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OnSite Lift n.1 - Gennaio-Febbraio 2018

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SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2018 - N. 1

MACCHINE

60 Kiloutou

24 Demag

Destinazione futuro

“Italia, comincia una nuova era”

di Ettore Zanatta

di Lorenzo Zacchetti

DOSSIER

29 Böcker

La strada verso l’alto

di Stefano Vitali

64 Noleggio

32 JLG In copertina: HAULOTTE

4

Editoriale

di Ettore Zanatta

6

Notizie

La sfida dell’eccellenza

di Ettore Zanatta

DISTRIBUZIONE

La strategia della condivisione

di Ettore Zanatta

di Stefano Vitali

COMPONENTI

ON SITE

76 La ristrutturazione

52 NLMK Clabecq di Riccardo Lorenzi

ATTUALITÀ

TECNOLOGIE

di Ettore Zanatta

Tutte le strade portano a Bruxelles

di Lorenzo Zacchetti

Dall’alto dei 30 anni

a cura di Liliana Rebaglia

L’evoluzione del business

La forza gentile

72 GV3 Venpa

38 Hinowa

16 CECE

SERVIZI

56 MP Filtri

Trasmissione di... innovazione

di Pietro Gabrielli

della biblioteca di Vancouver Al centro dello sviluppo

di Pietro Gabrielli

FIERE

82 Intermat

Parigi, Italia

di Lorenzo Zacchetti

88 Bauma Conexpo Africa

Nel continente nero

di Lorenzo Zacchetti

90 Prodotti

Hands On

a cura di Liliana Rebaglia

IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70

EFFICIENZA COMPATTA di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini – l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta – ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti – lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza – l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri – r.fabbri@capoversoeditrice.it Tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti Tel. 0545 967722 E-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITELIFT - luglio-settembre 2017

Abbonamenti Italia: euro 30,00 (IVA compresa) Other countries: euro 42,00 (IVA compresa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 5 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 26887 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE LIFT Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) Tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

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Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE LIFT”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srlsenza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.

Periodico associato a UNACEA


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La “colazione dei campioni”

Q

ualcuno ha la sensazione che i grandi gruppi del noleggio europeo siano arrivati in Italia per fare shopping, ovvero per comprare realtà territoriali storiche e consolidate. Senz’altro, dopo le mosse strategiche di Loxam e Kiloutou, la sensazione è diventata una certezza. Ma secondo quali dinamiche e con quali conseguenze per il prossimo futuro? Prima di fasciarci la testa, cerchiamo di capire se questa nuova “campagna d’Italia” dei più importanti competitor europei possa andare a vantaggio della domanda, ossia del cliente che si serve del noleggio nostrano. I gruppi italiani acquisiti dai giganti appena menzionati avranno la possibilità di consolidare il proprio stato finanziario e di riorganizzare l’offerta di macchine e servizi. La prima conseguenza di questa “colazione dei campioni” sarà quello di spingere le altre aziende del noleggio nazionale a prendere delle contromisure; quindi, le realtà medie e piccole, ad esempio, saranno portate a realizzare, a loro volta, nuovi investimenti e a offrire servizi più dinamici e completi. Il ciclo positivo e virtuoso indotto dall’arrivo dei “rental giants” può minacciare aziende già alla sussistenza e ancora deboli, dopo anni di crisi, tagliando loro una testa che stavano appena rialzando? Può darsi, ma non per tutti sarà così. Non sarà così per le imprese del noleggio che, con coscienza, cercheranno di migliorare le proprie performance sul fronte della professionalità, della formazione e, ancora, delle dinamiche di servizio. Magari a piccoli passi, cambiando fornitori e scelte di investimento, misurandosi con realismo sul territorio e ascoltandone le esigenze giorno dopo giorno. I guai cominceranno per chi non vorrà recedere dalle proprie posizioni conservative, per le ditte “one man show” che dichiarano sempre di non poter contemplare costi e dipendenti nello sviluppo dell’attività familiare-domestica, per le microstrutture che sulla vetustà di mezzi (e di sicurezza) hanno costruito la propria identità, ignorando il progresso del settore e la salute dei clienti stessi. 4

ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


NOTIZIE a cura di Liliana Rebaglia GRANDI PROGETTI

Sollevamenti record per lo stadio di Atlanta Il Super Bowl LII, la finale del campionato della National Football League, principale appuntamento sportivo statunitense, si è da poco concluso con l’affermazione degli Atlanta Falcons, che ora hanno l’occasione straordinaria di provare a difendere il titolo in casa. La 53ª edizione del Super Bowl, infatti, si giocherà il 3 febbraio 2019 nel nuovissimo MercedesBenz Stadium di Atlanta, Georgia (USA). Ufficialmente la nuova arena è stata inaugurata a fine agosto 2017, ma solo ora si è completata con l’entrata in funzione dell’avveniristica copertura che la contraddistingue. Il progetto della società di engineering HOK, infatti, ha previsto una copertura costituita da otto pannelli triangolari retraibili traslucidi e di un muro di vetro che si apre in contemporanea, per permettere il passaggio dell’aria. L’apertura circolare della copertura

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ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

è stata ispirata dal Pantheon romano; per la realizzazione degli elementi del tetto retraibile è stato utilizzato un polimero chiaro e leggero che può modificare la sua opacità per controllare il livello di illuminazione. Per la costruzione del nuovo stadio sono stati utilizzate un numero elevatissimo di macchinari, di mezzi

di sollevamento, gru, piattaforme, ecc. Tra le gru hanno svettato nel cielo della Georgia alcuni veri e propri pesi massimi, come la gru Manitowoc 31000, con una capacità di 2.535 t, utilizzata proprio per l’installazione del complicato sistema di copertura nel nuovo stadio di Atlanta e di cui al mondo esistono solo due esemplari.


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NOTIZIE UNACEA

Macchine per le costruzioni: in crescita il 2017 Nel 2017 sono state immesse sul mercato italiano 12.766 macchine per costruzioni, registrando una crescita del 15% rispetto a quanto rilevato nel 2016. Più in dettaglio, sono 12.275 le macchine per il movimento terra vendute, con una

2016. È l’export di macchine per i lavori stradali a registrare i ritmi di crescita più elevati, con un +26% sul 2016. Buono anche l’andamento delle vendite estere di macchine per la preparazione degli inerti (+23%), di quelle di macchine

PAOLO VENTURI PRESIDENTE DI UNACEA

movimento terra (+13%), delle gru a torre (+10%) e di macchinari per il calcestruzzo (+5%). In calo invece le esportazioni di macchine per la perforazione (-21%). Stabili intorno ai 700 milioni di euro le importazioni mentre aumenta l’avanzo commerciale di settore (+9%), con una bilancia positiva per oltre 1,5 miliardi di euro. crescita annua del 15%. Positivo anche il mercato delle macchine stradali, che raggiungono le 491 unità vendite, +5% rispetto al 2016. “La ripresa del mercato italiano risulta essere ormai un trend consolidato”, ha dichiarato Paolo Venturi, presidente di Unacea. “L’impegno che ci auspichiamo delle autorità pubbliche per consolidare il mercato nazionale di settore è il riconoscimento degli avanzamenti tecnologici fatti dall’industria e una conseguente politica di premialità delle aziende utilizzatrici virtuose a vantaggio della sicurezza e dell’ambiente”. In crescita anche il mercato estero di settore, che tra gennaio e ottobre 2017 ha raggiunto i 2,23 miliardi di euro, con un +7% rispetto allo stesso periodo del 8

ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Gennaio-Dicembre 2017 (unità vendute) Categoria Dozer

variazione % 18

34

89%

Escavatori cingolati

1.838

2.185

19%

Escavatori gommati

165

196

19%

Pale gommate

886

1.167

32%

Terne 4 ruote sterzanti

63

99

57%

Terne rigide

130

105

-19%

Miniescavatori

6.241

7.057

13%

Minipale compatte

685

672

-2%

Minipale compatte cingolate

461

590

28%

Dumper articolati

30

63

110%

Sollevatori telescopici

122

107

-12%

Tot. macchine movimento terra

10.639

12.275

15%

Rulli

302

330

9%

Vibrofinitrici

165

161

-2%

Tot. macchine stradali

467

491

5%

11.106

12.766

15%

Totale macchine per le costruzioni


INTERMAT

Assegnati a Parigi gli Intermat Innovation Awards 2018 In occasione dello svolgimento dei tradizionali incontri pre-Intermat tra espositori e stampa sono stati assegnati - durante un’apposita premiazione tenutasi nella serata di giovedì 18 gennaio, presso la Maison de la Mutualité di Parigi - la cerimonia che ha assegnato i 13 Intermat Innovation Awards. L’evento, di ampio respiro internazionale e presieduta dalla FNTP (Fédération Nationale des Travaux Publics), ha lo scopo di premiare tutte le innovazioni che contribuiscono al progresso del settore delle costruzioni e delle infrastrutture. Per questa settima edizione, una giuria di 13 specialisti

CINGOLI IN GOMMA MINITOP: QUALITÀ E AFFIDABILITÀ PER OGNI SITUAZIONE DI LAVORO

europei del settore ha scelto di assegnare altrettanti vincitori scegliendo tra i 90 prodotti proposti dagli espositori iscritti a Intermat Paris e World of Concrete Europe 2018. Tra i vincitori, Volvo CE (con l’escavatore elettrico EX2, categoria “Earthmoving & Demolition”), il

gruppo Fayat (con l’impianto TRX 100%, categoria “Roads, Minerals & Foundation”), Hinowa e Manitou Group (rispettivamente con la piattaforma aerea cingolata Lightlift 33.17 Performance IIIS e uno speciale sistema di stabilizzazione per i sollevatori telescopici MRT, categoria “Lifting, Handling & Transportation”). Assegnati anche diversi premi speciali, tra cui uno – per la categoria “Energy Transition” – a Mecalac, per il suo escavatore a batteria e12. Tra le altre aziende vincitrici, in diverse categorie: EFA France, RB3D, Matos, Alphi, Sika France, Sima, DMIC e 360SmartConnect.

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28 unità per Boels Rental Easy Lift, società di Reggio Emilia specializzata nella progettazione e commercializzazione di piattaforme aree per il mercato internazionale, ha ricevuto un ordine di 28 piattaforme aeree “ragno” da parte della società olandese di noleggio Boels Rental. L’ordine, in particolare, comprende i modelli R130, R160 e R190. Le prime macchine sono state consegnate nel mese di febbraio, le successive tra marzo e maggio. Grazie ai comandi completamente idraulici e, di conseguenza, alla loro semplicità d’uso, tutti i modelli scelti di piattaforme aeree “ragno” scelte da Boels Rental possono essere noleggiati “a freddo”, senza operatore.

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DEALER HD Crawler Crawler Cranes Telescopic Cranes/Multi-Crane

10 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Le piattaforme saranno dotate di cingoli antitraccia e di pedane, per poter essere noleggiate anche per usi interni. Continua quindi con successo la collaborazione iniziata da Easy Lift con Boels Rental nel 2011. La società emiliana è cresciuta rapidamente in numero e ampiezza di gamma negli ultimi 10 anni, fino ad arrivare oggi a includere 16 piattaforme “ragno” (12 cingolate, quattro su gomma), sette piattaforme autocarrate, di cui una su pick-up, e tre piattaforme installate su furgone.


COFILOC

Piattaforme e telescopici per Idealplast Piattaforme articolate elettriche Haulotte HA12IP e HA15IP, un sollevatore telescopico Merlo Roto 60.24 MCSS, una piattaforma articolata JLG Ultraboom 1250 AJP e una piattaforma ragno X23J si sono rese protagoniste di un recente intervento gestito dalla Idealplast di Romano d’Ezzelino (Vi). Fondata nel 1978, la Idealplast è una delle aziende italiane all’avanguardia nella produzione di film flessibili di alta qualità a base poliolefinica e si è recentemente resa protagonista in una serie di lavori finalizzati all’installazione all’interno di uno stabilimento di un nuovo impianto di estrusione ad alta tecnologia destinato a incrementare la produzione di bobine di polietilene. Operazione complessa, che ha richiesto la rimozione della copertura esistente e la realizzazione della struttura destinata a ospitarlo. Ciò, naturalmente, senza rallentare la consueta attività lavorativa. A occuparsi della carpenteria metallica e del montaggio di pareti e coperture è stata la Cosmet 3000, che per svolgere il lavoro ha utilizzato la squadra di macchine Cofiloc citate. La diversità di mezzi si è resa necessaria per lavorare - con compiti specifici - sia all’esterno che all’interno dello stabilimento con, però, un elemento comune: gli spazi ristretti. Ecco quindi il bisogno di utilizzare macchine compatte, agili e stabili, in grado di far accedere gli operatori nei punti più difficili o di svolgere operazioni complesse.

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NOTIZIE PALAZZANI

Una XTJ32 a supporto della ricerca Un ragno Palazzani XTJ 32/C si è reso molto utile agli studenti del Politecnico di Milano, permettendo loro di raggiungere facilmente ogni lato del Colosso di San Carlo Borromeo situato ad Arona (No). Le ricerche su questa maestosa statua sono iniziate quest’anno, dopo che l’ottima conservazione dell’artefatto, prodotto in una lega di rame e ferro e che dal 1698 è esposto a qualsiasi tipo di evento atmosferico, ha destato un’enorme curiosità negli esperti. Si tratta di uno studio che permetterà di ricavare nuove informazioni sul complesso e che darà un aiuto in più al processo di restauro al quale sarà sottoposta la statua. Gli studenti del Politecnico di Milano, insieme alla dottoressa Goidanich alla guida del progetto, hanno effettuato

delle analisi specifiche riguardanti i metalli di cui è composta la statua. Grazie alla ditta di noleggi Ovieni & C., con sede a Busto Arsizio (Va), che possiede ormai 50 anni di esperienza nel noleggio di piattaforme aeree, il personale addetto agli studi ha potuto trovare e utilizzare il mezzo necessario per raggiungere con semplicità e velocità anche il punto più alto della statua di San Carlo. La piattaforma Ragno Palazzani XTJ 32 unisce la versatilità dei ragni alla semplicità di manovra dei semoventi tradizionali. La stabilizzazione è semplice e rapida grazie alla discesa simultanea

e all’articolazione sincronizzata degli stabilizzatori. I trasferimenti sono veloci anche su forti pendenze e la pressione specifica al suolo è molto ridotta, grazie all’ampia cingolatura in gomma. I comandi sono semplici, rapidi e precisi. Senza l’aiuto di una piattaforma ragno sarebbe stato impossibile effettuare tutte le operazioni, in quanto la statua si trova in cima a una collina e all’interno di un parco: l’accesso con un’autocarrata avrebbe sicuramente danneggiato il prato su cui si erge maestosa.

SCANIA

Fornitura per le gru Kobelco Scania e Kobelco Construction Machinery hanno concordato la fornitura, da parte di Scania, di motori industriali da 13 l a basse emissioni, che saranno utilizzati da Kobelco nelle nuove gru cingolate con una capacità di sollevamento di 300 t. Il primo prodotto Kobelco a utilizzare un motore industriale Scania sarà lanciato negli Stati Uniti. Hiroaki Iwamitsu, Managing Executive Officer della divisione Design & Development Engineering di Kobelco, ha affermato: “Con questo progetto, Kobelco è felice di fare un passo in più al fianco di Scania. Dall’esperienza che abbiamo avuto con questo costruttore nello sviluppo di questa nuova gru abbiamo potuto testare in prima persona la tecnologia avanzata e la grande cooperazione offerta dall’azienda svedese. Siamo pronti a guardare al futuro per ottenere 12 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

nuovi successi”. Haruyuki Mayama, Engine Sales Manager, Motori Scania in Giappone, ha aggiunto: “Siamo molto orgogliosi di essere stati selezionati da Kobelco come partner per alimentare i suoi prodotti; sono certo che l’introduzione sul mercato sarà un grande successo”. Il motore industriale Scania da 13 l e 331 kW rispetta gli standard

sulle emissioni previsti dalle normative Stage IV / Tier 4 final / Japan H26 senza bisogno di filtri antiparticolato. I clienti che si trovano in Paesi con altre norme sulle emissioni potranno contare sui macchinari Kobelco dotati di motori Scania a basse emissioni. I prodotti Kobelco alimentati con motori Scania includono i seguenti prodotti: CK3300G-2 (per il Nord America), CKE3000G (per l’Europa) e CKS3000 (per altri mercati). I motori Scania si contraddistinguono per una coppia elevata già a bassi regimi, nonché per la risposta immediata, il ridotto consumo di carburante, i bassi costi del ciclo di vita, l’alto rapporto potenza-peso e la qualità, testata e ampliamente comprovata. Scania offre inoltre una rete globale con oltre 2.000 officine collocate in maniera strategica su tutto il territorio.


PALFINGER PLATFORMS ITALY

Sinergia con Giffi Noleggi Giffi Noleggi - azienda specializzata nel noleggio di piattaforme aeree, nonché di macchine movimento terra, compattatori stradali, noleggio di furgoni e noleggio e vendita di attrezzature per l’edilizia – persegue la tua politica di crescita e prosegue nel suo cammino per raggiungere il suo obiettivo: la massima capillarità su tutto il territorio nazionale. L’amministratore dell’azienda, Francesco Giffi, nonostante la sua giovane età ha le idee chiare: dall’apertura della prima sede, avvenuta nel 2007, sono 10 le sedi di noleggio generalista inaugurate, con una dotazione di oltre 450 unità. Dopo le due più recenti aperture, a Bologna e a Rimini, quest’anno l’espansione avverrà nelle regioni del centro-nord, nella fattispecie in Lombardia, Toscana e Umbria. Proprio per questo suo sviluppo, Giffi Noleggi - dopo un’attenta analisi di mercato alla ricerca dell’affidabilità - ha scelto la Palfinger Platforms Italy di Modena come suo nuovo partner nel settore delle piattaforme aeree, azienda in grado di garantire e mettere a disposizione del mondo del lavoro aereo l’esperienza, la qualità, l’affidabilità di prodotto e la professionalità del

suo personale. “Questi plus costituiscono il valore aggiunto che tutti i noleggiatori nazionali hanno riscontrato nella partnership con Palfinger Platforms Italy”, ha dichiarato Giggi a tal proposito.

La prima fornitura di cinque piattaforme aeree ha riguardato la piattaforma aerea P200A, che sta rappresentando la base di molte flotte noleggio in Italia e che sta dimostrando sul territorio tutte le sue qualità. Giffi

Noleggi ha diversificato il suo acquisto inserendo anche delle piattaforme telescopiche, in particolare il modello P170T.

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COMETTO

Nove MSPE 48 t per Navantia Cometto, specialista di Borgo San Dalmazzo (Cn) nel settore del trasporto pesante e della movimentazione, ha recentemente consegnato all’azienda spagnola Navantia S.A. nove moduli di semoventi elettronici MSPE 48 t. Un totale di 46 assi, con un concentrato di potenza per i trasporti più importanti. La fornitura include cinque moduli 6 assi MSPE 6/4/2,43 48t, quattro moduli 4 assi MSPE 4/2/2,43 48t e due power packs con una potenza di 368 kW ognuno (equipaggiato con il nuovo motore Scania). Oltre all’elevata capacità di carico utile, questo semovente si distingue per la sua versatilità nella configurazione e manovrabilità. L’MSPE 48 t offre anche un compromesso tra dimensioni della piattaforma, prestazioni di carico e investimento. Un singolo modulo 6 assi può raggiungere un peso lordo di 288 t. “Navantia è uno dei principali attori globali nel design e nella costruzione di navi civili e militari in tutto il mondo”, spiega Alessandro Giordano di Cometto riguardo all’attività del suo cliente. “L’MSPE di Cometto offre la consueta intercambiabilità ed espandibilità del sistema per adattarsi a qualsiasi esigenza del cliente”. Per Simone Ricca, responsabile prodotto dell’azienda piemontese, “la flessibilità di Cometto permette specifiche soluzioni, anche per quanto riguarda le ruote. Questi moduli sono dotati di pneumatici in gomma piena come richiesto dal cliente, garantendo la massima capacità di carico utile e un eccellente fattore di sicurezza”. I due power packs 368 kW sono equipaggiati con i primi motori Scania, consegnati dopo la recente partnership tra Cometto e il costruttore svedese.


CTE

Due ZED 21.3 JH per Tecnol Due piattaforme autocarrate articolate ZED 21.3 JH sono entrate a far parte del parco mezzi di Tecnol, azienda di Bari che si occupa di noleggio, vendita e assistenza di piattaforme aeree dal 1986 e che vanta una flotta di oltre 150 unità, composta dalle più svariate soluzioni utilizzate nel settore del sollevamento di persone e materiali. Le CTE ZED 21.3 JH sono equipaggiate con l’H Stab System, il sistema di stabilizzazione con quattro aree di lavoro predefinite. Questo modello, in particolare, è ideale per numerose applicazioni grazie alla presenza del jib. La stabilizzazione variabile permette inoltre di utilizzare il giusto spazio in cantiere, grazie alla configurazione degli stabilizzatori posteriori in sagoma e la possibilità di estendere o meno gli stabilizzatori anteriori, anche alternati.

La piattaforma autocarrata articolata CTE ZED 21.3 JH raggiunge i 20,6 m di altezza di lavoro, i 9,6 m di sbraccio e i 250 kg di portata; presenta un doppio pantografo, un braccio telescopico, uno sfilo e un jib. La rotazione torretta è di ± 320°, quella della navicella di 90° a destra e 90° a sinistra. I comandi sono elettroidraulici proporzionali da terra e da navicella con rampe di accelerazione e decelerazione, per un controllo più fluido delle manovre. Gli stabilizzatori sono a piazzamento oleodinamico con sensori di contatto terreno. La stabilizzazione è variabile con H Stab System: stabilizzatori frontali con estensione delle traverse possono essere aperti o chiusi anche alternati e stabilizzatori posteriori fissi in sagoma.

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ATTUALITA’ CECE

Tutte le strade portano a Bruxelles

D

al 1° gennaio di quest’anno Enrico Prandini è entrato in carica come nuovo presidente del CECE (Committee of European Construction Equipment). Per i prossimi due anni, il Managing Director di Komatsu Italia Manufacturing guiderà la confederazione che rappresenta le varie associazioni nazionali dei produttori di attrezzature per l’edilizia e le industrie connesse. Il suo compito è particolarmente delicato, in quanto consiste nel supportare il settore in un momento storico dirimente, nel quale si vedrà se la tanto attesa ripresa economica potrà davvero concretiz-

16 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

zarsi o se invece dovremo ancora rimandare la definitiva uscita dal tunnel. Nel 2016 il mercato ha fornito segnali decisamente positivi, con una crescita del 10% che rappresenta il massimo livello raggiunto nell’ultimo quinquennio e che autorizza all’ottimismo. Tuttavia, ancora più significativo sarà analizzare i dati del 2017, che il CECE renderà pubblici a marzo attraverso il suo report annuale. OnSite ha anticipato i tempi, incontrando il neopresidente Prandini per discutere in anteprima della situazione del mercato, analizzare i dati evidenziati in occasione del convegno tenutosi lo scorso ottobre a

Bruxelles, ma anche di alcune interessanti innovazioni sulle quali il CECE intende lavorare nel prossimo biennio. Qual è la situazione attuale del mercato europeo? “Sta crescendo, avvicinandosi a volumi pari al 60% di quelli che rappresentavano il boom del periodo 2007/2008. Tuttavia permangono delle aree di oscurità, che rappresentano gli stessi punti critici dell’economia in senso generale. Come spesso accade, nel contesto dell’Europa coesistono realtà differenti tra loro. In questo momento, ad esempio, la Germania è già oltre i livelli


DAL QUADRO GENERALE EUROPEO ALLA SITUAZIONE ITALIANA. DALLE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE AGLI ANNOSI PROBLEMI IRRISOLTI. DALL’OMOLOGAZIONE EUROPEA ALLA QUESTIONE FEMMINILE. ENRICO PRANDINI, NUOVO PRESIDENTE DEL CECE PER IL PROSSIMO BIENNIO,CI ESPONE LO STATO DELL’ARTE DEL MERCATO E GLI OBIETTIVIDELLA FEDERAZIONEEUROPEA DELLE MACCHINE PER COSTRUZIONI di Ettore Zanatta

ENRICO PRANDINI PRESIDENTE CECE PER IL BIENNIO 2018-2019

pre-crisi, a dimostrazione del fatto che l’impatto della recessione è stato meno duro per chi aveva alle spalle un’organizzazione idonea, sia dal punto di vista degli investimenti che del supporto governativo. C’è poi il caso Inghilterra, dove la ‘Brexit’ sta scombussolando la situazione, più per mancanza di chiarezza che per altro. Ciò vale sia per gli inglesi, che dopo il referendum si sono indeboliti come Governo, sia per l’Europa, divisa tra falchi che vorrebbero un’uscita netta e colombe che invece auspicano una mediazione. Il mercato inglese è quindi incerto e il suo comparto di particolare interesse è il rental: in quest’ambito la crisi è diventata un’opportunità, perché chi non poteva più permettersi di comprare ha iniziato a noleggiare, in un contesto peraltro già favorevole come quello determinato dalla mentalità britannica. Dopo essere arrivato ai massimi livelli anche questo settore sta attraversando fasi altalenanti”. Ancora più incerto sembra il mercato francese… “Da un punto di vista numerico è il mercato meno stabile. C’è una continua alternanza tra crescita e fermate, in una situazione resa complicata anche dal mix di pri-

vato e rental che caratterizza lo scenario nazionale. In questo momento specifico, peraltro, il mercato transalpino sta andando bene. È positivo anche il momento dei Paesi dell’Est, che hanno ricominciato in parte a crescere, non tanto per via di necessità di lavori in ambito locale, quanto grazie a finanziamenti provenienti dall’area occidentale. Ci sono quindi differenze significative tra Paesi che vanno molto bene in taluni periodi specifici e altri che ancora segnano il passo. Ancora differente è la situazione del Nord Europa: stiamo sicuramente parlando di numeri contenuti (vista anche la bassa densità di popolazione), ma è altrettanto certo che si tratta delle nazioni che meno hanno risentito della crisi e che quindi sono più stabili nel panorama europeo”. Qual è lo scenario dell’Europa meridionale, che riguarda anche l’Italia? “L’Europa del sud è il ‘grande assente’, almeno per ora. Mi riferisco in particolare ai Paesi latini (Italia, Spagna e Portogallo), tralasciando la Grecia che ancora non è in condizione di poter effettuare gli investimenti che servirebbero al mercato. Tutti e tre e i Paesi stanno iniziando a dare segni di ripresa consistenti. Per quanto

ITALIA-EUROPA: LINEA DIRETTA Il CECE è l’organizzazione che rappresenta e promuove le attrezzature europee per l’edilizia e le industrie connesse. Il suo lavoro si articola attraverso una rete europea composta da un Segretariato a Bruxelles e dagli uffici delle varie associazioni nazionali nei rispettivi Paesi. Bruxelles esercita la funzione di coordinamento, con ampio spazio per il lavoro sia delle associazioni nazionali che dei rappresentanti dell’industria. Il CECE rappresenta gli interessi delle associazioni nazionali produttrici di attrezzature per le costruzioni in 13 paesi europei, tra cui Germania, Regno Unito,

Francia, Italia, Russia e Turchia. In totale, il settore conta circa 1.200 aziende che impiegano circa 300.000 persone, indotto compreso, per ricavi annuali pari a circa 40 miliardi di euro. Di questo fatturato, oltre 2,5 miliardi di euro provengono dal mercato italiano (dati del 2014), che ha come punto di riferimento Unacea (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment&Attachments), a cui OnSite è associata. Nata nel 2010, quest’ultima ha sede a Roma ed è l’associazione di riferimento delle macchine movimento terra, per il calcestruzzo, per la perforazione, delle gru a torre e delle attrezzature. La sua mission consiste

nel creare un’associazione a leadership imprenditoriale, snella e a zero burocrazia, capace di difendere in Italia con autorevolezza e in modo unitario il settore e a rappresentarlo in Europa e nel mondo. gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 17


ATTUALITA’

I DATI DI MERCATO RELATIVI AL 2017, LO STATO DELL’ARTE E LE PREVISIONI PER IL 2018 SONO STATI ANALIZZATI IN OCCASIONE DEL CONVEGNO ANNUALE DEL CECE, TENUTOSI LO SCORSO OTTOBRE A BRUXELLES

riguarda l’Italia, si può dire che la crescita sia cominciata da tre anni, ma quando ti trovi a -80% e cresci del +10% su base annua stai facendo dei passi ancora molto piccoli. Invece ora, nonostante alcuni mesi altalenanti, l’Italia sta crescendo davvero. Lo stesso vale per la Spagna, la quale - pur avendo ancora un livello di disoccupazione molto alto - sa bene in che direzione andare. Ciò è dovuto sia alla sua necessità di infrastrutture, sia per quel grande passo che è rappresentato dalla doppia residenza delle famiglie, che comporta la necessità di convertire le ‘case vacanza’, che avevano raggiunto prezzi estremamente bassi. Orai valori si

stanno riprendendo e con esse anche l’edilizia residenziale”. Cosa c’è da attendersi sul fronte della vendita di macchine? “Oltre all’elevato numero di aziende che hanno chiuso i battenti durante gli anni più duri della recessione, un altro fattore importante è stato il ‘saldo’ delle macchine. Le imprese che hanno visto ridursi le commesse hanno cercato di monetizzare attraverso la vendita dei mezzi su altri mercati, da quello africano a quello mediorientale. La riduzione del parco evidentemente avrà un effetto nella fase di ripresa, visto che comporta la necessità di ripopolare le flotte”.

