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OnSite Construction n.7 - Ottobre 2017

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SOMMARIO OTTOBRE 2017 - N. 7

MACCHINE

36 Bomag

76 Innovazioni nel settore

L’anniversario dell’innovazione

di Stefano Vitali

40 Cams

Le tre vite del Centauro

di Pietro Gabrielli

In copertina: SIMEX

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Editoriale

di Ettore Zanatta

6

Notizie

Innovazioni green

di Riccardo Lorenzi

Tecnologie venute dal nord

di Claudio Rossi

ATTREZZATURE

di Riccardo Lorenzi

a cura di Liliana Rebaglia

COMPONENTI

ATTUALITÀ

68 IN.CO.FIN.

I nuovi appalti: verso uno sviluppo sempre più green

di Lorenzo Zacchetti

di Pietro Gabrielli

SERVIZI

L’associazione fa la forza

di Lorenzo Zacchetti

On the (BM)Air!

di Pietro Gabrielli

Think... BYG!

di Stefano Vitali

DOSSIER

90 Componenti

66 VTN Europe

Riciclare dà sempre buoni frutti

estrattivo e construction Quattro eccellenze per la cava 4.0

86 Trevi Benne

48 Tana

28 Lavori pubblici

82 Assodimi/Assonolo

44 Ecotec Solution

TECNOLOGIE

Gli ingranaggi di un sistema virtuoso

di Lorenzo Zacchetti

DISTRIBUZIONE

96 Iveco Orecchia

72 Michelin

La resistenza è “X TRA LOAD”

di Gianni Gennari

Decollo in Lombardia

di Ettore Zanatta

ON SITE

102 Movimentazione di merci sfuse

Hands On

Tre specialisti per uno scalo

di Ettore Zanatta

110 Dismissione di un sito “sensibile”

Nel “nucleo” della demolizione

di Fabio Petri

L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5

PROSPETTIVA IBRIDA

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di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Claudio Rossi, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

116 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodico associato a UNACEA


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Le potenzialità della “green economy”

S

i parla molto di sensibilità ambientale ma, alla fine, all’industria delle costruzioni importa davvero la cosiddetta economia circolare? Al di là di commenti menefreghistici dettati più dall’ignoranza che dalla praticità di visione, andrebbe sposata l’opinione espressa da Legambiente in occasione dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Recycle 2017, dove le “prospettive chiaramente scritte nelle Direttive europee e dimostrate nei cantieri di opere pubbliche in Italia e all’estero dimostrano la concreta possibilità di ridurre l’impatto sugli ecosistemi e di spingere, al contempo, la creazione di lavoro e di ricerca applicata”. Chissà se dopo la stagione degli scandali, in sinergia con la sensibilità indotta da eventi come la fiera Ecomondo di Rimini, le nostre imprese – a partire dai grandi appaltatori – cominceranno a rendersene conto. Ma facciamo il punto sulla filiera dei materiali. Sembra che manchi, a oggi, uno sguardo aperto e completo sul processo che porta dagli scarti di cantiere al loro riutilizzo. Eppure, come accennato, proprio una direttiva europea come la 2008/98/CE prevede che entro il 2020 si raggiunga un obiettivo pari al 70% del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione. Le potenzialità ci sono, gli esempi virtuosi che possono costituire altrettanti casi da replicare e seguire anche. Oggi esistono norme codificate basate sulle prestazioni, che permettono ai materiali da riciclo di poter competere in cantiere con altre materie prime, sia sul piano tecnico che su quello riferito al prezzo. Si tratta, ad esempio, di un utilissimo, fondamentale compendio alla funzione attuale – e spesso problematica – di molte cave; funzione che sta dividendo le parti in gioco (politiche, economiche e istituzionali) su una delle questioni ambientali più controverse del nostro Paese. In Italia esistono oggi circa 2.500 cave da inerti e almeno 14.000 siti abbandonati, di cui oltre la metà riguardano ex cave di sabbia e ghiaia. Trasformare questo scenario di incuria e arretratezza è compito di una vera green economy dal respiro europeo. Questa scelta è nell’interesse delle imprese, dei nuovi lavoratori impiegabili in un settore “giovane” e foriero di potenzialità. Un interesse non più rinviabile, nonostante i veti incrociati delle annose lobby economiche e del solito bradipo burocratico. Un interesse che ci viene urlato in faccia, ormai, da chi, intorno a noi, al futuro di una nuova sostenibilità e di una nuova Europa forte e avanzata economicamente ci crede ancora.

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ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

MERCATO

L’industria italiana delle costruzioni sempre più forte all’estero

L’industria italiana delle costruzioni cresce e si rafforza oltreconfine. Nel 2016, con 244 nuovi lavori aggiudicati, per un valore di oltre 20 miliardi di euro, le aziende edili tricolore hanno fatto registrare un nuovo boom del fatturato estero: +17,8%, il valore più alto degli ultimi 10 anni. A fotografare questi risultati, che sono solo gli ultimi di un trend positivo in atto dal 2004, è il Rapporto Ance 2017 sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo. “I successi ottenuti dalle nostre imprese all’estero sono motivo di orgoglio per il Paese”, ha

dichiarato il presidente Ance Giuliano Campana, sottolineando l’indispensabile collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e il ministero dello Sviluppo Economico e l’efficace azione di filiera con l’Agenzia Ice, la Sace, la Simest e le banche. “Una collaborazione sempre più strategica – ha detto – che garantisce un supporto costante anche alle piccole e medie imprese.” Il vicepresidente Ance Giandomenico Ghella, illustrando nel dettaglio i dati del Rapporto, ha sottolineato che le imprese di costruzione italiane stanno dimostrando di avere le qualità e le

GRANDI OPERE

Aggiudicazione sul Terzo Valico dei Giovi Il Cociv – uno degli storici consorzi centrali di committenza dell’alta velocità – ha pubblicato l’esito di gara del bando da 251 milioni che interessa il territorio ligure relativamente ai lavori di realizzazione delle opere civili di linea e le opere connesse della galleria di valico, lotto Cravasco. Ad aggiudicarsi la gara è stata l’Ati costituita da Pizzarotti e Collini. Le due imprese hanno vinto superando Icm-Sposato Costruzioni-Cipa, Grandi lavori Fincosit, Toto Costruzioni Generali, Pavimental, Consorzio Stabile Infratech-Europea 92.

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competenze per affermarsi anche in mercati fortemente complessi e competitivi. “Lo dimostra il trend in aumento della presenza delle nostre imprese nei paesi del G20 e in quelli Ocse – ha evidenziato Ghella – nei quali fino a pochi anni fa avevamo una scarsa capacità di penetrazione. Una crescita che appare ancora più significativa se consideriamo che è in netta controtendenza rispetto al fatturato a livello mondiale delle aziende di costruzione all’estero, che è in continuo calo e ha registrato una diminuzione del 6% solo nell’ultimo anno”.


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NOTIZIE APPALTI

Operazione #bastabuche al Nord Anas ha aggiudicato lavori di pavimentazione nel Nord Italia per 75 mi-

INCENTIVI FISCALI

Ecobonus e Sismabonus: arriva la piattaforma per i crediti fiscali

lioni di euro. Nel dettaglio Anas ha pubblicato l’esito della gara d’appalto per lavori di risanamento della pavimentazione e rifacimento della segnaletica orizzontale, affidati in regime di accordo quadro di durata triennale, sulle strade gestite da Anas in Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto ed Emilia Romagna. Gli appalti rientrano nell’operazione #bastabuche che interessa l’intero territorio nazionale con l’obiettivo di garantire la valorizzazione delle infrastrutture esistenti con interventi volti a migliorare la pavimentazione in funzione di una maggiore sicurezza e comfort di guida. Complessivamente il progetto #bastabuche si articola in più fasi: la prima è stata avviata da Anas a fine dicembre 2015 per un valore complessivo di circa 300 milioni di euro. La seconda fase del progetto, invece, è stata avviata a fine luglio 2016 con un valore di 295 milioni di euro. Con la terza fase da 295 milioni, avviata a fine dicembre 2016, salgono a 890 milioni di euro gli investimenti Anas con il progetto #bastabuche su tutto il territorio nazionale. L’appalto di cui parliamo ora riguarda l’area Nord Italia e prevede un investimento di 75 milioni di euro, suddiviso in più lotti.

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Facilitare il pieno utilizzo dell’ecobonus e del sismabonus nei condomini anche attraverso lo strumento della cessione del credito d’imposta: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra Ance e Deloitte che hanno annunciato l’avvio di una piattaforma dove cittadini e imprese potranno cedere i propri crediti fiscali derivanti da interventi di messa in sicurezza e efficientamento energetico degli edifici. Le agevolazioni fiscali, previste dalla Legge di bilancio 2017, sono infatti misure essenziali per dare avvio a un piano di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, ma per essere davvero efficaci è necessario semplificarne l’utilizzo e renderle accessibili a una più ampia platea di soggetti. La piattaforma, messa in campo da Ance e Deloitte, punta a risolvere il problema di liquidità dei condomini e delle imprese, facilitando l’intervento del sistema bancario e garantendo sicurezza agli investitori interessati all’acquisto dei crediti

d’imposta. “Insieme a Deloitte, autorevole partner internazionale, è stato messo a punto uno strumento utile che offre soluzioni concrete”, afferma il presidente dell’Ance, Giuliano Campana. “Spesso, infatti, i condomini non hanno la liquidità necessaria per pagare gli interventi, né le imprese la sufficiente capacità finanziaria per accettare in pagamento crediti fiscali. Con la piattaforma AnceDeloitte sarà invece possibile realizzare un mercato di questi crediti, minimizzando la spesa a carico dei condomini e assicurando alle imprese la necessaria provvista finanziaria”. “Abbiamo voluto creare una best practice per il settore”, spiega Antonio Piciocchi, Equity Partner di STS Deloitte, “in grado di coniugare l’efficienza nello scambio dei crediti, utilizzando uno strumento di analisi, verifica e certificazione già esistente in Deloitte per tutti i crediti fiscali, con la qualità degli interventi, grazie all’affidabilità delle imprese associate all’Ance”.


7-10 NOVEMBRE 2017 RIMINI ITALY


NOTIZIE GRUPPO TREVI

Nuove commesse all’estero nel settore fondazioni Trevi Spa, divisione del Gruppo Trevi specializzata in fondazioni e in lavori d’ingegneria del sottosuolo, si è recentemente aggiudicata nuove e importanti commesse negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Africa occidentale. Negli Stati Uniti TREVIICOS, la filiale americana di Trevi, ha acquisito una commessa per eseguire le opere di fondazione del Northeast Boundary Tunnel (NEBT) a Washington DC. Il NEBT sarà un tunnel profondo e di grandi dimensioni in grado di aumentare la capacità dell’attuale sistema fognario cittadino e ridurre la frequenza, la forza e l’impatto delle inondazioni, migliorando al contempo la qualità delle acque dell’Anacostia River. Il tunnel scorrerà tra 15 e 48 metri di profondità e sarà lungo oltre 8.220 metri. La joint venture Salini Impregilo e S.A. Healy ha assegnato a TREVIICOS, la costruzione del supporto di

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scavo per i pozzi profondi e per le strutture superficiali, così come il miglioramento del suolo richiesto per la costruzione dei pozzi, le strutture superficiali e gli accessi che connettono il tunnel ai pozzi. In Kuwait è stato acquisito il contratto per le opere di fondazione nell’ambito della realizzazione di 8 silos per la raccolta e stoccaggio di gas liquefatto naturale (LNG). I grandi silos, ognuno dei quali avrà una capacità di 225,000 metri cubi, saranno collocati nel nuovo terminal dedicato alle esportazioni marittime della raffineria di al-Zour, struttura commissionata dal Kuwait National Petroleum Corporation (KNPC) attualmente in fase di costruzione e situata a circa 90 Km a sud della capitale in prossimità del confine con l’Arabia Saudita. Sempre in Medio Oriente, a Dubai, Trevi sarà impegnata nella realizzazione delle fondazioni speciali di quella che sarà la più lunga pista da sci al coperto del mondo, e situata nel nuovo One

STEFANO TREVISANI

AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO TREVI

Mall di Meydan. Quest’opera unica rappresenterà uno dei punti di forza dell’offerta turistica di Dubai e degli Emirati in vista di Expo 2020. Il One Mall è, infatti, il fulcro di un imponente piano di sviluppo urbano, situato tra Meydan e Al Khail Road non lontano del centro della città, e si prevede diventerà l’attrazione turistica più importante in occasione di Expo 2020. In Nigeria, la branch di Trevi si è aggiudicata lavori di fondazione nell’ambito della realizzazione di alcuni silos nella zona di Port Harcourt e di costruzioni ad uso commerciale-direzionale nella metropoli di Lagos. L’amministratore delegato del Gruppo Trevi, Stefano Trevisani, ha così commentato: “È grazie alla consolidata presenza in molte aree geografiche del mondo, alla riconosciuta esperienza e capacità tecnologica che Trevi continua ad avere un ruolo importante sul mercato internazionale. Le recenti acquisizioni, in special modo quella negli Stati Uniti, confermano la grande capacità di Trevi di saper affrontare sfide tecnologiche complesse. Se il mercato estero continua a creare occasioni di sviluppo, lo stesso non si può dire per l’Italia dove permane, ormai da diversi anni, una situazione di stallo, se non di recessione, negli investimenti per le grandi opere infrastrutturali che stanno penalizzando l’intero comparto”.


PROGETTIAMO ESPERIENZE ATTORNO AI NOSTRI VALORI AZIENDALI


NOTIZIE PANOLIN

Lubrificanti biodegradabili per gli appalti pubblici Con DM 11 gennaio 2017 sono stati pubblicati i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia che si occupano anche degli aspetti ambientali nella scelta dei lubrificanti. Il documento impone di inserire come clausola contrattuale per le aziende vincitrici di appalti pubblici per la costruzione di edifici l’uso di lubrificanti che contribuiscano alla riduzione delle emissioni di CO2 nei veicoli e nei macchinari da cantiere. Sono accettate due tipologie di lubrificanti: oli e grassi biodegradabili e oli rigenerati. Il CAM Edilizia definisce nello specifico le percentuali di biodegradabilità o di base rigenerata ammesse e i relativi mezzi di prova. Un cambiamento in atto A partire dall’approvazione del CAM Edilizia sono già state pubblicate decine di appalti pubblici che richiedono l’uso di lubrificanti ecologici. Già in fase di appalto le aziende partecipanti devono presentare una dichiarazione del produttore che affermi la corrispondenza dei lubrificanti ai criteri elencati, con possibilità di esclusione dalla gara in caso di mancanza o inadeguatezza dei documenti. In fase di esecuzione del lavoro, l’azienda deve inoltre presentare alla stazione appaltante l’elenco dei lubrificanti utilizzati in cantiere corredato da adeguati mezzi di prova attestanti la rispondenza dei lubrificanti ai criteri.

Una soluzione semplice e completa Per aiutare le aziende ad adeguarsi a questa nuova normativa, Panolin azienda svizzera leader mondiale nel settore dei lubrificanti biodegradabili, con oltre 30 anni di esperienza nella lubrificazione di macchine mobili - ha preparato un pacchetto completo di lubrificanti che rispettano i criteri del CAM Edilizia per tutte le applicazioni e le viscosità utili in un cantiere. Gli oli e i grassi ECLs (Environmentally Considerate Lubricants) sono sviluppati sulla base di un concetto di sostenibilità che unisce tecnologia, economicità e rispetto dell’ambiente: si tratta di lubrificanti sintetici e biodegradabili a base di esteri saturi che garantiscono le migliori prestazioni. La lunga durata dei prodotti ECLs garantisce una riduzione dei costi di esercizio, limitando i fermi macchina e diminuendo i costi di manutenzione. Tutto ciò,

unito al rispetto dei più elevati standard ambientali comprovato dal possesso di alcune delle più stringenti certificazioni riconosciute a livello internazionale: Ecolabel Europeo, Blauer Engel, USDA Biopreferred, Swedish standard. I fluidi idraulici biodegradabili Panolin hanno ricevuto le approvazioni dei principali costruttori di componenti oleodinamici. Tra gli altri: Bosch Rexroth, Eaton Vickers, Danfoss, Denison, Parker, Casappa e Marzocchi. Panolin HLP SYNTH fluido idraulico biodegradabile è l’unico olio biodegradabile a essere iscritto da Rexroth nella RDE 90235 fluid rating list, superando i test più impegnativi del mercato. Gli oli motore Panolin Biomot, rapidamente biodegradabili, raggiungono i livelli di performance prescritti ad esempio da Deutz, MAN, Caterpillar, Volvo, Mercedes-Benz, Cummins, MTU e Renault.

CAM, PAN GPP e nuovo codice degli appalti I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono uno strumento del Piano d’Azione Nazionale sugli acquisti verdi nella pubblica amministrazione (PAN GPP) e definiscono appunto i criteri ambientali che devono essere inseriti all’interno delle procedure pubbliche di acquisto. A partire dall’approvazione del collegato ambientale (L. 28/2015) – e successivamente con il nuovo codice degli appalti D.lgs 50/2016 – gli enti pubblici italiani hanno l’obbligo di applicare i Criteri Ambientali Minimi per almeno il 50% del valore degli appalti relativi a forniture, servizi o lavori per cui è disponibile un CAM.

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NOTIZIE GRUPPO FAYAT

Acquisita Dynapac! Il Gruppo Fayat ha acquisito la divisione Road Construction Equipment di Atlas Copco, azienda produttrice di rulli per terreno e asfalto, finitrici e frese: tutti prodotti conosciuti con il marchio Dynapac. Tale acquisizione è effettiva a partire dal 4 ottobre scorso. L’accordo comprende la vendita e i servizi forniti in 37 paesi e le unità produttive di quattro di essi: Svezia, Germania, Brasile e Cina, nonché un partenariato di produzione in India. Attraverso l’acquisizione di Dynapac, il Gruppo Fayat rinforza la sua posizione strategica nel settore dei macchinari per la costruzione e manutenzione stradale. Grazie alla consolidata esperienza nella produzione e commercializzazione di tali attrezzature, il Gruppo offrirà a Dynapac l’appoggio necessario per divenire un partner stabile e affidabile nel lungo termine per i suoi clienti in tutto il mondo. Sotto l’egida di Fayat, Dynapac continuerà a operare come produttore autonomo e a fornire ai suoi clienti

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lo stato dell’arte della tecnologia di settore, mantenendo il marchio. Nella prospettiva dello sviluppo di nuove tecnologie, Dynapac collaborerà con altre aziende del Gruppo Fayat con l’obiettivo di proporre ai clienti le migliori soluzioni per le sfide di domani. Dynapac focalizzerà l’attenzione sull’offerta di un servizio forte e affidabile di supporto al cliente, sia attraverso un lavoro trasversale alle sue organizzazioni nelle più importanti regioni del mondo, sia attraverso l’individuazione di partner sales & service. “Questa acquisizione rappresenta una grande opportunità per il Gruppo Fayat e per i suoi clienti. Dynapac è, infatti, un attore chiave

JEAN-CLAUDE FAYAT

PRESIDENTE DEL GRUPPO FAYAT

nel mercato dei macchinari per la costruzione e manutenzione stradale con un marchio riconosciuto ad alti livelli”, ha affermato Jean-Claude Fayat, presidente del Gruppo Fayat. “Dynapac assume così un ruolo strategico in seno al nostro Gruppo ed è nostra intenzione accrescerne e allargarne la presenza, nonché l’offerta di prodotti. Alimenteremo l’esperienza e le tecnologie Dynapac, integrando a esse il nostro portfolio già esistente, con l’obiettivo di sviluppare senza sosta delle attrezzature in grado di rispondere in maniera sempre più precisa alle esigenze del cliente”.


POTENZA, AFFIDABILITÀ E CONTROLLO NELLA DEMOLIZIONE POWERFUL DEMOLITION TOOLS

La nuova serie di demolitori idraulici HB è stata progettata per rispondere alle esigenze di mercato. Il sistema di controllo interno permette di ottenere maggiori forze d’impatto, rendendo la velocità costante anche ad alte temperature e proteggendo le valvole dagli urti.

I martelli dispongono di un innovativo sistema idraulico integrato che annulla i colpi a vuoto, evitando rotture di utensili, ferma-utensili e pistoni. Si tratta di un sistema particolarmente “intelligente” che riconosce automaticamente la presenza di materiale solido sotto la punta. Inoltre, la carcassa chiusa, unitamente a uno speciale sistema di ammortizzazione, contiene la rumorosità al di sotto dei limiti previsti dalla legge, favorendo le operazioni di scavo nei centri urbani.


NOTIZIE SAMEP TOOLS

Delivered: Brand Used Poche officine di riparazione conoscono bene un macchinario come l’azienda che ne costruisce i pezzi. Solitamente le due realtà sono contraddistinte: fabbricazione dei componenti e revisione non avvengono quasi mai nello stesso stabilimento. Esiste, tuttavia, un’eccezione: è la Samep Tools, impresa torinese storicamente votata alla costruzione di martelli idraulici, nata nel 1979 come produttore di utensili da demolizione in supporto al mercato OEM. L’alta qualità del prodotto affiancata a un’aggressiva azione commerciale le hanno permesso di imporsi, poi, come uno dei maggiori player nel settore Aftermarket. Grazie al riconoscimento della clientela internazionale l’azienda ha conosciuto anni di forte espansione e ha scelto progressivamente di investire nella propria crescita. Strategica è stata l’apertura di una filiale nella penisola iberica, affiancata a un meditato ampliamento dell’organico e degli strumenti produttivi. Un nuovo e sempre più esperto team dedicato all’attività di Sviluppo e Ricerca le ha consentito di ampliare la gamma che, oggi, include boccole, pistoni, tiranti, testate e, in generale, i ricambi più importanti all’interno del martello idraulico (vedi foto A).

A 16 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

“Il servizio doveva essere ulteriormente ampliato – ci racconta Mino Salvia, direttore generale di Samep Tools – e quindi abbiamo pensato di non limitare il nostro intervento alla produzione dei ricambi, bensì di dedicarci anche alle fasi di montaggio e alla manutenzione. D’altronde le due attività sono così strettamente correlate che per il personale, operativo e ingegneristico, non poteva che rappresentare un mutuo beneficio”. La nuova offerta di Samep Tools si rivolge dunque a tutti i rivenditori e alle aziende coinvolte nel mercato dell’usato: il servizio include il ritiro del macchinario, lo smontaggio, l’analisi, la fabbricazione dei pezzi e la rimessa in stato con complementi adattabili e/o originali dove necessario. Il vantaggio è un servizio equiparabile a quello di un concessionario ufficiale, con l’aggiunta di un possibile intervento personalizzato da parte del dipartimento produttivo: ad esempio, si possono rettificare cilindri e poi produrre pistoni maggiorati secondo le nuove specifiche o maggiorare boccole o studiare soluzioni ad hoc per un particolare martello. Peraltro, essendo la fabbrica multimarche, l’esperienza della Samep Tools è trasversale rispetto ai vari brand e alla tipicità della loro componentistica. Naturalmente, il parco dell’usato revisionato dell’azienda torinese è garantito. Per maggiori info http://www.samep.net/index.php/it/ prodotti/martelli-usati


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NOTIZIE ABB

La mia Africa Much Asphalt è il principale distributore di asfalto a caldo e a freddo del Sud Africa; opera con 15 stabilimenti, compreso quello di Pietermaritzburg (PMB), nella provincia di KwaZuluNatal. Partendo dall’obiettivo di raddoppiare giornalmente le 720 t prodotte da PMB, il responsabile dello stabilimento Clayton Sageantes ha iniziato ad aggiornare i macchinari, compresi i riduttori e i cuscinetti di 14 unità tra cui i convogliatori, i tamburi di essiccazione, gli scaricatori ad alta velocità e le soffianti. Sageantes aveva già avuto diverse esperienze con i supporti e i riduttori Dodge e quindi sapeva che sarebbero stati ideali per l’utilizzo nelle condizioni umide, calde e polverose dello stabilimento. Mervin Govender, Sales Engineer ABB locale di Dodge, si è impegnato ad analizzare la situazione e a selezionare i prodotti adeguati, a partire dai supporti con cuscinetti a rulli sferici ISN.

“I supporti cuscinetto ISN sono caratterizzati dal sistema di tenuta Trident a triplo labbro che è efficace nel proteggere i cuscinetti in un ambiente di lavoro polveroso,” spiega Govender. “Sono inoltre convinto che Clayton Sageantes abbia apprezzato il fatto che i supporti ISN siano sigillati e ingrassati dalla fabbrica e che vengano forniti pronti per essere installati”. Sageantes ha confermato che i supporti ISN rappresentano la soluzione di cui aveva bisogno: “Il sistema di montaggio particolare e unico dei supporti ISN ci ha permesso di ridurre i tempi di installazione. Ma la cosa più importante è che questi supporti, insieme ai set di regolazione Dodge, formano il sistema di tenuta migliore che abbia mai visto. Questi prodotti hanno superato di gran lunga tutti gli altri marchi concorrenti utilizzati nell’impianto”. I riduttori Dodge Quantis pendolari ad assi paralleli (MSM) sono specifici per le applicazioni con

MERVIN GOVENDER

SALES ENGINEER ABB LOCALE DI DODGE

nastri trasportatori e Sageantes è oltremodo entusiasta di quanto sia stato semplice installarli. “È un vero piacere montare sull’albero questo sistema con doppie bussole coniche del riduttore”, conferma. “Quando necessario, questo sistema di bussole contribuisce a semplificare anche lo smontaggio del riduttore. Questa soluzione, semplice e pratica, risolve uno dei nostri problemi principali in cui siamo incappati spesso quando volevamo smontare i riduttori di altri marchi dall’albero: era un’operazione che richiedeva sempre tempi di inattività particolarmente lunghi”.

SCANIA

La mobilità sostenibile Scania conferma la sua partecipazione alla 21° edizione di Ecomondo: dal 7 al 10 novembre a Rimini l’azienda sarà quindi pronta a scendere in campo per presentare al grande pubblico il futuro della mobilità sostenibile. Martedì 7 novembre, alle ore 14:00, rappresenterà il momento clou della manifestazione: il costruttore svedese, infatti, svelerà in anteprima mondiale importanti novità pensate per guidare il cambiamento verso un futuro che abbia la parola “sostenibilità” alla base del suo fare . I sistemi di trasporto, d’altronde, svolgono un ruolo fondamentale nel guidare il cambiamento verso un futuro maggiormente sostenibile. E lo sa bene l’azienda svedese, impegnata da sempre nell’offrire soluzioni di trasporto che siano sostenibili sia dal punto di vista ambientale, sia in termini economici. L’approccio dell’azienda prenderà quindi forma anche durante la manifestazione riminese, evento ormai di riferimento che vedrà Scania tra gli assoluti protagonisti, in particolare grazie alla gamma di soluzioni a carburanti alternativi annunciata come la più ricca di sempre.

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NOTIZIE CECE: I TEMI DAL SUMMIT 2017

ENRICO PRANDINI

NOMINATO PRESIDENTE DEL CECE PER IL BIENNIO 2018-2019

È stato il segretario generale del CECE, Riccardo Viaggi, a dare ufficialmente il via al Summit 2017 dell’associazione, tenutosi gli scorsi 11-12 ottobre a Bruxelles. Durante l’evento, che ha coinvolto numerosi costruttori del settore, oltre a guardare al futuro del mercato europeo delle macchine e attrezzature - che sta crescendo costantemente, pur moderatamente - si sono affrontati due temi strategici: l’incertezza economica dei mercati che, superato un momento di crisi, si trovano ora a temere disequilibri politici internazionali; il tema della digitalizzazione delle macchine per le costruzioni e dei siti di lavoro, che in prospettiva sarà centrale per tutti i costruttori. In particolare, l’industria delle costruzioni dovrà fare i conti - per rimanere competitiva - con le macchine connesse in chiave bidirezionale (e ciò influenzerà le sue dinamiche e il panorama degli OEM). Al riguardo, è stato auspicato che i costruttori lavorino tutti con uno medesimo protocollo per dare alle imprese la possibilità di utilizzare in sinergia prodotti di differenti brand. Nell’occasione, inoltre, è stato annunciato che sarà Enrico Prandini il presidente del CECE per il biennio 2018-2109. 20 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

WEBER

La scelta di Blaas L’unione fa la forza: è l’idea di Blaas, distributore/noleggiatore di Bolzano che ha recentemente festeggiato i 55 anni di attività e che si affida a marchi di alta qualità. Nata nei primi anni Sessanta come officina elettromeccanica, Blaas opera da Bolzano e, attraverso sei rappresentanti, svolge le sue attività di vendita, noleggio e assistenza tecnica inerente molteplici prodotti per l’edilizia, coprendo l’intero territorio del Trentino Alto Adige. “Negli ultimi 10 anni – commenta Thomas Blaas, titolare dell’azienda – abbiamo registrato uno sviluppo fantastico fondato su un reale servizio a 360° e sulla scelta di partner commerciali di eccellenza quali Weber MT, Geomax, Kärcher, Fischer, Duss, Flex, Milwaukee e Blaklader”. Per quanto concerne la compattazione del terreno e la vibrazione del calcestruzzo, in particolare, Blaas è da anni legato ai prodotti a marchio Weber. Commenta Blaas: “Al momento di scegliere i prodotti per queste specifiche applicazioni eravamo orientati verso un marchio importante, prodotto in Germania,

che avesse a disposizione una vasta gamma. Dopo varie esperienze negative con altri marchi ci siamo affidati a Weber che, all’epoca, non era molto diffusa in Alto Adige. L’ottima qualità delle macchine ci ha convinti, perché vogliamo dare il meglio ai nostri clienti. In quest’ottica ci affidiamo ad A.L. Consulting, che funge da autentico link tra la Weber in Germania e la Blaas di Bolzano e ci assiste in

tutto: dalla formazione tecnicocommerciale al pre e post-vendita, dall’assistenza ai ricambi”. Blaas, quindi, in questo comparto propone una vasta scelta di piastre monodirezionali, piastre bidirezionali, vibrocostipatori e aghi vibranti IVUR con convertitore integrato. “Si tratta di macchine robuste, efficienti, affidabili e per un noleggiatore queste sono qualità indispensabili sotto molteplici aspetti: le prestazioni, la soddisfazione del cliente, la garanzia di avere sempre attrezzature efficienti e ai massimi livelli. Anche le necessità di manutenzione sono minime e le rotture impreviste sono praticamente inesistenti”.


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NOTIZIE NASCE EPIROC ITALIA!

A seguito dell’annunciata scissione di Atlas Copco in due distinti gruppi multinazionali, la divisione Ingegneria Civile, Cave e Miniere di Atlas Copco Italia si è trasformata dal 1° ottobre 2017, nella nuova società Epiroc Italia. Il nuovo assetto darà modo a entrambi i gruppi – che hanno mercati di riferimento diversi – di continuare a essere leader nei rispettivi settori (Infrastrutture per Epiroc e Industria per Atlas Copco). La gamma di prodotti Epiroc è focalizzata sulle macchine per le attività minerarie e di ingegneria civile in superficie e sottosuolo, nonché sul materiale di perforazione e le attrezzature idrauliche da demolizione. La distribuzione delle macchine e attrezzature è ovviamente supportata dalle relative attività di Service.

“Questa nuova sfida ci permetterà di essere ancora più vicini alle imprese del settore, sviluppando ulteriori soluzioni e sinergie per aumentare la loro produttività”, ha affermato Edoardo Angelucci, amministratore delegato di Epiroc Italia. Il nuovo Gruppo Epiroc avrà un organico di 13.000 dipendenti in tutto il mondo e nel 2018 sarà quotato alla borsa di Stoccolma, diventando così un gruppo multinazionale completamente autonomo e indipendente.

22 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

ITALCEMENTI

Acquisite le attività di Cementir Italia Italcementi ha sottoscritto un accordo con Cementir Holding per l’acquisto di tutte le attività di Cementir Italia nei business del cemento e del calcestruzzo (incluse le società controllate CementirSacci e Betontir). L’intesa prevede un investimento di 315 milioni di euro. Saranno conferite a Italcementi cinque cementerie a ciclo completo e due centri di macinazione del cemento, per una capacità produttiva installata di 5,5 milioni di tonnellate di cemento, insieme al network dei terminal e degli impianti di calcestruzzo attivi sul territorio nazionale. Questi asset si aggiungono alla struttura industriale oggi formata da sei cementerie a ciclo completo, un impianto per prodotti speciali, otto centri di macinazione del cemento, 113 impianti di calcestruzzo e 13 cave per inerti. Dopo decenni dall’ultima acquisizione, Italcementi torna a investire e crescere, concentrando la propria attenzione sull’Italia. Un segnale di fiducia verso il Paese e verso il settore italiano delle costruzioni. “L’acquisizione - afferma Roberto Callieri, AD Italcementi - rappresenta per Italcementi un’opportunità di crescita nel mercato italiano dei materiali per le costruzioni. Oggi realizziamo un’operazione che presenta un’ideale combinazione nella qualità degli asset industriali e una perfetta distribuzione geografica, che consente a Italcementi di migliorare la propria presenza su tutto il territorio

nazionale, in una logica di vicinanza al cliente per offrire soluzioni e prodotti innovativi e di qualità. Si tratta di un’operazione che conferma la volontà di HeidelbergCement di investire in Italia, riaffermando la fiducia nel sistema-Paese e nel nuovo management italiano che da un anno guida la nostra società. Italcementi è leader in Italia, dove da oltre 150 anni è protagonista grazie alla sua esperienza, alla sua competenza industriale e alla capacità innovativa nei processi e nei prodotti”. L’operazione è sottoposta all’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: fino alla data della chiusura dell’operazione, prevista per l’inizio del prossimo anno, le due società continueranno a operare come competitor e pertanto saranno tra loro indipendenti. Da una stima preliminare, l’integrazione di Cementir Italia consentirà sinergie sui costi per almeno 25 milioni di euro entro il 2020. “Tutto il processo di acquisizione e integrazione – conclude Callieri – sarà gestito con apertura, responsabilità e trasparenza esclusivamente nel nome dell’interesse dell’azienda. Lavoreremo per tornare al più presto alla creazione di valore grazie a processi industriali efficienti e sostenibili e all’offerta di prodotti che sappiano unire la tradizionale qualità a performance innovative sempre più richieste dal mercato, auspicando che il settore dei materiali per le costruzioni torni alla sostenibilità economica e alla crescita”.


