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OnSite Construction n.8 - Novembre-Dicembre 2017

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SOMMARIO NOVEMBRE-DICEMBRE 2017 - N. 8

76 Jaderparts

MACCHINE 28 Doosan

LC-5: sviluppo concettuale

di Ettore Zanatta

32 Volvo Construction Equipment

Innovazioni “in tour”

di Lorenzo Zacchetti

38 JCB

Generazione di fenomeni

di Ettore Zanatta

42 Wacker Neuson

In copertina: SAMEP TOOLS

Benvenuti al Sud

di Lorenzo Zacchetti

Ricambi per Volvo: la Svezia nel cuore

di Ettore Zanatta

TECNOLOGIE

80 MP Filtri

Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici (prima parte)

di Geoff Grant

SERVIZI

84 Sabbie di Parma

4

Editoriale

di Ettore Zanatta

46 Marini

Futuro al Top... Tower!

6

Notizie

di Ettore Zanatta

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

Un bel Po di sabbia

di Ettore Zanatta

DOSSIER

92 Mercato

50 DAF Trucks

22 Il D.P.R. 120/17

Pura eccellenza

di Stefano Vitali

Terre e rocce da scavo: istruzioni per il riuso

54 Demag

Destinazione futuro

di Lorenzo Zacchetti

di Ettore Zanatta

COMPONENTI

72 Magna Tyres Group

L’olandese performante

di Riccardo Lorenzi

Hands On

L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT

L’alba di una nuova era

di Lorenzo Zacchetti

DISTRIBUZIONE

100 Niederstätter

Un matrimonio felice

di Riccardo Lorenzi

ON SITE

104 La nuova piattaforma

multifunzionale Maersk in Liguria “Vado” verso l’Europa

di Ettore Zanatta

112 Perforazione in cava a Taranto

I chirurghi della perforazione

di Gianni Gennari

POLIVALENZA SU GOMMA di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Mike Day, Gianni Gennari, Geoff Grant, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it

2

ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

60

Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

120 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodico associato a UNACEA


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La settima “meraviglia”

N

el Rapporto Scenari Industriali 2017 di Confindustria, l’Italia che produce ha davanti a sé solo Cina, Usa, Giappone, Germania, Corea del Sud e India. Siamo sempre tra i più bravi sullo scranno delle idee e della vitalità d’iniziativa, ma paghiamo ancora i nostri inemendabili difetti sistemici. Il nostro costo del lavoro è cresciuto del 15,2% negli ultimi 10 anni e anche per questo la nostra industria manifatturiera ha smarrito per strada, nello stesso periodo, oltre 800.000 posti di lavoro. Ora è difficile recuperare e nel 2015 abbiamo accelerato la nostra révanche, ma in che modo? Sostanzialmente più ore di lavoro distribuite sullo stesso monte-personale e poca creazione di nuove opportunità occupazionali (solo 60.000 in più rispetto a due anni fa). Parliamo allora degli investimenti che continuano a languire nei distretti della piccola-media impresa, di cui i nostri produttori di macchine, attrezzature e componenti per la meccanica delle costruzioni fanno parte. Il credito, ancora oggi, non c’è. Il Rapporto Confindustria è molto chiaro sotto questo profilo e dichiara che quest’anno “resta molto depresso” e se “nel manifatturiero è cresciuto dello 0,2% in sette mesi, meglio di altri settori” figuriamoci il tripudio degli altri comparti economici. Così si spiega la raggelante fotografia che riporta la crescita attuale nelle vendite di “equipaggiamento” per il cantiere. Si cresce, illusoriamente, a fronte di un mercato che nel 2011 era ridotto al lumicino. Se non c’è credito non si compra e il costruttore che cerca di accelerare con lo sviluppo dei “mercati alternativi” alla fine recupera la sua redditività con un autofinanziamento che non può essere sostenuto a lungo. Poi non bisogna trascurare il rischio che i margini delle nostre aziende vengano erosi dal rialzo dei prezzi delle materie prime. Una nazione si vede non solo dal pennacchio dell’orgoglio, ma dai fatti. Il monito va fatto alla nostra politica, assai confusa di questi tempi, e certo alle nostre banche ondivaghe. Hanno smarrito credibilità e solidità finanziaria, e, insieme a queste, anche l’unica missione per cui sono nate storicamente. Che è quella di sostenere la vita e l’economia reale di un Paese che non merita di essere ancora avvilito e abbandonato a un’assenza di prospettive di rinascita.

4

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

MERCATO

La ripresa prosegue Continuano i segnali di ripresa per il settore delle costruzioni. Il più recente arriva dalla ciclica rilevazione Istat: secondo l’istituto nazionale di statistica, tra luglio e settembre l’attività è cresciuta dell’1,4% rispetto all’anno scorso, riducendo così allo 0,1% la perdita ridotta nei primi nove mesi dell’anno. Anche il dato della produzione relativo al solo mese di settembre - corretto dagli effetti dovuti al calendario - è positivo e segnala un aumento del 2,1% delle attività nei cantieri italiani. Se la tendenza alla ripresa dovesse consolidarsi anche in questi ultimi tre mesi, assorbendo anche la perdita rimanente, il 2017 potrebbe essere, anche per l’Istat, il primo anno con il segno positivo dopo otto anni di cali consecutivi. Insieme ai dato sulla produzione l’Istat ha anche aggiornato gli

indici relativi ai costi sostenuti dalle imprese edili impegnate nella costruzione di case e strade. A settembre, gli indici di costo del settore restano invariati per

il fabbricato residenziale, mentre aumentano dello 0,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,3% per il tronco stradale senza tratto in galleria.

OPERE PUBBLICHE

Un miliardo di euro per scuole più sicure Sbloccati fondi dal Miur per oltre

dalla Calabria, con 87,5 milioni. In fon-

1 miliardo di euro per interventi di

do alla classifica la Liguria con circa

edilizia scolastica e messa in sicurez-

20 milioni di euro, la Sardegna con circa

za antisismica delle scuole per il trien-

19 milioni e il Molise con quasi 17 milioni.

nio 2017-2019. L’annuncio è stato dato

Le risorse ripartite tra le Regioni saran-

plessivamente 1,7 miliardi: alle risorse

durante la Giornata Nazionale per la

no assegnate agli Enti locali per realiz-

stanziate nell’intesa si aggiungono le

Sicurezza nelle Scuole, nel cui ambito

zare gli interventi individuati con la ri-

risorse (400 milioni di euro), non an-

il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli

cognizione degli edifici e le indagini dia-

cora utilizzate dagli enti locali, previste

ha firmato il decreto che ripartisce tra le

gnostiche sui solai e inseriti nei piani

dal precedente accordo Bei. La Cassa

Regioni le risorse provenienti dal Fondo

regionali per l’adeguamento sismico e

Depositi e Prestiti utilizzerà queste risor-

Investimenti da 46 miliardi di euro istitu-

la messa in sicurezza degli edifici scola-

se per la concessione di finanziamen-

ito dalla legge di Bilancio 2017.

stici. La lista degli interventi sarà appro-

ti alle Regioni destinati alla realizzazio-

Il totale di 1,058 miliardi finanzia due ca-

vata con un decreto successivo.

ne degli interventi attivati da Comuni,

pitoli di spesa: nel triennio 2017-2019 il

Sempre durante l’evento, il Ministro

Province e Città Metropolitane, indivi-

Miur avrà a disposizione 772 milioni di

Fedeli ha firmato, con la Banca europea

duati sulla base di graduatorie di pri-

euro per la prevenzione del rischio si-

per gli investimenti (BEI) e Cassa depo-

orità predisposte dalle Regioni stesse.

smico mentre per gli altri interventi di

siti e prestiti (CDP), un Protocollo d’inte-

I prestiti, in particolare, saranno destina-

edilizia scolastica potrà contare su 285,6

sa da 1,3 miliardi di euro che dà avvio al-

ti alla realizzazione di interventi straordi-

milioni di euro. La Regione che si è assi-

la programmazione 2018-2020 per finan-

nari di ristrutturazione, miglioramento,

curata la quota maggiore di risorse è la

ziare, attraverso mutui, gli interventi di

messa in sicurezza, adeguamento sismi-

Campania con 149 milioni di euro, seguita

adeguamento e messa in sicurezza del-

co, efficientamento energetico e costru-

dall’Emilia Romagna con 94,4 milioni e

le scuole italiane. La BEI erogherà com-

zione di nuovi edifici scolastici.

6

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


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NOTIZIE GENERAL CONTRACTOR

Astaldi, nuove commesse per 400 milioni di euro Il Gruppo Astaldi è risultato aggiudicatario in via definitiva di tre nuovi contratti di costruzione, per complessivi 400 milioni di euro circa in quota Astaldi, riferiti a progetti in Cile, Polonia e Honduras. Continua la strategia di de-risking del Gruppo, con il progressivo riposizionamento delle attività su paesi a rischio più contenuto rispetto al passato. I nuovi contratti di costruzione si riferiscono ai seguenti progetti. In Cile, per la costruzione dell’Ospedale Barros Luco Trudeau di Santiago. Si tratta di un contratto EPC da 270 milioni di euro circa, assegnato al 100% ad Astaldi. La commessa prevede la progettazione e la costruzione di una nuova struttura sanitaria nel centro cittadino, accanto all’attuale Ospedale Barros Luco, tuttora in funzionamento. Il nuovo complesso renderà disponibili 967 posti letto e 28 sale operatorie, su una superficie complessiva di 200.000 m2 circa, suddivisi su due edifici da 10 piani ciascuno (di cui uno in sotterraneo destinato a ospitare, tra l’altro, il

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reparto di medicina nucleare). La durata dei lavori è pari a sette anni, con avvio delle attività di cantiere nel 2° semestre 2018, a valle della progettazione. Il Committente è il Ministero della Salute cileno e le opere saranno finanziate con fondi dello Stato. In Honduras, per il progetto idroelettrico Arenal (Fase I-II), è un contratto di costruzione da 101 milioni di euro (113 milioni di dollari US), di cui il 49% in quota Astaldi, per la realizzazione del più grande progetto idroelettrico privato in corso nel paese. La commessa prevede l’esecuzione delle opere civili necessarie alla realizzazione di una diga in RCC (altezza massima pari a 93,5 m), oltre che di circa 6 km di gallerie idrauliche e opere connesse. La durata dei lavori è pari a 33 mesi, con avvio entro il

ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

2017. Le opere saranno eseguite da Astaldi (in quota al 49%), in raggruppamento di imprese con la Società italiana Ghella (al 51%). Il Committente è Energias Limpias del Yaguala S.A. de C.V., parte di uno dei maggiori gruppi produttori di energia elettrica in Honduras. In Polonia Astaldi realizzaerà il Termovalorizzatore per il trattamento dei rifiuti urbani dell’area metropolitana Danzica-GdiniaSopot. Si tratta di un contratto per la realizzazione e attività di Operation & Maintenance (O&M) per 25 anni. L’importo del contratto è pari a complessivi 280 milioni di euro circa, di cui 110 milioni di euro circa riferiti alla progettazione e costruzione (con Astaldi in quota al 51%) e i restanti 170 milioni di euro ad attività di O&M (con Astaldi in quota al 10%). La durata prevista per la realizzazione è pari a 48 mesi, di cui 12 mesi per la progettazione e 36 mesi per la costruzione; i lavori saranno eseguiti in raggruppamento di imprese da Astaldi (leader, in quota al 51%), con la Società italiana Termomeccanica Ecologia S.p.A. (al 49%). Per le attività di O&M, sarà costituita una società di scopo partecipata da Astaldi (in quota al 10%), dalla stessa Termomeccanica Ecologia S.p.A. (al 10%) e dalla Società francese Tirù S.A. (all’80%). Il Committente è Zakład Utylizacyjny Sp. z o.o. a Danzica (Società Municipalizzata per la gestione dei rifiuti). Il contratto è interamente finanziato con Fondi UE e budget di Stato. Con queste acquisizioni, i nuovi ordini del periodo si attestano a 2,6 miliardi di euro, prevalentemente riferiti ad attività “core” (costruzione e O&M) da eseguire in aree geografiche a rischio più contenuto rispetto al passato (Cile, Nord America, Europa del Nord e Centro-Orientale).


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NOTIZIE ANCE

Gabriele Buia è il nuovo presidente per Ance

GABRIELE BUIA

PRESIDENTE ANCE

L’Assemblea dell’Associazione nazionale costruttori edili ha eletto presidente, a larga maggioranza, Gabriele Buia. L’imprenditore di Parma – già alla guida dell’Ance da dicembre 2016 a giugno 2017, subentrato in qualità di vicepresidente vicario a Claudio De Albertis, prematuramente scomparso – aveva lasciato l’incarico prima della scadenza consentendo in tal modo un rapido ritorno al voto e assicurando al presidente un pieno mandato. Eletta anche la squadra di presidenza che vede: Edoardo Bianchi vicepresidente Opere pubbliche; Marco Garantola vicepresidente Relazioni industriali e affari sociali; Riccardo Spagnoli vicepresidente Rapporti interni; Filippo Delle Piane vicepresidente Edilizia e Territorio; Rodolfo Girardi vicepresidente Centro Studi; Marco Dettori vicepresidente Economico Fiscale Tributario; Domenico De Bartolomeo vicepresidente Partenariato Pubblico Privato; Michelangelo Geraci vicepresidente Tecnologia, Innovazione e Ambiente. È stato inoltre riconfermato Giovanni Salmistrari in qualità di Tesoriere. Ringraziando per il grande sostegno ricevuto, Buia ha assicurato massimo impegno per “riaffermare la compattezza del sistema associativo e affrontare le difficili sfide che attendono il settore delle costruzioni, a tutela delle tante imprese sane che l’associazione rappresenta”. Un obiettivo, ha aggiunto Buia, che potrà essere raggiunto solo se “sapremo lavorare uniti e coesi per rimettere al più presto l’edilizia sui binari della crescita”.

UNACEA

Crescono mercato e produzione nazionale Buone le prospettive future, ma restano disattese le richieste del settore in materia di macchine di nuova generazione ed emissioni urbane. Nei primi nove mesi del 2017 sono state immesse sul mercato italiano 7.964 macchine per costruzioni, con una crescita del 13% rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. Più in dettaglio, le macchine movimento terra vendute sono 7.551, con una crescita su base annua del 13%; positivo anche il settore delle macchine stradali (+11%) con 318 macchine vendute. Buono inoltre l’andamento della produzione italiana di settore, che nel 2016 ha raggiunto il valore di 2,6 miliardi di euro e che si stima in moderata crescita anche nel 2017. Permane infine una forte propensione all’export, con una media nazionale del 75% di prodotto esportato e picchi fino al 95%. “Il mercato e l’industria nazionale continuano a mostrare segni di ripresa, tuttavia sono ancora molte le occasioni perse”, ha dichiarato Paolo Venturi, presidente di Unacea. “Da tempo chiediamo che vengano considerate dalle amministrazioni comunali le problematiche legate alle emissioni nei centri urbani delle macchine per costruzioni più obsolete. Le misure introdotte nel 2017 in materia, che prendono in considerazione oltre alle emissioni del traffico privato anche quelle legate all’agricoltura e al riscaldamento, sembrerebbero andare nella giusta direzione. Eppure resta escluso il settore delle macchine costruzioni, dove continuano a non sussistere limiti all’uso di macchine obsolete, e che rappresenterebbe invece un contributo PAOLO VENTURI importante per il miglioramento PRESIDENTE DI UNACEA della qualità dell’aria”. Gennaio-Settembre 2017 - (unità vendute) Categoria Dozer

2016

2017

variazione %

13

22

69%

Escavatori cingolati

1.174

1.409

20%

Escavatori gommati

97

111

14%

Pale gommate

576

699

21%

Terne 4 ruote sterzanti

47

54

15%

Terne rigide

88

69

-22%

3.935

4.411

12%

Minipale compatte

432

396

-8%

Minipale compatte cingolate

286

346

21%

Dumper articolati

21

34

62%

6.669

7.551

13%

Sollevatori telescopici

79

95

20%

Rulli

188

210

12%

Vibrofinitrici

98

108

10%

TOT. MACCHINE STRADALI

286

318

11%

7.034

7.964

13%

Miniescavatori

TOT. MACCHINE MOVIMENTO TERRA

TOTALE MACCHINE PER LE COSTRUZIONI

10 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


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NOTIZIE ERA

Cresce il noleggio di attrezzature L’ERA (European Rental Association) ha annunciato la pubblicazione dell’ERA Market Report 2017: il rapporto fornisce informazioni sul settore europeo del noleggio di attrezzature e rappresenta un criterio di riferimento a livello europeo per il settore. L’ERA Market Report 2017 ha rilevato una crescita nel settore del noleggio di attrezzature in tutti i 15 Paesi oggetto dell’indagine di quest’anno. Inoltre, nei 28 Paesi dell’UE e in quelli dell’EFTA il settore del noleggio di attrezzature nel 2016 ha registrato una crescita annuale del 3,1% rispetto al 2015. Si stima che la crescita media del 2017 si attesterà sul 2,5% rispetto al 2016, con una crescita stimata nel 2018 del 2,8% rispetto al 2017, sempre ad un tasso di cambio costante. Il rapporto include anche dati relativi alla penetrazione del PIL, calcolando il fatturato come una quota del PIL. La penetrazione media del PIL per i 15 Paesi oggetto dell’indagine è stata, nel 2016, pari a 1,7‰, notevolmente superiore alla penetrazione media dei restanti

MICHEL PETITJEAN

SEGRETARIO GENERALE DELL’ERA

28 Paesi dell’UE e di quelli dell’EFTA, pari allo 0,6‰. Le statistiche presentate evidenziano una crescita nonostante le difficili condizioni economiche, come le elezioni negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e nei Paesi Bassi, e le continue turbolenze provocate dalla decisione del Regno Unito di uscire dall’UE. Come evidenziato dal rapporto, previsioni più fiduciose riguardo le società di noleggio di attrezzature si riflettono nello sviluppo di programmi di investimento e in una migliore offerta di servizi, mentre il settore del noleggio si

12 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

sta evolvendo verso un modello di fornitura di servizi completi. Inoltre, è emerso che gli investimenti nel noleggio di attrezzature sono aumentati del 2,6% dal 2016 al 2017. Michel Petitjean, segretario generale dell’ERA, osserva: “È sicuramente incoraggiante constatare una crescita nel settore, nonostante il 2017 sia stato un anno ricco di avvenimenti. Abbiamo notato che il settore sta via via sfruttando, sviluppando e portando a maturazione le proprie capacità ottenendo effetti positivi. Al contempo, le imprese di tutta Europa sono sempre più consce dei vantaggi che il noleggio può apportare all’azienda. Tra questi, un utilizzo più efficiente del capitale, l’accesso a un’offerta più ampia di attrezzature, manutenzione e assistenza professionali in conformità alle normative e migliori prestazioni in termini di sostenibilità”. L’ERA Market Report 2017 contiene un’analisi paese per paese di 15 Paesi europei, con dettagli sulle dimensioni del mercato reali (2014-15) e stimate (2016-17) nella valuta locale. Il rapporto include informazioni dettagliate sulle dimensioni del mercato negli anni 2014-2019 e parametri chiave, come gli investimenti e le dimensioni delle flotte. Comprende anche i tassi di penetrazione rispetto ai PIL nazionali, al volume totale delle attività di costruzione e alla popolazione dei diversi paesi. Inoltre, per tutti e 15 i Paesi oggetto d’indagine vengono riportate previsioni di calcolo del fatturato derivante dal noleggio per gli anni 2018 e 2019. È presente anche una stima, espressa in euro, relativa alle dimensioni del mercato totale del noleggio di attrezzature nei 28 Paesi dell’UE e nei Paesi dell’EFTA per il 2016.


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NOTIZIE BKT

Viva Las Vegas! Presenza importante quella di BKT al SEMA Show, dal 31 ottobre al 3 novembre scorsi. Qui, il costruttore di pneumatici ha messo in mostra le sue proposte adatte a molteplici applicazioni, tra cui una selezione di pneumatici per veicoli ATV, industriali e OTR. BKT ha presentato in anteprima mondiale il nuovo AT 171 e ha offerto al pubblico l’opportunità di concedersi la speciale Monster Jam Experience Powered by BKT. Allo stand i riflettori erano puntati sull’AT 171, la new-entry destinata ad applicazioni su

strada e fuoristrada con mezzi ATV, uno pneumatico in grado di assicurare massima trazione anche su superfici bagnate o fangose grazie al particolare disegno del battistrada direzionale ed extraprofondo. L’AT 171 era esposto in fiera nella misura 9.5-18. Oltre ad altre soluzioni destinate al settore dell’agricoltura, c’erano poi diversi pneumatici specifici per l’ambito industriale/agro-industriale con Multimax MP 522, un multiuso adatto a tutte le operazioni di scavo e carico nella versione 400/80 R 24, il Multimax MP 527, sviluppato

specificamente per sollevatori telescopici ed esposto al pubblico nella misura 440/80 R 28 e, infine, Giant Trax, presentato nella misura 10-16.5 e progettato per minipale che operano su superfici ruvide. Rappresentante della gamma OTR è stato l’Earthmax SR 45 Plus, progettato per dumper rigidi che ha attirato l’attenzione per le sue dimensioni: impossibile non notarlo nella misura 27.00 R 49. A fianco di questo pneumatico c’era l’Earthmax SR 35, sviluppato appositamente per dumper articolati e presente allo stand nella misura 750/65 R 25. Ma non finisce qui: nell’area Monster Jam Experience Powered by BKT l’azienda ha dato al pubblico l’opportunità di concedersi un’esperienza unica e di sedersi al posto di guida del Monster Truck Grave Digger. A stupire i visitatori anche il Monster Jam Truck BKT.

MP FILTRI

Il contatore di particelle LPA3 La vita e l’affidabilità dei sistemi idraulici sono influenzati dalla presenza di particelle contaminanti. Fornire una verifica immediata del sistema idraulico evita costosi guasti dei componenti e tempi di fermi macchine non previsti. Il contatore di particelle LPA3 proposto da MP Filtri, come il suo predecessore LPA2, misura e mostra automaticamente le particelle contaminate, il livello di umidità, la pressione del sistema e la temperatura. L’attrezatura offre varie funzioni avanzate: è programmabile; evidenzia volumi di campionamento più grandi e variabili (fino a 100 ml), per una precisione ottimale; fornisce analisi di trend in diretta tramite il display a colori ad alta risoluzione da 10” touch-screen; garantisce un aumento della capacità di memoria integrata da 600 a 4.000 test e lo scarico automatico dei risultati del test tramite connessione USB; prevede una stampante termica sostituibile avanzata, una batteria al litio ricaricabile integrata a lunga durata e una custodia in polimero durevole e indistruttibile. Quando si tratta di pulizia fluida e monitoraggio delle condizioni, MP Filtri fornisce le competenze e le soluzioni su misura nel mercato dell’idraulica di oggi in rapida espansione. Come innovatori nel controllo della contaminazione, l’azienda milanese è riconosciuta in tutto il mondo come un punto di riferimento nel settore della filtrazione idraulica, offrendo un servizio “end-to-end” dal design su misura e dalla produzione fino alla distribuzione. Per oltre 50 anni, MP Filtri si è distinta nell’industria idraulica per la filtrazione con una gamma di prodotti che risponde alle esigenze dei costruttori in ogni settore industriale, più vicina alle esigenze dei clienti tramite una rete capillare in tutti e cinque i continenti. Oggi la società ha circa 350 dipendenti con i quali progetta, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di filtri idraulici e una linea completa di componenti per trasmissioni di potenza e accessori per le unità idrauliche. I prodotti high-tech per il controllo della contaminazione dell’olio sono progettati, fabbricati e aggiornati continuamente dal centro di ricerca della divisione CMP (Contamination Monitoring Products) presso la controllata britannica.

14 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


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NOTIZIE CANGINI

Grandi aspettative per il 2018 Per la Cangini (Sarsina – Fc) il 2017 è stato un anno importante: il reparto interno di R&D ha dato grande impulso alla produzione, tra perfezionamento dei prodotti usciti a fine 2016, importanti restyling e nuovi concept integrali che vedranno l’immissione sul mercato già a inizio 2018. Tutte le tre macroaree dell’offerta aziendale –benne, attrezzature e attacchi rapidi – sono infatti passate sotto l’attenta lente dello sviluppo. Non solo. Ci sarà il lancio ufficiale della nuova comunicazione Cangini a 360° il 9 gennaio 2018: nuovo il sito, ripensato completamente per facilitare l’accessibilità delle informazioni, grazie a una grafica che, grazie a passaggi semplici e intuitivi, guida rapidamente il visitatore verso il suo obiettivo di ricerca; nuovo il vasto catalogo prodotti, alla sua 22a edizione e in versione PDF interattivo, così da essere aggiornato in tempo reale e scaricato dal sito; nuovo il funzionale catalogo ricambi per tutti i prodotti che l’azienda propone. Sottolinea il presidente dell’azienda,

Giorgio Cangini: “Il cliente è al centro dei nostri pensieri; l’operatore che entra nel ‘mondo Cangini’ deve trovarsi a proprio agio, deve trovare facilmente risposte alle sue richieste o ricerche e deve sentire di appartenere a un mondo fatto di attrezzature affidabili e di persone pronte a supportarlo”. Molte saranno poi le iniziative che nel prossimo anno vedranno protagonisti gli utilizzatori delle attrezzature Cangini. “L’azienda è presente in 42 paesi del mondo, con una rete di 900 dealer”, aggiunge Antonio Cannaò, direttore Vendite internazionali.

MARANGONI

UN’ALTRA PROVA DI QUALITÀ È stato confermato recentemente l’allineamento con il TÜV della macchina utilizzata nei laboratori R&D di Marangoni per testare la resistenza al rotolamento degli pneumatici. La procedura di allineamento con un ente terzo e indipendente, dimostra che i risultati ottenuti sono certificati ed equiparabili a quelli di un organismo importante e accreditato come il TÜV. Marangoni conferma così il proprio commitment alla qualità, al miglioramento continuo e all’adeguamento rispetto alle regolamentazioni del settore - in vigore o in via di applicazione - come ad esempio il labelling dei pneumatici ricostruiti, la cui regolamentazione è all’ordine del giorno dell’Unione Europea. Oltre a utilizzare questo macchinario internamente per testare nuove mescole e prodotti sempre più performanti, Marangoni si pone quindi come partner affidabile per chiunque abbia la necessità di accertare in modo preciso e certificato la resistenza al rotolamento dei propri pneumatici.

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“Ma non abbiamo la possibilità di entrare quotidianamente in contatto con gli utilizzatori, se non in occasione delle fiere o degli Open House organizzati presso la nostra sede o dai nostri dealer nazionali e internazionali. E questo ci manca. A loro saranno presto dedicati eventi e iniziative, anche grazie alla preziosa collaborazione con dealer fidelizzati e al potenziamento dei canali social, che oggi rappresentano uno degli strumenti più utilizzati al mondo. Sulla pagina Cangini, infatti, i clienti e gli utilizzatori avranno voce in capitolo”. Già da dicembre 2017, infine, a chi andrà a trovare l’azienda nell’Appennino romagnolo basterà una rapida occhiata alla nuova area produttiva per avere immediatamente chiara la percezione degli obiettivi di questa realtà in continuo sviluppo: entra infatti in funzione il nuovo impianto di verniciatura ad acqua ed entrano a pieno ritmo nel ciclo produttivo i nuovi 2.400 m2 di impianti destinati alle attrezzature oleodinamiche.


POTENZA, AFFIDABILITÀ E CONTROLLO NELLA DEMOLIZIONE POWERFUL DEMOLITION TOOLS

La nuova serie di demolitori idraulici HB è stata progettata per rispondere alle esigenze di mercato. Il sistema di controllo interno permette di ottenere maggiori forze d’impatto, rendendo la velocità costante anche ad alte temperature e proteggendo le valvole dagli urti.

I martelli dispongono di un innovativo sistema idraulico integrato che annulla i colpi a vuoto, evitando rotture di utensili, ferma-utensili e pistoni. Si tratta di un sistema particolarmente “intelligente” che riconosce automaticamente la presenza di materiale solido sotto la punta. Inoltre, la carcassa chiusa, unitamente a uno speciale sistema di ammortizzazione, contiene la rumorosità al di sotto dei limiti previsti dalla legge, favorendo le operazioni di scavo nei centri urbani.


NOTIZIE JCB

Tributo alla storia JCB ha aiutato Guy Martin, ex motociclista professionista e oggi noto personaggio televisivo, a realizzare il tributo al ruolo che i carri armati hanno avuto nel cambiare le sorti della Prima Guerra Mondiale. La storia dell’importanza dei carri armati e la sua trasposizione in chiave moderna sono stati raccontati in un documentario prodotto dal broadcast tv inglese Channel Four intitolato “Guy Martin’s WW1 One Tank”, che sarà trasmesso domenica 19 novembre alle 20:00. Il presentatore ha pensato di creare una replica del carro armato inglese Mark IV da 30 t per celebrare la battaglia dove questi mezzi sono stati schierati per la prima volta. Per trasformare la sua visione in realtà in tempo per lo speciale anniversario, Martin si è rivolto agli ingegneri e agli operai di JCB, che hanno subito accettato la sfida. I diversi pezzi che compongono il carro armato d’epoca sono quindi stati realizzati presso lo stabilimento JCB Heavy Products di Uttoxeter, per poi essere assemblati a presso l’unità produttiva dell’Headquarter JCB a Rocester. Il lavoro di squadra ha permesso che il carro armato fosse pronto ed esposto sabato 11 novembre a Cambrai, nella nord della Francia, nella giornata di commemorazione dell’armistizio. È stato in questo luogo, infatti, che 100 anni fa i carri armati Mark IV originali hanno aiutato gli Alleati contribuendo alla rottura del fronte occidentale contro le forze nemiche nella battaglia di Cambrai. A Martin erano stati dati solo cinque mesi per realizzare un’autentica riproduzione del carro armato partendo dagli schizzi; per questo motivo ha chiamato in causa

l’esperienza JCB: con un peso di 30 t, una lunghezza di 8 m e una larghezza di 3 m e con 105 CV di potenza questa macchina raggiungeva una velocità massima di 6 km/h. Martin ha dichiarato: “Quando ho pensato a questa sfida, ho subito compreso che era una richiesta impegnativa e che forse non sarebbe stato possibile realizzarla. È stata un’impresa e JCB è la vera ragione di questo successo: ha costruito la parte principale del carro armato e poi i ragazzi del Museo dei Carri Armati di Norfolk hanno messo insieme la parte del motore e la trasmissione (un motore Rolls Royce a 6 cilindri restaurato, il cambio di un trattore, gli assi di un trattore e i cingoli di un escavatore), ma la tecnologia e il know-how di JCB sono stati fondamentali. Non è stato un lavoro di restauro o di modifica; abbiamo costruita da zero una replica esatta di un carro armato Mark IV Fosters”. Lavorando sulla base di disegni 3D elaborati per un modellino in scala, i dipendenti JCB hanno utilizzato le nuove tecnologie di progettazione e le tecniche di produzione più all’avanguardia per ricreare il

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telaio della macchina storica in otto settimane. L’ingegnere capo Martyn Molsom ha dichiarato: “Il carro armato Mark IV è un esempio della grande produzione britannica e questo è uno dei motivi per cui abbiamo voluto partecipare al progetto. La replica di quell’innovazione in poche settimane era un compito enorme, ma le tecniche e le attrezzature moderne ci hanno reso il lavoro molto più facile rispetto a quello che sarebbe stato in quei tempi. È stato un progetto affascinante in cui essere coinvolto sia dal punto di vista dell’ingegneria che per il grande valore storico di questo carro armato. Siamo felici di aver partecipato alla sua realizzazione; credo che nessun’altra azienda in Gran Bretagna sarebbe stata in grado di consegnare la commessa in tempi così brevi e sono felice che siamo riusciti a farlo così bene”. La replica del carro armato tornerà nel Regno Unito per essere esposto al Museo di Norfolk, dove sarà il pezzo forte di un’esposizione sulla Prima Guerra Mondiale, oltre a essere un omaggio e una celebrazione del coraggio dei militari che hanno perso la vita nel conflitto.


