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OnSite Lift n.1 - Gennaio-Febbraio 2021

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SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2021 - N.1

ATTUALITÀ

50 Fluid Press

16 Congiuntura delle costruzioni

Ripartire dal “fondo”

La meccanica a “km 0”

di Mirko Brusamolino

di Pietro Gabrielli

MACCHINE

54 Chevron

22 CMC

Un’ascesa inarrestabile

di Mirko Brusamolino

Il futuro della lubrificazione

di Ettore Zanatta

TECNOLOGIE

58 Fassi Gru

28 Bobcat In copertina: HAULOTTE

COMPONENTI

Sinergia strategica per i rotativi

L’Internet delle gru

di Stefano Vitali

di Mirko Brusamolino

DOSSIER

32 Haulotte

Il perseguimento della “Blue Strategy”

di Ettore Zanatta

62 Il cantiere post Covid-19

36 Jekko

Un protocollo su misura per ripartire in sicurezza

Una gru “multitasking”

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

di Mirko Brusamolino

DISTRIBUZIONE

70 Nord Est Elevatori

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Editoriale

Il sole sorge a Nord Est

di Ettore Zanatta

di Cristina Cassinari

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Notizie

ON SITE

a cura di Liliana Rebaglia

74 Smontaggio di un carbodotto

Hands On

nella centrale di Vado Ligure Uno smontaggio simbolico

di Ettore Zanatta

LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L

80 Un moderno progetto

UNA “MICRO” DALLE PRESTAZIONI MAXI di Ettore Zanatta

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722

di riqualificazione urbana Nel blu dipinto di… gru

86 Prodotti

40

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Cristina Cassinari, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali

ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Un plauso alla sostenibilità

S

e un plauso alla sostenibilità va fatto, in questi ultimi anni, una menzione speciale lo merita il settore del sollevamento. Che esso sia tra i protagonisti della cosiddetta “transizione verde” lo si sa ormai da tempo, ma la notizia rimane talvolta sottotraccia, come se si trattasse di un elemento marginale

nella vita economica del Paese. In realtà merita tutta la considerazione della platea ambientale e industriale. È da almeno un paio di lustri che i costruttori di piattaforme aeree stanno progressivamente aumentando la propria produzione di macchine elettriche. Anni passati a studiare - insieme agli specialisti della componentistica, ad esempio quella basata sulle batterie al litio - soluzioni sostenibili nell’uso e nell’efficienza di ricarica. La sostenibilità non è una prova di immagine a fini pubblicitari, ma è (dev’essere) una sintesi di valori ecologici ed efficacia funzionale. L’industria del sollevamento ha lavorato molto perché si realizzasse progressivamente un sogno comune a costruttori e utenti finali: quello di ottenere macchine che potessero lavorare ovunque, senza limiti di accesso e di sicurezza per l’ambiente e le persone. Questo sogno si sta realizzando e lo possiamo verificare ogni giorno: quando ci sorprendiamo per il silenzio di una piattaforma aerea in azione in un centro commerciale o quando in un parco esegue la potatura di un albero e/o quando in un magazzino carrelli elevatori movimentano per ore merci e contenitori, in una pace priva di rumori che (peraltro) non nuoce ai polmoni. Il dovere degli “osservatori” è accorgersi di tutto ciò, perché dietro di essi si trova l’evoluzione di un pensiero, la fatica di realizzare progetti che migliorino vite professionali e familiari, lo sforzo di investimenti che portino alla realizzazione di una nuova industria. 4

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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia UNACEA

Stabile il mercato italiano nel 2020 Nei dodici mesi del 2020 sono state immesse sul mercato italiano 16.962 macchine per costruzioni, con andamento stazionario rispetto a quanto rilevato nel 2019 (+0,2%). Più in dettaglio, sono state 16.251 le macchine per il movimento terra vendute (0%) e 711 le macchine stradali (+15%). Guardando alle vendite del solo quarto trimestre emerge come le perdite accumulate nei precedenti nove mesi del 2020 siano state del

stati commentati recentemente in una conferenza stampa dall’associazione e da CER - Centro Europa Ricerche. “Il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha saputo recuperare in maniera molto dinamica il fermo del lockdown di primavera e ha dimostrato di poter giocare, insieme a tutto il comparto delle costruzioni, un ruolo anticiclico imprescindibile per l’economia nel suo complesso”, ha dichiarato Mirco Risi, presidente di Unacea. Ora ci aspettiamo che sia data sicurezza e stabilità al piano di interventi del Recovery plan per spingere avanti la ripresa dell’anno in corso”. Secondo Stefano Fantacone, direttore scientifico del CER, “nonostante il clima generale di incertezza il settore delle costruzioni, e all’interno di questo quello dei

tutto recuperate. Sono infatti 6.914 le macchine immesse sul mercato tra settembre e dicembre 2020, con una crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo è quanto emerge dall’ultima rilevazione di mercato realizzata da Unacea (Unione italiana macchine per costruzioni), i cui risultati sono

MIRCO RISI PRESIDENTE DI UNACEA

macchinari, sembra beneficiare di nuovi e necessari investimenti. È una dinamica che ci aspettiamo possa proseguire anche nel 2021, quando il pil riprenderà a crescere a un tasso che stimiamo intorno al 4%”. “Il settore sta reagendo alla crisi in maniera molto compatta e l’associazione viene utilizzata con grande intensità come piattaforma di confronto e informazione”, ha infine dichiarato Luca Nutarelli, segretario generale di Unacea. “Nelle prossime settimane contiamo di mettere a disposizione dei soci nuovi strumenti previsionali per orientare l’attività di programmazione”.

NACANCO NOVE: STESSO SERVIZIO, NUOVO LOGO A tre anni dall’acquisizione da parte del colosso francese Loxam, Nacanco Nove cambia ufficialmente nome inaugurando il brand “Loxam Piattaforme Aeree”. Gli storici marchi Nacanco e Nove, che già si erano uniti in precedenza, diventano quindi ufficialmente un tutt’uno come estensione italiana del settore specializzato nel noleggio di piattaforme per il lavoro in quota del gruppo Loxam. Il gruppo Loxam opera da oltre 50 anni nel settore del noleggio di attrezzature, rivolgendo la proprio offerta a professionisti di tutta Europa. Grazie alla fiducia di 536.000 clienti e alla professionalità dei suoi 8.000 dipendenti, Loxam è protagonista nel mercato Europeo del noleggio di attrezzature per i settori dell’edilizia, dell’industria, della distribuzione, della manutenzione e degli eventi.

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INDUSTRIE COMETTO

Trasporto eccezionale in Costa d’Avorio Circa 900 t di materiale sono state movimentate da Bolloré Transport & Logistics per la costruzione della fase 4 della centrale elettrica Azito in Costa d’Avorio, inclusa una turbina e un generatore, che sono stati trasportati da Marine Maroc sul loro Cometto SPMT in una configurazione laterale da 8+8 assi. Al termine di un lungo viaggio, i pesanti componenti arrivano per nave e gli specialisti di Bolloré e Marine Maroc li prendono in consegna per lo scarico. Prima è il turno della turbina da 361 tonnellate. Un convoglio SPMT formato da otto linee di assi è abbinato lateralmente con un altro convoglio di 8 assi per superare questa sfida. La combinazione modulare genera una piattaforma larga 5 m e una capacità di carico utile di circa 600 t, assicurando sempre le condizioni di trasporto più sicure del carico.

Il veicolo modulare semovente è controllato da un radiocomando wireless e viene posizionato sotto il carico che risulta imballato con una copertura in plastica. Grazie alla corsa di 600 mm, il veicolo preleva la turbina dalla struttura in acciaio e ne avvia il trasferimento finale verso la centrale elettrica. La sterzatura elettronica dei moduli colorati in azzurro garantisce la massima manovrabilità e precisione grazie a un angolo di sterzatura di +135 / -135°. Anche in aree ristrette e in tratti di strada in pendenza, il veicolo modulare semovente è facile da manovrare e sicuro nell’utilizzo.Al termine di questo trasferimento, l’unità semovente carica anche il generatore da 295 tonnellate ed effettua lo stesso percorso una seconda volta senza alcun problema. Marine Maroc ha sede a Casablanca e i veicoli Cometto MSPE fanno parte della sua flotta dal 2013. Cometto offre quattro serie di SPMT intercambiabili con capacità fino a 70 t per linea di assi per la categoria EVO3. Ogni serie è disponibile in due larghezze di base di 2.430 e 3.000 mm. I moduli possono essere composti da 3, 4, 5 o 6 linee di assi. Sono disponibili varie taglie di Power Pack, ciascuna con una potenza crescente in funzione del numero di assi da azionare.

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NOTIZIE PALAZZANI INDUSTRIE

Un “ragno” per il 5G

Nonostante la pausa dell’economia mondiale imposta dalla pandemia, lo sviluppo della tecnologia mobile e del 5G non si è mai fermata. Entro la fine di quest’anno gli abbonamenti alla banda larga 4G sfioreranno quota 4.7 miliardi, mentre il 5G chiuderà il 2020 a 220 milioni di sottoscrizioni, superando il miliardo di persone in termini di copertura. Inoltre anche i principali player di questo mercato non si sono fermati, infatti tutti hanno lanciato sul mercato un prodotto 5G compliant e gli abbonamenti già avviati che comprendono questo servizio sono già 50 milioni. In Italia, Francia e UK l’avanzata del 5G ha già dato lavoro a moltissime aziende del settore e non; un comparto molto coinvolto è stato sicuramente quello del noleggio delle piattaforme aeree utilizzate per la manutenzione e conversione delle antenne esistenti e soprattutto delle piattaforme aeree di tipo ragno come quelle prodotte da Palazzani Industrie. Molto spesso le antenne si trovano in luoghi impervi e di difficile accesso, in montagna, all’interno di parchi, all’interno 8

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di cortili storici, luoghi dove è strettamente richiesto l’utilizzo di una piattaforma cingolata, dal basso peso e dalle dimensioni compatte. Quale piattaforma aerea è ideale per la manutenzione del 5G? Una valida soluzione è rappresentata dai ragni Palazzani: con una gamma che va dai 17 ai 52 m di altezza e un’esperienza ormai trentennale nel settore, Palazzani offre piattaforme aeree ragno cingolate compatte,

affidabili, tecnologicamente avanzate e facili da usare. Inoltre, grazie all’applicazione del verricello idraulico da 500 kg, che trasforma la piattaforma aerea porta-persone in una piccola gru, non c’è nemmeno più bisogno di portare due macchine sul posto di lavoro né basta solo una. Molti operatori che lavorano per il settore delle antenne e sviluppo 5G hanno acquistato macchine nuove e tutte dotate di questo optional. Sono proprio loro a confermare all’azienda lombarda che le sue sono macchine adatte a questo tipo di lavoro, ogni giorno mandano feedback postivi e fotografie di macchine al lavoro in posti praticamente irraggiungibili con qualsiasi altro mezzo se non con una piattaforma ragno: dislivelli importanti, terreni sconnessi, fango, fitti alberi, archi storici, vie strette e arzigogolate dei centri storici. L’avanzata del 5G sarà trainata soprattutto da alcune aree del mondo come Cina e Stati Uniti, almeno nella fase iniziale. Nel 2020 il Nord America sarà infatti la regione con la quota più alta di abbonamenti 5G ed entro il 2026 si prevedono 3,5 miliardi di abbonamenti a livello mondiale.


NOTIZIE FLASH BATTERY

Investimento nella sostenibilità La quota più consistente degli ingressi in Flash Battery azienda avvenuti nel 2020 (16 addetti in più, che hanno portato il totale a oltre 60) ha riguardato le aree ricerca e sviluppo e progettazione che, insieme a marketing e progetti internazionali innovativi, sono state ulteriormente rafforzate pur in presenza delle conseguenze determinate dalla pandemia. Flash Battery - specializzata nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici – aumenta ulteriormente, alla luce di questi ultimi ingressi, gli investimenti sulla sostenibilità di processi e prodotti. “E’ evidente – sottolinea Marco Righi, CEO di Flash Battery – che l’area della ricerca assume un valore centrale per un’azienda come la nostra, chiamata a competere in un mercato giovane e tutto orientato all’innovazione. In quest’ambito, però, vogliamo implementare gli elementi di sostenibilità che ci connotano e che appartengono a quella responsabilità

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sociale d’impresa che si sta consolidando come fattore distintivo offrendo importanti riscontri anche sul versante della competitività”. Al proposito, Righi fa esplicito riferimento ai processi applicati e ai materiali impiegati nella produzione delle batterie al litio da parte di un’impresa che, poche settimane fa, ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il “Premio dei Premi” proprio per gli investimenti messi in atto nella ricerca e innovazione. “Le nostre batterie – spiega Righi – sono completamente prive di cobalto, che è tra i materiali più difficilmente riciclabili e più impattanti per l’ambiente anche nella fase di produzione. Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle sta prendendo sempre più coscienza di questo aspetto, sul quale la nostra scelta è stata comunque netta ed è rappresentata proprio dall’adozione di chimiche al litio (LFP) completamente prive di cobalto. Abbiamo scelto di adottare la tecnologia più sicura

e stabile che si possa reperire sul mercato, giungendo a risultati particolarmente importanti tanto sulla vita delle batterie (oltre 4.000 cicli di ricarica) quanto sulla sicurezza per gli utilizzatori (grazie anche alle nostre tecnologie sull’elettronica di controllo e sul sistema di bilanciamento) e nei processi di riciclo”. I risultati di Flash Battery dimostrano, in sostanza, che le più alte prestazioni sono compatibili con processi produttivi e il ricorso a prodotti a basso impatto ambientale. Osserva Marco Righi: “Per questo è necessario un continuo investimento in ricerca sui materiali e in competenze ben orientate all’efficienza e alla sostenibilità, consapevoli che il lavoro sulle energie alternative e sostenibili è un percorso ampio e complesso e non si limita alla sostituzione di una fonte. Nel Marzo 2021 è attesa l’entrata in vigore il nuovo Regolamento europeo sulle batterie relativo alla sostenibilità e allo smaltimento di questi prodotti, per il quale già aderiamo al Consorzio Nazionale Cobat; da parte nostra, però, siamo convinti che le norme vadano sempre anticipate da scelte e comportamenti che prevengano le criticità possibili sulle quali intervengono i regolamenti. Anche per questo siamo a maggior ragione soddisfatti dell’apprezzamento e dei riscontri commerciali ottenuti sul mercato interno e su quelli esteri, così come dei riconoscimenti ottenuti in queste settimane sia nell’ambito del premio ‹Imprese per l’innovazione› (evento organizzato da Confindustria in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai e il sostegno di BNP Paribas e Warrant Hub), che per l’inserimento di Flash Battery nella graduatoria delle imprese italiane ‹Campioni di crescita› tra il 2016 e il 2019 curata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza”.


ELEVO-KILOTOU

Spettacolare intervento a Montichiari Recentemente, a chi si fosse trovato a passare presso Novagli di Montichiari (BS), non sarebbero potute sfuggire la piattaforma articolata con braccio in completa estensione, la torre dell’acquedotto e quattro uomini sopra il suo “cappello” a 40 m di altezza. Un cantiere, un noleggio, a dir poco spettacolare. L’intervento sul serbatoio di compenso è stato richiesto da A2A; la struttura, da tempo non più operativa, necessitava della messa in sicurezza per impedire che i detriti delle lastre in cemento della copertura – aggredite dagli eventi atmosferici – si staccassero per poi cadere al suolo. Un lavoro complesso affidato alla Perico Renato Costruzioni Edili che, per effettuare i lavori in quota, si è rivolta a Elevo Kiloutou. La scelta della piattaforma

articolata Genie ZX135/70 - da 43,15 m di altezza di lavoro e jib estensibile da 3,66 a 6,10 m - e l’organizzazione dell’intervento hanno richiesto sopralluoghi, videoconferenze, rilievi con strumenti laser, riprese video con l’ausilio di drone e fotografie in

alta risoluzione. Il Geom. Renato Poloni, direttore dei lavori, ha dovuto progettare sia la modalità di messa in sicurezza del cappello che, insieme ai tecnici di Elevo - Kiloutou, il posizionamento planoaltimetrico della piattaforma, prestando attenzione a tutti gli aspetti della sicurezza, quali accessibilità al luogo di lavoro, linee elettriche sospese, impedimenti geometrici adiacenti, portanza del terreno, impianti interrati, eccetera. La Genie ZX135/70, dotata di un braccio che consente di scavalcare gli ostacoli e raggiungere i punti più difficili, torretta a rotazione continua a 360°, quattro ruote motrici e sterzanti, si è confermata la soluzione ideale per interventi di questa natura e complessità.

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RIVESTIMENTO DI SPESSORE UNIFORME ANCHE NELLE ZONE INTERNE INDIPENDENTEMENTE DALLE FORME OTTIMA RESISTENZA ALL’USURA RISPETTO DELLE TOLLERANZE DIMENSIONALI

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ELEVATA PROTEZIONE ALLA CORROSIONE RIVESTIMENTO A SPESSORE COMPATTO BUONA RESISTENZA ALL’USURA OTTIMO RAPPORTO QUALITÀ PREZZO


NOTIZIE LIEBHERR

Un’importante opzione per la gru LTC 1050-3.1 Liebherr sta sviluppando un’ulteriore opzione per la gru compatta LTC 1050-3.1, che ha riscosso un grande successo: in futuro, gli operatori potranno scegliere tra il braccio telescopico da 36 m con il sistema telescopico rapido TELEMATIK e

un nuovo braccio da 31 m con tecnologia di allungamento a fune. Le prime macchine con il nuovo braccio telescopico saranno disponibili nella seconda metà del 2021. Con lo sviluppo del sistema telescopico monocilindrico rapido TELEMATIK,

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Liebherr non solo ha vinto i premi per l’innovazione alla fine degli anni Novanta, ma ha anche rivoluzionato il mercato delle gru. TELEMATIK è stato la base per lo sviluppo di bracci telescopici con più sezioni e quindi sempre più lunghi,

con prestazioni più elevate. Il sistema funziona con un solo cilindro idraulico e una spinatura interna per i singoli telescopi. Le sezioni telescopiche vengono agevolmente e automaticamente spinte fuori alle lunghezze desiderate dal cilindro idraulico e successivamente spinate. Questo leggero sistema di estensione monocilindrico offre elevate capacità di carico con bracci lunghi e sbracci ampi. Ma anche con bracci telescopici più corti, TELEMATIK offre capacità di carico più elevate, poiché i singoli telescopi possono essere estesi in qualsiasi ordine e indipendentemente l’uno dall’altro. Dati i suoi numerosi vantaggi, per il modello LTC 1045-3.1, lanciata nel 2010, e per il modello successivo potenziato, LTC 1050-3.1, dal 2015 Liebherr ha scelto TELEMATIK. Tuttavia, anche diversi utilizzatori, che operano con gru compatte Liebherr principalmente all’interno di stabilimenti e che di solito non hanno bisogno di tutta la lunghezza del braccio telescopico da 36 m evidenziano anche i vantaggi di un braccio con tecnologia di estensione a fune: il processo di sfilo telescopico è più rapido e molti operatori di gru mobili della classe di sollevamento fino a 50 t hanno familiarità con


la tecnologia di estensione a fune. Liebherr utilizza un sistema idromeccanico come tecnologia telescopica per le gru mobili LTM, il cui braccio telescopico è costituito dal braccio base e da un massimo di tre sezioni telescopiche. Grazie alla tecnologia integrata di estensione a fune, il braccio telescopico può essere esteso alla lunghezza desiderata in modo particolarmente semplice e veloce. Il proficuo scambio con i clienti ha spinto Liebherr a sviluppare un braccio alternativo con meccanismo di estensione a fune per l’LTC 1050-3.1. È lungo 31 m ed è

composto dal braccio base e da quattro sezioni telescopiche, una sezione in meno rispetto al braccio TELEMATIK. I telescopi vengono estesi e ritratti tramite un cilindro idraulico a doppio effetto a due stadi. Con lo stadio 1 il telescopio 1 viene esteso direttamente; lo stadio 2 spinge fuori le sezioni telescopiche da due a quattro in modo sincrono tramite una doppia puleggia di guida. Elevate capacità di carico di sfilo telescopico possono essere raggiunte anche con il nuovo braccio, un criterio importante per le applicazioni all’interno di capannoni industriali.

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NOTIZIE GROVE

La nuova cabina “cab2020” Progettate tenendo conto delle esigenze dei clienti e degli ultimi requisiti in materia di crash-test in Europa, le autogrù multistrada a 3 assi Grove montano ora una nuova cabina di guida spaziosa, denominata “cab2020”. L’esterno della “cab2020” presenta la stessa compattezza delle precedenti cabine di guida, ma con un nuovo look dinamico. Dentro la cabina gli operatori potranno beneficiare di interni ancora più comodi, una migliore ergonomia e una piacevole sensazione di spazio, che garantiscono maggiore comfort e facilità d’uso. Le prime GMK Grove dotate della nuova “cab2020” saranno i modelli GMK3050-3, GMK3060-2 e GMK3060L-1. Grazie all’introduzione della nuova cabina di guida “cab2020” di Manitowoc, Grove ridefinisce gli standard di comfort ed ergonomia per i gruisti. Inoltre, la nuova “cab2020” non è solo il punto di riferimento per quanto riguarda

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il design, ma soddisfa anche gli ultimi requisiti in materia di crashtest in Europa ed è approvata secondo la norma ECE R29-3. Grazie alla “cab2020”, l’esterno delle nuove autogrù a 3 assi offre un look più dinamico e si avvicina al design dei “fratelli maggiori” nella gamma di autogrù multistrada Grove. Allo stesso tempo, Grove continuerà a fabbricare le sue autogrù multistrada con il design compatto che contraddistingue il marchio. Grazie a una larghezza di soli 2,55 m, accedere a cantieri in spazi limitati non è mai stato così facile. Lo spazio all’interno della “cab2020” è usato in modo più efficiente: la disposizione degli elementi interni garantisce un maggiore spazio per i comandi della cabina, che sono collocati in modo intuitivo. Il display del sistema di controllo gru (CCS) è posizionato leggermente più in alto, cosicché l’operatore possa averlo comodamente a portata di mano. La disposizione ottimale dei

pulsanti e delle manopole consente di manovrare l’autogrù in modo facile e intuitivo. Il risultato è un ambiente all’avanguardia, comodo e intuitivo, che aiuta l’operatore a concentrarsi sull’attività da svolgere. La “cab2020” non è stata progettata tenendo a mente le precedenti cabine di guida, ma incentrandosi su un nuovo concetto il cui fulcro è il coinvolgimento di clienti e utenti finali. Il design, i materiali, lo spazio e l’aspetto sono in armonia tra loro e riflettono la particolare attenzione rivolta alle esigenze quotidiane degli operatori per quanto riguarda il loro ambiente di lavoro durante le varie fasi del processo di sviluppo. In una prima fase, Grove ha chiesto agli utenti quali fossero i loro requisiti personali per una cabina di guida, comprese le priorità e le preferenze mentre ci si dirige al cantiere. Il risultato di questo studio ha condotto alla realizzazione di un prototipo della “cab2020”, che è stato mostrato presso lo stand


Manitowoc al Bauma 2019 di Monaco. Il team di gestione prodotti multistrada di Wilhelmshaven ha poi raccolto le opinioni dei visitatori. Durante la fiera, il prototipo della “cab2020” ha suscitato l’interesse di molti visitatori, gruisti e clienti. Molti di loro hanno approfittato della possibilità di provare il prototipo della cabina di guida nello stand Manitowoc, lasciando poi il proprio feedback, che è stato complessivamente positivo. In seguito, Grove ha tenuto conto dei feedback ricevuti per perfezionare il design. Inoltre, prima di ultimare la progettazione, la “cab2020” è stata sottoposta a test accurati presso il Product Verification Center (PVC) di Wilhelmshaven, Germania, per assicurare un’esperienza di guida ottimale. “Per noi era fondamentale mantenere le caratteristiche già collaudate e apprezzate dai gruisti, ma

allo stesso tempo desideravamo aggiungere dettagli e componenti extra, che ci hanno consentito di ottenere miglioramenti reali nel design e nel funzionamento. Così è nata la nuova ‘cab2020’, che è diventata la nuova cabina di guida per la gamma più piccola di autogru multistrada Grove”, ha affermato Andreas Cremer,

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Vicepresidente del settore gestione prodotti autogru presso Manitowoc. Raggiungere un cantiere è ora ancora più comodo con i modelli GMK3050-3, GMK3060-2 e GMK3060L-1. Nei prossimi mesi, anche altri modelli GMK saranno dotati della cab2020 e di un look completamente nuovo.


ATTUALITA’ CONGIUNTURA DELLE COSTRUZIONI

RIPARTIRE DAL “FONDO” UN 2020 DI CONTRAZIONE DOVUTO FONDAMENTALMENTE ALLA PANDEMIA, UN 2021 CHE SI PREANNUNCIA IN RIPRESA E L’ OCCASIONE DEI FONDI DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA CHE NON VA SPRECATA, FACENDO PRESTO E BENE I NECESSARI PROGETTI. QUESTA LA SINTESI DELLA CONGIUNTURA ECONOMICA PER IL SETTORE COSTRUZIONI di Mirko Brusamolino

L

a crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata già da una prolungata debolezza del nostro sistema economico. Dopo la graduale accelerazione del triennio 2015-2017, la ripresa del Prodotto Interno Lordo italiano dalla grave crisi economica del 2008 si era, infatti, molto affievolita, lasciando il passo a un andamento pressoché stagnante delle attività nazionali. Questo è quello che emerge dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, presentato recentemente dall’ANCE, che offre una panoramica dell’andamento del settore e di tutti i suoi comparti, focalizzandosi sui dati 2020 e sulla crisi pandemica, e una previsione del 2021 in vista dell’ottenimento del nuovo fondo europeo Next Generation EU, che ha l’intento di traghettare i Paesi europei fuori dalla grave crisi globale iniziata lo scorso anno.

