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OnSite Lift n.2 - Marzo-Aprile 2018

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LET’S IMAGINE THE FUTURE

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SOMMARIO MARZO-APRILE 2018 - N. 2

MACCHINE

24 Manitowoc Crane Group

Il futuro visto dall’alto

di Lorenzo Zacchetti

Quando all’innovazione si dà del “T”

di Ettore Zanatta

34 Socage

“Ma strada, ancora strada”

di Ettore Zanatta

38 Multitel Pagliero

Versatilità articolata

di Pietro Gabrielli

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Editoriale

42 JMG Cranes

di Ettore Zanatta

Il futuro è verde

di Riccardo Lorenzi

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

18 Noleggio e tecnologia

Le eccellenze della digitalizzazione

di Lorenzo Zacchetti

di Riccardo Lorenzi

TECNOLOGIE

Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici (prima parte)

di Geoff Grant

DOSSIER

66 Formazione

Formazione vincente

di Lorenzo Zacchetti

DISTRIBUZIONE

78 Tecno Trades

45 Raimondi Cranes

Un nuovo approccio al sollevamento

di Stefano Vitali

L’olandese performante

62 MP Filtri

30 Platform Basket

In copertina: GENIE

COMPONENTI

La “famiglia” delle autogrù

di Ettore Zanatta

ON SITE

84 Sollevamenti “offshore” per la nuova

centrale eolica in Scozia Un mare di energia

di Riccardo Lorenzi

52 Magna Tyres Group 90 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

SPECIALE ONSITE EXPORT

FLIP PAGES

by editorial staff

LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC

Hands On Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta – ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti – lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza – l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Geoff Grant, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – r.fabbri@capoversoeditrice.it Tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti Tel. 0545 967722 E-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) Tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

SOLLEVAMENTI “XTRA CAPACITY” di Ettore Zanatta

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Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.

Periodico associato a UNACEA


© Terex Cranes 2018. Terex, Demag e Above, Ahead, Always sono marchi di proprietà o concessi in licenza da Terex Corporation o dalle sue società affiliate.

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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La luce delle officine laboriose

E

se ripartissimo… dalla Francia? In questo primo Intermat dell’era Macron gli spunti di riflessione potrebbero essere molti, a partire dalla fiducia che i nostri cugini d’Oltralpe ripongono nel nuovo condottiero della politica (anche economica) nazionale. La difesa dell’Europa e dei suoi valori produttivi dovrebbe interessare anche a noi italiani, che invece perdiamo pezzi importanti della nostra industria manifatturiera a vantaggio di un non ben precisato “dimensionamento utile”. Sembra che la spugna gettata da alcune nostre imprese sul selciato avvilente della globalizzazione costituisca più che altro un “demansionamento”, utile sì ma solo alla concorrenza senza concorrenza dei grandi competitor planetari. Invece, prendendo ad esempio un settore importante per la manifattura nostrana come quello del sollevamento in ambito industriale e cantieristico, sarebbe necessario che il particulare, il non piegarsi alle logiche dell’omologazione debba rappresentare un imperativo di resistenza. La Francia è tra i primi mercati estimatori delle nostre piattaforme aeree e delle nostre gru idrauliche: ne apprezzano l’artigianalità, le soluzioni tecnologiche, l’originalità del progetto e le istanze di innovazione. Siamo sicuri che un cambio di stile, nella direzione di un profitto conquistato a colpi di grafici mensili, guidato da tecnici della finanza e preteso a tutti i costi dai grandi fondi, sia la soluzione alle crisi industriali, un’opportunità per risalire la china dopo anni di sofferenze? Bisogna stare dalla parte di chi inventa, progetta e costruisce soluzioni per la tecnologia di domani. Ci sono Paesi, come l’Italia e la stessa Francia, che la storia del sollevamento mondiale l’hanno fatta e continuano a farla ancora oggi. Quello che è “fuori mercato”, com’è di moda dire oggi, è solo la vuota speculazione dei capitali occulti, degli spostamenti di denaro inconsulti e delle riorganizzazioni selvagge di impresa che lasciano per strada migliaia di lavoratori. Solo per far vincere la setta di azionisti spesso senza volto. A Intermat 2018 leviamo in alto gli scudi dell’Europa vera, quella che si costruisce giorno dopo giorno nelle officine laboriose delle nostre province, da Parigi a Milano, da Reggio Emilia a Montpellier, fino alle ridenti località dell’Alta Baviera. Non certo quella che giace, inerte, nelle stanze oscure del liberismo selvaggio, dove spesso la luce della creatività e dell’intelligenza come il cuore delle persone e il buonsenso - sono del tutto assenti. 4

ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia

OnSite per l’EXPORT

L’appuntamento è a Parigi, dal 23 al 28 aprile 2018. Intermat si annuncia come la più importante manifestazione fieristica del 2018 per il settore dele costruzioni e della cantieristica. Il progetto editoriale OnSite sarà presente con la sua offerta media fatta di due riviste e un portale tematico, un innovativo progetto comunciativo che in poco più di un anno ha saputo conquistare il favore degli operatori e posizionarsi quale punto di riferimento per il mondo della meccanizzaione del cantiere e della movimentazione industriale in Italia. A Parigi saranno davvero molti gli espositori italiani, come ci ha sottolineato Isabelle Alfano, direttore della manifestazione. “L’Italia è il secondo Paese della Fiera, in termini di numero di espositori”, spiega Isabelle Alfano.“Le aziende italiane sono particolarmente dinamiche nei quattro poli del Salone, con prevalenza di movimento terra, ricambi e componenti, sollevamento e filiera del calcestruzzo. L’azione di marketing nei confronti 6

ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

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degli espositori italiani ha subito un’accelerazione per le equipe di Milano e Parigi dal mese di settembre e continua a ritmo sostenuto”. Per l’edizione 2018 di Intermat Parigi sono attesi oltre 200 marchi italiani:“Tra gli espositori già iscritti – continua Alfano – il Salone accoglie grandi costruttori di macchinari e attrezzature fedeli a Intermat, ai quali si affiancano nuovi espositori. Per quanto riguarda la domanda, anche in questo caso l’Italia ha un peso molto importante poiché si tratta del terzo paese per numero di visitatori, dopo la Francia e il Belgio”. OnSite anche per Intermat 2018 vuole essere un supporto per tutti gli operatori italiani che guardano all’estero. Abbiamo quindi voluto dedicare un’apposita sezione della rivista – utilizzando l’accorgimento delle «flip pages» – chiamata OnSite EXPORT all’interno della quale ospitiamo, in lingua inglese, una rassegna di sintesi dell’offerta commerciale di alcune selezionate realtà del mondo del sollevamento.


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NOTIZIE MERCATO

AWP: il noleggio a 24 miliardi di dollari entro il 2024 La quota di mercato del segmento delle piattaforme di lavoro aereo (AWP) destinate al noleggio supererà i 24 miliardi di dollari USA entro il 2024; lo afferma il nuovo rapporto di Global Market Insights Inc. Secondio gli analisti, l’aumento dei progetti di nuova costruzione commerciale e residenziale unito all’aumento degli investimenti in infrastrutture pubbliche in tutto il mondo dovrebbe supportare il mercato del noleggio di AWP nel periodo considerato. Le amministrazioni pubbliche in diverse economie emergenti hanno rinnovato la loro attenzione allo sviluppo di progetti di infrastrutture urbane, come gli sviluppi aeroportuali e le città intelligenti, grazie al quale il mercato del noleggio di piattaforme di lavoro aereo sta assistendo ad un forte aumento della domanda. Inoltre, i crescenti problemi di sicurezza nei luoghi di lavoro costringono varie autorità a sfruttare maggiormente questa tipologia di macchine. Le crescenti attività di installazione e manutenzione per l’ammodernamento di caserme dei pompieri, lampioni stradali, trasformatori e cavi elettrici e altre infrastrutture associate guideranno la crescita del mercato locativo della piattaforma di lavoro mobile elevata (MEWP). Inoltre, la domanda per questi macchinari è in aumento per fornire un accesso temporaneo ai lavoratori di solito in luoghi elevati e aree inaccessibili. Nel settore delle attrezzature pesanti, il modello di noleggio è un’alternativa migliore a causa dei requisiti che cambiano frequentemente. Ad esempio, il tipo di apparecchiature di accesso necessarie per un particolare compito in un cantiere può 8

ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

cambiare di giorno in giorno e per affrontare tali requisiti l’affitto è considerato molto più fattibile per un appaltatore. Fattori quali la previsione anticipata della domanda e l’ottimizzazione dell’utilizzo della flotta rappresentano sfide significative per la crescita del mercato del noleggio di AWP. La pianificazione della gestione del ciclo di vita delle attrezzature e l’anticipazione delle riparazioni sono tra le altre sfide affrontate dagli operatori del settore. Maggiore sbraccio e altezza flessibile sono fattori significativi per prestazioni efficienti di piattaforme aeree a grandi altezze che ne supportano l’adozione per le attività di costruzione. Il braccio si solleva essendo versatile e flessibile, forma una scelta ideale per vari tipi di attività di costruzione che presentano una più ampia gamma di movimento rispetto ad altre attrezzature di accesso e contribuisce in modo sostanziale al mercato del noleggio di AWP. Il braccio articolato offre vantaggi come prestazioni migliorate su terreni sconnessi, altezze di sollevamento più elevate e una migliore manovrabilità. Inoltre, la tendenza emergente della costruzione di infrastrutture di alto livello sta fornendo significative opportunità di crescita al segmento dei “grandi bracci” che trainano la crescita del mercato del noleggio

delle piattaforme. Nel mercato dei noleggi di AWP, la costruzione insieme ai settori del trasporto e della logistica dominano il settore come principali generatori di business. L’aumento della spesa pubblica per la manutenzione e la riparazione di infrastrutture nei paesi sviluppati sta guidando la crescita del mercato dei noleggi di attrezzature per l’accesso in quota. La rapida urbanizzazione nelle economie in via di sviluppo ha portato alla costruzione di vari edifici residenziali e commerciali, offrendo ampie opportunità alla domanda del settore. Le iniziative di “smart city” in paesi come l’India, la Corea del Sud e Singapore stanno generando una forte domanda di attrezzature di accesso, dando impulso alla crescita dei noleggi AWP. Si prevede che un gran numero di progetti infrastrutturali nei paesi del Golfo fornirà ulteriori opportunità redditizie al mercato. Geograficamente, si prevede che il Nord America dominerà il mercato dei noleggi di AWP, a seguito della riparazione e della manutenzione delle strutture esistenti e del rapido sviluppo del settore delle costruzioni. Altre importanti tendenze nel settore che stanno contribuendo in modo significativo alla crescita USA includono il rigoroso rispetto dei problemi di sicurezza umana da parte delle aziende che offrono attrezzature per il noleggio. Inoltre, la competizione tra i principali operatori per offrire servizi postvendita e di manutenzione avanzati e corsi di formazione certificati per il funzionamento sicuro dei mezzi dovrebbe stimolare ulteriormente il mercato dei noleggi di piattaforme di accesso negli Stati Uniti.


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NOTIZIE ANCE

La ripresa del settore Costruzioni è rimandata di un anno Un consuntivo deludente, ma con la speranza che il punto di svolta sia dietro l’angolo. È questa l’immagine che Ance fornisce della situazione del mercato, pubblicando l’aggiornamento dei dati dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni al mese di febbraio. Benché vi fossero forti aspettative rispetto a una ripresa già effettiva, il risultato finale dell’anno 2017 è stato al contrario negativo, con un ulteriore calo dei livelli produttivi (-0,1%). Quest’inattesa debacle fa sì che la perdita complessiva di volumi d’affari dall’inizio della crisi a oggi sia pari al 36,5%, con 60 miliardi di investimenti in infrastrutture bruciati nell’arco del decennio. La presentazione del report è stata curata dal presidente di Ance Gabriele Buia, che ne ha esaminato le risultanze insieme al vicepresidente Rudy Girardi e al direttore del Centro Studi Ance Flavio Monosilio. Tra i principali fattori che hanno spinto gli indicatori verso il segno negativo va evidenziato soprattutto lo stallo delle opere pubbliche: nonostante le considerevoli misure di rilancio per le infrastrutture messe in campo dal Governo (come l’aumento

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del +72% degli stanziamenti e il superamento del patto di stabilità interno per favorire gli investimenti da parte degli enti locali), l’obiettivo di farne il traino della ripresa è ancora molto lontano. Secondo l’analisi di Ance, gli sforzi a livello istituzionale sono stati “azzerati dall’inefficienza della Pubblica Amministrazione” nelle procedure di spesa. In particolare, sono in chiara difficoltà i Comuni, i cui investimenti nel 2017 sono scesi del 7,4%, pari a circa 800 milioni. Il calo complessivo dei lavori pubblici su base annua è del 3% e Ance prevede un’ulteriore discesa di 6 miliardi di euro nelle previsioni di spesa per il biennio 2017/18. “Senza il crollo degli investimenti in costruzioni -

sottolinea l’associazione dei costruttori - l’economia avrebbe potuto crescere in media di mezzo punto di Pil in più all’anno”. Tuttavia, si può guardare al futuro con ragionevole ottimismo, in quanto la ripresa è solo rimandata. Secondo le previsioni di Ance, il 2018 può segnare un punto di svolta per il settore delle costruzioni, nel quale si attende un aumento degli investimenti del 2,4%. Il cardine su cui verte tale convinzione è la crescita di mezzo punto percentuale del comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo, che si somma alla previsione di una ripartenza delle opere pubbliche dopo un’intera decade di stenti, al consolidamento della ripresa del comparto non residenziale privato ed al possibile recupero dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa (-0,7%). Sono cresciuti dello 0,5% gli investimenti sulla riqualificazione del patrimonio abitativo, principalmente per effetto della proroga del potenziamento degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e l’efficienza energetica. È incoraggiante anche il trend delle compravendite, che nei primi nove mesi del 2017 hanno registrato un aumento del 4,5%. Ancora più sostenuta la crescita dei permessi a costruire, a quota +11,7% nel primo semestre del 2017.


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NOTIZIE LOXAM ACCESS

L’Italia come mercato strategico Società nata a novembre dello scorso anno dall’acquisizione di Nacanco e Nacanco Service da parte della multinazionale francese Loxam, Loxam Access affronta le sfide del mercato italiano contando

sui propri punti di forza: l’organizzazione, i servizi, la presenza capillare sul territorio, la conoscenza delle esigenze degli utilizzatori nazionali di Nacanco e le sinergie con il Gruppo Loxam. “Quando la strategia

d’internazionalizzazione del Gruppo Loxam si è concentrata sulla realtà italiana - spiega Marzia Giusto, direttore generale di Loxam Access - la multinazionale francese ha visto in Nacanco il partner ideale per raggiungere

MARZIA GIUSTO DIRETTORE GENERALE LOXAM ACCESS SRL

l’obiettivo. Da parte nostra siamo presenti nella nuova compagine aziendale – la Loxam Access srl – con una quota di minoranza e con un progetto condiviso. Inoltre, il passaggio dalla precedente alla nuova realtà non ha comportato nessuna variazione della rete delle filiali, dei responsabili di settore e del management, a eccezione di un avvicendamento già programmato da tempo della direzione commerciale. All’interno del Gruppo Loxam sono presenti due Business Unit: una generalista e una specialista per il comparto piattaforme aeree. Oltre ai risultati economici vogliamo raggiungere alti livelli qualitativi di performance”. Tra i fattori chiave per il successo dei servizi di noleggio ci sono le modalità d’acquisto, l’ampliamento dell’offerta e la diversificazione del parco macchine. “Delle 2.400 macchine in servizio - spiega Marzia Giusto - il 15% verrà sostituito, pari a un incremento del 10% rispetto allo scorso anno. Siamo orgogliosi di far parte di questa importante multinazionale, che ci darà la possibilità di continuare a crescere e di promuovere la cultura del noleggio nel mercato italiano”.


FIERE

The Innovation Alliance 2018

Con 2.656 espositori complessivi da 54 Paesi e 126.585 metri quadrati totali già confermati a tre mesi dall’appuntamento, cresce l’attesa per The Innovation Alliance, il nuovo progetto espositivo in programma dal 29 maggio al 1 giugno 2018 a Fiera Milano, che vede svolgersi insieme per la prima volta cinque manifestazioni unite da una forte logica di filiera: Plast, manifestazione di riferimento per l’industria delle materie plastiche e della gomma; Ipack-IMA, leader per le tecnologie per il processing e il packaging; MeatTech, specializzata nel processing e packaging per l’industria della carne; Print4All, nuovo format dedicato al mondo della stampa commerciale e industriale, e Intralogistica Italia, la sola manifestazione sul territorio nazionale dedicata a soluzioni e sistemi integrati di movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio dei materiali e picking. Obiettivo di The Innovation Alliance è mettere al centro la trasversalità di una filiera innovativa che

sempre più guarda a nuove prospettive di integrazione, anche grazie alla crescente diffusione dell’Industry 4.0, ma al contempo offre una vetrina dedicata e con una precisa identità a

comparti industriali di punta, che fanno del nostro Paese il secondo produttore mondiale nel campo della meccanica strumentale. The Innovation Alliance occuperà 17 padiglioni, praticamente

quasi l’intera area del quartiere espositivo di Fiera Milano, affermandosi come la manifestazione dedicata alla meccanica strumentale più ampia in Italia e uno degli eventi più grandi in Europa.

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La società K.I.G.O. di Belgrado, rappresentante della società madre Sovena Ferokov e distributore ufficiale delle gru a torre Potain di Manitowoc Crane Group per la Serbia, ha inaugurato la sua partecipazione a uno dei principali progetti di costruzione della capitale serba, il Belgrado Waterfront, installando le gru automontanti Potain HD 40 A e Igo T 85A e quelle a rotazione alta Potain MDT 109, MDT 178, nonché due Potain MDT 219, che con l’avanzamento del cantiere sono state spesso ricollocate per far fronte alle esigenze operative. La struttura “Belgrade Waterfront Residences” sarà una delle residenze più moderne e all’avanguardia della città e con i suoi 72 m di altezza si affaccerà nel fiume Sava, sul più grande parco di Belgrado Kalemegdan e sull’isola fluviale Ada Ciganlia, godendo dell’intero panorama della capitale. Continua l’avanzamento dei lavori anche sulla torre A, una delle torri residenziali di “BW Residences”, che raggiungerà un’altezza di 168 m e sarà la struttura più alta in tutta la Serbia. La società Strabag d.o.o., una tra le più importanti imprese di costruzioni della regione, ha coinvolto la società K.I.G.O., consociata di Ferokov Slovenia, a cooperare a questo progetto in qualità di fornitore di gru. “Il nostro obiettivo è rispettare il cronoprogramma dei lavori e ciò sarà possibile grazie alla giusta selezione delle gru fornite dalla società K.I.G.O. e al coinvolgimento di operatori qualificati”, ha affermato Vladimir Stefanović, Project Manager per Belgrade Waterfront presso Strabag d.o.o. “Siamo onorati di essere stati scelti per eseguire i lavori di un progetto così importante in Serbia. Per noi questo rappresenta una grande sfida e siamo orgogliosi di far parte di un così ambizioso intervento. Stiamo facendo del nostro meglio per rispettare tutte le scadenze ed eseguire i lavori con l’alto livello di professionalità e sicurezza che ci caratterizza”, ha dichiarato Sebastian David, General Manager di K.I.G.O. “Siamo lieti di vedere avviati progetti così ambiziosi in Serbia, che rappresentano un chiaro segnale di crescita e sviluppo della regione. Ringrazio il nostro team di tecnici qualificati provenienti da Slovenia e Serbia e il valido supporto del team di Manitowoc Cranes”, ha concluso Boštjan Krivec, General Manager di Ferokov d.o.o.


CLS

Sinergia strategica con Agilox È una partnership strategica quella siglata da CLS, azienda italiana dedicata al noleggio, alla vendita e all’assistenza di carrelli elevatori e mezzi e attrezzature per la logistica, per la distribuzione in Italia dei prodotti Agilox, società austriaca specializzata nella produzione di IGV (Intelligent Guided Vehicles). Agilox progetta e realizza soluzioni IGV dal brevetto proprietario, che rappresentano l’avanguardia della tecnologia AGV. “Nell’ambito degli investimenti all’insegna dell’innovazione, CLS presenta al mercato italiano questa importante novità relativa alla distribuzione esclusiva in Italia di un marchio europeo di rilievo nel settore dell’automazione logistica”, ha dichiarato Michele Calabrese, responsabile Marketing e Prodotto di CLS. “L’accordo stipulato con Agilox ci permette di estendere la nostra offerta distributiva arricchendola di macchine davvero all’avanguardia, con sistemi di guida intelligenti che segnano un punto di svolta nell’industria 4.0”. “Agilox ha scelto CLS come dealer per l’Italia per l’affidabilità, le competenze e la capillarità sul territorio”, ha aggiunto Dirk Erlacher M.A., CEO e Co-Founder di Agilox. “Siamo lieti di aver incontrato un partner che comprenda il valore della nostra soluzione e la reputi in grado di cambiare il futuro dei sistemi di intralogistica”. Attiva dal 1° febbraio, la partnership con CLS punta a promuovere e distribuire le soluzioni Agilox sul mercato italiano. I modelli sono già in vendita e, su richiesta, sarà possibile vederli all’opera presso la sede CLS di Carugate. Seguiranno delle dimostrazioni durante la prossima edizione di Intralogistica Italia.

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NOTIZIE RAIMONDI CRANES

Con GP Mat International a Intermat 2018

“Come membro nel settore constructors francese, GP Mat International si impegna a coinvolgere gli attuali e i potenziali clienti in ogni occasione possibile. Grazie alla collaborazione con Raimondi Cranes, durante l’Intermat 2018 avremo l’opportunità di presentare al mercato due nuove proposte”: queste le prime dichiarazioni con cui Frank

Torchard, presidente di GP Mat International, ha commentato la presenza dell’azienda a fianco di Raimondi Cranes alla prossima edizione della manifestazione parigina. “La nostra presenza all’esposizione francese ha lo scopo di mostrare sia l’efficienza di GP Mat che l’ampiezza della gamma Raimondi con la sua riconosciuta qualità dei prodotti ai nuovi clienti e a tutti gli appassionati di macchinari pesanti”, ha continuato Torchard. Nello spazio espositivo saranno erette la topless crane MRT234 dotata di ascensore e la nuova luffing crane LR330, presentata a febbraio 2018. “La Francia è uno dei mercati più importanti per Raimondi e rappresenta la nostra dedizione alla

produzione di gru edili con la cura al dettaglio e l’importanza di un servizio di qualità fornito dal nostro prezioso partner GP MaT dal 1996. GP Mat, il presidente Torchard, i membri del team senior e l’intero gruppo dirigente di Raimondi saranno presenti all’Intermat 2018”, ha dichiarato l’Ing. Domenico Ciano, direttore tecnico di Raimondi Cranes. “Sotto la guida di Torchard, GP Mat è riuscita a posizionare le gru Raimondi in molti cantieri francesi di grande importanza strategica; continueremo a migliorare la nostra proficua collaborazione sostenendo il loro lavoro con tecnici esperti, l’area manager e l’assistenza del post-vendita Raimondi”, ha affermato l’Ing. Ciano.


TEREX AWP

Fornitore dell’anno in Medio Oriente È stato pubblicato l’elenco dei vincitori della prima edizione del “fmME Golden Rosette Supplier Award”, organizzato dalla più importante rivista di settore per i servizi e le forniture fmME in Medio Oriente. Tra le otto categorie previste in questo nuovo concorso, la piattaforma aerea Genie S-105 XC ha vinto il “Golden Rosette” per la categoria “attrezzature per le pulizie in quota”. In un settore dove sono richiesti interventi

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ATTUALITÀ NOLEGGIO E TECNOLOGIA

LE ECCELLENZE DELLA IN UNA FASE CARATTERIZZATA DALLE LEGITTIME AMBIZIONI DI UN SETTORE CHE INTRAVEDE LA RIPRESA ECONOMICA, PER COGLIERE LE NUOVE OPPORTUNITÀ DEL MERCATO È NECESSARIO FARSI TROVARE PRONTI SUL PIANO TECNOLOGICO. ANALIZZIAMO TRE ESEMPI VIRTUOSI RAPPRESENTATI DA ALTRETTANTE AZIENDE INTERNAZIONALI SPECIALIZZATE NEL NOLEGGIO

di Lorenzo Zacchetti

L’

evoluzione tecnologica rappresenta la chiave per far crescere il mercato del noleggio a livello europeo. Grazie all’intenso lavoro che diverse aziende stanno svolgendo in quest’ambito, il Rental sta scoprendo nuove opportunità di espansione. Sarà quindi possibile superare le incertezze di un contesto piuttosto complesso e nel contempo approcciare le nuove sfide che si attendono nel prossimo futuro, quando la ripresa economica inizierà finalmente a produrre i tanto attesi frutti. Ma non bisogna farsi trovare impreparati e quindi è opportuno at18 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

trezzarsi per il cambiamento prendendo spunto da chi lo ha già fatto, con ottimi risultati. L’ERA (European Rental Association) ha come scopo istituzionale il sostegno della tanto attesa ripresa del mercato del noleggio e, per centrare l’obiettivo, utilizza anche degli interessanti “casebook”, ovvero degli e-book nei quali analizza le case-history più significative. Quello dedicato alla digitalizzazione mette in luce tre modelli per altrettanti ambiti di intervento: Zeppelin Rental per l’e-commerce, Boels Rental per la gestione digitale dei ricambi e Riwal per le soluzioni telematiche. Vediamoli nel dettaglio.

E-commerce: Zeppelin Rental Famoso brand nato ai primi del Novecento (vedi box), a 110 anni dalla fondazione oggi il Gruppo Zeppelin è una florida holding articolata in sei divisioni: Construction Equipment Europa, Construction Equipment CIS (Europa orientale e Asia centrale), Power Systems, Z Lab (che si occupa della digitalizzazione nell’industria delle costruzioni) e, appunto, Rental. Nel 2017 Zeppelin Rental ha vinto il premio per l’innovazione agli European Rental Awards, grazie alla vera e propria rivoluzione digitale che ha accompagnato il lancio della sua piattaforma online nel settem-


DIGITALIZZAZIONE

bre 2016. In appena quattro mesi di attività si sono registrati oltre 1.200 clienti, dei quali oltre la metà erano di nuova acquisizione. Prima in Europa, l’azienda tedesca ha garantito agli utenti la possibilità di avere un quadro in tempo reale della disponibilità delle macchine in oltre 120 filiali, con una chiara indicazione dei costi e delle condizioni di ogni singolo noleggio possibile. Sebastian Wiese, responsabile dell’e-commerce e del business digitale di Zeppelin, spiega: “Nel processo di realizzazione di questo servizio abbiamo dialogato con tutti i reparti dell’azienda, recependone le necessità. Ad esempio, abbiamo coinvolto

oltre 100 membri della forza vendite per spiegare loro i benefici del noleggio online. La loro reazione è stata entusiastica. L’ambiente e-commerce è stato completamente integrato nella nostra infrastruttura IT, dando vita a una customer experience di livello superiore. In termini di elenco prezzi e disponibilità non c’è differenza alcuna tra usufruire del servizio in Rete e entrare di persona in una nostra filiale”. Oltre ai propri venditori l’azienda ha coinvolto nel processo anche diversi clienti, che oggi godono di numerosi vantaggi: “Si può noleggiare 24 ore su 24, sette giorni su sette, senza preoccuparsi degli orari di apertura e con la massima

SEBASTIAN WIESE RESPONSABILE DELL’E-COMMERCE E DEL BUSINESS DIGITALE DI ZEPPELIN, HA SVILUPPATO LA PIATTAFORMA DIGITALE DELL’AZIENDA IN STRETTO CONTATTO SIA CON LA FORZA VENDITE, SIA CON I CLIENTI CHE POI L’AVREBBERO UTILIZZATA

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ATTUALITÀ

PETER SCHRADER, CHIEF OPERATING OFFICER DI ZEPPELIN RENTAL DAL 2004, HA SCELTO DI “METTERE LA FACCIA” (LETTERALMENTE) NELL’IMPEGNATIVO PROGETTO DELLA PIATTAFORMA DI NOLEGGIO ONLINE DELLA SUA AZIENDA

ZEPPELIN: DAI DIRIGIBILI ALLE APP Oggi si presenta come un brand moderno e tecnologico, ma “Zeppelin” è un nome legato a doppio filo agli albori del secolo scorso, grazie ai dirigibili che il Conte Ferdinand von Zeppelin iniziò a produrre nel 1908. La sua azienda non è stata la prima a realizzare aerostati di questo tipo, ma il suo enorme successo nel settore ha portato il suo marchio a diventare un vero e proprio sinonimo di dirigibile in tutto il mondo. Questo nonostante il disastro del 6 maggio 1937, quando l’LZ 129 Hindenburg (chiamato così in onore del presidente tedesco Paul von Hindenburg) prese fuoco nei cieli del New Jersey, causando la morte di metà delle 97 persone a bordo. Quell’incidente ebbe ampio risalto sulla stampa dell’epoca, minando la fiducia nei confronti di un’azienda che oltretutto aveva difficili rapporti con il regime di Hitler e che era stata nazionalizzata. Nonostante le difficoltà, il suo percorso è continuato fino ai nostri giorni e, a 110 anni dalla sua fondazione, il Gruppo Zeppelin oggi è una florida holding, articolata in sei divisioni. Zeppelin Rental vanta un fatturato di 363 milioni di euro (dato 2016), un catalogo del noleggio con più di 62.000 articoli e una forza-lavoro di ben 1.236 addetti. Il successo della sua piattaforma digitale si lega anche ad una app, giunta ormai alla seconda versione, che permette di personalizzare il servizio sia via iPhone, sia via Android. Zeppelin Rental è inoltre uno dei membri fondatori di ERA (European Rental Association). Pur avendo mantenuto la sede legale a Friedrichshafen, sul Lago di Costanza (dove tuttora c’è il museo del dirigibile), il suo quartier generale si è da tempo trasferito a Garching, nei pressi di Monaco di Baviera. ZEPPELIN RENTAL PUNTA MOLTO SULLA PIATTAFORMA DIGITALE LANCIATA NEL 2016: “ORMAI NON C’È PIÙ DIFFERENZA TRA RECARSI DI PERSONA PRESSO UNA NOSTRA FILIALE E USARE IL SERVIZIO IN RETE”, AFFERMA L’AZIENDA TEDESCA

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trasparenza in termini di prezzo e disponibilità”, commenta il responsabile marketing Dominik Baumann. “Pur sapendo di dovere ancora affrontare diverse sfide nello sviluppo di questa innovazione, per quanto riguarda l’e-commerce siamo davanti ai nostri competitor e intendiamo rimanerci”. Tra le possibilità offerte dalla piattaforma online c’è il configuratore degli spazi modulari, che facilita la pianificazione dei lavori da eseguire, e la visualizzazione in 3D dei container, fino a 32 unità. In base alle necessità del singolo utente, è possibile scegliere non solo la tipologia di container, ma anche l’allestimento degli spazi e dotazioni opzionali quali servizi igienici e cucina.