PASSION FOR PROGRESS

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NOTIZIE CASE

Due casi altamente “produttivi” Il nuovo escavatore cingolato Case CX750D - più grande, potente e veloce rispetto ai suoi predecessori, i CX700B e CX800B - è stato progettato e costruito per eseguire cicli di lavoro più rapidi e massimizzare la produttività nelle applicazioni più gravose, in cava, miniera e nel movimento terra pesante. Due clienti Case della regione di Eifel, nella Germania occidentale, sono stati tra i primi a verificare le prestazioni del nuovo CX750D nei loro cantieri. Backes Bau- und Transporte GmbH ha scelto un CX750D in configurazione Mass Excavation per la cava di basalto di Dockweiler. Thomas Backes spiega: “Il materiale è estremamente duro e ci vuole una forza considerevole per romperlo e frantumarlo; per questo motivo, al momento di scegliere un escavatore, guardiamo soprattutto alla potenza idraulica e alla forza di strappo. Sapendo questo, il Case store di Andernach ci ha raccomandato il nuovo CX750D ME con braccio e bilanciere più corti, che consentono forze di strappo superiori”. Il CX750D ME ha effettuato oltre 300 ore di lavoro nella cava di basalto. Backes era già soddisfatto

del suo CX700B che dal 2011, anno del suo acquisto, ha movimentato ben 250.000 t senza mai fermarsi. In base a quest’esperienza positiva e alle prime prestazioni del nuovo CX750D ME, egli nutre grandi aspettative sul nuovo escavatore: “Ci aspettiamo che il CX750D ME fornisca prestazioni stabili e potenti sul lungo periodo, com’è successo con il CX700B. E, come il suo predecessore, ci aspettiamo che questo escavatore da 75 t raggiunga una portata simile a quella di una macchina da 100 t”. L’impresa Bierbrauer und Sohn GmbH di Kretz, in Germania, ha invece acquistato il nuovo CX750D per motivi diversi: oltre a dover lavorare nella cava di Ettringen, sarebbe stato utilizzato anche per il movimento terra, la movimentazione di materiali e per lavori di demolizione. Inoltre, poiché le macchine Case sono molto intuitive e veloci, l’impresa ha considerato anche la possibilità di noleggiare il nuovo mezzo. In altre parole, la caratteristica che l’impresa più cercava nella macchina era la versatilità. Karl-Werner Bierbrauer spiega le ragioni dietro alla sua scelta: “Volevamo utilizzare il nuovo

escavatore per più applicazioni possibili, per questo abbiamo scelto il braccio mono di serie con attacco rapido da utilizzare con le pinze per calcestruzzo e i martelli idraulici e una benna da roccia HD da 2,9 m3 per la cava”. Bierbrauer è un cliente storico di Case, che ha avuto esperienze molto positive con gli escavatori delle Serie C e D. Non a caso, in flotta ha ben 10 escavatori con peso operativo da 28 a 37 t, sette modelli con peso fino a 15 t, oltre a pale gommate e macchine compatte. Per questo motivo, al momento

di dover acquistare un nuovo escavatore cingolato, la scelta non poteva che cadere su Case. Bierbrauer è rimasto impressionato dalla Serie D: “La concezione della Serie D è convincente. Per il nostro lavoro è importante che le macchine acquistate si rivelino un buon investimento. E gli escavatori Case sono affidabili, robusti e potenti. I motori della Serie D sono eccellenti: potenti e al tempo stesso economici. Inoltre, la certificazione Tier 4 sta diventando sempre più importante nella nostra regione, dove ci sono molte riserve naturali e città storiche”. 20 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


ATTUALITA’ Il D.P.R. 120/17

TERRE E ROCCE DA SCAVO:

istruzioni per il riuso Dopo una lunga attesa, lo scorso 22 agosto è entrata in vigore la nuova normativa sulla qualificazione e gestione dei sottoprodotti. Nel corso del convegno organizzato da Assimpredil Ance con l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Monza-Brianza si sono esaminate le nuove procedure da adottare e le problematiche rimaste aperte di Lorenzo Zacchetti

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I

mprese, geologi, professionisti e, ovviamente, associati di Assimpredil Ance: diverse categorie di addetti ai lavori, compresa “OnSite CONSTRUCTION”, hanno preso parte al convegno organizzato dalla sezione di Milano, Lodi e Monza-Brianza in collaborazione con l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Monza-Brianza. Il tema non poteva che riscuotere grande interesse visto che il nuovo regolamento in merito a terre e rocce da scavo è entrato in vigore solo lo scorso 22 agosto, dopo la lunga e inconsueta attesa che ha preceduto la pubblicazione del D.P.R. n.120/2017. Fabiola Molteni, presidente dell’Ordine, ha aperto i lavori ringraziando Assimpredil Ance per la disponibilità dimostrata nel dare vita a sinergie finalizzate a diffondere cultura anche a livello locale. Dopo un decennio di interventi normativi, dalle nuove regole ci si attendeva un passo in avanti sul piano della semplificazione e su questo il parere dei costruttori è de-

FABIOLA MOLTENI

PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI MONZA-BRIANZA, HA APERTO IL DIBATTITO SVOLTOSI PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DEL CAPOLUOGO BRIANZOLO

cisamente positivo. Roberto Caporali, responsabile del Settore ambiente, tecnologia e innovazione, ha sottolineato l’importanza del varo di un vero e proprio Testo Unico sulla materia, pur evidenziando alcune criticità che rappresentano seri motivi di preoccupazione per chi opera nel settore.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 23


ATTUALITA’ Cos’è un sottoprodotto Con il supporto della collaboratrice Alessandra Zanni, Caporali ha analizzato nel dettaglio un D.P.R. composto da 31 articoli e 10 allegati, da leggere in parallelo al testo vero e proprio perché disciplinano le questioni tecniche. Con la sua entrata in vigore, il provvedimento ha abrogato il D.M. 161/2012, nonché il comma 2-bis dell’art. 184-bis del D.Lgs 152/2006 e gli articoli 41 comma 2 e 41bis della legge 98/2013. Una prima necessaria specifica riguarda il fatto che, a parte il suddetto comma 2-bis, l’art. 184-bis del D.Lgs 152/2006 è ancora in vigore e ciò è importante perché dà la definizione di cosa possa essere considerato “sottoprodotto” e non rifiuto, come invece previsto dall’art.185 del Codice dell’Ambiente. Questo è il punto centrale di una norma che mira a favorire il riuso di terre e rocce da scavo, qualora sussista l’interesse dell’impresa nel farlo e a condizione che la sostanza soddisfi alcune precise condizioni. La sostanza in questione deve essere prodotta da un processo di cui co-

ROBERTO CAPORALI

RESPONSABILE DEL SETTORE AMBIENTE, TECNOLOGIA E INNOVAZIONE DI ASSIMPREDIL ANCE DI MILANO, LODI E MONZA-BRIANZA, HA ANALIZZATO I DETTAGLI DI UNA LEGGE COMPOSTA DA 31 ARTICOLI E 10 ALLEGATI

stituisce parte integrante, ma del quale la sua produzione non è lo scopo primario. Inoltre, deve essere certo che verrà riutilizzata nello stesso processo o in uno successivo. Il riuso può avvenire senza alcun trattamento diverso dalla normale pratica industriale, ma solo se la sostan-

LA RIFORMA IN PILLOLE Il testo completo del D.P.R. n.120/2017 è disponibile sul nostro portale www.onsitenews.it. Le principali novità riguardano: • la gestione delle terre e rocce da scavo, che avviene mediante autocertificazioni e non più per mezzo di autorizzazioni preventive; • le procedure semplificate, che si differenziano a seconda della dimensione del cantiere (per i grandi cantieri, con volumi di scavo superiori a 6.000 m³ sottoposti a VIA, il proponente trasmette il piano di utilizzo all’ARPA 90 giorni prima dell’inizio dei lavori); • la richiesta di integrazioni alla documentazione ricevuta, che può avvenire entro trenta giorni dalla presentazione del piano di utilizzo (dopo il termine la documentazione si intende completata); • il fatto che per i cantieri di piccole dimensioni i requisiti di ammissibilità per l’utilizzo delle terre e rocce da scavo devono essere attestati dal produttore con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attraverso la trasmissione 15 giorni prima dell’inizio dei lavori di scavo al comune del luogo di produzione e all’ARPA indicando le quantità di terre e rocce da scavo previste come sottoprodotti, oltre all’eventuale sito di deposito, al sito di destinazione, gli estremi delle autorizzazioni per la realizzazione delle opere e i tempi previsti per l’utilizzo, entro un anno dalla data di produzione delle terre e rocce da scavo.

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za “soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana”. Caporali ha evidenziato come questo criterio rimandi a norme tecniche delle costruzioni che implicano l’uso di prodotti mirati per ogni fase cantieristica: le terre per essere riutilizzate non devono “solo” essere pulite, ma anche avere delle particolari caratteristiche prestazionali. Il D.P.R. 120 non si occupa dei rifiuti provenienti dalle demolizioni di edifici e manufatti (cosa che invece ha tratto in inganno diverse imprese), ma solo di terre da scavo. Tuttavia in alcune zone, come ad esempio nell’area di Milano, suolo e sottosuolo sono fondamentalmente costituiti da un mix di terra e calcinacci, per via dei gravi bombardamenti occorsi durante la Seconda Guerra mondiale e delle successive sedimentazioni. Secondo Caporali, quando il legislatore afferma che le terre “possono contenere” PVC, bentonite e altre sostanze compie


Gli ambiti di applicazione Le definizioni iniziali, che potrebbero apparire superflue, servono invece a fare chiarezza sulla materia, che è complessa, e sulle relative autorizzazioni comunali: l’art. 2 c. a chiarisce ad esempio che chi è autorizzato a costruire può fare scavi senza ulteriori permessi. Vengono distinti tre ambiti di applicazione, ovvero: cantieri di piccole dimensioni (non superiori a 6.000 m³), di grandi dimensioni (superiori a 6.000 m³ e soggetti e

qual è l’utilità di aver introdotto anche un nuovo documento per il trasporto dei sottoprodotti?”. La confusione in merito rappresenta un problema per diversi operatori del settore, come si capisce dall’esame dei documenti previsti agli allegati numero 6 sulla Dichiarazione di utilizzo, 7 sul Documento di Trasporto e 8 sulla DAU (vedi box sulla burocrazia).

ALESSANDRA ZANNI

DEL SETTORE AMBIENTE, TECNOLOGIA E INNOVAZIONE DI ASSIMPREDIL ANCE DI MILANO, LODI E MONZABRIANZA, È A DISPOSIZIONE DEGLI ASSOCIATI PER CHIARIMENTI IN MERITO ALL’APPLICAZIONE PRATICA DI QUESTA IMPORTANTE MA COMPLESSA NORMATIVA

VIA/AIA) e cantieri di grandi dimensioni, ma non soggetti a VIA/AIA. In base alle statistiche Assimpredil Ance relative agli ultimi vent’anni, la categoria dei piccoli cantieri è nettamente quella più incidente nella pratica quotidiana.

“

Attenzione ai documenti! La corretta compilazione dei moduli previsti dalla normativa rappresenta un punto fondamentale per gli operatori del settore, progettisti e direttori dei lavori compresi, anche perché il richiamo esplicito al D.R.P. 445/2000 comporta che in caso di dichiarazione false e mendaci si incorra in sanzioni penali. Inoltre, se vengono meno le circostanze che portano a identificare un sottoprodotto, la sostanza in questione torna a essere considerata un rifiuto, con tutti gli oneri che ciò comporta, ivi compreso il rischio di incorrere in sanzioni anche per reati ambientali. L’art. 21 disciplina la

SE VENGONO MENO LE CIRCOSTANZE CHE PORTANO A IDENTIFICARE UN SOTTOPRODOTTO, LA SOSTANZA IN QUESTIONE TORNA A ESSERE CONSIDERATA RIFIUTO, CON TUTTI GLI ONERI CHE CIÒ COMPORTA, IVI COMPRESO IL RISCHIO DI INCORRERE IN SANZIONI ANCHE PER REATI AMBIENTALI

La gestione delle terre da scavo come sottoprodotti è disciplinata dagli articoli che vanno dal 4 al 22, con disposizioni comuni per le tre tipologie (ovvero i succitati requisiti). Si disciplina anche il trasporto, mediante l’introduzione un nuovo documento. Questo, secondo Caporali, rappresenta il primo problema di una norma nata per semplificare le procedure: “Se per i prodotti già esiste un documento obbligatorio e dal valore fiscale quale il DDT (Documento di Trasporto) e per i rifiuti c’è il FIR (Formulario Identificativo dei Rifiuti),

“

una responsabile presa d’atto della conformazione stratografica del nostro suolo, con i materiali di riporto: “Non finge di non saperlo, ma pone dei paletti di qualità che si riferiscono a limiti di inquinanti identificati precisamente (colonne A e B della Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V, della Parte IV del Dlgs 152/2006 per la specifica destinazione d’uso). Inoltre, si indicano anche le metodologie corrette per misurare la conformità a queste soglie (caratterizzazione): se non si supera la soglia del 20%, il materiale viene parificato al suolo”.

dichiarazione di utilizzo, da presentare entro un anno dalla produzione di terre e rocce da scavo. Trattandosi di un’autocertificazione, che deve precedere l’inizio dei lavori di almeno 15 giorni, non ci si devono attendere risposte o conferme rispetto ai documenti inviati. Per quanto riguarda le successive fasi, per il trasporto bisogna produrre il Documento di Trasporto e infine la Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo (DAU). L’art. 15 c. 2 definisce quattro casi di “modifiche sostanziali” e va prestata attenzione all’uso dell’espressione “in ban-

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ATTUALITA’ co”, che non è casuale: essa si riferisce al progetto, altrimenti sarebbe stata usata la frase “in soffice”. Ciò però genera un problema: quando si scava, il materiale aumenta in volume e questo può creare discostamenti rispetto al progetto iniziale. Ogni caso di modifica in corso d’opera comporta non solo la necessità di produrre idonea documentazione per richiedere l’approvazione da parte dell’ente competente, ma anche quella di aggiornare la propria dichiarazione. Dubbi e responsabilità La massima cautela è necessaria anche per una svolta molto importante che caratterizza questa legge: la definizione giuridica di “produttore di rifiuti” viene estesa al “soggetto al quale sia giuridicamente riferibile la produzione di rifiuti”. Ciò significa che la responsabilità è in capo anche al committente, che invece finora ne era escluso. Caporali ha criticato questa scelta, anche riferendosi alla Corte di Cassazione Sezione III Penale – Sentenza 10/2/2015 num. 5916, sostenendo che tale estensione avrebbe dovuto riguardare solo gli ambiti di subappalto. Un’ulteriore criticità è rappresentata dall’articolo 6, che disciplina il trasporto. Esaminando il relativo modulo (il già citato allegato 7), si nota come la sezione D sia la più insidiosa. Assimpredil Ance ha chiesto dei chiarimenti sui diversi aspetti poco chiari: la quantità trasportata va indicata “al soffice”? Bisogna suddividere il totale per il numero dei viaggi? Esso si intende per tutta l’opera o per ciascuna giornata? Com’è possibile indicare precisamente l’ora di carico e di arrivo di ciascun viaggio, che può essere condizionato da molte variabili? Su tutte queste questioni sussistono varie interpretazioni, anche da parte delle varie ARPA locali e, siccome questo documento va prodotto in triplice copia, se si conferma la necessità di realizzarne uno per ogni singolo trasporto esso diventa un onere rilevante. Il ricorso ai professionisti Il piano di utilizzo, disciplinato dall’articolo 9, è ancora più impegnativo della dichiarazione, in quanto richiede necessariamente l’intervento di un professionista che esegua le cartografie e gli altri adempimenti previsti.

LE INSIDIE DELLA BUROCRAZIA Pur elogiando la nuova legge nel suo complesso, il convegno ha messo in luce anche alcuni aspetti critici riguardanti gli adempimenti richiesti agli addetti ai lavori. In particolare, va chiarito come l’art. 2 della normativa distingua i soggetti coinvolti in proponente, esecutore e produttore. Quest’ultimo è la ditta specializzata che produce le terre e rocce da scavo, spesso mediante escavatore. Siccome c’è un esplicito richiamo al D.P.R. 445/2000, con le conseguenti sanzioni penali, l’associazione consiglia vivamente di attendere i risultati del laboratorio: “portarsi avanti” prima di avere il responso analisi comporta invece degli evidenti rischi. Inoltre, sebbene non sia previsto dalla legge, Assimpredil Ance suggerisce di allegare le analisi stesse alla documentazione. Un’altra “sbavatura”, nella DAU, riguarda il punto in cui si parla di “destinazione urbanistica”: il testo fa riferimento al PRGC, ma in Lombardia c’è il PGT. La sezione C può anche rimanere vuota, perché il deposito intermedio non è obbligatorio. Il periodo di deposito massimo è di un anno, salvo giustificati motivi, come ad esempio un grosso lavoro che richiede tempi superiori. La sezione D, che riguarda il sito di destino, prevede due opzioni: la prima è quella tipica del cantiere, mentre la seconda, con la definizione “avviati a un ciclo produttivo”, fa riferimento all’ipotesi che il materiale venga destinato, ad esempio, a un’azienda che produce calcestruzzo o, nel caso della terra argillosa, a una fornace che ne ricava mattoni. Se il soggetto che produce i sottoprodotti coincide con quello che li riutilizza, non è poi così difficile avere le informazioni necessarie per riempire correttamente il modulo. Tuttavia, visto che (giustamente) viene prevista l’ipotesi di conferimento a un soggetto terzo per un differente ciclo produttivo, si pone un problema: come si fa a sapere con precisione quando è iniziata e quando è finita l’attività di riutilizzo presso un terzo? Su questo, la soluzione proposta da Assimpredil Ance nell’ambito delle proprie funzioni di indirizzo è la stipula di un contratto formale tra chi esegue lo scavo (produttore) e la ditta che riceve e riutilizza il materiale, nel quale si preveda l’obbligo che quest’ultimo invii una formale comunicazione “a conclusione dell’utilizzo” con tutti i dati previsti dall’allegato 8, al fine di consentire al produttore di ottemperare all’invio della DAU. Il documento solo di trasporto, infatti, non tutela a sufficienza nei confronti della Legge 231 sui reati ambientali. Caporali ha specificato come diversi associati abbiano avuto verbali su questo argomento da parte di Arpa, Provincia e Città Metropolitana, che hanno il compito istituzionale di vigilare, per cui la necessità di essere prudenti e scrupolosi non è eludibile. La questione del riuso “certo” entro i tempi stabiliti per qualificare un sottoprodotto (art. 184-bis c.1) deriva dalle normative europee, ma la sua declinazione rischia di creare seri problemi alle imprese coinvolte, se non si sta molto attenti agli adempimenti necessari.

L’art. 24 riguarda l’utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo. Il punto fondamentale è la caratterizzazione chimico-fisica, per escludere che si tratti di materiale inquinato. L’allegato 4 disciplina la caratterizzazione definendo il set analitico minimo, e, come linea di indirizzo, Assimpredil Ance invita a seguire queste stesse procedure anche per la dichiarazione di utilizzo (art. 21). Questo perché, pure in assenza di un esplicito richiamo, c’è un riferimento per deduzione nell’art. 4 c. 3, nonché nelle disposizioni comuni, che si applicano a

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tutti e tre gli ambiti. L’associazione inoltre ribadisce che il set minimo va necessariamente modificato ed esteso, in considerazione alle attività pregresse del sito. Vista la recente entrata in vigore di questa normativa, la disciplina transitoria comporta che tutti i piani e i progetti di utilizzo già approvati prima del 22 agosto restino disciplinati dalla relativa normativa previgente, che si applica anche a tutte le modifiche e agli aggiornamenti dei suddetti piani e progetti intervenuti successivamente all’entrata in vigore del nuovo D.P.R. ■


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LC-5:

sviluppo concettuale In occasione dei recenti – e ormai tradizionali – “Quarry Days” organizzati a Dobris abbiamo avuto modo di testare direttamente in cava alcuni dei pesi massimi del costruttore coreano. Tra questi, l’escavatore cingolato DX380LC-5, esempio di efficienza operativa di Ettore Zanatta

I

l nostro appuntamento in quel di Dobris – principale sede produttiva di Doosan e di tutte le strutture adibite alle attività di ricerca e sviluppo, formazione e logistica – rappresenta ormai una tradizione annuale. Anche quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di recarci nella Repubblica Ceca per testare “sul campo”, in una cava solitamente utilizzata dal costruttore coreano per questi eventi, alcuni dei modelli più rappresentativi della sua gamma. In quest’articolo parliamo dell’escavatore cingolato DX380LC-5, uno dei “pesanti” di casa Doosan, rappresentante autorevole di tutti i miglioramenti apportati dal costruttore alle sue macchine di nuova generazione in termini di comfort, con-

trollabilità, produttività ed efficienza operativa ed economica. Mezzi che, rispetto alla generazione precedente LC-3, spiccano per un look rivisitato, più moderno e che riflette gli elementi caratteristici di potenza, robustezza e agilità. Le migliorie in sintesi Tra le migliorie introdotte in quest’escavatore si mette in evidenza il moderno sistema di monitoraggio a distanza, che consente ai clienti di monitorare macchine e attrezzature ottenendo informazioni utili per ridurne le spese e migliorarne l’efficienza. Altro elemento basilare è rappresentato dalle ulteriori riduzioni di consumo di carburante ottenute con l’introduzione del motore Scania Stage IV: presente sui modelli dal DX300LC-5

in su, utilizza i sistemi EGR/SCR ma non necessita di DPF. Già eccellente per ergonomia e spaziosità, la cabina è stata ulteriormente elaborata, con nuove funzionalità che facilitano l’aggancio degli accessori e consentono il monitoraggio in tempo reale dei consumi direttamente dal pannello di controllo. Altre modifiche apportate nella progettazione di questa macchina coinvolgono poi il comfort e la controllabilità (potenza e prestazioni più elevate, miglioramenti a joystick e pedali a due vie, pedale per avanzamento rettilineo, avviamento a freddo migliorato grazie alla nuova batteria, sistema CoreTMS installato di serie), l’efficienza dei consumi, migliorata del 4%-13% (da citare i sistemi Smart Power Control ed ECO Power, nonché l’arresto automatico

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MACCHINE e i nuovi menù per la gestione del consumo di carburante), e i componenti (boccole del gruppo di lavoro di tipo “Enhanced Macrosurface”, nuovo materiale antisdrucciolo, nuovo maniglione per lo sportello anteriore ed elementi principali intercambiabili con le macchine LC-3). Strutturalmente parlando, poi, si notano immediatamente alcune modifiche rappresentative concernenti il contrapL’ESCAVATORE CINGOLATO DX380LC-5 PRESENTA PUNTI DI ARTICOLAZIONE IN ACCIAIO FORGIATO ED ELEMENTI PRESSOFUSI RINFORZATI, NONCHÉ BRACCIO E BILANCIERE PER IMPIEGHI GRAVOSI IRROBUSTITI

LA SCHEDA TECNICA DX380LC-5 Motore std.:

Scania DC09

Potenza netta (a 1.800 giri/min, SAE J1995):

kW

237

Coppia max. (a 1.300 giri/min):

Nm

1.324

Lunghezza braccio monoblocco:

mm

6.500

Lunghezze bilanciere disponibili:

mm

2.660-3.200-3.950

Capacità benna max.:

m3

2,01

Raggio di rotazione posteriore:

mm

3.500

t

25,9/23,3

Sbraccio di scavo max.:

mm

11.930

Sbraccio max al suolo:

mm

11.730

Profondità di scavo max.:

mm

7.710

Altezza max. di carico/scavo:

mm

3.385/10.890

Peso operativo max.:

kg

40.200

Forze di scavo max. (benna/bilanciere):

LA NUOVA GENERAZIONE DI MOTORE SCANIA CONSUMA FINO AL 10% DI CARBURANTE IN MENO. IL NUOVO SISTEMA SPC (SMART POWER CONTROL), ASSOCIATO ALLA FUNZIONE PROGRAMMABILE DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO DEL MOTORE, RIDUCE I CONSUMI DI UN ULTERIORE 5%

peso, la cabina (interno ed esterno), i cilindri di braccio e bilanciere, il cofano, lo sportello laterale, le barre di sicurezza, le protezioni per batteria e serbatoio AdBlue e il tappo di rabbocco, così come la nuova grafica per il nome del modello e la nuova colorazione grigio scura degli elementi inferiori della macchina. Comfort e controllabilità Abbiamo citato le linee ausiliarie con controllo via joystick o pedali e il pedale a due vie: è, questo, un aspetto molto importante e interessante ed è una caratteristica che accomuna le macchine Doosan LC-5. A beneficiarne è il comfort dell’operatore, poiché l’utilizzo di accessori come cesoie o martello tramite il joystick può diventare scomodo con il susseguirsi delle ore di lavoro o a causa di movimenti ripetuti. Questa funzionalità si rivela utile anche quand’è richiesta precisione, poiché offre il pie-

30 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


no controllo sull’escavatore mediante il joystick, mentre il pedale a due vie viene impiegato per gli accessori (il comando può essere esercitato mediante pedale o joystick, non entrambi); la scelta della modalità di comando avviene mediante il menù del pannello di controllo. Per una maggiore comodità, le rotelle per rotazione e cesoia sono ora orientate con movimento sinistra/destra (sulle macchine Stage IIIB era alto/basso). La lunghezza del punto di articolazione del joystick è ridotto da 100 a 80 mm e il campo di rotazione da 21,5°/19° a 19° (avanti/dietro)/17° (sinistra/ destra). Il pedale supplementare per l’avanzamento rettilineo è ora a sinistra di quelli di traslazione principali. Sono stati altresì introdotti un nuovo indicatore per l’AdBlue, una nuova barra di menù rapido e nuove schermate. La telecamera laterale (optional) e il pannello di controllo consentono la visualizzazione combinata delle visuali posteriore e laterale. Innovazione ECO Power Altro elemento citato di particolare rilevanza è l’impianto idraulico ECO Power, che consiste in un distributore a centro chiuso e in una pompa con controllo a pressione. Il sistema è gestito dal controller EPOS: esso riceve i segnali inviati dai sensori di pressione di joystick e pedali e i valori della portata del distributore inviati dai sensori dell’angolo d’oscillazione, elabora i comandi inviati alla macchina dall’operatore e ne comunica i risultati alla valvola di riduzione della

L’ACCESSO È AGEVOLE A TUTTI I VANI. RADIATORE E SCAMBIATORE DELL’OLIO SONO SEPARATI, PER OTTIMIZZARNE LE PRESTAZIONI E SEMPLIFICARNE L’ACCESSO. I PARAMETRI DI MANUTENZIONE SONO CONSULTABILI DIRETTAMENTE DAL PANNELLO DI CONTROLLO

LA CABINA È TRA LE PIÙ SPAZIOSE SUL MERCATO ED È STATA OTTIMIZZATA IN TERMINI DI RUMOROSITÀ E VISIBILITÀ. QUI È PRESENTE, TRA LE ALTRE COSE, L’ESCLUSIVA MANOPOLA JOG/SHUTTLE. LA CONTROLLABILITÀ DELL’ESCAVATORE È GARANTITA ANCHE DA QUATTRO MODALITÀ OPERATIVE E ALTRETTANTE DI POTENZA, DAI COMANDI PROPORZIONALI E DAL MONITOR A COLORI LCD TFT DA 7”

pressione elettroproporzionale EPPRV, in modo da azionare le pompe e generare la portata richiesta. Questo nuovo controllo elettronico, combinato con il distributore a centro chiuso, utilizza la potenza motrice in modo più efficace,

IL SOTTOCARRO PRESENTA RULLI SUPERIORI IN ACCIAIO FORGIATO, LUBRIFICATI A OLIO, RUOTE MOTRICI TRATTATE TERMICAMENTE E CATENE A LUNGA DURATA. I PATTINI DISPONIBILI VANNO DA 600 MM (STANDARD) A 900 MM

massimizzando l’uso della pompa e riducendo la perdita di portata e pressione, assicurando prestazioni più elevate nei movimenti combinati, oltre che maggiore comfort, fluidità e precisione. Dotazioni di serie Diverse le dotazioni di serie dell’escavatore DX380LC-5: sottocarro standard da 3.350 mm; braccio da 6,5 m; bilanciere da 3,2 m; pattini a tripla costolatura da 600 mm; valvole di sicurezza per braccio e bilanciere; contrappeso da 7,4 t; telecamera posteriore; specchietto laterale; pompa rifornimento carburante e pompa a doppia portata; cabina antiribaltamento ROPS (ISO 12117-2); pacchetto cabina; sedile con sospensione pneumatica completamente regolabile e riscaldato; allarme di sovraccarico; pacchetto luci; tergicristalli superiore e inferiore; struttura di protezione anticaduta oggetti FOGS; i citati pedale a due vie e sistema TMS. ■

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 31


MACCHINE Volvo Construction Equipment

L

a Cava Calcestruzzi Danese di Verona ha accolto l’evento “Volvo on Tour”, con due giornate che hanno visto come protagonisti show e prove pratiche di 15 macchine movimento terra e cinque Trucks della casa svedese. Qui è stato possibile toccare con mano le novità più recenti proposte dal costruttore dedicate ai progetti di sviluppo urbano e di sostenibilità delle “città del futuro”. Tra queste, l’escava-

tore gommato EWR170E e l’escavatore compatto EC27D. Il primo, in particolare, a corto raggio di rotazione, era al suo debutto assoluto in Italia: la versatilità è il suo must principale, con un braccio triplice azionato da un nuovo sistema di guida con joystick che garantisce migliore manovrabilità e sensibilità e che permette di controllare anche la lama posteriore, mentre la torretta ribassata e il motore posto nella parte poste-

32 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

riore del mezzo offrono una visuale senza ostacoli. Protagonisti di questa due giorni sono stati dunque gli escavatori cingolati e gommati, quelli compatti e di medie dimensioni, ma non sono mancate altre macchine dell’ampia gamma Volvo, come le pale gommate. Divertente anche il format scelto per l’evento, con diverse “stazioni” tematiche dedicate a varie tipologie di macchine.


INNOVAZIONI “in tour”

Il 27 e 28 ottobre si è svolta a Verona la tappa italiana del Tour europeo dell’azienda svedese, partito dalla Svizzera e con appuntamenti in sette diversi Paesi. È stata l’occasione per testare vari modelli dell’ampia gamma del costruttore svedese, tra cui anche alcune novità di Lorenzo Zacchetti

posteriore passa da verticale a orizzontale, per coerenza con l’immagine degli escavatori GPPE) e caratteristiche tecniche comuni a tutta la serie. Tra queste, l’accessibilità, un must Volvo finalizzato a facilitare le operazioni di manutenzione: tutti i componenti sono a vista e, in più, è presente un filtro dell’olio idraulico appositamente brevettato da Volvo.

Gommati “urbani” Sia l’EWR150E che l’EWR170E – pensati per l’ambito urbano e per garantire un elevato grado di visibilità e sicurezza – montano un motore D4J Stage IV. In questi gommati, specificatamente per il mercato italiano, Volvo CE ha aggiunto come dotazione di serie due cassette portattrezzi, una per lato. La versione provata a Verona era dotata di braccio triplice, ma sull’EWR150E è possibile montare anche un braccio monolitico; sull’EWR170E si può invece montare solo il primo, anche nell’opzione “deportè”. LA CAVA CALCESTRUZZI DANESE DI VERONA HA ACCOLTO L’EVENTO “VOLVO ON TOUR”, CON DUE GIORNATE CHE HANNO VISTO COME PROTAGONISTI SHOW E PROVE PRATICHE DI UN’AMPIA GAMMA DI MACCHINE MOVIMENTO TERRA DEL COSTRUTTORE SVEDESE

Piccole, ma performanti Le macchine compatte rappresentano la soluzione prediletta da chi si trova a operare in contesti caratterizzati da spazi angusti, come i cantieri urbani. In questo comparto spicca l’ECR25D, che sostituisce lo “storico” ECR25. La lettera “D” contraddistingue la nuova serie che annovera anche l’EC27D, successore dell’EC27C, mantenendo valori già noti e consolidati ma introducendo un restyling estetico (il brand Volvo sul novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 33


MACCHINE

TRA I PROTAGONISTI DELL’EVENTO, GLI ESCAVATORI COMPATTI EC27D, SUCCESSORE DELL’EC27C, EC ECR50D, IDEALI PER OPERARE IN AMBIENTI RISTRETTI E FRUTTO DI UN MIGLIORAMENTO TECNOLOGICO IN TERMINI DI CONSUMI, INQUINAMENTO E RUMOROSITÀ

Sempre per il mercato italiano sono previste le opzioni “X1” (pinza e martello standard), “X3” (rotazione standard) e con attacco rapido. Va inoltre segnalata l’opzione “Smartview 360°”, con tre telecamere che consentono di controllare l’area di lavoro dal monitor a bordo. Per quanto riguarda il raggio di rotazione, l’EWR150E arriva a 1.720 mm, mentre l’EWR170E a 1.790 mm. La lama è radiale, non parallela, e viene manovrata dal nuovo joystick L8 in dotazione (novità per Volvo).

