SOMMARIO NOVEMBRE-DICEMBRE 2019 - N. 8
52 Bauer
Nella culla della perforazione
di Pietro Gabrielli
88 Mercato
56 JCB
In copertina: SANDVIK
Doppio salto di qualità
di Riccardo Lorenzi
Le sfide del 2020
di Lorenzo Zacchetti
DISTRIBUZIONE
La meccanica del suolo
96 Cavi Diesel
In perenne evoluzione
di Ettore Zanatta
di Lorenzo Zacchetti
ATTREZZATURE
ON SITE
La demolizione “green”
di Lorenzo Zacchetti
4 Editoriale
COMPONENTI
80 IN.CO.FIN.
6 Notizie
60 Soilmec
76 MB Crusher
di Ettore Zanatta
DOSSIER
Circondati dalla sicurezza
a cura di Liliana Rebaglia
di Lorenzo Zacchetti
ATTUALITA’
TECNOLOGIE
100 Messa in sicurezza
e manutenzione dei “Fortini Motteggiana” Le guardie del forte
di Ettore Zanatta
108 Lavori di manutenzione
straordinaria nell’aeroporto Milano-Linate Un cantiere nel cantiere
di Ettore Zanatta
FIERE
32 Infrastrutture
84 Siteb
Una grande sfida italiana
Sulla strada dell’efficienza
di Lorenzo Zacchetti
di Lorenzo Zacchetti
116 Intermat 2021
MACCHINE 38 Sandvik
Le nuove tecnologie al posto d’onore
di Liliana Rebaglia
Produttività in sotterraneo
118 Prodotti
di Stefano Vitali e Giovanni De Mattia
Hands On
42 Bobcat
Centro di innovazione permanente
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7
di Ettore Zanatta
PRODUTTIVITÀ A PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
48 Volvo
Nuovi picchi di performance
di Lorenzo Zacchetti
di Ettore Zanatta
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Giovanni De Mattia, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017 Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)
a cura di Liliana Rebaglia
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
La politica dell’acqua
L
a sensazione che si prova in questi ultimi tempi è quella dello sconcerto. Sconcerto totale, irrimediabile e rabbioso perfino, all’ascolto delle parole fatue di alcuni politici nostrani e della loro infinita insipienza. Pensavamo di aver raggiunto il limite della decenza con l’avventura immemorabile del governo
“giallo-verde”, invece al peggio sembra non esserci limite, guardando a ciò che sta accadendo al territorio ligure nello specifico e all’Italia intera delle infrastrutture in generale. Crollano i ponti e le speranze di redenzione della gente e il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti cosa dice - e soprattutto cosa fa - nell’urgenza del momento? Incalzata dall’opinione pubblica, e da giornalisti scrupolosi come Maria Teresa Meli del Corriere della Sera, non trova risposta migliore che quella di aggrapparsi al “cambiamento climatico” di cui sarebbe “figlia l’attuale emergenza”, che fa cedere ogni via di comunicazione nel nostro Paese. Tuona contro le “strumentalizzazioni”, addebitando alle Regioni l’onere delle “opere contro il dissesto idrogeologico” e affermando che “i soldi li stiamo assegnando: 250 milioni per i ponti e 700 per il dissesto idrogeologico”. Peccato che Alfredo Principio Mortellaro, direttore della nuova Agenzia nazionale per vigilare sulla sicurezza di ferrovie e strade (Ansfisa), smentisca seccamente (rassegnando le dimissioni) quest’attivismo ministeriale d’accatto: “Tutte le mie istanze sono cadute nel vuoto”, ha dichiarato l’ingegnere sconsolato. “Ho avuto un colloquio con la ministra il 4 ottobre, le ho scritto una lettera il 4 novembre; chiedevo un incontro successivo per rendere concreto l’avvio dell’Agenzia, già clamorosamente in ritardo rispetto alla tabella di marcia del decreto Genova,
e non ho avuto alcuna risposta, neppure a Savona dove entrambi ci siamo recati per valutare l’ennesimo crollo”. Non c’è nulla di concreto, neppure sulle decine di cantieri fermi in tutta Italia, sui quali i soliti politici di cui sopra soltanto balbettano durante alcuni programmi televisivi che “due o tre di queste opere sono già cantierizzate e in via di svolgimento”, addebitando a “fallimenti delle imprese” almeno 50 lavori bloccati da mesi (alcuni da anni). L’insipienza dei nostri governanti è scoraggiante e forse bisognerebbe cominciare a combattere aspramente il concetto del “politico di professione” perché alla prova dei fatti, almeno nel nostro Paese, in molti casi si sta rivelando solo un autentico, irrimediabile parassita in grado di corrodere le nostre speranze e il futuro di un’intera nazione. Un futuro compromesso e incerto, come la resistenza strutturale delle costruzioni che sorreggono - ormai a malapena - la nostra povera Italia, martoriata e avvilita. 4
ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
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NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
BOMAG
Compattazione ottimale all’Allianz Arena Nel 2018, presso l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, hanno preso il via i lavori di costruzione di un nuovo parcheggio coperto da 900 posti auto. La nuova struttura, una volta completata, si aggiungerà ai 10.000 parcheggi esistenti, offrendo ulteriori opportunità di posteggio ai residenti e snellendo l’afflusso/ deflusso del traffico in occasione di grandi eventi, come le partite del Bayern Monaco. In questo cantiere, la Abenstein Straßen-, Tief-und Pflasterbau GmbH ha impiegato due rulli monotamburo Bomag: il BW 211 D-4, di proprietà del cliente, e il BW 226 DI-5, noleggiato per l’intervento, dotato di tamburo poligonale e pacchetto comfort con sedile girevole e piantone dello sterzo regolabile. Versioni, queste, indicate per la compattazione di materiali trattati con legante idraulico, sabbia, ghiaia, breccia, nonché terreni poco coerenti e roccia. Nelle tre settimane di lavoro svolto i due rulli monotamburo si sono distinti, in particolare, nella compattazione della ghiaia naturale sulle fondazioni del parcheggio, lunghe fino a 200 m e larghe 4 m. I requisiti di compattazione sono stati ampiamente superati grazie anche all’effetto in profondità del tamburo poligonale del BW 226 DI-5. Tamburo poligonale e sistema Variocontrol I tamburi poligonali sono composti da tre elementi ottagonali affiancati assialmente, ciascuno dei quali è disposto in maniera sfalsata rispetto all’elemento vicino. Nel complesso, i tamburi poligonali sono dotati di 24 segmenti a piastra e 24 segmenti cuneiformi di giunzione. Diversamente dai tamburi rotondi, nei quali la direzione della forza non cambia durante il processo di rotolamento, il particolare effetto di compattazione dei tamburi 6
poligonali si basa su un costante cambio di direzione della forza dei segmenti a piastra e cuneiformi. Se i primi producono un cono di pressione maggiore nella zona di contatto rispetto ai tamburi rotondi, i segmenti cuneiformi che seguono generano picchi di pressione molto elevati, con efficace azione di impasto e taglio, notevolmente superiore rispetto a quella dei rulli vibrocostipatori a colonna. La combinazione di picchi di pressione e forze di spinta determina una distensione del suolo in superficie che favorisce la compattazione e consente all’aria di defluire. Diversamente da quanto avviene con i tamburi rotondi, non si formano coperchi che impediscono la compattazione. In tal modo si creano i presupposti per un notevole effetto in profondità per il contatto del segmento a piastra successivo. Dal momento che ciascuno dei tre elementi del tamburo è sfalsato rispetto agli altri, si evita efficacemente che il terreno “sfugga” lateralmente. Gli anelli saldati sui margini esterni dei tamburi ne impediscono il
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ribaltamento quando l’elemento centrale si trova esattamente sul bordo e consentono un trasferimento spedito su sottofondi solidi. Inoltre, tutti i tamburi poligonali sono dotati di Variocontrol, un sistema di eccitazione che crea oscillazioni direzionate ed è dotato di un meccanismo di autoregolazione che determina la quantità di energia necessaria durante il processo di compattazione e la regola di conseguenza. La regolazione automatica del vibrante direzionato consente di adeguare continuamente l’ampiezza di riferimento per la compattazione. La macchina inizia con un’ampiezza elevata, che favorisce la compattazione in profondità, per poi ridurla automaticamente alla misura necessaria all’aumentare della compattazione, evitando dannosi salti del tamburo. Oltre alla regolazione automatica, è disponibile anche una modalità di lavoro manuale, con sei direzioni di oscillazione, per particolari operazioni di compattazione con ampiezza fissa.
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NOTIZIE TREVI
Esperienza e tecnologia per il Ponte Vespucci È stato riaperto al pubblico il ponte Amerigo Vespucci a Firenze, chiuso al traffico da quasi un anno per permetterne lo svolgimento dei lavori di messa in sicurezza. La struttura, progettata dall’ingegner Riccardo Morandi, aveva infatti
mostrato preoccupanti fenomeni di erosione sotto la pila sinistra del ponte. Trevi, che proprio in un recente passato era intervenuta con pieno successo al ripristino del Lungarno Torrigiani, è stata “richiamata” a Firenze per occuparsi, all’interno di un consorzio d’imprese, della messa in sicurezza delle fondazioni al di sotto della pila sinistra del Ponte Vespucci. Un intervento di non poco conto, che ha richiesto l’esecuzione di iniezioni attraverso canne a manchettes (TAM) installate mediante perforazioni direzionate di piccolo diametro. Durante la conferenza stampa per l’inaugurazione e la riapertura del Ponte, il sindaco Nardella ha ringraziato Trevi per avere risolto le problematiche di sicurezza grazie agli interventi effettuati. Complimenti ai quali si sono aggiunti anche quelli dell’Ing. Vincenzo Tartaglia, direttore Mobilità del Comune, che ha rimarcato la professionalità e l’ottimo lavoro svolto dallo staff presente in cantiere. Il Sindaco ha inoltre dichiarato: “È uno degli interventi più complessi mai fatti sui ponti a Firenze negli ultimi decenni, dopo 8
e iniezione. In particolare, è stata installata una stazione totale su un edificio che, attraverso dei sensori posti su diverse parti del ponte, ha avuto il compito di verificare i movimenti della struttura e delle fondazioni. Durante le perforazioni e le iniezioni il sistema di monitoraggio del ponte ha sempre e solo indicato valori di movimento “ciclico” dovuti esclusivamente all’escursione termica. L’efficacia dell’intervento è stata verificata attraverso prospezioni geofisiche, in particolare sismiche, comparando la situazione ex-ante con quella successiva all’intervento. quello sul Viadotto dell’Indiano. È stata un’operazione complessa dal punto di vista ingegneristico, che avevamo deciso prima del crollo di Genova. Ed è anche l’unico ponte realizzato dall’ingegner Morandi in Italia che è stato messo in sicurezza”. I lavori si erano resi necessari perché la corrente del fiume aveva scavato una profonda fossa di erosione al di sotto della pila sinistra del ponte. Le lavorazioni sono state difficili anche perché eseguite durante periodi in cui le correnti erano importanti. Le iniezioni di malte di consolidamento attraverso sonde teleguidate dalla sponda dell’Arno sono andate a inserirsi esattamente nei punti dove era necessario effettuare l’intervento. In considerazione della delicatezza dell’intervento, nel corso dello svolgimento dei lavori di messa in sicurezza, Trevi ha eseguito un campo prove che ha consentito di validare il metodo e i materiali scelti e durante il quale la struttura è stata costantemente monitorata per verificare gli effetti prodotti dalle lavorazioni di perforazione
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Descrizione dell’intervento Allo scopo di minimizzare il rischio di movimenti e al fine di svincolare gli interventi dalle condizioni della corrente e dal livello del fiume è stato deciso di operare da terra, installando le canne di iniezione mediante perforazione direzionata di piccolo diametro a partire dalla riva. Le perforazioni sono state effettuate seguendo un andamento curvilineo, con un angolo di partenza di circa 20° sull’orizzontale, e orizzontali alla quota dell’intervento. Vista la presenza di terreni alluvionali grossolani è stato predisposto un sistema di perforazione (rotopercussione) che consentiva, anche in presenza di grossi clasti, di poter penetrare senza subire deviazioni indesiderate. La sequenza delle perforazioni è stata costantemente controllata mediante una sonda elettronica contenuta all’interno della prima asta (sonde housing) avvitata dietro al martello (percussive device). Tra martello e asta magnetica era presente un “gomito” interface sub o bent sub, che presentava un angolo variabile da 1° a 2°.
LAMA DA NEVE
MASSIMA OPERTIVITÀ NELLE
CONDIZIONI PIÙ ESTREME
NOTIZIE NIEDERSTÄTTER
Finalista del “Best Performance Award” della SDA Bocconi Erano più di 500.000 le imprese alle quali sono stati studiati scrupolosamente i bilanci aziendali per individuare l’assoluta eccellenza tra le tante realtà aziendali italiane. Il Best Performance Award è un premio relativamente nuovo, evento capace di indirizzare l’attenzione di tutto il Paese alle eccellenze del panorama
imprenditoriale. Tra i 63 finalisti provenienti da tutta la penisola c’era anche Niederstätter. Il Best Performance Award 2019 è un’iniziativa giunta alla terza edizione con la finalità di premiare le migliori aziende che creano valore economico, tecnologico, umano, sociale e ambientale, operando in modo complessivamente sostenibile. Il premio è organizzato dalla SDA Bocconi School of Management
insieme alla J.P. Morgan Private Bank, la PwC, la Refinitiv e il Gruppo 24 Ore e rappresenta l’eccellenza delle imprese italiane. O, come spiega Riccardo Pironti, Head of J.P. Morgan Private Bank, “oggi più che mai l’imprenditoria italiana è la spina dorsale della nostra economia ed è un momento unico per noi ridare qualche cosa a questi uomini e donne straordinarie”. La commissione dell’Award, presieduta sia
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da importanti tecnici che da affermati scienziati, ha potuto scoprire una visione strategica delle imprese italiane molto impressionante e creativa. La scelta dei finalisti è caduta su quelle imprese capaci di saper coniugare l’organizzazione di persone, innovazione e tecnologia. Fondamentale è vista senz’altro l’eccellenza economica–finanziaria. Ma non solo. L’eccellenza durante l’analisi veniva individuata soprattutto dalla sostenibilità che si ha come azienda nel tempo nei confronti dei dipendenti, dei clienti e dell’ambiente. L’imprenditoria emerge per essere molto forte, di grande successo, anche di nicchia ma fortemente legata al
territorio e attenta all’innovazione. Per questi motivi il management di Niederstätter si è dimostrato entusiasta per aver saputo portare l’azienda a far parte della rosa dei finalisti. “Siamo onorati di partecipare all’evento delle premiazioni del Best Performance Award, ma soprattutto siamo sempre più convinti e fiduciosi che la strada imprenditoriale intrapresa sia quella giusta. Per noi è stata un’esperienza stimolante, dove abbiamo goduto di preziose occasioni per confrontarci con altre eccellenze del panorama italiano”, racconta Daniela Niederstätter. Maria Niederstätter aggiunge: “Siamo tornati a casa con tante nuove idee e la convinzione che il nostro percorso di crescita è solido per la nostra azienda, per i nostri dipendenti e i nostri clienti, senza dimenticarsi della sostenibilità nel suo insieme”.
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NOTIZIE CAVA DI TREZZANO
Come assorbire liquidi oleosi e idrocarburi Cava di Trezzano presenta Sorbène, una sostanza assorbente di tutti i liquidi oleosi (e in particolare degli idrocarburi) a base di Calcio Solfato Biidrato (gesso) che si ottiene dal cartongesso di recupero utilizzato nel comparto edilizio, grazie a un trattamento di separazione totale delle due componenti. È quindi un prodotto altamente ecologico, perché non richiede l’utilizzo di materie prime nuove. “Le proprietà di Sorbène - spiega Marco Lavatelli, amministratore delegato di Cava di Trezzano - sono eccezionali: per assorbire 100 gr di gasolio ne sono sufficienti 130 gr, per 100 gr di olio motore ne bastano 185 gr, per 100
gr di benzina ne sono necessari 179 gr e, infine, per la medesima quantità di solvente organico ne occorrono 222 gr. In ogni caso, un’efficacia di quattro volte superiore alla sepiolite! Sorbène è quindi ideale per interventi di emergenza su manto stradale (e su qualsiasi altro genere di superficie)
in caso di sversamento a seguito di incidenti. Il suo utilizzo è molto semplice, rapido e sicuro: al contatto con le sostanze liquide da neutralizzare e rimuovere il prodotto attiva immediatamente un’azione istantanea ed efficace di pulizia della zona interessata dallo sversamento”. In forma granulare, Sorbène è un prodotto amico dell’ambiente: non rilascia le sostanze dopo averle assorbite, è ignifugo e atossico, inerte dal punto di vista biologico e chimico, non contiene sostanze nocive e non ne libera in caso di incendio. Infine, se stoccato in modo appropriato (ossia lontano dall’umidità) dura per sempre.
CIFA
Nuova dealership nel Sud Italia con Refresh CIFA, specialista nella progettazione e produzione di macchinari per l’industria del calcestruzzo, e Refresh, nuova realtà nata all’interno del Gruppo Mecar (storica organizzazione leader nel trasporto su gomma), hanno firmato un contratto di concessione per la vendita nelle regioni di Puglia, Campania e Basilicata, dei modelli CIFA di pompe autocarrate, betonpompe, autobetoniere, pompe stazionarie, bracci di distribuzione e macchine per il tunneling. CIFA sceglie i propri concessionari in un’ottica di piena collaborazione, con l’obiettivo
di rispondere alle esigenze dei clienti. Grazie all’esperienza di CIFA e del Gruppo Mecar la nuova partnership mira all’ampliamento del business nelle regioni del Sud Italia, aree tradizionalmente legate al brand. Commenta Marco Polastri, direttore vendite di CIFA, “L’Italia è sempre stata e continua a essere un mercato strategico per CIFA e negli ultimi anni si sono registrati significativi segnali di ripresa. Un trend positivo che siamo sicuri proseguirà anche grazie a questa collaborazione con Refresh”. Seguono le parole di Salvatore Menniti, Direttore
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dell’Area Europa: “Nel mercato domestico, il Centro-Sud Italia è sempre stato un’area vitale per il consolidamento e lo sviluppo del business di CIFA. Siamo lieti di questo accordo commerciale siglato con un’organizzazione più che consolidata nel territorio”. Il General Manager di Refresh, Matteo Gennari, commenta: “Refresh nasce all’interno dell’ecosistema Mecar S.p.A. ed è dedicata al mondo CIFA. Siamo da sempre il service provider di riferimento per tutto il mondo del trasporto e della logistica e da oggi, grazie a questa nuova realtà e alle competenze tecnicomanageriali delle risorse dedicate, allarghiamo la gamma dei servizi a uno dei settori da noi ritenuto particolarmente strategico. È ormai un dato di fatto che i clienti sono sempre più focalizzati sulla ricerca di un partner che li supporti a 360° nelle attività del proprio business e che garantisca loro un focus di alto livello sul concetto di up-time del veicolo”.
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NOTIZIE DOOSAN
Importante ordine da parte di Cemex
Doosan Infracore Europe B.V. ha annunciato un importante ordine di circa 100 nuove pale gommate Doosan da parte di Cemex, una delle aziende leader a livello mondiale nel settore dei materiali da costruzione. Con il nuovo accordo, Cemex ha confermato Doosan come unica azienda fornitrice di nuove pale gommate per la regione europea che comprende attività in Francia, Gran Bretagna, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna. Commentando l’ordine Gilles Bendaoud, Vice President Sales & Marketing Europe per Doosan
Infracore Europe B.V., ha dichiarato: “Siamo lieti di aver siglato questo accordo per la fornitura di nuove pale gommate Doosan per operazioni di Cemex in Europa. In particolare, siamo soddisfatti della fiducia che Cemex ha riposto in Doosan come uno dei principali produttori mondiali di macchine da cava e costruzione, nonché della gamma di pale gommate Doosan. Doosan intende costruire una partnership a lungo termine con Cemex nel settore delle macchine movimento terra”. Il nuovo accordo riguarda la fornitura di pale gommate Doosan con capacità
benna da 2,2 a 6,0 m³. La prima pala gommata, una DL550-5, è stata consegnata a La Ventrouze (Francia), il primo si to di produzione Cemex ad aver ricevuto le macchine. Il responsabile del sito, Romain Legrand, e il suo team (nella foto) hanno dato il benvenuto alla nuova pala gommata DL550-5, che ha immediatamente iniziato a lavorare. Il nuovo rapporto con il Gruppo Doosan fa parte della strategia CEMEX di riduzione dei costi operativi rivedendo i processi di lavoro tradizionali e sviluppando nuove soluzioni.
Garbin Group ha aderito a Unacea Garbin Group, azienda specializzata nella produzione di macchine scavafossi, e attrezzature idrauliche a catena, ha aderito a Unacea. L’azienda - fondata a Malo in provincia di Vicenza nel 1963 - produce, commercializza e noleggia macchine e attrezzature per i settori dell’edilizia, dell’agricoltura, della silvicoltura e delle utilities. “Unacea, grazie al suo network informativo, alla consulenza tecniconormativa e di formazione, si è imposta come autorevole punto di riferimento delle aziende italiane del settore”, ha dichiarato Giovanni Brentan, amministratore e proprietario dell’azienda. “Abbiamo deciso di aderire con la convinzione che per una pmi italiana quale Garbin sia quanto mai cruciale fare squadra con gli altri produttori del settore, per affrontare al meglio le sfide tecnologiche e i profondi mutamenti dell’industria e del mercato”.
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NOTIZIE HYUNDAI
Nuovo concessionario per il Centro Italia Edimac è entrata recentemente a far parte della famiglia Hyundai Construction Equipment Europe come nuovo dealer del Centro Italia. Attiva fin dal 1975, l’azienda vende e noleggia macchine edili per le regioni Molise, Marche e Abruzzo. Edimac ha sede a Pescara e da oltre 40 anni si occupa di vendita e noleggio di macchine edili, tanto da essere diventata il punto di riferimento del Centro Italia per le imprese di costruzioni, gli enti pubblici, le industrie, le aziende di recupero rifiuti e le cave. Il nuovo concessionario è in grado di fornire la soluzione più adatta in base alle esigenze della propria clientela grazie all’ampio parco macchine che si è arricchito di un partner di elevata qualità: Hyundai Construction Equipment Europe. Da settembre 2018 Edimac ha iniziato a commercializzare nel Centro Italia la linea completa HCEE del settore Construction, ottenendo ottimi risultati. Gerardo Gigli, amministratore di Edimac, ha dichiarato: “Dopo circa tre decenni di collaborazione con un
altro importante marchio del settore Construction abbiamo deciso di cambiare e siamo andati alla ricerca di un brand che fosse all’altezza delle aspettative della nostra clientela soprattutto sulla Heavy Line. La scelta è ricaduta su Hyundai Construction Equipment, un brand che dà la possibilità di competere con i maggiori player del mercato grazie a una gamma importante e a una qualità e affidabilità universalmente riconosciute. Il colosso coreano, infatti, sta registrando una crescita importante sui mercati europei e, anche in Italia, i suoi prodotti sono molto apprezzati, soprattutto per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Già dalle prime macchine consegnate, abbiamo avuto un riscontro positivo per l’elevata qualità dei mezzi Hyundai e la clientela ha risposto in maniera entusiasta. Edimac è il punto di riferimento per le imprese che operano nel Centro Italia: il partner ideale che da ben 49 anni si è distinto per serietà, affidabilità e continuità aziendale. Siamo molto
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fiduciosi per il futuro, grazie alla nuova partnership con Hyundai. Già una decina di macchine sono impiegate in diversi cantieri e stanno registrando ottime performance. Hyundai fornisce ottimi prodotti, Edimac assicura un supporto di assistenza tecnica efficiente e tempestivo. Un binomio perfetto!”. In merito alla nuova partnership, Luca Bellini, Regional Sales Manager Hyundai CE per il Sud Europa, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di aver avuto la possibilità di coinvolgere Edimac nel nostro progetto. Questa nuova partnership è coerente con la strategia che stiamo perseguendo per il mercato italiano, nel voler cercare e coinvolgere i migliori concessionari presenti sul territorio per garantire una copertura ottimale, soprattutto nelle aree ad oggi più scoperte del centro e sud Italia. Con Edimac è stato subito facile trovare l’intesa, anche grazie agli oltre trent’anni di conoscenza del territorio e di competenza sia in ambito vendita ma anche assistenza, punto cruciale come sappiamo per supportare oggi il cliente finale nel migliore dei modi”.
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NOTIZIE HITEX
Sinergia per il mercato italiano con la cinese XCMG L’azienda piacentina Hitex, storica importatrice per le proprie zone di competenza di macchine movimento terra e carrelli elevatori Hyundai, ha raggiunto un accordo di distribuzione con la cinese XCMG, costruttore di macchine per le costruzioni fondata nel 1943. La sinergia attuale si focalizza sui dumper (come il modello XDA40 nella foto), oltre che sulle piattaforme aeree e sulle autogrù. Con oltre 70 anni di esperienza, la XCMG possiede una vastissima gamma di prodotti e si colloca tra le
prime 10 in classifica nell’industria del macchinario pesante. La linea produttiva XCMG, infatti, copre una gamma sorprendente di soluzioni, tra cui gru, macchine movimento
terra, macchine stradali, macchine per il calcestruzzo, macchinari minerari e per l’accatastamento, nonché macchinari per la lotta antincendio, veicoli pesanti, macchinari per la pulizia, macchine agricole e altro ancora. L’azienda – che ha sedi di produzione in Paesi di tutto il mondo, compresi Cina, Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Brasile, India e Uzbekistan – ha accresciuto la propria competenza grazie a fusioni e acquisizioni come quelle con Schwing, Fluitronics e AMCA.
ITALCEMENTI
Nuova vita per le infrastrutture Partiranno a gennaio 2020 i lavori di adeguamento del ponte sul cavalcavia della ferrovia MilanoVenezia a Desenzano (BS). Si tratta del primo manufatto in Italia sul quale sarà utilizzato i.power RIGENERA, la soluzione di Italcementi, portata sul mercato da Calcestruzzi, per rigenerare ponti, viadotti e le infrastrutture. L’intervento riguarderà le 10 pile del ponte che saranno incamiciate con uno strato di i.power RIGENERA in modo da conferire una elevatissima durabilità e un aumento di
resistenza e duttilità che soddisfino le nuove condizioni di carico. La struttura portante è degli anni Sessanta e presenta un degrado dei materiali sia sulle strutture portanti che nella struttura orizzontale e per questo motivo ha bisogno anche di un adeguamento ai carichi orizzontali. L’iniziativa rientra nel progetto MOSORE (Mobilità Sostenibile e Resiliente), che ha
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vinto un bando di finanziamento della Regione Lombardia chiamato “Call Hub Ricerca e Innovazione” nella categoria Smart Mobility per un importo di oltre 10 milioni di euro. Il progetto si propone di realizzare un nuovo tipo di mobilità in grado di aumentare la resilienza delle infrastrutture. Per le Infrastrutture di trasporto, l’obiettivo è fornire ai gestori (Provincia, concessionarie autostradali, eccetera) informazioni e servizi inerenti la manutenzione e gli interventi necessari alla sicurezza delle infrastrutture. Capofila del progetto MOSORE è l’Università di Brescia con il Prof Giovanni Plizzari referente scientifico e direttore del DICATAM, mentre i partner industriali sono Fasternet Soluzioni di Networking srl, Ingenera srl, Genesis Gi srl, Imbal Carton srl, Stmicroelectronics srl, Enea e Italcementi.
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NOTIZIE JCB
Importante accordo con Boels Rental
DA SINSITRA: RENE WETZELS (JCB MAJOR ACCOUNTS DIRECTOR FOR BELGIUM AND NETHERLANDS), GUY CREMER (BOELS RENTAL DIRECTOR OF FLEET OPERATIONS), YVETTE HENSHALL-BELL (JCB GROUP MANAGING DIRECTOR GLOBAL MAJOR ACCOUNTS), JOHN SMEETS (BOELS RENTAL TECHNICAL MANAGER), CLAUDIO FIORENTINI (JCB MANAGING DIRECTOR GLOBAL MAJOR ACCOUNTS), JIM FIELD (BOELS UK COMMERCIAL DIRECTOR), VOLKER BLOME (BOELS RENTAL PRODUCT DEVELOPMENT MANAGER).
Boels Rental, società specializzata nel noleggio con sede nei Paesi Bassi, ha effettuato con JCB un ordine del valore di circa 29 milioni di euro (26 milioni di Sterline) per 445 mezzi tra sollevatori telescopici, midi e micro escavatori, tutti con sistema di monitoraggio telematico LiveLink. Fondata nel 1977, Boels Rental è una delle principali società europee di noleggio. È attiva in 17 paesi europei e ha più di 400 filiali. L’ordine rafforza ulteriormente la relazione di lungo periodo tra JCB e Boels Rental e porta il totale delle macchine JCB acquistate negli ultimi anni a oltre 2.000 esemplari. La nuova flotta è composta da sollevatori telescopici dal modello 525-60 al 540-180, midi escavatori 55-Z e 86-C e micro escavatori, che andranno a inserirsi nelle flotte di Boels Rental presso i depositi in Europa, tra
cui Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Slovacchia, Austria e Italia. Il sistema telematico JCB LiveLink consentirà a Boels Rental e ai suoi clienti di monitorare tutti gli aspetti dell’attività della macchina, di gestire i controlli e la manutenzione tramite un portale online, con notifiche istantanee sui servizi programmati e avvisi critici per garantire che i tempi di fermo macchina siano ridotti al minimo. Yvette Henshall-Bell, JCB Group Managing Director Global Major Accounts, ha dichiarato: “Siamo lieti di garantire questo importante ordine da una delle principali società di noleggio in Europa. Diamo grande importanza alla costruzione di solide relazioni a lungo termine e all’ascolto delle esigenze dei nostri clienti. Boels Rental è un ottimo esempio di come funziona questo approccio: si fidano
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della qualità delle nostre macchine e desiderano stare aggiornati con i tempi investendo nel nostro sistema telematico LiveLink. Siamo orgogliosi di avere consegnato più di 2.000 macchine alla flotta europea di Boels Rental negli ultimi anni”. Guy Cremer, Boels Rental Director of Fleet Operations, ha dichiarato: “Boels Rental è cresciuta fino a diventare una delle più grandi società di noleggio di macchine e attrezzature in Europa. Nel corso degli anni JCB ha dimostrato una grande conoscenza del nostro settore e ha sviluppato una gamma leader di mercato su misura per il settore del noleggio. Ai nostri clienti piacciono le macchine JCB per la loro affidabilità e innovazione, e sono sicuro che l’aggiunta della telematica LiveLink aggiungerà un valore ancora maggiore”.
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NOTIZIE ASSOBIM
Protagonista a Digital&BIM Italia 2019 In occasione di Digital&BIM Italia 2019, l’evento italiano di riferimento per il BIM e la trasformazione del settore delle costruzioni attraverso la digitalizzazione che si è tenuta a Bologna Fiere il 21 e 22 novembre 2019, ASSOBIM era presente con uno stand e con l’Arena ASSOBIM – THINK BIM, che ha ospitato un ricchissimo panel di interventi. L’associazione ASSOBIM, creata per riunire le realtà della filiera delle costruzioni (dalle software house alle aziende fornitrici di servizi BIM, dai grandi contractor alle società di engineering, passando per i produttori di materiali e componenti), ha partecipato a Digital&BIM Italia 2019 con lo scopo di rappresentare la filiera, di fornire una panoramica sullo stato dell’arte del BIM in Italia e di sostenere lo sviluppo di questo innovativo approccio alla progettazione, costruzione e manutenzione del costruito. La partecipazione alla kermesse bolognese si è inserita nel progetto THINK BIM promosso da ASSOBIM per comunicare e divulgare i temi del Building Information Modeling verso tutti gli attori della filiera delle costruzioni. Un percorso che ha lo scopo di fornire agli operatori del settore informazioni utili alla definizione di linee guida e best practices. Nell’Arena ASSOBIM – THINK BIM gli speech hanno avuto lo scopo di fornire ai professionisti, alle imprese, ai produttori di materiali e componenti e ai committenti pubblici e privati, esempi, proposte e nuove forme di approccio alla tematica BIM che sta cambiando il modo di lavorare di questo settore industriale. Il 21 novembre si è cominciato guardando al BIM come nuovo paradigma dei processi e dei flussi di lavoro. Si è parlato di interoperabilità,
certificazioni, figure professionali, controllo qualità dei modelli BIM, gestione energetica degli edifici. La mattinata è terminata con un approfondimento sul BIM per la progettazione architettonica e con la presentazione di case history di successo. Nel pomeriggio, gli interventi sono stati dedicati al BIM per la progettazione strutturale, per il progetto impiantistico e per i produttori di materiali e componenti. Il 22 novembre dalla teoria si è passati alla pratica con una prima sessione mattutina dedicata a un esempio concreto di progettazione BIM integrata e di interoperabilità. Si è proseguito parlando del BIM per la progettazione infrastrutturale e dei vantaggi di questa tecnologia applicata al Facility Management e alla gestione del “costruito”. Le sessioni pomeridiane erano dedicate a due temi di grande
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importanza: il rapporto tra BIM e committenza e tra BIM e imprese di costruzione. La partecipazione di ASSOBIM a Digital&BIM 2019 e il ricco programma di interventi andato in scena nell’Arena ASSOBIM hanno avuto l’obiettivo di favorire una crescita disciplinare e una diffusione operativa del BIM sempre più incisiva ed efficace nell’ambito dell’innovazione applicata all’industria delle costruzioni italiana. L’Arena ASSOBIM ha accolto tutte le categorie che costituiscono la filiera (committenti, progettisti, imprese di costruzioni, aziende produttrici di materiali, sistemi e servizi, gestori e manutentori immobiliari) dando così la giusta visibilità a un approccio metodologico, ma anche culturale, destinato a rivoluzionare l’edilizia. L’obiettivo di ASSOBIM, in linea con quello della manifestazione bolognese, è di aiutare il settore a esplorare il suo potenziale e capire come meglio adottare la metodologia BIM e implementare nuove tecnologie, strumenti e processi per migliorare la redditività e l’efficienza e creare un’industria delle costruzioni più smart, collaborative, efficiente e sostenibile.