Come possiamo inquadrare l’Italia in questo panorama? “È chiaro che i recenti provvedimenti sugli ammortamenti, che hanno riportato la deducibilità fiscale al 140% o al 250%, hanno aiutato molto. Bisognerà capire se questa misura sarà prorogata, ma se pensiamo all’analogo provvedimento sulle ristrutturazioni c’è da essere fiduciosi, visto che questo è l’ottavo anno di fila che viene rinnovato. Questi provvedimenti si sono dimostrati positivi, in quanto - oltre ai soldi risparmiatidall’azienda acquirente- ci sono vantaggi per lo Stato, che recupera l’IVA e la tassazione anticipata del 10%. Sono entrate che, senza que-

VALORE GLOBALE DEL MERCATO (miliardi di dollari) 2007

2011

2013

2016

2017*

2018*

2021*

Cina

11

35

21

10

15

15

16

Nord America

28

20

26

27

28

31

33

Europa

20

12

12

12

12

12

12

India

2

3

2

2

3

3

4

Giappone

5

3

6

4

5

5

5

Resto del mondo

32

29

25

14

17

18

18

Totale mondo

98

102

93

70

80

84

90

* previsione

18 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Fonte: Off-Highway Research


VENDITE GLOBALI DI MACCHINE PER LE COSTRUZIONI 2001-2021* (unità) 1,200,000

1,000,000

Media 2012-2016: 799,849

Media 2017-2021*: 856,505

dissesto idrogeologico, in Pianura Padana si sono aperti i cantieri per il TAV, eccetera. Il risveglio è contagioso: crescono anche i consumi interni, perché se la gente lavora e il reddito cresce è normale che tutti ne traggano beneficio”.

800,000

600,000

400,000

200,000

0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018* 2019* 2020* 2021*

* previsione

Fonte: Off-Highway Research

“

NELLO SCENARIO EUROPEO, IL SUD È PER ORA IL ‘GRANDE ASSENTE’. ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO STANNO INIZIANDO A DARE SEGNI DI RIPRESA CONSISTENTI, MA PER QUANTO RIGUARDA IL NOSTRO PAESE, PROCEDIAMO ANCORA A PICCOLI PASSI

„

sti provvedimenti, potevano invece essere perdute”. Basteranno queste misure per rilanciare la ripresa? “Questi strumenti potrebbero sostenere le vendite anche quest’anno. Gli acquisti fatti finora non sono legati a un incremento dei lavori (come dimostra anche il conteggio delle ore lavorate per macchina, che è stabile se non in discesa), ma sono dovuti a un vantaggio fiscale che però non può essere per tutti. Molte aziende non hanno nulla da scaricare, avendo avuto profitti pari a zero, se non addirittura delle perdite. Però si è trattato, nel suo complesso, di un segnale importante, considerando che il progetto ‘Industria 4.0’ deve prevedere anche l’inserimento del movimento terra e dei servizi a esso collegati. Anche guardando all’Italia come sistema, i segnali sono positivi: i concessionari cominciano a evidenziare numeri che ne permettono non solo la sopravvivenza, ma anche nuovi investimenti.

E, soprattutto, c’è un effetto-domino rappresentato dalla crescita del PIL, che aumenta l’indice di fiducia di consumatori e imprese. Noi italiani siamo molto sensibili al clima generale e l’indice di fiducia attualmente è a livelli tra i più alti degli ultimi anni: c’è più lavoro, i livelli di cassa integrazione scendono, vari Comuni hanno cominciato a bandire piccoli lavori a causa del

Quali evoluzioni dobbiamo quindi attenderci per i prossimi anni? “È difficile prevederlo. La crisi è stata innescata da un problema puramente finanziario e continua a essere influenzata da decisioni politiche. La Borsa e le quotazioni del petrolio variano in base a quello che fanno e che dicono leader come Kim Jong Sun e Trump. Il nostro settore è molto legato al clima generale e se le cose non vanno bene, anche per ragioni assolutamente indipendenti, esso ne risente. Il trend comunque dovrebbe essere positivo almeno per i prossimi due anni, visto che si riparte con le commesse e che probabilmente sul fronte dei lavori pubblici potrebbero essere investiti alcuni ulteriori miliardi di euro sulla sistemazione del territorio, che rappresenta il nostro ‘buco’ più nero. Inoltre, il raggiungimento di un accordo a livello europeo sia sulla questione della ‘Brexit’ che sulla gestione dei migranti può mettere fine a quello che è stato un problema non solo di tipo sociale, ma anche econo-

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 19


ATTUALITA’ VALORE GLOBALE DEL SETTORE CONTRUCTION EQUIPMENT, PER TIPOLOGIE 2016 (miliardi di dollari) Totale: US $ 70.1 miliardi Skid-Steer Loader 2.0

Finitrici per asfalto 1.8 Damper rigidi 1.8 Altri 0.3

Motorgrader 2.0

Escavatori cingolati 26.0

Escavatori gommati 2.2 Dumper articolati 2.5 Terne 2.5 Sollevatori telescopici 3.6

Dozer 5.1 Pale gommate 12.7 Miniescavatori 7.8

Fonte: Off-Highway Research

mico. Il biennio 2018/2019 magari non toccheràlivelli entusiasmanti, ma dovrebbe essere ancora orientato alla crescita. Il fatto che essa diventi costante e stabilizzata è di fondamentale importanza per imprese come le nostre”. Quali considerazioni possiamo fare su Paesi come Russia e Turchia? “Anche in questi contesti a influenzare la situazione economica è stata la congiuntura politica. Entrambi i Paesi hanno necessità di costruire infrastrutture, ma il loro caso conferma come il settore delle macchine per costruzioni sia ormai legato più alle decisioni politiche che alle necessità reali. In particolare, le sorti dei due Paesi dipendono dalle scelte dei rispettivi leader. La Russia ha fatto qualche passo avanti, ma il rublo continua a costare il 50% in più rispetto alla media fattibile per un lavoro di importazione. In Turchia c’è stato un calo tremendo degli investimenti extra-industriali. Il calo registrato dal turismo ha rappresentato un danno economico, ma soprattutto vi è un quadro generale nel quale le imprese si dividono tra chi è pro e chi è contro l’estabilishment: le prime sono andate avanti, mentre le altre hanno trovato dei freni. Si può dire che la Turchia sia una nazio20 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

In Tunisia era partita la liberalizzazione del mercato, ma poi c’è stata una brusca frenata. L’Algeria ha addirittura chiuso l’importazione di alcuni prodotti: quello che era un mercato in crescita si è fermato più per una scelta ‘doganale’ che per gli effetti di una congiuntura sfavorevole. Il Marocco rimane legato al turismo, essendo diventato uno dei Paesi più sicuri dell’area. Tuttavia, sono zone nelle quali c’è sicuramente bisogno di infrastrutture e quindi dove c’è lavoro: prima o poi, degli investimenti sulle macchine dovranno farli per forza. Bisogna quindi guardare all’Africa con grande interesse, sia perché è

“

I PROVVEDIMENTI SUGLI AMMORTAMENTI SONO STATI DI GRANDE AIUTO. OLTRE AI SOLDI RISPARMIATI DALL’AZIENDA ACQUIRENTE CI SONO VANTAGGI PER LO STATO, CHE RECUPERA L’IVA E LA TASSAZIONE ANTICIPATA DEL 10%

„

ne solo parzialmente stabile. Dal punto di vista politico lo è sicuramente, perché la presenza di un leader di quel genere fa sì che questi, con le buone o con le cattive, tenga insieme il Paese. Ma non è più la Turchia caratterizzata dall’apertura verso l’Occidente che tutti si aspettavano e quindi c’è qualche reticenza da parte degli investitori. Inoltre, il crollo della lira turca ha fatto calare drasticamente il loro potere d’acquisto e, di conseguenza, i livelli di importazione. Si sta formando una certa autarchia e il quadro paradisiaco di un Paese che ogni anno cresceva dal 6% al 9% sembra ormai sbiadito”. Uscendo dall’Europa, il quadro nordafricano è maggiormente incoraggiante? “Sì, lì si sta facendo qualcosa di più, anche se è un mercato che va ancora considerato un ‘satellite’ della nostra economia, per vari motivi. La Libia è ancora nel caos generale.

molto vicina a noi, sia perché è il continente dal quale ci si può attendere un’espansione in tempi non eccessivamente lunghi. I problemi da risolvere rimangono comunque le dittature, che oltretutto tolgono spazio agli investimenti europei, e l’emigrazione, che va gestita”. In questo quadro, come intende intervenire nella sua qualità di nuovo presidente del CECE? “Faccio in primo luogo una considerazione personale, che riguarda la lobby dei costruttori delle macchine per costruzioni: a livello europeo è una delle meno considerate. Questo non perché il comparto industriale non abbia valore, ma perché in fondo rappresenta un pacchetto di voti che ha un’influenza molto scarsa sulle sorti di un’elezione, sia essa nazionale o europea. I settori dell’automobile o quello agricolo, per fare due esempi, possono contare su alcuni


milioni di persone che lavorano al loro interno. Nel nostro caso, rappresentiamo un bacino molto più limitato e inoltre frammentato in vari Paesi. Questo fa sì che lavorare per il bene del settore non sia semplice. È un impegno che richiede professionalità, competenze tecniche e, soprattutto, pazienza. Alla base del lavoro del CECE c’è - e ci sarà - il rapporto con l’Unione Europea, che è fondamentale per la sopravvivenza della categoria”. In che cosa si concretizza questo rapporto? “Prima di tutto il Manifesto elettorale di CECE in preparazione alle elezioni europee 2019 in modo da costruire un rapporto con futuri eurodeputati, loro partiti europei e loro consiglieri politici. Un altro aspetto molto importante è la consultazione sulla preparazione delle regole europee. In quest’ambito bisogna cercare il giusto compromesso tra i vari Paesi in termini di cultura, situazioni contingenti e predilezioni locali per diversi tipi di macchine, mediando tra i vari membri delle associazioni che comunque rappresentano aziende diverse tra loro. Serve molta diplomazia... Un altro valore importan-

“

IL CONGRESSO 2018 A ROMA SI LEGA ALLA RIPRESA DEL MERCATO ITALIANO

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te del nostro impegno è informare e dare interpretazioni genuine delle regole emanate dai politici. Il lavoro nelle commissioni è fondamentale per rendere comprensibili norme che in molti casi vengono interpretate nelle maniere più disparate. Infine, abbiamo trovato punti in comune con il CEMA, la Confederazione dei Produttori di Macchine Agricole, ma vogliamo lavorare anche con i rappresentanti europei delle altre categorie (costruttori, PMI, architetti, fabbricanti di materiale edile) come con il seminario su “digital construction” organizzato il 22 febbraio. In conclusione, i due assi fondamentali della nostra opera come CECE sono il rapporto con le istituzioni e quello con le associazioni”. Lei ha però scelto di puntare molto su un terzo punto: ce ne parla? “Sì, il terzo aspetto riguarda l’omologazione europea delle mac-

chine per costruzioni. Le differenze locali creano storici problemi e, a mio avviso, contrastano con il fondamentale principio della libera circolazione di persone e di merci nell’ambito dell’Unione. Di fatto, le regole differenti tra Paesi membri della stessa comunità costituiscono un limite per le negoziazioni. Si verificano situazioni assurde, come il fatto che un Euro 3 possa essere omologato in Germania, ma non in Romania, ad esempio. O che in alcuni Paesi, come in Francia, l’omologazione non sia nemmeno prevista, mentre in Italia e in Germania c’è un eccesso di burocrazia in merito”. Quali sfide sono poste dallo sviluppo delle nuove tecnologie? “Ne ho discusso recentemente con il mio predecessore alla guida del CECE, Bernd Holz. La diffusione delle cosiddette macchine ‘intelligenti’ comporterà un aumento del traffico di dati, in entrata e in uscita. Bisognerà quindi regolamentare questo traffico e noi del CECE sostiamo che almeno i dati che passano di macchina in macchina vadano esclusi dall’ambito di applicazione della legge sulla privacy. In caso contrario, gli oneri di tutela a carico degli imprenditori renderebbero impossibile gestire cantieri in cui operanoqueste macchine, vanificando gli investimenti fatti su questo versante”. Lei si è impegnato anche rispetto al tema femminile: un argomento molto attuale, ma del quale nel nostro settore si parla poco. Che cambiamenti vuole apportare? “Il nostro settore è tradizionalmente molto maschile (e maschilista). Accanto allo sviluppo tecnologico dobbiamo pensare anche a quello sociale, incentivando e valorizzando la presenza femminile all’interno delle aziende. Ciò vale per qualunque settore, ma in particolare per il nostro, che si porta dietro un retaggio culturale legato a un lavogennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 21


ATTUALITA’ EVOLUZIONE DELLA DOMANDA GLOBALE, 2016 (% del totale) India 8% Giappone 9%

Nord America 23%

Cina 17%

Europa 20%

Resto del mondo 23%

Fonte: Off-Highway Research

ro di tipo ‘rude’, ma che sta cambiando anche grazie alle nuove tecnologie alle quali abbiamo accennato. Nel nostro lavoro non c’è da aspettarsi rivoluzioni riguardanti la parte idraulica o quella meccanica: oggi è la funzione di controllo a essere diventata determinante, perché le macchine del futuro saranno sempre più profittevoli, a prescindere dalla capacità dell’operatore. Poter programmare una macchina fin dall’inizio consente di gestire anche i relativi costi e benefici. In un quadro del genere, nel quale si richiede di fare più cose contemporaneamente, penso cheuna donna sia preparataquanto un uomo, anzi ben di più!”. Prima ha citato il suo predecessore Bernd Holz: quale eredità le ha lasciato? “Devo ringraziarlo per il lavoro che ha svolto. Negli ultimi due anni si è trovato a gestire un periodo decisamente complicato.Con l’uscita del segretario del CECE, è stato determinante individuare nella figura di Riccardo Viaggi la soluzione adatta per garantire il coordinamento delle attività. È stato un passaggio delicato, ma gestito in modo indolore e, oggi, il fatto di avere come segretario un connazionale mi rende le cose più semplici. Va inoltre riconosciuto a 22 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Holz il merito di aver tradotto in pratica il suo programma iniziale, quindi lo scenario che eredito come nuovo presidente del CECE è chiaro. Non semplice, ma chiaro”. Il CECE ha un presidente italiano, un segretario italiano e nel 2018 terrà il suo congresso a Roma: sarà un’ulteriore spinta alla crescita locale? “L’importanza di quest’evento è legata anche alla ripresa del mercato: se tutto andrà come da previsioni nel corso dell’anno l’Italia tornerà a essere uno dei mercati più importanti per tutti i costruttori. Non dimentichiamoci che, prima della crisi, l’Italia aveva persino superato la Germania per alcuni aspetti specifici e come capacità di crescita”.

In Italia però permane il problema riguardante la mancanza di limiti alla circolazione di macchine obsolete. Come intende agire il CECE su questo fronte? “Questo tema rientra nella discussione sulle regole da condividere a livello europeo, di cui parlavo prima. Se agissimo solo a livello italiano rischieremmo di cadere nella fattispecie dell’aiuto di Stato. Noi costruttori non possiamo continuare a vedere l’Europa solo come una ‘matrigna’ che chiede molto e non ci dà mai niente. Aiuti europei sono stati dati sia al settore auto che a quello delle macchine agricole. Alle macchine per costruzioni mai. Eppure nel centro delle città sono operative queste macchine, non i trattori. Ciò contiene un altro evidente controsenso. L’impatto ambientale è un tema sul quale ragionare approfonditamente, anche perché arriveremo presto all’Euro 5 e, superate le varie fasi di transizione, pensare a degli incentivi sarebbe possibile e auspicabile. Ci dev’essere un input a livello europeo sul quale poi i singoli Stati potranno calibrare l’entità dei rispettivi interventi. Non possiamo parlare di macchine ‘intelligenti’ trascurando il fatto che queste debbano essere anche ecologiche. Il successo dell’ultima edizione di Ecomondo conferma il forte interesse nei confronti di questo settore non solo da parte dei decisori politici, ma anche dei singoli cittadini. Bisogna anche affrontare un altro controsenso: chiediamo alle aziende di investire su mezzi più avanzati sul piano tecnologico e quindi maggiormente ‘green’, ma poi permettiamo che i loro concorrenti facciano lo stesso lavoro con macchine obsolete, che costano meno e che inquinano molto di più. Fatte salve le considerazioni che facevo prima sulle motivazioni del nostro limitato peso politico, bisognerà per forza arrivare a uno svecchiamento del parco macchine circolanti”. ■


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MACCHINE DEMAG

Destinazione

FUTURO

IN OCCASIONE DI UN EVENTO ORGANIZZATO ALL’INTERNO DELL’AEROPORTO DI ZWEIBRÜCKEN, TEREX CRANES HA PRESENTATO QUATTRO IMPORTANTI NOVITÀ: IL LANCIO UFFICIALE DI DUE NUOVE AUTOGRÙ, DA 3 E 4 ASSI, E LA PRESENTAZIONE DI DUE PROTOTIPI, UNA CITY E UNA MULTISTRADA A 6 ASSI, CHE SARANNO DISPONIBILI A BREVE SUL MERCATO

di Ettore Zanatta

U

n aeroporto è un’infrastruttura attrezzata per il decollo e l’atterraggio di aeromobili. Un luogo, in ogni caso, dove qualcuno parte o arriva con una destinazione ben precisa in mente. Forse anche per questo motivo alla fine dello scorso anno Demag, marchio del gruppo Terex ricco di tradizione e reintrodotto con grande enfasi sul mercato nel 2016, ha organizzato un importante evento all’interno dell’aeroporto di Zweibrücken. Con un obiettivo: decollare verso il futuro del mercato delle autogrù. Nell’occasione, infatti, sono stati presentati due prototipi disponibili a partire dal prossimo anno, la gru fuoristrada AC 45 City e la “tutto terreno” AC 300-6, e due macchine lanciate proprio quest’autunno, la AC 55-3 e la AC 100- 4L. Vediamo in dettaglio le particolarità di queste quattro nuove macchine. 24 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Prototipo 1: la gru AC 45 City In occasione della nostra visita a Zweibrücken è stato presentato il prototipo dell’autogrù AC 45 City, disponibile sul mercato a partire dal 2018. Questa nuova 3 assi (6x4x6) offre 45 t di capacità in 8,68 m di lunghezza e 2,55 m di larghezza, con un’altezza di 3,16 m riducibile a meno di 3 m. Con 7,8 m di sezione base del braccio

principale telescopico, la gru risulta compatta e permette di operare con un’inclinazione del braccio prossima alla verticale. Inoltre, con il braccio base ad azionamento idraulico da 31,2 m, l’allestimento risulta essere molto veloce. La gru può essere personalizzata: ad esempio, può essere allestita con un runner da 1,3 m adatto a carichi fino a 25 t o configurata con bozzel-


IL PROTOTIPO DELL’AUTOGRÙ A 3 ASSI AC 45 CITY, DISPONIBILE SUL MERCATO A PARTIRE DA QUESTANNO

lo e gancio a tre pulegge, per il sollevamento con sei tiri di fune. Con le prolunghe inclinabili del braccio base di 7,1 e 13 m, la lunghezza del sistema può essere portata a 44,2 m. L’AC 45 City offre anche varie utili funzionalità, quali un indicatore del carico assiale, un indicatore dell’altezza del gancio, la funzione “cruise control” e telecamere per il monitoraggio del carico, del gancio e del

bozzello, oltre che per la retromarcia (la dotazione comprende anche un radiocomando e vani di stoccaggio). Una funzione esclusiva è il sistema di controllo IC-1 Plus: utile quando la gru viene utilizzata con stabilizzatori in configurazione asimmetrica, esso le consente di svolgere compiti in precedenza riservati a modelli di maggiori dimensioni (diversamente dai modelli precedenti, in que-

sto modello si può utilizzare l’IC-1 Plus con il runner e il braccio telescopico sfilato). La funzione di livellamento automatico assistito assicura il bilanciamento del mezzo quando vengono estesi gli stabilizzatori. Anche con l’allestimento completo questa 3 assi non supera le 34 t, rimanendo sotto la soglia delle 12 t per asse e non necessitando di veicoli aggiuntivi di trasporto. gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 25


MACCHINE Con un contrappeso ridotto, la gru scende perfino sotto tale limite, pertanto - grazie a capacità di sollevamento che restano sempre elevate è in grado di svolgere svariati compiti. Sono previste sei marce avanti e una retromarcia. Il motore MTU da 260 kW a 2.200 giri/min, con una

L’OPINIONE

LA NUOVA AUTOGRÙ MULTISTRADA A 6 ASSI DEMAG AC 300-6 DA 300 T

STEVE FILIPOV PRESIDENTE DI TEREX CRANES

“In occasione di quest’evento organizzato a Zweibrücken abbiamo il piacere di presentare quattro novità importanti e strategiche, due in forma di prototipo (AC 45 City e AC 3006) e due già disponibili sul mercato (AC 55-3 e AC100-4). Siamo molto soddisfatti di queste nuove macchine. L’autogrù AC300-6, in particolare, con braccio principale da 80 m, è stata progettata per essere protagonista in un’area di mercato strategica e per offrire capacità di sollevamento, anche con braccio completamente esteso, che oggi la concorrenza non è in grado di garantire. Questo modello si distingue anche per le dimensioni estremamente compatte del carro e per il posizionamento asimmetrico degli stabilizzatori, che consente di operare anche in spazi ristretti, come le aree urbane. La progettazione della macchina ha tenuto conto anche dell’intercambiabilità di molti elementi, come la cabina, il sistema di controllo IC-1 Plus o diversi componenti elettronici e idraulici. Queste e altre innovazioni, apportate anche grazie al supporto dei nostri clienti, ha portato alla realizzazione di una macchina altamente versatile, in grado di migliorare la produttività in cantiere”. 26 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

coppia di 1.200/1.600 Nma 1.600 giri/min è conforme a Euromot 4 e, insieme alla funzione di avvio/arresto della gru, assicura un funzionamento affidabile ed ecocompatibile.

Prototipo 2: la gru AC 300-6 La nuova multistrada a 6 assi (12x6x10) AC 300-6 da 300 t offre potenza, sbraccio e versatilità necessari per affrontare i lavori più gravosi, contenendo al contempo i costi di gestione e di trasporto. Il braccio base telescopico da 80 m rag-giunge altezze fino a 78 m (o 74 m senza utilizzare il falcone); con una capacità di sollevamento di 15 t in corrispondenza del braccio comple-

L’AUTOGRÙ DEMAG AC 55-3 DA 55 T

tamente sfilato, la gru è l’ideale per il montaggio di gru a torre. Inoltre, è il modello più piccolo della gamma Demag a essere dotato di falcone a volata variabile, portando la massima lunghezza del sistema a 118 m. Gli operatori ritroveranno poi il sistema di allestimento delle AC 350-6 e AC 1000-9 anche per il falcone a volata variabile. Ricca di innovazioni – quali il sistema di controllo IC-1 Plus e il concetto a motore singolo dotato di sistema di gestione “intelligente” –, l’AC 300-6 aiuta a ridurre lo stock di magazzino poiché utilizza parti intercambiabili con le altre 5 assi Demag. Il design compatto si concretizza in


una lunghezza del carro di 15,3 m e una larghezza di 3 m e prevede tutte le ruote sterzanti. In assetto stradale, l’AC 300-6 rientra nei limiti di carico da 12 a 16 t e può raggiungere gli 85 km/h; presenta inoltre un carico utile extra di 800 kg per trasportare vari accessori, dispone di un indicatore del carico assiale integrato nel cruscotto per aiutare gli operatori a mantenere il peso nei limiti previsti dal codice stradale e, come tutte le altre gru Demag, può essere configurata per adattarsi ai limiti di peso in vigore in molti paesi, collegando diversi carrelli porta-braccio o rimuovendo il braccio stesso. Anche questo modello sarà disponibile sul mercato nel corso dell’anno.

La nuova gru AC 55-3 All’inizio del 2017 Terex Cranes aveva annunciato l’introduzione della gru a 3 assi (6x4x6) Demag AC 55-3 (insieme all’AC 60-3). Durante la nostra visita a Zweibrücken abbiamo avuto l’opportunità di vedere da vicino il primo modello “fresco di fabbrica”. Questa macchina da 55 t – che racchiude in sè i più recenti progressi apportati ai fini della produttività e della riduzione dei costi d’esercizio, tra cui un sistema automatico di

L’OPINIONE

JOHN GARRISON PRESIDENT AND CHIEF EXECUTIVE OFFICER, TEREX CORPORATION

“Quando nel 1996 Demag lanciò sul mercato la gru AC 25 City, molto fu l’interesse destato negli operatori del settore: compatta come nessuna autogrù prima di allora, molto potente e con un’unica cabina adibita sia alla guida che all’uso della gru. Gli addetti ai lavori ne compresero immediatamente le potenzialità: con la capacità di destreggiarsi negli stretti vicoli cittadini, sarebbe stata

messa a punto del contrappeso, un concetto di propulsione che riduce consumi e manutenzione e il sistema di controllo IC-1 Plus – monta un braccio principale telescopico a cilindro singolo da 50 m, che può

uno strumento altamente efficace in ambito urbano. L’interesse suscitato fu così grande che solo un anno più tardi Demag lanciò la versione AC 40 City, il modello di maggior successo di questa categoria, con oltre 1.000 veicoli venduti e premiato come ‘Crane of the Year’. Da allora sono stati prodotti diversi altri modelli e, per il nome attribuito a questa serie, Demag è oggi considerata l’inventore dalla classe City. In quest’occasione presentiamo un debutto interessante per gli estimatori di questa categoria di gru, la AC 45 City, ultima nata di casa Demag, marchio ricco di tradizione e reintrodotto con successo nel 2016. Il nostro impegno è quindi oggi su più fronti. La classe City Demag è sinonimo di qualità, ma anche di innovazione: per questo questa nuova macchina non è solo all’altezza dei suoi leggendari predecessori, ma è capace di offrire molto di più”

essere portato fino a 5° sotto l’orizzontale. Gli stabilizzatori sono indipendenti e sfruttano le potenzialità del sistema IC-1 Plus di calcolare la massima capacità di sollevamento consentita sulla base della configu-

IL SISTEMA DI CONTROLLO IC-1 PLUS Il nuovo sistema di controllo IC-1 Plus proposto di serie da Demag sulle proprie autogrù è stato pensato per incrementarne la versatilità. In pratica, esso calcola la capacità di sollevamento per ogni posizione del braccio in funzione dell’angolo di rotazione della torretta: ciò consente di utilizzare la massima capacità di sollevamento, in particolare quando si lavora nell’area sopra gli stabilizzatori (l’effetto risulta massimizzato se si utilizzano configurazioni degli stabilizzatori su aree limitate e contrappesi ridotti). Grazie al calcolo in tempo reale, la capacità di sollevamento per uno sbraccio specifico non è più limitata al valore minimo di quella pre-calcolata a 360°, ma è stabilita in tempo reale

in cabina. La gru, quindi, è in grado di eseguire lavori per i quali in genere sono necessarie gru di maggiore capacità. Il sistema di controllo IC-1 Plus, infatti, è dotato di funzioni di visualizzazione ottimizzate per offrire tutte le informazioni utili sulla capacità di sollevamento in relazione alla posizione del braccio. La visualizzazione a colori della capacità dell’area di lavoro garantisce una maggiore sicurezza ed efficienza, garantendo funzioni fondamentali quali: velocità ridotta dei movimenti prima dell’arresto automatico; arresto automatico dei movimenti prima di una condizione di sovraccarico; calcolo preliminare di capacità massima per l’angolo di rotazione di +/- 30° e l’area della sezione im-

pennabile (in funzione della lunghezza del braccio); calcolo preliminare visibile sullo schermo di controllo. gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 27


MACCHINE

IN OCCASIONE DELLA NOSTRA VISITA A ZWEIBRÜCKEN ABBIAMO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI VISITARE LO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI WALLERSCHEID, DOVE VENGONO COSTRUITE LE GRU DEMAG DEMAG HA INTEGRATO VARI AGGIORNAMENTI NELLA NUOVA GRU MULTISTRADA AC 100-4L. TRA I MODELLI PIÙ COMPATTI NELLA CATEGORIA DELLE 100 T, PRESENTA UN DESIGN MIGLIORATO CON PRESTAZIONI DI SOLLEVAMENTO POTENZIATE, IN PARTICOLARE QUANDO SI LAVORA CON POSIZIONI INCLINATE DEL BRACCIO BASE

razione della gru. Il telecomando opzionale dà la possibilità di gestire la gru da terra. Grazie ai 2,55 m di larghezza e alla capacità di restare entro i limiti di peso dell’assale di 12 t (ma può essere configurata anche per soddisfare le restrizioni di

peso dell’assale di 10 t), è possibile movimentare questa gru tra diversi siti di lavoro. Il sistema VarioHook e la forza di trazione di 60,2 kN (6,13 t) contribuiscono a ridurre i tempi di manovra e il peso delle attrezzature trasportate.

IL SISTEMA TELEMATICO IC-1 REMOTE Da quest’anno Demag integra per la prima volta nelle proprie autogrù a 5 assi il sistema telematico IC-1 Remote, pensato per offrire a operatori e proprietari una visione dettagliata del parco mezzi collegato. Con questo sistema – che è stato implementato da Demag operando in sinergia con i clienti, che gli hanno fornito feedback e suggerimenti e hanno così potuto intervenire direttamente nel suo sviluppo – il costruttore intende proporre la soluzione telematica più intuitiva ed efficace sul mercato, con tutte le funzionalità e i dati che le aziende operanti nel settore oggi richiedono. Con questo strumento, dunque, sarà possibile risparmiare tempo e risorse gestendo e monitorando il proprio parco macchine a distanza: esso garantirà diverse funzionalità di diagnostica a distanza, assistenza tecnica e online da parte dei tecnici Demag e svariate funzioni avanzate.

