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OnSite Construction n.7 - Ottobre 2018

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NUOVE PALE GOMMATE YANMAR

PRESTAZIONI ELEVATE PRODUTTIVITA OTTIMALE

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SOMMARIO OTTOBRE 2018 - N. 7

In copertina: SIMEX

ATTREZZATURE

Dentro il Langjökull

92 Calcestruzzo

La lunga strada del calcestruzzo

di Fabio Petri

di Lorenzo Zacchetti

78 G.D.M.

Una “mano” per la demolizione

ON SITE

di Stefano Vitali

102 L’abbattimento

COMPONENTI

80 Gefran

Il senso(re) di Gefran per l’idraulica mobile di Stefano Vitali

4

Editoriale

di Ettore Zanatta

84 Oleomarket

6

Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITA’

34 Costruzioni e nuove tecnologie

L’innovazione in cantiere

di Lorenzo Zacchetti

MACCHINE

DOSSIER

72 Simex

dell’ex fabbrica Migor a Carpi Una demolizione “su misura”

di Ettore Zanatta

110 Perforazioni in una cava

Sinergia per l’oleodinamica

di Pietro Gabrielli

TECNOLOGIE

di basalto Sul “carro” del vincitore

di Lorenzo Zacchetti

FIERE

118 GIC

88 Hitachi

Un escavatore “intelligente” per il cantiere di domani

di Pietro Gabrielli

La seconda volta non si scorda mai

di Lorenzo Zacchetti

120 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

40 Hyundai

I giorni dell’esperienza

di Ettore Zanatta

46 Doosan

Produttività a cielo aperto

di Ettore Zanatta

52 Bomag

Compattazione radiocomandata

di Pietro Gabrielli

Hands On

IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6

56 Spraymaster

La ricetta del successo

di Riccardo Lorenzi

60

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017 Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

IL CONCETTO DI “UNIVERSAL DESIGN” di Ettore Zanatta

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA


PERFORMANCE TOTALE


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

I giganti dai piedi d’argilla

F

orse una bussola c’è, se si intende comprendere le ragioni del dissesto a cui sta progressivamente approdando il settore delle costruzioni nazionali. Il codice di lettura degli accadimenti drammatici delle ultime settimane ce lo fornisce un osservatore puntuale come Fabio Savelli, dalle colonne del “Corriere della Sera”, il quotidiano nazionale più attento alle vicende preoccupanti che riguardano i nostri grandi competitor infrastrutturali. La parola chiave è “disallineamento nei flussi di cassa” e il suono sinistro che se ne ricava non è solo apparente. Il concetto si riferisce alle necessità dei general contractor di contrarre debiti con le banche, in parole povere. Quest’abitudine negli anni, è diventata necessità: serve per conquistare gli enormi appalti internazionali sulle grandi infrastrutture, anticipando i costi (rilevanti) delle prime fasi realizzate dell’opera. Ma cosa succede, poi, se i soldi non arrivano? Non c’è neanche bisogno di dirlo: si va a gambe all’aria. Astaldi che chiede il concordato, Condotte nell’imbuto dell’amministrazione straordinaria, Trevi al varo di un aumento di capitale da 400 milioni di euro. L’analisi di Savelli parla di un “ristorno con ritardi nell’ordine dei cinque-sei mesi” con i conseguenti, immaginabili “stress finanziari e di liquidità per le imprese coinvolte, soprattutto se il committente è pubblico ed è appeso al rifinanziamento del fondo Infrastrutture concertato tra il dicastero dei Trasporti e quello del Tesoro e dalla preventiva approvazione del Cipe”. Insomma, la successiva domanda che si impone è la seguente: ma allora i piedi di questi giganti sono fatti d’argilla? Su quale solidità patrimoniale possono contare, effettivamente, per evitare incertezze e disastri dissestanti? Se lo chiedono le banche stesse, prima di tutti gli altri, in credito vertiginoso con tutti i soggetti monstre delle costruzioni nostrane. Solo nei confronti di Astaldi, Unicredit e Intesa Sanpaolo vantano quasi 400 milioni ciascuna, solo per citare uno dei casi più eclatanti. Eppure il problema - al netto di alcune, evidenti, incapacità manageriali - è un altro e riguarda la solidità dei Paesi dove si vincono i macro-appalti. Per dire, il Venezuela non paga a Salini-Impregilo i 600 milioni di debiti per opere già realizzate e l’Italia, priva di qualsivoglia strategia industriale sulle grandi infrastrutture, nel frattempo non onora i suoi obblighi di pagamento o li adempie con colpevole ritardo. Così, il consiglio di cui dovrebbero far tesoro i grandi protagonisti nostrani delle costruzioni è solo uno: non fidarsi troppo della politica, a casa propria come all’estero. 4

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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

INVESTIMENTI PUBBLICI

Il Governo rilancia sulle infrastrutture In un clima di forte criticità nei confronti delle misure ipotizzate, il Ministero dell’Economia ha pubblicato il testo della Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2018, contenente una serie di importanti linee guida in materia di rilancio degli investimenti pubblici. In particolare vengono tracciati specifici orientamenti volti a sostenere il mantenimento e il potenziamento delle dotazioni infrastrutturali del Paese, rendere più fluide le procedure di assegnazione e gestione contenute nel Codice degli Appalti e stimolare l’adozione del Building Information Modeling quale strumento per razionalizzare, ottimizzare e rendere più efficienti dal punto di vista operativo e finanziario gli appalti pubblici. In materia di investimenti, in particolare, il documento sottolinea la necessità di invertire la tendenza verso la contrazione delle risorse finanziarie stanziate, già in atto da diversi anni. A questo proposito il Ministero ha valutato che - in un arco temporale di circa quindici anni per investimenti ancora da avviare, ma già scontati ai fini dell’indebitamento netto tendenziale - i finanziamenti disponibili ammontano a circa 150 miliardi, di cui circa 118 miliardi già immediatamente attivabili. Il tutto nel quadro di una revisione non solo degli orientamenti strategici, ma anche del quadro normativo, e in particolare di una parziale revisione del Codice degli Appalti volta a rendere più snella e trasparente la gestione degli acquisti e delle forniture della Pubblica Amministrazione. Entrando maggiormente nel dettaglio del documento, particolarmente significative sono le linee guida espresse in materia 6

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di infrastrutture, ambito in cui l’orientamento del Governo è quello di dare priorità a una rete di piccole opere diffuse per riparare, dove possibile, o sostituire, dove necessario, le opere esistenti, con particolare attenzione a viabilità e sicurezza di ponti, gallerie e strade interne. In tale ambito, sarà potenziata la Struttura Tecnica di missione che ha il compito di analizzare tutti i progetti già in essere e quelli ancora da finanziare secondo un’attenta analisi costi-benefici. Sul più complessivo fronte dell’edilizia pubblica, il documento attribuisce esplicitamente un ruolo strategico al Building Information Modeling quale strumento per ottenere una più efficiente e innovativa pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni con un risparmio potenziale fino a 30 miliardi negli appalti pubblici. Il Governo, in particolare, intende rendere operativa tale piattaforma digitale in tutta l’attività di progettazione e monitoraggio realizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e dalle stazioni appaltanti. A questo riguardo si sottolinea

la necessità di digitalizzare i processi amministrativi del MIT, garantendone anche una maggiore trasparenza con l’istituzione di un registro degli ingressi. A tal fine è stato anche istituito un tavolo tecnico ad hoc composto da professionisti del settore. Sempre nell’ambito dei punti del documento dedicati al settore delle costruzioni, il Governo ha ribadito la volontà di optare per una gestione sostenibile del suolo occupato attraverso un’adeguata politica che promuova la rigenerazione urbana, attraverso la promozione di regole semplici e cogenti contro il consumo del suolo, controlli efficaci e sanzioni. Inoltre, verranno stabilizzati l’ecobonus e il sisma bonus con l’introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d’intervento, in grado di semplificare le attività delle amministrazioni locali. Proseguiranno inoltre le azioni di mitigazione del rischio sismico attraverso interventi e misure di messa in sicurezza del patrimonio abitativo e di miglioramento del patrimonio energetico.


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NOTIZIE CIFA

Protagonista da 90 anni! Il logo che emerge dal calcestruzzo - rappresentazione della solidità che Cifa, forte della sua storia conferma ogni giorno dagli anni dalla sua fondazione: questa è l’immagine scelta dall’azienda per festeggiare il proprio 90° compleanno, le cui celebrazioni si sono svolte nell’ultima settimana di settembre in concomitanza con il restyling del Museo Cifa e il lancio di una pompa autocarrata “Special Edition” con livrea dedicata. La nuova veste del Museo, membro dell’associazione Museimpresa, che si trova presso il quartier generale dell’azienda a Senago (Mi), è stata l’occasione per ripercorrere la storia dalle origini a oggi, 90 anni in cui

Cifa è passata da azienda familiare a grande realtà internazionale, che conta oggi 600 dipendenti e diverse filiali in tutto il mondo. Un restyling che ha voluto mettere in evidenza il valore dell’innovazione, creando nella sede museale due nuove aree dedicate alla tecnologia ibrida e alla fibra di carbonio, in quanto soluzioni rappresentative dell’evoluzione dei prodotti Cifa negli ultimi anni. Così, accanto alla classica timeline con la storia di Cifa, all’area dedicata alle macchine storiche e a quella esperienziale che simula il cantiere, il percorso diventa interattivo grazie a una nuova applicazione 8

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che consente di simulare in 3D il funzionamento della betoniera Cifa E9, uno dei modelli di punta appartenente alla gamma di macchine ibride della serie Energya. Un progetto pionieristico nel settore dei macchinari per la distribuzione del calcestruzzo che consente un notevole risparmio economico con una significativa riduzione di consumi, rumorosità ed emissioni di CO2. “Il restyling del nostro museo ha voluto mettere al centro il concetto di Driven by Innovation, l’innovazione come principale motore non solo per ideare soluzioni sempre all’avanguardia, ma soprattutto per dare valore aggiunto ai nostri clienti, offrendo loro prodotti in grado di anticipare le esigenze operative e garantendone la sicurezza”, ha commentato l’Ing. Davide Cipolla, CEO di Cifa. “Per questo motivo Cifa vuole raccontare la propria storia attraverso le soluzioni e le macchine che ha realizzato negli anni, attraverso ciò che sa fare meglio: innovare”. Diverse sono state le iniziative dedicate a dipendenti, partner

e clienti dell’azienda. Proprio ai clienti Cifa ha deciso di dedicare un prodotto unico e speciale: una serie limitata di pompe autocarrate con livrea dedicata, disponibili in tre modelli K42L, K45H e la nuova K47H che sarà introdotta nella serie Carbotech standard a seguito di questa prima unità Special Edition. Il modello K47H è attualmente la pompa più lunga e leggera presente sul mercato, che è possibile montare restando nei limiti legali europei di 32 t su 4 assi. Grigio antracite opaco, arancione Cifa metallizzato e grigio metallizzato Carbotech: sono i tre colori che rendono la pompa del 90° un pezzo unico e memorabile. Proprio per questo ogni esemplare è dotato di una targa celebrativa con il numero di serie. La presenza del logo del 90° connota la pompa per l’occasione.


contesto in cui MP Filtri opera da oltre cinquant’anni e in cui si è distinta in qualità di con strategici presidi diretti in Germania, Francia, Gran Bretagna, Usa, Canada, Russia, Cina, India e distributori in oltre 100 Paesi.

PASSION TO PERFORM


NOTIZIE BONFIGLIOLI & CVTCORP

Sinergia per la tecnologia mCVT CVTCORP, leader mondiale nella progettazione e nello sviluppo di trasmissioni meccaniche a variazione continua (mCVT) innovative e a elevata efficienza per il segmento off-highway, e Bonfiglioli, azienda leader a livello mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di motoriduttori, riduttori epicicloidali e azionamenti elettronici, hanno annunciato un accordo di licenza esclusivo per la produzione e la vendita, da parte di Bonfiglioli, della tecnologia brevettata mCVTdi CVTCORP per alcune applicazioni come sollevatori telescopici e altre macchine. La cooperazione tra Bonfiglioli e CVTCORP prevede anche lo sviluppo di una gamma completa di trasmissioni basate sulla tecnologia mCVT attualmente disponibile. Nell’accordo di licenza sono stati definiti i termini per trasferire la produzione di Ecomec 150, usata nei sollevatori telescopici Ecoshift di Skyjack, insieme all’attuale pipeline di vendita di CVTCORP con i volumi da commercializzare previsti all’inizio del 2020. CVTCORP ha sviluppato la tecnologia mCVT, attualmente il “cuore” di Ecomec 150 e già utilizzata nel nuovo sollevatore telescopico Skyjack Ecoshift, garantisce elevata potenza, alta efficienza e vantaggi economici senza precedenti. La tecnologia brevettata mCVT di CVTCORP, risultato di oltre 15 anni di attività di sviluppo, offre ai produttori

della nostra tecnologia mCVT nel mercato mondiale a partire dai sollevatori telescopici”, ha affermato Daniel Girard, fondatore e CEO di CVTCORP. “Non vediamo l’ora di supportare Bonfiglioli a espandersi rapidamente nei settori in cui la nostra innovativa tecnologia mCVT può contribuire all’utilizzo di motori più piccoli, alla riduzione del consumo di carburante, a ottenere una maggiore di macchine una soluzione scalabile e affidabile garantendo un’impareggiabile facilità d’uso, l’opportunità di ridurre la taglia motore endotermico, nonché un miglioramento complessivo delle performance del veicolo nell’ordine del 20%-30%. Bonfiglioli, dopo l’acquisizione di O&K nel 2015, è diventato il fornitore della più vasta gamma di trasmissioni a ingranaggi sul mercato nel settore delle costruzioni, nell’industria mineraria e nella movimentazione dei materiali, per macchine di dimensioni da 1 a oltre 1.000 t. Grazie al miglioramento continuo del design, ai comprovati standard di qualità e all’eccellenza operativa

riconosciuti dai produttori di macchine più rinomati in tutto il mondo, Bonfiglioli - con i suoi 40 anni di esperienza nel settore - si è confermata come punto di riferimento nel mercato delle trasmissioni a ingranaggi. “Il sostegno di Bonfiglioli, unito alla sua reputazione di produttore d’eccellenza su scala globale, velocizzerà la commercializzazione 10 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

sicurezza e produttività. CVTCORP collaborerà con Bonfiglioli per proseguire nel suo sviluppo di controlli avanzati e funzionalità di connettività per l’ottimizzazione di trasmissioni complete dei veicoli e offrire ai clienti delle macchine per costruzione una tecnologia semplice da utilizzare ma all’avanguardia”. “Negli ultimi anni ci siamo impegnati a fondo per espandere e ampliare la nostra gamma di prodotti nei nostri mercati di riferimento, ottenendo risposte entusiaste dai clienti. Alcuni anni fa, quando abbiamo conosciuto la tecnologia CVTCORP, ci siamo subito resi conto della sua natura rivoluzionaria. Abbiamo riconosciuto immediatamente le caratteristiche peculiari che offriva questa tecnologia e l’opportunità di diversificazione che offriva alla nostra azienda facendo comunque leva sulle nostre competenze distintive in termini di mercato, tecnologia ed eccellenza operativa”, ha dichiarato Fausto Carboni, CEO di Bonfiglioli.


PINZA SELEZIONE ELEVATA RESISTENZA Garantita dall’impiego di acciai antiusura nelle chele. Perni sottoposti a trattamento termico di tempra. Boccole cementate

ALTA PRODUTTIVITÀ Rotazione idraulica bidirezionale di serie su tutti i modelli

DURATA NEL TEMPO La valvola flangiata di massima pressione salvaguarda il motore dai sovraccarichi di pressione

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NOTIZIE TREVI BENNE

La più grande pinza mai costruita

Si chiama HC 250 e, come annunciato da Trevi Benne, costruttore di riferimento nel settore delle attrezzature per demolizione, scavo e riciclaggio, è la più grande pinza da demolizione primaria mai costruita. La pinza sarà consegnata, installata e collaudata a breve nel cantiere di un importante cliente, tra i principali demolitori europei che vanta nel suo parco attrezzature già due frantumatori girevoli FR 100 da 11 t

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e un FR 250 da 25 t. Nella fattispecie, il disegno delle chele “ad alta penetrazione” è stato studiato e sviluppato in sinergia tra l’ufficio tecnico di Trevi Benne e gli ingegneri dell’azienda demolitrice e, solo per il suo trasporto, è stata progettata una speciale struttura da 6 t che consentirà di posizionare la pinza su un lato per riuscire a rimanere nei parametri imposti dalle normative sulla circolazione stradale. La pinza

HC 250 sarà montata su un escavatore Liebherr customizzato su richiesta specifica del cliente. Per quanto riguarda l’attrezzatura, ecco alcuni parametri che possono farne capire le dimensioni: peso di 27,5 t; apertura chele di 3.100 mm; altezza di 5.000 mm; forza in punta di 350 bar/425 t. Interessanti anche i numeri relativi alla progettazione (120 ore), alla saldatura (250 ore), alle lavorazioni meccaniche (120 ore) e all’assemblaggio (50 ore).


NOTIZIE BOBCAT

Nuovo centro di distribuzione e ricambi

Bobcat ha annunciato l’apertura di un nuovo centro di distribuzione e ricambi per Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) a Halle, in Germania. Frutto di un investimento di svariati milioni di euro e con il ricorso alle più recenti tecnologie per la logistica, il nuovo centro garantirà consegne rapide di ricambi e altri componenti alle concessionarie e ai clienti della regione EMEA. Il numero di clienti e concessionarie Bobcat nell’area EMEA è cresciuto rapidamente e le loro esigenze e aspettative sono sensibilmente aumentate. Attualmente, Bobcat ha circa 180 concessionarie in

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75 Paesi della regione EMEA. Investendo in questo nuovo moderno centro, Bobcat garantirà un servizio celere alle nostre concessionarie e ai loro clienti. Situato in prossimità dell’aeroporto di Lipsia, il nuovo Centro Servizi Aftermarket Bobcat occupa una superficie di 43.000 metri quadrati, equivalente a quella di 14 campi da calcio. Nel centro sono stoccati oltre 150.000 tra componenti e ricambi. Questi provengono dalle fabbriche Bobcat (negli Stati Uniti e in Europa) e dai fornitori internazionali certificati del brand, e sono stoccati per essere distribuiti

direttamente alle concessionarie e ai loro clienti nella regione EMEA. Con un fill rate attuale del 95%, il nuovo centro di distribuzione ha già superato il livello di prestazioni previsto per il suo esordio. Il centro è anche responsabile per la fornitura di prodotti aftermarket al centro di distribuzione di parti e ricambi (PDC) di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il centro di Dubai fornisce ricambi alle concessionarie Bobcat e DPP in Medio Oriente e Africa orientale. Paulo Florindo, Senior Director Aftermarket EMEA, Doosan Bobcat EMEA, ha dichiarato: “Il considerevole investimento nel nuovo centro di distribuzione è la conferma del nostro impegno nei confronti della regione EMEA. Il nuovo centro ci consentirà di fornire ai clienti tutto ciò di cui hanno bisogno in modo ancora più rapido e flessibile. Con la creazione di 130 nuovi posti di lavoro, siamo certi che forniremo il miglior servizio. Il nuovo centro di distribuzione è un altro passo nel processo di miglioramento del nostro servizio clienti. L’elevata disponibilità di ricambi originali garantisce ai clienti la consegna rapida dei prodotti richiesti e tempi di fermo macchina ridotti al minimo”.


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NOTIZIE CANGINI

Un riferimento unico semplifica la vita Le attrezzature impiegate nel settore del riciclo sono: le benne (con caratteristiche costruttive tali da permettere un carico di lavoro gravoso e in vari ambienti), le vagliatrici (per separare in situ diverse tipologie e pezzature di materiale); le pinze per la movimentazione dei carichi. Esse subiscono ogni giorno sollecitazioni notevoli e devono essere altamente resistenti. Per chi esegue tali operazioni, inoltre, avere a disposizione - per la gestione di tutti gli strumenti necessari - un unico referente è un valore aggiunto. Cangini, alla soglia dei suoi 30 anni di attività, è in grado di offrire soluzioni all’altezza delle aspettative per qualità, concezione e completezza di gamma, unitamente all’esperienza necessaria per supportare i clienti con le esigenze più diverse.

PINZA SELEZIONATRICE GANGINI AL LAVORO IN SVIZZERA

Le pinze selezionatici Progettate da Cangini per la selezione e movimentazione di materiali di demolizione e utilizzate nella selezione dei rifiuti e nel riciclaggio, possono movimentare qualsiasi manufatto in modo affidabile e duraturo. La lunga durata è garantita dall’impiego di acciai ad alta resistenza, che si aggiunge al trattamento termico di tempra dei perni e alla cementazione delle boccole. La rotazione idraulica bidirezionale, di serie su tutti i modelli, le rende versatili in 16 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

cantieri dove la movimentazione avviene in tempi rapidi. Le chele in acciaio antiusura sono disponibili in varie configurazioni: rendono la movimentazione rapida e sicura anche dei materiali più voluminosi, che richiedono una presa efficace. Elemento importante è la presenza della valvola flangiata, di serie, atta a salvaguardare il motore dai picchi di pressione.

Ultime nate sono la Multiscreening VMS30, per escavatori da 20 a 30 t, e la Multiscreening Twin Bucket Frontal Coupling VMS TWIN F20, per pale gommate. Innovativo è il design compatto della VMS TWIN F20 per attacco frontale: l’accoppiamento in orizzontale di due cestelli vaglianti permette di avere una capacità operativa doppia, ma di mantenere invariata l’altezza dell’attrezzatura e la visibilità dalla cabina. Altra variante: le benne vagliatrici serie V tradizionali ad albero sono utilizzate nelle operazioni di recupero, dove serve separare il materiale derivante da demolizioni o scavi.

MULTISCREENING IN CAMPO PROVE

Le vagliatrici Selezionano il materiale in cantiere, suddividendo le diverse pezzature di materiale. Dal 2017 Cangini propone le benne VMS Multiscreening, con sistema brevettato di vagliatura, che consente la scelta e il cambio della granulometria dalla cabina: nessuna sostituzione di parti della vagliatrice, né fermi macchina, né personale a terra intorno all’attrezzo. In queste vagliatrici, per escavatori fino a 30 t e per attacco frontale, a doppio cestello rotante in HB400, il sistema di variazione della granulometria con comando idraulico in cabina permette la selezione dello spessore del materiale da 25 a 60 mm (65 mm per le VMS20 e VMS30) senza interrompere o rallentare il ciclo di lavoro e senza sostituire elementi meccanici. I due cestelli rotanti scorrono l’uno sull’altro: quello più interno, azionato da un cilindro idraulico, spostandosi varia la dimensione dei fori di uscita del materiale.

LA BENNA CANGINI VMS TWIN F20

Le benne Prodotto “storico” di Cangini: l’azienda propone una vasta gamma di modelli e varianti riservata principalmente al settore movimento terra. Dalla carpenteria metallica alla sperimentazione 3D: i 29 anni di storia aziendale hanno visto cambiare il modo di progettare e realizzare questo strumento, che sopporta dei carichi di lavoro notevoli. Oggi, grazie agli studi del reparto Ricerca & Sviluppo interno e all’impiego dei migliori materiali antiusura e ad alta resistenza, la benna Cangini è caratterizzata da elementi costruttivi e di rinforzo che le permettono di lavorare duramente e a lungo e le garantiscono l’apprezzamento del mercato internazionale.


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NOTIZIE KOHLER

Passaggio allo Stage V In questi ultimi anni Kohler ha arricchito con numerosi nuovi modelli l’offerta della famiglia di motori KDI. Ma l’azienda non si è limitata a progettare e produrre motori diesel per applicazioni off-road dalle elevate prestazioni e in linea con le esigenze dei principali OEM: l’ultimo traguardo raggiunto è, infatti, la certificazione per lo Stage V dei motori della famiglia KDI della fascia di potenza 19-56 kW. Grazie alla preziosa collaborazione di una delle agenzie accreditate all’Unione Europea per la certificazione dei motori a combustione interna, durante la prima metà del 2018 è stato portato avanti un lavoro di analisi e test sulla gamma di motori diesel di Kohler, con l’obiettivo di verificare la conformità a tutte le prescrizioni indicate dal legislatore. La nuova normativa – Regolamento UE 2016/1628 in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali – introduce il conteggio delle particelle di particolato (PN) e riguarda tutti i motori

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diesel sopra i 19 kW per applicazioni off-road. Di conseguenza, l’unica risposta possibile è l’adozione del filtro antiparticolato (DPF), che rappresenta una grande sfida per tutti i costruttori e una grande opportunità per Kohler: opportunità che l’azienda ha colto sviluppando soluzioni di posttrattamento ideali sia per i costruttori di macchine sia per l’utilizzatore finale. La certificazione della gamma di motori diesel arriva VINCENZO PERRONE PRESIDENT DIESEL ENGINES, KOHLER a conferma di quanto annunciato dall’ing. Vincenzo Perrone, President Diesel Engines, durante la conferenza stampa ad Agritechnica 2017: “La sfida dei costruttori di motori è stata lo sviluppo di una soluzione flessibile in grado di incontrare le molteplici richieste del mercato. In Kohler abbiamo raccolto la sfida e, grazie ai vantaggi competitivi dei motori della famiglia Kohler KDI, abbiamo centrato l’obiettivo: per questo siamo fieri di presentare Kohler Flex, la gamma di soluzioni per il filtraggio delle emissioni che Kohler ha progettato per permettere a ciascuna configurazione dei motori della piattaforma KDI di essere conforme a tutti gli standard e le norme in materia di emissioni, in tutto il mondo”. Kohler assicura dunque che la produzione in linea dei motori certificati Stage V inizierà, come annunciato, il 1° gennaio 2019, in linea con le direttive dell’Unione Europea e con le esigenze dei costruttori di applicazioni off-road. Grazie alla configurazione all-in-one dei sistemi utilizzati da Kohler per le operazioni di posttrattamento, i costruttori potranno sfruttare i ridotti ingombri in fase di installazione dovuti all’estrema compattezza dei sistemi Kohler. Al contempo, l’utilizzatore finale potrà godere della strategia sviluppata da Kohler per la fase di rigenerazione, che sarà totalmente trasparente e non inficerà in nessun modo la produttività e l’efficienza della macchina. La certificazione Stage V non è stata ottenuta solo dalla famiglia di motori KDI, ma da tutta l’offerta di motori diesel di Kohler fino a 56 kW, che potrà essere apprezzata presso lo stand di Kohler a EIMA 2018 dal 7 all’11 novembre presso il polo fieristico di Bologna.


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NOTIZIE MANTOVANIBENNE

55 anni di eccellenza emiliana Cinquantacinque anni di storia da protagonista nel mondo degli attachments sono un traguardo notevole, soprattutto se nel mezzo ci si mette un terremoto che ha quasi raso a zero il quartier generale dell’azienda,

nonché principale sede produttiva del Gruppo MBI. Ci si può quindi concedere un momento per festeggiare ufficialmente questo successo, insieme a tutte quelle persone che hanno contribuito a rendere Mantovanibenne

ciò che è oggi: un’eccellenza emiliana e mondiale nel settore delle attrezzature per macchine da cantiere. La celebrazione ha avuto luogo lo scorso 29 settembre presso la sede centrale Mantovanibenne a Mirandola (Mo), alla

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Doosan: da oltre 40 anni produttore di macchine edili e movimento terra.

presenza di circa 400 invitati provenienti da tutto il mondo. Il tema della festa “Eccellenze Emiliane” è stato scelto per celebrare insieme a Mantovanibenne tutte le persone e le aziende del territorio che, accomunate dalla passione per le cose fatte “ad arte”, hanno contribuito al successo del made In Italy nel mondo. La famiglia Mantovani ha desiderato ringraziare ospiti e collaboratori per la tanta strada fatta insieme, oltre che premiare i dipendenti Mantovanibenne per la loro passione e le loro capacità, che hanno contribuito a rendere grande l’azienda. Alberto, Roberta e Paolo hanno ricordato alcuni momenti importanti del passato, per poi tornare al presente e analizzare il momento decisamente positivo che tutto il Gruppo MBI sta vivendo. Infine, con Lorenzo e Jacopo lo sguardo si è allungato (con notevole entusiasmo) sul futuro dell’azienda e della famiglia Mantovani, che prosegue con caparbietà e determinazione alla guida del Gruppo. Durante le celebrazioni sono state presentate alcune novità e, soprattutto, è stata ribadita la volontà dell’azienda di continuare a guardare avanti, per essere sempre più i protagonisti nello sviluppo delle attrezzature intercambiabili di domani.


AXLES / ESSIEUX Achsen / Assali / Ejes

Dana, Kessler, AxleTech, Hurth and OMCI axles mounted on various types of: • Harbour equipment • Material handling equipment • Airport equipment • Mining and steel factories equipment • Cranes • Dump trucks Les essieux Cemas sont montés sur plusieurs types de véhicules, dont : • Èquipement portuaire • Èquipement de manutention • Èquipement d’aéroport • L’équipement des mines et des aciéries • Grues • Camions à benne basculante

TRANSMISSIONS / TRANSMISSIONS Getriebe / Trasmissioni / Transmisiones

Clark-Dana power shift transmissions mounted on various types of: • Harbour Equipment • Airport Equipment • Earth Moving Equipment • Mining Equipment • Steel Factories Equipment Transmissions powershift Clark Dana installées sur plusieurs types de: • Équipement portuaire • Équipement d’aéroport • Équipement de terrassement • Équipement de minage • Équipement d’usines d’acier

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NOTIZIE SCANIA

Il progetto S.A.V.E. Ventidue tappe da nord a sud e oltre 10.000 studenti coinvolti per educare all’uso consapevole delle risorse, a cominciare dal denaro, e per lottare contro gli sprechi. È l’obiettivo di S.A.V.E. (Sostenibilità, Azione, Viaggio, Esperienza), un

progetto itinerante rivolto alle scuole primarie e secondarie, realizzato dal Museo del Risparmio, BEI Institute e Scania, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo. Il tour si svolge a bordo di un veicolo Scania di ultima generazione, equipaggiato

come un museo del risparmio in miniatura. Il SAVE Discovery Truck è un camion con semirimorchio, allestito come un vero e proprio laboratorio interattivo, grazie all’esperienza del Museo del Risparmio di Torino. A bordo tutto è

Immensi nelle prestazioni, ridotti nei consumi! Quello che i nostri escavatori da 6 a 10 tonnellate riescono a fare con un pieno di carburante è davvero unico. Scoprite subito tutti i vantaggi:

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pensato per trasmettere con un approccio ludico le conoscenze alla base dell’alfabetizzazione finanziaria e dell’economia circolare, con l’obiettivo di favorire l’acquisizione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini di domani. Il tour ha attraversato l’Italia da nord a sud e ha fatto tappa in otto regioni, con particolare attenzione alle zone colpite dal terremoto del 2016. L’iniziativa ha coinvolto oltre 10.000 studenti delle scuole primarie e secondarie, saliti a bordo per affrontare il tema della scarsità delle risorse, a cominciare dal denaro, e per riflettere sull’importanza di impegnarsi nella lotta contro gli sprechi. Tre i percorsi tematici proposti, oltre ai laboratori dedicati alla sostenibilità e all’economia circolare curati dal Museo del Risparmio e frutto di una condivisione con il BEI Institute e Scania. Il truck farà tappe settimanali, fermandosi tre giorni in ogni città del tour. L’evento finale sarà a Roma, nell’aprile 2019.


