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OnSite Construction n.5 - Giugno-Luglio 2017

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Zaxis-6.

Senza paragoni

www.scaispa.com Scai S.P.A 06083 Bastia Umbra Perugia Italy Via Don Fulvio Scialba, 21 Ospedalicchio T: +39-(0)75 801 501 F: +39-(0)75 801 01 42 Distributore autorizzato Hitachi Construction Machinery


SOMMARIO GIUGNO-LUGLIO 2017 - N. 5

44 Hyundai

L’esaltazione della produttività

di Pietro Gabrielli

80 Michelin

48 DAF

La filosofia del “transport efficiency”

di Ettore Zanatta

52 Mercedes-Benz

In copertina: JCB

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Editoriale

di Ettore Zanatta

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Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITÀ

Trucks di primavera

di Stefano Vitali

56 Bauer

Lavori (ancora) in corso

di Lorenzo Zacchetti

di Lorenzo Zacchetti

34 Kramer-Werke

Gli Export Dyas 2017

di Ettore Zanatta

40 Mecalac

Rivoluzione “MWR”

di Pietro Gabrielli

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Saverio Bellante, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

di Stefano Vitali

DOSSIER

84 Edilizia e ambiente

Il gran rifiuto

di Lorenzo Zacchetti

DISTRIBUZIONE

92 Rami

L’ordinario è straordinario

di Riccardo Lorenzi

di Ettore Zanatta

ATTREZZATURE

ON SITE

72 Simex

Power of Siberia

di Fabio Petri

98 Trasporto e smaltimento di inerti in cava L’oro grigio di Bagnolo

76 Ciancaleoni

Alta sartoria meccanica

di Saverio Bellante

di Ettore Zanatta

106 Frantumazione

sul torrente Parma Il frantoio di bocca buona

di Pietro Gabrielli

FIERE

112 Marmomac 2017

28 Wacker Neuson

Pale gommate grandi e… green

Generazione X Works

Scavare in profondità, puntare in alto

MACCHINE

22 Codice Appalti

COMPONENTI

Italian excellence

di Lorenzo Zacchetti

114 Steinexpo

Hands On

IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1

FORZA DI NUOVA GENERAZIONE

62 di Ettore Zanatta Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

L’expo della pietra

di Lorenzo Zacchetti

116 Prodotti a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodico associato a UNACEA


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Se l’indignazione è “di casa”

P

arlando recentemente con un imprenditore edile, che conosce bene le evoluzioni del mercato per averle vissute intensamente lui stesso nel corso di molti anni, a un certo punto ho avuto l’illuminazione di una sentenza inappellabile: “Le persone oggi vogliono una casa che ‘non li faccia soffrire’”. Con questa frase l’imprenditore in questione ha avviato una fertile discussione su cosa sia la qualità delle costruzioni oggi e in prospettiva. Oggi il settore rivendica una “ripresina”, contando tutti i segmenti che ne compongono la diversificata complessità. Eppure qualcosa ancora sfugge agli attori sulla scena e questo qualcosa riguarda la necessità di evitare la truffa e l’inganno ai danni della collettività e del singolo cliente, se parliamo di contratti di servizio e compravendita tra privati. Abbiamo già scritto dello stato delle infrastrutture di casa nostra, dei ponti stradali che crollano per gli irreparabili difetti strutturali inferti da chi li ha progettati e realizzati. Il discorso adesso, viste le recenti vicende giudiziarie, si estende alle opere in galleria. Ciò significa che a causa della cupidigia di alcune imprese avide e mafiose, con la complicità di affidamenti di gare pilotate politicamente (e non concesse sulla base di una qualità irreprensibile), molte persone rischiano la vita viaggiando attraverso i viadotti, i tunnel e le arterie di comunicazione italiane. Ci scandalizziamo ancora, certo, ma per indignarci maggiormente dovremmo tornare al discorso dell’imprenditore di cui sopra. Anche chi si decide, con molti sacrifici, a comprare una casa, spesso è destinato a soffrire. Perché la qualità del costruire purtroppo rimane ancora appannaggio di poche realtà che ne seguono con coscienza i vantaggi del “fare impresa”: un circolo virtuoso che riduce il consumo di suolo, con investimenti in recupero e riqualificazione, una filosofia dell’urbanistica consapevole che si fortifica sul territorio e regala una nuova qualità di vita a chi lo abita. Investendo in macchine, attrezzature, tecnologie e materiali innovativi, alla fine l’impresa riduce i costi nel medio termine e rafforza la propria organizzazione e i propri bilanci, con la conseguenza di un valore rinnovato del capitale umano, delle competenze specifiche, del rapporto di fiducia tra impresa e committente. La gente non vuole più “soffrire” per case (e cose) che cadono a pezzi, per il degrado progressivo e incosciente del proprio abitato, per la cupidigia di pochi a danno di un’intera nazione. E basta con la ripresa dei numeri zero virgola, sciorinati da chi non sa leggere la realtà. Meglio un bello zero per tutti gli speculatori che continuano a mettere le mani sul nostro Paese. Con buona pace di chi continua a rappresentarne, anche al tavolo delle istituzioni, l’inamovibile arroganza e un’avidità senza scrupoli.

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ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

WIRTGEN GROUP

Accordo di acquisizione con Deere & Company L’americana Deere & Company ha raggiunto un accordo con il gruppo tedesco Wirtgen, uno dei principali costruttori a livello mondiale di macchine per le costruzioni stradali, per la relativa acquisizione societaria. Stefan Wirtgen, Managing Director di Wirtgen, ha dichiarato: “Il gruppo Wirtgen porta con sé un’eredità di tecnologia e innovazione con prodotti leader nel mercato e una forte focalizzazione sul cliente. Abbiamo scelto in modo specifico Deere come nostro acquirente per il rispetto che ha dimostrato nei confronti della nostra organizzazione e i nostri dipendenti in tutto il mondo”. Jürgen Wirtgen ha aggiunto: “La forza e il successo della nostra società si devono ai nostri dipendenti, sempre pronti ad aiutare i clienti ad avere successo nel settore delle costruzioni stradali. Riteniamo che questa transazione consenta al marchio di avere successo anche in futuro, indipendentemente dalla proprietà della famiglia”.

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ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Deere intende mantenere i marchi esistenti del Gruppo Wirtgen, la gestione, l’organizzazione produttiva, i dipendenti e l’attuale rete di distribuzione. Si prevede che l’attività combinata possa trarre vantaggio dalla condivisione delle migliori strategie di distribuzione, di produzione e di sviluppo tecnologico. Il gruppo Wirtgen dispone di cinque marchi premium (Wirtgen,

Vögele, Hamm, Kleemann e Benninghoven) con posizioni di leadership in tutto il settore delle costruzioni stradali, conta più di 8.000 dipendenti e vende i suoi prodotti oltre 100 Paesi. Samuel R. Allen, presidente e AD di Deere & Company, ha dichiarato: “La reputazione del gruppo Wirtgen, le forti e radicate relazioni con i clienti e le capacità finanziarie dimostrate sono attraenti per Deere, che così espande la sua capacità nel settore delle attrezzature per le costruzioni e in più aree geografiche”. Max Guinn, presidente della divisione Costruzioni di Deere, conferma: “Il gruppo Wirtgen rafforza la già forte posizione di Deere nell’industria delle costruzioni, aumenta la capacità di servire i clienti in tutto il mondo e migliora la posizione competitiva di Deere attraverso l’aggiunta di prodotti leader a livello di mercato”. Le due società hanno dichiarato di prevedere la chiusura definitiva dell’operazione nel quarto trimestre del 2017.


SCANIA

Grande successo per “I giorni del Re” Si è svolto all’inizio di questo mese un weekend che gli appassionati dei veicoli pesanti, giunti a Trento da tutta Italia, difficilmente riusciranno a dimenticare. Una “due giorni” intensa e ricca di emozioni, coronata dalla presentazione ufficiale del nuovo motore Scania V8 e dalla parata dei veicoli per le vie del centro storico di Trento. Migliaia di appassionati e addetti ai lavori hanno varcato i cancelli di Italscania per ammirare i veicoli decorati ed entrare nel vivo di un mondo fatto di grande innovazione, creatività e passione. La città di Trento ha accolto con grande calore i molti decorati giunti da tutta Italia per partecipare all’evento “I giorni del re”. Il momento clou della manifestazione è stato senza dubbio la parata dei veicoli che hanno sfilato per le vie del centro storico fino a Piazza Dante, dove in tanti sono arrivati attratti dalle luci, dai colori e dai suoni dei giganti della strada. Ma non solo, grande attenzione anche per il nuovo motore V8, un’eccellenza tecnologica

che definisce nuovi standard in termini di efficienza, assicurando un risparmio di carburante del 7%-10%. Gli appassionati del brand Scania hanno potuto inoltre conoscere dal vivo e scattarsi un selfie con i due ospiti d’eccezione, arrivati in Italia dalla Svezia: Kistofer Hansén, Responsabile del Design di Scania e padre dei nuovi veicoli, e Sven-Erik “Svempa” Bergendahl, decoratore di fama mondiale.

“Abbiamo voluto organizzare questo evento proprio presso la sede di Italscania per dare una risposta concreta a tutti gli appassionati che da diversi anni attendevano questo appuntamento”, ha dichiarato Franco Fenoglio, presidente e AD

di Italscania. “L’evento è anche stata l’occasione per avvicinare il grande pubblico al mondo dei trasporti e portare all’attenzione di tutti temi quali la sicurezza, sostenibilità e grande innovazione che caratterizzano un settore di vitale importanza per il nostro Paese”. “Siamo onorati di aver ospitato questo evento a Trento: la città ha accolto con grande entusiasmo i veicoli decorati provenienti da tutta Italia per potersi esibire al numeroso pubblico presente sia presso la sede di Italscania che per le vie di Trento durante la parata dei veicoli”, ha aggiunto Roberto Stanchina, assessore con delega per le Politiche economiche e agricole, tributi e turismo intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dell’evento e al taglio del nastro. “Credo sia stato importante coniugare un evento come questo con la diffusione di messaggi di più ampia portata legati al mondo dei trasporti, sottolineandone la centralità per l’intero comparto economico”.

LAURINI OFFICINE MECCANICHE

Sinergia per il pipeline con Opus È stato firmato il 21 aprile l’accor-

senti Marco Laurini e Paolo Garbi,

non solo per la customizzazione di

do commerciale tra Laurini Officine

rispettivamente presidente e diret-

macchine e attrezzature, ma anche

Meccaniche e Opus, azienda italiana

tore commerciale di Laurini Officine

per lo sviluppo di servizi ad hoc per

che vanta un’esperienza pluriennale

Meccaniche, Giuliano e Simone

il cliente, con una rete assistenzia-

nel settore pipeline specializzando-

Bergamaschi, rispettivamente pre-

le di riparazione, noleggio e vendi-

si nella progettazione, costruzione

sidente e direttore amministrativo di

ta distribuita sui cinque continenti”,

e revisione di accoppiatori interni.

Opus. “L’eccellenza del nostro lavo-

ha dichiarato Marco Laurini. “Oggi

Con la firma, l’azienda di Busseto

ro è riconosciuta a livello mondiale

il focus dell’impresa lungimirante si

è diventata rivenditore autorizza-

sposta necessariamente dal prodot-

to Opus: un accordo che consente

to al servizio, dall’elemento materia-

così di offrire ai propri clienti una

le al bene immateriale. In uno sce-

gamma ancora più completa di pro-

nario business estremamente com-

dotti, ampliando i servizi proposti

petitivo, noi crediamo nelle relazioni

e soddisfacendo esigenze speci-

e il nuovo accordo con Opus si in-

fiche. Una collaborazione, quella

serisce in quest’ottica cooperativa

con Opus, che segna un nuovo ca-

per offrire un reciproco vantaggio

pitolo nella storia di Laurini Officine

ed essere una vera scelta di valore

Meccaniche. All’incontro erano pre-

per il cliente”.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION

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NOTIZIE LIEBHERR ITALIA

Mille di questi giorni! 12 t di contrappeso e cabina reclinabile di 20°). Entrambe le macchine adottato i sistemi VarioBase, per il controllo asimmetrico degli stabilizzatori (novità importante per le autogrù fuoristrada) e VarioBallast, con cui è possibile regolare il raggio della zavorra in

I Customer Days 2017 organizzati da Liebherr Italia lo scorso week-end presso la sua sede di Monfalcone si sono svolti all’insegna dei festeggiamenti. Diverse (tre in particolare, tutte molto valide) le ragioni per festeggiare. Innanzitutto, un traguardo prestigioso: la consegna della millesima gru nella fattispecie, una LTM 1750-9.1 all’azienda Lorefice & Ponzio srl di Gela (Cl) - da quando l’azienda è nata, nel 1984. “Ma questo risultato, per quanto importante, è solo un giro di boa, perché Liebherr guarda sempre al futuro”, ha dichiarato Fabio Fenzi, General Manager di Liebherr Italia. Patricia Rüf, presente in rappresentanza della famiglia Liebherr, ha sottolineato come l’obiettivo dell’azienda tedesca consista nel “creare relazioni di lungo termine con i clienti, basate sui concetti di lealtà e correttezza”. Valori più volte ribaditi nel corso dell’evento, anche come strumenti per consolidare la leadership del marchio. Ha proseguito Fenzi: “La nostra vicinanza al cliente è costante, perché per Liebherr è importante capire le sue necessità, al fine di migliorare continuamente e fornire le migliori soluzioni. È la nostra grande passione che 8

ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ci spinge a migliorare, tramite la formazione del personale, gli investimenti e un’esperienza che, proprio anche grazie ai nostri clienti, è sempre più completa”. La millesima gru di Liebherr Italia consegnata alla Lorefice & Ponzio srl, specializzata in sollevamenti speciali, è solo di altre sei autogrù (di vari modelli) acquistate dall’azienda siciliana. E, pur rappresentando l’‘ospite d’onore’ dell’evento, non era l’unico motivo di richiamo dell’evento. Liebherr Italia, infatti, ha esposto anche due importanti novità, presentate in anteprima mondiale in occasione dello scorso Conexpo di Las Vegas: le autogrù LTM 1090-4.2 (4 assi, versatile e flessibile, con motore unico, larghezza di 2,55 m con ruote da 16” e braccio da 60 m, 12 t per asse) e LRT 1090-2.1 (fuoristrada con braccio da 47 m, con braccio idraulico con meccanismo a fune,

modo rapido e semplice. Terza novità e motivo di festeggiamento è stata la presentazione della gru automontante MK 140, una novità assoluta per l’Italia è combinazione vincente dell’esperienza Liebherr nel campo delle gru a torre e delle autogrù. Caratterizzata da un nuovo braccio a portata variabile, dal sistema VarioJib (che in modalità “altalena” rende possibile uno sbraccio massimo di 65 m e un’altezza gancio di 94,4 m) e da un’estrema semplicità di montaggio e smontaggio, questa macchina soddisfa le necessità di chi deve eseguire più lavori, distribuiti in diversi cantieri. Il lavoro dei tecnici di Liebherr Italia ha consentito di esibire anche un’autogrù 4 assi da 100 t del 2006 completamente ricondizionata, che a prima vista è apparsa come nuova, venduta alla Fratelli Paradiso srl di Canosa di Puglia (Bt).


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NOTIZIE ERA

I vantaggi del noleggio La ricerca a cura dell’ERA (European Rental Association), che ha messo in evidenza i vantaggi del noleggio di attrezzature a supporto della sostenibilità, è ora disponibile online in sette lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, olandese e polacco. I risultati evidenziano che le imprese di noleggio stanno migliorando le loro performance perseguendo politiche attente alla sostenibilità che possono fornire anche ai clienti servizi a maggior valore. Per questo molti noleggiatori introducono una serie di iniziative sia per migliorare l’offerta al cliente, sia per distinguersi sul mercato. Dalla ricerca emerge ad esempio che i noleggiatori insistono perché i produttori diventino fornitori a loro volta attenti alla sostenibilità in maniera costante; utilizzano tecnologie per il monitoraggio dei consumi, motori e generatori ibridi per ridurre il consumo energetico; scelgono veicoli a basse emissioni e introducono misure per ridurre il consumo di carburante; migliorano il processo di riciclaggio di prodotti di scarto e attrezzature. L’opuscolo è pensato per offrire alle società di noleggio e ai loro clienti, alle associazioni nazionali e agli enti europei, informazioni e consigli sulle politiche di sostenibilità e per contribuire alla promozione di pratiche sostenibili per il settore del noleggio di attrezzature. È disponibile

MICHEL PETITJEAN

SEGRETARIO GENERALE DELL’ERA

online all’indirizzo: http:// sustainability.erarental.org/ Michel Petitjean, segretario generale dell’ERA, osserva: “Il noleggio di attrezzature offre molti vantaggi in termini di sostenibilità per diversi settori industriali e, ora, i noleggiatori si rendono conto di quanto sia importante aiutare le aziende a migliorare le prestazioni in termini di sostenibilità. Il nostro opuscolo online sulla sostenibilità mostra le migliori prassi che aiutano società e ambiente, offrendo, al contempo, vantaggi tangibili alle aziende. Una parte fondamentale del nostro lavoro in ERA è dedicata alla promozione della sostenibilità nel settore del noleggio di attrezzature in ambito europeo, mediante il coinvolgimento delle principali parti interessate e dei responsabili delle politiche”. Franciska Janzon, vicepresidente senior di Marketing & Communications di Ramirent Group, ha dichiarato: “L’opinione pubblica si è ora spostata maggiormente verso una

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mentalità più ecologica; è, quindi, importante per le aziende garantire attenzione verso la sostenibilità in ogni fase del lavoro. Il noleggio delle attrezzature, in sostituzione dell’acquisto, offre alle aziende un’ottima opportunità per migliorare le proprie credenziali ambientali. L’opuscolo sulla sostenibilità dell’ERA

FRANCISKA JANZON

VICEPRESIDENTE SENIOR DI MARKETING & COMMUNICATIONS DI RAMIRENT GROU

fornisce approfondimenti sui vantaggi del noleggio di attrezzature e su come i servizi di noleggio di attrezzature possono aiutare le aziende di vari settori a diventare più ecologiche, efficienti e sicure”. Dopo una prima valutazione delle norme e regolamentazioni europee sulla sostenibilità, ERA è adesso pronta a coinvolgere i responsabili delle

politiche. Secondo l’ERA, la sostenibilità delle aziende può essere migliorata scegliendo di noleggiare attrezzature invece che acquistarle. Tuttavia, i vantaggi della sostenibilità del noleggio di attrezzature sono spesso sottostimati. Altri importanti vantaggi: le attrezzature noleggiate vengono utilizzate più frequentemente e quindi sono più efficienti; le aziende di noleggio di attrezzature professionali raggiungono migliori prestazioni in aree che includono le manutenzioni, l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti e la salute e sicurezza, attraverso servizi di elevata qualità e standard operativi migliori; il dialogo tra produttori e società di noleggio incoraggia la progettazione di attrezzature attente alla sostenibilità. L’opuscolo sulla sostenibilità online dell’ERA è uno strumento che include ricerche sulle società di noleggio, con un’attenzione alle prassi e alle iniziative sostenibili del settore. È rivolto a tre categorie di lettori: le società di noleggio, i loro clienti e altre organizzazioni, tra cui enti europei e nazionali, ONG e università.

ERRATA CORRIGE Per un errore tecnico in fase di impaginazione, nello scorso numero di OnSite CONSTRUCTION (maggio 2017) non è stato indicato che alcune delle dichiarazioni pubblicate all’interno del dossier “È un tunnel senza fine?”, dedicato al settore del calcestruzzo, sono state tratte dal sito www.inconcreto.net, sito dedicato a chi progetta e costruisce in c.a. Ci scusiamo con gli interessati e i lettori per il mancato riferimento alla fonte.


NOTIZIE CASE

Un Acuto per gli escavatori Serie D Prendete qualcosa di più di 50 campi da calcio. Uniteli e trasformateli in pietra calcarea. Non potrete certo giocarci, ma avrete un’idea delle dimensioni della cava di Acuto, in provincia di Frosinone, gestita dalla Gemini Spa. Il Gruppo Cristini, di cui la Gemini fa parte, è da 15 anni con successo nel settore edile e utilizza il materiale inerte ricavato dalla lavorazione in cava (sabbia, ghiaia da 7 e 12 mm, stabilizzato) per i più diversi impieghi. È qui che sono arrivati qualche mese fa i nuovi escavatori Case Serie D: due CX350D e un CX490D. La cava viene lavorata a gradoni su più livelli a un ritmo di 500 m3/ giorno, pari a un totale di 900 t. Antonello Schettino, responsabile del settore movimento terra di Romana Diesel, concessionario che segue da anni il Gruppo Cristini, racconta: “Al cliente servivano escavatori sicuri, robusti e stabili perché i quintali da trasportare sono tanti e le pendenze sono pronunciate; anche la visibilità doveva essere ottima e le dotazioni di sicurezza impeccabili”. La scelta

SIMONE CRISTINI

AD DEL GRUPPO CRISTINI

“È un aspetto che incide sull’affidabilità; sono state applicate piastre di rinforzo per la maggior protezione delle parti più esposte, caratteristica essenziale per mezzi che si muovono ogni giorno tra cumuli di detriti”. Per la Serie D, poi, Case ha riprogettato anche braccio e bilanciere, per aumentare la resistenza alle sollecitazioni a fronte di una maggiore profondità di scavo che, nel caso del CX350D è di 7.340 mm e nel CX490D di 7.720 mm.

è così caduta sui nuovi escavatori Case Serie D. La sicurezza è garantita da una cabina ROPS/FOPS e da una visibilità ai vertici del settore. Ma non solo. Come sottolinea Simone Cristini, AD del Gruppo: “In cava la sicurezza è la cosa più importante; la cabina degli escavatori Case è più alta e non si graffia e grazie alle griglie di protezione garantisce una sicurezza totale. Inoltre, il sistema di ammortizzazione attutisce i contraccolpi e consente turni più lunghi”. Franco Torroni, nel Gruppo da tre anni, ha apprezzato anche il nuovo design del sottocarro: La forza di strappo è invece di 22.970 daN per il CX350D e 24.700 daN per il CX490D. I due escavatori CX350D, da 35 t, sono equipaggiati con un martello demolitore e attaccano il fronte di scavo per frantumare la roccia da cui è composto. La potenza di scavo è garantita da un motore da 282 CV a 6 cilindri; il CX490D (362 CV, 6 cilindri) è posizionato sul piano inferiore del gradone. La benna graffia la parete e porta via il materiale verso il basso. In gergo tecnico l’operazione si chiama “scortico di cava” e oggi è più semplice da effettuare grazie al nuovo sistema idraulico intelligente Case, che garantisce precisione e facilità di manovra unite a un risparmio energetico garantito da cinque nuove funzioni di risparmio.

12 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


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NOTIZIE SOILMEC

L’Open House 2017 Dagli Stati Uniti alla Nigeria, dall’Inghilterra agli Emirati Arabi, dal Canada all’Australia, dalla Cina all’Algeria: oltre 1.000 persone hanno partecipato all’Open House Soilmec 2017 tenutosi lo scorso week-end; altri 5.000 clienti sono stati coinvolti

del terreno. Macchine, tecnologie e servizi di ultima generazione dotate di sofisticati sistemi di controllo, anche da remoto, per migliorare le performance produttive del cliente. “Nuovi prodotti e servizi – ha sottolineato Simone Trevisani, amministratore delegato di Soilmec

nella diretta streaming. Numeri significativi per una “tre giorni” di respiro internazionale dedicata alla presentazione delle ultime, innovative, tecnologie e servizi per l’esecuzione di fondazioni profonde e per il consolidamento

– che sono piena espressione dei principi base dell’industria 4.0 che Soilmec ha integrato, già da qualche anno, nei propri processi, per consolidare una leadership di settore che dura ormai da quasi 50 anni”.

L’Open House Soilmec si è aperto con un convegno, articolato in vari momenti, nel quale sono stati affrontati da esperti del settore – tra imprenditori, clienti, giornalisti e presidenti di associazione - gli scenari presenti e futuri del mondo delle fondazioni speciali. La seconda giornata è stata invece dedicata alla “scoperta” della Soilmec 4.0 tramite visite guidate alle varie “anime” dell’aziende, alla presentazione in campo test delle nuove macchine e, soprattutto, al sistema Il DMS 4.0, che consente un accesso globale e sicuro tramite il proprio browser Internet (PC, notebook, tablet o smartphone) allo stato, alle prestazioni e alla localizzazione delle apparecchiature in qualsiasi momento e ovunque. All’evento – che ha visto anche la presentazione della nuova e versatile Soilmec Hydromill SC-135 Tiger – ha preso parte anche l’intero network internazionale del gruppo Soilmec che, tra filiali dirette e distributori, arriva a coprire quasi 70 paesi.

MB

Menzione speciale per la BF80.3 Sono il coraggio e la forza di proporre prodotti alternativi per i cantieri che hanno premiato MB Crusher in Polonia. In occasione di Autostrada Polska, la Fiera Internazionale per i lavori stradali, organizzata dal 9 all’11 maggio scorsi a Kielce, la benna frantoio BF80.3 targata MB Crusher ha ricevuto la menzione speciale per l’innovazione all’Exhibitor Contest. A ritirare il premio durante la serata di Gala, i rappresentanti di MB Crusher insieme al management di MB Deutschland, filiale tedesca nata nel 2010. Studiata e creata per lavorare insieme a escavatori dalle 18,5 t in su, la BF80.3 fa parte della più vasta gamma di benne frantoio proposta sul mercato da MB Crusher. Compatta e versatile, la BF80.3 ha il cuore di un frantoio, con due mascelle formate dai materiali più resistenti per frantumare i materiali inerti e trasformarli in una risorsa da riutilizzare o rivendere. Pesa 3 t e ha una capacità di carico di 0,7 m3. Compatta (le sue dimensioni sono 2.050 x 1.300 x 1.400 mm), può raggiungere una produttività oraria di 34 m3. Come tutte le altre benne frantoio della gamma, è certificata Hardox in My Body e la sua struttura è pensata per evitare qualsiasi attrito in fase di carico del materiale, agevolando il lavoro in cantiere, anche in quelli difficili da raggiungere.

