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SOMMARIO SETTEMBRE 2018 - N. 6
52 Ciancaleoni
L’usato che non tradisce
di Pietro Gabrielli
78 Innovazioni applicate
56 Blend
La “miscela” giusta per il successo
di Ettore Zanatta
ATTREZZATURE
In copertina: SANDVIK
Un brand su cui contare
di Pietro Gabrielli
COMPONENTI
74 Goodyear 4
Editoriale
di Ettore Zanatta
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Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITA’
Innovazioni digitali per il settore OTR di Riccardo Lorenzi
Cantiere 4.0: la quarta rivoluzione industriale
di Lorenzo Zacchetti
MACCHINE Dietro le quinte del futuro
di Pietro Gabrielli
Arrivano i pezzi “grossi”
di Riccardo Lorenzi
48 Soilmec
EVOluzione nella perforazione
di Stefano Vitali
Hands On IL MINIESCAVATORE JCB Z-1
ZTS: ZONA A TRAFFICO… COMPATTO di Ettore Zanatta
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017 Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)
di Ettore Zanatta
DOSSIER
La seconda vita degli scarti di produzione
di Lorenzo Zacchetti
ON SITE
del nuovo magazzino Barilla Pali da gigante
di Riccardo Lorenzi
roccioso in Puglia Il “solista” delle centro contrade
di Stefano Vitali
110 Esecuzione di micropali
44 Kato Imer
102 Sbancamento di terreno
40 Wacker Neuson
al settore Cava e Construction Tecnologie e soluzioni per la cava 4.0
94 Realizzazione delle fondamenta
34 Tecnologia e innovazione
84 Ambiente e cantiere
70 SIP&T
TECNOLOGIE
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
60
in un cantiere di edilizia residenziale Una berlinese a Milano
di Ettore Zanatta
FIERE
118 Ecomondo
Lotta alla plastica
di Lorenzo Zacchetti
120 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA
EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Sul “ponte” degli imputati
D
opo il crollo del Ponte Polcevera a Genova ritorna sul banco degli imputati uno dei più intoccabili protagonisti delle costruzioni: il calcestruzzo. La cosiddetta “pietra liquida” – e mai come ora tale definizione appare più cupamente beffarda, piuttosto che poetica – ha dimostrato, nella circostanza, tutta la sua fragilità. Certo, saranno le indagini ad accendere una luce di chiarezza sulle ragioni e gli errori tecnici che hanno portato a tale disastro. Una cosa è certa: al di là degli assolutismi e delle condanne sommarie, va detto che il calcestruzzo non è il futuro esclusivo delle costruzioni. È una pedina strategica da giocare con molta attenzione, adottando metodologie combinate e analisi approfondite e realistiche. Lo stato preoccupante di innumerevoli opere di viabilità sospesa nel nostro Paese è evidente: il calcestruzzo impiegato massicciamente per la loro realizzazione risulta ammalorato, irreversibilmente, a distanza di pochi decenni. Al netto della criminale assenza di qualità di certe forniture e dell’incuria proverbiale da parte dei concessionari e delle società deputate alla manutenzione, non si può continuare a nascondere la verità sostanziale di quello che è, sotto il profilo squisitamente tecnico, lo stato delle cose. I ponti e i viadotti in calcestruzzo armato sono “a termine”: la durata di queste infrastrutture è di circa un secolo, con il beneficio di controlli e monitoraggi costanti dei vari elementi strutturali dell’opera. Sostenuti, non ci sarebbe bisogno di dirlo, da interventi oculati, profondi e impeccabili. Altrimenti, ogni progetto realizzato in un passato vicino anagraficamente, ma irrimediabilmente lontano dal punto di vista tecnologico ed esecutivo, è destinato al disastro. Lo ha scritto nel 2003 uno dei più illuminati analisti e protagonisti delle costruzioni italiane come l’ingegner Franco Levi: “Il cemento armato precompresso deve difendersi anche da altri nemici insidiosi: la corrosione e la rottura spontanea sotto sforzo (…). Così (questo materiale) oggi è diventato un sorvegliato speciale (…)”. L’era del calcestruzzo nelle grandi opere è dunque finita? Ogni studio e progresso scientifico basato su questo materiale è da rottamare? La risposta è no. La risposta corretta è una sola: nella combinazione di soluzioni e idee è fondamentale una progettazione materica responsabile e sapiente. Occorrono competenze e ricerca. Invece, se pensiamo alla pressoché generalizzata eliminazione dei corsi di tecnologia dei materiali nella formazione degli ingegneri civili a indirizzo strutturale, l’allerta alle nostre paure e ai nostri dubbi non può che essere giustificata.
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ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
CROLLO PONTE MORANDI
Genova, Ance: tempi lunghi per il nuovo ponte senza un piano condiviso Il 14 Agosto 2018, giorno del crollo del Ponte Morandi a Genova, rimarrà una data scritta nella storia. In queste settimane si sono accavallate un numero incalcolabile di notizie e opinioni, accuse e smentite, ipotesi e idee progettuali, critiche e annunci istituzionali. Restando sul terreno delle cose da fare e del come farle, arriva dall’Ance una nota ufficiale sull’argomento. “Sì a misure eccezionali per accelerare i lavori, ma servono governance definita e regole chiare” si legge nella nota stampa diffusa dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili. “L’Ance è notoriamente da sempre contraria alle deroghe alle norme ordinarie, quando vengono utilizzate per rimediare ai ritardi dell’amministrazione, come il caso delle Universiadi 2019 o dei Mondiali di Cortina 2021. La tragedia di Genova è un evento
eccezionale, che impone scelte eccezionali, da assumere con senso di responsabilità, superando divisioni e particolarismi. Genova deve tornare a vivere. L’Italia e l’Europa devono tornare ad avere al più presto uno dei porti e degli hub più importanti del Mediterraneo. Per questo, tutte le misure che verranno prese nelle prossime ore dal Governo che vadano in questa direzione ci trovano d’accordo. Occorre però una governance del processo ben definita, e un insieme di regole che, seppure eccezionali,
devono comunque essere chiare e trasparenti”. Ma anche misure eccezionali possono non bastare: “Occorre lavorare alla programmazione puntuale di tutte le fasi progettuali, autorizzative e realizzative dell’opera, altrimenti tra un anno Genova non potrà avere il suo Ponte. Serve, dunque, innanzitutto una valutazione attenta di ciò che è meglio fare per la città e per il suo territorio”, prosegue la nota dei vertici dei costruttori italiani. “Occorre una progettazione di qualità, un processo realizzativo rapido che possa contare sulle migliori professionalità e tecnologie disponibili. L’Italia può vantare imprese che sono apprezzate in tutto il Mondo per la propria capacità di realizzare opere di altissimo livello e hanno il know how e le competenze necessarie per affrontare al meglio questa sfida.”
INFRASTRUTTURE
Una nuova tramvia per Firenze Centinaia di persone hanno preso parte il 17 Luglio scorso, negli spazi antistanti l’ospedale di Careggi, all’inaugurazione della nuova linea “Leonardo” della tramvia, che trasporta le persone lungo il tragitto dalla stazione ferroviaria al grande presidio ospedaliero del capoluogo. CMB, impegnata attraverso la consortile TRAFITER nella costruzione della Linea 3 dal maggio 2014, ha portato a termine i lavori con grande e costante impegno delle maestranze e dei suoi tecnici, oltre alla collaborazione con l’ATI costruttori, del concessionario Tram S.p.a. e del Comune di Firenze. 6
ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Con una media di circa 150 lavoratori il giorno, le lavorazioni della Linea 3 si sono contraddistinte per quanto riguarda l’ambiente e la sicurezza sul lavoro svolto all’interno del cantiere: sono intervenute persone provenienti da 13 paesi diversi di circa 30 ditte, per lo più provenienti dal territorio fiorentino con ricadute positive per l’indotto del settore.
Tra i partecipanti alla cerimonia, condotta dal sindaco Dario Nardella, erano presenti anche l’ex ministro per le infrastrutture Graziano Delrio e l’ex viceministro Riccardo Nencini, oltre al presidente di CMB Carlo Zini e all’arcivescovo Giuseppe Betori. “Oggi è una giornata indimenticabile – ha detto Nardella – viviamo in un paese dove è più facile non fare che fare le cose ma con la forza e la tenacia, se si vogliono fare alle fine si fanno. Firenze può essere un modello in questo: 4 anni per realizzare il tram è un tempo europeo e quasi un record italiano”.
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NOTIZIE GENERAL CONTRACTOR
Salini Impregilo prende il volo a Lima Salini Impregilo si è aggiudicata la gara per un grande progetto di espansione dell’aeroporto internazionale di Lima “Jorge Chávez”, in Perù, ultimo riconoscimento ottenuto dal Gruppo per la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali complessi nel mondo, in collaborazione con i principali clienti pubblici e privati del settore. La compagnia LAP (Lima Airport Partners), controllata dall’operatore aeroportuale tedesco Fraport, ha selezionato il Gruppo, in consorzio con FCC e AECOM, per la progettazione e costruzione dell’espansione aeroportuale di uno dei più grandi aeroporti nel continente sud americano. Il progetto include la costruzione di una seconda pista e di un terminal passeggeri, in un’area aeroportuale che arriverà ad occupare 9 milioni di mq, rispetto agli attuali 2 milioni, consentendo di estendere il servizio
ad oltre 30 milioni di passeggeri ogni anno. Salini Impregilo è presente in Perù dagli anni ’60, dove ha realizzato più di 25 progetti infrastrutturali, in particolare molte strade e dighe, tra cui l’impianto idroelettrico di Mantaro. Attualmente, è impegnata nella realizzazione della Linea 2 e parte della Linea 4 della nuova metropolitana di Lima, per complessivi 35 km di linea sotterranea e 35 stazioni. Tra i più significativi progetti recentemente completati da Salini Impregilo nel continente, si ricorda il nuovo Canale di Panama, che dalla sua inaugurazione, avvenuta
nel 2016, ha avuto un’enorme influenza sul commercio marittimo mondiale, facilitando il passaggio dell’ultimissima generazione di navi mercantili, la cui dimensione impediva la navigazione attraverso il primo canale. Nel settore aeroporti, Salini Impregilo ha anche realizzato alcuni tra gli aeroporti più impegnativi dal punto di vista realizzativo, tra cui quello di Ushuaia, in Argentina, l’aeroporto più a sud nel mondo. Il Gruppo sta consolidando anche nei paesi del Medio Oriente la sua storica esperienza nella realizzazione di scali aeroportuali, con l’espansione dell’Al Maktoum International Airport a Dubai, attraverso la propria sussidiaria americana, Lane Construction. Una volta completato, l’aeroporto servirà oltre 220 milioni di passeggeri all’anno e, secondo le previsioni, sarà il più importante del mondo per grandezza e flusso di ospiti entro il 2050.
ASSODIMI
Il noleggio italiano a congresso Nell’imminenza del 26° Congresso Assodimi, che si terrà il 12 ottobre 2018 a Rocade (Tv) all’interno di H-Farm, incubatore d’impresa. Lo scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 270 persone con 110 aziende di noleggio presenti. Il mercato del noleggio ha visto un 2017 in ripresa, e gli indici del centro studi di Assodimi e di Era vedono i prossimi due anni interessanti. Marco Prosperi, direttore di Assodimi/Assonolo, ad un anno dal successo del 25° Congresso tira le somme dell’anno trascorso. Dal Congresso del 2017 come sta cambiando il noleggio in Italia e qual è lo stato di salute del noleggio? “Il settore è in forte fermento, il mercato del noleggio è ripartito in molte zone del paese su svariati settori. Purtroppo ancora siamo dinanzi a concorrenza interna al settore fra noleggiatori e prestatori di macchine con i clienti che se ne approfittano. Clienti che però hanno una maggiore consapevolezza del noleggio”. La location di quest’anno H-Farm per la propria propensione alla tecnologia e all’organizzazione digitale è molto distante dal mondo del noleggio? Potrebbe essere un modello a cui ispirarsi? “Gli imprenditori del noleggio devono guardare sempre avanti, i clienti del futuro saranno sempre più connessi e vorranno gestire le proprie commesse in remoto e in modo semplice. Una giornata in H-Farm servirà anche per respirare e prendere ispirazione dalle menti che saranno i clienti ed i collaboratori di domani”. Perchè un’azienda di noleggio dovrebbe venire al 26° Congresso Assodimi? “Confrontarsi con altri noleggiatori serve per capire di non essere soli e che solo insieme si può aumentare la cultura del noleggio ottimizzando al meglio il mercato. Il congresso dei noleggiatori ormai da tanti anni rappresenta un momento unico di forte aggregazione e di spunto su svariati temi utili all’ammodernamento dei processi aziendali”.
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ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
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NOTIZIE BOBCAT
Nuovi investimenti nel Centro Innovazione di Dobris Doosan Bobcat ha annunciato una serie di investimenti in nuove tecnologie, macchinari e processi per il Centro Innovazione di Dobris, in Repubblica Ceca. Il Centro Innovazione è il nucleo di ricerca e sviluppo del sito integrato di Dobris, struttura che in un’unica sede racchiude anche produzione, gestione fornitori e formazione. Centro di eccellenza Il Centro Innovazione è un vero e proprio centro di eccellenza ingegneristica europeo che opera come struttura di ricerca e sviluppo per tutti i team di progettazione Doosan Bobcat della regione EMEA, con responsabilità completa per le pale compatte piccole e gli escavatori compatti da 0-3 t. I suoi compiti includono la creazione di nuove soluzioni innovative, lo sviluppo dei prodotti e attività di ricerca e test. La struttura, con oltre 8.000 m2 destinati allo sviluppo e alla prova dei prototipi e 1.400 m2 di uffici, ospita tecnologie avanzate e, in alcuni casi, uniche. Con i recenti progressi nella progettazione e modellazione al computer, molti fabbricanti evitano (o almeno limitano) la fase della fabbricazione e prova dei prototipi fisici. Nuovi investimenti Negli ultimi 12 mesi, Doosan Bobcat ha completato diversi significativi investimenti e ha installato tre importanti tecnologie presso il Centro Innovazione: alesatrice orizzontale CNC; fresatrice CNC a 5 assi; dinamometro. Il costo totale è stato di circa 36 milioni di corone (1,41 milioni di euro), coperti per il 50% da incentivi forniti dal governo ceco. 10 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Alesatrice e fresatrice Queste due macchine sono state installate per rendere ancora più rapida la prototipazione, fornendo pieno controllo dei processi senza dover coinvolgere terze parti. Altre funzioni importanti sono la fabbricazione di elementi per lo stabilimento di produzione di Dobris e il collaudo dei processi di lavorazione per facilitare l’introduzione di nuove lavorazioni in catena di montaggio.
Dinamometro Il dinamometro è uno strumento usato per misurare i carichi di motore e gruppo motopropulsore in condizioni di laboratorio. In base al carico, le prestazioni della macchina (raffreddamento, parametri idraulici, consumo di carburante e così via) vengono testate in condizioni di temperatura ambiente regolata. Il collaudo sul dinamometro è obbligatorio per l’integrazione di nuovi motori e per l’approvazione d’uso dal lato del fornitore. Un nuovo dinamometro da 300 kW con sei generatori elettrici è ora installato nel Centro Innovazione e consente di misurare e ottimizzare le capacità di raffreddamento sotto carico delle macchine nella camera climatizzata “calda” a temperature fino a 55 °C. Le funzioni avanzate del dinamometro consentono di riprodurre e simulare in
ambiente di laboratorio i cicli di funzionamento reali della macchina derivandoli dai dati raccolti sul campo. Il poligono Il poligono utilizzato da Bobcat per le prove sul campo si trova non lontano dal Centro Innovazione e dallo stabilimento di Dobris e accoglie oltre 20 tra ingegneri, operatori e tecnici e una superficie di sei ettari attrezzata con illuminazione artificiale, officine meccaniche e laboratori per la diagnostica. I test sul campo sono ritenuti uno dei principali motori del successo dell’azienda in termini di qualità e rapidità di innovazione e per questo ne è stata approvata l’ulteriore espansione. La superficie del poligono sarà quasi raddoppiata, portandola in futuro a 10 ettari, con un circuito stradale e nuovi siti specializzati per tipi differenti di macchine. Impegno a lungo termine Il Centro Innovazione e il Campus di Dobris testimoniano l’impegno a lungo termine di Doosan Bobcat nella regione EMEA e le scelte audaci attuate dall’azienda in termini di investimenti nel personale e in soluzioni industriali e commerciali innovative. Dalla progettazione allo sviluppo ingegneristico, dalla gestione dei fornitori alla fabbricazione, dal marketing alla distribuzione, dall’assistenza post-vendita alla formazione, il Centro Innovazione e il Campus di Dobris integrano ogni aspetto delle operazioni di Doosan Bobcat e delle sue attività di sviluppo del prodotto in un singolo sito, con enormi vantaggi per i clienti, le concessionarie e l’azienda.
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NOTIZIE MARANGONI GRP
Primo affiliato RINGTREAD indiano a Cochin Marangoni GRP Private Limited (MGPL), la joint-venture attiva nel settore della ricostruzione di pneumatici per veicoli commerciali in India, ha lanciato il suo primo affiliato RINGTREAD in India a Cochin, Kerala - Autobahn Retreading - parte di Autobahn Trucking Corporation (P) Ltd. L’impianto di ricostruzione è stato inaugurato da Giuseppe Marangoni, vicepresidente del Gruppo, e Mr. Harsh Gandhi, CEO di GRP. Intervenendo in occasione della cerimonia, Giuseppe Marangoni ha dichiarato: “Per noi l’India è un mercato in crescita fondamentale. Siamo fermamente convinti che con RINGTREAD, il ricostruito senza giunte di Marangoni, abbiamo una soluzione che ridurrà in modo significativo i costi operativi delle flotte in India e che avere un partner come Autobahn sia essenziale per
portarlo con successo al mercato. Il mercato della ricostruzione in India deve essere ulteriormente professionalizzato e organizzato e speriamo di essere all’avanguardia di questa trasformazione”. Autobahn Retreading utilizzerà i processi globali di Marangoni per dare nuova vita a pneumatici usurati, fornendo un servizio rapido alle flotte garantendo
anche la consulenza sugli pneumatici. Hemant Kaul, CEO di MGPL, sottolinea l’impegno di Marangoni-GRP per la creazione di una rete indiana di affiliati in grado di rendere la tecnologia di ricostruzione di pneumatici di Marangoni, già comprovata a livello mondiale, disponibile su una scala più ampia nel mercato indiano entro i prossimi due anni.
MB CRUSHER
Una MB-S14 per i litorali spagnoli Ogni anno nei mari finiscono tra le 8 e le 12 milioni di tonnellate di rifiuti, soprattutto di plastica: praticamente un intero camion di spazzatura al minuto. Tutto quello che finisce in mare, poi, arriva anche nelle coste, nei litorali e nelle spiagge. E visto che non si dissolve, danneggia interi ecosistemi. Il tema della presenza di plastica negli oceani è una delle sfide ambientali più sentite a livello mondiale. Ma sui litorali non si riversano solo questi tipi di rifiuti. Il mare e i fiumi depositano ogni anno negli arenili tronchi, arbusti, “pezzi” di natura che devono essere rimossi per far posto d’estate a ombrelloni, sdrai e bagnanti. Oliva è una piccola città a sud di Valencia, in Spagna, e comprende quasi 9 km di spiagge formate da 12 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
sabbia finissima. Non solo, parte del territorio di Oliva è compreso nel parco naturale del Marjal de PegoOliva. Durante i primi mesi dell’anno, in primavera, il litorale sabbioso viene sistemato e pulito dagli arbusti selvaggi portati dal mare e da – purtroppo – i rifiuti dimenticati dai turisti o portati dalle correnti. Un’azienda spagnola specializzata in manutenzione dei litorali ha usato una benna vagliante MB-S14 per
mantenere pulite le loro spiagge investendo meno ore. Accoppiata a un escavatore JCB, la vagliante ha separato la sabbia dalla vegetazione (tronchi, arbusti, cespugli) e dalla spazzatura. Il materiale naturale è stato poi riutilizzato in loco per la riqualificazione di alcune parti del parco, la spazzatura è stata portata in discarica. La natura del parco è stata quindi rispettata, perché per sistemarlo è stata usata la stessa vegetazione. Non c’è stato bisogno di recuperare altro materiale, quindi l’azienda non ha avuto ulteriori spese di acquisto o trasporto. Non solo, avendo già una vagliante sul posto non è stato necessario trasportare il materiale nei centri di vagliatura. E il parco non è stato “inquinato” da gas di scarico dei camion.
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NOTIZIE BKT
Arvind Poddar nella “Hall of fame” di TIA Lo scorso luglio Roy Littlefield, vicepresidente esecutivo della Tire Industry Association (TIA), l’associazione statunitense dell’industria degli pneumatici, ha annunciato ufficialmente i nomi dei vincitori del premio “Hall of Fame Award 2018”, la più alta onorificenza di TIA e uno dei più prestigiosi riconoscimenti dell’industria degli pneumatici a livello globale. Arvind Poddar, presidente e amministratore delegato di Balkrishna Industries Limited (BKT), produttore
ARVIND PODDAR
PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI BKT
specializzato in pneumatici OffHighway con sede in India, sarà ufficialmente ammesso nella Hall of Fame in occasione della Tire Industry Honors Awards Ceremony, la cerimonia in cui saranno conferiti i premi onorifici per l’industria degli pneumatici. L’evento si svolgerà il 29 ottobre presso il Paris Las Vegas Hotel, il giorno precedente l’apertura del SEMA Show 2018, la fiera principale per le specialità nel settore automobilistico e quello dei ricambi, che si terrà a Las Vegas.
SCANIA
P.M.B. sceglie i nuovi veicoli XT P.M.B., azienda trentina che opera nel settore edile e del trasporto inerti e stesura asfalti, ha scelto Scania per il rinnovo del proprio parco veicoli, con l’acquisto di quattro nuovi mezzi XT. Con sede a Lavis, in provincia di Trento, P.M.B. è una realtà nata nel 2000 e cresciuta nel corso degli anni, per arrivare ad avere oggi oltre 50 dipendenti e un parco veicoli con oltre 50 mezzi. Veicoli e attrezzature moderni ed efficienti, un team di lavoro competente: sono questi i punti di forza che consentono a P.M.B. di offrire ai propri clienti un servizio puntuale e di qualità nel trasporto inerti, movimento terra, scavi, demolizioni civili e industriali, trasporto mezzi con carrelloni e trasporto di rifiuti presso centri autorizzati. Per proseguire nel proprio percorso di crescita e miglioramento continuo, la P.M.B. ha scelto Scania Commerciale, la concessionaria Scania del Trentino Alto Adige, per l’acquisto dei nuovi veicoli 14 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
XT, la gamma di mezzi presentata recentemente dall’azienda svedese e nata per affrontare le sfide più gravose. L’azienda trentina, in particolare, ha acquistato tre trattori mezzi d’opera R580 6x4 allestiti con vasca ribaltabile di Mantella e una motrice G500 8x4 con semirimorchio ribaltabile Andreoli Rimorchi. “Siamo partiti da zero e siamo cresciuti anno dopo anno con tanti sacrifici ma anche tanta passione”, ha evidenziato Luca Pellegrini, titolare della P.M.B.. “Puntiamo ad avere sempre veicoli di nuova generazione per offrire ai nostri collaboratori un ambiente di
lavoro piacevole e, ai nostri clienti, la garanzia di un servizio di qualità. I nostri autisti sono il vero valore dell’azienda, sono il nostro biglietto da visita sul territorio. Siamo sempre alla ricerca di nuovi conducenti da inserire nel nostro team: non è facile trovare personale qualificato che dimostri passione e dedizione per il lavoro”. Massimo Miorandi, della concessionaria Scania Commerciale, ha invece affermato che “P.M.B. è un esempio di eccellenza sul nostro territorio. Luca e il suo team lavorano con grande passione per rispondere alle richieste dei propri clienti. Sono un’azienda in forte crescita, una realtà sempre pronta a innovare grazie a nuovi veicoli come la gamma Scania XT, mezzi pensati per rispondere alla sfide più complesse che si trovano ad affrontare i nostri clienti nel loro lavoro quotidiano. Mi auguro che questi veicoli siano solo i primi Scania XT in flotta di P.M.B. e che l’azienda possa continuare nella sua crescita”.
NOTIZIE STR
Dalla gestione di commessa alla visione globale d’impresa L’impresa Sertori è specializzata nel settore degli impianti e delle telecomunicazioni. Per svolgere le sue attività l’azienda ha scelto STR Vision CPM e ha posto le basi per gestire tutte le attività con l’Erp Alyante Costruzioni. Oggi Sertori è in grado di sostenere la competizione sul mercato grazie alla sua capacità di fornire un servizio completo; un servizio a 360° che comprende progettazione, realizzazione della parte civile e di quella ottica, impiantistica e manutenzione. “Da qualche anno lavoriamo con clienti importanti nel settore delle reti tecnologiche”, sottolinea Diego Pizzini di Sertori. “Ad esempio, stiamo lavorando per portare la fibra ottica a Sondrio, dove stiamo utilizzando cavidotti e infrastrutture di rete sotterranee già esistenti per limitare l’impatto degli scavi sul territorio, riducendo così i disagi per la comunità. Gli scavi sono realizzati privilegiando modalità innovative a basso impatto ambientale; lo
scavo tradizionale sarà previsto solo dove non si possa ricorrere ad altre soluzioni”. La digitalizzazione dei processi Alla luce del livello di complessità delle commesse e dei partner tecnici e progettuali con cui deve interfacciarsi, la digitalizzazione dei processi è un aspetto fondamentale per la Sertori. “Abbiamo ampliato il nostro business nel settore delle telecomunicazioni - prosegue Pizzini - acquisendo commesse significative in termini di dimensione delle attività e abbiamo avuto la necessità di dotarci di uno strumento gestionale più completo, versatile e tecnologicamente aggiornato come STR Vision”.
L’impresa ha infatti deciso di trasferire la gestione informatica delle commesse sulla piattaforma Vision CPM. “La scelta si è rivelata azzeccata per due motivi”, precisa Pizzini. “Il nuovo gestionale è uno strumento che si è adattato facilmente alle nostre attività aziendali; inoltre, ci ha aiutato ad avere una visione chiara e completa della totalità del nostro lavoro”. La fiducia in STR ha stimolato l’impresa Sertori a ipotizzare di potenziare il sistema informatico passando dalla gestione di commessa al controllo di gestione complessivo dell’impresa: “Il nostro grado di soddisfazione come utenti del programma è decisamente elevato”, afferma Pizzini. “Abbiamo acquistato Alyante Costruzioni per un progetto di sviluppo al momento ancora agli albori, ma che ci permetterà di mettere a sistema l’intera sfera delle nostre attività gestionali con una piattaforma Erp moderna, efficiente e customizzata per le esigenze delle imprese edili e impiantistiche”.
REMTECH EXPO
Successo anche per la XXII edizione Anche quest’anno si sono accesi i riflettori sulla XII edizione di RemTech Expo, a Ferrara. La manifestazione si è presentata in una veste rinnovata e ampliata, con nove segmenti tematici di cui tre inediti, un’articolata esposizione di servizi qualificati, una sessione di conferenze di alto profilo tecnico e scientifico, un’intensa attività di networking nazionale e internazionale,
scuole, academy, hub internazionali e poli di innovazione. “Sono particolarmente contento che la casa delle imprese, la Camera di Commercio, abbiamo ospitato la conferenza stampa di presentazione di RemTech Expo prima della manifestazione vera e propria”, ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Paolo Govoni. “Essa rappresenta una
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piattaforma concreta e fattiva di dialogo, di business e di progresso per tante imprese, a partire dal nostro tessuto territoriale”. “Quest’anno RemTech Expo ha segnato un 10% di crescita, con 300 imprese presenti in fiera,
dimostrando ancora una volta di saper traguardare orizzonti ancora inesplorati e dagli ampi margini di azione per quanto riguarda il campo della tutela del territorio e della sostenibilità”, ha proseguito Filippo Parisini, presidente di Ferrara Fiere Congressi. “Quest’anno, inoltre, il contesto fieristico è stato completamente ripensato e potenziato dopo un intervento da 4,5 milioni di euro”.
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NOTIZIE MAN
Precisione nel mondo virtuale con “CAVE” produce: per esempio, una staffa potrebbe adattarsi perfettamente al MAN Lion’s Coach, ma non essere adatta al montaggio su altri modelli di autobus. I test 3D consentono ai tecnici CAVE di identificare potenziali incompatibilità e trovare soluzioni in tempo utile.
Nello sviluppo di nuovi modelli, MAN Truck & Bus realizza prototipi virtuali in un laboratorio tridimensionale in modo da individuare possibili errori prima dell’inizio della fase di produzione. Tutto ciò è reso possibile dal “Cave Automatic Virtual Environment” (CAVE), un centro di progettazione in ambiente virtuale hightech di 46 m2 situato nella sede MAN di Monaco. I suoi cinque computer ad alte prestazioni incorporano schede grafiche di ultima generazione, telecamere a infrarossi e proiettori stereo con risoluzione dell’immagine 2K per quattro schermi di grandi dimensioni. Circa un anno prima dell’inizio dell’effettiva realizzazione, l’utilizzo del CAVE consente ai progettisti di lavorare e di interagire su un modello virtuale di camion o autobus utilizzando particolari cuffie audio, visori e tenendo in mano un controller 3D. In tal modo è possibile dare risposta a molte domande che sorgono nelle prime fasi di progettazione: tutti i componenti del veicolo sono accessibili in modo ottimale? 18 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Il prodotto o il processo di produzione dev’essere sottoposto a modifiche? “Il vantaggio della Realtà Virtuale ci consente di risparmiare tempo, materiale e molti soldi”, commenta Martin Raichl, MAN Advance Development and Prototyping Engineer. CAVE consente inoltre a MAN di affrontare la sfida posta dalla ricerca di componenti modulari da poter utilizzare e montare sull’ampia gamma di veicoli che
La virtualità avanza Grazie all’impegno sinergico di alcuni dipartimenti MAN Production, Development e Logistics, i circa 500.000 euro dell’investimento di CAVE sono stati rapidamente ammortizzati, anche grazie al fatto che i prototipi virtuali hanno consentito di individuare e correggere gli errori in fase di pre-produzione evitando che venissero rilevati successivamente sulla macchina reale. Il 50% di tutti i potenziali difetti vengono identificati in CAVE, evitando costi durante il processo produttivo. L’importanza dell’ambiente virtuale (CAVE) trova riscontro anche nelle fasi di costruzione dei veicoli: i siti produttivi MAN a Norimberga (Germania), Steyr (Austria), Ankara (Turchia) e Starachowice (Polonia) si stanno avvalendo del supporto della realtà virtuale. La connettività in tempo reale tra i vari MAN CAVE consente ai tecnici di lavorare contemporaneamente sugli stessi modelli virtuali nelle diverse nazioni. Anche la tecnologia viene continuamente perfezionata. Di recente, gli ingegneri MAN hanno iniziato a utilizzare supporti da indossare sul capo per meglio interagire con il prototipo virtuale con l’obiettivo di verificare i progetti in modo ancora più accurato e realistico. In futuro, si proverà a introdurre sistemi per il monitoraggio di tutto il corpo per simulare gli stress fisici e le sollecitazioni a cui è sottoposto un tecnico nelle differenti fasi di montaggio di un veicolo.
