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OnSite Lift n.2-3 - Marzo-Giugno 2020

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Piattaforme Aeree ARTICOLATE Altezze di lavoro da 14 a 41 metri

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SOMMARIO MARZO-GIUGNO 2020 – N. 2-3

44 LIEBHERR

La storia in esposizione

di Pietro Gabrielli

COMPONENTI

76 AFTERMARKET

60 KAITEK FLASH BATTERY

Una “carica” di innovazione

di Lorenzo Zacchetti

In copertina: GENIE

I contatori che… contano!

di Ettore Zanatta

TECNOLOGIE

Editoriale

di Ettore Zanatta

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ Ultimo stadio

di Lorenzo Zacchetti

MACCHINE

di Lorenzo Zacchetti

ON SITE

DI UN MAXI CATAMARANO Il viaggio dell’utopia

di Ettore Zanatta

DI DEPURAZIONE BIOLOGICO A TRENTO Cinque gru per “Trento 3”

di Ettore Zanatta

FIERE

Il radar attivo

di Stefano Vitali

SERVIZI

100 BAUMA CTT RUSSIA

72 CLS

Connessi con il futuro

di Lorenzo Zacchetti

Una luce a est

di Liliana Rebaglia

102 Prodotti

26 EDILIZIA SPORTIVA

L’importanza di fare squadra

92 REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO

68 BRIGADE ELETTRONICA 4

84 IL TRASPORTO ECCEZIONALE

64 MP FILTRI

DOSSIER

a cura di Liliana Rebaglia

32 GENIE

Soluzioni “su misura”

di Ettore Zanatta

36 BOBCAT

L’opinione dell’expert

di Ettore Zanatta

40 HAULOTTE

Una partnership per la gestione documentale

di Stefano Vitali

Hands On LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ

A PROVA DI FUTURO

di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali, Lorenzo Zacchetti Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

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50 Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

L’orizzonte del disincanto

A

spettiamo. Nella grande attesa - che rimane l’unica risorsa rimasta ai più fiduciosi analizziamo le perdite sicure al netto del fenomeno Coronavirus. Quella che le riassume tutte, per chi volesse scrutare l’orizzonte del disincanto dalle illusioni macroeconomiche, è quella della fiducia nella capacità della nostra politica di affrontare una crisi globale di vaste proporzioni e di qualsiasi genere si tratti. La crisi del 2008 che portò al crollo dell’economia mondiale fu uno tsunami finanziario che partì dagli Stati Uniti e devastò il mondo, i sistemi industriali e le vite di tutti. La dissennatezza rapace del neoliberismo e la connivenza del sistema capitalistico americano portarono alla rovina di molti, ma nessun provvedimento politico si risolse in condanne esemplari e in un cambiamento decisivo del sistema. Oggi una nuova crisi “indiretta”, causata da una pandemia sanitaria, vede protagonista un altro “guardiano del mondo”, quella Cina del capitalismo di stato che non ammette coscienza e pietà per chi - al di fuori dei confini - sarebbe stato invaso di lì a poco (incolpevole e forse tenuto all’oscuro per interessi economici interni) con la morte di persone, economie manifatturiere, regole civili e libertà. Eppure, a fronte di tutto ciò, nessuno di chi ci governa ha proferito qualsivoglia condanna, almeno morale. Ogni stato nazionale - oggi come nel 2008 - si medica le ferite come può, da schiavo impotente e rassegnato al fatto che nulla mai cambierà, né i sistemi finanziari, né le politiche neocolonialiste a qualsiasi prezzo delle superpotenze economiche. In tutto questo, nel frattempo, c’è qualcosa che non sia (o sia stato) un’illusione ma un fatto concreto? C’è il nuovo ponte di Genova. Ci sono le macchine e le tecnologie con cui è stato costruito per medicare una grande ferita nazionale. Ci sono le donne e gli uomini che hanno messo a disposizione competenze, strumenti, ricerca e impegno per portare a termine una scommessa per la vita di una comunità. C’è una struttura di comunicazione e trasporto, un passaggio vitale, frutto dell’ingegno e della tenacia degli uomini migliori che torna a disposizione della comunità, nella speranza che anche in altri ambiti se ne possano trovare, di uomini migliori, prima o poi.

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ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia COVID-19 E MACCHINE PER COSTRUZIONI

Il “Metodo Genova” per contrastare l’impatto economico Nel mese di marzo la pandemia di Covid-19 ha colpito il settore delle macchine per costruzione provocando una riduzione degli ordini che, per il 44% delle aziende intervistate, è stata tra lo zero e il 34%, mentre un altro 24% degli intervistati ha registrato una contrazione tra il 35% e il 70%. Valori positivi vengono comunicati solo dal 32% del campione. Sul versante del fatturato stimato a fine anno, il 72% delle aziende stimano un calo tra lo zero e il 34%, mentre un altro 16% prevede una flessione dal 35% fino al 70%. I dati dell’indagine sono stati presentati recentemente da Unacea durante un live treaming sugli scenari economici del Covid-19 e il settore delle macchine

MIRCO RISI per costruzione. Al live streaming ha preso parte Stefano Fantacone, direttore scientifico del CER (Centro Europa Ricerche), che ha stimato una contrazione del 3,3% del pil a fine anno con una perdita di 55 miliardi di prodotto e una contrazione degli occupati di circa 250.000 unità. Le esportazioni italiane dovrebbero inoltre flettere di oltre il 5%, con una contrazione del

STEFANO FANTACONE commercio mondiale pari al 4%. Essendo uno shock di natura non economica, considerando l’andamento dei fenomeni epidemici precedenti e la recente esperienza cinese, le perdite dovrebbero essere recuperate nel 2021. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni gli scenari del CER stimano una possibile crescita degli investimenti pubblici di 3 miliardi annui fino al 2022. “Con la videoconferenza

organizzata in quest’occasione – ha dichiarato Mirco Risi, presidente di Unacea – iniziamo un lavoro di ‘intelligence economica’ che ci porterà tra giugno e luglio a elaborare scenari previsionali di maggiore dettaglio per quanto riguarda le macchine per costruzione. Nel frattempo è fondamentale evitare che la crisi in atto distrugga la capacità produttiva delle imprese. Ecco perché le risorse - al momento ancora insufficienti - messe a disposizione dal Governo devono arrivare direttamente al sistema produttivo. Solo in questo modo potremo riprendere a lavorare una volta che l’emergenza sarà rientrata. Inoltre chiediamo che venga utilizzato il ‘metodo Genova’ per rilanciare quanto prima i lavori pubblici, ormai non più rinviabili”.

MERCATO

Calo drastico del mercato nel primo trimestre Nel primo trimestre del 2020 le macchine per costruzioni vendute sul mercato italiano sono state 2.701, con un (prevedibile) calo del 15% rispetto al primo trimestre del 2019. Più in dettaglio, sono 2.609 le macchine movimento terra vendute, con una perdita del 15%, e 92 le macchine stradali, che registrano invece un calo del 23%. 6

ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

I dati sono stati resi noti da Unacea. “Si tratta di una flessione drammatica

- ha commentato Mirco Risi, presidente di Unacea - perché i primi due mesi

dell’anno avevano prodotto numeri decisamente positivi, mentre con marzo e l’inizio della crisi si è assistito a una vera e propria cancellazione del mercato interno ed estero. Per non distruggere il tessuto economico italiano sono urgenti provvedimenti da parte del Governo in materia di rilancio e velocizzazione delle opere pubbliche, mentre bisogna far sì che la liquidità arrivi realmente alle aziende, cosa che ancora non si è verificata”.


JMG CRANES

Il nuovo hub di Cremona, con vista sul futuro! JMG Cranes ha affrontato la fase 2 Covid-19 in piena sicurezza e salute: ogni ambiente all’interno della sede di Sarmato (Pc) è stato sanificato per garantire la tutela di tutti i collaboratori, nel rispetto delle norme di legge e dopo aver messo in atto i protocolli per il mantenimento del contagio. Nel frattempo, come inevitabile, l’Open Day relativo all’inaugurazione della nuova struttura di Cremona previsto per questo mese di maggio è stato rimandato nel 2021, sempre nello realizzare la soluzione “su misura” per il cliente, come il nuovo jib speciale MC160 appena progettato e realizzato). Ma non solo, perché nella struttura di Cremona si svolgeranno le attività di assistenza e training. Il tutto, come da prassi di JMG Cranes, basato sulla qualità. Non riferito solamente alle caratteristiche tecniche delle macchine proposte dal costruttore e dalla tipologia di materiali utilizzata, bensì anche in termini di una visione ad ampio raggio stesso periodo dell’anno. Ma è tutto pronto e l’inaugurazione sarà solo una formalità. I visitatori rimarranno colpiti dal nuovo hub già alle soglie della struttura di ricevimento clienti. Tra Sarmato a Cremona, quindi, è stato condiviso il pensiero che caratterizza JMG Cranes, una strategia di evoluzione volta verso un unico e ambizioso obiettivo: diventare il principale polo produttivo e formativo per le pick & carry in Europa. Il nuovo HUb di Cremona non è semplicemente una “nuova sede”, ma uno spazio dove l’intera filosofia JMG Cranes prende vita e dove il

cliente entra a far parte del team aziendale. Qualche numero: 16.000 m2 di superficie, un ufficio R&D da dove operano persone altamente qualificate e specializzate, pronte a risolvere qualsiasi richiesta e a proporre la giusta soluzione di movimentazione (in pratica, a

che coinvolge non solo l’azienda stessa, ma anche i fornitori e i clienti, al fine di creare una partnership vantaggiosa unitaria e trasversale a tutti gli aspetti che ruotano intorno alle pick & carry, dalla loro realizzazione ai servizi e all’assistenza. marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT

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NOTIZIE MERLO

Tecnologia certificata 4.0 Da sempre pioniere nell’innovazione, il Gruppo Merlo è stato il primo a produrre e certificare i propri sollevatori secondo i requisiti della tecnologia “Industria 4.0”. Con la gamma di sollevatori telescopici della serie Turbofarmer, Panoramic e Roto è possibile accedere al piano di Credito d’Imposta 4.0 previsto dalla Legge di Bilancio 2020, che permette di usufruire di un credito d’imposta fino al 40% del costo dei beni strumentali nuovi. Per tutto il 2020 allo scopo di supportare e incentivare le imprese, agricole e industriali, a investire in nuovi beni strumentali, materiali e immateriali - è stato varato un nuovo sistema basato sui crediti di

possibilità di usufruire di una tecnologia esclusiva per rendere ancora più intelligenti e connessi i propri mezzi. Il cliente, tramite il sistema di connettività MerloMobility, può sfruttare in modo integrato le informazioni rilevate dalle macchine e disponibili all’interno di un portale. Merlo Mobility è uno strumento flessibile che ottimizza il monitoraggio operativo delle sue macchine in ogni settore di attività. imposta. Il credito di imposta si può applicare sia a prodotti con tecnologia ordinaria che a prodotti con tecnologia 4.0. Per quanto riguarda i prodotti a tecnologia 4.0, Merlo offre una soluzione unica ed esclusiva nel panorama dei costruttori

di telescopici in quanto soluzione interamente sviluppata e prodotta dalla casa madre per le proprie macchine e che si caratterizzat per essere certificata, chiavi in mano e integrata. La gamma di sollevatori Merlo, dunque, offre la

ASSODIMI

Linee guida per il contrasto del Covid-19 Assodimi, in rappresentanza del noleggio di beni strumentali, ha redatto delle linee guida in ottemperanza a quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del settore edile” di Ance. Le linee guida sono rivolte alle aziende di noleggio e contengono 8

ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

le procedure per la pulizia delle macchine e disinfestazione/ sanificazione delle parti a contatto con l’operatore. Fermo restando che il responsabile della sicurezza di ogni lavoratore è

sempre e comunque il relativo datore di lavoro, il settore del noleggio si sta fortemente impegnando per essere di valido supporto a tutta la filiera, l’utilizzo ottimale delle linee guida

e la sua divulgazione agli utilizzatori servirà in aiuto al contrasto della diffusione del Covid-19. La pulizia dei mezzi e la disinfestazione/ sanificazione delle parti a contatto dell’operatore prima di ogni nuovo noleggio saranno svolte utilizzando metodologie e prodotti indicati dalle Autorità Sanitarie. Per maggiori informazioni sulle linee guida: assodimi.it/ lineeguida


ALL’ALTEZZA DI OGNI SITUAZIONE

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NOTIZIE MANITEX VALLA

Uno sguardo al futuro Durante il lockdown, Manitex Valla ha messo a punto interventi di sanificazione degli ambienti lavorativi e ha intensificato le misure di sicurezza interne quali: aumento del numero dei dispenser per i disinfettanti, l’uso di mascherine, limitazione all’accesso di visitatori esterni e altri azioni per il contenimento del numero di persone nei luoghi di lavoro e nelle aree comuni. “Inutile negare che l’emergenza Covid 19 ha avuto il suo forte impatto, non solo sul mercato ma anche nell’operatività quotidiana, e questo ci ha portato a operare scelte difficili che comunque sono state intraprese da tutte le altre aziende che operano nello stesso settore”, hanno dichiarato dall’azienda. “Abbiamo applicato tutto ciò che è stato previsto dalle leggi nazionali e regionali al fine di salvaguardare la salute dei nostri dipendenti e delle loro famiglie, che rimane la cosa più importante. Degno di nota è anche l’impegno che il team di Manitex Valla ha messo in atto al fine di mantenere i contatti con clienti e fornitori: tutti si sono adoperati al meglio, seppur in circostanze estreme, per salvaguardare il loro e il business di Manitex Valla. Abbiamo dovuto imparare a relazionarci con

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il mondo in modo diverso, ma in noi c’è determinazione nel progredire, crescere e innovare come abbiamo fatto da 75 anni a questa parte”. Valla nasce nel 1945 grazie all’ingegno dell’Ing. John E. Valla e il suo marchio è sempre stato sinonimo di movimentazione industriale o per interni. Fin dai primi anni Sessanta l’azienda comprende l’esigenza del mercato di poter usufruire di una nuova gru per la movimentazione di materiali, la cui funzionalità si inserisca tra il carrello elevatore e l’autogrù: da qui nasce la prima gru semovente industriale. Un decennio dopo l’Ing. Valla ha un’intuizione e progetta la prima versione a batteria: da allora continua a sviluppare la sua tecnologia pulita e silenziosa, nel rispetto della natura. L’azienda ha prodotto nel corso dei decenni una gamma completa di gru semoventi da 2 a 90 t, elettriche, diesel, ibride, su ruote e su cingoli, a braccio fisso o girevoli, con decine di applicazioni speciali ma sempre costruite in collaborazione con i propri clienti, per venire incontro alle loro esigenze specifiche. Intanto, l’azienda ha mantenuto nel corso degli anni un solido legame con

il passato e con il proprio DNA, cioè fornire risposte concrete e a misura dell’esigenza del cliente. “La nostra azienda - continuano da Manitex Valla - si è creata un nome diventando il riferimento del settore, basti pensare che questo tipo di gru è spesso universalmente chiamata ‘la Valla’. Essendo oggi parte di un gruppo multinazionale leader di settore possiamo contare su sinergie sia tecniche che distributive di primo livello. Attualmente ci sono più di 10.000 nostre gru in giro per il mondo che lavorano nei settori più disparati, dagli stabilimenti di auto e motori, stabilimenti di pneumatici, linee di assemblaggio e manutenzione aerei, istallazione di vetrate nei grattacieli, eccetera”. Queste macchine sono utilizzate sia come mezzi per la movimentazione e manutenzione che come parte del processo produttivo: da una statistica del service aziendale risulta che oltre il 60% delle macchine prodotte siano ancora al lavoro. I marchi trattati sono Manitex, PM, Oil&Steel, Badger e, appunto, Manitex Valla.


NOTIZIE HYUNDAI MATERIAL HANDLING

Tre carrelli elettrici per BigMat Camozzi BigMat, celebre marchio internazionale con oltre 900 punti vendita indipendenti di materiali da costruzione, propone un’ampia gamma di materiali ai professionisti dell’edilizia e agli appassionati di bricolage. In Francia, diverse centinaia di punti vendita si dividono il territorio: una parte della regione Midi-Pirenei (ora in Occitania) è rappresentata da BigMat Camozzi, che ha recentemente acquistato tre carrelli elettrici 30BH-9 di Hyundai Material Handling. Nella regione Midi-Pirenei, in particolare, BigMat Camozzi ha 10 punti vendita: tre in Alta Garonna, quattro nel dipartimento di Gers, uno in quello di Tarn e Garonna e due in quello di Tarn. “Gestiamo anche due centrali di betonaggio situate ad Auch e a Fleurance nel dipartimento di Gers. L’impresa del resto è originaria di Fleurance, a una ventina di chilometri dall’agenzia d’Auch, dove siamo attualmente”, ha spiegato Lionel Marconato, direttore d’agenzia di Auch che è stato, fino al 2017, a capo dell’agenzia di Fleurance. L’impresa familiare creata nel 1939 da Pierre Camozzi, nonno di Jean-Pierre Camozzi, l’attuale direttore generale, ha un fatturato di 45 milioni di euro

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e conta 170 collaboratori ripartiti tra tutte le sedi. La nuova sede di Auch, inaugurata nel 2015, ne ha una trentina. Materiali per lavori strutturali, piastrelle, attrezzature, infissi/serramenti, coibentazione, piscine, cucine: BigMat Camozzi offre una vasta gamma di soluzioni per i suoi clienti. E per movimentare, caricare, scaricare, stoccare i materiali che arrivano in gran parte imballati su dei bancali, utilizza diversi carelli elevatori. In totale, all’interno del gruppo circolano 40 carrelli elevatori, di cui otto a marchio Hyundai Material Handling dell’agenzia di Auch. Attento all’ambiente e al benessere dei suoi collaboratori, Jean-Pierre

Camozzi ha voluto sostituire i suoi carrelli elevatori con dei modelli elettrici. BigMat Camozzi si è quindi rivolta alla concessionaria Delagnes Manutention, con cui lavora da molti anni, per acquistare tre carrelli elevatori elettrici 30BH-9 di Hyundai Material Handling. “Lavoriamo da oltre una decina d’anni con BigMat Camozzi”, ha sottolineato Marcel Leite, condirettore di Delagnes Manutention e concessionario Hyundai Material Handling. Già da diversi anni BigMat Camozzi opera per migliorare le condizioni di lavoro: “Siamo attenti al benessere degli operatori; offrire carrelli elevatori elettrici significa mettere a loro disposizione strumenti che generino meno polvere, molto più silenziosi e con un comfort migliore, dato che gli operatori passano giornate intere sul carrello”, ha spiegato Sandrine Dumas, responsabile della comunicazione. “Allo stesso tempo, con i carrelli elettrici si ha meno manutenzione e si risparmia sul carburante”. Così, per lavorare nel sito di Auch l’impresa aveva bisogno di carrelli robusti, dato che movimentano materiale tutti i giorni a tempo pieno, con una grande capacità di carico, grande maneggevolezza e molta flessibilità. Il carrello elevatore 30BH-9 di Hyundai Material Handling è risultato essere l’ideale. Il carrello elettrico 30BH-9 prodotto da Hyundai Material Handling, con peso operativo di 5 t, ha una capacità di carico di 3 t. Offre grande comfort all’operatore, poiché la cabina è stata concepita per fornire più spazio, maggior campo visivo e un livello di comodità maggiore. Anche la posizione dei pedali dell’acceleratore e del freno è stata ottimizzata. Una disposizione ideale dei componenti facilita altresì l’accesso e la manutenzione.


ALMAC

Uno sguardo al futuro Almac, costruttore italiano di semoventi bi-livellanti a forbice e telescopici su cingoli, ha nominato Oana Samoila come Export Area Manager. Oana Samoila proviene da un’esperienza di Sales and Marketing Specialist e Area Manager per Italia, OANA SAMOILA Regno Unito, Spagna e Portogallo svolta presso il costruttore di macchine “Low level access” Bravi Platforms. Samoila farà base in Italia d assumerà il ruolo di Export Area Manager con responsabilità per la gestione dei prodotti Almac in Italia e nel Regno Unito, con l’obiettivo di espandere il business e le relazioni in questi Paesi, lavorando fattivamente con le reti esistenti e il Country Sales Manager Malcolm Kitt in Inghilterra. Prima di entrare nel settore delle piattaforme, Oana Samoila ha lavorato come specialista linguistico nel settore di realizzazione di corsi di sviluppo e formazione “su misura”, lavorando come responsabile della formazione commerciale per la società International House per quattro anni. Andrea Artoni, direttore generale di Almac ha commentato: “Sono molto entusiasta che Oana si unisca al nostro team, è una persona giovane, molto motivata e ben preparata ed è una grande aggiunta al nostro team di vendita. La sua professionalità e il suo ‘pensare fuori dagli schemi’ si sposeranno sicuramente bene con il modo unico di fare business. La rapida crescita della nostra azienda e l’incremento delle vendite - grazie a una rete di partnership mondiale ampliata e più qualificata - hanno richiesto la necessità di un team più forte, al fine di rispondere in maniera più efficiente alle esigenze e alle aspettative dei nostri partner e clienti. Sono sicuro che insieme a Jonathan Vioni, nostro Export Area Manager, e a tutto il nostro team di vendite, saremo sicuramente in grado di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi”.

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NOTIZIE ECOMONDO & KEY ENERGY

“Ripartiamo insieme per gli eventi di domani” L’industria fieristica e degli eventi è stata fortemente colpita dalla terribile pandemia del COvid-19 e gran parte degli operatori è stata colta da una sensazione di preoccupazione e di incertezza, mai provata prima. Ma quello fieristico è un settore positivo e proattivo, che sa reagire con prontezza alle difficoltà. Lo ha confermato recentemente Alessandra Astolfi, Group Brand Manager Green & Technology Division in merito alla prossima edizione di Ecomondo. “Non abbiamo mai smesso di chiederci come poter essere di utilità e di supporto alle varie filiere industriali che rappresentiamo. Nuovi scenari si stanno definendo all’orizzonte e raccogliamo con determinazione la grande sfida di ripartire più uniti e fiduciosi di prima. La nostra divisione Green and Technology è operativa al 100% e ha mantenuto vivo il confronto con gli innumerevoli partner istituzionali,

ALESSANDRA ASTOLFI GROUP BRAND MANAGER GREEN & TECHNOLOGY DIVISION

associativi, accademici e con tutta la comunità industriale per individuare proposte di business e soluzioni innovative che influenzeranno le scelte del prossimo futuro. Stiamo

mettendo a punto nuovi strumenti digitali per rimanere in contatto con la nostra comunità, dando voce agli innumerevoli interlocutori, tecnici, scienziati, imprenditori, politici, amministratori, che insieme a noi continuano a operare per garantire modelli di sviluppo più equi e sostenibili. Da sempre Ecomondo e Key Energy hanno messo l’ambiente e la salvaguardia delle risorse del pianeta al primo posto e hanno portato al centro del loro dibattito modelli di crescita e di sviluppo sostenibili. Siamo convinti che l’economia circolare sia l’unica risposta equilibrata a una crescita più inclusiva, più etica e rispettosa della salute e del benessere dell’uomo. Forti di quest’esperienza e sensibilità intendiamo uscire

dall’esperienza emergenziale con un impegno a raffinare l’igiene e la sicurezza delle strutture che peraltro avevano già uno standard molto elevato. In questi giorni, i nostri team stanno anche riflettendo su nuove soluzioni che riducano i rischi dei luoghi e dei momenti in cui tante persone si raggruppano. Far recuperare la fiducia nell’esperienza fieristica è diventato il nostro nuovo obiettivo. Ecomondo e Key Energy si svolgeranno auspicabilmente dal 3 al 6 novembre con possibili aggiustamenti volti a garantire al contempo maggiore sicurezza e pari opportunità di scambio e di relazioni”. 14 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


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NOTIZIE TRANSPOTEC LOGITEC 2021

“Ripartire per tracciare nuovi percorsi” Il prossimo appuntamento con Transpotec Logitec sarà a Fiera Milano dal 18 al 21 marzo 2021. Riparte dunque il cammino verso la manifestazione, in un momento in cui il settore dell’autotrasporto sta concretamente dando prova del valore che ricopre a livello economico, ma soprattutto sociale, per l’intero Sistema Paese. Muovere le merci, soprattutto quando si tratta di beni di prima necessità come il cibo o i farmaci, è infatti cruciale per garantire i servizi essenziali a tutta la comunità civile. E in questo momento, grazie anche al contributo degli autotrasportatori, lo si sta dimostrando “sul campo”. Si tratta di un mercato consapevole del proprio ruolo, che oggi più che mai ha bisogno di continuità e sicurezza e che, a valle di questo particolare momento, dovrà farsi trovare pronto a cogliere le opportunità di progresso, avviando una riflessione sui nuovi scenari tecnologici, le urgenze occupazionali, le sfide del prossimo futuro. Transpotec Logitec 2021 vuole essere lo strumento in più al fianco degli operatori del trasporto e della logistica, per favorire questo confronto, creando concrete occasioni di rilancio di tutti i comparti. Pensata come una piattaforma integrata di business e contenuti, la manifestazione si focalizzerà su quei temi che stanno avendo 16 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

concreti e significativi impatti su organizzazioni aziendali, processi logistici e competenze di chi opera nel settore. Al centro del progetto saranno infatti la mobilità sostenibile, in chiave ambientale, viste le nuove normative europee sulle emissioni, ma anche in termini di total cost of ownership; la sicurezza, aspetto che unisce in una cultura sempre più condivisa costruttori, autotrasportatori e responsabili della movimentazione di merci e persone; la digitalizzazione di mezzi e servizi, che sta rivoluzionando le potenzialità dei veicoli, ma anche la quotidianità degli operatori di logistica e autotrasporto. Trasversale, infine, il tema della

professionalità e della formazione dei giovani, tra ricerca di nuovi skill e paradossi occupazionali: in una Europa in cui la gran parte delle merci trasportate via terra viaggia su gomma, la penuria di camionisti e tecnici specializzati è un tema comune. Solo in Italia ne mancano più di 20.000 (fonte UNRAE). Transpotec Logitec 2021 nelle sue varie accezioni - vetrina di innovazione, laboratorio di contenuti, osservatorio di mercato, incubatore di nuove idee – darà dunque spazio a questi temi, in una logica di business e aggiornamento professionale, proponendosi come hub internazionale a servizio del mercato e dei suoi attori. La sfida di Transpotec

Logitec 2021 è ben sintetizzata dalla nuova identità grafica, che accompagnerà nei prossimi mesi la manifestazione organizzata da Fiera Milano. Transpotec Logitec si presenta con un visual che racchiude in sé ogni elemento della mobilità e del trasporto e racconta l’anima più profonda di questo mondo, fatto di connessioni e interazioni. La strada è l’elemento dominante, quello che salta subito all’occhio e che tutti conoscono e capiscono, ma, osservando bene, sono tante le realtà narrate ed esplorate: dal trasporto su gomma al ferroviario, fino al marittimo. La strada, con tutti i suoi colori che richiamano quelli del logo di Transpotec Logitec, diventa quindi un raccordo tra le molte anime che rappresentano il comparto, mentre la sua direzione, verso l’alto, suggerisce una crescita e uno sviluppo che non si ferma e che tende al positivo. A coronare tutto questo, un cuore verde, pulsante, che richiama la sostenibilità e l’attenzione per il mondo “green”. La scelta di coniugare l’immagine a un claim in prima persona plurale, “Tracciamo nuovi percorsi. Insieme”, testimonia infine la volontà di costruire, ancora una volta, un progetto espositivo condiviso con le varie componenti del mercato: produttori, stakeholder, associazioni, realtà accademiche e media.


