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OnSite Construction n.6 - Settembre 2021

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SOMMARIO SETTEMBRE 2021 - N. 6

46 Cams

Uno “scarto” di valore

di Mirko Brusamolino

50 Bauer

Innovare per perforare

di Stefano Vitali

54 Benninghoven In copertina: BAUER MACCHINE ITALIA

di Ettore Zanatta

6 Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITA’

Una partnership per la tecnologia

di Pietro Gabrielli

Hands On

IL BRACCIO ESCAVATORE IXXX PER MINIPALE E-IND AXXXXX

IL BRACCIO VERSATILE

60 Sandvik

4 Editoriale

36 Gestione ambientale

La vocazione al Commando

di Ettore Zanatta

ATTREZZATURE

di Ettore Zanatta di Ettore Zanatta

DOSSIER

00 80

72 MB Crusher

Versatilità a portata di pinza

90 Mercato e tendenze

Mercati in “ricostruzione”

di Mirko Brusamolino

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

ON SITE

e costruzioni Rifiuti da scavo e da demolizione: un settore in “recupero”

76 Tecniwell

Innovazione elettrica

di Stefano Vitali

98 Opere di fondazione speciale

di Gianni Gennari

COMPONENTI

sulla linea Napoli-Bari Capacità (im)portanti

di Ettore Zanatta

MACCHINE

88 Hydreco

42 Caterpillar

Un “laboratorio” strategico

di Ettore Zanatta

Piattaforma di nuova generazione

106 Produzione e lavorazione

di aggregati e riciclati Innovazione certificata

di Ettore Zanatta

FIERE

Semaforo “verde”

di Liliana Rebaglia

di Stefano Vitali

Hands On

114 Ecomondo

L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80

LA (FUORI)STRADA DEL FUTURO di Ettore Zanatta

62

116 Prodotti

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


brevetto


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

La stagione delle sfide concrete

S

iamo alla stagione delle sfide concrete. Con l’autunno, il Governo e le imprese dovranno misurarsi con l’effettiva praticabilità delle promesse e dei programmi buttati sul tavolo della ripresa. Con il PNRR sullo sfondo, ad attendere atti concreti di rilancio economico dell’edilizia e delle opere infrastrutturali. Entriamo subito nel cuore della questione perché, almeno noi, diamo per scontato che l’Italia si risolleverà se ripartirà anche il settore delle grandi opere e dei lavori legati agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare già esistente. Iniziamo dalla misura più importante in tema di edilizia, il SuperBonus al 110%, che allo stato attuale deve ancora dimostrare tutta la sua efficacia: la sua semplificazione e una strutturazione del provvedimento che assicuri effetti anche sul lungo periodo è fondamentale, eppure l’ultimo anno - al netto delle difficoltà legate alla pandemia - si è rivelato quantomeno tribolato per il legislatore, con una serie infinita di modifiche che hanno portato, quantomeno, a una semplificazione di tipo amministrativo e autorizzativo. Per ciò che concerne le infrastrutture non si può che rendere merito alla creazione della Commissione Ponti e Viadotti: si tratta di un primo passo per la riscrittura del capitolo che riguarda la messa in sicurezza e la cultura della prevenzione “post-disastro Morandi”. Un ministro considerato tecnico come Enrico Giovannini (alle Infrastrutture e Trasporti) sembra indirizzare le sue prime decisioni verso programmi a lungo termine, che comprendono anche il tema - urgente - della digitalizzazione delle costruzioni, sotto il triplice profilo della progettazione, della realizzazione e del controllo strutturale. E la sostenibilità? Importantissima, se condotta secondo i criteri della ricerca tecnologica e della concretezza. Altrimenti, con il vuoto che ancora circonda il fluttuante concetto “green”, non si poserà mai al suolo alcuna sostanza solida. Ed è di solidità che il Paese ha bisogno. 4

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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

UNACEA

Cresce il mercato delle macchine movimento terra Nei primi sei mesi del 2021 sono state immesse sul mercato italiano 9.196 macchine per costruzioni, con una crescita del 55% rispetto a quanto rilevato nel primo semestre del 2020. Più in dettaglio, sono state 8.834 le macchine movimento terra vendute (+56%), e 362 le macchine stradali (+44%). D’altra parte, confrontando i volumi di vendita tra il primo e il secondo trimestre 2021, la dinamica espansiva risulta più contenuta (+43%) e in linea con il trend degli scorsi mesi. Ciò conferma la dinamica espansiva del settore in corso, ridimensionata però alla luce del crollo del mercato sperimentato nel 2020 a causa della pandemia. I dati, elaborati da Unacea sulla base dei risultati di vendita dei produttori

e degli importatori del settore, sono stati presentati dall’associazione nell’ambito di una conferenza stampa patrocinata da Ecomondo. Presentato anche l’aggiornamento del Report commercio estero Unacea-CER, con i dati di commercio estero di settore aggiornati ad aprile 2021. Le esportazioni, dopo un 2020 in sofferenza (-21%), nei primi quattro mesi del 2021 recuperano le perdite attestandosi a 884 milioni di

euro, con una crescita del 29% sullo stesso periodo del 2020. La dinamica delle importazioni invece ricalca in larga misura quella del mercato interno: stabile a dicembre 2020 (0%), tra gennaio e aprile 2021 registra una crescita del 33%, per un valore di 408 milioni. La bilancia commerciale si mantiene in avanzo per 475 milioni di euro (+26%). “Si conferma anche nel secondo trimestre la crescita delle vendite”, ha dichiarato Mirco Risi, presidente di Unacea. “Restano tuttavia le incertezze del periodo straordinario che viviamo: preoccupano le dinamiche del mercato dell’acciaio, la contrazione della disponibilità di componenti e le incertezze sul versante della logistica”.

A.N.E.P.L.A.

Appuntamento a CavaExpoTech 2021 Incoraggiati dell’esperienza maturata negli anni passati e spinti dalla sempre viva richiesta di organizzare eventi formativi ed espositivi dal vivo, A.N.E.P.L.A. ha presentato il nuovo evento “CavaExpoTech 2021”. Dopo il “numero zero” tenutosi presso la cava di Berlingo (BG) del Gruppo Gatti e le felici esperienze del 2018 a Bisentrate (MI) di Cave RPR e del 2019 a Brembate (BG) di Nuova DEMI, quest’anno ospite dell’evento sarà Cave Merlini, presso il suo sito Cava Boscaccio a Gaggiano (MI). C’è particolare interesse e orgoglio da parte dell’associazione nel presentare quest’evento in una località che è uno dei fiori all’occhiello della categoria. La lungimiranza, lo spirito imprenditoriale e la particolare sensibilità ambientale della famiglia Merlini, infatti, ha creato una realtà 6

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estrattiva che - per meriti che vanno dall’attenzione all’ambiente al sociale e alla biodiversità ha vinto svariati premi, anche a livello internazionale, creando un’indiscussa eccellenza per quanto riguarda l’attività estrattiva, ma anche il ripristino ambientale delle cave e il loro riuso. Quest’anno l’evento sarà organizzato il 22 settembre con inizio alle ore 9,30 e termine alle ore 17,00 e potranno esporre solo le aziende associate a “Sezione Beni & Servizi”, mentre la partecipazione come visitatore

sarà aperta a tutti. Il programma della giornata prevede al mattino un momento di aggiornamento tecnico e professionale “in aula”, su “Economia circolare e Energie rinnovabili”, una tematica di grande attualità per tutta la filiera che accomuna nell’impegno costante sia le imprese estrattive che quelle che sono loro fornitrici di beni strumentali e servizi. Seguirà una visita alle aziende espositrici nello spazio riservato agli stand, che saranno disponibili per tutta la giornata. Nel pomeriggio invece, con una formula innovativa rispetto alle precedenti edizioni e che raccoglie gli stimoli dei partecipanti, si terrà una parte di sperimentazione sul campo di macchine movimento terra e di tecnologie innovative grazie all’allestimento di spazi speciali per le prove mobili sul campo di mezzi e/o impianti.


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NOTIZIE SIMEX

Inagurato il “Museo della macchina a vapore Franco Risi” Si è svolta lo scorso 3 luglio l’inaugurazione del bellissimo “Museo della macchina a vapore Franco Risi” a San Giovanni in Persiceto (BO), alla presenza dei figli, del fratello Mirco (CEO di Simex) e dei numerosi ospiti intervenuti, che hanno potuto peraltro assistere all’accensione dimostrativa di una macchina a vapore. Nato dalla grande passione e competenza di Franco Risi, il “Museo della macchina a vapore” è stato riallestito per valorizzare al meglio questa straordinaria e unica collezione. Locomobili, macchine operatrici e mezzi agricoli sono stati raccolti a partire dal 1980, restaurati fedelmente e perfettamente funzionanti. Grazie a un allestimento coinvolgente e suggestivo e agli spazi completamente rinnovati, è stato quindi proposto al pubblico

un viaggio nel tempo alla riscoperta di un mondo dimenticato, fatto di ingegno, meccanica e passione. II nuovo allestimento propone un viaggio alla riscoperta di un mondo dimenticato, fatto di locomobili e locomotive a vapore con macchine operatrici allestite nelle reali condizioni di funzionamento. A introdurre il visitatore nel museo è il racconto della vita di Franco Risi e della sua grande passione per le macchine a vapore, che lo ha portato a creare dal 1980 una straordinaria

collezione di una trentina di esemplari, costruiti tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Tutte le macchine sono state restaurate e rese funzionanti dalla sua grande competenza meccanica. Architettura e immagini, tecnologia e interattività illustrano i contenuti del museo in modo semplice e immediato, rivolgendosi sia a un pubblico ampio che agli appassionati del settore. La passione per la meccanica e il vapore si manifesta in Franco Risi (1934 - 2020) già in tenera età; verso i 14 anni realizza il suo primo modellino di locomobile a vapore perfettamente funzionante con relativa trebbiatrice in legno capace di confezionare piccoli “balini” di paglia; il tutto utilizzando bossoli di cannone inesplosi recuperati nei campi. A 18 anni si cimenta in qualità di imprenditore aprendo

un’azienda metalmeccanica che lo impegna completamente per diversi anni impedendogli di coltivare quella passione che comunque non lo abbandona mai. Finalmente verso la fine degli anni Settanta riesce a ritagliarsi il tempo e alcuni spazi per riprendere il “sogno vapore” ed è proprio il 1980, l’anno che vede la nascita del restauro completo della prima locomobile, la Hofher Schrantz Clayton Suttleworth che è tuttora esposta nel museo. A questa, negli anni, ne sono seguite tante altre, alcune esposte presso l’area museale e altre scambiate con altri collezionisti. 8

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NOTIZIE PRESSOIL & BOSCH REXROTH

Partnership ad alta tecnologia È un esempio di partnership consolidata nel tempo quella tra Pressoil (Cambiano – TO), punto di riferimento nell’ambito della componentistica oleodinamica, e Bosch Rexroth. La sinergia tra le due aziende, infatti, nasce 40 anni fa da un’esigenza molto specifica di avere materiali e un supporto diretto in termini di competenza tecnica. Agli inizi della collaborazione il focus era soprattutto incentrato sul settore mobile, per poi abbracciare anche il settore industriale, il quale ormai rappresenta una parte importante dell’operato di Pressoil. Scegliere di collaborare con un brand affermato a livello internazionale come Bosch Rexroth è stato naturale e ha portato nel tempo ad accrescere sempre di più le competenze e la sinergia tra le parti. Il banco di prova per unità a pistoni assiali SSTB-300 Edition nasce dalla necessità di avere una macchina ad altissima tecnologia e qualità dal punto di vista della meccanica, disponibile solo in alcuni service center del mondo. Questo strumento è stato progettato per testare componenti idrualici, in particolare pompe a pistoni assiali (sia singole che multiplice, sia in circuiti aperti che chiusi) e motori idraulici a pistoni assiali con potenza di collaudo fino a 400 kW, portate fino a 500 l/min per ognuna delle due bancate di lavoro, 3.000 giri/min e 550 bar di pressione. La struttura del banco prova ha carattere modulare essendo composto dall’unità di azionamento principale che, insieme agli altri circuiti idraulici, è posizionata sul telaio di base. Inoltre, è composta 10 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

dal dispositivo adibito al bloccaggio della pompa testata, da un pannello frontale munito di collegamenti e indicatori idraulici ed elettrici e da un sistema di controllo. Il telaio è posizionato su cuscinetti di livellamento muniti di smorzatori di vibrazioni. Sotto il telaio si trova una vasca di gocciolamento per raccogliere eventuali perdite e trafilamenti di olio. Su un telaio separato è posizionato il dispositivo di azionamento per il test dei motori idraulici. Mediante gli elementi di comando sul pannello

di controllo si avvia il banco prova e si impostano i parametri richiesti. Nel caso di prove manuali, i parametri corrispondenti (velocità, pressione di carico, inclinazione della pompa etc.) vengono impostati gradualmente e i dati misurati vengono letti sul monitor. Nel caso di prove automatiche, il sistema di controllo superiore assume il controllo del test e la registrazione dei dati ed esegue l’intero ciclo di test automatico. La registrazione, quindi il vero e proprio test report vengono memorizzati in un database. Questo banco si contraddistingue per essere connesso in modalità live con la sede di Bosch Rexroth in Germania, al fine di ottenere i dati di collaudo della pompa installata sul banco e ottenere quindi sia i dati di collaudo, sia i dati di taratura. Inoltre, alla fine del processo è possibile acquisire il certificato di collaudo targato Pressoil e Bosch Rexroth che attesta la corretta esecuzione. “Bosch Rexroth per noi è un distillato di qualità, competenza e innovazione. A partire dall’ampia gamma dei suoi prodotti, la sua competenza in termini di erogazione di corsi e supporto per la documentazione tecnica. Un player internazionale con il quale intendiamo rinnovare l’ormai storica e solida collaborazione”, conclude Marco Gallino, presidente di Pressoil.


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NOTIZIE BERCO

Un reparto Ricerca & Sviluppo all’avanguardia Berco, azienda specializzata nella produzione e fornitura del sottocarro e di componenti per i principali produttori mondiali di macchine pesanti e per l’aftermarket, ha inaugurato un nuovo reparto di Ricerca & Sviluppo a Copparo (FE), nel quale l’azienda ha investito circa 1 milione di euro. Il nuovo ospita 23 ricercatori, tra tecnici e ingegneri, divisi in due gruppi: l’ingegnerizzazione di prodotto e il laboratorio metallurgico, a formare il team denominato T&I (Tecnologia e Innovazione). Questo gruppo è destinato a crescere nel breve periodo: esistono, infatti, piani del management per reclutare nuovi ricercatori che potranno qui godere di un ambiente molto evoluto nell’ambito dell’ingegnerizzazione meccanica, inserito in un

azienda innovatrice. Lavoriamo oggi con macchine 4.0 che ci permettono di conservare tutti i dati che raccogliamo, utilizzabili poi per analisi successive. Questo si dimostra di vitale importanza in un’ottica di miglioramento

contesto internazionale grazie all’appartenenza di Berco a Forged Technologies, business unit di Thyssenkrupp. Francesco Grenzi, Berco R&D Executive Director, ha affermato: “Sono particolarmente orgoglioso della nuova area dedicata alla Ricerca & Sviluppo. Questo spazio ospita attrezzature all’avanguardia che consentono a tutti i nostri ricercatori di avere a disposizione gli strumenti più avanzati per poter assicurare la lunga tradizione di Berco come

continuo”. Una delle caratteristiche distintive del nuovo reparto di R&D di Berco è la “benchmark room”, un’area dedicata ai test condotti dall’azienda sui propri prodotti, così come su quelli di aziende concorrenti o di fornitori. Nel nuovo reparto trova spazio il rinnovato banco prova rulli, dotato di sistemi di controllo software e hardware totalmente nuovi, che assicurano una maggiore flessibilità nella definizione dei protocolli di carico. Il banco prova può lavorare

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FRANCESCO GRENZI

BERCO R&D EXECUTIVE DIRECTOR

in modo autonomo, senza cioè la supervisione di un operatore, anche svolgendo test di durata per periodi molto estesi. Ciò consente agli ingegneri Berco di definire in modo ancora più preciso le applicazioni per i rulli. Rinnovate anche le macchine per i test sulle gomme, capaci di condurre prove criostatiche che determinano le prestazioni a temperature estremamente basse. Le gomme, infatti, sono di fondamentale importanza per Berco, poiché rappresentano componenti chiave per la tenuta di rulli, catene, ruote motrici e tendicingoli, determinandone la vita utile così come la qualità. Malgrado l’apparente semplicità, le gomme devono infatti assicurare prestazioni di alto livello in tutte le condizioni operative, anche a temperature decisamente basse (-40°C e -50°C). L’area ospita anche un nuovo spettrometro, affiancato da due ulteriori macchine di analisi per valutazioni chimiche sull’acciaio, condotte in ogni fase di lavorazione del materiale. Una delle due macchine consente la misura della quantità di azoto e ossigeno presenti, mentre la seconda quella di zolfo e carbonio. Una stampante 3D di ultima generazione garantisce agli ingegneri Berco di avere a disposizione un modello preciso del componente prima della fase costruttiva. A tutto vantaggio dei processi produttivi, dato che rappresenta un grosso contributo nella simulazione dei sistemi e nella conoscenza delle dimensioni reali del componente. La stampante 3D è in grado, inoltre, di fornire ai clienti una visione chiara di ciò che è stato creato per loro. Il reparto ospita, infine, due nuove presse da 10 e 100 t per lo svolgimento di test di fatica e test statici su componenti meccanici quali le molle.


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NOTIZIE FLASH BATTERY

Una nuova partnership strategica A un anno di distanza da quella realizzata con EFA France, Flash Battery ha portato a compimento un’altra partnership internazionale considerata strategica per l’ulteriore sviluppo sui mercati di lingua tedesca, che oggi assorbe il 30% dell’export realizzato dall’impresa di Sant’Ilario, specializzata nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici. È stato infatti recentemente siglato l’accordo di collaborazione tra Flash Battery e la bavarese Atech GmbH, uno dei maggiori player europei nel campo dell’elettrificazione per veicoli industriali alimentati a batteria che arricchisce e completa la propria gamma con batterie al litio di ultima generazione ideali per applicazioni industriali in tutti i settori core dell’azienda bavarese: movimentazione merci, industria manifatturiera, edilizia, agricoltura, veicoli elettrici leggeri e pesanti, applicazioni marine, piattaforme aeree, robotica industriale. “Insieme – sottolinea Marco Righi, CEO e Founder di Flash Battery, recentemente premiata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per gli investimenti effettuati e i risultati ottenuti nel campo della ricerca e dell’innovazione –

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guardiamo soprattutto a Germania, Austria e Svizzera, mercati nei quali le piccole e medie imprese, ma anche i grandi operatori, sono sempre più orientati ad avere un unico referente per il powertrain system. Atech è il partner d’eccellenza per rafforzare la nostra presenza in mercati molto esigenti in cui è necessaria una conoscenza approfondita del settore per la realizzazione di progetti anche in fase prototipale ed è già in questa fase che si integrano le nostre competenze e l’esperienza che le nostre aziende hanno entrambe maturato in settori di comune interesse, tra i quali agricolo, AGV, EWP, GSE, macchine speciali”. “Per Atech – sottolinea Anton Eberharter, CTO e Managing director

dell’azienda fondata nel 1987 da Helmut Gäbelein – l’accordo di collaborazione con Flash Battery significa, innanzitutto, poter contare su prodotti di altissimo livello qualitativo e altamente customizzati che si integrano perfettamente con i prodotti che rappresentiamo nel mercato oggi (inverter, caricabatterie, motori elettrici, contattatori CC, riduttori di trasmissioni). Da oggi saremo in grado di rispondere in maniera efficace a quelle che sono le richieste di elettrificazione dei nostri clienti offrendo soluzioni complete lato powertrain”. “Grazie a questo accordo – conclude Righi – sui mercati di lingua tedesca saremo in grado di offrire pacchetti completi per il passaggio dall’endotermico all’ibrido e al ‘full electric’ all’industria in senso lato, ai produttori di veicoli elettrici, alle imprese della logistica, dell’edilizia e dell’agroalimentare”. Già “campione di crescita” tra le aziende italiane secondo l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, Flash Battery punta così al rafforzamento della propria leadership di settore, consolidata anche nel 2020, nonostante gli effetti della pandemia, con un fatturato (oltre 14 milioni) salito del 5% e un incremento dell’occupazione che ha portato a oltre 60 i dipendenti (+25%).


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NOTIZIE BOBCAT

Vittoria all’”Highest Retained Value Award” Bobcat si è aggiudicata l’Highest Retained Value Award. Nella fattispecie, Bobcat ha vinto due premi EquipmentWatch 2021 Highest Retained Value (HRV): per il modello T770, nella categoria di pale compatte cingolate, e per il modello S590 nella categoria pale compatte (Skid-Steer Loaders). Bobcat riceve un EquipmentWatch HRV Award per il sesto anno consecutivo: si tratta degli unici premi del settore che utilizzano dati imparziali di terze parti per identificare le macchine che si prevede conservino il proprio valore nell’arco di un periodo di cinque anni. Jarry Fiser, Loaders Product Line Director Doosan Bobcat EMEA, ha affermato: “Siamo onorati che le nostre macchine leader del settore con una tradizione di oltre 60 anni abbiano di nuovo ottenuto un riconoscimento per la loro incredibile resistenza, robustezza e affidabilità, garantendo ai proprietari un rapporto qualità-prezzo e durabilità senza pari. Siamo anche

felici di aver vinto premi in due diverse categorie: è la testimonianza del nostro impegno nei confronti dei nostri clienti e il riconoscimento per le notevoli ore di lavoro e il valore che i proprietari ricevono dalle loro fidate macchine Bobcat. La gamma di pale compatte Bobcat continua a essere leader del mercato; una volta che provi una macchina Bobcat, non puoi più farne a meno”. Gli EquipmentWatch Award si basano su un’analisi approfondita dei record dei dati, che determina il valore residuo calcolato in base agli standard di svalutazione del mercato. I vincitori dell’HRV Award rappresentano le categorie di prodotto all’interno di diverse tipologie di macchine che si prevede conservino la percentuale più alta

del valore originale nell’arco di un periodo di cinque anni. Attraverso i Fair Market and Forced Liquidation Values contenuti nel prodotto EquipmentWatch Values, gli analisti esaminano anno dopo anno la svalutazione di oltre 12.000 modelli con un massimo di 30 anni modello di valori. Utilizzando un algoritmo proprietario, EquipmentWatch è in grado di prevedere il valore residuo fino a 84 mesi nel futuro. Gli EquipmentWatch HRV Award coprono 30 categorie di macchine nei settori dell’edilizia, del sollevamento/accesso e dell’agricoltura. Queste categorie si riferiscono ai tipi di macchine più popolari in base all’attività di mercato annuale osservata.

KOHLER ENGINES

Ottenuta la certificazione ISO 50001 Kohler ha ottenuto la certificazione ISO 50001 per lo stabilimento di Reggio Emilia, che va ad aggiungersi all’ISO 9001, già ricevuta in passato. L’ISO 50001 è una norma internazionale che specifica i requisiti necessari per sistemi di gestione dell’energia che permettono di avere un approccio sistematico nel migliorare costantemente le performance energetiche. Questa è una prova evidente del costante impegno profuso da parte del gruppo Kohler, che preservare con tenacia nel migliorare la gestione dei consumi energetici, con un conseguente impatto ambientale 16 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

ridotto. “Colgo l’occasione per congratularmi con tutti coloro che hanno partecipato all’ottenimento di questo grande risultato, un ulteriore passo nel diminuire l’impatto aziendale sull’ambiente”, dichiara Vincenzo Perrone, Kohler Engines President. “Le nostre attenzioni in questo senso non si limitano alla progettazione

di prodotti caratterizzati da una combustione estremamente efficiente, ma riguardano ogni aspetto del nostro lavoro: processi innovativi, strutture moderne, gestione degli stabilimenti e, adesso, anche gestione dell’energia. Questo progetto è il risultato di un atteggiamento coraggioso”. L’ottenimento della certificazione ISO 50001 permette a Kohler di adottare un approccio sistematico nel fare un uso migliore di macchinari energivori, ridurre l’impatto, conservare le risorse e migliorare i risultati attraverso un modo virtuoso di gestione dell’energia.


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NOTIZIE BRIGADE ELETTRONICA

Innovazione 4.0 con Bianchi Casseforme Bianchi Casseforme e Brigade Elettronica sono due realtà nate dall’intuito dei propri fondatori e dalla loro propensione all’innovazione. Brigade Elettronica porta in Europa, 45 anni fa, il primo avvisatore acustico per la retromarcia e via via si specializza e afferma nel settore della sicurezza veicolare; Bianchi Casseforme, nei primi anni Sessanta, costruisce le prime casseforme metalliche in Italia, in sostituzione di quelle in legno e, negli anni Ottanta crea Speedy, una macchina per la distribuzione del calcestruzzo. Oggi, quest’ultima prosegue il cammino tracciato dal suo fondatore puntando su tecnologie innovative e avanzate, come la nuova Speedy elettrica. La versione attuale della distributrice è mossa da motore a combustione interna alimentato a gasolio, ma il modello elettrico disponibile a breve - è una scelta vincente, soprattutto per rispettare le normative sulle emissioni sempre più stringenti, specialmente nel caso in cui, come spesso accade in Italia e in Europa, debba lavorare in ambienti chiusi. Non avrà, dunque, limitazioni al suo impiego, ma sarà omologata per qualsiasi Paese. Una nuova sfida per Bianchi Casseforme, forte di una lunga esperienza e di un know-how esclusivo, con una produzione di circa 10-20 macchine l’anno e un parco macchine di più di 400 unità. Per garantire la sicurezza sui propri mezzi Bianchi Casseforme si affida a Brigade Elettronica: in quasi tutte le proprie macchine Bianchi Casseforme, infatti, ha installato i suoi dispositivi, come 18 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

il radar Backsense e il sistema di telecamere e monitor Backeye360. Il primo utilizza la tecnologia FMCW (onda continua modulata in frequenza), che assicura un rilevamento preciso e istantaneo. Il suo raggio d’azione può essere configurato, a seconda del mezzo, da 2 m a 10 m di larghezza e da 3 m a 30 m di distanza e sono possibili aree di rilevamento personalizzate per escludere oggetti fissi o elementi della carrozzeria.

il sistema di visione a 360° intorno al mezzo che, tramite un apposito software, riunisce e rielabora le riprese di quattro telecamere ultragrandangolari in una sola immagine, riproducendola sul monitor in cabina. Backeye360 permette di attivare specifiche viste grazie a diversi trigger e il monitor può essere frazionato per mostrare, in contemporanea, l’intero mezzo e una specifica zona. Un sistema che azzera gli angoli ciechi, a salvaguardia degli operatori. Bianchi Casseforme l’ha installato con facilità su Speedy, poiché il montaggio delle telecamere si concentra sulla parte superiore del mezzo, ruotando unitamente alla parte mobile della macchina. Per il monitor in cabina, ha optato per la versione impermeabile da 7”. La vera innovazione, non solo in termini di sicurezza, è il collegamento di Backeye360 a MDR,

Dal design robusto, Backsense ha un display a cinque stadi di facile lettura, con relativi allarmi acustici. Un dispositivo montato da Bianchi Casseforme per rispondere alle necessità di clienti con cicli pesanti di lavoro, che consente di gettare 130 m3/ giorno di calcestruzzo in efficienza e sicurezza. Backeye360 è, invece,

il sistema di videoregistrazione mobile, scelto nella versione WiFi e 4G, che rispetta alcuni criteri necessari per poter asseverare le macchine all’industria 4.0. Oltre a registrare e archiviare le riprese delle telecamere, l’MDR consente l’interconnessione della macchina al server aziendale e il suo monitoraggio in tempo reale.