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NOTIZIE KILOTOU

Acquisita CTC De Maquinaria Il gruppo Kiloutou ha concluso l’acquisizione della società CTC de Maquinaria, specialista nel noleggio di attrezzature nella regione di Aragona, in Spagna. Questa transazione consente a Kiloutou di proseguire il suo sviluppo sul mercato spagnolo. CTC de Maquinaria è una società leader nel noleggio di attrezzature nella regione di Aragona con una rete di cinque agenzie e un organico di 50 persone. La società dispone di un parco di oltre 1.800 unità, tra macchine e attrezzature, che mette a disposizione di una clientela professionale composta da artigiani, PMI e key account nazionali del settore della costruzione e dei lavori pubblici. In continuità con l’acquisizione di Rentecnika nel 2015 e di Alvecon nel 2016, questa nuova acquisizione permetterà a Kiloutou di proseguire la sua espansione in Spagna e di arricchire la sua offerta di servizi permettendo ai suoi clienti di beneficiare della grande complementarietà delle reti di agenzie e della gamma di materiali

di queste aziende. Kiloutou si avvarrà della competenza e del know-how dei team di CTC de Maquinaria per sviluppare ulteriormente l’attività. Per Xavier du Boÿs, PDG del gruppo Kiloutou, “quest’acquisizione è in linea con la strategia di sviluppo a livello internazionale di Kiloutou, il cui obiettivo consiste nel consolidare le posizioni su mercati a forte potenziale. Ci permette di rafforzare la nostra presenza in territori dinamici del nord della Spagna ed esprime la nostra capacità di riunire intorno al nostro progetto

di sviluppo operatori regionali di grande qualità che godono di una forte presenza locale. L’obiettivo di Kiloutou è proseguire lo sviluppo sul mercato spagnolo attraverso una crescita interna, l’apertura di agenzie e ulteriori acquisizioni”. Jose Manuel Ballestar, presidente di CTC de Maquinaria, ha dichiarato “Giudico positivamente l’acquisizione di CTC de Maquinaria da parte del Gruppo Kiloutou. Permetterà alla società di proseguire la sua crescita unendo le sue forze a quelle di un leader europeo. Nutro fiducia nella capacità dei team delle due società di fare di questa unione un autentico successo”. Quest’operazione s’iscrive in una dinamica di sviluppo attiva del Gruppo, con una crescita organica costante e il perseguimento continuo della crescita esterna. A livello internazionale, è una continuazione della strategia di sviluppo intrapresa in Polonia, in Spagna e in Germania negli ultimi quattro anni e, più di recente, a luglio 2017 in Italia.

MARANGONI

Il “cuore operativo e strategico” Lo stabilimento di Rovereto è sempre più il “cuore” operativo e strategico del Gruppo Marangoni. Dopo la nomina di Martin Kalagin a nuovo responsabile del Central Technical Service dell’unità di business Retreading Systems, un’ulteriore conferma viene dal meeting che la stessa unità di business ha organizzato proprio a Rovereto. L’incontro, che ha cadenza periodica e che serve per fare il punto sulle ultime novità e sulle strategie commerciali, ha visto la presenza dei più importanti responsabili e dirigenti delle sedi europee di Marangoni. “Quest’incontro – ha spiegato l’AD del Gruppo, Dino Maggioni – avviene a Rovereto, nella sede dell’headquarter, per consentire il contatto e la discussione tra le funzioni corporate, la ricerca e sviluppo centrale e le forze di vendita che Marangoni nella regione Europa, Middle East e Africa per lo sviluppo delle strategie commerciali nei mercati internazionali”. Nell’ambito della “due giorni” di lavoro sono stati consegnati speciali attestati a quattro dipendenti “storici”: Roberto Santorum e Mike Carter, da 40 anni in Marangoni; Luciano Meta, in azienda da 30 anni; Christian Asmuth, in Marangoni da 25 anni. Con l’occasione è stato anche festeggiato il congedo di Giuseppe Ferrari, che ha passato il testimone a Christoph Frost alla direzione della Ricostruzione indiretta EMEA. Si sono registrate anche due importanti nomine: Gianluca Merlo, oltre alla direzione dello stabilimento di Rovereto assume la responsabilità di Operations Italia, con la direzione dunque anche del sito di Ferentino; alla direzione delle Risorse umane di tutto il Gruppo è stato chiamato Michele Bergese.

24 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


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NOTIZIE BKT

Riconoscimento da Caterpillar Un premio importante quello consegnato da Caterpillar nel corso di una cerimonia ufficiale svoltasi il 15 settembre scorso: l’impianto produttivo di Chopanki ha infatti ricevuto il prestigioso riconoscimento SQEP Silver Award (Supplier Quality Excellence Process Certification), assegnato ai fornitori Caterpillar in grado di raggiungere i più alti livelli di qualità e controllo dei processi. La multinazionale indiana è ora parte di questo programma d’eccellenza; inoltre, è stata omologata per la fornitura in Primo Equipaggiamento dei due pneumatici Earthmax SR 47 ed Earthmax SR 45 destinati a due diversi modelli di macchine CAT. Un altro successo per BKT che, grazie all’impianto di Chopanki, ha soddisfatto tutti i requisiti di SQEP Silver Award, ponendosi così tra i migliori fornitori dell’azienda statunitense. Una certificazione che premia l’impegno della multinazionale indiana nell’offrire

26 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

soluzioni di alta qualità, che riflettono l’attenzione sulle prestazioni del prodotto, ma anche sulla ricerca di sostenibilità e d’innovazione. Inaugurato nel 2006 per incrementare la capacità produttiva BKT, lo stabilimento di Chopanki si occupa della produzione di pneumatici radiali All Steel per i settori industriali e OTR. Le linee BKT sono realizzate interamente in India negli stabilimenti produttivi di Aurangabad, Bhiwadi e Chopanki, a cui si aggiunge la moderna fabbrica di stampi a Dombivali e il più recente impianto di Bhuj, dotato di una struttura e di macchinari all’avanguardia. Proprio a Chopanki sono prodotti gli pneumatici Earthmax SR 47 ed Earthmax SR 45 con i quali BKT ha ottenuto l’omologazione per la fornitura destinata a due modelli di macchine CAT. Nello specifico si tratta del dump truck CAT 773E da 60 t – equipaggiato con Earthmax SR 47 24.00 R 35 – e del modello 770G da 40 t – su cui viene montato Earthmax SR 45 nella versione 18.00 R 33. Earthmax SR 47 è realizzato per dumper rigidi impegnati nel

trasporto di materiale sulle superfici più critiche, come le cave rocciose: si distingue per un ciclo di vita prolungato, grazie alla profondità del battistrada di classe E4 e dalla geometria dei ramponi, progettati in modo da assicurare elevata trazione e un consumo regolare del battistrada. Questo modello è inoltre disponibile con mescola “cut resistant”, che conferisce una resistenza ai tagli ancora maggiore. Earthmax SR 47 è presente sul mercato nelle misure 18.00 R 33 e 24.00 R 35. Ideale per l’utilizzo su dumper rigidi è anche Earthmax SR 45, presente sul mercato nella misura 18.00 R 33 e realizzato con una speciale mescola resistente a tagli, abrasioni e impatti, pericoli spesso presenti in condizioni d’uso estreme. Ciò permette di ridurre i tempi di fermo macchina e di ottimizzare la produttività. Inoltre, la geometria dei ramponi garantisce un’ottimale trazione, mentre la profondità del battistrada consente una lunga durata allo pneumatico, aumentando l’efficacia produttiva nel tempo.


ATTUALITA' Lavori pubblici

I NUOVI APPALTI: verso uno sviluppo sempre più green La riflessione sugli appalti della P.A. riveste un’importanza strategica nel rilancio dell’economia italiana. Il nodo della sostenibilità ambientale è altrettanto importante, viste le scelte fatte a livello europeo e le recenti normative che hanno modificato il quadro anche in Italia. A che punto siamo, oggi? Dal confronto che MM ha organizzato con politici, tecnici ed esperti del settore è nato un dibattito interessante per chi concorre alle gare bandite dagli enti pubblici di Lorenzo Zacchetti

28 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


I

n seguito all’emanazione del nuovo Codice degli Appalti e, dopo un solo anno, del Decreto Correttivo, a che punto siamo sul fronte dei contratti pubblici? In un’Italia che vuole tornare a crescere, porsi interrogativi sull’ecologia è una necessità ribadita anche da gravi fatti recenti, come il dissesto geologico che ha causato danni e perdite di vite umane. Questi argomenti sono stati affrontati nel corso del convegno “Gli Appalti Verdi dopo il decreto correttivo n.56/2017”, organizzato da MM SpA. Nella sua apertura dei lavori, il presidente Davide Corritore ha sottolineato: “È necessario interrogarsi sulla sostenibilità dell’economia di un pianeta nel quale è cambiato il rapporto tra numero di cittadini, in costante crescita, e la quantità di risorse disponibili. Bisogna accelerare su questo fronte, come dimostra anche un esempio legato alla nostra realtà contingente: a Milano si consumano ogni giorno circa due milioni e mezzo di bottiglie di plastica, 1,5 milioni da parte dei milanesi, 800.000 da parte dei city-users e il resto dai turisti”. Il dato assume un significato ancora più allarmante considerando gli attuali livelli di inquinamento: ogni anno finiscono nei mari 12 milioni di tonnellate di plastica. Parlare di appalti è ancora più importante in una fase storica nella

DAVIDE CORRITORE

PRESIDENTE MM SPA

quale le imprese vedono la luce alla fine del tunnel, dopo una lunga crisi: “Gli investimenti pubblici rivestono un ruolo di primaria importanza nella ripresa economica”, ha proseguito Corritore. Sussiste quindi un duplice interesse da tutelare: quello di un adeguato sostegno all’uscita dalla recessione più pesante del dopoguerra e quello della protezione dell’ambiente. Va sostenuto un percorso che già nel 2016 ha portato a registrare novità importanti sul fronte dell’ambiente della Green Economy, grazie all’entrata in vigore di numerosi provvedimenti normativi e innovazioni nel campo del GPP (Green Public Procurement, gli Acquisti Verdi delle P.A.).

Ad aprire la riflessione è stato Massimo Mauri, che da oltre un decennio si occupa di progettazione europea, appalti verdi e certificazioni ambientali, nonché co-autore del libro “Il manuale degli Appalti Verdi”. Mauri è partito da una premessa inquietante: in Italia, ogni cittadino produce 495,3 kg di rifiuti urbani all’anno (dato 2015) e i consumi finali lordi da fonti di energia rappresentano il 78,7% del totale. Nonostante le misure adottate su questo versante è difficile essere ottimisti sul conseguimento degli obiettivi di tipo ambientale prefissati a livello internazionale per il 2020. Sul GPP, Mauri ha ricordato come una pietra miliare sia rappresentata dalla “storica” sentenza del 2002 sul caso Concordia Bus: partendo dal ricorso dell’omonima azienda nei confronti del Comune di Helsinki, la Corte Europea ha sancito come la stazione appaltante sia legittimata a introdurre nei propri appalti criteri di valutazione ecologica. In seguito a quella pronuncia, tra il 2004 e il 2014 ci sono state varie iniziative legislative nei singoli Paesi ed è stato evidenziato come – almeno su questo aspetto – l’Italia abbia giocato un ruolo di primo livello: rispetto all’attuazione del GPP il nostro Paese è al top in Europa.In particolare, spicca la Lombardia, la Regione che da questo punto di vista è la più virtuosa.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 29


ATTUALITA' La produzione di norme sul tema va letta come un segnale di consapevolezza da parte del legislatore: dopo il DM 203/2003 (ri-prodotti), Dlgs 163/2006 (Codice Appalti “De Lise”), Dlgs 135/08 e SMI (Piano d’Azione nazionale Appalti Verdi), L.221/15(Green Economy), Dlgs 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici) e DM 24-5-2016 (incremento dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici), il recentissimo Dlgs 56/2017 (Correttivo del Codice Appalti) ha introdotto la piena obbligatorietà degli Appalti Verdi. L’ultimo provvedimento si caratterizza per importanti novità, a partire dal fatto che i Criteri Ambientali Minimi (CAM) vanno calcolati sul 100% del valore a base d’asta e dalla riduzione delle garanzie finanziarie richieste alle piccole imprese dotate di certificazione di qualità ambientali. Altro cambiamento significativo riguarda la valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che va parametrata sul miglior rapporto qualità/ prezzo e non solo sul prezzo più basso. Vanno nella stessa direzione l’obbligo della valutazione del ciclo di vita e dei suoi costi (LCA/LCC) nonchè il monitoraggio degli appalti affidato ad Anac. Le criticità del Codice Appalti I temi legati al Green Public Procurement sono stati approfonditi nel corso di una tavola rotonda alla quale ha partecipato il Sen. Stefano Esposito, vicepresidente della XIII Commissione – Territorio, Ambiente e Beni Ambientali, nonché

IL CONVEGNO ORGANIZZATO DA MM SPA 30 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

SEN. STEFANO ESPOSITO

VICEPRESIDENTE COMMISSIONE TERRITORIO, AMBIENTE E BENI AMBIENTALI

relatore del correttivo al Codice degli Appalti. Nel suo intervento, Esposito ha inquadrato luci e ombre della situazione italiana senza lesinare critiche e autocritiche: “È vero che possiamo essere soddisfatti per il fatto che le nostre norme sono al top in Europa, ma al contempo non possiamo negare il fatto che da noi sia sempre difficile applicare le norme in modo corretto. Purtroppo sussiste una forte indisponibilità da parte delle P.A. ad applicare quanto previsto dal nuovo codice e si continua con il criterio del massimo ribasso. Quando ho iniziato a occuparmi della materia ho scoperto che questo criterio veniva adottato anche nelle gare per le mense di scuole e ospedali, con evidenti rischi per la qualità del servizio”. Esposito ha rilevato difficoltà anche con stazioni appaltanti importanti come i principali Comuni italiani e la

Conferenza Stato-Regioni, evidenziando una contraddizione nel fatto che queste norme siano nate proprio dalle segnalazioni sul fatto che il massimo ribasso comportasse dei problemi, mentre ora pare che sia proprio questa svolta a bloccare il mercato:“Forse dovevamo aspettare prima di emanare il correttivo, che è uscito solo un anno dopo la pubblicazione del Codice”, ha ammesso il Senatore. “Sta di fatto che abbiamo accettato un piccolo allargamento delle maglie sul massimo ribasso, eppure abbiamo stazioni appaltanti che continuano ad applicarlo anche in forma mascherata. A mio parere per uscire da questa situazione bisogna lavorare su un doppio livello: serve una rinnovata consapevolezza da parte della politica, ma anche un superiore livello di formazione nella P.A. Credo che consapevolezza e formazione possano aiutarci a lavorare meglio e a progettare insieme il futuro”. Su quest’ultimo tema Esposito ha messo in luce un ulteriore livello di difficoltà, rappresentato dalle resistenze opposte dagli Enti Locali ai recenti tentativi di riforma: “Professionalizzare le stazioni appaltanti? Va bene, ma non dimentichiamoci che non stiamo riuscendo nemmeno a ridurle! Capisco che per i piccoli Comuni sia difficile rinunciare alla cassa, ma in qualche modo dobbiamo arrivare a fare appalti di qualità: è una partita ancora aperta e complicata, soprattutto per quanto riguarda beni e servizi”. Tra i nodi da risolvere ci sono anche i risvolti pratici delle nuove procedure: “Il limite del Codice riguarda gli appalti Consip, soprattutto per le tempistiche troppo lunghe. Questo metodo non è competitivo rispetto al modello nel quale ognuno fa per conto suo”. Esposito ha dovuto alzare le braccia di fronte a un tema ben conosciuto sia dalle imprese che dai comuni cittadini, quale la manutenzione delle strade: “Su questo tema siamo ancora immersi nella logica del massimo ribasso. Essendo giunti a fine legislatura, possiamo solo sperare che il prossimo Parlamento riesca a risolvere il problema”. Controlli e opportunità Riccardo Rifici (responsabile della sezione certificazione ambientale e GPP) ha presentato un aggiornamento sui lavori in corso al Ministero dell’Ambiente: “Stiamo finendo di elaborare i Criteri


Ambientali Minimi per tutte le tipologie di prodotto previste, introducendone anche due nuovi: il primo riguarda le calzature da lavoro e sarà pronto entro l’anno, mentre nella prima metà del 2018 completeremo il tema riguardante le strade”. Sia nell’individuazione di nuovi criteri che nella revisione di quelli già esistenti, Rifici ha affermato l’importanza della progettazione: “Prima ancora dell’affidamento dei lavori, quello della progettazione è un tema fondamentale. La P.A. oggi non è più in grado di effettuare da sé una progettazione all’altezza, in quanto sconta la mancanza di turnover e il conseguente calo delle competenze tecniche”. La scarsa preparazione è messa in relazione causale diretta con la difficoltà a compiere il salto di qualità previsto dalle nuove norme: “Lavorare seguendo il riferimento del massimo ribasso è facile, mentre soppesare i criteri comporta competenze diverse. Costruire i capitolati è arduo, specialmente per quanto riguarda i criteri di verifica. Noi siamo pronti a mettere in campo sia lezioni frontali che programmi di e-learning, ma la P.A. deve incentivare i suoi dipendenti a intraprendere un percorso di formazione. Se si indice una gara che vale diversi milioni di euro, ci vogliono dei tecnici che siano capaci di leggere una scheda tecnica senza problemi”.

In questa ipotesi di percorso formativo è prevista anche la valorizzazione delle best-practice. Da questo punto di vista è stata citata la Regione Sardegna, che rappresenta un benchmark sia per la formazione delle stazioni appaltanti, sia per quella nei confronti degli operatori economici. Un ulteriore protocollo di intesa è stato raggiunto con Anac sul tema dei Criteri Ambientali Minimi e, in particolare, per il necessario monitoraggio in itinere. Tra le criticità aperte,

è stata indicata la necessità di fare ulteriori approfondimenti sul tema del Life CycleCost, nonché sugli aspetti sociali: “Abbiamo emanato le linee-guida nel 2012, ma finora sono state poco applicate”, ha ammesso Rifici, il quale, dopo aver ammesso alcune difficoltà nel rapporto con i protagonisti del settore, ha proposto una riflessione sulla dimensione delle gare: “Va verificata l’opportunità di bandire gare troppo grosse, come ad esempio il famoso bando-Consip sulle

UNA “ACADEMY”

PER PROFESSIONISTI E ISTITUZIONI MM SpA, società controllata dal

zione di reti e servizi. Benché la sua de-

Comune di Milano, è nata nel 1955 per

nominazione derivi da “Metropolitana

progettare e costruire le prime linee me-

Milanese”, le sue attività si sono estese

tropolitane nel capoluogo lombardo. Da

ad altri campi decisamente differenti.

allora, ha fatto veramente molta stra-

Dal 2003 gestisce il sistema idrico pub-

da e non solo in senso metaforico: ha

blico, formato da 2.128 km di rete ac-

partecipato alla realizzazione e alla ge-

quedottistica e 1.500 km di fognatura,

stione delle principali infrastrutture del-

e dal 2014 ha in gestione anche le case

il modello della “corporate university”

la città e oggi rappresenta una delle più

popolari del Comune di Milano, che in

con l’obiettivo di sviluppare compe-

grandi e diversificate società d’ingegne-

precedenza erano affidate ad ALER, l’En-

tenze professionali attraverso la valo-

ria in Italia, con una crescente presenza

te Lombardo dell’Edilizia Residenziale.

rizzazione dei talenti. Aperta a profes-

internazionale in grado di fornire solu-

L’allora sindaco Giuliano Pisapia decise

sionisti, tecnici e dirigenti di enti locali,

zioni su misura nella progettazione e ri-

per un clamoroso “strappo”, a seguito

consorzi, gestori dell’acqua e istituzioni

qualificazione degli ecosistemi urbani.

delle polemiche politiche sulla qualità

come Politecnico, Università Bicocca e

MM è partner di istituzioni, enti gesto-

della gestione del patrimonio abitati-

Università Bocconi, la MM Academy ha

ri e aziende pubbliche che operano nel

vo comunale operata dalla struttura re-

lo scopo di “patrimonializzare il patri-

settore delle infrastrutture, delle grandi

gionale. MM Academy è la “accademia

monio” di know-how maturato nel cor-

opere e della progettazione e pianifica-

dei saperi” di MM, che lavora secondo

so dei primi 60 anni di attività di MM. ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 31


ATTUALITA'

pulizie. Il nostro sistema produttivo è formato in prevalenza da medie-piccole imprese e chi può partecipare a una gara da 1 miliardo di euro per le pulizie?! Bisogna evitare l’eccessiva frammentazione, certo, ma anche l’eccessiva concentrazione rappresenta un problema. E non solo per

Consip. Oltretutto, non è vero che si spende meno: l’unico vantaggio delle gare centralizzate è che Consip ha senza dubbio del personale formato, a differenza della maggior parte degli enti locali”. In chiusura del proprio intervento Rifici ha ribadito un concetto non nuovo, ma

spesso foriero di problemi e conseguenti sprechi economici: “La gara non si esaurisce con l’aggiudicazione: la parte che viene dopo è perfino più importante, sia nei bandi di lavoriche in quelli di servizi. Controllare l’esecuzione del contratto è fondamentale”. Tra i controlli da effet-

CONSIP:

LA CENTRALE DEGLI ACQUISTI PUBBLICI La maggior parte degli italiani ha scoper-

(MEF), del quale è una società in-house.

to l’esistenza di questa realtà solo verso

La sua efficacia si impernia sulla spe-

la fine del 2016, quando è stata resa pub-

cializzazione nella gestione del proces-

blica l’esistenza di un’inchiesta che ha

so di approvvigionamento delle ammi-

catturato l’attenzione dei media sia per

nistrazioni, secondo logiche di partner-

il coinvolgimento di diverse figure isti-

ship e di collaborazione. Con circa 350

re fortemente accentratore. Lo stesso

tuzionali di rilievo, sia per la portata dei

dipendenti in organico, si occupa di tre

Gustavo Piga, che è stato presidente

fatti in esame. I magistrati stanno infatti

aree di attività: programmazione degli

di Consip tra il 2002 e il 2005, ha os-

esaminando fatti relativi al più grande

acquisti; approvvigionamento (procure-

servato come il ruolo centrale nel si-

appalto d’Europa, quello da 2,7 miliar-

ment) verticale per la P.A. e ulteriori atti-

stema degli appalti pubblici assegna-

di di euro per l’acquisto di beni e servizi

vità affidate su iniziative di legge o atti

to alla società con la legge di stabilità

degli uffici della P.A. Eppure Consip esi-

amministrativi. La qualità del servizio

per il 2016 possa portare a gare di di-

ste da 20 anni, essendo stata costituita

che svolge e la preparazione dei propri

mensioni sempre più grandi, con evi-

nel 1997 per gestire i servizi informati-

operatori è testimoniata anche dal fatto

denti difficoltà di accesso per le picco-

ci dell’allora Ministero del Tesoro. Il suo

di essere stata la prima centrale di com-

le e medie imprese che rappresentano

nome è l’acronimo di “Concessionaria

mittenza in Italia, nonché una delle pri-

l’ossatura dell’economia italiana e che

Servizi Informativi Pubblici” e, a seguito

me in Europa, a ricevere la certificazione

hanno negli appalti pubblici una fonte

di una lunga serie di successive riforme,

di qualità ISO 9001:2008 per i processi

di entrata fondamentale. Lo stesso te-

attualmente è la centrale acquisti della

d’acquisto di beni e servizi.

ma è stato peraltro sollevato proprio

P.A. italiana e ha come unico azionista il

Tuttavia, il suo modello operativo è sta-

nel corso del convegno organizzato da

Ministero dell’Economia e delle Finanze

to oggetto di critiche per il suo caratte-

MM sugli Appalti Verdi.

32 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


tuare, quelli sui criteri ambientali sono particolarmente importanti, anche perché “non è stato ancora ben capito” che la regola vale anche per le ex municipalizzate. Oggi definite “società in house”, esse sono soggette agli stessi vincoli che vanno applicati a imprese terze che ricevono l’affidamento di determinati lavori: se anche si procede con un affidamento diretto per i servizi di pubblica utilità, il contratto di servizio deve prevedere le stesse clausole. “Questo lo deve capire la politica, ma anche Utilitalia”, ha detto Rifici, evidenziando come anche su questo fronte ci sia stato “un rapporto talvolta difficile”. “Ha ragione Corritore”, ha spiegato Rifici.“L’impatto degli investimenti pubblici sull’economia può essere di fondamentale importanza, ma proprio per questo è necessaria una maggiore collaborazione”. Il confronto con gli stakeholder Una delle novità più interessanti del nuovo quadro normativo riguardante gli appalti pubblici è il “debàt public”, uno strumento importato dalla Francia che consiste nel coinvolgimento dei portatori di interesse in merito alla progettazione delle Grandi Opere. La sua introduzione sarebbe dovuta avvenire entro un anno dall’emanazione del Codice degli Appalti, ma più che il leggero ritardo fin qui accumulato suscita dubbi l’effettiva possibilità di impiegarlo in modo costruttivo in un contesto culturale diverso come quello italiano. L’On. Chiara Braga, membro della VII° Commissione – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici alla Camera, ha rivelato che il DPCM di attuazione è in avanzata fase di elaborazione e in seguito sarà sottoposto all’esame della Commissione. Inoltre, ha evidenziato come, secondo l’art. 22 della norma, lo strumento non entri in campo unicamente per le grandi opere, ma anche per la cosiddetta “architettura di rilevanza sociale”. Ciò allarga un campo già vasto, in quanto le gare di servizi e lavori rappresentano il 15% del PIL italiano. La parlamentare si è detta ottimista sul fatto che l’introduzione di questo metodo possa rappresentare un’innovazione nel nostro Paese, “a patto che si seguano due principi: il coinvolgimento dei portatori di interesse deve essere reale e

zazione della politica ci ha portato a pensare che le grandi opere vadano fatte comunque, perché tanto bastano a sé stesse”.

ON. CHIARA BRAGA

COMMISSIONE AMBIENTE , TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI

il ‘debàt public’ non deve gravare troppo sui tempi di realizzazione, che devono essere certi. Gli esiti del dibattito non sono vincolanti, ma è obbligatorio dare un riscontro alle sollecitazioni ricevute. Questo metodo può migliorare la qualità dei processi decisionali e dell’opera finale, ma non bisogna attribuirgli un valore salvifico e nemmeno dimenticarsi del fatto che comporta dei costi: non si può usarlo per qualsiasi opera”. Secondo la dirigente nazionale del PD, a cui Renzi ha dato la responsabilità dell’ambiente, l’introduzione del “debàt public” servirà soprattutto a disinnescare la sindrome NIMBY (“che in questa fase scatta un po’ per tutto”), mentre è ben diverso il punto di vista di Damiano Di Simine, membro della segreteria nazionale di Legambiente: “Il dibattito non deve essere un mero contentino e non deve servire a eliminare il conflitto, che va gestito e non prevenuto”. Per l’ecoattivista la chiave che può impedire al dibattito di essere un mero adempimento formale è la riscoperta della centralità delle infrastrutture nell’idea di sviluppo che si intende perseguire:“Va recuperato il significato anche etimologico di ‘infrastruttura’ come qualcosa che sta ‘sotto’ la struttura, nel senso che ne rappresenta la precondizione necessaria. Bisogna entrare nel merito anche della gestione e dell’uso che si intende fare delle infrastrutture in questione. Il dibattito pubblico può servire anche a mettere in evidenza costi e benefici e quindi a decidere non solo ‘come’ fare una determinata opera, ma anche 'se' farla o meno. Purtroppo, invece, la progressiva trivializ-

Quale modello di “debàt public”? L’Ing. Luigi Gaggeri ha evidenziato come parlare di “debàt public” non significhi individuare un format preciso, bensì fare riferimento a un modello che presenta notevoli differenze in base al contesto in cui viene applicato. Nella versione italiana si parte dal progetto preliminare (definito “studio di fattibilità tecnico/economica” nel nuovo Codice degli Appalti), rispondendo a una necessità che anche nel corso di questo convegno è stata più volte messa in luce. Esattamente come in Francia, la partecipazione è libera per tutti, mentre negli USA solo i principali stakeholder possono incidere nel processo decisionale. “D’altra parte – ha osservato Gaggeri – nel modello americano a gestire il dibattito è una figura indipendente dalle parti in causa, che opera una mediazione simile all’arbitrato. In Italia sarà una commissione formata da Enti Locali”. In quanto alla durata del percorso, in Italia e in Francia sono previsti quattro mesi, più ulteriori tre in caso di necessità, mentre USA e Regno Unito sono ben più sbrigativi: da due a 12 settimane. Gaggeri ha inoltre evidenziato una lacuna, rappresentata dal mancato coinvolgimento di almeno un esperto di comunicazione che possa favorire un percorso non facile. Le problematiche sono state bene descritte da Luca Montani, direttore della comunicazione MM: “Noi siamo già pronti a gestire il ‘debàt public’, visto che lo facciamo da tempo, ma il livello del confronto è molto basso. L’imbarbarimento del linguaggio di cui parlava Di Simine non riguarda solo la politica, ma tutti noi. Senza una visione condivisa il dibattito è inutile, ma i cittadini hanno sempre meno voglia di sentir parlare di visione e quindi diventa complesso parlare”. Le responsabilità sono però diffuse: “Se per i cittadini si è parlato di sindrome NIMBY (‘non nel mio giardino di casa’), allora per i politici dobbiamo parlare della sindrome ‘Non nel mio mandato’: troppo spesso gli amministratori rimandano le questioni più spinose a chi verrà dopo di loro, lasciando vasti gruppi di persone al loro destino”. ■ ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 33


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MACCHINE Bomag

L’anniversario dell’innovazione

L’evento organizzato lo scorso settembre dal costruttore di Boppard non ha avuto il “semplice” scopo di presentare le ultime innovazioni in termini di prodotto e di tendenze tecnologiche, ma ha rappresentato l’occasione per festeggiare insieme a clienti e operatori i suoi 60 anni di attività di Stefano Vitali 36 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

B

omag ha celebrato ufficialmente a settembre il suo 60° anniversario e lo ha fatto coinvolgendo clienti e operatori in una grande festa organizzata in occasione degli ormai tradizionali “Innovation Days”, tenutisi presso il nuovo Customer and Training Centre di Boppard, in Germania. Questa struttura, in costan-


te espansione, è stata peraltro recentemente ampliata e ospita un’area demo dotata di apposite aree per dimostrazioni e presentazioni di macchine, affiancata da un centro di formazione con sale e laboratori destinati alla didattica. L’appuntamento è stato strutturato in modo efficace e ha consentito di conoscere da vicino lo spirito e i criteri progettuali che hanno consentito al costruttore tedesco di imporsi a livello internazionale. Tempo di celebrazioni L’attenzione di Bomag all’innovazione, alla qualità, alla realizzazione di prodotti facili da utilizzare e all’eccellenza dei servizi di assistenza ha fatto di una piccola realtà imprenditoriale fondata a Boppard nel 1957 un produttore internazionale globale di macchine per le costruzioni. Oggi l’azienda conta oltre 2.000 dipendenti, genera un fatturato annuo di circa 700 milioni di euro e vanta stabilimenti di produzione in Germania, Italia, Brasile, Stati Uniti e Cina.

L’OPINIONE “Siamo orgogliosi dei risultati che abbiamo ottenuto fino ad oggi e delle innumerevoli innovazioni adottate dagli utilizzatori di tutto il mondo, che hanno reso il marchio Bomag leader di mercato nei core business dell’asfalto e della compattazione del suolo. In particolare, questi risultati sono RALF JUNKER stati resi possibili dall’impegno PRESIDENTE DI BOMAG dei nostri dipendenti altamente qualificati, che danno il meglio ogni giorno e non si accontentano mai degli obiettivi già raggiunti. Una delle chiavi di volta più importanti di questa storia di successi che dura da 60 anni è l’orientamento al cliente: fin dalla sua fondazione, Bomag ha posto grande attenzione allo sviluppo di stretti rapporti di partnership, sempre gestiti su un piano di assoluta parità. Non importa in quale luogo nel mondo ci troviamo a lavorare, la nostra attenzione è sempre concentrata sulle esigenze dei clienti. La nostra vicinanza alla realtà del mercato, unitamente all’eccellenza dei servizi di assistenza in loco a supporto delle nostre macchine, rappresenta uno dei nostri maggiori punti di forza. Un punto di forza che non cambierà nemmeno in futuro”.

