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OnSite Lift n.2 - Marzo-Aprile 2017

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SERIES

2017 2016

TEAM

Un nuovo luminoso giorno in città

Qui in cantiere stiamo costruendo il futuro

OTTIMO LAVORO DI SQUADRA!

Sistemeremo questo disordine & faremo spazio per le nuove costruzioni in pochissimo tempo!

Ma questo lavoro è così grande e complesso... Meglio chiamare il Team Bobcat!

Bobcat è una società del gruppo Doosan. Doosan è un leader globale nel settore delle macchine edili e movimento terra, delle soluzioni per l’acqua e l’energia, dei motori e dell’ingegneria, che da oltre un secolo serve con orgoglio i suoi clienti e le comunità. | Bobcat e il logo Bobcat sono marchi registrati di Bobcat Company negli Stati Uniti e in altri paesi. ©2017 Bobcat Company. Tutti i diritti riservati.

Le pale Bobcat ruggiscono in azione: raccogliendo i detriti dalla demolizione Mentre il MINI ESCAVATORE mette k.o. il vecchio calcestruzzo con un sol colpo. il SOLLEVATORE TELESCOPICO sistema i nuovi componenti in posizione. Mai vista una costruzione così rapida e sicura − Bobcat è davvero impressionante!

Alla prossima… Bobcat ‘Tough Jobs’


SOMMARIO MARZO-APRILE 2017 - N. 2

6 Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

16 Mercato

di Pietro Gabrielli

ATTREZZATURE

44 JCB

di Gianni Gennari

Una cesta carica di sicurezza

di Pietro Gabrielli

COMPONENTI

MACCHINE

Magni orizzonti

46 Autec

di Ettore Zanatta

Controllo assoluto

di Lorenzo Zacchetti

TECNOLOGIE

26 Demag

di Ettore Zanatta

Una tradizione consolidata

Avanti con cautela

20 Magni T.H.

4 Editoriale

In copertina: Haulotte Italia

30 PM Group

La strada della leggenda

di Ettore Zanatta

50 Effer DMU 3000 PLUS x 205: moltiplicazione di produttività!

di Stefano Vitali

DOSSIER

54 Noleggio

L’era della rental economy

di Lorenzo Zacchetti

ON SITE

62 La “terza fase” di Oriocenter

Hands On

LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ

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SINONIMO DI PRODUTTIVITÀ di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta – ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti – lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza – l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – r.fabbri@capoversoeditrice.it Tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti Tel. 0545 967722 E-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) Tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

Una extension in blu

di Ettore Zanatta

FIERE

68 CTT

Dalla Russia con ottimismo

di Lorenzo Zacchetti

70 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.

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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Dalle “parti” del noleggio

A

prire un dibattito sensato sulle dinamiche del noleggio nel nostro Paese non è semplice. Parlandone in riferimento al sollevamento di cose e persone vanno considerate due istanze legittime e contrapposte, anche dal punto di vista ideologico: da una parte c’è la visione del costruttore globale, che deve guardare ai numeri di vendita e vorrebbe un mondo costituito da grandi società e gruppi sovradimensionati sulla scorta di fusioni, acquisizioni o alleanze più o meno strategiche; dall’altro c’è la preoccupazione diffidente del piccolo specialista locale che si è costruito con fatica conoscenze e fedeltà consolidate sul territorio, un soggetto che non intende rinunciare alla propria identità. Piuttosto che sposare una delle due parti in gioco serve, come sempre, guardare in faccia la realtà. E, in particolare, quella dell’Italia. Quanti passi falsi si sono fatti nel nome di una malintesa modernità, rappresentata da alcune grandi aggregazioni di noleggio? La causa è sempre la stessa e lontana dalle giustificazioni dell’infinita crisi internazionale: la scorrettezza culturale. Gestire un business di noleggio dai grandi numeri richiede una competenza formata sul campo. Significa costruire una compagnia partendo dal basso, seguendo le vere esigenze del mercato, magari suggerendole grazie a un continuo lavoro di studio e aggiornamento. Qui gli obiettivi finanziari non c’entrano, s’impongono da sé, in virtù della ricerca e della conoscenza applicate al mercato domestico, che diventa globale quando indica una strada condivisa da realtà nazionali confrontabili. Così una gru fuoristrada o una piattaforma aerea non sono più voci legate a semplici e aridi numeri consuntivi, ma concetti vitali applicati al futuro di un’impresa. L’onestà intellettuale ci impone di sposare la causa di quei manager che hanno l’ambizione di portare il noleggio - e in particolare quello di macchine per il sollevamento - fuori dalle secche del provincialismo e dell’impresa familiare di sussistenza. Ma che i manager siano almeno, secondo una definizione ormai desueta, dei “cavalieri del lavoro”, menti lucide forgiate dal pensiero tecnico e dalla filosofia - spesso di buon senso e lungimiranza - che ne consegue. I magliari del noleggio, invece, come quelli di ogni altra specie, si rechino pure altrove. Magari in quei Paesi sulla via di uno sviluppo spezzato e illusorio, osannati dalla critica economica più impreparata e superficiale. Quella critica-acritica che ama le fragili ali del “progresso” finanziario, lasciando - e il caso Brasile l’ha insegnato molto bene, purtroppo solo dolorose e imperdonabili rovine.

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ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia INTERMAT ASEAN La tecnologia al centro dell’edilizia

Il 24 gennaio scorso si è tenuta presso l’East Wing, The Oriental Residence di Bangkok, la conferenza di lancio per presentare “L’evoluzione delle grandi tendenze delle macchine innovative”. Nattaphorn Bhromsuthi, vicepresidente della Thai Contractors Association e presidente della Federazione delle Costruzioni della regione del Sud Est Asiatico, ha indicato che la Thailandia diventerà il più grande mercato delle costruzioni della regione, con un fatturato tra i 30 e i 35 miliardi di dollari, davanti a Singapore (18-25 miliardi) e Malesia (25-30 miliardi). Ha inoltre auspicato che la Thailandia utilizzi le tecnologie con le attrezzature edili, come anche per la Malesia, per migliorare la produttività e ottimizzare i tempi nei processi. Lo sponsor Platinum Case Construction, tramite il suo direttore marketing per il Sud Est Asiatico, Danilo Catalucci, ha affermato che presenterà numerosi prodotti, oltre a innovazioni di particolare rilevanza: “I nostri più importanti clienti beneficeranno di promozioni esclusive, prova dell’impegno di Case per rendere più efficienti i loro siti di lavoro e la fornitura di servizi a valore aggiunto”. JCB Asia del Sud Est, uno dei principali produttori di attrezzature da costruzione al mondo, sarà invece lo sponsor Gold di Intermat ASEAN. Martin Sommer, District Manager, ha comunicato che “l’azienda presenterà le ultime novità realizzate per il mercato asiatico, oltre a elementi irrinunciabili nel settore dei miniescavatori, delle attrezzature per miniera e per la gestione delle cave, dei sollevatori telescopici e del loro sistema telematico di punta”.

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CECE

L’Annual Economic Report 2017 Diffuso il report economico annuale del Cece, il Comitato europeo delle macchine per costruzioni, contenente informazioni sulla situazione macroeconomica, sulla dinamica del settore delle costruzioni, sull’andamento dei principali mercati e segmenti dell’industria europea delle macchine per costruzioni. Nell’edizione di quest’anno sono presenti informazioni delle associazioni nazionali aderenti al Cece, di modo da dare al lettore una maggiore specificità degli sviluppi regionali del settore. L’indice del Business Barometer del Cece, che rileva le sensazioni e aspettative degli imprenditori sul mercato, ha registrato un temporaneo calo a seguito del voto sulla Brexit nell’estate del 2016, ma da allora è rimasto in un relativo percorso di crescita che ha condotto al più alto valore dell’indice mai registrato nel febbraio 2017. Interessanti le aspettative dei produttori europei del settore che, nel 2017, vedono positivamente la quasi totalità delle regioni del mondo. Anche grazie agli investimenti in infrastrutture lanciati dal nuovo governo, si stima una crescita del mercato statunitense. L’India e la Cina

dovrebbero mantenere il trend di ripresa sperimento lo scorso anno. Infine, la maggioranza dei produttori europei si aspettano una ripresa dei mercati mediorientali nel 2017. Guardando all’Europa, le aspettative sono generalmente positive, eccezion fatta per il mercato turco. Rivestono particolare interesse i mercati scandinavo, francese e tedesco. L’ottimismo è diffuso anche guardando ai sotto-settori: aspettative positive e di crescita sono state registrate in circa i due terzi dei produttori di macchine movimento terra, stradali e per il calcestruzzo. Solo i fornitori di componenti sono meno ottimisti, con una quota del 63% degli imprenditori che si aspetta un volume d’affari inferiore nei prossimi mesi. Sullo sfondo di una modesta crescita del settore europeo delle costruzioni, di aspettative generalmente positive dell’industria, e di differenti livelli di ripresa dalla crisi tra paesi europei, lo scenario più realistico per il 2017 è quello di un mantenimento dei volumi, con una leggera tendenza al rialzo. Inoltre, i produttori europei dovrebbero riuscire a beneficiare della ripresa del mercato globale di settore, attesa dopo tre anni consecutivi di contrazione.


FIERE

Tre saloni al centro dell’edilizia Evento internazionale di riferimento del settore dell’edilizia e delle costruzioni, Le Mondial du Bâtiment si terrà dal 6 al 10 novembre 2017 presso il Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte, a Parigi, in Francia. Ogni due anni, i saloni Interclima + ELECHB, Idéobain e Batimat presentano materiali e soluzioni per gli edifici di oggi e del futuro. In un contesto di mercato favorevole, ma segnato da profondi cambiamenti, l’edizione 2017 di Le Mondial du Bâtiment ha l’ambizione di affiancare gli operatori nella ripresa del mercato consentendo loro di decodificare le nuove sfide della costruzione e scoprire le soluzioni per apportare elementi concreti di risposta. Dopo un 2016 migliore del previsto, il settore delle costruzioni in Francia prevede nel 2017 una crescita del +3,4% in volume. L’edilizia sembra inserirsi in una nuova fase positiva

del ciclo economico, principalmente grazie all’accelerazione del mercato delle costruzioni nuove (+ 7%) nel comparto Residenziale e nel Terziario. Spinto da normative in costante evoluzione legate alla Transizione Energetica, i produttori del settore non hanno atteso la ripresa per impegnarsi in una dinamica d’innovazione che impone modifiche significative in tutte le fasi della costruzione. Dal modello digitale (BIM) allo sviluppo di nuovi materiali, l’edificio è concepito oggi in modo globale (Edificio a Energia Positiva, a Basso Impatto Ambientale...) e si adatta

all’attualità del momento (IoT, Smart Grid ...) per fornire risposte agli utenti, sempre più alla ricerca di soluzioni sostenibili per vivere e abitare meglio. La vocazione dell’edizione 2017 di Le Mondial du Bâtiment è di affiancare i decision maker, i consulenti e gli artigiani/ installatori nella ripresa economica. Per Guillaume Loizeaud, direttore di Le Mondial du Bâtiment, “nel 2017 i saloni Interclima+Elechb, Idéobain e Batimat riuniranno ancora una volta l’offerta più completa al mondo in termini di soluzioni, innovazioni, dimostrazioni, conferenze nel settore delle costruzioni. Essi rappresenteranno un momento unico per tutti gli operatori che si incontreranno in un ambiente conviviale per scoprire le soluzioni per rispondere alle nuove sfide della Costruzione. Voglio ringraziare tutti gli operatori della filiera che collaborano con noi per rendere questa edizione di Le Mondial du Bâtiment la festa della ripresa del settore”.

BAUMA 2019

IL CANADA È “PAESE PARTNER”

Il Canada è uno dei principali mercati di sbocco per l’industria mondiale delle macchine per edilizia, degli impianti per la produzione di materiali da costruzione e delle macchine per l’industria estrattiva. È il settimo mercato mondiale delle macchine per edilizia. Questo comparto, con un giro d’affari di 102 miliardi di euro, e l’industria estrattiva, con un volume di 116 miliardi di euro, rappresentano insieme oltre il 15% del prodotto interno lordo canadese. Questi numeri impressionanti sono sufficienti per spiegare la scelta del Canada come “Paese Partner” della prossima edizione di Bauma da parte di Messe München e della VDMA, l’associazione dei costruttori tedeschi di macchine e impianti. Klaus Dittrich, presidente del Consiglio di Amministrazione di Messe München,

commenta così la scelta del Canada: “Scegliendo questo Paese abbiamo coinvolto un mercato di sbocco stabile, attrattivo e dinamico. Sono certo che l’iniziativa aprirà ulteriori opportunità commerciali per i nostri espositori.” Johann Sailer, presidente della divisione macchine per edilizia e materiali da costruzione della VDMA e presidente del comitato degli espositori di Bauma, aggiunge: “Il Canada rientra nel novero dei Paesi produttori di materie prime. A questo si aggiunge che il CETA, l’accordo di libero scambio negoziato di recente tra l’UE e il Canada, darà nuovo slancio al commercio bilaterale. Per questo motivo vogliamo sfruttare l’occasione di Bauma e la formula del Paese Partner per creare rapporti ancora più stretti fra le rispettive industrie”. Per quasi tutte le risorse naturali, il Canada è uno dei primi cinque fornitori a livello

mondiale, oltre a essere il terzo Paese per riserve petrolifere. Nonostante l’attuale congiuntura debole dell’industria mineraria e del settore petrolchimico, le prospettive a medio termine sono positive. Secondo le stime, fino al 2020 l’industria estrattiva crescerà a una media annua superiore al 3 percento. Queste previsioni trovano conferma in grandi opere come il Northern Ontario Ring of Fire e in molti altri progetti miliardari per la costruzione di infrastrutture nelle grandi città, ad esempio l’aeroporto di Vancouver, il complesso ospedaliero di Montreal, la stazione ferroviaria di Toronto o il centro tumori di Calgary. marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT

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NOTIZIE HAULOTTE

Una flotta per il KAIA Airport Dieci anni di attenzione al cliente e di reciproca collaborazione hanno dato vita a numerosi esempi di successi per il Gruppo Haulotte e i suoi partner in Medio Oriente. Il nuovo King Abdulaziz International Airport (KAIA) a Jeddah, in Arabia Saudita, è uno di questi. Roots Group Arabia e United Gulf Equipment Rentals, partner del Gruppo Haulotte nella regione, hanno infatti fornito diversi esemplari di macchine Haulotte per questo ambizioso intervento. Il King Abdulaziz International Airport (ufficialmente denominato Aeroporto Internazionale di GeddaRe Abd al-Aziz) porta la prestigiosa firma dello studio Skidmore, Owings & Merrill LLP (SOM), un progetto promosso dalla General Authority of Civil Aviation saudita allo scopo di aumentare la capacità annua dell’aeroporto da 13 milioni a 80 milioni di passeggeri. Il progetto, in particolare, si articolerà in tre fasi, la prima delle quali sarà completata entro la metà del 2017.

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Il nuovo aeroporto, esteso su una superficie di oltre 105 km2, è considerata una delle più importanti realizzazioni della città ed è stato premiato come miglior progetto di ingegneria aeroportuale del mondo nel 2015 all’ottava edizione dell’Annual Global Infrastructure Leadership Forum per la modernità delle sue infrastrutture tecnologiche. Il punto forte di questo progetto risiede nel sua particolare stile architettonico, concepito in base ai migliori standard internazionali per essere uno degli aeroporti più sostenibili del Medio Oriente, dove i problemi energetici e ambientali hanno ricevuto la massima attenzione.

Il progetto è una reinterpretazione in chiave moderna dell’architettura islamica, in linea con il tipico contesto saudita. La gamma di colori, materiali e texture utilizzate riflettono quelli naturali del deserto, l’azzurro del cielo e le tonalità della pietra, integrati da motivi geometrici. L’innovativa tecnologia delle grandi piattaforme a braccio telescopico Haulotte si è rivelata la migliore soluzione nel contesto di uno dei più grandi cantieri aeroportuali del mondo, dove sono stati utilizzati per la costruzione e i completamenti delle moderne strutture in elevazione. La piattaforma telescopica HT43RTJ PRO, nota per le sue doti fuoristrada, e la piattaforma a braccio articolato HA41RTJ PRO, versatile e affidabile, sono state utilizzate per raggiungere le aree di lavoro più difficili alla sommità delle strutture in elevazione. Un esemplare del modello di piattaforma articolata HA260PX, nota per l’eccellente produttività, il comfort e la sicurezza, è stata invece utilizzata nella costruzione dei ponti della stazione ferroviaria che collegherà l’aeroporto con le due città sante della Mecca e di Medina. Nei lavori in interni hanno trovato impiego numerose piattaforme a pantografo Haulotte sia diesel che elettriche. In particolare, i modelli di scissor H18SX e H15SX si sono rivelati all’altezza del compito grazie alla loro piattaforma estensibile spaziosa ed ergonomica. Per quanto riguarda gli scissor elettrici, il modello Compact 8 è stato utilizzato per l’installazione degli impianti elettrici, dei controsoffitti, dell’impianto antincendio e degli elementi di interior design dell’aeroporto.


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NOTIZIE SSAB

Un’italiana tra i finalisti dello Swedish Steel Prize 2017 CTE Nuovi allestimenti su Euro 6

I quattro finalisti dello Swedish Steel Prize di quest’anno sono tutti progetti innovativi che ottimizzano l’utilizzo degli acciai altoresistenziali. Il vincitore sarà annunciato l’11 maggio durante la cerimonia a Stoccolma. “Quest’anno abbiamo ricevuto 102 candidature, un numero record, da 32 diversi Paesi del mondo; l’elevata qualità delle candidature dimostra che questo premio ha un ruolo importante nel promuovere e incoraggiare la ricerca di metodi nuovi e innovativi per utilizzare gli acciai altoresistenziali”, ha dichiarato Eva Petursson, presidente di giuria dello Swedish Steel Prize e Head of SSAB’s strategic R&D. Oltre alla sudafricana Fermel, che ha presentato una speciale gamma di veicoli per l’industria mineraria, alla svedese Kiruna Wagon, che ha sviluppato un sistema innovativo di vagoni ribaltabili per il trasporto ferroviario a lungo raggio e lo scarico efficiente di minerali, e all’americana Wabash National, costruttrice di un nuovo paraurti posteriore per automezzi e semirimorchi, è in finale l’italiana JMG Cranes, 10 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

specialista nella realizzazione di gru semoventi elettriche. JMG Cranes ha sviluppato una gru altamente compatta, con un esteso campo di applicazione. Il design snello combinato al sistema di trasmissione elettrica e all’elevata manovrabilità ne permette l’impiego sia all’interno che all’aperto. Questa gru semovente ha un’elevata capacità di sollevamento; le sue prestazioni in rapporto al peso si ottengono grazie a un design ottimizzato che utilizza acciai ultraaltoresistenziali per il braccio. Il trasporto su strada, inoltre, è facilitato dalle basi di appoggio rimovibili e dai contrappesi.

L’arrivo degli autocarri Euro 6 ha tracciato una linea di divisione tra il passato e il futuro dei prodotti delle aziende produttrici di piattaforme aeree: nuovi autocarri con pesi aumentati e diverse esigenze di allestimento. Recentemente CTE ha presentato le nuove piattaforme allestite sui nuovi Euro 6 alla forza vendite italiana con demo sui primi esemplari. Lo sforzo richiesto per i dipartimenti di engineering dell’azienda è stato elevato: dati i pesi aumentati degli autocarri, sono stati rivisti i disegni dei bracci delle piattaforme per rientrare nei pesi complessivi e sono stati impiegati nuovi materiali e sistemi di gestione e di controllo. Il progetto coinvolgerà in un primo momento i modelli di punta della gamma CTE ZED con braccio articolato e proseguirà poi con lo sviluppo ai modelli CTE B-LIFT a braccio telescopico. Per la presentazione dei primi esemplari, sono stati invitati tutti i componenti della forza vendita del mercato italiano di CTE di cui fanno parte anche le consociate Elevateur, Tecnoalt, Sicel e Nord Est Elevatori.


JLG

L’Atletico Madrid schiera un 1850SJ Dopo 50 anni, la squadra di calcio dell’Atletico Madrid lascia lo stadio Vicente Calderon per trasferirsi in un nuovo impianto di proprietà, che dovrebbe essere pronto per agosto. La struttura, collocata nella zona est della capitale spagnola, si chiamerà Wanda Metropolitano: Wanda deriva dal cosiddetto “naming right” riservato allo sponsor cinese Wanda Group, proprietario del 20% del club; Metropolitano è il nome dello stadio dove i “Colchoneros” giocarono dal 1923 al 1966. In costruzione in un’area di 88.150 m2, una volta completato avrà una tribuna di quattro piani a forma di ventaglio - da cui anche il nome di stadio della Peineta con una capienza di 68.000 posti e sarà completamente coperto da un tetto di 46.500 m2. Una particolarità: il campo di gioco è collocato 15 m sotto il livello del suolo. L’impianto è anche un modello di ecosostenibilità: la scelta dei materiali, il riutilizzo dell’acqua piovana, l’illuminazione a led, l’ottimizzazione dei sistemi di condizionamento e l’uso dell’energia solare per la produzione di acqua calda sono stati pensati per abbattere l’impatto ambientale. Inoltre, dal punto di vista acustico, è stato progettato in modo che i suoni dagli spalti si riflettano nella parte inferiore della struttura, impedendo alle onde sonore di lasciare lo stadio. Si creerà così un coinvolgente effetto catino. Come l’Allianz Arena di Monaco, il Wanda Metropolitano sarà visibile da grande distanza, grazie a una sofisticata illuminazione installata sul tetto che permetterà di tingere lo stadio con i colori sociali della squadra. Visitatori e appassionati potranno accedervi sette giorni su sette; all’interno, infatti, troveranno posto il museo dell’Atletico, diversi bar e ristoranti. Un progetto di tale importanza richiede macchine all’altezza del compito, come l’Ultraboom 1850SJ, la piattaforma telescopica JLG da 56,56 m di altezza del piano di calpestio, con sbraccio orizzontale di 24,38 m e un’area di lavoro di 83.000 m3. La macchina è stata fornita da Vamasa Tecnial, storico partner di JLG Iberica e tra i primi tre noleggiatori spagnoli.