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NOTIZIE MTA

Acquisita la maggioranza di EDN MTA, azienda multinazionale rinomata per lo sviluppo e la produzione di un’ampia gamma di prodotti elettrici ed elettronici per il mondo automotive, ha acquisito l’80% delle quote di EDN, realtà italiana specializzata nei caricabatteria di bordo (OBC) e convertitori di potenza destinati a veicoli elettrici ed ibridi e per applicazioni gravose. Gli attuali azionisti continuano a detenere il 20% delle quote societarie, mantenendo i loro ruoli direzionali e operativi. Antonio Falchetti, direttore generale di MTA, si è così pronunciato in merito: “Con quest’acquisizione MTA compie un importante passo in avanti nel rafforzare la propria posizione

nell’ambito dell’elettronica di potenza. La nostra offerta in ambito elettrificazione sarà così ancora più articolata, grazie all’inserimento di prodotti quali OBC, DC/DC converter e inverter. D’altra parte la

transazione andrà ad accelerare la crescita globale di EDN, che potrà sfruttare le sinergie del nostro Gruppo in termini di Ricerca & Sviluppo, footprint produttivo, logistica e relazioni commerciali con i principali costruttori di veicoli”. Il portafoglio di componenti che MTA fornisce attualmente ai costruttori di veicoli elettrici ed ibridi spazia dai fusibili e portafusibili, alle centraline di distribuzione della potenza e ai connettori per le architetture High Voltage e 48 V. L’unione dei knowhow di EDN e MTA potrà offrire soluzioni sempre più innovative, nell’ambito dell’elettronica di potenza e supportare i costruttori, a livello globale, nell’elettrificazione dei loro veicoli.

PILOSIO

Nasce il colosso mondiale dei ponteggi Con un piano industriale da oltre 8 milioni di euro riparte il Gruppo Pilosio di Tavagnacco (UD), realtà storica nel settore della produzione di attrezzature per costruzione e manutenzione. La svolta è avvenuta il 26 luglio scorso quando la trevigiana Euroedile è risultata aggiudicataria definitiva nella procedura competitiva indetta dal Tribunale di Udine. Nereo Parisotto, fondatore e amministratore unico di Euroedile, si è fatto avanti prospettando un piano industriale che

22 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

non solo darà continuità di lavoro a tutti i dipendenti, ma rivoluzionerà la produzione del marchio Pilosio per dare vita al ponteggio 4.0 e diventare competitivo a livello mondiale. Una volta entrata a regime la “nuova” Pilosio mira a fornire nuove tecnologie di costruzione in grado di abbassare i costi di produzione delle aziende che si affideranno a Pilosio, nuovi materiali più versatili e quindi più pratici da maneggiare e nuovi prodotti innovativi. “Porteremo

una ventata di ‘aria nuova’, non solo rafforzando la storica produzione Pilosio, ma implementando la gamma con materiali innovativi e nuovi prodotti. Tutto ciò - afferma Parisotto - consentirà alle aziende che si affideranno al marchio Pilosio di lavorare meglio, con più velocità e maggiore sicurezza. Al nostro attivo abbiamo 35 anni di esperienza fatta di lavoro sul campo, ma soprattutto di studi ingegneristici portati avanti dai tecnici di Euroedile che ci hanno consentito di realizzare opere che altri non sarebbero stati in grado talvolta neanche di pensare”.


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NOTIZIE CAVA DI TREZZANO

Un caso esemplare di demolizione urbana Cava di Trezzano si è distinta in una serie di lavori di demolizione della struttura mai completata e da diversi anni fatiscente situata in via Morona a Trezzano sul Naviglio (MI). “Un intervento che costituisce un

esempio evidente di cosa significhi un’operazione di demolizione urbana eseguita con professionalità e specializzazione: un lavoro che sarà realizzato precisione e accuratezza, per procedere in tempi brevi

al successivo recupero dell’area degradata”, ha commentato Marco Lavatelli, AD di Cava di Trezzano – Officina della Ghiaia, la società incaricata del lavoro. All’avvio dei lavori era presente il Sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, che ha sottolineato l’urgenza di sanare quello che ha definito uno scempio urbano. Costruito nel 1989, l’edificio avrebbe dovuto originariamente ospitare un campo sportivo e una piscina ma non è stato mai completato: erano state costruite solo la struttura esterna e una parte delle tribune. In stato di abbandono da anni, l’area era irrimediabilmente pericolante e luogo di atti di vandalismo. La demolizione sarà particolarmente impegnativa perché la struttura è in gran parte in cemento armato. Nata negli anni Sessanta, Cava di Trezzano è oggi una delle più importanti realtà della provincia di Milano nei settori produzione di sabbia, movimento terra e demolizioni (con soluzioni integrate per lo smaltimento di terre e rocce da scavo), riciclo di inerti dello smaltimento di rifiuti, da cantiere e non (polo di Limbiate, nord Milano, inaugurato nel 2013 e attuale headquarter del Gruppo Officina della Ghia, che controlla e coordina tutte le attività).


TM


NOTIZIE WIRTGEN GROUP

Una riparazione stradale “ecologica” La strada secondaria ER 361, nei pressi della località di Monsanto, a circa 100 km a nord di Lisbona, ha dovuto essere risanata strutturalmente per 2,7 km in entrambe le direzioni di marcia. Infrastructuras de Portugal, l’ente appaltatore, aveva pianificato circa 12 settimane per l’intervento di risanamento. Gli esperti dell’azienda Pragosa hanno concluso il lavoro in quattro giorni con il procedimento di riciclaggio a freddo. Il cuore del treno di riciclaggio a freddo era rappresentato dalla nuova Wirtgen W 380 CR, che qui ha celebrato il

suo primo intervento per Pragosa. La macchina è in grado di riciclare i vecchi strati di strada in una passata. Una finitrice Vögele ha garantito la stesa corretta rispetto alla posizione, mentre diversi rulli Hamm si sono occupati del costipamento finale. La pianificazione del cantiere aveva previsto che entrambe le corsie di marcia venissero asportate per una profondità di 54 cm e che venissero rinnovate. Da questo progetto sarebbe risultato un volume di materiale di 7.500 m³, che sarebbe stato necessario rimuovere dal cantiere e rimpiazzare con una quantità analoga di nuovo materiale. 26 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

Compresi tutti i lavori correlati, la sostituzione del materiale avrebbe implicato una finestra temporale di 12 settimane per i lavori. Il riciclaggio a freddo in sito rende la sostituzione del materiale superflua, in quanto il materiale

ha permesso la conversione in cantiere. La composizione della miscela per un nuovo strato di BSM e il prelievo di campioni della struttura stradale esistente sono stati curati dall’Università di Minho. In questa fase è stato determinato

disponibile in sito può essere riutilizzato. Con l’aggiunta di calce e bitume schiumato quale legante e utilizzando tutti i materiali esistenti, viene prodotto un nuovo materiale edile pregiato – direttamente sul posto. Il nuovo materiale stabilizzato a bitume (BSM) funge da nuova “spina dorsale” per la strada trafficata ed è immediatamente percorribile dopo la conclusione di un lotto. In cantiere, la larghezza delle corsie variava da 2,75 e 3,25 m. La riciclatrice a freddo W 380 CR – con una larghezza operativa di 3,8 m – è stata impiegata con un gruppo di fresatura dalla larghezza operativa di 3,2 m. Il sistema MCS

che la base della strada era ancora sufficientemente portante; pertanto, uno strato di BSM e un nuovo strato d’usura di asfalto avrebbero rappresentato un’alternativa durevole alla comune e costosa nuova costruzione. Per la produzione del nuovo strato di BSM è stato necessario miscelare 7 kg di calce per ogni metro quadrato. La calce è stata applicata sul vecchio piano viabile prima del processo di miscelazione. La Streumaster SW 5 RC su trattore John Deere ha garantito la distribuzione ottimale grazie al suo gruppo spanditore particolarmente preciso. Il nastro di carico flessibile e regolabile della W 380 CR ha trasportato le 320 t di BSM nella tramoggia della Super 1900-3i di Vögele che seguiva la riciclatrice. In questo caso, con una capacità performante massima di 900 t/h, la finitrice ha potuto operare in modalità ECO, risparmiando molto carburante. La finitrice è stata seguita al termine della misura edile da tre rulli Hamm. Un rullo tandem HD+ 110i con tamburo liscio ha garantito la prima sigillatura e la messa in sicurezza dello strato appena steso; due rulli gommati GRW 18 hanno eseguito la compattazione finale.


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NOTIZIE VOLVO TRUCKS

Trasporti sostenibili con i veicoli elettrici Con i suoi modelli elettrici appena lanciati – Volvo FH, FM e FMX – Volvo Trucks è pronta per favorire un rapido cambiamento verso un settore dei trasporti più sostenibile e una sostanziale ripresa dell’elettrificazione del trasporto pesante su strada. La tecnologia all’avanguardia basata su piattaforme condivise li rende i veicoli ideali per un’ampia gamma di lavori, consentendo a molte aziende di trasporto di iniziare più facilmente il loro percorso verso l’elettrificazione. Con l’inizio delle vendite di tre nuovi camion completamente elettrici – FH, FM e FMX – Volvo Trucks è ora in grado di offrire una gamma completa di sei modelli elettrici. La produzione dei nuovi camion inizierà con i trattori nella seconda metà del 2022, con gli autocarri a seguire nel 2023. I nuovi veicoli pesanti per il trasporto regionale e il settore delle costruzioni hanno una massa a pieno carico fino a 44 t, e sono disponibili in due altezze di telaio, con interasse da 3.800 a 6.700 mm, in combinazioni di 2, 3 o 4 assi. “Realizzati sulla stessa piattaforma utilizzata con successo per le controparti alimentate a gasolio o a gas, i nostri nuovi camion elettrici offrono grande flessibilità e riescono a soddisfare un’ampia

30 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

varietà di esigenze di trasporto”, commenta Jonas Odermalm, Vice presidente di Electromobility Product Management in Volvo Trucks. Disponibili tre motori elettrici, in abbinamento con l’ormai collaudato cambio I-Shift, dotato di una modalità per il cambio di marcia ottimizzata per i motori elettrici. L’accoppiata motore elettrico-cambio I-Shift forma un’unità con potenza e guidabilità senza precedenti – potenza di 490 kW (666 CV) e coppia motrice fino a 28.000 Nm. “Poiché il camion parte sempre con il rapporto più alto possibile, l’efficienza energetica e il risparmio sono assicurati grazie ai cambi di marcia ridotti al minimo. Ovviamente, i rapporti più bassi sono disponibili per strade con forti pendenze o per partenze che richiedono più coppia e controllo”, spiega Jonas Odermalm. Per la presa di forza sono disponibili tre opzioni per venire incontro alle esigenze dei clienti: una elettrica (40 kW), una elettromeccanica (70 kW) e una sul cambio (150 kW). Le batterie da trazione ad alta densità utilizzano l’ultima generazione di celle agli ioni di litio e verranno assemblate in un impianto di produzione Volvo. Un camion elettrico con sei pacchi di

batterie è in grado di immagazzinare una capacità nominale di 540 kWh, consentendo un’autonomia fino a 300 km. I camion offrono due modalità di ricarica: AC fino a 43 kW, ideale per la ricarica notturna o DC molto più veloce, fino a 250 kW, molto utile in caso di turni di guida consecutivi o per una ricarica durante la pausa pranzo, per aggiungere ulteriore autonomia. Con un caricatore DC da 250 kW, è possibile ricaricare fino all’80% della batteria in meno di 90 minuti. Oltre ai veicoli elettrici, Volvo Trucks offre un ecosistema completo di soluzioni di assistenza, manutenzione e finanziamento, concepito specificamente per consentire una transizione più fluida e veloce agli autotrasportatori. “Per gli autotrasportatori è importante che la transizione verso i camion elettrici sia graduale, semplice e fluida. Per diversi anni ancora le flotte saranno miste, con trasmissioni differenti, e potranno continuare a utilizzare sistemi come Dynafleet e lo stesso fornitore di servizi per tutti i loro veicoli Volvo. La trasmissione è diversa, ma il resto è molto simile, il che rende il passaggio verso i camion elettrici una mossa logica ed efficiente”, conclude Jonas Odermalm.


NOTIZIE MB CRUSHER

Gli scarti diventano risorsa Il problema sta toccando tutti, dai produttori ai clienti finali: la catena dell’approvvigionamento è in difficoltà. La crisi dovuta alla difficoltà di reperire in tempi breve le materie prime ha colpito tutti i comparti e non sembra aver termine nel breve periodo. I prezzi lievitano, diventando insostenibili per le imprese, già in difficoltà anche nel rispettare i tempi di consegna delle commesse. Il lavoro c’è, ma non si ha la certezza di quando si potrà portare a termine, opere pubbliche e private rischiano di vedere i cantieri bloccati e la loro ripresa difficile. “Una delle prime cose che ci sono venute in mente in merito a questo problema è stata quella di riuscire a essere più autonomi, non dipendere da terzi, o almeno non dipendere per tutto da terzi”, raccontano da un’azienda di demolizioni in Bielorussia. “Occupandoci di demolizioni abbiamo tante macerie da smaltire in cantiere e quindi ci siamo chiesti perché non lavorare queste macerie direttamente in cantiere, in modo da poterle poi riutilizzare? Come sono riusciti a dare nuova vita a quello che apparentemente era solo uno scarto? Utilizzando in cantiere con i loro escavatori una benna frantoio BF70.2, per la riduzione volumetrica, e una benna vagliante MB-S18, per la pulizia e selezione del materiale. Con due attrezzature e un solo escavatore l’azienda ha prodotto da sola materiale di qualità, pronto per essere riutilizzato. Con le attrezzature MB Crusher le macerie diventano le risorse in grado di mantenere attivo il cantiere, anche in carenza di materiali, in luoghi critici di difficile accesso o all’interno di città con pesanti restrizioni di movimentazione e di emissione di rumori e polveri. Tutto il processo avviene in loco, attraverso la trasformazione degli scarti che vengono frantumati e selezionati 32 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

per diventare un’ottima materia prima secondaria. Un processo utile e vantaggioso, che rende l’impresa autonoma, fa risparmiare costi e tempi di smaltimento in discarica o acquisto nuovi materiali. Una volta trasformate, le macerie “ripulite” possono essere riusate per altri lavori, ad esempio come sottofondo per la costruzione di nuove strade. Recentemente in Serbia, dalla demolizione un vecchio edificio a uso commerciale, il mix di mattoni, cemento armato e materiali da demolizione è stato utilizzato per la realizzazione del sottofondo delle strade in zona. Tempi e costi di trasporto, smaltimento e acquisto di nuovo materiale sono stati annullati grazie alla benna frantoio BF80.3 di MB Crusher applicata all’escavatore che già era in cantiere. Per agevolare

i siti nel processo di recupero dei materiali di demolizione un altro utile strumento sono le pinze selezionatrici MB Crusher. “Si tratta di macchinari agili e pratici, ottimi sia per demolire che per movimentare il materiale post demolizione”, racconta un impresario italiano. “La caratteristica vincente delle pinze MB Crusher è la sensibilità di presa: permette precisione e la forza di chiusura può essere progressivamente aumentata. Grazie alle chele intercambiabili e alla rotazione idraulica a 360° permettono di gestire grandi carichi e forme particolari anche in poco spazio”. Con le attrezzature di MB Crusher i vantaggi del processo virtuoso di recupero dei materiali da demolizione si estendono all’ambiente e alla comunità grazie al riutilizzo dei materiali, che mantengono in equilibrio il territorio, al minor uso di automezzi da e per la zona di demolizione, all’abbattimento di polveri, rumori ed emissioni. Argomentazioni oggi fondamentali per imprese responsabili che vogliono farsi apprezzare dal mercato sempre più consapevole e orientato all’economia circolare.


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ATTUALITA’ Gestione ambientale e costruzioni

RIFIUTI DA SCAVO E DA DEMOLIZIONE:

UN SETTORE IN “RECUPERO” Da qualche anno il tema riguardante la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione è al centro degli interessi del Governo e di azioni e iniziative provenienti da svariate associazioni operanti nel settore edile, consapevoli del ruolo primario che il settore ha nel processo di transizione all’economia circolare e più in generale degli importanti benefici, in termini di sostenibilità, che derivano da una gestione sempre più virtuosa dei rifiuti e dalla promozione di un mercato per i materiali recuperati di Gianni Gennari

L

a gestione dei rifiuti inerti derivanti da opere di costruzione e di demolizione è un tema di fondamentale importanza, in quanto strettamente correlato ad argomenti di estrema attualità, quali la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Una tematica che da tempo

36 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

è oggetto di interesse da parte di svariati enti e associazioni del settore delle costruzioni, tra cui Ance, che pone un occhio di riguardo in merito alle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati. La centralità della questione è resa evidente non solo dalla circostanza che i

rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano uno dei maggiori flussi di rifiuti speciali - stando ai dati raccolti nell’ultimo report predisposto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente - ma anche dal fatto che tali attività sono strategiche ai fini dell’attuazione del Green Deal e della politica industriale europea.


Una produzione in crescita Secondo le ultime elaborazioni dell’ISPRA, l’Italia è riuscita nell’intento di soddisfare i requisiti minimi di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) fissati dall’Europa, che imponevano di raggiungere entro il 2020 il recupero del 70% di rifiuti da C&D.

Il rapporto ISPRA, infatti, stima intorno al 78% la percentuale di rifiuti da costruzione e demolizione avviati a recupero, a fronte di un incremento, pari a circa il 29,1%, delle quantità di rifiuti avviati a smaltimento. Nel 2019, i quantitativi di rifiuti del settore dell’edilizia smaltiti in discarica sono stati circa 3,2 milioni di t,

di cui quasi 2,8 milioni di rifiuti non pe ricolosi e 398 mila di rifiuti pericolosi. Tali valori rappresentano circa il 26,4% dei rifiuti complessivamente smaltiti a livello nazionale. L’analisi dei dati per macroarea geografica evidenzia che i maggiori valori di produzione totale dei rifiuti speciali si concentrano nel nord Italia, dove in

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 37


ATTUALITA’

ING. PIERO PETRUCCO VICEPRESIDENTE DI ANCE

UN PRIMO IMPORTANTE PASSO È STATO FATTO CON LA NORMA SUGLI IMPIANTI MOBILI DEL DECRETO LEGGE 77/2021, MA OCCORRE COMPIERE SCELTE ANCORA PIÙ CORAGGIOSE

particolare si registra dal 2018 al 2019 un incremento di circa il 9,8% nella produzione di rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione. Anche nelle aree del Centro e del Sud del Paese sono stati riscontrati notevoli aumenti, con incrementi, in termini quantitativi, rispettivamente pari al 23,1% e al 19,4%, per quanto riguarda la produzione di rifiuti non pericolosi. Detto ciò, come evidenziato da Legambiente nell’ambito dell’ultimo Rapporto sulle Cave, in Italia sono ancora molto pochi gli impianti per il recupero e soprattutto sono distribuiti in maniera molto disomogenea sul territorio nazionale. Dalle stime presentate nell’ambito del citato rapporto, risultano essere attivi tra i 2 mila e i 3 mila impianti autorizzati, tra fissi e mobili, e le Regioni con maggiore presenza di impianti di riciclo inerti sono situate prevalentemente nel Centro-Nord: Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Trentino e Toscana. Per le altre aree di Italia viene segnalata l’assenza o comunque l’insufficienza/incapacità degli impianti di recupero. Un dato in controtendenza ai numeri che evidenziano un continuo incremento nella produzione di rifiuti, specialmente in meridione dove nel 2019 vi è stato un incremento del 52% di rifiuti smaltiti rispetto a quanto registrato l’anno precedente.

Correre ai ripari Dai dati sulla produzione e smaltimento dei rifiuti emerge come occorra in maniera repentina intervenire in via prioritaria

su un’implementazione della dotazione impiantistica dedicata al recupero dei rifiuti sul territorio nazionale. Un primo passo in questa direzione è sicuramente rappresentato dalla novità introdotta di recente nel Decreto Semplificazioni, nel quale sono state inserite delle misure inerenti agli impianti mobili addetti al recupero di rifiuti, come sottolinea l’ing. Piero Petrucco, vicepresidente di Ance con delega alla sostenibilità, nonché presidente della Consulta Nazionale delle Specializzazioni: “Non può esserci un’economia circolare senza impianti di recupero. Se l’obiettivo condiviso da tutti è effettivamente quello di favorire la transizione alla circolarità, occorre allora accrescere la dotazione impiantistica e renderla adeguata alle attuali esigenze. In questo senso un primo importante segnale è stato dato attraverso il decreto legge 77/2021, con la norma sui cd. ‘impianti mobili’, ma occorre compiere scelte ancora più coraggiose che ci consentano di essere competitivi con gli altri Paesi europei”. Grazie all’introduzione di questi meccanismi volti ad agevolare, nel pieno rispetto dell’ambiente, il recupero diretto in cantiere, è possibile incentivare il reimpiego di materiali recuperati, tutelare le materie prime vergini e ridurre l’impronta carbonica dei proces-

IL FENOMENO DELL’ABBANDONO Durante la trattazione di un tema come

litativo o di presentazione della comuni-

re per contrastare questo tipo di attività,

quello del recupero e dello smaltimento

cazione di inizio lavori. Oltre a ciò, si ag-

Ance propone essenzialmente due con-

dei rifiuti inerti, non ci si può non soffer-

giungono poi le risultanze documentali

tromisure: da un lato quella della vigilan-

mare su un fenomeno che ormai da an-

che devono essere tenute nel cantiere ai

za e del controllo, dall’altro quella della

ni penalizza tutto il nostro territorio, os-

fini del Codice dell’ambiente (formula-

predisposizione di misure volte a favorire

sia quello dell’abbandono di rifiuti (an-

rio di identificazione dei rifiuti, registro

forme virtuose di gestione di questi rifiu-

che edili) lungo le strade o nelle campa-

cronologico ecc.), nonché le sempre più

ti. Sotto tale ultimo aspetto, a esempio, è

gne. Un fenomeno che accomuna tutte le

ricorrenti clausole contrattuali tese a di-

macro-aree geografiche del nostro Paese

mostrare il corretto conferimento dei ri-

e che deturpa l’ambiente, il paesaggio,

fiuti prodotti. Ciò vuol dire che difficil-

genera un costo non indifferente per la

mente l’abbandono lungo le strade di ri-

collettività e, secondo Ance, strettamen-

fiuti inerti è riconducibile a imprese che

te correlato con le forme di lavoro “som-

operano nella legalità, anche perché ver-

merso” e/o abusivo. I rifiuti inerti prodotti

rebbero tracciate e identificate. È invece

nell’ambito di attività edilizie, debitamen-

più plausibile, secondo Ance, che simi-

te autorizzate (es. CILA, SCIA, Permesso

li comportamenti siano ascrivibili a for-

di Costruire), vengono ‘tracciati’ attraver-

me di lavoro abusivo, in assenza quindi

so la modulistica unificata consegnata al

di qualsiasi forma di autorizzazione e di

Comune, all’atto di richiesta del titolo abi-

controllo. Tra le azioni da porre in esse-

38 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


si di cantiere: “Agevolare il recupero già all’interno del cantiere, là dove possibile, consente di incrementare la percentuale di rifiuti recuperati e ridurne drasticamente il trasporto, con evidenti benefici sotto il profilo ambientale”, prosegue l’ing. Petrucco. Di fronte a questo scenario, diventa ancora più urgente mettere in atto politiche necessarie a favorire il recupero dei rifiuti, con un occhio di riguardo a quanto previsto nel Green Deal europeo in merito alla transizione all’economia

stata introdotta una specifica norma, contenuta nella legge di delegazione europea del 2018, che offre la possibilità di effettuare il deposito dei rifiuti derivanti dall’attività di demolizione e costruzione, preliminare alla raccolta, presso le aree di pertinenza dei punti di vendita dei relativi prodotti. Una manovra che denota un significativo cambio di approccio al problema, non

circolare; ancora Patrucco: “La situazione impone la necessità di attuare interventi volti a rimuovere quegli ostacoli che di fatto limitano la capacità del nostro

paese di recuperare. Per esempio, vanno riviste e soprattutto aggiornate le norme contenute nel Codice dell’ambiente relative alle operazioni di recupero e occorre aggiornare il sistema autorizzatorio, che non solo è troppo complesso ma legato a norme, prescrizioni, limiti e tecnologie che hanno oltre 20 anni e che quindi spesso lo rendono inadeguato alle esigenze di oggi. Si potrebbe, inoltre, introdurre una modulistica unificata per le autorizzazioni ambientali, in analogia, ad esempio, a quanto recentemente previsto per le bonifiche”.

più di sola repressione, ma anche di creazione di un sistema a rete finalizzato a supportare e incentivare il corretto conferimento dei rifiuti. Oggi più che mai, si avverte sempre più il bisogno di una normativa semplice, chiara e stabile nel tempo, che possa rappresentare un punto di riferimento e una leva a “fare bene” per gli operatori.

Lentezza burocratica In questi ultimi anni è emerso chiaramente come regole e procedimenti troppo complessi abbiano rappresentato dei veri e propri ostacoli allo sviluppo e all’innovazione del settore delle costruzioni. È innegabile, infatti, che anche in materia ambienta-

le esista un quadro regolatorio davvero mutevole, condizione questa che ha concorso a generare tra gli operatori una grande incertezza applicativa e in molti casi anche sfiducia verso le istituzioni, rappresentando di fatto un vero e proprio disincentivo a fare impresa: “Troppo spesso si parla di ‘deregulation’, ma quello che avvertiamo è un forte bisogno di una ‘better regulation’, un quadro regolatorio dai confini certi che costituisca un punto di riferimento entro cui agire e soprattutto uno stimolo a compiere scelte sempre più circolari”, sottolinea il vicepresidente di Ance. Appare quindi urgente delineare un sistema regolatorio stabile e certo, quanto mai essenziale e strategico, atto a rimuovere tutti questi ostacoli, superare le criticità emerse nella prassi e dare effettiva attuazione a strumenti e istituti fondamentali per l’economia circolare. Un esempio è la questione dell’end of

waste, ossia la cessazione della qualifica di rifiuto, uno strumento introdotto oltre 11 anni fa in Italia ma rimasto per lo più inutilizzato a causa dell’assenza dei decreti attuativi. Dal 2010 a oggi, infatti, sono stati adottati solo cinque decreti di cui solo uno, quello sul fresato, riguardante il settore delle costruzioni, ossia il settore che produce il flusso più rilevante di rifiuti speciali: “È necessario dare attuazione a strumenti fondamentali come quelli dei sottoprodotti, che scontano ancora, dopo tanti anni, una disciplina incerta e quindi una scarsa applicazione. È evidente che un simile modo di procedere ostacola in modo inesorabile il passaggio all’economia circolare in Italia e non possiamo più permettercelo. Abbiamo accumulato un ritardo incredibile che dobbiamo recuperare al più presto, per non farci trovare impreparati nel confronto con gli altri Paesi Europei”. settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 39


ATTUALITA’

Competenze certe a scanso di “illeciti” Con riferimento al tema dell’end of waste, altro aspetto da sottolineare riguarda le “autorizzazioni caso per caso”. Come è noto, qualora i criteri e le condizioni affinché un rifiuto cessi di essere tale non siano stati definiti, né a livello europeo, né in ambito nazionale, questi stessi criteri possono essere oggetto di singole autorizzazioni rilasciate, appunto, “caso per caso”: “In Italia, tale competenza è stata riservata alle Regioni o alle Province a seconda della delega conferita e – appare giusto evidenziarlo – questa loro attività autorizzatoria ha consentito al nostro Paese di competere con gli altri Stati membri, ottenendo anche risultati discreti”, chiarisce Petrucco. “Si tratta però evidentemente di una procedura ‘temporanea’, o almeno così doveva essere, tesa a superare l’inerzia normativa dello Stato. Di fatto, invece, si è trasformata nella regola e ciò ha determinato una serie di problemi applicativi”. Una certezza e chiarezza burocratica è fondamentale per snellire le procedure riguardanti le operazioni di smaltimento, ma anche a prevenire possibili azioni illecite. Un tema che ha interessato molto l’Ance, che ha svolto un’intensa attività al fine di contrastare e condannare ogni forma di gestione illecita dei rifiuti, sia per il potenziale impatto sull’ambiente, sia perché gravemente pregiudizievole per gli operatori economici rispettosi delle regole, come spiega Piero Petrucco: “Nella ferma convinzione che i 40 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

comportamenti e le condotte illegali alterano il corretto funzionamento del mercato, oltre a generare potenziali ricadute negative in termini reputazionali per l’intero settore, nel 2014, l’Ance si è dotata di un Codice Etico alle cui prescrizioni si devono attenere tutti gli associati e che pone tra i suoi principi fondamentali la tutela dell’ambiente e la prevenzione di ogni forma di inquinamento, oltre che la condanna di ogni tipologia di reato di natura ambientale.”. Un percorso continuo, finalizzato ad accrescere la capacità delle imprese di costruzioni di far fronte a un panorama normativo in continua evoluzione. Una cultura del recupero I rifiuti da costruzione e da demolizione possono costituire un’importante leva per rendere l’economia davvero “circolare”. Attraverso il recupero di rifiuti,

infatti, si consente di dare a questi materiali nuova vita e al tempo stesso, tramite il loro riciclo, si riduce fortemente il ricorso alle materie vergini. In questo senso, appare fondamentale non solo la definizione di Criteri Ambientali Minimi, attraverso cui fissare specifici target di riutilizzo, ma anche assicurare una loro effettiva applicazione attraverso un’attività di sensibilizzazione e formazione delle stazioni appaltanti sulle qualità, le caratteristiche e i possibili utilizzi dei materiali recuperati. Grazie anche alla struttura associativa, che consente una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, Ance ha avviato da tempo una costante attività di formazione e informazione delle imprese associate, con l’obiettivo di favorire la corretta applicazione delle norme e delle procedure ambientali. “Tramite un sistema di regole, procedure e incentivi che spinga a recuperare e soprattutto a utilizzare ciò che è stato recuperato, si potrà effettivamente ridurre il ricorso ai materiali vergini. Ma per far ciò, bisogna sviluppare una cultura per il recupero che sia in grado di superare la persistente diffidenza del settore verso i materiali recuperati”, osserva l’ing. Petrucco. “Al riguardo, l’Ance nel corso degli anni ha incrementato gli sforzi per promuovere e diffondere comportamenti sempre più virtuosi, orientati alla circolarità delle risorse e alla tutela dell’ambiente. Siamo convinti che in questo modo si possa incentivare il reimpiego di materiali recuperati, si tutelino le materie prime vergini e si riduca l’impronta carbonica dei processi di cantiere”, conclude il vicepresidente di Ance. ■


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di nuova generazione I nuovi miniescavatori idraulici da 2,7 a 3,5 t del costruttore statunitense sono progettati per consentire ai clienti di ridurre i costi - aumentando parallelamente l’efficienza dei loro mezzi - e di sfruttare funzionalità all’avanguardia nel settore di Stefano Vitali

D

opo aver recentemente presentato diverse novità che hanno coinvolto in particolare la gamma degli escavatori cingolati, Caterpillar ha ora lanciato anche i nuovi miniescavatori idraulici Cat 302.7 CR,

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303 CR e 303.5 CR, modelli che introducono sul mercato funzionalità innovative per le macchine della classe da 2,7 a 3,5 t e che incrementano l’efficienza operativa, la facilità di manutenzione e il comfort dell’operatore. Ognuno di questi miniescavatori presenta una piatta-

forma di nuova generazione che offre un’esperienza dell’operatore costante nella gamma da 1,5 a 10 t ed è dotato di sterzo sul joystick esclusivo, controllo della velocità, impostazioni regolabili dall’operatore e tettuccio o cabina inclinabile come attrezzatura standard.


