BUONA LETTURA
del numero digitale di Novembre-Dicembre
questa è la replica dell’edizione stampata
La lettura è promossa da
2021
SOMMARIO NOVEMBRE-DICEMBRE 2021 - N. 8
46 Hidromek
Innovazioni in mostra
di Pietro Gabrielli
48 Epiroc
L’elettromobilità in miniera
di Pietro Gabrielli
52 Terex Trucks In copertina: WIRTGEN MACCHINE
4 Editoriale
di Ettore Zanatta
Da Terex a… Rokbak!
di Mirko Brusamolino
56 Wirtgen Group
La tecnologia fa la differenza
di Stefano Vitali
di Ettore Zanatta
6 Notizie
Hands On
IXXX LE BENNE VAGLIATRICI SIMEX VSE
VAGLIATURA (ALTAMENTE) AXXXXX TECNOLOGICA di Ettore Zanatta
ATTREZZATURE
a cura di Liliana Rebaglia
70 Sandvik
92 Sireg Geotech
Novità a tutto Tundo
Orizzonti d’innovazione
ATTUALITA’
di Ettore Zanatta
di Ettore Zanatta
TECNOLOGIE
32 Mercato del noleggio
Tutti per uno, noleggio per tutti!
74 Bomag
Elettrificazione “abbinata”
di Mirko Brusamolino
di Pietro Gabrielli
96 Ma-estro
MACCHINE
78 Wacker Neuson
38 JCB
Libertà di compattazione
di Pietro Gabrielli
COMPONENTI
Produttività a rotazione ridotta
di Pietro Gabrielli
42 Volvo CE
Il futuro “elettrico”
88 Berco
L’efficienza a “processo”
di Ettore Zanatta
di Mirko Brusamolino
00 80
Il tassello mancante
di Marco Resta
DOSSIER
Stallo alla “messicana”
di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari
ON SITE
100 Cave e attività estrattive
108 Mega intervento di demolizione
Hands On
LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85
e ricostruzione in Francia Demolizione su sfondo… Lilla
di Ettore Zanatta
POLIVALENZA COMPATTA di Ettore Zanatta
116 Prodotti
60
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Marco Resta, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)
ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
a cura di Liliana Rebaglia
Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.
EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Nel flusso della ripresa
I
numeri parlano chiaro: l’Italia delle costruzioni - e in particolare della manifattura legata alle costruzioni - va a pieno regime. Dati Eurostat alla mano, il valore aggiunto della nostra industria ha già fatto registrare, dopo i primi due trimestri dell’anno in corso, una crescita dell’11% in termini reali. Si tratta dell’incremento più alto registrato nell’area Euro, contro il +7% della Francia, il +6% della Spagna e il +4,8% del nostro maggiore concorrente, la Germania. Nel settore delle costruzioni, l’incremento del valore aggiunto dopo i primi sei mesi del 2021 è arrivato in Italia addirittura al +19%; un impeto che sovrasta il +13,3% della Francia, il -1,8% della Germania e il -4,6% della Spagna. Prendendo a prestito una recente analisi di Marco Fortis, dal Sole 24 Ore, è doveroso sfatare un mito che è durato fin troppo a lungo, quello della debolezza strutturale dell’industria di casa nostra. Debolezza strutturale? Secondo quale criterio si recuperano quasi completamente (nei primi sei mesi del 2021) i valori erosi dalla pandemia (arrivando al limite di -0,8%), mentre la Germania, nello stesso periodo, arranca (a -5,9%)? E che dire delle costruzioni, con l’Italia che travalica i valori pre-pandemia (+12,2%), mentre la stessa Germania è appena sopra la stagnazione (+1,4%)? Merito dell’export, si dirà. Certo, ma non solo. La domanda interna ha prodotto investimenti notevoli in edilizia residenziale e in macchine per le costruzioni. Gli incentivi e l’impulso delle politiche governative non spiegano tutto. Non si tratta solo di un “rimbalzo” ma, seguendo le parole di Fortis, “ci troviamo di fronte a un progresso del Pil che, rispetto ad altre riprese passate, appare finalmente come una reazione energica (…) tipica di un’economia robusta e non allo stremo (come nel 2010 o nel biennio 2011-2013)”. Questa solidità è ascrivibile al dato di fatto che l’industria manifatturiera italiana, nel settore della meccanica di trasformazione (legata a doppio filo alle costruzioni), è oggi tra le più forti e competitive a livello mondiale dopo la formidabile cura del Piano Industria 4.0. Gli incentivi fiscali introdotti a favore di un settore cruciale come l’edilizia hanno messo letteralmente il turbo a un settore che funziona come potente volàno per settori manifatturieri contigui (dai trasporti alla logistica), che ne sono fiancheggiatori e fornitori, nel flusso della ripresa.
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ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
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NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
HYUNDAI & DOOSAN
Sotto l’egida di Hyundai Genuine Una società finanziaria intermediaria, Hyundai Genuine, è stata costituita a seguito dell’acquisizione in agosto di Doosan Infracore da parte di Hyundai Heavy Industries Group. Da allora, Doosan Infracore si chiama “Hyundai-Doosan Infracore”. Hyundai Construction Equipment
e Hyundai-Doosan Infracore continueranno a operare sotto i propri rispettivi sistemi di gestione, confrontandosi come società sorelle sul mercato globale delle macchine da costruzione. Hyundai Genuine fornirà supporto a tutte e due le aziende, che opereranno in sinergia per ottenere vantaggi reciproci. Le sinergie tecnologiche inizieranno con lo sviluppo congiunto di piattaforme integrate di escavatori e pale gommate, inoltre saranno
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sviluppati motori a idrogeno per macchine da costruzione e i reparti di Ricerca e Sviluppo confluiranno per spingere lo sviluppo tecnologico. Ulteriori investimenti sono previsti tramite fusioni e acquisizioni, start-up e progetti di automazione ed elettrificazione. L’obiettivo di Hyundai Genuine, infatti, è attestarsi tra i produttori di macchine da costruzione Top 5 a livello mondiale, conquistando il 5% dei mercati globali entro il
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2025. L’obiettivo sarà inizialmente perseguito tramite lo sviluppo di piattaforme integrate di escavatori e pale gommate, cui attingeranno entrambe le aziende. Le due case produttrici uniranno gli sforzi di ricerca e sviluppo per aumentare la competitività tecnologica, mentre la forza di vendita verrà aumentata producendo serie di macchine mutualmente complementari. Ancora più avanti verranno aumentati i nuovi investimenti per consolidare le attività commerciali “next-generation”. I piani includono lo sviluppo di motori a idrogeno per macchine da costruzione, ulteriori fusioni e acquisizioni, investimenti in start-up e stretta collaborazione industria-università per sviluppare competenze di punta nell’automazione ed elettrificazione. Kwon Oh-gap, presidente del CDA di Hyundai Heavy Industries Group, si è impegnato a sviluppare l’attività Construction Equipment come segmento fondamentale del Gruppo: una decisione che verrà sostenuta da ulteriori investimenti a livello centrale.
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NOTIZIE VÖGELE
Soluzioni digitali per le costruzioni stradali Temperature di stesa in tempo reale sullo smartphone, piani di stesa e logistica generati in modo automatico e altre funzioni supplementari: con molte novità di facile utilizzo Joseph Vögele AG adatta oggi i suoi tool digitali di documentazione e ottimizzazione dei processi in modo più mirato alle esigenze di progettisti, direttori dei lavori e squadre di stesa. Le soluzioni
queste tre soluzioni aggiungendo varie novità e funzioni supplementari e rendendole ancora più semplici da utilizzare. Una delle più importanti è la nuova app Jobsite Temp: gli utilizzatori di WITOS Paving Docu e WITOS Paving Plus che utilizzano anche il sistema di rilevamento della temperatura RoadScan possono connettersi alla finitrice tramite codice QR e attivare l’applicazione.
Weller, responsabile dei prodotti software alla Joseph Vögele AG. “Inoltre, questa soluzione mobile, con simboli di chiara comprensione e una guida a menù semplicissima, è mirata alle esigenze dei suoi utilizzatori. In fin dei conti, in cantiere nessuno ha voglia di perdere tempo con funzioni che debbano essere spiegate”. App e finitrice sono connesse tra loro mediante WLAN, quindi lo
digitali di ottimizzazione dei processi aumentano la qualità e l’efficienza; spesso, però, sono anche complesse. Per questo, da alcuni anni, Vögele propone un sistema modulare a tre livelli con funzionalità diverse. I tre tool orientati alla pratica sono stati studiati per soddisfare le esigenze di varie tipologie di interventi di stesa e utilizzatori e, in parte, possono essere abbinati o ampliati: con il sistema di rilevamento senza contatto RoadScan gli utilizzatori sono in grado di monitorare la temperatura di stesa su tutta la superficie, il tool di documentazione WITOS Paving Docu permette di acquisire e analizzare i dati della macchina e di processo e, con la soluzione high-end WITOS Paving Plus, si possono pianificare tutti i processi di stesa e ottimizzarli in tempo reale. Oggi, Vögele migliora
Ora, con la app Jobsite Temp, possono accedere a tutti i dati rilevanti non solo il conducente della finitrice, ma anche tutti gli altri operatori del cantiere come il caposquadra di stesa e i rullisti. Oltre alle temperature di stesa in tempo reale, il caposquadra può visualizzare anche altri dati, ad esempio la velocità di stesa corrente, la larghezza del banco nonché lo stazionamento della finitrice. Per sapere dove stia attualmente scaricando un determinato autocarro, inoltre, si possono anche visualizzare le posizioni degli autocarri in servizio, comprese le informazioni delle relative bolle di consegna. “Con la app Jobsite Temp, le squadre di stesa ricevono una panoramica completa in tempo reale di tutti i dati relativi alla temperatura”, dice Stephan
scambio di informazioni tra il sistema di rilevamento della temperatura RoadScan e lo smartphone funziona anche senza segnale di rete. La finitrice, inoltre, instaura una rete WLAN con un raggio di circa 50-80 m e funge da server. Vögele ha perfezionato anche il sistema di rilevamento della temperatura: la termocamera a infrarossi del sistema RoadScan rileva le temperature di stesa dietro il banco su tutta la superficie e su larghezze fino a 10 m. Per evitare interferenze nelle immagini termiche dovute a oggetti in movimento, Vögele ha sviluppato una correzione automatica: il sistema RoadScan mette a confronto fino a quattro immagini di una posizione riconoscendo così gli ostacoli mobili come quelli, ad esempio, causati dalla scansione dei rulli in movimento.
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NOTIZIE ZF
Elettrificazione efficace con eWorX Elettrificazione al 100%, efficienza al 100%: la famiglia di prodotti eWorX consente prese di forza (Power Take-Off – PTO) a zero emissioni locali per veicoli industriali. Ne possono beneficiare sia i produttori di veicoli che di allestimenti speciali. Con questa soluzione completa, l’azienda tecnologica ZF supporta il settore dei veicoli industriali nella sua trasformazione verso un futuro più sostenibile. Quando si tratta di elettrificazione di veicoli industriali, l’attenzione non sarà solo sul powertrain. In questo segmento, circa il 50% dei veicoli è equipaggiato anche per l’utilizzo come veicoli per le municipalizzate, nei cantieri, nei depositi, eccetera. Attualmente i veicoli specializzati, quali autogrù, dumper o betoniere necessitano di PTO opportunamente progettate che vengono accoppiate al motore o alla trasmissione del motore a combustione. Tuttavia, poiché l’architettura dei propulsori convenzionali differisce radicalmente da quella degli elettrici, le tradizionali interfacce non vengono più utilizzate e le future PTO devono essere
riprogettate. “È qui che ZF, con la sua esperienza come fornitore di sistemi, può davvero supportare l’industria nel suo percorso verso l’elettrificazione”, spiega Kleber Vinhas, responsible for the CV Powertrain Modules product line nella Divisione Commercial Vehicle Technology di ZF. “Con eWorX, abbiamo semplificato l’integrazione delle attrezzature all’interno di nuove piattaforme e stiamo fornendo al mercato una nuova interfaccia standard per il funzionamento dei macchinari. È una soluzione intelligente che ci avvicina alle emissioni zero e grazie alla quale supportiamo i produttori di veicoli e gli allestitori nel gestire in modo ottimale la complessa sfida dell’elettrificazione”. La famiglia di prodotti di nuova concezione offre un’innovativa soluzione completa per l’elettrificazione efficiente delle PTO usate per il funzionamento delle attrezzature di lavoro, indipendentemente dall’architettura utilizzata per l’azionamento. I vantaggi sono il funzionamento a zero emissioni locali con una rumorosità notevolmente ridotta, che ne facilita in particolare l’uso
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nelle città e nelle aree residenziali. Il cuore del sistema è ZF eCubE, che assicura il collegamento tra la batteria del veicolo e la ZF ePTO elettrica e modulare, che a sua volta aziona l’attrezzatura. ZF eCubE contiene un’elettronica di potenza adeguata, una centralina e pacchetti software su misura per la particolare applicazione. La connessione perfetta al CAN-bus del veicolo integra le soluzioni eWorX con la batteria del veicolo e i sistemi di gestione dell’energia. Sono inoltre possibili nuove funzioni di sicurezza e di assistenza, così come la possibilità di controllare i macchinari tramite smartphone o tablet dall’esterno della cabina di guida. ZF ha allestito un dumper elettrificato e controllabile da remoto come veicolo di prova. Il prototipo è attualmente sottoposto a un’intensa fase di test in condizioni reali presso la sede di ZF a Schweinfurt. In collaborazione con diversi allestitori, sono già in costruzione altri veicoli con soluzioni per azionamenti ausiliari elettrici. I produttori coinvolti effettueranno anche test approfonditi di questi prototipi nel mondo reale.
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NOTIZIE CASE CE
La scelta di CEMEX CASE Construction Equipment è una delle due aziende vincitrici di una gara d’appalto indetta da CEMEX, leader nel settore dei materiali da costruzione. L’accordo sancisce la cooperazione tra i due marchi e prevede l’acquisto da parte di CEMEX di una serie di macchine CASE a ridotto consumo di carburante per molti mercati in tutta Europa, compresi Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Polonia, Germania e Regno Unito. In seguito all’aggiudicazione dell’appalto, la prima serie di macchine è già stata consegnata in Francia e ulteriori consegne sono in programma nelle prossime settimane. Questo il commento di Andrea Rapali, Key Account Director Europa, a nome di CASE: “CEMEX, leader mondiale nel settore dei materiali da costruzione, ha deciso di proiettarsi verso un futuro migliore grazie all’adozione di prodotti e soluzioni sostenibili. Siamo onorati che CEMEX abbia scelto CASE per supportare questo progetto e non vediamo l’ora di consolidare la nostra collaborazione e lavorare fianco a fianco con loro, sia oggi che nel futuro”. Craig Hooper, Mobile Equipment Fleet e Category Manager di CEMEX, ha commentato: “CEMEX, tra i maggiori fornitori al mondo di
soluzioni per le costruzioni, si impegna a tracciare la rotta verso un’economia a basse emissioni di carbonio e monitora da vicino tutte le aree in cui opera, al fine di adottare soluzioni sempre più efficienti. I veicoli che utilizziamo per svolgere il nostro lavoro sono una parte fondamentale di questo processo e siamo molto felici di aver
concluso questo accordo con CASE per la fornitura di nuove macchine, perché ciò offrirà un significativo beneficio in termini di sostenibilità a tutte le operazioni di CEMEX in Europa. Le macchine CASE, infatti, offrono tecnologie avanzate e consumi ridotti, grazie a un rapporto peso-potenza migliorato. Non vediamo l’ora di lavorare con CASE
per esplorare nuove opportunità e continuare a migliorare le credenziali ecologiche della nostra flotta”. L’ordine prevede la consegna delle seguenti macchine a diversi siti CEMEX in tutta Europa: due apripista cingolati 1650M, due terne 580ST, una pala gommata 1121G e due pale gommate 521 G in Francia; due pale gommate 821G in Spagna; due pale gommate 821G in Polonia; una pala gommata 621G in Repubblica Ceca; una pala gommata 1021G in Germania; una pala gommata 621G, una pala gommata 821G e una terna 580ST al Regno Unito. 12 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
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NOTIZIE NIEDERSTÄTTER
Approccio “green” nelle costruzioni Niederstätter, azienda specializzata nel mercato dei macchinari edili e da costruzione, ha partecipato all’edizione 2021 di Ecomondo - l’evento di riferimento in Europa per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa che si è svolta al Quartiere Fieristico di Rimini. Niederstätter aveva uno stand di 100 m2 nel padiglione C3 (Area “Rifiuti e risorse” / “Macchinari e attrezzature per la movimentazione e il sollevamento”) in cui è stato possibile scoprire e osservare da vicino i dettagli di due macchine Kramer: la pala gommata 4507 con benna multiservice da 1,75 m³ e la pala gommata telescopica 8145T con benna per carico leggero. Niederstätter è da sempre vicina alle tematiche green e della sostenibilità nel mondo edile, mettendo a disposizione macchinari a basse emissioni nei cantieri e
un’opportunità unica per stringere nuove conoscenze o partnership e allargarsi a nuovi territori, anche dopo la nostra recente apertura della nuova sede di Bergamo”, ha spiegato Daniela Niederstätter, membro del consiglio d’amministrazione dell’azienda altoatesina. “Inoltre, vogliamo continuare a diffondere il nostro approccio green al mondo delle costruzioni, facendo conoscere mezzi e servizi a disposizione dei lavoratori”. I due macchinari presenti a Ecomondo però sono pensati anche per offrire vantaggi positivi a tutte quelle aziende del settore Recycling. Il riciclaggio richiede macchine dotate di grande potenza di sollevamento e ottime prestazioni per trasportare o impilare i vari materiali. Per questo la scelta del mezzo è fondamentale per svolgere un lavoro che porti a una gestione ottimizzata del rifiuto e che consenta di recuperare
nei luoghi di lavoro del Nord Italia. D’altronde, è da tempo che si parla della svolta decisa che il comparto edilizia dovrebbe attuare verso la digitalizzazione e verso un approccio maggiormente improntato al rispetto dell’ambiente. I due veicoli esposti a Ecomondo, potenti e performanti, rappresentano un primo passo verso un nuovo modo di concepire i luoghi di lavoro. “La fiera Ecomondo rappresenta 14 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
valore, ridurre l’impatto ambientale e garantire la piena conformità alle normative. Niederstätter, attraverso una consulenza mirata ed esaustiva dei suoi esperti, permette a tutte le aziende del comparto di trovare il modello di macchina più adatto a ogni applicazione in base alle caratteristiche tecniche e ai pregi, grazie a un portafoglio completo di macchine industriali e accessori aggiuntivi. Niederstätter - che propone inoltre l’opzione del riacquisto delle macchine industriali obsolete - vanta un’esperienza di oltre 45 anni nella vendita e noleggio delle macchine edili e di tutti i servizi a loro connessi, presenta soluzioni efficaci e offre un vasto portafoglio di servizi combinati a una consulenza personalizzata, studiata per sostenere il lavoro delle imprese coinvolte nel settore del riciclaggio e dell’industria. L’azienda offre ai clienti un servizio a 360°: dalla pianificazione del cantiere all’assistenza organizzativa e burocratica, compresa la consulenza sulle soluzioni di finanziamento degli acquisti e sulle agevolazioni fiscali; dall’addestramento degli operatori sui macchinari edili acquistati o noleggiati ai corsi di formazione; dal trasporto e l’installazione dei macchinari alle riparazioni, l’assistenza e la cura. Fondata nel 1975, conta su oltre 70 dipendenti e filiali a Bolzano, Verona, Bergamo e Treviso.
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NOTIZIE FLASH BATTERY
La terza volta del premio “Best Managed Companies” Flash Battery, produttore italiano di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici si è aggiudicata per la terza volta il premio “Best Managed Companies”, il riconoscimento assegnato alle aziende italiane che si sono distinte per strategia, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, governance e performance, internazionalizzazione e sostenibilità. L’azienda di Sant’Ilario d’Enza - che il 1° ottobre ha inaugurato la nuova sede con il presidente della Regione EmiliaRomagna, Stefano Bonaccini – si è così confermata tra le 74 imprese italiane (12 quelle emilianoromagnole) più performanti in base alle valutazioni effettuate da Deloitte Private in collaborazione con ELITE – il programma di Borsa Italiana che supporta lo sviluppo e la crescita delle imprese ad alto potenziale -, Confindustria e ALTIS-Università Cattolica di Milano. “Un riconoscimento – sottolinea Marco Righi, CEO di Flash Battery – che acquisisce un sapore del tutto particolare, sia perchè cade a ridosso dell’inaugurazione del nuovo stabilimento che ci consentirà
di rafforzare ulteriormente la produzione e l’attività di ricerca su processi di elettrificazione all’insegna della sostenibilità, sia perchè evidenzia il forte trend di sviluppo mantenuto anche in questo secondo anno ancora segnato dal Covid, con esiti che si traducono in una nuova crescita dell’occupazione, in un aumento del fatturato prossimo al 30% e nel forte rafforzamento delle partnership internazionali su progetti promossi dall’Unione Europea per il passaggio ad un continente a zero emissioni di carbonio entro il 2050”. Il nuovo stabilimento in cui Flash Battery ha trasferito le attività è stato realizzato su una superficie di oltre 20.000 m2, quintuplicando le dimensioni del precedente insediamento. L’area produttiva occupa 3.200 m2, con possibilità di espansione per ulteriori 5.000 m2 e fino a 150 postazioni di lavoro; agli spazi dedicati alla produzione e alla sperimentazione si aggiungono 1.500 m2 di uffici e i locali dedicati alla ricerca. “Congratulazioni a Flash Battery per questo importante riconoscimento”, dichiarano Ernesto Lanzillo, Partner Deloitte
e Deloitte Private Leader, e Andrea Restelli, Partner Deloitte e responsabile BMC. “Anche questa edizione, come quella del 2020, si è svolta in un contesto di pandemia, con rilevanti ed eterogenee conseguenze sull’attività di tutte le imprese italiane. Il vero elemento differenziante è rappresentato dal fatto che le aziende premiate hanno dimostrato una forte capacità di adattamento al contesto e reazione sia alla crisi pandemica sia a quella economica. In una sola parola: resilienza. Una qualità indispensabile per puntare sull’obiettivo della crescita a lungo termine, facendo tesoro dei propri valori fondanti e adeguando strategie e modelli operativi al nuovo contesto”.
TREVI BENNE È “CAMPIONE DELLA CRESCITA 2022”! Trevi Benne fa parte delle 600 aziende italiane con la maggior espansione economica nel triennio 2017-2020. L’Istituto tedesco qualità ITQF ha stilato la classifica delle aziende italiane autocandidatesi con il maggior tasso di crescita di fatturato nel triennio 2017-2020. La “long list” iniziale ha compreso oltre 25.000 aziende con alto tasso di crescita ed è stata redatta tramite ricerca in banche dati (camere di commercio, eccetera), dati aziendali online, analisi di gare ed edizioni precedenti di Campioni della Crescita. Queste fonti censiscono circa 8 milioni di imprese italiane. Rientrare tra i 600 Campioni della Crescita 2022 è prova tangibile del successo aziendale e un riconoscimento ufficiale all’impegno, alla lungimiranza e alla gestione virtuosa.
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NOTIZIE HAMM
La discarica di Steinmühle aumenta la capacità con il rullo VC La discarica di Steinmühle si trova in un’ex cava di basalto; poiché a volte questo materiale contiene amianto, questo luogo si è prestato come sito di stoccaggio per macerie edili contenenti proprio amianto e altri rifiuti minerali aventi classe di conferimento 1 (DK 1). I rifiuti imballati vengono scaricati qui da oltre 30 anni; allo stesso modo, viene stoccata la lana di vetro pressata, rivestita contro la penetrazione di polvere e modellata in cuboidi. Questi pacchi vengono collocati in strati fino a 2 m di altezza; ciascuno di questi strati viene ricoperto da macerie edilizie non contaminate, mattoni rotti, resti di cemento e ceneri provenienti dall’incenerimento dei rifiuti. Dalla fine del 2020 la relativa compattazione è avvenuta con un rullo compattatore H 25i VC di Hamm, dotato di una speciale ventilazione protettiva per salvaguardare l’operatore. Il rullo rompe e compatta il materiale in un unico passaggio: “I rifiuti qui conferiti si possono compattare molto bene grazie alla combinazione di peso e vibrazioni; ciò crea un’ampia varietà di granulometrie”,
spiega Peter Förster, responsabile della discarica. Dopo numerosi test con vari dispositivi e soluzioni, si è deciso a favore del rullo Hamm: “Vogliamo compattare per avere quanto meno spazio vuoto possibile, perché lo spazio in discarica sta diventando sempre più prezioso. Dal nostro punto di vista, il concetto VC è la soluzione più efficiente per tale compito”. Compattando i rifiuti con l’H 25i VC, in discarica è possibile conferire più materiale rispetto a quanto originariamente previsto. “Prima usavamo un compattatore di rifiuti senza vibrazioni. Con il rullo compattatore VC possiamo ora raggiungere una densità di 1,3 t/m³: ciò significa che
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potremo utilizzare la discarica più a lungo, aumentando in ultima analisi anche la redditività”, afferma Förster. Per il team è stato importante anche il processo di compattazione: “Con pochi passaggi siamo in grado di realizzare un incastro ottimale dei materiali rotti. Qui la vibrazione è un grande vantaggio. Con la sola compattazione statica non possiamo raggiungere il grado di compattazione desiderato”. Nella discarica è stato stabilito un processo efficiente per lo stoccaggio dei rifiuti: le macerie vengono distribuite su ogni strato di materiale contaminato insieme ad altri rifiuti opportunamente classificati in uno strato alto circa 30 cm; due collaboratori sono responsabili della frantumazione e della compattazione con il rullo compattatore VC; entrambi azionano il rullo compattatore VC alternandosi con altri dispositivi. Hamm ha progettato i rulli VC come macchine per impieghi Heavy Duty. Tra le altre cose, il giunto oscillante articolato in tre punti, il sottoscocca, il telaio anteriore e la sospensione del tamburo, compresa la trasmissione, sono rinforzati rispetto ai normali compattatori. Il rullo compattatore VC è dotato di serie anche del sistema di controllo Hammtronic e del misuratore di compattazione HCM (Hamm Compaction Meter). Nonostante la struttura rinforzata, il consumo di carburante rimane basso: nella discarica di Steinmühle è di circa 20 l/h.
NOTIZIE KLEEMAN
Il sistema di comando digitale SPECTIVE CONNECT
Con il sistema di comando SPECTIVE CONNECT, Kleemann si propone quale leader nel settore per quanto riguarda le interfacce utente. L’impianto si avvia con il touchpanel da 12” SPECTIVE, che si trova direttamente sull’impianto. Questo sistema di comando intuitivo rende più facile per l’operatore eseguire le impostazioni necessarie: una volta impostato, l’impianto funziona in modalità automatica; quando si utilizzano più impianti concatenati, dopo le impostazioni iniziali l’operatore può collegarsi direttamente a tutta la linea e non solo ai singoli impianti. Una novità nel mondo SPECTIVE sono i radiocomandi: con il radiocomando grande si muovono gli impianti dal carro a pianale ribassato e si può eseguire il processo di preparazione
comodamente e a distanza di sicurezza; con il radiocomando piccolo si possono controllare tutte le principali funzioni della modalità automatica restando comodamente sull’escavatore. Livello del gasolio, consumo medio di carburante, rendimento medio, regolazione della fessura, grado di utilizzo e molti altri importanti dati del processo possono essere visualizzati in qualsiasi momento grazie al pannello di controllo. Nella maggior parte dei casi l’operatore non deve neppure
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uscire dalla cabina né interrompere il processo in corso. Per esempio può vedere sullo smartphone se il livello del gasolio è basso e ordinare il rifornimento direttamente dalla cabina. L’operatore ha sott’occhio il grado di utilizzo della macchina e può quindi regolare il caricamento di conseguenza. Può avere informazioni sul rendimento giornaliero già raggiunto, confrontarlo con quello del giorno precedente e molto altro ancora. SPECTIVE CONNECT di Kleemann permette maggiore sicurezza per l’operatore, maggiore disponibilità operativa, migliore utilizzo dell’impianto e quindi una redditività più alta. In caso di anomalia SPECTIVE CONNECT non segnala genericamente un errore, ma indica i componenti interessati e suggerisce come risolvere il problema. L’operatore può raggiungere il punto dove si è verificato il problema portando con sé lo smartphone e seguire passo dopo passo le istruzioni sul display. L’app SPECTIVE CONNECT genera automaticamente report ben strutturati sui consumi, sul rendimento e sul grado di utilizzo dell’impianto. Questi report possono essere inoltrati tramite Messenger o per e-mail. Ciò assicura al gestore dell’impianto la trasparenza nell’intero processo. SPECTIVE CONNECT di Kleemann è disponibile a richiesta per il nuovo impianto di frantumazione a mascelle MOBICAT MC 110(i) EVO2 e il nuovo impianto di frantumazione a cono MOBICONE MCO 90(i) EVO2. Gradualmente entrerà a far parte dell’equipaggiamento di altre macchine SPECTIVE o sarà disponibile come retrofitting. L’app può essere installata su smartphone iOS e Android.
