SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2020 - N. 1
32 EASY LIFT
Il sollevamento facile
di Ettore Zanatta
36 JMG CRANES
Innovazione articolata
di Stefano Vitali
38 MAGNI T.H
(Non) fermate le rotative!
di Stefano Vitali
42 MERLO In copertina: HAULOTTE
Una nuova idea di movimentazione
di Stefano Vitali
4
Editoriale
44 SOCAGE
di Ettore Zanatta
Vertical (no) limit
di Ettore Zanatta
6
Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITÀ
22 LO STATO DELL’ARTE DEL MERCATO
Ritratto di un paese in stallo
di Lorenzo Zacchetti
MACCHINE
50 TEREX CRANES
Unione d’intenti
di Ettore Zanatta
SERVIZI
64 HAULOTTE
“Service” targato Italia
di Stefano Vitali
DOSSIER
70 GESTIONE E MANUTENZIONE
Cambio di paradigma
di Lorenzo Zacchetti
ON SITE
78 POSIZIONAMENTO DI UN PONTE
DI COLLEGAMENTO NEL CENTRO DIREZIONALE ENI Scacco alle torri
di Stefano Vitali
FIERE
84 CONEXPO-CON/AGG
Viva Las Vegas
di Liliana Rebaglia
86 SAMOTER
La sfida delle tecnologie intelligenti
di Liliana Rebaglia
88 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
28 CO.ME.T. OFFICINE
Sessant’anni vissuti ad alta quota
di Lorenzo Zacchetti
Hands On LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T
SICUREZZA E STABILITÀ IN QUOTA di Ettore Zanatta
54 Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno
Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa)
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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017
ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
La piattaforma del progresso
P
ercorrendo le vie delle città in cui passiamo ogni giorno durante le nostre trasferte professionali rimaniamo confortati da alcuni cambiamenti e dal progresso evidente nell’ambito della sicurezza. La nostra attenzione si concentra sulle tante macchine per il sollevamento che vediamo con le insegne dei noleggiatori di zona o con i colori che contraddistinguono i marchi più conosciuti sul mercato. Questa presenza frequente ci consola anche per il fatto che gli operatori al comando di queste macchine – si tratti di autogrù o di piattaforme aeree – sempre più spesso si presentino equipaggiati nel modo più adeguato, ossia indossando le dotazioni necessarie alla propria sicurezza. Non è una consolazione da poco, è una sensazione che confina con l’ottimismo per il futuro di un settore come quello del noleggio in quota che da troppi anni attende un avanzamento, un progresso necessario dopo gli anni dell’ubriacatura speculativa e, a seguire, della crisi infinita che ha seguito il 2008. Da questi nuovi segnali risulta evidente un dato di fatto: la capacità di innovazione dei costruttori e le nuove tecnologie hanno fatto breccia nelle flotte dei noleggiatori. C’era fame di nuovi mezzi, a ricambio delle vecchie piattaforme aeree e delle gru in fase di pensionamento, ma la scelta di oggi – sembra di percepirlo chiaramente – non è andata al ribasso. Molti hanno investito nel rinnovamento, nella novità operativa, nella ricerca di vantaggi e possibilità che fino a ieri erano considerati dettagli inutili e dispendiosi. In buona sostanza, la “macchina semplice ed economica” non è più una scelta preferenziale, se per semplicità si intende arretratezza di progetto e il concetto di economia si lega alla bassa qualità di materiali e componenti. In occasione del SaMoTer 2020, OnSite offrirà ai visitatori uno spazio espositivo di confronto e conoscenza dedicato alle nuove tecnologie applicate al settore delle costruzioni, mostrando dove risiede la vena dell’innovazione tra macchine e sistemi sviluppati dall’avanguardia dei diversi produttori. Consideriamo questo nostro impegno come una missione culturale per promuovere anche nel settore del sollevamento la ricerca applicata alle macchine e la sicurezza del lavoro aereo. Se il nostro Paese potrà cambiare in meglio, nella produttività nazionale, nell’industria e nella società civile, sarà motivo di orgoglio aver contribuito a questa nuova stagione. Puntando in alto, con fiducia, sulla piattaforma solida del progresso. 4
ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
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NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia ASSOCIAZIONI
Unacea compie 10 anni! Sei aziende fondatrici, un presidente che rispondeva al nome di Enrico Santini, un segretario generale con un computer portatile e un BlackBerry prestato. Questa era Unacea il 19 gennaio 2010 quando diede il suo primo segno di vita: “Unità e leadership imprenditoriale. Sono questi gli assi portanti della neonata associazione delle aziende di macchine e attrezzature per le costruzioni”, recitava il comunicato stampa. Per chi era nel settore a quei tempi è difficile dimenticare l’atto compiuto da quel gruppo di industriali che uscirono in massa dalle vecchie associazioni per creare un nuovo soggetto che unificasse tutte le aziende sparse. Il segretario generale di allora, che è lo stesso di oggi, minimizza: “Ormai è acqua passata; all’inizio avevamo il mondo contro: per alcuni la nascita di Unacea è stata percepita come uno strappo irriverente - dice Luca Nutarelli - ma per troppi anni non si era ascoltato il profondo desiderio di unità e snellezza che proveniva dal comparto. Non abbiamo fatto altro che dar voce a quell’esigenza. La storia del nostro successo è solo una storia di riappropriazione della rappresentanza da parte dei rappresentati. Poi, visto che dovevamo ripartire da zero, abbiamo provato a essere creativi e abbiamo importato nel mondo associativo il modo di lavorare che vedevamo nel nostro tessuto industriale, cioè un misto di empatia, efficienza e orientamento alle reti sociali. Sono enormemente grato ai soci che ho conosciuto in questi anni: si è trattato di un’avventura che mi ha cambiato la vita”. Dopo i due anni di presidenza alla federazione europea Cece, con gli ultimi ingressi la fase di costruzione della casa comune del settore può dirsi completata. Con il 2020 sono 6
ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
DA SINISTRA: CORRADO SERRENTINO (RESPONSABILE COMUNICAZIONE E AFFARI PUBBLICI), MIRCO RISI (PRESIDENTE), MICHELA MAGNANIMO (RESPONSABILE SERVIZIO TECNICO), LUCA NUTARELLI (SEGRETARIO GENERALE)
LA PRIMA ASSEMBLEA DI UNACEA NEL GIUGNO 2010
arrivate le adesioni di CGT, CGT Edilizia, DMO, JCB Italia, Midi Equipment e Vimatek. Si tratta di aziende importatrici che prima costituivano il gruppo denominato Cantiermacchine all’interno dell’associazione Ascomac. Il presidente di Unacea, Mirco Risi, ha quindi più di una ragione per esser contento: “Produttori e importatori hanno interessi comuni e sono convinto che insieme sapremo lavorare per il bene del settore, per coloro che ci lavorano, per i nostri clienti e per gli interlocutori con i quali collaboriamo quotidianamente”. Esprime soddisfazione anche Ruggero Riva di CGT: “Quest’operazione è frutto di un lavoro di collaborazione pluriennale al quale ho contribuito come presidente di Ascomac, ad esempio con la campagna ‘Missione meno emissioni’,
promossa congiuntamente dalle due associazioni e rivolta all’utilizzo di macchine di ultima generazione a basso impatto ambientale. Ora finalmente siamo riusciti a portare sotto lo stesso tetto anche le aziende importatrici potenziando la voce delle aziende di macchine per costruzioni”. Rispetto al 2010, quando l’Italia era rappresentata nella federazione europea da tre associazioni con un massimo di frammentazione e un minimo di forza, oggi la situazione sembra capovolta. Stando ai dati resi noti dall’associazione, Unacea è ormai un soggetto unico più che unitario per quanto riguarda le macchine per costruzioni in Italia. Ha raggiunto quota 70 aziende associate e un tasso di rappresentatività in termini di fatturato dell’80%, sia nel comparto produttivo che in quello dell’importazione di tutte le tipologie di macchine: movimento terra, stradali, per il calcestruzzo, per la perforazione, attrezzature e gru a torre.
COMETTO
Primo MSPE a Taiwan CTCI MAC è noto come provider di grandi progetti chiavi in mano, dallo studio alla realizzazione completa. Per legittimare questa condizione la società ha integrato la sua flotta con due convogli di veicoli semoventi MSPE. Si tratta della prima consegna di questo prodotto Cometto a Taiwan. La fornitura completa per il costruttore taiwanese comprende due moduli a 6 assi MSPE 6/4/2,43 con una massa complessiva pari a 40 t per linea d’assi, due Power Pack con una potenza di 110 kW ciascuno e numerosi accessori aggiuntivi. La consegna completa garantisce una capacità di carico utile totale di circa 432 t. CTCI utilizzerà i nuovi veicoli per i trasporti all’interno del parco eolico
offshore di Yunlin. L’azienda di Taiwan è stato colpita dalla qualità e dalle performance del prodotto. La collaborazione tra CTCI e Cometto è stata completata da un training dettagliato in loco. Le prime operazioni di trasporto sono state eseguite immediatamente. Una sezione di un jacket di un impianto eolico
offshore con un peso di 120 t e un diametro di 6 m è stato movimentato all’interno del sito di produzione. Fondata nel 2007, CTCI Machinery Corporation è un’affiliata di CTCI, un fornitore di servizi di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (EPC) operante sui mercati di tutto il mondo. La società realizza un’ampia gamma di attrezzature fisse, come torri pesanti, scambiatori di calore, caldaie, serbatoi ad accumulo, raccordi e strutture in acciaio. CTCI MAC vanta oltre 450 tecnici e ingegneri e offre un servizio a 360°: dalla pianificazione, progettazione e approvvigionamento alla costruzione, collaudo, messa in funzione e manutenzione.
KILOTOU-COFILOC
Arsenale di Venezia: un patrimonio da difendere A Venezia, una piattaforma aerea cingolata Cofiloc-Kiloutou 19.65 IIIS Hinowa è stata impegnata in uno dei luoghi più importanti del patrimonio storico, culturale e industriale del nostro Paese: l’Arsenale. Luogo che per secoli ha assicurato alla Repubblica la supremazia sui mari. Il cantiere di lavoro è quello delle Galeazze Est che, in seguito all’aggravarsi dello stato di conservazione dei presidi statici a sostegno delle facciate verso il canale delle Galeazze, necessita della messa in sicurezza. Qui nel XV° secolo si costruirono le omonime navi, una variante più grande e armata della tradizionale galea e punto di passaggio tra questa e il galeone. Impiegate per
la prima volta nella battaglia di Lepanto, le sei galeazze veneziane furono determinanti per la vittoria della flotta cristiana. Gli interventi che hanno visto l’impiego del ragno fornito da Cofiloc-Kiloutou riguardano il ripristino dei presidi statici per garantire la stabilità dei prospetti degli edifici verso la vasca delle Galeazze e la demolizione dei tamponamenti delle arcate del muro tra le due Galeazze. A occuparsene è stata Lares - Lavori di Restauro, una delle più esperte realtà nazionali nel campo del restauro conservativo su beni mobili e immobili di interesse storico e artistico. Impresa di fiducia di numerose soprintendenze, Unesco e di importanti fondazioni e centri culturali in Italia ed Europa, solo
a Venezia ha nel suo curriculum interventi presso il Palazzo Ducale, il Ponte di Rialto, la Scuola Grande Misericordia, il Palazzo Fortuny, Ca’ Rezzonico e la Basilica di S. Marco. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT
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NOTIZIE KAITEK FLASH BATTERY
L’azienda ottiene il “Premio Industria Felix” In occasione della seconda edizione del “Premio Industria Felix L’Emilia Romagna che compete”, il CEO di Kaitek Flash Battery, Marco Righi, ha ritirato l’Alta Onorificenza di Bilancio come miglior impresa Under 40 della provincia di Reggio Emilia per performance gestionale e affidabilità finanziaria (anno fiscale 2018). L’anno scorso l’azienda reggiana aveva già ottenuto il riconoscimento con la stessa motivazione. Durante il Comitato Scientifico di Industria Felix, riunitosi a Roma all’Università Luiss Guido Carli, Kaitek Flash Battery è stata inizialmente selezionata secondo un algoritmo oggettivo di bilancio e scelta tra le migliori d’Italia. La selezione è avvenuta tramite la maxi-inchiesta giornalistica del trimestrale nazionale di economia e finanza diretto da Michele Montemurro, Industria Felix Magazine, ed è stata realizzata in collaborazione con l’Ufficio studi di Cerved Group S.p.A., la data driven company italiana e una delle principali agenzie di rating
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ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
in Europa. Sono stati 23.546 i bilanci delle società di capitali analizzate, di cui 12.591 con sede legale in Emilia Romagna, con ricavi compresi tra i 2 milioni e 6,1 miliardi di euro. Aziende che hanno prodotto un volume d’affari di 292,6 miliardi (+8,3%
rispetto all’anno precedente) in Emilia Romagna. Tra le altre società reggiane premiate: Cooperativa Sociale Coopselios, Grasselli e Interpump Group. “Sono felice di poter ricevere, in qualità di CEO e fondatore dell’azienda che rappresento, il premio Industria Felix”, ha detto Marco Righi, fondatore e CEO di Kaitek Flash Battery (specializzata nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici) e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Reggio Emilia. “Innovazione, tecnologia e sostenibilità sono per noi elementi chiave del nostro percorso, ogni giorno sempre più in crescita ed evoluzione.”, ha concluso. La forte attenzione di Kaitek Flash Battery allo sviluppo tecnologico e alla salvaguardia dell’ambiente trova conferma nell’impegno per creare un ecosistema sostenibile e innovativo per le batterie in Europa nell’ambito del progetto di comune interesse europeo (IPCEI). Il progetto UE è nato per facilitare la transizione dai combustibili fossili verso un’energia più pulita, nel rispetto degli impegni assunti dall’Unione europea nell’accordo di Parigi. Kaitek Flash Battery sta preparandosi per sostenere la domanda di batterie al litio di nuova generazione, una grande opportunità per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro: nei prossimi mesi, infatti, l’azienda (14 milioni di fatturato nel 2019, 52 dipendenti con un’età media di 33 anni, rapporti commerciali con 54 Paesi) inaugurerà il nuovo stabilimento in corso di realizzazione a Sant’Ilario d’Enza, su un’area di 20.000 m2, con 1.500 m2 di uffici e 3.200 m2 di area produttiva e possibilità di espansione per ulteriori 5.000 m2.
GMIS
Trasformazione e rinnovamento dell’economia globale Il Global Manufacturing and Industrialisation Summit (GMIS) è stato ideato per gettare un ponte tra produttori, organizzazioni governative e non governative, esperti di tecnologia e investitori e per promuovere la trasformazione dell’industria manifatturiera e il rinnovamento dell’economia globale attraverso la Quarta Rivoluzione Industriale. Presieduto congiuntamente dal Ministero dell’Energia e dell’Industria degli Emirati Arabi Uniti e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO), il GMIS mette a disposizione del management internazionale una piattaforma di riferimento mondiale per l’incontro e la discussione trasversali su più settori e funzioni mirata a rinnovare la produzione, a favorire investimenti in adeguate infrastrutture, a promuovere l’innovazione e incentivare lo sviluppo globale delle competenze. Il Summit è il punto di ritrovo di personalità influenti, tra le quali visionari di fama mondiale, CEO dell’industria, ricercatori e accademici specializzati e si propone di posizionare il settore produttivo al centro del rinnovamento economico e della politica governativa e di valorizzarlo come strumento chiave per una collaborazione e una cooperazione globali. Annunciata già nel 2016 dall’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, la prima edizione si è tenuta nel 2017 ad Abu Dhabi, con la partecipazione di oltre 3.000 delegati da oltre 40 Paesi. La successiva edizione del 2019 è stata ospitata dalla città russa di Ekaterinburg, dove dal 9 all’11 luglio 2019 si sono dati convegno più di 3.300 leader mondiali provenienti da
oltre 60 Paesi, per una tre giorni di confronto e dibattiti. I partecipanti sono stati accolti per l’occasione da un discorso di saluto del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Il terzo Global Manufacturing and Industrialisation Summit si terrà il prossimo luglio parallelamente ad Hannover Messe.
Il GMIS 2020 Nell’aprile 2019 i responsabili del GMIS hanno firmato una partnership strategica con Deutsche Messe AG e hanno reso noto che l’edizione 2020 del Summit si sarebbe tenuta nella cornice di Hannover Messe. GMIS e Deutsche Messe hanno lavorato congiuntamente allo sviluppo di una avveniristica piattaforma rivolta a più player che ancora una volta riunirà le migliori teste pensanti di tutto il mondo in vivaci tavole rotonde e dibattiti sulle particolari sfide e opportunità collegate alla Quarta Rivoluzione Industriale e alla trasformazione del comparto manifatturiero mondiale. Il tema sarà “Globalizzazione: verso catene di creazione del valore globali
inclusive e sostenibili”. Il GMIS 2020 riunirà dunque una serie di pionieri del settore pubblico e privato, della scienza e del settore non governativo, dei Paesi sia industrializzati sia in via di sviluppo, per facilitare un dialogo globale, multisettoriale e rivolto a più stakeholder, su alcuni dei temi centrali della Quarta Rivoluzione Industriale e della trasformazione del mondo produttivo. Questi temi saranno alla base delle discussioni che si svolgeranno nel corso del Summit e attraverseranno come un filo rosso tutte le sessioni e tutti i convegni, in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. I temi in breve: partnership globali e collaborazioni per la promozione delle tecnologie di Industria 4.0; catene del valore globali; standardizzazione e regolamentazioni transfrontaliere; comunicazione 5G; intelligenza artificiale; robotica; Internet delle Cose; dati e analisi; veicoli autonomi; manifattura additiva; Blockchain; sicurezza cibernetica; futuro del lavoro e ruolo dell’uomo nel contesto di Industria 4.0. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT
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NOTIZIE GENIE
Industrial Access sceglie la soluzione Lift Connect Industrial Access, la principale società rumena di noleggio di macchinari, è nota per essere tecnologicamente avanzata nell’utilizzo dei dati per la gestione della sua flotta. Proprietaria di circa 4.000 macchine, la flotta aerea dell’azienda conta 1.500 unità, di cui il 40% sono Genie. Oggi 110 macchine Genie di Industrial Access con sistema di controllo CAN sono dotate della nuova soluzione telematica Genie Lift Connect.
Secondo Stefan Ponea, fondatore e CEO di Industrial Access, e Radu Balu, specialista in Telematica e Macchinari Intelligenti, uno dei motivi per cui la loro azienda ha adottato questa soluzione è stato un test che ha permesso loro di risolvere a distanza i problemi di un motore Deutz su una piattaforma a braccio Genie S-85 XC, che si trovava in un cantiere nella città di Costanza, vicino al Mar Nero.
Nel 2019, nell’ambito della fase finale di sviluppo della soluzione telematica Genie Lift Connect, Genie e Industrial Access hanno lavorato insieme per convalidare l’affidabilità e la superiorità della soluzione telematica Genie rispetto ad altri programmi telematici presenti sul mercato. Diversi mesi di collaudi eseguiti su otto piattaforme a forbice Genie GS con sistema di controllo CAN, nonché sulle piattaforme a braccio Genie Xtra Capacity (XC) S e Z, hanno permesso di avvallare i vantaggi dell’offerta Genie Lift Connect.
I codici di errore inviati dalla macchina al programma telematico hanno permesso di individuare immediatamente le cause del guasto al motore e di organizzare la logistica prima di inviare un tecnico sul campo, risparmiando tempo e denaro. Il risultato: Industrial Access ha recentemente ordinato kit postvendita Genie Lift Connect per 110 delle sue macchine Genie dotate di sistema di controllo CAN prodotte prima del 2020. Christine Zeznick, direttore Genie per i Prodotti e lo Sviluppo Commerciale e
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Telematico, Terex AWP, spiega cosa ha reso Industrial Access il partner giusto per il collaudo: “Le nostre aziende sono partner da oltre 10 anni e Industrial Access ha una grande esperienza nell’uso della telematica. Messi insieme, entrambi beneficiamo del lavoro comune per offrire il miglior software e hardware telematico del mercato del sollevamento aereo”. Direttamente coinvolto nella sperimentazione, Ponea ha detto: “Abbiamo approfittato dell’offerta da Genie verso i partner per lo sviluppo della soluzione telematica Genie Lift Connect perché abbiamo capito che l’approccio di Genie alla gestione della flotta si concentra su dati tangibili e utilizzabili. Nel 2006 abbiamo creato il nostro sistema di gestione della flotta, SmartRent, e stavamo ancora cercando il giusto sistema telematico per farvi convergere le informazioni. Prima di intraprendere il collaudo dovevamo essere certi che l’hardware e il software della soluzione Genie Lift Connect rispondessero alle nostre esigenze in modo efficiente, sulla base della nostra esperienza di gestione della flotta con Smartrent. Genie ha accettato la sfida: abbiamo lavorato fianco a fianco come un team con l’obiettivo comune di portare sul mercato la soluzione telematica più efficiente del settore del sollevamento aereo, sia direttamente che da interfacce di programmazione applicativa standard (API)”. Da gennaio 2020 la nuova soluzione telematica Genie è disponibile di serie per la regione EME (Europa e alcuni paesi del Medio Oriente) con un abbonamento gratuito di tre anni per le piattaforme a forbice Genie GS, le piattaforme a braccio Genie Z e S e i sollevatori telescopici GTH.
Vivere il progresso.
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NOTIZIE PALFINGER PLATFORMS ITALY
Interventi in galleria rapidi e sicuri con la piattaforma aerea Tunlift Palfinger AG sta rafforzando il suo focus nell’ambito della diagnostica delle infrastrutture civili. In questo settore le piattaforme aeree giocano un ruolo chiave e a tal proposito l’azienda garantisce soluzioni innovative per il sollevamento che rispondono allo sviluppo del mercato grazie ad alti livelli tecnologici e standard di qualità. Palfinger Platforms Italy si sta muovendo nella stessa direzione, con la progettazione e la commercializzazione dell’allestimento speciale Tunlift.
Le peculiarità di questa piattaforma aerea speciale, progettata per i lavori all’interno di tunnel e gallerie, sono interessanti: partendo dalla dimensione di 2.180 mm di larghezza, la macchina si può estendere bilateralmente in modalità idraulica fino a 3.000 mm, garantendo in senso longitudinale una lunghezza fissa di 4.700 mm. Dotata di parapetti e rivestimento della parte calpestabile in alluminio antisdrucciolo la capacità massima della piattaforma arriva a 500 kg di carico (tre operatori 240 kg +
260 kg di materiali). Il cancelletto di entrata di ampie dimensioni è dotato di sistema di controllo, per evitare l’apertura accidentale. Di particolare interesse è il sistema di differenziazione tra i vari livelli operativi della piattaforma, che rende la curva operativa della piattaforma coincidente con la volta del tunnel. Questo allestimento speciale sta riscontrando un crescente utilizzo nelle opere di manutenzione in galleria lungo i tratti stradali e autostradali e molte aziende che
collaborano con società autostrade, ANAS, Regioni, Province e Comuni, stanno manifestando il loro interesse. Tra coloro che hanno anticipato i tempi esprimendo soddisfazione per l’acquisto della Tunlift c’è la Di Bella Costruzioni Energy Service Company, società che opera come General Contractor nel settore tecnologico e in molti altri ambiti, che vanno dalla gestione di servizi di pubblica illuminazione, passando per le Smart City fino agli interventi in galleria. 12 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
GRUPPO MOLLO
Successo per la Convention 2020
Lo scorso febbraio tutti i dipendenti del Gruppo Mollo si sono riuniti ad Alba (CN) per condividere i risultati del 2019 e i progetti futuri. Nato nel 1971, il Gruppo è costituito da tre società - Mollo Edilizia, Mollo Noleggio, Mollo Gru - e conta 348 dipendenti (33 in più rispetto all’anno precedente), un numero di centri direttamente gestiti che entro fine 2020 raggiungerà le 40 unità e una presenza capillare in sei regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto. Tre le nuove filiali Mollo Noleggio inaugurate nel 2019: Massa, Lucca, Rezzato (Bs). Nel 2019, con oltre 23.000 clienti serviti, il fatturato del Gruppo ha registrato un trend positivo (+15,5%), trainato dalla società Mollo Noleggio cresciuta di oltre il 20%. La flotta noleggio, che comprende un’ampia gamma di piattaforme aeree per lavori in quota, mezzi per il sollevamento, gru per edilizia, macchine movimento terra, autocarri, macchine e attrezzature edili, raggiungerà entro fine 2020 le 9.000 unità. L’età media della flotta è di 4,2 anni, confermandosi tra le flotte più complete, innovative e giovani in Italia. Importanti performance inoltre per Mollo Formazione, la divisione di Mollo Noleggio che eroga corsi di abilitazione professionale (142 tipologie di corsi, conformi alla normativa vigente) con rilascio di patentini per gli operatori di attrezzature da lavoro: nel 2019 ha erogato 820 corsi formando 5.152 operatori all’uso di macchine edili, industriali e agricole, per un totale di oltre 25.000 operatori formati dal 2013 a oggi, anno di entrata in vigore della normativa. Il piano di sviluppo del Gruppo prevede, nel prossimo triennio, l’apertura di 15 nuove filiali nel Nord e Centro Italia per un totale di 50 punti operativi nel 2022, e l’acquisto di nuove macchine per un valore di circa 80 milioni di euro, con grande attenzione ai prodotti elettrici, litio, ibridi ed euro 6.
10-14 MAZO 2020 LAS VEGAS, USA STAND F 2460 (FESTIVAL GROUNDS)
AREA ESTERNA F – STAND 22
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NOTIZIE HAULOTTE
Il BIM è online Haulotte si impegna costantemente per rispondere alle sempre nuove esigenze dei clienti. Tra queste nuove istanze ci sono le tecnologie digitali, che assumono un ruolo sempre più importante nei progetti di costruzioni. Per tal motivo il costruttore francese ha sviluppato una libreria BIM accessibile sia dal sito Haulotte che dalla piattaforma cloud BIMobject, il principale “repository” internazionale di oggetti BIM. Il BIM (Building Information Modeling) rappresenta un’evoluzione “intelligente” del classico modello 3D, che ne integra anche fasi successive e attività gestionali: esso contiene non solo le semplici informazioni geometriche di elementi costruttivi e componenti, ma anche tutti i documenti e le informazioni necessarie alla gestione tecnicoeconomica dell’intervento, alla sua realizzazione e alla successiva manutenzione. Il BIM quindi rivoluziona il modo in cui gli edifici e le infrastrutture sono progettati, costruiti e gestiti nel settore delle costruzioni. Tale processo offre ad architetti, ingegneri e società di costruzioni le conoscenze e gli strumenti per pianificare, progettare e gestire in modo più efficiente un progetto che, grazie agli oggetti
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basati su modelli 3D, essi possono visualizzare in un ambiente virtuale. Per le società di noleggio o costruzione, nonché per i clienti finali, l’utilizzo dei file BIM aiuta a identificare le migliori attrezzature necessarie per il lavoro e migliora la gestione logistica. La Casa francese mette a disposizione gli oggetti BIM di piattaforme di lavoro aeree elevabili e sollevatori telescopici completi delle informazioni dinamiche pertinenti, incorporate negli oggetti BIM di Haulotte. Le loro specifiche vengono aggiornate su base regolare, in modo che il progetto funzioni sempre con informazioni sicure sulla fonte. Le parti interessate del progetto possono accedere ai dettagli tecnici come altezza di lavoro, sbraccio o capacità di sollevamento, per facilitare il processo di progettazione. Gli oggetti BIM di Haulotte
agiscono come le apparecchiature reali in cantiere, garantendo che le apparecchiature soddisfino i più alti standard di sicurezza, produttività e prestazioni. I file di modellazione hanno parametri chiari e concisi, con intervalli di movimento minimi/ massimi specificati con precisione. L’area di lavoro è stata definita in modo chiaro e continuo, così che ogni macchina possa essere gestita in tutte le configurazioni possibili per raggiungerla. La libreria BIM di Haulotte fornisce file di dati e oggetti 3D per creare e gestire virtualmente progetti di edifici e infrastrutture, dall’ideazione alla realizzazione: al momento include otto modelli, che coprono ogni gamma di macchine Haulotte: piattaforme a braccio articolato HA16 RTJ PRO e HA20 LE PRO e a braccio telescopico HT23 RTJ PRO; piattaforme a pantografo compatte 10DX, 12 DX e Optimum 8; piattaforme ad albero verticale STAR 10; sollevatore telescopico HTL 4017. Gli oggetti BIM Haulotte possono essere scaricati gratuitamente sia in formato IFC che Revit (.rvt). Sono disponibili tre livelli di dettaglio, per quanto riguarda l’uso previsto e la fase di sviluppo del progetto. Rémi Heidelberger, Product Marketing Manager di Haulotte, annuncia: “Amplieremo progressivamente la nostra libreria BIM rendendo disponibile per il download l’intera linea di prodotti Haulotte entro la fine del 2020”.