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NOTIZIE SIREG
Sonja Blanc vince il premio GammaDonna 2019 È Sonja Blanc, con Sireg Geotech, la vincitrice del Premio GammaDonna 2019 per l’imprenditoria innovativa. Il riconoscimento è stato assegnato in occasione dell’undicesima edizione del GammaForum, quest’anno intitolato “ConneXions for Growth”. L’evento, organizzato dall’Associazione GammaDonna in collaborazione con la Commissione europea e il Ministero dello Sviluppo Economico, dal 2004 racconta l’innovazione attraverso le storie di successo di imprenditrici e
costruzioni danneggiate. Con oltre 50 dipendenti e un fatturato di circa 8 milioni di euro, Sireg Geotech è specializzata nella produzione di materiali termoplastici, termoindurenti e in fibre composite di vetro e carbonio. Un esempio di eccellenza industriale che, dalla Monza Brianza, ha raggiunto oltre 65 Paesi. Un esempio di forza al femminile, capace di vincere i pregiudizi di un mondo tipicamente maschile e di traghettare un gruppo industriale tradizionale
giovani imprenditori, per valorizzare la loro capacità di affrontare il cambiamento e di far crescere l’economia, per incoraggiare un’evoluzione culturale del Paese, incentivando il networking fra startup, imprenditori esperti e investitori. Per promuovere, in sostanza, una community virtuosa dell’innovazione applicata al business. Sonja Blanc è CEO e terza generazione di un’impresa, operante nei settori della geotecnica e dell’ingegneria civile, diventata punto di riferimento nel mondo per quanto riguarda il consolidamento del terreno prima di scavi sotterranei e il ripristino di edifici storici e
verso l’innovazione, non solo dei prodotti, ma anche della gestione aziendale, sempre più collaborativa e meno piramidale. “Ricevere questo riconoscimento è un sogno che si realizza – ha dichiarato Sonja Blanc al GammaForum – ed è la prova che il lavoro svolto in questi anni e i risultati raggiunti sono oggettivamente un modello positivo. Con la speranza che anche i miei figli stiano imparando cosa significa fare impresa anche dalla mia testimonianza di dedizione, impegno e sacrificio quotidiano”. E ai giovani e alle donne che desiderano far impresa consiglia: “Crederci, volare alto e fare rete. Bisogna sempre
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puntare all’eccellenza, in tutti gli aspetti del business, e attivare reti di relazioni e sinergie. Sono questi gli ingredienti indispensabili per resistere ed emergere, facendosi riconoscere per la qualità del proprio lavoro”. “Oggi si parla di innovazione e spesso la si associa alle start-up e all’ecosistema che le circonda, eppure – ha commentato Valentina Parenti, co-founder di GammaDonna – se è fondamentale l’iniezione di nuova linfa per il sistema produttivo, è altrettanto importante e necessario, per la salvaguardia del patrimonio imprenditoriale italiano, che siano proprio le imprese consolidate a innovare, adottando una mentalità che cavalca il cambiamento e ne fa un’arma competitiva sul mercato”. “Esiste in Europa una straordinaria quantità e qualità di talenti, di idee creative, di mercati potenziali e reali, che rappresentano le precondizioni ideali all’imprenditoria”, ha detto Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. “Sfruttare pienamente questo potenziale, valorizzarlo con iniziative come il GammaForum e il Premio GammaDonna, facilitare lo sviluppo delle connessioni positive, di cui il nostro continente è ricco: è la sfida costante delle nostre economie”. “Favorire lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione inclusivo è la nostra risposta alla differenza di genere”, ha affermato Isabella Fumagalli, CEO di BNP Paribas Cardif. “Lanciando la seconda edizione dell’acceleratore al femminile MIA - Miss in Action, di BNP Paribas e Digital Magics, in un contesto d’eccellenza come GammaForum, siamo andati oltre facendo ‘sistema nel sistema’ per sviluppare un indotto ancora più importante a sostegno delle giovani imprenditrici”.
NOTIZIE CASE
L’October Truck Fest “RD 4 Green” di Romana Diesel Lo scorso ottobre Romana Diesel ha ospitato l’ottava edizione dell’October Truck Fest, evento con cui l’azienda ospita i clienti dei vari brand che rappresenta e che ha registrato la partecipazione di 1.600 aziende e oltre 6.000 persone. Presenti anche il segretario della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, la presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale, Eleonora Guadagno, il presidente del V Municipio, Giovanni Boccuzzi e il Segretario della CNA di Roma, Stefano Di Niola oltre a tanti rappresentanti del mondo delle imprese. Nella storica sede di Via Collatina a Roma, di quello che è uno dei principali concessionari del gruppo CNH Industrial al mondo, sono state esposte le principali novità di prodotto: dal movimento terra al trasporto pesante passando per i veicoli commerciali leggeri, il trasporto persone e l’agricoltura. In esposizione anche le macchine CASE, un brand attento alle tematiche ambientali, le cui pale gommate “Waste Handler” sono in prima linea nei centri di riciclaggio in Italia e nel mondo e che ha recentemente presentato ProjectTETRA, il primo concept di pala gommata al mondo alimentata a biometano (prodotto in biodigestori con rifiuti di origine alimentare e animale e trucioli di legno). Massimo Artusi, direttore commerciale di Romana Diesel, ha raccontato: “L’October Truck Fest è un’occasione speciale per
stare insieme ai nostri clienti e collaboratori. Possiamo così avere uno sguardo diverso dal solito sulle macchine e sui settori che serviamo con i brand rappresentati. È un momento speciale dedicato anche alle famiglie dei nostri clienti, con attività divertenti per i grandi e i piccini. Il pubblico, anche questa volta, ha risposto numerosissimo e siamo lieti di questa ulteriore dimostrazione di fiducia nei nostri confronti”. “L’October Truck Fest di Romana Diesel – ha affermato Alessandro Fresia, responsabile marketing Italia per CASE Construction Equipment – rappresenta ogni anno un’ottima occasione per essere vicini ai clienti finali in maniera professionale e al tempo stesso familiare. Quest’anno, in particolare, Romana Diesel ha
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voluto dimostrare la sua anima green, tramite un’offerta di prodotti a emissioni ridotte nei diversi settori che rappresenta”. All’interno della due giorni romana, il Rodeo CASE ha costituito un momento divertente e spettacolare con i partecipanti che hanno giocato a basket con un miniescavatore. Campione di zona è risultato Federico Rossetti, della Resini Tecnoimpianti che ha vinto un weekend a Torino e Courmayeur. Ha aggiunto Alessandro Fresia: “Il Rodeo Case ha suscitato molto interesse tra i partecipanti. Si è trattato di un momento di intrattenimento ma non solo, perché le gare riescono a dimostrare quello che la tecnologia e le prestazioni delle macchine CASE consentono di fare”. L’October Truck Fest ha ospitato anche le officine collaboranti e tutte le aziende che lavorano con Romana Diesel, confermando il rapporto di fiducia con la clientela che la società romana si è guadagnata fin dal 1937, anno di fondazione della concessionaria. Nei decenni seguenti le famiglie Campilli e Artusi hanno unito le proprie attività dando vita ad una realtà che oggi offre ai clienti un’ampia gamma di prodotti e di servizi ad essi collegati, garantendo la massima capillarità con le officine collaboranti.
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NOTIZIE BKT
Un nuovo sito per lo sport BKT presenta il nuovo sito sponsorship.bkt-tires.com, nato con l’intento di raccontare la sua grande passione per lo sport, passione che l’azienda specialista nella produzione di pneumatici Off-Highway ha dimostrato scendendo letteralmente in campo per sponsorizzare alcuni tra i più importanti eventi agonistici di tutto il mondo. Nel portale trovano infatti posto le sezioni dedicate al calcio italiano della Serie BKT, al cricket australiano della KFC Big Bash League, al calcio spagnolo de LaLiga, alle spettacolari
acrobazie del Monster Jam e alla competizione calcistica francese Coupe de la Ligue BKT. Per ognuna di queste grandi manifestazioni sportive, una sezione specifica ne
raccoglie le ultime notizie e la rassegna stampa. La pagina “eventi” ospita globalmente tutti gli avvenimenti di ogni campionato sponsorizzato BKT e, infine, il Social Wall propone un feed sempre aggiornato con i post provenienti dai social media con i trending topic. Il portale di BKT dedicato allo sport merita di essere visitato anche perché l’azienda è molto attiva nell’organizzare contest che consentono di vincere premi e gadget esclusivi. Queste iniziative coinvolgono continuamente i fan in esperienze uniche.
TOPCON
Joint-venture con Bentley Systems Bentley Systems (fornitore globale di soluzioni software complete e di servizi cloud di digital twin per la progettazione, costruzione e gestione delle infrastrutture) e Topcon Positioning Systems (leader mondiale nel posizionamento di soluzioni tecnologiche nel campo dei rilievi topografici e delle costruzioni) hanno annunciato l’inizio dei lavori della jointventure “Digital Construction Works”, da oggi operativa con uno staff di esperti di costruzioni digitali a livello globale, proveniente dalla filiera operativa di Bentley Systems e Topcon. “Digital Construction Works” fornisce servizi di automazione digitale, integrazione e “twinning” attraverso un portafoglio di software e servizi cloud specifici di Topcon e Bentley e di altri fornitori software, per realizzare appieno il potenziale di innovazione nel settore della costruzione, per l’industrializzazione delle costruzioni. Bentley Systems e Topcon hanno
unito le forze nel 2016 con l’obiettivo di collaborare per ottimizzare l’integrazione tra i rispettivi servizi cloud (MAGNET e ProjectWise) e favorire la fusione dei flussi di lavoro di progettazione e costruzione, migliorando la qualità e le prestazioni progettuali. Da allora, Bentley e Topcon hanno continuato a introdurre innovazioni “4D” nei processi di rilevamento topografico, reality modeling, pianificazione e logistica, work packaging, controllo mediante macchina e progressive assurance per la costruzione. Nel 2017 le due
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aziende hanno inaugurato le Constructioneering Academies, inglobate negli ambienti “sandbox” di Topcon a livello globale, per consentire ai professionisti dell’edilizia di condividere nuove best practice. Nel 2018, le due aziende hanno integrato le rispettive acquisizioni – SINCHRO di Bentley e di ClearEdge3D di Topcon – nelle offerte di constructioneering. Oggi, Digital Construction Works viene contattata affinché inserisca i propri esperti nei più importanti team edilizi e ottimizzi i processi, per favorire migliori risultati di progettazione e costruzione. Grazie ai suoi servizi di integrazione digitale, sviluppati per automatizzare e collegare i processi esistenti al constructioneering, “Digital Construction Works” può allo stesso tempo ottimizzare la progettazione e aiutare a istituzionalizzare i flussi di lavoro digitali, in un portafoglio completo di progetti di costruzione.
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Infrastrutture
UNA GRANDE
SFIDA ITALIANA L’appuntamento con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è una grande opportunità per un rilancio infrastrutturale che, come già accaduto con Expo 2015, non riguarda “solo” le regioni coinvolte. Se ne è discusso nel convegno organizzato da Milano Serravalle Engineering, prospettando una serie di interventi molto importanti, ma sempre nella logica della sostenibilità di Lorenzo Zacchetti
S
econdo la stima dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, i Giochi di Milano-Cortina 2026 potrebbero generare un impatto di 840 milioni di euro sul Pil nazionale, oltre a un gettito fiscale superiore ai 200 milioni. L’analisi della Bocconi di Milano prevede ricavi per 3 miliardi e circa 20.000 posti di lavoro. Nell’opinione pubblica, tuttavia, serpeggiano due visioni contrastanti: c’è quella di chi effettivamente vede nei Giochi una preziosa occasione di sviluppo, ma anche quella di chi
li considera l’anticamera di inevitabili scandali legati a corruzione e sprechi di denaro pubblico. I primi sbandierano i successi di Barcellona 1992, universalmente considerata come un benchmark sia per la positiva gestione dell’evento che per la legacy lasciata alla città catalana in termini di riqualificazione urbanistica e miglioramento dei trasporti; gli scettici ribattono con Atene 2004, tappa cruciale della drammatica crisi economica che ha travolto la Grecia, e sempre più spesso citando anche Torino 2006.
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Tutti in campo Che nell’ultima edizione italiana dei Giochi qualcosa non abbia funzionato lo ha ammesso anche Marco Gabusi, assessore alle Infrastrutture della Regione Piemonte: citando uno studio di Bankitalia, ha sottolineato come la manifestazione abbia generato un aumento di turisti nei dieci anni successivi, ma nessun beneficio nella produttività. Eppure il mancato coinvolgimento del capoluogo piemontese nell’edizione 2026 rappresenta “una ferita aperta”, come osserva lo stesso Gabusi, aggiungendo che il territo-
LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEI GIOCHI È PREVISTA ALLO STADIO MEAZZA DI MILANO, STADIO DEL QUALE SI STA PARLANDO MOLTO. ALTRETTANTO IMPORTANTI SONO LE SCELTE CHE VERRANNO PRESE RISPETTO AI COLLEGAMENTI CON GLI AEROPORTI, LE FERROVIE E LA RETE STRADALE, VISTO L’ENORME AFFLUSSO DI SPETTATORI PREVISTO
rio intende comunque giocare un ruolo. Il suo auspicio è stato espresso durante il convegno “Infrastrutture e Olimpiadi 2026”, organizzato lo scorso 7 ottobre da Milano Serravalle Engineering. L’occasione si è rivelata propizia per una riflessione di più ampio respiro sul cruciale tema delle infrastrutture, sia perché i Giochi invernali rappresentano una sfida per tutto il Paese, sia per la presenza dei rappresentanti di Liguria e Piemonte, che insieme agli organizzatori di Lombardia e Veneto costituiscono la parte più florida dell’economia nazionale.
Cambio di mentalità Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, ha citato il crollo del Ponte Morandi per sottolineare la necessità di uscire “dall’estetica dell’emergenza” e abbracciare un’ottica più lungimirante. Tra le sue proposte spicca l’autonomia regionale, tema particolarmente caro anche al collega Attilio Fontana. Il Presidente della Regione Lombardia è infatti tra i promotori delle istanze rivolte al Governo nazionale: “Il Paese deve ripartire da questa riforma, per ricollegarsi con la parte di mondo che funziona.
Abbiamo la grande opportunità di salire sul treno del progresso e migliorare la qualità della vita anche nel Sud Italia, che potrebbe rilanciarsi attraverso il digitale come ha fatto l’Estonia”. Per cogliere le occasioni fornite dalla tecnologia serve però un approccio diverso: “Troppo spesso guardiamo il dito invece della luna: ci concentriamo sulle prossime elezioni senza avere un’idea di Paese da perseguire con coraggio, anche a costo di scelte impopolari. In Italia manca una vera politica industriale e se il Governo nazionale non riesce a dare risposte allora è il ca-
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ATTUALITA’ project manager formati secondo la normativa UNI 11 648, su un totale di circa 200 in Italia. Il secondo asse di rilancio è stato il BIM che, come spiegato dalla BIM Manager Lucia Samorani, “non è solo digitalizzazione, ma una progettazione secondo un modello federato, integrato e parametrico, ovvero nel quale ogni oggetto contiene ogni informazione necessaria per identificarlo in modo univoco”. Il terzo asse è stato il Protocollo Envision, di cui MSE è supporter, “un sistema di rating con le metriche neces-
lineato il ruolo centrale del BIM che, come previsto nel rapporto McKinsey del 2017, entro il 2025 farà risparmiare dal 15% al 25% nel mercato delle infrastrutture. Il 2025 sarà un passaggio cruciale anche per Andrea Gibelli, Presidente del Gruppo FNM – Ferrovie Nord Milano. Passando dal trasporto su gomma a quello su rotaia, sarà infatti l’anno nel quale verrà completata la sostituzione del parco composto da 161 treni: “Le Olimpiadi ci pongono obiettivi non scontati: collegare Sondrio e Cortina
L’EUROPARLAMENTARE MASSIMILIANO SALINI HA AFFERMATO: “SIAMO IL PAESE EUROPEO CON IL MAGGIOR GAP INFRASTRUTTURALE: 10 MILIARDI DI DOLLARI, CHE POTREBBERO DIVENTARE 373 ENTRO IL 2040. IL PARLAMENTO EUROPEO HA RIDEFINITO IL BUDGET, PARI A 43 MILIARDI DI EURO, PER LA CONNECTING EUROPE FACILITY”
so di guardare alle Regioni. L’autonomia è proprio un tentativo di rispondere ai bisogni dei singoli territori per evitare una regressione sempre più grave, della quale cominciamo ad avvertire qualche sintomo anche qui in Lombardia”. IDD e BIM Il tema della visione a lungo termine va considerato anche dal punto di vista tecnico e progettuale. Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio, ha evidenziato l’ineludibilità degli aspetti indesiderati di qualunque progetto, anche il più virtuoso. Questo richiede un processo strutturato secondo la logica dell’Impact Driven Design, nella quale alla fase di progettazione segue la previsione degli impatti, quindi la negoziazione con gli stakeholder che si incarna nel “dèbat public” e nella conseguente retroflessione del feedback, prima dell’avvio dell’intervento vero e proprio. Anche Fabio Saldini, amministratore unico di Milano Serravalle Engineering, ha definito i progetti “atti di lungimiranza”. Nel suo intervento ha ricordato il difficile inizio del suo mandato, corrispondente alla crisi delle costruzioni nel 2015 e al crollo delle commesse che ha messo in seria difficoltà le casse aziendali. Il rilancio è partito da un forte investimento su competenze e formazione: oggi la società vanta ben sei
LA RETE DI COLLEGAMENTI DEL NORD ITALIA VERRÀ MESSA A DURA PROVA DA UN’EDIZIONE DEI GIOCHI CHE VEDE EVENTI SVOLGERSI NON SOLO A MILANO E CORTINA, MA ANCHE A LIVIGNO, BORMIO, PREDAZZO E BOLZANO, CON LA CERIMONIA DI CHIUSURA ALL’ARENA DI VERONA
sarie per raggiungere gli obiettivi di una Olimpiade sostenibile”. Interventi stradali Per Maura Carta, Presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali, i Giochi rappresentano l’occasione per effettuare interventi non più differibili sulle infrastrutture. I problemi irrisolti riguardano specialmente la rete stradale: “Negli ultimi trent’anni è aumentata solo dell’11%, a fronte di un aumento del traffico del 69%. La rete esistente è molto vecchia e necessita di manutenzione. Il completamento della Pedemontana è fondamentale per tutto il Nord Italia”. Anche in questo processo è stato sotto-
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non è certo come collegare due aree di Milano. Sulle infrastrutture siamo in grave ritardo e serviranno i fondi promessi dal precedente Governo”. Impianti e treni Martina Cambiaghi, assessora della Regione Lombardia allo Sport, ha sottolineato l’importanza della riqualificazione di zone periferiche come Rogoredo e degli impianti sportivi e di risalita, spiegando di aver già stanziato rispettivamente 10 e 8 milioni, nel 2019, per questi interventi. La sua collega di Giunta Claudia Terzi, titolare della delega alle Infrastrutture e Mobilità sostenibile, ha escluso “cattedrali nel deserto”, prospet-
tando una legacy composta sia da opere strategiche per i Giochi che da interventi connessi: “Tutto l’indotto andrà gestito secondo un principio di sostenibilità economica, ambientale, imprenditoriale e sociale. Puntiamo al superamento degli idrocarburi attraverso i motori elettrici o ibridi, incentivando scelte smart come il car-sharing e il car-pooling, che nelle aree urbane sono già diffuse”. Tra gli interventi annunciati ci sono anche le opere sulla Statale 36 e sulle linee ferroviarie fino a Sondrio e a Tirano. “Ma serve un intervento legislativo che ci permetta di superare le lungaggini burocratiche attuali”, ha sottolineato. Barriere architettoniche Restando in ambito lombardo, l’assessore alle Politiche Sociali Stefano Bolognini ha sottolineato l’impegno nel superamento delle barriere architettoniche che caratterizzerà anche la realizzazione del Villaggio Olimpico a Porta Romana. Al termine dei Giochi la struttura metterà a disposizione degli studenti fuori sede 1.260 camere (di cui 70 singole), il 44% delle quali accessibili anche ai disabili. Come ben noto, Antonio Rossi ha vissuto le Olimpiadi da atleta, prima di occuparsi di politica nel ruolo di assessore regionale allo Sport e in quello attuale di Sottosegretario con delega ai Grandi Eventi. Nel suo intervento ha evidenziato come l’importanza sociale dello sport non sia certo un tema
I VILLAGGI OLIMPICI SARANNO TRE. IL PIÙ IMPORTANTE A MILANO, NELLA ZONA DELL’EX SCALO DI PORTA ROMANA, E IN SEGUITO DIVENTERÀ UNA RESIDENZA PER STUDENTI FUORI SEDE. QUELLO DI CORTINA SARÀ TEMPORANEO E IL TERZO, A LIVIGNO, DOPO I GIOCHI DIVENTERÀ UN CENTRO DI ALLENAMENTO
nuovo, ma ha altresì sostenuto che “finalmente si sta facendo qualche passo avanti”, anche in prospettiva dell’attesa legge olimpica. Per proseguire su questa strada propone di aumentare sia i crediti scolastici per chi fa sport che il sostegno alle associazioni, ma soprattutto vede nell’appuntamento del 2026 l’occasione per approntare una sorta di “Piano Marshall” sull’impiantistica. Sul tema precipuo delle infrastrutture, Rossi ha citato i collegamenti tra Milano, Lecco e Como e gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio come elemento cruciale.
Una solida expertise Il tema della sostenibilità è stato affrontato anche da Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia autonoma di Trento, nel corso del Festival dello Sport organizzato da “La Gazzetta dello Sport”: “Gli investimenti per noi non saranno elevati. Metteremo a disposizione strutture che già ci sono, oltre alla nostra storia e preparazione organizzativa, che credo il Trentino abbia già dimostrato nel tempo”. Cortina, infatti, ha già ospitato i Giochi invernali nel 1956.
LA SOSTENIBILITÀ E IL PROTOCOLLO ENVISION Si tratta del primo sistema di rating per
zione di sostenibilità: “Improved” (so-
realizzare infrastrutture sostenibili at-
pra la media), “Enhanced” (in linea con
traverso una griglia di analisi, adatta-
i principi di Envision), “Superior” (de-
bile a qualunque progetto di sviluppo
gna di nota), “Conserving” (a impatto
infrastrutturale. La sua utilità consiste
zero) e “Restorative” (tale da miglio-
in una valutazione indipendente dei va-
rare il sistema naturale o sociale, ripri-
In Italia è arrivato su iniziativa congiun-
ri aspetti di ogni intervento. Il suo si-
stinando un equilibrio compromesso).
ta di ICMQ, organismo di certificazio-
stema di rating è articolato in 64 crite-
La somma dei crediti qualifica l’opera
ne specializzato nel settore delle co-
ri, suddivisi in cinque categorie: quali-
come “Verified” (20% dei punti), “Silver”
struzioni, e Stantec, leader nella con-
tà della vita (14 crediti), leadership (12),
(30%), “Gold” (40%) o “Platinum” (50%).
sulenza e progettazione ingegneristica
efficacia dell’investimento (14), rispetto
Envision è nato negli USA dalla collabo-
e architetturale. Sul sito envisionitalia.
dell’ecosistema (14) e rischio climatico
razione tra l’organizzazione no profit ISI
it si può diventare “supporter” del pro-
e ambientale (8). Per ciascun credito è
(Institute for Sustainable Infrastructure)
getto, come ha fatto Milano Serravalle
possibile valutare il livello della presta-
e lo Zofnass Program for Sustainable.
Engineering.
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 35
ATTUALITA’
LE TRATTE STRADALI INTERESSATE SARANNO: LE TANGENZIALI DI MILANO (A50, A51 E A52), LA A4 MILANOBERGAMO-VERONA-VENEZIA, LA A22 VERONA-TRENTO-BOLZANO-BRENNERO, LA A27 VENEZIA-TREVISO-PONTE NELLE ALPI, LE SS36/SS38 MILANO-BORMIO, SS301 FOSCAGNO (BORMIO – LIVIGNO), E SS49 PUSTERIA, SP44 BRUNICO / BRUNECK - ANTERSELVA /ANTHOLZ, SS48 - SS346 - SR203 COLLEGAMENTO VAL DI FIEMME – CORTINA, SS51 ALEMAGNA (PONTE DELLE ALPI), SP71 - SP83 TESERO - BASELGA DI PINÈ E LA STRADA NAZIONALE PEDEMONTANA VENETA MONTECCHIO MAGGIORE SPRESIANO IN VIA DI COMPLETAMENTO
“
ABBIAMO SCELTO L’ITALIA PERCHÉ LE PERSONE HANNO FATTO LA DIFFERENZA. C’ERANO DUE PAESI IMPORTANTI E C’ERANO MOLTE CARATTERISTICHE IN COMUNE, MA IN MILANOCORTINA ABBIAMO TROVATO L’ECCELLENZA, CON PROFESSIONISTI MOSSI DA TANTA PASSIONE, DA COMPETENZE E CONOSCENZE
A 70 anni di distanza c’è l’occasione per fare ancora meglio, sfruttando anche l’onda lunga che vede Milano sempre più apprezzata dai turisti dopo Expo 2015: “La città sta vivendo tanti miglioramenti, è forse l’unica città italiana che può com-
“
OCTAVIAN MORARIU, COMITATO OLIMPICO INTERNAZIONALE
petere con le principali capitali mondiali”, ha detto Fontana nella stessa sede.
Un dossier “Green” L’impegno per la sostenibilità era d’altronde evidente fin dal dossier con il
IL TRASPORTO PUBBLICO SARÀ LA VERA STAR DELLE OLIMPIADI 2026: SECONDO LA LOGICA DELLA SOSTENIBILITÀ, L’ACCESSO DEGLI SPETTATORI AGLI IMPIANTI MEDIANTE AUTOMOBILI PRIVATE SARÀ RIGOROSAMENTE VIETATO 36 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
quale Milano e Cortina hanno battuto la concorrenza svedese. Il documento promette “i Giochi invernali più sostenibili e memorabili di sempre”, argomentando poi: “Vogliamo valorizzare ulteriormente il nostro già forte impegno verso l’ambiente. Utilizzeremo i Giochi come veicolo per intensificare il nostro lavoro di avanguardia nel campo della sostenibilità e per contribuire a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili finalizzate a plasmare la vita del futuro. Potendo contare su un solido patrimonio in tema di sport invernali - e considerando che 13 delle 14 sedi di gara sono già esistenti o temporanee - Milano-Cortina 2026 offre al Movimento Olimpico un esempio di sostenibilità in linea con l’Agenda Olimpica 2020”. ■
#21MARZO2020 #SAMOTER #EXPERIENCE
MACCHINE Sandvik
PRODUTTIVITÀ in sotterraneo Con il recente lancio del jumbo Sandvik DT1132i lo specialista svedese in macchine e attrezzature per l’industria estrattiva ha elevato ulteriormente il livello di qualità nella realizzazione delle perforazioni di gallerie di Stefano Vitali e Giovanni De Mattia
T
ra le più recenti innovazioni nel settore dello scavo in sotterraneo c’è certamente il jumbo DT1132i prodotto da Sandvik Mining and Rock Technology. Si tratta di una unità di perforazione altamente produttiva, con ampia copertura di applicazioni, che
amplia la già vasta gamma di perforatrici del costruttore svedese. Unitamente al martello ad alta frequenza Sandvik RD535 e agli utensili da roccia progettati specificatamente per la perforazione ad alta velocità, il DT1132i offre agli utilizzatori una soluzione Heavy Duty per il tunnelling.
38 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
Design modulare Tutte le unità di perforazione Sandvik della serie DTi sono state progettate adottando uno speciale design modulare che le rende altamente flessibili e versatili. Queste macchine sono utilizzate per perforazioni veloci in avanzamento, per la realizzazione di fori di prospezione, per infilaggi e per chiodature e bullonatura a sostegno degli scavi. I jumbi Sandvik DTi garantiscono un alto livello di produttività, affidabilità ed efficacia, utilizzando i più recenti ritrovati nel campo della perforazione automatizzata come il software gestionale iSURE e il sistema di controllo intelligente SICA. Il DT1132i, in particolare, è un jumbo elettroidraulico a tre bracci ed è progettato appositamente per
la perforazione rapida e precisa nell’ambito del tunnelling e degli scavi in sotterraneo. Il computer di bordo controlla e automatizza tutto il ciclo di perforazione lasciando comunque all’operatore la possibilità di perforare in modalità manuale. Oltre alle più recenti soluzioni digitali Sandvik e al nuovo martello RD535 ad alta frequenza, il DT1132i adotta bracci
sentono al jumbo DT1132i di ottenere i risultati richiesti ma con il 40% in meno di polveri sottili emesse, fino al 20% in più di velocità di penetrazione e il 25% in più di copertura laterale. La premessa essenziale alla base dello sviluppo del nuovo DT1132i è stata quella di offrire agli utilizzatori prestazioni di perforazione e accuratezza migliori grazie a funzionali-
PRECISIONE E VELOCITÀ NELLA PERFORAZIONE
Il sistema di perforazione Alpha 360 è l’ultima novità di Sandvik nel settore degli utensili di perforazione. Questo sistema è progettato per ottimizzare fori da 48 e 51 mm. Grazie a una maggiore quantità di acciaio sul filetto, con un design più corto e robusto, Alpha 360 garantisce un’ottimale precisione nella perforazione, una migliore intestazione del foro e una vita utile quasi doppia rispetto alle aste con filetto standard. Queste caratteristiche assicurano fori sempre più rettilinei e paralleli che aumentano notevolmente la produttività in galleria e in miniera. Grazie a un inIL DT1132I ADOTTA BRACCI ROBUSTI E GUIDE AVANZATE DI PERFORAZIONE CHE LO RENDONO UNA SOLUZIONE DI PERFORAZIONE AD ALTA VELOCITÀ COMPLETA E INNOVATIVA
cremento della velocità di penetrazione del 10%, poi, il nuovo Speedy bit Sandvik risulta essere la punta più
robusti e slitte di perforazione di nuova concezione. Caratteristiche, queste, che lo rendono una soluzione di perforazione ad alta velocità completa e innovativa. Innovazioni per la perforazione Il martello RD535, le funzioni automatizzate e i nuovi utensili di perforazione con-
tà di controllo della perforazione veloci e adattive, in grado di tenere conto delle mutevoli condizioni delle rocce. Il design dell’unità di perforazione massimizza anche la sicurezza e l’ergonomia per l’operatore, con una migliore standardizzazione della flotta di macchine (più parti di ricambio comuni), che ne consente un utilizzo esteso in diversi siti di lavoro.
veloce presente sul mercato. Forare più velocemente significa ridurre tutti i costi relativi all’attività di perforazione delle macchine (costo dell’operatore, manutenzione delle macchine, eccetera). I sistemi Sandvik Alpha 360 + Speedy bit, dunque, rappresentano davvero un’accoppiata vincente.
IL JUMBO DT1132I È ELETTROIDRAULICO A TRE BRACCI ED È PROGETTATO PER LA PERFORAZIONE RAPIDA E PRECISA NELL’AMBITO DEL TUNNELLING E DEGLI SCAVI IN SOTTERRANEO novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 39
MACCHINE
Il jumbo DT1132i è disponibile con alcune delle più recenti soluzioni di automazione come il sistema di controllo SICA, per il controllo intelligente dei valori di coppia/percussione, e “MySandvik”,per il monitoraggio e gestione della singola attrezzatura o della flotta completa. Per migliorare ulteriormente il processo di scavo è possibile scegliere l’accesso remoto tramite WLAN, che consente il trasferimento dati via web e l’MWD online. L’allestimento standard “Gold” si basa sul controllo della perforazione attraverso il monitoraggio costante della coppia di rotazione e ha il controllo manuale del braccio e dell’eventuale caricatore di aste supplementari che consente di perforare fino a una profondità predefinita con misurazione dell’angolo di avanzamento e misurazione della profondità. Sono inclusi anche la visualizzazione dello schema di volata così come la “navigazione “ del
Nuova cabina: sicurezza e comfort Per il nuovo DT1132i è stata progettata una cabina ergonomica antivibrante che offre una visibilità a 360°, un basso livello di rumorosità all’interno grazie ai finestrini isolati acusticamente, un sistema di filtraggio per ridurre al minimo la polvere all’interno del modulo (conforme alla norma EU6/7) e un ambiente per l’operatore ampio e spazioso. Le porte sono poste nella parte posteriore del modulo, per ridurre al minimo qualsiasi ostacolo per l’operatore, mentre la sicurezza è stata massimizzata grazie alla conformità allo standard FOPS. Per aumentare ulteriormente l’efficienza della perforazione e rendere più performante il lavoro dell’operatore il DT1132i fornisce informazioni diagnostiche complete visualizzate in tempo reale sul display posizionato al posto di guida: esse includono l’analisi dei parametri di perforazione, la strumentazione del braccio, la lubrificazione dell’impugnatura e la diagnostica dei componenti della macchina
“
quali motori elettrici, pompe (idraulica e acqua), sistema di trasmissione, motori diesel, impianto frenante, martinetti e avvolgicavo. Il jumbo è dotato inoltre di protezioni ad alta resistenza dei componenti per limitarne l’usura e incorpora un nuovo design dei cofani, in cui tutti i lati sono protetti e tutti i punti di servizio risultano di facile accesso. Potenza ed efficienza L’RD535 è un martello di perforazione da roccia ad alte prestazioni e alta frequenza: quest’attrezzatura massimizza la capacità di trasferimento della potenza consentendo un’elevata velocità di perforazione senza compromettere la qualità del foro, dispone di un potente meccanismo a percussione brevettato e di un efficiente sistema stabilizzante, anch’esso brevettato, per garantire maggiore affidabilità. Queste caratteristiche, insieme a un flusso di spurgo migliorato e a un raffreddamento efficace, garantiscono una perforazione continua e veloce. Il DT1132i implementa poi un poten-
IL JUMBO DT1132I, COSÌ COME TUTTI I MODELLI PER IL TUNNELLING SANDVIK DTI, È STATO PROGETTATO ADOTTANDO UNO SPECIALE DESIGN MODULARE, CHE LO RENDE FLESSIBILI E VERSATILE
jumbo stesso. Oltre a queste caratteristiche standard il DT1132i è disponibile anche con pacchetto “Platinum”, che include la realizzazione di tutte le perforazioni anche in modalità completamente automatica.