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NOTIZIE GIC
Focus sulla manutenzione del calcestruzzo Dall’8 al 10 novembre Piacenza ospiterà la seconda edizione del GIC-Giornate Italiane del Calcestruzzo/Italian Concrete Days, manifestazione dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l’industria del calcestruzzo,
la prefabbricazione, la demolizione e il ripristino delle strutture in cemento armato, anche in zone sismiche. Il tema della manutenzione del calcestruzzo sarà centrale, sia nella parte espositiva che all’interno dell’attività convegnistica. I recenti e
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drammatici avvenimenti di Genova non possono che far riflettere sulla necessità di monitorare lo stato di conservazione di alcune opere infrastrutturali italiane, per lo più datate e spesso risalenti al dopoguerra. Si tratta di un tema che oggi è di scottante attualità, ma che fin dalla prima edizione del 2016 è stato uno dei fili conduttori del GIC. Tra le molteplici macchine e attrezzature in esposizione alla mostra piacentina saranno presenti anche le più moderne tecnologie per il monitoraggio e la diagnostica delle strutture in calcestruzzo, oltre a un’ampia offerta merceologica di prodotti chimici per il loro ripristino. L’offerta di strumentazioni e di software dedicati oggi presenti sia in Italia che all’estero è assai evoluta e il visitatore del GIC potrà trovare un’ampia selezione di quelle tecnologie presenti sul mercato atte a risolvere preventivamente molti dei problemi sui quali spesso si è chiamati a intervenire troppo tardi, in situazioni drammatiche come nel caso del Ponte Morandi o dopo violenti eventi sismici.
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TRANSMISSIONS / TRANSMISSIONS Getriebe / Trasmissioni / Transmisiones
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NOTIZIE ASSIOT
Nuova “governance” per la filiera 4.0 Si è riunito lo scorso luglio, per la prima volta, il nuovo Consiglio Direttivo ASSIOT eletto dall’Assemblea dello scorso 11 giugno. Presieduta da Assunta Galbiati, che guiderà il Consiglio per il prossimo biennio, la riunione prevedeva tra i punti all’ordine del giorno la nomina dei componenti del Comitato Esecutivo – l’organo esecutivo dell’associazione – e dei Coordinatori dei Gruppi di Lavoro e delle Commissioni Consultive di cui l’associazione si avvale per individuare le
tematiche che accomunano le aziende del settore. Oltre che dai membri di diritto – la presidente Assunta Galbiati (socio e consigliere Galbiati Group), il Past President Tomaso Carraro (vicepresidente Carraro Group), il vicepresidente con delega alla Ricerca e Innovazione Lorenzo Cattini (titolare Cattini e Figlio) e il vicepresidente con delega alle Relazioni Internazionali Mauro Rizzolo (Vice President Logistics Western Europe Schaeffler Italia) – il nuovo Comitato Esecutivo sarà composto
dai “confermatissimi” Fausto Carboni (CEO Bonfiglioli Group), Antonio Maccaferri (presidente Gruppo SAMP), Vanni Vitali (Country Manager Timken Italia) e Mauro Cominoli (Managing Director Varvel), dal già consigliere ASSIOT Fabrizio Sasdelli (CEO Cima) e dalle “new entry” Cesare Cianci (Managing Director Klingelnberg Italiana) – anche in qualità di rappresentante dei partner di filiera, Domenico D’Agostino (Production Plant Manager Leonardo Helicopters) ed Elisa Brescianini (General Manager Link
International). Alla guida della Commissione Economica è stato confermato Fabio Gallo – Strategic Marketing Director Carraro. Conferme anche per Marino Bertoli (presidente Faro Industriale), nel ruolo di coordinatore della Commissione Comunicazione, come per Diego Spini, CEO DMG Mori Italia, a capo del Gruppo di Lavoro Partner di Filiera. Volto nuovo, invece, per la Commissione Tecnica alla cui guida è stato designato Sergio Sartori, Gear Design Specialist Leonardo Helicopters.
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T E C N O L O G I A E P R E S TA Z I O N I
NOTIZIE TOTAL LUBRIFIANTS
Partnership con Alltrucks Truck & Trailer Service Total Lubrifiants, leader nel mercato mondiale dei lubrificanti, e Alltrucks Truck & Trailer Service, la rete di officine full-service e multi-marca, hanno annunciato una partnership strategica globale di durata triennale che offrirà numerosi vantaggi ai loro clienti europei. “Oltre agli oli e ai lubrificanti di alta qualità, ora possiamo offrire alle officine partner di Alltrucks un portfolio di servizi su misura ad alto valore aggiunto in grado di accresce le loro competenze tecniche, soprattutto nel caso dei servizi multi-marca”, afferma Thierry Gourault, direttore Lubrificanti Automotive presso Total. “Ciò include non solo i servizi relativi
ai prodotti principali di Total, ma anche un’ampia offerta di formazione e prestazioni sviluppate dai costruttori, a cui si aggiunge un supporto personale da parte di specialisti sul campo”. Homer Smyrliadis (a sinistra nella foto), CEO e CFO di Alltrucks Truck & Trailer Service, intravede
molte opportunità per entrambe le parti da questa cooperazione. “L’accordo dà a Total la possibilità di lavorare direttamente con una rete di affiliati nota per il suo eccellente servizio e le sue competenze. Con oltre 570 affiliati in tutta Europa, Alltrucks è un partner chiave per le aziende del settore. Siamo stati riconosciuti da Total come la rete più appropriata per implementare la sua strategia rivolta alle officine e ai veicoli industriali. Il nostro obiettivo è supportare i nostri partner in tutti gli aspetti quotidiani del lavoro. A tal proposito, il portfolio di prodotti Total e la sua competenza offrono molte opportunità e prospettive promettenti.”
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G.D.M. Snc è un’azienda certificata ISO 9001:2015 che si occupa della progettazione e costruzione di attrezzature per macchine operatrici, tra cui Benne, Attacchi, Parti di ricambio e Riparazioni di attrezzature usate. L’azienda è inoltre specializzata nella realizzazione di bracci speciali, triplice articolazione, bracci da demolizione, bracci pianta palancole, long reach, ditch cleaning, material handing. L’azienda si rivolge ad aziende operanti in svariati settori, tra cui: movimento terra, demolizione, cave e miniere, smaltimento rifiuti e riciclaggio, forestale, sistema di pulizia pannelli. G.D.M. ad oggi può vantare la collaborazione con i più importanti marchi del settore del movimento terra. G.D.M. is an Italian company, certified ISO 9001:2015, specialized in the design and production of equipment for operating machines, including: Buckets, Quick Coupler, Spare parts and Repairs of used equipment. The company is also specialized in the manufacture of special arms, triple articulation, demolition arms, pile planting arms, long reach, ditch cleaning and material handling. The company targets firms in a wide range of industries: earth moving, demolition, quarries and mines, waste disposal and recycling, forestry, photovoltaic panels cleaning system. Nowadays G.D.M. can boast the collaboration with the most important brands in the earth moving sector.
Qualsiasi sia il tuo tipo di Attività… noi abbiamo una soluzione per te! Whatever your type of activity... we have the solution for you. G.D.M. è in grado di offrire ai propri clienti attrezzature personalizzate, progettate seguendo le specifiche richieste del cliente, la gestione della logistica e del trasporto, nonché un accurato servizio di post vendita e assistenza. G.D.M. can offer tailor-made design and full product customization based on customer’s requests and can also provide logistics organization and after sales services and support.
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NOTIZIE MEWA
Il nuovo catalogo per il cantiere È disponibile il nuovo catalogo Mewa di articoli antinfortunistici di marca per la protezione sul lavoro. Nel catalogo operatori e decision makers possono trovare tutto ciò che è necessario per la protezione individuale in azienda e in officina, dai DPI all’abbigliamento funzionale, ai prodotti per la protezione della pelle. L’ampia gamma è suddivisa in modo chiaro in oltre 1.300 articoli e consente così di orientarsi bene tra le cinque categorie “Calzature di sicurezza”, “Guanti protettivi”, “Abbigliamento”,
“Protezione della pelle e Igiene” e “Protezione delle vie respiratorie, degli occhi, dell’udito e della testa”. Sono stati inseriti nel catalogo nuovi prodotti di qualità di rinomati produttori come Puma, Elten, Base e Dickies Workwear. Un nuovo dettaglio relativo al comfort delle scarpe di sicurezza è l’innovativa tecnologia di ammortizzazione WellMaxx della Elten: grazie alla suola rivoluzionaria, i clienti possono sperimentare, camminando, una sensazione del tutto nuova. La gamma di
prodotti si concentra su settori nei quali devono essere garantite protezione e sicurezza come le carrozzerie, i cantieri edili, l’impiantistica, l’industria della lavorazione dei metalli e la meccanica. Gli articoli si possono trovare facilmente e velocemente, perché la ricerca delle calzature di sicurezza è facilitata dal fatto che vengono
raggruppate per marche, classi di sicurezza e prezzi. Chi desidera aggiungere agli articoli scelti un logo lo può fare al momento dell’ordine attraverso il servizio Logo e Ricami. Esperti Mewa sono a disposizione per una consulenza personalizzata grazie a una linea telefonica dedicata e gratuita. Con il motto “Tutto a portata di mano”, l’ampia gamma di prodotti per la protezione sul lavoro va a integrare l’offerta di servizi Mewa nel settore dell’abbigliamento a noleggio e dei tessili per l’industria. Il catalogo può essere ordinato sul sito www.mewa.it.
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NOTIZIE WEBER MT
Compattazione in linea in Campania Le aziende del Meridione stanno rispondendo molto bene alla richiesta di una compattazione in linea con gli elevati standard europei. Caso esemplare è Fast Edil, società campana che ha saputo apprezzare le soluzioni Weber
MT. L’azienda copre il settore edile a 360° e si occupa di vendita e noleggio di macchinari per il movimento terra, autogrù, macchine stradali, mezzi per fondazioni e miniere, attrezzature edili, tagliasfalto,
piastre vibranti e vibrocostipatori verticali. “Vogliamo fornire un servizio professionale e competente nel settore dell’edilizia - afferma Antonio Grimaldi, responsabile vendite e assistenza clienti - per essere considerati un punto di riferimento sul territorio per tutti gli operatori edili alla ricerca di un prodotto affidabile e sicuro. Ma non solo. Una volta venduto il prodotto c’è un’importante attività di assistenza in cantiere curata da persone esperte e affidabili”. Una qualità riconosciuta oltre i confini della Campania: Fast Edil, infatti, è protagonista anche in mercati lontani tra i quali spiccano la Libia e la Romania. “Il rapporto con Weber MT e in particolare con Alberto Lovo e il suo team - riprende Grimaldi - è nato sotto i migliori auspici. Da subito abbiamo capito come i prodotti della casa tedesca sarebbero piaciuti anche ai consumatori campani. Si tratta di vibrocostipatori e piastre vibranti di alta qualità e semplici da utilizzare. Inoltre, A.L. Consulting è sempre disponibile per qualsiasi nostra necessità”. Tutto ciò si traduce nella disponibilità di varie attrezzature Weber MT nello show-room di Fast Edil e nella soddisfazione da parte di molteplici clienti.
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NOTIZIE UNACEA
Il valore del lavoro comune Dopo due produttori di macchine (Enrico Santini di Fiori Group e Paolo Venturi di Kato Imer), Unacea compirà i suoi primi 10 anni di vita con a capo un produttore di attrezzature, Mirco Risi. Il nuovo presidente dell’associazione italiana delle aziende di macchine per costruzioni, eletto dal consiglio direttivo lo scorso luglio, è nato a San Giovanni in Persiceto (Bo) nel 1958 ed è il titolare di Simex, proprio una delle aziende fondatrici, nel 2010, di Unacea. Domanda di rito per tutti i neo presidenti di Unacea: quale imprinting si propone di dare all’associazione? “La storia di Unacea è stata fin qui un’avventura ambiziosa, ma
30 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
anche equilibrata, in cui aziende concorrenti sul mercato hanno saputo individuare alcuni importanti aree di lavoro dove collaborare in difesa dell’industria e delle persone che vi lavorano. Siamo partiti in sei nel 2010; oggi siamo 60 soci, continuiamo a crescere, ad attrarre nuove merceologie di macchine per costruzioni e ad aprire nuovi fronti di lavoro. Con l’elezione del nuovo consiglio direttivo, ad esempio, sono stati eletti anche nuovi consiglieri che rappresentano
comparti quali le macchine stradali e per la perforazione, che si affiancano alle attrezzature e alle macchine movimento terra e per il calcestruzzo. Si tratta di un ingresso importante, che arricchirà la nostra azione associativa di nuovi progetti. Nell’associazione sono inoltre presenti produttori di gru a torre, altra merceologia che stiamo cercando di far crescere e che, anche per questo, nel 2016 abbiamo accettato di assumerci nella persona del nostro segretario generale Luca Nutarelli la responsabilità di gestire la segreteria del Tower Cane Product Group al livello Cece”. La crescita del mercato sta sostenendo anche la vostra espansione… “Unacea è nata in pieno periodo di
crisi. Per crescere, quindi, abbiamo dovuto sviluppare sia i ‘muscoli’ che, soprattutto, il ‘cervello’. In Italia siamo ormai al quinto anno di crescita dopo il tonfo che aveva ridotto le vendite dell’80% rispetto al picco del 2007. Ciò nonostante il mercato risulta ancora sottodimensionato e attivato da una domanda di ricambio fisiologico del parco usuratosi negli anni di crisi. Insomma, anche se nel primo semestre siamo cresciuti del 25% le prospettive rimangono fragili se non si attiveranno i lavori d’ammodernamento infrastrutturale di cui c’è grande bisogno e se non verranno poste in essere misure che incentivino il ricambio ciclico del parco macchine esistente”. Unacea ha fatto delle proposte in merito? “Certo. Ad esempio, abbiamo elaborato un progetto rivolto alle amministrazioni comunali che sono responsabili della qualità dell’aria. Sappiamo che spesso vengono superati i parametri d’inquinamento e che l’Italia si deve far carico di ingenti multe da pagare all’Unione europea per questo. Il nostro compito è quindi informare che le macchine di ultima generazione possono dare un contributo importante alla qualità dell’aria qualora fossero utilizzate al posto dei mezzi più obsoleti. Adeguare le normative in materia di zone a traffico limitato e a basse emissioni, considerando anche il settore delle macchine per costruzioni, costituirebbe un importante beneficio per le nostre città”. Una proposta del genere riguarda le macchine semoventi. Cosa prevedete per le altre? “Unacea difende gli interessi del comparto industriale delle macchine per costruzioni, quindi le nostre campagne hanno come obiettivo quello di sostenere la vendita di macchine e attrezzature nuove. Tuttavia, siccome facciamo parte di una collettività, tutte le nostre
un primo importante risultato conseguito in ambito Cuna, l’ente federato a Uni che si occupa della normazione delle macchine movimento terra. Il lavoro è stato condotto con grande impegno e competenza dal presidente della Commissione Cuna ‘Macchine movimento terra’ Giorgio Garofani e ha visto la partecipazione attiva dell’Inail, dei produttori di macchine di base e di quelli di attrezzature”.
MIRCO RISI
PRESIDENTE DI UNACEA
proposte sono sempre rivolte a migliorare alcuni aspetti del vivere comune. Con la campagna ‘Missioni meno emissioni!’ ci proponiamo di dare un contributo al miglioramento della qualità dell’aria; con ‘Mescolare è meglio!’ ci occupiamo di sicurezza e durabilità delle opere in calcestruzzo; con la proposta dell’’Anagrafe delle macchine per costruzioni’ vogliamo dotare le autorità di sorveglianza di mercato e le forze dell’ordine di uno strumento di contrasto delle macchine non conformi e rubate. Con la promozione delle attrezzature per il riciclo e la demolizione selettiva, poi, sviluppiamo una cultura tecnologica rispettosa dell’ambiente”. Prima di essere presidente Unacea lei è stato consigliere dell’associazione con la delega alle attrezzature. Poco dopo la sua elezione è stata pubblicata la Tabella Cuna NC 306-04 sulle modalità per accoppiare in sicurezza la macchina di base e l’attrezzatura intercambiabile. Si tratta di un obiettivo a lungo perseguito… “È una battaglia che abbiamo combattuto fino dal 2010 quando iniziammo a confrontarci seguendo le riflessioni di Roberto Paoluzzi, direttore di Imamoter scomparso nel 2016 a cui la nostra industria deve molto. Consideriamo la pubblicazione della Tabella NC 306-04
Di cosa si tratta, nella fattispecie? “Le attrezzature accoppiate alla macchina di base modificano la loro funzione primaria o ne pongono in essere una nuova. La valutazione dei rischi effettuata dal produttore della macchina di base è concepita solo riguardo agli usi previsti. La modifica della funzione primaria della macchina di base, quindi, potrebbe generare rischi inizialmente non considerati. Poiché l’attrezzatura intercambiabile, per sua definizione, può essere assemblata alla macchina di base dall’operatore stesso, è dunque necessario specificare quali siano le caratteristiche tecniche essenziali della macchina di base e dell’attrezzatura intercambiabile cui fare riferimento al fine di eseguire in sicurezza l’accoppiamento. Prima della pubblicazione della Tabella Cuna quest’esigenza non era soddisfatta da alcun riferimento normativo, né a livello nazionale, né europeo o internazionale. Eravamo in una situazione d’incertezza, mentre ora non solo i produttori di macchine e di attrezzature, ma anche gli operatori della sorveglianza del mercato, hanno a disposizione una guida per verificare se l’accoppiamento tra la macchina e l’attrezzatura rispetti i requisiti di sicurezza della Direttiva macchine. Ecco, quando ci chiedono a cosa serve un’associazione se sul mercato siano concorrenti rispondo che senza Unacea questi risultati necessari a tutti non sarebbero stati possibili!”. settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 31
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CANTIERE 4.0:
LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE 34 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Sospinta dall’apporto del BIM e dell’Internet of Things, la quarta rivoluzione industriale nel settore edilizio si concretizza in una profonda riorganizzazione degli ambienti di lavoro, dove il “big data” ci proietta verso una nuova dimensione di Lorenzo Zacchetti
S
iamo ormai così abituati a utilizzare il termine “Industria 4.0” che talvolta rischiamo di sottovalutarne la vera portata innovativa. La sua caratteristica fondamentale consiste nell’automazione che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità degli impianti. Sulla scia di quella che è una tendenza globale, alcuni governi nazionali hanno messo in campo delle misure per favorire la transizione. Le scelte adottate in Italia sono state approvate in modo pressoché unanime da tutti i protagonisti del settore, in quanto l’Iperammortamento e il Superammortamento hanno senza dub-
bio contribuito a rivitalizzare un mercato che attraversava una fase asfittica. Risultati e processi Paradossalmente, proprio la lampante efficacia di questi incentivi ha conquistato la scena, introducendo una sorta di confusione tra la finalità e lo strumento introdotto per raggiungerla. Comprensibilmente, diversi imprenditori che per molti anni hanno dovuto fare i salti mortali per dribblare le insidie della crisi economica si sono affrettati a implementare quelle innovazioni tecnologiche che avrebbero consentito loro di usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal Governo. Giusto, anzi: necessario. Ma attenzione a non ribaltare la prospet-
tiva, perché il vero scopo dell’ingresso consapevole nella fase dell’Industria 4.0 non è un risparmio di breve termine, bensì un vero e proprio ripensamento del proprio modello di business, attraverso l’efficientamento delle sue diverse aree grazie all’innovazione tecnologica. E c’è ancora di più: le migliorie tecnologiche non servono “solo” a rendere l’azienda più performante, ma a rivederne profondamente le logiche, sia nei processi produttivi, sia nelle relazioni con i clienti. Quella che a prima vista potrebbe sembrare solo una sottigliezza dialettica è in realtà una differenza fondamentale: se non la si coglie, non si comprende appieno la portata di quella che è stata definita la “Quarta rivoluzione industriale”, proprio per la sua influenza sull’organizzazione del lavoro. Il tema-occupazione Come accade in tutte le rivoluzioni, gli esiti positivi non potranno essere completamente scevri da effetti collaterali. La preoccupazione principale riguarda l’occupazione: nel 2016 al World Economic Forum è stata presentata la ricerca “The future of the jobs”, dalla quale è emerso come nel giro di quattro anni sarebbero scomparsi cinque milioni di posti di lavoro nel mondo. Per quanto riguardava l’Italia si prevedeva invece un saldo in parità tra posizioni perdute e nuove funzioni create dalla tecnologia. In quella stessa sede è stato però chiarito come la forza-lavoro umana rimarrà imprescindibile, a patto che sappia riprofessionalizzarsi a livello superiore attraverso corrette politiche di formazione. Sicuramente “la rivoluzione non è un pranzo di gala”, come diceva Mao Tsetung, ma non è nemmeno detto che sia una tragedia, anzi. È importante saperne cogliere il potenziale e, dal punto di vista delle costruzioni, entrare nel merito del concetto di “Cantiere 4.0”, per capire cosa debba cambiare in concreto nel nostro settore, per non perdere la portata innovativa della fase che stiamo vivendo. Big data e IoT Il fulcro di questo processo è il “big data”, ovvero la capacità di gestire, analizzare e far interagire tra loro un elevato numero di informazioni. Quest’interazione sesettembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 35
ATTUALITA’
gue un percorso innovativo attraverso un altro neologismo al quale ci stiamo ormai abituando: “Internet of Things”, spesso abbreviato in IoT. Letteralmente significa “Internet delle cose” e indica la crescente diffusione di device in grado di comunicare, in modo sempre più intenso e fattivo, con la Rete globale. Questo, evidentemente, impatta la vita quotidiana di tutti noi. Dai GPS che utilizziamo per monitorare i nostri progressi nel jogging ai più sofisticati device domotici che ci fanno trovare la vasca da bagno già pronta e alla perfetta temperatura al nostro rientro a casa, il campionario è decisamente ampio. Ovviamente lo è anche negli ambiti più squisitamente professionali, compreso
“
Smart building Un punto di svolta sia legislativo che culturale è quello introdotto dall’art. 135 bis del Testo Unico dell’edilizia, che delinea le norme per l’infrastrutturazione digitale degli edifici di nuova costruzione (o oggetto di profonda ristrutturazione) e delinea i compiti e le responsabilità conseguenti. Il concetto di “smart building” non va inteso come un mero adempimento normativo, ma come un vero e proprio fat-
IL BIM È LA RAPPRESENTAZIONE DIGITALE DELLE CARATTERISTICHE GEOMETRICHE, QUANTITATIVE E FUNZIONALI DI UN EDIFICIO O OPERA DI INGEGNERIA gruppo di lavoro, di monitorare gli accessi all’area operativa e di verificare lo stato di avanzamento dei lavori. I margini di crescita di quest’ambito sono enormi, si parla di oltre 25 miliardi di apparati IoT entro il 2020, con una spesa principalmente imperniata sull’hardware, seguito nell’ordine da servizi, software e connettività.
“
quello delle costruzioni. Strumenti che già fanno parte della nostra vita quotidiana, come smartphone, tablet e droni, diventano la porta d’ingresso in una nuova dimensione dell’organizzazione cantieristica, grazie alle infinite possibilità che ci danno di controllare in tempo reale le condizioni di sicurezza, la gestione dei mezzi e delle attrezzature (ad esempio, limitandone l’uso solo al personale opportunamente formato e riconoscibile digitalmente), di coordinare il
tore chiave di crescita e innovazione per l’intero sistema economico. La sua importanza va compresa nel più ampio orizzonte della “smart city”, intesa non solo come insieme di soluzioni tecnologiche interconnesse tra loro, ma come un’articolata strategia di pianificazione urbanistica grazie alle quale le infrastrutture materiali dialogano con il capitale umano,
LE QUATTRO RIVOLUZIONI INDUSTRIALI Parlare di “Quarta rivoluzione industria-
Congresso di Parigi del 1856 e quello di
La Terza, partita intorno al 1950, si è ca-
le” significa contestualizzare le tendenze
Berlino del 1878. In questa fase, i Paesi
ratterizzata per la diffusione massiccia
attuali in un percorso decisamente lun-
dell’Europa occidentale hanno utilizzato
dell’elettronica, delle telecomunicazioni
go e denso di eventi. Risale infatti alla
le nuove tecnologie produttive per raf-
e dell’informatica, che ha consentito il
seconda metà del 1700 la Prima rivo-
forzare la propria influenza internazio-
passaggio dalla meccanica e dalle tec-
luzione industriale, che ha avuto come
nale, anche attraverso le conquiste colo-
nologie analogiche all’era digitale.
protagonisti principali il settore tessile e
niali, favorite dallo sviluppo ferroviario
In questo periodo il mondo è “diventato
quello metallurgico e come fatto salien-
e, in seguito dell’industria aeronautica.
più piccolo”, sia grazie all’ammoderna-
te l’introduzione delle macchine a vapore e alimentate da nuove fonti energetiche, come i combustibili fossili. La sua incidenza sul piano sociale è stata fondamentale, in quanto ha segnato l’inizio del capitalismo e l’affermazione della borghesia come classe dominante, a discapito di quella nobiliare. La Seconda ha avuto come fattori scatenanti l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. La sua collocazione storica è intorno al 1870, ovvero nel periodo compreso tra il 36 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
LE NORME SUGLI SMART BUILDING Abbiamo definito “un punto di svolta sia legislativo che culturale” l’art. 135 bis del Testo Unico dell’edilizia, riguardante le norme per l’infrastrutturazione digitale degli edifici. La portata innovativa di questa norma deriva dai suoi tre commi, che prevedono la cablatura degli edifici. Il primo impone che tutti gli edifici di nuova costruzione (per i quali le domande di autorizzazione edilizia siano state presentate dopo il 1 luglio 2015) siano forniti di un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino
sociale e intellettuale di chi le abita. Ma cosa intendiamo quando parliamo di edificio “intelligente”? Parliamo di “smart building” quando siamo in presenza di una struttura produttiva in cui le informazioni e le operazioni di gestione e utilizzo di tutti gli asset contenuti sono economicamente efficienti e forniscono servizi ottimali, In sintesi, sono i consumi energetici ottimizzati e sostenibili, oltre alla connessione a reti infor-
mento di mezzi di trasporto come treni e aerei, sia grazie alla maggior facilità di trasferimento delle informazioni resa possibile dai computer. Di “Quarta rivoluzione industriale” si è iniziato a parlare nel 2011, a seguito dell’iniziativa “Industry 4.0” lanciata da alcune grandi imprese e centri di ricerca e ispirata all’analogo progetto “Industrie 4.0” del governo tedesco, presentato alla Fiera di Hannover dello stesso anno. L’elemento che contraddistingue questa sono le cosiddette “tecnologie abilitanti”, che Boston Consulting identifica nelle
matiche, a fare la differenza. Il National Institute of Building Sciences definisce “smart building” quegli edifici che forniscono “funzionalità avanzate attraverso una rete intelligente di dispositivi elettronici progettati per monitorare e controllare l’impianto meccanico, elettrico, di illuminazione e altri sistemi”. Lo scopo di questa trasformazione è migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora negli edifici, obiettivo che si consegue attraverso la maggiore efficienza, la stabilità economica e la tutela dell’ambiente garantite dalle tecnologie IoT, cloud e mobile. Queste soluzioni possono essere suddivise in tre macroaree: Energy (efficientamento energetico), Entertainment (impianti di intrattenimento audio/video) e Security&Safety (sicurezza e prevenzione dei rischi). Inoltre, i sensori collocati all’interno di uno “smart building” forniscono preziose informazioni sulla frequenza e la modalità di utilizzo dei suoi spazi, grazie alle quali è possibile rivedere i flussi di lavoro o di godimento dei locali, decongestionando zone e percorsi sovraffollati e valorizzando quelli sottoutilizzati.
seguenti nove: Advanced manufacturing solution, Additive manufacturing, Augmented reality, Simulation, Horizontal e vertical integration, Industrial internet, Cloud, Cybersecurity, Big Data Analytics.
L’era del BIM L’altro caposaldo della rivoluzione digitale è il BIM, acronimo di Building Information Modeling. Il National Institutes of Building Science lo defini-
ai punti terminali di rete. Il secondo stabilisce che tutti gli edifici di nuova costruzione debbano essere equipaggiati di un punto di accesso, ovvero un punto accessibile alle imprese autorizzate, che consenta la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga. Il terzo comma prevede infine la possibilità che gli edifici “smart” possano beneficiare (ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita) dell’etichetta volontaria e non vincolante di “edificio predisposto alla banda larga”.
sce “la rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto” e, più specificatamente, di un edificio. Non bisogna quindi commettere l’errore di considerarlo come un singolo strumento o l’evoluzione allo stato dell’arte dei software per l’architettura, bensì va visto come un processo complessivo all’interno dei quale tutti i dati relativi all’intervento in questione vengono gestiti digitalmente in maniera più evoluta (con un maggior numero di informazioni per ogni dettaglio) e, soprattutto, collaborativa. La portata innovativa del BIM è strettamente legata alla maggiore interoperabilità tra software e tra professionisti, con settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 37
ATTUALITA’
ARRIVANO I COMPETENCE CENTER Del Piano Nazionale “Industria 4.0” finora si è parlato solamente per gli incentivi fiscali che ha garantito alle imprese. La sua seconda fase, nella quale peraltro stiamo entrando con circa un anno di ritardo, prevede che le aziende camminino con le loro gambe, facendo leva sulle competenze. Annunciati fin dal 2016 e finanziati con la manovra di bilancio dello scorso anno, sono in arrivo i “Competence Center”, ovvero dei poli costituiti da università di eccellenza e imprese che si dovranno occupare dell’orientamento e della formazione delle imprese e dell’attuazione di progetti di innovazione e ricerca. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato nuove risorse, portando il budget dai 40 milioni di euro inizialmente previsti agli attuali 73 milioni di euro. I criteri per la selezione dei centri sono stati pubblicati nel bando pubblicato il 29 gennaio scorso, dal quale è derivata una graduatoria con otto soggetti. L’ultima fase della selezione ha previsto una negoziazione con i centri selezionati per la ripartizione delle risorse: il bando non prevede un numero fisso di competence center, che sarà invece determinato dalle risorse stesse. Questi poli dovranno promuovere lo sviluppo dell’Industria 4.0 italiana, erogando
un miglior livello qualitativo del prodotto finale che ne scaturisce come risultato. Ciò ha una ripercussione fondamentale sul concetto di “Cantiere 4.0”, perché ribalta un paradigma consolidato nel tempo, secondo il quale nel cantiere si assiste alla mera realizzazione di un progetto che è stato sviluppato altrove. La progettazione collaborativa consente invece di farne un luogo “attivo”, capace di conservare la propria memoria e nel quale si possono espletare, in tempo reale, tutte le modifiche che si rendono necessarie in corso d’opera, attraverso la creazione di modelli “as built”. La modellazione digitale in 3D consente inoltre di vagliare un grande numero di dati che rappresentano le caratteristiche tecniche (volume, dimensioni, materiali, forme), garantendone la validità in ogni momento del ciclo di vita del manufatto. Questo tipo di approccio non solo abbassa la percentuale di errore, ma ottimizza i tempi di lavoro, contribuisce a contenere i costi, promuove l’interoperabilità e garantisce un controllo del progetto maggiormente puntuale, che passa da un modello di consenso “centralizzato” a uno “decentralizzato”.
alle imprese un servizio caratterizzato da: orientamento, in particolare per le PMI, nella valutazione del livello di maturità digitale e tecnologica delle aziende; formazione finalizzata a diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 (sia formazione d’aula che attraverso casi concreti del mondo dell’impresa); attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Il competence center può erogare alle aziende aiuti fino al 50% delle spese sostenute per ogni progetto, fino a un massimo di 200.000 euro. 38 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
La digitalizzazione del cantiere Sono molteplici i vantaggi pratici che la tecnologia porta nella vita quotidiana di un “Cantiere 4.0”. L’impiego dei droni consente di monitorare gli accessi, con un evidente aumento dei livelli di sicurezza, ma anche di effettuare i rilievi sul campo, sia in fase di progettazione, sia durante il monitoraggio dell’avanzamento lavori. In tema di sicurezza, l’Internet of Things serve anche a rendere “intelligenti” i dispositivi di protezione individuale (DPI) utilizzati dagli operatori.