© Tadano Demag GmbH 2020. Demag è un marchio registrato di Tadano Demag GmbH.
CC 2800-2
Il non plus ultra. Quali aspettative riponete in una gru Demag? Sicuramente che sappia alzare ancora di più l’asticella rispetto al suo glorioso predecessore. Ecco perché dovete venire a conoscere la nuova gru cingolata Demag® CC 2800-2! La sua capacità di trasporto ottimizzata, la lunghezza massima del sistema di 192 metri, la capacità di sollevamento fino a 600 tonnellate e il potente gruppo propulsore rendono la gru Demag® CC 3800-1 il candidato numero uno per molti tipi di lavori. Venite a scoprirla voi stessi. Above. Ahead. Always.
NOTIZIE PALAZZANI INDUSTRIE
Orgoglio friulano I friulani sono fieri e operosi, gente di montagna che discende dai celti e dai primi insediamenti romani passando attraverso la Repubblica di Venezia. Gente tosta per macchine toste: come la piattaforma cingolata Palazzani modello XTJ52+, la top di gamma del costruttore bresciano, arrivata nel gennaio 2020 nella multiforme flotta noleggio dell’azienda Savani di Lavariano (UD). Con l’ausilio del dealer Triveneto Nolves, che ha condotto la trattativa, questo cingolato è stato accolto con entusiasmo dall’Ing. Costantino Savani, titolare dell’azienda omonima, che ha seguito attentamente la sua realizzazione e la relativa personalizzazione, direttamente in fabbrica. La collaborazione tra Nolves e Palazzani Industrie è iniziata a metà del 2019. Le caratteristiche di stabilità e affidabilità collocano il ragno cingolato Palazzani tra i prodotti migliori della sua categoria, a livello internazionale: qualità che hanno consentito altresì di
concludere questa prima vendita con soddisfazione di tutti. L’ XTJ52+ è dotato di un braccio telescopico principale e di jib telescopico di 10 m operativi, ha una portata in cesta di 400 kg (quattro operatori più materiale) ed è dotato di un verricello idraulico da 500 kg di portata, intercambiabile con il cesto, che grazie a un sistema di aggancio/sgancio rapido aumenta la produttività e privilegia la sicurezza dell’operatore nelle
fasi di montaggio/smontaggio dello stesso. Completa il tutto il sistema PALCONNECT, che offre la geolocalizzazione del mezzo, teleassistenza da remoto, check di tutte le principali funzioni della macchina con possibilità di servicealert ormai indispensabili nel moderno concetto di noleggio. “Il ragno cingolato Palazzani XTJ52+ è la macchina che ci mancava e completa ottimamente la nostra flotta”, ha commentato l’Ing. Savani. “È versatile, veloce e adatta a svolgere i lavori per il rinnovamento della telefonia e di ristrutturazione di immobili, che oggi vanno per la maggiore. Inoltre, è ideale nelle situazioni limite che la geografia del nostro territorio ha in essere”. Ringraziamo l’Ing. Savani per la fiducia che ha ci ha concesso nel voler portare avanti con noi la trattativa di un acquisto tanto determinante e impegnativo”, ha dichiarato Matteo Bertiato di Nolver. “È stato un ottimo lavoro di squadra, che avrà sicuramente ricadute positive sul territorio, in termini di produttività”.
UN CORSO TECNICO PER LA R&M ELEVATOR AND INDUSTRIAL ENGINEERING Al fine di raggiungere standard di qualità elevati nel service, Palazzani Industrie presta molta attenzione alla formazione dei propri dealer. Per questo motivo organizza frequentemente corsi di formazione specifica, principalmente presso la propria sede, in modo da educare il personale qualificato che utilizzerà, manterrà e riparerà le piattaforme aeree ragno Palazzani. Il corso che i tecnici specializzati Palazzani offrono ai propri rivenditori è centrato sulla gamma Palift e affronta gli argomenti che servono per conoscere a 360° le piattaforme aeree prodotte
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dall’azienda bresciana. Lo scorso gennaio il personale dell’azienda R&M Elevator and Industrial Engineering, a fronte della
recente consegna di altri due ragni Palazzani in Egitto e in qualità di rivenditore autorizzato per il territorio su cui opera, è stato ospite nello stabilimento Palazzani proprio per partecipare a un corso tecnico commerciale intensivo. “Per fornire prodotti sicuri e affidabili i nostri servizi devono raggiungere la piena soddisfazione delle aspettative del cliente. Dare valore ai nostri clienti e offrire loro un servizio di alta qualità è la nostra mission ed è per questo motivo che puntiamo molto sulla formazione costante del nostro staff”, ha affermato Ahmed Rashed, CEO dell’azienda egiziana.
UNA GAMMA COMPLETA DI GRU FUORISTRADA
Ovunque sia il vostro cantiere e qualunque sia il carico da sollevare, troverete una gru fuoristrada Terex pronta a raccogliere la sfida. L’ampia gamma di gru fuoristrada Terex offre capacità di sollevamento da 35 a 90 t, con braccio telescopico di lunghezza da 30 a 47 m. Le dimensioni ridotte, di soli 3 metri di larghezza, le rendono facili da trasportare e manovrare in cantiere. Le gru fuoristrada Terex sono progettate per eseguire in modo efficiente tutti i tipi di operazioni di sollevamento, permettendo una più facile gestione del lavoro ed ottenendo il massimo ritorno economico dal vostro investimento.
Contattaci per saperne di più sulla nostra gamma di gru fuoristrada.
www.terex.com/cranes
© Terex Cranes 2020. Terex, il marchio Terex Crown e Works for You sono marchi di proprietà di Terex Corporation o delle sue società affiliate.
NOTIZIE GRUPPO MANITEX
Le novità al Conexpo 2020 Il gruppo Manitex partecipa alla fiera ConExpo da oltre 30 anni e in quest’edizione ha presentato diversi prodotti innovativi. Uno di questi è la gru telescopica 2485: con un braccio da 25,9 m e una capacità di 24 t, è dotata di un braccio in sei sezioni. Altro modello innovativo è il TC600: questa serie raggiunge un’altezza del braccio principale di 42,9 m e un’altezza massima di 59,1 m se dotata di un braccio opzionale, ampliando la già ampia offerta di prodotti per gru pesanti dell’azienda. La TC600 incorpora un braccio a quattro sezioni e un braccio in stile reticolare compensabile che utilizza acciaio e componenti ad alta resistenza, offrendo un elevato rapporto resistenza/peso per maggiori capacità a lungo raggio. La TC600 include una cabina spaziosa e ad alta visibilità e l’idraulica avanzata della linea di soluzioni di sollevamento Manitex TC con maggiori capacità di sollevamento. Presenta inoltre un sistema di contrappeso rimovibile e un telaio ausiliario trapezoidale dal design unico. Altri prodotti della linea TC da evidenziare sono
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il nuovo TC500X con contrappesi rimovibili e i 26101C senza braccioli ribassati. Il TC500X ha un braccio da 39 m con un’altezza massima della punta di 57,9 m con braccio jib opzionale, nonché il nuovo sistema di contrappeso del TC500X. Questo sistema aumenta il diagramma di carico della capacità di sollevamento della macchina. Il modello 26101C ha un braccio proporzionale a quattro sezioni da 30,7 m. Il Gruppo Manitex vanta anche le gru articolate MAC, MAC 38.5 e MAC 65 con braccio articolato, una linea che utilizza le gru articolate del marchio PM con
sede a San Cesario Sul Panaro (MO) e di proprietà di Manitex International. Il modello MAC 38.5 (PM 38.5 SP) presenta una nuova elettronica ed è disponibile con un massimo di otto prolunghe idrauliche. L’utente può selezionare impostazioni con un massimo di cinque estensioni dall’intervallo di jib, con angoli negativi di 20°. La gru articolata MAC 65 (PM 65SP) è adatta per applicazioni pesanti, i set-up disponibili per la gru standard includono fino a nove prolunghe idrauliche, per uno sbraccio orizzontale di 21,9 m e uno sbraccio verticale di 25,5 m. Da citare anche le soluzioni proposte da Oil&Steel, brand del Gruppo, con la piattaforma aerea con braccio telescopico A62 montata su modello Ford RAM 5500: raggiunge un’altezza di lavoro di 19 m e uno sbraccio orizzontale di 12 m, con una capacità di carico di 250 kg e rotazione del cesto di 90°+90°. La famiglia di prodotti Manitex è in continua evoluzione e crescita e il Gruppo conferma la sua tradizione di innovazione introducendo nella sua linea di gru industriali il modello M150 con cabina e il modello di gru carry deck CD110. Il brand Manitex Valla, infine, in occasione dell’evento statunitense ha presentato in esclusiva mondiale la nuova V 80 R e le nuove gru industriali elettriche 25EL.
TADANO
Camperi a capo della divisione Demag Tadano ha annunciato che Davide Camperi è entrato a far parte di Tadano per dirigere il business Demag e l’attività di vendita e assistenza per il mercato italiano. Nella sua nuova posizione di responsabile del business in Italia, Camperi ha l’incarico di sviluppare le opportunità nel mercato nazionale, assumendo la direzione del team Tadano nella sede locale e gestendo l’integrazione del business Demag nell’offerta di prodotti Tadano nel nostro Paese. “Questo è un ulteriore passo avanti che Tadano sta facendo per rendere più omogenea la nostra organizzazione dopo l’acquisizione di Demag, mentre continuiamo a sviluppare sinergie e a lavorare insieme per diventare più forti
per i nostri clienti come un’unica azienda Tadano”, afferma Thomas Schramm, VP sales and product support, EMEAR, per Tadano. “Siamo lieti che Davide sia a capo del nostro eccellente team di vendita e assistenza in Italia”. Negli ultimi 13 anni Camperi ha
ricoperto diverse posizioni chiave per Manitowoc Company nel settore delle gru mobili; per un decennio si è occupato delle vendite e della gestione dei prodotti in Sud Europa dopo aver acquisito una notevole esperienza nel campo delle attività industriali. “Ritengo che Tadano abbia ottime opportunità di servire al meglio i nostri clienti in Italia, dato che disponiamo di un’ampia offerta di gru multistrada e di gru cingolate che ci rendono il partner ideale di cui i clienti hanno bisogno”, ha commentato. “Ora si tratta di sviluppare sinergie tra Tadano, le linee di prodotto Demag e i membri del team per dare risposta alle esigenze di sollevamento dei nostri clienti come un’unica azienda Tadano”.
NOTIZIE GV3 VENPA
Assistenza: un’attività sempre in crescita!
Lo scorso gennaio, presso la sede centrale di Dolo (VE), si è tenuta la riunione del Settore Assistenza GV3 Venpa d’inizio anno, un’occasione di bilancio per gli addetti ai lavori. Simone Condon (responsabile del settore) ha illustrato i risultati realizzati nell’ultimo anno solare. Hanno presenziato all’incontro 61 dipendenti GV3 Venpa e GV3 Torinoleggi, tra cui capi officina, tecnici e tecnici trasferisti, referenti Prima Assistenza (First Care) e segretari officina, in rappresentanza di tutto il settore che attualmente conta oltre 100 addetti.
I numeri del 2019 Tra le cifre significative da menzionare, rappresentative della mole di lavoro di questo comparto e delle alte performance prodotte, citiamo: 14.880 macchine preparate per il noleggio (più 12% rispetto al 2018), di cui 8.800 piattaforme, 4.353 autocarrate, 923 sollevatori, 804 movimento terra; produttività media di circa 60 macchine al giorno); 300 autocarrate al mese.
Le quattro regole d’oro Questo risultato è frutto 20 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
d’intenso lavoro e del rispetto delle quattro regole d’oro per un servizio d’assistenza efficiente e aperto alle necessità dei clienti: la disponibilità/preparazione di macchine preparate per il noleggio; la qualità delle preparazioni; la buona gestione dei cantieri; la buona gestione dei ricambi.
APP integrate dedicate L’implementazione di una serie di APP per smartphone, completamente integrate con i rimanenti sistemi informatici aziendali, ha snellito e affinato i processi di lavorazione. Infatti, se il servizio di prima assistenza utilizza già da due anni i dispositivi mobili come supporto per gli interventi presso il cantiere, da quest’anno una nuova applicazione dedicata a tutti i capo officina e piazzalisti (ovvero coloro che assistono autisti e tecnici d’officina nella gestione della movimentazione partenze/arrivi dei mezzi a parco) ha permesso di ottimizzare la gestione dei beni. L’aggiornamento della lista danni, dei beni in partenza e in rientro dai noleggi avviene ora in tempo reale, fornendo al cliente
dati completi sul mezzo noleggiato e consentendo al personale interno di avere una panoramica del parco mezzi attendibile, sempre accessibile a tutti gli operatori, agevolando il lavoro di tutti i reparti, dal commerciale al tecnico ai trasporti.
Corsi tecnici di formazione Sono stati effettuati nel corso dell’anno 42 corsi di formazione dedicati, di cui 24 sessioni in coworking con le principali case costruttrici di macchine per il sollevamento di cose e persone, coinvolgendo 71 tecnici, per un totale di oltre 19.000 ore totali di corsi.
Non solo assistenza Oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, viene offerto al cliente un ventaglio di ulteriori servizi, tra cui: servizio di noleggio a caldo (con operatore), servizio di reperibilità, cambio cliente/cantiere con annessa manutenzione e controllo danni in fase di voltura, interventi di manutenzione inclusi per contratti full time e interventi su macchine di proprietà dei clienti (oltre 400 nel 2019).
IL CANTIERE È IL MIO
MONDO
È LA MIA
SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da
La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere
La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali
Il portale verticale che con notizie, video, archivio macchine ti porta in cantiere
ATTUALITA’ LO STATO DELL’ARTE DEL MERCATO
RITRATTO DI UN PAESE IN STALLO È UN QUADRO INTERLOCUTORIO QUELLO CHE EMERGE DALL’”OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” DI ANCE. NEL 2020 GLI INVESTIMENTI NEL SETTORE CRESCERANNO DEL +1,7%, MA IL RITMO DELLA RIPRESA È ANCORA TROPPO LENTO. PER TORNARE AI VALORI PRE-CRISI, PROCEDENDO DI QUESTO PASSO, CI VORREBBERO ALTRI 25 ANNI di Lorenzo Zacchetti
I
l settore delle costruzioni non è ancora fuori dalla crisi. Le lievi variazioni positive non bastano a rilanciare un’industria che più di altre ha risentito della crisi mondiale iniziata nel 2008. Fa impressione stimare che il recupero dei valori precedenti possa avvenire soltanto nel 2045: 37 anni di curva negativa non sarebbero nemmeno catalogabili come “crisi”, essendo più simili agli effetti del meteorite che 66 milioni di anni fa ha provocato l’estinzione dei dinosauri e del 70% delle altre specie viventi! Bisogna davvero sperare che la stima sia eccessivamente pessimistica. 22 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
Un Paese in ritardo Il settore Construction ha pagato un notevole pegno alla recessione, ma è l’economia nazionale nel suo complesso a zoppicare. A differenza degli altri principali Stati europei il ritorno ai livelli precedenti è ancora lontano. Nel 2019 il PIL italiano è rimasto al di sotto del +4,1% rispetto al 2007, contro il +11,3% della Francia e il +15,5% della Germania. Il tasso di crescita nell’ultimo anno è stato prossimo allo zero e nemmeno guardando al futuro c’è da essere troppo ottimisti: essendo un Paese con numerosi problemi irrisolti, tra i quali l’incertezza politica, siamo più esposti di altri agli effetti
negativi derivanti da una situazione internazionale costellata di pesanti incognite.
Le stime per il 2020 Cosa dobbiamo attenderci per l’anno in corso? Purtroppo non la svolta radicale della quale avremmo bisogno. Secondo le previsioni della Commissione Europea l’Italia dovrebbe crescere soltanto del +0,4%, rimanendo così il fanalino di coda tra i 28 Paesi europei. “Con questi tassi di sviluppo si rischia di vivere un nuovo decennio all’insegna, nella più positiva delle ipotesi, di una ‘stagnazione fisiologica’, fino a rischiare una nuova
GABRIELE BUIA IMPRENDITORE DI PARMA, È STATO ELETTO PRESIDENTE DI ANCE NEL 2017. GIÀ L’ANNO PRIMA, TUTTAVIA, ERA SUBENTRATO ALLA GUIDA DELL’ASSOCIAZIONE IN QUALITÀ DI VICEPRESIDENTE VICARIO, IN SEGUITO ALLA PREMATURA SCOMPARSA DI CLAUDIO DE ALBERTIS
recessione”, ci mette in guardia il rapporto di Ance. Per quanto riguarda le opere pubbliche, la previsione dei costruttori per il 2020 è di un aumento del +4%. A produrre tale effetto saranno diverse concause. Le tendenze in atto nel mercato dei lavori pubblici evidenziano una ripresa della domanda espressa dai bandi di gara pubblicati nel triennio 2017-2019, che dovrebbe produrre, secondo il modello previsionale dell’Ance, i suoi effetti positivi sui livelli produttivi, oltre che per il 2019, anche per l’anno in corso. Incideranno inoltre le misure di sostegno agli investimenti pubblici previste nelle
ultime leggi di bilancio, nonché “l’auspicabile sblocco di alcuni interventi infrastrutturali, anche grazie alle misure contenute nel Decreto ‘Sbloccacantieri’ (DL 32/2019)”.
Il traino che manca La “cronica debolezza dell’economia italiana” viene attribuita dai costruttori anche alle scelte di politica economica, a loro avviso troppo mirate a sostenere i consumi e non gli investimenti, che invece permetterebbero al Paese di crescere in maniera consolidata. “In tal senso - spiega il documento - continua a mancare il fondamentale apporto del comparto delle costru-
zioni, che in questi anni ha vissuto una crisi profonda e non ha potuto sostenere l’economia così com’era successo nel precedente ciclo espansivo 1998-2008: +28,4% investimenti in costruzioni e +16,1% PIL. Basti ricordare che le costruzioni, ancora oggi, offrono un contributo rilevante al PIL (8%) e sono in grado di generare, in virtù della loro lunga e complessa filiera collegata a quasi il 90% dei settori economici, l’effetto propulsivo più elevato sull’economia tra tutti i comparti di attività. La crescita del settore delle costruzioni permetterebbe al Paese di recuperare mezzo punto di PIL l’anno, consentendo di riallinearci agli altri Paesi UE”. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 23
ATTUALITA’ Investimenti in ritardo Un tema fortemente critico è rappresentato dalle incertezze dei grandi enti di spesa, che risentono dei meccanismi farraginosi di approvazione dei rispettivi Contratti di Programma. Ciò determina ritardi come quello di ANAS, che ha effettivamente speso solo il 39% di quanto previsto nei propri programmi di investimento. Il ritardo accumulato dai concessionari autostradali è diventato centrale nel dibattito politico: è stato utilizzato ANCHE A CAUSA DELLO STALLO DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, NEL 2019 IL PIL ITALIANO È RIMASTO AL DI SOTTO DEL +4,1% RISPETTO AL 2007, CONTRO IL +11,3% DELLA FRANCIA E +15,5% DELLA GERMANIA
Un 2019 in chiaroscuro Rispetto al 2018, nell’anno appena concluso gli investimenti nel settore delle costruzioni sono aumentati del +2,3%: ancora troppo poco per rilanciare un mercato messo a dura prova da 11 anni di vacche magre. Lo stesso vale per le opere pubbliche: l’incremento del +2,9% consente finalmente di apporre il segno positivo, ma rappresenta un mero pannicello caldo per un comparto che dal 2005 al 2019 ha perso il 58% degli investimenti. Lo sblocco degli avanzi di amministrazione degli enti locali e i programmi di spesa previsti nelle ultime leggi di bilancio hanno favorito un aumento del +16% a livello locale, con significative dif-
2019 Stime
2020 Previsioni
2021 Trend
+2,3% (+5,2 mld)
+1,7%
+ (+0,5%/+2%)
+5,4% (1,2 mld)
+2,5%
= (-0,5%/+0,5%)
Manutenzione straordinaria abitativa
+0,7% (+ 1,2 mld)
+1,5%
+ (+0,5%/+2%)
Costruzioni non residenziali private
+2,5% (+1,8 mld)
+0,4%
(-2%/-0,5%)
+2,9% (+1 mld)
+4,0%
+ (+2%/+5%)
Investimenti in costruzioni Nuove costruzioni residenziali
Costruzioni non residenziali pubbliche
ferenze tra il Nord (oltre il +20%) e il Sud (+4%). Rimane ampia anche la forbice tra spesa corrente e spesa in conto capitale, che rimane sotto del 47% rispetto al 2008. La produzione aveva registrato un’incoraggiante crescita nei primi mesi dell’anno (oltre il +8% tra febbraio e marzo), per poi calare abbondantemente sotto il +3% nel trimestre conclusivo.
solo il 2,2% degli stanziamenti per la manutenzione di una rete che comprende 7.317 tra ponti, viadotti e gallerie. Viaggia col freno tirato anche la ricostruzione postsismica del Centro Italia. A tre anni e mezzo di distanza dal primo terremoto sono stati spesi solo 49 milioni rispetto ai 2,16 miliardi destinati alla ricostruzione pubblica. Se guardiamo ai privati, soltanto il 13% dei soggetti danneggiati ha presentato domanda di contributo e, di tali richieste, ben il 61% è ancora in fase istruttoria.
Il mercato immobiliare L’edilizia residenziale nel 2019 ha segnato una crescita del +5,4% su NEL 2019 LO SBLOCCO DEGLI AVANZI DI AMMINISTRAZIONE HA CONSENTITO AGLI ENTI LOCALI DI AUMENTARE GLI INVESTIMENTI DEL +16%, MA CON IMPORTANTI DIFFERENZE TRA NORD OVEST (+27%), NORD EST (+20%), CENTRO (+19%) E SUD (+4%) 24 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
base annua: troppo poco anche per questo comparto, che con un crollo superiore al 70% è stato quello maggiormente penalizzato dalla lunga crisi. Inoltre, i permessi di costruire nel primo trimestre dell’anno hanno registrato un calo (-0,9% nel residenziale e -7,9% nel non residenziale) che, guardando al futuro, finirà con il rallentare ulteriormente la ripresa. Nel 2019 è aumentata anche la compravendita di immobili, che ha raggiunto le 600.000 unità (per il 90% usate). Dopo un decennio di continui cali i prezzi delle nuove abitazioni cominciano a dare lievi segnali di ripresa: nel terzo trimestre del 2019 Istat per la prima volta ha registrato un tasso di variazione positivo (+0,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono anche i prezzi delle abitazioni già esistenti, ma di un solo decimo di punto. Rispetto alle differenze locali il rapporto spiega: “Milano e Bologna continuano a mostrare tassi di espansione più elevati, collocandosi rispettivamente a +9,3% e a +8,7%. Segnali positivi si osservano anche nelle città di Roma (+6,2%) e Genova (+7,1%) e
A FRENARE LA RIPRESA DEL SETTORE È ANCHE LA DIFFICOLTÀ DI ACCEDERE AL CREDITO: NONOSTANTE L’AUMENTO DELLA COMPRAVENDITA IMMOBILIARE I MUTUI SONO IN CALO, COSÌ COME I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE
a Palermo e Torino, rispettivamente +2% e +1,6%, anche se nel corso dei trimestri del 2019 si osserva un andamento altalenante del numero di abitazioni compravendute”.
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Il problema del credito Sul mercato immobiliare, tuttavia, torna ad abbattersi il problema della restrizione del credito. I primi nove mesi del 2019 hanno
LA CRESCITA DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI PERMETTEREBBE ALL’ITALIA DI RECUPERARE MEZZO PUNTO DI PIL L’ANNO, CONSENTENDO DI RIALLINEARCI AGLI ALTRI PAESI DELL’UE
ANCE PREVEDE CHE NEL 2020 GLI INVESTIMENTI SULLE OPERE PUBBLICHE AUMENTERANNO DEL +4%, ANCHE GRAZIE ALL’EFFETTO DEL COSIDDETTO DECRETO “SBLOCCANTIERI”
„
segnato un calo del -8,2% rispetto all’anno precedente. Altrettanto negativa è la situazione per le imprese del settore. I finanziamenti destinati al comparto residenziale sono calati del -2,2% nel secondo trimestre e del -1,8% nel terzo. Per il comparto non residenziale si è registrato addirittura un -30% rispetto ai primi nove mesi del 2018. Le difficoltà finanziarie di molte imprese di costruzioni sono state accentuate, negli ultimi anni, dalla gestione da parte delle banche dei crediti deteriorati, i cosiddetti NPE (Non Performing Exposure). Seguendo le indicazioni europee le banche hanno puntato a liberare i propri bilanci da posizioni rischiose, prima cedendo le sofferenze ai fondi speculativi e poi liberandosi anche dei crediti UTP gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 25
ATTUALITA’
(“Unlikely To Pay”, ovvero quelli che difficilmente verranno rimborsati). Attualmente vengono ceduti anche i crediti in bonis. Secondo i dati della Banca d’Italia, nel solo 2018 l’ammontare lordo delle sofferenze eliminate dai bilanci bancari è aumentata a 78 miliardi, interamente riconducibile alle cessioni sul mercato, 67 miliardi di euro, importo doppio rispetto a quello del 2017 che era stato pari a 33 miliardi. Le sofferenze chiuse per via ordinaria, invece, sono rimaste sostanzialmente costanti intorno a 11 miliardi.
Scelte politiche Non poteva mancare un rimbrotto alla classe politica. Secondo il rapporto di Ance, “la Legge di bilancio per il 2020 ha penalizzato la spesa in conto capitale, destinando gli spazi finanziari concordati con la Commissione Europea a spese di natura corrente nel tentativo, più volte fallito, di sostenere la crescita economica attraverso i consumi piuttosto che con gli investimenti pubblici. Come più volte accaduto negli ultimi anni le nuove risorse destinate agli investimenti pubblici nella Legge di bilancio vengono rimandate sempre all’anno successivo”. I costruttori prevedono un aumento del +1,7% negli investimenti, con notevoli differenze tra i singoli comparti: +2,5% per la nuova edilizia abitativa; +1,5% per la manutenzione straordinaria dello stock abitativo (grazie all’impatto dei primi interventi con eco e sismabonus su interi condomini e del bonus facciate), +0,4% nel non residenziale privato e +4% nelle 26 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
opere pubbliche, essenzialmente grazie alla ripresa dei bandi di gara degli anni precedenti e al rifinanziamento del Piano Spagnolo, che nel 2019 ha dimostrato di essere uno strumento efficace per fare partire i cantieri e utilizzare rapidamente le risorse.