NOTIZIE HAULOTTE

Sinergia strategica con il Gruppo Guccione Da oltre 20 anni il Gruppo Guccione opera come impresa di costruzione a 360°, ponendosi nei confronti dei propri clienti come partner ideale per risolvere qualsiasi tipologia di problematica che può insorgere nella realizzazione di una commessa. Creare un’azienda forte e competente, in grado di trasmettere fiducia e affidabilità: con questa filosofia è nata la società siciliana, fondata a Grammichele (CT) da Salvatore Edmondo Guccione e che si compone oggi di diverse realtà che operano nel campo dell’edilizia e delle costruzioni. L’azienda ha costruito le proprie basi investendo su tecnologie, mezzi, attrezzature

e formazione specializzata delle persone che ne fanno parte. Ogni singolo collaboratore lavora per uno scopo: risolvere i problemi del committente. Ciò ha consentito al Gruppo Guccione di essere presente nelle più importanti opere realizzate negli ultimi anni nel territorio siciliano. “Seguiamo dall’inizio tutte le fasi dell’intervento, dal progetto alla consegna chiavi in mano”, racconta Alex Guccione, figlio del fondatore, socio e amministratore della Guccione srl, una delle società del Gruppo. “Realizziamo opere avendo una particolare cura per ogni fase di lavorazione e con un’attenzione sempre maggiore verso le esigenze del 18 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

cliente. Nel nostro lavoro puntiamo alla soddisfazione del cliente e alla qualità del risultato, consapevoli che sono l’esito di un processo ordinato e puntuale, dalla progettazione alla costruzione, dalla scelta dei materiali ai rapporti con i fornitori”. Tra le diverse risorse citate a disposizione del Gruppo Guccione c’è il parco macchine, che vanta un numero importante di mezzi - escavatori, pale e altre macchine movimento terra - e che comprende anche piattaforme aeree. Ciò permette all’azienda di essere in grado di affrontare qualsiasi tipologia di cantiere e di lavorazione avendo la possibilità di utilizzare la macchina

specializzata più performante a seconda della commessa. “Nella scelta del parco mezzi – racconta Alex Guccione – abbiamo avuto modo di sperimentare diverse tipologie di mezzi riuscendo a individuare le soluzioni migliori e i marchi di riferimento nei vari settori per singole tipologie di macchine. I produttori e distributori che condividono con noi gli stessi valori e la medesima filosofia lavorativa sono diventati negli anni nostri partner d’eccellenza. Quello che valutiamo maggiormente nella scelta non è solo la possibilità di avere soluzioni performanti e di alto livello costruttivo, ma anche un servizio di assistenza in grado di accompagnarci nel nostro percorso e di essere sempre al nostro fianco per risolvere le diverse problematiche che si possono riscontrare”. Per questa ragione il Gruppo Guccione negli anni ha selezionato una filiera di partner ormai consolidata nel tempo per tutto quello che comportano le lavorazioni specifiche e di dettaglio, così come per le macchine e le attrezzature. Nella scelta del marchio Haulotte, ad esempio, è stato determinante il rapporto di


fiducia che il Gruppo Guccione ha instaurato con il dealer Chiazzese Gru nella persona di Antonino Chiazzese. “La qualità dei mezzi e dei servizi offerti dalle nostre aziende partner sono alla base della nostra capacità di costruire relazioni con i nostri clienti solide e durature”, afferma Chiazzese. “Per quanto riguarda Haulotte, le piattaforme aeree che trattiamo maggiormente sono gli scissor elettrici che registrano sempre soddisfazione e gradimento come macchine particolarmente performanti e sicure, pensate per garantire agli utilizzatori il massimo in termini di efficienza operativa e sicurezza sul lavoro”. Per questo motivo quando il Gruppo Guccione si è rivolto ad Chiazzese con fiducia per la scelta di macchine che fossero adatte ai lavori in quota in piena sicurezza la Chiazzese Gru non ha avuto dubbi nel proporre un brand affidabile come Haulotte. Sono tre le tipologie di macchine Haulotte attualmente

impiegate dal Gruppo Guccione: gli scissor Optimum 8 e Compact 12 e la piattaforma Star 10 che per segnalare due lavori recenti hanno partecipato alla costruzione del “Centro Commerciale Forum Palermo” e sono state impiegate per le operazioni di manutenzione di impianti meccanici nel “Centro

Commerciale Belvedere” in provincia di Siracusa. In questi contesti si possono apprezzare le qualità della nuova piattaforma a pantografo Optimum 8, macchina elettrica ancora più produttiva, più facile da gestire, più economica e sicura da utilizzare rispetto ai modelli precedenti. Compatta, rapida e versatile, la Optimum 8 si muove in ogni situazione, traslando in sicurezza fino alla massima altezza. La Compact 12, invece, è una piattaforma aerea a pantografo elettrica da 12 m, robusta, affidabile e di facile manutenzione, che consente di lavorare in sicurezza grazie al dispositivo antiribaltamento e di operare accedendo senza problemi in zone ristrette grazie alla sua larghezza di 1,20 m. La STAR 10 è una piattaforma verticale “ad albero” per lavoro fino a 10 m, caratterizzata da un’elevata maneggevolezza nelle zone più difficili.


NOTIZIE JLG

Nuova analisi dei dati in remoto JLG Industries Inc. ha recentemente effettuato una dimostrazione con il nuovo analizzatore di dati in remoto RAR (Remote Analyzer Reader). Il RAR permette all’assistenza di controllare a distanza i parametri e i settaggi personalizzati della piattaforma, per una diagnosi delle funzionalità operative, una verifica dello stato di funzionamento delle tecnologie connesse e un’analisi degli ultimi 25 codici di errore. Queste informazioni sono trasmesse in un unico report riassuntivo tramite il portale ClearSky, disponibile per tutti i sollevatori a braccio, a pantografo e telescopici di JLG dotati di dispositivo CAN. “La possibilità di concentrare queste informazioni in un unico documento, da esaminare nel dettaglio solo all’occorrenza, fornisce ai tecnici un’ampia serie di dati immediati”, ha sottolineato Korry Kobel, responsabile settore progettazione di JLG. “Si potranno così diagnosticare da remoto una vasta gamma di problematiche della macchina proprio

dove si verificano”. Prima del RAR, l’acquisizione di informazioni su prestazioni e caratteristiche richiedeva la presenza sul posto di un tecnico in possesso di un analizzatore manuale. Una volta eseguita la diagnosi, il tecnico poteva avere o non avere tra i suoi attrezzi i pezzi necessari all’intervento. Grazie al RAR, l’assistenza può muoversi in modo più efficiente e arrivare in cantiere con il materiale utile a portare a termine il lavoro. “Chi ha già familiarità con i tradizionali analizzatori manuali di JLG, riconoscerà l’interfaccia e non avrà bisogno di una ulteriore formazione”, precisa Kobel. “Potrà procedere alle diagnosi da remoto

e ricevere un unico report per una migliore accessibilità”. Grazie al RAR, gli operatori non dovranno fare altro che chiamare l’assistenza; gli addetti si collegheranno al portale ClearSky e, dopo avere immesso il numero di serie della macchina, riceveranno il report riassuntivo dei settaggi e delle prestazioni. “In definitiva, l’analisi remota della macchina mediante il RAR garantirà ai clienti che utilizzano ClearSky a massimizzare i tempi di attività della loro flotta” conclude Kobel. “Inoltre, l’accesso a dati più esatti e numerosi in tempo reale ottimizza l’efficienza del servizio assistenza, che potrà concentrare tempo e attenzioni alle unità che necessitano di interventi immediati”. L’impegno di JLG è da sempre quello di fornire alla clientela una vasta gamma di soluzioni connesse che si traducono in valori tangibili per le aziende. Chi ha acquistato JLG ClearSky dovrà aggiornare il software del dispositivo CAN per utilizzare la nuova funzione RAR.

JLG E CONSTRUCTION ROBOTICS: INSIEME PER I CANTIERI DEL FUTURO JLG Industries Inc. sta collaborando con Construction Robotics di Victor, NY, per sviluppare soluzioni alternative alle operazioni complesse e ripetitive del settore edilizio che spesso producono infortuni. “JLG e Construction Robotics stanno sfruttando i punti di forza delle aziende per collaborare nel realizzare soluzioni robotiche avanzate, che potenzieranno la sicurezza e la produttività dei cantieri del futuro”, riferisce Frank Nerenhausen, presidente di JLG Industries. “Stiamo innovando per il bene delle aziende che serviamo”. Construction Robotics è uno sviluppatore collaudato di macchine per l’edilizia, come la Material Unit Lift Enhancer (MULE), utilizzata per sollevare e posare blocchi di cemento, e la Semi-Automated Mason (SAM), impiegata per la posa di mattoni. Entrambe le macchine assistono gli operatori nei cantieri per ridurre al minimo gli sforzi e migliorare la produttività. Recentemente l’azienda ha lanciato il nuovo MZ100, sviluppato con JLG, l’ultimo arrivato della linea MULE. Questo prodotto rivoluzionario, versione più piccola e più leggera originale MULE, è autolivellante, alimentato da una batteria a ioni di litio e può essere collegato direttamente ai sollevatori JLG e SkyTrak, trasformandosi da soluzione di cantiere statica a mobile.

20 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


NOTIZIE TADANO-DEMAG

Sul mercato con un unico “volto” Le società di sollevamento che operano in Europa, Africa, Medio Oriente e Russia possono beneficiare ora di un approccio di vendita più snello che offre l’intera gamma di attrezzature e gru Tadano e Demag con un unico riferimento di vendita. A partire dal primo marzo scorso, infatti, ogni responsabile commerciale di gru e attrezzature Tadano nel territorio EMEAR offre l’intera gamma di modelli di gru multistrada e cingolate Tadano e Demag, aumentando in tal modo l’efficienza nelle vendite, ampliando la copertura del mercato e mostrando un unico “volto” ai clienti. Nell’ambito dell’impegno dell’azienda per attuare la strategia di business “One Tadano” per tutta l’area geografica, Thomas Schramm and Klaus Kröppel sono ora a capo delle vendite per entrambi

22 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

KLAUS KRÖPPEL

i marchi, ciascuno con la responsabilità di un gruppo di Paesi differente. Schramm è responsabile delle vendite di Tadano e Demag per Benelux, Russia, Asia Pacifico, Turchia e Francia; Kröppel ha la responsabilità della vendita di gru nei paesi di lingua tedesca, nel Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia e nei Paesi nordici. “Mentre continuiamo ad attuare l’integrazione di Demag, i clienti di Tadano beneficeranno di un approccio alla vendita più rapido ed efficiente per tutta la gamma di

MANFRED SCHLUMBERGER

prodotti Tadano e Demag”, ha dichiarato Kenichi Sawada, C.O.O. di Tadano. “Lavorando come un’unica azienda e sfruttando le sinergie, insieme siamo più forti e siamo in grado di aiutare meglio i nostri clienti ad avere successo”. Anche i responsabili commerciali dei singoli mercati che dipendono da Schramm e Kröppel forniranno assistenza alle vendite per entrambi i marchi Tadano e Demag. Molti di questi responsabili sono le stesse persone che hanno dato assistenza ai clienti in questi mercati

THOMAS SCHRAMM

nell’acquisto di gru e attrezzature per diversi anni. Il precedente responsabile commerciale per l’organizzazione Demag nei paesi di lingua tedesca, Christian Kassner, dirigerà ora l’organizzazione Tadano e Demag appena unificata per le attrezzature e le gru di seconda mano nell’area geografica EMEAR. Come per le vendite, la nuova struttura organizzativa di assistenza clienti seguirà lo stesso modello “One Tadano”, quindi tutti i suoi membri forniranno assistenza per le macchine Tadano e Demag. Questa nuova struttura di assistenza sarà diretta da Manfred Schlumberger, Customer Support Director. Mettendo al centro dell’impegno di assistenza clienti non più il singolo marchio ma l’intera azienda, Tadano sfrutta in modo efficace le sinergie e le buone pratiche di entrambe le organizzazioni. Inoltre, il dipartimento non viene semplicemente posto sotto il controllo di un manager di livello superiore, ma vengono accorpati


anche i livelli gestionali inferiori. “Di conseguenza, dipartimenti chiave quali formazione e assistenza clienti avranno a capo una sola persona, permettendoci di essere più vicini ai nostri clienti e di sfruttare meglio gli effetti sinergici”, ha spiegato Manfred Schlumberger. Inoltre, i tecnici di assistenza di entrambi i marchi stanno attualmente seguendo corsi di formazione per ampliare la rete di assistenza ed essere in grado di rispondere alle richieste dei clienti in modo ancora più rapido. C’è un punto completamente nuovo per Demag: com’è già stato fatto per Tadano, le attività operative di assistenza e ricambi sono ora riunite sotto un solo tetto. “Avere riunite assieme le attività operative di assistenza e ricambi porterà un notevole miglioramento di questi servizi per i nostri clienti”, ha dichiarato Schlumberger. Il dipartimento di programmazione rimarrà invariato per permettere ai clienti di mantenere gli stessi contatti telefonici a cui sono abituati. Comunque, anche il team Tadano-Demag crescerà insieme in questo contesto non appena saranno stabiliti tutti i prerequisiti interni per una transizione senza inconvenienti per i suoi clienti. Sawada ha continuato: “L’integrazione di Demag nel gruppo Tadano ha innalzato quest’ultimo a fornitore di soluzioni di sollevamento complete e riempito le lacune di prodotto su entrambi i

versanti; stiamo lavorando per sfruttare le sinergie tecnologiche e operative che sono a disposizione di Tadano dopo l’acquisizione di Demag. Mentre continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di diventare ‘One Tadano’, al centro della nostra attenzione rimane il successo dei nostri clienti e vogliamo dar loro supporto nel modo migliore e più efficiente possibile”.

COME SE NON CI FOSSERO I SOLLEVATORI ELETTRICI DI JLG ZERO EMISSIONI – ZERO RUMORE

Pensati per lavorare in luoghi sensibili senza disturbare l’ambiente circostante, i sollevatori elettrici JLG© sono alimentati con batterie agli ioni di litio, sicure e veloci da caricare, e da due motori elettrici, per operare in modo pulito con il massimo dell’efficienza in qualsiasi area di lavoro. Provateli e scoprite le prestazioni incondizionate e la flessibilità di poter lavorare in interni e all’esterno con un’unica macchina. Per saperne di più su come i sollevatori elettrici aiutano ad adeguarsi agli obblighi ambientali senza impattare sulla produttività, visitate jlg.com/EC-boom JLG Industries Italia Srl | Via Po, 22 | 20010 Pregnana Milanese (MI) italia@jlg.com | Tel. 02 9359 5210


NOTIZIE GENIE

Tre piattaforme “XC” per WEMO-tec Operando su tutto il territorio nazionale da sei filiali distribuite in Assia orientale, nell’area Reno-Meno e Franconia Centrale, gli specialisti tedeschi del noleggio WEMO-tec hanno recentemente ampliato la propria flotta di noleggio composta da 600 unità per il sollevamento aereo con l’aggiunta di tre piattaforme a braccio telescopico Genie Xtra Capacity (XC). I modelli includono una Genie SX-135 XC e due Genie S-45 XC. Come parte delle loro caratteristiche C, comuni a tutti i modelli della gamma di prodotti Genie XC, tutte e tre le piattaforme a braccio offrono una consistente capacità di sollevamento a doppia area di lavoro di 300 kg senza limitazioni e 454 kg con limitazioni. Di conseguenza, nelle piattaforme con ceste da 2,44 m si possono sollevare due persone all’altezza massima e tre persone, oltre ad attrezzi e materiali, quando sono in funzione nell’area di lavoro con una capacità di 454 kg. Helge E. Jost, responsabile del reparto piattaforme di lavoro e tecnologia del sollevamento per la WEMO-tec afferma: “Con l’introduzione di queste tre nuove unità nella nostra flotta di macchine per il

24 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

sollevamento aereo siamo orgogliosi di mettere a disposizione dei clienti la scelta di 45 piattaforme a braccio telescopico con altezze di lavoro da 15 m a 43 m. Grazie alla loro maggiore capacità di sollevamento e alle prestazioni ottimizzate ci aspettiamo che questi nuovi modelli Genie XC offrano nuove opportunità di noleggio. Per i nostri clienti questi modelli combinano i vantaggi di una maggiore produttività, oltre a essere più versatili e flessibili per adattarsi ai loro specifici scenari applicativi”. La piattaforma a braccio Genie SX-135 XC fornisce uno sbraccio orizzontale massimo di 27,43 m. Altre caratteristiche chiave includono il Genie Jib-Extend telescopico da 5,48 a 9,14 m,

adeguato a un’ampia gamma di lavori in cui l’alta precisione è fondamentale, e il design ad assali estensibili del Genie Mini XChassis. Combinando i vantaggi di un ridotto ingombro a terra di 3,94 x 4,11 m con gli assali estensibili/ retraibili, il sistema Genie Mini XChassis consente un facile accesso al cantiere e semplifica il trasporto oltre a rendere la manutenzione più agevole. La piattaforma a braccio Genie S-45 XC offre un’altezza di lavoro di 15,56 m e uno sbraccio orizzontale di 11 m. I suoi assali oscillanti attivi, la trazione permanente 4x4 e la capacità di superare le pendenze del 45% la rendono perfetta per cantieri su terreni sconnessi e anche su dislivelli fino a 7° con capacità limitate. Questi bracci Genie XC sono anche dotati di una cella di controllo carico che continuamente monitora il peso in piattaforma e limita l’area operativa nel rispetto del diagramma di lavoro, il tutto dando la possibilità di una calibrazione a zero sul campo. Hanno anche in dotazione il controllo automatico dell’area di lavoro che consente il posizionamento preciso della piattaforma e un confortevole modo di lavoro per l’operatore.


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ATTUALITA’ EDILIZIA SPORTIVA

ULTIMO STADIO IL CALCIO È LA GRANDE PASSIONE DEGLI ITALIANI, MA I NOSTRI IMPIANTI DENUNCIANO UNA GRAVE ARRETRATEZZA. LA MAGGIOR PARTE DI ESSI SI AVVIA A COMPIERE UN SECOLO DI VITA. INTER, JUVENTUS E MILAN, LE SOCIETÀ PIÙ BLASONATE DEL PAESE, STANNO PROVANDO A INVERTIRE LA ROTTA, PER POTER MEGLIO COMPETERE CON LE RIVALI EUROPEE. MA LA SITUAZIONE GENERALE RICHIEDEREBBE INGENTI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E ADEGUAMENTI, SIA SUL PIANO DEL COMFORT CHE DELLA SICUREZZA

di Lorenzo Zacchetti

I

l dibattito sul futuro di San Siro sta dividendo la città di Milano, con una eco che si riverbera in tutto il mondo. Il destino della “Scala del calcio” non lascia indifferenti gli amanti del pallone, a prescindere dalla loro nazionalità e fede sportiva, e nemmeno gli addetti ai lavori: sono infatti diverse le particolarità riguardanti il progetto presentato da Inter e Milan.

26 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

La prima sta proprio nell’alleanza tra i due club meneghini, decisi a condividere il nuovo stadio come da tradizione italiano. Nel resto d’Europa, invece, il modello di business connesso alla gestione degli stadi è legato all’uso esclusivo da parte di una sola squadra per tutto l’arco della settimana. Tra gli impianti moderni, l’unico caso di

struttura concepita per l’uso condiviso da parte di due formazioni locali è l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, costruita per i mondiali del 2006 e inaugurata un anno prima della manifestazione iridata. Per sottolineare la sua poliedricità è stata realizzata una facciata cangiante: un gioco di luci la


colorava di rosso in occasione delle partite del Bayern e di azzurro per quelle del Monaco 1860 (oltre al bianco per la nazionale tedesca). Lo scriviamo al passato perché già nel 2007 le difficoltà finanziarie hanno costretto il 1860 a lasciare la gestione dell’impianto ai più ricchi “cugini”, trasferendosi nel vecchio Grünwalder Stadion. Altra anomalia del progetto milanese riguarda la convivenza tra il nuovo impianto e quello già esistente, che dovrebbe comunque essere considerevolmente ridimensionato. L’unico paragone in Europa è Barcellona, dove accanto al Camp Nou sorgeva il piccolo Miniestadi (in fase di demolizione, essendo stato sostituito dall’Estadio Johan Cruyff, un più moderno impianto nella zona di Sant Joan Despi), dove giocavano la squadra giovanile e quella femminile degli “azulgrana”. Un terzo elemento di discussione è la collocazione dello stadio: la scelta di costruirlo nello stesso quartie-

INAUGURATO NEL 1926, SAN SIRO ORIGINARIAMENTE AVEVA UN SOLO ANELLO. NEL 1955 LA SUA CAPIENZA VENNE AUMENTATA CON LA COSTRUZIONE DEL SECONDO E PER I MONDIALI DI ITALIA ’90 VENNE AGGIUNTO ANCHE IL TERZO, SORRETTO DALLE ICONICHE TORRI CILINDRICHE. LA STRUTTURA DEL MEAZZA RIMARRÀ IN USO, ACCANTO AL NUOVO STADIO, MA SARÀ SENSIBILMENTE RIDOTTA

re anziché in uno spazio meno congestionato nell’area metropolitana, è in netta controtendenza rispetto al trend generale. Lasciamo le valutazioni del caso alla discussione in corso e proviamo ad allargare lo sguardo al resto degli impianti italiani, la maggioranza dei quali è stata costruita negli anni Venti del secolo scorso - proprio come San Siro - e che certo non fanno meno fatica a reggere il peso dell’età.

Il benchmark è a Torino Il fiore all’occhiello degli impianti nostrani è certamente la casa della Juventus, che dal 2017 si chiama Allianz Stadium per ragioni di sponsorship: la compagnia assicurativa ne ha acquisito naming rights fino al 2023. Inaugurato nel settembre 2011, ha portato molta fortuna alla società bianconera, che oltre a vincere tutti gli otto i campionati fin qui disputati nel nuovo impianto ha anche dato una notevole spinta al proprio business, nel solco delle altre big europee. Ben lungi dall’essere “solo” uno stadio, nell’area limitrofa

FAMOSO IN TUTTO IL MONDO, LO STADIO DI SAN SIRO È SOPRANNOMINATO “LA SCALA DEL CALCIO”, MA INTER E MILAN HANNO MANIFESTATO LA NECESSITÀ DI COSTRUIRE UN NUOVO IMPIANTO, PER RAGGIUNGERE GLI STESSI STANDARD DELL’ELITE INTERNAZIONALE

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 27


ATTUALITA’ Il BIM a Bergamo

IL NUOVO STADIO DI MILANO SORGERÀ NELL’AREA CHE OGGI OSPITA IL PARCHEGGIO E IL PARCHETTO ACCANTO A SAN SIRO. IL SUO DESIGN SARÀ SCELTO TRA LE DUE PROPOSTE FINALISTE: NELLE FOTO VEDIAMO “LA CATTEDRALE” DELLO STUDIO POPOLOUS (CHE A LONDRA HA GIÀ FIRMATO IL NUOVO WEMBLEY E IL TOTTENHAM HOTSPURS STADIUM) E “GLI ANELLI DI MILANO”, PROGETTO DI SPORTIUM (LA JOINT-VENTURE DI MANICA E CMR) INAUGURATO NEL 2011, L’ALLIANZ STADIUM DI TORINO È DI PROPRIETÀ DELLA JUVENTUS, CHE VI HA VINTO TUTTI I CAMPIONATI FIN QUI DISPUTATI, OLTRE A TRARNE NOTEVOLI BENEFICI ANCHE DAL PUNTO DI VISTA COMMERCIALE. QUELLA BIANCONERA È UNA CASE-HISTORY CHE STA ISPIRANDO ALTRE SOCIETÀ SPORTIVE ITALIANE

ospita anche un museo, un hotel, un centro medico e un centro commerciale, offrendo così un ampio spettro di servizi al pubblico. La capienza è stata limitata a soli 28.177 posti: i biglietti sono costosi, ma danno accesso a un’esperienza davvero unica, anche grazie alla vicinanza tra gli spalti e il terreno di gioco, nonché ai giochi di luce che anticipano l’avvio delle partite. L’impianto più

moderno d’Italia sorge sulle ceneri dello Stadio Delle Alpi, costruito per i mondiali del 1990 e demolito appena 19 anni dopo per via delle evidenti carenze strutturali e di visibilità.

Il successo riscosso dai bianconeri ha incoraggiato anche società meno abbienti a perseguire la strada dell’impianto di proprietà. Sia l’Udinese che l’Atalanta hanno acquistato i rispettivi stadi dalle amministrazioni locali, cambiandone il nome per ragioni pubblicitarie. Lo Stadio Friuli, oggetto di una imponente ristrutturazione, dal 2016 si chiama Dacia Arena. Lo stadio di Bergamo, un tempo chiamato Atleti Azzurri d’Italia, nel 2017 è stato comprato dall’Atalanta e dalla scorsa estate ha assunto il nome di Gewiss Stadium, per via della sponsorizzazione dell’azienda bergamasca che si occuperà anche dell’illuminazione del campo e delle nuove tribune. Pur essendo già stato molto modificato, infatti l’impianto orobico cambierà ulteriormente a partire dal 2021. Il progetto dello studio De8 Architetti si concentrerà sulle curve Nord e Sud, da demoli-

LA “SARDEGNA ARENA” È L’IMPIANTO PROVVISORIO NEL QUALE IL CAGLIARI GIOCA DAL 2017, REALIZZATO DALLA BLUE SHARK NELL’AREA DEL PARCHEGGIO DEL SANT’ELIA, UTILIZZANDO DEL MATERIALE METALLICO PREFABBRICATO

I 20 STADI DELLA SERIE A ITALIANA CITTÀ

SQUADRA/E

NOME

PROPRIETÀ

CAPACITÀ

INAUGURAZIONE

Bergamo

Atalanta

Gewiss Stadium

Atalanta

22.512

1928

Bologna

Bologna

Renato Dall’Ara

Bologna

36.462

1927

Brescia

Brescia

Mario Rigamonti

Comune di Brescia

19.550

1959

Cagliari

Cagliari

Sardegna Arena

Comune di Cagliari

16.416

2017

Ferrara

SPAL

Paolo Mazza

Comune di Ferrara

16.134

1928

Firenze

Fiorentina

Artemio Franchi

Comune di Firenze

43.147

1931

Genova

Genoa e Sampdoria

Luigi Ferraris (detto Marassi)

Comune di Genoa

36.599

1911

Lecce

Lecce

Ettore Giardiniero (detto Via del Mare)

Comune di Lecce

32.000

1966

Milano

Milan e Inter

Giuseppe Meazza (detto San Siro)

Comune di Milano

75.923

1926

Napoli

Napoli

San Paolo

Comune di Napoli

54.726

1959

Parma

Parma

Ennio Tardini

Comune di Parma

22.350

1924

Reggio Emilia

Sassuolo

Mapei Stadium

Mapei (proprietario del Sassuolo)

21.525

1995

Roma

Roma e Lazio

Stadio Olimpico

CONI

70.634

1953

Torino

Juventus

Allianz Stadium

Juventus

41.507

2011

Torino

Torino

Olimpico - Grande Torino

Comune di Torino

28.177

1933

Udine

Udinese

Dacia Arena

Udinese

25.132

1976

Verona

Verona e Chievo*

Marcantonio Bentegodi

Comune di Verona

31.045

1963

*attualmente in Serie B

28 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


re e ricostruire creando uno stadio dalla pianta rettangolare con nuove tribune a ridosso del campo di gioco. Le nuove curve saranno avvolte da una leggera struttura reticolare colorata in acciaio, in contrasto con le facciate delle tribune storiche che invece rimarranno inalterate, portando lo stadio a una capienza di 24.000 spettatori. La velocità dei lavori fin qui eseguiti è legata alla metodologia BIM, che ha ridotto al minimo gli errori in fase di progettazione e ha portato alla massima efficienza realizzativa e al coordinamento in cantiere. SCE Project, società multidisciplinare d’ingegneria con sede a

LAVORI IN CORSO NEI PARCHEGGI DELLA ALLIANZ ARENA DI MONACO DI BAVIERA, IMPIANTO REALIZZATO PER I MONDIALI DI GERMANIA 2006. LA PARTICOLARITÀ ESTETICA DI QUESTO IMPIANTO È COSTITUITA DALLE LOSANGHE CHE RICOPRONO LA FACCIATA, LE QUALI POSSONO ILLUMINARSI CON COLORI DIVERSI IN BASE AL TIPO DI EVENTO CHE VIENE OSPITATO ALL’INTERNO

“

LA PROPRIETÀ DELLO STADIO È CONSIDERATA UN ELEMENTO INDISPENSABILE NEL MODERNO CALCIOBUSINESS, MA IN ITALIA È ANCORA UN’ECCEZIONE

Milano, si è occupata della progettazione integrata (strutturale, architettonica e impiantistica) in fase preliminare, definitiva ed esecutiva e della direzione lavori delle strutture e degli impianti. L’Ing. Stefano De Cerchio, uno dei fondatori di SCE Project, ha spiegato a bimportale.com: “L’uso del BIM ha portato a una riduzione dei tempi in questo progetto. Il vantaggio enorme che offre la modellazione BIM nel settore dell’edilizia sportiva è la possibilità di replicare parametri già studiati da uno stadio all’altro. In tal modo si velocizzano incredibilmente i tempi sia in fase di progettazione che di realizzazione”. In attesa di avere uno stadio all’altezza degli standard europei, l’Atalanta ha giocato proprio a San Siro le partite interne di Champions League.

Stallo Capitale SCE Project si è occupata anche della progettazione integrata e del BIM&Data Management del nuovo stadio della Roma, un’esigenza fortemente sentita dalla proprietà americana dei giallorossi, ma il cui iter si è notevolmente complicato in seguito allo scandalo che nell’e-

„

state 2018 ha portato a nove arresti per corruzione. Anche la Lazio pensa a un impianto di proprietà, ma ormai da 56 anni entrambe le squadre romane giocano nello Stadio Olimpico. Appartenente al CONI, l’arena capitolina è l’evoluzione del “Foro Mussolini”, edificato nel 1932. Sono numerosi gli stadi italiani costruiti durante il regime fascista, che aveva individuato nello sport uno strumento per rafforzare il proprio consenso e il sentimento di unità nazionale. Lo stesso campionato di calcio, con il suo attuale format a girone unico, si deve a un’intuizione del gerarca Leandro Arpinati, che Mussolini aveva insediato alla presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio. Non deve quindi stupire che lo stadio di Bologna e quello di Ferrara si chiamassero rispettivamente “Littoriale” e “Littorio”, prima di essere intitolati a due “bandiere” delle rispettive squadre: il presidente felsineo Renato Dall’Ara e l’allenatore della SPAL Paolo Mazza.