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NOTIZIE NACANCO

Crescita a due cifre Il 2016 si è chiuso per Nacanco con un fatturato allineato a quello del 2015, ma con incremento del margine operativo lordo. La società ha basato la propria strategia di business sul miglioramento del livello qualitativo dei servizi offerti alla clientela, sul rinnovo selettivo della flotta di noleggio in funzione delle esigenze degli utilizzatori finali e sulla capillarità della presenza sul territorio, grazie alla ramificata rete

un totale di circa 15.000 ore di lezione. L’aumento del fatturato – con una crescita a due cifre – ha riguardato i servizi di ReRent, un reparto ampliato e riorganizzato nell’ultimo anno, che si occupa di offrire un servizio a noleggio di attrezzature da cantiere. In tal modo i clienti possono affidarsi a Nacanco per qualsiasi necessità e non solo per il noleggio di piattaforme aeree.

commerciale e alle 14 sedi operative in tutta Italia. Ultima apertura del 2016 la nuova struttura di San Giovanni Lupatoto (Vr). In crescita il fatturato di Nacanco Service, consociata di Nacanco, che si occupa di formazione e commercializza dispositivi di protezione individuale. Nacanco Service ha ampliato nel 2016 la propria offerta formativa per le attrezzature di lavoro con nuovi corsi rivolti agli addetti ai carriponte, ai trabattelli e a coloro che lavorano in spazi confinati o che effettuano interventi in quota. Nel complesso, lo scorso anno ha formato oltre 1.500 operatori, per

La direzione, dopo un’attenta analisi di mercato, ha voluto puntare su questo servizio e i risultati raggiunti sono la prova che i clienti hanno valutato il servizio efficace ed adeguato alle loro esigenze. Marzia Giusto, direttore generale di Nacanco, ha così sintetizzato i risultati dello scorso anno: “Nel 2016 abbiamo lavorato a 360° sulla qualità dei servizi offerti alla clientela e sull’adeguamento del parco macchine alle esigenze degli utilizzatori, anche in settori diversi da quello tradizionale delle costruzioni, che continua a rappresentare il core business aziendale. È la strategia che sarà

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seguita anche quest’anno, affiancata da un potenziamento delle attività di formazione di Nacanco Service e dei servizi di ReRent”. “Il 2016 - ha commentato Ramon Santamaria, direttore commerciale di Nacanco - è stato un anno in cui l’azienda si è focalizzata sugli aspetti qualitativi del business: dall’offerta di servizi alla capillarità della rete (con l’apertura della sede di Verona), dai corsi di formazione alla commercializzazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Tutti ciò, sullo sfondo di un mercato che ha visto l’allungamento della durata media dei contratti di locazione e una crescita del tasso di utilizzo fisico delle macchine a noleggio”. Potenziati i servizi di controllo tecnico e di assistenza sui mezzi, sia presso le officine delle sedi di Nacanco, sia direttamente sui cantieri. Particolare attenzione è stata posta nell’organizzazione degli interventi di manutenzione preventiva - il 40% del totale, lo scorso anno - per minimizzare i tempi di fermo macchina e aumentare il tasso di disponibilità della flotta in locazione. “Cura e attenzione nella preparazione delle attrezzature e nella loro manutenzione, anche preventiva, per fornire un servizio di elevato standard qualitativo alla clientela, sono stati i capisaldi dell’attività aziendale lo scorso anno”, ha affermato Maurizio Bonaldi, direttore operativo di Nacanco. “L’obiettivo - che sarà perseguito anche quest’anno - è di incrementare il tasso di disponibilità delle macchine, contando su due fattori: la formazione continua e mirata del personale tecnico preposto ai controlli e il potenziamento delle officine interne presenti nelle sedi di Nacanco. È anche previsto lo sviluppo di supporti informatici specifici per ottimizzare gli interventi manutentivi”.


PLATFORM BASKET

Una gamma rinnovata all’Apex Per continuare a essere concorrenziali, per ottenere nuovi successi, per provare a diventare leader sul mercato è necessario rinnovarsi e cercare nuove soluzioni sempre più performanti. Platform Basket continua a puntare sulla propria gamma Spider, uno dei pilastri produttivi e commerciali dell’azienda, una linea dedicata alle piattaforme aeree cingolate che le ha permesso di diventare uno dei protagonisti del settore internazionale del sollevamento. Gli Spider di Platform Basket, che hanno altezze di lavoro dai 12 ai 40 m, sono dotati di cingoli allargabili e di semplici e intuitivi comandi di controllo. Sono piattaforme stabili e al tempo stesso facilmente trasportabili: queste loro caratteristiche, unitamente a una compattezza che non pregiudica il loro utilizzo anche in spazi ridotti, ne fanno un interessante strumento per chi si dedica alla potatura, alla manutenzione, di pittura e a qualsiasi altro lavoro di difficile accesso con normali piattaforme. Ad Apex 2017, dove sarà presente come espositore, l’azienda italiana presenterà la gamma completamente rinnovata: gli investimenti e gli sforzi si sono indirizzati verso la ricerca di una maggiore versatilità di uso, verso soluzioni più ecologiche e il completamento di gamma. Una grande novità sta interessando, in questo momento, in termini di versatilità, uno dei fiori all’occhiello della produzione Platform Basket: è ora possibile richiedere in dotazione a Spider 22.10 (22 m di altezza lavorativa) un argano intercambiabile per poter sollevare in sicurezza carichi pesanti. Con pochi passaggi e un paio di minuti è possibile trasformare la piattaforma articolata in un apparecchio di sollevamento in grado di operare con carichi fino a 250 kg. Lo scopo

è quello di rendere più versatile l’attrezzatura sia nell’utilizzo privato che presso i noleggiatori. Lo stesso sistema sarà anche proposto anche nel nuovo modello Spider 27.14. Per cercare soluzioni di consumo più ecologiche Platform Basket ha deciso di proporre anche un’alimentazione con batterie agli ioni litio, in sostituzione delle più comuni batterie al piombo. Questa scelta porta con sé, oltre agli ovvi vantaggi in termini ambientali, anche altri benefici: innanzitutto si va a ridurre l’ingombro del pacco batterie, perché a parità di volume (spazio occupato) un pacco di batterie al litio ha un’autonomia due volte superiore di quelle al piombo e, inoltre, a parità di energia, pesa tre volte meno, incidendo così in modo significativo sul peso totale della piattaforma. La vita delle batterie al litio è inoltre cinque volte maggiore di quelle al piombo e non hanno bisogno di una manutenzione periodica. A bordo delle piattaforme della gamma Spider è possibile poi selezionare la potenza di ricarica a seconda della disponibilità della reta elettrica a cui ci si collega. Per garantire velocità costanti nei movimenti, i ragni dell’azienda

emiliana sono dotati di un inverter che al variare della velocità del motore mantiene la coppia costante. La motorizzazione al litio consente, inoltre, di utilizzare il mezzo all’interno di qualsiasi ambiente: l’assenza di emissioni di gas, presenti invece nella fase di ricarica e scarica delle batterie al litio, permette di ricaricare in sicurezza la piattaforma in qualsiasi punto dello stabilimento. Anche l’inquinamento acustico subisce una notevole riduzione. Grazie alla sua elevata efficienza (fino al 25% in più rispetto alle batterie al piombo), infine, la soluzione al litio offre un sensibile risparmio energetico e riduce le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente. Lo staff tecnico Platform Basket sta inoltre lavorando per offrire una gamma sempre più completa: è in fase di realizzazione il nuovo Spider 30T, una piattaforma aerea telescopica in grado di raggiungere i 30 m di altezza lavorativa. Molto leggera, dalle dimensioni contenute, è priva di tubazioni esterne e ha una capacità di portata in navicella di 230 kg.

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 13


NOTIZIE SOCAGE

Nuove soluzioni e brevetti In occasione dell’Apex 2017 Socage presenterà i nuovi prodotti che la stanno distinguendo sul mercato. Sarà presente la forSte 75TJJ, piattaforma aerea telescopica con doppio jib alta 75 m e installabile su autocarri con p.t.t. minimo di 32 t. Questa piattaforma aerea vanta uno sbraccio di 40 m e ha

Questo optional potrà essere montato su tutte le piattaforme aeree Socage della gamma forSte TJ-TJJ a partire da 35 m di altezza. Oltre alla forSte 75TJJ Socage porterà ad Amsterdam la Serie VTVTJ, piattaforme aeree telescopiche installate su VAN. Negli ultimi anni l’azienda italiana ha proposto al

una capacità massima di carico di 600 kg (sei operatori + attrezzature) con una rotazione della parte aerea di 700°. La ForSte 75TJJ può essere equipaggiata con verricello idraulico montato su jib, con capacità di 900 kg, utilizzabile una volta rimosso il cestello in alluminio. In occasione dell’Apex però Socage coglie l’occasione di presentare la forSte 75TJJ con installato il suo nuovo brevetto: Convertible Basket. Questa piattaforma aerea infatti avrà montato un nuovo cesto in alluminio allargabile idraulicamente (2.300/3.500 x 1.300 x 1.100 mm) e con il parapetto sollevabile per agevolare il carico del cestello. L’invenzione del Convertible Basket è stata pensata da Socage in particolare per chi lavora con pannelli di Eternit, per poter operare sui tetti e caricare sul cesto le lastre da smaltire.

mercato la forSte 12VT, piattaforma aerea senza stabilizzatori alta 12 m e in seguito, al Bauma 2016, ha lanciato forSte 15 VTJ, che ha un’altezza di 15 m e un jib articolato. La serie VT-VTJ

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è ideale per effettuare lavori di manutenzione a impianti elettrici e luminarie su strade urbane. Inoltre, l’azienda mostreremo durante l’Apex 2017 le ultime piattaforme aeree dell’innovativa Serie E: si tratta di piattaforme aeree autocarrate su 3,5 t con portata di 300 kg montate sul telaio X-Factor brevettato da Socage. Questo telaio con la forma tipica a “X” (ME+ME) consente di avere un’installazione universale per qualsiasi autocarro, i piedi verticali e di poter lavorare in sagoma. Un’altra innovazione che caratterizza le piattaforme aeree della Serie E è di avere i profili SPP (“Socage Project Profile”), nati dalla collaborazione tra Socage e Welser Profile GmbH. L’SPP è lo sviluppo di profili tubolari in materiale altoresistenziale creati con l’obiettivo di rendere il telaio di questa gamma di piattaforme aeree ultraleggero. Il processo di realizzazione dei profili ha inizio con l’utilizzo della tecnica di profilazione a rulli, prosegue con la saldatura a laser del giunto, il taglio laser tube del profilo e termina con la saldatura a robot. I vantaggi dell’SPP sono la modularità delle macchine, una riduzione dal 30% al 50% del peso della parte aerea e una diminuzione del consumo dell’autocarro.

IMPORTANTE CONSEGNA A MINOEGE Socage ha recentemente consegnato a MinoEge un ragno SPJ315 e una forSte 54TJJ con Convertible Basket. L’SPJ315 è una piattaforma cingolata capace di un’altezza massima di lavoro di 15 m e di uno sbraccio massimo di lavoro di 7 m, mentre la ForSte 54TJJ è una piattaforma aerea telescopica con jib installabile su autocarri con PTT minimo di 32 t (questo modello è dotato di un jib secondario che permette all’attrezzatura di compiere manovre non effettuabili da una normale piattaforma articolata con singolo jib). Capace di un’altezza massima di lavoro di 54 m e di uno sbraccio massimo di lavoro di 40 m, ha una capacità massima di carico di 600 kg (sei operatori + attrezzi). Convertible Basket è il nuovo brevetto presentato da Socage: il nuovo cesto in alluminio allargabile idraulicamente misura 2.300/3.500 x 1.300 x 1.100 mm e ha il parapetto sollevabile. Questa innovazione è stata pensata per chi lavora con pannelli di Eternit, per poter operare sui tetti e caricare sul cesto le lastre da smaltire.


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ATTUALITÀ MERCATO

AVANTI

LO SCENARIO ECONOMICO CONTINENTALE OSCILLA DA MESI TRA OTTIMISMO TIEPIDO E PESSIMISMO LIEVE. MA COME STANNO DAVVERO LE COSE? AFFIDANDOCI AI NUMERI PROVIAMO A DELINEARE IL QUADRO DELLA SITUAZIONE GENERALE DELLE COSTRUZIONI ALL’INTERNO DELLA QUALE SI MUOVE IL SEGMENTO DELLA MACCHINE PER LA CANTIERISTICA di Gianni Gennari

A

che punto siamo con il tanto atteso rilancio del settore? Stando ai più recenti dati forniti da Euroconstruct emergono elementi decisamente interessanti rispetto alle previsioni per l’anno in corso e il prossimo futuro. Lo scenario europeo è evidentemente alle prese con la svolta dettata dalla “Brexit”, che per ora ha avuto molto riverbero sui media, ma è ancora ben lontana dal manifestarsi con conseguenze concrete sul piano economico. I contemporanei rallentamenti di Cina e Germania, 16 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

sommati alle incertezze riguardanti gli Stati Uniti con Donald Trump alla Casa Bianca, complicano ulteriormente la situazione, spingendo a chiederci quale possa essere il ruolo del Vecchio Continente in questa fase storica. Ma i costruttori europei rappresentati dalla Fiec ostentano ottimismo in relazione al Piano Junker; afferma il presidente Jean-Louis Marchand: “la tradizionale dichiarazione FIEC tradizionale ‘nessun investimento, nessun futuro!’ sembra essere stato presa molto sul serio, almeno a livello europeo. Si è preso atto di

uno stato di fatto: nella maggior parte degli Stati membri ci sono notevoli carenze nella manutenzione, riparazione di edifici esistenti e sono necessari nuovi investimenti in infrastrutture”. Secondo gli studi di Euroconstruct, il 2% di crescita del settore toccato al termine del 2016 - sebbene le previsioni al termine del primo semestre fossero leggermente più ottimistiche - verrà mantenuto per il prossimo triennio. Un calo di velocità anche se non “in frenata”, ma il confronto con il PIL è più che onorevole: con la crescita complessiva dell’economia europea che ri-


CON CAUTELA

mane abbondantemente sotto il 2%, la curva del settore delle costruzioni è comunque al di sopra del livello medio, cosa che fino al 2015 non pareva possibile. Lo scarto positivo è notevole: se il PIL è in salita dell’1,4%, il +2,1% del settore costruzioni autorizza a sorridere, grazie alla congiuntura favorevole determinata dai bassi tassi di interesse e da una migliore percezione degli investimenti nel mattone come bene-rifugio in grado di tutelare il risparmio da turbolenze imprevedibili. È però evidente come leve di que-

sto genere non possano manifestare i propri effetti per un periodo di tempo molto prolungato e anche per questo motivo si prevede che nel biennio 2018/19 la curva non salga, ma si mantenga sostanzialmente costante tra il 2,1% e il 2,2%. Tuttavia, se questi scenari dovessero realmente concretizzarsi, alla fine del 2019 il settore delle costruzioni in Europa giungerebbe a una striscia positiva di sei anni di crescita ininterrotta: uno spartiacque anche emotivo tra il momento più nero sul piano economico e i progetti per un futuro più sereno.

+2,1% COSTRUZIONI EUROPA

2017

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 17


ATTUALITÀ

JEAN-LOUIS MARCHAND PRESIDENTE FIEC

Un’Europa a più velocità Ovviamente questo genere di analisi fa riferimento a valori medi, ma in un Continente ancora eccessivamente frammentato tra realtà locali che faticano a trovare una reale coesione ci sono ancora troppe eccezioni. Le criticità aperte riguardano sia alcuni comparti specifici (l’ingegneria civile continua a segnare il passo), sia alcune economie locali che, nonostante gli sforzi, ancora non crescono. Tra queste ci sono Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e anche il Regno Unito. L’ultimo nome di questa lista è certamente quello che fa più scalpore, pur con tutte le cautele de-

rivanti non solo dalla necessità di attendere il reale compimento della “Brexit” fin qui solo annunciata, ma anche dal ristretto margine che ancora allontana l’economia britannica dalla zona di conforto. Tra i comparti positivi spicca quello dell’edilizia residenziale, l’unico a essere stato rivisto in rialzo e che segna un tonificante +3,9% rispetto al 2016. Anche su questo versante, si tratta di valori complessivi che possono trarre in inganno chi analizza le specificità nazionali: se Italia e Spagna sono comunque ben al di sotto dei loro livelli abituali, a determinare questo risultato sono specialmente Francia, Germania e (in questo caso) anche l’Inghilterra, che invece si stanno riavvicinando ai momenti più rosei. Lo stallo delle nuove costruzioni verificatosi negli scorsi anni ha naturalmente fatto salire la domanda anche nei paesi più piccoli ed economicamente fragili che, seppure con i loro limiti strutturali, contribuiscono a una complessiva ondata di crescita.

I dati dei comparti Per quando riguarda il non-residenziale, il percorso di risalita è ancora ai passi iniziali. Il crollo

IL CASO LOXAM A testimonianza di quanto il mercato stia attraversando una fase di rilancio, l’azienda francese di noleggio Loxam ha ottenuto il via libera per il completamento dell’acquisizione di Lavendon. Nonostante la forte concorrenza della belga Thermote & Vanhalst, che fino all’ultimo momento ha tentato di spuntarla rialzando l’offerta, Loxam ha ottenuto il consenso da parte degli azionisti che detengono il 91,5% delle azioni in circolazione della britannica Lavendon e ha iniziato così le procedure per l’acquisizione del restante 8,5%. Loxam, che ha anche approvato la cancellazione delle azioni di Lavendon dalla Borsa di Londra, ha dichiarato tramite il presidente Gèrard Deprez: “Siamo molto felici di annunciare 18 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

ufficialmente che la nostra offerta di acquisire Lavendon ha avuto successo. Lavendon è da molti anni un’azienda leader del settore e sono molto contento della possibilità di unire le nostre forze con le loro per affrontare le sfide future. Questa operazione è coerente con la nostra strategia mirata a costruire un business geograficamente equilibrato e ad aumentare la nostra quota di un mercato nel quale siamo già attivi. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con il talentuoso management e con i dipendenti di Lavendon, per costruire insieme un team di riferimento nel nostro settore”. Con il matrimonio tra Loxam e Lavendon nasce un nuovo attore globale nel mercato, con una flotta dedicata

economico, d’altra parte, è andato avanti a manifestarsi fino al 2016 e, se non di un vero e proprio malato, stiamo comunque parlando di un paziente convalescente. Euroconstruct prevede un modesto margine del 1,5% sul biennio 2016/17 e del 1,8% sul 2018/19, soprattutto grazie alla realizzazione di uffici, mentre sono piuttosto basse le aspettative rispetto alle costruzioni di capannoni, magazzini ed edifici industriali. L’ingegneria civile è senza dubbio l’ambito in maggiore difficoltà. Qui l’obiettivo è arrestare la decrescita (-1% nel 2016), provocata da una serie di concause che vanno dal periodo di attesa per i prossimi investimenti strutturali dell’Unione Europea – un problema soprattutto per i paesi del centro e dell’est del Continente – alle difficoltà di nazioni come Spagna e Portogallo, dove è il regime fiscale a rappresentare l’ostacolo principale. In Gran Bretagna è in discussione l’ipotesi di un piano di interventi strutturali finalizzati a interrompere uno stallo che dura ormai da tre anni. Ciò comunque non impedisce a Euroconstruct di guardare al futuro con moderato ottimismo: se per il 2017 ci si attende di uscire dalla palude e toccare l’1,8%, le previsio-

GÈRARD DEPREZ PRESIDENTE LOXAM


ni indicano come obiettivi il 2,9% per il 2018 e il 3,2% per il 2019. Per quanto riguarda lo specifico italiano, nel suo complesso dal settore delle costruzioni ci si attende una crescita del 2,2% nel 2017 (in salita rispetto all’1,9% del 2016), un rallentamento nel 2018 con il +1,8% e infine un ritorno a quota 2,2% nel 2019.

Le macchine per costruzioni Le aspettative di crescita per le costruzioni sono comunque comuni anche ai sotto comparti. Secondo il Cece (Comitato europeo delle macchine per costruzioni), questo specifico settore godrà del rilancio di mercati decisamente importanti quali Stati Uniti, India, Cina e Medio Oriente. In Europa le attese più elevate riguardano Germania, Scandinavia e Francia, mentre l’eccezione negativa è rappresentata dalla Turchia. Afferma Bernd Holz, presidente Cece: “La ripresa economica in Europa è destinata a continuare ad un ritmo moderato, ma la previsione è circondato da incertezza, che ha raggiunto un nuovo massimo con i recenti accadimenti che riguardao la stabilità dell’Unione”. L’Italia non fa eccezione: anche sul nostro mercato, si attende una conferma della crescita del settore mac-

all’accesso aereo di circa 45.000 unità in 21 paesi e con un fatturato di oltre 1,1 miliardi di euro. Oltre a rinforzare il proprio ruolo nel mercato europeo, ora l’azienda francese si pone obiettivi di espansione delle proprie attività non solo nel Vecchio Continente, ma anche in Medio Oriente (dove Lavendon ha sempre occupato una posizione di primaria importanza) e nel resto del mondo. L’importanza dell’acquisizione è ben delineata anche dagli attori coinvolti: Rothschild e Deutsche Bank vi hanno partecipato in qualità di advisor di Loxam, mentre la stessa Deutsche Bank, Credit Agricole Corporate and Investment Bank, Natixis e Société General Corporate & Investment

chine per costruzioni. Il 2016 si è chiuso con un bilancio di 10.984 macchine vendute, in crescita del 26% su base annua. Di queste vendite, 10.517 sono state di macchine per il movimento terra (+25%) e 467 di macchine stradali (+44%). Il report annuale del Samoter Outlook prevede che anche nel 2017 si allunghi la striscia positiva derivante dalla ripresa dell’attività edilizia dopo otto anni di dura crisi. L’analisi congiunturale, realizzata in collaborazione con Prometeia e Unacea, prevede di arrivare a quota 15.000 macchine vendute nel 2018 (+34% nel biennio).

Italia: cresce il noleggio Restando sullo scenario nazionale, va segnalata anche la crescita del

BERND HOLZ PRESIDENTE FIEC

Banking si sono occupate del finanziamento dell’operazione. Lavendon era già titolare di quattro brand internazionali: Nationwide Platforms nel Regno Unito, Rapid Access in Medio Oriente, Gardemann in Germania e DK Rental in Belgio. Oltre a questi marchi, Loxam ha acquisito anche Hune, la seconda azienda spagnola nel settore del noleggio. Il valore preciso dell’operazione non è stato rivelato e, sebbene si tratti sicuramente di un’operazione meno onerosa rispetto a quella di Lavendon, consentirà agli ambiziosi francesi di crescere con ricavi stimati intorno ai 67 milioni di euro nel 2016 e 35 filiali, Spagna, Portogallo, Colombia e Arabia Saudita.

MICHEL PETITJEAN SEGRETARIO GENERALE ERA

noleggio. Dopo anni di decrescita, l’associazione europea di settore (ERA - European Rental Association) stima un incremento del 2,6% nel 2016 e dello 0,9% nel 2017, con le imprese del Settentrione a fare da traino, anche grazie alla coda lunga dell’effetto-Expo. Le macchine per le costruzioni rappresentano il 70% del mercato del noleggio, quindi il legame con l’andamento del settore edile è indissolubile. Da questo punto di vista, il rapporto ERA è incoraggiante, in quando indica nel 2015 l’anno finale della recessione e inserisce l’Italia tra i paesi in graduale ripresa, grazie al calo dei prezzi delle materie prime, dei tassi di interesse e dai provvedimenti fiscali dei quali stanno beneficiando famiglie e imprese. In merito al PIL si prevede per il 2017 una crescita su base annua dello 0,5%. Il migliore stato di salute dell’economia e del settore in generale non può che fare bene al noleggio, in quello che Michel Petitjean, segretario generale di ERA, considera una sorta di circolo virtuoso: “C’è una sempre maggiore consapevolezza rispetto ai vantaggi che il noleggio genera per le aziende. Tra questi ci sono un impiego più efficace dei capitali, una maggiore disponibilità di gamma, la manutenzione e i servizi garantiti da esperti del settore, l’aderenza ai parametri normativi e una migliore performance sostenibile. Le attrezzature scelte con cura, mantenute accuratamente e usate intensivamente possono dare la spinta alla crescita delle imprese di tutta Europa”. ■ marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 19


MACCHINE MAGNI T.H.