Gestione ricambi: Boels Rental Nel 2017 l’azienda olandese ha festeggiato il suo 40° compleanno e la sua attenzione nei confronti dello sviluppo tecnologico non è una novità. Era così già nel 1989, quando Guy Cremer (oggi Direttore della Flotta) è entrato a farne parte. Ai tempi, Boels aveva inaugurato da un solo anno il proprio sistema IT, progettato e sviluppato internamente. Dai tre magazzini di allora si è passati agli oltre 400 di oggi, uscendo dai confini dei Paesi Bassi per allargarsi ad altre 10 nazioni. Nel 2005, nel corso di una visita a una filiale di una delle maggiori aziende di noleggio statunitensi, Cremer ha scoperto SmartEquip, una tecnologia particolarmente amata da chi era chiamato a utilizzarla: “Uno dei meccanici mi disse che, in caso l’avessero eliminata, lui si sarebbe dimesso. A quel punto mi venne davvero voglia di scoprirne di più! Allora avevamo 120 depositi e il ruolo dei nostri meccanici era determinante per mantenere alta la qualità del nostro servizio. In SmartEquip abbiamo visto una soluzione non solo per essere più efficienti, ma anche per fare in modo che i nostri più validi dipendenti volessero rimanere con noi!”.


Nel 2012 il sistema è stato testato in 20 diversi siti e nel giro di sei mesi tutto il personale del gruppo era stato opportunamente formato. A otto mesi dall’introduzione di SmartEquip, Boels già ordinava il 95% dei componenti attraverso la piattaforma, a testimonianza di una rapida accettazione da parte dell’azienda. “La nostra struttura è molto centralizzata”, continua Cremer. “In termini di digitalizzazione ciò si è rivelato un enorme vantaggio. Utilizziamo un unico sistema per tutti i Paesi e per tutte le filiali. L’integrazione sarebbe stata molto più difficile se avessimo usato strumenti differenti”. I vantaggi garantiti da SmartEquip hanno riguardato soprattutto un risparmio di tempo pari a circa l’80% nelle operazioni di individuazione e ordine dei componenti, più un ulteriore 80% in termini di spazio riservato alle linee di prodotto stoccate nel magazzino centrale di Boels. “In precedenza, per fare fronte a consegne sbagliate o in ritardo, erano i tecnici stessi a comprare direttamente il componente di cui c’era bisogno”, continua

Cremer. “Questo però comportava l’assenza di controllo di qualità sugli articoli acquistati in questo modo, nonché la presenza di vari doppioni”. Adesso, invece, gli addetti alla produzione ricevono le informazioni direttamente sul lo-

ro iPad, in tempo reale e nella loro lingua madre. “Lavorando in 11 Paesi diversi, avevamo bisogno di un sistema che supportasse tutte le lingue. I meccanici non amano i computer, sono abituati a sporcarsi le mani con le chiavi inglesi e non

BOELS, UNA STORIA DI FAMIGLIA Pierre Boels jr., presidente di ERA (European Rental Association), è impegnato fin dal 1980 nell’azienda fondata da suo padre tre anni prima. Nel ‘96 ha preso le redini dell’impresa, facendola crescere in maniera esponenziale: da 20 filiali in tre Paesi alle attuali 400 filiali in 11 Paesi. La sua strategia è un mix tra sviluppo autonomo e acquisizioni mirate. Pur essendo principalmente un noleggiatore generalista, Boels negli anni ha dato vita a diverse divisioni specializzate, tra cui 10 sedi che si occupano esclusivamente della gestione del cantiere, di tutto ciò che ha a che fare con i montacarichi o del noleggio di alloggi temporanei.

DOPO SOLI OTTO MESI DALL’INTRODUZIONE DEL SISTEMA SMARTEQUIP, BOELS RENTAL GIÀ ORDINAVA IL 95% DEI PEZZI DI RICAMBIO ATTRAVERSO LA PIATTAFORMA, ACCOLTA IN MANIERA ENTUSIASTICA DA TUTTA L’AZIENDA

PIERRE BOELS JR. PRESIDENTE DI ERA

hanno voglia di perdere tempo con i pezzi di ricambio. SmartEquip riduce questo tempo dell’80%, rendendo il loro lavoro più piacevole”.

Telematica: Riwal Per ciò che attiene allo sviluppo telematico, la case-history selezionata da ERA è quella dell’olandese Riwal, che vanta una flotta-noleggio con oltre 5.000 macchine. La sua divisione danese ha collaborato per oltre dieci anni con Trackunit, che le forniva i sistemi di tracciamento GPS per il mercato nazionale. Olaf Sterkenburg, direttore commerciale del gruppo, spiega che grazie a questa collaborazione Riwal ha iniziato a usare il GPS “non solo per il tracciamento delle macchine, ma anche per altre possibilità offerte dallo sviluppo tecnologico”. È significativo che la tecnologia abbia modificato anche il modello marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 21


ATTUALITÀ

“THE RIWAL WAY” COMPIE 50 ANNI

La storia di Riwal è iniziata dal 1968, con la nomina di Dick Schalekamp a general manager della divisione olandese dell’azienda inglese Richards & Wallington. Dodici anni dopo, Schalekamp ha rilevato il ramo aziendale dei Paesi Bassi, rendendolo autonomo ma chiamandolo “Riwal” in omaggio alle iniziali di “Richards and Wallington”. Oggi, l’azienda ha un volume di affari di circa 270 milioni di euro all’anno e impiega 1.600 persone nei suoi 67 magazzini, distribuiti in 16 Paesi diversi. Sono invece 70 i mercati nazionali nei quali è operativa. “Non vogliamo essere un’azienda tra le tante – dice il direttore commerciale Olaf Sterkenburg – ma quella che fa le cose in maniera differente e che grazie a questo approccio è leader di mercato”.

di business: “Il numero di dati gestiti è man mano cresciuto in maniera significativa, fornendoci ulteriori strumenti quali il conteggio delle ore di uso effettivo delle macchine noleggiate. Nella maggior parte dei mercati nei quali siamo attivi, il contratto tipico di noleggio è di cinque giorni alla settimana. Però abbiamo constatato che molti dei nostri clienti usano le macchine anche nel weekend, quindi riteniamo giusto che paghino il servizio del quale usufruiscono. Molte aziende di noleggio sono spaventate da questo nuovo modello di business, ma per noi è una scelta di trasparenza: il cliente deve pagare la macchina per l’uso che ne fa davvero, non per averla a disposizione nel caso dovesse servirgli! La soluzione di Trackunit ci ha dato degli ottimi ritorni, perché ogni lunedì abbiamo un chiaro monitoraggio dell’uso effettivo delle macchine durante il weekend”. Nel 2012 Riwal ha iniziato a installare i dispositivi di tracciamento su ogni piattaforma di elevato valore e dal 2015 lo ha fatto su ogni unità, a prescindere dalla sua dimensione. È così partito un processo finalizzato a montare tali dispositivi su 10.000 delle 14.000 piattaforme che compongono la sua flotta entro il 2017, per poi arrivare al 100% a fine 2018. 22 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

A spingere verso questa rapida espansione è la positiva reazione dei clienti. “Abbiamo inserito la soluzione Trackunit nel nostro portale per i clienti, Access4U, così che il site manager o il contractor possano vedere precisamente chi sta utilizzando la macchina. Questo rappresenta un grande valore aggiunto per i nostri clienti. Due anni fa gli utenti di Access4U erano solo 83, mentre ora sono oltre 500, distribuiti in oltre cin-

que Paesi, e il numero è in continua crescita”. Grazie allo sviluppo tecnologico, la piattaforma permette anche di comunicare con il protocollo CAN (Controller Area Network), gestendo le segnalazioni di guasti che vengono diagnosticate. “La telematica fa di noi un’azienda di noleggio proattiva, perché ci permette di individuare i problemi prima che questi causino uno stop della produzione. Con questo strumento, garantiamo ai nostri clienti una manutenzione programmata in modo da non inficiare le loro tempistiche di lavoro. Il nostro obiettivo non è presentarci come l’azienda più economica del settore. Anzi, siamo determinati a proporre ai nostri clienti un aiuto per aumentare i loro profitti. Questo per noi rappresenta un motivo di orgoglio. Cerchiamo di creare un valore reale per i nostri clienti e questo ci viene riconosciuto anche dai colleghi”. Gli sforzi di Riwal sono infatti stati premiati sia agli International Awards for Powered Access (IAPAs) del 2017, dove è stata eletta azienda di noleggio dell’anno proprio grazie alle innovazioni apportate attraverso le sue nuove tecnologie. Agli European Rental Awards del 2016, invece, l’impresa danese era stata premiata come azienda dell’anno nel comparto “Large rental”. ■

ENTRO IL 2018 RIWAL ARRIVERÀ A INSTALLARE I DISPOSITIVI DI TRACCIAMENTO SUL 100% DELLA SUA FLOTTA, A PRESCINDERE DAL VALORE DELLE SINGOLE MACCHINE


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MACCHINE MANITOWOC CRANE GROUP

IL FUTURO

VISTO DALL’ALTO PER FESTEGGIARE I 90 ANNI DEL MARCHIO POTAIN, A INTERMAT 2018 LA MULTINAZIONALE STATUNITENSE - OLTRE ALLE SOLUZIONI RIFERITE AI DIVERSI MARCHI RAPPRESENTATI - ESPORRÀ LA GAMMA DI GRU AUTOMONTANTI HUP E LA GRU A TORRE MDT 389, INSIEME ALLE TECNOLOGIE INNOVATIVE E AI SERVIZI PROPOSTI DAL GRUPPO SUL MERCATO di Lorenzo Zacchetti

A

ncora una volta, come in occasione di tutte le manifestazioni fieristiche a cui partecipa, Manitowoc sarà tra le protagoniste della rassegna di Intermat, in occasione della quale l’azienda del Wisconsin fondata nel 1902 metterà in mostra una nuova gamma di gru per l’edilizia e diverse tecnologie innovative. A Parigi, infatti, saranno le macchine Potain a meritare il centro della scena, in coincidenza con i 90 anni del brand nato a La Clayette, sempre in Francia, nel 1928. Quella parigina è quindi l’occasione migliore per fare tesoro dell’expertise consolidata nella storia dell’azienda e guardare al futuro con la nuova generazione di gru a torre: la gamma di automontanti Hup e la gru a torre MDT 389, entrambe dotate delle più recenti innovazioni disponibili sul mercato. “Potain è leader nel mercato francese del sollevamento e la sua presenza a Intermat è ovviamente una priorità chiave per l’azienda”, spiega Enrico Angiolini, direttore commerciale di Manitowoc Crane Group Italy.

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“Intermat 2018 ci offre la possibilità di entrare in contatto con quelli che consideriamo i nostri mercatichiave, come Francia e Nord Africa. Il 2017 ha visto un aumento delle attività di costruzione e infrastrutture in Europa, quindi abbiamo selezionato una coppia di gru che riteniamo possano servire al meglio questa regione in termini di velocità, efficienza e versatilità, anche quando si opera nei cantieri urbani. Stiamo inoltre

proponendo soluzioni da fornire agli stakeholder del Grand Paris Project, che accelereranno la trasformazione di Parigi in vista dei Giochi Olimpici del 2024”.

Un nuovo livello di versatilità Nella gamma di gru automontanti Hup, che comprende le versioni Hup 32-27 e Hup 40-30, spiccano alcuni dei modelli Potain più interessanti degli ultimi anni.


LA MDT 389 È LA PIÙ GRANDE GRU TOPLESS DELLA GAMMA POTAIN A ESSERE DOTATA DEL SISTEMA CCS (CRANE CONTROL SYSTEM). IL SISTEMA SI CARATTERIZZA PER IL SEDILE ERGONOMICO CON SENSORE DI PRESENZA INTEGRATO, IL JOYSTICK CHE CONSENTE UN PRECISO CONTROLLO DA PARTE DELL’OPERATORE E IL LIMITATORE DI VELOCITÀ

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MACCHINE

UN COMPLEANNO IMPORTANTE A 90 anni dalla sua nascita a La Clayette, in Francia, Potain è oggi un affermato leader mondiale nella fabbricazione di gru a torre, con oltre 100.000 gru vendute e installate in tutto il mondo. Anche la produzione è su scala globale, con più di 60 modelli realizzati in stabilimenti in Francia, Italia, Portogallo e Cina. Potain rappresenta una varietà di gamme di prodotti progettati per diverse applicazioni, che vengono poi venduti in tutto il mondo attraverso l’ampia rete di concessionari Manitowoc Cranes. Potain produce tre famiglie di gru a torre, tra cui la gamma di gru automontanti costituita dalle versioni Hup, Igo, Igo M e Igo T, caratterizzate da un montaggio semplice, rapido e completamente autonomo e indicate per cantieri edili di breve durata, che richiedono frequenti trasporti, scarichi, montaggi e smontaggi. Potain fornisce anche soluzioni più grandi progettate “su misura” per applicazioni speciali, in grado di raggiungere una capacità di 160 t. Le innovazioni riferite a queste gru comprendono la cabina Vision, il sistema di controllo Dialog e la gamma di paranchi LLC.

Sul mercato da poco più di un anno, le macchine hanno già riscosso un successo internazionale grazie alla loro versatilità e facilità d’uso. Le gru hanno una portata massima di 4 t e un raggio di rotazione posteriore di soli 2,25 m, caratte-

LA GRU AUTOMONTANTE POTAIN HUP 40-30 GARANTISCE MASSIMI PROFITTI GRAZIE ALLA SUA VERSATILITÀ. HA UNA CAPACITÀ DI 4 T E UN RAGGIO MASSIMO DI 40 M

ristica che consente loro di essere posizionate in maggiore prossimità degli edifici: un grande vantaggio, questo, quando si lavora in aree urbane ristrette o comunque

IL BRACCIO DELLE GRU AUTOMONTANTI POTAIN PERMETTE DI EFFETTUARE INTERVENTI ANCHE IN CANTIERI POSIZIONATI IN ZONE URBANE CON SPAZI RISTRETTI. QUANDO RIENTRA NEL SUO ALLOGGIO, IL BRACCIO OCCUPA SOLO 14 M IN LUNGHEZZA 26 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

in siti angusti. Pur essendo più alte dell’Igo 36, le gru Hup presentano lo stesso ingombro del modello precedente. Tre angolazioni del braccio, a 10°, 20° o 30° oltre all’orizzontale, offrono opzioni senza precedenti per una gru automontante: con due opzioni di altezza per i montanti telescopici e un nuovo radiocomando esclusivo (con il software Smart Set Up di Potain), gli operatori potranno massimizzare la loro efficienza. La MDT 389 è la più grande gru topless della gamma Potain a essere dotata del sistema Crane Control System (CCS), disponibile anche su tutte le gru a torre Potain e sulle gru mobili Grove. Questo sistema operativo, utilizzabile in maniera intuitiva, offre agli utilizzatori alti livelli di comfort, flessibilità e controllo er-


gonomico, oltre a ridurre i tempi d’installazione rispetto ai modelli precedenti. Il sistema offre funzionalità di manutenzione uniche, in particolare quando si utilizza lo strumento CraneSTAR Diag di Manitowoc, un sistema telematico e di manutenzione accessibile tramite CCS.

Il concetto Topless MDS CCS consente installazioni complesse con più gru e le fasi di montaggio, installazione di più macchine, trasporto e manutenzione sono più brevi rispetto alle precedenti generazioni di gru a torre. Tutte le caratteristiche sopra descritte consentono un migliore ritorno sull’investimento per i proprietari di gru e il CCS ha inoltre dimostrato di aumentare l’efficienza sul luogo di lavoro.

Le due versioni sul mercato Attualmente sono disponibili due versioni di gru Potain MDT 389: una con una capacità massima di 12 t la prima; l’altra che arriva a 16 t. Entrambe garantiscono fino a 75 m di braccio disponibile. La versione da 12 t può sollevare 3,4 t in punta, mentre la versione da 16 t può gestire 3,3 t. Entrambe NELLA GAMMA DI GRU AUTOMONTANTI POTAIN SPICCA LA VERSIONE MUP 40-30

le gru sono state sviluppate con una significativa partecipazione da parte dei clienti e, pertanto, riflettono le tecnologie e le caratteristiche delle quali il mercato di sollevamento ha maggiormente bisogno. “Il nostro obiettivo è produrre gru che aiutino i loro proprietari a migliorare la propria redditività e queste due gru Potain hanno una serie di caratteristiche ‘best-in-class’ che consentiranno ai nostri clienti di ottenere ed eseguire più lavori”, prosegue Angiolini. “Le due gru che presenteremo a Intermat riflettono la vera innovazione rispetto ai modelli precedenti e dimostrano il loro valore dal trasporto alla demolizione”.

In contatto col mercato Oltre alle macchine, nel corso di Intermat l’azienda francese metterà in vetrina anche la sua gamma

L’OPINIONE

“Abbiamo appena archiviato un 2017 molto intenso, a volte anche difficile, ma sicuramente pieno di soddisfazioni e di buoni risultati per la nostra azienda. Siamo cresciuti sia qualitativamente, con l’implementazione di una nuova organizzazione, sia nei volumi di vendita, con il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati, sia con l’espansione dei servizi offerti. Il contesto di mercato in cui ci troviamo a operare ci pone sempre di fronte a scenari molto competitivi. Siamo continuamente stimolati a sviluppare nuovi prodotti e a focalizzare la nostra attenzione alle sempre nuove esigenze dei clienti, in modo da essere flessibili al cambiamento e all’adeguamento dei servizi, correndo con entusiasmo e ottimismo verso il futuro del sollevamento. I nuovi modelli di autogrù Grove GMK e le nuove gru automontanti Potain Hup ad altezza variabile ci permettono di affrontare il mercato e la concorrenza molto ben equipaggiati. In particolare i modelli Hup e MDT, grazie agli avveniristici sistemi di comando e controllo automatizzati CCS e ai più moderni sistemi di comunicazione e diagnosi remota Crane Star Diag, hanno ottenuto la certificazione di compatibilità con i requisiti dell’industria 4.0 e ciò ci permette di essere competitivi nel mercato e protagonisti all’interno del nuovo scenario di quella che chiamiamo la Quarta Rivoluzione Industriale. Grazie a queste tecnologie di ultima generazione le macchine sono interconnesse e integrate nel sistema produttivo, permettendo di monitorare costantemente il rendimento del mezzo e di intervenire per risparmiare o aumentare la produttività. Tutto ciò con maggiore efficienza e sicurezza in cantiere. Flessibilità, velocità, produttività, alta qualità, competitività del prodotto e, non ultima, la possibilità di risparmiare approfittando degli incentivi disponibili: tutto questo incoraggia i nostri clienti ad affrontare nuovi investimenti, contribuendo in modo importante allo sviluppo positivo del nostro settore. Ora siamo già concentrati nella realizzazione dei programmi del 2018, anno che si presenta già ricco di nuove sfide e cambiamenti e che si prospetta come un punto di svolta per il settore delle costruzioni. Gli incentivi fiscali, la ricostruzione del Centro Italia e le misure per il rilancio degli investimenti territoriali incideranno in modo positivo sui livelli produttivi dei prossimi mesi. A conclusione di quanto detto, ci sentiamo di poter affermare che Manitowoc Crane Group è assolutamente preparata a supportare i propri clienti con un’interessante e variegata offerta di gru nonché, grazie a una capillare ed estesa rete di noleggiatori ufficiali, a soddisfare ogni esigenza ENRICO ANGIOLINI nell’industria del sollevamento a livello di servizi e prodotti”.

DIRETTORE COMMERCIALE, MANITOWOC CRANE GROUP ITALY

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MACCHINE

UNA MD 485 B M20 A BOLZANO Un ottimo esempio di versatilità delle gru Potain in ambiti angusti urbani viene da Bolzano, dove l’impresa Bernard Bau ha recentemente acquistato una MD 485 B M20 dal Sales Manager Stefano Giannosso di Manitowoc Crane Group Italy di Lainate (Mi). La vendita è stata supportata dalla preziosa collaborazione in atto con la società Hell Commerce, concessionario locale di distribuzione e assistenza del marchio Potain. Proveniente dalla divisione Used Crane di Dry in Francia, dipartimento Manitowoc per la gestione a livello mondiale delle macchine usate Potain, la MD 485 B M20 – con una lunghezza di braccio parziale a 70 m – è riuscita ad operare secondo le necessità dell’azienda acquirente in una posizione complicata, dovendo evitare il campanile del Duomo di Santa Maria Assunta (Dom Maria Himmelfahrt), esempio di architettura romanica e gotica nonché emblema della città di Bolzano. Il cantiere dell’impresa Bernard Bau è infatti posizionato proprio nel centro cittadino, in prossimità della cattedrale e delle piazze diventate famose per i tradizionali mercatini di Natale. La gru viene utilizzata durante le ore notturne, con notevoli sforzi organizzativi da parte dell’impresa Bernard Bau, che opera alla ricostruzione di un edificio di prestigio con annesso parcheggio sotterraneo. Le operazioni vengono svolte con gli accorgimenti necessari per non disturbare la quiete dei cittadini e per lasciare intatte le attività sociali e commerciali che la città vive durante la giornata. Una gru importante per le sue caratteristiche tecniche, precisa e sicura nelle manovre in un ambiente ostico sta dando grandi soddisfazioni al cliente che ha apprezzato le qualità della gru e la puntualità programmata per la consegna. Nell’arco degli ultimi 50 anni Hell Commerce si è specializzata nella vendita e nel noleggio di macchine edili e industriali. L’ampia gamma di prodotti gestiti include anche le gru Potain di ultima generazione. Per il marchio Potain, solo nel 2017 il concessionario ha investito nell’acquisto di 14 macchine nuove. Attraverso la sede strategica sita a Bolzano Sud, l’azienda è in grado di assistere con cura e soddisfare i clienti della provincia e di tutto il territorio dell’Alto Adige. Tramite l’ampliamento dell’officina ha ottimizzato il servizio su tutto il parco macchine, puntando sulla qualità dei prodotti, su personale qualificato, su un’assistenza veloce ed efficace e sulla disponibilità dei pezzi di ricambio. “Per garantire il successo nell’edilizia – conferma Stefano Giannosso – è necessario avere dei partner provati e affidabili, e questo è il caso del nostro concessionario Hell Commerce, che si occupa di promuovere il brand Potain, nuovo e usato, da più di 20 anni, ottenendo ottimi risultati grazie all’alta professionalità e serietà dei titolari Gerold e Hans Hell”.

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LE GRU AUTOMONTANTI DELLA NUOVA GAMMA POTAIN POSSONO ESSERE PERSONALIZZATE IN BASE ALLE ESIGENZE DELL’UTILIZZATORE FINALE, IL QUALE BENEFICIA ANCHE DI UN ESCLUSIVO TELECOMANDO PER IL CONTROLLO DA TERRA

di servizi di supporto. Tra questi, il Manitowoc Crane Care, che copre la gamma di ricambi, garanzie, servizi post-vendita, supporto on-line e programmi di formazione tecnica, nonché i programmi EnCORE, ovvero i servizi di ricostruzione e ristrutturazione delle macchine Manitowoc che forniscono gru premium al mercato delle gru usate con garanzie esclusive del produttore. Desta notevole interesse anche Manitowoc Finance, soluzione che aiuta le società a finanziare gli acquisti di gru attraverso metodi più vantaggiosi rispetto ai prestiti bancari tradizionali. Ultimo, ma non certo meno importante, il programma Lift Solutions, che propone servizi di ingegneria agli appaltatori per la progettazione di gru personalizzate in occasione di cantieri complessi. “La presenza a Intermat 2018 ci offre diverse opportunità”, prosegue Angiolini. “I partecipanti possono conoscerci da vicino, approfondendo la conoscenza della nostra gamma di gru, delle tecnologie innovative e dei numerosi servizi di supporto che siamo in grado di offrire. Non poteva esserci occasione migliore per celebrare il 90° compleanno di Potain di quest’importante evento in Francia, nello stesso paese in cui tutto è iniziato”. ■


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MACCHINE PLATFORM BASKET

QUANDO ALL’INNOVAZIONE SI DÀ DEL “T”

IL COSTRUTTORE DI POVIGLIO CONTINUA IL SUO PERCORSO DI CRESCITA NEL SETTORE DELLE PIATTAFORME AEREE E OGGI È IN GRADO DI COMPETERE SU DUE FRONTI: INDUSTRIALE E FERROVIARIO. MOLTE LE NOVITÀ RECENTI, DALL’ESPANSIONE STRUTTURALE AL LANCIO DI DUE RAGNI TELESCOPICI SERIE “T” DA 30 E 43 M di Ettore Zanatta

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S

olo due anni fa Platform Basket ha celebrato il primo decennio di attività, in occasione dell’inaugurazione della sede di Poviglio (Re), realizzata su un’area di circa 15.000 m2 completa di un’unità produttiva di 2.200 m2. A questa è seguita una seconda struttura di oltre 3.000 m2 e l’espansione non cenna a interrompersi, dimostrazione della volontà dell’azienda di crescere e migliorare costantemente. Testimone di tale strategia, quel giorno, fu la Spider 27.14 da 27 m, risultato di anni di esperienza dell’azienda emiliana nel settore delle piattaforme articolate. Da allora Platform Basket ha continuato a evolversi e, dopo essersi affermata sul mercato internazionale, oggi si presenta con due ulteriori novità. Abbiamo incontrato Carlo Molesini, direttore commerciale dell’azienda, che ci ha raccontato le evoluzioni in atto.

CARLO MOLESINI, DIRETTORE COMMERCIALE DI PLATFORM BASKET

Tra le più recenti strategie attuate da Platform Basket è da evidenziare quella che ha portato alla realizzazione di piattaforme cingolate telescopiche. Quali sono le motivazioni che hanno portato alla proposizione di questa tipologia di macchine? “Da 12 anni Platform Basket sta avendo riscontri molto positivi nel mercato delle piattaforme articolate, core business dell’azienda. A questa gamma - disponibile in molteplici versioni a partire da 13 m (in particolare, stiamo facendo ampio uso di batterie al litio, soluzione richiesta in molti Paesi, in sostituzione delle più comuni batterie al piombo) - abbiamo affiancato la produzione di versioni telescopiche, che pensiamo si possano affermare con successo a livello internazionale. Abbiamo presentato alla fine del 2017 il prototipo della Spider 30 T da 30 m e, in occasione di Intermat 2018, lanceLA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA SPIDER 30 T. PRESENTATA IN ANTEPRIMA LO SCORSO AUTUNNO, SARÀ ESPOSTA A INTERMAT 2018 INSIEME ALLA NUOVA SPIDER 43 T marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 31


MACCHINE na in quota, ma sono divenute un concentrato di tecnologie, alle quali sono richieste garanzie in termini di leggerezza, portata e sbraccio. Lavoriamo quindi costantemente per realizzare soluzioni che ottimizzino tali aspetti e consentano di offrire mezzi sempre più versatili, come l’impiego del radiocomando su tutti i modelli o l’applicazione di verricelli di sollevamento intercambiabili con il cestello su alcune versioni, come sulle piattaforme da 22 e 27 m e sulle nuove 30 e 43 m”.