I NUOVI MINIESCAVATORI CAT 302.7 CR, 303 CR E 303.5 CR

Costi sotto controllo L’ampio uso di parti comuni in tutta la linea e il design esterno robusto aiutano a ridurre gli investimenti in termini di inventario delle parti e i costi di riparazione. I controlli di manutenzione giornaliera vengono eseguiti rapidamente a terra attraverso le porte laterali, mentre il design della cabina inclinabile offre un facile accesso ai componenti da sottoporre a manutenzione. Grazie agli intervalli prolungati tra gli interventi di manutenzione questi escavatori trascorrono più tempo in cantiere e meno in officina. La combinazione di queste caratteristiche riduce i costi totali di proprietà fino al 5% rispetto ai modelli precedenti; allo stesso tempo, i miglioramenti del design per i nuovi 302.7 CR, 303 CR e 303.5 CR aumentano fino al 10% le prestazioni delle funzioni di marcia e scavo.

L’OPINIONE Gli aggiornamenti apportati all’impianto idraulico migliorano i cicli e le prestazioni di sollevamento, mentre le impostazioni dell’operatore personalizzabili migliorano l’efficienza. Il propulsore turbo Cat C1.1 con turbocompressore alimenta i modelli 302.7 CR e 303 CR, mentre la versione Cat C1.7 alimenta la trasmissione del 303.5 CR. Entrambi i motori soddisfano gli standard sulle emissioni EU Stage V e offrono una potenza netta di 17,6 kW. Il regime minimo automatico standard e lo spegnimento automatico del motore consentono di ridurre il consumo di combustibile in cantiere.

ALEX MACDONALD

PRODUCT SPECIALIST - MINI HYDRAULIC EXCAVATORS AND SMALL TRACK TYPE TRACTORS (EAME)

“Questi tre miniescavatori idraulici di nuova generazione sono caratterizzati da un raggio di rotazione compat-

Versatilità nelle prestazioni Tutti i modelli di nuova generazione offrono configurazioni standard e di avambraccio lungo per aumentare la versatilità della macchina. Le profon-

to che riduce lo sbalzo quando si lavora lateralmente, consentendo alle macchine di ottimizzare le prestazioni in spazi ristretti. Le larghezze fisse del carro per i modelli 302.7 CR, 303 CR e 303.5 CR - rispettivamente di 1.500, 1.550 e 1.780 mm - offrono il giusto equilibrio tra accessibilità al cantiere e stabilità nelle prestazioni di sollevamento. Un’opzione di carro espandibile per il 302.7 CR consente poi all’operatore di ritrarre la larghezza dei cingoli fino a 1.355 mm tramite azionamento idraulico per il raccordo in spazi ristretti e, quindi, di espandere la larghezza fino a 1.780 mm, per una maggiore stabilità di scavo e sollevamento. I pacchetti di contrappesi intercambiabili consentono ai clienti di adattare il peso della macchina ai requisiti del lavoro, offrendo l’equilibrio tra bassa pressione a terra e prestazioni di sollevamento. L’opzione di contrappeso

IL PROPULSORE CAT C1.1 CON TURBOCOMPRESSORE ALIMENTA I MODELLI 302.7 CR (NELLA FOTO) E 303 CR, MENTRE IL MOTORE CAT C1.7 ALIMENTA LA TRASMISSIONE DEL MINIESCAVATORE 303.5 CR

‘leggero’ aggiunge 100 kg al peso operativo della macchina, mentre l’opzione ‘extra’ aggiunge 250 kg”. settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE

Ai nuovi miniescavatori idraulici Cat 302.7 CR, 303 CR e 303.5 CR si aggiunge il modello Cat 308 CR: il braccio fisso di cui è dotato e il design a raggio compatto limitano la sporgenza quando si lavora sul lato della macchina, consentendogli di distinguersi nelle attività in spazi ristretti. Rispetto al design del braccio oscillante, quello fisso offre una profondità di scavo su parete verticale e un’altezza di scarico maggiori, oltre a migliorare le prestazioni di sollevamento quando si lavora a un raggio vicino alla macchina. Come parte della gamma Caterpillar di nuova generazione, il 308 CR a braccio fisso offre più soluzioni di scavo: aumentando la lunghezza dell’avambraccio da 1.670 a 2.210 mm, l’opzione di avambraccio lungo estende la profondità di scavo da 4.150 a 4.690 mm e lo sbraccio massimo da 6.390 a 6.900 mm. Questa macchina è alimentata da un motore Cat C3.3B da 51,8 kW, Stage V. Il nuovo monitor LCD offre un controllo intuitivo, fornisce informazioni di facile comprensione e presenta un “jog dial” per una semplice navigazione sullo schermo. Un impianto idraulico con pompa a cilindrata variabile offre una portata del flusso d’olio di 167 l/min. Il modello 308 CR, inoltre, è dotato del sistema Cat Stick Steer, esclusiva nel settore, per un semplice controllo della macchina: al semplice tocco di un pulsante l’operatore può passare dai tradizionali comandi dello sterzo a leva/pedale a quello joystick, azionabile con il minimo sforzo.

44 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

I NUOVI MINIESCAVATORI DI CATERPILLAR OFFRONO IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA ACCESSIBILITÀ AL CANTIERE E STABILITÀ NELLE PRESTAZIONI

IL NUOVO MINIESCAVATORE CAT 380CR

dità di scavo standard vanno da 2.450 a 2.810 mm, mentre la configurazione con avambraccio lungo consente di raggiungere profondità comprese tra 2.650 e 3.110 mm. La lama apripista standard aumenta la flessibilità della macchina per gestire le attività di riempimento e livellamento (un’opzione di lama angolata sul 303.5 CR offre una maggiore flessibilità nelle applicazioni di riempimento). L’idraulica Load Sensing con pompa a cilindrata variabile fornisce un flusso d’olio che raggiunge i 100 l/min. Le alte pressioni delle valvole di scarico principali, insieme alle portate, generano la capacità idraulica necessaria per ottenere forze di scavo e sollevamento elevate e un uso più efficiente delle attrezzature. Il sistema

ausiliario standard offre la possibilità di scegliere tra flusso unidirezionale, bidirezionale o continuo.

Esperienza “confortevole” I nuovi miniescavatori 302.7 CR, 303 CR e 303.5 CR offrono opzioni avanzate di sicurezza della macchina, con un codice di accesso e una chiave Bluetooth. Con il touch-screen avanzato disponibile, l’ampio display di nuova generazione offre un controllo intuitivo delle funzioni della macchina e un facile monitoraggio dei parametri operativi critici, come il livello di combustibile, la temperatura del liquido di raffreddamento e i record di manutenzione. Un sistema Cat Stick Steer unico nel suo genere semplifica il controllo della macchina e, al semplice tocco di un pulsante, l’operatore passa dai tradizionali comandi dello sterzo a leva/pedale a quello joystick azionabile con il minimo sforzo. Due gamme di velocità di marcia fino a 4,5 km/h facilita-


no gli spostamenti in cantiere, mentre il controllo delle velocità standard riduce al minimo l’interazione dell’operatore quando si percorrono lunghe distanze tra le postazioni di lavoro. Questi escavatori di nuova generazione offrono la scelta tra tettuccio o cabina: quest’ultima, sigillata e pressurizzata, offre un ambiente pulito e silenzioso e può essere dotata di riscaldamento e/o climatizzazione, per il controllo del clima in tutte le condizioni atmosferiche. Grazie al finestrino anteriore che scorre verso l’alto e si ripone comodamente in posizione sopraelevata le ampie superfici vetrate della cabina e il lucernario offrono una visibilità a 360°. ■ TUTTI I MINIESCAVATORI CAT DI NUOVA GENERAZIONE (NELLA FOTO, IL MODELLO 303 CR) OFFRONO CONFIGURAZIONI STANDARD E DI AVAMBRACCIO LUNGO PER AUMENTARE LA VERSATILITÀ DELLA MACCHINA

I NUOVI MINIESCAVATORI 302.7 CR, 303 CR E 303.5 CR (NELLA FOTO) OFFRONO OPZIONI AVANZATE DI SICUREZZA DELLA MACCHINA, CON UN CODICE DI ACCESSO E UNA CHIAVE BLUETOOTH

LA SCHEDA TECNICA I nuovi miniescavatori Caterpillar Motore:

302.7 CR (carro fisso)

303 CR

303.5 CR

Cat C1.1

Cat C1.1

Cat C1.7

Potenza motore netta: Peso min/max con cabina:

17,6 kW 2.670/3.040 kg

Rotazione posteriore:

3.140/3.545 kg

3.620/4.190 kg

Compatto

Profondità di scavo standard/lungo:

2.510/2.710 mm

2.650/2.950 mm

2.810/3.110 mm

Sbraccio max. (braccio standard/lungo):

4.660/4.850 mm

4.980/5.240 mm

5.270/5.510 mm

Altezza di scavo max.:

4.270/4.390 mm

4.510/4.650 mm

4.920/5.020 mm

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE CAMS

UNO “SCARTO” DI VALORE È stato recentemente inaugurato a Codevigo, in provincia di Padova, un nuovo centro di recupero e stoccaggio di rifiuti dotato di un innovativo impianto di riciclaggio dei materiali progettato e sviluppato dall’azienda emiliana di Mirko Brusamolino

46 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


“R

idiamo valore alla terra”: è questo lo slogan di Geocentro, la nuova struttura nata a Codevigo (PD) dedicata al recupero e allo stoccaggio di materiali che adotta per la sua attività un innovativo impianto realizzato dall’azienda bolognese CAMS, specializzata nello sviluppo e nella produzione di macchinari innovativi per il settore del riciclaggio di inerti, asfalto, macerie e altri materiali. La struttura si estende su una superficie di 17.000 m2 e presenta un’area coperta di 5.400 m2 adibita al trattamento dei materiali e un’area scoperta di 11.600 m2 dove vengono controllati sia i rifiuti in ingresso che i rifiuti e gli End of Waste (EoW) in uscita. L’impianto e la superfice di proprietà della struttura permet-

LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE SI È SVOLTA ALLA PRESENZA DEL TITOLARE DELL’AZIENDA VPS, CLAUDIO VIEL, E DEL VICESINDACO DI CODEVIGO, ETTORE LAZZARO. ERA PRESENTE ALL’EVENTO ANCHE IL PRESIDENTE ANCE PADOVA, ALESSANDRO GEROTTO

teranno di ricevere rifiuti - anche quelli più ingombranti e di difficile gestione derivanti dal settore edilizio, dal decommissioning, dal settore acquedottistico e dalle bonifiche ambientali. Un vantaggio per il territorio Quello visitato lo scorso luglio è un impianto di stoccaggio e di produzione di End of Waste che rappresenterà un valore aggiunto per il territorio di Padova e che giocherà un ruolo cruciale nella gestione di scarti da demolizioni (circa 725.000 t prodotte ogni anno nella sola area della provincia padovana), oltre a quelli derivanti da ordinari interventi di bonifica dei suoli e da scavi. L’impianto potrà trattare ogni giorno circa 900 t di

rifiuti inerti e non pericolosi e il materiale recuperato, oltre a rispecchiare criteri di ecocompatibilità, sarà in grado di garantire caratteristiche geotecniche d’eccellenza, come racconta Claudio Viel, titolare dell’azienda VPS operante nel settore edile, degli scavi e delle demolizioni e fondatore di Geocentro: “Questo progetto nasce dalla volontà di ridare valore a quei materiali etichettati come ‘scarti’ donandogli una nuova vita. Ciò è stato possibile anche grazie alla collaborazione con CAMS, che ci ha permesso di realizzare questo impianto innovativo sfruttando diverse tecnologie e novità tecniche che consentono di creare un materiale dalle indiscusse qualità e dalle caratteristiche superiori a qualsiasi materiale

GEOCENTRO È UNA STRUTTURA “GREEN” INTERAMENTE ALIMENTATA DA ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA SENZA L’UTILIZZO DI COMBUSTIBILI FOSSILI, IMPLEMENTATA DALL’INTEGRAZIONE DI UN SISTEMA FOTOVOLTAICO. LE LAVORAZIONI DI RECUPERO PERMETTONO DI OTTENERE DEI SEMPLICI END OF WASTE RIUTILIZZABILI PER OPERAZIONI DI RIEMPIMENTO, FINO A MATERIALI ESTREMAMENTE ELABORATI PER OPERE DI INGEGNERIA E GRANDI STRUTTURE

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MACCHINE L’OPINIONE

ING. MARCO TRENTINI AMMINISTRATORE DELEGATO, CAMS

“Durante la fase di installazione dell’impianto sono state apportate continue modifiche e numerosi accorgimenti, dovuti dall’unione della nostra preparazione tecnica con nozioni pratiche ottenute dalla collaborazione sul progetto dell’azienda VPS, necessarie a far sì che questo sistema potesse adeguarsi alle reali esigenze e problematiche operative incontrate nella lavorazione in situ. Modifiche di layout dell’impianto in grado di migliorarne le prestazioni, agevolarne la manutenzione e le operazioni di logistica in cantiere. Per realizzare un progetto così complesso e impegnativo occorre una chiara e lungimirante visione del futuro e una forte determinazione, elementi che abbiamo riscontrato in VPS. Grazie a una comune visione, e grazie a un’affinità elettiva nata con il titolare e i suoi collaboratori, è stata possibile - attraverso un anno di studi eseguiti dai nostri rispettivi team - la progettazione di un siste-

vergine da cava. Grazie a questo impianto sarà possibile recuperare materiali di scarto a costi di lavorazione contenuti, così da evitare un ulteriore depauperamento dei giacimenti presenti sul pianeta e il consumo di risorse preziose. Questo, secondo me, è il valore più grande offerto da questa partnership, ovvero la possibilità di realizzare un progetto realmente utile e concreto per la salvaguardia del nostro territorio. Per questo motivo non definisco Geocentro come una struttura adibita allo smaltimento rifiuti, bensì un centro di recupero ambientale”. Un impianto versatile La progettazione dell’impianto ha avuto inizio circa un anno fa da chiari e semplici (sulla carta) obiettivi: estrema versatilità, contenimento dei costi e prodotti riciclati di elevata qualità. Traguardi ampiamente raggiunti dal team di sviluppo di CAMS, come spiega l’ingegner Marco Venturi, direttore tecnico dell’azienda bolognese: “L’idea era quella di realizzare un impianto in grado di gestire, nella maniera più corretta possibile, il recupero di qualsiasi tipo di materiale in ingresso. Ciò è possibile attraverso diverse tipologie di macchine adibite al riciclaggio presenti all’interno dell’impianto, che permettono di gestire tramite un unico sistema svariate tipologie di lavorazione e un corretto ciclo di recupero di molteplici tipologie di materiali. Per realizzare tutte le lavorazioni possibili dall’uso di questo singolo impianto sarebbe necessaria, quasi, una decina di macchine diverse tra loro. Cosa irrealizzabile, sia economicamente che logisticamente per un’azienda”. In uno spazio ridotto di 60 m di lunghez-

za e di 10 m di profondità l’azienda ha realizzato un impianto flessibile e versatile, con caratteristiche difficilmente ritrovabili in altri impianti per il riciclaggio di questi materiali e che rende quello di CAMS uno degli impianti più innovativi presenti in Italia: “Il flusso di materiale, circolante nell’impianto su vari nastri trasportatori, è stato sapientemente ottimizzato dai nostri progettisti e può essere gestito da una sola persona tramite una cabina di regia da cui è possibile controllare il materiale sia in entrata che in uscita, attraverso appositi sensori e telecamere”,

ING. MARCO VENTURI DIRETTORE TECNICO DI CAMS

prosegue l’ingegner Venturi. “Un controllo totale, che offre la possibilità di amministrare il processo di recupero dall’inizio alla fine, allo scopo di ottenere un corretto riciclo dei materiali seguendo apposite procedure per ogni singolo trattamento. Questo perché i materiali di scarto necessitano di diverse e specifiche lavorazioni a seconda della loro provenienza e un loro corretto riciclo permette a quel prodotto di essere riadoperato infinite volte”. ■

ma e di uno schema strutturale che ha permesso di ottenere un’alchimia di diversi macchinari CAMS già esistenti, in grado di sviluppare un impianto innovativo mai realizzato prima. Proprio per questo ci stiamo attivando, congiuntamente a VPS, per lo sviluppo di un brevetto, con l’intento di mettere a disposizione questa tecnologia anche ad altre realtà del settore. Crediamo fermamente possa essere un passo avanti importante per il settore, per le imprese e, soprattutto, per la salvaguardia del nostro pianeta”. 48 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

ATTRAVERSO UN’APPOSITA POSTAZIONE DI COMANDO È POSSIBILE GESTIRE L’INTERO PROCESSO DI RECUPERO DEL MATERIALE, PERMETTENDO A UN SOLO OPERATORE DI CONTROLLARE L’INTERO IMPIANTO. L’ATTIVITÀ DI RECUPERO È MONITORATA ATTRAVERSO UN SOFTWARE DI GESTIONE, PER UNA VALUTAZIONE ESTREMAMENTE PRECISA SULLA MERCEOLOGIA DEL MATERIALE E PER IL CONTROLLO DELLE PROCEDURE DI TRASFORMAZIONE


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per perforare Una nuova perforatrice di ultima generazione BG 33 V entra nel parco noleggio di Bauer Macchine Italia. Grandi prestazioni, massima sicurezza, semplicità di trasporto e poliedricità di utilizzo sono alcune delle peculiarità che caratterizzano questa macchina con cinematismo a “V” di Stefano Vitali

50 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


E

ssere sul mercato significa innovare. Per questo motivo il parco noleggio di Bauer Macchine Italia è sempre in costante rinnovamento e accoglie una nuova una nuova perforatrice BG 33 con cinematismo a V. Lo stile Bauer Al pari di tutte le perforatrici Bauer anche la nuova BG 33 V si evidenzia per alcune specifiche peculiarità. Tra queste: elevati standard di sicurezza (parapetti per le ispezioni manutentive, cabina FOPS, telecamere per la visione dell’area di lavoro); rispetto delle più recenti normative in termini di emissioni (sistema EEP brevettato per la riduzione dei consumi); produttività a fronte di consumi contenuti; ridotte tempistiche di montaggio e smontaggio; facilità di trasporto; dilatazione degli intervalli manutentivi. Anche la perforatrice BG 33 V, inoltre, si distingue per la flessibilità: autentica “tuttofare”, questa macchina consente di realizzare differenti tipologie di scavo a seconda delle diverse configurazioni possibili. La dotazione tecnica Grazie a un’idraulica ottimizzata, la perforatrice Bauer BG 33 V monta ro-

LA NUOVA PERFORATRICE BAUER BG 33 V SI ADATTA ALLE MOLTEPLICI SFIDE COSTRUTTIVE E PROGETTUALI RISCONTRATE QUOTIDIANAMENTE IN CANTIERE

tary a marce con coppia massima fino a 340 kNm (KDK 340); l’argano è in singolo strato e ciò consente un minore consumo della fune e assicura un tiro nominale di 265 kN.

La perforatrice - equipaggiata con argano pull down, con tiro/spinta di 330 kN nominali - è alimentata da un motore Caterpillar CAT C13 Stage V in grado di erogare una potenza di 354 kW a 1.800 giri/min. Da evidenziare il pacchetto EEP (acronimo di Energy Efficient Power), la soluzione adottata sulle macchine Bauer che garantisce una rilevante riduzione dei consumi di carburante (fino al 30%). L’EEP assicura un significativo incremento della produttività, ottenuto attraverso la maggiorazione del diametro delle manichette idrauliche e l’ottimizzazione fluidodinamica, mentre la rotazione del motore segue le effettive necessità dei circuiti idraulici. Il tutto anche grazie al recupero dell’energia idraulica attraverso l’introduzione di un motore-pompa idraulica che recupera l’energia durante la discesa dell’argano principale per poi ridistribuirla ai circuiti secondari. Da non dimenticare come il pacchetto EEP permetta anche una riduzione delle emissioni acustiche. Conforme a Industria 4.0 La nuova perforatrice Bauer BG 33 V è equipaggiata con diversi PLC e sensori in grado di supportare l’operatore direttamente sul monitor touch-screen

LA PERFORATRICE BAUER BG 33 V È EQUIPAGGIATA CON DIVERSI PLC E SENSORI IN GRADO DI SUPPORTARE L’OPERATORE DIRETTAMENTE SUL MONITOR TOUCH-SCREEN LCD IN CABINA settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE LCD in cabina, mostrando in tempo reale lo stato della perforazione (ad esempio, l’avanzamento del kelly o la profondità del rivestimento), lo stato di funzionamento della macchina (ad esempio, il carico sulle pompe/argani) e le eventuali anomalie. Tra gli “assistenti attivi” alla perforazione ricordiamo il “Kelly Speed Assistant”, in grado di coadiuvare l’operatore nelle fasi di discesa dell’asta kelly preservandone la durata, e il “Single Pass Assistant”, che controlla le fasi di scavo e trattamento, ottimizzando il processo produttivo. La macchina, che è sempre connessa via SIM, è costantemente monitorata e geolocalizzata ed è in grado di dialoga-

IL PARCO MEZZI DI BAUER MACCHINE ITALIA SI ARRICCHISCE CON LA NUOVA PERFORATRICE BG 33 V TECNOLOGIA APPLICATA

Sono diverse le prestazioni che la nuova perforatrice Bauer BG 33 V è in grado di assicurare in relazione alle differenti tecnologie applicate. Tra queste: • perforazione di palo trivellato con asta kelly fino a 72 m di profondità, con un diametro massimo rivestito di 2.200 mm e di 2.500 mm non rivestito; • perforazione CFA con elica continua fino a 31,8 m di profondità con pulitore rotante. In funzione della tipologia di terreno e della profondità il diametro massimo è di 1.180 mm; • perforazione CCFA - elica continua rivestita - fino a 21 m di profondità massima, per un diametro massimo di 880 mm; • perforazione FDP e FDP “lost bit” fino a 33 m di profondità massima, per un diametro massimo di 660 mm; • trattamenti colonnari SCM fino a 32,5 m di massima profondità, per un diametro di 1.900 mm; • scavo con morsa giracolonna (ad esempio, modello BV2000); • scavo con moltiplicatori di coppia BTM720 (fino a 720 kNm).

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re con l’ufficio e il service, condividendo le informazioni sulla produzione e sull’efficienza in tempo reale. Gestione ottimizzata Malgrado l’imponenza, la perforatrice Bauer BG 33 V è una macchina di facile gestione. Il suo “mobility package” - attraverso il radiocomando, una serie di perni attuati idraulicamente e alle sue speciali geometrie costruttive - rende semplice e rapido il montaggio e lo smontaggio, riducendo significativamente i tempi di impiego delle gru e il numero del personale addetto. La cabina senza cingoli, zavorre e mast è trasportabile con una larghezza massima di 3 m e un peso massimo di 33 t, con sottocarro maggiorato UW100. Il tutto, a vantaggio di ridotti costi di trasporto e minori tempistiche per l’ottenimento dei permessi. In sostanza la BG 33 V è una macchina adatta a tutte le imprese di costruzioni: grazie ai suoi svariati campi di applicazione la perforatrice consente di implementare larga parte delle tecnologie costruttive disponibili sul mercato, è rapidamente equipaggiabile e configurabile secondo le esigenze dell’impresa, grazie anche agli accessori noleggiabili presso le sedi Bauer, e quindi si adatta alle molteplici sfide costruttive e progettuali riscontrate quotidianamente in cantiere. ■


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L

a normale durata di funzionamento degli impianti di miscelazione dell’asfalto spazia in media tra i 20 e i 30 anni, se non ancora di più. In questo lasso di tempo cambiano molte cose nel mondo, ad esempio i requisiti imposti alle ricette e alle qualità dei conglomerati, nonché le normative che i gestori devono soddisfare per avere la licenza di esercizio.

I committenti richiedono asfalti nuovi di alta qualità che necessitano di opzioni di aggiunta speciali sul lato dell’impianto; le norme sulle emissioni imposte dal legislatore diventano sempre più stringenti; la percentuale di aggiunta di materiale riciclabile aumenta e si riducono i costi delle materie prime. Ma solo per i gestori che dispongano della tecnologia adeguata. Le normative sulla protezione dalla polvere e dal rumore (ad esempio i regolamenti TA-Luft e TA-Lärm in Germania) per il mantenimento dell’autorizzazione al funzionamento si sono inasprite, spesso perché le zone residenziali si estendono fino all’impianto di miscelazione dell’asfalto, un tempo più isolato. Di conseguenza, si richiedono materiali d’esercizio alternativi per il bruciatore dell’impianto di miscelazione.

Le soluzioni di “retrofit” Le soluzioni di “retrofit”, cioè per la modernizzazione di impianti di miscelazione dell’asfalto esistenti, sono valide per diversi motivi e spesso più vantaggiose rispetto a investire in un nuovo impianto. Nelle regioni densamente popolate il “retrofit” diventa quasi una necessità, in quanto la concessione di una nuova autorizzazione amministrativa sarebbe lunga, complessa e piena di dubbi. Rinnovando un impianto esistente non è necessario invece, in molti paesi, un nuovo processo di autorizzazione. Qualunque sia il progetto di “retrofit”, Benninghoven rappresenta un partner ideale per i gestori di centrali di impasto, a prescindere dal produttore che ha installato originariamente il vecchio impianto.