LA GAMMA DI TELESCOPICI DEL COSTRUTTORE EMILIANO SI ARRICCHISCE COSTANTEMENTE DI NUOVE SOLUZIONI. IN OCCASIONE DELLE RECENTI MANIFESTAZIONI FIERISTICHE È STATA PRESENTATA UNA NUOVA VERSIONE A TELAIO FISSO E UN’INEDITA LINEA DI PIATTAFORME A FORBICE. MA MOLTE SONO LE NOVITÀ IN ARRIVO di Ettore Zanatta

20 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

MAGNI ORIZZONTI


EUGENIO MAGNI SALES MANAGER DI MAGNI T.H.

M

“A Verona abbiamo esposto i rappresentanti delle quattro famiglie di macchine che oggi proponiamo sul mercato. In particolare: i sollevatori rotativi con stabilizzazione a forbice RTH 5.25 Smart S da 25 m e RTH 5.39 S da 39 m, appartenenti a una gamma che comprende altezze di lavoro da 18 a 39 m; il sollevatore Heavy Duty HTH 10.10 da 10 t di capacità e 10 m di altezza di sollevamento, ideale per il settore dell’industria pesante, in cave e miniere e nel comparto dell’Oil&Gas e facente parte di una linea di sette modelli che raggiunge le 45 ton di portata massima; il nuovo sollevatore fisso con

stabilizzatori frontali TH6.20, da 6 t di capacità e 20 m d’altezza di sollevamento, appartenente alla gamma TH che a breve includerà tre modelli da 10 a 20 m di altezza; due piattaforme elettriche a forbice (le elettriche ES0607E e ES1412E, da 6 e 14 m di altezza di lavoro). Queste ultime sono le rappresentanti di una gamma che va da 6 a 16 m di altezza lavoro e che è entrata a far parte recentemente dell’offerta Magni grazie all’accordo di commercializzazione siglato con la cinese Zhejiang Dingli Machinery, ma che è complementare alle attuali proposte per lavorare nel campo edile o delle ristrutturazioni”.

a g n i Te l e s c o p i c Handlers era presente alla 30a edizione di SaMoTer, un appuntamento attorno a cui c’erano molte aspettative. Nell’occasione abbiamo incontrato Eugenio Magni, Sales Manager della dinamica azienda di Castelfranco Emilia (Mo), che ci ha raccontato le molte novità relative al marchio, attuali e future. Su quale base avete deciso di partecipare al SaMoTer 2017? “La decisione di partecipare al SaMoTer 2017 è stata presa sia per la forte voglia di rilancio - della manifestazione stessa e del mercato che c’era alla base di quest’evento, sia per il respiro internazionale che la fiera ha sempre dimostrato di avere. Altresì, è certamente un importante punto d’incontro per i noleggiatori e le imprese presenti sul territorio italiano. Il nostro obiettivo era dimostrare ai visitatori le potenzialità e la versatilità delle macchine Magni in catalogo, facendo toccare loro con mano la qualità dei componenti e le innovazioni tecnologiche che oggi contraddistinguono l’azienda sul mercato”. Quali sono state le principali attrattive e novità presentate in fiera?

I TELESCOPICI MAGNI RTH SONO VERSATILI GRAZIE ALL’AMPIA SCELTA DI ACCESSORI INTERSCAMBIABILI, AL SOFTWARE CHE PERMETTE DI PERSONALIZZARE LE VELOCITÀ IDRAULICHE E LIMITARE ALCUNI MOVIMENTI DELLE MACCHINE, AI TRE TIPI DI STERZATA E ALL’INTERFACCIA INTUITIVA E “USER-FRIENDLY” marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 21


MACCHINE IL NUOVO RTH 6.46SH Il Conexpo ha rappresentato per Magni T.H. un’occasione per sottolineare la sua presenza sul mercato americano. Contesto relativamente nuovo per i telescopici rotativi, ma che si è notevolmente sviluppato e ampliato nel corso degli ultimi anni. La più grande innovazione che l’azienda emiliana ha presentato in fiera è stata il nuovo RTH 6.46SH, che consente di arrivare a un’altezza di lavoro di ben 46 m e di offrire 6 t di portata massima. Vantaggi importanti poiché consentono la movimentazione di carichi importanti ad altezze elevate. L’RTH 6.46SH è molto prestante grazie ai materiali usati, all’ottimizzazione dei pesi e delle dimensioni rispetto alle prestazioni e al design stesso della macchina, funzionale al raggiungimento di queste prestazioni. Un esempio? Il braccio perforato alleggerisce il peso dello stesso evitando di aggravare le portate anche a lungo raggio, garantendo allo stesso tempo di operare in sicurezza. Questo modello garantisce alla massima altezza di sollevamento una portata di 2.500 kg. Confermati di serie il comfort in cabina e gli standard comuni a tutta la gamma RTH: climatizzatore, display touch-screen, sistema elettrico in CANbus, sistema di diagnostica integrata e impianto idraulico Load Sensing a 350 bar.

Cosa prevede, in particolare, l’accordo stipulato con Zhejiang Dingli Machinery? “Zhejiang Dingli Machinery è stata fondata nel 1997 e, oggi, è il più grande produttore di piattaforme aeree in Cina (vanta il 70% del mercato) e possiede tre moderne strutture di 200.000 m2 di superficie, per le quali sono stati investiti più di 86 milioni di dollari. Nel nuovo centro europeo di Ricerca e Sviluppo, Dingli e Magni si occuperanno della progettazione di una gamma completa non solo di telescopici, ma anche di piattaforme aeree a braccio telescopico e articolato, da 16 a 28 m. Questa gamma proporrà nuovi concept nella progettazione per migliorare le prestazioni di questi prodotti - come lo spostamento del gruppo pompe e motori dalla torretta al telaio, l’abbassamento della zavorra con conseguente ottimizzazione del baricentro della mac-

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO RTH 5.25 SMART S È STATO ESPOSTO AL SAMOTER 2017 E SI CARATTERIZZA PER LA MANEGGEVOLEZZA E PER LA SUA COMPATEZZA

china e l’adozione di un sistema di trasmissione idrostatica e di assali fuoristrada Dana Spicer - e per farli diventare i migliori AWP sul mercato. Zhejinag Dingli, peraltro, venderà attraverso la propria rete di distribuzione in Cina la gamma completa di prodotti Magni”. Un altro importante appuntamento fieristico recente è stato il Conexpo. Quali sono stati i riscontri ottenuti negli Stati Uniti? “Si è trattato di un’ulteriore occasione per Magni T.H. di evidenziare la sua presenza nel mercato americano, relativamente nuovo per i telescopici rotativi ma che si è notevolmente sviluppato e ampliato nel corso di questi ultimi anni. Il feedback da parte di clienti e utilizzatori finali è stato molto positivo ed è un’ulteriore prova che questa tipologia di prodotto è di sicuro successo per i contesti caratterizzati da edifici a sviluppo verticale. In quest’occasione abbiamo ovviamente esposto i modelli RTH con maggiore altezza di sollevamento: RTH 5.30 S, RTH 5.35 S e RTH 5.39 S da, rispettivamente, 30, 35 e 39 m di altezza di sollevamento. Si tratta dei modelli più idonei per eseguire i compiti richiesti nei cantieri urbani di metropoli ad alta densità demografica, come New York ad esempio, caratterizzati da spazi di lavoro limitati e dove la necessità di raggiungere altezze importanti è un must dal quale non si può prescindere. In tali situazioni è dunque imperativo utilizzare macchine compatte che possano assolvere più funzioni contemporaneamente. Oltre a questi modelli, abbiamo esposto anche sollevatore HTH 16.10, in rappresentanza della gamma Heavy Duty HTH. Grazie alle dimensioni compatte, questo modello si adatta facilmente agli spazi ristretti e ad aree con limitato spaIL TELESCOPICO HTH 10.10 È IL RAPPRESENTANTE DELLA GAMMA HEAVY DUTY DI MAGNI. IDONEA A SVOLGERE I LAVORI PIÙ PESANTI IN CANTIERE

22 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


Romastor. Hanno una capacità di 2,5 t, che permette la rotazione del carico di +/-90° e che, se combinata con la rotazione della torretta, consente di lavorare in spazi limitati in quanto consente diversi tipi di manovre senza necessità di traslare con la macchina. Altro esempio sono i cestelli speciali, che consentono di aumentare l’operatività delle macchine in altezza o danno la possibilità di avere anche un’area di lavoro negativa”.

IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO TH 6.20, NELLA FOTO EQUIPAGGIATO CON FORCHE, SI CARATTERIZZA PER LA TRASLAZIONE LATERALE. IL LIVELLAMENTO DEGLI STABILIZZATORI AGISCE SIA SU QUESTI ULTIMI CHE SULLE RUOTE, IN QUANTO L’ASSALE ANTERIORE È SOLIDALE CON GLI STABILIZZATORI STESSI

zio di manovra, mantenendo prestazioni ottimali a svolgere i lavori più pesanti richiesti dal cantiere”. Quali sono le peculiarità riconosciute ai telescopici rotativi Magni negli ambiti citati? “Tra le altre cose, sicuramente la poliedricità. La caratteristica di poter cambiare facilmente e rapidamente l’accessorio sulla macchina

permette di avere un unico mezzo in grado di svolgere tre funzioni differenti: ad esempio, sollevatore telescopico se equipaggiato con le forche, cestello porta-persone se equipaggiato con cesta o gru se equipaggiato con argano o con falcone con argano. Esiste inoltre una serie di accessori speciali che rende le macchine rotative ancora più flessibili. Ad esempio, le forche

La più recente novità presentata al grande pubblico è un sollevatore fisso, il TH 6.20. Di cosa si tratta? “La gamma TH è l’ultima nata in casa Magni T.H. ed è ancora in evoluzione. Il suo (unico, attualmente) rappresentante è il modello TH 6.20, ma - come accennato - il nostro obiettivo è portare a tre le versioni disponibili, da 10 a 20 m di altezza di sollevamento. La particolarità di questa gamma è il sistema di traslazione del telaio sull’asse anteriore sia su gomma che su stabilizzatore: esso permette un’escursione di +/5° per lato. Questo spostamento,

LA SCHEDA TECNICA Magni TH6.20 Capacità max. di sollevamento:

6.000 kg

Altezza max. di sollevamento:

19,2 m

Sbraccio max.:

14,6 m

Motore: Potenza motore: Trasmissione:

Deutz TCD 3.6 L4 - Stage IV 100 kW a 2.200 giri/min Idrostatica a controllo elettronico

Assali: - posteriore

oscillante, sterzante con bloccaggio idraulico

- anteriore

sterzante, basculante, traslante

Velocità max. di traslazione: Pendenza superabile:

40 km/h 44%

Raggio di sterzata (alle forche):

5.300 mm

Massa totale a vuoto:

14.500 kg

Conformità normative:

EN 13849 - EN 1459 - EN 13000 - EN 280 - 97/68/CE marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 23


MACCHINE seppure possa sembrare minimo, si traduce in uno spostamento alla massima estensione orizzontale di +/- 1,5 m per lato. Inoltre, fatto molto importante, il TH 6.20 risponde anche alla normativa per il controllo del carico delle gru, la EN 13000, e può quindi lavorare in presenza di carichi sospesi. Restano peraltro di serie anche per la gamma TH le caratteristiche già apprezzate nei modelli RTH, per garantire agli operatori la migliore esperienza di guida possibile anche con queste nuove macchine”. In termini di mercato, Magni T.H. sta crescendo rapidamente. Quali sono i TUTTI I TELESCOPICI MAGNI SONO EQUIPAGGIATI CON UNA CABINA FOPS/ROPS COMPLETAMENTE PRESSURIZZATA E CON FILTRAZIONE DELL’ARIA AL 100%, DOTATA DI UN AMPIO PARABREZZA PANORAMICO E DI UN DISPLAY TOUCH-SCREEN

GRAZIE ALL’ACCORDO DI COMMERCIALIZZAZIONE SIGLATO CON LA CINESE ZHEJIANG DINGLI MACHINERY, MAGNI PROPONE OGGI ANCHE UNA GAMMA DI SOLLEVATORI A FORBICE 24 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

risultati raggiunti nell’ultimo anno? “L’azienda, pur essendo stata fondata solo nel 2012, sta espandendo la sua attività molto rapidamente. Nel 2016, in particolare, abbiamo raggiunto eccellenti risultati in termini di fatturato (+60% rispetto all’anno precedente) e, in Italia così come in ambito internazionale, abbiamo superato il venduto del 2015. Questo anche grazie allo sviluppo di una rete di noleggiatori che oggi tende a essere presente in modo capillare sul territorio. I telescopici Magni sono particolarmente apprezzati in quei mercati in cui le prestazioni affidabili, le elevate capacità, le velocità idrauliche, la precisione e la sicurezza rappresentano fattori fondamentali. Per questo motivo abbiamo sviluppato business molto importanti, tra gli altri, in Benelux, nel Nord Europa, in Francia e in Germania, per quanto riguarda il mercato europeo. In ambito extraeuropeo, invece, stiamo avendo molti riscontri in Canada e negli Stati Uniti, per i motivi già evidenziati e proprio per il fatto che i telescopici Magni possono essere qui impiegati alla stregua di una gru, senza tutte le difficoltà legate all’utilizzo di questa categoria di macchina,

dai permessi necessari al suo impiego ai costi riferiti agli operatori specializzati. Altri paesi in fase di sviluppo sono la Cina, la Corea e il Giappone. In Italia, invece, i modelli tradizionalmente più venduti sono l’RTH 5.18 Smart e l’RTH 5.25 Smart S”. Altro appuntamento fieristico in programma è Smopyc. Come sarete presenti a quest’evento? “Saremo presenti insieme a GAM, società che si occupa della commercializzazione del prodotto Magni sul territorio spagnolo. Questo Gruppo ha molti anni di esperienza in vari ambiti (logistica, infrastrutture, preservazione delle aree verdi), in cui riteniamo che le nostre macchine possano fare la differenza. L’accordo con GAM include l’intera Spagna e il Portogallo, un ulteriore mercato che abbiamo sempre voluto raggiungere ma che non siamo mai riusciti a sviluppare al massimo del suo potenziale. Siamo fiduciosi che con GAM avremo una migliore capillarità sul territorio, con più di 50 depositi su tutta l’area, e che potremo offrire agli utilizzatori finali tutto il supporto e l’attenzione che meritano”. ■


MACCHINE DEMAG

LA STRADA

DELLA LEGGENDA LO SCORSO ANNO TEREX CRANES HA ANNUNCIATO IL RILANCIO DELLO STORICO MARCHIO SPECIALIZZATO IN AUTOGRÙ TUTTOTERRENO A BRACCIO TELESCOPICO, GRU MOBILI E CINGOLATE. OGGI LA GAMMA COMPRENDE MODELLI DA 55 A 1.200 T di Ettore Zanatta

26 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


L’

anno, il 2016. Il posto, il Bauma di Monaco. Fu in quell’occasione che Terex Cranes annunciò il rilancio sul mercato del marchio Demag (Deutsche Maschinenbau AG), ritenuto dall’azienda una vera e propria “leggenda”. L’annuncio, supportato dalla presenza in fiera di tre nuove autogrù a 5 assi, fu fatto dall’allora presidente di Terex Cranes, Ken Lousberg, che affermò: “Il rilancio di Demag mi riempie di entusiasmo. Abbiamo deciso di ripristinare il marchio su esplicita richiesta dei nostri clienti; il concetto è molto semplice: Demag è una leggenda e attraverso discussioni approfondite con i nostri clienti abbiamo compreso quanta importanza vi attribuissero ancora e di quali aspettative lo caricassero. Si tratta di una realtà su cui hanno fatto quotidianamente affidamento per decenni, che continua a essere uno dei più riconosciuti protagonisti nel settore. Continueremo a operare come un’organizzazione unica rappresentando, allo stesso tempo,

due marchi: i nostri clienti, che acquistino Terex o Demag, possono sempre attendersi una qualità eccellente, oltre a prodotti e servizi affidabili supportati da un team che ne è orgoglioso. Demag ha reso possibili i cambiamenti che hanno trasformato il settore dei macchinari di sollevamento: dalle soluzioni avanzate che hanno fatto conoscere in tutto il mondo le potenti autogrù tuttoterreno e cingolate ai progressivi miglioramenti che hanno contribuito ad aumentare la sicurezza e la facilità d’uso, Demag mette la potenza dell’innovazione al servizio dei propri clienti”. Da quel giorno è passato quasi un anno; la gamma, fino a oggi, comprendeva - oltre a sette gru cingolate con braccio a traliccio con capacità da 400 a 3.200 t - 12 modelli di autogrù tuttoterreno da 4 a 9 assi (AC 100-4, AC 100-4L, AC 1305, AC 160-6, AC220-5, AC 250-5, AC 250-6, AC 300-6, AC 350-6, AC 500-8, AC 700-9 e AC 1000-9), con capacità di sollevamento nominale da 100 a 1.200 t, lunghezze del braccio da 50 a 100 m e lunghezze

massime della testa del braccio da 74 a 163,3 m. Oggi - dopo aver consegnato svariate unità in tutto il mondo e aver ricevuto riscontri positivi dagli operatori internazionali, che hanno evidenziato la versatilità offerta dalla disponibilità di bracci con varie lunghezze e dalla cabina “intelligente” ed ergonomica e l’elevata produttività garantita da questi mezzi Demag ha ampliato la gamma con due ulteriori modelli di autogrù tuttoterreno: le 3 assi AC 55-3 da 55 t e AC 60-3 da 60 t, oggetto delle più recenti innovazioni del settore apportate per aumentare la produttività e ridurre i costi operativi.

Efficienza in strada e in cantiere Le due nuove autogrù tuttoterreno AC 55-3 e AC 60-3 portano a 16 le versioni disponibili in gamma e si contraddistinguono per un sistema del contrappeso automatizzato, che consente una configurazione più semplice e veloce, per un concept motoristico finalizzato a

LE NUOVE AUTOGRÙ TUTTOTERRENO AC 55-3 E AC 60-3 PORTANO A 16 LE VERSIONI DISPONIBILI NELLA GAMMA DEMAG marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 27


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA Le nuove gru tuttoterreno Demag Capacità di sollevamento:

AC 55-3

AC 60-3

55 t

60 t

Lunghezza del braccio principale:

50 m

Lunghezza massima del sistema:

50 m

66 m

Contrappeso massimo:

6,4 t

12,1 t

11,5 m

11,6 m

Lunghezza totale: Lunghezza del carro:

9,33 m

Raggio di sterzata massimo:

10 m

Potenza motore:

260 kW

Velocità di traslazione massima:

85 km/h

Pendenza massima superabile:

>80%

Trasmissione: Pneumatici:

6x4x6 14.00 (16.00 / 20.5)

minimizzare i costi operativi e di manutenzione e per il sistema di controllo IC-1 Plus, che ottimizza le capacità di sollevamento massime delle autogrù in base all’angolo

16.00 (14.00 / 20.5)

di rotazione, in ogni configurazione di autogrù. Le autogrù Demag AC 55-3 e 60-3 AC presentano un braccio principale telescopico e monocilindrico da

DEMAG: STORIA E RISULTATI Nel 1827 Christian Dingler fonda Dinglerwerke a Zweibrücken, in Germania; nel 1890
avvia la produzione di attrezzature di sollevamento per le miniere di carbone e le acciaierie locali. Nel 1954
Demag AG rileva la ex Dinglerwerke, le cui attività sono incorporate nel Autogrùppo Construction Machinery, mentre nel 2002 Demag viene acquisita da Terex Corporation e diventa parte di Terex Cranes. Nel corso della sua storia, il marchio Demag si è distinto per numerosi prestigiosi risultati otteuti sul campo. Qualche esempio: è del 1950
la prima autogrù a braccio telescopico con capacità di sollevamento di 2,5 t, del 1956
la prima autogrù tuttoterreno a livello mondiale con capacità di sollevamento di 12 t; del 1965
lo sviluppo della prima autogrù mobile a braccio tralicciato con struttura a tubo per braccio e capacità di sollevamento di 45 t. È invece del 1976
la più grande autogrù telescopica sul 28 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

mercato con capacità di sollevamento di 160 t e del 1979
lo sviluppo della autogrù mobile a braccio tralicciato più potente a livello mondiale, con capacità di sollevamento di 800 t. Nel 1987 Demag costruisce la più grande autogrù cingolata con braccio tralicciato da 1.000 t di capacità, mentre è del 1980 l’introduzione della autogrù mobile a braccio telescopico più potente a livello mondiale, con capacità di sollevamento di 500 t. Nel 1993 viene prima introdotta sul mercato la serie di autogrù tuttoterreno da 50 t e poi, nel 1998,
la

50 m di lunghezza (il modello AC 60-3 può essere dotato di un’estensione 16 m e ciò rende il sistema il più lungo della sua categoria). Il braccio principale su entrambe le autogrù può essere abbassato fino a 5° sotto l’orizzontale e ciò agevola e semplifica le operazioni di settaggio. Gli stabilizzatori delle autogrù possono essere gestiti l’uno indipendentemente dall’altro, al fine di eseguire un posizionamento efficiente, sfruttando altresì la capacità del citato sistema IC-1 Plus, che calcola la capacità di sollevamento per ogni posizione del braccio, in

“

DEMAG HA AMPLIATO LA GAMMA DI AUTOGRÙ TUTTOTERRENO CON DUE ULTERIORI MODELLI, DA 55 E 60 T

„

autogrù cingolata con braccio tralicciato più grande sul mercato, con capacità di 1.600 t, unitamente al progetto della più potente autogrù mobile a braccio telescopico con capacità di 650 t. Il 2002 si contraddistingue per il lancio del modello CC8800, con capacità di 1.250 t, mentre nell’anno successivo si registra l’introduzione della autogrù multistrada da 200 t con braccio da 68 m. Nel 2007, infine,
viene realizzata la più potente autogrù cingolata, la CC8800-1 TWIN, con capacità di sollevamento di 3200 t.


funzione dell’angolo di rotazione della torretta. Inoltre, la possibilità di controllo in remoto consente all’operatore di gestire l’operatività della autogrù in modo facile e sicuro rimanendo a debita distanza dalla macchina. Grazie a una larghezza di 2,55 m e alla capacità di contenere entro 12 t il peso per asse, poi, le autogrù Demag in oggetto possono essere trasportate velocemente e in modo efficiente tra i vari siti di lavoro. In caso di necessità la versione AC 55-3, in particolare, può anche essere configurata in modo tale da soddisfare il limite di peso delle 10 t per asse. La flessibilità delle autogrù AC 55-3 e AC 60-3 continua a mani-

L’AUTOGRÙ DEMAG AC 100-4, A 4 ASSI E DA 100 T DI PORTATA, DISPONIBILE ANCHE NELLA VERSIONE L

UNA AC 220-5 AL CONEXPO In occasione della manifestazione statunitense conclusasi da poche settimane, Terex Cranes ha esposto, tra le altre soluzioni del suo ampio portafoglio prodotti, l’autogrù tuttoterreno AC 220-5, una delle top player della gamma Demag. Grazie ai 78 m di lunghezza del braccio base, questo modello a 5 assi vanta uno sbraccio particolarmente ampio; le apposite estensioni consentono di ampliarlo ulteriormente fino a un totale di 99 m. La AC 220-5 comprende un design innovativo, che include le ultime novità in materia di tecnologia e ingegneria delle autogrù, oltre a funzioni che aumentano la produttività riducendo al contempo i costi operativi. L’autogrù rientra nella classe di capacità di 220 t e dispone di una struttura compatta con una lunghezza di 14,5 m e una larghezza di 3 m, che ne consentono la manovra in aree confinate. L’autogrù monta un motore unico provvisto di un sistema di gestione intelligente per la riduzione dei costi operativi e di manutenzione. La presenza di tutti gli assali sterzanti, un assale posteriore indipendente e le funzioni di controllo dinamico garantiscono alla macchina una rilevante manovrabilità. In più, l’autogrù rimane sotto il limite di carico assiale di 12 t, sollevando fino a 600 kg di carico utile. Può anche essere equipaggiata con il sistema di controllo opzionale IC-1 Plus: ciò consente di utilizzare la massima capacità di sollevamento, in particolare quando si lavora nell’area sopra gli stabilizzatori.

festarsi una volta che queste sono giunte in cantiere: le macchine sono compatte e l’elevata manovrabilità che le contraddistinguono consentono all’operatore di

L’AUTOGRÙ AC 1000-9, A 9 ASSI, HA UNA PORTATA DI 1.200 T

LA GAMMA DI AUTOGRÙ DEMAG SI CARATTERIZZA PER LA VERSATILITÀ, GARANTITA DALLA DISPONIBILITÀ DI BRACCI CON VARIE LUNGHEZZE, DALLA CABINA “INTELLIGENTE” ED ERGONOMICA E DALL’ELEVATA PRODUTTIVITÀ

posizionarle rapidamente come richiesto. Il sistema VarioHook e il potente paranco da 60,2 kN (6,13 t) contribuiscono a ridurre le tempistiche di lavoro e il peso delle attrezzature trasportate, nonché di risparmiare tempo prezioso in fase operativa. È inoltre disponibile come optional una funzione di trazione integrale per ambienti di lavoro particolarmente impegnativi. ■ marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 29


MACCHINE PM GROUP

UNA TRADIZIONE

CONSOLIDATA L’AZIENDA EMILIANA, DAL 2015 PARTE DELL’AMERICANA MANITEX INTERNATIONAL, CONTINUA LA SUA ESPANSIONE NEI SETTORI DELLE GRU PER AUTOCARRO E DELLE PIATTAFORME AEREE, FORTE DELLA SOLIDITÀ PATRIMONIALE ACQUISITA GRAZIE ALLA RECENTE SINERGIA. TESTIMONE DELLA CONSOLIDATA TRADIZIONE DI TECNOLOGIA E INNOVAZIONE È LA NUOVA GRU PM 210SP di Pietro Gabrielli

30 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


P

M è dal 1959 uno dei principali costruttori di gru idrauliche articolate per autocarro e vanta una gamma di prodotti che comprende oltre 50 modelli, con più di 350 possibili configurazioni. In sinergia con il brand Oil&Steel, dal 1995 specializzato nella produzione di piattaforme autocarrate, vanta una base di clienti nazionali e internazionali che da decenni si affida alle sue capacità di innovazione. È del 2015 l’acquisizione del PM Group da parte del colosso texano Manitex International Inc., attivo nel settore della movimentazione e del sollevamento, che ha investito ingenti risorse nell’operazione, finalizzata a incrementare il suo business globale e guadagnare ulteriori quote di mercato nello scenario statunitense. Essa inoltre ha consentito di assicurare all’azienda italiana una rinnovata fisionomia, solida e focalizzata sulla progettazione, la produzione e la commercializzazione, con un occhio di riguardo allo sviluppo dei mercati esteri.