28 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

La nuova gru AC 100-4L Sulla base dei feedback ricevuti dai suoi clienti, Demag ha integrato vari aggiornamenti nella nuova gru multistrada AC 100-4L: tra i modelli più compatti nella categoria delle 100 t, presenta un design migliorato con prestazioni di sollevamento potenziate, in particolare quando si lavora con posizioni inclinate del braccio base. Per incrementarne la capacità, Terex Cranes ha integrato anche qui il sistema di controllo IC-1 Plus. Questa 4 assi (8x4x8) offre l’integrazione dello stesso concetto di progettazione della famiglia Demag a 5 assi. Dal sistema di trasmissione al montaggio dei componenti di trasmissione, fino alla testa braccio e alle prolunghe del braccio base: gli operatori troveranno più parti e componenti comuni tra le gru AC 100-4L e le altre gru multistrada Demag, per ridurre i costi e le scorte dei ricambi in magazzino. Ciò che non è cambiato è che l’AC 100-4L offre una larghezza del veicolo pari a quella di un camion standard di 2,55 m, anche quando monta gli pneumatici 445/95R25, cosa che permette di spostarsi agilmente in aree urbane congestionate. Con una lunghezza del braccio base di 59,4 m e una lunghezza del sistema di 69,5 m, la gru presenta uno dei sistemi più rilevanti per il formato 4 assi, sempre nel rispetto dei limiti del carico assiale di 12 t. La macchina presenta due opzioni di motorizzazione: Euromot 4/Tier 4 Final e Euromot 3a/Tier 3. ■


MACCHINE BÖCKER

LA STRADA

VERSO L’ALTO

IL COSTRUTTORE TEDESCO HA LANCIATO SUL MERCATO L’AUTOGRÙ IN ALLUMINIO AK 46/6000. LEGGERA E UTILIZZABILE ANCHE IN VERSIONE PIATTAFORMA, OFFRE UNO SBRACCIO LATERALE DI QUASI 40 M E, GRAZIE AL JIB IDRAULICO, PUÒ ARRIVARE PRATICAMENTE OVUNQUE, PROPONENDOSI COME VALIDA ALTERNATIVA ALLE GRU A TORRE

di Stefano Vitali

F

ondata nel 1958 da Albert Böcker a Werne, Vestfalia (Germania), la società tedesca produce un’ampia gamma di autogrù, gru trainate, ascensori a cremagliera, elevatori

per traslochi ed edilizia. In Italia, i prodotti Böcker sono distribuiti da Böcker Italia, con sede a Verona. Il costruttore si distingue per la versatilità delle soluzioni proposte e per la dinamicità con cui si

presenta sul mercato, che la porta a proporre sempre nuove soluzioni. L’autogrù AK 46/6000 è una di queste, una macchina in grado di offrire una combinazione di efficienza, prestazioni e autonomia

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 29


MACCHINE

L’ESTENSIONE TELESCOPICA È EFFICACE ANCHE SOTTO CARICO GRAZIE AL COMANDO PROPORZIONALE. USCITA E RIENTRO TELESCOPICO AVVENGONO SENZA STRAPPI ANCHE IN CASO DI POSIZIONI PIANE DEL BRACCIO GRAZIE ALL’USO DI CATENE FLYER E A CILINDRI IDRAULICI PER LAVORI IN AMBIENTI STRETTI

LA SCHEDA TECNICA L’autogrù Böcker AK 46/6000 Portata utile max.: Sbraccio max.: Altezza di lavoro fino al braccio: Braccio estraibile: Portata braccio:

3.000 kg (6.000 kg, optional) 44 m (46 m, optional) 33 m 5,28-11 m 3.000 / 1.500 / 800 / (450) kg

Angolo braccio/braccio telescopico:

161°/85°

Velocità del gancio:

45 m/min

Stabilizzazione max. (unilaterale):

6,43 x 6,06 (4,21) m

Dimensioni veicolo:

10,3 x 2,55 x 3,99 m

Peso complessivo ammesso:

18/26 t

Altezza di lavoro della piattaforma:

43,4 m

Sbraccio in modalità piattaforma:

33,1 m (250 kg di portata); 35,3 m (100 kg di portata)

grazie al suo peso limitato, dovuto alla lega di alluminio con cui è costruita, alla possibilità di essere allestita su autocarri con PTT da 18 a 26 t, alla leggerezza e compattezza, nonché alla agilità e facilità di manovra, che si traducono in un’agevole utilizzo in tutti i cantieri, anche in quelli più complessi.

La qualità costruttiva L’autogrù AK 46/6000 è frutto di oltre 25 anni di esperienza Böcker nella costruzione di gru in alluminio. Il braccio telescopico è stabile e assicura un funzionamento millimetrico grazie all’elevata resistenza e rigidità torsionale dei profili che, chiusi, impediscono l’ingresso di eventuali detriti. Il braccio, in grado di gestire i carichi più pesanti, è resistente all’usura (lo sfilo risulta fluido e dolce a tutte le inclinazioni). La catena Flyer e i cilindri idraulici garantiscono bassi costi di manutenzione, qualità che del resto si estende a tutti i componenti della macchina. Tutti i cilindri, poi, sono sottoposti a svariate prove di durata e beneficiano dell’utilizzo di olio idraulico biodegradabile che, oltre a salvaguardare l’ambiente, assicura una lunga durata e minimi costi manutentivi. La macchina utilizza un unico propulsore per il camion, la gru e la piattaforma: il tutto per una manutenzione ridotta al minimo, per minimizzare le spese di carburante, per facilitare la gestione e per assicurare sempre la massima potenza grazie alla presa di forza.

Prestazioni di alto livello L’AK 46/6000 offre prestazioni importanti sia quando è utilizzata come autogrù che come piattaforma aerea: con un’altezza massima di lavoro di 44 m (che possono diventare 46 con la prolunga opzionale) e un’estensione laterale di 39,3 m con 250 kg di carico (o 26 m con 1.000 kg di carico), è risolutiva in molteplici situazioni di cantiere, anche grazie alla sua portata massima (6 t). Due le possibilità di prolunga: 30 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


un’estensione meccanica fissata con sistema Easylock o un jib con sfilo idraulico, che rende il mezzo ancora più flessibile. Da segnalare anche l’elevata velocità del gancio, che raggiunge i 65 m/min. In versione piattaforma la macchina raggiunge una massima altezza di lavoro di 43,4 m e uno sbraccio di 33,1 m alla massima portata, che diventano 35,3 m con 100 kg in cesta. Quest’ultima, rapidamente allestibile grazie all’EasyLock System, si caratterizza per il livellamento automatico.

Monitoraggio totale La macchina è gestita da un PLC di controllo che garantisce sicurezza e un lavoro sempre accurato e privo di oscillazioni. Il sistema permette di selezionare la velocità in base alla specifica esigenza di cantiere e offre un notevole apporto per quanto concerne la sicurezza attraverso due circuiti indipendenti a controllo ridondante. Il PLC effettua il monitoraggio automatico della zona di lavoro in relazione alla posizione degli stabilizzatori e del carico sospeso. Inoltre, in caso di operazioni pericolose come quelle in prossimità di linee elettriche, permette

SBRACCI MASSIMI FINO AL LATO OPPOSTO DELLE COPERTURE CONSENTONO UN LAVORO EFFICIENTE SENZA DOVER SPOSTARE LA MACCHINA

di limitare la rotazione e quindi l’area di lavoro. Il comando delle operazioni è invece affidato a un radiocomando HBC-radiomatic, realizzato su indicazioni Böcker e disponibile, in opzione, abbinato alla telecamera: con un display a colori, il radiocomando offre una visualizzazione semplice e chiara della situazione operativa, tiene sotto controllo le funzioni della macchina monitorando simultaneamente molteplici parametri e svolge una funzione di diagnostica.

La stabilizzazione è variabile L’autogrù AK 46/6000 si affida a un sistema di stabilizzazione variabile che beneficia di robusti elementi in acciaio a elevata resistenza (robusti sono anche i cilindri per l’estensione idraulica laterale). L’estensione degli stabilizzatori è variabile, mentre l’autolivellamento garantisce un posizionamento via radiocomando. Inoltre, la contenuta pressione a terra, conseguente il limitato peso della macchina, permette di lavorare praticamente ovunque. ■

L’OPINIONE

“Un’autogrù come la AK46/6000 è senza dubbio la macchina ideale per i noleggiatori; se invece parliamo di applicazioni, oltre al settore edile in generale essa può essere particolarmente adatta per le opere di lattoneria, per le coperture o per la costruzione di case in legno. Il tipico cliente Böcker è sempre molto orientato alle soluzioni flessibili e originali che possiamo offrire con i nostri prodotti ma non trascura il fattore prezzo, com’è giusto che sia, e sicuramente pretende il massimo dal punto di vista tecnologico. In tal senso, Böcker è in grado di fornire un perfetto mix di questi tre fattori. Focalizzandoci sul prodotto, la particolarità di questa macchina è la rapidità di messa in servizio e di utilizzo rispetto alle ormai obsolete gru a torre. Macchine multifunzione come la AK46/6000 stanno andando a sostituire sempre più questo genere di prodotto e, infatti, i piazzali dei grossi noleggiatori sono pieni di gru a torre inutilizzate da tempo. Le gru multifunzione sono particolarmente interessanti nell’ambito della ristrutturazione e nei cantieri di breve durata e possono spostarsi da un posto all’altro in base a quando realmente servono. Inoltre, sempre nell’ambito delle ristrutturazioni, è importante tenere sempre presente il basso peso al suolo del mezzo. Per quanto riguarda le aspettative di Böcker per il 2018, sicuramente sarà primario incrementare la vendita di gru trainate e allestite, creando anche nuove collaborazioni e accorciando i tempi di consegna, mettendo in produzione una serie di mezzi dimostrativi in Italia e, quindi, disponibili per la vendita. Sul fronte delle novità di prodotto, in primavera DANIELE TOMMASIN saranno certamente presentati nuovi modelli di gru multifunzione”. RESPONSABILE COMMERCIALE DI BÖCKER ITALIA gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 31


MACCHINE JLG

LA SFIDA DELL’ECCELLENZA DOPO UNA PROFONDA RIORGANIZZAZIONE FINALIZZATA ALL’OTTIMIZZAZIONE DELLE PROPRIE RISORSE A LIVELLO GLOBALE, L’AZIENDA AMERICANA È PRONTA A VIVERE DA PROTAGONISTA LA NUOVA FASE DI RIPRESA ECONOMICA. ABBIAMO INCONTRATO NICOLA PONTINI, SALES AND GENERAL MANAGER DI JLG INDUSTRIES ITALIA, CHE CI HA ILLUSTRATO LE SCELTE ALLA BASE DI QUESTA STRATEGIA E LO “STATO DELL’ARTE” IN TERMINI DI DISTRIBUZIONE

di Ettore Zanatta

L

aureato in ingegneria gestionale, Nicola Pontini ha 43 anni e da oltre dieci lavora in JLG, dove ha cominciato come responsabile commerciale del Nord-est Italia per poi sviluppare le sue competenze anche nel mercato dell’usato e nell’area del Centro-sud. Successivamente, pur mantenendo la gestione di alcuni “major account” in Italia, ha seguito il mercato estero, prima nell’area dell’Est Europa e poi in Nord Africa. 32 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


Nel 2017 ha assunto la funzione attuale di Sales and General Manager della struttura italiana con sede a Pregnana Milanese. Con lui abbiamo approfondito le ragioni che hanno spinto l’azienda a intraprendere un percorso di riorganizzazione globale che, naturalmente, si è riflessa anche nel mercato di sua competenza. Negli ultimi anni, a causa della crisi economica, molte aziende si sono ristrutturate per poter affrontare il futuro in modo adeguato. Anche JLG lo ha fatto. Quali motivazioni ci sono alla base di questa strategia e quali i cambiamenti che porteranno beneficio ai clienti e all’azienda stessa? “JLG è una multinazionale appartenente a Oshkosh Corporation, realtà leader a livello mondiale nella progettazione, produzione e commercializzazione di un’ampia gamma di attrezzature di accesso, di veicoli e carrozzerie di veicoli commerciali, antincendio, d’emergenza, militari e speciali (produce, distribuisce e assiste prodotti a marchio Oshkosh, JLG, Pierce,

McNeilus, Jerr-Dan, Frontline, CON-E-CO, London e IMT). Questo processo di ristrutturazione è stato avviato al fine di ottimizzare alcune linee di prodotto, in particolare quella dei sollevatori telescopici (negli Stati Uniti JLG è uno dei costruttori più importanti in questo comparto, ma in Europa l’obiettivo è aumentare la relativa quota di mercato), di ridurre gli sprechi e ‘liberare’ risorse da investire in nuovi prodotti, alcuni specificatamente richiesti dai nostri clienti. Sono state ottimizzate anche le risorse umane, concentrandole in ambiti dedicati

allo sviluppo tecnologico e ai servizi post-vendita. Questa ristrutturazione ha coinvolto l’azienda a livello mondiale: sono stati riorganizzati i vari siti produttivi, il magazzino ricambi europeo è stato trasferito in Olanda, una buona parte della produzione in Romania, a Medias, e sono state ottimizzate sia la produzione dei sollevatori telescopici, come citato, sia l’attività di PDI (PreDelivery Inspection). Un percorso impegnativo, dunque, che era però necessario e nel quale JLG confida molto per poter sviluppare un maggiore e migliore business”.

JLG VANTA NELLA SUA GAMMA DUE MACCHINE “SPECIALI”: LA 1500AJP E LA 1850SJ, RISPETTIVAMENTE LA PIÙ ALTA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA SEMOVENTE E LA PIÙ ALTA PIATTAFORMA AEREA ARTICOLATA DEL MONDO

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 33


MACCHINE Di conseguenza, come si è strutturata JLG Industries Italia sul territorio nazionale? “Personalmente continuo a seguire alcuni clienti ‘direzionali’, mentre la forza-vendite si avvale oggi di due responsabili: uno segue

“

NEL CORSO DELL’ULTIMO ANNO JLG HA AFFRONTATO UN PERCORSO FATTO DI SEMPLIFICAZIONI E OTTIMIZZAZIONI CHE DARÀ ENORMI BENEFICI PER IL FUTURO

„

le regioni del Nord-ovest (Mirko Rebuzzi) e uno quelle del Nord-est (Alessandro Maschera). L’area del Centro-sud è seguita da Fimi Spa di San Benedetto del Tronto (Ap), che è l’unico concessionario ufficiale JLG in Italia, e sussistono altre sinergie con noleggiatori locali. Alcune funzioni fanno sempre capo a JLG Industries Italia, mentre altre sono state centralizzate in Olanda. Il tutto, come accennato, per rendere più snelle ed efficienti le attività, sia interne che nei rapporti con i clienti”. Il cliente-tipo di JLG Industries Italia è rappresentato dai noleggiatori… “Sì, il nostro fatturato viene realizzato per il 90% con aziende di noleggio, che si tratti di grosse realtà

LA PIATTAFORMA AEREA A BRACCIO TELESCOPICO JLG 660SJ. QUESTA MACCHINA ADOTTA IL SISTEMA DI PROTEZIONE DEL PANNELLO DI CONTROLLO SKYGUARD COME EQUIPAGGIAMENTO STANDARD E RAGGIUNGE UN’ALTEZZA LAVORO DI 22 M 34 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

LA PIATTAFORMA AEREA ELETTRICA A PANTOGRAFO JLG 4045R PRESENTA UN DESIGN COMPATTO CHE LA RENDE IDEALE PER OPERARE NEGLI SPAZI INTERNI E NELLE AREE RISTRETTE


o di piccole aziende locali. Per JLG è fondamentale interfacciarsi con i propri clienti quotidianamente e instaurare vere e proprie sinergie, al fine di poter progettare macchine e soluzioni innovative, anche - e soprattutto - in base alle loro richieste. L’obiettivo è supportarli a 360°, proponendo loro anche accessoristica dedicata, servizi di assistenza e ricambistica, nonché servizi finanziari adeguati. Per JLG il noleggiatore dev’essere un partner, non un semplice cliente”.

Il futuro è nel noleggio “specializzato” o in quello “generalista”? “Non credo ci sia una soluzione preferibile: bisogna fare bene il proprio lavoro, con professionalità e senza improvvisazioni. Sicuramente avere una struttura di grosse dimensioni aiuta, perché permette di creare sinergie ottimizzando i costi. Vedo sempre più collaborazioni e partnership tra vari noleggiatori, ma immaginare altre possibili acquisizioni è più complicato”.

Qual è la sua sensazione sull’andamento del mercato in questa fase di apparente ripresa economica? “Il noleggio vive una fase di innegabile crescita. Ciò penso sia dovuto a una generale ripresa dell’economia, a un fisiologico ringiovanimento dei parchi mezzi, a una maggiore elasticità e disponibilità offerte dalle società di leasing e ad aiuti ‘fiscali’ mirati ricevuti dallo Stato nel recente passato”.

Tra le piattaforme aeree che si sono distinte recentemente sul mercato ci sono alcune interessanti soluzioni proposte da JLG. Quali sono i prodotti che hanno ottenuto i maggiori riscontri nel mercato italiano? “In gamma ci sono attualmente due ‘punte di diamante’: la 1850SJ e la 1500 AJP, rispettivamente la più alta piattaforma aerea telescopica semovente e la più alta piattaforma aerea articolata del mondo. Si tratta di macchine che rappresentano l’eccellenza di JLG e che ci stanno dando grandi soddisfazioni. La piattaforma 1850SJ - che raggiunge un’altezza di lavoro di 58,56 m, uno sbraccio orizzonta-

Come ben noto, all’estero - in particolare in Francia, Germania e Inghilterra - le attività di noleggio si concentrano in poche ma grandi strutture, diversamente da quanto accade in Italia, dove il mercato è più frammentato. Questa tendenza può essere considerata anche dai player italiani? “La concentrazione in pochi ma strutturati noleggiatori rappresenta una normale evoluzione di quest’attività, registrata sia negli

IL CARRELLO COMMISSIONATORE SEMOVENTE JLG 10MSP-S

Stati Uniti che diffusamente in Europa. La mentalità italiana, e di conseguenza il modo di affrontare il mercato, è molto diversa e radicata in una differente concezione di questo tipo di commercio. Oggi in Italia riescono a convivere grosse aziende, ma anche realtà locali di piccole dimensioni. In generale, considero positivo l’avvento di grossi player, che recentemente sono ‘sbarcati’ anche sul territorio italiano: significa che il nostro mercato è attraente e anche le banche stanno vedendo positivamente questi accadimenti”.

L’OPINIONE

“La recente ristrutturazione affrontata da JLG ha portato a un’ottimizzazione delle risorse e, quindi, delle strutture a livello mondiale. Oggi JLG conta cinque stabilimenti produttivi negli Stati Uniti, tre in Europa, uno in Cina e uno in Australia, ognuno fondamentalmente specializzato in una determinata linea di prodotto. La struttura europea segue in modo efficace anche i mercati di Africa, Medio Oriente, Russia e India, contesti emergenti sui quali JLG sta investendo molto. In Europa, è cambiato qualcosa anche per quanto riguarda la logistica: il magazzino ricambi, infatti, è stato centralizzato in Olanda. A livello globale, in termini di mercato, la sensazione è positiva: c’è un promettente ottimismo che, partendo dagli operatori americani, si ripercuote nei mercati del resto del mondo. Negli ultimi anni JLG ha registrato ovunque rilevanti crescite in termini di vendita e fatturato, in particolare nel Regno Unito e nel Nord Europa, ma anche Germania, Francia e Italia si sono distinte per aver conquistato rilevanti quote di mercato”.

JONATHAN DAWSON SENIOR SALES DIRECTOR EAME AND INDIA

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 35


MACCHINE

FIMI: UN PARTNER SPECIALIZZATO

ADRIANO FILESI CONTITOLARE DI FIMI

Risale al 2015 la “stretta di mano” tra JLG Industries Italia e Fimi, azienda che da 30 anni rappresenta un punto di riferimento nel mercato degli autoveicoli da trasporto e da cantiere, delle autogrù e, appunto, delle piattaforme aeree. Una partnership commerciale che ha legittimato le attività del concessionario di San Benedetto del Tronto (Ap) nell’intera area del Centro-sud Italia, garantite da una lunga esperienza nella commercializzazione, distribuzione e assistenza post-vendita dei marchi rappresentati (oltre a JLG, anche Volvo, Grove e Multitel Pagliero) in questo territorio. “FIMI è l’unico concessionario JLG in Italia e commercializza le piattaforme aeree e i sollevatori telescopici di questo marchio in tutte le regioni del Centrosud”, afferma Adriano Filesi, contitolare dell’azienda marchigiana. “Avevamo già collaborato con JLG prima del 2015 ma negli ultimi tre anni il rapporto ha ovviamente fatto un netto salto di qualità. A JLG abbiamo garantito una professionalità testimoniata dai successi ottenuti negli anni, una presenza capillare sul territorio e valori di passione e serietà che abbiamo sempre cercato di trasmettere ai nostri clienti. FIMI ha da sempre una grande familiarità con marchi di prestigio e con l’aggiunta dei prodotti JLG la nostra offerta sul mercato è divenuta completa e a 360°. Il mix tra la tecnologia delle macchine JLG e la nostra propensione alla personalizzazione della vendita ci ha permesso di offrire nuove e interessanti opportunità al mercato delle piattaforme. Inoltre, il prestigio del marchio, la sua storia, il livello di innovazione e la comune visione di valori non possono che rappresentare un grosso vantaggio per i nostri clienti”. 36 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

le di 25,03 m e offre una capacità che va dai 230 ai 454 kg - garantisce il raggiungimento della massima altezza velocemente. Il jib telescopico fornisce un’area di lavoro di 82.118 m³; per l’estensione o la ritrazione degli assi è necessario circa un minuto. La piattaforma 1500 AJP, invece, offre uno sbraccio massimo di 23,55 m e raggiunge un’altezza di lavoro di 48,15 m. La portata di questa macchina è di 453,5 kg (limitata) e 272,1 kg (non limitata): ciò significa che gli operatori possono trasportare più materiali che con qualsiasi altra piattaforma aerea a braccio articolato. La 1500AJP è leader nel settore per la velocità di sollevamento e permette di non perdere troppo tempo in cantiere nelle fasi di movimentazione e posizionamento”. Quali sono le altre macchine di punta nell’attuale gamma JLG? “Meritano sicuramente una citazione le piattaforme elettriche a pantografo della serie R, che si caratterizzano per la loro semplicità d’uso, essendo state progettate proprio per soddisfare specifiche esigenze degli operatori. La serie si compone dei modelli 1532 R, 1932 R e 4045R (quest’ultimo, in particolare, è particolarmente compatto e raggiunge un’altezza

di lavoro di 14 m). Tra le piattaforme aeree a braccio telescopico cito senz’altro il modello 660SJ, che spicca per l’elevata capacità (da 250 a 340 kg) e la velocità di sollevamento. Questo è un settore nel quale JLG sta investendo molte risorse. È importante citare poi il carrello commissionatore semovente 10MSP-S, dotato di tecnologia ‘Rise & Drive’”. La tendenza generalizzata in molti ambiti è volta alla proposizione di macchine ibride. Anche JLG sta investendo in questo senso? “Si registra una forte richiesta di soluzioni ibride in tutta Europa. JLG, a tal proposito, ha già in gamma la piattaforma H340AJ, progettata per offrire sostanziali risparmi di carburante, silenziosità (meno di 69 dB) e meno emissioni di carburante ma, al tempo stesso, potenza e prestazioni uguali alla sua alternativa diesel. Nei prossimi mesi saranno lanciati altri modelli di tale natura. Le innovazioni tecnologiche fanno parte (anche) di questo settore: in tal senso, è importante citare anche il sensore GPS Telematics applicabile alle piattaforme JLG: si tratta di una novità 2018 che provvede a fornire in tempo reale tutti i dati della macchina, dalla diagnostica alla manutenzione”. ■

LA PIATTAFORMA H340AJ È LA RISPOSTA DI JLG ALLE ESIGENZE DEL MERCATO IBRIDO. NEI PROSSIMI MESI IL COSTRUTTORE PRESENTERÀ AL MERCATO MONDIALI ULTERIORI SOLUZIONI DESTINATE A QUESTO COMPARTO


LE RIVISTE

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MACCHINE HINOWA

DALL’ALTO DEI 30 ANNI IL 2017 HA RAPPRESENTATO UN ANNO IMPORTANTE PER L’AZIENDA DI NOGARA. UN’ULTERIORE CRESCITA SUL MERCATO, L’ESPANSIONE DEL PROPRIO STABILIMENTO PRODUTTIVO E IL LANCIO DI DUE IMPORTANTI NOVITÀ HANNO COINCISO CON IL FESTEGGIAMENTO DEI PRIMI TRE DECENNI DI ATTIVITÀ di Ettore Zanatta

I

l 2018 è iniziato “in discesa” per Hinowa e promette di riservare grandi soddisfazioni all’azienda di Nogara (Vr), sospinta dai venti di entusiasmo celebrati alla fine dello scorso anno durante una “due giorni” di festeggiamenti, motivati dal raggiungimento di un (altro) traguardo: i primi 30 anni di attività. Era il 1987, infatti, quando questa realtà made in Italy è stata fondata sulle basi di una tradizione familiare di meccanizzazione e pro-

38 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


aziendale e hanno avuto l’occasione sia di visionare le ultime novità realizzate da Hinowa che di visitare gli impianti produttivi, recentemente riorganizzati secondo criteri di maggiore efficienza. Facciamoci un giro!

Dal progetto alla saldatura

GLI OSPITI DELL’EVENTO HANNO POTUTO VISIONARE SIA LA GAMMA DI DUMPER E MINIDUMPER, CHE DI PIATTAFORME AEREE CINGOLATE HINOWA. NELLA FOTO, IL MODELLO LL26.14 DA 25,7 M DI ALTEZZA DI LAVORO

duzione di macchine su cingoli. Tradizione proseguita con lo sviluppo di macchine e attrezzature compatte e sempre più performanti. Nel corso di queste tre decadi, Hinowa ha strutturato specifiche gamme di prodotto - piattaforme aeree cingolate, dumper e minidumper, transpallet e cingolati “multiutility”- realizzate inte-

ramente tra le mura domestiche, all’interno di una struttura in continua espansione che oggi vanta una superficie totale di 90.000 m2. Lo scorso novembre dunque, collaboratori, concessionari e clienti hanno trascorso questo momento significativo insieme allo staff

All’interno della struttura Hinowa le macchine vengono ideate, progettate, disegnate, ingegnerizzate e infine realizzate. Dall’ufficio tecnico i disegni passano al reparto Prototipi, che crea il primo modello; quando questo diventa di serie, vengono commissionati i componenti ai fornitori, che devono rispettare specifici standard di qualità e affidabilità. Anche le manutenzioni ordinarie e straordinarie vengono eseguite in sede, grazie alla presenza di un apposito reparto ricambi (nuovi e ricondizionati) gestito da un sistema recentemente ottimizzato in grado di consentire la spedizio-

L’OPINIONE

“Guardandomi alle spalle e vedendo quanto è stato costruito in questi 30 anni e gli obiettivi che abbiamo conseguito non posso che essere soddisfatto del livello raggiunto da Hinowa. Abbiamo passato momenti esaltanti e periodi di difficoltà, come nel caso degli ultimi anni, caratterizzati da una crisi che ha colpito tutti, indistintamente. Ma le crisi, anche le più dure, le abbiamo superate, così come le concorrenze, posizionandoci a una quota di mercato – in tutti i segmenti di mercato in cui operiamo – degna di assoluto rispetto, sia in ambito nazionale che all’estero. Questo grazie a prodotti di assoluta qualità e a uno staff aziendale capace e affiatato senza il quale non avremmo mai potuto arrivare fino a qui (e colgo l’occasione per ricordare ancora il ‘nostro’ Graziano Zenari, manager per l’Italia, che è venuto a mancare prematuramente alla fine del 2016). Oggi mi sento di affermare che quest’ultima crisi sta scemando e sta iniziando un periodo ‘nuovo’. Si percepisce un’atmosfera diversa, positiva, di persone che vogliono tornare finalmente a lavorare con serenità e con la passione che l’ha sempre sospinta. All’evento organizzato lo scorso novembre c’era gente di questo tipo: imprenditori che sanno svolgere bene il proprio lavoro e sanno valutare come e quando fare i propri investimenti. Hinowa è conosciuta per la sua dinamicità: l’azienda non è mai stata ferma, ha sempre progettato e creato nuove macchine e ampliato la struttura aziendale per adeguarla e prepararla agli sviluppi e alle sfide future. Chi ci conosce sa che non produciamo solo le note macchine rosse ‘targate Hinowa’, ma abbiamo anche instaurato importanti sinergie produttive con l’americana JLG, società del gruppo Oshkosh Corporation, e con la giapponese Kubota. Perché queste multinazionali, provenienti dagli estremi opposti del pianeta,si sono rivolti a un’azienda di Nogara per costruire le proprie macchine? Semplicemente perché Hinowa costruisce macchine affidabili, sicure e performanti, la cui (altissima) qualità è riconosciuta in tutto il mondo. Le ultime novità proposte nel 2017 ne sono una prova tangibile, così come lo sarà la nuova piattaforma aerea da DANTE FRACCA 33 m in fase di progettazione e che lanceremo a breve sul mercato”. PRESIDENTE DI HINOWA

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 39


MACCHINE In “piattaforma” di lancio

LO STAFF HINOWA. DA SINISTRA: DAVIDE FRACCA, EXPORT SALES MANAGER; ZENO POLTRONIERI, TECHNICAL DIRECTOR; ROBERTO BACINI, PURCHASING MANAGER; DANTE FRACCA, PRESIDENT E CEO; ENRICO FRACCA, MARKETING & SALES MANAGER; NICOLA PRATI, PRODUCTION DIRECTOR; ROBERTO RIZZINI, CHIEF ACCOUNTANT

ne dell’80% degli item nella stessa giornata dell’ordine. Il secondo reparto visitato è quello dedicato ai sottocarri: prodotti in oltre 100 versioni (non solo per macchine Hinowa, ma anche per altri costruttori, sia di piattaforme che di macchine da perforazione o speciali), sono disegnati seguendo precise specifiche di portata, velocità di lavoro, dimensioni e tipologia d’applicazione. In quest’ambito,tra i fornitori di motoriduttori di rinomanza mondiale si annoverano Dana Brevini Power Transmission, Bonfiglioli Trasmital e Kayaba Industry, mentre per quanto riguar-

“

INNOVAZIONE, SPIRITO D’INTRAPRENDENZA E GRANDE PROFESSIONALITÀ SONO ALLA BASE DEL LAVORO CHE HINOWA SVOLGE DA 30 ANNI

da i cingoli Hinowa vanta collaborazioni con Bridgestone e Mclaren. Da qui si passa all’area verniciatura: qui i componenti, dopo essere statilavati, sgrassati e preriscaldati, sono verniciati - anche nelle parti interne - con quattro strati di vernice ad acqua. Nella successiva isola vengono realizzate le basi dei sottocarri, i componenti per i prototipi e le maschere di saldatura per i fornitori.

