Skip to main content

OnSite Construction n.8 - Novembre-Dicembre 2018

Page 1

IL NUOVO SPEEDY BIT PIÙ PRODUZIONE IN MENO TEMPO!

SANDVIK MINING AND ROCK TECHNOLOGY VIA VARESINA, 184 - 20156 MILANO TEL. +39 02307051 SMC.IT@SANDVIK.COM ROCKTECHNOLOGY.SANDVIK/SPEEDYBIT


SOMMARIO NOVEMBRE-DICEMBRE 2018 - N. 8

52 Comacchio

Questione di diametro

92 Assodimi/Assonolo

Nuove idee per il futuro

di Stefano Vitali

di Riccardo Lorenzi

58 Kimera

La soluzione mobile per il calcestruzzo

di Ettore Zanatta

ATTREZZATURE

96 Meta

di Lorenzo Zacchetti

di Pietro Gabrielli

DISTRIBUZIONE

COMPONENTI

108 Iveco Orecchia

76 Assiot-Assofluid

di Ettore Zanatta

6

Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

80 SSAB

Leggerezza in movimento

ATTUALITA’

di Lorenzo Zacchetti

Raddoppio di potenza

di Lorenzo Zacchetti

28 Innovazione

L’anno che verrà

84 Tecnoricambi

Ricambio generazionale

di Lorenzo Zacchetti

di Pietro Gabrielli

MACCHINE

SERVIZI

34 Caterpillar

Concezione “block handler”

88 Wirtgen

La versatilità del servizio

di Ettore Zanatta

di Lorenzo Zacchetti

Oltre l’eccellenza di Stefano Vitali

46 JCB

Progettata per l’Heavy Duty

di Pietro Gabrielli

di Ettore Zanatta

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017 Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

di Riccardo Lorenzi

ON SITE

112 Fondazioni speciali nel quartier

generale di Atlas Concorde La HIT in cima alle classifiche

di Stefano Vitali

120 Prodotti

UN CONCENTRATO DI POTENZA

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722

L’efficienza raddoppia

a cura di Liliana Rebaglia

Hands On

Stampa MDM - Forlì

Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali

LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

DOSSIER Aria di rivoluzione (digitale)

Lo scarico sicuro del calcestruzzo

Editoriale

di Lorenzo Zacchetti

4

40 Volvo CE

Il falco e il leone

100 Mercato

72 Cangini In copertina: CANGINI

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

62

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Il fango della burocrazia

N

on c’è niente da fare, moriremo affogati nel fango della burocrazia. Tutti: singoli cittadini e imprese. A chi conviene questa sciagura non ci è dato sapere, ma lo stillicidio delle vessazioni da parte del legislatore italiano continua, senza soluzione di continuità. Uno degli attuali punti di esasperazione per le imprese di costruzione riguarda i famigerati CAM, i criteri ambientali minimi previsti dal nuovo Codice degli Appalti. Nel recepimento di alcune disposizioni europee del 2003 riguardo all’acquisto di beni e servizi lo stesso legislatore ha stabilito che la pubblica amministrazione, in buona sostanza, deve tener conto - nell’affidamento di un appalto - dell’impatto ambientale e sociale che provocherebbe chi fosse incaricato di eseguire l’opera in questione. I beni e servizi offerti da chi concorre all’appalto vanno sottoposti a una disamina totale riguardo alla sostenibilità, in riferimento alle fasi di produzione, utilizzo e smaltimento. Oneri burocratici, quindi, e insostenibili anche - secondo una denuncia di Confartigianato - per ogni piccola impresa che decida di partecipare a un bando pubblico, perché ovviamente le “clausole inique e sproporzionate” di queste pretese dei CAM sono addebitate dalla pubblica amministrazione stessa alle imprese, che devono produrre tutte le (onerose) certificazioni del caso. Ora Antitrust e Anac stanno pensando a una semplificazione delle pratiche. Speriamo bene, perché le competenze tecniche e legali richieste dai CAM sono fuori dalla portata degli attuali uffici tecnici delle pubbliche amministrazioni, delle imprese e degli stessi consulenti che normalmente vengono interpellati per le opere di costruzione. Di questo disastro anche la burocrazia più lungimirante sembra rendersi conto, almeno nei territori più virtuosi. Il TAR della Lombardia, ad esempio, con la sentenza n. 403 del 12 febbraio 2018, ha considerato un presupposto fondamentale: l’applicazione dei CAM è onerosa per gli operatori economici e, di conseguenza, la base d’asta delle gare che ne prevedono l’applicazione deve garantire un’offerta conveniente per le imprese concorrenti. Un’offerta non al massimo ribasso, ma realizzata secondo un criterio logico di finanziamento, che sia quindi adeguata e remunerativa per il costruttore che vi partecipa. Secondo il TAR lombardo la gara, prima d’essere bandita, deve essere sottoposta quindi - da parte della stessa pubblica amministrazione - a un’approfondita istruttoria. La lettura della sentenza è chiara: che il referente pubblico si prenda le sue responsabilità e faccia di tutto per dirimere una matassa che risulta, alla prova dei fatti, oltremodo complicata e iniqua per le imprese. Rimaniamo quindi in attesa che il burocrate legislativo si metta una mano sulla coscienza e provveda a scrivere e interpretare con “intelligenza” anche le direttive europee, immedesimandosi magari nei panni di chi lavora sul campo. 4

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


A JOHN DEERE COMPANY

Prima Scelta www.partsandmore.net

CLOSE TO OUR CUSTOMERS

PARTS AND MORE. I ricambi originali WIRTGEN GROUP sono insostituibili: in perfetta sintonia con le esigenze di utilizzatore e macchina, si distinguono per la lunga durata, la qualità ineccepibile ed il montaggio senza problemi. Fidatevi anche voi della qualità e delle soluzioni del leader di mercato. www.wirtgen-group.com/italy WIRTGEN MACCHINE SRL · Via delle Industrie 7 · I-20082 Noviglio · T: +39 02 9057 941


NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

APPALTI PUBBLICI

2019, scatta la rivoluzione BIM Il settore delle costruzioni, nello specifico quello degli appalti pubblici, sta per essere rivoluzionato da una “parolina”, BIM. Acronimo di Building Information Modeling, il BIM è la più recente tappa di un percorso evolutivo che ha profondamente trasformato in questi ultimi trent’anni il mondo della progettazione nel settore delle costruzioni. Questa innovazione ha già portato un profondo cambio di prospettiva nel modo stesso di concepire l’opera in tutte le sue fasi, dal concept all’esecuzione e alla successiva gestione. Una trasformazione radicale già reale nel mondo della progettazione e delle grandi imprese, e che presto e progressivamente andrà a interessare tutti gli operatori del settore, dai collosi alle micro imprese.

Questa trasformazione non è solo dettata dal progresso tecnologico, ma ha anche un presupposto legislativo improrogabile: dal 1 gennaio 2019, infatti, entra in vigore l’efficacia del Decreto Ministeriale n.560/2017 e quindi scatta l’obbligatorietà dell’adozione di modelli BIM negli appalti di lavoro pubblici, partendo dai più grandi per importo e allargandosi poi progressivamente a tutte le gare d’appalto. Cinque le tappe previste:

dal 1° gennaio 2019 l’obbligo coinvolge i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro; dal 1° gennaio 2020 l’obbligatorietà viene estesa ai lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di euro; dal 1° gennaio 2021, ai lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro; dal 1° gennaio 2022, alle opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’art. 35 del Codice dei contratti pubblici; dal 1° gennaio 2023, alle opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro; dal 1° gennaio 2025, per finire, alle nuove opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro.

MERCATO

Fidec, il Forum delle costruzioni Si è a tenuto a Milano a fine novembre il Fidec, il primo Forum italiano delle costruzioni, ideato e organizzato dall’Ance per far emergere le esperienze di cambiamento e di trasformazione dei protagonisti della filiera dell’edilizia. Un format innovativo pensato per dare voce a chi crede veramente nella possibilità di ripartire.

6

“Non vogliamo arrenderci al declino: il Fidec dimostra la voglia di voltare pagina e di contribuire a rendere più efficiente e vivibile il nostro Paese”, ha dichiarato il presidente Ance, Gabriele Buia, a margine degli incontri organizzati dal Forum. “Anche la politica e il legislatore devono però fare la propria parte per dare una spinta alla ripresa

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

GABRIELE BUIA

PRESIDENTE ANCE

del settore e quindi alla crescita dell’economia nazionale”. A cominciare dalla semplificazione delle regole e delle procedure che devono sbloccare le infrastrutture e la rinascita delle città. “Dobbiamo dare subito il segnale che l’Italia

può tornare a crescere ai ritmi degli altri paesi europei. Non perdiamo ancora una volta il treno della legge di bilancio: senza strumenti adeguati per ridare liquidità alle imprese e far partire i lavori di manutenzione e di riqualificazione delle nostre città gli obiettivi di crescita indicati per il 2019 non potranno essere raggiunti”, commenta Buia. “Sono convinto che dando maggiore concretezza al capitolo sugli investimenti anche molte delle critiche espresse dall’Europa sulla nostra manovra verrebbero meno”.


New Solenoid Concept. Progettando il tuo futuro.

Bosch Rexroth – Compact Hydraulics presenta la nuova

ottenere un range di funzionamento più ampio. Le nuove

generazione di elettrovalvole a cartuccia ad alte prestazioni:

bobine D36 superano lo standard IP69K e sono state

New Solenoid Concept. In grado di lavorare in condizioni

testate per garantire un elevato funzionamento a lungo

ambientali sfavorevoli, sono intercambiabili con le soluzioni

termine anche a temperature fino a 90°C.

precedenti e introducono caratteristiche migliorate per

We Move. You Win.

Bosch Rexroth Oil Control S.p.A. www.boschrexroth.com/compacthydraulics


NOTIZIE PENETRON ITALIA

Il Sistema Penetron protagonista a Ventimiglia Un sottovia carrabile costituirà l’ossatura per il nuovo raccordo con la viabilità esistente nei pressi della Stazione RFI di Ventimiglia (Im). Il progetto, a firma dello Studio Garassino di Milano, fa parte del “Programma Soppressione Passaggi a Livello” (S.P.L.) della Direzione Investimenti di RFI, con cui saranno soppressi numerosi P.L. in Liguria, di cui due a Ventimiglia mediante la realizzazione di sottovia carrabili ai km 147 + 655 e 147 + 882 della Linea Ferroviaria Genova Sampierdarena Confine Francese. A caratterizzare l’opera, la realizzazione di un monolite a spinta tramite il “Metodo Ponte

La tecnica usata per la realizzazione e messa in opera dei manufatti è quella dello “scatolare a spinta”, che consiste nella realizzazione di un sottopassaggio mediante la prefabbricazione - in un cantiere a lato del rilevato - di un monolite in calcestruzzo armato e la sua successiva infissione con sistema oleodinamico all’interno del terrapieno stradale o ferroviario. Durante la traslazione dell’opera il binario è irrigidito da un insieme di travi parallele allo stesso e collegate tra loro da traverse poste a piccolo interasse per il sostegno della rotaia. La struttura d’irrigidimento longitudinale

Verona”, su cui va a raccordarsi una porzione di monolite gettato in opera sotto la sede ferroviaria. Nel corso degli anni è cresciuta l’esigenza di realizzare opere di sottopasso in corrispondenza di linee ferroviarie in esercizio, per cui si è evidenziata la necessità di ridurre al minimo ogni tipo di interferenza con il traffico ferroviario e i tempi di realizzazione degli interventi. In tale contesto s’inseriscono i manufatti scatolari sottopassanti linee ferroviarie, il cui obiettivo è l’eliminazione dei P.L. e il miglioramento delle condizioni di traffico urbano.

appoggia trasversalmente su travi in acciaio (di manovra) aventi la funzione di sostenere il tutto scorrendo sull’estradosso dello stesso manufatto in corso di varo. È evidente come - in un progetto simile, che consta nella costruzione fuori opera del manufatto - l’unica metodologia d’impermeabilizzazione che possa garantire la tenuta anche durante il posizionamento in esercizio sotto il binario attraverso la spinta, con scavo in avanzamento, è un sistema integrale d’impermeabilizzazione e protezione del calcestruzzo, quale – in questo caso - il Sistema Penetron.

8

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

La soluzione Il Sistema Penetron è stato preferito dall’impresa appaltante, la Carlo Agnese S.p.A. (La Spezia), non solo per facilità e rapidità di esecuzione, ma perché si prefigurava quale unico sistema che non venisse danneggiato durante le difficili operazioni di spinta del monolite. Penetron Admix, elemento principale del sistema, viene aggiunto come additivo al “mix design” del calcestruzzo in fase di confezionamento, per ottenere un’impermeabilizzazione integrale, capillare e attiva nel tempo della matrice strutturale. Questa tecnologia, grazie all’esclusiva formulazione di componenti reattivi, riduce la permeabilità del calcestruzzo e le fessurazioni per eccessivo gradiente termico o per ritiro igrometrico contrastato, aumentando le caratteristiche prestazionali della matrice e la durabilità dell’opera “fin dal principio”. Il comportamento dell’additivo di “self healing” del calcestruzzo rimane attivo nel tempo veicolo umidità-acqua presente nelle strutture interrate e nelle opere idrauliche e garantisce la tenuta impermeabile. Una volta definita la prestazione impermeabile della matrice in calcestruzzo si è proceduto alla definizione della “vasca impermeabile” nella sua interezza, e quindi allo studio delle fasi realizzative e delle campiture strutturali. Anche in questo caso il sistema si è potuto adeguare alle necessità di cantiere, fornendo le soluzioni ottimali per i diversi particolari costruttivi: giunti di ripresa di getto, giunti di fessurazione programmata, giunti strutturali (accessori complementari del Sistema Penetron Admix).


ELI

IR

E L I S I R D I L U N G A V I TA P E R I T U O I M E Z Z I

Nuovo concetto di filtro in bassa pressione con connessioni in linea e pressione di lavoro fino a 16 bar

Design del sistema di tenuta più affidabile verso l’ambiente esterno

Smontaggio semplificato della cartuccia tramite chiave inglese

Nuove valvole di bypass in linea

Completamente intercambiabile alla serie MPS 050/070 e 100/150 della gamma Spin-on

ELIXIR™ garantisce una facile manutenzione attraverso la sostituzione del solo elemento filtrante FEX con un minor impatto ambientale rispetto ai precedenti modelli Spin-on

SERIE SFEX in aspirazione SERIE RFEX sul ritorno SERIE LFEX sulla mandata

NEW

Tutte disponibili in 4 grandezze: 060, 080, 110 e 160

PASSION TO PERFORM


NOTIZIE JCB

Un Hydradig per il Consorzio della Bonifica Burana Il Consorzio della Bonifica Burana gestisce un comprensorio di circa 250.000 ettari in Emilia e ha tra i suoi compiti la bonifica e salvaguardia del territorio in pianura e, in particolare, l’allontanamento delle acque meteoriche in eccesso di piena attraverso il reticolo idraulico presente nell’area, la salvaguardia contro i rischi idrogeologici delle zone montuose e l’irrigazione nei territori collinari e in pianura. “Le nostre funzioni - spiega Andrea Simani, ingegnere idraulico responsabile e caposettore del comprensorio di Destra Panaro del Consorzio della Bonifica Burana - comportano la conduzione e il mantenimento delle opere idrauliche necessarie a tali scopi che, se non gestite con puntualità, comporterebbero il ristagno delle acque pluviali in città e nelle campagne, la cui regolare raccolta e deflusso sono demandati alla rete idrografica artificiale dei canali da noi gestita. Ove necessario il nostro intervento permette il contenimento delle precipitazioni, la derivazione delle acque fluviali e la distribuzione a fini irrigui tramite i canali del reticolo idraulico”. Tutto ciò richiede interventi manutentivi di varia natura, affidati a macchine operatrici gestite dal Consorzio, in cui a inizio anno ha

fatto il suo ingresso un escavatore gommato JCB Hydradig 110W, soluzione versatile che - grazie alle sue peculiarità - si adatta a varie esigenze operative. Prosegue Simani: “Gran parte del nostro lavoro si focalizza sulle manutenzioni necessarie a garantire la funzionalità di un reticolo idraulico territoriale la cui estensione supera i 2.200 km (diverse centinaia all’interno dell’area di nostra competenza). I canali, che in caso di piena convogliano le acque al bacino di recapito naturale costituito dal Panaro necessitano di costanti interventi, consistenti nei diserbi di ciglio, sponde e fondo (che si effettuano sulla rete da due fino a quattro volte l’anno), negli interventi di spurgo e nel dragaggio dei fondali accompagnato, se necessario, dal ripristino della sezione di progetto originaria al fine di conservare la corretta capacità di invaso e di deflusso. Il materiale asportato, previa analisi chimica, è poi riutilizzato per il rinforzo degli

10 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

argini e la compattazione delle sponde dei canali. A tali interventi si accompagnano i ripristini a seguito di eventi franosi, frequenti nei canali di tipo pensile caratterizzati da argini in elevazione rispetto al piano di campagna, che possono essere soggetti a elevati carichi idraulici che tendono a ingenerare fenomeni di erosione”. Per la gestione di tali opere il Consorzio utilizza varie macchine, tra cui trattori dotati di attrezzature per la manutenzione degli argini ed escavatori cingolati o gommati. È stato il concessionario JCB di zona, la Piolanti di Forlì, che ha proposto all’ente l’acquisto di una macchina caratterizzata da un’alta versatilità. “Frutto di un progetto innovativo che ha posto al centro del suo sviluppo i concetti di visibilità, stabilità, mobilità, manovrabilità e accessibilità - sottolinea Michele Montalti, funzionario commerciale Piolanti - l’Hydradig è un’evoluzione del tradizionale escavatore gommato finalizzata a esaltarne le caratteristiche di multifunzionalità e adattabilità ai più svariati ambiti operativi”. La macchina ha lavorato a pieno ritmo in questi ultimi mesi, facendosi apprezzare per la sua versatilità, produttività e mobilità. Lo affermano gli operatori che hanno utilizzato la macchina: “Sia negli interventi di sistemazione degli argini meno impegnativi che in quelli di pulizia dei canali e compattazione delle sponde l’Hydradig si è fatto apprezzare per la stabilità, che le consente di operare anche su terreni in pendenza, e mobilità, che le permette di disimpegnarsi anche in condizioni di terreno difficili, in virtù di una buona galleggiabilità e di una trazione ottimale garantita dalle quattro ruote motrici sempre in presa”.


BENNA MULTISCREENING MASSIMA RESA Controllo idraulico della dimensione di vagliatura in cabina senza interrompere il ciclo di lavoro

VERSATILITÀ Doppio cestello con possibilità di vagliare il materiale da 25 a 60 mm di spessore

RESISTENZA Cestelli in HB400 per garantire di sostenere un alto ritmo di lavoro

APRIL 8-14, 2019 MUNICH

Pad. C5 | stand 149


NOTIZIE TEAMSYSTEM CONSTRUCTION

Soluzioni innovative per il monitoraggio delle infrastrutture Il tema del monitoraggio sta assumendo sempre più un valore strategico nel settore delle infrastrutture. Il tema del controllo costante, puntuale e caratterizzato dal necessario grado di precisione coinvolge tutto l’ambiente costruito, non solo per la necessità di verificarne lo stato di salute, ma anche per programmare e dare continuità a tutti gli interventi manutentivi che, nell’arco del ciclo di vita di un manufatto, si rendono necessari per preservarne integrità e funzionalità. Una dimensione, quest’ultima, che appartiene a pieno titolo alla metodologia BIM e ai suoi strumenti Ne è consapevole TeamSystem Construction che, con soluzioni come STR Vision, sposa l’approccio che caratterizza il BIM. Derivato dall’esperienza dello storico marchio STR, TeamSystem Construction è il nuovo brand di TeamSystem nel campo dei software gestionali per l’edilizia. Il Building Information Modeling si basa su processi digitali di gestione delle informazioni legate all’intero ciclo di vita dell’opera ed è finalizzato alla creazione di modelli tridimensionali contenenti tutti i dati necessari a conoscere nel dettaglio le caratteristiche dei manufatti e utili alla loro gestione successiva, grazie all’eliminazione di tutte le asimmetrie informative che potrebbero comprometterne la gestione e conservazione. Il monitoraggio e il costante aggiornamento delle informazioni relative all’opera, al suo stato di conservazione e alle eventuali vulnerabilità passibili di manifestarsi nel tempo rappresentano elementi cardine di quest’approccio, in grado di integrare e aggiornare le informazioni del modello BIM e fornire così la base per gli interventi manutentivi, sia ordinari

che straordinari, necessari a conservarla in perfetta efficienza. Ed è proprio su questo fronte che oggi le potenzialità dei software TeamSystem Construction trovano un prezioso alleato nelle avanzate tecniche di rilievo ed elaborazione dati messe a disposizione dallo sviluppo tecnologico. Un esempio concreto di applicazione delle nuove tecnologie al monitoraggio delle infrastrutture arriva da Primis Group, azienda specializzata in servizi industriali via drone che oggi propone una soluzione “as-a-service” chiavi in mano per il controllo e la diagnostica aerea di grandi infrastrutture, impianti, cave, strutture industriali e cantieri in genere, con gestione dei dati end-to-end, dall’acquisizione degli stessi grazie a piloti qualificati, fino all’elaborazione del team di specialisti in remoto e relativa restituzione attraverso una piattaforma cloud proprietaria

12 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

per la gestione partecipativa di nuvole di punti 3D. “L’approccio ‘drone as-a-service’ alla base della nostra soluzione - sottolinea Pietro Gorgazzini, fondatore di Primis Group - permette ai gestori di infrastrutture, patrimoni immobiliari e alle imprese di costruzione di fruire delle più avanzate tecnologie di rilievo ed elaborazione dati senza necessità di creare strutture ad hoc all’interno delle proprie aziende. La disponibilità di una piattaforma cloud partecipativa come la nostra - dove tutte le figure tecniche coinvolte possono consultare le informazioni acquisite, integrarle con altri dati provenienti da diverse fonti e applicazioni e utilizzarle all’interno di modelli BIM, sia in fase di esecuzione che di gestione e manutenzione dell’opera - rappresentano un’opportunità senza precedenti e un salto di qualità verso un’edilizia sempre più declinata in ottica 4.0”.


! NOVITÀfa P iraf Baby G ggio! a nole


NOTIZIE BOBCAT

Soluzione compatta per il Poland Road Project

L’escavatore compatto Bobcat E32 ha rappresentato la soluzione ideale per i lavori svolti negli spazi ristretti di un importante progetto di costruzione stradale in Polonia. La macchina è stata noleggiata presso il rivenditore esclusivo della gamma di prodotti Bobcat della regione Mazovia, Atut Rental, che fornisce anche un servizio di noleggio di attrezzature per l’edilizia. Atut Rental ha fornito l’E32 presso il cantiere su richiesta degli appaltatori, un consorzio di Mota Engil e Himmel i Papesch Opole specializzato in lavori di ingegneria, costruzione di ponti e di altre opere. Il progetto a cui il consorzio ha lavorato è la costruzione della circonvallazione di Miękinia nella regione polacca della Bassa Slesia, un’operazione logisticamente complessa che ha richiesto una precisione assoluta da parte degli appaltatori. Il progetto in questione fa parte della realizzazione della circonvallazione di Breslavia, che collega Zmigrod all’autostrada A4. Si tratta di un’importante sfida

logistica, soprattutto per quel che riguarda la sezione che attraversa le linee ferroviarie ad alta percorrenza che collegano Breslavia al confine polacco occidentale. Il progetto originale prevedeva la costruzione di un viadotto sopraelevato sui binari, ma i costi di questa operazione avrebbero superato il budget disponibile, per cui si è deciso di procedere al di sotto della massicciata della ferrovia. “Questo è uno dei progetti più complessi che abbiamo mai realizzato. Non solo per il terreno paludoso, ma anche per il continuo traffico ferroviario sulla massicciata, al di sotto della quale veniva svolto il lavoro. Dovevamo fornire il supporto agli scavi e lo spazio ristretto ha complicato ulteriormente

14 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

i lavori”, spiega Lukasz Protasewicz, Bridge Works Manager di Himmel i Papesch Opole. “Era necessario l’utilizzo di una macchina idonea al lavoro negli spazi molto limitati del cantiere. La nostra flotta di macchine non include escavatori di piccole dimensioni, perciò avevamo necessità di una macchina compatta in grado di lavorare in questo ambiente difficoltoso e ne avevamo bisogno immediatamente. Abbiamo così deciso di noleggiare una macchina presso Atut Rental e il Bobcat E32 si è rivelato la scelta perfetta: grazie alle sue dimensioni compatte avevamo la certezza che avrebbe potuto lavorare nello spazio disponibile e ciò ci ha garantito una grande libertà in un ambiente molto limitato”. Jaroslaw Maciejewski, CEO di Atut Rental, spiega: “I clienti prediligono il noleggio dei miniescavatori Bobcat essenzialmente per la loro precisione, facilità di utilizzo e prestazioni. Queste macchine sono ideali anche nei grandi cantieri di costruzione, ma sono adatte al lavoro in spazi ristretti, come ad esempio nei cantieri urbani. Al contempo, il peso ridotto degli escavatori consente di trasportarli su un rimorchio, garantendo una movimentazione veloce e comoda. L’E32 ha la stessa cabina dei modelli più grandi e la salita e la discesa risultano comode. I comandi ergonomici consentono una guida regolare e un controllo sicuro. Allo stesso tempo, quando i pedali non vengono utilizzati possono essere rimossi, creando così maggiore spazio per l’operatore all’interno della cabina. Il telaio con altezza dal suolo elevata impedisce alla macchina di rimanere bloccata e questo è un ulteriore motivo per cui essa lavora molto bene sul terreno paludoso del nostro progetto”.


NOTIZIE SANDVIK

Due macchine nel Tunnel del Brennero Continuano i lavori per la costruzione del Tunnel Ferroviario del Brennero, che collegherà Innsbruck a Fortezza, ovvero l’Austria all’Italia. Il passo del Brennero è uno dei trafori più importanti che uniranno il nord al sud dell’Europa. Il progetto prevede la costruzione di un traforo ferroviario di circa 55 km che al termine dei lavori dovrebbe risultare il tunnel più lungo al mondo, circa 63,5 km, sommandoci quelli già in funzione sulla circumvallazione di Innsbruck, e che sopporterà un traffico di circa 400 treni/giorno di cui 320 merci. Con il nuovo progetto si andranno a diminuire le pendenze, oltre ad abbreviare il tragitto di circa 20 km. In quest’ambito, proseguono i lavori presso il cantiere di Hinterrigger dove, per la realizzazione dei conci prefabbricati in calcestruzzo per il rivestimento finale delle gallerie del lotto Mules 2-3, si frantuma il granito proveniente dagli scavi del tunnel di Base del Brennero. I lavori sono affidati all’impianto di frantumazione della società Adinolfi Giovanni, dove trovano applicazione due macchine Sandvik: un frantoio a cono secondario CS 430 e un mulino ad asse verticale CV 218, più comunemente chiamato “Correttore di Forma”. Le due macchine garantiscono costi d’esercizio inferiori a quanto si riscontra con l’applicazione su queste tipologie di graniti delle tradizionali macchine a martelli, e l’accoppiamento cono secondario con mulino ad asse verticale è garanzia di una forma eccellente degli aggregati finali. 16 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


Efficienza assoluta

ZW-6.

Senza paragoni

www.scaispa.com Scai S.P.A 06083 Bastia Umbra Perugia Italy Via Don Fulvio Scialba, 21 Ospedalicchio T: +39-(0)75 801 501 F: +39-(0)75 801 01 42 Distributore autorizzato Hitachi Construction Machinery


NOTIZIE MECALAC

Intensificata la presenza in Nord America

L’espansione geografica resta una delle priorità del Gruppo Mecalac che, con i suoi cinque stabilimenti, le sue sette filiali commerciali e una rete mondiale di oltre 250 concessionari progetta, fabbrica e commercializza da più di 40 anni macchine dedicate ai lavori pubblici in cantieri urbani. Nel 2016 Mecalac si è insediata negli Stati Uniti con una prima partnership nel Massachusetts; da allora la rete di distribuzione negli Stati Uniti è stata in continua espansione. Mecalac si è aperta al mercato canadese attraverso tre distributori, che d’ora in poi garantiranno la promozione e la commercializzazione delle macchine Mecalac. L’azienda francese ha avviato la commercializzazione delle sue macchine negli Stati Uniti con gli escavatori skid cingolati serie MCR e le pale caricatrici gommate serie AX. Oggi le vendite riguardano la totalità dei prodotti del Gruppo: escavatori cingolati e gommati, pale caricatrici gommate, terne, dumper e compattatori. Ampliamento della gamma di prodotti, ma anche espansione geografica con nove distributori: H&V (Texas), Jersey Rents (New

Jersey, a sud della Interstate 195), Jet City Equipment (Washington), LF George, Inc., (Wisconsin), Lorusso Heavy Equipment LLC (Massachusetts, Connecticut, Maine, Vermont, Rhode-Island, New Hampshire), Midwest Underground (South Dakota, Iowa, Nebraska), Powerco Equipment, Inc. (New Jersey: Interstate 195 e a nord, Pennsylvania), Reynolds-Warren Equipment Co. (Georgia), Trenchers Plus, Inc. (Minnesota). Forte di questo successo, sempre nel 2016 il Gruppo Mecalac ha aperto a Boston la filiale commerciale “Mecalac North America”, a supporto dei distributori presenti nel Paese e dei mercati canadese e latinoamericano. In Canada il Gruppo è presente nella provincia dell’Alberta con Kaymor Machine & Welding Ltd, nel Quebec con Bobcat MontrealTrakto, nelle province della costa orientale di Nuovo Brunswick, Nuova Scozia, Isola del Principe Edoardo e Terranova e Labrador con Saunders Equipment Ltd. Compattezza e polifunzionalità delle macchine Mecalac sono state caratteristiche convincenti in un contesto in cui i cantieri urbani

18 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

sono in costante crescita. Mecalac offre una soluzione realmente efficiente basata in particolare su un’unica macchina invece delle due o tre abitualmente utilizzate in cantiere. Così, naturalmente, un cantiere urbano che utilizza macchine Mecalac contribuisce alla riduzione degli ingorghi del traffico, del rischio di incidenti, dell’inquinamento e dei disagi per il personale di cantiere e i residenti della zona. Da giugno a settembre presso le varie concessionarie canadesi è stato possibile partecipare a numerosi eventi dimostrativi, open day e prove sul campo. L’entusiasmo per le macchine Mecalac è in crescendo grazie alla loro particolare concezione e a prestazioni che offrono anche oltre Atlantico una soluzione reale a sostegno dell’evoluzione della gestione dei cantieri urbani americani. Mecalac ha annunciato inoltre la sua partecipazione a Conexpo 2020, a Las Vegas, con uno stand di 1.200 m2. Sarà la sua seconda partecipazione a questa manifestazione fieristica che è la più importante degli Stati Uniti nel settore delle costruzioni.


NOTIZIE M3-METALMECCANICA MODERNA

Una benna speciale donata alla Protezione Civile Ormai è ben (tragicamente) noto che l’Italia è un Paese ad alto rischio di dissesto idrogeologico. Ogni anno, con l’arrivo di abbondanti piogge sul nostro territorio, torna puntualmente anche l’incubo di alluvioni, frane e inondazioni, spesso incontrollabili, che causano ingenti danni a cose e persone e mettono a dura prova le attività della Protezione Civile. Da oggi, però, quest’ultima può contare su un’arma in più. Lo scorso 24 novembre, in piazza Cantarana a Mezzano Inferiore (Pr), si è svolta una dimostrazione durante la quale la Protezione

Civile - Gruppo volontari soccorso esondazione Mezzani (EmiliaRomagna) ha presentato una nuova attrezzatura che consentirà in futuro di approntare in modo più efficace le opere di prevenzione e di difesa del rischio idraulico in caso di emergenza. I volontari del Gruppo, coadiuvati dal presidente Francesco Lambertini e dal coordinatore Riccardo Tamani, hanno eseguito alcune prove dimostrative dell’utilizzo di tale attrezzatura, una benna speciale (praticamente una “insacchettatrice”) progettata in collaborazione con la M3Metalmeccanica Moderna di Casale di Mezzani (azienda che può vantare una solida esperienza nel settore dell’edilizia e del movimento terra) e da quest’ultima brevettata e donata alla sezione della Protezione Civile locale.