AL VOSTRO SERVIZIO, PRONTI A SODDISFARE LE VOSTRE ASPETTATIVE Come fornitore di attrezzature per l’edilizia su scala globale, Yanmar Compact Equipment EMEA lavora con un dealer network di oltre 170 concessionari in 37 paesi. Questo approccio internazionale assicura un rapporto stretto con i nostri clienti, una profonda comprensione delle dinamiche di mercato e una presenza diretta sul campo nelle attività di vendita e assistenza tecnica. Il dealer network Yanmar aderisce sempre ai valori di Yanmar. Sia che si tratti di velocità, che di affidabilità, competenza o qualità del servizio, scoprirete che i nostri concessionari saranno sempre pronti ad aiutarvi e faranno realmente la differenza.
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NOTIZIE ASPHALTICA & OILNONOIL
In tre giornate superati i 5.000 visitatori Oltre 5.000 gli operatori qualificati: è il consuntivo con cui Oil&nonOil e Asphaltica hanno chiuso le tre giornate di manifestazione a Veronafiere. Le due rassegne, per la prima volta insieme, hanno riunito imprese e professionisti della filiera stradale, dalle infrastrutture, alla distribuzione dei carburanti fino ai servizi per la mobilità. Soddisfazione tra le 150 aziende espositrici e il pubblico business presente. “Abbiamo centrato l’obiettivo di creare nuove sinergie tra due format affini, riunendoli in un unico polo fieristico che guarda al futuro della smart road”, ha commentato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. “Una strategia che è stata premiata dai visitatori che, per numero, hanno già quasi recuperato i livelli pre-pandemia, con ben 250 buyer arrivati dall’estero nonostante l’attuale congiuntura. Siamo riusciti a garantire un evento b2b sicuro dal lato sanitario ed efficace dal punto di vista commerciale”. Oil&nonOil è la rassegna che dal 2012 porta a Veronafiere il mondo della rete distributiva e di stoccaggio dei carburanti, delle oltre 22mila stazioni di servizio e dei 25mila autolavaggi in Italia, con
uno sguardo sul futuro delle nuove energie e della mobilità alternativa. Asphaltica rappresenta il principale salone nazionale per tecnologie e soluzioni per pavimentazioni stradali, sicurezza e infrastrutture. Ad organizzarlo sono Veronafiere
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e SITEB – Strade Italiane e Bitumi, l’associazione che riunisce le imprese italiane del comparto nel Paese vale circa 6 miliardi di euro, con 400 impianti per l’asfalto in attività e 38.000 addetti diretti, che arrivano a 500.000 se si considera l’indotto. A integrare e completare la parte espositiva delle due rassegne, 45 convegni e workshop che, nelle tre giornate, hanno analizzato le opportunità offerte dal PNRR e affrontato temi d’attualità come transizione energetica, sicurezza sulle strade, logistica e la grande sfida dell’idrogeno “green”. Numerose le presenze istituzionali e del mondo associativo in fiera: tra gli altri, all’inaugurazione è intervenuta la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde; la giornata conclusiva ha visto la visita del vicepresidente della Camera dei Deputati, Ettore Rosato.
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NOTIZIE DOOSAN
La pala gommata Doosan DL280-7 conquista Barbetti Materials frazione maggiormente presente nel calcestruzzo. La nuova pala gommata Doosan DL280-7 è utilizzata per prelevare gli inerti stoccati nelle aree adibite alla separazione dei materiali e quindi riversarli nelle tramogge dell’impianto di calcestruzzo, le cui bocche di carico hanno un’ampiezza di 3 m. La benna, dalla larghezza di 2,75 m riesce ad alimentare perfettamente le tramogge, sulla base della composizione del calcestruzzo stabilita. Renzo Barbetti, responsabile ufficio acquisti della Barbetti Materials, afferma: “Abbiamo scelto Doosan perché ne apprezziamo la tecnologia Le prestazioni dimostrate in occasione dei Doosan Quarry Days, i bassi costi di gestione, l’estensione della garanzia a 60 mesi e il comfort rafforzato della cabina della nuova pala Doosan DL280-7 hanno conquistato la storica azienda produttrice di calcestruzzi Barbetti Materials di Gubbio (PG). Nata nel 2013 dalla fusione tra Prebeton Calcestruzzi e Tecnocal, la Barbetti Materials, attraverso una vasta rete di impianti produttivi automatizzati e dotati di sistema di controllo della produzione, rappresenta un punto di riferimento per le aziende operanti nel settore edile del Centro Italia per quanto riguarda la produzione e fornitura di calcestruzzo di diversa tipologia. L’azienda si distingue per la capacità di garantire una continua innovazione tecnologica del sistema produttivo, grazie anche a un efficiente e nuovissimo parco automezzi, nel più rigoroso rispetto dell’impatto ambientale, della sicurezza delle persone e dell’accurata selezione delle
materie prime, eseguita attraverso severe prove di accettazione. La centrale di Filigne Valdarno (FI), una delle 20 centrali del gruppo Barbetti Materials, produce calcestruzzo che fornisce a numerose aziende del territorio per molteplici necessità quali, ad esempio, la recente realizzazione della terza corsia dell’autostrada A1 nel tratto Firenze sud. Nella centrale di Filigne Valdarno la pala gommata DL280-7, senza l’ausilio di altri mezzi, lavora costantemente per la movimentazione ed il caricamento in tramoggia di materiali “mossi” (comunemente chiamati “inerti”), quali la ghiaia e la sabbia, che rappresentano la
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all’avanguardia e i costi di gestione vantaggiosi. In particolare, le nuove pale gommate Doosan Serie-7 si distinguono per un rapporto euro/h di lavoro davvero favorevole. All’interno della gamma della Serie-7, la pala gommata DL280-7 è risultata la soluzione ottimale, non solo per i consumi ridotti, ma anche per l’eccellente comfort della nuova cabina, l’ottima idraulica e il perfetto compromesso tra larghezza benna, assolutamente adatta per il caricamento della tramoggia, e le dimensioni contenute del mezzo. Siamo davvero soddisfatti della nostra scelta. Ci rendiamo conto di avere acquistato una delle pale più complete attualmente disponibili nel panorama mondiale”.
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NOTIZIE JCB
Sinergia con Pitteri Violini per Italia e San Marino JCB Power Systems ha oggi un nuovo partner per la distribuzione dei propri motori OEM in Italia e San Marino che supporterà e amplierà ulteriormente la base dei clienti nella regione. Fondata oltre 90 anni or sono, Pitteri Violini è un’azienda a conduzione familiare che attualmente distribuisce marchi complementari a JCB Power Systems e gestisce la fornitura di ricambi, l’assistenza e la realizzazione di soluzioni su misura per i clienti OEM. Ben Mark, JCB OEM Engine Sales Manager Europe, ha dichiarato: “L’Italia è un’area europea chiave per JCB, con un grande numero di clienti OEM. La scelta di Pitteri Violini dimostra il nostro impegno a far crescere la nostra quota di mercato e a migliorare ulteriormente il nostro supporto ai clienti della
regione. Grazie a quasi 100 anni di presenza sul mercato italiano Pitteri Violini può vantare una vasta esperienza e competenza e condivide i valori chiave di qualità, affidabilità e reattività con JCB. Sono lieto di vedere questa nuova partnership crescere e distribuire i motori JCB a nuovi clienti, garantendo al contempo che quelli esistenti continueranno a ricevere gli altissimi livelli di servizio che
da noi si attendono”. Leonardo Zappella, amministratore delegato di Pitteri Violini, ha dichiarato: “Pitteri Violini era alla ricerca di un marchio prestigioso nella gamma di potenze superiori a 50 kW da rappresentare sul mercato italiano attraverso la nostra rete; JCB Power Systems è in tal senso il partner perfetto. Grazie alla gamma JCB Power Systems, Pitteri Violini sarà in grado di fornire e supportare un ventaglio più ampio di produttori italiani di macchinari e attrezzature. Tutti i potenziali clienti alla ricerca di un motore potente e conforme ai più recenti standard di emissioni avranno ora l’opportunità di installare un’unità JCB usufruendo di tutti i vantaggi offerti da prodotti di altissima qualità e della nostra esperienza e rapidità di intervento”.
IN.CO.FIN.
Con Blaxtair, massima sicurezza nei siti industriali Con la sua capacità di distinguere i pedoni dagli ostacoli in tempo reale il sistema Blaxtair, distribuito in Italia da IN.CO.FIN. (Origgio – VA), avverte il conducente degli eventuali pericoli e aiuta a ridurre il numero di incidenti all’interno dei siti industriali. L’implementazione di questa (innovativa) tecnologia a intelligenza artificiale (AI) garantisce a dipendenti e partner la massima sicurezza, che rappresenta sempre una priorità. Blaxtair genera allarmi rilevanti per il conducente, evitando il fastidio di avvisi inutili e la perdita di vigilanza associata, ed evita i costi dovuti a interruzioni della produzione, incidenti e
infortuni. Resistente ad ambienti severi in termini di urti, vibrazioni o temperature (da -40°C a +75°C), così come a diverse condizioni climatiche (forte luminosità, fango, pioggia, neve, eccetera), il sistema è resistente all’acqua e alla polvere (testa IP69K), è compatibile con tutti i tipi e le marche di macchine
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industriali (carrelli elevatori, caricatori, escavatori, dumper, eccetera) e presenta zone di rilevamento configurabili e diverse configurazioni e opzioni disponibili per adattarsi alle varie tipologie di macchina. Tra le peculiarità del sistema Blaxtair, dunque: una telecamera stereoscopica che cattura immagini in 3D; un’unità di elaborazione che riconosce e localizza le persone in situazioni pericolose grazie ad algoritmi di AI; un dispositivo di allarme, uno schermo LCD o un cicalino a LED che avvisa il conducente con un allarme visivo e sonoro se viene rilevata una persona nella zona di pericolo definita.
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NOTIZIE KUBOTA
Il nuovo centro di distribuzione di Weert Kubota ha confermato il trasferimento del suo centro di distribuzione europeo in una nuovissima sede all’avanguardia nella città olandese di Weert. La struttura di 62.000 m² fungerà da Hub per le operazioni continentali di Kubota, il trasferimento completo richiederà 12 mesi. In questo contesto, Kubota continuerà a lavorare in stretta collaborazione con lo specialista della logistica globale Broekman Logistics,
che è il partner di lunga data in materia di trasporto. Il significativo investimento di Kubota nel nuovo centro di distribuzione va oltre le sue strutture all’avanguardia. La società investirà anche nella forza lavoro del centro, per rafforzare il team operativo e gestionale. Mikio Taguchi, presidente di Baumaschinen GmbH e Executive vicepresidente della Business Unit CE Europe presso Kubota Holding Europe
B.V, ha dichiarato: “Il passaggio a una nuovissima struttura di distribuzione nei Paesi Bassi è un importante passo avanti per Kubota. L’entusiasmante espansione rappresenta un investimento prolungato e considerevole nelle operazioni dell’azienda e ci aiuterà non solo a migliorare ulteriormente la nostra attuale offerta di servizi, ma ad aumentare la soddisfazione di rivenditori, distributori e, in definitiva, dei clienti finali”.
BOSCH REXROTH
Nuovo investimento di oltre 400 milioni Di fronte alla carenza di chip a livello mondiale, Bosch sta incrementando i propri investimenti in questa area. Ad appena qualche mese dall’apertura della nuova fabbrica di wafer a Dresda, il fornitore di tecnologia e servizi ha annunciato un altro investimento a nove cifre per la produzione di chip. Solo nel 2022 Bosch prevede di destinare oltre 400 milioni di euro per ampliare le fabbriche di wafer a Dresda e a Reutlingen, in Germania, e le attività dei semiconduttori a Penang, in Malesia. “La domanda di chip sta continuando a crescere a una velocità vertiginosa. Alla luce degli attuali sviluppi, stiamo ampliando sistematicamente la nostra produzione di semiconduttori in modo da poter fornire ai clienti il miglior supporto possibile”, ha dichiarato Volkmar Denner, CEO
del Gruppo Bosch. Gran parte degli investimenti riguarderà la nuova fabbrica di wafer da 300 mm di Bosch a Dresda, dove la capacità di produzione sarà incrementata con una velocità ancora superiore nel 2022. Circa 50 milioni di euro della somma prevista verranno impegnati il prossimo anno nella fabbrica di wafer di Reutlingen, vicino a Stoccarda. Sempre qui, dal 2021 al 2023 Bosch investirà un totale di 150 milioni di euro in
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ulteriori clean-room. A Penang, in Malesia, Bosch sta costruendo da zero un test center per i semiconduttori. A partire dal 2023, il centro testerà i sensori e i chip semiconduttori finiti. “Questi investimenti pianificati dimostrano ancora una volta l’importanza strategica di disporre di una nostra capacità di produzione per la tecnologia chiave dei semiconduttori”, ha dichiarato Denner.
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NOTIZIE DIEMME FILTRATION
La Filtro Pressa più grande del mondo Diemme Filtration (parte di Aqseptence Group) ha progettato, in collaborazione con Oleomec e Bosch Rexroth, la Filtro Pressa più grande al mondo. Aqseptence Group è leader mondiale nella realizzazione di prodotti, attrezzature e sistemi specializzati di trattamento acque, incluse la separazione e filtrazione. Il brand Diemme Filtration appartenente ad Aqseptence Group, invece si distingue per essere leader nell’engineering design grazie al suo prodotto di punta, ovvero la Filtro Pressa. Gli ambiti di applicazione sono numerosi e vanno dal chimico all’agro-alimentare fino all’oil&gas, ma il principale resta quello minerario, che da 15 anni riveste la parte più importante in termini di fatturato. Diemme Filtration si è specializzata sempre di più nell’ambito della separazione solido/liquido per i processi
industriali, offrendo a livello globale uno dei ventagli più ampi di Filtri Pressa all’avanguardia. L’attenzione per la customizzazione dei suoi prodotti è sempre stata una parte importante e per tale ragione la scelta dei suoi partner si rivela uno step fondamentale per un risultato finale di alta qualità, come nel caso di Oleomec
e Bosch Rexroth per il progetto in questione. Oleomec è invece un’azienda con esperienza di oltre 40 anni nel settore della movimentazione oleodinamica e offre svariati servizi: fornitura di componenti oleodinamici, progettazione e produzione di impianti oleodinamici in base alle specifiche richieste del cliente, progettazione e produzione di blocchi idraulici, completi di valvole, consulenza tecnica e assistenza e manutenzione su impianti oleodinamici.
oleodinamico. Quest’ultima ha scelto Bosch Rexroth per avere un gruppo motopompa completo e un blocco realizzato dietro progettazione di Oleomec. Le pompe serie A4VSO scelte per quest’applicazione, di taglia 355 cc e dotate di regolatore controllo potenza/cilindrata, permettono il controllo continuo della portata con pilotaggio idraulico offrendo ottime proprietà di risposta e bassa isteresi. L’utilizzo della versione “H” permette di raggiungere regimi di rotazione superiori rispetto
Nel 2017 è emersa una necessità dettata anche delle esigenze del mercato minerario, ovvero costruire una Filtro Pressa molto grande in termini di dimensioni. Diemme Filtration ha deciso di rivolgersi a Oleomec, con la quale collabora ormai da diversi anni, per la progettazione e dimensionamento dell’impianto
allo standard riducendo i rischi di danneggiamento da cavitazione. La soluzione integrata gruppo motopompa di completa fornitura Bosch Rexroth include anche il blocco di pilotaggio, dimensionato per consentire alla pompa di operare al meglio. La Filtro Pressa è lunga 40 m e alta 7 m. Con questa macchina si passa da quello che è lo standard tipico con piastre di 2,5 x 2,5 m a 5 x 5 m. In termini di prestazioni è capace di trattare dalle 8.000 e alle 12.000 t/ giorno di scarto minerario (tailings) rispetto alle 2.000 del passato.
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ATTUALITA’ Mercato del noleggio
È andata in scena la XXIX edizione del congresso Assodimi-Assonolo, che ha accolto una lunga lista di ospiti i cui interventi hanno permesso alla folta schiera di partecipanti di trarre un’analisi complessiva del momento (positivo) di un mercato del noleggio già proiettato verso un futuro estremamente ricco di opportunità di Mirko Brusamolino
TUTTI PER UNO,
NOLEGGIO PER TUTTI!
D
opo l’evento virtuale del 2020, quest’anno il congresso organizzato da Assodimi-Assonolo e dedicato al mondo del noleggio ha fatto ritorno per la sua 29ª edizione nella sua tipica forma in
presenza, per di più in una cornice di forte valenza storica come la Stazione Leopolda di Firenze. Il filo conduttore di questa nuova edizione è stato il concetto di lavoro di squadra, ben espresso dallo slogan dell’evento (richiamando il celebre motto dei
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moschettieri di Alexandre Dumas): “Tutti per uno, noleggio per tutti!”. Un congresso che ha voluto innanzitutto fare il punto su un’annata per il settore del noleggio decisamente positiva, che ha retto bene l’urto della pandemia ed è riuscito a rilanciarsi, e poi traccia-
re un quadro generale in merito al futuro che attende il mercato, grazie anche all’aiuto di numerosi interventi da parte di ospiti d’eccezione e figure di spicco del mondo dell’imprenditoria, dell’economia e dello sport. Pronti, partenza…via! Dopo i consueti saluti di rito, di fronte a un pubblico vasto composto da noleggiatori, aziende di prodotti e servizi e clienti del mondo del noleggio, i vertici di Assodimi hanno riepilogato le varie attività e progetti in cantiere dell’associazione e confermato il momento decisamente positivo del settore: “L’associazione sta crescendo, così come il settore del noleggio, e notiamo fermento ed entusiasmo sul mercato”, ha af-
fermato il presidente Mauro Brunelli. Sono quindi iniziati gli interventi sul palco della Stazione Leopolda. Prima apparizione tra gli ospiti di rilievo del mondo dell’imprenditoria nel noleggio è stata quella di Raffaella Tavazza, vicepresidente e amministratore delegato del Gruppo Locauto (azienda leader nel settore noleggio auto e furgoni in Italia). Definita da Forbes come “la manager che sta rivoluzionando il settore del noleggio auto”, Tavazza ha sottolineato come il comparto dell’autonoleggio sia un settore parallelo, “se vogliamo ‘cugino’ a quello del noleggio di macchine operatrici”, ponendo l’accento sul lavoro di squadra e sulla capacità di pensare fuori dagli schemi che necessita questo settore. Secondo Tavazza sono
queste le caratteristiche che si sono rivelate fondamentali al fine di affrontare il complicato periodo del lockdown e cogliere le opportunità che il cambiamento in atto portava con sé. “Durante il lockdown abbiamo dato vita a numerose iniziative, come ‘Smart Check-In’, che ha reso fluida la procedura di consegna dei veicoli e ha radicalmente diminuito le code e gli assembramenti presso gli sportelli di noleggio, la formula ‘Bau the way’, che permette al cliente di portare in viaggio con sé il proprio animale domestico, e ‘Locauto Young’ che dà la possibilità e la fiducia anche ai neopatentati di noleggiare un veicolo, diritto che sul mercato viene solitamente concesso a clienti con almeno più di un anno di guida”, ha concluso Raffaella Tavazza.
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ATTUALITA’
Flusso economico positivo Uno dei momenti più attesi della giornata è stato l’intervento da parte del professor Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, che ha portato un focus sul mercato e l’economia del nostro Paese. Il professore ha aperto il suo intervento con una chiara rappresentazione dello scenario economico italiano di oggi, sottolineando un’evidente positività dovuta anche, a seguito della crisi finanziaria scampata lo scorso anno, a un importante innesto di liquidità all’interno dell’e-
Ma oltre alla situazione sanitaria, un’altra grande incognita che aleggia sulle economie dell’Italia e l’Europa è causata dal fenomeno dell’inflazione. Un aumento dei prezzi che secondo Cottarelli è indice di un chiaro spostamento della domanda di diverse categorie merceologiche dall’anno scorso al 2021. Questo fenomeno è reso evidente anche dal numero di container rimasti vuoti nel 2020, che nel 2021 hanno raggiunto rapidamente il livello di saturazione alla ripartenza dei mercati: “Quando l’inflazione cresce, di solito, intervengono le banche centrali aumentando i tassi, un’azione ancora non attuata perché potrebbe rivelarsi prematura e controproducente per i Paesi con un debito alto. Detto questo, non c’è ancora conomia del Paese da parte dell’Unione Europea: “Nel 2019 il deficit era di 28 miliardi di euro e l’anno dopo è cresciuto addirittura fino a 160 miliardi”, ha dichiarato Cottarelli. “Dall’Europa sono arrivati nel 2020 oltre 175 miliardi di euro, più altri 20 miliardi da altre istituzioni europee, in un momento in cui l’Italia necessitava, appunto, di 160 miliardi di euro. Questo ha permesso allo Stato italiano di eludere possibili problemi finanziari e ammortizzare la caduta del PIL (- 8,9 %), decisamente più contenuta rispetto a quella osservata in Paesi quali Spagna, Portogallo e Inghilterra”.
CARLO COTTARELLI
UN BUON PERIODO DI (RI)FORMA lavoro da fare al fine di garantire mag-
per porre in risalto questa delicata situa-
giori tutele per il settore e la sua filiera,
zione, in cui ormai da troppo tempo na-
come ci spiega Marco Prosperi, direttore
viga il nostro settore. L’associazione sta
di Assodimi-Assonolo: “La normativa da
lavorando per crescere ancora al fianco
seguire per il noleggio di una macchina
delle aziende e incrementare il mercato
operatrice si rifà ancora al codice mer-
del noleggio professionale, attraverso
cantile del 1942, usata anche per la lo-
progetti e iniziative che possano efficien-
cazione di abitazioni. Ma affittare un im-
tare le attività e incrementare la qualità
mobile è ben diverso dal noleggiare un
dell’offerta. Stiamo lavorando a progetti
escavatore. Il noleggio necessita di un
di digitalizzazione della documentazio-
DIRETTORE DI ASSODIMI-ASSONOLO
maggiore riconoscimento da parte dei
ne necessaria per una pratica di noleg-
legislatori, essendo questo mercato una
gio, per una più veloce e agevole gestio-
Il mercato del noleggio sta vivendo un
realtà sempre più importante e strategica
ne della burocrazia a favore anche della
periodo estremamente positivo, una cre-
per il settore delle costruzioni e il Paese,
sostenibilità ambientale. Inoltre, stiamo
scita costante anno dopo anno certifica-
che richiede una normativa che ricono-
lavorando sullo studio e la realizzazione
ta anche da un gruppo di associati sem-
sca e tuteli gli operatori. Noi stiamo cer-
di un contratto nazionale del noleggio
pre più numeroso tra le fila di Assodimi,
cando, attraverso varie attività, di ottene-
in modo tale che il settore possa bene-
che a oggi rappresenta oltre 150 società
re provvedimenti in tal senso e far senti-
ficiare di una struttura normativa chiara
di noleggio. Detto ciò, c’è ancora molto
re la voce di molti imprenditori e aziende
e ben definita.”
MARCO PROSPERI
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troppo margine per temporeggiare, dato che il rischio che questo fenomeno possa non essere più controllabile in futuro è sempre più concreto. Quello che è certo è che le politiche monetarie espansive di questi anni dovranno rallentare”, ha sottolineato Cottarelli. Intanto, il Pil italiano quest’anno mostra un tasso di crescita del 6,2% e nel primo trimestre 2022 dovrebbe riportarsi verso livelli pre-pandemia, pari a quelli visti nel 2019. Numeri importanti per un Paese che prima della pandemia presentava un tasso di crescita fermo da oltre 20 anni. La crescita del Paese è anche il tema centrale su cui ruota il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano: “Il Piano si sviluppa attorno a tre macroaree: investimenti pubblici, privati e capitale umano. Le leve di questo piano sono: minor pressione fiscale, riforma e semplificazione della pubblica amministrazione, velocizzazione dei tempi della giustizia civile, concorrenza e agevolazioni per l’Industria 4.0. Tutti ottimi propositi per un piano complessivamente positivo circondato, però, da elementi di incertezza, ad esempio le elezioni previste nel 2023, che non danno una reale sicurezza in merito a una sua continua ed efficace applicazione per tutta la sua durata, prevista per i prossimi cinque anni”, ha spiegato in conclusione Cottarelli.
FEDERICO DELLA PUPPA Oltre ogni aspettativa Dopo la “fotografia” macroeconomica del professor Cottarelli sullo stato di salute dell’economia italiana è venuto il momento dell’analisi più di dettaglio dello stato di salute del mercato del noleggio da parte di Federico della Puppa, responsabile area Analisi & Strategie presso Smart Land: “Dopo anni di crescita relativamente bassa il mercato delle costruzioni italiano in questo 2021 è cresciuto mostrando tassi più alti di quello europeo: del +287% rispetto al 40% dell’Unione Europea nel solo mese di aprile”. Una crescita mai vista prima e determinata, come già anticipato da Carlo Cottarelli, dall’ingente flusso di denaro arrivato dall’Europa e immesso nelle cas-
se dello Stato, che ha permesso l’introduzione di sostegni all’economia, come gli incentivi quali il Superbonus 110% e dello sconto in fattura. Questo ha portato il generarsi di un ottimo riverbero anche nel settore del noleggio, che ha assistito a una crescita su tutti i fronti di fatturato, di numero di imprese in utile e di redditività sul capitale (12%): “Ma anche questo flusso positivo è destinato a cessare una volta terminata la disponibilità degli incentivi e un settore come quello del noleggio, sebbene con una crescita del 36% del numero di imprese tra il 2011 e il 2021, presenta per oltre la metà di queste (52%) un fatturato che non supera i 250.000 euro all’anno”, ha segnalato Della Puppa. Un campanello di allarme per il settore, dato che in futuro il sistema di microimprese potrebbe non sopravvivere ai mutamenti di espansione e riorganizzazione del mercato verso una struttura più in linea con quella europea dominata da importanti “big player”. Verso un noleggio sostenibile Dopo la sessione mattutina che ha riguardato principalmente i temi imprenditoriali ed economici del settore, ad aprire i lavori del pomeriggio è stato l’intervento dell’Ing. Carlo Farina di Eco Certificazioni, chiamato sul palco
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ATTUALITA’ L’OPINIONE leggiare. Una soluzione che ha dato risposta alle esigenze del cliente e, al contempo, di quelle dell’emergenza sanitaria, che imponevano di ridurre drasticamente file e assembramenti. Inoltre, grazie alla possibilità di firmare comodamente il proprio contratto di noleggio attraverso un tablet elettronico, abbiamo risparmiato la
RAFFAELLA TAVAZZA
stampa di oltre 300.000 fogli di car-
VICEPRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO LOCAUTO
ta, con un netto contributo anche sot-
“Nel clima di paura e di incertezza
che di agevolazione e velocizzazione
sul futuro in cui abbiamo vissuto
dei processi. Il contribuito ambien-
un anno e mezzo fa, a seguito del-
tale di ‘Smart Check-In’, e i processi
la chiusura dei mercati a causa del
attuati all’interno dei nostri uffici di
lockdown, abbiamo cercato di indi-
eliminazione dell’uso della plastica,
viduare le necessità dei nostri clienti
hanno portato a un risparmio nel cor-
to il profillo dell’ecosostenibilità oltre
e le loro aspettative verso una socie-
so dell’anno di oltre 3.000 t di CO2.
tà di noleggio durante questa diffici-
Una visione lungimirante, innovativa
le situazione, per carpire un’oppor-
e fuori dagli schemi fa la differenza
tunità da ciò che stava succedendo.
in questo settore, permettendo di su-
Grazie a questo lavoro è nato Smart
perare anche le aspettative dei clien-
Check-In, un nuovo prodotto rivolu-
ti. Grazie a clienti che si sono sentiti
zionario che, tramite le nostre tecno-
ascoltati e dipendenti felici di contri-
logie digitali, permette al cliente di
buire a progetti importanti, il risultato
firmare il contratto di noleggio alla
economico è venuto di conseguenza,
presenza del bene che andrà a no-
nonostante la crisi pandemica”.
per portare la sua testimonianza e riservare un omaggio alla sua carriera imprenditoriale. La sua azienda fondata nel 1996, infatti, ha registrato negli ultimi anni una crescita vertiginosa del volume d’affari, raggiungendo un fatturato di 20 milioni di euro operando in diversi Paesi nel mondo. Tra i fattori di questa crescita un ruolo decisivo, come ha spiegato lo stesso Farina, viene attribuito a “l’importanza di saper coniugare il fare imprenditoria e creare un sano clima lavorativo”. Farina si è poi congedato dal pubblico con una massima, tra i pilastri di pensiero della sua filosofia imprenditoriale: “Chi non va veloce, è quasi fermo”. La sessione pomeridiana del congresso Assodimi-Assonolo è proseguita all’insegna dell’unione tra sostenibilità e noleggio, temi trattati all’interno di un dibattito che ha accolto gli interventi di Carole Bachmann di ERA (European
nato, efficiente e a basso impatto ambientale. Corrado Sorrentino, infine, ha posto l’attenzione sull’importanza del noleggio come utile strumento per incentivare l’utilizzo di innovative macchine sul mercato, grazie al suo alto tasso di rotazione dei mezzi: “Attraverso il noleggio è possibile permettere ai clienti del settore di testare e far conoscere i reali vantaggi economici e di efficienza offerti da questa nuova frontiera tecnologica a ridotto impatto ambientale”.