IL NUOVO BRUCIATORE EVO JET 3 Nell’impianto di miscelazione dell’asfalto esistente è stata integrata la moderna tecnologia Benninghoven, grazie alla quale l’impianto lavorerà per anni in modo efficiente ed ecologico. Le parti principali sono qui rappresentate dal bruciatore e dal tamburo essiccatore. Il nuovo bruciatore di tipo EVO JET 3 può ora bruciare con olio, gas liquido e polvere di carbone, ovvero tre combustibili invece dei due precedenti. Ciò renderà Guggenberger GmbH indipendente dalle oscillazioni dei costi dell’energia. Per quanto riguarda il combustibile con polvere di carbone è stato installato un nuovo sistema di dosaggio della polvere di carbone, che comporta vantaggi fondamentali, grazie a una revisione strutturale, in relazione a funzionalità, sicurezza e consumo di carburante. Inoltre, il bruciatore è concepito in modo da essere potente e contribuisce ad aumentare le prestazioni dell’impianto nel suo complesso. In particolare nella produzione di conglomerati come asfalti di mastice e conglomerato bituminoso, prodotti esclusivamente da minerale bianco, la capacità di essiccazione aumenta in modo significativo, da 140 t/h a 190 t/h.

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE

1.

Stato dell’arte: portare l’im-

2.

Salvaguardia dei beni esi-

pianto di miscelazione dell’a-

sfalto all’ultimo stato della tecnica.

stenti: mantenere la sicurez-

za della licenza d’esercizio nel luogo di lavoro.

3.

Sostenibilità e redditività: grazie alla sostituzione dei

componenti e all’integrazione delle tecnologie di riciclaggio.

4.

Ottimizzazione ed efficienza: la moderna tecnologia di co-

mando di Benninghoven migliora le prestazioni dell’impianto.

5.

Win-win: un aggiornamento dell’impianto può essere uti-

lizzato per soddisfare requisiti indi-

BENNINGHOVEN SUGGERISCE IL RINNOVO DEGLI IMPIANTI DI MISCELAZIONE CON LA SOLUZIONE ‘RETROFIT’

viduali; dalle idee del cliente nascono già soluzioni in serie.

6.

Miglioramento anziché ma-

retrofit si possono ottenere impianti migliori di prima.

7.

stabilimento principale Benninghoven e implementazione della nuova tecnologia sul posto.

nutenzione: grazie ai consigli

degli esperti Benninghoven con il

Versatilità: le soluzioni di retrofit di Benninghoven sono

utilizzabili anche in impianti di altri produttori.

NELLO STABILIMENTO PRINCIPALE DI BENNINGHOVEN NASCONO COMPONENTI DI “RETROFIT” REALIZZATI SU MISURA. QUESTE TIPOLOGIE DI SOLUZIONI NASCONO LAVORANDO FIANCO A FIANCO CON CLIENTI E UTILIZZATORI 56 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

in forma scritta lo stato di avanzamento della tecnologia dell’impianto, così come le esigenze di modifica. I registri di programmazione di Benninghoven rappresentano in questo caso uno strumento utile. In questo primo colloquio sono scattate anche foto dell’impianto e dei componenti da sostituire. “Il ‘retrofit’ di Benninghoven è una soluzione chiavi in mano”, afferma Markus Bühl, Area Sales Manager per i prodotti Benninghoven della filiale del Wirtgen Group di Augusta. “Una delle commesse a sostegno di questa affermazione è il progetto di ‘retrofit’ della centrale di impasto dell’asfalto di proprietà della Guggenberger GmbH. Si è trattato del rinnovamento di un impianto Benninghoven di tipo BA 4000. In que-

Dalla concezione al programma Ogni progetto di “retrofit” di Benninghoven inizia da una visita sul posto: un team della filiale Wirtgen Group fa visita al cliente insieme a esperti autorizzati Benninghoven e constata

SETTE BUONI MOTIVI PER PENSARE AL “RETROFIT”

Dalla concezione all’implementazione tecnica, fino alla realizzazione in loco: gli esperti Benninghoven delle filiali del Wirtgen Group seguono il processo di “retrofit” dalla presa di contatto al collaudo finale. Rappresentano inoltre il contatto diretto con lo stabilimento principale Benninghoven: ciò è molto importante per i gestori di impianti, in quanto nessuna centrale di impasto è uguale a un’altra. Devono essere adattate individualmente o elaborate del tutto diverse soluzioni, in modo da configurare l’impianto perché sia pronto per le sfide future. Affinché alla fine tutto vada correttamente la procedura si suddivide in tre passi: sviluppo di un programma generale di retrofit, controllo tecnico e implementazione nello

sto caso ci si è focalizzati su prestazioni superiori ed efficienza superiore dell’impianto. A tal proposito era necessario sostituire, tra le altre cose, anche il tamburo essiccatore e il bruciatore: è stato subito chiaro che non sarebbe stato adatto alcun tamburo standard”. In seguito alla visita svolta sul posto presso la sede dell’impianto di Mintraching, il team del Wirtgen Group ha discusso i requisiti della Guggenberger GmbH


LA MASSIMIZZAZIONE DEL RICICLO

CARRI A PIANALE RIBASSATO ALIMENTANO IL TAMBURO ESSICCATORE DI BENNINGHOVEN NELLA SUA POSIZIONE FINALE

La produzione di asfalto nella qualità e quantità richiesta al momento giusto è già un compito difficile che esige una tecnica d’impianto in perfettamente sotto controllo; quando si tratta anche di soddisfare alte percentuali di riciclo insieme a requisiti di bassi valori di emissioni, una soluzione è affidarsi alla tecnologia del generatore di gas caldo di Benninghoven, con la quale i gestori sono in grado di trasformare l’asfalto vecchio in nuovo conglomerato al 100% e rispettare al contempo la nuova norma tedesca TA-Luft (regolamentazione sul controllo dell’inquinamento atmosferico). La tecnologia del generatore di gas caldo permette al conglomerato nuovo di essere composto dal 90 + X % di asfalto riciclato. Benninghoven, in tal senso, offre l’integrazione del sistema di aggiunta a caldo come soluzione retrofit anche per impianti di produzione conglomerati esistenti. settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE UNA CELEBRAZIONE SIGNIFICATIVA

La messa in funzione di un impianto TBA 4000 di Benninghoven è stata recentemente celebrata con un grande evento aziendale organizzato dall’impresa di costruzioni belga Bodarwé. La visita guidata ai componenti - ad esempio, la sezione di pesatura e miscelazione a 20 m di altezza, cuore dell’impianto - è stata spettacolare. La torre di miscelazione è alta in totale 42 m e fa parte del nuovo impianto che produrrà asfalti di qualità in varie formulazioni direttamente dalla cava di Boreta S. A., una filiale di Bodarwé, dal sito di Baugnez, vicino a Malmedy.

presso lo stabilimento principale di Benninghoven. “In questo impianto era presente un’intera serie di requisiti per i quali non potevamo continuare ad appoggiarci a soluzioni preconfezionate - commenta Jörg Genetsch, esperto di tecnologie di essiccazione e depolverizzazione presso l’ufficio tecnico Benninghoven - ma nei progetti di retrofit siamo abituati a situazioni simili e siamo in grado di implementare queste commesse per i clienti anche in modo efficiente”. Per lo sviluppo della soluzione ottimale Benninghoven ha sfruttato l’intelligenza collettiva, appoggiandosi in modo concreto sul know-how dell’ufficio tecnico abbinato all’esperienza dei montatori sul posto. Occorreva ottenere una potenza maggiore dal vecchio sistema tecnologico, adattando i componenti tecnici preesistenti a quelli nuovi. “Abbiamo esaminato anche i vecchi componenti sul posto, che ci hanno fatto capire a cosa dovevamo fare attenzione e cosa valeva la pena migliorare”, conclude Genetsch. Dopo la concezione, gli ingegneri redigono le specifiche tecniche e i disegni di configurazione.

Per Benninghoven il nuovo TBA 4000 è un impianto molto speciale: è, infatti, il primo impianto di miscelazione dell’asfalto del nuovo stabilimento a Wittlich. Qui l’azienda del Wirtgen Group progetta e produce impianti di miscelazione dell’asfalto che soddisfano richieste di clienti e utilizzatori in tutto il mondo. Il nuovo quartier generale si trova non lontano dalla Mosella sul lato tedesco, nelle vicinanze del luogo di ubicazione dell’impianto, e rappresenta il più grande investimento singolo nella storia del Wirtgen Group.

58 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

L’implementazione della tecnologia Il team del Wirtgen Group presenta al cliente questa soluzione tecnica completa e si coordina insieme a lui fino a ottenere l’autorizzazione al progetto. “Già durante la progettazione si è visto subito che i professionisti Benninghoven sapevano perfettamente di cosa parlavano. Ci siamo pertanto consultati fin dall’inizio, consci di essere in ottime mani”, ha detto Karl Weiß, responsabile della miscelazione della centrale di impasto dell’asfalto a Mintraching della Guggenberger GmbH. Dopo l’approvazione del programma di retrofit e di tutti i componenti, questi sono stati preparati presso lo stabilimento principale Benninghoven e poi trasportati in cantiere. Spesso il personale dell’impianto del cliente e i tecnici di assistenza Benninghoven formano un vero e proprio team. Questo è stato il caso del progetto di retrofit di Mintraching. ■


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ROAD AND MINERAL TECHNOLOGIES. Con le tecnologie d‘avanguardia del WIRTGEN GROUP i nostri clienti possono gestire al meglio ed in economia l‘intero ciclo del settore stradale: frantumazione e vagliatura dell‘inerte, miscelazione del conglomerato, pavimentazione, compattazione, risanamento delle pavimentazioni ammalorate con fresatura, stabilizzazione e riciclaggio a freddo. Affidatevi al team del WIRTGEN GROUP con i suoi potenti marchi WIRTGEN, VÖGELE, HAMM, KLEEMANN e BENNINGHOVEN. WIRTGEN MACCHINE SRL . Via delle Industrie 7 . I-20082 Noviglio (MI) . T. +39 02 9057 941 www.wirtgen-group.com/italy


MACCHINE Sandvik Mining and Rock Solutions

La vocazione al

COMMANDO La perforatrice Commando DC300Ri è particolarmente versatile è ideale per le applicazioni “drill and blast” e si adatta a molteplici contesti operativi civili, garantendo sempre prestazioni elevate di Pietro Gabrielli

60 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

S

andvik Mining and Rock Solutions vanta all’interno della sua gamma produttiva un vero e proprio “top player”: si tratta della perforatrice da superficie Commando DC300Ri, ideale per le applicazioni “drill and blast”. La sua versatilità le permette di adattarsi alle diverse esigenze operative garantendo importanti prestazioni in molteplici applicazioni civili. La Commando DC300Ri, dunque, è una moderna perforatrice di superficie, gommata, completamente ra-

diocomandata e dotata di martello esterno. Grazie all’utilizzo di aste R28, R32 e T35 consente di realizzare un ampio range di fori, con diametri da 38 a 64 mm. Questa perforatrice, inoltre, offre un’eccellente mobilità e stabilità, anche sui terreni più difficili. Insieme a un nuovo braccio e a un’affidabile perforatrice da roccia HL300, questa macchina proposta da Sandvik Mining and Rock Solutions offre un’elevata produttività e bassi costi operativi, anche in ambienti particolarmente sfidanti.


Design e funzionalità La perforatrice Commando DC300Ri è estremamente agile e versatile: dotata di un motore Caterpillar C3.6TA da 74,4 kW, è equipaggiata con pneumatici in gomma e offre un’oscillazione di ±10°, elementi questi che contribuiscono a un’ottimale manovrabilità. Grazie alla struttura del braccio completamente nuova e rinforzata e all’oscillazione estesa la perforatrice è in grado di raggiungere un’area di copertura di 12 m2, il 20% in più rispetto ai modelli precedenti. Una capacità dell’aria di spurgo di 3 m3/min consente peraltro di ottenere una maggiore profondità con fori di dimensioni maggiori. Dotato del più avanzato sistema di controllo della perforazione disponibile nel-

LA SCHEDA TECNICA La perforatrice Sandvik Commando DC300Ri Dimensione dei fori:

38-64mm

Diametro aste:

R28, R32 o T35 MF

Perforatrice: Motore:

HL300, 9 kW CAT C3.6, 74,4 kW (99,7 hp) / 2.200 giri/min – Tier III / Tier IVF / Stage V

Capacità aria di spurgo:

3 m³/min, fino a 8 bar

Lunghezza di trasporto:

5,7 m

Larghezza di trasporto:

2,35 m

Altezza di trasporto:

2,85 m

Peso:

6 .100 kg

LA VERSATILITÀ DELLA PERFORATRICE DA SUPERFICIE COMMANDO DC300RI RENDE QUESTA MACCHINA IDEALE PER LE APPLICAZIONI “DRILL AND BLAST” E LE PERMETTE DI ADATTARSI ALLE PIÙ SVARIATE ESIGENZE OPERATIVE

LA COMMANDO DC300RI È UNA MODERNA PERFORATRICE DI SUPERFICIE, GOMMATA, COMPLETAMENTE RADIOCOMANDATA E DOTATA DI MARTELLO ESTERNO

la sua classe di dimensione (iTorque, un dispositivo ultramoderno progettato per gestire la perforazione), il Commando DC300Ri garantisce il massimo in termini di prestazioni di perforazione, nonché una maggiore durata nel tempo. Il sistema di controllo intelligente del compressore e il nuovo motore CAT 3.6 74,4 kW Stage V contribuiscono a un’ottimale efficienza dei consumi, garantendo un miglioramento del 30% rispetto ai modelli precedenti della stessa classe di dimensioni. Il modello Commando DC300Ri condivide inoltre lo stesso unico design modulare che caratterizza gli altri modelli di perforatrici di superficie di piccole dimensioni di nuova generazione Sandvik. Questo layout, logicamente pensato, garantisce

tempi di attività elevati con punti di servizio facilmente accessibili, diagnostica eseguibile on-board e trasporto di piccole dimensioni. L’altezza di 2,85 m permette di trasportare facilmente e velocemente la perforatrice da un sito all’altro utilizzando un piccolo camion o anche semplicemente un rimorchio. Versatilità operativa L’ampia gamma di fori e le opzioni specifiche on-board rendono la perforatrice Sandvik Commando DC300Ri una macchina versatile: essa, infatti, si adatta a svariati lavori di costruzione civile, come cantieri stradali e ferroviari, scavi, realizzazione di canali e diverse opere di fondazione. L’estensione del braccio e il

“roll-over” (optional), che consente alla slitta di ruotare di 360°, rendono l’unità ideale anche per applicazioni in cave di pietra ornamentale. Grazie alla possibilità di realizzare fori di dimensioni ridotte, il Commando DC300Ri si adatta perfettamente alle applicazioni di tunneling. Il roll-over è necessario nelle applicazioni di bullonatura in galleria e il sistema opzionale di aggiunta di un’asta offre flessibilità e sicurezza. Una speciale opzione che consente di aumentare la velocità di spostamento della macchina permette alla perforatrice di stare al passo con le altre macchine in underground. Inoltre, il nuovo Commando DC300Ri può essere ulteriormente dotato di diverse opzioni “intelligenti” per adattarsi a specifiche esigenze, tra cui l’allineamento automatico dei fori, il monitoraggio da remoto dei parametri di perforazione, attraverso l’utilizzo della piattaforma SanRemo, e la possibilità di visualizzare tutto su uno schermo secondario. ■ settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 61


HandsOn

LA (FUORI)STRADA DEL FUTURO L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TRT 80 È, INSIEME AL MODELLO DI CAPACITÀ MAGGIORE TRT 90, UN MODELLO COSTRUITO A CRESPELLANO (BO) CHE INAUGURA UN NUOVO PERCORSO PROGETTUALE E COSTRUTTIVO INTRAPRESO DAL COSTRUTTORE STATUNITENSE. DOTATO DEL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO TEOS, ASSICURA UN SIGNIFICATIVO INCREMENTO DELL’EFFICIENZA IN CANTIERE ETTORE ZANATTA

L

a nuova fuoristrada Terex TRT 80 (dove TRT sta per “Terex Rough Terrain”) offre una capacità di sollevamento massima di 80 t (a 2,5 m dall’asse di rotazione), con un braccio a cinque sezioni estensibile fino a 42,1 m. Questa nuova autogrù - presentata dal costruttore statunitense in antepri-

62 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

ma in occasione del Conexpo 2020, attualmente già ampiamente disponibile sul mercato e costruita nello stabilimento di Crespellano (BO) - si inserisce in una gamma di macchine da 35 a 90 t e inaugura, parimenti alla versione TRT 90 da 90 t di capacità nominale, una linea di prodotto destinata ad ampliarsi nei prossimi anni (entro

la fine del 2021 sarà presentato un ulteriore modello), in grado di alzare in modo rilevante l’asticella in termini di produttività ed efficacia in cantiere. Ciò grazie a un’evoluzione progettuale radicale, che ha tra i suoi principali protagonisti il nuovo e innovativo sistema di controllo TEOS (TErex Operating System).


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 La nuova autogrù fuoristrada Terex TRT 80 alza l’asticella in termini di produttività ed efficacia in cantiere

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 63


HandsOn Nella parte frontale dell’autogrù Terex TRT 80 sono alloggiate le piastre di appoggio al terreno e si trovano i gruppi ottici per gli spostamenti in cantiere che – come quelli posizionati sulla cabina e nella parte posteriore del mezzo – sono a illuminazione a LED

Nella parte anteriore della cabina sono presenti tre luci che segnalano lo stato del limitatore di carico: il verde indica che la gru è in portata; il giallo che è al 90% della sua portata; il rosso avvisa in caso di un eventuale sovraccarico e, unitamente a un apposito segnale sonoro, di un possibile pericolo Nella parte posteriore della cabina si trovano l’impianto di condizionamento (vano bianco), gli elementi elettrici (vano nero), il modulo della telemetria (blu e arancione) e il dispositivo di scarico del motore, adeguatamente protetto

Grazie ad esso, tramite un display touch-screen da 10” in cabina l’operatore è in grado di usufruire di una nuova interfaccia grafica e logica di navigazione. La riprogettazione ha coinvolto anche il telaio, la torretta e l’impianto elettrico e idraulico. Sono state riviste le relative tabelle di carico e la macchina offre in questa veste all’operatore una sensazione di estrema sicurezza e affidabilità.

IL NUOVO SISTEMA OPERATIVO “TEOS” L’autogrù fuoristrada TRT 80 è equi-

to da una più rapida accessibilità alle

intensa e non affatica la vista.

paggiata con TEOS (TErex Operating

funzioni. La nuova interfaccia grafi-

Il sistema operativo TEOS è il frutto di

System), il nuovo sistema operativo

ca con ampio display a colori touch-

una lunga analisi compiuta sulle atti-

sviluppato da Terex per incrementare

screen da 10” presenta ora solo ico-

vità abituali degli operatori: le funzio-

l’efficienza degli operatori in cantiere.

ne, chiare e intuitive. Lo schermo con

ni più importanti e più frequentemente

Ciò grazie a un flusso di informazioni

sfondo nero antiriflesso migliora la

sono immediatamente accessibili e la

rapido e semplificato e caratterizza-

visibilità anche in condizioni di luce

grafica auto-esplicativa delle icone fa

64 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 La cabina “S-pace” di Terex presenta una nuova linea, una porta scorrevole, è inclinabile fino a 17° e offre la possibilità di apertura nella parte superiore, per una maggiore visibilità verso l’alto

Progettata per l’efficienza

All’interno della cabina è presente un sedile regolabile su sospensioni “anti-shock”, un bracciolo inclinabile con comandi manuali integrati, il comando di abilitazione del movimento degli stabilizzatori e il display da 10” per la gestione del sistema “TEOS”, oltre a dotazioni standard come la radio con lettore CD e porta USB

L’autogrù fuoristrada TRT 80 si distingue per molteplici caratteristiche tecniche e operative. Oltre alla capacità di sollevamento citata, alla prolunga aggiuntiva in due sezioni da 8/15 m e all’altezza massima in punto braccio con prolunga di 59,5 m, questa macchina offre quattro modalità di sterzatura ed è equipaggiata con una cabina “S-pace” ampia e inclinabile fino a 17°, dotata di un’ampia superficie vetrata e di joystick ergonomici con comandi elettroproporzionali personalizzabili (naturalmente nel modulo è integrato il sistema di riscaldamento e l’impianto di condizionamento).

sì che gli operatori possano comprendere la logica di navigazione in autonomia e in breve tempo. I messaggi di errore e gli avvisi sono sempre visibili. Un menù dedicato alla diagnostica fornisce un feedback immediato sullo status della macchina, dei componenti e dei sensori. Le telecamere opzionali sono anch’esse incorporate nel medesimo display, per permettere il pieno controllo della gru senza dover distogliere lo sguardo dal monitor. Dal display principale si possono gestire anche l’abilitazione del radiocomando e la piattaforma telematica T-Link. Il sistema operativo TEOS è presente anche sull’autogrù TRT 90 e lo sarà su tutti i modelli che entreranno a far parte della gamma nel prossimo futuro. settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 65


HandsOn I PUNTI DI FORZA LA COMPATTEZZA

LA MANOVRABILITÀ

IL COMFORT IN CABINA

IL SISTEMA DI CONTROLLO “TEOS”

IL SISTEMA TELEMATICO “T-LINK”

PORTATA = 80 T

DOPPIA PROLUNGA STAFFABILE (8/15 M)

SISTEMA “ANTI-STALL CONTROL”

AREA DI STABILIZZAZIONE = 8 M

66 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80

TRE MODALITÀ DI SFILO BRACCIO

BRACCIO DA 42,1 M MOTORE CUMMINS QSB6.7 (STAGE IIIA O STAGE V)

CABINA “SPACE CAB”

CONTRAPPESO FISSO O MODULARE LUCI DI LAVORO E POSIZIONE “LED”

COMANDO STABILIZZATORI SUL CARRO (SU ENTRAMBI I LATI)

FUNZIONE MOTORE “ECOMODE”

QUATTRO MODALITÀ DI STERZO

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 67


HandsOn Il braccio, con estensione da 11,2 a 42,1 m, presenta cinque sezioni e tre modalità di sfilo. La lunghezza totale è di 42,1 m. Nella parte destra è staffata la prolunga, montata sulla testa del braccio (può essere poi angolata rispetto all’asse del braccio di 0°, 20° o 40°) e composta da un elemento tralicciato da 8 m e uno tubolare da 7 m

affidabili, anche nelle applicazioni più impegnative. L’operatore può usufruire di quattro modalità di sterzata, per una manovrabilità superiore all’interno del cantiere. La trazione è integrale permanente sulle quattro ruote motrici. La macchina è in grado di superare pendenze fino al 76% e di raggiungere una velocità di traslazione di 29 km/h. Nella parte posteriore dell’autogrù si notano le piastre di appoggio al terreno, le luci a LED, il contrappeso principale fisso da 8 t e l’argano di sollevamento

L’autogrù TRT 80 è facile da gestire e trasportare, grazie alla larghezza di 3 m e alla torretta a rotazione senza fine (360°), ma anche da manovrare. L’elevata robustezza di questo mezzo è stata ottenuta anche grazie ad analisi FEM (metodo degli elementi finiti) sviluppate per offrire ai clienti il miglior design strutturale, capace di garantire prestazioni 68 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

La rotazione della torretta è a 360°. La macchina offre due modalità di rotazione, una vincolata e una libera


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 Salendo sull’autogrù si trovano i pannelli di accesso (tutti in vetroresina) a vari impianti. Tra questi: il nuovo propulsore Cummins Stage V, il radiatore, gli organi di trasmissione, gli organi di rotazione della torretta e i distributori idraulici, nonché un vano di raccolta di tutti gli elementi elettrici e idraulici del carro e un vano porta-attrezzi

L’autogrù Terex TRT 80 è dotata di un motore Cummins QSB6.7 Stage V, a 6 cilindri, Common Rail e a gestio-

ne elettronica, a sostegno delle elevate prestazioni e delle capacità di sollevamento offerte: alta potenza, basso con-

LA PIATTAFORMA TELEMATICA “T-LINK”

La piattaforma telematicaT-Link consente l’accesso remoto ai dati operativi dell’autogrù sempre e ovunque - via web da un computer, da uno smartphone o da un tablet - ottimizzando l’efficienza e riducendo i costi. Il T-Link fornisce un’ampia serie di dati in tempo reale e permette di eseguire diverse analisi per valutare le prestazioni della macchina. I vantaggi sono evidenti: riduzione dei costi e aumento della produttività in tutte le applicazioni; migliore gestione della manutenzione ordinaria e dell’assistenza tecnica; controllo della macchina e della flotta, poiché grazie alla funzione Geofence viene monitorata la posizione di ciascuna gru e il proprietario viene allertato nel caso in cui essa esca dai confini prestabiliti; migliore gestione del mezzo, grazie a statistiche e dati che vengono riportati in tempo reale per valutare la performance della flotta stessa. La sezione Data logger della macchina, inoltre, raccoglie informazioni dettagliate sulla macchina, come orari di lavoro, sollevamento del carico, statistiche, cronologia allarmi, eccetera.