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Una dura risalita Nel 2019 il Pil italiano era cresciuto di appena lo 0,3%, non riuscendo ancora - a differenza di molti altri Paesi europei - a recuperare i livelli pre-crisi del 2007, come ad esempio la Francia e la Germania, cresciute rispettivamente dell’11,6 e del 15,2%. Con lo scoppio della pandemia tutto è cambiato. Il primo semestre 2020 si è chiuso con una significativa contrazione del Pil italiano dell’11,8% e dopo i mesi più neri del lockdown lo scenario macroeconomico che si stava delineando sembrava preludere a una ripresa più ampia, con il terzo trimestre del 2020 che aveva registrato un’attività economica oltre le attese e che sembrava dare avvio a un percorso di risalita. Tuttavia, i mesi di ottobre e novembre hanno radicalmente cambiato lo scenario economico a causa dell’inizio della seconda ondata epidemica, che ha indot-

to le autorità nazionali a nuovi provvedimenti restrittivi. Tutto ciò ha creato i presupposti per una ripresa molto più difficoltosa e incerta. Le recenti previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) indicano per questo 2021 una debole crescita del Pil italiano del 3%, dopo una consistente caduta del 9,2% registrata lo scorso anno. Per il settore delle costruzioni, in particolare, la pandemia ha bloccato i timidi segnali di ripresa a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, dopo il colpo subito dalla crisi economica del 2008 che ha causato un ampio divario dei livelli produttivi (-35%) rispetto a 12 anni fa. La stima formulata dall’ANCE è di una significativa flessione degli investimenti in costruzioni del 10,1% rispetto all’anno precedente, in linea con la previsione tendenziale formulata già ad aprile 2020.


Il 2020 delle costruzioni Numeri alla mano, l’indice Istat della produzione nelle costruzioni evidenzia nei primi 11 mesi dello scorso anno una diminuzione del 8,9%. Questo andamento risente dei forti cali registrati nei mesi del lockdown (-35,5% di marzo e -68,9% di aprile) recuperati gradualmente con l’allentamento delle misure adottate per contenere la pandemia, che ha indotto un rimbalzo della produzione a partire dai mesi estivi, tuttavia, non ancora sufficiente a riportare dei segni positivi per i livelli settoriali. Anche i conti economici trimestrali elaborati dall’Istat per gli investimenti in costruzioni indicano nel terzo trimestre del 2020 un aumento del 4,8%, se confrontati con il terzo trimestre del 2019. D’altro canto, la forte crescita registrata nei mesi estivi non ha comunque compensato le perdite subite nei due trimestri precedenti: -27,1% nel secondo trimestre e

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI - SERIE STORICA 2020

2020

2021

Variazioni % in quantità

COSTRUZIONI

118.354

2,2%

-10,1%

8,6%

ABITAZIONI

58.510

2,8%

-10,5%

11,3%

- nuove

15.220

5,4%

-12,5%

3,5%

- manutenzione straordinaria

43.290

0,8%

-9,8%

14,0%

NON RESIDENZIALI

59.845

1,7%

-9,6%

6,0%

- private

37.170

1,1%

-13,5%

5,0%

- pubbliche

22.674

2,9%

-2,5%

7,7%

Fonte: elaborazione e stime Ance su dati Istat

-7,3% nel primo trimestre. Gli investimenti in costruzioni, infatti, nei primi nove mesi del 2020 registrano una decisa contrazione del 9,8%, a seguito di un andamento di finanziamenti erogati per nuovi investimenti in costruzioni tra il 2007 e il 2017 in calo di circa il 70%. Anche i dati Istat relativi ai permessi di costruzione riferiti all’edilizia residenziale e non - che possono considerar-

I COMPARTI 1/I NUMERI DEL 2020 Il calo del -10,1% dei livelli produttivi osservato nel 2020 per il settore delle costruzioni nel suo complesso coinvolge tutti i comparti, con intensità diverse. La stima ANCE per il comparto degli investimenti in nuove abitazioni è di una flessione del 12,5% rispetto al 2019, una diminuzione che interrompe un andamento positivo iniziato nel 2017. Gli investimenti di riqualificazioni del patrimonio abitativo, giunti a rappresentare circa il 37% del valore degli investimenti in costruzioni - che in questi anni di crisi avevano sostenuto il mercato - registrano un primo segno negativo con un -9,8%. Su tale risultato incide, oltre l’emergenza sanitaria, anche lo stato di attesa da parte di tutti gli operatori per l’effettivo decollo degli interventi legati al Superbonus 110%. Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali segnano un significativo calo del 13,5% nel 2020, che inverte una dinamica positiva in atto dal 2016. Questa stima risente del difficile contesto economico che incide sensibilmente sui livelli produtti-

2019

Milioni di euro

vi del comparto non residenziale privato, il più legato agli andamenti dei diversi settori di attività economica. Il Pil, infatti, secondo le recenti stime del FMI nel 2020 ha subito una contrazione del 9,2% rispetto al 2019. Per gli investimenti in costruzioni non residenziali pubbliche si stima nel 2020 ancora una flessione del 2,5% in quantità. Tale

si un indicatore della produzione futura - manifestano nel primo semestre 2020 una significativa flessione del 13,6% relativamente al numero di nuove abitazioni concesse e del -39,3% per i permessi riferiti all’edilizia non residenziale, interrompendo una dinamica positiva in atto dal 2015. Con riferimento all’occupazione nel settore delle costruzioni, i dati elaborati dalle Cnce su 114 casse edili nei primi 11 mesi del 2020 denotano una diminuzione del

stima tiene conto della contrazione dei livelli produttivi sia per le iniziative in corso che per l’avvio dei nuovi lavori a seguito dell’emergenza sanitaria. A ciò si sommano le conseguenze dell’emergenza sull’operatività degli enti pubblici e la distribuzione di risorse a favore di spese destinate alla gestione della crisi epidemiologica.

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI PER COMPARTO

19,2%

12,9% Nuove abitazioni

2020 31,4%

Manutenzioni straord. residenziale

36,5%

Costruzioni non residenziali private Costruzioni non residenziali pubbliche

Fonte: Ance

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 17


ATTUALITA’ ANDAMENTO DELLA SPESA CORRENTE E IN CONTO CAPITALE DEI COMUNI ITALIANI periodo 2008-2020 (n.i. 2008=100) 120 110 100 90 80 70

2020/2008

+10%

2020/2008

-47%

60 50 40 2008

2009

2010

2011

2012

2013

Spese correnti

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Spese in conto capitale

Fonte: elaborazione Ance su dati SIOPE

10,5% del numero di ore lavorate a fronte di un lieve incremento del numero dei lavoratori iscritti (+2,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le imprese, pertanto, nonostante la crisi epidemica hanno mostrato capacità di mantenere la propria forza lavoro e il know-how acquisito nel tempo, così da poter tempestivamente riprendere e sostenere la produzione con il graduale allentamento delle restrizioni e il miglioramento del contesto economico.

Cambio di rotta? Durante l’estate 2020 si è respirata un’aria di ottimismo, ma il riacutizzarsi della seconda ondata epidemiologica, in atto da ottobre, ha indebolito nuovamente i segni degli indicatori economici condizionando le prospettive future. Il 2021 per il settore delle costruzioni sarà presumibilmente caratterizzato da un rimbalzo positivo rispetto al 2020, che potrebbe segnare un cambio di rotta molto importante qualora si riuscissero

I COMPARTI 2/LE PREVISIONI PER IL 2021 Andando ad analizzare i singoli comparti, la stima di crescita degli investimenti in manutenzione straordinaria dello stock abitativo è di un significativo aumento del 14% rispetto al 2020. Questa previsione tiene conto dell’impatto sui livelli produttivi dell’avvio dei primi interventi con l’utilizzo del bonus fiscale del 110% in vigore da luglio 2020. Con riferimento agli investimenti nella nuova edilizia abitativa, la previsione è di un rialzo molto contenuto dei livelli produttivi del 3,5% rispetto al 2020. La previsione per il non residenziale privato è di un aumento dei livelli produttivi del 5%, crescita che sarebbe potuta essere più significativa - anche in considerazione della dinamica positiva dei permessi a costruire degli anni 2015-2019 - se accompagnata da un contesto economico generale che si fosse definitivamente lasciato al18 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

a concretizzare e a cogliere pienamente alcune importanti opportunità presenti sul mercato. Prima tra tutte il Superbonus 110%, che in questi ultimi mesi ha diffuso grande entusiasmo, sia sulle famiglie proprietarie di immobili che sulle imprese, che si stanno attrezzando per far fronte a una domanda potenziale molto promettente. I risultati di un’indagine condotta dall’ANCE nel mese di novembre 2020 presso le imprese associate, in tal senso, confermano che il tessuto imprenditoriale operante nel settore ha delle aspettative molto elevate circa le potenzialità della misura. Un’altra importante opportunità per il futuro del settore delle costruzioni, che potrà produrre i primi effetti sui livelli produttivi nell’ultima parte dell’anno in corso, è il piano Next Generation EU (conosciuto come Recovery Fund), suddiviso in sette diversi programmi atti a destinare investimenti e riforme in grado di accrescere il potenziale produttivo del Paese. Attraverso il Recovery Fund, l’Europa mette a disposizione dell’Italia una quantità di risorse pari a 209 miliardi di euro, di cui 81,4 di sovvenzioni a

POSSIBILI EFFETTI ECONOMICI DEL SOPERBONUS 110%  La spesa aggiuntiva di 6 miliardi di euro nel settore delle costruzioni genererebbe un effetto totale sull’economia di 21 miliardi  In termini di occupazione, si avrebbe un incremento di circa 64mila posti di lavoro nelle costruzioni  Considerando anche i settori collegati alle costruzioni, l’aumento potrebbe superare le 97mila unità le spalle l’emergenza sanitaria. In merito al comparto delle opere pubbliche la stima ANCE per il 2021 è di un aumento del 7,7% in confronto al 2020. Tale dinamica è il risultato di diversi fattori, tra cui: le misure di sostegno agli investimenti pubblici previste nelle ultime Leggi di bilancio; lo sblocco di alcuni interventi infrastrutturali e la prosecuzione di alcuni cantieri in corso; la positiva dinamica dei bandi di

gara per lavori pubblici negli ultimi anni, la quale dovrebbe produrre secondo il modello previsionale dell’ANCE, effetti positivi crescenti sui livelli produttivi; le misure acceleratorie previste nel DL Semplificazioni (DL 76/2020) e del Decreto Legge Sblocca Cantieri (DL 32/2019); i primi effetti, concentrati nell’ultima parte dell’anno, derivanti dalle risorse europee del Next Generation EU.


GABRIELE BUIA PRESIDENTE ANCE

“

O IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI TORNA A ESSERE CENTRALE NELLO SVILUPPO DEL PAESE OPPURE GLI OBIETTIVI DI SPESA DEI FONDI DEL RECOVERY PLAN FALLIRANNO E SOLO LA METÀ DEI FONDI SARÀ UTILIZZATA

„

RISORSE EUROPEE E NAZIONALI

Il piano di rinascita

NEXT GENERATION EU 224 miliardi di €

PERIODO DI SPESA 2021-2026

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 50% 114 miliardi

100% Europa

TOTALE : circa 400 miliardi di €

Ai fini dell’ottenimento di questi fondi, il 12 gennaio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri una proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ora all’esame del Parlamento. La proposta di PNRR ha il compito di delineare gli investimenti e le riforme in grado di traghettare l’economia italiana fuori dalla crisi finanziaria determinata dalla pandemia da Covid-19 e avviare una crescita sostenibile e digitale del Paese. Sotto il profilo contabile, il Piano prevede risorse per interventi aggiuntivi pari a 122,4 miliardi, di cui 68,9 miliardi di sovvenzioni e 53,5 miliardi di prestiti. I restanti 87,5 miliardi di prestiti andranno a finanziare investimenti già previsti, ovvero a coprire quote di indebitamento già inserite nel quadro

tendenziale di finanza pubblica. Grazie al finanziamento anticipato di 21,2 miliardi di euro, del Fondo Sviluppo e coesione 2021-2027 da utilizzare entro il 2026, le risorse del Recovery Fund da programmare nel PNRR arrivano a 224 miliardi di euro, di cui 145,2 miliardi relativi a nuovi progetti, 65,7 miliardi destinati a progetti in essere e 13 miliardi relativi al programma REACT-EU. Il settore delle costruzioni è centrale nella realizzazione del Piano ed è coinvolto in tutte le sei Missioni previste dal PNRR, dalla digitalizzazione del Paese alla transizione ecologica, dalle infrastrutture per una mobilità sostenibile agli interventi per la coesione territoriale e l’inclusione sociale, dalla sanità all’istruzione e ricerca. Rispetto ai 224 miliardi programmati nell’ambito del PNRR le misure di diretto interesse per il settore delle costruzioni ammontano a 114 miliardi di euro, pari al 51% delle risorse complessive. In particolare, le risorse aggiuntive destinate a interventi edilizi ammontano a 63,4 miliardi, pari al 44% del totale.

FONDI STRUTTURALI 82 miliardi di €

PERIODO DI SPESA 2021-2030

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 30% 24/25 miliardi

∼ 50% Europa ∼ 50% Italia FONDO SVILUPPO E COESIONE 28,8 miliardi di € (*)

PERIODO DI SPESA 2021-2030 (Fine indicativa. Non vi sono vincoli)

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 35% 10 miliardi

100% Italia FONDO LEGGE BILANCIO 2021 - 53 miliardi di € +8 miliardi Articolato

100% Italia

PERIODO DI SPESA 2021-2035 (Fine indicativa. Non vi sono vincoli)

TOTALE : circa 175 miliardi di €

fondo perduto e 127,6 miliardi di prestiti. Il programma principale che assorbe il 94% delle risorse è il Dispositivo Europeo di Ripresa e Resilienza (RRF), che prevede per l’Italia 196,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 127,6 miliardi di prestiti. Sulla base di tali opportunità economiche l’ANCE prevede per il mercato italiano del 2021 un rimbalzo dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dal comparto del recupero abitativo e da una graduale ripresa dell’attività, sia del comparto non residenziale privato che di quello pubblico. La crescita del settore delle costruzioni, grazie agli effetti moltiplicativi degli investimenti realizzati, genererebbe un effetto totale sull’economia di circa 36 miliardi di euro, circa due punti percentuali di Pil. A ciò si aggiungano anche gli importanti effetti sull’occupazione, con un incremento di circa 110.000 posti di lavoro nelle costruzioni. Considerando anche i settori collegati ad esso, l’aumento raggiungerebbe quasi le 166.000 unità.

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 35% 18 miliardi +8 miliardi (Articolato)

(*) Al netto delle risorse (21,2 miliardi) anticipate nell’ambito del Next Generation EU

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 19


ATTUALITA’ Opportunità da non sprecare Queste risorse, che rappresentano un’importante opportunità di sviluppo per il Paese e per il settore, risultano suddivise nel PNRR italiano in ben 43 titoli, spesso privi di progetti pronti da realizzare che rischiano di rimanere sulla carta. L’impatto di tale programma dipenderà dalla capacità dello Stato di mettere in atto misure realmente in grado di accelerare la spesa delle risorse disponibili, di sottoscrivere dei piani d’investimento concreti e semplificare l‘uso di questi fondi. È questo il grido d’allarme che il presidente di ANCE, Gabriele

LE RISORSE DA ALLOCARE NEL PNRR Valori in miliardi di euro e composizione %

6% Nuovi progetti 145,2 mld

29%

Progetti in essere 65,7 mld React EU 13 mld

65%

Fonte: elaborazione Ance su PNRR (12 gennaio 2021)

L’OPINIONE

MARCELLO MESSORI ECONOMISTA E DOCENTE DELLA LUISS

“Il Piano Nazionale, nella versione che conosciamo oggi del 12 gennaio del 2021, è il frutto di un percorso piuttosto articolato. Questa bozza di gennaio ha alcuni pregi e apporta alcuni miglioramenti rispetto a quelle precedenti, perché è in grado di definire un po’ il perimetro dei problemi che si aprono per il nostro Paese e che potrebbero essere affrontati attraverso un uso appropriato dei fondi, soprattutto quelli derivanti dal Recovery Fund. Però, a oggi, c’è uno scollamento tra l’impostazione dei problemi generali e la definizione dei progetti. Questo Piano Nazionale deve dare risposta alle sei grandi priorità poste dalla commissione europea, di cui tre innovazione digitale, transizione ecologica e protezione sociale - devono

20 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

essere combinate con quelli che sono i ‘colli di bottiglia’ che caratterizzano il nostro Paese. A oggi il piano proposto a gennaio non è il frutto di questa combinazione tra priorità europee ed esigenze nazionali, tuttavia questi progetti offrono troppi incroci di diverse priorità. Secondo me, nella stesura proposta questo gennaio manca un po’ la definizione chiara delle priorità e quindi di una selezione dei progetti. Sulla carta il Piano Nazionale a oggi redatto prevede circa 50 iniziative, ma leggendo con attenzione il documento ed entrando nel merito dei singoli progetti in realtà ci si accorge che sono quasi 200. Troppi per un paese come l’Italia con i ben noti problemi di funzionamento della nostra burocrazia, di complessità delle procedure e con una storia non brillante di capacità di spesa, che difficilmente potrà stanziare i fondi entro la fine del 2023 per 200 progetti e che ancora più inverosimilmente li potrà realizzare entro il 2026. Quindi dobbiamo scegliere pochi progetti strategici, ognuno di questi articolato con l’insieme delle riforme e degli investimenti che devono essere l’anima di questi progetti e darne sostanza. Questa volta l’Italia non può permettersi di sbagliare”.

Buia, manda al governo nel corso della presentazione dell’Osservatorio congiunturale: “Non è una questione di risorse in Italia perché, paradossalmente, anche prima del Recovery le risorse c’erano ma restavano nei cassetti dello Stato”, afferma Buia. “Quest’incapacità di spendere si ripercuoterà sicuramente sulle risorse del Recovery Fund e se non abbiamo la possibilità di intervenire su quelle modifiche strutturali che ci chiede l’Europa, allora rischieremo veramente di non utilizzarle. Le opere infrastrutturali devono essere appaltate entro il 2023 e ultimate, rendicontate, entro il 2026. In Italia un’opera infrastrutturale superiore ai 100 milioni impiega più di 15 anni per essere realizzata e una da 1 milione di euro dai quattro ai cinque anni per essere concretizzata, tempi che sono incompatibili con le necessità di un paese come il nostro. Dobbiamo rapidamente utilizzare le risorse e farle diventare cantieri e, a oggi, abbiamo bandi e affidamenti pronti ma cantieri non aperti. O il settore delle costruzioni torna a essere centrale nello sviluppo del paese oppure gli obiettivi di spesa dei fondi del Recovery Plan falliranno e stante così la situazione solo la metà dei fondi del Recovery saran■ no utilizzati”.


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MACCHINE CMC

UN’ASCESA

INARRESTABILE

L

a CMC di Bari opera da oltre 20 anni nel settore del sollevamento, dove oggi è considerata un punto di riferimento a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti, l’efficienza della sua organizzazione e la centralità del di-

22 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

partimento di Ricerca e Sviluppo. Tra i suoi punti di forza: la capacità di proporre innovazioni che rispondano alle effettive esigenze degli utilizzatori e la grande attenzione dedicata ai clienti nelle fasi di assistenza tecnica e consulenza post-vendita, svolte anche presso

la sede di Serravalle Pistoiese (PT). Caratteristiche, queste, che – insieme ai vantaggi offerti in termini di facilità d’uso, rapidità di lavoro, solidità, facile manutenzione e design innovativo - hanno consentito all’azienda pugliese di espandere rapidamente il proprio mercato


IL COSTRUTTORE ITALIANO HA DA SEMPRE L’OBIETTIVO DI IMPORSI NEL MERCATO NAZIONALE E INTERNAZIONALE DELLE PIATTAFORME AEREE CINGOLATE. OGGI CIÒ AVVIENE ANCHE ATTRAVERSO IL RECENTE LANCIO SUL MERCATO DELLA NUOVA “SERIE F” di Mirko Brusamolino

in tutti i continenti, inclusa l’Oceania. La CMC può oggi vantare una posizione di rilievo anche nel mercato nordamericano delle semoventi cingolate, che ha sempre mostrato un particolare interesse negli allestimenti professionali HD PRO+.

Un costruttore dinamico La CMC nasce nel 1998 con l’intento di costruire piattaforme aeree e di innalzarne costantemente la qualità, investendo in ricerca & sviluppo e facendo leva sull’innovazione tecnologica. L’obiettivo primario, con il lancio del modello

PLA16, è chiaro fin da subito: sfruttare la lunga esperienza nel settore per progettare soluzioni in grado di farsi apprezzare anche oltre i confini nazionali. Nel 2007, dopo anni di sperimentazione, arriva il lancio della prima piattaforma semovente cingolata SUP 12, un prodotto ingennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 23


MACCHINE

L’OPINIONE

ALESSANDRO MASTROGIACOMO RESPONSABILE COMMERCIALE ESTERO, CMC

“Le piattaforme CMC sono ogni giorno al lavoro nei paesi di tutto il mondo e, precisamente, in Algeria, Arabia Saudita, Australia, Belgio, Cile, Cina, Colombia, Corea del Sud, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Grecia, Israele, India, Italia, Kuwait, Lituania, Martinica, Oman, Paesi Bassi, Qatar, Romania, Svezia, Slovacchia, Thailandia, Tunisia, Taiwan, USA. Tutti i processi produttivi CMC sono conformi alle specifiche della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001. Le macchine rispettano peraltro anche i requisiti delle norme AS 1418 per l’Australia e possiedono la certificazione TÜV per il mercato americano e canadese. Il successo fin qui ottenuto non rappresenta per CMC un obiettivo finale, ma piuttosto la conferma dell’efficacia degli sforzi profusi, della bontà di scelte fatte e di investimenti precisi. Tutto ciò è uno stimolo a proseguire nella ricerca dell’eccellenza in ogni fase del lavoro, a cominciare dall’attività di ricerca e sviluppo che, per un’azienda che ha costruito sull’innovazione il proprio vantaggio competitivo, assume una certa valenza strategica, consentendo di offrire al mercato soluzioni sempre più performanti. Non a caso la percentuale di fatturato investita in R&S è cresciuta progressivamente negli anni fino a raggiungere il 18%. Il prossimo obiettivo di CMC è consolidare e rafforzare la propria presenza nei mercati già presidiati, in particolare quelli europei”. 24 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

novativo destinato a ottenere un successo crescente grazie alla sua versatilità d’impiego. Intuendo le potenzialità del mercato delle piattaforme semoventi cingolate, CMC decide di sviluppare un’intera gamma “S” da 15 a 41 m affiancandola alle tradizionali autocarrate PLA, PLJ e TB da 14 a 36 m. La scelta si rivela vincente e porta l’azienda ad accrescere il suo fatturato e a potenziare la propria capacità progettuale e produttiva. Per far fronte alle richieste crescenti del mercato, dal 2016 CMC trasferisce il suo quartier generale in una nuova sede alle porte della città di Bari: qui e negli altri due stabilimenti dedicati alla carpenteria e verniciatura gli oltre 100 collaboratori lavorano con impegno per evadere il numero di ordinativi che l’azienda prevede in ulteriore crescita nei prossimi anni.