SCORCI DELLO STABILIMENTO DI POVIGLIO: QUI VENGONO PRODOTTE LE PIATTAFORME AEREE SEMOVENTI E I RAGNI CINGOLATI, NONCHÉ LE VERSIONI A USO FERROVIARIO E TRAINATE, ED È STATO REALIZZATO UN MAGAZZINO RICAMBI CENTRALIZZATO

remo un nuovo modello da 43 m, la Spider 43 T. Questa scelta si basa sul fatto di voler proporre una gamma completa di soluzioni in tutti i mercati in cui operiamo”. Quali sono i requisiti oggi richiesti dagli operatori di piattaforme, siano es-

sere articolate o telescopiche? “La silenziosità è uno dei requisiti più richiesti in tutti i paesi europei, ma non solo. In generale, l’evoluzione delle piattaforme è stata esponenziale negli ultimi anni: non si tratta più di semplici macchine progettate per portare una perso-

LA “PLATFORM BASKET RAILWAY DIVISION” Parallelamente al mercato dei ragni cingolati, Platform Basket continua a sviluppare anche quello ferroviario in modo proporzionale alla sua crescita globale. Negli scorsi anni, infatti, l’azienda emiliana ha ritenuto opportuno diversificare la produzione su input del suo dealer inglese Promax Access e ha creato una specifica divisione, denominata Platform Basket Railway Division, rivolta a un mercato molto selettivo e specialistico. Il modello destinato a questo comparto - progettato per assolvere alle esigenze della costruzione e manutenzione delle linee elettriche ferroviarie sia su strada che su rotaia - è il già noto ibrido RR14 EVO 32 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

(Evolution), costruito sempre a Poviglio. Platform Basket opera in costante sinergia con Promax Access al fine di essere sempre più apprezzata dagli enti ferroviari, siano essi in Inghilterra o in altre aree geografiche. Questo modello semovente è disponibile in diverse versioni, idonee a mercati sia europei (in particolare Svezia, Francia, Austria e Germania) che extraeuropei, in primis l’Australia. A settembre Platform Basket sarà presente alla fiera InnoTrans, in Germania, e nell’occasione presentarà un secondo modello, con capacità di sollevamento superiore: circa 1.000 kg rispetto agli attuali 300 kg.

La Spider 30 T sarà riproposta a Intermat dopo essere stata presentata in anteprima lo scorso ottobre. Quali sono le aspettative riguardo a questa telescopica? “Questa piattaforma da 30 m - che sarà disponibile in versione tradizionale o ibrida - racchiude in sé svariate caratteristiche d’eccellenza, che saranno apprezzate dagli operatori del settore della potatura e, in particolare, dai noleggiatori. Tra queste: semplicità d’utilizzo (radiocomando per traslazione, stabilizzazione/ destabilizzazione anche in automatico; telecomando in navicella e a terra); assenza di tubazioni esterne; tre tipi di stabilizzazione (stretta, larga, parziale); controllo automatico e progressivo dello sbraccio; navicella rimovibile e intercambiabile;


carro allargabile idraulicamente. In particolare, la leggerezza e la compattezza sono gli elementi centrali su cui si è basata la progettazione di questa macchina, destinata a operare essenzialmente in spazi chiusi. Quando trasportata su rimorchio, prevede un sistema di ripiegamento del jib sotto il braccio - con cestello montato - che mantiene l’ingombro in lunghezza in 6,5 m”. La piattaforma cingolata telescopica Spider 43 T sarà invece una novità assoluta... “La Spider 43 T sarà presentata in anteprima a Intermat per poi essere commercializzata nella seconda parte dell’anno. Questo modello, contrariamente alla versione da 30 m, non ha come peculiarità la leggerezza: è più pesante, operando nel 95% dei casi in ambienti esterni e non avendo la necessi-

“

LA SCHEDA TECNICA I nuovi ragni di Platform Basket

Spider 30 T

Spider 43 T

Altezza max di lavoro:

30,3 m

43,20 m

Altezza piano di calpestio:

28,3 m

41,46 m

Sbraccio laterale max:

14,2 m

18,20 m

Angolo di rotazione torretta:

360°

Dimensioni navicella (in alluminio): Angolo di rotazione navicella: Portata massima navicella: Carico al suolo max (su cingolo/stabilizzato): Ingombro stabilizzazione (larga/stretta):

2,2 x 0,8 m

86°+86°

90°+90°

230 kg

330 kg

9,41/3,76 kN/m2

3,66/2,02 kN/m2

4,53x4,72 / 2,73x6,55 m

5,64x5,87 / 3,34x8,84 m

Pendenza max. superabile:

17° (31%)

Velocità max. std:

2 km/h

Motore std.:

Kubota D902

Kubota D1803

Motore elettrico:

230Vac

380Vac

Peso operativo std.:

4.250 kg

11.000 kg

con due persone. Questa piattaforma – che sarà equipaggiata con tutti i dispositivi in uso sulle altre versioni – sarà dotata di stabilizzatori con apertura/chiusura di tipo idraulico gestiti da un software in grado di riconoscere il contesto in cui la piattaforma va a operare”.

tutte le soluzioni possibili. Un ampliamento in altezza è ancora possibile (ci sono modelli sul mercato che arrivano a 52 m), ma ritengo che per quanto attiene ai nostri attuali mercati e alla tipologia della nostra clientela la Spider 43 T rappresenti una ‘taglia’ che ci consente di coprire il 90% delle richieste che attualmente riceviamo a livello internazionale. Più che mirare a estendere la gamma, dunque, abbiamo iniziato un restyling dei modelli esistenti. La gamma è composta oggi da otto modelli, proposti in tutte le possibili versioni: tradizionali, ibride ed elettriche”.

Quali sono i margini di sviluppo in altezza per quanto riguarda questa tipologia di macchina? “Pensavamo, con la Spider 33 T, di essere arrivati alla massima altezza considerabile, invece abbiamo verificato che soprattutto i noleggiatori sono oggi orientati anche verso macchine più grandi. Ci è sembrato quindi opportuno sviluppare il nuovo modello da 43 m ai fini di un completamento di gamma e nell’ottica di poterci relazionare con i clienti avendo a disposizione

Quali novità “strutturali” si possono invece apportare a questo tipo di piattaforme? “Non escludo che potremo realizzare delle versioni gommate delle Spider 30 T e 43 T. Abbiamo sbocchi interessanti in Estremo Oriente e lì l’esigenza di utilizzare macchine su gomma è molto sentita, dovendo spesso intervenire all’interno di moschee o edifici con pavimentazioni sensibili. È certamente, questa, un’opportunità da tenere in considerazione”. ■

LA PROGETTAZIONE E FABBRICAZIONE DELLE PIATTAFORME PLATFORM BASKET È INTERAMENTE ITALIANA E GARANTISCE SOLUZIONI TECNOLOGICHE E DI SICUREZZA ALL’AVANGUARDIA

tà di contenere i carichi al suolo. Nella sua progettazione ci siamo focalizzati sulla portata: 330 kg,

1,80 x 0,80 m

„

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 33


MACCHINE SOCAGE

“MA STRADA, ANCORA STRADA”

L’ATTIVITÀ DEL COSTRUTTORE EMILIANO NECESSITA DI UN COSTANTE MONITORAGGIO. È SEMPRE IN DIVENIRE, IN CONTINUO SVILUPPO, AL FINE DI OCCUPARE SEMPRE MAGGIORI SPAZI IN MERCATI DIVERSI TRA LORO. ALL’EVOLUZIONE IN ATTO DELLA GAMMA DI PIATTAFORME AEREE SI AGGIUNGONO IL RECENTE PROGETTO RIFERITO ALLE “AUTOGRÙ” E IL LANCIO DEL RAGNO SPH18 di Ettore Zanatta

34 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


FIORENZO (A SINISTRA) E ALESSANDRO FLISI, RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE E “TEST MANAGER” DEL GRUPPO SOCAGE

“E

senti allora, se pure ti ripetono che puoi fermarti a mezza via o in alto mare, che non c’è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare”. Così recita Eugenio Montale in “A galla”, una delle sue “poesie disperse”. E, parafrasando questa frase, si può estrapolare un concetto che ben si adatta alla filosofia su cui si basa Socage: mai fermarsi, mai pensare di essere arrivati al traguardo, ma ogni volta (ri)mettersi in discussione, per rinnovarsi e migliorare costantemente. E non per mantenersi semplicemente “a galla”, ma per veleggiare a favore di vento in un mercato che sta iniziando a dare decisi segnali di ripresa. Questo è esattamente quello che fa l’azienda di Sorbara di Bomporto (Mo) specializzata nella produzione di piattaforme aeree, che ha re-

centemente avviato un processo di sviluppo che ha coinvolto sia la sua tradizionale gamma di prodotti e le strutture produttive, sia la volontà di proporsi in mercati differenti, con progetti che porteranno alla realizzazione di una gamma di autogrù e di piattaforme ragno. Abbiamo incontrato Fiorenzo Flisi, titolare del gruppo Socage, che insieme a suo figlio Alessandro, “Test specialist” dell’azienda, ci anticipa le novità che saranno esposte a Intermat 2018. In un precedente articolo pubblicato lo scorso anno su OnSite LIFT avevamo già accennato ad alcune importanti novità che stanno caratterizzando l’attività di Socage. Alcune di queste sono state ulteriormente implementate. Queste innovazioni saranno esposte in occasione dell’Intermat di Parigi? “A Intermat 2018, dopo averla esposta in più occasioni nel 2017,

ripresenteremo la piattaforma aerea telescopica ForSte 75 TJJ. Si caratterizzerà per alcune importanti innovazioni: questa macchina a libera circolazione, infatti, già ‘fiore all’occhiello’ della gamma ‘alta’ di Socage (75 m di altezza di lavoro, 40 m di sbraccio, 600 kg di capacità di carico, 700° di rotazione della parte aerea, doppio jib), sarà proposta con un nuovo telaio caratterizzato da una stabilizzazione posteriore tradizionale e una anteriore ‘a bandiera’. Quest’ultima soluzione è stata ideata in sinergia con Vernazza Autogru (il modello acquistato sarà esposto nel nostro stand, avendo peraltro l’azienda genovese un importante mercato in Francia) con l’obiettivo di alleggerire in modo rilevante la struttura del mezzo e poter raggiungere lo sbraccio di 40 m senza adottare alcuna zavorra e rimanendo in un ingombro stradale minimo, mai superiore ai 3 m. Si tratta di un’innovazione molto interessante, che ha già attirato l’attenzione di molti operatori del settore. Un’altra unità è stata recentemente ordinata dalla società specializzata in noleggio Minoege”. Relativamente a questa tipologia di piattaforma sono state recentemente sviluppate anche delle attrezzature particolari. Di cosa si tratta? “Presenteremo anche agli operatori esteri il Convertible Basket, un brevetto Socage che abbiamo marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 35


MACCHINE da 35 a 75 m: la larghezza rimane di 3,5 m, ma la profondità arriva ora a 1.300 mm anziché ai consueti 800-900 mm. Un altro elemento interessante è l’argano che abbiamo recentemente perfezionato (non sarà esposto a Parigi) e che sarà applicabile sulle macchine da 44 a 75 m: consentirà di sollevare fino a 15 q rispetto ai precedenti 9 q”.

LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA FORSTE 75TJJ, FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA GAMMA SOCAGE, SARÀ PRESENTATA A INTERMAT 2018 CON UN NUOVO TELAIO, CARATTERIZZATO DA UNA STABILIZZAZIONE ANTERIORE “A BANDIERA”, PROGETTATA IN SINERGIA CON VERNAZZA AUTOGRU

omologato e che montiamo ufficialmente dallo scorso anno sulle nostre piattaforme. Si tratta di

“

una cesta in alluminio allargabile idraulicamente e con parapetto sollevabile applicabile a macchine

SOCAGE STA RINNOVANDO LA SUA GAMMA DI PIATTAFORME AEREE E, AL CONTEMPO, STA SVILUPPANDO SOLUZIONI DESTINATE A MERCATI PARALLELI

„

LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA 16T. INSIEME ALLA VERSIONE 18T E AL MODELLO 20D FARÀ PARTE DELLA GAMMA STANDARD CHE SARÀ ESPOSTA A INTERMAT 2018 36 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

Le piattaforme con comandi elettroidraulici della serie E (“eXtreme”) montate su telaio X-FACTOR erano già un’innovazione nel loro segmento di mercato. La gamma è stata ulteriormente rinnovata. In che modo? “Stiamo rinnovando l’intera gamma utilizzando un telaio molto più leggero, in tubolare trafilato. Nella nuova serie, quindi, che possiamo definire Standard, nulla viene saldato, se non gli elementi aggiunti lateralmente. Si tratta di una soluzione ideale per i mercati di Italia, Francia e Spagna, avendo un costo generale contenuto. La gamma prevede al momento tre versioni: le 20D (portata di 300 kg; altezza di lavoro di 19,5 m) e 16T telescopica (portata di 300 kg; altezza di lavoro di 15,8 m), entrambe in sagoma, e la

OLTRE ALLE VERSIONI DOTATE DI TELAIO X-FACTOR, SOCAGE PROPONE ORA SUL MERCATO UNA NUOVA GAMMA (STANDARD) DI PIATTAFORME REALIZZATE CON UN TELAIO PIÙ LEGGERO, IN TUBOLARE TRAFILATO


18T telescopica (portata di 300 kg; altezza di lavoro di 17,7 m), disponibile sia in versione in sagoma (sarà la più venduta in ambito europeo) che non in sagoma. Mentre le macchine su telaio X-FACTOR sono più “da prestazione”, quelle Standard sono maggiormente indicate per i noleggiatori, essendo - oltre che più economiche - più leggere e semplici da utilizzare”. Un altro investimento significativo riguarda gli allestimenti… “Abbiamo recentemente raggiunto un importante accordo di collaborazione con Isuzu, attraverso la Midi Europe di Cerea (Vr). Mentre fino a oggi le nostre piattaforme aeree erano montate su veicoli Iveco, Nissan e Renault, ora le stiamo progressivamente allestendo su mezzi di questo marchio”.

“X-FACTOR” E “SPP” Il telaio “X-FACTOR” brevettato da Socage è ormai una soluzione ben nota e apprezzata sul mercato: si tratta di un sistema che comprende quattro stabilizzatori telescopici tangenziali alla ralla di rotazione della parte aerea della piattaforma che, in estensione, acquistano un’extra-corsa rispetto agli stabilizzatori dei telai convenzionali. Questa extra-corsa – che determina una maggiore area di appoggio e una maggiore stabilità della macchina – consente di incrementare le prestazioni in termini di sbraccio, nonché la distanza dalla linea di stabilità raggiungibile dalla cesta. Al contempo, si può usufruire di una diminuzione dell’ingombro e di una riduzione dei pesi gravanti sull’autocarro. Un’altra soluzione per cui l’azienda emiliana è apprezzata sul mercato è rappresentata dai profili SPP (Socage Project Profile), realizzati in collaborazione con Welser tramite l’utilizzo di tecnologie consolidate come la profilatura a rulli, l’impiego di lamiere altamente performanti (Strenx) e la saldatura a laser.

Dopo aver annunciato di voler intraprendere un processo di produzione nel settore delle autogrù, con l’acquisizione dell’azienda Manotti Industrial, ora Socage intende entrare anche in un altro mercato finora rimasto “inesplorato”, quello dei ragni. È in fase di progettazione una nuova ulteriore gamma di prodotto, dunque? “Stiamo preparando una gamma molto interessante di ragni, anch’essi realizzati utilizzando bracci a struttura tubolare e, quindi, molto leggeri. Riteniamo di avere molte cose interessanti da dire anche in questo segmento di mercato, che sta vivendo un momento di forte ripresa. A Intermat esporremo il modello SPH18 da 18 m, ma sono in fase di realizzazione anche un modello da 15 m e uno da 21 m. Per quanto riguarda lo sviluppo della nuova gamma di autogrù, invece, stiamo lavorando assiduamente in modo da poter presentare un’offerta importante in occasione del Bauma 2019”. ■ LA GAMMA SOCAGE, OGGI ALLESTITA SU AUTOCARRI IVECO (NELLA FOTO), NISSAN E RENAULT, SARÀ PROPOSTA IN FUTURO SU VEICOLI ISUZU marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 37


MACCHINE MULTITEL PAGLIERO

VERSATILITÀ ARTICOLATA

L’AZIENDA PIEMONTESE È UN PUNTO DI RIFERIMENTO SUL MERCATO NAZIONALE E INTERNAZIONALE PER QUANTO RIGUARDA IL LAVORO AEREO. TRA LE MACCHINE PROPOSTE SPICCA LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA SMX 250, UNA SOLUZIONE PARTICOLARMENTE COMPATTA E VERSATILE di Pietro Gabrielli

38 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


I

l marchio Multitel - ormai un punto di riferimento per tutti coloro che durante la loro attività si trovano ad affrontare le (molteplici) esigenze tipiche dei lavori aerei - è stato creato negli anni Settanta per contraddistinguere la gamma di attrezzature prodotte dalla Multitel Pagliero di Manta (Cn), realtà tutta made in Italy la cui nascita risale al 1911 e che vanta un’esperienza di oltre mezzo secolo nel campo dell’oleodinamica applicata ad apparecchiature di sollevamento, realizzate perseguendo costantemente una precisa filosofia aziendale: offrire prodotti affidabili e con grandi margini di operatività e sicurezza. Nel corso della sua evoluzione produttiva, la Multitel Pagliero ha avuto peraltro una grande intuizione: l’impiego dell’alluminio. Grazie alla citata esperienza nel settore dell’oleodinamica applicata, negli anni Ottanta l’azienda ha progettato i primi automezzi con elementi strutturali realizzati con questo materiale.

Una costante attività in ricerca e sviluppo, poi, hanno consentito di ampliarne l’utilizzo e di esaltarne caratteristiche quali la leggerezza, la resistenza e il peso, che risulta essere un terzo di quello dell’acciaio. La realizzazione dell’intera gamma produttiva avviene completamente all’interno degli stabilimenti produttivi di Manta: qui, la qualità dei materiali utilizzati, l’impiego di software di progettazione avanzati e la gestione diretta della componentistica meccanica ed elettronica fanno delle piattaforme aeree Multitel Pagliero dei

prodotti sicuri e funzionali, garanzia di elevate prestazioni e riconosciuti dal mercato internazionale come mezzi di grande affidabilità. Nella fattispecie, Multitel Pagliero propone sul mercato piattaforme aeree autocarrate fino a oltre 3,5 t, piattaforme antincendio e piattaforme aeree cingolate, tra cui spicca il modello SMX 250.

Efficienza cingolata La piattaforma aerea cingolata Multitel SMX 250 può operare con gli stabilizzatori in sagoma o estesi (80 kg = un operatore in cesta + equipaggiamento; 200 kg = due operatori + equipaggiamento). Lo sbraccio massimo è di 9,15 o 7 m nel primo caso e di 11,65 o 8,55 m nel secondo. Con gli stabilizzatori in sagoma l’area di lavoro si adatta alla stabilizzazione in spazi ristretti, mentre REALIZZATA IN LEGA DI ALLUMINIO, LA PIATTAFORMA AEREA CINGOLATA MULTITEL SMX 250 È PARTICOLARMENTE VERSATILE ED È UTILIZZATA IN VARI CONTESTI OPERATIVI

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 39


MACCHINE lo sbraccio sull’anteriore e sul lato posteriore del mezzo rimane invariato rispetto alla configurazione estesa. Con gli stabilizzatori estesi, invece, la curva di lavoro si adatta automaticamente all’estensione degli stabilizzatori e consente lo sfruttamento della massima area di lavoro su tutta la circonferenza del veicolo, che presenta una lunghezza in senso di marcia di 4,87 m, un’altezza totale di 2,11 m e un peso complessivo di 2.660 kg. La larghezza, invece, è di 0,98 m a riposo e di 3,4 m con stabilizzatori estesi. La piattaforma SMX 250 è dotata di due postazioni di comando elettrico per le manovre: la pulsantiera per il comando a terra, da collegarsi alla scatola stabilizzatori e utilizzabile per tutti i tipi di manovra; la scatola per il comando dal cesto, posta sullo stesso. Importante è anche il distributore idraulico dedicato ai movimenti e alla stabilizzazione: per quanto riguarda il primo, le valvole per i movimenti di rientro e discesa dei bracci telescopici sono poste sul retro della torretta, al fine di agevolare le manovre di emergenza; per ciò che concerne la stabilizzazione, il distributore è posto sul lato

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma aerea cingolata SMX 250 Altezza massima di lavoro:

25,2 m

Altezza piano calpestio cestello:

23,2 m

Sbraccio massimo di lavoro (stabilizzatori estesi completamente/parzialmente): Rotazione torretta: Rotazione idraulica del cestello:

8,55/7,00 m 360° 90° + 90°

Escursione telescopica dei bracci:

5,25 + 6,40 m

Dimensioni massime del cestello:

1,40 x 0,70 x 1,10 m

Portata cestello:

200 kg

Motore termico:

Kubota Z 602 da 10,9 kW a 3.200 giri/min

Motore elettrico:

2,2 kW / 230 V / 50 HZ / 1.500 giri/min

Velocità massima di traslazione:

2,4 km/h

Pendenza massima superabile:

14° / 25%

Peso totale:

2.660 kg

anteriore dello spider e comprende le valvole per la salita e discesa degli stabilizzatori, l’etichetta riportante il numero e il lato degli stabilizzatori da azionare e quella riportante le istruzioni per azionare il movimento dei cingoli. Dotata di comandi elettroidraulici, la piattaforma Multitel in oggetto

è realizzata interamente in lega di alluminio: ciò garantisce una maggiore resistenza, un minore peso (un terzo rispetto all’acciaio), assenza di ossidazione e una migliore prestazione di lavoro per l’operatore in cesta. La macchina è inoltre dotata di un motore diesel Kubota e di un motore elettrico. ■

LA SMX 250 È STATA UTILIZZATA RECENTEMENTE CON SUCCESSO IN UN INTERVENTO DI MANUTENZIONE A VENEZIA, DOVE SI È DOVUTA DISTRICARE IN UN DEDALO DI PALAZZI RESIDENZIALI. PROTAGONISTA IN CANTIERE È STATA WERENT, SOCIETÀ SPECIALIZZATA NEL NOLEGGIO E NELLA VENDITA DI PIATTAFORME AEREE E CHE HA AGGIUNTO AL SUO GIÀ AMPIO PARCO MEZZI (600 UNITÀ CIRCA, TRA PIATTAFORME SEMOVENTI VERTICALI, TELESCOPICHE, ARTICOLATE E AUTOCARRATE, SOLLEVATORI TELESCOPICI GIREVOLI E FISSI, NONCHÉ MACCHINE MOVIMENTO TERRA, AUTOGRÙ E CARRELLI ELEVATORI) QUESTA VERSATILE PIATTAFORMA MULTITEL 40 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


MACCHINE JMG CRANES

IL FUTURO

È VERDE

OLTRE AL LANCIO DELLA MC 100 RE, PRIMA CARRYDECK NELLA SUA STORIA, L’AZIENDA EMILIANA GUARDA AL FUTURO ANCHE CON UNA NUOVA SEDE, CHE VERRÀ INAUGURATA ENTRO L’ESTATE. QUI SI SVOLGERANNO EVENTI E INIZIATIVE SPECIALI, A PARTIRE DALLA CREAZIONE DI UN MUSEO STORICO DELLE GRU ELETTRICHE di Riccardo Lorenzi

LA NUOVA GRU SEMOVENTE ELETTRICA CARRY-DECK MC 100 RE DI JMG CRANES 42 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


È

un periodo ricco di novità per JMG Cranes, che tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 ha deciso di espandersi ulteriormente. L’azienda piacentina ha infatti acquistato un’area industriale dismessa nella città di Cremona, per adibirla a Centro Eventi. Dalla presentazione di nuove macchine all’accoglienza dei clienti, sono diverse le tipologie di attività che verranno organizzate in un’area di circa 14.000 m², dei quali 8.000 m² edificati. Il CEO Maurizio Manzini spiega che un primo lotto entrerà in funzione prima dell’estate: “I lavori di ristrutturazione del compendio immobiliare sono già iniziati: una parte sarà destinata a un ampliamento della capacità produttiva, dislocando una parte di uffici, un’altra a deposito mezzi e, infine, una parte diverrà un vero e proprio museo storico delle gru pick & carry, dove si potranno ammirare macchine d’epoca. I lavori saranno eseguiti nel rispetto delle scelte ecologiche di risparmio energetico e di utilizzo di fonti rinnovabili, in linea con la filosofia del nostro prodotto rispettoso dell’ambiente”.

Compatte e performanti Anche in questa nuova realtà lo-

MAURIZIO MANZINI HA FONDATO JMG CRANES NEL 2007, SULLA SCORTA DELLA PROPRIA PERSONALE ESPERIENZA VENTENNALE NEL SETTORE DELLE GRU PICK&CARRY

“

MODELLI INNOVATIVI COME LA MC 100 RE CONSOLIDANO LA VINCENTE COMBINAZIONE TRA COMPATTEZZA E GRANDI PRESTAZIONI, CHE CI HA CONSENTITO DI AFFERMARCI COME LEADER DI MERCATO

„

gistica JMG Cranes intende perseguire la propria filosofia operativa, improntata all’innovazione: “Puntiamo sempre sull’innovazione. Non solo quella tecnologica, che pure è diventata la chiave del successo aziendale, ma anche sulla continua ricerca di sviluppi e soluzioni ideali per ogni necessità di movimentazione”, prosegue Maurizio Manzini. JMG Cranes si è contraddistinta su quest’aspetto anche in occasione dello Swedish Steel Prize 2017, il prestigioso riconoscimento conferito da SSAB, l’acciaieria svedese specializzata in acciai strutturali altoresistenziali e lamiere antiusura, che premia le tecniche più innovative utilizzate a livello internazionale con i propri materiali. In quella sede, l’azienda piacentina è salita sul podio grazie alla proposizione della gru semovente elettrica a batteria MC 580, che si è avvalsa di acciaio altoresistenziale Strenx 700 e 900 per la costruzione del braccio idraulico con uscita proporzionale. Con la sua capacità di trasportare 58 t anche in spazi ristretti, la macchina è un alleato fondamentale per gli operatori più esigenti, nonché il top di una gamma che comprende altri sette modelli, con portate da 4,5 a 35 t.

TECNOLOGIE PER LA CRESCITA “JMG Cranes non si ferma mai, è un’azienda in continua evoluzione, rivolta al futuro e pronta a nuove sfide e quindi a nuovi territori da esplorare. Inoltre, JMG Cranes ha una visione del tutto ottimista e fiduciosa, crede fortemente nell’evoluzione del prodotto, del tutto elettrico e a batteria, costruito per durare nel tempo, nel totale rispetto dell’ambiente in cui viviamo”. Così Maurizio Manzini descrive lo stile operativo dell’azienda da lui stesso fondata nel 2007, sulla scorta della propria personale esperienza di oltre 20 anni nel settore delle gru Pick&Carry. Nel 2010 JMG Cranes ha brevettato il braccio con uscita proporzionale, progettato per consentire alle macchine

di sollevare e movimentare carichi con precisione millimetrica. Nel 2014 è stata lanciata sul mercato la gru Pick&Carry MC 450 da 45 t di portata e la crescita aziendale ha abbinato lo sviluppo tecnologico a quello commerciale con l’apertura delle filiali in Francia (2013) e Germania (2015). Il quartier generale è a Sarmato, in provincia di Piacenza. Nel 2016 JMG Cranes ha rilevato Lige, un’azienda con 70 anni di storia nel settore delle gru Pick&Carry. Con l’imminente apertura della nuova sede di Cremona, l’azienda fondata da Maurizio Manzini non solo aumenta il proprio presidio sul territorio nazionale, ma apre nuove porte a ulteriori sviluppi di business, grazie alla possibilità di

organizzare eventi nei quali intercettare le necessità dei propri clienti e partner. marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 43


MACCHINE traddistingue per i suoi elementi innovativi: zavorra posteriore removibile, barra stabilizzatrice frontale e braccio in lamiera d’acciaio piegata e saldata costituito da quattro elementi telescopici idraulici. Con una portata di 13 t, è il top di una gamma che include altre sei versioni, con portate da 2,2 a 9 t. IL RENDER DELLA NUOVA SEDE IN VIA DI RISTRUTTURAZIONE A CREMONA, DOVE UN’AREA DI 14.000 M², DI CUI 8.000 M² EDIFICATI, OSPITERÀ IL CENTRO EVENTI

Le sue notevoli prestazioni, anche in rapporto al peso, sono rese possibili da un design ottimizzato che ha previsto l’impiego di acciai altoresistenziali anche per il telaio, oltre che per il citato braccio, costituito da quattro elementi telescopici, di cui uno fisso orientabile e tre a telescopaggio idraulico proporzionale (angolo di inclinazione +60°/-3°). La MC 580 spicca inoltre per la sua robusta cabina e per la trazione anteriore assicurata da due motori elettrici da 16 kW – 96 V AC (classe di isolamento H). Diversa la concezione della gru JMG MC 130S, che tuttavia condivide alcuni aspetti progettuali come la presenza degli stabilizzatori, normalmente non presenti nelle versioni radiocomandate, e il braccio a quattro elementi, solitamente impiegato per macchine di maggiori dimensioni. Si tratta di una gru compatta elettrica a batteria, quindi non cabinata, e radiocomandata senza operatore a bordo. La MC 130S si con-

La nuova MC 100 RE JMG Cranes punta con sempre maggiore decisione sull’elettrico. La novità in tal senso è la gru MC 100 RE, la prima Carry-Deck nella storia dell’azienda. Lanciato alla fine del 2017, è un modello dotato di torretta girevole a 360° continui e illimitati, girosagoma, radiocomandata,

LA GRU SEMOVENTE ELETTRICA A BATTERIA MC 580 SI AVVALE DI ACCIAIO ALTO RESISTENZIALE STRENX 700 E 900 PER IL BRACCIO IDRAULICO CON USCITA PROPORZIONALE

LA GRU COMPATTA ELETTRICA A BATTERIA MC130 S, NON CABINATA, È RADIOCOMANDATA, SENZA OPERATORE A BORDO. 44 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

LA SEDE PRINCIPALE DI JMG CRANES È A SARMATO, IN PROVINCIA DI PIACENZA, MA L’AZIENDA HA FILIALI ANCHE IN FRANCIA E IN GERMANIA

con portata massima 10 t e stabilizzatori anteriori e posteriori indipendenti, sia orizzontali che verticali. La capacità di carico Pick&Carry, ovvero su ruote, con il braccio in posizione posteriore, è di 5,5 t. Due motori elettrici da 8,5 kW azionano la trazione anteriore, che sfrutta ruote super-elastiche: 365-65-15’’ le anteriori e 300-15’’ le posteriori. Su tutte agisce un sistema di frenatura automatico, mentre l’impianto idraulico è alimentato da una pompa a ingranaggi silenziata da 20 kW, con attuatori controllati dal distributore elettroproporzionale radiocomandato. Il sistema elettronico limitatore del carico, con display per la visualizzazione dei dati operativi di possibile criticità, garantisce la sicurezza secondo i dettami delle norme europee. L’alimentazione avviene mediante una batteria a piastre corazzate 80V-920Ah, mentre un apposito LED serve a monitorare lo stato di carica e il livello dell’elettrolito. Con otto ore di autonomia di lavoro, la nuova MC 100 RE è una gru che si adatta a diverse tipologie di applicazione, anche grazie all’ampia personalizzazione che i clienti possono ottenere. Tra le dotazioni opzionali ci sono il jib a orientamento meccanico o idraulico, il cestello porta-persone, la gru con l’argano a catena, il carica-batteria a bordo e il rabbocco automatico della batteria stessa. Per applicazioni indoor, sono disponibili le ruote anti-traccia, atte a preservare la pavimentazione del sito operativo. ■


MACCHINE RAIMONDI CRANES

UN NUOVO APPROCCIO AL SOLLEVAMENTO IL COSTRUTTORE DI GRU PER L’EDILIZIA HA ANNUNCIATO UN RIVOLUZIONARIO APPROCCIO TECNOLOGICO. A RAPPRESENTARE QUEST’INNOVAZIONE È LA NUOVA GRU A BRACCIO IMPENNABILE LR330 di Stefano Vitali

R

aimondi Cranes, storica azienda fondata nel 1863 e specializzata nel settore delle gru per l’edilizia, ha annunciato un rivoluzionario approccio alla tecnologia di sollevamento pesi presentando la nuova gru a braccio impennabile LR330. Presentata a una esclusiva rete di agenti Raimondi prima di lanciarla tramite una presentazione su larga scala, la gru a braccio impennabile LR330 è ufficialmente pronta da questo mese di marzo. marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 45


MACCHINE

L’OPINIONE

DOMENICO CIANO DIRETTORE TECNICO DI RAIMONDI CRANES

“Raimondi Cranes ha realizzato una proposta di valore mediante ricerche, sperimentazioni e, infine, attraverso lo sviluppo. Siamo fieri di presentare al mercato una gru a braccio impennabile con tecnologia avanzata, prestazioni superiori e una produzione totalmente europea. La gru LR330 è produttiva, resistente, robusta ed efficiente. Come gru ammiraglia della nuova serie a braccio impennabile, abbiamo qui incorporato un innovativo design del braccio a forma di triangolo equilatero al fine di migliorare diversi aspetti della macchina.