Monumenti storici Il record di anzianità tra gli stadi

tuttora in uso appartiene al Luigi Ferraris di Genova, che molti chiamano “Marassi” dal nome del quartiere in cui sorge. La sua inaugurazione risale addirittura al 22 gennaio 1911, quando l’Inter fu ospite del Genoa, la più antica società italiana. La fondazione del club da parte dei pionieri inglesi si rispecchia non solo nel nome anglofono, ma anche nello stile architettonico tipicamente britannico che l’impianto ha assunto dopo la ristrutturazione del 1933, con la vicinanza degli spalti al campo, le torri e le tribune in rettilineo. Nonostante il suo fascino unico, anche il Ferraris denuncia il peso dell’età. La più recente ristrutturazione risale a Italia ‘90, evento che vide la costruzione di un nuovo impianto (il San Nicola di Bari) e massicci interventi sugli altri 11 utilizzati. Tra questi si annovera anche il San Paolo di Napoli, che lo scorso 6 dicembre ha compiuto 60 anni. Nonostante i successivi ammodernamenti, l’ultimo dei quali risale alle Universiadi della scorsa estate, l’impianto denota una serie di carenze che di certo non aiutano a realizzare le ambizioni della squadra e del suo caloroso pubblico. All’inizio del campionato in corso si è verificato un episodio decisamente significativo, con il ritardo nei lavori di ristrutturazione demarzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 29


ATTUALITA’ I 20 STADI PIU’ GRANDI DEL RESTO D’EUROPA CITTÀ

SQUADRA/E

NOME

PROPRIETÀ

CAPACITÀ INAUGURAZIONE

Barcellona (Spa)

Barcellona

Camp Nou

Barcellona

99.350

1957

Londra (Ing)

Nazionale inglese

Wembley

Federazione inglese

90.000

2002

Dublino (Irl)

uso promiscuo

Croke Park

Federazione degli sport gaelici

82.300

1913

Londra (Ing)

uso promiscuo

Twickenham Stadium

Federazione inglese (di rugby)

82.000

1907

Dortmund (Ger)

Borussia Dortmund

Signal Iduna Park

Borussia Dortmund

81.365

1974

Madrid (Spa)

Real Madrid

Santiago Bernabeu

Real Madrid

81.044

1947

Mosca (Rus)

Nazionale russa

Luzhniki Stadium

Città di Mosca

81.000

1956

80.698

1998

Saint Denis (Parigi, Fra)

Nazionale francese

Stade de France

Consorzio Stade de France (governo francese)

Istanbul (Tur)

Nazionale turca

Stadio Olimpico Atatürk

Governo turco

79.414

2002

Atene (Gre)

Panathinaikos e nazionale greca

Stadio Olimpico

Comitato Olimpico greco

75.000

1982

Monaco di Baviera (Ger)

Bayern Monaco

Allianz Arena

Bayern Monaco

75.000

2006

Manchester (Ing)

Manchester United

Old Trafford

Manchester United

74.994

1910

Berlino (Ger)

Hertha Berlino

Olympiastadion (stadio olimpico)

Città di Berlino

74.649

1936

Cardiff (Gal)

uso promiscuo

Millennium Stadium

Federazione gallese (di rugby)

74.500

1999

Kiev (Ucr)

Dinamo Kiev e nazionale ucraina

Stadio Olimpico

Ministero dello sport ucraino

70.050

2012

Monaco di Baviera (Ger)

uso promiscuo

Olympiastadion (stadio olimpico)

Città di Monaco di Baviera

69.250

1972

Baku (Aze)

Qarabag e nazionale azera

Stadio Olimpico

Federazione dell’Azerbaigian

68.700

2015

LO STADIO DI BRAGA, IN PORTOGALLO NON È TRA I PIÙ GRANDI D’EUROPA MA È CERTAMENTE TRA I PIÙ PARTICOLARI. L’ARCHITETTO SOUTO DE MOURA LO HA REALIZZATO NELLA CAVA DI MONTE DO CASTRO, CON UNA PARETE DI ROCCIA CHE IRROMPE DIETRO UNA DELLE PORTE: L’IMPIANTO È INFATTI PRIVO DI TRIBUNE SUI LATI CORTI DEL RETTANGOLO

gli spogliatoi che ha spinto l’allora allenatore Carlo Ancelotti a una pubblica lamentela decisamente insolita. Lo stadio di Firenze, esempio di Razionalismo italiano, invece ha come particolarità la Torre di Maratona, costruita sia per simboleggiare lo spirito competitivo degli atleti (in passato era usato anche per altri sport) che gli ideali del regime fascista. Anche la Fiorentina ha scelto di voltare pagina grazie a un nuovo impianto, che sorgerà a sud dell’area oggi occupata dal Mercato Ortofrutticolo.

Traslochi sardi Nelle storie degli stadi italiani ritroviamo numerose curiosità, dal Sassuolo che gioca nella vicina Reggio Emilia ai tanti cambi di nome dello stadio del Torino: “Benito Mussolini”, “Vittorio Pozzo”, 30 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

“Comunale”, “Olimpico” e oggi “Olimpico - Grande Torino”. Ma la vicenda più particolare è sicuramente quella del Cagliari. L’entusiasmo scatenato dalla vittoria dello storico Scudetto del 1970 spinse la società sarda a lasciare il vecchio Amsicora per traslocare nel più capiente Sant’Elia, dove ha giocato fino al 2010, quando ne è stata riscontrata l’inagibilità. Dopo provvisori trasferimenti a Tempio Pausania - e addirittura al Nereo Rocco di Trieste - la squadra si è spostata all’Is Arenas, piccolo stadio situato nel vicino comune di Quartu Sant’Elena. Per portarlo a una capienza di 16.500 spettatori sono state utilizzate delle tribune provvisorie, ma l’intervento non ha soddisfatto i necessari criteri di sicurezza e il Cagliari ha dovuto cambiare nuovamente casa. Dopo

UN RENDER DEL NUOVO STADIO DOVE IL CAGLIARI DOVREBBE TRASFERIRSI NEL 2021, DOPO NUMEROSE PEREGRINAZIONI. SORGERÀ NELL’AREA DEL VECCHIO SANT’ELIA E AVRÀ 25.000 POSTI. LA MODIFICA DEL PROGETTO PRELIMINARE È STATA AFFIDATA A SPORTIUM

un breve periodo in un Sant’Elia aperto solo parzialmente ha compiuto una scelta davvero senza precedenti con la costruzione della Sardegna Arena, inaugurata nel 2017. Costruita nell’area dei parcheggi del vecchio Sant’Elia, avviato alla demolizione, si tratta di un impianto in ferrotubi simili a quelli dell’Is Arenas, concepito per un uso temporaneo in attesa della costruzione di un impianto nuovo di zecca, progettato da Sportium. Il prossimo trasloco è in programma nel 2021. Salvo complicazioni che, viste le esperienze pregresse, non sarebbero sorprendenti. ■


MACCHINE GENIE

SOLUZIONI

“SU MISURA”

PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE SPECIFICHE DEI SUOI CLIENTI, IL COSTRUTTORE STATUNITENSE OFFRE I VANTAGGI GARANTITI DA TRE GAMME DI PIATTAFORME A BRACCIO, ADATTABILI A MOLTEPLICI NECESSITÀ DI CANTIERE E APPLICAZIONI

di Ettore Zanatta

LA PIATTAFORMA GENIE S-60 J CONSENTE AI NOLEGGIATORI DI AMPLIARE LA PROPRIA OFFERTA METTENDO A DISPOSIZIONE UNA MACCHINA ADATTA A OGNI ESIGENZA DI CANTIERE

32 ONSITELIFT - marzo-aprile 2020


I

n un settore, quello del sollevamento e della movimentazione di materiali in quota, che spesso e volentieri richiede soluzioni “su misura” per via della varietà di cantieri e applicazioni che lo contraddistinguono, Genie è oggi in grado di garantire “soluzioni di prodotto globali” adattabili ai requisiti specifici di progetto dei clienti finali. Come? Offrendo alle società di noleggio l’opportunità di aumentare il loro rendimento del capitale investito grazie all’ampliamento delle loro flotte con una gamma di macchine specializzate che trova il suo testimonial ideale nelle gamme “J”, “XC” e “FE”.

Una nuova gamma per i lavori in quota Da questa primavera è disponibile sul mercato EMEAR la nuova generazione di piattaforme a braccio telescopico Genie serie “S”. Grazie a peculiarità che le rendono idonee per il completamento di applicazioni di lavoro in quota (edilizia generale, manutenzione, ispezione e verniciatura), infatti, la nuova S-60 J - così come la “sorella maggiore” S-80 J - offre le prestazioni indispensabili di cui gli operatori hanno bisogno per svolgere il lavoro in quota. In questo caso, utilizzando un braccio con jib da 1,8 m con capacità in cesta senza restrizioni di 300 kg (che consente di avere due occupanti più gli attrezzi da lavoro), un peso di soli 7.550 kg e un telaio compatto, la piattaforma raggiunge un’altezza di lavoro di 20,5 m, un’altezza al piano calpestio di 18,5 m, uno sbraccio orizzontale di 12,3 m e 56,4 cm di altezza libera da terra. All’interno di una flotta a noleggio, la piattaforma Genie S-60 J è complementare al modello S-65 XC per il sollevamento di carichi ed è ideale per completare lavori in quota quali costruzioni edili, manutenzioni, ispezioni e pitture. Equipaggiata per offrire elevate prestazioni, la piattaforma a braccio S-60 J viene fornita di serie con

IL DESIGN DELLA PIATTAFORMA GENIE S-65 XC HA PREVISTO UNA NUOVA STRUTTURA DEL BRACCIO CHE OFFRE PRESTAZIONI AFFIDABILI, UN RILEVANTE SBRACCIO OPERATIVO E UN ADEGUATO CONTROLLO DEL CAMPO DI AZIONE, GRAZIE ANCHE A UN JIB CHE GARANTISCE UNA CAPACITÀ DI 454 KG

assali oscillanti attivi brevettati da Genie e dotata di propulsore diesel Kubota D1105 da 17,8 kW conforme allo Stage V (questo motore offre un funzionamento semplice e una manutenzione facilmente eseguibile in officina, grazie a un design interamente pensato per il noleggio). È possibile poi acquistare questa macchina dotata di mo-

tore Kubota D1803 turbodiesel da 36,5 kW (sempre Stage V) e pneumatici antitraccia, fuoristrada e riempiti di schiuma. La piattaforma è altresì dotata della tecnologia di rilevamento digitale del carico Genie ed è conforme alle linee guida sul sovraccarico indicate dalla norma europea EN280. Il suo funzionamento ad area di lavoro unica consente una semplice calibrazione e la risoluzione dei problemi grazie all’uso di componenti e sensori semplici e affidabili. E per soddisfare i requisiti di sicurezza in cantiere questo nuovo modello viene fornito di serie con il sistema di Allarme a Contatto Genie Lift Guard. Dotata di uno schermo digitale LCD sul quadro comandi a terra, inoltre, la piattaforma a braccio Genie S-60 J è compatibile con lo strumento di diagnostica portatile Genie Tech Pro Link, per una maggiore flessibilità durante gli aggiornamenti della macchina, la calibrazione e la risoluzione dei guasti, anche dalla cesta, senza bisogno di un computer portatile o di accessori aggiuntivi.

Sollevamento in modalità ibrida La piattaforma a braccio ibrida articolata Z-45 FE è una delle più recenti soluzioni versatili, effi-

LA PIATTAFORMA S-80 J - COSÌ COME LA “SORELLA MINORE” S-60 J - OFFRE LE PRESTAZIONI INDISPENSABILI DI CUI GLI OPERATORI HANNO BISOGNO PER SVOLGERE IL LAVORO IN QUOTA marzo-aprile 2020 - ONSITELIFT 33


MACCHINE

LE PIATTAFORME IBRIDE A BRACCIO ARTICOLATO GENIE Z-45 FE E Z-60 FE RISPONDONO ALLA CRESCENTE DOMANDA MONDIALE DI SOLUZIONI PER IL SOLLEVAMENTO AEREO ECOLOGICHE, VERSATILI ED ECONOMICHE

cienti ed ecologiche proposte da Genie, presentata in anteprima al Bauma 2019. Facendo seguito alla crescente domanda di soluzioni sostenibili di lavoro in quota all’interno della gamma dei 16 m,

Genie ha dunque proposto questo modello, progettato e costruito a Umbertide (PG) e disponibile nelle regioni EMEAR dall’inizio di quest’anno. Progettato utilizzando la stessa tecnologia ibrida

UNA Z-45 XC IN ANTARTIDE Una piattaforma Z-45 XC si è resa protagonista in Antartide, nell’ambito di un progetto di costruzione che ha rappresentato una sfida straordinaria, per la quale erano richiesti macchinari robusti e affidabili. Il distributore autorizzato Genie HDW (Paesi Bassi) ha fornito questo modello al suo cliente Royal BAM Group (BAM), adattato su misura per soddisfare le esigenze del British Antarctica Survey (BAS) e dei partner NERC, SWECO e Rambol. La missione di ricerca sarà condotta per un periodo da sette a 10 anni: consegnata nel gennaio 2019, la Genie Z-45 XC rimarrà sul posto per cinque anni per essere di aiuto in un’ampia gamma di applicazioni. Tra queste, in particolare, l’ampliamento delle strutture di ormeggio per la nuova nave polare RRS Sir David Attenborough, il processo di ammodernamento della Stazione di Ricerca Rothera e il miglioramento delle strutture e delle condizioni di lavoro presso altre stazioni di ricerca BAS della zona. Mentre la ricerca nella stazione continua tutto l’anno - anche a temperature fino a -60°C, a causa del 34 ONSITELIFT - marzo-aprile 2020

vento e del freddo estremo - il lavoro con le macchine può avvenire solo durante l’estate, da ottobre a febbraio, quando le temperature “salgono” a -15° C, diventando sopportabili. Come spiega Wilco Donkersloot, responsabile Clienti di HDW, “la piattaforma Genie Z-45 XC combina i vantaggi delle prestazioni su terreni fuoristrada e delle elevate capacità di sollevamento, consentendo a due persone di avere più materiali e attrezzi

della sorella maggiore Z-60 FE, questa versione da 15,92 m di altezza di lavoro offre uno sbraccio orizzontale masimo di 6,94 m, un’altezza di scavalcamento di 7,50 m e una capacità di sollevamento non limitata di 300 kg. Come risultato in termini di versatilità, basse emissioni, risparmio energetico e ridotta manutenzione, questa macchina a trazione 4x4 unisce i benefici nel noleggio di alti ritorni del capitale investito con la possibilità di lavorare praticamente in ogni tipo di cantiere, al chiuso o all’aperto. La piattaforma a braccio ibrida Genie Z-45 FE, infatti, offre la combinazione di un’alimentazione ibrida silenziosa e rispettosa dell’ambiente e delle prestazioni fuoristrada di un modello diesel a quattro ruote motrici e, per ciò che concerne la produttività, consente di portare il 30% in più di materiali in cesta rispetto ad altre macchi-

in cesta. Si tratta di un vantaggio in termini di produttività che ha reso questo modello ideale per il compito previsto, essendo una missione in cui il lavoro può essere svolto solo per cinque mesi l’anno. Naturalmente l’unità ha richiesto una serie di modifiche per adattarsi alle condizioni estreme dell’Antartide”. Nel corso della sua missione quinquennale la piattaforma a braccio Genie Z-45 XC lavorerà per un totale stimato di circa 2.000 ore.


ne ibride in questo raggio d’altezza. In modalità “tutto elettrico” questa macchina consente di lavorare per un intero turno di lavoro con una singola carica della batteria; in modalità “ibrida” è in grado di garantire oltre una settimana di lavoro con un pieno di serbatoio. E, proprio come la versione Z-60 FE, oltre al sistema di guida con quattro motori elettrici AC sulle ruote che aumenta le performance di guida e semplifica la manutenzione, la Z-45 FE offre anche i benefici di un sistema di assale oscillante sempre attivo che facilita la trazione su terreni sconnessi. Il jib articolato da 1,52 m con rotazione verticale di 135° permette agli operatori di posizionarsi accuratamente. Con le sue due modalità operative, dunque, la piattaforma Genie Z-45 FE offre alle società di noleggio una soluzione versatile, sostenibile e “2 in 1” adatta sia per applicazioni al chiuso che all’aperto, anche quando l’elettricità sul posto non è disponibile.

Per il sollevamento di carichi pesanti Composta da modelli telescopici e articolati, la gamma Genie XC (Xtra Capacity) – che trova i suoi best seller nei modelli S-65 XC e S-85 XC, sul mercato dal 2018 – combina i vantaggi di un design a due zone di sviluppo dell’area di lavoro e garantisce una capacità in piattaforma senza limitazioni di 300 kg e con limitazioni di 454 kg (tre persone a bordo) per lavorare in un’ampia gamma di applicazioni che richiedono capacità di sollevamento del carico particolarmente elevate. Questi modelli – adatti per lavori pesanti come l’edilizia commerciale, strutturale, elettrica e idraulica, così come per applicazioni speciali – si distinguono per diverse peculiarità tecniche e prestazionali: la tecnologia di rilevamento del carico per il monitoraggio accurato del carico in cesta e la calibrazione “a zero” sul campo; il controllo auto-

matico dell’area di lavoro, che permette al braccio di ritrarsi quando raggiunge il suo limite operativo; la tecnologia dei sensori di inclinazione del telaio, che massimizza la capacità degli operatori di accedere alle aree di lavoro difficili da raggiungere; il jib in grado di sostenere

facilmente una maggiore capacità massima; la manutenzione ottimizzata, garantita dalla diagnostica di bordo e dal sistema di controllo a porte CAN abilitate. L’attenzione progettuale riservata all’interfaccia utente e alla semplicità, poi, rende questa macchina facile da usare. ■

REFERENZE “TELESCOPICHE” Genie non offre al mercato del sollevamento solo le tre gamme citate, ma il suo portafoglio prodotti è ben più ampio. Qui trova un posto d’onore la piattaforma SX-180, che si è recentemente distinta in due interventi di particolare complessità. Il primo, presso il cantiere del Ponte Morandi di Genova, dove l’azienda di noleggio Werent - che a sua volta aveva ricevuto le macchine da CTE, distributore autorizzato Genie in Italia - ha fornito due piattaforme a braccio telescopico Genie SX-180, impegnate nell’importante e delicato compito di smantellare la struttura del ponte. Le piattaforme dovevano essere in grado di raggiungere l’altezza del piano stradale di 45 m e di estendere il braccio in un’area di lavoro della larghezza di oltre 18 m, equivalenti a quella della carreggiata del viadotto. A seguito di un’attenta analisi delle esigenze e di una valutazione dei rischi Werent ha consigliato la piattaforma a braccio telescopico Genie SX-180, che garantisce un’altezza di lavoro di 56,86 m e uno sbraccio orizzontale di 24,38 m, con una capacità in cesta di 340 kg, adeguata a sollevare due operai con le attrezzature. Un’altra piattaforma a braccio telescopico Genie SX-180 è stata impiegata in Marocco, per la manutenzione di attrezzature portuali all’interno dell’hub di Casablanca. “Le gru a ponte e le portuali ad alta capacità sono alcune dei nostri macchinari più strategici che si distinguono per la complessità della loro manutenzione e le loro dimensioni”, hanno affermato dalla direzione di Marsa Maroc, Porto di Casablanca. “Per eseguire determinati compiti, come ispezioni o verifiche, in particolare sui bracci delle gru, è imperativo avere una soluzione adeguata per arrivare fino a 50 m (e oltre). Inoltre, poiché Marsa Maroc è certificata QSE, la sicurezza sul cantiere è una delle priorità, perciò abbiamo investito in una piattaforma con sbraccio elevato. Sono pochi i produttori che producono queste macchine e Genie si distingue come uno dei leader riconosciuti in questo settore”. Nell’ambito della sua gara d’appalto, Marsa Maroc si è rivolta a Vemat, distributore autorizzato Genie in Marocco.

marzo-aprile 2020 - ONSITELIFT 35


MACCHINE BOBCAT

L’OPINIONE DELL’EXPERT DOPO IL SUCCESSO OTTENUTO DAL PROTOTIPO PRESENTATO AL BAUMA 2019, IL COSTRUTTORE HA LANCIATO LA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI “WASTE EXPERT” DEDICATA ALLA MOVIMENTAZIONE DEI MATERIALI PER I MERCATI DELLO SMALTIMENTO E DEL RICICLO

di Ettore Zanatta

A

complemento della sua gamma di macchine destinate alle applicazioni agricole e alle costruzioni, Bobcat ha lanciato la nuova gamma di sollevatori telescopici “Waste Expert”, introducendo una nuova soluzione dedicata alla movimentazione dei materiali per i mercati dello smaltimento e del riciclo. Il prototipo della macchina “Waste Expert” (basato sul modello TL43.80HF) ha ricevuto una notevole accoglienza in occasione della scorsa edizione del Bauma; per questo Bobcat ha deciso di proporre quattro delle attuali versioni per grande produttività e con alta portata - denominate TL35.70, TL34.65HF, TL38.70HF e TL43.80HF - come nuove soluzioni “Waste Expert”, tutte dotate di motore Bobcat Stage IV da 74,5 o 97 kW (100 o 130 HP). Queste nuove macchine hanno una capacità di sollevamento che va da 3,4 a 4,3 t e un’altezza di sollevamento che va da 6,5 a 8 m. 36 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


Robusti ed efficienti I sollevatori telescopici Bobcat hanno già dimostrato in passato la loro robustezza, efficienza e facilità d’uso, caratteristiche essenziali per l’impiego nelle applicazioni industriali intensive tipiche dei siti di smaltimento dei rifiuti e del riciclo di materiali. Questi luoghi, infatti, sono ambienti di lavoro difficili e pertanto le macchine qui impiegate devono essere all’altezza del compito. Ecco perché i nuovi telescopici “Waste Expert” sono ancora più robusti, dotati di assali Dana Spicer per impieghi gravosi e di un’ulteriore protezione rinforzata. Questi mezzi sono inoltre dotati di testa del brac-

cio extra-large, di un braccio in acciaio ad alta resistenza, un’ammortizzazione del braccio e di pistoni idraulici protetti sotto e all’interno del braccio. Come tutte i sollevatori Bobcat, i “Waste Expert” sono dotati di un telaio scatolato saldato per soddisfare cicli di impieghi gravosi e offrono un’ottimale altezza libera dal suolo, con protezione sottoscocca sull’intera lunghezza per proteggere i compo-

“

nenti vitali della macchina. Inoltre, i nuovi telescopici Bobcat hanno funzionalità aggiuntive per lavorare in condizioni difficili, tra cui: griglia protettiva per parabrezza e tettuccio; protezione per luci di lavoro e luci di marcia; protezione extra per i serbatoi di olio e carburante; protezione dalla polvere per il braccio interno; protezione del cilindro di inclinazione; comando marcia FNR su leva sterzo

I SOLLEVATORI TELESCOPICI ‘WASTE EXPERT’ SONO COSTRUITI PER GARANTIRE L’AGILITÀ E LA VERSATILITÀ NECESSARIE PER QUALSIASI APPLICAZIONE

„

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 37


MACCHINE

L’OPINIONE

OLIVER TRACCUCCI TELEHANDLER SENIOR PRODUCT MANAGER, BOBCAT

“Le aziende di smaltimento e riciclo hanno bisogno di macchine versatili in grado di eseguire le attività più svariate, devono poter essere manovrate in spazi angusti e devono garantire la massima efficienza con la massima sicurezza per l’intera giornata di lavoro. Con il design più robusto del mercato, una forza di strappo della benna eccezionale, un impianto di raffreddamento efficiente, un baricentro basso e l’interasse lungo per migliorare stabilità e la capacità di sollevamento, i nostri nuovi sollevatori telescopici ‘Waste Expert’ sono l’ideale per i mercati dello smaltimento e del riciclo. Come tutte le nostre macchine, poi, i nuovi telescopici sono progettati e costruiti per i lavori più duri e offrono l’agilità e la versatilità necessarie per qualsiasi applicazione. I modelli HF sono molto robusti e hanno funzionalità per un’alta portata, nonché per garantire produttività di carico e capacità di sollevamento particolarmente elevate”. 38 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

I TELESCOPICI “WASTE EXPERT” SONO DOTATI DI TELAIO SCATOLATO SALDATO, PER SODDISFARE CICLI DI IMPIEGHI GRAVOSI, E OFFRONO UN’ELEVATA ALTEZZA LIBERA DAL SUOLO, CON PROTEZIONE SOTTOSCOCCA SULL’INTERA LUNGHEZZA PER PROTEGGERE I COMPONENTI VITALI DELLA MACCHINA. INOLTRE, BOBCAT OFFRE DIVERSI TIPI DI PNEUMATICI PER LE DIVERSE SUPERFICI CHE SI POSSONO TROVARE NEI SITI DI SMALTIMENTO E RICICLO

e joystick; ventola con inversione automatica; estintore; allarme di retromarcia a banda larga. Anche la visibilità dalla cabina è fondamentale, per la sicurezza dell’operatore e di chiunque ne sia intorno. Sulle macchine “Waste Expert”, infatti, la visibilità panoramica a 360° è garantita dalla cabina asimmetrica brevettata con protezione ROPS/ FOPS livello 2 e finestrino posteriore senza montanti. Le macchine offrono un funzionamento efficiente, sicuro e semplice grazie anche alla trasmissione variabile intuitiva e al freno di stazionamento automatico, che garantiscono ancora più sicurezza e comfort per l’operatore. Le modalità di lavoro carico e movimentazione sono di serie, così come la modalità ECO, che mantiene prestazioni idrauliche ottimali senza usare la massima potenza del motore, regolando le funzionalità principali della macchina per ottenere un equilibrio tra prestazioni al top e ottimo rapporto prestazioni/consumo di carburante. Un’importante caratteristica delle “Waste Expert” è, ovviamente, il braccio telescopico, che offre uno sbraccio elevato, nonché la possibilità di usare svariati accessori, migliorandone la portata e la flessibilità. Le macchine possono così essere usate per svolgere svariate

attività in impianti di trasferimento e impianti per il recupero di materiali. La possibilità di trasportare, sollevare e posizionare balle o materiali ingombranti o caricare tramogge e rimorchi con sponde alte, offre vantaggi reali per diversi settori di smaltimento e riciclo.

LA VISIBILITÀ PANORAMICA A 360° È GARANTITA DALLA CABINA ASIMMETRICA BREVETTATA CON PROTEZIONE ROPS/FOPS LIVELLO 2 E FINESTRINO POSTERIORE SENZA MONTANTI


LA SCHEDA TECNICA I nuovi sollevatori telescopici Bobcat “Waste Expert”

TL35.70

TL34.65HF

TL38.70HF

TL43.80HF

Capacità di sollevamento max.:

3.500 kg

3.400 kg

3.800 kg

4.300 kg

Altezza di sollevamento max. (pneumatici 24”):

6.975 mm

6.415 mm

6.975 mm

7.500 kg

Sbraccio orizzontale max.:

3.915 mm

3.282 mm

3.915 mm

4.000 mm

100 HP

130 HP

130 HP

130 HP

Potenza motore:

CON LA GAMMA “WASTE EXPERT”, BOBCAT HA INTRODOTTO UNA NUOVA SOLUZIONE DEDICATA ALLA MOVIMENTAZIONE DEI MATERIALI PER I MERCATI DELLO SMALTIMENTO E DEL RICICLO. TUTTE LE MACCHINE SONO COPERTE DA TRE ANNI DI GARANZIA STANDARD, CON ESTENSIONE A CINQUE ANNI

Funzionalità ad alte prestazioni La tecnologia HF/High Flow (alta portata) disponibile sui modelli HF offre prestazioni e capacità idrauliche rilevanti, con una pompa di tipo Load Sensing (con rilevamento del carico) da 190 l/min e un distributore di tipo Flow Sharing. L’operatore può così mantenere il motore a velocità notevolmente più basse, consumando meno carburante e sfruttando tempi di ciclo più rapidi. Per evitare il surriscaldamento

dell’olio e la perdita di potenza, la pompa con rilevamento del carico eroga olio solo quando è necessaria potenza idraulica. Bobcat offre diversi tipi di pneumatici per le diverse superfici che si possono trovare nei siti di smaltimento e riciclo, tra cui il Michelin 460/70R24 BIBLOAD, uno pneumatico rinforzato con fili d’acciaio e con battistrada a diamante che offre una maggiore resistenza all’usura e alle lacerazioni e un’importante fluidità di guida. Il Nokian 480/65R24 Tri Steel, invece, è uno

pneumatico speciale rinforzato con fili d’acciaio ideale per gli impianti di smaltimento e riciclo dei rifiuti e per uso industriale grazie alla sua elevata resistenza alla foratura. La terza alternativa è il nuovo Camso TLH 792S 13 R24, uno pneumatico pieno per impieghi gravosi con stabilità, durata e comfort ottimizzati, che offre anche un’eccellente trazione. Con questo pneumatico la velocità delle macchine - che sono dotate di assali rinforzati per impieghi gravosi - viene limitata a 15 km/h. ■ marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 39


MACCHINE HAULOTTE

UNA PARTNERSHIP

PER LA GESTIONE DOCUMENTALE

LA SOCIETÀ UMBRA PLURIMA BASA LA SUA ATTIVITÀ DI FORNITORE DI GESTIONE DOCUMENTALE SU UN’EFFICIENTE GESTIONE DEI MAGAZZINI DESTINATI AGLI ARCHIVI, DOVE UTILIZZA LE MACCHINE DEL COSTRUTTORE FRANCESE PER SPOSTARE CARICHI IN SPAZI RIDOTTI E AD ALTEZZE ELEVATE di Stefano Vitali

40 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


C

on sede a Corciano (PG), Plurima nasce negli anni Novanta proponendo, per prima a livello nazionale, un servizio in outsourcing nel mondo sanitario della gestione documentale. La gamma dei servizi offerti si è progressivamente sviluppata negli anni fino ad arrivare alla fornitura di un servizio di gestione documentale completa, applicato anche in ambiti diversi da quello sanitario. A seguito del crescente interesse da parte dei clienti i settori di intervento di Plurima si sono successivamente ampliati a servizi di logistica integrata, gestione magazzini economali e farmaceutici e all’organizzazione e

fornitura di trasporti sanitari vari. Grazie a un’offerta caratterizzata da alta qualità e tecnologia e a soluzioni organizzative all’avanguardia l’azienda umbra è oggi un punto di riferimento a livello nazionale per Sanità, Finanza, Banche, Pubbliche Amministrazioni, Aziende ed Enti Privati.