GRAZIE A UNA COMBINAZIONE DI DESIGN ED ERGONOMIA, LE GRU PM SONO SINONIMO DI ELEVATE PERFORMANCE, EFFICIENZA, COMFORT E SICUREZZA

Tutto ciò grazie a una struttura produttiva in grado di seguire ogni fase di processo - dalle carpenterie all’assemblaggio, dal collaudo al controllo di qualità - e che oggi può contare su due poli a San Cesario sul Panaro (Mo), focalizzati sui due marchi del Gruppo, su uno stabilimento a Cortemaggiore (Pc) dedicato alla produzione di gru semoventi industriali Valla (altro brand, insie-

me a Badger, Liftking, Sabre e alla joint-venture con ASV, appartenente a Manitex International) e a due impianti ad Arad, in Romania. Dopo il rilancio ufficiale avvenuto in occasione dello scorso Bauma, il Gruppo PM si presenta oggi sul mercato con un nuovo “campione”, al top della sua gamma di gru per autocarro. Parliamo del modello 210SP.

L’OPINIONE

“L’acquisizione di PM Group da parte di Manitex International, Inc. ci ha consentito di rafforzare e consolidare la struttura societaria in termini patrimoniali e di condividere strategie produttive e commerciali con la società acquirente e le sue collegate. Sinergie che stanno riscontrando importanti conferme e apprezzamenti sul mercato, sia in ambito nazionale che internazionale. Ciò mantenendo intatte - e, anzi, sviluppando - le specificità di ogni marchio italiano del Gruppo: PM, Oil&Steel e Valla. L’ampio portafoglio prodotti di PM Group sta guadagnando gradualmente notevoli quote di mercato, soprattutto nei mercati nordamericani, ma anche in Argentina, Cile, Messico, Russia, Singapore e Medio Oriente, così come in diversi mercati europei, come Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Norvegia. Il nuovo assetto societario, dunque, ha rappresentato per PM Group un’opportunità straordinaria di sviluppo della sua vocazione all’internazionalizzazione e di aumento delle quote di mercato dei vari brand. Elementi quali cultura del lavoro, passione, esperienza e know-how si sono tradotti in entrambe le compagini in velocità di innovazione, di offerta e di organizzazione, nonché nella capacità di offrire ai clienti delle soluzioni a elevato contenuto tecnologico, unitamente a un livello di servizio altamente flessibile e personalizzabile. Ora l’obiettivo è continuare a crescere nei mercati di riferimento e di proseguire l’avviato processo di internazionalizzazione, accreditandoci in ulteriori nuovi mercati e proponendo elementi di una realtà basata su pilastri quali la tradizione, la qualità, l’innovazione e la garanzia di solidità”.

LUIGI FUCILI AD DI PM GROUP

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 31


MACCHINE

LA GRU PM 210SP DI DISTINGUE PER LE ELEVATE PRESTAZIONI E LO SBRACCIO, NONCHÉ PER I MOVIMENTI RAPIDI E L’ELEVATA CAPACITÀ DI CARICO

immediati e il nuovo display visualizza un elevato numero di informazioni. Il sistema utilizza il protocollo di trasmissione dati CANbus 2.0 ed è predisposto per telediagnostica e teleassistenza. La funzionalità E-Flowsharing consente fluidità in caso di manovre multiple; il controllo a distanza è garantito dal radiocomando multifunzione; il display con grafica interattiva visualizza le informazioni riportate sul display del Power Tronic (l’operatore riceve un feedback continuo su percentuale di sollevamento, pressioni, temperatura e angoli di lavoro); il sistema di trasmissione dati Frequency Jumping elimina le interruzioni causate da

Potenza e controllo La gru 210SP è la più recente introduzione dell’offerta PM, appartiene alla linea delle gru “pesanti” del costruttore ed è progettata per soddisfare ogni esigenza di movimentazione di carichi. Le tecnologie applicate, il design innovativo, l’utilizzo di materiali speciali che combinano resistenza e leggerezza con sistemi elettronici d’avanguardia consentono di operare in condizioni di lavoro estreme, in sicurezza. Lo sbraccio idraulico - che può essere anche abbinato a un jib appositamente progettato - consente di raggiungere una lunghezza di oltre 45 m in orizzontale e 50 m in verticale. Nuove funzionalità regolano la sua movimentazione assicurando stabilità, velocità operativa e riduzione delle oscillazioni: il sistema E-Soft Stop applica un rallentamento controllato dei movimenti in prossimità dei finecorsa meccanici; il dispositivo HyBS (Hydraulic Brake Soft Stop) garantisce un rallentamento idraulico sui martinetti di sfilo, sia in fase d’uscita che di rientro, riducendo possibili oscillazioni del carico; la doppia alimentazione idraulica rende possibili spostamenti simultanei. Le peculiarità della 210 SP la rendono versatile, in grado di garantire: 32 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

LA PM 210 SP OFFRE DIVERSE SOLUZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DELL’AUTOCARRO: BRACCI STABILIZZATORI ANTERIORI CON APERTURA DI 12,4 M, STABILIZZATORI SUPPLEMENTARI 10,1 M CON POSSIBILE ABBINAMENTO DI ESTENSIONI POSTERIORI INTEGRATI NELLA BASE E APPOGGI FRONTALI

sollevamenti in spazi ridotti; maggiori scenari d’uso in abbinamento all’antenna, grazie all’altezza di snodo verticale di 30 m e alla penetrazione in orizzontale di oltre 28 m; elevata mobilità rispetto alle autogrù, grazie al montaggio su camion di serie.

Tecnologie applicate Il sistema elettronico PM Power Tronic Advance Plus permette di raggiungere le prestazioni richieste in sicurezza: una centralina elettronica visualizza i parametri del sistema di controllo, un computer di bordo garantisce tempi di risposta

interferenze elettromagnetiche grazie al cambio costante del canale di trasmissione; il display retroilluminato garantisce visibilità anche durante i lavori notturni. Il sistema di controllo della stabilità Stability Power System consente di operare in sicurezza in ogni condizione operativa. Gli appoggi dei piedi stabilizzatori e l’abilitazione operativa della gru sono sempre visibili nel display Power Tronic e nel dispositivo MCS. Le antenne con doppio martinetto di articolazione esaltano le prestazioni di questa gru: disponibili fino a otto sfili idraulici e angolo


negativo di 25°, offrono importanti portate e sbracci, peso ridotto, flessibilità nelle aree di difficile accesso e sicurezza durante il trasferimento grazie a sistemi di blocco automatico degli sfili. Le prestazioni dell’antenna e la rilevante capacità di carico sono supportate da specifici sistemi di controllo elettronico delle pressioni: il sistema JMP (Jib Multipower System) varia la pressione massima dei cilindri a seconda della configurazione di lavoro (in particolare dell’angolo tra l’antenna e il braccio secondario, sfruttando la resistenza strutturale del braccio), mentre il sistema JMP Plus aumenta le prestazioni dell’antenna in relazione allo sfilo gru. ■

OIL&STEEL È IL BRAND CHE PROGETTA, PRODUCE E COMMERCIALIZZA IN TUTTO IL MONDO PIATTAFORME PER IL LAVORO AEREO ATTRAVERSO LE LINEE SCORPION, OCTOPUS, SNAKE ED EAGLE

L’ULTIMO “PLUS” DI OIL&STEEL Il fiore all’occhiello di Oil&Steel è la piattaforma autocarrata Snake 2413 Plus, esposta anche presso lo stand esterno di IPAF in occasione di SaMoTer 2017. Questo modello da 23,5 m di altezza di lavoro, con sbraccio di 12,6 m (con un operatore a bordo) e portata di 250 kg (con due operatori) è una delle best seller del marchio e della linea Snake, sviluppata per rispondere alle esigenze di coloro che devono operare in contesti metropolitani. L’utilizzo di acciai altoresistenziali di ultima generazione, unitamente all’adozione di tecnologie di ultima generazione, ha consentito di ridurre i pesi della struttura assicurando comunque rigidezza e resistenza. Dotata di stabilizzatori idraulici ad “H” e di comandi elettroidraulici proporzionali, questa piattaforma compatta può essere stabilizzata in sagoma e garantisce, tra le altre cose, uno sbalzo della testata molto limitato, per evitare collisioni con mezzi in transito, e un doppio accesso (da piattaforma chiusa e da terra). Il sistema di elevazione in quota del braccio di lavoro è composto da un doppio pantografo, la cui geometria e cinematica di movimentazione consentono di eseguire una salita/ discesa a “filo piombo”, in grado quindi di alzare/abbassare il cestello seguendo una linea verticale rettilinea.

LA CARATTERISTICHE TECNICHE Altezza max. di lavoro:

23,5 m

Sbraccio max. di lavoro:

12,6 m

Portata massima:

250 kg

Dimensioni del cestello in alluminio: Rotazione torretta:

1.400 x 700 x 1.100 mm 400°

Rotazione cesta:

90° dx + 90° sx

Stabilizzazione:

ad H

PTT minimo per l’installazione:

3,5 t

Passo minimo veicolo:

2.900 mm marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 33


Hands On La nuova piattaforma aerea telescopica HT28 RTJ è stata progettata per adattarsi facilmente a ogni genere di intervento: opere edili, rifiniture, lavori di manutenzione e d’ispezione e ristrutturazione di edifici, ma anche a contesti di demolizione e costruzione navale, nell’industria estrattiva e nella manutenzione del verde

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LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ

I

l lancio sul mercato della nuova piattaforma aerea telescopica HT28 RTJ è frutto di oltre 30 anni di esperienza di Haulotte Group nel settore del sollevamento. Questo nuovo modello va a integrare un vasto portafoglio prodotti costituito da macchine semplici da utilizzare, ma al contempo robuste, affidabili e idonee alle più svariate applicazioni. Questa nuova piattaforma versatile è stata progettata per adattarsi facilmente a ogni genere di intervento: opere edili, rifiniture, lavori di manutenzione e d’ispezione e ristrutturazione di edifici, ma anche a contesti di demolizione e costruzione navale, nell’industria estrattiva e nella manutenzione del verde.

SINONIMO DI PRODUTTIVITÀ LA NUOVA PIATTAFORMA TELESCOPICA HAULOTTE DA 28 M OFFRE AGLI OPERATORI DEL SETTORE UN MIX DI PRECISIONE E ROBUSTEZZA. QUESTA NUOVA SOLUZIONE, IDEALE PER LE SOCIETÀ DI NOLEGGIO, CONSENTE DI OPERARE IN SICUREZZA E CON IL MASSIMO COMFORT IN MOLTEPLICI CONTESTI OPERATIVI, GARANTENDO UN’ELEVATA PRODUTTIVITÀ E MINIMI COSTI DI POSSESSO

di Ettore Zanatta marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 35


Hands On Versatilità su ogni terreno La nuova piattaforma Haulotte HT28 RTJ, disponibile nelle versioni “0” (4WD-2WS) e “PRO” (4WD-4WS), si distingue per un elevato sbraccio laterale e per i movimenti simultanei.

Per facilitare il compito degli operatori, inoltre, Haulotte Group ha progettato un braccio telescopico che risponde proprio a tale scopo: con uno sbraccio laterale orizzontale di 23,85 m, gli utilizzatori possono raggiungere anche le aree

di lavoro più inaccessibili, mentre grazie ai movimenti perfettamente simultanei esso è in grado di estendersi rapidamente a tutta altezza, con un notevole risparmio di tempo per raggiungere l’area di lavoro.

Per agevolare l’attività degli operatori - i quali devono spesso lavorare a varie altezze per diverse ore - Haulotte Group ha focalizzato la sua attenzione sulla struttura del braccio telescopico che, grazie anche a uno sbraccio massimo di 23,85 m, consente di raggiungere i punti di lavoro più inaccessibili. Grazie ai movimenti simultanei, il braccio è in grado di estendersi a tutt’altezza in modo rapido, facendo risparmiare tempo nel raggiungimento dell’area interessata dagli interventi

SICUREZZA GARANTITA Per semplificare le operazioni di carico e scarico su camion garantendo la massima sicurezza degli operatori Haulotte Group ha sviluppato un sistema di illuminazione ad alte prestazioni denominato ACTIV’Lighting System-Safe Load. Inaugurato per la prima volta sulla

36 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

serie HT28 RTJ, questo sistema - grazie a diversi punti luce collocati intorno alla macchina - illumina perfettamente sia i comandi che l’intera area intorno al braccio, consentendo agli utilizzatori di operare in tutta tranquillità in qualsiasi contesto di luce.

Ad alcune altezze è essenziale per gli utenti avere fiducia nell’affidabilità della loro piattaforma: ecco perché il braccio telescopico della HT28 è realizzato con una struttura rigida che evita strappi ed effetti inusuali imprevisti che possono generare sensazioni di pericolo e insicurezza


LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ La piattaforma offre poi la possibilità di una doppia capacità di carico. A causa dei limiti di portata della macchina, gli utilizzatori non possono sempre caricare contemporaneamente tutte le loro attrezzature: la HT28 RTJ risolve questo problema offrendo (in via opzionale) una duplice modalità di carico (230 e 350 kg). Nella seconda, la capacità di sollevamento della piattaforma viene aumentata di un ulteriore 40%. La piattaforma aerea Haulotte HT28 RTJ è stata progettata per potersi spostare agevolmente anche su terreni accidentati o in aree difficilmente accessibili. Ciò grazie a peculiarità che corrispondono ad altrettanti vantaggi operativi: un assale oscillante, per affrontare i terreni più impervi; il bloccaggio idraulico del differenziale, per distribuire in modo più efficace la potenza alle ruote; un’elevata altezza da terra, per garantire il superamento di ogni ostacolo; una pendenza superabile fino al 45%. Per semplificare il lavoro degli

A causa dei limiti di peso imposti alla macchina, gli operatori non possono sempre caricare in cesta tutte le attrezzature, dipendentemente dal lavoro previsto. Haulotte ha risolto questo problema offrendo in via opzionale una duplice modalità di carico - 230 kg e 350 kg - configurabile dal pannello di controllo, che consente di trasportare tutti gli attrezzi in una sola volta, con evidenti vantaggi in termini di tempistiche. Nella modalità da 350 kg, la capacità di sollevamento della piattaforma risulta aumentata di un ulteriore 40%

Per la costruzione della piattaforma HT28 sono utilizzati speciali trattamenti anticorrosione che consentono di resistere all’usura e a qualsiasi condizione meteorologica avversa e agli sbalzi di temperatura e umidità

A causa delle dimensioni del braccio, talvolta gli operatori possono non godere di una visibilità ottimale dal cestello durante la traslazione della macchina, rischiando potenzialmente degli incidenti. Per evitare questo problema, il braccio della HT28 può essere portato in posizione verticale anche quando la macchina è in movimento e si muove alla massima velocità

utilizzatori, inoltre, il costruttore francese ha sviluppato molteplici allestimenti opzionali, per soddisfare ogni esigenza. marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 37


Hands On SISTEMA UNICO DI REGOLAZIONE DEI MOVIMENTI

ROTAZIONE CESTA 180° (+90°/-90°)

AREA DI LAVORO FLUIDA E OMOGENEA

CESTA MODULARE

SBRACCIO ORIZZONTALE AI VERTICI DELLA CATEGORIA

DIFFERENZIALE A BLOCCAGGIO AUTOMATICO DELL’ASSALE OSCILLANTE

4 RUOTE MOTRICI/4 RUOTE STERZANTI (PRO), 2 RUOTE STERZANTI (0)

38 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ I PUNTI DI FORZA

LA CAPACITÀ FUORISTRADA IL SISTEMA DI AUTODIAGNOSTICA IL SISTEMA “STOP EMISSION SYSTEM” LO SBRACCIO ORIZZONTALE DI 23,85 M IL SISTEMA DI PROTEZIONE “ACTIV’SHIELD BAR 2.0”

BRACCIO RIGIDO

FACILITÀ DI ACCESSO AI COMPONENTI

QUADRO COMANDI ALTO CON PROTEZIONE

SUPPORTO MOTORE ESTRAIBILE

PENDENZA SUPERABILE DEL 45% marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 39


Hands On IL SISTEMA “ACTIV’SHIELD BAR 2.0” Perfettamente integrato nel quadro comandi superiore, la nuova generazione del sistema di protezione secondaria Haulotte Activ’Shield Bar 2.0 offre una protezione aggiuntiva, tutelando gli operatori da qualsiasi rischio di schiacciamento senza comprometterne la produttività.

Il pannello di controllo in cesta è stato progettato per eseguire tutte le operazioni previste per la piattaforma con accuratezza e precisione. Gli operatori hanno così il controllo completo sui vari movimenti e godono di una costante sensazione di sicurezza

Tra questi, kit per vetrai e per impiantisti idraulici, pneumatici anti-impronta, prese di forza, kit per ambienti ostili e una presa aria compressa sulla piattaforma.

Come tutte le nuove macchine sviluppate da Haulotte Group, poi, la piattaforma aerea HT28 RTJ prevede un quadro comandi in cesta progettato per offrire il completo controllo dei movimenti di sollevamento con accuratezza e precisione e un pratico vassoio porta-attrezzi (standard) utilizzabile per trasportare e avere Gli operatori che lavorano in quota devono essere in grado di trovare e maneggiare agevolmente i vari attrezzi. La piattaforma HT28 è dotata di un pratico scomparto porta-attrezzi (standard) sito nella parte inferiore del pannello di controllo. Un ampio vassoio angolare è disponibile come optional

40 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ Per resistere alla prova del tempo, degli impatti e dei danneggiamenti durante il trasporto, la parte interna della piattaforma è protetta da sportelli metallici di elevata rigidità e robustezza

sempre sotto mano le attrezzature necessarie. La piattaforma HT28 RTJ implementa anche i più recenti standard costruttivi - come il trattamento anticorrosione e i cofani rinforzati La HT28 consente di accedere agevolmente ai componenti principali della piattaforma tramite un apposito pannello incernierato, per consentire agli operatori di risparmiare tempo in caso di manutenzione

- in modo da garantire un’adeguata robustezza della macchina e una lunga durata, preservando il valore residuo della macchina stessa. Infine: il quadro comandi è protetto da una copertura ad alta resistenza; il sistema di controllo del carico, anch’esso adeguatamente protetto, non entra mai in contatto con il suolo; grazie alla collocazione all’interno del telaio, i bracci dello sterzo sono protetti contro ogni impatto.

Efficienza di gestione La piattaforma HT28 è equipaggiata con un motore Kubota e prevede un intervallo di manutenzione periodica delle principali componenti (filtri e oli) ogni 500 ore

La piattaforma HT28 è dotata di un innovativo sistema di arresto del motore (STOP Emission System) che lo arresta e riavvia automaticamente solo quando richiesto. Questo sistema riduce l’utilizzo del motore (e dei suoi componenti) fino al 20% e quindi consente di prolungare la vita del motore stesso e di diminuire il consumo di carburante, assicurando al contempo un più alto valore residuo e minori costi operativi

La Casa francese offre molteplici soluzioni progettate per ottimizzare le attività di gestione delle proprie piattaforme. Per applicazioni di gestione flotte, ad esempio, la piattaforma aerea HT28 RTJ è dotata di un connettore telematico universale come standard. Adattabile a ogni tipologia di sistema, esso consente di collegare rapidamente ogni dispositivo alle macchine Haulotte, offrendo la possibilità di gestire tutti i mezzi senza necessità di utilizzare una soluzione telematica specifica. marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 41


Hands On DIAGNOSTICA A BORDO La piattaforma aerea HT28 RTJ è equipaggiata di serie con il sistema di diagnostica di bordo ACTIV’Screen, uno strumento completo che fornisce l’accesso a ogni dettaglio e alle procedure complete di risoluzione dei guasti, alle impostazioni della macchina, agli avvisi di manutenzione e agli

intervalli di manutenzione, nonché alla personalizzazione delle impostazioni generali quali lingua dell’interfaccia e unità di misura. ACTIV’Screen, quindi, è un vero e proprio “assistente di bordo”, in grado di supportare gli operatori nello svolgimento delle operazioni di manutenzione quotidiana.