Nell’allestimento di queste macchine spicca il Tiltrotator Steelwrist, che viene montato sugli escavatori da 3 a 35 t perchè permette di attaccare, ruotare a 360° e in modo angolare (+/-45°) qualsiasi attrezzatura per aumentare la flessibilità e la precisione dell’escavatore. Le macchine a corto raggio In questa “stazione” erano presenti gli escavatori ECR50D, l’ECR88D e l’ECR145E, ideali per ambienti ristretti sia per la loro conformazione che per le

FOCUS SUL MERCATO ITALIANO Volvo ha dedicato una “stazione” an-

di Stabilità, arrivando a detrarre fino

che a quattro macchine significative

al 250% dell’investimento. La pala

per il mercato nostrano, come l’esca-

gommata L120H è un altro best sel-

vatore EC220E, numero uno in termi-

ler in Italia, ed è una soluzione molto

ni di quote di mercato in Italia. A tal

apprezzata nell’industria, ma si adat-

proposito, Volvo ha sottolineato co-

ta anche ad altri ambiti d’utilizzo, tra

me esse stiano crescendo in modo

cui quello estrattivo. Presente all’e-

significativo, a riprova della qualità

vento anche la pala gommata com-

intrinseca del prodotto. L’escavatore

patta L35GS, macchina che spicca per

EC160E, equipaggiato con il sistema

un’ampia dotazione di serie e per una

di controllo scavo Trimble Earthworks,

cabina che si avvicina ai livelli delle

la soluzione tecnologica che consen-

versioni superiori - presenta un tela-

te agli escavatori di lavorare in mo-

io articolato la cui oscillazione arriva

dalità semiautomatica permettendo

a 15°, a garanzia di elevate tenute e

ad ogni operatore di scavare rispet-

trazioni anche in condizioni difficili.

tando le specifiche di progetto, e ri-

L’assale “a portale” non simmetrico

entrante nelle tipologie di mezzi per

rispetto al punto di congiunzione dei

le quali il cliente può richiedere l’ipe-

due mozzi garantisce una luce da ter-

rammortamento previsto dalla Legge

ra di 56 cm.

34 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


IL FILTRO DI RIEMPIMENTO DELL’OLIO IDRAULICO È UN BREVETTO SPECIFICO VOLVO PENSATO PER ELEVARE ULTERIORMENTE LA QUALITÀ PRESTAZIONALE E LA VITA DELLE SUE MACCHINE

migliorie apportate in termini di consumo, inquinamento e rumorosità. La funzione “ECO” di serie, ad esempio, permette di lavorare a giri più bassi senza compromettere potenza e performance del motore. L’ECR50D e l’ECR145E erano equipaggiati con il Tiltrotator Steelwrist, che in Svezia è presente sul

98% delle macchine e che per i tecnici Volvo “non dev’essere considerato un costo, ma un investimento; chi lo utilizza necessita sia di un numero inferiore di mezzi e operatori, sia di meno tempo per completare gli interventi”. Nella realizzazione dell’ECR50D è stata riservata molta attenzione alla ma-

nutenzione e all’accessibilità ai punti di servizio (i vari filtri e componenti, ad esempio, sono concentrati e affiancati). Inoltre, alternatore e motore di avviamento, che possono richiedere manutenzioni straordinarie, sono sullo stesso lato, così come i radiatori. Nella parte posteriore è presente il comparto idraulico, a partire dalla pompa principale, nonché il citato filtro brevettato. Stesso layout caratterizza l’ECR88D che, in più, presenta una condensazione ulteriore del vano motore (è presente un filtro antiparticolato in quanto le dimensioni superiori di questo mezzo necessitano di DPF per il trattamento dei gas di scarico e per abbattere il livello di emissioni in atmosfera). In cabina, l’operatore può gestire la modalità “Ecomode” (a tutela dell’ambiente) o impostare vari range di giri motore in base alle necessità. La necessità di raggruppare i punti d’accesso ha caratterizzato anche la progettazione dell’ECR145E. In cabina l’operatore può usufruire di un display con il quale interfacciarsi per le funzioni idrauliche e una gestione mirata delle funzionalità, sempre personalizzabili. ■

TRA LE MACCHINE PRESENTI AL “VOLVO ON TOUR”, ANCHE GLI ESCAVATORI GOMMATI, BEN RAPPRESENTATI DALLE VERSIONI EWR150E ED EWR170E, DOTATI DI MOTORI D4J STAGE IV novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 35


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MACCHINE JCB

Generazione DI FENOMENI I Il costruttore britannico ha recentemente organizzato un evento denominato “Quarry Day” durante il quale ha presentato ufficialmente a concessionari e clienti la “New Generation” di miniescavatori da 1-2 t, costituita dai modelli convenzionali 16C-1 e 19C-1 e dal girosagoma 18Z-1 di Ettore Zanatta

38 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

l luogo? La Kevin Quarry, il consueto e suggestivo “teatro” inglese in cui JCB è uso presentare le sue ultime innovazioni, facendole testare “sul campo”. Il motivo? Importante: il lancio della “New Generation” di miniescavatori da 1-2 t che, insieme all’imminente lancio di altri modelli di maggiore tonnellaggio, stanno rinnovando l’offerta del


costruttore britannico nel segmento di mercato che va da 1 a 10 t. L’obiettivo? Perseguire la strategia che intende portare la Casa di Rochester a raddoppiare la produzione nei prossimi tre anni. I protagonisti? I modelli 16C-1 (disponibile a inizio 2018) e 19C-1, en-

trambi convenzionali, e il 18Z-1, il primo girosagoma JCB in questa categoria di peso. Tutte macchine, queste, progettate per soddisfare le specifiche esigenze degli operatori e frutto della continua ricerca della massima qualità, affidabilità, pre-

stazioni, comfort e, allo stesso tempo, della massima riduzione dei consumi e dei costi di gestione. Il futuro nel DNA Diverse le peculiarità che accomunano questi tre nuovi miniescavatori: la carrozzeria completamente in acciaio, per garantire la massima resistenza agli urti e riparabilità; il nuovo design del gruppo di scavo e del sottocarro, progettati per aumentare le prestazioni di scavo e di sollevamento; i dieci punti di ancoraggio integrati, che rendono più agevole il trasporto senza danneggiare i cingoli; gli intervalli di ingrassaggio di 500 ore, che riducono ulteriormente i fermi macchiJCB HA LANCIATO TRE NUOVI MINIESCAVATORI DA 1-2 T, DANDO LA POSSIBILITÀ DI TESTARLI ALL’INTERNO DELLA KEVIN QUARRY, IL SUGGESTIVO “TEATRO” INGLESE IN CUI IL COSTRUTTORE BRITANNICO È USO PRESENTARE LE SUE ULTIME INNOVAZIONI

L’OPINIONE “Il lancio di questa nuova generazione di miniescavatori da 1-2 t rientra in una strategia di mercato molto importante per JCB, volta a conquistare ulteriori quote in questo specifico segmento di peso (in particolare, il modello girosagoma 18Z-1 è di grande interesse per il mercato italiano). In generale, si tratta di mezzi che sono stati oggetto di metodi di progettazione completamente rinnovati e ripensati da zero con l’obiettivo, ad esempio, di abbassarne il baricentro e garantire una stabilità difficilmente riscontrabile in altre macchine sul mercato. Il motore è stato posto in posizione centrale e braccio e avambraccio sono di grosse dimensioni, proprio per esaltare questa caratteristica. Tutto ciò, unitamente a un comfort migliorato, a un livello di vibrazioni particolarmente basso e a consumi ulteriormente ridotti. Per garantire tutto ciò, oltre ai concetti progettuali sono state aggiornate anche le linee di montaggio in fabbrica. Un ulteriore step in questa strategia di mercato prenderà corpo nel 2018, con il lancio dei nuovi modelli da 2,5-3 t che andranno a completare la gamma New Generation e a sostituire quella attuale. In occasione della presentazione di questi nuovi miniescavatori abbiamo colto l’occasione per far visitare lo stabilimento produttivo in cui, oltre agli escavatori compatti (il primo modello, l’801, è stato realizzato nel 1989), si producono i carrelli elevatori a forche fuoristrada e i JCB Teletruk, l’unico carrello industriale al mondo con sbraccio anteriore. In questo sito, inaugurato nel 1995, sono state prodotte oltre 8.500 macchine, il 55% delle quali esportate in più di 50 Paesi del mondo. Il programma di crescita di JCB prevede il raddoppio della produzione nei prossimi tre anni. Un obiettivo ambizioso, che prende forza dal raggiungimento di due recenti traguardi: il conseguimento del premio Queen’s Award per l’esportazione e la produzione del 100.000° escavatore compatto”.

CARLO BIELLA

PRODUCT SPECIALIST DI JCB ITALIA

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE

IL MINIESCAVATORE JCB 16C-1, A ROTAZIONE CONVENZIONALE, SARÀ DISPONIBILE NEL 2018, SI DISTINGUE PER LA SUA COMPATTEZZA ED È DISPONIBILE IN VERSIONE CON CABINA O CANOPY

na; il nuovo contrappeso, che favorisce un facile accesso ai punti di servizio; le cofanature separate, per facilitare i controlli quotidiani. Le tre nuove versioni, dunque, condividono il DNA progettuale della gamma “New Generation”, che ora comprende modelli completamente rinnovati da 1 a 10 t e che associa innovazioni importanti in termini di durata (maggiore), consumi (ridotti), struttura (più resistente) e facilità di manutenzione, a tutto vantaggio della riduzione dei tempi d’inattività e dell’incremento della produttività. Tre campioni d’innovazione In tutti e tre i modelli è stato utilizzato un telaio comune, caratterizzato da superfici lavorate in modo da assicurare una migliore installazione e una più lunga durata dei componenti. La conformazione inclinata del carro, poi, riduce la ritenzione dei materiali, rendendo più semplici le operazioni di pulizia. I nuovi escavatori sono disponibili sia con telaio fisso che con carro ad H nella versione retrattile (con quest’ultimo allestimento la larghezza della macchina può variare da 980 a 1.330 mm); per tutti i modelli i cingoli sono disponibili sia in gomma che in acciaio. Design rinnovato anche per la lama: la nuova geometria offre una maggiore altezza di sollevamento e i due bracci del dozer sono disponibili in versione standard di lunghezza maggiorata (optional).

GIOVANNI PELIZZA, DIRETTORE MARKETING DI JCB ITALIA, ILLUSTRA LE PECULIARITÀ DEL NUOVO MINIESCAVATORE 18Z-1, DISPONIBILE IN VERSIONE CANOPY

La versione con bracci dozer “lunga” conferisce alla macchina maggiore stabilità e la possibilità di incrementare i volumi di lavoro. Relativamente alla sovrastruttura, sono previste due configurazioni diverse: cabina o tettuccio per i due modelli compatti a rotazione convenzionale e solo tettuccio per la versione girosagoma ZTS. In entrambi i casi il layout della struttura è stato migliorato, per garantire un più agevole accesso ai componenti. Ora anche i punti di aggancio si presentano particolarmente robusti e sono stati inseriti nel telaio di tutte e tre le macchine, rendendo così più facile il trasporto e garantendo una maggiore protezione ai cingoli e ad altri elementi spesso erroneamente utilizzati per il fissaggio della macchina in caso di trasporto su veicoli. I tre nuovi miniescavatori utilizzano

40 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

IL 19C-1, A ROTAZIONE CONVENZIONALE E DISPONIBILE CON CABINA O CANOPY. IN VERSIONE “E PROP”, QUESTO MODELLO OFFRE ULTERIORI OPZIONI IN AGGIUNTA ALLA DOTAZIONE STANDARD

un braccio da 1.800 mm, a quattro piastre, di nuova generazione; l’avambraccio è disponibile in tre lunghezze: 950 mm, 1.100 mm (di serie) e 1.344 mm. Il braccio principale è stato progettato per fornire la massima protezione ai cilindri idraulici. Tutte le macchine montano l’attacco rapido JCB e offrono la massima compatibilità di attacco alle attrezzature dei principali sistemi disponibili sul mercato (sul 19C-1 è disponibile un attacco rapido idraulico opzionale di alta qualità). Come per tutti i modelli della gamma di escavatori compatti New Generation di JCB, anche per i tre nuovi miniescavatori gli intervalli di lubrificazione sono stati portati a 500 ore, in modo da ridurre ulteriormente i tempi di inattività della macchina e aumentare allo stesso tempo la durata di perni e boccole.

GIOVANNI PELIZZA MOSTRA LE MIGLIORIE APPORTATE IN TERMINI DI ACCESSO AI COMPONENTI INTERNI E ALLE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE ORDINARIA. IL PANNELLO LATERALE DESTRO PUÒ ESSERE APERTO COMPLETAMENTE PER CONSENTIRE L’ACCESSO AI SERBATOI IDRAULICI E DEL CARBURANTE E AL SISTEMA DI RAFFREDDAMENTO


LA SCHEDA TECNICA 16C-1 Canopy

18Z-1 Cabina

Motore:

Canopy

19C-1 Canopy

Cabina

403D-07

Potenza netta (a 2.550 giri/min):

kW

10,8

Coppia max. (ISO 14396, a 2.000 giri/min):

Nm

45,6

Lunghezza del braccio:

mm

1.800

Sbraccio di scavo:

mm

3.899

4.043

4.247

Sbraccio max al suolo:

mm

3.834

3.981

4.220

Profondità di scavo max. (lama alzata/abbassata):

mm

2.271/2.426

2421/2.576

2.665/2.819

Altezza max. di scavo:

mm

3.556

3.667

3.847

Brandeggio (dx/sx):

°

Peso operativo:

kg

Dentro le macchine I nuovi miniescavatori 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 sono dotati di un propulsore diesel Perkins da 12,2 kW (16,3 HP), già in regola per soddisfare gli attuali e i futuri requisiti in materia di emissioni. Il motore è montato sul retro delle macchine, al fine di garantire una distribuzione ottimale del peso. La facilità di accesso ai componenti interni e alle operazioni di manutenzione ordinaria è stata fin dall’inizio un obiettivo progettuale fondamentale: da questo input nasce il nuovo sistema di contrappeso posteriore, che offre un facile accesso al vano motore e ad altri componenti per i controlli giornalieri, grazie a un sistema speciale di apertura delle cofanature posteriore e laterale. Anche i pannelli in acciaio di queste ultime assicurano la massima protezione ai componenti e, inoltre, possono essere facilmente riparati, se necessario. Il pannello laterale destro, in particolare, può essere aperto per consentire l’accesso ai serbatoi idraulici e del carburante e al sistema di raffreddamento.

55/75 1.830

1.910

Stabilità e visibilità I nuovi miniescavatori lanciati sul mercato da JCB si caratterizzano inoltre per una stabilità incrementata e per una visibilità a 360°. Ma non solo, perché sono stati apportati diversi altri accorgimenti, come la facile sostituzione dei vetri o il sistema (selezionabile) JCB 2Go, che porta all’esclusione dei comandi idraulici. Altre opzioni includono l’isolamento del sedile, la cintura di sicurezza ad alta visibilità e il segnalatore lampeggiante verde. Il modello 19C-1, poi, può essere fornito anche con luci di lavoro di tipo “follow me home”, che consentono all’operatore di lasciare la macchina e disporre comunque di luminosità per un lasso di tempo sufficiente a raggiungere in sicurezza una distanza predeterminata. La cabina è di tipo ROPS e offre fino al 24% in più di spazio interno. Le leve dei cingoli sono state ridisegnate e sono ora dotate di comandi a leve a “T”, in linea con i modelli di nuova generazione più grandi. Inoltre, sono disponibili pedali aggiuntivi opzionali.

1.749

1.863

1.943

Il modello più grande, il 19C-1 è disponibile anche nella versione “E Prop”, con comandi ausiliari elettroproporzionali: quest’ultimo, oltre alle dotazioni del modello standard, offre: doppio effetto con controllo elettroproporzionale sul joystick; brandeggio con controllo elettroproporzionale sul joystick; motori auto kick-down di serie; pulsantiera a membrana; ulteriori opzioni quali seconda linea ausiliaria, dipper extra-lungo, quickhitch idraulico, Live Link Full, valvole di blocco e immobilizer integrato. Su tutti e tre i modelli, JCB offre una garanzia standard di due anni e una serie di pacchetti di riparazione, assistenza e garanzia studiati per incontrare le diverse esigenze dei clienti. Sia alle imprese edili che ai noleggiatori, dunque, i nuovi miniscavatori JCB 16C-1, 18Z-1 e 19C1 offrono un costo totale di gestione (il cosiddetto “Total Cost of Ownership”) particolarmente vantaggioso, garanzia di minima manutenzione, massima operatività, consumi ridotti e produttività incrementata. ■

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE Wacker Neuson

BENVENUTI AL SUD

Proprio nelle zone dov’è stato girato il famoso film italiano, l’azienda austro-tedesca ha presentato la propria gamma di prodotti replicando il format degli eventi organizzati tradizionalmente nella sede centrale in Baviera. Un segnale importante per il mercato italiano di Lorenzo Zacchetti

T

occare con mano le macchine, testarne le potenzialità anche attraverso una serie di giochi a premi, scambiare impressioni con tecnici e addetti commerciali: è questa la formula che ha decretato il successo di “Wacker Neuson Universe”, l’Open House in Germania che rappresenta un fondamentale momento di incontro con clienti, partner e media provenienti da tutto il mondo. Non era certo scontato che, per la sua

42 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

prima edizione “estera”, venisse scelta l’Italia. A orientare questa decisione è stata la fiducia che Wacker Neuson riveste nel nostro mercato, come spiegato dall’amministratore dello stabilimento di Linz, in rappresentanza della casa madre, Gert Reichetseder: “Siamo piuttosto ottimisti a riguardo, soprattutto per quanto riguarda il comparto degli escavatori. Il settore ha sofferto la crisi in maniera evidente, ma ora siamo in fase di ripresa e quest’anno i segnali sono decisamente positivi. Il senso di questo

evento è testimoniare il nostro impegno per la crescita, sia la nostra che quella dei nostri clienti italiani”. Altrettanto significativa è stata la scelta di Capaccio Paestum, nel salernitano, che si collega alle valutazioni fatte da Georg Jung, amministratore di Wacker Neuson Italia e profondo conoscitore della nostra realtà nazionale: “Questa città e il Cilento nel suo complesso rappresentano una delle meraviglie del meridione italiano. Inoltre, l’economia locale è particolarmente interessante dal


punto di vista industriale, agricolo e delle costruzioni. Sono tutti settori nei quali siamo impegnati nella produzione di macchinari di qualità, capaci di soddisfare anche i clienti più esigenti. Per questo motivo è stato importante organizzare un evento di questo genere e far toccare con mano tutta la nostra gamma di prodotti”. IL TAGLIO DEL NASTRO CON I DIRIGENTI DI WACKER NEUSON E I SINDACI DEL CILENTO INAUGURA UNA NUOVA FASE NELLA PRESENZA DELL’AZIENDA IN ITALIA

GERT REICHETSEDER, A SINISTRA, AMMINISTRATORE DI WACKER NEUSON LINZ, CON GEORG JUNG, AMMINISTRATORE DI WACKER NEUSON ITALIA Non solo movimento terra Nella sua lucida analisi del contesto economico italiano, Jung ha toccato anche il tasto dolente del rapporto con la Pubblica Amministrazione, che spesso scoraggia le aziende internazionali dall’investire nel nostro Paese. Pur trovando il settore degli appalti pubblici ancora piuttosto fermo, ha manifestato un certo ottimismo nei con-

fronti dello sblocco dei cantieri e in particolare degli interventi sulle infrastrutture, sul quale l’Italia è in grave ritardo rispetto al resto d’Europa. Da questo punto di vista, un segnale incoraggiante è stato dato dalla presenza di ben tre sindaci all’evento organizzato da Wacker Neuson: oltre al primo cittadino di Capaccio Paestum, c’erano i suoi colleghi dei vicini comuni di Eboli e Castellabate. La risposta del territorio è stata incoraggiante, con circa 700 presenze nell’arco della giornata e le macchine in costante funzione sia nel campo prove che nell’area giochi. Particolarmente soddisfatto è apparso Angelo Cicalese, titolare della REC Distribuzione ed Eventi. Il rapporto che da due anni lo lega a Wacker Neuson ha svolto un ruolo determinante nella scelta del Cilento per questa giornata speciale: “L’entusiastico feedback ottenuto da clienti e addetti ai lavori ci ha davvero gratificato e lusinga-

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE to, anche perché organizzare sul nostro territorio lo stesso evento ormai celebre in Germania è stata una grossa responsabilità. Abbiamo dimostrato che dal Sud si può ripartire, grazie a una gamma molto ampia”. Cicalese ha seminato bene, contribuendo a far conoscere i prodotti Wacker Neuson anche in settori diversi da quello dell’edilizia e degli escavatori: “In una zona come questa puntiamo molto sulle macchine agricole col brand Weidemann, a partire dalle pale gommate che vanno dalla 2070LP alla 5080: sono macchine che non hanno nulla da invidiare alla concorrenza e che in più vantano elementi quali la tecnologia tedesca, il giunto articolato e la vernice a polvere. Farle conoscere ai clienti è fondamentale: dallo scorso gennaio ne abbiamo vendute sei e tutte senza lunghe trattative alle spalle, al contrario di quello che solitamente avviene nel movimento terra”. Disponibili a scelta con braccio caricatore semplice o telescopico, le pale Weidemann sono state particolarmente apprezzate per la loro versatilità da parte dei visitatori che le hanno provate. Oltre alla completa e robusta dotazione di serie, le macchine sono

ANGELO CICALESE, TITOLARE DI REC DISTRIBUZIONE ED EVENTI, È STATO DI GRANDE SUPPORTO NELL’ORGANIZZAZIONE DELL’EVENTO DI CAPACCIO PAESTUM personalizzabili per diverse esigenze grazie alle diverse configurazioni possibili di motore, trasmissione, postazione dell’operatore e sistema idraulico. La loro praticità si rispecchia anche nell’estrema rapidità con la quale si possono cambiare gli accessori, adattandole ai vari compiti che vanno svolti durante l’attività agricola. “Pur essendo soddisfatti del presidio di Weidemann nel settore agricolo siamo convinti che ci sia spazio per farlo crescere ulteriormente in Italia, viste le caratteristiche del mercato”, ha aggiunto Jung.

Obiettivo noleggio Nel suo incontro con i clienti italiani, Wacker Neuson ha messo in mostra tutta la propria produzione: oltre alle macchine agricole, anche escavatori, dumper, sollevatori telescopici, pale gommate e attrezzature. “Il nostro range di prodotti è molto ampio, con macchine che si contraddistinguono per affidabilità, qualità e prestazioni, dando al cliente finale la possibilità di lavorare in modo più sicuro e redditizio”, ha commentato Georg Jung. La sua azienda guarda con particolare interesse alla crescita del noleggio, che rappresenta anche un cambiamento culturale: “Nei momenti più floridi sul piano economico gli imprenditori hanno sempre cercato di avere macchine di proprietà, com’è tipico della mentalità italiana. Le difficoltà finanziarie hanno spinto molti clienti ad affacciarsi al mondo del noleggio e questo sta facendo crescere molto rapidamente le società specializzate locali. Inoltre, diversi grossi gruppi internazionali si stanno affacciando al mercato italiano. Questi sono segnali forti, che confermano come l’economia italiana stia cambiando regime. Noi vogliamo es-

IN OCCASIONE DELL’EVENTO DELLO SCORSO SETTEMBRE È STATO POSSIBILE PROVARE SUL CAMPO L’INTERA GAMMA DI MACCHINE WACKER NEUSON

44 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


sere protagonisti di questa fase, fornendo le macchine migliori per soddisfare le esigenze dei clienti finali”. Tra le tante macchine messe a disposizione dei visitatori, particolare interesse hanno riscosso le pale gommate,

come la WL20e (a trazione elettrica) e la WL28, nonché gli escavatori cingolati e gommati, che spiccano per caratteristiche quali il braccio regolabile, i ridotti consumi di carburante garantiti dal sistema idraulico Load Sensing con

LA SCHEDA TECNICA

UNO SU TUTTI: L’ESCAVATORE CINGOLATO EZ38 ZERO TAIL Peso di trasporto:

3.582-4.303 kg

Altezza di scarico:

3.317-3.516 mm

Profondità di scavo (con braccio penetratore corto): Motore:

3.107 mm Yanmar 3TNV88

Potenza motore:

21,4 mm

Cilindrata:

1.642 cm³

LUDV e livelli superiori sia di stabilità che di capacità off-road. Al termine di una giornata decisamente ben riuscita, l’appuntamento è stato fissato per l’edizione 2018 di “Wacker Neuson Universe”, che non avrà luogo in Germania, bensì in Austria. Il positivo riscontro di quest’esperienza italiana induce però a pensare che ben presto ci si rivedrà anche alle nostre latitudini: mentre si festeggiano i 10 anni dalla fusione tra i tedeschi della Wacker e gli austriaci della Neuson, l’interesse per il Bel Paese pare tutt’altro che un’infatuazione passeggera. ■

WACKER NEUSON PUNTA MOLTO SULLE MACCHINE AGRICOLE A BRAND WEIDEMANN, PARTICOLARMENTE ADATTE AL MERCATO ITALIANO

L’OPINIONE “Ho assunto il mio nuovo ruolo nel CdA lo scorso gennaio e questi primi mesi sono stati ricchi di esperienze ed eventi importanti. Ora è tempo di fissare le priorità, a partire dall’ulteriore crescita in Europa, Nord America e Cina. Il mercato europeo delle macchine agricole è in ripresa. La Cina è attualmente la nostra sfida più grande. In una realtà in fase di espansione abbiamo aumentato le vendite dei nostri miniescavatori. Con la costruzione dello stabilimento produttivo di Pinghu, a circa 30 km da Shanghai, ampliamo le nostre capacità produttive: la produzione dei primi escavatori compatti è prevista per il 2018. Con questi prodotti realizzati su misura per la realtà locale serviremo prima il mercato cinese e in seguito quello asiatico. In questo scenario gli azionamenti elettrici stanno diventando sempre più importanti, anche perché nel frattempo vengono sempre più richiesti dai mercati. In particolare per le imprese di noleggio, queste soluzioni rappresentano un’interessante integrazione dei prodotti con motore a scoppio. Le cifre di vendita dei nostri prodotti zero emission aumentano percettibilmente. Questa serie di macchine comprende attualmente due modelli di costipatori a batteria, l’escavatore Dual Power, un dumper cingolato ad azionamento elettrico e una pala gommata articolata elettrica. Il nostro obiettivo per il futuro è quello di far sì che le soluzioni a emissioni zero rappresentino un’alternativa reale per ogni linea di prodotto. Attualmente, con l’introduzione di una nuova generazione di batterie, siamo riusciti ad aumentare del 50% l’autonomia di entrambi i costipatori a batteria AS30e e AS50e, che si stanno già ottimamente affermando nella pratica. Dall’inizio dell’anno la pala gommata a batteria WL20e è disponibile con una ALEXANDER GRESCHNER batteria AGM (“Absorbent Glass Mat”). Anche in futuro il Wacker Neuson Group RESPONSABILE GLOBALE DISTRIBUZIONE, si concentrerà sugli azionamenti elettrici e perfezionerà la serie esistente”. WACKER NEUSON GROUP novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE Marini

FUTURO AL TOP… TOWER! L’azienda di Alfonsine ha presentato, presso la sede di Favini Costruzioni, il suo impianto di ultima generazione per la produzione di conglomerato bituminoso Top Tower 3000 P. Un concentrato di tecnologia finalizzato ad assicurare un elevato risparmio energetico e il massimo rispetto ambientale di Ettore Zanatta

U

n giusto equilibrio tra ecologia e profitto: questo rappresenta, in poche parole, il nuovo impianto per la produzione di conglomerato bituminoso Top Tower 3000 P presentato da Marini, società del gruppo Fayat, in occasione di una visita svoltasi presso la sede operativa principale di Rho (Mi) della società Favini Costruzioni.

46 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


VISTA AEREA DELL’IMPIANTO TT 3000 P. MODULI PRECABLATI E COLLAUDATI, CABLAGGIO ELETTRICO FUORI TERRA E POSSIBILITÀ DI FONDAZIONI METALLICHE CONSENTONO RISPARMI SUI COSTI DURANTE IL MONTAGGIO E MINIMIZZANO I COSTI PER L’INSTALLAZIONE. LA SUPERFICIE DI INGOMBRO AL SUOLO DELLA BARRA TAMBURO/FILTRO È INFERIORE DEL 30% RISPETTO ALLA SOLUZIONE CON FILTRO A TERRA. LE FONDAZIONI METALLICHE AUTOPORTANTI CONSENTONO DI MONTARE L’IMPIANTO SENZA FONDAZIONI IN CALCESTRUZZO, SU SUOLO STABILIZZATO (2,5 KG/CM2)

Un impianto “unico” Il TT 3000 P è uno degli 11 impianti Marini di nuova generazione in grado di offrire una produzione massima che va dalle 160 alle 360 t/h. Questo modello, nella fattispecie, si distingue per una produzione massima di 260 t/h (vagliato) o 320 t/h (diretto), una produzione nominale di 260 t/h (3%-5% umidità) e, come tutti i suoi “fratelli” Top Tower, è costituito da moduli precablati e collaudati che consentono risparmi sui costi anche durante il montaggio e l’installazione. L’impianto offre tre soluzioni di impiego del materiale di riciclo da fresatura: con il riciclaggio a uno speciale anello del tamburo essiccatore, punta di diamante Marini, che consente l’alimentazione del RAP nel punto ideale del tamburo essiccatore senza infiltrazioni di aria fredda parassita; il riciclato non entra in contatto con i gas caldi della fiamma del bruciatore ma è riscaldato nel tamburo tramite palette a recupero di calore e mescolato con gli aggregati vergini riscaldati alla temperatura più adatta; in tal modo, il RAP è riscaldato gradualmente, evitando il rischio di danneggiamento del bitume e riducendo la possibile formazione di intasamenti, poiché viene nuovamente mescolato con gli aggregati vergini; con l’introduzione L’IMPIANTO TOP TOWER 3000 P RISPETTA LE LEGGI INTERNAZIONALI E LE NORMATIVE TECNICHE PIÙ RESTRITTIVE DEL SETTORE ED È DOTATO DI DISPOSITIVI DI SICUREZZA AD ALTO RENDIMENTO. IL LAYOUT È OTTIMIZZATO, PER SEMPLIFICARE LO SPOSTAMENTO DEI MEZZI DI CANTIERE.