14 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


POTENZA, AFFIDABILITÀ E CONTROLLO NELLA DEMOLIZIONE POWERFUL DEMOLITION TOOLS La nuova serie di demolitori idraulici HB è stata progettata per rispondere alle esigenze di mercato. Il sistema di controllo interno permette di ottenere maggiori forze d’impatto, rendendo la velocità costante anche ad alte temperature e proteggendo le valvole dagli urti.

I martelli dispongono di un innovativo sistema idraulico integrato che annulla i colpi a vuoto, evitando rotture di utensili, ferma-utensili e pistoni. Si tratta di un sistema particolarmente “intelligente” che riconosce automaticamente la presenza di materiale solido sotto la punta. Inoltre, la carcassa chiusa, unitamente a uno speciale sistema di ammortizzazione, contiene la rumorosità al di sotto dei limiti previsti dalla legge, favorendo le operazioni di scavo nei centri urbani.


NOTIZIE MAN TRUCK & BUS

Il “MAN Future Lab”

MAN Truck & Bus ha creato un nuovo e innovativo ambiente di lavoro con l’obiettivo di sviluppare “il futuro del lavoro in MAN”. Il MAN Future Lab è un’area sperimentale di circa 300 m2, adattata al mondo del lavoro di domani con un piano innovativo e le più recenti attrezzature informatiche. Collaboratori provenienti da tutta l’azienda hanno ora l’opportunità di utilizzare per un mese queste strutture nella sede di Monaco di Baviera. Ogni Team potrà provare e contribuire nello sviluppo di metodi di lavoro moderni grazie alla supervisione di un esperto al fine di implementare gradualmente i risultati ottenuti in tutta l’azienda. Per Joachim Drees, presidente dell’Executive Board di MAN Truck

& Bus e MAN SE, il Future Lab è il simbolo di un nuovo spirito: “Per me è importante stabilire una nuova cultura di cooperazione ispirata alle start-up: bisogna avere la possibilità di commettere errori, di sperimentare e di pensare. Tutto questo richiede un ambiente di lavoro adeguato”. “Il MAN Future Lab contribuirà in modo permanente allo sviluppo culturale di MAN Truck & Bus. Molti dei nostri dipendenti avranno la possibilità di sperimentare e verificare i metodi di lavoro del futuro. È una pietra miliare sulla nostra strada per diventare un datore di lavoro sempre più orientato al futuro”, spiega Josef Schelchshorn, Chief Human Resources Officer di MAN Truck & Bus. L’intero Executive

Board si è trasferito nel MAN Future Lab durante la prima settimana. Come pionieri, i sei membri del consiglio direttivo hanno esaminato nuove forme di cooperazione e comunicazione, inviando così un forte messaggio a tutti i dipendenti. Con questo progetto, MAN Truck & Bus si vuole scostare da quelle che sono le forme tradizionali del lavoro, promuovendo in modo sostenibile la rivoluzione digitale. L’obiettivo è assicurare che il lavoro in futuro sia più efficiente, veloce e interconnesso. Si vuole dimostrare come un nuovo ambiente di lavoro e nuovi metodi di cooperazione contribuiscano al successo dell’azienda. Anche per questo il MAN Future Lab ha il sostegno scientifico dell’Istituto Fraunhofer.

JCB

Qualità in cava A poco più di un anno dalla firma dell’accordo di partnership con JCB, il Gruppo Piolanti ne ha celebrato il successo con l’“Open Day di Primavera”, che ha visto tra i protagonisti una nutrita selezione di modelli del brand britannico. Oltre 100 le prove effettuate nella scenografica location della Cava Penserini di Fano, che hanno permesso ai visitatori di testare sul campo tutto il potenziale in termini di prestazioni, produttività ed efficienza delle macchine JCB. A tenere banco, oltre agli altri prestigiosi brand rappresentati da Piolanti come Mercedes e Cifa, è stata anche la rappresentativa di macchine JCB. Un binomio, quello tra JCB e Piolanti, che a poco più di un anno dalla conclusione dell’accordo di dealership ha conquistato una posizione di primo piano nelle attività del Gruppo, sia in termini numerici che di soddisfazione di una clientela sempre più numerosa. A disposizione dei visitatori presenti in cava fin dalle prime ore del mattino e con numeri importanti - oltre 500 le presenze e oltre 100 le prove di guida - una selezione rappresentativa di modelli JCB composta da 10 macchine, tra cui escavatori cingolati fino al JS300, escavatori compatti della nuovissima generazione da 6 e 8 t, minipale compatte, una pala gommata “ammiraglia” 457 HT. Non potevano mancare i sollevatori telescopici.

16 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


NOTIZIE ITALCEMENTI

I materiali del futuro protagonisti a Parigi

Cementi che si illuminano garantendo più sicurezza durante le ore notturne, cementi che abbassano la temperatura al suolo rifrescando le nostre città, cementi che si riparano da soli garantendo una maggiore durabilità degli edifici e delle opere pubblica, cementi che si autopuliscono contribuendo ad abbattere lo smog nelle grandi città, cementi che riducono il rumore tra un piano e l’altro nelle case, cementi intelligenti che controllano lo stato delle strade in caso di pioggia e ghiaccio, cementi trasparenti attraversati dalla luce, cementi che si trasformano in tessuti: sono alcuni degli esempi di Smart

Material, i cementi del futuro per le smart city presentati da Italcementi a Parigi in occasione del Simposio “The Future of Cement” organizzato dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, che si è tenuto a Parigi dal 6 all’8 giugno 2017. “Oggi il cemento offre performance innovative che possono contribuire a migliorare la qualità della vita nelle nostre città. Una superficie

di 1.000 m2 realizzata con prodotti fotocatalitici a base del principio attivo TX Active brevettato da Italcementi equivale a eliminare l’inquinamento provocato da 30 veicoli a benzina o 10 veicoli diesel, oppure una pavimentazione chiara in calcestruzzo drenante riesce ad abbassare anche di 30°C la temperatura superficiale rispetto a una pavimentazione in asfalto”, ha dichiarato Enrico Borgarello, direttore innovazione di prodotto del gruppo HeidelbergCement e relatore al Simposio di Parigi. “In i.lab Italcementi, il centro innovazione di prodotto presso il Kilometro Rosso di Bergamo, stiamo studiando e sperimentando nuove soluzioni e applicazioni grazie al cemento e al calcestruzzo utilizzabili dai progettisti per rendere rispondere alle richieste del mercato, sempre più attento ai temi della sostenibilità e della qualità della vita”.

LEISTER

QUANDO LA TECNOLOGIA INCONTRA IL DESIGN Da sempre Leister, multinazionale sviz-

tile, che già nel 2012 ha ricevuto il “Red

zera specializzata nella produzione di

Dot Design Award”, uno dei premi più

soluzioni per la saldatura della plastica

prestigiosi per il design. In quell’an-

e il calore di processo, presta molta at-

no TRIAC si è trovata a competere per

tenzione anche all’aspetto esteriore dei

l’attenzione dei giudici con 4.515 pro-

propri prodotti. Al cuore delle soluzioni

dotti in 19 sezioni, aggiudicandosi al-

La prestigiosa istituzione america-

Leister ci sono tecnologie all’avanguar-

la fine la menzione d’onore Red Dot

na prosegue nella tradizione iniziata

dia e una perfetta funzionalità, ma l’a-

nella sezione “Industria e artigianato”.

nell’ormai lontano 1950 e nata dalla col-

zienda comprende anche l’importanza

Dopo il successo di TRIAC, Leister ha

laborazione tra il Museum of Modern

di aspetti quali l’ergonomia e la sem-

continuato a dedicare un’attenzione

Art di New York e il Merchandise Mart

plicità d’uso: per questo dedica risor-

non comune al design dei propri pro-

di Chicago, conferendo ogni anno un

se alla ricerca di un’estetica che sap-

dotti. I risultati anche in questo caso

marchio di qualità alle aziende di suc-

pia coniugare stile e semplicità delle

sono stati premiati: nell’ultimo anno

cesso che hanno saputo distinguersi

forme con i contenuti tecnologici. Tra

i prodotti Leister hanno ricevuto ben

per l’eccellenza del design delle loro

i prodotti che negli ultimi anni si so-

sette premi internazionali. Alla fine del

soluzioni. Il premio 2016, per la cate-

no meritati l’attenzione di una giuria di

2016 sono stati infatti assegnati i Good

goria Attrezzature, è andato a quat-

qualità ricordiamo TRIAC AT, saldatrice

Design Award dal Chicago Athenaeum

tro prodotti Leister: Seamtek 900 AT,

manuale ad aria calda leggera e versa-

Museum of Architecture and Design.

Minifloor, Geostar e Uniroof.

18 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


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NOTIZIE INTERMAT 2018

GLI INDICATORI SONO POSITIVI

Per l’edizione 2018 di Intermat tutti gli indicatori sembrano positivi: la crescita media del mercato mondiale dell’industria edile dovrebbe raggiungere il 3,9% all’anno entro il 2030. Anche in Francia è annunciata la ripresa con una crescita pari a +3,4% per il settore edilizio nel 2017 e +1,7% per il settore dei lavori pubblici. In questo contesto si colloca la prossima edizione, che si svolgerà dal 23 al 28 aprile 2018 a Parigi. Intermat 2018 si preannuncia come un’opportunità di incontri privilegiati per gli attori del settore nella zona EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa): imprese edili, produttori, fornitori di attrezzature e soluzioni potranno così realizzare i propri progetti al servizio dello sviluppo territoriale. Intermat si afferma come il salone di riferimento per il settore edile e delle infrastrutture: innovazioni, conferenze, networking, analisi dei mercati e potenziale dei grandi cantieri edili saranno proposti ai 1.500 espositori e 183.000 visitatori professionisti provenienti da 167 paesi. “Mobilità, abitazioni, energia, occupazione: il settore edile e delle infrastrutture gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo dei territori e della loro attrattiva. Alla luce dei profondi cambiamenti economici, sociali e ambientali in atto, Intermat accompagna gli attori del settore in questa trasformazione con nuovi strumenti e contenuti a forte valore aggiunto. Il risultato è una nuova organizzazione del salone per poli di attività, attraverso un’offerta diversificata incentrata sulle innovazioni tecnologiche del settore”, afferma Isabelle Alfano, direttore del Salone.

20 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ALLISON TRANSMISSION

La Svezia sceglie Allison Per evitare che la produzione si fermi, i ricambi delle macchine e i componenti industriali provenienti da tutto il mondo devono arrivare puntuali ai clienti finali. Per questo, l’impresa di trasporti svedese Br. Bäver Transport si affida a veicoli con trasmissioni completamente automatiche Allison. “Consegne sicure e puntuali: questo richiedono i nostri clienti”, afferma Hans-Jürgen Rudolf, responsabile Service di Br. Bäver Transport. “Un’avaria a un veicolo nel mezzo della notte può essere devastante; per questo non vogliamo correre rischi e abbiamo investito in camion moderni e tecnologici e nelle trasmissioni Allison”. Fondata nel 2003, Br. Bäver Transport è oggi una delle imprese di trasporto più importanti di Stoccolma, con una flotta di circa 25 veicoli e diversi furgoni. L’attività principale è consegnare le spedizioni arrivate via aerea per conto di TNT Svezia. Per i trasporti locali nella zona di Stoccolma, hanno scelto di allestire 10 Volvo FL da distribuzione con le trasmissioni automatiche Allison Serie 3000. La scelta degli automatici Allison, dettata dalla necessità di fornire affidabilità al cliente finale, si è dimostrata popolare tra gli

autisti di Br. Bäver Transport. “I nostri autisti sono ‘viziati’ dalle trasmissioni Allison e sono sicuro che molti di loro se ne andrebbero se dovessimo scegliere altri tipi di trasmissioni sui nostri camion futuri”, ha detto Rudolf. “Il comfort di guida è eccezionale e le trasmissioni sono perfette nelle zone più anguste della città, quando serve un controllo preciso del mezzo, come durante la retromarcia. Spesso sono manovre difficili e stressanti e doversi anche preoccupare di cambiare marcia non facilita il lavoro”. Altri vantaggi apprezzati da Rudolf e dagli autisti sono l’accelerazione rapida e la capacità di gestire facilmente le frequenti fermate e ripartenze del traffico cittadino. “Sembra di guidare un’automobile”, ha detto. Rudolf è sicuro che il vantaggio dell’accelerazione e della manovrabilità alle basse velocità abbiano un effetto positive anche sulla redditività dell’impresa, dato che consentono una maggiore produttività rispetto ai veicoli allestiti con trasmissioni manuali. Anche a livello di costi di manutenzione e di gestione, Rudolf è molto soddisfatto degli Allison. “L’economia dei consumi è buona e l’unica manutenzione che serve è il cambio olio programmato. E siccome è facile e rapido da eseguire, il veicolo non resta più inattivo a causa delle trasmissioni”, ha detto Rudolf. “Penso che l’intera catena cinematica tragga solo vantaggi da una trasmissione completamente automatica. Anche la nostra nuova generazione di veicoli da distribuzione sarà senz’altro allestita con degli Allison”.