Haulotte Group utilizzata componenti di alta qualità per le sue piattaforme e fornitori di affidabilità riconosciuta. Grazie alle sue sedi in ogni parte del mondo, l’azienda garantisce inoltre una pronta assistenza e consegna delle parti di ricambio

La piattaforma HT28 è stata progettata per muoversi agevolmente anche su terreni accidentati. Questo modello offre agli operatori diversi vantaggi: un assale oscillante, per garantire una maggiore adesione al terreno; il bloccaggio del differenziale delle ruote ad azionamento idraulico, per distribuire efficacemente la potenza alle ruote stesse; un’elevata altezza da terra, per superare facilmente eventuali ostacoli in cantiere; un limitato raggio di sterzata e un telaio strutturato per garantire manovre efficaci in spazi ristretti. La pendenza superabile è del 45%

Quando gli operatori stanno lavorando in quota, invece, il propulsore spesso rimane attivo senza necessità, con un conseguente spreco di risorse: per questo motivo la piattaforma HT28 RTJ è equipaggiata con lo Stop Emission System, che offre la possibilità di arrestare e riavviare automaticamente il motore. Questa soluzione, quindi, riduce l’uso di motore e componenti fino al 20%, prolungandone la vita e mantenendo un elevato valore residuo della macchina, diminuendo parallelamente i consumi di carburante e i costi operativi. Presentando emissioni acustiche così ridotte, gli ope42 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA HAULOTTE HT28 RTJ ratori possono lavorare anche in aree sensibili come ospedali, scuole, edifici per uffici, eccetera. Una menzione merita anche la cesta, modulare: il telaio, così come i cofani, sono costituiti da componenti facilmente smontabili. In caso di sostituzioni dovute a usura, quindi, è sufficiente smontare il solo componente danneggiato. Per gli operatori, poi, il comfort di utilizzo è essenziale quando si trovano a intervenire con questa piattaforma a una altezza di 28 m. Per questo motivo essa offre un elevato livello di flessibili-

tà e precisione, offrendo loro un alto livello di sicurezza e permettendogli di raggiungere l’area di lavoro desiderata in modo rapido e sicuro. La piattaforma HT28 RTJ, dunque, è stata progettata per garantire alle società di noleggio una grande facilità di manutenzione e permettergli di sostenere utilizzi gravosi o intensivi. Haulotte Group ha quindi cercato di offrire la soluzione ideale a una delle esigenze spesso eviden-

ziate da chi lavoro sul campo: disporre di una macchina robusta, che richieda poca manutenzione e, ovviamente, a costi concorrenziali. Grazie agli elevati livelli di sicurezza offerti, la piattaforma aerea Haulotte HT28 RTJ, così come tutti i modelli in gamma, sono conformi alle più recenti normative internazionali, in particolare agli standard europei, asiatici, australiani e nordamericani. ■

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma Haulotte HT28 RT J

HT28 RTJ 0 4WD-2WS

HT28 RTJ PRO 4WD-4WS

Altezza massima di lavoro:

27,9 m

Altezza piano di calpestio:

25,9 m

Portata massima in cesta:

230 kg (due persone)

Motore: Potenza motore: Dimensioni cesta:

Kubota Tier III / Kubota Tier 4F 49,3 kW / 53 kW 2,44 x 0,91 m

Sbraccio massimo orizzontale:

23,85 m

Lavoro in negativo: Escursione verticale jib:

3m 133° (-66°/+67°)

Lunghezza jib:

1,83 m

Escursione braccio:

84,5° (+74,5°/-10°)

Rotazione torretta:

360° continua

Luce fuori sagoma:

150 cm

Interasse:

2,8 m

Altezza da terra:

48 cm

Massima inclinazione operativa: Velocità di traslazione:

4° 0,5-5 km/h

Pendenza massima superabile: Raggio di sterzata esterno: Pneumatici (riempiti a schiuma): Peso totale:

45% 6,55 m

4,35 m

Solid RT cured on 1.025 x 365 mm 17.900 kg

18.100 kg

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 43


ATTREZZATURE JCB

Una cesta carica di sicurezza IL COSTRUTTORE BRITANNICO PROPONE SUL MERCATO, PARALLELAMENTE ALL’AMPIA GAMMA DI MACCHINE PER LE COSTRUZIONI E IL SOLLEVAMENTO, ANCHE SVARIATE SOLUZIONI CHE LE RENDONO PIÙ EFFICIENTI E SICURE di Pietro Gabrielli

44 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


J

CB ha recentemente completato la propria gamma di cestelli utilizzabili con quattro dei suoi sollevatori telescopici più apprezzati. Queste attrezzature consentono agli operatori di lavorare agevolmente e in sicurezza fino a un’altezza di 20,3 m, con uno sbraccio massimo di 11,63 m. Le caratteristiche principali dei cestelli JCB sono: tre capacità di carico (365, 500 e 1.000 kg); la possibilità di essere utilizzati con i sollevatori telescopici dell’azienda da 14, 17, 18 e 20 m; il design completamente conforme alla normativa UNI EN 280; il meccanismo di rotazione a velocità costante; il bloccaggio dell’assale posteriore che ottimizza la stabilità dell’insieme.

Dettagli di accesso Il costruttore britannico, dunque, ha progettato e sviluppato una gamma completa di cestelli da utilizzare con i suoi sollevatori da 14 a 20 m e, come accennato, ne sono disponibili tre tipologie, a seconda del modello di telescopico (capacità di 365, 500 e 1.000 kg). Il cestello più piccolo è un modello fisso da 2,4 m, mentre le due versioni più grandi sono dotate di ponti estensibili da 2,2 a 4,4 m e di una funzione di rotazione a 180°. I cestelli possono essere utilizzati con i telescopici JCB 540-140, 540170, 540-180 e 540-200: a seconda del modello, le macchine sono disponibili con un’ampia scelta di sistemi di controllo a leva singola o a più leve. Le attrezzature sono inoltre dotate di radiocomando, al fine di offrire adeguata versatilità quando si lavora, ad esempio, all’interno del cestello. Sono presenti peraltro un interblocco sul freno di stazionamento e stabilizzatori del telescopico, prima che questo passi alla modalità selezionata tramite la transizione di un transponder dalla macchina al radiocomando. Ciò evita movimenti inopportuni del sollevatore durante l’uso del cestello. È tuttavia

possibile rimuovere quest’ultimo e riportare sulla macchina la chiave con transponder per poter utilizzare il telescopico in modalità tradizionale, per una maggiore versatilità d’impiego. Tutti i cestelli JCB sono conformi agli standard UNI EN 280 e il costruttore ha integrato un blocco dell’assale posteriore sul telaio del telescopico per fornire la massima stabilità nella configurazione di accesso, che si lavori in mo-

dalità piattaforma o tradizionale. I cestelli dotati di rotazione utilizzano un innovativo meccanismo di trasmissione a catena per garantire un movimento continuo e uniforme a velocità costante, con un arco operativo di 180°. I sollevatori telescopici JCB sono dotati di un sistema di recupero d’emergenza in linea con la norma UNI EN 280 per garantire l’abbassamento in sicurezza del braccio a terra nel malaugurato caso di rottura del motore o di esaurimento del carburante. Le macchine sono inoltre dotate di avviso sonoro che si attiva quando l’angolo del braccio è inferiore a 20°, per segnalare agli operatori a terra l’abbassamento del cestello. Gli interblocchi su tutti i perni del porta-attrezzi Q-fit, infine, garantiscono il fissaggio sicuro del cestello alla macchina, che dispone di un sistema di carico del peso integrato. ■

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 45


COMPONENTI AUTEC

CONTROLLO ASSOLUTO

SCOPRIAMO I NUOVI PRODOTTI REALIZZATI DALL’AZIENDA VICENTINA PER IL CONTROLLO A DISTANZA CON L’OBIETTIVO DI CONIUGARE I MASSIMI LIVELLI DI EFFICIENZA OPERATIVA E DI TUTELA DELL’OPERATORE. LA SUA TECNOLOGIA SI APPLICA CON SUCCESSO SIA NEL SOLLEVAMENTO INDUSTRIALE CHE NELLE APPLICAZIONI MOBILI ELETTROIDRAULICHE di Lorenzo Zacchetti

A

zienda con sede a Caldogno, nel Vicentino, e filiali in Spagna, Brasile, Cina e Corea del Sud, Autec fin dal 1986 progetta, produce e commercializza sistemi di comando wireless con funzioni di sicurezza dalle caratteristiche adatte per ambienti gravosi. 46 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

I suoi prodotti vengono utilizzati per il controllo a distanza di carroponti industriali, gru edili e idrauliche, piattaforme aeree per il sollevamento di materiali e persone, macchine da cantiere e di manutenzione delle infrastrutture, automazioni di fabbrica, macchine e sistemi per la logistica e la produ-

zione in genere. Le numerose certificazioni di sicurezza rilasciate da enti europei notificati (compreso il TÜV, leader mondiale nella verifica di sistemi elettronici per macchine) garantiscono una verifica indipendente del prodotto durante l’intero ciclo di vita. L’azienda è inoltre certificata ISO 9001 fin dal 1994.


Sicurezza, soluzioni e servizio “Sicurezza, soluzioni, servizio”: sono queste le parole-chiave di un’azienda che, con un costante focus sull’innovazione, realizza prodotti ideali per operare correttamente anche in circostanze complesse, come i cambiamenti ambientali o i guasti di sistema. Autec è inoltre l’organizzatore di Safety Meeting, appuntamento annuale sulla sicurezza delle macchine che consente ai partecipanti di confrontarsi con autorevoli esponenti del settore, quali ingegneri e membri di agenzie europee. Nel processo produttivo di Autec il 100% dei moduli elettronici è sottoposto a test funzionali per garantirne la completa rispondenza alle specifiche di progetto; ogni radiocomando prodotto viene collaudaLK NEO È UN’UNITÀ TRASMITTENTE A PULSANTIERA DISPONIBILE NELLE VERSIONI A 6, 8, 10 E 12 TASTI. A QUESTE SI AGGIUNGONO LE DUE VERSIONI A 6 E 10 TASTI CON DISPLAY A COLORI PERSONALIZZABILE

to in ogni singola configurazione attraverso test automatici o guidati. I sistemi di comando wireless realizzati dall’azienda, possedendo omologazioni radio in tutti i continenti, possono essere installati in tutti i principali mercati internazionali. Il servizio post-vendita, poi, si avvale di tecnici interni e di una rete di assistenza internazionale composta da filiali o partner specializzati distribuiti a livello mondiale.

Novità “Air” Grazie a nuove funzionalità e interfacce i prodotti Autec sono in grado di soddisfare molteplici applicazioni, siano queste complesse, molto specifiche e ottimizzate. L’ultima novità introdotta nella serie Air, dedicata al sollevamento industriale, si chiama LK Neo: si tratta di una pulsantiera progettata e realizzata per garantire al cliente la possibilità di scelta tra molte funzionalità attraverso differenti attuatori e configurazioni possibili. La pulsantiera è do-

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 47


COMPONENTI tata di una funzione di Stop classificata PL d secondo la normativa EN ISO 1349-1 e di una tecnologia Dual-Band (434-915 MHz). Le versioni disponibili prevendono da sei a 12 tasti e la possibilità di inserire un display a colori da 1.8’’, con segnalazioni e icone personalizzabili. Tutto ciò rende questo nuovo prodotto altamente personalizzabile.

Serie Dynamic: Codesys V3.5

ANCHE A SAMOTER 2017 AUTEC HA ESPOSTO UNA RAPPRESENTATIVA DELLA SUA LINEA DI RADIOCOMANDI E UNITÀ TRASMITTENTI, PROGETTATA PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DI UNA VASTA GAMMA DI APPLICAZIONI: COSTRUZIONI/INFRASTRUTTURE, SOLLEVAMENTO INDUSTRIALE E AUTOMAZIONE, MARITTIMO, LOGISTICA E TRASPORTI, AGRICOLO E FORESTALE 48 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

Per quanto riguarda la serie Dynamic, adatta ad applicazioni mobili elettroidrauliche, è stato introdotto un nuovo display a colori da 4.3’’ programmabile tramite Codesys V3.5, leggibile anche in ambienti molto soleggiati. Grazie ai 256 colori, a una risoluzione di 480 x 272 pixel, a sei tasti per la navigazione sul display e/o abbinabili a specifiche funzioni e a un angolo di visione fino a 130°, questo nuovo display consente un’ottimale visualizzazione dei parametri di funzionamento e degli stati della macchina o di altre avvertenze. La programmabilità con Codesys V3.5 via Ethernet avviene in conformità alla IEC 61131-3 e consente un’ampia scelta di rappresentazione grafica dei dati. È inoltre disponibile una nuova ricevente CANopen, denominata CRD: le caratteristiche principali che la contraddistinguono sono la compattezza e la flessibilità, grazie a un cablaggio personalizzabile: connettori M12, spina 10 poli ridotta, pressacavo. La ricevente CRD presenta un massimo di 12 uscite analogiche e 64 digitali (disponibili tramite interfaccia CANopen), quattro MOSFET programmabili e un’uscita CAN. È stato qui integrato anche un display con quattro digit per la diagnostica. Le funzioni di Stop e UMFS di molti modelli della serie Dynamic sono stati certificati per la sicurezza funzionale dal TÜV SÜD (fino a PL e /SIL 3 secondo EN ISO 138491 / IEC 62061). ■


Maggior precisione e minori consumi

Your move? We’ll drive. Ti sei mai chiesto come migliorare le prestazioni delle tue macchine per rendere il loro lavoro più efficiente e produttivo? Noi di Bosch Rexroth lo abbiamo fatto e abbiamo progettato per te Control Plus, la valvola per il miglior controllo fine del movimento del braccio telescopico in applicazioni mobili: maggior fluidità, più precisione e al tempo stesso minori consumi. È la nostra miglior soluzione che assicura maggiori prestazioni e aggiunge valore ai tuoi prodotti, pilotata con joystick sfrutta la forza di gravità per velocizzare il movimento del braccio e puntare al risparmio energetico. Si chiama Control Plus, per un controllo e un comfort senza precedenti.

Bosch Rexroth Oil Control S.p.A. www.boschrexroth.com/compacthydraulics


TECNOLOGIE EFFER

DMU 3000 PLUS x 205:

moltiplicazione di produttività!

DA OLTRE 50 ANNI L’AZIENDA BOLOGNESE REALIZZA MACCHINE CHE HANNO LO SCOPO DI FORNIRE AI PROFESSIONISTI DEL SOLLEVAMENTO IL MASSIMO VALORE IN TERMINI COSTRUTTIVI E APPLICATIVI. CON SISTEMI DI GESTIONE CHE RENDONO LE SUE GRU DEI PARTNER TECNOLOGICAMENTE “INTELLIGENTI” di Stefano Vitali

50 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


L

a gamma Effer (Minerbio – Bo) è molto ampia e comprende oggi oltre 40 modelli di gru per autocarro, disponibili in svariate configurazioni e suddivisi nelle categorie Light (con capacità di sollevamento fino a 17 tm), Medium (da 20 a 38 tm) e Big (da 39 a 300 tm). Grazie all’esperienza acquisita in oltre 50 anni di attività - l’azienda è stata fondata nel 1965 -, Effer è un marchio riconosciuto in tutto il mondo per le prestazioni garantite dalle sue gru, che hanno nel rapporto peso/potenza il loro indubbio punto di forza. Ma lo è anche per la sua capacità di realizzare prodotti speciali e altamente personalizzati, come le gru impiegate su strada e rotaia o le soluzioni per la stabilità in misura e per la sua attitudine a non limitarsi alla mera progettazione delle macchine, dedicandosi altresì allo sviluppo di sistemi destinati a rendere queste ultime dei veri e propri concentrati di tecnologia, finalizzata a rendere le gru un partner semplice ma al contempo sicuro e “intuitivo”.

La nuova gru Effer 205 Un caso esemplificativo è la recente introduzione sul mercato da parte di Effer del nuovo modello di gru 205 da 20 tm, dotata di sistema di gestione elettronica DMU 3000 PLUS. Semplice, intuitivo e sicuro, questo sistema consente di sfruttare in modo ottimale le possibilità operative della nuova macchina, una gru che si distingue anche per il sistema a rotazione con ralla pur appartenendo alla gamma leggera. Un vantaggio notevole per la versatilità, dunque. Nella gamma Light di gru Effer, la 205 rappresenta quindi uno strumento perfetto per il carico e scarico di materiali ed è in grado di rendere più competitivo, ad esempio, chi opera nel settore delle costruzioni. Ciò si-

TRA GLI OPTIONAL DISPONIBILI CON LA EFFER 205 SI EVIDENZIA IL DISPOSITIVO QUICKFASTER, PROGETTATO PER RISPARMIARE TEMPO DURANTE IL MONTAGGIO/SMONTAGGIO DEL JIB O DI ALTRI ACCESSORI DELLA GRU

gnifica disporre di una soluzione che consente di lavorare in modo facile, sicuro ed efficiente compiendo più operazioni simultanee grazie alla velocità operativa e alla rotazione continua con ralla. Questo nuovo modello appena lanciato da Effer è leggero e compatto, ma è in grado di affrontare anche gli interventi più gravosi:

grazie alla struttura in acciaio ad alta resistenza, infatti, garantisce le prestazioni che storicamente contraddistinguono le gru del produttore bolognese. La nuova 205, infatti, è una gru capace di svolgere molteplici lavori in combinazione con accessori differenti, quali benne, polipi, forche porta-mattoni, eccetera. Nel caso in cui l’operatore avesse bisogno di raggiungere una maggiore distanza rispetto alla gru base, egli può sempre scegliere di aggiungere un apposito jib, per avere sempre a disposizione lo strumento migliore per le proprie esigenze. I tubi possono essere posizionati all’interno del braccio: soluzione che consente di ottenere una maggiore sicurezza per i componenti, proteggendoli da agenti ambientali e di usura, nonché minori ingombri della gru stessa. Una novità è costituita anche dal sistema di doppie guide dei tubolari degli sfili, poste sia sul lato superiore che inferiore, realizzate in materiale speciale e in grado di garantire una riduzione dei giochi meccanici, il mantenimento della posizione dei tubola-

LA NUOVA GRU EFFER 205 SI DISTINGUE ANCHE PER IL SISTEMA A ROTAZIONE CON RALLA, PUR APPARTENENDO ALLA GAMMA LEGGERA marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 51


TECNOLOGIE

DMU 3000 PLUS È UN SISTEMA ELETTRONICO SEMPLICE E DI GRANDE AFFIDABILITÀ, CHE PERMETTE DI LAVORARE CON LA GRU IN MASSIMA SICUREZZA

ri e della morbidezza del braccio in fase di sfilo. Il sistema a doppia biella qui applicato, poi, consente all’operatore di lavorare a piena potenza sia con il braccio in posizione orizzontale che verticale. Grazie alla ralla con motoriduttore esterno, lo spessore del taglio cassone è ridotto (950 mm): in tal modo, è possibile montare sul mezzo un cassone più grande e, quindi, ottenere un carico residuo maggiore sul camion. Vari anche gli optional disponibili: tra questi si evidenzia il dispositivo Quickfaster, progettato per risparmiare tempo durante il montaggio/smontaggio del jib o di altri accessori della gru, potendo connettere tutti i tubi in un’unica operazione.

DMU 3000 PLUS

I PUNTI DI FORZA • Sicurezza nel tempo • Stabilità a 360°

• Componenti elettronici in posizione protetta • Gestione di doppia area di lavoro • Monitoraggio degli interventi di manutenzione • Controllo delle funzioni di gru e autocarro • Visualizzazione dati a bordo macchina/radiocomando • Protezione IP 67

gestire due diverse aree di lavoro della gru in base alla stabilità offerta dall’autocarro; inoltre, garantisce stabilità a 360°, in quanto si applica anche a gru con basamento CrossStab e ottimizza le diverse prestazioni di sollevamento in base al posizionamento dello stabilizzatore rotante. Con il DMU 3000 PLUS - che ha un indice di protezione IP 67, resistente all’acqua e agli agenti atmosferici - si possono anche visualizzare gli elementi principali di performance sia sul pannello a bordo macchina che sul radiocomando e memorizzare i cicli operativi della gru, segnalando gli interventi di manutenzione programmata. Registrando i tempi durante i quali la gru risulta accesa e/o movimentata, viene anche calcolato lo stato d’uso della gru e, di conseguenza, il ciclo di vita residuo. Il sistema DMU 3000 PLUS, inoltre, consente di: governare - oltre alle funzionalità della gru - anche altre funzioni elettroniche relative all’autocarro (ad esempio, l’accensione e lo spegnimento dello stesso); monitorare le principali performance della gru dal display del radiocomando; gestire automaticamente la velocità della gru in prossimità dei massimi valori di carico ammessi. ■

Il sistema DMU 3000 PLUS Il DMU 3000 PLUS è un sistema elettronico semplice e di grande affidabilità che permette di lavorare con la gru in massima sicurezza, impedendo manovre potenzialmente pericolose. La componentistica elettronica e i sensori del sistema sono collocati in posizioni protette, al fine di evitare danni accidentali. Il sistema, quindi, consente di 52 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

CON IL SISTEMA DMU 3000 PLUS SI POSSONO VISUALIZZARE GLI ELEMENTI PRINCIPALI DI PERFORMANCE DELLA GRU SIA SUL PANNELLO A BORDO MACCHINA CHE SU RADIOCOMANDO


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Dossier

L’ERA DELLA

RENTAL ECONOMY S

e il settore delle macchine movimento terra è in leggera ripresa, è lo specifico segmento del noleggio di macchinari e attrezzature a registrare le migliori performance. La situazione del mercato in Italia rispecchia quella internazionale: il 2016 ha segnato una ripartenza

54 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

progressiva, della quale si attende il consolidamento durante l’anno in corso. Le previsioni per le vendite in Italia nel 2017 indicano infatti un convincente +44,8% sul risultato del 2015. Sul fronte interno sono ancora aperte le ferite conseguenti al crollo del 2007, quando si arrivò addirittura a un deprimente -72%.

A livello mondiale, invece, il periodo nero è stato il biennio 2008/2009, nel corso del quale si è registrato il 50% di perdite. A fronte di un progressivo recupero generale, colpisce particolarmente la brillantezza dei risultati ottenuti dal noleggio di macchine per il sollevamento e le costruzioni. Il comparto dell’e-


NOLEGGIO DALLE BICICLETTE AGLI SCOOTER, DALLE AUTOMOBILI AGLI SPAZI DI CO-WORKING: IL CONCETTO TRADIZIONALE DI “PROPRIETÀ” VIENE RIMESSO IN DISCUSSIONE DALLA SEMPRE PIÙ DIFFUSA PRATICA DEL CONSUMO COLLABORATIVO, UN MODELLO ECONOMICO NEL QUALE BENI MATERIALI, SERVIZI O CONOSCENZE VENGONO MESSE IN COMUNE. VARRÀ ANCHE PER IL NOLEGGIO DI MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO E L’EDILIZIA? LO ABBIAMO CHIESTO AD ALCUNI ESPONENTI DEL SETTORE di Lorenzo Zacchetti

dilizia è un vero e proprio traino economico: dopo il boom dei primi anni Duemila, il successivo calo del periodo di crisi si è contenuto entro il 10% (contro il -80% delle vendite) e in questa fase di ripresa l’attività di noleggio è tornata a farsi apprezzare dalle aziende, per i numerosi vantaggi che essa garantisce.