Tramite il radiocomando, con macchina stabilizzata, è possibile controllarne tutte le funzioni, come accensione/spegnimento del motore, selezione della modalità di sfilo, velocità dell’argano (lenta/veloce). Sul display viene riportato anche il carico massimo ammissibile, la lunghezza del braccio, il raggio di lavoro e il carico attuale

L’autogrù è dotata di quattro stabilizzatori a due elementi. Una volta retratti consentono al mezzo di rimanere entro i 3 m di larghezza; sfilati raggiungono una larghezza di stabilizzazione di 8 m. Al loro interno è presente un sensore di rilevamento della posizione, visualizzabile sul display in cabina

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 69


HandsOn sumo di carburante e un design migliorato sono gli elementi distintivi di questo propulsore. Il nuovo controllo “antistallo”, poi, permette di gestire con precisione la potenza e la velo-

cità della macchina, al fine di offrire un consumo ottimale di carburante. La funzione EcoMode, in particolare, utilizza l’acceleratore automatico del motore per ottimizzare la potenza du-

LA SCHEDA TECNICA

Nel lato destro dell’autogrù si trovano altri elementi importanti. Tra questi: gli elementi di filtrazione dell’aria; la predisposizione per il montaggio dell’impianto di lubrificazione centralizzata; il serbatoio dell’olio idraulico e relativi filtri con indicatore di intasamento

L’autogrù fuoristrada TRT 80 Capacità nominale (a 2,5 m dall’asse di rotazione):

80 t

Altezza di testa max.:

45,0 m

Lunghezza max. del braccio telescopico:

42,1 m

Altezza max. del gancio:

43,0 m

Lunghezza prolunga (staffata a lato braccio):

8/15 m

Dimensioni (larghezza x lunghezza x altezza):

3.000 x 13.417 x 3.870 mm

Raggio di sterzata:

18°-22°

Angolo di brandeggio (min/max):

-2°/+78°

Tempo di sollevamento/abbassamento braccio: Tempo di estensione/retrazione braccio:

70s/6s 90s/140s

Contrappeso principale:

8,0 t

Rotazione torretta:

360°

Motore: Potenza motore: Coppia max: Peso (senza bozzello, con contrappeso 3,5 t + 2 x 2,25 t):

70 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

Cummins QSB6.7, 6 cilindri, Stage V 168 kW a 2.200 giri/min 1.186 Nm a 1.300 giri/min 49.000 kg

Particolare dell’assale posteriore: contrariamente a quello anteriore, imbullonato rigidamente al telaio, questo elemento è incernierato centralmente, in modo che possa basculare durante la traslazione della macchina. L’autogrù TRT 80, essendo una macchina fuoristrada, non ha sospensioni


L’AUTOGRÙ FUORISTRADA TEREX TRT 80 rante il funzionamento della gru e la funzione di “stand-by” per ridurre i consumi. Dotata di trasmissione ZF, l’autogrù offre sei marce in linea avanti e tre in retromarcia, in modalità sia automatica che manuale. Novità su questa macchina sono anche le tre modalità di estensione del braccio per soddisfare le diverse esigenze di sollevamento: due cilindri oleodinamici e un meccanismo di rinvio a catena interno consentono quindi il suo movimento anche sotto carico. È stata inoltre ampliata significativamente anche la parte relativa alla diagnostica e alla sensoristica. In più, è possibile inibire l’accensione della macchina da remoto (è, questa, una specifica richiesta delle società di noleggio) e integrare la funzionalità wi-fi con quella del cantiere in cui si trova a operare la macchina. La macchina è inoltre dotata di un jib opzionale a due sezioni con una parte principale tralicciata di 8 m e una sezione secondaria di 7 m, per una lunghezza totale di 15 m (gli elementi sono staffati sul lato destro del braccio principale della gru), e di un contrappeso fisso da 8 t, il quale, specialmen-

TRT 90: LA “SORELLA MAGGIORE” L’autogrù fuoristrada Terex TRT 90,

ficie vetrata, joystick ergonomici con

evoluzione del modello già esisten-

comandi elettroproporzionali, una

te RT 90, è la “sorella maggiore”

zavorra auto-removibile derivan-

della TRT 80 e presenta una capa-

te dal modello RT 90 che elimina la

cità di sollevamento massima di 90

necessità di gru ausiliarie, un jib a

t con un braccio estensibile fino a

doppia sezione, le nuove luci a LED

47 m, a cinque sezioni, con tre mo-

e un propulsore Cummins a 6 cilin-

dalità di sfilo. Anche questo mo-

dri che assicura un’elevata potenza

dello, presentato nel 2020 tramite

e un basso consumo di carburante.

un evento online dedicato, è dotato - e caratterizzato - anch’esso del nuovo sistema di controllo “TEOS” e raggiunge un’altezza massima in punta con braccio principale di 49,5 m, con una prolunga aggiuntiva a due sezioni da 9/17 m. L’altezza massima in punta braccio con prolunga è di 66 m. L’autogrù fuoristrada TRT 90, rispetto alla versione RT 90, presenta degli upgrade in cabina e nell’impianto elettrico studiati per supportare proprio il sistema “TEOS”, mantenendo inalterate le principali peculiarità tecniche. Questa macchina offre quattro modalità di sterzatura, una cabina ampia e inclinabile con un’ampia super-

te per il mercato nordamericano, può essere fornito in configurazione modulare, con due elementi rimovibili per ridurre il peso totale della macchina per il suo trasporto su strada. Le visuali offerte dalle telecamere di cui è dotata questa macchina sono visibili nel display principale posto in cabina:

l’operatore ha quindi il pieno controllo della gru da tutti i punti di vista. Sul display principale è inoltre possibile visualizzare lo stato del radiocomando e le opzioni della piattaforma T-Link, sistema che consente l’accesso remoto ai dati operativi della flotta di gru sempre e ovunque, tramite Internet. ■

La macchina presenta due scalette di accesso su ogni lato, in modo da consentire all’operatore di salire e scendere dal mezzo con la torretta girata in qualunque posizione. Gli pneumatici sono specifici per il settore movimento terra, di tipo radiale. Nella parte centrale del carro, su lato sinistro della macchina, si trovano: il vano delle batterie Heavy Duty con relativo stacca-batterie (a sinistra della scaletta); lo scambiatore di calore per il raffreddamento dell’olio idraulico e della trasmissione, con ventola elettrica (dietro la scaletta), tre rubinetti di spurgo delle bombole dell’aria dell’impianto pneumatico e relativi attacchi, il serbatoio del gasolio (300 l) il serbatoio dell’urea con relativa pompa e il pre-filtro del gasolio (a destra della scaletta)

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 71


ATTREZZATURE MB Crusher

VERSATILITÀ

a portata di pinza In occasione di un evento organizzato presso il suo quartier generale di Fara Vicentino (VI), l’azienda veneta ha annunciato il lancio sul mercato italiano di due pinze selezionatrici per miniescavatori di Mirko Brusamolino

72 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

D

a oltre 20 anni, grazie a una sempre costante attenzione nei confronti delle innovazioni e della ricerca tecnologica, MB Crusher offre sul mercato internazionale un’ampia gamma di benne frantoio, vaglianti e selezionatrici, nonché di accessori appli-


cabili su escavatori, pale, minipale e terne nei settori della frantumazione, della demolizione e del riciclaggio. MB Crusher, presente su scala internazionale attraverso sette filiali e centri logistici sparsi nei vari continenti, è supportata da una rete capillare di dealer e officine autorizzate dislocate in tutto il mondo. Presso il suo quartier generale sono state recentemente presentate in anteprima due nuove pinze selezionatrici per miniescavatori che vanno ad aggiungersi alla già ampia gamma di prodotti offerta dall’azienda. “All’interno dello stabilimento aziendale, su una superficie complessiva di oltre 16.000 m2, vengono gestite tutte le fasi progettuali, produttive e commerciali, che consentono di monitorare e gestire integralmente la filiera così da garantire un prodotto made in Italy sempre di alta qualità”, ci ha spiegato durante la nostra visita Diego Azzolin, direttore di produzione di MB Crusher. “Con una media produttiva di 200 attrezzature al mese, questo sito è organizzato in aree dedicate al taglio del ferro, alla piegatura, alla puntatura, alla saldatura robotizzata, alla sabbiatura, alla verniciatura - realizzata tramite l’utilizzo di colori ad acqua, nel rispetto dell’ambiente - e all’asciugatura. Sono presenti inoltre un reparto di montaggio dei componenti, un’area dedicata al collaudo delle attrezzature e un magazzino in cui vengono stoccate le materie prime, i prodotti finiti in pronta consegna e i ricambi, sia di quanto realizzato attualmente che dei modelli “storici”, che possono essere spediti ai clienti nell’arco di 24-48 ore.” Nella botte piccola… Dopo oltre un anno e mezzo di progettazione, sviluppo e test realizzati sul campo, MB Crusher ha dunque presentato al mercato due nuove pinze selezionatrici: la MB-G350, da 85 kg di peso, destinata a miniescavatori da 1,3 a 2,6 t; la MB-G450, da 288 kg di peso, per miniescavatori da 3 a 6 t. Le due nuove arrivate in casa MB Crusher sono attrezzature di piccole dimensioni studiate per macchine compatte (una vera e propria novità per l’azienda, questa) e progettate secondo i canoni che da sempre contraddistinguono i prodotti della socie-

GRAZIE ALLE CHELE INTERCAMBIABILI E ALLA ROTAZIONE IDRAULICA A 360° LE NUOVE PINZE DI MB CRUSHER CONSENTONO DI GESTIRE CARICHI ANCHE DI GROSSE DIMENSIONI E SOLLEVARE MATERIALI DALLE FORME PARTICOLARI

PROGETTATE SECONDO I PIÙ ALTI STANDARD TECNOLOGICI, LE PINZE SELEZIONATRICI MB-G 350 E LA MB-G 450 SONO IN GRADO DI MOVIMENTARE SVARIATE TIPOLOGIE DI MATERIALE IN MODO AFFIDABILE, IN TOTALE SICUREZZA

tà veneta, perseguiti per semplificare il lavoro in cantiere, diminuire i tempi di lavorazione e risparmiare sui costi di gestione e di utilizzo. Il loro impiego spazia in molteplici campi di applicazione: la movimentazione di tronchi, detriti e pali, il posizionamento di pietre in presenza di muri a secco e/o la pulizia di campi da ramaglie. Estremamente compatte e versatili, le pinze MB-G450 e MB-G350 sono progettate per poter afferrare e movimentare materiali di grandi dimensioni grazie all’ampia apertura delle chele, dotate di rotazione idraulica a 360°. Uno dei grandi vantaggi offerti da queste attrezzature è la possibilità di installare un kit elettrico che permette loro di lavorare sfruttando il movimento di rotazione a 360° della macchina, anche su mezzi muniti di soli due tubi idraulici. Un altro beneficio operativo offerto dalle nuove pinze selezionatrici proposte settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 73


ATTREZZATURE L’OPINIONE tore di fornire ai propri clienti servizi sempre più completi. Oggi chi necessita di un miniescavatore desidera trovare presso il proprio noleggiatore di fiducia anche attrezzature versatili a completamento del pacchetto di offerta, per poter svolgere molteplici attività all’interno del proprio cantiere. Ormai so-

GUIDO AZZOLIN DIRETTORE VENDITE DI MB CRUSHER

no diversi anni che pervengono in MB Crusher ordini per benne frantoio, benne vaglianti e frese da ap-

“Lo sviluppo di attrezzature co-

plicare a mini e midi escavatori, e

sì compatte e destinate a macchi-

in particolar modo proprio da par-

ne di piccole o medie dimensioni è

te di società di noleggio. Da qui, la

insolito per MB Crusher. La scelta

decisione di progettare e realizza-

di realizzare, dopo 20 anni di atti-

re attrezzature di questo genere.

vità, questa tipologia di prodotto si

Un altro fattore importante che ci

deve a diversi fattori. In primo luo-

ha spinto in questa direzione ‘pro-

go, alla constatazione che negli ul-

duttiva’ è l’aver notato come oggi

timi anni il mercato delle macchine

per le imprese edili sia complicato

medio-piccole è cresciuto in modo

reperire manodopera specializzata:

esponenziale nel nostro Paese: ba-

poter utilizzare un’attrezzatura che

sti pensare al comparto del noleg-

con estrema semplicità e rapidità

gio, ad esempio, che ormai da molti

permetta di semplificare la maggior

anni sta facendo registrare numeri

parte dei lavori gravosi - come, ad

considerevoli e che si caratterizza

esempio, spostare blocchi da sva-

oggi per un’ampia richiesta di mac-

riati chilogrammi di peso - consen-

chine compatte. Un’attività, quella

te di svolgere in cantiere ogni tipo-

citata, che continuerà a crescere an-

logia di movimentazione e in tutta

che nei prossimi anni e che richiede-

sicurezza, impiegando un numero

rà alle società attive in questo set-

limitato di personale”.

dall’azienda veneta, fondamentale per garantire la massima sicurezza in cantiere, è dato dalla dotazione standard di una valvola anticaduta del materiale, che impedisce improvvise aperture delle chele e il rilascio del materiale in caso di malfunzionamento della macchina operatrice. Le parti maggiormente sollecitate durante l’uso delle attrezzature sono realizzate in acciaio Hardox. Il modello MB-G450 è poi dotato di un controtagliente intercambiabile che può essere ruotato a lama usurata, in modo da allungare la vita dei taglienti della pinza. Al fine di agevolare al massimo gli operatori, i tecnici di MB Crusher hanno progettato un sistema di ingrassaggio esterno e centralizzato per assicurare una manutenzione comoda e veloce sia della torretta che delle chele. A tutto ciò si aggiunge un’ampia offerta di accessori che, oltre all’attacco fisso, si compone del kit copertura contenimento chele, per raccogliere e movimentare materiali di piccole dimensioni e caricare terra, ghiaia e sabbia, nonché del kit piastre laterali dentate, per la movimentazione di materiale dalle forme particolari. Per la nuova pinza MB-G450 è inoltre disponibile il kit sollevamento basculante con profili in gomma per movimentare blocchi di materiale lineare e delicato. Disponibili già da qualche mese sul mercato, le nuove pinze selezionatrici di MB Crusher sono offerte in due versioni, con o senza torretta di rotazione. ■

LA SCHEDA TECNICA Le nuove pinze selezionatrici di MB Crusher

MB-G350

MB-G450

85 kg

288 kg

1,3 - 2,6 t

3-6t

Portata rotazione:

5 l/min

10 l/min

Portata olio (apertura/chiusura):

15 l/min

40 l/min

Peso attrezzatura: Peso macchina operatrice:

Pressione rotazione max: Pressione chiusura max:

150 bar 200 bar

Rotazione idraulica: Larghezza chele :

250 bar 360°

350 mm

475 mm

Apertura chele (max/min):

795 mm / 490 mm

1.300 mm / 770 mm

Altezza dal perno della chela (aperta/chiusa):

233 mm / 283 mm

425 mm / 520 mm

Altezza pinza (aperta/chiusa):

567 mm / 618 mm

863 mm / 950 mm

74 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


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ATTREZZATURE Tecniwell

INNOVAZIONE ELETTRICA

Il costruttore piacentino - che vanta una “storica” posizione di rilievo nel settore delle attrezzature speciali per il consolidamento dei terreni e, in particolare, per il jet-grouting - ha recentemente intrapreso un percorso di diversificazione della produzione e ha lanciato sul mercato una nuova gamma di pompe elettriche di Stefano Vitali

L

a Tecniwell di Podenzano (PC) è stata fondata nel 1987 ed è specializzata nella costruzione di attrezzature per il consolidamento dei terre-

76 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

ni e, in particolare, per il jet-grouting, ambito in cui propone motopompe ad alta pressione (mediamente da 400 a 550 bar) con portate fino a 900 l/min. Oggi, dopo oltre 30 anni di attività, l’a-

zienda piacentina vanta una posizione di riferimento nel mercato mondiale per la progettazione e costruzione di prodotti destinati a questo settore per lei “storico”, ma anche di impianti di mi-


scelazione di vario genere, di perforatrici “multipurpose”, di soluzioni per il pompaggio di fluidi per l’industria dell’Oil&Gas (motopompe con portate superiori a 1.000-1.500 l/min e pressioni fino a 350 bar) e per il comparto della perforazione direzionata, delle perforazioni profonde per pozzi acqua e geotermia (portate superiori a 2.000 l/min e pressioni fino a 100 bar). Dalla sua fondazione Tecniwell ha costruito oltre 4.000 unità, con differenti caratteristiche e capacità, che quotidianamente operano nei cantieri dei più complessi lavori di consolidamento del terreno e/o per applicazioni nell’industria del petrolio, in tutti i continenti: dall’Europa all’Africa, dalle Americhe all’Asia e all’Oceania. Nuova linea con motorizzazione elettrica Tecniwell ha recentemente presentato al mercato una nuova linea di pompe, dando il via all’“innovazione elettrica”, con l’intento di ampliare e completare la serie dei suoi prodotti, di consolidare la sua leadership nel settore e, parallelamente, di confermare il suo impegno nella sostenibilità ambientale. Nell’occasione, l’azienda emiliana ha progettato e realizzato un innovativo accoppiamento cambio meccanico/motore elettrico regolato da un inverter che aziona un tradizionale gruppo pompante. Un’innovazione, questa, che sfrutta al massimo l’uniformità di coppia (peculiarità di questi motori) e permette una flessibilità d’uso mai raggiunta prima, completando e consolidando ulteriormente la superiore produttività e affidabilità delle sue pompe. Il risultato finale è stato oltremodo soddisfacente e ha portato allo sviluppo di un prodotto caratterizzato da un’estrema silenziosità e un basso impatto ambientale, rispondendo così con grande efficacia alle crescenti esigenze di riduzione dell’inquinamento acustico e dell’abbattimento delle emissioni. Una gamma in costante ampliamento Per la realizzazione dei principali componenti meccanici delle proprie motopompe, Tecniwell impiega acciai e trattamenti termici della migliore qualità.

TECNIWELL HA LANCIATO SUL MERCATO UNA NUOVA LINEA DI POMPE ELETTRICHE CON L’INTENTO DI AMPLIARE E COMPLETARE LA SERIE DEI SUOI PRODOTTI, DI CONSOLIDARE LA SUA LEADERSHIP NEL SETTORE E DI CONFERMARE IL SUO IMPEGNO NELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Anche la progettazione e l’assemblaggio delle attrezzature - eseguite presso le due strutture di Podenzano e Piacenza, dislocate su una superficie totale di circa 4.000 m2, in cui operano oltre 50 persone - segue principi di semplicità e razionalità. Grazie alle loro caratteristiche costruttive queste attrezzature assicurano alte prestazioni in termini di affidabilità e di durata. Riassumendo, dunque, oggi Tecniwell propone soluzioni destinate a molteplici campi di applicazione. Innanzitutto, parliamo di attrezzature per il jet-grou-

ting, batterie aste e “tooling”: la progettazione e produzione delle motopompe ad alta pressione seguono elevati standard di sicurezza, produttività e affidabilità; per i “power-end” e i “fluid-end” vengono impiegati acciai e trattamenti termici di alta qualità; le motorizzazioni possono essere a combustione interna o elettriche, con cambi e frizioni meccaniche o con “torque converter”. Gli impianti di miscelazione per “back-filling” (tunnelling) possono essere sincronizzati con le Control Room TBM e sono progettati per sodsettembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 77


ATTREZZATURE

PER LA REALIZZAZIONE DEI PRINCIPALI COMPONENTI MECCANICI DELLE PROPRIE MOTOPOMPE, TECNIWELL IMPIEGA ACCIAI E TRATTAMENTI TERMICI DELLA MIGLIORE QUALITÀ. ANCHE LA PROGETTAZIONE E L’ASSEMBLAGGIO DELLE ATTREZZATURE SEGUE PRINCIPI DI SEMPLICITÀ E RAZIONALITÀ

Tecniwell ha sviluppato inoltre sistemi di pompaggio (pompe triplex e iniettori orizzontali) con elevate prestazioni in

TECNIWELL HA PRESENTATO UNA NUOVA LINEA DI POMPE, DANDO IL VIA A UN PERCORSO DI ’INNOVAZIONE ELETTRICA’

LA MOTOPOMPA N. 1.000 In occasione della nostra visita presso la sede produttiva di Podenzano era in fase di ultimazione la motopompa TW 800, la n. 1.000 di casa Tecniwell. Consegnata recentemente a un cliente statunitense, quest’attrezzatura - prodotto di punta del costruttore - si caratterizza per tutte le peculiarità prestazionali e di affidabilità che caratterizzano i prodotti dell’azienda piacentina. La motopompaTW 800 n. 1.000 è stata dotata di un motore Scania da 800 CV che le permette di operare a una pressione d’esercizio di 460 bar con una portata di 800 l/min.

78 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

termini di portata e di pressione per la perforazione di pozzi petroliferi, idrici e geotermici. Molte realtà nazionali e inter-

disfare esigenze di produttività da 5 a 200 m3/h (quelli containerizzati, in particolare, sono dotati di una struttura portante in grado di sostenere il carico trasmesso dalla sovrapposizione dei silos orizzontali TW per il cemento). L’azienda realizza inoltre attrezzature per il “grouting” e una gamma di iniettori a bassa/media pressione azionati da motori elettrici o diesel con potenze da 3 a 55 kW.

nazionali operanti nel settore petrolifero apprezzano gli alti standard qualitativi, di sicurezza e prestazionali che caratterizzano le attrezzature Tecniwell e ciò ha reso l’azienda uno dei più affidabili fornitori in questo campo, sia per l’efficienza che per la validità delle soluzioni tecniche adottate. Le pompe triplex/quintuplex ad alta pressione, destinate al settore petrolifero, sono spesso completate da unità di filtrazione, diluizione e trattamento di acqua di pompaggio e da unità per miscelazione, dosaggio e iniezione di additivi chimici e unità di filtrazione. La produzione TW include perforatrici idrauliche multifunzionali pensate per essere utilizzate in un’esecuzione ottimale del “jetting”, con motorizzazioni diesel o elettriche da 110 KW (150 HP) e 245 KW (325 HP). Oltre a tutto ciò, Tecniwell è impegnata anche nella realizzazione di prodotti “customizzati”: grazie alla propria esperienza, infatti, l’azienda studia, progetta e realizza attrezzature speciali dedicate a risolvere e semplificare particolari problematiche di cantiere sia in superficie che in sotterraneo. ■


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HandsOn

IL BRACCIO VERSATILE

80 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


IL BRACCIO ESCAVATORE PER MINIPALE E-IND Il braccio escavatore U.Emme è progettato per poter essere abbinato a minipale gommate e cingolate

U.

Emme nasce nel 1978 a Modigliana (FC) come azienda di carpenteria meccanica e raggiunge lo status di “costruttore” specializzandosi nella costruzione di retroescavatori idraulici agricoli e industriali per il settore delle macchine movimento terra. Nel corso dei decenni la produzione U.Emme si è arricchita di nuovi e sempre più performanti modelli di retroescavatori, nonché di nuove attrezzature che si sono aggiunte ai prodotti già in gamma, fino ad arrivare a offrire oggi una gamma completa di accessori che consente all’azienda romagnola di far fronte a ogni genere di richiesta di un settore, come quello delle macchine movimento terra, altamente globalizzato e competitivo. In questa (ampia) gamma di prodotti che comprende, oltre ai retroescavatori agricoli e industriali, spazzatrici industriali, benne miscelatrici, trivelle, lame angledozer, apripista e da neve, turbofrese, grader, martelli idraulici, spaccalegna conici, tagliasiepi, testate trincianti, for-

I RETROESCAVATORI IDRAULICI SONO STATI IL PUNTO DI PARTENZA, NEL 1978, DI U.EMME, CHE NEL CORSO DEGLI ULTIMI 43 ANNI HA ALLARGATO IL SUO CAMPO D’AZIONE DIVENTANDO UN PUNTO DI RIFERIMENTO NEL SETTORE DELLE ATTREZZATURE PER MACCHINE OPERATRICI INDUSTRIALI E AGRICOLE. IL BRACCIO ESCAVATORE PER MINIPALE È SOLO UNA DELLE SOLUZIONI PRESENTI OGGI NELLA (AMPIA) GAMMA OFFERTA DALL’AZIENDA ROMAGNOLA ETTORE ZANATTA settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 81


HandsOn Il braccio escavatore industriale U.Emme è equipaggiato di serie con stabilizzatori idraulici indipendenti dotati di valvola di blocco, per assicurare alte prestazioni di scavo anche in caso di forti pendenze

Il braccio escavatore industriale può essere utilizzato – oltre che con la tradizionale benna da scavo - in accoppiamento con diverse tipologie di accessori, come ad esempio (vedi foto) con trivelle spaccalegna coniche, pinze da legno e testate trincianti

82 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

che pallet, benne multifunzione 4 in 1, spazzole rotanti e lame livellanti - è racchiuso il patrimonio di idee, esperienze e ricerche effettuate negli oltre quattro decenni di presenza sul mercato. Il fattore distintivo di U.emme verte sulla qualità del prodotto, risultato dell’adozione di tecniche e processi produttivi di ultima generazione e che attualmente viene proposto sul mercato tramite una divisione commerciale nazionale, affiancata da una rete


IL BRACCIO ESCAVATORE PER MINIPALE E-IND di esperti agenti di zona diffusa in modo capillare su tutto il territorio italiano, e una per l’estero, nonché attraverso una consistente rete di concessionari, distributori e importatori autorizzati in grado di garantire al meglio la fornitura di ricambi originali e l’assistenza tecnica post-vendita. Particolare importanza, peraltro, viene posta dall’azienda a monte, nella qualità dei materiali impiegati, nella precisione dell’assemblaggio, nella pulizia dei tagli, delle saldature e della verniciatura. La gamma di retroescavatori La gamma di retroescavatori idraulici per minipale U.Emme è appositamente progettata per garantire un ottimale abbinamento su minipale gommate e cingolate. Questa linea di prodotto - particolarmente apprezzata all’estero, soprattutto nei paesi africani e sudamericani, ma anche nell’est Europa - consente di trasformare la minipala in escavatore conferendo quindi al mezzo ulteriore versatilità attraverso l’uso attrezzature idrauliche stu-

Il braccio escavatore può essere traslato a destra e sinistra, orizzontalmente sul telaio: ciò consente di eseguire con facilità scavi filomuro e rende l’attrezzatura particolarmente versatile, sia in ambito edile che agricolo

diate appositamente per l’abbinamento su bracci di escavatori, ottimizzando costi e impiego di risorse nell’investire in una sola attrezzatura in grado di rendere la mac-

Particolari del braccio escavatore, realizzato in fusione: i perni e le boccole delle articolazioni principali sono in acciaio cementato, temprato e rettificato

china operatrice un supporto “tuttofare”. La Gamma di bracci escavatori industriali E-IND è composta attualmente da sette modelli, in grado di abbinare elementi come robustezza e potenza con versatilità e affidabilità. Ogni modello di retroescavatore idraulico per minipale è dotato di due cilindri idraulici sovrapposti che permettono la rotazione del braccio di 180°; il braccio articolato, inoltre, può essere traslato a destra e sinistra orizzontalmente sul telaio. Sono due caratteristiche fondamentali, queste, che permettono di effettuare con estrema facilità scavi a filomuro per la creazione, ad esempio, di

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 83


HandsOn I PUNTI DI FORZA LA STABILITÀ

L’AFFIDABILITÀ

LE PRESTAZIONI DI SCAVO

LA VERSATILITÀ OPERATIVA

LA ROBUSTEZZA STRUTTURALE

SUPPORTO DI COMANDO RECLINABILE IN CABINA

ROTAZIONE IDRAULICA DEL BRACCIO A 180°

KIT TIRANTERIA DI SICUREZZA

TRASLAZIONE DESTRA/SINISTRA ORIZZONTALE BLOCCAGGIO IDRAULICO DELLA TRASLAZIONE (OPTIONAL) 84 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


IL BRACCIO ESCAVATORE PER MINIPALE E-IND IMPIANTO IDRAULICO AUSILIARIO PER ALIMENTAZIONE ATTREZZATURA

PERNI E BOCCOLE IN ACCIAIO CEMENTATO, TEMPRATO E RETTIFICATO

STABILIZZATORI IDRAULICI INDIPENDENTI

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 85


HandsOn trincee o fossati. L’apertura e la chiusura dei cilindri di bloccaggio del braccio sul telaio è meccanica di serie, ma può essere richiesta a comando idraulico. Ogni modello di braccio escavatore industriale U.Emme è equipaggiato di serie con piedi stabilizzatori idraulici indipendenti dotati di valvola di blocco: elementi, questi, che assicurano eccellenti prestazioni di scavo anche in caso di forti pendenze. Il supporto distributore reclinabile con-

sente poi di gestire comodamente ed efficacemente dall’interno della cabina della minipala ogni funzione idraulica e la benna da scavo (o altri accessori) tramite le apposite leve. Per assicurare quest’attrezzatura al telaio della minipala, ogni braccio escavatore industriale U.Emme viene accompagnato da un kit di sicurezza che presenta una specifica tiranteria la cui funzione è proprio quella di fissarlo alla macchina in maniera salda e sicu-

ra. I perni e le boccole delle articolazioni principali sono in acciaio cementato, temprato e rettificato. La gamma di bracci escavatori industriali U.Emme presenta modelli che possono essere apprezzati in una grande varietà di lavori di scavo necessari in ambito edile, ma non solo. Equipaggiando il braccio escavatore con un apposito impianto idraulico ausiliario, infatti, è possibile sostituire la tradizionale benna da scavo con attrezzature idrau-

Il braccio escavatore per minipale U.Emme è dotato di due cilindri idraulici sovrapposti che permettono la rotazione del braccio a 180°

LA SCHEDA TECNICA Il braccio escavatore per minipale E-IND

E 21

E 24

E 25

E 28

E 30

E 32

E 35

Altezza di scavo/scarico:

2.490/ 1.610 mm

3.015/ 1.975 mm

2.975/ 2.010 mm

3.370/ 2.330 mm

3.650/ 2.485 mm

3.700/ 2.590 mm

4.210/ 3.010 mm

Profondità di scavo:

2.180 mm

2.480 m

2.580 mm

2.780 mm

2.960 mm

3.260 mm

3.570 mm

Lunghezza braccio steso:

2.645 mm

3.195 mm

3.280 mm

3.500 m

3.560 mm

3.700 mm

4.210 mm

Larghezza telaio:

1.200 mm

1.200 mm

1.400 mm

1.600 mm

1.600 m

1.800 mm

1.800 mm

450 kg

520 kg

620 kg

750 kg

770 kg

1.020 kg

1.200 kg

Forza di rottura al dente:

2.300 kg

2.450 kg

2.600 kg

2.800 kg

3.200 kg

3.400 kg

4.200 kg

Portata olio:

55 l/min

55 l/min

60 l/min

60 l/min

60 l/min

80 l/min

80 l/min

Pressione:

160 bar

160 bar

170 bar

170 bar

170 bar

170 bar

170 bar

Peso:

Larghezza benna scavo di serie:

300 mm

Distributore monoblocco a cloche:

SI

SI

NO

NO

NO

NO

NO

Distributore componibile a cloche:

NO

NO

SI

SI

SI

SI

SI

86 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


IL BRACCIO ESCAVATORE PER MINIPALE E-IND Il supporto reclinabile permette di gestire ogni funzione idraulica, tramite apposite leve, direttamente dalla cabina

U.Emme ha iniziato la sua attività nel 1978 costruendo retroescavatori per macchine movimento terra. Negli anni Novanta del secolo scorso l’azienda romagnola, in costante ampliamento di attività e di portafoglio prodotti, era già riconosciuta come un punto di riferimento nella costruzione di bracci escavatori per macchine compatte, caratterizzati dal fatto di poter reclinare il distributore con le leve di comando all’interno della cabina del mezzo

liche specifiche quali martelli demolitori, trincia, trivelle e pinze, trasformando la minipala in una macchina in grado di eseguire qualsiasi tipo di lavoro. ■

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 87


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dere e far crescere l’autorevolezza del mercato di Parma ma, in particolare, di tutto il made in Italy, in modo polivalente. Un progetto tramite il quale arti, mestieri, industria, artigianato, commercio, innovazione e tradizione si fondono diventando un tutt’uno, un insieme moderno e interdisciplinare.