Una manovra contestata Ulteriore driver per la crescita degli investimenti è la previsione di un Fondo per la progettazione degli enti locali: 85 milioni nel 2020, 128 milioni nel 2021, 170 milioni nel 2022 e 200 milioni annui dal 2023 al 2034, per un totale di 20,8 miliardi. Queste risorse dovranno contribuire a favorire la transizione dell’economia italiana verso un modello di crescita sostenibile. Tuttavia, i costruttori esprimono delle riserve: “Così come le ulteriori misure di sostegno agli investimenti pubblici previste nella legge di bilancio destinate, tra l’altro, a messa in sicurezza di strade ed edifici pubblici, rigenerazione urbana e manutenzione delle infrastrutture stradali, infrastrut-
ture sociali presentano una tempistica di utilizzo delle risorse spostata in avanti, che appare assolutamente inadeguata a rispondere alle esigenze, non più rimandabili, che riguardano in primo luogo i bisogni di persone e famiglie, la competitività del Paese e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030”. La carenza di sostegni nell’immediato viene sottolineata anche in merito alle nuove risorse per gli investimenti pubblici prevista nella Legge di bilancio: 9,6 miliardi di euro nel triennio 2020-22 di cui circa 1,8 miliardi nel 2020, 3,2 miliardi nel 2021 e 4,5 miliardi nel 2022, che raggiungono i 63 miliardi di euro fino al 2034. “Questi nuovi stanziamenti produrranno effetti sul livello degli investimenti dell’anno in corso molto limitati, pari a 402 milioni di euro – si legge nel documento – del tutto annullati, peraltro, dalle riprogrammazioni e dai definanziamenti operati a importanti capitoli di spesa in conto capitale iscritti nel Bilancio dello stato per il 2020, per i quali è previsto un effetto negativo sui livelli produttivi quantificato in 1.264 milioni. Mettendo insieme i due effetti è possibile stimare una contrazione complessiva degli investimenti in opere pubbliche pari a circa 860 milioni di euro nel 2020 rispetto a quanto previsto dalle precedenti manovre, alla quale segue un’ulteriore riduzione di 30 milioni nel 2021 e un cospicuo incremento, pari a 2.809 milioni, solo nel 2022”. ■
IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI INCIDE PER CIRCA L’8% SUL PIL ITALIANO: ANCHE PER QUESTO MOTIVO SAREBBE FONDAMENTALE SOSTENERNE LA RIPRESA INCENTIVANDO GLI INVESTIMENTI, INVECE CHE SOLO I CONSUMI
MACCHINE CO.ME.T. OFFICINE
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VISSUTI AD ALTA QUOTA L’AZIENDA EMILIANA FESTEGGIA IL SUO IMPORTANTE ANNIVERSARIO CONSOLIDANDO LA PROPRIA VOCAZIONE INTERNAZIONALE CON UNA SERIE DI PRODOTTI IN GRADO DI SODDISFARE I BISOGNI DEI CLIENTI PIÙ ESIGENTI E CONFERMANDOSI PROTAGONISTA DEI PRINCIPALI APPUNTAMENTI FIERISTICI IN ITALIA E ALL’ESTERO di Lorenzo Zacchetti
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ondata nel 1960, l’azienda di San Giovanni in Persiceto (BO) ha svolto un ruolo pionieristico nel settore delle piattaforme da lavoro elevabile, depositando diversi brevetti e caratterizzandosi per un continuo sviluppo delle soluzioni tecnologiche. Anche nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle CO.ME.T. Officine è stata protagonista con i suoi ultimi prodotti in occasione dei principali appuntamenti fieristici internazionali, dal Bauma di Monaco al GIS di Piacenza.
LA PIATTAFORMA SOLAR 11, CON IL SUO GRANDE CESTELLO DA 400 KG DI PORTATA, È SOVENTE IMPIEGATA PER LA MANUTENZIONE DEGLI AEREI E IN PARTICOLARE IL DEFROSTING DELLE ALI
A proposito di novità, la più recente è la piattaforma New Eurosky 16/2/6 (7.5) HQ JIB, la quale spicca per una particolare configurazione a doppio pantografo che le consente di garantire
elevate prestazioni, ma senza ingombro di coda. Questa caratteristica le permette peraltro di operare lateralmente in altezza, praticamente senza che la piattaforma sporga sul lato opposto dalla sa-
L’IMPORTANZA DEL FATTORE UMANO Il costante sviluppo tecnologico che ha caratterizzato i 60 anni di storia di CO.ME.T. Officine non sarebbe stato possibile senza la dedizione della sua forza lavoro. Una testimonianza della sua qualità si è avuto anche durante l’edizione 2019 degli Italplatforms Awards. Assegnato nel corso del GIS di Piacenza, il riconoscimento ha celebrato l’eccellenza del lavoro in quota e il Premio Speciale alla Carriera, per la categoria Operatori Commerciali, è andato a Antonio Coraducci, responsabile vendite del brand emiliano. Con lo sguardo costantemente rivolto al futuro, negli scorsi mesi CO.ME.T. Officine ha inserito in organico due nuove figure per sviluppare ulteriormente il proprio business: a Dino Diena è stato affidato il compito di guidare il consolidamento commerciale in Europa e nei Paesi dell’Est (forte di una lunga e qualificata esperienza nel settore dell’auto-
mazione, Diena ha vissuto a Vienna per diverso tempo, proseguendo in modo proficuo la propria ventennale esperienza nel campo dell’export); la responsabilità della produzione nello stabilimento di San Giovanni in Persiceto è stata invece affidata ad Antonio Micacchioni, giovane ma esperto grazie alla formazione in campo elettronico e alla mili-
goma del veicolo. Il vantaggio di lavorare con un mezzo così compatto è che si può accedere a qualunque ambiente di lavoro: questa è una dote preziosa specialmente per il mercato italiano, dove spesso è necessario intervenire in piccoli centri storici, dalla viabilità decisamente angusta. Fulvia Negrini, Marketing and Communications Manager dell’azienda emiliana, ci ha svelato anche un particolare retroscena legato alla versatilità di questa tipologia di macchina: “Qualche anno fa, quando si è verificato il terremoto in Emilia, avevamo a disposizione il modello da 14 m, che abbiamo fornito praticamente a tutte le aziende della zona per consentire loro di intervenire all’interno dei capannoni, senza la necessità di noleggiare un ragno e sobbarcarsi tutti i costi del caso”. Con la sua rotazione a 360° continua e la stabilizzazione H+H, questa macchina può essere installata su veicoli davvero “mini”, di tutti i marchi (Nissan, Mitsubishi, Piaggio Porter), con una PTT (Portata Totale a Terra) a partire da 2 t.
tanza maturata nel settore dal sollevamento fin dal 2003, con marchi quali Effer, PM Group e Hodel Betriebe. “ll prezioso contributo e la professionalità di Antonio Micacchioni aiuterà l’azienda a perfezionare ulteriormente l’alta qualità di prodotti e soluzioni per il lavoro in quota”, hanno spiegato in CO.ME.T. Officine. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 29
MACCHINE
COMPLEANNO A MAASTRICHT CO.ME.T. Officine festeggerà i suoi 60 anni ad APEX, fiera che – dopo due edizioni ad Amsterdam – torna a Maastricht, già sede dei primi sette eventi. L’appuntamento è quindi dal 9 all’11 giugno al MECC, location che negli ultimi anni ha investito molto per un ampliamento che riguarda sia le strutture indoor che outdoor. Questo sarà il palcoscenico ideale per celebrare l’anniversario dell’azienda emiliana, la cui attività oggi abbraccia oltre 32 Paesi, anche al di fuori dell’Unione Europea. Unico marchio italiano in grado di produrre piattaforme aeree isolate da 12 a 500 kV, CO.ME.T. Officine fa un vanto dell’uso esclusivo di componenti di primaria qualità di origine italiana, per i quali viene garantita la rintracciabilità completa su ogni singola macchina. Tutti i processi aziendali sono certificati secondo gli standard di qualità ISO 9001:2008 e tutti i modelli seguono la norma CE con certificazione di tipo emessa da Istituto Europeo Notificato. Sul fronte dell’impegno nella sicurezza, CO.ME.T. Officine da sempre investe in tecnologie per la tutela dell’operatore, installando sui suoi prodotti dispositivi di tipo attivo che garantiscono la totale sicurezza anche in caso di avaria (identificati dal marchio 100% SAFE) e offre ai suoi clienti corsi di formazione all’uso sicuro delle piattaforme secondo gli standard IPAF-PAL. Dal punto di vista ambientale, propone una linea ECO di prodotti a basso impatto ecologico che utilizza olio idraulico biodegradabile.
di pannelli solari, questa soluzione è poi stata impiegata per la manutenzione degli aerei (e in particolare per il defrosting delle ali) interventi in gallerie, su reti ferroviarie, per la citata installazione di pannelli solari e molto altro.
Il “fiore all’occhiello” Viene invece definito “il fiore all’occhiello” tra le piattaforme articolate telescopiche il modello 21/2/7 (9) HQ H+H della gamma New Eurosky, che va da 14 m a 31 m di altezza di lavoro. Con particolari pregi in termini di comfort e rigidità strutturale, questa piattaforma è particolarmente adatta per la manutenzione del verde e dei siti coperti e per il noleggio. Inoltre, essendo dotata di comandi al 100% idraulici in bassa pressione, i costi di manutenzione sono qui ridotti al minimo.
“La nuova frontiera” Un’altra recente introduzione nella gamma di CO.ME.T. Officine è la piattaforma Solar 11, la cui particolarità consiste nell’essere dotata di un grande cestello da 400 kg di portata e nella possibilità di lavorare fino a 6 m (su un massimo di 11 m) senza stabilizzatori. Questa macchina viene comandata dal cesto, come se fosse un mezzo semovente: l’operatore, dall’alto, può quindi farla avanzare, retrocedere o sterzare. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla capacità di sterzare e traslare dal cesto. Nata per l’applicazione
NEI SUOI 60 ANNI DI ATTIVITÀ, CO.ME.T. OFFICINE HA DEPOSITATO DIVERSI BREVETTI. ATTUALMENTE TUTTI I SUOI PROCESSI PRODUTTIVI, DALLA PROGETTAZIONE AL COLLAUDO, SONO GESTITI NELLA NUOVA SEDE AZIENDALE DI OLTRE 20.000 M2, DI CUI 10.000 COPERTI M2, A SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO)
Lo stesso vantaggio economico – grazie ai comandi al 100% idraulici – è presente nella New Eurosfilo 17/2/9 (11) HQ, piattaforma telescopica che va da 13 a 24 m di altezza di lavoro, con elevati sbracci e la disponibilità di versioni in sagoma per lavorare in città. UNA CARATTERISTICA CHE CONTRADDISTINGUE LA PIATTAFORMA XTRAILER 14 È LA FACILITÀ DI TRASPORTO, ANCHE CON NORMALI AUTOMOBILI, E LA POSSIBILITÀ DI POTERLA IMPIEGARE PRATICAMENTE OVUNQUE, GRAZIE A DIVERSI TIPI DI ALIMENTAZIONE: MOTORE DIESEL, BENZINA, ELETTRICO 220 V O A BATTERIA 30 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
La più versatile CO.ME.T. Officine vanta nella propria gamma anche la piatta-
to dall’expertise consolidata in oltre tre decenni nella realizzazione di allestimenti su veicoli industriali su misura in base alle esigenze del cliente. Una vasta gamma di allestimenti e accessori può essere fornita garantendo sempre elevati standard qualitativi e utilizzando le più avanzate tecnologie a disposizione. Un ulteriore passo in avanti sulla strada del continuo perseguimento dell’eccellenza. ■ LA XTRAILER 14 È UNA PIATTAFORMA SU RIMORCHIO COMPATTA, GRAZIE AI SUOI 3,4 M DI LUNGHEZZA (INCLUSO IL TIMONE). GRAZIE ALLA SUA VERSATILITÀ PUÒ ESSERE IMPIEGATA ANCHE IN CONTESTI DISAGEVOLI E CON POCO SPAZIO DI MOVIMENTO ANCHE NEL CORSO DEL 2019 APPENA CONCLUSOSI CO.ME.T. OFFICINE È STATA PROTAGONISTA DEI PRINCIPALI APPUNTAMENTI FIERISTICI, DAL BAUMA DI MONACO AL GIS DI PIACENZA. NEL 2020 L’AZIENDA EMILIANA PARTECIPERÀ AD APEX, CHE QUEST’ANNO SI SVOLGERÀ A MAASTRICHT
forma su rimorchio più compatta del mercato, la Xtrailer 14, con i suoi 3,4 m di lunghezza (incluso il timone). Grazie alle dimensioni e al peso contenuti, questa macchina può essere trainata tramite normali automobili e utilizzata praticamente ovunque, essendo disponibili svariate tipologie di alimentazione: motore diesel, benzina, elettrico 220 V o a batteria. Questa sua polivalenza, la più spiccata tra tutti i prodotti del brand emiliano, consente di utilizzarla con efficacia sia per le attività di giardinaggio esterne che per la pulizia di interni, per fare solo due esempi eloquenti.
I veicoli industriali Un’altra grande novità del 2019 è Botti Recovery Trucks, un nuovo brand entrato a far parte della galassia di CO.ME.T. Officine grazie all’acquisto del ramo di azienda specializzato del Botti Group. È stato così incamerato un patrimonio rappresentagennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 31
MACCHINE EASY LIFT
IL SOLLEVAMENTO
FACILE IL COSTRUTTORE EMILIANO FESTEGGIA QUEST’ANNO I 15 ANNI DI ATTIVITÀ. TRE LUSTRI DEDICATI ALL’INNOVAZIONE, CHE HA PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DI UNA GAMMA DI PIATTAFORME CINGOLATE E TELESCOPICHE TRA LE PIÙ COMPLETE E VERSATILI DEL MERCATO. UN CASO ESEMPLARE DI ECCELLENZA “MADE IN ITALY” di Ettore Zanatta 32 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
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ondata nel 2005 da Michele ed Emanuele Sorianini con aspirazioni fondate sull’innovazione, Easy Lift inizia la produzione di piattaforme cingolate l’anno successivo (modelli R130, R150 e R190), destinate essenzialmente al mercato italiano e olandese. Nel 2007 inizia la progettazione della gamma “alta”, con i modelli cingolati R260 e R300 . Nel 2008 l’azienda acquisisce una realtà esistente e si trasforma a tutti gli effetti in un’unità
produttiva stabilendo la sua sede a Brescello (RE), in un’area produttiva di circa 1.000 m2, e programmando un’espansione di gamma che porta alla realizzazione di nuovi ragni (R160, R180, R210), di piattaforme autocarrate (l’articolata EZ220 da 22 m di altezza e la telescopica ET210 da 21 m) e della gamma VAN, montata su furgone e in grado di raggiungere 13 e 15 m di altezza. Nel 2012 Easy Lift ottiene la certificazione di qualità IS0 9001 rilasciata da TÜV SÜD e la certificazione CSA obbligatoria per la vendita nei mercati di Nord America e Canada e decide di puntare su scelte ecologiche, sviluppando una versione con batteria al litio (BA) per i modelli cingolati della gamma “piccola” (R130BA, R160BA, R180BA) e per quelli su ruote della gamma “alta” R260WBA, R300WBA, R360WBA). Nel 2013 si aggiunge la certificazione per il mercato russo. Nel 2014, dopo aver trasferito gli uffici e l’area produttiva in una sede più ampia, Easy Lift inizia la progettazione di una nuova gamma di ragni, inaugurata dalla piattaforma RA15. Si ampliano inoltre le linee delle piattaforme furgonate, con il modello EV125, e di quelle autocarrate, con la ET090, compatta installata su pick-up.
IL SERVIZIO DI ASSISTENZA E POSTVENDITA DI EASY LIFT, FORNITO DA UN’OFFICINA INTERNA E DA UNA GESTIONE INTERNA DEI RICAMBI ESTREMAMENTE ORGANIZZATA, È UNO DEI PUNTI DI FORZA DELL’AZIENDA EMILIANA
Il 2016 si distingue per il lancio della piattaforma RA15 e per la messa in studio del ragno RA26, dotato di doppio braccio telescopico + jib, mentre l’anno successivo nasce la versione a batteria (BA) anche per i modelli cingolati di taglia “media” (R190BA, R210BA). Data l’ulteriore espansione produttiva, Easy Lift acquista uno spazio di 2.000 m² contiguo all’azienda da utilizza-
TUTTE LE PIATTAFORME EASY LIFT SONO REALIZZATE NELLO STABILIMENTO DI BRESCELLO (RE), PER UNA PRODUZIONE ANNUA ATTUALE DI CIRCA 250 UNITÀ/ANNO gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 33
MACCHINE
L’OPINIONE
EMANUELE SORIANINI GENERAL MANAGER, EASY LIFT
“Il 2019 è stato un anno positivo e le prospettive per il 2020 sono altrettanto buone. Abbiamo ottenuto ottimi riscontri in diversi mercati, in tutto il mondo: dall’Europa, che resta il nostro sbocco commerciale principale, alle Americhe e all’Asia (Cina compresa), ma buoni risultati abbiamo ottenuto anche in Sud Africa, in Nuova Zelanda e Australia. In questi scenari combattiamo la concorrenza con una produzione di circa 250 unità/anno e con la nostra gamma di ragni articolati e telescopici che, a differenza di altri, è particolarmente ricca (modelli da 12 a 42 m) e completa (versioni semplici, a doppio pantografo, telescopici e doppio telescopici). Tra le consegne più rilevanti del 2019 cito quella di una R420HY ibrida dotata di sistema di diagnosi remota al noleggiatore Shing Fung di Hong Kong (che conta in flotta un’altra R420, oltre che i modelli R180, R190, R210, R300 e R360), quella delle piattaforme RA31, R160 e R190 al noleggiatore Hoist di Napoli, che vanno ad arricchire il suo parco macchine, tra i più ampi
re come campo prove. Nel 2018, per far fronte alla richiesta sempre più pressante di piattaforme ecologiche, nasce la versione ibrida (HY) per le piattaforme cingolate “medie” (R190HY, R210HY) e “grandi” (RA26HY, R260HY, R300HY, R360HY) e viene sviluppato il sistema EASY-HERS (Easy Lift Hydraulic Energy Recovery System), che consente di recupe34 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
del Sud Italia, e quella di sei ragni (modelli R130, R160 e R190) al noleggiatore olandese Boels Rental, che si è aggiunta all’ordine di 26 unità ricevuto durante il Bauma di Monaco. Parlando di macchine, un importante successo in Italia e all’estero ha ottenuto la nuova piattaforma articolata RA31 da 31 m, lanciata sul mercato lo scorso anno dopo aver presentato nel 2018 la precedente versione da 26 m. Si tratta di una macchina molto compatta e leggera (4.200 kg, contro i circa 6.000-7.000 kg di altri modelli della concorrenza), semplice da utilizzare, completamente carterata, larga appena 890 mm, con portata di 230 kg e quasi 15 m di sbraccio, disponibile sia con motore a combustione ed elettrico (RA31) che con motore a combustione + elettrico + batteria al litio (versione RA31HY). Altra novità 2019 è stata la predisposizione al gancio di sollevamento della piattaforma articolata R210. Qui abbiamo mantenuto invariate la struttura e la componentistica utilizzata, ma l’innovazione apportata consentirà di ampliare notevolmente le applicazioni di questa macchina, per la quale stiamo studiando anche la predisposizione del verricello, che a breve sarà applicata a tutta la gamma. Questa piattaforma rimane disponibile sia in versione standard (R210, con motore a combustione + elettrico), che nella versione R210BA (motore elettrico + batteria al litio) e R210HY (motore a combustione + elettrico + batteria al litio)”.
rare l’olio non utilizzato durante il funzionamento della piattaforma per ricaricare la batteria al litio, riducendo spese di ricarica e consumi di carburante (la prima macchina a essere dotata di questo sistema è il modello R420HY). LA GAMMA DI PIATTAFORME ARTICOLATE E TELESCOPICHE EASY LIFT È UNA DELLE PIÙ COMPLETE SUL MERCATO MONDIALE
LA PIATTAFORMA ARTICOLATA R210 È STATA RECENTEMENTE PREDISPOSTA PER LA DOTAZIONE DEL GANCIO DI SOLLEVAMENTO E PRESTO SARÀ DOTATA ANCHE DI VERRICELLO
Nel 2019, infine, Easy Lift completa la progettazione del nuovo ragno RA31, presentato al pubblico internazionale al Bauma di Monaco e a quello italiano al GIS di Piacenza.
Piattaforme cingolate e telescopiche La gamma di piattaforme articolate su cingoli (R130, RA15, R160, R180, R190, R210, RA26, RA31) e telescopiche su cingoli/ruote (R260, R300, R360, R420) - tutte disponibili in diverse versioni di propulsione rappresenta il vero e proprio core business di Easy Lift. Questi ragni sono progettati specificatamente per contenerne le dimensioni e
consentire loro di lavorare in spazi angusti come centri storici, luoghi chiusi e zone residenziali, grazie anche agli stabilizzatori a geometria variabile e al livellamento automatico. Tutti i modelli sono dotati di trasmissione idraulica con cingoli in gomma per affrontare percorsi accidentati. Nonostante il baricentro basso, per la clientela più esigente è disponibile il carro allargabile; inoltre, tutti i cingoli possono essere forniti nella versione anti-traccia, per fondi più delicati o lavori interni. Il radiocomando è disponibile su quasi tutti i modelli e permette un diverso utilizzo della piattaforma, grazie a movimenti proporzionali e velocità regolabili secondo l’esigenza del cliente. Il motore elettrico fornito di serie, i propulsori a combustione ecologici (sia benzina che diesel), l’olio biodegradabile e le batterie ne fanno macchine ideali per lavorare anche dove l’inquinamento atmosferico e acustico dev’essere ridotto al minimo.
Non solo ragni La gamma Easy Lift conta tra le sue fila anche una piattaforma telesco-
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LA SCHEDA TECNICA La piattaforma articolata RA31/RA31HY Altezza di lavoro max.:
30,2 m
Sbraccio di lavoro max.:
14,5 m
Rotazione torretta: Portata max.: Comandi: Massa totale:
360° non continui 230 kg elettroidraulici 4.200 kg
Pendenza superabile:
30%
Dimensioni cestello:
1,4 x 0,7 m
Rotazione cestello:
90° + 90°
pica installata su pick-up e sei su autocarro, di cui due telescopiche, due articolate e due con braccio telescopico + jib. Le telescopiche - semplici da utilizzare e adatte per il noleggio a freddo, oltre che per lavori di manutenzione in genere - sono dotate di un sistema di doppia stabilizzazione che rende possibile utilizzarle sia con gli stabilizzatori in sagoma, senza eccedere quindi le dimensioni dell’autocarro, che con le traverse anteriori aperte, per aumentare lo sbraccio. Le articolate sono in-
LE PIATTAFORME EASY LIFT SONO MACCHINE AD ALTA TECNOLOGIA, MA SEMPLICI E INTUITIVE NELL’UTILIZZO
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vece ideali per restauro, ripristino, imbiancatura facciate e lavori di lattoneria, grazie all’articolazione del braccio che permette di superare ostacoli posti a 6-7 m di altezza. Le versioni con braccio telescopico + jib sono ancora più versatili, grazie proprio al jib che consente manovre di posizionamento del cesto - e al ripiegamento dello stesso - nella parte posteriore del veicolo. Da citare sono infine le piattaforme furgonate, che offrono la possibilità di combinare l’uso del furgone come officina mobile e quello della piattaforma per lavorare in altezza. In questo caso la gamma Easy Lift prevede tre modelli, con altezze di lavoro da 12 a 15 m, installabili su furgoni con PTT minima di 3,5 t. ■
gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 35
MACCHINE JMG CRANES
INNOVAZIONE
ARTICOLATA L’AZIENDA PIACENTINA, IN ATTESA DI INAUGURARE IL PROSSIMO 15 MAGGIO - CON UN EVENTO IN GRANDE STILE - IL NUOVO HUB PER LE PICK & CARRY A CREMONA, HA LANCIATO SUL MERCATO LA SUA PRIMA GRU ARTICOLATA. PERCHÉ L’INNOVAZIONE È SEMPRE AL CENTRO DI OGNI SUO ORIZZONTE di Stefano Vitali
36 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
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MG Cranes è conosciuta e apprezzata a livello mondiale per la progettazione e produzione di gru semoventi elettriche a batteria che trovano applicazione in svariati settori industriali. Al SaMoTer 2020, l’azienda piacentina si presenterà con una recente novità: si chiama MC 50000 RE ed è la prima gru articolata prodotta a Sarmato. Una macchina che, una volta stabilizzata, permette la rotazione idraulica del braccio su torretta girevole a 360° continui e illimitati.
L’importanza delle prestazioni La nuova gru articolata MC 50000 RE è una macchina dalle prestazioni interessanti, racchiuse in dimensioni di trasporto particolarmente compatte: 2.040 mm di larghezza per 5.150 mm di lunghezza e 2.850 mm di altezza. Il peso operativo si attesta sui 22.000 kg, comprensivi delle zavorre. Ma in fase di lavoro tutto cambia: la MC 50000 RE presenta un’area massima di stabilizzazione di 4.850 mm, quadrata, dove la ralla risulta perfettamente centrata. La stabilizzazione è di tipo continuo e si adatta alle necessità in termini di posizione del braccio e di sfilo: non è quindi indispensabile disporre sempre gli stabilizzatori alla massima estensione. Il braccio è a sette sfili, grazie ai quali lo sbraccio massimo si attesta a 16,45 m, mentre sono 20 i metri di altezza massima raggiungibile. A 4 m dalla ralla la capacità di sollevamento è
massima e arriva a 9.430 kg. La nuova gru articolata MC 50000 RE mutua dalle Pick & Carry il telaio e tutte le componenti afferenti a esso: così, oltre ai quattro stabilizzatori a traversa singola (ripiegabili all’interno della macchina per restare nelle dimensioni citate), sui lati trovano posto le batterie (48 + 48 V – 1.240 Ah, in grado di garantire otto ore di autonomia di lavoro), mentre la parte frontale del telaio custodisce il “cuore” dell’impianto idraulico - due pompe, una a portata variabile per i controlli della gru e una a portata fissa per l’alimentazione dell’idraulica del carro - con il relativo serbatoio. Posteriormente si trovano il controllo dello sterzo e il vano elettrico. Tutte le componenti sono protette da cofanature metalliche rimovibili, per garantire la massi-
giore portata alla macchina, “in quanto la gru può essere posizionata esattamente al centro del telaio”, ci spiegano dall’ufficio R&D di JKMG Cranaes. “Ciò assicura automaticamente il perfetto bilanciamento dei pesi e l’altezza contenuta in fase di trasporto, in modo tale che la nostra MC 50000 RE possa essere trasportata su un normale semirimorchio. L’altro aspetto complesso in termini progettuali è stata la realizzazione dell’interfaccia tra gru e telaio: in questo caso abbiamo deciso di adottare il radiocomando in dotazione con la gru, integrando in esso i comandi relativi alla traslazione e le informazioni sullo stato di funzionamento della macchina. La MC 50000 RE è inoltre equipaggiata con un display a bordo macchina”. Come accennato, dunque, la configurazione base della macchina
garantisce giò di per sé il corretto bilanciamento dei pesi. Le zavorre sono due, da 1.000 kg ciascuna, che possono essere rimosse per il trasporto. La cosa interessante è che i tecnici di JMG Cranes hanno pensato di rendere la MC 50000 RE operativa anche senza le zavorre installate: ovviamente ciò comporta una leggera riduzione delle prestazioni, compensata comunque dal fatto di aver risparmiato 2.000 kg nel trasporto, che a volte fanno la differenza. L’ultima chicca è il genoma delle Pick & Carry che “pulsa” nella MC 50000 RE: la macchina è stata progettata anche con una modalità operativa Pick & Carry, appunto: nella configurazione con braccio chiuso, orizzontale e fronte macchina, la MC 50000 RE può traslare con una portata residua di 8 t. ■
LA GRU ARTICOLATA MC 5000 RE È MONTATA SU UN CARRO SEMOVENTE ELETTRICO A BATTERIA DOTATO DI PNEUMATICI ANTI-TRACCIA. LA SUA COMPATTEZZA LA RENDE IDEALE PER LAVORI IN AMBIENTI RISTRETTI. INOLTRE, È IN GRADO DI SALIRE IN AUTONOMIA SU RAMPE E SEMIRIMORCHI
ma protezione abbinata a un’adeguata semplicità di manutenzione. I motori elettrici di traslazione sono posti sugli assi, vicino alle ruote che montano pneumatici da 28” anti-traccia. La trazione è anteriore, mentre lo sterzo è a rotazione posteriore (+90°/-90°).