Tra le molte nuove funzionalità della macchina c’è anche il braccio TB160i con telescopismo da 3 m, che grazie a una nuova configurazione aggiunge 1 m di copertura laterale a braccio chiuso e ben 4 m di copertura laterale in più con la regolazione telescopica. Il braccio utilizza anche un sistema di controllo completamente proporzionale, per un’accurata e rapida movimentazione manuale del braccio, e compensazione intelligenti per ottenere la massima precisione in tutte le condizioni operative. 40 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
IL DESIGN DELLA PERFORATRICE MASSIMIZZA LA SICUREZZA E L’ERGONOMIA PER L’OPERATORE
“
PERFORAZIONE AUTOMATIZZATA
LA SERIE DI JUMBO DTI - LANCIATA NEL 2018 IN FINLANDIA - È IL RISULTATO DI 50 ANNI DI ESPERIENZA, RICERCA E SVILUPPO NELLA PERFORAZIONE DI SANDVIK MINING AND CONSTRUCTION
te sistema di trasmissione e un motore diesel Cummins B6.7 Stage V da 168 kW che può operare fino a 5.000 m sul livello del mare senza alcuna modifica. Il propulsore garantisce una riduzione fino al 90% delle emissioni di NOx (rispetto ai motori Stage III), con una ridu-
zione del particolato superiore al 90%. Il jumbo utilizza anche un carro di traslazione con impianti idraulici e idrici più efficienti. La perforazione e la traslazione hanno circuiti idraulici separati. La pulizia del foro è stata ottimizzata utilizzando valvole proporzionali e trasduttori di pressione in ingresso e uscita. Il carro ha un asse sterzante posteriore idraulico. Questo sistema è poi dotato di un riduttore di corrente elettrica che, utilizzando un condensatore, restituisce al sistema una potenza elettrica reattiva, riducendo l’assorbimento elettrico fino al 20% del valore nominale. I tre motori elettrici IE3 da 90 kW richiedono il 2,5% di energia in meno. L’efficienza dell’impianto elettrico è completato dall’utilizzo di luci di lavoro basate su tecnologia LED controllate automaticamente in
base alla direzione di traslazione e con luci direzionali disponibili dove necessario. La nuova slitta TF535i è dotata di una maggiore spinta, per sopportare una maggiore potenza durante la fase di perforazione. Un nuovo rullo tendi-tubi riduce l’usura dei tubi idraulici, che hanno una dimensione maggiore. Il supporto laterale dei tubi idraulici ha la possibilità di serrare singolarmente ogni tubazione, permettendo un migliore tensionamento delle stesse e riducendo ogni possibili cause di perdite di pressione. Un sensore lineare integrato assicura un posizionamento accurato della perforatrice ottenendo una più accurata misurazione della profondità del foro. Il nuovo design dei pattini di scorrimento assicura infine una riduzione del 50% di attrito e, conseguentemente, di usura. ■
IL NUOVO COMMANDO DC300RI Altra recente “new entry” nella gamma prodotti Sandvik è l’unità di perforazione Commando DC300Ri, attrezzata con martello esterno. Questo modello si caratterizza per la sua versatilità, potendosi adattare alle più diverse applicazioni. Completamente radiocomandata e provvista di carro gommato, questa macchina è in grado di eseguire fori di diametro da 38 a 64 mm, è predisposta per aste R28, R32 e T35 MF ed è idonea anche per realizzare chiodature autoperforanti. Grazie alle quattro ruote motrici, al carro oscillante (±10°) e alla forza di trazione complessiva di 43 kN il DC300Ri garantisce un’elevata mobilità e stabilità anche su terreni difficili. La particolare costruzione del nuovo braccio rinforzato, la presenza dell’attuatore idraulico per consentire alla slitta di perforazione di ruotare 360° e il martello HL300 ne fanno una soluzione altamente performante, che mantiene però bassi i costi operativi, anche durante interventi impegnativi. La capacità di spurgo utilizzando il compressore a bordo da 3 m³/min consente maggiori profondità di perforazione e fori di ampio diametro. La perforatrice è inoltre dotata del sistema di gestione della perforazione iTorque. L’ampia copertura del braccio, la presenza dell’attuatore idraulico, il compressore a bordo, il trattenitore montato sulla slitta di perforazione per aggiungere aste di perforazione, nonché la possibilità di utilizzare barre autoperforanti, rendono il Commando DC300Ri una soluzione ideale per tutti i cantieri che richiedono interventi rapidi e/o di somma urgenza. novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 41
MACCHINE Bobcat
CENTRO DI INNOVAZIONE PERMANENTE I tradizionali Demo Days ci hanno dato l’opportunità di vedere da vicino gli ulteriori (e massicci) ampliamenti apportati al campus Doosan Bobcat, oltre che di provare come sempre tutte le macchine e attrezzature messe a disposizione dagli specialisti dell’azienda di Ettore Zanatta
I
l campus Doosan Bobcat di Dobříš, nella Repubblica Ceca, ha ospitato lo scorso ottobre - come da tradizione annuale, dal 2011 - i Demo Days, evento che mette periodicamente in mostra prodotti già affermati e nuovi sviluppi. L’edizione di quest’anno ha toccato la cifra record di oltre 700 clienti e concessionari della regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), che hanno potuto testare sul campo l’intera gamma di minipale, miniescavatori, sollevatori telescopici e accessori Bobcat. È stata un’occasione particolarmente importante, quest’anno, poiché ha coinciso con l’apertura della nuova sede centrale di Doosan Bobcat: del valore di 10 milioni di euro, l’edificio di tre piani copre una superficie di 1.561 m2 e offre più di 3.370 m2 di spazio uffici per 200 dipendenti. Il campus di Dobříš, dunque, non ospita più ormai solo lo stabilimento di produzione Bobcat (che fabbrica una proporzione significativa delle macchine com-
patte destinate al mercato EMEA e ad altri mercati nel resto del mondo), ma è la sede ufficiale del nuovo quartier generale, del Centro Innovazione e del Centro Formazione: un sito in cui convergono tutte le attività di progettazione, sviluppo, produzione e gestione. Solo quest’anno, gli investimenti dell’azienda a Dobříš raggiungeranno i 20 milioni di euro. Nel 2018, il fatturato di Doosan Bobcat per la regione EMEA è ammontato a 765 milioni di euro, con lo stabilimento di Dobříš che ha prodotto la cifra record di 17.206 macchine. Quest’anno si prevede di aumentare la produzione del 20% e di superare per la prima volta la barriera delle 20.000 macchine.
42 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
“Full immersion” di tecnologia L’edizione 2019 dei Demo Days si è svolta nel corso di due settimane e ha avuto lo scopo di mettere in evidenza, oltre che i prodotti, anche l’assistenza e il supporto che Bobcat offre ai clienti dell’intera regione EMEA, nell’occasione assicurati dall’intero personale dell’azienda, consentendo di dare vita a un fattivo scambio di feedback e preziose esperienze. Lo spazio esterno del campus è stato massimizzato per offrire lo spazio sufficiente a guidare e utilizzare in modo produttivo l’intera gamma di macchine e accessori Bobcat. Numerosi di questi prodotti sono presentati, come di consue-
IN OCCASIONE DEI DEMO DAYS 2019, BOBCAT HA PRESENTATO LA NUOVA SEDE CENTRALE PER LA REGIONE EMEA. PARTE INTEGRANTE DEL CAMPUS DI DOBŘÍŠ, HA RICHIESTO UN INVESTIMENTO DI CIRCA 3 MILIARDI DI CORONE CECHE (OLTRE 100 MILIONI DI EURO) E OSPITA 1.400 DIPENDENTI
to, in scenari di lavoro che dimostrano in che modo questi prodotti vengono utilizzati nei diversi ambiti e mercati: da quello forestale a quello della paesaggistica, dall’edilizia alla manutenzione stradale.
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 43
MACCHINE L’OPINIONE
GUSTAVO OTERO
PRESIDENTE DI DOOSAN BOBCAT EMEA
“Con l’apertura della nuova sede ANCHE QUEST’ANNO ABBIAMO POTUTO GUIDARE E TESTARE SUL CAMPO PRATICAMENTE QUALSIASI MACCHINA PRESENTE NEL CAMPUS, SUPPORTATI DALL’ASSISTENZA E DAI CONSIGLI DEGLI SPECIALISTI BOBCAT
centrale a Dobříš stiamo completando un investimento che - grazie alla concentrazione in un unico luogo delle attività di sviluppo, produzione e gestione dell’azienda - è di grande importanza socio-economica per l’intera regione, oltre a essere una rarità nel nostro settore. Per l’attività locale di Doosan Bobcat abbiamo investito circa 120 milioni di euro, aumentato di cinque volte la produzione e più che triplicato il numero di dipendenti. Mi sento di condividere le parole di Karel Havlíček, ministro per l’Industria e il commercio della Repubblica Ceca, che riguardo al nostro progetto ha affermato che ‘l’investimento fatto da Doosan Bobcat dimostra che il nostro Paese ha molto da offrire alle aziende straniere: forza lavoro quali-
Le nuove minipale Stage V Durante i Demo Days 2019 Bobcat ha presentato le nuove minipale serie M. Si tratta dei modelli S450 (2.436 kg di peso operativo; 1.308 kg di carico di ribaltamento; 654 kg di capacità operativa), S510 (2.816 kg di peso operativo; 1.703 kg di carico di ribaltamento; 851 kg di capacità operativa) e S530 (2.952 kg di peso operativo; 1.823 kg di carico di ribaltamento; 911 kg di capacità operativa): prodotti nello stabilimento di Dobříš, sono dotati di motore 4 cilindri Bobcat D24 97/68 EC Stage V, da 36,5 e 41 kW e offrono prestazioni migliorate, nonché un maggiore comfort e requisiti di manutenzione ot-
timizzati. Nell’occasione Mike Vought, Senior Director, Product Management di Bobcat, ha affermato che “le pale serie M sono uno dei modelli Bobcat più venduti in Europa e le nuove versioni Stage V sfruttano l’ottima reputazione delle versioni precedenti. I clienti possono beneficiare delle dimensioni compatte, della coppia elevata (+37%), del recupero più rapido del sovraccarico e delle prestazioni dei nuovi motori, che ci permettono di offrire come opzione il condizionatore d’aria e l’impianto idraulico ad alta portata sui modelli serie 500, migliorando le prestazioni e la versatilità delle macchine e il comfort per l’operatore”.
ficata, ambiente commerciale stabile e una posizione di rilievo nel cuore dell’Europa, tutte condizioni preliminari ideali per investimenti ad alto valore aggiunto collegati alla ricerca e sviluppo’. L’accento che la nostra azienda ha posto su innovazione, sviluppo dei prodotti e gestione regionale è un fantastico esempio di competitività”.
LE MINIPALE S450, S510 E S530 SONO I PRIMI MODELLI DELLA SERIE M DOTATI DI MOTORE BOBCAT STAGE V 44 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’OPINIONE
IL LANCIO DELLE NUOVE MINIPALE SERIE R È PREVISTO PER IL 2020. AI DEMO DAYS, BOBCAT HA PRESENTATO IN ANTEPRIMA I MODELLI S580 (GOMMATO) E T580 (CINGOLATO)
“
IL CAMPUS DOOSAN BOBCAT DI DOBŘÍŠ HA OSPITATO L’EDIZIONE 2019 DEI DEMO DAYS, EVENTO UNICO NEL SUO GENERE CHE SI TIENE OGNI ANNO DAL 2011
“
Un abile lavoro di progettazione, infatti, ha permesso di mantenere compatte le dimensioni di questi nuovi skid con sterzo a ruote fisse, che possono essere così manovrati agevolmente in spazi angusti e trasportati più facilmente. Garantendo la stessa potenza a un regime più basso, il nuovo motore Bobcat offre poi una riduzione del livello di rumorosità, riducendo l’affaticamento dell’operatore e il consumo di carburante durante l’esecuzione dello stesso tipo di lavori. Inoltre, con un motore con filtro del particolato diesel (DPF) di serie, l’operatore può lavorare in aree in cui le emissioni sono controllate, ad esempio nei centri cittadini.
Le nuove macchine Stage V serie M sono i primi modelli nella gamma di macchine compatte Bobcat in Europa ad avere il nuovo look, che include per la prima volta etichette adesive 3D. Inoltre, sono dotate di serie del cruscotto Deluxe (prima fornito come opzione), che offre la scelta tra diverse lingue e opzioni di telematica. Bobcat ha anche ampliato la scelta degli pneumatici montati in fabbrica per i tre modelli. La cabina è predisposta per l’installazione della radio ed è dotata di presa di corrente da 12 V.
DANIELE PACIOTTI
EMEA PRODUCT LINE MANAGER ATTACHMENT, BOBCAT, (A SINISTRA NELLA FOTO) CI ILLUSTRA LE PARTICOLARITÀ DEGLI ACCESSORI BOBCAT, CHE OGGI RAPPRESENTANO UN’OFFERTA CENTRALE NELLE STRATEGIE DELL’AZIENDA
“I Demo Days sono il riflesso dello stretto rapporto che lega Bobcat agli operatori del settore di tutta la regione EMEA. L’evento è un’occasione per i 180 concessionari di 120 Paesi EMEA (e i loro rispettivi clienti) di testare una gamma davvero ampia di macchine, ma anche oltre 100 diversi tipi di attrezzature in condizioni di lavoro. Sì, perché Bobcat pone molta attenzione a questa tipologia di prodotto e oggi è in grado di offrire in tal senso oltre 130 diverse famiglie di attrezzature, offrendo soluzioni per un’ampia gamma di applicazioni. Ecco quindi che insieme alle macchine operatrici assumono una rilevante importanza, con dotazioni che vanno dalle varie versioni di benne e lame alle forche, dalle spazzatrici agli scava-canali a disco, dalle frese alle livellatrici.
Le nuove minipale serie R Il lancio delle nuove minipale serie R è previsto per il 2020, seguito da quel-
Una dimostrazione di come le minipale Bobcat siano divenute dei veri e propri ‘tool carrier’”.
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MACCHINE
TRA I PRODOTTI VISTI A DOBŘÍŠ IN QUEST’OCCASIONE È DA CITARE IL NUOVO SOLLEVATORE TELESCOPICO TL 43.80HF WASTE EXPERT, ILLUSTRATO NEI MINIMI DETTAGLI DAL PRODUCT TRAINER EMEA, FREDDY REMORY
lo di altre macchine verso la fine dello stesso anno. A Dobříš, Bobcat ha offerto un’anteprima di questa gamma presentando la nuova minipala gommata S580 e la pala compatta cingolata T580. Con prestazioni e comfort migliorati rispetto ai modelli precedenti, le nuove minipale offrono un mag-
NUOVO DESIGN PER “ONE TOUGH ANIMAL”! Bobcat ha introdotto una nuova “identità di marca” che rispecchia il messaggio “One Tough Animal” dell’azienda e intende trasmettere con ancor maggior vigore le qualità fondamentali delle sue macchine: tenacia, agilità e versatilità. Al tempo stesso il nuovo look unifica e rafforza l’identità visiva di tutte le linee di prodotto Bobcat. Il nuovo design è ora più modulare e può essere applicato a macchine di tipo e dimensioni diverse. In una prima fase d’implementazione il nuovo elemento di design è stato apportato ai miniescavatori serie R da 2 a 4 t lanciati nel 2018; ora sono state aggiunte etichette adesive dal look rinnovato che saranno lanciate per completare la nuova identità di marca. Nella regione EMEA la prima linea di prodotto ad avere il nuovo design sarà quella delle minipale serie M (S450, S510 e S530), seguita da quella delle minipale serie R e da altre macchine verso la fine del 2020.
UN’INTERESSANTE INNOVAZIONE È IL SISTEMA MAXCONTROL, CHE OFFRE UNA SOLUZIONE DI COMANDO A DISTANZA “PLUG AND PLAY” BASATA SU IOS (APPLE) E PERMETTE DI CONTROLLARE LE MINIPALE MEDIANTE SMARTPHONE
giore comfort e un livello più basso di rumorosità, sono dotate di una cabina monoblocco e di un nuovo sistema di illuminazione a LED per una migliore visibilità nelle ore notturne. I nuovi display touch-screen da 5” di serie (da 7” come opzione) offrono informazioni più dettagliate sul funzionamento della macchina. Tutte le minipale serie R sono dotate di un nuovo avambraccio in acciaio fuso (20% più resistente del precedente in acciaio lavorato) e di un pacchetto di raffreddamento aggiornato, per rispondere alla richiesta di capacità di raffreddamento più elevata. Una maggiore stabilità è garantita dal sistema di sospensione a barra di torsione a cinque collegamenti ora disponibile su tutti i modelli. ■ 46 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
MACCHINE Volvo
NUOVI PICCHI di performance Le pale gommate L150H, L180H e L220H si collocano nel solco di una lunga tradizione, ma con significative innovazioni che ne aumentano i livelli di potenza, produttività e comfort, riducendo nel contempo i consumi di Lorenzo Zacchetti
48 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
P
roduttore della prima pala gommata al mondo, Volvo ha continuato a sviluppare soluzioni tecnologiche specifiche per oltre mezzo secolo. Con la serie H delle sue rinomate macchine il brand svedese sposta l’asticella ancora più in alto, sia in termini di impatto ambientale (da qualche mese le pale montano i motori Stage V), sia incrementando gli standard di produttività ed efficienza rispetto alle versioni precedenti. Inoltre i consumi vengono ridotti del 15% grazie al motore D13J, al cambio OptiShift di nuova generazione e al nuovo freno a secco P-Brake. Soluzioni diversificate Le pale gommate L150H, L180H e L220H spiccano per una versatilità che
LA CABINA ROPS/FOPS, PROTETTA DALLE VIBRAZIONI E DALL’INQUINAMENTO, GARANTISCE IL MASSIMO LIVELLO DI COMFORT ALL’OPERATORE, CHE PUÒ CONTARE ANCHE SUL SISTEMA DI PESATURA AUTOMATICA DEL CARICO LOAD ASSIST, CONTROLLATO ATTRAVERSO IL TOUCH-SCREEN DA 10” DI VOLVO CO-PILOT
IN BASE AL TIPO DI APPLICAZIONE NELLA QUALE VIENE IMPIEGATA LA PALA GOMMATA, VOLVO FORNISCE ATTREZZATURE SPECIFICATAMENTE PROGETTATE PER MASSIMIZZARE LE PRESTAZIONI ALL’INTERNO DEL CANTIERE
consente di utilizzarli con successo in diverse tipologie di applicazioni, quali movimentazione di materiale, scorie, legname e massi, riciclaggio e lavori in miniere e gallerie. Per esaltare questa caratteristica, Volvo le fornisce con una gamma di attrezzature per applicazioni specifiche che include forche, benne bivalve, benne di rimovimentazione, benne per materiale roccioso e per uso generale. Tutte queste attrezzature sono progettate per una perfetta integrazione con la macchina, così da ridurre al minimo le perdite di potenza e elevare la produttività. Ad esempio, la benna di rimovimentazione Volvo è stata concepita con una forma ottimizzata ed è dotata di sponda antiversamento, denti laterali e un numero inferiore di bordi di trattenimento del materiale, per consentire un riempimento più rapido ed efficiente della benna e contribuire così a un risparmio di carburante fino al 10%. Inoltre, la produttività delle benne può essere ulteriormente migliorata attraverso il sistema BSS (Boom Suspension System), che assorbe le sollecitazioni e riduce i versamenti di materiale quando si procede su terreni accidentati, così da prolungare la durata della macchina e il comfort dell’operatore.
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE
CONSUMI RIDOTTI E VOCAZIONE AMBIENTALE Le prestazioni delle pale gommate della serie H si traducono in una significativa riduzione delle spese di carburante che dell’inquinamento. L’elevata efficienza dei consumi del motore D13J è ulteriormente migliorata dalla perfetta sinergia tra la catena cinematica Volvo e la macchina, nonché dall’impianto idraulico intelligente che fornisce la potenza necessaria solo su richiesta. Per ridurre ulteriormente il consumo di carburante e i cicli di lavoro, le funzioni APS (Automatic Power Shift) e FAPS (Fully Automatic Power Shift) provvedono a selezionare automaticamente la marcia della macchina in base al regime del motore e alla velocità di marcia. Un’altra funzione preziosa è il sistema RBB (Reverse By Bracking), che provvede ad applicare automaticamente il freno di servizio quando l’operatore cambia direzione di marcia: ciò consente non solo di risparmiare carburante ma anche di ridurre le sollecitazioni sulla catena cinematica, contribuendo ad estendere la durata dei suoi componenti. La tecnologia Volvo OptiShift utilizza il sistema RBB insieme a un convertitore di coppia con frizione lock-up per creare una trazione diretta tra il motore e il cambio ed eliminare così perdita di potenza nel convertitore di coppia e ridurre il consumo di carburante fino al 18%. Un ulteriore contributo a tale riduzione è dato dall’Ecopedale, grazie a una forza di resistenza applicata al pedale che favorisce un uso più moderato dell’acceleratore quando il regime del motore è sul punto di superare l’intervallo di regime ottimale.
Comodamente efficaci Anche senza il sistema BSS l’operatore gode di un elevato comfort grazie alla comodità del sedile e alla spaziosità della cabina ROPS/FOPS, protetta contro le vibrazioni interne. LE PALE GOMMATE DELLA SERIE H PRESENTANO UNA ROBUSTA STRUTTURA DEL TELAIO, PERFETTAMENTE ABBINATA ALLA CATENA CINEMATICA VOLVO. LA VENTOLA DI RAFFREDDAMENTO A COMANDO IDRAULICO REGOLA LA TEMPERATURA DEI COMPONENTI E PUÒ INVERTIRE AUTOMATICAMENTE IL SENSO DI ROTAZIONE PER CONSENTIRE L’AUTOPULITURA DEI GRUPPI DI RAFFREDDAMENTO 50 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
PER UNA MAGGIORE POTENZA NEGLI IMPIEGHI GRAVOSI, IL CINEMATISMO UNICO TP (TORQUE PARALLEL) FORNISCE UN’ELEVATA COPPIA DI SBLOCCAGGIO E UN MOVIMENTO PARALLELO PERFETTO SU TUTTO L’ARCO DI SOLLEVAMENTO
La rumorosità interna è ridotta al minimo e il filtro dell’aria della cabina preserva l’ambiente di lavoro dall’inquinamento. Dalla presa situata sulla parte superiore della macchina, l’aria attraversa un sistema di filtraggio comprensivo di un prefiltro di facile sostituzione che trattiene le particelle di polvere più grosse per evitare l’ostruzione del filtro principale. Grazie al design della cabina il 90% dell’aria viene rimesso in circolazione attraverso il filtro per eliminare la polvere in modo efficace e continuo. Per ridurre la fatica dell’operatore tutti i comandi e i pannelli informativi sono collocati in posizione ergonomica.
quando necessario per limitare rumore e consumo di carburante. Inoltre, può essere invertita per consentire la pulizia automatica delle unità di raffreddamento. I controlli giornalieri possono essere eseguiti rapidamente e agevolmente grazie a punti di assistenza e manutenzione raggruppati che contribuiscono a estendere al massimo la continuità operativa della macchina. Per facilitare ulteriormente l’accesso ai componenti più importanti della macchina l’intera cabina è inclinabile di 35° o 70° tramite una pompa idraulica e l’ampio cofano del motore si apre elettronicamente, senza bisogno che l’operatore o il tecnico di assistenza ricorra ad aiuti di terzi. ■ IL SISTEMA OPTISHIFT DI VOLVO RIDUCE IL CONSUMO DI CARBURANTE FINO AL 18%, MIGLIORA IL COMFORT DELL’OPERATORE E RIDUCE LE SOLLECITAZIONI DELLA CATENA CINEMATICA
LA SCHEDA TECNICA Le pale gommate Volvo Serie H
L150H
L180H
L220H
Volvo D13J
Volvo D13J
Volvo D13J
1.300
1.300-1.400
1.300-1.400
SAE J1995 lorda kW:
220
246
274
SAE J1995 lorda CV:
299
334
373
ISO 9249, SAE J349 netta kW:
220
245
274
ISO 9249, SAE J349 netta CV:
299
333
371
Coppia massima a giri/min:
1.000
1.000
1.100
SAE J1995 lorda Nm:
1.960
2.030
2.231
ISO 9249, SAE J349 netta Nm:
1.957
2.024
2.220
Intervallo operativo economico giri/min:
800-1.600
800-1.600
800-1.600
12,8
12,8
12,8
Motore (Stage V): Il joystick multifunzione opzionale consente all’operatore di controllare simultaneamente e precisamente le varie funzioni idrauliche, facilitando la manovra. Le informazioni chiave sullo stato della macchina, come il livello dell’olio e del carburante, vengono visualizzate su uno schermo di facile lettura, chiaramente visibile dalla postazione dell’operatore anche quando c’è un’intensa luce solare. Le configurazioni di base e le varie prove possono essere eseguite dall’operatore rimanendo seduto al proprio posto.
Potenza massima a giri/min:
Riduzione del TCO La stessa tecnologia che garantisce alti livelli prestazionali determina “anche” una notevole diminuzione delle spese di assistenza e manutenzione. Sia le batterie che gli alloggiamenti dell’assale posteriore non richiedono alcun intervento, in quanto questi ultimi sono dotati di boccole e cuscinetti permanentemente ingrassati. L’usura viene ulteriormente ridotta da un impianto di lubrificazione automatico opzionale che può essere regolato a seconda dell’applicazione della macchina. La ventola di raffreddamento idraulica mantiene i componenti più importanti della macchina a una temperatura operativa ottimale. La ventola viene attivata automaticamente solo
Cilindrata:
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 51
MACCHINE Bauer
NELLA CULLA
della perforazione La costruzione di una macchina operatrice implica un iter complesso - se consideriamo tutti i passaggi che vanno dall’ordine alla consegna - ma al tempo stesso affascinante. Il costruttore tedesco ci ha illustrato, passo dopo passo, le fasi necessarie alla realizzazione di una perforatrice della serie BG di Pietro Gabrielli
P
er un appassionato di perforazioni entrare ad Aresing, la sede produttiva di Bauer Maschinen GmbH, è come varcare i cancelli di Disneyland. In un attimo ci si trova avvolti in un mondo in cui competenze e professionalità di alto livello e di ultima generazione si associano a conoscenze meccaniche antiche e a una passione reale, tangibile, che coinvolge tutti i livelli della realtà produttiva. A Schrobenhausen, in particolare, nella fabbrica di Aresing, nascono le perforatrici della serie BG, apprezzate e utilizzate in tutto il mondo.
52 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
I primi passi “Spesso i nostri clienti richiedono macchine per progetti specifici – afferma René Gudjons, direttore dei reparti produttivi di Bauer Maschinen GmbH – ma attendono l’assegnazione del cantiere per ordinare le macchine”. Da quel momento si mette in moto l’attività produttiva e molti componenti, che sono poi quelli che fanno di una BG una perforatrice Bauer, necessitano di tempi di preparazione di parecchi mesi. Di conseguenza, per abbreviare il più possibile i tempi di attesa i processi di approvvigionamento devono essere perfettamente oliati. Per questo una volta al mese la direzione, la produzione, i reparti vendite e approvvigionamenti si riuniscono per determinare la produzione successiva attraverso il cosiddetto “make-to-forecast”, una produzione previsionale che ipotizza le caratteristiche richieste dai vari cantieri e che, nel concretizzarsi di ogni singolo progetto, vengono poi realizzate su misura per ogni cliente. In questo contesto il reparto commerciale gioca un ruolo essenziale.
RENÉ GUDJONS
WOLFGANG RAUSCHER
DIRETTORE DEI REPARTI PRODUTTIVI DI BAUER MASCHINEN GMBH
RESPONSABILE DEGLI IMPIANTI DI ARESING ED EDELSHAUSEN
“Questo comparto – precisa Gudjons – è costantemente impegnato in approfondite analisi di mercato finalizzate a formulare previsioni di fabbisogno su larga scala per i mesi o gli anni a venire in base ai grandi lavori nel mondo. La pianificazione degli approvvigionamenti si effettua tramite il gestionale SAP, mentre i colleghi della produzione ci ordinano i materia-
li grezzi che servono per le produzioni interne”. Molti componenti delle perforatrici BG sono prodotti internamente: le cabine sono assemblate nell’impianto di Schrobenhausen, mentre gli elementi strutturali, come i sottocarri, sono prodotti dalla Tracmec di Imola (BO) o dalla Schachtbau di Nordhausen (Germania).
OGNI ATTIVITÀ SVOLTA ALL’INTERNO DELLO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI ARESING RIVESTE UN’IMPORTANZA FONDAMENTALE PER LA REALIZZAZIONE OTTIMALE DELLE PERFORATRICI BAUER (NELLE FOTO, UNO SCORCIO DELLE FASI DI ASSEMBLAGGIO, DEL REPARTO IDRAULICO E DEL MONTAGGIO DELLE CABINE) novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 53
MACCHINE
JAKOB BRAUN, RESPONSABILE DI PRODUZIONE DI BAUER MASCHINEN GMBH
Dal magazzino al montaggio Tutti i componenti che arrivano nell’impianto produttivo di Aresing sono preventivamente assegnati a una macchina ben definita e contrassegnati con modello e numero di matricola della perforatrice. “Ogni singolo pezzo ha la sua precisa collocazione”, spiega Jakob Braun, responsabile di produzione. “Tutte le squadre lavorano a stretto contatto nel reparto montaggio, ognuno ha un proprio compito e sa esattamente cosa deve fare”. “La logistica del nostro impianto produttivo offre sicuri vantaggi”, aggiunge Wolfgang Rauscher, responsabile degli impianti di Aresing ed Edelshausen. “Le distanze sono ridotte al minimo: con l’assemblaggio coabitano i reparti idraulici, elettrici e documentali, mentre gli uffici progettazione e la R&D sono a Schrobenhausen”. Il montaggio inizia in più stazioni simultaneamente: argani, idraulica, impianto elettrico e motore diesel vengono montati sul carro base. Il tutto è preceduto dalla verniciatura. “Benché la verniciatura sia quasi interamente automatizzata, l’intervento di finitura manuale è sempre necessario”, riprende René Gudjons: “La nostra pro-
LE PERFORATRICI BAUER DELLA SERIE BG NASCONO A SCHROBENHAUSEN, IN GERMANIA, NELLA FABBRICA DI ARESING 54 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
FRANZ MAYER
DIRETTORE DEL REPARTO ORDINE CENTRALE DI BAUER MASCHINEN GMBH
“
COMPETENZE E PROFESSIONALITÀ SI ASSOCIANO A CONOSCENZE MECCANICHE E PASSIONE REALE e idraulico), viene montata la cabina e il quadro elettrico. Tutte le perforatrici BG sono attrezzate con il B-Tronic, un sistema di controllo elettronico progettato e programmato dai nostri ingegneri”. Il mast, invece, è preparato in un’altra area: la struttura in acciaio entra in reparto e viene completata con argani, slitte e tubazioni idrauliche. Infine tocca alla testa di rotazione, prodotta contemporaneamente e poi assemblata sul mast. “La rotary - sottolinea Rauscher -
“
duzione richiede la grande esperienza del personale, perché ogni componente può essere diverso da quello precedente”. La qualità delle risorse umane è infatti imprescindibile dalla creazione di un prodotto eccellente. Osservando le aree produttive si respira un’aria particolare, fatta di esperienza (anche se non mancano le “nuove leve”), di competenza, ma anche di un orgoglio frutto della consapevolezza di lavorare su mezzi in grado di fare la differenza in qualsiasi cantiere. Continua Braun: “I carri base sono completati in più step: si posizionano il motore e i vari riduttori, poi si aggiungono i serbatoi (diesel
è un elemento fondamentale e una delle nostre competenze chiave, proprio per questo è totalmente made in Bauer”. Per concludere, il carro base viene alzato e posizionato sul sottocarro per unire le due parti; poi il mast viene montato sulla macchina insineme alle zavorre posteriori. La qualità Bauer Potrebbe essere superfluo sottolinearlo, ma il controllo qualità è costante
durante l’intero processo produttivo: dalla selezione dei fornitori alla consegna al cliente. “Con tanti componenti strutturali in acciaio, la prudenza non è mai troppa”, dice il responsabile del controllo qualità della Bauer Maschinen. Ogni mese Bauer procede a un audit di verifica su una macchina completa attraverso tutti i reparti interessati (controllo qualità, ufficio progetti e produzione), che permette miglioramenti costanti nella funzionalità, nell’efficienza e nella sicurezza. Infatti, al di là della redditività, l’obiettivo di Bauer è avere clienti, collaboratori e lavoratori soddisfatti. La spedizione può prevedere lo smontaggio della perforatrice, operazione in cui non sono esclusi eventuali ritocchi di finitura. Questo è il regno di Franz Mayer, direttore del reparto Ordine Centrale. A seconda della specifica configurazione di spedizione si definisce la ripartizione e l’ordine dei componenti da collocare sui mezzi di trasporto o container. Questa preparazione precisa e minuziosa è fondamentale per affrontare con facilità le operazioni di montaggio e semplifica anche le operazioni doganali. Giunta finalmente in cantiere si procede al montaggio e al commissioning della perforatrice in presenza di un tecnico Bauer, che esegue gli ultimi test e approva la messa in servizio. ■
SUPERVISIONE ITALIANA Per quanto concerne le imprese italia-
tà di ogni impresa e cantiere. La quali-
ne l’intera procedura beneficia della
tà costruttiva, imprescindibile a questo
supervisione di Bauer Macchine Italia,
livello, va di pari passo con un’estrema
trait d’union tra le necessità dei perfo-
attenzione al servizio post-vendita.
ratori nazionali e lo stabilimento produt-
“Oltre alla qualità delle macchine - con-
tivo in Germania. Il compito della so-
ferma Alberto Dalle Coste, AD di Bauer
cietà di Mordano non si esaurisce alla
Macchine Italia - la nostra forza con-
consegna della macchina, ma continua
siste nella vicinanza al cliente. Siamo
con la formazione del personale e con
sempre con le nostre imprese: dalla
un’efficace attività di service. In cantie-
scelta della perforatrice alle fasi di co-
re, infatti, le difficoltà e i problemi sono
struzione e montaggio, dalla formazio-
sempre all’ordine del giorno, per cui è
ne all’assistenza tecnica, dalla consu-
fondamentale poter contare su tecnici
lenza sugli utensili ai ricambi. Del re-
tamente tecnologico ma strutturato a
preparati, rapidi e affidabili, in grado di
sto Bauer non è un semplice venditore
misura d’impresa, anche per quelle di
supportare qualsiasi esigenza e di tara-
di macchine, ma una realtà che segue
minori dimensioni, così frequenti sul
re l’assistenza sulle specifiche necessi-
la perforazione a 360°, un mondo al-
mercato italiano”.