Campagna di: MASSIMILIANOREALE.COM


NOTIZIE BIM PORTALE.COM

“Bimportale Talks” a Digital&Bim Italia 2018 La trasformazione in atto dell’industria delle costruzioni, guidata dalla sempre più estensiva diffusione delle nuove tecnologie digitali, vede il BIM - Building Information Modeling tra i suoi principali protagonisti. Un ruolo trainante, confermato dal ritorno di DIGITAL&BIM ITALIA, iniziativa nazionale dedicata alla trasformazione del settore delle costruzioni attraverso la digitalizzazione, le tecnologie e l’innovazione che, dopo il successo riscontrato dalla prima edizione, si è svolta quest’anno a Bologna in occasione del SAIE. Di quest’edizione è stata protagonista anche BIMportale.

com - punto di riferimento per le numerose evoluzioni e innovazioni in atto nel mondo del Building Information Modeling - in qualità di Media Partner ufficiale della manifestazione. Dopo un anno ricco di passaggi strategici per il BIM, culminati nella pubblicazione del Decreto 560/2017, DIGITAL&BIM ITALIA ha offerto un quadro sullo stato dell’arte nell’impiego di metodi e strumenti che in Europa sono già esempi di successo e che in Italia si stanno affermando, puntando ad aumentare la consapevolezza e la competenza di chi opera con le nuove tecnologie, in particolare nell’ambito del Building Information Modeling, proponendosi come

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luogo di confronto e aggiornamento d’eccellenza sul tema della nuova industrializzazione e della rivoluzione digitale nel nostro Paese. E anche BIMportale ha offerto il proprio contributo con un’iniziativa anch’essa al suo esordio: l’Arena BIMPortale Talks, un ciclo di incontri di informazione formazione e networking che ha messo sotto i riflettori non solo alcune delle tematiche oggi di più stretta attualità per l’area disciplinare del Building Information Modeling, ma anche una serie di esperienze di successo a testimonianza dei vantaggi derivanti dall’adozione del BIM all’interno di progetti di diversa scala e committenza.

PALE COMPATTE CINGOLATE BOBCAT NIENTE E’ IMPOSSIBILE Bobcat progetta e fabbrica pale compatte, escavatori, sollevatori telescopici e più di 100 accessori diversi perché possiate fare al meglio il vostro lavoro. Da oltre 60 anni le nostre macchine dimostrano sul campo tutta la loro tenacia. Ma noi continuiamo a guardare al futuro, per modellarlo secondo le vostre esigenze. Offriamo un gamma insuperabile di pale compatte cingolate con: Grande forza di spinta Minima pressione al suolo Grande versatilità con più di 30 accessori per il movimento terra In sintesi, tutto ciò che ci si aspetta da una macchina compatta Bobcat: agilità, robustezza, adattabilità.

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Bobcat è una società del gruppo Doosan. Doosan è un leader globale nel settore delle macchine edili e movimento terra, delle soluzioni per l’acqua e l’energia, dei motori e dell’ingegneria, che da oltre un secolo serve con orgoglio i suoi clienti e le comunità. Bobcat e il logo Bobcat sono marchi registrati di Bobcat Company negli Stati Uniti e in altri paesi. ©2018 Bobcat Company. Tutti i diritti riservati.


NOTIZIE LIEBHERR

Cinematismo parallelo a Ecomondo 2018 Liebherr presenterà a Ecomondo 2018 la L 546, il modello più grande delle pale gommate di medie dimensioni. Questa classe di macchine comprende tre modelli - L 526, L 538 e L 546 - che hanno una reputazione come macchine “tutto-fare”. Al fine di migliorarne la robustezza e la longevità, Liebherr ha utilizzato assali più grandi e ha irrobustito le parti in acciaio. Per un maggiore standard di comfort è stato rielaborato completamente l’interno della cabina. Il costruttore tedesco ha sviluppato i modelli citati ponendo attenzione alle richieste attuali del mercato. La comprovata ed efficiente trasmissione idrostatica continua a convincere con un risparmio di carburante fino al 25% rispetto alle pale gommate con trasmissione

tradizionale delle stesse dimensioni. Al fine di allargare ulteriormente i campi di applicazione, Liebherr offre numerose soluzioni specifiche: i clienti possono scegliere tra cinematismo a “Z” per le applicazioni standard e cinematismo parallelo per le applicazioni industriali. Le pale gommate Liebherr “tutto-fare”, per questo motivo, soddisfano le richieste delle imprese dei settori più svariati.

Un importante campo d’applicazione è, ad esempio, il settore del riciclaggio industriale, dove i gestori hanno pretese molto elevate (si lavora in più turni giornalieri e si raggiungono oltre 6.000 ore di esercizio l’anno, si utilizzano spesso gomme piene o gomme riempite di schiuma). L’affidabilità delle pale è priorità assoluta, quindi, poiché nel settore del riciclaggio assumono spesso un ruolo chiave per l’intero processo di produzione. Al fine di aumentare la robustezza della macchina Liebherr, come citato, ha montato su tutti e tre i modelli degli assali più grandi di quelli montati sui modelli della generazione precedente. Assali che dispongono di differenziali autobloccanti e garantiscono la massima trazione anche su terreni gravosi.

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NOTIZIE CONTROLS

Mezzo secolo d’ingegneria civile Quest’anno Controls Group ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario in qualità di produttore leader nel settore dell’Ingegneria Civile e ha festeggiato questo traguardo insieme a dipendenti, distributori, fornitori e clienti di tutto il

mondo. Controls è stata fondata nell’ottobre 1968 da Umberto Granelli, ancora oggi in attività. Quella che inizialmente è partita come un’attività pionieristica dedicata allo sviluppo di macchine per prove di compressione calcestruzzo, nel corso di cinquant’anni

si è trasformata in un marchio leader nelle apparecchiature di prova per i materiali da costruzione. Pasquale Di Iorio, presidente, socio e amministratore delegato di Controls Group dal 1996 al 2017, ha commentato così questo storico

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momento: “Vogliamo festeggiare questo 50° anniversario celebrando i successi ottenuti con tutti i nostri stakeholder, che per noi ricoprono un ruolo estremamente importante e sono motivo di grande orgoglio. Il cuore del nostro gruppo è rappresentato dallo stile unico e distintivo che definiamo “Controls Way”, che si fonda su una solida etica aziendale e relazioni personali basate sul rispetto, perché tutti svolgono un ruolo essenziale. Il nostro successo è dovuto al contributo apportato da tutti coloro che si sono affidati a noi e in particolare desideriamo ringraziare tutti i nostri clienti per il loro costante supporto e la loro fiducia”. Controls Group ha portato avanti cambiamenti ed evoluzioni senza mai perdere di vista la propria identità, un fattore chiave per il successo. Con uno spirito sempre lungimirante, il gruppo ha acquisito Wykeham Farrance (2004) e IPC Global (2014), due leader internazionali nei settori della geotecnica e dei sistemi di prova delle pavimentazioni stradali in asfalto, portando così allo sviluppo di molti prodotti ad alte prestazioni numero uno nel mercato.


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NOTIZIE FPT INDUSTRIAL

I nuovi motori diesel F1 Euro VI Step D FPT Industrial si presenta come fornitore di soluzioni di propulsione diversificate multi-combustibile, rafforzando al contempo il suo impegno nello sviluppo della tecnologia dei motori diesel, in vista dell’introduzione dello Standard Euro VI Step D. Questo nuovo regolamento sarà applicato a tutti i nuovi veicoli commerciali pesanti e autobus immatricolati dal 1° settembre 2019. L’azienda propone oggi un sistema di propulsione diesel-ibrido basato sul suo motore best-seller F1A Euro VI Step D già pronto per la normativa RDE (Real Driving Emissions). Per la prima volta, questo motore da 2,3 l viene proposto in una configurazione per impieghi Heavy Duty. Come lo è l’altro motore della famiglia F1, l’F1C da 3 l: anch’esso è conforme all’Euro

VI Step D e presenta importanti performance raggiungendo fino a 210 CV di potenza e 470 Nm di coppia. Questo sistema di propulsione è stato presentato in occasione di recenti manifestazioni

fieristiche, composto da un motore F1A Euro VI Step D, adatto ora anche per l’omologazione per trasporto pesante, con una gamma di potenza tra 136 e 156 CV. Il motore è stato presentato in una configurazione ibrida-parallela, una combinazione che migliora le già basse emissioni. Gli altri elementi che compongono il sistema di propulsione sono la trasmissione manuale FPT Industrial 2835.6, la scatola di rinvio e gli assali posteriori NDA. Per essere conforme con lo standard Euro VI Step D la serie F1 di FPT Industrial adotta un EGR esterno raffreddato con l’aggiunta di un SCR, che rappresenta la migliore soluzione per i veicoli commerciali leggeri (LCV) al fine di ridurre al minimo gli impatti dimensionali sul veicolo. Il motore ha una cilindrata di 2,3 l.

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JCB

Un nuovo record di vendite! JCB ha comunicato che il suo fatturato nel 2017 è salito di quasi il 28% a 3,35 miliardi di sterline (nel 2016 era di 2,62 miliardi), mentre le vendite di macchine sono salite a 75.693 (66.011 nel 2016). Gli utili su base EBITDA sono aumentati di quasi il 19% a 341 milioni di sterline (287 milioni nel 2016). Dal 1975, il rendimento medio dell’investimento di JCB è stato superiore al 30%. Il rimbalzo del mercato è proseguito con forza nel 2018, che ha spinto i livelli di produzione globale di JCB a un livello record di 500 macchine al giorno. Il CEO di JCB, Graeme Macdonald, ha dichiarato: “Il 2017 è stato un anno molto importante per JCB, durante il quale abbiamo stabilito nuovi record di vendita. Mentre il mercato globale è cresciuto di oltre il 21% lo scorso anno, le vendite di JCB sono aumentate di quasi il 28%. Questa crescita ha spinto la domanda in tutte le gamme di prodotti JCB, in particolare per i sollevatori telescopici, dove stiamo investendo in una maggiore capacità di produzione globale”. Il presidente di JCB, Lord Bamford, ha dichiarato: “La continua crescita dei mercati globali nel 2018 ha visto i tassi di produzione di JCB raggiungere il loro massimo storico. Anche i livelli di occupazione nei nostri stabilimenti sono ai massimi storici e ora impieghiamo più di 15.000

persone. Solo nel Regno Unito quest’anno abbiamo reclutato quasi 1.100 persone: ottime notizie sia per JCB che per la manifattura britannica”. JCB ha 22 stabilimenti in tutto il mondo, di cui 11 nel Regno Unito e gli stabilimenti britannici

JCB ora impiegano la cifra record di 7.600 persone. A giugno JCB

ha rivelato che stava investendo 50 milioni di sterline in un nuovo stabilimento britannico per la produzione di cabine per le sue macchine a Uttoxeter, nello Staffordshire. La fabbrica aprirà nel 2019.


NOTIZIE BAUER MACCHINE ITALIA

Grande successo al Geofluid 2018 Lo staff di Bauer Macchine Italia, le macchine e le attrezzature del gruppo Bauer hanno accolto numerosi visitatori in occasione di Geofluid 2018. L’azienda di Mordano (Bo) ha rappresentato ancora una volta un punto di riferimento per tutti gli operatori professionali in visita alla manifestazione piacentina, durante la quale hanno potuto ammirare le macchine e le tecnologie del gruppo tedesco, supportati dal personale tecnico-commerciale di Bauer Macchine Italia, Bauer Maschinen, Klemm e MAT. Allo stand, grazie al nuovo simulatore BFS (Bauer Foundation Simulator), gli operatori hanno potuto provare la sensazione di utilizzare una perforatrice Bauer. L’accuratezza del sistema consente un approccio molto vicino alla realtà e, grazie al supporto offerto dal team aziendale, ogni visitatore - compreso chi non è mai salito su una perforatrice Bauer – ha potuto iniziare ad accedere a un mondo altamente tecnologico e performante ma allo stesso tempo vicino alle imprese di perforazione che lavorano nel nostro Paese. Presenti nello stand: la perforatrice Bauer BG15 H Value Line, da 45 t, creata per la realizzazione di pali di grande diametro; l’escavatore tralicciato Bauer MC96 con benna meccanica, per diaframmi a benna o fresa, per l’utilizzo come battipalo, per la realizzazione di pali di grande diametro, nell’attività di vibrocompattazione e di vibroflottazione, oltre a fly drill, compattazione dinamica, sollevamento, CSM e dragaggi; la perforatrice Klemm KR 909-3G, pensata per ancoraggi, tiranti e micropali; l’impianto di miscelazione automatico MAT SCA-30-K, ideale per la produzione di miscele/fanghi da componenti solidi e liquidi quali cemento, bentonite, additivi, eccetera; il dissabbiatore BE100-60-L, ideale per l’utilizzo in lavori di diaframmi con fanghi, perforazione di pali trivellati, pozzi e geotermia. 32 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


G.D.M. Snc è un’azienda certificata ISO 9001:2015 che si occupa della progettazione e costruzione di attrezzature per macchine operatrici, tra cui Benne, Attacchi, Parti di ricambio e Riparazioni di attrezzature usate. L’azienda è inoltre specializzata nella realizzazione di bracci speciali, triplice articolazione, bracci da demolizione, bracci pianta palancole, long reach, ditch cleaning, material handing. L’azienda si rivolge ad aziende operanti in svariati settori, tra cui: movimento terra, demolizione, cave e miniere, smaltimento rifiuti e riciclaggio, forestale, sistema di pulizia pannelli. G.D.M. ad oggi può vantare la collaborazione con i più importanti marchi del settore del movimento terra. G.D.M. is an Italian company, certified ISO 9001:2015, specialized in the design and production of equipment for operating machines, including: Buckets, Quick Coupler, Spare parts and Repairs of used equipment. The company is also specialized in the manufacture of special arms, triple articulation, demolition arms, pile planting arms, long reach, ditch cleaning and material handling. The company targets firms in a wide range of industries: earth moving, demolition, quarries and mines, waste disposal and recycling, forestry, photovoltaic panels cleaning system. Nowadays G.D.M. can boast the collaboration with the most important brands in the earth moving sector.

Qualsiasi sia il tuo tipo di Attività… noi abbiamo una soluzione per te! Whatever your type of activity... we have the solution for you. G.D.M. è in grado di offrire ai propri clienti attrezzature personalizzate, progettate seguendo le specifiche richieste del cliente, la gestione della logistica e del trasporto, nonché un accurato servizio di post vendita e assistenza. G.D.M. can offer tailor-made design and full product customization based on customer’s requests and can also provide logistics organization and after sales services and support.

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ATTUALITA’ Costruzioni e nuove tecnologie

L’INNOVAZIONE in cantiere

Nuovi strumenti tecnologici sempre più avanzati e sviluppo del digitale stanno apportando una vera e propria rivoluzione in tutti i settori, compreso quello delle costruzioni. Produttività e qualità, formazione e sicurezza: sono queste le tendenze in atto più avanzate in termini di ricerca e applicazione nello scenario generale del “digital construction”. Droni, esoscheletri, stampa 3D, robotica, realtà virtuale e intelligenza artificiale, Building Information Modeling, Internet of Things: questi i frutti di questa innovazione tecnologica già presenti in cantiere di Lorenzo Zacchetti

34 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


D

La tecnologia digitale sta già rivoluzionando il mondo delle costruzioni per quanto riguarda la progettazione. E la fase esecutiva? In questo articolo facciamo un rapido excursus sulle principali innovazioni che potrebbero trasformare le pratiche costruttive e gestionali in cantiere.

tenzione nel tempo, ma che potenzialmente può rivoluzionare l’intero settore, soprattutto in seguito all’aumento dei materiali utilizzabili per la produzione di qualunque tipo di manufatti. Da quando la tecnologia consente di usare anche i prodotti tipici dell’industria delle costruzioni (calcestruzzo, argilla, acciaio) è cominciata una nuova era, nella quale le costruzioni hanno fatto un netto balzo in avanti su più fronti: sostenibilità ambientale, rispar-

STAMPA 3D DI UN FABBRICATO CON STAMPANTI 3D DELLA STATUNITENSE CAZZA

mio energetico, contenimento dei costi e dei tempi di produzione, gestione ottimale delle risorse e delle materie prime. Tuttavia, per il momento si tratta ancora di un potenziale solo parzialmente espresso, in quanto ai felici riscontri ottenuti dai prototipi di vario genere realizzati in diverse parte del mondo si affiancano alcune perplessità riguardanti

CREDIT FOTO VOLVO CE

La stampa 3D Uno degli ambiti di ricerca più suggestivi, non perfettamente inquadrabili nella “robotica” ma sicuramente afferente all’automazione dei processi costruttivi, è la stampa 3D. L’impiego delle stampanti 3D per la costruzione di immobili e infrastrutture segna con cadenza quasi quotidiana dei passi in avanti che inevitabilmente producono una continua rincorsa alla concorrenza in termini di riduzione dei tempi e dei costi da sostenere. Anche in questo caso si tratta di un ambito da monitorare con at-

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 35


ATTUALITA’ mico intorno ai 5.000 dollari. Simile la proposta degli ucraini di PassivDom, in grado di stampare una casa di circa 40 m² in otto ore, per poi intervenire con la manodopera per l’installazione di serramenti e impianti elettrici. Realizzare edifici in maniera rapida ed economica, ma soprattutto “green”, grazie alle stampanti 3D è il core business anche della ApisCor di San Francisco, che promette di realizzare moduli da 100 m² in appena 24 ore e con un risparmio del 40% rispetto ai metodi tradizionali. In questo settore sono parecchie le UNITÀ ABITATIVA STAMPATA IN 3D CON LA TECNOLOGIA DEGLI UCRAINI DI PASSIVDOM

la diffusione su larga scala, soprattutto in merito agli standard di verifica prestazionali e di sicurezza. Tuttavia, visti gli enormi benefici in termini di velocità di esecuzione e convenienza economica, la ricerca procede a larghi passi e alcune aziende sono già piuttosto avanti. In questo filone va segnalata l’americana Cazza, con sede a San Francisco, specializzata nell’impiego di stampanti 3D a

beneficio del settore costruzioni. Grazie a questa tecnologia i suoi “minitank”, azionati da remoto, possono realizzare oltre 6.500 m² di strutture al giorno. Dieci case “stampate” al giorno! È quello che promette l’azienda cinese WinSun attraverso l’utilizzo di quattro stampanti 3D. Ognuno di questi “moduli abitativi”, realizzati con calcestruzzi a presa rapida e materiali riciclati, ha un valore econo-

ANOTHER BRICK IN THE WALL In Australia, la Fastbrick Robotics è balzata all’attenzione del mercato fin dalla sua nascita (2015) per la sua capacità di costruire in appena due giorni un palazzo di medie dimensioni, grazie all’impiego di “Hadrian X”, la macchina che deposita e assembla i mattoni col suo braccio automatizzato a una velocità inarrivabile con i metodi tradizionali. Quello dei “bricklayers” è un comparto in grande fermento, con diverse aziende che stanno lavorando per trovare il migliore equilibrio tra prestazioni esaltanti e costi non indifferenti: basti pensare che “SAM” (acronimo di “Semi-Automated Mason”, cioè “muratore semi-automatico”) costa 400.000 dollari. Il robot prodotto dalla Construction Robotics è però in grado di piazzare circa 3.000 mattoni in otto ore di lavoro.

36 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

COSTRUZIONE DI UN FABBRICATO CON TECNOLOGIA 3D DELLA SOCIETÀ APISCOR

aziende mondiali che stanno cavalcando l’innovazione: tra queste DusArchitects (Olanda), Branch Technologies (USA) e KiteBricks (Israele). Quest’ultima ha brevettato una tipologia di mattoni stampati in 3D (“Smart Bricks”) che consentirebbero di tagliare i costi del 50%, ma soprattutto di realizzare edifici a impatto ambientale pari a zero. I cinesi di Zhuoda Group utilizzano la stampante 3D per realizzare componenti di palazzi e poi assemblarli in maniera modulare, così da renderli idonei a sostenere eventuali scosse di terremoto. Anche gli olandesi di Pixelstone producono piccoli componenti cubici, simili a dei pixel, che poi vengono assemblati nella realizzazione della facciata del palazzo in questione, con una vasta gamma di possibilità di personalizzazione. Restiamo nei Paesi Bassi con De Slaapfabriek, che ha firmato il primo palazzo in 3D a impatto zero. La soluzione di Robotic Carpenters, che ha sede nel Maryland, prevede robot in grado di costruire muri, soffitti e pa-


LA RILEVAZIONE DATI E LA SUPERVISIONE CON DRONI SONO ATTIVITÀ SEMPRE PIÙ DIFFUSE IN CANTIERE

vimenti prefabbricati a una velocità impressionante, semplicemente utilizzando un file CAD con tutte le misure necessarie. Asmbld, azienda di San Francisco, punta invece sul concetto di riutilizzo dei materiali edili, che dopo la demolizione vengono riciclati in componenti per automobili o biciclette: in tal caso la tecnologia non solo si concentra sul riciclo ma, a monte, parte da parti che vengono assemblate (e non fissate tra loro) già con l’idea di poter essere riconfigurate in un prossimo futuro. Droni ed esoscheletri Se i droni sono ormai sempre più diffusi nella cantieristica, ci sono diversi altri esempi di come la creatività delle startup sta rivoluzionando l’operatività nel settore costruzioni, grazie alla robotica. Gli indiani di Endless Robotics hanno costruito il robot WALT, in grado di dipingere muri a una velocità 30 volte superiore alla media. Almeno per il momento il loro prodotto non è sul mercato, in quanto intendono sfruttarlo direttamente per i propri lavori. Ha invece tutte le possibilità di diffondersi la vasta gamma di prodotti firmati EksoBionics, azienda californiana che produce esoscheletri: in base alle necessità specifiche, l’armatura indossata dall’operatore può essere equipaggiata con braccia bioniche, smerigliatrici o martelli pneumatici, aumentandone quindi la potenza in maniera esponenziale. Una soluzione spettacolare, che richiama l’estetica tipica di certi film sui

supereroi della Marvel, ma nel contempo enormemente pratica, in quanto innalza le prestazioni e riduce il rischio di infortuni. Realtà virtuale? Ora è concreta Per restare nelle innovazioni non strettamente “robotiche” ma legate all’innovazione del cantiere, un ulteriore step tecnologico sono i device per realtà virtuale e realtà aumentata. Questi strumenti sono già oggi relativamente familiari nell’ambito della progettazione, all’interno del quale offrono la possibilità di esplorare gli ambienti modellati e le relative caratteristiche in prima persona. Gli sviluppi offerti dalla loro applicazione “on site” attraverso un utilizzo

IL ROBOT “IMBIANCHINO” WALT DI ENDLESS ROBOTICS

combinato di device e sensori ono ancor più rivoluzionari. L’esperienza immersiva offerta da tali strumenti consente, ad esempio, di ispezionare un impianto e verificarne le eventuali difformità, trasmettere istruzioni visuali all’operatore impegnato in una lavorazione, analizzare il comportamento del personale di cantiere e individuare le possibili situazioni di rischio, e naturalmente condividere in remoto tali visuali in prima persona. Il risultato? Più efficienza, più precisione, più sicurezza, minori costi. Daqri, azienda di Los Angeles specializzata nella realtà aumentata, ha lanciato uno “smart helmet” destinato a rivoluzionare il futuro delle costruzioni. Il suo impiego consente di esplorare i cantieri in maniera innovativa, con una va-

UNO DEI FILONI DI RICERCA CHE RIGUARDA LA SICUREZZA È QUELLO CHE RIGUARDA GLI ESOSCHELETRI, COME QUELLI SVILUPPATI DA EKSO BIONICS ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 37


ATTUALITA’

L'OPINIONE

dell’ambiente circostante e quindi deve tenere conto delle sue specificità. L’industrializzazione consente invece di ottimizzare gli elementi e i processi produttivi, permettendoci di essere più veloci rispetto ai metodi tradizionali. Il fattore tempo ha un valore che da noi ancora non viene riconosciuto: i cinesi costruiscono edifici di 30 piani in due giorni, mentre da noi è considerato normale che un cantiere rimanga aper-

PROF. EMILIO PIZZI POLITECNICO DI MILANO

to per tre o quattro anni, con tutti i disagi che ciò comporta. Prefabbricando i componenti e montandoli in opera

Il governo delle geometrie del cantiere

si risparmierebbero tempo e risorse,

e dell’edificio viene ormai eseguito a

considerando anche che ormai l’as-

livello di rilievo topografico, grazie al-

semblaggio è arrivato a livelli di pre-

le strumentazioni disponibili. L’ambito

cisione un tempo impensabili. Si sta

che mi pare maggiormente in via di

cominciando a diffondere che la gestio-

sviluppo è quello del montaggio e as-

ne del progetto, fin dalla progettazio-

semblaggio di prefabbricati realizzati

ne, secondo questi criteri consente di

fuor d’opera, con tecniche prevalente-

semplificare il lavoro in cantiere. Ciò è

mente industriali. L’impiego della ro-

legato anche a fattori culturali, perché

botica consente non solo di realizza-

da noi c’è una forte tradizione nell’u-

re gli elementi, ma anche di montarli:

so di materiali come il cemento arma-

in cantiere, l’utilizzo dei bracci roboti-

to e il laterizio che, pur essendo nobili,

ci presenta diversi vantaggi rispetto a

richiedono un trattamento di un certo

quello dell’operatore umano. La pre-

tipo. Materiali come l’acciaio consento-

messa necessaria è che queste tecno-

no invece di implementare un approc-

logie vengano previste fin dalla fase

cio industrializzato in modo più sempli-

progettuale, quindi ci vuole apertura

ce, anche in termini di possibili future

nei loro confronti da parte dei proget-

riconversioni dell’edificio. La presen-

tisti. Questa spesso dipende dalla con-

za di un forte retaggio culturale lega-

venienza percepita: alcuni ancora pre-

to ad altri tipi di materiali non signifi-

feriscono utilizzare dei cottimisti che

ca che non si possa cambiare, anzi: in

vengono pagati poco, non compren-

Università già stiamo formando allievi

dendo il vantaggio legato a un approc-

preparati alle sfide del domani. Credo

cio industrializzato. La tecnologia 4.0

pertanto che a breve anche noi faremo

ci porta su un terreno fin qui inesplo-

questo passo, che peraltro in altri Paesi

rato: la produzione seriale di elemen-

più rapidi a cogliere il cambiamento è

ti ripetibili. In architettura questo mo-

già stato fatto. Ciò sarebbe ancora più

dello finora non ha avuto successo, a

importante da noi, dove la burocrazia

vantaggio di un’industria ‘one design’,

spesso rallenta i progetti: se già ci si

nella quale ogni edificio è un progetto

mette un anno per avere un permesso

a sé, in un’identità che è unica anche

a costruire, agire rapidamente è fonda-

perché fortemente legata al rapporto

mentale, altrimenti si arriva a realizza-

con il territorio. L’architettura è figlia

re dei manufatti che sono già vecchi.

sta gamma di possibilità, tra cui quella di vedere attraverso i muri. Si tratta di una interfaccia uomo-macchina da indossare che offre ai lavoratori una serie di informazioni in tempo reale, istruzioni di lavoro in realtà aumentata e altro ancora. Fornendo informazioni 38 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

e assistenza quando necessario, la tecnologia Daqri consente di creare applicazioni che permettono ai dipendenti di migliorare in modo efficiente il proprio lavoro. Il casco ha il potenziale di sostituire gli strumenti fisici, lasciando le mani libere. Presenta una odometria

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MACCHINE Hyundai

I GIORNI

DELL’ESPERIENZA

40 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


Hyundai Construction Equipment Europe (HCEE) ha recentemente organizzato tre giornate speciali, denominate “Experience Days”, con l’obiettivo di far conoscere meglio potenzialità e strategie ai propri clienti e ribadire le proprie mire sul mercato europeo e, in particolare, su quello italiano di Ettore Zanatta

I

l 3, 4 e 9 ottobre scorsi, presso il quartier generale europeo HCEE (Hyundai Construction Equipment Europe) di Tessenderlo, in Belgio, si sono svolti gli Experience Days, sequenza di eventi internazionali che ha avuto lo scopo di consentire ai suoi clienti – e potenziali tali – europei di approfondire la conoscenza dell’azienda tramite esperienze diverse da quelle tradizionalmente offerte durante le classiche fiere di settore, con la – sempre apprezzata – possibilità di testare le macchine “sul campo”. Si è trattato di un’iniziativa che ha coinvolto anche la stampa europea e che ha dato seguito alla prima edizione tenutasi lo scorso marzo, durante la quale svariati clienti francesi sono stati qui invitati per partecipare a un programma di “immersione totale” nel mondo Hyundai. GLI EXPERIENCE DAYS SI SONO TENUTI PRESSO IL QUARTIER GENERALE DI HCEE A TESSENDERLO, IN BELGIO. INAUGURATO NEL 2017, OCCUPA UNA SUPERFICIE DI 81.000 M2

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE L’OPINIONE

LUCA BELLINI

ACCOUNT MANAGER PER LA REGIONE DEL SUD EUROPA, HCEE

Dallo scorso settembre Luca Bellini è il nuovo “Account Manager

IN OCCASIONE DEGLI EXPERIENCE DAYS, HYUNDAI HA ESPOSTO SVARIATE MACCHINE DELLA SUA GAMMA. I MODELLI PIÙ RECENTI SONO STATI UTILIZZATI PER PROVE PRATICHE IN CONDIZIONI DI LAVORO REALISTICHE NELLA DEMO AREA DI 10.000 M2

Construction Equipment” di HCEE per la regione del Sud Europa. Il suo obiettivo: lo sviluppo commerciale (e la gestione) della rete distributiva, con particolare attenzione al mercato italiano. “La mia attività è focalizzata sullo sviluppo – in sinergia con il nostro Sales Manager Europe, Jean-Philippe Pollet – di strategie commerciali che aiutino a consolidare gli obiettivi commerciali e costruire collaborazioni di lungo periodo nella regione del Sud Europa, area ritenuta particolarmente strategica dal Gruppo e in cui sta investendo molte risorse. Conosco bene il mercato italiano, avendo avuto precedenti e importanti esperienze sia nel settore movimento terra che agricolo, e il rafforzamento e sviluppo del legame con l’attuale rete distributiva locale è una priorità per me, così come per HCEE. Rete che oggi è costituita da otto concessionari: Panero Giuseppe a Bra (Cn), Hitex a Piacenza, Assolari Group a Zandobbio (Bg), Moderma a Trento, R.T.I.A. a Farla di Majano (Ud), Tosco Meccanica di Massarosa (Lucca), Venditti Macchine a Pontinia (Latina), Edimac a Pescara. L’obiettivo primario è far conoscere e percepire la qualità del prodotto Hyundai, lavorando in sinergia proprio con questi concessionari e con altre realtà imprenditoriali che potranno aggiungersi alla rete attuale per aiutarci a coprire meglio il territorio (anche in Sud Italia) e, di conseguenza, a fornire un servizio ancora migliore”. 42 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

“Think global, act local” Molto è cambiato (a parte il nome Hyundai) nell’universo del costruttore coreano, che a partire dalla realizzazione della sua nuova “casa” di Tessenderlo, due anni fa, ha riorganizzato la sua attività sotto ogni aspetto, dalla progettazione alla produzione, dalla logistica alla ricerca, dal servizio al cliente alla distribuzione. Il nuovo quartier generale è un chiaro “biglietto da visita” delle rinnovate intenzioni: qui trovano sede gli uffici, una showroom, un Training Center, una “event hall” e il magazzino ricambi, oltre a un campo prove di 10.000 m2 realizzato in un’area adiacente alla sede. Oggi l’azienda – dopo il passaggio dalla denominazione Hyundai Heavy Industries a Heavy Construction

Equipment Europe e il trasferimento nel 2017 dalla precedente struttura di Geel, operativa fin dal 1995 – impiega qui 116 persone e gestisce un business in continua crescita, sviluppato in sinergia con i 74 concessionari attualmente operativi in Europa, di cui otto in Italia. Mercato, quest’ultimo, che rappresenta attualmente il 13% del suo fatturato. “The Hyundai effect” Durante la prima parte della giornata gli ospiti giunti a Tessenderlo sono stati aggiornati sull’intera offerta di servizi, tecnologie e prodotti proposti da Hyundai Construction Equipment Europe sul mercato, oltre ad aver avuto l’occasione di conoscere la storia e l’evoluzione


DIVERSE LE MACCHINE CHE ABBIAMO AVUTO MODO DI PROVARE. TRA QUESTE, GLI ESCAVATORI CINGOLATI HX520L E HX145LCR, L’ESCAVATORE GOMMATO HW140 E LE PALE GOMMATE HL960 E HL980

dell’azienda nel tempo e la struttura attuale della rete europea di concessionari, nonché di aver partecipato a un tour guidato “dietro le quinte” della produzione del costruttore coreano. Produzione che oggi presenta una squadra di macchine composta da sette miniescavatori (R16-9, R17Z-9A, R18-9, R25Z-9AK, R30Z-9AK, R35Z-9, R559A), due midi escavatori (R60CR-9A e

R80CR-9A), 16 escavatori convenzionali HX130 LCR, HX140 L, HX 145 LCR, HX 160 L, HX 180 L, HX 220 L, HX235 LCR, HX260 L, HX300 L, HX330 L, HX380 L, HX430 L, HX 480 L, HX 520

L, HX900 L, R1200-9), cinque escavatori gommati (R55W-9A, HW140, HW160, HW180 e HW210) e sette pale gommate (HL940, HL955, HL960, HL965, HL 970, HL975 e HL980).