Strutturalmente ottimizzato, questo aspetto innovativo consente un migliore imballaggio e trasporto, semplifica la fase di costruzione e riduce l’impatto del vento sul braccio, riducendo così il raggio fuori servizio. Importanti i numeri relativi alla nuova LR330: sei diverse configurazioni di lunghezza del braccio; tre diversi argani di sollevamento; due tipologie di torre (2,1 o 2,3 m di larghezza); 60 i metri raggiungibili dal jib; 67,5 i secondi (1,8 minuti) necessari per sollevare il jib da 15° a 85°; 18.000 i chilogrammi di capacità massima; 3.300 i chilogrammi sollevabili al massimo sbraccio; 0,8 la velocità in giri al minuto raggiungibile con il nuovo meccanismo RSM7, equipaggiato con due motori da 7,5 kW; 4.500 le ore trascorse dalla divisione R&D sulla progettazione meccanica e del sistema di controllo della gru; 12 i mesi spesi nella fase di progettazione della LR330, inclusa l’ideazione dei nuovi argani; 180 i giorni impiegati nei test finali”.

Controllo totale in cantiere Con la gru a braccio impennabile LR330 la facilità di utilizzo è più evidente per gli operatori, che ora possono controllare e adat-

tare il lavoro della macchina alle loro preferenze, riducendo i fattori di stress in cantiere. Insieme al nuovo sistema di controllo di sicurezza Raimondi, con il lancio di questa nuova gru si registra un significativo progresso nelle prestazioni e nel controllo dei movimenti. I gruisti, infatti, possono ora scegliere tra tre diverse configurazioni consentendo modifiche nelle impostazioni relative alle velocità e alle dinamiche di movimento. Questa funzionalità consente di adattare la gru alle loro specifiche esigenze. Inoltre, per ridurre la pressione sull’operatore e, contemporaneamente, incrementare il livello generale di sicurezza in cantiere, il sistema di controllo prevede sensori per monitorare tutti i movimenti della gru e il carico, in modo da supportarlo nell’analisi dei rischi del cantiere stesso. Avvertendo l’operatore con allarmi e interventi diretti, la gru a braccio impennabile LR330 risulta essere “operatore-centrica” e si distingue per agilità e “intelligenza”. Nella realizzazione di questa nuova gru è stata peraltro preso in forte considerazione anche il lavoro in quota, adottando nuove e semplificate procedure di installazione e smontaggio.

PARTICOLARI DELLA NUOVA GRU A BRACCIO IMPENNABILE RAIMONDI LR330. QUESTO MODELLO, DISPONIBILE DA QUESTO MESE DI MARZO, SEGUE IL LANCIO AVVENUTO LO SCORSO ANNO DELLA GRU FLAT-TOP MRT234

46 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


Caratteristiche e prestazioni Il modello LR330 rappresenta la più recente innovazione nel comparto delle gru a braccio impennabile della gamma Raimondi, con sbraccio massimo di 60 m e una capacità massima di 18.000 kg. A braccio completo può sollevare 3.300 kg in modalità Ultra-lift. Sei diverse configurazioni di lunghezza del braccio, da 30 a 60 m, soddisfano tutte le esigenze in termini di configurazioni specifiche del cantiere. La gru a braccio impennabile LR330 può essere inoltre equipaggiata con tre diversi argani di sollevamento: due versioni con tiro in prima e seconda e di potenza pari ad 80 e 110 kW, una

“

LA GRU LR330 È LA PIÙ RECENTE GRU A BRACCIO IMPENNABILE DELLA GAMMA RAIMONDI, CON SBRACCIO DI 60 M E CAPACITÀ DI 18.000 KG

terza versione con tiro in quarta di potenza pari a 80 kW. Le capacità di fune sono rispettivamente 650, 1.000 e 980 m e tutti gli argani possono essere dotati di un fre-

„

no secondario di emergenza. La nuova Raimondi a braccio impennabile segue il lancio avvenuto nel mese di ottobre 2017 della gru flat-top MRT234, che ottimiz-

CON LA GRU LR330 GLI OPERATORI DI GRU CHE ORA POSSONO CONTROLLARE E ADATTARE IL LAVORO DELLA MACCHINA ALLE LORO PREFERENZE, RIDUCENDO COSÌ I FATTORI DI STRESS IN CANTIERE

za la progettazione del controllo elettronico con quella strutturale e meccanica, consentendo una maggiore produttività, sicurezza e una migliore interfaccia utente. ■

MRT223: “PRIMA ITALIANA” A CHIOGGIA L’attività è frenetica in casa Raimondi Cranes. Recentemente, l’azienda ha installato la prima gru a torre MRT223 “italiana” nel cantiere navale CO.NA.VAR. di Chioggia, località che possiede forti legami economici con le industrie marittime. Il cliente aveva bisogno di sostituire una gru preesistente con una macchina moderna ed efficiente, che soddisfacesse le più recenti normative in materia di sicurezza. La MRT223, che è realizzata per ridurre l’impatto ambientale in termini di consumo e inquinamento acustico ed è in grado di lavorare a cicli elevati, vanta una capacità massima di sollevamento incrementata a 14 t e ciò permette al cliente di utilizzarla nelle numerose applicazioni che la propria attività gli richiede. La MRT223 - equipaggiata con un argano speciale capace di sollevare 14 t - è qui montata su una base traslante, trattata con una vernice marina in grado di proteggere la gru e di prolungarne il ciclo di vita in ambiente costiero e dotata di quadri elettrici in acciaio inossidabile, funi zincate e trattamento ‘bord de mer’ (motori trattati per località marittime). Con una lunghezza del braccio di 46,5 m, la gru raggiunge un’altezza sotto gancio di 43,1 m tramite torri “city” da 1,7 m di lato e una base booster speciale di 4,5 x 4,5 m.

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 47


Hands On

SOLLEVAMENTI “XTRA CAPACITY” 48 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC La piattaforma Z-45 XC prevede un sistema di trazione integrale permanente positiva e l’assale oscillante attivo

P LANCIATA SUL MERCATO NEL 2016, QUESTA PIATTAFORMA SEMOVENTE A BRACCIO ARTICOLATO SI È DIMOSTRATA UNA DELLE SOLUZIONI PIÙ APPREZZATE DAL MERCATO ITALIANO. DOTATA DI “CAPACITÀ EXTRA”, CONSENTE DI SOLLEVARE CARICHI PESANTI E DI ESEGUIRE OPERAZIONI SU TERRENI DIFFICILI. SIAMO ANDATI A PROVARLA NEL TRAINING CENTRE GENIE DI UMBERTIDE (PG) di Ettore Zanatta

er rispondere alla crescente domanda, soprattutto europea, di usufruire di piattaforme aeree in grado di garantire una superiore capacità di sollevamento, Terex AWP ha lanciato in occasione dell’ultima edizione del Bauma di Monaco (2016) la piattaforma Genie Z-45 XC, distribuita a partire dalla fine dello stesso anno e dotata, appunto, di “capacità extra”. Questa macchina, che a distanza di poco più di un anno ha ottenuto importanti riscontri anche da parte degli operatori italiani, è in pratica una versione riprogettata del modello “best-seller” di Genie Z-45/25J RT, diesel e fuoristrada. Confidando sulla capacità di sollevamento quasi raddoppiata e su un peso di soli 440 kg in più rispetto al modello standard, nonché su nuove funzionalità come il cestello da 1,83 m a doppio ingresso e su componenti rinforzati per sostenere il peso aggiuntivo in piattaforma, con la Z-45 XC Genie ha vinto la scommessa di garantire ai proprietari un elevato rendimento sul capitale investito sui cui essi contano per il successo della propria azienda. marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 49


Hands On Una piattaforma ad alto rendimento

Il cestello di serie da 1,83 m della piattaforma Genie Z-45/25XC, recentemente riprogettato, prevede un cancelletto pivotante laterale e una barra scorrevole a media altezza sul lato lungo. In piattaforma, il quadro comando è intuitivo e facilmente gestibile dall’operatore

La piattaforma a braccio articolato Genie Z-45 XC, dunque, offre la possibilità di sollevare una vasta gamma di carichi (più) pesanti e di eseguire interventi anche su terreni difficili servendosi di un’unica macchina, senza necessità di ricorrere ad altre apparecchiature di supporto. La Z-45 XC, infatti, si adatta a un

LIFT GUARD : L’ALLARME “A CONTATTO” DI GENIE TM

Il sistema di “allarme a contatto” Lift Guard, disponibile di serie sulla maggior parte delle piattaforme a braccio Z (articolate) e S (telescopiche) a partire dalla fine del 2017, è uno degli accessori di nuova generazione ideato da Genie per garantire una protezione supplementare sulla piattaforma. Si tratta di un dispositivo elettronico di protezione secondaria che attiva immediatamente un allarme qualora un operatore necessitasse di assistenza e viene abilitato ogni volta che si esercita pressione sull’interruttore a pedale presente in piattaforma. Ma come funziona? Il sistema di Allarme 50 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

a Contatto Genie Lift Guard è dotato di un cavo di attivazione posizionato sopra la scatola comandi in piattaforma, il quale si scollega dal suo alloggiamento quando gli viene applicata pressione, attivando così il sistema di allarme; quando il sistema è in funzione, tutte le funzioni di sollevamento e traslazione della macchina vengono bloccate per impedire ulteriori movimenti della piattaforma. Inoltre, viene attivato un allarme luminoso e sonoro che avvisa tutti coloro che si trovano nei pressi della piattaforma Genie che l’operatore potrebbe aver bisogno di assistenza. Il sistema è abilitato solo quando viene

ampio ventaglio di applicazioni nei cantieri edili: offre un’altezza massima di lavoro di 15,9 m e uno sbraccio orizzontale massimo di 7,55 m, oltre a un’altezza massima di scavalcamento di 7,3 m. La Z-45 XC offre peraltro il vantaggio di una doppia area di lavoro, fornendo una capacità di 300 kg


LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC La piattaforma Z-45 XC combina tutte le caratteristiche delle macchine Genie e si caratterizza per una portata quasi doppia rispetto al modello standard Z-45/25J RT. Nella foto, le due versioni a confronto: la struttura di base è similare, mentre il braccio è stato completamente riprogettato

illimitata entro la curva di carico e una capacità di 454 kg limitata ad alcuni punti della curva di carico. Quando utilizzata con il braccio principale in posizione retratta, l’altezza massima di lavoro e lo sbraccio orizzontale della macchina si riducono di soli 1,7 m. Il doppio parallelogramma è una caratteristica standard, comune a tutte le piattaforme Genie

applicata pressione sull’interruttore a pedale e le funzioni non riprendono senza l’intervento umano. Gli allarmi e la limitazione delle funzioni continueranno fino a che il sistema viene resettato, reinserendo in sede il cavo di attivazione (non occorre riavviare il motore o spegnere/accendere l’alimentazione per riportare in funzione la macchina). Se necessario, è possibile mettere in funzione la macchina da terra. Il sistema, di intralcio minimo per l’operatore, è facile da usare, non ostruisce la visuale della scatola comandi o del cantiere, non interferisce con la messa in funzione della macchina e contribuisce a innalzare il livello di sicurezza dei cantieri in cui si lavora. marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 51


Hands On I PUNTI DI FORZA

SISTEMA DI ALLARME A CONTATTO “LIFT GUARDTM”

L’ASSALE OSCILLANTE ATTIVO LA DOPPIA AREA DI LAVORO LA SUPERIORE CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO IL SISTEMA POTENZIATO DI CELLE DI CARICO LA TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE POSITIVA

SUPPORTO RINFORZATO PER IL DISPOSITIVO DI ROTAZIONE

CILINDRI RIPROGETTATI

SISTEMA DI CONTROLLO PROPORZIONALE

MOTORE DEUTZ DA 35,8 KW / 48 HP

ASSENZA DI INGOMBRO POSTERIORE

52 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC

DOPPIO INGRESSO IN PIATTAFORMA

PIATTAFORMA AUTOLIVELLANTE

RAGGIO DI STERZATA RIDOTTO

TRAZIONE A QUATTRO RUOTE MOTRICI

PNEUMATICI FUORISTRADA IN POLIURETANO ESPANSO marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 53


Hands On

Per sostenere il peso aggiuntivo in piattaforma, la Z-45 XC include un supporto rinforzato per il dispositivo di rotazione, un jib più ampio e cilindri rinforzati

Per adattarsi alla sua maggiore portata, inoltre, la piattaforma semovente Z-45 XC prevede un supporto rinforzato per il dispositivo di rotazione, un jib più ampio e cilindri riprogettati. Per aumentare le prestazioni, ridurre il tempo di calibrazione e migliorare la produttività complessiva, poi, questo modello con capacità extra presenta anche un sistema potenziato di celle di carico. Per aumentare le prestazioni, ridurre il tempo di calibrazione e migliorare la produttività complessiva, la piattaforma Z-45 XC presenta un sistema potenziato di celle di carico

Quando utilizzata con il braccio principale in posizione retratta, l’altezza massima di lavoro e lo sbraccio orizzontale della piattaforma si riducono a 1,7 m e consentono peraltro un’agevole traslazione della macchina in diverse condizioni e pendenze del terreno, come ci mostrano l’operatore Roberto Colonni e Marco Corradi, “Territory Sales Manager” di Genie in Italia

54 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

Massima efficienza per l’operatore Parlando di efficienza dell’operatore, la piattaforma Genie Z-45 XC prevede di serie il cestello da 1,83 m a doppio ingresso: esso presenta un cancelletto pivotante laterale e una barra scorrevole a media altezza frontale per fornire un accesso facile e veloce a operatori che indossano la cintura porta-attrezzi, trasportano attrezzi o necessitano di caricare materiali in piattaforma. Sono anche inclusi otto agganci per i cordoni di sicurezza in


LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC

La piattaforma aerea Genie Z-45 XC prevede di serie il cestello da 1,83 m a doppio ingresso recentemente riprogettato. Presenta un cancelletto pivotante laterale e una barra scorrevole a media altezza sul lato lungo per fornire un accesso facile e veloce a più operatori

ORGOGLIO ITALIANO La piattaforma Z-45 XC offre il vantaggio della doppia area di lavoro, fornendo una capacità di 300 kg illimitata entro la curva di carico e una di 454 kg limitata ad alcuni punti di essa (la portata della versione Z-45/25J RT era di 227 kg)

modo da concedere agli operatori la libertà di movimento necessaria per lavorare in qualsiasi punto della piattaforma. Trattandosi di una delle poche macchine di questo genere adattata per rispondere alla crescente necessità di consentire il lavoro in quota in modo sicuro con carichi sempre più pesanti, la piattaforma Z-45 XC combina tutte le caratteristiche delle macchine Genie preferite dai clienti, con una portata quasi doppia rispetto al citato modello standard Z-45/25J RT. In aggiunta ai comandi proporzionali intuitivi - che offrono funzionalità estremamente apprezzate dagli operatori come il posizionamento di alta precisione e la facilità di manovra - i clienti del costruttore statunitense hanno potuto verificare in svariate applicazioni come la sua capacità extra consenta loro di gestire molteplici compiti più gravosi del normale. Dato che gli operatori possono scendere a caricare il cestello meno frequentemente, ciò permette loro anche

di risparmiare tempo e di lavorare in modo più efficiente. Questi benefici rispondono a una crescente tendenza di mercato che, secondo le attese del costruttore statunitense, porterà questo modello a essere sempre più richiesto da parte degli operatori, permettendo alle società di noleggio di ottenere un ottimo rendimento sull’investimento e incrementare rapidamente la redditività generale.

La Z-45 XC è uno dei modelli di piattaforme a braccio Genie interamente prodotti nel polo produttivo di Umbertide (Pg), sul cui sviluppo Terex AWP continua a investire per renderlo un centro di eccellenza europeo di progettazione e produzione. Costruire in Europa per l’Europa permette al costruttore statunitense di essere sempre più vicino ai clienti europei, in termini di specifiche di prodotto e di tempi di consegna e allo stesso tempo di capitalizzare su processi di produzione lean già testate nel polo produttivo di Redmond, Stati Uniti. Altri prodotti “made in Italy” a marchio Genie sono Z-51/30 J RT, Z-62/40, Z-33/18, S-65 e S-65 Trax.

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 55


Hands On XC: CAPACITÀ SUPERIORE

Negli ultimi anni, al fine di soddisfare le crescenti richieste degli operatori di lavorare in sicurezza sollevando carichi sempre più pesanti con la stessa macchina, Genie ha continuato ad ampliare la sua gamma di piattaforme Xtra Capacity. Concepite per lavorare in una vasta gamma di applicazioni che richiedono una capacità di sollevamento rilevante, queste versioni si identificano nei cantieri e nei piazzali delle società di noleggio grazie alla sigla “XC”.

Gli altri valori aggiunti Oltre a garantire benefici in termini di risparmio, come l’intercambiabilità dei ricambi e la facilità di manutenzione tipiche dei prodotti Genie, la piattaforma Z-45 XC è dotata di serie del motore diesel Deutz D2011L03i a 3 cilindri da

Oltre alla piattaforma semovente a braccio articolato Z-45 XC, lo scorso anno Genie ha lanciato sul mercato altre interessanti evoluzioni, tra cui le piattaforme a braccio telescopico SX-105 XC, SX-125 XC, SX-135 XC e S-85 XC, presentate anch’esse in occasione dell’ultima edizione della fiera Apex, ad Amsterdam, durante la quale i rappresentanti dell’azienda statunitense avevano affermato che “i prodotti Genie Xtra Capacity, elettrici e ibridi, sono stati progettati per incrementare il valore aggiunto per i clienti finali, massimizzare il loro rendimento in quanto investimento grazie all’aumento del campo d’utilizzo e ridurre il costo totale di proprietà. Crediamo fortemente che i nostri prodotti offrano ai clienti i vantaggi necessari per anticipare le nuove sfide del mercato e guardare al futuro con fiducia”.

35,8 kW (48 HP). La piattaforma, poi, può essere manovrata agevolmente alla massima altezza e a pieno carico e presenta caratteristiche uniche Genie come il sistema di trazione integrale permanente positiva e l’assale oscillante attivo. Altre caratteristiche fondamentali

La piattaforma è equipaggiata con pneumatici fuoristrada riempiti in poliuretano espanso

di questa piattaforma con capacità extra includono il raggio di sterzata ridotto e l’assenza di ingombro posteriore, fattori pensati per offrire la facilità di manovra necessaria a lavorare in modo efficiente in cantieri congestionati, oltre a una piattaforma autolivellante con rotazione idraulica di 160° e a pneumatici fuoristrada riempiti in poliuretano espanso. ■

Anche tutti i componenti elettrici e idraulici, posti sul lato sinistro della piattaforma Z-45 XC, sono facilmente accessibili

La Z-45 XC è dotata di un motore Deutz D2011L031i a 3 cilindri, da 35,8 kW (48 HP), comune a tutta la famiglia di piattaforme Z45. È di semplice manutenzione anche grazie a un carrello estraibile che consente di accedere in modo estremamente agevole a ogni suo punto

56 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


LA PIATTAFORMA A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 XC

Tra le peculiarità di questa piattaforma sono da citare anche il raggio di sterzata ridotto e l’assenza di ingombro posteriore (girosagoma): queste caratteristiche assicurano a facilità di manovra necessaria a lavorare in modo efficiente nei cantieri congestionati

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma Genie Z-45 XC Altezza massima di lavoro:

15,86 m

Altezza piano di calpestio:

13,86

Portata: Peso:

300/454 kg 6.870 kg

Dimensioni (lunghezza x larghezza x altezza): 6,66 x 2,29 x 2,25 m Sbraccio orizzontale:

7,55 m

Altezza di scavalcamento:

7,22 m

Altezza da terra:

0,37 m

Rotazione piattaforma/jib verticale/torretta: Raggio di sterzata (interno/esterno): Ingombro posteriore (jib alzato/ripiegato): Pendenza superabile (4x4 chiusa):

160°/135°/355° continua 1,68/4,50 0,58/0,81 m 45%

Motore:

Deutz D2011L03i, 3 cilindri

Potenza motore:

35,8 kW / 48 HP

Alimentazione ausiliaria: Velocità di traslazione (chiusa/ritratta):

12V DC 7,24/0,5 km/h

Capacità serbatoio (carburante/idraulico):

64,35/83 l

Livello pressione sonora (piattaforma/a terra):

82/87 dBA

Pneumatici:

315/55 D20 marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 57


COMPONENTI MAGNA TYRES GROUP

L’OLANDESE

PERFORMANTE

“PRODUCT OF HOLLAND” È LO SLOGAN SCELTO DALL’AZIENDA, A TESTIMONIANZA DI UNA VOCAZIONE SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE, PER PRESENTARE ANCHE IN ITALIA LA SUA VASTA GAMMA DI PNEUMATICI DESTINATA A MOLTEPLICI TIPOLOGIE DI APPLICAZIONI di Riccardo Lorenzi

P

ur essendo presente in Italia solo da un paio d’anni, Magna Tyres Group è un brand già molto familiare sul nostro mercato. La sua popolarità deriva da una solida esperienza internazionale, che ne certifica i presupposti di qualità, e dalla versatilità che si traduce nella produzione

58 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

di pneumatici di diverse tipologie. L’azienda olandese presidia con autorevolezza quattro macro-aree molto importanti come quelle del movimento terra, delle applicazioni industriali e portuali, nonché degli autocarri e delle macchine per l’agricoltura. Il suo know-how si è consolidato nell’arco di quattro decenni di esperienza nel set-

tore della produzione e commercializzazione di mescole di gomma di qualità superiore. Sulla base di quest’esperienza, Magna Tyres Group ha sviluppato pneumatici di alta qualità per diverse applicazioni, anche complesse. Il successo riscontrato nei diversi ambiti di competenza ha portato l’azienda ad allargare la propria zona di influenza in campo internazionale: i suoi prodotti sono presenti in oltre 110 paesi del mondo (con una crescita costante) e sono attivi uffici dedicati alla vendita in 10 diverse nazioni. Anche la rete vendita e distribuzione di Magna Tyres Group è in continua espansione, situazione che ha portato alla decisione di costruire un nuovo deposito di


24.000 m² nei Paesi Bassi, potenziando lo spazio di magazzino allo scopo di far fronte alle crescenti richieste dei partner internazionali e di fornire il migliore servizio - e la massima disponibilità - a produttori di primaria importanza come, ad esempio, Terex, Liebherr e Sennebogen.

Sempre all’altezza Dalle macchine movimento terra ai trattori agricoli, ma anche autogrù, sollevatori telescopici, carrelli elevatori e macchine portuali: c’è sempre una soluzione Magna Tyres che si adatta alle esigenze dell’utilizzatore finale. Nella scelta dello pneumatico più adatto al proprio lavoro, bisogna infatti tenere conto di diverse caratteristiche, per le quali il brand olandese presenta soluzioni differenziate. Cominciamo dalla profondità del battistrada, che distingue quattro “famiglie” di prodotti in base proprio alla cosiddetta “altezza”, che si lega alla funzio-

L’OPINIONE “Siamo molto ottimisti rispetto alle opportunità che ci vengono offerte dal mercato italiano. Pur essendo una presenza ancora giovane in Italia, fin dal primo giorno siamo cresciuti in maniera significativa. Anche in occasione di recenti manifestazioni fieristiche locali i nostri pneumatici hanno riscosso un notevole interesse. Ci aspettiamo che il 2018 segni un’ulteriore crescita, dopo quella registrata nel 2017. I segnali del mercato sono incoraggianti, soprattutto perché vediamo che sempre più aziende vogliono investire su pneumatici di qualità, invece che su prodotti a basso costo. Per un’azienda come la nostra, che punta all’eccellenza, è davvero la condizione migliore nella quale operare. Pur nella consapevolezza del fatto che l’Italia si porta ancora addosso i segni della recente crisi economica, notiamo che diverse aziende sono in sintonia con noi e con il nostro approccio nei confronti della qualità dei prodotti. I clienti sono stimolati dalla possibilità di avere a che fare con una multinazionale, che presenta molti vantaggi. Uno dei principali è il fatto che Magna Tyres vanta uno dei più grandi magazzini europei di pneumatici per il movimento terra e per le applicazioni industriali. Questo per molti dealer rappresenta un plus decisivo, insieme alla rilevante flessibilità nell’eseguire le forniture. Per recepire al meglio quella che noi chiamiamo la ‘Magna experience’, il miglior consiglio che mi sento di dare ai clienti è: provate i nostri pneumatici, perché toccarne con mano la qualità è il modo migliore per essere certi del loro valore. Siamo così convinti del valore del nostro prodotto che intendiamo espandere ulteriormente la nostra rete, così che sempre più utilizzatori finali abbiano la possibilità di ordinare direttamente pneumatici Magna Tyres. È l’obiettivo principale che ci poniamo per il prossimo anno, dal quale ci aspettiamo la conquista di un’ulteriore quota di mercato. Inoltre, stiamo rifornendo diversi grandi produttori di attrezzature originali e STEPHAN VAN LEEUWEN ciò genererà un’ulteriore domanda per i nostri prodotti anche nel settore Aftermarket”. SALES MANAGER ITALIA, MAGNA TYRES GROUP marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 59


COMPONENTI

ne a cui sono destinati gli pneumatici e alle condizioni della superficie operativa. Va inoltre preso in considerazione l’indice di carico (LI) e il carico massimo (KG), che differenza i prodotti in base alla capacità di reggere alle sollecitazioni derivanti dall’applicazione nella quale vengono utilizzati. In ogni caso, Magna Tyres fornisce pneumatici che garantiscono una resistenza elevata, in base alla loro particolare struttura. Nella costruzione delle tele di tipo convenzionale la corona e i fianchi sono formati dalla stessa struttura; quindi, il battistrada soffre la flessione dei fianchi causando

DALLE PALE GOMMATE AI DOZER, DAGLI ESCAVATORI GOMMATI ALLE MINIPALE E AI TRATTORI AGRICOLI, MA ANCHE AUTOGRÙ, SOLLEVATORI TELESCOPICI, CARRELLI ELEVATORI E MACCHINE PORTUALI: C’È SEMPRE UNA SOLUZIONE MAGNA TYRES CHE SI ADATTA ALLE ESIGENZE DELL’UTILIZZATORE FINALE 60 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


la deformazione dell’area di contatto dello pneumatico sul suolo e anche del movimento nell’area di contatto del battistrada. Nella struttura radiale completamente in acciaio, di tipo multifunzionale, il fianco e il battistrada invece funzionano separatamente. Il bat-

tistrada quindi non soffre la flessione dei fianchi, ottenendo così una minore deformazione dell’area di contatto dello pneumatico sul suolo, un minore movimento nell’area di contatto del battistrada e l’assenza di movimento tra le tele della carcassa.