La nuova Serie F La Serie F, presentata per la prima volta al Bauma 2019, è una gamma di piattaforme completamente idrauliche semoventi cingolate compatte composta da tre modelli compatti (S13F, S15F e S18F) che, in poco tempo, si sono fatti apprezzare grazie a una molteplicità di be-

“

nefici che garantiscono un elevato risparmio. Si tratta di tre macchine facili da manovrare, che si rivolgono agli utilizzatori finali e al mercato del noleggio; tre “ragni” che sposano la linea della semplicità d’uso e di manutenzione come prerogativa principale. La versione più piccola, il modello S13F, è la più versatile: è una piattaforma telescopica che combinando tecnologia e materiali di prima scelta è stata progettata, come ha annunciato CMC, “per fare la differenza sul mercato”. Il peso ridotto e l’estrema compattezza la rendono utilizzabile in molteplici contesti; inoltre, questa piattaforma può essere facilmente trasportata su carrello con patente B-E e rappresenta un ottimo compromesso per chi cerca elevate prestazioni in una macchina compatta. La piattaforma S13F raggiunge un’altezza di lavoro di 12,9 m con uno sbraccio di 8,5 m. Da evidenziare è anche la versione S15F: questa macchina raggiunge un’altezza massima di lavoro di 14,8 m e uno sbraccio di 8,7 m e, forte di una rilevante semplicità d’uso e maneggevolezza, è pronta a trovare il suo posto in questo segmento di mercato. Si tratta di una piattaforma articolata a pantografo con braccio

IL CORE BUSINESS DI CMC È LA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DI PIATTAFORME AEREE CINGOLATE E AUTOCARRATE

„

TUTTE LE ATTIVITÀ INDUSTRIALI DI CMC – QUALI PRODUZIONE, ASSEMBLAGGIO, RICERCA E SVILUPPO, AMMINISTRAZIONE, VENDITA, ASSISTENZA TECNICA E MANAGEMENT – SI SVOLGONO NELLE SEDI DI BARI


LA SERIE F DI CMC COMPRENDE LE PIATTAFORME IDRAULICHE SEMOVENTI CINGOLATE (“RAGNO”) S13F, S15F E S18F E SI DISTINGUE PER LA COMPATTEZZA DEI MODELLI

telescopico; il carro regolabile in altezza e la sua larghezza la rendono facilmente utilizzabile su qualsiasi superficie di lavoro e anch’essa, grazie al suo peso contenuto, è facilmente trasportabile su un carrello con patente B-E. La piattaforma S18F completa la gamma, ma non le innovazioni che vengono introdotte da CMC con questo modello che, infatti, è un concentrato di tecnologia e potenza, anche grazie ai suoi 17,78 m di altezza di lavoro massima e agli 11,15 m di sbraccio. Piattaforma articolata a pantografo dotata di braccio telescopico più jib, la nuova S18F di CMC è anche la più leggera della sua categoria, con soli 2.495 kg di peso, e può essere facilmente trasportata su un carrello con patente B-E, al pari delle “sorelle” S13F e S15F, con le quali condivide anche l’utilizzo di acciai altoresistenziali e le destinazioni d’uso: potature, tinteggiature, ristrutturazioni, pulizie, posa di pannelli fotovoltaici, applicazione di insegne pubblicitarie, installazione e manutenzione di impianti elettrici, manutenzione di ponti, parchi giochi, hotel, tetti e grondaie e centri commerciali.

no. La piattaforma geometrica a doppio pantografo, braccio articolato e jib vanta un’altezza operativa di 23 m e uno sbraccio di

12,4 m senza limitazioni anche in condizioni di carico massimo. Caratteristiche queste che, unitamente alle dimensioni contenute

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma articolata S23 Altezza di lavoro max.:

23 m

Sbraccio max.:

12,4 m

Portata max.:

200 kg

Dimensioni cesta:

0,70/1,1/1,4 m

Rotazione torretta:

+/- 355° (710° continui)

Rotazione cesta (opzionale):

+/-90°

Lunghezza piattaforma:

5,7 m

Larghezza piattaforma (stabilizzatori chiusi/aperti):

0,88/3,84 m

Altezza piattaforma (in configurazione di trasporto):

1,98 m

Lunghezza cingoli (in gomma):

1,75 m

Massa totale:

2.865 kg

La piattaforma cingolata S23 Dimensioni compatte, peso ridotto, alte prestazioni: queste sono le principali caratteristiche dichiarate da CMC riguardo alla piattaforma S23, modello di punta nella scuderia del costruttore italiagennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 25


MACCHINE

L’OPINIONE

FULVIO QUERCIOLI RESPONSABILE COMMERCIALE ITALIA, CMC

“La pandemia globale che ha colpito il nostro Paese è stato un evento senza precedenti. Si è trattato di una sfida nuova e impegnativa, che abbiamo affrontato con proattività. In CMC siamo riusciti a mantenere, anche in pieno lockdown, il 100% delle attività produttive, del settore Ricerca & Sviluppo e dei settori commerciali, in perfetta ottemperanza alle disposizioni governative emanate durante la crisi sanitaria. Una solida e capillare rete commerciale è il pilastro che sorregge la nostra strategia di sviluppo aziendale. In particolare, il mercato in questo periodo ha bisogno di consulenti preparati e ‘smart’, per questo le nostre politiche di ‘dealership’ guardano al futuro, grazie a una continua espansione della rete di concessionari e service center pronta a rispondere ai bisogni dei consumatori. Il valore aggiunto che ci ha portato quest’orientamento di marketing ci ha permesso di portare avanti e concludere una serie di trattative che avevamo in corso da remoto, grazie alle ultime tecnologie di videoconferenza, in grado di ridurre le distanze tra noi e i nostri clienti proprio nei mesi nei quali il mondo era in ginocchio e soccombeva a causa della minaccia del ‘virus invisibile’. La lungimiranza delle politiche commerciali di CMC ci permette di guardare con fiducia al futuro, sia in Italia che all’estero, nonostante l’elevato grado di incertezza macroeconomico che gli effetti del Covid-19 possono ancora produrre nel mercato globale, quindi anche quello del sollevamento”. 26 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

e alle tre diverse aree di stabilizzazione, la rendono uno strumento ideale per applicazioni sia in interno che in esterno. Costruita con acciai di alta qualità e irrobustita tramite un approfondito studio del design, la piattaforma CMC S23 risulta essere solida e resistente pur con un peso inferiore a 3.000 kg. Caratteristica, quest’ultima, di particolare importanza per quanto riguarda la sua facilità di trasporto e di utilizzo: caricabile su carrello, infatti, la S23 può essere trainata con un semplice rimorchio. La sicurezza è garantita dal sistema di controllo Self Control System by CMC, che provvede in automatico alla stabilizzazione, al controllo della velocità, alla chiusura della parte aerea della piattaforma e alla prevenzione delle collisioni, evitando che operazioni sbaglia-

te possano recare danni al mezzo o alle persone. Rilevante anche la manovrabilità, che avviene tramite un radiocomando semplice e intuitivo, da riporre nell’apposita cover-box in fase di non utilizzo. La motorizzazione standard è garantita da un propulsore Honda iGX390 benzina, a cui si aggiungono le versioni con motore diesel Kubota Z602, elettrica con batterie agli ioni di litio, ibrida con motore Honda/Kubota più batterie al litio ed elettrica con motore a 230V. ■

LA PIATTAFORMA S23 È PARTICOLARMENTE LEGGERA, GRAZIE ALL’UTILIZZO NELLA SUA COSTRUZIONE DI ACCIAI AD ALTA QUALITÀ. LA SEMPLICITÀ DI USO, LA FACILITÀ DI TRASPORTO, LA TECNOLOGIA “PLUG & PLAY” E L’UTILIZZO SEMPLICE E INTUITIVO SONO ALTRE PECULIARITÀ DI QUESTO NUOVO MODELLO PROPOSTO DA CMC


L’arte della stampa al servizio delle tue idee

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MACCHINE BOBCAT

SINERGIA STRATEGICA

PER I ROTATIVI IL COSTRUTTORE HA ANNUNCIATO UN NUOVO IMPORTANTE SVILUPPO NEL MERCATO DEI SOLLEVATORI TELESCOPICI, PRESENTANDO UNA LINEA COMPLETA DI MODELLI ROTATIVI SVILUPPATI IN COLLABORAZIONE CON L’ITALIANA MAGNI TH

di Stefano Vitali

28 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


N

ell’ambito della filosofia “Next is Now” dell’azienda, Bobcat ha annunciato un nuovo importante sviluppo nel mercato dei sollevatori telescopici: realizzata in collaborazione con Magni TH, il costruttore ha lanciato una linea completa di sollevatori telescopici rotativi di nuova generazione per i mercati di Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), della Russia e dei Paesi CSI.

Un mercato in crescita La nuova gamma di sollevatori telescopici rotativi Bobcat comprende 10 modelli con motori conformi alla normativa Stage V per il mercato europeo, con altezze di sollevamento da 18 a 39 m e capacità da 4 a 7 t. A questi si affiancano quattro versioni con motore Stage IIIA per i mercati di Medio Oriente, Africa, Russia e dei Paesi CSI, con altezza di sollevamento da 18 a 25 m e capacità da 4 a 6 t. Già disponibili sul mercato dalla fine del 2020, i nuovi sollevatori telescopici rotativi Bobcat sono stati presentati in occasione dell’evento di lancio online che si è tenuto in dicembre: ciò ha rappresentato il seguito della strate-

I SOLLEVATORI TELESCOPICI ROTATIVI BOBCAT RICONOSCONO AUTOMATICAMENTE L’ACCESSORIO MONTATO GRAZIE ALLA TECNOLOGIA RFID

gia “Next is Now” presentata per la prima volta nella regione EMEA e in Russa/nei Paesi CSI in occasione di un evento online precedente, tenutosi nell’ottobre 2020, in cui Bobcat ha lanciato 48 prodotti in 12 diverse categorie. Il mercato dei sollevatori telescopici rotativi è in costante crescita in tutto il mondo. In Europa, ad esempio, esso è cresciuto del 23% negli ultimi cinque anni e, nel 2019, ha raggiunto per la prima volta oltre 3.000 unità (l’85% del volume di mercato globale è nella regione EMEA). Inventati nei primi anni Novanta del secolo scorso, come noto i sollevatori telescopici rotativi sono dotati di una torretta rotante e quattro stabilizzatori che consentono di lavorare saldamente ancorati, con piena capacità operativa; la rotazione a 360° della torretta permette di movimentare carichi in qua-

lunque punto dell’area di lavoro senza bisogno di spostare il mezzo e, perciò, rappresentano una soluzione ideale in aree urbane, in cui spesso lo spazio è limitato ed è difficile eseguire manovre. I telescopici rotativi sono spesso chiamati macchine “3-in-1” perché combinano le caratteristiche di un sollevatore e quelle di una piattaforma aerea e una gru. Le applicazioni sono pertanto principalmente nel settore dell’edilizia (80%), ma anche in quello della manutenzione industriale.

Comfort in cabina Il comfort dell’operatore è per Bobcat una priorità. Il design brevettato della cabina di questi nuovi telescopici consente di lavorare in sicurezza in cantiere, in quanto offre un ambiente completamente pressurizzato, una filtrazione dell’aria al 100%, riscaldamento e aria condizionata (ad eccezione del modello TR40.180), finestrini ampi, la certificazione ROPS/FOPS, un piantone dello sterzo facilmengennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 29


MACCHINE

LA MAGGIOR PARTE DEI NUOVI SOLLEVATORI BOBCAT È DOTATA DI RADIOCOMANDO, PER AZIONARE LA MACCHINA SIA DAL CESTELLO PORTAPERSONE IN POSIZIONE ELEVATA CHE DA REMOTO

L’OPINIONE

OLIVIER TRACCUCCI BOBCAT TELEHANDLER SENIOR PRODUCT MANAGER

“La nostra nuova gamma di sollevatori telescopici rotativi offre un ampliamento del numero di modelli, oltre ad altezze e capacità di sollevamento superiori. La nuova gamma è dotata di tecnologia all’avanguardia, in linea con tema della ‘reinvenzione’ alla base della nostra filosofia ‘Next is Now’. Di conseguenza, queste nuove macchine offrono prestazioni migliorate a 360°, diventando così strumenti straordinari per affrontare anche i più complessi lavori di movimentazione in cantiere. L’ampio ventaglio di oltre 20 accessori utilizzabili, oltre alle numerose opzioni disponibili, garantisce il lavoro in altezza più versatile, efficiente, comodo e sicuro di sempre”. 30 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

IL COMFORT DELL’OPERATORE È PER BOBCAT UNA PRIORITÀ: IL DESIGN BREVETTATO DELLA CABINA DI QUESTI NUOVI TELESCOPICI CONSENTE DI LAVORARE IN SICUREZZA IN CANTIERE


Opzioni e funzioni “high-tech”

LA NUOVA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI ROTATIVI BOBCAT COMPRENDE 10 MODELLI CON MOTORI CONFORMI ALLA NORMATIVA STAGE V PER IL MERCATO EUROPEO

te regolabile e sedile regolabile. In più, in cabina tutti i telescopici rotativi Bobcat sono dotati di un ampio e luminoso display touchscreen con comandi intuitivi. Le impostazioni della macchina sono gestite in cinque diverse schermate. La navigazione tra queste è facile e intuitiva mediante il touchscreen stesso o il selettore di jog.

Versatilità e sicurezza Sui rotativi Bobcat gli accessori sono importanti quasi quanto la macchina stessa, in quanto garantiscono la versatilità necessaria in cantiere. Quelli più utilizzati sono in genere le forche (in dotazione di serie), i falconi, i verricelli o i falconi con verricello, le piattaforme di lavoro aereo e le benne. La maggior parte dei nuovi sollevatori Bobcat è dotata di radiocomando, per azionare la macchina sia dal cestello porta-persone in posizione elevata che da remoto, per migliorare la visibilità e la precisione sul lavoro. I sollevatori telescopici rotativi Bobcat riconoscono automaticamente l’accessorio montato grazie alla tecnologia RFID, che carica anche le tabelle di carico corrispondenti sul display: la macchina è così pronta per lavorare in sicurezza

in pochi secondi e sul touch-screen viene visualizzata una tabella di carico dinamica che permette all’operatore di controllare il baricentro del carico. Nella schermata “Limit” l’operatore può restringere tridimensionalmente l’area di lavoro e limitare la velocità di lavoro per massimizzare controllo e sicurezza.

Per garantire ai clienti la macchina ideale per le loro esigenze Bobcat offre una vasta scelta di opzioni aggiuntive, alcune esclusive per questo mercato, tra cui un radiocomando con funzione di guida (il radiocomando con schermo permette di manovrare la macchina da remoto e di controllare le fasi di stabilizzazione direttamente dal cestello; ciò garantisce una maggiore produttività ed efficienza, in particolare quando si usano verricello, falcone e piattaforma di lavoro aereo) e la doppia alimentazione, che permette di utilizzare la macchina senza avviare il motore diesel, eliminando così le emissioni e il rumore. In quest’ultimo caso, collegando la macchina a una fonte di alimentazione esterna (380 V) è possibile alimentarla ed eseguire le normali operazioni di sollevamento e posizionamento del carico. Un motore elettrico da 15 kW e una pompa a pistoni da 90 l/min garantiscono le prestazioni e la precisione richieste per ■ ogni singolo movimento.

DIECI MODELLI PER L’EUROPA La gamma destinata al mercato europeo include attualmente 10 modelli, denominati TR40.180, TR50.180, TR50.210, TR50.250, TR60.210, TR60.250, TR70.260, TR60.300, TR60.350 e TR60.390. Per Medio Oriente e Africa, e Russia/ Paesi CSI, invece, la gamma include i modelli TR40.180, TR50.210, TR60.210 e TR60.250. Una nota d’interesse per quanto riguarda la denominazione dei vari modelli: ai sollevatori telescopici rotativi Bobcat viene attribuito un nome composto in base alla linea di prodotto (“T” per telescopico; “R” per rotante), più la capacità di sollevamento e l’altezza di sollevamento.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 31


MACCHINE HAULOTTE

IL PERSEGUIMENTO DELLA

“BLUE STRATEGY” IL COSTRUTTORE FRANCESE HA ANNUNCIATO IL LANCIO DELLE NUOVE PIATTAFORME SEMOVENTI HS15E E HS18E, APPARTENENTI ALLA GAMMA PULSEO, DESTINATE A RIVOLUZIONARE IL SETTORE DEL SOLLEVAMENTO di Ettore Zanatta

32 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


L

e nuove piattaforme a forbice fuoristrada HS15E e HS18E di Haulotte integrano caratteristiche uniche e ampliano la gamma di possibili applicazioni, oltre che l’autonomia operativa. La loro architettura completamente elettrica offre le medesime prestazioni operative di una macchina equipaggiata con motore diesel a combustione interna. Questa nuova generazione di piattaforme a forbice rafforza ulteriormente la strategia intrapresa dal Gruppo negli ultimi anni orientata a versatilità e uso di energie alternative rispettose dell’ambiente.

più difficili. Le nuove piattaforme semoventi Pulseo possono essere posizionate su pendenze fino a 5° tramite stabilizzatori in condizioni di massima sicurezza anche su superfici irregolari; l’elevata altezza da terra protegge i componenti della macchina in ogni condizione di terreno. Aumenta anche la produttività, grazie a una rilevante capacità di

sollevamento. Gli scissor HS15E e HS18E garantiscono quindi un’elevata capacità di carico, al fine di soddisfare le varie esigenze anche delle applicazioni più impegnative: rivestimento e isolamento di facciate, lavori di manutenzione, eccetera. Queste nuove macchine possono sollevare fino a 750 kg di carico e fino a quattro persone. La piattaforma di lavoro raggiun-

Produttività garantita Gli scissor HS15 E e HS18 E sono idonei al lavoro su qualsiasi tipologia di terreno. Queste macchine superano facilmente tutti gli ostacoli e sono in grado di affrontare pendenze fino al 45%. L’assale oscillante adegua la posizione delle ruote anteriori alle irregolarità del terreno per mantenere una trazione ottimale, mentre gli assali a quattro ruote motrici forniscono un’elevata coppia e garantiscono un’adeguata distribuzione della potenza. In situazioni di bassa aderenza il bloccaggio manuale del differenziale garantisce una trazione extra, consentendo loro di disimpegnarsi anche sui terreni ESTREMAMENTE VERSATILI, GLI SCISSOR HS15E E HS18E CONIUGANO OTTIMALI PRESTAZIONI FUORISTRADA, ALTA CAPACITÀ DI CARICO E BASSO IMPATTO AMBIENTALE

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 33


MACCHINE

LE VARIE OPZIONI DI RICARICA, DA RETE O TRAMITE “RANGE EXTENDER”, CONSENTONO ALLE MACCHINE DI ADATTARSI ALLE CONDIZIONI DI OGNI TIPO DI CANTIERE

ge una lunghezza di 7,4 m quando entrambe le estensioni vengono utilizzate. Per migliorare la produttività, gli scissor Pulseo sono in grado di traslare a piattaforma sollevata su terreni regolari, a piena altezza nel caso della HS15E e a un’altezza fino a 13 m nel caso della HS18E.

Precisione e sicurezza I comandi proporzionali assicurano movimenti precisi e una tra-

“

CON L’AMPLIAMENTO DELLA GAMMA PULSEO, HAULOTTE RAFFORZA LA SUA OFFERTA DI PIATTAFORME AEREE FUORISTRADA ELETTRICHE

slazione fluida fino all’area di lavoro, mentre i controlli ergonomici garantiscono una guida confortevole. I nuovi scissor Pulseo, inoltre, offrono i vantaggi del sistema Haulotte Activ’: dieci fa-

MANUTENZIONE SEMPLIFICATA I modelli HS15E e HS18E di Haulotte includono soluzioni di gestione della manutenzione centralizzate, per semplificare il lavoro quotidiano dei tecnici. Grazie a motori asincroni senza manutenzione e a un accesso diretto ai componenti i nuovi scissor Pulseo garantiscono tempi di fermo minimi. I costi di manutenzione della batteria sono ridotti grazie all’Activ’Energy Management Haulotte, mentre lo strumento diagnostico di bordo Haulotte Activ’Screen semplifica le operazioni quotidiane di utilizzatori e tecnici e fornisce preziose informazioni per mantenere le macchine sempre in efficienza e pronte a lavorare. Queste funzioni sono disponibili anche su dispositivi mobili tramite la app Haulotte Diag. 34 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

„

ri a LED garantiscono un’illuminazione ideale della cesta, dei comandi e dell’area di manovra intorno al mezzo, assicurando operazioni di carico/scarico sicure anche in condizioni di scarsa visibilità. Novità assoluta sugli scissor è il sistema Haulotte


Activ’Shield Bar, che protegge l’operatore dal rischio di intrappolamento: la macchina, infatti, si arresta automaticamente quando l’operatore viene spinto verso la barra.

Piattaforma a zero emissioni Sempre più spesso città e aziende stanno adottando misure per ridurre la propria attitudine ambientale: grazie all’architettura 100% elettrica gli scissor HS15 E e HS18 E lavorano senza alcuna emissione inquinante, offrendo un’alternativa pulita adatta a qualsiasi situazione di lavoro, come ad esempio le zone a basse emissioni (LEZ) o i cantieri “verdi”. Disponibili con pneumatici anti-impronta, questi due modelli possono essere utilizzati anche in interni su superfici delicate senza lasciare tracce. Le più recenti versioni della gamma Pulseo sono silenziose (livello acustico <60 dB in modalità elettrica), risultando ideali per lavorare in aree con limiti alle emissioni acustiche o in luoghi pubblici senza arrecare disturbo alle persone. Gli scissor Pulseo sono progettati per massimizzare la durata della batteria e ottimizzare i consumi energetici. Il pacco batterie da 48V offre l’autonomia necessaria per un’intera giornata di lavoro e tre soluzioni di ricarica per adattarsi alle fonti di alimentazione disponibili: un caricabatterie principale ricarica

IL PACCO BATTERIE DA 48V OFFRE L’AUTONOMIA NECESSARIA PER UN’INTERA GIORNATA DI LAVORO E TRE SOLUZIONI DI RICARICA PER ADATTARSI ALLE FONTI DI ALIMENTAZIONE DISPONIBILI

le batterie alla fine del turno di lavoro da qualsiasi presa elettrica monofase standard da 110V a 230V; un carica-batterie rapido trifase opzionale garantisce una ricarica dell’80% in sole tre ore; gli HS15 E e HS18 E possono essere equipaggiati con un “range extender” rimovibile e intercambiabile, per ricaricare rapidamente le batterie mentre la macchina rimane operativa (un singolo “ran-

ge extender” può essere utilizzato su diversi HS15 E o HS18 E). I nuovi modelli Pulseo integrano anche l’Activ’Energy Management System Haulotte, un sistema che offre una curva di ricarica personalizzata, programmi di manutenzione integrati e notifiche di manutenzione preventiva, per ottimizzare significativamente le prestazioni e la durata della batteria. ■

GLI SCISSOR HS15E E HS18E GARANTISCONO UN’ELEVATA CAPACITÀ DI CARICO, AL FINE DI SODDISFARE LE VARIE ESIGENZE ANCHE DELLE APPLICAZIONI PIÙ IMPEGNATIVE gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 35


MACCHINE JEKKO

UNA GRU

“MULTITASKING” IL COSTRUTTORE VENETO HA LANCIATO LA VERSIONE V-MAX DELLA GRU ARTICOLATA CINGOLATA JF545, PROGETTATA PER ENFATIZZARE IL CONCETTO DI POLIEDRICITÀ GRAZIE ALLA POSSIBILITÀ DI INSTALLARE ULTERIORI NUOVI ACCESSORI di Mirko Brusamolino

36 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


L’

ultima proposta di casa Jekko si chiama V-Max: si tratta di una nuova versione della gru articolata cingolata JF545 in cui si concentrano tutte le caratteristiche del modello standard, infinite possibilità di stabilizzazione e dimensioni compatte - a garanzia della massima accessibilità anche negli spazi più ristretti - e alla possibilità di installare una nuova gamma di accessori in grado di rinnovare e ampliare la versatilità di una macchina già di per sé innovativa e poliedrica.

Linee idrauliche dedicate Il modello standard “bestseller” della Casa di Colle Umberto (TV) consentiva già una spiccata versatilità e adattabilità a numerosi con-

LA GRU ARTICOLATA CINGOLATA JF545 OFFRE UNA SPICCATA VERSATILITÀ E ADATTABILITÀ A NUMEROSI CONTESTI OPERATIVI, GRAZIE ALLA CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO DI 15,5 T E ALL’ALTEZZA DI LAVORO DI 30 M

testi operativi, grazie a un’elevata capacità di sollevamento (15,5 t) combinata a uno sbraccio di 28 m, a un’altezza massima di lavoro di 30 m, alla tripla articolazione del braccio con jib installato, alla zavorra amovibile e alla precisione e al controllo dei movimenti idonei ad affrontare anche gli interventi più delicati. Con la versione JF545 V-Max, Jekko spalanca le porte all’operatore a innumerevoli opportunità d’impiego. In questo nuovo modello c’è la possibilità di installare sul jib un ampio ventaglio di accessori il cui funzionamento può richiedere quantità e pressione dell’olio elevate, come ad esempio una trivella, una pinza o una benna a mordente. Ciò è reso possibile da un circuito idraulico aggiun-

tivo e indipendente con radiatore di raffreddamento che evita il surriscaldamento dell’olio in fase d’utilizzo, mantenendo la temperatura costante anche a fronte di un uso idraulico intensivo. Una soluzione innovativa, questa, che consente un uso più efficiente e professionale degli accessori stessi. Rimane anche possibile l’uso di tutti gli optional già previsti per la JF545, quali ad esempio la piattaforma o il cestello portaoperatore, il manipolatore per vetro, il verricello e molti altri. Con l’introduzione di questa nuova versione Jekko offre quindi una varietà di utilizzo ancora maggiore: dal tradizionale uso nell’edilizia, nell’industria, nella logistica o per movimentazioni e pose in aree ristrette fino ad applicazioni

LA VERSIONE JF545 V-MAX DI JEKKO È PARTICOLARMENTE VERSATILE, GRAZIE ALLA POSSIBILITÀ DI INSTALLARE SUL JIB MOLTEPLICI ACCESSORI IL CUI FUNZIONAMENTO PUÒ RICHIEDERE QUANTITÀ E PRESSIONE DELL’OLIO ELEVATE gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 37


MACCHINE

L’OPINIONE

ALBERTO FRANCESCHINI DIRETTORE COMMERCIALE, JEKKO

“La gru articolata cingolata JF545 V-Max con pinza abbattitrice è la macchina ideale per svolgere le attività di manutenzione delle aree verdi in alternativa al modo tradizionale, ossia mobilitando più macchine e persone o in modo pericoloso. Quest’applicazione rappresenta un’integrazione alle molteplici funzioni che già porta in dote la versione standard JF545. Oltre alla pinza per l’abbattimento controllato degli alberi, infatti, è possibile installare un cestello portaoperatore o una piattaforma o lavorare in maniera classica a gancio o con il verricello, sia con il braccio principale che con jib. Ciò consente di poter svolgere con un’unica macchina molteplici tipologie di lavoro in infiniti campi d’applicazione. Una volta completato l’intervento in ambito forestale la pinza può essere facilmente disinstallata e l’operatore ha a sua disposizione la classica JF545, da impiegare anche in ambito industriale e civile in tutto l’arco dell’anno. Per sviluppare questa versione ci siamo ispirati al concetto di macchina ‘multi-tool’, versatile, professionale e adatta all’uso con numerosi accessori, pur mantenendo un’elevata semplicità d’utilizzo. La JF545 V-Max ha un enorme potenziale e siamo convinti che rappresenti una soluzione interessante sia per i nostri clienti consolidati che per un pubblico nuovo. Sono diversi i mercati che hanno già manifestato interesse nei confronti di questa nuova soluzione, tra cui quello nordamericano e canadese. Anche in Europa abbiamo già avuto ottimi riscontri, sia in l’Italia che in Germania, Francia, Olanda, Finlandia e Norvegia”. 38 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

LA NUOVA VERSIONE JF545 V-MAX OFFRE LA POSSIBILITÀ DI INSTALLARE SUL JIB UN AMPIO VENTAGLIO DI ACCESSORI, COME AD ESEMPIO UNA TRIVELLA, UNA PINZA ABBATTITRICE O UNA BENNA MORDENTE, OLTRE CHE TUTTI GLI OPTIONAL GIÀ PREVISTI PER LA GRU JF545, QUALI LA PIATTAFORMA O IL CESTELLO PORTA-OPERATORE, IL MANIPOLATORE PER VETRO, IL VERRICELLO E MOLTI ALTRI

come la manutenzione delle aree verdi, grazie all’impiego della pinza abbattitrice.