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ATTUALITA’ Codice Appalti

LAVORI (ANCORA) IN CORSO

Il Governo ha preparato il decreto correttivo del Codice degli Appalti, ma ancora prima della sua pubblicazione emergono diverse criticità dalla lettura delle bozze. Ance e la filiera delle costruzioni mettono sul tavolo una serie dettagliata di suggerimenti specifici per completare il rilancio di un settore che vuole uscire da una lunga crisi strutturale di Lorenzo Zacchetti

L

a rincorsa alla tanto agognata ripresa assomiglia alla tela di Penelope nell’Odissea: quando si pensa di intravedere la luce in fondo al tunnel, inevitabilmente viene a mancare la terra sotto i piedi e ci si ritrova ancora più in profondità di prima. Il settore delle costruzioni non ha nemmeno la possibilità di sfogarsi contro la latitanza delle istituzioni, che sul tema si sono sforzate di accogliere i segnali di allarme da parte delle aziende e dei loro rappresentanti. Il recente tavolo della filiera organizzato da Ance ha riconosciuto i “grandi sforzi” che si sono tradotti in diversi provvedimenti quali il progetto “Casa Italia” (un piano ventennale per prevenire i rischi sismici), la Legge di Bilancio e il DEF (Documento di Economia e Finanza).

22 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Grazie al combinato disposto di questi interventi sono aumentate le risorse statali, c’è maggiore stabilità finanziaria su un orizzonte di medio periodo per temi strategici (come scuole, rischio idrogeologico, Anas e Ferrovie), è stato definitivamente superato il Patto di Stabilità per sbloccare gli investimenti negli enti locali ed è stato varato un fondo investimenti da 47,5 miliardi per il periodo 2017/2032. Sconfiggere la burocrazia Nonostante gli ingenti sforzi, i risultati concreti sono ancora ben lontani dagli auspici del settore. Dati alla mano, i cantieri non accennano a ripartire. Nel 2016, gli investimenti nei lavori pubblici hanno segnato un calo del

4,5%, invece di salire del 2% come era stato previsto nel DEF precedente. Sono in netto calo (-15,4%) gli investimenti in conto capitale da parte dei Comuni, nonostante il superamento del Patto di Stabilità interno. Indice negativo anche per i bandi pubblici, calati del 2,4% in numeri assoluti e del 17,1% in termini di valore. Incidono particolarmente le difficoltà dei Comuni, i cui bandi segnano un calo del 9,3% in numero e del 35% in valore. Decisamente allarmante anche il dato Istat, che vede l’occupazione nel settore calare di un ulteriore 4,4% nel corso dello scorso anno. Il presidente dell’Ance Gabriele Buia evidenzia la portata del problema: “Tutto ciò non è più sopportabile. I cantieri non


COME È STATO MODIFICATO IL CODICE Le 3 direttrici seguite per le modifiche: 1) Modifiche di coordinamento ai fini di una più agevole lettura e interpretazione del testo 2) Integrazioni che migliorano l’efficacia e chiariscono la portata di alcuni istituti, sulla base anche di quanto suggerito dal Consiglio di Stato in sede consultiva e dalle associazioni o dagli operatori di settore 3) Limitate modifiche ad alcuni istituti rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del Codice.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 23


ATTUALITA’ 10 NOVITÀ DEL CODICE APPALTI 1) ­Appalto integrato: introdotto un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza. 2) Progettazione: introdotta l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara. 3) Contraente generale: introdotta una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato. 4) Varianti: integrata la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che essa è consentita solo entro i limiti quantitativi del “de minimis”. 5) Subappalto: confermata la soglia limite del 30% sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento in subappalto. 6) Semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni. 7) Manutenzione semplificata: viene definita da un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nel limite di importo di 2 milioni e mezzo di euro. 8) Dibattito pubblico: sarà effettuato sui progetti di fattibilità tecnica economica e non sui documenti delle alternative progettuali come nel testo approvato in via preliminare. 9) Costo della manodopera: se ne prevede la specifica individuazione ai fini della determinazione della base d’asta. 10) Albo dei collaudatori: inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo. 24

aprono. Il sistema è allo stremo e bisogna ribaltare la situazione”. In particolare, l’Ance punta il dito sull’eccesso di burocrazia che blocca i cantieri. Secondo le sue stime, per ultimare i cantieri di interventi medio-piccoli ci vogliono sette anni e tre mesi, mentre per opere medio-grandi occorrono fino a dieci anni. “Sono tempi biblici – ha aggiunto Buia – e noi abbiamo bisogno di lavoro. Senza far ripartire la macchina delle costruzioni, nemmeno il Paese può ripartire”. Il nodo delle offerte anomale Il gruppo di lavoro non si è limitato a fotografare lo stato di fatto, ma ha individuato delle precise direzioni da percorrere per uscire dalla palude. La recente riforma, come prevedibile, ha avuto bisogno di una fase di rodaggio, al termine della quale, preso atto delle criticità emerse, il Governo ha preparato un decreto correttivo. Tuttavia, i margini di miglioramento sono ancora piuttosto ampi e con il contributo di Anaepa Confartigianato Edilizia, Casartigiani, CLAAL, CNA Costruzioni, Confapi Aniem, Alleanza delle Cooperative Italiane e Oice, sono stati individuati dei suggerimenti molto puntuali per proseguire su questa strada. Per rendere più semplici e trasparenti le aggiudicazioni, il tavolo di lavoro ha proposto l’esclusione automatica delle offerte anomale attraverso il “metodo antiturbativa”, da utilizzare per gare fino alla soglia comunitaria. Il documento elaborato dai protagonisti della filiera sul punto è categorico: “Fino a quando non sarà portata a compimento la qualificazione delle stazioni appaltanti e diverranno operativi gli albi dei commissari di gara presso l’Anac, nonché la progettazione in Bim, questo metodo è l’unica strada per una gestione trasparente ed efficiente delle risorse”. La soglia per l’esclusione automatiche delle offerte anomale andrebbe quindi innalzata da 1 a 2,5 milioni di euro, così da velocizzare la cantierizzazione dei lavori, ma senza rinunciare ai necessari requisiti di trasparenza e legalità. Si auspica, inoltre, una chiara interpretazione della definizione “interesse transfrontaliero”, che altrimenti rischia di generare applicazioni difformi.

Subappalti e sorteggi Altrettanto chiaro è l’orientamento in merito alle concessioni senza gara: “È necessario confermare, per le concessioni non affidate con procedure ad evidenza pubblica, la regola che impone che almeno l’80% di tali lavori venga esternalizzato dai concessionari – prosegue il documento – Si tratta di una soluzione di compromesso rispetto alla norma europea che impone il 100%”. Viene nel contempo proposta l’esclusione delle concessioni “di sola progettazione ed esecuzione” (quindi che non prevedono la gestione) e di quelle i cui affidamenti originari sono “ante Legge Merloni”, da ricondurre all’appalto integrato o all’affidamento a con-


traente generale di cui all’art.194. In merito al subappalto, si propone di renderlo sempre possibile, evitando la necessità di una esplicita autorizzazione da parte della stazione appaltante interessata. Andrebbe eliminato, secondo gli auspici della filiera, anche l’obbligo di nominare in gara la terna dei subappaltatori. Superando i pregiudizi sul subappalto come pratica che nasconde possibili illeciti, si propone di inoltre di prevedere l’integrale subappaltabilità delle categorie scorporabili e del 30% della categoria prevalente. Un’altra procedura candidata alla “rottamazione” è il sorteggio nelle procedure negoziate, che contrasta con il

criterio di qualità che va seguito per le imprese. Si chiede quindi di invitare tutti coloro che hanno risposto positivamente all’indagine di mercato per lavori di valore compreso nella fascia tra 150.000 euro e un milione di euro, esperendo verifiche “a campione” non solo sull’aggiudicatario, ma anche sul 10% dei concorrenti. Tra i problemi dei quali i player del settore non vedono l’ora di sgravarsi c’è “la prassi iniqua che scarica sull’intera filiera – grandi, piccoli e medi – l’onere di anticipare i corrispettivi dovuti. Va previsto inoltre che, verificato il corretto adempimento dei lavori subappaltati, l’abusivo mancato rispetto dei termini di pagamento previsti dalla norma-

tiva UE possa consentire alla stazione appaltante di pagare direttamente per le prestazioni eseguite in subappalto”. Un ulteriore correttivo suggerito al legislatore riguarda la limitazione delle deroghe all’obbligo di appaltare i lavori su progetto esecutivo, da permettere solo per lavori complessi in cui le componenti innovative e tecnologiche siano di importo superiore al 70% del totale e che l’urgenza deve essere limitata a calamità naturali. Inoltre, si indica la necessità di innalzare a 258.000 euro la soglia di lavori per i quali è obbligatorio dimostrare la qualificazione SOA, così da ampliare la possibilità di accesso al mercato pubblico per il sistema delle micro e piccole imprese.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 25


ATTUALITA’

GABRIELE BUIA

GIORGIO LUPOI

“

PRESIDENTE OICE

VA ELIMINATO IL CRITERIO DEL MASSIMO RIBASSO, CHE NON PUÒ E NON DEVE ESSERE UTILIZZATO DALLE AMMINISTRAZIONI PER AGGIUDICARE LE GARE

“

Il parere degli stakeholder Quali di queste criticità sono già state recepite dal decreto correttivo del Codice degli Appalti? Secondo l’Ance, il giudizio sul lavoro svolto deve essere sostanzialmente positivo, ma permane la necessità di dare “chiare indicazioni sui poteri dell’Anac, la cui missione da noi sposata fin dall’inizio è quella di garantire in maniera trasparente e spedita l’applicazione di regole certe e uguali per tutti”, continua Buia. “È indispensabile che l’Anac possa contare su una regolamentazione operativa e strumenti adeguati per favorire il decongestionamento del contenzioso, uno dei principali freni all’apertura dei cantieri, evitando però di ingolfarla con competenze di ogni genere”. In termini di trasparenza, poi, “va eliminato il criterio del massimo ribasso, che non può e non deve essere utilizzato dalle amministrazioni per aggiudicare le gare. Il nuovo testo contiene, inoltre, molte norme condivisibili come la decisione di modificare i criteri per la qualificazione delle imprese, che prende atto della grave crisi economica in cui versa il settore e l’innalzamento del tetto pubblico per il partenariato pubblico e privato per consentire a questo strumento di decollare o la conferma del vincolo al 20% di

26 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

“

BISOGNEREBBE RICHIEDERE AI TECNICI DELLA P.A. GLI STESSI LIVELLI DI ESPERIENZA CHIESTI AL MERCATO PER PROGETTAZIONE E DIREZIONE LAVORI

“

PRESIDENTE ANCE

utilizzo dell’in-house per le concessionarie”. È complessivamente positivo anche il giudizio di Oice – l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – che però affida alcune precisazioni alle parole del vicepresidente con delega agli sviluppi legislativi Giorgio Lupoi: “Ci sarebbe piaciuto che, come avevamo chiesto, gli stessi livelli di esperienza chiesti al mercato per progettazione e direzione lavori, fossero ritenuti imprescindibili anche per gli affidamenti ai tecnici interni alle Amministrazioni, ma confidiamo che a ciò si arrivi attraverso il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. Avevamo anche chiesto di alleggerire l’impatto del rimborso degli oneri di pubblicità

sui quotidiani, che nel nostro caso possono arrivare anche al 10% del valore dell’appalto, anche con una anticipazione prezzi. Avremmo apprezzato qualche sforzo in più sui supporti al RUP, anche per fare crescere la P.A. nel confronto con chi utilizza ogni giorno il project management”. Rispetto all’appalto integrato, Lupoi giudica favorevolmente la conferma del principio generale dell’affidamento dei lavori sulla base del progetto esecutivo: “Avevamo chiesto che fossero ridotte le eccezioni e il fatto di avere eliminato i casi di urgenza è sicuramente positivo dal momento che è proprio dietro al vago concetto di ‘urgenza’ che spesso ha prosperato la mancanza di trasparenza. Rimangono le eccezioni per le manutenzioni comunque limitate e quelle per netta prevalenza tecnologica e innovativa. In quest’ultimo caso auspicavamo qualche paletto in più per vietare distorsioni applicative. Positivo è anche che sia stato limitato il ricorso al contraente generale in un ambito consono a tale figura. Avevamo registrato troppe anomalie in questi ultimi mesi”. OICE indica un possibile correttivo anche sul punto relativo ai corrispettivi: “L’applicazione obbligatoria del ‘decreto parametri’ era per noi il primo punto di partenza, fondamentale per avere gare di qualità il cui importo a base delle stesse fosse calcolato correttamente. Abbiamo con piacere salutato l’accoglimento di altre due norme da noi proposte, finalizzate ad evitare che si subordinasse il pagamento dei corrispettivi all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata e che si potessero utilizzare forme di sponsorizzazione e di rimborsi nelle gare di servizi di ingegneria e architettura. Abbiamo notato che anche il Presidente ANAC in audizione ha accolto con molto favore queste due nostre ■ proposte e ne siamo lieti”.