BOMAG, SPECIALISTA NEI SETTORI DELLE COSTRUZIONI STRADALI, DELL’ASFALTO E DELLA COMPATTAZIONE, HA FESTEGGIATO IL SUO 60° ANNIVERSARIO. QUEST’ANNO L’ORMAI TRADIZIONALE EVENTO “INNOVATION DAYS” DEDICATO AI CLIENTI SI È TENUTO A SETTEMBRE PRESSO IL NUOVO CUSTOMER AND TRAINING CENTRE ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 37


MACCHINE

L’anniversario appena festeggiato è stato accompagnato dal lancio di nuovi modelli e servizi, edizioni speciali e altre iniziative. Ad esempio, Bomag ha offerto una garanzia di 60 mesi sui ricambi per attrezzature leggere e, sempre gratuitamente, il sistema di misurazione della compattazione Economizer per coloro che hanno acquistato il compattatore multifunzione BMP 8500 entro la fine di giugno 2017. A quest’iniziativa sono seguite (e seguiranno) altre offerte studiate per i clienti per celebrare insieme a loro i successi raggiunti in questi ultimi sei decenni. Il risultato delle partnership instaurate con i propri clienti da Bomag si concre-

tizza poi in soluzioni che soddisfano le richieste dell’utilizzatore finale: lunga vita di servizio, basse esigenze di manutenzione e logiche di controllo semplici da adottare rendono le attività di costruzione e compattazione più produttive. L’elevata potenza di compattazione, unitamente alla tecnologia Bomag di misurazione della compattazione, consente di ottenere significativi risparmi in termini di tempi di realizzazione e costi del carburante. Al fine di orientare lo sviluppo delle costruzioni stradali e della compattazione nei prossimi decenni, poi, l’azienda tedesca continua a investire fortemente nella ricerca, nello sviluppo, nell’istru-

LA COMPATTAZIONE INTELLIGENTE Da anni il Bomag Economizer è diffu-

non richiede formazioni preventive. Una

samente utilizzato sui rulli compatta-

striscia luminosa si espande progressi-

tori tandem di grande e piccola taglia

vamente in funzione del grado di com-

per misurare il grado di compattazione

pattazione raggiunto, fornendo il pieno

dell’asfalto. Nel segmento della compat-

controllo sulle operazioni ed evitando il

tazione del terreno, il display è disponi-

rischio di sovracompattazione.

bile sia per piastre vibranti reversibili che per i compattatori per trincee. Gli operatori hanno accolto così favorevolmente questo sistema da indurre il costruttore tedesco a proporre oggi l’Economizer come optional e in kit retrofit anche per le più recenti generazioni di rulli a tamburo singolo. Un sondaggio condotto da Bomag tra i suoi clienti ha rivelato che la tecnologia di misurazione Economizer si è dimostrata efficace: il sistema è facile da usare in quanto non è richiesta alcuna attivazione o calibrazione; il display si distingue per un design intuitivo, che 38 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

LA CONNESSIONE IN RETE DEI COMPATTATORI GARANTISCE UNA MAGGIORE QUALITÀ ED EFFICIENZA NELLE COSTRUZIONI STRADALI E UN’ADEGUATA ADATTABILITÀ ALLE ESIGENZE DI QUALSIASI CANTIERE. LA RETE BCM OFFRE UN EFFICACE SISTEMA DI CONTROLLO DINAMICO DELLA COMPATTAZIONE DELLA SUPERFICIE (SCDCC - SURFACE COVERING DYNAMIC COMPACTION CONTROL) BASATO SU DATI GPS. IL SISTEMA È IN GRADO DI CONNETTERE FINO A 10 RULLI COMPATTATORI E VISUALIZZARE I DATI RELATIVI ALLE OPERAZIONI DI COMPATTAZIONE

zione e nella formazione, introducendo ogni anno sul mercato una media di 15 nuovi modelli. Quest’anno, tra gli altri, è stato ad esempio lanciato il nuovo rullo gommato BW 28 RH, dotato di una cabina la cui forma è stata ispirata alla testa di un pesce martello, in modo da offrire per la prima volta una chiara visuale sulla parte superiore delle ruote e


consentire di operare in modo preciso su bordi e giunti dell’asfalto. Rinnovata è anche la gamma dei pesi operativi disponibili per il nuovo rullo BW 28 RH: questo modello è disponibile in un range di pesi da 8,6 a 28 t. In più, un nuovo pedale del freno che occupa tutta la larghezza del posto guida offre migliorati livelli di comfort e sicurezza. La strada del futuro Grazie alla digitalizzazione e alle moderne tecnologie di comunicazione, il BIM (Building Information Modeling) migliorerà e velocizzerà la pianificazione, il controllo dei processi e i flussi di lavoro del cantiere. E Bomag è pronta a promuovere quest’evoluzione tramite il proprio sistema di rete BCM (Bomag Compaction Management), volto a rendere i processi operativi più efficienti e rapidi e a rendere trasparenti i controlli di qualità nelle costruzioni stradali. Mentre le tecnologie digitali si stanno radicando in quest’ambito, Bomag sta lavorando da anni allo sviluppo di una sempre più efficiente rete digitale dedicata ai processi di pavimentazione e compattazione. Il potenziale inerente ai cantieri digitali, in particolare per quanto riguarda la costruzione di strade, è ancora poco conosciuto dal settore: tutto ciò offre quindi opportunità per realizzare progetti a costi inferiori, in tempi più rapidi, con maggiore trasparenza e migliori garanzie di qualità. Nell’ambito delle tecnologie digitali Bomag è da tempo in grado di offrire sistemi di connettività e supervisione delle proprie macchine; inoltre, promuove l’adozione di standard omogenei per tutti i soggetti coinvolti nella filiera. Contraddistinta dalla definizione “Industria 4.0” e forte del supporto delle moderne tecnologie informatiche e dei sistemi di connessione digitale, la produzione industriale automatizzata è una realtà già molto avanzata in Germania, in particolare nei settori specializzati nella produzione in serie (automobilistico e ingegneristico). La digitalizzazione nel settore delle costruzioni stradali è tuttavia ancora agli esordi e implica un grande potenziale per l’ottimizzazione dei processi nel prossimo futuro. Per rimanere competitivi, imprese e costrut-

UNA FRESA PER OGNI CANTIERE

Un accento particolare durante l’evento di Boppard è stato posto sulla gamma di frese a freddo. Caratterizzata da larghezze di lavoro che vanno da 500 a 2.200 mm, questa linea di macchine è in continua espansione grazie a mirati investimenti nei tamburi di fresatura, nel sistema di supporto e nella tecnologia degli utensili di taglio (qui, l’azienda ha fissato nuovi standard in particolare per quanto riguarda la facilità di manutenzione e la tecnologia di fresatura). Tra le altre, spiccano le frese compatte BM 500/15 e BM 600/15, che combinano una tecnologia di fresatura innovativa – basata su una nuova geometria del tamburo che consente di ottenere superfici lisce con danni minimi – e un elevato comfort. I modelli BM 1000/30, BM 1200/30 e BM 1300/30, invece, si caratterizzano per l’architettura a tamburo centrale e quattro cingoli a sterzatura integrale (trazione e traslazione sono costanti e fluide grazie a una corretta distribuzione dei pesi, che consente di mantenere il centro di gravità del mezzo in corrispondenza del tamburo di fresatura). Le versioni BM 1000/35, BM 1200/35 e BM 1300/35 si evidenziano per il nastro trasportatore, che può essere ruotato di 45° a sinistra e a destra e, grazie al sistema di sgancio rapido, consente di ridurre i tempi morti in cantiere. In fase di trasporto il nastro può essere ripiegato idraulicamente (standard). Altri “top player” Bomag sono le frese “Heavy Duty” BM 2000/60 e BM 2200/60, progettate per lavorare su strade e fondazioni, in interventi di riparazione o rimozione di manti autostradali (è possibile asportare grandi superfici con una sola passata, in quanto a una larghezza operativa utile di 2 o 2,2 m si associa una profondità massima di fresatura di 32 cm). Un accenno meritano anche i modelli BM 2000/75 e BM 2200/75, ideali per grandi cantieri ma che, grazie all’elevata manovrabilità e al rilevante angolo di rotazione del nastro trasportatore, si prestano anche a interventi di minore entità.

tori dovranno sposare questa tendenza, per questo Bomag intende supportare i propri clienti nell’implementazione di sistemi IT in rete nei processi di costruzione stradale. La connessione di macchine operatrici e processi costruttivi non è certo un territorio sconosciuto per Bomag: dalla sua fondazione, è riuscita ad affermarsi come un riferimento nel settore della pro-

gettazione e produzione di macchine per la compattazione. Il precoce approccio allo sviluppo dei sistemi digitali e il loro successo sul mercato hanno contribuito a costruire questa leadership, di cui il BCM è un esempio: basato sui dati GPS, esso offre un ottimale controllo dinamico della compattazione della superficie (SCDCC - Surface Covering Dynamic Compaction Control). ■ ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE Cams

Le tre vite del

CENTAURO

Dal 2001 l’azienda bolognese propone soluzioni di alta qualità per il riciclaggio di materiali di scarto. Una recente gamma, particolarmente innovativa, si distingue per la capacità dei suoi tre modelli di essere trituratori, deferizzatori e vagli in un unico mezzo di Pietro Gabrielli 40 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

L

a definizione Centauro richiama alla mente diverse immagini: riporta alla figura biforme della mitologia greca o a quella più attuale del corridore motociclista. In astronomia, invece, il Centauro è la costellazione australe la cui stella principale è di luminosità e colore simile al Sole. In un ambito decisamente più terreno, il Centauro è invece la “stella principale” della produzione della Cams di Castel San Pietro Terme (Bo), azienda

specializzata nel settore del riciclaggio e che ha elevato questa sua linea di impianti mobili di triturazione e vagliatura a un livello di splendore che ha saputo illuminare il settore a cui è destinata, grazie alla sua capacità di essere, in un’unica soluzione, trituratore, deferizzatore e vaglio. Ma questa realtà bolognese – fondata nel 2001 acquisendo il marchio TEM e capitalizzandone il know-how maturato fin dal 1964 – si distingue per la progettazione e produzione di una gamma molto ampia di frantumatori,


trituratori e vagli per il riciclaggio, disponibili in versione fissa, trasportabile e mobile: tutti con dimensioni in sagoma per il trasporto, questi mezzi sono destinati al settore della frantumazione e vagliatura per il riciclaggio di materiali inerti, dei rifiuti provenienti dalle demolizioni e costruzioni, del fresato di conglomerato bituminoso e del rottame del vetro.

LA SEDE CAMS DI CASTEL MAGGIORE (BO). FONDATA NEL 2001, L’AZIENDA PRODUCE IMPIANTI MOBILI, FISSI E TRASPORTABILI PER LA FRANTUMAZIONE, LA VAGLIATURA E IL RICICLAGGIO DI INERTI, MACERIE E ASFALTO

Esperti in riciclaggio Nel suo stabilimento produttivo di Castel San Pietro, Cams gestisce interamente la progettazione esecutiva, lo sviluppo e la realizzazione delle sue macchine e dei suoi impianti, che le hanno permesso di divenire un punto di riferimento nel mercato italiano e, successivamente, player internazionale nel settore del riciclaggio (l’export si attesta attualmente a oltre il 60%). Esperienza e tecnologia si concretizzano nelle attuali sei linee di prodotto, declinate in vari modelli: gli impianti trasportabili di frantumazione e riciclaggio UTS; gli impianti mobili (cingolati) di frantumazione e riciclaggio UTM; gli impianti trasportabili di vagliatura per inerti UVS; gli impianti fissi e mobili per il recupero del fresato

IRM; i trituratori industriali (primari e secondari) FTR; gli impianti mobili di triturazione e vagliatura della serie Centauro, costituita dai modelli 100.32 (il più rappresentativo della gamma), L 120.56 e XL 120.56.

L’OPINIONE “L’attenzione per l’ambiente è per Cams una colonna portante della sua attività, perseguita attraverso continue ricerche dedicate al rispetto della natura e alla prevenzione per la salvaguardia del territorio. Cams adotta un sistema di lavorazione con il quale è stato possibile ridurre le emissioni acustiche e polverose delle proprie macchine. La ricerca in campo ecologico è particolarmente evidente negli impianti delle serie UTS, UTM e Centauro, che vantano una speciale progettazione che le rende più produttive e leggere, con minori consumi e prestazioni superiori. La rumorosità di questi

macchinari è talmente ridotta che le rende idonee anche per l’utilizzo in cantieri all’interno di aree abitate. Lo studio di progettazione interno è altresì costantemente impegnato

a migliorare gli standard di qualità, affidabilità e sicurezza delle macchine e a trovare soluzioni che offrano ai clienti il massimo livello di flessibilità e personalizzazione”.

ANDREA TRENTINI, SALES MANAGER DI CAMS FOTO DI GRUPPO DEL TEAM CAMS. ANDREA TRENTINI È IL QUARTO DA DESTRA ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE

L’IMPIANTO MOBILE DI TRITURAZIONE E VAGLIATURA CENTAURO 100.32

LA SCHEDA TECNICA Centauro 100.32 Trituratore: Bocca trituratore: Tipo vaglio vibrante: Superficie vaglio vibrante:

FTR 1000 1.000 x 900 mm CVV 032 2P 3.200 x 1.000 mm

Superficie tramoggia:

3x2m

Capacità tramoggia:

2,85 m3

Produzione max.:

160 t/h

Potenza motore:

121 kW (164 CV)

Dimensioni di trasporto:

2,5 x 11,2 x 3,1 m

Peso totale:

42 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

24.500 kg

La serie Centauro Come accennato, un impianto Centauro si presenta come trituratore, deferizzatore e vaglio. Il tutto in un’unica macchina. Si tratta, nella fattispecie, di una soluzione ideale per il riciclaggio di materiali inerti, macerie e rifiuti da costruzioni e demolizioni, del fresato di conglomerato bituminoso e di placche di asfalto. I tre impianti attualmente disponibili sono veloci da installare e sono dotati di cingoli che ne consentono la mobilità su qualsiasi terreno. Ma come sono strutturati? Questi impianti sono costituiti da un trituratore


con due alberi controrotanti ad azionamento elettrico a bassa velocità, muniti di frese a tre denti intercambiabili in grado di frantumare il materiale sfruttando lo sforzo di taglio. Una tecnologia, questa, brevettata proprio da Cams e che consente – oltre che una notevole riduzione della potenza necessaria a garantire elevate produzioni, permettendo di ridurre considerevolmente il consumo energetico – la frantumazione di materiali “ostici” quali le macerie, il conglomerato bituminoso, i materiali terrosi e argillosi. Il tutto a prescindere dalle condizioni del tempo e del materiale stesso. Grazie alla motorizzazione elettrica, inoltre, la frantumazione e la vagliatura avvengono con un rendimento costante, indipendentemente dalle condizioni ambientali di lavoro. Gli impianti Centauro 100.32, L 120.56 e XL 120.56 presentano un design studiato per rendere più semplice la manutenzione e migliorare la sicurezza. Sono inoltre dotati di componenti che permettono di gestire e modificare in remoto tutti i parametri di funzionamento della macchina. Grazie a ciò è possibile adattare le macchine di volta in volta alle esigenze dei clienti e ai diversi tipi di materiali da lavorare: terre e rocce da scavo, rifiuti da costruzione e demolizione, bonifiche ambientali, cemento armato, pali vigna, placche di asfalto, fresato, scarti di lavorazione ceramiche e manufatti di cemento, Gas Beton e carbone. Molteplici le caratteristiche (e relativi vantaggi) garantiti dagli impianti Centauro: differenti programmi di frantumazione, a seconda del tipo di materiale inerte da frantumare; bassi consumi, grazie a un’u-

GLI IMPIANTI MOBILI DI TRITURAZIONE E VAGLIATURA CENTAURO L 120.56 E XL 120.56

nica motorizzazione per l’alimentazione di trituratore e vaglio; minimo inquinamento acustico; emissione di polvere praticamente nulla; modesta usura dei componenti; bassi costi di manutenzione (sistema brevettato per la sostituzione dei denti); semplicità di manutenzione (grazie all’ampia distanza tra i due piani di vagliatura, pari a 600 mm); radiocomando per tutte le funzioni; misure di ingombro compatte; massima mobilità sul terreno

grazie ai cingoli e basso carico distribuito su di essi; regolazione idraulica della pezzatura in uscita (sistema brevettato); elevata produttività e bassi consumi grazie alla motorizzazione elettrica; rendimento costante di vagliatura; possibilità di distribuire energia elettrica al cantiere. Ultima considerazione, non meno importante: è sufficiente un unico operatore per gestire l’impianto, in quanto è completamente automatizzato. ■

TRA LE SOLUZIONI PIÙ INTERESSANTI PROPOSTE SUL MERCATO DA CAMS, ANCHE GLI IMPIANTI MOBILI CINGOLATI DI FRANTUMAZIONE E RICICLAGGIO DELLA SERIE UTM ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE Ecotec Solution

INNOVAZIONI

GREEN

Giovane e dinamica, l’azienda altoatesina si è rapidamente affermata nelle tecnologie ambientali, distribuendo in esclusiva per l’Italia alcuni dei principali brand del settore. A Ecomondo espone i vagli a tamburo Pronar, ideali per chi opera nel settore delle costruzioni e del movimento terra di Riccardo Lorenzi

L VAGLIO MOBILE PRONAR MPB 20.72 E IL NASTRO MOBILE PRONAR MPT 24G. 44 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


P

ur essendo già molto considerata nel settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, Ecotec Solution è un’azienda giovane. In tutti sensi. Nata solo tre anni fa, è stata fondata da due soci giovani come gli altoatesini Martin Mairhofer e Alex Raich, che abbiamo incontrato in vista della loro partecipazione all’edizione 2017 di Ecomondo.

GLI ALTOATESINI MARTIN MAIRHOFER (A SINISTRA) E ALEX RAICH HANNO FONDATO ECOTEC SOLUTION TRE ANNI FA, PORTANDOLA RAPIDAMENTE AL SUCCESSO

“Alex conosceva già molto bene quest’ambito, provenendo da un’altra azienda del riciclo rifiuti”, ci spiega Mairhofer. “Il mio background invece è legato ad altri settori, avendo sempre lavorato nel management di grandi aziende multinazionali. In particolare, mi sono occupato di marketing e business development”. Come si suol dire in questi casi, l’unione ha fatto la forza, ma ovviamente dopo aver pianificato con la dovuta accuratezza la scelta imprenditoriale: “Prima di partire, abbiamo fatto diverse ricerche di mercato per individuarne al meglio le potenzialità”, continua Mairhofer. “Esaminando la realtà italiana e mettendola a confronto con il resto d’Europa abbiamo evidenziato una situazione ancora lacunosa. Ci sono ancora diversi passi

da compiere e svariati aspetti sui quali il Paese deve recuperare terreno, anche per raggiungere gli obiettivi identificati a livello internazionale sul tema della gestione dei rifiuti. Sussiste senza dubbio la necessità di investire su macchinari e tecnologie, visto che in Italia numerosi materiali sono ancora oggi trattati in maniera insufficiente. Tra la problematica dei rifiuti e il valore delle materie prime a livello mondiale, c’è davvero molto da fare”. La porta dell’Europa Ecotec Solution ha sede a Lana, sul versante meridionale della conca di Merano, all’ingresso della Val d’Ultimo. Con poco più di 12.000 abitanti, il comune altoatesino rappresenta un vero e proprio gioiello turistico. Le sue attrazioni sva-

IL TRITURATORE MOBILE MRW 2.1010G. PRONAR ESPONE A ECOMONDO NELLO STAND ECOTEC SOLUTION PAD A3 STAND 174

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE

IL VAGLIO MOBILE A TAMBURO PRONAR MPB 18.47 È ADATTO PER LAVORARE DIVERSE TIPOLOGIE DI MATERIALI IN CANTIERE

riano da manufatti storici come castelli e chiese ai celebri mercatini di Natale, passando per la possibilità di praticare il golf e diversi altri sport. Lana è anche il più grande paese frutticolo dell’Alto Adige e, grazie alla sua posizione geografica, il suo territorio è sempre stato popolato negli ultimi 10.000 anni, fin dal termine dell’ultima era glaciale. Oggi lavorare in questa zona consente ad Ecotec Solution di collegare al meglio l’Italia con i mercati mitteleuropei, un compito che l’azienda svolge grazie a riconosciute caratteristiche di precisione, affidabilità, qualità e professionalità. Il know-how è garantito anche dalla continuità, visto che Ecotec Solution ha riassorbito alcuni dei dipendenti della precedente azienda nella quale Raich lavorava e che ha chiuso i battenti dopo il decesso

di uno dei due titolari e la decisione del socio di non proseguire da solo. “Ecotec Solution propone tecnologie e soluzioni per l’ecologia e nell’ottica della green economy persegue l’idea di migliorare il ciclo integrato dei rifiuti”, spiega Raich. “Puntiamo a incrementare le performance dei nostri clienti e partner con soluzioni innovative e affidabili, che valorizzano il rifiuto in risorsa. Siamo un team con spiccate capacità, pluriennali esperienze e know-how nel settore delle tecnologie ambientali. Il nostro focus è rivolto alla specifica situazione del nostro cliente, che cerchiamo di capire in maniera approfondita prima di proporre la nostra soluzione. Adottiamo il metodo di lavoro del project management assicurando precisione, qualità e la possibilità di aggiustarci in maniera flessibile e creativa”.

Un poker di brand famosi Ecotec Solution è specializzata nei comparti della raccolta, del trattamento e del riciclo dei rifiuti, dove abbina una gamma di prodotti e macchinari di elevata qualità a massimo servizi di alto livello. Il suo approccio si basa sullo studio del processo completo di lavorazione dei rifiuti, per poi proporre un pacchetto di soluzioni personalizzate per ogni singolo cliente, considerando la sua specifica situazione e il materiale da raccogliere, trattare o riciclare. “Puntiamo alla massima soddisfazione dei nostri clienti”, continua Raich. “Siamo convinti che solo la cura flessibile, veloce e sostenibile delle svariate problematiche dalla prevendita fino a tutta la fase di postvendita assicuri il successo delle nostre soluzioni, a vantaggio delle performance richieste dei nostri clienti. Per questo forniamo un pacchetto di servizio completo, dalla progettazione, all’assistenza tecnica, a pezzi di ricambio e la fornitura di macchinari usati o in noleggio”. La rapida crescita dell’azienda del nordest si è tradotta in accordi di collaborazione esclusivi e strette partnership con importanti marchi, sia tedeschi che austriaci e italiani, che la mettono in condizione di offrire una vasta scelta di tecnologie e soluzioni di alta qualità, affermate e innovative. Attualmente sono quattro i brand dei quali Ecotec Solution è distributore esclusivo nel nostro Paese. L’ultimo entrato a far parte della “famiglia” è un marchio che peraltro è

PRONAR: 30 ANNI AL SERVIZIO DELL’AMBIENTE Pronar è sorta nel 1988 a Narew, città del

sporti e i servizi municipali. Oltre a una

nazionale, Pronar rimane un’azienda po-

nord-est polacco dove ha tuttora sede.

fetta di mercato che sfiora il 50% del to-

lacca al 100% e considera la propria in-

Il suo legame con il territorio è evidente

tale polacco, Pronar è uno dei principali

dipendenza come un prezioso asset sul

fin dal nome scelto, nato dall’unione di

player in campo mondiale anche nel set-

quale costruire la propria ulteriore cre-

produzione (“Pro”) e Narew (“nar”). Sono

tore delle ruote, degli pneumatici, dei si-

scita. Nel 2014 ha inaugurato il suo cen-

oltre 2.000 le persone impiegate presso il

stemi idraulici, degli assali e dei compo-

tro di Ricerca & Sviluppo, dove lavora-

quartier generale, la cui estensione equi-

nenti in plastica. La capacità di innovare,

no oltre 70 progettisti e 180 ingegneri.

vale all’area occupata da 80 campi da cal-

mantenendo sempre alti profili qualitati-

Il motto aziendale è “Tecnica per la natu-

cio! Nelle sette unità produttive di Pronar

vi, ha consentito all’azienda di estendere

ra”,che bene riassume un approccio orien-

ogni giorno vengono utilizzate 600 t di ac-

il proprio business attraverso un network

tato al massimo rispetto per l’ambiente.

ciaio per produrre 4.000 parti della sua va-

di dealer che include tutti i Paesi dell’Unio-

Attraverso Ecotec Solution, l’azienda po-

sta gamma di prodotti. A quasi trent’anni

ne Europea, la Scandinavia e la Russia.

lacca conta di crescere molto anche sul

dalla sua nascita, Pronar vanta una rico-

I prodotti Pronar vengono esportati in ol-

mercato italiano del movimento terra, do-

nosciuta leadership nel settore della pro-

tre 60 nazioni di tutto il mondo: Africa,

ve le sue tecnologie possono risultare di

duzione e vendita di macchine e attrezza-

Nord e Sud America, Australia e Nuova

fondamentale importanza per aggiornare

ture per l’agricoltura, l’industria dei tra-

Zelanda. Nonostante la sua crescita inter-

le competenze delle aziende del settore.

46 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


da decenni già molto noto nel settore del movimento terra come Binder+Co. L’azienda austriaca si contraddistingue per l’offerta di sei passi di processo elementari dalla stessa mano: frammentazione, vagliatura, trattamento a umido, trattamento termico, selezione ed infine imballaggio e palettizzazione. Partnership e affidabilità Binder+Co si è unito a un ventaglio di proposte che comprendono anche la ricca gamma dell’azienda tedesca Eurec Technology, nota soprattutto per i suoi trituratori bialbero a rotazione lenta praticamente indistruttibili, come dimostrato dall’elevato numero di macchine installate sia in Italia che nel mondo, con grande soddisfazione da parte di clienti e gestori. Altrettanto prestigiosa è la partnership stipulata nel 2015 con il brand austriaco Untha Shredding Technology, che vanta oltre quattro decenni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di trituratori monoalbero, bialbero e quadri albero, con una specializzazione molto marcata nei trituratori fissi per impianti stazionari. Le macchine Untha si differenziano per l’elevato valore tecnologico che sta rivoluzionando la produzione di CDR (combustibile derivato da rifiuti) e CSS (combustibile secondario secco). La scelta di entrare nel mercato italiano attraverso Ecotec Solution rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore del progetto di Raich e Mairhofer: “Dal nostro punto di vista, il mercato italiano è sempre stato molto complesso, con un grande potenziale accompa-

gnato da possibilità incerte di sfruttamento”, spiega Daniel Wresnik, Sales Manager di Untha. “Alex e Martin si sono presentati con un solido business plan, conoscenze approfondite del mercato italiano e dei suoi operatori, con un progetto adatto a noi. Il loro atteggiamento giovane e dinamico e la loro professionalità ci hanno convinto a definire una strategia comune”. Le novità di Pronar Per il settore delle costruzioni è di notevole interesse la partnership che lo scorso anno Ecotec Solution ha avviato con Pronar, azienda affermata in più settori: dai trattori alle attrezzature agricole, passando per il comparto motociclistico. Con il suo ingresso nel mondo del riciclo rifiuti e del movimento terra, che in Italia presenta ampi margini di crescita, il brand polacco ha ulteriormente esteso la propria presenza in campo internazionale. “Parlando di separazione – spiega Mairhofer – spicca il vagliatore a tamburo che Pronar propone in sette modelli distinti, con differenti grandezze e con la scelta tra il cingolato e il gommato. La caratteristica principale di questi prodotti sta nell’eccellente rapporto qualità/prezzo, il quale può essere garantito solo da una grande industria come questa, che vanta sette stabilimenti produttivi e oltre 2.000 dipendenti”.

Tra i vagli a tamburo, Pronar MPB 20.55 rappresenta l’ultima generazione. Tutta la gamma si caratterizza per un solido design e un semplice principio di funzionamento. I tamburi intercambiabili possono essere fabbricati a secondo delle esigenze del cliente per dimensioni del foro, per spessore e per forma del foro rotonda o quadrata. Un supplemento ai vagli mobili a tamburo Pronar MPB 20.55 è la versione cingolata. Un autotelaio completamente autonomo permette di lavorare senza disturbi e ulteriori macchine a traino. La macchina è trasferibile in qualsiasi momento. Tra i suoi vantaggi ci sono anche la regolazione della velocità del nastro per l’adattamento della velocità al materiale da trattare, la facilità di accesso al motore e al gruppo di comando, nonché alla tramoggia di carico e l’impianto idraulico, grazie alle porte laterali apribili. Il motore e l’impianto idraulico sono montati su un telaio estraibile che garantisce un facile accesso per la manutenzione e, nel complesso, i vagli mobili a tamburo sono perfettamente adatti per lavorare diversi materiali come terra e terreni contaminati, compost e torba, rifiuti solidi urbani, macerie da costruzione e scavi, sfridi legnosi, cippato e corteccia,

IL VAGLIO MOBILE A TAMBURO PRONAR MPB 20.55 È UN MEZZO PER EFFETTUARE LA SEPARAZIONE DIMENSIONALE DI MATERIALI

inerti (sabbia, ghiaia, ghiaino) e materiale spiaggiato. Allargando ulteriormente lo sguardo, il brand Pronar spicca per una gamma di vagli mobili (composta da sette modelli), il cui focus è rappresentato dalla vagliatura di terre, rocce, ghiaia e legname. I trituratori mobili (quattro modelli) sono particolarmente adatti per la triturazione del legno da demolizione: l’ultima novità è il nastro trasportatore mobile – disponibile in due modelli – che ha il suo ambito di applicazione ideale nella gestione di terre, rocce e ghiaia. ■ ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE Tana

TECNOLOGIE

venute dal nord Tra gli espositori di Ecomondo c’è anche l’azienda finlandese, che ha cominciato il suo percorso imprenditoriale nel settore dei compattatori da discarica e che oggi offre una gamma completa per tutte le sfide rappresentate dalle normative europee sul rispetto dell’ambiente di Claudio Rossi

“F

rom Waste to Value”: dal rifiuto al valore. È questo lo slogan di Tana, azienda fondata in Finlandia con lo specifico intento di progettare e costruire compattatori da discarica. Il suo nome deriva dalla parola finlandese “tanakka” che identifica “qualcosa di “solido, robusto e duraturo”. Un riferimento diretto alla struttura modulare dei macchinari Tana e alla loro longevità.

48 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

Nel corso degli anni successivi la casa costruttrice ha ampliato gradualmente - ma in maniera significativa - la propria gamma prodotti. Si sono infatti aggiunti trituratori per rifiuti, vagli cilindrici e di recente, grazie a un’importante collaborazione con la Ecostar (azienda italiana leader nella produzione di vaglia dinamici a dischi), anche vagli mobili dotati di questa particolare tecnologia. L’integrazione della gamma prodotti si è resa necessaria per adattarsi al trend mondiale relativo al mondo

dei rifiuti, che vede una sensibile riduzione del numero delle discariche e la riduzione del conferimento di materiale nelle stesse a favore di cicli di riutilizzo e/o riuso. In mercati avanzati come quello europeo, le norme imposte a livello comunitario mirano a sensibilizzare gli operatori del settore sul tema ambientale, facendo in modo che le discariche, e con esse i compattatori, vengano progressivamente abbandonate per favorire impianti volti, per l’appunto, al riciclaggio o al riuso.


UNA STORIA DI COMPETENZA E RESPONSABILITÀ Tana nacque all’inizio degli anni Settanta, quando un giovane inventore e imprenditore ideò una sorta di compattatore per discariche costruito attorno a un normale trattore ed equipaggiato con pneumatici in gomma. Il primo vero compattatore a doppio tamburo in ferro fu realizzato nel 1971 per un’esposizione ad Hannover, in Germania. Il mezzo fu venduto e consegnato a un cliente tedesco e ciò rappresentò il primo passo di Tana per diventare un leader globale nella gestione dei rifiuti. Il 1971 è perciò considerato l’anno di nascita ufficiale dell’azienda. Il compattatore da discarica subì continue modifiche e migliorie. Una dopo l’altra, nacquero poi nuove linee: T Series, C Series, F Series. Nel corso degli anni il nome dell’azienda cambiò da Tana-Jyrä Ltd. in KoneJyrä Ltd. e, infine, in Oy Tanacorp Ltd. Nel 1995 entrò in azienda l’attuale proprietario: fu l’inizio di una vera rivoluzione per l’azienda, che adottò il principio del miglioramento continuo. Furono abbandonati tutti i prodotti a eccezione del compattatore, l’organizzazione e le operazioni vennero semplificate, si aggredirono nuovi mercati e vennero raccolti pareri e opinioni dei clienti per creare

compattatori ancora migliori. Lo sviluppo del prodotto fu portato avanti a stretto contatto con dei clienti norvegesi, i distributori della Magne Gitmark & Co. A/S, con cui Tana collabora ancora oggi. Alla fine nacque la Tana G Series. Negli anni successivi gli affari crebbero stabilmente, con un incremento annuo del 15-30% del volume delle vendite e dei profitti. Nel 2003 la compagnia, chiamata Tana Oy, decise di fare un ulteriore passo avanti. Le richieste del mercato, specialmente dell’area europea, stavano cambiando. Invece di limitarsi a stoccare i rifiuti nelle discariche, i paesi iniziarono a riciclarli, riutilizzarli e convertirli in energia, creando al contempo nuove opportunità lavorative. Tana Oy decise di sfruttare tali possibilità e avviò lo sviluppo di una frantuma-rifiuti a bassa velocità. I primi modelli industriali Series S5430 e S6330 vennero lanciati sul mercato europeo nel 2006. La fase iniziale fu un successo insperato, nonostante le inevitabili sfide che si pongono al lancio di qualsiasi nuovo macchinario. Nel 2008 venne presentata la nuova generazione di frantuma rifiuti, compresi due modelli base (220 e 440), con diverse piattaforme e la possibilità di essere

alimentate con diesel o elettricità. Nonostante l’emozione che circondava i nuovi prodotti, il prodotto principale di Tana rimasero i compattatori. La G Series venne migliorata dando vita alla Gx Series e l’azienda si affacciò sui mercati di Africa, Europa orientale e America Latina. Le operazioni vennero ulteriormente semplificate per garantire servizio, sicurezza e qualità ottimali a tutti i clienti del mondo. Oggi, Tana è più che mai pronta ad affrontare le sfide del futuro e lo fa prestando una grande attenzione anche alla responsabilità sociale d’azienda: ogni operazione è regolata da alti standard qualitativi, estesi anche ai partner. Tana viene periodicamente sottoposta ad audit ed è certificata ISO 9001:2008, ISO 14001:2004 e OHSAS 18001:2007. L’azienda dona i fondi delle festività a organizzazioni umanitarie quali Plan International, Unesco e Save the Children. I suoi uffici vengono frequentemente visitati da scuole e gruppi di studenti, e spesso si occupa di avvicinare i giovani alla vita lavorativa.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 49


TESTATINA

TUTTI I MODELLI DI TANA SHARK SONO DOTATI DELLA TECNOLOGIA PROTRACK, CHE CONSENTE DI EFFETTUARE UNA GESTIONE A 360° DEL MACCHINARIO

FONDATA IN FINLANDIA ALL’INIZIO DEGLI ANNI SETTANTA, TANA OY HA SVILUPPATO UNA PARTICOLARE EXPERTISE NEL SETTORE DELLA GESTIONE RIFIUTI, PER POI ALLARGARE IL PROPRIO CAMPO A TUTTE QUELLE MACCHINE E QUELLE TECNOLOGIE CHE CONSENTONO ALLE AZIENDE DELLE COSTRUZIONI E DEL MOVIMENTO TERRA DI RIENTRARE NELLE NORMATIVE EUROPEE IN TEMA ECOLOGICO

LA TECNOLOGIA CONVIENE Massimizzare il grado di compattazione e prolungare la vita utile di una discarica con costi operativi ottimizzati: questi sono gli obiettivi principali della moderna gestione dei rifiuti. Tana aumenta il livello di compattazione almeno del 10% rispetto ad altri produttori. Com’è possibile? Il modo più semplice per calcolare la densità di compattazione di una discarica è misurare l’area della discarica, lo spazio aereo utilizzato e le tonnellate applicate a tale area. Solitamente si parla di cifre comprese tra 700 kg/m3 e 1.300 kg/m3. La densità dipende dal tipo di rifiuti e dalla variabilità delle loro caratteristiche, oltre che dal tipo di macchinario utilizzato. Il compattatore Tana E-series permette di raggiungere un grado di compattazione maggiore del 10% rispetto a qualsiasi compattatore a quattro ruote in qualsiasi paese. Per spiegare meglio i vantaggi, Tana presenta la case-history di un suo cliente, passato da una macchina a quattro ruote a un macchinario Tana. Dopo un anno di utilizzo, ha effettuato un calcolo comparativo del grado di compattazione. I risultati? Tana: 1,25 t/ m3, quattro ruote: 0,9 t/m3. In base al totale di rifiuti in entrata, il consumo di spazio aereo annuo è stato di 389.000 m3 con un quattro ruote e di soli 280.000 m3 con Tana, per un risparmio di ben 109.000 m3 di spazio aereo. All’epoca, il costo al metro cubo di spazio aereo era di 42 AUD (dollari australiani). Il costo totale annuo dello spazio aereo utilizzato è passato da 16,3 milioni di AUD a 11,8 milioni di AUD. Il risparmio totale portato da un miglior grado di compattazione in questo caso è stato di 4.500.000 AUD!