Soluzioni sicure e innovative Tra i numerosi nuovi accessori ora installabili sulla versione V-Max della gru articolata cingolata JF545 spicca la testa abbattitrice, composta da una sega e da una pinza per la potatura e l’abbattimento di alberi, capace di portare nuove innovative tecniche nell’ambito della manutenzione delle aree verdi. La ditta “Bendini Autotrasporti” di Marzabotto (BO), storico cliente di Jekko, ha testato in anteprima la nuova macchina in alcune attività di potatura e nella manutenzione del letto di un fiume con rimozione di tronchi, scoprendo nuove soluzioni dai risultati interessanti, come spiega Emanuele Bendini della Bendini Autotrasporti, figlio del fondatore Pino e oggi al fianco del padre nella gestione dell’azienda bolognese: “Normalmente l’attività di potatura prevede l’uso di una piattaforma o di una gru con cestello che porti in quota l’operatore, il quale procede al taglio, e di una seconda gru che posi a terra il pezzo reciso. Una soluzione che richiede l’utilizzo di due macchine. Altrimenti si deve adottare la soluzione del ‘tree-

clymbing’, ossia la salita in arrampicata da parte dell’operatore che effettua il taglio. In tal caso c’è comunque la necessità di una gru che movimenti il pezzo tagliato, con tutti i rischi annessi per quanto riguarda la sicurezza dell’operatore. Con la nuova applicazione proposta da Jekko è possibile tagliare, riporre a terra e sezionare i rami o tronchi con un solo mezzo (e operatore). Grazie alle dimensioni compatte, la gru articolata cingolata JF545 V-Max riesce ad accedere in spazi anche molto ristretti e dunque ad avvicinarsi il più possibile all’area di lavoro. Queste svariate possibilità permettono di lavorare con margini di sicurezza e di precisione molto elevati. La versatilità è decisamente il punto di forza di questa macchina”. Un tema importante quello della sicurezza per Jekko: con la gru JF545 V-Max l’operatore può infatti controllare con un radiocomando sia la macchina che l’attrezzatura su di essa montata da un’opportuna distanza e con una visuale migliore, senza la necessità di doversi imbragare e arrampicare sull’albero ed evitando al contempo la caduta di rami. Una svolta importante in un settore che purtroppo vede ogni anno in tutto il mondo numerosi incidenti, talvol■ ta anche mortali.


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La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

La rivista per le macchine e le tecnologie per perforazioni, fondazioni e consolidamento UNDERGROUND

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HandsOn

UNA

“MICRO”

DALLE PRESTAZIONI

“MAXI”

LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ES1530L, DEFINITA COME “MICRO-SCISSOR”, SI AFFIANCA ALLA “SORELLA MINORE” ES1330L NELLA GAMMA DI JLG PER GARANTIRE AGLI OPERATORI UNO STRUMENTO IN “SCALA RIDOTTA”. MA RIDOTTE SONO SOLO LE SUE DIMENSIONI, PERCHÉ AL SERVIZIO DELLE PRESTAZIONI QUESTA MACCHINA ELETTRICA METTE UN ALTO LIVELLO DI POTENZA E VERSATILITÀ di Ettore Zanatta

40 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L

È

tutto racchiuso in poco spazio, nella piattaforma a pantografo elettrico JLG ES1530L, ma c’è tutto quello che serve a chi deve operare in ambito interno e, in particolare, in contesti “congestionati”, come ad esempio quelli industriali o della logistica, dove gli spazi spesso sono estremamente compromessi. In più, il suo peso inferiore ai 900 kg fa sì che questa macchina risulti particolarmente versatile, idonea a lavorare con un operatore in cesta in più luoghi – sempre interni – e su pavimenti delicati e/o “galleggianti”. Una versatilità, per onor di cronaca, che JLG assicura in modo ancor più rilevante dalla presenza in gamma della “sorella minore” ES1330L che, pur con un’altezza di lavoro leggermente inferiore ma condividendo componentistica e specifiche tecniche con la ES1530L, è omologata anche per usi esterni con un operatore in cesta e all’interno con due operatori. Ma torniamo alla protagonista del nostro Hands On: la piattaforma a pantografo elettrico ES1530L era stata presentata da JLG Industries in anteprima mondiale in occasione del Bauma di Monaco nel 2019, a rappresentanza dei suoi sollevatori a pantografo elettrici leggeri caratterizzati dalle dimensioni compatte, dalle emissioni azzerate e dall’efficienza potenziata dalla trasmissione elettrica diretta.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 41


HandsOn I vani di accesso alle batterie e all’impianto idraulico sono estraibili e molto accessibili, a garanzia di un’agevole manutenzione al motore elettrico, al distributore idraulico e al serbatoio dell’olio idraulico

La postazione di comando a terra presenta una struttura molto semplice, al fine di ridurre al massimo i comandi operativi e la manutenzione

Questo modello - arrivato recentemente anche nel nostro mercato e già commercializzato su tutto il territorio nazionale da JLG Industries Italia (Pregnana M.se – MI) - offre tutto il necessario a chi serve una macchina efficiente: ingombri compatti, con rag-

AUMENTA LA SICUREZZA CON SKYSENSE! SkySense è un sistema di rilevamento pericoli avanzato che utilizza dei sensori posizionati strategicamente sulla piattaforma per fornire agli operatori un ulteriore livello di sicurezza e consapevolezza dell’ambiente circostante durante il suo utilizzo quotidiano. Quando una piattaforma è in uso i sensori identificano le aree di pericolo, calcolando la distanza di sicurezza, e la bloccano nella sua direzione di movimento, aumentando la protezione di persone e cose. Disponibile per la maggior parte delle piattaforme a braccio e pantografo JLG, SkySense offre zone di avviso bilanciate per le funzioni, con input proporzionale del joystick, e ampie aree di copertura che comprendono più sensori sui lati e sul retro della piattaforma, riducendo al minimo gli incidenti in loco e i danni

42 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

all’ambiente circostante. Il sistema SkySense si adatta facilmente alla

maggior parte dei modelli a braccio e pantografo JLG.


LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L Uno dei plus della piattaforma a pantografo elettrico JLG ES1530L è rappresentato dai motori elettrici singoli applicati sia alle ruote di trazione che a quelle di direzione (la maggior parte di queste macchine, in particolare degli “scissor”, è dotata di motori idraulici). I motori elettrici in oggetto contribuiscono a ridurre notevolmente i consumi, eliminare i “ritardi” di movimento e aumentare la durata delle batterie, poiché essi alimentano direttamente la trazione e non la pompa idraulica

gio di sterzata pari a zero, ideale quindi, come accennato, per i lavori in spazi ristretti. Questa piattaforma assicura peraltro una notevole riduzione dei

costi operativi: il suo funzionamento elettrico (la trazione è da 24 V) e i componenti integrati con tubi idraulici ridotti e raccordi idraulici sull’intera strut-

La piattaforma monta pneumatici pieni antitraccia 255 x 76 mm

Il raggio di sterzata della JLG ES1530L è pari a zero, quindi la macchina gira su sé stessa a 360°. Non c’è quindi alcun ingombro di rotazione. La piattaforma è dotata di due ruote motrici e due direttrici ed è in grado di superare pendenze del 25%

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 43


HandsOn SENSORI DI RILEVAMENTO CARICO CON ARRESTO AUTOMATICO

I PUNTI DI FORZA DIMENSIONI COMPATTE BASSI COSTI DI GESTIONE PESO INFERIORE A 900 KG LUNGA AUTONOMIA DI LAVORO EMISSIONI AZZERATE E RUMOROSITÀ RIDOTTA

COMANDI IN PIATTAFORMA RIMOVIBILI

AZIONAMENTO ESTENSIONE A PEDALE

ESTENSIONE PIANO DI APPOGGIO (0,55 M, PORTATA 115 KG) BOCCOLE PANTOGRAFO SENZA LUBRIFICAZIONE

BATTERIE 12 V/130 AH

FRENI ELETTRICI AD ATTRITO 44 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L

PIANO IN ACCIAIO CON FINITURA A LOSANGHE

SISTEMA FRENAGGIO DINAMICO

ALLOGGIAMENTI PER FORCHE

COMANDI PROPORZIONALI

TRAZIONE 24 V ELETTRICA

PNEUMATICI PIENI ANTITRACCIA gennaio-febbraio 2019 - ONSITELIFT 45


HandsOn ES1330L: “MINORE” O “MAGGIORE”? Le piattaforme a pantografo JLG della Serie ES offrono fino al doppio di durata della batteria degli altri modelli equivalenti grazie al sistema di guida elettrico. Insieme a velocità di trasporto maggiori, una pendenza superabile migliorata e punti di perdita ridotti sono ideali per lavori delicati e prolungati, assicurando agli utenti abbastanza batteria per caricarli sul camion a fine giornata. Ma tutto ciò, in casa JLG, non è assicurato solo dalla piattaforma ES1530L. Una soluzione altrettanto efficace è rappresentata dalla “sorella minore”, la versione ES1330L. Caratterizzata da un’altezza di lavoro leggermente inferiore, presenta però due importanti vantaggi: è omologata anche per l’uso esterno (con una persona in cesta), oltre che per l’interno, dove può essere utilizzata anche da due operatori e non solo uno, come nel caso della ES1530L.

tura implicano un aumento dei tempi di attività, nonché un minore numero di (eventuali) perdite e chiamate di servizio.

Potenza e versatilità La piattaforma “micro scissor” ES1530L è espressione di potenza e versatilità, garanzia di lunghi tempi

Particolare della presa di corrente posta nella parte anteriore della piattaforma. La trazione della ES1530L è elettrica, a 24 V

Su entrambi i lati della piattaforma sono presenti due alloggiamenti - oltre ad appositi punti di ancoraggio delle funi - che consentono agli operatori di caricare agevolmente la macchina su un mezzo di trasporto tramite carrello elevatore a forche

46 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

Il carica-batterie è posto in modo molto accessibile nella parte inferiore della scaletta di accesso in piattaforma. Qui è presente anche una leva (di colore rosso) per la discesa di emergenza, che avviene per gravità

di funzionamento. Appartiene alla Serie ES di JLG, progettata per offrire macchine con le dimensioni, le prestazioni, le caratteristiche e le capacità più comunemente richieste dagli operatori e assicurare grande produttività a un prezzo economico. Il sistema di trasmissione elettrica, qui particolarmente efficiente, garantisce cicli di lavoro prolungati, nonché un funzionamento molto

Nella parte inferiore della piattaforma è presente un sistema di minigonne antiribaltamento elettroniche


LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L silenzioso. La postazione di controllo permette di azionare i comandi – spostabili e rimovibili con una sola mano, mentre l’accurata dislocazione e integrazione dei componenti principali contribuisce a ridurre le esigenze di manutenzione e i costi d’esercizio. La piattaforma - con una portata di 227 kg e dimensioni pari a 0,61 x

Le pressioni interne del cilindro sono costantemente monitorate. La relativa pompa non è posta sul cilindro stesso, come avviene nel caso di altri modelli sul mercato, ma in un apposito blocco posto all’interno del vano macchina, dov’è possibile accedere facilmente

Particolare della piattaforma ES1530L in elevazione. I giunti del perno centrale sono autolubrificanti, a garanzia di una manutenzione ridotta

Sulla struttura è presente un sistema di barre anti-cesoiamento, al fine di eliminare eventuali pericoli di schiacciamento involontario. Una volta lasciati i comandi, occorre aspettare tre secondi prima di poter dare il consenso di discesa. Questo sistema blocca la discesa della piattaforma anche in caso di attività di manutenzione interna gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 47


HandsOn 1,26 m (questi ultimi aumentano di 0,55 m con l’estensione del piano di appoggio, azionata a pedale) - presenta un piano di appoggio in acciaio con finitura a losanghe che contribuisce alla stabilità e alla sicurezza dell’operatore. I comandi completamente proporzionali

delle funzioni di marcia e sollevamento, unitamente al sistema di frenaggio dinamico, facilitano il funzionamento della piattaforma.

Un riferimento per il settore Grazie anche alle sue dimensioni e al suo peso di 880 kg, la piatta-

forma a pantografo elettrico JLG ES1530L spicca per uno stile moderno. Oltre ai citati componenti integrati, alla piattaforma antiscivolo e all’estensione del piano di carico (che può sostenere da solo 115 kg), questa macchina a pantografo elettrica rappresenta un

La cesta della piattaforma a pantografo elettrico JLG ES1530L ha dimensioni pari a 0,61 m x 1,26 m. È prevista un’estensione del piano di appoggio di 0,55 m, con una capacità di quest’ultimo di 115 kg. La capacità totale della macchina è di 227 kg ed è possibile traslare alla massima altezza (6,5 m) con la cesta estesa La consolle dei comandi in piattaforma è rimovibile, posizionabile a piacere sia all’interno che all’esterno della piattaforma e quindi utilizzabile anche da terra. Sulla consolle viene indicata la massima altezza raggiungibile dalla macchina: in caso di non perfetto allineamento della macchina, ciò viene segnalato da un apposito led. Viene inoltre predefinita e indicata in modo automatico, prima di elevare la piattaforma, la massima altezza raggiungibile in base all’inclinazione in atto. Con il joystick è possibile eseguire sia il sollevamento che la traslazione, che la sterzata della piattaforma

L’estensione del piano di appoggio si attiva tramite apposito pedale

Il piano della pedana è in acciaio con finitura a losanghe, per assicurare stabilità e sicurezza all’operatore. Il sistema di scorrimento della cesta presenta delle rotelle sollevate dal piano, in modo che lo sporco passi sotto di esse e non intralci il funzionamento della cesta stessa

48 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


LA PIATTAFORMA A PANTOGRAFO ELETTRICA JLG ES1530L L’accesso dell’operatore in piattaforma avviene tramite l’apposito cancello di accesso presente sul lato posteriore della cesta

novrabilità particolarmente elevate, con un raggio di sterzata interno pari a zero (quello esterno è di 1,4 m). I freni sono elettrici, ad attrito. Grazie a un’altezza da terra contenuta, infine, la piattaforma ES1530L supera facilmente le soglie e può salire con estrema facilità su rimorchi, furgoncini e ■ autocarri.

LA SCHEDA TECNICA La piattaforma a pantografo elettrica ES1530L

nuovo riferimento del settore nel segmento delle “compatte” in termini di prestazioni e costi d’esercizio. Ai cicli di lavoro più lunghi si aggiunge un sistema di ricarica rapida che consente di tenere in funzione più a lungo la piattaforma ES1530L durante la giornata di lavoro: le due batterie qui utilizzate sono da 12 V/130 Ah, con carica-batterie (120/240 V, 50/60 Hz) da 27 A (universale). Tutti gli elementi “vitali” della macchina sono concentrati in un’unica area, facilmente accessibile. La loro integrazione facilita quindi la manutenzione e la ricerca degli eventuali guasti, fornendo allo stesso tempo potenza e prestazioni ottimali. La trasmissione elettrica contribuisce a garantire un funzionamento silenzioso nei luoghi più sensibili ai rumori e per impieghi in edifici a uso uffici, gallerie commerciali, musei e scuole. Gli operatori, qui, possono disporre di uno strumento progettato per passare agevolmente attraverso le porte e lungo corridoi stretti. Le ruote anteriori motrici e sterzanti – caratterizzate da pneumatici pieni anti-traccia da 255 x 76 mm - garantiscono peraltro una trazione e una ma-

Altezza di lavoro:

6,5 m

Altezza piattaforma in elevazione:

4,5 m

- altezza a riposo

0,79 m

- altezza parapetti

1,1 m

- altezza a riposo con parapetti ripiegati

1,9 m

- dimensioni cesta

0,61 x 1,26 m

- estensione piano di appoggio

0,55 m

- larghezza totale

0,76 m

- lunghezza totale

1,46 m

- passo trazione

1,08 m

- luce dal suolo

0,61 m

Capacità piattaforma:

227 kg

Capacità di carico del piano esteso:

115 kg

Tempo di salita/discesa (senza carico):

19/13 sec

Altezza di guida max.:

piena elevazione

Peso:

880 kg

Pressione sul terreno max.:

8,86 kg/cm2

Velocità con piattaforma abbassata/sollevata:

3,8/0,8 km/h

Pendenza superabile: Raggio di sterzata interno/esterno:

25% 0/1,4 m

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 49


COMPONENTI FLUID PRESS

LA MECCANICA A “KM 0”

L’AZIENDA REGGIANA, CON SEDE AD ALBINEA, È UNA DELLE REALTÀ MADE IN ITALY PIÙ DINAMICHE NEL COMPARTO DELLA COMPONENTISTICA OLEODINAMICA E DAL “CUORE” DEL POLO INDUSTRIALE DELLA MECCANICA FORNISCE OGGI UN’AMPIA GAMMA DI SOLUZIONI ALTAMENTE AFFIDABILI di Cristina Cassinari

50 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


F

luid Press - nata nel 1971 dall’iniziativa imprenditoriale dei tre fratelli Alvo, Aldo e Attilio Tagliavento specializzandosi nella produzione di componenti oleodinamici - ha sede ad Albinea (RE) ed è tuttora a conduzione familiare: ai tre fondatori, ancora al timone dell’azienda, si è affiancata infatti la “seconda generazione” Tagliavento, composta da Lisa, Chiara e Alessandro. Non è un caso che Fluid Press sia nata proprio in provincia di Reggio Emilia, in un territorio ricco di eccellenze nel comparto della meccanica industriale. Questa realtà fortemente made in Italy è stata da sempre legata al suo territorio: Albinea è un piccolo comune, molti dei dipendenti di Fluid Press sono della zona e l’azienda promuove convintamente la valorizzazione territoriale e la collaborazione con le istituzioni locali.

Da “zero” a “tre” Per quanto riguarda l’attività produttiva, tutto è cominciato in un piccolo capannone; nel corso degli anni, dimostrando e infondendo nel proprio lavoro passione e tenacia, l’azienda è cresciuta fino a contare oggi circa 100 dipendenti. Stanno peraltro volgendo al termine i lavori di costruzione del terzo stabilimento

BLOCCO SPECIALE MULTIFUNZIONE, PERSONALIZZATO SU RICHIESTA DEL CLIENTE

aziendale, grazie al quale il quartier generale di Fluid Press potrà contare su una superficie totale di 9.000 m2, rispetto ai 6.000 m2 attuali. Grazie a continue acquisizioni strategiche, Fluid Press è divenuta un gruppo composto da tre organizzazioni specifiche. La “capofila” è Fluid Press Spa, che progetta, costruisce e commercializza valvole oleodinamiche, tutte prodotte internamente, e acquista solo materie prime certificate, ponendo un’attenzione particolare alla qualità e all’affidabilità dei fornitori. Materie prime che

sono stoccate in un magazzino verticale antisismico. La produzione avviene in una torneria di proprietà, la Tecnoil Hydraulics, azienda che Fluid Press ha acquisito nel 2015. La sinergia tra le due realtà - in termini di controllo qualità, scambio di informazioni e movimentazione di mateRENDERING DELLA SEDE FLUID PRESS DI ALBINEA (RE), UNA STRUTTURA INNOVATIVA IN CONTINUA ESPANSIONE. L’AZIENDA EMILIANA, GRAZIE ALL’ACQUISIZIONE DI UN NUOVO STABILIMENTO, DISPONE ORA DI DUE SITI DI PROPRIETÀ, PER UNA SUPERFICIE COMPLESSIVA DI 6.000 M2

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 51


COMPONENTI

riali e componenti - rappresenta un elemento fondamentale ed è un impegno che in seno alle due aziende viene mantenuto ogni giorno. La produzione di blocchi integrati HIC, invece, è effettuata tramite macchine a controllo numerico di proprietà. Tutto è “made in Albinea”, a Km 0. La terza azienda di proprietà della famiglia Tagliavento, la Mariani (acquisita nel 2014), è specializzata infine nella rettifica dei componenti. L’attività si svolge a Toano, comune di montagna sito sull’Appennino reggiano, e lì rimarrà nel suo luogo di origine nel rispetto del territorio e

NELLA GAMMA DI VALVOLE PROPOSTE DA FLUID PRESS CI SONO VALVOLE ELETTRICHE A DUE VIE, VALVOLE DI BLOCCO E CONTROLLO CARICO, ANCHE IN VERSIONE CARTUCCIA, E VALVOLE DI SEQUENZA

“

FLUID PRESS PROPONE SUL MERCATO UN’AMPIA GAMMA DI SOLUZIONI, ANCHE CUSTOMIZZATE

„

del personale che ci lavora, che difficilmente riuscirebbe a raggiungere Albinea ogni giorno. È importante ribadire che Fluid Press vanta al suo interno un reparto produttivo con centri di lavoro dedicati, un reparto dotato di banchi di montaggio destinati a ogni gamma di valvola e banchi di collaudo su cui le valvole in oggetto vengono attentamente testate.