Soluzione “su misura” per il magazzino L’attività di gestione documentale offre tutta la gamma di servizi, anche accessori, che il settore richiede: dall’archiviazione del cartaceo alla gestione ottica, dai servizi di ricerca, consultazione e recapito all’utilizzo di un portale unico per

SANITÀ, FINANZA, BANCHE, PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, AZIENDE ED ENTI PRIVATI RICONOSCONO A PLURIMA LA CAPACITÀ DI INTERPRETARE, SE NON ANTICIPARE, IN MODO SEMPRE INNOVATIVO E FUNZIONALE, I BISOGNI E LE RICHIESTE DEL MERCATO. PER LA GESTIONE DEI SUOI MAGAZZINI LA SOCIETÀ UMBRA NECESSITA DI PIATTAFORME AEREE EFFICACI ED EFFICIENTI, COME QUELLE PROPOSTE DA HAULOTTE

la consultazione, fino alla distruzione e al macero della documentazione. Plurima consente quindi, oltre che di archiviare in condizioni di massima sicurezza, anche di reperire singoli documenti in modo rapido e preciso. Grazie alla pluriennale e collaudata esperienza, infatti, l’azienda permette di gestire in outsourcing i documenti correnti come se fossero archiviati nella stanza accanto e di renderli disponibili velocemente, in cartaceo e in digitale, con consegne personalizzate o tramite scansioni “on demand”. Un’efficace gestione del magazzino è, in quest’ambito, una delle chiavi di volta del successo di Plurima.

In questo l’azienda è stata supportata da Haulotte, società in grado di offrire soluzioni idonee alle più diverse esigenze di lavoro in altezza e in situazioni caratterizzate da spazi ridotti, senza sacrificare la precisione e salvaguardando la sicurezza di persone e cose. Per un uso prevalentemente interno Haulotte offre varie macchine ad alimentazione elettrica, tra piattaforme articolate, a pantografo e verticali. Più in dettaglio, tra le piattaforme a pantografo ad alimentazione elettrica spiccano i modelli della linea Compact che, con versioni da 6 a 14 m di altezza di lavoro, rappresentano una scelta ideale per le applicazioni in marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 41


MACCHINE ambito manutentivo e industriale. Recentemente rinnovate sotto vari aspetti costruttivi, queste macchine presentano tutte le più innovative soluzioni tecnologiche sviluppate da Haulotte e vantano nella compattezza, unitamente alla produttività e a una generosa altezza operativa, i loro principali punti di forza. Nella fattispecie, Plurima ha scelto le piattaforme a pantografo Compact 10N e Optimum 8. La prima garantisce manovre sem-

“

PER UN USO PREVALENTEMENTE INTERNO, COME QUELLO NECESSARIO A PLURIMA, HAULOTTE OFFRE VARIE MACCHINE AD ALIMENTAZIONE ELETTRICA, TRA PIATTAFORME ARTICOLATE, A PANTOGRAFO E VERTICALI

„

plici e sicure, raggiunge un’altezza di lavoro di 10 m e ha uno sbraccio frontale di 1 m, con una cesta

LA SCHEDA TECNICA Optimum 8

Compact 10N

Altezza di lavoro:

7,77 m

10 m

Altezza piano di calpestio:

5,77 m

8m

1,72/2,59 m

2,31/3,23 m

2,59 x 0,74 m

3,23 x 0,81 m

Lunghezza piattaforma/con estensione: Dimensioni cesta (estesa): Portata in cesta max.:

230 kg

Interasse:

1,38 m

1,86 m

Altezza da terra:

8,7 cm

13 cm

0,5-4,5 km/h

1-3,2 km/h

Altezza di traslazione max.:

5,77 m

8m

Pendenza superabile max.:

25%

23%

Inclinazione operativa max.:

1,5°/3°

2°

Raggio minimo di sterzata (esterno):

1,5 m

2,38 m

Velocità di traslazione:

Batterie: Peso:

42 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

24 V - 225 Ah 1.590 kg

2.190 kg

da 230 kg di portata. La Optimum 8, invece, è una piattaforma che nella sua nuova versione è ancora più produttiva, più facile da gestire, economica e sicura da utilizzare, ideale per ogni esigenza di lavoro in quota fino a 8 m.

La voce dei protagonisti “Per il nostro lavoro quotidiano - racconta Paolo Piovan, Purchasing Manager di Plurima - abbiamo da sempre utilizzato le macchine Haulotte. Prima ci rivolgevamo ad alcuni noleggiatori nella nostra area di competenza che disponevano delle diverse macchine utili al nostro scopo; nel 2019 abbiamo però deciso di rivolgerci direttamente al costruttore per una decina di macchine di differenti modelli, tra cui le piattaforme aeree a pantografo Compact 10N e Optimum 8. Questa tipologia di macchine è utilizzata nei nostri capannoni di stoccaggio e archiviazione di documenti, che hanno una superficie che varia tra i 2.000 ai 20.000 m², con altezze che variano tra gli 8 ai 12 m. Si tratta di ambienti in cui bisogna rispondere con soluzioni flessibili, versatili e ovviamente sicure. La nostra attenzione si è rivolta alle soluzioni Haulotte perché, oltre a offrire la massima efficienza e sicurezza, sono conformi ai requisiti imposti dalle normative di sicurezza sul lavoro. Ma anche il servizio post-vendita garantito da Haulotte Italia è a livelli di assoluta eccellenza: dopo oltre un anno dall’attivazione della collaborazione diretta possiamo ritenerci particolarmente soddisfatti, perché abbiamo trovato in tutti, dagli uffici commerciali a quelli tecnici, un’assoluta disponibilità sia in termini di consulenza che di assistenza”. ■


MACCHINE LIEBHERR

LA STORIA

IN ESPOSIZIONE IL COSTRUTTORE TEDESCO HA LANCIATO SUL MERCATO TRE NUOVI SOLLEVATORI TELESCOPICI PER IMPIEGHI INDUSTRIALI, CON ALTEZZE DI SOLLEVAMENTO DI 7 E 9 M. NEL FRATTEMPO, LO SCORSO MARZO, HA FESTEGGIATO I 50 ANNI DI PRESENZA NEGLI STATI UNITI IN OCCASIONE DEL CONEXPO CON/AGG 2020 ESPONENDO ALCUNE INTERESSANTI NOVITÀ PER IL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO di Pietro Gabrielli

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LIEBHERR HA LANCIATO SUL MERCATO NUOVI SOLLEVATORI TELESCOPICI INDUSTRIALI CON ALTEZZE DI SOLLEVAMENTO DI 7 E 9 M E PORTATE DA 4,6 A 6 T. L’IMPIANTO IDRAULICO AD ALTA PRESTAZIONE E LA REGOLAZIONE ELETTRONICA CONSENTONO MOVIMENTI DI LAVORO SIMULTANEI E UN POSIZIONAMENTO PRECISO DEL CARICO

L

a primavera di Liebherr si è caratterizzata per il lancio sul mercato di tre nuovi sollevatori telescopici T 46-7s (100 kW), T 55-7s (115 kW) e T 60-9s (115 kW) destinati a impieghi industriali, dotati di motore diesel Stage IV. Il trattamento dei gas di scarico, qui, avviene tramite una combinazione di catalizzatore di ossidazione (DOC) e riduzione catalitica selettiva (SCR) e per tutti i modelli sono disponibili filtri antiparticolato diesel (T 55-7s e T 60-9s di serie). La trazione idrostatica consente una velocità massima di 40 km/h; in alternativa, sono disponibili varianti con velocità di 20 e 30 km/h, a seconda dell’impiego richiesto. La regolazione della velocità di marcia avviene in modo continuo e tramite la funzione opzionale Auto-Power, indipendentemente dalla potenza momentaneamente richiesta all’impianto idraulico di lavoro; contemporaneamente, il regime del motore viene aumentato a richiesta (posizione del joystick), indipendentemente dalla velocità

di marcia. Il “Liebherr Hill Assist” installato di serie, poi, provvede all’attivazione automatica del freno di parcheggio, per il massimo comfort e sicurezza di movimento in zone caratterizzate da dislivelli. L’impianto idraulico di lavoro è gestito in modo elettronico e, grazie alla distribuzione di flusso indipendente dal carico, consente movimenti simultanei di lavoro fluidi con abbondanti riserve di potenza.

Comfort e sicurezza Una delle peculiarità più interessanti di questi telescopici è la nuova cabina: la protezione antiribaltamento di serie non necessita più di una traversa superiore; la griglia protettiva ora è installata all’esterno e consente un’ottimale visua-

le verso l’alto. In caso di manovre in luoghi ristretti, inoltre, il basso punto d’incernieramento del braccio telescopico e la grande vetrata offrono una visuale ideale sugli pneumatici, sull’attrezzattura e sul carico. Il joystick oscillante montato in corrispondenza del sedile controlla fino a sei funzioni per la guida e il comando delle funzioni idrauliche. La selezione delle modalità di sterzata avviene elettronicamente, come in tutti i telescopici della serie “S“ di Liebherr (una sincronizzazione manuale delle posizioni delle ruote non è necessaria). Sullo schermo TFT a colori vengono rappresentati i parametri più importanti della macchina e svariate informazioni utili al suo impiego. I colori differenziati degli marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 45


MACCHINE interruttori di guida, dell’impianto idraulico di lavoro, di sicurezza e dell’illuminazione consentono un controllo intuitivo. La cabina è montata su cuscinetti flottanti che assorbono urti e colpi. Uno spazio interno più ampio, grandi portaoggetti, un vano refrigerato, una radio e una presa di ricarica USB ne completano la dotazione.

Per impieghi estremi La guida del braccio telescopico installata di serie riduce la torsione in applicazioni industriali gravose. Una spazzola di pulizia provvede alla rimozione del materiale, per far sì che esso non penetri all’interno del braccio dopo il carico. La protezione del sottoscocca e le griglie protettive minimizzano il rischio che corpi estranei entrino all’interno della macchina. In caso di trasporto merci “off-road” la trazione integrale e il differenziale bloccabile al 100% garantiscono una guida sicura. Un vantaggio delle macchine Liebherr per quanto riguarda il sollevamento e l’impilamento di materiale è l’elevata stabilità, supportata anche dalla compensazione del dislivello in caso di posizioni inclinate. Oltre a ciò, il dispositivo di allarme per sovraccarichi fornisce continuamen-

LA CABINA DEI NUOVI SOLLEVATORI TELESCOPICI INDUSTRIALI DI LIEBHERR OFFRE UN ALTO LIVELLO DI COMFORT E UNA VISIBILITÀ A 360°, CON UNA POSTAZIONE DOTATA DI CONSOLLE DI COMANDO INTEGRATA NEL SEDILE, A GARANZIA DI UN INCREMENTO DI PRODUTTIVITÀ

te informazioni sulla situazione del carico. In caso di pericoli l’impianto idraulico di lavoro consente solo movimenti di stabilizzazione. Per tutti i modelli della nuova generazione di telescopici vengono offerti diversi tipi di attacco installati in fabbrica: oltre a quello Liebherr, sono disponibili sistemi compatibili con gli attacchi di produzione Manitou, Kramer, JCB e Volvo. Grazie alle altre numerose opzioni, infine, i nuovi model-

I NOSTRI NUOVI HEADQUARTER NEGLI USA

li Liebherr possono essere adattati alle rispettive applicazioni: sono disponibili, ad esempio, una ventola reversibile per la pulizia del radiatore, griglie di sicurezza addizionali o protezioni per la trasmissione e il telaio installate direttamente in fabbrica. Altre opzioni sono lo scarico automatico della pressione dell’impianto idraulico di lavoro per facilitare il cambio degli attrezzi montati, il circuito idraulico supplementare all’estremità del braccio per azionare altre funzioni o una regolazione separa-

Quest’anno Liebherr festeggia un nuovo traguardo, il mezzo secolo di presenza commerciale negli Stati Uniti, e lo fa con l’apertura di nuovi headquarter a Newport News, in Virginia. I nuovi stabilimenti conferiranno ulteriore spazio, così da supportare gli addetti alle vendite, al servizio e al supporto di prodotto, testimoniando l’impegno a lungo termine del Gruppo nei confronti del mercato statunitense. La forza lavoro di Liebherr – circa 1.400 addetti negli USA e oltre 46.000 nel mondo – rappresenta il cuore pulsante del suo successo. Con ulteriori 23.300 m2 di spazio, Liebherr USA si posizionerà al servizio dei clienti per i prossimi 50 anni. 46 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


ta della portata d’olio dell’impianto idraulico di lavoro.

Produttività su quattro assi Con lo slogan “There’s nothing more on 4!”, Liebherr ha presentato la nuova autogrù “All terrain” LTM 1120-4.1, altra interessante novità di questo periodo, anche se le consegne partiranno dall’autunno 2020. Il nuovo carro da 120 t consente a questo modello di entrare in una classe

“

di prestazioni che in precedenza era riservata ai veicoli a 5 assi. In termini di lunghezza del braccio (66 m), poi, si avvicina alle gru della classe delle 200 t. La nuova LTM 1120-4.1 offre capacità di carico davvero rilevanti, in particolare con il braccio sfilato: con una capacità di carico di 9 t sul braccio telescopico a 11 m di sbraccio la macchina è ideale, ad esempio, per il montaggio di gru a torre e antenne.

LIEBHERR FESTEGGIA QUEST’ANNO I 50 ANNI DI PRESENZA NEL MERCATO STATUNITENSE E LANCIA SUL MERCATO NUOVE SOLUZIONI PER IL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO

Questa gru può raggiungere, con il sistema falcone + prolunghe, altezze di sollevamento oltre i 90 m e sbracci fino a 64 m. A tale scopo, una prolunga tralicciata da 7 m può essere installata sul falcone ribaltabile doppio da 10,8 a 19 m, che in opzione può anche avere l’inclinazione idraulica tra 0°e 40°. Un falconcino da montaggi da 2 m e una puleggia che possono essere ripiegati lateralmente completano la lista degli accessori.

„

LA NUOVA AUTOGRÙ LIEBHERR LTM 1120-4.1 È DOTATA DI UN BRACCIO TELESCOPICO DA 66 M ED È LA PIÙ POTENTE 4 ASSI ATTUALMENTE PRESENTE SUL MERCATO. I SISTEMI ECODRIVE ED ECOMODE CONCORRONO A RIDURRE IL CONSUMO DI CARBURANTE E LE EMISSIONI ACUSTICHE marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 47


MACCHINE Le innovazioni Liebherr VarioBallast e VarioBase garantiscono adeguate prestazioni, flessibilità e sicurezza, soprattutto in spazi ristretti. Un propulsore diesel 6 cilindri Liebherr (Stage V) nel carro, che sviluppa 330 kW di potenza e una coppia di 2.335 Nm, fornisce alla LTM 1120-4.1 tutta la potenza

di cui ha bisogno. La trasmissione è ZF TraXon. Il sistema ECOdrive, grazie alla configurazione di guida ottimizzata, consente di risparmiare carburante e di ridurre la rumorosità, mentre l’ECOmode per il funzionamento delle gru è ora di serie sulle gru mobili Liebherr con controllo Load sen-

sing. Quest’ultimo sistema di controllo calcola il regime ottimale del motore per il corrispondente fabbisogno di prestazione di lavoro tramite la leva di comando, al fine di evitare perdite e sprechi inutili di potenza. In tal modo si risparmia anche carburante e si rende più silenzioso il funzionamento. ■

CINQUANT’ANNI IN MOSTRA Liebherr ha partecipato al Conexpo CON/AGG 2020 esponendo come sempre un’ampia rappresentanza della sua vasta gamma produttiva, festeggiando così i 50 di presenza sul mercato statunitense. Fin dai primi passi mossi in Virginia nel 1970, il Gruppo tedesco ha costruito il suo business americano su fondamenta fatte di fiducia, innovazione e dedizione nei confronti dei consumatori. Cinque decenni dopo i livelli di crescita, diversificazione e stabilità dell’azienda rappresentano una prova tangibile di come la forza-lavoro di Liebherr sia unita dal successo, nel continuo perseguimento di nuovi obiettivi. A Las Vegas, oltre alle sue ultime innovazioni nel campo delle macchine per le costruzioni, Liebherr ha esposto alcune interessanti soluzioni per il

settore del sollevamento. Tra queste, due nuove gru per il mercato americano, l’autogrù LTM 1650-8.1 a 8 assi e la gru cingolata LR 1800-1.0. Da evidenziare anche la gru cingolata HS 8200, novità della serie HS nella categoria 200 t realizzata sulla base del modello precedente, la HS 895 HD, e la nuova gru a montaggio rapido 125 K, con raggio di 55 m e altezza massima del gancio di 41,5 m. Nel comparto delle gru trova spazio anche la 340 EC-B, appartenente alla nuova serie Flat-Top EC-B. Con un raggio massimo di 78 m, questa gru offre una capacità di sollevamento di 12 t e un’altezza massima di 84,7 m.

48 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


Hands On

A PROVA DI FUTURO JLG INDUSTRIES, INC. HA LANCIATO SUL MERCATO UNA NUOVA GAMMA DI PIATTAFORME A BRACCIO ARTICOLATO DI MEDIA DIMENSIONE SPECIFICA PER APPLICAZIONI EDILI E NELL’AMBITO DELLE COSTRUZIONI. TRE VERSIONI AD ALIMENTAZIONE COMPLETAMENTE ELETTRICA, TRA CUI SPICCA IL MODELLO EC520AJ di Ettore Zanatta

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J

LG Industries, Inc., società della Oshkosh Corporation e specializzata a livello globale come produttore di piattaforme di lavoro aereo sollevatori telescopici, ha lanciato sul mercato alla fine dello scorso anno una nuova linea di macchine per applicazioni edili completamente elettriche. La gamma in questione - denominata EC (Electric Construction) - è costituita da tre modelli (EC340AJ, EC450AJ ed EC520AJ), offre altezze di lavoro da 12 a 18 m, con capacità di carico massima della piattaforma di 250 kg ed è equipaggiata di serie con batterie agli ioni di litio, assale anteriore oscillante e due ruote motrici.


LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ

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Hands On La piattaforma JLG EC520AJ si distingue per l’assale oscillante anteriore e per la trazione elettrica AC diretta indipendente a due ruote motrici. Questa configurazione consente di utilizzare la macchina anche su terreni difficili, assicurando aderenza e stabilità al terreno, anche grazie agli pneumatici antitraccia di serie. Per tal motivo questo modello è indicato anche per interventi in edilizia e nel mondo delle costruzioni

La piattaforma elettrica JLG EC520AJ è molto compatta: la larghezza totale è di 2,35 m, la lunghezza di 7,77 m e l’altezza di 2,27 m

IL SISTEMA DI CONTROLLO “ADE” Il dispositivo di controllo ADE (Advanced Design Electronics) aiuta a ottimizzare la produttività e la manovrabilità della piattaforma aerea riducendo i costi di mantenimento e di funzionamento, che risulta operativamente più regolare. In particolare, questo sistema controlla le funzioni della macchina, le rende più uniformi e ne aumenta l’efficienza,oltre a ridurre il numero di cavi e di connessioni consentendo di 52 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

conseguenza una maggiore affidabilità. Il tempo di localizzazione dei guasti risulta essere ridotto grazie alla capacità di eseguire un’efficace autodiagnosi, mentre le velocità delle funzioni possono essere personalizzate secondo le preferenze del cliente. In generale, il sistema di controllo ADE utilizzato da JLG consente di adattare la velocità e gli accessori funzionali personalizzandoli secondo le specifiche esigenze.


LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ I pannelli di copertura, con apertura ad ali di gabbiano, non sono in acciaio ma sono realizzati in DuraTough, un materiale progettato per rivestire e proteggere componenti elettrici e idraulici. Le cofanature così realizzate combinano durezza e durabilità a un’elevata flessibilità, resistenza all’abrasione, leggerezza e maneggevolezza. Sul lato sinistro della piattaforma è presente il quadro comandi in alluminio pressofuso con display ad alta visibilità, simboli e spie luminose che rendono semplice la gestione e la comprensione delle informazioni relative alla macchina e la relativa diagnostica

Panoramica interna del lato destro della piattaforma: oltre al pannello di controllo si trovano un contrappeso di 25 kg nella sua parte inferiore e, nella parte destra della foto, il serbatoio idraulico (30 l) con relativo indicatore di livello e il motore elettrico

JLG si è sempre impegnata nello sviluppo costante di piattaforme aeree con impatto ambientale sostenibile. Progettata per l’utilizzo in siti di lavoro urbani, dove

si applicano limiti di rumorosità e rigorosi standard sulle emissioni, questa gamma elettrica rappresenta una valida alternativa alle macchine convenzionali.

Nella parte frontale della piattaforma si trova la parte idraulica della piattaforma, nonché il cavo di alimentazione delle batterie e la batteria adibita all’alimentazione del sistema elettronico

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Hands On JOYSTICK PROPORZIONALE DI MANOVRA E CONTROLLO DISPOSITIVO DI PROTEZIONE “SKYLINE”

JIB ARTICOLATO DA 1,24 M

ROTAZIONE CESTA 180°

CARICABATTERIE DA 3 KW

I PUNTI DI FORZA

LA RAPIDITÀ DI RICARICA LA CONCEZIONE “FULL ELECTRIC” LA VERSATILITÀ E PRODUTTIVITÀ LA LUNGA AUTONOMIA DI LAVORO L’ALTO VALORE RESIDUO

TRAZIONE ELETTRICA “AC” DIRETTA INDIPENDENTE

BATTERIE AGLI IONI DI LITIO – 48 V 54 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ

SISTEMA DI CONTROLLO “ADE” (ADVANCED DESIGN ELECTRONIC)

SISTEMA DI RILEVAMENTO DEL CARICO

PANNELLI DI COPERTURA “DURATOUGH” AD “ALA DI GABBIANO”

ASSALE OSCILLANTE ANTERIORE

DUE RUOTE STERZANTI PNEUMATICI ANTITRACCIA STANDARD (FF 315/55 D20)

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Hands On

Nella parte destra della piattaforma è presente un vano in cui solitamente è alloggiato il motore (ovviamente qui non presente). Troviamo invece un altro contrappeso nella parte inferiore e il carica-batterie rapido da 3 kW

Il costruttore, con queste nuove soluzioni, si è quindi impegnato nel migliorare l’accesso a sistemi di propulsione alternativi, ora che è maturata la disponibilità di tecnologie di propulsione elettrica. In questa fase storica, dunque, JLG è pronta a coniugare tale tecnologia all’applicazione pratica. Inoltre, nel corso degli anni è stato implementato lo sviluppo inerente all’utilizzo delle batterie e oggi la possibilità di ricaricarle in modo rapido ed efficace è diventata una realtà effettiva. Per JLG, infatti, è fondamentale che non si verifichi alcuna riduzione delle prestazioni in termini di operatività, cicli di lavoro o stabilità su tutti i terreni.

Focus sul vano batterie, facilmente accessibile e “cuore della piattaforma EC520AJ: ad alimentare la piattaforma a ciclo continuo ci sono quattro pacchi batterie agli ioni di litio – ognuno con circa 25.000 celle al loro interno - con relativo sistema di controllo. Il tempo di ricarica è molto veloce: in un’ora si può ricaricare fino al 40% dell’intero pacco batterie

56 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

Un’alternativa per il futuro Le piattaforme elettriche JLG EC340AJ, EC450AJ ed EC520AJ offrono velocità di accesso e capacità di carico della piattaforma simili a quelle delle versioni diesel convenzionali. Equipaggiata con due ruote motrici, come accennato, questa nuova tecnologia garantisce capacità ottimali anche su terreni semi-accidentati. I requisiti di manutenzione e di sostituzione delle parti sono limitati: questo è un grosso vantaggio derivante dalla modalità di azionamento elettrico rispetto al diesel convenzionale, infatti non è necessario sostituire il filtro e/o eseguire la manutenzio-

ne del motore, per il semplice fatto che questi elementi… non sono presenti. “Il mercato è ora pronto per recepire l’uso di piattaforme aeree a braccio articolato completamente elettriche. Per una differenza di prezzo relativamente limitata, i proprietari di macchine per il sollevamento possono approfittare di un’usabilità ottimizzata, in quanto le piattaforme possono essere utilizzate in ambienti sia esterni che interni, se necessario”, hanno affermato in occasione del lancio di queste nuove macchine i responsabili di prodotto per le attrezzature di accesso di JLG EMEA. Che ha aggiunto: “Queste piattaforme aeree a braccio articolato com-


LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ Nella cesta – da 0,76 x 1,83 m – si accede lateralmente tramite cancelletto ad apertura interna con chiusura autonoma. Qui è presente il pannello di controllo con display interattivo (identico per tutta la gamma di piattaforme JLG), joystick proporzionale di manovra con comando a pollice, joystick proporzionale di controllo del braccio principale e del brandeggio, comandi di gestione della piattaforma, porta-oggetti frontale e pedale per il consenso dei movimenti

pletamente elettriche garantiscono le medesime prestazioni delle versioni a braccio convenzionali e offrono l’ulteriore vantaggio di ridurre al minimo la rumorosità e le emissioni. Il mercato richiede un numero maggiore di soluzioni elettriche da utilizzare nelle aree urbane: con la disponibilità di queste piattaforme aeree elettriche di medie dimensioni per il settore edile le flotte dei nostri clienti potranno essere ottimizzate, per diventare a prova di futuro”.

A PROTEZIONE DEL QUADRO COMANDI Alternativa al sistema SkyGuard - dispositivo già ben noto agli operatori e garanzia di maggiore protezione del pannello di controllo, lanciato sul mercato nel 2012 - il dispositivo di protezione del quadro comandi SkyLine presente sulla EC520AJ è di serie sulle piattaforme a braccio articolato JLG in Europa, Medio Oriente, Africa, India e Russia e rappresenta un valido nel campo della sicurezza. Questo meccanismo è costituito da un cavo sottile fissato sul lato sinistro della piattaforma con un collegamento tramite due magneti a poli opposti. Se l’operatore viene a contatto con il cavo e i magneti si separano, il sistema arresta tutte le funzioni della macchina, inverte momentaneamente o esclude quelle in uso nel momento in cui è stato azionato. Questa funzione di inversione è stata messa a punto da JLG fin dal 2012. Con questo dispositivo di sicurezza, dunque, si distingue nel campo dell’innovazione e risponde efficacemente alle esigenze dell’industria dei macchinari di accesso. I riscontri avuti nel tempo dai clienti JLG riguardo al sistema originale SkyGuard sono stati molto positivi: SkyLine non è che la naturale evoluzione di questa tecnologia.

Convenienti ed efficaci Le nuove piattaforme elettriche JLG EC340AJ, EC450AJ ed EC520AJ si presentano come soluzioni particolarmente interessanti e convenienti per gli utilizzatori, in quanto assicurano emissioni azzerate e una rumorosità ridotta al minimo grazie proprio all’alimentazione a batteria. Inoltre, queste macchine si distinguono per la spiccata capacità di affrontare qualsiasi terreno marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 57


Hands On grazie ai due motori indipendenti a corrente alternata. Le prestazioni e l’efficienza dell’alimentazione elettrica si associano all’abbattimento dei costi di proprietà di macchine che possono lavorare e muoversi sia in ambienti esterni che interni.