Rental Association), Piero Petrucco di ANCE (Associazione nazionale costruttori edili) e Corrado Sorrentino di Unac e a (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments). Carole Bachmann, in particolare, ha evidenziato come in Europa diverse nazioni si stiano attivando per migliorare l’efficienza ecologica all’interno dei cantieri, attraverso lo sviluppo di innovative tecnologie e un importante ampliamento dei parchi macchine dei noleggiatori con mezzi ibridi o elettrici a basso impatto ambientale. Sulla linea dell’innovazione anche Piero Petrucco, secondo il quale in Italia il tema della sostenibilità ha fatto un importante balzo in avanti grazie all’immissione dell’incentivo Industria 4.0, misura di “leva fiscale” che ha permesso a molti imprenditori di conoscere i vantaggi che derivano dall’utilizzo di un parco mezzi aggior-
36 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
Ultimo ma non meno importante Dopo l’intenso dibattito su temi così delicati e importanti, gli organizzatori di Assodimi-Assonolo hanno pensato di alleggerire un po’ la trattazione del tema successivo tramite la partecipazione di un gruppo di attori di improvvisazione, che hanno portato in “scena” uno spettacolo dove si è immaginato e rappresentato “il noleggio del futuro”. Gli attori hanno illustrato in modo originale alcune novità che presto potremmo ritrovare durante le attività quotidiane di noleggio, quali: un sistema di intelligenza artificiale in grado di far risparmiare tempo al cliente consigliandolo e contattandolo in caso di necessità attraverso un operatore virtuale, e una formalizzazione del contratto semplice e veloce coadiuvata da strumenti come la firma digitale, il riconoscimento facciale e vocale. Gli stessi clienti potrebbero, inoltre, diventare punti per la consegna e il ritiro di loro mezzi sottoutilizzati e dati a noleggio. Infine, la chiusura della giornata è stata riservata a un simbolo dello sport e del gioco di squadra quale Andrea Lucchetta, capitano dell’indimenticabile nazionale di pallavolo Campione del Mondo 1990 e d’Europa nel 1989, oltre ad altri numerosi trofei internazionali, che ha portato la sua esperienza in ambito sportivo per ciò che concerne l’importanza della gestione di un gruppo, il lavoro di squadra e la flessibilità ad adattarsi sempre a nuove “tattiche”, per essere pronti a dare rapide risposte e nuove strategie alla comparsa di eventi improvvisi. Caratteristiche essenziali anche nel mondo imprenditoriale (noleggio compreso) di oggi. ■
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MACCHINE JCB
PRODUTTIVITÀ a rotazione ridotta Il nuovo escavatore cingolato 245XR combina un ingombro di rotazione ridotto con un’elevata abitabilità, contenuti in dimensioni operative compatte senza compromessi in termini di prestazioni e produttività di Pietro Gabrielli
J
CB ha lanciato il primo modello a ingombro di rotazione ridotto della gamma di escavatori cingolati Serie X, conforme Stage V: si chiama 245XR ed è andato a inserirsi nel segmento di mercato degli escavatori a ingombro di rotazione ridotto da 22-26 t,
offrendo migliorati livelli di comfort per l’operatore, nonché elevate stabilità, produttività, efficienza e facilità di manutenzione. Tra le nuove caratteristiche della macchina sono da evidenziare: la cabina “full-size” da 1 m di larghezza, progettata per migliorare il comfort dell’operatore; il motore DieselMAX JCB
38 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
Stage V ad alta efficienza, che abbina alte prestazioni e bassi consumi; il facile accesso a tutti i punti di ispezione e manutenzione, per garantire minori tempi d’inattività; l’elevata stabilità, per offrire la massima capacità di sollevamento; componenti idraulici di alta qualità, per un funzionamento fluido e preciso.
Dimensioni compatte Con i suoi 1.720 mm, il nuovo escavatore cingolato JCB 245XR presenta un ingombro posteriore ridotto del 40% rispetto al modello 220X standard, con cui condivide molte caratteristiche. Ciò offre alle imprese un mezzo ad alta efficienza per l’utilizzo nelle costruzioni e manutenzioni stradali, nella realizzazione di sottoservizi, nei cantieri in ambito urbano e in altri lavori in siti confinati. Il modello 245XR può essere configurato in versione monoblocco o triplice (TAB) e con avambraccio a scelta da 2,4 m o 3,0 m, per massimizzare forza di scavo o sbraccio. In configurazione monoblocco lo sbraccio massimo è di 9.952 mm, per una profondità di scavo massima di 6.627 mm. Grazie a una gamma di cingoli Heavy Duty con pattini disponiIL NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO JCB 245XR PRESENTA UN INGOMBRO POSTERIORE RIDOTTO DEL 40% RISPETTO AL MODELLO 220X STANDARD
L’ESCAVATORE JCB 245XR OFFRE UNA STABILITÀ RILEVANTE NELLE OPERAZIONI DI SCAVO E SOLLEVAMENTO
bili da 600 e 900 mm, l’escavatore JCB 245XR offre una stabilità rilevante nelle operazioni di scavo e sollevamento e può essere dotato di lama apripista opzionale per massimizzarne la versatilità. Comfort ottimale Come accennato, l’escavatore cingolato JCB 245XR utilizza una cabina da 1 m di larghezza adottata sulle macchine della Serie X, più grande del 15% rispetto alla cabina della precedente generazione JS di escavatori cingolati. Il suo volume interno è di 2,86 m3 ed in grado di offrire agli operatori il massimo del comfort per tutta la giornata di lavoro. La cabina presenta un livello di ru-
morosità interna di 69 dBa, tra le più silenziose del settore, e offre un’ampia scelta di sedili sviluppati in collaborazione con Grammer per offrire il massimo supporto e comfort. La macchina monta di serie un sedile pneumatico riscaldato e regolabile con supporto lombare meccanico e, in via opzionale, un sedile super deluxe con riscaldamento e raffrescamento e supporto lombare elettrico. I gruppi comandi CommandPlus aggiornati sono posizionati alla destra del sedile, davanti a cui è installato un display multifunzione da 7”. La cabina della Serie X, inoltre, offre 11 prese d’aria completamente regolabili con più combinazioni di flusso in mo-
do da adattarsi all’operatore e alle condizioni meteorologiche, molti spazi per riporre oggetti intorno e dietro al sedile, un pavimento e tappetini in gomma facilmente rimovibili per agevolarne la pulizia. Le dotazioni standard includono climatizzatore, radio Bluetooth installata di fabbrica, tendine, pompa di rifornimento e kit attrezzi. Elevata efficienza Il nuovo escavatore cingolato JCB 245XR è alimentato da un motore diesel JCB DieselMAX 448 Stage V ad alta efficienza in grado di erogare 129 kW. Questo propulsore da 4,8 l utilizza un filtro di riduzione catalitica selettiva
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 39
MACCHINE
IL NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO JCB 245XR È ALIMENTATO DA UN MOTORE DIESEL JCB DIESELMAX 448 STAGE V AD ALTA EFFICIENZA IN GRADO DI EROGARE 129 KW
(SCR-F) che include un SCR combinato, un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) con una alta capacità di trattenere i residui. Non c’è dunque necessità di un sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR, che è stato rimosso dal nuovo collettore di aspirazione ottenendo una combustione più pulita. L›impianto idraulico impiega pompe Kawasaki di ultima generazione, con distributore Kayaba. Il diametro dei tubi idraulici è stato aumentato per fornire un maggiore flusso con meno resistenza, aumentando le prestazioni ge-
nerali e l’efficienza della trasmissione. Nonostante la compattezza dell’ingombro posteriore, il costruttore britannico ha installato sulla macchina ampie cofanature, in modo da offrire un facile accesso a tutti i filtri e punti di rifornimento. La durata del filtro dell’aria e del filtro idraulico è di 2.000 ore, mentre gli intervalli di sostituzione dell’olio motore sono fissati a 500 ore. La macchina offre ampi gradini e corrimani distanziati, per garantire un agevole accesso alla parte superiore della torretta, in modo da ridurre i tempi di manutenzione e aumentare la sicurezza. ■
LA SCHEDA TECNICA L’escavatore cingolato 245XR
Monoblocco Avambraccio 2,4 m
Motore:
Triplice
Avambraccio 3,0 m
Avambraccio 2,4 m
Avambraccio 3,0 m
JCB DieselMAX 448 - Stage V
Potenza motore:
129 kW (173 HP)
Raggio di brandeggio posteriore:
1.720 mm
Capacità benna:
0,35-1,25 m3
Peso operativo:
25.284-28.009 kg
Sbraccio max.:
9.423 mm
9.952 mm
9.472 mm
10.009 mm
Sbraccio max. al suolo:
9.244 mm
9.784 mm
9.295 mm
9.841 mm
Profondità di scavo max.:
6.029 mm
6.627 mm
5.619 mm
6.200 mm
10.354/7.593 mm
10.708/7.951 mm
10.615/7.827 mm
11.013/8.228 mm
125/183 kN
103/183 kN
148/125 kM
148/103 kN
Altezza max. di scavo/scarico: Forza di strappo benna/avambraccio:
40 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
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MACCHINE Volvo Construction Equipment
Il futuro
“ELETTRICO” In occasione di Ecomondo il costruttore ha presentato in anteprima nazionale il miniescavatore ECR25 Electric e la pala gommata compatta L25 Electric, insieme ad altre interessanti novità come l’escavatore gommato EW200E MH e la gamma di soluzioni e servizi offerti da Volvo CE Italia di Ettore Zanatta
L’
edizione 2021 di Ecomondo, a Rimini, ha rappresentato una vetrina strategica per Volvo Construction Equipment, che ha colto l’occasione per annunciare il lancio di una nuova gamma di pale gommate ed escavatori compatti completamente elettrici e per esporne i due rappresentati più autorevoli, il miniescavatore ECR25 Electric e la pala gommata com-
patta L25 Electric. Un impegno pionieristico a favore delle tecnologie del futuro, questo, di Volvo CE, che con i modelli presentati in fiera ha abbandonato qualsiasi sviluppo basato su motori diesel. Con questa scelta, Volvo CE intende essere il primo costruttore di macchine per l’edilizia e la movimentazione terra a scegliere un futuro elettrico per la propria gamma compatta, in seguito alla reazione entusiastica del merca-
42 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
to per i prototipi presentati negli ultimi anni e graize alla stretta collaborazione con i propri clienti. Questa decisione è in linea con la focalizzazione strategica del Gruppo Volvo sulla mobilità elettrica in tutte le aree commerciali: le prime macchine sono state presentate ad aprile 2019, in occasione del Bauma di Monaco, cui seguirà una graduale introduzione nei singoli mercati. Se da un lato l’azienda ribadisce che il gasolio
continua a rimanere la fonte di alimentazione più adeguata alle macchine di grosse dimensioni, dall’altro lato la propulsione elettrica si sta rivelando particolarmente adatta alle macchine Volvo più compatte. Concentrando gli investimenti in ricerca e sviluppo sulle pale gommate e gli escavatori elettrici compatti, Volvo CE si muove così nella direzione di una gamma che potrà fare a meno del diesel in futuro. “Volvo CE sta ottenendo risultati tangibili nel proprio impegno di ‘costruire il futuro’, assumendo la leadership nell’ambito della mobilità elettrica e proponendo soluzioni sostenibili a supporto del successo del cliente”, aveva a suo tempo commentato Melker Jernberg, presidente di Volvo CE. “La tecnologia che abbiamo sviluppato è ora piuttosto solida: di conseguenza, contestualmente ai cambiamenti nel comportamento dei clienti e a uno scenario normativo rafforzato, questo è il momento giusto per rendere la mobilità elettrica il futuro delle nostre gamme compatte”.
OSCAR CORTINOVIS
PRODUCT MANAGER DI VOLVO CE ITALIA, HA ILLUSTRATO COME LA PROPULSIONE ELETTRICA SI STA RIVELANDO PARTICOLARMENTE ADATTA ALLE MACCHINE VOLVO PIÙ COMPATTE
consentono di lavorare sempre e ovunque, anche di notte e in aree popolate, incrementando al contempo l’efficienza (questa soluzione, inoltre, comporta anche un ambiente di lavoro più piacevole per l’operatore a bordo e i colleghi a terra, con i quali è possibile comunicare più chiaramente durante le fasi operative). Il miniescavatore ECR25 Electric si caratterizza per un design con raggio di rotazione zero, che lo rende idoneo a lavorare in sicurezza in spazi ristretti. Grazie alle emissioni zero, la macchina non necessita di apposite aspirazioni di fumi è può lavorare in seminterrati, aree residenziali, manutenzioni in luoghi chiusi o parzialmente delimitati e/o in contesti di demolizione. L’ECR25 Electric presenta poi una cabina accessibile, ergonomi-
Un punto di svolta Il miniescavatore ECR25 Electric rappresenta un vero punto di svolta per Volvo CE, il primo di una nuova gamma basata su un concetto operativo e strutturale collaudato a cui si è inserita una batteria elettrica agli ioni di litio da 48V/20kWh/450Ah in grado di garantire tutte le prestazioni di cui si ha bisogno. I (bassi) livelli di rumorosità inferiori prodotti dall’ECR25 Electric LA NUOVA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC
IL NUOVO MINIESCAVATORE VOLVO ECR25 ELECTRIC
ca, ad alta visibilità grazie all’ampia superficie del parabrezza e delle portiere “full glass” - dotata di fari di illuminazione full LED all’esterno e di display a colori da 5” e “jogwheel” per la navigazione all’interno - in cui spicca la riduzione del rumore, delle vibrazioni e del calore e un alto livello di comfort e produttività. Le tubazioni del braccio sono ben protette all’interno della struttura; la gestione automatica della velocità di traslazione permette di affrontare qualsiasi terreno senza doversi preoccupare di adeguata l’andatura in base alla pendenza. novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 43
MACCHINE Potenza compatta La pala gommata compatta Volvo L25 Electric apre nuove opportunità per far crescere l’attività delle imprese, sia che si tratti di lavorare di notte in aree urbane o durante il giorno nei pressi di luoghi sensibili al rumore come ospedali e parchi. Anche questa macchina, come il miniescavatore ECR25 Electric, è alimentata a batteria (48V/900Ah/40kWh) e anch’essa garantisce tutta la potenza necessaria con il minimo rumore e meno tempi di manutenzione necessari (tutti i punti di lubrificazione e manutenzione sono peraltro facilmente accessibili. Questo nuovo modello elettrico aggiunge i vantaggi di essere esente da emissioni con le prestazioni comprovate della pala Volvo L25: vanta un cinematismo a “Z”
È POSSIBILE RICARICARE IL PACCO BATTERIE DELLE MACCHINE ELETTRICHE IN MODO LENTO O VELOCE, IN BASE ALLE ESIGENZE
L’OPINIONE elettriche. Parallelamente, l’azienda si è impegnata a ridurre del 50% le emissioni anidride carbonica all’interno dei propri stabilimenti produttivi e a far sì che le macchine qui prodotte riducano del 30% le emissioni. Ovviamente l’impiego delle tecnologie elettriche in sostituzione di quelle convenzionali riguarda in mo-
STEFANO TACCHINARDI MANAGING DIRECTOR, VOLVO CE ITALIA
do preponderante le macchine compatte, mentre su quelle di maggiori
LE MACCHINE ELETTRICHE VOLVO UTILIZZANO BATTERIE AGLI IONI DI LITIO (48V/20KWH/450AH PER L’ECR25 ELECTRIC E 48V/40KWH/900AH PER LA LC25 ELECTRIC)
dimensioni saranno adottati sistemi
“L’introduzione in gamma e sul mercato
sempre più efficienti progettati per
di mezzi elettrici s’inserisce in un pro-
assicurare un’adeguata riduzione
getto molto importante su cui il Gruppo
dei consumi e delle emissioni e una
Volvo sta investendo molte risorse e che
maggiore efficienza operativa. I primi
si basa su un obiettivo di lungo termi-
due modelli totalmente elettrici pre-
ne: propore esclusivamente macchine
sentati a Ecomondo (il miniescavato-
che non utilizzino combustibili fossili
re ECR25 Electric e la pala gomma-
a partire dal 2040. Questo è l’impegno
ta compatta L25 Electric) sono sta-
preso dall’azienda, che sarà perseguito
ti presentati in anteprima nel 2019 e
introducendo formule diverse: in parte
prodotti e consegnati in alcuni Paesi
con la realizzazione di versioni elettri-
europei all’inizio del 2020; in Italia la
che, in parte con la proposizione di mac-
distribuzione è prevista per la prima-
chine alimentate a idrogeno e in parte
vera/estate 2022. Successivamente,
con l’impiego di mezzi alimentati con
alla pala L25 Electric si aggiunge-
combustibili cosiddetti ‘bio’. Questo a
rà la versione L20 Electric, mentre
livello di Gruppo; per quanto riguarda
al miniescavatore ECR25 Electric si
Volvo Construction Equipment, invece,
aggiungeranno le versioni ECR18
la data di ‘svolta’ sarà il 2030: a partire
Electric (girosagoma, fornito con tet-
da quel momento il 35% del suo portafo-
tuccio) ed EC18 Electric (fornito con
glio prodotti sarà costituito da macchine
cabina)”.
44 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
con un’elevata forza di strappo, assali di tipo fisso con differenziale a innesto frontale bloccabili al 100% che assicurano la massima trazione e la minima usura degli pneumatici, un giunto articolato oscillante che garantisce un’adeguata stabilità in contesti “offroad” e un design compatto (l’altezza della macchina, pensata per operare in condizioni di spazio ristrette, è inferiore a 2,5 m). La Volvo Care Cab, dal design ergonomico e dotata di comandi elettroidraulici, assicura una visibilità a 360°, un ingresso ampio e un livello molto limitato di vibrazioni e rumore. Così come per l’ECR25 Electric, Volvo CE ha sviluppato anche per la L25 Electric un’ampia gamma di accessori, capaci di offrire flessibilità e versatilità e di rendere il lavoro più produttivo. ■
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MACCHINE Hidromek
Innovazioni in mostra
L’ESCAVATORE GOMMATO HIDROMEK HICON 7W È UNA SOLUZIONE AL 100% ELETTRICA
Il costruttore turco ha esposto una rappresentanza della sua gamma di macchine movimento terra in occasione della recente edizione di Smopyc. Tra queste, la nuova pala gommata HMK 635 WL, il nuovo midi escavatore HMK 65 ZT, gli escavatori della serie H4 e l’escavatore gommato elettrico HICON 7W di Pietro Gabrielli
I
l costruttore turco Hidromek è conosciuto per la sua produzione di terne, escavatori idraulici, pale gommate, motolivellatrici e compattatori del suolo. Macchine, queste, costruite nei suoi sei stabilimenti di produzione, tra cui quattro ad Ankara, uno a Smirne e uno
in Thailandia. Oggi, Hidromek conta macchine al lavoro lavorano in più di 100 Paesi e in sei continenti. I visitatori della manifestazione fieristica spagnola Smopyc hanno avuto la possibilità di vedere da vicino una nutrita rappresentanza della gamma Hidromek: le mini terne HMK 62 SS,
46 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
le terne HMK 102B Alpha e HMK 102S Supra Loader, le pale gommate HMK 635 WL e HMK 640 WL, i motor grader HMK 600 MG, il midi escavatore HMK 65 ZT, gli escavatori HMK 145 LCSR, HMK 230 LC, HMK 310 NLC, HMK 390 NLC, HMK 500 LCHD, HMK 150 WR, HMK 210 W e HMK 230 LCMH, il rullo stradale HMK 130 CS e l’escavatore gommato elettrico HICON 7W. Efficienza e produttività Garanzia di elevate prestazioni, gli escavatori della Serie H4 di Hidromek si distinguono per la loro velocità operativa. Le macchine appartenenti a questa gamma sono progettate e realizzate per essere rapide, produttive ed efficienti, grazie anche al loro sistema idraulico ottimiz-
zato. Le cabine della Serie H4 sono costruite per offrire la massima sicurezza e durata secondo gli standard ROPS e FOPS. Le maniglie (di colore rosso) e le etichette di avvertenza sulle macchine sono ideate per aumentare la sicurezza dell’operatore. Il nuovo midi escavatore HMK 65 ZT garantisce prestazioni di alto livello anche grazie alla capacità della benna di 0,18 m3 e al motore ad alte prestazioni da 60 CV a 2.200 giri/min. L’escavatore HMK 65 ZT è disponibile nelle opzioni monobraccio o triplice: nel primo caso fa registrare un peso operativo di 6.950 kg e un raggio di rotazione di 2.780 mm, nel secondo un peso operativo di 7.100 kg e un raggio di rotazione di 2.770 mm. Grazie alla sua struttura compatta, questo modello offre un funzionamento potente e preciso soprattutto nelle aree urbane e negli spazi ristretti, rendendosi ideale in una molteplicità di applicazioni. Efficienza su gomma Il nuovo escavatore gommato Hidromek HMK 150 WR offre elevate prestazioni lavorando in modo rapido e produttivo. Anche questa macchina garantisce un funzionamento efficiente in aree urbane e in spazi ristretti grazie al suo raggio di rotazione ridotto, alla sua struttura resistente ed equilibrata, alla facilità d’uso, alla versatili-
tà e al comfort assicurato all’operatore. La nuova pala gommata Hidromek HMK 635 WL riduce i tempi di ciclo e aumenta la produttività, soddisfacendo pienamente le aspettative degli operatori in termini di prestazioni, durata, basso consumo di carburante, versatilità, comfort e sicurezza dell’operatore. “Ecologica” e produttiva grazie al motore Stage V da 282 CV e 1.200 Nm di coppia, la pala gommata HMK 635 WL si distingue per un peso operativo standard di 20.600 kg e una capacità della
benna di 3,5 m3. Il risparmio di carburante in tutte le condizioni è garantito anche dalla coppia elevata, che fornisce anche a bassi regimi. L’escavatore gommato HICON 7W, infine, è una soluzione al 100% elettrica proposta da Hidromek e si distingue per essere “intelligente”, economico ed ecologica. L’escavatore gommato HICON 7W può quindi essere facilmente impiegato in molti luoghi cittadini grazie alle sue emissioni zero e alle dimensioni compatte. ■
IL NUOVO MIDI ESCAVATORE HMK 65 ZT GARANTISCE PRESTAZIONI DI ALTO LIVELLO ANCHE GRAZIE ALLA CAPACITÀ DELLA BENNA DI 0,18 M3 E AL MOTORE AD ALTE PRESTAZIONI DA 60 CV A 2.200 GIRI/MIN
LA NUOVA PALA GOMMATA HMK 635 WL SI DISTINGUE PER UN PESO OPERATIVO STANDARD DI 20.600 KG E UNA CAPACITÀ DELLA BENNA DI 3,5 M3
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 47
MACCHINE Epiroc
L’ELETTROMOBILITÀ
in miniera
Una nuova pala elettrica Scooptram ST14 Battery del costruttore svedese è stata consegnata alla miniera di Brusada-Ponticelli-Valbrutta a Lanzada, in provincia di Sondrio di Pietro Gabrielli
I
l giorno 18 ottobre 2021 sarà ricordato come un momento storico per il gruppo IMI Fabi – e per l’intera comunità locale - grazie alla messa in funzione della nuova pala elettrica Scooptram ST14 Battery di Epiroc, progettata per implementare l’elettromobilità in miniera. Nella fattispecie, questa pala - che si caratterizza per una capacità massima 14 tm e un’elevata autonomia operativa e che si annovera tra i primi veicoli alimentati a batteria elettrica attiva in operazioni minerarie in “underground” in Europa -
è stata consegnata presso la miniera di Brusada-Ponticelli-Valbrutta a Lanzada (SO), destinata al carico, al trasporto e allo scarico di materiale in opere sotterranee. Produzione ottimizzata La pala elettrica Scooptram ST14 Battery, come accennato, è stata progettata per ottimizzare la produzione mineraria in sotterraneo, poiché la sua tecnologia all’avanguardia consente di operare in tutta sicurezza, azzerando le emissioni di CO2 e permettendo di
48 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
ridurre la ventilazione all’interno delle gallerie. Grazie alla rigenerazione elettrica e alla relativa trazione, si garantisce in questo contesto un consumo energetico limitato e un ampliamento dell’autonomia di guida, specialmente in presenza di pendenze. Oltre a essere molto silenziosa e a emettere un minore calore rispetto alle macchine operatrici convenzionali, il suo design ergonomico e la cabina silenziosa la rendono unica nel suo genere, offrendo prestazioni di massima potenza, anche grazie a un gruppo propulsore ad alta capacità e a un controllo ottimizzato della trazione. Benefici tangibili Nel corso del tempo, i minerali funzionali prodotti da IMI Fabi hanno assunto importanza sempre maggiore in ambito quotidiano. Da qui la necessità di sviluppare prodotti innovativi che migliorassero la propria performance e riducessero al contempo sprechi ed emissioni di CO2 in fase produttiva. IMI Fabi ha conseguentemente elaborato un modello di business sostenibile applicato a ogni sin-
golo processo, inserendo l’automazione e l’elettrificazione degli stessi e creando un’ottimale sinergia con le parti sociali in vista degli obiettivi europei previsti per il 2030. È stato dunque scelto di abbandonare progressivamente i combustibili fossili per i mezzi utilizzati all’interno dei siti produttivi. In quest’ottica, la sfida maggiore si presenta nelle operazioni in sotterraneo: in tal senso, la nuova pala Scooptram ST14 Battery rappresenta un primo passo verso l’azzeramento delle emissioni e di altri inquinanti in miniera. Il perseguimento degli obiettivi di riduzione carbonica, infatti, porterà benefici immediatamente tangibili sul luogo di lavoro, determinando un azzeramento del particolato diesel nei cantieri, con conseguente miglioramento delle condizioni di salubrità.
La parola ai protagonisti “Il progressivo abbandono dei combustibili fossili sarà una delle sfide più impegnative che il settore minerario dovrà affrontare nei prossimi anni”, ha affermato Corrado Fabi amministratore delegato del gruppo IMI Fabi. “A tal proposito, la nuova pala elettrica Scooptram ST14
Battery di Epiroc racchiude in sé un mix perfetto di tecnologia e sostenibilità, massima produttività con un minore impatto ambientale e zero emissioni. L’obiettivo aziendale è quello di essere protagonista del ‘Green Deal’ europeo, contribuendo in modo concreto allo sviluppo di un modello estrattivo innovativo”.
LO SCORSO OTTOBRE EPIROC HA CONSEGNATO LA NUOVA PALA ELETTRICA SCOOPTRAM ST14 BATTERY AL GRUPPO IMI FABI PRESSO LA MINIERA DI BRUSADA-PONTICELLIVALBRUTTA A LANZADA (SO)
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE L’OPINIONE EDOARDO ANGELUCCI
AMMINISTRATORE DELEGATO DI EPIROC ITALIA
“Epiroc è da sempre proiettata verso l’innovazione sostenibile e la nuova pala Scooptram ST14 Battery è uno dei primi progetti sviluppati dal Gruppo nella trasformazione tecnologica dei prodotti destinati ad attività minerarie quale smarino e trasporto. L’obiettivo strategico del Gruppo è di completare la gamma entro i prossimi anni riducendo il più possibile l’utilizzo di combustibili fossili in linea con i protocolli internazionali di sostenibi-
LA PALA ELETTRICA SCOOPTRAM ST14 BATTERY È STATA PROGETTATA DA EPIROC PER OTTIMIZZARE LA PRODUZIONE MINERARIA IN SOTTERRANEO
lità ambientale. La Scooptram ST14 Battery migliora l’efficienza operativa e la produttività aziendale salvaguardando l’ambiente, la salute degli operatori e la sicurezza. La connettività tra macchina e rete aziendale garantisce il pieno controllo delle operazioni migliorando la disponibilità e la fruibilità della stessa. Riteniamo che la società IMI FABI, per cultura aziendale e impegno verso le attività estrattive sostenibili, rappresenti il partner ideale per Epiroc nello sviluppo di questo progetto”.