Grazie ai sensori è infatti possibile verificare che elmetti, scarpe antinfortunistiche, guanti e ogni altro dispositivo siano effettivamente utilizzati e nella maniera corretta. La possibilità di configurare il sistema di controllo in base alle esigenze specifiche consente, ad esempio, di impostare un alert nel caso la visiera sia impropriamente sollevata, monitorando su un unico schermo l’andamento delle operazioni in tutto il cantiere. La customizzazione riguarda anche le opere in esecuzione: il codice identificativo assegnato alle macchine impiegate in cantiere permette non solo di averne sempre sotto controllo la posizione, ma anche di reimpostarne le funzioni assegnate, programmando i lavori in modo da eseguire scavi e altri interventi nelle misure richieste dal progetto, i cui dati vengono scaricati direttamente dalla piattaforma BIM al luogo di esecuzione. Allo stesso modo, la funzione geofencing vincola ad aree predeterminate il percorso delle macchine e le movimentazioni dei materiali, limitando il rischio di incidenti e, nel contempo, ottimizzando l’operatività. Rispetto alla qualità dei manufatti, la tecnologia consente di effettuare controlli antifrode sui materiali impiegati e in particolare sul calcestruzzo, attraverso l’attribuzione di codici Rfid (Radio-Frequency Identification) ai campioni: l’identificazione a radiofrequenza consente infatti di monitorarne la posizione e lo spostamento attraverso minuscoli chip interrogati a distanza. I sensori di inclinazione ed estensione tengono invece sotto controllo la sicurezza strutturale delle opere eseguite e l’automazione dei processi abilita, in ultima istanza, un costante monitoraggio dell’avanzamento dei lavori, così da garantire tempi certi nell’esecuzione ■ della commessa ricevuta.
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MACCHINE Wacker Neuson
DIETRO LE QUINTE DEL FUTURO Dal 16 al 21 giugno scorsi, presso lo stabilimento produttivo di Hörsching (Linz), si è svolto l’ormai tradizionale evento “Wacker Neuson Universe”. Clienti, concessionari e operatori della regione EMEA si sono incontrati per conoscere le più recenti soluzioni “zero emission” e le innovazioni digitali dell’azienda tedesca, provarne le macchine e scambiarsi idee di Pietro Gabrielli
L
o stabilimento produttivo di Hörsching è il luogo preposto per lo sviluppo e la costruzione degli escavatori e dei dumper a marchio Wacker Neuson. Qui ogni anno vengono prodotte circa 17.000 unità e fin dalla sua costruzione, avvenuta nel 2012, questo sito è considerato tra i più moderni al mondo in questo settore.
40 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Gli ospiti accorsi alle porte di Linz per partecipare all’edizione 2018 del “Wacker Neuson Universe” hanno potuto assistere al cosiddetto “dietro le quinte” e, durante la visita, hanno potuto ammirare un’esposizione dell’intera gamma di macchine e attrezzature Wacker Neuson, per poi testarle personalmente sul campo.
Il futuro è adesso Già oggi Wacker Neuson è molto più avanti rispetto a quanto richiesto dalle normative vigenti in tema di riduzione delle emissioni e - parallelamente alle macchine edili convenzionali - offre già oggi un›intera gamma di soluzioni “zero emission” che consente di gestire un cantiere in ambito cittadino in modo pulito e producendo il minimo rumore. Il miniescavatore “zero tail” completamente elettrico EZ17e, su tutti, ha suscitato molti consensi in occasione dell’evento: questa macchina da 1,7 t si adatta in modo particolare agli ambienti nei quali è necessario evitare quanto più possibile emissioni di gas di scarico e rumore, ad esempio in città, durante i lavori all’interno di edifici e gallerie e/o nelle vicinanze di scuole e ospedali. Molto interesse l’ha suscitato anche il più recente prodotto della famiglia “zero emission”, il dumper gommato elettrico DW15e, con trazione integrale e carico utile di 1,5 t: particolarmente adatto per il trasporto di materiali soprattutto dove i lavori devono essere eseguiti senza emissioni e con poco
“
rumore, il DW15e è equipaggiato con un motore elettrico per la trazione e per l’idraulica di lavoro, per gestire le prestazioni in base al fabbisogno e in modo indipendente, nonché per minimizzare il consumo di energia. Durante la frenata nella macchina o in discesa l›energia viene nuovamente alimentata nell’accumulatore, quindi non viene più trasformata in calore come di consueto, ma viene usata per la ricarica dell›accumulatore stesso. La batteria (esente da manutenzione) viene fornita dal costruttore con carica-batterie integrato, che può essere inserito in una presa domestica tradizionale. Sia l’escavatore elettrico EZ17e che il dumper DW15e saranno disponibili a partire dal prossimo anno.
L’OPINIONE
MARTIN LEHNER
AMMINISTRATORE DELEGATO, WACKER NEUSON GROUP
«La coerente trasformazione della gamma a ‘emissioni zero’ di Wacker Neuson è una logica conseguenza della sua evoluzione, se si
L’importanza della digitalizzazione All’interno delle strategie Wacker Neuson il tema della digitalizzazione ha preso piede già da tempo, sia nello sviluppo e nella produzione delle macchine e delle attrezzature che in forma di soluzioni intelligenti per i clienti.
LA TRASFORMAZIONE DELLA GAMMA A ‘EMISSIONI ZERO’ DI WACKER NEUSON È UNA LOGICA CONSEGUENZA DELLA SUA EVOLUZIONE
guarda al futuro. Le disposizioni di legge si stanno evolvendo in direzione della riduzione delle emissioni anche nell’ambito dei macchinari edili e per le costruzioni e il nostro Gruppo intende andare ancora oltre: offriremo almeno un prodotto ‘’zero emission’ in ogni linea di prodotto. Il requisito per l›introduzione sul mercato è che si possa contare sulla macchina per l›intera vita utile e che la sua gestione sia economica: per questo motivo la carica della batteria deve essere sufficiente per un›intera giornata di lavoro».
“
IN OCCASIONE DEL “WACKER NEUSON UNIVERSE 2018” GLI OPERATORI DEL SETTORE HANNO POTUTO TOCCARE CON MANO LE EVOLUZIONI DEL COSTRUTTORE TEDESCO NELL’AMBITO DELLA SOSTENIBILITÀ, OLTRE CHE DELLA DIGITALIZZAZIONE settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 41
MACCHINE L’OPINIONE
ALEXANDER GRESCHNER
RESPONSABILE DISTRIBUZIONE, WACKER NEUSON SE
«Siamo lieti che moltissime persone siano giunte da tutta la regione EMEA per vivere insieme a noi l’evento ‘Wacker Neuson Universe 2018’, condividendo tematiche che vanno dalla mera produzione delle macchine alle più recenti soluzioni ‘zero emission’, fino alle svariate opportunità in termini di assistenza e alla realtà virtuale. La vicinanza ai nostri clienti, rivenditori e partner fa parte del DNA dell’azienda e quest’iniziativa sottoli-
Gli ospiti del “Wacker Neuson Universe 2018” hanno potuto accertarsene personalmente durante la presentazione dei numerosi servizi proposti dal costruttore tedesco, che ha illustrato le potenzialità di una nuova soluzione telematica (con app dedicata) in grado di garantire un servizio di assistenza ottimale. Soluzione che è stata accolta in modo favorevole tanto quanto l’offerta digitale dedicata al settore della manutenzione e della riparazione. Nella fattispecie, un intervento d’assistenza simulato ha dimostrato come degli esperti, in remoto, possono guidare a distanza un tecnico nella corretta riparazione di una qualsivoglia macchina. Ma non solo: un’altra stazione predisposta all’interno della sede con simulatori di realtà virtuale ha consentito ai clienti di visualizzare e utilizzare prodotti in fase di sviluppo, mentre un interessante video ha completato l’esperienza digitale consentendo ai visitatori di immergersi nel “mondo zero emissioni” di Wacker Neuson e di verificare come sia possibile gestire un cantiere in aree sensibili (come uno zoo, ad esempio) in modo silenzioso e senza emissioni.
nea quanto sia importante lo scambio di idee tra gli operatori del mercato. Siamo molto soddisfatti della qualità dei visitatori e del feedback positivo che abbiamo ricevuto. Nel frattempo, il Wacker Neuson Universe è diventato un’istituzione e ci offre la possibilità di trascorrere molto tempo insieme a partner importanti».
TRA LE SOLUZIONI PIÙ INTERESSANTI PROPOSTE DAL COSTRUTTORE TEDESCO, OLTRE LA NUOVA PALA GOMMATA WL95 DOTATA DI CAMBIO ECOSPEEDPRO DISPONIBILE DAL PROSSIMO AUTUNNO, C’ERANO IL MINIESCAVATORE ELETTRICO EZ17E E IL DUMPER ELETTRICO DW15E, CHE SARANNO DISPONIBILI DAL 2019 42 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Provare le novità in prima persona Oltre ai prodotti “zero emission” e al suo “mondo digitale”, Wacker Neuson ha presentato per la prima volta la nuova pala gommata WL95 da 9 t, che consente di movimentare materiali pesanti come richiesto in particolare da grandi imprese edili e aziende di riciclaggio.
WACKER NEUSON HA FATTO PROVARE AI SUOI OSPITI LE POTENZIALITÀ DELLE PROPRIE INNOVAZIONI “DIGITALI”
Con il nuovo cambio idrostatico continuo ecospeedPRO, la WL95 - che sarà disponibile dal prossimo mese di ottobre - può traslare senza cambi di marcia fino a 40 km/h e si distingue per un’elevata forza di trazione. Inoltre, è stato possibile testare per la prima volta i nuovi dumper gommati “Dual view” del costruttore, che saranno disponibili nella classe da 6 e 10 t. Il sistema “Dual view” intende ridefinire la sicurezza nei cantieri: grazie a una rotazione di 180° dell’intera console di comando (compreso il sedile), l’utente gode sempre di una visibilità ottimale durante la traslazione, il carico e lo scarico del materiale. I dumper gommati di Wacker Neuson possono svolgere tutte le classiche operazioni di cantiere, ma offrono anche ulteriori vantaggi: grazie al loro giunto articolato oscillante, ad esempio, sono più maneggevoli e adatti a tutti i tipi di terreno. Anche a pieno carico, e soprattutto su fondi sconnessi, questi mezzi mantengono sempre il contatto con il terreno e ■ una trazione ottimale.
AREA ESTERNA - STAND H4
MACCHINE Kato Imer
ARRIVANO I PEZZI “GROSSI”
La multinazionale giapponese sta per lanciare anche in Europa le macchine di grossa taglia che ne hanno decretato il successo mondiale. Abbiamo visto in anteprima il primo rappresentante di questa nuova fase: l’escavatore cingolato HD 514 MR-7 di Riccardo Lorenzi
L
o scorso autunno Kato Imer ha compiuto una svolta epocale passando dalla sua celebre livrea color verde, che da oltre 20 anni la caratterizzava sul mercato, al giallo. Un cambiamento legato all’acquisizione da parte del colosso giapponese Kato e all’intenzione di uniformare l’aspetto estetico del-
44 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
la gamma, per comprensibili ragioni di marketing. Altrettanto evidente era parsa fin da allora la possibilità che la casa madre introducesse anche sul mercato europeo gli escavatori di grossa taglia, fino a 45 t, che ne hanno decretato il successo globale. Previsione azzeccata: a partire dal prossimo Bauma di Monaco, in pro-
gramma nel 2019, si concretizzerà quella che è una nuova realtà distributiva pronta a giocare un ruolo da protagonista alle nostre latitudini. Kato Imer ha già iniziato a preparare il terreno, spostando in Italia la produzione di due modelli che precedentemente venivano realizzati solo in Giappone: il 30 q e il 35 q, che diventa quindi la por-
tata massima prodotta direttamente nel nostro Paese (gli altri modelli vengono ancora importati). Dopo un periodo di coordinamento tra la casa madre e la sede italiana, lo stabilimento di Cusona (Siena) è già in pieno regime produttivo. Da evidenziare che nel corso dell’anno si è verificato anche l’allargamento della gamma delle minipale, che sta avendo un riscontro molto positivo sul mercato. Un “HD” in anteprima Se la produzione attuale rispecchia quella che era la gamma IHI Corporation (sfoggiata nella sua completezza a Intermat 2018), a breve arriveranno delle interessanti novità: l’apripista della nuova fase di Kato Imer in Europa sarà l’escavatore cingolato HD 514 MR-7 da 14 t. L’azienda sta attendendo il marchio di conformità alle norme CE per immetterlo sul mercato del Vecchio Continente, passaggio previsto entro quest’autunno, ma OnSite ha avuto l’opportunità di vederlo in anteprima. Molto compatta (è denominata “Mini radius”), si tratta di una macchina versatile che può essere utilizzata in diverse applicazioni e che bene si adatta alle esigenze del mercato italiano. È stata prodotta con una marcata attenzione all’ambiente: oltre che per un propulsore Isuzu
Stage IV da 78,5 kW a 2.000 giri/min, si caratterizza per un nuovo sistema di controllo a valvole che riduce del 4% il consumo di carburante rispetto ai modelli precedenti e per la tecnologia EGR (Exhaust Gas Recirculation) che abbassa addirittura dell’88% le emissioni di ossido di azoto. Un’altra caratteristica che
subito balza all’occhio è il comfort offerto da una cabina ROPS molto ampia e confortevole, attrezzata con un computer di bordo e un display touch-screen a cristalli liquidi. Un nuovo impianto di aria condizionata completa la serie di soluzioni pensate per agevolare il lavoro dell’operatore.
IL NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO HD 514 MR-7, VISTO DA NOI IN VERSIONE “PROTOTIPO”, SI DISTINGUE PER LA SUA STRUTTURA COMPATTA E PER LA CABINA ROPS MOLTO AMPIA E CONFORTEVOLE. QUESTO MODELLO ANTICIPA LA PROSSIMA ESPANSIONE DI KATO IMER, CHE INTENDE ARRIVARE FINO ALLA CLASSE DELLE 45 T. AL BAUMA 2019 L’AZIENDA CONTA DI PRESENTARE UNA GAMMA COMPLETA
L’OPINIONE
“Kato Imer si presenta con un brand e una livrea da poco rinnovati, ma l’azienda è sul mercato da 20 anni e beneficia dell’expertise di IHI Corporation, precursore mondiale nel settore delle macchine “zero tail”. Tra le novità proposte c’è anche l’ampliamento della gamma delle minipale, che ci stanno dando molte soddisfazioni: anzi, oggi dobbiamo impegnarci per soddisfare le molteplici richieste che arrivano in azienda. Il mercato è vivo e in ripresa. Anche in Francia – che per noi rappresenta un mercato importante – si registra una maggiore richiesta di skid e lì abbiamo implementato maggiori sforzi sia produttivi che commerciali. Oggi la nostra offerta di skid è ampia come non lo era da tempo, ovvero da quando importavamo in Italia il marchio Mustang. Con questa tipologia di macchine ora non abbiamo limitazioni territoriali in termini commerciali, mentre gli escavatori li possiamo commercializzare solo in Europa. Fanno eccezione alcuni modelli prodotti in Italia, per i quali siamo stati autorizzati dalla casa madre giapponese a rifornire alcuni soggetti esteri. Ad esempio, abbiamo esportato a lungo il 15 q in Cina, arrivando a fornire fino a 250 unità/anno. Tuttora esportiamo negli USA, dove – come in Cina – sussiste una joint-venture di Kato Works. Siamo inoltre stati autorizzati a esportare in Nuova Zelanda. In generale, all’estero operiamo attraverso importatori unici, mentre in Italia di fatto siamo noi gli importatori, quindi – partendo da San Gimignano – abbiamo strutturato una rete distributiva che copre in modo efficace l’intero territorio nazionale”.
IGINO ELEFANTE
GENERAL MANAGER SALES & MARKETING, KATO IMER
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 45
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA HD 514 MR-7 Motore:
Isuzu 4JJ1X - Stage IV
Potenza motore (ISO 14396):
kW
78,5 a 2.000 giri/min
Coppia max.:
Nm
375 a 1.800 giri/min
Raggio di scavo:
mm
8.450
Profondità di scavo:
mm
5.540
Altezza di scavo:
mm
9.050
Altezza di scarico:
mm
6.690
Forza di scavo alla potenza max.:
kN
72
Raggio minimo di rotazione:
mm
5.320
Pressione al suolo:
kPa
44
Peso operativo:
kg
14.100
LA NUOVA GAMMA KATO IMER, RIGOROSAMENTE IN LIVREA GIALLA, ORA È PIÙ AMPIA GRAZIE AI NUOVI MODELLI
* configurazione in versione “prototipo”, con attrezzatura standard, braccio da 2,5 m
Le innovazioni tecniche La struttura del nuovo escavatore Kato agevola anche le operazioni di pulizia e manutenzione, grazie alla semplice accessibilità dei componenti soggetti a usura. I filtri dell’olio motore, del carburante e dell’olio idraulico possono essere comodamente sostituiti da terra. Il riduttore del motore rotante, il foro di rifornimento dell’olio e la porta d’ingrassaggio dell’olio possono essere manutenuti a distanza e il lavoro di lubrificazione del grasso può essere esegui-
to in una postura confortevole e sicura. La porta di ispezione per la pulizia del radiatore è stata installata nella parte superiore, così da facilitare l’intervento dei tecnici. Un nuovo tipo di boccola – con struttura “a fossetta” e con trattamento superficiale speciale – è stato adottato per fare fronte anche a elevati carichi del braccio. Solido e robusto, l’escavatore cingolato HD 514 MR-7 monta inoltre di serie una nuova benna, il cui design protegge l’integrità delle parti saldate (sono state
semplificate le operazioni del braccio, ivi compreso proprio il cambio dell’attrezzatura). Sia il cilindro del braccio che quello della benna sono stati aumentati di diametro, così da ridurre le perdite di pressione e potenza. La struttura stessa dell’escavatore, in generale, è stata ottimizzata, così com’è stata aumentata la rigidità del telaio a “X”. Elevata produttività e approccio “compatto” a molteplici campi d’applicazione: questa è la base su cui poggia la gamma Kato, oggi ancora più ampia. ■
KATO IMER HA FINORA MANTENUTO LA STESSA GAMMA DI IHI CORPORATION, MA ORA SI PREPARA A COMPLETARLA CON UNA SERIE DI MACCHINE PROVENIENTI DAL GIAPPONE, PER COPRIRE TUTTE LE TAGLIE DI ESCAVATORE 46 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
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MACCHINE Soilmec
EVOluzione
nella perforazione Progettata secondo le linee guida della nuova filosofia progettuale “blu” delle perforatrici della casa cesenate, la nuova SR-65 Evolution – che strizza l’occhio al mercato europeo –presenta geometrie compatte e strutture semplificate e offre il meglio delle sue prestazioni negli interventidi pali trivellati incamiciati e ad elica continua di Stefano Vitali
IL PRIMO ESEMPLARE DI SR-65 EVO HA RICEVUTO IL SUO BATTESIMO DI FUOCO NEL FEBBRAIO SCORSO A PRAGA. GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON INTERMARKET, PARTNER DI SOILMEC IN REPUBBLICA CECA
48 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
C
on un peso totale di 65 t, la nuova perforatrice di casa Soilmec è stata pensata per esaltare la facilità di montaggio e la rapida messa in opera in cantiere. Questa macchina, infatti, trasportabile completa di asta telescopica kelly direttamente installata sull’antenna,è alimentata da un motore diesel Cummins QSL9 in grado di erogare una potenza di 261 kW.
Propulsore che, all’occorrenza, può essere settato per offrire un surplus di potenza fino a 283 kW, consentendo alla perforatrice di poter affrontare facilmente anche le situazioni più impegnative. La cura nei dettagli Una cura particolare è stata messa nella progettazione della tavola rotary e del sistema di tiro spinta, disponibile sia in versione a cilindro che ad argano. La testa di rotazione è piatta, compatta e leggera, con un valore di coppia massima di 258,5 kNm. Elemento che permette alla perforatrice di poter lavorare con ottimi risultati anche in presenza di rocce e terreni molto compatti.Inoltre, per il sistema di scarico dei detriti è disponibile sia il sistema Soilmec spin-off – che sfruttando l’energia cinetica di una velocità di rotazione molto elevata (fino a 135 giri/min) offre prestazioni rilevanti utilizzando la trivella – che il nuovo sistema “click-click”, apprezzato quando si utilizza il bucket, specialmente in terreni molto coesi.
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE Il sistema di tiro spinta a cilindro, con una forza di estrazione di 280 kN, è dotato di un doppio posizionamento sull’antenna di perforazione permettendo di utilizzare tutta la corsa disponibile sia utilizzando utensili di grande diametro, lavorando quindi sotto la parte inferiore dell’antenna, sia utilizzando lunghe camicie di rivestimento. La perforatrice, come detto, può a scelta esser equipaggiata con il sistema ad argano in grado di offrire una corsa di oltre 16 m e soprattutto una forza di tiro-spinta di 330 kN, ideale per poter eseguire pali incamiciati direttamente con la rotary. Il design della macchina - solido e allo stesso tempo compatto, con un raggio di coda di 3.750 mm - consente alla perforatrice Soilmec SR-65 Evolution di poter montare aste kelly telescopiche di 16,5 m (lunghezza nominale per sfilo) per una profondità massima di scavo di 77,9 m, con aste a frizione e 62,5 m con aste a bloccaggio meccanico. Nella versione per elica continua è possibile installare una batteria di eliche di 18 m di lunghezza, punta
LA PERFORATRICE SOILMEC SR-65 EVOLUTION È MOLTO COMPATTA E CIÒ NE AGEVOLA ANCHE IL TRASPORTO
esclusa, che unitamente a un cannotto di estensione di 7 m consentono di eseguire pali fino a una profondità massima di 25,9 m. Il battesimo del fuoco Il primo esemplare di SR-65 Evolution ha ricevuto il suo battesimo di fuoco
nel febbraio scorso a Praga. Grazie alla collaborazione con Intermarket, partner di Soilmec in repubblica Ceca, è stato possibile mettere alla prova “sul campo” la perforatrice. Dislocato nel quartiere di Praga 8, un’area in forte espansione della capitale ceca, il progetto prevede la realizzazione di
LA PRODUZIONE NEL CANTIERE DI PRAGA È STATA PARI A DUE PALI AL GIORNO PER UN TURNO DI OTTO ORE, IN UN TERRENO COMPOSTO DA ARGILLE COMPATTE CON LA PRESENZA DI STRATI MOLTO COMPATTI INTERCALATI DA GHIAIE E TROVANTI 50 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
LA SR-65 EVOLUTION IMPLEMENTA UNA SERIE DI SOLUZIONI TECNOLOGICHE CHE NE FANNO UNA SCELTA IDEALENEGLI INTERVENTI DI PALI TRIVELLATI INCAMICIATI E AD ELICA CONTINUA
pali di fondazione per la costruzione di un edificio di 10 piani a uso commerciale. Elementi che, di diametro 900 mm, sono stati eseguiti con la tecnologia del palo incamiciato trivellato fino a una profondità di 13 m utilizzando aste kelly di diametro 406 mm e camicie di rivestimento a doppia parete. La macchina è arrivata in cantiere trasportata compresa di asta kelly e
dall’arrivo del camion del trasporto in cantiere al primo scavo sono trascorsi solo 30 minuti. La produzione in cantiere è stata buona: due pali al giorno per un turno di otto ore in un terreno composto da argille compatte con la presenza di strati molto compatti intercalati da ghiaie e trovanti. Particolarmente apprezzate sono state l’ergonomia garantita dalla spa-
ziosa cabina con porta scorrevole, la silenziosità della macchina (105 dB garantiti), la sua stabilità durante le fasi di infissione ed estrazione della camicia di rivestimento e le numerose soluzioni tecnologiche installate, dal rientro automatico al centro foro al sistema “start & slow” del motore diesel in grado di contenere consumi ed emissioni. ■
LA SCHEDA TECNICA SR-65 EVO Coppia max. rotary:
kNm
258,5
Versione CCS - Forza di spinta/tiro
kN
140/280
Versione WCS - Forza di spinta/tiro
kN
330/330
Motore diesel:
Cummins QLS 9
Potenza motore:
kW
261 a 2.100 giri/min
Tiro argano principale:
kN
220
Peso operativo, completo di asta kelly 4x13,5 m (CCS-WCS):
kg
63.600/65.800
Massimo diametro in LDP:
mm
2.000
Massimo diametro in LDP, utensile sotto al mast:
mm
3.000
Massima profondità in LDP:
m
77,9
Massimo diametro in CFA:
mm
1.200
Massima profondità in CFA con cannotto da 6 m:
m
26
Peso di trasporto con asta kelly 4x13,5 m (CCS-WCS):
kg
63.600/65.800
Minimo peso di trasporto (CCS-WCS):
kg
48.450/49.850
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 51
MACCHINE Ciancaleoni
L’USATO
che non tradisce L L’azienda di Spello (Pg) è specializzata nella vendita di macchine per la perforazione usate e ricondizionate. La garanzia di un’alta qualità è data dal lavoro dei suoi meccanici specializzati, che consentono di ottenere le massime prestazioni dei mezzi utilizzati in cantieri anche gravosi di Pietro Gabrielli
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a crescente necessità di soluzioni rapide ed economiche, in un settore frenetico e in continua evoluzione come quello delle perforazioni ha sviluppato in modo esponenziale il mercato dell’usato. Tuttavia, trovare buone occasioni di seconda mano non è così semplice. Diverse possono essere le insidie che si celano dietro l’acquisto di un prodotto così complesso quale una macchina per pali o micropali. In questo contesto, la Ciancaleoni si propone come partner specializzato in grado di offrire molteplici soluzioni garantendone il pieno funzionamento. Grazie ai suoi meccanici specializzati, le perforatrici vendute dall’azienda umbra vengono accuratamente controllate in ogni minimo componente prima di essere reimmesse sul mercato.
Qualità e affidabilità “Essere considerati un punto di riferimento affidabile è il nostro obiettivo primario”, spiega il CEO dell’azienda, Mauro Ciancaleoni. “Vendere una trivella usata dall’altra parte del mondo è la testimonianza della fiducia che si è creata attorno al marchio Ciancaleoni. Posso affermare con orgoglio che abbiamo venduto macchine in tutti i continenti del pianeta. Negli ultimi anni il settore delle perforazioni si è indirizzato sempre di più verso tecnologie che si differenziano dal normale palo trivellato, parliamo nello specifico del sistema CFA (Continuous Flight Auger) e FDP (Full Fisplacement Pile)”. Queste metodologie di lavoro - e in particolare la tecnica dei pali a spostamento laterale (o FDP) - richiedono macchine prestanti, con coppie elevate e argani di
o nella vendita di una perforatrice anziché alimentare un mercato diretto con le altre aziende di perforazione del settore.
MAURO CIANCALEONI
CEO DELL’AZIENDA
Il mondo Geax… Avviata nel 2006 come una scommessa dell’Ing. Pesaresi, l’azienda marchigiana Geax si è ritagliata una fetta di mercato sempre più importante nel segmento macchine pali piccola/media taglia. Ciò grazie anche alla spinta commerciale della Ciancaleoni, dealer esclusivo in Italia, che ha iniziato a promuoverne il nome fin dai suoi primi passi. Sforzi ampiamente ripagati con molteplici soddisfa-
zioni e vendite non solo in Italia, ma in gran parte del mondo. Dagli Stati Uniti all’Australia, passando per Singapore, la Geax ha creato una fitta rete commerciale aumentando ogni anno i numeri in termini di vendite di macchine perforatrici. …e la gamma produttiva “Alte prestazioni in dimensioni compatte”: è questo lo slogan dell’azienda con sede a Osimo, in provincia di Ancona. La gamma produttiva parte dalla perforatrice XD5, la più piccola della categoria con i suoi 2.400 kg, fino ad arrivare alla EK110, macchina da 31 t. In partico-
tiro/spinta adeguati. In quest’ottica la Ciancaleoni sta focalizzando la sua attenzione su un segmento di mezzi sempre più imponenti e, soprattutto, “multipurpose”, ovvero in grado di poter lavorare adottando più tecnologie. La revisione Un capannone di circa 5.000 m2 è adibito esclusivamente alla revisione delle macchine. Qui un team composto da 10 tecnici lavora a pieno ritmo eseguendo un check dettagliato sulle perforatrici disponibili. Ma quali difficoltà si nascondono dietro la revisione di una macchina per pali? Ce lo spiega Stefano Rossi, responsabile ufficio acquisti e parco macchine della Ciancaleoni: “Il primo step è l’acquisto del mezzo. Riceviamo proposte quotidianamente. Naturalmente prima di procedere inviamo un nostro tecnico direttamente in loco per verificare eventuali anomalie o difetti di funzionamento. Una volta pervenuta la perforatrice in sede viene effettuato un ulteriore controllo: ne deriva una lista di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. A questo punto si procede con l’acquisto dei ricambi da sostituire e si organizzano i vari reparti: idraulica, meccanica, elettrica e carrozzeria”. Il risultato finale è una perforatrice che può essere considerata pari a una nuova unità. Se si aggiunge una puntuale assistenza post-vendita si comprende la scelta di molti operatori di affidarsi alla ditta umbra nell’acquisto SOILMEC R625 (KELLY + CFA) È UNA DELLE MACCHINE PIÙ APPREZZATE DELLA GAMMA DELL’AZIENDA PERUGINA
ALL’ATTIVITÀ DI REVISIONE È INTERAMENTE DEDICATO UN CAPANNONE DI CIRCA 5.000 M², VISTA L’IMPORTANZA CHE TALE OPERAZIONE RIVESTE PER IL MERCATO DELL’USATO settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 53
MACCHINE
CIANCALEONI È DEALER ESCLUSIVO PER L’ITALIA DI GEAX, AZIENDA NATA NEL 2006 E CHE IN SEGUITO SI È RITAGLIATA UNA FETTA DI MERCATO SEMPRE PIÙ IMPORTANTE NEL SEGMENTO MACCHINE PALI DI PICCOLA/MEDIA TAGLIA
lare, tale gamma si compone di tre serie. La serie EK è formata da macchine multifunzione che permettono di essere configurate per operare in varie modalità di perforazione che comprendono, tra le tante, asta telescopica, elica ANCHE IN QUESTA EDIZIONE, CIANCALEONI PARTECIPA A GEOFLUID (AREA ESTERNA CORSIA H - N. 9), UN APPUNTAMENTO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER LE AZIENDE DEL SETTORE
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continua CFA, benna per diaframmi, soil-mixing, soil-displacement, vibratore idraulico e martello idraulico. La serie DTC si caratterizza per la posizione dell’asta telescopica all’interno della torre, rendendo la struttura più solida
e compatta. La serie XD nasce invece dall’esigenza di lavorare in spazi ristretti, limitati in altezza e di difficile accesso. Con l’apertura del nuovo stabilimento di circa 20.000 m2 la Geax - insieme al team Ciancaleoni che segue la
parte commerciale Italia, Argentina e Romania - ha dato un chiaro segnale di voler rispondere in maniera ancora più reattiva alle numerose richieste, rinforzando ulteriormente la propria leadership. Appuntamento a Geofluid La storica ditta umbra, come da tradizione, parteciperà al Geofluid di Piacenza: un appuntamento utile a ritrovare vecchi clienti e conoscerne di nuovi. In quest’edizione Ciancaleoni esporrà, su uno stand di circa 300 m 2, alcune delle sue macchine perforatrici usate/ricondizionate, oltre alle macchine nuove Geax EK40 L P e XD6. In aggiunta saranno esposti tubi rivestimento a vite, utensili di perforazione e un kelly bar compatibile con macchine Soilmec, un avvenimento che meri-
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ESPOSTA A GEOFLUID, PSM 1350 È UNA MACCHINA DEL 2009, CON 4.000 ORE DI LAVORO, CARICATORE D’ASTE E MORSA DA 320 DI DIAMETRO
ta un importante investimento ma che assicura risultati interessanti nel medio-lungo periodo.