Soluzioni (anche) su misura

INVERTITORE AUTOMATICO

52 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

Fluid Press propone sul mercato un’ampia gamma di soluzioni, che possono essere suddivise in tre grandi “famiglie” - valvole a cartuccia, “parts in body” e blocchi integrati - e che sono destinate a molteplici mercati applicativi: macchine da costruzione (5% della produzione), sollevamento e trasporti (21%) e veicoli industriali (10%), ma anche macchine agricole (40%), distributori (19%), macchine municipali (3%) ed energie rinnovabili (2%). In particolare, l’azienda reggiana, infatti, vanta svariate soluzioni a catalogo: valvole di massima pressione (limitano la pressione preservando circuito e relativi componenti da picchi di pres-


sione); valvole di sequenza (rendono il funzionamento di un attuatore automatico e sequenziale rispetto alla posizione di finecorsa dell’attuatore prioritario); valvole riduttrici di pressione (consentono di lavorare a molteplici pressioni in un circuito nel quale opera una sola alimentazione); valvole di ritegno unidirezionale (consentono il flusso libero in una direzione e lo impediscono nella direzione opposta); valvole di blocco pilotate (bloccano un cilindro o un attuatore, impedendo il flusso in senso contrario fino a quando non si applica la pressione di pilotaggio); valvole regolatrici di flusso unidirezionali (permettono il flusso libero in un senso mediante una valvola di non ritorno e lo controllano nel senso opposto) e bidirezionali (controllano il flusso in entrambe le direzioni, regolan-

DIVISORE/RIUNIFICATORE DI FLUSSO

dolo mediante rotazione del pomolo o tramite vite con esagono incassato); valvole “overcenter” (controllano l’azionamento e il blocco degli attuatori idraulici – cilindri o motori – in un solo senso); valvole “overcenter” bilanciate (sono dotate di una configurazione specifica con compensazione della contropressione sullo scarico); divisori/riunificatori di flusso (consentono di dividere in parti uguali il flusso in ingresso e di riunificarlo nel senso inverso); valvole regolatrici di flusso compensate (permettono la regolazione del flusso, mantenendolo

L’OPINIONE

ALDO TAGLIAVENTO PRESIDENTE DI FLUID PRESS

“Non si può negare che nel 2020, a causa della pandemia legata al Covid-19, si è verificato un rallentamento del mercato. Fluid Press ha deciso di rispondere alla situazione (tuttora) in atto ponendo ancora di più un’attenzione ‘maniacale’ nei confronti della qualità. Tutti i nostri prodotti devono essere perfetti. L’azienda è dotata di un reparto di ricerca e sviluppo che segue e controlla tutta la catena produttiva, dalla ricezione della materia prima al collaudo finale di ogni singolo pezzo. Pezzo che, dopo il collaudo, viene spedito nel 40% dei casi in Italia e per il rimanente al di fuori dei confini nazionali, sia in Europa (in particolare in Germania, Francia, Spagna e Danimarca) che in mercati

REGOLATORE DI FLUSSO

internazionali quali Cina, Sud America, Russia e Australia. Ci sono alcune aeree in cui intendiamo incrementare la nostra presenza e dove avevamo programmato visite mirate e partecipazioni a fiere internazionali. Purtroppo la situazione attuale ci ha costretto ad annullare questi appuntamenti, che sono solo rimandati. Nonostante il Covid-19 abbiamo potuto lavorare e produrre e garantire sempre un servizio adeguato alla nostra clientela, aspetto che per noi è primario. Fluid Press, infatti, è caratterizzata da strutture all’avanguardia e macchine innovative, ma il vero motore dell’azienda sono le persone. L’attenzione è quindi sempre rivolta ai dipendenti, che devono essere sempre messi nelle condizioni di lavorare in tranquillità e sicurezza. Inoltre, ora che abbiamo quasi raggiunto quota 100 dipendenti, abbiamo deciso di alzare l’asticella e trasformare l’azienda da conduzione familiare a ‘manageriale’. Ai membri della nostra famiglia - che continuano a mantenere la proprietà dell’azienda - si sono affiancati professionisti che ci stanno consentendo di crescere in modo esponenziale”.

costante al variare della pressione all’utenza e della portata in ingresso); valvole a cartuccia elettriche, con otturatore conico, e meccaniche; deviatori (permettono di azionare più attuatori con un singolo controllo elettrico); blocchi speciali (insieme di valvole elettriche o meccaniche raggruppate in un unico corpo speciale, realizzato per soddisfare le specifiche richieste del cliente). Fluid Press è in grado inoltre di eseguire anche prodotti su richiesta e customizzazioni di vario genere adatte a ogni applicazione industriale. ■ gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 53


COMPONENTI CHEVRON

IL FUTURO

DELLA LUBRIFICAZIONE TEXACO DELO 600 ADF È IL NOME DI UNA LINEA DI PRODOTTI INNOVATIVI BASATI SU UNA NUOVA TECNOLOGIA DI ADDITIVAZIONE PROGETTATA PER RIDURRE IN MODO SIGNIFICATIVO L’INTASAMENTO DEL FILTRO ANTIPARTICOLATO DIESEL (DPF) E PROLUNGARNE LA VITA UTILE di Ettore Zanatta

T

exaco Delo 600 ADF con OMNIMAX è una tecnologia brevettata da Chevron ed è il primo olio motore Heavy Duty capace di ridurre l’accumulo di fuliggine nei filtri DPF, per una protezione efficace del motore e 54 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

del sistema di emissioni. Adatto per applicazioni “on” e “off-highway”, questo prodotto contiene solo lo 0,4% di ceneri solfatate, quantitativo ben inferiore al limite dell’1% stabilito da API e ACEA e adottato da molti oli motore Heavy Duty in uso. Questa

soluzione, basata su un’innovativa tecnologia di additivazione, riduce il tasso di intasamento del DPF e ne prolunga la vita utile grazie al minor numero di cicli di rigenerazione richiesti. Per saperne di più abbiamo incontrato Shawn Whitacre e Daniela


SHAWN WHITACRE “SENIOR STAFF ENGINEER, ENGINE OIL PRODUCT DEVELOPMENT” DI CHEVRON

DANILA PATRIZI “KEY ACCOUNT MANAGER DISTRIBUTOR & EXPORT, EMEA REGION” DI CHEVRON

frequenza con cui viene ripetuto il processo di pulizia del DPF, che raccoglie fino al 98% delle emissioni di particolato sotto forma di cenere e fuliggine. La maggior parte viene eliminata per combustione durante il ciclo di rigenerazione del DPF, tuttavia - poiché la cenere è un materiale incombustibile derivato dagli additivi metallici presenti nei lubrificanti - nel tempo il DPF si intasa e i proprietari di attrezzature e flotte sono costretti a mettere fuori servizio le unità per ripristinarne la funzione, con costi di manutenzione aggiuntivi

Patrizi, rispettivamente “Senior Staff Engineer, Engine Oil Product Development” e “Key Account Manager Distributor & Export, EMEA Region” di Chevron. Da quanto tempo Chevron lavora a una tecnologia a bassissimo contenuto di ceneri? “Dal 2003. In quegli anni il settore stava cercando di capire quali cambiamenti fossero necessari per aprire la strada a nuovi sistemi di controllo delle emissioni. Occorreva ridurre la percentuale di ceneri, ma non era ancora chiaro di quanto si potesse limitare senza rischiare di inficiare le prestazioni dell’olio”. OMNIMAX è una tecnologia proprietaria di Chevron? “Sì, è coperta da una tutela brevettuale. Chevron è l’unico fornitore di oli che integra al proprio interno oli base, tecnologia di additivazione e profonde conoscenze sulle formulazioni”. Perché Texaco Delo 600 ADF è vantaggioso in termini di risparmio di carburante? A tale risparmio corrisponde anche una riduzione delle emissioni? “Quando il DPF s’intasa di cenere le prestazioni in termini di risparmio di carburante si riducono, a causa della maggiore contropressione esercitata sul motore e della

ADATTO PER APPLICAZIONI “ON” E “OFF-HIGHWAY”, TEXACO DELO 600 ADF CON TECNOLOGIA BREVETTATA OMNIMAX CONTIENE SOLO LO 0,4% DI CENERI SOLFATATE, QUANTITATIVO MOLTO INFERIORE AL LIMITE DELL’1% STABILITO DA API E ACEA E ADOTTATO DA MOLTI DEGLI OLI MOTORE HEAVY DUTY ATTUALMENTE IN USO gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 55


COMPONENTI

L’OPINIONE

ROMMEL ATIENZA “GLOBAL COMMERCIAL BRAND MANAGER”, CHEVRON

“L’aspetto negativo dei DPF è che, per essere efficaci, hanno bisogno di una quantità di calore sufficiente a bruciare la fuliggine accumulata, il che porta a un maggior consumo di carburante. Tutto ciò ha un prezzo alto, perché oltre al costo iniziale dei dispositivi e dei numerosi sensori e unità di dosaggio necessari per il funzionamento del DPF si aggiungono quelli operativi e di manutenzione. Texaco Delo 600 ADF garantisce un notevole risparmio per i clienti. In un sondaggio britannico del 2020 commissionato da Texaco Lubricants il 67% degli intervistati ha segnalato di avere problemi con i sistemi di controllo delle emissioni e molti hanno fatto specifico riferimento al DPF. Quasi la metà di loro si è detta costretta a forzare la rigenerazione manuale del DPF per ripristinarne il funzionamento, con un’attività di manutenzione non pianificata che obbliga a mettere il mezzo fuori servizio e che richiede la combustione di carburante. Dal momento che i sistemi DPF non sono più utilizzati solo nelle applicazioni on-highway, ma anche nei settori dell’edilizia, dell’estrazione mineraria, delle cave, della produzione di energia, dell’agricoltura e della silvicoltura, è lecito supporre che problemi simili a quelli riscontrati nell’ambito dei camion e dei trasporti sorgeranno anche in altri settori. Non dimentichiamo poi che questo è un olio motore e abbiamo osservato notevoli prestazioni anche in termini di protezione del motore, una caratteristica che aumenterà il valore di Texaco Delo 600 ADF per i nostri clienti. La linea completa di prodotti Texaco Delo 600 ADF è disponibile dal 1° luglio 2020 e comprende Texaco Delo 600 ADF 15W-40 e Texaco Delo 600 ADF 10W-30”. 56 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

e perdita di produttività. Se l’accumulo di fuliggine e cenere è elevato, la quantità di calore prodotta durante la rigenerazione può danneggiare il DPF (il suo intasamento aumenta la contropressione sul motore e i cicli di rigenerazione, e, di conseguenza, anche il consumo di carburante). Se si riduce il consumo di carburante, poi, si riducono anche le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas a effetto serra, che sono oggetto di un attento controllo nelle norme sulle emissioni”. La minore presenza di additivi e l’assenza di fosforo non compromettono le prestazioni antiusura dell’olio? “Ribilanciando il sistema di additivazione e introducendo nuovi componenti a basso contenuto di ceneri abbiamo sviluppato un prodotto capace di offrire una protezione antiusura efficace. Lo confermano i test d’usura standard previsti dalle normative ACEA e API, i test OEM e quelli sul campo con-

“

dotti sulle flotte. Abbiamo testato questi prodotti rispetto a molti dei principali requisiti standard del settore per i moderni oli motore Heavy Duty, tra cui ACEA E6 e API CK-4 e molte delle specifiche OEM. Sebbene i nuovi standard siano ancora in fase di sviluppo è chiaro che questo prodotto è efficace e formulato per soddisfare i futuri requisiti. Stiamo già valutando come utilizzare la tecnologia OMNIMAX nelle future piattaforme di prodotti”. Quanto carburante è possibile risparmiare con Texaco Delo 600 ADF? “Nei test condotti abbiamo riscontrato un miglioramento medio del 3% per quanto riguarda il mantenimento del risparmio di carburante rispetto a un olio motore Heavy Duty convenzionale con un contenuto di ceneri dell’1%”. Che tipo di prove sono state condotte per dimostrarne i vantaggi?

TEXACO DELO 600 ADF È UNA LINEA DI PRODOTTI BASATA SU UN’INNOVATIVA TECNOLOGIA DI ADDITIVAZIONE

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TEXACO DELO 600 ADF CON OMNIMAX È IL PRIMO OLIO MOTORE HEAVY DUTY CAPACE DI RIDURRE L’ACCUMULO DI FULIGGINE NEI FILTRI DPF


“Anche le attrezzature più datate equipaggiate in un secondo momento di DPF possono usufruire dei vantaggi di una maggiore durata del DPF e del mantenimento del risparmio di carburante”.

TEXACO DELO 600 ADF È STATO SVILUPPATO PER OFFRIRE LA POSSIBILITÀ DI MANTENERE BASSI I COSTI DI GESTIONE E RISPETTARE LE NORMATIVE SULLE EMISSIONI PER LE APPLICAZIONI “OFF-HIGHWAY”

“Abbiamo eseguito prove al banco in laboratorio e sui motori, nonché prove sul campo con attrezzature ‘on-highway’ e ‘offhighway’, per dimostrare che Texaco Delo 600 ADF può prolungare fino a due volte e mezzo la vita del DPF rispetto a un olio con l’1% di cenere. Chiunque sia alla ricerca di un olio per motori diesel Heavy Duty di elevatissime prestazioni - ma soprattutto coloro che possiedono attrezzature dotate di DPF - dovrebbero prendere in considerazione questo prodotto”. Texaco Delo ADF contribuirà a compensare l’impatto del nuovo

DPF sul risparmio di carburante anche nel caso di attrezzature più datate su cui siano stati montati successivamente i DPF?

La tecnologia OMNIMAX sarà utilizzata per altri prodotti? “I costruttori di motori di tutto il mondo stanno valutando come soddisfare le norme sulle emissioni di sostanze inquinanti e di gas serra che gradualmente saranno applicate nei prossimi anni. Gli oli a bassissimo contenuto di ceneri come Texaco Delo 600 ADF saranno fondamentali per soddisfare i requisiti delle specifiche dei prodotti futuri, perché offrono la flessibilità necessaria per ottimizzare i sistemi in termini di spazio occupato dai componenti di controllo delle emissioni e di costo iniziale”. ■

LA LINEA COMPLETA DI PRODOTTI TEXACO DELO 600 ADF È DISPONIBILE DAL 1° LUGLIO 2020 E COMPRENDE TEXACO DELO 600 ADF 15W-40 E TEXACO DELO 600 ADF 10W-30

I REGOLAMENTI SULLE EMISSIONI GUIDANO LO SVILUPPO DI NUOVE TECNOLOGIE Le norme europee Stage I per i motori utilizzati in macchine mobili non stradali (NRMM) risalgono al 1999, ma nel corso degli anni i requisiti relativi ai NOx e al particolato sono divenuti sempre più severi e hanno portato alla progettazione di macchinari meno inquinanti. Mentre Stage III e Stage IV hanno limitato l’uso dei DPF, la Fase V

ne favorisce l’adozione, dal momento che essi possono essere efficaci nel ridurre le emissioni di particolato, a condizione che siano soggetti a interventi periodici di pulizia per la rimozione dei materiali incombustibili che si accumulano nel tempo. Texaco Delo 600 ADF soddisfa o supera le specifiche ACEA E6, E9 e OEM e ha dimostrato stabilità

all’ossidazione nei test di settore, OEM e sul campo, offrendo l’opportunità di estendere gli intervalli di cambio olio. Oltre ad avere la stessa durabilità dei prodotti Texaco Delo 400, Texaco Delo 600 ADF assicura un’ottimale protezione antiusura del treno valvole e contrasta efficacemente l’accumulo di depositi sui pistoni.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 57


TECNOLOGIE FASSI GRU

L’INTERNET

DELLE GRU

L’AZIENDA BERGAMASCA HA PRESENTATO IL PROGETTO “INTERNET OF CRANES”, UNA SOLUZIONE CHE PERMETTERÀ ALL’OPERATORE DI CONTARE SU UN SERVIZIO DI ASSISTENZA E MANUTENZIONE “REAL TIME”, SEMPRE ATTIVO IN OGNI PARTE DEL MONDO E IN OGNI CONDIZIONE AMBIENTALE SFRUTTANDO LE POTENZIALITÀ DEL WEB

di Mirko Brusamolino

58 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


F

assi Gru è tra i leader di mercato nella costruzione di gru idrauliche per autocarro grazie a una gamma produttiva di oltre 60 modelli in 30.000 configurazioni, frutto delle risorse di cinque aziende e di 11 stabilimenti distribuiti sul territorio nazionale, nonché di una rete distributiva presente in modo capillare in tutto il mondo. Il costruttore bergamasco si è sempre posto - fin dalla sua nascita, nel 1965 - l’obiettivo di soddisfare le diverse necessità del mercato, spesso legate alle specifiche condizioni geografiche ed economiche dei singoli Paesi. Obiettivo che l’ha spinto a progettare in sinergia con Micro Systems, azienda di Novi di Modena specializzata in elettronica “embedded” - il “Fassi Internet of Cranes - IoC”, un innovativo progetto che ha visto Fassi Gru realizzare, prima al mondo, una gru articolata collegata via internet con l’assistenza tecnica aziendale. Per conoscere meglio questa nuova tecnologia abbiamo incontrato Roberto Signori, responsabile del reparto sperimentale dell’azienda di Albino (BG).

ROBERTO SIGNORI RESPONSABILE DEL REPARTO SPERIMENTALE DI FASSI GRU

Fassi Gru aveva già sviluppato, nel 2010, la “Fassi Smart App”, con l’intento di creare una continuità tra gru, operatore e centro assistenza. Com’è nato il rapporto con Micro Systems, che ha portato alla nascita del “Fassi IoC”? “La ‘Fassi Smart App” era una soluzione che utilizzava lo smartphone dell’operatore e che presentava alcune problematiche, una delle quali l’utilizzo di un oggetto personale di chi opera sulla gru, che non sempre è il titolare della macchina. Abbiamo quindi capito che avrem-

LA PIATTAFORMA “INTERNET OF THINGS” RISOLVE LE CRITICITÀ NEL LAVORO DEGLI OPERATORI DI GRU, CONSENTENDO L’INTERVENTO A DISTANZA DELL’ASSISTENZA

IL SISTEMA “INTERNET OF CRANES” DI FASSI GRU GESTISCE TUTTE LE INFORMAZIONI RICAVABILI DAL FUNZIONAMENTO DELLE GRU, PER OFFRIRE ALL’OPERATORE - O AL CENTRO ASSISTENZA - I VANTAGGI DI UNA MACCHINA DOTATA DI LOGICA INTELLIGENTE ATTIVA DURANTE IL SUO UTILIZZO

mo dovuto installare direttamente sulla gru l’apparecchiatura che garantisse il collegamento continuo con il nostro centro d’assistenza. Quindi avere una scheda SIM e un localizzatore GPS che connettessero la gru con il web in ogni momento, per poter intervenire in caso di problemi ma anche, ad esempio, per aggiornare il software. L’incontro con Micro Systems è stato quasi casuale. Era il 2015 e durante la visita alla SPS di Parma, fiera italiana sull’automazione e il digitale per l’industria, siamo stati incuriositi dalle proposte esposte dall’azienda modenese. Quella di Parma poteva essere una visita come tante altre, di quelle programmate periodicamente per verificare se fuori dagli ambiti del nostro setgennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 59


TECNOLOGIE tore ci possano essere delle soluzioni da applicare alle nostre macchine. Qui Micro Systems ha presentato alcune soluzioni che potevano

L’OPINIONE

LE GRU FASSI SI METTONO IN RETE GRAZIE ALL’”INTERNET OF CRANES”, CHE PERMETTE ALL’OPERATORE DI CONTARE SU UN SERVIZIO DI ASSISTENZA SEMPRE ATTIVO SFRUTTANDO LE POTENZIALITÀ DEL WEB

ROSSANO CERESOLI RESPONSABILE RICERCA E SVILUPPO, FASSI GRU

“Grazie a questo sistema lo stato della gru è accessibile in remoto garantendo una serie di vantaggi per migliorare l’efficienza del lavoro dell’operatore. Sono possibili diagnosi remota, upgrade del software, indicatori di efficienza della macchina e manutenzione predittiva. Il concetto stesso di prodotto, qui, evolve verso una logica di servizio che ha come obiettivo il coinvolgimento dell’operatore di gru in modo più attivo anche nelle fasi di assistenza della propria attrezzatura. È l’operatore che valuta la necessità di ricorrere a questo sistema confermando l’accettazione dell’intervento di assistenza e manutenzione in remoto. L’IoC di Fassi Gru è quindi per gli operatori uno strumento di supporto importante nel loro lavoro quotidiano. Inoltre, attraverso la funzione DMA (Dynamic Maintenance Assistant), abbiamo voluto pensare anche alla programmazione dei controlli periodici in officina, offrendo la possibilità all’utente di essere informato su possibili manutenzioni o eventuali interventi. Questa caratteristica del sistema si basa sulla capacità di valutare ed elaborare dati provenienti da gru uguali o simili, aggregabili per tipologia di elettronica, distributore o guasto. Trattandosi di una risorsa basata sulla generazione ed elaborazione di numerosi dati (bigdata), Fassi Gru controlla direttamente la sicurezza del sistema. La sicurezza e l’efficienza di ‘Internet of Cranes – IoC’ sono ugualmente importanti”. 60 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

rivelarsi utili per sviluppare ciò che ci eravamo prefissi: un sistema per la diagnostica a distanza delle gru, quello che poi abbiamo chiamato ‘Internet of Cranes’”. L’avvio del progetto non è stato semplice. Quali sono state le principali problematiche riscontrate? “Una delle prime difficoltà che abbiamo incontrato è stato individuare una SIM per la trasmissione dati che fosse operativa in tutto il mondo, non potendo pensare di affidare questo compito ai nostri dealer locali. Individuata una ‘SIM multiIMSI worldwide’ c’è stato il problema di farla lavorare nelle condizioni più disparate ed estreme, perché le attrezzature per la trasmissione dati operano in situazioni protette, ma le nostre gru lavorano sempre all’aperto. Abbiamo anche dovuto superare i problemi legati alla privacy, perché il sistema non solo monitorava la gru al lavoro, ma anche tutti i suoi spostamenti, così abbiamo scelto di limitare al titolare della macchina la conoscenza di questo secondo aspetto e come Fassi limitarci a ricevere i dati della gru in opera, quelli che più interessavano alla nostra assistenza”. Quanto ha influito il problema legato alla pandemia in atto nello sviluppo di questa tecnologia? “Il dramma della pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo ci ha insegnato che si può lavorare

anche a distanza, qualche volta anche meglio. Una constatazione che ha dato ulteriore sviluppo al ‘Fassi IoC’ con nuove opportunità: si pensi ai Paesi con grandi distanze, come Stati Uniti o Australia, ma anche alcune zone disagiate delle nostre Alpi. Prima il tecnico doveva prendere un aereo o affrontare un viaggio complesso, ora invece può collegarsi dal suo ufficio. A tutto ciò si aggiunge un altro vantaggio per chi lavora sullo sviluppo e il miglioramento dei prodotti: con l’IoC abbiamo un riscontro continuo e omogeneo da tutto il mondo di come stanno lavorando le gru e sul loro ‘stato di salute’”. Fassi Gru è nota per essere un’azienda estremamente dinamica. Ci sono ulteriori progetti in preparazione? “Anche grazie a ‘Industria 4.0’ Fassi IoC è cresciuto rapidamente e con esso la collaborazione con Micro Systems. Abbiamo nuovi progetti in preparazione, ci sono parecchie idee sul tavolo e ci stiamo lavorando. ‘Internet of Cranes’ è un sistema ‘aperto’ e come tale suscettibile di continui sviluppi, pensiamo solo all’avvento del 5G e al progressivo abbandono del 3G nella telefonia mobile e quindi nella trasmissione dei nostri dati. La vocazione all’innovazione di Fassi Gru non si ferma mai e sia noi che Micro Systems siamo abituati a essere sempre un ■ passo avanti”.


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Dossier

UN PROTOCOLLO SU MISURA PER RIPARTIRE IN SICUREZZA DOPO LA CHIUSURA INDETTA A MARZO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE A CAUSA DELLA PANDEMIA DA COVID-19, IL SETTORE EDILE NON HA PIÙ AFFRONTATO NUOVI STOP FORZATI O FERMI DEI LAVORI. UNA DELLE MOTIVAZIONI DA ATTRIBUIRE A QUESTO DATO POSITIVO, TRA I POCHI DEL 2020, È CERTAMENTE L’ATTUAZIONE DALLA RIAPERTURA DEI CANTIERI DEL NUOVO PROTOCOLLO PER IL CONTENIMENTO DEL VIRUS NEI LUOGHI DI LAVORO CHE, COME PROMESSO DALLE ISTITUZIONI, NE HA PERMESSO UNA RIAPERTURA DURATURA E IN SICUREZZA, CONSENTENDO AL SETTORE DI RISTABILIRSI DOPO IL (DURO) PRIMO SEMESTRE DELL’ANNO di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

S

ono passati ormai nove mesi dall’inizio di uno degli eventi di portata globale più drammatici degli ultimi anni che ha portato l’intero Paese a adeguare ogni aspetto della propria vita, da quello privato a quello lavorativo. Uno dei settori maggiormente colpito è stato innegabilmente quello delle costruzioni, che do62 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

po la chiusura del 10 marzo ha visto una tanto attesa riapertura dal 4 maggio con però non poche novità all’attivo, sia in termini organizzativi per le imprese che operativi per gli addetti ai lavori. Il “Protocollo di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei Cantieri” in vigore dal 24 aprile 2020 ha enormemente muta-

to l’equilibrio lavorativo all’interno dei cantieri, sia nella sua fase operativa che organizzativa, obbligando le imprese italiane ad adottare misure di prevenzione invasive ma essenziali al contenimento della diffusione del virus, in grado di garantire una riapertura stabile e in sicurezza necessaria al rilancio del settore dopo la chiusura totale nazionale.


IL CANTIERE POST COVID-19 contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro”, un documento di carattere generale che elencava le prime e basilari regole da adottare in contesti lavorativi. Un testo per tutte le categorie, tra i quali i settori delle opere pubbliche e dell’edilizia, che tuttavia non era pienamente applicabile in specifiche situazioni e condizioni di luoghi di lavoro quali i cantieri. A dieci giorni dalla data di riapertura del Paese nella tanto attesa Fase-2 il Governo emana un secondo documento che integra al Protocollo di marzo ulteriori e chiare misure specifiche per il settore, con l’obiettivo di regolamentare e fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento per contrastare l’epidemia nei cantieri. Il “Protocollo Cantieri”, così ribattezzato dagli addetti ai lavori, contiene misure obbligatorie che si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori presenti in cantiere e che seguono la logica della precauzione, attuando le prescrizioni del legislatore in conformità alle indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Il Protocollo cantieri Fase 2

Una riapertura in sicurezza Dopo un principio di contagio nel nord Italia, che porta il Governo a circoscrivere la Lombardia in zona rossa, in data 10 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio in quel momento in carica, Giuseppe Conte, annuncia in diretta nazionale l’estensione delle procedure di chiusura su tutto il territorio nazionale. Come ben sappia-

mo questo porterà a una situazione di lockdown che si protrarrà per oltre due mesi, con la conseguente chiusura e inattività di cantieri e aziende - soprattutto piccole e medie imprese - per quasi tutto il secondo trimestre dell’anno. Pochi giorni dopo la chiusura del Paese, in data 14 marzo il Governo emana il primo “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai rappresentanti di ANCI, UPI, Anas, RFI, ANCE, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca CISL e Fillea CGIL, ha siglato il nuovo Protocollo di regole per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nei cantieri (“Regole per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri – Fase 2). Il documento condiviso con le associazioni di categoria e le parti sociali integra i contenuti del precedente Protocollo adottato nel mese di marzo, definendo nuove misure in vista della progressiva riapertura nei cantieri, ed è aggiornato sulla base del Protocollo siglato dal Governo relativo a tutti i settori produttivi. gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 63


Dossier Nel Protocollo vengono fornite indicazioni operative per incrementare in tutti i cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento dell’epidemia. Sono inoltre previste verifiche dell’adozione da parte dei datori di lavoro delle prescrizioni stabilite con i rappresentanti sindacali e attraverso l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail. Le regole principali che i datori di lavoro devono adottare nei cantieri: - i nformazione sugli obblighi nel cantiere; -d ispositivi di protezione individuale; -m odalità di accesso dei fornitori esterni ai cantieri; -P ulizia e igiene nel cantiere; estione spazi comuni (mensa, -g spogliatoi); rganizzazione del cantiere -o (turnazione, rimodulazione del cronoprogramma delle lavorazioni); -g estione di una persona sintomatica in cantiere; -e sclusione dalle penali per ritardi nei lavori.