Perché conviene Sul piano finanziario, il noleggio consente di preservare il capitale aziendale per il core-business, minimizzando il parco macchine e i costi fissi, a partire dalla logistica. Non ci sono problemi con la manutenzione, che comporta costi non sempre preventivabili e tempi di fermo macchina che possono

danneggiare il rispetto dei tempi di commessa e il conseguimento dei risultati desiderati. Il noleggio permette inoltre all’azienda di scegliere la macchina più adatta per le singole commesse ottenute, in una gamma più ampia, aggiornata e conforme ai più recenti standard di sicurezza. In un paese come l’Italia, il cui sistema

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 55


Dossier STATI UNITI: CRESCE LA FEBBRE DEL NOLEGGIO

Dopo aver ampiamente analizzato la situazione del mercato del noleggio in Italia è decisamente interessante guardare cosa sta succedendo Oltreoceano. Solitamente, infatti, i trend che si affermano negli Stati Uniti finiscono poi con l’influenzare anche il Vecchio Continente. Ebbene, secondo l’ARA (American Rental Association), il noleggio di macchine e attrezzature negli USA dovrebbe raggiungere un valore complessivo di 56 miliardi di dollari nel 2020. Rivedendo al rialzo le proprie stime di fine 2016, l’Associazione ha previsto che al termine dell’anno in corso si registri una crescita del 3,7% e un tasso di crescita media del 4,3% nei tre anni successivi. A spingere questa risalita c’è una pluralità di fattori, che partono dal nuovo corso dell’amministrazione. Dalle prime scelte adottate dal presidente Donald Trump deriva infatti la convinzione che il governo degli Stati Uniti favorisca gli investimenti per le infrastrutture, abbassando gli oneri a carico delle aziende sia in tema di politica energetica, sia sul piano fiscale e normativo. Inoltre, la situazione del mercato edilizio – sia residenziale che non residenziale – e la crescita del livello di spesa da parte dei cittadini americani lasciano intravedere interessanti margini di crescita per il noleggio già a partire dal 2017, per poi consolidarsi nel 2018. Per il vicino Canada, invece, l’ARA prevede una crescita del mercato del noleggio decisamente più lenta, con un mantenimento del previsto tasso compreso tra il 3% e il 4%. Entro il 2020, il mercato del noleggio canadese dovrebbe arrivare a valere 5,9 miliardi di dollari canadesi ovvero, al cambio attuale, 4.2 miliardi di euro. 56 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

industriale è costituito principalmente da piccole e medie imprese, la possibilità di disporre per un periodo di tempo limitato di attrezzature e macchinari è stata colta da circa l’85% delle aziende del settore costruzioni, che si affida al noleggio con frequenza regolare. Questo tipo di gestione, inoltre, permette di ridurre l’impatto am-

bientale della propria attività, diminuendo le emissioni nocive e il numero di attrezzature necessarie al raggiungimento degli obiettivi di lavoro. Molte realtà operanti nel settore del noleggio vanno oltre quanto prescritto dalla legge o dalle norme previste per i pubblici appalti, aderendo a standard interna-

LA PAROLA ALLE ASSOCIAZIONI / IPAF

MAURIZIO QUARANTA RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA DI IPAF

Una delle cose che ci stanno maggiormente a cuore è senza dubbio quello di veder aumentare la qualità del servizio dei noleggiatori italiani; a tal proposito, abbiamo inserito nel Piano Triennale IPAF 2016-2018 l’introduzione in Italia di IPAF Rental+. Si tratta di un marchio indipendente di qualità che viene conferito esclusivamente a società di noleggio associate all’IPAF e verificate da un

auditor e che rispondono a elevati standard di qualità e sicurezza ben definiti nel servizio al cliente, la salute e sicurezza, la formazione del personale, le condizioni di noleggio e l’ispezione delle macchine. Ogni anno le società verificate ricevono una visita di controllo e sorveglianza dell’auditor per assicurare un costante miglioramento del loro standard qualitativo. In sintesi, il marchio IPAF Rental+ distingue, grazie alla sua autorevolezza nello specifico settore dell’accesso aereo mobile, i fornitori affidabili di piattaforme di lavoro mobili elevabili da tutti gli altri. L’audit comprende le seguenti aree: Formazione, Prenotazione, SubNoleggio, Manutenzione e Consegna. Inoltre, IPAF verifica anche che la società abbiano messo in pratica processi e programmi per gestire argomenti come la soddisfazione del cliente, la copertura assicurativa e la salute e sicurezza sul posto di lavoro.


NOLEGGIO LA PAROLA ALLE ASSOCIAZIONI/ ASSODIMI-ASSONOLO

MARCO PROSPERI DIRETTORE RELAZIONI ESTERNE DI ASSODIMI-ASSONOLO

Dal 2015 studiamo con attenzione i bilanci delle aziende che si occupano di noleggio e da febbraio 2017 abbiamo deciso di elaborare dei report trimestrali, che rappresentano una novità assoluta. Le indicazioni sono confortanti: dal 2016 il settore ha smesso di perdere e le prospettive sono di crescita. Per avere dei termini di paragone chiari, diciamo che fino al 2008 c’è stata una crescita fino a 1.716 milioni di fatturato. Nel 2012 c’è stato il crollo più pesante, che ci ha fatto perdere il 10,5%,

scendendo a 1.370 milioni. Per il 2017, le previsioni più pessimistiche indicano una crescita del 3,2%, fino a 1.480 milioni. Tra le tipologie di noleggio osserviamo come quello con conducente mantenga meglio il fatturato, mentre il noleggio a freddo gestisce meglio gli indici aziendali, con performance migliori. In questa fase di ripresa abbiamo deciso di introdurre il certificato “Quality Rent”, per distinguere le aziende che soddisfano alcuni parametri per noi fondamentali, come un parco macchine idoneo a garantire la continuità del lavoro, anche in caso di problemi, contratti e assicurazioni all’altezza della situazione, eccetera. Entro la fine del 2017 intendiamo riunire tutti i commerciali del settore del noleggio per riflettere insieme a loro su cosa voglia dire oggi “qualità”. Anche a mio avviso, il principale valore del noleggio è oggi rappresentato dal servizio. Già dal 2012 è partito il progetto “noleggio sicuro”, che ha portato un cambiamento epocale nelle verifiche periodiche.

LA PAROLA ALL’OPINIONISTA

AVV. LORENZO PERINO AMMINISTRATORE UNICO DI LEXT CONSULTING

Non si deve pensare che tutte le tipologie di noleggio siano uguali. Il noleggio a lungo termine è molto diverso da quello a breve termine. Quello che proprio non si può accettare è il noleggio con riscatto, perché rappresenta una forma “abusiva” di leasing. Questa pratica affossa il noleggio e, inoltre, pone due seri problemi: in primo luogo, è un’attività finanziaria e, per esercitarla, bisogna essere iscritti come operatore del settore, dopo aver dimostrato di possedere certe caratteristiche; in secondo luogo, crea problemi sull’ammortamento.

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 57


Dossier

JCB E SOCAGE PER UN SETTORE IN FERMENTO Ha destato notevole interesse il recente ingresso di JCB nel settore delle piattaforme aeree. La celebre azienda britannica ha già presentato nove modelli elettrici a pantografo, annunciando che entro la fine del 2017 sarà in grado di offrire un totale di 27 nuove piattaforme,

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con bracci articolati e con braccio telescopico. JCB si è posta obiettivi ambiziosi, come la conquista di una fetta di mercato formata da 130.000 unità vendute, per un fatturato di otto miliardi di dollari all’anno. Se una new-entry del genere non poteva certo passare

inosservata, diverse aziende già presenti nel settore non stanno certo a guardare. L’italiana Socage, infatti, ha consolidato la propria leadership sul mercato nazionale attraverso l’acquisizione di Manotti, storica azienda della provincia di Reggio Emilia che opera principalmente nel segmento delle autogrù. Attraverso quest’operazione Socage conferma la propria vocazione per l’innovazione e i mercati emergenti, che si rispecchia anche nei considerevoli investimenti in corsi di aggiornamento e iniziative che riguardano sempre più filiali e distributori sul territorio. Ha scelto di affidarsi a Socage anche Giffi Noleggi, società specializzata nel noleggio di macchinari e attrezzature da lavoro e costruzioni. In particolare, la collaborazione riguarda la dotazione di bracci estensibili per la propria flotta noleggio di piattaforme aeree.


NOLEGGIO zionali quali la norma ISO 14001 (sistemi di gestione ambientale) o la norma OHSAS 18001 (gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori). In altri casi, vengono im-

plementate proprie politiche indipendenti di responsabilità sociale d’impresa (CSR) inerenti a tutti gli aspetti della sostenibilità: economica, ambientale e collettiva.

LA PAROLA ALL’OPINIONISTA

PIER ANGELO CANTÙ TITOLARE DI RENTAL CONSULTING E DIRETTORE EDITORIALE DI RENTAL BLOG

Il noleggio è cambiato molto. Oggi al centro dell’attenzione non c’è più la macchina, ma il servizio offerto. Il valore della macchina si è attenuato, mentre ora il focus è su chi la macchina la mette a disposizione.

Dopo anni di crisi, il settore si sta risollevando e non è più possibile ritornare a quello che era il noleggio fino a 10 anni fa. Per questo motivo serve la formazione degli operatori, ragione che ci ha spinto a far nascere “Rental Academy”, il primo Master italiano sul noleggio. L’idea prende le mosse dall’attività formativa realizzata fin dal 2007 da Rental Consulting, alla quale ora si affianca l’expertise di Assodimi/Assonolo, storica associazione di settore, assumendo così le forme di un vero e proprio Master a disposizione del mercato. Da marzo a luglio, il percorso formativo toccherà cinque diversi aspetti, ovvero l’organizzazione, la comunicazione, la parte legale, il Business Model Canvas e la gestione, redditività e tutela del parco mezzi a noleggio.

I numeri del settore Sono oltre 4.700 le imprese attive nel settore del noleggio, di cui più della metà si occupa di noleggio senza operatore di attrezzature di sollevamento e movimentazione e altre macchine. Circa 1.500 aziende noleggiano macchine e attrezzature agricole ed edili, mentre sono 800 quelle che noleggiano gru con operatore. Il settore impiega oltre 16.000 lavoratori, con Lombardia, Lazio e Campania che, insieme, raggruppano un terzo del totale delle imprese. È evidente lo slancio che il noleggio ha avuto a partire dal 2009, seguendo la curva di una pur timida ripresa generale delle costruzioni, con un aumento del

LA PAROLA AI COSTRUTTORI JCB

CLAUDIO FIORENTINI MD GLOBAL MAJOR ACCOUNTS & SPECIAL PROJECTS DI JCB

In Italia si assiste a un’elevata frammentazione del mercato e le aziende che si occupano di noleggio per la maggior parte non sono “noleggiatori puri”. In molti casi, il noleggio è propedeutico alla vendita: il Rent to Sell vale circa il 50% del mercato italiano, perché da noi manca la cultura del noleggio. Questo dipende anche dalla struttura della clientela: la maggior parte delle aziende sono di dimensioni medio-piccole, operano soltanto a livello locale e, di conseguenza, è raro che abbiano bisogno di ricorrere al noleggio.

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 59


Dossier

“

SI CONFERMA UN TREND CONSOLIDATO: IL 60% DELLE AZIENDE ITALIANE DI NOLEGGIO HA UN SOLO ADDETTO E IL 25% NON VA OLTRE I CINQUE

„

40% di sedi operative nella sola Lombardia. Va addirittura oltre il 40% il numero delle aziende iscrittesi alla Camera di Commercio dopo il 2009, mentre solamente il 20% del totale è rappresentato da imprese “storiche”, ovvero con almeno 20 anni di attività alle spalle. In particolare, le new-co sono operative nel noleggio di gru con operatore.

LA PAROLA AI NOLEGGIATORI / NACANCO

MARZIA GIUSTO DIRETTORE GENERALE DI NACANCO

Il mercato del noleggio in Italia è in continua e progressiva espansione, complice il cambio di approccio culturale che cambia progressivamente, con l’arrivo delle nuove generazioni, sicuramente più aperte al concetto di “sharing”. Si tratta di un cambiamento che rispetto ad altri paesi europei è più lento, ma inesorabile. Complice di questa crescita di domanda è anche l’accesso al credito, grazie al quale perfino gli operatori più radicali e attaccati al concetto di proprietà

60 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

hanno trovato nel noleggio una soluzione meno onerosa sotto il profilo puramente finanziario. Con le nuove normative, inoltre, avere oggi un mezzo di proprietà comporta degli obblighi sempre più stringenti, ai quali invece non si deve far fronte se ci si affida a un noleggio senza pensieri, dove tutte le pratiche burocratiche sono a carico della società noleggiante. Tra le principali problematiche c’è ancora una scarsa conoscenza della sicurezza e, di conseguenza, poca consapevolezza dei rischi. “Sono 10 anni che utilizzo le PLE, cos’altro devo sapere?”, fanno presente in molte aziende. Se pensiamo agli infortuni occorsi nell’utilizzo delle PLE, nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte all’inosservanza delle più elementari regole per la tutela della sicurezza e del buon senso. La problematica forse più importante riscontrata è relativa allo sbarco in quota, l’unica zona buia di una normativa sempre più attenta ai concetti di sicurezza e di prevenzione.

Ci vorrebbe, quindi, più chiarezza e unità di intenti. Quali provvedimenti potrebbero risultare determinanti per un rilancio del settore? Sicuramente un mercato più effervescente dal punto di vista gioverebbe al rilancio, magari interventi mirati e utili alla comunità con un corposo contributo statale come potrebbero essere la riqualificazione energetica degli edifici, la messa in sicurezza degli stabili. Tutte iniziative che lo Stato ha già messo in pista ma che dovrebbe mettere in pratica con più determinazione e coraggio. Ma, si sa, la coperta è corta. Determinante per il rilancio è anche qualificare il noleggiatore come professionista. Il nostro non è un lavoro semplice, richiede competenza e alta professionalità, cosa che non sempre ci viene riconosciuto dal mercato, con tutte le conseguenze del caso, tariffe basse in primis. Basta paragonarci ai nostri colleghi europei per capire come il noleggiatore venga diversamente percepito.


NOLEGGIO Si conferma il trend tipicamente italiano di strutture mediopiccole, con la metà delle società di capitali del settore che non va oltre un valore di produzione di 250.000 euro. La stessa indicazione viene dall’analisi del numero dei lavoratori: il 60% delle aziende ha un solo addetto e il 25% non va oltre i cinque. Sono però le imprese a maggiore giro d’affari a registrare gli andamenti economici più soddisfacenti, mentre i “piccoli” crescono a circa un quarto della velocità dei “grandi”. Il dato si interseca con la timidezza delle banche nell’assecondare la ripresa: se dal 2014 si è lentamente ricominciato a concedere mutui per l’acquisto di immobili residenziali, per le imprese di costruzioni è ancora molto difficile accedere al credito. ■

LA PAROLA AI NOLEGGIATORI / ELEVO

SERGIO GUALANDRIS AMMINISTRATORE DI ELEVO

Nel 2016 l’andamento del mercato è stato molto positivo, con un crescendo continuo nel secondo semestre. L’inizio del 2017, però, ha segnato una netta inversione di tendenza. A gennaio e febbraio abbiamo registrato pochissimi noleggi e, visto che mi confronto con le altre aziende

del settore, so bene che non è solo un problema nostro, ma una situazione generalizzata. Quello che più preoccupa è il fatto che non si riescano a trovare spiegazioni per questi andamenti altalenanti, con impennate e cali improvvisi, che non è assolutamente possibile preventivare. Non saprei nemmeno quali leve legislative suggerire per stabilizzare la situazione. La conferma di misure come il bonus Sabatini e l’ammortamento al 140% sono di grande aiuto per la vendita, sia del nuovo che dell’usato. In quanto al noleggio, è difficile indicare soluzioni specifiche: se ripartissero opere pubbliche importanti ci sarebbe certamente una spinta al noleggio, ma per il resto potrei solo auspicare la riduzione della pressione fiscale, che è l’unica strada per spingere a investire chi potrebbe farlo, ma tentenna.

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 61


ON SITE LA “TERZA FASE” DI ORIOCENTER

UNA EXTENSION

IN BLU

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MANCA POCO E SI POTRÀ ASSISTERE ALL’INAUGURAZIONE DI ORIO EXTENSION, L’AMPLIAMENTO DI 30.000 M2 CHE RAPPRESENTA LA TERZA FASE DI CRESCITA DEL CENTRO COMMERCIALE DI ORIO AL SERIO, IN PROVINCIA DI BERGAMO. NEL CANTIERE APERTO LO SCORSO ANNO SI È RESA PROTAGONISTA UNA PIATTAFORMA GENIE Z-60/37DC di Stefano Vitali

S

arà il centro commerciale più imponente d’Italia e uno tra i più grandi d’Europa: parliamo di Oriocenter di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, che grazie a un recente ampliamento è destinato a divenire un vero e proprio immenso “polo del lusso”. Dopo i lavori di bonifica realizzati in fase preparatoria sollevando l’intera pavimentazione di copertura del parcheggio (l’area fu bombardata dagli Alleati nel corso della Seconda Guerra Mondiale e un paio d’anni fa venne ritrovato un ordigno inesploso ai margini dell’aeroporto di Orio al Serio), il progetto ha previsto la costruzione di tre lotti che porteranno il Centro a ospitare in totale 275 tra negozi, bar e ristoranti e 8.000 posti auto, con 105.000 m2 di area affittabile ad attività commerciali. Il terzo lotto, in particolare, la cui costruzione è stata denominata “Oriocenter Extension” (o “Terza Fase di Oriocenter”), è iniziata la scorsa estate e ha portato alla realizzazione di ulteriori 30.000 m2 raccordati alla struttura già esistente. In questa nuova struttura a due piani saranno ospitati 75 tra negozi e ristoranti, aree dedicate

ORIO EXTENSION È LA DENOMINAZIONE ASSEGNATA AL RECENTE AMPLIAMENTO, AVVIATO LO SCORSO ANNO, DEL CENTRO COMMERCIALE ORIOCENTER. CON L’APERTURA AL PUBBLICO DEI NUOVI 30.000 M2, CHE RAPPRESENTANO LA TERZA FASE DI CRESCITA DEL CENTRO, ORIOCENTER TORNERÀ A DIVENTARE IL CENTRO COMMERCIALE PIÙ GRANDE D’ITALIA E UNO TRA I PIÙ GRANDI D’EUROPA marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 63


ON SITE

TRASLABILE ANCHE CON BRACCIO ESTESO ALLA MASSIMA ALTEZZA E DOTATA DI DOPPIO PARALLELOGRAMMA, LA PIATTAFORMA GENIE Z-60/37DC HA CONSENTITO AGLI OPERATORI DELLA DAMIAN GHEORGHE DI SPOSTARSI VERTICALMENTE LUNGO LA GALLERIA IN COSTRUZIONE SEMPLICEMENTE ALZANDO E ABBASSANDO IL BRACCIO SECONDARIO

L’AMPIEZZA DI MOVIMENTO DEL JIB 70° IN SALITA E 65° IN DISCESA - E LA ROTAZIONE DELLA PIATTAFORMA DI 160° HANNO ASSICURATO PRECISIONE DI POSIZIONAMENTO A LIVELLO DELLA PUNTA DEL BRACCIO. IL CESTELLO DI QUESTO MODELLO TOTALMENTE ELETTRICO GENIE È DISPONIBILE NELLE VERSIONI DA 1,6 E 2,4 M, CON UNA CAPACITÀ DI 227 KG

al tempo libero e al divertimento (con un cinema multiplex da 14 sale, per una capienza complessiva di 2.424 posti) e circa 2.000 posti auto. La commercializzazione dei nuovi spazi, curata dalla società Arcus Real Estate di Milano, è stata improntata all’unione tra tempo libero e shopping: al primo piano troveranno spazio negozi di articoli del “mondo casa”, del “mondo dello sport”, dell’abbigliamento fashion di fascia medio-bassa e accessori moda; al secondo piano, invece, si potranno trovare marchi più sofisticati, di fascia medio-alta. E non è finita, perché per il futuro è prevista anche la creazione di un planetario, di un hotel a cinque stelle e di una serie di spazi pensati per ospitare attività culturali e di intrattenimento, come mostre d’arte, concerti e sfilate di moda, oltre a spazi verdi con fontane e giochi d’acqua.

UN INTERLOCUTORE… ALL’ALTEZZA La Z-60/37DC è stata fornita a C.M.I. Noleggi da CTE (Rovereto – Tn), realtà consolidata da molti anni a livello internazionale che, dal 1981, anno in cui ha iniziato la produzione e vendita di elevatori di materiali, crea costantemente soluzioni per rendere gli interventi in

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altezza più semplici e sicuri, mettendo il cliente al centro dei propri progetti e servizi. Negli ultimi 36 anni l’azienda trentina ha ampliato il suo spettro produttivo e commerciale e ha prodotto e distribuito oltre 10.000 piattaforme aeree autocarrate. Varie (e strategiche) le

evoluzioni che hanno caratterizzato CTE nel tempo: la definizione dell’accordo di esclusiva per l’Italia con Genie Industries nel 1987; la realizzazione della gamma di scale per traslochi Pratika nel 1989; l’acquisizione del brevetto Pianoplan nel 1992, relativo a mezzi per movimentare carichi pesanti su scale e pianerottoli; la nascita di Genex nel 1993 (scale e ponteggi in fibra di vetro); l’entrata in Sequani Meccanica nel 1997 e la costruzione dello stabilimento di Rivoli Veronese; l’acquisizione dei marchi Effer e Bizzocchi nel 2005. Oggi CTE vanta circa 50 personalizzazioni realizzate ogni anno, 80 modelli disponibili in catalogo, 350 operatori formati ogni anno, cinque brevetti, 23 officine autorizzate in Italia e una rete capillare di dealer in tutto il mondo. CTE Group si presenta al mercato mondiale con i seguenti brand: CTE B-Lift, CTE Zed, CTE Traccess, Pianoplan, Genex ed Effer e distributore in Italia per il marchio Genie.


Protagonisti in galleria Tra le numerose imprese attive nella realizzazione di questo progetto ha fatto la sua parte anche la Damian Gheorghe di Torino, azienda specializzata nel montaggio di strutture metalliche, in grado di eseguire tutti gli step costruttivi, dal montaggio alla finitura finale. “Il montaggio delle costruzioni in acciaio - afferma Dorel Gheorghe, responsabile dei lavori in cantiere dell’azienda torinese - è un servizio che non tutti sono in grado di offrire in modo professionale. Le competenze specializzate necessarie e l’ampia disponibilità di mezzi - come team di assemblaggio, mezzi di sollevamento adeguati, equipaggiamenti di sicurez-

“

za, veicoli di trasporto per materiali e persone - ne fanno un servizio di grande responsabilità, che solo realtà ad alto tasso di specializzazione e qualità possono offrire”. Nella fattispecie, per la realizzazione delle strutture metalliche e la posa delle coperture in vetro della galleria centrale della nuova struttura, per un totale di 2.000 m2 di lucernario, la Damian Gheorghe ha utilizzato una piattaforma Genie Z-60/37DC presa a noleggio dalla C.M.I. Noleggi di San Mauro Torinese (To). Si tratta di una macchina a braccio articolato da 20,16 m di altezza di lavoro, totalmente elettrica, lanciata dal costruttore statunitense all’inizio dello scorso anno.