HYUNDAI CEE DATO LA POSSIBILITÀ A CLIENTI E STAMPA INTERNAZIONALE DI CONOSCERE IN MODO PIÙ APPROFONDITO STORIA E STRATEGIE DELL’AZIENDA, FACENDO VIVERE LORO UN’ESPERIENZA DIVERSA DA QUELLA OFFERTA SOLITAMENTE NELLE FIERE DI SETTORE. GRAN PARTE DELL’EVENTO SI È SVOLTO “SUL CAMPO”

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE Tutte soluzioni, queste, che presentano svariate innovazioni tecniche finalizzate a ottimizzare gli aspetti legati al comfort, all’efficienza, alla manutenzione, alla durata, alla facilità d’uso e alla sicurezza. Di altrettanta importanza rivestono i sistemi tecnologici applicati a queste macchine, tra cui spiccano i sistemi AVM (Around View Monitoring), che garantisce all’operatore una visibilità panoramica a 360°, e IMOD (Intelligent Moving Object Detection), che rileva eventuali movimenti intorno al mezzo, a garanzia di una totale sicurezza. Ma non dimentichiamo Hi-MATE, il sistema di gestione remota sviluppato da Hyundai che utilizza la tecnologia satellitare GPS per fornire il più alto livello di servizio e di supporto del prodotto disponibile per escavatori e pale gommate. Hi-MATE, infatti, consente agli utenti di valutare in remoto le prestazioni delle macchine, di accedere alle informazioni di diagnosi e di verificarne la posizione toccando semplicemente un pulsante. Prestazioni “on site” Dopo gli approfondimenti “statici”, tutti gli ospiti sono stati poi accolti all’interno di un’area predisposta per essere il più simile possibile a un cantiere e, quindi, vivere un’esperienza “dinamica”: qui, in-

OLTRE AGLI UFFICI, ALLO SHOW-ROOM E AL MAGAZZINO RICAMBI, RIVESTE PARTICOLARE IMPORTANZA NELLA STRUTTURA DI TESSENDERLO IL TRAINING CENTER, DOVE VENGONO TESTATE MACCHINE E TECNOLOGIE APPLICATE

fatti, si ha avuto la possibilità di provare personalmente tutte le macchine messe a disposizione, tra cui i modelli più recenti, in condizioni operative assolutamente realistiche, nonché di consultare il team di formazione Hyundai presente e i vari specialisti di prodotto, che hanno colto l’occasione per evidenziare le principali differenze tra i vari modelli (oltre 20 quelli messi a disposizione), descrivendone le

L’IMPORTANZA DEI RICAMBI Il reparto ricambi riveste un ruolo fondamentale in HCEE. L’efficienza e la rapidità di tutti gli altri reparti, infatti, dipendono dalla capacità di far funzionare al meglio quest’area. Anche per questo l’azienda ha affidato ad Agnieszka Kilshaw la gestione dell’attività legata alle parti di ricambio per il mercato europeo, relativamente a tutte le business unit dell’azienda. “La mia visione è chiara – ha dichiarato Kilshaw – e si basa su valori fondamentali come la disponibilità elevata delle parti di ricambio, l’efficienza del servizio e la soddisfazione globale del cliente, con cui intendiamo sviluppare un rapporto a lungo termine e grazie al quale possiamo promuovere l’immagine del brand, per rendere HCEE un top player nel mercato delle costruzioni. Sono certa che insieme al mio team sapremo dimostrare la qualità dei nostri prodotti e il valore del nostro servizio personalizzato”. Il primo magazzino ricambi di Hyundai in Europa, realizzato nel 1992 e grande 1.000 m2, gestiva circa 1.000 item; oggi la struttura da 12.000 m2 - con capacità di espansione di altri 4.000 m2 - di Tessenderlo, in cui operano 17 operatori, vanta oltre 75.000 item, con la possibilità di arrivare a 125.000.

44 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

funzionalità, le tecnologie applicate e le relative potenzialità. In particolare, è stato possibile testare gli escavatori cingolati HX130 LCR, HX235 LCR, HX145 LCR, HX300 LR e HX520 L, gli escavatori gommati HW160 e HW140, le pale gommate HL975, HL980, HL960 e HL960 HD, oltre agli escavatori compatti R16-9, R17Z9A, R35Z-9, R60CR-9A e R80-9A. “Con l’organizzazione degli Experience Days abbiamo voluto dare ai nostri clienti acquisiti, ai potenziali clienti Hyundai e ai vari concessionari la possibilità di conoscere meglio la nostra azienda, vivendo un’esperienza diversa da quella solitamente offerta in occasione delle manifestazioni fieristiche di settore, pur importanti in termini di visibilità e aggregazione. In Hyundai Construction Equipment Europe, infatti, riteniamo che il modo migliore per conoscere le potenzialità di Hyundai sia incontrarci e condividere esperienze. È pertanto essenziale che i clienti possano provare personalmente le nostre macchine e analizzarle in un contesto operativo, talvolta anche in condizioni gravose. Per questo motivo li abbiamo invitati a indossare le scarpe antinfortunistica e l’elmetto e a mettersi alla guida dei nostri modelli di ultima generazione. Il più efficace modo per scoprire il livello qualitativo garantito dalle macchine Hyundai in cantiere è… metterle al lavoro”, ha commentato Paul Sysmans, Marketing Manager Europe di HCEE. ■


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MACCHINE Doosan

PRODUTTIVITÀ A CIELO APERTO Come da tradizione abbiamo partecipato allo speciale evento che Doosan Infracore CE organizza regolarmente nella cava di Bělice, in Repubblica Ceca, nelle vicinanze del suo stabilimento produttivo di Dobříš. A fare gli onori di casa, la nuova pala gommata DL580-5 di Ettore Zanatta

I

Quarr y Days di Doosan Infracore CE rappresentano un appuntamento tradizionale. Un evento strategico, grazie a quale concessionari e clienti provenienti da tutta Europa convergono nella Repubblica Ceca - nella fattispecie, all’interno della bellissima cava in località Bělice, a pochi chilometri dallo stabilimento di Dobříš - per testare “sul campo” i modelli più recenti di escavatori, pale gommate e dumper proposti dal costruttore. Svariate le opportunità offerte anche quest’anno, ma l’attenzione è stata calamitata dalla DL580-5, top di gamma della Serie 5 di pale gommate Doosan.

46 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


Per i lavori più gravosi La pala gommata DL580-5 - dotata di benna da 5,7 m3 - presenta un aspetto simile a quello del modello DL550-5, ma si caratterizza per la robustezza dei componenti strutturali e il sofisticato impianto di raffreddamento degli assali a doppio circuito, ideato come soluzione ottimale per le operazioni di sollevamento di blocchi e di movimentazione di carichi pesanti in applicazioni industriali, cantieri edili, smaltimento di rifiuti e attività minerarie.

La DL580-5 – che ha un peso operativo di 36.030 kg, con un più elevato carico di ribaltamento (29.700 kg con articolazione a 0° e 26.200 kg a piena sterzata a 40°) - è equipaggiata con un 6 cilindri Scania DC13 da 283 kW a 1.800 giri/min. Con una coppia massima di 1.765 Nm a 1.300 giri/min e consumi di carburante fino al 10% in meno, il propulsore assicura conformità ai requisiti delle normative sulle emissioni Stage IV sfruttando le sole tecnologie di post-trattamento del ricircolo dei gas di scarico raffreddati (EGR) e

della riduzione catalitica selettiva (SCR), senza la necessità del filtro antiparticolato diesel (DPF). L’attivazione del sistema di regolazione automatica del minimo consente ulteriori economie di carburante, riducendo automaticamente il regime di minimo da 950 a 750 giri/min quando l’operatore non utilizza volante, braccio e benna per più di 10 secondi. Lo spegnimento automatico arresta la macchina quando il motore rimane al minimo per un periodo da 3 a 60 minuti, da impostare tramite il pannello di controllo.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE

LA TRASMISSIONE ZF A 5 RAPPORTI TRASFERISCE IN MODO OTTIMALE LA POTENZA DAL MOTORE ALLE RUOTE, CONTRIBUENDO ALLA RIDUZIONE DEI CONSUMI. GRAZIE AI RAPPORTI PIÙ RAVVICINATI, IL REGIME MOTORE È SOGGETTO A VARIAZIONI PIÙ LIMITATE ED È PIÙ BASSO IN TUTTE LE MARCE, CON CONSEGUENTE RIDUZIONE DEI CONSUMI DI CARBURANTE

Trasmissione ZF Come tutte le pale Doosan, la DL580-5 è dotata di convertitore di coppia con Lock-up a inserimento automatico: esso fornisce presa diretta tra motore e trasmissione, consentendo l’erogazione del 100% della coppia senza alcuna perdita dalla 2a alla 5a marcia. Ciò assicura un’accelerazione più rapida in piano (10%) e maggiori capacità in salita (fino al 20%), oltre a ridurre i consumi di circa il 15% su base giornaliera. Il sistema di disinnesto della frizione ICCO (Intelligent Clutch Cut-Off), poi, regola il disinserimento della coppia di uscita della trasmissione in base all’angolo del pedale del freno, evitando l’applicazione di potenza superflua durante la frenatura, con riduzione dell’usura dei freni e della generazione di calore, ampliando gli intervalli del cambio olio e contribuendo all’abbattimento dei consumi. I freni a disco esterni semplificano la manutenzione, evitando di dover smontare L’ASSALE ZF TIPO II CON BLOCCO DIFFERENZIALE IDRAULICO (HDL) AUTOMATICO CONTRIBUISCE ALLA PROTEZIONE DEI COMPONENTI DEL SISTEMA DI TRAZIONE, RIDUCE L’USURA DEGLI PNEUMATICI E, QUANDO NECESSARIO, GENERA IL 100% DI FORZA DI TRAZIONE, CON ULTERIORI VANTAGGI IN TERMINI DI RIDUZIONE DEI CONSUMI 48 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

gli assali. Il nuovo radiatore a olio presente su entrambi gli assali è una nuova dotazione che migliora la capacità di raffreddamento in applicazioni gravose. Impianto “Load Sensing” La DL580-5 è dotata di impianto idraulico Load Sensing che regola l’erogazione della portata della pompa

a pistoni assiali a cilindrata variabile in base al fabbisogno effettivo. Ne risulta migliorata la trazione per la penetrazione nei cumuli di materiale e si minimizzano le perdite del circuito idraulico durante le operazioni di movimentazione carico. Il sistema è stato realizzato in modo da assegnare priorità alla benna in caso di azionamento


simultaneo di braccio e benna, quando la forza disponibile è limitata. Il comando a joystick è pensato per consentire più movimenti simultane; il comando “Fingertip” a tre leve è disponibile a richiesta per un controllo fluido e senza sforzo. Entrambi sono a pilotaggio elettroidraulico. La pala offre anche una terza linea idraulica utilizzabile come presa di potenza idraulica che amplia la versatilità in varie applicazioni.

LA DL580-5 È DOTATA DI SERIE DELLA FUNZIONE DI “KICK-OUT” DEL BRACCIO, UTILE QUANDO SI LAVORA IN SPAZI ANGUSTI O SI ESEGUONO AZIONI RIPETITIVE SECONDO DETERMINATE GEOMETRIE DI LAVORO (AD ESEMPIO, SE OGNI GIORNO OCCORRE RAGGIUNGERE UNA DETERMINATA ALTEZZA DI SCARICO). LO STESSO SISTEMA È UTILIZZATO PER IMPOSTARE AUTOMATICAMENTE LA POSIZIONE DI RITORNO ALLO SCAVO DELLA BENNA

LA PROTAGONISTA DEI QUARRY DAYS 2018 DI DOOSAN È STATA LA PALA GOMMATA DL580-5, PROGETTATA PER I LAVORI PIÙ GRAVOSI IN CAVA

La posizione del volante, telescopico e regolabile in inclinazione, si adatta alle preferenze dell’operatore. La sterzata elettrica a joystick è stata incorporata. I comandi sono stati migliorati con l’introduzio-

Comfort elevato La cabina ROPS/FOPS mostra quanto Doosan ponga il comfort al centro delle sue priorità progettuali: oltre all’abbondanza di spazio libero sopra la testa dell’operatore e al sedile Grammer regolabile e riscaldato, a sospensione pneumatica, essa presenta il piantone dello sterzo riprogettato per assicurare più spazio a gambe e ginocchia.

ne di un joystick ergonomico dotato di comando progressivo a rotella per il circuito idraulico ausiliario (terza valvola).

Il controllo FNR è stato spostato sul retro del joystick stesso, con un interruttore a bilanciere a tre posizioni. Il pannello LCD TFT da 5.7” a colori ha due display, personalizzabili secondo le preferenze dell’operatore. La telecamera posteriore migliora visibilità e sicurezza. Per una maggiore comodità e sicurezza, un parasole scorrevole è stato aggiunto sul lunotto per proteggere dal riverbero della luce. Il porta-bicchiere è stato spostato

L’OPINIONE

“La pala gommata Doosan DL580-5 incorpora tutte le dotazioni ergonomiche e di sicurezza recentemente annunciate per le altre sei pale gommate pesanti Doosan, dal modello DL280-5 – presentato anch’esso in occasione di questi Quarry Days – al DL550-5. La macchina si caratterizza anche per il restyling esteriore comune a tutti i modelli della gamma. Il nuovo stile include una nuova colorazione – passata da arancione a grigio scuro – per braccio caricatore, telaio anteriore e i componenti degli assali anteriore e posteriore. Il dinamismo delle linee curve è stato pensato per rafforzare la percezione della robustezza e della potenza delle pale gommate. Diverse le innovazioni apportate a questa macchina: oltre al potente motore Scania DC13, la DL580-5 monta una trasmissione automatica Powershift a cinque velocità, assali per impieghi gravosi raffreddati, una comoda cabina alta, funzioni idrauliche reattive ma ‘dolci’ e innesti idraulici ausiliari che, insieme, offrono il mix ideale per affrontare i lavori più impegnativi. La maggior parte di queste caratteristiche, molte delle quali studiate per ottimizzare l’efficienza dei consumi, sono di serie sulla DL580-5 e su tutte le altre pale della Serie DL-5, a differenza di altre macchine sul mercato che le offrono come optional”.

SÉBASTIEN CLAUDE

WHEEL LOADERS BUSINESS UNIT DIRECTOR, DOOSAN INFRACORE CE

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE DL280-5:

LA “SORELLA MINORE”

La pala gommata DL280-5 è la “sorella minore” della DL580-5, progettata per cave di piccole dimensioni ma anche per l’industria della gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata e le applicazioni industriali in genere. Questa versione sfrutta la cinematica a “Z” con un sistema di sollevamento a pistone progettato per impieghi gravosi. La forza di strappo di 145 kN si combina a un angolo della benna sempre costante nell’intero arco di movimento (gli angoli della benna sono ottimizzati anche nelle posizioni di traslazione e al suolo). Il braccio caricatore sfrutta anche i vantaggi offerti dal sistema di stabilizzazione del carico LIS (Load Isolation System). La DL280-5 - che utilizza pneumatici 20.5 R25 e assali rinforzati - è motorizzata con un diesel Doosan DL06 da 5,9 l e offre tre modalità di gestione della potenza erogata dal motore: ECO, Normal e Power. Presente di serie, la funzione di spegnimento automatico limita il tempo trascorso dalla macchina con motore acceso al minimo, riduce il consumo di carburante e lo spreco di tempo operativo. Anche questa pala è dotata di serie del sistema telematico DoosanConnect.

50 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

IL SISTEMA ANTIBECCHEGGIO (LIS = LOAD ISOLATION SYSTEM) OFFRE UNA GUIDA PIÙ FLUIDA SU TERRENI ACCIDENTATI E SPOSTAMENTI PIÙ COMODI A VELOCITÀ SUPERIORI E CONTRIBUISCE A PROLUNGARE LA DURATA DEL TELAIO E DELLA MACCHINA

IL DUMPER ARTICOLATO DA30 In occasione dei Quarry Days abbiamo potuto vedere all’opera anche il nuovo dumper articolato DA30 da 30 t, lanciato sul mercato lo scorso aprile e caratterizzato da alcune modifiche che privilegiano l’operatività, il livello di controllo del mezzo e il comfort, garantito peraltro dal sedile Grammer ActimoXXL. L’efficienza nei consumi è ottimizzata dal propulsore Scania DC9 Stage IV da 276 kW e dalla trasmissione ZF EP. La nuova versione del DA30 riduce anche i costi di manutenzione, in quanto sono stati ottimizzati il numero dei punti di servizio e gli intervalli per il cambio olio. I cambiamenti introdotti comprendono anche il nuovo schema cromatico, che allinea la macchina agli altri prodotti della gamma Doosan Heavy. Lo sviluppo più importante riguarda le sospensioni, aggiornate con un sistema idropneumatico autolivellante. Come tutti i dumper articolati Doosan, poi, anche il DA30 si caratterizza per lo snodo di articolazione posizionato dietro la ralla, progettato per assicurare un’omogenea ripartizione dei pesi anche in caso di massima sterzata. Questa caratteristica, associata al carrello tandem posteriore a oscillazione libera, assicura una distribuzione uniforme del peso su ogni ruota e garantisce contatto e trazione permanente a sei ruote, per una distribuzione omogenea della potenza e ottimali prestazioni di guida su terreni difficili. Da citare anche il nuovo sistema di ribaltamento della cabina, che consente di sollevarla e chiuderla in pochi minuti.


in avanti a destra e un nuovo gancio doppio consente di appendere casco e giacca. Specchietti convessi aggiuntivi sono stati installati sui telai di quelli laterali.

LA SCHEDA TECNICA DL580-5 Capacità (a colmo):

Telegestione in remoto La DL580-5 è equipaggiata di serie con il sistema DoosanConnect per il monitoraggio wireless delle macchine, progettato specificamente per la gamma Doosan e in grado di fornire informazioni complete sulle prestazioni dei mezzi sfruttando una doppia modalità di trasmissione: rete cellulare mobile e satellitare. Questo sistema è un utile strumento di telegestione di flotte e risorse, basato su piattaforma web, che consente il controllo in remoto delle prestazioni e della sicurezza delle macchine stesse e semplifica la manutenzione preventiva. È inoltre in grado di supportare più unità Doosan in località diverse, consentendo di monitorarne i tassi di utilizzo e valutarne la corretta combinazione, aiutando gli operatori a utilizzare in modo più efficiente le attrezzature e a individuare mezzi sostitutivi in caso di interventi di manutenzione o riparazione. ■

5,7 m3

Carico di ribaltamento statico, macchina in linea:

29.700 kg

Carico di ribaltamento statico, a 40°:

26.200 kg

Lunghezza x larghezza (con benna):

9.725 x 3.400 mm

Altezza:

3.785 mm

Altezza di scarico (a 45°) con denti imbullonati:

3.380 mm

Sbraccio di scarico (a 45°) con denti imbullonati:

1.435 mm

Interasse:

3.700 mm

Raggio di sterzata:

7.544 mm

Velocità di traslazione max. (5a marcia): Motore:

37 km/h Scania DC13, 6 cilindri

Potenza motore:

283 kW a 1.800 giri/min

Forza di strappo:

225 kN

Pneumatici: Peso operativo

29.5 R25-L5 36.030 kg

LA STRUTTURA ANTERIORE È STATA IRROBUSTITA PER MIGLIORARNE RIGIDITÀ E RESISTENZA. LA DL580-5 SFRUTTA UNA CINEMATICA A “Z” RAFFORZATA PER SOLLEVARE CARICHI PIÙ PESANTI, CON MENO PARTI IN MOVIMENTO. QUESTA CONFIGURAZIONE CONTRIBUISCE ALLA STABILITÀ DELLA PALA E CONSENTE MOVIMENTI RAPIDI DELLA BENNA, MANTENENDOLA SEMPRE ALLA CORRETTA ANGOLAZIONE. COME TUTTI I MODELLI SERIE DL-5, ANCHE LA DL580-5 È DISPONIBILE IN VERSIONE “HIGH LIFT”

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE Bomag

COMPATTAZIONE RADIOCOMANDATA Il compattatore articolato multiuso BMP 8500 arriva dappertutto, anche in punti del sito di lavoro normalmente difficili da raggiungere. Il radiocomando con cui viene gestito, in particolare, consente di mantenere sempre sotto controllo la macchina, in totale sicurezza, in ogni angolo del cantiere di Pietro Gabrielli

C

on un peso operativo di quasi 1,6 t, il compattatore multiuso Bomag BMP 8500 è stato ideato per garantire importanti risultati di compattazione negli interventi di costruzione di trincee, canalizzazioni e tubature. Progettato appositamente per i lavori in terra, infatti, questa macchina è dotata di sterzo articolato che contri-

52 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

buisce a renderla particolarmente indicata non solo per la compattazione di terreni coesivi nella citata costruzione di trincee, ma anche nelle operazioni di rinterro, nelle opere di canalizzazione e tubature, così come per lavori di sottofondi e di fondazioni. In generale, rappresenta una soluzione efficace ovunque si debba intervenire in aree ristrette, oppure pericolose. Con gli al-

largamenti del tamburo di serie staccabili con piedi di montone, la larghezza di lavoro del Bomag BMP 8500 passa da 610 a 850 mm (il montaggio avviene in pochi minuti, direttamente in cantiere). Il compattatore è disponibile anche con tamburi lisci, per ottenere un’elevata qualità della superficie, senza impronte dei piedi di montone, perfino su materiale sabbioso.


Tecnologia superiore Insieme al moderno motore Kubota, il sistema Bomag Ecomode garantisce bassi costi d’esercizio: quando il radiocomando non viene attivato, il motore regola automaticamente il numero di giri al minimo entro pochi secondi e ciò, di conseguenza, fa risparmiare denaro. Abbiamo accennato al radiocomando. Soffermiamoci su quest’importante elemento che esalta le prestazioni e la sicurezza del compattatore: grazie al comando a distanza, a radio o cavo, la presenza di forti irradiazioni solari, la vicinanza a impalcature e strutture di sostegno - oppure l’impiego contemporaneo di più macchine in un cantiere - non rappresentano più alcun problema. L’adeguamento delle frequenze e le anomalie di funzionamento dovute a fenomeni di usura vengono in tal modo completamente esclusi. La sicurezza dell’operatore in cantiere è qui garantita anche dal si-

MENTRE ALTRI COSTRUTTORI HANNO DOTATO LE PROPRIE MACCHINE DI UN SISTEMA DI COMANDO A INFRAROSSI, ESTERNO E QUINDI SPESSO A RISCHIO DI DANNEGGIAMENTI, BOMAG PROPONE UN SISTEMA DI COMANDO BASATO SU UN SISTEMA DI TRASMISSIONE A RADIOFREQUENZA. II COMPATTATORE BMP 8500 È DOTATO DI UN SISTEMA DI RICEVIMENTO DELLE INFORMAZIONI INTERNO, QUINDI NON ESPOSTO A POLVERE E/O A ROTTURE ACCIDENTALI. LA DISTANZA OPERATIVA È DI OLTRE 40 M, CONTRO I 30 M STANDARD DEL SISTEMA DI COMANDO A INFRAROSSI

IL COMPATTATORE MULTIUSO BMP 8500 È PROGETTATO E COSTRUITO PER LA GESTIONE ‘INTELLIGENTE’ DELLA COMPATTAZIONE DI TERRE

IL COMPATTATORE BMP 8500 RAPPRESENTA LA PRIMA MACCHINA DI QUESTO GENERE IN GRADO DI SEGNALARE L’ANDAMENTO DELLA COMPATTAZIONE CON IL DISPOSITIVO ECONOMIZER

IL COMPATTATORE MULTIUSO BOMAG BMP 8500 CON RADIOCOMANDATO VIENE IMPIEGATO ANCHE IN LUOGHI STRETTI E DIFFICILMENTE ACCESSIBILI ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE stema BOSS (Bomag Operator Safety System): qualora una persona dovesse transitare o sostare in prossimità della macchina, esso blocca automaticamente la trazione, al fine di evitare incidenti. Ma la tutela dev’essere garantita anche al compattatore stesso: per questo motivo la sede dell’eccentrico, completamente isolata, impedisce la penetrazione di acqua e sporco, prevenendo lo sfregamento dei tubi idraulici. Ciò aumenta la sicurezza di impiego ed evita costosi interventi di riparazione. CON GLI ALLARGAMENTI DEL TAMBURO DI SERIE STACCABILI CON PIEDI DI MONTONE LA LARGHEZZA DI LAVORO DEL BOMAG BMP 8500 PASSA DA 610 A 850 MM

LA SCHEDA TECNICA BMP 8500 Peso operativo:

1.595 kg

Peso proprio:

1.585 kg

Carico assale medio: Valocità di trasferimento avanti/indietro: Pendenza max. superabile (senza/con vibr.): Motore: Potenza motore (ISO 3046): Tamburo motore:

798 kg 1,2/2,8 km/h 55%/45% Kubota D 1005, 3 cilindri, Stage V 14,5 kW 4

Trasmissione:

idrostatica

Freni di servizio/parcheggio:

idrostatici

SISTEMA ECCENTRICO: Rullo vibrante:

anteriore + posteriore

Trasmissione:

idraulica

Frequenza:

42/42 Hz

Ampiezza:

1,12/0,56 mm

Forza centrifuga:

54 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

72/36 kN

Il dispositivo Economizer Il dispositivo Economizer di Bomag è perfettamente integrato, ben visibile e protetto all’interno del cofano del compattatore multiuso BMP 8500. Questo particolare dispositivo aiuta l’operatore a controllare costantemente i risultati di compattazione e consente di evitare superflue operazioni di compattazione. Il dispositivo Economizer, infatti, rileva automaticamente l’andamento di tutte le operazioni di compattazione, mentre l’operatore è in grado di identificare in tempo reale le eventuali zone da ricompattare. Le ripassate costose, così, diventano superflue. Si riduce peraltro del 25% il numero di passate inutili, evitando in tal modo una compattazione eccessiva e aumentando di conseguenza l’efficienza complessiva. ■


MACCHINE Spraymaster

LA RICETTA DEL SUCCESSO Dal know-how di Euromacchine Commerciale nel settore del noleggio di macchine spritz-beton, del pompaggio e dell’elettroventilazione in galleria all’affermazione di una nuova e ambiziosa società capace di soddisfare ogni esigenza operativa grazie alla versatilità dei propri prodotti di Riccardo Lorenzi

56 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


I

l dinamismo di un’azienda giovane, più l’esperienza di un veterano del settore: questa è la ricetta del successo di Spraymaster, fondata nel 2016 e con Franco Crescini al timone. L’azienda con sede a Goito (Mn) progetta e costruisce macchine per lo shotcrete e il pompaggio CFA/CCFA suddivise in tre linee di prodotti: Tiger, Drakkar e Aries. Vediamo le peculiarità di queste proposte. La linea Tiger Tiger, linea che contraddistingue Spraymaster fin dalla sua nascita, è costituita da pompe per il calcestruzzo stazionarie diesel/elettriche cingolate per CFA/CCFA. Queste macchine sono disponibili in diverse versioni, in grado di garantire una produzione da 30 a 120 m3. Qui citiamo il modello Tiger 30: piccola ma pensata per grandi prestazioni, questa pompa è dotata di motore diesel da 37 kW ed è prodotta in versione su carrello con ruote con omologazione stradale cingolata o su carrello a traino per cantiere. ASSEMBLAGGIO DI UNA POMPA PER CALCESTRUZZO CINGOLATA TIGER ALL’INTERNO DELL’OFFICINA SPRAYMASTER DI GOITO (MN). LA MACCHINA VIENE REALIZZATA CON AMPI SPAZI INTERNI, DATI ANCHE DAL CIRCUITO OLEODINAMICO INTEGRATO, CHE PERMETTERANNO DI OPERARE AGEVOLMENTE PER ESEGUIRE TUTTE LE MANUTENZIONI ORDINARIE E STRAORDINARIE

IL BRACCIO - CON CONFIGURAZIONE A TRE SEZIONI E RIPIEGAMENTO A “Z” - VIENE DOTATO DI TUTTE LE ULTIME SOLUZIONI TECNOLOGICHE IN MATERIA DI OLEODINAMICA E OPERATIVITÀ. LA STRUTTURA È IN ACCIAIO SPECIALE DOMEX E SI MUOVE GRAZIE A UN LEVERAGGIO A PANTOGRAFO CHE RENDE ESTREMAMENTE BASSE LE PRESSIONI DI LAVORO

Interessante è anche il modello Tiger 80, da 80 m3, proposta nelle motorizzazioni diesel, cingolate, su slitta e su carrello ferroviario e disponibile anche nella versione “Special”, dotata di inversione automatica della trasmissione oleodinamica, per operare in alta e bassa pressione. Spraymaster, in ogni caso, garantisce un ventaglio completo di soluzioni, pensate per soddisfare qualsiasi necessità, dalle applicazioni in spazi angusti agli interventi più impegnativi.