Una questione di organizzazione Tra le prime indicazione presenti nel documento vi sono tutte quelle misure di natura logistica per le quali il datore di lavoro, in collaborazione con il coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori, riorganizza le modalità, le zone e i turni di lavoro al fine di tutelare la salute delle persone presenti all’interno del cantiere e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. Indicazioni volte principalmente a ridurre il più possibile la presenza del personale sul sito di lavoro, uni-

ca vera arma contro la diffusione del virus, ma sempre nei limiti e nelle possibilità delle aziende. In queste disposizioni viene esortata l’azienda ad attuare modalità di lavoro di supporto al cantiere che possano essere svolte dal proprio domicilio o a distanza, in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione capace di ridurre il più possibile la presenza del personale sul sito e sospendere quelle lavorazioni che possono essere svolte attraverso una riorganizzazione delle fasi di lavoro ed eseguite in tempi successivi senza compromettere le opere realizzate. Il lavoro a distanza, o “smart working”, rimane ancora oggi il metodo più efficace per ridurre il rischio di contagio in cantiere e quindi la via preferenziale da adottare secondo il protocollo, fermo restando che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause) e che sia uno strumento confacente alle necessità dell’azienda.

IL CANTIERE POST COVID-19 È SEMPRE PIÙ DIGITALE

STEFANO AMISTA SPECIALIST SOLUZIONI GESTIONALI E BIM, TEAMSYSTEM CONSTRUCTION

4 maggio 2020: è la data della ripartenza per il settore delle costruzioni, si torna in cantiere dopo il lockdown imposto dalla pandemia. La pausa delle ultime settimane a causa del Coronavirus ha portato il settore a interrogarsi su cosa cambierà e su come affrontare la riapertura al meglio. Da un lato, si dovrà tornare al lavoro seguendo nuovi protocolli di sicurezza, 64 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

nuove regole, assicurando le distanze tra i lavoratori e tutelando la loro salute. Dall’altro, la necessità di lavorare da remoto e in smart working ha dimostrato quanto ormai sia fondamentale digitalizzare i propri processi e abbracciare le nuove tecnologie come BIM. TeamSystem Construction – la società del Gruppo TeamSystem specializzata in soluzioni informatiche per le imprese di costruzioni e dei professionisti dell’edilizia – fin da subito ha messo a disposizione strumenti e consigli per affrontare al meglio questa nuova fase. E lo ha fatto non solo con nuovi strumenti software, ma anche con un approccio organizzativo diverso. “La digitalizzazione, tra BIM, Cloud e Cognitive sta inevitabilmente portando i cantieri sempre più verso l’Industria 4.0”, afferma Stefano Amista, Specialist Soluzioni Gestionali e BIM di TeamSystem Construction. “Per ripartire molte imprese

dovranno adottare soluzioni innovative che magari fino a ieri non usavano, nuove piattaforme e nuovi approcci in linea con la situazione attuale e con lo smart working. Ora è evidente a tutti che sia fondamentale digitalizzare i propri processi e arrivare al cantiere 4.0. La situazione ci spinge a digitalizzare ottenendo benefici: cambiare per lavorare meglio, non solo in epoca Covid”. Ma cosa vuol dire digitalizzare? Ancora Amista: “Smart working non significa solo lavorare da casa, digitalizzare non significa solo passare dai documenti cartacei ai file. Ma abilitare il lavoro ovunque ci si trovi, in ufficio così come da casa, nel rispetto della sicurezza e dell’integrità dei dati”. Fondamentale in questo processo di digitalizzazione è il Cloud, che porta vantaggi anche in termini economici, eliminando i costi interni legati a server, backup, aggiornamenti. (Gianni Gennari)


IL CANTIERE POST COVID-19 Nel caso si verifichi, in determinati settori produttivi in cantiere, l’impossibilità per il datore di lavoro di organizzare modalità di lavoro a distanza è necessario per i lavoratori poter garantire il rispetto del distanziamento sociale durante tutta la permanenza in cantiere attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro da parte del datore di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni del cantiere. Nel caso di ambienti dove operino più lavoratori contemporaneamente il Protocollo richiede di attuare procedure che favoriscano il distanziamento sociale attraverso un piano differenziato di turnazione degli orari di lavoro dei dipendenti, così da ridurre il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenire assembramenti all’entrata e all’uscita. Questo procedimento, oltre che diminuire al massimo i contatti tra i dipendenti, favorisce la creazione di gruppi autonomi, distinti e riconoscibili, che permette un più agevole e rapido tracciamento di possibili persone entrate in contatto con altri lavoratori risultati positivi al virus. Nel caso in cui, anche attraverso una riorganizzazione delle attività, degli spazi di lavoro e una più flessibile turnazione dei dipendenti, sia impossibile in un luogo di lavoro garantire il corretto distanziamento tra i dipendenti, il Protocollo stabilisce l’uso degli ammortizzatori sociali per il lavoratore, così da consentire, in caso di necessità, l’astensione dal lavoro senza perdite di retribuzione. Rimane comunque incentivato nel documento l’applicazione delle ferie maturate e di congedi retributivi per i dipendenti, nonché altri strumenti previsti dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva per le attività di supporto al cantiere. Infine, vengono limitati al massimo gli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere, contingen-

COSA FANNO LE IMPRESE/1

L’ESEMPIO “CLOUD” DI SEA

ING. VALERIA ALOISE CONTROLLER E PROJECT MANAGER, SEA

Un esempio concreto di digitalizzazione dei processi in ottica cantiere 4.0 arriva da SEA, impresa di costruzioni romana operativa in progetti pubblici e privati. SEA ha adottato i software TeamSystem Construction Project Management (CPM) e TeamSystem Construction Gestione Imprese per gestire sia gli aspetti tecnici in cantiere che quelli amministrativi. SEA aveva la necessità di migliorare i processi aziendali, in ottica di uniformità e conservazione dei dati; di favorire la collaborazione tra diverse figure aziendali; di eliminare gli errori causati dalla frammentarietà

tando l’accesso agli spazi comuni anche attraverso la riorganizzazione delle lavorazioni e degli orari del cantiere. Vengono inoltre sospese e annullate tutte le trasferte e viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate e organizzate. Inutile dire che contingentare la popolazione presente nelle aree o regioni più a rischio è di fondamentale importanza al fine di evitare il diffondersi del virus in zone meno esposte e di incrementare l’emergenza sanitaria del Paese, anche se questo comporta la privazione degli spostamenti verso comuni e regioni differenti dalla propria.

Obblighi informativi Dopo le misure per la predisposizione in sicurezza del luogo di la-

dei dati e di incentivare il lavoro agile. “Circa un anno e mezzo fa abbiamo scelto di adottare i software di TeamSystem Construction”, afferma l’Ing. Valeria Aloise, Controller e Project Manager di SEA srl (Società Europont Appalti srl). “Installati su server in Cloud, sono accessibili in qualsiasi momento da qualsiasi dispositivo collegato a Internet. Ovunque possiamo lavorare come se fossimo in ufficio, garantendo un flusso documentale dal cantiere all’amministrazione. I due software sono collegati e questo porta evidenti vantaggi: capiamo immediatamente l’andamento di costi e ricavi, visualizzabili anche graficamente. La comunicazione tra i due software dà la possibilità di avere report giornalieri, settimanali e mensili, grazie ai quali si può dialogare e individuare soluzioni ai problemi legati alle fasi che non hanno avuto i risultati sperati. In questo periodo di pandemia abbiamo capito l’importanza di questi strumenti: anche lavorando da casa non c’è stato nessun problema a svolgere i lavori d’ufficio”.

voro seguono i doveri per il datore di lavoro di fornire una corretta informazione circa gli obblighi e i comportamenti da tenere in cantiere, così da instaurare una corretta comunicazione con i dipendenti e l’autorità sanitaria, requisito fondamentale per prevenire situazioni di contagio e l’instaurarsi di focolai. Il datore di lavoro informa tutti i lavoratori e chiunque entri nel cantiere circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso del sito e nei luoghi maggiormente frequentati appositi cartelli che segnalino le corrette modalità di comportamento. Tra i vari doveri informativi c’è quello di segnalare al personale l’obbligo, prima dell’accesso al cantiere, di sottoporsi al controllo gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 65


Dossier COSA FANNO LE IMPRESE/2

GARC, UN MODELLO CONDIVISO OLTRE IL PROTOCOLLO

Garc è un’impresa generale di costruzioni con sede a Carpi (MO). Fondata nel 1975, in circa 40 anni di attività ha raggiunto altissimi livelli di specializzazione progettando e costruendo edifici per uso civile e industriale e opere infrastrutturali quali urbanizzazioni, impianti e reti tecnologiche. Nel maggio dello scorso anno, in previsione della riapertura delle attività del settore delle costruzioni, l’impresa Garc, in continuità con la propria visione fortemente connotata dal perseguire la tutela delle comunità nelle quali opera, ha istituito un tavolo collaborativo con le organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori - Fillea Cgil Modena, Feneal Uil Modena e Filca Cisl Emilia Centrale

della temperatura corporea. Se tale temperatura dovesse risultare superiore ai 37,5°, l’accesso al cantiere non è consentito e le persone in tale condizione sono momentaneamente isolate e fornite di mascherine. Oltre a ciò, il datore di lavoro ha l’obbligo di informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in cantiere, della preclusione dell’accesso a chi, nei 14 giorni precedenti, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid-19 o provenga da zone ritenute a rischio dalle Autorità. Oltre ai doveri di informazione per il datore di lavoro esistono obblighi anche per il dipendente che impongono di non poter fare ingresso, poter permanere in cantiere e di dichiarare tempesti66 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

- che si è concluso con la sottoscrizione di un documento che ha definito gli adempimenti e le misure di prevenzione che sono state in seguito adottate per garantire la sicurezza dei propri lavoratori, dei subappaltatori e dei clienti in relazione alla diffusione epidemica del Covid-19. Il documento bilaterale introduce prassi assolutamente innovative e applicabili anche grazie alla forte integrazione digitale dei propri processi e delle migliori prassi messe in atto durante anni di esperienze in ambienti industriali complessi e in contesti impegnativi. Tra i punti salienti del protocollo vi sono le attività di pulizia, disinfezione e sanificazione prima della riapertura, le modifiche e predisposizioni degli ambienti di lavoro, compresi i cantieri, con l’installazione anche di tunnel di accesso, termocamere e nastri di disinfezione, oltre ai presidi sui mezzi di trasporto per garantire il distanziamento sociale. Al momento della riapertura sono state ovviamente adottate tutte le procedure operative previste dal Protocollo governativo, ma inoltre, in accordo con la Regione Emilia Romagna sono stati attivati

i test sierologici per tutto il personale dell’azienda. Sono stati attivati corsi di informazione, formazione e addestramento sulle nuove regole, disposizioni e procedure aziendali, oltre che sulle buone norme e prassi igienicosanitarie da adottare per contrastare la diffusione epidemica, garantire la salute dei lavoratori e la continuità aziendale. L’impresa ha provveduto anche alla valutazione accurata del rischio derivante dall’epidemia e ha aggiornato di conseguenza il documento di valutazione del rischio aziendale, stabilendo le regole di igiene e prevenzione valide per le sedi e per i cantieri. Garc ha voluto mettere questa esperienza a disposizione di chiunque voglia trarne linee di comportamento utili, e per questo il documento è stato valutato anche da ANCE Emilia Area Centro, l’associazione dei costruttori di Bologna, Ferrara e Modena, che ha ritenuto il documento un modello di buone prassi che fanno da esempio per la qualità che le imprese associate sono in grado di mettere in campo. (Gianni Gennari)

vamente laddove sussistano condizioni di pericolo, quali sintomi di influenza, temperatura elevata e provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, tutte situazioni nelle quali i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria rimanendo nel proprio domicilio. Sussiste anche l’impegno del dipendente a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in cantiere, quali il mantenere la distanza di sicurezza, utilizzare gli strumenti di protezione individuale e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene, in particolare il frequente e minuzioso lavaggio delle

mani, anche durante l’esecuzione dell’attività lavorativa. Viene inoltre ricordato dal Protocollo come il rilevamento in tempo reale della temperatura corporea costituisca un trattamento dei dati personali di un individuo e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina della privacy vigente. Perciò viene consigliato al datore di lavoro di non registrare il dato, se non necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali, e di fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Viene inoltre ricordato che, sempre nel rispetto della privacy dell’individuo, in caso di contagio o di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di tempe-


IL CANTIERE POST COVID-19 ratura i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 e che non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (ad esempio, in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria), così da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore.

Pulizia e sanificazione nel cantiere Oltre a quello di natura prettamente informativa, un altro obbligo fondamentale per il datore di lavoro è quello della puli-

zia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni, quali spogliatoi e aree ristoro, o di lavoro dei dipendenti. Ai fini della sanificazione e della igienizzazione vanno inclusi anche i mezzi d’opera con le relative cabine di guida o di pilotaggio, le auto di servizio e a noleggio e i mezzi di lavoro quali gru e mezzi operanti in cantiere. Oltre alla pulizia e sanificazione degli spazi e i mezzi a disposizione dei dipendenti, il datore di lavoro ha il compito anche di verificare la corretta pulizia degli strumenti individuali di lavoro impedendo-

ne un uso scorretto o antigenico, fornendo e rendendo disponibile in cantiere anche uno specifico detergente per la pulizia durante e al termine della prestazione di lavoro. La periodicità della sanificazione deve essere stabilita dal datore di lavoro in relazione alle caratteristiche e agli utilizzi dei locali e mezzi di trasporto, previa consultazione del medico competente aziendale, del Responsabile di servizio di prevenzione e protezione e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS o RSLT territorialmente competente).

DA MILANO UNO STRUMENTO E UNA GARANZIA IN CANTIERE La check list per l’applicazione del Protocollo Condiviso Covid-19 nei cantieri predisposta da Esem-CPT (ente unificato di formazione e sicurezza per le Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza) vuole essere uno strumento condiviso di autovalutazione per tutte quelle aziende edili, e non, che operano all’interno dei cantieri temporanei e mobili, al fine di poter verificare l’applicazione delle corrette misure di contenimento del contagio da Covid-19 in tale contesto. La check list, predisposta da ingegneri del Servizio Tecnico Esem-Cpt in collaborazione con ATS Milano e di Assimpredil Ance, propone un documento in grado di offrire una raccolta e un’analisi delle disposizioni presenti nel “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri edili” emanato dal Governo in data 24 aprile 2020, attraverso un quadro conciso delle misure di prevenzione richieste e offrendo uno strumento di verifica pratico e specifico per i datori di lavoro sulla completa ed efficace attuazione delle disposizioni previste in cantiere, così da permettere di adattare ogni requisito alla propria realtà produttiva. Il documento di Esem-Cpt è formato da dieci sezioni, ciascuna delle quali è contraddistinta da un colore che

identifica uno specifico argomento trattato nel “Protocollo Cantieri”, come ad esempio “le modalità di accesso in cantiere”, “pulizia e sanificazione nel cantiere”, “organizzazione del cantiere” e “dispositivi di protezione individuale” (si veda la figura). All’inizio di ogni sezione è presente una breve introduzione dell’argomento trattato, seguita da una tabella in cui vengono dettagliati tutti i punti principali del Protocollo riferiti a quell’argomento. La tabella, strutturata in otto colonne fisse e un numero di righe variabile a seconda della quantità di punti trattati in quella determinata sezione, propone un’analisi e un controllo delle disposizioni presenti nel Protocollo, nonché il relativo esito finale circa la sua corretta

ed efficace applicazione. Nella prima colonna della tabella viene riportato un codice alfanumerico per permettere una rapida individuazione di ogni punto; nella seconda viene riportato il requisito specifico, così come richiesto dal Protocollo; nella terza sono riportate indicazioni ed esempi sulle modalità che è possibile attuare per adempiere al requisito; nella quarta, quinta e sesta colonna sono presenti delle caselle vuote per permettere l’autovalutazione da parte del datore di lavoro; nella settima colonna sono riportate delle note esplicative per lo specifico punto ed eventuali suggerimenti utili; nell’ottava e ultima colonna vengono infine riportati i possibili riferimenti per la tracciabilità delle azioni intraprese. gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 67


Dossier IL CONTROLLO DEI (NUOVI) COSTI

ING. MARCO SOVERA CONSULENTE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, AITEAM

ARCH. LAURA DI SPES CONSULENTE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, AiTEAM

È ormai chiaro a tutti gli operatori che la riapertura post Covid-19 ha visto inevitabilmente nuove voci di costo per le imprese edili, nuovi oneri per la sicurezza e maggiori spese generali. Quindi il cantiere post Covid-19 non può che essere affrontato proprio partendo dal controllo costi: è un aspetto sempre fondamentale per avere sotto controllo la situazione, ma

lo è ancor di più in questa fase delicata. Il Construction Project Manager, il capo commesse, deve avere una visione chiara, soppesare tutto quello che succede in cantiere, come sottolineano l’Ing. Marco Sovera e l’Arch. Laura Di Spes di AiTeam, società di consulenza nel project management delle costruzioni: “Il controllo costi deve partire dal

Dispositivi di protezione individuale Come ognuno di noi ha potuto constatare dall’anno scorso fino a ora, e per molto tempo ancora, i dispositivi di protezione individuale, tra cui la mascherina, sono strumenti obbligatori e indispensabili sia nelle attività della vita quotidiana, sia durante l’attività lavorativa e per tutta la durata di permanenza in cantiere. L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel Protocollo di regolamentazione è di fondamentale importanza ma, come specificato nel documento, vista la situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio dei già menzionati dispositivi. Le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e in caso di difficoltà di approvvigionamento, data la situazione di emergenza e alla sola finalità di evitare la dif68 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

cantiere, non dall’amministrazione e dalla contabilità. Un imprenditore deve conoscere i suoi costi in tempo reale, deve avere indicatori immediati, solo con dati accurati e tempestivi si può rispondere velocemente al mercato e decidere eventuali cambiamenti di rotta”. Inoltre il blocco temporaneo dovuto al lockdown da Coronavirus e le nuove norme di sicurezza imporrano di rivedere le tempistiche dei lavori. “Tra l’approvvigionamento più lento dei materiali e il fatto che meno persone lavoreranno insieme contemporaneamente, tutto procederà più lentamente”, concludono Sovera e Di Spes. “Avere dati precisi e tempestivi potrà quindi servire a dare evidenza di come la situazione abbia portato a un aumento dei costi e a chiedere eventuali risarcimenti.” (Gianni Gennari)

COSA FANNO LE IMPRESE/3

SETTEN GENESIO, TEST ANTI VIRUS IN CANTIERE Setten Genesio, con sede a Oderzo (TV), è un’impresa di costruzioni che da quasi quarant’anni opera nel settore, principalmente nel Nord Italia ma con esperienze anche di più ampio raggio, dal Sud Italia sino alle Antille Francesi (Caraibi). Setten Genesio nasce operando nella conservazione dell’antico, specializzandoci sin da subito nel restauro di opere ecclesiastiche, per poi portare le proprie competenze verso la costruzione del nuovo, al punto che oggi questa attività copre circa il 50% dell’impegno aziendale. Tra i diversi cantieri di prestigio in cui Setten Genesio è attiva, la realizzazione del nuovo campus WPP a Milano ha visto l’impresa attivare un’iniziativa molto significativa

in tema contrasto alla pandemia sui luoghi di lavoro. Con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e quanti operano presso il cantiere, l’impresa ha avviato nel periodo post-feriale del 2020 un ulteriore controllo non previsto nel Protocollo di prevenzione Covid-19 e riguardante la delicata fase dei rientri dal periodo di turnazione ferie dei lavoratori. Il programma ha previsto l’effettuazione di un prelievo venoso a tutti i soggetti coinvolti alle lavorazioni e di visite, direttamente in cantiere, per rilevare i valori IgG e IgM, permettendo di individuare quindi il rischio di positività al virus. Nei soggetti con valori superiori al limite di legge è stato immediatamente effettuato il tampone con obbligo di restrizione domiciliare fino a risultato del test. (Gianni Gennari)


IL CANTIERE POST COVID-19 fusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato. Qualora la lavorazione da eseguire in cantiere imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative rimane comunque obbligatorio l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione necessari (guanti, occhiali, tute, cuffie, eccetera), conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. In mancanza di idonei D.P.I. le lavorazioni dovranno essere sospese con il ricorso se necessario alla Cassa Integrazione Ordinaria, per il tempo strettamente necessario al reperimento degli idonei D.P.I. Il datore di lavoro provvede a rinnovare a tutti i lavoratori gli indumenti da lavoro prevedendo la

distribuzione a tutte le maestranze impegnate nelle lavorazioni di tutti i dispositivi individuale di protezione anche con tute usa e getta. Il datore di lavoro si assicura che in ogni cantiere di grandi dimensioni per numero di occupati (superiore a 250 unità) sia attivo il presidio sanitario e, laddove obbligatorio, l’apposito servizio medico e apposito pronto intervento. Per tutti gli altri cantieri tali attività sono svolte dagli addetti al primo soccorso, già nominati, previa adeguata formazione e fornitura delle dotazioni necessarie con riferimento alle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19.

Gestione di una persona sintomatica in cantiere Tutte le disposizioni, gli obblighi e le procedure disposte dal Protocollo sono volte a scongiurare l’ipotesi del verificarsi di un contagio in cantiere, situazione

che purtroppo deve essere messa in conto da parte del datore di lavoro e che dev’essere trattata seguendo specifiche procedure indette all’impedire una viralità incontrollata. Nel caso in cui una persona in cantiere presenti febbre con temperatura superiore ai 37,5° e sintomi di infezione polmonari, quali tosse e difficoltà respiratoria, dovrà essere dichiarato immediatamente al datore di lavoro o al direttore di cantiere, che procederà al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Dopo la prioritaria procedura di isolamento si dovrà procedere immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute. All’interno del cantiere si procederà alla pulizia e sanificazione dei locali, alloggiamenti e mezzi usufruiti dal soggetto risultato positivo al tampone, nonché laddove necessario alla loro ventilazione. Il datore di lavoro procederà, in collaborazione con le Autorità sanitarie, all’individuazione degli eventuali “contatti stretti” in cantiere della persona riscontrata positiva al tampone Covid-19, al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine il datore di lavoro potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente il cantiere secondo le indicazioni ■ dell’Autorità sanitaria. gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 69


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di Cristina Cassinari

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ondata nel 2010 a Dolo, in provincia di Venezia, Nord Est Elevatori ha iniziato la sua attività come officina meccanica di manutenzione, di riparazione e di verifiche periodiche di piattaforme di lavoro elevabili, rivolgendosi prevalentemente all’area geografica del Veneto e del Friuli Venezia-Giulia. Ancora oggi l’azienda veneta mette a disposizione dei propri clienti due officine mobili opportunamente attrezza-

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te in grado di garantire interventi rapidi e risolutivi direttamente presso la sede del cliente o in cantiere, offrendo la disponibilità immediata di ricambi e di tutte le attrezzature necessarie.

Dalla produzione alla distribuzione Nel 2015 - con l’acquisizione dalla casa madre CTE del marchio Pratika, brand specializzato in elevatori per materiali - alla sua tradizionale attività di servi-

ce Nord Est Elevatori ha affiancato un’attività industriale di produzione e montaggio. La vendita, inizialmente rivolta al solo mercato Italia, ha trovato linfa vitale nella rete di officine autorizzate (attualmente 18) presenti in tutte le regioni italiane, che garantiscono un fondamentale supporto al servizio di post-vendita e di assistenza generale. Con il passare degli anni le azioni commerciali hanno poi volto il proprio sguardo anche ai mercati di Francia,


Spagna e Malta, tradizionali utilizzatori di scale del marchio in oggetto, offrendo sempre nuove soluzioni in termini di prodotto e di applicazioni. Oltre alla produzione e distribuzione degli elevatori di materiali Pratika, Nord Est Elevatori si occupa anche della distribuzione per il Veneto e il Friuli VeneziaGiulia delle piattaforme autocarrate nuove e usate a marchio ZED, Traccess e B-Lift. A partire da gennaio 2019, poi, Nord Est Elevatori è divenuta distributore ufficiale su

tutto il territorio nazionale delle piattaforme semoventi verticali LGMG, grazie anche a una struttura commerciale in grado di coprire tutto il territorio della nostra penisola in termini di distribuzione e assistenza. Di LGMG - che, ricordiamo, è una multinazionale fondata nel 1972 ed è uno dei principali player mondiali nel settore delle piattaforme aeree, oltre che essere attiva nella produzione di attrezzature ad alto contenuto tecnico - Nord Est Elevatori distribuisce anche una gamma di scissor completamente elettrici da 6 a 14 m di altezza e di modelli articolati da 16 e 18 m. Tra le attrezzature di sollevamento di materiali presenti nell’offerta di Nord Est Elevatori, oltre ai prodotti Pratika di propria produzione si contano anche le scale per il sollevamento di materiali per il settore edilizio a marchio Geda. Tutti i prodotti Nord Est Elevatori sono conformi alle normative CE di riferimento per il settore.