Una progettazione innovativa La parte più delicata della progettazione di questa macchina risiede nel corretto bilanciamento dei pesi: la scelta di montare una gru articolata con doppia colonna e braccio centrale è dovuta al fatto che tale configurazione garantisce una maggiore stabilità e una mag-
ALLA MC 50000 RE IL “PREMIO INNOVAZIONE” DI SAMOTER 2020 A JMG Cranes è stato conferito il “Premio Innovazione – Categoria Gru” di SaMoTer, proprio per la gru articolata MC 50000 RE. Quattro le motivazioni che hanno spinto i giudici a questa decisione: per aver ampliato e rivoluzionato il concetto di Pick & Carry elettrica; per il dispositivo di controllo della stabilità che la colloca ai massimi livelli nel settore del sollevamento”; per la capacità di saper valorizzare due macchine profondamente diverse unendole in modo efficiente e funzionale; per aver ampliato il campo applicativo delle Pick & Carry con una macchina evoluta in grado di operare in contesti molto diversi tra loro. Nella foto, Maurizio Manzini (a sinistra), CEO di JMG Cranes, viene premiato da Maurizio Danese, presidente di Veronafiere.
gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 37
MACCHINE MAGNI T.H.
(NON) FERMATE LE ROTATIVE! VINCITORE DEL “PREMIO INNOVAZIONE SAMOTER” NELLA CATEGORIA “SOLLEVATORI TELESCOPICI / HIGH CAPACITY”, IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO ROTATIVO RTH 6.51 DA 6 T DI PORTATA E 51 M DI ALTEZZA OPERATIVA È OGGI IL FIORE ALL’OCCHIELLO DEL COSTRUTTORE EMILIANO di Stefano Vitali
N
el nuovo sollevatore telescopico rotativo RTH 6.51, caratterizzato da un braccio in sette sezioni (quindi sei sfili, realizzati in materiali altoresistenziali quale Domex 1100 o Hardox 400), Magni T.H. ha adottato soluzioni mirate ad aumentare al massimo la sezione dei tubi idraulici, in modo da ridurre le perdite di carico dovute alla lunghezza necessaria a raggiungere le altezze prestabilite. Il costruttore di Castelfranco Emilia (MO) ha individuato anche nuove soluzioni tecniche finalizzate ad aumentare la rigidità dei cilindri idraulici. Anche questa soluzione è stata adottata per raggiungere gli obiettivi in termini di resistenza e leggerezza. Ma le migliorie hanno coinvolto varie parti di questa macchina. 38 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
Un concentrato di innovazione Partiamo dalla torretta: qui il miglioramento delle prestazioni della rotazione idraulica è affidata a due riduttori “a gioco ridotto” e a più stadi di riduzione. Una scelta che comporta un rapporto di riduzione più elevato e che quindi
permette l’uso di motori a pistoni assiali con velocità di rotazione più alta. Questa soluzione meccanica-idraulica permette di ottenere una rotazione della macchina modulabile e un controllo ottimale in tutte le posizioni, anche nelle condizioni di lavoro più estreme, mantenendo sempre gli standard di sicurezza richiesti. Gli assali utilizzati, poi, consentono un carico raddoppiato rispetto a quanto garantito da quelli impiegati precedentemente nel
modello RTH 6.46. Stessa cosa vale per gli pneumatici, realizzati su capitolato aziendale da un fornitore leader di mercato con una mescola moderna e tecnologicamente avanzata. Una nota anche per il distributore: Magni T.H. ha reso proporzionale la sezione adibita alla gestione degli stabilizzatori, così da garantire un livellamento millimetrico anche nelle condizioni d’impiego più gravose.
La nuova gamma Stage V La gamma di telescopici rotativi e fissi Magni, a partire da aprile 2020, sarà equipaggiata con motori Volvo e Deutz Stage V. Tra le implementazioni qui previste è da citare il freno di parcheggio automatico: con questa funzione viene garantito un maggior comfort di guida e una maggiore sicurezza. Non occorrerà più usare il pulsante dedicato sulla colonna di sterzo, poiché il freno si inserirà ogni volta che la velocità del veicolo sarà prossima allo zero e si disinserirà selezionando la direzione d’avanzamento mediante FNR e usando il “drive pedal”. Le modifiche alla gamma non sono solo di carattere tecnico-mec-
IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO MAGNI RTH 6.51, CARATTERIZZATO DA UN BRACCIO STRUTTURATO IN SETTE SEZIONI
canico, ma anche commerciale: Magni T.H., infatti, presenterà la gamma in modo differente (le fasce di tonnellaggio previste sa-
ranno quelle delle 4-5 t, per salire a 6-7 t e concludere con 8-13 t) e si concentrerà sulle alte portate. Tutta la gamma da 4-5 t monta uno schermo touch-screen da 7” che passa alla versione XL da 10” sulle versioni da 6 a 13 t (è prevista un’ulteriore versione XXL a partire da ottobre, da 12”, che sostituirà il 10”). Per sottolineare il livello qualitativo della gamma alta, poi, Magni T.H. ha deciso di montare componenti “made by Liebherr” per quel che riguarda la rotazione. Per Magni T.H. la sicurezza è sempre al primo posto: per questo motivo è stata da poco implementata sulle macchine una funzione di correzione di livello del telaio in caso di braccio sfilato oltre i 3 m. La funzione si attiva solo nel lato in difetto, inibendo così manovre sbagliate che potrebbero portare al ribaltamento del mezzo.
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IL SOLLEVATORE TELESCOPICO ROTATIVO RTH 6.51 SI DISTINGUE PER LA POLIVALENZA E COMPATTEZZA IN RAPPORTO ALLE ALTEZZE E PORTATE RAGGIUNGIBILI
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IL NUOVO QUARTIER GENERALE E LA SCUOLA “PIETRO MAGNI” Entro la fine di quest’anno entrerà in funzione il nuovo quartier generale Magni. Con questa nuova struttura la produzione sarà triplicata, grazie all’ampliamento della superficie e all’implementazione di celle robotizzate. Questi alcuni numeri del nuovo stabilimento: 20 ettari di superficie totale; 36.000 m2 di superficie costruita e 3.200 m2 adibita a uffici; 450 parcheggi. Parallelamente alla costruzione del nuovo sito produttivo c’è quella della scuola elementare dedicata a Pietro Magni, padre dell’attuale Presidente di Magni T.H.: si tratta di un progetto di riqualificazione territoriale, ma soprattutto della visione etica che Magni ha del suo territorio. Si tratta di un edificio concepito in classe energetica A+, struttura antisismica e utilizzabile come presidio di protezione civile. Le aule saranno cinque, un intero ciclo di studi con palestra e aula informatica. Sempre in un’ottica di cambiamento, per l’estate è previsto il l’impiego del nuovo gestionale SAP, che sarà esteso a tutti i dipartimenti dell’azienda e alle filiali estere.
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MACCHINE Tecnologia a supporto Magni T.H. offre anche un nuovo radiocomando caratterizzato da una forma più compatta e con maschera a led al posto del tradizionale display, per rendere le informazioni più visibili. La nuova frequenza internazionale BT è conforme agli standard mondiali; il joystick di nuova generazione si distingue per una proporzionalità migliore (30%) rispetto alla precedente versione; la sostituzione della trasmittente avviene senza chiavi di codifica ma con un pairing elettronico (sarà disponibile come optional la versione del radiocomando con display a colori con informazioni relative gli allarmi, le portate e la possibilità di confermare l’utilizzo di accessori). Tutta la gamma Magni, infine, è sta-
IL NUOVO TELESCOPICO RTH 6.51 È UN CONCENTRATO DI INNOVAZIONI E PER LA SUA REALIZZAZIONE SONO STATE FATTE APPORTATE NUMEROSE MIGLIORIE RISPETTO AI MODELLI PRECEDENTI, CHE HANNO COINVOLTO ANCHE IL COMFORT INTERNO E L’OPERATIVITÀ GENERALE DELLA MACCHINA
NON SOLO TELESCOPICI Sempre più completa è anche la gamma di pantografi Magni, proposta sul mercato nelle versioni elettriche e diesel fuoristrada. Tra le loro peculiarità sono da sottolineare: il sistema diagnostico di bordo; la manutenzione semplificata; la silenziosità e l’eco-sostenibilità; il dispositivo di sicurezza antischiacciamento; la protezione automatica del sottoscocca; la porta autobloccante sulla piattaforma; il sistema di sovraccarico in piattaforma; il controllo dell’inclinazione con allarme; la discesa d’emergenza; la velocità limitata alla massima altezza.
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LA GAMMA DI TELESCOPICI MAGNI È EQUIPAGGIATA CON UN SISTEMA GPS DENOMINATO “MYMAGNI”, CHE PERMETTE DI LOCALIZZARE FACILMENTE LA PROPRIA UNITÀ QUAND’È AL LAVORO E DI ANALIZZARNE I PARAMETRI E LE FUNZIONI PRINCIPALI
ta equipaggiata con un potente sistema GPS, denominato “MyMagni”, che permette non solo di localizzare facilmente la propria unità quand’è al lavoro, ma anche di analizzarne i parametri e le funzioni principali per poter scongiurare fermi macchina o danni. L’interfaccia è facile da usare sia su desktop che su device. Sono inoltre visibili avvisi di errore macchina e registrazioni della cronologia di manutenzione. Le segnalazioni di geo-localizzazione in tempo reale indicano quando la macchina lascia una precisa area operativa e comunicano utilizzi non autorizzati. Avvisi di coprifuoco e di eventuali furti avvertono poi se una macchina è accesa o se viene spostata illegalmente. ■
MACCHINE MERLO
Una nuova idea di movimentazione
IL 2019 È STATO UN ANNO STORICO PER IL GRUPPO PIEMONTESE. NON SOLO PERCHÉ HA COINCISO CON IL 55° ANNIVERSARIO DELL’INAUGURAZIONE DELL’ATTUALE STABILIMENTO DI SAN DEFENDENTE DI CERVASCA, MA ANCHE PER I RISULTATI FINANZIARI RAGGIUNTI E PER IL LANCIO DI UNA NUOVA GAMMA DI SOLLEVATORI COMPLETAMENTE ELETTRICI
di Stefano Vitali
È
stato un anno da record, quello che ha vissuto Merlo nel 2019, con un aumento di fatturato del 7%, una crescita di quasi 50% nell’ultimo quinquennio e il numero record di 7.000 macchine vendute. Il mercato italiano, in particolare, ha fatto registrare al Gruppo piemontese una crescita rilevante, superando i 1.000 sollevatori telescopici venduti e rafforzando ulteriormente la leadership 42 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
nazionale con oltre il 40% di quota di mercato. La crescita ha interessato anche i mercati esteri, con numeri (anche qui) record in paesi di riferimento europei come Francia, dove Merlo ha registrato il suo primato di vendite, e Germania, dove l’azienda ha raggiunto la leadership di mercato. E il 2020 come si presenterà, alla luce di tutto ciò? Da Merlo comunicano che sarà un anno di ulteriore sviluppo e di inve-
stimenti, con una ulteriore crescita prevista in termini di produzione, affidabilità e tecnologia. Tutti fattori, questi, che prepareranno la società di San Defendente di Cervasca (CN) a celebrare al meglio il 110° anniversario, che cadrà nel 2021. Quest’anno, peraltro, è iniziato molto bene: la nuova gamma di sollevatori telescopici elettrici “E-Worker” ha già ottenuto un importante riconoscimento: il SaMoTer Innovation Award.
La nuova gamma elettrica Ma in cosa consiste il progetto “E-Worker”? La continua ricerca di nuove soluzioni specifiche studiatet al fine di soddisfare le esigenze dei clienti ha portato il Gruppo Merlo alla realizzazione di una gamma di sollevatori telescopici, denominata appunto “E-Worker”, dalle dimensioni compatte e realizzata con alimentazione 100% elettrica. Si tratta di macchine nate per azzerare i livelli di rumorosità e di emissioni inquinanti, incrementare la manovrabilità negli spazi ristretti e ridurre drasticamente i costi d’esercizio nei confronti di modelli analoghi allestiti con motori termici alimentati a gasolio. Grazie a queste caratteristiche uniche la nuova gamma trova applicazioni in ambienti chiusi quali stalle, magazzini, rimesse di materiali, industrie e applicazioni sotterranee. Garantendo inoltre l’operatività e la trazione anche in situazioni off road per le esigenze di contesti quali municipalità, agricoltura, costruzioni e discariche. Un apposito software, poi, consente di monitorare lo status delle batterie. Le informazioni su carica residua, velocità di trasferimento e tutti i parametri di lavoro vengono proiettati in tempo reale sul computer di bordo presente in cabina. La gamma si compone di due modelli: E-Worker 25.5-60 (due ruote motrici) ed E-Worker 25.5-90 (quattro ruote motrici).
L’E-WORKER È UN NUOVO CONCETTO DI SOLLEVATORE TELESCOPICO OFF-ROAD LANCIATA SUL MERCATO DA MERLO PER ASSICURARE SICUREZZA E RISPETTO PER L’AMBIENTE
I sei punti vincenti La gamma E-Worker assicura agli operatori una garanzia in termini di sicurezza, potenza, comfort, manovrabilità, versatilità ed efficienza. I sollevatori telescopici E-Worker, infatti, uniscono compattezza estrema alla sicurezza garantita da un sollevatore telescopico tradizionale. Questa gamma innovativa, inoltre, offre doti di
trazione superiori anche nelle situazioni off-road, arrivando a superare pendenze di oltre il 40%. Il comfort è garantito dall’agevole ingresso e dalla generosa dimensione della cabina, con 785 mm di larghezza massima e un’elevata visibilità. Questi telescopici sono anche particolarmente manovrabili e agili in ogni situazione, grazie all’elevato angolo di sterzo dell’assale posteriore e alle ridotte dimensioni (in più, il carico rimane sempre all’interno dell’ingombro della macchina). La gamma E-Worker, poi, è completamente compatibile: l’interfaccia Merlo – ZM1 consente infatti la piena compatibilità con l’ampia scelta di attrezzature dell’azienda piemontese (è anche disponibile l’omologazione per il traino fino a 6.000 kg). Queste macchine, infine, sono “verdi”, e non solo nel colore. Si tratta di mezzi a gestione 100% elettrica: il pacco batterie è in grado di alimentare la pompa idraulica per i movimenti del braccio e i motori elettrici per la trazione e movimentazione della macchina. ■
LA SCHEDA TECNICA I sollevatori telescopici E-Worker
25.5-60 2WD
25.5-90 AWD
Massa totale a vuoto:
4500 kg
Portata max.:
2500 kg
Altezza di sollevamento:
4,8 m
Sbraccio max.:
2,6 m
Portata alla massima altezza:
1.500 kg
Portata al massimo sbraccio:
1.000 kg
Motore:
elettrico
Potenza max.:
44 kW
66 kW
Autonomia:
8 ore
Pompa idraulica: Raggio di sterzata alle forche: LA NUOVA GAMMA DI TELESCOPICI ELETTRICI SI DISTINGUE PER LE DIMENSIONI COMPATTE ED È ALIMENTATA AL 100% DA BATTERIE ELETTRICHE
Altezza da terra: Dimensioni (larghezza x altezza x lunghezza):
LS + FS 2.440 mm
3.400 mm
250 mm
260 mm
1.530 x 1.950 x 3.280 mm
1.670 x 1.960 x 3.280 mm
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MACCHINE SOCAGE
VERTICAL
(NO) LIMIT
L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO STABILIMENTO DI CARPI E IL LANCIO DI NUOVE PIATTAFORME INNOVATIVE HA CONSENTITO AL COSTRUTTORE EMILIANO DI DISTINGUERSI ANCHE NEL 2019 COME UNO DEI PLAYER DI MAGGIORE SUCCESSO NEL MERCATO DEL SOLLEVAMENTO, SIA IN AMBITO NAZIONALE CHE INTERNAZIONALE di Ettore Zanatta
I
numeri parlano chiaro: il Gruppo Socage non fa altro che crescere sul mercato, sia in Italia che all’estero. Ciò grazie a continui (e ingenti) investimenti, che hanno portato alla realizzazione di un nuovo polo produttivo strategico e di nuove piattaforme che – pur mantenendo le peculiarità del marchio in termini di semplicità d’utilizzo, versatilità e prestazioni – si caratterizzano per una costante evoluzione tecnologica intrinseca, in grado di sposare in maniera ottimale le esigenze di ogni operatore, anche il più esigente. Come ormai da tradizione abbiamo incontrato Fiorenzo Flisi, presidente del Gruppo Socage, che ci ha illustrato quanto è accaduto negli ultimi mesi.
44 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
FIORENZO FLISI PRESIDENTE DEL GRUPPO SOCAGE
Il 2019 è stato un (altro) anno di particolare importanza per Socage, sia in termini logistici che produttivi. Possiamo dire che lo scorso anno avete raccolto i frutti degli investimenti fatti negli ultimi anni? “Sì, durante il biennio 20182019 abbiamo ottenuto i risultati e gli obiettivi preventivati quando abbiamo deciso di investire fortemente nell’ulteriore sviluppo dell’azienda. Entrambi gli esercizi si sono conclusi con una crescita rilevante del fatturato e con un netto incremento degli ordini. Il nuovo stabilimento di Carpi (MO), poi, inaugurato lo scorso 4 ottobre, rappresenta oggi un polo produttivo all’avanguardia per la realizzazione delle piattaforme di media altezza e di quelle ‘customizzate’ che, in sinergia con le strutture già esistenti - a Boretto (RE) continueranno a essere prodotte le macchine più piccole e ‘standardizzate’, mentre a Sorbara (MO) le alte telescopiche con jib - ci consente di snellire la logistica e di ottimizzare i costi. Abbiamo dunque riorganizzato le linee produttive e la relativa gestione, in modo da essere ancora più snelle ed efficienti e garantire un incremento di macchine consegnate del 30%”. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 45
MACCHINE
L’OPINIONE
ANDREA GILBERTI
RESPONSABILE COMMERCIALE ITALIA, SOCAGE
“Socage è una società dinamica, con lo sguardo costantemente rivolto al futuro e, in termini progettuali e produttivi, ha sempre dimostrato di essere un precursore nel mercato in cui opera, che oggi è costituito essenzialmente per oltre il 90% da noleggiatori. In Italia, in particolare, la rete commerciale sta svolgendo un lavoro straordinario: la crescita è continua (nel 2019 abbiamo registrato un incremento di oltre il 20% nelle vendite rispetto all’esercizio precedente, con circa 400 piattaforme vendute) e abbiamo già un portafoglio ordini 2020 di rilevante consistenza. Ciò grazie all’ampiezza del catalogo Socage (dove a fare la parte della “regina” è sempre la piattaforma 20D), alla costante evoluzione dei prodotti, alle tecnologie e alle innovazioni applicate e a risultati prestazionali che si confermano sempre ai vertici di categoria. Tutto ciò ci sta consentendo di ottenere grandi soddisfazioni sia nel Nord Italia ma anche nelle aree del Centro e Sud Italia, dove l’atteggiamento degli operatori sta cambiando e si registra una maggiore propensione al noleggio rispetto al passato. In generale, il successo dell’azienda si deve - oltre che a specifiche particolarità tecniche tipiche del marchio Socage, come ad esempio l’attacco frontale e la stabilizzazione in sagoma - all’estrema semplicità di utilizzo delle piattaforme. Sotto quest’aspetto Socage non ha rivali!” 46 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
Qual è stato, in particolare, il mercato che ha fatto da traino alla crescita di Socage? “Il mercato italiano rimane un contesto molto importante per Socage, anche grazie alla rete commerciale e a tutto il team aziendale, che in questi anni sono stati in grado di valorizzare il marchio su tutto il territorio nazionale. Ma, naturalmente, Socage guarda anche all’estero, dove in diversi mer-
“
cati siamo presenti con delle filiali e dove abbiamo continuato a consolidare il brand in modo molto positivo. Nei mercati europei, anche in quelli dell’est, siamo sempre più presenti e considerati dagli operatori, che – pur in ritardo rispetto a quanto avvenuto altrove – stanno iniziando ad apprezzare l’utilizzo dei controlli elettrici rispetto a quelli idraulici, oltre che la disponibilità di accessori e op-
SOCAGE HA RECENTEMENTE INAUGURATO IL NUOVO STABILIMENTO DI CARPI E LANCIATO SUL MERCATO DUE NUOVE PIATTAFORME AEREE INNOVATIVE
„
AL GIS 2019 SOCAGE HA PRESENTATO IN ANTEPRIMA ASSOLUTA LA NUOVA PIATTAFORMA ARTICOLATA SU PICK-UP FORSTE 16A, DOTATA DI COMANDI ELETTRICI
LA SCHEDA TECNICA
LA SCHEDA TECNICA
La piattaforma articolata su pick-up ForSte 16A
La piattaforma autocarrata articolata Speed ForSte 32DJ
Altezza max.:
16 m
Altezza max.:
32 m
Altezza cesta:
14 m
Altezza cesta:
30 m
Portata cesta:
250 kg
Portata cesta:
280 kg
Dimensioni cesta:
1,4 x 0,7 x 1,1 m
Dimensioni cesta:
1,8 x 0,7 x 1,1 m
Rotazione cesta:
90°+90°
Rotazione cesta:
90°+90°
Rotazione torretta:
700° continua
Rotazione torretta:
700° continua
Sbraccio max.:
8m
Sbraccio max.:
19 m
Stabilizzatori:
A+A
Stabilizzatori:
H+H
Comandi:
elettrici
Comandi:
elettroidraulici
Argano:
no
Argano:
no
PTT pick-up:
3t
PTT autocarro:
12 t
tional che precedentemente erano appannaggio esclusivo dei mercati più maturi. Anche in Inghilterra stiamo avendo buoni risultati, pur rimanendo questo un mercato molto complicato ed esigente. Nei prossimi anni avremo sicuramente modo di registrare importanti crescite anche in Europa, quindi. Un’attenzione particolare la stiamo riservando poi anche oltreoceano (in particolare stiamo studiando strategie di espansione nel mercato statunitense), così come in Africa e in Medio Oriente”. In questi contesti quali sono stati i valori aggiunti che vi stanno consentendo una crescita di tale rilevanza e quali i modelli che riscuotono i maggiori consensi? “Certamente l’ampia gamma di piattaforme autocarrate che Socage è in grado di offrire rappresenta un valore aggiunto fondamentale, insieme alla particolarità dei nostri profili SPP (Socage Project Profile) e alle stabilizzazioni garantite dai telai. La loro semplicità e versatilità, poi, consente una facile e sicura installazione su ogni tipologia di autocarro. Nei mercati esteri, ma anche in Italia, vengono apprezzate le tecnologie, le innovazioni e gli accessori che rendono le nostre
piattaforme degli strumenti ideali per ogni applicazione nell’ambito del sollevamento. Il catalogo Socage è particolarmente esaustivo: qui spiccano certamente la
piattaforma forSte 20D, ma anche la forSte 28D, le telescopiche della serie E (che grazie alla loro leggerezza non hanno eguali sul mercato) e la forSte 75TJJ.