CHI È FAVINI COSTRUZIONI Favini Costruzioni è un’impresa di costruzioni specializzata nella realizzazione di infrastrutture stradali, opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nell’esecuzione di pavimentazioni stradali, lavori di movimento terra e reti tecnologiche, con un volume d’affari medio nell’ultimo triennio pari a 12 milioni di euro e un organico di circa 40 dipendenti. Con sede operativa principale a Rho (Mi), l’azienda – che opera dal 2003 principalmente nell’hinterland milanese – è proprietaria di due impianti per la produzione di conglomerato bituminoso e partecipa al capitale sociale e alla gestione di altri tre, a Cusago, Peschiera Borromeo e Boffalora d’Adda. Inoltre, Favini Costruzioni è proprietaria di un centro di riutilizzo del fresato quale sottoprodotto sito a Rho e partecipa al capitale sociale e alla gestione di due centri di recupero fresato siti a Cusago e Peschiera Borromeo. Favini Costruzioni gestisce in modo autosufficiente i propri incarichi grazie anche alle sinergie derivanti dalla partecipazione al capitale sociale di Faustini Europe, società operante nel medesimo settore dell’edilizia stradale da oltre 50 anni. Ciò gli consente di ottenere agevolazioni nell’ambito dell’attività di cava, discarica e nella disponibilità di attrezzature, macchine e mezzi d’opera infragruppo, senza dover ricorrere in maniera significativa al mercato esterno.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE L’OPINIONE

MARZIO FERRINI HEAD OF PRODUCT MARKETING, MARINI

“Strade durevoli e risparmio economico: queste, oggi, sono le tematiche principali dei costruttori di strade. Gli impianti di produzione devono essere adatti a qualsiasi tipologia di riciclaggio, alle moderne formule a basso impatto energetico e, allo stesso tempo, a integrare le più recenti soluzioni tecniche per produrre conglomerato bituminoso al minor costo. Queste sono le linee guida che hanno condotto alla realizzazione della gamma di impianti di nuova generazioneTopTower, costituita da 11 versioni con produzioni massime da 160 a 360 t/h e in grado di

DA SINISTRA: DELIA FORTE, ADDETTA COMUNICAZIONE MARINI; GIUSEPPE CALLÀ, OPERATORE DELLA FAVINI COSTRUZIONI; MARZIO FERRINI, RESPONSABILE MARKETING MARINI; BLEDI BEQARI, OPERATORE DELLA FAVINI COSTRUZIONI; GIAN PAOLA PEZZI, RESPONSABILE COMUNICAZIONE MARINI; ANDREA PLANTULLI, DIRETTORE COMMERCIALE ITALIA MARINI; MARINO GREGORI, LEGALE RAPPRESENTANTE DI FAVINI COSTRUZIONI

del RAP direttamente nel mescolatore tramite una speciale linea di alimentazione; “con un’azione combinata” (combinazione delle due tecnologie descritte). Il TT 3000 P è pensato per l’uso della tecnologia WMA (Warm Mix Asphalt asfalto tiepido), installabile anche in un secondo tempo: prodotto abitualmente a una temperatura inferiore di 30°C rispetto a quella del conglomerato a caldo, quello tiepido assicura prestazioni simili garantendo benefici in termini di riduzione di VOC, CO2, consumi d’energia, fumi, emissioni e odori, oltre che aumentare la lavorabilità.

garantire una lunga durata dei componenti, nonché un’estrema facilità nelle operazioni di assemblaggio e manutenzione, grazie anche al loro concetto modulare e pre-cablaggio e test in fabbrica. Anche l’ergonomia degli impianti stessi è stata ‘ripensata’, al fine di migliorare il comfort e la sicurezza degli operatori e ha coinvolto tutti gli elementi: dai predosatori alla barra di essiccazione-filtrazione, dalla torre di

Breve tour dell’impianto I predosatori dell’impianto (sei tramogge da 18 m3), adibiti allo stoccaggio dei materiali e alla ricomposizione della curva granulometrica, si distinguono per la sincronizzazione delle capacità di estrazione preimpostate dei singoli estrattori, che possono avere una capacità da 6 a 150 t/h. Nella barra di essiccazione-filtrazione il

filtro – con maniche in aramide di for–il tamburo essiccatore: in tal modo, i flussi di gas e di materiale sono ottimizzati, l’occupazione è razionale e la circolazione dei mezzi di cantiere e di rifornimento è facilitata. Il nastro lanciatore è reversibile, con sgrossatore vibrante; il tamburo in contro-corrente è in acciaio speciale, coibentato e azionato da quattro motoriduttori, con forma e disposizione delle palette che consentono lo scambio termico ottimale tra gas di combustione e aggregati. Da citare anche la sonda per il controllo permanente della temperatura degli aggregati in uscita. L’insieme bruciatore/essiccatore assicura la massima resa termica. La tramoggia di raccolta dei fini di recupero – raccolti per gravità e reintrodotti nel processo di mescolazione – è posta sotto il filtro. Grazie ad accessi più ampi e confortevoli e a un nuovo sistema brevettato di sostituzione rapida delle reti del vaglio vibrante (a cinque o sei selezioni e scarico diretto), la manutenzione della torre di

mescolazione al mescolatore, dal circuito dei fini di recupero e filler d’apporto al parco leganti, al silo di deposito del prodotto finito. Il nuovo automatismo Cybertronic, inoltre, consente di gestire l’insieme delle operazioni di taratura, produzione e manutenzione in modo affidabile, assicurando la totale tracciabilità dei parametri di produzione. Non dimentichiamo poi che a supporto di tutto ciò, Marini offre ai propri clienti l’esperienza e la professionalità di un team di esperti in grado di assicurare consulenze e soluzioni per retrofitting, assistenza, ricambi e formazione”. 48

PARTICOLARE DEI PREDOSATORI: SULLA SINISTRA, LE SEI TRAMOGGE GALVANIZZATE DA 18 M3 (3,5 M DI LARGHEZZA) PER I MATERIALI VERGINI, SOTTO ALLE QUALI PASSANO I NASTRI ESTRATTORI. NELLA PARTE DESTRA, LE TRE UNITÀ DEDICATE AL MATERIALE FRESATO


LA SCHEDA TECNICA Top Tower 3000 P Produzione max.:

260 t/h

Produzione nominale 3%-5% umidità:

250 t/h

Presodatori (capacità e numero):

su richiesta

Tamburo essiccatore: PARTICOLARE DEL TAMBURO ESSICCATORE IN CONTRO-CORRENTE AD ALTA RESA, IN ACCIAIO SPECIALE, SALDATO AD ARCO SOMMERSO AUTOMATICO TRAMITE ROBOT

mescolazione è semplice. Qui si distinguono anche l’elevatore a caldo, le tramogge sotto vaglio, coibentate e progettate per avere uno o due by-pass, il sistema di dosaggio per gravità del bitume, la bilancia di pesatura di aggregati, fini e filler e il doppio elevatore. Componente essenziale del Top Tower è poi il mescolatore da 4.000 kg, qui completamente riprogettato: con i nuovi bracci, la palettatura a nido d’ape e il particolare sistema di tenuta, è affidabile, versatile e sicuro e predisposto per l’introduzione di tutti i tipi di additivo, come pure di riciclati. Il concetto della barra di essiccazione, poi, ottimizza il circuito dei fini di recupero: essendo il filtro di tessuto posto al di sopra del tamburo, essi possono essere recuperati nella tramoggia di stoccaggio per gravità; il tragitto è pertanto ridotto al minimo, permettendo di reintrodurli nella formula senza perdite di calore. Il parco leganti è studiato per permette il carico delle cisterne e l’alimentazione all’impianto in sicurezza: verticali o

IL PARCO LEGANTI È STUDIATO PER PERMETTE IL CARICO DELLE CISTERNE E L’ALIMENTAZIONE ALL’IMPIANTO IN TOTALE SICUREZZA

E250 (L=10 m/D = 2,5 m)

Potenza bruciatore:

19 MW

Tramoggia sotto filtro (silo fini recuperati):

40 t / 80 t

Superficie filtrante:

1.012 m2

Superficie totale vaglio:

32 m2 / 38,4 m2

Scomparti sotto vaglio:

5 (6 opzionale) + 1 bypass

Capacità di stoccaggio sotto vaglio: Capacità mescolatore:

25 t o 60 t 3to4t

Stoccaggio filler d’apporto:

su richiesta

Parco leganti:

su richiesta

Silo deposito prodotti finiti/scomparti - sotto mescolatore:

30 t in n. 1 scomparto 110 t in n. 2 scomparti fino a 320 t in n. 6 scomparti

- silo a lato:

da 126 t in n. 2 scomparti fino a 504 t in n. 8 scomparti

Riciclaggio fino a 35%:

RAP nell’anello di riciclaggio

Riciclaggio fino a 40%:

RAP nel mescolatore

Riciclaggio fino a 60%:

combinato: anello + mescolatore

Riciclaggio fino a 80%:

tamburo parallelo

orizzontali, a riscaldamento elettrico o a olio diatermico, le cisterne sono disponibili permettono di stoccare qualsiasi tipo di legante, di origine idrocarbonica o di sintesi. Le caldaie sono disponibili in vari modelli, a seconda della poten-

zialità richiesta. Anche i sili di deposito del prodotto finito possono avere varie capacità e configurazioni: la loro modularità permette di associare fino a tre moduli, in linea o in configurazione perpendicolare. ■

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE DAF Trucks

PURA ECCELLENZA L’introduzione delle gamme CF e XF di nuova generazione avvenuta a partire da quest’anno è stata completata. Oggi il costruttore di Eindhoven vanta un’ampia serie di veicoli da lavoro che offre unitamente a soluzioni personalizzate e prestazioni all’altezza di ogni applicazione di Stefano Vitali

D

opo aver partecipato alla presentazione dei veicoli CF e XF di nuova generazione avvenuta a Maastricht la scorsa primavera, abbiamo condiviso con DAF Trucks Veicoli Industriali un altro evento di pari importanza. Questo secondo appuntamento, denominato “Ride&Drive”, si è svolto a Vilanova i la Geltrù, in Spagna, e ci ha consentito ancora una volta di testare vari veicoli (in particolare, un CF 480 FAD 8x4 e un CF 530 FTT 6x4) su percorsi urbani ed extraurbani. Nell’occasione,

DAF ha ufficializzato l’introduzione di otto cabinati con 2, 3 e 4 assali e tre trattori con 3 e 4 assali. Veicoli caratterizzati, ricordiamo, da una riduzione del consumo di carburante che può raggiungere il 7%, che pesano fino a 100 kg in meno (con conseguente aumento del carico utile) e dotati di moduli allestitore integrati, per ridurre il tempo di allestimento e fornire le migliori prestazioni possibili. La nuova linea I nuovi veicoli introdotti sul mercato dal costruttore di Eindhoven sono di-

50 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

sponibili con peculiarità comuni e alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, essi garantiscono fino al 7% di riduzione consumi grazie alle catene cinematiche integrate che riducono il numero di giri al minuto. L’unità EAS ultracompatta qui presente offre vantaggi al nuovo telaio cabinato: può essere montata integralmente – come pezzo unico – tra il primo e il secondo assale anteriore (sui modelli FAD 8x4). Ciò rende possibile sfruttare lo spazio libero per aggiungere supporti per gru, cassette degli attrezzi o serbatoi aggiuntivi e consente ulteriori opzioni di configurazione del telaio e


carico utile, grazie al suo peso ridotto di 50 kg. Anche la gamma più recente di trattori e cabinati a più assali è dotata di configurazioni di scarico e catena cinematica che pesano fino a 100 kg in meno e permettono carichi utili maggiori (le nuove serie di assali e tandem portano a un risparmio di peso fino a 250 kg per i modelli CF FAD 8x4 per applicazioni da cantiere). Tra le innovazioni del programma dei veicoli CF e XF c’è il nuovo assale trainato sia per i trattori che per i cabinati: esso integra un impianto sterzante elettroidraulico (EHS) di recente sviluppo di 30 kg più leggero che consente di posizionare un carico utile supplementare. Lo sterzo è molto preciso, poiché l’EHS calcola l’angolo di sterzata ottimale per le ruote degli assali posteriori in base alla velocità e al passo (i vantaggi che ne risultano li abbiamo potuti osservare du-

rante la guida nelle aree urbane e durante le manovre del veicolo). La riduzione delle perdite di attrito e l’attivazione della pompa dello sterzo in fase di sterzata comportano un’ulteriore riduzione dell’1% nei consumi. A velocità oltre i 40 km/h l’assale si blocca in posizione diritta garantendo stabilità e assicurando efficienza. Il nuovo assale trainato sterzante può essere montato su trattori e cabinati 6x2, oltre che su cabinati 8x2. L’EHS è integrato nei veicoli FAN XF e CF 6x2 mediante nuove sospensioni pneumatiche che possono abbassarsi di 90 mm e sollevarsi di 185 mm. I nuovi assali DAF ha presentato anche un nuovo assale trainato doppio da 10 t, dotato di una capacità di carico statico di 34 t (importante per le operazioni di carico e scarico di container pesanti) e con un peso

ridotto di 25 kg, grazie al quale è possibile un carico utile aggiuntivo di 125 kg. Il nuovo assale può essere montato su trattori e cabinati 6x2 e su cabinati 8x2. Per i veicoli utilizzati in ambito fuoristrada, DAF offre un nuovo assale a tandem a trazione doppia con riduzione nel mozzo (HR1670T): vanta un nuovo corpo assale in ghisa che assicura un’ulteriore riduzione di peso di 60 kg. Per ottenere la massima efficienza sono disponibili rapporti di trasmissione finali ancora più veloci (3,46; 3,61; 3,76:1), che permettono al motore di funzionare a regimi inferiori. Per garantire costi d’esercizio più bassi, gli intervalli di sostituzione dell’olio sono aumentati a tre anni o 450.000 km. Il nuovo assale tandem a trazione doppia con riduzione ai mozzi è disponibile su trattori e cabinati 6x4 e 8x4 per le applicazioni per impieghi pesanti: la gamma include il ca-

I NUOVI MOTORI MX-11 E MX-13 Gli MX-11 e MX-13 di Paccar sono stati

I nuovi motori sono proposti di serie in

aggiuntiva, per ottenere un livello otti-

rinnovati: uno degli obiettivi raggiunti

combinazione con cambi automatizzati

male di prestazioni della trasmissione e

durante lo sviluppo delle nuove catene

TraXon di ultima generazione: que-

di azionamento della frizione. Quando

cinematiche è la riduzione del regime

ste trasmissioni offrono una mino-

attivato, il cambio TraXon cambia mar-

motore, che consente un minore con-

re perdita di attrito e

sumo di carburante. Allo stesso tempo,

si caratterizzano per

dità, assicurando la massi-

la coppia massima è stata aumentata

un comportamento

ma trazione.

ed è ora disponibile a un valore di 900

d’innesto del cam-

giri/min. La potenza di quasi ogni cate-

bio molto fluido. Nei

na cinematica è aumentata di 7-14 kW;

modelli Construction

la coppia ha registrato un aumento di

CF FAD, FAT (cabina-

50-200 Nm. Inoltre, DAF ha introdotto

ti) e FTT (trattori), il

la coppia variabile nei nuovi modelli CF

cambio è fornito

e XF, che consente di ottenere ulteriori

con un’imposta-

100-150 Nm nella marcia più alta.

zione fuoristrada

cia ai regimi più alti con rapi-

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE binato FAD 8x4 con due assali anteriori sterzanti usati per il trasporto di sabbia e ghiaia. Su questo modello l’unità SCR non è più integrata nello scarico verticale ma si trova nella nuova unità EAS che, grazie alle dimensioni compatte, è posto tra i due assali anteriori. La nuova progettazione comporta una riduzione di peso di 115 kg e un maggiore spazio sul telaio. Un componente importante delle nuove catene cinematiche è rappresentato dagli assali posteriori progettati e prodotti da DAF: sono ora disponibili riduzioni più rapide, con un rapporto di 2.05:1, che permettono di viaggiare a una

DAF TRUCKS VEICOLI INDUSTRIALI HA ORGANIZZATO UNO SPECIALE EVENTO A VILANOVA I LA GELTRÙ, IN SPAGNA, DURANTE IL QUALE HA PRESENTATO L’UPLOAD TECNOLOGICA APPORTATA AI NUOVI VEICOLI CF E XF

IN SPAGNA ABBIAMO AVUTO MODO DI PROVARE DIVERSI VEICOLI, IN PARTICOLARE LE VERSIONI CF 480 FAD (8X4) E CF 530 FTT (6X4)

NUOVI STANDARD IN TERMINI DI EFFICIENZA DI TRASPORTO E COMFORT DI GUIDA CARATTERIZZANO I VEICOLI DAF, ANCHE NELL’AMBITO DELLE COSTRUZIONI. NELLA FOTO, LE VERSIONI CF 530 FTT 6X4, LF 290 FA 4X2 CONSTRUCTION E CF 480 FAD 8X4 CONSTRUCTION 52 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


DURANTE LE PROVE ABBIAMO POTUTO CONSTATARE LE INNOVAZIONI APPORTATE ANCHE ALL’AMBIENTE DI GUIDA, IN PARTICOLARE IN TERMINI DI ERGONOMIA E COMFORT

velocità di 85 km/h a 1.000 giri/min, i n base alle specifiche della trasmissione. Per la nuova generazione di differenziali degli assali posteriori, corona e pignone sono riprogettati, per garantire

durata ed efficienza ottimali, oltre che livelli di rumorosità ridotti. DAF ha introdotto anche miglioramen-

ti nel telaio per offrire una praticità per gli allestitori: i nuovi moduli di fissaggio del cassone (BAM) svolgono un ruolo importante per il montaggio rapido di una gru, di un cassone ribaltabile o di un sistema di sollevamento a gancio. Il nuovo schema dei fori esteso nella parte posteriore del telaio facilita il montaggio di sponde montacarichi, gru e cassoni chiusi, oltre a semplificare il riposizionamento dei componenti o il montaggio di una barra di traino o para-incastro. Da citare infine il fatto che come nelle prime configurazioni dei nuovi CF e XF introdotte, i nuovi modelli DAF a più assali sono dotati di una nuova architettura elettrica ed elettronica, con una nuova unità di controllo che gestisce tutti i componenti della catena cinematica in modo integrato. Funzionalità quali EcoRoll e il regolatore di velocità sono state estese, per ottimizzare ulteriormente il risparmio di carburante. ■

L’OPINIONE

“La linea di nuovi veicoli DAF CF e XF è ora completa e presenta caratteristiche, per quanto riguarda trattore e configurazioni degli assali del cabinato, molto interessanti, che riassumo in: efficienza nei consumi fino al 7%; nuova unità EAS ultracompatta; carichi utili maggiori da 100 a 250 kg; nuovi assali trainati sterzanti elettroidraulici, trainati doppi e a tandem a trazione doppia con riduzione ai mozzi; nuovo telaio leggero per betoniera 8x4; massima praticità per allestire i nuovi cabinati CF e XF; nuovo (e innovativo) sistema di monitoraggio dell’energia della batteria (BEM); nuovi motori Paccar MX-11 e MX-13 e nuovo cambio TraXon; nuovi assali posteriori ad alta efficienza; funzionalità software avanzate. Per quanto riguarda il mercato, da qui a fine anno potremo valutare il numero di immatricolazioni, ma certo conterà il rinnovo o meno della misura rappresentata dal super ammortamento dei beni strumenti al 140%, che ha ben aiutato il settore, soprattutto in un mercato italiano che registra il parco circolante più anziano d’Europa. Se ci sarà questo rinnovo, non ci sarà una ‘corsa’ immediata da parte dei clienti per avvantaggiarsi di questa misura, altrimenti ci aspettiamo un picco di immatricolazioni entro fine anno. Ciò ovviamente influenza anche le previsioni di mercato per il 2018. Mercato che, in questo momento, è costituito per il 51% da trattori stradali e il 49% da carri, con una suddivisione ulteriore per quanto riguarda questi ultimi costituita da un 41% nel segmento da 6 a 15,99 t e un 59% di carri oltre le 16 t. In particolare, nell’area relativa ai carri – che, oltre le 16 t, si suddivide poi nelle versioni a 2 assi (25%), 3 assi (60%) e 4 assi (15%) – intravediamo grosse opportunità di crescita in volumi e quote di mercato – e, in tal senso, sono state pensate anche le ultime novità presentate – con un 3,5% di ‘market share’ nel segmento fino alle 15,99 t e un 7% per quello oltre le 16 t. Stiamo crescendo in entrambi questi segmenti: l’obiettivo per il 2018 è di crescere ulteriormente, raggiungendo rispettivamente quote PAOLO A. STARACE, AMMINISTRATORE DELEGATO DI DAF VEICOLI INDUSTRIALI del 4% e del 7,5%”.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE Demag

Destinazione

FUTURO In occasione di un evento organizzato all’interno dell’aeroporto di Zweibrücken, Terex Cranes ha presentato quattro importanti novità: il lancio ufficiale di due nuove autogrù, da 3 e 4 assi, e la presentazione di due prototipi, una City e una multistrada a 6 assi, che saranno disponibili a breve sul mercato di Ettore Zanatta

U

n aeroporto è un’infrastruttura attrezzata per il decollo e l’atterraggio di aeromobili. Un luogo, in ogni caso, dove qualcuno parte o arriva con una destinazione ben precisa in mente. Forse anche per questo motivo alla fine dello scorso anno Demag, marchio del gruppo Terex ricco di tradizione e reintrodotto con grande enfasi sul mercato nel 2016, ha organizzato un importante evento all’interno dell’aeroporto di Zweibrücken. Con un obiettivo: decollare verso il futuro del mercato delle autogrù. Nell’occasione, infatti, sono stati presentati due prototipi disponibili a partire dl prossimo anno, la gru fuoristrada AC 45 City e la “tutto terreno” AC 300-6, e due macchine lanciate proprio quest’autunno, la AC 55-3 e la AC 1004L. Vediamo in dettaglio le particolarità di queste quattro nuove macchine.

Prototipo 1: la gru AC 45 City In occasione della nostra visita a Zweibrücken è stato presentato il prototipo dell’autogrù AC 45 City, disponibile sul mercato a partire dal 2018. Questa nuova 3 assi (6x4x6) offre 45 t di capacità in 8,68 m di lunghezza e 2,55 m di larghezza, con un’altezza di 3,16 m riducibile a meno di 3 m. Con 7,8 m di sezione base del braccio principale telescopico, la gru risulta compatta e permette

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di operare con un’inclinazione del braccio prossima alla verticale. Inoltre, con il braccio base ad azionamento idraulico da 31,2 m, l’allestimento risulta essere molto veloce. La gru può essere personalizzata: ad esempio, può essere allestita con un runner da 1,3 m adatto a carichi fino a 25 t o configurata con bozzello e gancio a tre pulegge, per il sollevamento con sei tiri di fune. Con le prolunghe inclinabili del


braccio base di 7,1 e 13 m, la lunghezza del sistema può essere portata a 44,2 m. L’AC 45 City offre anche varie utili funzionalità, quali un indicatore del carico assiale, un indicatore dell’altezza del gancio, la funzione “cruise control” e telecamere per il monitoraggio del carico, del gancio e del bozzello, oltre che per la retromarcia (la dotazione comprende anche un radiocomando e vani di stoccaggio). Una funzione esclusiva è il sistema di controllo IC-1 Plus: utile quando la gru viene utilizzata con stabilizzatori in configurazione asimmetrica, esso le consente di svolgere compiti in precedenza riservati a modelli di maggiori dimensioni (diversamente dai modelli precedenti, in questo modello si può utilizzare l’IC-1 Plus con il runner e il braccio telescopico sfilato). La funzione di livellamento automatico assistito assicura il bilanciamento del mezzo quando vengono estesi gli stabilizzatori.

IL PROTOTIPO DELL’AUTOGRÙ A 3 ASSI AC 45 CITY, DISPONIBILE SUL MERCATO A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE LA NUOVA MULTISTRADA A 6 ASSI AC 300-6 DA 300 T

Anche con l’allestimento completo questa 3 assi non supera le 34 t, rimanendo sotto la soglia delle 12 t per asse e non necessitando di veicoli aggiuntivi di trasporto. Con un contrappeso ridotto, la gru scende perfino sotto tale limite, pertanto - grazie a capacità di sollevamento che restano sempre elevate - è in grado di svolgere svariati compiti. Sono previste sei marce avanti e una retromarcia. Il motore MTU da 260 kW a 2.200 giri/ min, con una coppia di 1.200/1.600 Nm

a 1.600 giri/min è conforme a Euromot 4 e, insieme alla funzione di avvio/arresto della gru, assicura un funzionamento affidabile ed ecocompatibile. Prototipo 2: la gru AC 300-6 La nuova multistrada a 6 assi (12x6x10) AC 300-6 da 300 t offre potenza, sbraccio e versatilità necessari per affrontare i lavori più gravosi, contenendo al contempo i costi di gestione e di trasporto. Il braccio base telescopico da 80 m rag-

giunge altezze fino a 78 m (o 74 m senza utilizzare il falcone); con una capacità di sollevamento di 15 t in corrispondenza del braccio completamente sfilato, la gru è l’ideale per il montaggio di gru a torre. Inoltre, è il modello più piccolo della gamma Demag a essere dotato di falcone a volata variabile, portando la massima lunghezza del sistema a 118 m. Gli operatori ritroveranno poi il sistema di allestimento delle AC 350-6 e AC 1000-9 anche per il falcone a volata variabile. Ricca di innovazioni – quali il sistema di controllo IC-1 Plus e il concetto a motore singolo dotato di sistema di gestione “intelligente” –, l’AC 300-6 aiuta a ridurre lo stock di magazzino poiché utilizza parti intercambiabili con le altre 5 assi Demag. Il design compatto si concretizza in una lunghezza del carro di 15,3 m e una larghezza di 3 m e prevede tutte le ruote sterzanti. In assetto stradale, l’AC 300-6 rientra nei limiti di carico da 12 a 16 t e può raggiungere gli 85 km/h; presenta inoltre un carico utile extra di 800 kg per trasportare vari accessori, dispone di un indicatore del carico assiale integrato nel cruscotto per aiutare gli operatori a mantenere il peso nei limiti previsti dal codice stradale e, come tutte le altre gru Demag, può essere configurata per adattarsi ai limiti di peso in vigore in molti

IL SISTEMA DI CONTROLLO IC-1 PLUS Il nuovo sistema di controllo IC-1 Plus

eseguire lavori per i quali in genere so-

proposto di serie da Demag sulle pro-

no necessarie gru di maggiore capacità.

prie autogrù è stato pensato per incre-

Il sistema di controllo IC-1 Plus, infatti, è

mentarne la versatilità. In pratica, esso

dotato di funzioni di visualizzazione otti-

calcola la capacità di sollevamento per

mizzate per offrire tutte le informazioni

ogni posizione del braccio in funzione

utili sulla capacità di sollevamento in re-

dell’angolo di rotazione della torretta:

lazione alla posizione del braccio. La vi-

ciò consente di utilizzare la massima

sualizzazione a colori della capacità dell’a-

capacità di sollevamento, in particola-

rea di lavoro garantisce una maggiore si-

re quando si lavora nell’area sopra gli

curezza ed efficienza, garantendo funzio-

stabilizzatori (l’effetto risulta massimiz-

ni fondamentali quali: velocità ridotta dei

zato se si utilizzano configurazioni degli

movimenti prima dell’arresto automatico;

stabilizzatori su aree limitate e contrap-

arresto automatico dei movimenti prima

pesi ridotti). Grazie al calcolo in tempo

di una condizione di sovraccarico; calco-

reale, la capacità di sollevamento per

lo preliminare di capacità massima per

uno sbraccio specifico non è più limitata

l’angolo di rotazione di +/- 30° e l’area del-

al valore minimo di quella pre-calcola-

la sezione impennabile (in funzione del-

ta a 360°, ma è stabilita in tempo reale

la lunghezza del braccio); calcolo prelimi-

in cabina. La gru, quindi, è in grado di

nare visibile sullo schermo di controllo.

56 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

SIMULAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE DI BORDO CON IL SISTEMA IC-1 PLUS

RADAR CAPACITÀ IC-1 PLUS


LA GRU DEMAG AC 55-3 DA 55 T

L’OPINIONE

STEVE FILIPOV PRESIDENT TEREX CRANES

“In occasione di quest’evento orga-

paesi, collegando diversi carrelli portabraccio o rimuovendo il braccio stesso. Anche questo modello sarà disponibile sul mercato a partire dal 2018. La nuova gru AC 55-3 All’inizio del 2017 Terex Cranes aveva annunciato l’introduzione della gru a 3 assi (6x4x6) Demag AC 55-3 (insieme all’AC 60-3). Durante la nostra visita a Zweibrücken abbiamo avuto l’opportunità di vedere da vicino il primo modello “fresco di fabbrica”. Questa macchina da 55 t – che racchiude in sè i più recenti progressi apportati ai fini della produttività e della riduzione dei costi d’esercizio, tra cui un sistema automatico di messa a punto del contrappeso, un concetto di propulsione che riduce consumi e manutenzione e il sistema di controllo IC-1 Plus – monta un braccio principale telescopico a cilindro singolo da 50 m, che può essere portato fino a 5° sotto l’orizzontale. Gli stabilizzatori sono indipendenti e sfruttano le potenzialità del sistema IC-1 Plus di calcolare la massima capacità di sollevamento consentita sulla base della confi-

gurazione della gru. Il telecomando opzionale dà la possibilità di gestire la gru da terra. Grazie ai 2,55 m di larghezza e alla capacità di restare entro i limiti di peso dell’assale di 12 t (ma può essere configurata anche per soddisfare le restrizioni di peso dell’assale di 10 t), è possibile movimentare questa gru tra diversi siti di lavoro. Il sistema VarioHook e la forza di trazione di 60,2 kN (6,13 t) contribuiscono a ridurre i tempi di manovra e il peso delle attrezzature trasportate.

nizzato a Zweibrücken abbiamo il piacere di presentare quattro novità importanti e strategiche, due in forma di prototipo (AC 45 City e AC 300-6) e due già disponibili sul mercato (AC 55-3 e AC100-4). Siamo molto soddisfatti di queste nuove macchine. L’autogrù AC300-6, in particolare, con braccio principale da 80 m, è stata progettata per essere protagonista in un’area di mercato strategica e per offrire capacità di sollevamento, anche con braccio completamente esteso, che oggi la concorrenza non è

La nuova gru AC 100-4L Sulla base dei feedback ricevuti dai suoi clienti, Demag ha integrato vari aggiornamenti nella nuova gru multistrada AC 100-4L: tra i modelli più compatti nella categoria delle 100 t, presenta un design migliorato con prestazioni di sollevamento potenziate, in particolare quando si lavora con posizioni inclinate del braccio base. Per incrementarne la capacità, Terex Cranes ha integrato anche qui il sistema di controllo IC-1 Plus. Questa 4 assi (8x4x8) offre l’integrazione dello stesso

in grado di garantire. Questo modello si distingue anche per le dimensioni estremamente compatte del carro e per il posizionamento asimmetrico degli stabilizzatori, che consente di operare anche in spazi ristretti, come le aree urbane. La progettazione della macchina ha tenuto conto anche dell’intercambiabilità di molti elementi, come la cabina, il sistema di controllo IC-1 Plus o diversi componenti elettronici e idraulici. Queste e altre innovazioni, apportate anche grazie al supporto dei nostri clienti, ha portato alla realizzazione di una macchina altamente versatile, in grado di migliorare la produttività in cantiere”.

DEMAG HA INTEGRATO VARI AGGIORNAMENTI NELLA NUOVA GRU MULTISTRADA AC 100-4L. TRA I MODELLI PIÙ COMPATTI NELLA CATEGORIA DELLE 100 T, PRESENTA UN DESIGN MIGLIORATO CON PRESTAZIONI DI SOLLEVAMENTO POTENZIATE, IN PARTICOLARE QUANDO SI LAVORA CON POSIZIONI INCLINATE DEL BRACCIO BASE novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE L’OPINIONE

IN OCCASIONE DELLA NOSTRA VISITA A ZWEIBRÜCKEN ABBIAMO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI VISITARE LO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI WALLERSCHEID, DOVE VENGONO COSTRUITE LE GRU DEMAG

JOHN GARRISON

PRESIDENT AND CHIEF EXECUTIVE OFFICER, TEREX CORPORATION

“Quando nel 1996 Demag lanciò sul mercato la gru AC 25 City, molto fu l’interesse destato negli operatori del settore: compatta come nessuna autogrù prima di allora, molto potente e con un’unica cabina adibita sia alla guida che all’uso della gru. Gli addetti ai lavori ne compresero immediatamente le potenzialità: con la capacità di destreggiarsi negli stretti vicoli cittadini, sarebbe stata uno strumento altamente efficace in ambito urbano. L’interesse suscitato fu così grande che solo un anno più tardi Demag lanciò la versione AC 40 City, il modello di maggior successo di questa categoria, con oltre 1.000 veicoli venduti e premiato come ‘Crane of the Year’. Da allora sono stati prodotti diversi altri modelli e, per il nome attribuito a questa serie, Demag è

concetto di progettazione della famiglia Demag a 5 assi. Dal sistema di trasmissione al montaggio dei componenti di trasmissione, fino alla testa braccio e alle prolunghe del braccio base: gli operatori troveranno più parti e componenti comuni tra le gru AC 100-4L e le altre gru multistrada Demag, per ridurre i costi e le scorte dei ricambi in magazzino. Ciò che non è cambiato è che l’AC 100-4L offre una larghezza del veicolo pari a quella di un camion standard di 2,55 m, anche quando monta gli pneumatici 445/95R25, cosa che permette di spostarsi agilmente in aree urbane congestionate. Con una lunghezza del braccio base di 59,4 m e una lunghezza del sistema di 69,5 m, la gru presenta uno dei sistemi più rilevanti per il formato 4 assi, sempre nel rispetto dei limiti del carico assiale di 12 t. La macchina presenta due opzioni di motorizzazione: Euromot 4/Tier 4 Final e Euromot 3a/Tier 3. ■

oggi considerata l’inventore dalla classe City. In quest’occasione presentiamo un debutto interessante per gli estimatori di questa categoria di gru, la AC 45 City, ultima nata di casa Demag, marchio ricco di tradizione e reintrodotto con successo nel 2016. Il nostro impegno è quindi oggi su più fronti. La classe City Demag è sinonimo di qualità, ma anche di innovazione: per questo questa nuova macchina non è solo all’altezza dei suoi leggendari predecessori, ma è capace di offrire molto di più”

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IL SISTEMA TELEMATICO IC-1 REMOTE Da quest’anno Demag integra per la prima volta nelle proprie autogrù a 5 assi il sistema telematico IC-1 Remote, pensato per offrire a operatori e proprietari una visione dettagliata del parco mezzi collegato. Con questo sistema - che è stato implementato da Demag operando in sinergia con i clienti, che gli hanno fornito feedback e suggerimenti e hanno così potuto intervenire direttamente nel suo sviluppo - il costruttore intende proporre la soluzione telematica più intuitiva ed efficace sul mercato, con tutte le funzionalità e i dati che le aziende operanti nel settore oggi richiedono. Con questo strumento, dunque, sarà possibile risparmiare tempo e risorse gestendo e monitorando il proprio parco macchine a distanza: esso garantirà diverse funzionalità di diagnostica a distanza, assistenza tecnica e online da parte dei tecnici Demag e svariate funzioni avanzate.