DA SINISTRA, MASSIMO BOSCHI, ROBERTO BOSCHI E RICCARDO TAMANI

“Questa particolare benna, dotata di apposita coclea, consente – in condizioni standard – di riempire meccanicamente lunghi sacchi di sabbia in caso di esondazioni”, spiegano Massimo e Roberto Boschi, rispettivamente responsabile vendite e responsabile tecnico di M3Metalmeccanica Moderna. “In particolare, quest’attrezzatura - che ci è stata specificatamente richiesta dalla Protezione Civile, con la quale abbiamo sviluppato il progetto - consente di espellere 700 l di materiale al minuto, agevolando non di poco il problema delle tempistiche e della manodopera in loco - in modo efficace ed economico - in caso di alluvione. Quello presentato in quest’occasione è un prototipo, che sarà perfezionato, prodotto a breve e donato alla Protezione Civile di Mezzani e che presumibilmente sarà

20 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

utilizzato in seguito dall’intero corpo. Grazie a quest’attrezzatura altamente performante intendiamo contribuire alla protezione del nostro territorio”. M3 MetalMeccanicaModerna si è dimostrato anche in quest’occasione un partner affidabile, in un contesto peraltro così delicato. L’azienda parmense - peraltro apprezzata sul mercato per l’elevato standard qualitativo dei suoi prodotti e per l’impegno costante nella ricerca e nell’innovazione tecnologica - pone da sempre al centro della propria attività la costruzione di benne miscelatrici per il calcestruzzo, ma vanta nel suo portafoglio prodotti un’ampia gamma di soluzioni, tutte applicabili a qualsiasi tipo di macchina movimento terra, quali: benne spazzolatrici, spazzolatrici angolabili e industriali, agganci rapidi, piastre porta-pallet, lame grader e da neve, decespugliatori, testate trincianti, pinze industriali, benne standard, trivelle, benne trancia-insilati, benne selezionatrici frontali ed estrusori per cordoli. L’azienda è in grado di realizzare ovviamente prodotti “su misura” e il caso della benna donata alla Protezione Civile in quest’occasione è esemplare.


AXLES / ESSIEUX Achsen / Assali / Ejes

Dana, Kessler, AxleTech, Hurth and OMCI axles mounted on various types of: • Harbour equipment • Material handling equipment • Airport equipment • Mining and steel factories equipment • Cranes • Dump trucks Les essieux Cemas sont montés sur plusieurs types de véhicules, dont : • Èquipement portuaire • Èquipement de manutention • Èquipement d’aéroport • L’équipement des mines et des aciéries • Grues • Camions à benne basculante

TRANSMISSIONS / TRANSMISSIONS Getriebe / Trasmissioni / Transmisiones

Clark-Dana power shift transmissions mounted on various types of: • Harbour Equipment • Airport Equipment • Earth Moving Equipment • Mining Equipment • Steel Factories Equipment Transmissions powershift Clark Dana installées sur plusieurs types de: • Équipement portuaire • Équipement d’aéroport • Équipement de terrassement • Équipement de minage • Équipement d’usines d’acier

via R. Morandi,122 - 40060 Toscanella (BO) Italy - Ph +39 0542 673610 - Fax +39 0542 673609

info@clark-cemas.com - www.clark-cemas.com


NOTIZIE BKT

Nuovo sito produttivo negli Usa Balkrishna Industries Limited (BKT) ha annunciato un progetto di costruzione del valore di 100 milioni USD per un nuovo sito di produzione negli USA che non fornirà soltanto il mercato locale, ma l’intera regione americana.

Il nuovo sito produttivo sarà il primo impianto di produzione del gruppo al di fuori dell’India. È generalmente risaputo che l’Europa rappresenti attualmente il mercato di vendita più grande per BKT, per un valore corrispondente a oltre la

Pala gommata

DL550-5

La scelta dell’operatore

Le pale gommate Doosan assicurano forze di strappo straordinarie, cicli rapidi e un comfort superiore. Ideali in ogni cantiere, le nostre pale offrono prestazioni eccezionali e l’efficienza necessaria per affrontare qualunque lavoro, indipendentemente che vi sia da spostare un piccolo cumulo o una montagna di materiale.

Doosan: da oltre 40 anni produttore di macchine edili e movimento terra.

metà del fatturato globale dell’azienda. Tuttavia, le Americhe stanno diventando un mercato sempre più interessante e in espansione. Le prospettive più che positive hanno condotto l’azienda alla decisione di costituire una nuova succursale interamente controllata negli USA, progettata per una capacità di produzione annua di circa 20.000 MT nell’intero segmento Off-Highway. La rimanente domanda di pneumatici continuerà a essere servita direttamente dall’India. Il progetto approvato dal Consiglio di Amministrazione è stato per la prima volta annunciato in occasione della TIA Hall of Fame Award Ceremony, a Las Vegas. L’impresa sta cercando un terreno appropriato da definirsi entro la fine dell’anno corrente, affinché l’acquisto del terreno possa essere concluso entro il primo trimestre 2019. Si prevede il completamento del progetto entro il 31 marzo 2021.


NOTIZIE DULEVO

La celebrazione del made in Italy Dulevo International, costruttore italiano e tra i primi a livello mondiale nella pulizia industriale e urbana, ha portato a Ecomondo 2018 l’innovazione tecnologica della gamma di spazzatrici stradali frutto dell’eccellenza del design e della produzione Made in Italy. Protagonista assoluta dell’esposizione è stata D.zero2, la prima spazzatrice stradale Dulevo elettrica, in grado di garantire alte prestazioni con impatti ambientali ridotti al minimo. Soddisfazione per le performance sul mercato mondiale della macchina è emersa dalle parole del presidente e CEO di Dulevo International, Tighe Noonan: “A un anno esatto dal lancio della nostra prima spazzatrice elettrica possiamo affermare che il mercato ha risposto in modo

più che positivo. Negli ultimi 12 mesi abbiamo partecipato a numerose fiere in tutto il mondo e organizzato tour dove abbiamo avuto l’opportunità di effettuare dimostrazioni della macchina, mostrandone le caratteristiche e performance superiori. Vedere una D.zero2 che spazza in Piazza Duomo a Milano è una grande soddisfazione per noi che abbiamo da sempre creduto e investito nel Made in Italy, consegnando le nostre macchine

alle Municipalizzate più importanti d’Europa. Le dimostrazioni si sono rilevate un successo anche nel difficile mercato USA, dove le più principali Municipalizzate hanno già fatto richiesta della D.zero2. Naturalmente non trascuriamo i mercati orientali e medio orientali, dove la domanda è molto alta”. I punti di forza di D.zero2 sono i

quattro cardini su cui Dulevo ha concentrato i propri sforzi nello sviluppo della macchina: zero emissioni di CO2, di gas nocivi e polveri re-immesse nell’ambiente, ma anche zero difficoltà di manovra (grazie alle sue dimensioni riesce a lavorare nei centri storici), zero limiti (la spazzatrice garantisce un turno completo di lavoro) e zero rischi, a tutela della sicurezza dell’operatore.

NUOVI ESCAVATORI SERIE R LA GAMMA BOBCAT DIVENTA ANCORA PIÙ FORTE Bobcat progetta e fabbrica pale compatte, escavatori, telescopici e più di 100 accessori diversi perché possiate fare al meglio il vostro lavoro. Da oltre 60 anni le nostre macchine dimostrano sul campo tutta la loro tenacia. Ma noi continuiamo a guardare al futuro, per modellarlo secondo le vostre esigenze.

UN NUOVO MODO DI INTENDERE IL MOVIMENTO TERRA

Gli escavatori compatti da 2 a 4 t della nuova Serie R ne sono la conferma: prestazioni, manovrabilità e precisione assolute visibilità e comfort in cabina eccezionali stabilità senza pari in questa classe di peso ...riscriviamo integralmente gli standard di riferimento del settore.

SCOPRI DI PIÙ SULLA GAMMA BOBCAT E SULLA SERIE R SU WWW.BOBCAT.COM

Bobcat è una società del gruppo Doosan. Doosan è un leader globale nel settore delle macchine edili e movimento terra, delle soluzioni per l’acqua e l’energia, dei motori e dell’ingegneria, che da oltre un secolo serve con orgoglio i suoi clienti e le comunità. Bobcat e il logo Bobcat sono marchi registrati di Bobcat Company negli Stati Uniti e in altri paesi. ©2018 Bobcat Company. Tutti i diritti riservati.


ITALCEMENTI

Partner del Premio Marzotto 2018 È giunto a conclusione il Premio Marzotto 2018, la principale start up competition in Italia che sostiene le nuove idee, attiva l’impresa italiana e porta la sua innovazione nel mondo. La finale si è svolta al MAXXI di Roma e ha visto la premiazione di 48 start up fra le 600 concorrenti. Tra i partner del Premio c’era anche Italcementi, che ha riconosciuto al progetto Particulate Matter il Premio Speciale Italcementi HeidelbergCement Group, per l’ideazione di un materiale innovativo capace di intrappolare il particolato atmosferico. “Il progetto – ha spiegato Enrico Borgarello, direttore Innovazione Italcementi – ha una forte valenza di sostenibilità, in quanto migliora la qualità dell’aria e rappresenta una possibile concreta attuazione dei principi d’economia

circolare, valorizzando materiali di riciclo e sottoprodotti di processi produttivi”. Nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Brescia (Laboratorio di Chimica per le Tecnologie), INSTM (Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali), Regione Lombardia, e Smart Solutions (Startup innovativa dell’Università degli Studi di Brescia), il progetto Particulate Matter risponde a una precisa richiesta della

Commissione Europea: sviluppare materiali innovativi e a basso costo per la riduzione del particolato a livello europeo. In ambito urbano è la vegetazione il mezzo principale per rimuovere il particolato atmosferico: sono le foglie, grazie alla loro morfologia superficiale rugosa, a svolgere quest’importante funzione. Il team di ricerca guidato dalla professoressa Elza Bontempi si è quindi ispirato alla natura per mettere a punto un materiale sostenibile, basato sull’utilizzo di sottoprodotti industriali e di derivati dalle alghe, in grado di assorbire le polveri sottili e autorigenerarsi, proprio come avviene per le foglie, grazie alla pioggia. Il risultato è sorprendente: il nuovo materiale ha una capacità di rimozione superiore di almeno 100 volte rispetto a quella della vegetazione.

Assembled hoses - Crimped fittings - Bended rigid pipes - Adapters

Company

www.olmark.com MADE IN ITALY

Company Certified with Procedures Quality UNI EN ISO 9001:2015

natdesign.eu


NOTIZIE TREVI

Record a Mosul Nel mese di ottobre 2018, presso il progetto Diga di Mosul in Iraq, Trevi ha raggiunto un traguardo aziendale senza precedenti: cinque milioni di ore lavorate senza incidenti. Trevi ha iniziato le lavorazioni nel

mese di aprile 2016 e - oltre alle difficoltà tecniche, tecnologiche, climatiche e logistiche con operazioni in spazi confinati - ha dovuto affrontare la totale assenza di una cultura della salute e sicurezza sul lavoro tra il personale

locale. Lo sforzo profuso dall’azienda per operare in sicurezza, osservando le direttive molto rigide imposte dalla Direzione Lavori del U.S. Army

Corps of Engineers, è stato rilevante, riuscendo a gestire una forza lavoro composta da oltre 700 unità di dieci differenti nazionalità, operante 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Questo traguardo storico per il Gruppo Trevi è frutto della filosofia “Zero Accident”, adottata da qualche anno, che mette al primo posto l’impegno e l’obiettivo di crescere e innovare ogni giorno la cultura della salute e sicurezza sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, facendo formazione e innovazione continua a tutti i lavoratori. Grazie alla presenza costante ed efficiente della Foundation Technology Academy (FTA), Trevi ha raggiunto un’elevata capacità formativa sia in aula che in cantiere. Per tale formazione la Trevi ha investito migliaia di ore sia d’insegnanti che verificatori. U.S. Army Corps of Engineers ha riconosciuto ufficialmente i meriti della Trevi durante una cerimonia tenutasi in cantiere il giorno 20 ottobre 2018. Un riconoscimento significativo, soprattutto perché ottenuto in un progetto di rilevanza mondiale, che vede l’azienda protagonista anche a livello produttivo, tecnologico e sociale.


ATTUALITA’ Innovazione

L’ANNO CHE VERRÀ È tempo di bilanci e di buoni propositi per il prossimo futuro. Una riflessione fondamentale riguarda la capacità del settore delle costruzioni di innovare i processi produttivi e soprattutto la mentalità, anche facendo tesoro di altre esperienze di Lorenzo Zacchetti

“I

n God we trust. All others must bring data”. Il motto che dal 1864 compare sui dollari americani è stato così aggiornato da William Edwards Deming (1900/1993), ingegnere, saggista e manager noto in tutto il mondo per il suo lavoro sull’ottimizzazione dei cicli produttivi. Se dell’Onnipotente ci si può fidare a occhi chiusi, chiunque altro deve invece sostenere le proprie tesi con dei dati concreti. Il concetto di “data-driven economy” è stato analizzato nel corso del convegno organizzato da Dassault Systèmes sul cosiddetto “Rinascimento Industriale”. L’edizione 2018 dell’annuale “3d Experience Forum” della software house francese (la seconda in Europa, con un fatturato di 3,2 miliardi di euro nel 2017) ha messo al centro del dibattito le innovative opportunità connesse allo sviluppo tecnologico.

28 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


Eccellenza italiana Olivier Ribet, Executive Vicepresident EMEA di Dassault, ha fissato come obiettivo la possibilità che “il mondo virtuale estenda e migliori quello reale”. In Europa, mercato che rappresenta il 43% del fatturato di Dassault, non va certo trascurato il ruolo dell’Italia: “Grazie alla vostra tecnologia e al vostro knowhow ingegneristico vi siete sempre distinti per una forte spinta verso l’innovazione. È così da secoli, ma se ve lo dico io, che sono francese, è perché voi non sempre riconoscete i vostri meriti”. I limiti del Construction Nonostante il ritardo che separa il Vecchio Continente da mercati più dinamici come quello asiatico, l’espressione “Rinascimento Industriale” indica un cambiamento generalizzato che costringe tutti a mettersi in discussione. “Il modo in cui oggi funziona il settore Construction è profondamente sbagliato”, ha osservato Ribet. “La produzione richiede troppo tempo e comporta troppi sprechi e troppi materiali di scarto. Con Industria 4.0 ci si è limitati a modificare l’esistente, ma c’è molto di più che si può fare, per una vera innovazione. Bisogna adottare una mentalità diversa e creare un mix virtuoso attingendo alle esperienze di altri settori”. Esempi da seguire Una case-history interessante è quella di Brembo, leader mondiale degli impianti frenanti a disco. Roberto Sicigliano, Head of Design dell’azienda, ha spiegato come l’utilizzo della piattaforma 3D Experience di Dassault abbia permesso uno sviluppo particolare: “Abbiamo integrato il processo di progettazione tipico del manifatturiero tradizionale con i processi-top down dello sviluppo dei prodotti complessi, l’analisi dei requisiti e le necessità degli stakeholder. Le iniziali necessità di alto livello sono state calate su strutture funzionali e architetturali fino a gestire il deploy verso la progettazione di dettagli e la parte meccanica e del software. Questo in un frame all’interno di una piattaforma in cui ci fosse anche un cappello legato alla gestione del progetto e per garantire i requisiti di qualità necessari per lo sviluppo della safety”. La virtualizzazione ha rappresentato un elemento fondamentale del processo. novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 29


ATTUALITA’

OLIVIER RIBET, EXECUTIVE VICEPRESIDENT EMEA DI DASSAULT, E ALESSANDRO SANTINI, DIRETTORE ORGANIZZAZIONE DI LONATI, DURANTE IL “3D EXPERIENCE FORUM”

SVOLTOSI PRESSO L’AUDITORIUM DE “IL SOLE 24 ORE”, A MILANO

Cambiare le strategie La tecnologia può anche spingere a modificare il proprio modello di business, come spiegato da Alessandro Santini, direttore dell’organizzazione di Lonati, azien-

“

IL 2045 SEGNERÀ IL PASSAGGIO DALL’INTELLIGENZA BIOLOGICA CHE CONOSCIAMO OGGI A UNA COMBINAZIONE DI INTELLIGENZA BIOLOGICA E ARTIFICIALE (RAY KURWEIL) da specializzata nelle macchine circolari per calzifici. I dati registrati e messi a sistema permettono di effettuare analisi, anche di tipo predittivo, a superiori livelli di accuratezza: “Una business intelligence supportata da analytics sempre più personalizzate e l’utilizzo del cloud cambia gli approcci e le strategie di sviluppo, tanto che si arriva alle modalità ‘as a service’ e ‘pay per use’. In tal senso la migliore innovazione tecnologica trasforma gli investimenti iniziali (Capex) in costi ricorrenti (Opex)”, ha spiegato.

SECONDO UNA RICERCA COMMISSIONATA DA PANASONIC TOUGHBOOK E REALIZZATA DA OPINION MATTERS, SARANNO BIG DATA, IOT E SENSORI LE TENDENZE TECNOLOGICHE CHE NEL 2019 AVRANNO IL MAGGIORE IMPATTO SULLA FORZA LAVORO MOBILE 30 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

I “gemelli virtuali” Gianluca Gonella, Managing Director EuroMED di Dassault, ha ribadito come il “Rinascimento Industriale” abbia nella virtualizzazione un fattore fondamentale: “I nostri clienti devono imparare a sviluppare dei ‘gemelli virtuali’ di quello che fanno. Non basta realizzare il modello 3D: serve anche il modello comportamentale del prodotto, così da anticiparne la performance durante l’uso e capire come produrlo in maniera efficiente, economica e di qualità. Le aziende italiane di medie dimensioni stanno investendo su questo fronte ed è giusto farlo, perché vivono di export e quindi è indispensabile puntare alla massima qualità”.

Risorse umane Lo sviluppo tecnico offuscherà la centralità umana? Enrico Pagliarini de “Il Sole 24 Ore”, conduttore del convegno, si è detto scettico sull’ipotesi che l’automazione dei processi produttivi finisca con il creare nuovi posti di lavoro in misura tale da compensare quelli che invece cancellerà. Per Sergio Terzi, docente di tecnologia industriale al Politecnico di Milano, c’è un problema relativo alle competenze, perché nonostante l’aumento del 20% nelle iscrizioni alla facoltà di Ingegneria sussiste tuttora una carenza di tecnici.

Strumenti e idee La centralità della persona è determinante anche per Andrea Pontremoli, CEO di Dallara (automobili da competizione): “Dando per scontato di avere a disposizione la tecnologia per realizzare qualunque cosa, dobbiamo chiederci come usarla e come fare la differenza. È su questo che viene fuori l’uomo”. Una questione non di poco conto anche secondo Pagliarini, il quale sostiene che la tecnologia attualmente disponibile sia “superiore alle idee su come usarla”. Il conduttore della fortunata trasmissione “2024” ha poi indicato cinque “parole chiave” del rinascimento industriale: organizzazione, cultura, competenza, creatività e sicurezza. Formazione vincente A ribadire l’importanza del fattore umano è stato anche il convegno “Fare Innovazione nell’era della Digital Economy”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Milano con Job Farm e ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Marina Verderajme, presidente di Job Farm, ha spiegato che “tutto parte dalla persona,


dalla sua capacità di capire il momento in cui si trova e di instaurare con gli altri e con sé stesso un rapporto di crescita. Questo lo si può fare solo con la formazione. Noi abbiamo adottato il modello dell’ecosistema del lavoro circolare, in relazione con l’azienda, la persona e il territorio. Questo per noi è innovare”. Cambiamenti epocali Vocabolario alla mano, “innovare” significa “alterare l’ordine prestabilito delle cose per fare cose nuove”. Da qui è partito il contributo del poliedrico Oscar Di Montigny, Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Manager di Banca Mediolanum, ma anche scrittore e conduttore del programma “Il tempo dei nuovi eroi” su Radio Italia. Nel suo intervento ha spiegato come la scienza ci dica che gli assetti neurologici di chi è nato nell’era analogica non siano affatto adatti agli scenari di un futuro ormai prossimo, visti i salti esponenziali di uno sviluppo tecnologico senza precedenti. In tutti i consessi internaziona-

GABRIELE FERRIERI, PRESIDENTE ANGI, AUSPICA UNA “RIVOLUZIONE DEI MILLENNIALS” CHE PORTI VALORE AGGIUNTO ALL’ECONOMIA, ATTRAVERSO ATTEGGIAMENTI INNOVATIVI, PRAGMATICI E TENACI li che si occupano di prefigurare ciò che sta per accadere nel prossimo futuro si indicano gli anni 2020, 2030 e 2045 come tappe fondamentali di una rivoluzione che ridisegnerà il mondo sotto quattro direttrici: demografia, ambiente, tecnologia ed etica.

LA CENERENTOLA DIGITALE

Mutamenti sociali “Il cambiamento demografico è già avvenuto, anche se noi ci occupiamo solo dei suoi effetti finali”, ha spiegato Di Montigny. “Nel caso dei migranti ci chiediamo se sia giusto o meno farli entrare nel nostro Paese, ma la domanda da porsi non è questa, bensì come gestire diversamente un incontro che sta già avvenendo. Questo cambiamento sta facendo saltare le regole sociali consolidate, quelle che ci consentono di vivere insieme. Innovare vuol dire trovare nuove risposte per nuove domande”. In merito all’ambiente ha osservato che “negli ultimi 25 anni abbiamo distrutto il 10% della flora e della fauna del nostro pianeta: attenzione a come innoviamo e con che cosa, perché la plastica - ad esempio - ha risolto molti problemi, ma ora è diventata essa stessa un problema. La tecnologia cambierà tutto, completamente. I bambini hanno già un funzionamento cerebrale diverso dal nostro e mentre noi dobbiamo rendere interconnettibili le nostre aziende loro sono già predisposti a dare per scontato che tutto lo sia. E saranno loro i nostri clienti di domani”.

Se in Italia si fatica a fare innovazione è

deve essere promosso direttamente

il futuro appartiene a chi decide oggi”.

anche per il clamoroso ritardo accumu-

dalla Presidenza del Consiglio. Siamo

Se l’Italia piange, l’Europa non ride: la

lato nello sviluppo digitale. Il Rapporto

favorevoli invece a un impegno diret-

classifica delle prime 20 aziende Internet

Globale 2018 presentato dal Centro

to e visibile dei grandi player nazionali

per capitalizzazione non vede nessun

Economia Digitale ci colloca infatti agli

che stanno già investendo moltissimo

marchio del Vecchio Continente, essen-

ultimi posti in Europa su tutti i parametri.

nel digitale, e soprattutto auspichiamo

do appannaggio esclusivo dei compe-

Siamo al 25° posto (su 28) nel punteggio

l’apertura di una nuova e vera fase della

titor americani e cinesi. (Per le applica-

DESI 2018, l’indicatore che misura il livel-

politica industriale per l’Italia attraver-

zioni pratiche della tecnologia digitale

lo di attuazione dell’Agenda Digitale degli

so un tavolo aperto fuori dai ritualismi.

al settore Construction, vedi il Dossier

Stati UE. Inoltre siamo al 26° posto nella

Il tempo per pensare al digitale è finito:

pubblicato in questo numero di OnSite)

classifica della connettività, al 25° per il capitale umano e le competenze digitali, al 27° per l’uso di Internet da parte dei cittadini, al 20° per l’integrazione digitale nelle aziende e al 19° per la digitalizzazione dei servizi pubblici. Secondo il presidente Rosario Cerra, è un problema di governance: “Il digitale è un’agenda politica a sé stante. È un errore parlare del digitale mettendolo al pari di altre sfide, perché risolvendo questa sfida riusciremmo a semplificare tutte le altre. Secondo noi non ha senso dare vita oggi a un Ministero del Digitale, perché il tema novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 31


ATTUALITA’ che detiene tanta ricchezza quanto la metà del mondo, è fortemente iniquo e non regge più. Fare innovazione non può prescindere dall’occuparsi di questi problemi. La parola più innovativa che si possa usare oggi è ‘responsabilità’, nel suo senso etimologico di ‘abilità di dare risposte’. Se si pensa che nei prossimi cinque anni si starà nel business come ci si sta oggi… allora già oggi si è fuori dal business!”.

Aziende responsabili “Il peso di etica, valori e comportamenti sta diventando sempre più determinante”, ha proseguito il manager di Banca Mediolanum. “Nel futuro sarà ‘cool’ essere delle brave persone, al contrario di quanto accaduto negli anni Ottanta e Novanta. Il nostro attuale equilibrio economico, con una piccola parte di persone

Il ruolo delle istituzioni Perché in Europa non c’è un corrispettivo della Silicon Valley, culla dell’innovazione americana? Gianpaolo Meneghini, Head of Unit EUVP Programme nel Segretariato Generale del Parlamento Europeo, ha suggerito:

“

GUY LALIBERTÉ ERA UN ARTISTA DI STRADA E OGGI È IL CEO DEL CIRQUE DU SOLEIL: PER FARE INNOVAZIONE, LA TECNOLOGIA NON È SEMPRE NECESSARIA (PASQUALE CRISPINO - ORDINE INGEGNERI)

“DESIGN ANYWHERE, BUILD ANYWHERE” NON È SOLO UN MOTTO, MA UN ORIZZONTE IDEALE AL QUALE PUNTARE ATTRAVERSO LO SVILUPPO TECNOLOGICO. LA SUA FUNZIONE NON SI LIMITA A MODIFICARE I PROCESSI, MA ANCHE E SOPRATTUTTO IL MODO DI CONCEPIRLI 32 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

SECONDO FRANCESCO RUTELLI, PRESIDENTE ANICA, “IL DIGITALE NON È PIÙ SOLO UNO STRUMENTO: È ORMAI UN PROTAGONISTA AUTONOMO DELLA NOSTRA SOCIETÀ. DIPENDERÀ DALLA REGOLAZIONE CHE SE NE DARÀ SE SI TRATTERÀ DI UN PROTAGONISTA INDIPENDENTE O MENO”

Come procedere Di Montigny ha infine elencato una sequenza formata da sei step che le aziende debbono seguire per arrivare a una vera innovazione. Bisogna in primo luogo distruggere tutte le legacy; i sistemi fanno fatica a innovare perché proprio ciò che li ha

resi forti ieri al contrario oggi li rende deboli (la legacy ha la funzione di difenderti, ma il suo effetto collaterale è la rigidità, quindi va bene averla, purché la si possa sempre mettere in discussione. Bisogna poi ripensare gli assetti organizzativi. I progetti vanno messi in ordine di importanza. Bisogna poi tenere in considerazione l’allocazione di denaro e l’allocazione di tempo, infine fare cultura.

“Richiamando il famoso discorso di Bill Gates all’Università di Stanford, bisogna essere visionari e non solo a livello aziendale, ma anche istituzionale. La spesa tecnologica mondiale per la trasformazione digitale ha sfiorato i 1.300 miliardi di dollari nel 2017 e per il 2019 si prevede che salga a 1.700 miliardi. Circa 400 miliardi verranno investiti nel prossimo biennio su mobile, cloud, big data e social media. Qual è il ruolo del Parlamento Europeo in questo scenario? Al vertice sulla digitalizzazione del settembre 2017 a Tallin lo si è definito con chiarezza: un singolo Stato non può avere successo su questi temi, quindi deve essere l’UE a lavorare su connettività, 5G, sicurezza informatica, analisi e interpretazione dei dati. Dobbiamo ridurre la burocrazia per favorire gli investimenti, soprattutto da parte delle Start-up, e inoltre dobbiamo riconquistare la fiducia dei consumatori, garantendo la sicurezza dei dati, dopo casi come quello di Cambridge Analytics”. ■


NEW:

2 in 1

BENNA MISCELATRICE DOPPIO SCARICO


MACCHINE Caterpillar

Concezione

“BLOCK HANDLER”

CGT ha presentato in anteprima mondiale la pala gommata Cat 986K BH, ultima nata nell’ampia gamma di caricatori progettati, sviluppati e realizzati appositamente per la movimentazione dei blocchi di marmo nelle cave di Ettore Zanatta

34 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


È

dal 1934 che CGT (Vimodrone – Mi) propone sul mercato macchine, servizi e tecnologie che rispondono a ogni esigenza degli operatori attivi nel settore delle macchine movimento terra e dell’estrazione mineraria. Per quest’ultimo ambito, e in particolare per coloro che operano nelle cave di marmo, l’azienda milanese propone - sempre in sinergia con il suo partner storico Caterpillar e attraverso le sue 28 filiali dirette - macchine speciali appositamente concepite per questo genere di applicazioni, soluzioni specifiche finalizzate a rendere il lavoro efficiente e sicuro.

Focalizzandoci sulle pale gommate, in diverse cave abbiamo già visto in azione i modelli 980M BH e 988K BH: il primo, dotato di motore C13 Cat ACERT Stage IV da 288 kW, è apprezzato per la sua agilità, anche negli spazi più ristretti, e si caratterizza per un impianto idraulico potenziato, cilindri di “tilt” maggiorati, un contrappeso addizionale, il terzo comando idraulico e la trasmissione per impieghi gravosi, con lock-up. Ancora più efficace è il modello 988K BH: dotato di motore C18 Cat ACERT Stage IV da 432 kW, spicca

per il suo speciale leverismo di carico e, anch’esso, per i cilindri di sollevamento e “tilt” maggiorati, il contrappeso addizionale e il terzo comando idraulico, nonché per i rapporti più corti, il convertitore di coppia con

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 35


MACCHINE

Progettata per le cave di marmo Dotata di motore Cat C15 ACERT Stage IV da 335 kW, la nuova pala gommata 986K BH non è nuova “concettualmente”: Caterpillar, infatti, aveva già realizzato la versione 986 H, destinata a mercati quali Medio Oriente, Cina e India, ad esempio. È di circa quattro anni fa, invece, il lancio sul mercato del model-

“

LA NUOVA PALA GOMMATA 986K BH NON VIENE MODIFICATA IN FASE DI POST-PRODUZIONE MA È PROGETTATA E REALIZZATA APPOSITAMENTE PER IL TIPO DI CONTESTO IN CUI OPERA lo 986K standard. Ora è il tempo della 986K BH che - come gli altri modelli della serie “Bloch Handler” - è progettata e realizzata appositamente per la movimentazione dei blocchi di marmo. Anche in questo caso - al fine di garantire prestazioni ottimizzate, massima durata, stabilità e affidabilità per più cicli di vita - la macchina presenta le medesime caratteristiche e la componentistica che già hanno fatto apprezzare la 988K

“

lock-up e il freno motore che gli consente di superare pendenze impegnative sia in salita che in discesa. La famiglia BH (Block Handler), ora, si arricchisce di un’ulteriore soluzione: si tratta della pala gommata 986K BH, presentata lo scorso ottobre da CGT all’interno della suggestiva Fossa Cava, sito del I secolo A.C. situato a Colonnata (Ms), nelle Alpi Apuane.

IL LANCIO DELLA 986K BH HA ATTIRATO MOLTI OPERATORI, CHE HANNO POTUTO TESTARE LE POTENZIALITÀ DI QUESTA MACCHINA, DOTATA PERALTRO DI SCALETTE CON ANGOLO D’INCLINAZIONE A 45° POSTE SU ENTRAMBI I LATI, CON PASSERELLE CONTINUE DOTATE DI SUPERFICI ANTISCIVOLO

BH, rispetto alla quale è più corta di oltre un metro. Ma sono diverse le caratteristiche che rendono questa macchina davvero interessante.