ALBERTO DALLE COSTE
AD DI BAUER MACCHINE ITALIA
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 55
MACCHINE JCB
DOPPIO SALTO DI QUALITÀ
Il costruttore britannico ha presentto due nuovi allestimenti della terna 3CX Compact. Con le versioni 3CX Compact PLUS e 3CX Compat PRO aumentano i livelli di potenza e versatilità, grazie al miglioramento della compatibilità con le attrezzature per nuove applicazioni di Riccardo Lorenzi
L
anciata nel 2015, l’innovativa terna 3CX Compact di JCB si è affermata sul mercato grazie alle sue prestazioni in ambiti ristretti. Con soli 1,9 m di larghezza e 2,74 m di altezza, questa macchina è una soluzione ideale per gli appaltatori che si occupano dei settori della riparazione e del rifacimento del manto stradale, dei servizi pubblici, dei lavori di preparazione del terreno e delle amministrazioni comunali lavorando in aree urbane congestionate e ristrette. Il costruttore inglese ha ulteriormente alzato l’asticella introducendo i nuovi modelli 3CX Compact PLUS e 3CX Compact PRO, che offrono un miglio-
ramento della compatibilità con varie attrezzature per eseguire una gamma di nuove applicazioni, tra cui lavori di paesaggistica, manutenzione invernale e altre attività di costruzione che necessitano prestazioni elevate. Le nuove funzioni di queste varianti comprendono il circuito ausiliario singolo anteriore a flusso costante (70 l/min sul modello PLUS e 120 l/min sul PRO), la trasmissione Varispeed Pro (che permette di impostare la velocità di trasferimento indipendentemente dal regime dell’impianto idraulico), la leva singola della pala anteriore, l’attacco rapido minipala anteriore, l’allineamento automatico sterzo due/quattro ruote e il retroescavatore opzionale Powerslide. Inoltre, la
56 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
nuova 3CX Compact PRO dispone di un joystick multifunzione a sette vie. Il modello 3CX Compact PLUS offre una portata ausiliaria costante di 70 l/min, consentendo un continuo apporto di olio idraulico all’attrezzatura della pala e facilitando l’utilizzo per lunghi periodi di attrezzature come, ad esempio, spazzoloni industriali, raccoglitori o spazzole, riducendo al minimo l’affaticamento dell’operatore. Inoltre, la trasmissione VariSpeed consente ora all’operatore di controllare la velocità della macchina e quella del motore in modo indipendente, per ottimizzare le prestazioni delle attrezzature limitando allo stesso tempo la velocità di trasferimento.
Queste nuove funzioni sono potenziate da miglioramenti ergonomici, compresa la sostituzione delle doppie leve della pala con una semplice leva singola per controllare la pala anteriore. Un nuovo specchio periscopico fornisce una visuale chiara e ravvicinata della minipala, dell’attacco rapido e dei giunti a rilascio rapido montati recentemente, rendendo lo scambio delle attrezzature rapido e facile tramite comandi idraulici dall’interno della cabina e migliorando la visibilità e le prestazioni nell’ambito dell’applicazione. Ancora più performanti La terna 3CX Compact PRO mantiene la geometria fondamentale della versione standard con nuove funzionalità quali l’alta portata e un nuovo LA TERNA 3CX COMPACT PRO MANTIENE LA GEOMETRIA FONDAMENTALE DELLA MACCHINA STANDARD CON NUOVE FUNZIONALITÀ QUALI L’ALTA PORTATA E UN NUOVO JOYSTICK MULTIFUNZIONE PER LA PALA ANTERIORE, IN MODO DA RENDERE QUESTO MODELLO IL FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA GAMMA
LA VERSIONE PRO GARANTISCE UNA PORTATA AUSILIARIA COSTANTE DA 120 L/MIN, CONSENTENDO UN CONTINUO APPORTO DI OLIO IDRAULICO ALL’ATTREZZATURA DELLA PALA E FACILITANDO L’UTILIZZO PER LUNGHI PERIODI DI ATTREZZATURE, COME AD ESEMPIO SPAZZOLONI RACCOGLITORI O SPAZZOLE
joystick multifunzione per la pala anteriore, in modo da rendere questo modello il fiore all’occhiello della gamma. Il modello PRO offre un incremento della portata circuito del 70% per la pala anteriore rispetto sia alle macchine standard che al modello PLUS, con
LA VERSIONE PRO OFFRE UN INCREMENTO DELLA PORTATA CIRCUITO DEL 70% PER LA PALA ANTERIORE RISPETTO SIA ALLE MACCHINE STANDARD CHE AL MODELLO PLUS, CON CONNETTORI DEDICATI SSL E UNA PORTATA CIRCUITO REALE DA 120 L/MIN, PER CONSENTIRE L’USO DI UNA VARIETÀ PIÙ AMPIA DI ATTREZZATURE novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 57
MACCHINE connettori dedicati SSL e una portata circuito reale da 120 l/min, per consentire l’uso di una varietà più am-
pia di attrezzature ad alta portata al fine di massimizzare le prestazioni e la versatilità.
UNA “HIGHWAY MASTER”
VariSpeed PRO sul modello JCB 3CX Compact PRO offre un dispositivo di marcia lenta di livello superiore rispetto alle altre macchine sul mercato con due pompe idrauliche indipendenti, consentendo all’operatore di impostare la velocità di avanzamento in base alla portata circuito e alla pressione dell’attrezzatura ottimale e massimizzare le prestazioni. Il nuovo joystick multifunzione a sette vie offre il controllo completo dall’interno della cabina di nuove funzioni ausiliarie ad alta portata, elemento alla quale gli utenti delle minipale sono già abituati, rendendo più facile e più familiare l’utilizzo di una vasta gamma di attrezzature diverse ad alte prestazioni. Sia il modello PLUS che quello PRO potranno beneficiare di una serie di nuove funzioni, quali la sterzatura automatica a due o quattro ruote così come altre opzioni, ad esempio Powerslide, spazio interno ed esterno di stoccaggio, luci di giardino, illuminazione LED e un gancio di traino. Powerslide consente la traslazione idraulica del retroescavatore, riducendo la necessità di un riposizionamento e senza causare danni al suolo, ottimizzando l’uso in spazi ristretti. ■
Ai due allestimenti PLUS e PRO, JCB af-
zature SMART, facilitando diverse attività
adattabilità è unita a una maggiore po-
fianca il modello di terna 3CX Compact
con le benne e con attrezzature speciali.
tenza idraulica, in quanto i circuiti ausilia-
Highways Master, una soluzione che con-
Il sistema SMART consente la commu-
ri della pala anteriore ora onsentono fino
sente di affrontare con un unico mezzo
tazione automatica dei componenti elet-
120 l/min di alimentazione idraulica ad al-
gli interventi di manutenzione su strade
tronici della macchina finalizzata all’adat-
ta portata, rispetto ai 70 l/min della versio-
e autostrade. Si tratta di un allestimento
tamento ad alcuni sistemi operativi per
ne standard, per utilizzare attrezzature di
che ha interessanti potenzialità applicati-
attrezzature di terze parti. La maggiore
dimensini e peso maggiori.
UN NUOVO SPECCHIO PERISCOPICO FORNISCE UNA VISUALE CHIARA RAVVICINATA DELLA MINIPALA, DELL’ATTACCO RAPIDO E DEI GIUNTI A RILASCIO RAPIDO MONTATI RECENTEMENTE, RENDENDO LO SCAMBIO DELLE ATTREZZATURE RAPIDO E FACILE TRAMITE COMANDI IDRAULICI DALL’INTERNO DELLA CABINA E MIGLIORANDO LA VISIBILITÀ E LE PRESTAZIONI NELL’AMBITO DELL’APPLICAZIONE
PER LA MANUTENZIONE DELLE STRADE
ve, che in Gran Bretagna vengono sfruttate proprio con macchine di questo tipo, e che anche in Italia quindi potrebbero soddisfare le esigenze di municipiltà, enti locali, società di noleggio, ecc. Basata sulla terna 3CX Compact, la Highways Master offre caratteristiche nuove, concepite per ottimizzare le operazioni di manutenzione autostradale tradizionale in termini di sicurezza, produttività e versatilità. Highways Master si differenzia per il colore bianco con bande riflettenti rosse e decalcomanie di sicurezza. La macchina è dotata di un attacco rapido per minipala sui bracci pala anteriori e di un sistema di integrazione delle attrez58 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’OPINIONE
TIM BURNHOPE
JCB “CHIEF INNOVATION AND GROWTH OFFICER”
“La terna è già tra le macchine da costruzione più versatili al mondo e quando JCB ha lanciato la 3CX Compact, nel 2015, abbiamo condensato 60 anni di esperienza specializzata nel settore per creare una terna con tutta la versatilità, la produttività e la facilità d’uso del modello leader di mercato 3CX con dimensioni ancora più maneggevoli. Con il lancio di due nuovi modelli della gamma stiamo offrendo ai nostri clienti un porta-attrezzi anco-
Ciò consente alla macchina di essere utilizzata per lavori di ripavimentazione più ampi, sostituendo attrezzature per il livellamento della strada e di
IL NUOVO JOYSTICK MULTIFUNZIONE A SETTE VIE OFFRE IL CONTROLLO COMPLETO DALL’INTERNO DELLA CABINA DI NUOVE FUNZIONI AUSILIARIE AD ALTA PORTATA, ELEMENTO ALLA QUALE GLI UTENTI DELLE MINIPALE SONO GIÀ ABITUATI, RENDENDO PIÙ FACILE E PIÙ FAMILIARE L’UTILIZZO DI UNA VASTA GAMMA DI ATTREZZATURE DIVERSE AD ALTE PRESTAZIONI
ra più versatile. Con un incremento della portata pari al 70%, una minipala con quick-hitch e un joystick multifunzionale, le nuove macchine JCB saranno le più versatili sul mercato e spianeranno la strada a nuove applicazioni per le terne”.
altro tipo indipendenti e dedicate da 0,35-0,5 m. Un attacco rapido idraulico opzionale sul braccio posteriore consente la rapida sostituzione delle attrezzature. La terna offre inoltre una soluzione di livellamento della strada “2 in 1” più sicura. La capacità di spostamento laterale Powerslide (di serie) nella parte posteriore consente inoltre di fresare un’area quadrata senza necessità di riposizionare la macchina. La terna 3CX Compact Highways Master è dotata, tra le altre cose, anche del passaggio automatico da due a quattro ruote sterzanti e del sistema Variospeed PRO, che fornisce un flusso costante e indipendente per l’attrezzatura, pur mantenendo una velocità di trasferimento idrostatica fissa.
L’ALTO LIVELLO PRESTAZIONALE DELLE TERNE 3CX COMPACT DI JCB CONSENTE A CHI SI OCCUPA DI LAVORI PUBBLICI, O COMUNQUE DI INTERVENTI IN SPAZI POCO AGEVOLI, DI GARANTIRE UN RISULTATO ALL’ALTEZZA DEI CAPITOLATI E DEGLI IMPEGNI CONTRATTUALI novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 59
MACCHINE Soilmec
LA MECCANICA
DEL SUOLO Per il costruttore romagnolo il 2019 ha rappresentato un anno importante: quello del suo 50° compleanno. Dalla sua fondazione nel 1969, l’azienda ha progettato e realizzato macchine capaci di implementare tutte le tecnologie dell’ingegneria del sottosuolo. E oggi arrivano le nuove soluzioni! di Ettore Zanatta
L’
attività metalmeccanica del Gruppo Trevi prende ufficialmente il via l’8 marzo 1969, quando Davide Trevisani inaugura - dopo 14 mesi dall’inizio dei lavori - lo stabilimento di Pievesestina di Cesena. È in quel momento che si concretizza il concetto sinergico delle sigle “Mec”, riferito alla meccanica, e “Soil”, come l’elemento naturale in cui le macchine prodotte devono andare a operare, cioè il terreno. La “meccanica del suolo” nella sua accezione più ampia, dunque. Ma è importante fare un passo indietro. Sì, perché le radici di Soilmec fondano in realtà nell’attività svolta negli anni precedenti dalla Pali Trevisani, officina specializzata nella manutenzione e negli adattamenti tecnologici del proprio parco macchine e impianti. È qui, ad esempio, che viene progettata e costruita la prima Rotary RT3 (Rotary Trevisani a tre rulli), macchina che utilizzava un kelly a sezione circolare e che si poteva montare rapidamente su qualsiasi gru cingolata disponibile sul mercato. In pratica, lo stato embrionale del concetto di “multifunzionalità”.
Gli anni Settanta vedono la nascita della perforatrice autocarrata RTA e della torre multifunzionale RH-2 utilizzata per l’esecuzione dei primi pali CFA. Nell’ufficio tecnico, intanto, si iniziano a vedere la luce i progetti di attrezzature per l’esecuzione di diaframmi e macchine di piccola perforazione. Gli anni Ottanta rappresentano il grande salto evolutivo del prodotto Soilmec: nel 1980 nascono la BH-12, benna idraulica guidata da un kelly, e la SM-305, la prima attrezzatura da micropalo che diverrà negli anni a venire un riferimento del mercato. Nel 1982 avviene una svolta importante, non solo per Soilmec, ma per tutto il settore delle fondazioni: nasce il sistema a parallelogramma per il centraggio dell’asse palo e per il trasporto della macchina con antenna orizzontale sulla torretta utilizzato sulla CM-42, attrezzatura dedicata al CFA, e sulla R-12, la prima perforatrice completamente idraulica dell’azienda romagnola. Da questo modello nasce l’intera linea di macchine da palo Soilmec che, oggi, vanta oltre 7.000 unità commercializzate in oltre 70 paesi.
60 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
LA NASCITA DI SOILMEC RISALE AL 1969, MA DI FATTO NASCE E SI SVILUPPA DALLE ORIGINI DELL’ATTIVITÀ DELLA PALI TREVISANI
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 61
MACCHINE
LA STORIA DI SOILMEC COMINCIA QUANDO, NELL’ALLORA REPARTO DI MANUTENZIONE DEL PARCO MACCHINE DELLA PALI TREVISANI, SI PROGETTA E COSTRUISCE LA PRIMA ROTARY RT3 (ROTARY TREVISANI A TRE RULLI)
“
LA STORIA INIZIATA 50 ANNI FA RACCONTA LA CAPACITÀ DI UN’AZIENDA DI PROGETTARE MACCHINE PER TUTTE LE TECNOLOGIE DELL’INGEGNERIA DEL SOTTOSUOLO
“
Gli anni Novanta Il periodo è caratterizzato da grandi progetti di sviluppo delle attrezzature necessarie alle nuove tecnologie messe a punto per lo sviluppo infrastrutturale: nel 1992, ad esempio, nascono i grandi posizionati bi-braccio da galleria, alimentati da motori elettrici, che consolidano la volta delle gallerie autostra-
PALI TREVISANI: DALLE “CAPRE” ALLE RT3 Le attrezzature inizialmente utilizzate
giata di blu iniziano a operare tecnici-
con elica di perforazione applicata al-
dalla PaliTrevisani erano tripodi di legno
progettisti che studiano le prime nuove
la base dell’asta quadrata azionata da
con argani meccanici e motori termici
tecnologie, progettano e costruiscono
Rotary e idonea per terreni limi argil-
(in gergo, “capre”), nate per esegui-
le attrezzature necessarie per portare al
losi, prevalentemente stabili durante
re pali sondati con estrazione di terre-
successo la nuova tecnica.
la perforazione. Nel primo cantiere in
no tramite sonda a percussione e getto
Il metodo Franki si trasforma in Vibro
terreni instabili, a Bologna, l’applica-
in opera di calcestruzzo con le carrio-
Trevi con l’applicazione di vibrato-
zione di questa tecnica fu talmente di-
le. L’azienda, in seguito, trasforma i pali
ri idraulici in testa al tubo-forma.
sastrosa per il franamento del terreno
sondati in pali battuti tipo Franki (costi-
Nel 1963 Trevi acquista negli USA una
oltre l’avampozzo in fase di perforazio-
pamento del terreno con maglio a ca-
rotary Kamo - simile ad altre marche ti-
ne che si rese necessario sospendere
duta libera su tappo di ghiaia all’inter-
po Caldwell, Williams, Watson - per ese-
i lavori e studiare una nuova tecnolo-
no del tubo-forma infisso nel terreno).
guire pali trivellati di grande diametro
gia. La soluzione fu trovata nella Rotary
Nel 1962 nasce la MT 22, in parte ripresa
RT2 applicata a un escavatore Link Belt
dalla Frankignoul di Liegi ma nel com-
108, utilizzando la tecnologia dei fanghi
plesso assolutamente innovativa: sotto-
bentonitici, già sperimentata da Icos e
carro cingolato azionato dai primi mo-
Rodio per i diaframmi nella metropoli-
tori idraulici Geco a pistoni orizzontali,
tana di Milano, utilizzando però un bu-
pompa idraulica Galdabini a portata va-
cket con il fondello apribile per lo sca-
riabile, vitoni a comando idraulico per
rico del terreno come utensile di per-
pali inclinati. Nell’officina di Torre del
forazione. Perforazione che mantenne
Moro e nella baracca di legno tinteg-
le pareti del foro stabili: nulla impedì la
62 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
dali del Frejus e del Monte Bianco con la tecnica - tutta italiana - denominata RPUM (Reinforced Protective Umbrella Method). Nel 1993, invece, vengono realizzate - tramite la tecnica CSP (Cased Secant Piles) - le paratie di sostegno per scavi profondi in area urbana. Gli anni Duemila Il periodo dal 2000 al 2015 vede Soilmec concentrata nelle due attività di consolidamento del mercato e di rinnovamento e completamento dell’intera gamma aziendale. Attraverso l’acquisizione di PSM nel 2003 e di IPC nel 2011 viene raf-
posa in opera della gabbia di armatura e il getto del calcestruzzo con tubo convogliatore. Nel 1965 nasce la tecnologia dei Pali trivellati con fango bentonitico statico, che farà scuola in Italia e all’estero, in quel cantiere di Bologna dove si ottenne una produzione media di due pali al giorno. Un successo, se si pensa che la produzione delle attrezzatu-
forzata la capacità produttiva nel settore micropalo. Dal 2005 il DMS (Drilling Mate System), il “cervello elettronico” delle perforatrici, diviene standard su tutti i modelli (oggi oltre 800 macchine Soilmec nel mondo sono dotate della loro “Intelligenza Artificiale” che dialoga, in cabina, con l’operatore). Nel 2007 viene presentata ufficialmente la prima idrofresa Tiger e nel 2012, grazie a un modello potenziato di quest’attrezzatura, si raggiunge la profondità record di 250 m, il doppio rispetto a quanto ottenuto tramite idrofresa, aprendo così il mercato degli scavi ultra-profondi.
LA R-12, LA PRIMA PERFORATRICE SOILMEC COMPLETAMENTE IDRAULICA
In questo periodo tutte le attrezzature vengono riprogettate facendo ricorso a nuovi materiali, riducendone il peso e aumentandone le prestazioni. La multifunzionalità diviene uno standard, mentre i concetti di ergonomia, efficienza, potenza, flessibilità, sicurezza e rispetto dell’ambiente diventano linee guida per i nuovi modelli.
re Benoto per pali simili - ma tubati per tutta altezza - non raggiungeva i tre-quattro a settimana. Nell’officina di Cesena le MT, macchine per pali tipo Franki, lasciano il passo alle Rotary RT3, sempre più richieste dal mercato internazionale. Questo modello risulterà nel tempo il più venduto nel mondo: le RT3 prodotte sono oltre 1.750, sono tuttora in produzione e in gran parte ancora operative.
Ritorno al futuro Questo processo di rinnovamento si concretizza nel 2015, quando tutti i nuovi modelli tornano al colore originale: il blu. Nel 2016 escono sul mercato nuovi modelli nei tre segmenti di prodotto: palo, gru e idrofrese. Per quanto riguarda le macchine da palo viene completata la piattaforma HIT (High Technology) SR-115, SR-125, SR-135 e SR-145.
IL RICORDO
CLAUDIO CICOGNANI
EX DIRETTORE GENERALE, SOILMEC
“Un giorno Davide Trevisani ci radunò e ci annunciò di aver firmato un contratto per un importante intervento a Bandar Abbas, in Iran. Ci spiegò che sarebbe stato un cantiere di enorme importanza per Trevi, mentre per Soilmec avrebbe significato raddoppiare la produzione (ma avendo solo sei mesi di tempo a disposizione!). Un’impresa impossibile’, se si pensa alla quantità e complessità di progettazioni da fare e costruzioni da realizzare. Trevisani terminò il discorso dicendo in romagnolo: ‘Me ajo fat la mi parta, adess fasi la vosta!’ (‘Io ho fatto la mia parte, adesso fate la vostra’). Il giorno dopo lo stabilimento lavorava a pieno regime, nonostante fosse il 24 giugno (festa del santo patrono di Cesena). Riuscimmo a rispettare le tempistiche e il cantiere fu un successo. Trevisani non aveva un ruolo specifico nella gerarchia aziendale, non ce n’era bisogno perché nel più puro spirito anarchico-democratico che vive in ogni romagnolo il rispetto di età, leadership e lavoro vale ben più di un organigramma. Insieme alle ‘mangiate’ che spesso ci offriva, lui aveva alcuni punti fermi e il più fermo di tutti era: ‘non si collauda di venerdì’. Ricordo che quella volta eravamo in ritardo nella costruzione di una battipalo MT e, approfittando della sua assenza, sollevammo un’antenna anche se era venerdì. Qualcosa andò storto e questa cadde a terra, deformandosi. Arrivò il lunedì e noi, timorosi, eravamo pronti ai suoi rimproveri. Arrivato, osservò l’antenna e ci guardò negli occhi dicendo ‘a’vlaveva det’ (‘ve l’avevo detto’) e se ne andò. Bastò quello! Lavorammo giorno e notte, riuscimmo a riparare il danno e arrivare in tempo per la consegna prevista”. 63
MACCHINE L’OPINIONE
ERMES MONTI
RESPONSABILE REPARTO PROTOTIPI, SOILMEC
“Arrivai in Soilmec nel 1984, il giorno del mio 16° compleanno, dopo aver terminato un corso per manutentore di impianti oleodinamici. Fui accolto con affetto e imparai molto dalle persone che lavoravano in azienda. Ho un bel ricordo di quegli anni, c’era un grande spirito di squadra e si scherzava molto, nonostante si lavorasse duramente. All’inizio mi assegnarono al reparto carpenteria, attività oggi esternalizzata. L’impegno - anche fisico - era notevole e spesso ero talmente stanco che, tornato a casa alle 18:00, mi addormentavo subito. A 22 anni, avendo accumulato esperienza sulle macchine e i vari componenti, fui mandato all’estero. La prima esperienza fu positiva: partimmo in due verso Bruxelles, dove ci alloggiarono in un buon albergo in centro. Pensai che fosse un’evoluzione interessante del mio lavoro, non ero mai stato all’estero e mi piacque molto. Il mio entusiasmo si smorzò quando mi mandarono in Turchia, a Incirlik, non lontano dalla base più orientale della Nato: lì ero solo, non c’erano posti dove mangiare, bisognava arrangiarsi e così, tra le ore lavorate e la scarsezza e qualità di cibo, calai di 5 kg in nove giorni. Con il tempo i viaggi mi portarono ad Abu Dhabi (al tempo una piccola città circondata dal deserto, molto diversa da quella che è oggi), in Estremo Oriente e negli Stati Uniti. Il lavoro in cantiere è molto diverso da quello in fabbrica, specialmente per quanto riguarda lo scorrere del tempo: ci si può trovare a intervenire su una macchina in galleria o in mezzo al fango e non rendersi conto che si sta lavorando da diverse ore. Stare in cantiere mi ha anche insegnato molto da un punto di vista dei rapporti umani, perché il gioco di squadra, lì, si fa ancora più importante”. 64
LA SC-135 TIGER, CON IMPIANTI IDRAULICI COMPLETAMENTE SEPARATI, È UN’ECCELLENZA NEL SETTORE DELLE IDROFRESE
IL FUTURO, OGGI, SI CHIAMA CONNETTIVITÀ E SOILMEC È GIÀ PROIETTATA IN QUESTA DIREZIONE
LA NUOVA SR-125 HIT, VERIONSE GRANDE DIAMETRO, IN CANTIERE IN GERMANIA
La gru Heavy Duty SC-120 HD consente di eseguire, con una rotary idraulica SA-40, pali fino a 5 m di diametro e oltre 90 m di profondità replicando, su grande scala, il successo della RT3.
La SC-135 Tiger, dotata di impianti idraulici separati, diventa l’eccellenza nel settore delle idrofrese, con oltre 120 m di profondità raggiungibile. Tutti modelli, questi ultimi, necessari ad affrontare le sfide dei cantieri del futuro. Futuro che oggi si chiama “connettività”. Soilmec, in tal senso, è già proiettata verso questo futuro con il DMS 4.0, con funzioni Active di “eventi macchina” e “controllo remoto”, manutenzione predittiva e proattiva, Analitics di cantiere e consumi. Tutto ciò, e molto altro, è quanto è stato festeggiato a Cesena, in quello stabilimento che è divenuto nel tempo il luogo di incontro della più qualificata imprenditoria mondiale nel campo dell’ingegneria del sottosuolo. ■
IL CANTIERE È IL MIO
MONDO
È LA MIA
SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da
La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere
La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali
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Hands On
PRODUTTIVITÀ A PROTEZIONE
DELL’AMBIENTE
66 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7 Doosan ha lanciato quest’anno il suo primo escavatore cingolato di medie dimensioni Stage V, mix di potenza, robustezza, versatilità ed efficienza
I
ETTORE ZANATTA
l nuovo escavatore DX300LC-7, così come i suoi “fratelli maggiori” DX350LC-7 e DX380LC-7, introduce importanti migliorie in termini di comfort dell’operatore, precisione dei movimenti, disponibilità operativa e ritorno dell’investimento. Una particolare attenzione è stata dedicata dal costruttore anche alla riduzione dei consumi e all’incremento di fattori quali la potenza, la robustezza e la versatilità. Doosan ha lanciato il suo primo escavatore cingolato di medie dimensioni Stage V durante la scorsa estate e presentato in ambito operativo in occasione dei Quarry Days tenutisi in Repubblica Ceca, ai quali abbiamo partecipato in settembre: questo modello serie “-7” da 30 t offre quindi una combinazione tra elevate prestazioni, caratteristiche operative, efficienza dei consumi, affidabilità, versatilità e durata nel tempo.
L’ESCAVATORE CINGOLATO DX300LC-7 DA 30 T, CONFORME ALLE NORME SULLE EMISSIONI STAGE V, È UN’EVOLUZIONE DERIVANTE DAL SUCCESSO RISCOSSO SUL MERCATO DAI PRECEDENTI MODELLI STAGE IV E OFFRE UNA COMBINAZIONE OTTIMIZZATA DI PRODUTTIVITÀ, EFFICIENZA DEI CONSUMI, AFFIDABILITÀ E DURATA NEL TEMPO ONSITECONSTRUCTION 67
Hands On Più comfort e manovrabilità Già caratterizzata da alti livelli di spaziosità ed ergonomia, la cabina dell’escavatore cingolato Doosan DX300LC-7 alza l’asticella in quanto a comfort dell’operatore e facilità d’uso. Oltre a un nuovo sedile riscaldato e regolabile a sospen-
sione pneumatica, la cabina offre un numero ancora maggiore di dotazioni di serie, a garanzia di maneggevolezza e precisione in tutte le applicazioni. Il nuovo quadro indicatori LCD touchscreen da 8”, ad esempio, fornisce una maggiore quantità - e qualità - di infor-
mazioni grazie allo schermo del 30% più ampio. Nell’abitacolo (ridisegnato) si trovano poi un sistema stereo integrato nel quadro indicatori e, come opzioni, un sistema di avviamento intelligente senza chiave, un sistema di rilevamento ostacoli con sistema sonoro a
L’escavatore cingolato DX300LC-7 rappresenta, insieme ai modelli di maggior tonnellaggio DX350LC-7 e DX380LC-7, un’evoluzione dei precedenti modelli dotati di motorizzazione Stage IV
LA TECNOLOGIA D-ECOPOWER Una citazione merita la tecnologia
che offre un miglioramento del 26%
producendo virtualmente tutti i van-
D-ECOPOWER, adottata da Doosan per
nella produttività e del 12% nella ri-
taggi di un impianto idraulico a cen-
alcuni suoi escavatori. Non presente
duzione dei consumi, a seconda del-
tro aperto, contenendo al minimo le
sul modello DX300LC-7 ma implemen-
la modalità selezionata. Il distributore
perdite di energia. La potenza idrau-
tata invece per le versioni DX350LC-7 e
principale a centro chiuso riduce al mi-
lica e quella del motore sono ottimiz-
DX380LC-7, essa si concentra sul ruolo
nimo le perdite di pressione, mentre
zate e perfettamente sincronizzate, ri-
dell’impianto idraulico ed è espressione
la pompa a gestione elettronica della
ducendo ulteriormente le perdite in-
concreta dalla sinergia continua dei pro-
pressione regola e ottimizza in modo
terne all’impianto. L’operatore svolge
cessi e dei componenti che il costruttore
più efficace la potenza del motore.
le operazioni tramite il joystick, che
utilizza in tutti i suoi prodotti di nuova
Il sistema utilizza nove sensori che ri-
a sua volta migliora la controllabilità
generazione per assicurare livelli di ef-
levano la quantità di olio idraulico ef-
della macchina e riduce l’affaticamen-
ficienza energetica mai raggiunti prima
fettivamente richiesta per l’azione da
to. L’accelerazione e la decelerazione
nelle motorizzazioni diesel.
compiere e dosa con precisione l’olio
delle funzioni del gruppo di lavoro
La tecnologia Doosan D-ECOPOWER
necessario invece di erogarlo in una
dell’escavatore sono più fluide, con-
utilizza una pompa con regolazione
quantità fissa e continua, miglioran-
sentendo di svolgere con movimenti
elettronica della pressione integrata in
do così l’efficienza. Il software del si-
meno bruschi operazioni ripetitive co-
un impianto idraulico a centro chiuso
stema ne regola il funzionamento ri-
me la rotazione e lo scavo.
68 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7 La cabina ROPS è pressurizzata e conforme ai requisiti di sicurezza ISO. Il sedile riscaldato a sospensione pneumatica offre un alto livello di comfort. Pedali, joystick e pulsanti (integrati nella consolle di comando e regolabili) e braccioli sono progettati per assicurare all’operatore comfort ed efficienza
Grazie al touch-screen multifunzionale da 8” è facile scorrere in modo intuitivo tra i diversi menù, comprese le impostazioni di potenza e quelle dell’idraulica ausiliaria. Il touch-screen permette inoltre di collegarsi a dispositivi Bluetooth e ascoltare la radio
ultrasuoni, luci LED, protezioni laterali e un compressore aria. All’esterno, telecamere a 360° di serie assicurano una visibilità panoramica completa intorno alla macchina, con vista dall’alto verso il basso sull’area circostante. Il set di telecamere, nella fattispecie, comprende una telecamera anteriore, due telecamere laterali e una telecamera posteriore (in cabina, lo schermo relativo alle telecamere è separato da quello del quadro indicatori).
Dal sedile l’operatore gode di una vista panoramica sul cantiere e intorno alla macchina. I vani porta-oggetti sono tutti a portata di mano. I pedali sono ergonomici. Rumori e vibrazioni sono ridotti e l’aria condizionata e il climatizzatore automatico consentono lunghe ore di lavoro senza affaticarsi. Il sistema di sospensione della cabina (supporto CabSus) smorza le vibrazioni e protegge dagli urti
Il sistema di telecamere a 360° di cui è dotato il DX300LC-7 offre una vista completa sull’ambiente circostante la macchina novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 69
Hands On I PUNTI DI FORZA L’AFFIDABILITÀ
L’ELEVATA PRODUTTIVITÀ
L’EFFICIENZA DEI CONSUMI
LA NUOVA MOTORIZZAZIONE
IL BASSO COSTO DI GESTIONE
BRACCIO E BILANCIERE IRROBUSTITI
LINEE IDRAULICHE PROTETTE
COMANDI FINGERTIP AVANZATI
PUNTI DI ARTICOLAZIONE IN ACCIAIO FORGIATO
70 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7
NUOVO SCHERMO TOUCH-SCREEN DA 8” AGEVOLE ACCESSIBILITÀ PER LA MANUTENZIONE
CABINA SPAZIOSA
FILTRAGGIO AVANZATO
RADIATORI OLIO SEPARATI
NUOVO MOTORE DOOSAN DL08V “STAGE V”
TELECAMERE A 360°
TELAIO A “X” RESISTENTE
SOTTOCARRO IRROBUSTITO
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 71
Hands On
Il prefiltro ciclonico, equipaggiato di serie, rappresenta il primo stadio del sistema di aspirazione e previene l’ingresso della maggior parte dei detriti più pesanti dell’aria. Autopulente ed esente da manutenzione, il sistema espelle tutti i tipi di detriti miscelati, incluso fango, neve, pioggia, foglie, segatura e fieno Il telaio a “X” ultra-resistente è stato progettato utilizzando simulazioni tridimensionali computerizzate e il metodo dell’analisi a elementi finiti (FEA), per assicurare alti livelli di durata e di integrità strutturale
Piastre anti-scingolamento migliorano la protezione e l’allineamento dei cingoli e le prestazioni dell’escavatore durante la traslazione. Sono disponibili due piastre per cingolo di serie (piastre doppie e a lunghezza interna sono disponibili a richiesta). I diversi tipi di piastre forniscono la soluzione ottimale, anche in applicazioni estreme
Motore di ultima generazione Per garantire la conformità con i requisiti antinquinamento Stage V, il nuovo escavatore cingolato DX300LC-7 è stato equipaggiato con l’ultimissima generazione del propulsore diesel Doosan DL08, in grado di garantire una potenza di 202 kW a 1.800 giri/min. Il motore DL08, quindi, è stato aggiornato per superare i requisiti normativi Stage V senza dover ricorrere al ricircolo dei gas di scarico (EGR), sistema che incrementa il volume d’aria
Il sottocarro è particolarmente robusto, caratterizzato da una catena con maglie autolubrificanti a tenuta che ne garantiscono l’affidabilità a lungo termine. Molla e ruota tendi-cingolo congiunte assicurano prestazioni durature e praticità manutentiva. Le ruote motrici per impieghi gravosi sono realizzate con getto d’acciaio. I rulli dei cingoli (due superiori, nove inferiori, con passo maglie di 216 mm) sono lubrificati a vita
72 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
disponibile durante la combustione, elevando la temperatura del processo e riducendo notevolmente la quantità di particolato prodotto. Tutto ciò si combina con la grande efficienza del sistema di post-trattamento DOC/ DPF+SCR per assicurare emissioni ridotte al minimo. Grazie a questa nuova tecnologia, peraltro, le esigenze di manutenzione del filtro antiparticolato diesel (DPF) sono notevolmente inferiori e non è richiesto alcun intervento prima delle 8.000 ore di funzionamento.