VENDERE UNA TRIVELLA USATA DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO È LA TESTIMONIANZA DELLA FIDUCIA CHE SI È CREATA INTORNO AL MARCHIO CIANCALEONI
Nello specifico, saranno esposti due evergreen del settore pali e micropali: una Soilmec SR30 e una PSM 1350. La Soilmec SR30, perforatrice versatile con un peso di circa 35 t, è considerata dagli esperti del settore la più ricercata nel suo segmento. Con una coppia nominale di 130 kN/m, può perforare un diametro massimo di 1.500 mm a 50 m. La PSM 1350 è invece una perforatrice polivalente per micropali, ancoraggi e sondaggi con un peso di circa 20 t e una coppia nominale di 15.6 kN/m. ■
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ESPOSTA A GEOFLUID, SR30 È UNA MACCHINA DEL 2009, CON 5.500 ORE DI LAVORO. SI CARATTERIZZA PER L’ASTA TELESCOPICA A FRIZIONE 5X10M
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MACCHINE Blend
LA “MISCELA” GIUSTA per il successo
L’azienda bresciana è un punto di riferimento nel settore degli impianti mobili per la miscelazione di calcestruzzo, misto cemento e asfalto a freddo, in grado di soddisfare le molteplici esigenze del cantiere realizzando macchine spesso “su misura” per i suoi clienti. Come la nuova pompa rotativa Unica, progettata su una richiesta specifica proveniente dal settore dei pavimentisti di Ettore Zanatta
L’
innovazione che contraddistingue l’azienda di Rodengo Saiano (Bs) è il risultato di un percorso che fonda le sue radici nel 1983, quando Fabrizio Tetoldini – attivo nel settore della produzione di calcestruzzo – decise di mettere in atto un vero e proprio cambio di paradigma dopo aver scoperto negli Stati Uniti una tecnologia inedita in Europa. In quel momento il fondatore della 56 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Blend – attuale Project Manager dell’azienda bresciana e al suo timone insieme alla famiglia Biglieri – comprese che si poteva rivoluzionare il sistema di distribuzione del calcestruzzo passando dalla classica betoniera a un nuovo tipo di impianto che assecondasse maggiormente le necessità dei clienti. La tecnologia recepita Oltreoceano, infatti, permetteva di produrre il materiale necessario direttamente in loco, evitando sprechi di materiale e garantendo sia mobilità che
un raggio di azione illimitato. Disfattosi dell’impianto fisso e delle betoniere con cui aveva lavorato fino a quel momento iniziò a sviluppare un nuovo approccio all’attività progettando e costruendo una nuova tipologia di impianti mobili. Un’eccellenza italiana Lo sviluppo applicato a questi impianti mobili è stata per Fabrizio Tetoldini una missione: sempre nuove modifiche venivano apportate alle macchi-
si è impegnata nel rinnovamento del fondo ferroviario sostituendo il ballast con lastre in calcestruzzo del tratto della Metropolitan Line tra Baker Street e Finchley Road, risalente al 1861. Il contratto prevedeva che la linea rimanesse in funzione, quindi Blend Plants ha operato durante i canonici orari di chiusura notturna. Per centrare il difficile obiettivo, l’azienda ha fatto ricorso a “Luigi”, uno speciale impianto di betonaggio montato su un vagone di 17 m, il primo al mondo a essere alimentato a batteria. Il calcestruzzo a presa rapida ha permesso ai treni di continuare a utilizzare regolarmente la linea nella fascia di servizio diurna, superando i rigidi controlli di qualità che le autorità britanniche effettuavano ogni 10 minuti.
ne acquistate negli USA, allo scopo di ottimizzarne costantemente le prestazioni. Nel 1986 fu lanciato sul mercato il primo modello interamente realizzato in proprio e alla fine degli anni Ottanta, viste le numerose richieste pervenute, Tetoldini decise di dedicarsi a tempo pieno alla produzione di queste macchine, avendo come obiettivo la soddisfazione “mirata” del cliente. L’eccellenza rappresentata dall’azienda bresciana è stata riconosciuta anche dal Consorzio Ditecfer – il Distretto per le tecnologie ferroviarie, l’alta velocità e la sicurezza delle reti –, che le ha conferito due riconoscimenti significativi: uno per gli agitatori di calcestruzzo MX08, destinati alla realizzazione della galleria a due canne del Monte Ceneri in Svizzera; un altro per un impianto per applicazione ferroviaria destinato al progetto “London Underground”.
Molto importante quest’ultima referenza: dopo aver vinto la prestigiosa gara in una shortlist che comprendeva anche due finalisti britannici, Blend
Produzione ampia e certificata Blend è anche distributore per l’Italia di Betonblock, affermati sistemi olandesi di casseformi modulari reimpiegabili. Questa partnership ha conferito ulteriore visibilità alla sua produzione, che si suddivide essenzialmente in tre ambiti di applicazione:nella categoria “Prodotti speciali” rientrano le numerose case-history legate a macchine che, almeno inizialmente, vengono prodotte solo per una determinata situazione specifica (in realtà, come successo anche nel citato progetto londinese, le soluzioni tecniche possono essere riproposte in situazioni analoghe ma le macchine non
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MACCHINE
E-SERIES È IL NOME DELLA GAMMA DI IMPIANTI MOBILI BLEND, CHE POSSONO ESSERE FORNITI NELLE VERSIONI E025 (5 M3), E050 (10 M3) E SEVENTY (12 M3). GRAZIE ALLA MISCELAZIONE IN CONTINUO, BLEND PUÒ PRODURRE PICCOLE QUANTITÀ O ESAURIRE I MATERIALI IN ESSA TRASPORTATI. LE MATERIE PRIME VIAGGIANO IN COMPARTIMENTI SEPARATI,QUINDI QUELLO CHE RIMANE È SEMPRE RIUTILIZZABILE. NON CI SONO SPRECHI E SI MESCOLA SOLO IL NECESSARIO
sono mai identiche, perché non lo sono le esigenze a cui rispondono); una seconda categoria riguarda il trasporto e lo stoccaggio del calcestruzzo, caratterizzata da agitatori, cassoni a nastro e silos orizzontali; infine c’è proprio il ricco comparto degli impianti mobili – il fiore all’occhiello dell’azienda – progettati appunto per miscelare calcestruzzo, misto cementato e asfalto a freddo. A quest’ultimo appartiene il versatile impianto A240, in grado di offrire elevate capacità produttive, facilità di trasporto tra più cantieri senza bisogno di operazioni di montaggio/montaggio ausiliare e totale autonomia sia in termini idraulici che elettrici. Ogni tipologia di inerte, qui, è trasferito dai predosatori al
nastro principale di carico al miscelatore a doppio asse orizzontale tramite nastri estrattori dosatori a velocità variabile; il dosaggio dei leganti idraulici viene monitorato tramite pesatura per decremento garantendo affidabilità e precisione costante; i leganti bituminosi, acqua e additivi vengono dosati tramite contalitri elettronici gestiti e controllati da una centralina elettronica. Tramite sistema GPS e GPRS, infine, è possibile avere un rapporto giornaliero dello stato del consumo e della produzione. Ma il comparto include soprattutto gli ormai affermati impianti E-Series, espo-
LA GAMMA DI AGITATORI PER CALCESTRUZZO BLEND PREVEDE MODELLI DA 2 A 10 M3. DI PARTICOLARE IMPORTANZA LA CONSEGNA DI SEI UNITÀ MX08 DESTINATI ALLA REALIZZAZIONE DELLA GALLERIA A DUE CANNE DEL MONTE CENERI
nenti del concetto di “calcestruzzo certificato”: grazie alla loro particolare struttura interna, che permette di mantenere le materie prime in compartimenti separati, si riduce lo spreco e si mescola solo il necessario in piccole e grandi quantità. Grazie alla possibilità di cambiare sempre “ricetta”, questi impianti – gestibili da un unico operatore – permettono di ottenere diverse qualità di calcestruzzo con lo stesso carico, mentre un programma automatico di lavaggio pulisce mescolatore e nastrino eil computer “intelligente” di cui sono dotati controlla la pesatura del cemento, degli inerti, il dosaggio degli additivi e dell’acqua.
LA GAMMA DI SILOS ORIZZONTALI BLEND PREVEDE MODELLI DA 16 A 42 M3
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L’ultima novità Ma Blend non si ferma qui, perché recentemente ha deciso di entrare in un settore per lei nuovo, quello dei pavi-
I CASSONI A NASTRO BLEND IN HARDOX 450 SONO ADATTABILI A OGNI AUTOCARRO
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UN PARTICOLARE IMPIANTO SU UN UNICO VAGONE FERROVIARIO ALIMENTATO DA LOCOMOTIVE È STATA PROGETTATO E REALIZZATO DA BLEND NEL 2016 SU COMMISSIONE DELLA LONDON UNDERGROUND
BLEND PLANTS VANTA UNA PRODUZIONE ANNUALE DI OLTRE 100 IMPIANTI, PER UN TOTALE DI 1.500 UNITÀ PRODOTTE E VENDUTE NEL MONDO
“
mentisti, proponendo in quest’ambito una speciale pompa rotativa, denominata Unica. Si tratta di una macchina a rotore capace di proiettare calcestruzzi sia per via umida che secca, con produzioni effettive variabili da 1 a 5m3/h. Questa pompa trova il suo campo di applicazione nella proiezione di calcestruzzi per il consolidamento di scarpate, in gallerie
di piccola sezione, nel rivestimento di canali e nel ripristino di superfici ammalorate in genere, nonché nel convogliamento di pietrisco e nello spruzzo di masse refrattarie. Unica è stata sviluppata per la proiezione di miscele bagnate anche con un
basso rapporto acqua/cemento, a condizione che abbiano uno slump minimo di 10-12 cm. La sua flessibilità – sia in termini di miscele lavorabili che di portate raggiungibili – permette il suo impiego in un ampio numero di progetti. Il sistema di chiusura idraulica delle guarnizioni in gomma lubrificate garantisce l’ottimale chiusura del rotore anche in condizioni di impiego estreme. La nuova Unica può essere fornita nella versione DOSA, che integra un dosatore per additivi di calcestruzzi liquidi sincronizzato in modo automatico con la portata del calcestruzzo. ■
L’OPINIONE
“Pur garantendo una produzione in serie il tratto distintivo di Blend è la versatilità, che le permette di non negare mai un’opportunità al cliente. Siamo in grado di soddisfare ogni singola esigenza e molti dei nostri prodotti sono nati proprio da incontri durante i quali ci venivano esplicitati bisogni particolari. Non è raro che queste soluzioni siano adottate anche in casi successivi. Ad esempio, per la metropolitana di Londra abbiamo realizzato il primo impianto al mondo funzionante a batteria e dopo quell’esperienza hanno cominciato a interpellarci anche per progetti internazionali similari, come in Arabia Saudita. In Italia operiamo fattivamente anche nel settore ferroviario, in ambiti in cui la betoniera non rappresenta la soluzione più idonea. Ma la nostra flessibilità non riguarda solo le macchine, bensì anche le parti di ricambio: il 90% dei componenti con cui sono realizzate le macchine a marchio Blend si può acquistare ovunque nel mondo. Per quanto riguarda il mercato: fino al 2016 esportavamo l’85% della produzione;nel 2017 la percentuale è scesa al 65-70%: oggi siamo molto più attivi anche in Italia, soprattutto grazie agli incentivi dell’Industria 4.0. Il fatto che il Governo abbia creduto nelle PMI, principali beneficiarie del piano, è stato uno stimolo per poter reinvestire nel nostro Paese. Mi auguro si confermino questi incentivi per sostenere la crescita italiana. Qui, infatti, si trovano caratteristiche uniche sul piano dell’innovazione e dell’industria. Le aziende italiane sono un punto di riferimento in tutto il mondo grazie a fattori vincenti quali qualità, immaginazione e creatività: tutti elementi che abbiamo fatto nostri anche in Blend”.
PAOLO LEONARDO BIGLIERI, A SINISTRA, CON FABRIZIO TETOLDINI, PROJECT MANAGER E FONDATORE DI BLEND settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 59
Hands On ZTS: ZONA A TRAFFICO…
COMPATTO
JCB PROSEGUE IL PERCORSO DI RINNOVAMENTO DELLA SUA GAMMA DI MACCHINE COMPATTE CON IL LANCIO DEL MINIESCAVATORE 18Z-1 CHE, INSIEME ALLE VERSIONI 16C-1 E 19C-1, RAPPRESENTA LA “NEW GENERATION” IN QUESTO SEGMENTO DI MERCATO 60 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
I
l costruttore britannico ha recentemente lanciato sul mercato tre nuovi miniescavatori progettati per soddisfare le specifiche esigenze di quegli operatori in costante ricerca della massima qualità, nonché di affidabilità, prestazioni e comfort e con, allo stesso tempo, una forte attenzione alla riduzione dei consumi e dei costi di gestione. Con pesi operativi da 1,6 a 1,8 t, i miniescavatori in oggetto sono stati denominati 16C-1 (disponibile dall’inizio di quest’anno, con rotazione convenzionale), 18Z-1 (oggetto di questo Hands On e primo girosagoma JCB in questa categoria di peso) e 19C-1, a rotazione convenzionale.
ETTORE ZANATTA
IL MINIESCAVATORE JCB 18Z-1
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Hands On Le caratteristiche principali Diverse sono le peculiarità del miniescavatore JCB 18Z-1, che peraltro condivide con i suoi “fratelli di gamma”: carrozzeria totalmente di acciaio, per garantire massima resistenza agli urti e facilità di riparazione; nuovo design del gruppo di scavo e del sottocarro, per incrementare le prestazioni di scavo e di sollevamento; dieci punti di ancoraggio integrati, che rendono più agevole il trasporto senza danneggiare la cingolatura; intervalli d’ingrassaggio di 500 ore, che riducono ulteriormente i fermi macchina; un nuovo contrappeso, che favorisce un facile accesso ai punti di servizio; cofanature separate, per facilitare i controlli quotidiani. Le tre nuove macchine JCB condividono quindi il comune DNA progettuale della gamma “new generation”, che ora comprende modelli completamente rinnovati da 1 a 10 t e che combina elementi quali maggiore durata, consumi ridotti, struttura più resistente Il 18Z-1 è il modello a ingombro posteriore zero dei tre nuovi mini “new generation”
“E PROP”: VANTAGGI ELETTROPROPORZIONALI Il miniescavatore “new generation” più grande, il modello 19C-1, è proposto da JCB anche nella versione “E Prop”, dotato di comandi ausiliari elettroproporzionali, configurazione particolarmente performante e gradita agli utilizzatori italiani. La versione E Prop, oltre alla dotazione del modello standard, offre in più: doppio effetto con controllo elettroproporzionale sul joystick; brandeggio con controllo elettroproporzionale sul joystick (tramite selettore rotativo ausiliario che consente di controllare con precisione le attrezzature); funzione kick-down automatica di serie; nuova strumentazione con interruttori a membrana integrati; ulteriori opzioni quali seconda linea ausiliaria, dipper extralungo, quick-hitch idraulico (per passare da un’attrezzatura all’altra in modo rapido e sicuro), LiveLink Full, valvole di blocco e immobilizer integrato. Avvisatori acustici di sovraccarico di sollevamento, poi, garantiscono ulteriore stabilità e sicurezza. 62 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
IL MINIESCAVATORE JCB 18Z-1 L’ingombro posteriore zero consente al miniescavatore JCB 18Z-1 di operare nelle condizioni più difficili senza compromettere l’altezza di carico
Il miniescavatore 18Z-1 si distingue per le sue dimensioni compatte, che gli consentono di muoversi agevolmente in cantiere, anche in spazi ristretti. Lo sportello posteriore è massiccio e assicura la massima resistenza agli impatti rispetto alla vetroresina
La nuova geometria del gruppo di scavo consente al miniescavatore 18Z-1 di caricare senza la necessità di riposizionamento, velocizzando le attività più impegnative in cantiere
e maggiore facilità di manutenzione. Il tutto, a vantaggio della riduzione dei tempi d’inattività e dell’incremento della produttività generale. Nel 18Z-1, così come negli altri modelli, è stato utilizzato un telaio con superfici lavorate, per una migliore installazione e durata della vita dei componenti. La conformazione inclinata del carro riduce la ritenzione dei materiali, rendendo più semplici le operazioni di pulizia della macchina. Il nuovo miniescavatore è disponibile sia con telaio fisso che con carro ad “H” nella versione retrattile: in questo allestimento la larghezza della macchina può variare da 980 a 1.330 mm (per tutti i
I tre rulli di appoggio monoflangia abbinati ai cingoli a passo corto garantiscono un assetto di marcia regolare. Il carro con struttura ad “H” fornisce un supporto rigido con un design aperto che consente la pronta caduta dei detriti. Per offrire la massima rigidità, gli elementi del carro allargabile sono realizzati con una robusta lastra in acciaio da 25 mm
I telai dei cingoli inclinati riducono al minimo l’accumulo di terra e permettono rapidi interventi di pulizia. La nuova geometria del dozer consente inoltre di evitare l’accumulo di materiale anche sulla lama: grazie alle prolunghe di facile apertura non sono necessarie attrezzature per mettere in funzione la macchina
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Hands On I PUNTI DI FORZA
LA ROBUSTEZZA E LA VERSATILITÀ
I COSTI DI GESTIONE RIDOTTI
LA CONFIGURAZIONE GIROSAGOMA
IL DESIGN DI BRACCIO E SOTTOCARRO
LE PRESTAZIONI DI SCAVO E SOLLEVAMENTO
TUBI FLESSIBILI INTERNI
ANGOLO DI AZIONAMENTO BENNA DI 201° CILINDRO COMANDO BRACCIO A MONTAGGIO SUPERIORE
SUPPORTO BRACCIO “HEAVY DUTY”
AMPIA GAMMA DI ATTREZZATURE JCB
NUOVA GEOMETRIA DEL DOZER
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IL MINIESCAVATORE JCB 18Z-1 FARO DI AVVISO AD ALTA VISIBILITÀ CARROZZERIA IN ACCIAIO
DOPPIO SPORTELLO CON APERTURA A 180°
RAGGIO DI ROTAZIONE RIDOTTO
CONTRAPPESO POSTERIORE A TUTTA LARGHEZZA
STRUTTURA CARRO AD “H”
TELAI CINGOLI INCLINATI
DIECI PUNTI DI ANCORAGGIO settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 65
Hands On Il nuovo pannello posizionato alla destra dell’operatore presenta funzioni attivabili con la semplice pressione di un pulsante, nonché avvisi e indicatori di facile lettura che gli consentono di essere sempre informato sullo stato della macchina e sui rischi potenziali
modelli i cingoli sono disponibili sia in gomma che in acciaio). Design rinnovato anche per la lama dozer: questa nuova geometria offre una maggiore altezza di sollevamento e i due bracci sono disponibili in versione standard o, in via opzionale, con lunghezza maggiorata (la versione con bracci dozer “lunga” conferisce al miniescavatore una maggiore stabilità e la possibilità di incrementare i volumi di lavoro). Relativamente alla sovrastruttura sono previste configurazioni diverse. Nel caso del modello 18Z-1 è disponibile solo la versione con tettuccio (i modelli per l’Italia sono tutti nella versione con 4 montanti, anteriori e posteriori; alcune foto del servizio sono del modello canopy a due montatni non commercializzato in Italia). Pper i due modelli compatti a rotazione convenzionale (16C-1 e 19C-1) c’è la
Come misura precauzionale, al fine di garantire la massima sicurezza tutti i servizi, incluse la traslazione e la funzione dozer, vengono isolati quando il gruppo comandi viene sollevato
L’angolo di azionamento benna di 201° consente di ridurre al minimo la perdita dei detriti durante le operazioni di carico degli autocarri, garantendo la massima versatilità
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possibilità di scegliere tra cabina o tettuccio (canopy). In tutti i casi il layout della struttura è stato migliorato per rendere più agevole l’accesso ai componenti. Come accennato, poi, punti di aggancio particolarmente robusti sono stati inseriti nel telaio rendendo più facile il trasporto e garantire maggiore protezione ai cingoli e ad altri elementi spesso erroneamente utilizzati per il fissaggio della macchina in caso di trasporto su veicoli.
Il cilindro comando braccio a montaggio superiore riduce il rischio di danni in cantiere, ad esempio durante il caricamento di veicoli
IL MINIESCAVATORE JCB 18Z-1 Forza e durata Il nuovo miniescavatore JCB 18Z-1 utilizza un braccio di scao da 1.800 mm, a quattro piastre, di nuova generazione; l’avambraccio è disponibile nelle tre lunghezze 950, 1.100 (di serie) e 1.344 mm. Il braccio principale del miniescavatore è stato progettato per fornire la massima protezione ai cilindri idraulici.
PAROLA D’ORDINE: SICUREZZA
Il sistema 2GO (Hydraulic Isolation System) di JCB garantisce un ulteriore livello di sicurezza al miniescavatore JCB 18Z-1 poiché tutti i comandi sono completamente isolati, a meno che il pulsante 2GO non venga attivato. Per garantire una maggiore sicurezza, è presente un immobilizer approvato Thatcham che elimina la possibilità di un avviamento non autorizzato. Il sistema software LiveLink e Datatag presente sul miniescavatore consente di impostare un Geofence e limitazioni di funzionamento della macchina. La combinazione di LiveLink e immobilizer offre un vantaggio fondamentale: il sistema di gestione a codice pin remoto, che consente di autorizzare o rifiutare l’utilizzo della macchina in I dieci punti di ancoraggio e sollevamento assicurano la conformità e la rapidità del trasporto del miniescavatore
remoto. Nel sistema è possibile programmare fino a 14 singoli codici pin, offrendo la possibilità di personalizzare le preferenze dell’operatore integrando una modalità ausiliaria separata in ciascun codice (solo nel modello 19C-1 EP).
I tubi flessibili passano all’interno del braccio, dell’avambraccio e del supporto braccio, per assicurare la massima resistenza. Il 18Z-1, così come gli altri modelli della “new generation”, utilizzano impianti idraulici a tenuta frontale con O-ring che forniscono elevate prestazioni di tenuta
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Hands On LIVELINK: IL FUTURO REMOTO gestione della flotta (sono disponibili anche segnalazioni critiche della macchina e storici di manutenzione). Fornendo informazioni quali il monitoraggio dei tempi di funzionamento a regime minimo e il consumo di carburante, inoltre, JCB LiveLink contribuisce a ridurre i consumi, con conseguente risparmio di denaro e aumento della produttività. Le informazioni Anche il miniescavatore 18Z-1 beneficia
relative all’ubicazione della macchina
dei vantaggi garantiti dal sistema sof-
possono migliorare l’efficienza e por-
tware LiveLink, che consente di gestire le
tare perfino a una riduzione dei premi
macchine JCB da remoto (online, tramite
assicurativi.
e-mail o telefono cellulare) e di avere ac-
Le segnalazioni “Geofence” in tempo
cesso totale alle segnalazioni della mac-
reale del sistema LiveLink, poi, avvi-
china, ai report carburante e alle informa-
sano quando la macchina esce dal-
zioni sulla cronologia, con tutti i dati me-
le zone di lavoro prestabilite, mentre
morizzati in un centro sicuro.
le segnalazioni “Curfews”, sempre in
I vantaggi citati si manifestano in termini
tempo reale, avvisano in caso di utiliz-
di manutenzione, di economia generale e
zo non autorizzato. Ulteriori vantaggi
di sicurezza. Ciò perché il sistema assicura
riguardano le informazioni in tempo
la gestione semplificata della manutenzio-
reale sull’ubicazione, l’avanzata con-
ne delle macchine attraverso un preciso
nessione all’ECU (accoppiamento di
monitoraggio delle ore di funzionamen-
LiveLink con l’immobilizer o la ECU),
to e avvisi delle scadenze di manutenzio-
oltre alla gestione di un codice PIN
ne, per una programmazione più effica-
(per autorizzare l’uso della macchina
ce degli interventi, e dati in tempo reale
da remoto, soluzione ideale per il no-
sull’ubicazione del mezzo, per un’agevole
leggio di macchinari).
I pannelli in acciaio delle cofanature assicurano la massima protezione alle componenti interne e possono essere facilmente riparati se necessario. Il pannello laterale destro può essere aperto per consentire l’accesso ai serbatoi idraulici e del carburante così come al sistema di raffreddamento, riducendo i tempi di manutenzione e aumentando la produttività
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Il supporto braccio Heavy Duty standard ottimizza la durata utile e riduce i costi di gestione grazie alle boccole resistenti e sostituibili
Il contrappeso posteriore a tutta larghezza garantisce la protezione completa dai possibili danni in cantiere. La carrozzeria è completamente in acciaio, resistente agli urti e, al contempo, economica da riparare
La facilità nell’accesso alle componenti e nelle operazioni di manutenzione ordinaria è stata fin dall’inizio un obiettivo progettuale fondamentale: da questo input nasce il nuovo sistema di contrappeso posteriore che offre un accesso facile al vano motore e ad altri componenti per i controlli giornalieri, grazie a un sistema speciale di apertura della cofanatura posteriore e laterale. Il miniescavatore JCB 18Z-1 monta un propulsore diesel Perkins già in regola per soddisfare i requisiti in materia di emissioni ai prossimi stage. Il motore è montato sul retro delle macchine per una distribuzione ottimale del peso
IL MINIESCAVATORE JCB 18Z-1 La macchina è dotata anche dell’attacco rapido JCB e offre la massima compatibilità con le attrezzature dei principali sistemi disponibili sul mercato. Come per tutti i modelli della gamma di escavatori compatti “new generation” di JCB, inoltre, anche per questa versione gli intervalli di lubrificazione sono stati portati a 500 ore, in modo da ridurre ulteriormente i tempi d’inattività e aumentare la durata di perni e boccole. Il nuovo miniescavatore di JCB è certamente uno tra i più sicuri presenti
sul mercato, grazie a una stabilità incrementata e alla visibilità a 360°. Ma anche per via di altri accorgimenti, tra cui la facile sostituzione dei vetri o il sistema JCB 2Go di esclusione dei comandi idraulici. Altre opzioni includono l’isolamento del sedile, la cintura di sicurezza ad alta visibilità, il segnalatore lampeggiante verde. Con il 18Z-1, al pari di tutti i miniescavatori di nuova generazione JCB, il costruttore offre una garanzia standard di due anni e una serie di pacchetti di riparazione, assistenza e ga-
ranzia studiati per andare incontro alle diverse esigenze dei clienti: sia per le imprese edili che per i noleggiatori il nuovo miniscavatore JCB 18Z-1 è stato progettato per offrire il più vantaggioso costo totale di gestione (Total Cost of Ownership): minima manutenzione, massima operatività, consumi ridotti, produttività incrementate. Tutti vantaggi operativi, questi, che rendono questa macchina una soluzione particolarmente conveniente sul mercato internazionale e, in particolare, italiano. ■
LA SCHEDA TECNICA JCB 18Z-1 Peso operativo:
kg
Motore:
1.749 Perkins 403D-07
Potenza netta motore:
kW
10,8 a 2.550 giri/min
Coppia max.:
Nm
45,6 a 2.000 giri/min
Lunghezza braccio:
mm
1.800
Massimo sbraccio:
mm
3.899
Massimo sbraccio al suolo:
mm
3.834
Profondità di scavo max. (lama sollevata/abbassata):
mm
2.271/2.426
Altezza di scavo max.:
mm
3.556
Altezza di scavo/carico max.:
mm
2.598
Profondità di scavo verticale max.:
mm
1933
Raggio di rotazione anteriore min. (senza brandeggio/brandeggio max.):
mm
1.488/1.171
Raggio di rotazione posteriore:
mm
685
Altezza minima da terra:
mm
162
Forza di strappo max. (benna/avambraccio):
kN
18/10,1
Forza di trazione:
kN
13,2
km/h
2,4/4,1
°
35
Velocità di traslazione (lenta/veloce): Pendenza max. superabile: * configurazione con avambraccio da 950 mm
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 69
ATTREZZATURE SIP&T
UN BRAND
SU CUI CONTARE Customizzazione, innovazione e qualità: sono i tre pilastri su cui si è basata la (costante) crescita dell’azienda campana, che propone kelly bar e rotary tools efficienti e compatibili con le trivelle dei più famosi costruttori, attraverso progetti moderni, continui restyling e aggiornamenti tecnologici di Pietro Gabrielli
70 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
I
n un mercato sempre più competitivo, la strategia di SIP&T è semplice quanto efficace: puntare sulla realizzazione di prodotti “su misura”, svilupparne le funzionalità e controllarli scrupolosamente prima che vengano consegnati al cliente. Questi obiettivi si associano a un management giovane e motivato, a un’ampia gamma produttiva, a un servizio rapido e a un’elevata affidabilità, oltre che alla vocazione all’internazionalizzazione. Fin dalla sua fondazione, che risale a oltre 20 anni fa, ciò che ha sempre caratteSISTEMA D’INSONORIZZAZIONE DEI KELLY BAR CON GOMMA BUTILICA SUPER ADESIVA IN LEGA DI ALLUMINIO. LA MEDIA DI DECREMENTO DEL RUMORE A 70 MPH È DI 5,37 DB
rizzato SIP&T nel settore delle fondazioni è stata la scelta strategica di produrre internamente tutti i singoli componenti delle attrezzature da perforazione, così da poter controllare l’intero processo produttivo e garantire una maggiore qualità del prodotto. Per realizzare tale visione d’impresa, l’azienda campana ha strutturato un processo manifatturiero supportato da macchinari di elevata precisione, affidati a personale specializzato. Il tutto garantito da una spiccata attenzione per le più diverse esigenze del mercato domestico e internazionale. La gamma prodotti comprende oggi kelly bar, utensili per terreni aventi di-
verse morfologie, tubi rivestimento, tubi getto, eliche CFA, utensili per il costipamento laterale, tubi spalla per diaframmi e tutti i ricambi necessari al loro utilizzo. Il core business aziendale è la produzione delle aste telescopiche – kelly bar, siano esse a frizione o a incastro. Flessibilità dei processi produttivi Interpretando le richieste dei clienti, analizzando i report di diversi cantieri dove i kelly bar sono impiegati, studiando le loro prestazioni in terreni geologicamente impegnativi e verificandone i rendimenti, ogni singolo kelly
PROCESSO DI SALDATURA A FILO CONTINUO CON TECNICA AD ARCO SOMMERSO SOTTO PROTEZIONE DI SCORIA. PERMETTE DI OPERARE CON ELEVATE VELOCITÀ, È COMPLETAMENTE AUTOMATICO CON QUALITÀ DELLE SALDATURE ELEVATA RISPETTO A QUELLE MANUALI settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 71
ATTREZZATURE viene realizzato basandosi su un calcolo a elementi finiti FEM (Finite Element Method), metodo numerico usato per risolvere problemi complessi e oggi divenuto il principale per eseguire le analisi strutturali, fondamentale per affrontare e risolvere le sfide offerte dalle varie fasi dello sviluppo del prodotto. SIP&T ha tratto grossi benefici introducendo tale analisi nel suo processo produttivo: ha incrementato la varietà di materiali utilizzati per la realizzazione dei kelly, ha ottimizzato peso, spessori e forma, ha ridotto il “testing time” e con esso il “time-to-market”. Un evidente vantaggio si è avuto nella fase produttiva, durante la quale si è notata una sensibile riduzione del peso dei materiali utilizzati, dello spreco dei materiali e dei tempi di produzione, nonché un aumento della capacità produttiva ed efficienza energetica. Dal punto di vista commerciale si è registrato un in-
STRESS ANALYSIS SUGLI INCASTRI KELLY (VON MISES). I MATERIALI DUTTILI SOGGETTI AD UNO STATO DI TENSIONE IDROSTATICO HANNO UNA RESISTENZA ALLO SNERVAMENTO SUPERIORE RISPETTO AL VALORE OTTENUTO DALLA SEMPLICI PROVE DI TRAZIONE
cremento della domanda e del rapporto qualità/prezzo attraverso la differenziazione della proposta. I positivi feedback dai cantieri hanno confermato un miglioramento del comportamento dei kelly e hanno potenziato
la fidelizzazione dei clienti. Sono altresì aumentati il numero e la tipologia di kelly bar immessi sul mercato, riducendo quasi a zero il costo e il numero di resi a causa di rotture o imperfezioni. Tutto ciò consente, in tempi brevi, di fornire al cliente l’attrezzatura finita, realizzata in accordo alla coppia della trivella e alle caratteristiche progettuali del palo da trivellare. Uno sviluppo continuo Attualmente SIP&T sta realizzando un nuovo stabilimento che consentirà di dimezzare i tempi di consegna. Per i maggiori marchi e modelli di trivelle SIP&T progetta e produce il giusto kelly, compatibile con la relativa testa di rotazione. Il range di coppia da tenere presente è ampio e va da 40 a 480 KNm; la massima profondità raggiungibile è 100 m. A tal proposito, va ricordato come la lunghezza massima dell’asta telescopica (di conseguenza, la sua profondità di scavo) e la sua capacità di trivellare il terreno dipendano da tre fattori: la tipologia di macchina da perforazione, la capacità di tiro dell’argano e il tipo di utensile utilizzato. La lunghezza dell’asta telescopica, il numero dei suoi elementi, il passaggio rotary, l’attacco quadro, la flangia di connessione al guida-asta, il giunto di connessione del girevole con il cavo di acciaio di salita/discesa, i sistemi TUBI RIVESTIMENTO FINO A 3,5 M DI DIAMETRO CON GIUNTI DI ACCOPPIAMENTO A VITE IN ACCIAIO SPECIALE ED IN CASO TRATTATI TERMICAMENTE. LA SALDATURA È AD ARCO SOMMERSO
72 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
ammortizzanti superiori e inferiori, il profilo e il passo dei sistemi d’incastro e sgancio sui diversi elementi, così come le parti terminali: tutto può essere realizzato da SIP&T su richiesta del cliente. Tutti i kelly possono essere forniti opzionalmente con un sistema d’insonorizzazione che consiste nell’applicazione di una gomma fonoassorbente incollata tra le guide esterne saldate sui tubi e protette da lamiere metalliche. Il sistema riduce le emissioni sonore ad alta frequenza generate da movimenti a scatti e amplificati dalle sezioni cave (il sistema può anche essere montato su kelly esistenti). Tutto ciò ha reso SIP&T un punto di riferimento nel mercato mondiale dei kelly bar e degli utensili per la perforazione verticale utilizzati nei lavori di fondazione. I punti di forza Creatività, esperienza decennale e stretto rapporto con gli utenti finali sono
“
IL NUOVO STABILIMENTO SIP&T ADIACENTE ALLA STRUTTURA ESISTENTE, I NUOVI SPAZI SONO ARCHITETTURE PENSATE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DEI LUOGHI DI LAVORO, SIA SUL PIANO ESTETICO SIA SU QUELLO DEL COMFORT ESPRESSIONE DELLA PROGRESSIVA E CONTINUA CRESCITA DELL’AZIENDA.