50 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

I trituratori Shark Come primo passo, in questo contesto di evoluzione, Tana ha incluso nella propria gamma prodotti i trituratori a giri lenti Shark. La gamma vanta due modelli, il 220 e il 440, disponibili in diversi allestimenti, sia mobili che fissi. Le versioni possono essere sia elettriche, prevalentemente per impianti (malgrado sia disponibile anche una versione elettrica mobile), che con motore diesel. Prerogativa dei trituratori Tana è la configurazione del rotore, lungo 3 m e di diametro di 900 mm circa, che riesce a tagliare anziché strappare i materiali da triturare. Ciò consente, grazie anche all’utilizzo di un vaglio posto sotto al rotore, di calibrare perfettamente la pezzatura finale. Grazie ai diversi vagli, i trituratori Tana Shark hanno un range di prodotto finale compreso tra i 50 e i 500 mm in diverse applicazioni quali legname, pneumatici, rotoli di carta, ingombranti, materassi, con risultati di elevata qualità. Altra caratteristica unica dei trituratori Tana Shark è l’alto contenuto tecnologico. Tutti i modelli escono equipaggiati dalla fabbrica con un sofisticato sistema in grado di effettuare la pesatura del materiale in uscita dal nastro principale, il tutto poi gestibile da remoto, tramite protocollo http, ovvero via internet. Questo sistema, denominato Protrack, consente una gestione a 360° del macchinario. È possibile infatti monitorare la quasi totalità delle attività da esso svolte, oltre che naturalmente la sua posizione. Ciò è fondamentale per ridurre al minimo i fermi macchina, ottimizzare i cicli produttivi, valutare in tempo reale le prestazioni dei singoli operato-


AUTENTICA ESPERTA DEL SETTORE E PORTABANDIERA DEI VALORI “GREEN”, TANA SARÀ PRESENTE ALL’EDIZIONE 2017 DI ECOMONDO

ri nel gestire il mezzo, programmare manutenzioni ordinarie, produrre report giornalieri, settimanali, mensili, annuali o comunque a scadenze stabilite dall’utilizzatore finale. Tecnologia e personalizzazione Diversi accessori consentono di personalizzare l’allestimento: telecomando, deferizzatore magnetico, vagli (disponibili in diversi misure e customizzabili ulteriormente): il livello di perso-

nalizzazione è così elevato che è possibile persino scegliere il colore del trituratore. La parete laterale apribile è infine l’ultima caratteristica tecnica che differenzia i trituratori Tana del resto della concorrenza. La rimozione di materiali infrantumabili, la manutenzione/sostituzione dei

denti e il cambio del vaglio: sono tutte operazioni che si effettuano con estrema velocità tramite la parete laterale apribile idraulicamente. Ciò consente un’importante riduzione dei fermi macchina, oltre che un cambio di identità del mezzo realizzabile in appena 5-10 minuti. Questa versatilità consente di triturare diversi materiali in diverse pezzature e, di volta in volta, riuscire a centrare perfettamente la dimensione finale desiderata dai clienti, che vengano trattati pneumatici piuttosto che rifiuti solidi urbani che materassi. ■

I COMPATTATORI DELLA SERIE TANA E L’attuale gamma di compattatori Tana E

raggio del TCS.

Series nasce da lunghi studi di sviluppo

La struttura a doppio tamburo fa sì che

e soluzioni che apportano sostanziali

la potenza di compattazione degli am-

te spostamenti di peso non controllati;

benefici agli utenti. Queste macchine

pi tamburi venga diretta verso il basso,

apporta la massima compattazione; ha

vantano caratteristiche esclusive che

impedendo così la fuoriuscita dei rifiuti

un design molto semplice ma estrema-

permettono loro di distinguersi dagli

dal fondo del compattatore e producen-

mente resistente.

altri modelli presenti sul mercato. Tutti

do una superficie liscia e densa senza

La forma, le dimensioni, la struttura e

i compattatori E Series sono dotati di

paragoni.

il numero dei denti frantumatori devo-

TCS, che supervisiona e controlla tutte

Un compattatore Tana ottiene in un

no sempre essere ottimizzati. Nei com-

le funzioni del macchinario.

solo movimento ciò che un normale

pattatori Tana E Series, i denti hanno

Le impostazioni possono essere visua-

quattro ruote ottiene in due passag-

un’altezza di 200 mm e permettono una

lizzate e modificate tramite un pannel-

gi. Il telaio rigido apporta una serie di

penetrazione efficace e resistente in

lo LCD posizionato nella cabina dell’o-

vantaggi durante l’utilizzo: è dotato di

ogni strato di rifiuti freschi. I denti sono

peratore. Tana TCS offre un’interfaccia

un’articolazione a +/-40° priva di oscil-

progettati in forma piramidale, realiz-

utente intuitiva, con un semplice me-

lazioni e consente la massima potenza

zati in solido acciaio e mantenuti puliti

nù operativo e uno schermo a quattro

di compattazione (sempre con un mi-

da una serie di raschiatori regolabili.

colori. L’operatore ha a sua disposizio-

nimo del 50% del peso del macchinario

Le caratteristiche dei denti frantuma-

ne tutti gli strumenti necessari per in-

per ogni tamburo); permette un’equa

tori? Producono il massimo effetto di

dividuare le criticità del macchinario

distribuzione grazie alla lama ampia e

impasto dei rifiuti; sono disposti in

e prevenire qualsiasi danno da essa

bilanciata; minimizza le oscillazioni in-

uno schema a cono per massimizzare

causato grazie al sistema di monito-

desiderate della cabina; non permet-

la compattazione. ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 51


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Hands On

PROSPETTIVA

IBRIDA L’IBRIDO ZH210LC-5 COMBINA TECNOLOGIE AVANZATE DERIVANTI DAGLI ESCAVATORI IDRAULICI, ELETTRICI E A BATTERIA. IL RISULTATO DI QUESTA COMBINAZIONE? IL SISTEMA TRIAS HX, IN GRADO DI RIDURRE IN MODO CONSIDEREVOLE IL CONSUMO DI CARBURANTE E LE EMISSIONI DI CO2 ETTORE ZANATTA

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L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5 L’escavatore cingolato Hitachi che abbiamo provato è la versione caratterizzata dalla tecnologia “ibrida” derivata dal modello convenzionale da 20 t. Grazie a questa combinazione, la macchina offre praticamente le prestazioni tipiche degli escavatori Hitachi con tutti i vantaggi in termini di riduzione dei consumi e delle emissioni.

L’

escavatore cingolato ibrido Hitachi ZH210LC-5 è un’innovativa versione derivante dal modello convenzionale Zaxis-5 da 20 t e progettato per offrire prestazioni affidabili con (molte) meno emissioni e un minore utilizzo di carburante. Più economico per i proprietari, più facile da utilizzare per gli operatori e migliore per l’ambiente: questa macchina incorpora tecnologie avanzate adottate da escavatori idraulici, elettrici e batteria. Il risultato è il sistema TRIAS HX, che riduce il consumo di carburante e di CO2 fino a oltre il 30% senza comprometterne la potenza, la velocità e la semplicità d’uso. Grazie alla combinazione di un motore idraulico collaudato e di un motore elettrico eco-compatibile, infatti, quest’escavatore garantisce gli stessi livelli di efficienza e linearità di rotazione dei modelli idraulici ZX.

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Hands On Il vano del motore Isuzu AM-4HK1X, 4 cilindri, raffreddato ad acqua e a iniezione diretta con Common Rail. In questo modello si può fare in modo che l’aria venga espulsa attraverso il coperchio superiore apribile con un semplice tocco: questa funzione risulta pratica per liberare quest’ultimo da eventuali intasamenti

Il sistema TRIAS HX L’escavatore ibrido Hitachi ZH210LC-5, dunque, offre alte prestazioni di risparmio energetico senza compromettere aspetti fondamentali quali la potenza, la velocità e la

IL SISTEMA TRIAS HX

facilità d’uso. Grazie alla citata combinazione di un motore idraulico e di un motore elettrico “ecologico”, questa macchina può offrire i medesimi (elevati) livelli di efficienza e produttività di tutti i modelli idraulici Zaxis-5. Il sistema TRIAS HX, in particolare, combina un sistema ibrido con un sistema idraulico TRIAS a elevata efficienza energetica, allo scopo di ottenere livelli estremamente bassi in termini di consumo di carburante. Il sistema ibrido incorpora un motore di rotazione che converte l’energia generata durante la frenata in energia elettrica; quest’ultima viene trasferita tramite un’apposita unità di controllo della

Il sistema TRIAS HX del modello ZH210-

Hitachi ZH210-5, che utilizza un sistema

re energia. Per incrementare la produt-

5 combina un sistema ibrido con un si-

a tre pompe + un distributore idrauli-

tività, inoltre, Hitachi ha progettato lo

stema idraulico TRIAS ad alta efficienza

co a 12 elementi che aumenta la preci-

ZH210-5 con miglioramenti relativi alla

energetica per raggiungere livelli di con-

sione e riduce la perdita di pressione e,

capacità delle pompe che comportano

sumo carburante estremamente bassi.

di conseguenza, consente di risparmia-

un’efficienza migliore dei cilindri.

Il sistema ibrido è dotato di un motore di rotazione che converte l’energia generata durante la frenata in fase di rotazione in energia elettrica; quest’ultima è trasferita all’Unità di Controllo della Potenza (PCU) e immagazzinata nel condensatore. L’energia immagazzinata viene utilizzata per l’azionamento del motore e per muovere la torretta (l’utilizzo del moto di rotazione per rigenerare energia si traduce in consumi di carburante ridotti). Il sistema idraulico ad alta efficienzaTRIAS, dunque, migliora le prestazioni dell’escavatore ibrido 56 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5 Particolare del motore ausiliario elettrico. Questo componente genera energia elettrica e controlla la quantità di elettricità immagazzinata nel condensatore azionando il motore

Sul lato destro dell’escavatore, tutti i componenti sono facilmente accessibili. All’interno del vano si nota l’impianto idraulico TRIAS (a sinistra), basato su un sistema composto da tre pompe + un distributore idraulico a 12 elementi. Sopra di essi si trovano l’elettrovalvola a una bobina per il controllo della valvola di by-pass e le elettrovalvole aggiuntive per il controllo del flusso pompa. Nel vano di sinistra si notano anche il filtro olio motore (all’estrema sinistra), il filtro del circuito di pilotaggio (in alto a destra), il doppio filtro del carburante (prefiltro e filtro principale, in basso a destra) e il separatore dell’acqua ad alte prestazioni (immediatamente a sinistra della parte destra del vano)

potenza (PCU) e memorizzata nell’unità del condensatore, prima di essere utilizzata per sostenere il motore di rotazione elettrico nelle fasi di accelerazione e spostamento della struttura superiore. Il sistema idraulico TRIAS HX ad alta efficienza energetica, quindi, migliora in modo esponenziale le prestazioni dell’escavatore ibrido Hitachi ZH210LC-5: uti-

Anche il lato sinistro dell’escavatore offre un facile accesso ai vari componenti, tra cui il serbatoio del liquido lavacristalli (a sinistra), il filtro dell’aria (parte centrale) e il serbatoio di riserva del refrigerante (a sinistra dei radiatori nella foto). Qui sono presenti diverse soluzioni pratiche e veloci che semplificano gli interventi di manutenzione. Una rete di protezione, collocata all’esterno del condensatore aria condizionata e dello scambiatore del carburante, cattura la polvere e altri detriti che possono andare ad ostruire i radiatori. Il sistema di raffreddamento è stato posto in parallelo e l’intelaiatura laterale inclinata facilita il processo di pulizia

Due componenti importanti presenti nel vano sinistro dell’escavatore: l’unità di controllo della potenza (che controlla l’elettricità tra il motore ausiliario elettrico, il motore di rotazione elettrico e il condensatore) e l’unità del condensatore (che cattura l’energia elettrica generata durante la frenata in fase di rotazione e la scarica nel motore di rotazione elettrico)

lizza un sistema a tre pompe + tre valvole che consente di ottenere una maggiore precisione e riduce le perdite di pressione. Di conseguenza, è possibile risparmiare energia. Il sistema applicato all’escavatore ZH210LC-5 prevede anche un sistema di alimentazione elettrica che entra in funzione durante le “oscillazioni” di piccola entità; utilizza l’energia proveniente dal motore elettrico a rotazione per effettuare tali movimenti, riducendo ulteriormente il consumo di carburante della macchina. ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 57


Hands On I PUNTI DI FORZA IL SISTEMA TRIAS HX L’ACCESSIBILITÀ

LA PRODUTTIVITÀ

LA CABINA SOFISTICATA

IL SOTTOCARRO RINFORZATO

L’EFFICIENZA IN TERMINI DI CONSUMI

MONITOR MULTIFUNZIONE DA 7”

BRACCIO DA 2,42 M RINFORZATO

PATTINI DA 600 MM

58 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5 CABINA ROPS, PRESSURIZZATA CRES V

MINIMO AUTOMATICO MODALITÀ ECO MOTORE DI ROTAZIONE ELETTRICO

MOTORE ISUZU STAGE IIIB

FILTRO DI SCARICO

SEDILE A SOSPENSIONE PNEUMATICA

TURBOCOMPRESSORE A GEOMETRIA VARIABILE

SISTEMA EGR A ELEVATO RAFFREDDAMENTO

TELECAMERA POSTERIORE DI SERIE

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 59


Hands On Il motore di rotazione dello ZH210LC-5 può essere utilizzato sia con motore elettrico che idraulico: genera e cattura l’energia elettrica durante la frenata in fase di rotazione e assiste il motore idraulico durante l’accelerazione. Questo sistema combinato del motore offre la stessa manovrabilità della rotazione dell’attuale escavatore

Riduzione dei costi d’esercizio Il modello ZH210LC-5 vanta le caratteristiche operative e prestazionali degli altri escavatori medi della gamma Hitachi Zaxis-5, ma la sua capacità di passare tra i sistemi ibridi e TRIAS implica un ulte-

EFFICIENZA SOSTENIBILE Hitachi si è dedicata allo sviluppo sostenibile della sua gamma di macchine, in particolare per l’uso nei luoghi di lavoro urbani. L’escavatore ibrido ZH210-5 è una prova concreta di quest’impegno nella riduzione al minimo dell’impatto dei mezzi sull’ambiente, in conformità con la fase IIIB delle norme EU di controllo sulle emissioni. Lo ZH210-5 è dotato di un filtro di scarico in grado di fermare le sostanze inquinanti, che vengono automaticamente bruciate grazie a un catalizzatore di ossidazione e al controllo della temperatura di scarico. Anche il turbocompresso-

riore ridotto costo d’esercizio e un rilevante contributo alla redditività. Inoltre, lo ZH210LC-5 è stato progettato con un efficace sistema di monitoraggio che evidenzia i consumi di carburante e l’utilizzo di energia su base giornaliera e oraria: ciò consente all’operatore di avere sempre a disposizione una precisa indicazione relativamente all’efficienza della macchina operatrice e gli conferisce una maggiore consapevolezza riguardo alle tecniche operative economiche in atto e da attuare. Ad esempio, dopo una giornata di lavoro, l’operatore può controllare il risparmio di carburante e individuare i modi per ridurre ulteriormente il consumo. L’icona HYB sul monitor LCD da 7” posto in cabina indica che il sistema ibrido è in funzione e si accende quando la quantità di elettricità nel condensatore ha raggiunto un livello sufficiente.

re a geometria variabile e la valvola EGR (ricircolo dei gas di scarico) a elevato raffreddamento del volume consentono di ridurre i livelli di protossido di azoto. Oltre a ridurre le emissioni, il minimo automatico dello ZH210-5 previene lo spreco di carburante e riduce i livelli di rumorosità in cabina. Inoltre, tutti i componenti in resina del nuovo ZH210-5 possono essere riciclati e sono chiaramente contrassegnati per semplificare il processo di smaltimento. Lo svolgimento della rigenerazione del filtro antiparticolato viene indicato, tramite apposita icona, sul monitor multifunzione in cabina. Per la rigenerazione manuale occorre tirare verso l’alto una leva di neutralizzazione del circuito di pilotaggio presente in cabina, impostando il motore al minimo ridotto e premendo l’interruttore della rigenerazione manuale. Durante questo processo il funzionamento del braccio, la rotazione e la traslazione non sono disponibili.

60 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

L’accesso alla torretta dell’escavatore è agevole. Il vano accessori è posizionato sotto il gradino anteriore destro, perché lo spazio originale previsto nello ZX210LC-5 in questa versione ZH è occupato dalla PCU


L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5

La cabina, ROPS e pressurizzata CRES V, è stata progettata per garantire una visibilità a 360°. Il sedile Grammer a sospensione pneumatica è regolabile e si caratterizza per un nuovo meccanismo di scorrimento capace di spostarsi in una posizione più arretrata di quanto non fosse possibile sui modelli precedenti. Lo spazio sotto il monitor è maggiore, per lasciare più spazio alle gambe. La pressurizzazione della cabina impedisce l’ingresso di polvere e particelle. Il riposizionamento del monitor e della portiera migliorano la visibilità, oltre a facilitare l’ingresso e l’uscita dall’abitacolo

Accessibilità totale Hitachi ha inteso semplificare il lavoro degli operatori e consentirgli di risparmiare tempo per la manutenzione ordinaria grazie all’introduzione nel nuovo ZH210-5 di funzioni particolarmente pratiche, progettate proprio in funzione delle particolarità di quest’escavatore. Grazie alla tecnologia garantita tramite il monitor LCD multifunzione, è possibile controllare i

livelli dell’olio motore e visualizzare la spia che appare quando l’olio idraulico e i filtri del carburante devono essere sostituiti. Inoltre, è possibile programmare un piano di manutenzione ordinaria per evitare guasti tutte le volte che viene acceso il mezzo. Il condensatore dell’aria condizionata può essere facilmente aperto per effettuare la pulizia del condensatore stesso e del radiatore; eventuali ostruzioni

possono essere inoltre eliminate espellendo l’aria dal pratico coperchio superiore apribile con un pulsante presente ll monitor LCD multifunzione da 7” indica il carico del motore, il consumo di carburante e l’utilizzo di energia e consente di accedere a un’ampia serie di sottomenù con informazioni tecniche utili. Quando il sistema ibrido è in funzione, appare un’apposita icona (HYB). La modalità ECO (vedi icona nella parte superiore del monitor) permette di ottenere una riduzione dei consumi di carburante del 7% rispetto alla modalità PWR

Le due leve di comando dell’escavatore ZH210LC-5. A lato della leva destra, gli interruttori sono stati raggruppati per essere raggiunti facilmente. L’interruttore proporzionale nella nuova leva delle funzioni ausiliarie (optional) permette di comandare l’accessorio in modo semplice

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 61


Hands On LA SCHEDA TECNICA ZH210LC-5 Motore:

Isuzu AM-4HK1X

Potenza netta:

kW

122 kW / 164 CV a 2.000 giri/min

Sbraccio massimo:

mm

9.430

Sbraccio massimo al suolo:

mm

9.250

Profondità di scavo max.:

mm

6.180

Profondità di scavo max. per un’altezza di 2,5 m:

mm

5.950

Altezza di taglio max.:

mm

9.670

Altezza di scarico min/max.:

mm

3.200/6830

Raggio di rotazione min.:

mm

3.280

Profondità di scavo parete verticale:

mm

5.300

Raggio di rotazione posteriore:

mm

2.890

Dimensioni (Larghezza x Lunghezza x Altezza):

mm

2.990 x 9.750 x 3.180

Forza di strappo alla benna (ISO):

kN

158

Forza di spinta braccio di penetrazione (ISO):

kN

140

Contrappeso:

kg

4.850

db(A)

69/99

kg

21.700

Livello di rumorosità interno/esterno: Peso operativo:

* con braccio di penetrazione da 2,42 m, pattini da 600 mm, benna da 0,80 m3

62 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

La nuova videocamera con retrovisore è di serie e offre una visibilità più ravvicinata del contrappeso, per ridurre al minimo gli angoli morti

sul radiatore. È poi possibile sostituire i filtri del combustibile, dell’olio motore e dell’aria direttamente da terra, mentre gli altri lavori sono facilitati da scalini antiscivolo che permettono un agevole accesso alla struttura superiore della macchina. Una rete di protezione, collocata all’interno del condensatore aria condizionata e dello scambiatore del carburante, cattura la polvere ed altri detriti che possono andare ad ostruire i radiatori. Il sistema di raffreddamento è stato invece posizionato in parallelo. L’intelaiatura laterale inclinata facilita il processo di pulizia. ■


L’ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZH210LC-5

IBRIDO PERCHÉ ESCEGLIERLO PRATICO

Tommaso Altissimi, Product Support della Scai di Bastia Umbra (Pg), dealer Hitachi in Italia, ci mostra il braccio di penetrazione dell’escavatore ZH210LC-5. La sua estremità è rinforzata; i perni sono dotati di boccole per aumentare la durata nel tempo e resistere ai rigori di lunghe ore in ambiente gravosi. La configurazione vista durante la nostra visita prevedeva un braccio da 2,42 m, ma è disponibile anche una versione da 2,91 m

Particolare del sottocarro a “X” dell’escavatore ZH210LC-5. I pattini sono da 600 mm a tripla costolatura (sono disponibili anche da 700, 800 e 900 mm); la ruota folle anteriore e il relativo cilindro regolatore sono stati rinforzati per garantire una maggiore durata nel tempo e progettato in modo che il fango a quest’ultimo componente. Le piastre superiori e inferiori delle staffe del motore di traslazione sono state allungate, con una conseguente riduzione del 40% della tensione

Doosan offre di serie la In un normale cantiere, lo cabina ZH210ROPS, la telecamera posteriore, il 5 ibrido opera con la stessa potentelaio antiscivolo e svariati corriza, precisione e velocità di qualsiamano per ridurre il rischio d’incisi altro escavatore Zaxis-5. Grazie denti. Inoltre, ha migliorato il loall’ampia varietà di accessori, gaok della macchina, più moderno e rantisce inoltre lo stesso livello di accattivante, e il comfort generaversatilità. Lo ZH210-5 è dotato di le, grazie alla cabina su sospensioun alimentazione elettrine,sistema al sediledipneumatico riscaldaca ausiliaria che entra in azione nelle to, all’impianto idraulico flessibile operazioni di rotazione minori: esse e preciso con comandi proporziosi servono dell’energia prodotta dai nali, a joystick e pedale a due vie, motori rotazione elettrici ai bassidilivelli sonori e allariducenconsolle comandi ergonomica (il panneldo così il consumo di carburante dello macchina. di comando offre laTRIAS possibilità la Il sistema HX è di pre-impostare 10 accessori abbinato a un impianto idraulicocon per controllo di portata e pressione dil’incremento della potenza sull’acrettamente dalla cabina). cessorio anteriore, con un sistema di Doosan ha poi ulteriormente miricircolo del braccio di sollevamento gliorato l’affidabilità dei suoi proe un sistema di annullo del ricircolo dotti, rafforzando ancor di più la del braccio di penetrazione ad alta sua posizione ai vertici in termini pressione idraulica. di costo per tonnellata, e ha rivisto Queste caratteristiche permettono le sue procedure di manutenzione allo ZH210-5 ibrido di mantenere la per assicurare interventi rapidi ed stessa forza di strappo, velocità di efficaci e fermo macchina ridotti al traslazione, coppia di rotazione e veminimo. Nessuna delle macchine locità anteriore ZX210-5. della serie “-5”dello monta il filtroCome DPF. tutti gli escavatori Zaxis-5, poi, anche lo ZH210-5 può essere utilizzato con un’ampia gamma di accessori: la loro installazione risulta semplice grazie al sistema di supporto per gli accessori dotato di 11 modalità che possono essere registrate sul monitor per comodità.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 63


LE NUOVE RIVISTE PER IL TUO BUSINESS

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Saccon Gomme è dal 1948 lo specialista del pneumatico. Il nostro obiettivo è di accompagnare il cliente nella scelta del pneumatico più adeguato alle sue esigenze e di seguirlo passo passo durante l'utilizzo. Forniamo un’ assistenza costante e una preparazione tecnica specialistica che si traduce in un notevole risparmio economico e una esperienza soddisfacente, a differenza di altri rivenditori che si focalizzano solo sul semplice montaggio e smontaggio.

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ATTREZZATURE VTN Europe

RICICLARE

dà sempre buoni frutti L’azienda vicentina ha scelto l’appuntamento di Ecomondo per presentare la Serie HP delle sue nuove pinze per la demolizione primaria e la nuova serie di cesoie CI-R. L’esperienza del costruttore continua a evolvere verso nuove frontiere nel riciclo di Riccardo Lorenzi

A LE NUOVE CESOIE DI VTN EUROPE DELLA SERIE R SONO STATE RIPENSATE NELL’ARCHITETTURA E NELL’UTILIZZO DI ACCIAI SPECIALI. NON A CASO, LA “R” STA PER “REVOLUTION”

66 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

lla vigilia del suo 45° compleanno, che festeggerà nel 2018, VTN Europe consolida la sua posizione di riferimento nel settore della demolizione e del riciclo con due importanti novità. L’azienda fondata da Nerio Vaccaro ha infatti scelto quest’edizione di Ecomondo per illustrare al mercato l’ampliamento della gamma di pinze per la demolizione primaria (serie HP) e un nuovo gioiello: la serie di cesoie CI-R. Nel complesso saranno 12 i nuovi modelli introdotti sul mercato da parte di VTN Europe, oggi presieduta da Doris Lunardi (co-fondatrice con il marito Nerio Vaccaro) e guidata dai figli Antonio, Matteo ed Elisa. A fronte di una grande tradizione consolidata nel tempo, l’azienda vicentina dimostra di essere costantemente protesa verso l’innovazione e lo sviluppo, con l’obiettivo specifico di rispondere alle esigenze del mercato attraverso un


continuo aggiornamento non solo delle tecnologie e dei processi produttivi, ma anche delle metodologie di ricerca e servizio post-vendita. Nella sua missione, VTN Europe è sempre stata sorretta da un know–how di alto livello, partendo dall’idea del prodotto per arrivare al suo collaudo. Lo slogan aziendale “With us, make more” riassume un approccio operativo caratterizzato da costanti controlli durante tutte le fasi di progettazione e lavorazione di ogni attrezzatura. Promossa a pieni voti Le certificazioni ottenute, oltre ad attestare la conformità dei prodotti VTN alle norme vigenti, dimostrano la passione e la professionalità dell’azienda. DNV, uno dei principali organismi di certificazione a livello mondiale, attesta che VTN è conforme ai requisiti della norma per i sistemi di gestione. I prodotti VTN spiccano inoltre per il fatto di essere costituiti essenzialmente di acciaio Hardox, utilizzabile per lavorare anche in condizioni estreme (fino a -40°C). Nella fattispecie, l’impiego di Hardox 400, 450 e 500 garantisce un’elevata resistenza all’abrasione e ottimali caratteristiche meccaniche.

delle superfici saldate, conferiscono solidità e mantenimento delle caratteristiche della materia prima. Massima affidabilità, quindi, anche in situazioni di stress continuo e prolungato. La rivoluzione nelle cesoie La “R” della denominazione di questa serie di cesoie sta per “Revolution”. A incarnarla sono i quattro modelli già in produzione (CI3200R, CI4000R, CI5000R e CI6500R) e gli altri quattro in arrivo (CI8000R fino alla CI20000R, pensati per escavatori sopra le 100 t). Le nuove cesoie di VTN Europe sono state ripensate nell’architettura e nell’utilizzo di acciai speciali, con nuovi telai in grado di assorbire tutte le combinazioni di carico. Altra novità è il cilindro montato in posizione rovesciata, protetto dagli urti e dai danneggiamenti, mentre il puntale di penetrazione prevede uno speciale sistema di fissaggio che ne aumenta la resistenza. ■

L'OPINIONE DI

ANTONIO VACCARO MARKETING MANAGER DI VTN EUROPE

“Esperienza, dedizione e professionalità garantiscono l’eccellenza dei nostri prodotti. Esaltiamo le caratteristiche produttive grazie a un elevato apporto tecnologico dei nostri progetti. La cultura del progetto e un team specializzato hanno reso possibile la realizzazione in questo ultimo anno di nuovissimi prodotti, anche rivolti a campi di applicazione diversi tra loro. Aggiungiamo un servizio di assistenza con tecnici dedicati, sistemi di monitoraggio sempre attenti a interpretare le svariate esigenze dell’utilizzatore e, per finire, un know–how maturato in 45 anni, che ha aumentato la nostra

Le pinze Serie HP A Ecomondo, VTN Europe presenta l’ampliamento di gamma delle pinze demolitrici serie HP, attualmente tra i best-seller aziendali. Sono sette i nuovi modelli tenuti a battesimo a Rimini, con l’introduzione della HP01, la più compatta della serie, e dei modelli HP12, HP16 e HP21 in affiancamento ai già presenti HP02, HP04 e HP07 dotati di Power Booster. Il nuovo movimento a cilindro singolo e il nuovo design consentono una curva di potenza ottimale e un incremento delle forze emesse, oltre che permettere una riduzione del numero di componenti. L’affidabilità è sempre stata una delle key-word fondanti dell’azienda e questa scelta va di pari passo con la ricerca di prestazioni ottimali. La ralla di grande diametro, da sempre caratteristica degli accessori VTN, consente un’elevata resistenza ai carichi, unitamente alle nuove chele a corpo unico che, grazie alla riduzione

sostenibilità e il rispetto dei valori ambientali”.

LE NUOVE PINZE DELLA SERIE HP, GRAZIE AL NUOVO MOVIMENTO A CILINDRO SINGOLO E AL NUOVO DESIGN, CONSENTONO UNA CURVA DI POTENZA OTTIMALE E UN INCREMENTO DELLE FORZE EMESSE ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 67


COMPONENTI IN.CO.FIN.

On the (BM)Air!

L

a qualità dell’aria che respiriamo è fondamentale per chiunque, a maggior ragione per coloro che operano in ambienti non protetti dall’esposizione a sostanze nocive o tossiche le quali, nel lungo periodo, possono creare effetti gravi alla salute dei lavoratori. Ma le conseguenze non le potrebbero pagare solo le persone; le polveri e i gas corrosivi, infatti, possono depositarsi anche sulle macchine operatrici, in particolare sulla loro componentistica elettronica, con conseguenti costose riparazioni. Esiste una soluzione per salvaguarda-

68 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

L’azienda lombarda, specializzata nel settore dei sistemi per la filtrazione, propone sul mercato nuove interessanti soluzioni di pressurizzazione dell’aria progettate per essere applicate alle cabine di macchine operatrici operanti in ambienti “non protetti” di Pietro Gabrielli

re macchine e persone da tutto ciò: si tratta di BMAir, un sistema di filtraggio che controlla l’aria che entra in cabina, a garanzia della sua ottimale purificazione, distribuito da IN.CO.FIN., azienda di Origgio (Va) che da anni ha fatto propria questa tematica, continuando a cercare e proporre nuovi prodotti in grado di garantire la salute delle persone impegnate in ambiti particolari quali compostaggi, bonifiche, demolizioni, trattamento rifiuti e, in generale, in tutti quegli ambienti dove le polveri dannose o tossiche, i gas o i vapori pericolosi rendono disagevole la permanenza sui mezzi di lavoro.


Filtraggio e pressurizzazione Il sistema di filtraggio e pressurizzazione BMAir può essere installato sul tettuccio della cabina o sul parafango della macchina operatrice. L’aria contaminata viene condotta forzatamente attraverso l’ingresso del sistema: qui, in primo luogo, i contaminanti grossolani vengono filtrati ed espulsi; un secondo stadio di filtrazione, poi, trattiene il particolato più fine. La filtrazione di gas e vapori viene invece effettuato tramite alcuni filtri a carbone attivo. Una ventola, al termine del trattamento, immette aria pulita e respirabile nella cabina.

re dei casi, creano disturbi superficiali (tosse, lacrimazione, bruciore o prurito sulla pelle), pertanto la presenza della forza lavoro diventa più costante grazie alla riduzione di sintomi patologici. Nel corso del tempo, quindi, grazie all’ottemperanza delle vigenti norme sulla salute dei lavoratori (D.Lgs.81/08), verranno ridotte le malattie professionali e i costi sociali a esse connessi. I benefici indiretti saranno prevalentemente visibili e riscontrabili sui dipendenti: azioni sindacali ridotte, ma soprattutto umore e contesto lavorativo più sereno, grazie alla tangibile perce-

LA SFIDA DI BMAIR Apportare un intervento correttivo in quegli ambiti dove gli inquinanti sono percepibili dall’essere umano, ma soprattutto dove le sostanze tossiche, velenose e a lungo termine (purtroppo letali) non sono avvertite da uno dei cinque sensi umani, è una sfida che deve necessariamente essere vinta. Prima degli anni Ottanta, ad esempio, qualcuno si immaginava le conseguenze per la salute delle persone di una sostanza inodore e insapore come l’amianto? Ricordiamo che in Italia ci sono, secondo quanto riportato dalle fonti INAIL, oltre 33.000 siti inquinati da amianto, di cui 832 bonificati e 133 catalogati come discariche abusive censite dal Ministero dell’Ambiente. Immaginate quali rischi gli operatori corrano dovendo lavorare e respirare in tali ambienti? L’utilizzo dei sistemi di filtrazione e pressurizzazione BMAir – che beneficiano peraltro del supporto tecnico-commerciale offerto da IN.CO. FIN., rappresentano quindi una valida soluzione preventiva a questa tipologia di rischio.