LA PIATTAFORMA AEREA TELESCOPICA LL13.70 La variegata attività di Hinowa - che coinvolge anche la produzione di sottocarri cingolati con portate da 500 kg a 30 t, transpallet (serie TP) con portate fino a 2 t, cingolati multiutility e dumper e minidumper con portate da 450 kg a 2.500 kg - prevede anche la produzione di piattaforme aeree cingolate da 13 a 26 m. In questo comparto la fine del 2017 ha visto il lancio di una novità: si tratta della piattaforma aerea cingolata Lightlift (LL)13.70, appartenente alla serie Performance IIIS, un modello da 2.185 kg di peso totale con portata utile di 230 kg, altezza massima di lavoro di 13,3 m, sbraccio orizzontale di 7,08 m e “up&over” di 4,9 m. 40 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

In un secondo capannone, costruito nel 1999, si trova il reparto di pre-assemblaggio delle piattaforme aeree, dove i pezzi vengono preparati per essere poi trasferiti alla linea di assemblaggio. Questo è il cuore dell’azienda: dal 2013 Hinowa qui applica la filosofia della “lean production”, con tutto ciò che essa apporta in termini di ottimizzazione, sviluppo e coinvolgimento dei dipendenti. In questoreparto sono presenti sette postazioni, dove vengono assemblati i macro-componenti co-

„

me i motori, il gruppo elettrico, gli sfili, le ceste, eccetera (in fondo è presente una postazione di “fuori linea”, dove le macchine possono essere controllate in caso di eventuali anomalie senza interrompere la produzione). Precedentemente, qui erano presenti due linee di produzione, una per le piattaforme da 14 e 17 m e una per quelle da 19, 20 e 23 m; ora la linea è unica, dunque, in grado di assemblare tutti i modelli di piattaforme


ALL’INTERNO DELLO STABILIMENTO PRODUTTIVO HINOWA L’ASSEMBLAGGIO DELLE PIATTAFORME AEREE È ESEGUITO SEGUENDO LA FILOSOFIA DELLA “LEAN PRODUCTION”. L’AZIENDA NON PRODUCE SOLO MODELLI PROPRI, MA ANCHE PER CONTO DELL’AMERICANA JLG

contemporaneamente. Qualche dato: le stazioni di assemblaggio sono 11; le macchine sostano 115 minuti in ogni stazione (+12% rispetto all’impostazione precedente); in un giorno vengono completate 3,9 macchine; il 90% della produzione è destinata al mercato estero. Da evidenziare anche che nel 2016 un aumento del numero delle postazioni di lavoro da nove a 12 aveva portato a un aumento di efficienza e di produzione del 40% circa, mantenendo quasi lo stesso numero di operai (25 persone); oggi invece, con la diminuzione da 12 a 11 postazioni,Hinowa ha aumentato del 13% la produzione riducendo l’”intertime” in ogni postazione e aggiungendo solo una persona in linea. Le postazioni delle piattaforme da 14 a 26 m si caratterizzano per fasi di assemblaggio similari e coinvol-

gono: base, ralla e parte dell’impianto elettrico; restante impianto elettrico e impianto idraulico; motore e serbatoi; primo e secondo e sfilo; jib; stabilizzatori e primi riempimenti; prima accensione, regolazioni, settaggi e cesta. Nel caso in cui durante l’assemblaggio vengano richieste operazioni impreviste la macchina viene spostata in un’ulteriore stazione, per evitare di ritardare il processo di produzione generale. Gli ultimi reparti presenti in quest’area sono quelli relativi al collaudo (vengono testate quattro macchine al giorno) e alla finitura (esse vengono spedite in tutto il mondo, quindi in base al paese di destinazione si applicano adesivi diversi). Anche per quanto riguarda i dumper e minidumper è stata applicata la filosofia “lean production”. Qui le postazioni di lavoro sono

sette (sottocarro, motore, torretta e cofanature, impianto idraulico ed elettrico, kit, collaudo, finitura): in ognuna la macchina sosta 100 minuti, per una produzione giornaliera di 4,5 unità. Nel successivo reparto di Controllo Qualità viene verificata la conformità dei mezzi agli standard Hinowa, per poi destinarli alla verniciatura.

Test e spedizione Nell’area esterna ai capannoni vengono eseguiti, su tutte le macchine prodotte, test ciclici completi (circa 35.000-40.000 prima che la macchina entri in produzione di serie, corrispondenti a circa 20 anni di lavoro)che includono tutti i movimenti eseguibili. Infine, le macchine di fine ciclo vengono stoccate in attesa della spedizione, che avviene non solo verso l’Europa, ma anche verso mercati quali le Americhe, l’Australia e l’Asia. ■

IL 2018 È INIZIATO ALL’INSEGNA DEL SUCCESSO PER HINOWA. L’AZIENDA VENETA, HA VINTO L’“INTERMAT INNOVATION AWARD” NELLA CATEGORIA “LIFTING, HANDLING & TRANSPORTATION/EQUIPMENT AND MACHINERY” CON LA PIATTAFORMA AEREA LIGHLIFT 33.17 PERFORMANCE IIIS gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 41


Hands On

EFFICIENZA

COMPATTA

CON UNA CAPACITÀ MASSIMA DI SOLLEVAMENTO DI 3 T E UN’ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO DI QUASI 7 M, IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO COMPATTO BOBCAT TL30.70 È STATO PROGETTATO SPECIFICATAMENTE PER AFFRONTARE UNA VASTA GAMMA DI APPLICAZIONI TIPICHE DEI SETTORI DELLE COSTRUZIONI E DEL NOLEGGIO di Ettore Zanatta

I

l nuovo TL30.70 entra a far parte di una gamma di sollevatori telescopici Bobcat pensati per il mercato delle costruzioni e in grado di offrire capacità di sollevamento massime comprese tra 2,6 e 4,1 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m (tutti questi modelli, così come quelli progettati per il settore dell’agricoltura, sono coperti di serie da una garanzia di tre anni o 3.000 ore). In particolare, questo modello si aggiunge ai compatti TL26.60 e TL30.60, schierati nell’offerta Bobcat accanto alle versioni di media e grande altezza. Nella fattispecie, il TL30.70 si propone come un’eccellente alternativa, compatta ed economicamente vantaggiosa, ai modelli da 7 m di dimensioni maggiori, soprattutto quando lo spazio di manovra è scarso ed è richiesta una maggiore manovrabilità. 42 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70 Il nuovo TL30.70 è in grado di offrire capacità di sollevamento massime comprese tra 2,6 e 4,1 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 43


Hands On Prestazioni senza compromessi Le prestazioni, qui, non sono compromesse in alcun modo e il TL30.70 offre uno sbraccio massimo di 4 m con un carico superiore a 1 t. Alla massima altezza, l’operatore

può sollevare fino a 2 t di carico, un valore sufficiente per movimentare pallet di mattoni pesanti nella maggior parte delle condizioni. La compattezza e la stabilità di questo nuovo telescopico ne fanno quindi uno strumento ideale per le operazioni

L’ESALTAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ Sono diverse le tecnologie utilizzate da Bobcat per ottimizzare le prestazioni del TL30.70. Oltre alla modalità ECO (che diminuisce il consumo di carburante, senza inficiare la capacità di sollevamento, e aumenta la vita utile del motore, mantenendo la sua velocità limitata a 1.800 giri/min) e la tecnologia integrata CAN-Bus (che permette di gestire e visualizzare numerosi parametri sul display del cruscotto, migliorando la sicurezza attiva e passiva della macchina ed esaltandone l’”intelligenza”), il costruttore ha qui previsto tre sistemi, regolabili tramite joystick, che incrementano la produttività del mezzo: 1. l’SHS (Smart Handling System) 44 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

combina produttività e precisione, imposta i parametri di velocità del braccio (sollevamento, sfilo, inclinazione) per adattare la macchina alle proprie esigenze ed è una soluzione ideale quando si ha bisogno contemporaneamente di elevata potenza motrice e di movimenti precisi del braccio; 2. l’SMS (Speed Management System) mantiene alto il regime di rotazione del motore anche durante la traslazione lenta e regola la velocità di traslazione indipendentemente da quella del motore (è sufficiente regolare la velocità del motore secondo le impostazioni ottimali per l’accessorio in uso e poi inserire la

di movimentazione e per il sollevamento in altezza di materiali in cantieri edili residenziali e commerciali. Come per i citati preesistenti modelli TL26.60 e TL30.60, anche il TL30.70 è disponibile con due diversi ingombri in altezza, poiché la

Il sollevatore telescopico TL30.70 va a inserirsi nella gamma dei compatti Bobcat già presieduta dai modelli TL26.60 e TL30.60, con i quali condivide la struttura del telaio

velocità di traslazione desiderata); 3. l’AFM (Auxiliary Flow Management) regola la portata idraulica in base alle esigenze dell’accessorio ed è particolarmente utile in ambito industriale e agricolo (la portata continua consente di mantenere l’accessorio in funzione senza dover mantenerne il controllo tramite il joystick); Un quarto sistema, poi, denominato AMA (Aggravating Movement Arrestor – Arresto Movimenti Aggravanti), gestisce automaticamente la stabilità longitudinale del telescopico (le spie luminose si accendono in sequenza man mano che la stabilità della macchina diminuisce).


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70 Il nuovo sollevatore telescopico Bobcat TL30.70 è una macchina da 7 m, leggera e compatta, progettata specificatamente per il settore delle costruzioni, in grado di offrire un’elevata stabilità e visibilità e di essere un ideale completamento alle gru in cantieri anche di medie e grandi dimensioni

cabina può essere montata in posizione bassa (Low Cab), con un’altezza totale di appena 2,1 m, oppure in posizione alta (High Cab, come nel modello oggetto di questo servizio), per ottimizzare la visibilità. La cabina sospesa è di serie, per migliorare il comfort di traslazione.

Il sollevatore telescopico TL30-70 è disponibile con due configurazioni di cabina (Low Cab e High Cab), solo per i modelli Stage IV. Nella foto, il modello oggetto di questo HANDS ON (a destra), con High Cab (altezza complessiva di 2,33 m, con pneumatici da 24”), e un esempio di Low Cab montata sul modello TL26.60

Efficacia “idrostatica” Come tutti i sollevatori telescopici Bobcat, anche il nuovo TL30.70 è dotato di trasmissione idrostatica per impieghi gravosi, che consente una traslazione dolce e precisa a bassa velocità, con la possibilità di passare immediatamente a una marcia più veloce o lavorare con più potenza quando necessario. La trasmissione con cambio automatico Bobcat adatta automaticamente la coppia e la velocità del motore al livello richiesto dal lavoro. L’operatore, in questo caso, ha il vantaggio di non dover togliere la mano dal joystick per cambiare marcia. Questa tipologia di trasmissione è dotata anche di funzione di avanzamento lento che consente una precisione maggiore nelle applicazioni a bassa velocità, senza dover utilizzare i freni, riducendo l’affaticamento e migliorando la sicurezza dell’operatore.

Compatto e robusto Bobcat realizza tutti i suoi telescopici nello stabilimento di gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 45


Hands On COMANDI PROPORZIONALI

MODALITÀ ECO

FRENO DI STAZIONAMENTO AUTOMATICO

QUATTRO RUOTE STERZANTI

CIRCUITO IDRAULICO A DUE VIE SISTEMA CAN-BUS 46 ONSITELIFT - ottobre-novembre-dicembre 2017


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70 I PUNTI DI FORZA

SISTEMI AMA, SMS E SHS

CABINA PANORAMICA

PERNO ARTICOLAZIONE BRACCIO IN POSIZIONE RIBASSATA

LA FACILITÀ DI UTILIZZO LE DIMENSIONI COMPATTE LA STRUTTURA PROTETTA LA FACILE MANUTENZIONE LA TECNOLOGIA “POWER LIFT” LA TRASMISSIONE IDROSTATICA

DESIGN OTTIMIZZATO DEL COFANO MOTORE

MOTORE BOBCAT D34

ASSALI PER IMPIEGHI GRAVOSI

DISCONNESSIONE AUTOMATICA DELLA BATTERIA ottobre-novembre-dicembre 2017 - ONSITELIFT 47


Hands On Basta il tocco di un pulsante per ottenere una chiara panoramica sul monitor di tutti i parametri operativi

La cabina del TL30.70 offre una vista a 360°, un’elevata visibilità sulla destra grazie al profilo ribassato del cofano motore, un ambiente di lavoro ergonomico (joystick “tutto-in-uno” con comandi FNR e controllo dei movimenti del braccio e del circuito idraulico ausiliario, comandi disposti in maniera chiara e intuitiva, sterzo regolabile) e un cruscotto elettronico di facile utilizzo. Tra le caratteristiche chiave di serie c’è il freno di stazionamento automatico, che migliora il livello di sicurezza e comfort. Come opzione, invece, è disponibile un sedile a doppia sospensione pneumatica, longitudinale e verticale, in grado di offrire un maggiore comfort

Quentin d’Hérouël, Product Manager di Bobcat, ci mostra l’elevato livello di comfort ed ergonomicità offerto dalla cabina del sollevatore telescopico TL30.70 per operatori di ogni taglia, sia in fase di accesso che di guida 48 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Pontchâteau, in Francia (dove ci siamo recati per realizzare questo HANDS ON), con lo stesso robusto telaio saldato scatolato che ne rafforza la rigidità. Qui, grazie a una spiccata integrazione tecnologica che va dalla saldatura di telaio e braccio all’assemblaggio finale, produttività e qualità delle macchine sono assicurate da moderne attrezzature, come i robot saldatori, la linea per la granigliatura, le cabine di verniciatura a due strati e i componenti integrati di alta qualità. La piastra sottoscocca del sollevatore telescopico TL30.70, in particolare, protegge i componenti vitali e una combinazione di caratteristiche specifiche (acciaio ad alta resistenza, profili saldati a “U”, testa braccio integrata, pattini di


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70

Il sollevatore telescopico TL30.70 prevede una protezione sottoscocca per l’intera lunghezza del mezzo, per proteggere i componenti vitali della macchina, la cui altezza complessiva è ottimizzata al fine di migliorare il carico utile trasportabile e la manovrabilità in cantiere

Lo stabilimento di Pontchâteau, che abbiamo visitato in occasione della realizzazione di questo HANDS ON, è in fase di ampliamento, a seguito di un ingente investimento da parte dell’azienda nei suoi impianti produttivi. Qui, al momento, vengono realizzati otto sollevatori telescopici al giorno. Nella foto, particolare del telaio del modello TL30.70. La struttura è scatolata, per resistere anche a terreni “difficili” e a impieghi intensivi

La protezione di tutti i componenti critici della macchina è una caratteristica chiave di Bobcat, un vero e proprio elemento base del DNA del costruttore. Il cilindro sfilo, ad esempio, è protetto all’interno del braccio, così come il cilindro d’inclinazione lo è nella testa del braccio e i cilindri di sollevamento e compensazione sotto di esso

D34: PROPULSIONE “IN-HOUSE” Bobcat ha progettato internamente i suoi propulsori D34, frutto di 50 anni di esperienza nello sviluppo di motori e di macchine compatte. Questo modello è stato realizzato in collaborazione con alcuni dei consulenti tecnici e delle aziende motoristiche più importanti a livello mondiale e, a oggi, sono più di 1,5 milioni le unità fabbricate, destinate a differenti settori. Il D34 si caratterizza per una struttura compatta e per tecnologie applicate al fine di garantire le più alte prestazioni: aspirazione con turbocompressore (efficienza superiore; aumento della coppia); sistema di iniezione Common Rail ad alta pressione (consumo di carburante inferiore; combustione più pulita; cicli più rapidi); combustione con produzione di particolato estremamente bassa (riduzione del particolato). Le versioni di motore Bobcat D34 disponibili per il TL30.70, in particolare, sono lo Stage IIIB/Tier 4 Final da 55 kW/75 HP, che assicura un’elevata efficienza, oltre a non aver bisogno di SCR e AdBlue (i vantaggi includono anche un migliore accesso ai

componenti all’interno del vano motore e fino al 15% di consumi di carburante in meno nei cicli di lavoro tipici delle applicazioni di costruzione e di altri settori), e lo Stage IV/Tier IV Final da 74 kW/100 HP, che eroga la potenza richiesta per applicazioni più gravose ed è provvisto di sistema di post-trattamento con iniezione di additivo DEF. Entrambi sono a gestione elettronica e Common Rail ad alta

Batteria con EBD

pressione. È poi disponibile un motore Perkins Stage IIIA/Tier III da 74 kW/100 HP a gestione meccanica. Nella foto, panoramica del vano motore del TL30.70 con D34 da 55 kW montato longitudinalmente. Tra le caratteristiche esclusive, la batteria con sezionatore elettronico (EBD), che consente lo scollegamento automatico della stessa non appena l’interruttore di accensione viene spento.

Serbatoio d’espansione

Conde

nsatore AC

Prefiltro aria a ciclone

Acqua

Turbo Filtro carburante

Compressore AC

DOC

Aria

Olio

Filtro olio

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 49


Hands On UNA MODERNA TRASMISSIONE IDROSTATICA Il sollevatore telescopico Bobcat TL30.70 è dotato di trasmissione idrostatica, una delle caratteristiche chiave di questo mezzo, che ne garantisce una maggiore agilità in cantiere. Tra le sue particolarità: assali con sensori di riallineamento delle ruote, trasmissione Danfoss Sauer, motore idrostatico a due velocità e assali Dana Spicer. L’insieme, caratterizzato da un design compatto, consente

l’ottimizzazione dei trasferimenti e delle applicazioni di movimentazione grazie ad alcune peculiarità, tra cui: funzione di avvicinamento lento; cambio velocità di traslazione automatico in base allo sforzo, intuitivo per l’operatore; avvio dolce e

usura di nuova generazione, bulloni e inserti in acciaio di grandi dimensioni per un maggiore coefficiente di frizione, eccetera), massimizza l’affidabilità e riduce il costo totale di possesso della macchina anche negli impieghi più gravosi. Il telescopico TL30.70 si distingue per un’idraulica ausiliaria con innesto rapido FCS. Il circuito idraulico a due vie con linea di scarico e presa elettrica prevede innesti rapidi con sistema integrato di rilascio della pressione

progressivo; efficace freno motore, per una maggiore sicurezza in cantiere (la macchina si arresta sollevando il pedale dall’acceleratore); assenza di sovraregime motore; minore usura degli pneumatici grazie all’erogazione progressiva della potenza e alla coppia permanente.

Il modello oggetto di questo HANDS ON monta pneumatici da 24”, con cabina High Cab, per un’altezza complessiva del mezzo di 2,33 m e un’elevata visibilità. Per gli operatori che necessitano di maggiore compattezza è disponibile una configurazione High Cab con pneumatici da 20”, che riduce l’altezza a 2,25 m, o con Low Cab e pneumatici da 20” e 24”, per un’altezza che arriva a, rispettivamente, 2,10 e 2,18 m

Il braccio è realizzato in acciaio altoresistenziale e presenta una saldatura ad arco sommerso, per una resistenza ottimale. Al suo interno si trovano i flessibili idraulici e il cilindro di estensione. La testa del cilindro è sovradimensionata, per resistere a carichi operativi elevati. Gli innesti rapidi sono completamente protetti

50 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

Semplicità d’utilizzo Il nuovo sollevatore telescopico TL30.70 offre diverse dotazioni che ne garantiscono l’esclusiva semplicità d’uso: il joystick ergonomico “tutto-in-uno” di serie, che mette tutte le funzioni di comando di braccio e traslazione saldamente nelle mani dell’operatore; il freno di stazionamento automatico, unico sul mercato, che migliora sicurezza e comodità d’uso della macchina; la gestione ammortizzata dello sfilo, che ne rallenta automaticamente la velocità quando il braccio telescopico è prossimo agli angoli minino/massimo, migliorando sicurezza e fa-


IL SOLLEVATORE TELESCOPICO BOBCAT TL30.70 ma mantiene la macchina in posizione orizzontale, migliorandone la stabilità). Il vano motore, poi, è stato ridisegnato per ottimizzare la visibilità sul lato destro e rendere più semplice l’accesso a tutti i principali punti di manutenzione. Da citare, infine, le tre modalità di sterzatura. Qui il riallineamento semiautomatico delle ruote aiuta

l’operatore a riallineare con facilità le ruote anteriori e posteriori nel passaggio tra le tre modalità: a due ruote sterzanti, per i trasferimenti su strada e gli impieghi ad alta velocità; a quattro ruote sterzanti, per un raggio di sterzata minimo; a granchio, per semplificare il posizionamento lungo muri e in spazi confinati. ■

LA SCHEDA TECNICA Come ci mostra Quentin d’Hérouël, tutti i filtri (aria, carburante, olio) sono raggruppati e facilmente accessibili nella parte destra della macchina. Anche l’accesso a tutti i flessibili è ottimizzato. Nel vano è presente anche un prefiltro aria a ciclone con espulsione automatica delle polveri

cilità d’uso del mezzo; la ventola con inversore automatico (optional, richiesta in particolare nel settore dell’agricoltura), che permette di impostare gli intervalli di inversione della direzione del flusso d’aria in modo da migliorare la pulizia di griglie di aspirazione e radiatori; il sedile a sospensione pneumatica extra-confortevole (optional), con sospensione longitudinale e a bassa frequenza; la funzione di livellamento, utile per i lavori su suoli irregolari e con pendenze (compensando l’inclinazione del suolo, questo siste-

Il sollevatore telescopico Bobcat TL30.70 Capacità di sollevamento max.:

3.000 kg

Altezza di sollevamento max. con ruote standard:

6.670 mm

Sbraccio anteriore max. con ruote standard:

4.020 mm

Forza di carico:

4.600 daN

Pneumatici standard:

405/70-20

Dimensioni (larghezza x lunghezza x altezza): Altezza minima da terra: Passo: Velocità di traslazione max: Trasmissione: Pressione d’esercizio: Motore: Potenza motore: Coppia max.: Capacità pompa idraulica: Modalità di sterzo:

2.100 x 5.056 x 2.334 mm 348 mm 2.820 mm 30 km/h idrostatica con regolazione elettronica/trazione integrale 250 bar Bobcat D34 Stage IIIB 55 kW (75 HP) 325 Nm a 1.400 giri/min 80 l/min 3 modalità con riallineamento ruote semiautomatico

Raggio di sterzata esterno (agli pneumatici):

3.875 mm

Raggio di sterzata interno (alla cabina):

1.503 mm

Peso a vuoto:

5.620 mm

* dati riferiti alla versione oggetto dell’HANDS ON, con cabina alta, pneumatici da 24”, motore Bobcat D34 da 55 kW

L’efficienza del sollevatore TL30.70 su tutti i tipi di terreno è garantita anche dal sistema Power Lift (tecnologia che consente un uso ottimale della portata idraulica tra i cilindri del braccio telescopico) e dal riallineamento delle ruote semiautomatico, funzione che assiste l’operatore nel passaggio tra le tre diverse modalità di sterzata, assicurando che le ruote siano sempre allineate

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 51


COMPONENTI NLMK CLABECQ

LA FORZA GENTILE

ACCIAI ANTIUSURA E ALTORESISTENZIALI CHE MIRANO A POSIZIONARSI AI VERTICI DEL MERCATO PER QUALITÀ E AFFIDABILITÀ, MA ANCHE PER RISPETTO DELL’AMBIENTE. È QUESTA LA CARTA D’IDENTITÀ DI QUARD E QUEND, I MARCHI DI ECCELLENZA PRODOTTI IN BELGIO DALLA MULTINAZIONALE RUSSA di Riccardo Lorenzi

A

Ittre, nel Brabante Vallone, sorge il sito produttivo di Clabecq, fondato nel lontano 1792 con l’allora denominazione “Forges de Clabecq”. Oggi esso appartiene al gruppo multinazionale NLMK, specializzato a livello mondiale nella produzione integrata di acciaio. In questo stabilimento, da sempre, si realizzano lamiere da treno quarto di laminazione in acciaio ad alto valore aggiunto nelle gamme di spessore da 3 a 120 mm. E, da sempre, il prodotto presenta caratteristiche di altissima qualità che cominciano dall’aspetto superficiale, continuano con l’assoluta planarità delle lamiere, superiore ai più elevati standard industriali (oltre la classe S della

52 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

EN 10029), e giungono alla garanzia di ristrettissime tolleranze sullo spessore nominale. Queste caratteristiche garantiscono agli utilizzatori la semplificazione e l’ottimizzazione nei processi di formatura a freddo, oltre all’ottimale accoppiabilità delle lamiere nei processi di saldatura. Grazie a importanti recenti investimenti (oltre 150 milioni di euro stanziati negli ultimi anni), la già riconosciuta produzione di NLMK negli acciai tradizionali (caldareria e strutturale) si rinnova e trova continuità con la nuova gamma di prodotti bonificati in acciaio antiusura, alto limite di snervamento e balistico, prodotti e commercializzati in tutto il mondo con i marchi Quard, Quend e Quardian nei

gradi di qualità 400, 450, 500 e 550 HB per gli acciai antiusura e con valori di snervamento compresi tra 500 MPa e 1.100 MPa per gli altoresistenziali. Il ciclo si svolge attraverso un processo di produzione che ha ottenuto la certificazione ISO 14001, a garanzia dell’ambiente circostante e a testimonianza di una sensibilità che si è voluta evidenziare anche nel colore verde del primer di nuova generazione che riveste le lamiere in acciaio antiusura Quard.

Le applicazioni L’abbinamento del treno rifinitore a quattro gabbie in linea e il moderno impianto di quenching e tempering, progettato appositamente per la produzione di queste


qualità di acciaio, ha determinato come risultato un prodotto di alta gamma, ma soprattutto con un livello di qualità costante e ripetibile, così apprezzato dagli utilizzatori da farne una nuova referenza in questo campo. Quard e Quend sono quindi l’esemplare risultato della sintesi tra le tradizionali competenze del sito di Clabecq combinato alle più moderne tecnologie progettate appositamente per realizzare un prodotto che mira a posizionarsi ai vertici mondiali per qualità, affidabilità e rispetto dell’ambiente. Gli acciai antiusura e altoresistenziali sono principalmente impiegati in settori quali il movimento terra e il sollevamento, ma anche nella costruzione di telai, negli impianti di riciclaggio e trattamento degli inerti, nella perforazione e in molti altri settori industriali. La continua ricerca nella riduzione dei pesi degli equipaggiamenti e macchinari, nonché la LO STABILMENTO DI NLMK CLABECQ HA UNA LUNGA TRADIZIONE: FIN DAL 1792 QUI SI REALIZZANO LAMIERE DA TRENO QUARTO DI LAMINAZIONE IN ACCIAIO AD ALTO VALORE AGGIUNTO NELLE GAMME DI SPESSORE DA 3 A 120 MM

I PRODOTTI NEL DETTAGLIO

Le lamiere Quard sono prodotte presso NLMK Clabecq, dove vengono trattate in un’unità di tempra all’avanguardia. Le bramme utilizzate sono fornite dal sito di produzione di Lipetsk. Le lamiere resistenti all’abrasione Quard sono fornite con durezza di 400 HB (Quard 400), 450 HB (Quard 450) e 500 HB (Quard 500), con spessori da 3,2 a 64 mm e larghezze da 1.500 a 3.100 mm. Sono progettate per le attrezzature da costruzione e minerarie (escavatori, dumper, bulldozer, tramogge, miscelatori, eccetera), nonché per macchinari di settori molto richiesti, come ad esempio riciclaggio e agricoltura. L’utilizzo di Quard comporta una maggiore durata del prodotto rispetto a prodotti realizzati con acciai standard. Vengono da Lipetsk anche le lamiere utilizzate per la produzione di Quend, ugualmente realizzato nello stabilimento belga. Qui il materiale viene laminato e quindi temprato e rinvenuto in una moderna unità di trattamento termico. Le lamiere altoresistenziali Quend sono fornite con una resistenza allo snervamento da 700 MPa (Quend 700), 900 MPa (Quend 900), 960 MPa (Quend 960) e 1.100 MPa (Quend 1100), con spessori che variano da 4 a 64 mm e larghezze da 1.500 a 3.100 mm.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 53


COMPONENTI

TRA I FIORI ALL’OCCHIELLO DI NLMK C’È UNO STAFF ALTAMENTE FORMATO SECONDO CRITERI DI EFFICIENZA E DISPONIBILITÀ, PER DARE SEMPRE IL MASSIMO RISULTATO AI PROPRI CLIENTI

necessità di incrementare la durata di esercizio degli stessi, ha portato allo sviluppo di una classe di acciaio di più alta gamma, sia per caratteristiche tecniche che meccaniche, che di lavorabilità. I prodotti Quard e Quend rispondono a queste esigenze e, infatti, sono

stati già validati e omologati da alcuni tra i più importanti operatori internazionali del settore, sia del sollevamento che del movimento terra.

“

NLMK Clabecq sta perseguendo inoltre una politica di investimenti tesa anche a rafforzare la struttura commerciale e di backoffice, per garantire una più rapida reattività, nonché una migliore e accurata prossimità alla clientela e alle sue esigenze. La multinazionale russa, il cui programma di sviluppo per queste qualità di acciaio prevede di arrivare a produrre lamiere antiusura con HB superiori a 550, altoresistenziali fino a 1.300 MPA, attualmente realizza il Quard nella gamma di qualità da 400, 450, 500 HB e il Quend nella gamma di qualità da 500 MPA a 1.100 MPA, in un range di spessori compresi tra i 3,2 e i 64 mm.