La linea Drakkar È quella dedicata allo spritz-beton meccanizzato per piccole, medie e grandi sezioni di gallerie ed è costituita da pompe di varie dimensioni. Dei modelli H10, H16 e H18 quest’ultimo è il fiore all’occhiello dell’azienda, ma identica è l’operatività garantita dalle medesime dotazioni su ogni macchina, a partire dalla possibilità di operare indipendentemente con motore elettrico o diesel, grazie al sistema Tecnospray, realizzato trami-

L’OPINIONE

“Spraymaster è un’azienda giovane, dinamica e in grado di garantire un’elevata specializzazione e affidabilità. Ogni aspetto nella produzione delle macchine è curato nei minimi dettagli: dall’impiantistica all’oleodinamica, dalla meccanica ai software applicati. Per quanto riguarda la componentistica collaboriamo con partner importanti come Linde e Rexroth. Il catalogo Spraymaster offre macchine semplici e facili da utilizzare ma altamente efficienti. Il nostro giro d’affari attuale si riferisce quasi totalmente al mercato Italia, anche se abbiamo fornito alcune FRANCO CRESCINI soluzioni interessanti in Francia, Svizzera e Oman, ad esempio. Per quanto TITOLARE DI SPRAYMASTER riguarda il mercato, in questo momento c’è una chiara ripresa, anche se sussistono problemi storici quali la corsa al ribasso nei prezzi, una scarsa qualità di alcuni competitor in alcuni ambiti e ritardi nei pagamenti. Detto questo, ci sono però molti piccoli lavori specializzati e qualificati nei quali noi siamo ben inseriti, poiché per scelta stiamo abbandonando sempre di più l’ambito delle grandi infrastrutture. Il prossimo passaggio di Spraymaster sarà rinforzare la capacità produttiva, perché stiamo ricevendo sempre più richieste dal mercato. Come ulteriore servizio ai clienti proponiamo dei corsi di formazione, organizzati presso la sede di Euromacchine, finalizzati all’ottenimento del patentino operatori di pompe calcestruzzo, con una particolare sezione dedicata alle macchine Shotcrete”.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE

te circuito oleodinamico chiuso, privo di innesti meccanici e prese di forza. Si tratta di una trasmissione integrata che elimina le “interferenze” tra il motore endotermico e l’utenza, permettendo di eliminare giunti cardanici e ogni altro elemento. Le ultime soluzioni tecnologiche sono apportate in ogni elemento di queste pompe: dal carro dotato di motore insonorizzato raffreddato a liquido al sistema a quattro ruote sterzanti (con tre tipologie di sterzatura), dal braccio in acciaio Domex al gruppo pompante posto trasversalmente e con inclinazione di 0°, dalla gestione elettronica a bordo macchina all’impianto elettrico realizzato totalmente in CANBus, dall’impianto di lavaggio al sistema di dosaggio degli additivi Spraydoser. Quest’ultimo si avvale di una pompa a vite gestita elettronicamente - il cui funzionamento è assicurato da un impianto idraulico a circuito chiuso - che garantisce alta pressione e regolarità di flusso, con portata di 2.400 l/h e pressione massima di

I PICCOLI PARTICOLARI RENDONO UNICHE E INNOVATIVE LE MACCHINE PROGETTATE E COSTRUITE DA SPRAYMASTER

24 bar. La precisione del dosaggio è garantita da un sensore di portata posto sulla linea di pompaggio, che verifica e invia il valore reale di portata alla gestione elettronica. Oltre alla funzione di calcolo del dosaggio, la gestione elettronica ha altre due funzioni: la possibilità di pre-impostare fino a tre settaggi di dosaggio differenti in memoria oltre a quello “libero” e la possibilità di scaricare i dati con un semplice download da una normale porta USB.

La linea Aries È quella dedicata alle attrezzature speciali, sempre legate alla tecnologia dello spritz-beton. Questa linea, in pratica, raggruppa le produzioni “non di serie”, ma che comunque utilizzano i componenti delle parti strutturali delle macchine Tiger e Drakkar, posizionandole e configurandole in modo idoneo a conseguire obiettivi specifici. Un caso esemplare: una soluzione Aries è stata impiegata nella ricostruzione del campanile di Reno Centese (Fe), distrutto dal terremoto. Nessuna delle numerose imprese consultate era in grado di eseguire l’intervento, mentre Spraymaster ha fornito la soluzione ottimale in 24 ore. Fanno parte di questa linea le versioni H2, che con le sue dimensioni ridotte è adatta ai poz-

ALL’INTERNO DELL’OFFICINA DI GOITO (MN) VIENE COSTRUITA ANCHE TUTTA LA LINEA DI SPRITZ-BETON PER PICCOLE, MEDIE E GRANDI SEZIONI DI GALLERIE. IL TUTTO VIENE CURATO NEI MINIMI DETTAGLI, DALLA PROGETTAZIONE ALLA REALIZZAZIONE

zi dalle sezioni piccole; l’H5, su carro cingolato; la Infinity, che può essere applicata su autogrù, sollevatori telescopici, macchine movimento terra e altre macchine da cantiere. La modularità di queste attrezzature consente di passare al progetto alla realizzazione in tempi rapidi. Altro esempio pratico si è avuto a San Giovanni Rotondo (Fg), dove una galleria idrica realizzata a mano avrebbe richiesto oltre un anno di lavoro, mentre con una Spraymaster H5 si è viaggiato a un ritmo di produzione di ■ 50 m3 al giorno. 58 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


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Hands On IL CONCETTO DI

“UNIVERSAL DESIGN”

60 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6

Y

anmar ha rinnovato completamente la propria gamma di miniescavatori girosagoma (ViO) con il lancio sul mercato di quattro nuovi modelli, aventi pesi operativi da 2,5 a 3,6 t. Caratteristiche di qualità, durata, robustezza e affidabilità hanno guidato lo sviluppo di questa gamma di macchine. I miniescavatori, denominati ViO26-6, ViO27-6, ViO33-6 e ViO38-6, rappresentano una soluzione ideale per lavorare in ogni tipologia di cantiere e, in modo particolare, nelle aree caratterizzate da spazi confinati e angusti. Un design universale La nuova gamma di miniescavatori ViO proposta da Yanmar, dove il modello ViO38-6 ne è il massimo esponente, sono vere e proprie macchine girosagoma: il loro contrappeso standard e la parte anteriore della torretta, infatti, non superano la larghezza dei cingoli. Il raggio di rotazione molto ridotto consente inoltre agli operatori di lavorare in spazi molto ristretti, laddove le macchine convenzionali non potrebbero muoversi liberamente. Il loro telaio compatto e il ridotto peso di trasporto gli consentono peraltro di essere trasportate facilmente da un cantiere all’altro, compresi gli accessori in dotazione.

IL COSTRUTTORE GIAPPONESE HA RECENTEMENTE RINNOVATO LA PROPRIA GAMMA DI MINIESCAVATORI GIROSAGOMA CON L’INTRODUZIONE DI QUATTRO NUOVI MODELLI, DA 2,5 A 3,6 T DI PESO OPERATIVO. QUALITÀ, DURATA, ROBUSTEZZA E AFFIDABILITÀ: SONO I QUATTRO PILASTRI SU CUI SI BASA LO SVILUPPO DI QUESTA RIVOLUZIONE ETTORE ZANATTA

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 61


Hands On Il miniescavatore Yanmar ViO38-6 associa un elevato comfort operativo a importanti prestazioni, in particolare negli ambienti urbani con spazi limitati. Il contrappeso e la parte anteriore del telaio superiore non sporgono oltre la larghezza dei cingoli. Questo modello, in particolare, offre un raggio di rotazione frontale molto ridotto. Questo modello, in pratica, è un vero girosagoma, anche con contrappeso aggiuntivo

INTERFACCIA DIGITALE Il miniescavatore Yanmar ViO38-6 è dotato di interfaccia digitale che informa l’operatore in tempo reale sullo stato della macchina. Perfettamente integrato nella console di destra, lo schermo da 3,3” garantisce un’elevata visibilità. L’interfaccia fornisce agli operatori informazioni importanti relative al consumo e al livello di carburante, la temperatura del refrigerante, gli intervalli di manutenzione, i tempi di lavoro, eccetera. Inoltre, agisce come strumento diagnostico in caso di malfunzionamento visualizzando un codice di errore assieme a un’icona informativa sul display. 62 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

Ponendo l’operatore al centro delle proprie iniziative di sviluppo, Yanmar ha nell’occasione creato il concetto di “Universal Design”. La nuova forma della cabina, nella fattispecie, consente di migliorare il comfort e la sicurezza dell’operatore stesso: le leve di comando e i joystick sono inseriti con un criterio di maggiore ergonomicità, per essere facilmente accessibili e consentire di eseguire movimenti di grande precisione. Le nuove cabine, in particolare, progettate e sviluppate conformemente alle normative di sicurezza vigenti e certificate ROPS e FOPS, offrono uno spazio superiore per le gambe e un sedile a sospensione pneumatica di serie, regolabile e dotato di poggia-testa. In postazione di lavoro, l’operatore può usufruire di un’interfaccia digitale - integrata nella console di destra, sotto forma di scher-


IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6 mo da 3,3” - che lo informa in tempo reale sullo stato della macchina e garantisce una corretta diagnosi delle eventuali problematiche in caso di malfunzionamento, visualizzando un codice di errore insieme a un’icona informativa sul display. Motori di nuova generazione Il miniescavatore ViO38-6, così come tutta la gamma ViO-6, è dotata dell’ultima generazione di propulsori TNV Yanmar, in particolare di un motore a 3 cilindri 3TNV88-ESBV a comando elettronico e a iniezione diretta. La nuova serie di motori TNV è il risultato della costante ricerca e applicazione delle più recenti tecnologie da parte del costruttore giapponese. Il sistema di iniezione del carburante è stato migliorato al fine di garantire emissioni più pulite, una riduzione della rumorosità d’esercizio e del consumo di carburante.

Tutti i comandi e gli interruttori di controllo sono posizionati ergonomicamente, per essere facilmente raggiungibili

Il modello ViO38-6 è dotato di un sedile a sospensione pneumatica di serie, completamente regolabile e dotato di poggiatesta. Anche questa soluzione contribuisce a ridurre la tensione e l’affaticamento dell’operatore. Sollevando il sedile si accede alla parte superiore del motore

Il bracciolo di sinistra è stato migliorato nella sua ergonomia: più ampio (145 mm di lunghezza) e piatto, è anche più morbido e arrotondato, posto in una posizione più alta e con regolazione in altezza di 35 mm

Il design del miniescavatore ViO38-6 offre un ambiente di lavoro ergonomico. La forma della cabina offre all’operatore una visibilità a 360°: ciò contribuisce ad aumentare la sicurezza del cantiere e a rendere il lavoro più efficiente. I circuiti idraulici 1 e 2 sono comandati tramite controllo proporzionale. Il tergicristallo frontale è a singolo braccio e i finestrini laterali di destra sono apribili in entrambe le direzioni

La dotazione standard del ViO38-6 include un circuito idraulico ausiliario attivato da un comando proporzionale situato sul joystick che permette un controllo preciso della portata e della direzione del flusso dell’olio. Il pulsante della seconda velocità è inserito nella leva di comando della lama, al fine di ottenere un controllo più semplice e immediato della macchina nelle fasi di trasferimento

Nel miniescavatore ViO38-6 anche i pedali di traslazione sono stati rinnovati, per garantire una migliore ergonomia, un migliore controllo di guida e un maggiore spazio per le gambe dell’operatore. Sotto il sedile, a 320 mm di distanza dai pedali, è presente un vano porta-documenti, bloccabile

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 63


Hands On I PUNTI DI FORZA IL DESIGN VIO

LA STABILITÀ

LA COMPATTEZZA

IL COMFORT IN CABINA

IL SISTEMA IDRAULICO VIPPS

LA CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO

PROTEZIONE COMPLETA DEI MARTINETTI IDRAULICI

FARO DI LAVORO INTEGRATO

BRACCIO DI SCAVO RIPROGETTATO

64 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6

COMANDO PROPORZIONALE DEL CIRCUITO AUSILIARIO VISIBILITÀ A 360°

CABINA ROPS-FOPS

SEDILE “PREMIUM” A SOSPENSIONE PNEUMATICA

NUOVA PORTA D’ACCESSO CON TELAIO IN ACCIAIO

MOTORE YANMAR DI NUOVA GENERAZIONE

RAGGIO DI ROTAZIONE POSTERIORE MINIMO

SOTTOCARRO A “X” DI NUOVA PROGETTAZIONE

NUOVO DESIGN DEI CINGOLI

NUOVO PERNO DI COLLEGAMENTO ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 65


Hands On Il braccio del miniescavatore ViO38-6 è stato riprogettato e presenta un nuovo design, con sezioni interne maggiorate per aumentarne la resistenza, un peso generale ridotto e una maggiore lunghezza (2.480 mm; +11%). Ciò contribuisce a migliorare stabilità e capacità di sollevamento

Il percorso dei flessibili è stato studiato per ridurre al minimo l’usura causata da frizione. Sul braccio è presente una guida progettata per mantenerli vicino all’attrezzatura. I flessibili dell’attrezzatura sono in due parti, per facilitarne la sostituzione

Innovazione idraulica I miniescavatori girosagoma Yanmar ViO27-6, ViO33-6 e ViO38-6 sono dotati di circuiti idraulici ViPPS (ViO Progressive 3-Pump System): questo sistema idraulico è caratterizzato essenzialmente dall’utilizzo di quattro pompe idrauliche, due a cilindrata variabile e due a ingranaggi (di cui una per i servocomandi). Le tre pompe “di lavoro” generano un flusso totale di 100,2 l/min. Per completare il sistema, Yanmar utilizza un distributore basato sul principio ViPPS, che accumula la portata delle varie pompe per ottenere la combinazione ottimale in termini di velocità, potenza, fluidità ed equilibrio, in modo da consentire la gestione fluida e simultanea di tutte le operazioni, anche durante la traslazione, offrendo così uno strumento di lavoro di elevata precisione e affidabilità. Una precisione: il modello ViO26-6, contrariamente ai tre citati, è invece dotato di un sistema idraulico “Flow Sharing”, composto da una pompa a pistoni con portata variabile e da un distributore a compensazione di pressione. Ogni sezione del distributore dispone di un equilibrio di pressione che garantisce un flusso proporzionale alla richiesta dell’operatore e alla portata istantanea disponibile. Quando vengono eseguite manovre contemporanee - che quindi richiedono più portata - ogni movimento è ridotto in modo proporzionale per assicurare in ogni caso la contemporaneità dei movimenti.

La protezione completa dei vari componenti (valvole di sicurezza, martinetti e connesioni) avviene tramite piastre in acciaio elastico ed è una dotazione standard

66 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6

LINEA DI POTENZA

Il sottocarro di nuova progettazione si distingue per una forma a “X”, per una maggiore resistenza alla torsione, e con longheroni inclinati che servono per prevenire l’accumulo di materiale

La centralina elettronica ECU (Engine Controller Unit) gestisce i giri al minuto in base alla coppia richiesta da una specifica manovra ottimizzando il carico del motore. La linea di potenza comprende nuove modaliAnche i cingoli (intercambiabili) presentano un nuovo design, per garantire migliori prestazioni di traslazione e una durata di servizio prolungata. La catena di trasmissione è simmetrica

tà finalizzate a ridurre il consumo di carburante e le emissioni gassose, migliorare la durata in servizio e garantire maggiore comfort e sicurezza all’operatore. Come la modalità ECO (terzo pulsante da destra), ad esem-

Alla base del braccio del ViO38-6 è presente un master pin riprogettato, per assicurare una maggiore affidabilità, durata e manovrabilità: ha un diametro e una lunghezza maggiori (rispettivamente, 20 e 8 mm). La lunghezza del perno è di 396 mm. Le boccole sono in acciaio temprato

pio, o la decelerazione automatica di serie (secondo pulsante da destra). Con l’attivazione di quest’ultima, in particolare, la velocità del motore viene ridotta al minimo inferiore dopo quattro secondi d’inattività e viene ripristinata azionando le leve o i pedali di comando. Ciò contribuisce anche a una rilevante riduzione del livello di rumorosità.

Il ViO38-6 presenta un faro di lavoro a LED integrato nella struttura del braccio

Da sottolineare, il miglioramento delle tubazioni idrauliche: i tubi in ferro offrono un migliore scambio termico, con un riscaldamento ridotto. Ciò porta a elevate prestazioni alle alte temperature, una durata prolungata e costi d’esercizio ridotti al minimo

La cabina del ViO38-6 presenta un nuovo design, che comprende una porta dotata di un unico robusto telaio in acciaio, nonché corrimano progettati per agevolare la presa e il posizionamento dell’operatore e una maniglia adatta sia a operatori destrorsi che mancini ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 67


Hands On La macchina è dotata di ampi cofani completamente apribili senza l’utilizzo di alcun attrezzo. Ciò garantisce un accesso veloce a tutti gli elementi principali. Nella versione senza condizionatore, come il modello da noi analizzato, è presente nella parte posteriore (in alto) un ulteriore vano portautensili affianco alla vaschetta del liquido lavavetri

Manutenzione facilitata La manutenzione giornaliera deve essere agevole e facile da eseguire. Per questo motivo, nel miniescavatore ViO38-6 i cofani motore sono ampi e facilmente apribili senza alcun attrezzo e i pannelli laterali di destra sono fissati su robuste cerniere, per agevo-

larne l’apertura. Ciò consente di accedere a tutti gli elementi principali: filtro dell’aria, compressore del climatizzatore, radiatori, pompa di rifornimento del carburante, batteria, serbatoio del carburante, alternatore, serbatoio d’olio idraulico, asta di controllo del livello dell’olio motore, separatori

Dal cofano laterale è possibile controllare il livello dell’olio idraulico (a sinistra) e del carburante

Dal cofano laterale posteriore sinistro si accede alla pompa idraulica

Dal cofano laterale inferiore è possibile accedere ai radiatori di olio e acqua e alla batteria, posta davanti al motore

d’acqua, livelli del liquido di raffreddamento, eccetera. Anche i tappetini piatti, realizzati in materiale plastico, in due pezzi e facilmente amovibili, contribuiscono a facilitare la pulizia della postazione. ■

3 7

8

1

6 4

2 3

4 5

1 2

Il miniescavatore si caratterizza per un agevole accesso al motore e ai principali componenti, quali l’asta di livello per l’olio motore (1), il filtro dell’olio motore (2), l’apertura di rabbocco dell’olio motore (3), il filtro del carburante (4), il separatore dell’acqua (5), la vaschetta del refrigerante (6), il filtro dell’aria (7) e l’indicatore d’intasamento del filtro dell’aria (8)

68 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

Nel cofano laterale superiore, in materiale plastico e dotato di cerniere rinforzate, sono presenti i filtri di ritorno (3) e di aspirazione (4) dell’olio idraulico, la bocchetta di rifornimento del serbatoio di carburante (2) e il rabbocco dell’olio idraulico (1)


IL MINIESCAVATORE YANMAR VIO38-6

LA SCHEDA TECNICA ViO38-6 Peso operativo (cingoli in gomma):

kg

3.575 (tettuccio) / 3.695 (cabina)

Peso di trasporto (cingoli in gomma):

kg

3.500 (tettuccio) / 3.620 (cabina)

Profondità di scavo max. (lama abbassata/sollevata):

mm

3.530/3.350

Profondità di scavo verticale:

mm

2.820

Forza di strappo:

kN

18,1

Forza di scavo:

kN

32,1

Altezza di scarico max.:

mm

3.730

Raggio di scavo al suolo max.:

mm

5.350

Raggio di scavo:

mm

5.470

Raggio di ingombro anteriore:

mm

2.100

Raggio di ingombro anteriore con brandeggio:

mm

1.870

Raggio di rotazione posteriore:

mm

775

Raggio di rotazione posteriore con contrappeso aggiuntivo:

mm

850

°

43/65

mm

1.620

Angolo di brandeggio (sinistra/destra): Lunghezza avambraccio: Motore:

Yanmar 3TNV88-ESBV - Ready Stage V

Potenza motore:

kW

18,9 a 2.200 giri/min

Portata idraulica:

l/min

111

Pressione idraulica:

bar

220

Forza di penetrazione (braccio/benna):

kN

18,1/32,1

km/h

2,7-4,5

giri/min

9,5

mm

5.320 x 1.740 x 2.470

Velocità di traslazione: Velocità di rotazione: Dimensioni (fuori tutto):

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 69


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ATTREZZATURE Simex

Dentro il

LANGJÖKULL

In Islanda due teste fresanti TF 100 fornite dal costruttore di San Giovanni in Persiceto hanno reso possibile lo scavo del più lungo tunnel pedonale mai realizzato in un ghiacciaio. Vediamo le particolarità del progetto di Fabio Petri

D

ue teste fresanti Simex TF 100 hanno concluso lo scavo di una galleria pedonale all’interno del ghiacciaio islandese Langjökull. Con un percorso lungo 536 m, l’opera si addentra in formazioni di ghiaccio costituitesi nel corso di secoli, consentendo di vedere dal suo interno questo eccezionale spettacolo naturale. L’intervento si è svolto nel 2015. Diamo solo ora notizia di quest’importante in-

72 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

tervento in quanto, per quasi quattro anni, le teste fresanti TF 100 e TF 50 sono state oggetto di una disputa tra Simex (produttore delle attrezzature) e un’azienda tedesca riguardo il brevetto relativo ad alcune soluzioni tecniche adottate. Il raggiungimento di un accordo, realizzato nello spirito del principio di leale concorrenza, ha recentemente concluso la vicenda, rendendo così possibile un’analisi approfondita delle opere eseguite.

Scavare nel ghiacciaio Il ghiacciaio Langjökull (“ghiacciaio lungo” in islandese), con suoi 953 km2 di estensione, 50 km di lunghezza e tra i 15 e i 20 km di larghezza, è il secondo in Islanda per dimensioni, risultando più piccolo solo del vasto Vatnajökull. Situato a poco meno di 200 km a Nord Est di Reykjavik, il ghiacciaio – che si trova a 1.450 m di altitudine – ha uno spessore massimo di circa 580 m e si distende su un esteso sistema di vulcani,


due dei quali ancora attivi. Per l’unicità dello spettacolo naturale e la moderata difficoltà di raggiungimento della parte esposta a Sud Ovest, il Langjökull era già da tempo meta di escursionisti provenienti da tutto il mondo. Nel 2010 Baldvin Einarsson e Hallgrimu Orn Arngrímsson hanno però immaginato un tunnel che permettesse ai visitatori di osservare il ghiacciaio dal suo interno e, con l’aiuto del geofisico Ari Trausti Gudmundsson e della società d’ingegneria Efla, hanno proposto un progetto per lo scavo di una galleria pedonale che, addentrandosi nella massa di ghiaccio, ne consentisse anche lo stu-

TRACCIATO E PARTICOLARE RELATIVI ALLO SCAVO DELLA GALLERIA PEDONALE REALIZZATO ALL’INTERNO DEL GHIACCIAIO ISLANDESE LANGYÖKULL

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 73


ATTREZZATURE si biforca in due ulteriori gallerie con tracciato di forma circolare irregolare che, indipendentemente dalla direzione presa, riportano sempre al camerone e quindi al corridoio di accesso. Lungo la parte circolare del tracciato, che nel punto di massima profondità raggiunge i 30 m rispetto alla quota di superficie, sono inoltre stati ricavati degli allargamenti per ospitare dei punti di informazione e di ristoro e perfino una cappella, dove possono trovare posto una cinquantina di persone. Una volta terminato lo scavo, la galleria è stata dotata di un sistema di ventilazione e di un suggestivo sistema di illuminazione a led, alla cui alimentazione provvedono pannelli solari e sistemi eolici posti all’esterno, così da minimizzare l’impatto ambientale. A quasi tre anni dalla sua inaugurazione, la struttura sta riscuotendo un notevole successo e si calcola che si possano raggiungere i 20.000 visitatori l’anno.

PER LO SCAVO DELLA GALLERIA SONO STATE UTILIZZATE DUE TESTE FRESANTI TF 100, UNA ACCOPPIATA A UN MINIESCAVATORE TEREX TC 40, L’ALTRA A UN JCB 8026: HANNO SCAVATO IN DIREZIONE OPPOSTA FINO A RAGGIUNGERE QUASI CONTEMPORANEAMENTE IL PUNTO DI SFONDAMENTO DELL’ULTIMO DIAFRAMMA DI GHIACCIO E COMPLETARE IL TRACCIATO

dio. Il progetto ha avuto una lunga gestazione per l’ottenimento dei necessari permessi governativi, ma anche per l’esigenza di valutare a fondo un ampio spettro di considerazioni di natura geologica, ambientale, logistica e costruttiva. Particolare attenzione è stata poi posta per la definizione del piano di sicurezza del personale durante le fasi di 74 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

realizzazione e per quello relativo ai visitatori a opera completata. Nella sua fase esecutiva il progetto ha previsto lo scavo di un tunnel lungo in totale 536 m e raggiungibile attraverso un “corridoio” di circa 80 m che, attraverso un portale, permette l’accesso dall’esterno. Alla fine di questa prima parte lineare, in corrispondenza di un camerone, il percorso

Teste fresanti in azione Vista le difficoltà di operare in quota e in una zona remota, Into the Glacier - la società promotrice del progetto ha affidato la realizzazione del tunnel a un’impresa che solitamente opera nell’ampia area ai piedi del ghiacciaio. L’organizzazione e la pianificazione del lavoro si è presentata complessa da molti punti di vista, specie perché l’area individuata per lo scavo della galleria non sarebbe sempre stata accessibile, per via delle mutevoli condizioni meteorologiche. Per rispettare i tempi assegnati, che prevedevano l’apertura al pubblico entro il 1 giugno 2015, prima dell’inizio dei lavori è stata progettata e costruita localmente una macchina che, grazie alla sua particolare configurazione, avrebbe dovuto contrarre i tempi di scavo. Nel corso del 2014, il sistema prescelto aveva però già mostrato i limiti delle soluzioni meccaniche e idrauliche adottate e non era chiaramente in grado di offrire una produzione adeguata, riuscendo ad avanzare di soli 2 m al giorno. L’impresa ha dunque cercato di individuare un nuovo sistema di scavo che garantisse migliore affidabilità e, soprattutto, produzioni più elevate che permettessero di rispettare i tempi assegnati per la con-


clusione dei lavori. La soluzione è stata indicata dal concessionario Simex per l’Islanda Vèlfang che, dopo aver valutato le dimensioni della galleria, ha proposto la testa fresante TF 100, giudicandola più adatta al tipo di applicazione. Si trattava, in sostanza, di optare per un sistema di scavo ad attacco puntuale utilizzando una macchina motrice e un’attrezzatura di dimensioni adeguate a quelle del piccolo tunnel, con altezza di circa 3 m e larghezza compresa, a secondo del punto, tra 2 e 5 m (e quindi con un fronte di scavo mediamente compreso tra 6 e 15 m2). L’attrezzatura scelta doveva inoltre permettere di scavare nicchie e cameroni di maggiori dimensioni, senza compromettere i tempi previsti dal programma dei lavori. Dopo avere impiegato la testa fresante TF 100 in via sperimentale su un tratto rettilineo dell’imbocco, è emerso che le produzioni potevano essere immediatamente raddoppiate - e addirittura triplicate - una volta che gli operatori avessero messo a punto la tecnica migliore per utilizzare macchina e attrezzatura. Il metodo ha quindi mostrato di essere la soluzione più efficace e rapida per garantire le produzioni richieste ed è stato immediatamente adottato. Terminato lo scavo del corridoio di accesso e giunti al punto in cui si sarebbe dovuto iniziare lo scavo del camerone da cui si dipartivano i due rami del tracciato di forma circolare irregolare, sono stati creati due fronti di scavo che si sarebbero incontrati a circa metà del percorso. Sono dunque state utilizzate due teste fresanti TF 100, una accoppiata a un miniescavatore Terex TC 40, l’altra a un JCB 8026, che hanno scavato in direzione opposta, fino a raggiungere quasi contemporaneamente il punto di sfondamento dell’ultimo diaframma di ghiaccio e completare il tracciato. Una terza TF 100 è stata invece acquistata come scorta per consentire di proseguire l’avanzamento anche nel caso una delle due attrezzature impiegate necessitasse di interventi di manutenzione (una precauzione necessaria a cui però non si è mai dovuti ricorrere). Allo smarino del ghiaccio fresato ha provveduto un sollevatore telescopico munito di benna che, dopo aver atteso l’uscita dei miniescavatori, ha perio-

TESTE FRESANTI TF: PICCOLE MA POTENTI La TF 100 può essere montata su miniescavatori da 2 a 4 t e, insieme alla più piccola TF 50, progettata per essere accoppiata a macchine da 1,2 a 2,5 t, fa parte della gamma di teste fresanti Simex composta da 10 modelli. Queste due attrezzature permettono lo scavo per la loro intera larghezza, grazie a un sistema innovativo a catena centrale che non lascia zone non scarificate, consentendo così di sfruttare al meglio la capacità di lavoro dell’attrezzatura (dal TF 200 in su, tutte le teste fresanti sono però prive di catena centrale e sono azionate da un motore coassiale, una soluzione brevettata da Simex). Particolarmente adatte a impieghi in ambito florovivaistico e forestale, quali ad esempio il taglio di ceppi e radici, queste teste fresanti si dimostrano molto efficaci anche per lo scavo di piccole trincee in terreno roccioso o per la realizzazione di scavi per la posa di pozzetti per reti idriche, telefoniche o elettriche. I modelli TF 50 e TF 100 possono essere impiegati con successo anche per le scarifiche di muri in calcestruzzo o per la rimozione di intonaci e, grazie al peso e alle dimensioni limitate delle macchine con cui sono accoppiate, sono ideali per le ristrutturazioni di edifici civili e industriali. Una capacità applicativa ulteriormente evidenziata dal basso livello di rumorosità anche in ambienti confinati. Queste attrezzature si dimostrano inoltre risolutive per la profilatura di superfici orizzontali o verticali che necessitano di essere regolarizzate.