La manovrabilità su terreni difficile, in particolare, è assicurata dall’assale oscillante anteriore di serie, a garanzia di un’elevata aderenza e stabilità al suolo. Queste nuove piattaforme, inoltre, richiedono una manutenzione ridotta grazie ai pannelli di co-

TRE MODELLI PER UN “TCO” IDEALE

Il TCO (Total Cost of Ownership - Costo totale di proprietà o costo totale di possesso) è un approccio sviluppato da Gartner nel 1987 e utilizzato per calcolare tutti i costi del ciclo di vita di un’apparecchiatura informatica IT, per l’acquisto, l’installazione, la gestione, la manutenzione e il suo smaltimento (RAEE). Per molte aziende operanti nell’ambito industriale, oggi, il TCO ha un’influenza significativa sulle decisioni di acquisto dei macchinari e supporta le trattative tenendo presente i punti di visita dei clienti e dei fornitori. In pratica, permette alle aziende di valutare se acquistare o meno in modo più approfondito rispetto alla semplice valutazione del prezzo di acquisto. La gamma di piattaforme elettriche EC di JLG, attualmente composta dai tre

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modelli EC340AJ (12,33 m di altezza e 6,06 m di sbraccio), EC450AJ (15,77 m di altezza e 8,27 m di sbraccio) ed EC520AJ (18 m di altezza e 10,65 m di sbraccio), rappresenta un valido esempio di valorizzazione e ottimizzazione del TCO. Essendo “full electric”, queste macchine infatti non necessitano di quelle manutenzioni richieste dalle versioni con motorizzazione diesel o ibride, né di particolari competenze e impegno per ciò che ne concerne la ricarica. Tutto ciò, quindi, oltre a essere un grosso vantaggio in termini di costi, rappresentano una soluzione ideale in termini di produttività generale e versatilità, poiché questi mezzi possono operare in qualsiasi ambito, interno ed esterno, rapidamente e senza soluzione di continuità.

pertina in materiale DuraTough che proteggono i componenti e alle batterie agli ioni di litio incorporate nel telaio. Tra le altre funzioni e le funzionalità standard di queste macchine spiccano poi: il joystick proporzionale di manovra con comando a pollice e quello proporzionale di controllo del braccio principale e del brandeggio; il controllo multiplo di velocità del braccio inferiore, movimento telescopico e rotazione della piattaforma; il quadro comandi in alluminio pressofuso; il brandeggio non continuo a 355°; il selettore di controllo a terra con interruttore a chiave; l’allarme e spia luminosa per inclinazione oltre i 5°; il sistema di rilevamento del carico; la velocità ridotta disponibile per funzioni di marcia sollevamento e brandeggio. Come opzione è invece possibile richiedere diverse piattaforme con accesso laterale tramite cancelletto ad apertura interna con chiusura autonoma, fari e luci aggiuntivi, pneumatici a riempimento di schiuma e ruote container da trasporto, nonché ulteriori accessori utilizzabili in cesta. ■


LA PIATTAFORMA ELETTRICA A BRACCIO ARTICOLATO JLG EC520AJ Alcuni particolari della piattaforma EC520AJ: il vano con gli inverter per il controllo dei motori elettrici di trazione; particolare della ralla di rotazione della torretta e dello stacca-batterie, attivabile in caso di fermo prolungato della macchina; dettaglio della parte inferiore del telaio (la luce dal suolo è di 0,42 m)

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma elettrica a braccio articolato EC520AJ Altezza di lavoro max.:

18,0 m

Altezza piattaforma:

16,0 m

Sbraccio orizzontale:

10,65 m

Altezza di scavalcamento:

7,30 m

Brandeggio: Capacità di carico (illimitata): Rotazione cesta (meccanismo idraulico): Dimensioni cesta: Dimensioni piattaforma a riposo (larghezza x altezza x lunghezza): Luce dal suolo: Ingombro di coda (durante il lavoro):

355° non continuo 250 kg 180° 0,76 x 1,83 m 2,35 x 2,27 x 7,77 m 0,42 m Zero

Passo trazione:

2,36 m

Lunghezza totale jib:

1,24 m

Range di articolazione jib: Peso: Pressione sul terreno max.:

145° (+76°/-69°) 7.985 kg 6,6 kg/cm2

Velocità di traslazione:

4,5 km/h

Pendenza superabile:

30%

Pneumatici (antitraccia): Raggio di sterzata (interno/esterno):

FF 315/55 D20 2,06/4,78 m

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 59


COMPONENTI KAITEK FLASH BATTERY

UNA “CARICA”

DI INNOVAZIONE

L’AZIENDA EMILIANA HA LA GRANDE CAPACITÀ DI INTERPRETARE LE NECESSITÀ SPECIFICHE DEI SUOI CLIENTI E TROVARE LA SOLUZIONE PIÙ EFFICACE. GRAZIE A QUESTA VOCAZIONE È NATA FLASH BATTERY, UNA BATTERIA AL LITIO PER MACCHINE INDUSTRIALI E VEICOLI ELETTRICI UNICA NEL SUO GENERE di Lorenzo Zacchetti

M

anca poco al trasferimento di Kaitek Flash Battery nella sua nuova casa, i cui lavori sono iniziati lo scorso settembre con la posa simbolica della prima pietra. Lo spostamento sarà tanto significativo quanto geograficamente breve: dall’attuale sede di Calerno a quella di Sant’Ilario d’Enza, sempre in provincia di Reggio Emilia, la distanza è di appena 3 km. Ma trasferirsi in una struttura cinque volte più grande rispetto alla pre-

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IL RENDER DELLA NUOVA SEDE KAITEK FLASH BATTERY DI SANT’ILARIO D’ENZA (RE), CHE SARÀ OPERATIVA DA GIUGNO 2020. RISPETTO ALL’ATTUALE SEDE DI CALERNO IL NUOVO IMPIANTO SARÀ CINQUE VOLTE PIÙ GRANDE. QUI AVRANNO SEDE TUTTE LE ATTIVITÀ INDUSTRIALI E PRODUTTIVE, IL SETTORE RICERCA & SVILUPPO, I DIPARTIMENTI INNOVAZIONE E MARKETING, NONCHÉ GLI UFFICI COMMERCIALI E AMMINISTRATIVI. COSTRUITA CON UN INVESTIMENTO DI 6 MILIONI DI EURO, LA NUOVA STRUTTURA È STATA PROGETTATA SECONDO CRITERI DI ECO-SOSTENIBILITÀ: NON UTILIZZERÀ COMBUSTIBILI FOSSILI, PRODUCENDO ENERGIA IN MASSIMA PARTE GRAZIE AL PARCO FOTOVOLTAICO QUI INSTALLATO

cedente - 5.000 m2 su un’area di 20.000 m2, con la possibilità di raggiungere in seguito i 10.000 m2 di stabilimento - significa essere fortemente determinati a dare seguito a una crescita che prosegue a ritmo incalzante.

Un’ascesa costante Fondata ufficialmente nel 2012, nella sua prima fase di attività l’azienda emiliana aveva il suo core-business nella produzione di BMS (elettronica di gestione delle batterie al litio). Adattandosi


alle necessità dei clienti Flash Battery è gradualmente passata alla realizzazione di soluzioni “chiavi in mano”, ovvero pacchi batteria completi già pronti per essere installati sulle macchine operatrici. La scelta si è rivelata vincente, come dimostra la notevole impennata del fatturato: dai 700.000 euro del 2014 si è passati ai due milioni del 2015, per poi impennarsi a quattro milioni nel 2016, sei nel 2017 e 13 nel 2018. Lo scorso anno Kaitek Flash Battery ha fatto registrare un assestamento fisiologico, chiudendo alla pur ragguardevole quota di 14 milioni di euro. La scelta di

costruire una nuova sede deriva dalla necessità di ampliarsi anche sul fronte della forza-lavoro, che attualmente è formata da 52 persone, dall’età media di 35 anni.

Freschezza e innovazione Altrettanto giovani sono i fondatori Marco Righi e Alan Pastorelli, oggi rispettivamente CEO e CTO (Direttore Tecnico), la cui avventura imprenditoriale è cominciata in un garage, come nelle più en-

tusiasmanti biografie di noti imprenditori d’Oltreoceano. Righi è nato nel 1985, lo stesso anno nel quale suo padre ha fondato un’azienda produttrice di caricabatterie in alta frequenza, tecnologia che all’epoca era davvero innovativa. Cresciuta fino a diventare leader in campo europeo, l’azienda di famiglia nel 2006 è stata venduta. A quel punto Marco, che lavorava nel reparto Ricerca & Sviluppo con l’obiettivo di succedere un giorno

LE BATTERIE AL LITIO SONO DIFFUSE ORMAI DA ANNI IN DIVERSI MERCATI, MA È SOLO GRAZIE AL PERFEZIONAMENTO DELL’ELETTRONICA DI GESTIONE CHE FLASH BATTERY HA CONQUISTATO LA LEDERSHIP ITALIANA

L’OPINIONE “La nostra crescita è stata rapida e sicuramente favorita dal fatto di avere alle spalle una lunga esperienza industriale, pur essendo giovani: questo ci ha aiutato a sviluppare i nostri prodotti con una consapevolezza ben diversa da quella che potrebbe avere, ad esempio, una start-up universitaria. Un altro fattore è legato alla qualità della nostra tecnologia di bilanciamento delle batterie, che a tutt’oggi non ha pari nella concorrenza. Un terzo fattore determinante è stato la grande focalizzazione sul nostro mercato di riferimento: mentre i nostri competitor producono qualunque tipo di batteria, da quelle per biciclette a quelle per macchine industriali, noi ci siamo sempre concentrati su industria, veicoli industriali e macchinari speciali industriali, producendo quindi batterie medio-grandi. Fin dal 2012 abbiamo clienti importanti nel settore delle piattaforme aeree,

da Platform Basket a Easy Lift, e più recentemente sono arrivate altre aziende di rilievo nel panorama del sollevamento e delle piattaforme. Sommandole tutte, il settore delle PLE vale circa il 15% del nostro fatturato ed è quindi significativo, nonché in crescita: sempre più clienti stanno lasciando l’endotermico a favore di sistemi full-electric o ibridi. Attualmente il nostro core-business è rappresentato dal settore AGV/LGV, che vale circa il 40% del totale, seguito da quello dei veicoli elettrici industriali, delivery in centro storico e raccolta rifiuti, nonché varie applicazioni molto diverse tra di loro. Stiamo riscontrando un’attenzione crescente sia dal mondo delle costruzioni nel suo complesso che da altri come l’agricoltura, che inizialmente non pensavamo imboccassero questa strada e che invece sono molto più vicini all’elettrificazione di quanto si potesse pensare”.

MARCO RIGHI FONDATORE E CEO DI KAITEK FLASH BATTERY

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 61


COMPONENTI al padre, ha scelto di intraprendere un’altra strada. E la sua scelta si è rivelata decisamente fortunata.

La carta vincente La scintilla che ne ha portato al successo è stata una felice intuizione legata alle batterie al litio, che nel periodo 2008/2009 iniziavano la commercializzazione eppure presentavano notevoli criticità sia in termini di affidabilità che di sicurezza. “Talvolta diversi mezzi prendevano addirittura fuoco”, ricorda Righi. D’altra parte quel tipo di celle spiccava per una serie di caratteristiche decisamente migliorative rispetto a quelle tradizionali al piombo: il peso ridotto a un terzo,

MARCO RIGHI (IN PIEDI) E ALAN PASTORELLI HANNO FONDATO UN’AZIENDA CHE OGGI PRODUCE LA BATTERIA AL LITIO PIÙ VENDUTA IN ITALIA, FLASH BATTERY

VERSO IL FUTURO CON LE ECCELLENZE EUROPEE Kaitek Flash Battery è una delle 17 realtà europee impegnate nel progetto IPCEI (Important Projects of Common European Interest), promosso dalla Commissione Europea per sviluppare batterie al litio di nuova generazione. Se il know-how apportato dalle eccellenze aziendali dei vari Paesi coinvolti (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Polonia e Svezia, oltre all’Italia) è fondamentale, altrettanto determinante è l’intervento pubblico: “Il mercato, oggi, non basterebbe a sostenere l’impegno necessario per apportare innovazioni significative in questo campo”, spiega Marco Righi. “Grazie a IPCEI stiamo cominciando a investire con il nostro reparto di Ricerca & Sviluppo, ma con un approccio diverso dall’abituale: se normalmente lo sguardo è rivolto al futuro immediato, in questo contesto riusciamo a fare progetti ben più di lungo termine. Nello specifico, stiamo investendo nella ricerca per i sistemi di controllo elettronici per le celle al litio della prossima generazione, nonché sull’Intelligenza Artificiale. Il suo sviluppo ci consentirà di usare i dati che arrivano al nostro cloud in modo sempre più utile per il cliente, ovvero prolungando la vita di batterie che possono cambiare i propri parametri in funzione dell’utilizzo che ne fa il cliente e del ciclo di vita atteso. Si tratta di sistemi molto promettenti per il futuro”.

I FONDATORI MARCO RIGHI E ALAN PASTORELLI CON LO STAFF DI KAITEK FLASH BATTERY. L’AZIENDA È UNA DELLE 17 CHE PRENDE PARTE AL PROGETTO DI SVILUPPATO LANCIATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA

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cicli di vita quattro volte superiori, un’elevata densità energetica e cariche più rapide per un uso continuo. Uno strumento imprescindibile, quindi, per far decollare il mercato elettrico, ma prima bisognava renderlo sicuro. Marco Righi e Alan Pastorelli hanno scommesso sul fatto che il problema si potesse risolvere migliorando l’elettronica di gestione e hanno avuto ragione.

Espansione globale e manutenzione predittiva Dopo svariati esperimenti condotti nel loro garage, con una vecchia Citroën elettrica utilizzata come “cavia”, i due giovani imprenditori hanno sviluppato un sistema rivoluzionario rispetto a quelli in commercio in grado di gestire le batterie al meglio e con maggior potenza. Sistema per il quale recentemente è stata depositata richiesta di brevetto. Qualche anno dopo (nel 2012, appunto) Righi e Pastorelli hanno fondato Kaitek Flash Battery, aprendo una strada che continua a essere lastricata di soddisfazioni. A determinarne la costante ascesa è stata - ed è tuttora - la grande qualità tecnologica, che permette di distinguersi dal resto del mercato, ad esempio, per il sistema di controllo e gestione delle batterie da remoto,


il Flash Data Center. Le sue batterie, infatti, possono essere tutte interconnesse, con i dati che arrivano quotidianamente su cloud e vengono analizzati in automatico: in caso di eventuali criticità viene inviata una mail di alert al service, che si attiva per eseguire la manutenzione prima ancora che il cliente si accorga del problema. Una funzionalità particolarmente importante per batterie medio-grandi come quelle dell’azienda emiliana, il cui eventuale downtime può generare “ritardi” molto gravosi.

Applicazioni industriali e non solo Fin dal 2013 Kaitek Flash Battery lavora a stretto contatto con un’altra eccellenza reggiana, Elettric80, specializzata nella realizzazione di soluzioni logistiche automatizzate per le imprese produttrici di beni di largo consumo in vari settori. Oltre a equipaggiare i propri mezzi con le batterie Kaitek Flash Battery, dal 2015 la partnership si è estesa a una compartecipazione societaria che prelude a ulteriori sviluppi. Lavorando insieme le due realtà hanno già raggiunto obiettivi importanti: la carica a induzione garantisce maggiore sicurezza all’impianto, mentre il Flash Data Center è lo strumento che con-

“

IL CONTROLLO DA REMOTO, CON I DATI OPERATIVI RACCOLTI QUOTIDIANAMENTE SU CLOUD, CONSENTONO A KAITEK FLASH BATTERY DI OPERARE UNA MANUTENZIONE PREDITTIVA E AUTODIAGNOSTICA: GLI ALERT INVIATI AI TECNICI PERMETTONO DI INTERVENIRE ANCORA PRIMA CHE IL CLIENTE SI ACCORGA DELLA DISFUNZIONE IN ARRIVO

FLASH BATTERY È UNA BATTERIA AL LITIO PER MACCHINE INDUSTRIALI E VEICOLI ELETTRICI DOTATA DI UNA SISTEMA ELETTRONICO DI GESTIONE PROPRIETARIO

sente di effettuare la manutenzione predittiva, con notevoli vantaggi per gli utilizzatori finali. Già oggi le batterie al litio Flash Battery vengono utilizzate in molteplici ambiti: dalle automobili elettriche alle batterie nautiche, fino alla tecnologia Laser Guided Vehicle (LGV) e Automatic Guided Vehicle (AGV), destinata nel prossimo futuro ad affermarsi anche nel settore delle costruzioni. Un esempio concreto di felice inte-

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razione già realizzata in questo settore è Energya, la prima autobetoniera ibrida lanciata da CIFA. Disponibile nei modelli E8 ed E9, i veicoli di questa serie affiancano alla tradizionale alimentazione quella elettrica proprio grazie alle batterie agli ioni di litio di Flash Battery. Le autobetoniere “ibride plug-in” possono essere ricaricate in diverse modalità: la “High-speed plug” permette una ricarica tramite una speciale colon-

nina specificamente progettata per erogare il 50% di carica in 25 minuti, mentre in quella standard si può usare qualsiasi presa industriale, ma il tempo richiesto è di circa quattro ore. La tecnologia sta continuando a progredire. Il prossimo mese di giugno, oltre all’ingresso nella nuova sede (inaugurazione che per ovvie ragioni è stata spostata alla primavera 2021), ci sarà l’avvio della produzione in serie di una nuova generazione di batterie che, pur mantenendo gli attuali standard di sicurezza, presenterà un’ulteriore riduzione sia del peso che del volume. Sarà senza dubbio un’ulteriore spinta a una transizione, quella verso l’elettrico, che rappresenta un passo ormai imprescindibile per l’industria. ■ marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 63


COMPONENTI MP FILTRI

I CONTATORI CHE…

CONTANO!

L’AZIENDA MILANESE OFFRE SOLUZIONI SPECIFICHE NEL SETTORE DELLA FILTRAZIONE OLEODINAMICA CHE SODDISFANO LE ESIGENZE DI COLORO CHE NECESSITANO DI APPARECCHI ALTAMENTE EFFICIENTI E DI ULTIMA GENERAZIONE. LA BONTÀ DEI SUOI PRODOTTI È STATA APPREZZATA ANCHE IN OCCASIONE DEL CONEXPO 2020 di Ettore Zanatta

I

l Conexpo, come ben noto, è la più grande fiera commerciale del Nord America e rappresenta molteplici comparti, come quelli dell’asfalto, degli aggregati, del calcestruzzo,

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del movimento terra, del sollevamento, dell’estrazione mineraria e dei servizi pubblici. Si tratta di una manifestazione che era attesa da diversi mesi dagli operatori dei settori citati, essendo una vetrina spe-

cializzata in un mercato importante come quello americano, dunque strategico per tutti gli operatori e, in particolare, per chi è in grado di offrire sempre tecnologie innovative. Com’è MP Filtri, azienda multi-


nazionale di Pessano con Bornago (MI) fondata nel 1964 e specializzata a livello mondiale nella produzione di soluzioni per la filtrazione nel settore oleodinamico.

Il potere della connettività Anche per l’azienda milanese quest’edizione di Conexpo ha riservato non poche difficoltà, come per tutti coloro che hanno (o hanno tentato) di partecipare alla manifestazione statunitense, in particolare nella sua fase finale, quando l’obiettivo di tutti era tornare il più rapidamente possibile nei propri luoghi di provenienza, a causa della tristemente nota diffusione del Covid-19, che ha compromesso la vita sociale ed economica globale e, in quel particolare periodo (metà marzo), il regolare svolgimento dei servizi aerei e di trasporto in generale. Una testimonianza di quanto accaduto ci è stata riservata da Tony Grythe, Executive Vice President di MP USA: “Anche se la recente edizione di Conexpo andata in scena a marzo ha presentato - e rappresentato – molte sfide e ha sottoposto tutti quanti a un’estenuante pressione in termini psicologici a causa della preoccupazione per il Covid-19 (che peraltro ha compromesso il regolare svolgimento di numerosi viaggi e diverse partecipazioni del personale delle varie aziende presenti, così come di tutti i visitatori), l’intero staff di MP USA ha davvero ‘fatto squadra’ e, alla fine dei conti, per MP Filtri la fiera è stata comunque un successo. Le conseguenze legate all’emergenza Covid-19 a marzo, soprattutto negli Stati Uniti, erano percepite in modo relativo, essendo il fenomeno solo all’inizio, ma ciò ha comportato comunque la chiusura dell’evento un giorno prima del previsto, con la conseguenza che migliaia di persone hanno abbandonato la manifestazione – e la città – cercando di sfruttare le opportunità concesse dalle compagnie aeree. Con quanto ne è derivato in termini di caos per una situazione di questo genere. Le

L’ICM 4.0 È UNO STRUMENTO CONCEPITO PER IL MONTAGGIO DIRETTO SU SISTEMI CHE RICHIEDONO MISURAZIONI O ANALISI CONTINUE E DOVE IL RISPARMIO DI SPAZIO E LA RIDUZIONE DEI COSTI SONO UNA PRIORITÀ

vicende successive che hanno travolto gli Stati Uniti sono ben note a tutti e sono state quelle che hanno coinvolto il mondo intero. MP USA attualmente svolge la sua attività nel miglior modo possibile, ma è sempre difficoltoso, anche perché sono molte le aree contaminate nel Paese. Le aziende e gli operatori che hanno visitato il nostro

IL CONTATORE PORTATILE LPA3 MIGLIORA L’AFFIDABILITÀ E LA LONGEVITÀ DEI SISTEMI OLEODINAMICI COMPLESSI, RIDUCENDO I COSTI E I TEMPI DI FERMO NON PROGRAMMATI

stand hanno evidenziato un grande interesse ed erano intenzionate a discutere dettagliatamente di business, di applicazioni e di opportunità legate alla filtrazione e alle soluzioni offerte dalle nostre linee di prodotto”.

I protagonisti al Conexpo 2020 Tra i prodotti che hanno riscosso il maggior successo al Conexpo 2020 c’è sicuramente l’ICM 4.0 (Inline Contamination Monitor), uno strumento in grado di misurare automaticamente – e di visualizzare – i livelli di contaminazione da particelle solide, umidità e temperatura presenti in svariati fluidi idraulici. “Questo apparecchio – spiega Geoff Grant, Product Manager per questa linea di prodotto per il Gruppo MP Filtri – è stato concepito specificatamente per il montaggio diretto su sistemi che richiedono misurazioni o analisi continue e dove il risparmio di spazio e la riduzione dei costi sono una priorità. L’ICM4.0 mantiene tutte le caratteristiche della serie ICM2.0 ma con in più un wifi integrato per monitorare e analizzare in tempo reale ogni singola macchina da qualsiasi parte del mondo (direttamente sull’impianto, da casa, dall’ufficio, da una sede marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 65


COMPONENTI

L’OPINIONE

GEOFF GRANT GLOBAL PRODUCT MANAGER “CMP PRODUCTS”

“Nonostante le problematiche legate alla diffusione del Covid-19 l’ente fieristico ha comunicato di aver registrato numeri più alti rispetto al 2017, con un 53% di nuovi partecipanti (erano il 42% nel 2017) e feedback positivi sotto ogni punto di vista, con incrementi percentuali importanti rispetto all’edizione precedente che fanno ben sperare anche per il prossimo appuntamento del 2023, al quale due espositori su tre si sono detti fermamente intenzionati a partecipare. Per quanto ci riguarda abbiamo registrato circa 400 persone di passaggio nel nostro stand. Area espositiva peraltro di grandissimo impatto e che ha riscosso straordinari consensi da parte del pubblico. La maggioranza dei nostri visitatori ha mostrato grande interesse per la nostra linea di prodotto CMP (Contamination Monitoring Products), della quale mi occupo. Il feedback, qui, è stato davvero eccellente e soddisfacente. In particolare, molta attenzione è stata riservata alle nostre apparecchiature ICM (Inline Contaminator Monitor) e, nella fattispecie, al modello ICM 4.0, apparecchio in grado di misurare automaticamente e visualizzare i livelli di contaminazione da particelle solide, umidità e temperatura presenti in svariati fluidi idraulici. Grandi soddisfazioni ci ha riservato anche il nostro contatore di particelle LPA3, praticamente un laboratorio portatile, nei confronti del quale molti operatori del settore hanno riservato giudizi estremamente positivi e un interesse che ci fa ben sperare per il futuro”. 66 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

esterna, eccetera). Attraverso una app realizzata ad hoc dai nostri ingegneri possiamo monitorare costantemente il livello di contaminazione, la percentuale di umidità relativa e la temperatura. Grazie a queste caratteristiche il nuovo prodotto è conforme a quanto richiesto dall’Industria 4.0”. Grazie alle ultime innovazioni nel campo della tecnologia ottica e dei fotodiodi, poi, importanti riscontri ha ottenuto anche il contatore di particelle portatile LPA3 proposto da MP Filtri. “Quest’apparecchio, il più avanzato al mondo, migliora l’affidabilità e la longevità dei sistemi oleodinamici complessi, riducendo i costi e i tempi di fermo non programmati”, ci spiega a tal proposito Grant. Ma di cosa si tratta, in particolare, e quali sono i benefici legati al suo utilizzo? Che si stia lavorando in laboratorio o direttamente su un impianto questo dispositivo proposto da MP Filtri offre un rapido, accurato e completo controllo del grado di contaminazione dei fluidi. Il tutto supportato da un’estrema semplicità d’uso. Il monitoraggio in tempo reale e la manutenzione predittiva salvaguardano gli impianti, ne migliorano le prestazioni e la produttività e ne riducono i costi e i tempi d’inattività non pianificati. Il contatore di particelle portatile LPA3 migliora l’affidabilità e la longevità dei sistemi oleodinamici complessi ed è uno strumento ide-

ale per il controllo della qualità dei sistemi produttivi. “Il contatore LPA3 – aggiunge Grant – stabilisce nuovi standard nel settore, consente il monitoraggio in tempo reale e una manutenzione predittiva e assicura diversi benefici: precisione, perché utilizzando l’ultima tecnologia ottica LED offre un’accuratezza di misura pari a 1/2 codice per 4, 6, 14 μm(c); mobilità, perché è resistente e portatile, con un peso di 10 kg; velocità, perché grazie a tempi di campionamento rapidi è 16 volte più veloce del suo predecessore LPA2, oltre alla possibilità di programmare i tempi di flussaggio e variare i volumi di prova in aggiunta a quelli già preimpostati; efficienza, perché riduce i costi e i tempi d’inattività, oltre a proteggere gli impianti e a consentire rapidamente il recupero del costo d’investimento; facilità d’uso, perché è uno strumento sofisticato ma al tempo stesso semplice da utilizzare, soprattutto grazie al touch-screen da 10”. Le batterie ricaricabili agli ioni di litio garantiscono una lunga durata e sono funzionali per il mantenimento delle condizioni di prova senza obbligo di connessione alla rete elettrica. Inoltre, è importante evidenziare alcune utili opzioni, come il sensore di umidità e temperatura, che consente di verificare un’eventuale presenza di acqua all’interno del circuito, e il trasduttore di pressione, che permette di rilevare la pressione dell’impianto nel punto in cui si è collegati”. ■

LO STAND MP FILTRI ALLESTITO IN OCCASIONE DEL CONEXPO 2020 A LAS VEGAS HA FATTO REGISTRARE CIRCA 400 VISITATORI


LE RIVISTE PER IL TUO BUSINESS La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

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TECNOLOGIE BRIGADE ELETTRONICA

IL RADAR ATTIVO GRAZIE A PARTNER E FORNITORI DI FIDUCIA CIMOLAI TECHNOLOGY È IN GRADO DI SVILUPPARE E APPLICARE LE MIGLIORI SOLUZIONI ALL’AVANGUARDIA NEL CAMPO DELLA SICUREZZA VEICOLARE. UN ESEMPIO CONCRETO? IL RADAR BACKSENSE BS-9000, INSTALLATO SU UN CARRELLONE GOMMATO E CONFIGURABILE CAN ID di Stefano Vitali

68 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


O

pere civili, impianti di prefabbricazione e costruzione di ponti e viadotti, cantieri navali, marine e porti, industrie, acciaierie e impianti di produzione di energie rinnovabili, settori innovativi e speciali per i quali sono richieste attrezzature realizzate su misura: Cimolai Technology è protagonista in tutto questo e molto di più. Cimolai Technology, pur essendo relativamente giovane vanta però già ottimi risultati: è stata fondata nel 2004 quando la famiglia Cimolai, specializzata a li-

vello mondiale nelle costruzioni in acciaio, decise di accettare una nuova sfida e investire in settori diversi. Con una comprovata esperienza tecnica da un lato e una solida esperienza del gruppo Cimolai dall’altro, Cimolai Technology si qualifica come una società di riferimento nel settore, una realtà solida e affidabile in grado di affrontare continuamente le sfide del mercato al fine di ottenere la piena soddisfazione dei propri clienti. Qualità, questa, confermata anche dall’attenzione rivolta alla sicurezza negli stabilimenti, in cantiere e sui mezzi.

CIMOLAI TECHNOLOGY, IN COLLABORAZIONE CON BRIGADE ELETTRONICA, HA MESSO A PUNTO UN SISTEMA DI AUSILIO ATTIVO ALLA GUIDA DI UN CARRELLONE GOMMATO

La fattiva collaborazione con i propri partner è un altro dei punti di forza di Cimolai Technology: grazie a fornitori di fiducia, infatti, è in grado di sviluppare le migliori soluzioni all’avanguardia. Nella fattispecie, per quanto riguarda la sicurezza veicolare, Cimolai Technology utilizza con successo i componenti di Brigade Elettronica, società specializzata da oltre quarant’anni in sistemi di sicurezza per veicoli commerciali e macchine operatrici. In particolare, un’applicazione di rilievo dei sistemi Brigade è indubbiamente l’utilizzo del radar Backsense, progettato per il controllo diretto della macchina operatrice. Nello specifico, Cimolai Technology ha installato su un carrellone gommato il radar Brigade BS-9000 configurabile CAN ID. Il mezzo, che lavora in un parco di un’acciaieria, non ha un solo senso di marcia ma può traslare in entrambe le direzioni, pertanto si sono resi necessarie quattro unità Backsense, ognuna posta nella parte esterna delle ruote, a un’altezza di circa 1,4 m.

IL SENSO DI… BACKSENSE Backsense è un sistema radar di rilevamento ostacoli che migliora la sicurezza dei mezzi, segnalando la manovra in retromarcia di veicoli commerciali e di macchine operatrici. Si tratta di un dispositivo facile da utilizzare e intuitivo: divide l’area supervisionata in cinque settori, indicando acusticamente e visivamente la presenza di oggetti o persone nell’area di pericolo. Il display in cabina è dotato di cinque LED, corrispondenti alle zone intorno al veicolo, che consentono ai guidatori di individuare la parte a rischio collisione. Il sistema prevede un avvertimento sonoro, con un cicalino regolabile da 65 a 90 dB, per essere udito anche negli ambienti di lavoro rumorosi. Il sensore è impermeabile all’acqua, polvere e fango ed è quindi adatto a operare in condizioni gravose. Backsense è disponibile in 6 versioni, adatte per ogni esigenza. Il BS-8000 è completamente programmabile e le cinque zone di rilevamento possono essere personalizzate; il BS-9000 è configurabile CAN ID e, ultima novità, il BS-9001-OSD consente la visualizzazione a schermo dei dati captati dal radar, che si sovrappongono alle immagini delle telecamere.

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 69


TECNOLOGIE - con l’approssimarsi dell’ostacolo e in mancanza di azioni correttive da parte dell’operatore stesso - rallentando o fermando la macchina, per impedire eventuali collisioni.