NLMK CLABECQ È SPECIALIZZATA SIA NELLA FABBRICAZIONE DI LAMIERE DI BASSO SPESSORE ED ELEVATA LARGHEZZA CHE NEL SETTORE DELLE LAMIERE IN ACCIAIO Q&T

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QUARD E QUEND SONO PRODOTTI CON BRAMME PROVENIENTI DALLO STABILIMENTO DI LIPETSK, IN RUSSIA. IL GRUPPO NLMK COMPRENDE 20 SITI DI PRODUZIONE TRA RUSSIA, USA E EUROPA COMPRESA L’ITALIA (CON SEDE A VERONA), PER UNA FORZA-LAVORO COMPLESSIVA DI 55.000 UNITÀ 54 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


Un poker di eccellenza Quali sono i vantaggi derivanti dall’impiego di Quard e Quend negli impianti di produzione? Gli acciai temprati e rinvenuti di NLMK Clabecq spiccano per quattro caratteristiche fondamentali. La prima è la lavorabilità migliorata: Quard e Quend, infatti, ottimizzano le fasi della lavorazione dell’acciaio garantendo risultati di elevata qualità in ogni fase, ovvero taglio, fresatura, piegatura e saldatura. Vi è poi la qualità costante delle lamiere. Raggiungere la routine operativa è più facile, grazie alla costanza delle caratteristiche del prodotto. Dal gigantesco altoforno e dalla fabbricazione delle lamiere fino agli avanzati trattamenti termici e alle spianatrici ad alta tecnologia di NLMK Clabecq, processi di produzione garantiti assicurano una qualità di laminazione e finitura costanti. Le lamiere Q&T (temprate e rinvenute) sono sottoposte a controlli di qualità permanenti e regolari a tutti i livelli, sia online che in laboratorio. Il costante li-

NEI SUOI VARI STABILIMENTI MONDIALI, IL GRUPPO NMLK PRODUCE IN TOTALE OLTRE 17 MILIONI DI TONNELLATE DI ACCIAIO OGNI ANNO. NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2017 HA GENERATO RICAVI PER 7,25 MILIARDI DI DOLLARI

vello di qualità nel tempo aumenta inoltre l’affidabilità di processo e migliora la produttività. Un terzo vantaggio consiste nell’esperienza unica con lamiere larghe e sottili. NLMK Clabecq è infatti uno dei pochi produttori specializzati sia nella fabbricazione di lamiere di bas-

LE CHIAVI PER LA MASSIMA LAVORABILITÀ Tra i vantaggi derivanti dall’impiego di Quard e Quend c’è la massima lavorabilità. Ma come la si ottiene? Ciò è possibile grazie alla combinazione di quattro fattori. Il primo è la planarità, in conformità allo standard EN 10029 Classe S, grazie alle spianatrici di ultima generazione NLMK Clabecq e all’avanzato processo di trattamento termico. Vi è poi la finitura superficiale di ottima qualità rispetto a altre lamiere da treno, che si ottiene grazie allo speciale processo di fabbricazione NLMK Clabecq (laminatoio quarto e quattro gabbie finitrici sulla stessa linea). Il terzo fattore consiste nelle ridotte tolleranze di spessore ottenute ultimando la laminazione con dispositivi di calibrazione speciali, che consentono risultati superiori allo standard. Ultimo, ma non meno importante, è il fattore rappresentato da una composizione chimica ottimizzata leggermente legata con livello

di purezza dell’acciaio di gran lunga superiore allo standard, grazie ai nuovi impianti della casa madre NLMK, come il degasificatore, e all’avanzata colata con-

so spessore e elevata larghezza che nel settore delle lamiere in acciaio Q&T. Infine, va evidenziata la presenza di un team flessibile e proattivo. Oltre a un’esperienza che supera i 40 anni, NLMK Clabecq mette in campo la propria disponibilità 24 ore su 24, per aiutare le aziendeclienti ad aumentare la produttività dei rispettivi impianti. ■

tinua. Utilizzando le lamiere di alta qualità Quard e Quend si riducono i tempi di montaggio degli attrezzi, semplificando così la fabbricazione dei prodotti finiti.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 55


TECNOLOGIE JCB

TRASMISSIONE DI...

INNOVAZIONE

LA TRASMISSIONE DUALTECH VT PROPOSTA DAL COSTRUTTORE BRITANNICO È CONCEPITA SPECIFICATAMENTE PER I SUOI MOVIMENTATORI TELESCOPICI. UNA SOLUZIONE INNOVATIVA CHE COMBINA LE MIGLIORI CARATTERISTICHE DEGLI AZIONAMENTI POWERSHIFT CON QUELLI IDROSTATICI

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ualTech VT è il nome della trasmissione a variazione continua “duale” proposta da JCB e sviluppata per i propri movimentatori telescopici. Le peculiarità di questa trasmissione comprendono: una trasmissione completamente idrostatica, che ga-

56 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

di Pietro Gabrielli rantisce un controllo fine e continuo della velocità fino a 19 km/h; la commutazione automatica al cambio a modulazione elettronica a tre velocità sopra i 19 km/h, per un’efficienza ottimale della potenza nel lavoro a velocità di lavoro superiori; le modalità Power e Economy, per ottimizzare presta-

zioni, efficienza e costi d’esercizio; la modalità Flexi, in grado di offrire un controllo indipendente del regime motore e della velocità al suolo; una trazione selezionabile tra 4WD “full-time” o Auto 2WD al di sopra di 19 km/h, per un’efficienza ottimale della trasmissione e una minore usura degli pneumatici.


Una tecnologia “intelligente” La trasmissione DualTech VT è montata su tre movimentatori telescopici JCB: il 531-70 Industrial DualTech VT, il 535-95 Industrial DualTech VT e il 541-70 Industrial DualTech VT, da 3,1, 3,5 e 4,1 t di capacità di sollevamento. Queste macchine dispongono quindi oggi di un sistema di trasmissione avanzato che unisce le caratteristiche di potenza, coppia e risparmio di carburante del motore

powershift della trasmissione a comando diretto consente loro di garantire prestazioni importanti an-

che in salita e un’elevata capacità di traino. Le specifiche standard dei modelli citati includono un joystick servoassistito montato sul sedile con interruttori a rullo proporzionali per l’estensione e la ritrazione del braccio, un interruttore per la marcia avanti/retromarcia che integra il tradizionale inversore a sinistra e luci di lavoro a LED a alta intensità anteriori e posteriori che forniscono un’illuminazione “diurna” a 360° per la massima sicurezza e produttività in condizioni di scarsa luminosità. I servofreni, installati per la prima volta sul modello 550-80, caratterizzano queste versioni Industrial DualTech VT, offrendo prestazioni elevate in termini di frenata e richiedendo un minore sforzo sul pedale.

L’impatto sulla produttività

JCB EcoMAX da 4,8 l con la nuova trasmissione DualTech VT. I modelli Industrial DualTech VT di JCB offrono dunque un preciso sistema di controllo della manovra a bassa velocità e una risposta continua e progressiva ai cicli di carico e di movimentazione, che l’operatore può gestire in modo da soddisfare le diverse applicazioni e le sue preferenze personali. L’elemento

QUANDO UN SOLLEVATORE TELESCOPICO JCB INDUSTRIAL DUALTECH VT ACCELERA OLTRE I 19 KM/H, LA TRASMISSIONE VARIABILE DUALTECH VT COMMUTA AUTOMATICAMENTE SUL SUO SISTEMA POWERSHIFT, IN CUI I DISCHI FRIZIONE ELETTRONICAMENTE MODULATI RENDONO APPENA RILEVABILE LA COMMUTAZIONE TRA LE TRE MARCE MECCANICHE

Il sistema idraulico della pompa a pistoni a portata variabile da 140 l/min di JCB ha dimostrato i vantaggi offerti in termini di prestazioni e di risparmio di carburante, dovuti in gran parte al circuito idraulico rigenerativo per il sollevamento e l’estensione dei cilindri. Ciò regola il flusso d’olio in modo da consentire al braccio di abbassarsi in modo più veloce rispetto agli standard di settore, ma sempre sotto controllo.

L’OPINIONE

“La tecnologia DualTech VT combina la controllabilità a bassa velocità e le caratteristiche di facilità di guida dei sistemi idrostatici con l’efficienza in termini di velocità della trasmissione a trazione diretta. Il risultato è una macchina in grado di offrire un aumento della produttività fino al 13% rispetto agli attuali telescopici JCB e fino al 25% in più rispetto ai modelli della concorrenza. Sulla base della nostra esperienza nel campo delle trasmissioni idrostatiche e powershift, DualTech VT rappresenta un enorme traguardo per il nostro team di progettazione e ingegneria, che ha portato a nuovi livelli la tecnologia della trasmissione. Oggi, dunque, siamo in grado di offrire la combinazione ideale per gli operatori che desiderano la massima produttività ed efficienza e un’esperienza di guida di livello superiore. Gli attuali movimentatori telescopici Industrial DualTech VT, quindi, offrono il meglio dei due mondi in un’unica macchina e raggiungono nuovi livelli di produttività, prestazione, controllo, perfezionamento e risparmio di carburante”.

TIM BURNHOPE JCB CHIEF INNOVATION AND GROWTH OFFICER

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TECNOLOGIE L’impatto sulla produttività, in particolare per cicli di carico ripetuti, è interessante: i confronti effettuati utilizzando telescopici con e senza questo sistema mostrano un miglioramento nei tempi di ciclo fino al 20% o una riduzione del 15% della quantità di carburante utilizzato per spostare la stessa quantità di materiale. Un nuovo circuito idraulico ausiliario consente una portata fino a 110 l/min a 190 bar, per il collegamento di un’ampia gamma di at-

QUANDO NON È RICHIESTA LA PRESENZA DI UN CONVERTITORE DI COPPIA, LA TRASMISSIONE DIRETTA IN CIASCUNA MARCIA SFRUTTA AL MASSIMO LA COPPIA DISPONIBILE PER FORNIRE UNA RAPIDA ACCELERAZIONE E UN’EFFICACE CAPACITÀ DI SALITA E SPINTA, ANCHE SU STRADE IN PENDENZA

IL MOTORE JCB ECOMAX Tutti i movimentatori JCB Industrial DualTech VT sono azionati dalla versione da 4,8 l del motore diesel EcoMAX di JCB, in grado di erogare una potenza di 108 kW a 2.200 giri/min e una coppia di 560 Nm a 1.500 giri/min. La conformità alle norme sulle emissioni Stage IV/Tier 4 Final è ottenuta tramite l’impiego di un sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR). Ottimizzando la trasmissione per utilizzare le caratteristiche di coppia del motore EcoMAX per le diverse condizioni di lavoro e di viaggio, la nuova DualTech VT integra l’esperienza del costruttore nel campo delle prestazioni e 58 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

dell’efficienza dei motori e dei sistemi idraulici per ottenere un telescopico altamente produttivo. Gli operatori possono capitalizzare tutto ciò grazie all’utilizzo delle impostazioni “Power” ed “Economy”, a seconda dei casi: la prima consente al cambio di sfruttare in modo completo il regime del motore e la potenza erogata sia con la trasmissione idrostatica che con quella powershift; la seconda limita a 1.700 giri/min il regime del motore durante il lavoro, modificando le caratteristiche di erogazione della potenza del motore e anticipando il passaggio alla marcia

superiore per ridurre il consumo di carburante. La modalità “Economy” solitamente riduce il consumo di carburante di oltre il 5% nel corso di un ciclo di lavoro medio del telescopico. Nel corso di oltre 50.000 ore di valutazione da parte dei clienti, i dati forniti dal sistema telematico JCB LiveLink hanno registrato un consumo di carburante medio di 7,1 l/h. Il confronto ha inoltre evidenziato vantaggi in termini di produttività (+8,5% in un ciclo di lavoro di lavoro medio) e in caso di traino (+16%), nonché una produttività maggiore del 25% durante la movimentazione.


LA TRASMISSIONE COMMUTA SUL RAPPORTO PIÙ BASSO, PRONTA A STACCARE DOPO IL RALLENTAMENTO E AD ACCELERARE IN PRESENZA DI UN CARICO LEGGERO. LA TRASMISSIONE PUÒ ESSERE LIMITATA ALLA PRIMA, SECONDA E TERZA MARCIA, A SECONDA DEL LAVORO DA ESEGUIRE

“

LA TRASMISSIONE DUALTECH VT INTEGRA L’ESPERIENZA DI JCB NEL CAMPO DELLE PRESTAZIONI E DELL’EFFICIENZA DEI MOTORI E DEI SISTEMI IDRAULICI

trezzature con elevate esigenze in termini d’olio e di potenza idraulica. Un sistema di ventilazione azionato da un interruttore in cabina consente il rilascio della pressione nei giunti per una commutazione delle attrezzature facile e veloce. La modalità Auto del sistema antibeccheggio (SRS) del braccio disattiva il sistema quando il movimentatore è in funzione a bassa

velocità per consentire un preciso posizionamento e lo riattiva automaticamente quando la velocità sul terreno supera i 4 km/h.

Controllabilità a bassa velocità La trasmissione DualTech VT sfrutta il potenziale in termini di potenza e di consumi del motore JCB EcoMAX T4 Final con sistemi di trasmissione idrostatica e power-

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shift, utilizzando componenti collaudati combinati in un unico alloggiamento. I due moduli operano in armonia, automaticamente e senza soluzione di continuità, per ottenere caratteristiche che possono essere regolate per ottimizzare comfort di guida e prestazioni. La trasmissione – prodotta in un’apposita linea di montaggio presso l’impianto gallese di JCB Transmissions a Wrexham, dov’è progettata, ingegnerizzata e costruita la maggior parte dei cambi powershift e sincronizzati, delle scatole di rinvio e degli assali utilizzati sulle macchine JCB – prevede una combinazione motore e pompa idraulica a controllo elettronico per fornire una risposta rapida, una regolazione fine della velocità e la massima variabilità della traslazione fino a 19 km/h. A differenza delle trasmissioni idrostatiche di altri telescopici, che devono gestire l’erogazione di potenza da zero alla velocità massima, il modulo idrostatico di DualTech VT è ottimizzato per la controllabilità e la risposta a bassa velocità. ■ gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 59


SERVIZI KILOUTOU

“ITALIA, COMINCIA IL CEO DELL’AZIENDA FRANCESE RACCONTA A ONSITE LA STRATEGIA CHE L’HA GUIDATA ALLE NUMEROSE RECENTI ACQUISIZIONI IN CAMPO INTERNAZIONALE. NEL NOSTRO PAESE, COFILOC ED EURONOL SONO I DUE BRAND SCELTI PER AVVIARE UN PROGETTO DI LUNGO TERMINE di Lorenzo Zacchetti

I

l nome di Kiloutou è sulla bocca di tutti dalla scorsa estate, dopo l’impegnativa operazione che ha portato il gruppo transalpino ad acquisire Cofiloc ed Euronol. Con 4.000 dipendenti nella sola Francia, l’azienda fondata nel 1980 si è allargata all’Italia settentrionale, un mercato che i due brand nazionali già presidiavano egregiamente, essendo presenti in Veneto, Friuli, Lombardia ed Emilia-Romagna. Si avvicina alle 4.000 unità anche il numero delle macchine componenti le flotte acquisite in Italia, con un’operazione che non è certo stata un fulmine a ciel sereno. E che, come vedremo, non dovrebbe rimanere un exploit isolato. XAVIER DU BOŸS

CEO DI KILOUTOU

60 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018


UNA NUOVA ERA”

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ERA DA TEMPO CHE VOLEVAMO ESSERE PRESENTI SUL MERCATO ITALIANO, DAL QUALE CI ASPETTIAMO MOLTO. E, SÌ, INTENDIAMO RILEVARE ALTRE AZIENDE

Ormai da oltre quattro anni Kiloutou sta operando una serie di significative acquisizioni in diversi Paesi europei. L’Italia arriva in coda a interventi analoghi che, assumendo il controllo di realtà locali, hanno consentito di aprire divisioni aziendali anche in Polonia, Spagna e Germania. A valle di questo impegnativo percorso – che peraltro non è ancora finito – oggi Kiloutou annovera 487 filiali in Europa: alle 430 sul territorio francese si sono aggiunte 30 realtà polacche, 14 spagnole, tre tedesche e, appunto, le 10 italiane che faceva-

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no capo a Cofiloc e Euronol. Un’operazione così evidentemente ambiziosa non poteva che suscitare un’enorme curiosità in tutto il settore. Non c’è dubbio che nel mondo del noleggio l’uomo del momento sia Xavier du Boÿs, CEO di Kiloutou. Lo abbiamo incontrato per comprendere meglio la strategia sottostante a queste operazioni, che hanno certamente dato una scossa a tutto il mercato europeo. Quali sono gli obiettivi che Kiloutou si è posta con le sue numerose acquisizioni internazionali?

“Siamo la seconda azienda di noleggio nel mercato francese, che vale quattro miliardi di euro. Ma siamo anche la quarta in Europa e, a livello continentale, il volume di affari sale a 20 miliardi di euro. Per continuare a crescere bisogna quindi per forza di cose guardare al livello internazionale ed è questa la strategia che stiamo seguendo. Conteggiando anche queste acquisizioni, abbiamo chiuso il 2017 con un fatturato di 620 milioni di euro. Inoltre, siamo fortemente convinti che il nostro specifico know-how nel settore del noleggio rappresenti un valore aggiunto che possiamo esportare con successo anche in altri Paesi”. Quali sono, sul piano operativo, le caratteristiche del vostro business? “Kiloutou opera su una scala decisamente ampia, con una vasta gamma di macchine per il movigennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 61


SERVIZI

FONDATA NEL 1980, KILOUTOU A PARTIRE DAL 2013 HA INIZIATO AD ESPANDERSI IN CAMPO INTERNAZIONALE TRAMITE NUMEROSE ACQUISIZIONI

mento terra, l’access equipment e anche con furgoni e altri veicoli per il settore delle costruzioni. Garantiamo una notevole disponibilità di small/light equipment, che rappresenta il comparto più ampio del nostro catalogo, ma siamo in grado di rifornire aziende di qualunque tipo e dimensione, dalle più piccole alle più grandi, con le rispettive esigenze. Due terzi dei nostri clienti operano nel settore edile, specificatamente occupandosi di costruzioni civili e/o edilizia residenziale. Il rimanente terzo è composto da azien-

de attive in vari campi come il retail, la logistica, gli appalti della Pubblica Amministrazione, eccetera. Dobbiamo quindi essere versatili e performanti, per dare il massimo a ogni nostro cliente”. Come si traduce, nella pratica, questo vostro approccio? “Nella centralità del fattore umano, che rappresenta un’altra caratteristica fondamentale della nostra azienda. Per quanto le macchine abbiano un’importanza cruciale, il perno attorno al quale tutto ruota sono le persone che lavorano con

noi. Infatti noi non usiamo il termine ‘dipendenti’ ma ‘èquipiers’, che in francese significa ‘compagni di squadra’. Siamo determinati a raggiungere il successo con le persone e per le persone che lavorano con noi. Questo è importante soprattutto perché il nostro modello di business non si limita al noleggio: siamo a tutti gli effetti un’azienda che fornisce servizi, i quali spaziano dalla formazione all’assicurazione, dal trasporto al lavaggio, eccetera. Il nostro focus sono i clienti e, proprio grazie al fattore umano che rappresenta la nostra spina dorsale, riusciamo a farlo al meglio. Ogni anno sottoscriviamo circa 1.300.000 contratti di noleggio e vogliamo che in ognuno di questi casi il nostro cliente ottenga il massimo successo grazie alla collaborazione che instaura con noi. L’apporto delle competenze delle persone che lavorano con Kiloutou è fondamentale per dare il massimo in ogni settore”. Torniamo alle recenti acquisizioni in Europa… “Queste operazioni sono il frutto di una strategia a lungo termine decisa nel 2013, finalizzata a creare una piattaforma di noleggio su sca-

INVESTIRE NELLE IMPRESE ITALIANE CONVIENE Quando si parla del fascino del made in Italy siamo portati a pensare che a ingolosire potenziali compratori siano soprattutto le grandi aziende o quelle di settori specifici come la moda, il food o l’artigianato. Un altro luogo comune riguarda il fatto che siano gli asiatici a guardare con particolare interesse alle imprese del nostro Paese. La realtà descritta dalla School of Management dal Politecnico di Milano con la ricerca “Italy inbound: look no further” è decisamente diversa. L’analisi - commissionata da Hogan Lovells, uno dei più grandi studi legali al mondo, con sedi anche in Italia - rivela che negli ultimi cinque anni le acquisizioni da parte di imprenditori stranieri hanno riguardato soprattutto il comparto delle PMI (piccole e medie 62

imprese), che storicamente rappresenta la spina dorsale dell’economia italiana e che anche nel settore delle costruzioni riveste un’importanza cruciale. Se il 71% dei casi riguarda imprese industriali, nei singoli settori non va affatto trascurato l’8% totalizzato dalle macchine industriali, soprattutto se paragonato al 12% dell’acclamato food & beverage tricolore. A scegliere l’Italia sono stati investitori di 39 nazionalità differenti, sparsi in ogni angolo del mondo. In testa alla classifica ci sono gli americani con 54 acquisizioni nell’ultimo quinquennio, seguiti dai britannici con 29 e dai francesi con 26. La Cina, nonostante l’attenzione mediatica, si ferma a quota 12. Nella maggior parte dei casi (57%) si tratta di investimenti

strategici, ovvero fatti per ottenere benefici sul lungo periodo. Solo per il 43% la motivazione è invece di tipo finanziario, cioè finalizzata a realizzare un guadagno di tipo speculativo. Il valore medio delle transazioni è notevole: 266 milioni di euro, a dimostrazione che le imprese italiane vantano davvero un forte appeal nei confronti degli investitori internazionali.


la europea. E successivamente anche fuori dal Continente. Il progetto ha iniziato a concretizzarsi nel 2014 con l’acquisto di due aziende in Polonia; in seguito, le abbiamo unite formando una singola realtà, che attualmente rappresenta la seconda forza sul mercato nazionale polacco. Quindi siamo entrati nel mercato spagnolo acquistando nel 2016 Alvecon e nel 2017 CTC Maquinaria, che ci hanno consentito di incamerare un’attività molto forte nella zona nord-est della Spagna e in particolare in città quali Madrid, Barcellona, Saragozza e Pamplona. Sempre nel 2016 abbiamo acquisito Starlift nel nord della Germania, un mercato decisamente diverso dagli altri. In primo luogo, i tedeschi non hanno praticamente conosciuto la crisi: la crescita del loro mercato nazionale è lenta, ma costante. L’altra particolarità è la forte specializzazione nel settore del movimento terra, una caratteristica locale alla quale ci siamo necessariamente adeguati, anche se credo che in futuro svilupperemo anche attività generaliste. Starlift è decisamente una delle aziende più profittevoli che abbia mai visto nel corso della mia carriera, quindi ne siamo decisamente soddisfatti”. Nell’estate del 2017 siete arrivati in Italia: immaginiamo quindi che le vostre previsioni sul prossimo futuro del nostro mercato nazionale siano positive. È così? “Sì, sono convinto che l’Italia sia ormai fuori dalla crisi e che nel 2018 la ripresa inizierà a concretizzarsi. Ma questo è un fatto contingente, mentre la decisione di investire nel vostro Paese fa parte della strategia a lungo termine di cui parlavo prima. Era da tempo che volevamo essere presenti nel mercato italiano, perché crediamo nel vostro Paese e ci aspettiamo degli ottimi risultati. Ne eravamo convinti anche durante la crisi, che peraltro è stata meno dura di quella spagnola. L’idea che Kiloutou dovesse necessariamen-

te essere presente in Italia si lega a quei valori aggiunti che pensiamo di poter portare anche in mercati diversi da quello francese”. Si riferisce anche alla diffusione della cultura del noleggio? “Sì, perché sappiamo bene che tra gli imprenditori italiani è ancora molto diffuso il piacere del possesso delle macchine. Ma è chiaro che il noleggio rappresenta il modo migliore di lavorare. Ciò vale sia in termini di rispetto dell’ambiente, sia per quanto riguarda l’efficienza produttiva, in quanto consente all’azienda di concentrarsi sul proprio core business senza sprecare energie in altre incombenze, come ad esempio la manutenzione.

“Sono due brand distinti, ma che facevano parte di una stessa realtà, che ci è subito piaciuta perché molto affine alla nostra in termini di attenzione al servizio e alla qualità. Ovviamente le abbiamo valutate positivamente in termini di potenzialità di profitto. Abbiamo acquisito il business da Ivano Buso, ma suo figlio Carlo è rimasto con noi come General Manager. Consideriamo questa operazione come un’ottima base dalla quale iniziare a espanderci anche in Italia”. Ciò significa che siete disponibili a valutare altre acquisizioni in Italia? “Sì. Non solo valuteremo con attenzione qualunque opportunità che ci verrà sottoposta, ma sa-

KILOUTOU ENTRA NEL MERCATO ITALIANO CON LA CONVINZIONE DI AFFERMARE LA CULTURA DEL NOLEGGIO SU QUELLA, PIÙ TRADIZIONALE, DEL POSSESSO

Il nostro modo di lavorare nel noleggio può fare la differenza, perché abbiamo una riconosciuta expertise nello scegliere le macchine, nel fare la manutenzione, nell’allungarne il ciclo di vita e nel massimizzarne la produttività. Non va poi trascurato il fatto che in Italia si noleggiano prevalentemente macchine di grosse dimensioni, anche perché l’offerta attuale non è del tutto soddisfacente. In Francia, invece, andiamo molto forte sul light equipment e pensiamo che anche nel vostro Paese ci siano dei grossi margini di miglioramento su questo versante”. Cosa vi ha spinto a scegliere Cofiloc e Euronol?

remo anche proattivi, andando a cercare noi stessi quelle realtà aziendali che potrebbero aiutarci a sviluppare un network di prossimità in vari comparti. Se non dovessimo identificare sul mercato aziende con queste caratteristiche siamo anche disposti ad aprire in prima persona delle nuove attività, ma ovviamente acquisendo imprese consolidate si procede più rapidamente. Da questo punto di vista le nostre porte sono aperte al confronto. Acquisire imprese e confermare il management che le ha fatte crescere fa parte della nostra strategia, quindi se ci sono dei soggetti interessati (e interessanti) se ne può discutere senza alcun dubbio”. ■ gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 63


Dossier

L’EVOLUZIONE

DEL BUSINESS DAL CONCETTO DI POSSESSO A QUELLO DI UTILIZZO: IL PASSAGGIO CULTURALE IN CORSO ORMAI DA UN DECENNIO ENTRA IN UNA FASE DECISIVA. ANCHE IN UN MERCATO PIUTTOSTO TRADIZIONALISTA COME QUELLO ITALIANO LO SVILUPPO DEL NOLEGGIO RAPPRESENTA UN’OPPORTUNITÀ PER MIGLIORARE LE PERFORMANCE E AUMENTARE LA REDDITIVITÀ. ECCO COSA NE PENSANO I PROTAGONISTI DEL SETTORE di Lorenzo Zacchetti

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er chi opera nel settore del noleggio il prossimo biennio sarà ricco di occasioni di sviluppo, che bisognerà saper cogliere. È quanto emerge dal Market Report, con il quale l’ERA (European Rental Association) ha fotografato la situazione attuale e previsto le sue prossime evoluzioni. Il noleggio di attrezzature era già cresciuto del 3,1% dal 2015 al 2016; nel 2017 c’è stato un ulteriore aumento del 2,5%, con previsioni che 64 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

per il 2018 indicano un aggiuntivo +2,8%. Il trend è destinato a mantenersi anche nel 2019, seppure con percentuali da definire. Si cresce, quindi, e lo si fa tutti insieme, perché l’analisi dell’associazione europea del settore rileva incrementi in ognuno dei 15 Paesi oggetto dello studio, che va esteso ai 28 membri dell’Unione Europea e anche al quartetto riunito nell’EFTA (European Free Trade Association), ovvero Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

“È sicuramente incoraggiante constatare una crescita nel settore, nonostante il 2017 sia stato un anno ricco di avvenimenti”, ha affermato Michel Petitjean (segretario generale di ERA), riferendosi alle vicende politiche internazionali che sicuramente non compongono un quadro di rassicurante stabilità. “Abbiamo notato che il settore sta gradatamente sfruttando, sviluppando e portando a maturazione le proprie capacità ottenendo effetti positivi. Al contempo, le imprese di tutta


NOLEGGIO

TCO: L’ICEBERG DEI COSTI INVISIBILI A stimolare la crescita del noleggio è anche il diffondersi del concetto di “Total Cost Of Ownership”, ovvero il costo totale di gestione. Non si tratta certo di una novità, in quanto è stato sviluppato oltre 30 anni fa dalla Gartner Inc., celebre multinazionale americana specializzata nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell’Information Technology. Il suo modello è servito alle aziende del settore per calcolare in maniera più ragionata il costo delle apparecchiature informatiche, andando oltre il mero prezzo d’acquisto e considerando anche installazione, gestione, manutenzione, smaltimento e altre variabili. Questo metodo, in precedenza usato per beni durevoli di largo consumo come macchinari industriali o veicoli, è stato adottato nel settore IT soprattutto a causa della rapida obsolescenza di hardware e software. In seguito, il fulcro della scelta si è spostato dalla domanda “produrre o acquistare?” a “acquistare o noleggiare?”, in quanto questo stesso metodo si presta a qualunque campo nel quale si possa registrare i costi d’esercizio di una determinata funzione aziendale. La sua corretta applicazione spesso si traduce nella metafora dell’iceberg, immagine efficace per mettere in luce il fatto che il vero costo di una specifica funzione non sia unicamente costituito dall’esborso palese: talvolta, come negli iceberg delle zone polari, la parte ‘sommersa’ dei costi è ancora più onerosa di quella visibile. Il metodo TCO serve quindi a diversi imprenditori del nostro settore per decidere come orientare le proprie aziende: è meglio investire nell’acquisto di macchine di proprietà, facendone degli asset, o è più conveniente ricorrere al noleggio, abbattendo i costi fissi? A ognuno la propria scelta, ma ragionata”.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 65


Dossier LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI/ASSODIMI

MARCO PROSPERI DIRETTORE DI ASSODIMI

“I segnali positivi del 2016 si sono confermati nel 2017. La crescita varia fra il 5% e il 15% in base a tipologia e dimensione dell’azienda. Il fattore che più ci interessa è che sia Assodimi che ERA vedono in aumento l’indice di penetrazione, ossia la percentuale di fatturato destinata al mondo del noleggio. Questo indica che le aziende che stanno ripartendo lo fanno anche utilizzando il noleggio. Da nostri questionari e interviste, le aziende che si avvicinano al noleggio professionale difficilmente lo abbandonano. Il noleggio italiano dipende ancora molto fortemente dalle imprese di costruzione e quindi se le imprese crescono, di conseguenza noi cresciamo. Da qualche anno abbiamo iniziato la collaborazione con Ance Giovani proprio in tale direzione: capire le loro esigenze, farci conoscere e insieme spingere un nuovo modo di fare impresa. Non sono mai stati pensati incentivi per il mondo del noleggio, tutti sono sempre andati nella direzione di far acquistare le macchine. Proprio per far conoscere chi sono i noleggiatori che si impegnano costantemente a una gestione procedurale e del proprio parco mezzi in maniera ottimale abbiamo creato la certificazione QualityRent. Incentivare l’utilizzo di macchine o attrezzature più efficienti potrebbe innescare un rinnovo dei parchi macchine, permettendo ai noleggiatori di utilizzare la sostenibilità come vera forma di incentivo. Un provvedimento 66 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

lato noleggiatori potrebbe essere quello di riconoscere l’impegno nella gestione e manutenzione del parco macchine, fornendo ad esempio uno sconto sui premi INAIL o rendendo biennali le verifiche periodiche. Il trend che favorisce la presenza di meno player, ma più grossi, è già consolidato all’estero: pensate che ERA considera aziende di medie dimensioni quelle sotto i 15 milioni. In Italia pochi superano tale valore. Eravamo uno degli ultimi paesi a non avere grossi nomi europei, nel 2017 è iniziato il cambiamento. Assodimi/ Assonolo in questi anni si è sforzata moltissimo di far capire che non ha più senso guardare al proprio confine locale, ma è fondamentale dialogare e collaborare con altre aziende nell’ottica di creare aggregazioni più importanti. Noleggio specializzato o generalista? I nostri studi mostrano tre tipologie: Specialisti (una/tre categorie merceologiche), Multinolo (quattro/sei) e Generalisti (oltre le sei). Tutte hanno indici aziendali positivi, ma le prime due hanno indici molto più interessanti e visioni del futuro più ottimistiche. Secondo me i Multinolo specializzati (aziende che abbracciano fino a sei categorie merceologiche ma in maniera molto specializzata) sono quelli che più avranno strada. I prossimi due anni saranno molto interessanti dal punto di vista organizzativo, vedremo molti cambiamenti e novità. La dinamicità di questo settore si vede anche dalla fortissima volontà di innovazione e formazione che viene costantemente richiesta, non solo dalle grandi realtà ma anche dalle piccole che vedono nel noleggio professionale un buona forma di crescita. L’ulteriore sforzo è quello di aumentare la cultura del noleggio tutti insieme facendo, se necessario, un piccolo passo di lato andando a incentivare i concetti di Noleggio (la n maiuscola è dovuta), in tal modo tutte le attività organizzate ne beneficeranno”.