HYDRECO È UNA REALTÀ ITALIANA ATTIVA DAL 1977 NELLA PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI COMPONENTI E SISTEMI PER IL MOTION SOLUTIONS PER APPLICAZIONI MOBILI. LE SOLUZIONI COMPLETE HYDRECO INCLUDONO CILINDRI OLEODINAMICI, VALVOLE DI CONTROLLO, JOYSTICK, POMPE E MOTORI OLEODINAMICI E BLOCCHI HIC 88 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


Senza limiti L’ex Centro ingrosso La Cittadella ha saputo evolversi per aprirsi al futuro, creando nuove sinergie e opportunità. Un’opportunità che non si è lasciata sfuggire Hydreco, il brand appartenente al gruppo Duplomatic specializzato in applicazioni mobili che sempre più sta investendo in strategie dedicate all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo dei suoi prodotti, ma anche di nuove soluzioni da proporre sul mercato in modo da offrire un portafoglio sempre più completo ai propri clienti. All’interno di CittaL.A.B., infatti, in una struttura di circa 900 m2, Hydreco produce dallo scorso mese di aprile una nuova linea di prodotto che va ad affiancarsi alla sua gamma già nota di controlli remoti, idraulici ed elettrici realizzati nell’headquarter di Vignola (MO): si tratta di pompe e motori a ingranaggi esterni realizzati con corpo in alluminio e coperchio e flangia in ghisa (ma è in programma anche lo sviluppo di una serie completamente in ghisa), soluzioni ideate nell’ottica di un completamento di offerta che va a includere sostanzialmente tutte le opzioni richieste dal mercato del “mobile” in cui l’azienda emiliana opera. Per Hydreco, dunque, non si tratta solo di un’espansione di natura produttiva, ma anche territoriale, lungo quell’asse della via Emilia rinomata in tutto il mondo per la qualità della sua meccanica. L’unità produttiva di Parma, nella sua prima fase di avviamento e di organizzazione, gode ovviamente del supporto della sede di Vignola, ma in futuro agirà sul mercato in maniera completamente autonoma.

fine del 2021 e l’inizio del 2022. A partire dall’inizio del prossimo anno, quindi, Hydreco sarà in grado di proporre l’intera gamma di pompe a ingranaggi esterni che comprenderà anche una versione “low noise” in grado di soddisfare le applicazioni dov’è richiesta una bassa rumorosità. La gamma è disponibile in molteplici configurazioni e con diverse tipologie di flange e alberi, nonché varie tipologie di attacchi di aspirazione e mandata. Il tutto andrà a comporre un catalogo prodotti nel quale gli operatori del settore potranno selezionare le configurazioni citate e individuare le soluzioni

migliori in base alle loro esigenze, utilizzabili in applicazioni mobili tipiche dei settori delle macchine movimento terra e dell’industria delle costruzioni, ma anche dei comparti agricolo, forestale e municipale. Soluzioni che peraltro creano - e creeranno sempre più - sinergia con l’universo Duplomatic, essendo utilizzabili infatti anche in applicazioni industriali. Ma non è finita, perché l’attività progettuale e produttiva di Hydreco non si esaurisce e presto consentirà di arricchire il portafoglio prodotti con ulteriori e significative novità, senza dubbio - come sempre - innovative. ■

OCS PASSA SOTTO IL BRAND “HYDRECO” Un’ulteriore tappa del percorso di sviluppo intrapreso da Hydreco nel settore delle applicazioni mobili ha visto lo scorso 19 luglio il passaggio di OCS - una delle realtà storiche del settore oleodinamico in Italia - sotto il brand Hydreco. Nata nel 1969 come Oleodinamica Modenese, l’azienda di San Cesario sul Panaro (MO) è andata crescendo nel corso degli anni e si è specializzata nella costruzione di cilindri oleodinamici, offrendo una gamma di prodotti di alto livello qualitativo, partendo dalla progettazione e arrivando alla realizzazione finale. Grazie all’esperienza specifica maturata nel settore, OCS fornisce oggi soluzioni su misura per ogni esigenza. Un significativo traguardo era già stato raggiunto dall’azienda emiliana nel corso del 2015, con l’ingresso nel Gruppo Duplomatic, un evento che le ha permesso di crescere e competere sui mercati internazionali e che oggi si rafforza ulteriormente con l’integrazione in Hydreco.

Il piano produttivo Il piano produttivo di Hydreco, attuato con l’avvio dei lavori a Parma, prevede lo sviluppo di pompe a ingranaggi esterni; prodotti che - in base a una standardizzazione mondiale, in termini di dimensioni, forma e cilindrata - si suddividono in Gruppo 1, Gruppo 2 e Gruppo 3. La strategia del costruttore ha previsto inizialmente la produzione (già iniziata) dei prodotti appartenenti al Gruppo 2, per poi passare a quelli del Gruppo 1 nel corso del mese di settembre 2021 e, infine, del Gruppo 3 tra la settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 89


Dossier

MERCATI

in “ricostruzione” Per il settore delle costruzioni in Europa il 2020 è stato un anno pieno di sfide senza precedenti, le cui ripercussioni si faranno sentire anche in quelli a venire. In Italia un clima di incertezza sul futuro avvolge l’intero settore, portando la filiera a domandarsi quando riprenderà la crescita del settore interrotta nel 2019. Quali misure o azioni potranno svolgere un ruolo stabilizzatore nei prossimi anni? Quando (e come) le imprese e la pubblica amministrazione riprenderanno a fare investimenti importanti? di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari 90 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


MERCATO E TENDENZE

L

a pandemia da Covid-19 ha provocato una crisi economica globale e le chiusure imposte dai governi hanno indebolito i principali settori economici dei singoli Paesi dell’Unione Europea. Il settore delle costruzioni è stato particolarmente colpito dai lockdown imposti in tutta Europa, specialmente nel secondo trimestre del 2020. Detto ciò, nel complesso, nell’anno pandemico il mercato delle costruzioni europeo ha sofferto meno di quanto inizialmente previsto, dimostrandosi più resistente dell’economia nel suo insieme. Questo sviluppo positivo del settore ha portato molti esperti a rivalutare le previsioni fatte, a stimare un aumento degli investimenti nelle costruzioni per il 2021 e ha evidenziato ottimi segnali di ripresa per la maggior parte dei Paesi dell’UE. Nonostante le previsioni incoraggianti, tuttavia, nel 2021 gli investimenti totali nel settore non raggiungeranno i livelli pre-pandemia e l’impatto della crisi po-

trebbe farsi sentire in misura maggiore quest’anno per alcuni Paesi, dato che le attività di costruzione, di solito, risentono tardivamente degli andamenti economici dei singoli Stati. Nonostante le previsioni, ottimistiche o meno, una cosa è chiara: l’agenda europea basata su una politica a favore della sostenibilità ambientale offre grandi opportunità per il settore delle costruzioni. Che si tratti di rinnovare il patrimonio edilizio esistente, costruire impianti per l’energia rinnovabile o realizzare infrastrutture di trasporto più ecologiche, le società di costruzioni saranno al centro della transizione verso un continente a emissioni zero. Un potenziale importante da cogliere per il rilancio del settore. Attività di costruzione in Europa Il piano di rivoluzione ecologica stilato dall’Europa per i prossimi anni sarà in grado di dare uno slancio ai mercati delle costruzioni dei singoli Paesi facenti parte dell’Unione, anche se molti

di questi dovranno innanzitutto riprendersi dai danni economici provocati dall’anno appena passato. La pandemia ha provocato una crisi economica senza precedenti con una contrazione del Pil dell’Unione Europea del 6,3% nel 2020. Le misure restrittive applicate dalle autorità nazionali al fine di contenere la diffusione del Coronavirus hanno portato a vincoli di lavorazioni sulle attività e a un improvviso arresto della produzione, causando un’inevitabile contrazione economica e colpendo un gran numero di imprese. Il settore delle costruzioni è stato particolarmente colpito nel secondo trimestre del 2020, dove per Paesi quali Italia, Spagna, Irlanda, Slovacchia e Francia le attività di costruzione sono giunte vicino a una battuta d’arresto, a differenza di altri contesti del Nord d’Europa e in Germania, che hanno seguito una linea di chiusure meno stringente. Laddove le aziende hanno potuto operare hanno dovuto affrontare una serie di difficoltà di carenza di manodopera, legata alla quarantena dei lavoratosettembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 91


Dossier ri e alle restrizioni di viaggio all’interno dell’UE o all’interno di un singolo Paese, l’interruzione delle catene di approvvigionamento, con conseguente mancanza di materiali da costruzione (una situazione di disagio che ancora permane per molti Paesi) e costi aggiuntivi dovuti dall’adozione di dispositivi di sicurezza e di misure di prevenzione per la salute degli operatori. Dalla revoca delle restrizioni da parte dei Governi, e con l’attuazione dei protocolli di salute e sicurezza, i lavori nei cantieri sono ripresi e le imprese di costruzione hanno mantenuto un’elevata capacità produttiva fino alla fine dell’anno, beneficiando di un portafoglio ordini più che in salute dovuto dal recupero dei mesi di fermo dei cantieri e dei lavori. Ciò ha portato a una seconda parte dell’anno di crescita per il settore delle costruzioni in Europa, che ha permesso di registrare numeri notevolmente migliori di quanto inizial-

mente previsto nell’estate 2020, quando la FIEC (European Construction Industry Federation) prevedeva un calo degli investimenti dell’8,5%. Anche se meno grave delle aspettative, comunque, un calo importante si è registrato sul mercato, in particolare in Paesi quali Spagna, Francia, Italia, Repubblica Ceca e Polonia, mentre Germania, Portogallo, Danimarca e Grecia hanno segnato trend in linea con gli anni precedenti. Gli investimenti totali in costruzioni sono diminuiti del 5,8% nel 2020 e sono ammontati a 1,4 trilioni di euro, pari al 10,7% del Pil dell’UE (13.179 miliardi di euro). In termini di occupazione, il settore ha impiegato 12,8 milioni di addetti nel 2020, in lieve aumento dello 0,8% rispetto al 2019 nonostante una riduzione delle ore lavorate di quasi il 5%. Calo dei mercati europei Con “crisi economica senza precedenti”

non s’intende usare un’iperbole con l’intento di enfatizzare ulteriormente l’unicità della causa scatenante, dalla natura particolare e di impatto globale, che ha portato a questo indebolimento economico, ma si vuole sottolineare come la crisi scaturita dalla pandemia ha fatto registrare, in maniera inattesa, perdite in mercati ormai saldi e stabili da decenni e ritenuti i “motori” di determinati settori. Nel caso del settore dell’edilizia gli investimenti in ristrutturazioni rappresentano quasi il 30% del totale degli investimenti nelle costruzioni e nell’ultimo decennio questo mercato si è dimostrato il meno oscillante, servendo da stabilizzatore all’indomani della crisi finanziaria del 2008. I lavori di ristrutturazione sono diminuiti del 3,7% nel 2020, un calo storico sebbene inferiore rispetto ad altre aree di investimento nelle costruzioni. I Paesi che hanno registrato i cali più importanti sono stati

UN MERCATO IN CRESCITA Dai dati elaborati da Unacea (l’associa-

te, che consolida il percorso di recupe-

rano le perdite attestandosi a 884 milio-

zione di categoria italiana delle macchi-

ro iniziato nella prima parte dell’anno e

ni di euro con una crescita del 29% sul-

ne e attrezzature per le costruzioni) sulla

si appresta a inaugurare un periodo di

lo stesso periodo del 2020. La dinamica

base dei risultati di vendita dei produttori

crescita verso valori in linea con quelli

delle importazioni invece ricalca in larga

e degli importatori del settore, nei primi

pre-pandemici. Infine, è stato presentato

misura quella del mercato interno: stabi-

sei mesi del 2021 sono state immesse

anche il Report del commercio estero sti-

le a dicembre 2020 (0%) con una crescita

sul mercato italiano 9.196 macchine per

lato da Unacea-CER, con i dati aggiornati

tra gennaio e aprile del 2021 del 33%, per

le costruzioni, con una crescita del 55%

ad aprile 2021. Le esportazioni, dopo un

un valore di 408 milioni di euro. La bilan-

rispetto a quanto rilevato nel primo se-

2020 che si è chiuso in sofferenza (-21%),

cia commerciale si mantiene in avanzo

mestre del 2020. Più in dettaglio, sono

nei primi quattro mesi del 2021 recupe-

per 475 milioni di euro (+26%).

state 8.834 le macchine movimento terra vendute (+56%), e 362 le macchine stradali (+44%). D’altra parte, confrontando i volumi di vendita tra il primo e il secondo trimestre 2021, la dinamica espansiva risulta più contenuta (+43%) e in linea con il trend degli scorsi mesi. Ciò conferma la dinamica di crescita del settore, ridimensionata però alla luce del crollo del mercato nel 2020 a causa della pandemia. Una crescita che va rapportata anche al lockdown iniziato a marzo 2020, che ha inciso gravemente sui numeri del secondo trimestre dello scorso anno rispetto a quelli del 2021 e sulla crescita del primo semestre. Comunque, le crescite evidenziate nei primi due trimestri dell’anno mostrano un mercato in salu92 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


MERCATO E TENDENZE Spagna, Francia, Italia e Polonia, a differenza di Germania, Portogallo, Svezia e Paesi Bassi che hanno mostrato cali molto più lievi. A subire invece il calo più marcato sono stati gli investimenti in edilizia non residenziale (costruzione di uffici, ospedali, alberghi, scuole, edifici industriali), che hanno subito un calo in quasi tutti i mercati europei registrando nel 2020 una diminuzione del 7,4% in Europa. Una decrescita trainata principalmente dal calo della componente privata, dove gli investimenti sono diminuiti del 7,9% e su cui la crisi pandemica ha avuto un enorme impatto negativo indebolendo le imprese e le loro capacità di investimento. Anche gli investimenti pubblici non sono riusciti a stabilizzare il mercato, con un calo degli investimenti nell’edilizia pubblica non residenziale del 5,2%. In ogni caso questo significativo calo non sorprende più di tanto, in quanto i tassi di crescita più bassi registrati nel 2019 avevano già indicato una situazione economica meno favorevole per questo mercato negli anni a venire. Unica nota positiva è il mercato dell’ingegneria civile, che si è rivelato il più resiliente, con un calo degli investimenti del 3,3%. Tuttavia, rappresentando meno del 20% degli investimenti totali, questa relativa stabilità non ha compensato le diminuzioni negli altri mercati. Guardando ai singoli Paesi, il mercato dell’ingegneria civile ha fatto registrare forti tassi di cre-

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI IN EUROPA

Edilizia residenziale Opere pubbliche / infrastrutture Edilizia non residenziale / industriale TOTALE COSTRUZIONI

scita in Danimarca, Grecia, Portogallo e Svezia, mentre i mercati di Repubblica Ceca, Spagna, Francia e Irlanda sono stati i più colpiti. Ripresa dei mercati europei Come evidenziato dai dati questa crisi ha colpito alcuni dei maggiori mercati delle costruzioni in Europa, da cui però

(Fonte FIEC)

è attesa una rapida e decisa reazione già nel corso di quest’anno. Nel 2021 gli investimenti in costruzioni in Europa dovrebbero riprendere a crescere a un tasso del 4,2% e, a eccezione di Finlandia, Paesi Bassi e Svezia, tutti i Paesi dovrebbero tornare a riprendere una regolare produttività. Detto ciò, gli investimenti in Europa non raggiunge-

MERCATO DELLE COSTRUZIONI IN EUROPA - VAR.% Variazioni % degli investimenti in costruzioni in termini reali sull’anno precedente 2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

2021

-3.0

-3.9

0.0

0.9

2.9

3.5

3.6

2.4

-6.3

4.4

Residenziale

-3.4

-3.3

0.3

1.5

4.5

3.6

2.7

2.6

-5.6

5.5

Residenziale nuovo

-5.6

-4.4

-1.6

3.4

5.2

5.9

3.6

3.1

-7.8

4.8

Recupero

-0.3

-0.8

2.5

0.5

3.7

2.3

3.7

2.9

-3.7

5.7

Non residenziale

-3.1

-4.5

-0.7

-0.2

1.1

3.0

4.1

2.5

-7.4

2.6

Privato

-2.7

-4.1

-0.5

0.8

2.1

4.1

4.8

2.8

-7.9

2.8

Pubblico

-5.9

-5.1

-2.0

-1.9

-1.3

-0.2

2.2

2.2

-5.2

2.4

Infrastrutture

-5.4

-3.6

-0.4

-0.5

-1.0

0.2

4.4

3.6

-3.3

2.9

TOTALE COSTRUZIONI

-3.7

-3.8

0.0

0.5

1.8

2.8

3.8

2.7

-5.8

4.2

Edilizia civile

(Fonte FIEC) settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 93


Dossier bero sostenere la crescita nel 2021 con un tasso del 2,9%, vicino al livello precrisi. Si prevedono forti tassi di crescita per Belgio, Italia e Portogallo, mentre gli investimenti dovrebbero diminuire in Germania, Finlandia e Paesi Bassi. Ma anche per il mercato dell’ingegneria civile l’evoluzione a lungo termine dipenderà molto dall’eventualità che questa crisi economica si trasformi, o meno, in una crisi del debito sovrano, come avvenuto in quella del 2008. Ciò potrebbe portare a ingenti tagli di bilancio degli enti locali e regionali, che rappresentano una quota significativa degli investimenti in questo mercato.

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI IN ITALIA

Edilizia residenziale Opere pubbliche / infrastrutture Edilizia non residenziale / industriale TOTALE COSTRUZIONI

ranno il livello registrato nel 2019 e per l’occupazione nell’edilizia è previsto un leggero calo dello 0,1%, con l’impatto della crisi posticipato al 2021 per alcuni Paesi. Per gli investimenti in ristrutturazione edilizia è attesa una forte ripresa, con valori che supereranno perfino il livello pre-crisi, crescendo del 5,7% nel 2021. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che gli Stati membri mettono al centro dei loro piani di ripresa misure atte a incentivare lavori di ristrutturazione di edifici inefficienti dal punto di vista energetico, uno dei fiori all’occhiello del Fondo per la Ripresa e Resilienza stanziato dall’Unione Europea. La Commissione europea prevede che il 45% delle imprese ridurrà i propri investimenti nel 2021 e le autorità pubbliche, soprattutto a livello locale, dovranno fare i conti con numerosi tagli di bilancio. Di conseguenza, le prospettive per gli investimenti in edilizia non residenziale non sono rosee e in molti Paesi la ripresa sarà lenta, con tassi di crescita ancora negativi previsti per la maggior parte di essi. In Europa si prevede che gli investimenti nell’edilizia non residenziale au94 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

(Fonte FIEC)

menteranno del 2,6%, rimanendo ben al di sotto dei numeri raggiunti prima della pandemia da Coronavirus. Per quanto riguarda invece il mercato dell’ingegneria civile, nel complesso la realizzazione di grandi opere infrastrutturali (in particolare ferroviarie) ha avuto un effetto stabilizzante all’interno del mercato nel 2020 e l’avvio di nuovi progetti dovreb-

Il mercato italiano Dopo aver analizzato l’andamento generale in Europa del settore delle costruzioni, una domanda sorge spontanea: nello specifico, come ha reagito il nostro Paese a questa crisi? La prima metà del 2020 è stata fortemente condizionata dai mesi più “bui” della pandemia da Covid-19, con il Pil italiano che ha registrato una contrazione dell’11,8%. Tutte le previsioni economiche per il 2021 mostrano che ci sarà un leggero rimbalzo nella produzione di ricchezza, nonostante un alto grado di incertezza per il Paese. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, gli ottimi segnali di crescita osservati nel 2019 e nei primi mesi del 2020 sono stati bruscamente interrotti a causa dell’emergen-

MERCATO DELLE COSTRUZIONI IN ITALIA - VAR.% Variazioni % degli investimenti in costruzioni in termini reali sull’anno precedente

2017

2018

2019

2020

2021

2.5

2.4

2.2

-11.1

8.7

Residenziale

1.0

1.0

2.8

-10.5

11.3

Residenziale nuovo

4.25

2.75

8.65

-12.5 5

3.5

Recupero

0.0

0.5

0.8

-9.8

14.0

Non residenziale

4.5

4.2

1.4

-11.7

5.5

Privato

6.9

5.7

1.1

-13.5

5.0

Pubblico

-6.0

-3.2

2.9

-2.5

7.7

Infrastrutture

-6.0

-3.2

2.9

-2.5

7.7

TOTALE COSTRUZIONI

1.4

1.7

2.2

-10.1

8.6

Edilizia civile

(Fonte FIEC)


MERCATO E TENDENZE za sanitaria. Il report degli investimenti complessivi in c​​ ostruzioni stilato dall’Associazione Nazionale Costruttori Italiani (Ance) segnala per il 2020 una contrazione del 10,1%, per un totale di 118 miliardi di euro. L’Ance ha stimato un calo degli investimenti nell’edilizia residenziale intorno al 10,5% nel 2020, a causa di un duplice effetto: da un lato la progressiva ripresa dell’attività produttiva nella sola seconda metà dell’anno; dall’altro l’aumento dell’incertezza e il perdurare dell’atteggiamento prudenziale degli investitori alla luce della recrudescenza del Covid-19 a fine ottobre 2020 e delle conseguenti misure restrittive. Il calo dei livelli di sviluppo dell’edilizia residenziale deriva dalla sensibile riduzione degli investimenti in nuove costruzioni (-12,5%), che ha invertito il trend positivo iniziato nel 2017 in relazione all’aumento di permessi di costruzione nel periodo 20162019. Contemporaneamente anche gli investimenti nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente sono fortemente diminuiti nel 2020 (-9,8%), un mercato importante che rappresenta circa il 37% del valore totale degli investimenti in costruzioni e che ha trainato la crescita del settore nel periodo post-crisi finanziaria. Questo risultato risente notevolmente dell’emergenza pandemica e dell’approccio “attendista” degli investitori in vista dell’effettivo lancio della misura fiscale del Superbonus 110%. A risentire particolarmente del difficile contesto economico, data la sua stretta connessione con altre attività economiche, sono stati gli investimenti in edilizia non residenziale, che hanno segnato nel 2020 un importante calo del 13,5% che ha determinato un’inversione del trend positivo di crescita iniziato nel 2016. A nulla sono valsi per il mercato non residenziale i segnali di ripresa mostrati dal Pil italiano nella seconda metà dell’anno, dopo la forte contrazione registrata nel primo semestre del 2020, che si sono attestati ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Una situazione, nata dal contrasto dell’emergenza sanitaria dello scorso anno, e i cui effetti si ripercuoteranno anche nel 2021, è la grave condizione di disagi che hanno colpito il funzionamento delle autorità nazionali, nonché lo spostamento

UN FUTURO ANCORA INCERTO ipotizzate. In ogni caso, gli ottimi segnali del mercato hanno portato un “sentiment” altamente positivo tra agli addetti della filiera del settore e di fiducia sulla riuscita da parte del Governo di adempiere agli obblighi nei termini previsti. Un’analisi del momento positivo vissuto dal settore condivisa anche da Mirco Risi, pre-

MIRCO RISI

PRESIDENTE DI UNACEA

sidente di Unacea: “I dati presentati confermano anche nel secondo trimestre il trend di crescita delle ven-

Unacea ha delineato un quadro ma-

dite visto a inizio anno. Preoccupano

croeconomico in forte espansione

d’altra parte le dinamiche del merca-

che fa perno su uno sviluppo del

to dell’acciaio, la contrazione della

settore delle costruzioni nei prossi-

disponibilità di componenti e le in-

mi anni, trainato dagli investimenti e

certezze sul versante della logistica.

da un recupero dei divari di crescita

Le difficoltà in questo momento af-

del mercato accumulati nel passato.

frontate dai costruttori come l’au-

Futuri investimenti nelle infrastruttu-

mento dei prezzi, dei costi dei traspor-

re saranno in grado di ridare slan-

ti e la scarsa reperibilità dei materiali

cio al settore, possibili grazie al ruolo

sono, e saranno nel corso dell’anno,

centrale che il PNRR avrà nei prossi-

delle sfide importanti ma superabili

mi anni. Tuttavia viene segnalato co-

dal settore, come abbiamo già dimo-

me gli elementi di maggiore rischio

strato negli anni passati e nell’affron-

capaci di rallentare il percorso di cre-

tare questa pandemia. Credo che in

scita del settore potranno essere l’av-

questo momento pensare troppo al

vento di un fenomeno di inflazione

passato sia demoralizzante ed esse-

in tutta Europa e più specificamen-

re focalizzati troppo sul futuro può

te per l’Italia una mancata attuazio-

portare solo ansia e preoccupazioni,

ne del Piano nei termini previsti dal

quindi godiamoci solamente l’ottimo

Parlamento europeo, che porterebbe

periodo che il mercato italiano sta vi-

a un ribasso delle stime di crescita

vendo in questo momento”.

di risorse pubbliche per la gestione della crisi epidemiologica. Il numero dei bandi indetti nel settore dell’ingegneria civile, ad esempio, è diminuito dell’11,1% nel 2020, con riduzioni accentuate a partire dalla seconda metà dell’anno. Detto ciò, il valore produttivo generato delle gare emesse ha registrato una crescita complessiva del 28,7%, che non è riuscita però a evitare il calo dei livelli produttivi registrati complessivamente nel 2020 (-2,5%) dato dalla contrazione sia dei lavori in corso che nell’avvio di nuovi progetti di costruzione. Prospettive per il futuro A fronte di questi dati poco incorag-

gianti le prospettive di Ance per il settore delle costruzioni in Italia per il 2021 sono tuttavia positive e prevedono un rimbalzo dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dalla riqualificazione delle costruzioni esistenti a fini abitativi (+14%) e da una graduale ripresa degli investimenti privati nell’edilizia non residenziale (+5%) e in nuove costruzioni (3,5%). Anche gli investimenti sul mercato dell’ingegneria civile dovrebbero crescere del 7,7% nel 2021, come risultato combinato di più fattori: le misure a sostegno delle opere previste dalla Legge di Bilancio degli ultimi anni, che ora dovrebbero avanzare nel loro processo di implementazione; settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 95


Dossier l’inizio di lavori infrastrutturali approvati nel 2020, che ora dovrebbero procedere a pieno regime nel 2021, e il trend positivo dei bandi di lavori pubblici evidenziato negli ultimi anni, che genererà molto probabilmente effetti positivi sui livelli produttivi. Questa ripresa dipenderà però in larga misura dall’effettiva capacità di cogliere appieno le grandi opportunità offerte dal mercato. In primis la misura del Superbonus 110%, che offre un aumento importante della percentuale di detrazioni fiscali su interventi di efficientamento energetico al patrimonio immobiliare (Ecobonus) e per la ricostruzione da eventi sismici (Sismabonus). Un’ulteriore notevole opportunità è offerta dal Piano di Ripresa e Resilienza dell’Unione Europea, che rappresenterà un’occasione unica in cui il settore delle costruzioni potrà assumere un ruolo fondamentale di rilancio per il Paese. I 209 miliardi di euro che il fondo del Next Generation EU metterà a disposizione dell’Italia tra il 2021 e il 2026 dovrebbero produrre risultati che si andranno a concentrare nei prossimi due anni, condizionati dalla capacità di accelerare il dispiegamento di misure previste che permetteranno al Paese di rispettare le scadenze (molto ravvicinate) per l’utilizzo dei fondi. Secondo la Commissione Europea, saranno necessari ulteriori investimenti annuali di 275 miliardi di euro per rinnovare e decarbonizzare il patrimonio edilizio esistente in Europa, che potrebbero portare alla creazione di 160.000 nuovi posti di lavoro nel comparto. Un ulteriore segnale che mostra, come evidenziato anche dai dati e dalle previsioni, quanto la ristrutturazione degli edifici sarà posta al centro delle politiche climatiche europee e nazionali e ciò potrà portare notevoli benefici a lungo termine per il settore. Nei prossimi anni questo mercato avrà il potenziale per diventare un motore di crescita ancora più sostanziale per il settore delle costruzioni, ovviamente se riconosciuto e correttamente sfruttato dai singoli Paesi europei. ■ 96 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