A OGNUNO IL PRODOTTO GIUSTO: LO PNEUMATICO MAGNA MA03+ È PROGETTATO SPECIFICATAMENTE PER LE GRU MOBILI, MENTRE MAGNA MB01 VIENE GENERALMENTE MONTATO SUI MOVIMENTATORI DI CONTAINER, GRAZIE ALLA SUA ELEVATA RESISTENZA A FORATURE E ABRASIONE

Nel settore del movimento terra, l’ampia varietà di macchine e il relativo utilizzo richiedono lo sviluppo di una vasta gamma di pneumatici, suddivise secondo gli standard internazionali in quattro categorie: ISO (Organizzazione Standard Internazionale), ETRTO (Organizzazione Tecnica Europea per i Pneumatici ed i Cerchi), TRA (Associazione Pneumatici e Cerchi) e JATMA (Associazione Giapponese di Produttori di Pneumatici per Auto). Le diverse profondità e i disegni speciali del battistrada per usi molto specifici sono identificati da un numero, che si riferisce alla tipologia di suolo e alle condizioni di utilizzo per il quale il quale lo pneumatico è maggiormente indicato. ■ LA RETE VENDITA E DISTRIBUZIONE DI MAGNA TYRES GROUP È IN CONTINUA ESPANSIONE E CIÒ HA PORTATO ALLA DECISIONE DI COSTRUIRE UN NUOVO DEPOSITO DI 24.000 M² NEI PAESI BASSI, POTENZIANDO LO SPAZIO DI MAGAZZINO ALLO SCOPO DI FAR FRONTE ALLE CRESCENTI RICHIESTE DEI PARTNER INTERNAZIONALI

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 61


TECNOLOGIE MP FILTRI

Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici - PRIMA PARTE -

LA PRESENZA DI PARTICELLE SOLIDE ALL’INTERNO DEI SISTEMI OLEODINAMICI NE INFLUENZANO PRESTAZIONI E AFFIDABILITÀ. LO SFORZO COLLETTIVO È RIVOLTO ALLA RICERCA DI SOLUZIONI CHE LIMITINO GLI EFFETTI DELL’USURA DEI COMPONENTI, SPESSO DISASTROSI, CONSENTENDO UN CORRETTO LIVELLO DI PULIZIA DEI FLUIDI E UN ADEGUATO MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE. QUEST’ARTICOLO, CHE PROPONIAMO IN DUE PARTI, EVIDENZIA I REQUISITI NECESSARI PER MONITORARE I SISTEMI IN SERVIZIO E INDIVIDUARE LE SOLUZIONI DISPONIBILI PER GARANTIRE UN OTTIMALE MANUTENZIONE di Geoff Grant

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tudi di settore hanno stabilito che la presenza di particelle solide di sporco nei fluidi oleodinamici è il fattore che, in modo più rilevante, ne influenza l’affidabilità e la durata. È stimato che tra il 20% e il 70% di guasti a impianti e macchinari sono dovuti a sporco nel lubrificante. In particolare, il sondaggio inglese DTI ha quantificato la relazione tra il livello di affidabilità e quello di sporco nei sistemi come riportato nelle specifiche ISO 4406 (Figura 1): ovviamente, più basso è il livello di sporco e più alta è l’affidabilità del sistema (e più lunga la durata). 62 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


La filosofia del monitoraggio di pulizia

FIGURA 1. RAPPORTO TRA IL LIVELLO DI SPORCO E L’AFFIDABILITÀ IN UN SISTEMA OLEODINAMICO

Da quando è stato effettuato il sondaggio DTI, circa 30 anni fa, si sono registrati significativi passi avanti nell’industria della trasmissione di potenza tramite fluidi: progettisti, costruttori di impianti e utilizzatori finali hanno ormai compreso l’importanza dei benefici apportati dall’utilizzo di fluidi puliti. I processi di pulizia sono stati estesi in ogni fase produttiva e come prevenzione di eventuali successivi danni. È stato altresì appurato che un corretto monitoraggio dei fluidi rappresenta l’azione più sensata e probabilmente anche la meno costosa da considerare ed è per questo motivo che è stata integrata quale operazione tecnica primaria in ogni fase della gestione dei fluidi. Per garantire una gestione corretta di queste operazioni è peraltro fondamentale dotarsi di strumenti di misurazione che forniscano dati certi e affidabili, in modo che qualsiasi aumento significativo del livello di contaminazione sia prontamente individuato e corretto. Di seguito, evidenziamo i requisiti necessari a eseguire un ottimale monitoraggio del livello di contaminazione dei circuiti oleodinamici e le tecniche più efficaci. GEOFF GRANT, RESPONSABILE DIVISIONE CMP PRODUCT DELLA FILIALE MP FILTRI (UK) LTD. E AUTORE DI QUEST’ARTICOLO, STA ESEGUENDO UN TEST APPLICATIVO CON UN CONTATORE DI PARTICELLE DI NUOVA GENERAZIONE DELL’AZIENDA DI PESSANO CON BORNAGO (MI), PUNTO DI RIFERIMENTO MADE IN ITALY PER QUANTO RIGUARDA SOLUZIONI PER LA FILTRAZIONE NEL SETTORE OLEODINAMICO

Come accennato, la maggior parte dei moderni sistemi oleodinamici sia di potenza fluida che di lubrificazione – è oggi progettata per funzionare con un adeguato livello di pulizia del fluido. Ciò viene chiamato RCL (Required Cleanliness Level) e la sua importanza non dev’essere sottovalutata: esso è il livello base che i filtri del sistema devono raggiungere e mantenere per tutto il loro ciclo di vita. Altrettanto importanti dovrebbero essere considerate le specifiche di pulizia di tutti i processi di produzione che ne precedono la

IL CONTATORE DI PARTICELLE LPA2, PREDECESSORE DELLA VERSIONE LPA3 DI MP FILTRI

consegna, ad esempio i cicli di lavaggio, l’assemblaggio del sistema e il processo di flussaggio. Per comprendere appieno l’effetto inquinante che può gravare sui componenti è auspicabile un’adeguata conoscenza dei processi di usura da parte delle parti in causa. Le particelle contaminanti che vanno a contatto con le superfici dei componenti ne causano l’usura e la riduzione nelle prestazioni e ciò accade durante ogni processo di lavorazione, in misura maggiore o minore. Le particelle di contaminante devono quindi essere rimosse dal processo al più presto, per ridurre - se non eliminare - gli effetti e i danni conseguenti. Durante il ciclo di lavoro i sistemi idraulici prevedono generalmente attività tali che eventuali detriti ge-

IL CONTATORE DI PARTICELLE DI NUOVA GENERAZIONE LPA3 DI MP FILTRI, COSÌ COME IL SUO PREDECESSORE LPA2, MISURA E MOSTRA AUTOMATICAMENTE LE PARTICELLE DI CONTAMINANTE, IL LIVELLO DI UMIDITÀ E TEMPERATURA E LA PRESSIONE DEL SISTEMA

nerati da usura vengono diffusi ripetutamente nei sistemi stessi. Se non si interviene prontamente questo fenomeno può generare un’usura accelerata dei componenti, poiché una sostanziale quantità di detriti va a generare la rottura delcomponente in breve tempo. In tali circostanze, l’affidabilità del sistema sarà instabile e insicura e anche se non si verificherà alcun guasto, la superficie del componente potrebbe presentarsi così usurata da non garantire le prestazioni riportate a progetto e certamente esso non raggiungeràil ciclo di vita programmato e auspicato. Il ruolo della filtrazione in questo processo può essere verificato valutando come i componenti reagiscono fino a causare un guasto definitivo. (Figura 2) Se il livello di filtrazione è stato selezionato correttamente per il sistema in questione – sulla base di specifici requisiti di sensibilità, sul contaminante dei componenti e

FIGURA 2. TASSO DI GENERAZIONE DELLE PARTICELLE FINO AL GUASTO marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 63


TECNOLOGIE

TRA LE ALTRE SOLUZIONI, MP FILTRI PROPONE UN’AMPIA GAMMA DI ACCESSORI DA UTILIZZARE IN ABBINAMENTO AI CONTATORI LPA2 E CML2 PER LE ANALISI STATICHE DEGLI OLI, DISPONIBILI PER CONTENITORI FINO A 500 ML

sulla durata di affidabilità prevista dall’utente – il tasso di usura sarà limitato e tenuto sotto controllo. Un limitato numero di particelle di piccole dimensioni (<10 μm) possono generalmente passare attraverso le tolleranze dei componenti senza produrre ulteriori particelle di usura. Anche quando vengono bloccate in uno spazio libero esse vengono facilmente fratturate, producendo solo un mimino effetto sulle altre superfici. Questa modalità di usura è molto “lieve” (“benigna”) e consente di garantire al componente un funzionamento affidabile e di lunga durata. Se viene selezionato un grado di filtrazione sbagliato o se il filtro esistente presenta debolezze che ne riducono le prestazioni si verificherà un aumento del livello di contaminazione. Ciò provoca un aumento sia del numero che della dimensione delle particelle generate, causando modifiche repentine al meccanismo di usura: da un livello lieve si passerà a un’usura altamente abrasiva, generando grandi quantità di materiale che saranno da rimuovere dal fluido. Se tale cambiamento non viene rilevato e corretto, 64 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

quest’usura produrrà progressivamente particelle ancora più grandi con un esito negativo, spesso “catastrofico”, sul componente. Lo scopo delle forme più tradizionali di monitoraggio è l’individuazione di un imminente guasto in modo che il componente possa essere messo fuori servizio prima di danneggiarsi irrimediabilmente, con gravi conseguenze, anche economiche. Nel monitoraggio della pulizia la filosofia è completamente diversa: campioni di fluido vengono analizzati e a qualsiasi aumento significativo di piccole particelle corrispondono azioni tempestivamente attuate per correggere la situazione e riportare l’usura a un livello più idoneo nel più breve tempo possibile. Solo così si può garantire un funzionamento affidabile e di lunga durata dei componenti.

carli e interpretarne i dati, nonché considerare correttamente come il monitoraggio dei contaminanti possa integrarsi nell’infrastruttura esistente. Quali sono i requisiti per un corretto monitoraggio della pulizia dei fluidi? Esso dev’essere in grado di misurare varie concentrazioni di contaminante, anche relativamente basse (<10 μm), nonché una vasta gamma di dimensioni e granulometrie; deve fornire dati come indicato nelle normative ISO 4406 o AS4059; deve garantire precisione e ripetibilità e fornire risultati immediati (o, almeno, in un periodo di tempo breve, affinché le azioni correttive possano essere eseguite con un ritardo minimo); dev’essere in grado di analizzare una vasta gamma di fluidi idraulici e deve infine avere un costo “accettabile”.

Individuazione del corretto monitoraggio

La gamma di dimensioni generalmente accettata per quanto riguarda i sistemi fluidi va da 4 a 70 μm (la maggior parte dei sistemi di classificazione di pulizia offre tali dimensioni). Tuttavia, si deve evidenziare che la misura di pulizia dei componenti può andare fino a 1.000 μm. Esistono due metodi per misurare la pulizia nei fluidi di processo: Off-line e Online. (Figura 3) Tramite il primo, si preleva un campione del fluido dal sistema e, raccolto in un contenitore opportunamente pulito, esso va alla successiva analisi, ese-

La selezione del corretto monitoraggio dipende dai requisiti richiesti dall’utente e, in parte, dall’utilizzatore finale. In generale, occorre valutare attentamente tali requisiti prima di adottare un sistema di monitoraggio: ciò può sembrare ovvio, ma l’esperienza insegna che spesso gli utenti fanno scelte che sembrano idonee, per poi ritrovarsi a porre rimedi, anche costosi, in seguito. L’operatore deve acquisire familiarità con il principio dei dispositivi, su come appli-

FIGURA 3

Dimensioni e funzionamento


guita sul posto di lavoro o, come più spesso accade, in laboratorio. Il processo richiede tempo, considerando il campionamento, l’ottenimento dei dati e l’individuazione delle possibili azioni correttive. Tale tempo che può variare da ore, se l’analisi è eseguita in situ, a settimane, se inviata a un laboratorio esterno. Ciò non sarà un problema se il processo è sotto controllo, ma potrebbe essere disastroso se il livello di contaminazione è in fase di rapido cambiamento. Un altro problema connesso al metodo Off-line è che la contaminazione viene aggiunta nel campionamento e nella gestione dei processi. Ciò può generare errori sostanziali, produrre variabilità nei dati e azioni correttive inutili. I livelli di pulizia dei moderni sistemi di filtraggio sono così alti che questa sporcizia estranea può completamente mascherare quelli di sporcizia nel sistema. Ciò rende quasi impossibile l’interpretazione corretta dei dati. Il vantaggio di questa modalità di campionamento è che c’è una gamma molto ampia di tecniche e strumenti disponibili a supporto dell’utente (analisi al microscopio, spettrografiche, agli infrarossi, eccetera) in grado di individuare la causa principale dell’aumento di contaminazione. Il metodo online prevede invece la connessione diretta degli strumenti al sistema o al processo, alla linea principale di flusso o al serbatoio: elimina quindi l’induzione a errori e assicura un’ottimizzazione nelle tempistiche tra il prelievo dei campioni e l’ottenimento dei dati. Sono disponibili a loro volta due sistemi: mobile o fisso. Il primo prevede unità mobili

in grado di monitorare un elevato numero di sistemi in situ e offrire una conseguente adeguata soluzione economica. Tuttavia, esso evidenzia i seguenti svantaggi: l’unità dev’essere svuotata ogni volta che viene fatta una connessione per rimuovere i detriti generati (ciò può richiedere fino a 40 minuti di tempo); un significativo volume di fluido può andare “perso” se il tubo di scarico non viene fatto confluire correttamente verso il serbatoio; una contaminazione dei fluidi può verificarsi se l’unità viene utilizzata con sistemi aventi differenti fluidi idraulici; il processo di analisi non è immediato a causa della necessità di recarsi fisicamente sul posto; il risultato può non essere realmente rappresentativo del fluido nel sistema. Il sistema fisso è l’opzione preferita rispetto a quella portatile, questo perché: i dati sono continuamente disponibili, così che eventuali aumenti di contaminazione possono essere rilevati

L’APPARECCHIO ICM È IN GRADO DI MISURARE AUTOMATICAMENTE E VISUALIZZARE I LIVELLI DI CONTAMINAZIONE DA PARTICELLE SOLIDE, UMIDITÀ E TEMPERATURA PRESENTI IN SVARIATI FLUIDI IDRAULICI. È STATO CONCEPITO SPECIFICATAMENTE PER IL MONTAGGIO DIRETTO SU SISTEMI CHE RICHIEDONO MISURAZIONI O ANALISI CONTINUE E DOVE IL RISPARMIO DI SPAZIO E LA RIDUZIONE DEI COSTI SONO UNA PRIORITÀ

immediatamente e relative azioni correttive possano essere prontamente attuate. Inoltre, non è necessario lavare l’unità prima di effettuare la misurazione; non si verifica alcuna perdita di fluidi e le tempistiche di campionamento possono essere ottimizzate. Ognuno di questi metodi di analisi richiede uno strumento specifico. Ciò, in passato, ha influito molto sulle azioni degli utilizzatori, che talvolta non avevano le risorse necessarie per considerare tutte le corrette strumentazioni. Tuttavia, le evoluzioni registrate in termini di tecnologia hanno portato a una riduzione dei costi di questi dispositivi e ora determinati – e più idonei – investimenti non sono più così proibitivi. ■ LE UNITÀ DI FILTRAZIONE MOBILI UFM 041 SONO IDEALI PER IL RIEMPIMENTO E IL RABBOCCO DI FLUIDI IDRAULICI E DI FLUIDI PER LA LUBRIFICAZIONE. SI DISTINGUONO PER UNA PORTATA DI 33 L/MIN, UNA PRESSIONE MAX. DI 5 BAR E PER I MOTORI ELETTRICI MONOFASE/TRIFASE marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 65


Dossier

FORMAZIONE VINCENTE GLI OBBLIGHI DI LEGGE SONO STRINGENTI E RIGUARDANO TUTTE LE ATTIVITÀ, I LORO DIPENDENTI E COLLABORATORI E TUTTI COLORO CHE, A QUALUNQUE TITOLO, UTILIZZANO MACCHINARI POTENZIALMENTE PERICOLOSI. TUTTAVIA, NON È “SOLO” UNA QUESTIONE DI REGOLE E SICUREZZA: UNA FORMAZIONE EFFICACE È SOPRATTUTTO LA CHIAVE PER VINCERE LE SFIDE DI UN MERCATO IN COSTANTE EVOLUZIONE. ECCO COSA NE PENSANO I PROTAGONISTI di Lorenzo Zacchetti

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uello della formazione è un percorso da intraprendere sia per scelta che per necessità. A livello legislativo, l’obbligatorietà di svolgerla per chi

493/96 (segnaletica di sicurezza) e la 494/96 (sicurezza sul lavoro nei cantieri edili), così come le precedenti leggi emanate a partire dagli anni Cinquanta, esso è andato a costitu-

lavora con mezzi, macchinari e attrezzature è regolamentata dal decreto legislativo 81/08 e dall’Accordo StatoRegioni del 22 febbraio 2012. Quella entrata in vigore nell’aprile di 10 anni fa è una norma che rappresenta un punto di svolta sull’argomento, specificando i dettami della formazione come elemento-chiave della gestione della sicurezza sul lavoro. La sua introduzione, in combinazione con il successivo decreto legislativo 106/2009, ha aggiornato e riformulato il quadro normativo. Incorporando la Legge 626, risalente al 1994, nonché abolendo la

ire un vero e proprio Testo Unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro. In continuità con le normative comunitarie sul tema, il Testo Unico rappresenta il codice di riferimento in termini di contrasto agli infortuni e alle malattie professionali. I suoi dettami riguardano tutte le aziende, pubbliche e private, con almeno un lavoratore, a prescindere dal tipo di ragione sociale, dal settore di attività di appartenenza e dalla tipologia del rischio. Devono adeguarsi al D.Lgs. 81/08 anche le attività d’ufficio più semplici, le piccole attività commerciali, le imprese familiari e i lavo-

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ratori autonomi. Fanno eccezione solo le attività senza lavoratori o nelle quali l’unico lavoratore sia il datore di lavoro stesso. Un punto di fonda-

mentale importanza, che rappresenta anche un salto dal punto di vista culturale, è che il concetto di “lavoratore” non si limita al solo personale con contratto di tipo subordinato: le tutele previste dal decreto si applicano in maniera equiparata anche a soci lavoratori, associati in partecipazione e alle varie tipologie di assimilati. Fanno parte di questa categoria anche tirocinanti e stagisti, a prescindere dal fatto che la loro opera sia retribuita o meno, mentre i lavoratori a progetto rientrano nella responsabilità del datore di lavoro unicamente laddove questi prestino presso i suoi luoghi operativi.


FORMAZIONE Livelli di responsabilità I doveri previsti dalla normativa sono in capo a chi esercita di fatto i poteri direttivi, anche se sprovvisto di regolare investitura, attuando le direttive del datore di lavoro, organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa. Come sancito dalla Cassazione (sez. 4 penale, 12 novembre 2008, n. 42136), il ruolo di dirigente “è indipendente dalla delega, istituto che trova applicazione quando il datore di lavoro trasferisce su altro soggetto, in tutto o in parte, doveri e poteri (anche di spesa) che gli sono propri”. Capire come si individua la figura del responsabile è di fondamentale importanza, anche perché le uniche funzioni non delegabili da parte del datore di lavoro sono la redazione del documento che consegue la valutazione dei rischi presenti negli ambienti lavorativi e la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP). È decisamente più ampio lo spettro di obblighi ai quali il dirigente può adem-

La norma identifica inoltre una terza figura, quella del preposto, ovvero del soggetto che, sulla base delle competenze professionali acquisite, coordina e controlla il regolare svolgimento delle attività lavorative e assicura la realizzazione delle direttive ricevute, grazie anche al potere funzionale di cui è dotato. È a questa figura aziendale che compete il controllo del rispetto da parte dei lavoratori di leggi e norme interne in materia di sicurezza, del corretto uso di DPI e strumentazioni, la vigilanza sui rischi imminenti, la direzione delle operazioni di evacuazione in caso di pericolo grave e immediato e la partecipazione periodica ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza. La differenza tra la figura del dirigente e quella del proposto non è certo di intuitiva comprensione, ma anche su questo viene in aiuto la Cassazione (sez. 4 penale, 1 giugno 2007, n. 21593): “Seppure in materia antinfortunistica debbano ritenersi destinatari delle disposizioni di prevenzione tutti coloro che presiedono all’organizzazione del lavoro azienda-

pire in sostituzione del datore di lavoro e tra essi rientrano: la designazione del medico competente; l’individuazione dei lavoratori preposti all’esecuzione delle misure antincendio, di primo soccorso e di salvataggio in generale; la dotazione al personale dei DPI (dispositivi di sicurezza individuale); l’obbligo di mettere i lavoratori nelle condizioni di ricevere informazione, formazione e addestramento; l’elaborazione del DUVRI (documento unico di valutazione dei rischi); il monitoraggio degli eventuali cambiamenti che riguardano le unità produttive e l’adeguamento delle misure preventive per tutelare maggiormente i lavoratori.

le, è chiaro che per dirigenti si intendono i dipendenti che hanno il compito di impartire ordini ed esercitare la necessaria vigilanza, in conformità alle scelte di politica d’impresa adottate dagli organi di vertice che formano la volontà dell’ente (essi rappresentano, dunque, l’alter ego del datore di lavoro, nell’ambito delle competenze loro attribuite e nei

limiti dei poteri decisionali e di spesa loro conferiti); i preposti sono, invece, coloro i quali vigilano sull’attività lavorativa degli altri dipendenti, per garantire che essa si svolga nel rispetto delle regole prevenzionali, e che sono forniti di un limitato potere di impartire ordini e istruzioni, peraltro di natura tendenzialmente (a volte meramente) esecutiva”.

Le tipologie di macchinari Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 marzo 2012, con effetti sanzionatori a partire dal 12 marzo 2013, l’Accordo Stato-Regioni ha completato il Testo Unico sia definendo i macchinari per cui è richiesta una specifica abilitazione, sia regolamentando le modalità con cui la formazione va erogata. Il quadro normativo definisce l’obbligo, a carico del datore di lavoro, di provvedere all’informazione, formazione e addestramento dei lavoratori addetti all’uso di specifiche attrezzature che ne potrebbero compromettere la sicurezza, se utilizzate incautamente. Le sanzioni (che possono essere amministrative, ma anche penali) vengono applicate a chi non adempie a quanto prescritto, anche se

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Dossier LA PAROLA AI FORMATORI

PIER ANGELO CANTÙ CONSULENTE, DIRETTORE DI RENTAL BLOG E RENTAL ACADEMY

“L’attività di formatore è la costante che ha guidato la mia vita professionale, divisa tra mondo finanziario, noleggio e sicurezza. Partendo dal presupposto che la formazione deve portare ogni volta a un cambiamento, di competenze o di esperienza e che il cambiamento è l’unica costante di un mercato che

questo non porta all’effettivo verificarsi di un infortunio. Per chi si era formato prima del 12 marzo 2013 veniva inoltre previsto l’obbligo di partecipare a corsi di aggiornamento entro il 12 marzo 2015, onde regolarizzazione la propria posizione formativa.

LA PAROLA AI FORMATORI

NICOLA PONTINI SALES GENERAL MANAGER, JLG ITALIA

“La nostra offerta formativa comprende sia corsi relativi al tema della sicurezza, sia in ambito tecnico/commerciale. La prima tipologia è ovviamente in

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si modifica ogni giorno, affrontare un processo formativo significa crescere ed evolversi. Ciò vale sia per le persone che per le aziende, entrambi chiamati a una maggiore efficienza produttiva dato il contesto fortemente competitivo. Fatte queste premesse, qualsiasi percorso formativo deve conferire valore a chi lo affronta, partendo da un’attenta analisi dei bisogni e delle esigenze, per pervenire a un’adesione sostanziale del percorso, che può accogliere quel conferimento di nuove competenze o consapevolezze indispensabili per crescere. Questo è quello che, ad esempio, ha qualificato i formatori IPAF, tutti passati da un rigoroso e ampio percorso che consente loro di trasferire la massima sensibilità ai rischi che si corrono nell’uso di una piattaforma aerea e al loro utilizzo più proficuo. La formazione rivolta a chi organizza un’attività di noleggio è

altrettanto complessa e affascinante e mira a innestare competenze, metodi e contenuti partendo sempre dalle attitudini. Gli skill relazionali qui sono importanti tanto quanto le competenze di gestione, che oltretutto sono specifiche. Dopo anni di crisi e di razionalizzazione delle risorse il mercato ha recepito queste specificità, sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta, e questo è alla base del successo del Master in noleggio di Rental Academy, ambito in cui sono confluite le esperienze dei consulenti di Rental Blog e Assodimi. Il Master è un percorso in cinque tappe che entra in profondità su altrettanti aspetti qualificanti per chi lavora in una realtà professionale o che vuole diventare professionista nel settore. Una strada obbligata per rimanere sul mercato e possibilmente crescere ed evolversi”.

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L’ACCORDO STATO-REGIONI PRESCRIVE CHE LA FORMAZIONE SI ARTICOLI IN DUE PARTI: UNA DI TIPO GENERALE SUI RISCHI DEL LAVORO E L’ALTRA SPECIFICA RISPETTO ALLA TIPOLOGIA DI MANSIONE SVOLTA

linea con le direttive IPAF sull’argomento; la seconda può essere rivolta alla nostra forza vendite o al nostro cliente-tipo, che è il noleggiatore. In quest’ultimo caso, lo scopo dei corsi consiste nel dare al cliente il massimo livello di conoscenza rispetto ai nostri prodotti. È importante mettere in luce il valore aggiunto rappresentato da macchine che, pur avendo un costo iniziale che può essere superiore ad altre, per caratteristiche e vantaggi offerti alla fine comportano un costo inferiore per chi le sceglie. La qualità fa la differenza. In questo lavoro formativo ci aiuta il fatto che tutte le nostre macchine utilizzino un unico analizzatore per la diagnostica: ciò comporta che, una volta appreso il suo funzionamento, l’utente della nostra

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formazione sia in grado di operare su tutte le varie macchine. Inoltre, organizziamo anche corsi specifici per singole tipologie di macchine. Nel nostro organico ci sono delle figure specifiche di riferimento a livello internazionale che erogano pacchetti di formazione rivolti ai nostri concessionari e altre che invece seguono le tematiche legate all’Italia. I corsi possono svolgersi sia presso la nostra sede, dove c’è sia un’aula dedicata che delle macchine a disposizione per le prove pratiche, oppure presso i nostri clienti. Laddove il cliente abbia la necessità di formare un gruppo di tecnici, è decisamente più pratico che il corso si svolga presso la sua sede”.


FORMAZIONE La norma prevede che il personale trasportato a bordo dei macchinari per svolgere funzioni di altro genere (senza doverle manovrare, quindi) debba fare uso di DPI di terza categoria, i quali richiedono uno specifico e documentato addestramento. L’operatore che conduce deve invece superare un percorso di formazione specifica, ottenendo un’abilitazione che ne comprovi la capacità di svolgere le proprie mansioni in modo idoneo e

LA PAROLA AI FORMATORI

MAURIZIO QUARANTA RESPONSABILE IPAF PER L’ITALIA

LA CARTA PAL La Carta PAL (Powered Access Licence) è riconosciuta e accettata dalle maggiori industrie del mondo come prova di formazione al più elevato standard degli operatori di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE). Viene rilasciata da IPAF a chi completa con successo un corso di formazione presso un centro di formazione approvato. Ogni anno, oltre 150.000 Carte PAL vengono rilasciate dai centri di formazione approvati IPAF in tutto il mondo. Dal punto di vista dei datori di lavoro, il fatto che i propri operatori PLE ricevano la Carta PAL significa che sono stati soddisfatti i requisiti di formazione stabiliti dalla legge. Oltre alla Carta PAL Standard esiste anche la versione Smart, che ha lo stesso aspetto ma con la stampa

“Il 2017 non è stato un anno facile. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo avuto a che fare con una sorta di miniripresa economica che ci ha fisicamente e mentalmente sfiancato. Non è stato facile per nessuno, ma ciò comunque non ci ha impedito di raggiungere, come network formativo, alcuni discreti risultati. Tra le difficoltà che i Centri di Formazione hanno dovuto affrontare c’è stata sicuramente anche l’introduzione dei nuovi strumenti didattici di IPAF, che hanno costretto tutti quanti ad abbandonare le care vecchie slide in Powerpoint per nuovi strumenti digitali sicuramente più performanti, ma pur sempre nuovi. Dal 1° febbraio 2017, infatti, sono perfettamente operativi sia il nuovo corso da aula che l’opzione e-learning per la parte teorica del corso operatori.

dei dati memorizzati: quelli anagrafici dell’operatore e delle categorie per le quali ha ricevuto la formazione. L’unica differenza è che la Smart PAL Card è contrassegnata dal simbolo wireless e presenta un chip incorporato. Disponibile in diverse lingue, è in formato leggibile dalle piattaforme aeree dotate di apposito lettore, il cui utilizzo assicura che soltanto gli operatori formati possano utilizzare le piattaforme di lavoro mobili elevabili in cantiere. L’utilizzo della Smart PAL Card permette di controllare l’accesso alle macchine e, quindi, la sicurezza in cantiere. Essa consente inoltre di risalire a chi ha usato una data macchina in un dato momento e per quanto tempo, prevenendo l’utilizzo fraudolento.