“
Gli fa eco il sindaco di Lanzada, Cristian Nana: “È bello vedere come sulla transizione ecologica l’ente pubblico e l’azienda privata procedano lungo percorsi paralleli. Come Comune di Lanzada siamo impegnati a ridurre le emissioni in atmosfera e l’utilizzo della plastica, a favorire la mobilità dolce e l’utilizzo di auto elettriche: sul nostro territorio abbiamo installato due fontanelle per l’erogazione di acqua naturale e gassata e colonnine per le ricariche di e-bike e au-
to elettriche. Siamo convinti che questa sia la strada giusta, perché è fondamentale preservare l’ambiente per le generazioni future e promuovere nuovi stili di vita. Siamo quindi orgogliosi che un’azienda che opera a Lanzada, un’eccellenza italiana, abbia fatto questa scelta che la qualifica ulteriormente. Ringraziamo l’amministratore delegato Corrado Fabi e Patrizia Zuppini per l’attenzione che riserva a Lanzada e per la collaborazione che da sempre garantisce”. ■
LA PALA ELETTRICA SCOOPTRAM ST14 BATTERY MIGLIORA L’EFFICIENZA OPERATIVA E LA PRODUTTIVITÀ NEI LAVORI IN SOTTERRANEO
“ LA PALA SCOOPTRAM ST14 BATTERY RAPPRESENTA UN PRIMO PASSO VERSO L’AZZERAMENTO DELLE EMISSIONI E DI ALTRI INQUINANTI IN MINIERA
50 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
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MACCHINE Terex Trucks
Da Terex a…
ROKBAK! Tramite un recente evento digitale il costruttore di stanza a Motherwell, in Scozia, ha annunciato un cambio di nome per quanto riguarda i veicoli da cantiere. Una strategia che implica una nuova visione del futuro di Mirko Brusamolino
N
egli ultimi quattro decenni Terex Trucks, realtà specializzata nella progettazione e produzione di dumper articolati, è riuscita a mantenere la promessa fatta ai clienti nel giorno della sua fondazione di fornire macchine potenti e affidabili. Una promessa che rimane al centro anche di Rokbak, il nuovo nome del marchio dell’azienda che rappresenterà la continuazione della solida eredità nel
mondo dei veicoli da cantiere e allo stesso tempo il passaggio a una nuova visione orientata al futuro, in grado di riflettere i significativi progressi compiuti dal costruttore negli ultimi anni, nonché le sue rinnovate priorità strategiche. Il coronamento di un viaggio… I significativi investimenti e miglioramenti fatti negli ultimi anni da Terex Trucks nella sua linea di prodotti han-
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no assicurato all’azienda la fama di costruttore di macchine tra le più robuste e affidabili in circolazione sul mercato. In parte ciò si deve anche all’acquisizione del marchio nel 2014 da parte del Gruppo Volvo, che ha consentito l’avvio di un processo evolutivo su tutta la linea della propria attività: “La nostra azienda ha una storia incredibile e un’eredità orgogliosa”, ha affermato Paul Douglas, amministratore delegato di Rokbak. “Sette anni fa siamo entrati a far parte
del Gruppo Volvo e questo ci ha permesso di apportare importanti miglioramenti in ogni frangente della nostra attività. Sono stati investiti milioni di sterline per migliorare i nostri prodotti, modernizzare le strutture, espandere la rete distributiva e commerciale e ampliare il numero del personale. È stato un processo in continua evoluzione. Ecco perché riteniamo giusto riconoscere questo percorso di miglioramento con un cambio del marchio, simbolo di un nuovo entusiasmante ca-
pitolo della nostra storia”. In quanto parte del Gruppo Volvo l’azienda ha apportato numerosi cambiamenti e rinnovamenti nel corso degli ultimi anni. In termini di sostenibilità l’impianto di produzione dell’azienda è stato ulteriormente efficientato raggiungendo il 100% di utilizzo di energia rinnovabile, oltre a operare secondo obiettivi basati sui “Science-Based Targets” (iniziative tese al raggiungimento di determinati traguardi di carattere ambien-
tale e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra) e standard ISO. Inoltre, l’attenzione alla sicurezza è stata enfatizzata in tutte le aree presenti all’interno dell’azienda: “In particolare, per quanto riguarda la salute dei nostri dipendenti abbiamo apportato cambiamenti nei processi in fabbrica che hanno permesso una maggiore sicurezza durante le fasi di lavoro, fornendo allo stesso tempo elevati standard produttivi e tempi di fermo macchina ridotti”, prosegue Douglas.
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MACCHINE L’OPINIONE
L’AZIENDA SCOZZESE HA ANNUNCIATO UNA SERIE DI ULTERIORI MIGLIORAMENTI NEL DESIGN DEI SUOI DUMPER ARTICOLATI NEL PROSSIMO FUTURO, OLTRE CHE RINNOVARE LA PROMESSA DI COSTRUIRE MACCHINE SEMPRE PIÙ ROBUSTE E AFFIDABILI CHE OFFRANO PRESTAZIONI EFFICIENTI IN SVARIATE CONDIZIONI OPERATIVE
MELKER JERNBERG PRESIDENTE DI VOLVO CE
“Il nuovo marchio Rokbak rappresenta un’emozionante avventura in cui crediamo fortemente, poiché conosciamo lo splendido gruppo alla base di questo progetto, che rappresenta in pieno ciò di cui i nostri clienti hanno bisogno oggi sul mercato. Il Gruppo Volvo apporta valore ai propri clienti supportandone l’attività e la redditività attraverso continui investimenti in prodotti, servizi e brand. Oggi constatiamo come le aziende necessitino di un’ampia offer-
Il personale all’interno dell’azienda è al centro del progetto di Rokbak, a cui è riservata una particolare attenzione per quanto riguarda il loro sviluppo professionale, permettendo così di mantenere il team costantemente all’avanguardia in termini di abilità e competenza.
ta e opzioni chiare e distinguibili tra cui scegliere, uno dei motivi per cui abbiamo costruito negli anni un consolidato portfolio di brand importanti. Fin dal primo giorno in cui Volvo CE ha acquisito Terex Trucks abbiamo percepito in quest’azienda un forte senso d’identità e spirito di squadra, che abbiamo trova-
…lontano dalla sua conclusione Per un’azienda che ha basato la propria fama sulla qualità dei propri prodotti non potevano mancare, in un giorno così importante, importanti novità in tal senso. Infatti, ad accompagnare il
lancio del nuovo brand Rokbak c’è stata la presentazione dei dumper articolati RA30 e RA40, dal carico utile di 28 e 38 t, che rappresentano i modelli più produttivi ed efficienti che l’azienda scozzese abbia mai realizzato. Grazie al loro design robusto progettato per aumentare la durabilità delle macchine, la nuova linea di dumper di Rokbak è in grado di affrontare anche lavori impegnativi in modo agevole, aumentando la produttività dei clienti indipendentemente dalle difficili condizioni operative. Entrambi i modelli sono equipaggiati con motori Stage V in grado di migliorare i consu-
to unici e in linea con la nostra filosofia. È stato cruciale permettere all’azienda di operare con autonomia e indipendenza preservandone l’eredità, l’esperienza e la competenza e senza cambiare ciò che ha reso questo marchio vincente, in grado di costruirsi una solida base di clienti fedeli e raggiungere importanti traguardi. Anche il processo di ‘rebranding’ in atto non intaccherà la forte tradizione che da sempre ha contraddistinto l’azienda. Crediamo in un futuro sostenibile, nell’innovazione e nel potere delle persone e vediamo tutto ciò racchiuso in Rokbak. Siamo orgogliosi, entusiasti e fiduciosi che il nuovo marchio possa diventare una parte fondamentale della nostra organizzazione e sarà emozionante vederlo evolversi mentre intraprende questa nuova fase del suo viaggio”. 54 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
CON I NUOVI DUMPER ARTICOLATI RA30 E RA40, ROKBAK HA APPORTATO UNA SERIE DI MIGLIORAMENTI ALLA SUA GAMMA CHE INCLUDONO L’AGGIUNTA DI MOTORI STAGE V, UNA NUOVA TRASMISSIONE PER IL MODELLO RA30 E L’INTRODUZIONE DEL SISTEMA TELEMATICO “HAUL TRACK”
mi di carburante, ridurre le emissioni e aumentare la durata e l’efficienza complessiva dei veicoli. Inoltre, sono state introdotte ulteriori novità in grado di migliorare l’operatività dei mezzi, quali una nuova tipologia di trasmissione sul modello RA30, che garantisce un’estensione degli intervalli di manutenzione dell’olio, e la telematica Haul Track, un sistema di raccolta e condivisione dei dati della macchina che fornisce una geolocalizzazione GPS costante e in tempo reale, un monitoraggio avanzato dei parametri della macchina e statistiche sulla produttività ed efficienza.
“
PAUL DOUGLAS
AMMINISTRATORE DELEGATO DI ROKBAK
sono la vetrina dell’azienda”, ha continuato Paul Douglas. “Abbiamo già un portafoglio ordini molto importante e vogliamo consolidare ed espandere ulteriormente la nostra reputazione, rete di rivenditori e quota di mercato, oltre a investire per migliorare ulteriormente le macchine e garantire elevati standard ai nostri clienti. Siamo la stessa squadra competente, esperta e appassionata, impegnata a realizzare ogni giorno dumper solidi come una ‘roccia’, ma con una rinnovata chiara visione di chi vogliamo essere e degli obiettivi che vogliamo raggiungere”. ■
IL NUOVO MARCHIO ROKBAK SIMBOLEGGIA L’INCONTRO TRA L’EREDITÀ E LE NUOVE PROSPETTIVE DELLO STORICO COSTRUTTORE DI DUMPER ARTICOLATI
I PRIMI DUMPER ARTICOLATI LANCIATI - E GIÀ DISPONIBILI NEL MERCATO EUROPEO E DEL NORD AMERICA - DAL MARCHIO ROKBAK SONO I MODELLI RA30 E RA40. SEBBENE PRODOTTI CON UNA NUOVA COMBINAZIONE DI COLORI E LIVREE SARANNO IMMEDIATAMENTE FAMILIARI AI CLIENTI STORICI DELL’AZIENDA IN TERMINI DI DESIGN E PRESTAZIONI
“
Come parte del lancio del nuovo marchio le macchine sono disponibili nei nuovi colori e nella nuova livrea Rokbak, pur mantenendo il design e la qualità del marchio Terex Trucks, da sempre elementi distintivi dei dumper dell’azienda: “Siamo entusiasti di rivelare il nostro nuovo marchio, sinonimo di potenza, prestazioni e affidabilità, ma soprattutto i nostri prodotti, che
ROKBAK RAPPRESENTA UN NUOVO CAPITOLO DELLA STORIA DEL MARCHIO TEREX, CHE HA IN PROGRAMMA NEI PROSSIMI ANNI UN ULTERIORE SVILUPPO DELLA SUA RETE GLOBALE DI CONCESSIONARI E UNA MIGLIORE SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEI PRODOTTI E DELL’AZIENDA
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MACCHINE Wirtgen Group
LA TECNOLOGIA fa la differenza Una flotta di macchine e impianti a marchio Wirtgen, Vögele, Hamm e Benninghoven hanno contribuito al rifacimento della pista del circuito di Silverstone, in Inghilterra, luogo ricco di tradizione e storia di Stefano Vitali
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l circuito di Silverstone, in Inghilterra, è una pista ricca di tradizione e storia. Qui, l’impresa Tarmac ha dimostrato come risanare un’opera edile di tale importanza insieme allo studio ingegneristico specializzato Studio Dromo, supportato da una flotta di macchine e impianti forniti dal Gruppo Wirtgen.
La peculiarità dell’intervento L’impresa non ha utilizzato le macchine e gli impianti a disposizione solo per fresare e rifare il pacchetto bituminoso, ma anche per riprofilare il piano viabile. Preventivamente, in un modello 3D, gli ingegneri responsabili del progetto hanno identificato le irregolarità e i punti a rischio di “aquaplaning”; sulla base di questi dati, hanno ottimizzato il circuito prima che le frese Wirtgen e le finitrici Vögele, unitamente ai rulli Hamm, asportassero e stendessero nuovamente il manto con una precisione millimetrica grazie ai sistemi digitali adottati e con un asfalto speciale prodotto da due impianti di miscelazione Benninghoven. Eliminare le ondulazioni del suolo, prevenire l’”aquaplaning” e modificare la pendenza delle curve: questi erano gli obiettivi principali della riprofilatura del circuito. Per questo i lavori di rifacimento sono iniziati con la creazione del citato modello 3D da parte degli esperti di circuiti italiani dello Studio Dromo e dell’impresa edile inglese Tarmac. In tal modo, gli esperti hanno identificato i punti deboli e li hanno ottimizzati. Dopo l’approvazione da parte del gestore del circuito, diverse stazioni totali hanno inviato i dati di progetto digitali direttamente alle frese Wirtgen.
LE FRESE A FREDDO WIRTGEN HANNO RICEVUTO I DATI SULLA PROFONDITÀ DI FRESATURA TRAMITE I RICEVITORI LASER DA UNA STAZIONE TOTALE E HANNO ASPORTATO IN OGNI PUNTO ESATTAMENTE LA DIFFERENZA RICHIESTA TRA LA SUPERFICIE E IL NUOVO PROFILO PREVISTO
Questo vantaggio consente di risparmiare tempo e garantisce un’alta precisione e, quindi, un risultato di fresatura di alta qualità. Per i circuiti, in particolare, è infatti necessario che i lavori siano precisi al millimetro. Per rispettare tali requisiti le frese a freddo Wirtgen hanno potuto contare su un assistente “intelligente”, il “LEVEL PRO ACTIVE”. Le frese Wirtgen W 210 Fi Nello sviluppo della generazione attuale di frese grandi, Wirtgen ha pensato
UNA SQUADRA DA FORMULA 1
anche agli operatori. La preparazione delle macchine per gli impieghi 3D è molto semplice. Le possibilità di fissaggio per i sistemi di sensori sul tettuccio di protezione sono state molto semplificate dagli ingeneri: con questo sistema, gli operatori delle due frese grandi Wirtgen del tipo W 210 Fi hanno potuto eseguire facilmente un lavoro ottimale. La profondità di fresatura media è stata di 7 cm, con notevoli variazioni nei diversi punti della pista. In quattro giorni l’esperta squadra di fresatura Tarmac ha asportato l’asfalto su una superficie di 87.000 m².
Il cantiere per la Formula 1 ha costituito
in Gran Bretagna. L’intervento edile di
a essere soddisfatti del risultato: Lewis
una sfida impegnativa anche per un’im-
Silverstone è stato concluso prima del
Hamilton ha fatto registrare un nuovo
presa esperta come Tarmac: “Abbiamo
fine settimana di gare di Formula 1 in
record sul giro durante le qualifiche,
pianificato minuziosamente l’interven-
programma. La gara ha dimostrato che
mentre Max Verstappen ne ha realiz-
to e abbiamo discusso dettagliatamente
non sono stati solo i controllori tecnici
zato un altro durante la gara.
dell’impiego delle frese, degli impianti di miscelazione, delle finitrici e dei rulli con i colleghi del Wirtgen Group in Gran Bretagna, in modo che tutto funzionasse perfettamente in cantiere”, ha spiegato Matt Fields, Manager CI di Tarmac. “Non abbiamo lasciato niente al caso e ci siamo preparati come una squadra corse per il nostro intervento – con un team interno di tecnici di servizio, che doveva prevenire le soste ai box – e abbiamo avuto successo”, ha aggiunto Richard Allsopp, direttore operativo della filiale del Wirtgen Group
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MACCHINE Gli impianti Benninghoven Il tema dell’asfalto per l’intervento di Silverstone ha rappresentato una sfida a parte: Tarmac ha eliminato una parte notevole dei fini contenuti dalla roccia frantumata tramite il lavaggio; successivamente, due impianti di miscelazione asfalto Benninghoven presso le sedi Tarmac di Elstow e Harper Lane hanno prodotto del conglomerato fresco. A dispetto delle ricette impegnative con del bitume speciale e degli inerti ad alta tecnologia, gli impianti sono stati in grado di soddisfare i severi standard di qualità della Formula 1. Il risultato? Un manto bituminoso altamente resistente, progettato per resistere nel tempo alle frenate e alle forze trasversali estreme. In tal modo, anche il rischio di formazione di nuove ondulazioni è ridotto notevolmente. Oltre alla produzione di asfalto, anche la logistica del cantiere è stata impegnativa: si è trattato di trasportare 360 t di asfalto all’ora. Le finitrici Vögele La stesa dei nuovi strati bituminosi è stata garantita dalle macchine Vögele: tre finitrici SUPER 1800-3i hanno lavorato con tre alimentatori del tipo MT 3000-2i Offset, un contributo decisivo per la quantità e la qualità della stesa. L’impiego degli alimentatori, infatti, ha svincolato il trasferimento del materiale dai mezzi pesanti alle finitrici. Mentre gli operatori degli alimentatori
NEL COSTIPAMENTO DEL TERRENO CON I RULLI HAMM GLI OPERATORI SONO STATI AIUTATI DA UN SISTEMA AD ALTA TECNOLOGIA: IL WITOS HCQ
si concentravano sul trasposto del materiale e sulla comunicazione con gli autisti (di camion), gli operatori delle finitrici hanno potuto concentrarsi sulla stesa. Un contributo alla qualità è stato dato anche dalla stesa con tre finitrici dispo-
ste a “V”: entrambe le SUPER 1800-3i sulle strisce di stesa esterne hanno operato leggermente sfasate dietro alla finitrice sulla striscia centrale. La stesa è avvenuta “caldo su caldo”: in tal modo è stato creato un piano viabile senza giunti sull’intera larghezza. Tarmac, tra le altre cose, ha controllato e documentato che la stesa avvenisse nella gamma di temperatura corretta. A tal fine, le tre finitrici Vögele sono state dotate del sistema di misurazione della temperatura senza contatto RoadScan. I “pesi massimi” di Hamm Nella realizzazione del costipamento finale dello strato di binder di 3 cm e dello strato di usura di 4 cm si sono rivelate molto preziose le tecnologie Hamm: i rulli tandem impiegati della serie HD+ e DV+ hanno effettuato il costipamen-
UNA BASE PER L’ALTA PRECISIONE Con LEVER PRO ACTIVE il sistema di livellazione con un pannello di comando innovativo è impostabile in modo intuitivo, è totalmente integrato nel sistema di controllo della macchina e consente di ottenere un alto grado di automazione, poiché le funzioni importanti della macchina sono interconnesse. Inoltre, con il kit 3D, LEVEL PRO ACTIVE offre anche un’interfaccia semplice e pratica, compatibile con i sistemi 3D dei principali produttori. Anche a Silverstone le frese a freddo Wirtgen hanno ricevuto i dati di progettazione del modello del terreno tramite il ricevitore laser e li hanno messi in pratica autonomamente. “Con una tolleranza di soli ±2 mm misurati su 13 m era chiaro che avremmo dovuto ricorrere alle tecnologie più moderne e avanzate per poter fornire un risultato eccellente”, ha spiegato Tim Smith, direttore tecnico di Tarmac.
LE FINITRICI VÖGELE SUPER 1800-3I HANNO STESO UN NUOVO STRATO D’USURA UTILIZZANDO I DATI 3D. GLI ALIMENTATORI HANNO SVINCOLATO IL TRASFERIMENTO DEL MATERIALE 58 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
to intelligentemente, tramite il sistema WITOS HCQ. La sigla “HCQ” sta per “Hamm Compaction Quality” e comprende più prodotti per la misurazione, il monitoraggio, la documentazione e il controllo dei processi di costipamento. Gli operatori ricevono su un display nella loro cabina di guida la visualizzazione del progresso del costipamento. In tal modo, WITOS HCQ rende il costipamento efficiente e contribuisce attivamente a realizzare una superficie di qualità perfetta. Ciò è stato dimostrato praticamente anche nell’impegnativo intervento sul circuito di Silverstone: la ruvidezza richiesta – vale a dire il livello di aderenza richiesto di 0,28 misurato in base all’International Roughness Index (IRI) – è stata ottenuta da Tarmac. ■
HandsOn
POLIVALENZA COMPATTA 60 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85
COMFORT PER L’OPERATORE, VISIBILITÀ, FACILITÀ D’USO E DI MANUTENZIONE, POTENZA, COMANDI INTUITIVI: QUESTA LA COMBINAZIONE DI ELEMENTI CHE RENDE LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85 UNO STRUMENTO VERSATILE E POLIVALENTE IN UNA MOLTEPLICITÀ DI APPLICAZIONI ETTORE ZANATTA
C
on l’uscita ufficiale dalla catena di montaggio della prima unità, avvenuta la scorsa primavera, Bobcat ha dato il via alla produzione ufficiale - nello stabilimento che sorge all’interno del campus di Dobříš, in Repubblica Ceca - della pala compatta gommata L85, macchina che fa parte del rivoluzionario evento di lancio “Next is Now” organizzato dal costruttore nell’ottobre 2020.
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HandsOn La cabina della pala gommata compatta Bobcat L85 offre comfort e semplicità d’uso, consentendo di lavorare a lungo senza affaticarsi. Sedile e comandi manuali possono essere facilmente regolati in base alle esigenze dell’operatore. Gli interruttori per il controllo delle funzioni principali della macchina sono raggruppati sulla consolle laterale destra ed è presente un ampio spazio per riporre grandi bottiglie d’acqua e bicchieri. A disposizione anche un caricabatteria da 12 V e diverse porte USB
La cabina - pressurizzata una volta chiusa e dotata di aria condizionata - soddisfa i più severi requisiti di sicurezza ROPS/FOPS, Livello II. Due ampi gradini laterali consentono di salire e scendere agevolmente dalla cabina
Il primo modello realizzato è stato destinato al Bobcat Institute, anch’esso situato all’interno del campus di Dobříš, dov’è stata utilizzata per la formazione dei clienti e dei concessionari. Bobcat dispone ora di un’ampia gamma di modelli in grado di affrontare anche il mercato delle pale gommate compatte e, specificatamente al fine di soddisfarne la domanda, è stata costruita una quarta linea di produzione nello stabilimento ceco:
nella fattispecie, la capacità della nuova linea di produzione è di circa 1.000 macchine all’anno ed è gestita da 15 lavoratori per turno. Al momento della presentazione della pala gommata compatta L85 Jiri Karmazin, “Loaders Product Manager” di Bobcat, ha commentato: “Creata nel Centro di innovazione Bobcat nel campus di Dobříš, la L85 mira a diventare il nuovo punto di riferimento del mercato in questo segmento in termini di
DESIGN D’ECCELLENZA Nel 2021 la pala gommata compatta Bobcat L85 - per mano dell’IF International Forum Design GmbH, l’organizzazione di design indipendente con sede ad Hannover, in Germania - ha ricevuto l’iF Design Award, uno dei più importanti riconoscimenti nel settore del design a livello internazionale. Scelta tra quasi 10.000 candidature di 52 Paesi, la L85 è stata premiata nella sottocategoria “Automobiles/vehicles” (Automobili/veicoli) da una giuria composta da 98 esperti indipendenti di tutto il mondo. Alla creazione della L85 ha contribuito la società di design tedesca Lumod GmbH, con sede a Monaco. Jaroslav Fišer, Product Line Director per la gamma di pale com62 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
prestazioni. La macchina è stata realizzata con componenti collaudati quali il motore, le strutture, gli assali, l’elettronica e l’idraulica di Bobcat o dei nostri prestigiosi fornitori di primario livello. Numerosi componenti sono già ampiamente utilizzati sui nostri sollevatori telescopici, sui miniescavatori e sulle altre pale compatte. Il modello L85 segue le stesse procedure di montaggio e collaudo di tutte queste macchine”.
LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85 Il joystick può essere regolato orizzontalmente e integrato nel sedile a sospensione (caratteristica esclusiva in questa categoria di dimensioni), per garantire il massimo comfort e facilità d’uso. Anche il piantone dello sterzo è regolabile in due direzioni: orizzontale e verticale. Entrambe queste caratteristiche sono esclusive nel settore delle pale compatte gommate
Sul display LCD da 5” è possibile visualizzare i parametri essenziali della macchina e l’area posteriore del mezzo durante la retromarcia, tramite l’apposita telecamera
patte Bobcat in Europa, Medio Oriente e Africa, a tal proposito ha commentato: “Siamo felici che la L85 abbia vinto nella sottocategoria ‘Automobili/veicoli’ dell’iF Product Discipline Award e ringraziamo Lumod per l’importante ruolo che avuto nella progettazione della nuova macchina. Creata nel Bobcat Innovation Center, presso il nostro campus di Dobris, la L85 è stata progettata per essere il nuovo punto di riferimento in termini di prestazioni in questo segmento del mercato e diffonde l’iconico messaggio del marchio ‘One Tough Animal’ di Bobcat anche nel mercato delle pale compatte gommate”.
L’ampia superficie vetrata di cui è dotata la pala gommata compatta Bobcat L85 garantisce un’ottimale visibilità frontale e intorno alla macchina. Due sportelli completamente in vetro garantiscono una visibilità eccellente su entrambi i lati della cabina
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HandsOn I PUNTI DI FORZA
AMPIA GAMMA DI ACCESSORI
LA VISIBILITÀ
SISTEMA ANTIBECCHEGGIO AUTOMATICO
LA VERSATILITÀ
L’ERGONOMIA IN CABINA
LA FACILE MANUTENZIONE
LA COMPATTEZZA E MANOVRABILITÀ
LUCI DI MARCIA A LED
INDICATORE DI LIVELLAMENTO BENNA
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LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85
PROTEZIONE ROPS/FOPS – LIVELLO II
LUCI DI LAVORO A LED
PACCHETTO “STRADA” (CONFORMITÀ AL CODICE STRADALE)
AMPIA SUPERFICIE VETRATA
DISPLAY LCD DA 5”
TELECAMERA POSTERIORE
MOTORE BOBCAT D24 – STAGE V
FRENO DI STAZIONAMENTO AUTOMATICO ANGOLI RIBASSATI DEL PARABREZZA
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HandsOn
La pala è dotata, nella parte anteriore e posteriore della cabina, di luci di lavoro a LED, così come lo sono quelle di marcia
Innovazione sul campo Siamo stati a testare la pala gommata compatta L85 a Cles (TN), presso la struttura operativa di Fiumeter, società che dal 1979 si occupa di fornitura di ghiaia, sabbia e pietrisco, scavi e trasporto di materiali inerti per l’edilizia. Macchina acquistata recentemente dalla Fides di Mezzolombardo (TN), concessionario Doosan-Bobcat per il Trentino Alto-Adige specializzato nella vendita, noleggio, assistenza, ricambi per macchine movimento terra, edili, stradali, industriali.
Il portellone posteriore con griglia salta all’occhio nel suo colore arancione Bobcat. La grafica 3D sottolinea la robustezza della macchina. Gli interni hanno elementi di “branding” che si collegano agli esterni e trasmettono all’operatore la sensazione di potenza del marchio
La visibilità è ulteriormente ottimizzata dagli angoli abbassati del parabrezza, dal robusto design del cofano, dalla visuale della telecamera posteriore e dal raggio di sterzata ridotto. In tal modo, anche gli operatori meno esperti possono familiarizzare rapidamente con questa macchina, movimentare carichi e spostarsi in cantiere in totale sicurezza
66 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85 La pala compatta gommata L85 è compatibile con un’ampia gamma di benne e accessori e, anche grazie alla portata idraulica di 100 l/min, è ideale per numerose attività in diversi settori: dall’edilizia al riassetto paesaggistico, dal noleggio all’industria, dal riciclo e smaltimento dei rifiuti all’agricoltura. Può essere peraltro adatta all’impiego nei lavori stradali, per la rimozione di neve e per la manutenzione
GARANZIA TOTALE
Bobcat realizza ogni macchina secondo i massimi standard di qualità e durata. Ecco perché anche per la pala gommata compatta L85 la garanzia standard offre una copertura di 24
Ciò che si nota al primo utilizzo è che l’impianto idraulico e il motore diesel Bobcat D24 garantiscono prestazioni elevate; a questa combinazione vincente si aggiungono una stabilità elevata, rilevanti forze di strappo, trazione e spinta. Ma anche i comandi intuitivi, un elevato comfort in cabina e la semplicità d’uso. Tutti elementi, questi, che fanno della pala compatta gommata L85 una soluzione ideale per numerose attività, in molti settori diversi. La macchina, in particolare, è destinata ai mercati dell’edilizia, della paesaggi-
stica, del noleggio, dei lavori industriali, del riciclo, dello smaltimento dei rifiuti e dell’agricoltura, ma è ideale anche per lavori stradali, rimozione di neve, manutenzione e molte altre applicazioni.
mesi o 2.000 ore di funzionamento (a seconda dell’evento che si verifica per primo). Bobcat offre inoltre la garanzia estesa Protection Plus: oltre a offrire lo stesso livello di protezione di quella standard, la versione
Una pala polivalente Diverse attrezzature per pale compatte (skid steer loaders - SSL) e pale compatte cingolate Bobcat sono stati approvati per essere utilizzati sulla L85: l’attuale linea di accessori comprende benne per impieghi generali, benne per materiali leggeri, benne combinate, forche per
Protection Plus si adatta alle diverse esigenze e aspettative dei clienti offrendo diverse opzioni di durata e ore di funzionamento su base annua. A seconda delle esigenze, quindi, il cliente può beneficiare di una copertura fino a cinque anni o 6.000 ore di funzionamento del motore. Un accenno merita anche BobCare: la lunga vita utile di una macchina comincia dalla corretta manutenzione programmata, che aiuta anche a proteggerla da costi di riparazione e guasti imprevisti. Questo strumento offerto da Bobcat evita i rischi prevenendo la necessità di riparazioni importanti e guasti totali e consente alla macchina di essere più efficiente, riducendo i tempi d’inattività e aumentando produttività e redditività.