MICHEL PETITJEAN SEGRETARIO GENERALE DI ERA, HA EVIDENZIATO CON SODDISFAZIONE IL FATTO CHE IL MERCATO STIA REAGENDO POSITIVAMENTE A UNA SITUAZIONE POLITICA INTERNAZIONALE NON PARTICOLARMENTE RASSICURANTE

Europa sono sempre più consce dei vantaggi che il noleggio può apportare all’azienda. Tra questi, un utilizzo più efficiente del capitale, l’accesso a un’offerta più ampia di attrezzature, manutenzione e assistenza professionali in conformità alle normative e migliori prestazioni in termini di sostenibilità”. Il mercato ha dimostrato di saper ben assimilare gli scossoni derivanti dalle elezioni in Paesi importanti come Stati Uniti, Germania, Francia e Paesi Bassi. Altrettanto traumatica è stata la “Brexit”, anche perché ha coinvolto un mercato nel quale il noleggio ha una solidissima tradizione. Tra una generale ripresa economica e un’evoluzione del concetto di rental, sempre più inteso come una fornitura complessiva di servizi, gli investimenti nel settore sono aumentati del 2,6% rispetto al 2016.

Dimensioni in crescita Per quanto riguarda l’Italia, si prevede una crescita media del 3,5% nel 2018 e del 4% nel 2019, anno dal quale si attende un rialzo anche nell’indice di penetrazione del noleggio rispetto al mercato delle costruzioni. Il dato s’intreccia con il quadro che nell’ultimo congresso di


NOLEGGIO Assodimi-Assonolo è stato evidenziato dall’agenzia di ricerca Smart Land: per il mercato delle costruzioni nazionale si prevede una crescita dello 0,6% nel 2018, un passo decisamente più lento di quello della generale ripresa economica, stimata al +2,6%. Nello specifico del noleggio, il mercato italiano si caratterizza per la presenza di circa 4.800 aziende, di cui oltre la metà nel comparto dei container alloggio, delle attrezzature di sollevamento e movimentazione senza operatore. Circa 1.500 figure noleggiano macchine e attrezzature per agricoltura e lavori edili, mentre 800 gru e attrezzature con operatore. Unico ambito, quest’ultimo, nel quale diminuiscono le aziende, che sul piano generale continuano invece a crescere: +100 su base annua e +700 dal 2011. Si attesta al 25% la crescita dell’occupazione rispetto allo stesso 2011, con una forza lavoro che oggi si attesta a quota 17.000 addetti. Tipica di questo settore è la piccola dimensione dei player: oltre il 90% delle aziende del noleggio conta meno di 10 addetti e il 60% ne ha appena uno. Tuttavia, seppur in un quadro che vede la metà delle aziende aumentare i propri fatturati, sono quelle più grosse a fare la parte del leone: le aziende con volumi oltre i 5 milioni di euro hanno evidenziato incrementi consistenti nel giro d’affari, anche in doppia cifra, mentre le piccole aziende marciano con il freno tirato. C’è quindi un cambio di tendenza in atto, perché viene sconfessata l’immagine stereotipata della piccola azienda che lavora in ambito locale e con uno strettissimo rapporto con i clienti. Anche attraverso una logica di rete, per non rinunciare al fondamentale presidio del territorio i noleggiatori sono quindi destinati a essere di meno e di maggiori dimensioni, per poter ottimizzare i propri investimenti sulla tecnologia e sulla penetrazione nel mercato.

LA PAROLA ALL’OPINIONISTA

PIER ANGELO CANTÙ TITOLARE DI RENTAL CONSULTING E DIRETTORE EDITORIALE DI RENTAL BLOG

“Nel 2017, il mercato italiano del noleggio ha mostrato numeri e fattori di crescita importanti sul fronte dell’offerta, soprattutto una tendenza consolidata allo sviluppo professionale. Le analisi di fine anno mostrano in modo anche più evidente i segni di una crescita che nel 2018 si esprimerà soprattutto negli investimenti sui parchi macchine, in alcuni casi fermi da troppo tempo, e nelle infrastrutture informatiche. Anche il versante della domanda darà una grossa mano: le imprese utilizzatrici sono uscite dalla crisi con la consapevolezza di non poter più gettare denaro e risorse al vento, quindi si stanno rivolgendo ai noleggiatori più seri con un atteggiamento fidelizzato e meno pressione sui prezzi. Si cercano la qualità e l’affidabilità dei servizi piuttosto che il noleggio a prezzo stracciato (che spesso nasconde costi più alti). La conseguenza è la concentrazione dei player in strutture più grandi, più forti e strutturate, anche per dare risposte territoriali efficienti. L’arrivo di grandi noleggiatori europei come Loxam e Kiloutou, che si sono già accaparrati alcuni gioielli di casa nostra, rafforzerà la tendenza al consolidamento delle organizzazioni. Non tutti i noleggiatori italiani saranno acquisiti, naturalmente; alcuni proseguiranno negli intenti di crescita adeguandosi però alle realtà con cui dovranno confrontarsi. Sicuramente assisteremo

ancora a qualche colpo, soprattutto tra gli specialisti, anche perché al momento i capitali importanti sono detenuti dai principali player stranieri. Nell’annosa diatriba tra specialista e generalista direi che la tendenza per gli anni a venire è la multi specializzazione. Il noleggio generalista come lo abbiamo conosciuto in Italia ha ormai esaurito la sua corsa, mentre si affacciano realtà che scelgono di servire in modo completo target precisi: edilizia, industria, ristrutturazione, eccetera. L’offerta quindi si costruirà in base alle categorie di clienti che si è scelto di servire e dovrà essere profonda, professionale e completa. Il successo di Rental Academy 2017, replicato in maniera più marcata nel 2018, ha evidenziato la necessità di fare sul serio, a partire proprio dalle competenze delle persone che lavorano nel noleggio. Gli anni della crisi hanno disperso molte di queste competenze, precedentemente incarnate da soggetti che non operano più nel settore. Il cambio generazionale ha portato alla ribalta figure più aperte e motivate, con una solida base formativa, su cui è più facile innestare le competenze proprie di questo comparto. La cultura del noleggio parte dall’informarsi su ogni aspetto interessante per l’arricchimento dei servizi: conoscenza delle norme, delle evoluzioni tecnologiche, delle dinamiche reddituali. E porterà finalmente la percentuale di penetrazione del noleggio (ora ancora molto bassa) ai livelli delle altre nazioni europee. Sarà un circolo virtuoso di sistema, che finalmente vedrà collaborare in modo congiunto le aziende di noleggio con le società di servizi e i costruttori di prodotti, con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle le sacche d’inefficienza prodotte da una cultura del noleggio mordi e fuggi che per troppo tempo ha caratterizzato la geografia del noleggio in Italia.

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Dossier Ciò da un lato apre delle sfide rischiose, perché non è da tutti avere la forza economico-finanziaria per reggere un salto di qualità del genere, ma dall’altro offre anche nuove opportunità, aumentando l’appeal di piccole aziende già consolidate nei confronti delle multinazionali che intendono espandersi.

E, come si è visto proprio durante il congresso nel quale Assodimi ha festeggiato i suoi 25 anni, il mercato italiano viene visto con grande interesse. Il recente ingresso di Kiloutou nel nostro scenario nazionale ne conferma la crescente importanza, anche nei confronti dei competitor europei.

Servizio a 360° Le macchine per il movimento terra e le piattaforme aeree sono di gran lunga quelle maggiormente noleggiate, davanti a gru e ponteggi. Le motivazioni che spingono al noleggio sono ben distribuite, secondo i dati resi noti da Assodimi-Assonolo, tra l’esigen-

LA PAROLA AI COSTRUTTORI/LIEBHERR

FABIO FENZI GENERAL MANAGER LIEBHERR ITALIA

“Premettendo che Liebherr non fa noleggio di autogrù, per evitare di fare concorrenza ai propri clienti, i nostri principali obiettivi sono fornire un prodotto all’avanguardia e di alta qualità che sia adatto alle esigenze di lavoro dei noleggiatori e un servizio rapido e competente per supportare l’attività operativa della macchina per tutto il suo ciclo di vita. I nostri principali valori sono fortemente legati alla relazione, basata su un rapporto di fiducia reciproca: ciò presuppone che il successo che acquisisce il noleggiatore con i nostri prodotti costituisca in ultima analisi anche la base del nostro successo. A giudicare dal riscontrato aumento dell’attività in tempi recenti - non solo di vendita, ma anche di assistenza, ricambi e officina riteniamo che le prospettive del settore abbiano definitivamente l’aspetto di un trend positivo, seppur lento e non senza incertezze. Inoltre, anche per il 2018 sono state confermate agevolazioni fiscali che incentiveranno l’investimento iniziale del nostro cliente e ciò potrebbe continuare a essere un fattore trainante per far sì

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che i nostri clienti noleggiatori crescano in numero di macchine in flotta, in classe di capacità di sollevamento o solo sostituendo le autogrù più datate. Credo che Liebherr, più di ogni altro fornitore, possa in questo favorire questa tendenza, mantenendo alto il valore delle autogrù nel tempo e dando ottime opportunità di realizzo del bene nel momento in cui lo si voglia sostituire. Come sopra, un buon numero di aziende noleggiatori di autogrù oggi vedono l’opportunità di far crescere il numero e spesso anche la dimensione in termini di capacità di sollevamento dei loro mezzi, alcune lo fanno anche tramite acquisizioni. Questa tendenza favorisce la loro capillare presenza sul mercato e capacità di offerta e di fronteggiare tipologie sempre più specifiche e differenziate di lavoro. Ciò permette inoltre loro di poter distribuire più convenientemente i fatturati provenienti dal noleggio delle autogrù sul totale dei costi fissi dell’organizzazione interna. Sappiamo che i nostri clienti devono fronteggiare una concorrenza agguerrita, che comporta spesso prezzi bassi, e per poter mantenere una certa marginalità e forza sul mercato devono poter contare su un rapporto privilegiato con i clienti, basato appunto su ampiezza e differenziazione dell’offerta e su un livello di servizio esclusivo. Aspetti questi ultimi che conosciamo bene, in quanto sono gli stessi su cui noi ci basiamo per mantenere e se possibile rinforzare la nostra posizione di leadership nei confronti dei concorrenti, anche per garantire quella marginalità a noi necessaria per mantenere anche una struttura organizzativa consona alle esigenze sempre più importanti

e pressanti dei clienti. È un circolo virtuoso: come azienda, più risponderemo positivamente ed efficacemente ai nostri clienti, più loro potranno procedere verso il successo. E più loro si distingueranno nel loro settore e più contribuiranno al nostro, di successo. Il noleggiatore italiano preferisce avere l’autogrù configurata completa proprio per poter fronteggiare la stragrande maggioranza delle richieste di sollevamento e il trend descritto poc’anzi non farebbe che accentuare quest’aspetto. Il settore del noleggio in Italia è stato tradizionalmente caratterizzato da piccole aziende, flessibili ed efficaci, ma con un raggio d’azione geografico e di offerta limitato. Credo ci saranno meno noleggiatori, più grandi e strutturati, che cercheranno di non perdere la qualità della versatilità ma in un contesto più largo sia in termini geografici che di applicazioni di lavoro. In quanto più grandi e strutturati, anche più attenti che in passato al mantenimento della loro marginalità nel tempo, per poter continuare a distinguersi con il servizio e la qualità delle prestazioni. Se ciò si avvererà, quali fornitori principali di riferimento del settore pensiamo di poter accompagnare queste aziende in questo difficile percorso fornendo quel supporto che le aziende clienti ‘pretenderanno’ per poter vincere la sfida, perché entrambi ci baseremo sugli stessi valori di indipendenza, qualità, innovazione e reciproca fiducia”.


NOLEGGIO

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È INCORAGGIANTE VEDERE COME IN TUTTA EUROPA SI STIA DIFFONDENDO LA CONSAPEVOLEZZA DEI VANTAGGI CHE IL NOLEGGIO PUÒ DARE ALLE IMPRESE

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za di fare fronte ai picchi di lavoro (25%), le carenze della propria flotta interna (24%), i lavori fuori zona (22%), la scelta di business (17%) e la rottura o temporanea indisponibilità delle proprie macchine (12%). Le ragioni che invece dissuadono gli imprenditori dal ricorrere al rental sono fondamentalmente tre: le tariffe non concorrenziali (38%), un parco macchine già adeguato al bisogno (30%) e il fatto che l’acquisto sia ancora considerato come la prima opzione (20%). Particolarmente interessanti appaiono i parametri con i quali gli imprenditori scelgono il noleggiatore da cui rifornirsi: prima ancora del prezzo e degli aspetti burocratici incide la comprensione dei servizi “alternativi” che vengono offerti. In una concezione sempre più a 360° del servizio di noleggio le aziende apprezzano soprattutto la possibilità di svolgere operazioni online: il 22% per fare comparazio-

LA PAROLA AI COSTRUTTORI/GENIE

MARCO CORRADI RESPONSABILE VENDITE GENIE PER L’ITALIA, TEREX AWP

“Genie in Italia, ormai da circa 20 anni, si avvale del prestigioso supporto di CTE nella vendita delle proprie piattaforme aeree semoventi. Nel corso del tempo sono stati tuttavia individuati dei key customers seguiti direttamente dalla casa madre, aziende di medio-grandi dimensioni che hanno bisogno di interagire direttamente con il produttore per

innumerevoli motivi, molto spesso dovuti all’internazionalità della loro struttura o delle dimensioni delle loro flotte noleggio. Il 2018 sembra essere l’anno della ripresa per il mercato italiano. Siamo molto ottimisti sul fatto che ciò avvenga e stiamo mettendo in atto una serie di iniziative proprio per far fronte a questa rapida evoluzione del mercato. Tra queste, il lancio di piattaforme sempre più tecnologicamente avanzate ed efficienti, maggiore disponibilità delle stesse e maggiore competitività in termini di prezzo, per fare in modo che i nostri clienti possano lavorare al meglio e affrontare la sfida di un mercato in ripresa. Rispetto alle tendenze del mercato, al momento non posso fornire un quadro reale di ciò che avverrà. Sicuramente il fatto che possano esserci meno player sul mercato, ma di dimensioni più grosse, è una grande novità per il mercato italiano. Una volta che le più recenti acquisizioni si

ripercuoteranno sugli aspetti operativi sarà presto evidente se questa tendenza porterà i tanto sospirati frutti. Sono stati fatti grandi investimenti e auspichiamo che questo porti a una maggiore stabilità del mercato e a una copertura più capillare di ogni regione d’Italia. In principio aziende strutturate e in salute possono portare grande sviluppo e ispirazione ad altre realtà di piccolemedie dimensioni e sicuramente l’economia e la competitività nazionale ne trarranno grande vantaggio. Per quanto invece riguarda la dicotomia tra noleggio generalista e specializzato, si va verso un mondo sempre più orientato alla specializzazione. Questo permette al cliente di avere sempre a disposizione la giusta persona di riferimento, per trovare più velocemente il macchinario adatto alle sue necessità e risolvere velocemente problematiche di qualsiasi natura”.

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Dossier ni e il 21% per gestire gli ordini e le pratiche successive. La disponibilità in rete della documentazione delle macchine figura al terzo posto (19%), seguita dalla capillarità della presenza sul territorio e dalla flessibilità negli orari di apertura. Si tratta di un vero e proprio cambio di prospettiva, anche se eviA METÀ GENNAIO MOLLO NOLEGGIO HA INAUGURATO LA SUA NUOVA FILIALE DI CODOGNO (LO), RAGGIUNGENDO QUOTA 26 CENTRI NOLEGGIO IN ITALIA DIRETTAMENTE GESTITI. PRESSO LA NUOVA FILIALE LODIGIANA SONO STATI PREDISPOSTI SERVIZI PER IL NOLEGGIO DI PIATTAFORME DI LAVORO AEREE, MEZZI PER IL SOLLEVAMENTO, AUTOCARRI, MACCHINE MOVIMENTO TERRA, MACCHINE E ATTREZZATURE EDILI, BAGNI CHIMICI MOBILI E SERVIZIO SPURGHI, NOLEGGIO CON OPERATORE

DAL POSSESSO ALL’UTILIZZO Per comprendere a fondo il meccanismo di crescita del noleggio bisogna analizzarlo nel contesto della sharing economy, una tendenza che negli ultimi 10 anni ha letteralmente pervaso l’economia mondiale. L’inizio di questa vera e propria rivoluzione è stato casuale: convenzionalmente lo si fa risalire al 2007, quando tre giovani americani (Joe Gebbia, Brian Chesky e Nathan Blecharczyk) decisero di affittare una stanza inutilizzata. Da quel semplice gesto nacque Airbnb, che oggi è un colosso da 31 miliardi di dollari e che è tuttora nelle mani dei suoi fondatori. E che inoltre ha fatto scuola, perché sono sempre di più i settori nei quali il concetto di utilizzo sta soppiantando quello di proprietà: dalle automobili (con il successo di Uber, Blablacar e altri servizi simili) alle biciclette, dagli scooter agli spazi di lavoro, con il co-working che ormai imperversa. Il concetto alla base di questa visione è che spesso acquistiamo beni dei quali usufruiamo solo per limitati periodi di tempo, quindi ci sono veri e propri “asset” che non sfruttiamo fino in fondo, come accade appunto per gli uffici rimasti sfitti o per le RACHEL BOTSMAN auto che giacciono in garage per la maggior parte della giornata. La “sharing economy” “GURU” MONDIALE DELLA SHARING ECONOMY nasce proprio per far fruttare qualcosa che rappresenta un valore potenziale, ma che in quel momento non stiamo utilizzando. La prima a teorizzare questo nuovo modello economico è stata Rachel Botsman, che oggi è acclamata come “guru” della sharing economy, insegna nei più importanti Master in Business Administration e appare sulle principali testate economiche internazionali. Nel suo libro “Il consumo collaborativo. Ovvero quello che è mio è anche tuo” (edito in Italia da Franco Angeli) analizza come lo sviluppo delle reti sociali online e una nuova consapevolezza in tema di costi economici e ambientali abbia letteralmente cambiato il mondo. Ma la rivoluzione è solo all’inizio, come ha spiegato la stessa Botsman nell’ultima edizione del World Business Forum, a Milano. I cambiamenti introdotti dal consumo collaborativo e la tecnologia digitale hanno modificato anche le relazioni sociali. Nel suo ultimo libro “Who can you trust? ” ( “Di chi ti puoi fidare?”) analizza la tematica della fiducia come “forza che ci spinge verso il nuovo e disponibilità a credere in qualcuno o qualcosa che non conosciamo”. I concetti di “fiducia”, “condivisione” e “business” sono strettamente legati tra loro, anche perché le nuove possibilità offerte dalla rete ci consentono di accedere direttamente alle informazioni per noi determinanti, ridimensionando il ruolo di “mediatori” come i giornali, le banche e anche le aziende che un tempo dominavano il mercato. Oggi sapersi adattare al cambiamento è una necessità.

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NOLEGGIO dentemente rimangono importanti le considerazioni legate alla fiducia nei confronti del partner, soprattutto se già sperimentato in passato, e la competitività dei suoi prezzi. Tuttavia, rimane ancora

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mento terra rappresenta il comparto più interessante anche al di là della Manica, costituendo circa il 22% del volume d’affari complessivo, immediatamente tallonato dall’industria del lift.

LE MACCHINE PER IL MOVIMENTO TERRA E LE PIATTAFORME AEREE SONO DI GRAN LUNGA QUELLE MAGGIORMENTE NOLEGGIATE, DAVANTI A GRU E PONTEGGI

piuttosto superficiale la conoscenza dei meccanismi che sottostanno alla gestione del parco macchine, che il 47% degli intervistati dichiara di riuscire a percepire, ma che per il 40% è tuttora oscuro.

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LA PAROLA AI NOLEGGIATORI/MOLLO

L’esempio inglese Allargando lo sguardo al panorama internazionale, per il quadriennio 2017/2021 le previsioni della nota società di analisi e consulenza Technavio indicano un confortante +5,1% in termini di CAGR (Compounded Average Growth Rate, ovvero tasso annuo di crescita composto) a livello mondiale. Tra i principali fattori a sostegno di questa crescita viene indicato il rialzo del mercato delle costruzioni e, in particolare, quello delle infrastrutture. Laddove il rental è già piuttosto consolidato, come in Gran Bretagna, le prospettive sono ancora più rosee: AMA Research prevede che nel 2019 si arriverà a quota 5,28 miliardi di euro, il valore più alto dal 2007, anno nel quale si aprì la crisi economica mondiale. È dal 2011 che il settore cresce costantemente del 3-4% su base annua, specialmente per effetto degli interventi resisi necessari sulla rete autostradale. In particolare, nel 2014 c’è stato un exploit del +8%, legato alla ripresa del settore immobiliare, che in Italia è invece ancora un po’ timido. Il movi-

Keith Taylor, direttore di AMA Research, conferma la visione positiva: “A partire dal 2018, tra i subcomparti per i quali si prevede una crescita ulteriore annoveriamo le infrastrutture e l’edilizia”. Il principale punto critico, in un panorama decisamente positivo, è ovviamente la “Brexit” con i suoi paventati scossoni: “Dovremo valutarne le conseguenze in termini di fiducia nel business e di investimenti, due fattori che ovviamente incidono sull’industria delle costruzioni”. ■

MAURO MOLLO TITOLARE DI MOLLO NOLEGGIO

“Lo scorso dicembre abbiamo inaugurato il più grande centro di assistenza e logistica in Italia, specializzato nella riparazione di piattaforme aeree, mezzi per il sollevamento, macchine movimento terra, macchine e attrezzature edili. Nel sito – che sorge ad Alba, in Località Vaccheria, viale Artigianato 59, su un’area complessiva di 15.000 m², di cui 4.000 m² coperti – opera un team altamente qualificato di 80 professionisti, supportato da tecnologie all’avanguardia. L’assistenza tecnica, sia in sede che in cantiere, garantisce interventi di riparazione rapidi e, in caso di necessità, l’utilizzo di pezzi di ricambio originali. Il servizio di assistenza e manutenzione è disponibile sia sulle 3.500 macchine disponibili a noleggio che sui mezzi di proprietà dei clienti. Il nuovo centro

è inoltre il cuore pulsante dell’attività logistica del Gruppo Mollo: è da qui, infatti, che ogni giorno i mezzi dell’azienda partono verso i cantieri in tutta Italia e all’estero. In generale, come nostra caratteristica distintiva, c’è il fatto che il cliente, quando arriva da noi, trova una offerta completa che va dal noleggio alla vendita, ai servizi, gestiti direttamente dal nostro personale. Il tutto integrato in una rete di 30 strutture posizionate nelle regioni più importanti d’Italia. Rispetto al futuro siamo sereni: il Gruppo è in crescita costante dal 2001, non abbiamo mai subito rallentamenti e abbiamo avuto una forte accelerazione a partire dal 2010. In merito alla tendenza del mercato, che favorisce la presenza di un numero inferiore di player sul mercato ma di dimensioni più grosse, credo sia meglio confrontarsi con grandi società, perché significa condividere gli stessi problemi e avere i medesimi obiettivi. È difficile confrontarsi con un mercato frastagliato fatto di piccole aziende familiari che poche volte rispettano regole e leggi. Per me non esiste la distinzione tra noleggio generalista e specializzato: si può essere generalisti e allo stesso tempo gestire i singoli prodotti con grande professionalità e competenza”.

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DISTRIBUZIONE GV3 VENPA

LA STRATEGIA

DELLA CONDIVISIONE LA SOCIETÀ VENETA È UNO STORICO PUNTO DI RIFERIMENTO NEL COMPARTO DEL NOLEGGIO DI MACCHINE PER IL SOLLEVAMENTO E PER LA CANTIERISTICA. LE SUE ARMI VINCENTI? LA CAPACITÀ DI OFFRIRE SEMPRE RAPIDITÀ, EFFICIENZA E AFFIDABILITÀ, OLTRE A MEZZI E SERVIZI DI ALTA QUALITÀ di Stefano Vitali

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ostituitoa nel 1981 a Marghera da Paolo Pege e Giampaolo Piovan - che tra i primi in Italia intuirono le potenzialità del mercato del noleggio di macchine per il sollevamento - Venpa è la capolista di un gruppo che offre oggi ai suoi clienti la medesima passione e professionalità che hanno caratterizzato l’attività dei suoi fondatori. Oggi il gruppo di Dolo (Ve) è senza dubbio un punto di riferimento

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nel panorama del noleggio di mezzi per il sollevamento e la movimentazione in cantiere. Con un team di venditori diretti e tramite 31 filiali (numero destinato a crescere già durante questi primi mesi del 2018), l’azienda offre a livello nazionale un servizio che punta a essere sempre innovativo, all’avanguardia e attento alle esigenze dei singoli clienti, grazie a macchine garantite, pronte all’uso, di immediata consegna

e sostituzione in caso di guasti. Dopo la recente acquisizione di Edilrental, in particolare, il parco mezzi conta attualmente oltre 3.500 unità tra autogrù, sollevatori telescopici, piattaforme aeree semoventi e autocarrate e macchine movimento terra. Recenti investimenti, poi, hanno portato il GV3 Venpa ad aprire nuove filiali in tutta Italia (l’ultima a Egna, in provincia di Bolzano), rinnovando l’offerta e puntando


su uno staff giovane che garantirà all’azienda uno sguardo ancora più rivolto verso il futuro, come ci racconta il suo direttore commerciale, Nicola Grudina. Recentemente abbiamo assistito a vari sviluppi che hanno coinvolto la struttura del Gruppo. Di cosa si tratta e quali saranno le novità in prospettiva? “Da quest’anno, con l’acquisizione di Edilrental (attiva in Toscana, Umbria e Abruzzo) e la prosecuzione del network con le altre aziende partecipate, quali Torinoleggi (Piemonte), Tecnoalt (Lazio, Umbria e Sardegna), Elevateur (Campania e Lazio), Sicel (Sicilia) e Audax (Croazia), operiamo come un’unica organizzazione commerciale in grado di garantire forniture di mezzi, servizi e assistenza in tutta Italia. Dal punto di vista dell’offerta siamo - e continueremo a essere - un’azienda specializzata nel sollevamento e nel movimento terra, in grado di porsi sul mercato con

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NICOLA GRUDINA DIRETTORE COMMERCIALE DI GV3 VENPA

le tipologie di prodotti a noleggio più performanti per questi settori. Dal punto di vista degli sviluppi sulla rete, dopo la recente inaugurazione della nostra nuova filiale in Alto Adige - che si trova in una posizione strategica a pochi minuti dall’uscita dell’autostrada A22 - a breve apriremo delle strutture anche ad Ancona, ad Arezzo e nella zona nord di Milano”. Quali sono le strategie di GV3 Venpa

GV3 VENPA È SINONIMO DI NOLEGGIO E ASSISTENZA DI PIATTAFORME AEREE, SOLLEVATORI TELESCOPICI E AUTOGRÙ – MA ANCHE MACCHINE MOVIMENTO TERRA – IN ITALIA E ALL’ESTERO

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legate alla flotta di macchine a noleggio? “La nostra strategia commerciale parte prima di tutto dall’innovazione e per questo motivo stiamo facendo un importante investimento per ampliare il nostro parco macchine. La direzione che stiamo prendendo è verso un minore impatto ambientale con macchine più ‘green’, perciò stiamo puntando ad avere in flotta un numero sempre maggiore di mezzi elettrici e ad alimentazione ibrida. Un mercato di nicchia che negli ultimi anni si è rilevato sempre più interessante, infatti, è quello di macchine di quest’ultima tipologia: vorremmo quindi seguire questo trend per ampliare la gamma prodotti a disposizione dei nostri clienti anche su questo fronte”. Quali sono le iniziative nell’ambito della formazione? “Crediamo molto nella formazione del personale. Una delle chiavi del nostro successo è disporre di persone competenti sia nel nostro reparto tecnico che in quello commerciale, in grado di capire le necessità dei clienti e di fornire loro la giusta consulenza professionale. Per quanto riguarda il personale commerciale, ad esempio, che per primo deve essere in

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DISTRIBUZIONE

I MARCHI COME “PARTNER” Coerentemente con la strategia di questi anni, il GV3 Venpa ha selezionato alcuni costruttori sia per la qualità della loro offerta che per la condivisione di alcuni principi imprenditoriali e commerciali. L’azienda continuerà quindi anche in futuro la collaborazione con i marchi con cui lavora abitualmente. Tra questi, Haulotte riveste un ruolo di assoluto primo piano. La flotta di macchine per il sollevamento di GV3 Venpa, infatti, si rinnova costantemente e, in proporzione, quella costituita dai mezzi della società francese, in particolare con il recente ingresso di 15 piattaforme verticali Optimum 8, di 10 piattaforme verticali Compact 10N e di nuove piattaforme aeree a braccio articolato ad alimentazione elettrica (35 unità tra i modelli HA12IP, HA12CJ+ e HA15IP). “La disponibilità e la capacità di Haulotte di capire e conoscere le nostre esigenze con un servizio mirato ai nostri bisogni rispecchia perfettamente la nostra filosofia lavorativa”, spiega Nicola Grudina. “Scegliere Haulotte come fornitore è stato un processo naturale e in linea con la nostra proposta ai clienti.