MACCHINE Wacker Neuson

Pale gommate grandi e… GREEN

LA PALA GOMMATA WL 60 SI ADATTA FACILMENTE A LAVORI MOLTO COMPLESSI, GRAZIE ALLA STRUTTURA MOLTO ROBUSTA E A UN’ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO AL TOP DELLA SUA CATEGORIA 28 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


Tre macchine diverse tra loro, ma accomunate sia dalla spiccata efficienza, sia dal rispetto per l’ambiente. Tra i diversi spunti di interesse della nostra visita a Reichertshofen, nel cuore della Baviera, ci hanno particolarmente impressionato le nuove versioni dei modelli WL60 e WL70 e la pala ad alimentazione elettrica WL20e di Lorenzo Zacchetti

“W

acker Neuson U n i v e r s e” non è semplicemente il nome scelto per l’evento annuale che porta la stampa specializzata di mezzo mondo alla scoperta delle novità della casa tedesca. Per l’edizione 2017, svoltasi a fine maggio, calarsi nell’universo di Wacker Neuson ha significato anche compenetrarsi in un clima di cambiamento che ha concentrato nel quartier generale di Reichertshofen nuove funzioni, nuove persone e una nuova palazzina nel cuore della sede bavarese, oltre ovviamente a nuove macchine. Tra i vari prodotti testati con mano dai numerosi partecipanti spiccano in particolare le pale gommate, sia di tipo tradizionale, sia elettriche. Cominciamo con i modelli più grandi, WL60 e WL70, il cui peso d’esercizio è rispettivamente di 6 e 7 t. Oggi queste pale sono disponibili con nuovi motori e optional supple-

mentari, conformi alle norme in vigore sui gas di scarico e capaci di fornire un comfort ancora maggiore per un lavoro efficiente e senza fatica, incrementando la produttività. Possenti ed ecologiche Le nuove WL60 e WL70 sono macchine performanti, idonee anche per lavori molto complessi, grazie alla loro struttura molto robusta, a una benna con volume compreso tra 1,0 e 1,1 e a un’altezza di sollevamento che le colloca al top delle rispettive classi. La notevole potenza di queste pale gommate è garantita dalle tre diverse motorizzazioni disponibili, tutte Perkins: la variante da 55 kW corrisponde allo Stage IIIB della norma sui gas di scarico, mentre le varianti da 75 e 90 kW sono conformi allo Stage IV. Le varianti da 55 kW utilizzano la tecnologia DPF, mentre nelle due varianti di motore di grandi dimensioni il posttrattamento dei gas di scarico è realizzato con un catalizzatore di ossidazione diesel

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 29


MACCHINE

LA WL70 OFFRE UN’ELEVATA STABILITÀ E L’IMPIANTO CON FRENI A DISCO CONSENTE DI OTTENERE UN MIGLIORE EFFETTO FRENANTE

(DOC) in combinazione con un catalizzatore SCR (riduzione catalitica selettiva). La soluzione di urea, chiamata anche Diesel Exhaust Fluid (DEF), viene iniettata dopo il DOC, si miscela con i gas di scarico e reagisce nel catalizzatore

SCR. Viene così realizzata una tecnologia del motore attuale ed estremamente efficiente. Con i nuovi motori è possibile ridurre ulteriormente le emissioni di sostanze inquinanti. In questo modo i clienti possono eseguire senza problemi lavori anche nelle aree urbane. È altresì possibile approfittare del ridotto consumo di carburante e anche il flusso d’aria nel vano

motore è stato rielaborato: l’aria viene ora aspirata solo nella parte posteriore, grazie al nuovo design del cofano motore. Un filtro aria con separatore ciclonico protegge il propulsore e riduce il bisogno di assistenza in quanto depura subito l’aria aspirata dalla maggior parte delle particelle di sporcizia. Entrambe le pale gommate dispongono di una elevata stabilità, grazie all’ottima-

SEMPRE PIÙ “MADE IN REICHERTSHOFEN” La visita a Reichertshofen ha rappre-

e rivenditori di sperimentare il mondo

sede è in fase di ampliamento: in questo

sentato una gradita occasione per

del marchio Wacker Neuson. L’idea alla

modo, da quest’anno, il motto ‘Made in

giornalisti, rivenditori e clienti di tutta

base: desideriamo mostrare in pratica

Germany’ vale per tutti i modelli di co-

Europa e del Medio Oriente di visita-

e con una buona dose di divertimento

stipatori e per le oltre 30 piastre vibranti

re il nuovo centro di ricerca e svilup-

qual è il valore aggiunto che offriamo

che vengono ora sviluppati e prodotti a

po recentemente edificato. Proprio a

ai nostri clienti: con l’affidabilità e la

Reichertshofen. Raggruppando sviluppo

Reichertshofen, dove ha lavorato per

potenza dei nostri prodotti, ma anche

e produzione qui in sede disponiamo di

tre anni come responsabile della produ-

con importanti funzioni che facilitano

un centro di competenza principale per

zione leggera, sono state messe le basi

notevolmente la loro giornata di lavoro.

apparecchiature edili, responsabile a li-

dell’ascesa professionale di Alexander

Siamo riusciti ad accogliere 150 riven-

vello mondiale. Diventiamo così anche

Greschner, nuovo Head of Sales, che

ditori europei e 400 clienti”, ha spiega-

un punto di riferimento per la nostra af-

dallo scorso gennaio ha preso il posto

to con soddisfazione.

filiata di Manila e lo stabilimento in co-

del dimissionario Jan Willem Jongert.

Il manager Helmut Bauer ha rivelato

struzione in Cina”.

Da vero e proprio padrone di casa,

di più rispetto alla nuova direzione del

La sede di Reichertshofen è stata fon-

Greschner è stato protagonista della

Gruppo, rispetto a questa sede: “Dallo

data oltre 50 anni fa. Lo stabilimen-

settimana di incontri e prove pratiche:

scorso gennaio c’è anche il centro di ri-

to è stato aperto nel 1964 e costan-

“Con l’evento Wacker Neuson Universe

cerca e sviluppo per apparecchiature

temente ampliato per far fronte alla

desideriamo permettere ai nostri clienti

edili. Anche la produzione presso questa

crescente domanda di innovazioni e

30 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


Performance e convenienza Un display a colori da 3,5” con più funzioni e chiare spie luminose facilita il lavoro del conducente. Il pulsante girevole a pressione “Jog Dial” assicura un maggiore comfort: quando la portata dell’olio idraulico per un determinato attrezzo è stata impostata una volta, può essere richiamata in qualsiasi momento premendo un pulsante. La regolazione della quantità di olio rappresenta un vantaggio soprattutto quando la macchina utilizza strumenti accessori idraulici che non richiedono la massima potenza idraulica della macchina come, ad esempio, una spazzatrice. Il conducente può quindi utilizzare la macchina e lo strumento accessorio con estrema sensibilità e risparmiando risorse. Il dispositivo di bloccaggio differenziale al 100% può essere attivato per lavorare in modo sicuro anche su terreni difficili, se necessario. Il risultato è la massima forza di spinta, unitamente a una ottimale aderenza al terreno. Durante la guida normale il blocco invece non è attivato,

per proteggere non solo gli pneumatici da un’usura superflua ma anche il terreno. Un optional estremamente pratico è disponibile con la variante da 40 km/h. In questo modo la macchina può spostarsi rapidamente tra due luoghi di impiego ed è ancora più efficiente durante il lavoro con gli attrezzi e durante il trasporto di materiale. Grazie ai molteplici optional idraulici, entrambe le pale gommate risultano essere delle vere e proprie porta-attrezzi che possono quindi essere utilizzate in modo economico. Il potente impianto Highflow di questa classe di pale gommate fa la differenza anche durante l’uso di accessori che richiedono una maggiore potenza idraulica. È così possibile utilizzare una fresa da neve o da asfalto in assoluta comodità. Con la piastra di cambio rapido i diversi attrezzi possono essere comodamente cambiate dal sedile dell’operatore. Inoltre sono disponibili diverse varianti dell’impianto idraulico posteriore e un’ampia scelta di pneumatici per ogni tipo di impiego. In fase di sviluppo delle pale gommate è stata data molta importanza all’aspetto dell’economicità: materiali di alta qualità per una vita operativa più lunga; un consumo di carburante più basso riduce i costi d’esercizio; una buona manovrabilità garantisce cicli di carico veloci e

apparecchiature edili di alta qualità.

litori, taglia-asfalto e palloni luminosi.

La “Wacker Neuson Akademie” dispo-

Qui, oggi, vengono sviluppati e pro-

L’attenzione nella fase di sviluppo si

ne di un edificio con diverse aule per

dotti tutti i modelli di piastre vibran-

concentra sull’ampliamento della le-

seminari, officine di formazione per

ti e costipatori per il terreno, vibrato-

adership nell’ambito della sicurezza

l’assistenza e un padiglione di 2.200 m²

ri interni ed esterni e convertitori del

dei prodotti e della tutela dell’utente

per le dimostrazioni dove i partecipan-

settore della tecnica di lavorazione del

e dell’ambiente. Per questo, ad esem-

ti ai corsi possono utilizzare e testa-

calcestruzzo, ma anche martelli demo-

pio, i costipatori a batteria hanno rice-

re tutti i prodotti. Nel 2016, su un’a-

vuto il premio EuroTest dell’associa-

rea di oltre 10 ettari, è stato costruito

zione di categoria per l’edilizia, che

un nuovo edificio di quattro piani per

viene conferito alle soluzioni che sod-

l’amministrazione e un nuovo centro

disfano i massimi criteri di qualità per

di ricerca e sviluppo di apparecchia-

la sicurezza del lavoro e del prodotto.

ture edili. Il moderno padiglione de-

Un punto saliente della sede è il cen-

dicato agli esperimenti occupa qua-

tro di formazione unico del settore che

si 3.000 m² ed è utilizzato per testa-

è stato allestito nel 2008. Qui i partner

re le apparecchiature edili già duran-

di distribuzione, i clienti – ma anche i

te la fase di sviluppo, ma anche per

collaboratori da tutta Europa e oltre

sottoporre a un costante processo di

– partecipano ai corsi di formazione.

test e sviluppo i modelli in produzione.

le distribuzione del peso. L’impiego di un impianto con freni a disco consente di ottenere un migliore effetto frenante. Ciò assicura una maggiore sicurezza durante l’impiego della macchina, come risulta evidente nelle aree cittadine.

IL NUOVO EDIFICIO COSTRUITO A REICHERSTHOFEN PER OSPITARE IL CENTRO RICERCA&SVILUPPO

una manutenzione semplice, grazie alla cabina ribaltabile, fa risparmiare tempo e denaro all’imprenditore. La nuova elettrica Sono ben 12 le pale gommate articolate con volume della benna da 0,2 a 1,1 m3 e un peso d’esercizio tra 2 e 7 t, nella gamma di Wacker Neuson.

IL NUOVO HEAD OF SALES ALEXANDER GRESCHNER PARLA ANCHE UN BUON

ITALIANO, GRAZIE ALLA SUA ESPERIENZA DI LAVORO IN SVIZZERA

Complessivamente, il Wacker Neuson Group ha investito circa 10 milioni di euro per questa nuova costruzione. giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 31


MACCHINE SQUADRA CHE VINCE… SI CAMBIA!

Supervisory Board. Peksaglam, comunque presente a “Wacker Neuson Universe”, ha commentato con grande soddisfazione i risultati del primo trimestre 2017: “Abbiamo cominciato l’anno in maniera molto promettente e i nostri investimenti sono stati ripagati da risultati da record. Segnali incoraggianti arrivano dall’Europa e in particolare da Germania e Francia, ma abbiamo registrato crescite in doppia ci-

CEM PEKSAGLAM

RIMARRÀ IL CEO DI WACKER NEUSON FINO AL PROSSIMO AGOSTO, PRIMA DI INTRAPRENDERE UNA NUOVA AVVENTURA PROFESSIONALE

fra anche su altri mercati nel Vecchio Continente. Inoltre, dopo la dura crisi degli ultimi anni, il settore agricolo ha iniziato la sua ripresa, cosa che si riflette in ordini davvero interes-

Dopo soli nove mesi nel ruolo di Head

santi per i nostri brand Weidemann

of Sales, Willem Jongert si è dimesso

e Kramer. In America le cose vanno

dall’incarico.

ancora meglio, con un’impennata del

Alla sua uscita di scena farà presto segui-

13% rispetto allo scorso anno. Il setto-

to anche quella del CEO Cem Peksaglam,

re Oil & Gas nel Nord America rimane

a cui sono affidate le responsabilità re-

debole, tuttavia abbiamo beneficiato

lative a piano industriale, fusioni e ac-

dell’aumento della domanda in altre

quisizioni, risorse umane, area legale,

aree, in particolare nel settore delle

real estate, relazioni per gli investititori,

costruzioni. Le nostre pale gommate

corporate communication e sostenibili-

hanno ripreso a dare un contribuito si-

tà. A pochi giorni dall’edizione 2017 di

gnificato alla crescita di questa regio-

“Wacker Neuson Universe”, Peksaglam

ne nella prima parte del 2017”.