La gamma cresce NORD EST ELEVATORI HA SEDE A DOLO (VE) ED È DISTRIBUTORE IN ITALIA DEL MARCHIO LGMG, OLTRE CHE PER TUTTO IL VENETO E IL FRIULI VENEZIA-GIULIA DEI BRAND ZED, TRACCESS E B-LIFT. L’AZIENDA VENETA È ANCHE CENTRO DI FORMAZIONE FESICA ABILITATA A EFFETTUARE CORSI SPECIALIZZATI CON RILASCIO DEI RELATIVI ATTESTATI

NEL 2015 NORD EST ELEVATORI HA ACQUISITO DA CTE IL MARCHIO PRATIKA, BRAND SPECIALIZZATO IN ELEVATORI PER MATERIALI

Nati dall’esperienza di CTE, costruttore di riferimento nel settore delle piattaforme aeree dal 1981, i già citati elevatori di materiali Pratika rappresentano un prodotto in tutto e per tutto di proprietà di Nord Est Elevatori dal 2015. Nella fattispecie, l’azienda ha deciso di concentrare la propria esperienza maturata nel settore dell’elevazione di materiali su questo

L’OPINIONE

FIORENZO SPOLAORE TITOLARE DI NORD EST ELEVATORI “In un periodo così ‘particolare’ come quello passato e tuttora in atto Nord Est Elevatori non si è mai fermata. Le attività di manutenzione rientravano tra quelle considerate indispensabili anche durante i periodi di lockdown. Anche se con personale ridotto, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria abbiamo presidiato le aree di nostra competenza e garantito assistenza e servizi ai nostri clienti. Nel mese di aprile 2020 abbiamo registrato un rallentamento, ma i risultati di maggio e di giugno hanno confermato la bontà della nostra mission aziendale, che non è solo quella di fornire assistenza e manutenzione: dal 2015, infatti, siamo anche produttori di scale per traslochi ed elevatori, grazie all’acquisizione del marchio Pratika, uno tra i primi in Europa del settore. Nel 2018 abbiamo acquisito la licenza di distribuzione per l’Italia dei sollevatori verticali della multinazionale cinese LGMG e, dopo i primi mesi di preparazione, stiamo ottenendo buoni risultati, grazie anche alla versatilità della nostra offerta. Le nostre piattaforme verticali e le scale per uso edilizio trovano applicazione nei lavori di riqualificazione degli edifici, nella sostituzione di serramenti e nel rifacimento delle facciate, quindi abbiamo ottenuto buoni risultati grazie anche ai vari incentivi di settore e al Superbonus 110%. Gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio che non hanno necessariamente bisogno di ponteggi, ma che privilegiano l’uso di piattaforme di lavoro, danno un ulteriore sostegno alle attività di vendita e noleggio delle nostre attrezzature. Tra i vanti di Nord Est Elevatori ci sono anche quelli di essere stati indicati dal Sole 24 Ore tra le 400 aziende che nel triennio 2015-2018 hanno avuto indicatori di bilancio positivi e sono cresciute maggiormente e di essere citate tra le 1.000 ‘Europe’s Fastest Growing Companies’ individuate dal Financial Times, cioè le realtà che hanno fatto registrare una crescita maggiormente rapida e sostenibile”. gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 71


MACCHINE

DAL 2019 NORD EST ELEVATORI È DIVENUTA DISTRIBUTORE UFFICIALE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE DELLE PIATTAFORME SEMOVENTI VERTICALI LGMG

LA SCHEDA TECNICA L’ELEVATORE DI MATERIALI PRATIKA 210 X-RF LIGHT Portata max:

230 kg

Altezza di lavoro:

21 m

Area di lavoro:

360°

Ingombro di lavoro:

2.491 x 2.111 mm

Angolo di lavoro: Dimensioni cesta (aperta):

30°/85° 2.060 x 1.660 mm

Diametro funi:

6 mm

Timone: Stabilizzazione:

girevole X-System

brand per poter riservare maggiore attenzione alle esigenze degli utilizzatori finali nei vari settori interessati: edilizia, noleggio elevatori, traslochi e montaggio mobili. Pratika è un brand partner ideale per trasportare materiale in altezza e scaricare inerti nel rispetto dell’inquinamento acustico (rumori) e ambientale (polveri). Inoltre, non vengono prodotte emissioni inquinanti grazie al funzionamento totalmente elettrico del mezzo. L’utilizzo di Pratika è molto apprezzato anche dagli operatori del settore delle bonifiche e dello smaltimento di materiali legati al rifacimento di stabili e tetti. L’elevatore di materiali comincia a essere richiesto anche da grossi noleggiatori, che vedono in questa tipologia di attrezzatura una buona soluzione per risolvere i problemi dei loro clienti. 72 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

Il più recente modello sviluppato e realizzato da Nord Est Elevatori si chiama Pratika 210 X-RF, una nuova 21 m trainabile con portata massima pari a 230 kg e angolo di lavoro di 30°-85°. Questo modello è disponibile in due versioni - una specifica per traslochi e una “light” destinata al settore dell’edilizia - che si differenziano sostanzialmente per la struttura della cesta: il modello per edilizia, infatti, è dotata di cesta fissa, regolabile in altezza. Come per tutte le macchine Pratika, gli operatori possono utilizzare Pratika 210 X-RF senza la necessità di patentino, perché è sufficiente la patente B. ■


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INVESTI E COGLI I VANTAGGI FISCALI CONFERMATI ANCHE PER L’ANNO 2021

La Legge di Bilancio ha confermato per il biennio 2021-2022 il credito d’imposta del 50% sugli investimenti pubblicitari ma con importanti novità: solo giornali quotidiani e periodici, anche online, hanno accesso all’incentivo.

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ON SITE SMONTAGGIO DI UN CARBODOTTO NELLA CENTRALE DI VADO LIGURE

UNO SMONTAGGIO SIMBOLICO

UNA GRU CINGOLATA CON BRACCIO A TRALICCIO DEMAG CC 3800-1 È STATA UTILIZZATA PER SMONTARE L’IMPIANTO DI TRASPORTO DI CARBONE NELLA CENTRALE DEL COMUNE LIGURE, UN VERO E PROPRIO PEZZO DI STORIA INDUSTRIALE SAVONESE di Ettore Zanatta

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l “carbodotto” è un impianto di trasporto di carbone in tubazioni metalliche che conduce il materiale dai luoghi di estrazione a quelli di consumo. Questo trasporto, che viene realizzato per via idraulica, comporta alcune precise operazioni: macinazione del carbone, sospensione in acqua dei granu-

li così ottenuti, pompaggio della sospensione nelle tubazioni, separazione del carbone dall’acqua al terminale di arrivo. Un recente progetto di riconversione industriale, a Vado Ligure, ha previsto proprio la dismissione di uno di questi impianti, di proprietà di Tirreno Power. L’intervento messo in atto ha visto portare allo smaltimento di una parte storica della citta vadese, per dare vita così a una nuova area industriale nel savonese. “Senza una grande e

potente gru cingolata non avremmo potuto fare questo lavoro”, ha spiegato sinteticamente l’Ing. Giulia Vernazza di Vernazza Autogru, società genovese protagonista degli interventi di movimentazione. In effetti, nell’angusto cantiere della cittadina di Vado Ligure gli spazi di allestimento adeguati al progetto si trovavano a una distanza di circa 70 m dal carico, rendendo impossibile l’utilizzo di macchine telescopiche per sollevare in sicurezza le pesanti sezioni del carbodotto. Di conseguenza, si è reso necessario ricorrere alla gru cingolata Demag CC 3800-1 della

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ON SITE

UNA STORIA DI INNOVAZIONI Il marchio Demag appartiene al gruppo Tadano dal 2019 e rappresenta una tradizione di 200 anni di soluzioni di sollevamento intelligenti e innovative. Le gru Demag city, multistrada e gru cingolate con braccio a traliccio offrono capacità da 45 a 3.200 t, aiutando gli operatori del settore a migliorare l’efficienza di sollevamento in una vasta gamma di applicazioni come infrastrutture, energie rinnovabili, edilizia e costruzioni civili pesanti, servizi pubblici e applicazioni di raffinazione. Innovazioni quali “Sideway Superlift”, “Boom Booster,” il premiato sistema di protezione anticaduta, le tecnologie “IC-1 Remote” e “IC-1 Plus” contribuiscono alle prestazioni, alla sicurezza e all’efficienza delle macchine.

flotta di Vernazza Autogru per eseguire l’intervento. Tuttavia, prima di poter smontare il sistema di trasporto del carbone presso la centrale elettrica dismessa di Tirreno Power è stato necessario trasportare la gru cingolata Demag in un cantiere nel distretto industriale di Vado Ligure impiegando in totale 25 autocarri. A causa del po-

co spazio disponibile i componenti e le attrezzature della gru sono stati trasportati in cantiere in ba-

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se alle esigenze di montaggio della gru. “La facilità di montaggio che contraddistingue la CC 3800-1 si è rivelata davvero un vantaggio decisivo”, ha affermato Giulia Vernazza. Ed è stato proprio così, visto che le condizioni del cantiere dal punto di vista degli spazi erano tutt’altro che generose. “I nostri cinque tecnici di montaggio dovevano allestire la gru con un braccio principale lungo 72 m, ma avevano a disposizione un’area di soli 50 m per farlo”, ha precisato Vernazza. Di conseguenza, le ultime sezioni del braccio sono state assemblate in altezza su blocchi di cemento e travi in legno azobè erette proprio per questo scopo. Sia per l’allestimento che per i

IL SOLLEVAMENTO DI CARICHI PESANTI A GRANDE DISTANZA RICHIEDE MACCHINARI GRANDI E POTENTI, COME LA GRU CINGOLATA DEMAG CC 3800-1

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I SOLLEVAMENTI SONO STATI EFFETTUATI DALLA GRU CINGOLATA DEMAG CC3800-1 A UN’ALTEZZA DI 35 M, CON UN RAGGIO DI LAVORO DI 70 M E IN TANDEM CON LE GRU AUSILIARIE, IN CONDIZIONI DI SPAZIO RISTRETTO 76 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


CON UNA CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO DI 650 T IN CORRISPONDENZA DI UN RAGGIO DI LAVORO DI 12 M E UN MASSIMO MOMENTO DI CARICO DI 9.152 T/M, LA GRU CINGOLATA DEMAG CC 3800-1 È UNA SOLUZIONE PARTICOLARMENTE CONVENIENTE PER UNA VASTA GAMMA DI PROGETTI

sollevamenti, Vernazza Autogru ha utilizzato le sue gru multistrada Demag AC 140, AC 160 e AC 800 come gru ausiliarie.

Un lavoro di squadra Nonostante la mancanza di spazio il team di Vernazza Autogru è stato in grado di allestire con successo la gru cingolata entro i tempi previsti (in configurazione SSL e, successivamente, in configurazione SWSL, con un contrappeso da 300 t) e di averla avuta pronta per utilizzarla nelle ope-

razioni di sollevamento necessarie allo smontaggio del sistema di trasporto del carbone. Più specificamente, la gru doveva prelevare sezioni del carbodotto lunghe 60 m - ognuna delle quali aveva un diametro di 4,5 m e un peso di 2,5 t/m - e sollevarle dalle strutture di supporto, traslarle di lato per sezionarle in tronconi da 20

m ciascuna e quindi posare questi ultimi su rimorchi a pianale ribassato. I sollevamenti sono stati effettuati a un’altezza di 35 m, con un raggio di lavoro di 70 m e in tandem con le gru ausiliarie, oltretutto nelle condizioni di spazio ristretto menzionate sopra. Oltre alle notevoli dimensioni e al pe-

IL TEAM DI VERNAZZA AUTOGRU HA ALLESTITO LA GRU IN CONFIGURAZIONE SSL E SUCCESSIVAMENTE IN CONFIGURAZIONE SWSL, CON UN CONTRAPPESO DA 300 T gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 77


ON SITE

so dei carichi da 150 t, il fatto che il campo visivo fosse molto limitato ha reso ancora più difficile i sollevamenti.

“Per di più, le condizioni metereologiche particolarmente ventose non sono certo state di aiuto. Ma nonostante tutti questi ostacoli il nostro team di cinque persone è stato in grado di rispettare il programma originale grazie alla sua grande esperienza e alla precisione delle gru Demag, pur avendo dovuto predisporre in anticipo percorsi adeguati alla gru cingolata CC 3800-1 prima di poter rimuovere alcuni tratti della struttura”, ha affermato Giulia Vernazza, che è chiaramente orgogliosa del suo team ed è molto soddisfatta di co-

LA SCHEDA TECNICA La gru cingolata CC3800-1 Capacità max. (con raggio di lavoro di 12 m): Momento di carico max.:

650 t 9.152 t/m

Lunghezza max. braccio principale:

144 m

Altezza punta max.:

192 m

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me l’operazione si sia svolta senza intoppi. “Abbiamo lavorato nel cantiere per 20 giorni con la nostra gru cingolata Demag CC 3800-1, che si è dimostrata una volta di più un macchinario perfetto: facile da trasportare e allestire, opera rapidamente e in modo affidabile e fornisce un livello di sicurezza eccezionale grazie al sistema di protezione anticaduta in dotazione di serie. Quindi non c’è da stupirsi se è la nostra prima scelta per tantissimi lavori di sollevamento”.

Un “pacchetto” completo Vernazza Autogru, fondata nel 1946, è oggi un’azienda che opera dalla sua sede di Genova in tutto il mondo ed è specializzata in lavori con gru, lavori in quota con piattaforme aeree e servizi di trasporto. La società ligure, certificata ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001, dispone di una flotta di circa 250 veicoli e macchine all’avanguardia. I suoi macchinari non comprendono solo gru a braccio telescopico, gru cingolate e gru cingolate con braccio a traliccio, ma anche piattaforme aeree semoventi, autocarri, motrici, semirimorchi e veicoli per trasporti speciali. Vernazza Autogru fornisce ai propri clienti un ventaglio completo di servizi, che vanno dallo studio del progetto alla pianificazione, fino all’esecuzione di un’ampia varietà di progetti. In quest’ambito l’azienda può contare su un’esperienza decennale, su un bagaglio ineguagliabile di conoscenze tecniche specialistiche e su collaboratori altamente qualificati.È importante ricordare che l’azienda considera l’assistenza post-vendita altrettanto importante quanto le prestazioni delle sue gru Demag. “Anche quel tipo di assistenza è affidabile. Il nostro personale di riferimento è sempre stato altamente qualificato e disponibile, l’assistenza da loro fornita è sempre rapida e diretta, proprio come piace a noi”, ha dichiarato Giulia Vernazza. ■


ON SITE UN MODERNO PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA

NEL BLU

DIPINTO DI… GRU UNA NUTRITA FLOTTA DI GRU RAIMONDI È ALL’OPERA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO SEIMILANO, UNO DEI PIÙ IMPORTANTI CANTIERI CHE STANNO COSTELLANDO IL TERRITORIO DEL CAPOLUOGO LOMBARDO, PROGETTATO INTORNO A UN INNOVATIVO ECOSISTEMA URBANO di Ettore Zanatta

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l progetto “SeiMilano” consiste nella realizzazione di un quartiere contemporaneo, un “parco abitato” al servizio della città, un moderno piano di riqualificazione urbana e paesaggistica che intende trasformare l’ambito generando un nuovo paesaggio. Una “città-giardino”, dunque, un nuovo luogo da vivere, non solo per i residenti ma per tutti i cittadini del capoluogo lombardo. “SeiMilano” è frutto della partnership tra Borio Mangiarotti e Värde Partners, nata per realizzare un quartiere multifunzionale integrato in un parco, progettato dallo Studio Mario Cucinella

Architects (MC A) e dallo Studio Internazionale del Paesaggista Michel Desvigne (MDP). In particolare, disegnano il nuovo quartiere tre differenti tipologie architettoniche, nel segno della più innovativa interpretazione dei caratteri milanesi, intervallate da una “promenade” pedonale centrale. Giardini, balconi e terrazze, logge coperte e serre vetrate: tutti gli appartamenti che qui sorgeranno saranno impreziositi da spazi privati dove poter stare all’aria aperta. Gli edifici lambiranno il parco, che occuperà tutta la porzione centrale del lotto; dalla citata “promenade”, poi, si accederà agli spazi che ospiteran-

no i servizi comuni dedicati ai residenti: l’intero sistema, infatti, si uniformerà alla città attraverso una piazza a est che ospiterà uffici e negozi, pensati per la dinamica dell’intero quartiere. Non saranno tralasciate piste ciclabili, boulevard di quartiere e passeggiate pedonali, che si integreranno con la natura circostante per garantire il benessere e la qualità della vita delle persone che vivranno quotidianamente questa zona. La commercializzazione del primo lotto di abitazioni, avviata a marzo 2020, ha registrato risultati record e, per questo motivo, è già iniziata la nuova fase di vendita del secondo lotto.

IL PROGETTO “SEIMILANO” È FRUTTO DI UN INVESTIMENTO PRIVATO DI OLTRE 250 MILIONI DI EURO: PREVEDE LA RIORGANIZZAZIONE TOTALE DI UNA SUPERFICIE DI OLTRE 300.000 M2 TRA VIA CALCHI TAEGGI E VIA BISCEGLIE, NELLA PERIFERIA A SUD DEL CAPOLUOGO LOMBARDO

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ON SITE Un cantiere “affollato” È in questo vasto e spettacolare contesto - suddiviso tra area destinata al residenziale e spazio assegnato alle attività commerciali, all’interno delle quali pullula frenetica l’attività costruttiva - che Assistedile, distributore ufficiale di Raimondi Cranes per l’area di Milano e la provincia di Monza-Brianza, ha installato un totale di nove gru edili: otto “flattops” e una versione tradizionale a cuspide.

L’OPINIONE

LUCIANO FRISO “MANAGING DIRECTOR” DI ASSISTEDILE

“Siamo orgogliosi di contribuire allo sviluppo della nostra città e di servire in questa occasione Borio Mangiarotti, una delle più note imprese di costruzioni italiane. Diviso in tre aree principali, il progetto ci ha offerto la possibilità di fornire diversi modelli di gru per soddisfare al meglio le esigenze del cantiere e del cliente. La sinergia tra le parti è stata eccellente e a ciò ha contribuito senz’altro anche il supporto e la collaborazione sempre puntuale e affidabile garantito dal team tecnico di Raimondi Cranes”.

82 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

ALCUNE GRU RAIMONDI PROTAGONISTE NEL CANTIERE DI “SEIMILANO” NELL’AREA DENOMINATA “RESIDENZIALE 1”. UN’ULTERIORE AREA, DENOMINATA “RESIDENZIALE 2” È IN AVANZATA FASE DI REALIZZAZIONE E PRESUMIBILMENTE RICHIEDERÀ LA FORNITURA DI ALTRE GRU EDILI

Fondata nel 1991, Assistedile è in realtà l’evoluzione dell’attività intrapresa nel 1963 dai due soci fondatori (anche l’attuale struttura societaria rispecchia profonde e radicate tradizioni dell’attività, gestita ora dalla seconda generazione). “La nostra filosofia imprenditoriale che ha ispirato l’organizzazione aziendale - spiega Luciano Friso, Managing Director dell’azienda milanese - si basa sull’offerta alla clientela di servizi altamente profes-

sionali resi nel campo della vendita, noleggio e assistenza dei macchinari per l’edilizia, in modo peculiare su gru a torre e impianti di betonaggio. L’esperienza consolidata ci consente di supportare con competenza e professionalità qualsiasi esigenza di cantiere, come in questo caso particolarmente complesso dal punto di vista logistico. Nella fattispecie, abbiamo assegnato sei gru Raimondi per la costruzione degli edifici residenziali; di queste, una


MR99 – qui utilizzata con un’altezza di 64 m e un braccio da 54 m – è stata venduta all’appaltatore diversi anni fa, mentre quattro MRT84 (con altezze di 48 e 54 m e bracci da 48 e 51 m) e una MRT102 (alta 48 m, con braccio da 54 m) sono state noleggiate specificatamente per questo progetto”. Erette nel corso di due giorni, le “flat-tops” rimarranno al lavoro ancora per un periodo di oltre un anno. Altre tre gru a torre sono state poi noleggiate per l’area commerciale. “La MRT159, già al lavoro a un’altezza di 90 m, con lunghezza braccio di 65 m, rappresenta al momento la gru più alta in Italia in ‘freestanding’, con tiro in quarta e portata in punta di 1.600 kg. L’istallazione è

avvenuta nell’arco di tre giorni grazie a un’autogrù da 800 t”, ha affermato Friso. Le installazioni delle ultime gru Raimondi (SRT85 e MRT213), con altezze rispettive di 58 m e 80 m, sono le altre unità previste in questo cantiere. Continua Friso: “La MRT213, anch’essa libera da ancoraggi, avrà una lunghezza di braccio di 66 m. Scelte per le loro capacità di configurazione e l’eccezionale altezza libera, queste tre gru rimarranno in funzione per quasi due anni, fino al completamento del progetto. A causa del numero di gru contemporaneamente al lavoro, la fase di pianificazione del sito includeva un’attenta valutazione del posizionamento e del montaggio di ciascuna di es-

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se per evitare la sovrapposizione dei vari bracci”.