Bisogna poi sottolineare che dal punto di vista tecnico alcuni dei modelli Haulotte sul mercato non hanno rivali e si posizionano molto bene presso il cliente. Parlo, ad esempio, della piattaforma articolata da 32 m, una macchina unica nel suo genere, che sorprende per la sua facilità di manovra e che ci ha permesso di soddisfare le esigenze di coloro che operano in ambiti di manutenzione, installazione e potatura. Un altro modello molto performante è la piattaforma semovente articolata elettrica da 15 m, apprezzata dai clienti che esigono alte prestazioni in spazi ridotti (le sue dimensioni consentono la rotazione nel raggio di ingombro della macchina). A tutto ciò si aggiunge un ottimo servizio assistenza, rapido e pronto a intervenire subito nel caso di guasti o malfunzionamenti”. 74 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

DA SINISTRA: MENDES MIGOTTO ED EMANUELA PEGE DI VENPA INSIEME AD ANDREA MIGLIORINI DI EDILRENTAL, SOCIETÀ RECENTEMENTE ASSORBITA DA VENPA

grado di presentare in maniera efficace le grandi opportunità che siamo in grado di offrire, svolgiamo due tipologie di formazione: una di tipo continuo, caratterizzata da incontri mensili tra i commerciali durante i quali viene approfondito un argomento che può essere tecnico, legale o più strettamente commerciale; un secondo livello di formazione, invece, viene svolto sulle macchine per capirne la funzionalità e l’operatività in cantiere. Negli ultimi mesi, poi, ci siamo attivati su un progetto molto innovativo: creare un ‘junior team’ commerciale inserendo funzionari con un’età inferiore ai 25 anni. Parliamo di neodiplomati o neolaureati che garantiranno all’azienda, ma probabilmente anche a tutto il settore, il necessario ricambio generazionale”.

IL GRUPPO OLTRE AD APRIRE NUOVE FILIALI IN TUTTA ITALIA, STA RINNOVANDO L’OFFERTA E PUNTANDO SU UNA SQUADRA COMMERCIALE GIOVANE CHE GARANTIRÀ ALL’AZIENDA UNO SGUARDO ANCORA PIÙ RIVOLTO VERSO IL FUTURO

Quali sono, oggi, le vostre tipologie di clienti principali? “La strategia e la politica del GV3 Venpa è quella di guardare globalmente al mercato ma di agire localmente; questo ci permette di essere normalmente impegnati, in percentuali che sono abbastanza GV3 VENPA È UN’AZIENDA SPECIALIZZATA NEL SOLLEVAMENTO E NEL MOVIMENTO TERRA, IN GRADO DI PORSI SUL MERCATO CON LE TIPOLOGIE DI PRODOTTI A NOLEGGIO PIÙ PERFORMANTI PER QUESTI SETTORI


simili tra loro, sia sulle grandi opere, come ad esempio l’ampliamento dell’autostrada A4, sia su interventi più contenuti, come possono essere quelli di ristrutturazioni edili, manutenzioni, potature del verde, attività cioè che si svolgono nel raggio d’azione delle nostre filiali. Volendo segnalare un settore specifico, stiamo registrando l’incidenza percentuale costantemente in crescita sul nostro fatturato del settore della manutenzione industriale, un risultato che non sorL’AZIENDA CONTINUERÀ ANCHE IN FUTURO LA COLLABORAZIONE CON I MARCHI CON CUI LAVORA ABITUALMENTE. TRA QUESTI, IL COSTRUTTORE FRANCESE HAULOTTE RIVESTE UN RUOLO DI ASSOLUTO PRIMO PIANO

prende vista la nostra specializzazione nelle macchine per grandi altezze e la capacità di assistenza al cliente nel gestire interventi all’interno di questi ambiti”. Qual è la sua opinione sullo stato dell’arte del mercato dell’edilizia? La crisi ha trasformato il modello di business del noleggiatore? “Un punto di svolta nella crisi del settore si è avuta negli ultimi sei mesi del cantiere di Milano EXPO 2015: da quel momento sono completamente cambiate le dinamiche della domanda, che è cresciuta in maniera costante negli anni successivi, fino ad arrivare al primo semestre del 2017, che giudichiamo altrettanto positivamente. In questi anni è cambiato anche il ruolo del noleggiatore. Questa figura ha subito una forte evoluzione anche per l’avvento delle nuove tecnologie. Nel nostro mestiere è molto importante prima di

tutto essere sempre efficienti e ciò deve partire dall’interno, dall’organizzazione che possiamo offrire al

cliente. Le strategie di espansione possono cambiare a seconda della regione dove si va a operare e in alcune zone bisogna ragionare in maniera strettamente localizzata, ma il principio ispiratore deve essere sempre lo stesso: i clienti devono riconoscere in noi un punto di riferimento affidabile che sappia apportare il giusto know-how tecnologico alle dinamiche di cantiere e di lavoro in genere”. ■

GV3 VENPA È ANCHE … “APP”! Tra le novità più recenti proposte da GV3 Venpa c’è il portale GV3 RentalApp: dedicato ai clienti del noleggio, è scaricabile sia da App Store che da Play Store. Qui sono state implementate diverse funzionalità e lo sviluppo è continuo per rendere autonomo il cliente noleggiatore a: gestire i contratti di noleggio (il cliente visualizza e gestisce i contratti in autonomia, definendo la durata del contratto e richiedendo la chiusura del noleggio con relativo ritiro del mezzo), richiedere assistenza (il cliente apre in autonomia la richiesta di assistenza che l’ufficio First Care prenderà in carico, può trasmettere le foto dell’anomalia per agevolare i tecnici GV3 Venpa ed è aggiornato in tempo reale sullo stato dell’intervento); registrare le ore macchina (il cliente ha la possibilità di inserire giornalmente il valore del contatore delle macchine in gestione, ottenendo un report dettagliato della propria operatività di noleggio); visualizzare e scaricare le fatture (il cliente è sempre aggiornato in tempo reale sulla propria situazione crediti nei confronti di GV3 Venpa); gestire gli utenti (ogni cliente può gestire i propri utenti assegnandone ruoli e competenze, definendo chi è l’ufficio acquisti, l’operatore o il capo cantiere del cliente, ottenendo un contatto diretto).

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ON SITE LA RISTRUTTURAZIONE DELLA BIBLIOTECA DI VANCOUVER

AL CENTRO DELLO SVILUPPO

L’INTERVENTO DI EDILIZIA PUBBLICA REALIZZATO NEL CUORE DELLA CITTÀ CANADESE HA RAPPRESENTATO UNA DIFFICILE SFIDA PER L’AZIENDA INCARICATA DEI LAVORI. L’IMPIEGO DELLA GRU A TORRE A BRACCIO IMPENNABILE CTL 430-24 DI TEREX CRANES È RISULTATO DETERMINANTE PER SVOLGERLO AL MEGLIO di Pietro Gabrielli

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I

I cantieri cittadini rappresentano spesso delle sfide proibitive. Il grado di difficoltà era elevatissimo anche nel progetto relativo alla demolizione e ricostruzione dell’8° e del 9° piano della biblioteca pubblica di Vancouver, in Canada. La sua corretta esecuzione è stata possibile grazie alla versatilità della gru a torre a braccio impennabile CTL 430-24 di Terex Cranes. La Smith Bros. & Wilson Ltd, azienda incaricata di effettuare i lavori, ha infatti scelto questo modello di gru dopo aver vagliato diverse ipotesi, tenendo sempre conto delle specificità del progetto. In particolare, ha inciso il fatto che l’edificio fosse circondato da strutture su tutti i lati e che il denso traffico nell’area non avrebbe consentito di bloccare la circolazione stradale per un periodo di tempo significativo, come invece sarebbe accaduto utilizzando mezzi diversi dalle gru a torre.

Dentro il progetto Il progetto in oggetto ha riguardato la conversione degli spazi pre-

cedentemente occupati dall’ufficio del Governo Provinciale in un’area aggiuntiva a disposizione della biblioteca, più la realizzazione di varie sale riunioni e di uno spazio verde urbano. Ulteriore difficoltà di questo intervento è stata rappresentata dalla necessità di tenere aperta la biblioteca durante i lavori, garantendo il servizio quotidiano a migliaia di cittadini. Le attività di demolizione e costruzione hanno peraltro richiesto la movimentazione una grande quantità di macerie, anche voluminose. Spiega Tyler Brown, sovrintendente generale per Smith Bros. & Wilson Ltd: “Tutto il materiale di risulta doveva essere rimosso, ma per spostarlo dagli ultimi piani dell’edificio al livello della strada avevamo a disposizione solamente gli ascensori di servizio posizionati all’interno della biblioteca. Abbiamo quindi valutato la necessità di sollevare in altezza molti materiali, tra cui scale mobili di grandi dimensioni per portare le persone nello spazio verde. È stato un impegno piuttosto gravoso”.

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ON SITE Le ipotesi progettuali La ristrutturazione della biblioteca rappresenta un progetto di altissimo profilo per Vancouver, poiché il distinto design dell’edificio ne fa un punto focale del centro città. Nel contempo il suo stile architettonico ha posto delle sfide progettuali da non sottovalutare. “La biblioteca è stata progettata ispirandosi al Colosseo ed è circondata da una parete ellittica sul lato est”, osserva Dean Arsene, noleggiatore di gru e rappresentante commerciale della Leavitt Machinery di Vancouver, distributore autorizzato di Terex Cranes. “Abbiamo iniziato a discutere del progetto con

Smith Bros. & Wilson Ltd alla fine del 2016 e abbiamo analizzato tutte le opzioni possibili”, continua Arsene. Come la maggior parte degli appaltatori che hanno presentato offerte per questo progetto, inizialmente Smith Bros. & Wilson Ltd ha pensato di utilizzare delle gru mobili. A differenza delle altre aziende coinvolte, tutta-

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L’IMPIEGO DI UNA GRU A TORRE A BRACCIO IMPENNABILE HA CONSENTITO DI RISOLVERE I PROBLEMI PROGETTUALI CHE CARATTERIZZAVANO IL CANTIERE, NEL CENTRO DI VANCOUVER

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L’INTERVENTO DI VANCOUVER È UNO DI QUEI CASI IN CUI LE GRU MOBILI NON RAPPRESENTANO LA SOLUZIONE PIÙ ECONOMICA PER GLI OPERATORI. PER QUESTO MOTIVO, DOPO AVER ANALIZZATO MOLTEPLICI ALTERNATIVE, QUELLA PIÙ IDONEA È RISULTATA ESSERE L’ADOZIONE DELLA GRU A TORRE A BRACCIO IMPENNABILE TEREX CTL 430-24 78 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

via, l’azienda ha riscontrato diversi inconvenienti che alla fine l’hanno spinta a rinunciare a tale opzione. “La forma della struttura richiedeva una gru mobile dalla capacità di almeno 500 t per il sollevamento di materiali di grosse dimensioni da e verso i piani superiori, in quanto sarebbe stata legata al braccio della gru”, afferma Tyler Brown.


Le gru di più piccole dimensioni non avrebbero offerto la capacità di sollevare molti manufatti, con le lunghezze del braccio e ai raggi di lavoro richiesti. Brown infatti aggiunge che “ciò avrebbe comportato la necessità di chiudere al traffico un’intera arteria stradale e quindi i costi sarebbero lievitati. Dopo aver valutato tutto ciò che doveva essere sollevato abbiamo concluso che l’uso di una gru mobile sarebbe stato economicamente penalizzante, se non proibitivo”.

La scelta giusta La successiva opzione presa in considerazione è stata la gru a torre e, in particolare, i modelli Flat Top e a braccio impennabile. “Il lavoro in questione richiedeva un raggio del braccio di 55 m, ma le gru flat-top e tradizionali non offrivano la capacità di cui avevamo bisogno per gestire le scale mobili, senza romperle”, afferma Tyler Brown. Inoltre, c’era un problema ancora più urgente: la gru sarebbe stata collocata a circa 15,2 m di distanza da una struttura adiacente. “Questi bracci sarebbero stati troppo lunghi e quindi non avrebbero potuto effettuare le demolizioni previste senza colpire le strutture circostanti. Pertanto queste opzioni non erano praticabili”, spiega Dean Arsene.

UN TRIO D’ECCELLENZE Terex è uno dei principali player mondiali nel settore delle costruzioni. La sua storia è cominciata nel 1933 con la Euclid, azienda fondata dai fratelli Armington e in seguito acquistata da General Motors. La denominazione attuale risale al 1970 e deriva dalla crasi delle parole latine “terra” e “rex” (re). Oggi Terex Corporation è un produttore globale indipendente di prodotti e servizi di sollevamento e lavorazione del materiale, i quali offrono soluzioni per il ciclo di vita al fine di massimizzare il ritorno dell’investimento dei clienti. Oltre al brand Terex, il gruppo possiede anche i marchi Genie, Powerscreen e Demag, per citare solo quelli principali. Nel complesso, le soluzioni proposte da Terex servono un’ampia gamma di settori, tra cui edilizia, infrastrutture, produzione, spedizione, trasporto, raffinazione, energia, servizi pubblici, estrazione ed estrazione mineraria. Inoltre, il Gruppo offre prodotti e servizi finanziari per l’acquisizione delle proprie apparecchiature tramite Terex Financial Services. Nella sua fitta rete di concessionari c’è anche Leavitt Cranes, che con oltre 25 sedi (la principale è proprio a Vancouver) serve il Canada occidentale e il nord-ovest del Pacifico. Leavitt Cranes fornisce gru a torre Flat Top e a braccio impennabile, gru cingolate e mini cingolate, oltre a servizi di noleggio, assistenza, fornitura ricambi e formazione. Vi ha fatto ricorso anche la Smith Bros. & Wilson che, fin dal 1897, è stata protagonista nello sviluppo di infrastrutture nel Canada occidentale. La sua reputazione di affidabilità si è consolidata attraverso una lunga serie di interventi come adeguamenti sismici, ristrutturazioni di fabbriche, ospedali, strutture educative e palazzi destinati a uffici. Anch’essa ha sede a Vancouver e si contraddistingue per una forza lavoro specializzata nell’esecuzione di tutte le operazioni di formatura, posizionamento e finitura del calcestruzzo.

Per Smith Bros. & Wilson Ltd l’unica opzione presa in considerazione è stata una gru a torre a braccio impennabile e il modello Terex CTL 430-24 ha offerto ai costruttori la portata e la capacità necessarie per eseguire il lavoro a regola d’arte. “Dopo esserci confrontati con la Leavitt abbiamo valutato che il braccio impennabile fosse la soluzione migliore sotto ogni punto di vista”, spiega Brown.

La gru Terex CTL 430-24

LA TEREX CTL 430-24 È UNA GRU A TORRE A BRACCIO IMPENNABILE DA 24 T, CON CAPACITÀ ALLA MASSIMA LUNGHEZZA DI 5,5 T E UNA LUNGHEZZA MASSIMA DEL BRACCIO DI 60 M

Per questo progetto di ristrutturazione, durato un anno, Smith Bros. & Wilson Ltd ha stipulato un contratto di affitto semestrale con la società Leavitt per la gru a gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 79


ON SITE

L’USO DEL BRACCIO MOBILE HA PERMESSO DI POSIZIONARE LA TORRE PIÙ VICINO ALLA STRUTTURA DELLA BIBLIOTECA. QUANDO LA GRU NON ERA ANCORA IN SERVIZIO, IL BRACCIO È STATO IMPOSTATO SU UN RAGGIO DI 65°, PER CONSENTIRNE LA ROTAZIONE SENZA COLPIRE ALCUNA STRUTTURA ADIACENTE

torre a braccio impennabile Terex da 24 t. La sua torre ha richiesto sette segmenti HD23 22.6 per raggiungere l’altezza base del braccio necessaria di 45 m. Per coprire l’intero sito, la gru CTL 430-24 è stata dotata di un braccio da 55 m. Durante il progetto è stato considerato un raggio di servizio di 15° per sollevare i materiali da e verso il tetto. “L’uso del braccio impennabile ci ha permesso di posizionare la torre più vicino alla struttura della biblioteca, ma la maggior parte dei nostri ascensori

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LA NECESSITÀ DI TENERE APERTA LA BIBLIOTECA E LE STRADE CIRCOSTANTI DURANTE L’ESECUZIONE DELL’INTERVENTO HA RICHIESTO LA MASSIMA DUTTILITÀ ALL’AZIENDA INCARICATA DEI LAVORI

sono stati comunque realizzati vicino al raggio di punta del braccio da 55 m”, afferma Tyler Brown. Dean Arsene aggiunge invece che “quando la gru non era ancora in servizio il braccio è stato impostato su un raggio di 65° per consentirne la rotazio-

IL COLOSSEO DELLA CULTURA Spesso citata nell’elenco delle biblioteche più belle del mondo, la sede centrale della Public Library di Vancouver è sicuramente una realtà affascinante per tutti gli appassionati di cultura e di biblioteche. E non solo per la sua struttura. Mentre il sistema bibliotecario pubblico di Vancouver venne fondato nel 1867, la sede centrale della Public Library è un’opera relativamente recente: la decisione di dotare il sistema bibliotecario di un nuovo edificio venne presa per referendum nel 1990, il progetto venne affidato all’architetto Moshe Safdie, l’opera venne realizzata nel 1995 e fu soggetta a successive modifiche. La peculiarità strutturale dell’edificio è lo stile architettonico che richiama quello del Colosseo. Al suo

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ne senza colpire alcuna delle strutture adiacenti”. Una pianificazione meticolosa ha portato, in un weekend di metà giugno, a un’impeccabile installazione della gru a torre. L’amministrazione cittadina ha concesso che l’adiacente Homer Street fosse momentaneamente chiusa per facilitare le operazioni. “Utilizzando una gru mobile dalla capacità di 300 t abbiamo proceduto a montare rapidamente e in modo molto fluido la gru e tutti i suoi elementi”, racconta Arsene. Durante la fase di demolizione la gru è stata tenuta occupata ogni giorno rimuovendo grandi pezzi

interno si trovano negozi, ristoranti, uffici, un giardino pensile e un parcheggio. Ma la funzione principale dell’edificio è quello di ospitare una delle più sorprendenti biblioteche al mondo, di accogliere gli oltre 350.000 iscritti e di far accedere a un vasto patrimonio di informazioni. Si parla di oltre 1,3 milioni di libri, periodici e altro materiale documentale ai quali si accede grazie a un sistema meccanizzato di trasporto verticale. Oltre che della struttura centrale situata nella piazza della Biblioteca (Library Square), il sistema Public Library di Vancouver si compone di 22 branche disseminate in tutta la città della costa Pacifica canadese. La Central Branch è la più grande e importante, ospitando anche gli uffici amministrativi.

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strutturali e di cemento dalla copertura dell’edificio. La scelta della gru a torre per questo progetto ha offerto quindi agli operatori una maggiore flessibilità nella rimozione del materiale. Come transizioni di lavoro nella fase di ricostru-


zione la gru sarà utilizzata per trasportare materiali da costruzione di grandi dimensioni e benne in cemento pieno dal livello stradale all’8° e al 9° piano. Gli “ascensori” più grandi e più pesanti saranno le due scale mobili da 5,4 t, issate in posizione senza smontaggio per risparmiare tempo e denaro. “Il piano prevede che le scale mobili vengano posizionate all’estremità del braccio da 55 m; il diagramma di carico della gru offre un’abbondanza di capacità per posizionare i due pezzi”, conclude Arsene. Rispetto alla progressione dei lavori, Brown aggiunge: “Il tipo di gru che stiamo utilizzando è la chiave del nostro successo; la CTL 430-24 sta funzionando davvero senza alcun problema”. Da cronoprogramma, alla chiusura dei lavori a fine 2017 fa seguito l’esecuzione delle finiture più piccole, fino a conclusione del contratto.

Un progetto ingegnoso Per contenere i costi generali, inizialmente il progetto di Smith Bros. & Wilson Ltd per quanto riguarda la gru CTL 430-24 includeva una torre indipendente, non collegata alla struttura della biblioteca. Originariamente l’a-

zienda aveva pianificato l’utilizzo di un carro a puntoni; tuttavia, la disponibilità della base opzionale era limitata e non disponibile nel Canada occidentale. I costruttori hanno quindi messo a frutto la propria esperienza e consultato la società di ingegneria TNAI Engineering Ltd. di Vancouver per costruire una base di cemento personalizzata che servisse da punto di sostegno per la torre della gru. TNAI ha escogitato un modo ingegnoso per ancorare la gru, evitando di fissarla direttamente nelle fondamenta dell’edificio: l’ancoraggio alla fondazione avrebbe infatti richiesto il taglio attraverso la membrana a livello stradale e la chiusura della struttura di parcheggio sotterraneo a tre livelli. “Non avevamo modo di prevedere in quale genere di sottoservizi e componenti elettrici ci saremmo imbattuti durante il taglio nella membrana e questa incertezza avrebbe potuto causare costi e ritardi significativi”, spiega Dean Arsene. Il team di ingegneri di TNAI ha ideato una base in cemento flottante a forma di “X” da 10 x 10 m. “Durante la visualizzazione dei disegni del parcheggio abbiamo trovato colonne che sostenevano la struttura di parcheggio della biblioteca che sono state costruite a una spaziatura di 10 x 10 m, quindi abbiamo legato direttamente tali colonne”, aggiunge Arsene. Le colonne hanno fatto da canale di ancoraggio alla fondazione sotto la struttura di parcheggio. L’ancora di cemento misurava 1,8 m di larghezza; l’altezza lungo la maggior parte della sezione trasversale era di 2 m; i segmenti di estremità esterna di 1,2 m della struttura di ancoraggio nelle colonne erano alti 2,6 m. “Questo, in sostanza, ci ha fornito una distanza

di circa 60 cm tra i segmenti terminali in calcestruzzo e il grado al centro della forma a X necessario per creare la base flottante atta a disperdere correttamente il carico”, spiega Arsene. Utilizzando questa soluzione, Smith Bros. & Wilson Ltd ha risparmiato tempo, ridotto i costi e consentito alla struttura del parcheggio di rimanere aperta durante l’intervento di ricostruzione. “È stato un piacere lavorare con Smith Bros. & Wilson Ltd in questo progetto”, conclude Arsene. “Grazie alla loro esperienza è stato possibile trovare le soluzioni idonee a completare con successo un progetto stimolante come quello della biblioteca di Vancouver”. ■

GRAZIE ALL’ESPERIENZA DI TUTTE LE FIGURE IN CAMPO, L’INTERVENTO STATO PORTATO A TERMINE UTILIZZANDO LE RISORSE PIÙ IDONEE. LA GRU TEREX CTL 430-24 HA RAPPRESENTATO CERTAMENTE UNA DELLE ARMI VINCENTI DI QUESTO PROGETTO gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 81


FIERE INTERMAT

PARIGI, ITALIA A INTERMAT 2018 DEBUTTA LA NUOVA STRUTTURAZIONE DELLA FIERA CHE RAPPRESENTA UNA GRANDE OCCASIONE PER IL MERCATO E, IN PARTICOLARE, PER IL NOSTRO PAESE: SIAMO SECONDI PER NUMERO DI ESPOSITORI E TERZI PER NUMERO DI VISITATORI. NE ABBIAMO PARLATO CON ISABELLE ALFANO, RESPONSABILE DELL’ORGANIZZAZIONE DELL’EVENTO di Lorenzo Zacchetti

E

sattamente un anno fa, sul primo numero di OnSite LIFT, Isabelle Alfano ci aveva parlato dei suoi progetti per lo sviluppo del format di Intermat all’estero. Eravamo alla vigilia di un appuntamento importante come la prima edizione di Intermat Asean, in programma a Bangkok, ma la mente già viaggiava verso Parigi 2018. Come eravamo stati in grado di anticipare allora, la kermesse francese si apprestava a varare una riformulazione della sua offerta attraverso quattro poli tematici. Dodici mesi dopo è tempo di approfondire i dettagli dell’evento 82 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

che ad aprile giungerà alla sua undicesima edizione. È ancora Alfano a guidarci alla comprensione di questo cambiamento, nonché di un mercato che presenta diversi spunti di interesse. La grande novità di Intermat 2018 è la sua strutturazione inquattro poli tematici. Come si delineerà tutto ciò, nel concreto? “Per offrire un approccio più professionale al Salone, Intermat 2018 propone un’organizzazione settoriale particolarmente vicina all’offerta e alla domanda, incentrata su quattro grandi poli di attività: Movimento terra e demolizione; Sollevamento, movimenta-

zione e trasporto; Strade, industria dei materiali e fondazioni; Edilizia e filiera del cemento. I visitatori avranno così accesso a macchine, attrezzature, accessori, componenti, ricambi e nuove tecnologie in ognuno dei quattro poli di competenza. Ci attendiamo circa 200.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, che verranno a incontrare 1.500 espositori francesi e internazionali”. Quali saranno le altre novità e i punti di forza di quest’edizione? “Abbiamo lavorato su tre grandi assi: la competenza e il contenuto; l’innovazione e le nuove tecnologie; i servizi; la vicinanza


al mercato. Così, oltre alla nuova segmentazione del salone e a tutti i messaggi rivolti al settore, abbiamo anche creato il primo Osservatorio Intermat dell’edilizia, realizzato in collaborazione con Business France. L’iniziativa è nata dalla volontà di stabilire una relazione forte con il mercato e di offrire ai produttori di attrezzature per l’edilizia uno studio strategico su 12 paesi della zona EMEA, scelti per il loro livello di investimenti nelle infrastrutture e nell’edilizia. Lo studio, ideato come strumento di lavoro e di supporto allo sviluppo delle aziende, propone per ogni Paese esaminato un’analisi sui piani di investimento nazionali in corso o programmati entro il 2025/2030 e classificati per settore di applicazione, una mappatura dei grandi progetti, le principali importazioni ed esportazioni di macchinari per l’edilizia, così come i marchi stranieri presenti sul territorio”. Oltre alla fiera, Intermat organizza eventi prima, durante e dopo il Salone: qual è il valore aggiunto di queste iniziative? “I nostri eventi hanno lo scopo di accompagnare gli espositori e i visitatori nell’ambito delle grandi trasformazioni della filie-

ISABELLE ALFANO È APPRODATA AL RUOLO DI RESPONSABILE DELLE FIERE DEDICATE AL SETTORE DELLE COSTRUZIONI DOPO 20 ANNI DI ESPERIENZA NEL GRUPPO COMEXPOSIUM, PER IL QUALE SI È OCCUPATA DELLO SVILUPPO DI FIERE INTERNAZIONALI. OGGI GUIDA INTERMAT, INTERMAT ASEAN INTEROUTE & VILLE E WORLD OF CONCRETE EUROPE. QUEST’ULTIMA SI SVOLGE IN CONTEMPORANEA A INTERMAT PARIS

ra. Per avvicinarci maggiormente ai territori presenti al Salone abbiamo organizzato 18 incontri regionali e internazionali, quattro in Francia e 14 nei paesi dell’area EMEA (tra cui l’Italia). Sempre con un approccio professionale, il 26 aprile organizziamo anche una giornata dedicata al settore del noleggio, in collaborazione

ALL’EDIZIONE 2018 DI INTERMAT SONO ATTESI CIRCA 200.000 VISITATORI DA 170 PAESI DIVERSI. TRA QUESTI, IL TERZO POSTO PER NUMERO DI PRESENZE È L’ITALIA

con le federazioni francesi ed europee del settore. Inoltre, abbiamo fatto dell’innovazione e delle tecnologie un asse di sviluppo per il 2018, con una ricca edizione degli Intermat Innovation Awards, incentrata sui quattro poli, che quest’anno prevede quattro premi speciali e presenta un numero di candidature importanti. Ci sono poi villaggi dedicati all’innovazione e alle nuove tecnologie: Start-up, Smart road, Buildingsmart e il villaggio Demolizione & Riciclaggio. Lo scopo è consentire a start-up, PMI e grandi aziende di presentare le proprie novità in fatto di soluzioni e prodotti in questi quattro spazi dedicati. Infine, gli espositori e i visitatori potranno beneficiare di un servizio gratuito di networking e appuntamenti business,appositamente creato per loro”.

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Comexposium Group • Periodicità: triennale • Edizione: 11a • Luogo evento: Paris-Nord Villepinte Convention Center, Parigi • Data e orari: dal 23 al 28 aprile 2018, dalle 9:00 alle 18:00 • Settori merceologici: materiali per le costruzioni; produzione, trasporto e movimentazione di calcestruzzo; sollevamento e logistica; perforazione e fondazioni speciali; movimento terra e ingegneria civile; costruzione e manutenzione stradale; macchine e attrezzature per il trasporto di cose e persone; componenti, attrezzature e accessori • Espositori: 1.500 (da 40 Paesi) • Visitatori: 200.000 (da 170 Paesi)

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FIERE

PROTAGONISTI ITALIANI A INTERMAT “L’Italia è il secondo Paese della Fiera, in termini di numero di espositori”, spiega Isabelle Alfano. “Le aziende italiane sono particolarmente dinamiche nei quattro poli del Salone, con prevalenza di movimento terra, ricambi e componenti, sollevamento e filiera del calcestruzzo. L’azione di marketing nei confronti degli espositori italiani ha subito un’accelerazione per le equipe di Milano e Parigi dal mese di settembre e continua a ritmo sostenuto”. Per l’edizione 2018 di Intermat Parigi sono attesi oltre 200 marchi italiani: “Tra gli espositori già iscritti – continua Alfano – il Salone accoglie grandi costruttori di macchinari e attrezzature fedeli a Intermat, come Case CE, Cifa, Dieci, Iveco, Magni, MB Crusher, Merlo, Sampierana, Soilmec,

VF Venieri, eccetera, oltre a nuovi esperti nel settore degli accessori, dei ricambi e degli ‘attachments’ per il movimento terra e la demolizione. Da notare anche la partecipazione di Epiroc, società del gruppo Atlas Copco, nel settore del sondaggioperforazione, guidato dalla società italiana Epiroc Italia, e il ritorno al Salone con esposizione esterna del gruppo Raimondi, che esporrà delle nuove gru a torre. La società Emmedue, che presenta materiali per l’edilizia, esporrà per la prima volta a Parigi, nel polo Edilizia e Filiera del Calcestruzzo. Per quanto riguarda la domanda, anche in questo caso l’Italia ha un peso molto importante poiché si tratta del terzo paese per numero di visitatori, dopo la Francia e il Belgio”.