IL SISTEMA DI FILTRAGGIO E PRESSURIZZAZIONE BMAIR PUÒ ESSERE INSTALLATO SUL TETTUCCIO DELLA CABINA O IN UN ALTRO PUNTO UTILE DELLA MACCHINA OPERATRICE

Il sistema di monitoraggio tiene sotto controllo la pressione costante, la qualità dell’aria, l’identificazione e la vita dei filtri. L’aria in eccesso viene espulsa attraverso opportuni giunti. Gli obiettivi raggiungibili dalle aziende che decidono di avvalersi dei sistemi di filtrazione e pressurizzazione BMAir sono evidenti e i benefici diretti e indiretti per i datori di lavoro che investono nella tecnologia BMAir sono molteplici. Un diretto e immediato riscontro lo si registra in merito all’indisponibilità per malattia dei lavoratori: attraverso i sistemi citati viene meno il contatto e l’inalazione di sostanze che, nel miglioottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 69


COMPONENTI

LA SCHEDA TECNICA Uno su tutti: il sistema BMAIR MAO-12 Peso (senza filtri):

40 kg

Dimensioni (L x W x H): Filtro gas: Filtro particolato:

680 x 440 x 460 mm a carboni attivi da 10 kg P1(F5) / P3(H13/HEPA)

K-Factor:

2-10

Capacità filtri:

38 l

Materiale: zione di un ambiente di lavoro più sano e di un’aria migliore. Da evidenziare, naturalmente, anche un aspetto pratico per i datori di lavoro: il mezzo e i componenti interni alla cabina (molto onerosi) beneficeranno della presenza di BMAir: l’aria inquinata da sostanze aggressive per l’essere umano, infatti, come accennato, è controproducente per le parti meccaniche ed elettriche presenti sul mezzo, che spesso vengono danneggiate irreparabilmente. E ogni guasto, è bene ricordare, corrisponde a un fermo macchina, che rappresenta un costo molto rilevante nell’economia delle aziende.

acciaio inox binazioni di filtri polveri e carboni attivi, così da essere scelti “su misura” in base agli inquinanti rilevati nei luoghi di lavoro. Grazie al dispositivo di riconoscimento del filtro, l’operatore o l’addetto

alla sicurezza può facilmente controllare quale tipo di filtro è stato installato, le ore d’utilizzo e la sua vita residua. Non è necessario aprire il sistema di filtrazione e rimuovere il filtro sporco per verifica-

Un prodotto “su misura” I sistemi di filtrazione e pressurizzazione BMAir si avvalgono di diverse comIL SISTEMA BMAIR CONTROLLA L’ARIA IN ENTRATA NELLA CABINA DI COMANDO E GARANTISCE ALL’OPERATORE CHE ESSA SIA PULITA

re l’eventuale presenza di problemi: se si raggiunge la sua scadenza, il LED corrispondente a tale funzione cambia colore sul display (in tal modo si può ordinare in tempo il ricambio; il codice articolo può essere verificato sul display stesso). Su richiesta è possibile impostare le ore del Combifilter (nome proprio dei filtri BMAir), il flusso d’aria e calcolarne la composizione, adattando il filtro alle specifiche esigenze, per raggiungere il massimo rendimento di durata e filtrazione. Il sistema di comunicazione bluetooth permette al responsabile Salute e Sicurezza la corretta verifica dello stato dei filtri, delle loro caratteristiche e dei dati di utilizzo del sistema. ■ 70 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


COMPONENTI Michelin

La resistenza è

“X TRA LOAD” Dopo il lancio della linea X Works, avvenuta a metà 2017 e destinata al settore delle costruzioni, la Casa francese presenta una nuova generazione di pneumatici specifica per dumper rigidi da 40 a 80 t di Gianni Gennari

72 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


D

opo anni di servizio e miliardi di tonnellate di materiale movimentati, Michelin sostituisce gli pneumatici per dumper rigidi XDT, X Traction, X Quarry S e X Haul, nella dimensione 24.00 R 35, con una generazione che riflette nella denominazione (X Tra Load) l’aumento della capacità di carico. Questa nuova gamma, specifica per dumper rigidi da 40 a 80 t di carico, è già disponibile sul mercato dallo scorso luglio e permetterà agli utilizzatori di ottimizzare la produttività e la durata in ogni condizione di utilizzo. Grip & Protect Il nuovo pneumatico Michelin X Tra Load è disponibile in due versioni, sviluppate per i due principali utilizzi dei dumper rigidi: X Tra Load GRIP è studiata per terreni morbidi, fangosi e instabili, frequenti in miniera e nelle attività estrattive, in pendenza o declivio, dove aderenza e trazione sono prioritarie; X Tra Load PROTECT è specifica per terreni abrasivi, duri e aggressivi, piatti o secchi, tipici di cave e cantieri, dove la protezione e la resistenza contro i danneggiamenti sono prioritari.

Due nuovi disegni con due mescole di battistrada (A4 et B) ciascuno, poi, rendono la nuova gamma particolarmente adatta alle operazioni degli utilizzatori e facilita la gestione degli stock da parte dei concessionari. Nella fattispecie, la versione X Tra Load GRIP sostituisce lo pneumatico Michelin XDT e l’X Traction e offre l’8% di carico utile supplementare rispetto alla gamma precedente, grazie alla carcassa rinforzata, nonché un TKPH migliorato, grazie al nuovo battistrada e alla migliorata dispersione del calore. In primo equipag-

IL NUOVO PNEUMATICO MICHELIN X TRA LOAD (VERSIONE GRIP) È IDEALE PER TERRENI MORBIDI, FANGOSI E INCONSISTENTI, FREQUENTI IN MINIERA E NEI SITI ESTRATTIVI, IN PENDENZA O DECLIVIO, DOVE ADERENZA E TRAZIONE SONO PRIORITARIE. ALLA NUOVA GENERAZIONE APPARTIENE ANCHE LA VERSIONE PROTECT, PER TERRENI ABRASIVI E IN CAVE E CANTIERI CON SUOLI DURI E AGGRESSIVI, PIATTI E SECCHI, DOVE LA PROTEZIONE E LA RESISTENZA AI DANNEGGIAMENTI SONO ELEMENTI FONDAMENTALI

L’OPINIONE

“L’innovazione è il DNA di Michelin. Il nostro impegno in questo campo ha come obiettivo una mobilità sempre più sicura, efficace, sostenibile. Oggi, l’innovazione ci ha permesso di immaginare e realizzare VISION, il pneumatico concept senza aria, composto unicamente da materiali provenienti da fonti sostenibili, connesso, ricaricabile, personalizzabile e organico, che è nello stesso tempo pneumatico e ruota. VISION non ha bisogno di aria, perché ha un’architettura interna in grado di sostenere il veicolo, non può esplodere né sgonfiarsi. La struttura alveolare è sviluppata in seguito all’osservazione della natura e i materiali usati, che provengono da fonti sostenibili e biodegradabili, minimizzano la sua impronta ambientale. VISION è il primo pneumatico al mondo che si ricarica. Grazie a stampanti 3D, è possibile usare la quantità esatta di gomma, secondo le necessità. È dotato di sensori, per fornire informazioni in tempo reale sulle sue condizioni. Inoltre, grazie a una specifica app, è possibile cambiare la destinazione del pneumatico, secondo i bisogni dell’utilizzatore. Questo cambiamento di utilizzo (per esempio, per condizioni di strada innevata) è veloce e si realizza grazie alla stampa in 3D. VISION rappresenta il futuro e il futuro della mobilità, ma è un sogno realizzabile”.

CYRILLE ROGET

DIRETTORE COMUNICAZIONE TECNICA MICHELIN CON UNA SEZIONE DEL PNEUMATICO CONCEPT DI MICHELIN, “VISION” ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 73


COMPONENTI

IN OCCASIONE DEL LANCIO DELLA NUOVA GENERAZIONE X TRA LOAD, MICHELIN HA PRESENTATO NEL DETTAGLIO ANCHE LE PROCEDURE DI RISCOLPITURA E RICOSTRUZIONE DEI SUOI PNEUMATICI AUTOCARRO

giamento, le omologazioni hanno avuto luogo nel corso del 2017 e il lancio avverrà a dicembre. Il nuovo pneumatico X Tra Load PROTECT, invece, sostituisce il Michelin X Quarry S e l’X Haul e, anch’esso, offre l’8% di carico utile in più rispetto alla gamma precedente e un valore TKPH migliorato, oltre che presentare una nuova scultura nella zona della spalla, un’opportuna ripartizione del carico nella zona di contatto e un nuovo battistrada – altamente protettivo e resistente ai danneggiamenti – in grado di resistere a un oggetto che lo perfori fino a 147 mm. Anche in questo caso le omologazioni in primo equipaggiamento sono già in atto e il lancio è previsto a fine anno. Autocarro: riscolpitura e ricostruzione In occasione dell’evento Michelin Corporate, in cui è stato presentato il pneumatico Concept Vision, che rappresenta la mobilità del futuro, sostenibile e intelligente, Michelin ha analizzato le procedure di riscolpitura e ricostruzione relative ai propri prodotti. La carcassa degli pneumatici Michelin è infatti progettata per essere riscolpita e ricoperta più volte: ciò permette di ottimizzare la redditività nel modo più sicuro possibile e di tutelare l’ambiente. Mettendo in opera il modello “multi vite” Michelin (pneumatico nuovo – riscolpitura – pneumatico ricostruito 74 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

Remix) si possono realizzare importanti risparmi di carburante e ottenere un’alta resa chilometrica. La successione di utilizzo tra pneumatico nuovo/ricostruito permette di ridurre del 70% circa l’utilizzo di materia prima in rapporto a uno nuovo non ricostruibile. La riscolpitura prolunga la vita degli pneumatici nuovi e Remix grazie al ripristino della profondità della scultura (possono percorrere fino al 25% di chilometri in più rispetto al nuovo). La riscolpitura permette quindi di ridurre in un anno le emissioni di

LA NUOVA GENERAZIONE X WORKS È STATA LANCIATA SUL MERCATO NELLA PRIMA PARTE DEL 2017

CO2 fino a 1,6 t; per quanto riguarda le prestazioni, su suolo bagnato gli pneumatici riscolpiti hanno un’aderenza trasversale e una motricità superiore di circa il 10% rispetto a quelli usurati. Qual è, invece, l’iter per la ricostruzione dello pneumatico? Nella ricostruzione a caldo (Remix), la carcassa precedentemente preparata è ricoperta da gomma cruda; l’insieme è posto nello stampo di cottura che darà la scultura battistrada definitiva allo pneumatico ricostruito; la vulcanizzazione avviene in una pressa a 160° per circa un’ora, come per la fabbricazione di uno pneumatico nuovo. Il pneumatico così riscostruito offre lo stesso rendimento di quello nuovo (il processo industriale, i materiali e le tecnologie impiegati da Michelin sono gli stessi) e l’abbattimento del costo per chilometro. Nella ricostruzione a freddo (Recamic), il battistrada prestampato con la scultura definitiva è posto sulla carcassa precedentemente preparata, mentre la vulcanizzazione in autoclave a 115° per circa tre ore assicura la coesione dei vari materiali. I vantaggi, in questo caso, si manifestano nella produzione del battistrada con adeguamento in tempo reale allo pneumatico Michelin nuovo (seguendo le evoluzioni del prodotto Michelin di ultima gamma) e nel rendimento chilometrico ai vertici nella categoria del ricostruito a freddo. ■


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TECNOLOGIE Innovazioni nel settore estrattivo e construction

QUATTRO ECCELLENZE

per la cava 4.0

Quali sono le innovazioni tecniche necessarie per usufruire degli importanti vantaggi previsti dalla normativa fiscale “Industria 4.0”? L’evento ospitato da MA-ESTRO e organizzato in sinergia con CGT, Sandvik e Simem, ha messo in mostra le novità specifiche del settore costruzioni e delle attività in cava di Lorenzo Zacchetti 76 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


I

l concetto di “Industria 4.0” può essere sintetizzato in una frase tanto breve quanto semplice: “Utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate alla rete”. Un po’ meno semplice è sostenere gli investimenti necessari per fare il salto di qualità sul piano tecnologico, ma per aiutare gli imprenditori che credono nello sviluppo è recentemente entrata in vigore una normativa fiscale che prevede vantaggi decisamente interessanti. I QUATTRO BRAND CHE SI SONO UNITI PER LA REALIZZAZIONE DI QUESTO EVENTO ORGANIZZATO NELLE CAVE DI PILCANTE (MA-ESTRO, CGT, SANDVIK E SIMEM) HANNO DIMOSTRATO COME UNIRE COMPETENZE E TECNOLOGIE SIA FONDAMENTALE PER GARANTIRE GLI STANDARD “INDUSTRIA 4.0”

Il piano di incentivi consente infatti di maggiorare del 250% la deducibilità del proprio investimento: a fronte di una spesa reale di 100.000 euro se ne portano in ammortamento ben 250.000, a patto che gli investimenti siano effettuati entro il 31 dicembre 2017. Si ha diritto a tale beneficio anche se alla fine dell’anno si è versato un acconto pari almeno al 20% del totale, a patto che la consegna avvenga entro il 30 settembre 2018. Per rientrare nella normativa, i beni oggetti di investimento devono però necessariamente caratterizzarsi per alcune caratteristiche tecniche: il controllo da parte di un computer, il caricamento da remoto di istruzioni, l’integrazione automatizzata con il ciclo produttivo, un’interfaccia uomo/macchina semplice e intuitiva, nonché la rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza sul lavoro. Il beneficio decorre dalla data di interconnessione con i sistemi informatici di fabbrica che, come recentemente chiarito da una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, nel settore delle costruzioni si intende assolta se le macchine che operano in ambiente esterno sono a guida automatica, semiautomatica o assistita e sono in grado di ricevere istruzioni sugli interventi da compiere da parte di un sistema remoto. Queste caratteristiche possono essere autocertificate per beni dal valore fino a 500.000 euro, mentre per cifre superiori è necessaria una perizia tecnica giurata. ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 77


TECNOLOGIE UN PO’ MA-ESTRO, UN PO’ PARTNER

GIORGIO MANARA CEO DI MA-ESTRO

po e il 15% di energia in meno, mante-

cicloni e le macchine di selezione (vagli

nendo però la stessa qualità del prodot-

o selezionatori ottici). Infine, il sistema

to finale. Il sistema Q-production si oc-

Q-advice racchiude al suo interno i tre

cupa dell’ottimizzazione a 360° dell’im-

passaggi fondamentali dell’approccio

pianto. Il monitoraggio coinvolge ogni

Ma-estro alla consulenza tecnica: otti-

singolo processo, ogni macchina e ogni

mizzazione impianto, gestione impian-

variazione significativa. Ad esempio, più

to e costi produttivi. Seguendo questo

il materiale è duro e più vengono so-

percorso, l’azienda di Rovereto si pone

vraccaricati i vari frantoi e mulini; più

come vero e proprio partner, affiancan-

il materiale è umido e voluminoso e

do chi si affida ai suoi servizi verso un

più sono sotto pressione le macchine

vero salto di qualità nel proprio proces-

di trasporto (nastri e vibratori), gli idro-

so produttivo.

Da buon “padrone di casa”, il CEO di Ma-estro Giorgio Manara è stato prodigo di indicazioni sul concetto di “cava 4.0”.Tra le numerose soluzioni tecniche approntate dalla sua azienda sono tre quelle specifiche per questo settore. Il sistema Q-automation viene definito “il pilota automatico” dell’impianto, perché monitora variazioni importanti come quelle relative alle condizioni del materiale, che mettono a dura prova i vari componenti. Il sistema permette la regolazione automatica dell’intero processo, mettendo in comunicazione tutte le macchine presenti nell’impianto e semplificando controlli complessi. Il suo impiego consente di produrre la stessa quantità di materiale con il 25% di tem-

IL SISTEMA DI CONTROLLO MA-ESTRO CONSENTE DI OTTIMIZZARE LA PRODUZIONE E TENERE SOTTO CONTROLLO OGNI VARIABILE, A PARTIRE DAI COSTI

L’IMPIEGO DEL DRONE FA PARTE DEI SISTEMI DI CONTROLLO PRESENTATI NEL CORSO DELL’EVENTO MA-ESTRO. LE SUE RIPRESE AEREE SONO STATE PROIETTATE SU MAXISCHERMO, CONSENTENDO AI PARTECIPANTI DI SCOPRIRE LE SOLUZIONI TECNICHE ADOTTATE SULLE MACCHINE IN OPERA

I vantaggi del piano “Industria 4.0” sono inoltre cumulabili con altre misure quali la Sabatini Ter, il credito d’imposta e il fondo generale di garanzia, rappresentando quindi un sostegno di enorme importanza per gli imprenditori, i quali possono arrivare a risparmiare fino al 70% del 78 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

valore nominale del proprio investimento. All’interno delle Cave di Pilcante, nelle vicinanze di Trento, un evento organizzato da Ma-estro lo scorso 23 settembre ha messo in mostra soluzioni tecniche ideali per entrare nella fase “4.0” del lavoro in cava, secondo una logica di gioco

di squadra connaturata a una realtà fondata sul desiderio di condivisione. Come racconta il CEO Giorgio Manara, infatti, l’azienda di Rovereto è nata dal desiderio di mettere a disposizione di altri imprenditori le tecnologie elaborate per generare il sistema di controllo della produzione dell’impresa di famiglia. “Nel nostro caso, avevamo aumentato la produzione del 30% e ridotto notevolmente i costi”, spiega Manara. “Oggi Ma-estro ha industrializzato questo sistema e l’esperienza maturata lo ha reso semplice, efficace e innovativo e può veramente aiutare le imprese a utilizzare al meglio i propri impianti. Oggi produrre molto non basta più: le aziende devono essere sempre più rispettose dell’ambiente, flessibili e capaci di produrre a un costo sempre più competitivo”.


Vantaggi tangibili Partita da sistemi di elettromeccanica azionati manualmente, Ma-estro è poi passata a sistemi di supervisione controllati da computer e recentemente ha introdotto tecnologie in grado di automatizzare parti di impianti, interagendo con molte più informazioni per ottimizzare realmente tutto il ciclo produttivo. Se fino a qualche anno fa queste soluzioni erano riservate all’industria, oggi sono a disposizione anche di chi lavora in cava. In tale ambito, il concetto di “Industria 4.0” si declina attraverso l’installazione di sistemi di controllo di gestione integrati in un’unica soluzione, in grado di semplificare l’intero processo produttivo nei suoi vari aspetti. “Un aspetto molto importante è il monitoraggio dei costi energetici”, continua Manara. “Non tutti sanno che per produrre una tonnellata di materiale aggregato mediamente servono 2,7 kW/h; l’energia può arrivare a rappresentare un terzo dei costi produttivi totali, quindi è un dato da tenere sotto controllo, in un settore già soggetto a notevoli variabili: il meteo, i materiali e il livello di esperienza dei vari operatori determinano scostamenti molto importanti nel piano dei costi. Perciò è fondamentale avere a disposizione i dati giornalmente, per capire con precisione le vere motivazioni delle variazioni del costo produttivo”. Nel suo approccio, Ma-estro segue un protocollo preciso, partendo dall’analisi dai dati che già sono in possesso dei suoi clienti; quindi, esegue un monitoraggio completo del ciclo produttivo, installando dei sensori su ogni singola macchina per individuare le zone più critiche e, infine, viene sviluppata una soluzione che permette di ottimizzare il processo in questione: “Tutti i dati vengono elaborati da un software che ci restituisce valo-

LA PALA GOMMATA CATERPILLAR

CGT: L’INNOVAZIONE È UN’ABITUDINE Vision Link abbiamo tutti i dati necessari per prendere decisioni tempestive sull’avanzamento dei lavori. Stesso dicasi per la pala gommata 966M XE dotata di sistema di pesatura integrato: attraverso il Vision Link e la Advanced Productivity App teniamo la produzione sotto controllo, individuiamo eventuali inefficienze e possiamo perfino impostare da

MARCO VILLA DIRETTORE COMMERCIALE DI CGT

remoto i materiali da caricare e dove scaricarli. Tutte queste tecnologie che ci fanno entrare nel mondo 4.0

“CGT e Caterpillar credono e inve-

sono native, vale a dire fornite di-

stono nella tecnologia già da molti

rettamente dalla fabbrica. Nel caso

anni, fedeli alla mission di garantire

dei vagli e dei frantoi Sandvik, co-

ai clienti il minor costo al metro cu-

me ad esempio il QJ241, è la tecno-

bo movimentato, quindi la maggio-

logia Ma-estro per mezzo di siste-

re efficienza possibile del cantiere.

mi di pesatura, sensori, modem di

Investire in tecnologia conviene sem-

trasmissione dati e tecnologie all’a-

pre ma oggi, grazie al Piano Industria

vanguardia, a permette l’interscam-

4.0, ancor di più. CGT dispone della

bio d’informazioni tra la macchina

più ampia gamma di macchine ope-

e l’apposito portale web Q-Control,

ratrici rispondenti ai criteri dell’iper-

accessibile da qualsiasi device.”

ammortamento e abbiamo pensato di spiegare in aula perché e dimostrare sul campo come.” Le macchine Caterpillar, così come le perforatrici Sandvik, dispongono già dalla fabbrica delle tecnologie utili per usufruire delle facilitazioni fiscali, mentre i vagli e i frantoi sono equipaggiati con i sistemi Ma-estro per soddisfare il requisito dell’interconnessione. “Abbiamo presenta-

L’ESCAVATORE 330F L/ 330F LN, NOVITÀ CATERPILLAR 2017

to in particolare, in anteprima euro-

Tra le tecnologie illustrate in au-

pea, il nuovo escavatore cingolato

la da CGT, da menzionare il siste-

330F LN con sistema 3D GPS inte-

ma Cardinal di Airware, partner

grato, simulando la realizzazione di

Caterpillar, la nuova piattaforma

un progetto precedentemente cari-

cloud per il monitoraggio di cave

cato sul computer della macchina

e cantieri già scelta da alcuni clien-

e le modifiche che si possono fare

ti CGT in Italia. Da segnalare, infine,

semplicemente, an-

che – oltre alle tante tecnologie – an-

che in corso d’ope-

che le soluzioni CGT sono 4.0; basti

ra, sfruttando l’in-

pensare al servizio di consulenza ap-

terconnessione con

plicativa che accompagna i clienti in

i sistemi aziendali.

ogni fase della realizzazione dei can-

Oltre a sfruttare la

tieri, con particolare riguardo al cor-

tecnologia 3D per

retto dimensionamento delle flotte

ottenere la massi-

e all’utilizzo delle nuove tecnologie

ma precisione e ta-

per portare a termine i lavori con la

gliare i costi operativi, tramite il

massima efficienza.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 79


TECNOLOGIE SANDVIK: LA FORZA DELL’ESPERIENZA ma esclusivo che Sandvik ha studiato (ASRI), riescono ad ottimizzare le performance sia in termini di consumi energetici, di ricambi d’usura sia in termini di poliedricità del prodotto finale in uscita. Ciò assicura all’utente un abbassamento dei costi in termini di rapporto euro/tonnellata prodotta ed una gestione della macchina in sicurez-

GIUSEPPE DI LECCE

RESPONSABILE DELLA DIVISIONE FRANTUMAZIONE FISSA DI SANDVIK ITALIA

za. Siamo in grado di assistere la nostra clientela nella scelta più consona per il trattamento delle più svariate applicazioni in campo minerario. Inoltre

Sandvik è un gruppo svedese at-

abbiamo voluto presentare le nostre

tivo nell’Ingegneria dei metalli e

due macchine di punta: la perforatri-

nel settore minerario delle costru-

ce Ranger DX 800 e il frantoio mobile

zioni. La divisione SMRT si occu-

QJ 241. Le macchine di perforazione

pa di Mining and Rock Technology

serie Ranger DX sono progettate per

e quindi della costruzione di mac-

mantenere la loro affidabilità operati-

chine per il trattamento dei mate-

va anche in condizioni difficili e sono

riali inerti e macchine da superfi-

caratterizzate da una sovrastruttura gi-

GRAZIE AL MAXISCHERMO POSIZIONATO NELL’AREA DEMO E ALLA PRESENZA DI DIVERSE TELECAMERE È STATO POSSIBILE APPREZZARE DA DIVERSE ANGOLAZIONI LE POTENZIALITÀ DI INTERVENTO DELLE MACCHINE E DELLE SOLUZIONI TECNICHE PRESENTATE IN CAVA

cie e sotterraneo per la coltivazione di cave e miniere. È Il responsabile della linea ‘’Frantumazione Fissa‘’ in Italia, Giuseppe Di Lecce, a descriverci le macchine esposte in questo evento: “Il core business della nostra divisione è rappresentato dalla costruzione di frantoi a mascelle e soprattutto a cono, di cui siamo leader mondiali in quanto a sviluppo e numero di macchine presenti. In questa manifestazione, anche in relazione al territorio in cui ci troviamo, abbia-

LA PERFORATRICE RANGER DX 800

mo pensato di dare risalto al frantoio a cono, macchina molto adat-

revole che permette un’eccellente co-

ta al trattamento di rocce abrasive

pertura di perforazione, un’innovativa

quali quelle del Trentino. Tali mac-

soluzione del contrappeso per la mag-

chine, unite all’eventuale asservi-

giore stabilità e il sistema di control-

mento computerizzato di un siste-

lo della perforazione Rock Pilot+, così come altre soluzioni progettate per incrementare le prestazioni. Il frantoio mobile QJ241 a mascella è il più compatto della nostra serie, leader a livello mondiale. Utilizza una mascella da 1.000 x 650mm / 40 x 26”, alimentata da un motore ad alta efficienza da 168 kW/ 225 HP. Offre un equilibrio ideale tra dimensioni e delle prestazioni, oltre a

IL FRANTOIO MOBILE QJ 241

80 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

una superiore altezza di scarico e a un maggiore spazio di scarico della barra”.

ri semplici e comprensibili. L’intuitività è fondamentale, perché lo scopo è semplificare il lavoro”, precisa Manara. L’ottimizzazione consiste nell’implementazione di un sistema in grado di governare e controllare l’intero impianto. Un esempio efficace è quello dell’impianto di frantumazione primaria esaminato nel corso dell’evento, caratterizzato da una macchina abbastanza comune quale un frantoio a mascelle: siccome questa tipologia di macchina dà il meglio di se quando il materiale all’interno raggiunge il 75% dell’altezza massima delle ganasce, vi è stato applicato uno speciale sensore in grado di leggere la quantità di materiale e inviare l’informazione a un “cervello” che dosa in automatico il materiale che la macchina dovrà frantumare. L’intervento da parte dell’operatore diventa superfluo, ma si tratta solo di un esempio: in base alle esigenze, un sistema Ma-estro può gestire il ciclo produttivo, il controllo delle scadenze delle manutenzioni, dei fermiimpianto e anche le analisi del materiale. Si tratta quindi di un vero e proprio gestionale per il controllo della qualità, che può essere controllato attraverso dispositivi mobili, e un altro che, via server, permette di eseguire un’analisi ap-


profondita di tutti i dati di produzione e inviare all’impianto dei comandi di settaggio in tempo reale, gestendo anche informazioni provenienti da altri impianti di calcestruzzo, asfalto o frantumazione mobile. I vantaggi economici derivanti dall’impiego di queste soluzioni sono emersi in modo evidente dalla “case history” di un cliente che produceva 336.000 t di materiale: il suo obiettivo non era aumentare la produzione (il mercato non gli avrebbe consentito maggiori volumi di vendita), ma grazie al sistema Ma-estro ha ridotto considerevolmente i tempi neces-

NEL CORSO DELLA DIMOSTRAZIONE È STATO POSSIBILE APPREZZARE ANCHE L’UTILITÀ DI MOTOFOG, L’ABBATTITORE MOBILE AUTONOMO A GETTO NEBULIZZATO PRODOTTO DA LEOTECH E COMMERCIALIZZATO IN ITALIA DA CGT

sari per produrla (da 1.460 a 1.095 ore), i fermi impianto (da 325 a 105 ore) e il rapporto kw/t prodotta (da 2,7 a 2,4). Sono calati nettamente anche i costi dovuti alle manutenzioni, sia ordinarie che straordinarie, al personale e alle non conformità del prodotto, consentendo all’azienda di recuperare il proprio investimento in meno di 12 mesi. Dati concreti incoraggianti nella prospettiva di un salto di qualità sul piano tecnologico, come quello delineato non a parole, ma con le dimostrazioni pratiche delle macchine e delle tecnologie viste all’opera nella cava di Pilcante. ■

BISON BY SIMEM, UN “NEONATO” SPECIALE

FEDERICO FURLANI AD DI SIMEM

mescolatori, impianti di betonaggio e di

duttiva: arriva a produrre 500 t/h di ma-

riciclaggio come il Beton Wash, che con-

teriale mescolato, pesato con assoluta

sente di lavare le betoniere e riciclare il

precisione. Si può applicare a vari cam-

materiale di risulta e l’acqua che si ot-

pi: nel calcestruzzo riusciamo a garan-

tiene dal lavaggio”. Nel “gioco di squa-

tire la produzione di miscele conformi

dra” organizzato a Pilcante, Simem ha

alla norma europea EN 206, quindi con

presentato Bison, la sua ultima novità:

tolleranze al di sotto dell’1%, in partico-

“Tra le aziende coinvolte, siamo ultimi

lare per leganti e additivi chimici. Inoltre,

in ordine alfabetico, ma anche in ordine

si adegua perfettamente alla produzione

logico”, spiega Furlani. “Noi entriamo in

di misti cementati e sottofondi stradali.

gioco quando la materia prima è pronta

Per la sua flessibilità, è un impianto che

per la produzione di calcestruzzo. Oggi,

si applica perfettamente a tutto il settore

Simem vanta referenze particolarmen-

a complemento degli impianti per cava

delle pavimentazioni stradali, in partico-

te prestigiose; tra queste, il Mose a

e del movimento terra, presentiamo il

lare a quelle drenanti, che stanno pren-

Venezia, per il quale ha fornito tutti gli

Bison, un impianto montato su un trailer

dendo piede soprattutto per le piste ci-

impianti a quattro diverse imprese di co-

e la cui particolarità consiste nell’avere

clabili e ovviamente per la costruzione

struzioni, per una produzione totale pari

una sagoma stradale facilmente traspor-

di strade e autostrade integralmente in

a circa 1 milione di metri cubi di calce-

tabile, ma con un’enorme capacità pro-

calcestruzzo”.

struzzo. La più importante è però quella che viene definita “l’opera civile più grande nella storia dell’uomo”: il raddoppio del Canale di Panama, realizzato

LANCIATO DURANTE L’EDIZIONE 2016 DEL BAUMA, BISON È L’ULTIMA NOVITÀ NELLA GAMMA SIMEM

tra il 2010 e il 2015. “Per quest’intervento abbiamo fornito tutti gli impianti di produzione del calcestruzzo sia sul lato Atlantico che sul quello Pacifico”, spiega Federico Furlani, AD dell’azienda di Minerbe (Vr). “Siamo particolarmente orgogliosi di poter dire che i nostri impianti non si sono mai fermati per cinque anni, nonostante le difficoltà anche meteorologiche, permettendo la produzione di 5 milioni di metri cubi di calcestruzzo”. La gamma è molto ampia, come spiega l’area manager per l’Italia, Mirco Collato: “Produciamo

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 81


SERVIZI Assodimi/Assonolo

L’ASSOCIAZIONE FA LA FORZA

U

n quarto di secolo. Ripensare oggi al momento in cui Franco De Michelis ebbe l’intuizione di promuovere la nascita dell’associazione dà una chiara misura di quanto siano cambiati i tempi. In questi venticinque anni è successo davvero di tutto. È letteralmente cambiato il mondo e non sempre per il meglio. Il settore delle costruzioni è stato tra quelli maggiormente penalizzato dalla crisi economica esplosa su scala globale, le cui durissime conseguenze si sono ripercosse sia sul noleggio che sulla distribuzione. “Oggi possiamo dire che De Michelis nel 1992 già vedeva più lontano di tutti noi”, ha detto il direttore Marco Prosperi in apertura di congresso. “Allora parlare di noleggio professionale in Italia era pione82 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

Il 13 ottobre si è svolto a Bologna il 25° congresso nazionale di Assodimi/ Assonolo, un importante momento di confronto tra addetti ai lavori per fare il punto sui traguardi raggiunti, ma soprattutto per guardare al futuro con rinnovato ottimismo di Lorenzo Zacchetti

ristico, ma adesso il senso stesso dell’associazione è dato dalla forte partecipazione a questo venticinquesimo congresso”. Oltre 270 iscritti, 110 aziende intervenute a Bologna e costantemente impegnate in iniziative di altro genere, a partire dai vari “Assodimi Day”: i numeri confortano una sensazione di rilancio che ormai da tempo è palpabile nel settore e che è stata confermata anche dalle statistiche esaminate durante la kermesse di Villa Zarri. “Ci aspettiamo che nei prossimi due/tre anni ci siano ulteriori salti in avanti”, ha aggiunto un Prosperi comprensibilmente entusiasta. A ricordare la figura di Franco De Michelis è stato anche Mauro Brunelli, titolare di Scaligera Service e attuale presidente di Assodimi/Assonolo. Al suo primo congresso nella sua nuova e im-


portante veste, il giovane imprenditore veneto ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli iscritti: “Spesso ragioniamo da competitor l’uno dell’altro, come è ovvio che sia, ma lavorando insieme possiamo fare molta strada. Dieci anni fa mi sono approcciato all’associazione partecipando al primo corso con Franco e ora con noi c’è suo figlio Luca. Ho imparato moltissimo da questa esperienza. Nel 2014 sono entrato nel direttivo e l’anno scorso sono stato eletto presidente. È stato un anno positivo: abbiamo raddoppiato gli sponsor che ci sostengono, Samoter è stato un successo, soprattutto per la fiducia che ci ha trasmesso e che abbiamo percepito anche all’ultimo GIS. Sì, tira davvero una buona aria per il nostro settore!”. Innovazione digitale Ritrovato il necessario ottimismo, quali sono i possibili sviluppi operativi ed economici? Per fornire uno sguarIL 25° CONGRESSO DI ASSODIMI/ ASSONOLO SI È SVOLTO NELLA SPLENDIDA CORNICE DI VILLA ZARRI, STRUTTURA RISALENTE AL 1578 E A POCHI MINUTI DAL CENTRO DI BOLOGNA

MARCO PROSPERI

È DIRETTORE DI ASSODIMI/ASSONOLO DAL 2013. DOPO I POSITIVI ESITI DEL PRIMO MANDATO, È STATO CONFERMATO NEL RUOLO ANCHE CON IL NUOVO DIRETTIVO

do innovativo al settore, Assodimi/ Assonolo ha ospitato l’interessante intervento di Cristina Mollis, direttrice di H-Farm, una realtà nata nel 2005 per sostenere lo sviluppo delle startup ed accompagnare le aziende nella loro transizione verso l’era digitale. L’imprenditrice di Bergamo ha spiegato efficacemente come sia necessario cambiare marcia per adattarsi alle sfide di un mondo che cambia sempre

più velocemente: “Eravamo abituati al fatto che le nuove tecnologie nascessero una per volta, mentre adesso tutto succede contemporaneamente: non puoi più chiederti quale soluzione sarà vincente, ma devi sperimentarle tutte insieme”. Nell’era della “technology obsession” c’è un’app per tutto e le aspettative dei clienti sono più elevate, perché spesso i consumatori finali viaggiano a un ritmo più veloce rispetto alle aziende. Mollis ha citato alcuni casi di successo come Yard Club, nato come un piccolo sito e poi acquisito da Caterpillar, illustrando poi l’importanza delle soluzioni di augmented reality sviluppate da Daqri e Boeing nel campo dei sistemi di controllo, nonché delle possibili applicazioni della robotica per potenziare il lavoro umano e ridurre i fermimacchina. Il futuro è già cominciato, con soluzioni come il trattore senza pilota di Case oppure con Sam, il robot muratore che è in grado di posare 3.000 mattoni al giorno. Tra le più affascinanti, c’è sicuramente Apis Cor, che con le sue stampanti 3D è già in grado di realizzare edifici abitabili.