NEL 2019, IN OCCASIONE DEL BAUMA, SOCAGE HA LANCIATO SUL MERCATO LA PIATTAFORMA AUTOCARRATA SPEED FORSTE 32DJ (NELLA FOTO, LA VERSIONE PIÙ “GRANDE”, LA 37DJ), CON COMANDI ELETTROIDRAULICI gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 47
MACCHINE per la stabilizzazione stessa. La forSte 32DJ - che può essere dotata di elettropompa idraulica smontabile, a vantaggio economico/operativo del noleggiatore, che non deve necessariamente dotarsi di un componente per ogni macchina - eccelle per una compattezza che le permette di essere utilizzata anche in centri urbani ad alta densità di traffico”. Altra novità presentata recentemente è la piattaforma 16°, con comandi elettroidraulici… “Sì, l’abbiamo lanciata ufficialmente sul mercato lo scorso autunCARPI: ALCUNI SCORCI DEL REPARTO PRODUTTIVO DEL NUOVO STABILIMENTO SOCAGE DI CARPI, INAUGURATO UFFICIALMENTE IL 4 OTTOBRE 2019
Molto apprezzata è anche la versione a comandi elettrici della piattaforma A314”. Nel 2019 Socage ha investito molte risorse anche nella realizzazione delle piattaforme della serie Speed. Di cosa si tratta? “Le nostre strategie di innovazione si sono evolute verso una (ancora) maggiore semplicità di utilizzo delle piattaforme, garantendo sempre elevate prestazioni. Abbiamo lavorato sulla serie Speed sviluppando per i tre modelli forSte 28DA, 32DJ e 37DJ la stabilizzazione in sagoma, che facilita e rende più veloce l’attività dell’operatore. Presentato in anteprima mondiale al Bauma 2019 e in Italia al GIS di Piacenza, il modello forSte 32DJ, in particolare, rappresenta una soluzione importante per gli operatori. È una piattaforma aerea a doppia articolazione con jib installabile su autocarri con PTT di 12 t capace di un’altezza massima di lavoro di 32 m e di uno sbraccio di lavoro di 19 m, con una capacità di carico di 280 kg (tre operatori + attrezzi). Grazie al jib idraulico è in grado di oltrepassare gli ostacoli per intervenire più facilmente sull’area di lavoro. Il sistema di stabilizzazione a traverse estensibili ad 48 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
apertura idraulica calcola automaticamente (direttamente dalla cesta) l’area di lavoro sicura in base alla loro estensione e permette di sfruttare al meglio lo spazio disponibile
no: è una piattaforma autocarrata articolata montata su pick-up (la più alta sul mercato in tale configurazione), anche 4x4, sviluppata per interventi fuoristrada dove le normali piattaforme su autocarro non riescono ad arrivare, né a stabilizzare. Veloce, pratica e semplice, anch’essa offre l’attacco frontale della cesta, è capace di un’altezza di lavoro di 16 m e di uno sbraccio di 8 m, con una capacità massima di carico di 250 kg (due operatori + attrezzi). I comandi da terra con quattro leve singole consentono all’operatore di distribuire gli stabilizzatori e stabilizzare la piattaforma anche in condizioni difficoltose”. ■ LA PIATTAFORMA AEREA “TOP DI GAMMA” DI SOCAGE RIMANE LA DOPPIA ARTICOLATA FORSTE 20D
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MACCHINE TEREX CRANES
UNIONE D’INTENTI
LE DUE BUSINESS UNIT “ITALIANE” DEL GRUPPO AMERICANO HANNO RECENTEMENTE ORGANIZZATO UN EVENTO SPECIALE IN CUI HANNO MOSTRATO A CLIENTI E CONCESSIONARI COME SIA POSSIBILE OTTIMIZZARE E PROMUOVERE PROGETTI IN SINERGIA. PER L’OCCASIONE SONO STATE ESPOSTE ALCUNE INTERESSANTI NOVITÀ
di Ettore Zanatta
T
erex Corporation è un produttore globale di macchinari di sollevamento e per la lavorazione di materiali in grado di offrire soluzioni impiegate in un’ampia gamma di settori industriali, tra cui edilizia, infrastrutture, attività di produzione, spedizioni, trasporti, raffinazione, energia, aziende di servizio pubblico e attività minerarie e di estrazione. In Italia, a Fontanafredda (PN) e a Crespellano (BO), operano due importanti business unit del Gruppo,
50 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
quelle dedicate alla costruzione di, rispettivamente, gru edili e autogrù fuoristrada, da qui esportate in tutto il mondo. Mentre fino allo scorso anno gli eventi relativi a queste due business unit venivano organizzati in modo indipendente, presso le rispettive sedi, nel 2019 le forze si sono riunite per organizzare un unico appuntamento, al fine di evidenziare agli occhi di clienti e conces-
sionari invitati da tutto il mondo l’intenzione di operare in modo sempre più sinergico, progredendo insieme nelle stesse direzioni, ottimizzando e promuovendo progetti a largo respiro. Durante l’evento abbiamo incontrato Angelo Cosmo, Marketing Manager
Global Tower & Rough Terrain Cranes di Terex Cranes, che ci ha illustrato lo stato dell’arte del mercato e le novità esposte durante la manifestazione. Per la prima volta le due “business unit” di Terex riferite alle gru (edili e fuoristrada) hanno organizzato un evento comune, esponendo le rispettive novità di mercato. Qual è il motivo di questa scelta? “Con quest’evento, straordinario in tutti i sensi, abbiamo dimostrato come due realtà distinte ma riferite allo stesso mercato e ad applicazioni similari – quella di Fontanafredda, focalizzata sulle gru edili, con quattro linee di prodotto, e quella di Crespellano, specializzata nella costruzione di autogrù fuoristrada – possono operare in sinergia, avendo peraltro alcuni ruoli in comune. Due realtà che possono lavorare (e che lavoreranno sempre più) insieme, con lo scopo strategico di ottimizzare le rispettive attività e di promuovere progetti comuni. A quest’evento hanno partecipato
noleggiatori, distributori e clienti provenienti da tutto il mondo, interessati – compatibilmente con le loro attività – a tutti i prodotti esposti nell’occasione. Non erano presenti solo gli operatori statunitensi, poiché le novità qui presentate saranno esposte direttamente al Conexpo, manifestazione che coinvolge tutti i protagonisti del mercato locale”. A proposito di mercato: come si è chiuso il 2019 e quali sono i contesti più favorevoli in questo momento per
ANGELO COSMO, SENIOR MARKETING MANAGER GLOBAL TOWER & ROUGH TERRAIN CRANES le due business unit di Terex Cranes protagoniste dell’evento? “Il mercato delle due business unit è globale. Dagli stabilimenti produttivi di Fontanafredda e Crespellano i prodotti raggiungono tutti i Paesi del mondo. In questo contesto i mercati che hanno fatto registrare i migliori risultati sono Stati Uniti, Canada e Nord Europa (in particolare Gran Bretagna e Benelux), ma anche Polonia, Ungheria, Singapore e Australia. Il mercato italiano per quanto riguardale gru fuori strada è per noi sempre molto importante, risulta invece uno dei più complessi per le gru edili, ma siamo fortemente impegnati a coglierne tutte le opportunità, anche se ancora non evidenzia le potenzialità già manifestate altrove”.
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MACCHINE
L’OPINIONE
MARCO BUSCONI “RT CRANES ENGINEERING DIRECTOR”, TEREX CRANES
“In occasione dell’evento di Fontanafredda erano esposte l’autogrù fuoristrada RT 90 da 87 t di portata (47 m di lunghezza braccio, 66 m di altezza massima con sbraccio massimo e 52,6 t di peso loro), lanciata sul mercato qualche anno fa e affermata bestseller della gamma Terex, e l’autogrù fuoristrada RT 1045 L (L = braccio lungo), da 44 t e 2,5 m di larghezza. In questo modello, in particolare, è stata aggiornata la motorizzazione Cummins allo Stage V/ Tier IV Final. Contestualmente abbiamo colto l’occasione per aggiornare anche la cabina, che deriva da quella già utilizzata sulla RT 90 e che ora è la medesima montata anche sui modelli RT 1070, RT 1080 e RT 1080 L. L’unico upgrade ha coinvolto, in questo caso, l’impianto elettrico e la raccorderia idraulica, mentre il resto – in termini di ergonomia e di caratteristiche intrinseche (robustezza degli assali e delle sovrastrutture, facilità di accesso per la manutenzione, facilità di trasporto, controllabilità, componenti intercambiabili, argani a due velocità, comandi intuitivi, interasse ridotto, fino a quattro modalità di sterzatura, trasmissione con cambio automatico Powershift) – è rimasto invariato. Nella RT 1045 L sono state poi perviste alcune predisposizioni opzionali, come il radiocomando, la possibilità di gestione da remoto “T-Link” (Industria 4.0 Compatibile) e il riscaldatore ausiliario diesel, utilizzabile nel caso in cui la macchina debba operare in ambienti particolarmente freddi o l’operatore necessiti di un maggiore riscaldamento in cabina. Sono stati previsti inoltre fanali di lavoro a luci LED”. 52 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
Parliamo di prodotti e, in particolare, di gru edili. Quali sono state le novità esposte in occasione dell’evento di Fontanafredda? “Come noto, Terex Cranes produce gru a torre con cuspide, flat top, a braccio impennabile e gru a torre automontanti. In occasione dell’evento di Fontanafredda abbiamo esposto sostanzialmente tre novità. La prima è la CTLH 19212, una novità assoluta, importante e strategica per il Gruppo. Si tratta di una gru da 55 m di sbraccio e 12 t di capacità massima (2,35 t alla massima lun-
ghezza), con raggio minimo di lavoro di 3 m e raggio minimo di parcheggio di soli 8 m utilizzabile ovunque ci siano problemi di spazio, tipico delle grandi città. È una soluzione molto apprezzata in Gran Bretagna – ma c’è molto interesse anche da parte di mercati come quello australiano – e può essere montata su diverse tipologie di torre (H20, HD23, TS23, TS21), soddisfacendo così molteplici esigenze di utilizzo e cantiere. Inoltre, è dotata di una nuova cabina – progettata per massimizzare il comfort dell’operatore, con
LA NUOVA “LUFFING JIB TOWER CRANE” CTLH 192-12 (A SINISTRA) ESPOSTA INSIEME ALLA NUOVA GRU AUTOMONTANTE CSE 32
“
IL GRUPPO TEREX HA DIMOSTRATO COME LE DUE ‘BUSINESS UNIT’ DI FONTANAFREDDA E CRESPELLANO POSSONO OGGI OPERARE IN SINERGIA
„
LA GRU TEREX CTT 172-8 DA 1,71 T DI CAPACITÀ ALLA MASSIMA LUNGHEZZA, 8 T DI CAPACITÀ MASSIMA E 65 DI SBRACCIO
spazi interni concepiti in base a criteri ergonomici volti a ridurre gli sforzi e a ottimizzare la produttività sul cantiere – e del sistema T-Link, una piattaforma telematica comune a tutte le gru di cui siamo molto orgogliosi. Altra novità esposta è stata la ‘flattop’ CTT 172-8, una macchina da 8 t di capacità massima, 65 m di sbraccio e capacità alla massima lunghezza di 1,71 m compatibile con due tipologie di torre Terex, la TS16 e la TS21 (1,6 m e 2,1 m di sezione). Come tutti i nuovi modelli anche questa gru – che è idonea per tutti i cantieri, anche quelli più impegnativi - è provvista di un nuovo sistema di controllo che favorisce un veloce e semplice settaggio elettronico dei parametri, nonché di altre funzioni quali Power Plus e Power Match che ottimizza prestazioni e consumi. La terza novità presentata è stata la gru automontante CSE 32. Tra le innovazioni apportate a questo modello – che ha una maggiorata capacità massima di
4,4 t, una alla massima lunghezza di 1,05 t e uno sbraccio di 32 m – ci sono il sistema di controllo munito di display che oltre a migliorare le prestazioni ne facilità il
montaggio e l’utilizzo, la presenza delle funzioni Terex Power Plus, e Power Match. Inoltre la nuova CSE 32 offre la possibilità di connessione alla piattaforma telematica T-Link , la quale, oltre a facilitarne la gestione da remoto, rende la gru inseribile nelle politiche di iperammortamento Industria 4.0. Degno di nota anche il nuovo design della zavorra di base che protegge il quadro elettrico ma allo stesso tempo è immediato nella rimozione facilitando, ove necessario, il trasporto della macchina. Un’ultima nota merita anche il nuovo ascensore per gru a torre T-Lift, adattabile a tutti i modelli Terex, con portata di due persone/200 kg. ■ LE DUE AUTOGRÙ FUORISTRADA ESPOSTE DA TEREX IN OCCASIONE DELL’EVENTO DI FONTANAFREDDA: LA RT 90 (IN PRIMO PIANO A DESTRA) E LA RT 1045 L
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Hands On
SICUREZZA E STABILITÀ IN QUOTA 54 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T
LANCIATA IN OCCASIONE DEL BAUMA 2019, QUESTO MODELLO DA 43 M DI ALTEZZA MASSIMA DI LAVORO È DISPONIBILE IN VERSIONE STANDARD E IBRIDA. RADIOCOMANDATA E CON DOPPIA VELOCITÀ DI TRASLAZIONE, QUESTA PIATTAFORMA È COMPLETAMENTE AUTOMATICA IN FASE DI STABILIZZAZIONE, OFFRE LA RICHIUSURA DEI BRACCI IN SAGOMA E RAPPRESENTA UNA SOLUZIONE AFFIDABILE ANCHE NEI SOLLEVAMENTI IN SPAZI RISTRETTI di Ettore Zanatta
L
a piattaforma semovente cingolata Spider 43 T è una macchina concepita e realizzata da Platform Basket (Poviglio – RE) specificatamente per il mercato italiano, ma che sta ottenendo riscontri importanti - fin dal suo lancio, avvenuto lo scorso anno - anche in altri contesti europei, come Francia e Inghilterra. Così come tutte le piattaforme semoventi cingolate dai 12 ai 40 m dell’azienda emiliana, anche la Spider 43 T è dotata di cingoli allargabili e di comandi di controllo semplici e intuitivi. Si tratta di una piattaforma aerea estremamente stabile e, al tem-
po stesso, facilmente trasportabile. Queste sue caratteristiche, unitamente a una compattezza che non ne pregiudica l’utilizzo anche in spazi ristretti, ne fanno un valido strumento di lavoro per chi si dedica alla potatura, ai lavori di manutenzione, di pittura e/o a qualsiasi altro lavoro di difficile accesso con piattaforme convenzionali. Grazie ai citati cingoli in gomma, infatti, questa piattaforma semovente può muoversi anche in ambienti ristretti o difficili da raggiungere. I robusti stabilizzatori, peraltro, consentono di rendere le operazioni in quota estremamente stabili e sicure. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 55
Hands On All’altezza di ogni situazione Per verificare e analizzare da vicino le peculiarità della piattaforma semovente cingolata Spider 43 T siamo stati supportati da Minoege, società di Santo Stino di Livenza
(VE) con una lunga esperienza nel noleggio di piattaforme aeree e autogrù, settore in cui opera dal 1991. Nella fattispecie, la piattaforma - nella tradizionale colorazione gialla di Minoege, anziché
in quella rossa di Platform Basket - era utilizzata dall’azienda veneta per svolgere interventi di sollevamento e per l’implementazione di una stazione radio di Iliad Italia a Campo San Martino (PD).
Come la maggior parte delle macchine prodotte da Platform Basket, la piattaforma semovente cingolata Spider 43 T è gestibile in tutte le sue funzioni tramite radiocomando
ALIMENTAZIONE “NON INQUINANTE” La continua ricerca di prestazioni e la grande attenzione all’inquinamento ambientale hanno consentito a Platform Basket di realizzare, in collaborazione con una delle più importanti aziende italiane del settore, un sistema di alimentazione basato su tecnologia agli ioni di litio, oggi considerato il migliore per rapporto prestazioni/prezzo. Da ciò ne deriva che l’azienda emiliana è in grado di offrire questa tecnologia in tutte le sue piattaforme semoventi cingolate, modello 43 T compreso. Tra le peculiarità tecniche da evidenziare con questa tipologia di alimentazione: ottimo utilizzo della capacità totale della batteria (fino all’80% della loro capacità nominale); peso ridotto (fino al 30% di peso in meno a parità di capacità di 56 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
batterie al piombo acido); rapidità di ricarico (fino a cinque volte la capacità della batteria; possibilità di ricarica con carica-batterie monofase 230 V A.C./ 110 V A.C.; elevata efficienza di carica/ scarica ciclica (anche in condizioni di impiego gravoso le batterie garantiscono da 2.000 a 5.000 cicli di ricarica, fino a cinque volte le batterie tradizionali); limitato livello di auto-scarica in assenza di impiego (massimo 5%/mese); totale assenza di manutenzione; controllo equalizzato della carica/scarica che ne ottimizza i cicli di vita e ne garantisce la protezione anche in periodi molto lunghi di non utilizzo. Questa tecnologia, unitamente alle prestazioni sopraindicate, consente oggi l’utilizzo delle piattaforme semoventi
cingolate Platform Basket in aree urbane a forte densità abitativa, dove le emissioni inquinanti non sono più consentite. La silenziosità del sistema, grazie all’adozione di motore elettrici di tipo monofase senza spazzole e pilotati da inverter, ne consente l’utilizzo in qualsiasi orario del giorno.
LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T I cingoli in gomma sono di tipo “non marcante” e consentono la traslazione della piattaforma anche su superfici delicate, soffici, sabbiose o innevate. Il sottocarro, allargabile, consente anche l’alzamento e l’abbassamento dei cingoli in modo indipendente, al fine di assicurare la perfetta adesione al terreno, una bassa pressione al suolo e un grip ottimale
Da diversi anni ormai Platform Basket ha intrapreso la costruzione e commercializzazione nel settore “grandi altezze”: è stato in occasione del Bauma 2019 che l’azienda Il radiocomando può essere alloggiato in un apposito vano posto sul lato destro della piattaforma
reggiana ha presentato in anteprima mondiale la piattaforma Spider 43 T, una macchina da 43 m di altezza equipaggiabile con le migliori tecnologie del momento. Tra queste spicca la propulsione ibrida, che consente di movimentarla tramite un motore endotermico Kubota D1803 da 37 CV a 2.700 giri/min conforme alle ultime disposizioni normative (Stage 5) riferite alle emissioni e alla rumorosità, mentre le batterie agli ioni di litio consentono l’utilizzo della piatta-
forma anche in orari notturni e/o in prossimità di centri abitati. La piattaforma semovente cingolata Spider 43 T di Platform Basket è completamente automatica in stabilizzazione e richiusura dei bracci in sagoma ed è dotata di radiocomando e doppia velocità di traslazione. Questo modello si distingue inoltre per la manutenzione estremamente semplice, la diagnostica con display a bordo e il braccio telescopico multi-sezione che ne migliora la velocità in uscita e di ri-
La piattaforma semovente cingolata Spider 43 T è concepita per raggiungere aree di lavoro proibite a molte altre tipologie di macchina per il sollevamento. La larghezza minima richiusa della macchina è pari a 1,41 m, con un’altezza di 1,99 m. In tal modo, la piattaforma può essere trainata con rimorchi senza restrizioni legate a regolamentazioni stradali
Il sottocarro è dotato di un sistema idraulico di compensazione del dislivello che consente alla macchina di muoversi e spostarsi senza alcun problema su ogni tipologia di terreno, superando pendenze fino a 20° (36%), anche lateralmente (fino a 17°/31%) e raggiungendo una velocità massima di 1,5 km/h
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Hands On I PUNTI DI FORZA
LA STABILITÀ LA COMPATTEZZA LA RICHIUSURA AUTOMATICA LA STABILIZZAZIONE AUTOMATICA LA DIAGNOSTICA CON DISPLAY A BORDO
JIB ESTENSIBILE
BATTERIE AGLI IONI DI LITIO
CONTENUTE DIMENSIONI DI INGOMBRO
STRUTTURA ROBUSTA (SALDATURE ROBOTIZZATE)
DOPPIA VELOCITÀ DI TRASLAZIONE 58 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
BRACCIO TELESCOPICO MULTISEZIONE
LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T
COFANATURA COMPLETA DELLA STRUTTURA
ROTAZIONE TORRETTA A 360° COMANDI DI CONTROLLO SEMPLICI E INTUITIVI
MOTORE KUBOTA D1803 - STAGE V
STABILIZZATORI ORIENTABILI CON STABILIZZAZIONE
CINGOLI IN GOMMA ALLARGABILI
RICHIUSURA DEGLI STABILIZZATORI IN SAGOMA gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 59
Hands On All’interno del cofano motore, posto nella parte posteriore della piattaforma Spider 43 T, si trova un propulsore diesel Kubota D1803 da 37 CV a 2.700 giri/min, conforme alle normative Stage V. La versione ED (ibrida) è equipaggiata con doppia motorizzazione (diesel/elettrico, con batterie agli ioni di litio), per consentirne la piena operatività anche internamente a fabbricati e in assenza totale di emissioni
entro in quota. Dal punto di vista operativo, la piattaforma Spider 43 T - unica cingolata a raggiungere la massima altezza di lavoro con il massimo carico in cesta di 330 kg raggiunge un’altezza al piano di calpestio di 41,15 m, uno sbraccio late-
rale di 17,33 m e un angolo di rotazione della torretta (in continuo) di 360°. Con una cesta da 2,34 x 0,87 m, questo modello si distingue anche per le contenute dimensioni di ingombro: lunghezza richiusa (cesta smontata) di 8,46 (8,43) m; lar-
ghezza minima richiusa di 1,41 m; altezza minima richiusa di 1,99 m. La pendenza massima superabile è di 15° (27%); quella laterale è di 17° (31%). “Abbiamo realizzato una piattaforma aerea che si integra perfettamente con il resto della produzione
La piattaforma Spider 43 T si caratterizza per una stabilizzazione completamente automatica. La loro geometria consente il posizionamento della macchina nella maggior parte delle situazioni, anche con ostacoli, su terreni impervi o, ad esempio, su solai di fabbricati industriali
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LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T Platform Basket, soprattutto per quanto riguarda il sottocarro cingolato caratterizzata da un sistema diagonale di abbassamento/innalzamento della macchina”, spiegano dall’azienda. “La macchina presenta dimensioni sempre inferiori ai 2 m quando richiusa su sé stessa, e si caratterizza per l’efficacia garantita dal braccio telescopico e dal jib estendibile. Inoltre, la piattaforma 43 T è completamente radiocomandata, come la maggior parte delle piattaforme realizzate da Platform Basket”.
Dotazioni di ultima generazione La piattaforma semovente cingolata Spider 43 T è dotata di doppia stabilizzazione e, come accennato, In questa piattaforma è prevista la richiusura dei bracci in sagoma
Sulla parte frontale della piattaforma sono presenti due vani dai quali è possibile gestire in modo indipendente gli stabilizzatori
di tutti i dispositivi di ultima generazione presenti sul mercato, come la stabilizzazione completamente automatica e la richiusura dei bracci in sagoma, che stanno diventando uno standard su tutti i modelli Platform Basket. L’azienda ha inol-
In un apposito sportello sul lato della piattaforma sono presenti i dispositivi di manovra d’emergenza
tre concentrato molta attenzione sulla progettazione del cestello, in alluminio, e su tutte le parti mobili del mezzo, per alleggerirne il peso e garantire una manovrabilità e trasportabilità ottimale dell’insieme, migliorando al contempo
ARGANO DI SOLLEVAMENTO: UN’ALTERNATIVA VERSATILE La piattaforma cingolata è una macchina che deve fare della propria versatilità di utilizzo una delle principali ragioni di sviluppo. Questo concetto ha consentito a Platform Basket di realizzare un accessorio di sollevamento particolarmente idoneo a carichi leggeri quale alternativa al cestello porta-persone. La semplicità di aggancio/sgancio della navicella aerea, unitamente al comando a distanza, ha consentito ai tecnici dell’azienda emiliana la realizzazione di un argano di sollevamento da 350 kg di portata, di dimensioni estremamente compatte, completamente idraulico e con una quantità di fune avvolta che ne consente un facile impiego nella movimentazione di materiali su tetti, solai di edifici e in ogni situazione in quota. Per le società di noleggio, in particolare, è possibile avere a disposizione piattaforme predisposte per ricevere il verricello e acquistare separatamente il kit in modo da poterlo scambiare da una piattaforma all’altra a seconda delle necessità.
Particolare dei blocchi degli stabilizzatori. I fori rappresentano le posizioni previste (tre in totale). La leva rossa sullo sfondo è lo stacca-batterie
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Hands On DIAGNOSTICA E GEOLOCAZIONE
La continua evoluzione dei sistemi di trasmissione dati attraverso la rete internet e il continuo sviluppo dei sistemi di telefonia ha reso accessibile la comunicazione uomo/macchina anche a distanze giudicate irraggiungibili con i normali sistemi nel recente passato. Le piattaforme oggi sono equipaggiate con sistemi di controllo elettronici che operano attraverso la trasmissione digitale: ne deriva che attraverso il trasporto dei dati via rete è possibile fare diagnosi anche rimanendo nel posto di lavoro, in ufficio. Platform Basket ha intrapreso lo sviluppo
La piattaforma Spider 43 T è dotata di cestello in alluminio da 2,34 x 0,87 m, con angolo di rotazione di 90°+90° e portata massima di 330 kg e apposito vano porta-radiocomando
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di questo genere di diagnostica e di monitoraggio delle piattaforme in collaborazione con società specializzate nella gestione dei dati provenienti dalla centralina elettronica di bordo. Le piattaforme Platform Basket, infatti, sono equipaggiate con un dispositivo di trasmissione dati attraverso una scheda SIM che ne trasferisce le informazioni a un cloud server dal quale è possibile, con diversi livelli di accesso diversi, avere in tempo reale i dati di funzionamento della piattaforma. Lo scopo di questa tecnologia applicata è garantire il funzionamento efficiente della macchina, segnalando in anticipo ogni eventuale problematica e/o intervento di manutenzione periodica programmata, la localizzazione del mezzo e i relativi tempi di lavoro. Questo sviluppo consente di offrire anche contratti di assistenza online attraverso centri specializzati che possono avvalersi di preziosi dati tecnico-funzionali dalla piattaforma e possono decidere la modalità con cui intervenire alla risoluzione del problema.
Apposite prese su entrambi i lati della piattaforma (su quello sinistro, dedicate alla macchina; su quello destro, quelle destinate al cestello) consentono di utilizzarla in modalità elettrica
lo sbraccio laterale. Un accenno merita anche la motorizzazione: Platform Basket ha adottato per la piattaforma Spider 43 T un motore Kubota di ultima generazione, conforme con lo Stage V fin dalle prime unità prodotte e lanciate sul mercato. Questa macchina è disponibile anche in versione ibrida (ED), con motorizzazione diesel e batterie agli ioni di litio. ■
LA PIATTAFORMA SEMOVENTE CINGOLATA SPIDER 43 T Nella parte superiore della piattaforma sono presenti due vani che consentono di accedere agevolmente al motore elettrico
LA SCHEDA TECNICA La piattaforma semovente cingolata Spider 43 T
STD
ED
Altezza di lavoro max.:
43,18 m
Altezza piano di calpestio:
41,15 m
Sbraccio laterale max.:
17,33
Angolo di rotazione torretta (continuo):
360°
Dimensioni cesta in alluminio:
2,34 x 0,87 m
Angolo di rotazione cesta:
90°+90°
Portata cesta max.:
330 kg
Lughezza piattaforma richiusa (cesta smontata): Lunghezza richiusa min.:
1,41 m
Altezza richiusa min.:
1,99 m
Ingombro stabilizzazione (larga/stretta): Il pannello di controllo posto sul lato destro della piattaforma. Un apposito pulsante consente di manovrare contemporaneamente entrambi i cingoli
8,46 (8,43) m
5,23 x 5,59 m / 4,01 x 7,80 m
Pendenza superabile max.:
15° (27%)
Pendenza laterale max.:
17° (31%)
Velocità max.:
1,5 km/h
Peso in ordine di lavoro:
12.430 kg
12.570 kg
Carico al suolo su cingoli:
6,16 kN/m2
6,23 kN/m2
Carico al suolo su stabilizzatori:
4,17 kN/m2
4,22 kN/m2
Forza max. su uno stabilizzatore:
92,6 kN
93,6 kN
Motore:
Kubota D1803
Motore elettrico 380 V:
15 CV a 380 giri/min
-
Motore elettrico 24 V:
-
6,7 CV a 48 giri/min
Capacità batterie trazione (48 V ioni di litio):
-
200 Ah
Carica batterie (piombo acido/ioni di litio):
-
100/50 Ah
Legenda: STD = Motore diesel + motore elettrico AC; ED = Motore diesel + motore elettrico DC
Sulla testa del braccio sono presenti le tubazioni idrauliche che consentono di collegare e gestire il cestello o l’argano che possono essere montati sulla piattaforma Spider 43 T. Un perno d’innesto consente alla piattaforma di riconoscere l’accessorio in modo automatico e ne permette l’uso in sicurezza. Attraverso un carrello a ruote, l’operatore – dopo aver rimosso il cestello in dotazione – semplicemente avvicinando il carrello stesso ne consente l’aggancio rapido e, attraverso un connettore elettrico e una coppia d’innesti rapidi, il collegamento alla piattaforma
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SERVIZI HAULOTTE
“SERVICE”
TARGATO ITALIA
SEMPRE PIÙ EFFICIENTE, STRUTTURATA ED EFFICACE, CON IMPORTANTI RICADUTE SUI COSTI DI GESTIONE DELLA MACCHINA E LA “CUSTOMER EXPERIENCE”: IL COSTRUTTORE FRANCESE PROSEGUE IL SUO PROGRAMMA DI POTENZIAMENTO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA CON SEMPRE NUOVE RISORSE, STRUTTURE E SERVIZI. IL RISULTATO? UN “TOTAL COST OF OWNERSHIP” TRA I PIÙ VANTAGGIOSI NEL MERCATO DEL SOLLEVAMENTO di Stefano Vitali
64 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
U
n servizio di assistenza puntuale e tempestivo, supportato da servizi ad alto valore aggiunto: tutto ciò non è più solo un plus aggiuntivo, bensì oggi è uno dei fattori decisionali che sta alla base dell’acquisto di una macchina operatrice, al pari delle sue caratteristiche tecniche e prestazionali. Haulotte Group questo lo sa bene e da anni è all’avanguardia su questo fronte. Ma il mercato chiede sempre di più ed è per questo che Haulotte Italia ha attivato, tra le prime filiali al mondo del costruttore francese, un programma di potenziamento della sua struttura di assistenza, al fine di supportare al meglio gli utilizzatori – fornendo loro concreti e reali vantaggi sia in termini di operatività delle macchine che, di conseguenza, di competitività sul mercato – e di consolidare ulteriormente la partnership con i propri clienti.