I dettagli progettuali I bracci di sollevamento - in acciaio trattato, capaci di assorbire elevate sollecitazioni di carico - si caratterizzano per una struttura monoblocco in fusione che aumenta la resistenza nelle aree di giunzio-

IN OCCASIONE DELL’EVENTO ORGANIZZATO DA CGT È STATA PRESENTATA (AL CENTRO NELLA FOTO) LA NUOVA PALA GOMMATA 986K BH, IDEALE COMPROMESSO TRA LE GIÀ ESISTENTI 980M BH E 988K BH 36 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


LA PALA 986K BH GARANTISCE UN’ELEVATA STABILITÀ E DURATA ANCHE GRAZIE A UN CONTRAPPESO OTTIMIZZATO E A UN ELEVATO ANGOLO DI ATTACCO POSTERIORE CHE CONSENTE DI TRASPORTARE I BLOCCHI DI MARMO DA 30-32 T ANCHE IN SALITA E SENZA RISCHI DI CONTATTO CON IL SUOLO

IL LEVERISMO ANTERIORE CON BARRA A “Z” OTTIMIZZATO GARANTISCE LA MASSIMA CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO NELLE APPLICAZIONI DI MOVIMENTAZIONE BLOCCHI

ne ai perni e un leverismo a “Z” che offre una visuale ottimale dei bordi della benna e dell’area di lavoro. Il controllo della stabilità (Ride Control) utilizza un accumulatore per smorzare il movimento del leverismo, agendo da ammortizzatore e garantendo una guida più regola-

re su terreni dissestati e più confortevole a velocità elevate. La macchina, oltre all’attacco rapido Cat, prevede una valvola idraulica aggiuntiva che permette di cambiare facilmente l’attrezzatura e

di bloccarla in sicurezza durante le operazioni di carico e trasporto. Il telaio posteriore è a sezioni scatolate, per resistere a urti e sollecitazioni torsionali. I supporti dei cilindri dello sterzo

L’OPINIONE

“La pala gommata 986K BH s’inserisce nella gamma progettata e realizzata ‘ad hoc’ da Caterpillar per chi lavora quotidianamente nella movimentazione dei blocchi. Non si tratta di modelli ‘adattati’, dunque, ma mezzi speciali prodotti in serie per questo tipo di applicazione. Con le sue 40 t di capacità - che la pone idealmente tra i modelli 980M BH e 988K BH - questa versione offre un’elevata stabilità, grazie alle peculiarità tecniche già adottate sul modello più grande, rispetto al quale pesa solo 8 t in meno e monta un propulsore diverso, già presente su 18 modelli di macchine Caterpillar. Rispetto alla 988K BH, inoltre, la 986K BH è più corta di 1,2 m, risultando più agile negli spazi ridotti. Grande attenzione è stata posta ai consumi di carburante, tramite dispositivi che gestiscono l’erogazione della potenza in rapporto al lavoro che la macchina sta affrontando (il consumo è qui inferiore ai 30 l/h). Macchina che può essere equipaggiata con un sistema di pesatura integrato che - oltre a consentire un perfetto controllo del carico - soddisfa uno dei requisiti necessari per acquistarla godendo del beneficio fiscale dell’iperammortamento del 250%. A tal proposito, ricordo che il piano nazionale italiano Industria 4.0 premia chi investe in qualità, tecnologia e sicurezza: CGT e Caterpillar promuovono da anni lo sviluppo tecnologico e dei sistemi di interconnessione, per ottenere benefici in termini di efficienza e risparmio di carburante, oltre che di sicurezza e qualità del lavoro. In tal senso, con la 986K BH si può utilizzare la app Advanced Productivity (disponibile su abbonamento), che consente di ottimizzare le operazioni in cantiere grazie alla gestione dettagliata del carico utile, del ciclo, dei report sul consumo di carburante e dell’elenco remoto di dumper/materiali. Inoltre, sfrutta le tecnologie Product Link, per il monitoraggio a distanza, e Vision Link, interfaccia che consente l’accesso remoto a svariate informazioni”.

GIORGIO BANFI , RESPONSABILE PRODOTTO “GRANDI MACCHINE”, CGT

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 37


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA 986K BH (BLOCH HANDLER) Motore: Potenza motore:

Cat C15 Acert - 6 cilindri - Tier IV Final 340 kW (462 HP) a 1.600 giri/min

Capacità benna (a raso/a colmo):

4,4/5,4 m3

Larghezza benna (a segmenti o denti):

3.812 mm

Altezza di scarico con sollevamento max e angolo di scarico max (segmenti):

3.355 mm

Altezza di scarico con sollevamento max e angolo di scarico max (con denti):

3.259 mm

Sbraccio con sollevamento max e angolo di scarico max (segmenti):

2.261 mm

Sbraccio con sollevamento max e angolo di scarico max (con denti):

2.438 mm

Sbraccio con bracci di sollevamento orizzontali e benna a terra:

3.518 mm

Profondità di scavo (segmenti):

103 mm

Lunghezza totale (benna al suolo):

10.671 mm

Altezza totale (con benna completamente sollevata):

6.359 mm

Raggio di sterzata:

8.628 mm

Angolo di scarico max:

-27°

Carico statico di ribaltamento con telaio in linea (pneumatici rigidi):

36.511 mm

Carico di ribaltamento con macchina diritta (con pneumatici compressi):

35.541 mm

Carico statico di ribaltamento - massima sterzata (articolato a 35°; pneumatici rigidi):

31.927 mm

Carico statico di ribaltamento - massima sterzata (articolato a 35°; pneumatici compressi):

29.711 mm

Forza di strappo: Peso operativo (standard/configurazione CGT): * configurazione con pneumatici 35/65-33; SLR: 978 mm; benna

38 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

338 kN 53/54,5 t


I CERCHI, COME NEL MODELLO 988K BH, SONO STATI MODIFICATI AL FINE DI GARANTIRE UNA MAGGIORE PORTATA. GLI PNEUMATICI UTILIZZATI (BRIDGESTONE O GOODYEAR) PRESENTANO UNA SPALLA AMPIA (QUASI 12 CM) PER EVITARE, SOPRATTUTTO NELL’ASSALE ANTERIORE, LO SLITTAMENTO DELLO PNEUMATICO STESSO L’ARTICOLAZIONE A 35° PERMETTE UN POSIZIONAMENTO PRECISO PER FACILITARE LE OPERAZIONI DI CARICO, ANCHE IN SPAZI RISTRETTI. NELLA CONFIGURAZIONE STANDARD CGT È PREVISTO IL SISTEMA DI LUBRIFICAZIONE CENTRALIZZATO (LA PALA PRESENTA 14 PUNTI DI LUBRIFICAZIONE). LA DISTANZA TRA IL GIUNTO SUPERIORE E QUELLO INFERIORE È MOLTO AMPIA, PER DISTRIBUIRE AL MEGLIO LE SOLLECITAZIONI

sono pensati per gli impieghi gravosi e trasmettono efficacemente i carichi al telaio stesso, mentre le aree di montaggio dei perni dell’asse in fusione disperdono le sollecitazioni. La trasmissione powershift epicicloidale Cat è appositamente progettata per le attività estrattive e si caratterizza per cambi di marcia fluidi e progressivi e elevata efficienza attraverso controlli elettronici integrati, un trattamento termico su ingranaggi e alberi e quattro velocità di marcia avanti e tre di retromarcia. Il pedale del dispositivo di disinserimento della trasmissione prolunga la durata dei freni di servizio disattivandola quando questi vengono utilizzati: ciò consente peraltro all’attrezzatura di lavorare alla massima potenza mentre la macchina è ferma, ad esempio durante il caricamento dei mezzi d’opera. L’impianto idraulico con rilevamento del carico aumenta l’efficienza della macchina, indirizzando il flusso del liquido idraulico verso l’attrezzatura e l’impianto dello sterzo solo quando richiesto. Il citato motore C15 ACERT è un 6 cilindri da 16 l con turbocompressore conforme Tier IV Final, con iniezione elettronica ad attivazione meccanica. La cabina - pressurizzata e similare a quella del modello 988K BH, anche per quanto riguarda il joystick di manovra -

LA NUOVA PALA GOMMATA 986K BH OFFRE UN’AMPIA VISIBILITÀ CENTRALE E SULL’AREA DI LAVORO

presenta un sedile Cat Comfort Serie III, uno sterzo STIC con bracciolo ripiegabile, un posizionamento ergonomico del display e dei comandi elettroidraulici. Altra caratteristica rilevante è la visibilità: per ottimizzare quest’aspetto, Caterpillar ha qui utilizzato due cilindri sui bracci di sollevamento, per garantire una visibilità centrale ottimale quando si lavora con le forche o in caso di sostituzione dell’attrezzatura. La pala gommata 986K BH, infine, incorpora caratteristiche progettate e realizzate rispettando precisi requisiti di sostenibilità: la funzione di arresto del motore riduce il consumo di combustibile, evitando il funzionamento quando non necessario; le batterie esenti da manutenzione o con intervalli estesi consentono di ridurre gli sprechi; optional come i programmi

NELLA 986K BH È PRESENTE UN JOYSTICK ANZICHÉ IL TRADIZIONALE VOLANTE. L’OPERATORE, INOLTRE, PUÒ LAVORARE IN MODO PIÙ EFFICIENTE GRAZIE ALLE FUNZIONI INTEGRATE IN CABINA

Reman e Certified Rebuild aiutano a massimizzare il ciclo di vita delle macchine. I componenti riutilizzati e ricostruiti usati in questi programmi, infatti, consentono di ridurre i costi dal 40% al 70%, di ridurre i costi d’esercizio e l’impatto sull’ambiente. ■

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE Volvo

OLTRE L’ECCELLENZA La nuova L350H è l’ammiraglia della serie di pale gommate progettata dal costruttore svedese per offrire un (ancora più) alto livello di produttività rispetto al modello L350F, oltre che una serie di migliorie a beneficio dell’efficienza in cava di Stefano Vitali

A

ncora più intelligente, veloce e robusta della L350F, la nuova pala gommata Volvo L350H è stata progettata e realizzata sull’onda del successo della versione precedente, lanciata per la prima volta sul mercato nel 2007. Aggiornata con le più recenti tecnologie, la L350H BHHD - lanciata ufficialmente sul mercato italiano da Volvo CE Italia in occasione di Marmomac 2018 - è la pala gommata più grande di Volvo Construction Equipment ed è in grado di affrontare un’ampia gamma di applicazioni: dai lavori in cava o miniera fino ai progetti di infrastruttura pesante.

Fino al +5% di produttività La nuova pala gommata Volvo L350H è stata sviluppata specificatamente per garantire un aumentata produttività, grazie a una combinazione ottimale di potenza e controllo. L’impianto idraulico Load Sensing di nuova generazione è stato progettato per offrire una reattività superiore dell’attrezzatura e ridurre i tempi di manovra, aumentando la velocità di sollevamento e abbassamento del braccio. Inoltre, è disponibile una gamma completa di attrezzature Volvo in grado di ottimizzare ulteriormente le prestazioni della macchina. Le attrezzature, dimensionate e progettate proprio

40 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

per essere impiegate sulla L350H, sono ideali per applicazioni quali il caricamento frontale dei cassoni e la movimentazione di blocchi di materiale pesanti e legname (sono peraltro disponibili attrezzature personalizzate, per requisiti specifici dei clienti). La nuova benna da roccia Volvo, ad esempio, presenta un piano più lungo e un raggio ottimizzato, per offrire una maggiore facilità di riempimento, che contribuisce ad aumentare la produttività fino al 15%. Inoltre, la configurazione con braccio più lungo consente di caricare un autocarro da 65 t in non più di sei passate.


Per una maggiore forza di sollevamento e la massima stabilità nelle applicazioni di movimentazione di blocchi, poi, la pala gommata L350H è disponibile in due varianti - standard o Block Handler Heavy Duty - e con un vasto assortimento di attrezzature speciali Volvo come le forche per blocchi o il dente demolitore. Da evidenziare che la nuova benna da movimentazione Volvo offre una capacità di 10,7 m³, che consente di aumentare la produttività fino al 5%. Quest’attrezzatura è stata ridisegnata con lati convessi e una protezione antiversamento migliorata, per assicurare una maggiore facilità di riempimento e minori perdite. Per incre-

mentare la produttività e assorbire gli urti, infine, è possibile integrare come opzione il Boom Suspension System, dispositivo che si inserisce automaticamente in base alla marcia e alla velocità del mezzo. Efficienza nei consumi La nuova pala gommata Volvo L350H è dotata anche di tecnologie “intelligenti” specifiche per ridurre il consumo di carburante. Grazie alla maggiore facilità di riempimento della benna, ad esempio, è possibile movimentare più materiale consumando meno carburante ed è stata ridotta la portata d’olio durante l’abbassamento e lo scarico, per conservare par-

te della potenza della pompa idraulica per altre funzioni. Equipaggiata con un motore diesel D16J Volvo in grado di erogare una coppia elevata a basso regime, la L350H può essere dotata anche di funzione di autospegnimento del motore, attivata nel caso di un periodo prolungato d’inattività della macchina. L’ammiraglia delle pale gommate Volvo prevede anche un pedale Eco - sviluppato internamente dal costruttore - che incoraggia l’operatore ad adottare una guida “economica”, applicando una forza meccanica contraria in risposta a un utilizzo eccessivo dell’acceleratore e aumentando di conseguenza l’efficienza complessiva.

L’OPINIONE “La pala gommata Volvo L350F, sul mercato da circa 10 anni, è sempre molto richiesta in tutto il mondo: oltre 700 unità sono al lavoro in 50 Paesi e finora hanno accumulato oltre 6 milioni di ore di lavoro. Sulla scia del successo ottenuto da questo modello, ora Volvo Construction Equipment propone sul mercato la L350H, progettata e realizzata per garantire una maggiore produttività in cava, grazie a una migliore reattività dell’attrezzatura, a tempi ridotti di manovra e a un aumento della velocità di sollevamento e abbassamento del braccio. Questo nuovo modello, in particolare, presenta una trasmissione appositamente sviluppata da Volvo CE per interagire al meglio con l’impianto idraulico di nuova generazione anche nelle applicazioni più difficili, garantendo una combinazione ottimale di potenza e controllo. In generale, con questa nuova versione Volvo CE offre agli specialisti delle cave una combinazione di alcuni elementi fondamentali: manutenzione semplificata, aumento della produttività, lunga durata, sicurezza ed efficienza. In pratica, ciò che era eccellente è diventato ancora migliore!”

CARLO RONDININI

PRODUCT DEPARMENT MANAGER, VOLVO CE ITALIA

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE

LA TRASMISSIONE DELLA NUOVA PALA GOMMATA L350H È STATA APPOSITAMENTE SVILUPPATA DA VOLVO PER INTERAGIRE AL MEGLIO CON L’IMPIANTO IDRAULICO ANCHE NELLE APPLICAZIONI PIÙ DIFFICILI

LA CABINA, DOTATA TRA LE ALTRE COSE DI UN NUOVO SEDILE REGOLABILE E UN’INTERFACCIA UOMO-MACCHINA AGGIORNATA, OFFRE MINIMI LIVELLI DI VIBRAZIONI E UNA VISIBILITÀ ELEVATA, GRAZIE ANCHE A UNA NUOVA TELECAMERA DI RETROMARCIA E A SPECCHI RETROVISORI RIDISEGNATI. È POSSIBILE ACCEDERVI IN SICUREZZA E SENZA SFORZO UTILIZZANDO I GRADINI E APRENDO LA PORTA GRAZIE A UN APPOSITO TELECOMANDO 42 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

PARTICOLARE DELLA CABINA DELLA L350H: L’OPERATORE PUÒ PERSONALIZZARE LA MACCHINA CON TRE DIVERSE MODALITÀ IDRAULICHE, PER ADATTARLA A SECONDA DELLA REATTIVITÀ DESIDERATA. IL COMFORT DRIVE CONTROL CONSENTE DI STERZARE LA PALA AGENDO SEMPLICEMENTE SU UNA LEVA, PARTICOLARMENTE COMODA PER VELOCIZZARE LE OPERAZIONI DI CARICAMENTO DEGLI AUTOCARRI


Massime prestazioni Progettata per garantire una lunga durata, la pala gommata L350H è dotata di un telaio robusto e di un braccio di sollevamento speciale a “Z” con doppie tenute su ogni perno. Anche gli assali con il riduttore al mozzo a in-

granaggi planetari e i cuscinetti dei perni di articolazione dell’assale posteriore senza manutenzione contribuiscono a prolungare la vita utile dei componenti. I pannelli laterali del cofano motore, poi, semplificano sia la manutenzione che i

IL DUMPER A30G “FLAT BED” Parallelamente alla presentazione della nuova pala gommata L350H, Volvo CE Italia ha presentato agli ospiti intervenuti a Marmomac 2018 anche il dumper articolato A30G, qui esposto in versione “Flat Bed”. Motore D11L Stage IV, potenza di 264 kW, capacità di carico di 29 t, larghezza di 2,9 m e lunghezza totale di 10,2 m, sterzo idromeccanico, giunto di articolazione rotante sigillato, telai Heavy Duty, tecnologia del freno “Load & Dump”: sono i numeri di questo mezzo proposto nell’occasione con un pianale progettato da CeDe Group AB per il trasporto di carichi pesanti e blocchi di marmo LA L350H È COSTRUITA CON COMPONENTI ROBUSTI E UNA STRUTTURA RESISTENTE. L’ARTICOLAZIONE CENTRALE OFFRE LA NECESSARIA ROBUSTEZZA IN APPLICAZIONI GRAVOSE

Comfort di marcia Rinnovata completamente sia internamente che esternamente, la pala gommata Volvo L350H è stata progettata ponendo il comfort dell’operatore al centro dell’attenzione. La cabina offre minimi livelli di vibrazioni e una visibilità elevata, grazie anche a una nuova telecamera di retromarcia e a specchi retrovisori ridisegnati. Inoltre, il modulo prevede un nuovo sedile regolabile e una Human Machine Interface (Interfaccia Uomo Macchina) rinnovata, di serie su tutte le pale gommate Volvo serie H. L’accesso alla cabina è ora più facile e sicuro sia grazie ai corrimano e agli scalini arancioni in posizione intelligente, sia alla possibilità di aprire la portiera con un telecomando. Per ridurre l’affaticamento dell’operatore e facilitare l’uso del mezzo, la L350H può essere personalizzata con una scelta di tre modalità idrauliche Soft, Normal o Active - in base al livello di sensibilità desiderato dall’operatore. Inoltre, il CDC (Comfort Drive Control) offre la possibilità di sterzare la macchina utilizzando una piccola leva, particolarmente comoda per le operazioni più veloci di caricamento degli autocarri.

da 28 a 39 t all’interno delle cave. I blocchi vengono caricati sul pianale con una pala gommata e sono previsti su di esso appositi alloggiamenti per l’inserimento delle forche; quando il pianale viene utilizzato per altri scopi, gli alloggiamenti possono essere chiusi con apposite coperture in acciaio. Il pianale è progettato, prodotto e descritto in conformità alla Direttiva Macchine EG 2006/42 EG e alle norme secondo la “Dichiarazione di incorporazione di macchine parzialmente completate”.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE

I CONTROLLI GIORNALIERI SONO AGEVOLATI DAI PANNELLI LATERALI COFANO MOTORE, MENTRE I PRINCIPALI PUNTI DI MANUTENZIONE SONO FACILMENTE ACCESSIBILI MEDIANTE UNA PASSERELLA PERIMETRALE

controlli quotidiani. Inoltre, tutti i punti “vitali” sono facilmente accessibili dalla passerella circostante. Per non compromettere le prestazioni della macchina, il filtro antiparticolato diesel (DPF) viene rigenerato sia in modo passivo che automatico. Per ottimizzare le prestazioni della macchina e aumentarne la redditività, Volvo offre infine una serie di servizi quali ad esempio il monitoraggio delle macchine, ricambi originali Volvo, corsi di formazione per gli operatori e il Volvo Site Simulation. ■

LA SCHEDA TECNICA L350H Motore:

Volvo D16J Stage IV

Potenza motore netta (ISO 9249, SAE J1349):

394 kW a 1.800 giri/min

Potenza motore lorda (SAE J1995):

397 kW a 1.800 giri/min

Carico statico di ribaltamento (a tutto sterzo):

34.290 kg

Capacità benna:

6,2-12,7 m3

Forza di strappo:

472,8 kN

Pneumatici:

35/65 R33

Peso operativo:

50-56,3 t

* braccio standard, benna a tagliente diritto da 7,3 m con denti e segmenti 3

44 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


SR 47

Carcassa All Steel Lunga durata del battistrada Eccellente resistenza a tagli e alle perforazioni Maggiore chilometraggio Progettato per superfici dure e rocciose

Per maggiori informazioni scrivere a europe@bkt-tires.com


MACCHINE JCB

Progettata per

L’HEAVY DUTY La pala gommata 437 proposta dal costruttore britannico si caratterizza per robustezza e versatilità, nonché per comfort, sicurezza di guida, efficienza gestionale e consumi ridotti di Pietro Gabrielli

46 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


L

a pala gommata JCB 437 nasce nel solco della filosofia costruttiva che ha portato allo sviluppo dell’ammiraglia 457, è dotata delle stesse innovazioni tecnologiche e di design del modello al top di gamma e si affianca ai modelli già esistenti 403, 407, 411, 417 e 427. Solidità e affidabilità Attraverso processi di produzione all’avanguardia, JCB offre sempre elevati livelli di eccellenza sotto il profilo della qualità

costruttiva. Anche in questo caso l’analisi a elementi finiti, approfonditi test di resistenza e prove al banco hanno assicurato un’elevata robustezza strutturale e garantiscono una lunga durata del mezzo. Il telaio anteriore è stato rinforzato con nervature e piastre aggiuntive, mentre l’articolazione presenta una sezione scatolare per lavori pesanti, più robusta rispetto alla versione con un’unica piastra con borchia. I cilindri comando sterzo sono posti più in alto, al riparo da possibili urti e danni in cantiere.

I tubi flessibili sono fissati all’articolazione e posti al riparo da possibili punti di pizzicamento. Progettata per assorbire carichi sia verticali che orizzontali, l’articolazione è poi dotata di un perno centrale ad alta resistenza, di una boccola maggiorata e di doppi cuscinetti a rulli conici sui giunti scatolari superiori. Per incrementare robustezza e protezione, sono disponibili griglie di protezione del parabrezza e delle luci, griglie inferiori e posteriori. Sul retro, invece, il massiccio contrappeso posteriore pro-

GRAZIE A PROCESSI DI PRODUZIONE ALL’AVANGUARDIA, JCB OFFRE ELEVATI LIVELLI D’ECCELLENZA SOTTO IL PROFILO DELLA QUALITÀ DI FABBRICAZIONE. LA PALA GOMMATA 437 È UN ESEMPIO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DI DESIGN

ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE

LA CABINA JCB COMMANDPLUS PRESENTA UNA STRUTTURA ROPS, CON I MONTANTI B SPOSTATI ALL’ESTERNO, ALLA STESSA LARGHEZZA DI QUELLI DELLA PARTE POSTERIORE

tegge la macchina da possibili danni. La sagomatura e la finitura del parafango assicurano resistenza agli impatti e una protezione aggiuntiva complessiva. Potenza e produttività La pala JCB è progettata con un obiettivo: garantire maggiore potenza e mi-

nori consumi. Qui motore, assali, trasmissione e impianto idraulico interagiscono tra loro in perfetta armonia tecnologica, garantendo massima efficienza e durata. La 437 - che combina gli elevati valori di potenza e di coppia erogati dal motore con l’efficienza e l’economicità di un propulso-

LA CABINA OFFRE IL SISTEMA DI CONTROLLO DELLA POSIZIONE DI GUIDA JCB, CON PEDALI NUOVI, UN PIANTONE STERZO REGOLABILE E COMANDI IDRAULICI SUL SEDILE, DOTATI DI TECNOLOGIA ELETTROIDRAULICA E IN GRADO DI SPOSTARSI CON L’AMMORTIZZAZIONE DEL SEDILE STESSO

re in linea con le normative in materia di emissioni Stage IV, senza necessità di filtro antiparticolato (DPF) - è alimentata da un Cummins da 136 kW, con turbocompressore a geometria variabile. Il motore della 437, quindi, utilizza solo i metodi di ricircolo dei gas di scarico (EGR) e un catalizzatore ossidante diesel (DOC).

PRODUTTIVITÀ ED EFFICIENZA La trazione delle pale caricatrici JCB uti-

La funzione di bloccaggio migliora la

lizza una trasmissione con cambio auto-

produttività del convertitore di cop-

matico powershift. Il sistema di gestione

pia, garantendo tempi di ciclo più ra-

elettronico consente lo stacco progres-

pidi e maggiore efficienza. La frena-

sivo della trasmissione per un comando

tura idraulica, a doppio circuito, con

pala efficiente e produttivo: questa fun-

dischi multipli a bagno d’olio, assicu-

zione controlla la forza di trazione attra-

ra una durata utile dell’impianto fre-

verso la trasmissione, convogliando la

nante, esente da manutenzione. Grazie

potenza idraulica massima all’impian-

alla gamma di assali tra cui sceglie-

to idraulico, riducendo l’usura dei freni

re è possibile adattare le prestazioni a

di servizio e il consumo di carburante.

qualsiasi applicazione: i differenziali

Il cambio opzionale a cinque velocità,

standard sono ideali per terreni duri;

dotato di convertitore di coppia blocca-

quelli “limited slip” lo sono per terre-

bile, assicura rapporti più ravvicinati per

ni allentati, fangosi e con scarsa ade-

a bloccaggio automatico assicurano

prestazioni di alto livello sia in accelera-

renza in genere; quelli di tipo aperto

un’elevata trazione in molteplici con-

zione che in salita, che su strada.

con differenziale dell’assale anteriore

dizioni di terreno.

48 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


La modalità ECO limita il regime motore a 1.800 giri/min per ridurre il consumo di carburante, mantenendo una produttività elevata. Anche il sistema di ritorno al minimo automatico - che riporta il motore a 700 giri/min dopo 30 secondi d’inattività - contribuisce a ottimizzare il consumo di energia e ridurre i consumi. L’impianto idraulico con pompa a pistoni a doppia portata variabile è in grado di alimentare 252 l/min, assicurando cicli di lavoro rapidi e versatilità. Le pompe JCB a portata variabile alimentano un distributore idraulico con funzione Load Sensing che si attiva a richiesta. Comfort e sicurezza La 437 è dotata della cabina JCB CommandPlus: la struttura ROPS è nuova e presenta i montanti B spostati all’esterno, alla stessa larghezza di quelli posteriori, offrendo uno spazio interno più grande e un parabrezza panoramico. Sulla pala è presente il sistema di controllo della posizione di guida JCB, con pedali nuovi, un piantone sterzo regolabile e comandi idraulici sul sedile, tutti

BRACCI PER OGNI APPLICAZIONE La pala JCB 437 è disponibile con diversi tipi di bracci, in modo da configurare la macchina sulle esigenze applicative del cliente: è possibile scegliere il braccio pala con leverismo a Z (ZX) per applicazioni a elevata forza di strappo o coppia elevata (HT) per il sollevamento a bracci paralleli e l’uso di diversi tipi di attrezzature. Scegliendo la soluzione HT Super High Lift disponibile per il modello 437 è possibile usare la macchina per applicazioni che richiedono altezze di carico più elevate. La capacità della benna standard è di 2,7 m3. Gli steli distributori a scarico libero fanno sì che i bracci si abbassino automaticamente per effetto della forza di gravità, senza alcun azionamento idraulico, riducendo così il consumo di carburante. L’attacco rapido opzionale Quickhitch - progettato per garantire la compatibilità anche con le attrezzature non JCB - assicura una sostituzione rapida ed efficiente delle attrezzature.

NELLA PALA GOMMATA JCB 437, DOTATA DI MOTORE CUMMINS STAGE IV DA 136 KW, È FACILE ACCEDERE AL MOTORE GRAZIE AL GRANDE COFANO MONOBLOCCO, CHE PUÒ ESSERE SOLLEVATO ELETTRICAMENTE O MANUALMENTE

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE dotati di tecnologia elettroidraulica e in grado di spostarsi con l’ammortizzazione del sedile stesso. È inoltre possibile selezionare il sistema di controllo ottimale, scegliendo tra un joystick a leva singola o configurazioni dei comandi a più leve. Gli interruttori e i comandi ausiliari sono stati riposizionati sul montante B destro. La funzione di sospensione del carico, offerta dal sistema antibeccheggio JCB, limita la trasmissione degli urti in cabi-

na, riducendo le perdite di materiale e le sollecitazioni strutturali. Sono poi presenti due schermi LCD a colori per navigare nei menù operativi, uno dei quali con doppia funzione per la telecamera retrovisiva e per il menù dei comandi CommandPlus. All’interno, il livello di rumore nella cabina è di 68 dB(A). La sicurezza è garantita anche dalle superfici antiscivolo, dalla protezione ROPS/FOPS, dal posizionamento degli specchietti, dalla retrocamera, dal

LA SCHEDA TECNICA 437 HT Portata:

4.636 kg

Forza di strappo:

147 kN

Altezza di carico/allo scarico: Motore:

3.760/3.133 mm Cummins QSB, 6.7 turbo, 6 cilindri, Stage IV

Potenza motore max.:

136 kW a 2.000 giri/min

Coppia max.:

41 Nm a 1.500 giri/min

Impianto idraulico:

a portata variabile

Portata max.:

126 l/min

Lunghezza totale:

7.301 mm

Larghezza max. (agli pneumatici):

2.598 mm

Passo:

3.050 mm

Sbalzo posteriore:

1.833 mm

Altezza da terra: Raggio di sterzatura interno:

472 mm 2.896 mm

Capacità pala a colmo:

2,3 m3

Capacità benna a raso:

1,984 m3

Peso totale:

14.780 kg

* configurazione con bracci HT std, attacco benna diretto e pala universale con denti

50 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

design delle cofanature, dalle luci opzionali e dalle strisce ad alta visibilità. Allestimenti esterni e protezioni speciali sono il tratto distintivo dell’allestimento Wastemaster, indicato per il settore della movimentazione e gestione dei rifiuti e per ambienti di lavoro gravosi. Gestione ottimizzata La pala gommata JCB 437 assicura intervalli di manutenzione molto lunghi, grazie a componenti di qualità e ad accorgimenti costruttivi innovativi. Grazie al grande cofano monoblocco che può essere sollevato elettricamente o manualmente è possibile accedere al motore e al gruppo di raffreddamento durante gli interventi di manutenzione e assistenza. L’accesso ai serbatoi diesel e del fluido DEF avviene attraverso la griglia bloccabile posta sul retro della macchina. È possibile controllare il livello del liquido lavavetri, dell’olio motore e del liquido di raffreddamento all’interno della cabina, con tutti gli altri i controlli periodici di routine. I punti di ingrassaggio sono ubicati a livello del terreno. La ventola di raffreddamento del motore è dotata di un eiettore ciclonico per rimuovere le particelle di polvere dal prefiltro, anziché utilizzare i gas di scarico più caldi per l’azione ciclonica. I gruppi di raffreddamento, inoltre, riducono l’accumulo di polvere. Il cofano monoblocco, inoltre, offre maggiore tenuta intorno al vano motore, riducendo l’ingresso di polvere e sporcizia. È disponibile come optional un ventilatore di raffreddamento con inversione del senso di rotazione, utile se si intende utilizzare la pala gommata in ambienti con abbondante presenza di particelle contaminanti nell’aria. ■


EUROPARTS

S.R.L.

SPARE PARTS FOR EARTHMOVING MACHINES – ITALY

|

Phone: 0039 049 8933065

Fax: 0039 049 626423

SPARE PARTS SUITED FOR: CATERPILLAR® KOMATSU® CASE CONSTRUCTION® NEW HOLLAND® FIAT HITACHI® CASE® FIAT KOBELCO® O&K® HITACHI® BOBCAT® VOLVO® JCB® ZF® HYUNDAI® DAEWOO® KUBOTA® YANMAR® ISUZU® CUMMINS® PERKINS® IVECO®

ELECTRIC PARTS SUITED FOR: DELCO REMY® MITSUBISHI® PRESTOLITE® HITACHI® NIKKO® MAGNETI MARELLI® NIPPONDENSO® BOSCH®

TRUCK PARTS SUITED FOR: RENAULT® MERCEDES® IVECO®

UNDERCARIAGE PARTS OF ALL BRANDS

info@europarts.it

|

www.europarts.it


MACCHINE Comacchio

QUESTIONE DI DIAMETRO Il costruttore trevigiano era presente a Geofluid 2018 con un’area espositiva rinnovata e ampliata, dove ha esposto un’ampia rappresentanza della sua gamma produttiva. Particolarmente interessanti per il mercato italiano le perforatrici CHF 500 e MC 9 di Stefano Vitali

I

n occasione di Geofluid 2018 il costruttore trevigiano ha focalizzato la sua attenzione sulla gamma di perforatrici per il grande diametro con il lancio della nuova CHF 500, una macchina da 46 t di peso operativo dedicata alla tecnologia CFA. L’area espositiva raddoppiata rispetto alla precedente edizione ha consentito di dare maggiore visibilità ai pro-

dotti della linea CH, dunque, in linea con la crescita che l’azienda ha raggiunto in questo settore dal lancio a fine 2015 della prima unità, la CH 450. Oltre al nuovo modello erano infatti esposte la CH 450, in configurazione WPD (Winch Pull Down), così come la CH 650, macchina della classe 70 t presentata per la prima volta al Conexpo 2017.