SIP&T È UN PUNTO DI RIFERIMENTO NELLO SVILUPPO E PRODUZIONE DI KELLY BAR E UTENSILI PER LA PERFORAZIONE VERTICALE UTILIZZATI NEI LAVORI DI FONDAZIONE
“
state e sono tutt’ora le basi principali di SIP&T per sviluppare con successo i kelly e rotary tools. Per l’azienda è un modus operandi: gli ingegneri trasformano idee e proposte provenienti dai cantieri in soluzioni che fanno progredire costantemente i lavori di fondazione. Ai metodi di progettazione più moderni tra cui spicca l’utilizzo di solid work e a una profonda conoscenza delle formazioni geologiche più diverse - si aggiungono le procedure di calcolo sviluppate internamente: tutto ciò costituisce una solida base per soddisfare le esigenze poste dai cantieri. Il know-how in ingegneria meccanica fa di SIP&T un partner affidabile; inoltre, il continuo monitoraggio e l’analisi dei feedback degli end user contribuiscono a controllare e documentare il rendimento del prodotto. La forza innovativa
del reparto Ricerca & Sviluppo sta divenendo parte essenziale del ciclo produttivo: l’azienda produce gli utensili giusti e, con essi, tutte le relative parti di usura per garantire ai prodotti la massima vita utile. La lunga esperienza in cantiere costituisce la base per la costruzione degli utensili di perforazione e dei pezzi soggetti a usura, in modo da poter offrire prodotti ottimali per ogni esigenza. Durante gli incontri B2B, oltre a illustrare l’utilizzo del prodotto viene proposta una consulenza individuale sulle applicazioni, così da permettere l’aumento della produttività in cantiere. Il background aziendale consente di ottimizzare gli utensili di perforazione per le diverse esigenze, così da aumentare il rendimento di taglio e massimizzare la capacità di perforazione. “In SIP&T si lavora sulla longevità e
produttività dei prodotti per favorire il successo dei clienti, ad esempio ponendo la massima attenzione al dimensionamento del sistema di apertura di un bucket, ai diversi materiali utilizzati, alla protezione dall’usura, all’ottimizzazione e all’uso di particolari equipaggiamenti”, affermano dall’azienda. “Il nostro punto di forza è proporre soluzioni non ‘preconfezionate’: le specifiche tecniche possono essere sempre adattate in base alle richieste del cliente. Si pianificano programmi di formazioni e seminari. Il concetto aziendale di assistenza comprende non solo pezzi di ricambio e accessori, ma anche formazioni su misura per gli operatori che useranno i prodotti, specie i kelly bar”. Programmi basati sul livello di conoscenze dei partecipanti e che possono essere adattati in modo flessibile. I formatori forniscono conoscenze di base consolidate sull’utilizzo dei kelly e degli utensili con macchine di fondazioni: in tal modo si apprende l’utilizzo, l’assistenza e la manutenzione dei prodotti. La divisione Parts & Service di SIP&T, inoltre, è sempre disponibile per fornire supporto nel lavoro quotidiano e per l’intera durata o ciclo di ■ utilizzo dei prodotti. settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 73
COMPONENTI Goodyear
INNOVAZIONI DIGITALI per il settore OTR Il colosso americano ha lanciato sul mercato il sistema Proactive Solutions TPMS Heavy Duty, che estende al settore fuoristrada i vantaggi già ampiamente testati con le flotte di autotrasporto di Riccardo Lorenzi
N
ata nel 1898, Goodyear ha preso il nome dall’inventore statunitense che con le sue intuizioni le ha permesso di prosperare nel corso dell’ultimo secolo. A Charles Goodyear, infatti, si deve il metodo per la vulcanizzazione della
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gomma basato sull’aggiunta di zolfo, così da rendere il prodotto più elastico e resistente ai solventi. Quello è stato il punto di partenza, ma in 120 anni di vita Goodyear ha fatto molta strada e altrettanta ne hanno fatta i suoi pneumatici, anche grazie a un costante impegno nella ricerca e sviluppo.
In occasione dello scorso Intermat di Parigi è stato presentato Goodyear Proactive Solutions TPMS Heavy Duty, un innovativo sistema digitale progettato per aiutare le aziende del settore fuoristrada (OTR) a ridurre il costo totale di possesso. Sulla scia del successo di Goodyear Proactive Solutions, il pacchetto di soluzioni per le flotte di autotrasporto presentato nel 2016, ora anche nell’Heavy Duty è possibile monitorare con precisione e in tempo reale la pressione degli pneumatici. Un errato livello di pressione, infatti, ne riduce la vita, provoca danni anche gravi, influisce sulla stabilità dei veicoli e genera
un inutile spreco di carburante. La soluzione specifica di Goodyear permette invece di ridurre al minimo gli incidenti, i tempi di fermo macchina e i costi di riparazione. Inoltre, non è più necessario effettuare controlli esterni della pressione di gonfiaggio e la vita media dello pneumatico aumenta del 10-15%. Monitoraggio costante La pressione è monitorata dai sensori TMPS montati all’interno degli pneumatici, che ne controllano costantemente la pressione e la temperatura e trasmettono le informazioni a un server
DAVID ANCKAERT
VICE PRESIDENT GOODYEAR COMMERCIAL TIRES EUROPE
LA SOCIETÀ OLANDESE ESD-SIC HA SOTTOSCRITTO UN ACCORDO QUINQUENNALE GOODYEAR PROACTIVE SOLUTIONS TMPS HEAVY DUTY PER QUATTRO PALE CARICATRICI, STIMANDO UN RISPARMIO DI OLTRE 71.000 EURO: 1.100 EURO/ANNO DERIVANTI DALL’ELIMINAZIONE DEI CONTROLLI QUINDICINALI DELLA PRESSIONE DI GONFIAGGIO; 9.700 EURO/ANNO DOVUTI ALLA MINIMIZZAZIONE DEI GUASTI DEGLI PNEUMATICI (STORICAMENTE 1/ANNO) E 17.600 EURO/ANNO GRAZIE ALL’AUMENTO DELLA DURATA DELLO PNEUMATICO DEL 10-15%
di Goodyear attraverso il sistema telematico a bordo del veicolo. Questi dati vengono poi analizzati usando gli algoritmi basati sulla tecnologia predittiva G-Predict. Il server invia report giornalieri via e-mail al gestore delle flotte. Nell’eventualità di un potenziale problema, il server invia degli alert via email e/o tramite una app in tempo reale, con l’ausilio di una grafica che mostra quale pneumatico è coinvolto e la gravità del problema. Il router a bordo del sistema incorpora la funzione Track & Trace GPS, che può identificare il luogo in cui si trova il mezzo, anche in caso di furto. Tecnologia e performance “I recenti progressi registrati in tema di connettività ci permettono di aiutare i nostri clienti a ottimizzare l’utilizzo degli pneumatici e ridurre i loro costi di possesso. I mezzi OTR operano in ambienti estremamente ostili, per cui gli pneumatici rappresentano una componente essenziale per lo svolgimento delle loro attività”, ci ha spiegato David Anckaert, Vice President Goodyear Commercial Tires Europe. “Il sistema Goodyear Proactive Solutions TPMS Heavy Duty, ad esempio, può aiutare a evitare i comuni cali di pressione e le relative problematiche.
L’OPINIONE
“Con Proactive Solutions TPMS Heavy Duty estendiamo all’OTR le soluzioni già presenti per il settore truck. Il sistema monitora pressione e temperatura dello pneumatico e trasmette i dati al server, per poter prevedere la vita dello pneumatico stesso, nonché per analizzarne in tempo reale eventuali problematiche. Oltre a ricevere un alert in caso di fail (ad esempio, un calo di pressione o uno scoppio), il gestore della flotta può anche vedere quando lo pneumatico sta iniziando a dare segnali di allarme e quindi bisogna programmare una manutenzione. Ciò fornisce tre grossi vantaggi all’operatore: l’uptime è massimo, perché si evitano rotture e incidenti; si risparmia su tutte le voci della manutenzione, gestendola in maniera predittiva; grazie al Track & Trace si può sempre sapere dove si trova lo pneumatico, anche geolocalizzandolo in caso di furto. Si tratta di un TPMS incollato allo pneumatico e, grazie a una app che rilasceremo entro l’anno, sarà possibile comunicare i dati anche all’autista. Quindi: sicurezza ed efficienza massime. A differenza di altri sistemi non è necessaria l’interfaccia con la centralina della macchina, perché i dati vengono trasmessi direttamente in Lussemburgo, dove l’azienda sviluppa gli algoritmi. Inoltre segue una filosofia ‘proactive’: avvisiamo il gestore prima che il problema si verifichi, così da consentirgli di agire per tempo. È di facile gestione, dall’installazione alla manutenzione. Lo abbiamo testato per due anni su tutti i veicoli della flotta Heavy Duty, con esiti eccezionali: ben tre delle aziende che hanno partecipato ai test MICHELE DAVÌ hanno deciso di sottoscrivere un contratto con noi prima ancora del lancio SALES MANAGER OTR SOUTHERN EUROPE ufficiale del prodotto”. COMMERCIAL, GOODYEAR DUNLOP TIRES ITALIA settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 75
COMPONENTI
EMTRACK, IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLE PRESTAZIONI DEGLI PNEUMATICI OTR PRECEDENTEMENTE UTILIZZATO SOLO INTERNAMENTE A GOODYEAR, È OGGI SUL MERCATO PER IMPIEGHI EDILI, MINERARI, NELLE CAVE E PORTUALI
Uno pneumatico gonfiato del 50% in meno rispetto alla corretta pressione può ridurre la sua durata del 72%: questa soluzione assicura un monitoraggio della temperatura e della pressione in tempo reale. Un’informazione che viene poi utilizzata dagli algoritmi di Goodyear per prevedere la durata dello pneumatico, garantendo la serenità dei nostri clienti OTR e aiutandoli a ottenere un maggiore ritorno dall’investimento sulla spesa per gli pneumatici”. EMTrack sul mercato Nel contempo, Goodyear ha messo in commercio una versione potenziata di EMTrack, il sistema di monitoraggio delle prestazioni dei pneumatici OTR che permette una raccolta più rapida e accurata dei dati critici, come la profondità del battistrada e i livelli di gonfiaggio. Precedentemente utilizzato solo internamente all’azienda, oggi EMTrack è disponibile per impieghi edili, minerari, portuali e nelle cave. Il sistema comprende un nuovo scanner manuale che consente ai tecnici di misurare la pressione di gonfiaggio e la profondità del battistrada in modo più rapido e accurato. 76 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
GRAZIE AL SISTEMA DI TECNOLOGIA PREDITTIVA G-PREDICT, PROACTIVE SOLUTIONS TPMS HEAVY DUTY CONSENTE UN RISPARMIO ANNUO CHE GOODYEAR STIMA TRA I 3.000 E I 4.000 EURO PER UNA PALA CARICATRICE
I dati registrati vengono caricati automaticamente e in modo sicuro via bluetooth su un cloud protetto per un’archiviazione sicura dei dati. Usando la nuova app Goodyear EMTrack, gli utenti finali possono scaricare dei report in tempo reale, personalizzabili e facili da leggere, che mostrano le prestazioni degli pneu-
matici. È possibile tracciarli verificando se sono utilizzati in quel momento, se sono in stock o se sono stati ritirati dalla circolazione. EMTrack indica l’assetto più efficiente, prevedendo la durata dello pneumatico in termini di ore, costo e usura, il che permette anche una più accurata stima di spesa. ■
TECNOLOGIE Innovazioni applicate al settore Cava e Construction
TECNOLOGIE E SOLUZIONI per la cava 4.0 di Ettore Zanatta
Lo scorso giugno si è svolta un’interessante Open House all’interno della cava Tecnostrade di Treviglio (Bg) organizzata da CGT, Sandvik, Ma-estro e Simem. L’obiettivo? Dimostrare, attraverso approfondimenti in aula e dimostrazioni sul campo, che investire nella tecnologia conviene sempre
78 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
O
spiti di Tecnostrade, lo scorso giugno i protagonisti del settore Cave hanno avuto la possibilità di toccare con mano le opportunità specifiche connesse al “piano Industria 4.0”. Il fulcro di questo approccio consiste nell’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate alla Rete, un salto di qualità che innerva la crescita aziendale sia dal punto di vista operativo che da quello finanziario, visti i notevoli incentivi concessi agli imprenditori. La deducibilità del proprio investimento nominale può essere maggiorata del 250%: a fronte di una spesa reale di 100.000 euro se ne portano in ammortamento ben 250.000, a patto che gli investimenti siano effettuati entro il 31 dicembre 2018. Si ha diritto a tale beneficio anche se alla fine dell’anno si è versato un acconto pari almeno al 20% del totale. I macchinari devono necessariamente possedere cinque caratteristiche obbligatorie: il controllo per mezzo di un computer o di centraline elettroniche; l’interconnessione ai sistemi informatici della fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni (questa caratteristica è assolta per le macchine che sono a guida automatica, semiautomatica o assistita in grado
di ricevere dati da un sistema centrale); l’integrazione automatizzata con il sistema della fabbrica, con la rete di fornitura o con altre macchine a ciclo produttivo; delle interfacce semplici e intuitive tra uomo e macchina; rispondere ai parametri di sicurezza. A questi cinque parametri tassativi ne vanno aggiunti almeno due tra i seguenti tre: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto; monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo; caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico). Per accedere ai benefici fiscali è necessario produrre un’autodichiarazione per gli investimenti non superiori ai 500.000 euro o una perizia tecnico-giurata realizzata da un professionista in caso di spesa superiore. In entrambi i casi devono essere riportate le caratteristiche tecniche del bene e deve essere attestato il fatto che la macchina sia interconnessa al sistema aziendale. Nel concreto, quali soluzioni
tecniche consentono di accedere a questi vantaggi per chi lavora in cava? Ognuna delle quattro aziende coinvolte nell’evento – CGT, Sandvik, Ma-estro e Simem – ha nell’occasione delineato percorsi specifici per il proprio ambito di riferimento. Macchine interconnesse A presentare le soluzioni CGT è stato il responsabile commerciale Marco Villa, il quale ha ricordato come tutte le macchine Caterpillar (delle quali l’azienda milanese è storico distributore in Italia) soddisfino le caratteristiche obbligatorie previste dalla norma ai fini dell’iperammortamento. L’interconnessione tra i vari mezzi è affidata a Product Link, un sistema che - servendosi della tecnologia satellitare e tramite l’interfaccia Vision Link - trasmette le informazioni sul loro stato e utilizzo, permettendo così di pianificare gli interventi di manutenzione, di ottimizzare il ciclo di produzione, di monitorarne la posizione e di tenere sotto controllo la gestione dei costi operativi.
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 79
TECNOLOGIE
MARCO VILLA
DIRETTORE COMMERCIALE MMT DI CGT
GIORGIO MANARA
CEO DI MA-ESTRO
Ma non solo: “Uno strumento necessario è la pesa integrata Caterpillar, che permette di avere una perfetta misurazione delle operazioni di carico effettuate in ogni fase della lavorazione tramite la Advanced Productivity App (APP). Per le macchine non dotate di pesa, come gli escavatori, ci sono i sistemi GPS 3D: da remoto si possono controllare tutte le operazioni di scavo, compattazione e livellamento, inviare alla macchina progetti e ricevere come feedback informazioni sugli interventi eseguiti, tracciando tutte le operazioni eseguite in cantiere”. Per completare il monitoraggio delle at-
“
GIUSEPPE DI LECCE
RESPONSABILE VENDITE DI SANDVIK ITALIA
tività, CGT offre alle aziende due importanti servizi: la consulenza applicativa 3D, con un team di esperti che supporta le imprese durante tutte le fasi del cantiere, e il servizio prevenzione guasti, tramite il quale vengono monitorate tutte le macchine CGT connesse (attualmente 3.600) e che, di conseguenza, permette di pianificare gli interventi sulla base dei dati di funzionamento, i codici di guasto e i consumi. Frantumazione e riciclaggio Giorgio Manara, CEO di Ma-estro, ha illustrato le tecnologie proposte dalla sua
PER LE AZIENDE DEL SETTORE CAVE, IL PIANO “INDUSTRIA 4.0” RAPPRESENTA UN IMPORTANTE STIMOLO SIA DAL PUNTO DI VISTA FISCALE CHE DA QUELLO OPERATIVO
80 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
“
TRA LE MACCHINE AMMIRATE IN OCCASIONE DELL’EVENTO ORGANIZZATO NELLA CAVA TECNOSTRADE C’ERA IL FRANTOIO A MASCELLE MOBILE QJ241, LA VERSIONE PIÙ COMPATTA DELLA GAMMA SANDVIK
FRANCESCO TESTA
SERVICE MANAGER DI SANDVIK ITALIA
azienda in questo specifico comparto. Un aspetto chiave - e spesso problematico - è quello dell’irregolare andamento dei costi di produzione. Su questo tema, il piano Industria 4.0 può fornire un apporto fondamentale: “Variabili come materia prima, tipo di lavorazione e condizioni meteo possono incidere in modo sensibile sul costo di produzione”, ha spiegato Manara. “Vi siete mai chiesti quanto costa realmente produrre una tonnellata di materiale aggregato o di materiale riciclato? Non è semplice rispondere, proprio per questi motivi. Molti miei clienti fanno delle medie mensili, semestrali o annuali, però il costo produttivo oscilla di molto, quindi è importante dotarsi di uno strumento per poter controllare in dettaglio, giornalmente, l’avanzamento della produttività. In tal modo si può capire esattamente il motivo per cui il costo di una tonnellata può variare giornalmente”. Ma come opera, in concreto, la tecnologia Ma-estro? “I nostri sistemi sono nati nel 2006, anticipando la filosofia che oggi chiamiamo ‘Industria
MIRKO COLLATO
SALES MANAGER – CONCRETE BATCHING PLANTS DI SIMEM
4.0’: si tratta di recuperare le informazioni in termini di produzione, consumi energetici, gestione delle manutenzioni, BISON È IL NOME DELL’IMPIANTO A MISCELAZIONE CONTINUA ESPOSTO DA SIMEM. CON UN POTENZIALE efficienza e controlli di qualità PRODUTTIVO DI 500 T/H, È SVILUPPATO PER LAVORARE CON QUASI TUTTI I TIPI DI MATERIALI INERTI O e introdurle in un unico sisteRICICLABILI, CON LA POSSIBILITÀ DI UTILIZZARE LEGANTI BITUMINOSI QUALI EMULSIONI O BITUMI ma, in modo che chi utilizza SCHIUMATI O LEGANTI IDRAULICI QUALI CEMENTO O CALCE, NONCHÉ LEGANTI SPECIALI LIQUIDI. IL TUTTO, un impianto, un cantiere o un CON UN CONTROLLO A PESO processo possa avere un unico cruscotto di controllo per poter monitora- duttivo e non programmato e abbiamo Sandvik, inoltre, offre al cliente un imre in tempo reale e poter prendere in bre- ridotto il rapporto kW/t prodotta da 2,7 portante servizio di assistenza e di rive tempo delle decisioni fondamentali che a 2,4. Il dato più importante è questo: cambistica: “A Milano abbiamo magazvanno a intervenire su quello che è il co- abbiamo ridotto le ore di produzione da zini, una sede fornita e spazi per la ricamsto produttivo. Tutte queste tecnologie so- 1.460 a 1.095 per produrre la stessa quan- bistica: per questo motivo siamo in grado di garantire operatività nel più breve temno disponibili su varie piattaforme, da uno tità: così diminuisce il costo produttivo”. po possibile. Anche quest’anno proseguiasmartphone, da un pc e dai portali web e mo la campagna ‘Rebond’ per la sostituquindi sono accessibili da qualunque pun- Mining e metalli In rappresentanza della multinazionale zione dei vecchi frantoi a cono e quindi to ci si trovi”. L’obiettivo finale di Ma-estro è dunque svedese Sandvik, attiva nel settore mi- riusciamo, salvando il salvabile e quindi preciso: ridurre il costo produttivo di chi nerario e dei metalli, è intervenuto il re- tutte le attrezzature non vetuste, a modisi affida alle sue soluzioni. “Un nostro sponsabile vendite Giuseppe Di Lecce, ficare solamente il corpo macchina, pascliente aveva una produzione pre-instal- il quale ha presentato il sistema A.S.R.I saggio che comunque va valutato caso per lazione di 336.000 t/anno. Applicando computerizzato, che permette di gesti- caso. Siamo al fianco dei nostri clienti e li questi sistemi siamo riusciti a ridurre da re il processo e il controllo delle perfor- seguiamo in ogni singola scelta con estre305 a 125 ore i tempi di fermo non pro- mance dei frantoi a cono o a mascelle. ma competenza”.
PIÙ POTENZA CON IL RANGER DX800 DI SANDVIK Tra i prodotti dalla gamma Sandvik pre-
alle diverse formazioni rocciose mante-
sentati alla cava Tecnostrade c’era anche
nendo sempre la potenza ideale del mar-
la perforatrice Ranger DX800, macchina
tello e, quindi, aumentando la durata dei
che rispetto ai modelli precedenti garan-
materiali usurabili. La rotazione di 120°
tisce maggiore produttività e consumi ri-
(estensibile a 180° in opzione) permette di
dotti del 27%, grazie al motore Cat Stage
coprire una superficie di perforazione dal
IV da 168 kW/249 HP. Il martello opzionale
17,6 a 26,4 m². L’innovativa struttura - con
HF810T ad alta frequenza qui utilizzabile,
il contrappeso sempre sul lato opposto
inoltre, offre il 10% in più di forza di perfo-
del braccio - conferisce un’elevata stabi-
razione. Aumenta del 10% anche la forza
lità alla trivella. Il sistema di navigazione
di trazione, così da garantire la massima
TIM 3D con GPS, infine, guida l’operato-
efficienza anche in condizioni disagevoli.
re a una gestione più efficiente del mez-
Attraverso il sistema di controllo avanza-
zo, ottimizzando i parametri di attività da
to la macchina si adatta automaticamente
seguire durante l’intervento. settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 81
TECNOLOGIE
TECNOSTRADE: UN GRUPPO VINCENTE L’Open Day si è svolto a Treviglio, presso la cava Tecnostrade. Fondata da Cesare Deponti nel 1962, l’azienda si è affermata in plurime tipologie di attività del movimento terra. Controllata al 100% dalla famiglia Deponti, è capofila del Gruppo Tecnostrade, formato da otto imprese di diversi settori, tutte riconducibili alla medesima proprietà. Nel 1979 è stata fondata Treviza, dedita alla gestione dell’omonima area di circa 116.600 m² lungo la Statale Cassanese, con 40.000 m² di lago artificiale e 76.600 m² tra verde, immobili e parcheggio. Nel 1987 è nata CDS, che commercializza il calcestruzzo e le pavimentazioni prodotte nel suo impianto di Fara Gera D’Adda (Bg). Qui si trova anche l’impianto di produzione di conglomerati bituminosi gestito da Decoter, fondata nel 1990. Nello stesso anno è nata CVD, finalizzata alla gestione delle operazioni immobiliari del gruppo. Avviata nel 2010 per la riqualificazione di un parco verde a Pontirolo Nuovo (Bg), Attis ha come prospettiva lo sviluppo nel campo delle energie rinnovabili. Tutte queste società hanno la sede legale a Treviglio, a eccezione di Agrinord, situata a Isola della Scala (Vr) e dal 1996 operativa nel campo dei rifiuti solidi: dallo smaltimento, alla produzione di biogas e compost.
82 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
IN OCCASIONE DELL’EVENTO GLI OSPITI HANNO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI AMMIRARE (MA ANCHE DI TESTARE SUL CAMPO) UNA GROSSA RAPPRESENTANZA DELLA GAMMA DI MACCHINE CATERPILLAR
Calcestruzzo da record Simem, azienda nata nel 1963 e produttrice di impianti di calcestruzzo, ha realizzato importanti progetti in Italia, tra cui il Mose di Venezia, e all’estero, come la fornitura di impianti per la costruzione del canale di Panama, per la quale l’azienda ha prodotto 5 milioni di m3 di calcestruzzo in cinque anni, o la costruzione della diga più grande in Africa, sul Nilo Azzurro, in Etiopia, per la quale si è aggiudicata il Guinness World Record per aver prodotto, in 24 ore oltre 23.000 m3 di calcestruzzo. La punta di diamante dell’azienda in termini di prodotto è Bison che, come ha riportato l’area manager Mirko Collato, “è una macchina innovativa, nata da un’idea di Simem, che produce misto cementato e asfalto a freddo. Non richiede permessi, è in sagoma stradale, il suo peso è di 250 q, può essere trasportata da un comune trattore (ovviamente il rimorchio deve essere immatricolato in funzione della macchina), può essere installata molto rapidamente ed è dotata di una centralina idraulica. Il Bison rientra nel progetto Industria 4.0, rispettando i cinque requisiti tassativi, più due aggiuntivi. È integrato, ha un computer, un iPad, è sempre collegato attraverso Internet con la sede centrale e quindi anche con le macchine. Le aspettative sono: migliorare, ■ costruire, accelerare e prevenire”.
Green & Circular Economy 6-9 Novembre 2018 Rimini Italy
ecomondo.com
22 a Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile T H E G R E E N T E C H N O LO G I E S E X P O IN CONTEMPORANEA CON
O R G A N I Z Z ATO D A
Dossier
LA SECONDA VITA
I
residui generati dalle attività produttive non sono tutti uguali: in base alla legislazione ambientale possono essere qualificati come “rifiuti” o come “sottoprodotti”. Partiamo proprio da questi ultimi, visto che la definizione di “sottoprodotto” ha creato diversi grattacapi, essendo rimasta a lungo in sospeso fino alla 84 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
pubblicazione del D.P.R. n.120/2017. Le nuove regole introdotte per ridefinire il quadro riguardante rocce e terre da scavo erano molto attese dagli addetti ai lavori e infatti la loro entrata in vigore, nell’agosto 2017, ha abrogato numerose normative antecedenti. Tuttavia (a parte il comma 2-bis), l’art. 184-bis del D.Lgs 152/2006 è tuttora in vigore
e ciò riveste un’importanza fondamentale perché definisce cosa possa essere considerato “sottoprodotto”. È proprio questo il fulcro di un provvedimento che mira a favorire il riuso dei materiali prodotti dagli scavi, qualora sussista l’interesse dell’impresa coinvolta e la sostanza in questione soddisfi alcune precise condizioni.
AMBIENTE E CANTIERE
A due anni dalle scadenze fissate dall’Europa per gli obiettivi di sostenibilità il processo di riuso degli scarti di demolizione e costruzione è ancora troppo lento. La sua incentivazione consentirebbe non solo di ridurre l’impatto ambientale, ma anche di garantire significativi risparmi alle imprese, sottraendo nel contempo un importante business dalle mani della criminalità organizzata di Lorenzo Zacchetti
DEGLI SCARTI DI PRODUZIONE Il riuso dei sottoprodotti I materiali devono scaturire da un processo di cui costituiscono parte integrante, ma del quale la loro produzione non è lo scopo primario. Deve inoltre essere certo che la sostanza verrà riutilizzata nello stesso processo o in uno successivo. Il produttore deve dimostrare la sussistenza di tale requisito attraverso
l’esistenza di un contratto con gli utilizzatori finali (riportante le informazioni di cui all’art. 5, comma 4, del DM 13 ottobre 2016, n. 264) o attraverso la predisposizione di una scheda tecnica contenente le informazioni indicate nell’allegato 2 del medesimo decreto. Il riuso può avvenire senza alcun trattamento diverso dalla normale pratica industria-
le, ma solo se la sostanza “soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana”. Il rimando è alle norme tecniche delle costruzioni che implicano l’uso di prodotti mirati per ogni fase cantieristica: settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 85
Dossier le terre per essere riutilizzate, non devono “solo” essere pulite, ma anche avere delle particolari caratteristiche prestazionali. Il detentore deve dimostrare che vengano soddisfatte tutte le condizioni generali di cui all’art. 184 bis del D. Lgs. 152/2006, attraverso le modalità definite dal DM 13 ottobre 2016, n. 264 che ha però un carattere indicativo e non vincolante. End of Waste I residui di produzione che non soddisfano i suddetti requisiti vanno invece catalogati come “rifiuti”ai sensi all’art.183 del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che ne dà la seguente definizione:“Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. Lo stesso vale anche per le sostanze che vengono classificate come sottoprodotto e per le quali in seguito vengono meno i requisiti qualificanti specifici: a quel punto tornano a essere considerate rifiuti, con tutti gli oneri che ciò comporta, ivi compreso il rischio di incorre-
STEFANO RAVAIOLI
DIRETTORE DI SITEB – STRADE ITALIANE E BITUMI, CI HA SPIEGATO LE NOVITÀ NORMATIVE SUL FRESATO D’ASFALTO, IN SEGUITO ALL’ENTRATA IN VIGORE DEL DM 28 MARZO 2018 N. 69 CHE DISCIPLINA LA CESSAZIONE DELLA QUALIFICA DI RIFIUTO
re in sanzioni, anche per reati ambientali. Questo genere di materiali va necessariamente gestito attraverso operazioni di smaltimento o di recupero. Se per il rifiuto sottoposto a operazioni di recupero vengono soddisfatti i requisiti di cui all’art. 184-ter del già citato Testo
Unico Ambientale, esso cessa di essere rifiuto e può essere classificato come “MPS” (Materia Prima Secondaria) o come “EOW” (End of Waste). Il termine MPS viene utilizzato per identificare un materiale derivante dalle operazioni di recupero rifiuti disciplinate dal DM 05/02/1998 e successive modificazioni. Il termine EOW viene invece utilizzato per indicare un rifiuto che ha cessato di essere tale a seguito di operazioni di recupero, in riferimento a quanto definito da Regolamenti Europei (n. 333/2011 – “rottami di ferro, acciaio e alluminio”, n. 1179/2012 – “rottami di vetro”, n. 715/2013 – “rottami di rame”). Ma a chi tocca decidere in merito alla cessazione della condizione di rifiuto? Lo scorso 28 febbraio la sentenza n.1229 del Consiglio di Stato ha sconfessato la precedente interpretazione ministeriale stabilendo che la funzione compete in prima battuta all’Europa e in seconda allo Stato, ma mai agli “enti delegati”, escludendo così le Regioni e, in maniera ancora più categorica, le Province.
LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ANPAR Pubbliche Amministrazioni, le grandi stazioni appaltanti e
PAOLO BARBERI PRESIDENTE ANPAR, ASSOCIAZIONE NAZIONALE PRODUTTORI DI AGGREGATI RICICLATI
presso l’UNI per la redazione e pubblicazione della norma UNI 11531-1 che disciplina i criteri per l’impiego dei materiali sciolti o legati con leganti idraulici (aggregati naturali, riciclati e artificiali) per la costruzione e manutenzione delle opere civili e delle infrastrutture. Gli stessi obiettivi sono perseguiti dall’Associazione anche attraverso l’organizzazio-
“L’ultimo rapporto ISPRA sulla produzione di rifiuti speciali in
ne di un’importante attività divulgativa, con la promozione e
Italia conferma l’alta percentuale dei rifiuti provenienti dalle at-
partecipazione a oltre 20 convegni locali e nazionali (tra cui
tività di costruzione e demolizione (circa il 40%);se a questi si ag-
Ecomondo e Fare i Conti con l’ambiente). Il settore è oggi
giungono altri rifiuti inerti non pericolosi, come quelli provenienti
impegnato sul Decreto End of Waste dei rifiuti inerti, lavoro
da processi termici quali termovalorizzatori e acciaierie, appare
condotto dalla Direzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente
evidente che i rifiuti speciali inerti non pericolosi superano di
a cui ANPAR partecipa grazie alla collaborazione con CMR
gran lunga il 50% dei rifiuti speciali prodotti annualmente in Italia.
(Centro Materia Rinnovabile), che ha lo scopo di riordina-
L’ANPAR - Associazione Nazionale Produttori Aggregati
re tutto il complesso elenco di normative nazionali, spesso
Riciclati rappresenta il comparto industriale delle aziende che
superate dalle normative europee o in contraddizione tra
operano nel settore del recupero dei rifiuti inerti non pericolo-
di loro, al fine di rendere certo il lavoro delle aziende oltre
si gestendo direttamente impianti che trasformano i rifiuti in
che per contrastare il diffuso clima di diffidenzanei confronti
prodotti pronti per il mercato e rappresenta inoltre i soggetti
dell’uso di prodotti derivati dal recupero di rifiuti.
che a questi impianti forniscono beni e servizi per le proprie
Tra gli altri obiettivi principali dell’Associazione anche l’emana-
attività. L’Associazione è da anni impegnata nel promuovere
zione del Decreto CAM strade, in attuazione del PAN nazionale
una cultura tecnicavolta al massimo rispetto dei fattori am-
per lo sviluppo del GPP, chedarà un deciso impulso all’utilizzo
bientali e al costante controllo della produzione in fabbrica
nella costruzione delle infrastrutture viarie dei prodotti delle
dei prodotti derivanti dal recupero dei rifiuti inerti; in tale ot-
nostre aziende in sostituzione ai più pregiati e da preservare
tica si iscrivono la partecipazione a tavoli tecnici presso le
in quanto risorse non rinnovabili, aggregati naturali”.
86 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
AMBIENTE E CANTIERE
Provvedimenti urgenti “Il problema ha diverse facce”, continua nella sua analisi Pesci. “Da un lato c’è la riduzione degli impianti di destinazione e l’aumento di rifiuti causato dalla ripresa economica, dall’altro c’è il fatto che la Cina e i Paesi esteri - che prima assorbivano gran parte dei materiali di recupero
EDOARDO ZANCHINI
VICEPRESIDENTE DI LEGAMBIENTE
“
L’OBIETTIVO È DI SPINGERE LA FILIERA DEL RICICLO, CHE GARANTISCE ALMENO IL 30% DI OCCUPATI IN PIÙ E CHE PUÒ ARRIVARE A INTERESSARE L’INTERA FILIERA DELLE COSTRUZIONI
“
L’impasse del riciclo La pronuncia di Palazzo Spada ha messo in allarme Unicircular – Unione delle Imprese dell’Economia Circolare, il cui presidente Andrea Fluttero si è rivolto al Ministero dell’Ambiente paventando il rischio di paralisi delle attività di raccolta e riciclo dei rifiuti.Venendo meno la possibilità che le Regioni stabiliscano con autorizzazione ordinaria quando il riciclo può dirsi completato si rischia di entrare in un limbo, perché al momento sia l’Europa che lo Stato non stanno esercitando fino in fondo il loro potere regolamentare: “L’impossibilità per gli impianti di riciclo di trasformare i flussi di rifiuti non ancora regolamentati in EOW limiterà drasticamente gli sbocchi di mercato per quanto riciclato, provocando il blocco dei ritiri di migliaia di tonnellate di rifiuti da parte degli stessi impianti”, sostiene Fluttero.“Sono centinaia gli impianti che, nei settori rappresentati dalle associazioni del mondo Unicircular, riciclano rifiuti (tra cui gli inerti da costruzione e demolizione, ndr) grazie ai criteri EOW stabiliti nei provvedimenti autorizzativi dalle autorità locali, che ora potrebbero non rinnovarli o addirittura revocarli in autotutela, causando il blocco delle relative attività”. Anche il Consorzio Astra, uno dei leader del settore in Emilia-Romagna con 24 impianti di recupero, stoccaggio e smaltimento, esprime forti preoccupazioni, seppure per altri motivi: “La catena del riciclo rischia di bloccarsi. Da inizio anno c’è un problema crescente e ormai critico nella gestione dei rifiuti speciali, ovvero quelli prodotti dalle aziende. I magazzini sono pieni: termovalorizzatori e discariche faticano ad accogliere la quantità di rifiuti speciali non recuperabili. Tutta l’attenzione è rivolta ai rifiuti urbani, che però riguardano un quinto del totale”, spiega il direttore Boris Pesci.
- hanno fermato le importazioni. L’Italia, infatti, esporta una enorme parte dei rifiuti trattati. A quel punto il materiale ipoteticamente recuperabile che non può
essere collocato sul mercato non può che finire incenerito o in discarica. Il prezzo è sceso sotto la soglia di sostenibilità, al punto da non rendere economicamente sostenibili le operazioni di trattamento e trasporto alle cartiere. Anche la crisi edilizia incide, perché ha reso poco conveniente il recupero degli inerti (ovvero di materiali che non subiscono mutazioni a contatto con gli agenti atmosferici, ndr). Occorre incentivare la filiera rendendo obbligatorio l’utilizzo nella realizzazione di opere pubbliche di infrastrutturazione dei materiali provenienti dal recupero. Sarebbe necessario anche autorizzare i rimodellamenti geomorfologici, per la gestione economicamente sostenibile di inerti e terre di scavo. Il tema decisivo è scomodo, ma non più rinviabile: a oggi sono completamente assenti nuove previsioni di apertura nel territorio regionale di termovalorizzatori e di discariche per rifiuti speciali atti a completare il principio di autosufficienza e di prossimità”. Il riciclo dei rifiuti speciali Il “Rapporto Rifiuti Speciali” presentato lo scorso giugno dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente fotografa una situazione decisamente virtuosa per quanto riguarda questo specifico comparto.
IL RIUSO DEGLI SCARTI DI DEMOLIZIONE E COSTRUZIONE DIRETTAMENTE IN CANTIERE CONSENTE IMPORTANTI RISPARMI ECONOMICI, OLTRE A SALVAGUARDARE L’AMBIENTE CONTENENDO IL CONSUMO DI SUOLO E TUTTE LE FORME DI INQUINAMENTO CONNESSE AL TRASPORTO E AL CONFERIMENTO IN DISCARICA DEI MATERIALI settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 87
Dossier che (52,2 milioni). Il dato potrebbe migliorare ulteriormente, soprattutto sul piano qualitativo, con la definizione di criteri EOW specifici per i prodotti delle attività di costruzione e demolizione. La Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti fissa uno specifico obiettivo per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali. Tale obiettivo, posto pari al 70%, a esclusione del materiale allo stato naturale definito al codice 170504 dell’elenco europeo dei rifiuti, dovrà essere raggiunto entro il 2020. SECONDO I DATI ISPRA L’ITALIA RECUPERA IL 97% DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE, DATO CHE CI COLLOCA AI VERTICI IN EUROPA. TUTTAVIA, LEGAMBIENTE CONTESTA QUESTE STATISTICHE, DIPINGENDO UN QUADRO MENO LUSINGHIERO
Nell’anno oggetto di analisi, il 2016, la produzione nazionale dei rifiuti speciali si è attestata a quasi 135,1 milioni di tonnellate, di cui il 46,1% erano rifiuti non pericolosi, soprattutto per effetto del rilevante contributo dei rifiuti gene-
rati dalle attività di costruzione e demolizione. La gestione di tali rifiuti è stata decisamente buona, con il recupero di materia che si attesta a 89,4 milioni di t nell’ambito del quale la forma prevalente è quello delle sostanze inorgani-
Dati contestati Per quanto riguarda il riciclo degli inerti, ISPRA attesta al 97% il tasso di recupero di materia dai rifiuti da costruzione e demolizione in Italia, pari a 47 milioni di tonnellate recuperate su 50 milioni di produzione complessiva. Il dato colloca il nostro Paese ben al di sopra degli standard europei, a due anni dalla deadline fissata per il raggiungimen-
MB CRUSHER: REFERENZE ESEMPLARI Si è sempre alla ricerca di soluzioni effi-
ne volumetrica tramite frantumazione è
il sistema idraulico. Consente quindi di
caci per lo smaltimento dei rifiuti da co-
considerata una fase critica per diversi
trattare facilmente il materiale che fino
struzione e demolizione (RCD). Ma spes-
motivi. Ed è qui che entra in gioco l’e-
a ora era considerato un rifiuto diffici-
so si tratta solo di cambiare prospettiva
sperienza di chi ha già trovato un modo
le da smaltire, rendendolo una fonte di
e capire che i RCD non sono rifiuti inuti-
semplice ed economico per farlo. E lo
nuovo reddito.
li, anzi. Sono da considerare una risorsa
condivide con gli altri. Facendo nascere
L’alternativa nel mercato data dalla ben-
enorme, ancora da sfruttare appieno. Il
una nuova era.
na frantoio a mascelle di MB rappresen-
modo in cui vengono processati neces-
Il rinforzo in acciaio nei pali di cemen-
ta il modo economico per separare il cal-
sita quindi di un nuovo punto di vista.
to è stata un’innovazione sensazionale
cestruzzo dal ferro. Per facilitare l’opera-
Sempre più persone al mondo condivi-
del 19° secolo. Le barre in acciaio dan-
zione di carico si può riempire la benna
dono la loro esperienza per aiutare gli
no forza al cemento armato. Il problema
usando una pinza MB e lasciare che le
altri a ottenere un risultato migliore. E lo
diventa smaltire questi pilastri e tutti i
mascelle e la gravità facciano il resto.
stesso vale anche per il riciclo dei rifiuti
detriti in generale che contengono ferro,
In alternativa, un operatore esperto può
da costruzione e demolizione. In fin dei
perché lo smaltimento spesso diventa
caricare la benna frantoio semplicemen-
conti l’ambiente in cui si vive e condivi-
lungo e costoso.
te manovrando l’escavatore. Con il de-
de potrà solo che trarre vantaggio da un
In Francia, nei Pirenei, l’uso combinato
ferizzatore installato sulla frantoio poi,
processo di riciclo più semplice.
di una benna frantoio BF80.3 con defe-
diventa più facile separare e recuperare
La discarica, quindi, non è la soluzio-
rizzatore e un escavatore New Hollandsi
le parti in metallo.
ne. Sì, perché il riciclaggio degliRCD è
è rivelata la soluzione ideale al proble-
Un secondo caso si è registrato in
semplice: per prima cosa il materiale
ma dello smaltimento di traversine fer-
Brasile, dove un grande cumulo di pali
viene separato. Poi viene ridotto di vo-
roviarie accumulate nel tempo.
della luce giaceva come rifiuto inutilizza-
lume. Poi si separano i metalli e si divi-
La benna frantoio MB funziona con qual-
to in un magazzino, proprio per la gros-
de la parte fine. Il fatto è che la riduzio-
siasi marca di escavatore, utilizzandone
sa difficoltà di come smaltirlo.
88 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
AMBIENTE E CANTIERE
LA CATENA DEL RICICLO RISCHIA DI BLOCCARSI. TERMOVALORIZZATORI E DISCARICHE FATICANO AD ACCOGLIERE LA QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI NON RECUPERABILI
no operazioni di recupero e smaltimento di tali inerti, mentre le imprese di costruzione sono esentate, e specialmente in Italia esse rappresentano una quota decisamente significativa. Gran parte dei rifiuti da C&D non è dichiarata e viene ancora oggi abbandonata illegalmente sul territorio”. Il tasso di smaltimento illegale in alcune zone del Paese arriverebbe addirittura al 50% del totale, rappresentando per alcune imprese una modalità perversa di rifarsi economicamente in seguito agli eccessivi ribassi previsti dalle gare di appalto. La necessità di maggiori controlli è palese, ma non esaustiva: per stimolare il riciclo bisogna anche incentivare l’impiego dei materiali riciclati, sia diffondendo cultura sulla loro qualità prestazionale, sia prevedendo regole specifiche nelle gare pubbliche. Nel gennaio 2016, in attuazione della legge sulla “Green Economy”, il Ministero ha introdotto i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manuten-
Ma con l’aiuto di una benna frantoio
sottofondo della nuova piazza. Nel Regno
ca cosa da fare è stata installare la ben-
BF60.1 montata su un case CX130B,
Unito, una piccola azienda ha acquistato
na frantoio e finire i lavori rapidamente.
questi vecchi pilastri si sono trasforma-
una benna frantoio MB proprio per rici-
Anche nelle metropoli sono molte le at-
ti in una fonte di reddito: sono stati fran-
clare il materiale proveniente dalla demo-
trezzature MB in opera: a Istanbul sei ben-
tumati facilmente e con velocità e il ferro
lizione di una vecchia scuola. Una volta
ne frantoio BF120.4 e una benna vaglian-
estratto è stato poi rivenduto.
ridotto di volume lo ha riutilizzato per la
te MB-S14 hanno lavorato in un grosso
Un frantoio tradizionale non avrebbe
costruzione di un parco giochi, evitando
cantiere per il progetto della linea metro-
potuto trattare questi pali, perché il fer-
le spese di noleggio di ingombranti im-
politana, permettendo di produrre centi-
ro avrebbe potuto danneggiare il loro
pianti di frantumazione. Un escavatore,
naia di tonnellate al giorno di materiale
costoso nastro trasportatore.
infatti, era già presente in cantiere: l’uni-
da riutilizzare in altri cantieri o rivendere.
BORIS PESCI
DIRETTORE CONSORZIO ASTRA
“
“
to degli obiettivi ecologici e accanto alle nazioni più virtuose del Vecchio Continente, ovvero Olanda (98%), Irlanda (97%), Danimarca (92%) e Germania (91%). Questa stima viene però messa in discussione da Legambiente, che nell’ottava edizione del suo “Rapporto Cave” quantifica in 53 milioni di m3 gli inerti (sabbia, ghiaia, pietrisco per calcestruzzo e cemento) estratti dalle 4.752 cave operative sul territorio nazionale nel corso del 2015. L’elemento critico consiste nel fatto che in realtà in Italiasi riciclerebbe non più del 10% dei rifiuti edili generati, bilancio che ci farebbe precipitare dalla vetta al fondo della classifica dei Paesi più “green”. Legambiente spiega questa discrasia sostenendo che “nelle statistiche ufficiali solo le imprese di una certa dimensione vengono incluse, perché la percentuale di riciclo viene calcolata dall’ISPRA attraverso le informazioni contenute nel Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud), ma la sua compilazione è obbligatoria solo per i soggetti che effettua-
Non solo. Nella regione tedesca dell’Assia, la demolizione di una casa nel centro di una zona residenziale è stata eseguita con un solo escavatore e una benna frantoio BF80.3 dell’azienda veneta MB Crusher, recuperando il materiale di scarto per la sistemazione il cortile. In Baviera, invece, una benna frantoio BF90.3 è stata usata per sistemare una delle piazze principali di una cittadina, di fronte a una chiesa. La benna frantoio ha frantumato sampietrini e blocchi di roccia calcarea provenienti dal precedente scavo. Il materiale inerte è stato subito riutilizzato nello stesso cantiere come riempimento del settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 89
Dossier zione di edifici della pubblica amministrazione, definendo inoltre l’obbligo per le opere edili e i cantieri appaltati dalla P.A. “di prevedere un piano di gestione dei rifiuti prodotti in fase di progetto, in cui sia previsto il 70% minimo di avvio a recupero dei materiali”. Andrà valutata nel tempo la reale applicazione di questo precetto.
90 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
ANDREA FLUTTERO
PRESIDENTE UNICIRCULAR
“
SI RISCHIANO CONSEGUENZE MOLTO GRAVI PER L’IGIENE PUBBLICA E L’AMBIENTE. BLOCCARE LE ATTIVITÀ LEGALI DÀ PIÙ SPAZIO AI TRAFFICI ILLECITI DEI RIFIUTI
“
L’ombra della criminalità Nel descrivere la situazione del settore del riciclo in seguito alla sopracitata sentenza del Consiglio di Stato, Unicircular tocca un tasto particolarmente delicato: “Il principio sancito, nella sua generalizzazione, porta alla drastica riduzione del riciclo ed è contrario al concetto di economia circolare e alla gerarchia europea sui rifiuti. Si rischiano conseguenze molto gravi per l’igiene pubblica, la salvaguardia dell’ambiente e la stessa sopravvivenza di molte imprese del settore. Bloccare le attività legali poi non fa che creare più spazio ai traffici illeciti dei rifiuti”, ha affermato Andrea Fluttero. Le preoccupazioni in merito al dilagare di attività criminose sono senza dubbio fondate, come conferma il “Rapporto Ecomafia 2018” di Legambiente. Il documento stima in 14,1 miliardi di euro annui il volume di affari della criminalità organizzata in quest’ambito specifico, con un aumento del 9,4% rispetto all’anno precedente. La crescente penetrazione della mafia nel settore è testimoniata anche dall’impennata di ordinanze di custodia cautelare per reati ambientali: 538 nel corso del 2017, con un incremento del 139,5% rispetto al 2016, a cui vanno aggiunti 158 arresti per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, nonché 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell’anno precedente. Sono più che raddoppiate anche le inchieste sul traffico organizzato di rifiuti, a quota 76, con 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e addirittura 4,4 milioni di t di rifiuti sequestrati, ovvero otto volte di più rispetto alle 556.000 del 2016. Nonostante un piccolo calo rispetto al 2016, sono state ben 3.908 le infrazioni riguardanti il ciclo illegale del cemento rilevate dalle Forze dell’Ordine, che hanno proceduto alla denuncia
di 4.977 persone. Ben il 46,2% di questi casi riguarda le quattro principali regioni del Sud: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Su tutto il territorio nazionale, ammontano a 17.000 le nuove case edificate abusivamente. Le procedure corrette Ma come deve procedere un’attività di riciclo conforme alle leggi? È fondamentale partire con il piede giusto, ovvero dalla separazione tra i diversi rifiuti, che vanno trattati e smaltiti in modo differente. Pertanto, diverse imprese praticano la cosiddetta “demolizione selettiva”, che consente di distinguere fin dall’inizio delle operazioni i vari materiali coinvolti, che spaziano dal calcestruzzo al legno. Tali scarti, ai sensi della norma, sono considerati rifiuti speciali e, così come il terreno proveniente da siti contaminati, sono contrassegnati dal codice CER 17. Le diverse tipologie materiche sono poi inserite in sottoclassi specifiche: a cemento, mattoni e ceramiche è assegnato il codice 1701, ai metalli il
1704, eccetera. Il DL 152/2006 “Norme in materia ambientale” e le sue successive modifiche assegnano la responsabilità dello smaltimento al soggetto che ha prodotto le macerie, ovvero l’impresa incaricata dei lavori. Su questo tema si è accesa una disputa giuridica sul fatto che tale responsabilità sia estesa anche al “soggetto al quale sia giuridicamente riferibile la produzione di rifiuti”, ovvero al committente. Al responsabile spetta la corretta gestione dell’iter per lo smaltimento, che prevede un deposito temporaneo in cantiere in aree delimitate o in cassoni mobili, la comunicazione all’albo dei gestori ambientali, l’identificazione dei rifiuti e il corretto trasporto ad un centro di raccolta e smaltimento autorizzato, che può essere gestito esclusivamente dalle imprese correttamente iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Trasformazione in cantiere È evidente che i suddetti obblighi rappresentano un rilevante onere, sia economico che operativo. Anche per questo incentivare il riuso assume una particolare importanza e aziende specializzate nella costruzione di attrezzature per macchine movimento terra hanno sviluppato una gamma di prodotti per frantumare il materiale direttamente in loco e renderlo subito riutilizzabile per realizzare sottofondi stradali, drenaggi o riempimenti di scavi. La vasta scelta di benne frantoio, benne vaglianti e pinze movimentatrici consente, ad esempio, di frantumare il materiale scegliendo in modo rapido diverse opzioni di regolazione della dimensione del materiale in uscita. Una volta frantumato secondo la granulometria richiesta, il materiale può essere facilmente pulito con una benna vagliante dotata di cesti formati da pannelli modulari intercambiabili, disponibili con fori di misure differenti in base alle necessità del cliente. Il materiale che in precedenza era etichettato come rifiuto guadagna nuova vita, diventando una risorsa. Siteb e il fresato Un altro esempio concreto di riuso ri-
AMBIENTE E CANTIERE guarda il fresato d’asfalto. “Con questo termine si intende comunemente il materiale proveniente dalla demolizione delle pavimentazioni stradali in conglomerato bituminoso”, spiega Stefano Ravaioli, direttore di SITEB – Strade Italiane e Bitumi. “Il termine sottintende che il materiale sia stato asportato dalla sede stradale mediante frantumazione provocata dall’azione meccanica di una ‘fresa a freddo’. Lo stesso materiale, demolito a blocchi tramite martello demolitore, ripper o benna raschiante, prende il nome di ‘scarificato’. Qualunque sia la modalità di produzione, le norme tecniche UNI o i Decreti Legge, lo definiscono sempre come ‘conglomerato bituminoso di recupero’o‘conglomerato bituminoso identificato con il codice EER 17.03.02 proveniente da fresatura o demolizione’. Quest’ultima definizione è contenuta nel recente DM 28 marzo 2018 n. 69 del MATTM entrato in vigore il 3 luglio scorso. Si tratta di un nuovo regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto ai sensi dell’art.184-ter del Dlgs 152/06 (testo unico ambientale). Il fresato d’asfalto cessa di essere rifiuto se rispetta totalmente le seguenti condizioni: a) è utilizzabile per produrre miscele bitu-
VERSO UN’EDILIZIA SOSTENIBILE La denominazione completa è decisamente troppo lunga: “Innovative Pre-Fabricated Components Including Different Waste Construction Materials Reducing Building Energy And Minimising Environmental Impacts”. Ottima idea sintetizzarla nella sigla InnoWEE, che identifica il progetto finanziato dall’UE nell’ambito delle strategie ambientali per il 2020. Avviato nell’ottobre 2016 e destinato a durare quattro anni, InnoWEE mira a realizzare e verificare sul campo nuovi pannelli geopolimerici prodotti utilizzando una grande quantità di rifiuti da demolizione e costruzione (CDW). L’idea di base consiste nell’incorporare in una matrice geopolimerica mattoni, malte, cementi, vetri da demolizione macinati e legno frantumato di pallet per produrre pannelli radianti e pannelli isolanti ad alto valore aggiunto per edifici ad alta efficienza energetica. Il progetto si basa su: recupero, selezione e trattamento di CDW per ottenere materie prime secondarie adatte alla produzione di pannelli geopolimerici; sviluppo di nuovi pannelli isolanti per facciate e pannelli radianti per pareti e soffitti; installazione dei pannelli in siti demo soggetti a diversi condizioni climatiche per la verifica delle prestazioni energetiche; processo di design integrato e approccio olistico considerando l’intero ciclo di vita dei materiali e dei prodotti; realizzazione di soluzioni pratiche, facili da installare e integrare nel design architettonico, che rispondano alle norme attuali e considerino i bisogni dei soggetti interessati; promozione e disseminazione per garantire una forte accettazione da parte dei soggetti interessati, utenti finali e PMI.
DOPO UNA LUNGA GESTAZIONE, LA PUBBLICAZIONE DEL D.P.R. N.120/2017 HA DEFINITO LE NUOVE REGOLE RIGUARDANTI ROCCE E TERRE DA SCAVO, NONCHÉ LA DEFINIZIONE DI “SOTTOPRODOTTO” RIUTILIZZABILE
minose a caldo e a freddo, per produrre aggregati legati idraulicamente e non legati in conformità alla norma UNI EN 13242); b) ha superato il test di cessione mentre gli IPA e l’amianto rientrano nei limiti massimi di concentrazione ammessi; c) sono state determinate le caratteristiche prestazionali (granulometria secondo EN 933-1 e natura degli aggregati secondo EN 932-3)”. L’iter di trasformazione da rifiuto in End of Waste non si esaurisce qui. “Esso si conclude solo quando il gestore dell’impianto in cui avviene la trasformazione del fresato rilascia una DDC dichiarazione di conformità sostitutiva di atto notorio (ex art. 47 del DPR 445/2000) con la quale attesta il rispetto delle condizioni e dei criteri previsti dal decreto stesso”, prosegue Ravaioli.“Il nuovo materiale prende ora il nome di ‘granulato di conglomerato bituminoso’, è un nuovo prodotto e può essere utilizzato come componente di conglomerati ■ e sottofondi stradali”. settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 91
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ON SITE Realizzazione delle fondamenta del nuovo magazzino Barilla
94 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
PALI DA GIGANTE Utilizzando una perforatrice Bauer BG45, la più grande macchina da pali mai vista all’opera in Italia, I.CO.P. sta realizzando le fondamenta del nuovo magazzino automatico Barilla nello stabilimento di Parma di Riccardo Lorenzi
U
n committente importante come Barilla, eccellenza italiana del settore alimentare, un’impresa di primissimo piano come I.CO.P. e una macchina da pali come la Bauer BG45, impressionante per stazza e per prestazioni:
NEL CANTIERE BARILLA DI PARMA, I.CO.P. HA UTILIZZATO ANCHE UNA PERFORATRICE BG 28 NOLEGGIATA PRESSO BAUER MACCHINE ITALIA
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 95
ON SITE
“LA NUOVA PERFORATRICE BAUER BG45 SI È SUBITO DIMOSTRATA UNA MACCHINA MOLTO PERFORMANTE, GARANZIA DI GRANDI PRESTAZIONI IN TERMINI DI COPPIA DI SPINTA”, HA AFFERMATO LUCA GRILLO, DIRECTOR OF FOUNDATION DEPARTMENT DI I.CO.P. (A SINISTRA NELLA FOTO). RICCARDO DE MIO, TECNICO COMMERCIALE BAUER MACCHINE ITALIA, HA INVECE SPIEGATO CHE “BAUER MACCHINE ITALIA SUPPORTA LE IMPRESE SIA SUL FRONTE DELL’ASSISTENZA TECNICA CHE PER QUANTO RIGUARDA IL NOLEGGIO, ANCHE DI MACCHINE IMPORTANTI”
sono questi gli ingredienti del cantiere Barilla di Parma, dove le opere di fondazione sono iniziate lo scorso marzo e sono terminate proprio in questo periodo. Il progetto ha previsto la costruzione di un nuovo magazzino completamente automatico, realizzato con struttura metallica autoportante e pannellature sandwich, collegato ai fabbricati esistenti da un piccolo tunnel per il passaggio dei pallet. Si tratta di un fabbricato di dimensioni in pianta di circa 148 x 45 m e altezza di 33 m, con fondazioni costituite da una platea in calcestruzzo armato su pali di consolidamento. Il fabbricato per lo smistamento dei pallet (54 x 42 m, con un’altezza di circa 15 m) è stato dotato di un piccolo ufficio e di servizi igienici. In questo caso le strutture di fondazione sono superficiali, costituite da plinti e travi di collegamento in conglomerato cementizio armato gettato in opera.