Reattività e rapidità Primo passo di questa nuova strategia di gestione dei servizi di assistenza è stato il potenziamento dello staff tecnico, oggi composto da nove tecnici, che consente a Haulotte Italia di fornire un sup-
GIOVANNI ZACCARIA SERVICE MANAGER DI HAULOTTE ITALIA
porto diretto al cliente, con tutti i vantaggi del caso in termini di tempistiche e di qualità. In caso di necessità il primo contatto è con la struttura di supporto telefonico, grazie alla quale l’operatore è in grado di risolvere autonomamente le problematiche più semplici. Nell’ipotesi di interventi più complessi, la struttura Haulotte interviene direttamente in sito o provvede al trasporto della macchina presso l’officina centrale, a seconda della complessità del problema e delle esigenze operative. Questo processo garantisce vari vantaggi, non solo in termini di reattività e rapidità di risposta ma anche – e soprattutto – di completa indipen-
denza e autonomia nella gestione del service, con intuibili ricadute sia in termini di qualità del servizio che di capacità di ridurre al minimo i tempi di fermo macchina rispetto alla media del mercato. Ricadute di cui si avvantaggiano non solo gli utilizzatori finali ma anche i noleggiatori, che pur continuando a gestire autonomamente gli interventi di prima necessità possono a loro volta contare su un efficiente supporto da parte della filiale, che comprende anche la disponibilità di una macchina sostitutiva. Se le risorse umane sono fondamentali, non meno importante è l’”hardware” del servizio di assistenza, che comprende un’officina centrale equipaggiata con nuove dotazioni tecnologiche, strumenti e attrezzature tali da ottimizzare gli interventi di revisione e riparazione. Gli interventi di manutenzione non vengono più organizzati per tipologia di componente, ma presentati attraverso apposite checklist corredate del relativo intervallo manutentivo, in modo da renderne la gestione più intuitiva, comprensibile ed efficiente. Nell’ottica di facilitare ulteriormente gli utilizzatori, poi, Haulotte ha provveduto a in-
PRIMO PASSO DELLA NUOVA STRATEGIA DI GESTIONE DEI SERVIZI DI ASSISTENZA DA PARTE DI HAULOTTE ITALIA È STATO IL POTENZIAMENTO DELLO STAFF TECNICO (NELLA FOTO DI GRUPPO UNA RAPPRESENTANZA DEL TEAM), CHE CONSENTE OGGI ALL’AZIENDA DI FORNIRE UN SUPPORTO RAPIDO ED EFFICACE AL CLIENTE, CON TUTTI I VANTAGGI DEL CASO IN TERMINI DI TEMPISTICHE E DI QUALITÀ gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 65
SERVIZI serire nel manuale utente l’elenco dei controlli quotidiani, mentre nella checklist è disponibile uno spazio dedicato a eventuali osservazioni e informazioni. Un ruolo altrettanto importante nel potenziamento della struttura di assistenza di Haulotte Italia è svolto dai servizi accessori. Tra questi, la novità assoluta è la “Courtesy Machine Haulotte”, una piattaforma aerea articolata da 26 m di altezza operativa messa a disposizione dei clienti come mezzo sostitutivo in caso di interventi particolarmente complessi e che richiedano maggiore impegno. La scelta è ricaduta su questo modello, contraddistinto da una particolare livrea brandizzata con la scritta ‘Courtesy Machine’, per offrire una soluzione in grado di sosti-
L’OPINIONE
NICOLA VIOLINI GENERAL MANAGER DI HAULOTTE ITALIA
“La nostra è una politica di ampio respiro, che se da un lato è certamente costruita su una serie di continui miglioramenti dei singoli aspetti relativi all’assistenza, dall’altro persegue obiettivi di carattere strategico, che trovano oggi il loro punto focale nell’abbattimento del costo di possesso della macchina. Un valore aggiunto importante sia per le imprese che per i noleggiatori, che sono così in grado di programmare e gestire l’investimento nel parco macchine sulla base di costi certi in un’ottica avanzata di business. Riteniamo che il nostro mix di caratteristiche tecniche, costruttive e servizi post-vendita renda oggi le macchine Haulotte una soluzione in grado di offrire il migliore rapporto qualità/prezzo/prestazioni disponibile nel mercato del sollevamento”. 66 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
tuire anche macchine di una certa importanza e gestire un ampio range di lavorazioni.
La seconda vita del servizio A questo servizio si affianca “Second Life”, un programma di “refurbishment” funzionale ed estetico delle macchine più datate, graduato in PERNO DEL PROGRAMMA DI POTENZIAMENTO DEI SERVIZI HAULOTTE È UN CONCEPT DI ASSISTENZA A 360° IN GRADO DI DIFFERENZIARE IL MARCHIO SUL MERCATO NON SOLO NELLA PERCEZIONE, MA ANCHE NELL’ESPERIENZA DI UTILIZZO QUOTIDIANA E A LUNGO TERMINE DELLA MACCHINA, INSERITO IN UNA STRATEGIA DI OTTIMIZZAZIONE DEL TOTAL COST OF OWNERSHIP (TCO)
step progressivi che possono arrivare fino alla rigenerazione completa della piattaforma. Proposto da Haulotte sia per il mercato italiano che per quelli esteri, esso consente di prolungare ulteriormente la vita utile della macchina grazie a interventi calibrati in funzione del suo stato di efficienza, che
gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 67
SERVIZI
“
LA REAZIONE NEI CONFRONTI DEL PROGRAMMA DI POTENZIAMENTO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA HAULOTTE È STATO POSITIVO, SIA DA PARTE DEGLI UTILIZZATORI FINALI CHE DELLE GRANDI STRUTTURE DI NOLEGGIO
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comprendono misure quali la sostituzione di cablaggi, gli automatismi dei cilindri e la raccorderia, fino ad arrivare alla riverniciatura finale. Senza dimenticare le formule di manutenzione programmata e i servizi finanziari Haulotte, che integrano il pacchetto con un ulteriore valore aggiunto.
Assistenza a 360° Perno del programma di potenziamento dei servizi Haulotte è un concept di assistenza a 360° in grado di differenziare il marchio sul mercato non solo nella percezione, ma anche nell’esperienza di utilizzo quotidiana e a lungo termine della macchina, inserito in una strategia di ottimizzazione del Total Cost of Ownership (TCO) che, soprattutto grazie a tale potenziamento, ha un impatto rilevante nel caso delle piattaforme aeree articolate e telescopiche, con risparmi che possono arrivare anche fino al 35%. Un risultato im68 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
portante, che rende oggi le macchine del costruttore francese tra le più economiche nel mercato sotto il profilo dei costi di gestione. “Non a caso, in questo primo anno di attività la reazione dei clienti, sia utilizzatori finali che soprattutto grandi strutture di noleggio, è stata decisamente positiva.” – afferma Giovanni Zaccaria, Service Manager Haulotte – “Non solo in termini di risultati economici, ma anche di miglioramento della customer experience in rapporto ai servizi di assistenza Haulotte.”
Una strategia globale Acronimo di “Total Cost of Ownership”, il TCO è oggi una delle tematiche di maggiore incidenza nei fattori di scelta da parte degli utilizzatori di macchine per la cantieristica e l’industria, di cui la manutenzione rappresenta una delle voci più importanti. Perciò, da tempo, Haulotte dedica particolare attenzione sia all’ottimizzazione dei criteri costruttivi del-
le proprie macchine che della loro manutenzione a lungo termine. Un percorso che inizia in fase di progettazione, ambito in cui Haulotte ha adottato accorgimenti volti a ridurre sensibilmente la possibilità di rotture e malfunzionamenti, tra cui, ad esempio: l’adozione di un singolo cilindro per l’azionamento di più cinematismi, con una riduzione di organi di movimento e raccorderie; l’utilizzo di materiali di alta qualità e resistenza all’usura; l’adozione di componentistica di primo livello; una diagnostica di bordo che consente il monitoraggio predittivo della macchina e una gestione proattiva della sua manutenzione. Le formule di assistenza offerte dal costruttore, oggetto a loro volta di continui affinamenti e forti di una struttura in costante potenziamento, permettono poi all’utilizzatore di poter contare non solo su una manutenzione di qualità, ma anche su costi certi e programmabili nel tempo, che oltre a massimizzare il tempo di utilizzo della macchina incidono anche sul suo valore residuo. Una strategia globale incentrata sulla soddisfazione del cliente e il costante miglioramento della “customer experience”, che ha un impatto importante sul Total Cost of Ownership delle macchine Haulotte, oggi tra i più bassi tra i brand presenti sul mercato. ■
Dossier
CAMBIO DI PARADIGMA ABBRACCIANDO IL METODO DI CALCOLO DEL “T.C.O.” LE AZIENDE DEL SETTORE HANNO RADICALMENTE MODIFICATO IL PROPRIO APPROCCIO NEI CONFRONTI DI SCELTE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA, COME ACQUISTARE O NOLEGGIARE LE MACCHINE E SU QUALI SERVIZI ACCESSORI PUNTARE. DI CONSEGUENZA, I COSTRUTTORI HANNO DOVUTO ADEGUARE LA PRODUZIONE ALLA NUOVA TENDENZA, CON FUNZIONALITÀ E MODALITÀ DI ASSISTENZA SEMPRE PIÙ SPECIFICHE. VEDIAMO QUALI
di Lorenzo Zacchetti
S
e c’è un termine che nell’ultimo quinquennio si è imposto nel lessico quotidiano del nostro settore questo è senza dubbio “T.C.O.”, acronimo di “Total Cost of Ownership”, ovvero “costo totale di possesso”. In realtà non si tratta affatto di un neologismo, perché in altri ambiti produttivi lo si utilizza da oltre trent’anni. La sua introduzione risale al 1987, quando la multinazionale americana di consulenza Gartner ne ha fatto uno strumento da mettere a disposizione dei propri clienti. Considerando la scelta degli strumenti informatici, l’approccio del T.C.O. ha consentito di effettuare valutazioni più accurate: oltre all’indicatore più ovvio e immediato (il costo d’acquisto), si è iniziato a tenere conto anche di altri elementi quali l’installazione, la gestione, la manutenzione e lo smaltimento. 70 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
La “tattica del risultato finale” Il recepimento del concetto da parte del mondo delle costruzioni e del sollevamento è stato piuttosto macchinoso, sebbene in questo settore il tema rivesta un’importanza ancora più decisiva. In un mercato fortemente trasformato dalla crisi, dove nella migliore delle ipotesi i margini di guadagno sono stati abbondantemente erosi, la ponderazione delle scelte deve necessariamente tenere conto di elementi ulteriori rispetto al costo d’acquisto: bisogna infatti calcolare il costo dei componenti, della manutenzione, del carburante, del personale e della formazione necessaria per usarle, nonché di ogni altro elemento che contribuisce a formare il costo totale di possesso. Il prezzo d’acquisto, secondo Komatsu, ad esempio, incide al massimo del 15%-20% del T.C.O. e ai suoi clienti, infatti, propone la cosiddetta “tattica del risultato finale”,
HAULOTTE DIAG È UN’APPLICAZIONE DIAGNOSTICA GRATUITA CHE CONSENTE AI TECNICI DI MANUTENZIONE L’ACCESSO WIRELESS PER PROGRAMMARE, RISOLVERE, CALIBRARE E DIAGNOSTICARE IN GENERALE TUTTE LE MACCHINE HAULOTTE CON I PROPRI DISPOSITIVI
costituita da stime dei costi di proprietà e di funzionamento, soluzioni finanziarie personalizzate, analisi operative e basate sulla telematica e altro ancora. “Offriamo tutto ciò a tutti i tipi di aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni, al fine di creare un valore che potremmo definire ‘su misura’. Le necessità di ogni azienda sono uniche e le nostre soluzioni lo sono altrettanto”, spiega l’azienda.
Anticipando il futuro I margini di crescita per il nostro settore sono ancora enormi, come si evince dal confronto con altre tipo-
GESTIONE E MANUTENZIONE
logie di industria. La società di consulenza Porsche Consulting, che fa parte della galassia della multinazionale tedesca dell’automotive, lo ha bene evidenziato nel suo report dal titolo “Anticipate the Future”, nel quale ha predetto i vantaggi derivanti dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale e del Big Data in termini di manutenzione predittiva. In sintesi, questo tipo di approccio differisce sia dalla manutenzione in caso di emergenza (straordinaria) che da quella programmata (ordinaria), in quanto viene effettuata quando l’esigenza è segnalata dalla
macchina stessa, attraverso sistemi di analisi composti da sensori connessi a una centrale che monitora le flotte al lavoro. Il risparmio garantito da questa tipologia manutentiva è notevole: il 30% nel settore aereo, il 20% nei treni e addirittura del 40% nell’industria estrattiva. La produttività viene letteralmente esaltata: grazie alla partnership con Siemens, l’azienda di trasporti spagnola Renfe ha ridotto i ritardi dei suoi treni ad alta velocità a un solo caso ogni 2.300, mentre nel settore agricolo l’impiego dell’intelligenza artificiale in un impianto per
la lavorazione dei semi da coltura ha permesso di ridurre del 17% le perdite di produzione.
“Buy” o “rent”? L’introduzione del T.C.O. come metodo di calcolo non ha riguardato “solo” la sfera economica, ma ha inciso nella filosofia stessa delle aziende. Ad esempio, in ambito informatico la rapida obsolescenza (talvolta programmata) dei prodotti ha spinto a utilizzare il T.C.O. come discrimine per orientarsi nella scelta tra “make or buy”, ovvero la decisione di realizzare al proprio intergennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 71
Dossier no prodotti, componenti e servizi (make) oppure di acquistarli all’esterno (buy). Gli stessi processi si sono poi evoluti nella scelta tra “buy or rent”, in un’epoca storica nella quale il T.C.O. è stato un driver fondamentale – insieme ad altre considerazioni di contesto – nella sempre più forte spinta delle aziende a noleggiare (rent) le macchine necessarie per la produzione, invece che acquistarle (buy). Nonostante incentivi quali il superammortamento abbiano sensibilmente sostenuto la motivazione all’acquisto (molti sostengono addirittura che questi interventi abbiano “drogato” il mercato), l’antica concezione del possesso quale scelta obbligata, anche per ragioni di prestigio, viene sempre più spesso sostituita dall’opzione dell’utilizzo: grazie al noleggio, gli imprenditori del settore possono utilizzare le macchine che di volta in volta meglio si adattano alle commesse incamerate, riducendo l’esposizione finanziaria che un mercato ancora singhiozzante renderebbe troppo onerosa. Dal punto di vista dell’utilizzatore finale il ciclo di vita di una mac-
MICHEL PETITJEAN SEGRETARIO GENERALE DELL’EUROPEAN RENTAL ASSOCIATION
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IL CALCOLATORE TCO DI ERA È UNO STRUMENTO INNOVATIVO CHE UTILIZZA UNO DEI PIÙ SOFISTICATI MODELLI DI CALCOLO E PUÒ ESSERE APPLICATO SIA AI MACCHINARI PESANTI CHE A QUELLI COMPATTI
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china edile è scomponibile in quattro fasi, entrambe caratterizzate da specifici costi: le attività precedenti l’acquisto; l’acquisto; l’utilizzo; la dismissione. Nella fase di pre-acquisto, il soggetto in questione assume le informazioni necessarie per scegliere il prodotto più adeguato e, nonostante lo sviluppo di Internet li abbia considerevolmente ridotti, ci sono dei costi di cui tenere conto, anche in termini di tempo. Il costo di acquisto è un concetto di immediata comprensione, formato dal prezzo nominale, più i vari oneri accessori (assicurazioni, tasse, eccetera). Nella fase di utilizzo si concentrano la maggior parte dei costi accessori, dal carburante alla manutenzione ordinaria e straordinaria, mentre sono spesso trascurati quelli relativi alla dismissione della macchina giunta a fine ciclo, che invece va smaltita o, nel migliore dei casi, rivenduta.
Manutenzione preventiva Tra le voci che compongono il T.C.O. la manutenzione incide in maniera rilevante. Per questo motivo l’azienda francese Haulotte ha
HAULOTTE ITALIA PUNTA SULL’ASSISTENZA
NICOLA VIOLINI GENERAL MANAGER DI HAULOTTE ITALIA
Haulotte Italia ha attivato, tra le prime filiali al mondo del Gruppo francese, un esteso programma di potenziamento della sua struttura di assistenza, con l’obiettivo di supportare al meglio gli utilizzatori e consolidare ulteriormente la partnership con i 72 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
propri clienti. Primo passo di questa nuova strategia di gestione dei servizi di assistenza è stato il potenziamento dello staff tecnico di assistenza, oggi composto da nove tecnici tra interni ed esterni, che consente a Haulotte di fornire un supporto diretto al cliente. Il potenziamento del service s’inserisce in una strategia di ottimizzazione del Total Cost of Ownership (TCO) che ha un impatto particolarmente rilevante nel caso delle piattaforme aeree articolate e telescopiche, con risparmi che possono arrivare anche fino al 35%. Un risultato che rende oggi le macchine del costruttore francese tra le più economiche sul mercato sotto il profilo dei costi di gestione. “La nostra è una politica di ampio respiro – spiega Nicola Violini, General
Manager di Haulotte Italia – che se da un lato è costruita su una serie di continui miglioramenti dei singoli aspetti relativi all’assistenza, dall’altro persegue obiettivi di carattere strategico che trovano oggi il loro punto focale nell’abbattimento del costo di possesso della macchina. Un valore aggiunto importante sia per le imprese che per i noleggiatori, che sono così in grado di programmare e gestire l’investimento nel parco macchine sulla base di costi certi in un’ottica avanzata di business. Riteniamo che il nostro mix di caratteristiche tecniche, costruttive e servizi post-vendita renda oggi le macchine Haulotte una soluzione in grado di offrire il migliore rapporto qualità/prezzo/prestazioni disponibile nel mercato del sollevamento”.
GESTIONE E MANUTENZIONE avviato un processo di standardizzazione e ottimizzazione della manutenzione a lungo termine. Tale approccio ha notevolmente migliorato il T.C.O. delle sue macchine, che oggi vantano costi di manutenzione tra i più bassi del mercato. Grazie a un’efficace collaborazione tra il costruttore e i suoi fornitori è oggi disponibile un organico programma di assistenza per l’intera gamma delle macchine Haulotte, che comprende tutti i principali interventi di manutenzione periodica tra cui cambio olio motore, cambio olio riduttore, ingrassaggio, serraggio o controllo pastiglie. Il numero dei controlli inclusi nel programma di assistenza risulta significativamente ridotto, con una conseguente importante diminuzione dei costi di manutenzione. Le gamme di prodotto incluse nel nuovo programma di manutenzione preventiva Haulotte comprendono in particolare piattaforme aeree articolate e telescopiche diesel, piattaforme aeree articolate elettriche, piattaforme scissor elettriche e diesel, piattaforme aeree verticali a colonna e sollevatori telescopici. Sono inoltre disponibili sulla piattaforma ETI (e-technical information) del costruttore francese i nuovi manuali. L’impatto sul costo totale di proprietà delle macchine determinato dal nuovo programma di manutenzione è particolarmente rilevante nel caso delle piattaforme articolate e telescopiche, con un risparmio che può arrivare fino al 35%.
L’importanza della diagnostica Sempre da Haulotte arriva una soluzione specifica quale l’applicazione Haulotte Diagnostic (Haulotte Diag). Disponibile su Google Play e AppStore, ha come obiettivo assistere il maggior numero possibile di clienti nella riparazione delle macchine, fornendo informazioni dettagliate, chiare e rapide per semplificare la risoluzione dei problemi. Ciò si traduce in tempi di intervento più brevi in caso di guasto e miglio-
COME RIDURRE IL T.C.O. DEI CARRELLI ELEVATORI Konecranes è un gruppo di Lifting Businesses e serve un ampio ventaglio di clienti, tra cui industrie di produzione e di processo, cantieri navali, porti e terminal. A prescindere dalle esigenze di sollevamento, Konecranes si impegna a fornire ai clienti attrezzature e servizi di sollevamento che migliorano il valore e l’efficacia delle loro attività. Da sempre dedicata al miglioramento dell’efficienza e delle prestazioni delle attività di sollevamento in ogni settore industriale, l’azienda ha stilato le regole da osservare per ridurre il T.C.O. dei carrelli elevatori: attenersi ai programmi di manutenzione preventiva (prendersi il tempo necessario per eseguire la manutenzione preventiva allevia la pressione operativa a lungo termine); utilizzare ricambi originali Konecranes (potrebbero costare un po’ di più rispetto ai ricambi generici ma la scelta ne vale la pena in termini di affidabilità e prestazioni del carrello, facendo risparmiare denaro nel lungo periodo); utilizzare il sistema idraulico Load Sensing di Konecranes (tutti i carrelli elevatori sono dotati di un sistema idraulico con rilevamento del carico che alloca in modo intelligente la potenza del carrello laddove necessario); utilizzare Konecranes TRUCONNECT per carrelli elevatori (il monitoraggio e la comunicazione da remoto per carrelli elevatori è uno strumento eccellente per la gestione dei carrelli elevatori; TRUCONNECT fornisce visualizzazioni e rapporti
ramento della produttività, consentendo ai tecnici di trovare la giusta soluzione di riparazione in tutte le circostanze. Haulotte Diag è un’applicazione diagnostica gratuita che consente ai tecnici di manutenzione l’accesso wireless per programmare, risolvere, calibrare e diagnosticare in generale tutte le macchine Haulotte (modelli vecchi, nuovi e attuali – eccetto sulle HA12 / 15 e sul modello
online sulle prestazioni del carrello elevatore che forniscono informazioni dettagliate per migliorare l’efficienza, la produttività e la sicurezza della flotta); ytilizzare il sistema di gestione della pressione degli pneumatici (mantenerli sempre correttamente gonfiati garantisce la massima stabilità e le migliori prestazioni); utilizzare regolamente il filtro Konecranes Hydraulic Long Life (HLL), per aumentare i tempi di attività e consentire di risparmiare denaro; utilizzare tecniche intelligenti di risparmio di carburante come l’acceleratore automatico, la limitazione della velocità di marcia e la funzione di spegnimento automatico del motore; utilizzare il modulo Konecranes EcoDrive per monitorare le abitudini di guida (esso registra i dati di guida in modo che i camion e i conducenti possano essere confrontati e confrontati; gli autisti possono essere educati a guidare i mezzi nel modo più economico ed ecologico possibile); attivare la “Modalità di trasporto”, che impedisce all’operatore di guidare a piena velocità se il contenitore non si trova nella posizione di guida corretta; usare i preriscaldatori in un clima freddo e le opzioni di protezione dal calore in un clima caldo.
Star 6) con i propri dispositivi: computer, laptop o tablet (con sistema operativo Windows) ma ora anche su smartphone e tablet Android e Apple. Haulotte Diag funziona in combinazione con una scatola VCI wireless (Vehicle Communication Interface), che consente l’accesso Wi-Fi a tutte le attuali apparecchiature Haulotte, nonché a tutti i nuovi prodotti Haulotte. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 73
Dossier IL SENSO DI VOLVO PER IL T.C.O.
I costi totali di manutenzione e di servizio sono un tema che Volvo Construction Equipment tiene da conto fin dalle prime fasi della progettazione e della produzione della macchina. Affinché il successo del prodotto sia sempre garantito, viene valutato attentamente assieme a quelli che sono i valori che hanno reso il brand Volvo famoso negli anni: sicurezza, operatività, attenzione per l’ambiente, capacità di rispettare obiettivi di produzione e redditività. Ciò nasce contemporaneamente da due esigenze. Intanto la volontà di mantenere vivi i capisaldi della casa costruttrice; poi il fatto di dover avere un plusvalore che giustifichi i prezzi di acquisto dei prodotti Volvo CE. Il livello di qualità e innovazione nella progettazione e nella produzione delle macchine Volvo CE ha infatti un impatto diretto sul prezzo praticato al pubblico. Tuttavia, il processo di ricerca e sviluppo e l’attenta selezione dei materiali e dei
Il VCI Box può essere ordinato tramite le filiali di vendita di Haulotte o su Easy Spare Parts. Haulotte Diag include anche nuove funzionalità diagnostiche avanzate per le nuove macchine per migliorare la facilità e la velocità della diagnostica (a partire da tutti i nuovi modelli rilasciati dal 2014): 12 lingue disponibili; funzioni avanzate di risoluzione dei problemi (visualizza nuove informazioni sulla causa probabile dell’errore, i componenti da controllare con la loro posizione e la loro immagine, l’azione da intraprendere per correggere il proble74 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
processi industriali rendono la casa in grado di offrire un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il vero asso nella manica di Volvo CE è rappresentato dalla capacità di connettere le macchine al sistema telematico CareTrack, che aiuta i clienti a monitorare i principali fattori che incidono sul Total Cost of Ownership della flotta: consumo di carburante, utilizzo, stato di salute della macchina e comportamento operativo. Altro fonramentale ostacolo all’ottenimento del miglior TCO possibile è la non congruità del numero e della capacità delle macchine impiegate in cantiere: per questo motivo Volvo CE offre Insight Report, uno strumento che permette di vedere a colpo d’occhio l’effettiva redditività che i clienti ottengono dalle proprie macchine. In aggiunta, il costruttore ha messo a punto SiteSim, un software che calcola la configurazione ottimale per il cantiere del cliente e che lo aiuta a ridurre al minimo gli sprechi in termini di tempi di attesa o di inattività. Il software SiteSim può anche raccomandare agli operatori i migliori percorsi da seguire. Infine, alla suite di Volvo CE è stata aggiunta la funzione Operator Coaching, che stimola a migliorare le tecniche di guida correggendo comportamenti dell’operatore che hanno un effetto significativo sull’efficienza dei consumi.
ma); funzioni diagnostiche avanzate (risoluzione assistita dei problemi per riportare la macchina in servizio rapidamente); funzioni di manutenzione avanzate (i contatori di servizio sono configurati nella macchina per avvisare il tecnico sul tipo di manutenzione richiesto e inoltre è disponibile la tracciabilità della manutenzione precedente).