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60 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT L’escavatore Liebherr A 914 Compact può essere allestito in modo diversificato in base alle esigenze

L’

escavatore gommato A 914 Compact Litronic è stato lanciato recentemente sul mercato da Liebherr e colpisce per la sua polivalenza e per l’alto livello di produttività offerto, in particolare nelle aree urbane e negli spazi ristretti. La configurazione visionata in occasione di questo HANDS ON – ideale per il mercato italiano – presenta una lama stabilizzatrice anteriore da 2,55 m, due stabilizzatori posteriori indipendenti, un braccio posizionatore idraulico da 4,90 m e un bilanciere da 2,25 m, un attacco rapido Liebherr e una benna da 0,36 m3, per un peso operativo totale di 16,6 t. L’escavatore, però, può essere configurato anche con stabilizzatori anteriori e lama posteriore (quindi al contrario di quello in esame), braccio monolitico da 4,6 m, braccio posizionatore da 4,9 m o monolitico da 4,3 m entrambi con deporté oppure con bilanciere da 2,05 o 2,45 m, oltre che con carro Extra Wide (EW) e con diverse tipologie di accessori e attrezzature “made in Liebherr”, come Tiltrotator, benne rovesce fisse o orientabili, benne mordenti bivalve e pinze selezionatrici. Una versatilità, dunque, che consente di allestire l’escavatore in modo diversificato in base alle proprie esigenze e di affrontare ogni genere di cantiere, sia in ambito cittadino – grazie anche al suo raggio di rotazione posteriore di soli 1,75 m – che nella costruzione di strade, di movimento terra, di canalizzazioni e di posa di tubazioni.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 61


Hands On Compattezza e versatilità La rilevante forza di scavo nonostante il citato ridotto raggio di rotazione posteriore consente dunque un impiego flessibile in qualsiasi cantiere. L’A 914 Compact garantisce un’elevata velocità operativa anche in caso di movimenti combinati dell’attrezzatura: tutti i lavori di scavo, livellamento e profilatura possono essere portati a termine rapidamente, permettendo di passare velocemente a nuove operazioni (in caso di interventi di sollevamento o livellamento, la velocità dell’escavatore può essere adeguata all’utilizzo grazie all’apposito interruttore Mode). I joystick di serie con comando proporzionale e la sensibilità del sistema idraulico consentono precisione durante il lavoro, anche a elevate velocità e in caso di movimenti simultanei. Grazie a un comando joystick opzionale, poi, l’operatore può guidare il mezzo in modo proporzionale con un “mini-joystick” a quattro vie, che permette svariate possibilità di comando senza dover cambiare manipolatore. Il braccio di scavo è posto in posizione centrale rispetto al centro ralla, per garantire maggiori forze di sollevamento. La modalità Super Finish, infine, controlla la regolazione di precisione degli elementi di comando: servocomando, rotazione, traslazione, attrezzature, braccio, Autolift e bilanciere di rotazione.

Efficienza e produttività L’escavatore A 914 Compact monta un propulsore Liebherr D924 Stage IV/Tier 4 Final che si avvale di un sistema “SCR Only” – funzionante con AdBlue ma senza FAP/DPF –, che porta a una riduzione del 91% delle emissioni di ossido di azoto (è stato rilevato su tutte le macchine in esercizio, grazie al sistema di trasmissione dati satellitare, un consumo

medio di gasolio pari a 6 l/h nelle effettive condizioni d’esercizio). Grazie al sistema automatico di riduzione al minimo del numero dei giri motore, poi, non appena l’operatore toglie la mano dal joystick il motore rallenta, non attivando quindi alcuna funzione idraulica; quando la mano si avvicina nuovamente al joystick gli appositi

La versione dell’A 914 Compact oggetto di questo Hands On è la configurazione ideale per il mercato italiano. Presenta la lama anteriore, gli stabilizzatori posteriori e un braccio triplice con valvole di blocco sui cilindri di sollevamento e bilanciere (entrambe di serie), oltre a un attacco rapido idraulico Liebherr SW48 su cui si possono montare svariati accessori

62 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT sensori di prossimità attivano immediatamente il numero di giri motore precedenti. In tal modo, si ottiene un risparmio di carburante e una riduzione del rumore. Con lo Start & Stop del motore (opzionale) i costi d’esercizio possono essere ulteriormente ridotti. La riduzione dei consumi si ottiene anche grazie al comando “intelligente” LPE (Liebherr

Power Efficiency), che ottimizza l’interazione dei componenti di trasmissione in relazione al grado di rendimento. Questo comando consente di far funzionare l’escavatore nei limiti del consumo specifico di carburante più basso, per garantire meno emissioni e più efficienza a parità di prestazioni. Da citare anche i dispositivi di sicurezza

Lo sportello sul lato destro dell’escavatore consente di accedere a motore diesel, prefiltro e filtro a maglia fine del carburante, filtro dell’olio, pompe idrauliche, radiatore e serbatoio del refrigerante. Tutti gli elementi sono disposti in modo tale da garantire un accesso agevole, rapido e sicuro

I filtri dell’olio motore, carburante, aspirazione motore e aria cabina sono facilmente accessibili e sostituibili, come ci mostra Sergio Polselli, Key Account Manager di Liebherr-EMTec Italia

anti-rottura dei tubi sui cilindri idraulici di sollevamento, che evitano un abbassamento incontrollato del braccio e assicurano la massima sicurezza in ogni contesto operativo.

VIBRAZIONI? NO, GRAZIE! Grazie al dispositivo antivibrazioni presente su quest’escavatore gommato, si riduce in modo rilevante l’oscillazione del mezzo, cosa che si può verificare durante la sua marcia, in particolare durante i tragitti più lunghi, sia su strada che su altri terreni. Questo dispositivo comprende gli accumulatori a pressione, che fungono da “ammortizzatori” sui cilindri di sollevamento affinché le oscillazioni risultanti sull’impianto non vengano trasmesse alla torretta. La funzione di ammortizzazione riduce il carico meccanico sulla struttura in acciaio, il che garantisce nuovamente una durata maggiore dei componenti. La tenuta di strada più ferma consente all’operatore di guidare in modo più rapido, confortevole e, di conseguenza, efficiente. novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 63


Hands On BRACCIO POSIZIONATORE IDRAULICO DA 4,9 M BILANCIERE DA 2,25 M

ATTACCO RAPIDO IDRAULICO LIEBHERR SW48

SISTEMA LPE (LIEBHERR POWER EFFICIENCY)

BENNA ROVESCIA 650 MM/0,36 M3 SPEEDER PER VELOCITÀ DI MARCIA FINO A 30 KM/H

LAMA STABILIZZATRICE DA 2.550 MM

64 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT I PUNTI DI FORZA L’AFFIDABILITÀ

IMPIANTO CENTRALIZZATO DI LUBRIFICAZIONE

IL COMFORT DI GUIDA

LA MULTIFUNZIONALITÀ

L’ECONOMIA D’ESERCIZIO

IL RIDOTTO RAGGIO DI ROTAZIONE

LA CABINA DI DIMENSIONI STANDARD

DUE TELECAMERE DI SERIE

MOTORE LIEBHERR D924 STAGE IV – 105 KW

TECNOLOGIA SCR ONLY

RAGGIO DI ROTAZIONE POSTERIORE 1,75 M

STABILIZZATORI POSTERIORI INDIPENDENTI

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 65


Hands On La cabina dell’A 914 Compact offre una protezione ROPS e le dimensioni di un escavatore convenzionale. Tra le altre dotazioni: vetro superiore scorrevole a soffitto, luci di lavoro integrate nel tetto, portiera con finestrini scorrevoli (apribile da entrambi i lati), isolamento acustico e visibilità panoramica. Le superfici vetrate del parabrezza in due parti possono essere reclinate completamente o parzialmente mediante apposite guide laterali. Gli specchietti esterni possono essere regolati elettronicamente dalla cabina. Salita e discesa sono sicure e confortevoli grazie allo spazio offerto dal supporto braccio ribaltabile

Cabina di prima classe La cabina ROPS dell’A 914 Compact, inclinabile, offre le stesse dimensioni e comfort di quella di un escavatore convenzionale ed è dotato di un sedile a sospensione pneumatica riscaldabile di serie (proposto nelle versioni Standard, Comfort e Premium), climatizzatore automatico e dispositivi di comando ergonomici con display touch-screen da 7”. Grazie ai cuscinetti viscoelastici, a un isolamento efficace – 71 dB(A) interni – e al motore moderno e silenzioso, rumorosità e vibrazioni sono ridotti al minimo. Ma quest’escavatore offre numerose soluzioni mirate per assicurare comfort ed efficienza. Tra le altre, sono disponibili due diverse versioni di sterzo (per normali

L’interno della cabina offre le migliori condizioni possibili per un lavoro produttivo, grazie anche al sedile a sospensione pneumatica riscaldabile disponibile in tre versioni (Standard, come in questo caso, Comfort e Premium), al climatizzatore automatico, ai comandi ergonomici con joystick con comando proporzionale e al display touch-screen a colori da 7” ad alta definizione

66 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT

LA GESTIONE “INTELLIGENTE” Le macchine Liebherr si avvalgono di serie della tecnologia LiDAT: si tratta di un sistema dati e di localizzazione creato dalla Casa tedesca che consente la gestione, il monitoraggio e il controllo efficiente dell’intero parco macchine in relazione alla raccolta e all’analisi dei dati, alla gestione del parco stesso e all’assistenza. Tutti i dati importanti relativi al mezzo possono essere visualizzati in qualsiasi momento tramite il browser web. Il sistema LiDAT, dunque, offre: una documentazione esaustiva dell’utilizzo della macchina; una disponibilità elevata grazie a tempi brevi d’inattività dovuti alle riparazioni; la possibilità di intervento più rapido da parte del costruttore; il riconoscimento più tempestivo di sollecitazioni e sovraccarichi, quindi il prolungamento della durata di vita utile dei mezzi; una maggiore sicurezza nella pianificazione in azienda.

L’escavatore gommato A 914 Compact è dotato di serie di due telecamere, una posteriore sul contrappeso con schermo di protezione per gli urti, l’altra laterale sul fianco destro del mezzo, anch’essa adeguatamente protetta

lavori stradali, ad esempio, è consigliato il volante “piccolo”, per garantire una maggiore visibilità sull’area di lavoro). La lama stabilizzatrice di livellamento non presenta alcun punto di lubrificazione ed è pertanto esente da manutenzione.

La lama anteriore di stabilizzazione e livellamento presenta robuste protezioni dei cilindri e valvole di blocco sui cilindri di movimentazione lama, in caso di rottura delle tubazioni, poste in posizione totalmente protetta

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 67


Hands On PRODUTTIVITÀ AUMENTATA CON LIKUFIX Per aumentare la produttività delle sue

tubazioni, a comando idraulico, azio-

macchine, Liebherr offre un’ampia sele-

nato dalla cabina, denominato Likufix,

zione di attrezzature, idonee per i cam-

che combinato con l’attacco rapido

pi d’impiego più diversi: benne rovesce

idraulico Liebherr SW48 consente di

fisse e orientabili, benne mordenti, pin-

scambiare in modo rapido e sicuro gli

ze selezionatrici e Tiltrotator. Gli escava-

accessori meccanici e idraulici diretta-

tori idraulici possono essere dotati an-

mente dall’abitacolo di guida, con un

che di un sistema d’innesto rapido delle

aumento di produttività fino al 30%.

serbatoio dell’olio del sistema idraulico: in tal modo, è possibile eseguire senza problemi gli interventi di manutenzione sui componenti idraulici senza dover scaricare l’olio idraulico. ■

I due stabilizzatori posteriori sono comandati indipendentemente dalla cabina e presentano specifiche valvole di blocco, in caso di rottura delle tubazioni, anche in questo caso poste in posizione protetta. Nella parte posteriore della torretta si notano i fanali incassati, progettati per non essere esposti a urti o a situazioni a rischio danneggiamento

La versione vista in occasione di questo HANDS ON monta pneumatici Mitas EM 22 (10.00-20 PR 16) con anello distanziatore, ma l’escavatore è disponibile anche con i nuovi pneumatici gemellati Liebherr senza anello distanziatore

Facilità di manutenzione Tutti i punti di manutenzione dell’escavatore A 914 Compact sono raggiungibili da terra e, grazie agli sportelli di servizio di grosse dimensioni e ad ampia apertura, sono semplici da raggiungere. Gli oli idraulici Liebherr raggiungono una durata di 6.000 ore d’esercizio o maggiore. Anziché definire intervalli fis-

si per il cambio olio, quindi, questo viene sostituito solo a seguito di un’analisi eseguita ogni anno o 1.000 ore d’esercizio. L’olio idraulico Liebherr Hydraulik Plus può raggiungere una durata di oltre 8.000 ore d’esercizio, accompagnata da una riduzione fino al 5% dei consumi di carburante. Un apposito rubinetto di chiusura, di serie, consente di staccare il

68 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

Su entrambi i lati sono presenti numerosi vani porta-oggetti, di grande capienza, sia a livello del carro che sotto la scaletta di accesso alla torretta, dov’è presente anche lo stacca-batterie. Nella foto si notano anche le tre pedane montate di serie, realizzate con lamiere antiscivolo zincate


L’ESCAVATORE GOMMATO LIEBHERR A 914 COMPACT

L’escavatore gommato A 914 Compact consente un accesso agevole alla parte posteriore della torretta. Nella foto, aperto lo sportello sul lato laterale sinistro del mezzo, si trovano l’ampia cassetta degli attrezzi (chiusa e aperta), il filtro dell’aria, l’interruttore generale della batteria, l’unità servocomando, i fusibili principali, la cassetta elettrica e l’impianto d’ingrassaggio centralizzato automatico (di serie) per torretta e braccio, oltre al tubo di rifornimento del gasolio integrato nello sportello, quest’ultimo totalmente coibentato. Accedendo alla parte superiore del mezzo, invece, è raggiungibile il silenziatore di scarico

LA SCHEDA TECNICA A 914 Compact Motore: Potenza netta:

Liebherr D924 Stage IV/Tier IV Final 105 kW / 143 CV a 1.800 giri/min

Trattamento gas di scarico:

SCR Only

Profondità di scavo max.:

5.150 mm

Sbraccio a livello del terreno max.:

8.350 mm

Altezza di lavoro max.:

6.850 mm

Altezza di scavo max.:

9.650 mm

Raggio di rotazione anteriore min.:

2.350 mm

Raggio di rotazione posteriore:

1.750 mm

Forza di penetrazione max. (ISO 6015, senza attacco rapido):

68,8 kN

Forza di strappo max. (ISO 6015, senza attacco rapido):

85,1 kN

Capacità benna:

0,36 m3

Larghezza di taglio:

650 mm

Attacco rapido:

Liebherr SW48

Peso operativo:

16.600 kg

* versione oggetto dell’HANDS ON, con braccio posizionatore idraulico da 4,90 m, bilanciere da 2,25 m, lama + due stabilizzatori, benna rovescia

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 69


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COMPONENTI Magna Tyres Group

L’olandese performante

“Product of Holland” è lo slogan scelto dall’azienda, a testimonianza di una vocazione sempre più internazionale, per presentare anche in Italia la sua vasta gamma di pneumatici destinata a molteplici tipologie di applicazioni di Riccardo Lorenzi

P

ur essendo presente in Italia solo da un paio d’anni, Magna Tyres Group è un brand già molto familiare sul nostro mercato. La sua popolarità deriva da una solida esperienza internazionale, che ne certifica i presupposti di qualità, e dalla versatilità che si traduce nella produzione di pneumatici di diverse tipologie. L’azienda olandese presidia con auto-

revolezza quattro macro-aree molto importanti come quelle del movimento terra, delle applicazioni industriali e portuali, nonché degli autocarri e delle macchine per l’agricoltura. Il suo knowhow si è consolidato nell’arco di quattro decenni di esperienza nel settore della produzione e commercializzazione di mescole di gomma di qualità superiore. Sulla base di quest’esperienza, Magna Tyres Group ha sviluppato pneumatici

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di alta qualità per diverse applicazioni, anche complesse. Il successo riscontrato nei diversi ambiti di competenza ha portato l’azienda ad allargare la propria zona di influenza in campo internazionale: i suoi prodotti sono presenti in oltre 110 paesi del mondo (con una crescita costante) e sono attivi uffici dedicati alla vendita in 10 diverse nazioni. Anche la rete vendita e distribuzione di Magna Tyres Group è in continua espansione, situazione che ha portato alla decisione di costruire un nuovo deposito di 24.000 m² nei Paesi Bassi, potenziando lo spazio di magazzino allo scopo di far fronte alle crescenti richieste dei partner internazionali e di fornire il migliore servizio – e la massima disponibilità – a produttori di primaria importanza come, ad esempio, Terex, Liebherr e Sennebogen.


Sempre all’altezza Dalle macchine movimento terra ai trattori agricoli, ma anche autogrù, sollevatori telescopici, carrelli elevatori e macchine portuali: c’è sempre una soluzione Magna Tyres che si adatta alle esigenze dell’utilizzatore finale. Nella scelta dello pneumatico più adatto al proprio lavoro, bisogna infatti tenere conto di diverse caratteristiche, per le quali il brand olandese presenta soluzioni differenziate. Cominciamo dalla profondità del battistrada, che distingue quattro “famiglie” di prodotti in base proprio alla cosiddetta “altezza”, che si lega alla funzione a cui sono destinati gli pneumatici e alle condizioni della superficie operativa. Va inoltre preso in considerazione l’indice di carico (LI) e il carico massimo (KG), che differenza i prodotti in base alla capacità di reggere alle sollecitazioni derivanti dall’applicazione nella quale vengono utilizzati. In ogni caso, Magna Tyres fornisce pneumatici che garantiscono una resi-

L’OPINIONE “Siamo molto ottimisti rispetto alle opportunità che ci vengono offerte dal mercato italiano. Pur essendo una presenza ancora giovane in Italia, fin dal primo giorno siamo cresciuti in maniera significativa. Anche in occasione di recenti manifestazioni fieristiche locali i nostri pneumatici hanno riscosso un notevole interesse. Ci aspettiamo che il 2018 segni un’ulteriore crescita, dopo quella registrata nel 2017. I segnali del mercato sono incoraggianti, soprattutto perché vediamo che sempre più aziende vogliono investire su pneumatici di qualità, invece che su prodotti a basso costo. Per un’azienda come la nostra, che punta all’eccellenza, è davvero la condizione migliore nella quale operare. Pur nella consapevolezza del fatto che l’Italia si porta ancora addosso i segni della recente crisi economica, notiamo che diverse aziende sono in sintonia con noi e con il nostro approccio nei confronti della qualità dei prodotti. I clienti sono stimolati dalla possibilità di avere a che fare con una multinazionale, che presenta molti vantaggi. Uno dei principali è il fatto che Magna Tyres vanta uno dei più grandi magazzini europei di pneumatici per il movimento terra e per le applicazioni industriali. Questo per molti dealer rappresenta un plus decisivo, insieme alla rilevante flessibilità nell’eseguire le forniture. Per recepire al meglio quella che noi chiamiamo la ‘Magna experience’, il miglior consiglio che mi sento di dare ai clienti è: provate i nostri pneumatici, perché toccarne con mano la qualità è il modo migliore per essere certi del loro valore. Siamo così convinti del valore del nostro prodotto che intendiamo espandere ulteriormente la nostra rete, così che sempre più utilizzatori finali abbiano la possibilità di ordinare direttamente pneumatici Magna Tyres. È l’obiettivo principale che ci poniamo per il prossimo anno, dal quale ci aspettiamo la conquista di un’ulteriore quota di mercato. Inoltre, stiamo rifornendo diversi grandi produttori di attrezzature originali e ciò genererà un’ulteriore domanda per i nostri prodotti anche STEPHAN VAN LEEUWEN nel settore Aftermarket”. SALES MANAGER ITALIA, MAGNA TYRES GROUP novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 73


COMPONENTI

stenza elevata, in base alla loro particolare struttura. Nella costruzione delle tele di tipo convenzionale la corona e i fianchi sono formati dalla stessa struttura; quindi, il battistrada soffre la flessione dei fianchi causando la deformazione dell’area di contatto dello pneumatico sul suolo e anche del movimento nell’area di contatto del battistrada. Nella struttura radiale completamente in acciaio, di tipo multifunzionale, il fianco e il battistrada invece funzionano separatamente. Il battistrada quindi non soffre la flessione dei fianchi, ottenendo così una mi-

GLI PNEUMATICI PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA DIFFERISCONO DA QUELLI MONTATI SUGLI AUTOVEICOLI O SUI VEICOLI COMMERCIALI PER DIMENSIONI, PESO, MAGGIORI PROFONDITÀ DEL BATTISTRADA E ULTERIORI RINFORZI PER AFFRONTARE CONDIZIONI DI UTILIZZO SPESSO GRAVOE. MAGNA TYRES GROUP PROPONE SOLUZIONI IN OGNI AMBITO DI APPLICAZIONE 74 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


nore deformazione dell’area di contatto dello pneumatico sul suolo, un minore movimento nell’area di contatto del battistrada e l’assenza di movimento tra le tele della carcassa. Nel settore del movimento terra, l’ampia varietà di macchine e il relativo utilizzo richiedono lo sviluppo di una vasta gamma di pneumatici, suddivise secondo gli standard internazionali in quattro categorie: ISO (Organizzazione Standard Internazionale), ETRTO

(Organizzazione Tecnica Europea per i Pneumatici ed i Cerchi), TRA (Associazione Pneumatici e Cerchi) e JATMA (Associazione Giapponese di Produttori di Pneumatici per Auto). Le diverse profondità e i disegni speciali del battistrada per usi molto specifici sono identificati da un numero, che si riferisce alla tipologia di suolo e alle condizioni di utilizzo per il quale il quale lo pneumatico è maggiormente indicato. ■

MAGNA TYRES GROUP SI È FOCALIZZATA SUL MERCATO ITALIANO SOLO DA UN PAIO D’ANNI, MA LE SUE QUOTE DI MERCATO STANNO CRESCENDO MOLTO RAPIDAMENTE

LA RETE VENDITA E DISTRIBUZIONE DI MAGNA TYRES GROUP È IN CONTINUA ESPANSIONE E CIÒ HA PORTATO ALLA DECISIONE DI COSTRUIRE UN NUOVO DEPOSITO DI 24.000 M² NEI PAESI BASSI, POTENZIANDO LO SPAZIO DI MAGAZZINO ALLO SCOPO DI FAR FRONTE ALLE CRESCENTI RICHIESTE DEI PARTNER INTERNAZIONALI

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COMPONENTI Jaderparts

Ricambi per Volvo: la Svezia nel cuore

L’azienda di Anzola dell’Emilia ha festeggiato nel 2017 il suo quarto anno di attività e il notevole riscontro ottenuto in breve tempo sul mercato italiano, anche grazie alla sinergia con la svedese SLP. Una collaborazione che le ha consentito di diventare un affidabile punto di riferimento in Italia per quanto riguarda i ricambi Volvo e Scania di Ettore Zanatta

A

quattro anni dall’inizio della sua attività la Jaderparts di Anzola dell’Emilia (Bo) si è ritagliata uno spazio importante nel mercato italiano dei ricambi. Ciò grazie alla sua dinamicità, alla qualità dei prodotti commercializzati e alla sinergia con la svedese SLP (Swedish

Lorry Parts), di cui è distributore esclusivo per l’Italia. Abbiamo incontrato Iader Baiesi, Managing Director dell’azienda emiliana, che ci ha presentato una realtà che si propone sul mercato come esperta del mondo Volvo e Scania. La Jaderparts è stata fondata nel settembre 2013. Un’azienda giovane,

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ma che in poco tempo ha già ottenuto grossi riscontri e risultati. Come vi collocate nel mercato italiano del post-vendita? “Prima di costituire la Jaderparts ho lavorato in varie aziende del settore, fino a ricoprire il ruolo di Pricing & Dealer Manager in Volvo CE. L’attività svolta in questi ultimi quattro anni, quindi, fon-


da le sue basi su un’esperienza pluriennale in questo comparto. Grazie a ciò e alla serietà e dinamicità che ci contraddistinguono, il riscontro che abbiamo avuto fin da subito è stato straordinario. Per quanto riguarda il target di mercato, Jaderparts si posiziona in un ambito preciso del mercato italiano del postvendita: grazie alla nostra produzione diretta e alla collaborazione con la svedese SLP (Swedish Lorry Parts) - di cui siamo distributori esclusivi per l’Italia ci proponiamo come esperti del mondo Volvo e Scania, marchi per i quali siamo in grado di offrire anche un servizio di assistenza a 360°, nonché ricambi che spesso non sono più reperibili nel mercato dell’originale”. Jaderparts distribuisce un’ampia gamma di componenti e ricambi, destinata a diversi settori industriali. Come possiamo quantificare il volume di prodotti commercializzati? “Annoveriamo oltre 25.000 ricambi disponibili in aftermarket e offriamo una gamma che va dalle parti motore a quelle elettriche, dalle parti di usura alla carrozzeria. Nel settore aftermarket dei ri-

e l’adeguamento ideale con le macchine su cui vengono montati”.

IADER BAIESI

MANAGING DIRECTOR DI JADERPARTS

cambi alternativi non è banale parlare di qualità: i mezzi su cui vengono installati i nostri ricambi sono complessi e un fermo macchina causato da un ricambio di non adeguata qualità potrebbe essere molto costoso: tutti i ricambi da noi commercializzati - che siano SLP o di nostra produzione - sono realizzati per garantire elevati standard di affidabilità

Da subito Jaderparts ha instaurato un rapporto di collaborazione con SLP. Come si è sviluppata questa partnership nel tempo? “Il sodalizio con SLP è più di una semplice partnership commerciale. Dal 2013 a oggi si è sviluppato con il produttore svedese un rapporto di fiducia, che genera un quotidiano scambio di informazioni su prodotti e strategie. SLP è stata inoltre presente con noi al SaMoTer di Verona, lo scorso febbraio, per ribadire il rapporto che ci lega. Grazie a questa collaborazione siamo in grado di commercializzare una gamma completa di ricambi perfettamente intercambiabili con quelli dei marchi Volvo CE, Volvo Penta, Volvo Trucks, Volvo Bus e Scania”. Quali sono le principali attività svolte nell’ultimo anno? “Stiamo ampliando lo staff: da azienda familiare ci stiamo organizzando per diventare una realtà più strutturata. Oltre a me e a Patrizia Frignani, titola-

JADERPARTS DISTRIBUISCE, OLTRE AD ARTICOLI DI SUA PRODUZIONE, L’AMPIA PROPOSTA DI RICAMBI DELLA SVEDESE SLP, CHE COMPRENDE SOLUZIONI PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA, MOTORI MARINI E VEICOLI INDUSTRIALI

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COMPONENTI CHI È SLP SLP (Swedish Lorry Parts) è un’azienda svedese specializzata in parti di ricambio per veicoli industriali Volvo e camion e autobus Scania. Al fine di garantire una qualità adeguata in ogni fase dell’attività - supportata da un’organizzazione in grado di fornire il materiale in modo rapido in tutto il mondo - SLP gestisce interamente la propria produzione e lo sviluppo dei prodotti proposti sul mercato. La produzione e la vendita di ricambi, dunque, è l’attività principale di SLP ed è per questo motivo che - già a partire dalla sua fondazione, avvenuta nel 1991 - l’azienda svedese investe costantemente molte risorse nell’attività di stoccaggio e consegna del materiale. Ogni anno il team SLP gestisce circa 100.000 consegne in 91 Paesi tramite nave, aereo, camion o treno e, grazie a un magazzino automatizzato sempre fornito (il 95% dei prodotti è sempre disponibile) e a JADERPARTS HA PARTECIPATO CON SUCCESSO ALLE PIÙ RECENTI MANIFESTAZIONI FIERISTICHE DI SETTORE, OTTENENDO GROSSI RISCONTRI. NELL’OCCASIONE HA PRESENTATO ANCHE IL NUOVO SERVICE VAN BRANDIZZATO

sistemi di logistica all’avanguardia, è in grado di soddisfare la maggior parte degli ordini lo stesso giorno in cui essi arrivano a Kumla, dove si trovano sia il magazzino che lo stabilimento di produzione. La gamma prodotti cresce di circa 1.500 articoli l’anno (oggi il portafoglio prodotti è costituito da circa 13.000 item). SLP vanta attualmente un fatturato annuo di circa 170 milioni di SEK e impiega circa 50 persone.

re di Jaderparts, una persona, Valeria Lazzarini, si occupa delle attività di marketing e comunicazione e un’altra, Stefano Mancini, cura gli aspetti commerciali. Abbiamo investito in un server in grado di supportare fino a 30 stazioni di lavoro e stiamo lavorando per rafforzare il brand, investendo energie e risorse per farlo conoscere sul merca-

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to tramite iniziative sia in ambito commerciale che sociale. Sponsorizziamo eventi e band musicali, produciamo merchandising e, per fare recepire ancora meglio la comune mentalità con SLP, curiamo una rubrica di cucina svedese all’interno del nostro sito aziendale. In occasione del SaMoTer, poi, abbiamo presentato un nuovo Service Van


brandizzato. A proposito di SaMoTer: in quest’occasione abbiamo consolidato la nostra presenza nel mondo aftermarket presentando la gamma completa di ricambi, che includono soluzioni per macchine movimento terra, motori marini e veicoli industriali. Il focus è stato in particolare sul mondo Truck, comparto in cui SLP al momento sta investendo molto, con un catalogo ricambi che viene arricchito giornalmente con nuovi codici”. Il 2017 è stato un anno speciale anche per SLP… “Lo scorso settembre è stato inaugurato il nuovo magazzino ricambi centrale SLP di Kumla. Un lavoro iniziato in primavera e che ha portato oggi a 4.200 m2 di nuovo spazio disponibile per lo stoccaggio di ricambi. Area quasi raddoppiata rispetto al magazzino preesistente: dai precedenti 13.000 articoli, il magazzino - completamente automatizzato - conta ora un totale di 25.000 item. È stato inoltre migliorato il flusso merci, con fasi di

imballaggio in corsie e stazioni presenti in entrata e in uscita. L’area più ampia offre vari vantaggi ai clienti sia in termini di capacità di stoccaggio, ora maggiore, che di consegne, più rapide”. Quanto ciò ha influito anche sulla logistica interna di Jaderparts, intesa come gestione di magazzino, e sull’attività commerciale in generale? “Data la maggiore richiesta di ricambi abbiamo iniziato ad ampliare la nostra sede di Anzola dell’Emilia, aggiungendo 100 m di scaffalature per poter usufruire di maggiore spazio e garantire un maggiore stock di ricambi. Per quanto riguarda l’attività commerciale, il nostro obiettivo attuale è quello di sviluppare una rete di officine autorizzate dislocate su tutto il territorio nazionale, al fine di commercializzare i nostri prodotti e fornire assistenza tecnica ai clienti in modo ancor più rapido. Lo scopo è essere per il cliente un ‘onestop-shop’, un fornitore a cui rivolgersi per avere un’offerta a 360°. Da alcuni

mesi siamo in grado di dotare le officine della nostra rete di sistemi di diagnostica finalizzati a fornire un’assistenza moderna e professionale e, sempre in ottica distributiva, abbiamo migliorato i tempi di consegna: ora consegniamo in 24 ore in Italia, escluse le aree disagiate e le isole dove consegniamo in 48 ore. L’orario di ‘cut-off ’ è stato portato alle 16:00: i clienti che inviano ordini entro questo orario riceveranno il ricambio entro le 24 ore successive. Esiste inoltre un servizio aggiuntivo, con consegna in quattro-cinque giorni per coloro che non hanno particolare urgenza”. Quali sono le novità che dobbiamo aspettarci per il 2018? “Vogliamo realizzare un sito e-commerce, con una sezione dedicata ai cataloghi online dei marchi da noi trattati. Stiamo inoltre ampliando la gamma e la disponibilità dei ricambi e valutando l’opportunità di partecipare a una o più eventi di settore, individuando quelli più interessanti e strategici”. ■

DATA L’AUMENTATA RICHIESTA DI RICAMBI, JADERPARTS STA AMPLIANDO E RIMODERNANDO IL SUO MAGAZZINO, AGGIUNGENDO 100 M DI NUOVE SCAFFALATURE PER POTER USUFRUIRE DI MAGGIORE SPAZIO E GARANTIRE UN MAGGIORE STOCK DI RICAMBI novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 79


TECNOLOGIE MP Filtri

Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici - PRIMA PARTE -

La presenza di particelle solide all’interno dei sistemi oleodinamici ne influenzano prestazioni e affidabilità. Lo sforzo collettivo è rivolto alla ricerca di soluzioni che limitino gli effetti dell’usura dei componenti, spesso disastrosi, consentendo un corretto livello di pulizia dei fluidi e un adeguato monitoraggio della contaminazione. Quest’articolo, che proponiamo in due parti, evidenzia i requisiti necessari per monitorare i sistemi in servizio e individuare le soluzioni disponibili per garantire un ottimale manutenzione di Geoff Grant

S

tudi di settore hanno stabilito che la presenza di particelle solide (sporco) nei fluidi oleodinamici è il fattore che, in modo più rilevante, ne influenza l’affidabilità e la durata (è stimato che tra il 20% e il 70% di guasti a impianti e macchinari sono dovuti a sporco nel lubrificante). In particolare, il sondaggio inglese DTI ha quantificato la relazione tra il livello di affidabilità e quello di sporco nei sistemi come riportato nelle specifiche ISO 4406 (Figura 1): ovviamente, più basso è il livello di sporco e più alta è l’affidabilità del sistema (e più lunga la durata).