PNRR: inizia il “Piano” di ripresa

Il 22 giugno la Commissione europea ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dal Governo italiano che prevede l’erogazione di 68,9 miliardi di euro di sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro di prestiti. Il via libera definitivo al Piano è stato successivamente comunicato al Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN) del 13 luglio, dov’è stato annunciato anche lo stanziamento dei primi fondi: un anticipo del 13% dell’importo, pari a circa 23 miliardi di euro, con le successive erogazioni che saranno subordinate alla realizzazione delle misure e delle riforme. La proposta di approvazione della Commissione è stata accompagnata da un allegato di 565 pagine che dettaglia tutte le misure del Piano: le tappe, gli obiettivi e i termini per il loro raggiungimento. L’analisi della Commissione, basata sui criteri stabiliti nel regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF-Resilience and Recovery Facility), ha valutato in particolar modo se gli investimenti e le riforme esposte nel Piano italiano sostenessero la transizione “verde” e digitale, rafforzassero il potenziale di crescita del Paese, promuovessero la creazione di nuovi posti di lavoro e la resilienza economica e so-

ciale dell’Italia. Il Piano mira, inoltre, a ridurre le disparità territoriali, destinando almeno il 40% degli investimenti alle regioni dell’Italia meridionale. In merito al contributo alla transizione verde del Piano italiano, i fondi destinati ammontano al 37% della somma totale di 191,5 miliardi di euro, equivalente all’obiettivo richiesto dal regolamento RRF. Dal fondo adibito alla transizione verde, 12,1 miliardi di euro saranno destinati a un’ampia serie di investimenti che mirano a una maggiore eco-sostenibilità, con il finanziamento di ristrutturazioni di edifici residenziali a fini di efficienza energetica, sia attraverso incentivi fiscali che investimenti diretti, e di edifici pubblici quali scuole, tribunali, alberghi, musei, cinema e teatri. Inoltre, il Piano include misure volte a ridurre le emissioni di gas serra prodotte dai trasporti con investimenti nella mobilità urbana sostenibile e nelle infrastrutture, al fine di incentivare l’abbandono di forme di trasporto altamente inquinanti. A tal proposito lo stanziamento sarà di 32,1 miliardi di euro, da utilizzare per integrare più regioni nella rete ferroviaria ad alta velocità per il trasporto merci, promuovere il trasporto locale sostenibile attraverso l’estensione di piste ci-


MERCATO E TENDENZE clabili, metropolitane, tram e autobus a zero emissioni, la costruzione di stazioni di ricarica elettrica in tutto il Paese e punti di rifornimento di idrogeno per il trasporto stradale e ferroviario. Il Piano sostiene anche misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici, di resilienza sismica e di qualità delle infrastrutture, oltre ad affrontare le attuali sfide relative alla gestione delle risorse idriche e delle acque reflue. Gli investimenti consentiranno di ammodernare gli impianti di gestione dei rifiuti esistenti e di costruirne di nuovi, promuovendo così l’adozione di una nuova strategia di recupero in un’ottica di economia circolare. Per quanto riguarda il contributo del PNRR alla transizione digitale, questo ammonta al 25% del totale dei fondi messi a disposizione, superando la percentuale minima del 20% richiesta dal regolamento RRF. In particolare, il Piano prevede una distribuzione di 6,7 miliardi di euro destinati allo sviluppo di reti ultraveloci e 5G; 13,4 miliardi di euro alla digitalizzazione delle imprese e 6 miliardi di euro alla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Un altro ambito di interesse del Piano italiano è il rafforzamento della resilienza economica e sociale, che si concentra nell’affrontare le principali sfide dell›Italia come la bassa crescita della produttività. Per una strategia di efficientamento della Pubblica amministrazione e del sistema giudiziario sono stati stanziati 3,7 miliardi di euro. Gli

LE SEI MISSIONI DEL PNRR

investimenti mirano ad aumentare l’efficacia della pubblica amministrazione con riforme volte a rafforzare la capacità amministrativa e rimuovere gli ostacoli all’ingresso di una serie di settori strategici, semplificando le norme in materia di appalti pubblici ed eliminando inutili ostacoli normativi e amministrativi incontrati dalle imprese. Le misure presenti incentrate sul sistema giudiziario si basano su una riorganizzazione e digitalizzazione dei tribunali civili e penali, per ridurre la durata dei procedimenti giudiziari. Ai fini dell’approvazione la Commissione ha ritenuto che il piano di investimenti stilato dall’Italia comprendesse un’ampia serie di riforme sinergiche che contribuiranno ad affrontare efficacemente tutte le sfide economiche e sociali, individuate nelle racco-

mandazioni specifiche per paese rivolte all’Italia dal Consiglio europeo. Le riforme proposte sono state valutate idonee a stimolare l’innovazione e a rendere il contesto imprenditoriale italiano più attraente per gli investimenti. Queste costituiscono una parte essenziale e imprescindibile del Piano, che comprende anche diverse misure che dovrebbero contribuire alla sostenibilità delle finanze pubbliche, tra cui il miglioramento della riscossione delle imposte e l’impegno a intensificare la lotta contro l’evasione fiscale. Comprende anche misure volte a migliorare l’efficienza della spesa pubblica attraverso un quadro rafforzato per le revisioni della spesa e il completamento della riforma delle relazioni di bilancio nelle amministrazioni subnazionali. Nell’affrontare le sfide individuate dal Parlamento europeo, il Piano italiano dovrebbe contribuire anche a correggere gli squilibri che l’Italia presenta. Tra questi figurano l’elevato debito pubblico e la protratta debolezza produttiva in un contesto di crescente disoccupazione e un livello ancora elevato di crediti deteriorati. Inoltre, i sistemi di controllo predisposti dall’Italia sono ritenuti adatti a proteggere gli interessi finanziari dell’Unione. Le autorità europee hanno valutato il PNRR italiano sufficientemente dettagliato nelle modalità con cui le autorità nazionali intendono prevenire, rilevare e correggere i casi di conflitto di interessi, corruzione e frode in relazione all’uso dei fondi messi a disposizione. ■ settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 97


ON SITE Opere di fondazione speciale sulla linea ferroviaria Napoli-Bari

CAPACITÀ (IM)PORTANTI Una nutrita compagine di macchine da perforazione Soilmec è all’opera nell’ambito della realizzazione delle opere relative alla linea ferroviaria AV/AC Napoli-Bari, nella tratta Apice-Hirpinia. In “panchina”, a dirigere le manovre in campo, c’è la Santacroce srl, realtà campana specializzata in consolidamenti e fondazioni speciali di Ettore Zanatta 98 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


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el quadro degli investimenti infrastrutturali strategici previsti dalla legge “Sblocca Italia” è stata identificata come prioritaria, in ambito nazionale, la realizzazione dell’itinerario dell’Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, relativo alla direttrice Napoli-BariLecce-Taranto, compreso nel Corridoio Scandinavia-Mediterraneo della rete Trans European Network (TEN-T).

Un segnale di attenzione, questo, che il Governo ha inteso dare al Mezzogiorno, attraverso la realizzazione di infrastrutture in sinergia con Ferrovie dello Stato Italiane. La concretizzazione dei principali investimenti programmati - già inseriti tra gli interventi di maggiore interesse nazionale nell’ambito della “Legge Obiettivo”, con Delibera CIPE del luglio 2009 - garantirà l’interconnessione e l’interoperabilità nell’ambito dei Corridoi Transeuropei TEN e

consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud Est - in particolare la Puglia e le province più interne della Campania - con le direttrici di collegamento al nord del Paese e con l’Europa, al fine di favorire lo sviluppo socio-economico del Meridione. L’obiettivo principale è la velocizzazione del collegamento attuale e il miglioramento dell’accessibilità al servizio nelle aree attraversate, sia per servizi nazionali di lunga percorrenza

DA SINISTRA: FRANCESCO SANTACROCE, AMMINISTRATORE UNICO E DIRETTORE TECNICO DELLA SANTACROCE SRL, E DAVIDE PIETRANTUONO, SALES MANAGER PER IL CENTRO SUD ITALIA DI SOILMEC settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 99


ON SITE

DETTAGLIO DEI TRACCIATI RELATIVI ALLE OPERE DI COMPETENZA DELL’IMPRESA SANTOCROCE SRL, ALL’INTERNO DEL LOTTO FUNZIONALE APICE-HIRPINIA

(velocità dell’ordine di 250 km/h) che per il servizio regionale e merci. Il programma prevede interventi di raddoppio e di variante all’attuale tracciato, per aumentare la capacità di traffico della linea e la velocità dei vari collegamenti previsti. La realizzazione della linea AV/AC Napoli-Bari - che riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo del

Mezzogiorno poiché riconnette due aree che, da sole, raggiungono una quota di oltre il 40% della produzione di mercato nel Meridione - viene perseguita, oltre che con gli interventi infrastrutturali citati, anche attraverso opere di potenziamento tecnologico che concorrono alla riduzione dei tempi di percorrenza complessivi. Progetti che si integrano con al-

tri interventi in corso di definizione o realizzazione. Il costo complessivo stimato dell’opera, che rappresenta una grande opportunità di rilancio per il Sud Italia, è di circa 6,2 miliardi di euro. Più valore per l’ambiente Il traffico viaggiatori e merci tra le due città oggi si svolge per la maggior parte

LA PERFORATRICE SOILMEC SR-65 BLUE TECH IN AZIONE NEL TRATTO IN CUI SORGERÀ LA STAZIONE FERROVIARIA HIRPINIA. SUPPORTATA DA DUE GRU CINGOLATE TRALICCIATE SOILMEC SM-40 CON VIBROINFISSORE, QUESTA MACCHINA ESEGUE PALI DI FONDAZIONE IN C.A. (Ø1.200 MM), RAGGIUNGENDO PROFONDITÀ FINO A 23 M. NELLO STESSO TRATTO ERA OPERATIVA ANCHE UNA PERFORATRICE SOILMEC SF-65 (ORA IMPIEGATA IN UN ALTRO LOTTO), UTILIZZATA PER LA REALIZZAZIONE DI PALI CFA (Ø1.200 MM) 100 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


su gomma, quindi la nuova linea risponde anche all’esigenza di ridurre le emissioni di CO2. Per le merci sarà migliorata l’accessibilità agli impianti merci presenti nel Casertano, che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Libro Bianco dei Trasporti dell’UE: trasferire entro il 2030 il 30% del traffico merci oltre i 300 km dalla gomma al ferro e il 50% entro il 2050. La nuova linea consentirà di ridurre le

interferenze di quella esistente con la rete, grazie in particolare all’eliminazione degli esistenti passaggi a livello e di recuperare, riqualificare e valorizzare aree oggi utilizzate per l’attività ferroviaria. Sono dunque molteplici i benefici attesi da quest’opera, che si riassumono in: forte riduzione dei tempi di percorrenza, miglioramento della competitività del trasporto su ferro, l’integrazione dei servizi di rete e intermodalità, inse-

rimento territoriale e sostenibilità ambientale, oltre che le ricadute occupazionali che essa apporterà, stimate in oltre 2.000 uomini/mese, tra occupati diretti e indotto. Gli uomini… Il contesto su cui ci focalizziamo è il lotto funzionale Apice-Hirpinia: qui si sta rendendo protagonista l’impresa campana Santacroce srl, utilizzan-

NEL LOTTO RELATIVO ALLA REALIZZAZIONE DEL FUTURO VIADOTTO UFITA HIRPINIA UNA PERFORATRICE SOILMEC SR-65 EVO ESEGUE PALI TRIVELLATI IN C.A. (Ø1.500 MM), RAGGIUNGENDO PROFONDITÀ DA 20 A 30 M. NELL’OCCASIONE LA PERFORATRICE È SUPPORTATA DA UNA GRU CINGOLATA TRALICCIATA SOILMEC SM-20

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ON SITE do una nutrita flotta di perforatrici Soilmec. In particolare, in occasione della nostra visita, erano all’opera nei vari tratti tre modelli SR-30 EVO, due SR-65 (una in versione EVO e una in versione Blue Tech), una SR-75, una SF-65 e due SC-40 HD. Accompagnati da Davide Pietrantuono, Sales Manager per il Centro Sud Italia di Soilmec, abbiamo incontrato Francesco Santacroce, amministrato-

re unico e direttore tecnico dell’omonima società campana che ha descritto gli interventi in cui essa si sta rendendo protagonista: “Il 1° febbraio 2021 abbiamo iniziato l’esecuzione dei lavori di nostra competenza - appaltati dal Consorzio Hirpinia AV, che a sua volta ha preso in appalto l’opera da R.F.I.Rete Ferroviaria Italiana - volti alla realizzazione della linea ferroviaria in oggetto. Si tratta di circa 18 km di trac-

ciato su cui sorgeranno quattro viadotti (il più grosso presenterà 22 campate, il più piccolo sette) e tre gallerie, scavate tramite apposita TBM. Per quanto ci riguarda l’oggetto del progetto esso riguarda, in generale, l’esecuzione di una serie di opere di fondazione speciale, tra cui: pali di fondazione in c.a. (Ø1.000 e Ø1.200) trivellati o CFA (quest’ultima tecnologia adottata principalmente per le opere provvisionali); consolida-

UNA PERFORATRICE SOILMEC SR-75 È UTILIZZATA, UNITAMENTE A UNA GRU CINGOLATA TRALICCIATA SOILMEC SM-20, ALL’IMBOCCO DELLA FUTURA GALLERIA GROTTAMINARDA. I PALI QUI REALIZZATI (Ø1.200 MM) RAGGIUNGONO UNA PROFONDITÀ DI CIRCA 20 M. LA PERFORATRICE È SUPPORTATA DA UNA GRU CINGOLATA TRALICCIATA SOILMEC SM-20 102 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


mento da piano di campagna con pali CFA in cls plastico (Ø1.000 mm) e con iniezioni cementizie tramite canne valvolate; realizzazione di paratie in pali trivellati (con utilizzo di rivestimento) in c.a. (Ø1.000, Ø1.200 e 1.500 mm); tiranti di ancoraggio a trefoli in acciaio e VTR su paratie pali in c.a. (Ø1.200 e Ø1.500); dreni su paratie pali in c.a. (Ø1.200 e Ø1.500). Da citare anche le opere previste di jet-grouting - su circa

12.000-15.000 ml - finalizzate all’impermeabilizzazione delle pile dei viadotti. In totale ne è prevista la realizzazione per circa 130.000 ml, dislocati su tutto il lotto di competenza. Il termine lavori è previsto per la fine del 2021”. …e le macchine Per eseguire tutte queste opere, come accennato, la Santacroce srl ha messo in campo una “task force” di perforatrici

Soilmec (più, a supporto, una gru cingolata tralicciata - SM-20 o SM-40 - per ciascuna di esse), di cui due a noleggio e sei di proprietà. Tra queste ultime, in particolare, le più recenti acquisizioni riguardano una SR-65 Blue Tech (dicembre 2020) e una SR-65 EVO (2019). “In questo progetto le profondità da raggiungere sfiorano i 35 m e ci troviamo di fronte a un terreno costituito prevalentemente da argille consolidate, quasi

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ON SITE Soilmec è un ottimale rapporto qualità/ efficienza/rendimento/affidabilità legato naturalmente a un prezzo competitivo. Queste perforatrici sono facili da usare, e ciò agevola il lavoro dei nostri operatori, e particolarmente efficaci, in generale, in termini di prestazioni”.

UNA FLOTTA DI PERFORATRICI SOILMEC È ALL’OPERA NEL TRATTO APICE-HIRPINIA, NELL’AMBITO DELLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE RELATIVE AI LAVORI DELLA LINEA FERROVIARIA NAPOLI-BARI

CONSOLIDAMENTI E FONDAZIONI SPECIALI La Santacroce srl è nata nel 2003 e ha sede a Pompei (Napoli). Grazie alla lunga esperienza acquisita e alla specializzazione raggiunta sul campo nel corso degli anni in numerosi interventi risolutivi su tutto il territorio nazionale, allo studio continuo del suolo e all’attenzione dell’ambiente, nonché alla crescente innovazione garantita oggi da impianti produttivi moderni ed efficienti, unitamente a una saggia esperienza imprenditoriale, l’azienda campana si propone oggi come un partner ideale nell’ambito dell’ingegneria sia nei piccoli interventi di ripristino che nelle grandi opere infrastrutturali, con l’esecuzione di molteplici applicazioni, tra cui pali trivellati, pali CFA e FDP, pali drenanti, perforazioni T.O.C., spritz-beton, indagini diagnostiche, micropali, tiranti di ancoraggio, jetgrouting, prove di carico e consolidamenti in parete. Lo staff di ingegneri, geologi e operai specializzati della Santacroce srl è in grado di rispondere a qualsiasi esigenza progettuale proponendo ai suoi interlocutori una scelta completa di soluzioni da adottare, valutando di volta in volta le diverse problematiche geologiche, idrologiche e geotecniche e garantendo le soluzioni tecnicamente ed economicamente più efficaci.

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Una su tutte Come accennato, la unità Soilmec all’interno del parco mezzi di Santacroce srl sono diverse. Francesco Santacroce ha accennato al livello sempre alto di innovazione garantito dal costruttore di Cesena: un esempio di tecnologia ap-

marna, fino a circa 18 m. L’efficacia nella perforazione - in particolare lungo questi tratti, dove abbiamo riscontrato delle grosse differenze rispetto al progetto originario, in termini di profondità e spessori - è garantita dalle perforatrici Soilmec, marchio che Santacroce srl ha sposato ormai da 15 anni. Oltre ai rapporti umani e di fiducia che si sono instaurati nel tempo tra le due aziende, è indiscutibile l’alto livello di innovazione, versatilità e affidabilità garantito da questo costruttore, che ci sta accompagnando anche in questo periodo attraverso le tendenze e le tecnologie legate a Industria 4.0 (un esempio su tutti, quelle sviluppate con la gamma di perforatrici Blue Tech). In generale, ciò che ci garantisce il marchio


plicata alle macchine è rappresentato da una delle perforatrici utilizzate in questo progetto, la SR-65 Blue Tech. Si tratta di una macchina lanciata recentemente sul mercato, evoluzione naturale del modello SR-65 EVO, altamente performante anche nelle condizioni più difficili, in grado di garantire comfort e sicurezza a tutto il personale in cantiere, con bassi costi d’esercizio e semplice da trasportare, ricca di funzioni automatizzate per facilitare il lavoro. Nella nuova versione “Blue Tech” la perforatrice si è arricchita di tecnologie di perforazione e di aggiornamenti innovativi, appunto, che includono la nuova cabina, un nuovo impianto

idraulico e soluzioni meccaniche volte a una migliore efficienza. Progettata intorno a una nuova architettura a risparmio energetico, la SR-65 Blue Tech soddisfa le esigenze di produttività migliorando al contempo flessibilità e semplicità di trasformazione tra le differenti configurazioni e tecnologie di perforazione. La linea Blue Tech, infatti, è stata progettata per essere semplice nell’utilizzo e agile in cantiere, cosa che si riflette nel suo design compatto, nella rapida movimentazione, nella veloce ed efficiente messa in opera, nella confortevole postazione di lavoro e nelle prestazioni in termini di sicurezza e produttività. ■

NELL’OPPOSTO IMBOCCO DELLA GALLERIA GROTTAMINARDA UNA PERFORATRICE SOILMEC SR-30 EVO È IMPEGNATA NELLA REALIZZAZIONE DI UNA BERLINESE DI PALI (Ø1.500 MM), SUPPORTATA DA UNA GRU CINGOLATA TRALICCIATA SOILMEC SM-20

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ON SITE Produzione e lavorazione di aggregati e riciclati

INNOVAZIONE CERTIFICATA Per garantire un prodotto finito di alta qualità la lavorazione di materiali in cava dev’essere effettuata con mezzi all’avanguardia. All’interno di Cava Ghisalba, in provincia di Bergamo, è quotidianamente all’opera una flotta di macchine Volvo, capitanate da una pala gommata L260H di Ettore Zanatta

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ava Ghisalba è una giovane e dinamica società che in pochissimi anni è riuscita a conquistare importanti fette di mercato in un settore come quello delle cave di ghiaia e sabbie. L’azienda ha inizia-

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to un rapido percorso basato su investimenti in tecnologie e mezzi all’avanguardia, che sono andati a infoltire il suo ampio parco di macchine movimento terra, oggi rappresentato per oltre la metà dal marchio Volvo. È qui che abbiamo incontrato Maurizio


Pisana e Stefano Villa, rispettivamente amministratore e direttore della società, che ci hanno spiegato come “Cava Ghisalba, all’interno dei suoi 26 ettari di superficie, escava oggi i suoi giacimenti di materiale ghiaioso per poi lavorarli e commercializzarli quali prodotti nell’edificazione edilizia e\o infrastrutturale privilegiando però, ove possibile, recuperare macerie e terre per poi darne nuova vita piuttosto che proseguire nell’uso massivo di materiali naturali vergini: questo è il nostro contributo per un presente più ecologico”. Il mix dei materiali estratti e lavorati viene anche valorizzato quale elemento base per la produzione di calcestruzzi normali e speciali. Recentemente,

poi, la società bergamasca è divenuta un punto di riferimento in ambito provinciale e regionale quale soggetto autorizzato per il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalle attività edili, della lavorazione della pietra e per le terre e rocce da scavo, anche da siti inquinati. “Cava Ghisalba - confermano i nostri interlocutori - esegue, grazie a un selezionato staff e specifiche attrezzature, demolizioni e scavi secondo i parametri del Sistema Qualità ISO 9001 e del D. Lgs. 81/2008. La maturità professionale dei nostri operatori, con attrezzature e mezzi tecnologicamente evoluti, ci permettono di mantenere standard qualitativi elevati e costi contenuti”.

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ON SITE

NON SOLO CAVA, MA SOPRATTUTTO ATTENZIONE ALL’AMBIENTE E AL RICICLO L’importanza della tecnologia “È sorprendente vedere come l’elettronica sia entrata prepotentemente anche in realtà granitiche come quelle delle cave”, afferma Maurizio Pisana. “Gli incentivi statali, in primis ‘Industria 4.0’ e ‘Sabatini’, hanno ulteriormente invogliato Cava Ghisalba a ricercare sul mercato i macchinari e i mezzi d’opera che potessero, da una parte, ridurre l’inquinamento e il consumo di fonti energetiche fossili previlegiando mo-

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DA SINISTRA: STEFANO VILLA E MAURIZIO PISANA, RISPETTIVAMENTE DIRETTORE E AMMINISTRATORE DI CAVA GHISALBA, CON PIETRO ZANON, AREA MANAGER DI ZANON & TRACTOR

tori ad alta efficienza e, dall’altra parte, migliorare la programmazione e il controllo delle attività con hardware e software specifici per l’ambito di competenza; in tal modo sono diminuiti gli errori ed è migliorata la comunicazione tra chi sta in ufficio e chi opera sul piazzale. Per le attività proprie di escavazione e produzione di inerti naturali Cava Ghisalba vanta due linee indipendenti di produzione certificata di calcestruzzi, che possono garantire ol-

tre 1.000 m3/giorno di conglomerato cementizio a resistenza garantita o personalizzato alle esigenze dei nostri clienti. Anche in quest’ambito si è voluto investire in nuove tecnologie atte a ridurre la creazione di nuovi rifiuti; in particolar modo da qualche mese è entrato in funzione un innovativo impianto di lavaggio autobetoniere che permette la separazione e il reimpiego di inerti e parti fini nella produzione di calcestruzzo, lasciando le acque chiarificate al rilavaggio delle botti. Un’altra attività della società è focalizzata sul recupero delle terre e dei rifiuti provenienti dal mondo edile e infrastrutturale con autorizzazioni che permettono di conferire fino a 320.000 t/anno. In quest’ambito riteniamo fondamentale lo screening iniziale, sia visivo che analitico, con verifiche chimico-fisiche eseguite da laboratori esterni certificati, prima di accettare il rifiuto; seguiranno altre analisi chimico-fisiche prima e dopo la fase di RESISTENZA E LUNGA DURATA: SONO QUESTI I TRATTI CARATTERISTICI DEI DUMPER ARTICOLATI VOLVO DELLA SERIE G. IL MODELLO A30G OPERATIVO ALL’INTERNO DEL PERIMETRO DI CAVA GHISALBA OFFRE UN’ELEVATA CONTINUITÀ OPERATIVA, ANCHE GRAZIE ALLA ROBUSTEZZA DEL TELAIO ANTERIORE E POSTERIORE, DELL’ARTICOLAZIONE CENTRALE E DEI FRENI A DISCO IN BAGNO D’OLIO


recupero per poi giungere alla cessazione definitiva della classificazione di ‘rifiuto’”. Cava Ghisalba si è distinta in più occasioni per attività benefiche a favore di enti locali e associazioni ONLUS.

CINQUANT’ANNI DI ESPERIENZA L’area in cui sorge Cava Ghisalba è una zona a elevata propensione edile, dove la presenza del mar-

Un parco mezzi adeguato Al suo staff costituito da tecnici e maestranze con pluridecennale esperienza Cava Ghisalba abbina un parco mezzi particolarmente nutrito. Tra le sue fila si conta un numero molto rappresentativo di macchine movimento terra a marchio Volvo. Conferma Maurizio Pisana: “Dal 2019 abbiamo iniziato un rapporto privilegiato con Volvo CE Italia, tramite la concessionaria Zanon & Tractor, che ci garantisce – oltre a prodotti di alta qualità – un servizio estremamente puntuale e rapido, imprescindibile in un’attività come la nostra. Si tratta di macchine innovative, che ci accompagnano nel percorso introdotto da Industria 4.0 con soluzioni che consentono la gestione

chio Volvo è assicurata dal Gruppo Zanon, concessionario Volvo CE Italia dal 1992 per le province di Brescia e Bergamo per quanto concerne la vendita del nuovo, dell’usato, del noleggio e dell’assistenza tecnica. In seguito all’ottimo lavoro svolto negli anni, nel 2019 Volvo CE Italia ha affidato all’azienda - che oggi occupa circa 70 persone - la vendita di tutta la gamma anche nella regione del Trentino Alto-Adige: dopo un anno di assestamento il concessionario ha deciso di aprire altre due sedi per poter assicurare il completo servizio di assistenza e pronto intervento in tutto il territorio. A Fornace, in provincia di Trento, insieme alla famiglia Marchi è stata poi costituita la Zanon&Marchi. Zanon&Tractor è una “business unit” del Gruppo Zanon ed è dedita specificatamente alle province di Bergamo e Cremona: può contare su una forza vendita composta da diversi funzionari commerciali, responsabili per il noleggio e per l’usato, mentre i servizi di assistenza si avvalgono di tecnici specializzati con una conoscenza approfondita delle macchine Volvo, nonché di officine mobili attrezzate per l’assistenza esterna presso le sedi e i cantieri della clientela.

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ON SITE “LOAD ASSIST”: IL SISTEMA INFORMATIVO DI BORDO La pala gommata L260H utilizzata all’interno di Cava Ghisalba è dotata di “Load Assist”, un temine che designa una serie di applicazioni di controllo macchina progettate da Volvo CE per le proprie pale gommate. Queste “app” funzionano in ambiente “Volvo Co-pilot”, l’interfaccia di bordo con schermo tattile ad alta risoluzione da 10” che fornisce libero accesso a tutte le funzionalità integrate alla macchina e consente di rispettare le tabelle di lavoro, aumentare la continuità operativa e assicurare la redditività dell’azienda. Il sistema “Load Assist” è nato nel 2016, inizialmente con l’app “On-Board Weighing” ed è stato ampliato nel 2019 con l’integrazione di “Operator Coaching”, prodotto che migliora le prestazioni dell’operatore indicandogli le modalità più appropriate per lavorare in modo efficace. Nel 2020 altre nuove applicazioni si sono aggiunte al sistema; in più, “Load Assist” è diventato compatibile con un maggior numero di pale gommate Volvo CE, nella fattispecie dal modello L60H all’L350H. Le cinque nuove applicazioni - “Sistema di monitoraggio pressione pneumatici”, “Map app”, “Calculator app”, “Notes app” e “Weather app” - puntano a migliorare la facilità operativa, la sicurezza e l’efficienza complessiva del cantiere. Operazioni che prima era possibile eseguire solo manualmente o scendendo dalla cabina, possono essere ora automatizzate senza muoversi dall’abitacolo. Ma non solo, perché sono state infatti aggiornate anche diverse funzionalità pre-esistenti: il sistema di rilevamento radar, se ordinato, viene ora integrato in “Volvo Co-pilot” (consente di beneficiare della retrocamera e delle informazioni sul carico, visualizzate su un unico display per una maggiore comodità e sicurezza durante la retromarcia); inoltre, gli operatori possono scegliere tra le modalità “Contachilometri parziale”, “Carico autocarro”, “Stoccaggio e Lavorazione”.