Il calcolatore di E.R.A. L’analisi del ciclo di vita della macchina consente di ottimizzarne la redditività, individuando le voci che pesano più gravosamente sul
costo totale. Ad esempio, se a incidere maggiormente è il carburante è possibile implementare soluzioni tecnologiche finalizzate a minimizzare i consumi o a ridurre i comportamenti di guida che producono sprechi. Queste riflessioni riguardano tanto l’utilizzatore finale quanto il produttore, ingenerando una concorrenza incentrata proprio sulla possibilità di ottenere dal proprio investimento il maggior ritorno economico possibile. Da questo punto di vista il noleggio è un esempio particolarmente efficace, in quanto la scelta di chi ricorre a questa soluzione è motivata sia dalla possibilità di eliminare una serie di costi accessori non irrilevanti (pratiche di immatricolazione, manutenzione, eccetera), oltre alla flessibilità data dalla possibilità di poter usare la macchina soltanto per l’intervento specifico per il quale è maggiormente adatta. L’importanza del T.C.O. per le imprese di noleggio si evince anche dal fatto che sia stata E.R.A. (European Rental Association) a lanciare un calcolatore specificatamente pensato per valutare chiaramente il costo derivante dalla proprietà dei macchinari. Lo strumento prende in considerazione tutti i costi che compongono il valore reale dell’investimento, mostrando in modo chiaro tutti i costi diretti e indiretti su un’interfaccia semplice e intuitiva. Il calcolatore permette
GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E AL BIG DATA, IN ALTRI SETTORI LA MANUTENZIONE PREDITTIVA CONSENTE DEI RISPARMI CHE OSCILLANO TRA IL 20% E IL 40%: ABBRACCIARE QUESTA PROSPETTIVA ANCHE NEL NOSTRO SETTORE RAPPRESENTA UN PASSO NON PIÙ DIFFERIBILE
GESTIONE E MANUTENZIONE di elaborare un’analisi di confronto completamente obiettiva tra acquisto e noleggio, aiutando le parti interessate nel prendere decisioni. Lo strumento fornisce un livello di analisi dei costi finora non disponibile al pubblico. Creato in collaborazione con la Solvay Brussels School of Economics and Management, il calcolatore è il primo nel suo genere. Michel Petitjean, Segretario Generale di ERA, osserva: “Siamo riusciti a compiere un’analisi completa e obiettiva dei costi totali legati alla proprietà. Questo strumento innovativo utilizza uno dei più sofisticati modelli di calcolo e può essere applicato sia ai macchinari pesanti che ai compatti. È un grande passo nella direzione giusta per il nostro settore”.
Lo strumento di Bredel Calcolatori specifici per il T.C.O. sono stati introdotti anche da singole aziende, tra cui Watson-Marlow Fluid Technology Group, specializzata a livello mondiale nel settore delle pompe peristaltiche. Tra i suoi prodotti ci sono anche pompe peristaltiche a marchio Bredel, per impieghi gravosi. Il suo sistema di calcolo è stato introdotto proprio per dimostrare i vantaggi garantiti a lungo termini dai prodotti del gruppo, nonché per scegliere quello più adatto a ogni cliente. Concepito per l’utilizzo sui dispositivi mobili, il calcolatore TCO Bredel è estremamente intuitivo. Basta inserire i parametri necessari, portata e pressione incluse, e indicare se per l’operazione si utilizzano o si prevedono di utilizzare le pompe AODD o a cavità progressiva. Dopo aver inserito i dati richiesti il calcolatore mostra un confronto delle soluzioni disponibili in modo da permettere di individuare il modello e la taglia di pompa in grado di garantire il rapporto ottimale tra prestazioni e risparmio sui costi di gestione. A proposito del lancio del calcolatore TCO, Rolf Sterken, Managing Director di Bredel, ha affermato che “la gestione dei fluidi abrasivi è proble-
matica per la maggior parte delle pompe, poiché le particelle possono usurare i componenti con molta rapidità. La scelta della pompa sbagliata può comportare tempi di inattività, mancata produzione e costi di manutenzioni elevati. Il nostro nuovo strumento elimina quest’incognita: aggiunge un ulteriore livello di ‘supporto immediato’ nel processo di specifica e, cosa estremamente importante, calcola i vantaggi operativi e economici che possono essere raggiun-
ti con l’utilizzo delle pompe e dei tubi con lavorazione di precisione Bredel”.
Nuovi parametri di scelta “In veste di proprietario o gestore di una società di noleggio, al momento di investire in nuove apparecchiature vi trovate a dover prendere numerose decisioni”, spiegano in JLG, società di Oshkosh Corporation. “La valutazione del vostro inventario e del vostro budget, la determinazione del prodotto
JLG: LE SOLUZIONI ECOLIFT E PECOLIFT JLG interagisce costantemente con i propri clienti offrendo prodotti in grado di raggiungere le prestazioni ricercate e al costo totale di proprietà più basso possibile. In particolare i modelli della linea Power Towers, macchine per lo stoccaggio delle merci e per la movimentazione dei materiali, sono caratterizzati dall’essere a movimentazione manuale, riducendo al minimo, oltre che le emissioni, anche i costi di gestione. Questo è il caso del modello ECOLIFT 2.2 che rappresenta un sostanziale cambiamento nella modalità di accesso a basse quote: ideato per eseguire interventi di manutenzione leggera, è caratterizzato dall’essere veloce, efficiente e intuitivo. Ecologico, silenzioso, offre una portata di 150 kg a 4,2 m di altezza di lavoro, grazie ai suoi 0,7 m di larghezza è ideale per l’uso in spazi angusti. Ha un sistema di sollevamento/abbassamento a energia accumulata ed è privo di tubi dell’olio, batterie o circuiti idraulici: ciò significa solidità per anni di servizio senza, praticamente, alcuna esigenza di manutenzione. Anche l’elevatore PECOLIFT è caratterizzato dall›essere a movimentazione totalmente manuale, sia per lo spostamento che per l›alzata, senza motore, né batteria, né alimentazione elettrica. Si aziona ruotando una manopola. In pochi secondi il meccanismo di elevazione brevettato solleva l’operatore con un
movimento fluido fino all’altezza di lavoro desiderata. “Il nostro obiettivo è di far capire ai clienti i vantaggi che queste macchine garantiscono rispetto all’utilizzo di una scala come strumento di lavoro”, afferma Nicola Pontini, General Manager di JLG Italia. “Oltre a essere funzionali e a non richiedere pressoché manutenzione, riducono le tempistiche di lavoro fino all’80%* e garantiscono alle aziende, sempre attente in termini di costi di proprietà, ottimi vantaggi economici. L’utilizzo dei modelli Power Tower offre inoltre importanti vantaggia anche alla salute dell’operatore, riducendo al minimo i fattori di rischio muscoloscheletrici dovuti a intensi sforzi ripetuti e posture scorrette Infine i modelli Power Tower rispondono all’obiettivo primario per JLG della sicurezza, fornendo un’alternativa sicura, semplice ed efficace all’uso di mezzi meno professionali ancora oggi responsabili di gravi incidenti sul lavoro”. La linea Power Tower non rappresenta quindi solo una nuova linea di prodotto, ma un nuovo approccio al lavoro.
*fonte Gerry Mulholland/Gary Webster, Crown House Technologies - Laing O’Rourke.
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Dossier L’ASSISTENZA COME VALORE AGGIUNTO
Oggigiorno il noleggio non è più solo una questione di prezzo: il valore complessivo di quest’attività è infatti un insieme di fattori, di cui il prezzo è solo una delle componenti, e non la più importante. Quando un cliente contatta un’azienda per noleggiare una macchina si aspetta una risposta celere e che il mezzo richiesto sia disponibile, pulito e in perfetto stato, che venga consegnato in cantiere funzionante e senza ritardi rispetto all’orario concordato. Se poi per un qualche motivo la macchina dovesse avere un guasto, il cliente si aspetta un rapido intervento da parte della nostra assistenza. Per questo il servizio che quotidianamente Mollo Noleggio offre è composto non solo da elementi strettamente monetari (il prezzo del nolo, appunto), ma da altri fattori tra cui: la disponibilità e affidabilità di un ampio parco macchine
con un’età media di soli 4,2 anni, tecnologicamente all’avanguardia, delle migliori case costruttrici; la puntualità nelle consegne; un servizio assistenza in cantiere rapido ed efficiente; una rete capillare di centri nolo nel Nord e Centro Italia che consente di affiancare e supportare il cliente ovunque debba lavorare; la capacità di fornire servizi specialistici (noleggio con operatore, noleggio wc mobili e servizio spurghi, corsi di formazione); un’attenta consulenza al cliente di natura commerciale e tecnica. Questi sono tutti fattori che prescindono dal prezzo, su cui Mollo Noleggio da anni investe attraverso la qualità e diversificazione dei prodotti e servizi, la formazione del personale, l’innovazione in software per garantire un’operatività snella e puntuale. A fronte di tutto ciò Mollo Noleggio ha creato il più grande centro di assistenza e logistica in Italia: su un’area di 15.000 m2 ha costruito un centro assistenza di oltre 4.000 m2 coperti con le più innovative tecnologie per riparare e manutentare, come robot per la gestione dei ricambi e computer collegati in tempo reale con le case costruttrici. Disponibilità e affidabilità dei mezzi, puntualità e accuratezza del servizio, sono valori imprescindibili che i clienti (e non solo) riconoscono ampiamente ai propri interlocutori.
migliore per le esigenze di flotta e e il costo di acquisizione: tutti questi elementi influenzano la vostra decisione”. Capire che cosa sia il TCO può aiutare a guardare oltre il prezzo di acquisto iniziale, per considerare il valore e la redditività del mezzo e, in ultima analisi, il costo totale finale che si dovrà sostenere. Secondo Dirk Stukkens di Komatsu, “con la crisi finanziaria il modo in cui i clienti acquistano un macchinario è completamente cambiato. Il prezzo di un macchinario in precedenza costituiva il fattore principale nella decisione di acquisto. Oggi sono sempre di più i clienti
che elaborano queste decisioni in base al costo di un macchinario per la durata complessiva del suo utilizzo. Questo strumento di nuova concezione permette agli utenti di calcolare il cosiddetto ‘costo totale della proprietà’ in modo semplice e veloce, perché consente di avere un’analisi finanziaria completa di tutti i costi delle attrezzature che prima venivano elaborati in una serie di fogli di calcolo. Questo strumento tiene conto del costo complessivo relativo all’acquisizione e di tutti i costi operativi, oltre ai costi relativi alla sostituzione o agli aggiornamenti al termine del ciclo di vita utile. Grazie al fatto che è
MAURO MOLLO CEO DI MOLLO NOLEGGIO
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facile da usare, lo strumento è in grado di fornire, in modo chiaro, un quadro completo di qualsiasi investimento di capitali in attrezzature”.
Un “bouquet” di soluzioni Proprio da Komatsu arriva una risposta più articolata alla questione della T.C.O.: non una singola soluzione, ma un approccio su più versanti. La capacità di offrire soluzioni finanziarie su misura consente al brand giapponese e ai suoi distributori di trovarsi in una posizione privilegiata rispetto ai finanziatori esterni, per comprendere meglio le possibilità del cliente e i problemi di flusso di cassa che deve affrontare. Rispetto alle flotte, i consigli sono il punto di partenza per comprendere e anticipare le necessità del cliente. “Un cliente potrebbe partire dalla convinzione che un escavatore da 80 t sia l’acquisto migliore da fare. Tuttavia, dopo approfondite verifiche sul campo effettuate dagli ingegneri delle applicazioni di Komatsu, la nostra analisi dell’attività e del tipo di lavoro da svolgere possono rivelare che con una macchina di questo tonnellaggio il cliente si
IL GENIE LIFT CONNECT A conclusione della progressiva implementazione del programma telematico Genie Lift Connect, tutte le piattaforme a forbice Genie GS, le piattaforme a braccio Z e S e i sollevatori telescopici GTH sono ora consegnati di serie nella maggior parte dei paesi europei e degli Emirati Arabi Uniti con un abbonamento gratuito di tre anni al programma telematico Genie Lift Connect. Per attivare il proprio account di servizi telematici Genie Lift Connect, i clienti devono aprire la loro e-mail di benvenuto ed accedere al programma. “Genie punta sempre a sviluppare innovazioni che servano uno scopo ben preciso, comprese soluzioni tecnologiche semplici e facili da usare. Tenendo presente questo, ora che il nostro programma telematico
GESTIONE E MANUTENZIONE ritroverebbe a dover fare i conti con una percentuale molto alta di tempi morti. Grazie a queste informazioni consiglieremmo invece un escavatore da 70 t, un acquisto più vantaggioso per il cliente”, spiegano in azienda. In merito ai servizi, selezionare le migliori soluzioni in base al tipo di applicazione e al numero annuale di ore di utilizzo della flotta è fondamentale: servizi come KomCare, REMAN e K24 assicurano la massima disponibilità della macchina e minimi tempi di riparazione e manutenzione. Visto che il costo del carburante incide per il 25%-30% sul T.C.O., il costruttore giapponese offre la tecnologia degli escavatori ibridi, caratteristiche “eco” all’avanguardia come lo spegnimento automatico del motore in folle, oltre ad attività di formazione per gli operatori intese a far conoscere nuovi metodi operativi che consentono un utilizzo efficiente dell’energia. Grazie ai dati forniti da KOMTRAX, Komatsu in grado di consigliare modalità operative a basso consumo in base all’analisi dell’utilizzo effettivo delle attrezzature. ■
Genie Lift Connect è fornito di serie tutte le spedizioni di piattaforme a forbice Genie GS, piattaforme a braccio Z ed S e di sollevatori telescopici GTH saranno seguite da credenziali inviate via e-mail. Per attivare il proprio account tutti i clienti dovranno fare clic sui link all’interno dell’e-mail per accedere, in modo da iniziare a usufruire della lettura dei dati dalla macchina con immediate informazioni operative”, dice Christine
LA MANUTENZIONE È UNA COSA SERIA La corretta manutenzione delle proprie gru è uno dei capitoli più importanti nella gestione delle attività post-vendita. Il network di 70 officine e service autorizzati in Italia, a cui si aggiungono una trentina di concessionari nazionali per una rete mondiale che vanta più di una decina di filiali commerciali e 600 punti assistenziali in cinque continenti del mondo, è una garanzia assoluta, ma spesso non sufficiente se l’operatore non è attento agli obblighi di una corretta manutenzione. Le gru articolate sono macchine soggette a cicli di lavoro molto pesanti e lo specialista Fassi Gru ha sempre dedicato ai manuali di uso e manutenzione una grande attenzione, indicando con precisione le scadenze dei vari componenti in base all’età e alle ore di utilizzo. Cosciente però del fatto che l’operatore è spesso concentrato sul proprio lavoro e quindi facilmente distratto sulle scadenze manutentive, dal 2014 l’azienda bergamasca ha ideato per tutte le sue gru dotate di elettronica (in pratica tutte quelle vendute in Europa dalla
F40 in su) il Maintenance Assistance, un sistema che, come sulle automobili, fa apparire sul display gli ‘alert’ per i diversi obblighi di manutenzione. Spesso si tratta di interventi poco onerosi (come ad esempio l’ingrassaggio di alcuni giunti), ma molto importanti per il corretto utilizzo e la durata delle performance della gru. Lo step successivo, che è in fase di rilascio, sarà far dialogare Maintenance Assistance con il sistema Internet of Cranes (IoC), che permette di avere la gru collegata online con il dealer o l’officina e quindi la garanzia di un servizio di assistenza sempre attivo. A quel punto anche l’operatore più distratto sarà avvisato di tutte le scadenza manutentive per tempo e i rischi saranno azzerati.
Zeznick, direttore Genie dello Sviluppo Commerciale Telematico, Terex AWP. “Indipendentemente dalle dimensioni della loro flotta di macchine per il sollevamento i dati ottenuti attraverso la telematica possono aiutare i proprietari delle flotte a comprendere lo stato di salute della loro flotta, a migliorare la gestione dell’inventario e a ridurre i costi operativi.” È poi possibile acquistare come accessorio l’hardware telematico e tre anni di abbonamento per le piattaforme verticali a colonna Genie GR e QS, per le piattaforme a braccio trainabili TZ, nonché per le torri di illuminazione a marchio Terex o Genie. Zeznick aggiunge: “Per offrire la massima flessibilità, l’abbonamento telematico Genie Lift Connect prevede la possibilità di utilizzare i dati attraverso il portale Genie Lift Connect e/o interfacce di programmazione applicativa (API) con standard ISO (ISO15143-3), permettendo ai nostri clienti di scegliere la soluzione
che fornisce loro la migliore praticità per l’utente e che presenta i dati come informazioni operative utili ad aumentare il rendimento del noleggio del capitale investito”. Progettato per fornire ai clienti la possibilità di condividere più informazioni rispetto a quanto già disponibile nel settore, il programma telematico Genie Lift Connect si concentra sulla possibilità per i gestori di flotte e i responsabili del servizio post-vendita di intervenire grazie a quanto visibile sul pannello di controllo e a una serie di allarmi, aiutando non solo a promuovere le migliori pratiche attraverso la comprensione dell’utilizzo delle macchine, ma anche a gestire le loro flotte in modo più efficiente attraverso la diagnosi a distanza e la pianificazione della manutenzione preventiva, così da ridurre al minimo i tempi di fermo macchina e le costose uscite per interventi di assistenza. gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 77
ON SITE POSIZIONAMENTO DI UN PONTE DI COLLEGAMENTO NEL CENTRO DIREZIONALE ENI
SCACCO ALLE TORRI
AUTOVICTOR HA OFFERTO IL PROPRIO (DETERMINANTE) CONTRIBUTO PER IL SOLLEVAMENTO E IL POSIZIONAMENTO DEL PONTE DI COLLEGAMENTO TRA L’ICON TOWER E LA LANDMARK TOWER, IMPONENTI STRUTTURE CHE CARATTERIZZANO IL NUOVO CENTRO DIREZIONALE ENI DI SAN DONATO MILANESE di Stefano Vitali
78 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
F
ondata nel 1969 da Vittorino Gino, Autovictor è una realtà made in Italy che opera nel territorio nazionale e internazionale portando a termine con tenacia e precisione ogni tipologia di progetto nel campo del sollevamento (dal noleggio quotidiano di mezzi e attrezzature allo studio e progettazione ingegneristica), anche grazie a un parco mezzi di quasi 300 unità – suddivise tra auto-
grù, articolati, piattaforme aeree e sollevatori telescopici – e a oltre 80 tra tecnici e operatori scrupolosamente formati e attivi nelle quattro sedi site a San Pietro Mosezzo (NO), Brescia, Gallarate (VA) e Gravellona Toce (VB).
IL PROGETTO DELLA NUOVA SEDE ENI A METANOPOLI (SAN DONATO M.SE – MI). I TRE UFFICI DIREZIONALI SARANNO CONNESSI DA PONTI DI COLLEGAMENTO. L’ICON TOWER SARÀ L’EDIFICIO PIÙ ALTO DEL COMPLESSO CON 11 PIANI FUORI TERRA E OSPITERÀ CIRCA 1.300 POSTAZIONI DI LAVORO; LA LANDMARK TOWER SARÀ INVECE LA STRUTTURA PIÙ GRANDE, CON UNA SUPERFICIE DI 23.700 M2, SUI 65.000 TOTALI, DISTRIBUITA SU NOVE PIANI. L’EDIFICIO CENTRALE SARÀ RAPPRESENTATO DALLA SKYGARDEN TOWER, CHE OSPITERÀ ANCHE UN CENTRO CONGRESSI gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 79
ON SITE
SONO STATI DIVERSI I MEZZI IMPIEGATI DA AUTOVICTOR NEL CANTIERE DI SAN DONATO MILANESE, TRA CUI LE AUTOGRÙ DEMAG TC2800/1, AC 100 E AC 120, OLTRE A UNA GRU MOBILE TELESCOPICA LIEBHERR LTM 1400
Sono molteplici, quindi, i campi di applicazione di Autovictor e svariati gli interventi in cui la società piemontese di è resa protagonista nel tempo (ricordiamo, tra gli altri, quello relativo al concio centrale del viadotto Nord del Ponte Morandi, a Genova, eseguito all’inizio dello scorso anno). Uno di questi si è svolto recentemente a San Donato Milanese, alle porte del capoluogo lombardo. Quattro autogrù, 15 uomini (tra progettisti e operatori di cantiere), due mesi di studio tecnico, quasi tre settimane in cantiere: questi sono i numeri più significativi di un intervento spettacolare e tecnicamente molto complesso che ha visto Autovictor interfacciarsi con piena soddisfazione con un committente di altissimo profilo qual è Salini Impregilo. Un cantiere “perfetto” dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo economico e delle tempistiche.
Morphosis Architects, si estenderà su una superficie di circa 65.000 m2: composto da tre edifici direzionali, una mensa aziendale, un centro conferenze e uno spazio espositivo, ospiterà 4.600 postazioni di lavoro ed è stato concepito in modo da ottenere il certificato LEED Gold, in considerazione della sua efficienza energetica. In particolare, il ponte oggetto dell’intervento di Autovictor collega l’Icon Tower, l’edificio più alto del complesso, con 11 piani fuori terra e capace di ospitare circa 1.300 postazioni di lavoro, con la Landmark Tower, che sarà invece la struttura più grande, con una superficie di 23.700 m2 distribuita su nove piani. L’edificio cen-
trale sarà invece rappresentato dalla Skygarden Tower, che ospiterà anche un centro congressi. L’intervento di Autovictor ha rappresentato un passo avanti importante per quest’opera, di proprietà del Fondo immobiliare Milan Development 1 e gestito da DeA Capital Real Estate SGR S.p.A.
L’intervento e le macchine Il ponte metallico - che in un secondo momento sarà ricoperto in vetro e in materiale composito GRC - è caratterizzato da due travi portanti con il piano che funge da impalcato e ha lo scopo di collegare il tetto dei due palazzi, consentendo la libera circolazione da un edificio all’altro.
Il progetto La realizzazione del nuovo centro direzionale ENI - oggetto di un contratto da 171 milioni di euro assegnato a Salini Impregilo nel luglio 2017 - ha come scopo la riqualificazione sotto il profilo immobiliare dell’area adiacente alla metropoli lombarda. Il complesso, progettato dallo studio statunitense di architettura 80 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
LA GRU MOBILE TELESCOPICA LIEBHERR LTM 1400 DA 400 T È STATA UTILIZZATA IN PARTICOLARE PER ESEGUIRE LE OPERAZIONI DI “VERTICALIZZAZIONE” DELLE TRAVI, SOLLEVATE A UNA QUOTA DI 4 M DI ALTEZZA
Le travi sono state assemblate a terra, in quattro macro-conci. Notevoli le dimensioni in gioco: i due conci più grandi misurano 15 m di altezza per 42,5 m di lunghezza, mentre le due sezioni più piccole hanno dimensioni pari a 11 m di altezza e 40 m di lunghezza. I due conci di maggiori dimensioni raggiungono un peso di 110 t ciascuno, mentre i due più piccoli sono di 85 t, per un totale di 390 t di peso complessivo e 82,5 m di lunghezza totale.
AUTOVICTOR È STATA OPERATIVA IN CANTIERE PER OTTO GIORNI, CUI SI SONO AGGIUNTI 10 GIORNI NECESSARI PER IL MONTAGGIO E LO SMONTAGGIO DELLE AUTOGRÙ UTILIZZATE NEGLI INTERVENTI DI SOLLEVAMENTO
“Lo studio preliminare relativo al progetto di San Donato Milanese prevedeva il montaggio delle quattro sezioni posizionando l’autogrù Liebherr sulla soletta della costruzione (da quota zero si sviluppano cinque piani interrati) adeguatamente puntellata. Poi, una volta posizionata la macchina, si sarebbe provveduto alla movimentazione dei conci. Puntellare la soletta sarebbe stato complicato e costoso, perciò ci siamo impegnati nel trovare una soluzione alternativa, individuata nel posizionamento del mezzo principale fuori dall’area di cantiere. In tal modo il cliente non ha dovuto puntellare la soletta (con un rilevante risparmio economico ed evitando i problemi che sarebbero potuti verificare) e ha potuto procedere con le lavorazioni guadagnando quasi due mesi di tempo sul cronoprogramma di cantiere.
Le quattro sezioni sono state montate a terra, poste in verticale, ruotate, sollevate e collocate nella posizione corretta. Partendo dal lato più pesante, i conci sono stati posizionati sulla soletta superiore del Landmark e sono andati a poggiare su una falsa pila appositamente costruita. I due conci più piccoli sono stati posti tra quest’ultima e l’edificio Icon. A questo punto i va-
ri tronconi sono stati imbullonati e si è proceduto allo smontaggio della falsa pila. Molti i mezzi impegnati da Autovictor in cantiere: oltre a un’autogrù Demag TC 2800/1, che ha eseguito i tiri più impegnativi, sono intervenute una gru telescopia Liebherr LTM 1400 da 400 t, un’autogrù Demag AC 100 da 100 t e un’autogrù Demag AC 120 da 140 t.
L’OPINIONE Il citato puntellamento, infatti, avrebbe comportato l’interruzione di diversi lavori nei piani interrati. Questa soluzione ci ha inoltre permesso di utilizzare una macchina più grande, la gru tralicciata Liebherr TC 2800/1, che ha potuto eseguire tiri di notevole importanza, tra i quali spicca il sollevamento del concio da 110 t a 54 m dal centro ralla e a un’altezza di 40 m. Tutte le autogrù – fatta eccezione per l’AC 120, che ha richiesto una minima puntellatura della soletta – hanno operato dunque dall’esterno del cantiere. La progettazione dell’intervento è durata circa due mesi. Sono stati eseguiti disegni in 2D e 3D, è stato realizzato un rendering in Revit e un video di presentazione per mostrare come si sarebbe svolto il lavoro, con tanto di simulazione dell’intera fase di sollevamento: dalla presa in carico del concio al suo posizionamento. Lo studio è stato eseguito dai nostri
progettisti in collaborazione con SaliniImpregilo. Notevole anche il contributo offerto per la carpenteria da MBM, che ha realizzato fisicamente il ponte. Si è trattato di un intervento di cui siamo molto orgogliosi, tutto è stato eseguito secondo i piani e il cliente è rimasto molto soddisfatto”.
ALESSANDRO GINO, COORDINATORE DI CANTIERE PER AUTOVICTOR A DESTRA NELLA FOTO, CON ANGELO GINO, TITOLARE DI AUTOVICTOR E, A SINISTRA, COSTANZA PALERMO, RESPONSABILE LOGISTICA gennaio-febbraio 2020 - ONSITELIFT 81
ON SITE
UN SOLLEVAMENTO SPETTACOLARE Un altro intervento esemplare (e complesso) è stato eseguito da Autovictor a Sommacampagna (VR). Qui, a pochi metri dalla sede autostradale, l’azienda piemontese ha messo in campo la propria esperienza e preparazione tecnica per affrontare la movimentazione di una elipiattaforma, posta a quasi 40 m d’altezza e dal peso di circa 570 t, la cui demolizione si è resa necessaria dopo che le verifiche sull’edificio che la ospitava avevano evidenziato una “carenza antisismica” che rendeva solidali i relativi quattro vani scala. La demolizione è stata affidata all’impresa di demolizioni controllate DEMCO, che si è dovuta occupare della rimozione della piattaforma, della sua posa a terra, della gestione del manufatto a terra e del suo smaltimento. L’impresa bergamasca ha affidato lo studio del cantiere per le opere di sollevamento e di movimentazione della piattaforma ad Autovictor, la quale si è impegnata in uno studio che ha comportato quasi un anno di verifiche e di intensa progettazione. Il risultato? La rimozione della piattaforma nella sua interezza e non “a spicchi”, come precedentemente proposto da DEMCO. Oltre a risolvere diverse questioni operative, questa soluzione ha permesso di evitare vari problemi agli utilizzatori degli uffici presenti nell’unità immobiliare (400 persone), in quanto il lavoro è stato eseguito in una sola giornata. DEMCO ha infatti provveduto al taglio dei quattro piloni sorreggenti la piattaforma, dopo che gli uomini di Autovictor avevano imbragato il manufatto e messo “in tiro” secondo il peso ipotizzato. Sono poi entrate in gioco le macchine: due autogrù deputate al sollevamento (una Demag TC2800/1 da 600 t in configurazione SSL con 60 m di braccio principale, 300 t di zavorra sulla tavola e Superlift, e una Manitowoc 16000 da 400 t) e due gru tralicciate ausiliarie in assistenza, che hanno lavorato in tandem. A questo progetto, tra ufficio tecnico e operatori in campo, hanno lavorato 25 persone di Autovictor. Lo studio è stato particolarmente lungo soprattutto a causa del differente approccio suggerito dalla società piemontese rispetto alla prima idea di demolizione in quota. Intuizione rivelatasi vincente che si è tramutata in un vantaggio per tutti i soggetti coinvolti. Il primo tiro, inerente la “presa” dal palazzo e la posa a terra, è durato circa otto ore; altre sei sono state necessarie per la ripresa del manufatto e la sua collocazione definitiva.