ha annunciato la sua intenzione di non rinnovare il contratto in scadenza nel prossimo agosto, mettendo così fine a un’esperienza durata sei anni. Sotto la sua gestione, l’azienda ha conosciuto una crescita notevole e nel primo trimestre del 2017 ha toccato un fatturato di 338,5 milioni di euro, con il 7% di incremento rispetto allo stesso periodo del 2016. Inoltre, il valore delle quote, è aumentato più del 100%. “Il Board di Wacker Neuson Group rispetta la decisione di Peksaglam e lo ringrazia per il suo impegno e i servigi resi all’azienda in questi anni”, recita una nota della società. “Il suo ruolo è stato fondamentale nella riorganizzazione del Gruppo, durante una fase cruciale della sua storia, e il suo impegno personale ha fatto di Wacker Neuson un’azienda meglio organizzata, ponendo le basi per un’ulteriore crescita nel futuro. Allo stesso modo, auguriamo a Peksaglam le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera professionale”, ha aggiunto Hans Neunteufel, Chairman del 32

Tra queste spicca la pala gommata WL20e, lanciata nel 2015. La prima pala gommata dell’azienda tedesca a trazione elettrica, per lavori a emissioni zero, ha una capacità della benna di 0,2 m3. La versione testata sul campo a Reichertshofen spiccava per una batteria AGM, un uso molto semplice e ridotte necessità di manutenzione. AGM sta per “Absorbent Glass Mat”: in questo tipo di batterie l’elettrolita è legato a uno strato di tessuto non tessuto in fibra di vetro. Si tratta quindi di un sistema sicuro contro le perdite. Inoltre, la nuova tecnologia è insensibile alle temperature e sviluppa una quantità di calore limitata durante la carica e l’esercizio, con una conseguente maggiore erogazione di potenza elettrica. Un importante vantaggio della nuova generazione di pale gommate è dato dal caricabatterie “Onboard” da 230 V, integrato nella macchina: grazie a questo accessorio è possibile caricare la batteria da qualsiasi presa, semplicemente con un cavo. Ciò facilita l’impiego della CON ALIMENTAZIONE ELETTRICA E DIMENSIONI MOLTO RIDOTTE, LA WL20E È UNA SOLUZIONE OTTIMALE PER INTERVENTI IN CANTIERI INDOOR


pala gommata WL20e durante il lavoro quotidiano in cantiere. Le flessibili ricariche intermedie sono diventate ancora più efficienti grazie alle maggiori correnti di linea e un migliore assorbimento della potenza. Inoltre la batteria è praticamente priva di manutenzione. I clienti che già utilizzano una pala gommata elettrica WL20e possono passare alla tecnologia AGM, ad esempio, in occasione della sostituzione della batteria. Qualità a emissioni zero I parametri prestazionali della pala gommata a trazione completamente elettrica WL20e corrispondono a quelli dei modelli diesel e, sotto alcuni punti di vista, sono persino superiori. Ad esempio lo sono per il carico di ribaltamento che, grazie al peso della batteria, arriva fino a 1.509 kg. Quando la batteria della pala gommata WL20e è completamente carica è possibile lavorare fino a cinque ore a pieno carico: un tempo sufficiente per svolgere le applicazioni tipiche di una giornata lavorativa come il carico e il trasporto di merci su brevi distanze. Il conducente ha sempre sotto controllo lo stato di carica della batteria, che viene chiaramente indicato sul display. La moderna tecnologia della batteria e la trazione ad emissioni zero trasformano la pala gommata nella macchina ideale per l’impiego nei centri urbani o in ambienti chiusi, come in serre, garage o all’interno di edifici da ristrutturare. Anche negli impianti pubblici e nelle cliniche la pala gommata offre ottimi risultati grazie alle emissioni acustiche ridotte. Con un risparmio sui costi d’esercizio di circa il 40% per l’intera vita utile della macchina, la pala gommata elettrica offre inoltre dei vantaggi dal punto di vista economico.

il tettuccio di protezione dell’operatore è troppo alto. Wacker Neuson offre già da diversi anni il tettuccio di protezione dell’operatore ribaltabile EPS (Easy Protection System) che in pochi semplici passaggi è pronto per passaggi di altezza ridotta. Il sistema EPS Plus, un tettuccio di protezione dell’operatore abbassabile idraulicamente, è ancora più confortevole. L’operatore può scegliere quale opzione preferisce dal sedile. EPS Plus risolve il problema delle altezze ridotte dei passaggi facilitando notevolmente il lavoro. In particolare, quando è necessario attraversare più volte passaggi HELMUT BAUER

IL MANAGING DIRECTOR HA SPIEGATO CON ORGOGLIO COME “MADE IN GERMANY” SIA SEMPRE PIÙ IL MOTTO DI WACKER NEUSON

bassi, il sistema EPS Plus consente un enorme risparmio di tempo perché l’operatore non deve scendere dalla macchina per abbassare il tettuccio. EPS Plus è disponibile per le pale gommate compatte WL20e e WL20. Tutti i modelli della serie zero emission comprendono inoltre due costipatori a batteria,

il minibagger dual power e un dumper cingolato. I costipatori a batteria spiccano per una durata superiore del 50% rispetto ai modelli precedenti. Sono disponibili in due diverse versioni: il modello di dimensioni ridotte AS30e è progettato specificatamente per il compattamento dei tasselli delle tubazioni, mentre il AS 50e consente di svolgere i classici lavori di compattamento. In entrambi i modelli l’utente può sostituire autonomamente la batteria scarica con una carica in pochi e semplici passi, senza dover utilizzare strumenti specifici. È stato possibile prolungare il tempo di funzionamento dei costipatori a batteria aumentando l’energia contenuta nella batteria da 600 W/h a 1000 W/h. In questo modo il tempo di funzionamento dei costipatori aumenta del 50%: nel caso del modello di maggiori dimensioni AS50e a 30 minuti; nel caso del costipatore più piccolo AS30e a 45 minuti. I clienti che già possiedono un costipatore a batteria possono passare alla nuova batteria senza problemi: il design, gli attacchi e il funzionamento restano invariati. Anche i caricabatteria ■ possono essere riutilizzati.

LA SCHEDA TECNICA La pala gommata con trasmissione elettrica WL20e Motore di trazione - potenza S2 (60 min): Motore di sollevamento - potenza S3 (15%): Peso d’esercizio:

6,5 kW 9kW 2.350 kg

Capacità benna standard:

0,2 m³

Capacità nominale K5 batteria standard (48V):

240 Ah

Capacità nominale K5 batteria optional (48V):

300 A

Costipatori per uso intensivo Con un’altezza di 2,25 m e una larghezza di poco superiore al metro, i passaggi bassi e stretti così come il trasporto su un rimorchio non rappresentano più un problema per la pala gommata WL20e. Tuttavia, se è necessario attraversare passaggi con un’altezza inferiore a 2 m, giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 33


MACCHINE Kramer-Werke

GLI EXPERT DAYS 2017 La “due giorni” di approfondimento organizzata presso il quartier generale del costruttore di Pfullendor ci ha consentito di conoscere da vicino la sua ampia gamma – in continua espansione – di pale gommate e telescopiche e sollevatori telescopici e di visitare la moderna fabbrica in cui essa viene realizzata di Ettore Zanatta

34 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


S

ono stati centinaia gli ospiti accorsi a Pfullendor, comune tedesco situato nel land del BadenWürttemberg e sede di Kramer-Werke, in occasione degli Expert Days organizzati dal costruttore alla fine dello scorso maggio. Un’occasione unica per unire “l’utile al dilettevole”, poter trascorrere due giornate in compagnia dello staff e degli specialisti di prodotto Kramer e per poter esaminare da vicino la sua (ampia) gamma di pale gommate, pale gommate telescopiche e sollevatori telescopici proposta sul mercato, nonché di poterla ammirare in diversi demo show e in aree appositamente allestite per le prove. Qui gli operatori sono stati i veri protagonisti, insieme alle più recenti innovazioni lanciate sul mercato dal co-

struttore, in particolare la pala telescopica 5065T, con carico utile di 1.650 kg e dimensioni particolarmente compatte (2,45 m di altezza per 1,6 m di larghezza), il sollevatore telescopico 2706 (alimentato da un motore Kohler KDI 2504 TCR da 55,4 kW, con carico utile di 2,7 t e impianto idraulico con portata di 110 l/min) e, soprattutto, la pala gommata a quattro ruote sterzanti 5055e, completamente elettrica. L’evento ci ha dato peraltro la possibilità di visitare il centro nevralgico, in termini produttivi, di Kramer-Werke, l’impianto di produzione che è stato definito come uno dei più all’avanguardia in Europa. La pala gommata 5055e La pala gommata Kramer 5055e era esposta in condizioni statiche in un’area del piazzale dello stabilimento di

Pfullendord, per consentire agli operatori di poterla esaminare nei minimi dettagli. Era altresì disponibile in condizioni “dinamiche”, per poterla testare direttamente sul campo. Unanimi i riscontri, positivi, da parte di coloro che hanno avuto modo di provarla. Oltre all’assenza di emissioni, questa macchina ‒ presentata in anteprima in occasione del Bauma 2016 – convince per i suoi parametri prestazionali, la capacità off-road e i bassi costi di gestione. Gli operatori di cantiere devono affrontare una sfida quando si tratta di utilizzare i veicoli diesel all’interno di edifici, nei cantieri dei centri storici o nelle gallerie: grazie alla nuova trasmissione elettrica, con la 5055e è possibile eseguire lavori in spazi interni a emissioni zero. Inoltre, gli operatori stessi e l’ambiente vengono tutelati grazie all’assenza di emissioni e alla

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 35


MACCHINE

IL 29-30 MAGGIO SCORSI SI SONO TENUTI GLI EXPERT DAYS 2017, DURANTE I QUALI IL COSTRUTTORE DI PFULLENDORF HA ESPOSTO ALL’ESTERNO DEL SUO STABILIMENTO L’AMPIA GAMMA DI PALE GOMMATE E TELESCOPICHE E DI SOLLEVATORI TELESCOPICI PROPOSTI ATTUALMENTE SUL MERCATO

rumorosità ridotta: aspetto interessante anche per i comuni e le località turistiche, in quanto gli abitanti e i turisti non vengono disturbati dal rumore e dalle emissioni di gas di scarico. La pala gommata elettrica si mette in evidenza non solo per i vantaggi ecologici, ma anche per la redditività: grazie ai costi di manutenzione inferiori, i costi di investimento vengono ammortizzati in poco tempo. Viene meno invece la manutenzione del motore e, di conseguenza, l’ispezione della macchina risulta più breve e vantaggiosa. Inoltre, deve essere preso in considerazione il vantaggio del prezzo della corrente rispetto a quello del carburante. Parametri prestazionali, mobilità su ogni tipo di terreno e facilità d’uso sono al pari del modello convenzionale 5065. Grazie al carico utile di 1.750 kg e alla capacità della benna di 0,65 m³, la pala garantisce un impiego versatile. Kramer attribuisce un grande valore all’adattamento dei componenti per consentire una guida precisa. A tale scopo sono stati installati due motori elettrici: uno per l’impianto idraulico di servizio e uno per la trazione. In base all’impiego della pala gommata, la potenza viene richiesta al motore corrispondente. Ciò consente di mantenere il consumo di energia più basso possibile. Il motore elettrico viene azionato da batterie piombo acido feltro. Il carica-batterie è già integrato e la carica è 36 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

semplice perché può essere eseguita da una normale presa da 230 V. In base al settore di impiego e al carico della pala gommata, una carica della batteria è sufficiente per un utilizzo fino a cinque ore. Il tempo di carica della macchina è compreso tra le sei e le sette ore, a seconda delle opzioni. La filosofia della “Lean Production” La “produzione snella” (dall’inglese “Lean Manufacturing” o “Lean

Production”) è una filosofia che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli. Il termine è stato coniato dagli studiosi Womack e Jones nel libro “La macchina che ha cambiato il mondo”, in cui gli autori hanno per primi analizzato in dettaglio e confrontato le prestazioni del sistema di produzione dei principali produttori mondiali di automobili con la giapponese Toyota, rivelando le ragioni della netta superiorità di quest’ultima rispetto a tutti i concorrenti.