Le pale compatte gommate sono spesso utilizzate da operatori meno esperti, quindi l’intuitività e la massima visibilità della macchina sono essenziali per poter essere utilizzate senza difficoltà e in tutta sicurezza. Nello sviluppo del modello L85, Bobcat si è concentrato sull’ottimizzazione di queste due caratteristiche, realizzando un cofano posteriore corto e verticale e sportelli laterali completamente in vetro che garantiscono visibilità laterale e posteriore ai vertici della categoria
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HandsOn GESTIONE “WIRELESS” lunque momento - 24 ore su 24, sette giorni su sette - e da qualsiasi dispositivo. Utilizzando Machine IQ è dunque possibile controllare lo stato di salute della macchina e tenere traccia in re-
macchina semplicemente premendo un pulsante: ciò garantisce il controllo indipendente del regime del motore - e della portata ausiliaria massima - e della velocità di marcia della macchina. Grazie al connettore a 7 pin l’operatore può controllare in modo intuitivo ed efficace anche gli accessori più complessi.
moto delle informazioni che permettono di migliorarne la manutenzione, la sicurezza e le prestazioni. Inoltre, questo strumento consente di creare Le funzionalità di comunicazione wire-
un programma di manutenzione pia-
less di Bobcat Machine IQ migliorano
nificato in base a come viene utilizzata
l’assistenza (anche) per la pala gommata
la pala, di tracciarne la posizione, ge-
compatta Bobcat L85. Questo strumento
stirne le aspettative di utilizzo e rice-
consente ai concessionari di monitorare
vere eventuali notifiche se la macchi-
e gestire la flotta da ogni luogo, in qua-
na viene utilizzata in modo improprio.
pallet, spazzolone angolabile e spazzaneve. Tutte soluzioni, queste, che rendono la pala gommata compatta Bobcat L85 una macchina davvero polivalente. La pala è peraltro dotata di serie del sistema Quick-Tach, compatibile con i principali innesti standard impiegati nel settore. Per usare accessori ad alta portata - come spazzaneve e/o spazzolone angolabile - la L85 può essere dotata dell’opzione alta portata, che fornisce una portata idraulica pari a 100 l/min. Un’altra caratteristica esclusiva della L85 è il sistema di comando accessorio avanzato, che permette all’operatore di cambiare schema di comando della
Due pratiche funzionalità tipiche del settore automotive sono usate adattate anche alla pala compatta gommata L85. Grazie alla funzionalità automatica e all’assistenza per le partenze in salita, il freno di stazionamento viene inserito e disinserito automaticamente quando necessario 68 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
Semplicità d’uso Il motore della pala gommata compatta Bobcat L85 si avvia normalmente con la chiave standard; tuttavia, per avviare e spegnere rapidamente il motore nel corso della giornata, l’operatore può anche utilizzare i pulsanti ubicati sulla consolle posta alla sua destra. Grazie alla modalità automatica e all’assistenza per le partenze in salita, il freno di stazionamento
La pala compatta gommata L85 è dotata di motore Bobcat D24, Stage V, e offre un’opzione per l’alta portata idraulica, al fine di garantire un’elevata forza di strappo e un’adeguata stabilità alla macchina
della pala gommata compatta L85 viene inserito e disinserito automaticamente quando necessario. Queste caratteristiche, tipiche del settore automotive, sono uniche nel settore su questo tipo di macchina. La posizione dei comandi, inoltre, rende la pala L85 semplice e piacevole da usare, anche durante le lunghe ore di lavoro. L’interruttore del cambio di direzione - marcia avanti, folle e retromarcia - si trova sulla parte anteriore del joystick e può essere facilmente azionato con il dito indice. I comandi di blocco
LA PALA GOMMATA COMPATTA BOBCAT L85 Il sistema antibeccheggio automatico fornisce l’effetto di smorzamento degli avambracci di sollevamento, per ottenere il massimo comfort durante la guida. Il sistema di innesto idraulico di cui è dotata la pala consente di utilizzare l’adattatore Bob-Tach, per sfruttare i vantaggi offerti dagli accessori Bobcat. Sui lati del braccio sono presenti il dispositivo di discesa manuale, attivabile in caso di emergenza, e i punti di ingrassaggio
LA SCHEDA TECNICA La pala gommata compatta L85 Peso operativo:
5.114 kg
Peso in ordine di trasporto:
4.674 kg
Carico max. assale anteriore/posteriore: differenziale, modalità tartaruga/lepre, flottazione del braccio e controllo della portata ausiliaria sono sempre a portata di mano, precisamente sulla parte superiore del joystick. Il comando jog, poi, permette di visualizzare, controllare e confermare le impostazioni della L85 sul display LED da 5” e di attivare rapidamente la visualizzazione della telecamera posteriore. Le schermate di visualizzazione e configurazione dei parametri essenziali della macchina sono gestite mediante il citato comando jog.
Motore:
6.000 kg/6.000 kg Bobcat D24 - Stage V
Potenza motore:
50,7 kW (68 HP)
Capacità benna:
0,8-1,2 m3
Carico di ribaltamento (diritto/articolato a 40°):
3.801 kg/3.151 kg
Capacità operativa nominale:
1.901 kg
Forza di strappo:
48,8 kN
Forza di sollevamento:
36,9 kN
Altezza di sollevamento:
3.250 mm
* configurazione con benna
Comfort e prestazioni La pala gommata compatta Bobcat L85 è dotata di serie di impianto di riscaldamento, mentre il climatizzatore è disponibile come opzione di fabbrica. Oltre a garantire il massimo comfort in qualsiasi periodo dell’anno, il climatizzatore sbrina e riduce l’umidità in cabina nella stagione fredda. Altre opzioni disponibili per comfort e prestazioni sono: l’impianto idraulico ad alta portata, il controllo marcia automatico, l’indicatore di livellamento della benna, le luci di marcia a LED, l’opzione di velocità a 30 km/h e il pacchetto “Strada”. ■ novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 69
ATTREZZATURE Sandvik
Novità A TUTTO “TUNDO”
I
l nuovo martello Tundo RH650 DTH da 6” è stato sviluppato da Sandvik Mining and Rock Solutions per aumentare la sostenibilità e la produttività. Il suo design è caratterizzato da un ciclo dell’aria nuovo e altamente efficiente, non prevede valvole di fondo ed è più piccolo e più leggero rispetto ad altri martelli della sua classe. Lo spurgo viene eseguito attraverso le scanalature: un efficiente ciclo dell’aria significa che questo martello può essere utilizzato su carri di perforazione di classe più piccola, garantendo risparmi di carburante e vantaggi in termini di efficienza.
“Con il nuovo e rivoluzionario martello Tundo RH650 DTH i clienti possono perforare di più consumando di meno”, ha affermato Edgar Halling, Product Manager DTH Hammers presso Sandvik Mining and Rock Solutions. Poiché, come citato, può essere utilizzato su carri di perforazione di classe più piccola, è possibile aspettarsi un notevole risparmio sui costi, una riduzione dei costi di investimento, miglioramenti della produttività e minori emissioni di CO2. Per un operatore che utilizza un carro DTH da 6” con un martello convenzionale, il passaggio a Tundo RH650 potrebbe aumentare la produttività di perforazione annuale di 32.000 m; coloro che scelgono di utiliz-
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zare un carro di perforazione da 5” otterrebbero notevoli risparmi sui costi di investimento e una riduzione del consumo di carburante fino a 71.000 l/anno, riducendo le emissioni di CO2 di circa 185 t. “In tutto lo sviluppo dei nostri prodotti, che svolgiamo a stretto contatto con i nostri clienti, puntiamo ad aumentare la produttività e la sostenibilità”, ha affermato Halling. “Con questo nuovo martello non solo possiamo aiutare i nostri clienti nel loro percorso verso una maggiore sostenibilità del settore minerario, ma possiamo anche migliorare i loro profitti nel processo”. Il martello Tundo RH650 DTH è oggi disponibile per l’ordinazione con punte di 6 ½” e 6 ¾” di diametro.
IL MARTELLO TUNDO RH650 DTH È OGGI DISPONIBILE CON PUNTE DI 6 ½” E 6 ¾” DI DIAMETRO
Il nuovo martello Tundo RH650, la più recente innovazione nella perforazione fondo foro (DTH) di Sandvik Mining and Rock Solutions, può ridurre il consumo di carburante anche del 15%, aumentando le velocità di penetrazione fino al 20%
le operazioni di perforazione”, afferma Marie Lundbäck, R&D Manager Hard Materials, Rock Tools, Sandvik Mining and Rock Technology. “I nostri punti di forza in quest’area risiedono nelle innovazioni nella composizione avanzata dei materiali e nei processi di produzione”. Sandvik si è affermata come specialista a livello mondiale nello sviluppo e nella produzione di attrezzi in carburo me-
tallico: ciò si deve a ricerca e sviluppo all’avanguardia, a investimenti continui e alla stretta collaborazione con i clienti; inoltre, Sandvik controlla l’intera catena di produzione, dalla propria miniera di tungsteno alla produzione di punte di perforazione. “Sandvik PowerCarbide è la più importante innovazione in carburo nel settore della perforazione di rocce da decenni”, afferma Marie Lundbäck.
di Ettore Zanatta Nuovi gradi di carburo Sandvik è stata la prima azienda nella storia a produrre attrezzi da roccia con carburo cementato, uno dei materiali tecnologici compositi più efficaci mai prodotti. L’azienda ha ora raccolto i suoi più potenti gradi di carburo sotto un unico nome: PowerCarbide. Questa nuova gamma offre una combinazione di forza, durezza, robustezza e resistenza all’usura, per migliorare le prestazioni di perforazione e la convenienza economica. “Sandvik è da decenni leader di mercato nello sviluppo di carburi cementati. L’introduzione del concetto PowerCarbide ci consente di dimostrare l’importanza dei gradi di carburo nel-
IL MARTELLO TUNDO RH650 DTH DA 6” È STATO SVILUPPATO DA SANDVIK MINING AND ROCK SOLUTIONS PER AUMENTARE LA SOSTENIBILITÀ E LA PRODUTTIVITÀ NELLE ATTIVITÀ DI PERFORAZIONE. NELL’IMMAGINE, IL “VISUAL” SCELTO DALL’AZIENDA PER RAPPRESENTARE QUESTO NUOVO PRODOTTO STRATEGICO novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 71
ATTREZZATURE “Poiché disponiamo della gamma più completa di attrezzi in carburo avanzati possiamo offrire ai clienti soluzioni su misura per soddisfare le loro esigenze specifiche di perforazione. Allo stesso tempo, siamo in grado di contribuire a un futuro più sostenibile attraverso il nostro sistema globale di riciclo del carburo”. La famiglia PowerCarbide di Sandvik attualmente comprende i gradi DP55, DP65, GC80, SH70, XT49, XT70 e XT90; ne saranno poi lanciati di nuovi che si aggiungeranno alla gamma. Tutti i prodotti Sandvik con inserti PowerCarbide sono dotati di uno specifico simbolo, per differenziarli dai prodotti in carburo standard. Servizi e soluzioni digitali Sandvik non fornisce solo attrezzature da roccia apprezzate a livello mondiale, ma anche una gamma completa di servizi aggiuntivi e soluzioni digitali a supporto delle operazioni di perforazione. “Una delle priorità principali per noi di Sandvik Rock Tools è garantire ai clienti la massima durata del prodotto, la produttività e le prestazioni delle nostre attrezzature da roccia, aiutandoli a ottenere il minor costo totale di perforazione possibile. Ciò è reso possibile grazie a prodotti di alta qualità e alla nostra ricerca e sviluppo leader del mercato e, naturalmente, alla nostra offerta di servizi
SANDVIK NON FORNISCE SOLO ATTREZZATURE DA ROCCIA APPREZZATE A LIVELLO MONDIALE, MA ANCHE UNA GAMMA COMPLETA DI SERVIZI AGGIUNTIVI E SOLUZIONI DIGITALI A SUPPORTO DELLE OPERAZIONI DI PERFORAZIONE
all’avanguardia”, afferma Dean Kangleas, Vice President Product Line Services, Rock Tools Division, Sandvik Mining and Rock Technology. L’obiettivo di Sandvik Rock Tools Services è far sì che i clienti non lavorino mai da soli, questo concetto include sei pilastri principali: “Ambiente, salute e sicurezza” (il programma di riciclo dei carburi, la gestione delle polveri di cobalto e le procedure di sicurezza sul lavoro per attività critiche; “Gestione dell’inventario” (gestione delle scorte in circuito, linee di
approvvigionamento globali e previsioni sui prodotti); “Supporto ai prodotti” (scelta dei prodotti, analisi dei guasti e sviluppo dei prodotti); “Ottimizzazione dei prodotti” (attenzione alla produttività, rettilineità dei fori e ricondizionamento dei prodotti); “Formazione/competenze di prodotto” (formazione sulle applicazioni, sui prodotti e simulazioni di perforazione); “Rapporti e analisi dei dati” (dashboard di prodotti e prestazioni, analisi dei dati e rapporti sui costi di trivellazione totali”. ■
LA FAMIGLIA POWERCARBIDE DI SANDVIK COMPRENDE ATTUALMENTE I GRADI DP55, DP65, GC80, SH70, XT49, XT70 E XT90 72 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
ricambi movimento terra
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CINGOLI IN GOMMA Via Canale, 13 - 41013 Castelfranco Emilia (MO) - Tel: 059 920379/ 059 923429 info@cgaricambi.it
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ATTREZZATURE Bomag
Elettrificazione “COMBINATA” Il costruttore di Boppard ha presentato per la prima volta il vibrocostipatore elettrico a batteria BT 60e, progettato per coniugare i valori aggiunti dell’elettrificazione a prestazioni e solidità, oltre a un’ulteriore interessante novità, combinazione ideale di efficienza e maneggevolezza di Pietro Gabrielli
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l nuovo vibrocostipatore elettrico Bomag BT 60e è utilizzabile nella realizzazione di scavi e canali, nell’architettura paesaggistica, nelle operazioni di compattazione in rilevato e fondazioni e nei lavori di ripristino. Inoltre, può essere usato senza limitazioni anche nelle situazioni in cui ci sono prescrizioni sulle emissioni, ad esempio in scavi o sottopassaggi. Grazie al motore elettrico a batteria, quest’attrezzatura funziona senza produrre emissioni dirette, offrendo una tecnologia ed energia di compattazione ottimali, anche quando i ritmi di lavoro sono serrati.
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Prestazioni con “e-performance” “Il nuovo vibrocostipatore elettrico funziona proprio come quello a benzina, ma con un motore diverso”, spiega Ralf Junker, presidente del Gruppo Bomag. “Non c’è quindi alcuna differenza in termini di prestazioni della macchina e risultato del lavoro, un aspetto molto importante per l’applicazione pratica. Un altro vantaggio per i clienti è dato dal fatto che la macchina è utilizzabile ovunque già ora, anche in presenza di norme sull’utilizzo di sistemi di propulsione a zero emissioni. Nei prossimi anni questi requisiti aumenteranno sensibilmente: da qui l’obiettivo strategi-
co di Bomag di ampliare la gamma di prodotti con macchine dotate di motori a zero emissioni per aumentare la competitività. Non da ultimo, le macchine contribuiscono in modo decisivo alla riduzione delle emissioni di CO2 in cantiere”. Come gli altri modelli Bomag, anche il BT 60e è dotato di protezione totale del motore: ciò garantisce l’affidabilità della macchina nelle difficili condizioni di lavoro quotidiano in cantiere, con costi di manutenzione e riparazione ridotti. Tecnologia collaudata Il tamper è dotato di una batteria da 1.000 Wh; su richiesta è disponibile una
batteria da 1.400 Wh, per una durata superiore di lavoro. Entrambi i modelli eP 20 e eP 28 sono flessibili nell’uso. Il tamper si avvia premendo un pulsante, anche in presenza di temperature basse. In aggiunta sono disponibili anche caricabatterie standard e rapidi. La sostituzione delle batterie avviene in modo semplice e rapido attraverso la leva di sblocco: in tal modo, cambiare i modelli di batteria disponibili è molto semplice. Il motore elettrico riduce gli interventi di manutenzione necessari sulla macchina, perché il BT 60e è privo di olio motore e filtro dell’aria. Novità BR 95 Bomag ha recentemente presentato anche la nuova piastra vibrante BR 95, una combinazione di efficienza e maneggevolezza. Leggera e facile da manovrare, mostra i propri punti di forza nei lavori in terra e in tutti i casi in cui è necessario compattare a filo in spazi molto ristretti, ad esempio vicino a pareti, pali o nei cunicoli per cavi e tubazioni. Tutto ciò è possibile grazie a una piastra base quadrangolare con angoli arrotondati, al design ergonomico dell’attrezzatura e alla staffa di guida continua a 360°. Con la BR 95 Bomag amplia quindi il proprio assortimento di macchine Light Equipment con una piastra vibrante unidirezionale compatta per la costipazione di ghiaia, sabbia e terreni misti.
IL NUOVO VIBROCOSTIPATORE ELETTRICO A BATTERIA BOMAG BT 60E RISPETTA RIGOROSI LIMITI IMPOSTI IN TERMINI DI EMISSIONI E, RISPETTO A UN MODELLO TRADIZIONALE, OFFRE LE MEDESIME PRESTAZIONI, CON EGUALI CARATTERISTICHE DI ROBUSTEZZA novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 75
ATTREZZATURE
I vantaggi della piastra base quadrangolare con angoli arrotondati (450 mm) sono evidenti nei lavori di riparazione e ripristino in terra e nella pavimentazione. La velocità di lavoro è di 30 m/min; in un ciclo di lavoro, a seconda del
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al DSS. Grazie al baricentro basso, inoltre, la BR 95 è comoda da condurre e sempre in sicurezza. Tutti i componenti importanti sono protetti da urti e sporcizia; una protezione laterale contribuisce a prolungare la durata del motore da 3,5 kW. Il filtro a ciclone aggiuntivo riduce i costi di manutenzione (l’aria viene prefiltrata in modo che giungano meno particelle di polvere al filtro vero e proprio). La cinghia trapezoidale è protetta da sporcizia e polvere. I gas di scarico vengono convogliati verso il basso e il tubo di scappamento è dotato di una lamiera di protezione termica, che costituisce un ulteriore punto a favore della sicurezza sul lavoro. ■
BOMAG HA LANCIATO IL SUO PERFORMANTE VIBROCOSTIPATORE ELETTRICO A BATTERIA BT 60e
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materiale, l’altezza di stesa arriva a 25 cm; data l’ampiezza ridotta rispetto ai tamper, con i suoi 92 kg di peso la BR 95 è particolarmente comoda e sicura da guidare. La piastra base quadrangolare con angoli arrotondati è frutto della più recente innovazione Bomag; inoltre, al disopra della piastra base il design slanciato del montante, privo di elementi sporgenti, garantisce la massima libertà di movimento. Per quanto riguarda le vibrazioni al sistema mano-braccio, la BR 95 convince grazie a valori inferiori ai 2,5 m/s2, cosicché l’operatore può lavorare fino a otto ore, con conseguente semplificazione delle procedure relative
LA NUOVA PIASTRA VIBRANTE UNIDIREZIONALE BR 95 È SILENZIOSA, STABILE E COMPATTA COME UN VIBROCOSTIPATORE. LE DIMENSIONI COMPATTE LA RENDONO IDEALE PER LAVORI PRECISI E PER LE DIVERSE ESIGENZE NELLE APPLICAZIONI DI ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO. SU SABBIA, GHIAIA E TERRENI MISTI QUEST’ATTREZZATURA OFFRE OTTIMI LIVELLI DI COMPATTAZIONE SU UNO SPESSORE FINO A 25 CM 76 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
celebrating 40 years of Hillhead
21–23 June 2022 Hillhead Quarry | Buxton Derbyshire | UK
Find out more at hillhead.com
Email: hillhead@qmj.co.uk Phone: +44 (0) 115 945 4367
Join the conversation @Hillheadshow #hillhead2022
ATTREZZATURE Wacker Neuson
Libertà di compattazione Il costruttore tedesco ha lanciato sul mercato una nuova gamma di piastre monodirezionali equipaggiate con motori a benzina e con azionamento a batteria, ideali per la costipazione del terreno e la lavorazione su superfici di asfalto di Pietro Gabrielli
L
e nuove piastre vibranti monodirezionali di Wacker Neuson BPS, con motore a benzina, e APS, con azionamento a batteria, si caratterizzano per la loro maneggevolezza e facilità d’uso e, oltre alla costipazione del terreno, sono ideali per la lavorazione di superfici in asfalto. Wacker Neuson offre ai suoi clienti la libertà di scelta con i nuovi modelli delle piastre di compattazione e nel suo portafoglio dispone di tre modelli ciascuna con un motore a benzina e un motore elettrico con una forza centrifuga da 10 a 13 kNm e una larghezza di base da 30 a 40 cm. Le piastre elettriche vantano le stesse prestazioni del modello conven-
zionale corrispondente. “In qualità di esperti nella costipazione del terreno con molti anni di esperienza offriamo ai nostri clienti nuove soluzioni per il proprio cantiere, anche nel settore delle macchine elettriche”, spiega Stefan Pfetsch, AD di Wacker Neuson Produktion GmbH a Reichertshofen, il centro di competenza per i dispositivi di compattamento all’interno del Wacker Neuson Group. “Per noi è importante essere in grado di fornire una soluzione adeguata a ogni esigenza del cliente e riusciamo a farlo avvalendoci di un’ampia gamma di prodotti convenzionali e a batteria. Il lavoro a zero emissioni sta acquisendo importanza, i valori limite per le emissioni di scarico stanno diventando più
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severi e la consapevolezza della protezione del clima sta diventando sempre più pronunciata”. Versatilità d’utilizzo Le nuove piastre vibranti sono adatte a tutti i tipici lavori di compattazione e in particolare alla compattazione dell’asfalto: muovere e ruotare queste piastre vibranti, soprattutto su asfalto fresco, è semplice e si ottiene una superficie liscia e senza segni. Anche i bordi di chiusura puliti sui cordoli sono facili da realizzare grazie al profilo laterale angolare della piastra di base. Gli operatori beneficiano anche delle basse vibrazioni manobraccio inferiori a 5 m/s², che consentono il lavoro senza fatica.
Un ulteriore vantaggio: il supporto della gru è molto robusto, quindi, è possibile anche l’utilizzo per la guida laterale, ad esempio sui cordoli. Grazie alla maniglia di guida che può essere ruotata in avanti anche il trasporto e lo stoccaggio salvaspazio sono facili. I vari modelli hanno ciascuno una potenza di compattamento di 10, 11 e 13 kNm e sono disponibili con o senza serbatoio dell’acqua, il quale è montato in modo permanente sul dispositivo; il coperchio incernierato con una fessura consente il riempimento dell’acqua senza l’apertura del coperchio. Lo spruzzatore garantisce una distribuzione ottimale dell’acqua per tutta la larghezza della piastra base, senza spreco d’acqua (la ricarica, quindi, si rende meno necessaria). La struttura robusta con cuscinetti a sfera lubrificati a vita e le cinghie trapezoidali di alta qualità e durevoli riducono al minimo lo sforzo di manutenzione delle piastre vibranti convenzionali BPS1030, BPS1135 e BPS1340. Le piastre a batteria APS1030e, APS1135e e APS1340e sono completamente esenLE PIASTRE A BATTERIA APS DI WACKER NEUSON SONO COMPLETAMENTE ESENTI DA MANUTENZIONE GRAZIE ALL’AZIONAMENTO A BATTERIA
ti da manutenzione grazie all’azionamento a batteria. Come accessori sono disponibili un set di ruote che può essere facilmente montato e un dispositivo di scorrimento per pavimentazione, LA STRUTTURA ROBUSTA CON CUSCINETTI A SFERA LUBRIFICATI A VITA E LE CINGHIE TRAPEZOIDALI DI ALTA QUALITÀ E DUREVOLI RIDUCONO AL MINIMO LO SFORZO DI MANUTENZIONE DELLE PIASTRE VIBRANTI CONVENZIONALI BPS1030, BPS1135 E BPS1340 (NELLA FOTO)
che protegge le superfici sensibili della pavimentazione dai danni durante la vibrazione. Azionamento elettrico “Ampliamo costantemente il nostro portafoglio a zero emissioni e ora aggiungiamo altre tre piastre vibranti nella classe di peso da 50 a 70 kg alla serie a zero emissioni esistente in modo da ampliare ulteriormente la gamma di applicazioni delle nostre attrezzature edili elettriche”, aggiunge Stefan Pfetsch. Le piastre a batteria funzionano con la stessa batteria agli ioni di litio, utilizzata in modo modulare per tutti gli altri dispositivi a batteria di Wacker Neuson. La batteria si è già dimostrata più volte valida dal 2015 e ora viene utilizzata per un totale di tre costipatori a batteria, sei piastre a batteria e un sistema vibratore interno. Dall’autunno del 2021 la batteria per attrezzature edili può essere utilizzata anche da tutti i produttori. I clienti beneficiano di una logistica di cantiere semplificata e di risparmi sui costi. Le piastre vibranti possono essere avviate semplicemente premendo un pulsante, anche a basse temperature o ad alta quota. Le piastre a batteria funzionano senza emissioni dirette di scarico, motivo per cui sono ideali per l’uso in fossati e costruzioni sotterranee, negli spazi interni e in ambienti sensibili alle emissioni. Inoltre, le piastre a batteria contribuiscono a proteggere l’operatore e l’ambiente del cantiere. Per la batteria, sono disponibili due modelli Systainer di Wacker Neuson: una scatola di trasporto e una scatola di ricarica con caricabatterie rapido integrato. Le scatole Systainer consentono di proteggere la batteria e il caricabatterie da sporcizia e danni. La scatola di trasporto è stata appositamente certificata UN per Wacker Neuson e si adatta alla batteria, in tal modo può essere trasportata in sicurezza secondo le linee guida ADR/RID. ■
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 79
HandsOn
VAGLIATURA (altamente)
TECNOLOGICA PROGETTATE PER SEPARARE I MATERIALI IN DIVERSE PEZZATURE DIRETTAMENTE IN CANTIERE, LE BENNE SIMEX VSE SI DISTINGUONO PER LA SEMPLICITÀ D’USO, IL FACILE CARICAMENTO E L’ELEVATA PRODUTTIVITÀ ETTORE ZANATTA
D
isponibili in quattro modelli, per escavatori da 8 a 45 t, le benne vagliatrici Simex VSE sono attrezzature realizzate specificamente per la separazione di materiali in diverse pezzature, direttamente in cantiere. Grazie all’esclusivo brevetto Simex che permette la variazione rapida della granulometria del materiale vagliato in pochi secondi, tramite un comando in cabina, l’operatore è in grado di avvicinare e distanziare gli alberi, con un’escursione massima di 40 mm: ciò garantisce un’elevata velocità di esecuzione e una rilevante versatilità (potendo lavorare su diversi materiali), nonché un considerevole risparmio di tempo. Inoltre, è possibile creare istantaneamente tre diverse pezzature con la medesima benna, senza fermi macchina necessari per sostituire gli alberi o gli utensili.
80 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
LE BENNE VAGLIATRICI SIMEX VSE
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 81
HandsOn Nuovi utensili di vagliatura Grazie a continui investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo, il costruttore di San Giovanni in Persiceto (BO) ha recentemente introdotto un importante aggiornamento che contribuisce a rendere ancora più uniche le benne vagliatrici VSE: i nuovi utensili di vagliatura brevettati FIT, acronimo che sta a indicare il termine “Five Independent Tools” (cinque elementi indipendenti). Questa innovazione si caratterizza per tre importanti caratteristiche. La prima: ogni utensile si compone di cinque dischi (o lame) e di due distanziatori che agganciano i dischi all’elemento centrale; gli utensili vengono poi fissati all’albero tramite morsetti e due viti, senza alcuna saldatura; i dischi, a incastro, sono così facilmente smontabili e sostituibili e ciò si traduce in un risparmio fino al 75% sui costi di manutenzione, potendo sostituire anche un solo disco o una sola lama vagliante; la sostituzione non prevede lo smontaggio degli alberi, perché ogni elemento è sostituibile singolarmente e in pochi minuti semplicemente con un martello e un punzone. La seconda: il sistema consente molteplici configurazioni per meglio adattarsi al
I NUOVI UTENSILI DI VAGLIATURA “FIT” Ogni utensile si compone di cinque di-
alcuna saldatura. I dischi, a incastro, so-
lama vagliante. La sostituzione non pre-
schi (o lame) e di due distanziatori che
no così facilmente smontabili e sostitui-
vede lo smontaggio degli alberi: ogni
agganciano i dischi all’elemento centra-
bili: ciò si traduce in un risparmio fino al
elemento è sostituibile singolarmente,
le. Gli utensili vengono poi fissati all’al-
75% sui costi di manutenzione, potendo
in pochi minuti, semplicemente con un
bero tramite morsetti e due viti, senza
sostituire anche un solo disco o una sola
martello e un punzone. Il sistema consente molteplici configurazioni per meglio adattarsi al materiale da vagliare. Simex propone tre configurazioni base, ma altre sono possibili, grazie ai dischi che compongono l’utensile vagliante, tra loro intercambiabili. I nuovi utensili sono retrocompatibili con il precedente sistema. Gli utensili di vagliatura che compongono gli alberi sono formati da dischi e lame di diametri diversi che si intersecano perfettamente, generando un’elevata vorticosità del materiale da vagliare, anche se umido o bagnato. Il materiale non rimane incastrato tra gli elementi vaglianti come invece spesso accade nei sistemi tradizionali.