25 ANNI DI CAMBIAMENTI La storia di Assodimi/Assonolo è stata

centro anche da Giuliano Gramigna,

ripercorsa in un interessante confron-

il quale ha sottolineato un’evoluzione

to tra i presidenti che si sono succedu-

nella cultura del possesso, che ora si

ti dal 1992. Sergio Tempini ha spiega-

sta orientando sempre più verso l’u-

to come all’inizio si puntasse soprat-

tilizzo. La principale criticità riguarda

tutto sulla distribuzione: “Solo dopo è

l’accertamento della solidità e della sol-

emersa l’importanza del noleggio, di-

vibilità delle aziende con cui si lavora,

mostrando che De Michelis ci aveva

possibile solo “con uno stretto rapporto

visto giusto. Guardare all’estero e im-

personale”. Roberto Nicoletti ha riper-

portare la cultura del noleggio è stato

corso il passaggio in cui i venditori si

fondamentale”. Mario Dus ha illustrato

sono trasformati in consulenti per il no-

la netta linea di demarcazione che de-

leggio: “Avevamo bisogno di persone

presidente Mauro Brunelli ha colto lo

ve separare i due ambiti: “Non è detto

fortemente specializzate in questo am-

spunto con entusiasmo: “C’è molto da

che la stessa società non possa fare en-

bito e anche molto motivate. La crisi del

imparare, sia dagli stranieri, sia da gior-

trambe le cose, ma bisogna saperle di-

2007 ci ha riportato con i piedi per terra,

nate come questa. Personalmente, mi

videre bene. In caso contrario, si fanno

forse anche perché nei dieci anni pre-

sono trovato a fare l’imprenditore nel

grossi pasticci. Il caso tipico è il cliente

cedenti eravamo cresciuti oltremisura.

momento peggiore e da specialisti del

che noleggia una macchina e poi, dopo

Adesso dobbiamo puntare sulla tecno-

noleggio nel sollevamento ci siamo tra-

essersi accorto di averla pagata quasi

logia e tornare a investire, per uscire

sformati in generalisti. Questo è stato

in toto, pretenda che gliela si venda: in

dalla logica del massimo ribasso. Ora

possibile grazie al supporto dell’asso-

questo modo, il tema del rischio d’im-

che finalmente gli stranieri stanno ar-

ciazione, che deve continuare a rappre-

presa viene completamente stravolto”.

rivando in Italia, ben venga il confron-

sentare un sostegno fondamentale per

Il rapporto col cliente è stato messo al

to anche su questo ambito”. Il nuovo

le aziende del settore”. ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 83


SERVIZI

MAURO BRUNELLI

SOCIO DELLA SCALIGERA SERVICE DI VERONA, È STATO ELETTO PRESIDENTE DI ASSODIMI/ASSONOLO LO SCORSO 16 DICEMBRE E SI È DETTO SODDISFATTO DEI RISULTATI RAGGIUNTI NEL CORSO DEL 2017

Aziende a confronto Il tema del digitale è stato approfondito anche nell’interessante dibattito che ha visto la partecipazione delle principali testate del settore (tra cui ovviamente anche “OnSite Construction”) e quattro aziende quali Kilotou, Riwal, Vismara e Tesa: un poker di soggetti piuttosto diversi tra loro sia per nazionalità, sia per dimensioni. La francese Kilotou è reduce dai recenti acquisti di Cofiloc, Euronol e Maquinas. Florent Nosel, direttore del dipartimento Digital and E-commerce, non ha escluso nuove acquisizioni in

Italia, “un mercato dal quale ci aspettiamo molte cose buone”. Nel delineare la strategia digitale del suo gruppo, Nosel ha menzionato la “Omnichannel Experience”, un approccio che combina sito web, app per cellulare e il tradizionale rapporto diretto presso le filiali. Pur mantenendo strette relazioni personali con i propri clienti, Kilotou ha puntato molto su soluzioni digitali che consentono ai capocantieri di ordinare online i prodotti da noleggiare o da acquistare, velocizzando le procedure produttive. Il tema dell’efficienza è stato affrontato anche da Kris Desmedt, Group Manager Marketing & Communications dell’olandese Riwal. La strategia digitale descritta come “The Riwal Way” punta sia sul superamento dei vincoli burocratici che sulla telematica. Tutta la sua flotta è equipaggiata con dispositivi che forniscono al cliente informazioni dettagliate sulle macchine: dalla loro collocazione alle necessità manutentive, tutelando la sicurezza grazie ai diversi livelli di abilitazione del personale, in base al grado di formazione. Attualmente, il 20% delle sue transazioni b2b avviene online, dato che impegna l’azienda olandese a presidiare il web sia con il sito istituzionale, sia con una capillare presenza sui social network. Un diverso punto di vista è stato fornito da

Paolo Vismara, responsabile della comunicazione dell’azienda svizzera Camillo Vismara. Trattandosi di una realtà di piccole dimensioni, molto simile alla maggior parte di quelle italiane, Vismara deve necessariamente misurarsi con i limiti del proprio bacino d’utenza: “In questo settore, le aziende operano prevalentemente a livello locale e questo rappresenta un freno allo sviluppo digitale, perché non c’è una grande necessità di espandere il proprio raggio d’azione. Tuttavia, la tecnologia può aiutarci a migliorare i nostri processi, integrando – ad esempio – il noleggio online tra i servizi che offriamo”. Ulteriormente diversa la visione di Tesa, un gruppo per il quale il noleggio rappresenta uno tra i suoi svariati ambiti operativi. Nicola Fovini, direttore corporate development, ha spiegato come il digitale apra nuovi orizzonti di business: “Stiamo entrando sempre di più nei processi produttivi dei nostri clienti, dando loro risposte a tutto campo. Questo sarà il nostro futuro e su questo baseremo il nostro sviluppo digitale”. Rispetto al digital divide che ancora penalizza il mercato italiano, Fovini si è detto certo di poter voltare pagina: “Non dimentichiamoci che la crisi ci ha fatto fare un balzo all’indietro di vent’anni. Fino ad ora tutti gli imprenditori sono quindi stati impegnati dai processi produttivi, che

LA NUOVA LIVREA DI KATO IMER Il 25° congresso nazionale Assodimi/

Kato Works. Tutta la parte del movimen-

Assonolo ha segnato il debutto della

to terra adotterà quindi questa livrea”.

nuova livrea delle macchine Kato Imer.

La scelta di Bologna per la presentazio-

Nella splendida cornice di Villa Zarri, il

ne ufficiale è dipesa da due fattori: la

miniescavatore girosagoma 17VXE e il

concomitanza tra il congresso e l’inizio

minidumper Carry 107 si sono presen-

della produzione dei miniescavatori da

tati con un inedito colore giallo. “Si trat-

9 a 27 q di portata e la fiducia nella cre-

ta di un cambiamento importante” – ha

scita del mercato italiano, con partico-

spiegato il vicepresidente Paolo Venturi

lare riferimento al settore del noleggio.

– “Siamo sempre stati conosciuti per

A gennaio saranno disponibili sul no-

il verde che contraddistingue il grup-

stro mercato nazionale i miniescavato-

po Imer, al quale eravamo affezionati

ri della Serie V4 prodotti in Giappone

mentre a partire dal 2019 ci saranno le

sia noi che i nostri clienti, specialmen-

(da 3 a 8,5 t), ma il piano di sviluppo di

nuove gamme di macchine (130 q, 250

te in Italia. Dallo scorso novembre sia-

Kato Imer in Europa prevede – a par-

q, ecc.), nonché una nuova serie di com-

mo parte del gruppo Kato, che ha deci-

tire dal 2018 – anche la produzione in

patte, chiamata V5, con la quale sarà ri-

so di investire sul mercato europeo con

Italia delle macchine Kato da 30 e da

visitata tutta la gamma che attualmente

un progetto importante che va da qui al

35 q, sempre di colore giallo. Inizialmente

va dai 12 agli 85 q. “Mi sento di concor-

2025. Il primo passo è proprio allinearsi

saranno apportate solo delle modifiche

dare con i contenuti positivi emersi du-

al giallo e al grigio che rappresentano

alle cabine, per migliorare la visibilità,

rante i dibattiti del congresso”, ha ag-

84 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


DURANTE IL CONGRESSO, MOLTO PARTECIPATO, È STATO CONSEGNATO IL PRIMO ATTESTATO “QUALITY RENT” A META, LA SOCIETÀ DI NOLEGGIO CHE FA CAPO AD ELISA TAINI. TAINI È ANCHE VICEPRESIDENTE DI ASSODIMI/ASSONOLO, CARICA CHE CONDIVIDE CON MASSIMO ROSSI, A.D. DI CGT EDILIZIA

ovviamente sono prioritari. Gli effetti del lavoro svolto si manifesteranno appieno solo nei prossimi anni e allora vedremo come l’Italia non abbia niente da invidiare ai competitor. Per il nostro mercato vedo un futuro roseo: ci sarà da aspettare ancora qualche anno, ma saremo leader. Faremo meglio anche della Germania”. Piccolo è bello? Non più! Entrando nel dettaglio dello scenario economico, l’analisi di Fovini ha evidenziato limiti e prospettive della situazione attuale: “La ripresa è molto lenta, ma entro il 2020 arriveremo a livelli pari al 50-70% dei volumi pre-crisi. Riusciremo a recuperare il 100% solo nel 2025: è

giunto Venturi, che è anche presidente di Unacea. “Il nostro deve essere un ottimismo ragionato: nei prossimi anni raccoglieremo i frutti del lavoro svolto in questi anni, uscendo definitivamente da una fase difficile”.

DA SINISTRA: FLORENT NOSEL, DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DIGITAL AND E-COMMERCE DI KILOTOU (FRANCIA) E KRIS DESMEDT, GROUP MANAGER MARKETING & COMMUNICATIONS DI RIWAL (OLANDA), DURANTE IL DIBATTITO TRA I PROTAGONISTI DEL SETTORE

per questo che parlo di vent’anni persi. Oggi il noleggio in Italia vale più o meno quello olandese, con la significativa differenza che il nostro territorio è quasi dieci volte più grande dei Paesi Bassi! Nei prossimi anni ci attendiamo una crescita del 3-4%, un dato molto poco entusiasmante, almeno nel breve periodo”. Rispetto alla spinta che il digitale può dare a questo percorso, il Gruppo Tesa individua due versanti: l’interfaccia con i clienti e i processi interni. “Stiamo digitalizzando oltre 300 processi aziendali”, ha continuato Fovini. “Si tratta di un lavoro molto pesante, ma

importante. Nel panorama del noleggio, contiamo di chiudere il 2017 sopra i 130 milioni di euro, con oltre 7.000 mezzi dall’età media inferiore ai 18 mesi. Il nostro obiettivo è entrare nei primi 15 gruppi europei: oggi siamo al 28° posto nella classifica del fatturato, ma sarebbe molto più opportuno fare un ranking basato sulla solidità aziendale”. Il quadro complessivo è stato analizzato anche da Federico Della Puppa (responsabile area Economia&Territorio presso Smart Land srl), sulla base di statistiche meritevoli di una riflessione approfondita. La tendenza positiva del mercato delle costruzioni è stata confermata con un’attesa di crescita a livello europeo del 2,7% per l’anno in corso e del 2,6% per il 2018. Nello specifico italiano, il comparto fatica a tenere il ritmo della crescita generale dell’economia: il +0,6% delle costruzioni è ben lontano dall’essere soddisfacente, così come la ripresa del non-residenziale, ancora troppo lenta. Per quanto riguarda il settore del noleggio, in Italia ci sono circa 4.800 aziende, di cui oltre la metà nel comparto dei container alloggio, delle attrezzature di sollevamento e movimentazione senza operatore. Circa 1.500 noleggiano macchine e attrezzature per agricoltura e lavori edili, 800 gru ed attrezzature con operatore. Quest’ultimo è l’unico ambito che segna una diminuzione dei player, mentre l’incremento complessivo sull’anno precedente è di 100 aziende (+700 dal 2011). Cresce anche l’occupazione, con 17.000 addetti, che rappresentano un +25% rispetto al 2011. Si conferma la prevalenza di imprese di piccole dimensioni: oltre il 90% annovera meno di dieci addetti e il 60% ne ha appena uno. La crescita del noleggio è stabile e la metà delle aziende ha aumentato il fatturato, ma a tirare il gruppo sono le imprese più grosse: quelle con volumi oltre i 5 milioni di euro hanno evidenziato incrementi consistenti nel giro d’affari, anche in doppia cifra, mentre le piccole aziende marciano col freno tirato. La logica del “piccolo è bello”, tipica di questo mercato, viene quindi seriamente messa in discussione da un’evoluzione tanto sfidante quanto stimolante. ■ ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 85


SERVIZI Trevi Benne

Think… BYG! La sinergia tra il costruttore veneto e il distributore spagnolo BYG, che quest’anno festeggia i 50 anni di attività, dura dal lontano 2001. Un esempio di come la giusta unione d’intenti e strategie mirate consentano di ottenere successi importanti in ogni mercato di Stefano Vitali

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I

l gioco di parole del titolo sottende la visione che ogni impresa deve avere alla base della propria attività. “Pensare in grande” è l’obiettivo che qualsiasi atteggiamento ambizioso implica. Ma in realtà, il BYG citato non è altro che l’acronimo dei due fondatori dell’azienda di Barcellona, Aureo Bartolomé e José Gallén Pons; una realtà imprenditoriale che quest’anno festeggia i 50 anni di attività e che ha saputo costruire nel tempo una struttura in grado di primeggiare a livello mondiale nel settore delle parti d’usura e delle attrezzature per macchine movimento terra e per l’industria estrattiva e mineraria. Perché un’azienda spagnola, per quanto importante sia, ci interessa così da vicino è per via della sua partnership di lunga data con Trevi Benne, costruttore specializzato in benne e attrezzature da demolizione, scavo e riciclaggio, nonché esempio di eccellenza made in Italy a livello mondiale. Un rapporto che ha avuto inizio nel 2001 e che è stata in grado di superare indenne ogni flessione di mercato. Anzi, ha saputo sviluppare ogni opportunità concessa: oggi, infatti, oltre a essere distributore esclusivo per la Spagna, BYG rappresenta Trevi Benne anche in Portogallo.

DA SINISTRA: CRISTINA BARTOLOMÉ, MARKETING MANAGER DI BYG; FERNANDO RODENAS, PRODUCT MANAGER DELL’AZIENDA PER LA LINEA ATTREZZATURE; JAVIER BARTOLOMÉ, CEO DI BYG; SIMONE PIVA, AREA MANAGER DI TREVI BENNE ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 87


SERVIZI dotti innovativi come quelli appartenenti alla linea Futura, una ricca gamma di denti e porta-denti di alta qualità, adattabili a macchine Caterpillar, in particolare nel settore del Construction e del Mining. “La nostra storia – racconta Cristina Bartolomé, Marketing Manager di BYG – insegna che la capacità di strutturarsi adeguatamente e di investire in risorse e opportunità strategiche può consentire di superare anche i momenti più complessi, com’è stata la crisi globale iniziata nel

“

2008 e, anni prima, la forte recessione spagnola del 1993”. Un’opportunità colta da BYG è quella recente “offerta” dal Gruppo ITR: dall’aprile di quest’anno, infatti, l’azienda spagnola è entrata ufficialmente a far parte del Gruppo di Modena, specializzato in parti di ricambio e miscellanea per macchine movimento terra. “Quest’incorporazione – spiega Bartolomé – ci consente di essere particolarmente competitivi sul mercato spagnolo (ma non solo) e porterà importanti benefici nel

“

Un’impresa storica Impresa (tuttora) familiare fondata nell’ottobre 1968 a Barcellona, BYG nasce come costruttore di attrezzi e parti di ricambio e si sviluppa in seguito specializzandosi nel settore delle macchine movimento terra. Oggi, a distanza di 50 anni, BYG è uno dei protagonisti a livello mondiale in questo comparto, grazie a una rete distributiva capillare (che la porta ad avere distributori locali in tutto il mondo e filiali in svariati Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Germania e Cina), a una straordinaria forza commerciale, a linee di prodotto specificatamente autonome (parti d’usura, ricambi, attrezzature) e a una spiccata capacità di adattarsi alle molteplici esigenze dei vari mercati, che l’hanno portata peraltro a realizzare pro-

B YG È IL DISTRIBUTORE ESCLUSIVO DI TREVI BENNE PER LA SPAGNA E IL PORTOGALLO breve-medio periodo. Due realtà che in alcune aree strategiche del mondo erano in concorrenza ora si sono unite per diventare un punto di riferimento assoluto”.

FUTURA È IL NOME DI UNA LINEA DI DENTI E PORTA-DENTI ADATTABILI CATERPILLAR SVILUPPATA DA BYG PER IL SETTORE DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA. LA LORO STRUTTURA CONSENTE DI AUMENTARE LA DURATA DELLE PARTI SOTTOPOSTE A USURA E DI MIGLIORARE LA CAPACITÀ DI PENETRAZIONE DEL DENTE STESSO 88 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

Sinergia “iberica” Sedici anni fa BYG non era ancora entrata con prepotenza nel settore delle attrezzature per macchine movimento terra. Il suo desiderio di occupare un posto di rilievo anche in questo specifico comparto la portò a vagliare le opportunità offerte sul mercato e Trevi Benne fu il partner scelto per sviluppare una sinergia che, a posteriori, si è rivelata vincente. Spiega Cristina Bartolomé: “Di Trevi Benne ci ha subito colpito la dinamicità in ogni contesto, la capacità di evolversi continuamente creando sempre nuovi prodotti e soluzioni e l’affidabilità nel servizio e nel supporto alla vendita. Oltre al feeling che si è immediatamente instaurato. Anche per questi motivi la scelta è stata naturale, così come l’azienda di Noventa Vicentina ha sposato il nostro progetto dopo aver visto in noi un referente con i medesimi requisiti. La gamma Trevi Benne è oggi davvero vasta e offre soluzioni interessanti per i mercati da noi rappresentati”. Quali sono, dunque, i prodotti Trevi Benne maggiormente recepiti in Spagna e in Portogallo? Risponde ancora Bartolomé: “Attualmente BYG fornisce tutti i più grossi demolitori in Spagna e svariati operatori nella penisola iberica; con il marchio Trevi Benne, copriamo circa il 50% del mercato


BYG DISTRIBUISCE I PROPRI PRODOTTI A LIVELLO MONDIALE E LA GAMMA TREVI BENNE IN SPAGNA E PORTOGALLO. QUEST’ANNO, IN TERMINI FIERISTICI, L’AZIENDA DI BARCELLONA HA GIOCATO “IN CASA”, ESPONENDO UNA RAPPRESENTANZA DEL SUO CATALOGO ALLO SMOPYC DI SARAGOZZA

nell’ambito delle attrezzature. Tra le soluzioni proposte, importanti riscontri si registrano, nel campo del riciclaggio, per le benne vagliatrici BVR14e e BVR15e, indispensabili per molteplici applicazioni quali la selezione dei ciottoli lungo i corsi d’acqua e dei materiali di risulta dopo una demolizione, la bonifica di terreni sassosi, la pulizia delle spiagge, la separazione di rifiuti organici in discarica e/o la copertura di tubature nelle opere di canalizzazione. O, nel settore della demolizione, per le cesoie CS (in particolare i modelli Marilyn 25RS, 30RS e 40RS), destinate ai moderni cantieri di demolizione industriale che richiedono forze di taglio rilevanti ad altezze considerevoli e ai professionisti del riciclaggio dei

rottami e materiali di natura ferrosa. Ma non solo, perché stanno ottenendo particolare successo anche le pinze demolitrici/ selezionatrici della serie PMG, studiate per eseguire demolizioni di strutture e fabbricati di media consistenza, la selezione mirata di materiali di risulta nel recupero ambientale e per la separazione e movimentazione dell’inerte presente in cantiere. Ma è l’intero catalogo Trevi Benne che ci ha consentito di conquistare grosse fette di mercato, grazie alla qualità dei suoi prodotti e a innovazioni quali, ad esempio, l’applicazione dell’Impact Booster alle attrezzature da demolizione: un dispositivo idraulico che consente di moltiplicare la potenza, intesa come pressione di esercizio dell’escavatore. Un vero e

proprio concentrato di tecnologia: aggredendo il materiale, se la pressione dell’escavatore non è più sufficiente per frantumarlo entra in gioco automaticamente questo strumento che permette di moltiplicare la pressione in arrivo della macchina operatrice (pre-tarata a 250 bar) raggiungendo un picco di 750 bar”. Due “famiglie” che remano decise nella stessa direzione, un catalogo prodotti integrato in grado di soddisfare il palato più fine nel settore delle parti d’usura e delle attrezzature: tutte queste qualità non possono che consentire di affrontare con ottimismo le crescenti esigenze che il mercato richiede oggi e in prospettiva. Un comune modo di pensare, dunque: in grande. ■

TRA LE CONSEGNE PIÙ PRESTIGIOSE REGISTRATE DA BYG, QUELLA DI DUE FRANTUMATORI GIREVOLI TREVI BENNE FR200 AL GRUPPO SPAGNOLO USABIAGA E DI UNA CESOIA MARILYN CS 160RS DI 16 TON ALLA DITTA FRANCISCO MATA ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 89


Dossier

GLI INGRANAGGI DI UN SISTEMA VIRTUOSO L’industria meccanica italiana rappresenta un’eccellenza della quale dovremmo andare fieri, ma che invece non sempre riceve le opportune attenzioni. Nonostante le difficoltà dovute alla crisi mondiale, questo specifico comparto è riuscito a crescere grazie a due doti fondamentali: la capacità di fare squadra e le profonde competenze tecnologiche dei singoli attori del mercato. Li abbiamo incontrati per metterne in luce i tratti distintivi di Lorenzo Zacchetti

“I

l tutto è più della somma delle parti” è un motto ormai ben radicato nella nostra cultura. Risale ai tempi di Aristotele, ma ne parliamo con continuità da un secolo esatto, ovvero da quando in Germania e poi negli Stati Uniti ha preso piede la scuola psicologica della “Gestalt” (in tedesco, “forma”), che ne ha fatto il suo manifesto.

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Ampiamente diffuso anche in Italia, questo orientamento scientifico si è dimostrato piuttosto innovativo nell’analizzare i comportamenti umani sulla base di come ognuno percepisce la realtà, piuttosto che in nome di una “oggettività” spesso arbitraria. Il successo ottenuto nell’esperienza clinica ha promosso questa concezione anche in altri ambiti, dalla sociologia allo sport, fino al mondo delle imprese.


COMPONENTI

L’approccio relazionale e sistemico ha caratterizzato molte attività di coaching, formazione e team-building all’interno delle aziende, arrivando persino a influenzare la dimensione produttiva. Più che singoli articoli, si tende a valorizzare la dimensione esperienziale complessiva, che molti chiamano “brand experience” e sulla quale si basa l’affermazione di un marchio piuttosto che un altro. Quando si tratta di un settore come

quello delle costruzioni, bisogna però giungere a un maggior livello di concretezza. Nel nostro caso, è ben più calzante la metafora della brava massaia, che, per quanto sia capace di cucinare, difficilmente potrà realizzare un piatto succulento senza avere a disposizione dei buoni ingredienti. Nonostante le critiche di alcuni sociologi, la parcellizzazione del lavoro è un tratto fondante della nostra epoca, in quanto consente

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Dossier LA PAROLA AI COSTRUTTORI / KOHLER ENGINES NINO DE GIGLIO SENIOR MANAGER BRAND AND COMMUNICATION KOHLER ENGINES La tradizione centenaria è solamente uno dei tanti motivi per cui Kohler si posiziona ai vertici dell’innovazione e della tecnologia in quanto a motori. Il nostro settore cambia, è in continua evoluzione e noi di Kohler non ci accontentiamo di stare al passo con i tempi, li vogliamo anticipare; non a caso abbiamo realizzato una piattaforma di motori flessibile, malleabile, in grado di adattarsi a ogni richiesta, ma soprattutto a ogni normativa. Ecco cosa ci rende unici: i motori della famiglia KDI (Kohler

di raggiungere livelli di specializzazione e di eccellenza altrimenti inarrivabili. Il valore della professionalità e delle specifiche competenze nei propri ambiti operativi va sottolineato soprattutto in Italia, visto che la nostra industria meccanica è seconda al mondo per competitività, sopravanzata solamente dalla Germania. A certificarlo è l’International Trade Centre, emanazione della WTO (World Trade Organization) con sede a Ginevra e quindi assolutamente al di sopra di qualunque sospetto di “partigianeria” nel giudizio. Ancora più rilevante è la leadership mondiale che il nostro Paese può vantare nel comparto dei Sistemi di Trasmissione Movimento e Potenza, che fa riferimento ad Assiot (Associazione Italiana Costruttori Organi di Trasmissione e Ingranaggi). In netta controtendenza rispetto alla crisi che ha pesantemente colpito il settore, questo specifico comparto ha visto crescere negli ultimi anni la sua importanza, con particolare riguardo

Diesel Injection) sono già pronti per darvi potenza, ovunque nel mondo. Non dovremo studiare versioni aggiornate o pensare a come adattarli alle varie applicazioni: come dicevo, i KDI sono già pronti, e sono i primi della classe nello spettro 37kW/100kW; mi riferisco a specifiche quali i bassi livelli di consumi, l’alta densità di coppia e l’imprescindibile compattezza. Che sono esattamente le caratteristiche che stavate cercando.

LA PAROLA AI COSTRUTTORI / GRUPPO MINITOP stessa per tutte le aziende del nostro settore, visto che tutti

GIAMPIERO GIACOMINO CEO GRUPPO MINITOP

produciamo in Cina. Tuttavia, la Cina è molto grande e all’interno dello stesso mercato si può acquistare dove la qualità è migliore o peggiore: tutto dipende da quanto si è disposti a spendere e dai parametri di qualità che si intendono seguire. Noi lavoriamo in tandem con lo stesso stabilimento cinese ormai da vent’anni, quindi non corriamo rischi di fraintendi-

Il nostro plus è costituito da un’esperienza di 21 anni, intera-

menti sul punto. A contraddistinguerci è anche una rete di-

mente dedicati al cingolo in gomma. I nostri concorrenti, pur

stributiva che copre tutta l’Europa, più diversi paesi in Africa

rispettabilissimi, hanno un campo di influenza che spazia su

e in Sudamerica. Riusciamo a consegnare all’estero entro 48

più articoli, mentre noi siamo concentrati su un prodotto spe-

ore, con spedizioni quotidiane dalla nostra sede. Facciamo

cifico. Stando a quanto ci dicono i clienti, la nostra gamma è

spedizioni anonime per contro dei nostri clienti rivenditori,

la più vasta per quanto riguarda la variabilità delle misure e

con destinazione finale presso l’utilizzatore: in questo modo,

uno stock che è così rifornito da rispondere molto velocemen-

saltiamo i passaggi interni nei paesi stranieri che rappresen-

te alle richieste. Abbiamo uno straordinario tasso di evasione

tano solo un onere in termini di tempo e di soldi. È un servizio

degli ordini in giornata: il 97%. La tecnologia è pressoché la

di logistica che offriamo gratuitamente ai nostri rivenditori.

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COMPONENTI LA PAROLA AI COSTRUTTORI / PRESSOIL MARCO GALLINO TITOLARE PRESSOIL

Siamo specializzati nella vendita, riparazione e assistenza di unità oleodinamiche nei settori: mobile (macchine movimento terra e da cantiere, carrelli elevatori, piattaforme, apparecchiature di sollevamento, trasporti) e industriale (impianti, centrali, presse oleodinamiche, navale). La struttura di Cambiano (TO) dispone di un vasto magazzino ed è in grado di fornire in modo rapido ricambi o unità nuove per sostituzioni o per la costruzione di impianti di nuova generazione. La disponibilità copre ogni tipo e

per il Nord Italia e, ancora più precisamente, per la Pianura Padana. Quest’area rappresenta infatti un fondamentale crocevia sia per il mercato interno, sia per il collegamento con il resto d’Europa e, non casualmente, vi si concentrano numerose imprese di varie dimensioni, da quelle a gestione familiare a quelle basate su forti investimenti di capitale. Secondo Assiot, è proprio la dimensione della filiera a rappresentare il valore aggiunto determinante, in quanto ogni singolo anello di questa catena virtuosa mette a sistema le proprie specifiche competenze, che vanno dalle funzioni tipicamente produttive (ovvero l’expertise in uno o più settori merceologici) a quelle immateriali, come la ricerca, i servizi di postvendita, l’innovazione dei processi, ecc. La strada verso la crescita non si percorre da soli, facendo sforzi sovraumani per diventare sempre più internazionali, ma ponendosi come ingranaggio

marca. Pressoil è riparatore autorizzato e distributore per: Bosch Rexroth, Hydromatik, Brueninghaus, Sauer, Volvo Voac, Linde, Vickers, Denison, Parker, HMT Samhydraulik, Hitachi, Caterpillar, Uchida Hydromatik, Eaton, HP, Axial

Pump, Atos, Berarma, Aron, Hawe, Calzoni, Kawasaki, Staffa e Sai. Il magazzino offre, in pronta consegna e con spedizioni giornaliere: pompe, motori, valvole, distributori, blocchi oleodinamici, servocomandi, elettrovalvole, accumulatori, servo-valvole, elementi logici, filtri. E, naturalmente, i ricambi per tutte queste unità. Con un’esperienza maturata in oltre 20 anni d’attività nel settore, Pressoil offre anche riparazioni e revisioni per ogni genere di unità e, al fine di offrire la massima garanzia al cliente, prima della consegna esegue collaudi su appositi banchi prova. Sono disponibili unità già revisionate pronte all’installazione, in programma scambio, per ridurre al minimo i tempi di fermo macchina. Pressoil aggiunge a questi servizi la sua consulenza: tecnici specializzati “diagnosticano” il tipo di avaria e la sua entità, fornendo al cliente un quadro esatto della situazione per identificare le cause ed evitarne di successive: un filo diretto continuo con i clienti per risolvere i problemi, incluLa nostra eccellenza è senza dubbio rappresentata dai cingoli

si quelli riguardanti unità obsolete o fuori commercio.

in gomma, di cui siamo price leader in Europa. Poi, però, ab-

I tecnici, inoltre, sono in grado di assistere tecnicamen-

biamo deciso di produrre anche pneumatici per skid loader

te i clienti che intervengono sulle macchine o realizzano

e abbiamo intenzione di crescere anche in questo settore.

impianti oleodinamici.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 93


Dossier di un meccanismo ben più complesso e, quindi, vincente. I numeri lo dicono in maniera inequivocabile, con un fatturato del comparto che va oltre i 6,5 miliardi di euro. Nel rapporto tra l’Italia e il resto del mondo, le importazioni superano i 2,3 miliardi, ma le esportazioni vanno oltre i 3,8 e, in entrambi i casi, il principale partner commerciale è la Germania. Insomma, nei confronti del nostro amato/odiato interlocutore storico, possiamo vantare un saldo attivo. È anche questo è un ottimo indicatore di salute. Tra le strategie che Assofluid ha deciso di implementare per il triennio 2016/2018

TOMASO CARRARO

PRESIDENTE ASSIOT

LA PAROLA AI COSTRUTTORI / CARRARO DRIVE TECH STEFANO IMAGE DIRECTOR AFTER SALES & SPARE PARTS & BUSINESS HEAD, CARRARO DRIVE TECH

DOMENICO DI MONTE

PRESIDENTE ASSOFLUID

c’è anche la sinergia con Assofluid (Associazione Italiana dei Costruttori ed Operatori del Settore Oleoidraulico e Pneumatico), scelta finalizzata ad un’integrazione ancora più spinta della filiera meccatro-

Carraro Drive Tech, la più importante Business Area del Gruppo Carraro, svolge attività di progettazione, produzione e commercializzazione di assali, trasmissioni ed ingranaggeria di acciaio di media e grande taglia. L’offerta prodotto è rivolta ad un’ampia gamma di applicazioni: dalle macchine movimento terra ai trattori agricoli, dai veicoli commerciali leggeri ai carrelli elevatori e ad applicazioni dell’ambito industriale. Attraverso 8 stabilimenti produttivi, rispettivamente in Italia (5), Argentina, India e Cina, Carraro Drive Tech si propone come fornitore di soluzioni tecnologiche avanzate e sistemi integrati, in un’ottica di partnership strategica con i propri clienti. L’obiettivo principale di Carraro Drive Tech è quello di fare il miglior uso delle opportunità offerte da un mercato in crescita, accrescendo la presenza dell’azienda, presidiando i nuovi mercati in via di sviluppo e continuando a sviluppare soluzioni di prodotto in risposta alle diverse necessità dei nostri clienti.