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FIGURA 1. RAPPORTO TRA IL LIVELLO DI SPORCO E L’AFFIDABILITÀ IN UN SISTEMA OLEODINAMICO

Da quando è stato effettuato il sondaggio DTI, circa 30 anni fa, si sono registrati significativi passi avanti nell’industria della trasmissione di potenza tramite fluidi: progettisti, costruttori di impianti e utilizzatori finali hanno ormai compreso l’importanza dei benefici apportati dall’utilizzo di fluidi puliti. I processi di pulizia sono stati estesi in ogni fase produttiva e come prevenzione di eventuali successivi danni. È stato altresì appurato che un corretto monitoraggio dei fluidi rappresenta l’azione più sensibile e probabilmente la meno costosa da considerare ed è per questo motivo che è stata integrata quale operazione tecnica primaria in ogni fase della gestione dei fluidi. Per garantire una gestione corretta di queste operazioni è peraltro fondamentale dotarsi di strumenti di misurazione che forniscano dati certi e affidabili, in modo che qualsiasi aumento significativo del livello di contaminazione sia prontamente individuato e corretto. Di seguito, evidenziamo i requisiti necessari a eseguire un ottimale monitoraggio del livello di contaminazione dei circuiti oleodinamici e le tecniche più efficaci. GEOFF GRANT, RESPONSABILE DIVISIONE CMP PRODUCT DELLA FILIALE MP FILTRI (UK) LTD. E COAUTORE DI QUEST’ARTICOLO, STA ESEGUENDO UN TEST APPLICATIVO CON UN CONTATORE DI PARTICELLE DI NUOVA GENERAZIONE DELL’AZIENDA DI PESSANO CON BORNAGO (MI), PUNTO DI RIFERIMENTO MADE IN ITALY PER QUANTO RIGUARDA SOLUZOINI PER LA FILTRAZIONE NEL SETTORE OLEODINAMICO

La filosofia del monitoraggio di pulizia Come accennato, la maggior parte dei moderni sistemi oleodinamici – sia di potenza fluida che di lubrificazione – sono oggi progettati per funzionare con un adeguato livello di pulizia del fluido. Ciò viene chiamato RCL (Required Cleanliness Level) e la sua importanza non dev’essere sottovalutata: esso è il livello base che i filtri del sistema devono raggiungere e mantenere per tutto il loro ciclo di vita. Altrettanto importanti dovrebbero essere considerate le specifiche di pulizia di tutti i processi di produzione, ad esempio i cicli di lavaggio, l’assemblaggio del sistema e il pro-

IL CONTATORE DI PARTICELLE LPA2, PREDECESSORE DELLA VERSIONE LPA3 DI MP FILTRI

cesso di flussaggio che ne precedono la consegna. Per comprendere appieno l’effetto inquinante che può gravare sui componenti è auspicabile un’adeguata conoscenza dei processi di usura da parte delle parti in causa. Le particelle contaminanti che vanno a contatto con le superfici dei componenti ne causano l’usura e la riduzione nelle prestazioni e ciò accade durante ogni processo di lavorazione, in misura maggiore o minore. Le particelle di contaminante devono quindi essere rimosse dal processo al più presto, per eliminare gli effetti e i danni conseguenti. Durante il ciclo di lavoro i sistemi idraulici prevedono generalmente attività tali che eventuali detriti generati da usura vengono diffusi nei

IL CONTATORE DI PARTICELLE DI NUOVA GENERAZIONE LPA3 DI MP FILTRI, COSÌ COME IL SUO PREDECESSORE LPA2, MISURA E MOSTRA AUTOMATICAMENTE LE PARTICELLE DI CONTAMINANTE, IL LIVELLO DI UMIDITÀ E TEMPERATURA E LA PRESSIONE DEL SISTEMA

ripetutamente nei sistemi stessi. Se non si interviene prontamente questo fenomeno può generare un’usura accelerata dei componenti, poiché una sostanziale quantità di detriti andrebbe a generare la rottura del componente in breve tempo. In tali circostanze, l’affidabilità del sistema sarà instabile e insicura e anche se non si verificherà alcun guasto, la superficie del componente potrebbe presentarsi così usurata da non garantire le prestazioni riportate a progetto e certamente esso non raggiungerà il ciclo di vita programmato e auspicato. Il ruolo della filtrazione in questo processo può essere verificato valutando come i componenti reagiscono fino a causare un guasto definitivo. (Figura 2) Se il livello di filtrazione è stato selezionato correttamente per il sistema in questione – sulla base di specifici requisiti di sensibilità, sul contaminante dei componenti e sulla durata

FIGURA 2. TASSO DI GENERAZIONE DELLE PARTICELLE FINO AL GUASTO

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 81


TECNOLOGIE

TRA LE ALTRE SOLUZIONI, MP FILTRI PROPONE UN’AMPIA GAMMA DI ACCESSORI DA UTILIZZARE IN ABBINAMENTO AI CONTATORI LPA2 E CML2 PER LE ANALISI STATICHE DEGLI OLI, DISPONIBILI PER CONTENITORI FINO A 500 ML

di affidabilità prevista dall’utente – il tasso di usura sarà limitato e tenuto sotto controllo. Un limitato numero di particelle di piccole dimensioni (<10 µm) possono generalmente passare attraverso le tolleranze dei componenti senza produrre ulteriori particelle di usura. Anche quando vengono bloccate in uno spazio libero esse vengono facilmente fratturate, producendo solo un mimino effetto sulle altre superfici. Questa modalità di usura è molto “lieve” (“benigna”) e consente di garantire al componente un funzionamento affidabile e di lunga durata. Se viene selezionato un grado di filtrazione sbagliato o il filtro esistente presenta debolezze che ne riducono le prestazioni si verificherà un aumento del livello di contaminazione. Ciò provoca un aumento sia del numero che della dimensione delle particelle generate, causando modifiche repentine al meccanismo di usura: da un livello lieve si passerà a un’usura altamente abrasiva, generando grandi quantità di materiale che saranno da rimuovere dal fluido. Se tale cambiamento non viene rilevato e corretto, quest’usura produrrà progressivamente particelle ancora più grandi

con un esito negativo sul componente, spesso “catastrofico”. Lo scopo delle forme più tradizionali di monitoraggio è l’individuazione di un imminente guasto in modo che il componente possa essere messo fuori servizio prima di danneggiarsi irrimediabilmente, con gravi conseguenze, anche economiche. Nel monitoraggio della pulizia la filosofia è completamente diversa: campioni di fluido vengono analizzati e a qualsiasi aumento significativo di piccole particelle corrispondono azioni tempestivamente attuate per correggere la situazione e riportare l’usura a un livello più idoneo nel più breve tempo possibile. Solo così si può garantire un funzionamento affidabile e di lunga durata dei componenti.

Individuazione del corretto monitoraggio La selezione del corretto monitoraggio dipende dai requisiti richiesti dall’utente e, in parte, dall’utilizzatore finale. In generale, occorre valutare attentamente tali requisiti prima di adottare un sistema di monitoraggio: ciò può sembrare ovvio, ma l’esperienza insegna che spesso gli utenti eseguono un monitoraggio che sembra idoneo, per poi ritrovarsi a porre rimedi, anche costosi, in seguito. L’operatore deve acquisire familiarità con il principio dei dispositivi, su come applicarli e interpretarne i dati, nonché considerare correttamente come il monitoraggio dei contaminanti possa integrarsi nell’infrastruttura esistente.

FIGURA 3.

82 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

Quali sono i requisiti per un corretto monitoraggio della pulizia dei fluidi? Esso dev’essere in grado di misurare varie concentrazioni di contaminante, anche relativamente basse (<10 µm), nonché una vasta gamma di dimensioni e granulometrie; deve fornire dati come indicato nelle normative ISO 4406 o AS4059; deve garantire precisione e ripetibilità e fornire risultati immediati (o, almeno, in un periodo di tempo breve, affinché le azioni correttive possano essere eseguite con un ritardo minimo); dev’essere in grado di analizzare una vasta gamma di fluidi idraulici; deve avere un costo “accettabile”. Dimensioni e funzionamento La gamma di dimensioni generalmente accettata per quanto riguarda i sistemi fluidi va da 4 a 70 µm (la maggior parte dei sistemi di classificazione di pulizia offre tali dimensioni); tuttavia, si deve evidenziare che le misure di pulizia dei componenti può andare fino a 1.000 µm. Esistono due metodi per misurare la pulizia nei fluidi di processo: Off-line e On-line. (Figura 3) Tramite il primo, si preleva un campione del fluido dal sistema e raccolto in un contenitore opportunamente pulito per la successiva analisi, eseguita sul posto di lavoro o, come più spesso accade, in laboratorio. Il processo richiede tempo considerando il campionamento, l’ottenimento dei dati e l’individuazione delle possibili azioni correttive. Tempo che può variare da ore, se l’analisi è eseguita in situ, a settimane, se inviato a un laboratorio esterno. Ciò non sarà un problema se il processo è sotto controllo, ma


potrebbe essere disastroso se il livello di contaminazione è in fase di rapido cambiamento. Un altro problema connesso al metodo Off-line è che la contaminazione viene aggiunta nel campionamento e nella gestione dei processi. Ciò può generare errori sostanziali, produrre variabilità nei dati e azioni correttive inutili. I livelli di pulizia dei moderni sistemi di filtraggio sono così alti che questa sporcizia estranea può completamente mascherare quelli di sporcizia nel sistema. Ciò rende quasi impossibile l’interpretazione corretta dei dati. Il vantaggio di questa modalità di campionamento è che c’è una gamma molto ampia di tecniche e strumenti disponibili a supporto dell’utente (analisi al microscopio, spettrografiche, agli infrarossi, eccetera) in grado di individuare la causa principale dell’aumento di contaminazione. Il metodo On-line prevede invece la connessione diretta degli strumenti al sistema o al processo, alla linea principale di flusso o al serbatoio: elimina quindi l’induzione a errori e assicura un’ottimizzazione nelle tempistiche tra il prelievo dei campioni e l’ottenimento dei dati. Sono disponibili a sua volta due sistemi: mobile o fisso. Il primo prevede unità mobili in grado di monitorare un elevato numero di sistemi in situ e offrire

una conseguente adeguata soluzione economica. Tuttavia, esso evidenzia i seguenti svantaggi: l’unità dev’essere svuotata ogni volta che viene fatta una connessione per rimuovere i detriti generati (ciò può richiedere fino a 40 minuti di tempo); un significativo volume di fluido può andare “perso” se il tubo di scarico non viene fatto confluire correttamente verso il serbatoio; una contaminazione dei fluidi può verificarsi se l’unità viene utilizzata con sistemi aventi differenti fluidi idraulici; il processo di analisi non è immediato a causa della necessità di recarsi fisicamente sul posto; il risultato può non essere realmente rappresentativo del fluido nel sistema. Il sistema fisso è l’opzione preferita rispetto a quella portatile, questo perché: i dati sono continuamente disponibili, così che eventuali aumenti di contaminazione possono essere rile-

L’APPARECCHIO ICM È IN GRADO DI MISURARE AUTOMATICAMENTE E VISUALIZZARE I LIVELLI DI CONTAMINAZIONE DA PARTICELLE SOLIDE, UMIDITÀ E TEMPERATURA PRESENTI IN SVARIATI FLUIDI IDRAULICI. È STATO CONCEPITO SPECIFICATAMENTE PER IL MONTAGGIO DIRETTO SU SISTEMI CHE RICHIEDONO MISURAZIONI O ANALISI CONTINUE E DOVE IL RISPARMIO DI SPAZIO E LA RIDUZIONE DEI COSTI SONO UNA PRIORITÀ

vati immediatamente e relative azioni correttive possano essere prontamente attuate; non è necessario lavare l’unità prima di effettuare la misurazione; non si verifica alcuna perdita di fluidi; le tempistiche di campionamento possono essere ottimizzate. Ognuno di questi metodi di analisi richiede uno strumento specifico. Ciò, in passato, ha influito molto sulle azioni degli utilizzatori, che talvolta non avevano le risorse necessarie per considerare tutte le corrette strumentazioni. Tuttavia, le evoluzioni registrate in termini di tecnologia hanno portato a una riduzione dei costi di questi dispositivi e ora determinati – e più idonei – investimenti non sono più così proibitivi. ■ LE UNITÀ DI FILTRAZIONE MOBILI UFM 041 SONO IDEALI PER IL RIEMPIMENTO E IL RABBOCCO DI FLUIDI IDRAULICI E DI FLUIDI PER LA LUBRIFICAZIONE. SI DISTINGUONO PER UNA PORTATA DI 33 L/MIN, UNA PRESSIONE MAX. DI 5 BAR E PER I MOTORI ELETTRICI MONOFASE/TRIFASE novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 83


SERVIZI Sabbie di Parma

Un bel Po di sabbia

Sabbie silicee e quarzifere essiccate e umide per l’industria, nonché per sabbiature e filtraggio, per il mondo dello sport e il giardinaggio, oltre a prodotti speciali. Il produttore emiliano è un referente certificato nel settore, anche grazie all’impiego di macchine operatrici in continuo movimento lungo le rive del più importante corso fluviale italiano di Ettore Zanatta

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razie a impianti di alto livello tecnologico, all’impiego di macchine operatrici di alta qualità e affidabilità, nonché alla lunga esperienza in ricerca e sviluppo, Sabbie di Parma (Polesine Parmense – Pr) è una società della famiglia Bacchi in grado di produrre sabbie silicee e quarzifere di altissima qualità in svariate tipologie, rispondendo alle molteplici esigenze del mercato. Abbiamo incontrato Lorenzo Bacchi, amministratore delegato dell’azienda parmense, che ci ha illustrato le caratteristiche di questo particolare prodotto e l’intero iter produttivo, partendo dall’estrazione della sabbia al relativo confezionamento e stoccaggio. Il tutto utilizzando a supporto un vasto parco mezzi, in cui spicca il marchio Liebherr.

84 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


LORENZO BACCHI (NELLA FOTO, AL CENTRO), AMMINISTRATORE DELEGATO DI SABBIE DI PARMA, INSIEME AD ANDREA BACCHI (ALLA SUA DESTRA) E LUCA BACCHI, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE DELLA PRODUZIONE E RESPONSABILE COMMERCIALE DELL’AZIENDA EMILIANA

Nel mondo dell’edilizia le sabbie ricoprono un’importanza fondamentale, poiché costituiscono lo scheletro delle malte e calcestruzzi e al contempo conferiscono consistenza e volume senza interagire chimicamente con il legante nelle reazioni che si innescano durante il processo di solidificazione. Quali caratteristiche deve avere una sabbia ideale per malte?

“Deve essere compatibile, dal punto di vista chimico e fisico, con i leganti da costruzione; deve avere una adeguata resistenza meccanica in quanto costituisce la struttura della malta; deve avere una curva granulometrica proporzionata alla tipologia di impiego; deve essere esente da impurità tipo limi e argille; deve essere esente da frazioni tipo sali solubili

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SERVIZI in soluzioni acquose; non deve essere assorbente e geliva; deve essere reperibile con il minore impatto ambientale possibile”. Quali tipologie di sabbie si distinguono nel settore degli aggregati per malte? “Si possono distinguere due grandi tipologie di sabbie oggi impiegate, che devono rispondere a rigidi protocolli normativi e devono obbligatoriamente riportare la marcatura EN 13139 – Aggregati per malte. Si tratta delle sabbie di origine alluvionale estratte da cava o fiume”. Sabbie di Parma è specializzata nell’estrazione e lavorazione di sabbie al-

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luvionali da cava e fiumi. Di cosa si tratta? “Le sabbie di origine alluvionale di nostra produzione vengono estratte da cave di sabbia esclusivamente finalizzate alle riqualificazioni delle aree golenali del fiume Po e quindi possono definirsi a impatto ambientale nullo. Si presentano fondamentalmente eterogenee di composizione prevalentemente silicea (arenarie, rocce magmatiche, metamorfiti, selce, quarzo, miche, plagioclasi) e di forma arrotondata a vari gradi di sfericità dovuti all’azione levigante dell’erosione millenaria dell’acqua che ne garantisce, al contempo, la quasi completa elimina-

zione naturale delle parti solubili, friabili e dei fini. In seguito all’estrazione, le nostre sabbie vengono ulteriormente lavate e vagliate per quanto concerne la linea umida e lavate, ciclonate, vagliate, essiccate e selezionate per la linea essiccata al fine di ottenere una gamma di prodotti ideali dalle granulometrie selezionate e depolverizzati perfetti per la preparazione di malte. Quali sono le altre tipologie di sabbie in commercio? “In contrapposizione alle sabbie silicee precedentemente descritte, attualmente si possono citare le sabbie di frantoio, derivanti dalla frantumazione di rocce calcaree”.


IL MARCHIO DI RIFERIMENTO PER SABBIE DI PARMA PER QUANTO RIGUARDA LE MACCHINE OPERATRICI È LIEBHERR, SIA PER CIÒ CHE CONCERNE LE PALE GOMMATE UTILIZZATE PER LA MOVIMENTAZIONE DEL MATERIALE CHE GLI ESCAVATORI CINGOLATI IMPIEGATI NELLE CAVE

Come si svolge, in sintesi, il processo produttivo all’interno di Sabbie di Parma? “Tramite la nostra flotta di chiatte e draghe, la sabbia arriva dalle cave direttamente via fiume e viene accumulata

per mezzo di nastri negli spazi adibiti a magazzino. Successivamente, la sabbia subisce le varie lavorazioni: selezione, lavaggio, ri-selezione, depolverizzazione, essicazione, deferrizzazione e confezionamento”.

LA SABBIA ARRIVA PRESSO LA SEDE DI SABBIE DI PARMA DIRETTAMENTE DALLE CAVE, TRAMITE APPOSITE DRAGHE E CHIATTE. IL MATERIALE, DI ORIGINE COMPLETAMENTE NATURALE, VIENE ESTRATTO IN AREE GOLENALI DEL FIUME PO novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 87


SERVIZI

ALCUNI SCORCI DEL VASTO SITO PROPRIETÀ DI SABBIE DI PARMA: QUI LE SABBIE SILICEE PRODOTTE PRESENTANO UN ELEVATO LIVELLO QUALITATIVO, NONCHÉ OTTIMA RESISTENZA MECCANICA E LAVORABILITÀ, UN MODULO D’ELASTICITÀ INDIPENDENTE DA SOLLECITAZIONI, INSENSIBILITÀ ALLE PIOGGE ACIDE, ALL’AZIONE DI MUFFE, FUNGHI, ALGHE E AL GELO E UN’ELEVATA RESISTENZA AL DEGRADO. L’AZIENDA SI OCCUPA DELL’INTERO PROCESSO PRODUTTIVO DELLA SABBIA, DALLA SUA SELEZIONE AL CONFEZIONAMENTO

Perché si dovrebbero preferire le sabbie prodotte da Sabbie di Parma? “La sabbia ideale per la realizzazione di malte, dal punto di vista chimico-fisico, è certamente quella silicea di origine alluvionale, in quanto garantisce una perfetta compatibilità con i leganti, un’ottima resistenza meccanica e un’inattaccabilità da tutti quegli agenti chimici potenzialmente presenti nelle varie fasi delle lavorazioni e della vita dei manufatti. La nostra azienda, poi, pone grande attenzione all’individuazione delle aree di cava con progetti mirati al recupero

88 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

dell’ambiente fluviale. La pianificazione che contraddistingue questi progetti è nel lungo termine, perciò assicura la costante disponibilità del materiale siliceo. I nostri prodotti sono raffinati, selezionati e certificati. Nella sede di Polesine Parmense disponiamo di impianti adeguati all’ottenimento di prodotti del più alto livello qualitativo. In definitiva, le sabbie prodotte da Sabbie di Parma hanno le migliori caratteristiche chimiche e granulometriche. Questo anche grazie alla grande disponibilità di materie prime, alla nostra elevata (e versatile) capa-


cità produttiva e all’economicità dell’organizzazione industriale che sta alla base della nostra attività”. Abbiamo citato la flotta di navi che trasportano la sabbia dalle cave a Polesine Parmense. Decisamente consistente è anche il parco di macchine operatrici utilizzato per l’attività di Sabbie di Parma… “Sì, a livello di Gruppo disponiamo di una flotta di mezzi di oltre 40 unità, tra escavatori, pale gommate e cingolate, autocarri, carrelli elevatori e altro (le draghe

e chiatte citate, motrici, attrezzature varie, auto e trattori). All’interno dell’impianto di competenza di Sabbie di Parma di Polesine Parmense, in particolare, sono operativi due escavatori cingolati Liebherr 944 e quattro pale gommate, sempre di marchio Liebherr (tre 574 e una 576). È certamente Liebherr il marchio preponderante, per scelta aziendale, all’interno del nostro parco mezzi: abbiamo iniziato ad acquistare macchine del costruttore tedesco circa 15 anni fa e ci siamo fidelizzati al marchio, poiché rappresentano una garanzia in termini di econo-

micità, consumi e affidabilità. Inoltre, il servizio post-vendita è rapido e professionale, così come il supporto e la consulenza garantita sia dalla casa madre che dalla filiale e dai relativi commerciali attivi sul territorio nazionale. Gli escavatori, nella fattispecie, vengono utilizzati in prossimità delle cave, mentre le pale gommate si occupano della movimentazione del materiale all’interno dell’impianto”. ■ TRA I MEZZI UTILIZZATI ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO, ANCHE UN DUMPER E DIVERSI AUTOCARRI

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 89


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Dossier

L’ALBA

di una nuova era Se gli indicatori economici sono concordi nel sancire la fine della crisi che ha lungamente attanagliato l’Italia, il settore delle costruzioni dovrà invece aspettare il 2018. Per comprendere i motivi di questo ritardo e le opportunità della ripresa, abbiamo incontrato i protagonisti del mercato di Lorenzo Zacchetti

92 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


MERCATO

R

ipresa, sì, ma a due velocità. I segnali positivi che giungono dall’economia nazionale vanno certamente accolti con favore, ma non è possibile evitare di osservare come il settore delle costruzioni viaggi ancora con il freno tirato.

Si torna a crescere, è vero, ma meno velocemente di quanto auspicato e il chiaro segnale della lentezza del nostro ambito di riferimento è dato dal confronto tra le stime del PIL, che sono state riviste al rialzo, e quelle specifiche del settore, che invece dall’iniziale +0,8% sono passate a un più magro +0,2% come risultato atteso per l’an-

no che volge al termine. Entrando nel merito di questo dato, si notano delle significative differenze anche tra i singoli comparti: gli investimenti in opere pubbliche salgono dello 0,2% e quelli in riqualificazione del patrimonio esistente dello 0,5%, mentre crollano dell’1,5% gli investimenti in nuove abitazioni.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 93


Dossier Da cosa dipende questa dicotomia? Giuliano Campana, presidente dell’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni di Ance, indica come prima causa lo stallo del settore residenziale. Nonostante la fine della crisi del mercato immobiliare testimoniata dalla costante crescita delle compravendite, gli effetti sulla ripresa non sono ancora soddisfacenti. “La gran parte di questi scambi avviene tra privati”, osserva Campana, “e riguarda per lo più case obsolete, energivore e prive delle necessarie misure di sicurezza. Basti pensare che il 70% degli edifici è stato costruito prima del 1974, prima cioè dell’entrata in vigore della normativa antisismica. Occorre dunque intervenire tempestivamente per favorire un necessario e non più rinviabile processo di rigenerazione urbana e di sostituzione edilizia che può essere reso possibile solo attraverso un uso intelligente e virtuoso della leva fiscale”. Le proposte di Ance L’associazione dei costruttori ha evidenziato quattro assi strategici fondamentali sui quali intervenire per dare una spinta al settore delle costruzioni. Il primo consiste nella proroga e nell’ampliamento dei bonus fiscali già previsti, così da sostenere una domanda di case ad alte prestazioni

GIULIANO CAMPANA

PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI DI ANCE

“Occorre intervenire tempestivamente per favorire un necessario processo di rigenerazione urbana e di sostituzione edilizia, attraverso un uso intelligente e virtuoso della leva fiscale” e a prediligere interventi di riqualificazione degli edifici che apportino reali benefici in termini di sicurezza e di efficienza energetica. Vi è poi un tema annoso relativo alle procedure urbanistiche ed edilizie, così intricate da ritardare qualsiasi

LA PAROLA ALLE AZIENDE / JCB GIOVANNI PELIZZA DIRETTORE MARKETING JCB ITALIA

lavoro. Nonostante alcuni interventi volti alla semplificazione, il quadro complessivo è ancora troppo simile a un dedalo nel quale si finisce inevitabilmente per perdersi. Non che le norme siano per forza di cose un ostacolo: il terzo argomento suggerito da Ance riguarda infatti l’adozione di strumenti legislativi più efficaci, “in grado di attivare quel processo di sostituzione edilizia che ancora nel nostro Paese rappresenta un tabù”. Dal punto di vista dei costruttori, è necessario “avere il coraggio di promuovere gli interventi di demolizione e ricostruzione di ampie aree delle nostre città, altrimenti anche l’obiettivo di ridurre drasticamente il consumo del suolo non potrà essere raggiunto e rimarrà solo un assunto demagogico e poco realistico. E per raggiungere questo obiettivo è necessario che gli sforzi di tutti convergano: legislatore, amministrazioni, imprese e cittadini”. L’ultima area sulla quale si propone di intervenire racchiude l’ampio tema delle infrastrutture, sul quale il nostro Paese è in grave ritardo rispetto al resto d’Europa. Gli enti locali non riescono a cogliere le opportunità derivanti dalle nuove regole di finanza pubblica (come, ad esempio, il superamento del patto di stabilità interno) e la necessità di investire risorse pare non più differibile. Nonostante un

vo della dinamicità del mercato delle macchine da cantiere. Previsioni per il 2018 sono difficili da fare ma, ripeto, il clima è positivo e siamo fiduciosi di confermare la ripresa anche il prossimo anno, grazie anche ai numerosi nuovi modelli che stiamo lanciando sopratutto nella gamma di miniescavatori, il segmento di maggior peso sul mercato italiano. A fronte di quanto di positivo stiamo registrando non possiamo dimenticare, però, che questo trend di crescita di tre-quattro

“La crescita del mercato è un dato oggettivo che riscontria-

anni arriva dopo la crisi 2008-2013; crisi che ha avuto conse-

mo dal 2014. Confermiamo la crescita anche nel 2017, pur

guenze devastanti per il nostro settore, non solo per la case

segnalando che quest’anno ha subito un rallentamento ri-

costruttrici ma anche - e soprattutto - per le reti commer-

spetto alle percentuali di incremento degli anni precedenti.

ciali sul territorio. Ritengo quindi sia strategico per i dealer

Oltre alle percentuali, è innegabile che ci sia un clima po-

cogliere l’opportunità di questa ripresa per riorganizzare la

sitivo generalizzato: i cantieri sono ripartiti, le imprese la-

propria realtà, in modo da migrare definitivamente dall’ap-

vorano, e di questo siamo sicuri vista anche la crescita del

proccio commerciale tradizionale alla vendita a un modello

volume di ricambi venduti, un indicatore molto significati-

imprenditoriale più moderno ed efficiente.”

94 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


MERCATO LA PAROLA ALLE AZIENDE / COFILOC CARLO BUSO AMMINISTRATORE DELEGATO DI COFILOC

LA PAROLA ALLE AZIENDE / CNH INDUSTRIAL ENRICA ODERDA BUSINESS DIRECTOR ITALY DI CNH INDUSTRIAL

“Gli ultimi dati certificano una ripresa del mercato italia-

“Il settore del movimento terra in Italia è fortemente le-

no. Sono numeri positivi, anche se non esaltanti. Tuttavia,

gato alle applicazioni di edilizia urbana e civile che, co-

dal punto di vista di Cofiloc non possiamo che essere sod-

me sappiamo, non si è ancora pienamente ripreso, cau-

disfatti, perché i risultati del lavoro che abbiamo svolto in

sa anche il limitato investimento pubblico. Certamente

questi ultimi continuano a essere decisamente premianti. In

la ripresa si avrà, guidata dalla necessità futura di am-

linea generale è vero, la ripresa è comunque lenta e il mo-

modernamento e ristrutturazioni pubbliche e private.

tivo lo attribuirei a due fattori: la rilevante dipendenza delle

Per quanto riguarda le prospettive di rilancio, va detto

aziende dal settore dell’edilizia – in crisi da diversi anni – e

che la forza di un produttore oggi è la flessibilità e la

la burocrazia. Quest’ultima, uno dei mali del nostro Paese;

capacità di cogliere opportunità anche derivante da nic-

freno allo sviluppo economico che ha un’inevitabile ricadu-

chie e applicazioni specifiche, che richiedono certamen-

ta anche nel nostro settore. Cofiloc ha affrontato la crisi ag-

te un forte investimento sia sul lato comunicativo che

gredendola, non subendola. Ogni anno abbiamo investito

di sviluppo prodotto, ma che possono garantire anche

per ampliare e ammodernare il parco noleggio, accresce-

buoni ritorni. Un altro aspetto su cui concentrarsi è il

re e formare il personale in tutte le funzioni, implementare

servizio post-vendita, che rappresenta una leva sempre

nuove tecnologie che migliorino l’esperienza di noleggio

più importante per fidelizzare il cliente: saper essere

dei nostri clienti, diversificare l’offerta di macchine in modo

pronti a risolvere i problemi professionalmente in bre-

da essere presenti in più settori e non dipendere da un solo

ve tempo e a costi per il cliente ragionevoli è un valore

mercato. In sostanza, le opportunità si possono cogliere se si

aggiunto oggi sempre più importante per far spostare

diversifica, ci si innova e – cosa diversa – si fa innovazione”.

l’ago della bilancia in fase di negoziazione”.

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 95


Dossier

UNA “SPINTA GENTILE” ALLA RIPRESA Diciamo la verità: durante questa lun-

dosi sullo stretto impatto di ogni singo-

ga attesa del rilancio economico, quan-

la decisione piuttosto che sul suo effetto

te volte abbiamo pensato che le dinami-

complessivo”. Ad esempio il suo contri-

che psicologiche incidessero tanto quan-

buto evidenzia come le persone tendano

to quelle meramente legate al mercato?

a semplificare le loro decisioni in ambito

Beh, non era certamente una sensazio-

finanziario, creando ragionamenti isolati

ne fuorviante, come testimonia il pre-

per ogni decisione, senza valutare quali

mio Nobel per l’economia conferito a

potrebbero essere gli effetti complessi-

Richard H. Thaler. Lo studioso america-

vi di un problema complesso. Inoltre, ha

no è stato tra i fondatori della finanza

dimostrato come la naturale avversione

comportamentale, che studia i limiti co-

umana nei confronti della perdita condi-

insieme a Cass Sunstain il libro “Nudge –

gnitivi che influenzano i comportamenti

zioni la percezione del valore di un be-

La spinta gentile”, che ha influenzato il

in ambito economico. “Thaler – spiega

ne: più alto se lo possediamo, inferiore

modo di concepire politiche e decisioni

la commissione che ha conferito il Nobel

se non ci appartiene. Questi dati, mera-

cruciali, basandosi sulla constatazione

– ha sviluppato la teoria della contabi-

mente psicologici, hanno un effetto de-

che il comportamento umano in campo

lità mentale, spiegando come le perso-

terminante nel funzionamento dei mer-

economico non è frutto solo di fredde

ne semplifichino il processo decisionale

cati finanziari e secondo Thaler devono

analisi razionali, ma è fortemente influen-

in materia finanziaria creando resoconti

essere tenute in considerazione per la lo-

zato da dinamiche legate alle preferenze

separati nella loro mente e concentran-

ro analisi e gestione. Nel 2008 ha scritto

sociali e alla mancanza di autocontrollo.

96 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

RICHARD H. THALER

PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA 2017


MERCATO LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / CRESME LORENZO BELLICINI DIRETTORE CENTRO DI RICERCA CRESME

Nel 2018 il rilancio delle opere pubbliche favorirà la ripresa del settore costruzioni. Lo ha spiegato Lorenzo Bellicini, nella recente presentazione a Venezia del Rapporto Cresme. “Nel 2016 e nel 2017 c’è stata una frenata, ma nel 2018 è previsto un nuovo ciclo di investimento, spinto dalle nuove ingenti risorse attivate nell’ultimo biennio”, ha detto. Nove anni di crisi hanno comportato una riduzione di investimenti pari al 32%, ma i fondi della programmazione 2014-2020 e le risorse derivanti dal bilancio dello Stato 2016, 2017 e 2018 vengono stimate dal Cresme attorno ai 150 miliardi di euro. In questo quadro, però, “l’antisismica resta una scommessa”. Ci sono infatti i nuovi bonus rafforzati, ma è difficile valutare quale tipo di impatto effettivo avranno sul mercato. Il futuro, secondo Bellicini, non è nemmeno nelle nuove costruzioni residenziali, crollate del 40% durante la crisi: “Qualcosa comincerà a muoversi anche su questo fronte, ma è il non-residenziale che, grazie alla ripresa economica, presenta ottimi margini di crescita”.

“

Nel Rapporto Cresme si analizza anche “la seconda

IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI HA MANTENUTO UN ANDAMENTO ALTALENANTE ANCHE NEL CORSO DEL 2017

“

piano da ben 100 miliardi, finora sono stati effettivamente investiti solo poche centinaia di milioni. A fronte di tali stanziamenti, nel Def era previsto per il 2016 un aumento degli investimenti in infrastrutture pari al 2%. Ma all’inizio dell’anno, a consuntivo, l’Istat ha certificato un calo del 4,5% corrispondente a una riduzione di 1,6 miliardi di euro di investimenti rispetto al 2015.