IL GETTO DEL CALCESTRUZZO HA PREVISTO L’UTILIZZO DI MOLTEPLICI POMPE PER IL CALCESTRUZZO, CHE SI SONO ALTERNATE CON NOTEVOLE RITMO ALL’INTERNO DEL CANTIERE 96 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
I.CO.P.: OLTRE MEZZO SECOLO DI EXPERTISE
Attiva da oltre 50 anni nel settore delle costruzioni stradali, delle fondazioni e delle opere speciali, I.CO.P. ha sede a Basiliano, in provincia di Udine. Con oltre 250 addetti e un ampio parco macchine, l’impresa realizza una produzione media annua superiore a 75 milioni di euro ed è in grado di offrire una serie completa di lavori speLA PERFORATRICE BG45 PREMIUM LINE È STATA ACCESSORIATA NELL’OCCASIONE CON UNA MORSA GIRACOLONNA BAUER BV 1500 C
LA PERFORATRICE BAUER BG45 SI DISTINGUE PER UNA STAZZA IMPRESSIONANTE E PER PRESTAZIONI CHE LA RENDONO PROTAGONISTA NELLE OPERE DI FONDAZIONE
Il cantiere Notevole l’impatto per la realizzazione del basamento a causa delle dimensioni estese e delle condizioni piuttosto sfavorevoli del sottosuolo, che ha previsto inoltre un livello di falda a 1 m dal piano di campagna. Per mantenere i valori di cedimento della platea entro i limiti del progetto è stata pensata una platea in calcestruzzo armato di 148 x 45 m e uno spessore di 1 m, con pali trivellati da 1.000 mm di diametro disposti su una maglia rettangolare di 5,5 x 5,3 m e con lunghezze variabili di 39, 48, 50 e 63 m. Nello specifico, i pali sono stati realizzati con la tecnologia del palo trivellato rivestito con camicia metallica per sostenere il foro, mentre non è stato previsto l’uso di fanghi bentonitici. I pali del nuovo magazzino sono stati utilizzati come consolidamento del terreno per la riduzione e regolazione
gettazione e costruzione di ponti e viadotti, esecuzione di diaframmi, realizzati anche con idrofresa, di pali, micropali, tiranti, colonne consolidate, congelamento, in
“
“
cialistici in molteplici settori: pro-
del cedimento, senza funzione strutturale. L’armatura dei pali non è collegata alla platea. Preliminarmente all’esecuzione dei pali, I.CO.P. ha proceduto con l’inghiaiamento per la creazione del piano di lavoro su cui sono state installate le colonne di calcestruzzo, attraverso la posa e la compattazione di uno strato di ghiaia/spaccato di ghiaia di 70-80 cm. Buona parte delle colonne di consolidamento sono state immorsate negli strati di terreno profondi a minore compressibilità, ossia nei livelli ghiaiosi rigidi.
qualsiasi tipo di terreno e struttura, coprendo tutta la gamma di opere speciali nel campo delle fondazioni. La società fornisce inoltre un servizio di progettazione che mette a disposizione del cliente il patrimonio di competenze maturato nell’arco della sua vasta esperienza. Molte le certificazioni conseguite. Dal 1996, tra le prime società italiane del settore delle costruzioni a raggiungere questo obiettivo, ha certificato il proprio Sistema di Qualità aziendale in conformità alla normativa ISO 9001. I.CO.P. è inoltre certificata ISO 14001 per l’ambiente e OHSAS 18001, mentre il sistema gestionale risponde alle norme della SA 8000 relativa alla responsabilità sociale. Da non dimenticare anche le certificazioni ottenute, attraverso la sua filiale, anche in Francia: la Carte
Plinti in calcestruzzo L’escavazione del terreno per la creazione dell’alloggiamento della colonna è stata eseguita con un bucket, preceduta nel suo avanzamento da una camicia metallica per sostenere il foro. In prossimità del tetto degli strati ghiaiosi, per evitare fenomeni di sifonamento, il
Professionnelle d’Entrepreneur de Travaux Publics e la Certificazione SNCF. Si tratta di due documenti che certificano le competenze dell’impresa, in regola con gli obblighi sociali, amministrativi e giuridici dello Stato in cui opera.
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 97
ON SITE foro è stato riempito di acqua pulita e la camicia metallica mantenuta a una quota fuori terra rispetto al piano di lavoro, per garantire una contropressione sufficiente a bilanciare la pressione dovuta alle eventuali condizioni artesiane della falda contenuta nelle ghiaie. Il tutto, al fine di tutelare il corpo acquifero degli strati ghiaiosi. Tra il nuovo magazzino e il magazzino pro-
dotti finiti C è stato realizzato un corpo di collegamento di circa 10 m di lunghezza e 45 m di larghezza. Il fabbricato presenta una struttura in carpenteria metallica e una fondazione a platea in calcestruzzo armato gettato in opera collegato alla platea di fondazione del magazzino automatico. Il fabbricato di ingresso pallet (Isola Ingressi) ha una superficie di circa 2.000 m² ed è stato
L’OPINIONE possibilità di pagare poco e ottenere molto: ciò non può accadere. Se tratti con l’offerente meno caro è bene che tu preveda una certa riserva per coprirti dal rischio che corri. Ma se puoi fare ciò, avrai certamente abbastanza denaro per comperare qualcosa di meglio’. Questa massima traduce alla perfezione il pensiero di molte imprese italiane che hanno capito che acquistare macchine Bauer significa garantirsi qualità, affidabilità e prestazioni.
ALBERTO DALLE COSTE
AMMINISTRATORE DELEGATO, BAUER MACCHINE ITALIA
Per produrre di più ed essere vincenti. Del resto l’Italia è un territorio geologicamente complesso. Spesso le imprese hanno a che fare con la perfo-
“L’arrivo di questa macchina è una rin-
razione in roccia o con condizioni che
novata conferma della nostra leader-
rendono conveniente l’utilizzo della
ship sul mercato italiano nella fascia
perforazione rivestita. I committen-
medio-alta e, più in generale, nella fa-
ti, come a Parma nel cantiere Barilla,
scia di altissima qualità. Il messaggio
apprezzano sempre più le lavorazio-
più importante però è che le macchine
ni ‘pulite’, senza l’utilizzo di bentonite,
di alta qualità sono più che giustificate
che causa anche maggiori oneri per lo
proprio in un mercato competitivo co-
smaltimento. Le tecnologie e le meto-
me quello italiano. A prezzi contenuti,
dologie speciali sono spesso soluzio-
infatti, si risponde con investimenti af-
ni interessanti sia per il committente
fidabili e performanti, perché a medio-
che per l’esecutore. Questo è il regno
lungo termine consentono maggio-
delle grosse macchine, questo il no-
re produttività, un numero minore di
stro habitat naturale, dove nessuno
fermi macchina e, quindi, minori co-
riesce ad avvicinarci e dove le impre-
sti per le imprese. A tal proposito, mi
se hanno le maggiori soddisfazioni.
viene spontaneo citare una massima
Detto ciò, non dobbiamo dimentica-
dello scrittore e pensatore inglese del
re che le macchine di piccole e medie
XIX secolo, John Ruskin: ‘È impruden-
dimensioni continuano a essere ne-
te pagare troppo, ma peggio pagare
cessarie e per questo motivo Bauer
troppo poco’. Quando paghi troppo,
ha appena concluso lo sviluppo della
perdi un po’ di soldi, è vero, ma è tut-
nuova perforatrice BG15H, una mac-
to qui. Quando invece paghi poco, ri-
china compatta, di grandi prestazioni,
schi di perdere tutto perché ciò che
con consumi bassi, ma con la qualità
hai comperato non è in grado di fa-
che ci contraddistingue. Oggi anche le
re il lavoro per cui l’avevi acquistato.
piccole imprese possono concedersi
La legge comune degli affari nega la
la qualità Bauer”.
98 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
dotato di sei baie di carico. Il collegamento tra il nuovo edificio e il magazzino esistente è garantito da un tunnel sospeso. Le fondazioni del nuovo edificio hanno previsto plinti in calcestruzzo armato gettato in opera collegati tra loro. In cantiere hanno operato 22 persone, tra operai e tecnici, e il lavoro è stato organizzato con un doppio turno di scavo (20 ore al giorno). Bauer e I.CO.P: nozze d’argento Il lavoro di perforazione è stato affidato a due macchine Bauer: una perforatrice BG28, noleggiata da I.CO.P. presso Bauer Macchine Italia (Mordano Bo), e in particolare una nuova BG45, la cui cerimonia di consegna chiavi è avvenuta durante lo scorso Bauer InHouse di aprile. Del resto, il rapporto tra Bauer e I.CO.P. ha ormai festeggiato le nozze d’argento: 25 anni di collaborazione che, partendo dai dissabbiatori, si è esteso alle perforatrici di grosse dimensioni. “La svolta – spiega l’Ing. Luca Grillo, Director of Foundation Department di I.CO.P. – è avvenuta nel 2002, anno in cui abbiamo acquistato la prima idrofresa Bauer per la realizzazione della metropolitana di Napoli. Da allora abbiamo sempre più intensificato i nostri rapporti con il marchio tedesco. Oggi il nostro parco mezzi annovera nove perforatrici Bauer da pali, a partire dalla BG24 fino alla BG45, cui va aggiunta una gru MC96. Stiamo inoltre pensando a un’ulteriore MC96 per far fronte alla notevole mole di lavoro acquisita in Francia nell’ambito dei progetti metropolitani in atto, che necessitano di diaframmi profondi”. Commesse prestigiose Anche l’acquisto della perforatrice BG45 è figlio di un interessante intreccio tra i cantieri italiani e quelli francesi. “Per il cantiere di Parma - riprende Grillo avevamo pensato di utilizzare una delle macchine del nostro parco, una BG30, ma alla fine del 2017 abbiamo acquisito un nuovo lotto della metropolitana di Parigi (linea 16, lotto 1) che richiedeva l’impiego di un’ulteriore idrofresa. Di conseguenza, dato che la BG45 è una macchina in grado di eseguire sia pali
che diaframmi con idrofresa, abbiamo colto al volo l’opportunità di acquistare una perforatrice di grosse dimensioni, anche per affrontare il cantiere di Parma in modo più sereno, viste le potenzialità della macchina, e poi, alla fine del cantiere Barilla, che ha una durata di circa cinque mesi, dirottarla a Parigi come idrofresa, dove lavorerà per un anno e mezzo. Quindi la BG45 è stata scelta per la sua potenza e le sue performance, ma anche per l’estrema versatilità”. Va inoltre sottolineato come il cantiere di Parma rivesta un’importanza particolare non solo per le prestazioni richieste, ma anche per l’alto profilo del committente. “In Barilla - riprende l’Ing. Grillo - si sono dimostrati ben organizzati, ci hanno proposto un capitolato ben fatto con prescrizioni molto chiare. La trattativa è stata ovviamente complessa, ma più che il prezzo ci hanno fatto vincere la nostra esperienza e la qualità delle attrezzature proposte. Scegliamo il marchio Bauer anche perché, a differenza di altri costruttori, ci propongono macchine molto flessibili:
LA PERFORATRICE BG45 PREMIUM LINE ADOTTA UN ARGANO PRINCIPALE A SINGOLO STRATO CON TIRO EFFETTIVO/NOMINALE DI 380/480 KN CON FUNE DA 40 MM DI DIAMETRO, UN ARGANO DI TIRO E SPINTA EFFETTIVO/NOMINALE DA 460/590 KN CON FUNE DA 28 MM E UN ARGANO AUSILIARIO CON TIRO EFFETTIVO/NOMINALE DI 140/177 KN CON FUNE DA 22 MM
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 99
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LA CABINA, SPAZIOSA, ERGONOMICA E SILENZIOSA, PERMETTE DI LAVORARE A LUNGO IN UN AMBIENTE RILASSANTE CHE CONSENTE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE
con la stessa perforatrice è possibile eseguire pali, diaframmi e consolidamenti con tecniche particolari che altre macchine non sono in grado di assicurare”. Professionalità in cantiere “I.CO.P. - interviene Riccardo De Mio, tecnico commerciale di Bauer Macchine
Italia - è conosciuta e apprezzata nel mondo delle perforazioni per la sua grande capacità di affrontare qualsiasi problema. Una qualità che dà una notevole garanzia al committente. Si tratta di un’impresa che quando prende un lavoro lo porta sempre a termine, a dispetto di qualsiasi problema che,
nei cantieri di perforazione, è sempre in agguato. Questa capacità è costantemente supportata dal nostro impegno come Bauer Macchine Italia sia sul fronte dell’assistenza tecnica, sia per quanto riguarda il noleggio, anche di macchine importanti”. Bauer Macchine Italia è la filiale più
LA PERFORATRICE BAUER BG45 Alcuni dati per capire con immediatezza di cosa stiamo parlando: con 180 t di massa, la perforatrice BG45 Premium Line monta una testa di rotazione da 461 kNm, un argano principale a singolo strato con tiro effettivo/nominale di 380/480 kN con fune da 40 mm di diametro, un argano di tiro e spinta effettivo/nominale da 460/590 kN con fune da 28 mm e un argano ausiliario con tiro effettivo/nominale di 140/177 kN con fune da 22 mm. Si caratterizza per un particolare cinematismo a “V” che permette al mast di inclinarsi completamente verso l’anteriore della macchina al fine di essere facilmente smontato e rendere questa perforatrice, dalle dimensioni importanti in fase di lavoro, facilmente movimentabile con un trasporto permanente, grazie alle dimensioni finali ridotte a 3 m di larghezza, per un’altezza di so100 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
importante di tutta Europa dopo la casa madre, una realtà strutturata per essere in grado di seguire ogni cliente italiano, anche se al lavoro fuori dai confini nazionali, come accade per I.CO.P. in territorio francese. Questa continuità nel servizio è apprezzata e fa il paio con prodotti di alto livello tecnologico, una gamma in cui la nuova BG45 rappresenta il fiore all’occhiello. Riprende il responsabile I.CO.P.: “Una perforatrice, la BG45, che si è subito dimostrata molto performante, con elevate prestazioni in termini di coppia di spinta. Pur conoscendo la potenza delle macchine Bauer siamo sorpresi di come si riesca a raggiungere gli oltre 40 m di profondità senza morsa e con estrema facilità”. Soluzioni ingegnose Tra le soluzioni tecnologiche applicate a questa perforatrice spicca la testa mast “Vario”, che facilita l’estensione dell’asse di perforazione e incrementa la corsa per l’asta kelly quando si usa una guida kelly superiore. Il mast “Vario” permette la movimentazione della macchina anche con l’elemento di mast inferiore montato, senza dover togliere alcuna manichetta o fune e consente di ridurre l’altezza della macchina nel caso di
ALCUNI ELEMENTI DEL TEAM I.CO.P. AL LAVORO A PARMA. IN CANTIERE HANNO OPERATO 22 PERSONE, TRA OPERAI E TECNICI, E IL LAVORO È STATO ORGANIZZATO CON UN DOPPIO TURNO DI SCAVO (20 ORE AL GIORNO)
spazi ristretti. Per garantire il comfort dell’operatore la cabina è particolarmente ergonomica, funzionale, sicura e accogliente. Il propulsore è un Tier 4 final. Quasi infinite le possibilità applicative della macchina, che è idonea a molteplici utilizzi: pali rivestiti, senza o con l’utilizzo di una morsa giracolonna e con moltiplicatore di coppia 720 K;
pali non rivestiti stabilizzati con l’uso di fluidi quali bentonite o polimeri; CFA con e senza prolunga kelly; CCFA (CFA rivestito) con moltiplicatore di coppia e FOW con tecnologia doppiatesta; FDP standard e FDP lost bit; CSM e SCM per la miscelazione di terreni; colonne vibrocompattate e idrofresa per esecuzioni di diaframmi. ■
li 3,2 m e un peso 35,5 t. Numerosi e particolarmente efficaci i sistemi di assistenza. Tra questi: il sistema di scarico monodirezionale e bidirezionale del materiale scavato, l’assistente di perforazione e tiro per i processi “Single Pass”, quali CFA, FDP e CCFA, l’assistente di perforazione con asta kelly, il sistema di visualizzazione sul monitor delle tasche (incastri) dell’asta kelly e il sistema di localizzazione satellitare. settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 101
ON SITE Sbancamento di terreno roccioso in Puglia
IL “SOLISTA”
delle cento contrade Che cos’ha in comune lo scavo selettivo con elementi quali potenza, sicurezza, efficienza, produttività e precisione? La risposta l’ha fornita a Monopoli un 1150 XHD RH di Tesmec in occasione di un impegnativo intervento di scavo e sbancamento in roccia dura di Stefano Vitali
102 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
M
onopoli, in provincia di Bari, è anche detta “la città delle cento contrade”: l’area, infatti, è divisa in varie località - denominate appunto “contrade” e comunque in un numero in realtà inferiore alle cento unità - i cui toponimi rievocano antichi casali scomparsi, la presenza di una masseria, di una chiesa o altri riferimenti storico-geografici. Qui, il 20 dicembre 2017 Tesmec ha dato avvio ai lavori per la costruzione di un nuovo sito produttivo che sarà attivo nel business ferroviario, con l’acquisto del relativo terreno situato all’interno dell’area industriale di questa cittadina. Il progetto prevede un corpo uffici di
tre piani e un capannone attrezzato con superficie coperta complessiva pari a circa 5.300 m2. Il nuovo e moderno sito - che andrà a sostituire le due strutture in affitto attualmente in uso nella stessa Monopoli - sarà attivo nella progettazione, prototipazione e fabbricazione di carri ferroviari per l’installazione e la manutenzione della catenaria ferroviaria, locomotive di manovra e unità multifunzione e di potenza per treni passeggeri. È previsto il posizionamento di un carro di trasbordo per movimentare i carri in sicurezza e una pista prove di 250 m con torri e catenaria sarà impiegata per le prove di installazione, tesatura e collaudo e per demo a clienti. L’intera linea di produzione
rispetterà i più elevati standard in termini di risparmio energetico e tutela ambientale e sarà caratterizzata da un elevato livello di efficienza e automazione, nonché da un processo produttivo altamente avanzato dal punto di vista tecnologico, con conseguente (e significativo) aumento della capacità produttiva rispetto all’attuale. Il progetto prevede un consistente sbancamento di terreno roccioso: il volume di scavo è di circa 20.000 m3 e dalle indagini geognostiche e geotecniche di laboratorio è risultato che il cantiere insiste su un’area di calcare compatto (resistenza alla compressione di UCS 40-60 MPa) ricoperta da uno strato superficiale di calcarenite (tufo) di circa 1-2 m.
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 103
ON SITE
LO STATO DELL’ARTE DELL’AREA PRIMA DELL’INIZIO DEGLI INTERVENTI
PANORAMICHE DEL CANTIERE NELLA FASE DI RIMOZIONE DEL TERRENO NATURALE IN CUI SI PUÒ INTRAVEDERE LA CALCARENITE AFFIORANTE
La soluzione? Il “surface mining”! Per garantire l’esecuzione delle opere di sbancamento nei tempi brevi previsti dal cronoprogramma, l’impresa di costruzioni Frallonardo (Putignano – Ba) ha scelto di impiegare un surface miner di Tesmec, macchina escavatrice cingolata con motore ad alta potenza in grado di frantumare la roccia per mezzo di un gruppo di scavo a tamburo do-
104 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
SEZIONI DI PROGETTO CON EVIDENZIATI SBANCAMENTI E RIPORTI
SEZIONE ESECUTIVA DEL CAPANNONE ADDOSSATO ALLO SBANCAMENTO
PLANIMETRIA GENERALE DEL PROGETTO
tato di denti con carburo, in modo da ottimizzare l’intero processo produttivo e garantire un efficientamento della produttività (in media 70 m3/h), con una conseguente riduzione dei costi e dei tempi di lavoro. Gli ulivi secolari presenti nell’area sono stati salvaguardati eseguendo i lavori in ottemperanza alle prescrizioni ambientali con supporto di tecnici agronomi specializzati; dopo una prima fase di preparazione dell’area soggetta allo sbancamento con l’impiego di escavatori per la rimozione degli arbusti, suolo e parte del “tufo” superficiale, nel periodo tra gennaio e maggio 2018 la Tesmec 1150 XHD RH (Rock Hawg) - con tamburo in modalità “downcutting” - ha lavorato a pieno regime da sola allo sbancamento di tutta l’area. La produttività del Rock PANORAMICA DEL CANTIERE NELLA FASE DI RIMOZIONE DELLA PORZIONE SUPERFICIALE DELLA CALCARENITE E DI PREPARAZIONE DELL’AREA DI SCAVO PER L’INTERVENTO DEL ROCK HAWG
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 105
ON SITE LA “PRIMA VOLTA” CON IL SURFACE MINER
Il cantiere è stato gestito dalla società Frallonardo srl di Putignano (Bari), attiva in una vasta gamma di servizi per l’edilizia. La sua attività nasce con l’estrazione di calcare e
VISTA AEREA DEL CANTIERE: A SINISTRA, IL DEPOSITO DEL MATERIALE SBANCATO E LA PRIMA FASE DI COSTRUZIONE DELLA PALAZZINA UFFICI; AL CENTRO, LE OPERE DI FONDAZIONE DEL CAPANNONE; A DESTRA, IL COMPLETAMENTO DEL LAVORO DI SCAVO
la produzione di materiali inerti di varia pezzatura e di calcestruzzi, per evolvere in servizi correlati e complementari quali la movimentazione di materiali, il recupero e rigenerazione di rifiuti inerti e la realizzazione di elementi prefabbricati. Nel tempo l’azienda pugliese è cresciuta e si è rinnovata seguendo l’evoluzione tecnologica e le esigenze del mercato. In occasione dell’intervento di Monopoli, l’impresa ha impiegato per la prima volta un surface miner di Tesmec. Domenico Loiotine, direttore tecnico della Frallonardo srl, ha affermato che “secondo Albert Einstein erano tre le regole d’oro del lavoro: ‘trovare la semplicità e l’armonia e individuare l’occasione favorevole anche quando si è nel pieno delle difficoltà’. Anche noi abbiamo adottato le stesse regole quando, trovandoci nella difficoltà di avere tutto il nostro parco macchine impegnato e un centinaio di migliaia di metri cubi di roccia da sbancare, per semplificare il nostro lavoro abbiamo deciso di utilizzare un surface miner Tesmec 1150XHD RH. Questa scelta è stata la nostra ‘occasione favorevole’, poiché ha ottimizzato il nostro lavoro. Il surface miner ha triturato alla perfezione la roccia nella pezzatura idonea al riutilizzo in sito per rimodellamenti, rinterri e sottofondazioni. È stata dunque una scelta da… Premio Nobel”.
106 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Hawg, fino a tre volte superiore rispetto a un escavatore con martello demolitore idraulico, ha consentito un notevole risparmio economico e importanti vantaggi in termini di sicurezza ed efficienza. La particolare configurazione della macchina, con tamburo posteriore montato su un asse centrale e di larghezza maggiore dei cingoli, ha permesso di rispettare i requisiti di progetto, che prevedevano lo scavo di muri verticali con angoli squadrati, evitando l’uso di ulteriori mezzi per lavori di rifinitura (i Rock Hawg di Tesmec sono in grado di eseguire perfettamente anche lavori filomuro).
Per il livellamento dell’area di lavoro non è stato necessario effettuare una frantumazione preliminare in quanto è stato utilizzato il materiale di scavo, fine e uniforme, garantendo ulteriori risparmi in termini di costo. I denti Tesmec montati sul tamburo hanno permesso di incrementare la produttività del lavoro e si sono rivelati adatti per la tipologia di roccia scavata, con un consumo medio rilevato di 0.01 denti/m3 e uno totale di 200 denti. Al fine di verificare in situ le vibrazioni indotte dalla macchina sui terreni ed edifici circostanti, in ottemperanza alle normative di riferimen-
to in ambito nazionale e internazionale (UNI 9916; BS7385), sono state eseguite delle misure del valore PPV (mm/sec) a differenti distanze dall’asse del tamburo durante la fase di scavo. Tesmec è stato il fornitore di riferimento in occasione di questo progetto. Specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi, tecnologie e soluzioni integrate per la costruzione, la manutenzione e l’efficientamento di infrastrutture relative al trasporto e alla distribuzione di energia elettrica, dati e materiali, l’azienda opera in più settori. Essi comprendono: elettrodotti di trasmissione e distribuzione (equipaggiamenti di tesatura per l’installazione di conduttori e la posa di cavi interrati, dispositivi elettronici e sensori per la gestione, il monitoraggio e l’automazione delle reti elettriche); infrastrutture civili interrate (macchine trencher cingolate ad alta potenza per lo scavo in linea di oleodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e operazioni di drenaggio, surface miner per sbancamenti, cave e miniere di superficie; servizi specialistici di scavo); reti ferroviarie (equipaggiamenti ferroviari per l’istallazione e la manutenzione della catenaria e per operazioni speciali quali, ad esempio, la rimozione neve dal binario; power-unit di ultima generazione).
PARTNER DEL MONDO CHE CAMBIA Costituito in Italia nel 1951 e guidato dal presidente e amministratore delegato Ambrogio Caccia Dominioni, il Gruppo Tesmec può contare oggi
po di tecnologie specifiche e soluzioni
su oltre 850 dipendenti e vanta siti
innovative e la presenza di ingegneri
produttivi a Grassobbio (Bg), Endine
e tecnici altamente specializzati le con-
Gaiano (Bg), Sirone (Lc) e Monopoli
sentono di gestire l’intera catena pro-
(Ba) in Italia, ad Alvarado (Texas –
duttiva: dalla progettazione, produzione
Usa) e a Durtal (Francia), oltre che tre
e commercializzazione dei macchina-
unità di ricerca e sviluppo a Fidenza
ri alla fornitura del know-how relativo
(Pr), Padova e Patrica (Fr).
all’utilizzo dei sistemi e all’ottimizzazio-
Il Gruppo è presente commercialmen-
ne del lavoro, fino a tutti i servizi pre e
te a livello globale e può contare su
post-vendita connessi ai macchinari e
una presenza diretta nei diversi conti-
all’efficientamento dei cantieri.
nenti costituita da società estere e uf-
Tutti i business sono sviluppati dal
fici commerciali in USA, Sud Africa,
Gruppo in linea con la filosofia ISEQ
Russia, Qatar, Cina, Francia, Australia,
(Innovazione, Sicurezza, Efficienza e
Nuova Zelanda, Tunisia e Costa d’Avo-
Qualità), nel rispetto della sostenibilità
rio. L’esperienza maturata nello svilup-
ambientale e del risparmio energetico.
Tutto sotto controllo La 1150 XHD RH, guidata da un operatore Tesmec, era equipaggiata con tutti i sistemi di controllo digitale disponibili: TrenchTronic 3.0, Re.M e TrenchIntel. Il sistema di controllo elettronico TrenchTronic 3.0 ha lo scopo di migliorare la facilità di utilizzo della macchina, aumentare la produttività e ren-
derla meno dipendente dalle capacità dell’operatore. In caso di guasto il sistema di controllo manda un segnale all’operatore indicando posizione e tipologia di guasto. Nel display sono visualizzate anche le informazioni di diagnostica del motore. TrenchTronic 3.0 aumenta notevolmente la facilità di uso della macchina e ha la potenzialità di TEST VIBROMETRICI DURANTE LE FASI DI SCAVO
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 107
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consentire anche a operatori inesperti di ottenere la massima produttività. Tutti i dati della macchina sono trasmessi regolarmente via GPRS e archiviati in un server dedicato. Il sistema elettronico TrenchTronic 3.0, che ha permesso di massimizzare l’efficienza del potente motore Caterpillar C13 da 451 HP montato sulla 1150XHD RH, insieme al riduttore con volano, che ha garantito la regolarità del processo di scavo, hanno minimizzato i consumi della macchina: il consumo medio di gasolio rilevato è stato di 48 l/h. Il sistema di monitoraggio remoto Re.M fornisce invece informazioni su LA 1150XHD TH DURANTE LE FASI DI SCAVO A “FILOMURO”
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LA ROCCIA CALCAREA VIENE SBRICIOLATA DAL TAMBURO DEL ROCK HAWG
condizioni di lavoro, ore motore, posizione, manutenzione e diagnostica, per contribuire a migliorare le performance finali della macchina e conseguentemente ridurre i costi di cantiere. Il sistema è di facile utilizzo e può essere utilizzato anche come sistema antifurto, grazie alla definizione di recinti virtuali. Le informazioni sulla produttività e sulla superficie interessata dal lavoro di sbancamento della 1150XHD RH sono state monitorate costantemente dalla sede centrale di Grassobbio (Bg). TrenchIntel, infine, è il sistema di guida di altissima precisione GPS 3D in grado di controllare profondità e inclinazione dello scavo in fase di realizzazione. Con questo strumento è stato possibile
LA PARETE DI ROCCIA CALCAREA SCAVATA: IL ROCK HAWG È IN GRADO DI REALIZZARE MURI VERTICALI E ANGOLI RETTI COME DA SPECIFICHE DI PROGETTO
LA SCHEDA TECNICA TESMEC 1150XHD RH Motore:
Cummins QSG12 - Tier IV
Potenza motore:
kW
336 a 1.850 giri/min
Larghezza di scavo max.:
cm
312
Profondità di scavo max.:
cm
50
Profondità di scavo max. consigliata:
cm
30,5
Nastro trasportatore (larghezza x lunghezza): cm
76 x 416
Altezza di scarico:
cm
124-185
Diametro del gruppo di scavo:
cm
163,5
Larghezza pattini dei cingoli:
cm
60
Lunghezza complessiva cingoli:
cm
378
Velocità di traslazione max. (alta/bassa):
km/h
3,3/1,5
Dimensioni (lung. x larg. x alt. con cabina):
cm
1.045 x 312 x 338
Peso operativo:
kg
56.000
effettuare la guida automatica della macchina secondo un tracciato predefinito, così da ottimizzare le passate dell’operazione di sbancamento evitando che la macchina passasse più volte sulla stessa area. Lo sbancamento a Monopoli ha mostrato come le tempistiche di esecuzione dei lavori, la conformità del terreno e l’impatto ambientale non rappresentino dei vincoli per questa tipologie di macchine prodotte da Tesmec. ■
IL SISTEMA DI GUIDA GPS3D TRENCHINTEL PREVEDE UN KIT DI ANTENNE E SENSORI SULLA MACCHINA E UNA STAZIONE BASE SU TREPPIEDE
ATTRAVERSO IL SISTEMA DI MONITORAGGIO REMOTO RE.M È POSSIBILE CONTROLLARE DA REMOTO I PARAMETRI DI LAVORO DELLA MACCHINA
IL SURFACE MINER CONDUCE DA SOLO LO SBANCAMENTO. SONO EVIDENTI LE SINGOLE PASSATE CON MATERIALE DI RISULTA DI PEZZATURA FINE. IL TAMBURO È DOTATO DI UNA COPERTURA DI PROTEZIONE CHE LIMITA L’INNALZAMENTO DI POLVERE E SCHEGGE
IMMAGINI DAL PORTALE TIERRA DI MONITORAGGIO REMOTO, NELLE QUALI SI VEDE L’ATTIVITÀ DEL SURFACE MINER IN QUATTRO STEP DI PROGETTO. I DIVERSI COLORI FANNO RIFERIMENTO ALLO STATUS DELLA MACCHINA. IN VERDE, LA MACCHINA IN FASE DI SCAVO settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 109
ON SITE Esecuzione di micropali in un progetto di edilizia residenziale
UNA BERLINESE A MILANO Tre perforatrici Casagrande si stanno rendendo protagoniste in un importante intervento finalizzato al restauro e al risanamento conservativo di un complesso immobiliare sito nel centro del capoluogo lombardo. Un caso esemplare di “sfruttamento del sottosuolo” di Ettore Zanatta
I
n un’area urbana sita in prossimità del centro di Milano si sta svolgendo un intervento di riqualificazione finalizzato a trasformare completamente questo sito di fine Ottocento. Un’iniziativa immobiliare, infatti, che si propone di realizzare un progetto di edilizia residenziale di lusso, munendo tutte le
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unità residenziali di box di pertinenza. Da qui, dunque, è nata l’esigenza di sfruttare il sottosuolo del sito in oggetto per realizzare un’autorimessa interrata di due livelli di box. L’intervento geotecnico studiato ad hoc consiste nel realizzare una berlinese pluritirantata propedeutica allo scavo generale di sbancamento della profondità
di 8,5 m dal piano stradale. Il progettista delle opere specialistiche di fondazioni, dopo aver analizzato le condizioni al contorno in cui è collocato il sedime dell’autorimessa, ha individuato differenti sezioni caratteristiche, definite da differenti situazioni di sovraccarichi gravanti a tergo dell’opera di sostegno.
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ON SITE L’intervento nel dettaglio Nel dettaglio, la situazione più gravosa in questo progetto è caratterizzata da micropali del diametro di perforazione di 250 mm, realizzati a rotopercussione con tubi di rivestimento a sostegno delle pareti del foro. I pali sono armati con tubolari metallici da 194 mm di diametro con spessore di 10 mm in acciaio S355J0H UNI EN 10219, della lunghezza di 12 m, con interasse di perforazione di 350 mm. A contrasto della spinta orizzontale delle
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terre e dei sovraccarichi è stata prevista la realizzazione di due livelli di tiranti provvisori di ancoraggio facenti reazione su profilati metallici accoppiati dal profilo ad H saldati e spessorati a ciascun palo; i tiranti in oggetto sono anch’essi stati realizzati a rotopercussione con rivestimento del foro del diametro di 140 mm, lunghezza di 15 m e interasse di 2,5 m. I terreni di fondazione sono quelli tipici alluvionali della pianura milanese, prevalentemente a natura sabbiosa ghiaiosa in condizioni drenate.