82 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
LE BENNE VAGLIATRICI SIMEX VSE
Le benne Simex VSE sono disponibili in quattro modelli (VSE 10, VSE 20, VSE 30 e VSE 40), per escavatori da 8 a 45 t, e sono specificatamente progettate per separare i materiali in diverse pezzature direttamente in cantiere
materiale da vagliare. Simex propone tre configurazioni base, ma altre sono possibili grazie ai dischi che compongono l’utensile vagliante, tra loro intercambiabili (i nuovi utensili sono retro-compatibili con il precedente sistema). La configurazione “per riciclato” è indicata per vagliare terreni misti con presenza di argilla secca, ghiaia, limo e torba (particolarmente indicata nel settore dell’Oil&Gas per il letto di posa e la copertura delle tubature, garantisce inoltre un’elevata produttività nella selezione di materiale di risulta da demolizione; la configurazione “a disgregare” - che garantisce alte prestazioni in presenza di terriccio, scarti vegetali, argilla e torba - viene utilizzata frequentemente per la vagliatura di terreno di coltura
L’esclusivo brevetto Simex permette la variazione rapida della pezzatura del materiale vagliato in pochi secondi tramite un comando in cabina: ciò consente all’operatore di avvicinare e distanziare gli alberi istantaneamente con un’escursione massima di 40 mm e garantisce velocità di esecuzione, versatilità e un considerevole risparmio di tempo
I nuovi utensili di vagliatura FIT permettono di configurare la benna a seconda del materiale da vagliare, tramite tre configurazioni base proposte da Simex (ma sono possibili altre personalizzazioni grazie agli elementi intercambiabili) che consentono di abbattere fino al 75% i costi di manutenzione
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HandsOn I PUNTI DI FORZA LA PRODUTTIVITÀ
COMANDO IN CABINA PER LA VARIAZIONE DELLA PEZZATURA
LA SEMPLICITÀ D’USO
IL FACILE CARICAMENTO
L’EFFICACIA ANCHE CON MATERIALI UMIDI
LA VARIAZIONE RAPIDA DELLA PEZZATURA
ELEMENTI VAGLIANTI FACILMENTE SOSTITUIBILI
STRUTTURA IN ACCIAIO HARDOX
DISPONIBILE IN QUATTRO MODELLI
TRE GRANULOMETRIE DI MATERIALE IN USCITA 84 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
LE BENNE VAGLIATRICI SIMEX VSE
DISCHI E LAME SOSTITUIBILI E INTERCAMBIABILI
NUOVI UTENSILI DI VAGLIATURA “FIT” BREVETTATI
AMPIA BOCCA A FORMA DI BENNA STANDARD
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 85
HandsOn Le benne VSE si distinguono per la facilità di carico, grazie all’ampia bocca a forma di benna standard e altamente resistente grazie alla solidità strutturale garantita dall’acciaio Hardox con cui sono realizzate
La produttività è garantita da motori idraulici a elevata potenza. Gli alberi sono composti da elementi con dischi di diverso diametro che producono un’elevata vorticosità del materiale da vagliare
Grazie al particolare design degli utensili e all’elevata vorticosità generata anche i materiali umidi o fangosi vengono facilmente processati senza accumularsi e bloccarsi tra gli elementi vaglianti, come spesso accade utilizzando i sistemi tradizionali
Che ci sia da vagliare del terreno misto per la paesaggistica o che si debbano processare inerti per il riutilizzo nel settore del movimento terra o nei cantieri edili, grazie alla loro versatilità non c’è limite a quello che possono fare le benne vagliatrici VSE di Simex 86 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
nel campo florovivaistico e paesaggistico; la configurazione “mista” garantisce un’elevata produttività anche con terreni umidi, in presenza di sassi, ghiaia o argilla (particolarmente indicata per la selezione di terreno vegetale per il campo agricolo e florovivaistico, è molto efficace per il trattamento di scarti vegetali e nella bonifica del terreno da sassi e pietre). La terza caratteristica riguarda gli utensili di vagliatura che compongono gli alberi: questi elementi sono formati da dischi e lame di diametri diversi che si intersecano perfettamente tra loro, generando un’elevata vorticosità del materiale da vagliare, anche se umido o bagnato. In questo ca-
Le benne vagliatrici Simex VSE si distinguono per il facile caricamento, per la grande semplicità d’uso e per l’elevata produttività
LE BENNE VAGLIATRICI SIMEX VSE Lame e dischi possono essere ulteriormente rinforzati con una specifica saldatura sulle parti più soggette a usura. Quest’operazione è consigliata per evitare abrasioni e corrosioni, aumentando la vita dell’utensile
so, il materiale non rimane incastrato tra gli elementi vaglianti, come invece spesso accade nei sistemi tradizionali. Grandi prestazioni, maggior risparmio Il cambio rapido della pezzatura tramite un semplice comando in cabina, combinato ai nuovi utensili di vagliatura FIT, permette dunque all’operatore di separare materiali in pezzature diverse senza tempi morti, riducendo i costi di manutenzione e migliorando la produttività
(nei sistemi di vagliatura tradizionali il cambio della pezzatura del materiale in uscita necessita di lunghi tempi tecnici dovuti al distanziamento degli alberi o allo smontaggio degli utensili di vagliatura, per potersi adattare al materiale da trattare). Grazie a un semplice comando in cabina, l’operatore può quindi realizzare istantaneamente tre diverse granulometrie del materiale in uscita: un vagliato fine di pezzatura compresa tra 0-15 mm, una granulometria media tra i 15 e 55 mm, e, infine, un materiale grossola-
no, superiore ai 55 mm. In aggiunta, il sistema brevettato FIT cambia radicalmente il modo in cui si compongono, configurano e sostituiscono gli elementi vaglianti della benna Simex VSE. Di facile configurazione e personalizzazione, i dischi e le lame - come già accennato - sono sostituibili e intercambiabili al 100% e l’operatore può scegliere fra diverse configurazioni per meglio adattarsi alla tipologia di materiale da vagliare, abbattendo in modo rilevante i costi di manutenzione rispetto ai sistemi precedenti. ■
LA SCHEDA TECNICA Le benne vagliatrici VSE
VSE 10
VSE 20
VSE 30
VSE 40
Peso escavatore consigliato:
8-13 t
12-18 t
16-30 t
30-45 t
Larghezza bocca:
860 mm
1.100 mm
1.260 mm
1.340 mm
Larghezza totale:
1.220 mm
1.485 mm
1.650 mm
1.835 mm
Capacità benna (SAE):
0,40 m3
0,70 m3
1,00 m3
1,80 m3
Area di vagliatura:
0,56 m2
0,80 m2
1,00 m2
1,36 m2
Escursione alberi: Numero alberi di vagliatura: Peso operativo: Portata olio richiesta: Pressione olio max.:
40 mm 2
2
2
3
965 kg
1.400 kg
1.845 mm
2.725 mm
90-125 l/min
100-150 l/min
165-220 l/min
180-280 l/min
250 bar
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 87
COMPONENTI Berco
L’EFFICIENZA a “processo”
Il costruttore ferrarese, fornitore a livello globale di componenti e sistemi sottocarro per i principali marchi internazionali di macchine pesanti, ha avviato un cambiamento radicale e modulare per ridurre l’impatto ambientale nello stabilimento di Copparo, garantendo al contempo una migliore efficienza della linea produttiva di Mirko Brusamolino
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B
erco ha intrapreso un importante percorso di efficientamento energetico e dei consumi per quanto riguarda i suoi processi produttivi volto a ottenere una riduzione complessiva dell’impatto ambientale del suo stabilimento principale di Copparo (FE). Questo progetto è stato sviluppato di pari passo con il processo di Lean Manufacturing iniziato presso la sede oltre tre anni fa e che mira, per l’aftermarket, a un rilevante aumento dell’efficienza produttiva. Il citato percorso di efficientamento energetico e di riduzione dei consumi ha già previsto ingenti interventi strutturali all’interno della struttura e ulteriori investimenti sono stati pianificati in una “road-map” che avrà una durata di tre anni. Percorso di “Lean Manufacturing” Tra i vari obiettivi da raggiungere posti lungo il suo percorso a favore di un minore impatto ambientale, Berco si è subito focalizzata su un efficientamento dei macchinari presenti all’interno del proprio reparto produttivo, analizzando il loro reale utilizzo e le relative prestazioni ed eliminando, al contempo, quelli ormai obsoleti, altamente energivori e, dove necessario, sostituendoli con nuove attrezzature a minor impatto sui consumi. Ma l’obiettivo di riduzione dei consumi ha riguardato - e coinvolgerà in futuro - non solo le linee produttive, ma
L’ATTUALE PRODUZIONE CENTRALIZZATA DI POTENZA ELETTRICA NELLO STABILIMENTO È ALTAMENTE ENERGIVORA, DATO CHE È IMPIEGATA SOPRATTUTTO DALL’AZIENDA PER L’ALIMENTAZIONE DEI FORNI A INDUZIONE E PER GLI IMPIANTI DESTINATI ALLE LAVORAZIONI MECCANICHE
anche tutti i processi “datati”, con l’intento di garantire una migliore efficienza e riduzione degli sprechi dell’intero complesso: “Il progetto è partito facendo un’analisi approfondita dei consumi di energia elettrica, di acqua e di gas ed è stato sviluppato di pari passo, in quan-
to strettamente connesso, al percorso di Lean Manufacturing, volto all’efficienza produttiva e all’eliminazione degli sprechi e all’apporto di valore al mercato”, spiega Andrea Marigo, Head of Integrated Management System Industry Europe di Berco. Il team aziendale, infatti, al fiPER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO ENERGETICO BERCO SI È FOCALIZZATA SU UNO SVECCHIAMENTO DEI MACCHINARI PRESENTI NELLE LINEE PRODUTTIVE, SMANTELLANDO QUELLI ORMAI OBSOLETI E, OVE NECESSARIO, SOSTITUENDOLI CON NUOVE ATTREZZATURE A MINOR IMPATTO SUI CONSUMI
L’OBIETTIVO DI RIDUZIONE DEI CONSUMI HA RIGUARDATO - E COINVOLGERÀ IN FUTURO - NON SOLO LE LINEE PRODUTTIVE, MA ANCHE GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E LA DISTRIBUZIONE DELLA POTENZA ELETTRICA IN TUTTE LE AREE DELLO STABILIMENTO COMPRESE QUELLE DI STOCCAGGIO DEI MATERIALI E COMPONENTI novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 89
COMPONENTI ne di efficientare il consumo di gas naturale utilizzato sia per il riscaldamento che per uso produttivo - ha optato per un approccio modulare e flessibile che tenga conto anche dei diversi carichi di lavoro delle singole linee produttive, sostituendo la centrale termica da 20 MW, dotata di bruciatori ormai obsoleti, con una serie di impianti moderni e delocalizzati nei singoli reparti. Questo nuovo sistema di riscaldamento modulare sarà attivato nei prossimi mesi e si stima, per il primo anno di attività, una riduzione del 13% del consumo di gas, con una conseguente riduzione di 2.500 t/anno di anidridre carbonica emessa in atmosfera. Un procedimento che sarà replicato anche per ciò che concerne l’attuale produzione centralizzata nello stabilimento di potenza elettrica, impiegata soprattutto per l’alimentazione dei forni a induzione e per gli impianti destinati alle lavorazioni meccaniche, di aria compressa e
BERCO HA IN PROGRAMMA ULTERIORI INTERVENTI STRUTTURALI, IN LINEA CON GLI OBIETTIVI IMPORTANTI ATTI A RIDURRE LA PROPRIA IMPRONTA DI CARBONIO E STRETTAMENTE CONNESSI AL PERCORSO DI LEAN MANUFACTURING INTRAPRESO TRE ANNI FA NELLO STABILIMENTO DI COPPARO
UNO “SVILUPPO” IN FUNZIONE DELLA “RICERCA” Nel corso dei suoi oltre 100 anni di esperienza, Berco ha maturato un’importante nomea grazie all’elevata qualità dei suoi prodotti, frutto di un impegno costante nello studio di soluzioni innovative e recentemente confermato dall’inaugurazione di una nuova area di Ricerca & Sviluppo nella struttura di Copparo. L’azienda ha investito circa 1 milione di euro per la realizzazione di un nuovo reparto di circa 2.000 m2 di superficie in grado di ospitare 23 ricercatori. Qui trovano spazio anche macchinari di ultima generazione, sviluppati per supportare i piani strategici dell’azienda per il futuro. “Questo spazio ospita attrezzature all’avanguardia che consentono a tutti i ricercatori di avere a disposizione gli strumenti più avanzati per poter assicurare una continua e lunga tradizione di Berco come azienda innovatrice”, afferma l’Ing. Francesco Grenzi, R&D Executive Director di Berco. Nel reparto sono presenti un rinnovato banco prova rulli, dotato di nuovi sistemi di controllo software e hardware che assicurano una maggiore flessibilità nella definizione dei protocolli di carico, e la “benchmark room”, area dedicata ai test condotti sui prodotti Berco, così come
ING. FRANCESCO GRENZI R&D EXECUTIVE DIRECTOR DI BERCO
su quelli di concorrenti o fornitori. Rinnovate anche le macchine per i test sulle gomme, capaci di condurre prove criostatiche che ne determinano le prestazioni a temperature estreme. Il laboratorio ospita anche un’innovativa macchina basata sul pendolo di Charpy, per la misura accurata della tenacità dell’acciaio, un durometro universale e un nuovo spettrometro, per valutazioni chimiche sull’acciaio condotte in ogni fase di lavorazione. Una stampante 3D di ultima generazione garantisce modelli precisi dei componenti prima della fase produttiva e fornisce una visione chiara di ciò che è stato creato.
90 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
distribuzione di acqua, necessaria maggiormente ai circuiti di raffreddamento degli impianti ma anche utilizzati per alcuni processi produttivi, con un progetto che prevede, anche in questi casi, un approccio modulare e localizzato. La decentralizzazione, che già di per sé assicura una maggiore efficienza, garantirebbe peraltro una gestione autonoma a ridotti sprechi e un ottimizzato utilizzo dell’energia elettrica, di aria compressa e di acqua in funzione delle esigenze dei singoli reparti: “L’approccio adottato da Berco per la riduzione dell’impatto ambientale è radicale - prosegue Marigo - in quanto ha abbracciato tutte le possibili fonti di spreco energetico, con l’adozione di scelte non marginali ma di profondo cambiamento, che già si concretizzeranno a partire da quest’inverno, fino al parallelo compimento della trasformazione dello stabilimento”. Un nuovo ciclo di produzione Queste prime radicali variazioni strutturali presso la sede di Copparo - relative alla produzione dell’aria compressa, alla modifica dei circuiti di raffreddamento, così come alla riorganizzazione della distribuzione elettrica - si ipotizza possano portare alla fine dei lavori a una riduzione, su base annua, di circa 3 milioni di kW/h di energia elettrica, in linea con gli obiettivi importanti di contenimento dell’impronta di carbonio fissati dall’azienda. Ma oltre al progetto legato alla riduzione dei consumi, Berco è da sempre molto attenta al rispetto delle normative relative alla gestione dei rifiuti industriali, impegnandosi attivamente nel corso degli ultimi anni al fine di garantire il maggior recupero possibile dell’acciaio
RICAMBI A PORTATA DI “CLICK”
DIEGO BUFFONI
LUCIANA FINAZZI
HEAD OF AFTERMARKET DI BERCO
HEAD OF COMMUNICATIONS DI BERCO
Berco ha lanciato una nuova piatta-
ricambi aftermarket in grado di offri-
forma e-commerce in grado di offri-
re, attualmente, oltre 5.000 articoli, di-
re una ‘customer experience’ a clienti
sponibili nelle linee Original, Platinum
e distributori del marchio attraverso
e Service. Afferma Luciana Finazzi,
uno strumento che permette di gestire
Head of Communications di Berco e
agevolmente gli ordini, di conoscere
leader del progetto di e-commerce:
la disponibilità a stock di ogni compo-
“Questo progetto è essenziale per
nente, di avere informazioni in tem-
due motivi: da un lato ha migliorato
po reale su prezzi e tempi di conse-
la nostra ‘customer journey’, dall’altro
gna e di organizzare al meglio il pro-
ha cambiato la mentalità dell’azienda,
prio magazzino: “La nuova piattafor-
sempre più verso un’ottica digitale.
ma - commenta Diego Buffoni, Head
Berco sta affrontando una trasforma-
of Aftermarket di Berco - rappresenta
zione digitale nei prodotti, nei servizi
un passo fondamentale per offrire al-
e a livello produttivo, per rendersi più
la nostra clientela servizi digitali ad
agile, flessibile e in linea con le rinno-
alto valore aggiunto. Uno strumento
vate esigenze di un mercato globale.
completo per la gestione degli ordi-
Con il lancio della nuova piattaforma
ni dove il cliente può controllare, in
di e-commerce abbiamo creato uno
un unico luogo, tutto il processo del-
strumento che assicura quella ‘user
la commessa e relativo ‘follow-up’”.
experience’ che chi acquista online si
Una piattaforma, quindi, che mette a
aspetta e che assicurerà un ‘customer
disposizione di dealer e clientela un
journey’ eccellente ai nostri dealer in
catalogo prodotti per il sottocarro e
tutto il mondo”.
impiegato nella costruzione di sottocarri e componenti grazie a un’attenta gestione del processo produttivo, che distingue e separa al meglio lo scarto evitando il conferimento di rifiuti non separati. Quest’impegno ha portato l’azienda a DAL 1999 BERCO FA PARTE DEL GRUPPO MULTINAZIONALE THYSSENKRUPP E NEL 2018 È STATA INTEGRATA NELLA DIVISIONE FORGED TECHNOLOGIES, LA PIÙ GRANDE AZIENDA DI FORGIATURA AL MONDO. OGGI, ANNOVERA UNA FORZA LAVORO COMPLESSIVA DI CIRCA 1.800 DIPENDENTI
evidenziare ottime performance di separazione e riciclo degli scarti di produzione, sempre a beneficio dell’impatto ambientale: “Oltre a questi interventi, il compimento della trasformazione Lean della produzione di Copparo, con la conseguente forte riduzione della movimentazione delle merci all’interno della sede e degli sprechi nel trattamento dei materiali, porterà ulteriori vantaggi a livello ambientale, raggiungendo obiettivi importanti per uno stabilimento produttivo così imponente”, conclude Andrea Marigo. ■
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COMPONENTI Sireg Geotech
ORIZZONTI d’innovazione
L’azienda brianzola è un punto di riferimento nel mercato globale delle infrastrutture e delle costruzioni civili, specializzata nei settori della geotecnica, dell’ingegneria civile e negli impianti di trattamento dell’acqua per i cantieri. La sua crescita è esponenziale, grazie anche alla forte attitudine all’innovazione di Ettore Zanatta
S
ireg Geotech (Arcore – MB) è specializzata in prodotti e tecnologie per i settori della geotecnica e dell’ingegneria civile ed è oggi un punto di riferimento per pro-
gettisti e aziende pubbliche e private nel settore delle infrastrutture e delle costruzioni civili, in Italia e nel mondo. L’azienda ha recentemente intrapreso un percorso di rinnovamento che dai fondamenti “tradizionali” su cui è sta-
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ta costituita viaggia spedita verso orizzonti di innovazione e che l’ha portata a tramutarsi da realtà tipicamente familiare a concreto esempio manageriale, grazie anche all’apertura di varie filiali in mercati extraeuropei.
SONJA BLANC
CEO DI SIREG GEOTECH
“
MI PIACE FARE LA DIFFERENZA, MI PIACE INNOVARE, È FONDAMENTALE, HO SCRITTO LA MIA TESI PROPRIO SUL TEMA DELL’INNOVAZIONE
Dal 2009 l’azienda è guidata da Sonja Blanc, che abbiamo incontrato per farci esporre lo stato dell’arte di quest’evoluzione. Com’è strutturata Sireg e la gamma prodotti attualmente proposta sul mercato?
“Sireg realizza, presso il suo storico stabilimento di Arcore, un’ampia gamma di prodotti specializzati in materiali termoplastici, termoindurenti e, fin dagli anni Novanta, in materiali compositi (fibra di vetro, carbonio e aramidica),
“
TUBI VALVOLATI DURVINIL PRONTI PER ESSERE INSTALLATI IN UN CANTIERE INFRASTRUTTURALE A DOHA, IN QATAR
richiesti in tutto il mondo per interventi di rinforzo e consolidamento del terreno nell’ambito della realizzazione di grandi opere di scavi sotterranei, per il rinforzo di edifici storici o costruzioni civili danneggiate e per le nuove costruzioni. Il catalogo include tubi valvolati per iniezioni, tubi inclinometrici, tubi microfessurati per drenaggio, giunti waterstop, guaine corrugate, elementi in vetroresina per il consolidamento del fronte scavo in galleria, barre in vetroresina per armature in calcestruzzo, per ‘Soft-Eye’, per conci ed elementi prefabbricati. Sono presenti inoltre barre e laminati in fibra di carbonio per il rinforzo e il restauro di costruzioni civili danneggiate e per il ripristino di monumenti. Oltre a Sireg Geotech, ci sono Sireg
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COMPONENTI
TUBI VALVOLATI DURVINIL
Hydros - che opera nel settore del trattamento dell’acqua e, con la tecnologia dell’osmosi inversa, progetta e realizza impianti su misura sia per la depurazione delle acque primarie e reflue che per la dissalazione dell’acqua di mare che salmastra - e Sireg Polyvinyl, per la produzione di fogli separatori in PVC per batterie a trazione e stazionarie”. Cosa fa Sireg Geotech per garantire prodotti sempre così innovativi? “L’azienda è sempre molto attiva nell’attività di ricerca e sviluppo - alla quale destiniamo almeno il 5% del fatturato - e ciò consente di sviluppare prodotti sempre innovativi per semplicità d’utilizzo, rispetto dell’ambiente e standard
qualitativi. Inoltre collaboriamo fattivamente con grandi gruppi industriali, enti internazionali di ricerca e università. Oggi Sireg è in grado di proporre i materiali compositi, prevalentemente in fibra di vetro, anche nel settore delle nuove costruzioni in alternativa all’acciaio, al fine di garantire opere infrastrutturali più durevoli e sostenibili (a breve le nostre barre in vetroresina saranno le prime in Europa a ricevere la certificazione CE)”. Testimonianza concreta di questa tendenza all’innovazione sono i vari riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni… “Sireg ha vinto il JEC Innovation Awards di Parigi nel 2019, nella cate-
goria ‘Constructions & Infrastructures’, per il progetto ‘Bendable TP composite reinforcements for concrete’, in partnership con Arkema, l’Università di Miami e il National Cooperative Highway Research Program (NCHRP). Nello stesso anno si è aggiudicata il premio ‘Best To Brianza 2019’ nella categoria ‘Passaggio generazionale’, promosso da Hubnet Communication in partnership con il gruppo editoriale Netweek e con il patrocinio di Assolombarda. Inoltre, in occasione dell’11° Forum Internazionale dell’imprenditoria femminile e giovanile, ho ricevuto personalmente - e ne sono orgogliosa - il premio ‘GammaDonna 2019’, un riconoscimento a creatività e innovazione nel fare impresa promosso e organizzato dall’Associazione GammaDonna in collaborazione con la Commissione europea e il Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, Sireg appartiene alla rosa delle 30 aziende messe in mostra da Assolombarda per avere creduto e investito nell’innovazione. La nostra barra in vetroresina speciale LL-REBAR (Long Life Rebar), alternativa all’acciaio, è stata tra i progetti protagonisti della mostra multimediale ‘Genio e Impresa - Da Leonardo e Ludovico alle grandi storie di innovazione dei nostri giorni’ allestita a Palazzo Lombardia”.
TUBI VALVOLATI DURVINIL SIREG PER LA STAZIONE METRO “C” DI ROMA FORI IMPERIALI 94 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
TRA I RICONOSCIMENTI OTTENUTI DA SIREG GEOTECH A LIVELLO INTERNAZIONALE C’È ANCHE IL JEC INNOVATION AWARDS, NELLA CATEGORIA ‘CONSTRUCTIONS & INFRASTRUCTURES’, RITIRATO A PARIGI NEL 2019 DA SONJA BLANC
Sireg si sta rendendo protagonista di alcune nuove e interessanti soluzioni. Di cosa si tratta? “Le principali novità riguardano i compositi, in particolare le barre per armature in vetroresina all’interno del calcestruzzo che potranno essere utilizzate in sostituzione dell’acciaio e che, grazie alla loro intrinseca resistenza alla corrosione, dureranno non più solo 50, ma oltre 100 anni. Un esempio applicativo è la costruzione di ponti, dove l’uso della vetroresina permetterà una durata maggiore e meno manutenzione, rendendo l’opera meno costosa e più sostenibile. Una di queste barre, realizzata con una vetroresina speciale, è stata brevettata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Miami. Altra novità, progettata in collaborazione con
l’Università Bicocca di Milano, è l’ITS (Injection Tube System), il primo strumento per simulare in laboratorio le iniezioni di consolidamento dei terre-
ni, studiato per migliorare le performance di questa tecnica di consolidamento fin dalla fase di progetto, limitando il ricorso ai tradizionali e onerosi campi prova in sito. Una nuova frontiera per le iniezioni nel terreno resa possibile dall’unione tra mondo dell’impresa, della ricerca e della progettazione. Terza innovazione è il Tubo BioSystem in plastica biodegradabile, realizzato e brevettato per iniettare nel sottosuolo componenti utili a consolidare il terreno - senza lasciare cloruro né altri residui nocivi - trasformandosi dopo circa 10 anni in zucchero. Il Tubo BioSystem è realizzato con innovative bioplastiche compostabili che costituiscono un’assoluta novità nel settore dei consolidamenti e può essere impiegato nelle iniezioni correlate alle gallerie in ambito urbano e in tutti i contesti ambientali sensibili”. ■
LO STABILIMENTO SIREG GEOTECH AD ARCORE (MB)
UNA STORIA DI SUCCESSO Sireg ha alle spalle 85 anni di attività:
che industriali creando, con il polivinil-
degli anni Novanta avviene il passaggio
ha origine nel 1936 in Brianza per ma-
cloruro o PVC, componenti per le bat-
ai materiali compositi: vetroresine, car-
no del Cav. Emilio Blanc (1905-1972),
terie stazionarie e a trazione. In azien-
bonio e fibra aramidica e, in parallelo, si
che avvia un’attività di rigenerazione
da entrano in scena Edoardo e Amelia
apre il filone del trattamento dell’acqua.
della gomma da pneumatici dismessi.
Blanc, due figure che, a partire dagli an-
All’inizio del secondo millennio Sireg si
Nel secondo Dopoguerra, con la nasci-
ni Settanta, avviano una fase di rinno-
rinnova a livello gestionale e strategi-
ta della termoplastica, l’azienda brevet-
vamento che caratterizzerà il successo
co, seleziona giovani talenti dalle uni-
ta l’isolante termoacustico e ignifugo
di Sireg nel mondo. I materiali plastici
versità e allarga il raggio d’azione con
“Athermophon” e si occupa dei rive-
si affermano come gli elementi distinti-
l’apertura ai mercati extraeuropei: dalla
stimenti di grandi navi e di apparecchi
vi della produzione aziendale, i cui tubi
Colombia, dove nel 2011 è stata aperta
della flotta aerea italiana. Dopo 20 an-
e profili speciali ne diventano l’icona.
la filiale Sireg Latinoamérica, agli Stati
ni di lavorazione della gomma Sireg si
La geotecnica diviene il mercato più ri-
Uniti, dov’è stata recentemente costitu-
rivolge al settore delle batterie elettri-
cettivo per le soluzioni di Sireg; all’inizio
ita Sireg USA Inc.
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 95
TECNOLOGIE Ma-estro
IL TASSELLO mancante
Una recente sinergia tra l’azienda roveretana specializzata nella fornitura di sistemi e soluzioni 4.0 e Liebherr si è posta l’obiettivo di assicurare al cliente finale un prodotto ineccepibile dal punto di vista normativo di Marco Resta
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L’
acquisto di un nuovo macchinario, anche se incentivato dal piano Transizione 4.0, è sempre un investimento importante per un’azienda. Il termine “4.0 ready”, con cui vengono consegnate le macchine, lascia però spesso l’imprenditore in una giungla di adempimenti che si ritrova ad affrontare da solo. La sinergia tra Ma-estro, azienda roveretana specializzata nella fornitura di sistemi e soluzioni 4.0, e un marchio il cui nome è sinonimo di affidabilità come Liebherr, si è posta l’obiettivo di sorpassare questo scoglio e consegnare al cliente finale un prodotto chiavi in mano, ineccepibile dal punto di vista normativo.
Tradizione e innovazione L’aria è davvero frizzante per essere una mattina di metà ottobre: un’ora di strada a dir poco panoramica insieme a Riccardo Lenti, commerciale e responsabile marketing di Ma-estro, azienda di Rovereto da oltre 20 anni specializzata nello sviluppo di soluzioni di ottimizzazione dei processi in cantiere, e giungiamo alla sede di Pinzolo (TN) di Cunaccia Bruno, una realtà produttiva storica immersa in una cornice naturale splendida come quella del Parco dell’Adamello Brenta. Dal 1955, e da ben tre generazioni, la ditta opera nel settore del movimento terra e degli scavi. Ma non solo, perché l’azienda trentina svolge la sua attività anche nel campo della produzione e lavorazione di inerti e calcestruzzo preconfezio-
cui vengono riportate tutte le informazioni relative alla produzione. Pochi minuti e ci raggiunge Roberto Simoni, responsabile commerciale di Liebherr per il Trentino Alto-Adige: conosce bene i ragazzi, l’atmosfera è a dir poco amichevole e c’è una profonda intesa tra le parti. Scambiamo tutti qualche battuta, imbracciamo la macchina fotografica per documentare il tutto e, nel frattempo, li sentiamo argomentare sui vantaggi dei sistemi implementati.
nato, realizzando opere di difesa idraulica e stradale, oltre a interventi di demolizione civile e industriale, trasporti stradali di merci e servizi di sgombero neve. È in questo contesto paesaggistico straordinario che incontriamo Bruno Cunaccia, amministratore dell’azienda, e ci dirigiamo verso gli uffici posti alle spalle del loro nuovo impianto di frantumazione e produzione calcestruzzo, già dotato dei sistemi di controllo produzione e automazione Ma-estro. Da qui ci avviamo verso il cantiere dov’è in azione l’escavatore cingolato Liebherr R924 da poco acquistato dall’azienda: già dall’esterno, a qualche metro dalla cabina, distinguiamo chiaramente al suo interno il tablet implementato da Ma-estro e collegato al portale su
pleto, in grado di comunicare anche con un eventuale sistema di gestione aziendale pre-esistente. Attraverso una “web app” accessibile in qualsiasi momento e da qualunque dispositivo, il software Ma-estro si integra totalmente, secondo le logiche 4.0, con il sistema LIDAT dell’escavatore e permette il monitoraggio in tempo reale di: tempi di accensione e spegnimento; ore produttive e non; produzione; consumi e livello di carburante; geolocalizzazione. L’integrazione con il portale Ma-estro permette inoltre la gestione, da un’unica postazione, di più aziende, reparti, siti, risorse, operatori, utenti e/o commesse. Cosa significa tutto ciò, nella sostanza? La Cunaccia Bruno possiede un impianto di frantumazione
Incentivi 4.0 chiavi in mano Crediamo sia doveroso aprire una breve parentesi sulle potenzialità del software Ma-estro: questo strumento viene concepito per essere a tutti gli effetti un software di gestione fabbrica com-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 97
TECNOLOGIE
“
ATTRAVERSO UNA “WEB APP” ACCESSIBILE IN QUALSIASI MOMENTO E DA QUALUNQUE DISPOSITIVO, IL SOFTWARE MA-ESTRO SI INTEGRA TOTALMENTE, SECONDO LE LOGICHE 4.0, CON IL SISTEMA LIDAT DELL’ESCAVATORE E PERMETTE IL MONITORAGGIO IN TEMPO REALE DI TUTTI I PARAMETRI DELLA MACCHINA
menti e statistiche di costi e produzione e, quindi, la possibilità di programmare strategie aziendali oggettive.