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nica, attraverso iniziative comuni quali eventi, seminari e focus su temi tecnici ed economici. Il comparto seguito da Assofluid va distinto tra il mercato oleodraulico, che è stabile, e quello pneumatico, il cui trend è invece in crescita. Nel contesto di un settore complesso quello delle costruzioni, ogni singolo ramo di attività ha le sue specificità che meritano la massima attenzione e il più adeguato


COMPONENTI LA PAROLA AI COSTRUTTORI / ALLISON TRANSMISSION riconoscimento alle qualità individuali. Per questo abbiamo incontrato alcuni dei principali protagonisti del mercato, discutendo con ognuno di loro dei valori di eccellenza che caratterizzano il loro lavoro. La loro voce nelle pagine del nostro Dossier Componenti. ■

SIMONA PILONE OEM ACCOUNT MANAGER ALLISON TRANSMISSION

Siamo è il principale produttore al mondo di trasmissioni completamente automatiche per veicoli commerciali e sistemi a propulsione ibrida. Con stabilimenti produttivi negli Stati Uniti, in Ungheria e in India e una rete assistenza di circa 1.400 distributori autorizzati, Allison collabora con 300 tra i principali costruttori mondiali di veicoli commerciali e autobus. Le nostre trasmissioni sono progettate per fornire affidabilità e durata proteggendo la catena cinematica in modo da ridurre al minimo i fermi macchina. La nostra gamma di trasmissioni di rivolge alle necessità delle flotte di diversi settori: dalle applicazioni gravose come la raccolta rifiuti ai veicoli per le miniere e per il trasporto eccezionale; ad altre che necessitano di prestazioni superiori come l’antincendio o l’estrema semplicità di utilizzo come la distribuzione urbana. Quando si tratta delle applicazioni gravose del movimento terra e del trasporto eccezionale e fuoristrada, il convertitore di coppia Allison moltiplica dolcemente la coppia motore fornendo più potenza alle ruote senza interruzioni di potenza. I veicoli hanno così prestazioni superiori e maggiore accelerazione. Questo significa più potenza e più lavoro svolto, anche con motori più piccoli. Con un miglior avviamento alla partenza e una migliore manovrabilità per muoversi sui terreni soffici e negli spazi più ristretti, maggiore sicurezza e macchine sempre operative, potrete massimizzare il vostro investimento e la vostra produttività.

LA PAROLA AI COSTRUTTORI / BKT EUROPE LUCIA SALMASO MANAGING DIRECTOR BKT EUROPE

genze applicative più specifiche degli utilizzatori. Chi sceglie di utilizzare i prodotti BKT lo fa per la loro indiscussa qualità che si traduce in notevoli vantaggi per l’operatore quali - ad esempio - durata, resistenza e risparmio di carburante. Attraverso i continui investimenti in ricerca e sviluppo, che costituiscono la chiave per competere in un

BKT è un produttore leader nel mercato degli

mercato complesso in rapida evoluzione, BKT

pneumatici Off-Highway. Con sede a Mumbai in

si impegna costantemente a sollevare gli stan-

India, il gruppo BKT offre una vasta e aggiornata

dard e a rendere i suoi prodotti sempre più af-

gamma di prodotti, specificamente progettati per

fidabili, competitivi, altamente tecnologici. BKT

macchine e attrezzature operanti nei settori agrico-

è presente in 130 Paesi di tutto il mondo grazie

lo, industriale, movimento terra, minerario, portua-

a una capillare rete distributiva. Ciò che ci chie-

le, ATV e giardinaggio. Attualmente BKT annovera

dono i nostri clienti in tutto il mondo è ciò per

nella sua gamma più di 2.400 prodotti ad alto tasso

cui lavoriamo quotidianamente, impegnandoci a

tecnologico e dal design innovativo. Le avanzate so-

crescere giorno per giorno per supportare il loro

luzioni di BKT sono progettate per soddisfare le esi-

business e incrementare la loro redditività.

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DISTRIBUZIONE Iveco Orecchia

DECOLLO IN LOMBARDIA È stata inaugurata a Melegnano la nuova sede da dove l’azienda piemontese, in sinergia con la GP Service, assicurerà un servizio a 360° per quanto concerne le macchine movimento terra a marchio Case. Una scelta strategica, in una location “storica”, che garantirà una maggiore vicinanza ai clienti e un adeguato sviluppo sul territorio lombardo di Ettore Zanatta

E

ra i l mes e di g iug no 1902 quando fu fondato il Consorzio Agrario di Milano e Lodi, una realtà divenuta un punto di riferimento, una vera e propria istituzione in Lombardia e alle cui dipendenze c’erano circa 145 lavoratori. Nell’ultimo anno di attività il fatturato fu di oltre 200 milioni di euro. Tutto ciò è stato fino al 2013 quando, dopo oltre 110 anni di storia al servizio dell’agricoltura e del movimento terra, fu avviata dal tribunale di Milano la procedura di concordato preventivo liquidatorio a causa dei numerosi debiti con le banche e con i fornitori, seguiti successivamente dalla difficoltà del recupero crediti.

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Oggi, dopo circa tre anni di totale abbandono e inutilizzo, il complesso di Melegnano di quello che era il Consorzio Agrario di Milano e Lodi – o, meglio, una parte di esso –, ubicato in via della Repubblica, è tornato a “riprendere vita”. Lo scorso 7 ottobre, infatti, è stata inaugurata ufficialmente la struttura che ospiterà le attività commerciali legate al movimento terra di Iveco Orecchia, dealer ufficiale di Case Construction (l’organizzazione relativa agli autobus segue un percorso parallelo e autonomo, già inserito in regione), e di GP Service, realtà appositamente costituita che ha acquistato l’immobile e che opererà in sinergia mettendo a disposizione le sue

competenze in termini di assistenza e post-vendita, consentendo di offrire un nuovo e strategico punto di riferimento sul territorio. Il baricentro del successo Sono più di 80 anni che Iveco Orecchia – con le sue diverse sedi, i suoi oltre 300 dipendenti e le sue tre divisioni Veicoli industriali, Autobus e Movimento Terra – rappresenta un interlocutore fidato e affidabile in Piemonte e Valle d’Aosta e un riferimento per ogni esigenza negli ambiti del trasporto su strada e del movimento terra. Parliamo quindi di una realtà che non rappresenta un semplice “concessionario”, ma una garanzia professionale che porta in dote una lunga esperien-


za maturata sul campo, un’invidiabile preparazione tecnica e competenza specifica, nonché un’ampia gamma di servizi offerti e un solido rapporto fiduciario con i marchi rappresenta-

ti: Iveco, Iveco Bus, Fiat Professional e CNH Case Construction. L’azienda con sede a Moncalieri, quindi, sa bene quanto sia importante per i propri clienti la puntualità e l’effi-

MARIO RIGHI

RESPONSABILE COMMERCIALE DIVISIONE MOVIMENTO TERRA E ASTRA

LO SCORSO 7 OTTOBRE È STATA INAUGURATA LA SEDE DALLA QUALE IVECO ORECCHIA GARANTIRÀ LA COPERTURA DEL TERRITORIO LOMBARDO E PIACENTINO, OLTRE CHE PARTE DI QUELLO PIEMONTESE. NELLA NUOVA STRUTTURA SARÀ ASSICURATA UN’ATTIVITÀ A 360°, CHE SPAZIERÀ DALLA VENDITA ALL’ASSISTENZA, DALL’USATO AI RICAMBI, A TUTTE LE FASI DI POST-VENDITA

LA NUOVA SEDE IVECO ORECCHIA A MELEGNANO (MI)

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 97


DISTRIBUZIONE

L’OPINIONE DI

PAOLO ORECCHIA

AMMINISTRATORE DELEGATO DI IVECO ORECCHIA, QUI CON ENRICA ODERNA, ITALY BUSINESS DIRECTOR, CNH INDUSTRIAL

cienza, declinata in tutti i suoi aspetti, e quanto “pesi” per gli operatori un qualsivoglia fermo macchina in strada o in cantiere. Per questo motivo, concepisce la propria attività come un servizio completo, mirato alla totale soddisfazione del cliente, che viene seguito in tutte le sue esigenze logistiche e operative sia in sede che a domicilio. Ed è proprio per assicurare una maggiore vicinanza ed efficienza “presso il domicilio” di una parte importante della propria clientela (quella lombarda e parte di quelle piacentine e piemontese), Iveco Orecchia – in collaborazione con GP Service della famiglia Procaccini – svolgerà le pro-

prie attività anche dalla nuova sede di Melegnano, assicurando la commercializzazione delle macchine movimento terra Case sul territorio, oltre a quella di marchi partner come Magni T.H., Dynapac e Mantovanibenne. “La scelta di questo luogo storico come base per la commercializzazione e l’assistenza del marchio Case è data dall’opportunità offerta dalla sinergia instaurata con la famiglia Procaccini, che ha acquistato una parte degli immobili dell’ex Consorzio e ha valutato insieme a noi le prospettive di creare un centro strategico in Lombardia”, spiega Mario Righi, direttore commerciale Case CE di Iveco Orecchia. “Inoltre, parliamo di un po-

“L’inaugurazione di questa struttura come nuovo punto di riferimento Iveco Orecchia nel settore del movimento terra riveste un’importanza e un fascino particolari, considerando il passato storico e ‘glorioso’ e quanto è stato fatto qui in tanti decenni dal Consorzio Agrario di Milano e Lodi. Significa, in un certo modo, recuperare parte di quella storia e tradizione, anche se con un marchio e dinamiche oggi diversi. In questa regione, peraltro, come Iveco Orecchia dovevamo fare di più e meglio e questa è certamente la strada giusta per soddisfare le attese. Melegnano, inoltre, è un luogo strategico, che garantirà di essere più vicini sia ovviamente ai clienti della Lombardia (Milano compresa) che a quelli presenti della parte più orientale del Piemonte e del piacentino. Con un territorio così ampio da coprire, era ormai necessaria un’altra sede ‘credibile’, capace di fornire un’attività a 360° e garantendo il più alto livello di qualità in termini di vendita, noleggio, ricambi e post-vendita. Tutto ciò nell’ottica di un consolidamento di attività, del sostenimento della forte competitività che caratterizza queste province e, di conseguenza, di uno sviluppo futuro adeguato sul mercato. Oggi tutto ha inizio, è una grande sfida e sarà nostro compito vincerla”. 98 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

L’ATTIVITÀ DI POST-VENDITA SARÀ ASSICURATA DA GP SERVICE, TRAMITE UN’APPOSITA OFFICINA E A PERSONALE ALTAMENTE SPECIALIZZATO IN GRADO DI SUPPORTARE I CLIENTI PRESSO LE PROPRIE SEDI O IN CANTIERE


L’OPINIONE DI

GIUSEPPE PROCACCINI SOCIO DI GP SERVICE

“Era da diverso tempo che insieme a Mario Righi, direttore commerciale di Iveco Orecchia, avevamo posto le basi per lo sviluppo di un punto di distribuzione in Lombardia, operando in modo sinergico nel settore del movimento terra. Una volta verificata la fattibilità dell’acquisto di questa struttura storica abbiamo appositamente costituito la GP Service, che nella nuova attività si occuperà fondamentalmente della parte inerente il post-vendita e i ricambi, lasciando tutta la parte inerente la vendita e il noleggio a Iveco Orecchia, e ci siamo attivati nella sua acquisizione. Per noi è un centro strategico in questo territorio, considerando anche il fatto che siamo attivi nel settore da diversi ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA È PRESENTE ANCHE UN CAMPO PROVE, DOVE GLI OPERATORI POSSONO TESTARE “SUL CAMPO” LE POTENZIALITÀ DELLE MACCHINE MOVIMENTO CASE

anni, attraverso due imprese di costruzioni con sede in provincia di Benevento che si occupano di progettazione edile, scavi, movimento

sto dove si è letteralmente fatta la storia dell’agricoltura e del movimento terra a Milano e in Lombardia. Qui, da oggi, gli operatori potranno soddisfare tutte le loro esigenze in termini di acquisto di macchine, assistenza, post-vendita e ricambi. Un segnale forte al mercato, questo, da parte di Iveco Orecchia e del marchio Case: siamo (e saremo) qui per dare continuità alla nostra attività e per supportare i nostri clienti. A Melegnano ci saranno i nostri uffici commerciali e un magazzino ricambi, affiancati da un’attività di assistenza post-vendita gestita dal nostro partner GP Service, che opererà in qualità di officina autorizzata sulle garanzie e sulla flotta noleggio, su cui stia-

mo investendo molto, garantendo parallelamente la riparazione delle macchine”. Le basi per un ulteriore sviluppo e diffusione del marchio Case sul territorio lombardo e piacentino ci sono tutte, dunque. Da oggi gli operatori del settore possono contare su un servizio a 360° nelle immediate vicinanze delle proprie sedi di attività e su una sede che, anche grazie alla sua posizione geografica privilegiata, ha tutti gli strumenti per garantire la massima rapidità d’intervento, puntualità ed efficacia e il massimo supporto. Per un futuro che si preannuncia di sicuro successo per tutti gli attori coinvolti in questo progetto. ■

terra e costruzioni civili, consolidamenti, impermeabilizzazioni, opere di manutenzione e ristrutturazione e realizzazione di opere pubbliche. Due realtà che, insieme, portano in dote un parco mezzi di oltre 250 unità, la maggior parte della gamma Case e dei marchi con cui Iveco Orecchia ha già rapporti di partnership, come ad esempio Magni T.H., Mantovanibenne e Dynapac. L’investimento fatto in questa struttura di Melegnano ci permetterà di ottenere ulteriori obiettivi in termini di affidabilità, esperienza e capacità”.

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 99


INVESTIMENTO LEGGERO

1%

Lo sai che un incremento anche dell’1% della pubblicità su carta stampata ti dà diritto a credito d’imposta fino al 75% dei costi sostenuti? Grazie a un recente provvedimento legislativo*, se investi in pubblicità almeno l’1% in più rispetto all’anno precedente puoi godere del beneficio fiscale del credito d’imposta fino al 75% sul costo degli investimenti incrementali, e puoi utilizzarli per saldare contributi erariali o previdenziali. *D.L. n. 50/2017, At. 57-bis, conv. in legge, con modificazioni, dalla Legge n.96/2017.


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ON SITE Movimentazione di merci sfuse

Nello scalo ferroviario di Dinazzano si stanno utilizzando tre escavatori gommati Volvo EW210D MH per la movimentazione di argilla, sabbia e caolino, materiale destinato alle numerose aziende del Comprensorio della Ceramica. Un modello di macchina in grado di assicurare affidabilità, rapidità di movimenti ed economicità di Ettore Zanatta

102 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


TRE SPECIALISTI per uno scalo

L

o scalo merci è, di regola, quella parte di una stazione ferroviaria adibita al carico, scarico o sosta dei carri ferroviari. Questa tipologia di sito è comunemente posta a fianco del fabbricato viaggiatori, ma nel caso delle stazioni più grandi può anche esserne fisicamente distaccata.

I grandi scali merci a servizio delle città più grandi o delle aree industriali principali, in particolare, sono delle stazioni vere e proprie con grande scalo di smistamento per la composizione e scomposizione di interi treni merci; possono essere anche a servizio di interporti con attrezzature idonee alla movimentazione e all’interscambio di contai-

ner (c’è da segnalare, a onor di cronaca, anche una categoria di scali merci a servizio di grandi porti, che di solito vengono definiti “stazioni marittime” e si occupano della movimentazione dei treni e dei carri e dell’interscambio marittimo). Uno scalo merci – o ferroviario – di particolare importanza e strutturato per es-

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 103


ON SITE

ABBIAMO INCONTRATO, DELLA COOPERATIVA FACCHINI VOLANTE SASSUOLO, DA SINISTRA: SIMONE ANCESCHI, RESPONSABILE TECNICO; GIANNI BEZZI, PRESIDENTE; GRAZIANO MANELLI, RESPONSABILE TECNICO; IVAN ALBORESI, RESPONSABILE AMMINISTRATIVO

sere totalmente indipendente e autonomo è quello di Dinazzano, frazione del Comune di Casalgrande (Re), gestito dalla Dinazzano Po S.p.A. Qui la Cooperativa Facchini Volante Sassuolo – specializzata in servizi di movimentazione di materiale all’interno di questi particolari contesti – utilizza, tra gli altri, tre escavatori gommati Volvo EW210D MH (Material Handling) per lo scarico da container e vagoni. Materiale destinato essenzialmente al locale Comprensorio della Ceramica. Lo scalo di Dinazzano Lo scopo della Dinazzano Po S.p.A. è il trasporto ferroviario di merci nella

Regione Emilia-Romagna, con particolare attenzione ai servizi di manovra nei principali scali ferroviari della regione. Assieme al trasporto ferroviario, obiettivo della società è anche la gestione degli scali ferroviari merci della specifica provincia di Reggio Emilia: oltre a quello di Guastalla San Giacomo, anche quello di Dinazzano, appunto, situato nel cuore del distretto ceramico di Sassuolo e al servizio di un vasto bacino di piccole e medie imprese con differenti attività. Questo scalo ferroviario è nato nel 1985 per consentire un’espansione che era divenuta inevitabile e per introdurre novità significative nella relativa logistica

IL COMPRENSORIO DELLA CERAMICA

ferroviaria, unendo i servizi di trazione acquistati dalle Imprese Ferroviarie ad altre attività logistiche e di terminalizzazione volte a fornire ai clienti pacchetti merci “door to door”. Qui, infatti, sono stati introdotti nuovi collegamenti ferroviari con il porto di Ravenna, ad esempio, che per la limitata distanza dal distretto ceramico era servito esclusivamente da servizi su gomma; sono seguiti poi i collegamenti ferroviari con i porti di Genova, Livorno e La Spezia, affiancati dagli storici collegamenti con Germania, Francia e altri importanti mercati europei. In questo scalo, che presenta due aree di smistamento separate dalla ferrovia e collegate da un sottopasso ferroviario, attualmente il volume di materiale sfuso movimentato è di circa 4-5 milioni di tonnellate/anno; a provvedere alla movimentazione di tale materiale (argilla, sabbia, caolino) – scaricato da vagoni e caricato su mezzi d’opera con destinazione finale le aziende del Comprensorio della Ceramica – è la Cooperativa Facchini Volante Sassuolo. “Grazie all’attività di una cinquantina di persone e a un parco mezzi composto da circa 10 unità – spiega Ivan Alborese, responsabile amministrativo della cooperativa – questa realtà costituita nel 1972 è passata, grazie a ingenti e costanti investimenti, da essere un mero fornitore di facchinaggio e manodopera a un for-

L’area di Sassuolo, in Emilia-Romagna, si

di terracotta anche se, tuttavia, per le pri-

cipali scelte, soprattutto in Italia, per il

caratterizza non solo per la proliferazione

me vere e proprie produzioni di piastrel-

decoro degli interni, per uso domestico

di imprese ceramiche, ma anche per la

le in ceramica bisogna attendere l’inizio

e ornamentale.

concentrazione di altre attività produttive

del XX secolo, soprattutto nel periodo del

In termini economici, in questo com-

e di servizio complementari legate al ciclo

Dopoguerra, quando aumentano le im-

parto si è evidenziato nel 2016 un trend

della piastrella. In particolare, qui si col-

prese operative nel settore grazie all’ab-

positivo degli investimenti: 400,4 milio-

loca il “cuore” dell’industria italiana mec-

bondante disponibilità dell’argilla rossa

ni di euro (+14%), pari al 7,4% del fattu-

cano-ceramica, leader mondiale del com-

e alla possibilità di reperire manodope-

rato annuo. Il comparto delle piastrelle

parto. Sono poi presenti importanti atti-

ra esperta dalle zone agricole circostanti.

prodotte in Italia supera i 5,4 miliardi

vità legate alla progettazione, al design e

Il segreto di queste ceramiche sta nella

di euro (+5,9%), con un export di 4,6

decorazione delle piastrelle stesse, con la

materia prima utilizzata che, con l’aggiun-

miliardi (+6,3%) e un mercato interno

produzione di smalti e colori, il packaging

ta di acqua, viene ridotta in polvere finis-

(829 milioni di euro) che ha invertito la

del prodotto e la logistica distributiva.

sima e compressa, assumendo la classi-

sua tendenza. L’internazionalizzazione

Il Distretto ceramico di Sassuolo, noto co-

ca forma di mattonella. Dopo la pressa le

produttiva vale 855,6 milioni di euro

me “Comprensorio della Ceramica”,inizia

mattonelle vengono smaltate, decorate e

(+8%). Oltre 776 milioni di euro è in-

l’attività intorno al 1400, periodo in cui ini-

quindi cotte a temperatura elevata, oltre i

vece il fatturato di ceramica sanitaria,

ziano ad aprire le prime botteghe, tutte a

1.000°C, assumendo così l’aspetto defini-

materiali refrattari e stoviglie, che oc-

conduzione familiare, e produrre oggetti

tivo che le porta a essere una delle prin-

cupano 5.809 addetti.

104 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


nitore affidabile e competente di un servizio completo e specializzato per quanto riguarda la gestione e la movimentazione di merci. All’interno dello scalo ferroviario di Dinazzano scarichiamo quotidianamente container da circa 26-27 t di capacità di materiale sfuso cadauno e vagoni da 56 t (se di origine italiana) o 69 t (se tedeschi). Il tutto tramite macchine equipaggiate con benne mordenti bivalve con capacità di 2,5 t”. L’escavatore gommato EW210D MH Protagonista nello scalo ferroviario di Dinazzano è certamente l’escavatore gommato Volvo EW210D MH (Material Handling). Citiamo “il”, ma in realtà la Cooperativa Facchini Volante Sassuolo è proprietaria di tre di questi modelli, attivi quotidianamente all’interno del sito.

EW210D MH: I PUNTI DI FORZA Sono diverse le caratteristiche tecniche che contraddistinguono l’escavatore gommato EW210D MH e che lo differenziano dal modello standard EW210D. Ecco i principali punti di forza di questa versione, specifica per il settore Material Handling: I QUATTRO STABILIZZATORI LA CABINA ROPS ELEVABILE A 5.700 MM (AL TETTO) IL CONTRAPPESO MAGGIORATO IL CARRO MH RINFORZATO E GLI ASSALI DA 2,75 M LA SOVRASTRUTTURA RINFORZATA CON CINEMATISMO PER MH LE GOMME PIENE SUPERELASTICHE IL BRACCIO MH DA 6,5 M LE VERSIONI DI AVAMBRACCI (SORTING GRAB O A COLLO D’OCA) I L PACCHETTO WASTE (VENTOLA REVERSIBILE, PRE-FILTRO A CICLONE, MICRO RETI)

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE Al momento della nostra visita, in particolare, tutti e tre gli escavatori erano occupati nella fase di scarico di vagoni, tramite le benne mordenti bivalve citate precedentemente. Questa macchina, studiata specificatamente per questo genere di interventi, deriva dalla versione “base” EW210D e condivide con essa diverse peculiarità tecniche. A partire dal propulsore, un Volvo D6 Stage IIIB con tecnologia V-ACT, filtro antiparticolato DPF di tipo attivo, ricircolo dei gas di scarico tramite EGR e centralina ECU. Per continuare con la cabina: ROPS (conforme alla normativa ISO 12117-2), offre una visibilità a 360° e presenta comandi “intelligenti”, uno schermo I-ECU a colori e un impianto di climatizzazione automatico di serie. Comuni anche svariati altri dettagli finalizzati a un’ottimizzazione della gestione, quali ad esempio il blocco dell’oscillazione dell’assale anteriore, il sistema automatico del motore al minimo, le piastre antiscivolo, le luci posteriori a LED, il raggruppamento dei filtri e dei punti d’ingrassaggio, l’impianto di raffreddamento, la facilità di accesso posteriore e per la manutenzione. Ben diverse, invece (e ovviamente), altre specifiche tecniche. In particolare, l’esca-

106 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


CARMI: PARTNERSHIP VINCENTE Carmi spa è attiva dal 1973 nella distribuzione, allestimento ed assistenza di macchine movimento terra. Negli anni ha esteso le sue competenze tecnico-commerciali anche al comparto sollevamento (gru idrauliche e carrelli elevatori) e, da ultimo, ai motori industriali (Volvo Penta) con la gestione diretta della vendita e dei relativi servizi assistenza e ricambi; dispone inoltre di un’imponente flotta noleggio (per scavo/movimento terra, frantumazione/vagliatura, sollevamento e macchine stradali) e di un ampio parco macchine usate pronte al lavoro. Con un consolidato organico di circa 50 addetti svolge le proprie attività nella sede di Castel Bolognese (RA), avente una superfice coperta di circa mq. 6500 su aree complessive di mq. 45.000 circa, e garantisce l’assistenza in tutte le aree di competenza grazie ad uno staff tecnico altamente specializzato, costantemente aggiornato con specifici corsi L’ESCAVATORE EW210D MH È UTILIZZATO PER LA MOVIMENTAZIONE DEL MATERIALE SFUSO GIUNTO NELLO SCALO FERROVIARIO TRAMITE VAGONI O CONTAINER, SEMPRE VIA ROTAIA

di formazione, con una dotazione di 15 officine mobili completamente attrezzate per ogni intervento tecnicoassistenziale presso le sedi e cantieri della Clientela.

L’ESCAVATORE GOMMATO VOLVO EW210D MH. NELLA FOTO, UNA DELLE TRE UNITÀ UTILIZZATE NELLO SCALO FERROVIARIO DI DINAZZANO (RE) DALLA COOPERATIVA FACCHINI VOLANTE SASSUOLO

ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE I SEGRETI

DELL’”ARGILLA BIANCA” Oltre all’argilla tradizionale e alla sabbia, il materiale sfuso trasportato tramite vagoni o container presso lo scalo ferroviario di Dinazzano è costituito anche dal caolino. Ma di cosa si tratta, in particolare? Il caolino è una roccia clastica o detritica coerente costituita prevalentemente da caolinite, un minerale silicatico delle argille. Il caolino ha un aspetto terroso e piuttosto tenero ed è prodotto dall’azione dell’acqua

vatore gommato in versione MH presenta: una sovrastruttura rinforzata con cinematismo specifico Material Handling; quattro stabilizzatori; una cabina che – oltre ai valori precedentemente evidenziati – si distingue per la sua struttura a pantografo, elevabile a 5.700 mm (al tetto); un contrappeso maggiorato rispetto alla versione “base”; assali rinforzati da 2,75 m; un braccio industriale da 6,5 m e un avambraccio a “collo d’oca” (nella versione vista all’opera nello scalo ferroviario), entrambi di progettazione Volvo; gomme piene superelastiche. Inoltre, il mezzo in oggetto è equipaggiato con un pacchetto “Waste”, che com-

meteorica sul feldspato; è solitamente bianco o grigiastro, anche se talvolta assume colorazioni arancio o rossicce per la presenza di ossidi di ferro. Per il suo colore, e in virtù del suo basso costo, la sua polvere bianca viene largamente usata in numerosi processi produttivi. La scoperta del primo giacimento europeo nel 1709 da parte dell’alchimista Johan Friedrich Bottger rese possibile la formulazione della ricetta per la porcellana. Il caolino viene utilizzato, oltre che nell’industria ceramica e della porcellana, anche nell’edilizia, per la preparazione di intonaci, di stucchi e di refrattari, nella produzione di coloranti per alimenti e di dentifrici, nella preparazione di gomme, mastici, e detersivi e nell’industria farmaceutica come eccipiente per la formulazione delle compresse, ma anche nella lotta contro la mosca dell’olivo.

IL MATERIALE SFUSO (ARGILLA, SABBIA, CAOLINO) CARICATO SUI MEZZI D’OPERA TRAMITE BENNE MORDENTI BIVALVE È DESTINATO A RAGGIUNGERE LE AZIENDE ATTIVE NEL COMPRENSORIO DELLA CERAMICA

108 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

DUE DEI TRE ESCAVATORI EW210D MH IN FASE DI SCARICO DEI VAGONI E CARICO DEI MEZZI D’OPERA. OGNI CICLO DI SCARICO/CARICO DURA CIRCA 10 MINUTI


LA CABINA DELL’ESCAVATORE GOMMATO EW210D MH È ELEVABILE A PANTOGRAFO A 5.700 MM: PROGETTATA PER OFFRIRE IL MASSIMO COMFORT E COMANDI DI FACILE ACCESSO, OFFRE UNA VISIBILITÀ A 360° ED È APPROVATA SECONDO GLI STANDARD DI SICUREZZA ROPS

prende ventola reversibile, pre-filtro a ciclone e micro reti. È facile intuire la qualità di questo modello di macchina, che è stata peraltro confermata dallo stesso Ivan Alborese in occasione della nostra visita: “Abbiamo acquistato ben tre unità, e non una semplicemente, perché in questa tipologia di attività ci sono degli ovvi requisiti – dati i movimenti a cui si presta – che un mezzo deve assolutamente garantire: affidabilità totale, economicità in termini di risparmio di carburante e rapidità nei movimenti. Tutti elementi che abbiamo riscontrato nell’escavatore gommato Volvo EW210D MH, senza dimenticare il puntuale e professionale

supporto garantito dalla concessionaria Carmi di Castel Bolognese, che ci ha assistito e consigliato nelle fasi pre-vendita

GLI EW210D MH SONO DOTATI DI UN AVAMBRACCIO A COLLO D’OCA DI PROGETTAZIONE VOLVO

e che continua a rappresentare un consulente fondamentale anche in termini di assistenza e post-vendita”. ■

LA SCHEDA TECNICA EW210D MH Motore:

Volvo D6H Stage IIB

Potenza netta motore (ISO 9249):

126 kW (169 HP) a 2.000 giri/min

Dimensione polipo (consigliata):

600 litri/1.460 kg

Altezza al perno (con avambraccio industriale):

12,7 m

Lunghezza braccio:

6,5 m

Lunghezza avambraccio (Sorting Grab/Collo d’oca):

4 /5 m

Peso operativo:

20,4-24,7 t

LA STRUTTURA HD DELL’ESCAVATORE VOLVO EW210D MH PREVEDE PIEDI STABILIZZATORI PIÙ GRANDI DEL NORMALE, DOTATI DI APPOSITI GRADINI CHE RENDE PIÙ SICURA L’ACCESSIBILITÀ ALLA CABINA ELEVABILE ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE Dismissione di un sito “sensibile”

NEL “NUCLEO” della demolizione Diverse attrezzature Indeco stanno giocando un ruolo decisivo nella demolizione della centrale nucleare di Zion, nell’Illinois (USA). L’intervento è affidato a Manafort Brothers, una delle più importanti imprese degli Stati Uniti specializzate in questo genere di dismissioni di Fabio Petri

110 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


L

a centrale di Zion si trova nell’Illinois, sulle rive del Lago di Michigan, a circa 64 km da Chicago e 68 km da Milwaukee. Completato nel 1973, l’impianto ha iniziato a produrre energia elettrica tra la fine di quell’anno (primo reattore) e il settembre del 1974 (secondo reattore). La centrale faceva parte della rete di Commonwealth Edison (ComEd) ed era stata pensata per servire l’area metropolitana di Chicago e, appunto, la parte dello Stato che si affaccia sul lago.

Nel febbraio 1997, a seguito di un’errata operazione che portò allo spegnimento accidentale del reattore numero 1 (evento che però non creò alcun problema di sicurezza), venne sospesa la produzione di energia elettrica; nel febbraio 1998 ComEd - che avrebbe comunque dovuto investire 435 milioni di dollari per riattivare il reattore 1 e rifornire di nuove barre il reattore 2 (già fermo al tempo dell’incidente) - decise di sospendere definitivamente l’attività, in quanto l’investimento non avrebbe generato un sufficiente ritorno per l’azienda.

Per accelerare i tempi di conversione del sito l’NRC (Nuclear Regulator Commission), utilizzando una procedura che non ha precedenti nella sua storia, nell’agosto 2010 ha concesso a ComEd di trasmettere la licenza a Energy Solutions, azienda specializzata nella dismissione di centrali nucleari, così come nel recupero di siti compromessi dagli effetti di attività industriali. Il progetto di Energy Solutions prevede di riportare entro la fine del 2026 tutta l’area nelle condizioni ambientali e paesaggistiche che la caratterizzavano quasi 50 anni fa, cioè prima che cominciasse la costruzione dell’impianto (la cosiddetta soluzione “greenfield”). Il piano di dismissione Energy Solutions, attraverso la sussidiaria Zion Solutions, è responsabile di tutti lavori di asportazione degli impianti e della demolizione delle strutture, così come del conferimento di tutti i materiali di risulta in un sito di sua proprietà. La dismissione è iniziata nel 1998 con la rimozione del combustibile nucleare dai reattori e la messa in sicurezza delle barre di uranio; nel 2011 sono invece cominciate le operazioni di decontaminazione e demolizione delle strutture che, a partire da quella data e considerando anche le bonifiche dei terreni, richiederanno circa 10 anni di lavoro per 200 addetti specializzati all’anno, con un costo totale dell’intervento stimato in circa 1 miliardo di dollari. Il piano di dismissione ha previsto che per tutte le fasi relative alla demolizione delle strutture in cemento armato e in acciaio fosse adottata la sola procedura di tipo meccanico; quella con l’esplosivo, infatti, era stata esclusa a priori, vista la natura del sito e il potenziale rischio di rilascio incontrollato di polveri contaminate nell’aria. Per poter svolgere in modo adeguato e in piena sicurezza il processo demolitivo bisognava comunque assegnare il lavoro a un’impresa di provata esperienza e capacità; si trattava infatti di smantellare strutture decisamente complesse, per via delle caratteristiche strutturali dei vari fabbricati e della presenza di varie tipologie di impianti. Per questa ragione Zion Solutions, nel 2014, ha appaltato i lavori a Manafort Brothers ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 111


ON SITE

(New Britain - Connecticut), impresa con quasi 100 anni di storia alle spalle e riconosciuta a livello nazionale in quanto l’unica, a oggi, che può già vantare di avere eseguito la demolizione di due centrali nucleari nella costa orientale degli Stati Uniti.