Se il corso in aula è stato arricchito da nuovi filmati e una grafica moderna e accattivante, è l’e-learning ad aver richiesto i maggiori sforzi economici e progettuali. Oggi, a un anno di distanza dall’introduzione dei nuovi strumenti, il network formativo IPAF può ritenersi davvero fortunato: se da un lato l’e-learning permette di vendere un ‘accesso’ immediato, anytime e anywhere alle risorse didattiche, dall’altro non soffre del principale punto di debolezza di detta formazione, ovvero la perdita di alcuni aspetti sociali legati alla formazione, come le interazioni e le conversazioni in aula, perché esse le si ritrova durante la fase di formazione pratica, che avviene come al solito nel centro di formazione IPAF. Se l’evoluzione ha modificato il mezzo, infatti, non ha certo stravolto l’approccio formativo di IPAF, basato su un’attenzione particolare alla formazione pratica (solo i partecipanti che superano un esame teorico e un esame pratico ricevono la PAL Card) e sulla ‘centralità’ del centro di formazione, che resta e resterà il vero volto di IPAF sul territorio e l’unico luogo deputato a fornire formazione, nonché delegato a verificarne l’avvenuto apprendimento”.

La Carta PAL ha una validità di cinque anni e indica la data di abilitazione dell’operatore e la data di scadenza entro la quale è necessario un corso di aggiornamento. Specifica inoltre le categorie di PLE sulle quali il possessore è stato istruito a operare, indicando il livello di formazione ottenuto, e presenta caratteristiche di sicurezza come un logo oleografico, oltre alla foto e alla firma del titolare, per impedirne l’uso abusivo. marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 69


Dossier LA PAROLA AI FORMATORI

FRANCESCO MISTRETTA AFTER SALES DEPARTMENT, HINOWA

“Mantenere il trend globale di crescita per Hinowa è possibile solo grazie al supporto e alla formazione della sua rete di distribuzione, incaricata dell’assistenza al cliente finale. In un’epoca di concorrenza globale l’assistenza diviene un driver importante nelle scelte di acquisto; oltre alla soddisfazione per il prodotto, il cliente si aspetta di poterne fruire con efficacia.

Ecco che la formazione non può essere considerato come un costo, bensì come un’opportunità da cogliere. All’ufficio post-vendita Hinowa piace considerare che l’organizzazione commerciale farà vendere a un cliente la prima macchina, ma il servizio reso è fondamentale per vendere le successive. Il modello da perseguire prevede per i nuovi distributori una formazione iniziale e successivi step formativi sempre più specifici per il personale più specializzato. A corredo del lancio dei nuovi prodotti vengono distribuiti gli schemi elettrici e il manuale tecnico, che completa il manuale d’uso e manutenzione. La rete è costantemente aggiornata tramite bollettini informativi. Le richieste di assistenza vengono canalizzate per e-mail, anche per la possibilità di allegarvi fotografie e procedure. La traccia scritta permette inoltre di poter essere seguita da parte di più colleghi. Il post-vendita Hinowa risponde alle e-mail

entro poche ore, sempre in giornata nonostante i fusi orari: così facendo, le telefonate si limitano alle sole urgenze. Il consolidamento del rapporto con la rete è di fondamentale importanza; le visite periodiche presso i distributori vengono organizzate sia a scopo formativo che per raccogliere, filtrare e documentare eventuali feedback dal campo. Annualmente il post-vendita analizza i KPI relativi ai distributori (ad esempio, i costi delle garanzie), allo scopo di indirizzare le scelte formative e correggere eventuali anomalie”.

3.268 operatori. Dal 2013 (anno di entrata in vigore della nuova normativa sulla sicurezza) a oggi gli operatori abilitati da Mollo Formazione all’uso di macchine edili, industriali e agricole sono in totale 16.110. Numeri importanti, che fanno di Mollo Formazione un punto di riferimento per aziende, enti, associazioni e tutti quei soggetti che necessitano di un’assistenza a 360° nell’opera di adeguamento alle disposizioni in materia di sicurezza. E soprattutto sottolineano il contributo importante da parte di Mollo Formazione alla sicurezza sul lavoro: più formazione significa più sicurezza e pertanto meno infortuni sul lavoro. I corsi si svolgono presso i 27 centri Mollo Noleggio distribuiti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna

e Toscana o, su richiesta del cliente, direttamente in cantiere o presso la propria sede. Alcune tipologie di corsi sono inoltre frequentabili in e-learning, con il supporto di un PC e di una connessione Internet. I corsi, erogati da istruttori qualificati e con pluriennale esperienza nel settore, hanno validità europea e si differenziano per tipologia di macchinario, suddividendosi in moduli teorici e pratici, con durate variabili in base a quanto previsto dalla normativa vigente. I partecipanti dovranno superare verifiche intermedie obbligatorie per confermare l’effettivo apprendimento. Mollo Noleggio è, inoltre, centro di formazione e sicurezza sul lavoro accreditato dalla Regione Piemonte (Certificato n. 1166/001) e Centro di Formazione IPAF. I nostri punti di forza sono: la possibilità di personalizzare la

LA PAROLA AI FORMATORI

MAURO MOLLO SOCIO E AMMINISTRATORE DI MOLLO NOLEGGIO

“Per Mollo Formazione anche il 2017 è stato un anno segnato da importanti risultati. La divisione di Mollo Noleggio, che eroga corsi teorici e pratici (conformi alle normative vigenti) con rilascio di patentini per gli operatori di attrezzature da lavoro, lo scorso anno ha infatti organizzato 576 corsi, formando direttamente

70 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


FORMAZIONE sicuro, anche in relazione ai rischi che possono essere causati ai terzi. Le tipologie di macchinari per le quali viene richiesta tale abilitazione sono sei: piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE); gru a torre, mobili e per autocarro; carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo a braccio telescopico, di tipo industriale e di tipo telescopico rotativo; trattori agricoli o forestali; macchine movimento terra (escavatori idraulici, escavatori a fune, pale caricatrici frontali, terne); pompe per il calcestruzzo.

Struttura e contenuti dei corsi Compresa la necessità della formazione, è opportuno entrare nel merito di come essa debba essere erogata.

formazione in base alle esigenze del cliente; estrema agilità e rapidità nell’organizzazione dei corsi presso le sedi Mollo o terze, a seconda delle necessità; gli anni di esperienza nei settori della formazione e del noleggio delle macchine. Infine, la possibilità di testare un numero elevato di macchinari diversi. Tra i principali obiettivi di Mollo Formazione per il 2018 c’è il potenziamento dell’offerta formativa e un rinnovato impegno nell’opera di sensibilizzazione in tema di sicurezza sul lavoro. Perché la sicurezza sul lavoro non deve essere per le aziende solo un obbligo di legge a cui ottemperare, ma deve diventare una priorità, a tutela della vita di milioni di persone.”

LA PAROLA AI FORMATORI

ALESSANDRO SPANIO RESPONSABILE AREE FORMATIVE LOCALI, GV3 VENPA

“Il 2018 è un anno importante per GV3 Venpa, che festeggia i 24 anni di attività del settore della formazione clienti. Nel 1994 è stato rilasciato il primo attestato di formazione per operatore di piattaforma aerea e oggi sono 5.720 le persone che operano con i nostri patentini, in Italia e nel mondo. Il fatto che molte aziende ci abbiano scelto non solo per il noleggio di attrezzature, ma anche per acquisire valide conoscenze specifiche sull’utilizzo, si spiega in molti modi. In primo luogo, con la centralità dell’operatore: è questa la parola d’ordine che ci ha spinto a lavorare con passione e coscienza. I nostri docenti vantano una ventennale esperienza nei settori del sollevamento e del movimento terra. Non tutti prestano la dovuta attenzione a quest’aspetto, senza tener conto che non è possibile insegnare ciò che non si conosce. L’Accordo Stato-Regioni prevede che i docenti abbiamo almeno tre anni di esperienza: GV3 Venpa aumenta questo valore a 20 anni. Il nostro indoor training si caratterizza per la completa disponibilità di macchine in tutte le sedi formative. I candidati possono godere dei benefici delle nostre aeree di formazione esterne, molto spaziose, per dimostrazioni pratiche e valutazioni di utilizzo. Per eseguire tutti gli esercizi pratici necessari al completamento del

corso bisogna avere a disposizione attrezzature idonee e certificate: la nostra forza è nel riuscire a renderle sempre pronte e disponibili, per tutti i modelli oggetto dei corsi. Non sempre i corsi di formazione disponibili sul mercato sono erogati in contesti idonei. Talvolta si svolgono all’interno di officine di riparazione, con mezzi vecchi avuti in prestito e in situazioni rischiose assolutamente da evitare. GV3 Venpa può svolgere i propri corsi facendo utilizzare ai propri allievi tutte le categorie di PLE, mentre alcuni centri di formazione ‘generici’ per questioni di costi utilizzano si e no un paio di macchine aumentando in modo esagerato i tempi formativi, con notevole disagio e tempi morti subiti da parte dei discenti. La formazione deve avere un valore e non può ridursi a tempo perso per ottenere un banale foglio di carta. A seguito dell’accordo intercorso con il sindacato nazionale datoriale ADLI, con la collaborazione di ECO Certificazioni di Faenza, GV3 Venpa ha ottenuto la certificazione dei già moderni e attrezzati centri di formazione esistenti sul territorio nazionale. Queste strutture sono luminose e confortevoli, dotate di punti di ristoro e aria condizionata, comprendono molti posti a sedere, così come una lavagna a fogli mobili e un grande schermo con videoproiettore per facilitare la visualizzazione dei contenuti del corso. Inoltre, gli utenti possono usufruire di uno hot spot wi-fi per l’accesso gratuito alla rete internet. Il pranzo viene fornito compreso in tutti i corsi ed è un momento di tranquillità dov’è possibile continuare a discutere di sicurezza e di esperienze d’uso delle attrezzature di lavoro. GV3 Venpa è certa di fornire il massimo non solo nell’attività di noleggio, ma anche sulla sicurezza e formazione degli operatori: questo per noi è un aspetto fondamentale, che dona un plusvalore al nostro servizio”.

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 71


Dossier LA PAROLA AI FORMATORI

GIANFRANCO BRONZINI TITOLARE DI O.MEC

“La parola ‘formazione’ ha per noi un significato importante. Con IPAF ed Ecocertificazioni vogliamo realizzare una formazione di qualità, costruita nell’arco di 30 anni di esperienza sul campo, utilizzando noi dapprima le PLE per svolgere lavori in quota. I nostri istruttori IPAF, Roberto Marini e Andrea Pettinari, hanno raggiunto un ottimo livello di esperienza e sono in grado di trasmettere competenze adeguate, collegandoci la propria attività lavorativa quotidiana. Insieme a loro, Simone Marasca e Loris Marini, formatori per autogrù,

sollevatori telescopici e carrelli elevatori, con i quali abbiamo creato un team capace di formare a 360° ogni corsista. I corsi di formazione O.MEC riguardano le seguenti tipologie di attrezzature: piattaforme di lavoro mobili elevabili stabilizzate e non stabilizzate; carrelli industriali semoventi; sollevatori/elevatori semoventi telescopici a braccio fisso e rotativi; gru mobili (macchina base). È fondamentale focalizzare l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro (DPI e imbracature in primis) e di utilizzo indicate nel Decreto Formazione, nella legislazione vigente e dagli standard IPAF. I corsi di formazione sulla sicurezza sono un valore importante in cui credere e da tenere in stretta osservazione. Chi è operativo sul campo, in qualunque mansione, all’interno di cantieri o stabilimenti, ha l’obbligo di conoscere tutte queste informazioni che solo attraverso corsi di formazione di qualità possono giungere in maniera chiara e intelligente.”

L’Accordo Stato-Regioni fornisce indicazioni precise sul punto, a partire dalla necessità di utilizzare dei formatori di comprovata esperienza nel campo della salute sul lavoro e proseguendo con il riconoscimento dell’e-learning per materie “che non richiedano necessariamente la presenza fisica dei discenti e dei docenti”. Tale strumento viene indicato anche ai fini del superamento delle barriere linguistiche, prevedendo la possibilità di una formazione preliminare specifica per i lavoratori stranieri. Una declinazione dei contenuti che tenga conto delle differenze culturali, di genere, di età e di inquadramento contrattuale degli allievi rientra tra gli obblighi del soggetto organizzatore, che può anche essere il datore di lavoro. Le altre prescrizioni riguardano l’indicazione di un responsabile del progetto formativo,

LA PAROLA AI FORMATORI

COSTANTINO SAVANI RESPONSABILE FORMAZIONE DELLA GIANFRANCO SAVANI

“I servizi offerti dalla nostra azienda sono il noleggio con o senza operatore di piattaforme aeree sia di tipo autocarrato che cingolato,

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cui si aggiungono i sopralluoghi tecnici effettuati sui posti di previsto utilizzo di queste macchine. Il noleggio senza operatore viene effettuato con le macchine fino a 28 m di altezza massima di lavoro, maneggevoli e relativamente semplici da utilizzare, previo possesso dei requisiti necessari quali la formazione ed eventualmente la patente C. Il noleggio con operatore viene realizzato con le tutte le macchine fino a 66 m di altezza massima di lavoro con personale altamente specializzato appositamente formato, dotato delle patenti necessarie, di tutti i DPI, con macchine sempre verificate ed efficienti per situazioni lavorative nelle quali è

necessaria l’esperienza e la capacità dell’operatore, nonché le prestazioni della macchina stessa. La Gianfranco Savani è anche centro di formazione per attrezzature quali PLE (in quanto centro autorizzato IPAF), gru per autocarro e gru mobili. Vengono anche tenuti corsi per la formazione sui DPI di III° categoria anticaduta. La formazione tenuta risponde pienamente ai requisiti richiesti dal D.Lgs. 81/2008. Presso la sede aziendale, a Lavariano (Ud), sono disponibili istruttori, un’idonea aula multimediale e un campo prove e macchinari (PLE e gru per autocarro) perfettamente in regola con le normative vigenti”.


FORMAZIONE un numero massimo di 35 studenti per classe e un registro delle presenze finalizzato a certificare il rispetto dell’obbligo di frequenza del 90% delle ore di lezione. La norma non si limita a definire questi paletti organizzativi, ma entra nel merito della didattica, che deve essere “interattiva”, ovvero basata sul problem-solving attraverso simulazioni di problematiche specifiche, con particolare attenzione ai processi di valutazione e comunicazione legati alla prevenzione. I corsi devono garantire equilibrio tra lezioni frontali, esercitazioni teoriche, pratiche e relative discussioni, nonché lavori di gruppo, nel rispetto del monte ore prefissato per ogni modulo. Richiamando l’art. 37 del D.Lgs. 81/08, l’Accordo prescrive che la formazione si articoli in due parti: quella “generale”, della durata minima di quattro ore, ha uno scopo di formazione introduttiva sui concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo e assistenza; la seconda, invece, è di tipo “specifico” rispetto alla mansione svolta e deve avvenire al momento della costituzione del rapporto di lavoro (anche di somministrazione), del trasferimento o del cambiamento di mansioni o della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e di preparati pericolosi. Gli argomenti di questo modulo sono necessariamente legati allo specifico aziendale e possono essere molto ampi, variando dalla movimentazione delle merci alla segnaletica e comprendendo anche l’uso di videoterminali e lo stress lavoro-correlato. In base alle tipologie di rischio che formano oggetto del modulo, la durata è di quattro ore per i settori in classe di rischio basso, otto per quello medio e 12 per quello alto. La classe si ricava dalla tabella allegata al testo dell’Accordo, basata sui

codici ATECO, nella quale le attività di costruzione, estrazione minerali da cave e miniere e fabbricazione macchine sono comprese nella fascia di rischio più elevata. Tuttavia sarebbe decisamente limitante intendere l’impegno nella formazione come il mero adempimento a obblighi di legge. In un mercato complesso e che deve ne-

cessariamente guardare al futuro in maniera propositiva, dopo anni decisamente difficili, bisogna considerare quest’ambito come un’opportunità di crescita, un investimento vero e proprio. In quale direzione? Sono gli stessi protagonisti del settore, che abbiamo appositamente incontrato, a delineare le diverse opportunità disponibili sul mercato.

LA PAROLA AI FORMATORI

MARCO PROSPERI DIRETTORE ASSODIMI/ASSONOLO

“Dividiamo il concetto in due macro aree: • formazione interna • formazione esterna La formazione esterna si rifà all’accordo Stato-Regioni del 2012 e rappresenta un ottimo supporto da fornire ai clienti, sia per esigenze formative e di sicurezza di legge, che anche semplicemente per marketing aziendale. Non voglio far rizzare i capelli a nessuno ma purtroppo la formazione è tutt’ora vista dai clienti finali come un’imposizione legislativa e non come un’importante opportunità per comprendere a pieno l’uso in sicurezza delle macchine e attrezzature. Assodimi fin dal 2012 a creato un progetto denominato Assoforma in collaborazione con Addestra per fare in modo che i noleggiatori potessero diventare sedi formative locali e quindi potessero erogare formazione ai propri clienti ottemperando gli obblighi di legge. La formazione deve essere vista dal noleggiatore come un servizio

aggiuntivo da fornire ai propri clienti che si trasforma in un ottimo sistema di comunicazione in quando periodicamente l’azienda di noleggio ospita i corsisti nelle proprie aule erogando la formazione utilizzando i propri brand e facendo vedere i must della propria realtà. Purtroppo dobbiamo anche accennare al rovescio della medaglia cioè alle aziende che forniscono formazione non ottemperando a tutti gli obblighi di legge e quindi facendo concorrenze sleale proponendo costi sottodimensionati e con un monte ore formativo ridicolo. La formazione interna degli operatori del noleggio è importate per tutte quelle realtà che vogliono rendere professionale la propria attività. Assodimi da sempre propone corsi di formazione sull’operatività del noleggio nell’intento di formare i nuovi manager e front office del noleggio per le attività in fase di start-up o di consolidamento. I corsi sono stati sviluppati anche in collaborazione con produttori per creare verticalizzazioni su prodotti o marchi. Da due anni Assodimi ha sposato il progetto RentalAcademy con l’intento di creare un’ulteriore percorso formativo di alto livello rivolto ad aziende che voglio professionalizzare tutti i comparti dell’attività del noleggiatore”.

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Dossier CFRM

La formazione? Un investimento! IL GRUPPO MERLO HA UN VERO E PROPRIO FIORE ALL’OCCHIELLO NEL SUO CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA, CHE HA OTTENUTO IL FAVORE DI GRANDI AZIENDE INTERNAZIONALI E PERFINO DELLA NATO. ABBIAMO INCONTRATO IL SUO DIRETTORE, PAOLO PERETTI. PER COMPRENDERNE MEGLIO IL FUNZIONAMENTO E IL GRANDE SUCCESSO di Lorenzo Zacchetti

C

on una percentuale di gradimento da parte degli utenti prossima al 99%, le attività del Centro di Formazione e Ricerca Merlo procedono davvero alla grande. I corsi sono iniziati nel 2005 come servizio ai clienti Merlo, ai quali veniva fornita l’adeguata formazione per utilizzare al meglio le macchine acquistate. Dal 2012 in avanti c’è stato un vero e proprio cambio di passo: oggi il Centro

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svolge una duplice funzione, perché se per conto del Gruppo esegue funzioni di ricerca attraverso test atti a migliorare componenti e macchine, in merito alla formazione si guarda principalmente all’esterno, con partner decisamente prestigiosi. Sempre di più, l’azienda con sede a San Defendente di Cervasca (Cn) si contraddistingue non “solo” per la sua produzione di macchine, ma anche come eccellenza formativa.


FORMAZIONE Il 99% di gradimento è davvero un dato eclatante. Qual è il segreto di un successo così evidente? “Abbiamo fatto una scelta coraggiosa, posizionandoci su un target alto. Il nostro servizio si caratterizza per un valore aggiunto che viene decisamente apprezzato. Non vendiamo certo il prezzo, secondo una logica al ribasso, ma una qualità superiore a quella di altre proposte similari. I risultati ci premiano: nel 2016 il gradimento era al 98,4%, nel primo semestre 2017 eravamo al 98,9% e dalla verifica intermedia dello scorso settembre ci siamo mantenuti a un passo dal 99%”. In cosa consiste il valore aggiunto da lei citato? “In primo luogo nella competenza. Questi corsi sono normati dal Decreto 81 per la parte riguardante le macchine operatrici e dall’accordo Stato-Regioni del 2012. In queste norme vengono indicati i contenuti della formazione e le qualificazioni necessarie per somministrarla. Tuttavia, spesso in corsi simili al nostro chi tiene le lezioni teoriche in aula non conosce a fondo le macchine e rimanda ai colleghi della parte pratica eventuali quesiti tecnici. I nostri docenti sono tutti dipendenti a tempo indeterminato, for-

UN SETTORE IN EVOLUZIONE

PAOLO PERETTI DIRETTORE CENTRO FORMAZIONE E RICERCA MERLO

“Prima di ricoprire il mio attuale ruolo, fino al 2012 sono stato responsabile marketing del Gruppo Merlo. Se per un attimo ritorno alla mia vecchia funzione e volgo lo sguardo al mercato mi sento di dire che anche nel 2018/2019 continuerà la selezione degli operatori attualmente in atto e non è detto che questo alla fine non sia un bene. Il Gruppo Merlo esporta circa il 90% della propria produzione, quindi abbiamo contatti costanti con persone di tutto il pianeta. Questo ci

mati per gestire entrambe le fasi della formazione. Abbiamo fatto una scelta forte e rischiosa: forse abbiamo perso una fascia di clientela che punta semplicemente ad avere un attestato, ma in compen-

dà la sensazione di vivere un mondo che sta cambiando a una velocità elevata e verso direzioni che molti italiani non hanno ancora capito. Nel nostro Paese siamo ancora convinti che in fondo tutto vada bene così com’è, ma l’aspetto positivo della selezione in corso nel mercato sta nel fatto che nel prossimo futuro ci saranno soltanto player sopravvissuti a questa fase e, quindi, più forti. Nel settore delle macchine utensili e del metalmeccanico raffinato è già successo; attualmente, infatti, troviamo aziende che hanno fatto registrare un netto salto di qualità rispetto a quello che erano soltanto qualche anno fa. Nel campo delle costruzioni, la situazione italiana si caratterizza invece per un’edilizia che il più delle volte è meramente di rinnovamento e da costruzioni che spesso sono legate a lavori pubblici che stentano a partire, anche a causa di una chiara mancanza di strategia a lungo termine”.

so abbiamo acquistato credibilità presso un altro target. Non a caso siamo certificati dalla NATO per fare formazione agli eserciti del Patto Atlantico in cinque lingue diverse”.

IL CENTRO DI FORMAZIONE E RICERCA MERLO OGNI ANNO OSPITA OLTRE 2.500 PARTECIPANTI AI CORSI DI FORMAZIONE marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 75


Dossier ALTI LIVELLI DI “PERFORMANCE” Il Centro di Formazione e Ricerca Merlo (www.cfrm.eu) è una società a responsabilità limitata con personalità giuridica distinta da quella della casa madre, notoriamente specializzata nella produzione di sollevatori telescopici, sia fissi che rotativi, di betoniere autocaricanti, trattori forestali, mezzi cingolati e piattaforme semoventi. Ha però anch’essa sede a San Defendente di Cervasca (Cn), dove si svolgono i corsi. Questi possono anche essere erogati a domicilio presso il cliente, cosa che succede sovente soprattutto con la P.A., a dimostrazione di un atteggiamento elastico e orientato alla qualità. Dal punto di vista strategico il CFRM svolge un ruolo fondamentale in seno al Gruppo Merlo, sia nell’ambito della ricerca per il miglioramento dei prodotti dell’azienda, sia erogando servizi di formazione altamente qualificati al personale del gruppo e a soggetti terzi. La sua attività si esplica anche attraverso la realizzazione di “Performance”, una pubblicazione (sia cartacea che in pdf) ideata per informare gli addetti ai lavori sulle più recenti applicazioni e sviluppi nel campo della progettazione, del design industriale e del training.

PAOLO PERETTI NEL MAGGIO 2017 È STATO INSIGNITO DEL PRESTIGIOSO TITOLO DI “MAESTRO DEL LAVORO”, ONORIFICENZA CONFERITA CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AI PROFESSIONISTI CHE ABBIANO COMPIUTO 50 ANNI E SI SIANO DISTINTI PER PARTICOLARI MERITI NEL CORSO DI ALMENO 25 ANNI DI ATTIVITÀ LAVORATIVA

Quali sono le altre aziende e istituzioni con cui lavorate? “Oltre al Gruppo Merlo, siamo anche Centro di Formazione ufficiale di Volvo Construction e, nel settore agricolo, di DeutzFahr e BCS. Avere partner di questo livello è un’ulteriore riconoscimento di qualità da parte del mercato, oltre alle certificazioni che abbiamo ottenuto dalle istituzioni internazionali. Inoltre, lavoriamo con molte Pubbliche Amministrazioni e la nostra struttura per la formazione sul campo viene usata anche da MercedesBenz, alla quale la mettiamo volentieri a disposizione per l’attività dei suoi istruttori”. In quale tipo di ritorno può ambire chi spende per la formazione? “La chiave è capire che non è un costo fine a sé stesso, ma un investimento. Prendiamo il caso della P.A.: se affido un camion per la raccolta dei rifiuti a un operatore che ha solo la patente, creo un rischio alle macchine, all’ente e soprattutto alle persone che vivono

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nell’ambiente circostante. Inoltre, oggi praticamente tutte le polizze aziendali prevedono una clausola di non risarcimento del danno qualora esso sia causato dall’uso di mezzi da parte di persone non adeguatamente preparate o non in possesso dei titoli abilitativi previsti dalla legge. Quindi, avere la patente non basta: per guidare una macchina operatrice serve un’abilitazione professionale che preveda una parte teorica in aula e un addestramento sulle macchine che sia fatto seriamente, ovvero simulando sul terreno le diverse situazioni che poi si troveranno nella pratica lavorativa”. E voi come garantite una formazione più efficace? “Per quanto riguarda la parte teorica, creiamo noi stessi i manuali da utilizzare e consultare nel corso delle lezioni, perché conosciamo bene le macchine in oggetto. Tra quelli in commercio, esiste ad esempio un manuale per l’uso del trattore agricolo che è molto pubblicizzato nei saloni sulla sicurezza, ma che non contiene nemmeno una virgola sul gancio di traino! Per questo non attingiamo da alcun contributo esistente: i nostri sono tutti contenuti originali, creati ex novo. Per la parte pratica abbiamo un ‘percorso di guerra’, con prove di tutti i generi che comprendono contesti fuoristrada e un guado da 150 cm di profondità. Mettiamo a disposizione dei corsisti macchine di tutti i tipi, ma la normativa prevede che si arrivi ad aule da massimo 24 persone, il che rende impossibile un effettivo e approfondito addestramento. Noi, per scelta, realizziamo aule con una media di quattro-cinque persone, sei al massimo in alcune occasioni. Un numero ridotto di persone ci consente di beneficiare di una capacità di dialogo che altrimenti sarebbe impossibile e di garantire a tutti la possibilità di valersi di un vero training sul campo”. ■


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DISTRIBUZIONE TECNO TRADES

LA “FAMIGLIA”

DELLE AUTOGRÙ L’AZIENDA MANTOVANA SI OCCUPA DI COMPRAVENDITA E NOLEGGIO DI MEZZI DI SOLLEVAMENTO, IN PARTICOLARE DI AUTOGRÙ. ATTIVITÀ IN FORTE SVILUPPO GRAZIE A UN GRUPPO DI SOCIETÀ SPECIALIZZATE ALLE SPALLE, ALLA “STORICA” COLLABORAZIONE CON IL MARCHIO LOCATELLI E, DAL 2017, ALLA SINERGIA CON TADANO FAUN, CHE ORA POTRÀ BENEFICIARE DI UN’ORGANIZZAZIONE STRUTTURATA PER SODDISFARE LE ESIGENZE DEL MERCATO ITALIANO di Ettore Zanatta

78 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


L

a storia imprenditoriale della famiglia Rodella fonda le radici negli anni Sessanta, quando Bruno Rodella diede vita alla “Officina Meccanica Rodella Bruno”, divenuta poi ufficialmente l’attuale “Officina Meccanica F.lli Rodella” qualche lustro dopo. Dalla sua sede di Castel Goffredo (Mn) quest’azienda continua a svolgere la sua attività di assistenza e revisione di macchine operatrici, carrelli elevatori e piattaforme aeree, ma il suo organigramma si è evoluto e articolato nel tempo (ne è un esempio, appunto, la costituzione di Tecno Trades), in modo da poter affrontare attività diversificate, anche in ambito commerciale, grazie a sinergie con marchi prestigiosi quali Locatelli e Tadano Faun.