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ATTREZZATURE

PER TUTTA LA DURATA DEI LAVORI, LE TESTE FRESANTI TF 100 HANNO MOSTRATO UN’OTTIMA CAPACITÀ DI SCAVO NEL GHIACCIO CONSISTENTE E MILLENARIO DELLO LANGJÖKULL

dicamente raggiunto ciascun fronte di scavo e ha trasportato il materiale all’esterno del tunnel. Per tutta la durata dei lavori, le TF 100 hanno mostrato un’ottima capacità di scavo nel ghiaccio consistente e millenario dello Langjökull, come del resto ci è stato riferito da Einar S.Traustason, uno dei due titolari dell’impresa che ha eseguito il lavoro: “Le TF 100 sono state fondamentali per la realizzazione dell’opera. In apparenza scavare nel ghiaccio può sembrare un’operazione che non presenta alcuna difficoltà, ma quando si tratta di materiale accumulato e compresso nei secoli, come quello che s’incontra a 20 o 30 m di pro76 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

fondità su un ghiacciaio in alta quota, le cose cambiano. Siamo dunque soddisfatti di queste attrezzature, che ci hanno davvero consentito di terminare lo scavo nei tempi previsti”. A seconda della profondità (come già sottolineato, quella massima del tunnel rispetto alla superficie è di 30 m), il ghiaccio presente in una massa di quell’entità è infatti molto compatto, cioè caratterizzato da una bassa quantità di vuoti e quindi, in funzione della zona in cui si trova, può arrivare ad avere resistenze a compressione monoassiale comprese tra 5 e 10 MPa. Un ghiacciaio si forma infatti per la

compressione di vari strati di neve che si accumulano e si compattano nel tempo per effetto del peso di quelli superiori (fenomeno di metamorfismo dei cristalli di ghiaccio). La compressione della massa di neve aumenta progressivamente e la sua densità e raggiunge, attraverso vari stadi, valori compresi tra 830 e 923 kg/m3 (The physics of Glaciers Cuffey & Paterson, 2010). Le due “piccole” TF sono dunque state sottoposte a un lavoro assimilabile allo scavo di un ammasso roccioso di modesta resistenza e non a quello di un ghiaccio formatosi su uno specchio d’acqua per effetto delle basse temperature. ■


ATTREZZATURE G.D.M.

UNA “MANO” per la demolizione L’azienda di Bagnacavallo, specializzata nella costruzione di attrezzature per macchine operatrici, si distingue per la sua dinamicità e attenzione all’ascolto delle esigenze provenienti da più settori. Frutto di questa politica è un nuovo strumento destinato alla rimozione e alla separazione delle parti recuperabili destinate al riciclo nell’ambito della demolizione di automobili. Ma non solo… di Stefano Vitali

S

i chiama DH 30 ed è uno strumento che si annuncia come una soluzione estremamente interessante per il settore del riciclo: si tratta, infatti, di una “mano demolitrice” in

78 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

grado di eseguire con efficacia e rapidità tutte quelle operazioni di rimozione e separazione delle parti recuperabili destinate al riciclo, in totale sicurezza. Le modalità con cui devono essere trattati i veicoli fuori uso fanno rife-

rimento al decreto legislativo n. 209 del 24 giugno 2003 “Attuazione della direttiva 2000/53/CE”, corretto e integrato dal decreto legislativo n. 149 del 23/02/2006. Nell’ambito di questa normativa, per tutti gli operatori del


ma – grazie alla partnership con SVM, azienda specializzata nel mercato delle macchine movimento terra – è possibile acquistare insieme pinza ed escavatore in un’unica soluzione.

LA “MANO DEMOLITRICE” DH 30, NOVITÀ ASSOLUTA DI G.D.M. PER IL SETTORE DELLA DEMOLIZIONE

settore demolizione il costruttore di Bagnacavallo (Ra) ha sviluppato dunque quest’attrezzatura dedicata, applicabile alle classiche macchine operatrici, in grado di incrementare in modo considerevole la velocità e la quantità del lavoro svolto. Molteplici le applicazioni: posizionamento auto, rimozione di paraurti, parabrezza, gruppi ABS, impianti elettrici interni, catalizzatori, radiatori e componenti interni delle automobili. Non solo è possibile reperire questa pinza adattandola al tipo di macchina operatrice in dotazione,

Benne ad alto ribaltamento Detto di questa particolare novità, ricordiamo che G.D.M. è focalizzata in modo particolare nel settore del movimento terra. Svariate, anche in questo contesto, le attrezzature proposte sul mercato destinate ai settori movimento terra, cava e miniera, forestale e riciclaggio, compresi bracci speciali, a triplice articolazione con posizionatore idraulico, bracci da demolizione e pianta-palancole, “Long reach”, “Ditch cleaning” e “Material handling”. Particolarmente interessanti sono le benne ad alto ribaltamento, a uno o due cilindri, progettate per il carico di materiali sciolti a basso peso specifico. Essendo incernierate su un apposito telaio, questa tipologia di attrezzatura consente di aumentare l’altezza di scarico utile della macchina operatrice. Queste benne – che richiedono una funzione idraulica a supporto – sono particolarmente indicate per pale caricatrici aventi cinematismi a “Z” e a parallelogramma. Sono disponibili attualmente sette versioni di benna ad alto ribaltamento, da 1.500 a 11.000 l di capacità e da 820 a 3.700 kg di peso.

La pulizia dei pannelli fotovoltaici Un’altra attrezzatura particolare, ma interessante per talune applicazioni, è quella destinata alla pulizia dei panelli fotovoltaici, dotata di serbatoio d’acqua da 1.000 l posizionato su forche applicate alla lama stabilizzatrice, completo di pompe elettriche e innesti rapidi (per escavatori con peso inferiore a 7,5 t

LA SOLUZIONE PROPOSTE DA G.D.M. PER LA PULIZIA DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI SI DISTINGUE PER LA POSSIBILITÀ DI AGIRE ANCHE SU DUE FILE DI PANNELLI CONTEMPORANEAMENTE

TRA LE ATTREZZATURE PROPOSTE DA G.D.M. SUL MERCATO SI DISTINGUONO LE BENNE AD ALTO RIBALTAMENTO, A UNO O DUE CILINDRI. L’AZIENDA ROMAGNOLA – LA CUI GAMMA PRODUTTIVA COMPRENDE ANCHE SVARIATE ATTREZZATURE PER LA DEMOLIZIONE, LE CAVE E MINIERE E IL SETTORE FORESTALE – VANTA COLLABORAZIONI CON I PIÙ IMPORTANTI MARCHI DEL SETTORE MOVIMENTO TERRA

il serbatoio d’acqua sarà posizionato su un’unità semovibile esterna, così da non gravare sulla macchina operatrice). Il campo di applicazione raggiunge un’estensione di 3,6 m. Tra le particolarità di quest’attrezzatura: la spazzola in materiale antigraffio e a lunga durata; il pannello elettrico e il comando in cabina, con regolazione velocità delle spazzole compreso nell’attrezzatura; gli ugelli nebulizzatori per l’acqua, sia per il lavaggio che per il risciacquo. L’attrezzatura è fornita di un impianto che attraverso appositi getti d’aria espelle l’acqua sporca. I comandi sono gestiti da un’unica scatola posizionata in cabina. ■ ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 79


COMPONENTI Gefran

IL SENSO(RE) DI GEFRAN per l’idraulica mobile Il catalogo di sensori per applicazioni mobile hydraulic dell’azienda bresciana offre soluzioni plug & play per la misurazione precisa di rotazione, inclinazione, posizione lineare, pressione e forza/deformazione. Molteplici le applicazioni: dalle macchine stradali e movimento terra alle piattaforme aeree di Stefano Vitali

S

icurezza, qualità e produttività: sono questi gli elementi su cui basa la propria attività Gefran, azienda di Provaglio d’Iseo (Bs) da mezzo secolo specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni per il rilevamento, il controllo e l’azionamento dei processi produttivi aziendali. Frutto di un costante orientamento alla ricerca e della collaborazione con importanti centri di ricerca, questi prodotti si raggruppano in tre aree business: au80 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


tomazione (prodotti dedicati all’indicazione e regolazione delle variabili di processo); “Motion control” (azionamenti elettrici per la regolazione della velocità dei motori AC e CC, inverter e convertitori); sensori (dispositivi di precisione per la misurazione delle variabili di processo, quali temperatura, forza, pressione e posizione). La parte di catalogo dedicata ai sensori per applicazioni mobile hydraulic, in particolare, offre una gamma completa di soluzioni plug & play per la misurazione precisa di rotazione, inclinazione, posizione lineare, pressione e forza/deformazione. Soluzioni che si distinguono per un’elevata versatilità e compatibilità applicativa e che possono essere installati sulle macchine stradali e movimento terra, così come sui mezzi agricoli e/o sulle piattaforme aeree. Soluzioni personalizzate Un’intensa collaborazione con i principali costruttori mondiali di macchine e impianti ha permesso a Gefran di consolidare negli anni un background di soluzioni applicative in grado di risolvere qualunque richiesta. Utilizzando i materiali più performanti e componenti “hi-tech”, l’azienda bresciana garantisce

NELLA GAMMA PRODOTTI GEFRAN SONO PRESENTI ANCHE TRASDUTTORI DI POSIZIONE, CON USCITA DIGITALE CANOPEN, ALTAMENTE RESISTENTI ALLE VIBRAZIONI

soluzioni applicative praticamente “su misura”: ognuna di essa, infatti, è unica nel suo genere, poiché è personalizzata sulle specifiche esigenze del cliente e nasce da una stretta sinergia tecnologica lungo tutte le fasi della produzione: dalla

comprensione delle necessità alla condivisione degli obiettivi, dallo sviluppo della ricerca tecnologica e la progettazione della soluzione alla produzione del prodotto finale, specificamente individuato e customizzato. In ogni momento di questa sequenza, il comune denominatore è il totale controllo della catena del processo: dalla fase iniziale di progettazione a quella finale di spedizione, passando per quella realizzativa.

L’OPINIONE

“La storia di Gefran affonda le sue radici nell’automazione industriale e ha inizio nel 1969, quando a Provaglio d’Iseo - per mano di Ennio Franceschetti - prese vita un’officina per la produzione di quadri elettrici destinati alle macchine per la lavorazione delle materie plastiche. Fin da subito la forza dell’azienda si è identificata nella capacità di comprendere, interpretare e soddisfare le singole necessità del cliente. Un approccio ancora attuale e vincente, che dà ai clienti la garanzia di poter contare su un interlocutore estremamente affidabile. Lo sviluppo di sensori ha preso il via negli anni Ottanta e anche in questo comparto Gefran si è posta immediatamente come un marchio di riferimento grazie a un’intuizione: attraverso il controllo degli elementi primari si possono garantire livelli di dedizione, performance e qualità assoluti. Oggi il catalogo di sensori per applicazioni mobile hydraulic di Gefran offre una gamma completa di soluzioni plug & play ‘made in Gefran’ (quindi non ‘rimarchiate’) per la misurazione precisa di rotazione, inclinazione, posizione lineare, pressione e forza/deformazione. Tutti i prodotti si distinguono per la massima versatilità e compatibilità applicativa e per caratteristiche intrinseche che, insieme alle loro dimensioni ridotte e compatte, consentono di rispondere all’esigenza dei clienti di avere un fornitore ‘unico’, con un’ampia gamma di ‘soluzioni’ di altissima qualità. Gefran ha fatto registrare una crescita costante nel tempo, basata su elementi quali la passione e la competenza, e oggi è supportata dalla professionalità di centinaia di collaboratori dislocati negli stabilimenti produttivi operativi in Italia, Germania, Stati Uniti, Brasile e Cina, ma anche nelle filiali commerciali sparse in tutto il mondo, e del network internazionale di distributori autorizzati”.

STEFANO AMARENA

“TEAM LEADER MOBILE - HYDRAULIC MARKET”, GEFRAN

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 81


COMPONENTI

OLTRE AI TRASDUTTORI DI POSIZIONE, GEFRAN PROPONE SENSORI ANGOLARI E D’INCLINAZIONE, IN VERSIONE SINGOLA E RIDONDANTE

I sensori per il movimento terra Nella gamma dei sensori, Gefran mette a disposizione dei propri clienti un’ampia scelta di soluzioni: sensori di pressione, per la misurazione di fluidi, liquidi o gassosi, ideali per tutte le applicazioni industriali; sensori di pressione di melt, trasduttori e trasmettitori di pressione per elevate temperature, ideali per applicazioni in estrusione e iniezione; trasduttori di posizione/potenziometri, per il rilevamento dello spostamento lineare o angolare, adatti a tutte le applicazioni industriali; trasduttori di posizione/ magnetostrittivi, evoluzione dei trasduttori potenziometrici, idonei per le applicazioni più complesse; sensori di temperatura a rilevazione per contatto; celle di carico, trasduttori di forza 82 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

GEFRAN È UN PUNTO DI RIFERIMENTO NEL SETTORE DEI SENSORI ANCHE GRAZIE AL CONTROLLO TOTALE DEGLI ELEMENTI PRIMARI, GARANZIA DI PRESTAZIONI E QUALITÀ e sensori di deformazione. Le applicazioni del mercato delle macchine per il movimento terra – pale gommate, perforatrici, rulli stradali o escavatori cingolati che siano – richiedono soluzioni affidabili anche nelle condizioni più estreme, ad alte prestazioni (a garanzia della sicurezza del mezzo) e precise nel controllo delle principali movimentazioni delle macchine. Gefran, in tal senso, propone soluzioni adatte alle condizioni di lavoro gravose tipiche di questo comparto. L’esperienza dell’azienda permette l’allestimento completo della macchina grazie a una gamma di prodotti che garantiscono il totale controllo delle movimentazioni come lo sbraccio, l’inclinazione e il carico del mezzo: po-

È, questo, il sunto di un approccio al lavoro che conferma l’unicità di Gefran, uno dei “driver” che ha reso possibile la trasformazione da azienda familiare a leader internazionale nella progettazione e produzione di soluzioni per l’automazione e il controllo dei processi produttivi.

sizione braccio, misura del carico della benna, inclinazione del terzo braccio, pressione del circuito idraulico, angolo di estrazione stabilizzatori e angolo di rotazione della ralla. Prodotti in vetrina In occasione delle più recenti manifestazioni fieristiche, in primis l’ultima edizione di Intermat a Parigi, Gefran ha esposto le principali soluzioni del suo ampio catalogo. I sensori angolari GR, gli inclinometri GI e la sonda di pressione KH, ad esempio, disponibili con uscita digitale in bus di campo CAN J3919 (le sonde di pressione hanno ottenuto la certificazione UL). Ma non solo: anche i trasduttori di posizione assoluti con effetto hall rotativi della famiglia GR, che


TECNICI ALTAMENTE QUALIFICATI, PROGETTISTI E SVILUPPATORI SOFTWARE LAVORANO NEI CENTRI DI RICERCA GEFRAN DI PROVAGLIO D’ISEO E GERENZANO, IN STRETTA PARTNERSHIP CON PRESTIGIOSE UNIVERSITÀ ITALIANE ED ESTERE

hanno recentemente ottenuto l’omologazione E1 e che, insieme alla certificazione SIL2 (sulla pressione industriale), aiutano a mantenere elevata la sicurezza del mezzo durante i movimenti quali ad esempio la stabilizzazione, la rotazione e l’inclinazione dell’intero veicolo o di una sua parte e, non meno importante, la messa in sicurezza anche dell’operatore in tutte quelle GEFRAN GARANTISCE AI PROPRI CLIENTI ANCHE UNA VASTA GAMMA DI STRUMENTI IN GRADO DI RILEVARE FORZE, CARICHI E DEFORMAZIONI IN TRAZIONE E IN COMPRESSIONE

condizioni di lavoro critiche, tipiche di queste applicazioni. Come accennato, i sensori Gefran sono ideali per l’allestimento dell’intera macchina: i sensori angolari assoluti a effetto hall GRA e GRN sono disponibili con e senza albero, a singolo giro; gli inclinometri per singolo/doppio asse (XY/360°), tutti con tecnologia MEMS, sono disponibili nelle versioni GIB, GIG (general purpose anche in versione a relais) e GIT, a seconda

delle esigenze prestazionali del cliente. Il nuovo GSF, trasduttore di posizione a filo progettato con tecnologia potenziometrica, poi, si contraddistingue per le dimensioni ridotte e la solidità. Tutti questi prodotti sono dotati di protocollo di comunicazione digitale CANopen e CAN J1939 e sono disponibili nelle versioni singole o ridondanti. I sensori Gefran si caratterizzano anche per affidabilità e robustezza: la struttura è prodotta in solido mate-

riale PBT, che assicura resistenza agli impatti, alla nebbia salina, ai solventi e ai raggi solari UV, nonché un’elevata stabilità alle variazioni termiche. Con queste caratteristiche, insieme alle loro dimensioni ridotte e compatte, i sensori Gefran rispondono all’esigenza dei clienti di avere un unico fornitore con una ampia gamma di prodotti di qualità dedicati a questi ambienti gravosi, riducendo la manutenzione al minimo. ■ ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 83


COMPONENTI Oleomarket

SINERGIA

per l’oleodinamica L’azienda emiliana ha unito le sue competenze ed esperienze con quelle di Ladurner al fine di raggiungere un obiettivo comune. Un esempio efficace di condivisione di progetto a ottimizzazione industriale, produttiva e logistica per una connessione oleodinamica personalizzata di Pietro Gabrielli

P

er “connessione oleodinamica” s’intende l’insieme di tubazioni flessibili, rigide e raccorderie che equipaggia impianti ad alta pressione. Nel 2019 i componenti Olmark celebreranno i 40 anni di vita, figli di un’azienda - quella di Brescello (Re) – che ha fatto registrare un’evoluzione costante nel settore, che l’ha portata ad affermarsi come un importante partner integrato presso OEM e dealer in 40 paesi nel mondo e in svariati campi applicativi.

PARTICOLARE DI KIT PRE-ASSEMBLATI RIGIDI E FLESSIBILI CON GUAINTEX E IDENTIFICAZIONE COLORE

84 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


La cultura qualitativa dei componenti è da sempre in crescita e raggiunge standard elevati, conformi alle aggiornate normative in vigore. Essi rispondono soprattutto alle esigenze applicative di impianti che richiedono prestazioni elevate con ingombri ridotti e affidabilità garantita. Queste caratteristiche trovano soddisfazione nella gamma Olmark, che ha nella versatilità e nella produzione customizzata gli elementi distintivi della produzione emiliana. L’evoluzione tecnica e il rapporto qualità/prezzo richiedono attenzione e perseveranza negli investimenti tecnologici e umani, grande collaborazione e focalizzazione all’impianto finale a cui sono sottoposte le connessioni oleodinamiche.

OLMARK E LADURNER HANNO UFFICIALIZZATO LA LORO COLLABORAZIONE IN OCCASIONE DI IFAT 2018, A MONACO

Tradizioni da evolvere Consuetudine vuole che sia l’ufficio tecnico dei costruttori-clienti di macchine

I CRITERI DELLA SEMPLIFICAZIONE Ogni attività progettuale e di realizza-

ze e raccordi) in tutti i movimenti pos-

zione a bordo macchina ha rispettato

sibili, mentre le tubazioni rigide hanno

i criteri fondamentali della filosofia di

subìto una profonda trasformazione di

semplificazione globale, riepilogati in

sagoma - mantenendo i criteri funzionali

cinque principi:

- con l’assemblaggio in gruppi premontati pronti al fissaggio preciso a bordo

Valore - Il recupero di efficienza e la ri-

Sicurezza - Le tubazioni flessibili sono

macchina. Ogni kit di tubazioni presen-

duzione di sprechi in fase di gestione e

equipaggiate con la protezione Guaintex

ta quindi il vantaggio di consentire un

assemblaggio ha valorizzato il prodotto

(brandizzata Ladurner, a garanzia di ori-

montaggio semplice e a posizione ob-

finale, garantendo agli impianti presta-

ginalità), atta a proteggere chi si trovi

bligata. Anche le valvole sono state con-

zioni e sicurezze maggiori e contenendo

in prossimità dell’automezzo qualora

vogliate in unico kit pre-assemblato a

i costi finali. Oltre a differenziarsi rispet-

si verifichi un’anomalia con fuoriuscita

semplificazione del montaggio.

to ad altri produttori, il valore qui per-

di olio caldo. È stata posta particolare

Flusso - La mappatura ha semplificato e

cepito dall’utilizzatore finale offre mag-

attenzione alla tenuta con rinforzo ela-

ridimensionato le attività di gestione do-

giori vantaggi competitivi (a pari costo,

stomerico a perfetta adesione in tutte

cumentale e fisica, con la riduzione dei

qualità migliore).

le connessioni (tubo rigido e flessibile,

part-number da gestire. Con un unico

Miglioramento - Importanti sono anche

raccordi su valvole e manifold, cilindri,

codice s’identificano quelli dei kit pre-

la valutazione e facilitazione delle attivi-

eccetera) allo scopo di eliminare trasu-

assemblati, snellendo la procedura che

tà di post-vendita. I centri assistenza tro-

damenti di fluido minerale tra le varie

spesso comporta un elenco elevato di

vano immediata agevolazione nell’indi-

congiunzioni.

componenti semilavorati da gestire e

viduare qualsiasi tubazione Olmark che

Attività - La riduzione del numero dei

riducendone le scorte. Ogni tubazione

dovesse presentare necessità di sosti-

codici da gestire ha snellito il processo

presenta un’identificazione colorata che,

tuzione o riparazione. Ognuna è con-

di gestione degli stessi. La rimodella-

per deduzione, si collega con il raccor-

traddistinta con un’etichetta M.I.T.O.

zione delle tubazioni integrate in kit ha

do o estremità corrispondente di pari

(Monitoring. Individual. Track. Olmark)

permesso di ridurre di almeno 10 volte

colore: in tal modo qualsiasi addetto al

che riporta il codice del componente -ol-

il numero dei componenti di connessio-

montaggio, anche senza libretto di pro-

tre ad altri dati inerenti alla tracciabilità

ne presenti in precedenza. La maggior

cedura operativa, è in grado di assem-

produttiva - e che con rapidità può esse-

parte dei tubi flessibili sono stati unifi-

blare l’impianto in conformità ai requi-

re richiesto come ricambio originale al

cati dimensionalmente (stesse lunghez-

siti di progetto.

centro di assistenza autorizzato. ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 85


COMPONENTI petenze e confrontando le esperienze Olmark al fine di ottimizzare l’impiantistica oleodinamica su tutta le macchine proposte sul mercato: LC5, LC7, LC25 e LC10 (quest’ultima esposta a Ecomondo 2018). In particolare, il team si è focalizzato sulle versioni più “piccole” (LC5 e LC7), caratterizzate da una particolare versatilità e compattezza. L’impegno si è concentrato nell’esaminare e migliorare le prestazioni oleodinamiche con verifiche e ridimensionamenti di tubazioni e collegamenti in virtù delle perdite di carico, surriscaldamenti, rispetto dei raggi di curvatura, rischi d’usura da abrasione e limitazione di trasudamenti nelle connessioni con applicazione di apposite tenute elastomeriche. L’analisi ha coinvolto le varie (singole) esperienze anche - e soprattutto -con l’obiettivo comune di ottenere miglioramenti nelle efficienze aziendali nella “supply chain”, nell’ingegneria industriale di processo, di produzione, controllo e nella semplificazione del sistema logistico.

KIT TUBAZIONI INTEGRATE A VALVOLE PARTICOLARE DI KIT RIGIDI E FLESSIBILI CON IDENTIFICAZIONE COLORE

FASE DI ALLESTIMENTO IN OLEOMARKET

a movimentazione oleodinamica, in fase di progettazione, a selezionare da catalogo i componenti standard e/o richieda progetti con prestazioni idonee all’utilizzo, predisponendo la distinta base e la richiesta di fornitura al produttore di componenti. Tale metodo ottimizza i componenti conformati alle prestazioni funzionali dell’apparecchiatura e genera un lungo elenco di codici da gestire, con dispendi di costi ed energie sia in fase di progettazione, logistica, movimentazione e assemblaggio in linea di produzione, sia nella gestione dei ricambi. Il comparto R&D Oleomarket ha beneficiato di importanti investimenti volti all’ottimizzazione funzionale e gestionale delle connessioni oleodinamiche. Importante la sinergia con le esigenze prestazionali e gestionali nel contesto di un obiettivo progettuale a organizzazione Lean. 86 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

Una recente e prestigiosa collaborazione è stata affinata con successo con la Ladurner di Bolzano, protagonista storico nel settore ambientale, che si sta affermando anche in Europa nel mercato dei mezzi compattatori con una gamma innovativa sia in termini di filosofia progettuale e produttiva che di modalità d’applicazione. “Team Lean” integrato La Ladurner ha costituito uno speciale team di lavoro coinvolgendo varie com-

TEAM DI ANALISI E VISIONE DEGLI IMPIANTI NELLO STABILIMENTO OLEOMARKET

L’ottimizzazione delle prestazioni Negli stabilimenti Oleomarket, in un’area dedicata, sono state “ospitate” le LC5 e LC7 da allestire con connessioni oleodinamiche a logica Lean Manufacturing. L’elaborazione a CAD-3D degli ingombri funzionali dei movimenti e la successiva verifica a bordo macchina hanno permesso ai tecnici di produrre e ottimizzare l’installazione di tubazioni con maggior sezione di passaggio e minor raggio di curvatura mantenendo le stesse dimensioni della struttura originale. In più, la progettazione delle tubazioni rigide sagomate ha previsto la contemporanea industrializzazione dei singoli codici a esecuzione finita dalle macchine CNC (la produzione si intende priva di lavorazioni di ripresa a più fasi, in tutti i tubi progettati dal team Lean Oleomarket; il tubo risulta finito in un unico processo produttivo dei CNC di controllo con conseguente riduzione di tempo e costo). Ogni singola connessione, dall’unità di potenza ai singoli attuatori (cilindri, motori, eccetera) è stata esaminata e rielaborata con i parametri degli obiettivi definiti nella check-list di progetto iniziale. ■


TECNOLOGIE Hitachi

UN ESCAVATORE “INTELLIGENTE”

per il cantiere di domani Quest’anno il tradizionale appuntamento presso il quartier generale di Hitachi Construction Machinery (Europe) NV di Amsterdam, svoltosi il 27 settembre scorso, non si è focalizzato sulla presentazione di nuovi modelli di macchine, bensì sull’implementazione di tecnologie destinate a ottimizzare la produttività nei cantieri del futuro di Pietro Gabrielli

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I

l termine ICT (Information and Communications Technology) riunisce in sé i metodi e le tecniche utilizzate nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni – tecnologie web e digitali comprese – ampiamente diffusisi a partire dalla cosiddetta “Terza rivoluzione industriale”. Queste tecnologie applicate sono utilizzate in vari ambiti della vita quotidiana e, attraverso l’uso di siti web, app mobile e tecnologie cloud, stanno trasformando quasi tutti i settori socio-economici in modo più o meno marcato. In particolare, fanno parte dell’ICT tut-

ti quegli ambiti professionali che riguardano lo sviluppo tecnico della comunicazione digitale, sia per quanto riguarda la progettazione e realizzazione delle componenti fisiche (strutture di reti wireless, cablate, sistemi informatici aziendali, data center, eccetera), sia per ciò che concerne la progettazione e realizzazione di quelle digitali (web, e-commerce, app, piattaforme digitali, eccetera). Oggi, le professionalità legate all’ICT stanno crescendo in numero e si stanno evolvendo nelle specificità, per operare

in ambiti fortemente eterogenei. Uno di questi è quello delle costruzioni e delle macchine movimento terra, dove il costruttore giapponese si sta preparando a esserne protagonista. Da qui la motivazione che ha spinto Hitachi Construction Machinery (Europe) NV a organizzare uno speciale evento, tenutosi presso la sede centrale europea di Amsterdam lo scorso 27 settembre e denominato “Tomorrow’s Job Site”, durante il quale è stato presentato ufficialmente – nella demo area recentemente ampliata di 10 m per lato rispetto al passato, per garantire uno spazio aggiuntivo di 1.500 m2 - il primo escavatore idraulico Hitachi con “machine control”, lo ZX210X-6. Guardando al futuro Il primo escavatore idraulico Hitachi ICT con “machine control” in Europa è lo ZX210X-6 (negli Stati Uniti e in Giappone questa tecnologia sarà applicata al modello ZX350-6), destinato negli intenti del costruttore giapponese - ad avere un enorme impatto nei pro-

L’ESCAVATORE IDRAULICO HITACHI ZX210X-6 CON “MACHINE CONTROL” (3DMC) È DESTINATO AD AVERE UN CONSIDEREVOLE IMPATTO SULLA PRODUTTIVITÀ IN CANTIERE. LA NECESSITÀ DI POSIZIONARE CORRETTAMENTE L’ATTREZZATURA, IN PARTICOLARE IN PRESENZA DI PENDENZE, È SIGNIFICATIVAMENTE RIDIMENSIONATA PRIMA E DOPO LO SCAVO, QUINDI LE ATTIVITÀ POSSONO ESSERE COMPLETATE CON MENO MOVIMENTI E IN MINOR TEMPO ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 89


TECNOLOGIE

I RICEVITORI GNSS DI TRIMBLE POSIZIONATI SULLA TORRETTA DELL’ESCAVATORE CONSENTONO DI INDIVIDUARE IN TEMPO REALE LA CORRETTA POSIZIONE DELL’ESCAVATORE E DI MANTENERE SOTTO CONTROLLO LA POSIZIONE DI SCAVO

getti di costruzione e ingegneria civile del futuro, essendo in grado di assicurare un incremento notevole dell’efficienza (da +30 a +50%), aumentare la sicurezza e rendere la vita più semplice agli operatori. Incorporando gli ultimi progressi tecnologici di Hitachi Construction Machinery, introdotti in collaborazione con l’americana Trimble, l’escavatore ZX210X-6 è oggi, a detta degli specialisti di prodotto incontrati ad Amsterdam, “uno dei modelli più precisi sul mercato”. Il funzionamento se-

miautomatico della parte anteriore della macchina garantisce livelli costantemente elevati di precisione; di conseguenza, la quantità di lavoro ripetitivo in cantiere risulta diminuita ed è necessario meno tempo per completare i progetti di costruzione, con conseguente riduzione dei costi di gestione e delle emissioni. Le prestazioni estremamente precise dello ZX210X-6, così configurato, contribuiscono anche a migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro, essendo peraltro progettato per garantire un funzionamento user-friendly.