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Se la Demag TC 2800/1 era impegnata nel sollevamento principale, la Liebherr LTM 1400 è intervenuta nelle fasi di verticalizzazione delle travi, che sono state portate a una quota di 4 m di altezza e poste, appunto, in verticale. L’autogrù Demag AC 100 è stata utilizzata come macchina di servizio per la gru tralicciata, nella fattispecie per l’assemblaggio, il carico e lo scarico delle zavorre dalla tavola di Superlift. La Demag AC, invece, è stata utilizzata per la falsa pila, per il montaggio dei remi di congiunzione tra i macro-conci e i controventi e come gru di servizio per la Demag TC 2800/1.
L’operatività in cantiere Autovictor è rimasta in cantiere per otto giorni, cui vanno aggiunti i 10 giorni necessari per il montaggio e lo smontaggio delle autogrù. Nessun problema sul fronte dei trasporti, anche per la particolare ubicazione del cantiere, sito nei pressi dell’uscita San Donato della Tangenziale Est di Milano. Svariate, invece, le difficoltà burocratiche affrontate, in quanto il cantiere si trova all’interno del cono di atterraggio dell’aeroporto di Milano Linate. Autovictor, tra le altre cose, è stata costretta a mantenere una certa quota e a sottoporre a ENAC e a ENAV una relazione che ha evidenziato in dettaglio le varie fasi di lavoro. Inoltre la vicinanza allo scalo cittadino ha comportato il rispetto di precise fasce orarie. Quello di San Donato Milanese, dunque, è stato un progetto pilota selezionato per definire gli standard di sicurezza per il futuro protocollo Level S, che sarà utilizzato a livello europeo. Il cantiere è stato infatti gestito secondo questi nuovi standard e sottoposto agli organi competenti per ottimizzare l’intero iter procedurale, non solo sul piano del sollevamento (gli standard richiesti, peraltro, sono abitualmente adottati da Autovictor) ma anche per tutte le altre attività di cantiere. ■
L’arte della stampa al servizio delle tue idee
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FIERE CONEXPO-CON/AGG
VIVA
LAS VEGAS TORNA L’ATTESO APPUNTAMENTO AMERICANO, DOVE SI POSSONO TROVARE TUTTE LE NOVITÀ DELL’INTERO SETTORE DELLE COSTRUZIONI. CON UNA SUPERFICIE ESPOSITIVA ANCORA PIÙ AMPIA, VI TROVANO AMPIO SPAZIO I PRODOTTI DI TUTTA LA FILIERA di Liliana Rebaglia
L’
appuntamento triennale nel Nevada era già il punto di riferimento mondiale per l’intera filiera del mondo delle costruzioni, vista la sua amplissima offerta che spazia dal calcestruzzo al sollevamento, passando per l’industria estrattiva. Un panorama estremamente ricco, che da questa edizione si allarga ulteriormente, arrivando a un totale di 232.000 m² di area espositiva, ovvero più di 33 campi di calcio affiancati! Al suo interno saranno esposte le più recenti tecnologie e innovazioni incarnate da macchine, prodotti e servizi. Con dieci nuove aree da esplorare, l’organizzazione ha predisposto numerose navette per trasportare i visitatori dagli hotel
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CON 2.800 ESPOSITORI, IN UN’AREA DI 2.600.000 M², LA FIERA RAPPRESENTA UN APPUNTAMENTO CLOU NON SOLO PER IL MERCATO NORDAMERICANO, MA A LIVELLO MONDIALE. IN QUEST’EDIZIONE CI SONO 10 NUOVE AREE DA VISITARE
agli spettacoli, oltre a stand di informazioni e a personale che aiuteranno i partecipanti a navigare facilmente nel campus durante l’evento. Saranno inoltre disponibili una directory di espositori
online e una app mobile per l’evento con una sincronizzazione continua con il pianificatore personalizzabile online. “AEM (Association of Equipment Manufacturers) è determinata a favorire la formazione di reti di relazione a Conexpo-CON/AGG, perché l’evento è un catalizzatore per la crescita e lo sviluppo dell’industria. Abbiamo quindi lavorato affinché ognuno fosse in grado di esplorare l’intera fiera, vivendo la miglior esperienza possibile”, spiega Dana Wuesthoff, vicepresidente delle fiere di AEM e direttrice di Conexpo-CON/AGG.
Offerta a 360° L’evento è in particolare dedicato alle più recenti tecnologie e innovazioni proposte da macchine, prodotti e servizi, offrendo inoltre
dedicati alle problematiche e tendenze del settore, al management e alle tecnologie applicate. Oltre alla considerevole parte espositiva, l’evento vanta una sostanziosa offerta di conferenze e programmi formativi, con oltre 150 sessioni dedicate in modo a particolare a: gru, sollevamento e ascensori; gestione e manutenzione delle attrezzature; sicurezza e normative; tecnologia e molto altro.
Doppio appuntamento
DANA WUESTHOFF VICEPRESIDENTE DELLE FIERE DI AEM (ASSOCIATION OF EQUIPMENT MANUFACTURERS) E DIRETTRICE DI CONEXPO-CON/AGG
molteplici occasioni di formazione mirata. Si rivolge agli operatori di tutti i segmenti della filiera delle costruzioni, dell’industria estrattiva e della produzione di calcestruzzo quali imprese, produttori di materiali, enti e agenzie governative. Conexpo-CON/AGG è una vetrina specializzata dedicata alle più recenti tecnologie e innovazioni proposte da macchine, prodotti e servizi per il settore delle costruzioni. L’articolazione della fiera in padiglioni dedicati e specifiche merceologie, così come i saloni specializzati, facilitano i visitatori nell’individuazione di prodotti, servizi ed espositori. La fiera propone inoltre un fitto programma di eventi formativi nell’arco dei cinque giorni della manifestazione, con seminari
A rendere ancora più allettante il viaggio a Las Vegas è la concomitanza tra Conexpo-CON/AGG e Ifpe (International Fluid Power Exposition), l’evento-clou per chi opera nel settore del Fluid Power. La partecipazione è un “must” per rimanere aggiornati sulle novità di un mercato in costante evoluzione e, quindi, per preservare la propria competitività attraverso le nuove soluzioni tecnologiche che spaziano dai sensori all’automazione e alla robotica. I visitatori potranno prendere parte a conversazioni tecniche approfondite con ingegneri e dirigenti del comparto, per discutere con i fornitori relativamente alle specifiche sfide future e alle soluzioni che offrono, per partecipare a lezioni e sessioni che trattano le ultime tendenze del settore e dare voce a tutti i tipi di domande correlate su ogni tipologia di problema tecnico. ■
DUE VISITATORI DI CONEXPO-CON/AGG IMMERSI NELLA REALTÀ VIRTUALE: LE NOVITÀ TECNOLOGICHE RIGUARDANTI TUTTA LA FILIERA DELLE COSTRUZIONI, IN OGNI SUO AMBITO SPECIFICO, HANNO NELLA FIERA DI LAS VEGAS IL LORO PALCOSCENICO PRIVILEGIATO
LA CARTA D’IDENTITÀ
• Organizzatore: Association of Equipment Manufacturers (AEM) • Luogo/data evento: Las Vegas Convention Center, dal 10 al 14 marzo 2020 • Orari: dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00. Il sabato chiusura alle 15.00 • Periodicità: triennale • Settori merceologici: asfalto, calcestruzzo, movimento terra, sollevamento, miniera, perforazione, motori e componenti, eccetera • Visitatori: 128.000 • Espositori: 2.800 • Area espositiva: 2.600.000 m²
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FIERE SAMOTER
La sfida delle tecnologie intelligenti INNOVAZIONE E SVILUPPO TECNICO RAPPRESENTANO LA CHIAVE DI VOLTA NON SOLO PER LA KERMESSE VERONESE, MA PER IL SETTORE NEL SUO COMPLESSO. DA QUEST’EDIZIONE DI SAMOTER CI SI ATTENDONO SEGNALI DECISIVI PER DECIFRARE IL FUTURO DEL MERCATO di Liliana Rebaglia
I
n un contesto nel quale convivono segnali di ripresa del Construction ed elementi di allarme riferiti anche allo scenario macroeconomico nel suo complesso, la 31a edizione di SaMoTer potrà dare un fondamentale contributo nel chiarire lo scenario. La marcia di avvicinamento alla fiera di Verona è stata decisamente incoraggiante, grazie all’adesione di brand di primaria importanza quali Bobcat, Doosan, Kobelco, Hidromek, Hyundai, Komatsu, Sany, Volvo, Venieri e Yanmar. Inoltre, l’edizione 2020 segna il ritorno di due importanti aziende tedesche quali Liebherr e Wacker Neuson.
Due grandi ritorni Christophe Sanchez, amministratore delegato di Liebherr Emtec 86 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2020
Italia, spiega: “Il Gruppo Liebherr, dato il positivo sviluppo di fatturato ottenuto in Italia negli ultimi cinque anni e per sottolineare la propria volontà di consolidare e incrementare la propria presenza su tutto il territorio italiano, ha deciso di tornare a essere presente a SaMoTer. Abbiamo vo-
SAMOTER SARÀ L’UNICO EVENTO EUROPEO DEL 2020 PER UN MERCATO CHE IN ITALIA CONTA COMPLESSIVAMENTE 120.224 IMPRESE E 1,018 MILIONI DI ADDETTI, CON UN VALORE DELLA PRODUZIONE PARI A 188,71 MILIARDI DI EURO
luto dare fiducia al rinnovato format della manifestazione e alla campagna di promozione di Veronafiere. Siamo fiduciosi che l’edizione 2020 sarà un successo e ci permetterà di aumentare la nostra visibilità e raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi che il Gruppo Liebherr ha per l’Italia”. In quanto a Wacker Neuson, l’amministratore unico della filiale italiana Georg Jung aggiunge: “Dopo alcuni anni di instabilità del mercato e di conseguente ristrutturazione della rete commerciale, Wacker Neuson ha deciso di partecipare a SaMoTer 2020. Per noi sarà l’occasione di presentare agli operatori del settore le novità del Gruppo, con le gamme di mezzi e soluzioni che si contraddistinguono sempre per tecnologia all’avanguardia, elevate prestazioni e soprattutto risparmi importanti. Qualità che si riassumono in una formula: economia d’impiego”.
Innovazione e successo Confermando il format della rassegna, SaMoTer punta sempre di più su innovazione tecnologica, internazionalità, contenuti e approfondimenti formativi per gli operatori. Una scelta che ha conquistato il favore delle aziende espositrici. Si tratta di un segnale positivo che rispecchia quelli provenienti dal mercato italiano delle macchine per costruzioni. Nel 2020 SaMoTer rappresenterà l’unico evento per la filiera in Europa e sarà quindi l’occasione per costruttori e buyer di capitalizzare gli effetti di tale ripresa. L’offerta espositiva del salone di Veronafiere sarà inoltre ancora più trasversale e completa. Oltre alla consueta presenza di Asphaltica, rassegna su tecnologie e soluzioni per pavimentazioni e infrastrutture stradali organizzata con SITEB - Strade Italiane e Bitumi, il 31° SaMoTer vedrà il debutto di ICCX Southern Europe, evento dedicato al comparto della prefabbricazione in calcestruzzo, in collaborazione con ad-media. L’innovazione – come emerso nella sesta edizione del SaMoTer Day – rappresenta inoltre una delle principali leve per l’acquisto di nuove macchine per costruzioni. Secondo gli utilizzatori,
LA CARTA D’IDENTITÀ
MAURIZIO DANESE STA SVOLGENDO IL SUO SECONDO MANDATO TRIENNALE COME PRESIDENTE DI VERONAFIERE. DURANTE IL PRIMO MANDATO HA CONDOTTO LA TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ IN UNA SPA. TRA LE ALTRE FIERE ORGANIZZATE DALL’ENTE FIGURANO VINITALY, MARMO+MAC, FIERA CAVALLI, JOB&ORIENTA E MOTOR BIKE EXPO
i requisiti chiave sono l’efficienza e il contenuto green, in termini di emissioni e rumorosità. Un ruolo sempre più centrale, nel comparto, lo vanno acquisendo le macchine intelligenti: il 16% degli utilizzatori e il 31% dei noleggiatori le ritengono un criterio di scelta rilevante per l’acquisto. Quasi il 4% degli utilizzatori (con punte del 16% nel settore estrattivo), inoltre, ha sostituito mezzi tradizionali ancora funzionanti in favore di modelli smart. ■ Foto SaMoTer Veronafiere | Ennev
• Organizzatore: Veronafiere • Luogo/data evento: Fiera di Verona, dal 16 al 20 maggio 2020 (Pad. 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, + Area E, Area F) • Orari: dalle 9.00 alle 18.00 • Periodicità: triennale • Edizione: 31a • Settori merceologici: movimento terra, Calcestruzzo, Perforazione e Fondazioni speciali, Frantumazione e Demolizione, Sollevamento, Motori, Componenti, Ricambi, Servizi & ICT • Eventi concomitanti: Asphaltica (Tecnologie e Soluzioni per Pavimentazioni Stradali, Sicurezza e Infrastrutture Viarie) e ICCX Southern Europe (Calcestruzzo e prefabbricazione) • Visitatori 2017: 84.000 • Espositori 2017: 780 • Area espositiva: 84.000 m²
AZIENDE E VISITATORI POTRANNO BENEFICIARE DI UNA SERIE DI INTERVENTI DI RIGENERAZIONE DELLE STRUTTURE DEL QUARTIERE FIERISTICO, PREVISTI DAL PIANO INDUSTRIALE AL 2022, CON 105 MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTI PER RENDERLO TRA I PIÙ ATTRATTIVI E FRUIBILI IN EUROPA (INGRESSO RE TEODORICO)
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PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
JEKKO
La mini gru SPX1280 La mini gru SPX1280 accoglie tecnologie di nuova generazione per sfruttare al massimo i concetti di stabilità e sollevamento. Tutto ciò si traduce in semplicità e versatilità per offrire agli operatori una nuova esperienza d’uso e infinite configurazioni di lavoro, portando all’estremo il concetto stesso di performance. Osservando le caratteristiche e le prestazioni della nuova SPX1280 sembrano ormai passati anni luce dalla sua predecessora, la SPX1275 che, dopo anni di onorato servizio, cede ora il passo all’ultima nata in casa Jekko. “Questa macchina è un foglio bianco per l’operatore che ha dinnanzi a sé infinite possibilità di configurazione da sfruttare con grande semplicità, anche grazie a un’interfaccia utente completamente rivoluzionata”, sostiene Mauro Tonon, Export Sales Manager di Jekko. “La SPX1280 ha una capacità massima di sollevamento di 8 t e raggiunge i 26,6 m di altezza con jib idraulico installato. In base al peso proprio, alle dimensioni e all’area di stabilizzazione è la macchina con
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il rendimento più elevato nel suo settore. Non poteva inoltre mancare la possibilità di lavorare in modalità Pick & Carry di 2 t a 360°, marchio di fabbrica Jekko”. La tecnologia che governa la nuova SPX1280 cambia l’approccio con cui l’operatore può gestire le situazioni operative: se in passato le configurazioni che consentivano di operare in stabilità erano limitate, condizionando le dinamiche di lavoro, ora grazie a un mix che comprende sistema di stabilizzazione, sensoristica, software e una nuova interfaccia utente le situazioni di lavoro diventano illimitate. Il “cuore di tutto” è il nuovo sistema di stabilizzazione, che consente alla macchina di adattarsi a tutti gli ambienti di lavoro e il jib idraulico a tre sfili che può essere messo a riposo sia sotto che a lato del braccio principale. Il sistema di stabilizzazione tiene conto di numerosi fattori per determinare le condizioni operative possibili. A seconda dell’angolo di apertura e dell’estensione degli stabilizzatori, oltre all’eventuale
impiego della zavorra, il software è in grado di determinare in tempo reale la capacità massima di sollevamento in un determinato punto. In passato tutto ciò era limitato, poiché non era possibile considerare estensioni parziali degli stabilizzatori e/o angolature intermedie tra 0 e 45°. Cambiano anche i livelli di stabilizzazione, che passano da quattro a sette, e anche la loro rappresentazione a livello di interfaccia, ora più semplice e intuitiva. Il nuovo sistema idraulico rende i movimenti della gru più fluidi e precisi, dando una sensazione di maggior feeling e controllo all’operatore. Un impianto di distribuzione perfezionato, comandato elettronicamente, consente nuove funzionalità come la possibilità di estendere il jib in contemporanea al sollevamento, maggiore fluidità e potenza ai cingoli, possibilità di lavorare in contemporanea con quattro funzioni. Il motore diesel da 19 kW impiega una pompa a portata variabile che aumenta l’efficienza del sistema, sfruttando la potenza del motore a seconda del tipo di manovra. Tutto ciò si traduce in un incremento delle performance e dell’affidabilità e in una riduzione dei consumi. Il nuovo motore (Stage V, Tier 4 Final) rispetta la direttiva europea del 2019 sulle emissioni. La SPX1280 è azionata tramite un nuovo radiocomando pensato per essere user-friendly, con software sviluppato internamente da Jekko. Sono selezionabili cinque diverse configurazioni: Pick & Carry, gru, stabilizzatori, traverse e traslazione. Un unico radiocomando per accendere, configurare e manovrare macchina e accessori: non più comandi a bordo macchina quindi, è tutto nelle mani dell’operatore.
HITEX
Sinergia con XCMG per il sollevamento Hitex (Piacenza) ha raggiunto un accordo di distribuzione con il colosso cinese XCMG, costruttore di macchine per le costruzioni fondata nel 1943. La sinergia attuale si focalizza – oltre che sulla gamma di dumper – sulla linea di piattaforme aeree e autogrù. Con oltre 70 anni di esperienza, la XCMG possiede una vastissima gamma di prodotti e si colloca tra le prime 10 in classifica nell’industria del macchinario pesante. La linea produttiva XCMG, infatti, copre una gamma sorprendente di soluzioni, tra cui gru, macchine movimento terra, macchine stradali, macchine per il calcestruzzo, macchinari minerari e per l’accatastamento, nonché macchinari per la lotta antincendio, veicoli pesanti,
macchinari per la pulizia, macchine agricole e altro ancora. L’azienda – che ha sedi di produzione in Paesi di tutto il mondo, compresi Cina, Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi,
Polonia, Austria, Brasile, India e Uzbekistan – ha accresciuto la propria competenza grazie a fusioni e acquisizioni come quelle con Schwing, Fluitronics e AMCA.
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L’accoppiata utile per tutti
TVH PARTS HOLDING
Il nuovo video aziendale
TVH, specializzata a livello mondiale nel campo dei carrelli elevatori e dei veicoli industriali, nonché dei relativi ricambi, ha creato un nuovo video aziendale per TVH Parts Holding, una delle due unità di business (l’altra è Mateco Holding). Non a caso l’azienda lancia il video dopo il suo 50° anniversario. Questo video mette in evidenza sia i punti di forza che la crescita di TVH ed è incentrato sul carattere internazionale dell’organizzazione. “In particolare evidenzia il nostro servizio clienti”, dice Isabelle Van de Voorde, Communications Manager in TVH. “Ad esempio, siamo in grado di assistere i nostri clienti in 37 lingue. Ogni ricambio viene consegnato entro le 24 ore (in Europa) o entro le 48 ore (in tutto il mondo). È possibile grazie alla nostra risorsa più preziosa: i nostri dipendenti. Ecco perché essi hanno un ruolo centrale nel video”. Il nuovo video, inoltre, mostra quanto si sia sviluppata l’azienda e spiega in che modo TVH Parts Holding operi dalla sua sede centrale in Belgio, dalla sede regionale negli Stati Uniti e dalle altre 76 filiali sparse in tutto il mondo. Viene anche menzionato l’enorme molteplicità di ricambi, ad esempio oltre 42 milioni di codici e oltre 775 000 articoli a stock. Infine, viene evidenziato il nuovo magazzino a Waregem, che sarà operativo nel corso del 2020. “Con la crescita della nostra azienda si era reso necessario un nuovo video aziendale, da utilizzare in occasione di eventi e fiere, per dare un’immagine piacevole e precisa di ciò che TVH Parts è oggi”, conclude Isabelle Van de Voorde.
PRODOTTI LIEBHERR
La nuova gamma di telescopici industriali Liebherr ha lanciato sul mercato una nuova serie di sollevatori telescopici. La serie comprende tre nuovi modelli per l’impiego industriale, dotati di un potente motore diesel Stage IV: T 46-7s, 100 kW/136 CV; T 55-7s, 115 kW/156 CV; T 60-9s, 115 kW/156 CV. Il trattamento dei gas di scarico avviene tramite una combinazione di catalizzatore diesel di ossidazione (DOC) e riduzione catalitica selettiva (SCR). Per tutti i modelli sono disponibili filtri antiparticolato (T 55-7s e T 60-9s di serie). La trazione idrostatica consente una velocità di 40 km/h (in alternativa, ci sono varianti con velocità di 20 e 30 km/h, a seconda dell’impiego richiesto). La regolazione della velocità di marcia avviene in modo continuo e con la funzione opzionale AutoPower, indipendentemente dalla
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potenza richiesta all’impianto idraulico di lavoro. Allo stesso tempo il regime motore viene aumentato a richiesta (posizione del joystick), indipendentemente dalla velocità di marcia. Il “Liebherr Hill Assist” installato di serie provvede all’attivazione automatica del freno di parcheggio, per il massimo comfort e sicurezza di movimento in zone caratterizzate da dislivelli. L’impianto idraulico di lavoro ad alta prestazione è gestito in modo elettronico e, grazie alla distribuzione di flusso indipendente dal carico, consente fluidi movimenti simultanei di lavoro con abbondanti riserve di potenza. Un highlight particolare di questi modelli è la nuova cabina: la protezione antiribaltamento di serie non necessita più di una traversa superiore. La griglia protettiva è installata all’esterno e consente una vista ottimale verso l’alto.
In caso di manovre in spazi ristretti il basso punto d’incernieramento del braccio telescopico e le grandi vetrate offrono una vista ideale sugli pneumatici, sull’attrezzattura e sul carico. Il joystick oscillante montato in corrispondenza del sedile controlla fino a sei funzioni per la guida e il comando delle funzioni idrauliche. La selezione delle modalità di sterzata avviene elettronicamente, come con tutti i telescopici della serie “S” di Liebherr. La guida del braccio telescopico installata di serie riduce la torsione in applicazioni industriali gravose. Una spazzola di pulizia provvede alla rimozione di materiale adeso, per far sì che esso non penetri all’interno del braccio dopo il carico. La protezione del sottoscocca e le griglie protettive minimizzano il rischio di che corpi estranei entrino nella macchina.
BÖCKER
Un Avario HD27 nella flotta Pichler Un elevatore Avario HD27 K di Böcker, equipaggiato con curva per tetti integrata, è entrato nella flotta di Pichler, società bolzanina specializzata nella posa di coperture in vari materiali, grondaie e sistemi facciata, che lo ha scelto per la sua compattezza e per la movimentazione al traino. “Siamo orgogliosi della nostra tradizione ma continuiamo a evolverci - afferma Andreas Pichler, fondatore e titolare della società - e per questo siamo molto attenti alla formazione, alla sicurezza e al parco macchine, che abbiamo recentemente arricchito con l’elevatore Avario HD 27 K di Böcker. Questa macchina viene utilizzata per portare le lamiere sui tetti: si tratta di un elevatore ideale in tutti i casi in cui non è possibile installare una classica gru edile, quindi in tutti i cantieri in cui c’è poco spazio, infatti permette di lavorare su qualsiasi tetto in virtù di dimensioni molto contenute. È una soluzione molto comoda, non solo in cantiere ma anche in fase di spostamento, in quanto viene trainata anche con una semplice automobile o con un van”. Con un peso totale di 1,9 t, l’Avario HD 27 K si caratterizza per la velocità di sollevamento (50 m/ min), la sua portata utile massima di 270 kg e una ragguardevole altezza con o senza la curva per tetti. Quest’ultima rappresenta una vera e propria peculiarità tecnica, infatti grazie a un’ampia gamma di regolazioni consente di
adattarsi in modo ottimale a qualsiasi tetto. La curva meccanica integrata fa parte dell’allestimento standard dell’Avario HD 27 K e, in combinazione con il nuovo profilo in alluminio, caratterizza un elevatore compatto e robusto.
La tipica forma a W consente il sollevamento di grandi pesi mantenendo un profilo in alluminio compatto e leggero. L’Avario HD 27 K offre anche un timone rientrabile per ridurre ulteriormente l’ingombro del mezzo.
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MANITOWOC
L’autogrù Grove GRT655L al SaMoTer 2020 Al SaMoTer 2020, manifestazione di Verona spostata per cause di forza maggiore al prossimo 16-20 maggio, Manitowoc esporrà alcune tra le sue più importanti gru destinate al mercato italiano. Tra tutte spicca la Grove GRT655L: lanciata in occasione del Bauma 2019 e del GIS di Piacenza, è una tra le autogrù fuoristrada prodotte nello stabilimento piemontese di Niella Tanaro (CN). La produzione di serie è operativa dal terzo trimestre del 2019 e le prime unità sono già state consegnate ad alcuni clienti italiani, che hanno già espresso tutta la loro soddisfazione. La GRT655L è una macchina da 60 t compatta, con una larghezza massima di 3 m e lunghezza braccio di 43 m. Queste caratteristiche rendono ideale questa soluzione per le società specializzate di noleggio, così come per le aziende operanti nella manutenzione nel settore petrolifero. Il suo modello “gemello”, l’autogrù GRT655, è indicata invece per le imprese di costruzione e gli appaltatori, mentre l’autogrù GRT655L offre il vantaggio aggiuntivo della maggiore altezza in punta. “La GRT655L è stata ben accolta dal mercato,” afferma Federico Lovera, Product Manager per le autogrù fuoristrada di Manitowoc.
“I clienti italiani hanno apprezzato il fatto che la macchina è prodotta in uno stabilimento italiano con elevati standard di qualità e che quindi può essere consegnata in tempi brevi e con costi di trasporto inferiori”.
Enrico Angiolini, direttore commerciale Sud Europa, aggiunge: “Manitowoc sostiene la qualità della nuova generazione di GRT e siamo fieri di essere in grado di offrire questi prodotti di qualità superiore ai clienti italiani”.
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Fiera Geofluid
69
Fiera Hillhead
49
Fiera SaMoTer
90
Grafiche MDM
83
Gru Comedil
17
Haulotte
I COPERTINA
Jekko
19
JLG Industries Italia
5
JMG Cranes
3
Liebherr
11
Merlo
1
Oleomarket
89
O.MEC
96
Ormig
13
Platform Basket
IV COPERTINA
RMC
II COPERTINA