LAVORARE IN TRANSIZIONE 4.0 SIGNIFICA MONITORARE IN MODO COSTANTE I PARAMETRI DI LAVORO DELLE MACCHINE OPERATRICI
“
su cui sono già stato installati i sistemi di controllo produzione e automazione Ma-estro; tutto è tenuto sotto controllo dal portale web dedicato che quest’ultima ha implementato per il cliente; nel momento in cui viene integrato il sistema sull’escavatore Liebherr R924 tutti i dati vengono automaticamente integrati nello stesso portale attraverso una comunicazione diretta con il software proprietario LIDAT. Tutti i dati provenienti dall’impianto e dalla macchina operatrice sono quindi disponibili, contemporaneamente, in un’unica schermata. Se in una fase successiva l’azienda volesse integrare un nuovo impianto o ulteriori macchine operatrici tutti i dati confluirebbero - dopo l’installazione dei sistemi Ma-estro nel medesimo portale web. Più impianti, macchine operatrici e impianti mobili dislocati su più cantieri: tutti in un unico portale. Il sistema permette la disponibilità immediata di tutti i dati accumulati in mesi e anni, da cui è possibile esportare file Excel e CSV per poter studiare anda-
DA SINISTRA: BRUNO E FEDERICO CUNACCIA DELLA CUNACCIA BRUNO DI PINZOLO (TN); ROBERTO SIMONI, RESPONSABILE COMMERCIALE DI LIEBHERR PER IL TRENTINO ALTOADIGE; RICCARDO LENTI, COMMERCIALE E RESPONSABILE MARKETING DI MA-ESTRO 98 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
Cultura e valori 4.0 È questo il vero valore aggiunto del sistema di gestione fabbrica Ma-estro. La sinergia tra Ma-estro e Liebherr ha permesso alla Cunaccia Bruno di portare la sua nuova macchina in Transizione 4.0 soddisfacendo tutti i requisiti richiesti dalla normativa. L’azienda di Pinzolo ha quindi potuto usufruire del credito d’imposta al 50% recuperabile in tre anni.
L’ESCAVATORE CINGOLATO LIEBHERR R924 ACQUISTATO DALLA CUNACCIA BRUNO È GESTITO TRAMITE UN TABLET IMPLEMENTATO DA MA-ESTRO E COLLEGATO A UN PORTALE SU CUI VENGONO RIPORTATE TUTTE LE INFORMAZIONI RELATIVE ALLA PRODUZIONE
Ma i vantaggi e le potenzialità di tale integrazione vanno ben oltre l’incentivo fiscale. 4.0: si parla, qui, di cultura del futuro, un futuro in cui tutto è gestibile da remoto e in tempo reale, un futuro in cui le strategie aziendali vengono implementate in funzione di dati oggettivi e in tempo reale. Approfittare degli incentivi è a dir poco doveroso ma, per un futuro sostenibile, il cambio dei paradigmi di gestione aziendale in chiave 4.0 è indispensabile. ■
LA SINERGIA TRA MA-ESTRO E LIEBHERR HA PERMESSO ALLA CUNACCIA BRUNO DI PINZOLO (TN) DI PORTARE IL SUO ESCAVATORE IN TRANSIZIONE 4.0 SODDISFACENDO TUTTI I REQUISITI RICHIESTI DALLA NORMATIVA novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 99
Dossier
STALLO ALLA La transizione ecologica sta portando a un cambiamento su scala globale senza precedenti - a livello industriale, economico e imprenditoriale - che interessa anche il settore delle cave e delle attività estrattive, spesso sotto i riflettori per quanto riguarda il (discusso) profilo ambientale. Un tema, quello della sostenibilità, che oggi non riguarda più solo la salvaguardia del pianeta, ma che si è spostato verso una connotazione economica, politica e sociale, divenendo il motore dello sviluppo dei prossimi decenni e che impone al settore dei cambiamenti da attuare il prima possibile di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari
100 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
CAVE E ATTIVITÀ ESTRATTIVE
MESSICANA? “I
l buono, il brutto, il cattivo” è un film di Sergio Leone del 1966 in cui il regista presentava, dal suo punto di vista, tre personaggi così definiti e che ne rifletteva il ruolo all’interno dell’arco narrativo della pellicola. Oggi, a seconda di quale “attore” del processo di transi-
zione ecologica del Paese decidiamo di ascoltare(se il Governo, le associazioni per la tutela dell’ambiente o gli imprenditori delle attività estrattive), ognuno a seconda della sua posizione fornirà la propria soggettiva interpretazione del rispettivo“ruolo”nel cambiamento che sta interessando il settore delle cave e l’Italia. Posizioni che negli anni hanno trovato difficoltà a incontrarsi, tenendo in stallo questo processo, con il settore delle attività estrattive spesso considerato come antagonista e agli opposti della tutela del territorio e di attività a ridotto impatto ambientale, affibbiandogli il ruolo di “cattivo” in questo processo di transizione ecologica.
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 101
Dossier Non sono cattivo… mi ‘designano’ così Il processo di transizione ecologica è un tema che per qualcuno potrà apparire lontano dal mondo delle cave e delle attività estrattive, dati i processi di depauperamento del suolo insiti in una tipologia di lavorazione tipicamente inquinante. Inoltre, si tratta di un contesto che certamente difetta di una corretta comunicazione e visibilità, specialmente in considerazione dei suoi (importanti) traguardi raggiunti negli ultimi anni sotto il profilo della transizione ecologica, come racconta Claudio Bassanetti, presidente di Anepla: “Tra i nostri associati vi sono i più grandi produttori di aggregati, riciclati e inerti che sono visti come antagonisti di questa transizione. Una concezione sbagliata dato che, invece, siamo fra i settori che hanno avuto una delle maggiori evoluzioni in ottica di riduzione dell’impatto ambientale dei propri processi produttivi. Un esempio è la produzione di calcestruzzi strutturali,
CLAUDIO BASSANETTI
PRESIDENTE DII ANEPLA
che oggi si possono produrre con una miscela tra materie prime e materie di seconda vita e una riduzione dei consumi di gasolio del 40% delle macchine movimento terra operanti in cantieri di cava, attraverso l’utilizzo di mezzi ibridi ed elettrici. Inoltre, grazie a processi di digitalizzazione e l’installazione di tecnologie e impianti per la gestione da remoto delle attività nei siti estrattivi, il settore ha ridotto di circa il 30% la
PORTALE PER LA INDUSTRIA 4.0
RICCARDO LENTI
RESPONSABILE MARKETING DI MA-ESTRO
propria quantità di consumi elettrici e fino al 120% l’anidride carbonica emessa dalle nostre operazioni di ripristino in cava. Con questi numeri alla mano sfido chiunque a trovare un altro settore imprenditoriale che abbia avuto un’evoluzione così importante su questo tema nell’ultimo decennio”. Il settore sta evolvendo e si sta adattando molto rapidamente a un concetto di economia circolare e ha già mostrato in poco tempo importanti risultati grazie anche alla lungimiranza di imprenditori che hanno intrapreso per primi questo percorso. Inoltre, le aree di cava sono considerate da parte delle associazioni di settore e del Governo estremamente idonee per lo sviluppo di territori destinati a ospitare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, fondamentali non solo per le imprese ma anche per gli obiettivi di transizione ecologica. Non è un caso, infatti, che il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, abbia segnalato un forte allarme per il rischio di un ulteriore aumento dei prezzi per la fornitura di energia elettrica, già cresciu-
grado di offrire un reale valore al clien-
aziende attraverso un unico portale fles-
te, benefici in termini di controllo e una
sibile e apportare un risparmio diretto a
migliore programmazione per le azien-
livello di tempo e, di conseguenza, eco-
de, atta anche a soddisfare le esigenze
nomico. Ciò perché con Q-portal è pos-
e i requisiti dell’Industria 4.0.
sibile gestire i tempi di lavoro delle mac-
Q-Portal è un sistema aperto che con-
chine attraverso un costante controllo
sente di gestire l’operatività dell’azien-
dei loro parametri, organizzare una mi-
da, interconnettere più utenze, strumen-
gliore programmazione delle lavorazio-
ti, tecnologie e macchine (anche di terzi)
ni, ridurre i tempi di fermo macchina e
e monitorare numerosi parametri dell’at-
gestire e visualizzare gli interventi di ma-
tività di lavoro e della flotta, fornendo
nutenzione dell’intera flotta. “Questo è il
una quantità elevata di informazioni alle
cosiddetto ‘sistema di gestione fabbrica’
Spesso accade che un macchinario o un impianto venga presentato come “ready 4.0”, ovvero rispecchiante gli obblighi per usufruire dell’incentivo Industria 4.0 (ora Transizione 4.0), ma il cliente finale debba poi pensare autonomamente a rispettare il requisito di “interconnessione ai sistemi di gestione fabbrica”. Per venire incontro a questa esigenza Ma-estro, azienda di Rovereto (TN) specializzata nel fornire sistemi di controllo e di automazione nel mondo delle cave, ha sviluppato Q-Portal, una soluzione in 102 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
CAVE E ATTIVITÀ ESTRATTIVE ti del 40%. Fenomeno dovuto anche al fatto che l’Italia non è al momento autosufficiente nella produzione di energia elettrica, non avendo peraltro materie prime idonee, come il metano, e quindi è assoggettata ai mutamenti dei mercati.“Questo è un percorso che dobbiamo fare non solo per l’ambiente, ma anche per raggiungere un’indipendenza di produzione di energia pulita che vada a calmierare tutto il settore produttivo italiano, che altrimenti rischierebbe di perdere competitività sul mercato”, sottolinea Bassanetti. “Sostenibilità” di mercato… Per quanto riguarda le materie prime in questo periodo si sta assistendo a un fenomeno di rincari e difficoltà di approvvigionamento che ha acceso i riflettori sull’importanza di avere a disposizione materiale sempre reperibile a un prezzo costante, specialmente in un’ottica di “commodity” energetiche. “Il nostro Paese registra una domanda energetica (elettrica e termica) equivalente a circa 169 milioni di tonnellate di petrolio”, racconta Raffaele Cattaneo, assesso-
richiesto, di fatto, anche dalla normativa per poter usufruire dell’incentivo Industria 4.0”, racconta Riccardo Lenti, responsabile marketing di Ma-estro. “Il sistema, però, non è stato sviluppato nell’ottica di permettere alle aziende di assolvere al requisito dell’interconnessione e poter usufruire dell’agevolazione, dato che l’inizio del suo sviluppo risale a oltre 10 anni fa. Quindi oggi possiamo dire di essere stati dei precursori in quest’ambito”. L’azienda
RAFFAELE CATTANEO
ASSESSORE ALL’AMBIENTE E CLIMA DELLA REGIONE LOMBARDIA
re all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia. “Dalle fonti rinnovabili ne ricaviamo meno del 20%, il 5% viene importata dall’estero e il 75% viene prodotta utilizzando combustibili fossili (40% dal gas, 30% dal petrolio e i suoi derivati e 5% dal carbone). Non possiamo andare avanti così e l’aumento dei prezzi delle ‘commodity’ energetiche è frutto di questa evidente tensione, che non farà altro che acutizzarsi”. A tutto ciò si aggiunge un mercato destinato a espandersi ulteriormente nei prossimi anni, dato che è in corso un trend di continuo aumento della produttività del settore che porterà a una dinamica di graduale incremento della richiesta di materie prime, intensificando questo fenomeno di scarsa reperibilità e generando un rialzo dei prezzi. Appare chiaro fin da subito che sarà necessario investire in soluzioni atte a fronteggiare tale fenomeno, come ad esempio il recupero e riutilizzo dei materiali da attività estrattive e la produzione di fonti di energia rinnovabile, al fine di evita-
re che questa dinamica dei prezzi possa diventare insostenibile per il mercato. “I materiali di recupero, a oggi, sono più costosi di quelli vergini, ma bisogna stare attenti a non fare l’errore di pensare che sarà sempre così e occorre investire su tecnologie per il loro riutilizzo fin da subito. Questo non solo perché le istituzioni tenderanno a introdurre elementi che dissuaderanno dall’uso di materiali vergini, ma perché la dinamica dei prezzi sul mercato spingerà in maniere fisiologica verso il riutilizzo di sottoprodotti e materiali di seconda vita. Quindi, chi oggi investe su impianti che permettono il recupero, anche di materiali da costruzione e demolizione, magari non avrà un ritorno immediato, ma compirà un investimento mirato e realmente profittevole nel prossimo futuro”, afferma Cattaneo. Naturalmente, bisognerà anche avere la certezza che nel prossimo futuro questa tipologia di materiale possa essere utilizzato all’interno di processi produttivi o cantieri senza limitazioni normative non chiare e ben definite. “Ci auguriamo che anche a livello ministeriale si concludano tutte le iniziative di regolamentazione sull’utilizzo di materie prime e seconde e sulla possibilità di favorire un loro riciclo e rigenerazione. Un tema che diverrà sempre più importante in futuro e che necessita, fin da ora, di maggiori incentivi a un utilizzo di questi materiali anche nell’edilizia”, dichiara Claudio Bassanetti. …e degli obiettivi del Paese Per fronteggiare questo aumento dei prezzi delle “commodity” energetiche, che rischiano di tenere in ostaggio il Paese e le imprese, appare chiaro a tut-
Ma-estro nasce dalla realtà di cava grazie a Giorgio Manara, proprietario dell’azienda trentina e titolare di un sito estrattivo. Un’azienda specializzata che porta un valore aggiunto ai prodotti e alle tecnologie concepite per il settore delle cave e attività estrattive: “Il software è stato realizzato da e per i professionisti del mondo delle cave in un’ottica user friendly e per rispondere alle reali esigenze e necessità delle aziende di questo settore”, conclude Lenti. novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 103
Dossier ti come una delle possibili soluzioni risieda in un maggiore utilizzo di energia prodotta attraverso fonti rinnovabili, specialmente dopo gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nette di CO2 da raggiungere entro il 2050, imposti dalla Commissione europea all’interno del Green Deal. Questo documento impone un primo e arduo step da assolvere già entro il 2030 di un aumento al 30% dell’utilizzo nazionale di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali. Un gravoso impegno che diventa ancora più evidente analizzando i consumi di ogni singola regione presente sul territorio italiano. Ad esempio, la Lombardia - per realizzare questo passaggio - necessiterebbe di ridurre i suoi consumi energetici provenienti dall’utilizzo di combustibili fossili (attualmente di oltre 25 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) del 33% e contemporaneamente raddoppiare la produzione di energia da fonti rinnovabili, portandola a oltre 6 milioni di tonnellate (a oggi di 3,2 milioni). “Reperendola solo attraverso impianti fotovoltaici, una tale produzione di energia equivale a mettere a disposizione, in termini di superficie, circa 4.500 ettari di terreno da qui ai prossimi nove anni, pari a 4.500 campi da calcio. Un’impresa non facilmente attuabile attraverso una semplice legge regionale”, spiega Cattaneo. “Quindi occorre intraprendere un altro percorso che incentivi la realizzazione di impianti fotovoltaici in aree idonee come, ad esempio, le discariche in disuso recuperate dal punto di vista ambientale e, soprattutto, le cave dismesse e cessate”.
ro di queste aree, atto a massimizzare la fornitura elettrica per le aziende e ridurre al minimo l’impatto ambientale”, prosegue Cattaneo.
GABRIELE BARUCCO
VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA
Per quest’ultima tipologia di aree, infatti, la Regione - tramite un emendamento nel testo di riforma del Progetto di Legge Cave - ha decretato misure che prevedano la possibilità di installare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno di cave dismesse e in esercizio. Il Governo e le Regioni, quindi, puntano su questo settore per realizzare obiettivi fondamentali per il futuro del Paese, a riprova di quanto l’attività estrattiva non sia incompatibile con la transizione ecologica, anzi, essenziale per il suo sviluppo. “Per portare avanti questo processo abbiamo bisogno della collaborazione e partecipazione degli imprenditori e delle associazioni di settore, che giustamente richiedono chiarezza e semplificazione per l’attuazione di progetti in ottica ambientale. Attuando progetti concreti crediamo che lo sviluppo di impianti di energia da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaici, possano realmente essere un elemento per il recupe-
104 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
Ambiente e normative Un cambiamento già in corso che porterà anche a fare i conti con un inevitabile mutamento del quadro regolamentare, processo già avviato dall’Unione Europea, con le sue direttive e il Green Deal, e tradotto a livello nazionale con provvedimenti come il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e il PNIEC (Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), oltre a numerose declinazioni a livello regionale.
A questo riguardo Anepla è sempre stata un pungolo per le soprintendenze in ambito di richieste normative per il settore, per il quale le Regioni hanno in corso delle strategie e riforme atte a realizzare ciò che è stato sancito da piani e progetti nazionali ed europei in tema di sostenibilità ambientale. Un esempio di tale impegno a livello regionale verso questi temi e il settore arriva dalla Regione Lombardia, che lo scorso 8 novembre ha emanato la nuova legge sulla “Disciplina della coltivazione sostenibile di sostanze minerali di cava e per la promozione del risparmio di materia prima e dell’utilizzo di materiali riciclati”, che andrà a modificare la vecchia disposizione risalente al 1998. Una legge resasi necessaria a causa di profonde lacune in quella vigente, che non contemplava la prospettiva della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, e che introduce nel panorama normativo due impattanti misure atte a promuovere questo necessario cambia-
CAVE E ATTIVITÀ ESTRATTIVE mento: la prima in favore dell’utilizzo di materiali di recupero rispetto ai materiali vergini, introducendo anche a livello normativo il concetto di economia circolare nel settore delle cave e instradandolo verso il riutilizzo dei materiali di scarto; in secondo luogo il riutilizzo di terreni idonei per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili quali cave dismesse o cessate, anche se diventate area agricole o laghi di cava (a condizione che non occupi più del 50% della superficie disponibili e intralci altri usi alternativi), e di cave in esercizio, purché non interferisca con le attività estrattive della stessa, previa verifiche sull’impatto paesaggistico e ambientale. Inoltre, è stato portato un progetto di legge atto a istituire un centro di coordinamento che possa agevolare la nascita di comunità energetiche sul territorio da parte di cittadini e imprese: “La Regione Lombardia calcola che entro il 2025 potrà far nascere su tutto il territorio dalle 3.000 alle 5.000 comunità energetiche in grado di prodursi autonomamente energia utile al sostentamento delle proprie attività, così da ave-
IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA Nel testo definitivo del PNRR, che il Governo ha inviato alla Commissione Europea, è stato inserito un progetto per la tutela della biodiversità e il ripristino ambientale tra i più significativi dell’intero Piano: il Progetto per la rinaturazione del Po, il più lungo fiume italiano che attraversa le regioni economicamente più dinamiche del Nord Italia. Si tratta di un progetto elaborato da WWF Italia e da A.N.E.P.L.A., condiviso e integrato con AIPo (Agenzia Interregionale per il Po, che riunisce le Regioni attraversate dal Po), per la “rinaturazione” del Po e che comprende una vasta fascia fluviale, dalla provincia di Pavia fino a quella di Rovigo, nella quale sono state individuate 37 aree da ripristinare lungo il tratto medio padano più altre sette aree localizzate nel delta del fiume in questione. “La nostra associazione ha dimostrato di saper parlare di ambiente e di transizione ecologica in maniera concreta, chiudendo questo accordo nazionale con WWF Italia”, spiega Caludio Bassanetti, presidente di Anepla.“Un accordo che il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha ritenuto di vitale importanza ed entusiasmante al punto di inserirlo all’interno del documento del PNRR: con un finanziamento pari a 357 milioni di euro, per la realizzazione del più grande progetto di riqualificazione e biodiversità d’Europa su una superfice di oltre 15.000 ettari. Un ulteriore dimostrazione dell’evoluzione del nostro settore e della possibile collaborazione fra noi e le associazioni ambientali verso un unico, comune, obiettivo: la sostenibilità”.
ALCUNI INTERLOCUTORI DEL NOSTRO ARTICOLO IN OCCASIONE DELL’EVENTO CAVAEXPOTECH ORGANIZZATO DA ANEPLA: DA SINISTRA, RAFFAELE CATTANEO, CLAUDIO BASSANETTI, PAOLO FERRECCHI, EDOARDO GUERRINI
re costanza dei prezzi e mantenere la loro competitività sul mercato”, spiega Gabriele Barucco, vicepresidente della Commissione Ambiente della regione Lombardia. “Il processo di transizione ecologica rappresenta oggi sul mercato anche il concetto di competitività, per un territorio e i suoi imprenditori. Vogliamo dare la possibilità agli imprenditori tito-
lari di siti dismessi di installare tecnologia rinnovabile perché questi terreni offrono un’occasione da non perdere per il settore e il Paese, specialmente dopo gli obiettivi fissati dal Green Deal. Questo rappresenta in pieno lo spirito di questa rivoluzione ecologica, recuperare del territorio per riutilizzare un qualcosa di inattivo per produrre ricchezza”.
Aria di cambiamento La necessità di una cultura industriale e imprenditoriale che sia più in linea e adatta al tempo in cui viviamo sta imprimendo una curva nella linea storica del settore che si può anche far finta di non vedere, rischiando però di schiantarsi contro una realtà dettata dall’esigenza del progresso e che sta spostando la traiettoria dello sviluppo verso un’economia circolare e, in generale, maggiormente attrezzata verso il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale. “Come ci ha dimostrato la storia per altri cambiamenti epocali del passato - come la globalizzazione - le imprese e i settori che per primi capiranno l’obbligo di versatilità e adattamento a questo cambiamento, attuando in maniera proattiva investimenti, saranno quelle che maggiormente beneficeranno nel prossimo futuro di questo nuovo modello economico. Osservo nel mondo delle cave e dell’edilizia questa volontà, portata avanti da imprenditori che hanno il coraggio e la sen-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 105
Dossier L’OPINIONE 1 do tre possibilità: l’installazione di agro fotovoltaici a terra al 100% con la compatibilità della coltivazione (PAC), l’installazione di impianti fotovoltaici al 100% in cave dismesse, precedentemente utilizzate per attività estrattive e non sovvenzionate dalla politica agricola comunitaria, e l’installazione di impianti di foto-
PAOLO FERRECCHI
DIRETTORE GENERALE DELLA CURA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE, REGIONE EMILIA-ROMAGNA
voltaico galleggiante all’interno di bacini idrici limitatamente al 50% della superficie disponibile. Una delibera molto importante sul lato del piano energetico sottoscrit-
“È innegabile come oggi le tecno-
ta da noi assessori, da chi gestisce
logie e gli incentivi permettano una
cave e attività estrattive e impren-
produzione autonoma e un consu-
ditori, che conferisce un amplia-
mo a livello locale di energia rinno-
mento delle possibilità e segna la
vabili che rendano economicamen-
collaborazione e la volontà della
te conveniente per le imprese l’in-
Regione e degli attori del settore
stallazione di impianti fotovoltaici.
di facilitare e impegnarsi per il ri-
A tal proposito, la Regione Emilia-
pristino del territorio, al fine di dare
Romagna ha approvato una delibe-
un reale contributo e valore alle no-
ra che precisa i criteri di installa-
stre imprese sia sul lato ambientale
zione di impianti per la produzione
che produttivo tramite lo sviluppo
di energia rinnovabile individuan-
di energia pulita”.
sibilità che il Paese e altri settori stanno già dimostrando”, conclude Cattaneo. Insomma, il tema della transizione ecologica legata al mondo delle cave e delle attività estrattive è un argomento complesso, inerente a un processo evolutivo del settore e del Paese stesso che richiede la collaborazione da parte di tutti gli attori partecipanti a questo decisivo cambiamento. Una rapida e semplicistica classificazione dicotomica di “bianco o nero” - o l’attribuzione di ruoli dividendoli in “buoni” o “cattivi” come in un film, e come avvenuto per il settore delle cave nel corso degli ultimi 20 anni - oltre che essere in parte supportata dai dati come falsa preclude a questa essenziale collaborazione. “È ora di finirla di demonizzare i cavatori; quando una regione mette a disposizione risorse, come nel caso della Lombardia di 4,5 miliardi di euro, per finanziare infrastrutture e valorizzare il settore, senza l’impegno e l’interesse dei cavatori non sarebbe possibile realizzare queste opere e una necessaria transizione. È un percorso da compiere nella massima collaborazione con le cave, parte integrante di questo processo, e sono sicuro che da qui ai prossimi anni
SEMPLIFICAZIONE E CHIAREZZA NORMATIVA In un’ottica di economia circolare, la
dell’Ambiente) identifica i materiali di
ulteriore trattamento diverso dalla nor-
possibilità di gestire i materiali da ter-
scavo come rifiuti, e quindi sottoposti
male pratica industriale; che non causi
re e rocce da scavo come sottoprodot-
alla disciplina generale sulla gestione
impatti complessivi negativi e che sod-
ti e non come rifiuti è stata oggetto
dei rifiuti del testo unico ambientale, op-
disfi tutti i requisiti pertinenti la protezio-
nell’ultimo decennio di numerosi in-
pure come sottoprodotti qualora soddi-
ne della salute umana e dell’ambiente.
terventi normativi, fino all’entrata in
sfino le condizioni previste dal regola-
Per quanto riguarda le modalità di utiliz-
vigore del nuovo Regolamento recan-
mento, e quindi gestiti in conformità a
zo delle terre qualificate come sottopro-
te una semplificazione di tale discipli-
quanto disposto da quest’ultimo.
dotti, il regolamento distingue tre diverse
na nel DPR 120/2017 che ha abrogato
Al fine di poter considerare un determi-
categorie: terre e rocce da scavo prove-
tutte le numerose e complesse norme
nato materiale come sottoprodotto ven-
precedenti. Questo Decreto rappre-
gono imposti diversi requisiti che devo-
senta oggi uno strumento normativo
no sussistere: le terre e rocce da scavo
necessario per consentire la qualifica-
devono essere realizzate durante un’o-
zione e l’utilizzo come sottoprodotti di
pera, di cui costituiscono parte integran-
terre e rocce da scavo provenienti dai
te e il cui scopo primario non è la pro-
cantieri, precisando a quali condizioni
duzione di tale materiale; che sia certo
la normativa consenta di sottrarre tali
un suo riutilizzo, nel corso dello stesso
materiali alla disciplina prevista dalla
o di un successivo processo di produ-
legge in materia di rifiuti. In linea ge-
zione, da parte del produttore o di terzi;
nerale la normativa rappresentata dal
che le terre e rocce da scavo siano ido-
DPR 120/17 e dal T.U.A. (Testo Unico
nee a poter essere utilizzate senza alcun
106 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
CAVE E ATTIVITÀ ESTRATTIVE L’OPINIONE 2 escavazione. Inoltre, è in corso un im-
tamente significativa per la loro realiz-
portante intervento normativo atto a re-
zazione. Inoltre, la Regione Piemonte
golamentare e fornire la massima chia-
ha già compiuto un lavoro importan-
rezza su quali materiali possano essere
te sul prezziario regionale delle opere
impiegati per il riempimento dei vuoti
pubbliche, atto a stimare in maniera
di cava, importanti sia per l’utilizzo di
precisa il valore degli aggregati rici-
determinate materie prime e seconde
clati e la loro concorrenzialità rispet-
che per ripristinare la morfologia del-
to alla materia prima. Un lavoro con
le aree estrattive in modo tale da con-
il quale prevediamo di raggiungere la
sentire interventi di recupero ambien-
quasi totale eliminazione delle cave di
tale. Un’altra importante misura inter-
prestito (area realizzata appositamen-
viene, invece, su vari piccoli interventi
te per l’approvvigionamento della ma-
di modifica della legge regionale sulle
teria necessaria per un’opera), riser-
“Per il settore delle cave, la Regione
cave, tra i quali un articolo riguardo i
vando il loro utilizzo a una misura re-
Piemonte ha in vigore delle misure di
piani di reperimento e gestione dei ma-
siduale e solo a seguito di un’anali-
agevolazione per gli impianti che in
teriali litoidi per la costruzione di opere
si appropriata, condotta con criteri di
parallelo all’attività di cava produco-
pubbliche, con una norma che prevede
ragionevolezza e finalizzata a valutare
no materie prime e seconde da rifiuti
espressamente l’incentivazione dell’uso
tutte le possibili fonti di approvvigio-
da costruzione e demolizione, quali
di sfrighi derivanti dall’attività di cava e
namento alternativo rispetto a questa
la riduzione dell’onere del diritto di
di aggregati riciclati come parte assolu-
soluzione”.
si riuscirà a lavorare bene e crescere insieme, imbastendo un’alleanza che accresca le imprese del settore e sviluppi e sfrutti i nostri territori nel pieno rispetto delle loro attività e dell’ambiente”, conclude Gabriele Barucco. Ovviamente tutto ciò sempre nella spe-
ranza che il lavoro del Governo si traduca in un complesso di leggi e regolamentazioni chiare, che semplifichino il lento e macchinoso sistema burocratico che ora grava sulle imprese, e che il settore dia concretamente prova della sua applicazione al fine di rendere realmente
fattibile questo cambiamento. Perché si sa: quando una normativa poco chiara ed estremamente lenta e burocratica incontra un settore non pronto o disposto al cambiamento, allora l’evoluzione e il progresso del settore sono processi di cambiamento morti sul nascere. ■
nienti da cantieri di piccole dimensioni,
te nel T.U.A., salvo una precisa deroga a
potrà esimersi dal rispetto delle norme
ovvero quelli in cui la produzione di tali
queste prevista dal DPR 120/2017 relativa
sui rifiuti qualora il suolo escavato nel
materiali non superi i 6.000 m3; terre e
al deposito temporaneo e nel rispetto di
corso dei lavori non sia contaminato
rocce da scavo provenienti da cantieri di
specifiche condizioni di smaltimento (a
e sia certo che esso verrà riutilizzato a
grandi dimensioni, in cui sono prodotte
seconda se rifiuti pericolosi, inquinan-
fini di costruzione allo stato naturale e
in quantità superiori a 6.000 m3; terre e
ti, inerti, eccetera). Altresì, il produttore
nello stesso sito di lavorazione.