L’impresa protagonista Le pareti di sostegno sopra descritte sono state realizzate dall’impresa specialistica SO.GEO. di Milano. Come spiega uno dei due titolari, Alessandro Coppi, che abbiamo incontrato all’interno del cantiere, “ci è stato affidato quest’intervento dall’impresa affidataria Armofer Cinerari Luigi srl grazie anche alla nostra esperienza nel settore e alla polivalenza delle nostre attività. SO.GEO., infatti, svolge diverse tipologie di interventi. Micropali con diametri variabili da 120 a
300 mm di tutte le tipologie e modalità, ad esempio, operando a rotopercussione e a semplice rotazione in circolazione d’acqua (ovvero a secco con aste elicate). Per risolvere efficacemente tutte le situazioni di intervento disponiamo di macchinari da interni di piccole dimensioni e con altezza limitata fino a macchinari da esterni di grandi dimensioni per interventi di natura industriale. Inoltre, siamo in grado di realizzare tiranti attivi e passivi di contrasto a pareti di sostegno che siano armati con trefoli in acciaio armonico da
ECCELLENZA NELLE FONDAZIONI SPECIALI
La SO.GEO. è stata fondata nel 1993 dall’Ing. Alessandro Coppi (a sinistra nella foto, insieme a Fabio De Paoli, tecnico commerciale di Casagrande) e dall’Ing. Stefano Fermi, entrambi provenienti dal mondo delle opere specialistiche di fondazione. Obiettivo prefissato: primeggiare nel complesso mondo delle imprese specialistiche, puntando a offrire alla propria clientela una vasta gamma di servizi che partisse da una puntuale progettazione, per passare a un’accurata qualità produttiva e scaturire in efficienza e competitività commerciale. L’impresa si è caratterizzata come una delle poche realtà capaci di rispondere in tempi brevi alle svariate problematiche che i cantieri di consolidamento presentano quotidianamente: i soci fondatori, infatti, hanno avuto la lungimiranza di puntare unicamente in servizi di qualità, formando il proprio organico alla cultura della sicurezza sul luogo di lavoro, all’attenzione alle problematiche del cantiere e al raggiungimento dell’eccellenza. Un’attenta politica di investimenti ha offerto al personale dell’impresa attrezzature all’avanguardia che le hanno reso possibile primeggiare nel settore delle fondazioni speciali. La presenza di una divisione di engineering interno qualificato e di comprovata esperienza, la disponibilità di risorse umane specializzate e la disponibilità di un parco attrezzature completo ed efficiente sono gli strumenti che hanno permesso all’azienda milanese di affermarsi nel mercato specialistico attraverso un percorso di esperienza di 25 anni di attività.
PARTICOLARI DEI MICROPALI REALIZZATI E SCAPITOZZATI NELLA PARTE SUPERIORE. NELLE FOTO SI NOTANO ANCHE LA TRAVE DI CORONAMENTO CHE COLLEGA TUTTI I MICROPALI E LO SCAVO DI RIBASSO, CON UNA PARTE DI BERLINESE SCAVATA settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE Ma non solo, perché la SO.GEO. dedica particolare importanza anche al settore della lavorazione della carpenteria metallica di contrasto alle opere geotecniche. Come conferma Coppi, “nell’ottica di offrire un servizio completo ed efficiente al cliente e per qualificare il nostro operato abbiamo creato una divisione interna composta da personale patentato operante in regime di WPS. Il nostro staff tecnico è composto da ingegneri di comprovata esperienza settoriale, in grado di elaborare progetti geotecnici di consolidamento dei terreni per studi di ingegneria e società immobiliari, offrendo alla clientela anche direzione lavori, valutazione di fattibilità per opere di realizzazione terza e collaudi, eseguiti su pali ricorrendo alla modalità a contrasto o con zavorra e su tiranti a trefoli da due a 12 trefoli e a barre dywidag”. Le macchine utilizzate Per l’esecuzione degli interventi precedentemente descritti, SO.GEO. si è avvalsa delle perforatrici cingolate Casagrande C5 XP, C6 XP e C6 XP-2. “Le macchine qui utilizzate fanno parte del nostro parco mezzi, costituito in gran parte da modelli Casagrande, marchio a cui ci affidiamo per via dell’elevata qualità intrinseca delle sue perforatrici e delle prestazioni da loro garantite. Nell’occasione abbiamo peraltro potuto confrontare nelle medesime condizioni operative l’evoluzione C6 XP-2 rispetto al modello precedente”, ha affermato Alessandro Coppi. LA PERFORATRICE IDRAULICA CASAGRANDE C5 XP ALL’INTERNO DEL CANTIERE MILANESE. VELOCE DA METTERE ALL’OPERA E SEMPLICE DA USARE, SI DISTINGUE PER UN SISTEMA DI ARTICOLAZIONE CHE CONSENTE DI RAGGIUNGERE LE POSIZIONI PIÙ ESTREME E DI RENDERLA ADATTA ALL’IMPIEGO IN SPAZI LIMITATI
100 a 1.600 kN o con barre dywidag di vario diametro e lunghezza, collaudandoli con attrezzature idrauliche rigorosamente certificate (frequenti sono i casi di monitoraggio degli ancoraggi ricorrendo a celle di carico elettriche posizionate in accordo con la DD.LL.), oppure diaframmi in cemento armato realizzati con fanghi bentonitici o polimeri realizzati tramite escavatori a fune libera”. 114 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
“
NEL CONTESTO DEL PROGETTO IN ATTO A MILANO LE TRE PERFORATRICI IDRAULICHE CASAGRANDE HANNO DIMOSTRATO LA LORO ESTREMA VERSATILITÀ
“
La C6 XP-2 è una macchina multifunzione ideata da Casagrande (Fontanfredda – Pn) per l’esecuzione di opere di consolidamento e perforazione mediante la realizzazione di ancoraggi, micropali e jet-grouting. Le dimensioni ridotte, il mast modulare e l’articolazione
con snodo “Front the Wall” la rendono adatta all’impiego in spazi limitati e all’interno di gallerie o di edifici. Facile da manovrare grazie al radiocomando e alla consolle di comando a bordo macchina, la C6 XP-2 è dotata del sistema SPM (Smart Power Management) di
gestione “intelligente” della potenza e dell’impianto idraulico FLS (Full Load Sensing), che permettono lo sfruttamento ottimale del motore e la riduzione dei consumi. In particolare, il primo monitora i flussi di potenza istantanei e destina in tempo reale la piena potenza disponibile alle funzioni di lavoro; il secondo, a differenza dei comuni sistemi di gestione idraulica, tramite una retroazione tra pompe e distributori porta in pressione solo la quantità d’olio richiesta istantaneamente dagli utilizzi (ciò permette di gestire la richiesta di potenza e di ridurre le dissipazioni, ottenendo un risparmio di carburante fino al 25%).
LA POSIZIONE “FRONT THE WALL” E IL BRANDEGGIO A +/-35° DELLA PERFORATRICE C6 XP LE CONSENTONO DI LAVORARE IN SPAZI RIDOTTI, FINO A UN MASSIMO DI 15° DI ANGOLO NEGATIVO. OLTRE ALLA POSIZIONE CON TESTA VERTICALE, LA SUA ARTICOLAZIONE PERMETTE DI SISTEMARE LA TESTA IN ORIZZONTALE, CONSENTENDO DI RIDURRE L’ATTRITO CON LE GUIDE MAST E MIGLIORARE LA VISIBILITÀ DURANTE I LAVORI. È POSSIBILE ALTRESÌ RAGGIUNGERE LA POSIZIONE DA DRENAGGI, CON ANGOLO NEGATIVO FINO A +4° RISPETTO ALL’ORIZZONTALE
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ON SITE
LA PERFORATRICE C6 XP-2, ALLESTITA PER PERFORAZIONI STANDARD CON MARTELLO FONDO FOR, MENTRE ESEGUE UNA FILA DI MICROPALI ADIACENTI ALL’EDIFICIO PRESENTE ALL’INTERNO DEL CANTIERE
PROFESSIONISTI IN DECOMMISSIONING
116 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Demolire è una passione di famiglia
sionale delle de-
per Armofer e vive da due generazio-
molizioni speciali
ni: Armofer Cinerari Luigi, infatti, na-
e delle bonifiche
sce nel 1961 grazie all’intraprendenza di
ambientali.
Luigi, Pietro e Angela Cinerari. Oggi alla
Nei progetti di riconversione totale co-
guida dell’azienda di Siziano (Pv) ci so-
me quello in oggetto Armofer intervie-
no i figli Andrea, Gianfrancesco, Stefano
ne con personale diretto in ogni fase
ed Emilio i quali, rinnovando completa-
di progettazione, organizzazione e ge-
mente la flotta di mezzi e “vestendola”
stione del cantiere e nei rapporti con
di rosso, hanno in breve tempo portato
gli Enti di controllo e con il committen-
al successo l’azienda che, nel 2016, ha
te, assicurando professionalità in ogni
festeggiato i 55 anni e che oggi è cer-
attività: dal sopralluogo in cantiere al-
tamente tra le prime realtà italiane del
la messa in sicurezza delle aree, dalla
settore per dimensione, disponibilità di
redazione dei progetti al trasporto dei
tecnologie, mezzi e attrezzature (60 col-
mezzi e il collaudo delle macchine, dal-
laboratori e oltre 100 mezzi d’opera), per
le bonifiche alle demolizioni control-
capacità di intervento, organizzazione e
late, parziali, speciali che siano, dalle
logistica dei cantieri, ma soprattutto per
campagne di frantumazione alla boni-
esperienza specifica nel settore profes-
fica dei terreni.
LA SCHEDA TECNICA Motore: Potenza motore:
kW
Normativa emissioni:
C5 XP
C6 XP
C6 XP-2
Deutz TCD 3.6 L04 / EDG
Deutz TCD 2012 L04 2V
Cummins QSB 4.5
85 a 2.000 giri/min
95 a 2.300 giri/min
119 a 2.200 giri/min
EU Stage IIIB / IIIA
EU Stage IIIB
EU Stage IIIA / IV
Lunghezza max. mast:
mm
5.000
8.600
9.000
Corsa max. testa di rotazione:
mm
3.500
6.700
7.100
Forza estrazione/spinta:
kN
50
85
85
Diametro max. morse:
mm
60÷305
89÷406
89÷406
Forza max. di chiusura:
kN
145
250
283
Coppia max. testa di rotazione:
Nm
12.170
15.200
20.000
giri/min
80÷160
500
500
Giri max. testa di rotazione:
Il cuore della C5 XP è la sua articolazione, studiata per sopportare tutte le sollecitazioni e lavorare nelle condizioni più impegnative. Tramite il pannello di controllo la macchina può essere movimentata di +/-95°.
NELLA PARTE POSTERIORE DELLA PERFORATRICE C6 XP-2 È PRESENTE IL SISTEMA FLEETMASTER, UTILIZZATO PER IL MONITORAGGIO E IL CONTROLLO DELLE MACCHINE VIA INTERNET
Le caratteristiche appena descritte accomunano la C6 XP-2 alla versione C6 XP, anch’essa compatta, robusta e versatile, con mast applicato su uno snodo che permette di lavorare a distanza zero da una parete perpendicolare, come in diversi casi dell’intervento in oggetto. Versatilità totale, dunque, è il comune denominatore di queste macchine, in grado di raggiungere le posizioni più estreme. E la sua recente evoluzione, la perforatrice idraulica C5 XP non è da meno, concentrando in sé gli oltre 50 anni di esperienza di Casagrande nel campo della perforazione. ■
settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 117
FIERE Ecomondo
LOTTA alla PLASTICA
Le strategie adottate dall’Europa per combattere una delle principali cause di inquinamento sono al centro del programma dell’edizione 2018 della fiera di riferimento nel settore della Green e Circular Economy di Lorenzo Zacchetti
L’
annuale appuntamento di Rimini si conferma come il punto di riferimento privilegiato nel settore dell’economia circolare e sostenibile, grazie a un
programma caratterizzato da temi di strettissima attualità. La strategia europea sulla plastica, le best practice di bioeconomia circolare nei Paesi Ocse, le applicazioni dell’industria 4.0 nella gestione dei rifiuti, la tu-
tela delle risorse idriche: sono questi i principali argomenti nell’agenda della 22 a edizione di Ecomondo, organizzata da Italian Exhibition Group dal 6 al 9 novembre 2018 alla Fiera di Rimini.
ECOMONDO E KEY ENERGY CONSENTONO DI ENTRARE IN CONTATTO CON I MAGGIORI STAKEHOLDER, ASSOCIAZIONI E IMPRESE NEL MONDO, GRAZIE ANCHE AL CONTRIBUTO DI ICE E DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP) 118 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Un pieno di convegni Il ricco palinsesto di conferenze a cura del comitato tecnico-scientifico della fiera (presieduto dal Prof. Fabio Fava) sarà composto da ben 200 appuntamenti, con il coinvolgimento di oltre 1.000 relatori. Spiccherà il workshop del 7 novembre dal titolo “How to Implement the European Strategy for Plastics in a Circular Economy”, focalizzato sulla policy varata dalla Commissione Europea lo scorso febbraio e che si è tradotta nella direttiva che ha messo al bando prodotti molto diffusi - e altrettanto inquinanti - quali le cannucce per le bibite e i bastoncini cotonati per l’igiene delle orecchie. Per comprendere la portata del problema è utile analizzare alcuni eloquenti dati contenuti nel rapporto “Plastics - the facts” di PlasticsEurope: nel 2016, su oltre 27 milioni di t di rifiuti plastici raccolti, solo il 31% è stato riciclato. Della restante quantità, il 41,6% è stato avviato al recupero energetico e il 27,3% è finito in discarica. Il target della Commissione Europea è arrivare al 100% di riciclo entro il 2030. L’Italia è in linea con la media continentale, ma ai primi posti per quantità prodotta di scarti. Servono quindi misure in grado di invertire la tendenza, ma quali? Alcune possibili azioni verranno indicate dal progetto “eCircular”, promosso da Climate-Kic con capofila l’Università di Bologna. Climate-Kic è la “comunità dell’innovazione” nata per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo e la creazione di una società zerocarbon. Basata sulla partecipazione e la condivisione delle esperienze, riunisce più di 180 soggetti: università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni, organizzati in 12 hub presenti in 10 Paesi europei. La sede italiana è a Bologna, presso il CNR. Gli appuntamenti più importanti Per il terzo anno consecutivo si svolgerà la conferenza sulla prevenzione e gestione dei rifiuti marini, organizzata da Ecomondo con Legambiente
A ECOMONDO 2018 SI DISCUTERÀ DELLE NUOVE PRIORITÀ NORMATIVE/REGOLATORIE, DI RICERCA E FORMAZIONE SUL FRONTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, DEI NUOVI PROCESSI, ANCHE 4.0, E DEI PRODOTTI ANNESSI ALLA SUA ADOZIONE A LIVELLO INDUSTRIALE, NELLE CITTÀ E NEI TERRITORI (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP)
ranno implementati sul tema dal governo di recente insediamento. In contemporanea con Ecomondo si svolgerà inoltre la 12 a edizione di Key Energy, la fiera di riferimento delle energie rinnovabili per l’area mediterranea. In quest’edizione, il cosiddetto “Energy transition hub” si focalizzerà su fotovoltaico e accumulo, soluzioni per l’efficienza energetica nell’industria e nel residenziale, nonché per la mobilità sostenibile intermodale e connessa. ■ LORENZO CAGNONI
79 ANNI, PRESIDENTE DI RIMINI FIERA E POI DI IEG DAL 1995. È AD DAL 1995 E IL SUO MANDATO È STATO RINNOVATO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI DELLO SCORSO APRILE (FOTO: IEG - ITALIAN EXHIBITION GROUP)
ed Enea e con il coinvolgimento dei massimi esperti internazionali del tema. Durante la kermesse si svolgeranno anche gli Stati Generali della Green Economy 2018, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, giunti alla 7a edizione. Si tratta di un organismo formato da 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo economico, il cui scopo è promuovere lo sviluppo della Green Economy in Italia attraverso l’analisi dei potenziali positivi, degli ostacoli, nonché delle politiche e delle misure necessarie per migliorare la qualità ecologica dei settori strategici. L’evento coinciderà con una fase politica nella quale gli stakeholder legittimamente attendono di comprendere quali provvedimenti ver-
LA CARTA D’IDENTITÀ
• Organizzatore: Italian Exhibition Group •L uogo/data evento: Rimini Fiera, dal 6 al 9 novembre 2018 •O rari: dalle ore 9.00 alle ore 18.00 •P eriodicità: annuale •E dizione: 22 a •S ettori merceologici: rifiuti e risorse, biobased industry, bonifica e grandi rischi, acqua, key Energy, circular city & mobility •V isitatori ultima edizione: 116.131 •E spositori ultima edizione: 1.250 •A rea espositiva: 113.000 m² settembre 2018 - ONSITECONSTRUCTION 119
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
CANGINI
Meglio e prima con il Twist Come arrivare a coprire molteplici angolazioni di lavoro? Come portare l’attrezzo in posizioni che vanno oltre i limiti di movimentazione del braccio della macchina? Come potenziare la versatilità di un attrezzo? Queste domande sono alla base di un’efficace operatività in cantiere, dove la possibilità di compiere un lavoro a regola d’arte in tempi sostenibili si rivela un fattore chiave della redditività del lavoro. Tra il braccio della macchina e l’attrezzo si può abbinare all’attacco rapido, sia meccanico che idraulico, un ulteriore elemento che offre la soluzione ideale a queste esigenze: l’attuatore idraulico Twist. Bi-direzionale, questo elemento aggiuntivo permette all’operatore
di aumentare notevolmente l’angolo d’inclinazione dell’attrezzo. Quando si devono eseguire scavi
in posizioni difficili da raggiungere o pulire degli argini, se alla benna scavo o a quella per la
pulizia dei fossi e delle scarpate viene abbinato il Twist si migliora l’operatività e la resa del lavoro, rendendolo più preciso e rapido, con la conseguente migliore gestione dei costi, fattore non trascurabile. Il Twist permette alla benna di inclinarsi maggiormente (fino a 90° per lato) e di raggiungere posizioni di lavoro difficilmente accessibili con un equipaggiamento standard formato da attacco e attrezzo. L’efficienza della macchina aumenta notevolmente: il raggio di inclinazione più ampio ottimizza il suo raggio di azione. Mantenendo la macchina in una posizione statica, l’operatore può lavorare facilmente in molteplici posizioni, raggiungendo più aree di lavoro in minor tempo. La necessità di riposizionare più volte la macchina sull’area di lavoro diminuisce decisamente. Le conseguenze dirette sono
molteplici così come i vantaggi: si riducono usura, frizioni e rotture, si sforza meno il motore, gli interventi di manutenzione diminuiscono così come il consumo di carburante. Un solo operatore è in grado di portare a termine più lavori in minor tempo, riducendo i tempi di
fermo macchina. D’altra parte, il potenziale di utilizzo della macchina cresce, aumenta la sua compatibilità con le diverse tipologie di attacchi rapidi, aumenta la molteplicità degli ambiti applicativi, dalla manutenzione degli argini, alla costruzione delle canalizzazioni, ai lavori di ingegneria civile. Considerati tutti i vantaggi che l’attuatore idraulico offre, Cangini considera il Twist un prodotto che non può mancare nel proprio catalogo. Da quest’anno è presente tra l’altro una nuova linea di Twist, con nuovi modelli, anche dal corpo più compatto, caratteristica che ottimizza le prestazioni della macchina. Il filo conduttore del lavoro di quest’azienda italiana è ancora una volta la ricerca di soluzioni che migliorano la redditività del lavoro in cantiere, sempre accompagnata dalla sicurezza.
PRODOTTI HITACHI
La nuova pala gommata ZW330-6 La nuova pala gommata ZW330-6 di Hitachi vanta componenti di lunga durata, una tecnologia performante che incrementa la produttività e varie ottimizzazioni nel design che la pongono all’avanguardia del settore in fatto di sicurezza nei siti più impegnativi. Dopo un’approfondita indagine in Europa, il team di sviluppo Hitachi ha progettato la nuova serie di pale gommate ZW 6 in linea con le esigenze degli ambienti di lavoro più difficili. Nella progettazione della nuova ZW330-6, in particolare, ha tenuto conto sia delle richieste di maggiore versatilità senza compromessi per efficienza nei consumi e maggiore produttività, sia delle esigenze di sicurezza e comfort. Ideale per le cave, la
ZW330-6 monta un nuovo motore conforme a Stage IV che accresce la produttività e l’efficienza. La macchina è dotata di componenti robusti e di alta qualità. L’abitacolo offre una visibilità a 360°. La forza di trazione della ZW330-6 è aumentata del 26%, per una maggiore efficienza nel carico rispetto al modello precedente.
Il selettore rapido incrementa la resa del motore quando è richiesta più potenza istantanea, o durante la marcia in salita. Il braccio sollevatore contribuisce all’affidabilità delle prestazioni: si solleva più rapidamente rispetto ai modelli ZW 5, il suo arresto è più morbido grazie al sistema di controllo del flusso e le manovre sono semplificate dal sistema di livellamento automatico. Il movimento simultaneo della benna e del braccio di sollevamento assicura la fluidità durante lo scavo. Dopo lo scarico viene data priorità alla benna, così la pala gommata può tornare rapidamente a scavare. Anche ciò contribuisce ad aumentare la produttività.
RICAMBI RICAMBI MACCHINE MACCHINE MOVIMENTO MOVIMENTO TERRA TERRA
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LIEBHERR
Attacchi rapidi e accessori Liebherr-Hydraulikbagger GmbH sviluppa e produce accessori innovativi e sistemi avanzati di aggancio e sgancio rapido nel rispetto dei massimi requisiti di qualità, applicabili sia su escavatori idraulici che su macchinari per la movimentazione industriale, non solo realizzati per le macchine Liebherr, ma anche per modelli di altri marchi. L’assortimento Liebherr spazia dagli attacchi rapidi, concepiti per le più svariate applicazioni, agli accessori da scavo per il settore del movimento terra fino ai polipi e benne mordenti per i più disparati impieghi nell’ambito delle tecnologie di movimentazione industriale. Liebherr si avvale di una lunga esperienza nello sviluppo e nella produzione dei propri accessori. La società ha realizzato, al proprio interno già nel 1954, la benna rovescia a corredo del suo primo escavatore idraulico gommato. Da allora Liebherr ha continuato a sviluppare, in primo luogo, tutti gli accessori per il proprio fabbisogno, sia per il movimento terra che per l’industria. Il risultato è un assortimento completo e dettagliato che dal 2012 viene offerto da Liebherr anche per i modelli di altri costruttori: per la clientela ciò comporta un elevato valore aggiunto in termini di flessibilità nel lavoro quotidiano. La scelta di accessori adeguati influenza in misura determinante il successo nell’intraprendere un ben determinato progetto. Per tale ragione Liebherr ha sviluppato numerosi attrezzi che quanto a profilo, caratteristiche e allestimento tecnico, sono specificamente realizzati su misura in funzione della loro destinazione d’uso e sono predisposti e dimensionati per accoppiarsi in modo ottimale alla taglia del macchinario. Liebherr è al contempo attenta affinché gli sviluppi dei nuovi prodotti siano compatibili con l’assortimento dei prodotti già esistenti: sono pertanto possibili, in qualsiasi momento, ulteriori equipaggiamenti così come la sostituzione di singoli moduli.
PRODOTTI DOOSAN
La nuova pala gommata DL580-5 Doosan ha annunciato il lancio della nuova pala gommata top di gamma DL580-5 conforme Stage IV: con una benna con capacità di 5,7 m3, l’ultima nata ha un aspetto simile a quello del modello DL550-5 ma si caratterizza per la robustezza dei componenti strutturali e il sofisticato impianto di raffreddamento degli assali a doppio circuito, ideato come soluzione ottimale per le operazioni di sollevamento di blocchi e di movimentazione di altri carichi pesanti in applicazioni industriali, cantieri edili, smaltimento di rifiuti e attività minerarie. Per soddisfare questi requisiti, la DL580-5 ha un peso operativo di 36.030 kg, con un più elevato
carico di ribaltamento: 29.700 kg con articolazione a 0° e 26.200 kg a piena sterzata a 40°. Le dimensioni complessive della DL580-5 sono quasi identiche a quelle della DL550-5, ma il nuovo modello si distingue per una serie di caratteristiche che lo rendono estremamente affidabile e durevole. Ad esempio, la struttura
anteriore è stata irrobustita per migliorarne la rigidità e la resistenza. La DL580-5 sfrutta una cinematica a “Z” rafforzata per sollevare carichi più pesanti, con meno parti in movimento. Questa configurazione contribuisce inoltre alla stabilità della macchina e consente movimenti rapidi della benna, mantenendola sempre alla corretta angolazione. Come tutti i modelli Doosan Serie DL5, anche la DL580-5 è disponibile in versione “High Lift”, con braccio più lungo che consente una maggiore altezza di scarico.
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com
RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com
Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com
MATTEI
Rinnovamento concluso La versatilità dei compressori Mattei, dalle applicazioni industriali a quelle OEM, si esalta in occasione di fiere di settore altamente specializzate come Geofluid. Protagonisti saranno i compressori serie M e MC, compatti e di facile installazione grazie all’integrazione in un unico corpo del gruppo di compressione, del serbatoio dell’olio, del separatore dell’olio, del gruppo valvole e del filtro olio. A differenza dei modelli MC, in quelli della serie M, il gruppo di raffreddamento dell’olio non è integrato nel compressore, consentendo il posizionamento del radiatore nel luogo più adatto alle esigenze del costruttore della macchina su cui viene montato. I modelli MC hanno un range di portate da un minimo di 120 l/min fino a un massimo di 4.500 l/min, con pressione massima di 10 o 13 bar; i modelli M, invece, hanno portate da 400 l/min a 10.000 l/min, con pressione massima sempre di 13 bar. I compressori M e MC possono essere equipaggiati con filtro di aspirazione ad alta efficienza, utile in ambienti in cui l’aria può contenere micro-particelle che, se aspirate, potrebbero compromettere il funzionamento della macchina. Presente in fiera anche la nuova gamma RVG (Rotary Vane Gas), che rinnova la precedente linea destinata alla compressione di diversi tipi di gas (dolce, acido e biogas). La gamma completa va da 4 a 200 kW ed è disponibile nella versione stand alone per assemblaggio locale, ma si estende anche a impianti completi realizzati su commessa e, dunque, personalizzabili sulla base delle specifiche richieste del cliente. Tutte le versioni dei compressori gas Mattei sono complete di controllo automatico della portata a pressione costante, di radiatore integrato o remoto e dispositivo di ingresso gas filettato o flangiato.
NOLEGGIO VENDITA ASSISTENZA RIPARAZIONE DI GRU CINGOLATE GRU CINGOLATE ATTREZZATURE PER FONDAZIONI SPECIALI Disponiamo di un parco macchine usato sicuro e garantito disponibile alla vendita e al noleggio.
ESPI ENGINEERING S.R.L. Via Emilia Ovest, 71/73 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 Cell. +39 348 4415945 www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com Skype: stefano.govoni
DEALER HD Crawler Crawler Cranes Telescopic Cranes/Multi-Crane
PRODOTTI JCB
Cinque macchine in una! Il Teletruk è un mezzo versatile e performante, in grado svolgere il lavoro di cinque macchine: oltre alle lavorazioni effettuabili con un tradizionale carrello elevatore a forche con montante, Teletruk offre le possibilità operative di una minipala, di un sollevatore telescopico, di una pala gommata compatta e di un carrello elevatore fuoristrada. Una macchina sola in grado di assolvere a più esigenze operative, quindi, consentendo alle imprese di ottimizzare il parco mezzi e di svolgere più attività durante ogni turno di lavoro. Grazie al braccio telescopico che sostituisce il montante, il Teletruk offre vari vantaggi rispetto ai carrelli elevatori a forche tradizionali: grazie alla sua capacità di sbraccio, infatti, è
possibile sollevare e posizionare i carichi in modo rapido e quindi la macchina si configura come un movimentatore di materiali ideale per ogni tipo di attività industriale. Il Teletruk offre elevata flessibilità nel luogo di lavoro, grazie alla possibilità di utilizzare altre attrezzature quali forche tradizionali o piastre rotanti, consentendo di sfruttarle al massimo grazie
all’elevata capacità di sbraccio anteriore, coniugata alle capacità di elevazione e rotazione di 111° della piastra porta-forche. I modelli a trazione 4x4 sono progettati pensando ai piazzali caratterizzati da terreni accidentati e in pendenza, condizioni poco adatte all’impiego di carrelli tradizionali. La gamma Teletruk comprende tre versioni - TLT 25, TLT 30, TLT 35 - declinati in diverse configurazioni tra modelli convenzionali, a trazione integrale 4x4, ad alta capacità di sollevamento o per applicazioni Heavy Duty nel settore della logistica o degli impianti di gestione dei rifiuti. I Teletruk sono forniti sul mercato italiano in due tipologie di allestimento: Comfort ed Edilizia.
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
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SANDVIK
Novità efficienti
Il nuovo martello fondo foro RH560 è stato sviluppato insieme ai migliori clienti Sandvik per spingere ulteriormente ai massimi livelli l’affidabilità e la velocità della perforazione e ridurne ancora di più i costi. L’efficienza della circolazione dell’aria, nel nuovo martello RH560, è stata ulteriormente migliorata e permette di trasmettere, con poca aria, il massimo dell’energia dando luogo a una rilevante resa in termini di velocità di penetrazione. Più velocità e meno aria significano anche meno carburante e più produzione: un tangibile risparmio sui costi e un supporto notevole alla profittabilità della perforazione. Il nuovo martello RH560 è stato progettato per la perforazione con un’mpugnatura tipo QL, ma senza l’uso della foot valve: chi sta in cantiere sa quanto le potenziali rotture di questa cannetta siano causa di problemi e rallentamenti nel lavoro. I componenti interni, ridotti al minimo, possono vantare un’elevata stabilità grazie al sistema V-lock, che contribuisce ad aumentare la vita utile del distributore dell’aria e del pistone che possono lavorare in modo ottimale senza dannose vibrazioni. Per soddisfare le esigenze di risposta e maggiori energie di impatto e garantire di supportare l’incrementata affidabilità e la velocità del nuovo martello, poi, Sandvik ha messo a punto delle nuove punte con un’impugnatura di tipo QL senza feed tube. Le nuove punte sono state riprogettate non solo per quanto riguarda l’impugnatura, ma anche per quanto riguarda la configurazione dei bottoni in carburo, creando più spazio per ridurre le tensioni e dell’impugnatura, con una drastica riduzione delle potenziali rotture in caso di accidentali battute a vuoto o incorretto avanzamento.
INSERZIONISTI Azienda Bauer Macchine Italia Bauma Conexpo India 2018 BKT Europe Bomag Bosch Rexroth Brigade Elettronica Cangini Casagrande Ciancaleoni Clark Cemas Doosan Infracore CE Ecomondo 2018 Eima 2018 Epiroc Italia Espi Engineering Europarts G.D.M. Geofluid 2018 Giorgio Novara Gruppo Minitop H.P.S. Centro Oleodinamico JCB Lombardini - Kohler M3 MetalMeccanicaModerna Massucco T. MB Crusher MP Filtri Officine Malaguti OFM Top Line Oleomarket Pio Pellacini RMC Samep Tools Sandvik Scai Sefi Simex Sip & T Soilmec Tecnoricambi Trevi Benne Wirtgen Macchine 128 ONSITECONSTRUCTION - settembre 2018
Pagina 27 127 9 26 39 123 11 23 22 21 20 83 32 III Copertina 125 47 25 92 124,126 IV Copertina 77 Patella posteriore di copertina 93 19 28 5 7 120 121 24 33 13 Patella anteriore di copertina I Copertina 17 II Copertina 3 43 29 122 15 1