IL PIANO DI DISMISSIONE HA PREVISTO CHE PER TUTTE LE FASI RELATIVE ALLA DEMOLIZIONE DELLE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO E IN ACCIAIO FOSSE ADOTTATA LA SOLA PROCEDURA DI TIPO MECCANICO

COME TI SMANTELLO

UN IMPIANTO NUCLEARE Con smantellamento di impianti nucle-

cui strutture, attrezzature, parti e perti-

ari (“nuclear decommissioning” o “de-

nenze di un impianto contenente conta-

commissioning”) si identificano le azio-

minanti radioattivi vengono rimosse o

ni da intraprendere nei tempi successivi

decontaminate a un livello tale da con-

alla cessazione del servizio degli impian-

sentire la possibilità di essere reso di-

ti elettronucleari. In genere, lo scopo è

sponibile per un uso senza limitazioni o

giungere alla completa demolizione con

con limitazioni imposte dall’organismo

la rimozione di ogni vincolo dovuto alla

di regolamentazione. La custodia pro-

presenza di materiali radioattivi e alla re-

tettiva passiva è l’opzione che rimanda

stituzione del sito per altri usi. La princi-

la fine delle attività d’ispezione e con-

pale differenza tra lo smantellamento di

trollo per un periodo più lungo, nell’or-

una centrale di potenza convenzionale e

dine di 40-60 anni. L’impianto viene mo-

una elettronucleare è data dalla presen-

dificato (svuotato del combustibile nu-

za di materiale radioattivo o fissile, fatto

cleare e demolito in alcune strutture),

che richiede precauzioni specifiche, la

portandolo in condizioni di sicurezza

decontaminazione del personale e delle

fino al momento dello smantellamen-

attrezzature, con procedure di trasporto

to finale e della decontaminazione de-

e stoccaggio costose. Le centrali nucle-

finitiva. Il tombamento, infine, è una

ari della I e II generazione vennero pro-

strategia che pone l’impianto in una

gettate per una vita utile di circa 30 anni,

condizione che permetterà al materia-

in realtà la media è stata di 22 anni; per

le radioattivo di rimanere nel sito senza

gli impianti più recenti (III generazione),

la necessità di rimuoverlo totalmente.

invece, è previsto un periodo operativo

A volte si tratta di una scelta obbligata,

dai 40 ai 60 anni.

come nel caso di Cernobyl, ma in loca-

Veniamo ad alcune terminologie relati-

lità remote e poco popolate, e per siti

ve a questo genere di attività. Lo sman-

con molti reattori facili da vigilare, può

tellamento immediato è la strategia con

essere un’opzione.

112 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

Manafort Brothers ha inizialmente operato nell’edificio dove erano alloggiate le turbine e i generatori, oggi non più visibile in quanto completamente demolito, per poi proseguire all’interno delle due torri che accoglievano il reattore 1 e il reattore 2, dove ha rimosso varie tipolo-


LA SCHEDA TECNICA I martelli demolitori Indeco

HP 5000 FS

Peso macchina (possibile):

HP 9000 FS HP 18000 FS

t

27 ÷ 50

39 ÷ 80

60 ÷ 140

Peso operativo:

kg

3.150

5.000

11.050

Diametro utensile:

mm

160

195

250

Pressione regolata all’escavatore: bar

210

210

180

bar

7

8

8

J

8.000

15.000

2.000

300 ÷ 670

270 ÷ 540

440 ÷ 1.060

Compressione max.: Classe energia per colpo: Numero colpi al minuto:

gie di impianti. Successivamente ha cominciato lo smantellamento del grande edificio che accoglieva gli impianti ausiliari situato fra le tue torri, la cui demolizione è cominciata in questo periodo. Oltre all’esperienza e alla capacità di operare in sicurezza, demolizioni così impe-

gnative e complesse richiedono macchine e attrezzature adeguate; l’estensione temporale del cantiere, le caratteristiche dimensionali e di resistenza delle strutture in cemento armato e in acciaio, così come la necessità di assicurare produzioni adeguate, hanno in particolare richie-

sto un’attenta valutazione delle attrezzature preposte alla demolizione. Questa analisi ha condotto Manafort Brothers a decidere di utilizzare esclusivamente martelli Indeco, affiancati da un frantumatore e una cesoia, sempre forniti dal costruttore pugliese. Le attrezzature protagoniste Nel cantiere di Zion operano due martelli demolitori idraulici HP 25000 (in Europa, si tratta dell’HP 18000 FS, con peso operativo di 11.054 kg, utensile da 250 mm, ideale per escavatori da 60 a 140 t), tre HP 13001 (in Europa è l’HP 9000 FS, con peso operativo di 5.000 kg, 15.000 J di energia per colpo, punta da 195 mm, idoneo per escavatori da 39 a 80 t) e un HP 8000 (in Europa, HP 5000 FS, con peso operativo di 3.150 kg, utensile da 160 mm, 8.000 J di energia per colpo, per escavatori da 27 a 50 t) montato su un escavatore dotato di braccio lungo da demolizione. Così come la citata cesoia ISS 30/50 e il frantumatore rotante IRP 1250. Tutte attrezzature, queste, spesso impiegate contemporaneamente e anche in diverse aree del sito (alcune vengono utilizzate continuativamente da più di un anno). Come riferito da John Carville, direttore di cantiere per Manafort Brothers, “nel caso di Zion, così come in tutte le demolizioni di questo genere, dobbiamo affrontare una serie importante di problematiche, prime fra tutte la sicurezza e lo stato di salute degli addetti, il rispetto delle normative ambientali e la necessità di programmare ed eseguire in modo appropriato le varie fasi di demolizione, così da accedere nelle aree non immediatamenottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 113


ON SITE

L’ESTENSIONE TEMPORALE DEL CANTIERE, LE CARATTERISTICHE DIMENSIONALI E DI RESISTENZA DELLE STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO E IN ACCIAIO, COSÌ COME LA NECESSITÀ DI ASSICURARE PRODUZIONI ADEGUATE, HANNO RICHIESTO UN’ATTENTA VALUTAZIONE DELLE ATTREZZATURE PREPOSTE ALLA DEMOLIZIONE. TRA QUESTE, LA CESOIA INDECO ISS 30/50

te raggiungibili, perché nascoste da altre strutture. Per dare un’idea della quantità di cemento armato presente nel sito, ba-

sta citare il fatto che a lavoro terminato avremo prodotto oltre 113.000 tonnellate di materiale di risulta, tutte conferite

LA SCHEDA TECNICA La cesoia Indeco ISS 30/50 Peso minimo escavatore posto braccio versione Fissa:

t

27

Peso operativo attrezzatura versione Fissa:

kg

5.600

Pressione max di lavoro:

bar

400

Portata olio:

l/min

240 ÷ 400

Portata max olio rotazione:

l/min

50

bar

130

Forza max in punta:

t

210

Classe di forza:

t

1.300

Pressione max rotazione:

Dimensioni ganascia (lunghezza x larghezza x apertura):

mm 4.040 x 680 x 850

Profondità max ganascia:

mm

860

s

3,6÷5,8 / 3,4÷5,6

Tempo di chiusura / apertura:

114 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017

via treno nello speciale sito di proprietà di Energy Solutions, situato a Clive, nel deserto dello Utah. Oltre al calcestruzzo bisogna naturalmente considerare anche le decine di migliaia di tonnellate di materiali ferrosi e non ferrosi prodotti dal processo demolitivo”. La dimensione dell’intervento non si esaurisce tuttavia nella descrizione dei soli termini quantitativi; tutte le strutture interne ed esterne in calcestruzzo armato di maggior rilievo sono infatti realizzate con getti di calcestruzzo che, a secondo dell’area in cui si trovano, variano da 1 a 4 m, con armature di diametro 32 o 36 mm con maglia che varia da mediamente fitta a molto fitta. Gli spessori maggiori si trovano nelle strutture che si estendono a quasi 18 m al di sotto del piano campagna e che accoglievano gli impianti di pompaggio dell’acqua di raffreddamento provenienti dal lago Michigan, in quelle relative nell’edificio che accoglieva la riserva del combustibile nucleare, e naturalmente, nelle fondazioni. Spessori che richiedono dunque un impegno notevole anche da parte di macchine e attrezzature, così come del resto sottolineato dallo stesso John Carville: “Manafort Brothers è l’unica impresa della East Coast che può vantare un’esperienza specifica nella demolizione di centrali nucleari in dismissione. Abbiamo infatti già demolito la centrale Connecticut Yankee presso Haddam Neck e la centrale Maine Yankee situata presso Wiscasset. Sappiamo dunque co-


me muoverci in questo genere di interventi, ma francamente non mi ero mai imbattuto in cementi armati con valori di resistenza a compressione da 60 a 90 MPa (8,7- 13 Kpsi), quali quelli che abbiamo rilevato qui a Zion. Ecco perché la scelta dei martelli demolitori e delle altre attrezzature per la demolizione è stata davvero cruciale. Tengo peraltro a precisare che la decisione di utilizzare Indeco non si basa solo sulla positiva esperienza dell’HP 8000 che già utilizzavamo, ma è frutto di un’attenta valutazione comparativa con altri produttori. I due HP 13001 sono le attrezzature che impieghiamo maggiormente, ma naturalmente sono i demolitori HP 25000 quelli che ci consentono di affrontare le situazioni più difficili. L’HP 25000, oltre a beneficiare della tecnologia Indeco presente in tutti i modelli della gamma, dispone di una notevole potenza e con i suoi 25.000 J è il

LA SCHEDA TECNICA Il frantumatore rotante Indeco IRP 1250 Peso escavatore:

t

26 ÷ 50

Peso frantumatore:

kg

3.200

Apertura ganascia:

mm

910

Portata olio:

l/min

180/260

bar

350

t

100 / 240

mm

45

s

3 / 3,5

l/min

16-25

bar

150

giri/min

10

Pressione max di lavoro: Forza max in punta / alle cesoie: Diametro max di taglio: Tempo di chiusura / apertura (a 200 l/min): Portata per rotazione: Pressione regolata alla rotazione: Velocità di rotazione:

IL FRANTUMATORE ROTANTE INDECO IRP 1250 IN AZIONE. QUEST’ATTREZZATURA È STATA IMPIEGATA SPESSO CONTEMPORANEAMENTE AI MARTELLI DEMOLITORI E ALLA CESOIA

martello più produttivo e potente oggi disponibile sul mercato; a certe condizioni, è davvero l’unico che può essere una valida alternativa all’esplosivo. Per tutti i modelli abbiamo inoltre notato un’ottima affidabilità e una notevole durabilità delle punte in rapporto al tipo di demolizione, segno evidente che i materiali con cui sono realizzate sono all’altezza di quelli utilizzati per tutti gli altri componenti del martello. Anche il frantumatore e la cesoia stanno dando ottimi risultati in termini produttivi. Il frantumatore rotante si è poi particolarmente distinto per un rapporto potenza/ dimensioni molto favorevole”.

Servizio e assistenza Nel cantiere di Zion i martelli demolitori sono stati – e continuano a essere – sottoposti a un lavoro molto gravoso, che peraltro si estende nel tempo; aspetto non comune per le normali demolizioni, dove generalmente le operazioni sono contenute entro l’anno o poco più. In tutte le demolizioni di grandi strutture si può veramente misurare il livello produttivo delle attrezzature, ma un intervento come quello di Zion rappresenta una sfida anche sul piano del servizio e dell’assistenza, cioè quegli elementi che inevita-

bilmente finiscono per incidere in modo decisivo sulle tempistiche del lavoro. Così John Carville ha sottolineato questo particolare aspetto: “La nostra soddisfazione con i martelli demolitori, il frantumatore e la cesoia Indeco nasce da ovvie considerazioni produttive, ma anche dal servizio offerto da Indeco North America, che ha sempre dato risposte rapide ed efficaci a tutte le nostre esigenze, peraltro quasi tutte riferite a interventi di manutenzione ordinaria. Non è dunque un caso se abbiamo intenzione di ordinare altri due HP 13001 per completare il lavoro”. ■ ottobre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 115


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

BOBCAT

La pala compatta cingolata T870 Bobcat ha lanciato una nuova versione della pala compatta cingolata T870, il suo modello top di gamma nella categoria: si caratterizza per le nuove sospensioni a torsione e sostituisce la versione della T870 equipaggiata con il sistema Roller Suspension. La nuova versione offre il 10% di capacità di sollevamento in più ed è disponibile con una vasta serie di caratteristiche di serie e opzionali in una gamma di configurazioni specifiche che si adattano ai requisiti normativi in termini di emissioni e prestazioni richiesti dai mercati di Europa, Medio Oriente, Africa e Russia / CSI. La nuova T870 fornisce un ambiente in cabina ancora più comodo e rilassato, senza sacrificare le prestazioni. In generale, i

miglioramenti chiave del prodotto e i vantaggi per il cliente sono: comfort e qualità di traslazione migliorati, con meno vibrazioni e meno rumore in cabina; stabilità migliorata, con prestazioni superiori nelle applicazioni di livellamento e a contatto con il terreno; flottazione migliorata e pressione al suolo inferiore, con un più ampio contatto con il suolo; capacità di sollevamento al top per una pala compatta, grazie alle prestazioni migliorate;

disponibilità operativa migliorata, per una maggiore produttività; durabilità e affidabilità incrementate, per una maggiore produttività; evacuazione detriti più efficace, per una pulizia più semplice. La pala T870 è stata concepita per utilizzare gli accessori Bobcat, come gli scava-canali a disco per lo scavo di trincee per la posa di cavi o tubi (incluso lo scava-canali a disco WS32 con profondità di scavo di 80 cm) e gli accessori per applicazioni forestali ad alta produttività. La produttività di questa macchina offre inoltre nuove soluzioni per altre applicazioni impegnative come livellamento, sollevamento, fresatura, riassetto paesaggistico, scavo di trincee, noleggio, costruzione e demolizione.


MB

Lunga vita all’aMBiente! La gestione dei rifiuti da costruzione e da demolizione è diventata oggi una questione importante, oggetto di dibattiti e, spesso, di polemiche. In realtà, i rifiuti inerti non sono un problema per i cantieri, ma sono e devono essere una risorsa. Le macerie, ad esempio, si possono lavorare con i macchinari MB Crusher e trasformare in materiale pronto a essere riutilizzato nel cantiere stesso o in materiale da rivendere per altre applicazioni: in tal modo le imprese non sono costrette a smaltirlo in discarica, ma riescono a inserirle nuovamente nel ciclo di lavoro, guadagnando tempo e denaro. A tal proposito, a Ecomondo MB Crusher presenta la sua gamma di attrezzature “MB per l’aMBiente” dedicate alla gestione dei rifiuti inerti.

In particolare, l’azienda veneta esporrà benne frantoio e vaglianti da 2,6 a oltre 70 t, benne frantoio e vaglianti per pale, minipale e terne da 2,8 a oltre 6 t; pinze movimentatrici rotanti per escavatori da 6 a 25 t. MB, infatti, ha creato una linea di prodotti che consente di gestire il ciclo completo del riciclaggio in cantiere, semplificando le

operazioni di frantumazione, vagliatura e movimentazione degli inerti. Benne frantoio e vaglianti e pinze movimentatrici si applicano direttamente all’escavatore e lavorano utilizzandone l’impianto idraulico. Sono attrezzature compatte a basso impatto acustico, in conformità a quanto previsto dalla “ISO 3744” e dalla direttiva macchine 89/392 CEE. Sulle benne frantoio e vaglianti, inoltre, è possibile installare un kit magnete che raccoglie il ferro dopo la frantumazione e vagliatura e un kit nebulizzatore, un sistema brevettato sempre applicato alla benna che spruzza acqua sul materiale e ne abbatte le polveri (entrambi si azionano dalla cabina della macchina operatrice).


PRODOTTI CASE

Aggiornata la gamma di minipale Le quattro minipale compatte Case da 90 CV adempiono oggi alla normativa Tier 4 Final e si caratterizzano per la cinematica radiale più grande sul mercato; anche il resto della gamma è stato perfezionato: le nove versioni gommate e le quattro cingolate offrono ora una versatilità tale da consentire loro di lavorare in svariate applicazioni, dai progetti di paesaggismo ai cantieri infrastrutturali e edili. Case adotta le tecnologie SCR (riduzione catalitica selettiva) ed EGR (ricircolo dei gas di scarico a freddo); ora la tecnologia SCR-only viene introdotta nella gamma alta delle minipale con la cosiddetta “SCR compatta ad alta efficienza”. I motori Hi-eSCR compatti da 90 CV di FPT Industrial hanno un’efficienza

di combustione che consente una minore cessione di calore e una riduzione del tasso di ricircolo dei gas di scarico (EGR) dal 25% al 10%. Il risultato? Una migliore risposta al carico, che consente al motore di reagire più velocemente alle richieste di aumento di coppia. Il propulsore offre una coppia di 383 Nm a 2.500 giri/min ed è collegato alle pompe idrauliche: così la potenza del motore viene trasferita direttamente alle ruote. La minipala a cinematica

radiale SR270 e quella a cinematica verticale SV340 sostituiscono i modelli alti di gamma SR250 e SV300; il cingolato a sollevamento radiale TR340 sostituisce il TR320; anche la minipala a cinematica verticale TV380 è emissionata Tier 4 Final, ma siccome la sua capacità operativa rimane invariata mantiene la stessa denominazione. La capacità aumenta dai 1.135 kg dell’SR250 ai 1.225kg del nuovo SR270; dai 1.360 kg dell’SV300 ai 1.545 kg del nuovo SV340, dai 1.451 kg del TR320 ai 1.542 kg del nuovo TR340. I modelli a cinematica verticale hanno un braccio di sollevamento più resistente e H-link e telaio superiore rafforzati. La forza di strappo passa dai 38,6 kN dell’SR270 ai 42,4 kN dell’SV340. Tutti i modelli offrono una visibilità a 360°.


GENERAC DF ECOLOGY

I cannoni Dust Fighters La gamma di cannoni nebulizzatori di Generac DF Ecology, denominati Dust Fighters, è una delle più rappresentative a livello internazionale. Costituita nel 2008 come divisione di Tower Light, ora parte del gruppo Generac Power Systems, DF Ecology nel corso degli anni ha lanciato sul mercato numerosi modelli che vengono utilizzati da una clientela sempre più varia, che si muove dai cantieri tradizionali del settore costruzioni e demolizioni alla gestione dell’amianto fino ad arrivare nelle miniere di tutto il mondo. L’azienda offre soluzioni mirate. Come i modelli DF Smart e DF Mini: il primo ideale per aree ridotte, il secondo adatto per lavori interni e per l’abbattimento di polvere di amianto. O i classici DF 7500, DF 15000 e DF 20000, indicati per cantieri di medie e grandi dimensioni. Senza dimenticare una soluzione unica nel suo genere: il DF 7500 MPT, un modello su ruote completamente autosufficiente, in quanto dotato di un generatore di corrente e di un serbatoio d’acqua da 2.000 l completamente integrati nella struttura dell’attrezzatura. Tutti questi modelli sono prodotti internamente nella struttura di Villanova d’Ardenghi, in provincia di Pavia, nel rispetto dei più elevati standard di qualità. Anche quest’anno DF

Ecology sarà presente a Ecomondo (Padiglione C5, Stand 122), la manifestazione fieristica leader nel settore delle tecnologie che rispettano l’ambiente. Al DF 7500, “veterano” della manifestazione ma

sempre particolarmente apprezzato, quest’anno si affiancheranno le versioni DF Smart e DF Mini. Sarà anche l’occasione per lanciare un nuovo modello di Dust Fighter, che fa della compattezza e praticità le sue caratteristiche più

importanti: un prodotto tutto da scoprire. Nello stand sarà anche esposta l’ultima nata in casa Generac Mobile Products, la torre faro CUBE+ Next, una soluzione a zero emissioni funzionante unicamente a batteria.

Maggiore produttività e maggiori profitti

con gli Automatici Allison Per i lavori più duri servono i mezzi più resistenti. Assolutamente affidabili, le nostre trasmissioni sono progettate per incrementare la vostra produttività e durare nel tempo. Con le trasmissioni completamente automatiche Allison i cicli di lavoro sono più veloci e la manutenzione ridotta per una maggiore quantità di lavoro svolto. Con prestazioni superiori, una manovrabilità e una sicurezza eccezionali e minori fermi macchina, i vostri profitti e la vostra produttività aumentano. Inoltre, grazie alla semplicità di utilizzo degli Automatici Allison è più semplice trovare nuovo personale e fidelizzarlo. Miglioriamo il modo in cui il mondo lavora. Siamo Allison Transmission. Scoprite come massimizzare la produttività della vostra flotta su allisontransmission.com

© 2017 ALLISON TRANSMISSION INC.


PRODOTTI JCB

Rinnovate le pale 411 e 417 JCB ha rinnovato due delle sue pale gommate di gamma intermedia (411 e 417) dotandole di nuove funzioni di controllo e gestione, tra cui la possibilità di eseguire gli interventi di manutenzione periodica dalla cabina CommandPlus. Le macchine – progettate ed equipaggiate per impieghi gravosi, per l’utilizzo in magazzini di materiali sfusi e per lo svolgimento di attività di movimentazione e carico – sono caratterizzate da una postazione di guida che ne rende agevole il posizionamento e la manovrabilità anche negli spazi di lavoro angusti e sono dotate di motore JCB EcoMax da 81 kW (411) e 93 kW (417). Entrambe le versioni sono dotate di sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR); insieme

a un processo di combustione “pulito”, ciò garantisce la conformità ai requisiti di emissioni Stage IV/ Tier 4 Final senza l’impiego di catalizzatore ossidante (DOC), né di filtro antiparticolato (no DPF). Un gruppo di raffreddamento maggiorato è montato di serie. Differenziali a coppia proporzionale sono montati di serie sugli assali JCB per impieghi gravosi, con differenziali anteriore e posteriore Limited Slip opzionali. I due modelli sono dotati di trasmissione Powershift a quattro marce, in grado di raggiungere i 40 km/h. La 411 monta un impianto idraulico con pompa a ingranaggi da 123 l/ min, mentre la 417 è dotata di un sistema a portata variabile su richiesta Load Sensing (156 l/min).

La 411 da 8,7 t è dotata di bracci di sollevamento JCB a coppia elevata (3,36 m di altezza di carico con attacco rapido Quickhitch e carico di ribaltamento in massima sterzata di poco superiore a 5.000 kg) e una benna per impieghi generali da 1,21,6 m3. Per il modello JCB 417 sono disponibili tre opzioni di bracci pala con altezza di carico di 4,2 m. La capacità di carico di ribaltamento in massima sterzata è di circa 3.900 kg per questa configurazione, con capacità fino a 5.800 kg, con attacco rapido sui bracci standard e altezza di carico di 3,3 m.


ING. ENEA MATTEI

La gestione intelligente dell’aria compressa Mattei Intelligent Energy Management (M.I.E.M.) è un software che analizza i dati sul consumo energetico di una centrale di produzione di aria compressa con l’obiettivo di fotografare il profilo energetico completo dell’utilizzo dell’aria e dare precise indicazioni sull’efficienza energetica dell’impianto e su come implementarla. Specializzata nella produzione di compressori industriali da quasi 100 anni, Mattei si distingue per la tecnologia a palette, che assicura una migliore tenuta dell’aria. La bassa velocità di rotazione, fino a 1.000 giri/min, e il rapporto 1:1 tra la velocità del motore e del gruppo pompante si traducono in efficienza e in riduzione dei consumi di energia e costi. Negli ultimi anni la vocazione green di Mattei si è ulteriormente rafforzata e ha portato alla progettazione e alla realizzazione di soluzioni e strumenti sempre più all’avanguardia. In sintonia con i valori dell’azienda Mattei propone quindi M.I.E.M.: “Si tratta di un software proprietario che restituisce informazioni precise sul consumo energetico della centrale compressori. Grazie a simulazioni create sulla base di una registrazione dello status quo dell’impianto, fornisce possibili soluzioni di compressione dell’aria più efficienti in termini di energia” spiega Fabio Farneti, After Sales Manager della Ing. Enea Mattei. M.I.E.M. restituisce gli elementi utili affinché la richiesta giornaliera di aria di un impianto industriale sia regolarizzata e ottimizzata, migliorandone in definitiva l’efficienza: “Dati alla mano, abbiamo dimostrato che, grazie alle analisi con il M.I.E.M., il consumo energetico viene ridotto anche fino al 35%”, conclude Fabio Farneti.

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PRODOTTI JCB

La “New Generation” da 1 a 2 t Lo scorso 13 ottobre OnSite ha partecipato insieme a un’ampia selezione di concessionari e clienti di JCB all’evento organizzato in Inghilterra dal costruttore britannico e denominato “Quarry Day”. Il luogo? La Kevin Quarry, appunto, il consueto e suggestivo “palcoscenico” inglese in cui il costruttore britannico è uso mettere in scena le sue ultime innovazioni, facendole testare “sul campo”. Il motivo? Davvero importante: il lancio della New Generation di miniescavatori da 1-2 t, ideati partendo “da zero” in sinergia con i propri clienti e adottando nuove metodologie di

progettazione. L’obiettivo? Portare la qualità a un livello ancora superiore e garantire precisi benefici ai proprietari di questi mezzi in termini di prestazioni, operatività, affidabilità, accessibilità, facilità di trasporto, costi d’esercizio,

nonché di valore residuo. I protagonisti? I modelli 16C-1 (convenzionale), 18Z-1 (la prima macchina Zero Tail Swing di JCB in questa categoria e particolarmente interessante per il mercato italiano) e 19C-1 (versione “premium” della gamma, in grado di garantire agli operatori tutte le opzioni necessarie per soddisfare le proprie esigenze operative). Tutto ciò è parte della strategia che intende portare JCB al raddoppio della produzione nei prossimi tre anni. La voce dei protagonisti e maggiori approfondimenti sul prossimo numero di OnSite CONSTRUCTION.

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com

Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


DAF

La gamma è completa Lo scorso aprile DAF ha presentato le prime configurazioni dei nuovi CF e XF; ora la gamma è completa. Per questo motivo OnSite ha partecipato all’International Ride and Drive dedicato alla stampa europea focalizzato sulle versioni autotelaio (2, 3 e 4 assi). Durante l’evento abbiamo avuto la possibilità di conoscere in modo approfondito le novità di prodotto riguardanti queste serie, definite “Multiassi”, ma anche di poter guidare alcuni di questi veicoli su strade urbane, regionali e autostradali. In particolare, le numerose innovazioni che DAF sta introducendo nella serie LF andranno a consolidare il primato che detiene nella produzione di

veicoli nelle categorie da 7,5 a 19 t. Le innovazioni includono un nuovo motore Paccar da 3,8 l e la possibilità di scegliere rapporti finali di trasmissione più lunghi per la massima efficienza dei consumi. Contestualmente, il

design degli esterni e degli interni è allineato alle nuove serie CF e XF e conferisce “eccellenza pura” all’intera gamma di veicoli DAF. Maggiori approfondimenti sul prossimo numero di OnSite CONSTRUCTION.


PRODOTTI LIEBHERR

Le pale Stereo per l’inverno Le pale gommate stereo di Liebherr hanno una reputazione eccellente presso le autorità locali e i fornitori di servizi quando si tratta di compiti impegnativi nel servizio invernale. Le due pale gommate stereo L514 e L518, recentemente introdotte sul mercato dal costruttore tedesco, rimangono fedeli a questa reputazione. Con il loro nuovo cinematismo a “Z” unificato s‘impegnano in modo affidabile nella lotta contro ghiaccio e neve con l’ausilio delle attrezzature di lavoro più disparate. Nella versione “Speeder” i nuovi modelli raggiungono una velocità massima di 40 km/h. Grazie a tutte queste innovazioni le pale gommate stereo Liebherr rappresentano un‘alternativa vantaggiosa alle

convenzionali macchine per lo sgombero della neve. Con il comprovato sterzo stereo, una combinazione di sterzo articolato e assale posteriore sterzante, le pale gommate stereo Liebherr rappresentano un partner affidabile; la loro manovrabilità

è particolarmente utile quando i banchi di neve ostacolano il traffico stradale e quello pedonale. Grazie allo sterzo stereo l‘operatore è in grado di liberare dalla neve e dal ghiaccio, senza alcuno sforzo, anche cortili, parcheggi o strade strette in aree residenziali in piena affidabilità.

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LAURINI OFFICINE MECCANICHE

Innovazione in 3D Innovazione: è questo da sempre il core business di Laurini Officine Meccaniche, realtà specializzata nel settore pipeline e macchine movimento terra. Ma l’azienda emiliana non si limita alla creazione di macchine all’avanguardia: anche la comunicazione aziendale viene vissuta in modo inedito, attraverso una nuova experience totalizzante e immersiva. È così che nasce il video 3D stereoscopico a 360°, che consente una visita realistica all’interno dell’azienda, per conoscerne da vicino il team, i progetti, le macchine firmate Laurini Officine Meccaniche. Realizzato con un sistema multicamera che registra contemporaneamente i 360° di ogni scena, il nuovo video 3D stereoscopico di Laurini Officine Meccaniche consente agli utenti di avere una panoramica completa, mettendo a disposizione tutti i punti e le angolazioni di osservazione esistenti. Una scelta studiata non solo come nuovo linguaggio di promozione corporate, visto il successo su larga scala del video a 360°, ma soprattutto perché questa tecnologia rispecchia il know-how innovativo dell’azienda e riesce a trasmettere la passione per il lavoro e la cura dei dettagli che si percepiscono vivendo in prima persona il

mondo Laurini Officine Meccaniche. La decisione di affidarsi alla tecnologia del video 3D stereoscopico conferma l’attitudine del team Laurini a prendersi cura della clientela. Nelle fasi del lavoro, l’approccio customer oriented di Laurini Officine Meccaniche mette al centro la figura del cliente, che si trova coinvolto nel processo di creazione e progettazione dei macchinari, con trasparenza e attenzione. Allo stesso modo, nel video 3D stereoscopico l’utente interagisce direttamente ed è protagonista della scena, personificando il fornitore, un operaio o il potenziale cliente che viene accolto in azienda, accompagnato nei reparti di progettazione e di produzione e che in seguito partecipa alla messa in opera delle macchine Laurini in un cantiere situato sugli Appennini Emiliani.


PRODOTTI MICHELIN

Nuovo pneumatico per dumper articolati Il nuovo Michelin X Tra Defend è uno pneumatico premium che offre alti livelli di affidabilità e resistenza ai danni e un ottimo TKPH/TPMH. Destinato a dumper articolati dal carico utile compreso tra 25 e 45 t, è stato sviluppato per minimizzare i danni e i tempi di fermo macchina e per minimizzare i costi operativi, grazie a una durata di vita del 15% più lunga rispetto al Michelin X-Super TERRAIN+. Michelin X Tra Defend presenta una notevole profondità di scultura, classificata E4. Il Michelin X Tra Defend è stato sviluppato per ottimizzare la produttività negli ambienti aggressivi delle miniere e delle cave, ma dimostra versatilità anche nelle attività a grande velocità e a ciclo elevato dei settori della costruzione

e dei lavori pubblici. Il nome stesso indica la robustezza e la resistenza ai danni che lo caratterizzano e che segnano un notevole passo avanti rispetto alle soluzioni esistenti. Queste prestazioni si devono allo spessore dei fianchi, aumentato del 15% rispetto al Michelin X-Super Terrain+, e alla carcassa, resistente alle perforazioni: Michelin X Tra Defend è in grado di resistere ad un oggetto che lo perfori fino a 172 mm.

Grazie alla carcassa solida e robusta e allo spessore dei fianchi, lo pneumatico può contare su un vero scudo protettivo che permette anche di aumentare la profondità della scultura. La profondità della scultura dell’X Tra Defend 29.5 R 25 è di 65 mm, 5 mm più dell’X-Super Terrain+. Inoltre, rispetto al Michelin X-Super Terrain+, il volume globale di caucciù utilizzato nella scultura è aumentato del 17%. Queste caratteristiche permettono di ottimizzare la durata di vita degli pneumatici, che risulta aumentata del 15% rispetto al Michelin X-Super Terrain+, senza intaccare la produttività dei dumper articolati – legata alla velocità e alla capacità di carico: il TKPH del nuovo pneumatico è identico a quello della generazione precedente.

RICAMBI MACCHINE MOVIMENTO TERRA

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VOLVO

I dumper articolati serie G I dumper articolati A25G, A30G, A35G, A40G, A45G FS e A45G, con carichi utili da 25 a 45 t, sono progettati per il trasporto pesante su terreni sterrati e accidentati, comprese cave, miniere a cielo aperto e cantieri di movimentazione terra. Resistenza e lunga durata sono i tratti caratteristici di queste macchine, progettate per garantire robustezza del telaio anteriore e posteriore, dell’articolazione centrale e dei freni a disco in bagno d’olio. Trainati da propulsori Volvo Tier 4 Final / Stage IV, con potenze che vanno da 234 kW (318 HP) per il modello A25G fino a 347 kW (445 HP) per l’A45G, i dumper della serie G offrono un’importante efficienza dei consumi senza compromettere potenza e prestazioni. Il basso regime minimo dei motori Volvo contribuisce ad aumentare ulteriormente il risparmio di carburante. Ogni versione è predisposta per un’efficienza dei consumi ottimale in rapporto al suo carico utile, dunque per una movimentazione superiore a un minor costo. La selezione predittiva e dinamica della marcia può essere adattata alle varie condizioni operative. Durante l’attività della macchina vengono raccolti utili dati per migliorare l’efficienza

sul cantiere di lavoro e ridurre i costi: attraverso l’utilizzo di sistemi “intelligenti” Volvo come MATRIS, CareTrack e OBW (On Board Weighing) è possibile ottimizzare la produzione. Il sistema OBW di pesatura di bordo,

in particolare, garantisce un carico ottimale per ogni ciclo di lavoro. Le prestazioni garantite dai dumper della serie G sono il risultato di un abbinamento tra catena cinematica Volvo, un controllo automatico

della trazione (ATC) con bloccaggio completo dei differenziali, un carrello AT (All Terrain) e uno sterzo idromeccanico.

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Allison Transmission

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Brigade Elettronica

121

Cangini

11

Clark Cemas

23

E.C.O. Italia

116

Ecomondo 2017

52

Ecotec Solution

127

Espi Engineering

1

Europarts

53

G.D.M.

123

Giorgio Novara

122, 124

Gruppo Minitop

IV Copertina

H.P.S. Centro Oleodinamico

71

Indeco Ind.

35

Intermat 2018

34

Iveco Orecchia

13

JCB

5

MB

9

MP Filtri

117

MP Filtri

III Copertina

NLMK

75

Officine Malaguti

125

OFM Top Line

120

OSA Demolition Equipment

15

Pressoil

25

RMC

118

Saccon Gomme

65

Samep Tools Sefi Simex

II Copertina 17 I Copertina

Tecnoricambi

126

Trevi Benne

19

Volvo CE

3

VTN Europe

21

Yanmar CE

7

128 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2017


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OnSite Construction n.7 - Ottobre 2017 by OnSite News - Issuu