52 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


L’OPINIONE

FLAVIO DURIGAN

SALES MANAGER, COMACCHIO

“Come si è potuto vedere anche al Geofluid 2018, Comacchio sta vivendo un momento di forte espansione. Il settore delle fondazioni ha registrato un costante trend di crescita negli ultimi anni e per adeguarci a questo andamento stiamo investendo molto nello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni, sia per quanto riguarda la nostra gamma di perforatrici per il piccolo e medio diametro (che è già la più vasta del settore), sia per quanto riguarda il segmento del grosso diametro. Proprio in questo settore stiamo affrontando un grande lavoro di sviluppo della gamma. L’entrata in funzione nella primavera del 2016 del nuovo impianto produttivo dedicato a questo tipo di macchine ci ha permesso di arrivare all’attuale offerta, che comprende tre modelli di perforatrici della gamma CH, con un ulteriore modello in previsione per il Bauma 2019. Moltissimo è stato fatto per migliorare e innovare questo prodotto, ottimizzando aspetti critici, come ad esempio la rumorosità, l’efficienza energetica, il livello di sicurezza in cabina, la stabilità in fase di rig-up, la manutenzione e non solo. La filosofia di Comacchio è sempre stata quella di una costante ricerca di soluzioni innovative e di miglioramento del prodotto, mettendo al centro dell’attenzione il lavoro dell’operatore. E non poteva essere diversamente per le macchine CH. Con l’espansione della nostra offerta alle perforatrici di grosso diametro contiamo di soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti che operano in questo settore e di affacciarci a nuovi mercati”. 53


MACCHINE

IN OCCASIONE DEL GEOFLUID 2018 L’AREA ESPOSITIVA COMACCHIO, RADDOPPIATA RISPETTO ALLA PRECEDENTE EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE PIACENTINA, HA CONSENTITO DI DARE MAGGIORE VISIBILITÀ A TUTTI I PRODOTTI DELLA GAMMA

CHF 500: unica nel suo genere La CHF 500 è una perforatrice unica nel suo genere che Comacchio ha progettato per eseguire pali con la tecnologia CFA fino a 27 m di profondità e gestire eliche con un diametro massimo di 1.000 mm. Robusto e affidabile grazie all’impiego di acciai ad alta resistenza che consentono di ridurre il peso senza sacrificare le prestazioni e l’affidabilità, il design della CHF 500 incorpora caratteristiche volte ad aumentare l’efficienza e la produttività: la macchina è automontante, può essere trasportata assemblata e consente un rapido e facile cantieramento tramite l’ausilio di sistemi automatizzati e senza l’uso di attrezzature esterne. Montata su un sottocarro estensibile con passo maggiorato per garantire dimensioni ridotte durante il trasporto, minore pressione sul terreno e maggiore stabilità durante le fasi di lavoro, è in grado di gestire eliche fino a 21 m di lunghezza. Inoltre, può essere equipaggiata con una prolunga da 6 m. La macchina sviluppa una forza di estrazione di 540 kN. La rotary che la equipaggia, interamente progettata da Comacchio, offre una coppia nominale di 153 kNm e una velocità di perforazione di 58 giri/min e può essere equipaggiata con un argano pull-down opzionale. La CHF 500 è in grado di operare con sistemi CFA con passaggi da 4” e 5”. La configurazione CFA è completata da 54 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

LA CHF 500 È UNA PERFORATRICE PROGETTATA PER ESEGUIRE PALI CON LA TECNOLOGIA CFA FINO A 27 M DI PROFONDITÀ E GESTIRE ELICHE CON UN DIAMETRO MASSIMO DI 1.000 MM


con un datalogger per il controllo e la registrazione dei parametri CFA. Molta attenzione è stata riservata anche all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale: la CHF 500 è dotata di un motore Cummins QSB 6.7 da 201 kW, in linea con le più stringenti normative sulle emissioni sia a livello europeo che nordamericano (EU Stage IV, US EPA Tier IV Final). Il sistema di raffreddamento, in particolare, è stato ottimizzato

“

LA FILOSOFIA DI COMACCHIO È SEMPRE STATA QUELLA DI UNA COSTANTE RICERCA DI SOLUZIONI INNOVATIVE E DI MIGLIORAMENTO DEL PRODOTTO

UE, la CHF 500 è dotata di radiocomando per le funzioni di traslazione durante il trasporto, passerelle laterali retrattili e corrimano, celle di carico per argani, telecamere, guida elica e pulitore.

LA SCHEDA TECNICA CHF 500 SOTTOCARRO Tipo: Larghezza suole (a tre coste):

larghezza variabile, sfili telescopici 600-800 mm

Larghezza complessiva (fiancate retratte):

2.500-2950 mm

Larghezza complessiva (fiancate estese):

4.000-4.200 mm

Lunghezza complessiva:

5.300 mm

Interasse:

4.480 mm

TORRETTA Larghezza: Cabina: Sistema di controllo e diagnostica: Interfaccia operatore:

2.550 mm TOPS/FOPS-1 / 980 mm di larghezza CANBus 12” touchscreen

MOTORE DIESEL Modello: Potenza motore:

Cummins QSB6.7 - 6.700 cc EU Stage IV/EU Stage IIIA 201 kW a 2.000 giri/min

CIRCUITO IDRAULICO Portata pompa principale: Portata terza pompa:

2 x 214 l/min 45 l/min

ARGANO PRINCIPALE/AUSILIARIO Tipo: Tiro in primo strato: Velocità max.: Diametro fune (a 2 strati di avvolgimento):

per controllare la dissipazione del calore in base alle reali esigenze operative, con vantaggi in termini di emissioni, consumo di carburante e rumore. Le emissioni sonore sono molto basse, anche grazie al design delle cofanature che ottimizza il flusso d’aria ma garantisce un facile accesso per interventi d’ispezione e manutenzione. Da menzionare, infine, i dispositivi di sicurezza: in conformità con la Direttiva Macchine e le norme

“

numerosi accessori come il dispositivo guida eliche (fino a 1.000 mm di diametro) e il pulitore di tipo idraulico o a stella. Come tutte le perforatrici Comacchio della linea CH, la 500 CHF si distingue per il design ergonomico e l’alto livello di sicurezza: l’ampia cabina, vetrata e dotata di porta scorrevole, è certificata TOPS/ FOPS-1. La postazione è regolabile e utilizza leve e manipolatori capacitivi, oltre a un display a colori touch-screen da 12” collegato al sistema CCS (Comacchio Control System), un software di controllo progettato da Comacchio che controlla i parametri di perforazione e consente la completa gestione della macchina, compresa la diagnosi di eventuali errori. Grazie ai sensori installati sulla macchina, il sistema CCS può essere integrato

discesa controllata 135/72 kN 74/55 m/min 22/18 mm

MC: per piccoli e medi diametri Al Geofluid 2018 Comacchio ha sì posto l’accento sulle macchine da pali CH, ma non ha dimenticato il suo core business, presentando le ultime aggiunte alla (vasta) gamma di macchine per fondazioni MC, dedicate alle perforazioni di piccolo e medio diametro. Queste versioni sono state infatti le più rappresentate nello stand, con una selezione di 10 modelli che vanno dalle piccole unità con centrale separata a quelle della classe di peso delle 30 t, progettate per lavori gravosi. Insieme ad alcuni prodotti già noti come la MC 4 D, MC 6, MC 8, MC 12, MC 15 e MC 22, i visitatori hanno avuto l’opportunità di vedere alcune aggiunte recenti, come la MC 10, la MC 9 e la MC 28 HD. La MC 9, in particolare, fa parte dei prodotti Comacchio denominati “Long Reach”: si tratta di perforatrici progettate per operare in spazi ristretti e di difficile accesso (scarpate e bordi stradali, ad esempio), indicate per la realizzazione di consolidamenti di pareti di scavo o pendii, con l’impiego di sistemi di perforazione a rotazione e rotopercussione, e in particolare per gli interventi che utilizzano barre autoperforanti. novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE Il cuore della macchina sta nel sistema di articolazione del mast, in grado di supportare una grande varietà di posizioni e angolazioni, permettendo un posizionamento sul foro veloce e preciso. Questa molteplicità di movimenti è possibile grazie alla citata concezione del doppio braccio operato da cilindri idraulici, unitamente al gruppo rotazione del mast che permette un’inclinazione a +/- 180°. Mast che, dotato di sistema di avanzamento a motoriduttore, sviluppa 2,5 t di tiro/spinta e offre una corsa di 3.400 mm, a fronte di una lunghezza complessiva che non supera i 5 m. Alta flessibilità di movimenti è garantita dal sottocarro, dotato di ralla e motoriduttore. La larghezza variabile dei cingoli (1.800-2.600 mm) consente di avere maggiore stabilità durante le fasi di lavoro e di ridurre al minimo gli ingombri durante il trasporto. La MC 9 è equipaggiata di un motore Deutz TCD 3.6 L04 da 100 kW, in linea con le più stringenti normative ambientali (EU Stage IV – US Tier 4 FInal), che permette di allestire la macchina con una vasta scelta di teste di rotazione e martelli idraulici, in funzione del tipo di applicazione e caratteristiche del terreno. Il design “multipurpose” della macchina permette di operare anche con sistemi di perforazione a rotazione e DTH. Grazie al sistema di radiocomando Comacchio, la MC 9 è completamente radiocomandata: tutte le funzioni della macchina - inclusi traslazione, posizionamento e perforazione - possono essere gestite da un’unica console. L’utilizzo

LA SCHEDA TECNICA MC 9 PESO OPERATIVO:

9.600 kg

CARRO CINGOLATO Larghezza max.:

1.800-2.600 mm

Larghezza suole:

400 mm

CENTRALE IDRAULICA Motore diesel: Potenza motore:

Deutz TCD 3.6 L04 - Tier 4 Final 100 kW

MAST Corsa utile:

3.400 mm

Lunghezza totale:

4.830 mm

Forza di spinta:

2.500 daN

Forza di tiro:

2.500 daN

TESTA DI ROTAZIONE Marce: Coppia max.: Giri max:

2 (HD/RD 2004) - 2/3 (R 300) - 2 (RH 400) 440 daNm (HD/RD 2004) - 320 daNm (R 300) 440 daNm (RH 400) 400 giri/min (HD/RD 2004) - 320 giri/min (R 300) 400 giri/min (RH 400)

Passaggio testa:

56 mm (HD/RD 2004) - 52 mm (R 300) 50 mm (RH 400)

Forza di battuta:

320 Nm (HD/RD 2004)

Frequenza di battuta:

2.500-4.200 min (HD/RD 2004)

MORSE Diametro min/max di presa:

32-170 mm

Forza di chiusura:

130 kN

Coppia svitaggio:

1.000 daNm

LA MC 9 FA PARTE DELLE PERFORATRICI COMACCHIO DENOMINATE “LONG REACH”, PROGETTATE PER OPERARE IN SPAZI RISTRETTI E DI DIFFICILE ACCESSO

56 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

della tecnologia radiocomandata non solo semplifica il lavoro dell’operatore e incrementa la produttività, ma permette di aumentare il livello di sicurezza in cantiere, grazie alla possibilità di lavorare a distanza dalla perforatrice, pur mantenendo una visuale completa sia del foro che dall’area di cantiere circostante. Da ricordare, infine, le dotazioni di sicurezza della macchina: in conformità alla Direttiva Macchine e agli standard EN 16228, la MC 9 è equipaggiata con dispositivi di sicurezza e segnalazione a bordo, inclusa una protezione (gabbia) sul mast, ed è in grado di operare sia in modalità normale che in modalità ROM (Reduced Operating Mode). ■


MACCHINE Kimera

La soluzione mobile per il calcestruzzo La sua spiccata vocazione all’innovazione ha consentito all’azienda emiliana di ritagliarsi negli ultimi dieci anni uno spazio importante nel settore della produzione direttamente in cantiere - di calcestruzzo, misti cementati, malte, asfalto a freddo e altri conglomerati di Ettore Zanatta

F

ondata nel 2008, Kimera - società di Soliera (Mo) appartenente al gruppo Socage, attivo dal 1981 nel settore del sollevamento - prosegue il suo cammino di sviluppo nel settore del calcestruzzo, in particolare nella produzione di impianti mobili allestibili su veicolo, progettati per produrre miscele cementizie direttamente in cantiere e in grado di controllarne con precisione in loco quantità, qualità e mix design. Gli impianti prodotti da Kimera hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione per il mercato degli impianti di be-

tonaggio mobili, grazie alla possibilità di essere installati su autocarri o altri mezzi mobili, permettendo così un’estrema versatilità e facilità di movimentazione rispetto ai tradizionali impianti, caratterizzati da lunghi tempi di montaggio e smontaggio. La gamma attuale La gamma attuale di impianti di betonaggio Kimera, realizzata interamente presso lo stabilimento produttivo di Soliera, è composta essenzialmente da quattro modelli. L’impianto SMALL, lanciato sul mercato nel 2014, è dotato di stabilizzazio-

L’IMPIANTO SMALL PUÒ ESSERE TRASPORTATO SU AUTOCARRO DA 3,5 T (PATENTE B) E POSIZIONATO IN CANTIERE PER LAVORARE IN MODO INDIPENDENTE 58 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


L’IMPIANTO DI BETONAGGIO IN CONTINUO K9 È UNO DEI PRODOTTI DI PUNTA DI KIMERA. È IDEALE PER LA PRODUZIONE DI CALCESTRUZZO, MALTE, MISTO CEMENTATO, MASSETTO, ASFALTO A FREDDO E CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO

ne indipendente che gli permette di essere trasportato, a vuoto, su un autocarro per essere posizionato in cantiere e lavorare in modo indipendente. Equipaggiato con un motore ausiliario diesel da 44 kW e con una batteria elettrica, risulta totalmente indipendente e utilizzabile ovunque, anche

laddove non sia presente alimentazione elettrica. Questo modello è dotato di centralina elettronica in CANBus e di uno schermo LCD da 2,8” da cui l’operatore controlla la produzione impostando i parametri del calcestruzzo da produrre. La SMALL è capace di una produzione oraria in continuo di 25 m3

e può portare a pieno carico materiale per produrre 4 m3 di calcestruzzo. La compattezza è una delle sue caratteristiche principali: misura 1.800 mm di larghezza e 4.220 mm di lunghezza. Quest’impianto può essere installato in modo definitivo su un autocarro con P.T.T. minimo di 18 t. Anche gli impianti K9 e K12 - da 9 e 12 m3 di capacità nominale, 10,5 e 14 m3 di capacità tramoggia inerti e 60 m3/h di velocità massima di produzione assicurano un’elevata mobilità e sono dotati di sistemi di pesatura con celle di carico sia per il cemento che per ciascun materiale inerte, che assicurano la massima precisione e ripetibilità della ricetta. L’IMPIANTO DI BETONAGGIO MOBILE S430, DOTATO DEL SISTEMA GRAVIMETRICO ZWEIGHT, SVILUPPATO DA KIMERA AL FINE DI GARANTIRE LA PIÙ ALTA PRECISIONE E LA RIPETIBILITÀ DEL MIX DESIGN

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 59


MACCHINE

COME FUNZIONANO Gli

im-

assicura l’omogeneità e qualità del

p i a n t i

calcestruzzo reso.

Kimera si

Il primo miscelatore è fisso e svolge

basano su

la vera azione di miscelazione dei vari

un siste-

elementi: dalla prima coclea la misce-

ma elet-

la cade nella seconda che è collegata

tronico di

alla prima tramite un cuscinetto che

gestione e

le permette di ruotare orizzontalmen-

pesatura in CANBus composto da una

te per 270°. Nel secondo miscelato-

centralina elettronica, uno schermo a

re il calcestruzzo subisce un’azione di

colori ad alta luminosità, celle di cari-

omogeneizzazione e trasporto.

co per la pesatura di cemento e iner-

La seconda coclea è dotata di un pi-

ti e un radiocomando multifunzione.

stone idraulico che permette un’incli-

La pesatura del cemento avviene per

nazione di +30°, in modo da raggiun-

decremento ed è controllata da tre

gere un’altezza di scarico di 1,7 m e,

celle di carico capaci di eseguire cir-

in tal modo, immettere il calcestruz-

ca 100 misurazioni al secondo, assi-

zo nella vasca di una pompa autocar-

curando un controllo costante da par-

rata o di un dumper. Interessante è

te della centralina che effettua azioni

anche il sistema di miscelazione in

di correzione per mantenere costante

continuo, che permette di raggiun-

il flusso di legante e uguale a quanto

gere - se l’impianto viene ricaricato

richiesto nella ricetta. Gli inerti, fino

continuamente - capacità di produ-

ad un massimo di due, sono misurati

zione orarie fino a 60 m3/h. Al contra-

in continuo da due celle di carico che

rio dei tradizionali impianti fissi dotati

svolgono la stessa funzione di quel-

di mescolatore planetario o bialbero

le utilizzate per il cemento. L’acqua

- che miscelano una grande quantità

viene pompata attraverso una pompa

di materiale e lo scaricano in seguito

centrifuga ed è controllata da un flus-

in betoniera - gli impianti Kimera ef-

simetro, che ne mantiene costante il

fettuano la dosatura, la mescola e lo

volume nel tempo. Il cuore di questi

scarico del materiale in contempora-

impianti è il sistema di miscelazione

nea, lavorando una minima quantità

a doppia coclea a settori multipli, che

di materiale per volta.

60 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

La miscelazione avviene nei due miscelatori in continuo posizionati nella parte anteriore dell’impianto, il secondo dei quali ruota orizzontalmente per 180° e può essere inclinato verticalmente fino a 35°, per aumentare l’altezza di scarico. Entrambi gli impianti - che possono essere allestiti su autocarro, semirimorchio, rimorchio, carro ferroviario o qualsiasi altra tipologia di veicolo mobile - sono poi dotati di due nastri trasportatori indipendenti per il dosaggio di due differenti materiali inerti: ciò permette anche di decidere se utilizzare solo uno dei due, in caso ad esempio si voglia produrre massetto. Per tutti questi motivi, gli impianti K9 e K12 rappresentano una soluzione interessante per le impresi di costruzione, lavori stradali, infrastrutture, calcestruzzo preconfezionato, imprese di riciclaggio e noleggiatori. Il nuovo impianto di betonaggio mobile S430, infine, è stato presentato a Intermat 2018: specifico per calcestruzzo, malte, misti cementati, massetti, asfalto a freddo e calcestruzzi fibrorinforzati, trasporta separatamente i materiali mescolandoli solo al momento richiesto secondo la ricetta prescelta (tutL’IMPIANTO DI BETONAGGIO IN CONTINUO K12, COME LA VERSIONE K9, PUÒ ESSERE ALLESTITO SU AUTOCARRO, SEMIRIMORCHIO, RIMORCHIO, CARRO FERROVIARIO O QUALSIASI ALTRA TIPOLOGIA DI VEICOLO MOBILE


to viene pesato e registrato dall’unità di controllo elettronica), è dotato di due nastri trasportatori indipendenti per il dosaggio di altrettanti materiali inerti ed è dotato di un avanzato sistema gravimetrico per la loro pesatura (separata), denominato ZWeight. Sviluppato da Kimera, questo sistema garantisce un’elevata precisione e ripetibilità del mix design. Il silo del cemento è sospeso su tre celle di carico e il materiale è pesato per diminuzione di peso. La mescolazione avviene nei due mescolatori in continuo: il primo riceve i materiali dai sistemi di dosaggio ed è dotato di un albero a palette che li mescola in continuo, scaricando la miscela nel secondo mescolatore, dotato di albero a coclea che omogenizza il calcestruzzo e lo scarica; il secondo ruota orizzontalmente a 180° e può essere inclinato fino a 30° per aumentare l’altezza di scarico, quando su autocarro, fino a 1,7 m. ■ L’A021 È UN AGITATORE MOBILE PER CALCESTRUZZO E MALTA DOTATO DI MOTORE DIESEL, IDEALE PER LAVORI IN TUNNEL

L’OPINIONE

“Pur essendo stata fondata nel 2008 Kimera ha iniziato a imporsi sul mercato del calcestruzzo a partire dal Bauma 2013, con il lancio dell’impianto mobile K55, capace di una produzione oraria di 55 m3/h e di una capacità nominale a pieno carico di 9 m3 di calcestruzzo. Quest’impianto - che era stato studiato per i mercati europei dove normalmente, a differenza di quello italiano, gli autocarri 8x4 possono raggiungere al massimo un P.T.T. di 32 t - ha dato il via a un percorso di sviluppo che ha portato alla realizzazione di altri modelli che negli ultimi anni hanno trovato importanti riscontri sia in Europa (Olanda, Francia, Germania e soprattutto Inghilterra) che in vari paesi extraeuropei (Sud America, Egitto, Corea del Sud, Filippine, Senegal e Russia), dove li commercializziamo tramite concessionari locali, in grado di fornire anche una corretta assistenza post-vendita. Oggi il mercato relativo a questa tipologia di prodotti vive di momenti altalenanti, soprattutto in Italia, dove si percepiscono ancora gli strascichi post-crisi, con dinamiche tuttora ‘bloccate’, anche se negli ultimi mesi i risultati sono stati incoraggianti e attendiamo la chiusura dell’anno per capire quali possano essere le prospettive future. Kimera, intanto, continua il suo trend di sviluppo: oltre alla gamma di impianti consolidata, ad esempio, abbiamo recentemente proposto sul mercato anche l’agitatore mobile per calcestruzzo e malta A021, con una capacità di carico di 2 m3 e serbatoio d’acqua da 140 l, dotato di motore diesel e di quattro punti di aggancio per la movimentazione tramite gru o altro mezzo di sollevamento. Il prossimo anno sarà molto importante il Bauma: qui - oltre a due novità interessanti che amplieranno la gamma degli impianti mobili - esporremo l’impianto K960, che andrà a sostituire l’attuale versione K9. Il prototipo sta già lavorando in Olanda da alcuni mesi: dotato del sistema ZWeight già presente sull’S430, l’impianto sarà dotato di uno schermo da 12” anziché da 7” e consentirà di gestire – anche da remoto – una serie di funzioni molto ampia, al fine di ottimizzare la produttività in ALESSIO NANNINI cantiere e cogliere le opportunità offerte dal Piano nazionale Impresa 4.0”. CEO DI KIMERA

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 61


Hands On

UN CONCENTRATO

DI POTENZA LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210 È STATA PROGETTATA PER GARANTIRE AGLI OPERATORI UNA FORZA DI STRAPPO AI VERTICI DELLA CATEGORIA, UN CARICO UTILE ELEVATO E UNA SPICCATA VERSATILITÀ, NONOSTANTE MANTENGA DIMENSIONI COMPATTE ETTORE ZANATTA

C

ase Construction Equipment offre sul mercato un’ampia gamma di minipale compatte, caratterizzate da motori potenti, un’idraulica efficiente, elevate forze di strappo e produttività ed emissioni contenute, oltre che da una cabina spaziosa e garanzia di visibilità a 360°. Nella fattispecie, il costruttore propone oggi minipale compatte gommate a sollevamento radiale (SR), minipale compatte cingolate a sollevamento radiale (TR), minipale compatte gommate a sollevamento verticale (SV) e minipale compatte cingolate a sollevamento verticale (TV).

62 ONSITECONSTRUCTION


LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 63


Hands On Il telaio Power Stance ha un passo più lungo del 21% rispetto al passato, per garantire maggiore stabilità e comfort e per raggiungere capacità di sollevamento elevate, indipendentemente dalle condizioni in cantiere

Il modello SR210 preso in esame in questo Hands On e che abbiamo potuto esaminare presso il Case Customer Centre di Monthyon, in Francia, è uno di quelli che ha ottenuto il maggior successo sia in campo nazionale che internazionale, essendo particolarmente apprezzato anche negli Stati Uniti, ad esempio, dove ha ottenuto diversi riconoscimenti ed è utilizzato in svariati contesti, dalle infra-

strutture alle applicazioni urbane, fino alla gestione dei rifiuti. Potenza e controllo La capacità operativa di questa minipala, come per ogni modello della gamma Case, può essere ulteriormente aumentata montando contrappesi aggiuntivi sulla parte posteriore della macchina. Il telaio “Power Stance” presenta un

PRODUTTIVITÀ MASSIMIZZATA Il controllo elettronico del motore mi-

riale particolato) cattura il particolato

gliora precisione e risposta ai coman-

residuo contenuto nei gas di scarico del

di dell’operatore. La minipala compatta

motore. Il ricircolo dei gas di scarico

gommata SR210 è dotata di propulso-

(CEGR) è controllato elettronicamente

re FPT F5H HPCR - così come i model-

per ottenere prestazioni migliori e con-

li SR175, SV185, SR240, SR250, SV280

sumi di carburante più efficienti, oltre a

SV340 e le cingolate TR270, TR310,

una maggiore affidabilità, ad esempio

TR340 e TV380 - è equipaggiata con

proteggendo il motore dal surriscalda-

tecnologia Common Rail ad alta pres-

mento. Il catalizzatore di ossidazione

sione (HPCR) che regola la pressione

diesel (DOC) usa un processo chimico

del carburante e i tempi d’iniezione ga-

per abbattere gli agenti inquinanti dei

rantendo una maggiore precisione d’i-

motori diesel nel flusso di scarico, tra-

niezione in tutte le condizioni di fun-

sformandoli in componenti meno dan-

zionamento del motore. In tal modo si

nosi. Il catalizzatore DOC non richiede

ha una coppia di uscita maggiore e più

rigenerazione da parte dell’operatore.

potenza utile da ogni goccia di carbu-

I modelli con potenza pari a 90 HP uti-

rante. Il catalizzatore diesel PM (mate-

lizzano la tecnologia SCR.

64 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

passo più lungo rispetto al passato, al fine di garantire un’elevata stabilità e un adeguato comfort all’operatore (questa lunghezza addizionale, insieme a una corretta distribuzione del peso della macchina, consente di ottenere capacità di sollevamento ai vertici della categoria). La geometria del braccio che poggia direttamente sul telaio ottimizza la potenza di spinta, mentre


LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210 La rilevante stabilità si deve anche al lungo interasse, che garantisce anche una distribuzione ottimizzata del peso, e al baricentro basso. Gli pneumatici, in questo caso, sono da 10”, ma sono disponibili anche versioni da 12”

l’inclinazione dei cilindri della benna garantiscono forze di strappo eccezionali, aumentando l’efficienza di scavo anche in terreni duri. Comfort in cabina La minipala SR210 è dotata di una cabina il cui spazio interno è stato aumentato del 25% rispetto ai modelli precedenti.

Nei lati posteriori della minipala è possibile imbullonare dei contrappesi aggiuntivi per aumentare la ROC e movimentare più materiale, più rapidamente. Diminuendo la ROC, cioè lavorare senza contrappesi (come nel caso del modello nella foto, preso in esame in questo Hands On) permette di contenere i costi di carburante e diminuire il danneggiamento del terreno

La geometria del braccio che poggia sul telaio ottimizza la potenza di spinta, mentre l’inclinazione dei cilindri della benna garantiscono un’elevata forza di strappo, aumentando l’efficenza di scavo anche in terreni duri

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 65


Hands On I PUNTI DI FORZA

COMANDI INTERCAMBIABILI ISO-H

LA STABILITÀ

LA VISIBILITÀ

IL MOTORE FPT

LA VERSATILITÀ

IL CARICO UTILE

L’ELEVATA FORZA DI STRAPPO

ACCESSO FACILITATO IN CABINA

CINEMATICA RADIALE

AMPIA GAMMA DI ACCESSORI

SISTEMA D’INNESTO “CONNECT UNDER PRESSURE” (CUP)

66 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

SISTEMA “RIDE CONTROL”


LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210 COMANDI IDRAULICI REGOLABILI

CABINA ROPS-FOPS

SEDILI A SOSPENSIONE (STANDARD) E RISCALDATI (OPTIONAL)

EMISSIONI CONTENUTE

AMPI FINESTRINI LATERALI

ACCESSO LATERALE ALLA BATTERIA

ROBUSTA STRUTTURA DEI CILINDRI

INTERASSE LUNGO

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 67


Hands On SITEWATCH: LA SICUREZZA DEL SISTEMA TELEMATICO naliera. Gli operatori hanno così accesso anche a misuratori di prestazioni, analisi dei tempi di funzionamento al regime minimo, intervalli di manutenzione programmata, report sull’efficienza delle macchine e segnalazioni antifurto programmabili. SiteWatch è di importanza fondamentale per definire gli andamenti prestazionali dei mezzi, i livelli di efficienza degli operaSiteWatch è il sistema telematico che

tori e le esigenze di formazione.

raccoglie e rende fruibili tutte le infor-

È fornito già programmato per il con-

mazioni sulle prestazioni e sull’ubica-

trollo di 12 parametri, alcuni dei quali

zione di una macchina Case. Con que-

personalizzabili in base alle esigenze.

sto dispositivo i clienti possono godere

Attraverso il monitoraggio delle mac-

di superiori livelli di efficienza, minori

chine, gli esperti SiteWatch dei vari

costi di esercizio e maggior guadagni,

concessionari possono anche offrire

oltre che di un livello di assistenza ine-

servizi di consulenza sulla produtti-

dito. L’hardware SiteWatch è disponibi-

vità, come ad esempio l’analisi dei

le per le macchine Case con un abbo-

tempi di funzionamento al regime

namento triennale: installato in fabbri-

minimo, e possono anche capire se

ca, si integra perfettamente con le mac-

la macchina necessita di interventi di

chine del costruttore grazie al sistema

manutenzione e ricambi, migliorando

dati CANBus (abbonamento avanza-

l’efficienza del servizio.

to). In pratica, SiteWatch tiene costantemente aggiornati sui dati chiave: si possono confrontare le macchine o i consumi di carburante nel corso del tempo e valutare le notifiche trasmesse dalle stesse per stabilire l’eventuale necessità di intervenire sull’attività gior-

Il sistema di innesto a pressione CUP (Connect Under Pressure) consente di collegare i flessibili idraulici, anche sotto pressione, senza dover utilizzare apposite attrezzature

C’è inoltre molto spazio a disposizione per la testa e per le gambe dell’operatore, al fine di ridurre la stanchezza e aumentare la produttività durante le giornate lavorative. Una porta molto ampia, la nuova posizione dei corrimani e un accesso ribassato rendono più agevole entrare e uscire dalla cabina, che presenta

Sono disponibili tre pacchetti di impianto idraulico ausiliario: “Standard Flow” (gestisce la maggior parte degli accessori idraulici disponibili); “High Flow” (come nel caso del modello in oggetto, offre fino al 55% di portata in più, necessario per accessori quali fresatrici a freddo, ruote da roccia o martelli di grosse dimensioni); “Enchanced High Flow” (sui modelli con motore da 90 HP, per un 30% in più di pressione in applicazioni impegnative come con frese e trinciatrici)

68 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210 La visibilità sull’area di lavoro è garantita anche dai sistemi di illuminazione frontali e laterali sulla cabina e da quelli posizionati sui bracci

peraltro un sedile a sospensione pneumatica (riscaldato, su richiesta). Il pianale piatto del posto guida permette di sfruttare uno spazio più ampio per le gambe dell’operatore, garantendo una maggiore comodità. Se richiesta con vetratura integrale, porta compresa, l’abitacolo è a tenuta perfettamente stagna, per ridurre i livelli di rumorosità e l’ingresso di polvere. Il modulo è largo 890 mm e offre una visibilità elevata intorno alla macchina. I finestrini laterali più grandi, la griglia laterale ultrasottile e l’accesso ribassato assicurano una visuale chiara sulle ruote, sulle attrezzature e sull’area di lavoro. I fari laterali, inoltre, forniscono una visuale più chiara in cantiere, soprattutto durante i mesi invernali e in condizioni di scarsa illuminazione. I comandi elettroidraulici presenti sul modello SR210 consentono svariate imGrazie al sistema brevettato di Case “Ride Control” (opzionale) la produttività va di pari passo al comfort. Questo dispositivo è costituito da un ammortizzatore che riduce i contraccolpi sui bracci del caricatore a velocità elevate, per una migliore ritenzione del materiale e un maggior comfort per l’operatore. La robusta struttura dei cilindri della benna garantisce un’efficienza di scavo ottimale

postazioni in termini di rapidità di risposta e di sensibilità di attuazione e consentono all’operatore di personalizzarli in base alle proprie preferenze e al compito da svolgere. Il controllo antibeccheggio Ride Control (sistema presentato per la prima volta da Case nel 1998 per le sue terne e pale compatte, costituito da un ammortizzatore che riduce i contraccolpi

L’ampia superficie vetrata con griglie laterali ultrastrette e i montanti anteriori ridotti offrono un’elevata visibilità. La soglia ribassata, insieme alle comode maniglie (riposizionate) e all’ampia portiera, rende l’accesso in cabina facile e sicuro

La minipala compatta SR210 può essere equipaggiata con una vasta gamma di attrezzature (nella fattispecie, la macchina monta una fresatrice realizzata in collaborazione con Simex, caratterizzata da una traslazione gestita elettricamente e da un sistema di autolivellamento), offrendo una spiccata versatilità, per adattarsi a un’ampia varietà di applicazioni industriali

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 69


Hands On La larghezza interna della cabina (ROPS-FOPS) è maggiore del 25% rispetto al passato e offre un ampio spazio per testa e gambe e tra le leve di comando. Risulta facilitato anche l’accesso al sedile, a sospensione (di serie)

È possibile accedere facilmente alla batteria, allo stacca-batteria e ai tubi flessibili di scarico dal lato della macchina rimuovendo il tappo dietro la ruota posteriore, per operazioni di assistenza e manutenzione rapide

La minipala SR210 offre software e comandi EZ-EH (elettroidraulici): gli operatori possono scegliere rapidamente tra nove programmi per personalizzare la velocità e i comandi

Particolare dei joystick. Tutti i comandi, personalizzabili, sono a portata di mano

sui bracci del caricatore a velocità elevate, per una migliore ritenzione del materiale e un maggiore comfort per l’operatore) e la funzione di autolivellamento sono disponibili su richiesta, a favore della produttività e del comfort per l’operatore. Tutti gli skid Case, inoltre, sono omologati per la circolazione stradale.