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7 Sensori nel serbatoio collegati alla centralina ECU rilevano il livello dell’AdBlue e segnalano qualunque malfunzionamento
DL08V “STAGE V”:
PRESTAZIONI ED EFFICIENZA Doosan, come noto, sviluppa e produce motori per macchine movimento terra - ma anche per autobus, camion e navi e - dal 1958. Grazie a un processo d’innovazione costante che dura da oltre 60 anni, questi propulsori sono apprezzati nel mondo per la loro affidabilità e facile manutenzione. L’escavatore DX300LC-7 è equi-
Con l’escavatore cingolato DX300LC-7, dunque, Doosan ha puntato a garantire una piena e vera compatibilità tra produttività e protezione dell’ambiente. La maggiore efficienza energetica del motore DL08, abbinata al nuovo distributore idraulico e al sistema di gestione elettronico della potenza di nuova generazione SPC3, riduce i consumi, con un -7% in modalità “S” e un -6% in modalità “P+” rispetto alle macchine della generazione precedente. Quelle citate sono due delle quattro modalità di erogazione della potenza disponibili sul DX300LC-7, che contribuiscono a semplificare l’uso della nuo-
paggiato con un propulsore di ultima generazione, conforme Stage V, al fine di assicurare basse emissioni e ridurre l’impatto ambientale. I gas di
Il sistema SPC, in particolare, riduce il
scarico sono purificati tramite il si-
regime del motore e regola la coppia
stema di riduzione catalitica selettiva
della pompa in base alle condizioni di
(SCR), un catalizzatore d’ossidazione
lavoro; inoltre, regola automaticamente
diesel (DOC) e il filtro antiparticolato
la potenza del motore e quella idraulica
diesel (DPF). La gestione “intelligen-
per migliorare l’efficienza dei consumi e
te” dei consumi è garantita da quattro
ridurre le emissioni. Il turbocompresso-
modalità di potenza disponibili (Eco /
re a geometria variabile, poi, ottimizza il
Standard / Power / Power Plus) e dal
flusso d’aria in ingresso nella camera di
sistema di gestione elettronico SPC
combustione del motore a tutte le velo-
(Smart Power Control), che assicura-
cità e in qualunque condizione di cari-
no potenza ottimale e consumi di car-
co, per garantire emissioni più pulite e
burante ridotti in tutte le condizioni.
consumi più efficienti.
Il meccanismo di rotazione utilizza un motore a pistoni assiali che aziona un riduttore planetario a bagno d’olio e assicura la massima coppia. La velocità di rotazione è di 9,88 giri/min, per una coppia di rotazione massima di 12.137 kgf/m
L’incremento dello spessore dei materiali impiegati e l’applicazione del metodo FEA hanno consentito di limitare la fatica dei componenti di braccio e bilanciere. Barre di rinforzo supplementari, struttura centrale e flangia terminale irrobustite migliorano la protezione della base del bilanciere
va macchina rispetto al più complesso sistema con otto modalità di potenza e le combinazioni SPC della precedente generazione di escavatori. L’operatore può impostare le modalità di potenza (P+, P, S, E) in condizione di lavoro a una o a due vie. novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 73
Hands On L’escavatore cingolato DX300LC-7 offre un comodo accesso per la manutenzione. I vari componenti interni sono facilmente raggiungibili tramite i pannelli laterali. Radiatore motore e radiatore olio idraulico sono separati, per un accesso per la pulizia più agevole. Per migliorare ulteriormente la facilità di accesso e manutenzione tutti i filtri (olio motore, prefiltro carburante, filtro carburante e filtro pilota) sono collocati nel vano pompe. Una pompa di trasferimento elettrica per il priming iniziale dei filtri carburante è presente di serie. Oltre il 99,5% delle particelle estranee viene catturato dai filtri dell’olio motore e dell’olio di ritorno, consentendo intervalli di cambio filtro e olio più lunghi
Per il perno di articolazione del braccio viene utilizzato un metallo a elevata lubrificazione che ne migliora la durata e prolunga gli intervalli di ingrassaggio. Il perno della benna monta boccole EM (Enhanced Macrosurface): queste presentano un particolare profilo superficiale e un rivestimento autolubrificante che migliorano la lubrificazione e agevolano la rimozione dei detriti. Dischi ultraresistenti all’usura e spessori per lo snodo della benna in materiale polimerico migliorano ulteriormente la durata
Efficienza idraulica Il sistema elettronico di ottimizzazione della potenza e-POS (Electronic Power Optimising System) è il cervello dell’escavatore cingolato DX300LC-7: esso garantisce la massima efficienza dell’impianto idraulico riducendo al minimo il consumo di carburante in tutte le condizioni operative. Per armonizzare il funzionamento di motore e impianto idraulico, l’e-POS è collegato alla centralina elettronica del motore (ECU) mediante una linea di connessione dati. Tra le garanzie offerte da questo impianto citiamo: la possibilità di movimenti indipendenti o combinati; le due velocità di traslazione, che offrono la scelta tra una coppia maggiore o una velocità più alta; il sistema a pompe “cross-sensing”, che riduce i consumi; il sistema di decelerazione automatica; quattro modalità di lavo-
MONITORAGGIO WIRELESS CON “DOOSANCONNECT” L’escavatore cingolato DX300LC-7 è equipaggiato con il sistema DoosanConnect, per il monitoraggio wireless delle macchine. DoosanConnect - disponibile anche come kit di retrofit - è uno strumento telematico basato su piattaforma web per la gestione della flotta estremamente utile, permette il controllo in remoto di prestazioni e sicurezza dei vari mezzi in flotta e promuove la manutenzione preventiva. In particolare, il sistema - disponibile di serie su tutti i nuovi escavatori Doosan (da 14 t), tutte le nuove pale gommate Doosan e tutti i dumper articolati Doosan, coprendo attualmente una flotta di oltre 70.000 unità - è stato progettato per rendere più efficiente la gestione di cantieri e macchine attraverso il monitoraggio in tempo reale dei parametri del motore e dell’impianto idraulico di queste ultime e per fornire informazioni su utilizzo, posizione e disponibilità. Gli operatori ricevono un rapporto mensile con informazioni dettagliate su ore di servizio, consumo di carburante e puntualità della sostituzione di olio e filtri. Recentemente Doosan ha lanciato una nuova app per dispositivi mobili che, oltre alle funzionalità standard garantite dal sistema, offre nuove funzioni come: indicazione della direzione alle macchine, servizio di chiamata con il quale l’app mette il cliente in collegamento diretto con il servizio assistenza della concessionaria Doosan e la modalità chat per inviare messaggi al fornitore del servizio.
74 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’ESCAVATORE CINGOLATO DOOSAN DX300LC-7
LA SCHEDA TECNICA L’escavatore cingolato DX300LC-7 Peso operativo:
30,3 t
Profondità di scavo:
7.305 mm
Sbraccio di scavo max.:
10.725 mm
Altezza di scavo max.:
10.325 mm
Altezza di carico min/max.:
2.750/7.280 mm 3.000 mm (versione NLC)
Larghezza sottocarro: Altezza di trasporto (al braccio):
3.265 mm
Lunghezza/larghezza di trasporto: Raggio di rotazione posteriore:
3.230 mm
Distanza da terra:
470 mm 1,75 m3 (attacco diretto per peso specifico 1,5 t/m3)
Capacità benna:
Con l’escavatore DX300LC-7, Doosan garantisce una piena compatibilità tra produttività e protezione dell’ambiente
Angolo di apertura benne:
175°
Forza di scavo alla benna (ISO):
18,9 t
Forza di penetrazione al bilanciere (ISO):
13,2 t
Velocità di traslazione (gamma bassa/alta): ro e altrettante modalità di erogazione della potenza; il controllo di portata e pressione dei circuiti ausiliari idraulici mediante pannello di controllo; controllo della portata delle pompe idrauliche assistito elettronicamente. ■
10.605/3.000 mm
Motore: Potenza motore:
3,0/5,5 km/h Doosan DL08 - 6 cilindri - Stage V 202 kW a 1.800 giri/min
* configurazione con braccio monoblocco, bilanciere da 2.500 mm, pattini da 600 mm
Per risparmiare carburante durante le operazioni di movimento terra il sistema di gestione elettronica SPC (Smart Power Control) ottimizza l’equilibrio tra potenza motrice e potenza della pompa
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 75
ATTREZZATURE MB Crusher
LA DEMOLIZIONE
“GREEN”
L’ampia gamma di prodotti dell’azienda veneta consente di adottare un approccio al cantiere moderno e rispettoso dell’ambiente. Il riuso del materiale di scarto, di diverse tipologie e pezzature, è un passaggio fondamentale verso un’economia più sostenibile. Un concetto ribadito in occasione di Ecomondo 2019 di Lorenzo Zacchetti
I
l tema dello sviluppo sostenibile è di straordinaria attualità per via dell’emergenza ambientale, ma a Ecomondo questi temi sono ampiamente discussi ormai da 23 edizioni. L’ultima fiera di riferimento dell’economia circolare, svoltasi dal 5 al 9 novembre,
ha consentito di approfondire l’importanza del riuso non “solo” per ridurre la pezzatura dei rifiuti, ma anche per risparmiare in termini di costi e di tempo. Nell’ambito della demolizione, il concetto di sostenibilità si declina nella “Green demolition”, detta anche “demolizione
76 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
selettiva” o “deconstruction”: un processo che riutilizza il materiale selezionato, dopo le necessarie lavorazioni, direttamente nello stesso cantiere o in altri ambiti operativi. La quantità di materiale che si può recuperare si attesta intorno all’80%, ma non è raro che il riuso sia addirittura totale. Questo genere di demolizione è quindi il primo passo verso l’economia circolare nelle costruzioni, ma la qualità del risultato dipende dai macchinari utilizzati per la separazione e lavorazione dei materiali di risulta. La MB Crusher di Fara Vicentino (VI) offre una gamma di prodotti pensata proprio per questo tipo di applicazioni e a RiminiFiera ne ha fornito un’ampia dimostrazione, presentando modelli in grado di soddisfare ogni esigenza.
Le benne frantoio Le benne frantumatrici con movimento a mascella sono progettate (e brevettate da MB Crusher) per ottenere una pezzatura regolare, pronta a un riuso immediato. Regolando l’apertura delle mascelle si sceglie in modo rapido la dimensione del materiale in uscita, ottenendo materiale di qualità fin dalla prima frantumazione. La gamma MB è particolarmente accessoriata e, a seconda del modello, può essere implementata con accessori che ne migliorano prestazioni e produttività: attacco rapido, deferrizzatore per la separazione del ferro e LO STAND MB CRUSHER A ECOMONDO 2019. ALL’INTERNO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO, NEL CORSO DELLA MANIFESTAZIONE RIMINESE, SI È DATO APPUNTAMENTO UN NUMERO ELEVATO DI OPERATORI INTERESSATI ALLE PRESTAZIONI OFFERTE DALLE SOLUZIONI DI FRANTUMAZIONE, DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO OFFERTE DALL’AZIENDA VENETA, NOTE E APPREZZATE IN TUTTO IL MONDO
vatore. Ogni singola parte della benna è progettata per semplificare qualsiasi intervento direttamente in cantiere e per ridurre al minimo le operazioni di manutenzione. Il brevetto di proprietà MB Crusher assicura produttività e qualità - in termini di omogeneità - del prodotto frantumato in tutti i cantieri. La compattezza e il baricentro ribassato consentono un miglior bilanciamento sull’escavatore, riducendo lo sforzo del braccio ed eliminando le vibrazioni. La gamma è progettata per eliminare attriti in fase di carico del materiale e per resistere nel tempo alle condizioni più difficili di ogni cantiere e alle caratteristiche di abrasività di alcuni materiali.
to. L’esclusiva forma conica del cesto è studiata per aumentare le performance di produzione oraria e per vagliare tutto il materiale raccolto, senza residui. Dotate di cesti formati da pannelli modulari intercambiabili, le benne sono disponibili con fori di misure differenti a seconda delle esigenze, di facile montaggio e smontaggio, in modo da agevolare le diverse esigenze di dimensioni del materiale. Non necessitando del
Benne vaglianti e selezionatrici Le benne vaglianti MB utilizzano cesti con fori di diverse misure, così che il materiale possa essere pulito e selezionato in base alle diverse necessità, sia nella fase “pre” che “post” frantuALL’INTERNO DELLO STAND MB CRUSHER ERANO ESPOSTE LA FRESA MB-R500, DOTATA – COME TUTTA LA GAMMA MB – DI “DIRECT DRIVE TWIN MOTORE SYSTEM”, E LA PINZA SELEZIONATRICE MB-G600, PROGETTATA PER LA SELEZIONE E MOVIMENTAZIONE DI MATERIALI DI DEMOLIZIONE
AD ACCOGLIERE I VISITATORI ALLO STAND MB C’ERANO LE BENNE SELEZIONATRICI HDS. DISPONIBILI IN QUATTRO MODELLI PER LE DIVERSE ESIGENZE DI SELEZIONE DEL MATERIALE, QUESTE ESSERE POSSONO ESSERE INSTALLATE SU ESCAVATORI, PALE, MINIPALE E TERNE DA 3,5 A 35 T
nebulizzatore per la riduzione delle polveri derivanti dalla frantumazione. MB Crusher utilizza un impianto idraulico del tipo AAA+ ed è l’unica ad avere una bassa richiesta idraulica sia in termini di necessità di pressione che di portata idraulica. Inoltre, il citato impianto idraulico permette un significativo raffreddamento idraulico durante le fasi di lavorazione, allungando la vita dell’esca-
mazione. Sono dotate di un perno anteriore che blocca le sollecitazioni create da materiali particolarmente grandi e spigolosi, permettendo anche un aumento della capacità di carico nel cesto, e sono progettate con un sistema convogliatore che elimina qualsiasi attrito in fase di carico del materiale, mentre la forma piana nel basamento permette una notevole facilità nel traspor-
terzo tubo di drenaggio, semplificano le operazioni di installazione e utilizzo. La varietà delle benne selezionatrici MB-HDS consente di rispondere a diverse esigenze di selezione del materiale. Questa tipologia di prodotto si presta ad attività quali la frantumazione di cartongesso, ramaglie e legno in travatura, lo sminuzzamento di piante e legname, il compostaggio, la frantumazione asfalto e inerti generici umidi, lo sminuzzamento di carbone, l’aerazione del terreno e la vagliatura di terra bagnata o asciutta, nonché inerti generici umidi. Frese e pinze selezionatrici Le frese MB sono progettate per evitare vibrazioni e torsioni al braccio dell’escavatore. A Rimini è stata esposta la MB-R500, la più piccola e accessoriata, in grado di lavorare in qualsiasi cantiere e, soprattutto, dove si chiede massima precisione. Rapidamente adattabili con i
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ATTREZZATURE
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ANCHE A ECOMONDO 2019, MB CRUSHER HA DIMOSTRATO DI GUARDARE SEMPRE AL FUTURO ATTRAVERSO LO SVILUPPO DI SEMPRE NUOVE SOLUZIONI, PER DARE RISPOSTE CONCRETE AI CANTIERI DI TUTTO IL MONDO
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CANTIERI VIRTUOSI Per meglio comprendere le potenzialità delle attrezzature MB è utile analizzare l’esperienza di chi le ha utilizzate sul campo. Sono davvero tante le referenze.
LE BENNE VAGLIANTI MB-S10 E MB-LS170 SONO IDEALI PER LA SELEZIONE E LA VAGLIATURA DEL MATERIALE NATURALE, SIA NELLA FASE PRECEDENTE CHE IN QUELLA SUCCESSIVA ALLA FRANTUMAZIONE
Qualche esempio? In Spagna sono state utilizzate da un’azienda che ha demolito il suo vecchio capannone, per costruirne un altro nella stessa area: “È stato come distruggere una costruzione fatta con i Lego per poi usare gli stessi mattoncini per costruirne una nuova”, raccontano i protagonisti dell’intervento. “Quanto demolito è stato riutilizzato per la maggior parte per ricostruire lo stabile. Il lavoro più gravoso è stato realizzato con una benna frantoio MB-80-3 S4, con la quale abbiamo frantumato i materiali inerti di risulta per riusarli come base per il nuovo capannone. Il tutto con una sola macchina operatrice e un unico operatore nello stesso cantiere, in tempi rapidi e con un minimo investimento”. In Francia, invece, un’azienda è riuscita a riciclare quasi tutte le macerie della demolizione di una vecchia casa e riutilizzarle per costruirne una nuova direttamente sul posto, dimenticandosi tutti i problemi di logistica e smaltimento. In Turchia, è stato recuperato e riciclato il materiale da demolizione di un’arteria stradale – un misto di basalto e asfalto – direttamente in cantiere e con un costo molto basso. La benna frantoio MB-BF90.3 applicata all’escavatore ha raccolto il materiale scavato, l’ha frantumato e messo a disposizione in can-
LE BENNE FRANTOIO MB-L120 E BF-80.3. PRODOTTO DI PUNTA DI MB CRUSHER, QUESTE ATTREZZATURE TRASFORMANO QUALSIASI MACCHINA OPERATRICE IN UN VERO E PROPRIO FRANTOIO MOBILE
tiere per un immediato riutilizzo.
kit tamburi e denti, sono adatte per scavi in terra, roccia asfalto e cemento, per canalizzazioni, profilazioni di strade e lavorazioni di pareti, tunnel e fresatura di roccia. Adatte al lavoro in immersione, sono dotate di piastre antiusura per la protezione del corpo centrale, di dispositivo per la riduzione delle alte temperature dell’olio dell’escavatore e di Power Boost, che moltiplica la potenza sulla testa fresante. Le pinze selezionatrici sono progettate e accessoriate per movimentare qualsiasi tipologia di materiale in totale sicurezza. Ciò grazie a caratteristiche quali il movimento a 360°, che garantisce massima efficienza, e il sistema di aggancio inclinato, che favorisce un maggiore raggio d’azione. La facilità di manutenzione, inoltre, consente un ulteriore risparmio. ■ 78 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
L’arte della stampa al servizio delle tue idee
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COMPONENTI IN.CO.FIN.
Circondati dalla
SICUREZZA L’azienda lombarda, specializzata nella filtrazione e nell’idropneumatica, entra nel vivo di uno dei temi più delicati del nostro settore distribuendo in esclusiva per l’Italia i prodotti anticollisione e anti-investimento del marchio coreano Kigis Safety Technology di Lorenzo Zacchetti
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U
n lungo filo invisibile lega Seul, capitale della Corea del Sud, a Origgio, cittadina a metà strada tra Milano e Varese dove hanno stabilito la propria sede aziende di grande prestigio quali il colosso svizzero della farmaceutica Novartis, il brand leader del settore g.d.o. Bennet e, nel nostro settore, IN.CO.FIN., azienda nata nel 1981 che ha recentemente varato una partnership con il brand coreano Kigis Safety Technology, del quale dalla scorsa estate distribuisce i prodotti in esclusiva per il mercato italiano.
Innovazione e competenza Nel corso dei suoi 38 anni di attività, IN.CO.FIN. ha sviluppato e incrementato la propria offerta iniziale, fortemente focalizzata sulla filtrazione motoristica, estendendo il proprio raggio di azione a tutte le applicazioni industriali, nautiche e veicolari. La gamma è stata gradualmente allargata con l’introduzione di filtri avvitabili e a immersione per le diverse applicazioni: gasolio, olio, olio idraulico, aria, separatori aria-olio, depolverizzatori, filtri per colonnine di carburante e per compressori.
IL TAG CHE KIGIS SAFETY TECHNOLOGY HA REALIZZATO PER I PEDONI PUÒ COMODAMENTE ESSERE AGGANCIATO AL CASCO PROTETTIVO, COSÌ CHE L’ANTENNA INSTALLATA SULLE MACCHINE DA LAVORO NE RILEVI LA PRESENZA, PREVENENDONE L’INVESTIMENTO
La considerevole expertise ha portato IN.CO.FIN. a diventare distributore esclusivo dei prodotti Racor di Parker Hannifin: separatori acqua-gasolio per coalescenza che si avvalgono di un procedimento brevettato, finalizzato a filtrare l’acqua e i contaminanti solidi del carburante. IN.CO.FIN. inoltre distribuisce i prodotti Stabilus, marchio con oltre 60 anni di esperienza nella costruzione di apparecchi idropneumatici. Nel 1962 ha lanciato la prima molla a gas prodotta di serie al mondo, della quale a oggi sono stati prodotti oltre 1,2 miliardi di pezzi, anche grazie alla possibilità di utilizzarla in tutti i settori industriali. Inoltre rappresenta Mann Filter, una gamma di componenti tecnici per il settore automotive prodotta da Mann+Hummel, nonché i prodotti a marchio Wix, che dal 1932 è leader nel settore dei filtri per motori e applicazioni industriali ed è fornitore di brand rinomati quali Caterpillar, Case, Volvo e Kubota. Filtrazione versatile La gamma Incoflux comprende prodotti studiati per coprire un’ampia gamma di utilizzazioni e risolvere ogni esigenza di filtrazione, sia essa per motori, compressori, elettroerosione, marina mercantile e settore Cruise & Ferry. BMAir è il sistema di filtraggio che controlla l’aria che entra nelle cabine delle macchine impegnate in ambiti particolari quali compostaggio, bonifiche, demolizioni, trattamento rifiuti ONSITECONSTRUCTION 81
COMPONENTI un’ampia varietà di veicoli industriali tra cui escavatori, carrelli elevatori, caricatori, trattori e mobilità elettrica. Il team dedicato al brand Kigis ha ricavato soluzioni innovative e avanzate per il settore automotive, producendo parti elettroniche per la sicurezza e il controllo delle automobili, come display e sistemi keyless. Negli ultimi anni ha iniziato a occuparsi di industria, producendo sistemi per la prevenzione delle collisioni tra mezzi e dell’investimento dei pedoni. Il suo ingresso nello specifico mercato italiano avviene quindi attraverso IN.CO.FIN..
IL SET COMPLETO DI KIGIS SAFETY TECHNOLOGY, CON IL PT (PEDESTRIAN TAG, IL TAG PER I PEDONI), IL VT (VEHICLE TAG, IL TAG PER I VEICOLI) E L’INDICATORE CHE EMETTE UN ALLARME ACUSTICO E VISIVO OGNI VOLTA CHE VIENE RAGGIUNTA LA DISTANZA DI SICUREZZA PREIMPOSTATA
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IL TEMA DELLA SICUREZZA, OLTRE ALLE SUE IMPLICAZIONI SUL PIANO ETICO, VA AFFRONTATO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DEGLI ONERI DI WELFARE DERIVANTI DA INCIDENTI CHE SI POTREBBERO FACILMENTE EVITARE
Un nuovo ambito Grazie alla partnership con Kigis Safety Technology, IN.CO.FIN. entra nel cuore pulsante di uno dei temi di maggiore importanza sia nel nostro settore di riferimento che nell’industria in generale: la sicurezza. Kigis è un marchio sussidiario di Kyungwoo Systech Inc., azienda leader nei settori dell’elettronica automobilistica e industriale, la cui sede è appunto a Seul. In oltre 25 anni di esperienza l’azienda asiatica ha acquisito un riconosciuto livello di eccellenza nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni innovative per l’elettronica per 82 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
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e, in generale, in tutti quegli ambienti dove le polveri dannose o tossiche, i gas o i vapori pericolosi rendono disagevole la permanenza sui mezzi di lavoro. Il sistema Flexxaire di ventole reversibili per il raffreddamento del motore offre invece il controllo totale del flusso d’aria, mantenendo il radiatore pulito e massimizzando le performance del motore stesso.
Efficienza e semplicità “Il problema degli infortuni sul lavoro purtroppo è sempre in crescita”, spiega Fabrizio Zaninello, Sales Manager di IN.CO.FIN.. “Questi componenti però possono contribuire a salvare vite umane. Il loro principio di funzionamento è molto semplice: sul veicolo in questione viene installata un’antenna, collega-
ta a un display posizionato in cabina. L’antenna dialoga con un tag pedone (PT – Pedestrian Tag) che viene fornito alle persone che si muovono nel sito operativo e, quando i sistemi si trovano a una certa distanza, predefinita in base alle singole esigenze, entrambi si attivano per avvisare autista e pedone dell’imminente pericolo, sia con un segnale acustico che con una vibrazione”. UN ELOQUENTE ESEMPIO DI COME FUNZIONANO I SISTEMI DI SICUREZZA A MARCHIO KIGIS: CON IL SENSORE E LA TELECAMERA, IL PEDONE CHE ENTRA NELL’AREA PERICOLO È SOTTOPOSTO A UNA DOPPIA PROTEZIONE
LA TELECAMERA INDUSTRIALE IVIEW FORNISCE UNA VISUALE INTORNO AL VEICOLO PER AIUTARE A EVITARE LE COLLISIONI CONTRO OGGETTI NELLE ZONE CIECHE
I device Kigis si basano sulla tecnologia Ultra-wideband, estremamente precisa e praticamente immune da interferenze, garantendo una sicurezza effettiva e totale. Anche l’installazione è molto semplice, in quanto l’antenna non necessita di fori, ma viene applicata magneticamente sulle parti meccaniche di qualunque mezzo e bisogna solamente alimentarla. Non necessita nemmeno di alcuna taratura, tranne la possibilità di decidere le distanze di allarme in base alle caratteristiche del luogo e del tipo di lavoro in corso: le due aree, quella di attenzione e quella di pericolo, possono essere impostate da 1 a 30 m di distanza, quindi con la massima adattabilità a qualunque esigenza specifica, dal lavoro indoor con un carrello elevatore alle applicazioni che richiedono un escavatore di grosse dimensioni. Obiettivo logistica Quale che sia il mezzo scelto per il lavoro in corso, anche al suo operatore viene fornito un tag specifico. Questo non interagisce con l’antenna installata sulla propria macchina, ma solamente con le altre, in modo da garantirne la sicurezza nell’eventualità che debba scendere dal proprio mezzo. Le antenne, invece, dialogano anche tra loro, e quindi funzionano anche come sistema anticollisione. Tutti i sistemi Kigis, ovviamente marcati CE, sono in grado di sopportare senza difficoltà condizioni ambientali severe, adattandosi quindi a ogni tipo di cantiere. Non solo. Come aggiunge Zaninello, distribuen-
do questa tipologia di prodotti IN.CO. FIN. intende allargarsi ad altri ambiti: “Nell’industria c’è una forte di necessità di questo tipo di supporto. Stiamo già lavorando con alcune aziende di compostaggio che ne hanno apprezzato le qualità. Il nostro obiettivo è entrare anche nel settore della logistica, dove il rischio di incidenti è altrettanto elevato. È opportuno ricordare che per questo tipo di prodotti Inail offre un supporto finanziario che può tornare molto utile. Il tema della sicurezza, oltre alle sue ov-
I RILEVATORI DI PROSSIMITÀ A ULTRASUONI USENS FORNISCONO UN ALLARME ACUSTICO E VISIVO, RILEVANDO GLI OSTACOLI IN UN RAGGIO COMPRESO TRA I 25 CM E I 3 M INTORNO AL VEICOLO
GLI INFORTUNI SUL LAVORO SONO IN COSTANTE ASCESA. NEL 2018 SONO STATI 1.218, CON UN INCREMENTO DEL +6,1% RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE: IN MEDIA SONO PIÙ DI TRE DECESSI OGNI GIORNO. IL TREND È PROSEGUITO NEI PRIMI CINQUE MESI DEL 2019 CON 391 INCIDENTI MORTALI, DUE IN PIÙ RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2018. I SISTEMI KIGIS CONTRIBUISCONO A PREVENIRE QUESTI INFAUSTI EVENTI
vie implicazioni sul piano etico, va affrontato anche dal punto di vista degli oneri di welfare derivanti da incidenti che si potrebbero facilmente evitare”. Per una protezione ancora più “avvolgente”, il pacchetto dei prodotti proposti da IN.CO.FIN. comprende anche la retrocamera e il radar. Di entrambi questi componenti possono essere installate fino a tre unità, combinandone le immagini sullo stesso display: in tal modo si ottiene un controllo completo dell’area circostante e una garanzia di sicurezza a 360°. ■
I SISTEMI DI SICUREZZA KGIS CONSENTONO ALL’UTILIZZATORE DI PERSONALIZZARE LA FUNZIONE DI SICUREZZA, IMPOSTANDO UN’AREA DI ATTENZIONE E UNA DI PERICOLO, CIASCUNA CON UNA DISTANZA DI ATTIVAZIONE CHE VARIA DA 1 A 30 M, IN BASE ALLE CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE DI LAVORO novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 83
TECNOLOGIE Siteb
SULLA STRADA dell’efficienza Le buche nell’asfalto e la manutenzione delle infrastrutture rappresentano problemi impellenti per tutti gli amministratori locali. È significativo che il convegno “Strade a regole d’arte” si sia svolto a Milano nella sede della Città Metropolitana, l’ente che dopo la riforma-Delrio sovrintende alle strade provinciali. Vediamo insieme i metodi e le tecniche da prendere come punto di riferimento di Lorenzo Zacchetti
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uando si parla di lavori eseguiti “a regola d’arte” si intende “il complesso delle regole tecniche cui attenersi al fine di assicurare uno standard minimo di accettabilità del prodotto, in termini di utilizzabilità, durabilità, affidabilità e sicurezza”. Questa definizione (da Brusaferro “Giornale Ingegnere”) è ampiamente condivisa in letteratura e ricordarla sgombra il campo da equivoci. Infatti c’è chi la intende come il mero rispetto delle norme in vigore o come il raggiungimento del livello massimo delle prestazioni ottenibili in un dato momento. Invece, come spiegato da Maurizio Crispino del Politecnico di Milano, il rispetto delle norme tecniche non è sufficiente per adempiere agli obblighi contrattuali (che possono contemplare prodotti di qualità superiore) e d’altra parte
le conoscenze tecniche devono essere rispettate anche se non richiamate espressamente dal contratto. Altrettanto importante è specificare che la definizione va applicata a tutte le fasi del lavoro, dal progetto alla manutenzione. Strade pavimentate Inventate dagli antichi Romani, ancora oggi le strade presentano problemi evidenti. Perché? Carlo Giavarini di Siteb ha evidenziato varie concause: economiche e temporali, sollecitazioni sempre maggiori e, soprattutto, il fatto che per le infrastrutture oggi si usano in prevalenza materiali complessi, come calcestruzzo e conglomerato di bitume. La loro durabilità e resistenza dipendono non solo dai componenti, ma anche da dosaggio, preparazione, messa in opera, ambiente e invecchiamento.
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A causare le buche spesso non è l’asfalto, bensì sono i cedimenti del sottofondo, l’insufficiente spessore del manto, la scarsa compattazione, la cattiva esecuzione dei giunti, il legante scarso e/o non adatto, gli aggregati umidi, il bitume surriscaldato, la sua scarsa affinità con gli inerti o l’assenza dell’emulsione, nota anche come “mano d’attacco”.
L’EUROPA RICICLA CIRCA IL 30% DEL CONGLOMERATO BITUMINOSO. LA DISPONIBILITÀ ANNUALE DI FRESATO È DI 47 MILIONI DI T. IN ITALIA SIAMO A 9-10 MILIONI: IL 76% È DESTINATO ALLA PRODUZIONE DI CB A CALDO, IL 20% PER AGGREGATI, IL 3,9% PER CB A FREDDO E LO 0,1% PER ALTRI IMPIEGHI
“Per questo tipo di strutture - ha spiegato Roberto Felicietti del Politecnico di Milano – il controllo dell’esecuzione a regola d’arte e la verifica della sicurezza richiedono strumenti diagnostici avanzati e di facile impiego sul campo, quali tomografie pulse-echo e georadar a elevata frequenza. Ancora mancano strumenti efficaci per l’identificazione dei fenomeni corrosivi nelle guaine di post-tensione e delle rotture dei fili di acciaio armonico, mentre vanno rafforzate la didattica e la ricerca sulle tecniche non distruttive nel settore civile, introducendo corsi universitari e di aggiornamento professionale”. Dal monitoraggio alle priorità d’intervento L’art. 13 della Legge 16-11-18, n 130 di
conversione del “Decreto Genova” ha istituito l’AINOP (Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche): si tratta di una “rivoluzione” basata sulla interoperabilità delle varie amministrazioni che gestiscono i dati riferiti a un’opera e all’esecuzione dei lavori sulla stessa. In base a tali dati, AINOP genera un codice identificativo della singola opera (Iop) che ne racchiude ogni informazione. Le attività in corso mirano a rendere strutturali le procedure di censimento e monitoraggio dello stato dei manufatti già avviate da alcuni Enti locali, nonché a implementare l’Archivio Stradale Regionale (del quale la Regione Lombardia si sta dotando, come spiegato da Aldo Colombo della Direzione Generale Infrastrutture, Trasporti e
Mobilità Sostenibile), con particolare attenzione all’istituzione di specifici “fascicoli dei manufatti”. Si punta inoltre a individuare e programmare gli interventi prioritari, nonché procedure omogenee nell’impiego di tecnologie innovative per il monitoraggio dello stato delle opere. Progettazione sostenibile Marco Capsoni di Siteb ha ricordato come il tema non sia di certo nuovo, ma sia stato attualizzato da una serie di convenzioni internazionali, recepite dall’Italia con la SNSvS (Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile). A livello europeo, il settore delle costruzioni è ritenuto molto importante sul piano della sostenibilità, in quanto strategico sia dal punto di vista economico che sociale.
L’ITALIA HA UNA LUNGA TRADIZIONE SIA NELLA COSTRUZIONE DI MACCHINE PER I LAVORI STRADALI CHE NEGLI IMPIANTI DI CONGLOMERATO. DI QUESTI NE ESISTONO QUASI 600, DI CUI CIRCA 380 ANCORA ATTIVI, PER LA MANUTENZIONE DI CIRCA 500.000 KM DI STRADE PRINCIPALI, PIÙ 172.000 KM DI STRADE URBANE E 185.000 KM DI STRADE SECONDARIE novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 85
TECNOLOGIE
MICHELE TURRINI, PRESIDENTE DI SITEB, SI È AUGURATO CHE IL 2019 SI CONCLUDA A QUOTA 30 MILIONI DI T DI BITUME PRODOTTO, SPECIFICANDO PERÒ CHE LA RECENTE CRESCITA È DOVUTA SOPRATTUTTO AI LAVORI DI ANAS, MENTRE GLI ENTI LOCALI SONO ANCORA IN DIFFICOLTÀ
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IL PROBLEMA DELLE NOSTRE STRADE NON DERIVA SOLTANTO DALLA CARENZA DEI FONDI, MA ANCHE DALLA POCA VOGLIA DI STUDIARE LE NUOVE TECNOLOGIE MICHELE TURRINI – PRESIDENTE SITEB
te composti da materiali lapidei, sciolti o “legati” con bitume, calce e cemento. La scelta dei materiali Già qui si trovano i primi elementi di circolarità: a quelli lapidei tradizionali (ghiaia, sabbia, pietrisco) possiamo sostituire aggregati artificiali o da riciclo pro-
LA NORMATIVA DI SETTORE È FORMATA DAL COMBINATO DISPOSTO DELL’ART. 14 DEL CODICE DELLA STRADA, “POTERI E COMPITI DELL’ENTE PROPRIETARIO DELLE STRADE”, DALLE NORME SULLE OPERE D’ARTE STRADALI (PONTI, VIADOTTI, GALLERIE, ECCETERA) E DALLA RECENTE LEGGE 16-11-18, N 130 DI CONVERSIONE DEL “DECRETO GENOVA”, CHE ALL’ART. 13 ISTITUISCE L’AINOP
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Nell’elenco degli obiettivi condivisi figurano il num.11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” e il num.12 “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”. Ma come si declina il generico concetto di economia circolare negli interventi stradali? Nello specifico, “la strada è una costruzione in 3D caratterizzata da una sovrastruttura portante, in cui una dimensione (lunghezza) è nettamente prevalente sulle altre”, ha sottolineato Stefano Ravaioli, direttore di Siteb. Già in epoca romana si prevedeva la realizzazione di una sovrastruttura portante sviluppata per strati, tant’è che il termine “strada” deriva dal latino “silice strata”. Questi strati sono prevalentemen-
venienti dalla lavorazione e trattamento di rifiuti industriali. Al legante tradizionale (bitume) si aggiungono additivi che ne recuperano il potere legante limitando il ricorso al materiale vergine, le emissioni e lo spreco di risorse ed energia. Tra gli aggregati artificiali, la scoria di acciaieria è un sottoprodotto della fusione di rottame ferroso in forno elettrico, con analisi chimica assimilabile alle rocce effusive e caratteristiche fisiche e meccaniche uguali (se non migliori) a inerti pregiati quali basalti, diabase e porfidi. Grazie alla sua rugosità superficiale aumenta i valori di aderenza e sicurezza delle pavimentazioni stradali. Altri aggregati artificiali sono le sabbie da termovalorizzatori, un materiale ottenuto da un trattamento di ceneri pesanti
provenienti dai processi di termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani. Dopo un primo processo di lito-stabilizzazione le ceneri vengono sottoposte a trattamenti di frantumazione e comminuzione, vagliatura, deferrizzazione e demetallizzazione, assumendo infine l’aspetto di graniglia, con granulometria tra 0 e 12 mm.