ATTRAZIONE PRINCIPALE DEGLI EXPERT DAYS 2017 È STATA LA PALA GOMMATA A QUATTRO RUOTE STERZANTI KRAMER 5055E, COMPLETAMENTE ELETTRICA. LA MACCHINA, ESPOSTA INSIEME ALLE ALTRE PROPOSTE DELL’AZIENDA TEDESCA, HA DIMOSTRATO TUTTE LE PROPRIE CAPACITÀ ANCHE IN OCCASIONE DI UN APPOSITO DEMO SHOW, DURANTE IL QUALE È STATO DETTAGLIATO IL SUO FUNZIONAMENTO


GLI OSPITI INTERVENUTI, CLIENTI E CONCESSIONARI, HANNO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI ASSISTERE A DIMOSTRAZIONI “SUL CAMPO” CHE HANNO COINVOLTO L’INTERA GAMMA KRAMER

Questa filosofia è stata sposata appieno da Kramer-Werke fin dal 2008, quando la produzione della gamma di pale gommate e telescopiche e sollevatori telescopici – sia quella destinata al settore Construction che a quello agricolo – venne spostata da Überlingen all’attuale stabilimento di

“Gli Expert Days sono un evento tradizionale per Kramer e quest’anno non hanno fatto eccezione. Lo scopo di queste giornate è quello di dialogare in modo diretto e approfondito con i clienti (e potenziali tali) e di presentare il marchio Kramer in un contesto che associa professionalità e svago. Siamo molto contenti delle risposte ricevute in occasione in quest’occasione. Il concetto su cui si basa l’evento ha ancora una volta dimostrato il suo valore e siamo sicuri che molte collaborazioni interessanti nasceranno di conseguenza. Kramer, peraltro, espande costantemente il suo portafoglio prodotti. I continui sviluppi, come la pala gommata 5055e, ci forniscono sempre un motivo valido per invitare i nostri concessionari e clienti a conoscere da vicino le potenzialità e le possibilità di applicazione che

Pfullendorf, ritenuto uno dei più moderni d’Europa e che all’epoca rappresentò il più grande investimento della storia dell’azienda. Qui, su due distinte ma parallele linee di montaggio (una per le pale e una per

i sollevatori), Kramer-Werke sviluppa – quasi esclusivamente su commessa – prevedendo eventuali turni superiori

L’OPINIONE queste innovazioni possono offrire. La 5055e citata, ad esempio, lanciata sul mercato lo scorso anno, è già molto popolare tra i nostri clienti e certamente è stata uno dei punti di interesse su cui si sono fondati gli Expert Days 2017. Gli ospiti, oltre a poter esaminare la macchina in modo statico, hanno avuto l’opportunità di testarla in un’area appositamente allestita, dove hanno potuto dimostrare tutte le loro capacità ‘prestazionali. Siamo molto soddisfatti di questa innovazione e stiamo ricevendo feedback estremamente positivi dal mercato, in particolare dal settore Industria. La costruzione di tunnel e di garage sotterranei o le applicazioni in ambito cittadino sono solo alcuni degli ambiti in cui questa macchina può apportare enormi vantaggi. Siamo altresì lieti di poter offrire ai nostri clienti una macchina ecologia e priva di emissioni e

KARL FRIEDRICH HAURI

DIRETTORE GENERALE DI KRAMER-WERKE

siamo certi che questo prodotto offrirà loro un importante contributo per il risparmio energetico e l’incremento dell’efficienza. Siamo inoltre contenti del fatto che, dopo aver ricevuto il premio per l’Innovazione a Bauma 2016, è stato conferito alla pala 5055e anche il ‘Maskinentreprenörens Teknikpris 2017’”.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 37


MACCHINE

LA SCHEDA TECNICA La pala gommata Kramer 5055e Peso operativo:

4.130 kg

Capacità benna:

0,65 m3

Capacità di carico:

2.000 kg

Carico di ribaltamento:

2.500 kg

Larghezza x lunghezza x altezza (std): Altezza da terra:

4.950 x 1.650 x 2.390 mm 280 mm

Catena cinematica:

JULI - 15 kW

Idraulica di lavoro:

Jungheinrich - 22 kW

Coppia max.:

220 Nm

Batterie std:

240 V

Durata batterie:

5 ore

Tempo di ricarica:

6-7 ore

Emissioni sonore:

82 dB(A)

Velocità di traslazione:

16 km/h

38 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

NEL 2008 IL CONTINUO SUCCESSO DELL’AZIENDA E LA CRESCITA SOVRA-PROPORZIONATA DEGLI ULTIMI ANNI HANNO DETERMINATO IL PIÙ GRANDE INVESTIMENTO DELLA STORIA DI KRAMER, LA COSTRUZIONE DELLO STABILIMENTO PRODUTTIVO DI PFULLENDORF. QUI È CENTRALIZZATA LA COSTRUZIONE DI TUTTA LA GAMMA DI PALE GOMMATE E SOLLEVATORI TELESCOPICI, PERSEGUITA SEGUENDO LA FILOSOFIA DELLA LEAN PRODUCTION

alle 40 ore/settimana attualmente attuati. Una proporzione in termini produttivi? Su 20 macchine prodotte giornalmente, 13 sono pale (6,5%) e sette sono sollevatori telescopici (3,5%). Tutto è molto ordinato ed efficiente: dalla verniciatura interna al preassemblaggio di alcune parti speciali (ad esempio, i bracci telescopici delle pale gommate), dal montaggio dei motori (Yanmar per le macchine compatte, Kohler per quelle di media capacità, Deutz per quelle di grosse dimensioni) all’assemblaggio delle parti idrauliche, dai rigorosi controlli di qualità ai lavaggi, dai test e dalle verifiche definitive alla spedizione. Il tutto, mantenendo snello e ordinato l’intero processo produttivo e prevedendo ciò che serve dove serve. Anche per quanto riguarda il magazzino, che a Pfullendorf contiene esclusivamente quanto necessario: dal 2016, infatti, il gruppo Wacker Neuson ha deciso di centralizzare lo stock degli item in una struttura a Norimberga. Da qui vengono distribuite le parti di ricambio relative a tutti i marchi del Gruppo: Wacker Neuson, Kramer e ■ Weidemann.


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MACCHINE Mecalac

RIVOLUZIONE “MWR” L Il costruttore francese ha lanciato sul mercato una nuova gamma di macchine, costituita da quattro modelli che coniugano i punti di forza degli escavatori gommati e cingolati, inaugurando un nuovo modo di “vivere” il proprio strumento di lavoro

di Pietro Gabrielli

40 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

a fusione dei punti di forza degli escavatori gommati e cingolati ha dato vita a una serie di mezzi che coniugano mobilità, polivalenza, stabilità, accessibilità, facilità di guida, forza di sollevamento e redditività. Parliamo della nuova gamma MWR di Mecalac, costituita


dai modelli 7, 9, 11 e 15. “Più che una evoluzione, una rivoluzione”, come ha sostenuto Henri Marchetta, presidente e fondatore del Gruppo, con il quale approfondiamo le tematiche relative a queste novità. Ma non solo. Delineiamo lo stato dell’arte di una società e del suo progetto in continuo sviluppo, scoprendo quali sono le chiavi del suo successo. Mecalac ha lanciato quattro nuove macchine. Come, queste, modificheranno il panorama dei cantieri urbani? “Queste macchine diventeranno le ambasciatrici Mecalac in tema di cantieri urbani e suburbani. L’azienda punta da sempre su innovazione, tecnologia, materiali e intelligenza della macchina per migliorare i propri prodotti; grazie alla sua esperienza in materia di escavatori cingolati e gommati, è riuscita a combinare i punti di forza di entrambi per arrivare a una soluzione ideale e a un concept all’avanguardia. Quali siano le esigenze dei cantieri, le nuove MWR offrono sicurezza e redditività, con prestazioni inedite e una semplicità d’uso che inaugurano una nuova generazione di mezzi compatti e polivalenti nell’universo del movimento terra. Le nuove MWR 7, 9,11 e 15 conservano le peculiarità che hanno portato al successo il concept Mecalac e offrono innovazione tecnologica, per garantire sicurezza, flessibilità, funzionalità, reattività ed ergonomia”. La gamma MWR ha già fatto il suo debutto al Conexpo. Cosa vi aspettate dal mercato americano? Le strategie commerciali di

il meno possibile la circolazione veicolare. La domanda c’è; sta a noi proporre le soluzioni più interessanti”.

HENRI MARCHETTA

PRESIDENTE E FONDATORE DI MECALAC

Mecalac subiranno qualche modifica? “Per Mecalac non ci sono mercati piccoli o grandi, nuovi o vecchi: ci sono i singoli clienti, con aspettative che cerchiamo di soddisfare. Certo le nuove MWR sono una perfetta chiave d’accesso commerciale al mercato americano e corrispondono a una domanda crescente dei capitolati in ambito urbano: ostacolare

Mecalac è un’azienda che, in qualche decennio, è passata dall’industrializzazione all’internazionalizzazione… “L’innovazione, il rigore, la ricerca di prestazioni: sono le basi per progettare e costruire macchine destinate ai cantieri odierni. Per noi l’orientamento al cliente è questo; è il motivo per cui l’innovazione e il fattore umano sono per noi indissociabili e costituiscono il fulcro della nostra mission. Ogni lavoro ha le sue peculiarità e ogni Paese ha la sua cultura: per questo costruiamo macchine che rispettano queste differenziazioni e integrano aspetti come la sicurezza delle persone nel cantiere e l’ergonomia globale delle macchine. L’orientamento al cliente non ha frontiere”.

IL CONNUBIO DEI PUNTI DI FORZA DEGLI ESCAVATORI GOMMATI E CINGOLATI HA DATO VITA A MACCHINE CHE CONIUGANO MOBILITÀ, POLIVALENZA, STABILITÀ, ACCESSIBILITÀ, FACILITÀ DI GUIDA, FORZA DI SOLLEVAMENTO E ACCESSIBILITÀ

Qual è, oggi, la strategia d’innovazione di Mecalac? “Anticipare l’evoluzione tecnologica e l’evoluzione delle abitudini di lavoro fa parte del nostro DNA. Gli scambi con clienti, operatori, capi cantiere, respon-

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE I NUMERI DI MECALAC • Oltre 50 prodotti in gamma •P iù di 60 anni di esperienza in ricerca e sviluppo, design, fabbricazione e distribuzione di macchine compatte •C inque unità produttive in quattro Paesi: Francia (2), Germania, Inghilterra e Turchia • Una sede ad Annecy (Francia) • Sette uffici vendita • Tre brevetti in media per macchina •U n organico costituito da circa 800 persone •O ltre 200 concessionari nella rete mondiale

sabili dei parchi macchine e meccanici ci permettono di comprendere le esigenze e le aspettative. Così sviluppiamo le nostre tecnologie e così nascono le nostre innovazioni. Molti brevetti proteggono i concetti e le soluzioni tecniche che sono alla base della reputazione degli prodotti Mecalac, delle loro caratteristiche e delle loro prestazioni uniche. L’idea di Mecalac è che la redditività non è immaGRAZIE AL CENTRO DI GRAVITÀ ABBASSATO DELLA MACCHINA, LA CABINA DELLE NUOVE MWR È AGEVOLMENTE ACCESSIBILE DALL’OPERATORE, SENZA SFORZI NÉ RISCHI

42 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ginabile senza la semplicità d’uso accoppiata alla polivalenza e alla sinergia delle funzioni. Quando un solo operatore e una sola macchina insieme possono coprire, senza complicazioni, un’ampia gamma di lavori in uno stesso cantiere, con un’estensibilità unica delle capacità di ogni funzione, le ore non hanno più lo stesso valore”. Come passate dall’idea al prodotto finito Mecalac? “Per Mecalac ‘innovare’ significa ‘costruire’, con un obiettivo: il 100% di qualità del prodotto e di soddisfazione del cliente. Il sistema di qualità è quindi uno strumento di progresso. I controlli sistematici - componenti in entrata, catena di montaggio, banco e controllo finale - contraddistinguono la produzione Mecalac e sono parte integrante del processo produttivo. Le nostre macchine, inoltre, sono dotate di un’idraulica di punta, realizzata nelle nostre fabbriche. Il valore aggiunto delle macchine Mecalac è il frutto di un investimento industriale permanente e di un’attenzione a ogni dettaglio, dalla produzione all’assemblaggio passando per il post-vendita e i ricambi. L’orientamento al clien-

te si traduce nei fatti con un rigore costante nei test, nel rispetto delle norme internazionali e nell’integrazione della dimensione ambientale delle macchine che, grazie alla loro compattezza e versatilità, limitano le emissioni di CO2. In ogni processo, la nostra professionalità e padronanza della catena produttiva forgiano la reputazione di qualità, durata e affidabilità delle macchine Mecalac”. Mecalac ha acquisito l’unità di produzione di dumper, terne e compattatori del gruppo Terex, in Gran Bretagna. Perché avete scelto questi prodotti per completare l’offerta del Gruppo? “L’acquisizione di Terex Coventry è avvenuta perché Mecalac desiderava estendersi e diversificare la sua proposta per rispondere alle richieste di mercato diverse da quelle dell’Europa. Con questa nuova offerta globale possiamo ora apportare soluzioni dimensionate e pertinenti alle attese di Maghreb, Europa dell’Est, Africa Centrale, Medio Oriente e dei nuovi territori che per noi sono l’Australia e le Americhe. Se la nostra priorità è restare performanti e ben distribuiti su mercati storici quali Francia, Germania e Inghilterra, siamo anche alla


LA CABINA, COSÌ COME I COFANI E L’EQUIPAGGIAMENTO DI SERIE, È STATA RIPENSATA PER OTTIMIZZARE LA VISUALE DIRETTA DELL’OPERATORE

ricerca di un obiettivo a lungo termine andando a rispondere alle richieste di altri Paesi che contribuiranno al successo della nostra attività”. Qual è, dunque, la visione distributiva con l’arrivo di Mecalac Construction Equipment Coventry UK?