Un aiuto concreto

GLI OPERATORI, NELLO SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI, DEVONO AVERE LA CERTEZZA CHE NON CI SIANO OSTACOLI LUNGO LE PISTE. PER QUESTO MOTIVO, CIMOLAI TECHNOLOGY HA INSTALLATO IL SISTEMA BACKSENSE, GARANZIA DI ROBUSTEZZA E PRECISIONE

Un’esigenza nata in cantiere Trattandosi di una macchina di dimensioni piuttosto importanti (altezza 13 m, larghezza 20 m) l’operatore, seduto in cabina di comando a circa 7 m da terra, non ha la possibilità di controllare tutto il perimetro intorno al mezzo e la sua attenzione è captata dallo spreader magnetico dei blocchi di acciaio che movimenta, da stoccare o caricare su vagoni e/o camion per la gestione del magazzino esterno. Egli, dunque, deve pertanto avere la certezza che non ci siano ostacoli lungo le piste. A tale scopo, Cimolai Technology ha installato il sistema Backsense, garanzia di robustezza e precisione. Poiché il carrellone lavora su tre turni, sempre con operatori diversi, era necessario incrementare il grado di sicurezza ed evitare problemi di distrazione. Cimolai Technology, in collaborazione con Brigade Elettronica, ha messo a punto un sistema di ausilio attivo alla guida del semovente. I sensori del sistema Backsense sono connessi tra loro tramite una rete CANBus e, tramite un convertitore, collegati al PLC (il controllore programmabile installato a bordo della macchina). Questa configurazione fa sì che il carrello 70 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

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Considerando che il segnale del sensore è di ampio raggio, Cimolai Technology ha creato un software di interfaccia che filtra e regola le dimensioni delle aree di controllo in altezza, larghezza e profondità, per prendere in considerazioni solamente gli ostacoli all’interno della linea di corsa e non nelle immediate vicinanze, evitando così falsi allarmi. Un sistema molto utile, questo, che aiuta concretamente la guida, sia perché dai sensori arriva-

LA FATTIVA COLLABORAZIONE CON I PROPRI PARTNER È UNO DEI PUNTI DI FORZA DI CIMOLAI TECHNOLOGY

IN QUEST’OCCASIONE SI SONO RESE NECESSARIE QUATTRO UNITÀ BACKSENSE, OGNUNA POSTA NELLA PARTE ESTERNA DELLE RUOTE, A UN’ALTEZZA DI CIRCA 1,4 M

legga i dati forniti da ciascuno dei quattro sistemi, avvisando prima l’operatore con un segnale sia visivo che sonoro e, successivamente

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no delle segnalazioni grafiche che permettono all’operatore di rendersi conto meglio dell’effettiva prossimità dell’ostacolo, sia perché all’occorrenza inizialmente rallenta e poi ferma il movimento, lasciando abilitata solamente la marcia in senso opposto all’ostacolo. I dispositivi di supporto alla guida degli operatori, in particolare quelli attivi come Backsense, sono sempre più richiesti e sempre più importanti per abbattere i costi di produzione e aumentare l’efficienza, in totale sicurezza. Essi, infatti, consentono di svolgere le attività di movimentazione in tutta tranquillità, senza preoccuparsi di pericolosi ostacoli. Cimolai Technology, grazie a Brigade Elettronica, ha trovato quindi la soluzione ideale, tanto che ha già montato il sistema Backsense su un secondo carrellone gommato e su una gru su rotaia, a riprova che la nuova frontiera della salvaguardia sui mezzi è la sicurezza attiva. ■


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SERVIZI CLS

CONNESSI

CON IL FUTURO GIÀ PROTAGONISTA NELL’AMBITO DEL NOLEGGIO, DELLA VENDITA E DEI SERVIZI DI ASSISTENZA, L’AZIENDA CRESCE ULTERIORMENTE GRAZIE ALL’ISTITUZIONE DI “CLS IMATION”, UNA NUOVA BUSINESS UNIT CHE LE CONSENTIRÀ DI AFFRONTARE AL MEGLIO LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO di Lorenzo Zacchetti

DISPONIBILE IN SETTE MODELLI, HYSTER RS46 REACHSTACKER È UNO DEI PRODOTTI PIÙ NOTI DEL BRAND CHE PROPRIO QUEST’ANNO FESTEGGIA I SUOI PRIMI 100 ANNI

72 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


C

on la creazione di CLS imation, l’azienda di Carugate (MI) si è dotata di una nuova business unit specificatamente dedicata all’Intelligence Solutions for Logistics Automation. A dirigerla è Michele Calabrese, che con il suo staff di ingegneri punta tutto sull’innovazione e sulle tecnologie di nuova generazione, guardando anche al mercato estero. Forte di un know-how consolidato in oltre 65 anni di attività nel settore del sollevamento, CLS ha deciso di optare per un approccio sempre più “customer oriented”. Lo sviluppo delle tecnologie abilitanti che stanno alla base di Industria 4.0 hanno favorito la nascita di nuove filosofie di produzione e gestione della supply chain. Nell’intralogistica questo concetto si declina nell’integrazione tra i vari centri di lavoro, ovvero i terminali di ciascuna movimentazione, siano essi magazzini o aree produttive. “In fondo l’intralogistica non è altro che l’insieme di operazioni che collegano i vari centri di lavoro durante la produzione. Tipicamente, soprattutto in Italia, le aziende sono molto forti sul prodotto, ma la movimentazione avviene ancora manualmente, come cinquant’anni fa. Sono operazioni ripetitive, alienanti e a basso valore aggiunto, ma la connessione automatica le rende più facili e convenienti”, spiega l’Ing. Calabrese. Esperienza ed eclettismo Parte del Gruppo Tesa, CLS è nata ufficialmente nel 2004, dopo essere stata per lungo tempo una business unit di CGT (la sigla CLS sta infatti per “CGT Logistica Sistemi”). Nel 2014 ha acquisito il costruttore Ormic, assumendo quindi una posizione rilevante nel settore delle presse per imballaggio, dove è anche distributore del brand tedesco HSM. L’azienda tratta anche numerosi altri marchi, tra cui spicca Hyster, leader mondiale nella produzione di carrelli elevatori che, con una gamma composta da oltre 150 modelli che spaziano da 1 a 56 t,

offre soluzioni complete per la movimentazione dei materiali. Proprio quest’anno il marchio Hyster festeggia un secolo di attività; CLS lo rappresenta come dealer prima per il Centro e Nord Italia dal 1993 e dal 2008 su tutto il territorio nazionale, grazie a una rete capillare costituita da 11 filiali, nove centri operativi e 180 officine mobili. Elevatori di eccellenza Nelle province di Milano, Bergamo e Monza Brianza, CLS distribuisce

inoltre un altro marchio blasonato quale Yale, che nel 2019 ha celebrato il centenario dell’introduzione del primo carrello elevatore elettrico nel mercato europeo. Da oltre 140 anni protagonista nel settore della movimentazione dei materiali, Yale vanta un’expertise senza pari nella progettazione e produzione di carrelli elevatori controbilanciati elettrici, diesel, a GPL e a GNC, nonché di attrezzature per il magazzino. Oggi è tra i produttori di carrelli elevatori a maggior crescita in

UN’ASSISTENZA PUNTUALE E ACCURATA È IL PUNTO DI FORZA DI CLS, LA CUI PECULIARITÀ STA NELL’AFFIANCARE I CLIENTI PER TUTTO IL CICLO DI VITA DELLA MACCHINA, DALL’INSTALLAZIONE ALL’UTILIZZO SUL CAMPO marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 73


SEZIONE

L’OPINIONE

MICHELE CALABRESE RESPONSABILE “CLS IMATION”

“La crisi dovuta al Coronavirus è molto diversa da quella famigerata del 2008: allora ci furono dei settori che esplosero per un eccesso di fiducia, mentre ora si tratta di salvare delle vite umane. Il fatto che questa nuova crisi non abbia origini economiche fa ben sperare nel futuro. Nel mercato dei carrelli elevatori si stavano rispettando le previsioni di stabilità rispetto all’anno precedente, ma ora è difficile fare valutazioni. Tuttavia, compatibilmente con le norme e le cautele del caso, i nostri clienti lavorano, le loro macchine hanno bisogno di assistenza e noi gliela forniamo. Per quanto riguarda la vendita, invece, credo che bisognerà rivedere le previsioni di inizio anno. Certamente non sarà un anno positivo come il 2019, ma voglio rimanere ottimista: se ne usciremo in un tempo ragionevole a mio avviso la crisi non sarà poi così devastante. Mi sento di essere ancora più ottimista per quanto riguarda il mercato dell’automazione. L’Italia è un Paese molto arretrato da questo punto di vista: da molti anni non si investe e imprenditori e manager attuali si stanno rendendo conto che invece è necessario. Sempre più aziende lo stanno capendo. Se si lavora, i progetti che migliorano la produttività saranno quelli meno impattati dalla crisi. Prendendo questa direzione l’azienda ha quindi intrapreso un percorso che la metterà al riparo da possibili crisi ulteriori”. KIVNON È UN’AZIENDA SPAGNOLA CHE PRODUCE VEICOLI AGV CON GUIDA MAGNETICA O NAVIGAZIONE CARTOGRAFICA. ANCHE IN QUESTO CASO, È STATA SCELTA CLS COME RAPPRESENTANTE SUL MERCATO ITALIANO 74 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

MAFI REALIZZA SISTEMI DI TRASPORTO PER PORTI, INTERPORTI E INDUSTRIA. IN ITALIA, CLS NE HA LA RAPPRESENTANZA ESCLUSIVA

Europa, con una gamma le cui portate spaziano da 1.000 a 16.000 kg. Partner prestigiosi Su tutto il territorio italiano CLS rappresenta anche Mafi, che realizza sistemi di trasporto per porti, interporti e industria. Ma l’elenco dei partner di CLS comprende anche altri nomi prestigiosi quali Haulotte (piattaforme aeree e sollevatori telescopici), Utilev (carrelli elevatori elettrici e termici), Kivnon (brand spagnolo che progetta e sviluppa veicoli AGV),

“

Carer (carrelli elevatori controbilanciati elettrici), Fiorentini (macchine industriali per la pulizia) e Agilox (IGV). Proprio quest’ultima produce le macchine più all’avanguardia tra quelle attualmente gestite da CLS, in quanto in grado di prendere decisioni in maniera autonoma e condividere le informazioni con il resto della flotta. Ad esempio, se incontra un ostacolo sul percorso la macchina lo ricalcola evitandolo e trasmette l’infirmazione agli altri IGV Agilox della flotta.

ATTRAVERSO IL BRAND ‘MY USATO’, CLS SI OCCUPA ANCHE DI REVISIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DI CARRELLI USATI, ALLESTITI IN QUATTRO DIVERSI CONFIGURAZIONI: EASY, QUALITY, PREMIUM E PREMIUM PLUS

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L’OPINIONE

RINO MELONE RESPONSABILE MARKETING E PRODOTTO, CLS UNA PRESSA PER IMBALLAGGIO DEL BRAND TEDESCO HSM, DI CUI CLS È DEALER PER L’ITALIA

Sulla base degli input ricevuti dagli utenti, Agilox periodicamente sviluppa ulteriori funzionalità che vengono condivise con tutti i clienti, aggiornando il software da remoto. L’interesse è notevole: CLS ne ha già venduti una decina di esemplari e altrettanti sono in programma. Strategie in evoluzione Agilox è anche un perfetto esempio della strategia con la quale CLS sceglie i propri partner per la nuova business unit, soprattutto all’estero. Predilige infatti startup che offrono prodotti innovativi rispetto al mercato esistente, aziende che non hanno una rete commerciale e di assistenza (le mette a disposizione CLS), ma che offrono un prodotto che può portare un notevole

vantaggio ai clienti sul territorio nazionale. Il vero fiore all’occhiello, però, è la completezza del servizio: “Il mercato sta cambiando e le macchine tradizionali stanno diventando delle commodity”, spiega Michele Calabrese. “A fare la differenza è il servizio offerto, non il prodotto in sé. Quindi da una parte noi ci siamo specializzati nell’offrire servizi ad alto valore aggiunto per il cliente, dall’altra ci siamo orientati a offrire servizi legati all’automazione, che è il futuro di questo settore. L’intralogistica mantiene i principi classici della supply chain, ma bisogna interpretarli con una filosofia diversa: quella dei sistemi automatici. Essi richiedono una standardizzazione e una disciplina molto più forti, per essere realizzati con successo. Ed è per questo che è nata CLS imation”. ■

“Per quanto riguarda il mercato tradizionale, la priorità di CLS in questa fase difficile è la salvaguardia della salute di dipendenti, clienti e fornitori. Nel rispetto delle norme di sicurezza imposte dal Governo stiamo cercando di portare comunque avanti il servizio rivolto ai clienti. Vogliamo che ci sentano vicini, anche se non fisicamente, in un mercato estremamente particolare, che sicuramente ha subito uno scossone dall’emergenza sanitaria. L’obiettivo è limitare i contagi di un virus diffuso ormai in tutto il mondo, garantendo però i servizi primari alle persone. Alcune attività si sono fermate, altre si sono addirittura intensificate. Tra queste rientrano anche quelle di diversi nostri clienti della logistica e quindi anche noi siamo coinvolti al 100%. La situazione è anomala, con una netta differenza tra nord e sud e con la necessità da parte nostra di continuare a offrire servizi. D’altra parte, CLS vuole presentarsi sul mercato sempre più come una società che fornisce servizi e soluzioni. Non a caso il nostro pay-off è ‘Servizi e soluzioni in movimento’. A conferma della direzione che l’azienda vuole intraprendere c’è la nascita della nuova business unit CLS imation: più che offrire prodotti a sé stanti, il suo scopo è proporre soluzioni. Anche in momenti difficili come questo”. TRA I VARI PRODOTTI GESTITI DA CLS, I VEICOLI IGV DI AGILOX RAPPRESENTANO L’AVANGUARDIA TECNOLOGICA. QUI VEDIAMO L’INTERAZIONE CON UN COBOT, FINALIZZATA A OTTIMIZZARE LE OPERAZIONI LOGISTICHE marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 75


Dossier

L’IMPORTANZA

DI FARE SQUADRA

GLI EVENTI DEGLI ULTIMI MESI CI COSTRINGONO A RIFLETTERE SULLE NOSTRE ABITUDINI IN MERITO ALLA PRODUZIONE E AI SERVIZI POST-VENDITA. LO FACCIAMO INSIEME AD ALCUNI PROTAGONISTI DEL SETTORE di Lorenzo Zacchetti 76 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


AFTERMARKET

L’

esplosione del Coronavirus ha rappresentato un vero e proprio shock, sia per l’Italia che per il resto del

mondo. Oltre a minacciare la salute della popolazione il “COVID-19” mette a serio rischio gli equilibri economici planetari che erano consolidati ormai da tempo. La Cina negli ultimi trent’anni è cresciuta con una media annua del +10% per quanto riguarda il PIL e oggi è senza dubbio l’economia più forte del mondo: prima nella classifica dell’export e seconda, dietro gli Stati Uniti, in quella dell’import.

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 77


Dossier Il dualismo economico Cina-USA rappresenta una sorta di nuova versione della Guerra Fredda degli anni Ottanta. Dopo un anno

e mezzo di forti tensioni, lo scorso gennaio il presidente Donald Trump e il vice primo ministro cinese Liu He hanno sottoscritto

la cosiddetta “Fase 1” dell’accordo economico e commerciale che ha scongiurato l’applicazione di nuovi dazi vicendevoli. L’accordo

HAULOTTE PUNTA SU UN CONCEPT DI ASSISTENZA COMPLETO E A 360 GRADI INSERITO IN UNA STRATEGIA DI OTTIMIZZAZIONE DEL TOTAL COST OF OWNERSHIP (TCO)

CEMAS: SPECIALISTI IN ASSALI E TRASMISSIONI DAL 1984 Da oltre 25 anni Cemas è attivamente impegnata nell’assistenza di prodotti a moto-propulsione. Unità nuove e unità revisionate vengono costruite e sottoposte a prova in conformità con severi standard di fabbricazione, prima della consegna. Le attrezzature Cemas sono essenziali per l’attività dei mezzi da cantiere, e Cemas si distingue nella fornitura di pezzi di ricambio, che Cemas

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è in grado di spedire in giornata verso qualsiasi destinazione in tutto il mondo. Cemas fornisce assali Dana, AxleTech, Kessler, OMCI, Hurh per veicoli offhighway, ed è specializzata in assali Dana montati su una varietà di marchi noti a livello internazionale come Ahlman, Atlas Copco, Atlas Weyhausen, Ausa, Bobcat, Bomag, Caterpillar, CIFA, CNH, Dieci, Doosan, Fiat Hitachi, Fiori, Guaresi,H yundai, JCB, JCB Vibromax, Komatsu Hanomag, Komatsu Utility, Kramer, Liebherr, Manitou, Mecalac, Normet, Paus, Schaeff Terex, Schmidt, TLD, Yale. Gli assali Cemas sono montati su vari tipi di veicoli come: attrezzature portuali; attrezzature per movimentazione materiali; pale caricatrici su ruote; gru;

autocarri ribaltabili; pale gommate; carrelli a forche fuori-strada; sollevatori telescopici; escavatori a ruote; rulli compressori gommati; betoniere auto caricanti; perforatrici; trattori agricoli e mietitrebbia; attrezzature agricole. Cemas fornisce anche trasmissioni powershift Clark Dana. Inoltre, ha uno dei più ampi assortimenti di pezzi di ricambio per assali e trasmissioni ClarkDana, Kessler, Hurth, AxleTech e OMCI, marchi leader di componenti fuori-strada dotati della tecnologia più innovativa per le diverse esigenze degli utenti e dei veicoli off-highway. Cemas è inoltre in grado di fornire trasmissioni nuovissime secondo rigorosi standard di fabbricazione.


AFTERMARKET si compone di sei capitoli principali, che instaurano nuove regole nei seguenti campi: Proprietà intellettuale, Trasferimento di tecnologia, Barriere non tariffarie in ambito agricolo, Servizi finanziari, Valuta e Espansione del Commercio. Quest’ultimo rappresenta il punto fondamentale dell’accordo e prevede che il Governo cinese acquisti nei prossimi due anni beni e servizi aggiuntivi dagli Stati Uniti, per un ammontare non inferiore a 200 miliardi di dollari, di cui 77 di prodotti manifatturieri, 32 di derrate alimentari e 52 di prodotti energetici. In cambio, Donald Trump ha bloccato l’aumento delle tariffe del 15% sui restanti 160 miliardi di dollari di import dalla Cina, che stava per entrare in vigore, e si è impegnato a ridurre della metà (dal 15% al 7,5%) le tariffe sui 120 miliardi di acquisti in vigore dal 1° settembre. Altrettanto meritevole di attenzione è il Capitolo 2, riguardante il Trasferimento di Tecnologia. Le parti si sono infatti impegnate a garantire che esso avvenga esclusivamente a condizioni volontarie e basate su regole di mercato. Benché sia ormai chiaro che non sussiste alcun pericolo nel ricevere merci (o anche cibo) dalle zone-focolaio, le restrizioni al movimen-

GENIE OFFRE UNA SOLUZIONE TELEMATICA CHE FORNISCE INFORMAZIONI OPERATIVE PER IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DI UNA FLOTTA DI PIATTAFORME AEREE

to imposte dalle autorità ci hanno spinto a dubitare dell’efficacia di un sistema dal quale – in un modo o nell’altro – dipendiamo tutti. A leccarsi le ferite sono giganti come Apple, ma anche i top player della farmaceutica, dell’automotive e, naturalmente, del settore delle macchine per le costruzioni. Sentiamo quindi dalla viva voce di una rappresentanza di protagonisti del nostro settore quali sono le best-practice e le strategie che ne guidano le azioni nell’ambito dell’aftermarket.

L’efficienza è nella telematica Genie Lift Connect è una soluzione telematica che fornisce informazioni operative fondamentali al monitoraggio e alla gestione di una flotta di piattaforme aeree. Flessibile e trasparente, questo sistema permette ai clienti di accedere ai dati e di utilizzarli con facilità, offrendo maggiore chiarezza e trasparenza di informazioni rispetto a qualsiasi altro prodotto simile oggi disponibile. Indipendentemente dalla dimensione della flotta, la gestione delle macchine è un’attività a cui ci si dedica ogni giorno. La soluzione telematica Genie Lift Connect, con la sua tecnologia all’avanguardia, permette di identificare velocemente gli interventi da effettuare, per ottimizzare l’efficienza e ridurre al minimo i tempi di inattività. Il pacchetto prevede tre anni di abbonamento gratis su piattaforme a braccio, piattaforme a forbice e sollevatori telescopici. Il dispositivo Genie Lift Connect è standard su tutte le piattaforme a forbice Genie GS, sulle piattaforme a braccio telescopico S ed articolato Z e sui sollevatori telescopici GTH, con tre anni di abbonamento gratuito all’uso del sistema. marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 79


Dossier L’abbonamento rende disponibili i dati mediante il Portale Genie Lift Connect o un proprio sistema preesistente che disponga di un’interfaccia di programmazione applicativa standard (API) (ISO15143-3). Il dispositivo di telematica e il relativo abbonamento possono essere acquistati come opzione sulle piattaforme a colonna verticale GR e QS, sulle piattaforme a braccio trainabili TZ e sulle torri di illuminazione (non conformi CE) a marca Terex e Genie.

L’ANIMA DEL MERCATO INTERNAZIONALE

MARCO NOCIVELLI PRESIDENTE DI ANIMA CONFINDUSTRIA MECCANICA

“In uno scenario europeo di stabilità e calo generale della produzione industriale la meccanica italiana ha risposto bene, soprattutto per quanto riguarda l’export”, spiega Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria Meccanica. “Una conferma che i nostri prodotti sono apprezzati e ricercati all’estero. Uno dei temi più cari all’industria meccanica italiana è sicuramente l’export. Come abbiamo ribadito nel Manifesto Anima consegnato al Governo, evidenziamo la necessità nei prossimi anni di sgravi fiscali per l’assunzione di risorse dedicate alle attività per l’export con la creazione di una figura di Made in Italy di Export Manager presente all’estero per almeno due anni”. 80 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

Massima attenzione alla TCO Haulotte Italia ha attivato un esteso programma di potenziamento della sua struttura di assistenza, nell’obiettivo supportare al meglio gli utilizzatori fornendo loro concreti e reali vantaggi sia in termini di operatività delle macchine che, conseguentemente, di competitività sul mercato, e consolidare ulteriormente la partnership con i propri clienti. Perno del programma di potenziamento dei servizi Haulotte è

“

scopiche, con risparmi che possono arrivare anche fino al 35%. Le formule di assistenza offerte dal costruttore, oggetto a loro volta di continui affinamenti e forti di una struttura in costante potenziamento, permettono poi all’utilizzatore di poter contare non solo su una manutenzione di qualità ma anche su costi certi e programmabili nel tempo, che oltre a massimizzare il tempo di utilizzo della macchina incidono in misura consistente anche sul suo valore residuo. Una strate-

LA CINA È IL SESTO MERCATO DI APPRODO PER LA MECCANICA ITALIANA. È IN FORTE CRESCITA L’EXPORT VERSO LA COREA DEL SUD: +32%, PER UN VALORE ASSOLUTO CHE VA OLTRE I 281 MILIONI DI EURO

un concept di assistenza completo e a 360°, in grado di differenziare il marchio sul mercato non solo nella percezione ma anche nell’esperienza di utilizzo quotidiana e a lungo termine della macchina da parte dei clienti, inserito in una strategia di ottimizzazione del Total Cost of Ownership (TCO) che, soprattutto grazie a tale potenziamento, ha un impatto particolarmente rilevante nel caso delle piattaforme aeree articolate e tele-

„

gia globale, quindi, incentrata sulla soddisfazione del cliente e il costante miglioramento della customer experience, che ha un impatto decisamente importante sul Total Cost of Ownership delle macchine Haulotte, oggi tra i più bassi fra tutti i brand presenti sul mercato.

Un team dedicato e specializzato JLG Industries ha annunciato un’importante operazione after-


AFTERMARKET

JLG INDUSTRIES HA IMPOSTATO UN’OPERAZIONE AFTERMARKET A LIVELLO MONDIALE CREANDO UNA STRUTTURA E UN MANAGEMENT DEDICATO. OBIETTIVO DI QUESTA OPERAZIONE È GOVERNARE LO SVILUPPO DELLA DOMANDA DEL MERCATO PER TUTTE LE ATTIVITÀ DI ASSISTENZA CLIENTI POST-VENDITA DELLE PIATTAFORME, DEI SOLLEVATORI E DELLE MACCHINE JLG NEL MONDO

market per le aree Nord America, Asia-Pacifico ed Europa-Medio Oriente-Africa-India-Russia. A capo di questa iniziativa è stato nominato Wade Jones, il quale collaborerà con il team di vendita JLG Parts continuando a guidare le operazioni del Centro di distribuzione ricambi JLG. Jones porta con sé in questo nuovo ruolo 13 anni di esperienza in JLG, ad esempio come vicepresidente regionale per le vendite e l’assistenza e oltre 20 anni nel settore delle attrezzature pesanti. Secondo Andy Tacelosky, Chief Operating Officer di JLG, “Wade è

la perfetta combinazione tra esperienza di JLG e la sua competenza esterna per guidare strategicamente la nostra attività di distribuzione e parti di ricambio. È un membro del team competente e rispettato e siamo entusiasti di aver accettato questo nuovo ruolo.” Ken Ferguson è stato nominato direttore generale del North America

Service & Used Equipment, una nuova posizione in JLG. Ferguson è stato di recente il direttore del reparto attrezzature usate. Porta quasi 15 anni di esperienza nel settore nel suo nuovo incarico, di cui tre con JLG. “La storia di successo di Ken nel nostro settore delle attrezzature usate ha avuto un impatto notevole sulla redditività e sulla crescita di JLG”, ha aggiunto Tacelosky. “La fusione tra il servizio in Nord America e le attrezzature usate sotGLI UPTIME CENTER DI JCB CONSENTONO DI LAVORARE IN MODO PROATTIVO NEL PREVEDERE POTENZIALI PROBLEMI E SUGGERIRE LE AZIONI DI MANUTENZIONE PREVENTIVA UTILI A RIDURRE AL MINIMO I TEMPI D’INATTIVITÀ. QUEST’INVESTIMENTO DA PARTE DEL COSTRUTTORE BRITANNICO - ANCHE PRESSO I DEALER AUTORIZZATI IN TUTTO IL MONDO – NE RIBADISCE L’IMPEGNO NELL’OFFRIRE AI PROPRI CLIENTI I MIGLIORI SUPPORTI E, ATTRAVERSO L’INNOVAZIONE, A GARANTIRE LA MASSIMA OPERATIVITÀ E PRODUTTIVITÀ DELLE PROPRIE MACCHINE OPERATRICI marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 81


Dossier to la guida di un leader come Ken ci aiuterà a creare sinergie tra le nostre attività che avranno un impatto positivo sulla soddisfazione dei clienti.” Willie van Ryneveld è stato nominato direttore dell’assistenza clienti per la regione EMEAIR. Con oltre 30 anni di esperienza nelle attività di supporto e produzione dei clienti e dei prodotti, van Ryneveld supervisionerà la gestione delle parti, le operazioni dei centri di distribuzione delle parti, i servizi sul campo e la formazione. “Willie ha un’im-

pressionante esperienza di successo dei clienti attraverso marchi noti e molteplici ambienti di produzione”, ha affermato Karel Huijser, direttore generale europeo di JLG. “La sua storia di relazioni con i clienti di successo a lungo termine è tra le sue maggiori risorse e JLG ha la fortuna di dargli il benvenuto nel nostro team. David Wei, è stato nominato direttore associato dell’Aftermarket per le operazioni APAC di JLG. Wei sarà responsabile della direzione strategica di tutti i servizi, vendita dei ricambi, formazione e qualità nella regione. Il suo

LE PRINCIPALI CASE COSTRUTTRICI SONO OGGI DOTATE DI OFFICINE E DI TEAM SPECIALIZZATI FORMATI PER FORNIRE AI PROPRI CLIENTI UN ADEGUATO SERVIZIO DI ASSISTENZA E RIPARAZIONE PER PIATTAFORME AEREE E MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO 82 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

nuovo ruolo sarà determinante nello sviluppo della domanda del mercato per tutte le attività di assistenza clienti post-vendita”. Dice William Gu, direttore generale dell’APAC di JLG: “Siamo molto fortunati che qualcuno del calibro di David abbia accettato questa nuova posizione. Porta una straordinaria esperienza nel settore nelle nostre operazioni ed è pronto a guidare il nostro team consolidato”.