Un apposito dispositivo (cilindro rosso nella foto) blocca la cabina una volta ribaltata

Prestazioni Heavy Duty La minipala SR210, come tutte le versioni compatte Case gommate e cingolate, è progettata per lavorare nelle condizioni più gravose, grazie alla forza del telaio monoblocco “Power Stance”. Questa struttura aiuta a trasferire i carichi operativi alla parte più robusta della mac-

china - il telaio, appunto - per garantire la massima efficienza di scavo. Ciò aumenta anche l’affidabilità, dato che i perni del braccio del caricatore non devono assorbire tutto il carico di lavoro. Tutti gli skid loader e i compact track loader di Case, poi, dispongono della stessa ampia cabina, che può essere inclinata in avanti per consentire un accesso agevole ai punti soggetti a manutenzione. Tutti i filtri sono raggruppati, gli scarichi ecologici e i punti di servizio e la batteria sono di facile accesso. Anche con la tecnologia sempre più sofisticata per la normativa Tier 4, la gamma di minipale compatte Case è dunque rimasta semplice da assistere, per macchine sempre operative. Il consumo particolarmente basso di carburante e la grande capacità del serbatoio, inoltre, garantiscono

L’accesso semplificato, i punti di manutenzione giornaliera raggruppati e i filtri montati sulla parte posteriore facilitano il mantenimento dell’efficienza operativa della minipala compatta Case SR210. La manutenzione è semplice anche grazie alla più avanzata tecnologia del propulsore FPT, montato in posizione longitudinale. Il radiatore, in due pezzi e inclinabile a ribalta, è posizionato dietro il motore e non superiormente 70 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


LA MINIPALA COMPATTA GOMMATA CASE SR210 una totale autonomia giornaliera senza rifornimenti, per incrementare ulteriormente il livello di produttività. Un partner versatile La minipala compatta Case SR210 è una macchina che si dimostra parti-

colarmente versatile in cantiere: può essere infatti ordinata con un’ampia gamma di attrezzature, dai compattatori alle frese, dalle benne spazzatrici alle pompe per calcestruzzo. L’innesto a pressione (CUP) consente di collegare i flessibili degli attrezzi con rapi-

dità senza dover utilizzare chiavi o attrezzature specifiche. Molte di queste attrezzature possono essere cambiate senza che l’operatore debba lasciare la sicurezza e il comfort della cabina, grazie all’attacco rapido idraulico disponibile su richiesta. ■

LA SCHEDA TECNICA SR210 Dimensioni telaio:

medio

Motore: Potenza motore:

FPT F5H Turbo - Stage IIIB/Tier 4 Final kW

55 a 2.500 giri/min

l

3,4

Coppia max.:

Nm

314 a 1.400 giri/min

Capacità operativa nominale 50%:

kg

905

ROC senza contrappesi 50%:

kg

950

Carico di ribaltamento:

kg

1.814

Forza di strappo al cilindro di sollevamento:

kN

20,3

Forza di strappo al cilindro benna:

kN

32,3

Passo:

mm

1.128

Luce libera da terra:

mm

203

Altezza di scarico:

mm

2.495

Angolo di scarico:

°

40

Sbraccio di scarico (altezza max.):

mm

517

Velocità di traslazione a bassa velocità:

km/h

11,4

Velocità di traslazione ad alta velocità (optional):

km/h

16,9

Portata pompa:

l/min

92

Pressione di scarico:

bar

210

Serbatoio carburante:

l

73,8

Dimensioni (altezza perno benna x lunghezza senza attrezzo x larghezza fuori tutto):

mm

3.124 x 2.669 x 1.755

Peso operativo:

kg

3.160

Cilindrata:

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 71


ATTREZZATURE Cangini

Lo scarico sicuro del calcestruzzo

In qualsiasi cantiere edile, ottenere il più alto livello di performance del parco macchine è un obiettivo primario. Senza mai lasciare in secondo piano, però, quello della sicurezza dell’operatore. Una nuova benna miscelatrice brevettata coniuga queste due condizioni fondamentali di Pietro Gabrielli 72 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

L

a sempre maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e le normative sempre più rigide hanno permesso a chi opera nei cantieri edili di poter contare in questi ultimi anni su macchine e attrezzature sempre più sofisticate, supportate da strumentazioni di ultima generazione e dotate dei migliori sistemi di monitoraggio delle singole fasi di lavoro.


FASI DI AGGANCIO DEL TUBO LATERALMENTE ALLA VASCA E RELATIVA MESSA IN SICUREZZA

In tale contesto è fondamentale l’attività di ricerca e sviluppo, settore nevralgico dell’azienda costruttrice del terzo millennio. Nelle realtà produttive più strutturate, team specializzati analizzano - grazie a sofisticati sistemi di calcolo e di simulazione delle condizioni di lavoro - gli aspetti delle varie attività, dallo studio delle fasi operative all’analisi dei momenti più critici in termini di sicurezza, alla migliore resa possibile del binomio “sistemi + materiali da costruzione”. Cangini, azienda di Sarsina (Fc) tra i costruttori di attrezzature leader in Europa che nel 2019 festeggerà i 30 anni di attività, ha iniziato questo percorso nel 1989 inserendo nel proprio organico ingegneri e tecnici specializzati dedicati alla realizzazione di soluzioni che sapessero produrre la miglior resa unitamente alla maggiore sicurezza.

Soluzione innovativa per il calcestruzzo Il numero 20 ha un particolare significato per Cangini: si tratta, infatti, del numero di brevetti depositati dall’azienda romagnola tra il 2001 e il 2018, riguardanti sistemi di sicurezza applicati ai propri attacchi rapidi e alle sue attrezzature. Vincitore della più recente menzione d’onore per la sicurezza assegnata dalla commissione del Samoter Innovation Award, uno dei prodotti Cangini di punta - passato al vaglio del reparto interno di Ricerca & Sviluppo con l’obiettivo di azzerare i rischi d’incidente legati alle caratteristiche operative di quest’attrezzatura - è la nuova Benna Miscelatrice Scarico Sicuro, dotata di sistema brevettato. Quest’attrezzatura, applicabile a esca-

vatori, skid loader, pale gommate, terne e sollevatori telescopici, rappresenta una scelta ideale per i cantieri edili urbani, dove può essere difficile servirsi di un’autobetoniera e serve una maggiore agilità e rapidità operativa. L’operazione di carico del materiale tramite la stessa benna è rapida: la miscelazione forzata di questa tipologia di miscelatrice, che avviene tramite movimento della coclea a elica continua, permette la migliore miscelazione dei materiali inerti con il cemento e l’acqua e l’ottenimento di un calcestruzzo di alta qualità. Nella miscelatrice brevettata, Cangini ha coniugato l’efficienza operativa di una Mix a scarico centrale con la sicurezza di un’attrezzatura a scarico laterale: l’aggancio del tubo di scarico alla vasca, infatti, avviene lateralmente alla benna, in posizione di sicurezza per l’operatoSEQUENZA DELLO SPOSTAMENTO DEL TUBO COMANDATO IDRAULICAMENTE

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 73


ATTREZZATURE

“

CANGINI HA CONIUGATO L’EFFICIENZA OPERATIVA DI UNA MIX A SCARICO CENTRALE CON LA SICUREZZA DI UN’ATTREZZATURA A SCARICO LATERALE

“

re, che non si troverà mai sotto la vasca. Il successivo spostamento del tubo di scarico verso la posizione centrale è affidato al sistema idraulico, azionato dall’operatore in cabina (qui aumenta il livello di sicurezza degli addetti, non essendo più richiesto il loro intervento a terra), che gestisce anche miscelazione e scarico. Un’asta-guida agganciata alla parte inferiore del tubo, inoltre, permette all’operatore a terra - laddove necessario - di direzionare la bocca del tubo di scarico nella posizione di lavoro, sempre senza avvicinarsi all’area di scarico del materiale. Un’ulteriore protezione è offerta dal blocco immediato e automatico della rotazione della coclea nel momento in cui si rende necessario aprire la griglia frontale per ispezionare l’interno della benna. Anche la manutenzione è semplice e ra-

pida: la vasca della benna, infatti, è progettata in modo tale da poter estrarre l’intera coclea. Quanto poi alla resa e alla resistenza nel tempo, queste sono qualità che caratterizzano l’intero catalogo Cangini: nel caso della miscelatrice l’elevata resa è garantita dalla trasmis-

sione con motoriduttore a ingranaggi, che offre elevate prestazioni e non necessita di manutenzione costante, insieme al lavoro delle valvole di massima pressione, che rendono la benna affidabile anche in condizioni gravose. La resistenza è garantita dall’impiego di materiali ad alta resistenza, come l’acciaio antiusura HB400 utilizzato nella costruzione della coclea e del fondo della vasca. La cura di quest’attrezzatura è la stessa garantita alla vasta gamma di prodotti che Cangini ha nel tempo composto e che costituisce una delle sue principali note caratteristiche. ■

LA VASCA DELLA BENNA È STATA PROGETTATA IN MODO TALE DA POTER ESTRARRE L’INTERA COCLEA

UN’ULTERIORE PROTEZIONE È OFFERTA DAL BLOCCO IMMEDIATO E AUTOMATICO DELLA ROTAZIONE DELLA COCLEA NEL MOMENTO IN CUI SI RENDE NECESSARIO APRIRE LA GRIGLIA FRONTALE PER ISPEZIONARE L’INTERNO DELLA BENNA MISCELATRICE 74 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


IL CANTIERE È IL MIO

MONDO

È LA MIA

SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da

La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

Il portale verticale che con notizie, video, archivio macchine ti porta in cantiere


COMPONENTI Assiot – Assofluid

RADDOPPIO DI POTENZA S Andando ben oltre le previsioni di inizio anno, i comparti della Trasmissione di Potenza e del Fluid Power registrano una crescita a due cifre e si preparano al matrimonio tra Assiot e Assofluid, che darà nuova linfa allo sviluppo dell’intero settore di Lorenzo Zacchetti

76 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

econdo un proverbio giapponese, il fatto che per ogni matita vi sia una gomma è la prova che tutti possiamo commettere errori. A volte, però, sbagliarsi è piacevole, come quando ci si trova a rivedere al positivo le previsioni di sviluppo. È successo anche nella “giornata economica” organizzata lo scorso 24 ottobre da Assofluid e Assiot. Le attese positive dello scorso marzo (dichiaratamente orientate alla massima prudenza) sono state superate dai fatti: se il comparto dell’oleodinamica sta completando il recupero dei valori pre-crisi, quello della pneumatica addirittura li ha già superati.


Fusione imminente Per quanto i due comparti seguano logiche, tempistiche e indicatori differenti, i dati illustrati dal segretario generale di Assiot, Fabrizio Cattaneo, illustrano uno scenario complessivo molto confortante. Il 2018 dovrebbe chiudere con performance più positive del previsto per l’intero macrosettore, con i mercati esteri che nel complesso vanno meglio di quello nazionale. Il fatturato, infatti, è previsto in crescita del 9,4%, visto il trend positivo del mercato interno (+8,8%) e il buon andamento delle esportazioni (+9,8%). Se l’unione fa la forza, è lecito at-

DOMENICO DI MONTE E ASSUNTA GALBIATI , RISPETTIVAMENTE PRESIDENTE DI ASSOFLUID E DI ASSIOT, HANNO CONFERMATO L’IMMINENTE FUSIONE TRA LE DUE ASSOCIAZIONI tendersi ulteriori miglioramenti nel prossimo futuro. I presidenti Assunta Galbiati (Assiot) e Domenico Di Monte (Assofluid) hanno infatti annunciato di aver messo le basi per il merging di cui si parla da tempo: “Oggi

i consigli direttivi hanno deliberato lo statuto della nuova associazione. Avrà un carattere federativo, con gruppi che al suo interno seguiranno le varie tecnologie. Per noi si tratta di un momento decisivo, che farà crescere la rappre-

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 77


COMPONENTI

sentatività e ci permetterà di offrire ai nostri associati servizi con un ulteriore valore aggiunto”. Insomma, se le nozze erano da tempo date per scontate, ora ci sono anche le pubblicazioni. Crescita generalizzata Tra i molti servizi offerti agli associati c’è anche la possibilità di confrontarsi con i protagonisti del settore, come il direttore generale di Unacea, Luca Nutarelli,

che ha descritto un panorama nel quale i mercati delle macchine per costruzione stanno andando bene, pur conservando sentimenti di incertezza legati al contesto internazionale: “La produzione cresce soprattutto in Cina, ma tutti i mercati sono in ripresa. Una menzione speciale la merita l’India, che ha lo scenario più dinamico. In Europa spiccano i Paesi del Sud. La Francia sta andando bene anche grazie al progetto Grand Paris, la Spagna

PAOLO GALLOSO, RESPONSABILE DEL CENTRO STUDI ANIMA, HA DELINEATO UN QUADRO CHE PRESENTA UN EXPORT COMPLESSIVO SUPERIORE A 27,9 MILIARDI DI EURO, CON I PAESI UE CHE NE ASSORBONO IL 44%, SEGUITI DAGLI STATI UNITI CON L’11% cresce e l’Italia anche, sebbene da noi incidano molto le agevolazioni fiscali”. La dinamica delle vendite tra il 1997 e il 2017 vede l’esplosione del mercato delle piccole macchine e il consolidamento degli escavatori cingolati, a discapito delle altre tipologie, a partire dalle terne. Medaglia d’argento Ancora più rosea la realtà raccontata da Stefania Pigozzi del Centro Studi di Federmacchine. Per l’industria italiana dei beni strumentali il 2017 è stato un anno molto positivo, con un fatturato di 46,6 miliardi di euro (+9,7%). In un settore tradizionalmente propenso all’export spicca la crescita di un mercato interno che vale 15 miliardi (+7,6%), da sommare ai 32 di quello estero (+14,3%). Nel complesso, il mercato durante la crisi aveva perso il 36% e nel 2013 era ancora sotto le medie di 10 punti percentuali. Nel 2017 sono stati superati i valori precrisi, toccando i 24 miliardi. Con 5.150 imprese e 191.500 addetti, nel comparto Machinery l’Italia in Europa è seconda alle spalle della Germania, ma davanti a Francia e Regno Unito.

IL COMPARTO DELL’OLEODINAMICA CHIUDERÀ L’ANNO IN CORSO CON UNA BILANCIA COMMERCIALE IN POSITIVO PER 1,4 MILIARDI DI EURO, CON UN INCREMENTO DEL +12,7% RISPETTO AI DATI DEL 2017 78 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

Numeri da record “Il peso di Federmacchine nel ‘Sistema Italia’ è del 27% sul PIL, del 4,2% sugli addetti all’industria, del 5,9% sull’export totale e del 7,1% sull’export di merci. Soprattutto, contribuisce alla bilancia commerciale con una positività di


23 miliardi di euro, su un saldo di 47”, ha spiegato Pigozzi. Anche in questo caso, le previsioni di inizio 2018, erano troppo prudenti: “Sul livello dei consumi era previsto un +7,1%, ma il dato finale potrebbe essere di tre volte superiore”. Il nostro principale mercato di sbocco è sempre la Germania (+4,4%), seguito dagli Stati Uniti (+8,8%), un mercato particolarmente effervescente che non viene turbato dagli annunci di Trump. Bene anche Polonia, Turchia, India. Tra i nostri fornitori primeggia la solita Germania (+25%), seguita dalla Cina, che si sta affermando anche come competitor, non solo come mercato di sbocco. In crescita da cinque anni, nel 2018 questo mercato

STEFANIA PIGOZZI DEL CENTRO STUDI DI FEDERMACCHINE HA PARLATO DELLA CINA: UN MERCATO CON POTENZIALITÀ ENORMI, PERÒ FRENATE DA UN GOVERNO CHE VUOLE CHE SI VADA A PRODURRE IN LOCO

“

IL FATTURATO COMPLESSIVO DEI COMPARTI TRASMISSIONE DI POTENZA E FLUID POWER NEL 2018 SFONDA LE PREVISIONI E ARRIVA A SFIORARE I 12 MILIARDI DI EURO toccherà il suo nuovo record. “Il rischio è che gli ordini possano essere arrivati al loro massimo. Quelli interni di macchine utensili sono diminuiti del 14%. Altri diminuiscono o calano e le incertezze legate ai progetti del Governo incidono negativamente”, ha chiuso Pigozzi.

“

LUCA NUTARELLI, DIRETTORE GENERALE DI UNACEA, HA DESCRITTO UNA SITUAZIONE PARTICOLARE DEL MERCATO, NELLA QUALE ALLA CRESCITA DEI VOLUMI CORRISPONDE UNA CRESCITA DELLE INCERTEZZE SUL FUTURO

Il “lifting” vola Più articolato il quadro dipinto da Anima, la Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia e affine. Paolo Galloso, responsabile del Centro Studi, ha dovuto sintetizzare andamenti molto diversi per singolo comparto rappresentato, con “forbici” notevoli tra chi ha patito la crisi e chi invece - come le aziende alimentari - l’ha avvertita solo relativamente. “Nel complesso, la produzione passa dai 47,7 miliardi di euro del 2017 ai 48,7 previsti per il 2018, l’export da 28,8 a 29,6 miliardi, gli investimenti da 1.104 a 1.194 milioni e l’occupazione da 213.917 a 214.127 addetti”. Analizzando gli ambiti di nostra competenza, la produzione di energia oil & gas arriva a 15 miliardi

(+2,7%), quella dell’edilizia a 15,1 miliardi (+4%), con un export in crescita del 2,7%; mentre brilla particolarmente il comparto lifting, in crescita costante da quattro anni, che arriva a 5,3 miliardi di produzione (+7,2%) e un export di 1,9 miliardi (+9,1%). ■

TECNOLOGIE PER LO SVILUPPO Lucia

Chietera,

Magna, Tata, Volkswagen e

Account Manager di Altair,

Micol

Bonfiglioli. La sua Altair

ha arricchito il dibattito il-

Solver Technology è una

lustrando la “Simulation

suite che mette a disposi-

Driven Innovation”. Si trat-

zione anche delle PMI stru-

ta di simulazioni numeriche

menti già apprezzati da que-

utilizzate non solo per la ve-

sti (e altri) grandi brand.

rifica di progetti già elabo-

Recentemente, ha acquisito

rati, ma come strumento per il deci-

Simsolid, un software strutturale di si-

sion making nel design. Fondata nel

mulazione “mashless”, che fornisce ri-

1985 in ambito automotive, oggi l’a-

sultati quasi in tempo reale sulle simu-

zienda occupa oltre 2.000 persone in

lazioni strutturali. Nella sua suite più

24 paesi del mondo e ha clienti presti-

famosa, Hyperworks, è stato integrato

giosi come Ford, FCA, Hyundai, Volvo,

anche nanoFluidX.

LUCIA MICOL CHIETERA

ACCOUNT MANAGER DI ALTAIR

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 79


COMPONENTI SSAB

LEGGEREZZA in movimento L’azienda toscana Menci Group, riferimento nel settore dei semirimorchi e delle cisterne per trasporto mangimi, ha ottenuto dall’acciaieria svedese il prestigioso riconoscimento “Hardox in My Body”, riservato a chi punta sulla certificata qualità delle celebri lamiere antiusura di Lorenzo Zacchetti

S

i allarga il novero delle aziende che possono vantare il marchio “Hardox in My Body”, riconoscimento conferito da SSAB ai partner che decidono di affidarsi alle prestazioni dei suoi acciai altoresistenziali. Attualmente a far parte del “club”sono 466 aziende nel mondo e 35 in Italia. Tra queste, dallo scorso ottobre c’è anche Menci Group, impresa aretina che si colloca ai vertici del mercato europeo dei semirimorchi e delle cisterne per

trasporto mangimi. La sua non è stata affatto una scelta improvvisata: “Siamo clienti di SSAB da molti anni e già nel 2008 siamo stati a un passo dall’entrare nel gruppo delle aziende certificate”, spiega Lorenzo Dell’Omarino, della direzione logistica e acquisti di Menci Group. “Benché esistano materiali concorrenziali di tutto rispetto, non c’è alcun dubbio che l’acciaio Hardox si collochi al top del mercato, garantendosi la massima soddisfazione da parte degli utilizzatori finali”.

80 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

Hardox… on My Mind I citati propositi iniziali di Menci Group si sono scontrati con l’esplosione della crisi che ha travolto anche il settore in cui opera l’azienda toscana:“L’impatto della fase recessiva ha comportato un calo degli ordini superiore al 60% e, considerando che disponevamo comunque di scorte garantite per alcuni mesi, ci siamo trovati a non comprare più lamiere per circa due anni”, continua Lorenzo Dell’Omarino. “Peraltro il tutto è successo molto in fretta: prima dell’estate ci


TUTTE LE ATTREZZATURE PER LA SALDATURA SONO STATE PROGETTATE DALLO ZIO DI MASSIMO MENCI, PERITO DI GRANDE ESPERIENZA. IL CARATTERE FAMILIARE DI MENCI È RIMASTO TALE, VOLUTAMENTE, NONOSTANTE I COSPICUI INVESTIMENTI SULLA ROBOTIZZAZIONE DELL’IMPIANTO

GIANLUCA GUIDOTTI, REGIONAL SALES MANAGER HARDOX-STRENX (PRIMO DA DESTRA NELLA FOTO), A NOME DI SSAB CONSEGNA LA CERTIFICAZIONE “HARDOX IN MY BODY” A MASSIMO MENCI (AL CENTRO), DIRETTORE GENERALE DI MENCI GROUP, E A SUO CUGINO MARCO, DIRETTORE COMMERCIALE DELL’AZIENDA TOSCANA eravamo rivolti a una società di consulenza per avere un supporto nella pianificazione della nostra espansione, ma subito dopo le ferie i consulenti - al contrario - si sono trovati a gestire con noi una fase di sacrifici, con conseguenti riduzioni di personale e di costi fissi”. Nonostante queste vicissitudini, Menci ha saputo rilanciare il proprio business e mantenere la giusta determinazione per entrare finalmente nel novero delle aziende certificate: “Dopo vari incontri tra i nostri tecnici e quelli di SSAB abbiamo deciso di

sposare la ‘causa SSAB’ e, da quest’anno, il 90% dei nostri prodotti viene realizzato con acciaio Hardox”. Il rilancio di Zorzi Per superare la crisi del settore Menci ha fatto ricorso a nuovi prodotti e investimenti: nel 2013 la società di Castiglion Fiorentino ha acquisito un’azienda molto prestigiosa qual è Zorzi, marchio che invece è rimasto vittima della recessione e che, peraltro, già vantava la certificazione “Hardox in My

Body”. Attualmente questa nuova realtà è denominata “Zorzi 2.0” e dal prossimo anno sarà assorbita interamente dal Gruppo Menci, che ne terrà in vita il brand facendone una divisione distaccata. “Prima del 2008 Menci e Zorzi producevano ben oltre 1.500 semirimorchi ciascuna”, ricorda Dell’Omarino. “Oggi siamo a un totale che si attesta intorno alle 2.000-2.200 unità. E c’è sicuramente la potenzialità non solo per arrivare a ripetere i numeri pre-crisi, ma anche per superarli”.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 81


COMPONENTI Vocazione internazionale I dipendenti di Menci, oggi, sono circa 300: 210 nella sede principale di Castiglion Fiorentino (Ar) e altri 90 dislocati in quelle distaccate. Nel 2017 l’azienda ha fatturato 60 milioni di euro, da sommare ai 18 milioni fatti registrare dall’attività di Zorzi. Tale fatturato deriva al 75% dal mercato interno e al 25% da quello estero, con una rilevante penetrazione in

Francia, dove l’azienda esporta circa 120 ribaltabili l’anno. Gli altri prodotti variano in base ai diversi mercati locali: in Russia ottengono buoni riscontri le cisterne per il trasporto mangime; prodotto che ha molto riscontro anche in Marocco, ad esempio, dov’è operativa la sussidiaria Menci Maroc. In Giordania, invece, da quattro anni il Gruppo gestisce una commessa per le cisterne in alluminio utilizzate

GIANLUCA GUIDOTTI

HA ESPRESSO A ONSITE CONSTRUCTION LA SUA SODDISFAZIONE PER IL PERCORSO COMPIUTO CON MENCI, UNA DELLE PIÙ AFFERMATE AZIENDE NEL SETTORE CHE SPICCA PER LA GRANDE ATTENZIONE ALLA QUALITÀ DEI PRODOTTI

Al momento, il Gruppo Menci produce tra gli 800 e i 900 semirimorchi ribaltabili l’anno, con cassoni in alluminio e acciaio. I primi, in particolare, rientrano in una nicchia di mercato in cui il costruttore toscano è leader in Italia, nonché uno dei principali player europei, pur scontrandosi con competitor decisamente molto forti.

DUE FASI DELLA LAVORAZIONE NELL’IMPIANTO DI CASTIGLION FIORENTINO, CHE A SEGUITO DI NUMEROSI AMPLIAMENTI ORA SI ESTENDE SU 143.000 M², DI CUI 33.000 M² COPERTI

82 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


per il trasporto del potassio e, infine, in Brasile è in corso una joint-venture con Noma - importante costruttore locale di semirimorchi - che acquista i semilavorati attraverso il brand Menci do Brasil. L’interesse per i mercati esteri si rispecchia anche nel recente arrivo di una persona dedicata specificatamente a quest’aspetto dell’attività aziendale.“Per il 2019 prevediamo una leggera crescita degli ordini tra il 5% e il 10%, che sarà seguita da un ulteriore incremento nel 2020, in misura analoga”, spiega il direttore generale Massimo Menci. “Il nostro ottimismo riguarda soprattutto lo sviluppo all’estero: oggi realizziamo circa 12-13 milioni, ma l’obiettivo è arrivare a raddoppiare tale cifra nei prossimi cinque anni. Per quanto riguarda il mercato italiano, temo invece

ALL’INTERNO DELLO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI CASTIGLION FIORENTINO È STATA RICAVATA UN’AREA CONTENENTE ATTREZZATURE D’EPOCA E ALTRI CIMELI DELLA STORIA DI MENCI, CHE NEL 2017 HA FESTEGGIATO I 90 ANNI DI ATTIVITÀ

MASSIMO MENCI

DIRETTORE GENERALE DI MENCI GROUP, FIRMA CON SODDISFAZIONE LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ APPENA RICEVUTA DA PARTE DI SSAB

che siano fondati i timori di chi prevede momenti ancora difficili. Dipenderà molto da cosa deciderà il nuovo Governo sugli incentivi, perché se negli anni scorsi si sono svecchiate parecchie flotte, molto c’è ancora da fare su questo fronte. Diverse aziende che avevano delocalizzato la produzione ora stanno tornando in Italia perché il costo dei dipendenti nei Paesi dell’est si sta allineando, così come le regole e i controlli. Stiamo cercando di capire su quali mercati possiamo crescere e uno è sicuramente quello svedese, dove siamo presenti con il marchio Zorzi e grazie agli acciai Hardox”. Proiettati nel futuro Per crescere ancora, Menci Group sta sviluppando nuovi progetti con le tecnologie messe a disposizione da SSAB:

dalla cassa rottame per cui si utilizza lo Strenx 960 CR ai telai che invece sono realizzati in Strenx 960 Plus, al fine di ottenere prodotti più leggeri e sui quali risparmiare sia manodopera che saldatura (con l’ipotesi di passare poi alla presso-piegatura). La strada già percorsa è decisamente ragguardevole per un’azienda a conduzione familiare e che, pur crescendo nel mondo intero, ha mantenuto tale impronta. Lo scorso anno si sono festeggiati i 90 anni dell’impresa fondata da Geremia Menci, nonno di Massimo, fabbro artigiano. Inizialmente la produzione era focalizzata su macchine e attrezzature per l’agricoltura; successivamente, di generazione in generazione, l’evoluzione ha visto questa realtà made in Italy passare ai piccoli rimorchi per l’agricoltura e poi alle prime cisterne in alluminio per il trasporto del mangime. La grave crisi che ha colpito l’agricoltura a fine anni Ottanta, con il fallimento di Federconsorzi e tutti i consorzi agrari, ha messo a dura prova l’azienda, che aveva fatto notevoli investimenti in tale settore. Azienda che per ripartire ha dovuto abbandonare il mondo agricolo e dedicarsi specificatamente alla produzione di veicoli industriali, dove ha iniziato a distinguersi costruendo i primi semirimorchi in alluminio. Se inizialmente il mercato era molto diffidente verso questa scelta aziendale, poi c’è stata una graduale ma inesorabile crescita, ancora ben lungi dall’essersi conclusa. ■

SSAB:

IL GIGANTE SVEDESE DELLA QUALITÀ Le lamiere antiusura Hardox sono un

di nuova generazione (AHSS), acciaio

nella produzione di lamiere da treno e

fiore all’occhiello di SSAB, acciaieria

bonificato (Q&T), lamiere da coils, da

da coils di qualità). L’acciaieria svede-

svedese con sede a Stoccolma e dal-

treno e tubi, nonché soluzioni per l’e-

se ha inoltre due filiali: TIBNOR, con-

la presenza globale. Il colosso scan-

dilizia. Le sue attività sono suddivise in

centrata nella distribuzione di acciaio e

dinavo vanta anche altri brand di in-

tre divisioni: SSAB Special Steels (part-

metalli non ferrosi nei Paesi Nordici, e

discussa qualità quali Strenx (acciaio

ner mondiale per la fornitura di accia-

Ruukki Construction, attore importan-

performante), Docol (acciaio per auto-

io AHSS, lamiere Q&T e servizi), SSAB

te in Europa nella fornitura di soluzio-

mobili), Toolox (acciaio per ingegneria

Europe (acciaieria nordica leader nella

ni energeticamente efficienti al setto-

meccanica).

produzione di lamiere da coils, lamiere

re dell’edilizia. Quotata alle Borse di

SSAB è uno dei maggiori produtto-

da treno e tubi di alta qualità) e SSAB

Stoccolma e di Helsinki, in Italia ha se-

ri mondiali di acciai altoresistenziali

Americas (acciaieria statunitense leader

de a Ghedi, in provincia di Brescia.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 83


COMPONENTI Tecnoricambi

Ricambio generazionale Da (quasi) 40 anni l’azienda torinese è un punto di riferimento per coloro che operano nel settore del movimento terra. Oggi il suo imponente stock è consultabile anche attraverso la “Tecno App”, che rende ancora più semplice ordinare i ricambi di Pietro Gabrielli

C

on buona pace dei più tradizionalisti, l’irruzione della tecnologia nelle nostre vite di certo non esclude i professionisti del settore macchine movimento terra. Nell’era digitale, il modo di lavorare si adatta ai tempi che cambiano, ricevendo una notevole spinta dai vantaggi introdotti dall’innovazione. Tra questi rientra senza dubbio “Tecno App”, l’applicazione recentemente rilasciata da Tecnoricambi per migliorare ulteriormente il servizio reso ai propri clienti. La app si scarica gratuitamente da App Store, se lavorate in ambiente iOS, o da Google Play, per chi invece usa Android, anche passando dagli appositi link sul sito aziendale tecnoricambi.net.

Una volta installata sul proprio device preferito (smartphone o tablet), l’applicazione consente di verificare in tempo reale la disponibilità a stock dell’articolo del quale c’è necessità attraverso la funzione “cerca il ricambio” oppure si può fotografare il particolare necessario e inviare la richiesta al Customer Service, dal quale si viene in seguito ricontattati. Il dialogo con gli addetti è facilitato anche dalla chat su whatsApp (+393890661580). “Tecno App” rappresenta quindi una notevole comodità per i numerosi clienti di un’azienda che dalla sua fondazione (giugno

84 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

ALL’INTERNO DI UN’AREA DI CIRCA 3.000 M², CON UN MAGAZZINO MULTIPIANO AD ALVEOLI DEDICATI, TECNORICAMBI GESTISCE UNO STOCK DI CIRCA 20.000 ITEM IMMEDIATAMENTE DISPONIBILI


1980) a oggi ha sviluppato una profonda conoscenza nel settore dei ricambi originali e aftermarket. Una lunga tradizione Siamo partiti dall’ultimo capitolo di questa storia, articolata in oltre 38 anni di attività. Proprio sulla propria consolidata esperienza Tecnoricambi fonda una notorietà nel settore strettamente connessa alla sua capacità di rispondere alle esigenze dei clienti in maniera capillare e puntuale. Circa 20.000 articoli immediatamente disponibili formano uno stock

Una crescita inarrestabile In un periodo di grande espansione del mercato, Tecnoricambi è cresciuta di conseguenza e già nel 1983 è stato necessario trasferirsi a Cambiano (To), in una sede dalla grandezza doppia rispetto a quella originale. Appena tre anni dopo l’impianto è stato ulteriormente rad-

DISPONIBILE GRATUITAMENTE SIA PER ANDROID CHE PER IOS, LA “TECNO APP” CONSENTE DI DIALOGARE IN TEMPO REALE CON TECNORICAMBI E ATTINGERE AL SUO VASTO STOCK DI COMPONENTI TECNORICAMBI È DEALER ESCLUSIVO DI JABSCO, CHE PRODUCE ELETTROPOMPE PER TRAVASO COMBUSTIBILE ADATTE PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA FIAT-ALLIS, FIATHITACHI, FIAT-KOBELCO, NEW HOLLAND, DOOSAN DAEWOO, BOBCAT E HITACHI

GRAZIE AL SUPPORTO DI CINQUE CORRIERI CONVENZIONATI, OGNI GIORNO DALLA SEDE DI TROFARELLO PARTONO TRA LE 60 E LE 70 SPEDIZIONI. OGNI ANNO, TECNORICAMBI MOVIMENTA 210.000 PARTI DI RICAMBIO

organizzato all’interno di un’area di circa 3.000 m², multipiano ad alveoli dedicati. In questo modo l’azienda di Trofarello movimenta ogni anno 210.000 parti di ricambio, con oltre 60-70 spedizioni giornaliere - tra nazionali e internazionali che beneficiano del supporto di cinque corrieri convenzionati. Un risultato davvero prestigioso per l’impresa fondata da Ugo Campaner in un garage da 250 m², dove nei primi anni di attività venivano commercializzati i ricambi per escavatori di marchi oggi storici come Rock, Benati, Smit, Benfra e Hydromac.