NELLA PRODUZIONE DI ASFALTO È POSSIBILE OTTENERE UNA SENSIBILE RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 ATTRAVERSO TECNICHE TIEPIDE, SEMI TIEPIDE E A FREDDO, CHE TUTTAVIA NON SEMPRE SONO GRADITE AI PROGETTISTI. INOLTRE, IL RECUPERO DEL FRESATO D’ASFALTO PREVEDE AUTORIZZAZIONI NON FACILI DA OTTENERE
Vengono messe a parco per circa 90 giorni, durante i quali si svolge un processo di maturazione e indurimento che ne migliora le caratteristiche tecnico-ambientali. Contrariamente a quelle da acciaieria sono piuttosto leggere, ma funzionano ottimamente per i calcestruzzi. Fresato d’asfalto Il triturato di membrana bituminosa proviene dalla demolizione dei tetti o dagli sfridi di produzione delle membrane in stabilimento e contiene filler, polimeri e materiali inerti, con un contenuto di bitume molto elevato (intorno al 50%). La gomma proveniente dalla demolizione dello pneumatico fuori uso (PFU), ridotta in polverino o in granulato, può essere utilizzata nel conglomerato bituminoso sia come “modificante” del bitume che in sostituzione di una frazione di graniglia. Fornisce alte prestazioni in termini di aderenza, riduzione del rumore e aumento della vita utile. Il materiale principale è però il “fresa-
to d’asfalto”, un aggregato con una sua curva granulometrica, caratterizzata da elevata percentuale di fini e contenente bitume invecchiato. È costituito dagli stessi materiali del conglomerato bituminoso vergine. Una forte riduzione di
CO2 si può ottenere producendo asfalto mediante tecniche tiepide, semitiepide e a freddo. Tra queste annoveriamo bitumi con cere e paraffine, sistemi con due leganti (uno “soft” e l’altro “duro”) e sistemi a sabbia umida. ■
NEL CORSO DEL CONVEGNO DI SITEB, IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DI MILANO SALVATORE CRAPANZANO HA EVIDENZIATO LA NECESSITÀ DI “FARE CULTURA DELLA STRADA”, PER USCIRE DALLA LOGICA DELLA CONTINUA RINCORSA DELL’EMERGENZA
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Dossier
LE SFIDE DEL 2020 La fine dell’anno solare è sempre occasione di bilanci e di buoni propositi per il futuro. L’attuale congiuntura internazionale complica le previsioni sui possibili sviluppi degli scambi commerciali. Per orientarci nell’interpretazione dei dati abbiamo chiesto il contributo di alcuni dei più autorevoli protagonisti del settore di Lorenzo Zacchetti
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el 2018 il mercato mondiale delle costruzioni ha toccato un picco storico, con 1,1 milioni di macchine vendute e un controvalore economico di 110 miliardi di dollari. Particolarmente evidente è stato il ritmo di crescita negli ultimi anni: +27% nel 2017 sul 2016 e un ulteriore +24% nell’anno successivo. Un incremento distribuito in maniera omogenea nei principali merca-
ti mondiali, con il solo Giappone in leggera controtendenza. Dopo questo exploit si attende un calo, benché non drastico, in un quadro generale di estrema incertezza e difficoltà nel fare previsioni. Scenari globali Chris Sleight di Off-Highway Reasearch evidenzia come il mercato nordamericano sia decisamente più eterogeneo rispetto a quello europeo.
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I dozer rivestono un ruolo cruciale e sono aumentate le importazioni, specialmente quelle dei miniescavatori di provenienza giapponese. In India ha spiegato nel corso del summit del CECE dello scorso ottobre - la domanda è ai massimi storici e se ne prevede un ulteriore aumento, contando sul fatto che il nuovo premier Modi continui nelle recenti politiche di investimento sulle infrastrutture. In quest’ambito le terne sono sempre
MERCATO
molto richieste, ma cresce l’importanza degli escavatori cingolati e inizia a svilupparsi una domanda specifica di attrezzature compatte. Il mercato delle gru mobili è a livelli significativi, ma soprattutto sono in voga le “pick & carry” prodotte dalle aziende locali, in un mercato che sta emergendo come hub di esportazione regionale. Dopo un periodo difficile sta tornando in salute anche il mercato cinese, che però è ancora convalescente e soggetto
a modifiche. Qui gli escavatori cingolati hanno sorpassato le pale gommate e a crescere sono soprattutto i mini. Le esportazioni sono arrivate al record di 85.000 unità, pari al 20% della produzione, con le altre economie emergenti come destinazione privilegiata. Il quadro europeo Il settore delle costruzioni vale circa il 9%-10% del Pil europeo, con 20 milioni di posti di lavoro suddivisi in tre mi-
lioni di aziende, delle quali il 90% è di dimensioni piccole o medie. Il 22% fattura meno di 10 milioni di euro l’anno; il 39% tra i 10 e i 50 milioni; l’11% tra 50 e 100 milioni; il 16% tra 100 milioni e 1 miliardo e l’11% oltre 1 miliardo. Soprattutto per merito dei miniescavatori - che rappresentano il 40% del totale - il mercato del Vecchio Continente è tornato “in ottima salute”. La somma di escavatori, pale gommate e sollevatori telescopici vale addirit-
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Dossier quindi come quarto mercato dell’Europa Occidentale, sebbene a notevole distanza dal podio. Passando dalle previsioni ai dati già consuntivati, nel trimestre maggio-luglio 2019 la produzione del settore costruzioni è calata del -2,3% rispetto al precedente, mentre su base annua si registra un modesto +0,8%. Il confronto tra i primi sette mesi dell’anno e lo stesso periodo del 2018 mostra un aumento del +3,2%. Pur rimanendo positiva, la dinamica tendenziale segna una netta decelerazione. Il settore delle costruzioni vale circa l’8% del Pil nazionale e, come noto, è tipicamente formato da piccole e medie aziende.
L’INCREMENTO DEL +14,2% NELLE OPERE PUBBLICHE NON SI TRADUCE IN UN CORRISPONDENTE AUMENTO DEGLI INVESTIMENTI IN CONTO CAPITALE: IL PROBLEMA STA NEL PERDURANTE SCARTO TRA L’EFFETTUAZIONE DEI BANDI E L’EFFETTIVA PARTENZA DEI CANTIERI
tura il 94% del mercato, mentre terne e skid sono in calo. Particolarmente brillante è la dinamica del Nord e Centro Europa, che ha raggiunto i suoi massimi storici e in alcuni casi li ha perfino superati. La crescita continua anche al Sud, anche se i volumi assoluti rimangono modesti. Italia al quarto posto La non semplice congiuntura economica si tradurrà in un rallentamento della domanda nel settore delle macchine per costruzioni, per il quale Prometeia (in occasione del SaMoTer Outlook) ha previsto una chiusura di fine 2019 al -5%. Per il 2020 è però attesa una nuova crescita del +9%, anche grazie al rilancio degli investimenti pubblici. Nel 2021, con un’ulteriore impennata del +5%, si andrà oltre quota 17.000 macchine. L’Italia si attesterà
Dal bando al cantiere Nel 2018 il traino principale della crescita è stato l’edilizia residenziale, mentre è proseguita la flessione del Genio civile. Le compravendite del mercato immobiliare hanno registrato un +6,6%, consolidando il trend espansivo in atto dal 2014, ma i prezzi delle case continuano a scendere, come confermato dai dati Eurostat: nel secondo trimestre 2019 l’Italia è l’unico Paese europeo con il segno negativo, a fronte del resto del Vecchio Continente che invece cresce del +4,2%. Inoltre, si è registrato un +14,2% nelle opere pubbliche, anche se i segnali positivi dei bandi stentano a materializzarsi in una ripresa della spesa per investimenti in conto capitale, confermando il divario tra la pubblicazione del bando e l’effettiva partenza dei cantieri. La ripresa degli investimenti in costruzioni è stimata in frenata nel 2019, con segnali di rallentamento diffusi in tutti i comparti. Il peso del comparto MMT Nei primi nove mesi del 2019 sono state immesse sul mercato italiano 10.923 macchine per costruzioni, con una crescita del +13% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2018. Più in dettaglio, sono 10.516 le macchine movimento terra vendute e 407 le macchine stradali, come emerso dalla ricerca realizzata da SaMoTer in collaborazione con Prometeia
LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / CECE seguito strade diverse in base alle latitudini. Nell’est asiatico non sono mai state in gran voga, al contrario di escavatori mini o medi; in Germania, dopo un buon periodo per le
ENRICO PRANDINI PRESIDENTE
terne, si è affermato l’escavatore gommato. Continuano a essere centrali nel mercato iberico e dell’Est Europa, paesi ancora in fase evolutiva per quanto riguarda i sistemi e la gestione del cantiere. In Italia la crisi ha messo in sofferen-
“Chi fa noleggio puro sostituisce le macchine più frequen-
za soprattutto le piccole imprese, abituali utilizzatrici delle
temente: i miniescavatori anche ogni tre-cinque anni.
terne; inoltre, la rete distributiva ha spostato l’attenzione
Tendenzialmente il noleggio è un veicolo di svecchiamento
sui miniescavatori e i gommati. Questa combinazione di
per quanto riguarda il parco macchine per il movimento ter-
fattori ha prodotto il risultato attuale, ma la terna potrebbe
ra, mentre per altri settori no: gru o macchine per perforazio-
anche rinascere, pur senza tornare ai picchi pre-crisi. Oggi
ni, ad esempio, durano di più anche perché impiegate meno
mini e skid sono una valida alternativa, anche e soprattutto
frequentemente. Per quanto riguarda il calo delle terne va
dal punto di vista dimensionale. È sempre meno facile tro-
premesso che questa tipologia di macchina è storicamente
vare operatori in grado di usare le terne adeguatamente e
stata apprezzata per la fase di start-up e come macchina ‘di
quindi anche i noleggiatori sono un più restii a considerare
servizio’, data la sua versatilità. L’evoluzione del mercato ha
questa tipologia di macchina”.
90 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
MERCATO e Unacea. Guardando al mercato estero, nei primi sei mesi del 2019 l’export italiano di macchine per costruzioni ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, con una crescita annua del +2%. In particolare, crescono le esportazioni di macchine per il calcestruzzo (+13%), per la preparazione degli inerti (+7,5%) e per la perforazione (+4%). Stabile l’export di macchine per il movimento terra, mentre calano quelli di macchine stradali (-12%) e di gru a torre (-2%). Positive le importazioni (+6%), stabile la bilancia commerciale che mantiene un avanzo pari a 1,3 miliardi di euro. Il settore è composto da 120.224 imprese, per un totale di 1.018.764 addetti e un valore della produzione pari a 188.716 milioni di euro.
fari, crollato del -52% rispetto al 2008. La tipologia di macchine più diffusa è quella dei miniescavatori (36% del totale), seguiti da escavatori cingolati (15%), pale gommate (12%) e minipale gommate (10%). Tra le macchine stradali, a far la parte del leone sono i rulli (73%), mentre il resto del mercato si divide tra
vibrofinitrici (17%) e frese (10%). Come spiega Michele Turrini, presidente di Siteb, “i rulli sono la tipologia di macchine stradali più diffusa perché più versatile rispetto a frese e finitrici. Possono essere usati anche in settori diversi e richiedono investimenti inferiori. Sono anche le macchine che lavorano per meno
LA PAROLA ALLE AZIENDE / BAUER MACCHINE ITALIA
ALBERTO DALLE COSTE AMMINISTRATORE DELEGATO “Il 2019 per noi è stato un anno positivo, nonostante le ormai abituali incertezze che si prolungano da un decennio. Tutte le imprese sono molto attente,
Volumi perduti In Italia il parco macchine del settore costruzioni è costituito da 179.224 unità, delle quali il 70,4% afferenti agli utilizzatori finali e il 29,6% ai noleggiatori. Esplodendo ulteriormente il dato, delle 118.154 macchine degli utilizzatori finali il 70,2% è rappresentato per il movimento terra, seguite dal 12,2% per il sollevamento. Delle 60.470 unità che compongono il parco a noleggio il movimento terra vale il 58% e il sollevamento il 37,4%. Nello specifico del movimento terra, la crisi ha comportato un dimezzamento del volume complessivo d’af-
fanno estrema fatica a investire e quando vogliono effettuare investimenti si trovano ad affrontare la morsa di un credito che viene concesso con molta difficoltà. La stretta del sistema bancario provoca notevoli difficoltà nel reperire i finanziamenti, anche perché le costruzioni continuano a essere un settore tabù. Le banche preferiscono agevolare settori che, occorre dirlo, beneficiano anche di un’opinione pubblica più favorevole. Pur inseriti in queste difficoltà strutturali non possiamo lamentarci, grazie a uno spettro di macchinari e servizi che ci permettono di compensare i vuoti che, ciclicamente, alcuni microsettori subiscono. Oltre agli impianti più conosciuti siamo infatti in grado di fornire macchine da micropali o da ancoraggi anche per piccoli lavori, impianti di dissabbiamento e miscelazione per lavori di fondazioni o tunnelling. Un’ampiezza di gamma che ci permette di ottenere risultati positivi anche in un settore in perdurante difficoltà. Inoltre, la differenza la fanno i servizi e la professionalità che possiamo mettere in campo. Le imprese italiane ci riconoscono la medesima capacità tecnica della casa madre, ma con tutti i vantaggi (anche di costo) di una realtà locale. Questa caratteristica, unita all’eccellente qualità delle macchine, fa la differenza. In termini di fatturato il 2019 ha segnato risultati in linea con l’anno precedente, che però aveva registrato un’autentica impennata nei confronti del 2017. In questo contesto il noleggio riveste un ruolo importante, un polmone indispensabile per molte imprese. Rimane comunque un settore con un rischio di liquidità elevato. Invece, pur avendoli più volte utilizzati, i benefici dell’Industria 4.0 sono stati minori rispetto alle nostre aspettative. Sotto il profilo delle attrezzature abbiamo avuto ottime soddisfazioni dagli escavatori MC96 non solo con fresa, ma anche per il sollevamento Heavy Duty e benna, macchine utilizzate con successo da imprese italiane nel cantiere Grand Paris. E prossimamente metteremo in campo la macchina da perforazione più imponente e potente d’Europa. Purtroppo in questo clima di perdurante incertezza politica il settore delle grandi opere continua a essere visto come occasione di malaffare. Un mito negativo da sfatare, che va a discapito dello sviluppo dell’intero Paese e che, proprio per questo, non trova adeguata ‘sponsorizzazione’ da parte del mondo politico. La conseguenza è un’assoluta immobilità. Cambiare questa mentalità
IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI VALE CIRCA IL 9%-10% DEL PIL EUROPEO, CON 20 MILIONI DI POSTI DI LAVORO SUDDIVISI IN TRE MILIONI DI AZIENDE, DELLE QUALI IL 90% È DI DIMENSIONI PICCOLE O MEDIE
è fondamentale per smuovere il Paese. Non solo. Serve una comunicazione in grado di far percepire ai cittadini i vantaggi delle grandi opere. Oggi è difficile vedere prospettive positive. Di conseguenza anche il prossimo anno sarà, verosimilmente, un mercato di mantenimento, a meno di sorprese inaspettate”.
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 91
Dossier LA PAROLA ALLE AZIENDE / MESSERSÌ modelli, come ad esempio i nuovi prodotti a ‘emissione zero’, e nell’attitudine ‘market oriented’ delle figure chiavi aziendali. Visto l’andamento della congiuntura economica
MARCO GRUCCI DIRETTORE COMMERCIALE
generale, con il rischio di recessione in molti Paesi ‘trainanti’ tra cui la Germania, e i possibili effetti della Brexit e delle politiche protettive degli Stati Uniti, sembra molto difficile
“Il 2019 è stato un anno molto positivo per Messersì, con il
per il 2020 inanellare l’ennesimo segno positivo. Messersì
raggiungimento del piano triennale in termini di fatturato
continua ancora a investire e a perseguire politiche di
e macchine prodotte. L’export è stato ancora una volta il
sviluppo e di crescita aziendale. Per questo motivo è stato
fattore determinante del successo, con il decimo risultato
rafforzato l’organico dell’ufficio commerciale, è stata
positivo consecutivo (in termini di crescita delle vendite) e il
aumentata l’automazione dei processi di acquisizione
raggiungimento del record storico di fatturato e di numero di
ed evasione ordini dei ricambi online e saranno presto
macchine vendute all’estero, quasi raddoppiando i valori del
presentati (anche in occasione del prossimo SaMoTer) altri
2007 (anno di riferimento per il nostro settore, antecedente
modelli di macchine, come al solito innovative e fortemente
la crisi). Le ragioni di questo risultato vanno ricercate nel
richieste dal mercato. Messersì quindi affronterà il 2020
continuo miglioramento nella qualità dei prodotti, specie dei
con il solito impegno e i costanti investimenti che hanno
minidumper cingolati, nell’introduzione costante di nuovi
caratterizzato gli ultimi 10 anni”.
ore all’anno (circa 700-800), mentre le finitrici sono intorno alle 1.000-1.300 ore e quindi hanno un’obsolescenza più rapida. La fresa è nettamente la tipologia meno diffusa, perché solo per interventi
particolari si presenta questa necessità. Quindi i 10 anni di vita media delle macchine stradali sono tanti per la finitrice, mentre per rulli e frese possono rappresentare un buon indice di durata”.
LA PAROLA ALLE AZIENDE / RMC RICAMBI
GABRIELE FERMI SALES MANAGER “La nostra azienda si occupa fin dal 1995 di ricambi per macchine movimento terra, di ogni marca e modello. Attualmente sono circa 50.000 gli articoli a stock, che spaziano da ricambi carro e motore a parti elettriche e trasmissioni, materiale di usura e tenute. Dal 2009 abbiamo iniziato a implementare le attività, vendendo escavatori nuovi e usati, aprendo un’officina per la riparazione dei mezzi e aprendo l’attività di noleggio. Negli anni recenti sono stati fatti importanti investimenti, incrementando considerevolmente i budget per il potenziamento di ogni attività. Il 2019 per noi è stato un anno fondamentale, in cui sono stati raggiunti importanti obiettivi e sono state poste delle solide basi per i futuri sviluppi. Oggi il gruppo RMC conta su una forza lavoro di 25 persone, suddivise nelle quattro aree di lavoro: Commerciale ricambi, Commerciale macchine, Noleggio e Assistenza mezzi. Due sono le principali novità di quest’anno, che chiuderemo con un fatturato di quasi 8 milioni di euro: il portale di e-commerce, risultato di un lavoro di quasi tre anni che ha portato alla luce un prodotto di eccellente qualità ed efficienza, e l’ampliamento della sede, che festeggeremo la prossima primavera: stiamo infatti costruendo un nuovo capannone adibito a officina e raddoppieremo il piazzale per l’esposizione dei mezzi. Un investimento importante che segue l’espansione della nostra azienda, oggi diventata un vero punto di riferimento nel mondo del movimento terra”.
92 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
Più uso che possesso In totale, il rapporto tra nuovo e usato è di 78% a 22%, ma l’incidenza dell’usato varia dal 21% del movimento terra al 41% della perforazione. Ci sono variazioni significative anche nel rapporto tra macchine di proprietà e a noleggio: il totale è 61% a 39%, ma la scelta del rental incide per l’81% nelle PLE, per il 65% per pompe e betonpompe per il calcestruzzo e per il 58% per le autobetoniere. Rispetto al 2008 il noleggio è triplicato, un dato che ha stupito perfino Marco Prosperi, presidente di Assodimi/Assonolo: mediamente un singolo noleggio dura 42 giorni, mentre l’utilizzo annuo delle macchine si attesta a 520 ore, frutto della media tra le 759 ore delle macchine di proprietà e le 281 ore di quelle a nolo. Tra gli utilizzatori, l’età media delle macchine è di 11 anni, dato che può essere spacchettato tra il valore massimo dato dai 14,1 anni del sollevamento e il minimo rappresentato dai 10,3 anni del movimento terra e dai 10,1 delle stradali. Tra i driver che spingono all’acquisto di una macchina nuova il principale è rappresentato dai modelli tecnicamente innovativi (67,9%). Molto distanziate le motivazioni date dall’ampliamento del parco (35,8%) e dalle agevolazioni economiche (31,4%). Tra le aziende che hanno acquistato macchine nel 2018 solo il 44% ha usufruito degli incentivi statali.
MERCATO Previsioni per l’Europa Prometeia prevede che il 2019 si chiuderà con un incremento del +0,7%, per poi salire al +7% sia nel 2020 che nel 2021: una ripresa che porterà oltre la quota di 1,1 milioni di macchine. Il 2019 dovrebbe quindi andare in archivio come un anno “di assestamento”, in un quadro globale non semplice e con numerosi rischi al ribasso. Visti anche i notevoli volumi di vendite degli ultimi anni non sussistono elevatissime necessità riguardanti il parco macchine. La crescita sarà quindi superiore nei mercati che maggiormente erano stati ridimensionati dalla crisi, come ad esempio quello spagnolo e in quelli dei Paesi emergenti. Nel 2020/2021 si attende una crescita vicina al +4%, anche grazie al rilancio del mercato immobiliare negli USA e in Giappone. Particolarmente interessante è la crescita prevista per l’Europa Centro-Orientale, che con un notevole +50% andrà abbondantemente oltre la soglia delle 55.000 macchine entro il 2021. A trainare tale incremento sarà la Russia, ma crescerà in maniera costante anche la Polonia.
LA PAROLA ALLE AZIENDE / CIFA
MARCO POLASTRI SALES, AFTERSALES & MARKETING DIRECTOR “Negli anni 2017/2019 CIFA ha fatto registrare una crescita rilevante in termini economici/finanziari, commerciali e anche industriali. Abbiamo registrato un notevole aumento delle vendite, ottenendo un importante risultato anche riguardo alla nostra quota di mercato, cresciuta in Europa rispetto ai competitor. Attualmente le vendite nel mercato UE rappresentano circa l’80% del totale di CIFA, per questo tra gli obiettivi per i prossimi anni c’è senza dubbio l’incremento della nostra presenza nei mercati extraeuropei e stiamo investendo nello sviluppo della nostra sede negli Stati Uniti. Due, in particolare, sono le aree su cui puntiamo: Stati Uniti, appunto, e Arabia Saudita (per quest’ultima prevediamo un progetto di start up con partner locali). Visti gli sfidanti obiettivi di vendita nel 2020 dovremo soddisfare una maggiore capacità produttiva, specialmente di prodotti quali pompe autocarrate e autobetoniere, perciò stiamo dedicando importanti investimenti nell’ampliamento di una delle nostre fabbriche in Italia. I segnali che provengono in senso generale dal mercato non ci spaventano: nonostante l’incertezza e il rallentamento dell’economia globale, sia in Europa sia nel resto del mondo è prevista una crescita. In particolare, le vendite nel nostro settore si preannunciano stabili per il 2020, proseguendo nel tracciato registrato nel primo semestre del 2019. CIFA, quindi, continuerà la sua crescita lavorando sulla quota di mercato e sull’internazionalizzazione”.
SCANIA E I 50 ANNI DEL “RE DELLA STRADA” Per Scania il 2019 è stato un anno me-
le consente di offrire sul mercato solu-
da numerose iniziative che hanno visto
morabile, che si è contraddistinto per
zioni di trasporto che non solo rispon-
il coinvolgimento di tutti coloro che ope-
la celebrazione del 50° anniversario del
dono alle più avanzate norme sull’inqui-
rano nell’ecosistema dei trasporti, per
leggendario motore V8, definito “Il Re
namento e sulla sicurezza, ma già pre-
ribadire ancora una volta l’importanza
Della Strada”. Per onorare questo an-
figurano un futuro ormai prossimo, nel
di agire insieme per mettere in atto un
niversario Italscania ha aperto le por-
quale si dovrà dare attenzione priorita-
vero e proprio cambiamento verso un
te della propria sede e dato vita a un
ria alla sostenibilità economica e am-
trasporto sostenibile. Un esempio su
evento memorabile che ha visto la par-
bientale come condizione indispensa-
tutti, S.A.V.E., il progetto itinerante che
tecipazione di migliaia di persone, l’e-
bile per rendere competitive le imprese
ha visto il coinvolgimento di 10.000 stu-
sposizione dei migliori veicoli storici e
italiane. Il 2019 è stato scandito inoltre
denti delle scuole primarie e seconda-
decorati d’Italia, un museo inedito dedi-
rie, realizzato dal Museo del Risparmio,
cato ai 50 anni del V8 e una parata per le
BEI Institute e Scania, con la collabo-
vie del centro storico di Trento. “I gior-
razione di Intesa Sanpaolo. Un vero e
ni del re” è stata inoltre l’occasione per
proprio “museo su ruote” per educare
ospitare un’importante competizione al
all’uso consapevole delle risorse, a co-
termine della quale è stato eletto il mi-
minciare dal denaro, e per lottare contro
gliore conducente di veicoli industria-
gli sprechi. Un ulteriore esempio è dato
li d’Italia. Nel corso dell’anno, inoltre,
dal Climate Day, organizzato per accre-
Scania ha consolidato ulteriormente il
scere la conoscenza e consapevolezza
proprio posizionamento quale “leader
di tutti, all’interno dell’organizzazione,
nel trasporto sostenibile”, perseguendo
in relazione ai cambiamenti climatici e
nel processo di miglioramento continuo
all’impatto che il settore dei trasporti ha
che da sempre la contraddistingue e che
su clima e ambiente. novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 93
Dossier
La rivoluzione
del valore aggiunto Uno scenario di mercato complesso come quello descritto dal nostro dossier richiede approcci innovativi. A tal proposito sono davvero preziosi gli spunti di riflessione forniti dal noto giornalista economico Sebastiano Barisoni e dalla psicologa Alessia Gatti nel corso dell’ultimo Congresso Nazionale di Assodimi/Assonolo, tenutosi lo scorso ottobre a San Patrignano di Ettore Zanatta
“S
ebbene il vostro settore sia andato meglio di altri, solitamente la domanda che viene rivolta in contesti come questo è: ‘Quando torneremo a fare quello che facevamo prima della crisi?’. La risposta è semplice: ‘Mai’”. Così Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24 e conduttore di “Focus Economia”, ha iniziato il suo brillante intervento sul palco del 27° Congresso nazionale di Assodimi/ Assonolo. Un modo decisamente efficace di catturare l’attenzione della platea, ma anche di sollecitare un punto di vista diverso sulle strategie da adottare: “Come succede in medicina, se si sbaglia la diagnosi, si sbaglia anche la cura. Se hai i sintomi del morbillo per troppo tempo, non hai il morbillo, ma qualcosa di più grave”. Lo stesso vale per quella che chiamiamo “la crisi del 2008” e che, da un punto di vista tecnico, è finita nel 2010: “Tutte le crisi dal 1946 in avanti hanno avuto le stesse caratteristiche: un crollo verticale dell’attività produttiva concentrato in un settore, seguito da un altrettanto veloce recupero, fino ad arrivare a un livello più alto rispetto al pre-crisi, grazie alla scomparsa dei soggetti meno adeguati”. Con tutta evidenza, non è questo il caso. Se non stiamo parlando di una crisi, allora si
SEBASTIANO BARISONI (SECONDO DA DESTRA NELLA FOTO, INSIEME AI RAPPRESENTANTI DI ASSODIMI / ASSONOLO IN OCCASIONE DEL CONVEGNO 2019 TENUTOSI A SAN PATRIGNANO), VICEDIRETTORE ESECUTIVO DI RADIO 24, CONDUCE DI “FOCUS ECONOMIA”, PROGRAMMA QUOTIDIANO DEDICATO ALL’APPROFONDIMENTO DEI TEMI DELL’ATTUALITÀ, DELL’ECONOMIA E DELLA FINANZA
tratta di una rivoluzione, fenomeno altrettanto noto, ma con caratteristiche completamente diverse. Barisoni le ha sintetizzate nelle tre “I”: le rivoluzioni sono irreversibili (nella storia, tutti i tentativi di restaurazione sono falliti); indistinte (nessun settore ne è immune) e imprevedibili (si possono capire e analizzare solo quando sono finite). Per questo la tanto elogiata resilienza non produce effetti positivi: “Tenere duro ha senso solo di fronte a un evento transitorio, ma nessuna crisi può durare 11 anni. Come diceva Marx, la storia non si ripete mai, se non sotto forma di farsa o di
94 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
tragedia. Anche se i vostri fatturati hanno recuperato i livelli del 2007, non ha senso fingere di essere tornati al 2007!”. Di fronte a una rivoluzione bisogna quindi sapersi adattare, qualunque sia la dimensione del proprio business: “Nella selezione darwiniana le dimensioni non contano: Darwin non ha mai detto che a vincere è la specie più grossa e forte, bensì quella che meglio si adatta al mutare delle circostanze esterne. Le prime 10 società quotate a Wall Street 15 anni fa nemmeno esistevano! Il problema delle dimensioni è solo una scusa per chi non vuole accettare la sfida”.