LA PIATTAFORMA ELETTRICA GENIE Z-60/37DC, A BRACCIO ARTICOLATO, SI È DISTINTA PER IL FUNZIONAMENTO PULITO E SILENZIOSO

„

LA PIATTAFORMA È DOTATA DI PNEUMATICI ANTITRACCIA DI SERIE CHE SI SONO ADATTATI A QUALSIASI TIPO DI TERRENO PRESENTE IN CANTIERE, ASSICURANDO LA NECESSARIA FLESSIBILITÀ PER OPERARE IN SICUREZZA SIA INTERNAMENTE ALLA STRUTTURA CHE ALL’ESTERNO

LA PIATTAFORMA HA GARANTITO TUTTO CIÒ CHE ERA NECESSARIO PER OPERARE ANCHE NEGLI SPAZI PIÙ ANGUSTI DEL CANTIERE, GRAZIE ANCHE AL PESO CONTENUTO (7.530 KG) E ALL’INGOMBRO POSTERIORE MINIMO DI 58 CM marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 65


ON SITE I motivi della scelta di questo modello ce li spiega lo stesso Dorel Gheorghe: “I requisiti che doveva avere la piattaforma, utilizzata qui per circa tre mesi, erano essenzialmente legati alle condizioni in cui essa doveva

operare: sia all’esterno che all’interno della struttura, in condizioni talvolta disagevoli in termini di spazio e con la necessità di raggiungere i 20 m d’altezza di lavoro. Inoltre, la macchina non doveva presentare un peso eccessi-

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma Genie Z-60/37DC Altezza massima di lavoro:

20,16 m

Altezza piano di calpestio:

18,16 m

Portata:

227 kg

Peso: Dimensioni (lunghezza x larghezza x altezza):

7.530 kg 8,15 x 2,49 x 2,54 m

Sbraccio orizzontale:

11,15 m

Altezza di articolazione max.:

7,39 m

Altezza da terra:

0,33 m

Rotazione piattaforma/jib verticale/torretta:

160°/135°/355° non continua

Raggio di sterzata (interno/esterno):

2,51/5,69 m

Ingombro posteriore (jib alzato/ripiegato):

0,58/0,81 m

Pendenza superabile con trazione integrale: Motore: Potenza motore: Sistema di trazione integrale: Batterie (6 V):

45% Kubota D1105 - Tier 4 final 18,5 kW (24,8 HP) 34 V trifase AC 8 x 48 V DC (capacità 225 Ah)

Alimentazione ausiliaria:

12 V DC

Velocità max. (posizione chiusa):

6,4 km/h

Capacità serbatoio (carburante/idraulico):

64,3/68,1 l

Livello pressione sonora (piattaforma/a terra):

72/77 dBA

Tempo di carica (110-220 V):

16-14 ore

Tempo di carica con generatore a bordo: Pneumatici:

4 ore 355/55D 625

vo, per non compromettere la stabilità del fondo su cui doveva essere utilizzata. La piattaforma Genie Z-60/37DC si è rivelata la soluzione ideale: totalmente elettrica, coniuga i vantaggi di un funzionamento silenzioso ed ecocompatibile con tutta la potenza della trazione integrale di una tradizionale macchina a motore diesel. Riunendo i vantaggi dei veicoli a emissioni zero con la capacità di funzionare per un’intera giornata con un’unica carica, inoltre, è l’ideale per operare sia in ambienti aperti che in spazi chiusi, quali stabilimenti industriali, centri congressi, cantieri edili e centri commerciali. Come in questo caso, anche se in una struttura in fase di costruzione. La velocità di ricarica estremamente rapida, con un tempo di ricarica completa da una presa elettrica a muro da 120V/240V/110V inferiore alle 14 ore, ne ha permesso l’uso ogniqualvolta necessario”. Significative anche le indicazioni di Francesco Micucci, responsabile commerciale di C.M.I. Noleggi, che la piattaforma Genie Z-60/37DC così come altre dello stesso marchio - l’ha acquistata dalla CTE di Rovereto. “La piattaforma a braccio articolato Genie Z-60/37DC offre un connubio tra diagramma di carico, capacità di trazione integrale effettiva, prestazioni silenziose, versatilità sul luogo di lavoro e convenienza economica. Con un peso di oltre 2.000 kg inferiore al modello Z-62/40, questa versione monta un sistema elettrico molto efficiente ed è in grado di funzionare tutta la giornata accedendo a molti ambienti di lavoro, chiusi e aperti, interdetti ad altri modelli”.

Efficacia a emissioni zero Con un’altezza di lavoro di 20,16 m, uno sbraccio orizzontale di 11,15 m e un’altezza di scavalcamento di 7,4 m, la piattaforma Genie Z-60/37DC offre quindi la capacità e le caratteristiche che un operatore può richiedere a una piattaforma di questo genere in un contesto come quello di Oriocenter. L’ampiezza di movimento del jib 70° in salita e 65° in discesa - e la rota66 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


CHI È C.M.I. NOLEGGI

FRANCESCO MICUCCI (A SINISTRA), RESPONSABILE COMMERCIALE DI C.M.I. NOLEGGI, CON DOREL GHEORGHE DELLA DAMIAN GHEORGHE zione della piattaforma di 160° assicurano precisione di posizionamento a livello della punta del braccio. Il cestello di questo modello totalmente elettrico Genie è disponibile nelle versioni da 1,83 e da 2,44 m, con una capacità di 227 kg, per consentire il posizionamento di due persone in qualsiasi punto all’interno del suo diagramma di carico e per consentire, nella fattispecie, l’agevole intervento degli operatori nella posa e nella manutenzione delle strutture e delle coperture. Il cestello, in particolare, è dotato di serie di un cancelletto pivotante sul lato corto e di una barra scorrevole a media altezza sul lato lungo (la versione da 2,4 m prevede anche una barra scorrevole a media altezza sul lato opposto al cancelletto, per un totale di tre punti d’ingresso). “Molto efficace è il sistema FastMast di Genie, una funzione particolar-

mente apprezzata in questo cantiere, dove la piattaforma doveva lavorare su più piani”, spiega Dorel Gheorghe. “Esso consente al braccio di passare dalla massima altezza a quote più basse del suolo e quindi tornare di nuovo in alto azionando un’unica funzione del braccio. Con il braccio secondario totalmente sollevato, quello principale può scendere fino a terra per poi essere riportato alla massima altezza: il modo più rapido per raggiungere i 20,16 m di altezza di lavoro. Traslabile anche con braccio esteso alla massima altezza, la piattaforma Z-60/37DC è dotata di un doppio parallelogramma che ha consentito ai nostri operatori di spostarsi verticalmente lungo le strutture semplicemente alzando e abbassando il braccio secondario”. Grazie al robusto design a trazione integrale, gli operatori hanno apprezzato inoltre la possibilità di

PARTICOLARI DEGLI INTERNI DELLA PIATTAFORMA GENIE Z-60/37DC. TOTALMENTE ELETTRICA, CONIUGA I VANTAGGI DI UN FUNZIONAMENTO SILENZIOSO ED ECOCOMPATIBILE CON LA POTENZA DELLA TRAZIONE INTEGRALE DI UNA TRADIZIONALE MACCHINA A MOTORE DIESEL

La C.M.I. Noleggi di San Mauro Torinese (To) è una delle realtà più dinamiche nel settore del noleggio, in particolare nel comparto delle piattaforme aeree semoventi e autocarrate, delle autogrù, dei sollevatori telescopici e dei carrelli elevatori. Il parco mezzi proposto dalla società piemontese, ricco peraltro di una vasta disponibilità di macchine usate, è garanzia di efficacia e comprende piattaforme articolate diesel ed elettriche e autocarrate, gru fuoristrada, macchine movimento terra, ragni cingolati, semoventi diesel ed elettrici, sollevatori telescopici e piattaforme verticali diesel ed elettriche, oltre a un’ampia scelta di veicoli commerciali e furgoni chiusi e cassonati ribaltabili. C.M.I. Noleggi fornisce anche supporto tecnico nei cantieri edili e negli interventi di manutenzione urbana, dov’è necessaria flessibilità o accesso a grandi altezze. Inoltre garantisce, grazie a un’esperienza pluriennale, assistenza su tutte le macchine del parco noleggio con operatori e tecnici specializzati entro le otto ore lavorative, con sostituzioni in caso di guasto entro le 24 ore, e dispone di autocarri adatti al trasporto di tutte le macchine a noleggio con consegna in tutta Italia.

spostarsi ovunque all’interno delle gallerie in costruzione con questa piattaforma articolata molto silenziosa e a zero emissioni. La trazione con motori AC a tenuta stagna non ha temuto nemmeno di essere sommersa dall’acqua (fino a 91 cm) durante le avverse giornate autunnali e invernali e ha consentito alla piattaforma di superare del 25% la velocità delle normali piattaforme diesel e i terreni sconnessi. La trazione e l’assale oscillante, infatti, le consentono di raggiungere prestazioni paragonabili alle altre macchine fuoristrada Genie, quali le versioni Z-62/40 e S-60. “Questo modello - conclude Dorel Gheorghe - presenta peraltro degli pneumatici antitraccia che ci hanno consentito di utilizzarlo su qualsiasi tipo di terreno, assicurando la flessibilità necessaria per operare in totale sicurezza”. ■ marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 67


FIERE CTT

DALLA RUSSIA CON OTTIMISMO IN VISTA DELLA NUOVA EDIZIONE DI CTT EXPO, ABBIAMO INCONTRATO IL NUOVO CEO DELLA MANIFESTAZIONE MOSCOVITA, ANDREAS LETTL. CON LUI ABBIAMO FATTO IL PUNTO SULLE NOVITÀ DELLA FIERA, ENTRATA NEL CIRCUITO-BAUMA, E SU UN MERCATO CHE PROPRIO DAGLI INTERESSANTI SCENARI DELL’EST INCOMINCIA A DARE IMPORTANTI SEGNALI DI RIPRESA di Lorenzo Zacchetti

G

razie ai suoi 701.800 m2 di superficie, il Crocus Expo International Exhibition Centre di Mosca è uno dei siti fieristici più grandi del mondo. Qui si svolgerà la nuova edizione di CTT Expo, la fiera internazionale specializzata nel settore Construction Equipment & Technologies, con il debutto del nuovo CEO Andreas Lettl. Il quarantatrenne manager austriaco ha un solido curriculum alla guida di multinazionali del settore delle costruzioni e da oltre dodici anni lavora in Russia. Alle aziende locali sono stati concessi termini di iscrizione più lun68 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

ghi, mentre sono già chiusi quelli per gli stranieri. Unacea organizzerà nuovamente il Padiglione Italia e stand cumulativi raggrupperanno anche gli espositori provenienti da Germania, Cina e Finlandia. “Per questa mia prima edizione non intendo certo stravolgere il format rispetto al passato, ma delle novità ci saranno”, ci spiega Lettl. “La procedura di registrazione è stata totalmente digitalizzata e stiamo lavorando con le istituzioni locali a un programma business che sicuramente aumenterà il numero dei visitatori, anche stranieri”.

Adesioni in crescita

ANDREAS LETTL PRIMA DI DIVENTARE CEO DI CTT EXPO, HA DIRETTO AZIENDE QUALI INTERPONT ACCOUNTING SOLUTIONS, KURTZ OST E HAWLE

Italia, Germania e Cina (insieme a Bielorussia e Kazakistan) sono anche le nazioni dalle quali è arrivato il maggior numero dei visitatori stranieri della scorsa edizione, che ha chiuso con un’affluenza complessiva di 21.000 persone. Per il 2017 ci si attende un significativo incremento, anche dal punto di vista dell’area dedicata. Lettl sul punto è decisamente ottimista: “Il fatto che ci siano già 58 nuove ade-


sioni rispetto al 2016 rappresenta un segnale molto positivo. Considerando che diverse imprese russe portano ancora i segni della pesante crisi economica degli ultimi anni, significa che il mercato si sta stabilizzando e anche che il ruolo di CTT è sempre più rilevante”. Dal dicembre del 2015 CTT è entrata a far parte del gruppo della Fiera di Monaco di Baviera, che già gestiva l’edizione tedesca di Bauma e un totale di oltre 40 eventi di primo piano in tutto il mondo. “Lavorando con partner di questo livello - continua Lettl - possiamo contare sia su un brand molto forte come Bauma, sia su un’expertise decisamente affidabile: il nostro obiettivo, quindi, è crescere ulteriormente”. Questo ampliamento di orizzonti rappresenta una preziosa opportunità per tutte le imprese. Non ultime quelle italiane, che infatti guardano a CTT con un interesse sempre crescente. “Certamente il mercato dell’est va seguito con grande attenzione”, spiega Lettl. “Uno studio della PwC afferma che entro il 2030 la Russia diventerà il principale player dell’economia europea, quindi è necessario che le aziende italiane, tedesche e di tutto il continente ne comprendano il potenziale: il loro know-how potrebbe infatti essere fondamentale per lo sviluppo industriale di quest’area”. Più in generale, Lettl prevede che la Russia diventerà il motore attra-

verso il quale l’Europa potrà finalmente scrollarsi di dosso lo spettro della recessione: “Il Ministero dello Sviluppo Economico prevede che il PIL russo aumenti tra lo 0,6% e lo 0,8% e anche la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo denota un moderato ottimismo. Negli ultimi anni sono stati lanciati oltre venti progetti riguardanti importanti interventi strutturali e infrastrutturali, fatto che ha ridato morale al settore. Tra questi ci sono la via di trasporto lungo lo Stretto di Kerc, la conduttura Power of Siberia e le infrastrutture del porto di Sabetta, nella penisola siberiana

LA CARTA D’IDENTITÀ

di Yamal. Inoltre, ci sono in agenda dei progetti che coinvolgono più del 60% delle regioni russe (specialmente nel settore dell’edilizia residenziale), i mondiali di calcio del 2018 e le Universiadi Invernali del 2017. Tutti fattori che daranno un’ulteriore spinta agli investimenti e all’apertura di nuovi cantieri in Russia”. ■

• Periodicità: annuale • Luogo: Mosca, Crocus Expo International Exhibition Centre • Data e orari: da martedì 30 maggio a sabato 3 giugno. Apertura: 10.00/18.00 (il 3 giugno chiude alle 16.00) • Superficie prevista: 65.000 m2 • Espositori previsti: 580 • Visitatori previsti: 25.000 • Settori merceologici: macchine stradali e impianti per lavori, escavatori, pale caricatrici, movimento terra, attrezzature, macchine per la posa di linee di servizio, attrezzature di perforazione, pompe e attrezzature per trincee e opere sotterranee, apparecchi di sollevamento, gru, costruzioni edili e ponteggi, attrezzature per betonaggio, compressori, utensili pneumatici e idraulici, generatori, centrali elettriche e motori, sistemi di demolizione, sistemi di misurazione e macchinari di laboratorio, attrezzature di diagnostica, attrezzature e strumenti geodetici, affitto e leasing di macchine da costruzione e attrezzature, servizi finanziari e assicurativi, macchine minerarie, macchinari per magazzino, macchine per frantumazione e il trasporto, attrezzature edili, lubrificanti • Organizzatori: CTT (Gruppo Fiera di Monaco di Baviera) • Partner: Bauma

marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 69


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

LINDE M.H.

IL CARRELLO COMBINATO K-MATIC

Linde Material Handling ha presentato il carrello combinato K-Matic, progettato per muoversi in corsie molto strette (VNA). Si tratta di un carrello VNA senza conducente, con una portata di 1,5 t, in grado di stoccare e prelevare in modo autonomo pallet fino a un’altezza di 12 m. L’integrazione è ottenuta mediante il Robot Manager, che fornisce l’interfaccia con il software di gestione del magazzino o con il sistema di pianificazione delle risorse di un’azienda. In qualità di supervisore software, il Robot Manager riceve, elabora e trasmette i dati in tempo reale, controllando così l’interazione con le altre macchine e gli altri dispositivi. L’unità computer intelligente assicura anche la trasmissione dei dati e delle condizioni del veicolo per la manutenzione. L’installazione di carrelli robotici Linde riduce l’investimento iniziale perché la serie Linde-Matic è basata sulla tecnologia di geoguida “infrastructurefree”. Quando si trova in una corsia di scaffali, il combinato VNA è guidato attraverso guida a induzione o meccanica che consente di raggiungere velocità superiori. I sensori e le telecamere 3D, i dispositivi di avvertimento visivi e sonori e i pulsanti di emergenza aiutano a evitare che si verifichino danni agli scaffali, ai supporti del carico e alle merci.

GENIE

Novità all’Apex 2017

Lo stand Genie alla fiera Apex 2017 di Amsterdam, in programma dal 2 al 4 maggio prossimi, presenterà innovazioni che offriranno una risposta alle crescenti esigenze del mercato europeo per una capacità di sollevamento e per sistemi di

alimentazione sempre più rispettosi dell’ambiente. Tutte le innovazioni si concentreranno su aumento di efficienza e tassi di utilizzo e sulla riduzione dei costi, per costi di gestione della flotta inferiori e un maggiore rendimento degli investimenti. Tra i prodotti che Genie esporrà alla manifestazione ci saranno: i nuovi bracci Xtra Capacity, che offrono una portata e una capacità maggiori rispetto ai tradizionali bracci delle stesse dimensioni (le nuove caratteristiche del 70 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

design includono il nuovo mini XChassis, un Jib-Extend telescopico idraulico di nuovo design, la nuova tecnologia delle celle di carico a manutenzione ridotta e il nuovo Allarme a Contatto Genie Lift Guard); il braccio articolato Genie Z-60/37FE ibrido, pensato per una vasta gamma di applicazioni all’aperto e al chiuso, anche su terreni difficili, in modalità “ibrida”; il braccio articolato Genie Z-33/18 completamente elettrico, alimentato da un sistema di trazione elettrico AC trifase che offre la possibilità di lavorare per un’intera giornata all’aperto e al chiuso con una sola carica della batteria; la piattaforma a forbice bi-energy GS-3369BE, a due funzionalità; un sollevatore telescopico Genie GTH compatto. Il tutto, unitamente ad altri popolari modelli e accessori Genie e servizi unici come Genie Service Solutions (GSS). Nell’ambito della fiera, per presentare e mostrare le ultime innovazioni del marchio, si terranno dei workshop per illustrare le nuove tecnologie, come la calibrazione in assenza di carico, il sistema di traslazione AC e l’alimentazione ibrida.


CTE

La nuova ZED 15.2 su pick-up In attesa di presentare in anteprima mondiale le nuove piattaforme autocarrate allestite su Euro6 alla fiera Apex di Amsterdam, CTE non si ferma e lancia sul mercato una piattaforma aerea a braccio articolato allestita su pick-up della famiglia CTE ZED. Questo modello fa da apripista alla nuova generazione di piattaforme aeree CTE, caratterizzata da una nuova concezione di bracci in acciaio Strenx SSAB, ridisegnati per garantire massime performance in totale sicurezza e rimanendo sempre fedeli alla filosofia dell’azienda “Work Becomes Easy”. CTE ZED 15.2 su pick-up raggiunge 14,7 m di altezza di lavoro, 6,3 m di sbraccio e 230 kg di portata (due operatori con strumentazione di lavoro), con ingombri ridotti di stabilizzazione (H+H larghezza max 2.755 cm) e peso totale 3 t. Allestita su pick-up Isuzu D-MAX 4x4 oppure su Toyota Hylux 4x4, è un’alleata ideale per gli operatori che devono attraversare terreni sconnessi o sterrati per arrivare in cantiere ed è stata concepita anche per lavorare in pendenza. Le sue misure la rendono compatta in fase di transito e quindi ideale per strade o cantieri dagli spazi ridotti. Il sistema di stabilizzazione è ad H con fuoriuscita della trave e, di conseguenza, dello stabilizzatore, in un unico movimento. La rotazione torretta è di 360° continui, quella della navicella di 60°+60°. Le dimensioni della navicella sono di 1.400x700x1.100 mm, identiche a quelle delle sorelle maggiori della famiglia ZED allestite su autocarro 3,5 t. I comandi sono elettroidraulici proporzionali da terra e dalla navicella.


PRODOTTI BOBCAT

I nuovi sollevatori telescopici Bobcat ha lanciato sul mercato la sua nuova gamma di telescopici a telaio rigido, con garanzia triennale di serie. Fabbricati negli stabilimenti francesi di Pontchâteau, consentono oggi a Bobcat, di offrire 11 diversi modelli per i mercati del noleggio e delle costruzioni, con capacità di sollevamento da 2,6 a 4,1 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m. Le prestazioni sono assicurate dal nuovo motore diesel D34 Stage IV/Tier 4 Final sviluppato internamente da Bobcat. Rinnovate sono anche le sigle utilizzate per identificare le macchine, che ora ne evidenziano le prestazioni in termini di capacità e altezza di sollevamento: i compatti TL26.60 e TL30.60; i telescopici a media capacità TL35.70, T35.105, T35.105L e T36.120SL; i sollevatori T35.130S e T35.140S, ottimizzati per il mercato del noleggio; i modelli a grande capacità T35.130SLP, T41.140SLP e T40.180SLP. Il motore Bobcat D34 Stage IV è stato progettato e fabbricato internamente da Bobcat specificamente per la nuova generazione di telescopici a telaio rigido destinati ai mercati a stretta regolamentazione della regione

EMEA. La compattezza del motore, combinata con il nuovo cofano a profilo ribassato, migliora la visibilità lungo il lato del motore. Il motore è disponibile in due versioni: da 55,2 kW (75 HP), che offre prestazioni efficienti ed economicità di servizio, non richiede additivo per emissioni diesel (DEF) e utilizza un semplice sistema di post-trattamento limitato al solo catalizzatore di ossidazione diesel (DOC); da 74,5 kW (100 HP), per impieghi più impegnativi, con sistema di post-trattamento basato su catalizzatore DOC, sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e iniezione di additivo DEF. Per la riduzione delle emissioni, entrambe le versioni utilizzano lo stesso sistema di iniezione elettronica Common Rail ad alta pressione (HPCR), combinato con aspirazione gestita da turbocompressore e sistema di ricircolo dei gas di scarico raffreddati (CEGR). Nessuna delle due richiede il filtro

PALFINGER

LE NUOVE GRU RETROCABINA

Palfinger ha completato la gamma Solid con l’introduzione di sei nuovi modelli di gru retrocabina denominati PK 13.501 SLD 1, PK 13.501 SLD 3, PK 14.001 SLD 3, PK 14.501 SLD 5, PK 13.501K SLD 3 e PK 14.501K SLD 5. I modelli PK 13.501 SLD 1, PK 13.501 SLD 3, PK 14.001 SLD 3 e PK 14.501 SLD 5 sono disponibili con un massimo di cinque sfili idraulici e raggiungono uno sbraccio massimo di 14,8 m. Le gru PK 13.501 SLD 1 e PK 13.501 SLD 3 sfoggiano un momento di sollevamento di 13,1 tm, mentre la PK 14.001 SLD 3 raggiunge le 14 tm, che diventano 14,5 tm per la PK 14.501 SLD 5. I modelli contrassegnati con la lettera K, le gru PK 13.501K SLD 3 e PK 14.501K SLD 5, sono invece disponibili con quattro sfili idraulici in grado di raggiungere gli 11,7 m di sbraccio. La PK 13.501K SLD 3 offre un momento di sollevamento di 13,2 tm, che diventano 14,6 tm per la PK 14.501K SLD 5. 72 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

antiparticolato diesel (DPF). Già disponibile di serie sui modelli TL26.60, TL30.60 e TL35.70, che coprono altezze di sollevamento fino a 7 m, un’altra caratteristica di nuova introduzione è la modalità di ottimizzazione dei consumi di carburante Bobcat ECO, ora integrata anche nei telescopici di modello maggiore con motore Bobcat e altezze di sollevamento di 10 m e superiori, cioè, dal T35.105 fino al modello top di gamma T40.180SLP. I modelli TL26.60 e TL30.60 sono disponibili con due diversi ingombri in altezza, poiché la cabina può essere montata in posizione bassa, con un’altezza totale di 2,1 m o in posizione alta, per ottimizzare la visibilità. Sul TL35.70, che sostituisce il TL470, la tabella di carico è stata migliorata, assicurando 500 kg (3.500 kg) di capacità di sollevamento in più alla massima altezza di sollevamento (6,97 m).


FASSI GRU

Una novità per il mercato americano Fassi era presente al Conexpo insieme al suo distributore americano Fascan International Inc. presso il Centro Congressi di Las Vegas. In particolare, è stata esibita un’ampia gamma di modelli di gru, tra cui: le gru di gamma piccola M40.1.14, F85B.2.25 e F120A.0.23; la gru di gamma media F365A.2.25 L322; i modelli di gru di gamma top F385A.0.24 L323, F545RA.2.26 L426 e l’imponente F2150RAL.2.28 L816L. A Las Vegas è stata presentata anche una gru nuova, un modello realizzato appositamente per il mercato statunitense: si tratta della F120BCM.1 (HD4/S2), che ha l’obiettivo di ampliare l’offerta Fassi entrando in una nuova fascia di mercato.

Questa serie, denominata “Corner Mount”, possiede le potenzialità di utilizzo nel mercato nordamericano come attrezzatura ausiliaria su veicoli medio leggeri impegnati in interventi di manutenzione nel settore delle utility. Questo modello appartiene alla gamma delle gru con capacità di sollevamento di 11 tm e affianca il modello F120B.1. La sua peculiarità consiste nel avere la colonna totalmente decentrata rispetto al basamento consentendo a livello logistico di aver tutto lo spazio libero in zona cassone velocizzando di conseguenza i tempi di salita e discesa durante gli interventi, risultando così particolarmente indicata ai veicoli di servizio come le officine mobili. Sono attese anche importanti novità che potenziano la gamma delle gru SE, di utilizzo specifico nella movimentazione/consegna delle pareti secche nei cantieri edili. Fascan è distributore nel mercato statunitense dei prodotti di Fassi Gru S.p.A. dal 1992. Da allora, Fascan ha messo in servizio più di 5.000 gru articolate Fassi per molteplici settori di applicazione: dall’edilizia alla logistica, dall’energia al settore ferroviario. Fascan negli anni è cresciuta grazie a Fassi e attualmente la sede di Baltimora ha una struttura di oltre 5.000 m2.

INTERVALLI PIÙ LUNGHI PER LA SOSTITUZIONE DELLE FUNI

I NUOVI STANDARD DEL SETTORE DA JLG

JLG PORTA LE PRESTAZIONI DELLE PIATTAFORME A BRACCIO A NUOVE ALTEZZE. ANCORA. Gli intervalli di sostituzione delle funi di JLG alzano il livello di longevità della macchina. Una novità assoluta esclusiva per il settore delle piattaforme JLG: questo nuovo standard estende gli intervalli di sostituzione dei cavi e della puleggia a 12 anni (o 7.000 ore di macchina). Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.jlg.com/en-gb/wire-rope JLG Industries (Italia) s.r.l. Via Po 22 20010 Pregnana-Milanese Tel. 02 9359 5210 www.jlg.com


PRODOTTI VERLINDE

Sollevamento, alaggio e trazione A fianco delle “star” del sollevamento - ossia i paranchi montati su carriponte per sollevare e spostare in tre direzioni tutti i carichi da 63 kg a 250 t - i verricelli a catena, manuali ed elettrici sono adatti per altri utilizzi di trazione, alaggio e sollevamento. Per alcune applicazioni in cui lo spostamento del carico avviene in una sola direzione, infatti, il verricello è l’apparecchiatura ideale. Nel catalogo Verlinde, anche se sono tre le grandi famiglie complementari di verricelli che consentono di movimentare carichi da 150 kg a 10 t, occorre notare che indipendentemente dal modello la modalità di avvolgimento del cavo sul tamburo è identica. Fissato al suolo, a un muro, al soffitto o ancora su una gru, il verricello ricopre perfettamente la funzione di spostamento del carico. Grazie alla capacità di sollevamento e all’alimentazione elettrica, la gamma di verricelli TVI di Verlinde trova la sua ragione d’essere in particolare in campo industriale. Il gran numero di optional disponibili consente di adattare perfettamente il verricello alla funzione corrispondente. Tra le numerose caratteristiche generali

dei verricelli TVI si evidenziano: l’alimentazione trifase 400 V, la protezione IP55 del freno motore, l’interruttore termico posizionato nella cassetta elettrica a tenuta stagna, il riduttore planetario, il tamburo di avvolgimento del cavo di 350 mm di lunghezza o anche la pulsantiera staccabile con arresto d’emergenza. In base al modello, la lunghezza del cavo di trazione può arrivare a 71 m. Grazie all’alimentazione monofase, invece, il verricello compatto MR di Verlinde si configura come uno strumento elettrico portatile: ideato per applicazioni di sollevamento e trazione semplici, è l’ideale per sostituire un verricello manuale e sarà utile anche per l’alaggio di rimorchi o di imbarcazioni, così come nei cantieri di costruzioni per sollevare e calare i materiali. La versione MR1 è IP44, a MR2 IP55. Il motore del freno alimentato a 220V è a condensatore permanente e il cavo da 2,5 m dalla scatola di comando con pulsante

LINDEN COMANSA

LA NUOVA GRU LCL700 Linden Comansa presenta la nuova gru LCL700 “luffing-jib” con capacità di sollevamento massima di 64 t. Con questa nuova gru l’azienda intende rafforzare la propria offerta e risponde alla crescente domanda di gru con alte capacità di sollevamento. Le versioni disponibili della LCL700 saranno due: la prima da 64 t, la seconda da 50 t di capacità. Su entrambe le versioni, apposite modifiche manuali possono tarare le gru per portate di 32 e 25 t, con un conseguente aumento delle velocità operative delle stesse. La principale innovazione presente sulla LCL700 (in tutte le sue versioni) è il passaggio del sistema di sollevamento da doppia a singola linea di tiro. Inoltre, lo sbraccio massimo si attesta sui 65 m, ma può essere configurato a step di 5 m. Alla massima altezza la LCL700 da 64 t potrà sollevare 7,2 t, che diventano 7,5 alla massima altezza della versione da 50 t.

74 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

d’arresto d’emergenza, consente all’operatore di allontanarsi, per controllare meglio visivamente lo spostamento del carico. Da notare che il finecorsa a due posizioni del cavo (nella dotazione standard) è molto semplice da regolare e di grande affidabilità. Nei casi di indisponibilità dell’energia elettrica, il verricello compatto manuale MT di Verlinde facilita lo spostamento di carichi da 150 a 300 kg. Costruito in materiali compositi e alluminio, con l’optional “finitura INOX” si adatta perfettamente ad ambienti come l’agroalimentare o a luoghi umidi. Il riduttore planetario in carter chiuso garantisce uno sforzo limitato sulla manovella da parte dell’operatore. Gli altri punti di forza del verricello MT sono il freno automatico, la molla del gancio e il gancio in acciaio inox, il tamburo scollegabile a vuoto associato a un dispositivo anti-errore del senso di avvolgimento del cavo. Essenziale su questo tipo di verricello, la manovella - dotata di una maniglia facile da utilizzare ed ergonomica - è smontabile.


TEREX CRANES

Un kit speciale per la Superlift 3800 Un Boom Booster Kit ha aumentato la capacità di sollevamento di una gru cingolata Terex Superlift 3800 impegnata nella costruzione di una serie di pale eoliche alte 149 m nel nord della Germania. La gru fa parte del parco mezzi della Franz Bracht Kran-Vermietung GmbH, azienda tedesca specializzata in sollevamenti eccezionali, che per erigere tutte le pale eoliche ha messo all’opera la sua intera flotta tra cui la Terex Superlift 3800 allestita in loco con un braccio da 165 m in grado di sollevare i componenti della pala alla giusta altezza. Per eseguire queste operazioni la gru cingolata è stata equipaggiata in più con il sistema Boom Booster, che ha permesso di aumentare la capacità

di sollevamento standard della Superlift 3800 del 30%. Il Boom Booster Kit ha portato il braccio dai 3 m standard a 3,5 m, conferendo maggiore robustezza e stabilità alla sua struttura tralicciata, mentre le sette strutture del kit installate lungo il braccio hanno permesso alla gru di raggiungere un’altezza al gancio di 174 m. Il Boom Booster Kit è fornito da Terex completo con il sistema di sicurezza anticaduta e permette, nelle fasi di trasporto, che due sezioni del braccio scivolino all’interno del kit, cosa che permette di trasportare la gru senza la necessità di un ulteriore veicolo di trasporto rispetto alla versione standard.


PRODOTTI JLG

Riprogettata la Serie 600 JLG Industries, Inc. ha completamente riprogettato la sua serie 600 di piattaforme aeree a braccio telescopico. Le due nuove macchine - la 600S e la 660SJ sono state presentate in occasione del Conexpo 2017. “Entrambe le macchine offrono una portata della piattaforma leader nella sua classe, permettendo agli operatori di portare più utensili e materiale sul luogo di lavoro”, ha affermato Paul Kreutzwiser, direttore globale JLG Industries della divisione Piattaforme aeree. “La nuova 600S ha una portata superiore del 20% rispetto al suo modello precedente (+50% nel caso della 660SJ).

Le velocità di sollevamento in queste nuove versioni sono più rapide e la capacità è significativamente migliorata: ciò permette di raggiungere velocemente la massima altezza, per una maggiore produttività. Inoltre, le macchine sono facili da trasportare (i loro bracci telescopici più leggeri permettono molteplici configurazioni di trasporto). Con un autocarro adeguatamente attrezzato, si possono spostare allo stesso tempo due di queste unità senza un permesso per trasporto eccezionale”. Le nuove 600S e 660SJ sono dotate del sistema di protezione del pannello di controllo SkyGuard di JLG come equipaggiamento

JCB

IL “GIALLO” DEI NUOVI SCISSOR

JCB ha stupito entrando di recente nel mondo del sollevamento con l’annuncio di una nuova gamma di piattaforme di lavoro aereo. Entro la fine del 2017 infatti la gamma di piattaforme di accesso aereo JCB comprenderà: 9 sollevatori a pantografo elettrici e tre diesel da 4,6 m (15’) a 13,8 m (45’); 5 bracci articolati (quattro diesel e uno elettrico) da 14,9 m (49’) a 24,6 m (81’); 10 bracci telescopici diesel da 20,6 m (67’) a 41,6 m (136’). Il peso dei sollevatori a pantografo è compreso tra 1.330 kg e 3.366 kg. I due modelli più piccoli (S1530e e S1930e) sono dotati di piattaforme da 1,64 m di lunghezza e 0,76 m di larghezza, mentre tutti i modelli di dimensioni maggiori montano piattaforme da 2,5 m di lunghezza, ad eccezione del modello più grande S4550E che è caratterizzato da un’area di lavoro di lunghezza pari a 2,64 m. Le macchine sono caratterizzate da una capacità nominale di carico del cestello di 227 kg fino a un massimo di 550 kg. 76 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

standard. Quando attivato, il sensore SkyGuard arresta tutte le funzioni in uso, invertendo temporaneamente l’unità per una migliorata sicurezza dell’operatore. Un’ampia gamma di accessori e complementi amplificano la versatilità della 600S e della 660SJ. Tra questi, il sistema opzionale SkyPower, che migliora il risparmio di carburante e di tempo e fornisce ulteriore potenza agli utensili manuali e agli accessori.


LIEBHERR

La nuova autogrù LTM 1090-4.2 Liebherr prsenta la nuova autogrù LTM 1090-4.2 che unisce il massimo della mobilità, della performance con il minimo dei consumi. Il nuovo modello Liebherr da 90 t ha il vantaggio economico di potersi muovere in tutto il mondo grazie alle sue opzioni di carico assiale da 10 t, da 12 t e da 16 t. Offre un braccio telescopico da 60 m, ben 10 m più lungo del modello precedente LTM 1090-4.1. La nuova gru ha una zavorra di ben 8,8 t mantenendo un carico assiale di 12 t, l’incremento è di 2,1 t rispetto al modello precedente. Con questa configurazione la LTM 1090-4.2 è attualmente il modello a 4 assi più potente sul mercato. Grazie alle modalità ECOdrive ed ECOmode, il nuovo modello da 90 t è più ecologico perché riduce sia i consumi che la rumorosità. Anche in questo modello, il VarioBallast e il VarioBase Liebherr assicurano migliore performance, flessibilità e sicurezza. Durante la fase di progettazione della nuova LTM 1090-4.2, è stata dedicata particolare attenzione alle innumerevoli esigenze riguardanti il carico per asse affinché la gru possa muoversi in tutto il mondo riducendo così i costi di trasporto. Anche nei paesi in cui le autogrù possono circolare su strada con carico per asse da 12 t, gli operatori richiedono già da tempo gru che, grazie al semplice smontaggio della zavorra, possa circolare anche con un carico assiale da 10 t. Questa variante, infatti, garantirebbe notevoli vantaggi sia in fase di omologazione sia nel caso di richieste di permessi stradali. Nonostante il braccio della nuova autogrù abbia una lunghezza che supera di 10 m quella del modello precedente (caratteristica che aumenta il peso in modo particolare sugli assi anteriori), gli ingegneri

Liebherr sono riusciti per la nuova LTM 1090-4.2 a ottenere carichi assiali uniformi inferiori alle 10 t senza superare comunque il peso complessivo di 40 t. A questo scopo il primo asse è stato posizionato davanti agli stabilizzatori anteriori e l’interasse tra l’asse 2 e l’asse 3 è stato incrementato. Anche il maggiore interasse in molti Paesi ha un vantaggio per le immatricolazioni stradali.

un vantaggio non solo durante la guida su strade pubbliche ma anche all’interno dei cantieri in cui gli spazi sono ristretti. Il valore aggiunto di questa autogrù della classe dei 4 assi sta nel fatto che il contrappeso da 8,8 t è incluso nel carico assiale di 12 t. Se in aggiunta a ciò si considera anche la VarioBallast integrata, si può asserire che Liebherr è riuscita a proporre la gru da 90 t più

Anche nella zona di appoggio delle zavorre sul carro si crea così uno spazio in più che consente una migliore regolazione del raggio di zavorra. Infatti anche la nuova LTM 1090-4.2 è dotata dell’innovativo VarioBallast. L’autogrù può essere utilizzata con due diversi raggi zavorra: 3,77 m o 4,71 m. Tramite i cilindri di zavorramento, che sono orientabili meccanicamente di serie, il raggio della zavorra viene ridotto di 940 mm in modo rapido e semplice rimanendo così all’interno dello stabilizzatore. Questa soluzione rappresenta un vantaggio sostanziale della nuova autogrù da 90 t nel caso in cui si debba lavorare in spazi molto ristretti. Anche con gli pneumatici da 16.00 R25 la gru raggiunge una larghezza massima di soli 2,55 m. La larghezza del veicolo è stata ridotta di 0,25 m,

potente della sua classe con carico assiale da 12 t. La maggior parte dei lavori possono eseguiti riducendo l’inutile costo di trasporto di zavorre supplementari. La VarioBase, disponibile come optional, incrementa notevolmente la portata nel range di utilizzo della gru con stabilizzatori. Per la prima volta nella classe a 4 assi, la combinazione di VarioBallast e VarioBase offre all’operatore la massima flessibilità nei cantieri più impegnativi. Con una lunghezza di 60 m, il suo braccio telescopico è uno dei più lunghi dell’intera classe a 4 assi. È disponibile anche un falcone da 9,5 – 16 m, che come optional può essere regolato anche idraulicamente tra 0° e 40°. Completano l’offerta un falconcino da montaggi di 2 m e una puleggia ripiegabile lateralmente. marzo-aprile 2017 - ONSITELIFT 77


PRODOTTI OM STILL

I nuovi carrelli elevatori RX70

OM Still presenta la nuova gamma di carrelli elevatori RX70. Grazie ad un nuovo modello da 20 quintali, ad una migliore maneggevolezza e a un’ulteriore riduzione dei consumi, la nuova gamma è composta da quattro versioni con portata da 2 a 3,5 t. Gli RX70 20/35 sono il risultato di un minuzioso lavoro di modifica volto a incorporare nella nuova linea le ultime innovazioni dell’azienda, ottenendo un mix ideale tra prestazioni, sicurezza e riduzione dei consumi. Innanzitutto, è stato introdotto nella gamma un nuovo modello, l’RX70-20, che con una portata di 2,0 t e un baricentro di carico di 600 mm aumenta ulteriormente la capacità di soddisfare le esigenze più specifiche. Il passo dei carrelli è stato incrementato in tutta la linea, al fine di migliorarne ulteriormente la maneggevolezza e la precisione a velocità elevate, garantendo una movimentazione merci più veloce e al tempo stesso una maggior sicurezza per gli operatori. Inoltre, il preciso sistema di controllo del carrello offre la possibilità di scegliere tra cinque diversi programmi di guida, consentendo all’operatore di personalizzare le performance della macchina in base alle mansioni eseguite. Lo speciale sistema di trazione 78 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017

ibrida integra la potenza dei motori industriali con la trazione elettrica, permettendo di erogare massime prestazioni. Se performance e stile sono migliorati, anche il comfort e l’ergonomia di guida non sono da meno. Spazi estremamente comodi e la completa insonorizzazione della cabina offrono all’operatore massimo comfort alla guida, mentre per i guidatori più esigenti c’è anche la possibilità di personalizzare il mezzo con numerosi optional, come la radio/MP3 player con connessione Bluetooth e USB. Il rispetto dell’ambiente è uno dei driver di sviluppo di OM Still, non a caso oltre il 95% di tutti i materiali impiegati per la costruzione di questi carrelli è riciclabile. I nuovi RX70 riducono poi al massimo emissioni e consumi grazie al programma di efficienza energetica Blue-Q e al sistema di trazione ibrida. Nelle versioni 30 e 35 viene inoltre utilizzato il principio di recupero dell’energia di frenatura, che viene convertita in energia elettrica e quindi può essere nuovamente resa disponibile. Questo sistema, combinato ad un uso efficiente del motore a combustione interna, offre un ulteriore potenziale risparmio energetico e permette, a seconda del ciclo di lavoro, un risparmio di carburante fino al 15%. Molto interessante è anche il motore trifase incapsulato che, esente da manutenzione ordinaria, permette di allungare gli intervalli di manutenzione del mezzo.

HIAB Sistemi di controllo Hiab presenta il FRAMEWORKS e il Crane Tip Control per le proprie gru retrocabina. Si tratta di due nuovi sistemi che vanno a semplificare le operazioni di allestimento (FRAMEWORKS) e a migliorare ulteriormente il controllo dei movimenti di precisione della gru (Crane Tip Control). Allestimenti più facili e soprattutto veloci per le gru Hiab con il nuovo FRAMEWORKS. Si tratta di un sistema modulare che offre ai clienti un controtelaio pronto per l’installazione adatto al tipo di veicolo scelto. Il pacchetto d’installazione, coperto da brevetto, offre controtelai standard per le gru della gamma pesante ed è completo di tutte le componenti, tra cui pompe, serbatoi e stabilizzatori ausiliari. Il nuovo controtelaio è un sistema completamente premontato nel quale tutti i carichi di stress e torsioni sono stati calcolati e previsti a monte dell’installazione stessa. “Con FRAMEWORKS praticamente chiunque può allestire le nostre gru facilmente e velocemente”, ha commentato Marcel Boxem, Director della divisione Heavy Loader Cranes di Hiab. Attualmente FRAMEWORKS è disponibile per diversi modelli di gru della gamma pesante di Hiab allestibili su telai Volvo, Renault, Scania e DAF. Con il Crane Tip Control, invece, l’operatore è in grado di concentrarsi su alcuni movimenti della gru con precisione, escludendo momentaneamente altri comandi. In pratica la gru viene controllata attraverso tre leve soltanto che gestiscono i movimenti orizzontali, verticali e di rotazione.


BOSCH REXROTH

Trasmissioni per argani compatte e complete Rexroth introduce una soluzione compatta per argani di nuova concezione, la GFW 5000. La nuova serie di trasmissioni per argani è destinata all’impiego in applicazioni mobili e stazionarie, all’interno di gru semoventi e cingolate, e altre macchine per il sollevamento. Le nuove trasmissioni Rexroth per argani destano interesse per le qualità tecniche e costruttive. La nuova serie di trasmissioni per argani è destinata all’impiego in applicazioni mobili e stazionarie, all’interno di gru semoventi e cingolate, oltre che in gru ferroviarie, per cantieristica, portuali o per movimentazione container. I riduttori GFW 5000 coprono una gamma di coppie ancora più estesa rispetto alla serie precedente ed offrono un’elevata densità di potenza con numerose taglie disponibili e vari rapporti di riduzione. La gamma spazia dai 7.000 Nm, il valore erogato da una moderna locomotiva elettrica, fino ai 105.000 Nm, corrispondenti alla spinta di un attuale motore aeronautico. Nel riduttore sono presenti freni di parcheggio a lamelle, completamente integrati e ottimizzati in modo affidabile a qualsiasi cilindrata del motore. Bosch Rexroth offre cuscinetti di tipo personalizzato, per l’impiego di due riduttori per argano all’interno di uno stesso tamburo, che consentono anche le eventuali compensazioni assiali. La nuova serie di trasmissioni Rexroth va a completare la gamma modulare degli azionamenti idrostatici per verricelli. I riduttori GFW 5000 possono essere abbinati con l’ampia gamma di motori Rexroth a cilindrata fissa e variabile, nonché con un tamburo per fune completo di controsupporti, per realizzare un verricello pronto per l’installazione. I gruppi standard, dotati di interfacce meccaniche ottimizzate, consentono una rapida configurazione, che a sua volta riduce tempi e costi di progettazione, installazione e logistica. La concezione modulare, con numerose parti intercambiabili nell’ambito della serie, garantisce inoltre brevi tempi di consegna. I cuscinetti a rulli conici generosamente dimensionati nel riduttore argano come anche le parti trasmittenti coppia incrementano l’affidabilità operativa e consentono una maggiore durata di vita.

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Bosch Rexroth Oil Control

Cemas

Pagina

49

3-9

Doosan Infracore CE

1

Espi Engineering

79

Haulotte Italia

JLG Industries Italia

I copertina

73

Kohler Engines

III copertina

Liebherr Italia

II copertina

MP Filtri

75

Ormig

11

Platform Basket

71

Smopyc 2017

25

80 ONSITELIFT - marzo-aprile 2017


IL NUOVO PROGETTO MEDIA

PER CHI LAVORA IN CANTIERE Il progetto media OnSite è un’innovativa formula comunicativa che integra stampa e web, la cui forza è l’unione tra l’esperienza editoriale di settore con le più efficaci tecnologie internet, social media e strategie digital marketing

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