Può fare un bilancio dei suoi primi tre anni alla direzione del Salone? “Il settore edilizio è un ambito in cui lavoro con molto piacere. Le macchine sono al centro del Salone, ma l’essere umano rappresenta la nostra principale preoccupazione, ad esempio in fatto di tematiche quali la prevenzione e la sicurezza o la formazione e la selezione. Il settore edilizio gode

di un ecosistema forte, di una comunità pronta a raccogliere le numerose sfide che il settore ha dovuto affrontare. Ci impegniamo perché Intermat 2018 si integri perfettamente in questo mercato in piena trasformazione e possa rispondere alle aspettative degli attori del settore. I riscontri sulle evoluzioni del salone sono attualmente molto positivi”.

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Come giudica, in generale, lo stato di salute dei settori presenti a Intermat, dopo diversi anni di crisi e una ripresa finora piuttosto cauta? “Il mercato francese è guidato dai progetti del Grand Paris e da una ripresa confermata dalla crescita economica. Dopo anni poco promettenti il mercato francese delle costruzioni dal 2016 sembra ritrovare vigore e dovrebbe confermare questa tendenza nel 2017/18. Si tratta di una crescita economica che mostra segni di miglioramento e fa sperare in un aumento dell’attività globale dall’1,5% a circa il 2%. Di questa situazione beneficia il settore edilizio, con grandi infrastrutture previste nel settore dei trasporti (linee ad alta velocità, riqualificazione della rete SNCF, terminali portuali, aeroporti, autostrade) e nella riqualificazione urbana, con quattro programmi nazionali entro il 2024 per oltre 70 miliardi di euro. Questo ottimismo è supportato anche da tutti i progetti legati al Grand Paris, il primo cantiere in Europa e uno dei più importanti al mondo, in particolare con i suoi progetti legati ai trasporti, quali il Grand Paris Express (200 km di rete, quattro nuove linee intorno a Parigi, il prolungamento di due linee esistenti, la costruzione di 68 stazioni) e il potenziamento del-


zione principale di Stoccarda). La crescita tedesca attira anche lavoratori – e non soltanto migranti – che necessitano di un importante programma di riqualificazione e sviluppo delle infrastrutture urbane (alloggi, ospedali, eccetera). I Paesi Bassi si inseriscono in questa stessa dinamica di crescita, ma con una particolarità: il rischio di congestione stradale. Ecco perché si nota un grosso sforzo a favore di porti e vie d’acqua, già molto attivi - in particolare a Rotterdam e sulla Mosa - e del trasporto merci su ISABELLE ALFANO DEFINISCE IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI “UN ECOSISTEMA FORTE, NEL QUALE INTERMAT VUOLE INTEGRARSI PER RISPONDERE ALLE ASPETTATIVE DEGLI ATTORI DI UN SETTORE IN TRASFORMAZIONE”

le infrastrutture a esso collegate, così come la costruzione di nuovi quartieri intorno a questi futuri poli urbani, con 70.000 alloggi/anno nell’Île-de-France e un totale di 1,35 milioni di alloggi supplementari nei prossimi 25 anni”. E per quanto riguarda il resto d’Europa? “Constatiamo l’esistenza di un’Europa a due velocità in fatto di infrastrutture urbane e trasporti: una dedita allo sviluppo, l’altra alla ristrutturazione. Locomotiva economica, grazie alla sua forte dinamica di esportazione, è la Germania che mette la propria economia al servizio di questo modello. Ecco la ragione del forte sviluppo di infrastrutture stradali, portuali, aeroportuali, ferroviarie (tunnel di Rastatt, ponte Fehmarn Belt, sta-

GLI INVESTIMENTI NEL MONDO Tra le novità di Intermat 2018 c’è anche il report elaborato dall’Osservatorio sul settore edilizio, che prevede 925 miliardi di euro di investimenti programmati in Europa entro il 2030/2050. La forbice temporale è piuttosto ampia per via delle differenze interne ai sei Paesi esaminati: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. “Sulla base dei Master Plan analizzati – spiega Isabelle Alfano – la Germania guida la classifica con 287 miliardi di euro entro il 2030, seguita dall’Italia e dal Regno Unito rispettivamente a quota 223 e 167 miliardi di euro. La Francia è in quarta posizione con 139 miliardi, da aggiungere ai 63 miliardi dei Paesi Bassi e ai 42 miliardi del Belgio. Il Grand Paris e il Grand Paris Express rappresentano i progetti principali dei prossimi 15 anni in Europa con 67 miliardi di investimenti previsti”. I settori che offrono il maggiore potenziale di sviluppo per le aziende sono, nell’ordine, il settore stradale, ferroviario ed edilizio. Per quanto riguarda l’Africa, si prevede un complesso di 307,2 miliardi di euro di investimenti entro il 2040 nei quattro Paesi esaminati, di cui due del Maghreb (Marocco e Algeria) e due dell’Africa subsahariana (la francofona Costa d’Avorio e l’anglofono Kenya). Algeria (183,7 miliardi) e Marocco (87,8) presentano i piani di

investimento più elevati, in un quadro nel quale le maggiori potenzialità di sviluppo sono, nell’ordine, il settore stradale e ferroviario, il settore edilizio e quello portuale. Alfano delinea così i principali progetti in essere: “In Algeria si progetta la costruzione di 1,6 milioni di alloggi entro il 2019 (per 20 miliardi di euro) e della quarta tangenziale a sud di Algeri. In Marocco, una linea ad alta velocità di oltre 2.000 km che collega i tre Paesi del Maghreb centrale (Marocco, Algeria, Tunisia). In Costa d’Avorio spicca la costruzione del porto di San Pedro (1,3 miliardi) e in Kenya lo Standard Gauge Railway Project (7,35 miliardi), il più grande progetto di infrastrutture del Paese dalla sua indipendenza”. Per quanto riguarda il Medio Oriente, si prevedono 239 miliardi di euro di investimenti programmati entro il 2033. “Il Qatar supera di poco gli Emirati Arabi Uniti, con 137 miliardi contro 102,3 miliardi”, spiega Alfano. “I due settori più promettenti sono quello edilizio e quello stradale. Tra i progetti principali, negli Emirati segnaliamo il miglioramento della rete stradale di Dubai e di Abu Dhabi (pari a 733 milioni) e in Qatar la Smart city di Lusail (40 miliardi, consegna tra il 2020 e il 2022), oltre al programma di drenaggio delle strade (tra i 15 e i 20 miliardi)”.

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FIERE

GRAZIE ALLA NUOVA STRUTTURAZIONE DI INTERMAT, I VISITATORI POTRANNO AVERE ACCESSO DIRETTO ALLE ULTIME NOVITÀ DEL SETTORE DI LORO INTERESSE

rotaia. Altro obiettivo: la riduzione della spesa energetica a favore dell’economia circolare, in primo luogo nel settore edile. Il vicino Belgio ha invece lanciato un insieme di programmi per la riqualificazione di una rete di infrastrutture obsolete: strade e autostrade, aeroporti, porti, chiuse… L’Italia, dove la crescita stenta a ripartire, investe soprattutto per rispondere alle catastrofi naturali di cui è stata vittima in questi ultimi anni (ricostruzione secondo le norme antisismiche, rafforzamento delle dighe, eccetera), ma vuole anche preservare la propria attrattività ammodernando la sua rete aeroportuale e ferroviaria e costruendo con l’Austria il tunnel del Brennero, il più lungo al mondo con i suoi 64 km”. Come vede la situazione in Africa e in Medio Oriente? “Sono aree guidate da dinamiche solide in tutti i settori. Il Marocco è senza dubbio il migliore esempio di mercato attraente poiché è in regolare e costante sviluppo grazie a un innegabile miglioramento economico, che non dipende dalle materie prime, e a una stabilità politica piuttosto rara nella regione. Di conseguenza, tutti i settorine traggono efficacemente vantaggio. La rete stradale, compresa 86 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

quella secondaria, si rinnova, il sistema portuale si riorganizza, la rete ferroviaria si aggiorna con le prime linee ad alta velocità, il settore minerario ottimizza le proprie infrastrutture. Ma gli sviluppi più spettacolari si registrano nel settore edile, con almeno 15 nuove città in costruzione entro il 2035, sia con SmartCities che con un rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, per evitare una crescita a due velocità. Anche se la manna petrolifera algerina ha sofferto per il calo dei prezzi, i vasti programmi di sviluppo nel paese a 360°(strade e

autostrade, nuove città, miniere, porti, aeroporti, parcheggi, stadi, eccetera) proseguono il proprio corso. Dal canto suo, Dubai cerca di liberarsi da una dipendenza aleatoria dai prezzi degli idrocarburi. Il suo sviluppo urbano è già noto e prosegue la propria strada con nuove reti fognarie, pontili, prodotti minerari, ponti e strade (soprattutto in vista di Expo 2020) e sempre più edifici, guidati dalla crescita demografica del Paese. La Costa d’Avorio riprende il cammino e anche questo Paese prevede programmi importanti: sviluppo stradale, metro, treno, alloggi, porto (molto importante per il Paese) e il progetto ‘Aérocité’ di Abidjan. Il Kenya è testimone di questo dinamismo dell’Africa Orientale e gode di tutti i tipi di infrastrutture, prima di tutto in fatto di porti e aeroporti, punti forti del paese, che si accompagnano naturalmente a uno sviluppo delle reti stradali e ferroviarie. Per quanto riguarda il settore edile, esso è guidato – grazie all’arricchimento del paese – dallo sviluppo della classe media, che vuole vivere nelle nuove città (come Tatu City), in alloggi moderni caratterizzati da un comfort internazionale beneficiando dei corrispondenti negozi e dei nuovi centri congressi”. ■

OLTRE ALL’EVENTO FIERISTICO IN SÉ, INTERMAT 2018 SI ARTICOLERÀ ANCHE ATTRAVERSO WORKSHOP E SEMINARI ORGANIZZATI PRIMA, DURANTE E DOPO LA KERMESSE


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FIERE BAUMA CONEXPO AFRICA

LA TERZA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE NATA DALLA SINERGIA TRA BAUMA E CONEXPO/CON-AGG SI ANNUNCIA RICCA DI NOVITÀ: OLTRE ALLA NUOVA PERIODICITÀ TRIENNALE, CI SONO NUOVI ESPOSITORI E, SOPRATTUTTO, NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS di Lorenzo Zacchetti

NEL CONTINENTE N

ei paesi anglofoni l’espressione “third time lucky” si usa per esprimere la previsione (o l’auspicio) che il terzo tentativo sia più fortunato dei precedenti. Probabilmente il modo di dire si riallaccia alla curiosa tradizione giuridica inglese, nella quale chi scampava per tre volte all’impiccagione veniva automaticamente graziato. Difficile ricostruirne le origini con precisione, ma, guardando al presente e al futuro, dalla terza edizione di Bauma Conexpo Africa ci si attende un ulteriore salto in avanti, dopo i già ragguardevoli risultati raggiunti dalle prime due. Dopo il debutto del 2013 e la seconda edizione del 2015, sono in 88 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

netta crescita le attenzioni internazionali per la joint-venture di due delle più importanti fiere mondiali: Bauma e Conexpo/CON-AGG. Secondo GTAI (Germany Trade & Invest, l’agenzia tedesca per lo sviluppo economico), il mercato internazionale delle costruzioni deve guardare con estremo interesse a Johannesburg e al Sud Africa, dove entro il 2020 si prevede che verrà generato un volume d’affari prossimo ai 23 miliardi di euro. A sostenere queste interessanti previsioni sono i cambiamenti demografici che vedono un costante esodo di residenti dalle aree rurali alle zone urbane, con la conseguente necessità di investire sia nell’edilizia residenziale che nelle infrastrutture. PMS (Pan Mixers South Africa) è

una delle più importanti imprese nel settore edile locale e il suo Marketing and Sales Manager, Quintin Booysen, spiega: “Il business dei componenti in calcestruzzo prefabbricato quest’anno ha ripreso a crescere. I più grandi produttori sono in fase di espansione e stanno ammodernando il proprio parco macchine al fine di aumentare la propria competitività e conquistare ulteriori fette di mercato”.

Le nuove aree-test Anche per quanto riguarda il settore delle cave, il +6% registrato nel primo trimestre 2017 sullo stesso periodo dell’anno precedente rappresenta un segnale da inserire nel più complessivo quadro di un’economia in crescita.


ELEINE CREWE CEO DI BAUMA CONEXPO AFRICA, HA SVOLTO UN RUOLO DETERMINANTE NELLO SBARCO DI MESSE MÜNCHEN GMBH NEL CONTINENTE E PROMETTE CHE L’EDIZIONE 2018 RAPPRESENTERÀ UNO SNODO FONDAMENTALE PER UN MERCATO IN VIA DI SVILUPPO COME QUELLO DELLA REGIONE SUB-SAHARIANA

NERO

Elaine Crewe, CEO di Bauma Conexpo Africa, annuncia: “L’edizione 2018 offrirà tutto il necessario per raggiungere il successo in ogni segmento del settore delle costruzioni e minerario. Venire a trovarci sarà fondamentale per avere un’immagine esaustiva delle macchine e delle tecnologie sul mercato: per l’edizione 2018 abbiamo allestito anche ben due aree prova”. La crescita della regione sub-sahariana nel suo complesso si riflette nelle adesioni alla terza edizione della fiera, che molto probabilmente supererà in maniera significativa i 616 espositori della precedente edizione: “Saranno presenti varie aziende leader del settore quali Accociated Asphalt Equipment, Bauer, Bell Equipment, CLT-Crane Load Technology, Doka,

Geda-Dechenreiter, Hansa-Flex, Hiab, Husqvarna, Hytec Holdings, ITR Africa, Iveco, Layher, Masa, MB Crusher, Pan Mixers South Africa, Pilequip, Putzmeister, Scaw, Shantui, Wirtgen, XCMG e ZF Services”, aggiunge Crewe. “Abbiamo inoltre il piacere di ospitare per la prima volta Deutz Diesel Power e Powerstar, allineando così una significativa rappresentanza dell’intera industria”. Notevoli anche le partecipazioni collettive, con padiglioni nazionali che rappresenteranno Cina, Germania, Nord America, Regno Unito, Finlandia e le debuttanti Singapore e Portogallo. “Questo dimostra in maniera inequivocabile l’importanza della fiera per il mercato internazionale”, chiosa Crewe. Il suo ruolo centrale è sottolineato anche da Frank W. Reschke, direttore vendite di Masa, il quale evidenzia: “Non c’è nessun’altra fiera, in Africa e per l’Africa, minimamente paragonabile a questa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Brian van Buuren, Managing Director di ITR Africa, che ricorda: “Il successo dell’edizione precedente è stato straordinario e la professionalità dimostrata dagli organizzatori ci ha dato la possibilità di mettere in mostra i nostri prodotti nel modo migliore”. La sensazione diffusa è che l’edizione 2018 segni un ulteriore aumento di volumi e performance,

come si capisce anche dal fatto che le entrate dell’Expo Centre di Johannesburg riservate alla fiera saranno raddoppiate (da due a quattro), per facilitare le operazioni di afflusso e deflusso dei visitatori. Zambia, Zimbabwe, Namibia, Mozambique e Botswana sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di visitatori dell’evento che, da quest’edizione, passa alla cadenza triennale. Una scelta che, spiegano gli organizzatori, “si adatta al meglio alle caratteristiche peculiari del mercato africano”. Con una copertura totale di tutto ciò che riguarda il mercato delle costruzioni e del movimento terra, Bauma Conexpo Africa 2018 assume su di sé un’aspettativa molto forte, ma non certo irrealistica: segnare il definitivo rilancio del settore, lanciando un ponte tra i mercati occidentali in cerca di rilancio e quello del Continente Nero, che spera di fare il salto di qualità. ■

LA CARTA D’IDENTITÀ • Periodicità: triennale • Edizione: terza • Date e orari: dal 13 al 16 marzo 2018, dalle 9.00 alle 17.00 • Luogo: Expo Centre di Johannesburg (Sud Africa) • Superficie: 68.000 m² • Espositori edizione 2015: 616 (da 42 paesi) • Settori merceologici: cantieri edili di ogni genere; cava, estrazione e trattamento dei materiali grezzi; produzione dei materiali da costruzione; fornitura di componenti e servizi • Visitatori edizione 2015: 14.300 (da 75 paesi) • Organizzazione: l’evento nasce dalla partnership tra due importanti fiere internazionali, quali Bauma (organizzata dalla Fiera di Monaco di Baviera) e Conexpo CON/AGG (organizzata da AEM - Association of EquipmentManufacturers)

gennaio-febbraio 2018 - ONSITELIFT 89


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

JCB

Nuova pala telescopica per costruzioni e industria TM320 è il nome della nuova pala gommata telescopica progettata da JCB per il settore delle costruzioni e per il comparto industriale. Questa macchina combina la posizione di guida centrale e la visibilità di una pala gommata con la portata e la versatilità di un movimentatore telescopico, in una combinazione che crea una macchina interessante per le operazioni di movimentazione e di carico. La nuova TM320 si distingue per le seguenti caratteristiche: motore JCB EcoMAX conforme ai requisiti di emissioni Stage IV/Tier 4 Final senza impiego di DPF; capacità di sollevamento di 3.200 kg con altezza di sollevamento di 5,2 m; cambio Powershift a quattro marce; telaio a sterzo articolato; boccole in grafite e bronzo ad alta resistenza. La TM320, che si affianca all’esistente TM320 Wastemaster per le applicazioni in campo ambientale e della gestione dei rifiuti, offre una

90 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

capacità di sollevamento massima di 3.200 kg, disponibile all’altezza di sollevamento massima di 5,2 m così come da terra; la capacità di sollevamento è di 1.750 kg al massimo sbraccio in avanti di 2,95 m. Questa combinazione di prestazioni di sollevamento e sbraccio rende la TM320 molto versatile, ideale per le applicazioni generiche di sollevamento e posizionamento di un cantiere edile o per la movimentazione in uno stabilimento di betonaggio o in piccole cave. La nuova TM320 è dotata di una versione da 4,4 l con potenza di 93 kW (125 CV) del motore JCB EcoMAX, che soddisfa le normative sulle emissioni EU Stage IV/US Tier 4 Final mediante il sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e non richiede un filtro antiparticolato (DPF) che potrebbe compromettere l’installazione del motore e potenzialmente accrescere

i costi di manutenzione della macchina. Tim Burnhope, JCB Chief Innovation and Growth Officer, ha dichiarato: “Questa soluzione motoristica è una tecnologia comprovata che abbiamo introdotto nei nostri movimentatori telescopici per l’Europa all’inizio dell’anno; è un sistema compatto che ottimizza il rendimento in termini di AdBlue senza limitazioni per l’eccellente potenza, la coppia e il consumo di carburante del motore”. Il motore, dotato di cambio JCB Powershift a quattro marce, offre una velocità massima di 40 km/h. Il cambio Powershift può essere messo in funzione automaticamente o manualmente utilizzando la tradizionale leva sinistra, con i selettori di marcia e retromarcia montati sul joystick servocomandato. L’impianto idraulico Load Sensing, con una potenza di 140 l/min, garantisce importanti livelli di prestazioni ed efficienza. La ventola di raffreddamento idraulica reversibile, opzionale, offre una scelta di intervalli in retromarcia adatti a tutte le situazioni, nonché attivazione manuale, per rimuovere polvere e detriti dal gruppo di raffreddamento quando occorre. La TM320 è inoltre dotata di smorzamento del finecorsa di serie, per affinare l’esperienza di lavoro quando la sezione telescopica del braccio è completamente estesa e quando il braccio viene ritratto e abbassato. Come optional è disponibile la sospensione del braccio con sistema antibeccheggio automatico JCB. Una delle nuove caratteristiche della spaziosa cabina operatore della TM320 è il display strumenti a colori, che fornisce informazioni e avvisi in formato più chiaro.


KALMAR

Le gru a portale RMG Kalmar propone la nuova gru a portale su rotaia RMG. Si tratta di una soluzione altamente adattabile e pronta per l’automazione, che può essere allestita per soddisfare le esigenze specifiche all’interno dei terminal intermodali o di movimentazione di container. “Siamo entusiasti di questo nuovo prodotto, che mette a fuoco le necessità dei clienti del settore intermodale. Nel progettare questo prodotto abbiamo sfruttato la nostra esperienza nel comparto delle gru a portale e nell’automazione portuale e terminalistica”, ha spiegato Timo Alho, vicepresidente della divisione

Intelligent Crane Solutions di Kalmar. Le gru Kalmar RMG possono essere personalizzate per esigenze specifiche del cliente e possono essere combinate con sistemi di trasporto orizzontale Kalmar o apparecchiature mobili per fornire una soluzione completa. Tutte queste macchine dispongono di unità di azionamento elettriche efficienti che garantiscono un funzionamento agevole e si evidenziano per un livello di emissioni zero. Le gru Kalmar RMG hanno una portata di 20-55 m, una capacità di sollevamento fino a 65 t, con un raggio di fino a 18 m.


PRODOTTI COMETTO

Il nuovo modulare MGSL Dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Faymonville, Cometto specialista nella produzione di veicoli modulari e semoventi industriali - si è perfettamente integrata nella sua nota dinamicità. A dimostrazione di ciò, nel portfolio è ora incluso un nuovo prodotto, il veicolo modulare MGSL, il nuovo concetto per la movimentazione pesante, per operazioni con portate da 50 a 5.000 t. Con questo veicolo modulare si può raggiungere la massima flessibilità per le più svariate applicazioni: l’MGSL, infatti, è progettato per la circolazione su strada, i trasporti off-road e le operazioni interni agli stabilimenti. Grazie a un’area di carico rinforzata, raggiunge possibilità di carico fino a 50.000 kg in corrispondenza delle ruote e 80.000 kg sopra le

travi trasversali per carichi pesanti e concentrati. Ogni linea di asse ha una portata tecnica di 45.000 kg alla velocità di 0,5 km/h. La concezione user-friendly del Cometto MGSL offre un grande vantaggio per il lavoro quotidiano: la compensazione dell’asse permette la miglior distribuzione possibile di carico. Le sospensioni, dotate di un angolo di sterzata di 60°, garantiscono un’ottimale manovrabilità. Le asperità stradali - sia in senso longitudinale che trasversale - sono facilmente compensate grazie alla corsa lunga dei cilindri (600 mm). Gli assi a pendolo garantiscono il contatto a terra e una pressione costante degli pneumatici nelle circostanze più difficili, mantenendo la piattaforma completamente orizzontale.

Inoltre, la sterzatura idraulica consente un rilevante comfort di guida. La sterzatura, poi, può essere controllata sia dal collo di cigno che dal timone. I tiranti di sterzo facilmente accessibili garantiscono una rapida e sicura modifica del tipo di sterzatura MGSL offre compatibilità con veicoli di caratteristiche simili prodotti da altri costruttori : questa varietà di combinazioni, così come il citato concetto user-friendly, fa del MGSL un garante di flessibilità ed economia per i più complessi trasporti pesanti. Grazie a un ampio pacchetto di opzioni e accessori, l’MGSL può essere rapidamente adattato a tutti gli specifici requisiti di trasporto.


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CTE

La piattaforma autocarrata B-LIFT 27

Hall 3A Stand 224

La piattaforma autocarrata telescopica CTE B-LIFT 27, da 27 m di altezza di lavoro su autocarro da 3,5 t, è ideale per svariate applicazioni: dai lavori a parete (dipinture o pulizia facciate) alla manutenzione di luci pubbliche, dall’eolico all’installazione di insegne pubblicitarie, dalla manutenzione di stabili ai restauri. La stabilizzazione variabile della piattaforma le permette inoltre di utilizzare il giusto spazio in cantiere, grazie alla configurazione degli stabilizzatori posteriori in sagoma e la possibilità di estendere o meno gli stabilizzatori anteriori in qualsiasi posizione. La macchina raggiunge 27 m di altezza di lavoro, 13 m di sbraccio e 250 kg di portata; presenta un braccio telescopico a cinque elementi (braccio base + quattro sfili), la rotazione torretta è di 640°, quella della navicella 90° destra + 90° sinistra. I controlli sono simultanei proporzionali con rampe di accelerazione e decelerazione per un controllo più fluido delle manovre. È presente una postazione remota a terra con 7 m di cavo. Gli stabilizzatori sono a piazzamento oleodinamico con sensori di contatto terreno. La stabilizzazione è variabile con S3 Smart Stability System: stabilizzatori frontali possono essere aperti con estensione in qualsiasi posizione o chiusi, e stabilizzatori posteriori fissi in sagoma. È possibile stabilizzare la piattaforma dalla navicella.

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PRODOTTI LINDE

I carrelli elevatori a LogiMAT 2018 A LogiMAT 2018, fiera che si terrà a Stoccarda dal 13 al 15 marzo 2018, Linde mostrerà la vastità di prodotti e le innovazioni disponibili per preparare al futuro la movimentazione di merci in tutti i settori. Sempre più aziende di tutte le dimensioni riconoscono le opportunità derivanti dall’intralogistica come la digitalizzazione e la robotica.

Le opportunità di crescita sono fornite, soprattutto, dagli elevati livelli di automatizzazione, dalla rete dei sistemi di IT che fino a ora hanno lavorato in modo separato così come dalla più grande individualizzazione possibile e dall’uso consistente dei sistemi energetici innovativi. I prodotti e le soluzioni Linde in mostra a LogiMAT riguardano tutti questi aspetti. Automazione e carrelli industriali I carrelli industriali che marciano e sollevano carichi in modo autonomo e sono, quindi, equipaggiati con potenti processori, sensori e tecnologie di navigazione costituiscono sempre meno l’eccezione e sono sempre più presenti all’interno dei 94 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

magazzini. In tempo per LogiMAT, il portfolio Linde include tutte le tecnologie di stoccaggio e di sistema più importanti. Inoltre, una novità è il retrattile Linde R-MATIC, che deposita le merci sul corrente in qualsiasi momento, di giorno o di notte, e fornisce un approvvigionamento trasparente e sicuro con la massima affidabilità. Il continuo trasferimento

automatizzato di carichi tra diversi carrelli automatizzati completa il quadro. Sistemi energetici innovativi La domanda per i carrelli industriali con batteria al litio è cresciuta enormemente e si sta ampliando sempre più sulla gamma in offerta. Linde al momento offre modelli con batterie al litio con portata fino a 5.000 kg. Nelle capacità comprese tra 2.000 e 5.000 kg sono ora inclusi i

modelli a baricentro 600 mm. Tramite il calcolatore Li-ION, sviluppato da Linde, i consulenti di vendita lavorano a stretto contatto con i clienti per associare batteria e caricabatteria al carrello per meglio soddisfare le specifiche applicazioni e per determinare i risparmi della batteria Li-ION rispetto alla batteria al piombo. “Ricevere buon consiglio è la chiave per ottenere un progetto Li-ION di successo. Ecco perché simuliamo l’applicazione in dettaglio insieme al cliente. In definitiva, colui che prende le decisioni sarà a conoscenza dei risparmi che potrà raggiungere e quando gli investimenti saranno redditizi” spiega Christoph Englert, Product Manager Li-ION presso Linde MH. Digitalizzazione e sicurezza I carrelli industriali digitalmente connessi aprono la strada a un enorme potenziale di ottimizzazione nella movimentazione di merci. Dotata di un software adeguato, la flotta carrelli eseguirà gli ordini di trasporto nella sequenza ottimale, tramite il percorso più veloce possibile con la velocità ideale, la più alta efficienza possibile e la massima sicurezza. La nuova Truck Call app per la gestione ordini digitale sarà presentata a logiMAT per la prima volta: permette ai logistics manager di creare ordini di trasporto in modo facile e veloce, stabilire le priorità e assegnare gli ordini agli operatori con il carrello più adeguato. L’app mira a controllare efficacemente i compiti di trasporto e a evitare viaggi a vuoto.


OM STILL

Il nuovo RX 20 Li-Ion Il carrello elevatore più venduto di tutta la serie RX, con oltre 50.000 unità prodotte, si arricchisce di un nuovo modello: l’RX 20 Li-Ion. Come si evince dal suo nome, il punto di forza di questo carrello è la batteria agli ioni di litio, più performante, efficiente e versatile rispetto alle tradizionali batterie al piombo. L’RX 20 Li-Ion è frutto del continuo impegno di OM STILL nella ricerca e lo sviluppo di sistemi di propulsione alternativi, un percorso che ha reso possibili innovazioni come le celle a combustibile, la tecnologia ibrida

e, naturalmente le batterie agli ioni di litio. La batteria può essere ricaricata fino al 50% in 30 minuti, mentre l’intero processo di ricarica dura un’ora ed è molto più rapido rispetto a quello con le comuni batterie al piombo. Altri vantaggi: le batterie agli ioni di litio non

hanno emissioni e per alcuni utilizzi, come ad esempio quello in celle frigorifere, garantiscono una durata anche doppia rispetto a una batteria al piombo tradizionale. Oltre a questi benefici il sistema montato sull’RX 20 garantisce la migliore gestione possibile dell’energia. L’RX 20, con portata fino a 2 t e velocità massima di 20 km/h, è un mezzo idoneo per una movimentazione rapida, anche su lunghe tratte, e si adatta all’impiego combinato in ambienti interni ed esterni. Queste caratteristiche lo rendono ideale per l’impiego negli ambiti più vari.

Il successo mette in moto nuove idee. Unica vetrina espositiva del settore in Italia

Buyer esteri Ricco programma di convegni e seminari

International Trade Fair for Materials Handling, Intralogistics and Logistics

Innovazione tecnologica in mostra

www.intralogistica-italia.com

Organizzata da:

Co-located with:

Fieramilano, Rho 29 maggio / 1 giugno 2018 Promossa da:


INSERZIONISTI Azienda Brigade Elettronica Clark Cemas

Pagina 15 II Copertina, 1

Espi Engineering

10

Gruppo Minitop

9

Haulotte

I Copertina

Hillhead 2018

23

Intermat 2018

III Copertina

Intralogistica Italia 2018

95

Jekko

93

JLG

13

JMG Cranes

5

Manitou

3

Ormig

11

Palazzani Industrie

92

Platform Basket

14

RMC

7

Socage

91

SSAB Swedish Steel

96 ONSITELIFT - gennaio-febbraio 2018

IV Copertina


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OnSite Lift n.1 - Gennaio-Febbraio 2018 by OnSite News - Issuu