LA CENTRALINA IDRAULICA POSTA SUL LATO SINISTRO DELL’ESCAVATORE OPERA IN ARMONIA CON I SENSORI

Tutto sotto controllo Una delle peculiarità che consente allo ZX210X-6 di funzionare ora più rapidamente rispetto ai modelli convenzionali è la ritenzione dell’angolo della benna. Gli interventi di scavo in pendenza possono essere eseguiti con meno movimenti, ad esempio, poiché il braccio di scavo e la relativa attrezzatura vengono mantenuti in posizione per tutto il tempo dell’operazione. Ciò, peraltro, consente all’operatore di concentrarsi sul funzionamento di braccio e bilanciere. Altra caratteristica interessante è la funzione di protezione da

SENSORI ALTAMENTE RESISTENTI MONITORANO L’ANGOLAZIONE DEL BRACCIO, DEL BILANCIERE, DELLA BENNA E DELL’ESCAVATORE 90 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


GRAZIE AL MONITOR POSTO IN CABINA, CHE ALLOGGIA TUTTI I COMANDI IN MODO ERGONOMICO, L’OPERATORE PUÒ DARE PRIORITÀ ALLA VELOCITÀ O ALLA PRECISIONE DELLO SCAVO, UTILIZZANDO DUE DIVERSE MODALITÀ DI LAVORO. LO SCHERMO TOUCHSCREEN CONSENTE DI RUOTARE, INGRANDIRE O RIMPICCIOLIRE L’IMMAGINE A SUO PIACIMENTO E OFFRE UN’OPZIONE DI VISUALE A “SCHERMO DIVISO”, PER MOSTRARE DUE O TRE IMMAGINI CONTEMPORANEAMENTE

sovraccarico: essa consente all’operatore di lavorare rapidamente e in modo facile senza preoccuparsi di scavare in modo eccessivo. Il bordo della benna è controllato con precisione dall’operatore a bordo dello ZX210X-6, in modo da realizzare con precisione tutte le superfici programmate.

L’OPINIONE

Un funzionamento facile Il citato monitor touch-screen da 10” presente nella cabina dello ZX210X-6, a lettura intuitiva e funzionante praticamente come uno smartphone, è sviluppato in collaborazione con uno dei leader mondiali di dispositivi di guida di precisione delle macchine, l’americana Trimble, ed è montato in fabbrica da Hitachi Construction Machinery. L’operatore può ruotare la visuale della macchina di 360° oppure anche ingrandirla e rimpicciolirla sullo schermo, al fine di seguire le operazioni in modo più dettagliato. Immagine che può essere anche personalizzata in base alle preferenze dell’operatore e offre un’opzione a “schermo diviso” del monitor, per mostrare due o tre visuali contemporaneamente. ■

grado di ‘connettere’ e rapportare tra loro persone, informazioni, processi e tecnologie, al fine di creare ambienti di lavoro sempre più sicuri e produttivi. L’escavatore ZX210X-6 con ‘machine control’ (3DMC), dunque, rappresenta oggi per Hitachi la solu-

Precisione estrema I sensori montati sulla torretta dell’escavatore, sul braccio, sul bilanciere e sull’attrezzatura dello ZX210X-6 sono tra i più veloci disponibili sul mercato, consentono di eseguire una misurazione accurata sia dell’inclinazione dell’escavatore che dell’angolo della sua parte anteriore e operano in perfetta armonia con la centralina idraulica. Il posizionamento preciso dell’escavatore ZX210X-6 può essere determinato tramite tecnologia 3D: i dati di progettazione possono essere scaricati dalla macchina tramite Internet o un dispositivo USB e la sua posizione è quindi accertata dal posizionamento satellitare e dai sensori stessi. In alternativa, è possibile utilizzare una tecnologia 2D che sfrutta le coordinate, calcolate dai disegni di progetto, e i dati inseriti manualmente preventivamente dall’operatore nel monitor posto in cabina, che utilizza la macchina come punto di riferimento, acquisendo le informazioni dai sensori.

zione tecnologicamente più avanzata e portavoce dell’importante sinergia sancita con Trimble, produttore e distributore a livello mondiale di prodotti hi-tech dedicati all’acquisi-

MAKOTO YAMAZAWA

zione, al trattamento e alla visualiz-

PRESIDENTE DI HCME

zazione di dati spaziali 3D. Una vera

“L’evento organizzato quest’anno,

e propria pietra miliare per Hitachi

denominato ‘Tomorrow’s Job Site’,

Construction Machinery, nel contesto

ci ha dato l’opportunità di mettere in

più ampio del suo sviluppo di solu-

evidenza alcune importanti e innova-

zioni di costruzione ICT e della cre-

tive soluzioni tecnologiche applicate

scente importanza del BIM (Building

alle nostre macchine movimento ter-

Information Modeling) nel settore

ra. Nell’occasione, infatti, abbiamo

delle costruzioni. Ma non solo, per-

svelato i dettagli di una tecnologia

ché in quest’occasione abbiamo anti-

che contribuirà a condizionare forte-

cipato anche alcune strategie che in-

mente il futuro del settore delle co-

tendiamo sviluppare prossimamen-

struzioni, in cui Hitachi sarà - come

te nell’ambito del noleggio. Strategie

sempre - protagonista. In particola-

che coinvolgeranno non solo il rap-

re, abbiamo mostrato le potenzialità

porto tra i concessionari Hitachi e i

dell’escavatore ZX210X-6 con ‘ma-

suoi clienti, ma anche tra i concessio-

chine control’, modello che gioca un

nari stessi e la casa madre, fornendo

ruolo chiave nel contesto delle solu-

a tutti maggiori opportunità di svilup-

zioni ICT considerate da Hitachi, in

po in quest’importante mercato”.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 91


Dossier

LA LUNGA STRADA

DEL CALCESTRUZZO Nonostante la sciagura del Ponte Morandi lo abbia posto sul banco degli imputati, continua a essere il “materiale da costruzione valido per tutti i tempi”, come lo ha definito ERMCO, l’associazione europea del calcestruzzo. Ma a fare la differenza è sempre la qualità, un argomento ineludibile di Lorenzo Zacchetti

92 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


CALCESTRUZZO

C

on circa due miliardi di metri cubi prodotti ogni anno, il calcestruzzo è il materiale da costruzione più diffuso nel mondo. I posti di lavoro connessi al suo impiego sono 550.000 in Europa e 45.000 solo in Italia. Nel nostro Paese si producono annualmente circa 110 milioni di metri cubi, con un fatturato complessivo di 11 miliardi di euro, che rappresenta il 7% del mercato totale delle costruzioni. Il peso specifico di questo comparto è ancora decisamente rilevante, nonostante il severissimo ridimensionamento causato dalla crisi. Tra il 2008 e il 2017, infatti, si è registrata una perdita di oltre il 60% del mercato, culminata lo scorso anno in un ennesimo calo del 7,8%, pari a una perdita di due milioni di metri cubi sul totale di 23,257 milioni prodotti.

davvero nerissimi come il 2014 (-11,5%) e il 2015 (-10,1%), è solo una parziale consolazione per le aziende del settore. Di queste, nel decennio in corso ne sono sparite circa 9.000, ovvero un quarto del totale. Queste perdite vanno sommate a quella di oltre 40.000 posti di lavoro, nonché di una quota del 30-40% del valore aggiunto e del 39% del fatturato. È cresciuto l’export (+33%), che però da solo non riesce a compensare le problematiche generali che affliggono il comparto. La durezza dell’impatto recessivo è direttamente proporzionale alla centralità del calcestruzzo nel settore delle costruzioni. Esso viene infatti impiegato nella realizzazione di numerosi elementi strutturali nell’edilizia civile (quali pilastri, solai e travi), ma anche industriale (capannoni), stradale (ponti e viadotti) e ferroviaria (traversine).

L’export non basta La constatazione che il trend segni un rallentamento della perdita, dopo anni

Un sapere antico Spesso abbreviato in “cls”, il calcestruzzo è un conglomerato artificiale costituito

da una miscela di legante, acqua e aggregati fini e grossi (sabbia e ghiaia) e con l’aggiunta, secondo le necessità, di additivi e/o aggiunte minerali che influenzano le caratteristiche fisiche e chimiche, nonché le prestazioni del conglomerato, sia fresco che indurito. Oggi il legante utilizzato per produrre il calcestruzzo è il cemento, ma nei secoli scorsi sono stati impiegati materiali molto diversi come la calce (aerea o idraulica) e il gesso. Quella del calcestruzzo è infatti una storia molto lunga, il cui inizio è di difficile datazione. Si pensa che lo utilizzassero già Assiri, Egizi e Greci, mentre è certo che furono i Romani a dare un forte impulso al suo sviluppo. Ma il calcestruzzo moderno è necessariamente migliore di quello antico? In seguito al disastroso crollo del Ponte Morandi, molti hanno sottolineato l’inquietante scarto tra i soli 50 anni di vita del viadotto genovese e l’ottima salute della quale tuttora godono i ponti edificati dagli antichi Romani.

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Dossier

ROBERTO CALLIERI Lo scorso 22 giugno si è svolta l’Assemblea che ha eletto Roberto

LA COSTANZA DELLE PRESTAZIONI DEL PRODOTTO, OVVERO LA CLASSE DI RESISTENZA E QUELLA DI CONSISTENZA, PUÒ ESSERE INFLUENZATA DALLE CARATTERISTICHE DELL’INERTE E IN PARTICOLARE DAI SUOI PARAMETRI DI ASSORBIMENTO, DIAMETRO MASSIMO, GRANULOMETRIA E SOPRATTUTTO UMIDITÀ Tecniche di costruzione Un altro dato di fatto connesso alla tragedia del Ponte Morandi è che la sua costruzione si è basata su tecniche che per

FEDERBETON E AITEC PUNTANO SU CALLIERI

il 1967 erano decisamente innovative, a partire proprio dalla scelta di ricoprire con il calcestruzzo la struttura di acciaio. Generalmente, per altri manufatti dalle

Callieri, amministratore delegato di Italcementi, nuovo presidente di Federbeton (la Federazione di settore delle Associazioni della filiera del cemento) e Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento). Laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Cagliari, ha frequentato la Harvard Business School di Boston (AMP Graduate). La sua carriera in Italcementi è iniziata nel 1990, con incarichi di natura tecnica negli impianti italiani. A partire dal 1994 ha lavorato per Italcementi a Puerto Rico, in Canada e in Turchia. Nel 2001 è diventato amministratore delegato della filiale thailandese Asia Cement Public Company. Dal 2006 al 2011 è quindi stato amministratore delegato di Suez Cement, in Egitto, per poi tornare in Asia. Dal 1 luglio 2016 è amministratore delegato di Italcementi e ora anche alla guida di due delle principali istituzioni del settore: “Sono fiducioso nel fatto che la nuova squadra che si sta formando saprà supportare tutti gli associati in questo percorso. Un percorso che continuerà a valorizzare l’industria del cemento e di tutta la filiera dei materiali da costruzione, considerata tra le più significative del nostro panorama economico e produttivo, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale, intraprendendo tutte le azioni necessarie a far conoscere il settore e le sue potenzialità tecnologiche e le soluzioni innovative realizzate”, ha dichiarato Callieri. 94 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

CALCESTRUZZO O CEMENTO? Spesso nel linguaggio comune si fa confusione tra questi due termini, ma ciò si spiega con alcune ragioni storiche. Oggi con la parola “cemento” intendiamo “solo” la componente principale del calcestruzzo armato, risultato finale di un processo molto articolato che comprende anche gli inerti e gli additivi dalla cui combinazione nasce il calcestruzzo. Infine, al calcestruzzo si unisce l’acciaio per renderlo più resistente. Etimologicamente “calcestruzzo” deriva dal latino “calcis structio”, ovvero “struttura a base di calce”. “Cemento” invece origina dal termine “caementum”, a sua volta derivante dal verbo “caedo”, cioè “tagliare in pezzi”. Inizialmente “caementum” si usava per indicare il rottame di pietra usato per confezionare il calcestruzzo e nel tardo Medioevo, trasformato nel termine italiano “cemento”, è diventato sinonimo dell’intero conglomerato. È solo dalla fine del XVIII secolo che quest’ultimo viene indicato dal termine “calcestruzzo”, mentre con “cemento” si indica unicamente il legante idraulico (come abbiamo visto nel dossier di queste pagine, nei secoli precedenti si usavano leganti di altro tipo).


CALCESTRUZZO caratteristiche simili – come il Ponte di Brooklyn, al quale quello di Genova è spesso stato accostato – si è invece optato per strutture in acciaio e granito. In particolare, il ponte sul Polcevera è stato realizzato principalmente in calcestruzzo armato non precompresso come solitamente si fa con le strutture orizzontali, al fine di migliorarne la resistenza. Gli stralli sono invece stati costruiti in acciaio e rivestiti di calcestruzzo precompresso. Il fatto che già negli anni Novanta il ponte Morandi avesse richiesto importanti interventi manutentivi ha spinto alcuni a sospettare che il crollo possa essere legato proprio alla scelta del materiale, mettendo quindi il calcestruzzo sul banco degli imputati. Oltre a rimandare il lettore a conclusioni che oggi non possono ancora essere tratte, perché ovviamente sull’intera vicenda bisognerà attendere le necessarie pronunce giudiziarie, dobbiamo anche segnalare il fatto che a pochi chilometri di distanza, in Svizzera, si guarda invece al calcestruzzo come a un’opzione virtuosa per i ponti.

IL CALCESTRUZZO VIENE UTILIZZATO DA MIGLIAIA DI ANNI, MA OVVIAMENTE NEL CORSO DEL TEMPO C’È STATA UNA GRANDE EVOLUZIONE NELLE TECNICHE DI PRODUZIONE E DI IMPIEGO. ANCORA OGGI SONO PROPRIO QUESTE A FARE LA DIFFERENZA TRA UN PRODOTTO DI QUALITÀ E UN MATERIALE SCADENTE E PERICOLOSO

La scelta elvetica Ustra, l’Ufficio Federale delle Strade della Confederazione, ha recentemente presentato un nuovo tipo di calcestruz-

NTC 2018: COSA CAMBIA

zo ad alta resistenza meccanica, specificatamente pensato proprio per i ponti. Grazie a questo innovativo materiale le autorità svizzere si aspettano che i lavori di rinnovo dei cavalcavia della rete autostradale siano più rapidi di quanto inve-

Lo scorso marzo sono state emana-

diverse fasi dei controlli. La preceden-

La norma fornisce le percentuali massi-

te le nuove Norme Tecniche per le

te definizione dava spazio, infatti, a in-

me di sostituzione degli aggregati natu-

Costruzioni, che al capitolo 11 hanno

terpretazioni che andavano a discapi-

rali con quelli riciclati riferite alla classe

introdotto importanti cambiamenti

to dell’efficacia dei controlli stessi. Un

di resistenza a compressione del cal-

per il calcestruzzo. “Le novità più im-

passo in avanti è sicuramente quello

cestruzzo. Precedentemente, la classe

portanti riguardano principalmente

concernente l’utilizzo degli aggrega-

massima di resistenza nella quale era

la prescrizione, produzione, fornitura

ti da riciclo nel calcestruzzo. Un tema

possibile utilizzare gli aggregati riciclati

e posa in opera del materiale e i re-

sempre più attuale, soprattutto dopo

era la C30/37. Le attuali NTC, invece, ne

lativi controlli”, ha commentato in una

l’introduzione dei Criteri Ambientali

ampliano la possibilità di utilizzo fino

nota ufficiale ATECAP - Associazione

Minimi (CAM) nelle opere pubbliche.

al 20% alla classe di resistenza C45/55”.

Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato. “Le classi di resistenza normalizzate per calcestruzzo normale vengono ridefinite utilizzando come riferimento le norme UNI EN 206 e UNI 11104. Inoltre nelle nuove NTC viene eliminato, rispetto alla normativa del 2008, ogni riferimento alla possibilità per il ‘prescrittore’ di dare indicazioni sulla composizione della miscela. Rispetto al passato vengono inoltre indicate con precisione le caratteristiche che consentono di definire omogenea una miscela di calcestruzzo, individuando in tal modo l’oggetto delle ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 95


Dossier invece un solo post-trattamento, indipendentemente dal clima. Inoltre, dopo sole 24 ore si possono raggiungono condizioni di resistenza che con il normale cemento richiedono invece almeno 28 giorni. Un’esperienza alla quale guardare con interesse.

IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA HA APERTO UN’AMPIA - E NON SEMPRE INFORMATA DISCUSSIONE SULL’IMPIEGO DEL CALCESTRUZZO PER QUESTO GENERE DI MANUFATTI, MA A POCHI CHILOMETRI DI DISTANZA, IN SVIZZERA, LO SI CONSIDERA UN’OTTIMA SOLUZIONE PER MIGLIORARE LE MANUTENZIONI

ce necessario con un approccio tradizionale. La procedura attuale prevede che i ponti vengano sigillati - per evitare che l’armatura arrugginisca - con tre passag-

gi di resina epossidica e rivestimenti impermeabilizzanti in gomma EPDM, da applicare in condizioni di tempo secco e caldo. Con il nuovo calcestruzzo basterà

Regole e qualità “Il calcestruzzo è il materiale da costruzione valido per tutti i tempi”. Con queste parole, lo scorso giugno, Yavuz Isik ha aperto il congresso 2018 di ERMCO, l’associazione europea del calcestruzzo. L’incipit del presidente si è rifatto direttamente ad alcune virtù universalmente riconosciute del calcestruzzo: versatilità, durabilità, plasticità, sicurezza e sostenibilità economico/ambientale. Ciò che veramente fa la differenza è la qualità della sua composizione, un tema centrale sia dal punto di vista economico che prestazionale. Nel giugno 1992 la normativa UNI EN ISO 8402 ha definito tale qualità come “la con-

IL SEGRETO DELLE COSTRUZIONI “ETERNE” della Stanford University nel 2015 ha

la roccia di copertura presenta un ele-

conquistato la copertina della prestigio-

vato contenuto di tobermorite ed et-

sa rivista “Science” proprio grazie alla

tringite, due minerali abbondanti nel

sua scoperta. I Romani si sono ispirati al

calcestruzzo. Il calore nel sottosuolo

calcestruzzo naturale dei Campi Flegrei,

e le acque ricche di minerali porta-

nella vicina città di Napoli. L’area si trova

no alla formazione di attinolite, ani-

al centro di una grande caldera, una de-

dride carbonica e idrossido di calcio.

pressione che poggia su un basamento

Quest’ultimo (noto anche come “calce

di roccia di circa 3 km, formatosi sopra

spenta”) combinandosi con la pozzo-

un vulcano dormiente. Ogni volta che

lana forma una roccia simile al calce-

il basamento si solleva rilascia anidri-

struzzo. I Romani, più o meno consa-

de carbonica, la quale reagisce chimi-

pevolmente, hanno mutuato questo

Già nel 79 d.C. Plinio il Vecchio scris-

camente a contatto con l’acqua di ma-

procedimento, che permette al terre-

se nella sua “Naturalis Historia” delle

re, l’ossido di calcio, la pozzolana e altri

no di Pozzuoli di resistere alle scos-

strutture portuali che, bagnate dal ma-

minerali presenti sul territorio. Si pro-

se sismiche e alle loro costruzioni di

re, “diventano una massa unica in pie-

duce così l’effetto osservato anche dal

attraversare i secoli rimando indenni.

tra, inespugnabile alle onde e ogni gior-

filosofo Seneca, il quale aveva notato

Il calcestruzzo prodotto oggi secondo

no più forte”. L’eccezionale resistenza

che la “cenere di Pozzuoli diviene roccia

una logica industriale non garantisce

dei porti, dei ponti e di straordinari mo-

se tocca l’acqua”. Proprio questa stra-

certo la stessa durata e, inoltre, pro-

numenti romani come il Colosseo e il

ordinaria resistenza consente ai Campi

duce anidride carbonica che impatta

Pantheon ha contribuito al mito della

Flegrei di resistere all’intenso fenome-

sull’ambiente. Perciò si pensa di tor-

“Città Eterna”, ma come hanno fatto i

no del bradisismo senza che si verifi-

nare all’antico e, ad esempio nella la-

nostri progenitori a raggiungere una ta-

chino eventi sismici traumatici. Tiziana

guna di Swansea, si sta lavorando per

le qualità prestazionale?

Vanorio – che è originaria di queste zo-

incanalare l’energia marina produ-

La risposta è arrivata dalla geofisica

ne e che vi ha vissuto personalmente il

cendo cemento “in stile romano” che

Tiziana Vanorio, che con i suoi colleghi

bradisismo del 1982 – ha scoperto che

garantisca resistenza e sostenibilità.

TIZIANA VANORIO

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CALCESTRUZZO LA PLASTICA SALVA L’AMBIENTE Il calcestruzzo diventerà più resistente ed ecologico grazie alla plastica riciclata. A sostenerlo è un gruppo di studenti del MIT, che sta lavorando al progetto di un composto cementizio con all’interno una polvere derivante da scaglie di bottiglie di plastica. Oltre al riutilizzo delle bottiglie, questa procedura impatterebbe positivamente sull’ambiente riducendo le emissioni inquinanti generate nel processo di produzione. La plastica viene preventivamente sottoposta a un irradiatore cobalto-60 che emette raggi Gamma, solita-

FEDERBETON, CHE RAPPRESENTA LE ASSOCIAZIONI DEL SETTORE, HA INVOCATO UN NUOVO PIANO DI INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE DA PARTE DEL GOVERNO, CONSIDERANDOLO L’UNICO POSSIBILE SOSTEGNO PER IL MERCATO DEL CEMENTO E DELLA SUA FILIERA PRODUTTIVA

mente utilizzato per decontaminare il cibo: in tal modo, esponendo la plastica alla radiazione, è possibile modificare la struttura cristallina del polimero, conferendole circa il 15% di resistenza.

Certificazioni e garanzie Per il calcestruzzo esiste la Certificazione del Sistema di Qualità, anch’essa verificata da un Istituto di Certificazione, ma la quale si limita a testimoniare che la produzione sia avvenuta secondo le regole previste nel Manuale di Qualità. Quest’ultimo è un documento pubblico ed esigibile dai committenti nel quale l’azienda dichiara i propri obiettivi e

l’organizzazione adottata per applicare il suo specifico Sistema di Qualità. Al fine di colmare il gap tra queste due tipologie di certificazione, alcuni istituti hanno emesso le “Guide Applicative”, che introducono prescrizioni particolari, specifiche di riferimento e requisiti minimi di accettabilità. A livello nazionale le Linee Guida per il calcestruzzo preconfezionato del

LE VIRTÙ DELLA MINERALIZZAZIONE Per spingere l’acceleratore nella direzione della

formità agli obiettivi prefissati ed ai requisiti concordati con i clienti”, fissando un principio di base che è rimasto sostanzialmente invariato fino alle attuali norme della famiglia UNI EN ISO 9000. Per questo, si parla ancora più propriamente di “costanza di qualità”. Il controllo di produzione del calcestruzzo è normato dalla UNI EN 206, ma non sussiste l’obbligo della certificazione di prodotto. Il fatto che essa sia prevista per i suoi singoli componenti non fornisce alle imprese acquirenti lo stesso livello di garanzia: solo la certificazione di prodotto potrebbe garantire chi compra calcestruzzo preconfezionato o elementi prefabbricati, rispetto alla rispondenza di questi prodotti alle esigenze dell’intervento complessivo.

sostenibilità bisogna puntare sull’innovazione. Lo scorso luglio il CNR ha presentato un nuovo metodo di riutilizzo delle scorie siderurgiche in edilizia. La tecnologia, sviluppata in collaborazione con la start-up friulana Fmp di Pordenone, è in grado di isolare la scoria e renderla simile a un inerte in modo da poter essere utilizzata in grande quantità nei calcestruzzi, e soprattutto in quelli strutturali “faccia a vista”. Considerando che la produzione di un milione di tonnellate d’acciaio da altoforno genera fino a mezzo milione di tonnellate di scorie è facilmente intuibile quale potenziale sviluppo sia legato a questo brevetto, il cui prodotto finale ha la stessa resistenza meccanica di un calcestruzzo classico, oltre che la stessa efficacia a fronte delle escursioni termiche. Un altro esempio virtuoso è rappresentato dai blocchi di legno-cemento (o legno mineralizzato), un materiale prodotto mescolando fibre di legno, acqua, cemento e un legante inorganico minerale. La mineralizzazione rende il legno un materiale inerte e resistente agli agenti esterni organici, con ottime prestazioni termoacustiche, resistenza al fuoco, sicurezza sismica e, ovviamente, basso impatto ambientale.

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Dossier IL CALCESTRUZZO CHE NASCE… DAGLI ORTAGGI chero o carota che, sulla base dei primi dati, migliorano in modo significativo le proprietà meccaniche del calcestruzzo, riducendo la quantità da utilizzare nelle singole applicazioni. Inoltre, questo tipo di calcestruzzo riduce in maniera significativa l’inquinamento. La produzione di cemento Portland ordinario, uno degli ingredienti principali per il calcestruzzo, è ad alta concentrazione di carbonio e rappresenta l’8% delle emissioni totali di CO2 globali. Nei prossimi 30 anni si prevede il raddoppio della sua incidenza, vista la crescita della domanda. Con le piaFinanziata dall’Unione Europea, la ricerca condotta dal-

strine di radice vegetale, invece, il cemento diventa così

la Lancaster University potrebbe cambiare radicalmen-

solido da rendere necessarie 40 kg di cemento Portland

te il nostro modo di pensare al calcestruzzo. Il progetto

in meno per metro cubo di cemento. Questa riduzione

“B-Smart” (Biomaterials derived from food waste as a

corrisponde a 40 kg di CO 2 in meno per lo stesso volu-

green route for the design of eco-friendly, smart and hi-

me di calcestruzzo. Una miscela di ortaggi a radice più

gh performance cementitious composites for the next

solida significa quindi che è necessario utilizzare meno

generation multifunctional built infrastructure) prevede

calcestruzzo negli edifici, con conseguenti benefici am-

infatti l’impiego di nano-piastrine di barbabietola da zuc-

bientali significativi.

UN PRODOTTO ANTISISMICO E “GREEN” Un team di ricercatori dell’Università canadese della Columbia Britannica ha sviluppato un nuovo tipo di calcestruzzo, ecosostenibile e resistente ai terremoti. Si chiama EDCC, acronimo di Eco-friendly Ductile Cementitious Composite, ed è composto da un mix di calce, acqua, sabbia e aggregati con fibre a base di polimeri, ceneri volanti e altri additivi industriali. Le sue caratteristiche di malleabilità, elasticità e duttilità, simile a quelle dell’acciaio, lo rendono resistente ai terremoti di magnitudo 9.0. Composto al 70% di ceneri volanti, un sottoprodotto industriale, contribuisce a ridurre la produzione di cemento, contenendo l’impatto ambientale.

LA GESTIONE DEI PROBLEMI AMBIENTALI ED ECONOMICI DERIVANTI DALLE DEMOLIZIONI DI ELEMENTI IN CALCESTRUZZO È UN PUNTO CENTRALE PER L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI, CHE DEVE CONCILIARE LE ESIGENZE DI UN MERCATO PROFONDAMENTE CAMBIATO CON QUELLE DI UNA SEMPRE PIÙ SENSIBILE ATTENZIONE AI TEMI ECOLOGICI

Consiglio Superiore del Lavori Pubblici, richiamate anche nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, hanno introdotto un controllo del processo produttivo certificato da un ente terzo notificato simile a quello in vigore per la marcatura CE di altri prodotti da costruzione. La costanza delle prestazioni del prodotto, ovvero la classe di resistenza e quella di consistenza (“slump”), può essere influenzata dalle caratteristiche dell’inerte e, in particolare, dai suoi parametri di assorbi98 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


CALCESTRUZZO DAL LEGNO AL BIOCHAR

L’Università Nazionale di Singapore ha sviluppato una nuova tipologia di produzione che incorpora parti di legno nelle miscele di cemento e DALLO SCORSO MARZO SONO IN VIGORE LE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI, CHE AL CAPITOLO 11 HANNO INTRODOTTO IMPORTANTI CAMBIAMENTI PER IL CALCESTRUZZO, SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA LA PRESCRIZIONE, PRODUZIONE, FORNITURA E POSA IN OPERA DEL MATERIALE E I RELATIVI CONTROLLI

mento, diametro massimo, granulometria e soprattutto umidità. Da quest’ultimo fattore possono infatti discendere importanti variazioni nell’acqua di impasto realmente immessa nel calcestruzzo e quindi nella lavorabilità. Prospettive di rilancio In conclusione, non c’è dubbio alcuno sul fatto che a fare la differenza sia uno stretto legame tra qualità e sicurezza, ma per il rilancio del settore serve un terzo fattore, non certo nuovo: un serio piano di investimenti pubblici, in uno scenario che invece vede gli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione scendere ulteriormente del 3,1% nel primo trimestre del 2018. È il terzo anno consecutivo che le

attese in merito al rilancio vengono deluse. “Gli investimenti in infrastrutture rappresentano oggi l’unico sostegno del mercato del cemento e della sua filiera produttiva”, scrive nel suo position paper Federbeton, che in ambito Confindustria rappresenta le associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti, componenti e strutture per le costruzioni, delle applicazioni e delle tecnologie ad essa connesse. “Servirà inevitabilmente una strategia complessiva – continua la Federazione – che non lasci spazi a micro-interventi e che garantisca standard di qualità, bassi costi, minimo impatto ambientale e risparmio energetico Abbiamo bisogno di una politica nazionale sulla rigenerazione delle città”. ■

malta, rendendo i blocchi più resistenti e impermeabili. Lo scopo di questa innovazione consiste nel riciclare gli scarti delle industrie che producono mobili e altri oggetti in legno, in un’ottica di economia circolare. La segatura viene trasformata in biochar, un carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi di diversi tipi di biomassa vegetale e che dà diversi benefici all’ambiente. Se la maggior parte della biomassa si rompe in 10 o 20 anni, rilasciando carbonio in atmosfera, il biochar invece lo trattiene per migliaia di anni. Aumentare la produzione globale di biochar compenserebbe oltre il 10% delle emissioni di gas serra. Aggiungendo un piccolo quantitativo del composto alle miscele cementizie si ricava un calcestruzzo più resistente del 20% e col 50% in più di tenuta idraulica.