FONDATA DA UGO CAMPANER IN UN GARAGE DI 250 M², TECNORICAMBI IN 38 ANNI DI ATTIVITÀ È CRESCIUTA - ANCHE DAL PUNTO DI VISTA LOGISTICO - FINO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN CAMPO INTERNAZIONALE

doppiato, arrivando quindi a un’estensione di 1.000 m². Solo allargandosi sul piano logistico è stato possibile reggere l’ampliamento di un mercato arrivato a coprire l’intero territorio nazionale. Nel 1988 le attività si sono trasferite nella citata sede di Trofarello, di 1.200 m², e a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta si è reso necessario ricorrere a un software gestionale idoneo a gestire il notevole traffico di componenti. Nel 1992 Tecnoricambi si è trasferita in una nuova sede di 2.000 m², nello stesso comune, estesi a 3.000 m² con i lavori di amplia-

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 85


COMPONENTI TECNORICAMBI E COMBI WEAR PARTS: ALLEANZA PER LA QUALITÀ C-REX è stato progettato pensando alla facilità d’uso. È un prodotto affidabile e funzionale ed utilizza un sistema intelligente di montaggio. Importanti interventi di ottimizzazione su lunghezza e materiali hanno permesso di aumentare i valori di durata e resistenza di C-REX. Gli adattatori sono stati anch’essi rinforzati per ridurre gli interventi di manutenzione. Tutto questo, in generale, si traduce in costi di esercizio significativamente più bassi per gli utenti. Tutta la produzione di C-REX avviene in Svezia, con utilizzo di materiali di alta qualità e ridotto impatto ambientale. I denti C-REX hanno un sistema di fissaggio meccanico che, grazie ad un perno appositamente progettato, facilita il montaggio e lo smontaggio senza l’uso del martello. Per bloccare o sbloccare il perno che blocca il dente, è sufficiente ruotare l’anello di bloccaggio un quarto di giro. Il perno può essere riutilizzato per tutta la durata del dente.

mento del 2011. Il rinnovamento dell’azienda è passato anche da un grave lutto nel giugno 2016 con la perdita di un importante socio, nonché mamma e moglie Elena la quale, ha comunque lasciato un messaggio di missione che è stato colto come spinta ulteriore che unita all’ormai presenza fissa della seconda generazione, con Damiano Campaner che dal 1994 è cresciuto fino all’attuale posizione di controllo della parte commerciale, logistica e di visione globale dell’azienda con sempre l’instancabile ed esperta supervisione del padre Ugo. Marchi di prestigio La crescita esponenziale di Tecnoricambi si è così spinta fino ai mercati esteri e a partnership con brand di primo livello. Oltre a fornire ricambi - sia originali che adattabili - per Fiat-Allis, Fiat-Hitachi,

Fiat-Kobelco, New Holland Kobelco, Case, Doosan Daewoo, Bobcat, Hitachi, Ganci Pejo, sta ampliando la gamma su Komatsu, Volvo e Hyundai. L’azienda è anche dealer esclusivo per l’Italia della Combi Wear Parts. Grazie a questo accordo Tecnoricambi gestisce la vendita in esclusiva di denti, materiali di usura e bloccaggi per escavatori, pale gommate per l’estrazione e il dragaggio. Questi articoli sono adatti per macchine movimento terra di tutti i brand. Una gamma molto ampia L’elenco dei prodotti trattati da Tecnoricambi è lungo: bielle, aste, boccole, perni, spessori, vetri cabine, bracci tergicristalli e relative spazzole, fari da lavoro, lampeggianti; parti elettriche come termostati, sensori, bulbi, elettrostop, aste di livello; parti idrauliche sud-

NEL COSTANTE DIALOGO CON I PROPRI CLIENTI, TECNORICAMBI METTE IN CAMPO ANCHE LA SUA CAPACITÀ DI RIFORNIRE RAPIDAMENTE PRODOTTI VARIEGATI AD AZIENDE DI QUALUNQUE PARTE DEL MONDO 86 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

TRA LE AZIENDE-PARTNER DI TECNORICAMBI C’È FLOJET, CHE DAL 1975 PRODUCE ELETTROPOMPE PER RULLI COMPATTATORI E CANTIERISTICA

divise in ricambi per pompe e motori, tubi flessibili, kit guarnizione pistoni, filtri idraulici; serie completa dei filtri aria, olio, gasolio, parti motori termici come pompe acqua, pompe olio, turbocompressori, cinghie, short block e motori completi e serie guarnizioni motore, parti freni e frizione, pompe travaso combustibile, materiali di usura quali denti, porta denti, bloccaggi, lame e ganci sollevamento, parti carro come guide cingolo, rulli superiori ed inferiori, ruote tendi cingolo, ruote motrici, catenarie complete e materiale di consumo. Il tutto per macchine movimento terra, escavatori, miniescavatori, rulli compressori, livellatrici, bulldozer, sollevatori telescopici, dumper, pale cingolate e gommate, minipale e macchine edili in genere. Il valore del servizio Il filo conduttore che si è mantenuto ben saldo in tutte le fasi di questa imponente crescita è la forte dedizione nei confronti del cliente. Damiano Campaner lo spiega in maniera efficace: “Il nostro modo per fidelizzarlo è risolvere i problemi per i quali si è rivolto a noi. Per questo motivo abbiamo scelto di sviluppare vari canali di comunicazione, fino all’introduzione della ‘Tecno App’. Riteniamo fondamentale il fattore umano, infatti lavorano con noi Daniele, Fabrizio, Fabio, e la memoria storica Emanuele, specialisti del settore sempre a disposizione per individuare rapidamente il giusto ricambio o l’accessorio da fornire al cliente. La tecnologia si è aggiunta in seguito ai feedback ricevuti, per fornire un ulteriore servizio con standard qualitativi ancora superiori”. ■


UN PARTNER DI LAVORO DEGNO DELLA TUA FIDUCIA.

ALL AROUND VIEW MONITORING

HW140

ALL-AROUND VIEW MONITORING

Quando si hanno tante cose per la testa, non aiuterebbe avere un compagno di lavoro affidabile, in grado di operare in ogni condizione di lavoro? L’escavatore gommato Hyundai HW140 è dotato di tutti i più aggiornati sviluppi tecnologici per garantire ottime performance e efficienza senza sforzi. La cabina ergonomica include un sistema innovativo di infotainment, che renderà le vostre giornate di lavoro più produttive e meno dure. Grazie all’innovativo sistema Hyundai di telecamere a 360° “All Around View Monitor”, unico nella sua categoria, sarà come avere ulteriore paio di occhi: verrete avvisati quando viene rilevato un oggetto o una persona nel raggio di 5 metri dalla macchina, per operare sempre al 100% in sicurezza. State pensando che il gommato HW140 sarebbe un’aggiunta ideale al vostro parco macchine? Visitate il sito www.hyundai.eu/dealers e contattare il vostro concessionario per maggiori dettagli.


SERVIZI Wirtgen

LA VERSATILITÀ del servizio La filosofia dell’azienda tedesca è centrata sulla capacità di far fronte a qualunque necessità dei clienti. È proprio la versatilità del servizio a fare la differenza, perché limitarsi alle attività standardizzate non è più sufficiente di Lorenzo Zacchetti

88 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


L’

acquisizione di Wirtgen da parte di John Deere ha dato vita al terzo player mondiale del settore Construction, in particolare del settore stradale. L’operazione, annunciata a giugno 2017, è stata finalizzata dal closing del 1 dicembre successivo. A un anno di distanza gli effetti di questo passaggio epocale riguardano anche una funzione centrale come il service post-vendita, aspetto che abbiamo approfondito con Roberto Boceda, Customer Support Manager di Wirtgen Macchine (Noviglio – Mi). L’attenzione nei confronti di quest’attività è molto elevata, come ci ha spiegato lo stesso Boceda:“A dare la misura dell’efficienza di un’azienda che offre servizi è la sua capacità di far fronte a tutte le richieste, anche a seguito di eventi eccezionali come fermi macchina in cantiere, ritardi e imprevisti, e di dare supporto per tutte le tecnologie oggi disponibili che il cliente ancora non conosce in modo approfondito. Tutti sono in grado di effettuare interventi standard, ma questi non possono rappresentare la soluzione per tutte le tipologie di esigenze dei diversi clienti”.

IL MARCHIO WIRTGEN ESPOSTO NELLA SEDE DI NOVIGLIO, ALLE PORTE DI MILANO, INSIEME AL RIFERIMENTO A JOHN DEERE, CHE HA SOSTITUITO IL VECCHIO MOTTO “CLOSE TO OUR CUSTOMERS”

L’importanza della versatilità La versatilità necessaria per offrire soluzioni personalizzate è nel DNA di Wirtgen, che prima di cambiare proprietà abbinava al proprio logo il motto “Close to our customers” (“Vicini ai nostri clienti”). Ora sotto il brand aziendale campeggia la scritta “A John Deere Company”, ma la filosofia è rimasta intatta e, anzi, si è arricchita di nuove soluzioni tecnologiche. “L’acquisizione da parte di John Deere ha dato un ulteriore spinta al processo di sviluppo digitale

e di interazione uomo-macchina, perché l’azienda americana utilizza già sistemi avanzati e che presto verranno implementati anche nella nostra attività”, ha affermato Roberto Boceda. Oltre a WITOS, il sistema di trasmissione dati al server presso la casa madre in Germania, a breve Wirtgen potrà beneficiare di uno strumento più evoluto, che renderà possibile dialogare direttamente con le macchine, oltre a dar la possibilità di eseguire da remoto aggiornamenti software e variazione delle impostazioni . Ciò aumenterà il

IL MAGAZZINO RICAMBI È GESTITO A LIVELLO CENTRALE DALLA SEDE DI NOVIGLIO, MA WIRTGEN STA INCORAGGIANDO LE OFFICINE AUTORIZZATE A GESTIRE MAGAZZINI AUTONOMI SUL TERRITORIO, AL FINE DI RIFORNIRE I CLIENTI IN MODO SEMPRE PIÙ RAPIDO ED EFFICACE novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 89


SERVIZI

livello di efficienza dei servizi offerti sia dal punto di vista della diagnostica che delle manutenzioni, nonché della ricambistica con la relativa gestione ottimizzata del magazzino. Una rete efficiente Attualmente i ricambi sono gestiti presso la sede di Noviglio, dove si trova il magazzino centralizzato capace di offrire la disponibilità dei pezzi entro le 24 ore per la merce leggera e fino a 48-72 ore per le parti più pesanti. Nel contempo si sta lavorando affinché anche le officine autorizzate che costituiscono la rete distributiva sul territorio organizzino propri magazzini sufficientemente pronti a rispondere in modo sempre più rapido ed

Gioco di squadra Anche per i clienti che provengono dalle località più lontane Wirtgen garantisce il massimo supporto. Precisa Roberto Boceda: “Per noi è fondamentale che le aziende percepiscano il fatto di potersi rapportare con una squadra che opera in modo sinergico. Il network è composto da venti officine autorizzate, ognuna con una sua area di competenza, e tutte offrono la gamma completa dei servizi riguardanti i tre principali del gruppo: Wirtgen per le frese, Vögele per le finitrici e Hamm per i rulli. Alcune officine gesti-

“

scono anche il marchio Kleemann per i vagli da frantumazione, mentre il marchio Benninghoven (che rappresentiamo in Italia da più di due anni) viene seguito direttamente da Noviglio. Il supporto che garantiamo alla rete è a 360°, dalla logistica dei ricambi, a iniziative sulla vendita e sulla parte applicativa. Oltre all’attività dei tecnici specializzati contiamo anche su quella di due venditori che si occupano specificatamente della ricambistica: uno segue il Centro-Nord Italia, l’altro il Centro-Sud e le Isole. Io li chiamo ‘ispettori di vendita’ perché seguono o sorvegliano tutte le attività di vendita dei ricambi sul territorio, con visite ai clienti e supporto alle officine autorizzate”. Formazione “on demand” Un compito svolto a livello centrale da Noviglio è anche il supporto ai clienti per la formazione agli operatori. “Alcune aziende ormai conoscono molto bene le nostre macchine e sanno come utilizzarle nel migliore dei modi. I mezzi offrono un’elevata flessibilità d’impiego, quindi utilizzarli sempre allo stesso modo è sbagliato: specialmente per le finitrici: infatti, un utilizzo non adeguato e non ottimizzato genera

IL SERVIZIO POST-VENDITA CREA UN LEGAME CONTINUATIVO NEL TEMPO. BISOGNA CREARE UN RAPPORTO DI FIDUCIA CON IL CLIENTE

“

ROBERTO BOCEDA,

CUSTOMER SUPPORT MANAGER DI WIRTGEN MACCHINE, SI OCCUPA DELLE ATTIVITÀ LEGATE A POST-VENDITA, RICAMBI E CONSULENZA, DANDO SUPPORTO SU TUTTE LE APPLICAZIONI CHE IL CLIENTE NECESSITA

efficace alle richieste dei propri clienti locali. L’Italia è l’unico Paese in Europa nel quale Wirtgen opera con un network indiretto, ma la relazione con il cliente finale è comunque sempre molto stretta: “Abbiamo un’organizzazione composta da tecnici che prevalentemente si occupano di assistenza interna presso l’officina di Noviglio, sia per il nuovo che per l’usato”, ma anche di assistenza presso cantiere a supporto delle officine autorizzate e della clientela”, ha spiegato Boceda. “Per questo motivo instauriamo sempre un rapporto diretto con i nostri clienti”.

LA SCARIFICATRICE A FREDDO W 200I È DOTATA DI TECNOLOGIE INNOVATIVE, CONCENTRATE IN UNA MACCHINA COMPATTA PER INTERVENTI EFFICIENTI IN GRANDI CANTIERI STRADALI. CON UN AMPIO VENTAGLIO DI APPLICAZIONI POSSIBILI, ACCORCIA I TEMPI DI SCARIFICA 90 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


usure anomale o inefficienze di produzione. Ai clienti più esperti basta spiegare le nuove funzionalità operative”, ha spiegato Boceda. “A volte può capitare di ripetere la formazione in corso d’opera, perché il personale cambia o perché il cliente comunque ne ravvisa la necessità”. Pur non avendo un programma di corsi prestabilito, Wirtgen organizza corsi di formazione in base alle richieste, anche presso la sede del cliente. Inoltre, mette a disposizione una documentazione completa composta da manuali per operatori realizzati dalla casa madre e tradotti in italiano. La sfida digitale “I manuali sono preziosi perché capita spesso di riscontrare delle lacune sui concetti base della stesa e della compattazione, anche con operatori di una certa esperienza, che magari per anni si sono occupati di movimento terra e poi sono stati spostati nell’impiego di macchine stradali senza un’adeguata formazione”, ci ha

spiegato Boceda. “Essendo in una fase di trasformazione digitale ci sono anche parecchie carenze per ciò che concerne le tecnologie. Alcuni operatori che lavorano in cantiere hanno poca propensione a cambiare le proprie abitudini di cantiere e faticano ad avere un approccio aperto a sistemi avanzati di controllo e comando della macchina. Al contrario, le nuove generazioni apprezzano i vantaggi apportati dall’evoluzione digitale, ma non sempre hanno la necessaria esperienza dei colleghi più anziani per quanto riguarda le tecniche di cantiere, la capacità di valutare lo stato d’usura della macchina e quindi prevenire danni e/o fermi macchina, nonché la capacità di valutare la qualità del lavoro svolto”. ■ I RULLI HAMM E LE FINITRICI VÖGELE RAPPRESENTANO SOLUZIONI DI ELEVATA QUALITÀ PER GLI OPERATORI DEL SETTORE STRADALE IN TUTTO IL MONDO. I NUOVI MODELLI ABBINANO AI CONSUETI LIVELLI ELEVATI DI PERFORMANCE LA CAPACITÀ DI VINCERE LE NUOVE SFIDE AMBIENTALI ED ECONOMICHE

IL VALORE DEL RICAMBIO ORIGINALE

Per quanto su Internet si trovi ormai di tutto, Wirtgen sottolinea con forza l’importanza di ricorrere ai ricambi originali. “Esistono sul mercato pezzi con caratteristiche simili ai nostri, ma io consiglio sempre di fare molta attenzione”, spiega Roberto Boceda. “Il valore di un ricambio originale dato dalla compatibilità, dalla garanzia attribuitagli e dal fatto che è in grado di ripristinare la macchina nelle condizioni originali può costare di più, ma è una scelta che prima o poi ripaga. Il pezzo non originale è un’altra cosa, sia dal punto di vista qualitativo e sia dalla non certa compatibilità, perché potrebbe nascere per altre applicazioni diverse da quelle per cui viene poi utilizzato. Sono valutazioni che ogni azienda dovrebbe fare con attenzione prima di scegliere soluzioni alternative più economiche”.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 91


SERVIZI Assodimi/Assonolo

Nuove idee PER IL FUTURO “Io noleggio, tu compri, egli scambia, noi noleggiamo…. E voi?”: il titolo scelto per il 26° congresso nazionale di Assodimi/Assonolo rende bene la complessità di uno scenario che merita di essere esplorato, perché contiene interessanti opportunità di Riccardo Lorenzi

F FEDERICO DELLA PUPPA

RESPONSABILE DELL’AREA ECONOMIA & TERRITORIO DELLA SOCIETÀ DI RICERCA SMART LAND, HA CONTRIBUITO ALL’ANALISI DEL MERCATO CON UNA SERIE DI DETTAGLIATE STATISTICHE RIGUARDANTI IL SETTORE

in dalla scelta di organizzare i lavori congressuali nella sede di H-Farm, la piattaforma che supporta la trasformazione delle aziende verso il digitale, il direttore di Assodimi/ Assonolo Marco Prosperi e il suo presidente Mauro Brunelli hanno orientato la discussione verso tematiche precise: tecnologia, innovazione e giovani. Le possibilità derivanti dallo sviluppo sono state illustrate da Federico Della Puppa, della società di ricerca Smart Land. “Il digitale ci costringe a gestire le cose in maniera diversa da come eravamo abituati. Nel nostro settore, ciò significa ad esempio passare alla demolizione controllata e poi a quella selettiva, per riutilizzare i materiali direttamente sul po-

92 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

sto e quindi abbracciare completamente la logica dell’economia circolare, ormai indispensabile. Il mercato sta sicuramente andando meglio rispetto al passato. Il problema che tuttora rimane insoluto è la produttività. L’edilizia è il fanalino di coda dell’economia di un Paese come l’Italia che a sua volta lo è dell’Unione Europea. Il piano ‘Industria 4.0’ non ci ha portato a quel salto gestionale del quale invece avremmo bisogno: continuiamo a ragionare in modo ‘vecchio’, così abbiamo utilizzato gli incentivi per cambiare le macchine, ma senza cambiare il nostro modo di pensare!”. Uno scenario complesso I dati relativi al 2017 inquadrano l’Italia tra i pochi Paesi con una cre-


Come spiega Prosperi: “I clienti sono ancora propensi all’acquisto delle macchine sia perché gli incentivi vanno in quella direzione, sia perché comunque fa parte della nostra cultura. Il noleggio è ancora visto come la risposta a un problema immediato: ‘vado dal primo che trovo e che soddisfa un mio bisogno’, ma questa è una notevole criticità. Non è detto che ci si trovi a che fare con un noleggiatore professionista, che applichi fino in fondo il dovuto modus operandi. Far capire che cosa sia il vero noleggio professionale è compito di tutti noi”. Tuttavia l’aumento delle imprese è un segnale che non va trascurato, perché testimonia la salute del comparto. Ciò viene confermato anche dall’espansione del numero degli addetti, ora a quota 17.300, pari al +6,9%.

DA SINISTRA: IL PRESIDENTE

MAURO BRUNELLI, LA VICEPRESIDENTE ELISA TAINI E IL DIRETTORE MARCO PROSPERI SONO

ALLA GUIDA DI ASSODIMI/ASSONOLO

vedeva lo 0,9%, ora promette l’1,5%. Il Fondo Monetario Internazionale e tutti gli altri principali istituti prevedono una crescita dell’1%-1,2%. Per quanto riguarda le previsioni relative all’ambito specifico delle costruzioni, nessuno si sta sbilanciando.

ASSODIMI/ASSONOLO HA DEDICATO IL SUO 26° CONGRESSO AI TEMI DELL’INNOVAZIONE DIGITALE E DEI GIOVANI, COME CHIAVE PER VOLGERE AL POSITIVO UNO SCENARIO RICCO DI INDICAZIONI CONTRASTANTI

scita ancora a quota +0,3%: tutta l’Europa sta crescendo, ma noi meno degli altri. L’output delle costruzioni a livello europeo è fissato al 2,5%, quindi in tutto il Vecchio Continente si viaggia con un livello di produzione nelle costruzioni che è simile a quello del PIL. Lo scenario di breve e medio periodo è orientato al 2,5%-3% circa. In Italia, l’ultima rilevazione Istat segna un +1,2%, ovvero una crescita che vale la metà della media continentale. Il settore delle costruzioni è sostanzialmente in linea, ma leggermente più basso rispetto al PIL. Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo anno? Istat ha rivisto al ribasso le sue previsioni sul PIL, passate dall’1,4% all’1,1%. La scorsa primavera il Governo pre-

Il noleggio cresce Aumenta costantemente il numero di soggetti iscritti alle Camere di Commercio come noleggiatori: siamo a quota 4.922. La crescita riguarda tutti i settori, anche quelli più tradizionali: il noleggio a caldo ha segnato negli ultimi due anni un incremento rispettivamente di 84 e 85 unità. L’altra faccia della medaglia è legata alla qualità.

ON SITE HA PARTECIPATO AI LAVORI CONGRESSUALI, DAI QUALI È EMERSO CHE I PLAYER PIÙ GRANDI SONO ANCHE QUELLI CHE CRESCONO MAGGIORMENTE: +7% E +8% NEGLI ULTIMI DUE ANNI, A FRONTE DEL +3,7% DI CHI FATTURA MENO DI 1 MILIONE

IL CONGRESSO DI ASSODIMI/ASSONOLO SI È SVOLTO A CA’ TRON, FRAZIONE DEL COMUNE DI RONCADE (TV). QUI C’È L’HEADQUARTER DI H-FARM, CHE SI ESTENDE PER 15 ETTARI DI CAMPAGNA E HA GIÀ IN PROGRAMMA DI ESPANDERSI ULTERIORMENTE novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 93


SERVIZI 2017: I NUMERI DI UN ANNO D’ORO Il 60% delle aziende ha registrato fatturati in aumento e quasi l’81% ha chiuso il bilancio in utile. Sono buoni - e in alcuni casi addirittura ottimi - gli effetti sulla gestione economica e finanziaria. Il 57,4% ha un ROE (Return On Equity, indice di redditività del capitale proprio) superiore al 6%, ma la media complessiva è del 13%. Brilla in particolare il noleggio a caldo. La dinamica per classi dimensionaoltre 10 milioni è cresciuto del 6%, le aziende della fascia 5-10 milioni dell’8,7%, quelle che fatturano da 1 a 5 milioni sono cresciute del 6,5% mentre quelle con un fatturato inferiore al milione crescono del 2,8%. Analizzando i fatturati, le prime dieci aziende italiane sono quelle che vanno oltre i 25 milioni, mentre le prime cinquanta fatturano da 5 a 25 milioni. Essere grandi conta, ma oggi bisogna essere anche e soprattutto agili e ben strutturati. In un mercato come il nostro, iperframmentato e molto diversificato, la taglia dell’azienda è un elemento fondamentale.

JAKUB MATEJOV

DIRETTORE OPERATIVO BOELS RENTAL

“

IL MERCATO ITALIANO HA UNA LUNGA TRADIZIONE E SONO CONVINTO CHE SI CONSOLIDERÀ, COME ABBIAMO VISTO NEGLI ULTIMI TRE ANNI, PERCHÉ COMUNQUE C’È SEMPRE SPAZIO PER CHI HA IDEE INNOVATIVE

94 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

li delle imprese dice che chi fattura

Previsioni 2018/19 Smart Land ha rivisto al rialzo il dato rispetto al 2017, passando dal +3,8% al +4,2%. Per il 2018 si attende una crescita del 6,8% e per il 2019 invece oltre l’8%. Nel prossimo anno si prevede inoltre che la spesa media procapite arrivi a 28,7 euro per singolo abitante del nostro Paese. Secondo l’analisi, questi dati si potrebbero incrementare ulteriormente offrendo più opportunità, più prodotti e un noleggio più vicino alle esigenze dei protagonisti del settore. La variazione media delle aziende analizzate segna una crescita del +11%, seppur con una forbice molto ampia: si va da chi ha registrato una decrescita del -3% a chi invece ha aumentato il fatturato addirittura del +68%. Le dinamiche attese sono positive soprattutto al Nord e in particolare nelle regioni del Nord-Est, grazie a grandi lavori come la Pedemontana. La variabile territoriale incide ancora di più che le tipologie di attività, sebbene anche queste ultime influenzino i parametri di fatturato: +58% le attrezzature edili, +61% il sollevamento, +62% il movimento terra e +72,5% i ponteggi. Oltre alla crescita di fatturato è interessante monitorare i relativi utili netti. Alcuni settori sono infatti più abili di altri nel trasformarlo in ricchezza vera, grazie a migliori assetti organizzativi e gestionali. ■


Follow us... ...around the world 22-25/01/2019 Las Vegas - USA

13-16/03/2019 Milano - Italy

08-14/04/2019 Munich - Germany

23-25/05/2019 Stockholm - Sweden

04-07/06/2019 Moscow - Russia

11-13/06/2019 Peterborough - UK

11-15/09/2019 Kortrijk - Belgium

25-28/09/2019 Verona - Italy

03-05/10/2019 Piacenza - Italy

05-08/11/2019 Rimini - Italy


SERVIZI Meta

IL FALCO E IL LEONE L’azienda di Codevilla (Pv) ha radici saldamente piantate nel proprio territorio, ma opera su scala globale grazie alla capacità di adattare il suo modello di business ai cambiamenti del mercato. In occasione dell’inaugurazione della nuova filiale di Medolla (Mo) ne abbiamo parlato con Elisa Taini, direzione marketing e commerciale di Lorenzo Zacchetti

F

ondata nel 1977 da Pietro Taini e Marco Chiapparoli (quest’ultimo attualmente ne è l’amministratore delegato), Meta è un esempio virtuoso di flessibilità e proattività nel seguire le tendenze del settore. Nei suoi primi 15 anni di attività ha investito molte risorse per creare una struttura commerciale in grado di coprire un territorio ampio come quello di sua competenza, tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Oltre a vendere attrezzature edili, Meta è stata

uno dei primi storici concessionari nel Pavese di Merlo e di JCB. Nel 2006 è entrata in azienda anche Elisa Taini, figlia di Pietro: reduce da varie esperienze nell’area marketing commerciale di importanti multinazionali della G.D.O., ha scelto di impegnarsi per sette anni come venditrice al fine di assimilare al meglio la conoscenza del prodotto, per poi assumere il ruolo di Direttore commerciale & Marketing, mentre sua sorella Paola dirige il dipartimento finanziario del gruppo.

96 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

Il cambio di passo Il 2013 è stato un vero spartiacque per l’azienda, che ha scelto di ridisegnare il proprio assetto anche in virtù del terremoto portato dalla crisi e della drastica riduzione dei fatturati. Il felice mix tra l’esperienza del fondatore Pietro e la spinta innovativa delle figlie Paola e Elisa ha ispirato una scelta operativa imperniata su due capisaldi: rivolgersi al mercato estero e crescere nel settore del noleggio. In quest’ultimo ambito è stato necessario riorganizzare la struttura interna, che


che tuttavia, per il loro costo, sono però decisamente più di nicchia. Eccellenza italiana La torre-faro più venduta in tutto il mondo è la LUX C12, con led ancora più prestazionali rispetto al modello precedente. In particolare, ha riscosso successo presso importanti noleggiatori finlandesi e svedesi, come Ramirent, Cramo e Renta. È un grande successo quello del “falco italiano”, simbolo che riflette la considerazione della quale l’azienda gode in campo internazionale: il rapace del brand evoca proprio un’idea di determinazione, la capacità di guardare lontano, ma anche quella di guardare negli occhi il proprio cliente, infondendogli fiducia e serietà.

era fortemente improntata alla vendita, anche con l’inserimento di un nuovo responsabile della divisione rental. La nascita di Luxtower Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, è stato lanciato il marchio Luxtower, che contraddistingue le torri faro prodotte in outsourcing attraverso un network di carpenterie specializzate. Nel primo anno di attività ne sono state vendute ben 400 unità: l’affidabilità di un marchio storico come Meta ha fatto da biglietto da visita in un mercato nuovo come il Medio Oriente, dove la domanda di questi prodotti è molto elevata a causa di temperature proibitive, che per molti mesi all’anno impongono il lavoro notturno. A queste latitudini sono molto richieste le torri d’illuminazione con generatore integrato, a partire dalla classica 4x1000 w a ioduri metallici, motorizzata Kubota o Kohler in base al livello di assistenza reperibile in loco. Per chi invece predilige i vantaggi del green è disponibile una linea da 4x150 W e 4x300 W led, nonché macchine a batteria e ibride

Crescita in Italia Benché sul mercato nazionale stia ancora maturando la domanda di questi prodotti, Luxtower sul tema sta diffondendo cultura con ottimi risultati: nella prima metà del 2018 ha già replicato il budget del 2017. Della ventina di torri a catalogo, Lux Smart S10 è il modello che ha riscontrato maggior successo sul mercato italiano, ed è stata inoltre presentata anche all’ultima edizione dell’esposizione Intermat di Parigi: alta appena 120 cm in altezza e pesando solamente 83 kg, si tratta una torre ultra

LUX H11: TORRE FARO IDRAULICA, 9 METRI, 4X300 WATT LED E TRAINO STRADALE

compatta; il palo telescopico a sollevamento pneumatico si estende fino 4,5 m fornendo un’area illuminata di ben 1.600 m2. Ha il vantaggio di essere trasportata facilmente su pick-up, furgoni e anche automobili capienti. Molto versatile, è adatta per lavori di manutenzione indoor/outdoor di medie dimensioni presso industrie, cantieri, impiantisti e persino eventi.“Non vendiamo torri faro, ma sistemi d’illuminazione, e per ognuno c’è una soluzione specifica”, dicono in Luxtower.