Operatività garantita JCB promuove la diffusione delle tecnologie digitali finalizzate a supportare i clienti in ogni parte del mondo, tra cui il sistema LiveLink, in grado di prevedere e prevenire i fermi macchina. A tal proposito, i JCB Uptime Center hanno il compito di tracciare tutte le macchine del marchio britannico nel mondo equipaggiate con questo sistema, come ad esempio i sollevatori telescopici: ultimo a essere attivato in ordine di tempo quello di Singapore, che supporterà l’area del Sud-Est asiatico affiancandosi agli hub high-tech già attivi presso il JCB World Headquarters di Rocester, lo stabilimento di Pune in India e di Santa Monica e Savannah negli Stati Uniti, nonché ad altri 10 centri ospitati da altrettanti dealer. Lanciati nel 2010, gli Uptime Center organizzano la gestione dei ricambi e le attività del personale tecnico JCB al fine di garantire la massima operatività e redditività delle macchine riducendo al minimo i tempi di fermo. I centri raccolgono dati in tempo reale e a livello mondiale tramite il sistema LiveLink per tenere traccia dello stato e dell’operatività delle macchine e utilizzano tali informazioni per identificare potenziali problemi che possono poi essere risolti dal personale della rete di assistenza. Tra le innovazioni implementate rientrano i “cruscotti” JCB Uptime, che gestiscono il nuovo Machine Health


AFTERMARKET

Monitoring System. Il sistema sviluppato da JCB utilizza algoritmi predittivi e i dati trasmessi tramite LiveLink per identificare le macchine a rischio e consente ai tecnici specializzati di segnalare le azioni di manutenzione preventiva richieste al fine di ridurre gli

eventuali fermi macchina. L’apertura degli Uptime Centres presso i dealer autorizzati JCB in tutto il mondo mette a disposizione dei concessionari locali tutto il potenziale della tecnologia JCB, migliorando la qualità dei servizi offerti ai clienti. ■

COSA È IL TOTAL COST OF OWNERSHIP Con l’acronimo TCO (Total Cost of Ownership) si indica il processo di calcolo del costo di un’immobilizzazione/ bene strumentale (nel caso specifico una macchina da cantiere) che prende in considerazione come fattori determinanti non solo il prezzo di acquisto ma anche i relativi costi di gestione nell’intero ciclo di vita del prodotto. La determinazione di tale valore include ogni fase del ciclo relativo alla proprietà: acquisizione, operatività e costi variabili dell’acquisizione, della gestione e della dismissione/vendita finale. Il calcolo con il metodo TCO mette quindi in evidenza la differenza tra il prezzo di acquisizione ed i costi a lungo termine (non a caso viene spesso utilizzata come paragone l’immagine concettuale di un iceberg). Questa analisi ha messo in evidenza negli anni come i costi di manutenzione potessero essere un vero e proprio moltiplicatore di “n” volte del prezzo di acquisto. Una volta emersa la differenza tra prezzo e TCO, le aziende hanno cominciato quindi ad espandere questo approccio su tutte le tipologie di investimenti quali immobili e beni

strumentali, veicoli, attrezzatura industriale e infrastrutture tecnologiche. Nell’ambito dei mezzi da cantiere, singoli o di una flotta, il TCO rappresenta il costo totale di gestione. Ci sono alcune componenti principali da considerare nel calcolo del TCO: – Acquisizione: ossia prezzo del veicolo ed eventuali oneri finanziari; – Costi operativi: spese di gestione nel corso dell’utilizzo del veicolo quali car-

LE CASE COSTRUTTRICI PREVEDONO OGGI SPECIFICI CONTRATTI DI ASSISTENZA POST-VENDITA CHE APPORTANO DIVERSI VANTAGGI, COME AD ESEMPIO INTERVENTI TEMPESTIVI E PROGRAMMATI, MONITORAGGI PERIODICI DEI COSTI E DELL’EFFICIENZA DELLA MACCHINA, CONTROLLI DELLE OPERAZIONI ESEGUITE E TARIFFE PREFERENZIALI SULLE ATTIVITÀ DI NOLEGGIO

burante, assicurazione, pneumatici, manutenzione ma anche altri costi “minori” quali ad esempio le multe; – Costi del personale: spese indirette quali il costo del personale addetto alla gestione della flotta; – Cessione/dismissione: possibili ricavi di vendita del veicolo usato una volta dismesso dall’utilizzo aziendale o altri risparmi/costi che possono derivare da un diverso immobilizzo di capitale.

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ON SITE IL TRASPORTO ECCEZIONALE DI UN MAXI CATAMARANO

IL VIAGGIO

DELL’UTOPIA

LA MARRAFFA SRL, TRA LA FINE DEL 2019 E I PRIMI MESI DEL 2020, HA EFFETTUATO ALCUNI TRA I TRASPORTI ECCEZIONALI PIÙ COMPLESSI MAI REALIZZATI SUL TERRITORIO ITALIANO. TRA QUESTI È DA EVIDENZIARE SENZ’ALTRO LA COMPLESSA MOVIMENTAZIONE DI “UTOPIA”, LA NAVE AMMIRAGLIA DELLA SOCIETÀ SALENTINA “ESCURSIONI LA TORRE “

di Ettore Zanatta

I

l lavoro più “eccezionale” in ordine di tempo che ha visto protagonista la Marraffa di Martina Franca (TA), specialista appunto in trasporti eccezionali e nazionali e servizi gru, si è svolto all’inizio di quest’anno a Gallipoli (LE) e ha visto impegnati diversi uomini dell’azienda nella movimentazione di “Utopia”, il nuovo maxi catamarano che si appresta a diventare la nave ammiraglia della società Escursioni La Torre di Torre Vado (LE), specializzata in turismo marittimo e nel noleggio di imbarcazioni e gite in barca dal versante ionico a quello adriatico.

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ON SITE

DA SINISTRA, MICHELE MARRAFFA, AMMINISTRATORE DELL’OMONIMA AZIENDA DI MARTINA FRANCA; GIOVANNI MARRAFFA, PROJECT MANAGER DELL’AZIENDA; MARTINO ROMANELLI, FUNZIONARIO DELL’UFFICIO TECNICO MARRAFFA

La nuova imbarcazione, modello “Catmarine 60 Passengers”, è stata varata lungo il litorale nord di Gallipoli, nelle vicinanze del bacino di Porto Gaio. A realizzare in circa due anni e mezzo il lussuoso natante, lungo 18 m e largo 7 m, per una stazza di 35 t, è stata l’equipe del cantiere navale

IL TEAM MARRAFFA IMPEGNATO NEL TRASPORTO DEL MAXI CATAMARANO “UTOPIA” HA MESSO IN CAMPO TUTTE LE SUE CONOSCENZE PER PORTARE A TERMINE UN’IMPRESA “ECCEZIONALE” IL MAXI CATAMARANO “UTOPIA”, VARATO LUNGO IL LITORALE NORD DI GALLIPOLI, NELLE VICINANZE DEL BACINO DI PORTO GAIO, VIENE PREDISPOSTO PER IL TRASPORTO. PER SOLLEVARE IL MAXI CATAMARANO È STATA UTILIZZATA UN’AUTOGRÙ DA 250 T

UN MONOLITE DI SCORIE NUCLEARI Tra i più recenti interventi che hanno impegnato il team Marraffa c’è stato sicuramente quello relativo alle operazioni di rimozione di un blocco di scorie radioattive che da mezzo secolo erano sepolte nella “Fossa irreversibile 7.1” del centro ricerche Enea in contrada Trisaia, comune di Rotondella, in provincia di Matera. Per quest’attività l’azienda pugliese si è occupata delle fasi operative, curando nei minimi dettagli tutta la fase di progettazione, che è risultata particolarmente impegnativa. Il “gigante” da 54 m cubi, infatti, era seppellito a 6,5 m di profondità: si trattava di un blocco di cemento da 130 t, suddiviso in quattro parti, che ha necessitato di sei giorni di manovre tramite autogrù di grosse dimensioni, necessari per completare le operazioni di rimozione del monolite, e la movimentazione nel nuovo alloggio individuato, utilizzando la tecnologia offerta da semoventi SPMT di ultima generazione.

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Catmarine di Miggiano (LE) grazie all’impiego di maestranze e designer salentini e alla progettazione affidata a professionisti locali. Il nuovo catamarano è stato trasportato dal team Marraffa dalla zona industriale di Miggiano verso Gallipoli, dopo un periodo di pro-

gettazione durato circa otto mesi. “È stata un’attività complessa che ha richiesto molta attenzione - ha dichiarato Giovanni Marraffa, Project Manager dell’azienda di Martina Franca - considerato il volume del carico. Al nostro ufficio tecnico si deve una meticolosa attività di

progettazione, che ha trovato riscontro nella successiva realizzazione”.

Un professionista “eccezionale” L’attività della Marraffa consiste quindi nella fornitura di trasporti eccezionali, trasporti nazionali

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ON SITE

UNA REFERENZA NUOVA… DI ZECCA Un altro intervento di cui l’azienda pugliese va particolarmente orgogliosa è quello realizzato recentemente a Foggia, presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per la realizzazione di una soluzione Green Data Center. Il nuovo impianto ospiterà le apparecchiature necessarie per garantire la continuità operativa inclusiva del Disaster Recovery dei servizi IT erogati dal Poligrafico dello Stato. Si tratta della prima realizzazione per dimensioni del suo genere in Italia, a cui anche il team Marraffa ha dato il suo contributo per la realizzazione.

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e internazionali e servizio gru, finalizzati a ogni genere di attività. L’azienda pugliese opera da circa 40 anni avvalendosi di personale altamente specializzato con il quale ha consolidato la propria posizione nel settore del trasporto sia italiano che europeo. Michele Marraffa, fondatore della società e da sempre suo amministratore, ha costruito una solida realtà – ormai divenuta un punto di riferimento nel settore - sulla base della propria esperienza lavorativa nel comparto della movimentazione nel senso più ampio del termine, costituendo un gruppo di persone con le quali ogni giorno vengono affrontate nuove sfide che hanno alla loro base l’aggior-


namento tecnico e professionale. “La Marraffa - spiega Michele Marraffa - è stata fondata nel 1977 come ditta individuale e nel 2001 si è trasformata in società a responsabilità limitata. Nel 1987 abbiamo acquistato il primo autocarro con gru, specializzandoci nel carico/scarico di materiale edile e quindi aggiungendo nuovi mezzi attrezzati allo scopo. Nel tempo abbiamo continuato a diversificare i settori lavorativi per cercare di offrire maggiori servizi, investendo in attrezzature adatte alla movimentazione di ogni genere. Nel 1995 ci siamo affacciati sul mercato industriale e abbiamo mosso i primi passi verso l’attività relativa ai trasporti eccezionali. È nel 2000 che abbiamo deciso di potenziare il settore

QUELLO CHE HA COINVOLTO MARRAFFA È STATO IL PIÙ “ECCEZIONALE” TRASPORTO MAI EFFETTUATO SULLA VIABILITÀ PUBBLICA NEL BASSO SALENTO

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ON SITE

IL MAXI CATAMARANO È STATO SCORTATO CON MEZZI SPECIALI VERSO GALLIPOLI, LUNGO UN TRAGITTO DI CIRCA 70 KM. DURANTE IL PERCORSO SONO STATE RIMOSSE E POI RIMONTATE DECINE DI SEGNALI STRADALI

della movimentazione e del sollevamento acquistando la prima autogrù da 120 t. Dal 2008 a oggi abbiamo investito molte risorse finanziarie e professionali in un progetto riguardante tre diversi obiettivi: l’ampliamento dei settori di nostra competenza (sollevamento di cose e persone, trasporti e trasporti eccezionali), acquistando autogrù, motrici, semirimorchi per trasporti eccezionali, piattaforme aeree da 103 m di altezza, al fine di completare i relativi parchi mezzi; la differenziazione del servizio (trasporto eccezionale pesante) acquistando modulari no-driven (THP) con varie tipologie di assemblaggio 90 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

per utilizzi specifici in campo; l’aumento del mercato di riferimento, allestendo una seconda sede operativa, un importante centro logistico nella zona industriale di Bari e diventando Impresa Portuale presso il Porto di Taranto”. Il nome di Michele Marraffa è legato inoltre a quello di un’altra società, quella Venpa sud fondata nel 1996 per operare nel campo del sollevamento di cose e persone, oltre che nel settore del movimento terra, e che da subito si è rivelata di ampio interesse per un target di aziende impiegate nei lavori in quota. Società che, per-

seguendo un costante processo di internazionalizzazione, ha portato nel 2019 al lancio del nuovo brand WERENT dopo l’apertura delle nuove sedi di Marghera (VE) e Ravenna, che si affiancano alla sede di Modugno (BA) e al quartier generale di Martina Franca. “La crescente richiesta di noleggio di piattaforme aeree, sollevatori telescopici e macchine movimento terra, associata contemporaneamente all’attività di vendita e assistenza tecnica, ha fatto sì che WERENT consolidasse la propria presenza in tutto il Meridione, fino a coprire tutto il territorio italiano”, spiega Michele Marraffa. “Il parco macchine è moderno e in costante aggiornamento, per soddisfare qualsiasi esigenza di cantiere. Oggi possiamo dire che WERENT è un solido punto di riferimento per le maggiori case mondiali costruttrici di macchine per il sollevamento e per il movimento terra ed è diventato un punto vendita e un centro assistenza di marchi quali JLG, JCV, Merlo, Doosan, Effer,


Genie, Multitel, Haulotte, Bronto, Palfinger, CTE, Komatsu, Manitou, Terex, Locatelli, Barin, Wacker Neuson, Grove, Valla, Sennebogen, Linde, Jungheinrich, Cesab, Magni T.H., Ormig, CMC e Lingong”.

Approdo a Gallipoli Il maxi catamarano “Utopia” della società Escursioni La Torre di Torre Vado sarà senza dubbio il fiore all’occhiello per quanto riguarda le future escursioni lungo la costa pugliese. Grazie alla sua versatilità, l’imbarcazione potrà essere utilizzata anche come sala galleggiante per cerimonie e altri

servizi o eventi glamour. Il varo è avvenuto lungo il litorale nord di Gallipoli, presso la darsena De Santis, che insiste nelle vicinanze del bacino di Porto Gaio; il maxi catamarano è stato poi trasportato dalla zona industriale di Miggiano, scortata con mezzi speciali, verso Gallipoli. Si è trattato del più “eccezionale” trasporto mai effettuato sulla viabilità pubblica nel basso Salento: per questo motivo è stato effettuato con particolare cautela lungo i circa 70 km di tragitto previsto, su un convoglio di 46 m, risalendo da Miggiano verso la Lecce-Leuca per poi raccordar-

“

È STATA UN’ATTIVITÀ COMPLESSA CHE HA RICHIESTO MOLTA ATTENZIONE, CONSIDERATO IL VOLUME DEL CARICO. AL NOSTRO UFFICIO TECNICO SI DEVE UNA METICOLOSA ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE CHE HA TROVATO RISCONTRO NELLA SUCCESSIVA REALIZZAZIONE

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Giovanni Marraffa, Project Manager

QUI LOMBARDIA, A VOI ASIA! Nove mesi di progettazione per un trasporto eccezionale di 189 km complessivi su strada pubblica. Questo è un’altra case history che ha visto protagonista la società di Martina Franca. L’intervento ha riguardato, nella fattispecie, un condensatore carbammato di 420 t, partito lo scorso 20 dicembre da Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, dove ha sede l’azienda che lo ha costruito, la FBM Hudson Italiana. L’obiettivo: raggiungere il porto fluviale di Mantova, per essere poi imbar-

cato su una chiatta e raggiungere il porto di Marghera, da dove è stato spedito a destinazione finale in Asia. Circa 25 persone tra tecnici, staff e personale operativo sono state coinvolte per portare a termine uno dei più grandi trasporti eccezionali mai realizzati sulle strade italiane. La conformazione del convoglio era composta da due semoventi SPMT, ciascuno da 20 assi, supportati da una motrice zavorrata 8x6 installata all’occorrenza per aumentare la velocità del con-

si sulla Lecce-Gallipoli (durante il percorso sono state rimosse e poi rimontate decine di segnali stradali). Per sollevare il maxi catamarano è stata utilizzata un’autogrù da 250 t e sono stati impiegati diversi veicoli per la scorta tecnica. “La realizzazione della nave ‘Utopia’ è da considerarsi un orgoglio non solo per noi, ma per tutto il Salento”, ha spiegato Gabriele Totisco del cantiere navale Catmarine. “Si tratta di un catamarano imponente dal costo di 800.000 euro, per il trasporto di passeggeri, che può portare fino a 110 persone, in completa sicurezza e con il comfort e la qualità di uno yacht di lusso. È equipaggiato con due motori da circa 300 cavalli ed è costituito da due ponti: quello principale, interamente coperto, è un ambiente unico con il pozzetto, ospita ampie sedute per i passeggeri e uno spazio a prua adibito a bar e ristorante (il flydeck ospita ulteriori sedute e la consolle di comando); a prua è presente un comodo salottino prendisole e tutte le panche sono smontabili, per permettere di liberare lo spazio interno per feste e cerimonie e per esaltare la versatilità dell’imbarcazione”. ■

voglio nei tratti in salita, per una lunghezza complessiva di circa 75 m e un peso complessivo di circa 600 t. Si è trattato di un apparecchio autoportante del peso di 420 t caricato su ralle girevoli dalla capacità di 300 t ciascuno. Un trasporto eccezionale di cui Marraffa è particolarmente orgogliosa e portato a termine grazie alla preparazione di tutti gli uomini Marraffa e all’accurato lavoro di progettazione da parte dell’ufficio tecnico dell’azienda.

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ON SITE REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI DEPURAZIONE BIOLOGICO A TRENTO

CINQUE GRU

PER “TRENTO 3” IL NUOVO DEPURATORE IN COSTRUZIONE TRA IL CAPOLUOGO DI PROVINCIA E ROVERETO, DOVREBBE ENTRARE IN FUNZIONE NELL’ESTATE 2021. QUI SI MUOVONO IN MODO PERFETTAMENTE SINCRONIZZATO CINQUE GRU TEREX DELLA GAMMA CTT, SCELTE PER LA LORO AFFIDABILITÀ E PER LA CONSULENZA GARANTITA DAL CONCESSIONARIO TECNOEDIL NOLEGGI di Ettore Zanatta

L

e migliaia di automobilisti che percorrono quotidianamente la strada statale tra Rovereto e Trento si ritroveranno certamente incuriositi da quanto sta accadendo ai piedi della montagna in questo tratto.

92 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

È qui, infatti, che lo scorso anno è stato aperto quello che, insieme al collegamento Passo S. Giovanni-Cretaccio, è il più grande cantiere nel piano delle opere pubbliche viabilistiche e ambientali della Provincia Autonoma di Trento, destinato alla costruzione


LE GRU FLAT TOP CITY CTT

La gamma CTT di Terex è costituita da gru che vanno dalle 90 alle 720 tm. Tutti i modelli possono essere configurati rapidamente e sono dotati di argani e di sistemi elettronici di nuova generazione, con prestazioni e consumi ottimizzati. Le gru Flat Top City sono spesso utilizzate in progetti di lunga durata: per questo motivo sono progettate per funzionare in tutte le stagioni, dalle temperature più calde a quelle invernali più rigide. Resistenti all’usura nelle condizioni più impegnative, sono progettate per garantire facilità di trasporto e rapidità di montaggio. A differenza delle gru tradizionali, le Flat Top non hanno né cuspide, né tiranti e rappresentano quindi una soluzione ideale per i cantieri caratterizzati dalla presenza di più unità e assicurano velocità e minori costi di montaggio.

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ON SITE del depuratore denominato “Trento 3”. Quest’impianto di depurazione biologico, in particolare, sarà al servizio delle località Besenello, Calliano, Aldeno, Cimone, Garniga e delle frazioni di Romagnano e Mattarello, appartenenti al comune di Trento. L’impianto sarà quindi realizzato sul versante occidentale del monte “Spizon” del gruppo della Vigolana, andando a sfruttare

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parzialmente gli spazi lasciati liberi dall’attività di estrazione dell’inerte dal detrito di falda. L’impianto avrà una potenzialità pari a 150.000 abitanti equivalenti (sarà comunque dimensionato idraulicamente per portate derivanti da scarichi di circa 300.000 abitanti equivalenti) e sarà strutturato su due/quattro linee di trattamento per una migliore flessibilità di funzionamento ai diversi cari-

chi in ingresso. Una parte dell’infrastruttura depurativa avrà sede nell’area comunale di Trento, più precisamente la parte dell’impianto che riguarda la grigliatura e il pompaggio dei liquami verso il nuovo impianto depurativo. La posizione di quest’infrastruttura dovrebbe garantire una prima “vagliatura” delle acque di scarico, atta a garantire una riduzione del rischio d’intasamento della stazio-


ne di pompaggio e una maggiore garanzia di regolare afflusso del liquame all’impianto. L’impianto sarà strutturato prevalentemente su cinque gallerie, tre delle quali per l’intero sviluppo longitudinale pari a 265,5 m all’interno della montagna, mentre le due gallerie che permettono il collegamento con l’esterno si svilupperanno per 265,5 m all’interno della montagna e per circa 100 m

esternamente al corpo roccioso, ma comunque interrate. Le gallerie avranno uno sviluppo trasversale di circa 20 m (raggio di curvatura della volta pari a 10 m). Le gallerie in roccia saranno realizzate mediante perforazione con sparo di mine, mentre le porzioni delle gallerie esterne alla montagna saranno successivamente ritombate con uno strato di terreno che a ridosso del versante avrà uno spessore

QUELLO PER LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO DEPURATORE TRENTO 3 È IL PIÙ GRANDE CANTIERE NEL PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE VIABILISTICHE E AMBIENTALI DELLA PROVINCIA DI TRENTO. QUI STANNO OPERANDO DAL 2019 LE GRU TEREX CTT 132-6, CTT 181-8, CTT 182-8 E CTT 202-10. UNA QUINTA GRU TEREX, MODELLO CTT 91-5, È UTILIZZATA A CIRCA 1,5 KM DAL SITO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DESTINATO AL POMPAGGIO DEI LIQUAMI PROVENIENTI DAL CAPOLUOGO TRENTINO VERSO IL DEPURATORE E, SUCCESSIVAMENTE, DEI LIQUIDI DEPURATI VERSO IL FIUME ADIGE marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 95


ON SITE

minimo di 5 m, mentre sulla parte frontale - che ha funzione paramassi, a protezione dell’impianto e degli accessi - il rilevato arriverà a un’altezza di 40 m rispetto al piano di campagna. I quattro tronconi esterni conterranno la linea di sedimentazione primaria, di ossidazione, di prede nitrificazione e denitrificazione e di sedimentazione secondaria; il troncone centrale invece, conterrà la parte finale di filtrazione e debatterizzazione, oltre all’impianto di filtraggio e di riscaldamento dell’aria. All’esterno

saranno installati gli impianti di trattamento dei fanghi, oltre alla palazzina tecnologica e dei servizi. Inoltre sarà realizzato uno svincolo stradale per permettere l’accesso all’impianto dalla vicina SS 12.

Supporto e consulenza Per affrontare un cantiere di tali dimensioni, l’Ati che sta realizzando il depuratore ha scelto - grazie anche al supporto e alla consulenza della Tecnoedil Noleggi di Trento - ben cinque gru edili Flat Top della gamma CTT.

“Per supportare al meglio le imprese che operano nella nostra area di competenza ci siamo dotati nel tempo di un ampio parco mezzi sempre efficiente e rispondente alle normative in tema di sicurezza sul lavoro”, spiega Mauro Facchinelli, titolare di Tecnoedil Noleggi. “Siamo specializzati nel noleggio di macchine e attrezzature di ogni genere e dimensione, in particolare di gru automontanti, a torre e per centri storici. Il nostro marchio di riferimento in quest’ambito è Terex, grazie anche al rapporto di fiducia che abbia-

A PROPOSITO DI TECNOEDIL NOLEGGI L’attuale Tecnoedil Noleggi trae origine dalla costituzione nel 1977 della Tecnoedil snc e della trasformazione in Tecnoedil srl nel 1990. Dal 2000 l’azienda trentina opera in Trentino Alto Adige e regioni limitrofe dalla sede di Spini di Gardolo (TN) ed è il risultato del percorso ininterrotto di crescita culminato con l’ottenimento della certificazione di qualità nel 2006. Dal 2014 ha iniziato anche un prospero commercio di gru usate revisionate e garantite verso molti Paesi del mondo. In particolare, oltre l’Europa, in Canada e Stati Uniti. Oggi, con un parco mezzi di circa 400 unità, di cui 220 gru (una sessantina delle quali a rotazione alta), Tecnoedil Noleggi è un punto di riferimento nel settore del commercio e del noleggio di 96 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

attrezzature e macchinari per l’edilizia, in grado di supportare i propri clienti con un puntuale servizio d’assistenza tecnica garantito da collaboratori esperti e preparati (meccanici, elettricisti e montatori di gru), dotati di una propria officina e di numerosi furgoni attrezzati per intervenire direttamente in cantiere e capaci di supportare il cliente nella scelta del prodotto più rispondente alle sue esigenze. All’interno del magazzino di Spini di Gardolo è possibile trovare tutte le tipologie di attrezzature e macchinari, dal semplice chiodo alle gru speciali per centri storici. I tecnici dell’azienda seguono costantemente corsi di aggiornamento in modo da essere preparati per intervenire professionalmente su tutti questi

DA SINISTRA NELLA FOTO: MAURO FACCHINELLI, TITOLARE DI TECNOEDIL NOLEGGI; PAOLO DI GIANBATTISTA, SALES AREA MANAGER ITALY DI GRU COMEDIL; LUCA E NICOLA FACCHINELLI, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE COMMERCIALE ESTERO, AMMINISTRAZIONE, QUALITÀ E SICUREZZA E RESPONSABILE COMMERCIALE ITALIA DI TECNOEDIL NOLEGGI

mezzi, in particolare sulle gru Terex, marchio di cui Tecnoedil Noleggi è concessionario dal 2004.


LE QUATTRO GRU TEREX PRESENTI IN CANTIERE SONO STATE DOTATE DI APPOSITI SISTEMI ANTICOLLISIONE, PER GARANTIRE LA MASSIMA SICUREZZA NEL SITO. TRA I VANTAGGI OFFERTI DALLE GRU TEREX IN QUESTO CONTESTO C’È LA MANCANZA DI TIRANTI, UNA SOLUZIONE IDEALE PROPRIO DOVE L’AREA È CARATTERIZZATI DALLA PRESENZA DI PIÙ UNITÀ AL LAVORO

mo instaurato da molti anni con Gru Comedil. Insieme all’Ati responsabile di questo progetto abbiamo valutato preventivamente le peculiarità del sito in cui sarebbero dovute andare a operare le gru, le abbiamo consigliato i modelli e gli allestimenti più idonei e

IL DEPURATORE È POSTO A UNA DISTANZA DI 50 M DAL PIEDE DELLA PARETE ROCCIOSA, CHE LO SOVRASTERÀ PER UN’ALTEZZA DI 150 M E SI ESTENDERÀ FINO ALL’ATTUALE TRACCIATO DELLA STRADA STATALE. DOVREBBE ENTRARE IN FUNZIONE NELL’ESTATE DEL 2021

marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 97


ON SITE abbiamo provveduto al loro trasporto e relativa messa in opera grazie alla presenza in situ di tre nostri tecnici specializzati”.

Le gru protagoniste Le cinque gru citate sono: la CTT 91-5, “storico” modello Terex, montato su carro da 3,80 m, unico di quelli presenti in cantiere a non essere dotato di cabina e caratterizzato da un’altezza sotto gancio di 29,5 m, da un braccio da 50 m di lunghezza e da una capacità

massima di 5 t (1,40 t quella alla massima lunghezza); la CTT 132-6, montata su carro da 4,5 m, a un’altezza sotto gancio di 29,8 m e una capacità di 6 t (1,4 t alla massima lunghezza di 60 m); la CTT 181-8, montata su plinto come le due successive, dotata di braccio da 65 m, altezza di 48 m e capacità di 8 t; la CTT 182-8, con braccio da 65 m, altezza 58,35 m sotto gancio e capacità di 8 t (2 t alla massima lunghezza); la CTT 202-10, montata su plinto a un’altezza sotto gancio

di 47,2 m e di capacità pari a 10 t (2,3 t alla massima lunghezza del braccio da 65 m). “Mentre gli altri modelli erano già presenti nel nostro parco mezzi - spiega Mauro Facchinelli - le gru CTT 132-6, CTT 182-8 e CTT 202-10 sono state acquistate appositamente per essere noleggiate e destinate a questo progetto. Si è trattato di un investimento importante, in macchine che oggi hanno raggiunto altissimi livelli di qualità e prestazioni, in particolare in fatto di sicurezza”. Mentre le altre quattro gru sono utilizzate all’interno del cantiere vero e proprio (in altrettanti settori dell’area di lavoro), la CTT 91-5 opera poco distante e in un contesto differente, ma collegato alla realizzazione del futuro depuratore: la costruzione di una stazione di sollevamento di acque nere dove sorgerà un impianto che, tramite apposite condotte in ghiLE GRU TEREX SONO TUTTE DOTATE DI CABINA, ANCHE SE VENGONO SPESSO UTILIZZATE TRAMITE APPOSITO RADIOCOMANDO

98 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


MENTRE GLI ALTRI MODELLI ERANO GIÀ PRESENTI NEL PARCO MEZZI DI TECNOEDIL NOLEGGI, LE GRU CTT 132-6, CTT 182-8 E CTT 202-10 SONO STATE ACQUISTATE APPOSITAMENTE PER ESSERE NOLEGGIATE E DESTINATE A QUESTO PROGETTO

sa, sospingerà i liquami verso il depuratore per poi essere scaricati nel fiume Adige una volta bonificati. “Il cantiere presenta le ovvie e conseguenti problematiche di un sito congestionato, caratterizzato dalla presenza di ben quattro gru poste in posizione ravvicinata, oltre che di svariate macchine movimento terra, mezzi d’opera e per il sollevamento. Le gru, in particolare, sono interferenti l’una con l’altra, quindi abbiamo dovuto programmare il loro posizionamento in modo estremamente preciso, oltre che predisporre appositi sistemi anticollisione. A tal proposito, un vantaggio offerto dalle gru Terex è rappresentato dal fatto che non presentano né cuspidi, né tiranti, facilitando così il sorvolo tra una macchina e l’altra in totale sicurezza. In fase preventiva abbiamo studiato insieme a Gru Comedil

le esigenze specifiche del cantiere, considerando peraltro che si tratta di una zona spesso ventosa e che le gru operano a ridosso della parete rocciosa: ciò, in alcuni tratti, ha creato alcune problematiche iniziali di programmazione, in quanto alcune rocce sono particolarmente sporgenti. Abbiamo dunque dovuto predisporre e montare le gru considerando questo fattore e, in alcuni casi, prevedendo un’altezza differente rispetto al previsto, in modo da poter muoversi anche in prossimità dei punti ‘di ostruzione’”.