Il nodo finanziario Le conseguenze dello stallo negli investimenti infrastrutturali si ripercuotono sia sulla quotidianità dei cittadini, sia sulle imprese che lavorano su commesse derivanti da appalti pubblici. In questo ambito incide anche la questione dello split payment, perché il credito IVA che esso genera mette in difficoltà l’equilibrio finanziario delle aziende, senza menzionare gli ulteriori danni causati dai sempre diffusi ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica

rivoluzione industriale delle costruzioni”: la digitalizzazione dei processi, dalla progettazione alla manutenzione, viene infatti accostata per la sua portata innovativa allo stravolgimento operato nel 1850 dall’introduzione del cemento armato. “Competenze e innovazione” sono i due assi fondamentali secondo i quali potrà svilupparsi la ripresa, ma sul fronte dell’occupazione i segnali sono ancora deboli: dopo il crollo del 30% rispetto ai due milioni di addetti di un decennio fa, il secondo trimestre 2017 segna una lieve ripresa: dagli 1,404 milioni registrati dall’Istat nel 2016 a 1,424 milioni. Ancora troppo poco.

Amministrazione. Un colpo difficile da assorbire, anche per imprese di riconosciuta qualità come quelle italiane: “Per competenze e professionalità non abbiamo nulla da invidiare a nessuno”, ha osservato con orgoglio Campana. “Le nostre imprese all’estero guadagnano ogni giorno terreno e vincono in qualità e capacità tecnologica rispetto a tanti concorrenti di tutto il mondo”. La mancanza di solide certezze si ripercuote anche sulle posizioni lavorative: il lieve aumento degli occupati (+0,6%) nel primo trimestre 2017 non trova conferma nei risultati delle casse edili, che registrano ancora riduzioni nelle ore lavorate e nel numero dei lavoratori iscritnovembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 97


Dossier ti. Una volta sciolti i nodi che ancora impediscono al settore di sviluppare appieno il proprio potenziale, vi sarà però ampio margine di crescita. Per questo motivo, Ance si attende che l’appuntamento con una ripresa significativa sia “solo” rimandato al 2018, per il quale si prevede un aumento dell’1,5% degli investimenti in costruzioni dell’1,5% e del 4% di quelli in opere pubbliche.

Cantieri da sbloccare Perché anche il settore delle costruzioni si immetta sulla strada virtuosa che il resto dell’economia nazionale pare ormai aver intrapreso, è fondamentale superare le difficoltà legate alla trasformazione in cantieri delle risorse disponibili. Nel 2016 i bandi di gara hanno segnato un inquietante calo del 16% e se il primo semestre 2017 si è chiuso con una crescita dell’11,3%, i livelli complessivi rimangono comunque ancora molto bassi. Edoardo Bianchi, vicepresidente del Centro Studi di Ance, spiega: “La man-

EDOARDO BIANCHI

VICEPRESIDENTE DEL CENTRO STUDI DI ANCE

“La mancata ripresa del settore delle costruzioni è certamente figlia del blocco delle opere pubbliche”

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ANCE RUDY GIRARDI VICEPRESIDENTE DEL CENTRO STUDI DI ANCE

“Per il settore delle costruzioni la crisi non è ancora finita. Seppure gli ultimi dati sull’andamento dell’economia mostrano un quadro migliorativo rispetto alle attese, nel nostro Paese si assiste tutt’oggi a una crisi di investimenti, soprattutto da parte dell’amministrazione pubblica in tutte le sue articolazioni. I dati lo dimostrano: se a gennaio prevedevamo una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8% per il 2017, oggi abbiamo dovuto ribassare le stime a solo +0,2%. Il sistema dunque è bloccato. Le risorse non vengono spese e i cantieri non aprono. La produzione di nuova edilizia è al palo. E l’occupazione non riparte dopo la grave perdita di oltre 600 mila unità dall’inizio della crisi. Unico elemento positivo è rappresentato dalla riqualificazione del patrimonio abitativo che potrà contare anche sull’importante leva data dal sisma bonus, i cui effetti si vedranno però solo a partire dai prossimi anni”.

98 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

cata ripresa del settore delle costruzioni è certamente figlia del blocco delle opere pubbliche al quale assistiamo ormai da oltre un anno. Un quadro normativo in perpetuo movimento e un processo decisionale farraginoso e inefficiente hanno creato la tempesta perfetta: le risorse stanziate, circa 100 miliardi negli ultimi mesi, pari all’importo di due/tre manovre economiche, rimangono incagliate nei mille rivoli della macchina amministrativa e non si traducono in lavori. D’altronde i dati della spesa pubblica lo dimostrano chiaramente: solo il 2% del PIL è dedicato agli investimenti in costruzioni. Un Paese che non investe nel proprio futuro non può realmente tornare a crescere in modo solido e duraturo”. ■


MERCATO LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ANCE

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ANCE

VINCENZO DI NARDO

FILIPPO DELLE PIANE

VICEPRESIDENTE NAZIONALE DI ANCE

VICEPRESIDENTE NAZIONALE DI ANCE

“Chi intraprende deve saper innovare. Ecco perché rite-

“Una nuova cultura dell’abitare per orientare il merca-

niamo estremamente importanti le recenti modifiche ap-

to della casa verso scelte consapevoli e di qualità. Negli

portate al Codice degli appalti laddove si estende a tutti i

ultimi anni, infatti, la tecnologia legata all’edilizia ha fat-

contratti di Ppp, compreso quello di disponibilità, la pos-

to enormi passi avanti e il problema della vetustà degli

sibilità per i privati di presentare proposte spontanee per

edifici sia dal punto di vista dell’efficienza energetica che

opere non comprese nella programmazione. Un principio

da quello della sicurezza sismica è emerso con forza, visti

importante perché premia le migliori capacità imprendi-

anche i recenti eventi calamitosi che affliggono ciclica-

toriali, quelle cioè in grado di proporre progetti innovativi

mente il nostro fragile territorio. È determinante, quin-

e complessi. Un’occasione da non perdere per rafforzare

di, investire in un percorso di comunicazione e divulga-

la sinergia tra pubblica amministrazione e imprese e rin-

zione che consenta alle persone di affrontare l’acquisto

novare parti importanti delle nostre città”.

più importante della propria vita in modo consapevole e informato. Altri settori, come l’automobile, lo hanno fatto innescando un virtuoso fenomeno di rottamazione dell’usato con evidenti benefici sia dal punto di vista dell’inquinamento che della sicurezza. Per il 2018 si prevede un aumento degli investimenti nella nuova edilizia abitativa dell’1%, ancora troppo basso per un comparto che in 10 anni ha perso più del 60% di investimenti”.

“

ANCE STIMA IN CIRCA 100 MILIARDI DI EURO, SPALMATI NEI PROSSIMI 15 ANNI, L’AMMONTARE DELLE RISORSE DESTINATE ALLE OPERE PUBBLICHE

“

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 99


DISTRIBUZIONE Niederstätter

Un matrimonio felice

Ormai da due anni il distributore altoatesino è esclusivista per l’Italia del marchio Kramer. Ma sono tante le aziende che hanno scelto di affidarsi a questa realtà a gestione familiare, dimostratasi capace di farsi valere a livello internazionale in oltre quattro decenni di attività di Riccardo Lorenzi

100 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


É

giunta al secondo compleanno la proficua alleanza commerciale tra Niederstätter e Kramer. Il rapporto tra il costruttore tedesco (che fa parte del gruppo Wacker Neuson) e il distributore di Bolzano si è in realtà consolidato fin dalla metà degli anni Duemila, ma sono appunto due anni che è in essere un rapporto di esclusiva per quanto riguarda la commercializzazione delle macchine Kramer in Italia.

Da sempre molto attenta a una scelta dei fornitori orientata da criteri di massima qualità, affidabilità e alto profilo tecnologico, Niederstätter punta molto anche sul rispetto di standard di eccellenza, sia sul piano delle soluzioni adottate che per quanto riguarda la fornitura di ricambi. Anche da questo punto di vista il rapporto con il produttore tedesco procede sul velluto, visto che molti modelli di pale gommate e sollevatori telescopici spiccano per la tecnologia impiegata e possiedono i requisiti necessari per rien-

trare nel “Piano Industria 4.0” approntato dal Governo. Come noto, i benefici offerti da questa misura sono di enorme utilità per le aziende che investono nell’acquisto di macchine all’avanguardia, grazie alla possibilità di dedurre fiscalmente importi che vanno dal 60% al 78% del valore di acquisto. Sia le pale gommate della serie 8 di Kramer che i sollevatori telescopici, con un peso d’esercizio da 5.000 a 11.000 kg, rientrano a pieno titolo in quest’ambito estremamente interessante di possibilità.

NELLA FOTO GRANDE, IL SAFETY PARK, IL CENTRO DI GUIDA SICURA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO, DOVE SI È SVOLTO “PRO17” IL RIUSCITISSIMO EVENTO ORGANIZZATO LA SCORSA PRIMAVERA, CON IL QUALE NIEDERSTÄTTER HA INTESO SPERIMENTARE UN MODO NUOVO DI RELAZIONARSI CON CLIENTI E PARTNER. LA SEDE AMMINISTRATIVA E OPERATIVA È A STEG, IN VALLE ISARCO (FOTO QUI SOPRA). CI SONO INOLTRE MAGAZZINI E FILIALI A BRUNICO E SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR)

Tecnologia al top Inizialmente concessionaria per il solo Alto Adige, Niederstätter ha poi conquistato una sempre maggiore fiducia da parte di Kramer grazie al successo riscontrato sul campo. In particolare, sono molto richieste le pale compatte gommate, visti i molteONSITECONSTRUCTION 101


DISTRIBUZIONE plici utilizzi ai quali queste macchine si prestano all’interno di cantieri di ogni tipologia. I punti di forza che il brand Kramer garantisce in questo settore sono in particolare la visibilità, il comfort e la sicurezza garantita dalle quattro ruote sterzanti: il baricentro non si muove grazie al telaio fisso e rimane sempre al centro, garantendo la stabilità anche a pieno angolo di sterzata. Un altro fiore all’occhiello è la maneggevolezza, visto che le macchine Kramer riescono a muoversi facilmente anche in situazioni anguste, nelle quali altre pale sono costrette a eseguire più movimenti. Nel rapporto con l’azienda tedesca è considerato molto interessante il possibile

TANTO QUANTO LA CONSULENZA ALLA CLIENTELA, LA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AI LAVORI RAPPRESENTA UN AMBITO NEL QUALE NIEDERSTÄTTER INVESTE MOLTE RISORSE

sviluppo del settore elettrico, visti i numerosi vantaggi rappresentati da macchine prive di rumori e di emissioni e che possono lavorare nei centri storici o addirittura all’interno di fabbricati, gra-

TRA BUSINESS E ARTE

LA FAMIGLIA NIEDERSTÄTTER CON, AL CENTRO, LA FONDATRICE MARIA

CSR è una sigla che significa “Corporate Social Responsibility” e che negli ultimi anni è diventata di grande moda in aziende di vari settori. La responsabilità sociale di impresa viene vissuta in maniera molto profonda dalla famiglia Niederstätter e, in particolare, dalla fondatrice Maria, la quale vede nel finanziamento alle attività culturali non una semplice sovvenzione, ma un vero e proprio investimento sulla società, ovvero sull’ambiente nel quale la sua azienda si muove. La fonte di ispirazione è Antoine de Saint-Exupéry, autore de “Il Piccolo Principe”, il quale affermava che “Il vero pazzo è chi pensa che cultura e lavoro siano mondi separati”. Così, affiancata dalla nota curatrice Sabine Gamper, Maria Niederstätter segue personalmente numerosi progetti di sponsorizzazione e sostegno alla cultura, che abbracciano differenti ambiti quali la musica, le arti figurative e il teatro. Tra i principali progetti finanziati regolarmente dalla Niederstätter, negli ultimi anni si annoverano il festival dell’arte contemporanea “Transart”, l’iniziativa brissinese “Musik&Kirche” e il festival di teatro comico “Niederstätter surPrize”. Una collaborazione particolarmente interessante con gli artisti del settore figurativo è sorta in occasione dell’allestimento esterno di container da noleggiare per un uso specifico. Questi container artistici sono apprezzati soprattutto nell’impiego da parte di scuole, asili e impianti ludici e sportivi.

102 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

zie anche a una batteria la cui autonomia arriva fino a un giorno intero. Partner di eccellenza Il livello qualitativo di Niederstätter è certificato da un’esperienza nel settore delle costruzioni che dura ormai da oltre 40 anni. L’azienda di Bolzano vende, compra, noleggia e scambia macchine e attrezzature che soddisfano qualunque tipo di necessità, con un ampio ventaglio di dimensioni e caratteristiche prestazionali, annoverando nel proprio catalogo anche altri diversi brand di primo livello: oltre a Kramer, infatti, Niederstätter è concessionario in esclusiva per l’Italia anche di Lissmac, produttore di tagliagiunti, tagliasfalto, nastri trasportatori e piattaforme per muratori; inoltre, è distributore di Liebherr per Trentino-Alto Adige, Verona, Padova, Vicenza e Belluno, nonché di Manitou e Atlas Copco sul territorio altoatesino. Nel settore dei container c’è una forte collaborazione con Containex, che realizza strutture di prefabbricati anche per usi temporanei (il parco noleggio comprende 600 container, destinati a tutto il Nord Italia). Niederstätter, il cui fatturato è di circa 20 milioni di euro, propone anche una gamma molto ampia di macchine e attrezzature per l’edilizia e rappresenta l’anello di congiunzione tra la fabbrica e cliente. La qualità dei prodotti, la competenza e i servizi ne fanno un partner apprezzato da clienti e fornitori per il suo carattere innovativo e la capacità di fornire soluzioni ai vari problemi degli utilizzatori finali. In particolare, l’azienda altoatesina vanta una riconosciuta expertise in materia di gru, carrelli elevatori, movimento terra, compattazione e container, nonché nella consulenza alla clientela e nella formazione degli addetti ai lavori.


LA SCHEDA TECNICA Una su tutti: Kramer 5065T Capacità benna:

0,63 m³

Peso di esercizio:

4.350 kg

Motore: Potenza motore: Velocità di marcia: Cinematica:

Yanmar Stage IIIA 35 kW 20 km/h (di serie); 27 km/h (opzionale) a “Z”

Carico di ribaltamento:

2.500 kg

Carico utile:

1.650 kg

Angolo di ribaltamento posteriore:

30°

Angolo di scarico:

40°

Qualità e flessibilità Pur essendo capace di farsi valere a livello internazionale, Niederstätter rimane fedele alla propria identità di azienda familiare. A occupare le posizioni di vertice sono infatti i membri della famiglia: i titolari sono la fondatrice Maria e Anton, mentre Hildegard è il responsabile del settore Usato e la parte amministrativa e gestionale è nelle mani di Daniela e Manuel. In azienda lavorano circa 60 persone e sono proprio Manuel e Anton Niederstätter a spiegarci l’importanza dell’evento organizzato la scorsa primavera: non un ordinario Open House, ma un modo per consolidare le relazioni con tutta la rete di collaboratori, partner e clienti: “Abbiamo voluto introdurre un format innovativo, straordinario per l’azienda, che andasse oltre il modello consolidato della partecipazione a fiere di settore. Il concetto di fondo consisteva nel dare agli operatori del settore la pos-

sibilità di vedere e provare le macchine e far loro capire le potenzialità del nostro service e il livello della nostra assistenza. Rispetto ad altre iniziative simili da parte di altre aziende, abbiamo coinvolto partner di tutto il Nord Italia, come Volvo per il settore movimento terra, Mercedes e il Consorzio Agrario di Bolzano, ad esempio. Tutti hanno invitato i propri clienti, dando vita a un evento molto ricco e durante il quale si è entrati molto nella ‘pratica’, con dimostrazioni dal vivo delle macchine, di montaggio delle gru e svariate prove sul campo”. La capacità di stare vicino ai clienti e alle loro esigenze è risultata determinante per superare felicemente gli anni della crisi e, oggi che si punta alla ripresa, es-

sa è dimostrata anche da un parco mezzi composto da circa 200 gru a torre, noleggiate in tutta Italia. Tra queste, la più grande è la Liebherr 550 HC20, con una capacità di carico pari 20 t e uno sbraccio di 80 m, con 40 q in punta. Una gru particolare, utilizzata più nel montaggio dei prefabbricati che nelle classiche applicazioni da cantiere. “Liebherr e Kramer sono due aziende con cui amiamo lavorare, perché rispecchiano la medesima filosofia che caratterizza il nostro lavoro”, aggiunge Manuel Niederstätter. “Entrambe prestano molta attenzione all’affidabilità e all’ambiente. Inoltre, si caratterizzano per lo stesso tipo di servizio e assistenza, la stessa qualità delle macchine e dei servizi di consulenza”. ■

TRA LE SOLUZIONI PIÙ INTERESSANTI PROPOSTE DA NIEDERSTÄTTER CI SONO LA PALA GOMMATA ELETTRICA 5055E E LA PALA GOMMATA TELESCOPICA 5065T, DAVANTI ALLA QUALE POSANO - DA SINISTRA A DESTRA - MANUEL E ANTON NIEDERSTÄTTER, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE AMMINISTRATIVO E TITOLARE DELL’AZIENDA ALTOATESINA, E ALEXANDER BELLUTTI, RESPONSABILE ACQUISTI, INCONTRATI IN OCCASIONE DI UN RECENTE EVENTO ORGANIZZATO DA KRAMER novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 103


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La nuova piattaforma multifunzionale Maersk in Liguria

“VADO”

VERSO L’EUROPA Grazie anche all’intervento di un escavatore Caterpillar 390DL, allestito appositamente per intervenire in ambito subacqueo, all’interno del porto di Vado Ligure si sta realizzando una nuova piattaforma portuale che porterà benefici anche in termini occupazionali. A lavori terminati, il porto potrà vantare un livello tecnologico secondo in Europa solo a quello di Rotterdam di Lorenzo Zacchetti

P

ur essendo un piccolo comune con meno di 9.000 abitanti, Vado Ligure riveste un’importanza strategica dal punto di vista commerciale. E non certo da oggi. È fin dall’epoca romana, infatti, che la città sviluppatasi nel II° secolo a.C. intorno a un campo militare, anche grazie alle im-

ponenti bonifiche delle paludi locali, viene considerata uno snodo fondamentale. A renderla un crocevia naturale delle principali attività commerciali, in particolare, è la sua collocazione geografica, che collega il Mar Mediterraneo con il Nord Italia e la Francia. Oggi il suo porto dipende dall’autorità portuale di Savona e rappresenta il più importante punto di sbarco per

la frutta nell’intero bacino mediterraneo, con oltre 500.000 t/anno di merce gestita. Nel corso di due millenni di storia le sue attività si sono ramificate nei più svariati settori: da qui partono e arrivano sia navi di ogni genere, così come un flusso continuo di container che ha richiesto un ampliamento delle aree di stoccaggio per poter garantire una migliore funzionalità.

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L’ESCAVATORE CATERPILLAR 390DL È POSIZIONATO SUL PONTONE “GIULIA I°”, DA DOVE PUÒ RAGGIUNGERE IL PUNTO ESATTO DELL’INTERVENTO SUBACQUEO

La piattaforma Maersk Nel porto di Vado Ligure è attualmente in corso di esecuzione il progetto di una piattaforma multifunzionale di circa 211.000 m² che l’A.P.M. Vado Terminal S.p.A., società del Gruppo Maersk, ha commissionato a Grandi Lavori Fincosit. Partiti la scorsa primavera, i lavori sono stati oggetto di accese di-

scussioni tra l’amministrazione comunale e l’associazione ambientalista Italia Nostra, che ha presentato un ricorso al Tar in merito alla valutazione di impatto ambientale sulla variante di questa struttura. Il Tribunale Amministrativo ha però respinto tale ricorso, con una decisione accolta con grande soddisfazione da Monica Giuliano, sinda-

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ca di Vado Ligure e presidente della Provincia di Savona: “Questa infrastruttura è importante anche perché, una volta a regime, potrà creare quei posti di lavoro tanto attesi nel territorio”. La piattaforma è composta da una zona rettangolare lato mare con dimensioni di 290 m x 700 m e da una zona di radicamento a terra di forma qua-


si trapezioidale, con dimensione minima del lato terra di circa 95 m. Una volta in funzione, la piattaforma sarà a elevato tasso di automazione, ammodernamento che – secondo quanto illustrato da Grandi Lavori Fincosit – porterà Vado Ligure al secondo posto in Europa da questo punto di vista. Soltanto Rotterdam, che peraltro rappresenta un’eccellenza su scala mondiale, rimarrà davanti al porto ligure, dove la nuova piattaforma ospiterà un terminal container con capacità di movimentazione annua a regime di 720.000 TEU, che comprende le banchine, le aree di deposito, le strutture di controllo dell’accesso, gli edifici di servizio e gli impianti. Il nuovo manufatto costituirà l’infrastruttura di base per ospitare la ricollocazione di due attività esistenti nella rada, vale a dire le attività di movimentazione di prodotti petroliferi e oli combustibili (Petrolig and Esso Italiana) e le attività del terminal rinfuse. La banchina del terminal container è ubicata lungo il lato Sud Est della pia-

IL BRACCIO DELL’ESCAVATORE È STATO COMPLETAMENTE CUSTOMIZZATO DA CGT SULLA BASE DELLE ESIGENZE DI GRANDI LAVORI FINCOSIT

L’OPINIONE “La tipologia di attività in corso in questo cantiere rappresenta una novità, non solo per noi. In Italia c’è solo una situazione similare a questa, presso l’ILVA di Taranto, dove però l’escavatore Caterpillar 390DL è posizionato a terra ed esegue un lavoro tipico da cava, così come da sua vocazione naturale. A rendere unica la macchina operativa qui a Vado Ligure è anche la personalizzazione derivante dalla partnership con CGT, realizzata grazie a una sinergia costante tra le due società. Questo mezzo, così come configurato, è nato da un’idea progettuale di Grandi Lavori Fincosit alla quale ho avuto il piacere di partecipare e finalizzata a utilizzare un martello idraulico, una benna classica o un’attrezzatura da demolizione, che ritengo diverrà un’icona nel suo genere, perché riesce a essere versatile a 360°. In più, in questo cantiere siamo arrivati a una quota di -15 m, che rappresenta la profondità maggiore a oggi registrata, almeno in Italia. Questo mezzo presenta inoltre la particolarità di poter essere sganciato dal pontone dove lo stiamo usando al momento, per eventuali impieghi a terra, con le stesse funzionalità. L’unicità sta anche nel fatto che, in caso di necessità, lo si può appunto togliere dal rizzaggio e posizionarlo a terra, rendendolo operativo in brevissimo tempo. Il rizzaggio è stato realizzato mediante tornichetti e l’installazione di quattro tacche su cui viene direttamente saldato il carro. Non esiste una ralla fissa sul mezzo: il mezzo rimane così com’è a terra, semplicemente rizzato a bordo. La parte iniziale del progetto è stata impostata da me e sviluppata in seguito da CGT, che ne ha curato anche l’omologazione. La cesoia è stata fornita da Grandi Lavori Fincosit dopodiché CGT, sulla base di questa nostra idea, ha sviluppato la carpenteria, successivamente rivista e corretta da parte nostra in qualità di operatori finali. Questa macchina è un escavatore vero e proprio, di serie, customizzato nel braccio e quindi piazzato e rizzato secondo le nostre specifiche su un pontone. All’interno di questo cantiere tutti i macchinari di GIAN LUCA PAOLINELLI nostra proprietà sono Caterpillar: abbiamo sposato questo brand in toto”.

FLEET MANAGER DI GRANDI LAVORI FINCOSIT

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PER INDIVIDUARE IL PUNTO MIGLIORE DOVE ATTACCARE I PLINTI DA DEMOLIRE SONO STATE INSTALLATE DELLE SPECIFICHE TELECAMERE SUL BRACCIO DELL’ESCAVATORE CAT 390DL

stra, presenta una lunghezza di 700 m e una larghezza di 60 m circa, comprensiva dell’area di movimentazione delle gru e del deposito degli “hatch covers”. Il fondale al piede della banchina è di -15 m s.l.m.; sul retro di questa si trova un’area di 120.000 m² circa (190 x 650 m) destinata al deposito e alla movimentazione dei container. La banchina della Terminal Rinfuse è ubicata in testata alla piastra (lato Nord Est) e ha uno sviluppo di 290 m, con una larghezza di 30 m. Il fondale ai piedi della banchina è sempre maggiore di -15 m s.l.m. L’accesso è garantito dalla strada di servizio, dotata di due corsie di marcia di larghezza 9,6 m, la quale è connessa alla Via Aurelia. Ai bordi della

medesima strada sono ubicati anche gli edifici funzionali alle attività di scarico (cabina elettrica, uffici e officina). Infine, la banchina delle compagnie petrolifere è ubicata lungo il lato Nord Ovest della piastra, ha una lunghezza utile di 330 m e una larghezza di 20 m. Il fondale minimo previsto al piede della banchina è di -12 m s.l.m. e l’accesso via terra è garantito dalla strada di servizio proveniente dalla Via Aurelia, in comune con la Terminal Rinfuse. Dal punto di vista strutturale la piastra è composta da un’area in rilevato adiacente alla zona di radicamento a terra di 10,5 ettari, sostenuta da cassoni cellulari in cemento armato o da rilevati rivestiti in pietra, e da un’area a giorno, ovve-

ro una zona di 10,6 ettari permeabile alle correnti e al moto ondoso, costituita da un impalcato realizzato con travi prefabbricate e soletta superiore in calcestruzzo, che poggia su pilastri in cemento armato, fondati su cassoni cellulari. Un cingolato sul pontone Per realizzare un intervento così complesso, Grandi Lavori Fincosit ha scelto un escavatore cingolato Caterpillar 390DL, fornito dal dealer CGT (Vimodrone – Mi), che si è occupato anche di allestire la macchina operatrice in modo tale da affrontare le peculiari esigenze di questo cantiere. L’escavatore 390DL monta, come base

UN GIGANTE A PELO D’ACQUA A poche centinaia di metri dall’ormeg-

no in acciaio. L’intero progetto è stato

gio del pontone su cui è stato rizzato

realizzato sotto la sorveglianza del re-

l’escavatore Caterpillar, Grandi Lavori

gistro italiano navale e, come affermato

Fincosit ha realizzato un bacino per la

dall’Ing. Gian Luca Paolinelli, “ribadisce

costruzione di cassoni in cemento arma-

la volontà di GLF di essere sempre più

to. Anch’esso strettamente legato ai pro-

presente in questo settore, che ormai

dotti del brand americano, ha come trat-

fa parte del core business della società”.

to da tre motori Caterpillar, due princi-

to particolare l’essere stato costruito to-

Per l’azienda romana si tratta di un in-

pali C19 e un C6.6. Ciò genera la corren-

talmente in Italia, con l’impiego di eccel-

vestimento molto importante, realizzato

te per attivare le pompe calcestruzzo in

lenze locali. I carroponti sono stati forniti

tre anni fa per la volontà di intervenire

alto, la gru edile e il carroponte, nonché

da Cimolai (azienda italiana specializ-

sia su Vado Ligure che su altri banchi-

la motorizzazione di tutte le valvole atte

zata nella progettazione, costruzione e

namenti di altissimo fondale. La parti-

allo zavorramento. Tutte e sei le torri so-

posa in opera di strutture metalliche) su

colarità di questo progetto è che riesce

no clonate sui tirafondi del calcestruzzo.

disegno di Grandi Lavori Fincosit e pro-

a realizzare manufatti in calcestruzzo alti

È stato fabbricato a terra e assemblato,

getto della stessa azienda di Pordenone.

oltre 27 m. “Potremmo spingerci anche

dopodiché siamo saliti con le sovrastrut-

Tutto lo scafo è realizzato in calcestruz-

oltre, ma oggi è tarato in questo modo”,

ture, quindi le vie di corsa, quattro carro-

zo, mentre le sei torri di allagamento so-

spiega Paolinelli. “Tutto il bacino è gesti-

ponti che possono muoversi in maniera

108 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


della sua operatività, un motore C18 con tecnologia Acert, la cui affidabilità è già stata ampiamente dimostrata sul campo in diversi ambiti. Molto resistente grazie alla struttura in acciaio e ghisa, questo propulsore offre la massima affidabilità grazie agli esclusivi turbocompressori raffreddati ad acqua. La macchina è dotata altresì di ventole di raffreddamento a comando idraulico, messe in funzione in base alla temperatura del liquido di raffreddamento e dell’olio idraulico.

Per ridurre il carico durante l’avviamento del motore, la velocità delle ventole di raffreddamento resta fissa per un certo periodo di tempo dopo l’avvio del motore, poi aumenta gradualmente fino a una determinata velocità. Un’altra sua caratteristica fondamentale è l’impianto idraulico proporzionale prioritario a compensazione di pressione (PPPC): si tratta di un sistema a rilevazione del carico con esclusivo azionamento elettronico, che garantisce la massima efficienza e controllabilità.

IL RIZZAGGIO DELL’ESCAVATORE È STATO REALIZZATO MEDIANTE TORNICHETTI E L’INSTALLAZIONE DI QUATTRO TACCHE SU CUI VIENE DIRETTAMENTE SALDATO IL CARRO

sincronizzata, singolarmente o a coppia,

quello ausiliario. È inoltre autosuf-

secondo una logica ‘multichoice’”.

ficiente nella distribuzione del cal-

Il carroponte movimenta, al gancio, fi-

cestruzzo. “Facendo un esercizio di

no a 90 t, mentre al di sotto di questa

stile”, chiosa Paolinelli. “Vista anche

quota porta 60 t. I due gruppi elettro-

la grandezza di platea, questo mez-

geni sono alloggiati sulle torri che dan-

zo può anche costruire moli di ban-

no sulla parte alla base della struttura.

china più stretti, ma della stessa al-

Ogni gruppo elettrogeno genera oltre

tezza: se non si ha bisogno di gran-

400 kW, quindi può gestire da solo l’in-

di lunghezze ne può produrre più di

tero impianto. I due gruppi elettrogeni

uno, eseguendo costruzione e varo

principali sono Caterpillar, così come

in contemporanea”.

OLTRE UN SECOLO AI MASSIMI LIVELLI Fo n d a t a n e l 19 0 5 , Grandi Lavori Fincosit è una delle società storiche nel settore delle costruzioni, titolo che peraltro le è stato ufficialmente riconosciuto da parte della Camera di Commercio di Genova. Il nucleo operativo originale si chiamava Società Anonima Lavori del Porto di Genova, subito trasformatasi in Fincosit S.p.A. La società ha operato per oltre 60 anni specializzandosi nel ramo civile e marittimo fino al 1968 quando, incorporando la Salci S.p.A. di Milano, ha allargato il proprio campo di specializzazione agli impianti per la produzione dell’energia elettrica e al settore infrastrutturale dei trasporti. Nel 1989 si è poi consolidato l’enorme patrimonio di esperienza imprenditoriale accumulato dalla Fincosit con quello altrettanto importante della Grandi Lavori S.p.A. di Roma, altra impresa del gruppo nata e sviluppatasi subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto nei settori dell’edilizia (civile e industriale, tradizionale e prefabbricata), nonché in quelli stradali, ferroviari e dei grandi movimenti di terra. Sono così state integrate in un’unica impresa chiamata Grandi Lavori Fincosit S.p.A. le sinergie e le specializzazioni dei più importanti settori dell’ingegneria civile: edilizia, infrastrutture, lavori marittimi, impianti idraulici e di produzione dell’energia elettrica. Nonostante questi cambiamenti, l’azienda è sempre appartenuta alla famiglia Mazzi. Oggi è presente su tutto il territorio nazionale e ultimamente sta riapprocciando il mercato estero, dove sta portando un altro dei suoi core business, ovvero un sistema di sincro-lift (cioè di ascensore mobile) atto alla costruzione di mezzi navali, rimessaggi o quant’altro debba essere portato da mare a terra.Tra le sue innovazioni c’è il brevetto di un cassone che può generare corrente elettrica dal moto ondoso: al momento si tratta di un prototipo, ma l’azienda confida molto nei risultati che possono arrivare da quest’ambito di sperimentazione. La società agisce tramite sedi secondarie, filiali e società con sede in Italia e all’estero, partecipando anche a consorzi e joint-venture con altre imprese.

ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE AL SERVIZIO DELLA CRESCITA CGT è dealer Caterpillar dal 1934 e da sempre lavora a fianco dei clienti per fornire soluzioni in grado di assicurare i minori costi per unità movimentata o prodotta. Oggi, oltre all’intera gamma Caterpillar, CGT vende noleggia e assiste i vagli, i frantoi, le perforatrici da superficie Sandvik e i prodotti Komptech per il trattamento e la valorizzazione delle biomasse. CGT si posiziona sul mercato non come un semplice fornitore, ma soprattutto come un partner in grado di rispondere prontamente alle esigenze dei clienti in continua evoluzione. Basti pensare al servizio di consulenza applicativa e studio lavori, dal piccolo cantiere alla grande infrastruttura, attraverso il quale CGT segue i clienti in ogni fase, con particolare riguardo al corretto dimensionamento ed equipaggiamento tecnologico delle macchine utilizzate. Da ricordare anche che CGT vanta la più ampia e moderna flotta a noleggio nel settore delle costruzioni e dispone di uno dei parchi usato più grandi in Italia. Oltre ai servizi correlati alle macchine per le costruzioni e l’industria, CGT è presente in tutti i settori che richiedono la generazione di energia grazie sia al noleggio, alla vendita e all’assistenza di gruppi elettrogeni, sia alla progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti di cogenerazione e trigenerazione. CGT vende e assiste motori e gruppi elettrogeni Cat anche nei settori Oil & Gas e Marino, mettendo anche le proprie capacità ingegneristiche al servizio di numerosi clienti OEM. CGT è parte del gruppo Tesa, presente in Italia anche con altre società nel settore della logistica – CLS vendita e noleggio carrelli elevatori oltre a CGT Trucks, noleggio veicoli industriali – e del noleggio di macchine e attrezzature per l’edilizia (CGT Edilizia), oltre che all’estero come dealer Caterpillar nei Balcani (Teknoxgroup).