VALUTAZIONI OBIETTIVE La realizzazione di nuove tipologie di

Il progetto Climatcon, realizzato dalla

calcestruzzo che garantiscano un mi-

Heriot-Watt University di Edimburgo,

nore impatto ambientale è un impegno

ha scoperto che i calcestruzzi che con-

che riguarda tutta l’industria, ma la qua-

tengono ceneri volanti o scoria gra-

lità dei prodotti va valutata con grande

nulata d’altoforno macinata, (entram-

attenzione. A sottolineare quest’esigen-

bi sottoprodotti dell’industria), assor-

za è il lavoro dei ricercatori dell’Unio-

bono la CO2 dall’atmosfera mediante

ne Europea che, sviluppando metodi

un processo di carbonatazione. Ciò ri-

più precisi per valutare la sostenibilità

duce l’alcalinità del calcestruzzo, ren-

delle strutture in calcestruzzo, ha evi-

dendo l’acciaio all’interno vulnerabile

una misurazione dell’intero ciclo di vi-

denziato come certi tipi di calcestruzzo

alla corrosione. Questo processo av-

ta del calcestruzzo, che comprenda an-

“green” possano deteriorarsi più rapi-

viene lentamente, ma comunque più

che il tasso di carbonatazione, può mi-

damente di quello classico, fatto con

rapidamente rispetto a quanto avvie-

surarne in maniera precisa il grado di

cemento Portland.

ne con i calcestruzzi tradizionali. Solo

eco-compatibilità. ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 99


Il futuro, presente.

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È LA MIA

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La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

Il portale verticale che con notizie, video, archivio macchine ti porta in cantiere


ON SITE L’abbattimento dell’ex fabbrica Migor a Carpi Il capannone, appartenuto a una delle aziende italiane più blasonate nel settore dell’abbigliamento e tra le più antiche di Carpi, è stato demolito per lasciare spazio a un supermercato. Per l’intervento, eseguito in un contesto “a rischio”, è stato utilizzato un escavatore da demolizione Volvo EC380EHR di Ettore Zanatta

102 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


Una demolizione

“SU MISURA”

L’

area compresa tra la via Lenin, la via Colombo e la via Foscolo, in pieno centro a Carpi (Mo), sta cambiando la sua fisionomia. Qui, infatti, sorgeva il capannone – in disuso da diverso tempo – della Migor, azienda specializzata nel settore della camiceria dal 1931 e nota per la sua produzione di camicie per uomo e camicette da donna, classiche e sporti-

ve, nel segmento medio-alto di mercato. Ora la fabbrica non c’è più, perché l’azienda si è trasferita da tempo nella zona industriale di via Guastalla e durante gli ultimi due mesi è stata eseguita la demolizione della vecchia struttura, unitamente a quella dell’annessa villa padronale, per mano di Garc, impresa generale di costruzioni, impianti e servizi per l’ambiente. Al suo posto sorgerà un supermercato. ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 103


ON SITE

104 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

Aldi (acronimo di Albrecht-Discount) è una catena tedesca che sta aprendo punti vendita per la prima volta in Italia. Con sede ad Essen, è presente in tutta Europa, Stati Uniti, Australia e Cina. Nel nostro Paese è sbarcata quest’anno ed ha aperto già 10 punti vendita, con l’obiettivo di arrivare a 45 entro il 2018. Diventata familiare al pubblico televisivo grazie alle pubblicità con Alessandro Borghese, Aldi è stata la catena che ha di

fatto introdotto la formula del discount nel settore alimentare, puntando fortemente sul prezzo. “Per noi si tratta di un’iniziativa che porterà rigenerazione urbana e risanamento ambientale – aveva affermato a tal riguardo l’assessore all’Urbanistica, Simone Tosi – e che potrebbe essere di stimolo per interventi da eseguirsi in altre aree del quartiere”. Quest’intervento, infatti, consentirà peraltro di bonificare un

NELL’INTERVENTO DI DEMOLIZIONE ESEGUITO DALLA GARC A CARPI L’ESCAVATORE EC380E HR HA DIMOSTRATO TUTTA LA SUA VERSATILITÀ E PRECISIONE

I dettagli del progetto Ma facciamo un passo indietro. Quella arrivata a suo tempo in aula a palazzo Scacchetti per essere approvata dal Consiglio comunale è stata la convenzione tra Comune e proprietà che ha riguardato uno dei più rilevanti interventi di trasformazione della città degli ultimi anni. In base a tale convenzione, è stato previsto che la villa e la fabbrica poste sui due lotti che costituiscono il comparto venissero rase al suolo. Dei circa 6.000 m2 di superficie che si stanno ricavando da quest’intervento di demolizione, 1.500 m2 saranno destinati a un’attività commerciale della catena tedesca di discount Aldi, mentre il resto dell’area sarà occupato da verde e da un parcheggio da 300 posti auto.


sito - che sconta 20 anni di abbandono dall’amianto presente sulla copertura del capannone e di riqualificare il contesto circostante. Il futuro fabbricato sarà invece a impatto zero grazie all’utilizzo di materiali e tecniche costruttive finalizzate al risparmio energetico, la produzione di energie alternative in loco e la predisposizione alla posa di eventuali colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

IL SOTTOCARRO ALLARGABILE IDRAULICAMENTE CONSENTE DI ABBASSARE IL CENTRO DI GRAVITÀ DELL’ESCAVATORE. DISPONIBILE ANCHE IN VERSIONE MECCANICA, PRESENTA UN DESIGN DEL CILINDRO COMPLETAMENTE SIGILLATO

Un alto livello di specializzazione L’intervento in oggetto è stato commissionato a Garc SpA, azienda di Carpi che con oltre 40 anni di esperienza alle spalle vanta alti livelli di specializzazione grazie alla sua capacità di progettazione e costruzione di edifici per uso industriale e

PANORAMICA DEL CANTIERE DI DEMOLIZIONE DELL’EX-FABBRICA MIGOR, A CARPI. LO SPAZIO INTERNO DEL CANTIERE STESSO SI CARATTERIZZAVA DA SPAZI DI MANOVRA MOLTO LIMITATI. L’INTERVENTO IN OGGETTO È STATO COMMISSIONATO A GARC SPA, AZIENDA DI CARPI CHE CON OLTRE 40 ANNI DI ESPERIENZA ALLE SPALLE VANTA ALTI LIVELLI DI SPECIALIZZAZIONE GRAZIE ALLA SUA CAPACITÀ DI PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE DI EDIFICI PER USO INDUSTRIALE E CIVILE, NONCHÉ OPERE INFRASTRUTTURALI QUALI URBANIZZAZIONI, IMPIANTI E RETI TECNOLOGICHE

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE L’OPINIONE

GIORGIO GRILLENZONI, CONTITOLARE DI GARC (AL CENTRO) CON LUCA ARCHI, RESPONSABILE SVILUPPO AREA AMBIENTE E PARCO MEZZI, E ANDREA GRILLENZONI, DIRETTORE GENERALE E VICEPRESIDENTE DI GARC “Il nostro rapporto con Volvo CE Italia e

telecamere anteriore e laterale. Questi e

con il marchio Volvo in generale è inizia-

(molti) altri dettagli fanno intendere che il

to proprio grazie all’acquisto dell’escava-

costruttore svedese ha progettato le sue

tore cingolato EC380E HR, ordinato do-

macchine per essere in grado di affron-

po aver effettuato un’accurata analisi di

tare anche le demolizioni più impegnati-

mercato. Oltre a essere interessante in

ve, come quella che abbiamo eseguito a

termini di rapporto qualità-prezzo, que-

Carpi, in questa e in una precedente oc-

sto escavatore ci ha convinti per alcune

casione. L’escavatore EC380E è stato do-

specificità tecniche come, ad esempio: il

tato di braccio lungo da demolizione (23

sistema idraulico; il sottocarro allargabi-

m). In realtà non sarebbe stato necessa-

le idraulicamente, che rende il centro di

rio, poiché abbiamo dovuto raggiungere

gravità più vicino al suolo aggiungendo

altezze massime di 12 m, ma trovandoci

quasi 8 t di peso; il sistema semiautoma-

ad operare in un ambito urbano molto

tico di cambio bracci; il giunto modula-

congestionato e dovendo abbattere alcu-

re idraulico brevettato, che consente di

ne strutture poste a una rilevante distan-

passare rapidamente dal braccio ‘High

za dalla macchina abbiamo optato per

Reach’ a quello standard con la massima

questa configurazione al fine di gestire

facilità; le protezioni dei cilindri del brac-

in modo migliore le operazioni, garan-

cio; la struttura della griglia di protezione

tendo maggiore precisione e sicurezza

della cabina, che non limita la visibilità

in un contesto così delicato.

all’operatore; il sistema antipolvere; le

civile, nonché opere infrastrutturali quali urbanizzazioni, impianti e reti tecnologiche. “Le nostre conoscenze tecniche, unitamente alle nostre dotazioni strumentali (oltre 200 le unità che costituiscono il parco mezzi di Garc, tra macchine movimento terra, stradali, di sollevamento e trasporto) e alle nostre capacità organizzative – spiega Giorgio Grillenzoni, direttore tecnico demolizioni dell’impresa emiliana – ci hanno permesso nel tempo 106 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

di realizzare opere di elevata complessità e qualità nella veste di General Contractor, tramite nostre maestranze o utilizzando subappaltatori qualificati. Siamo un’impresa dinamica che crede e investe nelle nuove generazioni e destina grandi risorse alla formazione e alla sicurezza in cantiere. In generale, e nella fattispecie in interventi come quello in oggetto, Garc si impegna a operare secondo i principi ambientali, etici e professionali confor-

mi ai più elevati criteri internazionali di ‘governance’ e ‘citizenship’, garantendo elevati standard di sicurezza, ottimizzazione dei costi, qualità e professionalità certificata anche nella gestione ambientale del cantiere e tempi certi di esecuzione”. Garc ha dimensioni nazionali (ma non nasconde le sue ambizioni internazionali) e opera principalmente nell’area del centro-nord Italia. Con la propria Area Ambiente è impegnata, ad esempio, nel recupero e nello smaltimento delle macerie delle aree terremotate del Centro Italia e lo sarà prossimamente nella demolizione dell’Ospedale di Prato. “Garc – continua Andrea Grillenzoni – intende accrescere ulteriormente la propria specializzazione nella costruzione di opere complesse, sviluppare soluzioni costruttive capaci di valorizzare le risorse dei territori ed elevare il proprio ruolo nel mercato facendo leva sullo straordinario patrimonio umano, professionale e tecnologico di cui dispone”. Prima di essere “impresa esecutrice”, PER L’INTERVENTO DI CARPI È STATA UTILIZZATA UNA PINZA DA DEMOLIZIONE IDRAULICA MANTOVANIBENNE CR20, SPECIFICA PER L’ABBATTIMENTO E LA RIMOZIONE DI STRUTTURE EDILIZIE IN CEMENTO ARMATO


CARMI & VOLVO: UNA PARTNERSHIP VINCENTE Carmi è attiva dal 1973 nella distribuzione, allestimento e assistenza di macchine movimento terra. Negli anni ha esteso le sue competenze tecnicocommerciali anche al comparto sollevamento (gru idrauliche e carrelli elevatori) e ai motori industriali (Volvo Penta). Carmi dispone di un’imponente flotta noleggio e di un ampio parco di macchine usate. L’azienda di Castel Bolognese è inoltre dotata di una divisione interna di engineering che le consente di offrire un’ampia gamma di realizzazioni (impianti e allestimenti speciali) e servizi di progettazione e certificazione. Con un organico di circa 40 addetti, Carmi garantisce l’assistenza in tutte le aree di competenza grazie a no staff tecnico altamente specializzato e costantemente aggiornato, con una dotazione di 15 officine mobili completamente attrezzate per ogni intervento tecnico-assistenziale presso le sedi e cantieri della clientela. PARTICOLARE DEL BRACCIO DA DEMOLIZIONE DA 23 M DELL’ESCAVATORE EC380E HR. STRUTTURATO IN TRE PARTI, ALLOGGIA DUE TELECAMERE FRONTALI E APPOSITE PROTEZIONI DEI CILINDRI

Garc cura ogni aspetto propedeutico alla realizzazione dell’opera, offrendo consulenza e gestendo e curando i rapporti con le istituzioni finanziarie, tecniche e amministrative. “La no-

stra offerta – prosegue il direttore generale – copre tre aree di competenza: Costruzioni e Infrastrutture, Impianti (MEP) e Servizi per l’ambiente. Essa si contraddistingue per soluzioni a contrat-

LA CABINA INCLINABILE DI 30° - CONTROLLATA DALLE LEVE DI COMANDO - CONSENTE ALL’OPERATORE DI AVERE UNA VISUALE COMPLETA E PRIVA DI OSTRUZIONI SULL’AREA DA DEMOLIRE ANCHE IN QUOTA. ALL’ESTERNO, È PRESENTE UN PARABREZZA FRONTALE ANTIGRAFFIO, IN UN’UNICA PARTE, CON TERGICRISTALLO A TUTTA LUNGHEZZA. LA FINESTRATURA DEL TETTUCCIO È RINFORZATA E PRESENTA ANCH’ESSA UN TERGICRISTALLO. NELLA PARTE ANTERIORE È PRESENTE UNA PROTEZIONE DELLA RALLA DI ROTAZIONE ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE

PANORAMICA DELLA CABINA E PARTICOLARE DEL MONITOR LCD DA 8”. TUTTE LE INTERFACCE MACCHINA (JOYSTICK, TASTIERA E MONITOR INCLUSI) SONO POSTE IN MODO ERGONOMICO E PROGETTATE PER GARANTIRE EFFICIENZA E CONTROLLO. PER AGEVOLARE L’USO DELLA MACCHINA, IL NUMERO DEGLI INTERRUTTORI È STATO RIDOTTO

to full-service (servizi modulari e integrati a copertura della realizzazione di un intero progetto), che si tratti di una nuova costruzione, il decommissioning di un’area dismessa e/o della realizzazione di un impianto fotovoltaico. Garc offre inoltre studi di fattibilità e consulenza tecnica progettuale, effettua bonifiche e demolizioni, costruisce edifici completi di infrastrutture, impianti e reti tecnologiche, occupandosi anche della loro manutenzione post-consegna”. LE TELECAMERE POSTE NELLA PARTE POSTERIORE E LATERALE DESTRA DELLA MACCHINA ASSICURANO LA MASSIMA SICUREZZA ANCHE NELLE APPLICAZIONI PIÙ DIFFICILI 108 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


GRAZIE A UN INNOVATIVO GIUNTO MODULARE IDRAULICO BREVETTATO, L’OPERATORE PUÒ PASSARE RAPIDAMENTE DAL BRACCIO HIGH REACH A QUELLO STANDARD CON LA MASSIMA FACILITÀ

Un livello di competenza che ha consentito di eseguire anche la “delicata” demolizione nel centro di Carpi, un edificio collocato in un quartiere residenziale, densamente abitato e con edifici molto ravvicinati. La presenza nel sito di matrici pericolose come amianto e guaine bituminose hanno richiesto una particolare attenzione nella scelta degli strumenti in grado di garantire sicurezza all’interno e all’esterno del cantiere compresa quella legata alla macchina operatrice. Scelta ricaduta sull’escavatore cingolato EC380E HR (High Reach), macchina costruita da Volvo espressamente per la demolizione. Performance totale L’escavatore Volvo EC380E in versione HR è stato progettato per eseguire demolizioni industriali fuori terra, in presenza di edifici fino a quattro piani, e sottoterra, fino a una profondità di 10 m (ad esempio, scantinati, parcheggi sotterranei o demolizioni sottomarine). Questa macchina è dotata di un braccio multi-demolizione “triplice”: esso rappresenta un’opzione interessante e versatile per gli operatori, poiché consente di utilizzare anche attrezzature molto pesanti (in posizione estesa, il braccio garantisce una portata di 4,3 t a 15,2 m, con un raggio di lavoro a 360°). Per il resto, la macchina “base” si conferma una soluzione efficiente per

demolizioni come quella eseguita a Carpi, grazie ad accorgimenti quali le tecnologie avanzate qui applicate (mo-

dalità ECO e l’impianto di comando elettroidraulico) e il design ergonomico con comandi e interruttori posti in posizione ideale per poter gestire questo genere di interventi, il comfort in cabina e i comandi ottimizzati, nonché il motore Stage IV, il riscaldatore ad azionamento diesel, il sistema di post-trattamento dei gas di scarico, il radiatore a modulo singolo, la struttura Heavy Duty e il facile accesso ai punti di assistenza. Tutte le interfacce macchine, inoltre, occupano posizioni ergonomiche e sono progettate per garantire efficienza e controllo in ogni fase della demolizione. Tutte queste peculiarità esaltano la produttività dell’escavatore, sono doti proprie del marchio Volvo e hanno già convinto i vertici di Garc a procedere con l’acquisto di ulteriori macchine da inserire nel suo parco mezzi. ■

GARC: INTEGRAZIONE COMPETITIVA Garc, acronimo di Gruppo Autotrasportatori Ribaltabili Carpi, nasce nel 1975 come società in grado di offrire servizi di movimento terra alle imprese edili. Nei decenni successivi, l’azienda di Carpi ha sviluppato costantemente la propria gamma di servizi, crescendo a tal punto da diventare essa stessa un’impresa generale di costruzioni, dotata di macchine e attrezzature che le consentono oggi di consegnare immobili “chiavi in mano”. Garc, si è specializzata inoltre nel settore degli impianti e delle reti tecnologiche, delle coperture e delle demolizioni, e dal 1994, con la creazione dell’ Area Ambiente opera nell’ambito delle bonifiche, dei rifiuti speciali e delle consulenze ambientali. Garc ha costantemente investito ingenti risorse anche nel capitale umano, in formazione, tecnologia, ricerca e sviluppo, e ha chiuso l’esercizio dello scorso anno con un valore della produzione pari a oltre 70 milioni di euro. Garc è quindi un operatore qualificato con competenze tecniche e organizzative di alto livello e opera indipendentemente o con sub-appaltatori accuratamente selezionati. Secondo la classifica stilata annualmente dalla società di ricerca e promozione Guamari (fornisce report anche al Sole 24 Ore) e aggiornata alla fine del 2017, Garc si posiziona al 45° posto nella Top 55 delle imprese di costruzioni in Italia. Garc, che vanta la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2015, è dotata di certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2015, è qualificata Bentley SOA (come impresa idonea a partecipare ad appalti pubblici), ha uffici commerciali a Milano, Macerata, Assisi e, dal 2011, negli Emirati Arabi. Con una forza lavoro di circa 250 persone, ha sede a Carpi, in una struttura di circa 15.000 m2. Garc adotta un modello organizzativo e di gestione, corredato da un adeguato Codice Disciplinare, che attraverso regole comportamentali, procedure, protocolli interni, controlli gerarchici e funzionali è ritenuto idoneo a prevenire i reati di cui al D.Lgs. 231/2001. Garc ha ottenuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il Rating di Legalità con il punteggio massimo di 3 stelle.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE Perforazioni in una cava di basalto

SUL “CARRO” DEL VINCITORE Un carro da perforazione Ranger DX 800 di Sandvik, fornito da CGT a un’impresa romana specializzata in interventi di perforazione, si è reso protagonista all’interno di una cava del Centro Italia, nonostante i gravosi compiti a cui è stato chiamato ad assolvere di Lorenzo Zacchetti

110 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


L’

uso della pietra in edilizia ha radici antiche. Tufo, granito, marmo, porfido e travertino sono solo alcuni dei materiali più conosciuti, ma il tipo più diffuso sulla crosta terrestre è il basalto. Di origine vulcanica, è una roccia ignea effusiva basica dalla grana fine e dal colore scuro. Ricca di minerali e metalli alcalini, è composta principalmente da plagioclasi, pirosseni e olivina. Il tenore di silice SiO2 è circa il 50%: notevolmente inferiore rispetto al vetro e alle comuni rocce granitiche, che invece si attestano intorno al 70%. La sua bassa conducibilità termica, mediamente pari a 0.035 W/mK, è invece confrontabile con quella delle fibre di vetro o di altri materiali simili. Il basalto ha un comportamento termoplastico e fonde a circa 1.450°C.

La sua ampia diffusione sul pianeta (questo materiale compone la maggior parte dei fondali oceanici) comporta il vantaggio di mantenerne basso il costo. Ciò, unitamente alla sua facile integrazione ecologica e alla sua elevata efficienza, ne fa un elemento fondamentale della “bioedilizia”. Le fibre di basalto sono utilizzate nei settori e nei modi più svariati. Il loro alto grado di biocompatibilità ha spinto l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) a produrre un nuovo materiale resistente al fuoco e alle alte temperature: il “BasKer” (il nome viene dalla crasi di “basalto” e “ceramica”, essendo stato prodotto a partire da un “prepreg preceramico”), infatti, può essere utilizzato per tubi di scarico, paracalore, pannelli, porte parafuoco e numerose altre applicazioni.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 111


ON SITE Prova di forza Anche nel settore specifico delle costruzioni sono davvero infiniti i possibili impieghi del basalto: dalla produzione di conglomerato a quella di ballast ferroviario, dal rinforzo di ponti e gallerie alla realizzazione di casseforme riutilizzabili, dalle condotte per la fornitura di acqua e calore alla creazione di cordoli e coperture per i marciapiedi, passando per il determinante impiego nelle fondamenta di edifici e nelle trincee per la posa di sottoservizi. Per avere a disposizione un materiale così prezioso e versatile bisogna però saperlo estrarre dal terreno, dove si presenta con una conformazione dura e compatta. Va quindi utilizzata una macchina adatta allo scopo e, a tal fine, la società F.R.E. (Fabbrica Romana Esplosivi) di Roma ha scelto il carro da

IL BASALTO È UN MATERIALE MOLTO VERSATILE E DI BASSO COSTO, DUE FATTORI CHE NE FAVORISCONO L’USO IN DIVERSI AMBITI. TUTTAVIA È ANCHE PIUTTOSTO TENACE E ABRASIVO, QUINDI LA SUA ESTRAZIONE IN CAVA NON È SEMPLICE, MA LA PERFORATRICE SANDVIK RANGER DX 800 HA SUPERATO TUTTI I TEST A CUI È STATA SOTTOPOSTA

L’AZIENDA ROMANA F.R.E. HA ACQUISTATO LA MACCHINA DALLA CGT DI VIMODRONE (MI) USUFRUENDO DELL’IPERAMMORTAMENTO PREVISTO DAL PIANO INDUSTRIA 4.0, IN QUANTO LA PERFORATRICE SANDVIK RANGER DX 800 SODDISFA TUTTI I REQUISITI TECNICI PREVISTI DALLA NORMATIVA

112 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


perforazione Sandvik Ranger DX 800. La cava di basalto dell’Italia centrale dov’è impegnata per effettuare l’esecuzione di fori a 16 m di profondità rappresenta un test decisamente probante per l’azienda capitolina, che ci ha offerto l’opportunità di valutare sul campo le prestazioni della macchina. Affidabilità e produttività Pur con un compito così gravoso da svolgere, il carro da perforazione Sandvik Ranger DX 800 ha confermato le doti di affidabilità, sicurezza e produttività uniIL SISTEMA DI NAVIGAZIONE SATELLITARE TIM 3D INDICA CON PRECISIONE MILLIMETRICA DOVE ESEGUIRE I FORI, GUIDANDO LE PIATTAFORME DAL PUNTO DI PARTENZA VERSO IL CORRETTO PERCORSO DI LAVORO PRE-PIANIFICATO

L’OPINIONE “La F.R.E. (Fabbrica Romana Esplosivi) è un’azienda fondata nel 1954 da mio padre Mario: storicamente dedita alla produzione di esplosivi polverulenti per l’impiego a cielo aperto (cave, cantieri stradali, eccetera), è focalizzata in interventi nell’ambito delle perforazioni. Grazie al suo staff composto da personale altamente specializzato e con l’ausilio delle migliori attrezzature di moderna concezione presenti sul mercato, la F.R.E. è in grado di offrire la giusta consulenza e la perfetta realizzazione per ogni necessità in diversi ambiti: trivellazioni, perforazioni e relativa messa in opera di esplosivi, demolizione di edifici residenziali e industriali, ponti, manufatti in cemento armato, anche sommersi, sbancamento di terra o roccia con ripulitura siti da detriti e trasporto materiali di risulta in discarica. L’azienda vanta una lunga tradizione nel settore del movimento terra e ALFREDO GROSSI nel parco macchine sono sempre state presenti anche delle perforatrici, AMMINISTRATORE DELEGATO DI F.R.E. il cui numero nel tempo è costantemente aumentato. A differenze di altre tipologie di macchine, non tutti sono in grado di manovrare questi mezzi in modo corretto: è necessaria una ‘cultura’ e una ‘dedizione’ particolare da parte degli operatori, che devono essere dei veri e propri ‘specialisti’. Il carro da perforazione Ranger DX 800 di Sandvik ci ha convinti su molti fronti: nella nostra flotta ne abbiamo sette unità e stiamo pensando di acquistarne ancora. I suoi elementi distintivi sono la forza di perforazione (superiore del 40% rispetto ad altre macchine sul mercato), i bassi consumi di carburante e la relativa usura dei materiali di consumo. Offre inoltre un notevole comfort all’operatore e un’ottima visibilità sull’area di lavoro, molto migliorata grazie alla possibilità di ruotare la cabina di 180°. Si tratta di una macchina che è riuscita a ‘sorprenderci’ in positivo nonostante la nostra frequentazione di lungo corso con CGT, della quale siamo clienti storici per il marchio Caterpillar, visto che del nostro gruppo fa parte anche un’impresa di lavori stradali. Essendo presente su tutto il territorio nazionale, CGT ci ha sempre garantito un supporto tempestivo. I report di lavoro sono eloquenti e molto precisi: su 200 m di perforazione si può verificare uno scarto massimo di 80 cm, praticamente nulla, e ciò ottimizza i tempi di lavoro. Allo stesso modo, si risparmia tempo anche grazie al comodo alloggio motore, che semplifica la manutenzione. Questi mesi di lavoro nella cava di basalto, materiale particolarmente tenace e abrasivo, hanno rappresentato un eccellente banco di prova per la perforatrice. Ne siamo davvero soddisfatti e, visto che solitamente con la pratica si migliora, probabilmente a breve lo saremo perfino di più”.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 113


ON SITE versalmente riconosciute alle macchine del costruttore svedese, che ha sede italiana a Milano e rappresentata a livello commerciale sul territorio nazionale da CGT (Vimodrone).

La sovrastruttura girevole permette un’ampia copertura di perforazione: dallo standard di 120° (pari a circa 17,6 m²) fino al massimo opzionabile di 180° (26,4 m²) scelto nella fattispecie

IL SISTEMA DI CONTROLLO DELLA PERFORAZIONE ‘ROCK PILOT+’ SI REGOLA AUTOMATICAMENTE SECONDO LE CONDIZIONI DELLA ROCCIA, GARANTENDO COSÌ LUNGA DURATA AGLI UTENSILI E PERFORAZIONI DI ALTA QUALITÀ”

114 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

LA PERFORATRICE SANDVIK RANGER DX 800 PUÒ ESSERE ALLESTITA A RICHIESTA CON IMPIANTO DI LUBRIFICAZIONE CENTRALIZZATO SANDVIK, VIDEOCAMERA POSTERIORE, RADIO E LETTORE CD-MP3 E SISTEMA DI NAVIGAZIONE TIM3D

IL MARTELLO AD ALTA FREQUENZA HF820T, DISPONIBILE A RICHIESTA, ASSICURA UNA CAPACITÀ DI PENETRAZIONE SUPERIORE DEL 10% E UN FORO DI MIGLIORE QUALITÀ RISPETTO A QUELLO STANDARD


da F.R.E. per affrontare gli interventi in oggetto con questa macchina. Il sistema di controllo della perforazione “Rock Pilot+”, in particolare, garantisce una lunga durata agli utensili, nonché perforazioni di alta qualità, poiché si regola automaticamente in base alle condizioni della roccia. Ciò consente di trasferire la corretta quantità di potenza al materiale di perforazione attraverso il controllo della coppia di rotazione mantenendo costante il contatto utensile-roccia, sempre con un’elevata velocità di perforazione nelle differenti condizioni operative. Il martello idraulico ad alta frequenza HF820T, disponibile a richiesta in cinque differenti versioni, assicura una caLA STABILITÀ DELLA PERFORATRICE È ASSICURATA DALLA SUA STRUTTURA GIREVOLE, CHE PERMETTE EQUILIBRIO E BILANCIAMENTO IN QUALUNQUE POSIZIONE E CONDIZIONE DI LAVORO

LA GAMMA DI PERFORATRICI SANDVIK CGT è storicamente legata al marchio Caterpillar, di cui è dealer italiano fin dal 1934. Nel tempo, l’azienda si è evoluta in base alle esigenze del mercato e ha cercato partner di fiducia per fornire ai clienti prodotti sinergici che non fossero già presenti nella gamma del brand americano, il quale non ha mai prodotto macchine per la frantumazione e la perforazione. Nella fattispecie CGT ha avviato recentemente una collaborazione strategica con Sandvik, uno dei principali player del mondo nel settore, sempre teso a effettuare grossi investimenti in ricerca & sviluppo per produrre macchine tecnologicamente avanzate. CGT si occupa di vendita, noleggio e ssistenza di vagli, frantoi e perforatrici Sandvik. La sua gamma di perforatrici si compone attualmente di sette serie: DQ, Commando, Dino, Ranger DX, Ranger DQ500, Pantera e Leopard. La Serie DQ è progettata per cave di marmo, pietra ornamentale, taglio blocchi e squadrature ed è installabile su escavatori gommati e cingolati, per praticare fori tra 22 e 45 mm, a profondità variabili. Commando e Dino sono macchine gommate per piccole perforazioni in cava, sbancamenti per opere civili e consolidamenti. Differiscono principalmente per la motorizzazione e per il diametro dei fori: da 22 a 45 mm con il primo modello e da 51 a 76 mm con il secondo. Le Ranger sono perforatrici cingolate impiegate in ingegneria civile, sbancamenti, consolidamenti e coltivazioni di cave e miniere a cielo aperto. La Serie DX (alla quale appartiene la macchina acquistata da F.R.E.) è quella dai più elevati contenuti tecnologici, esegue fori di diametro compreso tra 51 e 127 mm ed è disponibile nei modelli DX600, DX700 e DX800, con diverse unità di perforazione. La Ranger DQ500 grazie alle sue elevate prestazioni a bassi costi operativi, è utilizzata per eseguire fori pilota per l’estrazione di pietre ornamentali. Sono simili alle precedenti le applicazioni della Pantera, che differisce per prestazioni ancora maggiori, garantite da un motore CAT di nuova tecnologia, e pratica fori dal diametro compreso tra gli 89 e i 152 mm. Se tutte queste perforatrici sono “Top Hammer” (con martello fuori foro), la Leopard si distingue in quanto “Down the Hole” (con martello fondo foro) e per essere il peso massimo della gamma, con le sue 24 t.

ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 115


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L’AGEVOLE ACCESSIBILITÀ DEL VANO MOTORE E DELLE PARTI SOGGETTE A USURA DELLA PERFORATRICE FACILITA LE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE, SIA DI ROUTINE CHE OCCASIONALE, CONTRIBUENDO IN MODO NOTEVOLE A OTTIMIZZARE I TEMPI DI LAVORO

pacità di penetrazione superiore del 10% e un foro di migliore qualità rispetto al martello standard. La trazione è stata aumentata del 10% rispetto ai modelli precedenti, così da raggiungere prestazioni di migliore livello anche su terreni impegnativi come quello preso in esame. Così come tutte le macchine della se-

rie Ranger DX, la versione 800 scelta da F.R.E. monta un motore Caterpillar C7.1 a bassi consumi ed emissioni Tier4 Final, con tecnologie di post-trattamento SCR, sistema d’iniezione Common Rail e il kit Sandvik “Eco”. Dalla combinazione di questi fattori deriva una riduzione dei consumi che raggiunge il 27% e che rappresenta un notevole incentivo per chi si trova a scegliere tra macchine di tale portata. A proposito di incentivi, F.R.E. ha acquistato la macchina da CGT usufruendo dell’iperammortamento previ-

LA PERFORATRICE SCELTA DA F.R.E., COSÌ COME TUTTA LA SERIE RANGER DX, MONTA UN MOTORE CATERPILLAR C7.1 A BASSI CONSUMI ED EMISSIONI TIER 4 FINAL, CON TECNOLOGIE DI POST-TRATTAMENTO SCR, SISTEMA D’INIEZIONE COMMON RAIL E IL KIT SANDVIK “ECO”. CIÒ PERMETTE DI RIDURRE I CONSUMI FINO AL 27%

sto dal Piano Industria 4.0, in quanto la Sandvik Ranger DX 800 soddisfa tutti i requisiti tecnici elencati nella normativa. L’interconnessione fornita dal sistema Sanremo, infatti, consente di monitorare da remoto sia la produttività della macchina che la sua posizione. Da qualsiasi device mobile è possibile controllarne giornalmente i dati, ottenendo report accurati.

LA PAVIMENTAZIONE DEGLI OCEANI La lava basaltica, protagonista di impo-

lizzazione, cioè alla riduzione a uno

vulcaniche non esplosive. I fenomeni

nenti fenomeni vulcanici sia sulla terra

stato in cui le molecole sono ordina-

effusivi, che conducono alla fuoriusci-

emersa che in ambiente subacqueo, co-

te nello spazio con regolare periodici-

ta e alla consolidazione delle lave che

stituisce - una volta solidificata – l’ele-

tà. Generalmente, quando non è mol-

producono queste rocce, si realizzano

mento caratteristico della crosta oceani-

to alterato dagli agenti atmosferici, il

sia in zone emerse che in ambiente su-

ca, cioè la regione superficiale più este-

basalto ha colorazioni che dal grigio

bacqueo; essi determinano coperture

sa della parte solida della Terra

scuro possono tendere al nero. I mi-

laviche estese su vaste superfici, che

Il basalto è la roccia magmatica (dal

nerali fondamentali che definiscono la

sono spesso interessate da notevo-

latino magma “impasto”) o ignea (dal

sua composizione media sono il pla-

li fessurazioni, ossia spaccature, pri-

latino igneus, derivato di ignis “fuo-

gioclasio, ricco di calcio, il pirosseno,

smatiche o colonnari.

co”) effusiva in assoluto più diffusa.

che oltre al calcio presenta ferro e ma-

Il basalto è caratterizzato da quantità di

Con l’andesite, altro tipo di roccia vul-

gnesio, e l’olivina, più ricca di ferro e

materia variabili tra 2.700 e 3.100 kg/m3;

canica, costituisce la quasi totalità (cir-

magnesio. Le rocce basaltiche hanno

ha quindi una densità relativamente al-

ca il 98%) delle rocce formate da la-

origine da lave molto fluide caratteriz-

ta rispetto ad altre rocce. Inoltre, pos-

ve eruttate sulla superficie terrestre e

zate da temperature elevate (intorno ai

siede elevata resistenza all’usura e alla

poi soggette a un processo di cristal-

1.200°C) e associate a manifestazioni

compressione. Pertanto esso è utilizza-

116 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018


LA SCHEDA TECNICA La perforatrice idraulica Sandvik Ranger DX 800 Diametro fori:

76-127 mm

Utensili di perforazione:

45 o 51 mm

Rock Drill:

21/23 kW

Potenza motore:

168 kW

Peso operativo:

15.600 kg

LA CABINA ROPS/FOPS DELLA PERFORATRICE SANDVIK DX 800 GARANTISCE UN ELEVATO COMFORT ERGONOMICO, OLTRE A VISIBILITÀ E ISOLAMENTO ACUSTICO. IL PUNTATORE SERVE A POSIZIONARE L’UNITÀ DI PERFORAZIONE NELLA DIREZIONE CORRETTA, PER POI ESEGUIRE IN AUTOMATICO I FORI SUCCESSIVI

Precisione millimetrica Il sistema di navigazione satellitare TIM 3D indica con precisione millimetrica dove eseguire i fori, guidando le piattaforme dal punto di partenza verso il corretto percorso di lavoro pre-pianificato. Il piano di perforazione viene infatti importato nell’impianto attraverso una memoria USB in formato standard

to spesso nelle pavimentazioni stradali e negli arredi urbani, ma è anche frequente come pietra di rivestimento delle parti esterne di edifici. Per le stesse ragioni, il rapporto tra l’uomo e la roccia basaltica è storia antica. Si conoscono opere in basalto attribuite a culture megalitiche, come quelle della Sardegna (tombe dei giganti, nuraghi) risalenti al periodo nuragico (circa 1500÷500 a.C.). La sua ampia diffusione ne decretò il successo come materia prima per la scultura, spesso in contrasto cromatico con il marmo, presso tutte le maggiori civiltà antiche.

IREDES, contenente il file con le coordinate dell’obiettivo in tre dimensioni, garantendo la precisione con una tolleranza massima di 10 cm. Grazie a un’interfaccia utente moderna e chiara, TIM3D consente di realizzare perforazioni a livelli superiori di qualità e precisione, elevando nel contempo la produttività, sia nella fase di frantumazione che di caricamento e alaggio. Eliminando anche la necessità di rilevare e marcare le zone dei fori, esso riduce ulteriormente le tempistiche operative. Basato sul sistema multi-satellitare GNSS RTSS, TIM3D, è compatibile con i sistemi satellitari GPS e GLONASS. Facile da usare, il sistema confronta la posizione della punta del trapano con quella pianificata del foro e guida l’operatore verso il percorso corretto. Durante la perforazione l’operatore può controllare velocità di penetrazione, la profondità del foro, la distanza dall’obiettivo, il numero di aste richieste e l’allineamento. Raggiunta la profondità del bersaglio, la perforazione si ferma automaticamente. Inoltre, il sistema mostra lo stato dei fori con i codici colore. Se necessario, l’operatore può deviare dal piano predisposto e il sistema TIM3D si

aggiorna automaticamente, calcolando un nuovo percorso basato sull’effettivo punto di perforazione. Garanzia di qualità La stabilità si è dimostrata notevole anche in un contesto complicato come quello della cava di basalto in esame, grazie al fatto che il contrappeso si trova sempre sul lato opposto rispetto al braccio, così da consentire alla perforatrice di essere sempre perfettamente stabilizzata. I componenti della perforatrice Sandvik Ranger DX 800 sono stati selezionati nella gamma dei principali costruttori sul mercato e severamente collaudati prima della consegna. In caso di problemi, una ramificata rete di assistenza è pronta a intervenire e, a ulteriore testimonianza della qualità, la garanzia offre un’ampia copertura. Ciò si traduce anche in un livello di sicurezza certificato dallo standard EN 16228. La cabina ROPS/FOPS garantisce un elevato comfort ergonomico, oltre a un’eccellente visibilità e a un elevato isolamento acustico. Gli ampi portelli di accesso favoriscono, inoltre, le operazioni di manutenzione, sia programmate che straordinarie. ■ ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 117


FIERE GIC

LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI A Piacenzaexpo tornano le Giornate Italiane del Calcestruzzo (Italian Concrete Days) e si candidano a diventare un punto di riferimento di un settore che intravede interessanti prospettive di crescita di Lorenzo Zacchetti

D

opo aver rotto il ghiaccio nel 2016 con la prima edizione, dal GIC 2018 ci si attende un salto di qualità. E in effetti sono molte le azioni intraprese per centrare l’obiettivo. La più rilevante è il raddoppio dell’area espositiva, sulla scorta di una previsione di oltre 200 espositori (contro i 128 della prima edizione). Questo secondo appuntamento guarda con interesse anche al mercato estero, visto il battage pubblicitario organizzato sulla stampa internazionale e la partecipazione, con aree espositive griffate GIC, ai principali eventi globali tra cui il World of Concrete di Las Vegas, lo UK Concrete Show di Birmingham e il The Big 5 Heavy di Dubai. 118 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2018

DA QUEST’ANNO FEDERBETON ENTRA A FAR PARTE DEI PARTNER DEL GIC, INSIEME A MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, OICE, ANCE E ANEPLA

Partner di prestigio L’importanza dell’evento consiste nella sua capacità di rappresentare al meglio tutta la filiera del calcestruzzo, anche grazie alla fitta rete di collabora-

zioni che il GIC può vantare. Oltre alla conferma del patrocinio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’edizione 2018 ci sono anche quelli di OICE, ANCE e A.N.E.P.L.A. Inoltre, da quest’anno aderisce al GIC un importante interlocutore istituzionale come Federbeton, del quale fanno parte Assobeton, Atecap, Aitec, Ucomesa, Sismic, Conpaviper, Assiad, Assoprem e ACI Italy Chapter. Ci sarà anche Anas, presenza decisamente significativa vista la centralità del tema legato alla manutenzione delle infrastrutture stradali e ferroviarie per lo sviluppo del settore. Massimo Pescosolido di Atecap, che ha fortemente spinto per la partnership


CONPAVITEXPO E IDREXPO SONO LE DUE NUOVE AREE TEMATICHE CHE CARATTERIZZANO LA SECONDA EDIZIONE DI GIC, ARRICCHENDONE L’OFFERTA

sta, viene offerta anche la possibilità di presentare una breve presentazione delle proprie attività.

GIUSEPPE CAVALLI

È IL PRIMO AMMINISTRATORE UNICO NELLA STORIA DI PIACENZAEXPO, CHE IN PRECEDENZA ERA GUIDATA DA UN CDA. È CONTITOLARE DEL COLORIFICIO SAIANI, NONCHÉ IDEATORE E PROGETTISTA DELLA “FIERA DEL COLORE” DI PIACENZA. IL SUO NOME, ESTRANEO ALLA POLITICA, È STATO PROPOSTO DAL SINDACO PATRIZIA BARBIERI E VOTATO ALL’UNANIMITÀ DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI

tra Federbeton e il GIC, ha spiegato: “Il consumo procapite di cemento in Italia non è dissimile da quello di altri Paesi europei a noi vicini, come ad esempio la Francia. Tuttavia, il settore si interroga su come rispondere alle nuove esigenze in tema di sostenibilità, ovvero come fare meglio con meno”. Anche grazie alla sinergia con Federbeton, l’aspetto convegnistico è stato sviluppato per andare più in profondità nelle varie tematiche attraverso un fitto calendario di seminari e workshop organizzati da associazioni, istituzioni, università e aziende partecipanti. A queste ultime, su richie-

Le grandi novità L’ampia offerta espositiva sarà integrata dalle due nuove aree tematiche CONPAVITEXPO (Concrete Paving Technologies Expo) e IDREXPO (Italian Demolition & Recycling Expo). All’interno della prima sarà dedicato ampio spazio ai macchinari, alle tecnologie e ai prodotti chimici necessari per la realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo, ai massetti e alla loro manutenzione. Ad arricchire l’interesse per gli operatori dello specifico comparto, la principale associazione italiana di categoria Conpaviper (presente anch’essa con un suo stand al GIC), organizzerà a Piacenza ben due convegni. All’interno del padiglione 2, il visitatore si imbatterà invece in un secondo, importante focus tematico: IDREXPO. Il tema sarà questa volta la demolizione delle strutture in calcestruzzo, con un focus sulle macchine e le attrezzature per il taglio e contemporaneamente anche su quelle necessarie per la selezione, il riciclaggio e il trasporto degli inerti. I rifiuti da demolizione necessitano infatti di processi di selezione e trattamento che creano un ulteriore indotto, con un ricco potenziale di mercato. Anche in questo caso, le più importanti associazioni italiane di categoria

stanno organizzando specifici convegni che si terranno proprio all’interno del padiglione dell’IDREXPO, due dei quali a cura di AIDECO (Associazione Italiana Demolizioni Controllate) e A.N.E.P.L.A. (Associazione Nazionale Estrattori Produttori Lapidei e Affini). ■

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Periodicità: biennale • Edizione: 2° • Luogo evento: Piacenzaexpo – via Tirotti 11, Località Le Mose (Pc) • Date e orari: dall’8 al 10 novembre 2018, ore 9.00-18-00 (sabato 10 chiusura ore 17.00) • Settori: produzione, messa in opera, pavimentazioni, materiali e additivi, manutenzione, ripristino, riqualificazione strutture, prefabbricazione manufatti, area CONPAVITEXPO (macchinari, tecnologie e prodotti chimici necessari per la realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo e massetti), area IDREXPO (demolizione) • Espositori 2016: 128 • Visitatori 2016: 3.000 ottobre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 119


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

SANDVIK

Il nuovo martello DTH RH560 Il nuovo martello Sandvik DTH RH560 si configura come top di gamma della perforazione fondo foro. Esso combina tutta l’affidabilità del martello Sandvik RH460 con la semplicità del modello RH510. Nei test effettuati e nei siti ove già in uso, il nuovo RH560 ha mostrato una velocità superiore del 10-15% rispetto al RH510, già considerato uno dei più veloci martelli in circolazione. La differenza di velocità tra l’RH560 e i martelli più veloci della concorrenza, di fascia alta e medio alta, diventa interessante se la comparazione viene fatta su rocce dure o medio dure. In un test effettuato in Italia da un cliente in perforazione su rocce basaltiche la velocità di penetrazione è risultata doppia rispetto a quella

dei martelli più veloci dei principali concorrenti. Altra caratteristica vincente del nuovo RH560 è la precisione nella perforazione, con un avviamento morbido in fase di innesto. Tutti i perforatori sanno quanto sia importante l’inizio del foro a garanzia della rettilinearità dello stesso. Un martello tanto potente e veloce ha anche il pregio di non diminuire la sua vita utile media rispetto agli altri martelli della gamma Sandvik, da sempre

considerati sinonimo di affidabilità e risparmio. In fase di progettazione è stata ottimizzata la circolazione dell’aria migliorando il sistema di lubrificazione con conseguente impatto sull’affidabilità del martello e sull’economia generale della perforazione. Un aspetto da non sottovalutare è legato alla scelta di utilizzare un attacco QL, ma senza foot valve. Una scelta che ha già trovato l’approvazione di molti clienti in cerca di un attacco versatile, ma senza i problemi causati dalla presenza della “cannuccia”.


DOOSAN

Il nuovo DX225SLR-5 Doosan Infracore CE ha lanciato una nuova versione dell’escavatore cingolato Stage IV Doosan DX225LC-5. Equipaggiato con braccio da 8,5 m e bilanciere da 6,2 m, il nuovo escavatore -5 è versatile, ideale per applicazioni come lo scavo in laghi, la rimozione di sedimenti lungo gli argini, opere di drenaggio, scavo in cave di ghiaia o sabbia, creazione di superfici in pendenza e altri lavori che richiedono uno sbraccio extra lungo. Per portare a termine questi lavori, il DX225SLR-5 ha uno sbraccio di scavo massimo di 15,38 m, una profondità di scavo di 11,65 m e un’altezza di scavo massima di 13,08 m. La forza di scavo alla benna è di 10 t e quella al bilanciere di 6 t. Con un peso operativo di 24,4 t, il DX225SLR-5 è motorizzato con un diesel 6 cilindri con turbocompressore e raffreddamento ad acqua Doosan DL06P, da 124 kW (166 HP) a 1.800 giri/min. Il nuovo escavatore assicura la conformità agli standard normativi Stage IV con il ricorso ai soli sistemi di posttrattamento del ricircolo dei gas di scarico raffreddati (EGR) e della riduzione catalitica selettiva (SCR). Il motore DL06P è solo una delle innovazioni introdotte in questa macchina, che assicurano un miglioramento complessivo dell’efficienza dei consumi del 9%. Tra queste, la nuova schermata “Trip Meter Setting” che permette di controllare i consumi giornalieri - o su altro periodo selezionato - tramite il pannello di controllo. Da ricordare anche il sistema Doosan SPC (Smart Power Control), che ottimizza l’equilibrio tra l’erogazione della pompa e la potenza motrice. Il DX225SLR-5 è equipaggiato di serie in fabbrica con il sistema telematico DoosanConnect per la gestione a distanza di macchine e flotte, montato sugli escavatori, le pale gommate e i dumper articolati Doosan.

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PRODOTTI ALLISON TRANSMISSION

Nuova trasmissione a nove marce Allison Transmission ha annunciato durante il 67° IAA che offrirà in tutto il mondo il suo cambio a nove marce completamente automatico. Ha comunicato inoltre di aver sviluppato un sistema ibrido elettrico ad autonomia estesa. “Questo è un momento entusiasmante per Allison e per il nostro settore”, ha dichiarato David S. Graziosi, presidente e CEO di Allison Transmission. “Un momento di rapidi cambiamenti e di innumerevoli iniziative, come non ne abbiamo visti almeno negli ultimi 10 anni. Con la prima marcia più corta e la gamma di rapporti migliore del settore, la trasmissione Allison a nove rapporti fornisce importanti risparmi sui consumi grazie alla catena cinematica altamente efficiente che consente al convertitore di coppia di bloccarsi poco dopo aver inserito la prima marcia. Inoltre, la trasmissione comprende un sistema integrato stop/start del motore che attiva subito la trasmissione e la capacità di controllo veicolo quando il motore viene riavviato. Molto utile per una serie di diverse applicazioni, il modello a nove rapporti è ideale per la distribuzione e il noleggio. “Con questa nuova trasmissione Allison continua a dimostrare il suo impegno per raggiungere

nuovi standard a livello di efficienza dei consumi e controllo delle emissioni dei veicoli”, ha dichiarato Graziosi. Il modello a nove marce di Allison può contare sull’affidabilità storica delle trasmissioni Allison Serie 2000 a sei rapporti. Oltre alla trasmissione citata, Allison ha annunciato l’espansione del suo portafoglio di elettrificazione che include un sistema ibrido elettrico ad autonomia estesa fino a 15 km.

RICAMBI RICAMBI MACCHINE MACCHINE MOVIMENTO MOVIMENTO TERRA TERRA

SPARE PARTS FOR EARTHMOVING MACHINES La Tecnoricambi Vi ricorda che da oltre 38 anni vanta una presenza consolidata nel mercato dei ricambi per Macchine Movimento Terra, sia adattabili sia originali per i marchi sotto riportati: FIAT ALLIS - FIAT HITACHI - FIAT KOBELCO -NEW HOLLAND CASE - BOBCAT - DOOSAN DAEWOO - HITACHI - KOBELCO

Tecnoricambi remembers that since over 38 years it has a consolidated presence in the market of spare parts for earth moving machines, both adaptable and genuine for the brands here below: FIAT ALLIS - FIAT HITACHI - FIAT KOBELCO - NEW HOLLAND CASE - BOBCAT - DOOSAN DAEWOO - HITACHI - KOBELCO

Allo scopo di soddisfare ogni richiesta dei nostri clienti, siamo anche in grado di fornire pezzi di ricambio per questi marchi: KOMATSU - VOLVO - KUBOTA - YANMAR

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WEBER MT

Le piastre reversibili L’efficacia di compattazione non è data solo dal peso e dal volume della macchina, ma dalla combinazione di quest’ultimo con la forza centrifuga (kN), la frequenza (Hz) e la struttura della macchina stessa. Partendo da questo presupposto, è allo stesso tempo indispensabile tener presente come la cultura della compattazione in questi anni si sia decisamente evoluta e come il mercato metta a disposizione una vasta gamma di attrezzature in grado di affrontare nel modo adeguato qualsiasi lavoro di cantiere. L’importante è però scegliere la macchina giusta. A tal proposito tutti gli attori coinvolti nella filiera distributiva - dalla produzione ai rivenditori e noleggiatori con i propri responsabili e funzionari, dai titolari agli operatori delle imprese utilizzatrici, fino ai committenti dei lavori (pubblici o privati che siano) vanno adeguatamente formati e informati. In particolare i noleggiatori, che in questi anni sono cresciuti e si sono distinti nell’offerta di macchine e attrezzature per la compattazione, hanno capito che la domanda fondamentale da porre al cliente è tanto semplice quanto risolutiva: “Che tipo di lavoro devi fare?”. In base alla risposta sarà semplice proporre, in luogo del classico rullo tuttofare da 15 q, anche alternative più intelligenti – quali sono le piastre reversibili, certamente presenti in tutte le flotte noleggio - in grado di assolvere al meglio tutti lavori di compattazione dei sottofondi (strade, trincee, piazzali, fondazioni, canalizzazioni, parcheggi, eccetera) grazie alla loro versatilità e maneggevolezza. Infatti, mentre le piastre monodirezionali dovrebbero essere usate solo per piccole compattazioni e ripristini di asfalto o per compattazione di pavimentazioni in autobloccanti, le piastre bi-direzionali (o reversibili) rappresentano la soluzione ideale per tutti i lavori di preparazione del terreno per il quale spesso viene impiegato un piccolo rullo 15-18 q, uomo-a-bordo. Macchina più costosa, ingombrante, meno versatile, difficile da trasportare, che compatta alla profondità di una piccola piastra reversibile, ma decisamente meno rispetto a una piastra da 3 o 4 q. Weber MT, in tal senso, è in grado di proporre una gamma completa, in grado di soddisfare ognuna di queste esigenze.


PRODOTTI JCB

“New generation”, new step! JCB prosegue nel rinnovamento della gamma di escavatori compatti “new generation” con il lancio di miniescavatori nella classe di peso 1-2 t. Con pesi operativi da 1,6 a 1,8 t, infatti, le novità includono il modello 16C-1 con rotazione convenzionale, il 18Z-1 (il primo girosagoma del costruttore in questa categoria di peso), e il 19C-1 a rotazione convenzionale. Il 19C-1, in particolare, è disponibile anche nella versione “E Prop”, con comandi ausiliari elettroproporzionali, allestimento apprezzato sul mercato italiano. Le principali caratteristiche della nuova gamma includono: carrozzeria 100% di acciaio per la massima resistenza agli urti e facile da riparare; nuovo design del gruppo di scavo e del sottocarro per

aumentare le prestazioni di scavo e di sollevamento; 10 punti di ancoraggio integrati che rendono più facile il trasporto senza danneggiare i cingoli; intervalli di ingrassaggio di 500 ore che

riducono ulteriormente i fermi macchina; un nuovo contrappeso che favorisce un facile accesso ai punti di servizio; cofanature separate per facilitare i controlli quotidiani. Le tre nuove macchine

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

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Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


condividono il comune DNA progettuale della gamma “New generation”, che ora comprende modelli completamente rinnovati da 1 a 10 t. Le tre macchien - che utilizzano un telaio comune - sono disponibili sia con telaio fisso che con carro ad “H” nella versione retrattile; in questo allestimento la larghezza della macchina può variare da 980 a 1.330 mm. Per tutti i modelli i cingoli sono disponibili sia in gomma che in acciaio. La nuova geometria della lama dozer offre una maggiore altezza di sollevamento (i due bracci sono disponibili in versione standard o di lunghezza maggiorata, opzionale. Relativamente alla sovrastruttura, sono previste due configurazioni diverse: cabina o tettuccio per i due modelli compatti a rotazione convenzionale; solo versione tettuccio per il girosagoma ZTS (in Italia commercializzato con quattro montanti). Tutte le macchine

utilizzano un braccio da 1.800 mm, a quattro piastre, di nuova gene razione; l’avambraccio è disponibile in tre lunghezze: 950, 1.100 (di serie) e 1.344 mm. I 16C-1, 18Z-1 e 19C-1 montano un motore diesel Perkins da 12,2 kW, montato nella parte posteriore, già in regola per soddisfare i requisiti in materia di

emissioni ai prossimi Stage. La cabina JCB, di tipo ROPS, offre fino al 24% in più di spazio interno, con un maggiore spazio per spalle e gambe. Le leve dei cingoli sono state ridisegnate e sono ora dotate di comandi a leve a “T”, in linea con i modelli di nuova generazione più grandi.


PRODOTTI VOLVO

Il miniescavatore EC27D Con un peso operativo di 2.830 kg, una potenza lorda di 16 kW e una capacità benna di 0,03-0,12 m3, il miniescavatore Volvo EC27D è in grado di eseguire un’ampia varietà di lavori e si distingue per una particolare versatilità. Svariate le peculiarità tecniche di questo modello: i punti di manutenzione giornalieri sono raggruppati nel vano motore e facilmente accessibili; la cabina ergonomica - dotata di comandi intuitivi - offre una visibilità a 360°; l’intervallo di ingrassaggio è previsto ogni 50 ore, per ridurre i costi di manutenzione; dopo oltre cinque secondi d’inattività dei comandi, il regime motore viene abbassato al minimo, riducendo così il consumo di carburante e la rumorosità (dopo un periodo d’inattività prestabilito, invece, il motore si spegne automaticamente); la forza di scavo di oltre 42 kN si combina con un’elevata capacità di sollevamento e un ampio raggio d’azione; il brandeggio del braccio e le funzioni idrauliche del circuito ausiliario sono azionate da ergonomici comandi “fingertip”; la filtrazione, all’interno del circuito idraulico brevettato, avviene in occasione dei rifornimenti e prima che l’olio ritorni al serbatoio attraverso le tubazioni di

scarico (il contenitore trasparente facilita il controllo dell’eventuale contaminazione dell’olio). L’armonia dei movimenti facilita i lavori di livellamento, mentre l’ampio raggio d’azione riduce i riposizionamenti della macchina: grazie a queste caratteristiche altamente performanti e alla capacità di operare in prossimità della lama, i lavori di finitura in cantiere avvengono in modo particolarmente rapido.

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DAT INSTRUMENTS

Strumenti per macchine senza età I datalogger DAT instruments si mettono sempre in evidenza, a prescindere dalla marca della perforatrice, della pompa, dell’idrofresa e/o della gru, dalle sue dimensioni, dall’anno di costruzione della macchina e dalla tecnologia utilizzata. Con una spesa contenuta anche la macchina più datata acquisisce nuove, moderne, potenzialità. I datalogger prodotti da DAT instruments, infatti, possono essere montati su macchine di qualsiasi età e dimensione. Abitualmente si interfacciano con macchinari quali: pompe a pistoni, a vite e a turbina per iniezioni libere di cemento, pali valvolati, iniezioni con packer (TAM grouting); pompe a vite per prove Lugeon; gru con vibratore idraulico o elettrico per vibroflottazione; perforatrici per perforazioni o DAC test, jet-grouting, soil mixing, CFA; gru meccaniche o idrauliche con benna per scavo di diaframmi; idrofrese. I datalogger e l’attrezzatura meccanica sono infatti due impianti indipendenti, che funzionano in parallelo e consentono la perfetta coesistenza. I sensori sono progettati da DAT instruments appositamente per interfacciarsi alla struttura di qualsiasi macchina. Sono quindi i datalogger che si adattano alla macchina e non viceversa. Anche la marca non è un fattore fondamentale. I datalogger DAT instruments sono adattabili a qualsiasi tipologia di macchinario geotecnico, per il consolidamento o per le fondazioni speciali, di tutti i modelli e le marche. L’utilizzo del datalogger semplifica la vita all’operatore: in lavori quali pali valvolati, iniezioni libere, jet-grouting, o CFA, cioè dove sono necessari gli automatismi, all’operatore è delegato solo il compito di inserire i parametri come da progetto. Allo stesso tempo l’operatore ha sempre la completa visuale di tutti i parametri della macchina. In tal modo, laddove non ci siano automatismi, può regolare in autonomia le velocità, le pressioni o quant’altro.


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Pagina 28 127 24 123 13 11 5 21 30 20 70 100 121 59 33 124, 126 19 77 IV Copertina 7 27 71 23 55 39 31 29 26 Patella posteriore di copertina 9 120 125 25 III Copertina 45 II Copertina 17 I Copertina, 87 122 Patella anteriore di copertina 3 15 22 1


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