Abbiamo voluto comprendere meglio le dinamiche di questo gruppo di società incontrandone i protagonisti: Francesco, Bruno, Marco e Massimo Rodella, tre generazioni di una famiglia che rappresenta un fulgido esempio di successo made in Italy. Il Gruppo Rodella è frutto di un’evoluzione iniziata negli anni Sessanta. Com’è nata e si è sviluppata la sua attività nel corso degli anni? “La ‘Officina Meccanica Rodella Bruno’ è stata fondata nel 1967, con sede a Castel Goffredo (Mn), dove tuttora fa capo l’attuale ‘Officina Meccanica F.lli Rodella’, denominazione assunta nel corso degli anni Ottanta e con core business la riparazione e il ricondizionamento in tutto il mondo di mezzi per il sollevamento. Con lo sviluppo costante di quest’attività - che aveva già portato all’apertura di un’ulteriore officina a Ceresara (Mn) - si è manifestata la necessità di dedicarsi non solo all’assistenza e revisione delle macchine nuove e usate, ma anche alla relativa compravendita, con particolare attenzione ai carrelli elevatori, alle piattaforme aeree e, soprattutto, alle autogrù, vero e proprio fiore all’occhiello dell’azienda. Per questo motivo negli anni Novanta è stata costituita Tecno Trades, con sede a San Giorgio di Mantova, focalizzata oggi sulla commercializzazione di autogrù fuoristrada Locatelli in tutto il mondo (tranne che nel Centro Sud d’Italia, area coperta direttamente dall’azienda bergamasca) e di autogrù multistrada Tadano Faun su tutto il territorio nazionale”. Ogni società del Gruppo Rodella è dedita a uno specifico ramo d’attività e ha sue precise peculiarità. Partiamo della sinergia tra la FOTO DI GRUPPO DEL TEAM TECNO TRADES, DAVANTI ALLA STRUTTURA DI SAN GIORGIO DI MANTOVA

NON SOLO AUTOGRÙ

Società di particolare importanza in seno al gruppo delle società della famiglia Rodella, 3Bmust International con sede operativa a Genova - è attiva in tutto il mondo ed è specializzata nella produzione di software per automazione e sicurezza. La grande esperienza in questo settore le ha permesso di raggiungere livelli d’eccellenza nell’ideazione, progettazione e creazione di soluzioni innovative, modulari e personalizzabili, divenendo un punto di riferimento per la realizzazione di “architetture macchina integrate” e capace di incrementare il fatturato del 45% nell’ultimo anno. 3Bmust International - che realizza sistemi di automazione e controllo globale per macchine speciali non solo nel campo del sollevamento, ma anche in ambito agricolo, dell’industria pesante e della logistica intermodale e portuale - dispone di un vasto magazzino ricambi e di una rete di fornitori qualificati che permette di soddisfare ogni esigenza.

Officina Meccanica F.lli Rodella e Tecno Trades… “La ‘Officina Meccanica F.lli Rodella’ è un centro autorizzato Locatelli Crane e, come accennato, è presente da 30 anni sul mercato per quanto riguarda l’assistenza e la revisione di macchine operatrici, carrelli elevatori e piattaforma aeree. L’officina di Castel Goffredo si avvale di diversi furgoni completamente attrezzati e tecnici specializzati in grado di eseguire interventi di assistenza sia in Italia che all’estero. Come accennato, l’azienda si avvale di un’ulteriore struttura a Ceresara dedicata ai lavori eseguiti sulle gru di grandi dimensioni. Dalla sede di San Giorgio di Mantova - che si trova in una posizione strategica in prossimità dell’uscita autostradale Mantova Nord della A22, ben visibile e quindi eccellente vetrina ‘espositiva’ - opera invece Tecno marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 79


DISTRIBUZIONE lizzata nella creazione di software per programmi di ogni esigenza operativa per qualsiasi mezzo operativo”.

TRE GENERAZIONI AL TIMONE DEL GRUPPO RODELLA. DA SINISTRA: FRANCESCO RODELLA, ANCHE AMMINISTRATORE DI 3BMUST INTERNATIONAL; BRUNO RODELLA, FONDATORE DELL’AZIENDA; MASSIMO RODELLA, ANCHE AMMINISTRATORE DI TECNO TRADES; MARCO RODELLA, FIGLIO DI MASSIMO, RESPONSABILE ACQUISTI E VENDITE DEL GRUPPO

Trades, struttura che si propone a livello mondiale come concessionario di autogrù nuove Locatelli da 20 a 80 t, anche se il vero core business della società riguarda la vendita di autogrù usate (ricondizionate e riverniciate pronte all’uso) di ogni marca e con portate da 20 a 400 t e la compravendita di mezzi per il sollevamento, nonché camion con gru e macchine movimento terra. Con l’intento di soddisfare le sempre maggiori esigenze dei clienti, Tecno Trades esegue su richiesta la revisione e la riparazione dei mezzi in ogni loro fase: dalla meccanica all’elettronica, dall’idraulica alla verniciatura, alla gommatura. Da settembre 2017,

LA GAMMA DI AUTOGRÙ “ALL TERRAIN” TADANO FAUN È COSTITUITA OGGI DA VERSIONI MOTORIZZATE EUROMOT 3A E 3B, DESTINATE AI MERCATI EXTRA-EUROPEI, E DA NOVE MODELLI EUROMOT 4 80 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

poi, Tecno Trades è divenuta dealer officiale per l’Italia di Tadano Faun. Questa sede, di conseguenza, assumerà la denominazione ‘Tadano Italia’ e si occuperà della commercializzazione dell’intera gamma di autogrù “all terrain” nuove e usate, con portate da 50 a 600 t. Il Gruppo è composto anche dalle società Tecno Energy e 3Bmust International. Di cosa si occupano queste divisioni? “Tecno Energy fornisce assistenza, vendita e manutenzione di accumulatori di trazione, raddrizzatori di corrente e batterie in genere, industriali e non, fornendo altresì una consulenza tecnica specializzata per quanto riguarda i marchi Hawker e Varta. 3Bmust International, invece, è specia-

Tornando alla recente sinergia tra Tecno Trades e Tadano Faun: quali sono le motivazioni, da una parte e dall’altra, che hanno portato a quest’accordo di collaborazione? “Da parte nostra, siamo sempre stati riconosciuti sul mercato come un partner affidabile per quanto riguarda l’assistenza e la compravendita di macchine usate, ma non avevamo mai avuto la possibilità di commercializzare autogrù multistrada nuove, pur avendo già una certa esperienza con le fuoristrada grazie al rapporto con Locatelli Crane. Per noi, dunque, quest’accordo apporta un allargamento (e un completamento ideale) dell’attività e della proposta sul mercato. Per Tadano Faun, invece, non avendo filiali dirette o rappresentanze locali, si prospetta la possibilità di potersi affidare a un’azienda consolidata sul mercato italiano e di poter proporre i suoi prodotti in modo più deciso. Le autogrù Tadano sono apprezzate in tutto il mondo e in Europa, soprattutto nei paesi nordici. In Italia, invece, è storicamente mancata una continuità di proposta e di comunicazione, per cui le quote di mercato sono state ripartite tra altri competitor. Nel mondo, Tadano Faun è un costruttore di riferimento e vanta una quota di mercato media del 20-25%:


l’obiettivo è allineare tale quota anche nel nostro mercato. Ora il compito principale è far recepire agli operatori italiani che Tecno Trades è una struttura affidabile e competente in grado di fornire le macchine e di assisterle ovunque ed efficacemente. Il prodotto è di qualità indiscutibile”. Quali sono le peculiarità delle autogrù multistrada Tadano, come si compone attualmente la gamma e

quali sono le novità più recenti? “Tadano è una società fondata nel 1948 e con sede a Takamatsu, in Giappone. È un gruppo internazionale le cui attività di produzio-

ne si svolgono in cinque siti: tre in Giappone, uno in America e uno in Germania, denominato Tadano Faun GmbH. Quando Tadano Ltd. ha acquisito Faun GmbH nel 1990,

“

L’OBIETTIVO DI TECNO TRADES È FAR COMPRENDERE CHE IL MARCHIO TADANO FAUN PUÒ CONTARE OGGI SU UN PARTNER IN GRADO DI FORNIRE SUPPORTO E ASSISTENZA IN TUTTA ITALIA

„

LA STRUTTURA TECNO TRADES DI SAN GIORGIO DI MANTOVA RAPPRESENTERÀ UFFICIALMENTE LA SEDE “TADANO ITALIA”. SI TROVA IN POSIZIONE STRATEGICA LUNGO L’AUTOSTRADA A22, IN PROSSIMITÀ DELL’USCITA MANTOVA NORD

infatti, lo standard giapponese di qualità e l’arte ingegneristica tedesca hanno dato vita a una simbiosi unica. I metodi giapponesi provati e testati per aumentare la qualità sono stati trasferiti nella costruzione di tutte le autogrù e implementate costantemente. In particolare, le autogrù ‘all-terrain’ Tadano Faun presentano un sofisticato concetto di azionamento che consente loro di essere trasportate in cantiere in modo efficiente in termini di costi e garantiscono un’elevata mobilità in ogni tipologia di sito. La gamma - che è interamente sviluppata e prodotta

L’OPINIONE “Dopo 13 anni di esperienza in qualità di Sales Marketing Communication Manager in Liebherr Italia e aver svolto altri incarichi in questo settore che ormai conosco profondamente, ho assunto il ruolo di direttore commerciale e marketing di Tecno Trades, azienda che da oltre 60 anni ha come core business la compravendita di macchinari usati in tutto il mondo. Oltre a seguire quest’attività, mi occupo della gestione commerciale e marketing dei marchi Locatelli e, in particolare, Tadano Faun. L’azienda tedesco-giapponese, infatti, pur vantando prodotti di altissima qualità e quote di mercato a livello mondo che si aggirano intorno al 20-25%, è sempre stata penalizzata sul mercato italiano a causa della mancanza di un’adeguata organizzazione commerciale e di assistenza. Il mio incarico è quindi quello di creare una struttura di vendita e assistenza che sia stabile e duratura nel tempo, in un contesto – quello italiano – difficilmente quantificabile in questo momento in termini di numeri, ma che sta facendo registrare segnali di crescita. L’obiettivo è aumentare le quote di mercato in Italia e siamo fiduciosi di poter fare un eccellente lavoro, grazie a una gamma di prodotti che sono già apprezzati per la loro robustezza e affidabilità in cantiere, anche in condizioni di lavoro spesso estreme. L’inizio del 2018 è stato molto positivo e abbiamo già venduto due unità, tra cui un’autogrù ATF 130G-5, 5 assi da 130 t di capacità, che sarà consegnata in primavera a Ipermontaggi, azienda di Montebelluna (Tv) specializzata nel montaggio e nel miglioramento sismico di strutture prefabbricate in C.A.P.”.

MASSIMO DONDA DIRETTORE COMMERCIALE E MARKETING, TECNO TRADES

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 81


DISTRIBUZIONE a Lauf an der Pegnitz - presenta modelli dotati di motorizzazione Euromot 3A (la versione ATF40G-2 da 40 t) e 3B (nove versioni con capacità di sollevamento da 50 a 400 t), distribuiti nei mercati extra-europei, ed Euromot 4 (nove versioni da 70 a 400 t), che più ci interessano. In questo segmento, la novità più recente è rappresentata dal modello ATF 60G-3 da 60 t, lanciata sul mercato all’inizio di marzo, mentre a breve sarà presentata anche la nuova ATF 600G8 da 600 t. Due completamenti di gamma che consentiranno di soddisfare ogni esigenza operativa e di proporci come un competitor competente e affidabile sul mercato italiano”. Locatelli è un marchio presente sul mercato dal 1954 ed è ben apprezzato dalle imprese italiane. Quanti e quali

LA SCHEDA TECNICA Una su tutte: l’autogrù multistrada Tadano ATF 130G-5 Capacità di sollevamento max.:

130 t

Braccio principale:

12,8 - 60 m

Estensione braccio principale:

3,8 m / 32 m

Altezza massima in punta (con jib):

95 m

Raggio max.:

72 m

Numero motori Mercedes Benz (Euromot 4):

2 (390 + 129 kW)

Trasmissione:

10 x 6

Gruppo di rotazione:

0-360°

Velocità max.:

85 km/h

Pendenza max. superabile:

82 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

72%

LA OFFICINA MECCANICA F.LLI RODELLA CONTA UNA SECONDA OFFICINA A CERESARA (MM), ADIBITA ALLA REVISIONE E ASSISTENZA DEI MEZZI E, IN PARTICOLARE, AL MONTAGGIO DI GRU PER NAVI E PIATTAFORME PETROLIFERE

modelli costituiscono l’offerta odierna dell’azienda bergamasca? “Locatelli Crane è la prima azienda italiana costruttrice di autogrù idrauliche telescopiche ed è specializzata nella produzione di macchine fuoristrada e fuoristrada veloci. Con sede a Mapello, in provincia di Bergamo, e dal 2011 parte del Gruppo Plana – Mediafinanziaria, leader nei settori energia, costruzioni e finanza, propone oggi sul mercato una gamma di autogrù fuoristrada Gril costituita da sette versioni - tra Light, Medium e Heavy Duty - con capacità da 12,5 a 80 t, ideali per la movimentazione nei cantieri navali e/o per le applicazioni industriali, e una City Crane da 20 t, soluzione perfetta per le società di noleggio e per le imprese di costruzioni e lavori pubblici. Tutte queste macchine si caratterizzano per la compattezza, la semplicità d’uso e la manovrabilità”. ■


ON SITE SOLLEVAMENTI “OFFSHORE” PER LA NUOVA CENTRALE EOLICA IN SCOZIA

84 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


UN MARE

DI ENERGIA IL PROGETTO “BEATRICE OFFSHORE WINDFARM” È FINALIZZATO A REALIZZARE UNA DELLE PIÙ POTENTI CENTRALI EOLICHE DEL MONDO. AL LARGO DELLA COSTA SCOZZESE SONO IMPEGNATE L’AZIENDA LOCALE BURNTISLAND E LA BELGA SARENS. I LAVORI SONO IN CORSO CON IL FONDAMENTALE CONTRIBUTO DELLE GRU CINGOLATE DEMAG CC9800 E CC8800-1, E CON IL SUPPORTO DI DUE DEMAG CC 2800-1

di Riccardo Lorenzi

L

a protagonista della nostra storia si chiama Beatrice, vive in Scozia, sulla costa di Caithness, e ha una potenza davvero insospettabile. A una distanza di oltre 13 km in mare aperto, infatti, è in fase di

realizzazione il progetto “Beatrice Offshore Windfarm”, che consiste nella costruzione di una delle più importanti centrali eoliche del mondo. Il suo valore è di 2,6 miliardi di sterline, ma non è solo l’importo del progetto a colpire;

lo è anche la capacità di generare energia che esso garantirà, sufficiente per alimentare circa 450.000 abitazioni e a ridurre la produzione annua di CO2 di 851.654 t. Nel complesso, il progetto comprende 84 turbine eoliche da 7 MW, finalizzate a generare 588 MW di elettricità ogni anno. Ogni turbina è dotata di un rotore da 154 m di diametro e presenta un’altezza totale di 198,4 m. Gli operatori coinvolti nel progetto lavorano fino a 55 m in profondità per ancorarle al fondo marino. Progettati come piattaforma di fondazione sottomarina, i plinti sono stati costruiti dalla Burntisland Fabrications con altezze variabili tra i 68 e gli 81 m. L’azienda scozzese sta realizzando le prime

IL PROGETTO “BEATRICE OFFSHORE WINDFARM” PREVEDE LA COSTRUZIONE DEL PIÙ GRANDE PARCO EOLICO OFFSHORE DEL MONDO, IN COSTRUZIONE A UNA DISTANZA DI OLTRE 13 KM DALLA COSTA DI CAITHNESS, IN SCOZIA marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 85


ON SITE La scelta delle gru Demag

OGNI TURBINA È ALTA 198,4 M, PREVEDE UN ROTORE DI 154 M DI DIAMETRO E PESA 1.000 T. A OCCUPARSI DELLA REALIZZAZIONE DEI PLINTI È L’AZIENDA SCOZZESE BURNTISLAND FABRICATIONS, CHE HA CHIESTO ALLA SARENS IL SUPPORTO DI QUATTRO GRU CINGOLATE DEMAG: UNA CC 9800, UNA CC 8800-1 E DUE CC 2800-1

26 strutture presso il suo stabilimento di Methil, nella regione del Fife: ognuna pesa circa 1.000 t e il costruttore scozzese ha cercato un partner specializzato nell’heavy lifting per redigere un piano efficiente e sicuro per il trasporto dalla struttura di fabbricazione al mare aperto, sollevando ogni elemento in posizione verticale e caricandolo su navi da trasporto specializzate per il posizionamento finale. La scelta è caduta su Sarens, azienda belga con sede a Wolvertem, riconosciuto protagonista a livello mondiale nel settore del trasporto

“

Per il delicato compito di sollevare le strutture in verticale, considerando anche l’imprevedibilità delle condizioni meteo nella zona di Methil, Sarens ha fatto affidamento su quattro delle sue più affidabili macchine: “Abbiamo utilizzato le gru cingolate Demag CC9800 e CC8800-1 per trasportare il carico principale e due gru Demag CC 2800-1 a supporto di esse”, ha continuato Andrew Hunt. Sarens ha trasportato le sue macchine a Methil via nave: “L’autogrù CC 9800 da 1.600 t di capacità è arrivata per prima, reduce da un progetto eseguito a Rotterdam, nei

“BEATRICE” HA UN VALORE DI 2,6 MILIARDI DI STERLINE E PRODURRÀ ENERGIA SUFFICIENTE PER ALIMENTARE CIRCA 450.000 ABITAZIONI E RIDURRE LA PRODUZIONE ANNUA DI CO2 DI 851.654 T

pesante e ingegneristico. “La nostra strategia prevedeva l’uso di trasportatori modulari semoventi per movimentare il rivestimento in posizione orizzontale dal porto alla posizione finale”, ha affermato Andrew Hunt, direttore operativo di Sarens.

„

Paesi Bassi. Una delle nostre gru CC 2800-1, che era già stata coinvolta in un progetto nel Regno Unito, ha contribuito a scaricare e ad allestirla”, ha commentato Hunt. “In circa 10 giorni abbiamo allestito la CC 9800 nella sua configura-

IL PROGETTO PREVEDE LA MESSA IN OPERA DI 84 TURBINE SIEMENS DA 7 MW, IN GRADO DI GENERARE COMPLESSIVAMENTE 588 MW DI ENERGIA ELETTRICA L’ANNO, SUFFICIENTI A ILLUMINARE 475.000 ABITAZIONI E RIDURRE LA PRODUZIONE ANNUALE DI CO2 DI 851.654 T

86 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


zione Superlift, con braccio principale da 96 m e braccio fisso da 18 m, più 640 t di contrappeso. C’è voluto un po’ di tempo aggiuntivo, poi, per eseguire tutti i test e completare la messa in servizio”. Poco dopo la gru CC 9800 è arrivata anche la gru Demag CC 8800-1, con 90 m di braccio principale, 18 m di braccio fisso e configurazione Superlift con 640 t di contrappeso. “Nell’arco di sette giorni avevamo già allestito, testato e messo in servizio anche la CC 8800-1”, ha aggiunto Hunt.

Un procedimento articolato Con le macchine appositamente allestite e una flotta di trasportatori modulari semoventi sul posto, Sarens era quindi pronta a sollevare il primo dei 10 plinti previsti per l’installazione (nel corso del 2018 è prevista la realizzazione e il posizionamento di altri 16 elementi). Gli operatori dedicati ai trasportatori modulari semoventi hanno movimentato il carico di 1.022 t per 76 m, fino al punto di arrivo della banchina, con un passaggio durato circa due ore. Quando la squadra di sollevamento di Sarens ha preso il controllo della situazione, alla sommità degli elementi è stato attaccato un golfare di sollevamento realizzato su misura. “Sia la CC 8800-1 che la CC 9800 hanno contribuito alle ope-

TRADIZIONE E SVILUPPO Demag Cranes & Components è uno dei grandi protagonisti del mercato mondiale, con sedi in Germania e una rete di filiali e agenzie di rappresentanza ubicate nel resto del mondo. La gamma aziendale comprende carriponte, motoriduttori e azionamenti e tecnologie di movimentazione per ogni applicazione. Nell’ampio spettro di soluzioni proposte rientrano quelle per le applicazioni di logistica di specifici comparti industriali, per la movimentazione dei carichi presso le postazioni di lavoro e per il flusso dei materiali in produzione e magazzino. L’offerta Demag è ottimizzata attraverso il supporto di un’articolata organizzazione di vendita e del servizio post-vendita, creando così un valore aggiunto in termini di efficienza, sia per clienti che operino in piccoli stabilimenti che in grandi realtà industriali. Demag vanta una tradizione operativa che risale al 1819, con la fondazione della società Mechanische Werkstätten Harkort & Co. a Wetter, lungo la Ruhr. Nel 1840 è iniziata la produzione di carriponte mobili sospesi, con l’azienda già da allora concentrata sulla produzione di gru e componenti, alla quale nel 1910 è stata affiancata quella degli apparecchi di sollevamento e azionamenti industriali. Oggi è un brand di proprietà del gruppo Terex Corporation, produttore globale di macchine e servizi di sollevamento e lavorazione del materiale. Oltre ai brand Terex e Demag, fanno parte della stessa “famiglia” anche i marchi Genie e Powerscreen.

razioni di sollevamento e, di conseguenza, hanno condiviso equamente il carico”. Operando con un raggio di 20 m, sia la gru CC 9800 che la CC 8800-1 hanno iniziato a sollevare il carico con incrementi lenti verso la sua posizione finale, ruotando leggermente durante il processo; parallelamente, le due gru CC 28001 hanno cominciato a sollevare, ruotare e supportare i movimen-

ti delle due principali gru Demag. “Per quest’operazione le gru cingolate CC 2800-1 sono state equipaggiate con 66 m di braccio principale e 100 t di contrappeso, sollevando i manufatti a un raggio di 25 m”, ha commentato Hunt. Quando il carico è stato posto in posizione verticale, il peso è stato trasferito totalmente sulle gru CC 8800-1 e CC 9800, che hanno iniziato a ruotarlo nella sua

marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 87


ON SITE

posizione finale, fino a quando il carico completo di 1.022 t è stato suddiviso tra le gru principali. In totale, per spostare il rivestimento dalla sua posizione orizzon-

tale originale sono stati necessari 10 operatori. Già il primo posizionamento in mare aperto ha convinto tutti coloro che hanno preso parte a

quest’impegnativa sfida di sollevamento. “Non ho parole per descrivere adeguatamente la professionalità del team Sarens e le prestazioni delle gru Demag”, ha affermato Hunt.

UNA SQUADRA VINCENTE Il progetto “Beatrice Offshore Windfarm” si sta sviluppando grazie alla felice interazione tra le aziende coinvolte: Burntisland Fabrications Ltd (Scozia) e Sarens (Belgio). La prima è nata nel 2001, grazie al buyout effettuato dal management allora in carica nei confronti della precedente proprietà. La sua expertise risale però al 1990, anno nel quale lo stesso gruppo di lavoro ha iniziato a realizzare grandi opere nel settore offshore oil e in quello del gas. La crescita di Burntisland negli anni è stata tale che, a partire dal 2005, è rimasta come unica azienda di grandi dimensioni operanti in Scozia nel settore. Le due principali sedi operative 88 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018

(Burntisland e Methil BiFab) si trovano nella regione di Fife, a circa 20 km di distanza l’una dall’altra, con una forzalavoro complessiva di oltre 500 persone. Il Sarens Group ha invece sede a Wolvertem, nelle Fiandre, ed è un punto di riferimento nei servizi di noleggio gru, sollevamento pesi e trasporto progettato per i clienti. Con attrezzature all’avanguardia, ingegneria del valore, una vasta gamma di gru, trasportatori e attrezzature per il rigging specialistico, Sarens offre soluzioni creative e intelligenti per le sfide odierne legate al trasporto pesante e al sollevamento. Con oltre 100 entità in 63 paesi che operano senza frontiere, Sarens impiega

oltre 4000 professionisti altamente specializzati che sono pronti a supportare le esigenze dei clienti in tutto il mondo e in tutti i settori di mercato. E dire che la sua storia è cominciata come impresa familiare: a fondarla, negli anni Trenta del Novecento, è stato Frans Sarens, un contadino che per la sua attività utilizzava un cavallo e un carro al traino. Ad aiutarlo erano principalmente i suoi figli, ben 12. Oggi la sua azienda è una riconosciuta protagonista a livello planetario.


“

L’AZIENDA BELGA SARENS SI È AFFIDATA A QUATTRO GRU CINGOLATE DEMAG PER REALIZZARE LE STRUTTURE DELLA TURBINA EOLICA IN COSTRUZIONE NEL MARE APERTO DELLA SCOZIA

„

Sviluppi di progetto Per la prossima serie di elementi da gestire in porto, la gru cingolata Demag CC 8800-1 di Sarens sarà oggetto di un ulteriore aumento della capacità operativa. La gru da 1.600 t, infatti, sarà dotata del Booster Kit Boom di Demag, innovazione che aumenta la capacità del braccio base della gru. “Il Booster Boom Kit è stato progettato da Demag appositamente per questo genere di applicazioni”, ha affermato Guntram Jakobs, Product Marketing Manager di Terex Cranes. “Questo strumento, nella fattispecie, è in grado di aumentare la capacità della gru cingolata CC 8800-1 fino al 90% ed è una soluzione efficace per la gestione della modalità di gestione LE QUATTRO GRU CINGOLATE DEMAG SONO INDISPENSABILI PER INSTALLARE I PLINTI IN VERTICALE SUL FONDO DEL MARE, A UNA PROFONDITÀ COMPRESA TRA I 68 E GLI 81 M. LA PRIMA OPERAZIONE SI È SVOLTA NEL 2017, MENTRE QUEST’ANNO NE SONO PREVISTE ALTRE 16

“È stato estremamente difficile coordinare le operazioni tra le due gru di sollevamento principali e le due gru di supporto. Abbiamo scelto le gru in questo marchio perché rap-

presentavano la migliore soluzione tecnica per questo progetto, viste le loro capacità operative e le intrinseche esigenze di precisione che caratterizzavano il progetto”.

dei contrappesi in cantiere: la rende più efficiente e favorisce allo stesso tempo la sicurezza del cantiere stesso. Il kit, che offre anche uno sbraccio particolarmente ampio, è il componente ideale da aggiungere alle gru cingolate per garantire il perfetto avanzamento nelal costruzione di un parco eolico di questo genere”. In questo caso, è possibile aggiungere fino a cinque segmenti da 10 m di lunghezza interna per raggiungere i 72 m di struttura del braccio. “Intendiamo utilizzare tutti i 72 m resi disponibili dal Kit Boom Booster per questo progetto. I singoli pesi dei rivestimenti supereranno le 1.200 t, esigendo per le due gru un carico di circa 800 t su ogni trasportatore. Oltre a riconfigurare la CC8800-1 con un Kit Boom Booster completo, considereremo l’utilizzo del Superlift su entrambe le gru per gestire i carichi extra”. ■ marzo-aprile 2018 - ONSITELIFT 89


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

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La piattaforma articolata HA26 RTJ PRO La piattaforma articolata Haulotte HA26 RTJ PRO si basa sugli stessi elevati standard di progettazione, configurazione e prestazioni che hanno portato al successo i modelli HA16 e HA20: nessun compromesso in termini di sicurezza, produttività, facilità di manutenzione e costo di gestione. Qui Haulotte Group applica il sistema d’illuminazione ad altissime prestazioni ACTIV’Lighting System-Safe Load: con diversi punti luce collocati intorno alla macchina, esso illumina i comandi e l’intera area intorno al braccio, consentendo agli utilizzatori di operare in tranquillità. Integrato nel quadro comandi

superiore c’è poi il sistema di protezione secondaria Haulotte Activ’Shield Bar 2.0m che tutela gli utilizzatori da qualsiasi rischio di schiacciamento senza compromettere la produttività. Grande attenzione è stata poi posta nel garantire al braccio movimenti fluidi, simultanei

e proporzionali. Tre elementi essenziali della nuova piattaforma garantiscono maggiore sicurezza e comfort: rigidità del braccio; cinematica del braccio regolata grazie al computer incorporato; smorzamento automatico del movimento del braccio quando si avvicina all’estensione completa. Per una maggiore visibilità, il braccio può essere sollevato in posizione verticale anche quando la macchina si muove a piena velocità. Questo modello offre inoltre un’altezza di lavoro fino a 26,4 m, un’escursione verticale del jib di 9,3 m, uno sbraccio orizzontale di 17,5 m e il sistema di diagnostica di bordo ACTIV’Screen.

Il successo mette in moto nuove idee. Unica vetrina espositiva del settore in Italia

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Posizionamento senza fili C’era anche Elesa tra i protagonisti della 17a edizione di Mecspe, in programma dal 22 al 24 marzo a Parma. La manifestazione, punto di riferimento per l’innovazione nel comparto dell’industria manifatturiera, è stata un’importante vetrina per i componenti sviluppati dall’azienda, che ha esposto un’ampia selezione di prodotti. In anteprima, ha presentato l’ultima novità tra gli indicatori di posizione: il nuovo sistema wireless per il posizionamento rapido degli organi di macchina, composto da un’unità di controllo UC-RF e fino a 36 indicatori di posizione elettronici DD52R-E-RF (brevetto Elesa). I nuovi indicatori di posizione elettronici comunicano con l’unità di controllo UC-RF mediante radiofrequenza (RF). Questo sistema è particolarmente adatto ad applicazioni che richiedono frequenti cambi di formato: viene così, infatti, facilitata la corretta regolazione della posizione target/reale degli organi di macchina, garantendo anche una totale sicurezza per gli operatori. L’installazione del sistema è inoltre semplice e rapida poiché non richiede l’utilizzo di cavi di connessione fra l’unità di controllo e gli indicatori. Grazie alle funzioni disponibili e ai parametri programmabili, un unico indicatore di posizione può essere utilizzato per molteplici applicazioni che prevedono diversi passi dell’albero di comando, sensi di rotazione, unità di misura. Tra le caratteristiche principali del nuovo sistema, l’ampio display a sei cifre garantisce un’ottima leggibilità anche a distanza e da diversi angoli, mentre il grado di protezione IP65 o IP67 consente l’impiego in applicazioni che richiedono frequenti lavaggi anche con getti d’acqua.