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La personalizzazione garantita dal dealer Caterpillar CGT, che si pone come un vero e proprio partner operativo delle proprie aziende clienti, si è resa necessaria anche per la particolarità del contesto cantieristico: dotato di una cesoia idraulica il braccio dell’escavatore cingolato Cat 390DL ha dovuto lavorare sott’acqua per demolire la struttura preesistente. In un’applicazione del genere è stato necessario dotare la macchina di telecamere, che tuttavia solo raramente hanno potuto funzionare nelle condizioni di migliore visibilità, a causa dei movimenti del fondale causati dall’intervento stesso. Il loro impiego, unitamente all’intervento di operatori subacquei, è stato fondamentale per posizionare di volta in volta la cesoia: per abbattere plinti di queste dimensioni non sarebbe certo bastato un unico intervento: è stato necessario “mordere” ripetutamente il bersaglio in più punti, capendo dove andare ad attaccarlo con estrema precisione. Rispetto all’ambito ope-

IL BRACCIO DELL’ESCAVATORE CINGOLATO CAT 390DL HA DOVUTO LAVORARE SOTT’ACQUA PER DEMOLIRE LA STRUTTURA PREESISTENTE

rativo sul quale la 390 sta operando, l’Ing. Nicola Barsotti di Grandi Lavori Fincosit, specifica: “Il pontone Giulia I° non è autopropulso, per cui viene rimorchiato e portato in zona operativa da un rimorchiatore; successivamente viene ormeggiato in punti precissati o con pali di stazionamento, in base alla profondità del mare in quel determinato punto. Una volta che il pontone è stato fissato in zona operativa, a bordo ci si prepara ad allestire l’attività dell’escavatore. I massi collocati in coperta sono denominati ‘massi-guardiani’: servono per zavorrare il pontone e raggiungere la quota desiderata per il taglio in profondità”. L’intervento eseguito nel porto di Vado Ligure, dunque, è un chiaro esempio di sinergia propositiva ed efficace in cantiere. E non in un cantiere “qualsiasi”: la spiccata capacità di CGT di supportare i propri clienti sotto ogni aspetto ha portato a realizzare un intervento davvero speciale, non nel consueto ambito di movimento terra ma, stavolta, di… acqua. ■

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ONSITE Perforazione in cava a Taranto

I CHIRURGHI

della perforazione È un appellativo che ben si addice ai due carri di perforazione Atlas Copco SmartROC T40 presenti all’interno del sito Italcave di Statte (Ta), posto nelle immediate vicinanze del famoso complesso industriale siderurgico tarantino. Massima precisione ed efficienza operativa, unite a una spiccata ottimizzazione dei costi di gestione, i punti di forza delle macchine, che rappresentano oggi una delle principali chiavi della redditività di questa importante cava di Gianni Gennari

L

a coltivazione di cava è un’attività di particolare complessità sia dal punto di vista tecnico che gestionale e in cui le marginalità rappresentano un aspetto chiave. Un piano di coltivazione accuratamente studiato, ottimizzazione di tempi e cicli operativi e utilizzo di soluzioni tecnologi-

che in grado di coniugare produttività e controllo dei costi sono gli elementi che concorrono al raggiungimento di quest’obiettivo. Considerazioni, queste, che sono alla base delle attività estrattive di Italcave Spa, Gruppo con sede a Statte (Ta) attivo nei settori minerario, ambientale e logistico, che per la coltivazione dei propri siti estrattivi ha scel-

112 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

to di utilizzare due carri di perforazione Atlas Copco SmartROC T40. L’azienda e il ciclo di lavoro Italcave nasce nel 1973 dall’intraprendenza di Saverio Caramia, ancora oggi saldamente alla guida dell’azienda, come società per la gestione e coltivazione dell’attuale cava di inerti calcarei


L’IMPIANTO ITALCAVE SI ESTENDE SU UNA SUPERFICIE DI CIRCA 1 MILIONE DI METRI QUADRATI

che, frutto dell’unione di tre diversi siti estrattivi, si estende su un’area di circa 1 milione di metri quadrati. Un’area davvero enorme, costantemente in trasformazione e sviluppo, come ci racconta il direttore di cava, l’Ing. Giovanna Leone: “Alla fine degli anni Novanta abbiamo proceduto a una diversificazione delle nostre attività, che

oggi comprendono i servizi ambientali, con la realizzazione e gestione della discarica per rifiuti non pericolosi all’interno di aree dismesse della nostra cava, la logistica, con l’erogazione di servizi di movimentazione merci all’interno del Molo Polisettoriale di Taranto e la gestione di un deposito temporaneo di pet-coke e carbon fossile a Statte, e il turismo”.

ING. GIOVANNA LEONE DIRETTORE DI CAVA

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 113


ONSITE

LA CAVA È COLTIVATA A GRADONI CON ALTEZZA NON SUPERIORE A 10 M E PROFONDITÀ MASSIMA DI CIRCA 40 M, VINCOLATA ALLA QUOTA STATICA DEL LIVELLO DI FALDA

Per quanto riguarda in particolare l’attività estrattiva, questa viene condotta all’interno di una cava a fossa coltivata a gradoni, con altezza dei gradoni non

superiore a 10 m e profondità massima di circa 40 m vincolata alla quota statica del livello di falda. Il ciclo estrattivo, in particolare, si articola in cinque fasi.

PRECISIONE VIA SATELLITE Uno dei maggiori punti di forza dei due

china è inoltre dotata di due antenne

SmartROC T40 presenti in cava è il siste-

satellitari che consentono di ottimizza-

ma di posizionamento satellitare HNS

re tutti i parametri di esecuzione del foro

(Hole Navigation System). Come sot-

come posizionamento, distanza recipro-

tolinea il sorvegliante di cava Carmelo

ca all’interno della maglia, inclinazione

Stroscio, “questa soluzione consente

e profondità, consentendo alle cariche

non solamente di posizionare la macchi-

esplosive di lavorare con la massima ef-

na con il massimo grado di precisione,

ficacia e ottenere quindi i migliori risul-

ma anche di avere il massimo controllo

tati. Un ulteriore plus derivante da tale

su tutti i parametri di esecuzione dei fori

sistema è stato un netto miglioramen-

di volata. La macchina, infatti, è guidata

to nel controllo delle quote del piede

- oltre che dai dati provenienti dal siste-

di cava, anche

ma di localizzazione satellitare - anche in

in questo caso

base alle risultanze del sistema di corre-

ottenuto grazie

zione geografica presente in cava, basa-

alla massima

to su una poligonale di appoggio topo-

precisione delle

grafica che circonda il sito estrattivo, che

quote di perfo-

ci consente di ottenere margini di preci-

razione garanti-

sione nell’ordine dei 2-2,5 cm. La mac-

te dall’HNS”.

114 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

La coltivazione del fronte di cava avviene mediante l’utilizzo di esplosivo previo scotico del terreno vegetale, con effettuazione in media di una volata giornaliera su una maglia di 24 fori di dimensione 3,5 m x 3,5 m e altezza di 10 m,


che interessa un’area di circa 300 m2, per una produzione di circa 2.700 m3 di tout-venant calcareo equivalenti a circa 5000 t in peso. Il carico, trasporto e scarico del materiale proveniente dalla volata avviene tramite pala gommata e dumper che utilizzano la viabilità interna di cava per conferirlo fino alla tramoggia di carico dell’impianto di frantumazione primaria. Qui viene ottenuto lo stabilizzato naturale (in granulometria 0-70 mm), stoccato in cumuli, e il materiale di pezzatura 70-300 mm, in parte stoccato e in parte inviato tramite nastro trasportatore all’impianto di frantumazione e vagliatura secondaria. Questa seconda lavorazione permette di ottenere materiale in altre pezzature (sabbia di mulino 0-4 mm, graniglia 5-12 mm, pietrisco 10-20 mm, pietrisco 16-31 mm, pietrame 40-70 mm), che possono essere miscelati in percentuale variabile a seconda della destinazione d’uso.

IL MATERIALE ESTRATTO VIENE CONFERITO A UN IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE PRIMARIA, DOVE VIENE OTTENUTO STABILIZZATO NATURALE IN GRANULOMETRIA 0-70 MM, MENTRE QUELLO DI PEZZATURA 70-300 MM VIENE IN PARTE STOCCATO E IN PARTE INVIATO TRAMITE NASTRO TRASPORTATORE ALL’IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE E VAGLIATURA SECONDARIA DOVE, TRAMITE ULTERIORE LAVORAZIONE, SI OTTIENE MATERIALE IN ALTRE PEZZATURE (SABBIA DI MULINO 0-4 MM, GRANIGLIA 5-12 MM, PIETRISCO 10-20 MM, PIETRISCO 16-31 MM, PIETRAME 40-70 MM) novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 115


ONSITE

DA SINISTRA, IL SORVEGLIANTE DI CAVA CARMELO ROSCIO E L’OPERATORE ADDETTO ALLA PERFORAZIONE FRANCESCO DE GIORGIO

Per l’esecuzione della fase più delicata del ciclo di coltivazione, l’esecuzione dei fori di volata sulla maglia prevista dal piano di coltivazione, Italcave ha in particolare deciso di affidarsi a una

soluzione collaudata, di elevata resa e precisione come i carri di perforazione Atlas Copco SmartROC T40, presenti in due esemplari all’interno del sito estrattivo.

Le macchine Ad accompagnarci nella visita del sito in cui operano ormai da alcuni mesi le due macchine è il sorvegliante di cava Carmelo Stroscio, che ne riassume per noi i principali punti di forza: “Grazie alla sua sofisticata logica di controllo il carro di perforazione con martello esterno SmartROC T40 risulta facile da utilizzare per l’operatore offrendo parallelamente un’elevata produttività a fronte di costi di gestione molto contenuti, trovando il suo utilizzo principale nelle cave di materiale inerte dove l’efficienza e l’impatto ambientale sono di fondamentale importanza. Grazie all’erogazione precisa della potenza in ogni fase della perforazione, infatti, il carro ottimizza il consumo di combustibile senza compromettere la produttività”. Lo SmartROC T40, in particolare, adotta un motore CAT C7.1 in versione Tier 4 Final/Stage IV con AdBlue, in grado di erogare una potenza massima di 168 kW, inserito all’interno di un pacchetto tecnologico progettato per ridurre al

OGNI VOLATA VIENE EFFETTUATA SU UNA MAGLIA DI 24 FORI – ESEGUITI TRAMITE CARRI DI PERFORAZIONE ATLAS COPCO SMARTROC T40 – DI DIMENSIONE 3,5 X 3,5 M E ALTEZZA DI 10 M, CHE INTERESSA UN’AREA DI CIRCA 300 M2, CHE CONSENTE DI OTTENERE CIRCA 2.700 M3 DI TOUT-VENANT CALCAREO EQUIVALENTI A CIRCA 5.000 T IN PESO 116 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017


minimo le perdite di energia mantenendo alta la produttività. L’operatore può regolare manualmente il volume dell’aria di spurgo e la velocità della ventola del collettore polveri secondo le necessità, in modo che entrambi i sistemi operino al regime richiesto in funzione delle prestazioni desiderate. Il regime di rotazione del motore e del compressore vengono regolati automaticamente in funzione della richiesta di potenza; tre pompe idrauliche a portata variabile consentono di limitare il numero di giri del motore nei tempi morti, e anche la velocità della ventola radiatore è regolata automaticamente. “All’interno della cabina, dal design lineare e confortevole – racconta ancora Stroscio – l’operatore ha il pieno controllo del ciclo di perforazione grazie alla presenza di due joystick multifunzione e di un quadro strumentazione basato su icone. Le macchine sono equipaggiate con un sistema di giunzione automatico delle aste di perforazione, che consente di eseguire perforazioni a profondità preim-

I CARRI SMARTROC T40 UTILIZZANO LA TECNOLOGIA DI PERFORAZIONE TOP HAMMER A PERCUSSIONE BIDIREZIONALE, CHE CONSENTE DI OTTENERE UN’ELEVATA PRODUTTIVITÀ RIDUCENDO AL MINIMO LE PROBLEMATICHE DOVUTE A INCAGLIAMENTI DELL’ATTREZZATURA

postate senza alcun intervento da parte dell’operatore, oltre a prolungare la vita utile dei materiali di usura”. Sempre nell’ottica di ottimizzare resa e disponibilità della macchina, lo SmartROC T40 adotta un numero limitato di componenti, soluzione che facilita assistenza e manutenzione. Rispetto ai carri analoghi presenti sul mercato, questo modello ha il 50% in meno di tubi idraulici e il 70% in meno di raccordi, in modo da ridurre il rischio di perdite; le valvole idrauliche e i moduli elettrici sono inoltre distribuiti e posizionati nel punto d’uso per un migliore accesso ai componenti. Rispetto ai modelli della generazione precedente le dimensioni del serbatoio idraulico sono state ridotte del 65%, soluzione che, oltre a ottimizzare i consumi fornendo esclusivamente la quantità di olio idraulico necessaria alle operazioni, ha consentito di aumentare lo spazio disponibile e facilitare l’accesso per le operazioni di manutenzione. Lo SmartROC T40 è inoltre

IL SISTEMA HNS (HOLE NAVIGATION SYSTEM) CHE EQUIPAGGIA I CARRI SMARTROC T40 CONSENTE DI CONTROLLARE LO SCHEMA DI PERFORAZIONE TRAMITE RICEVITORE GNSS (GLOBAL NAVIGATION SATELLITE SYSTEM) GESTENDO CON LA MASSIMA PRECISIONE POSIZIONE, INCLINAZIONE E PROFONDITÀ DI PERFORAZIONE DEI FORI IN CONFORMITÀ A QUANTO DEFINITO NEL PIANO DI PERFORAZIONE

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 117


ONSITE

LA SCHEDA TECNICA SmartROC T40 Area di applicazione principale

Cave - Ingegneria civile

Metodo di perforazione

Top hammer

Diametro del foro

76 mm – 127 mm

Tipologie perforatrice da roccia/martello DTH

COP 2560

Massima profondità del foro

36 m

Motore

CAT C7.1 Tier 4 Final/Stage IV

Potenza massima

168 kW

Impianto idraulico

1 pompa a pistoni assiali da 145 l/min 1 pompa a ingranaggi da 30 l/min 1 pompa a ingranaggi da 40 l/min 1 pompa a ingranaggi da 50 l/min 1 pompa a ingranaggi da 75 l/min

Capacità d’aria (FAD)

153 l/s a 10,5 bar

Dimensioni per il trasporto

Altezza 3.400 mm Lunghezza 11.000 mm Ampiezza 2.500 mm

Peso

15.300 kg

118 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

dotato di doppio tamburo di alimentazione che prolunga la vita utile dei condotti idraulici limitando gli attriti ed elimina la necessità di ingrassaggio. Il carro di perforazione può essere infine equipaggiato in via opzionale con il sistema HNS (Hole Navigation System): esso consente di controllare lo schema di perforazione tramite ricevitore GNSS (Global Navigation Satellite System). L’HNS è in grado di gestire posizione, inclinazione e profondità di perforazione dei fori in conformità a quanto definito nel piano di perforazione; il risultato è una sensibile diminuzione dei costi di perforazione e di volata per metro cubo di materiale. I risultati Come accennato, la coltivazione del fronte di cava prevede l’esecuzione di volate con cariche microritardate standardizzate, modulate nei quantitativi e nella maglia dei fori per contenere rumore e vibrazioni. “La volata tipo preLO SMARTROC T40 ADOTTA UN NUMERO LIMITATO DI COMPONENTI, SOLUZIONE CHE FACILITA ASSISTENZA E MANUTENZIONE


FACILI DA GESTIRE I due carri da perforazione SmartROC T40 presenti in cava hanno totalizzato finora rispettivamente 311 e 160 ore di lavoro, eseguendo un totale di 9.000 ml di perforazioni: un test probante, oltre che sotto il profilo della resa, anche per quanto riguarda complessità e costi di gestione delle macchine. Utilizzati alternativamente nel sito in modo da omogeneizzarne le usure e il funzionamento, i due carri, oggetto di interventi di manutenzione programmata a intervalli di 250 ore, hanno evidenziato tassi di usura dei materiali di consumo - principalmente impugnature dei martelli, aste, filettature e bit di perforazione - molto contenuti. L’OPERATORE HA IL PIENO CONTROLLO DEL CICLO DI PERFORAZIONE GRAZIE A DUE JOYSTICK MULTIFUNZIONE E UN QUADRO STRUMENTAZIONE BASATO SU ICONE

Un risultato frutto sia della limitata abrasività del materiale estratto, sia soprattutto delle soluzioni tecnologiche adottate sugli SmartROC T40, che consentono di operare costantemente nella giusta posizione e con i corretti parametri di perforazione, in modo da contenere le sollecitazioni su macchina e attrezzature.

vede l’esecuzione di 24 fori di diametro 102 mm per una profondità di 10 m – racconta Stroscio – che ci consente di rimuovere oltre 2.500 m3 di materiale. Il ciclo di lavoro è pressoché continuativo, secondo una programmazione che prevede un margine utile di almeno tre volate per assicurare l’adeguata alimentazione degli impianti di frantumazione e vagliatura. In questo contesto, i due carri SmartROC T40 ci hanno consentito di ottimizzare il processo produttivo grazie a due fattori principali, uno legato alle proprietà tecnologiche e costruttive intrinseche delle macchine, e uno legato al sistema di posizionamento satellitare HNS, che ci permette di eseguire con la

RISPETTO AI CARRI ANALOGHI PRESENTI SUL MERCATO LO SMARTROC T40 PRESENTA IL 50% IN MENO DI TUBI FLESSIBILI E IL 70% IN MENO DI RACCORDI, IN MODO DA RIDURRE IL RISCHIO DI PERDITE

massima precisione la perforazione della maglia di volata in accordo con il piano di coltivazione e l’ordine di servizio giornaliero, che gestiamo attraverso il software di gestione ROC Manager”. “In termini di produzione e resa – evidenzia il responsabile Parco mezzi e manutenzione Piero Pizzulli – nei primi mesi di utilizzo delle macchine tali parametri sono risultati perfettamente in linea con i volumi pianificati per ogni volata, dati confermati dalle misure di carico effettuate sui dumper utilizzati per lo smarino. Grazie all’eccellente grado di precisione delle perforazioni anche i consumi di esplosivo per metro cubo sono stati ottimizzati, così come i tempi e i consumi di carburante grazie ai nuovi motori e a una superiore efficienza di compressore, impianto idraulico e utensili di perforazione”. ■

novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 119


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

WIRTGEN

La nuova scarificatrice W 210 XP Gli esperti Wirtgen hanno ampliato la vasta gamma di prodotti con una scarificatrice ad alte prestazioni: la nuova W 210 XP. Il motore a sei cilindri eroga 571 kW: ciò permette alla macchina di coprire un ampio ventaglio di applicazioni, dal ripristino del manto stradale alla scarifica a tutto spessore, fino agli interventi di fresatura fine. Di serie la W 210 XP è dotata di un gruppo fresante da 2 m; a richiesta, sono disponibili gruppi fresanti con larghezze operative di 1,5 o 2,2 m. Il Flexible Cutter System Light (FCS Light) di casa Wirtgen assicura una maggiore flessibilità e un alto grado di utilizzazione della macchina: un fattore, questo, determinante per un impiego economico delle scarificatrici di grossa taglia. Sia il gruppo fresante da 2 m che quello da 2,2 m sono adatti per l’FCS Light, con il quale è possibile sostituire senza problemi tamburi fresanti aventi la stessa larghezza ma interlinee differenti per adattare la macchina allo specifico intervento da eseguire. Tutti i tamburi fresanti sono dotati del sistema Wirtgen HT22 di cambio rapido dei portadenti, la cui robusta parte superiore può essere

sostituita in modo rapido e senza problemi direttamente in cantiere. Così si riducono al minimo i tempi di fermo della macchina e aumenta la durata utile del tamburo fresante. Nel complesso il sistema HT22 garantisce la massima produttività della scarificatrice e costi d’esercizio efficienti. Grazie alle dimensioni compatte e al peso ottimale in assetto di trasporto, la W 210 XP può essere spostata con facilità da un cantiere all’altro. Così la scarificatrice ad

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alte prestazioni è nuovamente operativa in brevissimo tempo. Visto il contenuto peso in assetto di trasporto, pari a circa 29 t con il serbatoio dell’acqua vuoto, la macchina può essere trasportata anche su un semirimorchio ribassato leggero, ossia con un autoarticolato con massa complessiva a pieno carico ridotta. Ciò permette al cliente di essere ancora più flessibile e di conseguire un vantaggio economico quando si tratta di trasportare rapidamente la grande scarificatrice al cantiere successivo. La piattaforma di guida ad attraversamento libero, progettata secondo criteri di ergonomia, è un ulteriore punto di forza della W 210 XP. I comandi, disposti in modo razionale e intuitivo, sono facili da usare. Una gran parte delle funzioni può essere controllata per mezzo del joystick multifunzione integrato nel bracciolo. Il sistema di comando della nuova W 210 XP, studiato fin nel minimo dettaglio dai progettisti Wirtgen, permette di ottenere grandi produzioni giornaliere.


ALLISON

La trasmissione n. 500.000 Allison Transmission ha annunciato la produzione della trasmissione automatica Serie 4000 numero 500.000. Questa serie di trasmissioni, impiegata su un’ampia gamma di veicoli industriali, si utiizza in numerose applicazioni: dai camion per la raccolta rifiuti a quelli per il movimento terra, dai veicoli per le emergenze a quelli per la distribuzione, dagli autobus ai caravan. Allison ha iniziato a produrre le trasmissioni Serie 4000 nel 1993, nel suo quartier generale di Indianapolis; per poter soddisfare le richieste al di fuori del Nord America, nel 2005 la società ha iniziato a produrre la trasmissione anche nel suo stabilimento di Szentgotthárd, in Ungheria.

Le trasmissioni completamente automatiche Allison utilizzano la Continuous Power Technology per moltiplicare dolcemente la coppia motore e fornire maggiore potenza alle ruote. Grazie a questa tecnologia le flotte possono avere maggiore produttività, risparmi sui consumi, comfort di guida, sicurezza e flessibilità operativa rispetto alle trasmissioni manuali o

automatizzate (AMTs). Riconosciute in tutto il mondo per la loro qualità ed affidabilità, le trasmissioni Allison sono rinomate per il miglior valore economico globale. Questo è dimostrato dal maggior valore residuo che accompagna un veicolo con trasmissioni Allison, rispetto a uno con una trasmissione manuale, automatizzata o a doppia frizione (DCT).


PRODOTTI LIEBHERR

L’escavatore cingolato R 918 Con un peso compreso tra le 19 e le 22 t, l’escavatore cingolato Liebherr R 918 è ideale per applicazioni di movimento terra e per la realizzazione di trincee e posa di tubi. Una vasta gamma di accessori rende questa macchina - che è una recente aggiunta alla gamma di cingolati sviluppati e prodotti da Liebherr-France SAS, a Colmar (Francia) - estremamente versatile. Per un’efficienza ottimale nell’utilizzo, l’R 918 monta un nuovo propulsore Stage IV caratterizzato da una potenza di 120 kW / 163 CV. L’operatore può garantire la massima produttività in cantiere anche grazie a una cabina ROPS spaziosa e dotata di aria condizionata. Per il massimo comfort la cabina è dotata anche di un sedile pneumatico con assorbimento verticale e longitudinale di serie e

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di un parabrezza completamente retrattile. La postazione di lavoro dell’escavatore cingolato R 918 è dotata anche di un monitor touchscreen a colori ad alta risoluzione da 7” facile e intuitivo da usare.

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Da citare anche il robusto e affidabile sottocarro a X. L’escavatore cingolato R 918 offre una visibilità panoramica senza ostacoli e telecamere posteriori e laterali di serie, per garantire una maggiore sicurezza in cantiere.


SSAB

Il nuovo Hardox 500 Tuf La minima usura sulla lamiera Hardox 500 Tuf è stata confermata dopo il trasporto di oltre 40.000 t di roccia frantumata. La misurazione dello spessore nella sezione finale della lamiera di spessore 6 mm utilizzata per il fondo del cassone ha mostrato un’usura media di solo il 5% dopo oltre un anno di servizio. La ditta di trasporto svedese Rådmansö Schakt & Transport ha usato un ribaltabile prodotto da SLP, parte

del programma Hardox In My Body di SSAB. Il fondo di 6 mm in Hardox 500 Tuf e le sponde laterali in Hardox 450 da 5 mm sono state saldate manualmente con tecnica MIG con saldature sovrapposte. Come al solito SLP ha effettuato la saldatura e le lavorazioni meccaniche necessarie per completare i cassoni. Nessun preriscaldo richiesto per lamiere Hardox 500 Tuf con spessore inferiore a 16 mm.


PRODOTTI FEDERAL-MOGUL POWERTRAIN

Nuovi cuscinetti senza manutenzione Federal-Mogul Powertrain ha concluso con successo il processo di validazione dei suoi cuscinetti senza manutenzione a marchio DEVA. A seguito di test tribologici effettuati internamente e di indagini su campo basate su richieste specifiche da parte dei clienti, oggi i cuscinetti a base di materiale composito sono disponibili per applicazioni su veicoli movimento terra, agricoli e mezzi speciali. I cuscinetti, rinforzati con fibre, sono in grado di ridurre l’impatto ambientale, i tempi di fermo macchina e i costi di manutenzione tradizionalmente associati ai cuscinetti lubrificati a grasso. “I cuscinetti deva.tex autolubrificanti e senza manutenzione possono offrire una soluzione tangibile ai

costruttori che cercano di rispettare le norme in materia ambientale”, afferma Gian Maria Olivetti, Chief Technology Officer, Federal-Mogul Powertrain. “Ovviamo al rischio di perdite insito nei cuscinetti lubrificati a grasso offrendo una soluzione più pulita ed economica”. Federal-Mogul Powertrain ha

eseguito una serie di test intensivi su banco prova per ottimizzare, in presenza di specifiche condizioni operative, le proprietà in termini di attrito e usura. I cuscinetti compositi deva.tex con doppio strato rinforzato con fibre sono stati testati con differenti materiali per l’albero, con diversi carichi e velocità di strisciamento e oscillanti condizioni cicliche. Un vantaggio offerto dai materiali compositi Deva è la capacità di ridurre l’usura e di eliminare i cedimenti prematuri che possono verificarsi nei cuscinetti metallici quando soggetti a disallineamenti dell’albero. Ciò è reso possibile da una maggiore tolleranza dei materiali rispetto al disassamento dell’albero o al suo disallineamento:

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com

Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


contrariamente alle bronzine in metallo, i materiali Deva, più teneri, si adattano meglio alla geometria dell’albero, distribuendo il contatto su una superficie maggiore e aumentando la capacità di carico. “I veicoli per applicazioni gravose sono così differenti gli uni dagli altri e operano in contesti così diversi e spesso così impegnativi che risulta irrealistico pensare che una singola geometria già disponibile a scaffale sia in grado di soddisfare tutte le applicazioni,” spiega Stefan Henß, Senior Engineering Manager Deva, Federal-Mogul Powertrain. “Ogni implementazione, per avere successo, richiede la collaborazione con il cliente per assicurare che il cuscinetto sia parte di un sistema tribologico integrato. Lavoriamo a stretto contatto con lui per assicurare che l’installazione del cuscinetto tenga conto ad esempio della giusta tenuta, per escludere che un qualsiasi contaminante

abrasivo o corrosivo entri in contatto dall’ambiente circostante. Ciò rappresenta un fattore chiave nell’assicurare al cuscinetto una lunga durata e affidabilità nel funzionamento”. I test hanno evidenziato l’importanza di definire specifiche adeguate per le proprietà superficiali dell’albero, in modo da mantenere un sistema tribologico stabile e robusto. La sua durezza deve essere superiore a

220 HB Brinell quando utilizzato con deva.tex e la rugosità superficiale compresa tra 0,4 e 1,0 μm Ra. È richiesta anche una resistenza alla corrosione appropriata, con l’utilizzo ad esempio di acciaio inossidabile o di un rivestimento idoneo. Ciò consente al cuscinetto di trasferire sulla superficie dell’albero una pellicola stabile di lubrificante, mantenendo costante il coefficiente di attrito e il più basso possibile il tasso di usura. Avendo validato le prestazioni del cuscinetto, le future ricerche di Federal-Mogul Powertrain avranno come priorità quella di investigare il potenziale legato a rivestimenti economici dell’albero. Questi saranno valutati in base alla resistenza alla corrosione, alle prestazioni in termini di usura e alle proprietà di strisciamento, in modo da determinare il rivestimento ideale da utilizzare con i cuscinetti Deva.


PRODOTTI MTA

Sinergia a bordo con Mecalac MTA, azienda specializzata nello sviluppo e nella produzione di un’ampia gamma di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati agli OEM, ha annunciato l’inizio della collaborazione con Mecalac, con la fornitura del quadro di bordo Spot. Scelto dalla multinazionale francese per equipaggiare un suo nuovo dumper, ha dimensioni molto contenute (diametro esterno di 106 mm) e un grado di protezione IP66 che lo rendono ideale per applicazioni off-highway su veicoli compatti. Il quadro si distingue per uno schermo LCD a matrice di punti (160x56 pixel), con serigrafie personalizzate in base all’iconografia del cliente. Punto di forza di Spot è il tool

software MTA Studio, che ha consentito a Mecalac la personalizzazione del quadro di bordo. Esso permette al cliente di customizzare il display a seconda delle proprie esigenze grazie all’elevata configurabilità. Per l’HMI grafico, l’interfaccia è What You See Is What You Get: consente di vedere durante la creazione del software la grafica così come si presenterà a fine lavoro. Il software contiene anche un real time

debugger e una serie di librerie, con diverse funzioni disponibili, che il cliente può decidere di richiamare a seconda delle esigenze. Spot appartiene alla gamma di quadri di bordo e display configurabili con il tool software MTA Studio, prodotti caratterizzati da architetture hardware e software simili, ma che si distinguono per la forma, le dimensioni, il numero di LED, il numero di ingressi e di uscite, così come per i tipi di schermo, in modo da soddisfare le svariate esigenze del mondo off-highway. La gamma di prodotti elettronici offerti con MTA Studio consiste di sei quadri di bordo e quattro display, tutti parte di un’offerta a catalogo sempre disponibile e costantemente ampliata.

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SIMEX

La benna vagliatrice VSE 10 È stata una delle novità 2017 dell’azienda bolognese: dopo l’introduzione delle benne vaglatrici VSE 30 e VSE 20, Simex ha lanciato quest’anno il modello VSE 10, che ha esteso la possibilità di vagliare con escavatori di peso compreso tra le 8 e le 13 t. Anche la VSE 10 può cambiare la pezzatura durante la vagliatura della stessa bennata di materiale tramite l’azione di un pulsante da parte dell’operatore in cabina, permettendo di selezionare prima quello di piccole dimensioni (0-15 mm) e in un secondo tempo quello leggermente più grande (15-50 mm), riducendo al massimo la quantità di materiale di scarto (superiore ai 50 mm). La VSE 10 assicura alti livelli di produzione, anche grazie agli

elementi di vaglio romboidali con dischi di diverso diametro: questa conformazione degli utensili permette di ottenere un’elevata vorticosità del materiale che deve essere vagliato. La VSE 10 è anche una scelta ottimale in presenza di materiali umidi. La benna vagliatrice può essere

allestita con utensili specificamente studiati per diverse tipologie applicative (materiale lapideo, riciclato, organico, eccetera), che rendono l’attrezzatura ideale per applicazioni non necessariamente legate al mondo delle demolizioni, quali ad esempio il florovivaismo e il trattamento dei rifiuti. L’uso della benna vagliatrice Simex VSE, poi, assicura una maggiore produttività e redditività nel reinterro delle condotte di vario tipo, perché permette di utilizzare quanto precedentemente asportato durante la realizzazione dello scavo, evitando così di portare materiale da altri siti. Tutte le benne della gamma VSE sono inoltre perfettamente complementari con le teste fresanti Simex TF.

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II Copertina 17 IV Copertina, 37 125 I Copertina, 1

Sandvik

3

Scai

11

Simex

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Tecnoricambi

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Trevi Benne

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128 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

9


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OnSite Construction n.8 - Novembre-Dicembre 2017 by OnSite News - Issuu