Il cantiere in oggetto ha messo in evidenza la combinazione perfetta ottenuta tra un prodotto di altissima qualità, quali le gru Terex considerate nel progetto, e la professionalità e affidabilità garantita da Tecnoedil Noleggi, interlocutore riconosciuto come un punto di riferimento sul territorio anche sia in termini di vendita e noleggio che di assistenza. Una sinergia che sta garantendo il rispetto delle tempistiche e delle lavorazioni previste nel progetto, con piena soddisfazione della committenza. ■ marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 99


FIERE BAUMA CTT RUSSIA

UNA LUCE A EST L’EVENTO DI MOSCA RAPPRESENTA UN APPUNTAMENTO FONDAMENTALE NEL CALENDARIO INTERNAZIONALE DEL SETTORE CONSTRUCTION. E L’ITALIA, ANCORA UNA VOLTA, VI GIOCA UN RUOLO DI PRIMARIA IMPORTANZA

di Liliana Rebaglia

I

n occasione del suo decennale, Unacea ha confermato il proprio ruolo di organizzatrice del Padiglione Italia a Bauma CTT 2020. Lo scorso anno il salone internazionale di Mosca ha ospitato ben cinque padiglioni nazionali: oltre alla delegazione italiana c’erano i rappresentanti del settore Construction di Cina, Germania, Turchia e Finlandia. L’edizione 2019, in particolare, ha coinciso con il ventennale della fiera, ormai divenuata un appuntamento-clou del calendario internazionale. “Bauma CTT Russia rappresenta un importante polo di attrazione, perché allinea tra i partecipanti numerosi produttori di rilievo”, spiega Andrey Ignatiev, direttore di JSC Kamaz. “Inoltre, durante l’evento di Mosca 100 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

si svolge un intenso programma di meeting che rappresentano un’occasione preziosa per fare business. Ci sono numerose aziende con le quali potremmo pensare di sviluppare delle partnership in termini di sviluppo della gamma dei prodotti. Nei giorni della manifestazione abbiamo sempre avuto (e avremo) diversi contatti molto proficui”.

Al centro del mondo

IRINA PROBST SENIOR EXHIBITION MANAGER DI MESSE MUENCHEN, È IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER I PLAYER INTERNAZIONALI CHE VOGLIONO PARTECIPARE ALLA FIERA DI MOSCA, SEMPRE PIÙ IMPORTANTE NEGLI EQUILIBRI DEL MERCATO MONDIALE

Altrettanto prestigiosa è la location: il Crocus Expo International Exhibition Centre è uno dei poli fieristici più moderni e ampi del pianeta, grazie ai suoi 701.800 m², solo parzialmente dedicati all’evento. Fa inoltre parte di UFI, l’associazione mondiale dell’Industria Fieristica. Bauma CTT Russia spicca a livello globale in quanto favo-


risce l’incontro con il mercato russo: uno dei più interessanti, sia dal punto di vista delle possibili opere, sia per quanto riguarda i costruttori. La presenza in fiera dei “decision maker” di aziende ed enti di primaria importanza costituisce un’opportunità unica, ben delineata dai dati numerici: il 62% dei visitatori dell’ultima edizione aveva un ruolo decisionale (in forma singola o condiviso con altri), il 19% era costituito da consulenti e solo il rimanente 19% non aveva alcuna voce in capitolo nelle scelte. Analizzando ulteriormente i dati del 2019, vediamo che il 91% dei visitatori era costituito da compratori, il 30% era alla sua prima esperienza a Mosca e il numero è destinato a crescere in futuro, visto che l’80% si era recato alla fiera per organizzare la propria partecipazione nell’edizione successiva. I 603 espositori provenivano da 19 Paesi diversi, con un aumento del +3% rispetto all’edizione precedente. Il 47% delle aziende partecipanti proveniva da Paesi diversi dalla Russia e, all’interno di questo segmento, l’Italia era la nazione europea maggiormente rappresentata, sopravanzata a livello globale solo dalla Bielorussia e dalla Cina. Ancora più variegata la provenienza dei visitatori, che abbracciava 55 nazionalità, sebbene i russi rappresentassero ben il 93% del totale.

(23%). Anche per questa elevata profilazione dei potenziali clienti Bauma CTT Russia soddisfa pienamente chi sceglie di puntarvi le proprie carte: “L’edizione 2019 ci ha consentito di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati”, spiega Andrei Smolyanov, direttore commerciale della Kudesnik. “Non c’è alcuna fiera paragonabile a questa, almeno in questa regione del mondo. Non manchiamo mai l’appuntamento con Bauma CTT Russia e non sentiamo il bisogno di alcun cambiamento nella sua formula”. ■

LA CARTA D’IDENTITÀ LA GRANDE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS LEGATA A QUESTO EVENTO STA NEL FATTO CHE OLTRE IL 60% DI CHI VI PARTECIPA HA UN RUOLO DECISIONALE NELLA RISPETTIVA AZIENDA E PUÒ QUINDI ORIENTARE LE SCELTE IN TERMINI DI ACQUISTI E PARTNERSHIP

Opportunità di business Da un punto di vista qualitativo gli obiettivi di chi visita la fiera moscovita focalizzano in maniera evidente il target delle aziende partecipanti: le macchine per le costruzioni sono il prodotto che suscita maggiore interesse (35%), seguite da macchine e attrezzature per l’edilizia stradale (32%), movimento terra (29%), componentistica (29%) e sollevamento

• Organizzatore: Messe München • Luogo/data evento: Crocus Expo International Exhibition Centre, Mosca, dall’8 all’11 settembre 2020 • Orari: dalle 10.00 alle 18.00 • Periodicità: annuale • Edizione: 21° • Settori merceologici: macchinari, attrezzature, utensili e tecnologia da costruzione, per l’edilizia edilizia stradale e ferroviaria • Visitatori 2019: 22.726 • Espositori 2019: 603 • Area espositiva: 55.000 m²

L’AREA DEL CROCUS EXPO INTERNATIONAL EXHIBITION CENTRE DEDICATA A BAUMA CTT RUSSIA EQUIVALE A 55.000 M², TRA PADIGLIONI INTERNI E SUPERFICIE ESPOSITIVA ESTERNA marzo-giugno 2020 - ONSITELIFT 101


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

LINDE MATERIAL HANDLING

Il nuovo commissionatore verticale V08 Nell’operatività quotidiana dei magazzini l’incremento delle merci che richiedono uno stoccaggio più veloce può mettere a dura prova. Succede soprattutto quando un singolo livello di scaffalatura risulta insufficiente. Il nuovo commissionatore verticale V08 di Linde Material Handling risponde a ognuna di queste esigenze grazie alla grande capacità di prelievo regolare fino a 2,8 m di altezza e alla capacità di tenere sotto controllo i costi di prelievo ad alta intensità. In un ambiente operativo in cui il crescente quantitativo di merci deve essere prelevato in tempi molto ristretti, un solo livello di scaffalatura può non risultate adeguato alle necessità aziendali, ragion per cui prassi vuole che le merci vengano stoccate anche sulla scaffalatura soprastante. Fintanto che si opera ad altezze che non superano 1,6 m appare conveniente l’utilizzo di un commissionatore a livello del suolo, malgrado ciò si traduca in operazioni scomode

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e faticose per gli operatori di magazzino. Invece, grazie al nuovo concetto di commissionamento messo in atto da Linde, con il V8 - insieme alla piattaforma dell’operatore - sale anche la pedana di carico. L’operatore può quindi immediatamente appoggiare la merce rimossa dalla scaffalatura sulle forche e passare alla posizione di prelievo successiva. “Questo assicura una maggiore efficienza quando i dipendenti eseguono regolarmente il prelievo dal primo e dal secondo livello”, afferma Eloïse Lévêque, Product Manager di Linde Material Handling. Per rispondere a una crescente domanda da parte delle aziende che dispongono di sistemi di prelievo diversi, poi, Linde Material Handling ha sviluppato due diverse versioni del commissionatore verticale V08: il Linde V08-01 - che, con piattaforma di guida e forche collegate tra loro, consente all’operatore l’accesso ai pallet dalla piattaforma, permettendogli

di spingere prodotti ingombranti o pesanti sul pallet o sul contenitore a rulli senza doverli sollevare dalla scaffalatura (per gli spazi ristretti con curve strette c’è una versione con bracci di carico corti e 700 kg di capacità di carico, con 500 mm di centro di carico); il Linde V08-02 (dotato di un sollevatore ausiliario con capacità di carico pari a 800 kg che consente all’operatore di posizionare le merci rimosse dalle scafalature ad un’altezza conveniente sul pallet, sollevando le forche indipendentemente dalla piattaforma di guida). Sono poi disponibili ulteriori caratteristiche di sicurezza opzionali, tra cui barriere laterali monitorate elettricamente, un telaio di supporto ausiliario per offrire supporto durante la retromarcia, un sistema di protezione dello slittone integrato nella parte anteriore del telaio e il sistema di assistenza Linde Curve Control per la regolazione automatica della velocità in curva.


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CLS

Nuova cabina sollevabile e controllo remoto

CLS, azienda italiana dedicata al noleggio, alla vendita e all’assistenza di carrelli elevatori, mezzi e attrezzature per la logistica, presenta insieme al suo partner Hyster nuove soluzioni all’avanguardia per migliorare le operazioni di movimentazione all’insegna della produttività. L’attenzione alle esigenze degli operatori e alla necessità di garantire comfort e sicurezza anche durante le operazioni di movimentazione più complesse è da sempre prioritaria nella progettazione di nuove soluzioni Hyster. Con l’intento di supportare al meglio i processi di logistica all’interno di contesti dalle esigenze in continua evoluzione come terminal, porti e interporti è stata sviluppata una nuova cabina sollevabile per il Reachstacker RS46 in grado di semplificare la gestione dei container sui carri ferroviari posizionati sul secondo binario, ottimizzando le tempistiche di lavoro e incrementando la produttività delle operazioni. La nuova cabina sollevabile progettata da Hyster, insieme a tutte le normali opzioni disponibili, è in grado di migliorare il comfort degli operatori, incrementando la visibilità anche all’interno dei contesti più sfidanti senza l’ausilio di videocamere o rilevatori, elementi che solitamente contribuiscono ad allungare i tempi necessari allo svolgimento del lavoro nonché i costi per la movimentazione del singolo container. “La cabina viene sollevata e abbassata facilmente su un braccio incernierato, migliorando la visibilità dell’operatore al di là del container e, di conseguenza, la produttività. Se entrambe le porte sono bloccate, la cabina può essere facilmente sollevata anche durante la guida con conseguente riduzione automatica della velocità a 10Km/h”, spiega Mark Nailer, Industry Manager di Hyster Europe.

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Il nuovo display del sistema InfoLink Crown, tra le maggiori aziende al mondo nel settore della movimentazione di materiali, offre un modulo display LCD a colori più ampio e intuitivo come optional per tutti i carrelli dotati del suo sistema InfoLink di gestione del parco carrelli. Il robusto touch-screen da 7” fornisce un’interfaccia utente di facile utilizzo che semplifica l’addestramento degli operatori e promuove sia produttività che sicurezza nelle tipiche applicazioni del magazzino. A partire da ora, il nuovo display di InfoLink è disponibile anche per tutti i carrelli Crown. Il nuovo display LCD a colori personalizzabile fornisce a ogni operatore un’esperienza utente unica. Grazie a menù

intuitivi di facile lettura e a widget configurabili, gli operatori possono ad esempio personalizzare lo schermo e ricevere consigli in base al contesto per migliorare l’interazione con il carrello. È possibile regolare i parametri

operativi di ogni carrello a seconda delle competenze e dell’esperienza dei singoli operatori, grazie a tre modalità di prestazione programmabili e al supporto multilingue. Dopo aver effettuato l’accesso, liste di controllo con immagini guidano gli operatori sullo schermo attraverso le verifiche di sicurezza obbligatorie. Crown può personalizzare le liste di controllo in base alle esigenze del cliente. Durante l’utilizzo del carrello, lo schermo visualizza periodicamente speciali promemoria di sicurezza. Inoltre, i messaggi Dynamic Coaching forniscono feedback in tempo reale, allo scopo di rafforzare le nozioni apprese durante l’addestramento.

Torneremo ad alzarci più in alto di prima!


LIEBHERR

La nuova autogrù LTM 1120-4.1 La nuova autogrù Liebherr LTM 1120-4.1 è stata proposta agli operatori del settore in occasione del recente Conexpo 2020. A Las Vegas sta già facendo incetta di attenzione da parte di un pubblico di operatori concentrato sulla nuova autogrù multistrada compatta del costruttore tedesco, che già si rivela come un punto di riferimento nel segmento delle 4 assi. Braccio telescopico da 66 m (un record, sempre in relazione ai moduli a 4 assi) in grado di culminare, con prolunga tralicciata, a 94 m, per una capacità di sbraccio fino a 64 m. La prolunga da 7 m è installabile sul falcone ribaltabile doppio – da 10,8 a 19 m – con l’opzione aggiuntiva dell’inclinazione idraulica fino ai 40°. Il sistema VarioBallast dell’autogrù fuoristrada Liebherr LTM 1120-4.1 prevede un raggio d’azione da 3,83 o 4,77 m. La zavorra massima applicabile alla gru è di 31 t, variabile nella distribuzione – da un carico assiale di 12 t, ad alternative che possono arrivare – a secondo dei siti di lavoro e dei paesi in cui è consentito – a 13,5, 14,5 e 16,5 t. I moduli EcoDrive ed EcoMode vanno a ridurre i consumi di gasolio e il livello di emissioni acustiche. Per la propulsione, motore diesel a 6 cilindri Liebherr da 330 kW di potenza per una coppia di 2.335 Nm, conforme Stage V, e trasmissione ZF TraXon, più la funzione Hill Start Aid per corroborare la partenza in prossimità di pendenze.


PRODOTTI JLG

Un nuovo sistema di monitoraggio delle batterie JLG Industries Inc. ha lanciato un nuovo sistema avanzato di monitoraggio delle batterie. Questa soluzione, destinata alle piattaforme a braccio e alle piattaforme a pantografo elettrici, analizza lo stato di carica e di usura della batteria ed esegue una precisa diagnostica del sistema di caricamento. Tra i componenti ci sono il nuovo Caricatore Intelligente, che registra la storia delle ricariche e i dettagli sul controllo macchina, e il Dispositivo Mobile di controllo per la connessione wireless e l’interazione. “Il nuovo sistema fornisce molte più informazioni di prima sullo stato di carica della batteria: ciò facilita l’accurata pianificazione degli interventi”, precisa Korry Kobel, responsabile settore progettazione di JLG. “La nuova funzionalità, che dettaglia in modo accurato lo stato della batteria, abbinata alla App per il monitoraggio, consentirà di abbassare i costi generali di proprietà per i nostri clienti”.

106 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

Se utilizzate insieme, le due componenti forniscono informazioni in tempo reale, tra cui l’effettivo stato di carica, il tracciato dell’usura della batteria, il monitoraggio del livello dei fluidi e la storia delle ricariche. Le informazioni sono consultabili sulla App intuitiva che permette di prendere decisioni consapevoli sul sistema di alimentazione della macchina. Poter accedere a queste informazioni sulla batteria porta notevoli vantaggi, tra cui: - Tempi di funzionamento prolungati: quando la macchina perde carica durante la giornata, la produttività cala: proprietari e operatori possono analizzare il tracciato di deperimento e lo stato effettivo su tutta la flotta e capire la situazione di batterie e caricatori in pochi secondi, senza dover perdere tempo a controllare ogni macchina sul posto. - Riduzione della manutenzione e dei costi di sostituzione: i dati concreti ottenuti dalla App favoriscono le pratiche corrette di caricamento delle batterie, che

possono aumentarne la vita anche del 40%. Inoltre si riducono del 70% le sostituzioni dei caricatori, spesso eseguite per errore per mancanza di dati corretti. - Risparmio di tempo: con la semplificazione dei lunghi aggiornamenti di algoritmo dei caricatori i tempi di manutenzione risultano fino a otto volte più veloci; inoltre si perde meno tempo per cambiare batterie e/o caricatori, potendoli monitorare per prendere decisioni più efficaci sulla manutenzione. Gli operatori possono scegliere tra diversi formati utili per visualizzare i dati in base alle loro esigenze: possono usare il nuovo Caricatore Intelligente da solo e accedere ai dati tramite un analizzatore manuale oppure abbinarlo al Dispositivo Mobile di controllo, che permette di accedere ai dati tramite una App scaricabile dall’Apple App Store. Tramite la App del Dispositivo Mobile gli operatori accedono alle informazioni sulla batteria in un raggio di 9 m dalla macchina o a un gruppo di macchine in quel momento operative o sotto carica. Questa connessione locale, singola o multipla, migliora l’efficacia dei dati e la convenienza degli operatori. Il Caricatore Intelligente è di serie su tutti i nuovi sollevatori a pantografo della Serie ES e in dotazione opzionale su quelli della Serie R. Il Dispositivo Mobile di controllo è opzionale per entrambe le serie. I clienti che già possiedono sollevatori a pantografo delle serie ES o R possono adeguare le macchine acquistando i componenti del sistema separatamente o insieme, a seconda di come desiderano accedere ai dati.


CTE

La nuova piattaforma B-LIFT 23 HV Si arricchisce di un nuovo modello la gamma di piattaforme autocarrate telescopiche CTE grazie al lancio sul mercato del modello B-LIFT 23 HV. Si tratta della nuova versione della già nota B-LIFT 230 PRO, molto diffusa in particolare nel Nord Europa e riprogettata per offrire tutte le caratteristiche distintive dei modelli CTE. La B-LIFT 23 HV dispone del collaudato sistema di gestione elettronico S3 (Smart Stability System), studiato per agevolare l’operatività dell’operatore e garantire la sicurezza della piattaforma in ogni fase d’utilizzo grazie al controllo continuo di tutti i parametri del mezzo. La nuova piattaforma CTE B-LIFT 23 HV offre un’altezza di lavoro

di 23 m, uno sbraccio massimo di 13 m e una portata di 300 kg nella configurazione standard con navicella interamente in alluminio.

La stabilizzazione prevede l’estensione variabile infinita degli stabilizzatori anteriori e la configurazione fissa in sagoma per quelli posteriori. Molta attenzione è stata rivolta al

comfort dell’operatore in fase di lavoro, grazie all’ottimizzazione dell’impianto idraulico: questa macchina, infatti, può compiere manovre aeree veloci e allo stesso tempo morbide e precise. L’impiego di acciai altoresistenziali Strenx di SSAB offre stabilità durante in fase di lavoro. I comandi elettroidraulici proporzionali consentono più manovre contemporanee, favorendo così la produttività e la versatilità durante il lavoro. Tutto concepito secondo lo spirito che contraddistingue da sempre CTE: offrire soluzioni semplici da usare e sicure per il lavoro in quota. A completare la piattaforma c’è una serie di opzioni intelligenti come Home Function e CTE Connect.


PRODOTTI PALFINGER PLATFORMS ITALY

Interventi sicuri in galleria con Tunlift Palfinger AG sta rafforzando il suo focus innovativo nell’ambito della diagnostica delle infrastrutture civili, come ponti e viadotti. In questo settore le piattaforme aeree giocano un ruolo chiave e il costruttore garantisce agli operatori soluzioni innovative per il sollevamento che sanno rispondere allo sviluppo del mercato grazie a elevanti livelli tecnologici e standard di qualità. Palfinger Platforms Italy si sta muovendo nella stessa direzione con la progettazione e la commercializzazione

108 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020

dell’allestimento speciale Tunlift. Le caratteristiche tecniche di questa piattaforma aerea speciale, progettata per i lavori all’interno di tunnel e gallerie, sono interessanti: partendo dalla dimensione di 2.180 mm di larghezza

si può estendere bilateralmente in modalità idraulica fino a 3.000 mm, garantendo in senso longitudinale una lunghezza fissa di 4.700 mm. Dotata di parapetti e rivestimento della parte calpestabile in alluminio

antisdrucciolo la capacità massima della piattaforma arriva a 500 kg di carico (tre operatori 240 kg + 260 kg di materiali). Il cancello di entrata di ampie dimensioni è dotato di sistema di controllo per evitare l’apertura accidentale. Di particolare interesse è il sistema di differenziazione tra i vari livelli operativi della piattaforma al fine di rendere la curva operativa della piattaforma perfettamente coincidente con la volta del tunnel. Questo allestimento speciale sta riscontrando un crescente utilizzo nelle opere di manutenzione


in galleria lungo i tratti stradali e autostradali e molte aziende che collaborano con società Autostrade, ANAS, regioni, province e comuni stanno manifestando il loro interesse. Tra chi ha anticipato i tempi esprimendo soddisfazione dall’acquisto del Tunlift c’è ad esempio la Di Bella Costruzioni Energy Service Company.

Fondata nel 1982, quest’azienda opera come General Contractor principalmente nel settore tecnologico e in molti altri ambiti che vanno dalla gestione di servizi di pubblica illuminazione, passano per le Smart City fino agli interventi in galleria. Uno dei punti di forza della Di Bella Costruzioni è l’impiego di mezzi innovativi e, grazie alla Sorbello Tre, distributore autorizzato e officina autorizzata per il marchio Palfinger, vanta una flotta del marchio austriaco di oltre 20 unità tra gru e piattaforme aeree, tra cui certamente il Tunlift spicca per il livello di innovazione. “È stato un acquisto molto ponderato, in fin dei conti

è un prodotto unico nel suo genere. Ciò che ci ha fatto decidere è stata la versatilità del mezzo: con una sola macchina saremmo stati capaci di rispondere a tutte le esigenze che si presentano nell’eseguire i lavori in galleria”, dichiara Daniele Di Bella, proprietario unico dell’omonima azienda. “L’introduzione di questa piattaforma speciale ha suscitato soddisfazione tra i nostri operatori e capi commessa, in particolar modo ciò che trovano più vantaggioso rispetto a ogni altro mezzo sono la capacità di carico che va oltre i 500 kg, un’ampia dotazione di accessori, la possibilità di utilizzo come semovente, aria compressa, illuminazione di supporto, prese elettriche operative, sono solo alcuni esempi. Anche dal punto di vista della sicurezza in strada ciò che offre il Tunlift progettato da Palfinger Platforms Italy è impareggiabile: appena piazzata la macchina viene movimentata dalla piattaforma evitando che l’operatore possa invadere la corsia aperta di marcia. I piani sfalsati ‘Tunnel Inspection’ permettono di arrivare in tutti i punti di operatività della galleria limitando lo sforzo operativo dei tecnici e aumentandone la produttività, già predisposta con una dotazione di visibilità di alta gamma che la rende immediatamente idonea per entrare subito in autostrada in tutta sicurezza. Le dimensioni ridotte, poi, permettono una più semplice movimentazione in cantiere in quanto richiusa occupa lo spazio di un furgone patente B”.

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PRODOTTI JEKKO

La nuova mini gru SPX650 Jekko è pronta a lanciare sul mercato la nuova mini gru SPX650, macchina che presenta numerose soluzioni tecniche all’avanguardia applicate con successo ai due recenti - ma già apprezzati - modelli SPX532 e SPX1280. Accantonato l’originario progetto di presentazione ufficiale della macchina alla fiera Apex di Maastricht - slittata dal giugno di quest’anno a giugno 2021 a causa dell’emergenza sanitaria legata a Covid-19 - Jekko farà conoscere al mondo la nuova SPX650 attraverso una diretta streaming programmata per il prossimo luglio. In attesa dell’evento, tuttavia, è già possibile analizzare in anteprima alcune delle principali caratteristiche e funzionalità della macchina. La SPX650 è equipaggiata con un nuovo jib idraulico a tre estensioni da 1,2 t e un nuovo runner jib da 2 t, per un’altezza massima raggiungibile di 23,5 m. Come avviene nella “sorella minore” SPX532, il jib può essere stoccato in tre modalità: a terra o riposto sulla colonna, per permettere all’operatore di lavorare con il braccio principale o agganciato e ripiegato sotto il braccio principale, per permettere all’operatore di lavorare con il jib senza necessità di installazione. Si ritrova nella SPX650 anche il nuovo sistema di

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stabilizzazione introdotto con la sorella maggiore SPX1280: il software, a seconda dell’angolo di apertura e dell’estensione degli stabilizzatori, nonché all’eventuale impiego della zavorra, è in grado di determinare in tempo reale la capacità massima di sollevamento in un determinato punto, per illimitate configurazioni operative. Gli stabilizzatori presentano una doppia estensione per un’area minima di stabilizzazione di 2,9 x 2,9 m (4,5 x 4,5 m l’area massima). Dalla SPX1280 la nuova SPX650 eredita anche il sistema idraulico, che rende i movimenti della gru fluidi e precisi e consente di lavorare in contemporanea con quattro funzioni. Tutte le funzionalità e i movimenti della gru e i suoi

accessori sono controllabili direttamente dal radiocomando con software sviluppato da Jekko e interfaccia utente intuitiva. La SPX650, in consegna a partire dalla seconda metà del 2020, sarà disponibile da subito nella versione alimentata a batteria a litio (dal 2021 potrà essere configurata anche nella versione con motore diesel abbinato a un motore elettrico monofase o trifase). “La SPX650 ha l’obiettivo di arricchire ulteriormente la nostra gamma di mini gru, colmando il vuoto tra i modelli SPX532 e SPX1280 per quanto riguarda la capacità massima di sollevamento”, spiega Alberto Franceschini, Export Sales Manager di Jekko. “Si tratta dell’ennesima scommessa di Jekko, ma i risultati più che positivi ottenuti dai modelli SPX532 e SPX1280 ci confermano che le soluzioni finora proposte hanno incontrato le esigenze della nostra clientela: versatilità, elevate performance abbinate a dimensioni compatte e aree di stabilizzazione ridotte, facilità d’utilizzo, ma anche la crescente attenzione alla tematica ambientale connessa all’impiego di batterie a litio. In questo progetto abbiamo concentrato il meglio della tecnologia finora sviluppata, ulteriormente migliorata, senza tralasciare il design e la qualità dei materiali”.


HYUNDAI MATERIAL HANDLING

Rinnovata la gamma di carrelli a propulsione elettrica I carrelli elevatori a tre ruote 15BT-9U/18BT-9U e 20BT-9U, con portata da 1.500 a 2.000 kg, sono noti a livello mondiale per i loro componenti dalle alte prestazioni. La novità è rappresentata dallo sterzo Zapi della serie ACE, dal motore di propulsione Schabmüller e dal cambio ZF. I nuovi motori vantano inoltre prestazioni più potenti (due motori di trazione da 5,4 kW, motore di sollevamento da 14,9 kW). Gli sterzi ACE Zapi della classe di protezione IP 65 garantiscono un controllo migliore e più delicato dei motori. Lo sterzo elettrico ora rielaborato utilizza solo l’energia sviluppata dall’attivazione del volante, riducendo del 33% il consumo di energia. La resistenza di sterzata aumenta con la velocità di guida, consentendo così una marcia sicura e comoda del carrello elevatore a tre ruote a una velocità massimo di 20 km/h. Un’altra novità è rappresentata dal freno di stazionamento elettromagnetico che si aziona automaticamente in caso di arresto, senza dover azionare nessun interruttore. Impedisce inoltre in modo attendibile il movimento di ritorno del carrello su rampe/salite. Grazie al display da 4,3” antiabbagliamento e più facile da leggere il conducente viene informato sullo stato di funzionamento, può scegliere tra tre modalità di lavoro e ricevere codici di errore. Per tutti i carrelli elevatori

a tre ruote Hyundai offre batterie Li-Ion di tecnica NMC. Lo sterzo del carrello è configurato di serie per il passaggio dalle batterie convenzionali a quelle a ioni di litio. I ponteggi della piattaforma del carrello elevatore a tre ruote coprono un’area da 2.700 a 7.000 mm, contemplando così tutti i possibili campi di utilizzo. I modelli 25B-9U, 30B-9U e 35B-9U dei carrelli elevatori a quattro ruote hanno una portata da 2.500 a 3.500 kg/500 mm LSP. In queste macchine dalle

alte prestazioni con una tensione di 48 V viene ora installato un servosterzo elettroidraulico che consente un risparmio di energia fino al 17%. Le nuove e silenziose pompe idrauliche sono un’altra caratteristica che consente più potenza, minore consumo e riduzione della rumorosità. Il modello 25B-9U è alimentato da una batteria da 720 Ah/48 V. Le macchine più grandi da batterie 810/900 Ah. Per tutti i modelli a quattro ruote sono disponibili

batterie Li-Ion da 564 Ah (tecnica NMC). I carrelli elevatori a quattro ruote della Serie-U sono dotati di serie di cambio batterie laterale; l’opzione di rimozione delle batterie dall’alto è in programma per il futuro. Tutti i carrelli elevatori a tre e quattro ruote possono essere consegnati dalla fabbrica con cabine interamente riscaldate. Le porte delle cabine dei carrelli elevatori a quattro ruote è, a scelta, singola o doppia, mentre quelle dei carrelli elevatori a tre ruote sono sempre singole. I carrelli elevatori a tre e quattro ruote della Serie U sono da subito dotati di serie di pneumatici Continental SC18 Se per un maggior comfort, migliori prestazioni e un funzionamento più silenzioso. Atri tipi di pneumatici (con marcatura/ senza marcatura) come anche numerose altre dotazioni speciali sono disponibili dalla fabbrica.


INSERZIONISTI Azienda

Pagina

Autovictor

17

Brigade Elettronica

105

CTE

103

Espi Engineering

109

Fiera Bauma Conexpo India

49

Fiera Ecomondo

43

Fiera Sa.Mo.Ter.

31

Genie

COPERTINA

Grafiche MDM

71

Haulotte

1

JCB

3

Jekko

107

JLG Industries Italia

23

JMG Cranes

5

Liebherr

II COPERTINA

Merlo

IV COPERTINA

MP Filtri

11

Oleomarket

19

O.MEC

111

Ormig

13

Platform Basket

9

RMC

21

Socage

104

Tadano-Demag

15

112 ONSITELIFT - marzo-giugno 2020


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