LA LUX S10, PRESENTATA ALL’ULTIMA EDIZIONE DI INTERMAT, STA OTTENENDO GRANDE SUCCESSO PER LA SUA VERSATILITÀ E FACILITÀ DI TRASPORTO novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 97


SERVIZI

META HA LANCIATO IL MARCHIO DK – DUST KILLING A SEGUITO DI UN ACCORDO CON UN PRODUTTORE VENETO SPECIALIZZATO NEI CANNONI ABBATTI-POLVERE

“

l’azienda pavese sarà necessariamente legato alle opportunità del mercato internazionale. Assistenza al top Della famiglia Meta, come accennato, fa parte anche Marea, società indipendente che funge da service, fornendo riparazioni e assistenza sia per le macchine a noleggio che conto terzi. Grazie alla sua consolidata esperienza, è in grado di risolvere problemi di ogni genere per qualunque tipo di macchina: autocarri, sollevatori telescopici, piattaforme, escavatori di ogni marca e trattori agricoli. L’assistenza è garantita anche da un ufficio ricambi che segue sia i clien-

PER UN’AZIENDA COME META È NECESSARIO GUARDARE ALL’ESTERO PER COGLIERNE LE OPPORTUNITÀ

L’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA FILIALE DI META A MEDOLLA (MO)

98 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

Brand di prestigio Oltre al brand Luxtower, attraverso Marea Srl (azienda parte del gruppo) l’azienda continua a distribuire il marchio Kubota e commercializza usato e attrezzature di complemento: generatori, gruppi elettrogeni, tagliasfalto, troncatrici, carotatrici e attrezzature da lavoro edile dei marchi top come Husqvarna, Norton e Honda. Una recente novità sono i cannoni abbatti-polvere commercializzati con il marchio DK – Dust Killing, sempre di proprietà di Meta e lanciato in seguito a un accordo con un produttore veneto specializzato. Lo sviluppo di questo comparto rappresenta una delle sfide del futuro, che secondo


LA FAMIGLIA TAINI E L’A.D. MARCO CHIAPPAROLI INSIEME DURANTE L’INAUGURAZIONE DELLA FILIALE META A MEDOLLA (MO)

ti del noleggio che quelli della vendita. Inoltre, a Codevilla si dà molta importanza ai corsi di formazione, che in caso di necessità possono svolgersi anche presso le sedi dei clienti. Oltre agli obblighi di legge, ciò si lega anche al no-

leggio a freddo, che è la modalità prevalente. Fa eccezione solo la gru trainata cingolata Böcker RK 36/2400 SPS, una macchina ibrida che, con i suoi 34 m di sbraccio richiede la presenza di un operatore di comprovata esperienza. ■

MAREA È DISTRIBUTORE KUBOTA. VENDE E ASSISTE LE MACCHINE DEI CLIENTI E DEL PARCO NOLEGGIO META

L’OPINIONE “La nostra filosofia e la nostra etica del lavoro si basano sui valori di serietà e determinazione espressi anche dai simboli che abbiamo scelto: il falco e il leone. Proprio per via della nostra affidabilità, del valore delle nostre macchine, del nostro servizio e del nostro personale abbiamo conquistato la fiducia dei clienti della zona di Medolla, dove siamo intervenuti per la ricostruzione post-terremoto. Il consolidarsi delle relazioni con gli operatori del territorio ci ha convinti ad aprire questa filiale, che abbiamo inaugurato dopo un lavoro di preparazione durato due anni. Per noi il noleggio è un’attività importante, sulla quale stiamo investendo molto, con l’obiettivo di crescere ulteriormente. Impegno e motivazione sono fattori fondamentali, per questo vogliamo espanderci anche integrando persone che provengono da altri settori. Il modenese è un territorio con grandi potenzialità per un’azienda come la nostra, che è partita dall’edilizia e che ora lavora molto anche nell’industria: questa è una zona densa di attività interessanti, soprattutto nel settore agricolo e biomedicale. Sono convinta – afferma Elisa Taini – che nel settore del noleggio ci sia spazio per tutti, sia in Italia che all’estero. Sono reduce da diversi viaggi di lavoro in altri Paesi ed è sempre bello e stimolante confrontarsi con aziende che operano in altri contesti. Ad esempio, in Spagna ho visto come nessun noleggiatore familiare abbia paura dei grandi player e ciò mi ha confortato nella visione che ho espresso al recente congresso Assodimi: le aziende italiane non devono aver paura dell’arrivo di brand internazionali.Il nostro è ancora un mercato frammentato e nel quale le relazioni personali contano ancora molto. Ed è anche grazie a esse che siamo arrivati fino a qui”.

ELISA TAINI , DIREZIONE COMMERCIALE MARKETING META E LUXTOWER (A SINISTRA), QUI CON SUA SORELLA PAOLA, CHE DIRIGE IL DIPARTIMENTO FINANZIARIO DEL GRUPPO

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 99


Dossier

ARIA DI RIVOLUZIONE (DIGITALE) La crisi è ormai alle spalle, ma per incrementare il mercato è necessario abbracciare pienamente lo sviluppo tecnologico, colmando così il ritardo che separa le costruzioni da altre tipologie di industria. Al congresso del CECE, lo scorso ottobre, se ne è discusso con i più importanti protagonisti del settore di Lorenzo Zacchetti

100 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


MERCATO

L’

appuntamento biennale con il congresso dei produttori europei di macchine per costruzioni rappresenta sempre un’occasione unica per entrare in contatto con un settore che al momento vanta 1.200 aziende, 300.000 addetti (incluso l’indotto) e un fatturato di 40 miliardi di euro. L’edizione 2018 si è svolta dal 17 al 19 ottobre a Roma, ospitata da Unacea, e ha confermato la tendenza positiva del mercato. Che, dopo il +15% nelle vendite registrato nel 2017, quest’anno dovrebbe chiudersi con un’ulteriore crescita compresa tra il 5% e il 10%. È positivo anche il trend dell’Italia, cresciuta tuttavia più per la necessità di rinnovare un parco macchine vetusto che per un’effettiva espansione dell’industria. Nei primi sei mesi del 2018 sono state immesse sul mercato italiano 6.389 macchine (+25% su base annua), mentre il fatturato ha raggiunto 2,6 miliardi

di euro, con un volume occupazionale di 36.000 unità, e dovrebbe registrare un moderato incremento a consuntivo 2018. Oltre il 60% della produzione italiana viene esportato in tutto il mondo. Scenari incerti I dati esposti significano che la crisi è finita? Enrico Prandini, presidente del CECE, pensa di sì, ma evidenzia alcune criticità ancora aperte: “I mercati stanno tornando ai livelli precedenti, tuttavia permangono alcune ragioni di incertezza quali la Brexit, il protezionismo, l’immigrazione, la fragilità delle banche e un quadro politico non chiaro per quanto riguarda le elezioni europee del prossimo anno. Il CECE deve lavorare con l’Unione Europea, ma non sempre è facile essere riconosciuti come parte importante dell’economia continentale: ad esempio, da vent’anni si parla di regole uniformi su sicurezza e circolazione stradale, ma ancora le stiamo aspet-

tando, nonostante il principio di libera circolazione delle merci”. Il valore dei dati Guardando ai possibili sviluppi del mercato, Prandini non ha avuto dubbi nell’indicare il digitale come la via maestra: “Il nostro settore ha avuto un’evoluzione più lenta rispetto ad altri, ma è arrivato il momento di cambiare. I dati saranno la moneta corrente del futuro, quindi dobbiamo comprendere bene uno scenario nel quale i player più grossi cercheranno di avere il monopolio. Non è ancora chiaro chi possa dirsi il vero proprietario di questi dati, specialmente nel trasferimento degli stessi tra le macchine e i centri di controllo delle aziende. Per il CECE questo tema rappresenta una priorità dei prossimi anni, visto che il nostro settore deve ancora affrontare pienamente la rivoluzione digitale. Ogni rivoluzione ha vincitori e vinti e noi vogliamo essere tra i vincitori, insieme ai nostri clienti e ai nostri partner”.

IL DIBATTITO CONDOTTO DA RICCARDO VIAGGI CON I CONTRIBUTI DI ENRICO PRANDINI E DEI RAPPRESENTANTI DI AZIENDE E ISTITUZIONI DEL SETTORE È STATO IL CUORE DEL CONGRESSO DEL CECE, INTITOLATO “FIDELIZZARE IL CLIENTE, COSTRUIRE UNA VISIONE COMUNE”

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 101


Dossier LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI KJETIL TONNING PRESIDENTE FIEC (FEDERAZIONE EUROPEA DELL’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI) “Da sempre mi occupo di cantieri e quindi posso dire di saperne ‘qualcosa’, ma le necessità del settore evolvono in base ai cambiamenti dell’industria. Seppur con tempistiche diverse, i contractor stanno cominciando a rispondere ai cambiamenti dirompenti che in altri settori si sono già manifestati molto tempo fa. Il digitale è da tempo una priorità di FIEC. Il primo vantaggio è ovviamente la connettività, sia tra uomo e macchina che tra diverse macchine. Per questo le informazioni vanno prodotte in un formato che ci consenta di usarle per prendere le decisioni migliori.

Il fattore umano Per risultare vincitori bisogna evitare di commettere gli stessi errori di chi ha già combattuto battaglie analoghe. Ad esempio l’industria dell’aviazione, che già nei primi anni Novanta è passata dalle cabine di pilotaggio tradizionali a quelle con comandi digitalizzati, così come attualmente sta avvenendo con le macchine da costruzione. I temi legati alla relazione tra operatori umani e strumenti digitali sono stati analizzati dal Prof. Luca Chittaro, che si occupa di “Human-Computer Interaction” all’Università di Udine: “La nostra disciplina può essere chiamata con le sigle ‘H.C.I.’ o ‘H.M.I.’ (Human-Machine Interaction). Il passaggio dai controlli fisici ai tool virtuali (ad esempio le icone sul touchscreen) fa sì che l’interazione con la macchina non sia più diretta, ma mediata: l’operatore non attiva più le sue funzioni, ma fornisce gli input al computer. È quest’ultimo ad attivare la macchina e

Il secondo è la collaborazione tra i vari attori, per la quale servono processi fluidi e continui. Nel nostro ‘ecosistema’ (un termine nuovo per il nostro settore, ma che credo sentirete usare sempre più frequentemente) la frammentazione è fuori moda, mentre l’interazione è quanto mai ‘in’. Su autonomia e Intelligenza Artificiale mi aspetto ulteriori passi in avanti, ad esempio la possibilità che le macchine anticipino situazioni critiche per evitare incidenti. Bisogna però fare attenzione al rischio che il sovraccarico di dati in cabina possa generare distrazione nell’operatore. Prevedo che in futuro ai contractor sarà richiesto di fornire dati precisi sulle emissioni nei cantieri, ma ancora non sappiamo in quale formato essi dovranno essere prodotti. Sarà inoltre necessario che l’Europa faccia chiarezza in merito alla proprietà intellettuale e alla titolarità dell’uso di questi dati”.

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI BARBARA BONVISSUTO CAPO DELL’UNITÀ “ADVANCED ENGINEERING AND MANUFACTURING SYSTEMS” DELLA COMMISSIONE EUROPEA

re alla prossima Commissione i provvedimenti maggiormente cari al settore delle costruzioni. Mi riferisco a quelli che mirano a rinforzare la sorveglianza sul mercato per garantire sia il rispetto dell’ambiente, sia una competizione equa, senza distorsioni. Un’altra questione fondamentale riguarda la circolazione stradale: le macchine sono già armonizzate per quasi tutti gli aspetti, dalle emissioni alla

“L’analisi di Prandini sullo scenario è in linea con quanto detto

sicurezza degli operatori, mentre questo tema è tuttora re-

dal presidente Juncker lo scorso settembre: l’UE è ormai fuori

golato a livello nazionale, con costi aggiuntivi per le omolo-

dalla crisi, da 25 trimestri consecutivi il mercato è in crescita

gazioni. Dobbiamo trasformare il ritardo in un’opportunità.

e ciò ha portato alla creazione di 12 milioni di nuovi posti di

Abbiamo sviluppato un enorme lavoro tecnico, che ci ha

lavoro dal 2014 a oggi. Tuttavia ci sono molte sfide che ci at-

chiarito le idee. Sarà quindi più facile convincere il nuovo

tendono e non possiamo abbassare la guardia. Siamo in una

Commissario Europeo. Ci sono ancora margini di migliora-

nuova fase di discussione con gli Stati Uniti. La Commissione

mento e uno di questi riguarda proprio il tema della digita-

Juncker ha elaborato una strategia digitale per ogni singolo

lizzazione. Ad esempio, potremmo valorizzare aspetti come

settore e ci sono ancora 250 proposte sul tavolo. Essendo

la trasparenza degli algoritmi e la funzione dell’Intelligen-

prossimi alle elezioni, stiamo già programmando di sottopor-

za Artificiale quale strumento per aumentare la sicurezza”.

102 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


MERCATO se legge come inappropriato il comando ricevuto può anche rifiutarlo. Il crescente livello di automazione ha fatto sì che il ruolo dell’operatore diventasse sempre più di monitoraggio”. L’esperienza insegna “A metà anni Novanta ho fondato il laboratorio che nella mia Università ha iniziato a lavorare su questi aspetti e negli anni seguenti ho visto la storia ripetersi più volte, con le trasformazioni digitali che si sono verificate in vari settori”, ha proseguito il Prof. Chittaro. Device medicali, elettrodomestici, telefoni cellulari, automobili: ogni industria è passata dagli stessi step e dagli stessi errori. Vediamo allora quali aspetti bisogna tenere presente per seguire correttamente i principi del design formulati dalla ‘H.C.I.’ in trent’anni di esperienza:

A CONDURRE I DIBATTITI È STATO

RICCARDO VIAGGI, CHE DAL MAGGIO

2017 RICOPRE IL RUOLO DI SEGRETARIO GENERALE DEL CECE. PER OTTO ANNI HA SVOLTO LA STESSA FUNZIONE ANCHE PRESSO L’EBC (EUROPEAN BUILDERS CONFEDERATION). ESPERTO DI RELAZIONI ISTITUZIONALI, HA FATTO PARTE ANCHE DELL’EUROPEAN STANDING COMMITTEE FOR CONSTRUCTION

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI ENRICO PRANDINI PRESIDENTE CECE E MANAGING DIRECTOR DI KOMATSU ITALIA MANUFACTURING “In Komatsu abbiamo iniziato a occu-

ma non è facile reperire le competen-

parci di smart machines già negli an-

ze necessarie. Va quindi aumentata

ni Ottanta. Siamo stati i primi ad in-

l’attrattività del nostro settore.

trodurre il tracking system: all’inizio

Al momento abbiamo un dumper

era solo un geolocalizzatore, poi ha

che lavora senza operatore e che

cominciato a trasmettere dati riguar-

nella prossima generazione non avrà

danti lo stato della macchina, quin-

nemmeno la cabina. Siccome svol-

di si è aggiunta la possibilità di con-

ge un lavoro ripetitivo è più sempli-

trollare da remoto alcune funzionali-

ce svolgerlo in automatico: i cicli di

tà della stessa. Uno dei problemi che

lavorazione sono sempre gli stessi,

ci siamo trovati ad affrontare riguar-

opera giorno e notte e con un rischio

da la proprietà dei dati, visto che essi

di incidenti molto basso. Diversa è

possono misurare la performance di

la questione riguardante lavori com-

un operatore. Questi temi sono gesti-

plessi, per i quali non ci sogneremmo

ti diversamente da nazione a nazio-

mai di fare a meno della competen-

ne. Per noi persone e sicurezza sono

za umana. Lo dico sulla base di oltre

un asset che vale quanto il risultato

quarant’anni di esperienza nel setto-

economico. In Giappone c’è il 2,1% di

re: la tecnologia ancora non è arriva-

disoccupati, ovvero un minimo fisio-

ta a questo livello. Tuttavia, una se-

logico, mentre in altri Paesi si arriva

mi-automazione è decisiva nel sem-

al 30%. Il nostro brand è prestigioso

plificare il lavoro e renderlo maggior-

e quindi abbiamo molte candidature,

mente produttivo”.

IL PROF. LUCA CHITTARO DIRIGE L’HCI LAB DELL’UNIVERSITÀ DI UDINE. NEL SUO INTERVENTO HA AFFRONTATO ANCHE IL TEMA DELLA SICUREZZA DEI DATI: “È BIZZARRO CHE QUALCUNO SI PREOCCUPI DI PROTEGGERE PICCOLI DETTAGLI E POI SI ESPONGA SU FACEBOOK. SERVE TRASPARENZA, PER CONSENTIRE DI SCEGLIERE QUALI DATI CONDIVIDERE E CON CHI”

“L’obiettivo è la facilità d’uso: gli operatori devono poter usare gli strumenti senza prima leggere manuali di 300 pagine e senza rischi dovuti alla confusione. Il primo principio è quello di ‘affordance’, ovvero la qualità fisica di un oggetto che suggerisce a un essere umano le azioni appropriate per manipolarlo (spingere, tirare, abbassare una leva…) senza bisogno di ricorrere alla parola scritta. Il secondo principio è il ‘feedforward’, ovvero la comprensione dell’effetto derivante dall’uso dello strumento. Il terzo è il ‘feedback’, che può essere anche tattile: usando certi tipi di tastiera, ad esempio, si ha una maggiore percezione del comando impartito al computer. In altri casi, il feedback può essere sonoro o visivo. Se l’essere umano non riceve un feedback appropriato, tende a ripetere l’azione in continuo”.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 103


Dossier Sicurezza e vigilanza Un aspetto particolarmente delicato è la “situation awareness”, che paradossalmente viene messa a rischio proprio dall’eccessiva fiducia nella tecnologia: “Il pericolo è quello di disconnettersi dal mondo reale. Se premendo un bottone posso chiudere una valvola, ma questo processo richiede un certo tempo, l’icona

“

COSA SUCCEDE SE CI FIDIAMO COMPLETAMENTE DEL SISTEMA AUTOMATICO E GLI AFFIDIAMO INTERAMENTE LA NOSTRA SICUREZZA, LASCIANDO ALL’ESSERE UMANO IL MERO RUOLO DI SUPERVISORE?

104 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

LUCA NUTARELLI DAL 2010 È SEGRETARIO GENERALE DI UNACEA, LA COMPONENTE ITALIANA DEL CECE CHE HA AVUTO IL COMPITO DI ORGANIZZARE IL CONGRESSO DI ROMA. NUTARELLI È ANCHE MEMBRO DELL’EXECUTIVE COMMITTEE DEL CECE, CHE RIUNISCE 13 ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI AZIENDE PRODUTTRICI DI MACCHINE E ATTREZZATURE PER LE COSTRUZIONI

non deve cambiare immediatamente da ‘aperta’ a ‘chiusa’, altrimenti fa percepire una situazione che non è reale”, ha spiegato Chittaro. La comunicazione che avviene attraverso l’interfaccia deve seguire anche il principio di ‘consistency’, ovvero la coerenza: se due spie simili vengono usate per indicare situazioni opposte, come un


MERCATO LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI STEFANO BOY SENIOR RESEARCHER IN MACHINERY SAFETY AND STANDARDIZATION DELLA EUROPEAN TRADE UNION INSTITUTE (ETUI)

LA PAROLA ALLE AZIENDE XAVIER DU BOŸS PRESIDENTE DEL GRUPPO KILOUTOU

“Lo scopo di ETUI è portare la voce degli utilizzatori finali

“Un proverbio africano dice: ‘Se vuoi andare velocemente

sul palcoscenico europeo, parlando con produttori, azien-

viaggia da solo, ma se vuoi andare lontano viaggia in com-

de di noleggio e autorità pubbliche. Oggi è necessario apri-

pagnia’. Collaborare è fondamentale e lo scarso spirito cor-

re un dibattito sul livello di automazione che intendiamo

porativo è una delle ragioni per cui il nostro settore è cam-

raggiungere. Cosa succede se automatizziamo tutte le fun-

biato relativamente poco nell’ultimo secolo, nonostante lo

zioni semplici di un cantiere, lasciando all’essere umano

sviluppo tecnologico. Le parole chiave per il noleggio sono

solo quelle che non possono essere svolte dalla macchi-

affidabilità, sicurezza, sostenibilità, qualità e costi contenu-

na? Cosa succede se il sistema automatico è così affidabi-

ti (in termini di TCO). Ci servono quindi macchine semplici

le da rendere estremamente rara la possibilità di errore?

da usare, resistenti, rispettose dell’ambiente e performanti:

L’operatore perde familiarità con il processo produttivo. Se

queste esigenze possono essere in contrasto tra di loro, lo

invece vogliamo che le persone lavorino meglio, dobbiamo

so, ma anche per questo auspico dialogo, per trovare i mi-

garantire loro la massima consapevolezza del contesto. Se

gliori compromessi. Il noleggio sta crescendo in tutti i Paesi

l’operatore umano viene soppiantato dalla macchina perde

e con esso la dimensione media delle aziende. Inizialmente

quelle competenze che non sono più esercitate e smette di

noleggiavamo solo le macchine, poi abbiamo aggiunto i

sentirsi necessario per la realizzazione del progetto. Ogni

servizi, le soluzioni globali per specifiche necessità, eccete-

cantiere è diverso dagli altri e non esistono soluzioni che

ra, ma il percorso non è finito. Aumenta la professionalità

possano andare bene per tutti, bisogna essere flessibili. La

delle aziende, così come migliorano le macchine, anche in

comunità degli utenti è molto frammentata. Sappiamo che

termini di durata di utilizzo e possibilità di riciclo dei sin-

non c’è molto entusiasmo da parte dei giovani nei confronti

goli componenti. Però tutto ciò richiede tempo e risorse,

del settore delle costruzioni e lo accettiamo come un da-

quindi solo aziende più grosse e strutturate possono an-

to di fatto. Abbiamo milioni di operatori nella fascia d’età

dare avanti. Il BIM è una vera e propria rivoluzione per il

45/55 anni e non tutti sono in grado di dedicare un anno

nostro settore, non tanto perché aiuta a costruire meglio,

del loro tempo all’aggiornamento tecnico necessario per

quanto perché permette di condividere i dati con tutti co-

sostenere la rivoluzione digitale. Bisogna riuscire a usare

loro che partecipano al progetto, compreso chi fornisce le

linguaggi diversi con interlocutori diversi, sia per età che

macchine. Servono però le persone giuste per interpretare

per nazionalità, e anche su questo è necessario collabora-

questa fase, quindi dobbiamo rendere la nostra industria

re a livello di settore”.

più ‘sexy’, per attrarre i migliori talenti”.

funzionamento corretto e un problema in corso, si rischia di creare danni. Va tenuto presente che ogni decisione presa in fase di design ha profonde ripercussioni sul comportamento dell’operatore. Persino gli indicatori di carica della batteria, a seconda delle tipologie di simbolo usate, ci spingono a ricaricare più o meno spesso i nostri device elettronici. Oltre a seguire questi principi bisogna coinvolgere gli utenti in un processo di design “user-centered” che tenga conto delle loro esigenze e idee. La realtà virtuale e quella aumentata possono essere di grande aiuto per la realizzazione dei prototipi e per i test, ma bisogna sempre abbinarle alla sperimentazione sul campo. Paradossi tecnologici Il fattore umano è centrale anche quando si tratta di rivoluzione digitale. Il presidente Prandini lo ha ricordato in modo molto efficace: “Io faccio sempre presente che ‘digitale’ deriva da ‘digitus’, termine che gli Antichi Romani usavano per indicare il dito. E attaccata a un dito c’è sempre una persona…”. novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 105


Dossier Bisogna quindi tenere in debito conto anche le dinamiche psicologiche di quei lavoratori che, passando da un controllo “vecchia scuola” al digitale, spesso rimangono delusi nelle loro aspettative di controllo totale. “L’ironia dell’automazione consiste nel fatto che essa venga introdotta per ridurre gli errori, mentre la sua stessa esistenza comporta una nuova possibilità di errore: quello della macchina”, ha commen-

“

NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI CI SONO MILIONI DI OPERATORI NELLA FASCIA D’ETÀ 45/55 ANNI E NON TUTTI SONO IN GRADO DI AFFRONTARE L’AGGIORNAMENTO TECNICO NECESSARIO PER STARE NELLA RIVOLUZIONE DIGITALE

LA PAROLA ALLE AZIENDE ROBERT LAUX VICEPRESIDENTE SENIOR OPERATIONS, BOMAG

“I cambiamenti in corso sono impres-

to di rischio? Le macchine stanno di-

sionanti e per tenerne il passo serve

ventando sempre più capaci di adat-

un training continuo. Ci sono molti

tarsi alle diverse condizioni di lavoro

aspetti variabili anche in base ai di-

in cantiere. Ci vuole però un’interfac-

versi campi di applicazione: ad esem-

cia che consenta all’operatore di cor-

pio, un cantiere urbano è molto di-

reggere gli assetti che in automatico

verso da un sito fuori città. Rispetto

potrebbero non essere corretti. Ciò

all’automazione, credo sia cruciale

rende l’interazione più complicata e,

porsi una domanda etica riguardan-

paradossalmente, riduce le compe-

te la sicurezza. Se ci fidiamo com-

tenze dell’operatore. L’interfaccia de-

pletamente del sistema automatico,

ve essere semplice da usare e anche

lasciando all’essere umano il ruolo

tarata sulle diverse capacità dei diver-

di supervisore, che cosa succede?

si operatori, così che ognuno possa

Dobbiamo confidare nel fatto che lo

impiegare la macchina nella manie-

sviluppo tecnologico ci porti a un li-

ra più consona, senza averne paura.

vello di sicurezza pari al 100% o co-

Nella nostra esperienza, infatti, un’ec-

munque rischiamo di rimanere a quel

cessiva offerta tecnologica finisce per

99,9% nel quale permangono elemen-

intimorire l’utilizzatore”.

106 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

“

FRANK SIEFERT, MANAGING DIRECTOR DESIGN DI LIEBHERRMISCHTECHNIK, NEL SUO INTERVENTO HA EVIDENZIATO LA PROBLEMATICA GENERAZIONALE DI UN SETTORE NEL QUALE LA MAGGIOR PARTE SIA DEI DIRIGENTI CHE DEGLI ADDETTI ALLA PRODUZIONE SI È FORMATO NELL’ERA ANALOGICA E NON HA QUINDI UNA CULTURA DIGITALE

tato Chittaro. Inoltre, il fatto che l’essere umano diventi il mero controllore delle operazioni svolte dalla macchina comporta uno sforzo notevole: “Alcuni studi dimostrano come il nostro cervello non sia portato a una vigilanza troppo lunga, senza fare nulla di attivo. Ci sono molte testimonianze su casi di piloti che si addormentano durante il volo perché il computer ormai fa tutto da solo, nella massima sicurezza. Per questo motivo

si cerca di realizzare tecnologie che non escludano del tutto le competenze umane: per mantenere vigile l’operatore”, ha aggiunto il docente.

La questione generazionale Aprirsi all’innovazione non è certo un fatto scontato. “La categoria dei piloti è molto affascinata dall’innovazione, mentre nelle costruzioni non è così”, ha osservato Chittaro. “Bisogna quindi lavorare sia sulla macchina, perché sia utilizzabile il più facilmente possibile, sia sull’operatore, perché abbia una mentalità nuova e comprenda bene i vantaggi di questa rivoluzione”. Le resistenze del settore verso l’innovazione sono state affrontate anche da Frank Siefert, Managing Director Design di Liebherr-Mischtechnik: “Siamo nel mezzo di una sorta di sandwich. Da un lato ci sono delle tecnologie sempre più sviluppate e dall’altro la generazione dei ‘baby boomers’ che ancora oggi ha il potere di scegliere le macchine per le aziende. Il nostro settore è piuttosto conservatore, anche perché la generazione cresciuta con gli smartphone non si è ancora affermata in posizioni decisionali”.


MERCATO

LA PAROLA ALLE AZIENDE CARL GUSTAF GÖRANSSON BRAND PRESIDENT CONSTRUCTION EQUIPMENT, CASE/CNH INDUSTRIAL “Nella nostra esperienza, non esistono grandi timori rispetto alla circolazione dei dati. Ogni progetto è diverso dagli altri e quindi le informazioni hanno una validità temporale limitata: è difficile che qualche soggetto esterno ne possa trarre vantaggio. In Norvegia si dice: ‘In una mano chiusa non arriva niente; per ricevere qualcosa, devi aprirla’. Pertanto bisogna essere aperti alla collaborazione. Faccio un esempio relativo ai nostri cantieri, dove utilizziamo gli occhiali di Google per permettere a qualunque visitatore di vedere attraverso la realtà virtuale come sarà il manufatto, una volta finito. In tal modo gli operai sono facilitati nell’effettuare i loro interventi. Questo livello di comunicazione è dato ormai come acquisito e quindi non si tornerà indietro”.

L’Europa del futuro In questo contesto il CECE ha presentato il suo Digitalisation Project, realizzato attraverso il lavoro di un gruppo di specialisti che negli ultimi otto mesi, con il supporto di aziende edili e di noleggio, ha analizzato come facilitare l’adozione di tecnologie digitali nel settore delle macchine per costruzione al fine di migliorarne la produttività, la sicurezza e la compatibilità ambientale. “Questo lavoro comune ci ha insegnato che i dati raccolti dall’attività delle nostre macchine sono una risorsa preziosa che dobbiamo valorizzare. Ma per far ciò abbiamo necessità di cambiare i modelli di business”, ha confermato il Presidente. Il tema si collega al Manifesto del CECE sulle elezioni europee, con il quale la Federazione chiede all’Unione Europea di dotarsi di una visione strategica che sappia sfruttare al me-

glio le opportunità messe in campo dalle nuove tecnologie: “La nostra industria è parte integrante della catena del valore delle costruzioni, un comparto che impiega in Europa oltre 18 milioni di persone generando il 9% del PIL dell’UE. Sono dati che vengono spesso trascurati dai legislatori. Chiediamo quindi a tutti i candidati e ai deputati eletti nel Parlamento Europeo di sostenere un mandato di maggioranza solo se l’industria sarà posta nella lista delle cinque priorità del programma politico della futura Commissione Europea.” ■

LA PAROLA ALLE AZIENDE FEDERICO PAGLIACCI DEVELOPMENT VICE-PRESIDENT DI SOILMEC, TREVI GROUP

“Già nel 2005 abbiamo implementato un sistema in grado di consentire il dialogo tra operatore, perforatrice e controllo da remoto. Dalla nostra esperienza abbiamo capito che all’operatore non piace molto sentirsi controllato sulle tempistiche di lavoro, tuttavia apprezza il fatto di poter essere aiutato quando si trova in difficoltà. Non è facile garantire la ‘situation awareness’ lavorando in condizioni sempre diverse, come accade nel nostro campo. Pensare che una perforatrice possa eseguire tutto il lavoro da sola, con l’automazione, non è certo facile, ma ci stiamo lavorando. Alcune fasi del processo sono già automatizzate, tuttavia al momento mi pare fondamentale lasciare la possibilità di scegliere tra l’esecuzione automatica e quella dell’operatore. Un’eccessiva offerta tecnologica diventa difficile da gestire. Lo vediamo anche con le funzionalità dei nostri smartphone, che sfruttiamo solo in parte. Nel design delle nostre cabine abbiamo coinvolto gli operatori, chiedendo il feedback di chi ci deve trascorrere otto ore al giorno”.

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 107


DISTRIBUZIONE Iveco Orecchia

L’EFFICIENZA RADDOPPIA N A Cornaredo, alle porte di Milano, il gruppo piemontese ha stabilito la sua seconda sede sul territorio lombardo, facendone un punto di riferimento sia per le macchine per il movimento terra che per il suo core-business locale, quello dei bus di Riccardo Lorenzi

108 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

el 2019 Iveco Orecchia festeggerà il suo 90° compleanno e non c’è dubbio sul fatto che la marcia di avvicinamento a questo importante traguardo stia procedendo a ritmo spedito. L’azienda nata come concessionaria del gruppo Fiat nel corso degli anni ha cambiato denominazione (le precedenti erano Ava, Orecchia&Scavarda e poi Orecchia), ma è sempre stata controllata dalla famiglia Orecchia e, soprattutto, sempre protesa verso la crescita. Oggi Iveco Orecchia fattura circa 200 milioni di euro l’anno e vanta una forza lavoro di 360 dipendenti, suddivisi nelle sue sette sedi sul territorio nazionale.


AL FINE DI FORNIRE LA MIGLIORE ASSISTENZA POSSIBILE AI PROPRI CLIENTI, LO STAFF DI IVECO ORECCHIA UTILIZZA ANCHE QUESTA OFFICINA MOBILE, COMPLETA DI OGNI ATTREZZATURA, STRUMENTO INDISPENSABILE PER INTERVENTI URGENTI

Le ultime due in ordine di tempo si sono insediate nella provincia di Milano: nel 2017 è stata inaugurata la sede di Melegnano, seguita quest’anno dalla struttura di Cornaredo. Salto di qualità Ufficialmente inaugurata lo scorso giugno ma in realtà operativa già da marzo, l’ultima perla nella collana di Iveco Orecchia ha preso il posto della sede storica di Castellanza (Va), che iniziava a non essere più adeguata per gestire

le crescenti richiesti della clientela del comparto Bus, il quale rappresenta circa l’80% del fatturato aziendale. Da qui è nata l’esigenza di reperire un nuovo quartier generale, capace di ospitare non solo l’attività legata a questa tipologia di veicoli, ma anche quella relativa alle macchine per il movimento terra. A Cornaredo, comune con poco più di 20.000 abitanti alle porte di Milano, una struttura di 7.000 m² - di cui 5.000 m²

coperti - offre ora spazi idonei sia per i bus (il core-business dell’azienda in Lombardia) che per la parte riservata a Case Construction Equipment. Qui, infatti, viene gestita tutta la fase di service post-vendita, per macchine in garanzia e non, sia a marchio Case che New Holland o Fiat Kobelco, sia della concorrenza. Inoltre, la stessa struttura gestisce le attività di commercio dell’usato e noleggio, oltre a un ampio magazzino ricambi.