Una soluzione per ogni esigenza “Regine” in questo cantiere - oltre al modello citato MR99 e a una MR75 da 54 m d’altezza e braccio di 48 m, entrambe già di proprietà dell’impresa - sono sicuramente le gru Raimondi delle serie MRT e SRT, che nella gamma del costruttore si affiancano ai modelli appartenenti alla linea LR, progettata per l’impiego in aree ristrette e difficoltose e in siti di sviluppo urbano densamente popolati e congestionati, con capacità di carico di 12 t e braccio di 55 m. Tornando alle protagoniste del

OTTO GRU ‘FLAT-TOPS’ E UNA VERSIONE TRADIZIONALE A CUSPIDE, TUTTE FORNITE DA RAIMONDI CRANES, STANNO LAVORANDO ALL’INTERNO DI UNO DEI CANTIERI PIÙ IMPORTANTI DI MILANO

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“SEIMILANO” È IL NUOVO QUARTIERE PROGETTATO DA MARIO CUCINELLA ARCHITECTS E PRESENTATO NEL MAGGIO 2018 A PALAZZO MARINO, SEDE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE MILANESE

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ON SITE COSTRUTTORI DAL 1920 Nel 2020 Borio Mangiarotti ha festeggiato i suoi primi 100 anni di attività. È il 1920, infatti, quando Carlo Mangiarotti fonda – insieme al Geom. Filiberto Borio, colonnello degli Alpini e pluridecorato “Medaglia d’oro al valor militare” - la società attiva nel settore dell’edilizia residenziale. Una realtà imprenditoriale che contribuisce ai programmi di costruzione di Milano in seguito al crescente aumento di popolazione causato dal massiccio arrivo di immigrati dopo la guerra. Nei decenni successivi è importante il suo contributo alla ricostruzione e al recupero nazionale durante il secondo Dopoguerra, attività che cementa i sodalizi con le più importanti aziende italiane. Negli anni Sessanta la crescita è costante e si aprono nuovi segmenti di mercato (ad esempio, lo sviluppo di parcheggi sotterranei a Milano). Nel 1980 la nuova generazione della famiglia Mangiarotti riorganizza il modello di business trasformando l’attività di costruzione storica in una moderna società di gestione dello sviluppo immobiliare che, durante gli anni Duemila, diventa uno dei protagonisti del panorama immobiliare milanese, avendo rapporti con i maggiori partner nazionali e internazionali e dando l’avvio a importanti progetti di riqualificazione urbana. Nel mese di maggio del 2019 Värde Partners, società di investimento alternativo globale, acquisisce il 20% della società attraverso un aumento di capitale. L’azienda milanese, oggi, conta su una struttura tecnica e amministrativa organizzata ed efficiente: testimone di ciò è il possesso della certificazione del procedimento qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2008 fin dal 1998. L’attenzione è fortemente rivolta ai temi ambientali e sociali, con le attestazioni conformi alle norme UNI EN ISO 14001:2007 e OHSAS 18001:2007, e rilevanti sono gli investimenti in innovazione, ricerca e formazione, con un’attenzione particolare ai più moderni sistemi di Building Information Modelling (BIM). 84 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

PARTICOLARE DI UNA DELLE GRU RAIMONDI MRT84 UTILIZZATE NEL CANTIERE DI “SEIMILANO”: IL MODELLO NELLA FOTO LAVORA A UN’ALTEZZA DI 48 M ED È DOTATO DI BRACCIO DA 48 M


A CAUSA DELL’ELEVATO NUMERO DI GRU CONTEMPORANEAMENTE AL LAVORO, LA FASE DI PIANIFICAZIONE DEL SITO HA INCLUSO UN’ATTENTA VALUTAZIONE DEL POSIZIONAMENTO E DEL MONTAGGIO DI CIASCUNA DI ESSE, PER EVITARE LA SOVRAPPOSIZIONE DEI VARI BRACCI

cantiere milanese, nel caso delle MRT si tratta di una gamma di gru senza cuspide: “L’assenza di cuspide e tiranti - spiega Luciano Friso - rende più semplice il montaggio e la manutenzione. Il concetto di ‘topless’ permette anche una modifica più veloce del braccio per soddisfare le varie esigenze di cantiere dei clienti. Quest’ampia linea di macchina ha permesso l’uso di un design moderno in tutte le tipologie di progetti, compreso quello in oggetto”. La linea SRT, che è complementare alla MRT, è invece il frutto di uno studio approfondito delle esigenze dei clienti da parte di Raimondi Cranes. “La loro progettazione ha portato allo sviluppo di una gru innovativa, le cui caratteristiche principali sono una portata elevata con una maggiore lunghezza del braccio. Questa tipologia di gru, grazie alle sue peculiarità, è salita rapidamente ai primi posti delle vendite”. ■ gennaio-febbraio 2021 - ONSITELIFT 85


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

MANITEX VALLA

La nuova Pick & Carry elettrica V110R

Manitex Valla ha lanciato sul mercato la nuova gru mobile elettrica (Pick & Carry) V110R da 11 t, a batteria con radiocomando. La macchina riprende gli stessi concetti già espressi dalla versione V80R lanciata in precedenza, caratterizzandosi per la trazione anteriore e i contrappesi rimovibili per massimizzare la flessibilità di trasporto, per la portata fino a 11.000 kg e l’altezza di sollevamento fino a 10,4 m. La V110R elettrica è stata progettata per i mercati più esigenti, che necessitano di una macchina semplice da manovrare ma, allo stesso tempo, garanzia di elevate prestazioni e un alto livello di sicurezza. La macchina si distingue per un raggio massimo di sterzata di 3.945 mm, una larghezza massima di 1.497 mm e un’altezza massima della macchina di 2.232 mm: ciò consente alla nuova V110R di lavorare in luoghi ristretti e in aree congestionate, assicurando la massima manovrabilità e flessibilità negli ambienti operativi più critici ed esigenti. Tra le caratteristiche tecniche che fanno della nuova V 110 R una macchina dalle grandi potenzialità si aggiungono 86 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

anche l’impianto idraulico, la sterzatura posteriore a 180°, i freni elettroidraulici e il caricatore di bordo e il riempimento automatico. Sono inoltre disponibili diversi optional, che completano la gru

rendendola versatile e adatta alle esigenze più specifiche: il passo allungato, l’argano, le forche autolivellanti, la barra stabilizzatrice, le ruote antitraccia e il jib ripiegabile. “Abbiamo progettato la V110R per adattarla sia al settore del noleggio che alle richieste degli utenti finali”, spiega Carlo Forini, General Manager di Manitex Valla. “Si tratta di una macchina che si rivolge ai mercati più maturi, che vedono nelle gru Pick & Carry elettriche uno strumento fondamentale per ottenere determinate prestazioni operando in modo semplice, nella massima sicurezza e rispetto per l’ambiente”. “Quando diciamo Valla, intendiamo versatilità”, afferma Steve Filipov, CEO di Manitex International. “Chi lavora con le gru Pick & Carry Valla conosce bene il vantaggio e il ritorno sull’investimento di queste macchine e ciò che apprezza di una macchina di questo marchio è la possibilità di adattare la gru ai più diversi settori applicativi che richiedono alte prestazioni, sicurezza e semplicità d’uso. La nuova V110R, appena lanciata sul mercato, è nata proprio per soddisfare tutte queste esigenze”.


MAGNI TH

La nuova gamma di telescopici fissi TH Magni TH ha lanciato sul mercato i sollevatori telescopici fissi TH 5,5.24 e TH 6.20. Il primo appartiene al range dei 24 m di altezza sollevamento per 5,5 t di portata, il secondo alla categoria da 19 m per 6 t. I sollevatori saranno disponibili entrambi in due versioni: con propulsore da 75 kW e dotazione completa di serie o con motore da 55 kW e dotazione di base. Il TH 5,5.24 è il primo previsto nella classe delle 5,5 t, poiché saranno lanciati a breve anche la versione TH 5,5.15 da 15 e TH 5,5.19 da 19 m. La larghezza della macchina è di poco inferiore ai 2,5 m, per una lunghezza totale di quasi 7 m e una luce da terra di 420 mm. Il peso arriva a 17 t, con una velocità di marcia fino ai 40 km/h. Il TH 6.20 è caratterizzato da un braccio telescopico a quattro sezioni, con uno sbraccio di 14,4 m. Il peso è di 14,4 t, la larghezza di 2,55 m e la lunghezza di 6,52 m. Le caratteristiche di design dei due modelli includono un braccio a riposo e un baricentro molto bassi rispetto alle serie anche recenti. La cabina “De luxe” è la stessa prevista per i telescopici rotativi, con un display di controllo da 7” touch-screen, sistema di pressurizzazione e filtraggio, aria condizionata e un sedile “super de luxe”.

La propulsione è affidata a un motore Deutz Stage V – 4F o Stage 3 disponibili per i mercati con standard ancora flessibile sulle emissioni. Traslazione di marcia laterale, livellamento automatico del telaio fino

a 8° e riconoscimento automatico dell’attrezzatura installata sono tutte dotazioni di serie. Altri modelli sono in arrivo nella nuova gamma, che includerà sette modelli, per un totale di 11 versioni.

100% PRODUTTIVITÀ. NÉ PIÙ, NÉ MENO. PRESENTIAMO DAVINCI™ IL SOLLEVATORE A PANTOGRAFO TUTTO ELETTRICO Un capolavoro di semplicità, concepito per fornirvi l’efficienza produttiva di cui avete bisogno. Né più, né meno. Assenza totale di elementi idraulici, portata top di gamma da 363 kg fino a un’altezza di 5,79 metri, al chiuso e all’aperto, alimentazione a batteria singola a ioni di litio progettata per durare 10 anni. Risultato: zero perdite idrauliche, zero sostituzioni di batterie, zero preoccupazioni. P E R L’ U P G R A D E D E L L A F L O T T A ALLELECTRICSCISSOR.COM

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PRODOTTI HAULOTTE

Il portale online “MyHaulotte.com” Haulotte Group lancia un portale unico dedicato ai servizi offerti dal costruttore per tutti i clienti e utilizzatori, che hanno ora a disposizione un punto di accesso unico per gestire efficacemente i loro mezzi. Impegnata a sviluppare un’esperienza digitale sempre migliore, Haulotte ha lanciato il portale online MyHaulotte.com, un punto di accesso unico a tutti i servizi del Gruppo, a tutte le risorse relative alle persone e ai mezzi per il sollevamento e la movimentazione di persone e carichi. Dall’inventario della flotta agli ordini di pezzi di ricambio, dalle richieste di manutenzione alla libreria tecnica, MyHaulotte semplifica le operazioni quotidiane di clienti e operatori. Il portale MyHaulotte centralizza le competenze del Gruppo e fornisce l’accesso a una moltitudine di servizi web. Facile da usare e intuitivo, semplifica l’accesso alle informazioni. La nuova interfaccia consente a operatori, agenti di flotta, personale amministrativo, responsabili di officina, responsabili tecnici o responsabili di società di noleggio di risparmiare tempo e incrementare l’efficienza. Il servizio fa parte della trasformazione digitale di Haulotte e segna il passo successivo nella fornitura di servizi ad alto valore aggiunto. “Vogliamo accompagnare i nostri clienti con servizi personalizzati per tutta la vita delle loro macchine. Il portale MyHaulotte consente di offrire a ogni utente i servizi online di cui ha bisogno quando ne ha bisogno”, ha affermato Maxime Lecler, Digital Product Owner di Haulotte. Queste le peculiarità: 88 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021

• Campagne di sicurezza: gli utenti possono vedere rapidamente se le loro macchine fanno parte di campagne di sicurezza accedendo a MyHaulotte. Possono consultare il bollettino sulla sicurezza associato e scaricare le istruzioni per la riparazione. • Libreria tecnica: il portale MyHaulotte fornisce un accesso più rapido alla documentazione tecnica. Per ogni macchina della flotta è ora possibile scaricare direttamente manuali d’uso, manuali di manutenzione e ricambi, esplosi, brochure o video di familiarizzazione. • Magazzino ricambi: MyHaulotte. com dispone di un›area dedicata alla fornitura dei ricambi. Ha tutti i vantaggi di Easy-Spare-Parts.com: ricerca rapida, promozioni esclusive, transazioni sicure, monitoraggio degli ordini online, eccetera. Nell’area di gestione della flotta, gli utenti possono visualizzare e aggiornare un elenco delle proprie macchine. Una panoramica del parco macchine viene visualizzata graficamente per temi; consente agli utenti di identificare rapidamente le principali tendenze della flotta. In caso di anomalia, gli utenti possono richiedere una riparazione direttamente tramite il portale

web, seguire le richieste in corso e visualizzare lo stato della riparazione. Disponibile in qualsiasi momento è anche l’accesso alle informazioni di fatturazione, e le scadenze di manutenzione preventiva vengono visualizzate in base al contaore della macchina. MyHaulotte permette di visualizzare rapidamente la data delle prossime ispezioni generali periodiche: viene calcolato in base alla data dell’ultima ispezione e alle normative locali. Il centro notifiche fornisce report di informazioni in tempo reale. Gli utenti possono scegliere la modalità di avviso (notifica sul portale MyHaulotte. com o in una casella di posta elettronica), la frequenza (ogni occorrenza, giornaliera, settimanale o mensile) e il loro tema: campagna di sicurezza, controlli periodici, manutenzione preventiva, azioni da svolgere out, scadenza dei contratti, eccetera. Disponibile in 10 lingue (francese, inglese, americano, tedesco, spagnolo, portoghese, italiano, cinese, russo e giapponese), MyHaulotte migliora notevolmente l’esperienza del cliente e garantisce un servizio rapido e personalizzato. Pratico, intuitivo e scalabile, questo portale è stato progettato per accogliere nuove funzionalità in futuro.


DEMAG

La nuova autogrù AC 80-4 Una gru da 80 t non è una novità per Demag, non si può infatti dimenticare il modello AC 80-2. Ma, come spiega Michael Klein, Product Marketing Manager Demag, “il successo mondiale ottenuto da quel modello ci ha dimostrato il grande interesse esistente per una gru con questo tipo di capacità di sollevamento. Molti clienti hanno infatti ribadito più volte il valore di quella macchina. È questo il motivo che ci ha spinto ad aggiungere la gru AC 80-4 alla nostra gamma di prodotti nel segmento fino a 100 t”. La nuova gru Demag punta a obiettivi importanti in termini di potenza e prestazioni e, sotto molti aspetti, supera anche i modelli nella classe 90 t. Il braccio base di 60 m consente, con alcune configurazioni,

di raggiungere lo sbraccio più lungo nella classe, fino a 120 t. La AC 804 è inoltre in grado di sollevare 5,4 t con un raggio di 14 m. Alza poi il livello di prestazioni con il braccio base esteso fino a 50 m: con un raggio di 10 m, è in grado di sollevare 9,7 t. Anche sotto il profilo della potenza di tiro, la gru Demag

AC 80-4 si fa notare, con 66,9 kN o 6,8 t. Lo sbraccio può essere incrementato con una prolunga di 6,5 m, inclinabile di 25° e 50°. La sua capacità di 23,8 t consente l’uso della gru per sollevare carichi pesanti sopra gli ostacoli. Poiché la prolunga può essere ripiegata e trasportata sul braccio base, risulta pronta per l’uso in modo particolarmente rapido. Inoltre, per la Demag AC 80-4 è disponibile un runner di 1,5 m con capacità di 26,6 t. Ciò rende la gru AC 80-4 ideale per l’uso all’interno di edifici. Il braccio base può essere abbassato fino a 3° al di sotto della sua posizione orizzontale, in modo da installare le prolunghe in modo rapido e sicuro, eliminando facilmente la necessità di lavori in quota.


PRODOTTI CROWN

Nuove soluzioni ergonomiche all’avanguardia Crown, tra le maggiori aziende al mondo nel settore della movimentazione di materiali, ha perfezionato il design dei suoi commissionatori serie GPC e MPC e dei suoi trattori elettrici serie TC, nell’ambito della filosofia aziendale di miglioramento continuo dei prodotti. Ora le tre serie integrano avanzamenti ergonomici che rendono i processi di commissionamento ancora più veloci, efficienti e intuitivi. Le applicazioni di commissionamento sono più varie e gravose di qualunque altra attività del magazzino. Ecco perché le serie GPC, MPC e TC di Crown uniscono prestazioni importanti a un comfort di livello elevato, progettato per alleviare lo sforzo fisico degli operatori e migliorarne la produttività giornaliera. L’ampia gamma di accessori e apparecchiature supplementari disponibile fornisce una risposta estremamente efficace ai requisiti specifici delle numerose applicazioni del magazzino, riducendo e ottimizzando ulteriormente i movimenti degli operatori mentre interagiscono con il mezzo. Coerentemente alla sua filosofia di miglioramento continuo dei prodotti, Crown ha ora rivisto e aggiornato alcune delle sue

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apparecchiature. Ad esempio, la piattaforma operatore ergonomica con sistema di sospensioni. Il nuovo sistema smorza gli urti della piattaforma in modo ancora più efficace di prima, riducendo l’affaticamento dell’operatore durante i turni di lavoro. Questo è un fattore fondamentale per un utilizzo sicuro ed efficiente dei carrelli, che si traduce in una maggiore efficienza e minori costi operativi per i clienti. Crown ha inoltre ampliato la sua già vasta gamma di accessori Work Assist di conseguenza, includendo nuove vaschette porta-oggetti con attacco magnetico e porta-blocchi. Accanto al collaudato tubo Work Assist, è ora disponibile una nuova versione con gestione integrata dei cavi, che consente di fissare al tubo ancora più accessori ad alimentazione elettrica, migliorando accessibilità e visibilità. Un’altra caratteristica

di rilievo è il nuovo display intuitivo, che permette all’operatore di visualizzare i dati operativi fondamentali grazie alle sue ampie dimensioni e al posizionamento strategico sui carrelli. È possibile ordinare le tre serie anche nell’opzione già predisposta per la tecnologia di commissionamento QuickPick Remote di Crown: quest’alternativa è ideale per i clienti che intendono assicurarsi la possibilità di adeguare in una fase successiva i propri carrelli alla tecnologia pluripremiata di Crown per il miglioramento del flusso di lavoro. Il sistema QuickPick Remote ottimizza i flussi di lavoro nelle applicazioni di commissionamento a densità elevata. Attraverso un’unità di comando a distanza integrata nel guanto di lavoro o assicurata a un dito, gli operatori possono far avanzare i commissionatori o i trattori elettrici alla stazione di prelievo successiva con il semplice tocco di un pulsante. Questa tecnologia, in uso dal 2013, si è dimostrata efficace nel ridurre al minimo la distanza da percorrere a piedi e lo stress fisico degli operatori, migliorando così la velocità di prelievo e la produttività generale.


CO.MET OFFICINE

Tre importanti novità L’azienda di San Giovanni in Persiceto (BO) ha di recente lanciato sul mercato tre nuovi prodotti: la nuova piattaforma Eurosky 16 rappresenta il meglio del mercato per quanto riguarda la gamma su pick-up: è installata su pick-up con doppio pantografo e JIB che permette di lavorare con precisione arrivando alla posizione ideale con un movimento minimo. Con un’altezza di lavoro di 16 m e uno sbraccio laterale fino a 7,5 m, permette fino a 200 kg di portata nella navicella ed è installata sui principali veicoli 4x4 manovrabili con patente B. La New Eurosky 16 “Leggera”, invece, è un nuovo modello appartenente alla gamma di piattaforme articolate telescopiche che va da 14 a 31 m di altezza di lavoro. Leggera e con una lunghezza inferiore a 5 m, permette un’altezza di lavoro di 16 m e, grazie alla configurazione con doppio pantografo e JIB, ha la possibilità di effettuare con disinvoltura ogni movimento. Stretta e stabilizzata con meno di 2 m di larghezza, grazie agli speciali stabilizzatori, riesce a posizionarsi anche in pendenza. Con 7,5 m di sbraccio laterale, la rotazione della torretta a 360° continui e quella del cestello 90°+90°. La New Eurosky 16 “Leggera” è disponibile su Fuso (Mitsubishi), Iveco Daily, Nissan/Renault 3,5 T. Montata su miniveicolo (PTT 2.2), infine, la piattaforma XMINI offre grandi prestazioni di sollevamento e scavalcamento, oltre a una capacità di posizionamento precisa grazie alla stabilizzazione multivario con quattro diverse configurazioni: in sagoma, estesa solo a destra o a sinistra, completamente estesa. Sono 14 i metri di altezza di lavoro, con 6,2 m di sbraccio laterale e 200 kg di portata in navicella.


PRODOTTI GENIE

Le piattaforme a forbice GS E-Drive Genie ha annunciato il nuovo sistema E-Drive, un sistema di azionamento elettrico CA ottimizzato, disponibile su tutta la sua linea di piattaforme a forbice GS. Imprese appaltatrici per esercizi commerciali e residenziali, i proprietari di immobili in affitto e gli utenti al dettaglio che cercano di ridurre il costo totale di proprietà scopriranno che le nuove piattaforme a forbice GS dotate di E-Drive offrono un aumento del tempo di funzionamento, una riduzione dei costi di manutenzione e prestazioni leader nel settore. Inoltre, i motori elettrici a corrente alternata E-Drive silenziosi e privi di emissioni forniscono agli impresari una soluzione ecologica per soddisfare le richieste dei clienti e le normative del cantiere. Grazie alle protezioni in acciaio ad alto spessore e alla maggiore altezza libera da terra, le piattaforme a forbice GS dotate di sistema E-Drive possono superare le prestazioni nei cantieri più impegnativi. I nuovi motori E-Drive sono senza spazzole e completamente sigillati contro l’umidità e l’acqua per una lunga durata senza manutenzione. Riducendo ulteriormente i tempi di fermo macchina, le nuove piattaforme a forbice

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GS E-Drive hanno il 70% di tubi e raccordi idraulici in meno, diminuendo drasticamente il potenziale di perdite idrauliche. “I proprietari si accorgeranno anche di spendere meno per le batterie durante la vita utile della piattaforma a forbice, grazie a un tempo di funzionamento più lungo per ogni carica e a un minor numero di cicli di carica per tutta la vita utile”, afferma Michael Flanagan, responsabile di prodotto di Genie. Sulla base del ciclo di test HIRD secondo gli standard del settore, le piattaforme a forbice E-Drive hanno mostrato un aumento del 30% del tempo di funzionamento per carica, con una riduzione fino al 20% dei costi delle batterie a vita. Le piattaforme a forbice Genie E-Drive offrono le prestazioni di cui i clienti hanno più bisogno, con una capacità di superare reali e concrete pendenze del 25%. Combinate con una profondità del battistrada due volte maggiore rispetto ai modelli precedenti, le piattaforme a forbice Genie E-Drive hanno anche la coppia e la trazione tali da salire su rampe a incastro a coda di rondine, anche in caso di slittamento di una ruota.


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“Un angolo di sblocco di 14° consente a queste piattaforme a forbice di salire in cima alla rampa e scavalcarla senza toccare il fondo, eliminando la necessità di usare argani per trainare le macchine sui rimorchi o di dover sollevare le rampe a incastro a coda di rondine dopo un carico parziale”, dice Flanagan. I nuovi vani per forche pallet nelle piattaforme a forbice Genie E-Drive, oltre ai vani posteriori standard del settore, semplificano la logistica, consentendo o la guida verso e il carico, o lo scarico e allontanamento dal mezzo di trasporto. Flanagan aggiunge: “I nostri modelli GS più grandi beneficiano in modo significativo dei miglioramenti in termini di pendenza superabile e tempo di funzionamento offerti dalla tecnologia E-Drive. Questa, inoltre, ha permesso di ridurre la larghezza della macchina per un modello della nostra gamma, il GS-4047. Lanciata nel 2014, la GS-4047 era larga 1,19 m dovendo alloggiare i freni idraulici. Con la riprogettazione dell’E-Drive, questo modello è ora più compatto, largo 1,17 m, in linea con il resto della nostra famiglia di piattaforme a forbice di grandi dimensioni”. Come risultato di questo cambiamento, la nuova nomenclatura è GS-4046. Il nuovo rinominato GS-4046, come le piattaforme a forbice E-Drive, è compatibile con gli accessori per piattaforme a forbice E-Drive. La gamma di piattaforme a forbice di piccole dimensioni che vanno dal Genie GS-1530, GS-1532, GS-1930, GS-1932, GS-2032 al GS-2632 - sono disponibili anche in versione idraulica.

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PRODOTTI CTE

La nuova piattaforma “ragno” TRACCESS 160 La gamma di piattaforme aeree cingolate CTE si arricchisce di un nuovo modello: è nato CTE TRACCESS 160 e stabilisce nuovi standard per il mercato dei ragni. Il nuovo modello offre funzioni che solitamente sono disponibili sui modelli top di gamma, ora introdotte su altezza di lavoro pari a 16 m. Le principali caratteristiche: 16 m di altezza di lavoro, 7,9 m di sbraccio e 250 kg di portata nominale su tutta

l’area di lavoro. Ma a fare di questo modello una pietra miliare nella sua categoria è il sistema elettrico a CANBus, simile a quello disponibile sulle piattaforme autocarrate CTE dotate di sistema S3 EVO, ma con alcune funzionalità ridotte. Un vantaggio per i noleggiatori e le officine, che vedranno ottimizzata la gestione delle flotte avendo la medesima interfaccia per autocarrate e cingolate. Altra peculiarità importante per l’accesso

ai cantieri di lavoro è la funzione del jib: TRACCESS 160 può traslare con il jib sollevato, in tal modo la traslazione può avvenire senza

alcuna difficoltà su terreni in pendenza o su rampe mantenendo il mezzo assolutamente stabile. Il radiocomando, che funge da postazione comandi a terra e in navicella, è di serie ed è provvisto di un display grafico che fornisce tutte le informazioni utili e necessarie per l’operatore. La traslazione e le manovre aeree sono eseguibili dal radiocomando. È disponibile, su richiesta, anche la doppia soluzione composta da radiocomando e postazione fissa dei comandi in navicella come accessorio. Una serie di funzioni automatiche, tutte generalmente disponibili su modelli top di gamma, è disponibile come standard su questo modello: stabilizzazione automatica, jib sollevato in fase di traslazione, autocentraggio e funzione “Home”. Inoltre anche livellamento della navicella, rampe, manovre proporzionali, doppia velocità di traslazione, abbassamento e allargamento del carro. Le motorizzazioni disponibili sono: motore Honda iGX390, motore Lombardini o versione totalmente elettrica. La piattaforma aerea cingolata CTE TRACCESS 160 sarà seguita presto da altri “fratelli più grandi” per stabilire nuove frontiere secondo la filosofia “Work Becomes Easy”. 94 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2021


MULTITEL PAGLIERO

La nuova MJE 250 Multitel Pagliero presenta la piattaforma autocarrata telescopica MJE 250, il primo modello della nuova gamma MJ, da 25 m di altezza operativa e 250 kg di capacità. Quattro stabilizzatori automatici, con area di stabilizzazione variabile, ciascuno azionabile in modo autonomo, garantiscono – in completa estensione e con 100 kg in cesta – uno sbraccio di oltre 14 m laterali e di circa 17 m in retrocabina. Il diagramma di lavoro, con braccio esteso, può arrivare in negativo a -3,5 m. Il jib articolato garantisce versatilità per molteplici applicazioni. La tecnologia adottata per la nuova MJE 250 è l’Aluminium Multitel, frutto di un’avanzata ricerca tecnologica sulle leghe di

alluminio che l’azienda conduce da anni e che le ha consentito di ottenere strutture leggere e rigide, insieme a notevoli altezze di lavoro e quote di sbraccio. La piattaforma MJE 250 - progettata e costruita negli stabilimenti di Manta – presenta un braccio da cinque sezioni di cui quattro telescopiche. Il movimento fluido è garantito da comandi idraulici proporzionali. Il sistema MUSA (Multitel-Self-Adapting outreach) è stato integrato con l’implementazione aggiuntiva “X”. MUSA X unisce la flessibilità del classico modulo MUSA con una nuova variabile: l’inclinazione del telaio. Questo upgrade conferisce alla piattaforma le

massime prestazioni possibili in ogni posizione del braccio, con un’inclinazione residua massima del telaio di 3°. La dotazione standard include la stabilizzazione automatica e il ritorno automatico in posizione di riposo e trasporto. La MJE 250 è offerta in allestimento su Mercedes Sprinter e Iveco Daily implementati con motorizzazioni Euro 6 D a basse emissioni; le disponibilità comprendono i moduli Iveco Daily 35S14H, Mercedes Sprinter 311-314 e Isuzu M21. La piattaforma può essere montata anche su autocarri con PTT superiore a 3,5 t.

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Hinowa

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II COPERTINA

MP Filtri

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Oleomarket

11

Ormig

7

Platform Basket RMC

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IV COPERTINA 1


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