MERCATO Di capacità adattiva ha parlato anche la Dott.sa Gatti, evidenziando come molte aziende invece promuovano un atteggiamento protezionistico che ostacola l’evoluzione. Il suo concetto di “business fluido” si ispira al filosofo/sociologo Zygmunt Bauman e alla sua idea di una “società liquida, con frontiere aperte e un mondo sempre meno fisico e più virtuale, in cui i rapporti umani diventano una forma di scambio commerciale”. L’empatia è la chiave del successo, in quanto per la prima volta è saltata l’“asimmetria informativa”: nella storia dell’umanità il venditore ha sempre avuto più informazioni rispetto al compratore, mentre oggi chiunque vada a comprare una macchina edile ha la possibilità di confrontare l’offerta con tutte le altre al mondo, semplicemente usando il cellulare. Il cambiamento è tanto radicale quanto schizofrenico: “Questa rivoluzione è bellissima quando compro qualcosa, perché mi consente di trovare quello che voglio
“
ALESSIA GATTI, PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA, LAVORA PRINCIPALMENTE NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DI PERSONALITÀ, ALIMENTARI E TRAUMA-CORRELATI. SI OCCUPA INOLTRE DI GESTIONE DELLO STRESS
bene, indipendentemente dal suo costo intrinseco”. Se il cliente cerca solo il costo più basso, la Cina è un competitor imbattibile. Se invece riconosce la qualità del servizio,
RESISTERE HA SENSO SOLO DI FRONTE A UN PROBLEMA TRANSITORIO, MA SE LA CRISI DURA DA 11 ANNI ALLORA NON È UNA CRISI: SI TRATTA DI UNA RIVOLUZIONE E CIÒ IMPLICA LA NECESSITÀ DI CAMBIARE COMPLETAMENTE APPROCCIO
“
alle migliori condizioni e senza nemmeno muovermi dal divano. Diventa un incubo se sono il venditore. Infatti i tassisti si lamentano di Uber, ma comprano i voli su booking.com. Tutti ci lamentiamo della rivoluzione quando ci danneggia, anche se nel contempo ne siamo gli artefici”, ha osservato Barisoni. Continuare a fare quello che si faceva prima porta all’estinzione, perché nessuno può competere con la nuova realtà determinata dalla Rete. Per questo motivo, se usiamo solamente la leva del prezzo diventiamo una commodity e non siamo più competitivi, così come un’agenzia di viaggi non può competere con booking.com sul costo di un biglietto aereo. Ma tutto cambia guardando al valore aggiunto, ovvero “quello che il cliente attribuisce a un
dell’assistenza e dell’expertise, c’è un valore aggiunto puro: quello della consulenza. “A patto, però, che la si sappia fare”, precisa il giornalista. “Se il tuo personale si limita a ripetermi quello che trovo online, allora è giusto che tu chiuda”. Il concetto di valore aggiunto cambia radicalmente il rapporto con il cliente: solo ora il fatto che egli sia “al centro” è una realtà oggettiva e non un mero enunciato. La Rete funziona con l’algoritmo, che può fare moltissime cose, ma non certo avere empatia, ovvero la capacità di entrare nella testa dell’altro e comprenderne profondamente i bisogni. Bisogna quindi cambiare approccio, ma per farlo - precisa la Dott. sa Gatti - non basta vendere a prezzi più bassi, promuovere il digitale e migliorare la comunicazione con il cliente. Come
spiegato da Philippe Kotler (“Marketing 4.0”, 2017) adattarsi vuol dire “partire dai desideri dei clienti e interrogarsi sulle possibili alternative che i clienti sarebbero disposti ad accettare per raggiungere i loro obiettivi”. Da qui nasce la tendenza a puntare sempre più sui servizi e sulla consulenza. E non è certo un fenomeno limitato alle costruzioni, visto che la ricerca eseguita dal Censis su mandato di Conad evidenzia che nella g.d.o. 17 milioni di italiani nel 2018 hanno rinunciato a un acquisto perché non si fidavano. Il compito fondamentale del marketing è proprio conquistare la fiducia del cliente il quale, ha spiegato Gatti, “sceglie in base ai valori che il prodotto comunica e non si fida più del brand, ma del ‘fattore F’: Family, Friends, Fan, Followers”. La parola chiave è “relazione”: quella che intercorre tra l’azienda e il target genera delle emozioni, sulla base delle quali i prodotti vengono accettati o respinti. Pertanto “la sopravvivenza di un brand dipende della quantità di relazioni significative che è in grado di instaurare e mantenere nel tempo”. Per centrare quest’obiettivo non esistono scorciatoie o ricette semplicistiche: “Ogni brand deve avere comportamenti coerenti con la propria identità. Si interagisce con essere umani specifici, che hanno emozioni e bisogni diversi e saranno attratti da comportamenti in linea con questi. Ogni brand deve capire la propria identità, comprendere il proprio target e promuovere comportamenti che attraggano il cliente”. ■
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 95
DISTRIBUZIONE Cavi Diesel
In perenne evoluzione
Lo storico distributore bresciano di DAF festeggia i suoi primi 40 anni, decisamente intensi. Nel contempo già programma il futuro, attraverso investimenti finalizzati a raggiungere nuovi ambiziosi obiettivi. A contraddistinguere il suo approccio è un mix tra capacità imprenditoriale e attenzione ai valori umani di Lorenzo Zacchetti
N
on è stato solamente un mero obbligo “diplomatico”. La presenza di Paolo Starace, amministratore delegato di DAF Veicoli Industriali, alla festa per i 40 anni di Cavi Diesel si lega alla stretta relazione con i dealer. Un elemento fondamentale per un’azienda il cui modello distributivo è di tipo indiretto: “Ci avvaliamo di imprenditori indipendenti che sono i nostri ‘ambasciatori sul territorio’. Senza di loro non possiamo fare risultati”, ha spiegato Starace. In questo panorama, Cavi Diesel rappresenta un caso unico sia per la capacità finanziaria che risulta determi-
nante in un settore che richiede grossi investimenti, sia per la sua particolare storia, fatta di competenza professionale ma anche di tanto “cuore”. Fondata nel 1979 come Centro Assistenza Veicoli Industriali, l’azienda di Calcinato (BS) acquisisce il mandato DAF già nel 1985, seguito da altri grandi marchi quali Nissan nel 1989 e Piaggio nel 2000. Nel 2006 Cavi Diesel entra a far parte del Gruppo Brixia Finanziaria, il cui core business è nelle utilities e nella distribuzione del carburante attraverso il marchio Retitalia. Come si spiega un’acquisizione non strettamente sinergica come questa? Con l’intenzione di Paolo Zani, fondatore di Brixia, di aiutare un amico
96 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
che si trovava in difficoltà, salvando nel contempo i 94 posti di lavoro legati a Cavi Diesel. Il progetto si rivela altrettanto valido sul piano imprenditoriale: dopo il cambio di proprietà l’azienda cresce ulteriormente attraverso i mandati di Solaris (2012) e Isuzu (2017) e poi collaborando con VDL Bus & Coach (da inizio 2019). “Con Brixia Finanziaria mi sono occupato di molte attività, ma questa è senza dubbio la più formativa, sia nei rapporti di lavoro che in quelli umani”, spiega Paolo Papetti, presidente del CdA di Cavi Diesel e amminstratore delegato della holding. “Oggi ho l’orgoglio di presentarvi una realtà che si presenta sul mercato in modo estremamente profes-
PAOLO STARACE (A SINISTRA), AD DI DAF VEICOLI INDUSTRIALI, CONSEGNA UN RICONOSCIMENTO PER I 40 ANNI DI CAVI DIESEL AL PRESIDENTE DEL CDA PAOLO PAPETTI E ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO ALICE PULICI
“
CAVI DIESEL RAPPRESENTA UN BENCHMARK PER LA DISTRIBUZIONE, NON SOLO PER DAF. HA SAPUTO COGLIERE LE SFIDE E APRIRSI AL CAMBIAMENTO. L’AZIENDA RAPPRESENTA PIÙ MARCHI, MA COMPLEMENTARI TRA LORO, E RIVOLGE UNA GRANDE ATTENZIONE ALL’AMBIENTE E AL SERVIZIO CLIENTI: QUESTA È LA STRADA DA PERCORRERE PAOLO STARACE, AD DI DAF VEICOLI INDUSTRIALI
“
LA SEDE PRINCIPALE DI CAVI DIESEL A CALCINATO (BS) È STATA RECENTEMENTE OGGETTO DI UN IMPORTANTE INTERVENTO DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. L’AZIENDA HA INOLTRE UNO STABILIMENTO A BOLZANO E DEGLI UFFICI DI VENDITA A SAN GIULIANO MILANESE
sionale nella vendita, nel post-vendita e negli investimenti futuri”. Il dealer bresciano attualmente vanta una quarantina di dipendenti suddivisi in tre sedi operative (oltre a Calcinato, ci sono Bolzano e San Giuliano Milanese), guidate da Papetti con l’amministratore delegato Alice Pulici e il direttore commerciale Cesare Facchetti. A loro è affidata l’impegnativa eredità di Paolo Zani, deceduto nel luglio 2018 per la stessa malattia che nove mesi prima era stata fatale a sua figlia Carolina. Per ricordarli celebrando la loro grande passione per l’arte e l’antiquariato è stata creata la fondazione culturale “Paolo e Carolina Zani”, alla quale sono state devolute diverse opere di grande pregio, compresi quadri del Canaletto e di Francesco
UN’ALTRA FIGURA CHIAVE DI CAVI DIESEL È CESARE FACCHETTI, CHE HA MATURATO UNA LUNGA ESPERIENZA NEL SETTORE E DA SEI ANNI LAVORA IN AZIENDA, PRIMA COME VENDITORE E POI NEL SUO RUOLO ATTUALE DI DIRETTORE COMMERCIALE novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 97
DISTRIBUZIONE
I VEICOLI DAF RAPPRESENTANO CIRCA L’80-85% DEL FATTURATO COMPLESSIVO DI CAVI DIESEL, CHE CONTA DI CHIUDERE L’ESERCIZIO 2019 A QUOTA 20 MILIONI DI EURO, IN LINEA CON IL PRECEDENTE
L’OPINIONE con la partecipazione a Transpotec) e nuove tecnologie. Contiamo di chiudere l’anno con 30 milioni di euro di fatturato, in linea con il precedente esercizio. Circa l’80-85% è prodotto da veicoli DAF. Su Brescia abbiamo una quota di mercato molto sfidante, intorno al 15-16% (più alta della media nazionale). Arrivare
LA RICORRENZA DEI 40 ANNI DI CAVI DIESEL È STATA CELEBRATA CON UNO SPECIALE EVENTO LO SCORSO 20 SETTEMBRE
a 40 anni è un traguardo importan-
ALICE PULICI
AMMINISTRATORE DELEGATO DI CAVI DIESEL
te, ma vorrei invitarvi a non guardarci solo come a un marchio storico: vogliamo costruire una Cavi
“Sono al mio quarto anno nel ruolo e
Diesel ancora migliore, crescendo
non nego di aver avuto qualche timo-
in tutti gli aspetti. La scelta di lavo-
re all’inizio, essendo una donna giova-
rare con diversi marchi prestigiosi
ne in un settore prettamente maschi-
deriva dall’intenzione di accogliere
le. Però sono contenta, perché oggi
le esigenze di una vasta tipologia
quei timori si sono trasformati in una
di clienti, in termini di qualità del
grande passione. Siamo convinti che
prodotto e del servizio. Per fideliz-
la soddisfazione del cliente sia legata
zare i clienti intendiamo portarli in
anche a quella dei dipendenti, quindi
un circolo virtuoso che comprende
cerchiamo di coinvolgerli in ogni de-
una forza vendita con 11 consulen-
cisione. Abbiamo lavorato molto sul-
ti dedicati per marchio, un reparto
la formazione e continueremo a farlo.
assistenza con 11 meccanici specia-
Vogliamo intensificare l’attività di ‘cu-
lizzati, ricambi originali e aftermar-
stomer care’ per capire dal feedback
ket, soluzioni di noleggio a medio
dei clienti quali sono le aree nelle qua-
e lungo termine, servizi finanziari e
li possiamo migliorare. Il 2019 è stato
polizze assicurative. Stiamo inoltre
un anno importante, non solo per la ri-
cercando di internalizzare dei servi-
correnza dei 40 anni ma perché i nostri
zi che in passato sono stati dati in
azionisti ci hanno permesso di investi-
outsourcing e per l’assistenza col-
re su più fronti: ristrutturazione della
laboriamo anche con la rete di offi-
sede, innovazione, marketing (anche
cine M-Truck”.
98 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
Guardi, e che raccoglie fondi per la ricerca. Papetti, che di Zani era un amico fraterno, tiene molto a questa attività, filo rosso che collega passato e futuro. Se nel cuore ci sono i ricordi, lo sguardo è costantemente rivolto ai passi ancora da compiere. Lo dimostrano le riorganizzazioni e i recenti investimenti su vari fronti, compreso l’efficientamento della sede principale di Calcinato con un impianto fotovoltaico e un massiccio restyling. Anche questo intervento si riallaccia al ricordo di Carolina, che aveva una forte passione per l’ambiente e desiderava una sede più “green”. Tra i prossimi obiettivi ci sono il rafforzamento della sede di Bolzano attraverso un’acquisizione immobiliare che consentirà la realizzazione di un’area espositiva, l’apertura di una nuova officina DAF a Mantova e di una nuova sede a Milano per consolidare il marchio Isuzu e l’assistenza a Solaris, che per il postvendita di Cavi Diesel rappresenta un fondamentale valore aggiunto. ■
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La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali
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ON SITE Messa in sicurezza e manutenzione dei “Fortini Motteggiana”
LE GUARDIE DEL FORTE Due macchine Casagrande della serie XP si stanno distinguendo in alcuni interventi di fondazione e consolidamento propedeutici alla messa in sicurezza e all’adeguamento statico del ponte ferroviario situato sulla linea Verona-Modena di Ettore Zanatta
R
FI (Rete Ferroviaria Italiana) sta eseguendo l’adeguamento statico del ponte sito sulla linea ferroviaria VeronaModena, al km 47+431. Si tratta di una linea lenta minore a binario unico e - nel tratto interessato, situato nel comune di Mottegiana (Mn) - sovrappassa una costruzione edificata
nel 1860: il Forte Noyeau. Esso, insieme al Forte Centrale (o Magnaguti) rappresenta quanto rimane della doppia testa di ponte realizzata dal genio militare asburgico sul fiume Po poco prima della Terza guerra d’indipendenza. L’opera è costituita da una struttura muraria di edifici collegati tra loro da arcate realizzate nel 1923 sulle quali so-
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nostati posti i binari, a una quota di circa 8 m sopra il piano di campagna. Considerando l’epoca di costruzione dell’edificio e il suo stato conservativo, RFI sta attuando una serie di interventi di messa in sicurezza e l’adeguamento dell’impalcato - in un tratto di lunghezza pari a 215,95 m - mediante la sua sostituzione. La muratura in matto-
PANORAMICA DEL CANTIERE (E VISTA D’INSIEME DEI MANUFATTI) CHE HA PER OGGETTO L’ADEGUAMENTO DEL PONTE AL KM 47+431 DELLA LINEA FERROVIARIA VERONA-MODENA MEDIANTE SOSTITUZIONE DELL’IMPALCATO
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ON SITE SPECIALIZZATI IN EDILIZIA FERROVIARIA
L’ING. FEDERICO COSTA, PROJECT MANAGER DI VENETA21
Veneta21 si occupa da oltre 30 anni della costruzione, manutenzione e ristrutturazione di tutto ciò che riguarda il sistema ferroviario. L’azienda di Alpago (Bl) nasce nel 1966 come “impresa di costruzioni Veneta Dal Farra”; dopo un’iniziale conduzione familiare, s’inserisce nel mercato dell’edilizia civile con la partecipazione dal 1976 al
PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI FONDAZIONE SONO STATE UTILIZZATE DUE MACCHINE CASAGRANDE: UNA B125XP, PROPRIETÀ DI BRESCIANA FONDAZIONI, E UNA B175XP-2 (NELLA FOTO), PROPRIETÀ DI NEGROPAL
1980 alla ricostruzione nelle località friulane colpite dal terremoto. È proprio nel 1980 che l’azienda esegue il primo appalto per un ente pubblico locale e, a partire dal 1983, vede aggiudicarsi diversi appalti pubblici dalle Ferrovie dello Stato, dal Genio Militare e da altri enti quali Regioni, Provincie e Comuni. L’azienda è cresciuta costan-
ni si presenta in uno stato di conservazione degradato a causa del tempo trascorso dall’epoca della sua costruzione e delle condizioni ambientali, essendo la zona soggetta a varie escursioni termiche nel corso dell’anno e a un elevato tasso di umidità, a causa della vicinanza al fiume Po.
temente negli anni e oggi è in possesso di attestazione SOA e di certificazione del proprio sistema qualità secondo lo standard UNI EN ISO 9001:2015 per le attività di “progettazione, costruzione, manutenzione e ristrutturazione di edifici civili e industriali; progettazione e costruzione di strade, ponti, opere strutturali speciali e fognature; costruzione e manutenzione di scogliere e opere idrauliche; realizzazione di opere di ingegneria naturalistica”.Nel 2017 è nata Veneta21, per dare continuità a un’esperienza lavorativa che ha forti aspirazioni di (ulteriore) crescita e di innovazione tecnologica. 102
Geologia e geomorfologia Il territorio di Motteggiana è ubicato nella porzione meridionale dell’area mantovana ed è interessato dalla presenza di due importanti elementi morfogenetici corrispondenti al fiume Po e allo scolo Zara. Gli ulteriori elementi geomorfologici riscontrati afferiscono le scarpate di terrazzo alluvionale, i paleo-alvei e i dossi fluviali. Il sottosuolo, per la presenza dei due elementi citati, è costituito da depositi alluvionali olocenici a bassa energia idraulica appartenenti al campo dei limi argillosi, delle sabbie e delle sabbie
limose. La costruzione in tempi storici degli argini che delimitano il Po hanno condotto all’individuazione di due aree a diverso sviluppo geomorfologico: una esterna, morfologicamente stabile, e una interna, instabile. La presenza degli argini implica che i processi geomorfologici associati alla dinamica fluviale sono confinati e coincidono con l’ambiente identificato da tutti quegli elementi soggetti a cambiamenti anche improvvisi in quanto influenzati dal regime fluviale. La soggiacenza della falda nell’ambito del territorio varia in funzione della combinazione data dalla topografica e dal regime fluviale: ciò implica che all’interno degli argini essa vari tra 0 m (periodi di piena del fiume Po e allagamenti delle lagune) a circa -2/-3 m nei periodi di magra; allo stesso modo, al loro esterno varia tra -2 e -4 m dalla superficie topografica. Nel caso in oggetto la falda risulta essere a circa -2 m dalla superficie topografica.
Il progetto L’intento di RFI è sgravare le strutture murarie esistenti dalle sollecitazioni indotte dal passaggio deit reni, sia per salvaguardare l’integrità delle costruzioni di rilevanza storico-architettonica che per garantire la sicurezza dell’esercizio ferroviario. Il progetto, in particolare, si propone la realizzazione di un nuovo impalcato costituito da un cassone in acciaio di forma trapezoidale, con luce di calcolo variabile a seconda dei tratti di costruzione
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che deve superare e da erigere sopra l’attuale sede ferroviaria - sostenuto da cinque telai trasversali in acciaio che, a loro volta, poggiano su una fondazione in c.a. su pali profondi di medio diametro. Il principale vincolo progettuale è rappresentato dalle quote altimetriche del ponte sul Po e del piano del ferro sotto il viadotto della S.S.62, dove si ha un franco di altezza limitato. Queste quote hanno consentito un modesto innalzamento della livelletta ferroviaria e una limitata altezza a disposizione per il progetto
IL PROGETTO PERMETTERÀ DI SGRAVARE LE STRUTTURE MURARIE ESISTENTI DALLE SOLLECITAZIONI INDOTTE DAL PASSAGGIO DEI TRENI, PER SALVAGUARDARE L’INTEGRITÀ DELLE COSTRUZIONI DI RILEVANZA STORICO-ARCHITETTONICA E PER GARANTIRE LA SICUREZZA DELL’ESERCIZIO FERROVIARIO
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ON SITE CONSOLIDAMENTO DI TERRENI E MURATURE
LORENZO NEGRO, SOCIO DI NEGROPAL
Negropal è una realtà altamente specializzata nella perforazione e nel consolidamento del terreno. È stata fondata dai fratelli Lorenzo e Silvio Negro che, con dedizione e passione, hanno saputo renderla un’industria che vanta una grande credibilità nel settore. Negropal interviene sia in ambito civile che industriale con la realizzazione e manutenzione di pozzi, consolidamento di fondazioni e chiodatura di muri di contenimento. Opera inoltre nel settore pubblico con interventi speciali come il consolidamento di ponti, la manutenzione e l’allargamento di gallerie ferroviarie. Negropal ha la capacità tecnica, l’innovazione ma anche l’esperienza per riuscire a fornire soluzioni personalizzate a ogni tipologia di problema riguardante la staticità e la perforazione ed è dotata di un parco macchine e squadre di operai altamente qualificati in grado di rispondere rapidamente in situazioni in cui anche la tempestività ha il suo peso. Lavorando secondo standard certificati, Negropal ha aderito all’AIF (Associazione Italiana Fondazioni) e si è iscritta a Confindustria come coronamento di un percorso che ha visto un’azienda familiare trasformarsi una realtà industriale vera e propria. 104
L’OPERA SU CUI SI È INTERVENUTI È COSTITUITA DA UNA STRUTTURA MURARIA DI EDIFICI COLLEGATI DA ARCATE SULLE QUALI SONO STATI POSTI I BINARI DELLA LINEA FERROVIARIA
L’OPINIONE “La nuova B175XP-2 e la B125XP sono perforatrici compatte, maneggevoli e semplici da utilizzare; sono inoltre equipaggiate con potenti motori diesel di ultima generazione e con le rispettive rotary H18 - da 175 kNm di coppia - e H12 - da 125 kNm di coppia - permettono la realizzazione di lavori di fondazione con prestazioni simili a quelle delle macchine di taglia superiore. La B175XP-2 è allestita con argano di spinta “argano pull down” per massimizzare la produzione in allestimento CFA ed è pronta per la produzione di pali in DISPLACEMENT anche in presenza di terreni impegnativi. La B175XP-2 guida la tendenza del mercato a impiegare macchine per la perforazione con sistemi di spinta dell’utensile mediante argano (il così detto “argano pull down”) quando in passato il CFA usava la sola massa di
del nuovo impalcato da inserire sopra l’estradosso delle volte dei ponti murari. Le strutture di fondazione Esse sorreggono i montanti dei telai in elevazione in corrispondenza dei diversi tratti di impalcato. In particolare, si distinguono tre differenti tipologie di strutture fondali relative ai diversi “ponti”.
FABIO DE PAOLI, TECNICO COMMERCIALE, CASAGRANDE utensile e rotary e per i pali trivellati si impiegava un martinetto (il cosiddetto “cilindro pull down”). La B125XP è una classica macchina flessibile per la realizzazione di pali trivellati con aste telescopiche o in allestimento CFA classico, così come per lo scavo di diaframmi con attrezzatura Kelly KRC1.
Si conferma in generale la propensione nell’utilizzo di macchine di piccole dimensioni, compatte, semplici da trasportare e allo stesso tempo dotate di teste di perforazione con coppie e sistemi di avanzamento che usualmente sono impiegati in macchine di classe superiore”
La prima è costituita da plinti quadrati larghi 3,5 m e alti 2 m collegati trasversalmente e, a livello dell’estradosso, da una soletta in c.a. di spessore 0,75 m e larga 2,1 m. Ogni plinto è fondato su tre pali Ø 1000 posti in modo da assorbire uniformemente le sollecitazioni trasmesse dal montante in acciaio. La seconda è stata progettata per gestire
le sollecitazioni trasmesse dai montanti relativi alla campata di implacato avente luce di 9,45 m, costituita da elementi nastriformi – ognuno lungo 10,8 m, largo 3,3 m e alto 1,5 m - che collegano longitudinalmente i montanti laterali dei telai in acciaio. I due elementi longitudinali sono collegati mutuamente e trasversalmente, a livello dell’estradosso, da solette in c.a. alte 0,75 e larghe 24 m. Ogni elemento di fondazione poggia su sei pali Ø 1200 posti uniformemente rispetto alla lunghezza degli elementi di fondazione. La terza è costituita da elementi nastriformi - lunghi 17,85 m, larghi 3,5 m e TRA GLI INTERVENTI PREVISTI CI SONO ANCHE LO SCAVO DEL TERRENO PER L’ALLOGGIAMENTO DI NUOVE STRUTTURE FONDALI DEI TELAI IN ACCIAIO, LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE DI FONDAZIONE (QUALI PALI PROFONDI, PLINTI E SOLETTE IN CEMENTO ARMATO, DA REALIZZARE INTERAMENTE SOTTO IL PIANO DI CAMPAGNA) E L’INSTALLAZIONE DI NUOVI TELAI IN ACCIAIO
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ON SITE
Bresciana Fondazioni è un’azienda specializzata nelle opere di fondazioni indirette, sostegni degli scavi, trattamenti di terreno e in genere di opere nel sottosuolo. L’obiettivo dell’azienda lombarda è ottenere un rapporto preferenziale con i clienti e migliorare l’apporto tecnico in relazione alle lavorazioni che vengono eseguite, oltre che consigliare per ottenere un risultato ottimale sia dal punto di vista tecnico che economico. La progettazione e l’organizzazione logistica dei cantieri sono elementi fondamentali per ottenere risultati nelle lavorazioni ed è per questo che, oltre alla realizzazione di fondazioni speciali, grazie alle conoscenze tecniche di un team formato e di esperienza pluriennale, è in grado di fornire consulenze mirate e progetti di opere geotecniche specifiche per ogni esigenza. La Bresciana Fondazioni opera in tutta Italia realizzando con successo diaframmi, pali trivellati, pali C.F.A., fill displacement piles, jet-grouting, tiranti di ancoraggio e tutto quanto è inerente le attività realizzabili nel sottosuolo.
Le fasi costruttive La realizzazione dell’opera è attuata secondo fasi realizzative volte sia alla costruzione delle nuove strutture murarie che al restauro conservativo di quelle esistenti, in accordo con le prescrizioni impartite dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Paesaggistici competenti. Nella fattispecie, il progetto ha previsto specifiche lavorazioni: disattivazione della linea di trazione elettrica; rimozione dell’armamento ferroviario e del ballast; scavo del rilevato ferroviario fino alla quota di intradosso del nuovo impalcato nei tratti non interferenti con le costruzioni esistenti; scavo del rilevato ferroviario fino a scoprire l’estradosso
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delle volte murarie nei tratti interferenti con le costruzioni esistenti; consolidamento delle superfici di estradosso delle volte murarie; rimozione delle strutture in acciaio provvisorie di messa in sicurezza già installate da RFI; riparazione e restauro conservativo delle strutture esistenti e delle volte che presentano fessurazioni, dissesti e dislocazioni; scavo del terreno per l’alloggiamento delle nuove strutture fondali dei telai in acciaio; realizzazione delle strutture di fondazione (pali profondi, plinti e solette in cemento armato, darealizzare sotto il piano di campagna in modo da non essere visibili, al fine di non alterare il profilo dell’attuale costruito); installazione dei nuovi telai in acciaio; riempimento delle volte fino a circa 20 cm al di sotto dell’intradosso del nuovo impalcato; posa in opera dei cassoni in acciaio costituenti il nuovo impalcato; realizzazione del ballast e del nuovo armamento; ripristino della linea di trazione elettrica. Le macchine in cantiere I lavori in oggetto sono stati commissionati all’impresa Veneta21, specializzata
LE STRUTTURE DI FONDAZIONE SORREGGONO I MONTANTI DEI TELAI IN ELEVAZIONE IN CORRISPONDENZA DEI DIVERSI TRATTI DI IMPALCATO PLANIMETRIA DI INSIEME DELLE FONDAZIONI
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OPERE SPECIALI DI FONDAZIONI
alti 1,5 m - che collegano longitudinalmente i montanti laterali dei telai in acciaio. I due elementi longitudinali sono collegati mutuamente e trasversalmente a livello dell’estradosso da solette in c.a. alte 0,75 e larghe 2 m una e 3,45 m l’altra. Ogni elemento di fondazione poggia su due distinti gruppi di quattro pali Ø 1200 disposti nell’intorno del punto di attacco dei montanti in acciaio in elevazione.
da oltre 30 anni in interventi di costruzione, manutenzione e ristrutturazione in svariati ambiti (opere ferroviarie, strade, ponti e fognature, opere idrauliche e di difesa idrogeologica e ingegneria naturalistica), che ha subappaltato le opere alle società specializzate Bresciana Fondazioni e Negropal. Due le macchine utilizzate in cantiere, entrambe a marchio Casagrande e della serie XP, progettate per eseguirele opere più impegnative e risultato della ricerca e dell’innovazione basata su oltre 55 anni di esperienza dell’azienda friulana nel settore delle fondazioni e dell’ingegneria geotecnica: una B125XP da 40 t
in versione pali trivellati, proprietà di Bresciana Fondazioni, e una B175XP-2 da 45 t in configurazione pali C.F.A. rapido, proprietà di Negropal. La prima - progettata per operare in siti complessi grazie all’argano principale da 160 kN, alla rotary H12 con una coppia massima di 125 kNm e alla velocità fino a 33 giri/min - è in grado di eseguire scavi per l’esecuzione di pali di grande diametro anche nei terreni più difficili; la seconda, appartenente all’evoluzione di gamma XP-2, è una macchina multifunzione progettata per l’esecuzione di pali con l’infissione di tubi di rivestimento, utilizzo di morsa giracolon-
na, scavo di pali con il metodo CFA elica continua e progettata per essere rapidamente predisposta alla conversione in attrezzatura per la realizzazione di diaframmi. In questo caso l’argano principale è da 160 kN, la rotary H18 ha una coppia massima di 175 kNm e una velocità fino a 32 giri/min. Le operazioni di entrambe le macchine Casagrande sono ottimizzate dal sistema di gestione “intelligente” SPM (Smart Power Management) e dall’impianto idraulico FLS (Full Load Sensing), che garantiscono l’uso ottimale della potenza motore e la riduzione dei consumi, nonché l’aumento delle prestazioni e della produttività. ■
LA CASAGRANDE B125XP DA 40 T UTILIZZATA SI CARATTERIZZA PER L’ALLESTIMENTO PALI, MENTRE LA B175XP-2 DA 45 T È UTILIZZATA IN ALLESTIMENTO PALI C.F.A. novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 107
ON SITE Lavori di manutenzione straordinaria nell’aeroporto Milano-Linate
UN CANTIERE NEL CANTIERE Così è stato definito dai responsabili del Gruppo Vitali il progetto portato a termine lo scorso ottobre nell’aeroporto milanese, dove l’impresa lombarda ha eseguito i lavori di manutenzione straordinaria delle piste e delle opere civili per l’impianto 400 Hz nel piazzale Nord. Il tutto, con uno spiegamento di centinaia di mezzi e il recupero del 100% dei materiali demoliti “in situ”! di Ettore Zanatta
L’
“A e r o p o r t o “ E n r i c o Forlanini” - dal nome dell’inventore e pioniere dell’aviazione che nel 1871 realizzò il primo volo storicamente documentato di un oggetto più pesante dell’aria con propulsione a elica - accoglie il traffico nazionale ed
europeo di breve raggio, è il settimo scalo italiano e il terzo della Lombardia per traffico di passeggeri ed è maggiormente conosciuto con il nome della località vicino a cui sorge, Linate, nel comune di Peschiera Borromeo. Dopo i tre mesi di restyling iniziati lo scorso 27 luglio con l’operazione “Bridge”
108 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
- quando lo scalo cittadino aveva di fatto traslocato a Malpensa - l’aeroporto è tornato operativo sabato 26 ottobre con il primo atterraggio, alle ore 18.00, di un volo Alitalia proveniente da Roma Fiumicino. Ad accoglierlo sulla nuova pista il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, il sindaco di Milano
Giuseppe Sala, l’AD di Sea Armando Brunini, i vertici di Enac e tutti gli operai che lì hanno lavorato duramente durante le settimane estive. Domenica 27 ottobre, poi, il volo Lufthansa delle 6.30 diretto a Francoforte ha dato il via anche alle partenze. Ma facciamo un passo indietro e vediamo cos’è successo durante quei frenetici tre mesi precedenti, che hanno visto impegnata l’ATI composta dall’impresa Artifoni S.p.A. di Albano Sant’Alessandro (BG) e dalla capogruppo Vitali di Peschiera Borromeo (MI) la quale, in particolare, ha messo in campo oltre 250 persone e 400 mezzi e si dimostrata ancora una volta un punto di riferimento anche nella realizzazione e riqualificazione di piste aeroportuali. Il progetto Le opere di ammodernamento che hanno interessato Linate la scorsa estate non sono che uno step di un percorso iniziato lo scorso anno con i lavori di restyling della facciata e che si concluderà nel 2021 con la riconsegna alla città di Milano di un PLANIMETRIA CON INDICAZIONE DELLE AREE DI INTERVENTO
• AREA A.1: PISTA
DI VOLO RWY 18/36 E RACCORDO “H” • AREA A.2: TAXIWAY “T” • AREA A.3: PIAZZALE NORD
nuovo City Airport, che occuperà un’area complessiva di circa 3,5 km2. Nel 2018, infatti, è stata completata la prima fase dei lavori - che ha richiesto un investimento di oltre 8 milioni di euro - con l’inaugurazione della facciata ridisegnata dall’architetto Pierluigi Cerri. Linee semplici e moderne che hanno donato all’aeroporto un rinnovato appeal, dominato dal bianco e dalle trasparenze delle componenti in vetro. A questo restyling si è aggiunta la realizzazione della nuova Vip Lounge Leonardo, destinata alla clientela business dell’aeroporto, resa più ampia e arredata con elementi dal design ricercato. La seconda parte dei lavori ha comportato la chiusura dello scalo per intervenire sulla pista di decollo e atterraggio, come previsto dalla normativa vigente che ne impone la manutenzione ogni 1520 anni. Un’altra parte degli interventi ha riguardato l’installazione di quattro sistemi di BHS (Baggage Handling System) di ultima generazione: si tratta di nuovo sistema da 10,9 milioni di euro che consentirà all’aeroporto di essere ampiamente in anticipo sulla scadenza UE del 2020 per quanto riguarda l’analisi dei bagagli potenzialmente pericolosi. Inoltre, SEA (società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate) ha scelto di demolire il corpo F - una struttura risalente agli anni Settanta priva di particolare valore architettonico che sarà sostituita da un edificio a tre piani con le facciate progettate da Aldo Rossi - con
PANORAMICA DELLA TAXIWAY E DELLE LAVORAZIONI A ESSA CONNESSE
novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 109
ON SITE
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IL PROGETTO DI MILANO-LINATE HA LO SCOPO DI CONSEGNARE AGLI UTENTI UN HUB ALL’AVANGUARDIA, VOTATO ALL’ACCOGLIENZA DEI PASSEGGERI E A GARANTIRE UN ALTO LIVELLO IN TERMINI DI SICUREZZA, COMFORT E SERVIZIO
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110 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
ALCUNE IMMAGINI RELATIVE AGLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E MOVIMENTO TERRA ALL’INTERNO DELL’AEROPORTO DI LINATE. IL GRUPPO VITALI È ORMAI UN PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA REALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DI PISTE AEROPORTUALI GRAZIE AL GRANDE KNOW-HOW CHE È IN GRADO DI METTERE IN CAMPO E A MEZZI ALL’AVANGUARDIA E TECNOLOGICAMENTE AVANZATI, OLTRE A UN’ORGANIZZAZIONE CAPACE DI GARANTIRE TEMPI DI CHIUSURA MOLTO RISTRETTI
ING. FABIO BONATI DIRETTORE TECNICO DI CANTIERE DELLA VITALI S.P.A.
nove uscite di imbarco e due zone vip. La terza (e ultima) fase è quella che sarà maggiormente percepita dal passeggero una volta completata, poiché riguarda il restyling e l’ampliamento dell’aerostazione, per un investimento di 27,2 milioni di euro. Quest’intervento sarà volto alla creazione di una nuova area commerciale, di un’area “food&beverage” e di spazi più ampi, luminosi e accoglienti (la fase citata è iniziata contestualmente all’avvio dei lavori di rifacimento delle piste, ma continuerà fino a metà del 2021). Inoltre, sarà aperta la prima tratta della linea metropolitana M4, con partenza proprio da Linate e con la fermata raggiungibile direttamente dall’interno dello scalo o dai parcheggi. La voce dei protagonisti Il progetto di manutenzione straordinaria dell’aeroporto di Linate ha pre-
LA STESA DEL CONGLOMERATO BITUMINOSO È STATA REALIZZATA UTILIZZANDO MACCHINE DEL GRUPPO WIRTGEN CON UN ALIMENTATORE CHE HA AGITO DA “FILTRO”, PER EVITARE CHE LA FINITRICE - DOTATA DI TRAMOGGIA MAGGIORATA - VENISSE A CONTATTO CON GLI AUTOCARRI ADIBITI AL TRASPORTO DEL MATERIALE E NON DOVESSE SOTTOSTARE AD ATTESE O FERMATE PROLUNGATE. LA STESA CENTRALE È AVVENUTA CON GIUNTO A CALDO. LE FINITRICI MONTAVANO ALLARGATORI CON STESA COMPLESSIVA DI 12 M (6 + 6 M). LA STESA RELATIVA ALLA PISTA DI DECOLLO È STATA REALIZZATA IN 22 ORE CONSECUTIVE DI LAVORO, IN ASSENZA DI GIUNTE TRASVERSALI
visto una serie di interventi di riqualifica e ammodernamento delle infrastrutture “airside” che hanno comportato ovvie e immaginabili difficoltà, in primis dal punto di vista organizzativo. Immaginiamo, infatti, il numero di persone e mezzi impegnato costantemente in cantiere 24 ore su 24, in doppio turno, con un riutilizzo completo - come previsto da progetto - di tutti i materiali inerti derivanti dalle demolizioni. Materiali riutilizzati - grazie anche all’impiego di due specifici impianti di produzione e miscelazione e di un frantoio mobile -
sia nella preparazione dei nuovi fondi, sia del misto cementato. Una panoramica delle lavorazioni effettuate ci è stata fornita da Fabio Bonati, direttore tecnico di commessa della Vitali S.p.A.: “Per quanto riguarda gli interventi sulle pavimentazioni della pista di decollo (runway) e di quella di rullaggio (taxiway), questi hanno consistito nella riqualifica strutturale e funzionale della sovrastruttura con interventi più profondi nella parte centrale interessata dal maggior numero di transiti dei carrelli degli aeromobili, per chiudersi con
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ON SITE L’OPINIONE
NEL CANTIERE ERANO PRESENTI DUE IMPIANTI DI PRODUZIONE – UNO PER IL MISTO CEMENTATO E UNO PER IL CALCESTRUZZO – E UN FRANTOIO MOBILE KLEEMAN. IL MATERIALE DERIVANTE DALLE DEMOLIZIONI È STATO SOTTOPOSTO A DIVERSI PASSAGGI DI RIDUZIONE DELLA PEZZATURA, FINO AD ARRIVARE A UNA DIMENSIONE DI 0-30 MM
LUCA VITALI AMMINISTRATORE DELEGATO, VITALI SPA
“I lavori di manutenzione straordinaria eseguiti all’aeroporto di Linate sono stati praticamente la prima grande opera realizzata in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È stata un’esperienza indimenticabile, imprenditorialmente e operativamente parlando. Tutte le attività che si sono qui svolte sono il nostro pane quotidiano, ma fino a oggi le avevamo affrontate in ambiti separati, mai tutte in una volta sola, in un unico sito. È stato molto impegnativo, se pensiamo a tutti gli interventi svolti, dalla demolizione all’asfaltatura, alla riconversione dei materiali. Un progetto completo, portato a termine con successo grazie alla nostra esperienza e agli ingenti investimenti fatti in uomini, macchine e tecnologie. Per rispettare le scadenze rigorose del progetto i lavori si sono svolti in tempi ristretti e con macchine in funzione 24 ore al giorno. L’affidabilità, che è nel nostro DNA, è stata essenziale. Siamo inoltre orgogliosi di poter dire che – a parte la fornitura esterna dell’asfalto utilizzato per le piste, proveniente da uno dei nostri impianti di proprietà (Caponago) – siamo riusciti a riciclare il 100% dei materiali prodotti in situ. Un caso esemplare di cantiere ‘green’, dunque. sLa produzione realizzata in poco meno di due mesi è stata pari a quella annuale di una cava tradizionale: circa 100.000 m3 di materiale. Dopo la buona riuscita degli interventi eseguiti a Orio al Serio, Olbia, Torino, Napoli e Malpensa, quindi, possiamo aggiungere anche quest’importante referenza al nostro ‘curriculum’”.