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Con una capacità massima di sollevamento di 3 t e un’altezza di sollevamento massima di quasi 7 m, il sollevatore telescopico compatto Bobcat TL30.70 è progettato per una vasta gamma di applicazioni tipiche dei settori delle costruzioni e del noleggio. Il TL30.70 offre un’eccellente alternativa, economicamente vantaggiosa, ai modelli da 7 m di dimensioni maggiori, in particolare quando lo spazio di manovra è angusto ed è necessaria una maggiore manovrabilità. Con l’introduzione di questa nuova macchina, Bobcat completa la sua gamma di modelli per il mercato dei telescopici. Le prestazioni non sono compromesse in alcun modo dalla compattezza della macchina e il TL30.70 offre un rilevante sbraccio massimo di 4 m con un carico superiore a 1 t. Alla massima altezza, l’operatore può sollevare fino a 2 t di carico, valore sufficiente per movimentare pallet di mattoni pesanti nella maggior parte delle condizioni.

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Due piattaforme ragno Palazzani XTJ 32/C sono stati recentemente consegnate alla O.Mec di Ancona, società nata nel 1989 dal progetto industriale di Gianfranco Bronzini e che coinvolge oggi oltre 100 persone, con filiali sul territorio nazionale e full service operativi in Algeria e Russia. Le due XTJ 32/C con motorizzazione Bi‐energy (motore diesel + elettrico) saranno utilizzati dall’azienda per eseguire lavorazioni in campo civile e industriale. La scelta dell’acquisto di queste piattaforme aeree deriva dalle esigenze specifiche richieste da alcune tipologie di lavori, come ad esempio quelli che richiedono macchine capaci di accedere e muoversi in spazi davvero molto stretti come i centri storici o di muoversi su superfici disconnesse o con limitazione di peso e portata. O.Mec conosce e utilizza ormai da anni il prodotto Palazzani e queste due macchine sono solo le ultime new entries (nel parco macchine sono presenti altre quattro piattaforme Palazzani). “L’opinione sulle piattaforme aeree ragno Palazzani è ottima: macchine robuste, affidabili e di facile utilizzo. Per questo abbiamo deciso di acquistarne altre due unità”, ha affermato Michele Mazzanti, direttore commerciale di O.Mec. Le due XTJ 32/C sono anche state dotate di verricello idraulico con portata 500 kg, accessorio che trasforma la macchina da semplice piattaforma aerea a gru semplicemente sostituendo il cesto con il verricello.


LIEBHERR

L’autogrù a 8 assi LTM 1450-8.1

Lanciata sul mercato in occasione del Bauma 2016, l’autogrù LTM 1450-8.1 è diventata in breve tempo una delle best seller del costruttore tedesco. Con una portata massima di 450 t, questa macchina potente si contraddistingue per un braccio telescopico da 85 m. In fase di progettazione della LTM 1450-8.1, Liebherr ha dato la massima priorità alle prestazioni e alla semplicità di allestimento del mezzo in cantiere: la nuova gru a 8 assi può così viaggiare con il braccio telescopico completo e tutti gli stabilizzatori su strade pubbliche con carico per asse di 12 t. In tal modo è subito pronta per l’uso in cantiere e in svariate situazioni la nuova LTM 1450-8.1 può perfino eseguire operazioni di sollevamento proprie della classe da 500 t. L’autogrù LTM 1450-8.1, infatti, offre la possibilità di lavorare con un raggio della zavorra variabile: grazie al sistema VarioBallast è possibile ridurre il raggio della zavorra da 7 a 5 m con una regolazione idraulica continua, un notevole vantaggio in caso di spazi molto ristretti. Garantendo in ogni occasione un’elevata mobilità, la LTM 1450-8.1 solleva 20 t con il braccio telescopico da 85 m ed è dotata di motore singolo con ECOmode.


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Bauma Conexpo India

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Brigade Elettronica

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CTE

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I Copertina

Geofluid 2018

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Gruppo Minitop

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1

Hillhead 2018

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Intralogistica Italia 2018

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Jekko

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JLG

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Multitel Pagliero

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Palazzani Industrie

16

Platform Basket

I Cover Export

Terex Demag

3

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23

SSAB Swedish Steel

29

96 ONSITELIFT - marzo-aprile 2018


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EXPORT EQUIPMENT

Platform Basket, the domain of SPIDERS

Platform Basket manufactures aerial work platforms, such as tracked spiders, which are distinguished by their reliability, safety, performance, quality and ease of use. Platform Basket products are constantly evolving to keep ahead of the state of the art. Attention to customer demands, continuous support, and prompt feedback when needed are the constant values of our staff based in Reggio Emilia, Italy. Intermat 2018 will be an important showroom for Platform Basket to display the new range of medium and high tracked access platforms. Platform Basket is very much focused for 2

ONSITELIFT - march-april 2018

some years developing new models in the above mentioned range in order to offer a wider SPIDERS proposal.


The coming show will be the opportunity for Platform Basket to display all together SPIDER 33.15 (33m W.H.) one of the best performing machine today available in the market; the SPIDER 27.14 (27m W.H.) the latest development and the narrowest machine offered today in the market. SPIDER 27.14 is a double pantograph with jib, 10 m up & over clearance, vertical lifting of the basket, raising up to 10 m like a scissor-lift and with a maximum height of 27 m work and a total weight of only 5,000 kg. The new SPIDER 27.14 offers an outreach of 14.4 m with an operator into the basket (136 kg) and 12.7 m with 230 kg basket capacity. The most compact 27m tracked-lift with only 890 mm of width, with an hydraulic operated undercarriage, that enables to pass through a single door 3,5” wide. When tracks are in wider position the stability of the machine when off-road is guarantee in any uneven ground situation. All features that meet the continuous demand of the market that wants to access platforms as compact and light as possible, but with very high performances. Beside of these two models the new SPIDER 30T (30m of W.H.) the telescopic boom model super-light in weight, recently presented and now available in its final “dress”. Spider 30 T proposed today has a width of only 890 mm and an enviable weight of 4,300 kg.

To make the platform even more compact for vehicle transport, a full jib folding system makes it possible to fold the basket-mounted machine in less than 6.5 m. The spider, thus conceived, has no external devices on the telescopic arm, which makes it also extremely safe in case of eventual shocks and, therefore,

highly suitable for pruning. Spider 30 T also offer all the technology developed by Platform Basket over the years, including a movement and stabilization radio control system, with automatic stabilization, double proportional speed control offering precision manoeuvring, positioning and speed on difficult and sloping terrain, the same control systems in the basket with simultaneous and proportional movements, make it agile in reaching work heights, automatic transport gauge and display with on-board diagnostics that guides the user in immediately identifying any faults. Platform Basket has always focused its development on making even medium to large equipment easy to use, perfectly automatically controlled and, therefore, easy to rent without an operator. The “Queen” at Platform Basket stand will be the SPIDER 43T (43m of W.H.) a telescopic multi-sections with e telescopic flying jib tracked platform; performing 330 kg of basket capacity and being offered with hoisting winch interchangeable with the removable basket. The aim of the Company is now a wider range market proposal in any SPIDER working height and all conceived with similar and intuitive operating controls, essential for the Company to better approach to the big rental Companies. www.platformbasket.com

march-april 2018 - ONSITELIFT

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EXPORT COMPONENTS

Cemas, powertrain specialist since 1984

Cemas Srl was estabilished in 1984 as a power-shift transmission specialist and operates from its own office and workshop complex next to Bologna, Italy. Cemas is an authorized Service Center for Dana, Clark, Hurth, Kessler, AxleTech and OMCI parts distribution also in the Middle East, Malta and Greece. Cemas maintains an extensive inventory of genuine parts components and can offer quick delivery anywhere in the world. Cemas provides an essential service for all types of mobile plant equipment: Harbour Equipment; Material Handling Equipment; Cranes; Dump Trucks; Fork Trucks; Loading Shovels; Airport Trucks; Cranes; Refuse Vehicles; Port Equipment; Rail Equipment; Fire Tenders. Cemas goal is to be the first in customer

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ONSITELIFT - march-april 2018

satisfaction through total dedication to Service, Quality and Reliability. Clark Dana power shift transmissions and axles are mounted on various types of: Harbour Equipment; Material Handling Equipment; Wheel loaders and crawlers; Cranes; Dump Trucks; Backhoe loaders; Fork Trucks; Loading Shovels; Airport Trucks; Refuse Vehicles; Port Equipment; Railway Equipment; Fire Tenders; Construction Machinery; Locomotives; Farm Equipment; Industrial Drives; Forestry Equipment; Material Handling. C e m a s o f f e r s D a n a , A x l e T e c h , Kessler, OMCI, Hurh axles mounted on off-highway vehicles. Cemas is specialized in Dana axles as mounted on a variety of worldwide wellknown brands such as: Ahlmann, Atlas Copco, Atlas Weyhausen, Ausa, Bobca, Bomag, Caterpillar, CNH, Doosan, Fiat

Hitachi, Hyundai, JCB, JCB Vibromax, Komatsu Hanomag, Komatsu Utility, Kramer, Liebherr, Manitou, Mecalac, Normet, Paus, Schaeff Terex, Schmidt, TLD, Yale. Cemas offers same day shipment on most Clark-Dana, Kessler, Hurh, AxleTech and OMCI genuine parts, components and spare parts for axles and transmissions. Cemas has one of the most extensive inventories of Clark-Dana, Kessler, Hurth, AxleTech and OMCI axles and transmission parts. Cemas also provides brand new transmissions as per factory standard. Clark-Dana, Kessler, Hurth, AxleTech and OMCI are leading suppliers of off-highway components providing the latest technology for the various needs of off-highway vehicles and users. www.clark-cemas.com


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The Socage challenge to the weight continues During Intermat 2018 Socage will show the range of ultra light telescopic aerial platforms. Socage has always distinguished itself for the research of innovation, aiming to respond in an extremely performing way to the market’s needs and for the year 2018 will not be outdone too. The collaboration of the Modenabased company with Welser continues, extending the concept of applying SPPSocage Project Profile- not only to the aerial part, as was already done, but also to the chassis part. Making a brief summary: in 2016, Socage patents the SPPs produced in collaboration with the Milan Polytechnic and Welser. Initially, the application of the SPPs concerned exclusively the aerial part of the platform, for which a particularly light and performing innovative material is used. The use of these particular profiles also affected the production process, which was improved by entrusting the production of arms and extensions to Welser. Roll forming and laser welding are introduced, which guarantee greater precision and less overheating of the area. The spirit that distinguishes Socage and his team is certainly not to be content with the first successes collected but to seek continuous innovation and improvement of product performance.

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platforms. The weight reduction of the chassis part from 2018 also involved the new telescopic platforms, already launched on the Italian and foreign market, but which will be officially presented at the INTERMAT 2018 in Paris. The new telescopic range will consist of a 16T, stabilized H + H, an 18T available in the H + H version and enhanced in the ME + H version, the 20T and the 23 T both with ME + H stabilization. The Paris fair will be an opportunity to present at the Socage stand - Hall E5 Booth K038 - the 18T with H + H stabilization, a highly appreciated telescopic in foreign markets, especially the French one. Also for the relevance on the French market Socage will present one of its vans: the 15VTJ. Between 2017 and 2018, again in collaboration with Welser Socage start using tubolars also for the chassis. The advantages of the changes can be summarized as follows: greater product quality, greater precision, increasing industrialization of processes and faster production times. The use of ultra light frames will cover the whole E series both in its standard version and in the Extreme version (with the famous X-frame that increases its performance). On the market there are already some of these platforms such as the 25D in its extreme version, the 20D, ultra high performance platform that stabilizes in shape, this with regard to articulated Intermat 2018 will be an opportunity to introduce the new range of crawler platforms to the international market, in fact, Socage will present the new S18 as the first in a wider line of tracks. Finally, on this occasion, the top of the Sorbara company will be brought, the 75TJJ with an important novelty concerning the stabilization, which will no longer be classic but flagged. Change that has made it possible to reduce its weight and increase its performance. In conclusion, the innovations that Socage is launching on the market for this 2018 are really many and varied able to respond to the different needs of international markets as well as the Italian one. www.socage.it march-april 2018 - ONSITELIFT

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Jekko: small size with no compromise

Jekko’s products are engineered to meet customers’ specific requirements and are designed to operate in narrow places where space is restricted. Jekko is a global leading manufacturer of minicranes boasting over 45 years of experience in the lifting and handling sector. The company is headquartered in the province of Treviso, and currently covers a 17,000 sqm industrial estate – 7,000 of which are indoors. The Jekko product line dates back to the late 1990s, when the first minicranes for Ormet and made-to-order special machines were designed and manufactured. The Jekko Minicrane brand was born in 2006, when a dedicated production plant was opened. Behind Jekko there is the 40 years long story of Ormet, a company founded in 1972 specialized in sale and installation of truck cranes, forestry and timber loaders and accessories. In 2016 Olmet’s board decided to transform Jekko in an independent company and Fassi Gru S.p.A., Italian leading manufacturer and supplier of hydraulic cranes for installation on trucks, has

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joined the company to further boost development and expansion on the global market. In 2017 has been inaugurated a new 4,500 sq. m. production plant. The entire range of Jekko minicranes is exported and traded all over the world by a network of more than 30 authorised dealers. Jekko’s products are engineered to meet customers’ specific requirements and are designed to operate in narrow plac-

es where space is restricted. Depending on the model, their compact size allows passage through a standard or double doorway. But their modest weight and slim dimensions come with no compromise to lifting capacity or working range, resulting in substantial operational benefits both indoors and outdoors. Jekko offers a complete line of models equipped with diesel engine, electric motor or battery pack and a wide range of attachments including hook or hydraulic jibs, grabber manipulators for pipes and beams, vacuum lifters for glass panes as well as lifting beams. All tools are fully integrated with the functions and safety devices of the base machine. Jekko has always invested in R&D, safety and compliance with all relevant regulations – in particular with the EN 13000 standard – to offer its customers innovative and safe products. Jekko is a young business, supported by a professional technical department, reliable training and after-sales services, and a sales & marketing office covering all international markets. During the Intermat fair in Paris (2328 April) Jekko will participate together with the French dealer Fassi France at Stand E5 Aisle M/N.026 in the outdoor area. The models presented will be SPX424, the new JF40 which will expand the JF Series range by introducing a smaller crane, the new Multi-Loader JML25, self-leveling crawled platform. www.jekko.it


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At Intermat, Airo presents XP and XLP 5 DUAL, plus X12 RTE and X14 RTE The Airo brand is so renowned that, by metonymy, people usually use the trademark when they refer to the whole Tigieffe company. Based in Luzzara, near Reggio Emilia, it started out as a family business, like most Italian companies. Since its foundation in the Eighties, Tigieffe has grown year after year and conquered a remarkable share of the aerial platforms market, both in Italy and abroad (mostly in France and Germany). The uniqueness of its products and its high quality standards in terms of services have been the key-factors of its growth. Along with such success, the increasing popularity of its brand naturally attracted interests from the biggest international business groups, always looking for new and profitable investments. Being an Italian excellence, Airo in 2012 became part of a bigger international group as minority partners stepped in and subsequently in 2014 was entirely purchased by new Asian owners. Sales manager Oscar Prigione explains that such move was a real boost for the company: “It is fair to say that it was a big step for us to move from the status of a family-owned business to our current dimension. The new owners were smart

enough to preserve Airo’s local identity, keeping the existing management on board, while the company was looking at a bigger market on a global scale, under a new general manager who started working as a conduit with the Asian owners”. With their roots firmly planted in Italy, Airo has increasingly been looking abroad and implemented a more complete range of products. “Obviously this has required a considerable effort also in terms of production”, Prigione continues, “but everyone here is confident about our chances to grow further. It is also about mentality, because we are adapting to our current top-level ambitions”. In the last five years, Airo has achieved an increasingly bigger share of the European market and today they cover almost every country in the Continent. The Emilia

Romagna Company has also landed in some Middle East countries such as Saudi Arabia, Israel, Turkey, Oman, Qatar and Kuwait. In the last two years, Airo has widened its prospective overseas by distributing its products in several South American countries and, recently, in the United States of America, too. Following their agreement with an American partner, they will be able to challenge a very difficult but also promising market, with ambitious targets to achieve. At Intermat Paris 2018, Airo will exibit two new models: XP and XLP 5 DUAL, plus X12 RTE and X14 RTE. XP and XLP 5 DUAL are manual-push machines, with electric battery lift. Such model is part of a so-called “low level market segment”, but the increasing demand for standard models has led Airo to put its attention and dedication here. The DUAL version was designed for this specific purpose. Its telescopic basket has the same dimensions of the standard XP and, when retracted, it allows the operator to enter the false ceiling grid to access plant maintenance. The DUAL version can be retrofitted even on standard models by purchasing the specific DUAL KIT. X12 RTE and X14 RTE are two scissor models with 4-wheel drive, oscillating axle and stabilizers. Despite being construction models, they are battery-powered to meet the increasingly stringent regulations on noise reduction and pollution. The machines are equipped with traction batteries allowing use for a full day of work. The 4-wheel drive guarantees the same performances as a diesel machine even when it comes to slopes. Equipped as standard with white non-marking wheels, it is also available with claw wheels for better performance on site. www.airo.com march-april 2018 - ONSITELIFT

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JMG: Quality is a choice

JMG Cranes is a global leader in design and manufacturing of electrical mobile battery-operated Pick & Carry Cranes that find application in a wide range of industrial fields. In 2007 Maurizio Manzini founds JMG Cranes Srl and with innovation, such as new methods, vision and solid knowledge on electric pick and carry cranes, the result achieved will always be the most suitable solution. The company offers a wide range of fully innovative and high quality battery-operated mobile Pick & Carry cranes with a load capacity from 0.9 t to 58 t. The JMG’s Pick & Carry cranes are specially designed to last in time and to have low operative costs. The compactness and the high performance allow to handle heavy loads in narrow spaces. 10 ONSITELIFT - march-april 2018

Also, the powerful battery makes these machines an eco-friendly, low-noise, zero emission and suitable solution for

each application field. To provide the perfect machine for each customer’s need JMG has split its range of Pick & Carry cranes in: Lifter from 0.9 t, Walk-behind from 2.2 t to 2.5 t, Radioremote control from 2.2 t to 13 t, Cabin cruiser from 4.5 t to 58 t and Carry-deck from 10 t. The successful team of JMG Cranes is composed by highly qualified staff that can assist and advice in each phase before and after the cranes delivery. JMG Cranes is particularly focused on safety: each model is provided with an electronic load moment indicator system (LMI) and equipped with sound and visual signal devices, complying with to CE regulations. To satisfy customers and add value, JMG Cranes offers a wide range of services: feasibility study, customization, training of personnel, after sales assistance and spare parts. Pick and Carry Cranes are mobile cranes with no outriggers and are designed to lift the load and carry to its destination. They are a great alternative to traditional forklifts and they can also replace heavy lifting cranes, simply reaching the load very close. Compared to the most common equipments in the market, like telehandlers or equivalent


in capacity forklift trucks, big cranes or carry deck cranes, pick and carry cranes have proven to be a better choice. Pick and Carry cranes also seem to replace smaller truck cranes as the set up time is much quicker, safety is higher and cost is lower. The Piacenza-based company inaugurates 2017 by introducing a new battery operated electric pick & carry crane that can lift and transport up to 58 t. JMG Cranes introduces the MC580: it is a battery operated electric pick & carry crane that can lift weights of up to 58 t. Compact and precise, it combines compactness with great performance, becoming the flagship product for the Piacenza-based company that manufactures Pick and Carry Cranes. The advantages of the MC580 are its performance in relation to its size, the

removable counterweights for transport and hydraulic boom extension of the axle that increase the capacities in the various configurations. This crane, which is essential for more demanding operators, is equipped with a comfortable cabin and a 7” colour display showing all information on the crane and on the electronic load and

time limiter system (compliant with EC Standards), allowing the operator to combine maximum safety thanks to full control of the machinery: the screen displays the load lifted, the maximum load to be lifted, the tilting percentage, the operating range, the angle and boom extension, all accompanied by a series of warning lights indicating the

operating status. It has an hydraulic telescopic boom with proportional output and all movements are controlled by radio control, which allows the surrounding spaces to be checked. Front outriggers that can be removed by the operator, without the help of other means. Other products: • MC 100RE Electric Battery Operated Carry-Deck • MC 130 S Electric battery operated radio remote controlled. • MC 160 Cabin cruiser crane • MC 250 Cabin cruiser crane • MC 350 Cabin cruiser crane • MC 32 S Electric battery Operated Radio remote controlled cranes www.jmgcranes.it march-april 2018 - ONSITELIFT 11


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Luxtower: light up your work Luxtower has the ambitious project to create products designed and manufactured entirely in Italy, using high quality components assisted to the latest technology, to maximize safety, efficiency and minimize costs. Luxtower is the production branch of Meta Srl, an Italian company with forty years of experience in the rental industry, whose processes are ISO 9001 certified. The story of Luxtower born in 2011 thanks to a team of engineers, designers and technicians, who together have created a range of mobile lighting towers, currently distributed to Italian charterers and exported to Europe, Middle East and Africa. Luxtower aims to rental companies and large construction companies, whom operate in the field of civil and industrial construction, oil and gas and event organisation industry. In addition to its range of lighting towers, Luxtower, distributes LED lamps Working Lights, practical solution for construction

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site mobile lighting, and it has in development the Security Towers, video surveillance project for risk management. Luxtower headquarter is located in Codevilla, 60 km south Milan, extended over 10,000 sqm area. Proximity to the main ports, logistics hubs and airports of Northern Italy puts the company in an enviable strategic context. Luxtower aims in the ambitious project to create products designed and manufactured entirely in Italy, using high quality components helped to the latest technology, to maximizing safety, efficiency and minimize costs. Performances, long lasting and user friendly are the features that most identify machines in constant innovation, while offering a product with an attractive design. The company offers a wide range of compact and versatile lighting towers for various applications such as construction, mining, emergencies and events. In the last few years Luxtower has grown exponentially challenging international markets around the world.

Whole production process, from design to delivery, is carefully inspected in detail step by step. Each production process is carried out in our Italian factory; from bending and welding to assembly and final testing, always with a strict quality control. Luxtower keeps the production in Italy to ensure a long-lasting quality product over time and with the ethics of giving work to local human resources. The company has collaborations with laboratories equipped with the best technologies, which are able to test IP levels, aggression of external agents in particular environments, topicalization, salt spray test to verify materials oxidation etc. The highest standards available on the market ensure the quality of raw materials. Use of the latest technologies allows to maximize products value, improving safety along substantial reduction in costs. Always in full compliance with current regulations, Luxtower is constantly committed to protecting environment and territory. The lighting towers are ISO 9001 certified, guarantee high reliability and distinctive style. Trust and satisfaction of Luxtower customers are result of passion, dedication and professionalism, wich are integral parts of the company philosophy, symbolized by the hawk, animal company logo. Luxtower aim to be known as innovators in the industry, providing high performance, long lasting and low ecological footprint products. www.luxtower.com


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Palazzani TZ 330, new model with double pantograph arm

Palazzani Industrie SpA – Italian manufacturer of Aerial Working Platforms Spider type with a range from 17 m to 52 m height. Palazzani aerial platforms can operate almost everywhere, in impossible situations for traditional platforms. They work autonomously, diesel engine and electric motor or with batteries. They can also easily transfer off-road and on slopes such as: ramps of garages, staircases, and so on. They pass through a normal door and operate in enclosed and crowded environments, without noise or exhaust gases. They stabilize easily in tight spaces, on irregular and steep slopes, on delicate and low-capacity floors. They are easy to use and safe. Known all over the world for its wide range of Spider Platform models with telescopic arm and articulated jib, Palazzani is now proposing a new model with double pantograph arm. It is a big innovation for the Company, which is going to meet also those specific needs of particular aerial working

diagramme typical of that kind of arm geometry. The boom of TZ 330 is entirely made of high strength steel and designed with a new and innovative shape to grant lightness and structural strength. Some data of the machine: 30 m high at the cage floor and an important outreach of 16,5 m, with 250 kg in the cage. Total weight 6,700 kg, very stowed dimensions, as all Palazzani Spider Lifts: 6,995 mm long and 2,166 mm high. The tracks are enlargeable, with 1,100 mm min width and 1,400 mm max width, for a better stability during transfer. The independent stabilizers, everyone

offering two different working positions and one rest position to meet all setup needs, are designed to be essential and stowed. Now available in the most versatile Bienergy standard power option to operate outdoor with the diesel engine and indoor with the electric motor, TZ 330 will be available in ECO and hybrid power option as well in the future. Another news of this machine is the high safety level and manoeuvre sensibility, which translates to a better comfort for the operator and energy saving, thanks to the hydraulic system. The newly designed control box at the cage grants high resistance to water infiltrations and to mechanic bumps of the controls buttons. Palazzani Industrie S.p.A. has another news: the R&D department is working on another new model of Aerial Working Platforms Spider type, this machine will be ready in the next year! www.palazzani.it march-april 2018 - ONSITELIFT 13


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Magni Telescopic Handlers improved technology All Magni’s models are made up of cutting-edge components and materials to ensure the highest quality of each machine and guarantee the user the best performance. Magni Telescopic Handlers was born

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in May 2012 from 50 years of experience in the field of telescopic in order to design and manufacture rotary, heavy duty and fixed arm telehandlers. The company’s history began with the RTH and HTH ranges, as President Riccardo

Magni, strong of his 30 years of experience with rotary and heavy-duty telehandlers, believed that this market needed significant technological improvement to meet the high standards of safety and performance. In these years Magni has consistently developed their RTH evergreen ranges, for rotary telehandlers, and HTH, for heavy duty telescopic trucks, ranges that are now composed of 15 and 8 models respectively. All models are made up of cutting-edge components and materials to ensure the highest quality of each machine and ensure the user the best performance. Also the electric and electronic systems installed on the machines are the most innovative available on the market; Magni ranges are in fact equipped with CAN BUS electrical systems and are completely managed by a software that allows a diagnosis integrated into the touch screen. Thanks to the commercial agreement signed with Dingli in 2015, the company has also been able to include scissor lift platforms in our range, mainly used in renovation and maintenance contexts, but which can also be used in buildings during installation. The range, which once included 8 models, now includes more than 20 different, between electric and hydrostatic. In addition to this, the collaboration with the Chinese company also includes the development of a range of telescopic and articulated boom platforms, up to a working height of 28m, which will be designed by Magni according to its usual quality standards, realized with a revolutionary design and equipped only with the best European components. In 2016 they also developed their first fixed arm machine, specially designed


our wide range of scissor platforms. For 2018 they expect even more work and their will is to expand their ranges in order to have a more complete offer expecting a significant increase in sales in the United Kingdom, North America and the most advanced Asian countries, with a consequent increase in production, turnover and employees. Driven by its spirit of innovation and initiative, the Magni Telescopic Handlers in the last 5 years, starting from scratch, has become one of the most important subjects in the international market of telescopic trolleys, obtaining excellent results in quality, model offer and turnover, in continuous growth, with great effort, passion and commitment in every work day. www.magnith.com for the industrial and construction market, with a model that is part of the TH range, with a lifting capacity of 6 t, a maximum working height of 20 m a side translation system on the front axle to correct the position of the load. This year Magni started the distribution of the RTH 6.46 SH, the world’s tallest rotary telehandler with a 7-section boom, and we also designed the RTH 8.25 SH, an amazing 8 t rotary telehandler that will be presented at the Intermat 2018. Over the course of this year, they have strengthened internal business organization by hiring over 30 people in various sectors and countries. In addition, they have set up 2 new branches: Magni Telescopic Handlers UK Limited, south of London, and Magni TH France, near Nantes, to better serve customers during the sales and after-sales phases. They also transferred the branch in the United States from Miami to Kansas City to position ourselves in a more central position and better serve the entire country. Magni will use Intermat as a showcase to present our latest products: new SH models (now 10 in total), which represent a step forward compared to the Smart S and S range, as their lifting capacity has been improved without affecting on the compactness and weight, also to present our 46 me and march-april 2018 - ONSITELIFT 15


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Ormig, the “pick and carry” specialist Ormig S.p.A. is a leading Company in the lifting and handling field since 1949. A continuous products improvement have made this Company among the most reliable ones in the lifting and handling field, in position to supply high quality and technologically advanced machinery. Ormig was founded in 1949 by Guido Testore who understood that itailan post-war activities were going to need several equipment; the “crane”, already known in USA but almost unknown in Europe, could become a large spreading vehicle. The Ormig Company is still

managed by the family of the founder. Important features of these cranes are the reduced overall dimensions and the remarkable lifting capacities; they are particularly useful for loads handling in confined spaces and in internal areas, with the maximum of safety conditions. All Ormig “Pick and carry” cranes are

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projected in compliance with “Machine Directive” and they can be approved for travelling on road. It is possible to fit out these cranes with special equipment such as jibs, forks, hooks, jaws, etc. so that to offer a great versatility for every operators requirement. Ormig is manufacturing “Pick and car-

ry” diesel cranes for load moving inside an outside yards and everywhere it is required, besides the lifting, a capacity freeon-wheel. The present range covers cranes having capacities from 5.5 to 60 tonnes. Ormig is manufacturing “Pick and carry” cranes at electric power for loads lifting and handling in inside places and industrial activity, in compliance with environmental and acoustic anti-pollution rules. The present range covers cranes having capacities from 5.5 to 45 tonnes. Ormig is manufacturing cranes on truck capable of moving on roads and motorways without transit permits, certified at free road travel, at 32 tonnes weight. The model 804AC has a lifting capacity of 80 tonnes and 6-sections telescopic boom for 48m max height from the ground. The model 104AC has a lifting capacity of 100 tonnes and 8-sections telescopic boom for 58m max height from the ground. www.ormig.com


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OnSite Lift n.2 - Marzo-Aprile 2018 by OnSite News - Issuu