EDOARDO GUERRINI
RESPONSABILE DELLA POLIZIA MINERARIA, CAVE E MINIERE, REGIONE PIEMONTE
rocce da scavo provenienti da cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a VIA o ad AIA, in cui la produzione di tali materiali supera i 6.000 m3 ma si rinvia alle procedure di applicazione prescritte per i cantieri di piccole dimensioni, relativamente ai requisiti ambientali e alle modalità e al contenuto della dichiarazione di utilizzo. Qualora non vengano rispettati i requisiti indicati dal Regolamento si avrà la perdita della qualifica di sottoprodotto delle terre e rocce da scavo, con la conseguenza che le stesse dovranno immediatamente essere gestite come rifiuti, applicando tutte le disposizioni contenu-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 107
ON SITE Mega intervento di demolizione e ricostruzione in Francia
DEMOLIZIONE su sfondo … Lilla
Una pinza primaria e un frantumatore multifunzione di Trevi Benne sono attualmente all’opera nella capitale dell’Alta Francia, impegnate nella demolizione del Forum locale e fornite all’impresa specializzata Renard da CIMME Sodimat, storico distributore locale dell’azienda vicentina di Ettore Zanatta
108 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
L
illa è una città della Francia settentrionale situata a pochi chilometri dal Belgio, nota anche per aver ospitato i natali di Charles de Gaulle. Questa cittadina di oltre 230.000 abitanti fu un tempo un importante svincolo commerciale delle Fiandre francesi (si ritrovano qui, infatti, molte influenze fiamminghe); oggi è un vivace centro culturale e universitario, capoluogo sia della regione dell’Alta Francia che del dipartimento del Nord. Proprio per mano di quest’ultimo e tramite un finanziamento pubblico/privato - si è recentemente avviato il progetto di demolizione e di ricostruzione del Forum, nella centrale rue Gustave-Delory, un sito realizzato durante i primi anni Settanta e troppo costoso e complesso da ristrutturare. Progetto pensato peraltro per consolidare e riunire tutti i servizi centrali dipartimentali attualmente distribuiti in una decina di siti locali: ciò consentirà di ottimizzare la spesa comunitaria riducendo le spese d’esercizio e di manutenzione, eliminando non solo i costi logistici legati alla frammentazione dei servizi citati, ma anche quelli rela-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 109
ON SITE L’OPINIONE
STEPHANE HOCEDEZ
tivi ai vari affitti e canoni di locazione. L’obiettivo è altresì quello di migliorare le condizioni di lavoro degli agenti dipartimentali e di ottimizzare la qualità dell’accoglienza del pubblico. Il complesso in questione - la cui ideazione è stata affidata agli studi di architettura Relief e Avant-Propos - comprende due progetti distinti: il Forum (30.000 m2), con la realizzazione di cinque edifici di otto piani e 117 posti auto, nonché l’installazione di 1.150 m 2 di pannelli fotovoltaici e 6.000 m2 di tetti ver-
DIRETTORE COMMERCIALE, CIMME SODIMAT
“CIMME Sodimat è stata fondata nel 1952. Svolge la sua attività nelle regioni di Alta Francia, Normandia, Bretagna e Grand Est ed è rivenditore autorizzato di marchi Premium come Volvo CE eTrevi Benne. In particolare, sono oltre 20 anni che collaboriamo con quest’ultima, nostro fornitore di fiducia per ciò che concerne benne per escavatori e pale gommate e attrezzature da demolizione e che è sempre in grado di offrire un’ampia scelta di soluzioni, nonché consegne puntuali e risposte sempre pronte ed esaurienti, sia riguardo ad attrezzature standard che speciali, realizzate ‘su misura’. La versatilità e la disponibilità di Trevi Benne è un aspetto che abbiamo sempre apprezzato e che, nel tempo, ha fatto la differenza, oltre ovviamente all’estrema competenza e capacità di soddisfare anche le richieste più particolari avanzate dai nostri clienti. Trevi Benne, così come Volvo CE, sono partner cresciuti molto nel tempo e che ci forniscono un supporto costante e altamente professionale. Nella fattispecie, ciò che ci ha sempre convinto di consolidare il rapporto professionale con Trevi Benne - e che oggi reputiamo uno degli aspetti più importanti di questa collaborazione - è la particolarità del prodotto offerto, della gamma e dei servizi post-vendita. Sottolineo nuovamente la capacità di adattare le attrezzature alle nostre esigenze, la personalizzazione dei prodotti in base alle necessità e l’ampia scelta di attrezzature, idonee per molteplici contesti e lavorazioni”. 110 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
IL PROGETTO DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DEL FORUM DI LILLA È FINALIZZATO A OFFRIRE UN MIX DI FUNZIONALITÀ E FRUIBILITÀ, UNENDO SPAZI ABITATIVI PER LA CITTÀ, I RESIDENTI E GLI UTENTI DEI FUTURI UFFICI E OFFRENDO SOLUZIONI INNOVATIVE ALLE COMPLESSE SFIDE DELLO SVILUPPO URBANO
di e patii piantumati (dei 45.000 m3 di calcestruzzo asportati dal vecchio edificio emergeranno 46 alberi), e l’Agorà (30.000 m2), con un programma di sviluppo immobiliare comprendente la costruzione di due torri di 18 piani, 15.100 m2 di uffici, una torre di 99 abitazioni private e un’altra di 81 alloggi sociali, nonché di negozi e parcheggi. Il progetto di demolizione Dall’autunno 2020 il progetto è entrato nella fase operativa. Il Gruppo Duval e ADIM Nord-Picardie (divisione di sviluppo immobiliare di Vinci Construction France), infatti, hanno preso “possesso” dell’edificio del Forum per avviarne la demolizione, dando priorità agli interventi di “pulizia” e rimozione dell’amianto (“si tratta di un vero e proprio tempio dell’amianto”, ha affer-
FOTO DI GRUPPO IN CANTIERE. DA SINISTRA: PAOLO PELLIZZARI, EXPORT AREA MANAGER DI TREVI BENNE; DAVID POULAIN, OPERATORE DELL’IMPRESA FRANCESE RENARD; NICOLAS THIBAUT, DIRETTORE COMMERCIALE REGIONE NORD DI CIMME SODIMAT; CHRISTIAN TADIOTTO, MARKETING MANAGER DI TREVI BENNE
mato a tal proposito Jean-René Lecerf, presidente del Dipartimento del Nord). Durante questi lavori “preparatori” sono state asportate e smistate circa 1.350 t di rifiuti e 200 t di metalli, con una percentuale di recupero vicina al 95%. Terminate queste fasi, quelle di demolizione vera e propria - affidate a una decina di macchine specializzate, coadiuvate da appositi cannoni nebulizzatori per l’abbattimento delle polveri - hanno preso il via il 17 maggio 2021, mentre la fine dei lavori inerenti il progetto è prevista per l’estate 2023. Come accennato precedentemente, sono una decina le macchine operatrici impegnate in cantiere per realizzare le fasi di demolizione previste dal progetto. Tra queste, un escavatore Volvo EC750 EHR da 100 t, in allestimento Demolition con braccio lungo da de-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 111
ON SITE
FOTO DI GRUPPO DURANTE LA NOSTRA VISITA ALLA SEDE DI CIMME SODIMAT. DA SINISTRA: NICOLAS THIBAUT, DIRETTORE COMMERCIALE REGIONE NORD DI CIMME SODIMAT; STEPHANE HOCEDEZ, DIRETTORE COMMERCIALE DI CIMME SODIMAT; CHRISTIAN TADIOTTO, MARKETING MANAGER DI TREVI BENNE; RÉGINE HERRY, EQUIPMENT MANAGER DI CIMME SODIMAT
molizione da 36 m (il primo di questo genere della Casa svedese venduto in Francia), e due escavatori Volvo EC 480 in versione Demolition da 60 t, di cui uno dotato di braccio lungo da demolizione da 28 m. Non meno importanti, anzi fondamentali per la buona riuscita degli interventi sono le attrezzature a marchio Trevi Benne montate su questi mezzi: si tratta della pinza primaria HC 40, impiegata per le demolizioni a grandi altezze, e del frantumatore Multi Kit con Booster MK 38P (nell’occasione fornito con Kit Combi CB, Kit Frantumatore FR e Kit Cesoia CS), utilizzata per le demolizioni a terra e a media altezza, oltre a due benne roccia HDV, fornite nell’occasione da CIMME Sodimat, concessionario francese di Trevi Benne.
LA PINZA DEMOLITRICE PRIMARIA TREVI BENNE APPARTIENE ALLA GAMMA DI ATTREZZATURE CREATE DALL’AZIENDA VICENTINA PER L’ABBATTIMENTO DI STRUTTURE ED EDIFICI, LA SEPARAZIONE DEL MATERIALE FERROSO E CEMENTIZIO, LA RIMOZIONE E LA BONIFICA PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE OGGETTO DELLE DEMOLIZIONI 112 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
La voce dei protagonisti “La pinza demolitrice primaria HC 40 - spiega David Poulain, esperto operatore di Renard, impresa francese con sede a Escaudain, specializzata in bonifiche e decommissioning e protagonista in questo cantiere delle operazioni di demolizione, supportato da Christian Tadiotto, Marketing Manager di Trevi
“
Benne - si è dimostrata una scelta perfetta in abbinamento con il braccio lungo dell’escavatore Volvo EC 750 EHR. Si tratta di un’attrezzatura potente, performante, precisa, affidabile e rapida nei cicli di apertura/chiusura delle ganasce. Dotata di rotazione a 360° con doppio cilindro, è ideale per interventi di questo genere caratterizzati dalla presenza
LE ATTREZZATURE UTILIZZATE NEL CANTIERE DI LILLA SONO STATE FORNITE ALL’IMPRESA RENARD DA CIMME SODIMAT, DISTRIBUTORE AUTORIZZATO TREVI BENNE
L’OPINIONE
PAOLO PELLIZZARI EXPORT AREA MANAGER, TREVI BENNE
“Quello francese è un mercato molto fiorente per Trevi Benne, che ha fatto registrare un leggero calo solo durante la primavera 2020, allo scoppio della pandemia. Già dall’estate di quell’anno, infatti, sono stati imme-
“
diatamente recuperati i tradizionali dati di vendita e alla fine dello scorso anno abbiamo raggiunto e superato quanto fatto nel 2019. Tutto ciò anche grazie all’organizzazione che si è data l’azienda in quel periodo e a un importante aumento dei livelli produttivi rispetto agli anni passati. Il percorso di crescita di Trevi Benne, in generale e in particolare in Francia, non si è dunque arrestato, anzi è molto cresciuto, anche grazie a CIMME Sodimat, uno dei clienti ‘storici’ di Trevi Benne tra quelli presenti in Francia e sicuramente uno dei rivenditori più importanti. Siamo davvero molto soddisfatti del lavoro fatto su questo territorio, che anche quest’anno ci sta dando notevoli soddisfazioni”.
IL FRANTUMATORE MULTI KIT SERIE MK È UN’ATTREZZATURA POLIFUNZIONALE, INDICATA PER OGNI CONDIZIONE LAVORATIVA: È COSTITUITA DA UN CORPO UNIVERSALE A CUI VENGONO AGGANCIATI DIVERSI KIT DI DEMOLIZIONE, GRAZIE A UN INNOVATIVO SISTEMA DI SGANCIO
di elementi in calcestruzzo fortemente armato dalle dimensioni notevoli (fino a 70 cm di sezione). È senza dubbio una soluzione ottimale per l’abbattimento di strutture in cemento armato e nella rimozione di materiali con bracci lunghe ad altezze rilevanti, anche grazie alle chele molto strette che garantiscono una migliore visibilità della parte da demolire e la possibilità - non presentando una sezione particolarmente larga della ganascia - di imprimere una pressione maggiore, frantumando e abbat-
novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE
LA SCHEDA TECNICA La pinza demolitrice primaria HC 40 Peso attrezzatura:
3.680 kg
Apertura chele:
1.370 mm
Lunghezza attrezzatura:
2.520 mm
Larghezza chele:
90 m
Lunghezza lama:
260 mm
Forza al fulcro:
466 t
Forza in punta:
109 t
Diametro tondino max.:
50 mm
Pressione d’esercizio escavatore:
350 bar
Portata olio escavatore:
114 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
300-400 l/min
OLTRE ALLA PINZA DEMOLITRICE PRIMARIA HC 40 E AL FRANTUMATORE MULTI KIT SERIE MK, NEL CANTIERE DI LILLA VENGONO UTILIZZATE ANCHE DUE BENNE ROCCIA HDV, ANCH’ESSE FORNITE DAL DISTRIBUTORE CIMME SODIMAT
tendo al suolo le strutture con estrema facilità”. Tra gli elementi distintivi di quest’attrezzatura ci sono sicuramente il sistema di denti intercambiabili HD, che aumenta l’efficienza di rottura del materiale, le lame reversibili, la valvola moltiplicatrice di velocità, la rotazione idraulica continua protetta e rinforzata con opzione del doppio motore e la regolazione manuale della velocità di rotazione. Nella fattispecie, Trevi Benne propone sul mercato 16 modelli di pinza, con pesi da 250 a 27.300 kg, aperture da 290 a 3.100 mm, destinati ad escavatori da 1,5 a 300 t di peso operativo. “Altrettanto efficiente - continua Poulain - è il frantumatore multifunzione MK 38P utilizzato qui anche per la demolizione secondaria e, nello specifico, per la demolizione e separazione dei tondini dal calcestruzzo, destinati successivamente alla lavorazione in appositi frantoi fissi. Ciò che rende quest’attrezzatura particolarmente efficace è la valvola Impact Booster, che caratterizza l’intera gamma da demolizione Premium a cui appartiene e che entra in azione quando il ma-
teriale da demolire oppone una grande resistenza. Essa, infatti, consente di moltiplicare la potenza - intesa come pressione d’esercizio dell’escavatore su cui è montata l’attrezzatura - raggiungendo picchi di 750 bar. In cantiere ciò si traduce in una riduzione dei cicli di apertura/chiusura delle ganasce, in tempo guadagnato e in un sostanziale incremento della produttività”. Quest’attrezzatura si dimostra quindi particolarmente polifunzionale, essendo peraltro costituita da un corpo universale a cui vengono agganciati diversi kit di demolizione (Kit Frantumore FR, Kit Pinza per demolizione prima HC, Kit Cesoia CS, Kit Combi CB, Kit Svizzero CH e Kit Cesoia-Lamiere CL) grazie al sistema di sgancio idraulico IZI-Lock: quest’ultimo, senza dover rimuovere manualmente perni strutturali, permette di sostituire il kit in cantiere impiegando un unico operatore, in meno di cinque minuti.
LA SCHEDA TECNICA Il frantumatore MULTI KIT MK 38P con KIT COMBI CB Peso attrezzatura:
4.300 kg
Apertura:
960 mm
Pressione d’esercizio escavatore:
250 bar
Portata olio escavatore: Pressione rotazione max.: Portata olio rotazione max.:
250-300 l/min 140 bar 10-20 l/min
Un concentrato di tecnologia Quanto citato da David Poulain e Christian Tadiotto merita un approfondimento maggiore, essendo una delle più importanti novità tecnologiche introdotte sul mercato da Trevi Benne. L’Impact Booster, infatti, è un concentrato di tecnologia e potenza, un dispositivo idraulico integrato sul cilindro che moltiplica la pressione d’esercizio tre volte rispetto a quella in ingresso: se in fase di aggressione del materiale il frantumatore/pinza non riesce a sprigionare la potenza necessaria per la sua demolizione entra in gioco automaticamente questo dispositivo, che moltiplica la pressione da 250 a 750 bar. Ciò consente di demolire direttamente senza dover riaprire le ganasce. L’Impact Booster non è solo più potente per definizione, ma decisamente più veloce nel ciclo apertura/ chiusura e ciò, come accennato, si traduce in una maggiore produzione giornaliera. Questa tecnologia è stata applicata a tutte le principali serie di attrezzature per la demolizione del costruttore di Noventa Vicentina, nei modelli da 1,5 a 4 t, e alla serie di frantumatori MK, alla gamma di pinze HC, al frantumatore fisso Serie F e al frantumatore girevole Serie FR. ■ novembre-dicembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 115
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
YANMAR CE
Il prototipo del miniescavatore elettrico SV17e Yanmar Compact Equipment gode da tempo di un’ottima reputazione per quanto riguarda la produzione di motori diesel ad alta efficienza con ridotti consumi ed emissioni inquinanti. Oggi, con il suo primo prototipo di miniescavatore elettrico SV17e, l’azienda porta la sua esperienza in fatto di motori e miniescavatori nel campo della mobilità elettrica. Questa innovazione rappresenta un’importante tappa strategica nella trasformazione di Yanmar Compact Equipment. “L’obiettivo, in collaborazione con i nostri partner concessionari, è rafforzare le relazioni e creare un valore ancora maggiore per il cliente”, ha spiegato l’amministratore delegato di Yanmar CE, Giuliano Parodi. “La nostra trasformazione riguarderà l’intera attività e comprenderà nuovi prodotti con tecnologie di alimentazione alternative. Il prototipo SV17e è una chiara dimostrazione del nostro intento di costruire un business sostenibile per i nostri clienti e i nostri partner concessionari.” L’SV17e è un miniescavatore destinato ai clienti del mercato europeo e si colloca nel segmento compreso tra le 1,5 e le 2,0 t. Alimentato da un motore elettrico e da batterie da 48 V con capacità di ricarica rapida, è una macchina silenziosa, a zero emissioni, progettata per soddisfare le più severe restrizioni sulle emissioni inquinanti. In linea con l’impegno di Yanmar Compact Equipment di creare un’esperienza “eccezionale” per il cliente, il fascino dell’SV17e va oltre il semplice fatto di essere una macchina elettrica. Il team di progettazione e ingegneria di Yanmar CE si è proposto di costruire una macchina che offrisse i più elevati
116 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2021
livelli di comfort, ergonomia, potenza operativa, precisione e controllo. “Questo prototipo è degno di nota in quanto dimostra la nostra capacità di trasferire la qualità e l’affidabilità dell’apprezzatissima tecnologia dei nostri motori convenzionali sul terreno dell’elettrificazione”, ha spiegato il Director Product Management EMEA, Cedric Durand. “Ma siamo andati oltre. Come sempre, al centro della macchina c’è l’operatore: per questo abbiamo cercato di superarci, fornendo livelli di comfort, potenza, controllo e precisione che riteniamo supereranno le aspettative degli operatori professionali”. In vista dell’inizio delle vendite al Bauma 2022, il prototipo SV17e è attualmente sottoposto al rigoroso regime di test qualitativi. Questi test sul campo hanno standard molto elevati e sono molto rigidi per garantire livelli di resistenza ed affidabilità ineccepibili dal punto di vista della progettazione e dell’ingegneria. Come afferma il Director Engineering EMEA, Sota Takami, “a oggi siamo molto soddisfatti delle prestazioni: come potete immaginare, seguiamo un regime di test rigoroso che porta al limite ogni aspetto della macchina, che si è comportata molto bene in tutti questi test. Siamo particolarmente soddisfatti della potenza e del controllo offerti. Certo, si tratta di una macchina silenziosa e a zero emissioni, ma questo di per sé non è sufficiente. Dobbiamo trasmettere ottime sensazioni all’operatore. Sono certo che gli operatori professionali si troveranno a loro agio con questo miniescavatore. Ne apprezzeranno sicuramente la potenza, la precisione ed il controllo, sono tutte caratteristiche fondamentali per affrontare ogni tipo di lavoro”.
SANDVIK MINING AND ROCK TECHNOLOGY
La perforatrice radiocomandata Commando DC300Ri
74,4 kW e del sistema di controllo della perforazione iTorque; gli neumatici in gomma e l’oscillazione di ±10° contribuiscono alla sua manovrabilità. Grazie alla struttura del braccio completamente nuova e rinforzata e all’oscillazione estesa è in grado di raggiungere un’area
di copertura di 12 m2, il 20% in più dei modelli precedenti. Una capacità dell’aria di spurgo di 3 m3/min consente di ottenere una maggiore profondità con fori di dimensioni maggiori. La Commando DC300Ri condivide lo stesso design modulare che caratterizza gli altri modelli di perforatrici di superficie di piccole dimensioni di nuova generazione Sandvik, pensato per garantire tempi di attività elevati con punti di servizio facilmente accessibili e una diagnostica eseguibile onboard. L’altezza di 2,85 m permette di trasportare facilmente e velocemente la perforatrice da un sito all’altro utilizzando un piccolo camion o anche semplicemente un rimorchio.
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Sandvik Mining and Rock Technology presenta la perforatrice Commando DC300Ri, ideale per le applicazioni “drill and blast” grazie alla sua versatilità, che gli permette di garantire ottime performance in molteplici applicazioni civili. Si tratta di una moderna perforatrice di superficie, gommata, completamente radiocomandata e dotata di martello esterno; grazie all’utilizzo di aste R28, R32 e T35 consente di realizzare fori con diametri da 38 a 64 mm. Insieme a un nuovo braccio e alla perforatrice da roccia HL300, la macchina offre un’elevata produttività e bassi costi operativi, anche in ambienti sfidanti. La Commando DC300Ri è dotata di motore Cat C3.6TA Stage V da
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raggiungere ed eliminare ceppi ubicati in zone remote, scoscese e anche su pendii. Inoltre, quest’attrezzatura proposta dall’azienda di Sant’Agata Bolognese è ideale per la fresatura di ceppi nelle strade, piste da sci, all’interno
di parchi, giardini e tutte quelle aree all’aperto soggette all’abbattimento di alberi. Eliminando totalmente il ceppo la fresaceppi Malaguti rende la superficie del terreno nuovamente fertile, pronta per un’altra piantumazione.
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Novità radiocomandate Tra le novità lanciate da IMET ci sono i nuovi display grafici a colori 4,3” per i modelli ZED, ZEUS2 e THOR 2, caratterizzati da un’elevata luminosità (800 nit) e da 65.000 colori riproducili, per una chiara visualizzazione anche in ambienti con intensa luce solare, aggiornabili e programmabili via USB tramite software dedicato. Tra le novità ci sono anche le pulsantiere a filocomando per i modelli WAVE2 e RAY, per applicazioni semplici o come unità di scorta per attuare i comandi principali della macchina anche in contesti di radiofrequenza vietata. Il connettore permette il collegamento alla macchina tramite protocollo CANOpen o CANBus. La serie M880 si amplia con il radiocomando AXT,
ideale per applicazioni dove la semplicità, l’ergonomia e la facilità di utilizzo devono essere senza compromessi. AXT garantisce qualità e sicurezza, una grande portata, un ampio
pannello di controllo, per un utilizzo anche con guanti. Da citare anche i nuovi radiocomandi IMET in conformità alle Direttive ATEX e IECEx
per ambienti con atmosfera potenzialmente esplosiva. La versione ATEX/IECEx dei radiocomandi KRON, ZEUS2 e THOR2 permette ora operazioni e applicazioni prima impensabili, consentendo di sperimentare una tecnologia all’avanguardia ed “explosion proof”. Le trasmittenti, idonee all’utilizzo in ambienti a rischio di esplosione, si possono abbinare a vari modelli di unità ricevente. Il radiocomando TITAN, infine, permette applicazioni “no limits” e consente di creare infinite possibilità di personalizzazione con un design ergonomico e robusto, con un peso inferiore del 40% rispetto al modello precedente, 110 comandi tra analogici e digitali e data feedback su led o display grafico 4,3”.
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La vasta gamma Baldwin offre migliaia di filtri aria, differenziati per le diverse applicazioni, garantendo la necessaria protezione per ogni tipo di motore, come provato dai test ISO 5011 che confermano il raggiungimento dei requisiti stabiliti dai costruttori.
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Baldwin ha ideato una linea di separatori acqua/gasolio robusti e affidabili. I separatori Baldwin incorporano una valvola di scarico di auto-ventilazione removibile, interamente in metallo. Valvole di scarico, sensori e ciotole OE possono essere utilizzate con i filtri Baldwin.
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Il mantenimento della pulizia con la filtrazione adeguata è essenziale per assicurare la massima efficienza e affidabilità. Oltre ad un’ampia gamma di filtri idraulici avvitabili e a cartuccia, Baldwin propone la linea Pureforce unitamente a basi idrauliche e indicatori, per proteggere al meglio i sistemi idraulici.
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I filtri Dahl incorporano una funzionale struttura a doppia camera con tre stadi di filtri separatori gasolio/ acqua che assicura sia un efficiente filtrazione delle particelle contaminanti, che un efficiente aspirazione per la separazione dell’acqua. Il segreto è il cono depressurizer brevettato DAHL, che diffonde il flusso del combustibile.
BKT
Nuova misura L-5 per l’EARTHMAX SR 51 La nuova linea di pneumatici della serie 65 di BKT è progettata per pale gommate che lavorano in applicazioni aggressive, in cave di roccia e discariche altamente abrasive. Ciò è possibile grazie al battistrada L-5 con profondità aggiuntiva e resistente ai tagli, che offre un’elevata protezione contro tagli e forature e una maggiore durata. L’EARTHMAX SR 51 presenta anche una protezione laterale aggiuntiva per una trazione e una durata rilevanti. La sua struttura All Steel e le mescole resistenti ai tagli aiutano ad aumentare la produttività e le ore di funzionamento, prevenendo il fermo dovuto a danni agli pneumatici. Il design a basso profilo e i talloni rinforzati offrono stabilità e durata, mentre la spalla quadrata espelle lateralmente la ghiaia e riduce il rischio di forature. La nuova misura 875/65 R 29 L-5 si aggiunge alle misure esistenti 17,5 R 25, 20,5 R 25, 23,5 R 25, 29,5 R 29, 35/65 R 29 e 35/65 R 33. Tutte le misure presentano lo speciale battistrada di classe L-5 con mescola resistente ai tagli e sono molto popolari per tutte le applicazioni di carico, soddisfacendo in pieno le esigenze elevate delle applicazioni di apparecchiature OTR a livello globale. EARTHMAX SR 51 è solo uno dei tanti pneumatici della linea EARTHMAX specificamente progettata per promuovere una migliore distribuzione dei carichi per dumper, pale gommate, apripista, livellatrici e alcuni veicoli polivalenti. La gamma è molto ampia e varia: lo pneumatico perfetto per ogni applicazione è a portata di mano. La gamma riunisce in un’unica linea oltre 20 pneumatici diversi per il settore OTR che variano a seconda dell’applicazione, della superficie e della macchina impiegata. Inoltre, gli pneumatici sono disponibili in numerose misure e varianti di mescola.
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Contro il freddo entra in azione Merino Per contrastare le rigide temperature negli ambienti di lavoro è la lana merino lo speciale alleato scelto per la stagione invernale da WORIK, brand made in Italy specializzato nella produzione di intimo funzionale di primo strato con tecnologie e materiali certificati per la sicurezza in tutti i settori professionali. Nasce così Merino, la nuova linea di calze e indumenti tecnici testati nelle condizioni climatiche più estreme e in grado di favorire la termoregolazione anche in contesti caratterizzati da importanti escursioni termiche. La lana merino rappresenta un ottimo isolante, non opprime la pelle e assorbe l’umidità corporea in eccesso neutralizzando le sostanze nocive del sudore, assicurando una naturale traspirazione. La lana merino 100% naturale e biodegradabile costituisce al tempo stesso un valido aiuto nel prevenire i dolori articolari e nell’attutire le vibrazioni grazie alla sua morbidezza. Essendo molto più sottile rispetto alla comune lana, è gradevole al tatto e riduce irritazioni e allergie. Nell’ampia offerta di calze tecniche spicca Active UP! Thermo, con struttura a densità differenziate che protegge il piede avvolto nella sua perfetta vestibilità. Il tessuto batteriostatico del modello, nella doppia versione “half-cut” e “knee-high”, possiede il 48% di lana
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13 COPERTINA 21