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interventi di tipo superficiale sulle fasce laterali più esterne. Contestualmente si è provveduto alla regolarizzazione plano-altimetrica con la rettifica del profilo longitudinale e la ridefinizione delle pendenze trasversali. Per ciò che concerne le testate in calcestruzzo della pista di decollo (18 e 36), dovendo procedere alla loro integrale rimozione per la generale ricostruzione di pavimentazione
in conglomerato bituminoso, l’intervento di ricostruzione ha riguardato l’intera superficie. Per quanto attiene invece gli impianti AVL è stata prevista la sostituzione di cavidotti e basi FAA profonde per tutta la pista di decollo e la taxiway ‘T’, oltre al ricablaggio delle alimentazioni dei segnali luminosi. Infine, si è provveduto alla sostituzione dei precedenti segnali luminosi di tipo SULLE PISTE È STATA PREVISTA LA SOSTITUZIONE DI CAVIDOTTI E BASI FAA PROFONDE, OLTRE CHE IL RICABLAGGIO DELLE ALIMENTAZIONI DEI SEGNALI LUMINOSI. SONO STATI ANCHE SOSTITUTI I PRECEDENTI SEGNALI LUMINOSI DI TIPO ALOGENO CON ANALOGHI SEGNALI A LED
alogeno con analoghi segnali a LED”. Ma vediamo i dettagli per ogni singolo intervento eseguito. Gli interventi sulle piste “L’intervento - spiega Fabio Bonati ha compreso la demolizione completa e il rifacimento dell’intera superficie della pavimentazione della pista di decollo (runway) – lunga 2.442 x 60 m di lar-
ghezza, più le cosiddette ‘shoulder’, cioè la parte laterale delle piste - per circa 150.000 m² complessivi. Diversamente da altri siti aeroportuali quello di Linate era realizzato con una vecchia concezione, che prevedeva la pista in conglomerato bituminoso ma le due testate (18 e 36, con dimensioni di 10 x 15 m) in calcestruzzo armato, caratterizzati da lastronati classici da 7,5 x 6,5 m. La demolizio-
ne è avvenuta tramite martelli demolitori impiegando contemporaneamente otto escavatori cingolati, utilizzati in entrambe le testate. Il nuovo ‘pacchetto’ posato è stato realizzato eseguendo una stabilizzazione a cemento per 30 cm, un successivo strato di misto cementato da 25 cm (circa 50.000 m3) e tre strati di conglomerato bituminoso modificato (12 cm di base + 7 cm di binder + 6 cm di usura),
STRATEGIA D’IMPRESA E APPROCCIO GLOBALE La Vitali Spa è una realtà imprendito-
cinque impianti produttivi, assicurando
tualità organizzativa, la comprovata ca-
riale di riferimento in Italia e in Europa,
un intervento entro 24 ore. L’ampia gam-
pacità lavorativa e la chiarezza di intenti
specializzata in progetti infrastrutturali
ma del parco macchine è costituita dalle
in ogni progetto affrontato, nonché l’in-
su larga scala - quali strade, autostra-
soluzioni più innovative disponibili sul
tegrità etica, ambientale e sociale. Oggi
de, piste aeroportuali, edifici industriali
mercato. Anche il servizio in termini di
la Vitali S.p.A. è in grado di assicurare
e bonifiche - e nel settore delle demo-
tempo e qualità d’esecuzione viene ga-
le migliori competenze in quattro pre-
lizioni speciali. L’azienda di Peschiera
rantito dalle più elevate tecnologie d’a-
cisi ambiti operativi: Produzione di cal-
Borromeo (MI) nasce nel 1989 (quindi
vanguardia, al servizio della massima
cestruzzi, asfalti e inerti nel rispetto del-
qest’anno ha festeggiato i trent’anni di
sicurezza. A corredo di tutto ciò ci sono
le normative ambientali e prestaziona-
attività) in seguito al progetto della fa-
la qualità dei prodotti utilizzati, la pun-
li, garantendo un costante controllo di
miglia Vitali di creare un’organizzazio-
qualità grazie a un laboratorio di anali-
ne specializzata nel settore dell’edilizia.
si interno e assistenza tecnica diretta-
Il successo ottenuto nel corso della sua
mente in cantiere; Infrastrutture per la
attività, oggi guidata dalla terza gene-
mobilità e il trasporto; Demolizioni spe-
razione della famiglia, si fonda su una
ciali e bonifiche ambientali; Real Estate
radicata e consolidata struttura azienda-
Development (sviluppo immobiliare, in
le, in grado di rendere operativi in tutto
particolare nella realizzazione di edifi-
il Paese circa 350 addetti operativi, 150
ci direzionali, commerciali, logistici, in-
professionisti specializzati, 400 mezzi e
dustriali a basso consumo energetico). novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE
LA “QUOTA 100” DI CASE Oltre 100 escavatori cingolati e pale gommate CASE, di proprietà del-
LE DUE TESTATE DELLA PISTA DI DECOLLO, DENOMINATE 18 E 36, SONO STATE ANCH’ESSE INTERAMENTE DEMOLITE E RICOSTRUITE EX NOVO. ERANO COSTITUITE DA LASTRONATI DA 7,5 X 6,5 M, IN CALCESTRUZZO ARMATO
la Vitali S.p.A., hanno concorso alla ristrutturazione dell’aeroporto di Milano Linate. “La demolizione della vecchia pista in tempi brevi ha richiesto una potenza elevata e precisa; gli escavatori CASE l’hanno sempre fornita, contribuendo a mantenere questo progetto nei tempi e nei limiti del budget”, ha spiegato Paolo Entrade, amministratore di CMO-Centro
PAOLO ENTRADE (CMO), A SINISTRA, CON LUCA VITALI (VITALI S.P.A.)
Macchine Operatrici, concessionario full-liner CASE di Treviolo (BG). “Il nuovo manto d’asfalto è stato po-
sato a 3.000 t ogni 24 ore, un compito in cui la manovrabilità degli escavatori CASE è stata perfettamente in linea con la potenza delle pale gommate. Per rispettare le scadenze i lavori si sono svolti con le macchine in funzione quasi 24 ore al giorno. L’affidabilità dei mezzi CASE, dunque, è stata essenziale”. Nella fattispecie, in questo cantiere sono state impegnate pale gommate 821G ed escavatori CX145D, CX300D, CX350D, CX370D e CX490D. “Siamo lieti di vedere le macchine CASE lavorare con successo in un cantiere così impegnativo”, ha aggiunto Nicola D’Arpino, Vice President Sales & Marketing, CASE CEE. “I nostri mezzi hanno giocato un ruolo chiave in un progetto che migliorerà notevolmente ciò che il ‘city airport’ di Milano può offrire ed è bello sentire un feedback così entusiasmante da parte dei nostri clienti”.
114 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
più efficace anche dal punto di vista manutentivo. Fatto ciò, è stata eseguita la completa sostituzione dei canali di drenaggio e la riqualifica degli impianti AVL, nonché la demolizione del raccordo ‘H’ in calcestruzzo (circa 250 m2), con relativo ripristino delle condizioni originali della ‘strip’ di pista su cui esso insisteva, realizzato con uno strato di misto granulare prima e terreno vegetale seminato poi. Infine, abbiamo proceduto alla realizzazione delle condotte di attraversamento HRS. L’intervento che ha coinvolto la pista di rullaggio (taxiway), lunga oltre 1.400 m, si è caratterizzato per le medesime procedure di quella di decollo. “I lavori - precisa Bonati - hanno previsto il rifacimento della pavimentazione nel tratto compreso tra l’area de-icing e la posizione d’attesa intermedia T2, per circa 50.000 m² complessivi, nonché la sostituzione dei canali di drenaggio, la riqualifica degli impianti AVL e
la realizzazione di un nuovo cavidotto. Rispetto a quella di decollo, la pista di rullaggio richiede sempre una (ancor) maggiore attenzione, causata dal fatto che essa viene attraversata dagli aeromobili a una velocità ridotta, quindi i carichi sono maggiormente insistenti sulla pavimentazione, che peraltro subisce un continuo surriscaldamento dovuto ai motori dei mezzi che qui sostano nei punti di attesa. Il rischio, quindi, è che se la pavimentazione non viene realizzata ad arte si possono verificare fenomeni di ormaiamento”. Il piazzale Nord L’intervento nel piazzale Nord ha riguardato la realizzazione dell’infrastruttura civile di supporto per l’installazione dell’impianto 400 Hz di alimentazione elettrica aeromobili. “Contrariamente a quanto successo fino a oggi - aggiunge Fabio Bonati - gli aeromobili non necessiteranno più del supporto di un apposito carrello esterno con generatore da 400 Hz per poter avviare i motori. In futuro essi saranno totalmente autonomi grazie alla realizzazione - in prossimità delle aree di sosta - di una linea di pozzetti dedicati alla relativa elet-
LA SCHEDA TECNICA Committente: Ati:
SEA S.p.A. Vitali S.p.A. (impresa capogruppo mandataria); Artifoni S.p.A. (impresa mandante)
Importo lavori:
21.170.083,34 euro (a base di appalto)
Durata lavori:
90 giorni (inizio lavori 27/07/2019; fine lavori 26/10/2019)
Scavi e movimento terra:
35.000 m3
Materiale da demolire:
100.000 m3
Conglomerati bituminosi per nuove pavimentazioni:
125.000 t
Lastre in calcestruzzo per pavimentazioni rigide:
3.500 m3
Nuovi fognoli:
6.200 ml
Nuovi cavidotti:
35.850 ml
Nuovi cablaggi elettrici:
93.000 ml
Nuovi segnali luminosi a led:
610
trificazione. Oggetto del nostro intervento è stata la predisposizione - previa la demolizione delle lastre in calcestruzzo armato, la rimozione delle macerie, l’asportazione del sottofondo in misto ce-
mentato e la realizzazione delle nuove lastre in calcestruzzo - di appositi cavidotti a cui saranno agganciati gli aeromobili. In tal modo si ridurranno notevolmente i movimenti di superficie”. ■
L’INTERVENTO NEL PIAZZALE NORD HA RIGUARDATO LA REALIZZAZIONE DELL’INFRASTRUTTURA CIVILE DI SUPPORTO PER L’INSTALLAZIONE DELL’IMPIANTO 400 HZ DI ALIMENTAZIONE ELETTRICA AEROMOBILI novembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 115
FIERE INTERMAT 2021
LE NUOVE TECNOLOGIE
AL POSTO D’ONORE
O
Ogni tre anni INTERMAT Paris, Salone Internazionale delle Costruzioni e delle Infrastrutture, riunisce tutti gli operatori del settore delle costruzioni. Abbiamo incontrato il direttore, Isabelle Alfano, per avere qualche anticipazione
gni tre anni INTERMAT Paris, Salone Internazionale delle Costruzioni e delle Infrastrutture, riunisce tutti gli operatori del settore delle costruzioni. Per la prossima edizione, che si terrà dal 19 al 24 aprile 2021, sono attesi 1.400 espositori francesi e internazionali e 173.300 visitatori provenienti da 160 paesi. Isabelle Alfano, direttore del salone Intermat, ci illustra le novità della prossima edizione.
di Liliana Rebaglia ISABELLE ALFANO
DIRETTORE DI INTERMAT
116 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
Come sarà presentata l’offerta del salone? “INTERMAT Paris propone un’offerta suddivisa in cinque poli di competenza. I poli istituiti nel 2018 sono stati un successo e dunque saranno riproposti,
tore le colloca tra le prime tre priorità. Le nuove tecnologie facilitano il feedback immediato, la connettività e quindi migliorano la produttività e la qualità del lavoro di costruttori, progettisti ed enti pubblici e privati. INTERMAT accompagna questa trasformazione proponendo nell’ambito di questo polo Nuove Tecnologie, le soluzioni del cantiere del futuro: IoT, tecnologia del cloud, veicolo autonomo, realtà aumentata, ingegneria del virtuale, stampa 3D, app mobili, droni, BIM. Oltre alle soluzioni già presenti nei settori tradizionali del salone questo polo presenterà una nuova offerta e riunirà aziende affermate e start-up specializzate”. Quale altra novità è prevista per la prossima edizione del Salone? “I nostri espositori hanno bisogno di
strumenti per individuare il potenziale di crescita dei mercati che fanno parte dell’area di preferenza di INTERMAT che sono l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, nonché i progetti futuri in ognuno di questi paesi entro il 20302035. In collaborazione con Business France stiamo lanciando la seconda parte dell’Osservatorio INTERMAT: si tratta di uno studio condotto in 15 paesi, tra cui la Francia, che presenterà un’analisi qualitativa e quantitativa del settore delle costruzioni in ciascun paese. Saranno presentati circa 150 progetti importanti che rappresentano opportunità per gli espositori e per l’intero ecosistema. La pubblicazione è prevista per il 2020. Vi diamo quindi appuntamento a Parigi dal 19 al 24 aprile 2021, per scoprire gli operatori e le soluzioni che trasformeranno il settore delle costruzioni!”. ■
con alcuni cambiamenti: Movimento terra, Demolizione e trasporto; Strada, Industrie dei materiali e Fondazioni; Sollevamento e Movimentazione; Edilizia e Filiera del calcestruzzo. A completamento di questa offerta - e grande novità di questa edizione - sarà introdotto un Polo Nuove Tecnologie, che risponderà alle sfide della professione e all’evoluzione di un settore decisamente orientato verso il futuro”. Può dirci qualcosa in più in merito a questo polo “Nuove Tecnologie”? “In un ecosistema particolarmente complesso in cui i diversi protagonisti devono confrontarsi costantemente, l’analisi e l’utilizzo dei dati di cantiere sono fondamentali: il 70% delle aziende del setnovembre-dicembre 2019 - ONSITECONSTRUCTION 117
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
WACKER NEUSON
Visuale libera in ogni direzione I dumper gommati DV60, DV90 e DV100 Dual View di Wacker Neuson, con carico utile da 6 e 10 t, definiscono nuovi standard in tema di sicurezza dell’utente e del cantiere, flessibilità e redditività. Dual View, infatti, consente di cambiare in modo rapido e confortevole la posizione del sedile tramite una rotazione di 180° dell’intera consolle di comando e di seduta. In tal modo l’utente gode di una visuale ottimale in direzione di marcia durante il trasporto, il carico e lo scarico. La rotazione della consolle del sedile e dell’utente può essere eseguita comodamente con una semplice manovra di sblocco e successiva rotazione, determinando così la direzione di osservazione e di marcia. Il concetto ottimizza la visuale sia nella direzione di marcia principale che nell’area di lavoro verso il cassone. “Con i nostri dumper gommati Dual View abbiano ridefinito il tema della sicurezza in questo segmento.
Insieme ai clienti di diversi mercati abbiamo sviluppato una soluzione che è semplice e al contempo molto efficace”, spiega Alexander Greschner, responsabile della distribuzione del Wacker Neuson Group. Cambiando la posizione del sedile, l’utente modifica la direzione di osservazione e di marcia in avanti. Non sono così più necessarie laboriose operazioni di svolta e di manovra. Dual View mostra i suoi punti di forza nei cantieri piccoli e stretti, ad esempio nelle aree urbane, nelle gallerie o in strade trafficate: il conducente guida il dumper gommato con cassone in direzione di marcia verso il cantiere, carica o scarica con la piena visibilità sull’area di carico e, dopo una rotazione di 180° del sedile, si allontana di nuovo lungo lo stesso percorso godendo di una visuale perfetta senza dover fare svoltare il veicolo. In tal modo ha sempre sotto controllo l’ambiente di lavoro, con un netto aumento della sicurezza.
118 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019
La visibilità è illimitata anche in caso di cassone carico perché, come in un camion, il conducente lo lascia nella parte posteriore. Per tenere ulteriormente sotto controllo l’area del cassone è installata come optional una telecamera di retromarcia in posizione protetta sul telaio. Il tutto è completato da una telecamera frontale optional. Entrambe le telecamere e il display soddisfano i requisiti della massima classe di protezione IP69 (a tenuta di polvere e protezione contro l’infiltrazione d’acqua in caso di pulizia con getto di vapore) e sono quindi adatti per le dure condizioni dei cantieri. Il funzionamento semplice e intuitivo è assicurato da ulteriori prestazioni di sicurezza già affermate come la trazione idrostatica, il freno di stazionamento a molla esente da usura e il comando mediante joystick, che consente al conducente di tenere sempre una mano sul volante. I modelli Dual View sono disponibili, oltre che nella variante canopy o con roll-bar ROPS pieghevole, anche con cabina. Una griglia di protezione sul cassone protegge conducente e cabina anche dalla caduta di materiale o dai danni causati dalla benna di un escavatore. I dumper gommati di Wacker Neuson possono svolgere tutte le classiche operazioni di trasporto, ma offrono anche ulteriori vantaggi. Grazie al giunto articolato oscillante, sono più maneggevoli e adatti per tutti i tipi di terreno rispetto a un autocarro e possono quindi essere utilizzati anche su fondi accidentati. Anche a pieno carico e su fondi sconnessi mantengono sempre il contatto con il terreno e un’ottimale trazione. Grazie al ribaltamento continuo di 180°, il flessibile cassone a scarico girevole consente di distribuire il materiale esattamente dove occorre.
AMMANN
La mini vibrofinitrice AFW 150-2 idrostatica è ottenuta tramite una pompa a portata variabile che alimenta due motori orbitali, montati sui riduttori epicicloidali delle due ruote posteriori, le quali assicurano un’elevata trazione. La mini vibrofinitrice Ammann AFW 150-2 è uno strumento ideale per quei cantieri dov’è necessario posare o riparare cavi o per la stesa di asfalto su marciapiedi. Questo modello è dotato di tre ruote: due posteriori per la trazione e una anteriore per la direzione. Inoltre, è ideale per spazi ristretti grazie alle dimensioni ridotte e al contenuto raggio di curvatura di 0,8 m. Le larghezze di stesa sono comprese tra 250 e 1.650 mm. Il pannello di guida, ergonomico e completamente nuovo, rende agevole il lavoro e consente agli operatori un apprendimento veloce. Il cruscotto semplice e intuitivo e il volante di guida rendono le operazioni facili da eseguire. Il flusso del materiale è stato potenziato con l’installazione di una coclea da 120 mm di diametro. Per controllare la quantità di materiale davanti al rasatore, la AFW 150-2 presenta un nuovo sistema di ripartizione del flusso. La trasmissione
Escavatori gommati Doosan
La scelta dell’operatore
Gli escavatori gommati Doosan garantiscono all’operatore decenni di prestazioni affidabili. Scopri la nostra gamma e la loro imbattibile combinazione di produttività, efficienza, durata, comfort e ritorno dell’investimento. Troverai il modello di escavatore gommati più adatto per tutte le applicazioni di scavo, sollevamento e carico: lavori stradali, grandi progetti edili, scavi di grandi volumi, gestione dei rifiuti e molto altro.
Doosan: da oltre 40 anni produttore di macchine edili e movimento terra.
PRODOTTI
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HYUNDAI
TC12
Il nuovo look della Serie A TC120d
A in azione sul campo. HCEE è sicura che la modifica dell’aspetto cromatico per la Serie A avrà grande impatto sul marchio. Queste le considerazioni dell’azienda: il nuovo look rafforzerà l’immagine del marchio (Hyundai ritiene che il nuovo colore grigioverde dell’avambraccio e del braccio conferirà alla Serie A un’immagine più riconoscibile, che permetterà alle macchine di imporsi su quelle della concorrenza, di pari passo con il rafforzamento
S.p.A.
Hyundai Construction Equipment Europe (HCEE) ha svelato il nuovo look delle macchine “Serie A” durante la conferenza annuale dei concessionari, tenutasi presso il quartier generale europeo di Tessenderlo, in Belgio. D’ora in avanti le nuove macchine Serie A conformi allo Stage V, comprendenti pale gommate ed escavatori, adotteranno una nuova combinazione cromatica e il giallo tradizionale di avambraccio e braccio sarà sostituito da una tonalità grigioverde al passo coi tempi, identica al colore attuale del telaio. La nuova livrea per il marchio HCEE consentirà ai clienti di distinguere più facilmente una macchina Serie
della presenza Hyundai sul mercato europeo); anche il colore del logo Hyundai apposto sul braccio cambierà e diverrà bianco, con l’obiettivo di migliorare la visibilità del marchio e il riconoscimento della macchina (ancora una volta questa modifica consentirà di distinguere chiaramente un escavatore o caricatore gommato Serie A all’opera sul campo); miglioramento della qualità del marchio. Inoltre, la nuova tonalità scura di avambraccio e braccio renderà meno visibile il naturale scolorimento a causa del contatto con olio, sporco e grasso.
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dell’acquisto, opzione del resto sempre disponibile, la società lombarda ha messo a punto un proprio servizio di abbonamento, finalizzato a razionalizzare l’utilizzo del software, rendendolo inoltre anche più conveniente. La proposta prevede un abbonamento di 12 mesi,
che risulta più economico rispetto all’acquisto del software e lascia aperte molteplici soluzioni:
terminato il periodo di 12 mesi, infatti, il cliente può decidere se continuare con l’abbonamento o sospenderlo, per poi riprenderlo alla bisogna.
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PRODOTTI MTA
Una nuova centralina elettromeccanica con tecnologia PCB MTA, azienda nota a livello mondiale per lo sviluppo e la produzione di un’ampia gamma di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati ai principali OEM, ha presentato di recente la nuova centralina elettromeccanica C-MEC 138. Sviluppata con tecnologia PCB (Printed Circuit Board) e specifica per applicazioni Heavy Duty, on e off-highway, C-MEC 138 è deputata alla distribuzione della potenza e alla protezione delle principali utenze elettriche. MTA è da molti anni azienda di riferimento nel settore della protezione elettrica per il mercato automotive e in particolare per quello off-highway. Alla tradizionale gamma di prodotti cablati, MTA ha affiancato l’alternativa
con PCB, tecnologia che permette di svolgere le stesse funzioni delle centraline cablate con il vantaggio di avere un’ottimizzazione dei cavi, l’agevolazione dell’assemblaggio nelle linee produttive, e la fornitura diretta al produttore che può installare la centralina direttamente sulla macchina. MEC 97, centralina con PCB realizzato con press-fit, tecnologia che MTA ha scelto in alternativa alla saldatura, è stata
studiata per il vano motore ed è disponibile da ormai un paio d’anni. Per l’installazione in cabina è disponibile oggi C-MEC 138, studiata e realizzata con caratteristiche in linea con la MEC 97 cioè con tecnologia press-fit e con un alto livello di personalizzazione. C-MEC 138 è creata in maniera razionale: ha una base che rimane sempre tale, una maschera personalizzabile con i connettori svincolati. La modifica della maschera, non avendo i connettori integrati, necessiterà di uno stampo relativamente semplice, con costi e tempi ridotti. C-MEC 138 è ideale per nuove applicazioni ed è ideale per chi già utilizza il frame 5 vie con il quale essa è perfettamente intercambiabile.
ARJES
L’evoluzione continua Seguendo e sviluppando costantemente la ricerca di tecnologie innovative, Arjes ha progettato e prodotto il nuovo modello Impaktor 250 EVO, distribuito in Italia da Scai (Bastia Umbra – PG). Oltre alla combinazione unica nel suo genere per mobilità, il frantoio Impaktor 250 EVO – cingolato e mobile – presenta un rivoluzionario sistema di rotori a cambio rapido, un innovativo sistema di controllo e un nuovo design che estende notevolmente la gamma di applicazioni della macchina in molteplici ambiti operativi. Grazie al contenuto peso complessivo e al telaio abbassabile idraulicamente, è possibile trasportarlo tramite un piccolo rimorchio (o uno scarrabile) senza la necessità di permessi speciali. La macchina è dotata di due griglie laterali che possono essere usate, a seconda del materiale e delle esigenze del cliente, per avere un controllo sulla pezzatura del materiale in uscita. Con un peso complessivo di 13.500 kg (senza optional), il frantoio Impaktor 250 EVO è dotato di motorizzazione Volvo Penta Stage IV da 129 kW di potenza. Il nastro trasportatore raggiunge un’altezza di scarico di 3.400 mm, ha
una larghezza di 800 mm e, come optional, può montare un deferizzatore magnetico a nastro. L’unità di triturazione si distingue per un volume della tramoggia di 2,25 m3 e una velocità di rotazione di 11-45 giri/min.
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PRODOTTI CATERPILLAR
Migliora la visibilità nelle pale compatte Caterpillar ha lanciato diversi nuovi modelli per la linea di pale gommate piccole (SWL) - Cat 926M, 930M e 938M - progettati per migliorare la visibilità dell’attrezzatura, il comfort dell’operatore e le prestazioni della macchina. Integrando le caratteristiche delle pale gommate grandi nei modelli più piccoli Cat, queste nuove macchine garantiscono un’efficienza operativa migliorata, una manutenzione ridotta e una maggiore longevità. Il nuovo attacco rapido Fusion, ad esempio, migliora la visibilità dell’attrezzatura durante le operazioni di movimentazione materiali: grazie al sistema di applicazione dell’attacco elettroidraulico, attivabile dall’interno della cabina, il telaio dell’attacco in fusione
monopezzo con cilindri di attuazione riposizionati aumenta dell’85% la visibilità dell’attrezzatura attraverso l’attacco, mantenendo i vantaggi del sistema. Anche il nuovo braccio per
movimentazione materiali regolabile della linea offre maggiore visibilità, regolazioni semplici e facilità di trasporto con una benna per uso generale. Il nuovo tubo di torsione in fusione dei modelli 930M e 938M migliora la visibilità dell’operatore
sull’attrezzatura quando si trova in posizione sollevata. I nuovi bracci di sollevamento standard offrono una visibilità migliorata del 100% sul tallone/punta della forca e del 50% sul bordo della benna, per migliorare l’efficienza operativa. Il nuovo indirizzamento dei tubi flessibili a lato dei bracci di sollevamento contribuisce a migliorare la visibilità in presenza del raggruppamento delle tubazioni ausiliarie. Anche le opzioni di illuminazione a LED contribuiscono a migliorare la visibilità della macchina. Un nuovo kit luci ausiliarie include ora una luce all’interno del vano del serbatoio di rifornimento del fluido di scarico diesel (DEF) per migliorare la visibilità in condizioni di scarsa illuminazione.
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JCB
Le nuove pale compatte Stage V JCB ha lanciato le pale gommate aggiornate 407 e 409 per ottemperare alle più recenti normative sulle emissioni EU Stage V. Entrambe manterranno il motore JCB Diesel by Kohler della generazione precedente, tuttavia l’installazione richiederà un filtro antiparticolato (DPF) per rispettare i nuovi livelli di emissioni. La potenza rimane invariata, ma JCB offre una funzione di arresto automatico del motore preimpostata in fabbrica. Questa impostazione può essere anche modificata dal cliente tramite il display della console anteriore per migliorare l’efficienza del motore. Il modello 407 sarà anche dotato di una nuova pompa idraulica Rexroth per ridurre la rumorosità complessiva. Inoltre, è stata integrata una modalità Eco Drive che consente un risparmio di carburante fino al 16% durante trasferimenti ad alta velocità. La 407 dispone di una velocità massima di 35 km/h, mentre il modello 409 è dotato di una velocità di trasferimento massima di 40 km/h. L’interno della cabina aggiornato è dotato di materiali plastici migliorati, in linea con la cabina
Command Plus sui modelli gommati JCB più grandi. Include un display strumenti aggiornato per i requisiti Stage V. Esternamente lo stile è stato modificato per riflettere l’aspetto familiare, con nuove sagomature sulla porta di accesso HVAC e sul tettuccio. JCB introdurrà una seconda opzione per quanto riguarda il motore per la pala compatta 403: mentre l’attuale modello da 26 kW rimarrà in produzione, l’azienda offrirà anche un modello Smart Power da 19 kW per i clienti in cerca del massimo risparmio di carburante. JCB renderà inoltre disponibile per la prima volta un telaio ROPS pieghevole come dotazione opzionale sulla 403. Per i clienti che richiedono una maggiore stabilità durante la gestione delle attrezzature, il modello 403 può essere anche ordinato con un contrappeso supplementare da 160 kg.
PRODOTTI DRÄGER
Nuovi facciali filtranti antiparticelle Dräger X-plore 1900 è una nuova maschera antipolvere monouso ad alte prestazioni per la protezione da polveri sottili e particelle. Disponibile in due taglie, unisce facilità d’uso, comfort eccezionale e vestibilità ottimale. Il materiale filtrante Coolsafe abbina un‘elevata efficienza filtrante a una bassa resistenza respiratoria, consentendo di lavorare facilmente e senza stancarsi per lunghi periodi di tempo. È disponibile nelle tre classi di protezione EN, facilmente riconoscibili con il relativo codice colore (FFP1 = giallo, FFP2 = arancione, FFP3 = rosso). Oltre a un design molto pratico e innovativo (è possibile ripiegarla in tre parti), si contraddistingue per la completa assenza di
lattice in tutti i materiali che la compongono (dallo stringinaso al cuscinetto nasale, dalle fascette elastiche VarioFlex al materiale filtrante CoolSafe) ed è quindi utilizzabile in un vasto campo di applicazioni. La maschera antipolvere è disponibile in due taglie (S e M/L): ciò la rende adatta a diverse forme e dimensioni del
viso, così che ogni persona che la indossa possa scegliere la più adatta. Il design pieghevole in tre parti offre flessibilità in termini di vestibilità, quindi la maschera si adatta al viso di chi la indossa. Anche mentre si parla la maschera non si sposta. La fascetta elastica ad anello VarioFlex rende molto facile indossare Dräger X-plore 1900. Basta aprire la maschera, collocarla sul viso, posizionare la fascetta elastica e premere lo stringinaso, seguendo gli indicatori visibili. Il design SmartFOLD con doppio rinforzo brevettato rende la forma della maschera molto stabile e offre un ampio spazio di respirazione. Inoltre, l’aria espirata viene direzionata verso il basso, riducendo la temperatura percepita all’interno della maschera.
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SCAI
Nuovo miniescavatore elettrico ZE19U-6 Anche quest’anno SCAI (Bastia Umbra - PG) ha riconfermato la sua presenza a Ecomondo, presentando una vasta gamma di prodotti dedicati al riciclaggio e al trattamento rifiuti, con tecnologie a impatto ambientale quasi nullo e mezzi biodegradabili al 98%. Anche i servizi e la stessa azienda partecipano all’economia circolare, grazie alle certificazioni ambientali, l’obiettivo costante della salvaguardia ambientale. Da numerosi anni SCAI sceglie i migliori prodotti in base a facilità di smaltimento, contenuto di materiali riciclabili e minore consumo di carburante. In quest’ottica fanno parte della gamma aziendale “Green Recycling” i mezzi Fuchs per il Material Handling, i trituratori primari Arjes, i frantoi Metso e i vagli Anaconda. Oltre agli intramontabili escavatori e pale caricatrici Hitachi, SCAI era presente alla manifestazione riminese con una novità assoluta per questa edizione: il miniescavatore ZE19U-6, completamente elettrico, dotato di batterie agli ioni di litio e
con un’autonomia di quattro ore con uso intensivo continuo, oltre a un sistema start/stop automatico in assenza di movimento dei comandi. Altro mezzo esclusivo presentato in fiera è stato l’escavatore cingolato ZX210-6 HSD “Demolition”, progettato appositamente da SCAI per essere estremamente funzionale dal punto di vista tecnico e, al
contempo, in grado di minimizzare l’impatto ambientale. Attenta anche alle sue partnership e sponsorizzazioni, SCAI è la prima azienda nel mondo del movimento terra a sostenere il FIM Enel MotoE World Cup, per dare ulteriore spazio e importanza all’economia green, rimanendo sempre in movimento con i piloti di SIC58.
INSERZIONISTI Azienda
Pagina
BKT Europe
17
Bobcat
123
Brigade Elettronica
125
C.G.A. Ricambi
29
Cangini
9
Clark Cemas
14,15
Doosan Infracore
119
Europarts
21
Fiera Samoter
47
G.D.M.
122
Giorgio Novara
124
Grafiche MDM
79
H.P.S. Centro Oleodinamico
31
Hyundai CE Europe
7
JCB
13
Liebherr
25
Luxtower
121
M3 MetalMeccanicaModerna
19
Messersì
120
MP Filtri
23
Omec
127
Pio Pellacini
27
RMC
III Copertina
Samep Tools
II Copertina
Sandvik
I Copertina
Scai
1
Simex
3
Tecnoricambi Trevi Benne
126 IV Copertina
Wirtgen Macchine
5
Yanmar
11
128 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2019