L’OPINIONE

“Qui a Cornaredo abbiamo varato una struttura completamente nuova, per servire al meglio i nostri clienti, grazie anche alla presenza di tecnici specializzati in grado di gestire gli attuali carichi di lavoro. Personalmente supervisiono il funzionamento generale sia di questa struttura che dell’area di nostra competenza: Piemonte, Val d’Aosta e Lombardia. L’apertura di questa sede fa seguito a quella avvenuta a Melegnano lo scorso anno e ci permette di aumentare il nostro presidio su un mercato decisamente importante come quello lombardo e, in particolare, delle province di Milano, Varese, Monza Brianza, Pavia e Piacenza. Attualmente il suo peso è pari a circa il 30% del nostro business complessivo nella macroarea, ma ci sono enormi opportunità di espansione. Ciò sia per le sue potenzialità intrinseche, sia perché tutte le aziende presenti sul territorio negli ultimi anni hanno cambiato i loro punti di riferimento, sia in termini di strutture dirette che in termini di officine autorizzate. Dimostrare che Case investe per dare ai propri clienti un punto di riferimento chiaro e ben identificato, con una struttura correttamente dimensionata e in grado di coprire efficacemente il territorio, è un segnale di grande importanza, soprattutto in questo momento storico”.

LUCA FORMICA

SERVICE MANAGER DI CASE CE

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 109


DISTRIBUZIONE Al servizio della crescita Nella struttura di Cornaredo lavorano complessivamente 75 persone, delle quali 35 impegnate nei full service di Atm e Agi, le aziende che gestiscono il trasporto pubblico rispettivamente a Milano e Pavia. Se a Melegnano si trovano una sede commerciale e un’officina autorizzata, quest’ultima nata è una filiale a tutti gli effetti. Con queste due recenti aperture, si è completata una rete che vedeva Iveco Orecchia molto ben radicata in Piemonte e Val d’Aosta ma nel contempo desiderosa di avere un presidio analogo anche in

Lombardia: “Era un obiettivo che ci eravamo posti da tempo, prima con il marchio New Holland e poi anche con Case”, spiega il Senior Brand Manager Stefano Lorusso. “L’idea di creare questa filiale è nata proprio per fornire più assistenza ai nostri clienti in loco, creando un contatto diretto su un territorio estremamente importante, al quale fornire un punto di riferimento fisico con tecnici preparati”.

STEFANO LORUSSO

SENIOR BRAND MANAGER DI IVECO ORECCHIA

“

NEL CONFRONTO CON I COMPETITOR A FARE LA DIFFERENZA È IL SERVIZIO. UNA STRUTTURA ADEGUATA E CON UN SERVICE PREPARATO PUÒ FAR FARE IL SALTO DI QUALITÀ A QUALSIASI COSTRUTTORE

Investimenti mirati A coordinare il lavoro dello staff di Cornaredo è il service manager di Case, Luca Formica, che sottolinea come questo approccio rappresenti una scelta strategica: “È un passo che rispecchia la filosofia del Gruppo. In una congiuntura difficile come quella che tuttora stiamo vivendo, il fatto che Iveco Orecchia investa in maniera importante è un segnale molto positivo per un mercato complesso come quello delle macchine per il movimento terra. I clienti sono la base del nostro business e puntiamo con forza sulla loro soddisfazione”. Iveco Orecchia è entrata in questo settore nel 2011 e nell’arco degli ultimi sette

“

LE DUE “ANIME” DI IVECO ORECCHIA A CORNAREDO: BUS E CONSTRUCTION. NELLA PARTE ESTERNA SONO IN FASE DI COMPLETAMENTO UN’AREA DEDICATA AL LAVAGGIO DEI MEZZI E UN PIAZZALE PER LO STOCCAGGIO DELLE MACCHINE USATE 110 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


anni è cresciuta notevolmente sia in termini di strutture che di parco macchine: “Chiuderemo il 2018 con un totale di oltre 200 macchine vendute sul territorio, tra nuove e usate”, continua Formica. “Si tratta prevalentemente di mezzi appartenenti alla Heavy Line, ovvero escavatori e pale, ma siamo in grado di fornire una gamma completa di prodotti. L’anno che volge al termine è stato in linea con le aspettative e per il 2019 prevediamo un lieve incremento sulla parte veicolare. La questione determinante sarà ancora la conquista di ulteriori quote di mercato e nel confronto con i competitor a fare la differenza a mio avviso è il servizio. Una struttura adeguata e con un service preparato può far fare il salto di qualità a qualsiasi produttore. Noi puntiamo molto su questo aspetto: stiamo facendo un grosso lavoro di crescita interna del nostro personale a livello tecnico, sia attraverso dei corsi che dotandoli di attrezzature - elettroniche e non - di prima scelta. Il nostro obiettivo è offrire ai nostri clienti, storici e nuovi, un servizio rapido e di elevato livello qualitativo”. ■

NELLA PARTE DEL CAPANNONE DI CORNAREDO RISERVATA ALLE ATTIVITÀ DI CASE È INSTALLATO UN SISTEMA DI ALIMENTAZIONE DEGLI OLI AUTOMATIZZATO CONFORME ALLE DISPOSIZIONI DI LEGGE

L’AMPIO MAGAZZINO RICAMBI OSPITATO ALL’INTERNO DELLA SEDE DI CORNAREDO CONSENTE A IVECO ORECCHIA DI RISPONDERE RAPIDAMENTE ALLE ESIGENZE DEI PROPRI CLIENTI, SIA NEL SETTORE MOVIMENTO TERRA CHE IN QUELLO DEI BUS novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 111


ON SITE Fondazioni speciali nel quartier generale di Atlas Concorde

La HIT in cima alle classifiche Il gruppo Trevi si è recentemente distinto in un progetto complesso portato a termine con successo a Fiorano Modenese anche grazie all’impiego di una perforatrice Soilmec SR-125 HIT, in versione CFA di Stefano Vitali

112 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


F

iorano Modenese è nota in tutto il mondo - specialmente agli amanti dell’automobilismo - per ospitare il circuito di Fiorano, un tracciato per test su pista di proprietà della Scuderia Ferrari.Ma in quel fazzoletto di terra tra le province di Modena e Reggio Emilia c’è un altro esempio virtuoso di eccellenza del made in Italy: l’Unione dei comuni del Distretto ceramico, un territorio di quasi 425 km2 con la più alta concentrazione di industrie ceramiche al mondo. L’industria italiana delle piastrelle di ceramica, con un fatturato che supera i 5,4 miliardi di euro (relativo all’anno 2016), è leader nella produzione di ceramica per pavimenti e rivestimenti nel mondo e il più grande produttore italiano è il Gruppo Concorde. Atlas Concorde, fondata nel 1969, è la capostipite del Gruppo ed è un player di riferimento nel settore ceramico grazie a innovazioni stilistiche e tecniche in continua evoluzione applicate a pavimenti in grès porcellanato e rivestimenti in pasta bianca per ambienti residenziali e commerciali e a grandi formati pensati per gli esterni, le grandi architettu-

VISTA AEREA DEL CANTIERE DI FIORANO MODENESE, ALL’INTERNO DELLA SEDE DI ATLAS CONCORDE

re e gli spazi pubblici. Nei primi mesi di quest’anno sono stati avviati i lavori di ampliamento degli stabilimenti produttivi all’interno del suo quartier generale a Fiorano Modenese affidando a Trevi l’appalto riguardante i lavori di fondazioni speciali.

I dettagli del progetto Il progetto ha previsto la realizzazione di un nuovo magazzino automatizzato che si svilupperà su una superficie in pianta di 161 x 37 m, costituito da una struttura a scaffalature autoportanti in acciaio in grado di contenere oltre 36.000 posti pal-

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 113


ON SITE let per un carico massimo di oltre 35.000 t. Per assicurare l’operatività del sistema automatico di movimentazione dei pallet citati, il massimo cedimento ammissibile delle fondazioni è pari a 5 cm, con cedimenti differenziali praticamente nulli. Il progetto delle strutture di fondazioni, elaborato dalla ENSER di Faenza,

include una platea di spessore uniforme di 100 cm semplicemente appoggiata su pali aventi la funzione di riduzione e regolazione dei cedimenti. Il Comune di Fiorano Modenese fa parte dei comuni sismici classificati in zona 2 (sismicità medio-alta) e il suo territorio è caratterizzato, dal punto di vi-

SOLUZIONI “CERAMICHE”

Atlas Concorde è un player di riferimento nel settore ceramico e una delle più importanti e consolidate realtà a livello mondiale. La sua mission è offrire ai consumatori più esigenti, interior designer e architetti soluzioni ceramiche concepite per ogni destinazione d’uso, garantendo una raffinatezza estetica sempre in linea con le richieste del mercato, abbinata a elevate prestazioni tecniche. Fondata nel 1969, Atlas Concorde è la capostipite del Gruppo Concorde, gruppo ceramico italiano di riferimento nel mondo e protagonista dello sviluppo tecnologico nel settore, con innovazioni di prodotto e di processo che hanno fatto la storia della ceramica. Nell’headquarter di Fiorano Modenese, un ampio showroom valorizza ricercatezza estetica e potenzialità applicative della gamma Atlas Concorde. Dedicato aeventi internazionali e all’accoglienza di clienti e progettisti, la sala mostra rappresenta la location ideale per organizzare appuntamenti e presentazioni.Al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente, le attività sono pensate e realizzate tenendo conto delle emissioni nell’atmosfera, ottimizzando l’utilizzo di risorse e riciclando materiali di scarto. Con i parametri LEED, Atlas Concorde prosegue dunque la sua strada verso un approccio sistemico e totale alla salvaguardia dell’ambiente.

114 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

sta geologico, da due settori facilmente distinguibili e legati alla morfologia del territorio:la zona sud è prevalentemente collinare e presenta un substrato riconducibile a sedimenti marini prevalentemente argillosi e localmente marmosi; la parte nord, coincidente con la zona di pianura, è caratteriz-


zata da sedimenti di ambiente continentale riferiti a un periodo che va dal Pleistocene all’attuale. Nello specifico dell’area di cantiere il sottosuolo è di tipo alluvionale, formato da alternanza di livelli granulari più grossolani, sabbie e ghiaie in proporzione variabile, strati fini di argille e limi. Nella parte

centrale è presente uno strato di sabbia con sporadica presenza di ghiaia. È stata inoltre riscontrata la presenza di due falde, una superficiale a 6-7 m dal piano campagna e una profonda (non in pressione), separate da un’unità litostratigrafica composta da argille e limi in proporzione variabile.

Perforazioni e fondazioni Data la caratteristica del suolo, la vicinanza di fabbricati esistenti e la necessità di limitare i materiali di risulta si è deciso di eseguire i pali con la tecnica della perforazione in elica continua (CFA Continuous Flight Auger). Per ridurre al massimo i cedimenti differenziali della

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 115


ON SITE

“

TREVI HA UTILIZZATO LA PERFORATRICE SR-100 PER I PALI FINO A 28 M E LA SR-125 HIT PER QUELLI PIÙ PROFONDI la continuità del palo in caso di evento sismico, realizzata assemblando assieme tre barre longitudinali in un fascio e con dei distanziatori in acciaio zincato saldati alle barre che ne rendono la parte inferiore assimilabile a una freccia. Vista la lunghezza delle gabbie di armatura da

“

platea sono stati adottati pali di diametro 800 mm con lunghezza utile variabile: 64 pali a 19 m di profondità, 84 a 28 m, 68 a 31 m e 88 pali perforati fino a 34 m per un totale di 304 pali. I pali, di profondità crescente dal bordo della platea verso il suo centro, sono disposti su maglia rettangolare di dimensione 4,25 m x 4,50 m e sono stati realizzati da un piano di lavoro posto 1 m al di sopra della testa dei pali. Le gabbie di armatura dei pali, non collegate alla platea di fondazione, sono composte da due parti: una superiore di tipo “classico”,pre-assemblate con barre longitudinali, spirali e anelli di irrigidimento; una inferiore al fine di garantire

inserire, per il getto del palo si è optato per l’utilizzo di un calcestruzzo autocompattante di tipo SCC con classe di spandimento SF3 (in cantiere sono state effettuate misure dello slump flow con il cono di Abrams verificando un diametro di spandimento maggiore di 750 mm).

Le macchine protagoniste Per completare i lavori di fondazione nei tempi prestabiliti si è deciso di utilizzare due perforatrici idrauliche Soilmec ad alte prestazioni: la SR-100, utilizzata per i pali fino a 28 m, e la nuova SR-125 HIT (High Technology) per quelli più profondi. L’utilizzo di queste macchine ha reso possibile ottenere produzioni significative: in particolare, la SR-125 HIT è riuscita a garantire produzioni medie di 23-24 m/h, con picchi di oltre 30 m/h. Questa perforatrice è una macchina multifunzionale in grado di eseguire pali trivellati con asta kelly (LDP), pali a elica continua (CFA), pali eseguiti con elica e rivestimento (CAP), pali a costipamento laterale di terreno (DP/TCT) e anche trasformabile per eseguire colonne di terreno consolidato con miscele cementizie (Turbojet). Nei pali più profondi la macchina doveva essere in grado di arrivare a una profondità effettiva di 35 m

PER COMPLETARE I LAVORI DI FONDAZIONE NEI TEMPI PRESTABILITI È STATA UTILIZZATA ANCHE UNA PERFORATRICE IDRAULICA SOILMEC SR-100, PER I PALI FINO A 28 M 116 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018


(34 m di palo utile, a cui va aggiunto 1m in testa al palo poi scapitozzato). La SR-125 HIT si è rivelata la scelta giusta: la versione standard di questa perforatrice in configurazione CFA, infatti, è equipaggiata con un’elica di 30 m al disotto della rotary e con una prolunga standard di 6 m può raggiungere i 36 m di profondità. Inoltre, nel cantiere

di Fiorano - al fine di sfruttare appieno la lunghezza della batteria di eliche e mantenere allo stesso tempo in fase di lavorazione la pulizia delle stesse - si è scelto di equipaggiare la perforatrice con un pulitore a stella. Le prestazioni della SR-125 HIT sono garantite da una potente rotary in grado di fornire una coppia massima di 435 kNm, progettata con

una forma particolarmente compatta e appiattita della cassa, con notevoli vantaggi in termini di peso consentendo minori perdite di tiro in estrazione. L’antenna è costruita in acciaio ad alta resistenza sia per alleggerire l’attrezzatura che per ottimizzare la stabilità della perforatrice stessa. L’argano principale è alloggiato nella parte superiore del corpo

PARTICOLARE DELLA ROTARY MONTATA SULLA PERFORATRICE SR-125 HIT

PARTICOLARI DELLA PERFORATRICE SOILMEC SR-125 HIT IN FASE DI SCAVO

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 117


ON SITE alle 50 t. La cabina dell’operatore è stata disegnata per il massimo comfort e la facilità di uso, al fine di aumentare le produttività. Larghezza, facilità di accesso, visibilità ed ergonomia sono i punti di forza di questa nuova cabina.

FASE DI CALO DELLA GABBIA D’ARMATURA

macchina ed è stato generosamente dimensionato per poter offrire una forza di estrazione di 1.036 kN in versione CFA. Il tutto racchiuso in un pacchetto tecnologico robusto e affidabile, alimentato da un motore CAT C18 AcertTier IV in grado di fornire una potenza di 470 kW a 1.800 giri/min, mantenendo efficienza e flessibilità. Il sistema di collegamento

tra macchina e antenna di perforazione è di tipo a parallelogramma:ciò consente una rapida messa in opera in cantiere. Qualora sia necessaria una configurazione di trasporto più snella è possibile smontare le fiancate del sottocarro e la parte inferiore dell’antenna che, unitamente alla zavorra a pani, porta la macchina a un peso di trasporto inferiore

118 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

Le soluzioni tecniche In cabina l’operatore, grazie al software DMS (Drilling Mate System) e a un monitor touch-screen da 12”, ha il completo controllo di tutti i dati relativi al funzionamento della perforatrice e dei dati specifici della tecnologia di scavo che sta impiegando. La SR-125 HIT è stata progettata per rispettare i criteri di sicurezza della nuova normativa europea EN 16228: piattaforme con protezioni verticali, specchi retrovisori e telecamere che permettono all’operatore di controllare l’area intorno alla macchina su 360° e sistemi d’illuminazione a 10 lux per il lavoro notturno. Soluzioni tecniche particolari nella disposizione di motore e radiatore, unitamente alle cofanature in vetroresina complete di materiale fonoassorbente, sono state studiate per fare di questo modello la “best in class” sul mercato anche per ciò che concerne l’impatto acustico. ■


L’OPERATORE E IL CAPO CANTIERE, GRAZIE AL SOFTWARE DMS E A UN MONITOR TOUCH-SCREEN DA 12”, CONTROLLANO TUTTI I DATI RELATIVI AL FUNZIONAMENTO DELLA PERFORATRICE E DEI DATI RELATIVI ALLA TECNOLOGIA DI SCAVO IMPIEGATA

LA SCHEDA TECNICA Soilmec SR-125 High Technology Potenza motore (T3/T4):

kW

470/470

t

128

kN

420

t

49

kNm

435

CCS - Cylinder Crowd System tiro/spinta:

kN

412/345

WCS - Winch Crowd tiro/spinta:

kN

540/540

Diametro max.:

mm

3.500

Profondità max.:

m

121

Diametro max.:

mm

1.200

Profondità max.:

m

38,5

mm

1.200

Profondità max. dei pali:

m

28,4

Profondità max. con casing:

m

22

Diametro max. DP:

mm

800

Diametro max. TCT:

m

1.000

Profondità max. dei pali:

m

36

Diametro max.:

mm

1.500

Profondità max.:

m

36

Peso operativo senza asta Kelly: Argano principale: Peso minimo di trasporto: Coppia max.:

LDP - LARGE DIAMETER PILE

CFA - CONTINUOUS FLIGHT AUGER

CAP/CSP - CASED AUGERED AND SECANT PILE Diametro max.:

DP/TCT - DISPLACEMENT PILE

TJ - TURBOJET

novembre-dicembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 119


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

KOHLER

La nuova unità ibrida K-HEM Kohler ha recentemente presentato K-HEM (Kohler-Hybrid Energy Module), l’unità ibrida di generazione di potenza combinata elettrica e meccanica. Alla luce dei cambiamenti che la nuova direttiva in materia di emissioni apporterà al settore delle applicazioni offroad a partire dal 1° gennaio 2019, l’offerta del costruttore si dota di un prodotto in grado di intercettare i nuovi bisogni dei costruttori del settore. Sul mercato esistono fonti di energia differenti e la scelta di Kohler non è quella di investigarne l’utilizzo e le peculiarità per metterle in competizione, ma quella di integrarle e farle convivere per riuscire a estrarne tutto il potenziale

valore. Nasce così K-HEM, l’unità di generazione di potenza data dalla combinazione del motore diesel KDW 1003 da 18 kW conforme alla normativa Stage V e senza DPF, e del motore

elettrico 48 V che garantisce 15 kW di picco e 9 kW continuativi. Dunque, l’unità è in grado di offrire più di 30 kW senza bisogno di utilizzare sistemi di posttrattamento dei gas di scarico. K-HEM può inoltre funzionare come generatore per sistemi di accumulo dell’energia. Le caratteristiche dell’unità ibrida K-HEM sono studiate per tutta quella serie di applicazioni contraddistinte da cicli di lavoro discontinui che richiedono picchi di potenza e di macchine che operano prevalentemente con cicli di lavoro costanti a bassi carichi che impediscono il raggiungimento delle temperature necessarie per lo svolgimento della rigenerazione passiva all’interno del fltroantiparticolato.


LEISTER

Il nuovo Fusion 1 I visitatori della recente edizione di Ecomondo hanno potuto verificare le ottime prestazioni di Fusion 1, il nuovo estrusore che completa la gamma Fusion di Leister. Grazie alla sua forma lineare quest’estrusore manuale risulta molto maneggevole anche in spazi molto ristretti. Con un peso di soli 3,4 kg (contro i quasi 6 kg del “fratello maggiore” Fusion 2), il Fusion 1 può essere usato anche con una sola mano rimuovendo un’impugnatura. Il filo per la saldatura può essere caricato da entrambi i lati, permettendo una notevole flessibilità nelle operazioni di saldatura. Fusion 1 è inoltre dotato di led che illuminano la zona di saldatura, caratteristica particolarmente rilevante per una macchina che si presta a essere

utilizzata all’interno di contenitori, dove la luce non è mai abbastanza. L’estrusore può anche essere appeso

tramite un piccolo verricello, per saldare più a lungo senza fatica. La guida dell’aria integrata rende Fusion 1 particolarmente snella e compatta. Le applicazioni di Fusion 1 sono molteplici. Ad esempio, risulta particolarmente interessante per chi realizza manufatti in plastica o ne ripara di esistenti (pozzetti per drenaggio acque, bidoni, cassonetti, ceste, eccetera). Da oltre 60 anni Leister produce e commercializza riscaldatori industriali, pistole ad aria calda e macchinari per la saldatura della plastica. Tecnologie all’avanguardia, una gamma ampia e completa e personale commerciale qualificato permettono di trovare la soluzione ideale per le esigenze di aziende operanti nei più diversi settori.


PRODOTTI DAT INSTRUMENTS

Il servizio DAT OnSite Oltre alla capacità di personalizzazione dei propri prodotti che, a seconda del set sensori adottato, possono essere utilizzati per applicazioni (quali jetgrouting, iniezioni di cemento, TAM grouting, pali valvolati, trivellazioni, DAC test, CFA, deep mixing, soil mixing, DSM, vibroflottazione, diaframmi, idrofrese, prove Lugeon e Lefranc), DAT instruments ha messo a punto diversificati servizi pensati per venire incontro alle più diverse esigenze dei professionisti della perforazione. Cavallo di battaglia dell’azienda è il servizio di installazione in tutto il mondo e di assistenza tecnica denominato DAT OnSite. “Grazie a questo supporto worldwide - commenta Amedeo Valoroso, fondatore e titolare di

DAT instruments - siamo in grado di installare i nostri datalogger presso il cantiere, ovunque si trovi, e contestualmente assicuriamo una formazione ad hoc al personale dell’impresa impegnata nel lavoro”.

Però non tutti i cantieri hanno le medesime esigenze e i medesimi budget. Per questo, DAT instruments ha creato altri due servizi di consulenza, innovativi ed economici: DAT WorkShop e DAT OnLine.


BAUER

MC96: star al Geofluid! Autentico dominatore dello stand di Bauer Macchine Italia al Geofluid 2018 è stato l’escavatore a braccio tralicciato per lavori di fondazione MC96, che ha catalizzato l’attenzione dei visitatori dell’esposizione piacentina affascinati da una macchina che promette performance e flessibilità applicativa, anche a noleggio. Al Geofluid la macchina era equipaggiata con una benna meccanica per la realizzazione di diaframmi da 1.500 mm di spessore fino alla profondità di 55 m, con la possibilità di aumentarla in base alle specifiche richieste di cantiere. L’escavatore MC96 è una macchina poliedrica, pensata per molteplici lavori di fondazione grazie a caratteristiche tecniche, solidità e robustezza propri di tutti i macchinari Bauer e alla massima attenzione per tutti gli aspetti legati alla sicurezza. Con due argani “free fall” a caduta libera da 35 t ciascuno, l’MC96 permette un tiro di 130 t e, grazie al circuito idraulico studiato e realizzato per ben 19 diverse applicazioni, ne garantisce la massima fruibilità per qualsiasi azienda di fondazione. La flessibilità dell’MC96 spazia dai diaframmi a benna o fresa all’utilizzo come battipalo, dalla realizzazione di pali di grande diametro alla vibrocompattazione e vibroflottazione, dal fly drill alla compattazione dinamica, senza dimenticare le opere di sollevamento, CSM e dragaggi. Inoltre, equipaggiato con il sistema jack-up, grazie alla comodità di smontaggio dei tralicci e dei cingoli l’MC96 è anche di facile trasportabilità. Varie le possibilità di utilizzo dell’MC96 nei cantieri italiani, in cui spicca certamente l’applicazione con idrofresa, con benna meccanica o idraulica, l’uso della macchina per le operazioni di sollevamento e quello per l’infissione di pali vibrati e palancole.


PRODOTTI CIFA

Grande successo al GIC 2018 Cifa era presente con i propri prodotti al GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo in collaborazione con il dealer Effretti. Qui l’azienda di Senago ha esposto tre macchine, un modello per linea di prodotto: autobetoniera, pompa autocarrata e autobetonpompa. L’offerta riguardante la gamma di impianti di betonaggio, invece, è stata presentata presso lo stand Cifa by Euromecc, a seguito dell’accordo sottoscritto a inizio 2018, con il quale le due società si impegnano in una partnership tecnica, produttiva e commerciale nel settore degli impianti. La gamma delle pompe autocarrate era rappresentata dal modello K36C, con braccio di 36 m a 5 sezioni con ripiegamento a “Z”

che, rispetto a un braccio a 4 sezioni classico, consente la massima flessibilità d’impiego. Grazie all’inferiore lunghezza delle

singole sezioni e all’apertura degli stabilizzatori posteriori a sfilamento singolo orizzontale (non a bandiera) è possibile movimentare

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com

Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


e aprire il braccio più facilmente anche in piazzamenti difficoltosi con ostacoli. Dotato di gruppo pompante con una capacità di 120 m3/h e 70 bar di pressione sul calcestruzzo, questo modello fa parte della linea Classic. La MK28L era invece l’autobetonpompa esposta: con un gruppo pompante di 80 m3/h e 80 bar di pressione sul calcestruzzo, garantisce alte portate e prestazioni in cantiere grazie anche alle dotazioni di serie come la valvola a “S” rinforzata da 7”, l’Easytronic con monitor LCD e le tubazioni a doppio spessore con inserti in carburi di cromo ad alta resistenza all’usura (Cifa Long Life). Rappresentante della linea delle autobetoniere era la RY 1300, la più venduta per la configurazione e le sue caratteristiche che la rendono la scelta ideale specificamente per l’Italia. Ha un centro di gravità basso che garantisce il miglioramento dell’assetto di guida e una più equilibrata distribuzione dei carichi. Con una capacità di 12 m3, è montata su un autotelaio a 4 assi. Nel 2017 è stato introdotto il nuovo sistema

elettronico di gestione CSD 2.0 (Constant Speed Drive) che ha permesso di

semplificare e ottimizzare le principali fasi di lavoro, portando inoltre a un

risparmio di carburante compreso tra il 7% e il 9%.


PRODOTTI WACKER NEUSON

La nuova pala gommata WL95 Per la prima volta Wacker Neuson entra nella classe delle pale gommate pesanti con la nuova caricatrice da 10 t, la più grande - ma comunque compatta – del costruttore, dotata del nuovo cambio ecospeedPRO e di due varianti di motore conformi alle più recenti norme sui gas di scarico. Soprattutto le imprese edili di grosse dimensioni e le aziende di riciclo si devono costantemente confrontare con una notevole movimentazione dei materiali: a queste Wacker Neuson propone la WL95, che sarà disponibile da gennaio 2019. Come tutte le pale gommate Wacker Neuson, anche il nuovo modello comprende una ricca dotazione di serie. Inoltre, a seconda dell’impiego previsto e delle preferenze, è possibile configurare in modo personalizzato motore, trazione, postazione dell’operatore e sistema idraulico. Cambio e motore Nella versione da 40 km/h, la WL95 è dotata di ecospeedPRO: si tratta di un cambio sovramoltiplicato idrostatico progressivo che consente maggiori forze di trazione e velocità di marcia e che guadagna punti grazie alla compattezza ed efficienza energetica tipiche di Wacker Neuson,

nonché con al migliore comfort d’uso. Oltre a peculiarità quali la facilità nelle operazioni d’inversione, un buon grado di controllabilità e di controllo di precisione, nonché il funzionamento inching e il supporto della forza frenante, ecospeedPRO consente di passare nell’intervallo di velocità da 0 a 40 km/h senza commutazione. Tale prestazione offre un elevato comfort di guida per l’operatore in quanto non si verificano interruzioni della forza di trazione. La WL95 è proposta con due motorizzazioni: Deutz da 100 KW e sistema DOC/SCR per la depurazione dei gas di scarico secondo la norma sui gas di scarico Fase IV attualmente in vigore (è inoltre disponibile come optional un filtro antiparticolato, già certificato per la fase V in vigore a partire dal 2020); Deutz da 115 kW. Comfort ed ergonomia Il braccio caricatore raggiunge un punto di rotazione della benna di 3,8 m e permette di caricare senza problemi qualsiasi tipo di camion a sponde alte. Inoltre, il conducente ha sempre una ottima visuale diretta sull’attrezzo. La pala gommata offre un carico di ribaltamento di oltre 5,7 t. Con la benna, la WL95

126 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

ha una lunghezza totale di 6,5 m e una larghezza di 2,39 m ed è dotata di un giunto articolato e un assale oscillante posteriore in modo da garantire la massima manovrabilità e trazione. Il raggio di sterzata è di 4,9 m con un raggio interno di 2,45 m. La WL 95 può effettuare trasporti con un carico di rimorchio fino a 18 t. La cabina spaziosa dotata di una buona visibilità panoramica è stata sviluppata sulla base delle nuove conoscenze nel campo dell’ergonomia e della visibilità. Tutti gli elementi di comando del cruscotto si trovano all’interno del campo visivo e sono facilmente accessibili. Grazie al grande display digitale a 7”, il conducente ha sempre una panoramica della macchina e delle principali funzioni. Se necessario, l’elemento di comando “Jog Dial” consente di regolare manualmente la portata dell’olio idraulico. Ciò rappresenta un vantaggio se la macchina aziona uno strumento accessorio idraulico che non richiede la piena potenza idraulica della macchina. Il conducente può quindi utilizzare la macchina e lo strumento accessorio con sensibilità e risparmiando risorse. La console è collegata al sedile molleggiato per consentire una guida confortevole.


BOSCH PROFESSIONAL

La nuova serie PROCORE18V Bosch ha ulteriormente sviluppato le batterie ProCORE18V per professionisti e, con la gamma ProCORE18V da 4,0, 8,0 e 12,0 Ah, offre ora le batterie ad alte pres tazioni da 18 V più compatte sul mercato. Le celle di nuova generazione e con capacità superiore, unite alla concezione della batteria con tecnologia CoolPack 2.0, assicurano una struttura compatta e un maggiore flusso di corrente erogata. La batteria ProCORE18V da 8,0 Ah, ad esempio, offre circa il 90% di potenza in più rispetto alle tradizionali batterie da 18 V. Inoltre, con il modello GAL 18V160 C Professional, Bosch offre il caricabatteria più rapido al mondo – e il primo al mondo a disporre della

funzione di connettività integrata – per batterie da 18 V. Potenza, lunga durata e compatibilità con il programma in catalogo: con tali caratteristiche, questa linea di batterie agevola dunque il lavoro quotidiano e spicca nella nuova gamma ProCORE18V, offrendo dimensioni ottimali per ogni applicazione. Ad esempio, la batteria ProCORE18V “Compact” da 4,0Ah, grazie alle nuove celle di

maggiore capacità, ha una struttura con un solo livello di celle che, a parità di potenza, la rende molto più compatta e leggera rispetto alla tradizionale batteria da 4,0 Ah con due livelli. Ciò agevola le applicazioni in serie, come anche quelle sopra testa. Per una gamma di applicazioni ancora più ampia, che copra anche i lavori gravosi, Bosch presenta invece la batteria ProCORE18V “Performance” da 8,0 Ah, che offre prestazioni paragonabili a quelle di un utensile a filo da 1.600 W. E per le applicazioni più impegnative, ad esempio con martelli perforatori, smerigliatrici angolari o seghe circolari a batteria, è disponibile la batteria ProCORE18V “Endurance” da 12,0 Ah.

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com

Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


INSERZIONISTI Azienda

Pagina

BKT Europe

45

Bobcat

24

Bomag

15

Bosch Rexroth Oil Control

7

Brigade Elettronica Cangini

123 I Copertina, 11

Clark Cemas

21

Doosan Infracore CE

22

Europarts

51

G.D.M.

121

Giorgio Novara

124, 127

H.P.S. Centro Oleodinamico

57

Hyundai CE Europe

87

Indeco Ind.

III Copertina

Liebherr-EMTEC

IV Copertina

Luxtower

26

M3 MetalMeccanicaModerna

33

Massucco T.

125

Merlo

19

MP Filtri

9

Oleomarket

25

Pio Pellacini

23

RMC

27

Samep Tools

II Copertina

Sandvik

1

Scai

17

Sefi

13

Simex

3

Tecnoricambi

122

Trevi Benne

120

Wirtgen Macchine

128 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2018

5


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook