi quantità di merci o di eseguire operazioni ripetitive. I carrelli elevatori automatici, denominati anche carrelli AGV (Automatic Guided Vehicle), permettono di aumentare notevolmente la produttività e la precisione della movimentazione attraverso un sistema automatico di navigazione intelligente che assicura minori danni durante le operazioni e rende costante il flusso di materiale. I carrelli elevatori automatizzati sono comandati tramite un sistema di geo-navigazione che scansiona e monitora nel dettaglio l’ambiente che li 70 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

circonda e, essendo robot cooperativi, possono interagire e collaborare in piena sicurezza con l’operatore. Questi carrelli dispongono di sensori ottici laser che eseguono una scansione dell’ambiente circostante in tutte le direzioni, rilevando non solo persone e mezzi, sia fermi che in movimento, ma anche eventuali ostacoli improvvisi come, ad esempio, pallet caduti a terra. Una volta che l’ostacolo rilevato è stato rimosso i carrelli automatici riprendono autonomamente il processo di lavoro interrotto. I flussi di dati del sistema di rilevamento vengono elaborati in modo che ogni carrello elevatore possa coordinarsi autonomamente con altri carrelli automatici e muoversi in modo sicuro anche negli spazi più stretti.

Possono inoltre comunicare, tramite interfacce dati, con porte di capannoni o nastri trasportatori e anche con software e sistemi aziendali, come ad esempio i sistemi di gestione del magazzino. Seguendo lo sviluppo attuale i magazzini e i carrelli elevatori che si muovono al loro interno cresceranno fino a diventare unità sempre più integrate nel processo della digitalizzazione industriale. Nei magazzini del futuro, automatizzati e con presenza minima di personale, rivestiranno sempre più importanza le esigenze relative alla messa in rete della flotta e all’efficienza energetica, per un coordinamento ancora più versatile tra robot e collaboratori umani e una più stretta integrazione nella gestione delle merci.


INNOVAZIONE NELLA MECCANIZZAZIONE traverso il sistema di pianificazione digitale di Crane Planner 2.0, con cui è possibile scegliere l’attrezzatura più idonea per l’applicazione di sollevamento. Con l’aiuto di Crane Planner 2.0 è possibile simulare su un computer tutte le fasi di lavoro, dal prelievo del carico al deposito dello stesso, così da verificare preventivamente la fattibilità dell’opera direttamente in fase di progettazione, con vantaggi evidenti quali risparmio di tempo e costi, oltre alla possibilità di ridefinire in dettaglio gli standard di sicurezza. Un altro strumento fondamentale per massimizzare la sicurezza e l’operatività in cantiere è la funzione di comando remoto, con cui è possibile tramite un radiocomando trasferire e controllare tutti i movimenti della macchina all’esterno della cabina, aumentando notevolmente la visibilità operativa durante le fasi di lavoro più rischiose. All’esterno della cabina il conducente può cambiare più volte la propria posizione garantendosi in ogni fase di lavoro diversi angoli di visuale e quindi una migliore visione d’insieme dei possibili punti di collisione durante le manovre. Un vantaggio di notevole rilevanza per l’operatore durante le operazioni di sollevamento, do-

ve la visuale del carico e del punto di scarico è spesso ostruita dalla cabina. Il telecomando assume tutte le funzioni principali come l’accensione e lo spegnimento del motore, l’azionamento di verricelli, cingoli e del meccanismo di rotazione, nonché il controllo del braccio principale e del jib. Come detto, nei cantieri, quando si parla di una gru, il terreno di lavoro assume un’importanza rilevante per la scelta della macchina operatrice, dato che l’area di lavoro sotto i cingoli può assorbire solo una quantità limitata di pressione. Lunghe guide o bracci a traliccio, un rapido cambio dello sbraccio della macchina, uno spostamento troppo rapido del carico o una rotazione del carro possono portare a cambiamenti del baricentro della gru e anche nella distribuzione della pressione al suolo sotto i cingoli. Ciò può portare a un cedimento se viene superata la capacità portante del terreno e, di conseguenza, al ribaltamento della macchina. In questi casi il sistema di assistenza della pressione al suolo di Liebherr permette di calcolare in tempo reale la distribuzione del peso di tutti i componenti, il baricentro collettivo, i momenti di

carico e la distribuzione della pressione al suolo sotto i cingoli, in modo da evitare incidenti pericolosi. Sia la velocità del vento, misurata dal sistema, che l’effettiva configurazione della gru vengono prese in considerazione quando si calcola la condizione di lavoro della gru, che nel caso diventi troppo pericolosa il sistema emette un segnale acustico per avvisare l’operatore della situazione operativa non sicura. Il baricentro della macchina e la pressione al suolo vengono visualizzati sul monitor di controllo in modo che l’operatore possa tenere sotto controllo la loro distribuzione durante ogni fase di lavoro. Inoltre, è possibile inserire una pressione al suolo massima consentita come livello di soglia, in modo che al raggiungimento di questo limite l’operatore riceva un avviso sull’imminente situazione di carico pericoloso.

La rivoluzione è cominciata Il futuro che ci viene presentato dai più grandi produttori di macchine per il sollevamento propone infinite possibilità. Già appare evidente come la prossima “corsa all’oro”, miraggio di fama e ricchezza per tutti i più grandi produttori di macchine per il sollevamento a livello mondiale, sarà la ricerca e lo sviluppo di tecnologie in grado di proporre macchine sempre più complete e versatili, capaci di garantire ai clienti prodotti affidabili, adattabili a ogni contesto lavorativo e dotati dei migliori strumenti atti a fornire la massima efficienza, elevati standard di produttività, minor costi e un’elevata sicurezza operativa. Passando dalla diagnostica completa delle macchine alla progettazione di un lavoro in cantiere attraverso la realtà virtuale, la nuova frontiera della tecnologia sarà in grado di proporre innovativi modi di concepire il lavoro in cantiere, spalancando le porte alla nuova e futura rivoluzione dopo ■ quella ecologica. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 71


DISTRIBUZIONE ESPI ENGINEERING

DOPPIA COPPIA… AGLI ASSI!

IL CONCESSIONARIO DI CASTELFRANCO EMILIA HA RECENTEMENTE MESSO A SEGNO UN COLPO IMPORTANTE FORNENDO A MAX STREICHER QUATTRO GRU CINGOLATE TELESCOPICHE SENNEBOGEN, DESTINATE A ESSERE IMPIEGATE NELL’IMPONENTE PROGETTO “BALTIC PIPE”, IN POLONIA

di Ettore Zanatta

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L

a società Max Streicher S.p.A., con sede a Parma, è un punto di riferimento nel settore delle costruzioni energetiche (petrolio e gas) ed è impegnata sia in Italia che all’estero, in mercati come Spagna, Austria e Bulgaria, ad esempio, oltre che in cantieri sparsi lungo il Mediterraneo e nel continente nordafricano. Da circa 20 anni, infatti, l’azienda collabora con le più grandi compagnie petrolifere e del gas italiane (ENI, Snam Rete Gas, Stogit, SGI, Edison) e si è sviluppata parallelamente come partner competente anche a livello internazionale, grazie alle tecnologie innovative adottate in quest’ambito operativo e al rispetto dei più elevati standard di sicurezza e qualità applicati in numerosi (grandi) progetti nel settore dell’Oil&Gas. Recentemente Max Streicher si è aggiudicata i lavori per la costruzione di due centrali di compressione di gas in Polonia, nell’ambito di un mega progetto denominato “Baltic Pipe”. Le due commesse sono di GAZ-SYSTEM S.A. e hanno un valore di oltre 110 milioni di euro.

L’appalto, nella fattispecie, prevede l’approvvigionamento dei materiali tecnologici di progetto e i lavori di costruzione delle centrali di Gustorzyn e Goleniów e fanno parte del progetto Baltic Pipe, un’infrastruttura sviluppata dalla joint-venture nata tra GAZSYSTEM S.A. ed Energinet, cofinanziata dall’Unione Europea, per realizzare un nuovo corridoio intereuropeo che fornirà ener-

gia dalla Norvegia alla Polonia, Danimarca e ai Paesi confinanti. “Prendere parte attivamente allo sviluppo di un mercato che vanta oggi la maggiore espansione in fatto di sviluppo energetico europeo rappresenta per noi una grande opportunità. Anche in quest’occasione potremo (ancora una volta) dimostrare le nostre capacità e perseguire nel nostro intento di espansione”, ha spiegato a tal proposito l’amministratore delegato di Max

DA SINISTRA, FRANCESCO PEZZONI E STEFANO GOVONI, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE ASSISTENZA POST-VENDITA E AMMINISTRATORE DI ESPI ENGINEERING, MENTRE CONSEGNANO VIRTUALMENTE LA CHIAVE DELLE GRU SENNEBOGEN A SEBASTIANO ZEDDE E LEANDRO GAZZI, “PURCHASING & LOGISTICS MANAGER” E “PROCUREMENT MANAGER” DI MAX STREICHER

DA SINISTRA, MARIO BIANCHI E GIOVANNI MURIANA, RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI MAX STREICHER, MOSTRANO LA CHIAVE “VIRTUALE” DELLE QUATTRO GRU SENNEBOGEN RICEVUTE DA ESPI ENGINEERING marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 73


DISTRIBUZIONE Streicher, Giovanni Muriana, riferendosi alla nuova commessa in Polonia. “Siamo orgogliosi della scelta operata da GAZ-SYSTEM S.A. e di contribuire con le nostre competenze tecniche e la tecnologia made in Italy a un’opera di notevole importanza per l’intera Europa”.

Sul tappeto “verde” Per affrontare una commessa della levatura del progetto “Baltic Pipe” era necessario dotarsi di macchine, attrezzature e tecnologie di assoluta affidabilità. La posta in gioco, infatti, è importante e delicata. Per questo motivo Max Streicher ha deciso di investire nell’acquisto di quattro gru cingolate telescopiche, fornite da Espi Engineering, azienda di Castelfranco Emilia (MO) che da oltre 50 anni opera sul mercato e che del marchio Sennebogen è concessionario sul territorio italiano.

“La scelta di Max Streicher è ricaduta su due gru cingolate telescopiche Sennebogen 653E e su due modelli 673E”, spiega Stefano Govoni, amministratore di Espi Engineering. “La prima è una macchina da 50 t di peso operativo, ideale per lavori di sollevamento, spostamento e posizionamento di grossi carichi in piccoli e grandi cantieri, anche su terreni accidentati. Dotata di braccio telescopico da 30,4 m (ma può raggiungere i 43,3 m con jib) e di propulsore Cummins da 129 kW, questa gru cingolata telescopica è in grado di gestire due argani azionati idraulica-

“

mente da 50 kN con verricello in grado di raggiungere una velocità di sollevamento di 115 m/min. Il braccio, come tutte le versioni della gamma ‘E’ di Sennebogen, è un ‘Full-Power boom’, controllabile tramite joystick, quindi può estendersi e ritrarsi in modo continuo per operare a lunghezze variabili. La cabina è la Maxcab, equipaggiata di serie. La gru cingolata telescopica Sennebogen 673E, invece, raggiunge le 70 t di portata massima allo sbraccio di 2 m e una portata di 1 t al massimo sbraccio di 32 m. Questo modello è dotato di braccio standard da 36 m e di un motore da 186 kW di potenza”.

LE GRU CINGOLATE TELESCOPICHE SENNEBOGEN SONO PREDISPOSTE PER INDUSTRIA 4.0 E RAPPRESENTANO UN INVESTIMENTO PENSATO PER IL FUTURO

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LE DUE GRU CINGOLATE TELESCOPICHE SENNEBOGEN 653E E LE DUE VERSIONI PIÙ GRANDI 673E NEL PIAZZALE DI MAX STREICHER, A PARMA. APPENA AVVENUTA LA CONSEGNA, LE QUATTRO MACCHINE SONO STATE IMMEDIATAMENTE INVIATE IN POLONIA, PER DEDICARSI AI LAVORI DI COSTRUZIONE DELLE CENTRALI DI COMPRESSIONE DEL GAS DI GUSTORZYN E GOLENIÓW 74 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


LE GRU CINGOLATE TELESCOPICHE SENNEBOGEN 653E E 673E, RISPETTIVAMENTE DA 50 E 70 T DI PORTATA, RAPPRESENTANO LA “TAGLIA” MAGGIORMENTE UTILIZZATA DA MAX STREICHER NEL SETTORE DELL’OIL&GAS

A tutto “gas”! Come accennato, le gru cingolate telescopiche Sennebogen in oggetto sono state immediatamente inviate in Polonia, in due differenti siti, dove saranno impegnate per circa un anno. Nel primo, per dedicarsi agli interventi di ampliamento della stazione di compressione del gas di Goleniów, progetto che include la costruzione di nuove linee gas di importanza strategica per la Polonia e l’ampliamento dell’esistente centrale di compressione gas (la nuova stazione sarà responsabile dell’aumento della capacità del sistema di trasmissione pompando maggiori volumi di gas dal ga-

sdotto offshore del Baltic Pipe e consentirà di aumentare la sicurezza energetica della Polonia, costituendo un elemento importante del corridoio nord-sud); nel secondo, a supporto della costruzione della stazione di compressione del gas di Gustorzyn, sempre appartenente al progetto “Baltic Pipe” e all’interconnessione tra i sistemi di trasporto del gas della Repubblica di Polonia e della Repubblica di Lituania (il progetto comprenderà anche la costruzione di nuovi gasdotti e l’ampliamento della stazione di compressione di Odolanów, oltre che di Goleniów). “La disponibilità di questa tipolo-

gia di macchina è molto limitata sul mercato e il loro utilizzo è estensivo nei nostri progetti del settore Oil & Gas sugli impianti”, spiegano i responsabili di Max Streicher. “Per poter soddisfare le necessità di questi progetti, e di altri in futuro che man mano si potranno manifestare, abbiamo deciso di investire direttamente nel loro acquisto. Alla base di questa decisione abbiamo valutato anche la convenienza garantita dalle agevolazioni fiscali in atto con Industria 4.0, nonché i motori Stage V di ultima generazione montati sulle macchine. Si è trattato quindi di un investimento mirato e consapevole, importante per ■ le nostre attività in futuro”. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 75


ON SITE LA COSTRUZIONE DEL GRATTACIELO DIREZIONALE GIOIA 22

LA SCHEGGIA DI VETRO IL QUARTIERE DI PORTA NUOVA, A MILANO, SI STA ARRICCHENDO SEMPRE PIÙ DI ALTI E MODERNI GRATTACIELI, EMBLEMI DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. ALL’INNALZAMENTO DEL NUOVO EDIFICIO GIOIA 22, DENOMINATO ANCHE “SCHEGGIA DI VETRO”, HANNO CONTRIBUITO DUE GRU POTAIN MD 365 B L16 E MD 208 A di Ettore Zanatta

“P

orta Nuova è un quartiere che ti sorprende ogni giorno. Un luogo sempre in movimento, da vivere insieme”: così, a Milano, viene descritto questo luogo che da dieci anni si sta caratterizzando per la nascita continua di edifici all’avanguardia e di grattacieli di nuova generazione. Questo quartiere “dell’innovazione milanese emergente” ospita i quartieri generali di numerose aziende nazionali e internazionali impegnate in settori diversi, dal finanziario al tecnolo-

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gico, dalla moda ai servizi di consulenza: HSBC, Microsoft, Versace, Google, Accenture e Axa, solo per citarne alcune. La torre Gioia 22 si colloca come un fulgido esempio di edilizia con lo “sguardo al futuro” che sta interessando questa zona (e non solo, come noto) del capoluogo lombardo. Una torre che entrerà a far parte, di diritto, nelle costruzioni avveniristiche più importanti della città, esponente autorevole di un ennesimo polo d’innovazione che, insieme agli altri progetti in atto, è e sarà portavoce di un profondo processo


di riqualificazione e trasformazione urbanistica, funzionale e sociale. Un magistrale esempio di crescita “smart” e strategica, sviluppo intelligente e design urbano responsabile. Realizzato da Coima SGR, realtà specializzata in Italia nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali internazionali e domestici, l’edificio - che sarà sede di Ubi Banca e che si affaccia sul nuovo Parco Biblioteca degli Alberi, il terzo per estensione nel centro di Milano, con ben 90.000 m2 di verde - si caratterizza per i suoi 26 piani fuori terra distribuiti su 120 m di altezza e quattro piani interrati per una superficie lorda totale di 68.432 m2. Questa nuova torre, progettata dallo Studio Pelli Clarke Pelli Architects, ha preso il posto dell’edificio ex INPS di via Melchiorre Gioia 22: realizzato nel 1961 e in disuso ormai dal 2012, è stato abbattuto nel marzo 2018 ed era costituito da 18 piani fuori terra e tre interrati, per una superficie complessiva di 40.000 m2. Coima SGR ha coordinato il progetto in qualità di “investment” e “asset manager” per conto dell’investitore di Gioia 22, una controllata 100% di Abu Dhabi Investment Authority, mentre Coima SRL è stata incaricata come “development manager” per la gestione tecnica dello sviluppo urbano ed edilizio.

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ON SITE

DA SINISTRA: GIANLUIGI CONSOLARO, “CARE MANAGER” DI MANITOWOC CRANE GROUP ITALY; STEFANO CRESPI, “PROJECT MANAGER” DI COLOMBO COSTRUZIONI; GIANLUCA ARCONI, “SITE MANAGER” DI COLOMBO COSTRUZIONI; SABINO RIEFOLI, “EXPORT SALES” E “KEY ACCOUNT MANAGER” DI MANITOWOC CRANE GROUP ITALY; ING. MATTEO PASTORE DI CRANE CARE LIFT SOLUTIONS SOUTH EUROPE MANITOWOC

Forma e funzionalità L’originale forma dinamica della torre rappresenta il risultato della confluenza di due tessuti urbani e, al tempo stesso, è la risposta all’esigenza di ottimizzazione della luce e dell’energia solare. La combinazione di questi due fattori ha determinato la singolarità di

questo andamento mutevole nelle linee e nelle strutture, che si va ad aggiungere al resto delle vette dell’attuale skyline milanese. Il volume dell’edificio ben si integra con la progettazione dello spazio aperto grazie all’integrazione con piste ciclabili, aree pedonali, zone verdi e luoghi di condivisione

IL PROGETTO SYMBIOSIS Potain si sta rendendo protagonista in un altro progetto di rigenerazione urbana a Milano. C.M.B. (Cooperativa Braccianti e Muratori di Carpi), infatti, cliente di lunga data di Manitowoc, ha scelto due gru a torre Potain MD 208 A e una MDT 219 topless per il prestigioso progetto di riqualificazione denominato Symbiosis, pensato per trasformare un’area industriale degradata nella zona meridionale della città in una nuova destinazione per il settore dei servizi, vicino alla Fondazione Prada e all’Università Bocconi. Un totale di 125.000 m² di nuovi spazi per uffici sorgerà intorno a un’area verde ricca di percorsi pedonali, alberi e vasche d’acqua. Le prime due gru Potain sono state installate nel mese di maggio 2020; C.M.B. ha deciso di installare una 78 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

terza gru poche settimane dopo, per favorire l’avanzamento dei lavori, che dovrebbero terminare a ottobre 2021. C.M.B. ha acquistato la sua prima gru Potain nei primi anni Settanta e da allora è sempre rimasta fedele a questo marchio: delle sue 40 gru, i modelli MD 208 A e MDT 219 sono i più utilizzati. La MD 208 A, che offre una portata di 10 t, un raggio operativo massimo di 62,5 m, opzioni multiple di base e argano di sollevamento e cabina Ultra View, è utilizzata soprattutto nei cantieri urbani. La cabina Ultra View offre un’elevata visibilità grazie alla superficie vetrata di 9 m2. Anche la Potain MDT 219 ha una portata di 10 t e dispone del CCS (Crane Control System), un sistema che garantisce flessibilità, comfort e controllo ergonomico.

pensate nelle vicinanze. Un edificio che si relaziona quindi con una mobilità green, orientata a uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente. L’interazione tra spazi interni ed esterni, privati e aperti al pubblico, si concretizza nel podio e nelle aree verdi che lo circondano, punti di connessione tra l’edificio e la città. Gli interni, caratterizzati da versatilità degli spazi comuni e privati, sono pensati come luogo di incontro tra le persone, come piazze per la condivisione, pensate per lo smart working e anche al relax Gioia 22 presenterà oltre 6.000 m2 di pannelli fotovoltaici (225.000 moduli fotovoltaici), che consentiranno una riduzione del fabbisogno energetico del 75% rispetto alle più recenti torri direzionali presenti a Milano, un primato per un edificio di questa tipologia che gli consente di rispondere agli standard “Nearly Zero Energy Consumption Building” (l’estensione della superficie dei pannelli fotovoltaici è quasi pari alla superficie in pianta dell’intero lotto, che è quindi un primato per un edificio a uso direzionale).


La riduzione annua di emissioni di anidride carbonica realizzata da Gioia 22 rispetto al precedente edificio, pari a 2.260 t, equivale all’assorbimento di CO2 attribuibile a circa 10 ettari di bosco (4.500 alberi). Nell’edifico è stato installato un impianto ad acqua di falda sia per il riscaldamento che per il raffrescamento, sfruttando l’innovativo effetto diretto da “free cooling” (senza uti-

lizzo di un gruppo frigorifero). Il risparmio energetico di questo edificio comincia comunque già dalla facciata in triplo vetro, che permette il massimo contenimento dei consumi: questa è composta da travi fredde attive a quattro tubi, illuminazione a led controllata da sensori di luce diurna, dispositivi esterni di schermatura solare, involucro a triplo vetro altamente performante e facciata con elementi fo-

tovoltaici integrati. Il progetto si distingue quindi per inediti standard di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Gioia 22 otterrà, infatti, la certificazione LEED, adotterà un approccio “Cradle to Cradle” nella scelta dei materiali, limiterà i consumi energetici grazie all’introduzione delle più efficaci “best practice” di edilizia sostenibile e sarà attrezzato con sistemi per la “green mobility”.

LA TORRE GIOIA 22, A MILANO, PROGETTATA DALLO STUDIO PCPA, HA PRESO IL POSTO DELL’EDIFICIO EX INPS E SI CARATTERIZZA PER I SUOI 26 PIANI FUORI TERRA DISTRIBUITI SU 120 M DI ALTEZZA E QUATTRO PIANI INTERRATI, PER UNA SUPERFICIE LORDA TOTALE DI 68.432 M2 marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 79


ON SITE

A SEGUIRE PASSO DOPO PASSO LA COSTRUZIONE DEL GRATTACIELO CI HANNO PENSATO LE GRU POTAIN A ROTAZIONE ALTA MD 365 B L16 E MD 208 A, IMPIEGATE DALL’APPALTATORE COLOMBO COSTRUZIONI CON IL SUPPORTO DI MANITOWOC LIFT SOLUTIONS

ciascuno costituito da una trave da 18 m e del peso di 3 t, che hanno consentito alle due gru Potain di raggiungere altezze massime rispettivamente di 136 m e 151 m.

La voce dei protagonisti

Coppia vincente Le fasi di cantiere hanno previsto, dopo un primo intervento di bonifica che ha visto la rimozione di oltre 200 t di amianto, l’avvio della demolizione nel mese di novembre 2017 e la posa della prima pietra nell’estate 2018. A seguire passo dopo passo la costruzione del grattacielo ci hanno pensato due gru Potain a rotazione alta, una MD 365 B L16 (16 t di portata) e una 80 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

MD 208 A (10 t di portata), impiegate dall’appaltatore Colombo Costruzioni che, nella fattispecie, ha collaborato con Manitowoc Lift Solutions per posizionare con cura le macchine in cantiere, lasciando uno spazio adeguato per la relativa sovrapposizione e per essere facilmente smontate in seguito, al fine di rispettare le tempistiche imposte da Coima SRG. Particolare cura è stata posta anche agli ancoraggi,

L’Ing. Matteo Pastore di Manitowoc Crane Care Lift Solutions Southern Europe ha investito molto tempo nello sviluppo di questo cantiere, in particolare nell’accurato studio relativo al posizionamento delle gru. “La pianificazione è partita in vista in pianta e in vista verticale. Nel primo caso, è stato necessario evitare interferenze tra le gru e prevedere, oltre all’assemblaggio, le fasi di smontaggio affinché le gru tornassero al piano terra con la torre costruita di fronte a esse”, ha spiegato Pastore. “Nello studio della vista verticale, invece, le gru dovevano ‘salire’ insieme all’edifi-


REALIZZATO DA COIMA SGR, REALTÀ SPECIALIZZATA IN ITALIA NELL’INVESTIMENTO, SVILUPPO E GESTIONE DI PATRIMONI IMMOBILIARI PER CONTO DI INVESTITORI ISTITUZIONALI INTERNAZIONALI E DOMESTICI, GIOIA 22 SORGE DI FRONTE ALLA NUOVA REGIONE LOMBARDIA

cio, ancorandosi su di esso. Per farlo, è stato necessario progettare il corretto numero di ancoraggi, evitando l’interferenza con le casseforme rampanti, quelle strutture utilizzate per getti in verticale senza l’ausilio di ponteggi”. Come accennato, la gru a rotazione alta Potain MD 365 B L16 ha

raggiunto un’altezza massima di 136 m ed è stata fissata con due ancoraggi, mentre la gru a rotazione alta Potain MD 208 A ha raggiunto un’altezza massima di 151 m utilizzando tre ancoraggi. Stefano Crespi, Project Manager di Colombo Costruzioni, nell’oc-

casione ha dichiarato che “grazie all’eccellente supporto ingegneristico e ai servizi tecnici forniti da Manitowoc siamo stati in grado di rispettare le scadenze e soddisfare tutte le esigenze espresse dal committente”. Prima di impiegarla in questo cantiere, Colombo Costruzioni ha uti-

COSTRUIRE DA CINQUE GENERAZIONI Il patrimonio di esperienza, accumulato a partire dal 1905 da Colombo Costruzioni rappresenta la solida base di un’azienda attenta a salvaguardare importanti valori di riferimento e tradizioni familiari. Il rispetto per la propria storia e per il proprio passato rimane un punto di partenza irrinunciabile ed è, al medesimo tempo, lo stimolo per cercare sempre nuove sfide professionali. Dai primi anni di attività fino a oggi in seno all’azienda non si è mai interrotto il confronto con l’innovazione tecnologica e con sistemi di gestione dei

lavori costantemente all’avanguardia. La famiglia Colombo ha mantenuto il controllo della società, lungo l’arco di cinque generazioni, dando alla propria guida una chiara impronta manageriale, fondata su competenze specifiche e sulla capacità di ascolto e di dialogo con i committenti e con collaboratori di alto livello. La sapienza tecnica assimilata, necessaria per edificare e per progettare, risulta - nel modello di Colombo Costruzioni indissolubilmente legata a una vocazione imprenditoriale che

guarda con fiducia e curiosità verso il progresso. Dagli oltre 110 anni di storia, dunque, deriva un patrimonio di conoscenze tecniche e gestionali che consente all’azienda di affrontare le più importanti sfide nel campo delle costruzioni. Ed è proprio per offrire un servizio completo che Colombo Costruzioni si propone non solo come costruttore dalle comprovate competenze, ma anche come General Contractor, così da rappresentare il punto di riferimento per il committente nel pieno rispetto dei tempi, dei costi e della qualità di prodotto. marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 81


ON SITE lizzato la gru Potain a rotazione alta MD 365 B L16 per la costruzione della sede italiana di Allianz, la Torre Isozaki, denominata anche “Il Dritto” nel quartiere CityLife sempre a Milano (il grattacielo, progettato dall’architetto giapponese Arata Isozaki e dall’architetto italiano Andrea Maffei, con i

“

suoi 209,2 m di altezza è l’edificio più alto d’Italia per numero di piani, cinquanta, misurando 250 m con l’antenna), mentre la gru a rotazione alta Potain MD 208 A era stata utilizzata per la costruzione della Torre Unicredit, anch’essa sorta nel quartiere di Porta Nuova. “L’inizio della collaborazione tra

IL SUCCESSO DEL PROGETTO SI DEVE ALLA CONSOLIDATA COLLABORAZIONE IN ATTO TRA MANITOWOC CRANE GROUP ITALY E COLOMBO COSTRUZIONI

82 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

„

Manitowoc Crane Group Italy e il marchio Potain con Colombo Costruzioni risale a molto tempo fa e il nuovo skyline milanese conta ora molte torri realizzate grazie anche a questa sinergia imprenditoriale”, ha dichiarato Sabino Riefoli, Export Sales & Key Account Manager di Manitowoc Crane Group Italy. “Per affrontare numerosi e importanti progetti, Colombo Costruzioni si è sempre affidata a Manitowoc, non solo per la mera fornitura delle gru, ma anche per risolvere problemi tecnici e organizzativi che si manifestano costantemente in cantiere, al fine di trovare soluzioni di


sollevamento sempre migliori ed efficaci, ottimizzare il posizionamento delle varie macchine e monitorare l’andamento dei cantieri passo dopo passo”. Infine Gianluigi Consolaro, Crane Care Manager di Manitowoc Crane Group Italia, ha aggiunto: “Grazie a Colombo Costruzioni le nostre gru Potain hanno potuto dimostrare tutto il loro valore ‘in campo’, assumendo una rinomanza importante a livello nazionale e non solo. Tutto ciò grazie ai citati progetti di costruzione che hanno avuto per oggetto la Torre Allianz, la Torre Unicredit e ora il grattacielo Gioia 22”. ■

LA GRU A ROTAZIONE ALTA POTAIN MD 365 B L16 HA RAGGIUNTO UN’ALTEZZA DI 136 M ED È STATA FISSATA CON DUE ANCORAGGI, MENTRE LA GRU A ROTAZIONE ALTA POTAIN MD 208 A HA RAGGIUNTO UN’ALTEZZA DI 151 M UTILIZZANDO TRE ANCORAGGI marzo-aprile 2021 - ONSITELIFT 83


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

ALIANT ULTRALIGHT BATTERY

La crescita punta sull’elettrificazione delle grandi gru Il primo incontro con il litio fu nel lontano 2009 quando Davide Dal Pozzo, giovane ingegnere con una passione per il motorsport, entra a far parte di un progetto di ricerca del Massachussetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Proprio in quegli anni dal MIT era nata come spin-off la A123 Systems, azienda pioniera della tecnologia Litio Ferro Fosfato a livello globale. Il progetto si è subito delineato in modo chiaro così, una volta ritornato a Imola, l’unione tra la passione per le moto e le nozioni acquisite al MIT ha avuto gioco facile: il progetto “Aliant” nasce così con le prime batterie d’avviamento moto al Litio Ferro Fosfato, oggi installate in primo impianto su alcuni dei più prestigiosi marchi di moto in produzione e adottate dai principali team nel campionato Superbike e MXGP. L’ingresso nel mondo della trazione elettrica e ibrida è avvenuto pochi anni dopo, come evoluzione del prodotto e del mercato: nel 2011 è stato sviluppato su commessa il primo power pack al litio destinato a piattaforme aeree per un importante costruttore italiano di PLE. Completato lo sviluppo di questo BMS e dopo averne verificato affidabilità e idoneità all’applicazione, l’azienda

84 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

si è fatta spazio nel mondo delle PLE e mini gru elettriche e ibride. La necessità di soddisfare le diverse esigenze di mercato ha dato vita a una serie di prodotti customizzabili in grado di rispondere alle richieste dei costruttori di macchine, sempre diverse tra loro. In Aliant l’approccio alla progettazione di ogni singolo power pack avviene in modo attento e “sartoriale”, affiancando il cliente fin dalle prime fasi di studio dell’applicazione, instaurando un’importante sinergia progettuale in grado di dar vita alle batterie custom in esecuzione “taylor made”. Nel corso degli anni le applicazioni equipaggiate dalle batterie al litio Aliant sono cresciute, spaziando dalla logistica al “cleaning”, dall’agricoltura al marino, passando

dalle macchine movimento terra. Ma uno dei settori di riferimento in cui l’azienda imolese continua la sua crescita è l’industria del sollevamento: l’esperienza maturata nel corso degli anni ha fatto sì che Aliant sia oggi in prima linea quando si tratta di completare in tempi rapidi nuovi progetti nel mondo del sollevamento, come ad esempio Telehandler Full Electric, Gru portuali, o come nel caso dell’ultimo nato, di Gru a cavaliere Full Electric: un sistema da 300 KWh in alta tensione realizzato in sole 10 settimane dal foglio bianco al collaudo presso cliente. Grazie all’elettronica di gestione proprietaria e al sistema di monitoraggio remoto della batteria si possono evitare blocchi improvvisi e immotivati, ma soprattutto acquisire nozioni tecnologiche relative alle batterie necessarie per migliorare le proprie competenze a servizio delle diverse applicazioni e dei diversi clienti. I numeri in casa Aliant nel 2020 sono cresciuti con percentuali a doppia cifra nonostante il Covid-19 e infatti le batterie custom denominate “Serie EK” sono installate in oltre 50 paesi del mondo: ciò è stato possibile grazie a un mercato in crescita, alla fiducia della clientela e a uno staff di oltre 40 collaboratori.


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PRODOTTI JLG

Il sollevatore a pantografo elettrico DaVinci AE1932 JLG Industries Inc. innalza l’industria dell’accesso aereo a un livello più alto grazie al lancio del sollevatore a pantografo completamente elettrico DaVinci AE1932. L’assenza di elementi idraulici e l’azzeramento delle emissioni fanno di questo sollevatore a pantografo da 5,79 m una macchina ideale per interventi in luoghi in cui è necessario adeguarsi a norme ambientali rigorose. Ogni componente del sollevatore a pantografo JLG DaVinci è ottimizzato, dai comandi al meccanismo di salita, dalla trasmissione allo sterzo, per ridurre i consumi energetici fino al 70% rispetto alle macchine tradizionali e riuscire a utilizzare un’unica batteria a ioni di litio. “Il sollevatore a pantografo DaVinci AE1932 rappresenta la nuova generazione degli elettrici”, afferma Shashank Bhatia, Denior Director del comparto AWP di JLG. “Sul mercato non mancano certo macchine a batteria o elettriche, ma nessuna è priva dei meccanismi a cilindri idraulici che richiedono l’utilizzo di oli e producono le conseguenti perdite, anche dove non le si può tollerare. JLG non smette di spingersi oltre i limiti dell’innovazione per l’intero ecosistema delle costruzioni, dal noleggio al cantiere. Questo nuovo sollevatore JLG, totalmente elettrico, apre la via a nuove possibilità e applicazioni in luoghi in cui prima non si potevano usare macchine di questo tipo a causa delle perdite”. I sollevatori DaVinci sono concepiti in modo che ogni funzione possa essere connessa in modo indipendente. Il sistema di controllo della macchina può connettersi e comunicare con ogni singola funzione. Questa connessione del sistema di controllo con le varie funzioni permette 86 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021

di inviare i dati agli operatori, ai responsabili di flotta e ai tecnici dell’assistenza tramite Bluetooth e reti telefoniche. Sono nati così nuovi strumenti operativi, come la App DaVinciGo, che fornisce informazioni in tempo reale sullo stato della macchina e permette diagnosi a distanza e aggiornamenti del software da remoto. Il sistema di trasmissione totalmente elettrico del sollevatore a pantografo DaVinci a magnete permanente genera coppia e fa girare il motore. Il controllo indipendente del sistema di sterzata del DaVinci è concepito per ridurre l’impatto degli pneumatici sul terreno, con riduzione dell’usura dei copertoni e dei danni alle pavimentazioni. Grazie ai comandi intuitivi, gli operatori possono manovrare la macchina ovunque, anche in presenza di accessi ristretti o spazi ridotti. Il sistema di sollevamento si basa su un attuatore elettromeccanico che sostituisce i cilindri idraulici dei sollevatori elettrici tradizionali. “La struttura semplificata dell’AE1932 fa una notevole differenza quando si lavora in altezza”, afferma JanWillem van Wier, Senior Product Manager del settore Sollevatori a pantografo e verticali di JLG. “Le macchine a batteria tradizionali


hanno tubi che salgono lungo il pantografo; il DaVinci, invece, non ha parti idrauliche. Ciò gli conferisce un aspetto ordinato e lo rende molto meno soggetto a manutenzione e interventi di assistenza”. Il sistema di sollevamento è concepito per recuperare energia durante la discesa del cestello, che viene rimandata alla batteria ottimizzando i tempi di utilizzo tra una carica e l’altra. I sollevatori a pantografo DaVinci possono essere ricaricati in 3,5 ore. La produttività è ulteriormente favorita dal fatto che il sistema può essere ricaricato in neanche cinque minuti per spostarsi di 30,48 m e avere sufficiente coppia per caricare. La batteria a ioni di litio può durare fino a 10 anni, senza necessità di sostituzioni, e non richiede manutenzione per tutto il ciclo di vita della macchina. Infine, il sollevatore DaVinci si caratterizza per un sistema di gestione batteria

avanzato che ne monitora la carica e l’utilizzo, oltre a fornire informazioni diagnostiche dettagliate sul suo stato tramite la App DavinciGo. Il sollevatore a pantografo DaVinci ha un ingombro ridotto, pesa 1.564,89 kg e può superare pendenze del 25%.

È inoltre conforme ai più recenti standard ANSI e CSA, grazie al sistema di rilevamento carico, al cancelletto a chiusura automatica e al sistema QuikFold di JLG. È compatibile con il JLG Mobile Control e può essere quindi guidato e caricato con qualsiasi dispositivo mobile iOS o Android. Il sollevatore DaVinci AE1932 risponde alle esigenze di mercato in termini di prestazioni e produttività per la gamma di macchine da 5,79 m, con capacità di carico da 275 kg in interni ed esterni. Con una velocità di 6,44 km/h, si muove due volte più rapidamente dei sollevatori a pantografo tradizionali, velocizzando gli spostamenti in cantiere. Un altro punto di forza è la velocità progressiva in elevazione: questa funzione fa rallentare l’unità man mano che sale, invece di ridurne la velocità di 0,80 km/h come in altre macchine tradizionali.


PRODOTTI JMG CRANES

Rivoluzione a marchio Lige! Da sempre le gru pick&carry targate JMG Cranes, oltre una serie di caratteristiche tecniche peculiari che le contraddistinguono sul mercato internazionale, si segnalano per la gestione della macchina via radiocomando. Ma benché di successo, anche l’intuizione più intelligente non può rimanere chiusa in sé stessa, deve essere capace di aprire i propri orizzonti e valutare tutte le opportunità. In quest’ottica, JMG Cranes ha deciso di rivoluzionare la propria gamma delle cabinate a marchio Lige. La nuova gamma si compone di quattro modelli: Lige 40, Lige 60, Lige 90 e Lige 120, con portata massima di 4, 6, 9 e 12 t. Oltre alla vasta gamma delle gru radiocomandate, il mercato ha quindi a disposizione quattro nuovi prodotti in grado di assecondare le abitudini

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elettriche, con trazione anteriore e assale di sterzo posteriore e alimentate da pacchi batterie dimensionati per consentire otto ore di lavoro combinato fra traslazione e movimenti braccio. Le nuove Lige nascono anche con l’obiettivo di adattarsi meglio ad alcune specifiche applicazioni, che possono far prediligere la cabina al radiocomando. I nuovi e necessità di alcuni operatori. I primi tre modelli erano già presenti a catalogo JMG, ma sono state completamente ripensate per ottimizzare gli impianti elettrici e idraulici e adattarli alle più moderne tecnologie oggi disponibili. È stato compiuto, inoltre, un importante lavoro di restyling del design per modernizzare la linea di queste nuove macchine, che comunque hanno alle spalle una presenza storica

sul mercato di oltre 30 anni. La L-120 è invece una nuova proposta pensata per ampliare una famiglia di macchine compatte, versatili, semplici da usare, ma che dispongono delle tecnologie presenti sulle gru pick and carry JMG. Tutte le nuove Lige, infatti, sono equipaggiate con braccio idraulico telescopico e sul braccio base è stata prevista una testa flottante fissabile in più posizioni. Le quattro gru sono, inoltre, completamente

modelli Lige beneficiano di un posto di lavoro ampio e confortevole, in cui l’intera gestione della gru è a portata di mano. Anche la visibilità è sempre ai massimi livelli. Ovviamente, trattandosi di macchine JMG Cranes, stiamo parlando di gru compatte, full optional (argano, jib meccanico, prolunghe, jib idraulico e forche idrauliche), con trazione sulle ruote anteriori con controrotazione, completamente elettriche a batteria (quindi a zero


emissioni). Nei box riportiamo i dettagli dei quattro singoli modelli in gamma. Piccola e potente: così si potrebbe definire la gru L-40 di JMG Cranes, una macchina dalle dimensioni ultracompatte (3.080 x 1.300 x 2.214 mm) con una capacità di 4 t a 0,25 m dallo scudo in un peso di 4.600 kg. Il braccio propone uno sfilo di 4 m e può montare tutti gli accessori disponibili. La batteria da 630 Ah e 48 V spinge due motori da 3 kW e un’elettropompa da 9 kW. Nei suoi 3.420 mm per 1.600 mm di larghezza, la versione L-60 ospita due motori, da 7 kW per la trazione, e da 12 kW per l’impianto idraulico: questo binomio permette al braccio di sfilare velocemente da 0,5 m a 5,5 m garantendo una portata variabile progressivamente da 6 t a 1 t, o di movimentare una forca da 3 t a 0,5 m di baricentro. Come la L-40 e la L-90, il braccio è costituito da quattro elementi di lamiera di acciaio piegata, con movimento sequenziale e freni per la regolazione del corretto ciclo di sfilo. Il normale ciclo operativo quotidiano è sostenuto da una batteria da 80 V e 540 Ah. Interessanti anche i dati relativi alla gru L90: 9 t a 0, 5 m dallo scudo è la portata massima di questo modello di gru, che racchiude le proprie prestazioni in dimensioni pari a di 3.665 mm di lunghezza per 1.800 mm di larghezza. Nei suoi 9.200 kg di peso,

la macchina può contare su un’elettropompa da 16 kW e due motori da 7,5 kW per la trazione. Ad alimentarli una batteria da 640 Ah a 80 V. Forche da 5 t e un jib meccanico da 5,5 t permettono di svolgere un gran numero di lavori con estrema velocità e precisione. La gru L-120, infine, è il modello più grande della nuova

dallo scudo agganciato alla testa flottante. La batteria da 900 Ah e 80 V fornisce l’energia per i due motori per trazione da 8,5 kW e a un’elettropompa da 20 kW. Argano idraulico, jib meccanico, forca e jib idraulico telescopico rendono questa macchina, come tutte quelle della famiglia Lige, versatile per qualsiasi scopo.

gamma, con i suoi 4.155 x 1.950 mm e un’altezza di 2.408 mm, e un peso che si attesta sui 12.300 kg. La L-120 è in grado di sollevare 12 t a 1 m dallo scudo attraverso il suo braccio telescopico a tre elementi con uscita proporzionale per massimizzare i carichi sollevabili, che arrivano infatti a 2,4 t a 6,07 m

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Il nuovo transpallet MT15 Robusto, maneggevole, affidabile e flessibile: queste sono solo alcune delle caratteristiche del nuovo transpallet elettrico con operatore a terra di Linde Material Handling con capacità di carico di 1,5 t. Offrendo un funzionamento ancora più comodo e funzioni di sicurezza migliorate, è il partner ideale per il carico e lo scarico dei camion, la consegna dell’ultimo miglio, il trasporto rapido nelle applicazioni industriali e la movimentazione delle merci nei supermercati e nei negozi. Le aree di applicazione dei transpallet di questa classe di peso sono tanto varie quanto le richieste che vengono loro rivolte. In particolare, sono progettati per aiutare gli operatori a trasportare i carichi in modo rapido e sicuro anche in spazi limitati. Affinché il transpallet sia in grado di manovrare in spazi ristretti, è stato progettato con dimensioni particolarmente compatte. La lunghezza del telaio (dimensione L2) è di 400 mm, la larghezza complessiva (dimensione B1) misura 620 mm e il peso totale di soli 180 kg permette al carrello

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di essere utilizzato in soppalchi o su piattaforme di sollevamento. Con una velocità massima di 5 km/h con carico e 5,5 km/h senza carico, il carrello è significativamente più veloce della maggior parte degli altri transpallet della sua classe. Anche la sua manovrabilità è superiore alla media del mercato: il Linde MT15 raggiunge l’8% a carico e il 20% a vuoto. Una batteria agli ioni di litio da 48 V con una scelta di 20 Ah o 30 Ah fornisce energia sufficiente per un massimo di tre ore di funzionamento. Il gruppo di alimentazione può essere ricaricato in qualsiasi presa adatta per mezzo del caricabatterie incorporato a bordo. Se non c’è tempo per questo, gli utenti possono ordinare un caricatore esterno e un’altra batteria e scambiarli tramite plug-and-play. Numerose altre caratteristiche del veicolo servono a migliorare la protezione personale dei dipendenti e permettono un lavoro ancora più ergonomico e confortevole. Per prevenire gli infortuni, il transpallet è dotato di una lunga barra bassa che crea una grande distanza di sicurezza tra l’operatore

e il veicolo quando è in movimento. Anche con la fresa in posizione verticale, il carrello può essere azionato a bassa velocità grazie alla funzione “creep speed”. Ciò è particolarmente utile quando si manovra in spazi ristretti, per esempio nelle piattaforme di carico o in aree di produzione e di stoccaggio strette. Anche la testa del timone, che è stata ulteriormente sviluppata, è stata progettata per fornire un alto livello di protezione e molto comfort. Un anello metallico circonferenziale protegge le mani del conducente, e gli interruttori per la direzione di marcia, il sollevamento iniziale, la velocità di scorrimento e l’avvisatore acustico, così come l’interruttore di sicurezza del ventre, sono posizionati centralmente per un facile accesso. Il telaio imbutito previene le lesioni ai piedi e i danni ai bracci di carico. Un display multifunzionale fornisce informazioni sulle ore di funzionamento, la manutenzione dovuta, lo stato della batteria e i codici di errore. Il sistema di gestione della batteria protegge dall’uso improprio e prolunga così la durata dell’accumulatore.


SOCAGE

Una gamma “SPEED”!

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La continua ricerca di Socage per l’innovazione nella sua gamma di prodotti e la risoluzione dei problemi nell’utilizzo delle piattaforme su camion ha oggi come risultato la presentazione di una nuova gamma di piattaforme con stabilizzazione automatica SPEED, una scommessa del marchio, che ha puntato sul mercato delle piattaforme su camion fino a 3.500 kg. Tutti i modelli appartenenti a questa gamma incorporano di serie la stabilizzazione automatica e la chiusura automatica della parte aerea, eseguibile anche dal cestello. Quest’evoluzione rappresenta un grande passo avanti per la sicurezza, la corretta attuazione della manovra di stabilizzazione e l’uso generale della piattaforma. L’operatore, con un solo pulsante, può livellare la macchina

ottenendo la conferma di stabilizzazione per iniziare il lavoro in maniera veloce e facile. Riesce inoltre a superare dislivelli del terreno grazie al percorso extra degli stabilizzatori verticali. Sempre attraverso l’utilizzo di un solo tasto si ottiene il ritorno automatico della parte aerea alla posizione di riposo. Con questa nuova gamma Socage si pone ancora una volta di fronte a importanti cambiamenti per il settore, con una proposta all’avanguardia in grado di soddisfare le esigenze più meticolose degli operatori, garantendo manovre più sicure, semplice e precise. Socage ha inoltre approfittato della nuova serie di piattaforme aeree SPEED per apportare migliorie ai propri prodotti, in termini di funzionalità, sicurezza e assistenza all’operatore.

ESPI ENGINEERING S.R.L. Via Emilia Ovest, 71/73 ESPI ENGINEERING S.R.L. 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Via Emilia Ovest, 71/73 Cell. +39 348 4415945 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Skype: stefano.govoni Cell. +39 348 4415945 DEALER www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Skype: stefano.govoni

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PRODOTTI ALMACRAWLER

Le piattaforme cingolate BILLENNIUM AlmaCrawler non ferma la propria intraprendenza: riconosciuta in tutto il mondo per l’offerta di gamme di prodotto innovative, versatili e complementari tra loro, caratterizzate da elevati standard di sicurezza e in grado di soddisfare anche le richieste più esigenti nella quotidianità operativa, l’azienda lancia sul mercato la gamma BILLENNIUM. Concepita superando i tradizionali canoni di progettazione, essa introduce nel mercato una nuova famiglia di piattaforme aeree semoventi cingolate, gli Spiderboom. La volontà di coniugare in un unico prodotto i tratti caratteristici delle piattaforme aeree semoventi su ruota e delle piattaforme aeree cingolate stabilizzate ha indotto AlmaCrawler a sviluppare questa nuova linea di prodotti per offrire un prodotto unico, che consenta una più semplice User Experience

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e un’adattabilità applicativa superiore, al servizio dell’operatore professionale e del settore noleggio. Saranno due i modelli offerti inizialmente, B1570 e B1890, con altezze di lavoro rispettivamente di 15 m e 18 m e due differenti tipologie di stabilizzazione automatica, fissa (VISUAL) o variabile (QUICK-PRO). Tre, invece, le opzioni di alimentazione disponibili: endotermica a benzina (versione ETS), endotermica diesel (versione EVO) e full electric al litio (versione LTH). Tutte le versioni manterranno intatte le caratteristiche tipiche di compattezza (larghezza minima 0,79 m) e di peso massimo (2.600÷2.900 kg), per garantire la completa trasportabilità sui tradizionali rimorchi/trailer. In termini di prestazioni, le piattaforme BILLENNIUM offrono

uno sbraccio operativo di 10 e 11 m, a seconda del modello, e una capacità massima di carico in cesta di 230 e 250 kg, grazie all’implementazione in puro stile AlmaCrawler di nuove peculiarità tecnologiche e innovative quali: - SPS (Self-Propelled Skilled System) - Nuovo sistema sottoposto a domanda di brevetto che permette l’utilizzo della piattaforma aerea anche senza l’impiego degli stabilizzatori, su pendenze longitudinali fino a 10° e laterali fino a 5°. La piattaforma può essere utilizzata direttamente fino a 9 m di lavoro, in totale sicurezza, grazie agli avanzati sistemi di controllo e livellamento della macchina. - AWP (Adaptive Working Performance) – Nuovo sistema sottoposto a domanda di brevetto per l’ottimizzazione delle prestazioni di sbraccio operativo in


funzione della verifica istantanea dell’area di stabilizzazione effettiva. - Stabilizzazione automatica – Tutti i modelli della gamma BILLENNIUM sono dotati di serie del sistema automatico di stabilizzazione. Due le tipologie disponibili a scelta: VISUAL (stabilizzazione automatica ad area fissa) e Quick-PRO (stabilizzazione automatica ad aree variabili, che offre sei differenti configurazioni di posizionamento macchina, selezionabili attraverso apposito selettore; interagendo automaticamente con il sistema AWP garantisce all’operatore la migliore performance di sbraccio possibile); - Sottocarro XXL – Specificatamente studiato per incrementare la sicurezza nelle operazioni quotidiane di carico/scarico e spostamento della piattaforma, rispettando le caratteristiche di compattezza tipica (carreggiata

variabile 0,79÷1,39 m e lunghezza del sottocarro superiore a 2 m). - ATS (Automatic Tensioner System) - Sistema idraulico di tensionamento automatico del cingolo “Zero Maintenance” unico nel suo genere. - Tasket Basket - Navicella restringibile che non richiede lo smontaggio per attraversare passaggi ristretti, rispettando la

larghezza minima della piattaforma aerea (0,79 m) e garantendo il comodo utilizzo a due operatori. - Verricello - Anche sulla serie Billennium sarà possibile utilizzare il tradizionale argano AlmaCrawler per sollevare e/o movimentare carichi fino a 200 kg (Winch Kit Series 200). Le consegne delle piattaforme aree semoventi cingolate BILLENNIUM partiranno da giugno 2021.

YEARS 1981-2021

ANNIVERSARY

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PRODOTTI MANITEX VALLA

La nuova gru elettrica ultracompatta V 36 R Valla, filiale della Manitex International con sede negli Stati Uniti, ha lanciato la nuova gru mobile elettrica ultracompatta radiocomandata V 36 R. Questa nuova “Pick & Carry”, grazie a soli 900 mm di larghezza e a un ingombro massimo in altezza di 1.650 mm, è in grado di attraversare porte industriali anche di piccole dimensioni, aggirare gli ostacoli e consentire il lavoro in corridoi/corsie e aree con limitazioni di spazio: il suo raggio di sterzata è di soli 2.155 mm. Versatile e semplice da utilizzare, la gru Valla V36R è una soluzione ideale per lavori al chiuso e su superfici sensibili che richiedono una significativa quantità di spostamenti in spazi angusti - quali quelle di aeroporti, centri commerciali, superfici industriali - grazie al proprio peso contenuto e a una minore pressione al suolo. La nuova V 36 R offre una combinazione di altezza di sollevamento/sbraccio e capacità di sollevamento: una portata massima di 3.600 kg e un’altezza di sollevamento di 7,5 m, uno sbraccio massimo orizzontale di 4,75 m con 500 kg di portata.

Queste prestazioni le consentono di sollevare, movimentare e posizionare carichi senza scendere a compromessi in fatto di potenza e precisione. La gru V36R riprende lo stesso “family feeling” della “Serie R” lanciata da Valla nel 2020 a trazione anteriore, con potenti motori elettrici di trazione AC sull’anteriore per massimizzare l’efficienza in cantiere e contrappesi rimovibili per una migliore flessibilità di trasporto. La nuova Valla ultracompatta è caratterizzata da un uso semplice e intuitivo ed è ideale per tutte le applicazioni che necessitano di una macchina facile da manovrare con ottime prestazioni e un alto livello di sicurezza. Tra le caratteristiche tecniche che fanno della V 36 R una macchina dalle grandi

potenzialità nella taglia “micro” ci sono: l’impianto idraulico da 220 bar, lo sterzo posteriore a 180°, freni elettroidraulici e il caricatore a bordo. Inoltre, sono disponibili diversi optional che completano la gru rendendola versatile e adatta alle esigenze più specifiche, quali l’argano idraulico e il jib ripiegabile. “L’obiettivo primario che ci siamo posti nella realizzazione della nuova V36R era di coniugare il massimo delle prestazioni e della versatilità di utilizzo pur rimanendo in ingombri minimi”, spiega Carlo Forini, General Manager di Manitex Valla. “In sintesi, questo nuovo modello è la soluzione alle crescenti esigenze di movimentazione sicura dei carichi in spazi ristetti, un mezzo che può soddisfare le aspettative del mercato in termini di sicurezza,

prestazioni, dimensioni e, ovviamente, rispetto per l’ambiente”. “Tutti sappiamo come sicurezza ed ecosistema siano sempre più al centro del dibattito, non a caso vediamo che le normative stanno diventando sempre più rigide a livello globale”, afferma Steve Filipov, CEO di Manitex International. “Valla, fin dal 1945 e ancora di più oggi, si propone come un’azienda proattiva in queste tematiche. La nostra mission è offrire soluzioni per aiutare aziende e società di noleggio a superare le sfide del presente e del futuro. Al contempo, offriamo la nostra esperienza e tecnologia per aumentare la loro produttività offrendo il miglior ritorno sia da un punto di vista economico che ambientale”. 94 ONSITELIFT - marzo-aprile 2021


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