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digitalizzata di svariate operazioni, che fino a poco tempo fa erano demandate all’operatività del personale sui mezzi. Per quanto riguarda il marchio Volvo contiamo nel nostro parco mezzi una pala gommata L150G e una L260H, due dumper articolati A30G, un escavatore cingolato EC210C e un escavatore cingolato EC220ENL. Sono inoltre in arrivo un escavatore EC300ENL (dotato dei nuovi ‘Hand Sensing Joystick’, una nuova funzionalità che contribuisce a eliminare i movimenti delle macchine dovute all’attivazione accidentale del joystick sinistro) e una pala gommata L150H”. La pala gommata L260H Al momento della nostra visita, all’interno del perimetro di cava era preponderante la presenza della pala gommata Volvo L260H, impegnata nell’alimentazione dell’impianto di frantumazione e delle tramogge dell’impianto di calcestruzzo, nonché nel carico dei materiali prodotti sui mezzi d’opera che, in modo perpetuo, si dirigono all’esterno della cava in direzione dei vari cantieri attivi in zona. È una macchina da 35 t, questa, progettata da Volvo Construction Equipment per fare fronte alle crescenti richieste del settore e costruita per affrontare applicazioni anche gravose. Spiega Pietro Zanon, Area Manager del concessionario Zanon & Tractor, presente in occasione della nostra visita: “Aggiornata con le più recenti tecnologie (una tra tutte, il sistema Load Assist,


che ottimizza i cicli di trasporto), la pala gommata L260H vanta un’elevata produttività, garantita anche da una sapiente riprogettazione dell’interasse, da una distribuzione ottimale del peso sul telaio anteriore e dal particolare sistema di sollevamento dell’avambraccio: caratteristiche, queste ultime, che combinate insieme consentono di utilizzare diverse tipologie di benne, anche molto capienti”. Progettata per garantire la massima produttività, infatti, la pala gommata Volvo L260H è dotata di un motore D13J Stage V. “L’impianto idraulico sensibile al carico di nuova generazione è stato progettato per offrire una rispondenza superiore dell’attrezzatura e migliorare la velocità

A ESEGUIRE GLI INTERVENTI DI ESCAVAZIONE E IN FRONTE CAVA È PRESENTE UN ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC220ENL, UNA MACCHINA DA 22 T, DOTATO DI MOTORE D6J STAGE V. ALL’INTERNO DEL SITO È OPERATIVO ANCHE UN ESCAVATORE EC210C, A CUI SI AGGIUNGERÀ A BREVE ANCHE IL MODELLO DI ULTIMA GENERAZIONE EC300ENL

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ON SITE di sollevamento e abbassamento del braccio”, continua Zanon. “Per offrire cicli di lavoro più brevi, poi, la trasmissione HTL310 funziona in simbiosi con il motore e gli assali, mentre il nuovo convertitore consente di ottenere una coppia molto elevata, per prestazioni ancora migliori. Sono inoltre stati ridotti gli intervalli tra i rapporti per offrire un’accelerazione superiore”. Da par loro, Stefano Villa e Maurizio Pisana - oltre a confermare ovviamente l’importanza degli aspetti legati alla produttività - sottolineano le doti di efficienza e comfort garantite dalla pala gommata L260H: “L’efficienza dei consumi è un aspetto fondamentale nella nostra attività, come per chiunque utilizzi un mezzo di questo genere. Efficienza che LA PALA GOMMATA VOLVO L260H IN AZIONE ALL’INTERNO DI CAVA GHISALBA. DOTATA DI TUTTA LA POTENZA NECESSARIA PER LE APPLICAZIONI PIÙ GRAVOSE, QUESTA MACCHINA GARANTISCE UN’ELEVATA DURATA. IL CINEMATISMO A “Z” OFFRE UN’ELEVATA FORZA DI STRAPPO E CONSENTE DI SOLLEVARE LA BENNA A PIENO CARICO FINO ALLA MASSIMA ALTEZZA. LA STRUTTURA DEL TELAIO SI ABBINA ALLA CATENA CINEMATICA VOLVO ED È DOTATA DI UNA VENTOLA DI RAFFREDDAMENTO TRAINATA IDRAULICAMENTE CHE PROVVEDE A REGOLARE LA TEMPERATURA DEI VARI COMPONENTI

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qui è garantita da un impianto idraulico di nuova generazione che consente di risparmiare la potenza della pompa per l’utilizzo di altre funzioni attraverso la riduzione della portata dell’olio idraulico durante le fasi di abbassamento e scarico della benna. Movimenti che vengono svolti innumerevoli volte in cava. Il freno di stazionamento a secco, inoltre, elimina la perdita di resistenza causata dal freno a dischi in bagno d’olio”. “Oltre a ciò - aggiunge Pietro Zanon – l’aggiornamento della tecnologia OptiShift ha consentito di integrare la funzione RBB (Reverse By Braking), brevettata da Volvo, con un nuovo convertitore di coppia con funzione lockup, per ottenere una trazione diretta tra il motore e il cambio e ridurre in modo

significativo il consumo di carburante. L’efficienza dei consumi è stata migliorata anche grazie al sistema FAPS (Fully Automatic Power Shift), che provvede a selezionare il rapporto ottimale per un perfetto abbinamento tra motore e velocità di marcia. La pala L260H è poi equipaggiata con il pedale ECO, una caratteristica esclusiva introdotta da Volvo che permette di lavorare in modo più economico applicando una forza meccanica contraria quando viene utilizzato in modo eccessivo l’acceleratore”. Abbiamo citato anche il fattore comfort, garantito qui - tra le altre cose - dalla possibilità di scegliere tra una singola leva o più leve di comando e tra tre diverse modalità di funzionamento dell’impianto idraulico.

“La pala gommata Volvo L260H - confermano Villa e Pisana - può essere personalizzata per migliorare comfort e produttività. La nuova funzione di livellamento della benna consente di riportare automaticamente in piano la benna dopo lo scarico o quando è inclinata all’indietro, in modo da ridurre la fatica dei nostri operatori. Per facilitare ulteriormente le manovre è presente il sistema CDC (Comfort Drive Control), che consente di sterzare la macchina tramite una piccola leva. Anche la visibilità dalla cabina è notevole, e questo non è un elemento di secondaria importanza ai fini della produttività, oltre che della sicurezza all’interno del sito di lavoro e in un sito come Cava Ghisalba, dove il traffico di mezzi pesanti è all’ordine del giorno”. ■

LA SCHEDA TECNICA La pala gommata L260H Motore:

Volvo D13J - 6 cilindri 13 l - Stage V

Potenza motore netta (ISO 9249, SAE J1349):

309 kW a 1.500 giri/min

Capacità di ribaltamento statico (a sterzata massima):

23.770 kg

Capacità benna:

5,3-10,2 m3

Forza di stappo:

328 kN

Altezza da terra min.:

600 mm

Coppia max. (ISO 9249, SAE J1349):

2.328 Nm

Oscillazione assale posteriore:

±15°

Sistema di sollevamento braccio:

leverismo a “Z”

Altezza di carico/scarico:

4.620/6.450 mm

Angolo di scarico: Pneumatici: Peso operativo:

43° 29.5 R25, 875/65 R29 34.000-39.000 kg

settembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 113


FIERE Ecomondo

SEMAFORO “VERDE” Dopo la “Special Digital Edition” tenutasi nel 2020 la manifestazione in programma a Rimini il prossimo ottobre, dedicata allo sviluppo sostenibile e ai cambiamenti climatici, torna “in presenza” per fornire agli operatori del settore un luogo di (ampio) dibattito e confronto di Liliana Rebaglia

S

ono ai nastri di partenza - e pronte per un atteso ritorno “in presenza” con importanti e attuali tematiche - la 24ª edizione di Ecomondo, il Salone internazionale specializzato in tecnologie ambientali, e la 14ª edizione di Key Energy, l’evento dedicato alle energie rinnovabili, smart cities ed efficienza energetica, che si terranno dal 26 al 29 ottobre 2021 nel quartiere fieristico di Rimini. Quest’anno il tema al centro del dibattito della nuova edizione di Ecomondo 2021 sarà la transizione ecologica guidata dal piano del Next Generation EU, un evento che si riconferma attento e in 114 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

linea con lo sviluppo su scala globale di un nuovo modello economico e sociale e con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ecomondo e Key Energy, oltre che collaudate piattaforme commerciali rappresentano, infatti, un vero e proprio “think-tank”, che affronta da sempre le tematiche attuali dibattute dal mondo imprenditoriale, finanziario e della Pubblica amministrazione. Le fiere rappresentano uno dei più potenti moltiplicatori di business e in prospettiva, grazie al Recovery Plan da 750 miliardi di euro finanziato dall’Unione Europea, la trasformazione “green” sarà in cima agli impegni di tutti i governi.

I temi proposti Ecomondo, da sempre in prima linea nel favorire la riconversione “green” del nostro paese, è tra le uniche piattaforme in Europa a offrire un ampio programma di conferenze, workshop e seminari. Saranno numerosi i relatori della filiera dell’industria, del mon-


dustria. Le quattro aree tematiche su cui verterà la nuova edizione di Ecomondo riguarderanno, infatti: rifiuti e risorse, con sistemi e tecnologie per il recupero delle materie prime e secondarie; bioeconomia circolare, con la presentazione di progetti di “ecodesign” e per la riconversione industriale e soluzioni per la digitalizzazione delle imprese; bioenergie e biocarburanti e sistemi di trasporto e logistica “low carbon”; bonifica e rischio idrogeologico, con i piani per la rigenerazione dei suoli, tutela del territorio e della risorsa idrica. Le aree di interesse trattate da Key Energy quest’anno, invece, affronteranno temi quali: energie rinnovabili, “storage” e soluzioni per una generazione elettrica distribuita; efficientamento energetico negli edifici e nei processi industriali; cogenerazione, trigenerazione e micro-cogenerazione; lo sviluppo di nuove città ecologiche, circolari, digitali ed elettriche e di una mobilità sostenibile al loro interno. Il tradizionale svolgimento “in presenza” della manifestaizone sarà comunque supportato dalla piattaforma digitale già sperimentata nella scorsa edizione “Smart, Safe & Connected”, che permetterà di molti-

plicare le opportunità di business e di incontro, soprattutto per gli operatori internazionali. ■

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Italian Exhibition Group • Periodicità: annuale • Edizione: 24ª • Luogo evento: Quartiere fieristico di Rimini • Data e Orari: dal 26 al 29 ottobre 2021 – ore 9:00/18:30 • Settori merceologici: tecnologie, impianti, attrezzature, servizi e materiali per la produzione • Aree tematiche: Rifiuti e risorse, bioeconomia circolare, bonifica e rischio idrogeologico • Espositori: 1.160 (il 15% provenienti da 30 Paesi nel mondo) • Area espositiva: 109.500 m²

do della ricerca e delle istituzioni volti a presentare le necessità normative e di innovazione sul fronte della transizione ecologica. Nuove necessità, nazionali e internazionali, che genereranno infinite possibilità per le filiere di edilizia, packaging e plastica, elettronica, tessile, automotive, “agrifood”, forestale, “biobased” e dell’economia del mare. Grazie all’ampia area espositiva offerta dal centro fieristico di Rimini i due eventi offriranno un luogo presso cui sarà possibile instaurare relazioni istituzionali e di business e ospitare progetti, soluzioni tecnologiche, convegni, dibattiti, innovazioni su argomenti quanto mai attuali per la società e i settori dell’insettembre 2021 - ONSITECONSTRUCTION 115


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

CANGINI BENNE

La spazzatrice Easy Sweepy “L’idea di fondo dalla quale è partito il progetto della nuova spazzatrice Easy Sweepy è, come si deduce dal nome, quella di rendere le operazioni di pulizia più facili e modulabili in base alle necessità dell’utente”: così spiega l’evoluzione di questa nuova attrezzatura Juri Bendoni, responsabile tecnico di Cangini Benne. “Abbiamo voluto creare un’attrezzatura che fosse conforme al massimo con le esigenze dei nostri utilizzatori in ambito di manutenzione stradale. Nella fase preliminare di progettazione di una nuova attrezzatura è importante considerare ciò che richiede il mercato; prendiamo poi spunto dai modelli precedenti a catalogo dai quali vengono valutati i vantaggi con lo scopo di ottimizzarli e i punti critici con il fine di eliminarli in modo tale da creare una soluzione performante e in linea con i nostri principi, che vedono al primo posto la sicurezza dell’utente e l’orientamento al risultato finale. Il tutto implementato dall’innovazione che si vede applicata a tutte le nostre attrezzature, in questo caso anche alla spazzatrice Easy Sweepy, in funzione di ridurre l’impatto sull’ambiente e il risparmio energetico”. Un must di questa attrezzatura è

116 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021

l’adattabilità al terreno durante tutta la durata del lavoro grazie ai sistemi di inclinazione meccanica orizzontale +/-10°, l’inclinazione idraulica +/-20° e il flottante compatto 200 mm, che le permettono di seguire l’andamento del terreno migliorando la qualità del lavoro. Ciò si traduce in un minore consumo di carburante e nell’ottimizzazione dei tempi di lavorazione, a garanzia di un risultato efficiente di pulizia senza bisogno di ripetizioni. Allo stesso modo, l’ampia disponibilità di spazzole per tutte le esigenze in funzione della superficie da “trattare” la rende ancora più versatile e conforme a qualsiasi area da lavorare. Le spazzole in materiale PPL o PPL+ acciaio (per superfici abrasive) garantiscono una pulizia profonda di cordoli e cigli stradali.

“Un ulteriore fattore di vantaggio è il nuovo design più leggero e compatto, ribassato frontalmente, pensato per consentire una visibilità ottimale”, dichiara Bendoni. Alla lista delle specifiche tecniche si aggiunge la capienza della vasca di raccolta, che rende la Easy Sweepy capace di raccogliere grosse quantità di polvere e ghiaia per pulire zone anche molto estese. Per un risultato completo e ottimale è disponibile l’impianto di abbattimento polveri con serbatoio e pompa che permette di abbattere le polveri generate durante le lavorazioni migliorando al contempo le condizioni di lavoro dell’operatore. I nebulizzatori sono installati all’interno della benna. “Dal punto di vista tecnico un grande vantaggio è il motore integrato nel rullo, studiato per evitare sporgenze laterali che possano urtare eventuali ostacoli incontrati lungo la superficie da trattare. Per facilitare la vita dell’operatore abbiamo ideato la console elettronica in cabina, che permette di utilizzare tutte le funzioni dell’attrezzatura tramite un comando diretto”, aggiunge Bendoni. L’ampia gamma di modelli ne valorizza appieno le funzionalità, rendendo l’attrezzatura performante su skid, pale, terne e telescopici, in modo da coprire diverse larghezze della macchina operatrice.


KRAMER-WERKE

Il cambio rapido “Smart Attach” Kramer-Werke presenta un nuovo attacco a cambio rapido completamente idraulico: con questo ulteriore sviluppo brevettato e a prova di futuro, Kramer consentirà in futuro che interruzioni spontanee dovute a un cambio di attrezzatura non influenzino più il processo di lavoro pianificato. L’attenzione è stata concentrata sulle esigenze dei clienti e quindi sono stati creati vantaggi elementari e a prova di futuro. La piastra di cambio rapido Kramer fa parte della dotazione standard delle pale gommate dal 1963 ed è ancora oggi un sistema efficace. Il supporto collaudato continua a costituire la base per l’ulteriore sviluppo dell’attacco a cambio rapido ora completamente idraulico “Smart Attach”: le dimensioni di entrambi i dispositivi sono identiche, in modo che gli accessori esistenti possano essere ancora utilizzati. Gli accessori ad azionamento idraulico possono essere accoppiati al nuovo dispositivo senza dover scendere e risalire dal mezzo, poiché il circuito idraulico è collegato automaticamente; l’accessorio è quindi facilmente bloccato premendo un pulsante, utilizzando un’operazione sicura a due mani e accoppiato

idraulicamente; lo scarico automatico della pressione è incluso. L’indicatore di bloccaggio integrato nell’unità di accoppiamento mostra in qualsiasi momento se l’accessorio è collegato correttamente e in sicurezza alla macchina.

Tutte le macchine già dotate della nuova piastra di cambio rapido

visualizzano sul display anche un relativo simbolo illuminato. La flessibilità è la particolarità del nuovo e brevettato sistema “Smart Attach”. Kramer fornisce la dichiarazione di conformità CE per l’intero sistema, sia per macchine che accessori.

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MALAGUTI

La piastra compattatrice “best seller” La piastra compattatrice Malaguti garantisce la massima efficienza e qualità di compattazione in presenza di ogni tipologia di superficie. L’azienda nasce dalle fondamenta di oltre mezzo secolo di storia di Officine Malaguti e incarna i caratteri distintivi di eccellenza e professionalità, da sempre punti cardine che l’hanno resa una forza stabile e solida sul mercato. Il modello di piastra compattatrice Malaguti è quindi sinonimo di affidabilità, funzionalità e qualità, elementi garantiti alla tecnologia avanzata della piastra vibrante. Il sistema di vibrazione della piastra, infatti, ottimizza e migliora la compattazione del materiale di riempimento dello scavo in seguito all’interramento di cavi e tubi, ottenendo così un fondo solido e omogeneo immune agli effetti del passare del tempo. La piastra è progettata con lo scopo di compattare qualsiasi tipo di superficie, per ogni esigenza. Un’altra caratteristica vantaggiosa di questo strumento è quella di ottenere il migliore dei risultati nel minor tempo possibile, in condizioni di massima sicurezza. L’operatore, nel momento in cui la piastra viene azionata e utilizzata, può governare l’attrezzatura direttamente dalla cabina senza dover presenziare fisicamente all’interno dell’area di lavoro, riuscendo a ottenere comunque un risultato veloce, pulito e lineare. I modelli di piastra compattatrice standard Malaguti spaziano dalla versione più piccola per le macchine da 1,5 t fino a macchine da 40 t. All’interno del kit dell’attrezzatura è compreso l’attacco fisso per la macchina alla quale verrà applicata. Malaguti offre una vasta gamma di modelli di piastre opzionali con misure differenti (consultabili nel catalogo del sito online), in base alla tipologia di lavoro da svolgere.

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SOILMEC

La nuova perforatrice SM-11 La nuova SM-11 è una perforatrice di medie dimensioni ed è l’ultima arrivata della gamma Soilmec per applicazioni di micropali e ancoraggi. Il sistema di tiro/spinta ad alte prestazioni e flessibile ben si adatta alle varie esigenze di lavoro, con una combinazione di prestazioni ed efficienza e un design compatto per cantieri ad accesso limitato. Grazie al suo design la macchina può essere configurata con differenti teste di rotazione singola, doppia e Tophammer, per eseguire consolidamenti, micropali e ancoraggi con diverse tecnologie di scavo. Con un peso operativo di 11 t, la perforatrice è installata su un sottocarro con cingoli oscillanti di ±10 ° completo di due stabilizzatori fissati posteriormente, per dare una maggiore stabilità su qualsiasi formazione di terreno. L’attrezzatura può essere equipaggiata su richiesta con un carro di tipo fisso con due stabilizzatori girevoli anteriori e due fissi posteriori. Il cuore dell’SM-11 è un motore Cummins F 3.8 da 115 kW: vanta alte prestazioni e basse emissioni, oltre a un’estrema facilità di manutenzione. Il motore è dotato di sistema “lowidle” sulla gestione dei giri del motore, potendo regolare automaticamente la velocità in base alle esigenze. La decisione di dotare l’SM-11 di un grande motore diesel

consente alla perforatrice di utilizzare e sfruttare le configurazioni a doppia testa più grande e Tophammer. L’impianto idraulico è gestito dal sistema di controllo FullLoad Sensing, che aiuta a ridurre i costi operativi e ad aumentare la durata

dei componenti, gestendo in modo intelligente la richiesta di potenza. La SM-11 combina la cinematica del giunto della parete anteriore e del braccio telescopico: ciò consente di forare sul lato dei binari e raggiungere facilmente spazi estremi.

Il suo cinematismo combina il sistema “front of the wall” con il boom telescopico, consentendo di scavare a lato cingolo e di lavorare in modo rapido e facile anche in spazi ristretti.

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KOMATSU

Il sistema K100 Il nuovo sistema K100 di Komatsu consente all’operatore dell’escavatore da demolizione PC490HRD-11 di cambiare la configurazione del braccio senza allontanarsi dalla cabina e senza assistenza dall’esterno. Il sistema è pienamente conforme alle norme ISO sulla sicurezza ed è dotato di un pannello di interfaccia uomomacchina (Human Machine Interface - HMI), con un sistema integrato di controllo di sicurezza. Le aziende del settore della demolizione possono sfruttare quindi appieno il potenziale dell’escavatore Komatsu PC490HRD-11 grazie al sistema di cambio braccio K100. Con ben sei diverse configurazioni operative, dai 32 m di estensione ai 28 m fino all’estensione media, comunque rilevante, e all’attrezzatura di scavo, l’operatore può dunque utilizzare la quantità di potenza corretta in ogni fase del progetto. La tecnologia brevettata K100 consente di montare il braccio di scavo in configurazione sia piegata che diritta, riducendo il numero di pezzi richiesti. Il sistema di cambio braccio K100 consente all’azienda di ridurre il tempo dedicato al progetto e di minimizzare i costi grazie alla possibilità di configurare facilmente la macchina in modo

da gestire le parti più pesanti della struttura o sgomberare i materiali risultanti dalla demolizione, per poi tornare rapidamente a lavorare in una delle configurazioni per altezze elevate in pochi minuti. Se utilizzato sfruttando

al massimo il suo potenziale, l’escavatore cingolato da demolizione Komatsu PC490HRD-11 con sistema di cambio braccio K100 potrebbe anche rendere inutile la presenza di una macchina ausiliaria per lo sgombero del cantiere.


PRODOTTI CIFA

La pompa autocarrata K36L-5 Durante un recente evento streaming, CIFA (Senago – MI) ha annunciato il lancio sul mercato italiano della K36L-5, un nuovo modello di pompa autocarrata

che andrà ad aggiungersi alla linea di macchine Steeltech offerta dall’azienda appartenente al gruppo Zoomlion. La K36L-5 è una pompa innovativa nel segmento dei 30-40 m dotata di un peso complessivo molto ridotto (inferiore alle 26 t) e un braccio da 36 m a cinque sezioni, dalla flessibilità molto elevata, una caratteristica sottolineata anche dallo slogan “Una cinque sezioni mai vista prima”. Una macchina, questa, ideata dal costruttore per offrire un’elevata facilità d’uso e in grado di lavorare anche in cantieri dagli spazi molto ristretti, come racconta Marco Polastri, direttore Sales Aftersales & Marketing di CIFA: “La K36L-5 è stata progettata per essere la pompa per calcestruzzo perfetta per ogni

cantiere - soprattutto per quelli con limitata disponibilità di spazio - e per ogni operatore, perfino i meno esperti. È la risposta alle esigenze operative dei lavoratori e delle aziende, per i quali la facilità di utilizzo di un mezzo e il risparmio del tempo che ne deriva sono due aspetti essenziali, ora più che mai. Questo nuovo prodotto si inserisce in una strategia di CIFA che punta a razionalizzare l’offerta in virtù delle nuove esigenze del cantiere”.

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MECALAC

Evoluzione MDX Dopo il successo della gamma MDX e il lancio del modello 3.5MDX da 3,5 t, Mecalac ha annunciato importanti evoluzioni nella sua gamma di dumper. La prima riguarderà i nuovi modelli 6MDX da 6 t e 9MDX da 9 t, dotati di trasmissione idrostatica come optional; la seconda consisterà nella disponibilità del rollbar pieghevole ROPS, che rende la cabina opzionale su questi nuovi modelli. Ampiamente utilizzata nel settore delle macchine da cantiere, la trasmissione idrostatica sostituisce quella meccanica con rapporti fissi, assicura manovre più facili senza cambio di marcia e fornisce il vantaggio di una frenata dinamica reattiva. I nuovi 6MDX e 9MDX idrostatici sono quindi ideali per le flotte di noleggio e per le imprese che cambiano frequentemente operatori. La trasmissione idrostatica garantisce anche un migliore comfort per l’operatore, grazie a un’accelerazione fluida e costante. L’eliminazione della leva del cambio comporta una postazione più spaziosa, mentre un minor numero di componenti significa meno manutenzione e usura generale. Entrambi i nuovi modelli, poi, saranno disponibili con l’opzione di una cabina integrata o del rollbar pieghevole ROPS: portatori di nuovi standard di sicurezza in cantiere e contraddistinti da un elegante design, i nuovi modelli sono facili da trasportare da un cantiere all’altro e consentono agli operatori di lavorare con facilità in luoghi caratterizzati da altezze ridotte. La struttura è facilmente ripiegabile grazie a una maniglia e a un pistone a gas: ciò significa che l’abbassamento e il sollevamento del rollbar ROPS si eseguono in sicurezza e senza sforzo manuale. Per maggiore sicurezza e comfort i modelli 6MDX e 9MDX possono essere dotati della cabina isolata MDX, che riduce al minimo le vibrazioni e il rumore. La cabina MDX certificata ROPS/FOPS è stata progettata e testata da Mecalac per resistere agli impatti durante il caricamento del cassone.


LE RIVISTE PER IL TUO BUSINESS La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

La rivista per le macchine e le tecnologie per perforazioni, fondazioni e consolidamento UNDERGROUND

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BOBCAT

Spazzoloni con benna di raccolta Bobcat ha lanciato una nuova gamma di cinque spazzoloni con benna di raccolta che fanno parte del suo portfolio di accessori per la manutenzione di strade. I nuovi accessori sono progettati per assicurare versatilità e l’uso su diverse macchine Bobcat, tra cui pale cingolate, skid, pale compatte gommate, pale articolate di piccole dimensioni e telescopici a telaio rigido. Queste attrezzature sono entrate a far parte del portfolio prodotti Bobcat al fianco di frese, scava-canali a disco, stendi-asfalto e materiale di risulta, livellatrici, scava-canali e spazzoloni angolabili. Insieme alla gamma di macchine Bobcat in continua espansione, questi accessori offrono soluzioni ad alte prestazioni per applicazioni di manutenzione su asfalto, calcestruzzo, strade e marciapiedi. Oltre a eccellere nelle applicazioni su strade, i nuovi spazzoloni con benna di raccolta Bobcat sono una soluzione ideale in numerosi altri lavori, ad esempio pulizia, riciclaggio, costruzione e demolizione e applicazioni nel mercato agricolo. “Per prolungarne la durata è necessario eseguire regolarmente la manutenzione e la riparazione delle superfici in asfalto. In risposta alla crescente domanda, Bobcat continua a investire nell’ampliamento della

gamma di accessori per la manutenzione di strade e ora offriamo il più ampio portfolio del mercato con prodotti quali frese, spazzoloni con benna di raccolta, scava-canali a disco e macchine di compattazione leggera”, commenta Daniele

Paciotti, Bobcat Product Line Manager per gli accessori. I cinque modelli

di spazzoloni della nuova gamma Bobcat hanno una larghezza di spazzolamento da 110 a 215 cm e benna con capacità da 0,22 a 0,44 m3 per la raccolta di detriti. Tutti i modelli sono disponibili con caratteristiche di piattaforma unificate.

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Berti

19

Brigade Elettronica

125

Cangini CGA Ricambi

5 21-33

Bobcat

127

Elsa Solutions

25

Espi Engineering

119

Europarts

79

Fiera Asphaltica

122

Fiera Ecomondo

28

Fiera Komatek

34

Flash Battery

123

G.D.M.

35

Giorgio Novara

124

Grafiche MDM

120

H.P.S. Centro Oleodinamico

118

Hinowa

24

Indeco

17

JCB

III COPERTINA

M3-MetalMeccanica Moderna

27

Ma-Estro

117

Malaguti

7

MP Filtri

31

Oleomarket

75

Pio Pellacini

49

RMC

9

Samep Tools

II COPERTINA

Sandvik

IV COPERTINA

Scai

1

Simex

3

SIP&T

20

Topcon Positioning Italy

53

Trevi Benne

11

Trimeccanica

23

U.Emme

29

Vermeer

41

Volvo CE Italia

13

Wacker Neuson

121

Wirtgen Macchine

59

Yanmar

15

128 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2021


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OnSite Construction n.6 - Settembre 2021 by OnSite News - Issuu