“I nuovi concessionari si integreranno nella rete storica di Mecalac - composta oggi da circa 200 unità - con i medesimi valori di stabilità, fedeltà e professionalità. In quest’acquisizione è inclusa l’esistenza di un gruppo di lavoro e di una rete di concessionari che vogliamo gestire nel migliore dei modi. Dobbiamo far loro

condividere i nostri valori e la nostra visione d’impresa e accompagnarli in questa nuova avventura comune perché diventino anch’essi ambasciatori del marchio Mecalac. La professionalità dei concessionari storici non ci lascia alcun dubbio sulla loro capacità di integrare nuovi partner e un’offerta di prodotti più estesa”. ■

LA SCHEDA TECNICA Le nuove MWR di Mecalac

7 MWR

9 MWR

11 MWR

15 MWR

kg

6.900/7.275

8.300/8.700

10.450/10.820

14.00/15.300

kW/HP

55,4/75

55,4/75

55,4/75

100/136

Larghezza:

mm

2.180

2.310

2.500

2.520

Raggio posteriore:

mm

1.296

1.350

1.445

1.570

Rotazione:

mm

2.734

2.794

3.326

3.415

Profondità massima di scavo:

mm

3.030

3.500

3.800

4.550

Forza di penetrazione escavatore:

daN

2.500

2.800

3.400

5.500

Forza di strappo escavatore:

daN

4.310

5.000

6.000

8.170

Forza di strappo caricatore:

daN

2.600

3.300

4.400

6.100

Velocità di traslazione:

km/h

30

40

40

35

Peso operativo a vuoto: Potenza:

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE Hyundai

L’ESALTAZIONE

Il costruttore coreano ha aggiunto un altro modello alla sua gamma di pale gommate. La nuova HL965 è stata realizzata con sistemi e componenti provenienti dai migliori fornitori ed è stata concepita per essere efficiente, oltre che solida, e garantire una maggiore durata, costi operativi ridotti e un’elevata produttività di Pietro Gabrielli

44 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


della

PRODUTTIVITÀ L a HL965 è l’ultimo modello di pala gommata inserita da Hyundai nel proprio portafoglio prodotti. Realizzata, come tutte le altre versioni già esistenti, utilizzando acciai di altissima qualità e tramite un processo di progettazione e fabbricazione sottoposto a rigidi test su ciclo, resistenza termica, vibrazioni e carico, al fine di garantire durabilità e affidabilità ottimali, questa nuova macchina si distingue per un peso operativo di 20.100 kg e una propulsione garantita da un motore diesel Euro IV Cummins QSL9 controllato elettronicamente, di nuova generazione, in grado di offrire una po-

tenza netta di 200 kW a 2.100 giri/min. La pala gommata HL965 offre peraltro una maggiore prestazioni di carico: la massima capacità di carico dell’assale è di 44.000 kg sulla parte anteriore e di 35.000 kg sulla parte posteriore, con pneumatici standard 23.5 R25, L3. Nuova cabina, maggiore comfort Silenziosa, sicura e confortevole, la nuova cabina ROPS/FOPS Livello 2 utilizzata per la nuova pala gommata HL965 è più grande del 10% rispetto alla serie -9A; in particolare, il sedile completamente regolabile fornisce una postazione di lavoro ergono-

mica in grado di garantire un comfort assoluto per l’operatore. La nuova cabina, inoltre, è completamente insonorizzata grazie alla più recente tecnologia di riduzione del rumore e garantisce il massimo silenzio quando si lavora in ambienti rumorosi, quali cave o discariche. Il nuovo sistema di condizionamento dell’aria accessibile dall’esterno per una più facile manutenzione massimizza le prestazioni di riscaldamento e raffreddamento ottimizzando il flusso d’aria all’interno del modulo. La leva di comando attrezzatura, essendo elettroidraulica con risposta programmabile, permette agli operatori di azionare agevolmente gli accessori, che a loro volta garantiscono

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE

LA NUOVA PALA GOMMATA HYUNDAI HL965 OFFRE UNA MAGGIORE CAPACITÀ DI CARICO RISPETTO AI MODELLI DELLA SERIE PRECEDENTE

Tecnologia al comando La pala gommata HL965 è progettata per consentire agli operatori di accedere in tempo reale a dati accurati sulle attrezzature, caratteristica importante per migliorare la produttività in ambienti difficili. L’ampio monitor touch-screen “intelligente” da 7”, simile al display di uno smartphone, è più grande di quello dei modelli preceden-

“

HYUNDAI CONSTRUCTION EQUIPMENT HA AMPLIATO ULTERIORMENTE LA SUA GAMMA DI PALE GOMMATE CON LA NUOVA HL965 ti e offre un’ottimale leggibilità. Il sistema radio, blutooth e microfono permette di eseguire il collegamento con lo smartphone. La ventola motore ad azionamento proporzionale e reversibile tiene puliti gli scambiatori e basse le temperature. Il sistema di Infotainment consente inoltre all’operatore di utilizzare il sistema Miracast, che funziona mediante il

“

maggiore produttività minimizzando la fatica. Grazie a una modifica della posizione dello specchietto, poi, la nuova pala offre una maggiore visibilità della parte posteriore. Inoltre, dispone di luci anteriori LED, luci di lavoro LED e luci posteriori con combinazione a LED opzionali.

Wi-Fi dello smartphone dell’operatore e agevola l’utilizzo delle funzionalità dello smartphone sullo schermo grande, tra cui navigatore, esplorazione Web, riproduzione di video e musica. Il confort è assicurato anche dalla funzione “ride Control” del braccio, tarabile in velocità per entrambe le direzioni di marcia. Il nuovo modello dispone inoltre di comandi joystick o “fingertip” a leva multipla per il braccio principale, la benna e la terza via ausiliaria di serie (tutti i modelli della serie HL possono essere inoltre dotati di sterzata mediante joystick come opzione). Il monitor touch-screen e i comandi elettroidraulici permettono di controllare tramite diverse funzionalità nuove, quali finecorsa dolce, priori-

tà benna e modalità di blocco di braccio principale e benna. Grazie al software di finecorsa, poi, la macchina può essere manovrata senza urti, riducendo la velocità dell’accessorio quando si avvicina alla fine della corsa (funzione disabilitabile se l’operatore non desidera utilizzarla). Tutti i modelli della serie Hyundai HL900

L’AFFIDABILITÀ SECONDO HITEX Come tutta la gamma Hyundai, an-

attrezzata per la riparazione e l’allesti-

15.000 m2 di area esterna, inclusa un’a-

che la nuova pala gommata HL965 è

mento delle macchine, delle attrezza-

rea per dimostrazioni e lo stoccaggio

distribuita dalla Hitex (Hyundai Italia

ture e degli impianti idraulici specifici),

di macchine nuove) e da un magazzi-

Excavators), che dal 2002 importa e

no ricambi che conta oltre 8.000 item

distribuisce in esclusiva nelle proprie

in stock e permette all’azienda di far

aree di competenza le macchine movi-

fronte alle richieste dei clienti in 24 ore

mento terra (oltre alle pale gommate,

dalla richiesta. Hitex garantisce anche

anche escavatori cingolati, gommati,

la realizzazione di allestimenti speciali

miniescavatori, midi escavatori e mi-

(bracci a triplice articolazione, da de-

nipale) e i carrelli elevatori (diesel, ad

molizione, per la posatura di palanco-

alta portata, elettrici, GPL, retrattili e

le e Long Reach, carri allargabili idrau-

transpallet elettrici) del costruttore co-

lici o meccanici, cabine reclinabili e/o

reano. L’azienda piacentina opera dal-

elevabili, impianti di controllo remoto

la sua sede di Pontenure (Pc), costitui-

senza operatore) e la verniciatura per-

ta da 500 m di uffici, 4.500 m di area

sonalizzata delle macchine con i colori

coperta (magazzino ricambi, officina

aziendali richiesti.

2

2

46 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


sono dotati di serie di sistema di pesatura su tre memorie e tarabile per adattarsi alle differenti benne-forche utilizabili; questo sistema presenta impostazioni manuali e automatiche per il monitoraggio del peso di carico individuale e cumulativo della benna. Le misurazioni del sistema vengono visualizzate sullo schermo multifunzione presente in cabina, garantendo un’affidabilità con precisione +/-1% nel monitoraggio del carico sufficiente a supportare la gestione della produzione. La funzione “Start& Stop” minimizza i consumi unitamente alla trasmissione ZF a 5 marce con convertitore e ponti bloccabili.

LA SCHEDA TECNICA HL965 Peso operativo: Motore: Potenza motore: Capacità benna standard:

20.100 kg Cummins QSL9 TIER 4 final 198 kW a 2.100 giri/min 3,6 m3

Forza di strappo alla benna:

17.400 kg

Carico utile di ribaltamento:

12.720 kg

Velocità di traslazione max.:

40 km/h

Design e manutenzione Il design migliorato della benna Hyundai offre un’apertura innovativa più ampia, piastre laterali incurvate e una protezione aggiuntiva contro le fuoriuscite, per ottimizzare la capacità della benna e ridurre al minimo la perdita di materiale durante la marcia. La durata viene aumentata anche grazie all’uso di acciaio ad alta resistenza LA PALA GOMMATA HL965, COME TUTTI I MODELLI DELLA SERIE HL900, È DOTATA DI SISTEMA DI PESA A BORDO (STANDARD) CHE GARANTISCE UNA PRECISIONE DEL ± 1%. IL SISTEMA PRESENTA IMPOSTAZIONI MANUALI E AUTOMATICHE PER IL MONITORAGGIO DEL PESO DI CARICO INDIVIDUALE E CUMULATIVO DELLA BENNA

NELLA NUOVA HL965 BASTA AZIONARE UN INTERRUTTORE PER AVERE ACCESSO AL VANO MOTORE, NOVITÀ CHE NON ERA PRESENTE NELLA GAMMA PRECEDENTE DI PALE GOMMATE HYUNDAI

all’usura nelle parti strutturali principali della benna e a piastre di usura sostituibili. Basta azionare un interruttore, poi, per avere accesso completo al vano motore della nuova pala gommata, una caratteristica assolutamente nuova che non era presente sulla gamma precedente Hyundai. Il cofano motore completamente retraibile facilita le operazioni di pulizia e manutenzione. La serie HL è dotata di un filtro dell’aria per grandi volumi, un meccanismo per l’espulsione automatica della polvere e un prefiltro dell’aria in ingresso a tre fasi opzionale, per migliorare il ciclo di sostituzione e la durata del filtro. La macchina ha inoltre un vano motore completamente sigillato, progettato per evitare il rischio di incendio causato dall’ingresso di materiali estranei. La nuova pala gommata HL965 è disponibile anche nella versione XT, con braccio principale lungo per garantire un’altezza di scarico superiore. ■ giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE DAF

La filosofia del “TRANSPORT EFFICIENCY” La Casa di Eindhoven ha presentato i veicoli CF e XF di nuova generazione, progettati per stabilire un nuovo standard in termini di efficienza di trasporto e comfort di guida. Tra le novità: motori innovativi, nuove trasmissioni e ottimizzazioni aerodinamiche di Ettore Zanatta

I

nuovi veicoli CF e XF di DAF, presentati in occasione di uno specifico evento organizzato a Maastricht lo scorso mese, si caratterizzano per una serie di migliorie in grado di determinare una riduzione nei consumi fino al 7%. Peso ridotto, aumento del carico utile e un nuovo design dell’abitacolo e degli interni: questi elementi, oltre ai motori innovativi, alle nuove trasmissioni e alle ottimizzazioni in termini aerodinamici, contribuiscono al raggiungimento di un alto livello di eccellenza. “Partendo dalla reputazione in termini 48 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

di efficienza dei consumi, affidabilità e comfort di guida che l’attuale gamma Euro 6 si è guadagnata in Europa e nel resto del mondo - ha affermato Preston Feight, presidente di DAF Trucks - DAF ha sviluppato una generazione di veicoli offrendo le migliori soluzioni possibili sia per il cliente che per il conducente. Affiancati da servizi leader nel settore e da un’organizzazione di concessionari professionali, i nuovi mezzi – che entreranno in produzione in estate – rappresentano una garanzia di qualità e affidabilità per ogni proprietario e conducente”.

I nuovi veicoli entreranno in produzione nelle configurazioni trattore (FT) e autotelaio (FA) 4x2, trattori 6x2 con assale folle posteriore (FTG) e nuove sospensioni per carichi leggeri (-29 kg) e con assali folli posteriori (FTP) con ruote da 18” e, infine, autotelaio 6x2 con assale trainato singolo (FAR). A partire dall’autunno sarà completata la gamma con le altre versioni. Ha aggiunto Feight: “I nuovi modelli esaltano gli eccellenti livelli di affidabilità, efficienza dei consumi e comfort di guida degli attuali veicoli e rappresentano l’eccellenza allo stato puro”. Coppia e potenza L’efficienza dei consumi deriva, tra le altre cose, dalla trasmissione innovativa e integrata che consente di ottenere l’interazione tra motore, impianto di post-trattamento, trasmissione e assali posteriori. La gestione dell’aria dei motori Paccar MX è stata sviluppata adot-


tando un nuovo turbocompressore, un nuovo sistema EGR e un nuovo design per l’azionamento delle valvole. Anche il rendimento termico è stato migliorato, con lo sviluppo di un sistema di combustione che include nuovi pistoni, iniettori e strategie d’iniezione, unitamente a rapporti di compressione più elevati. Per ottenere il minore consumo possibile, poi, sono state adottate nuove pompe dell’olio, dello sterzo e del liquido di raffreddamento a velocità variabile. Per ridurre il numero dei giri al minuto, la coppia massima dei motori MX-11 e MX-13 è stata aumentata ed è già disponibile a 900 giri/min! L’ultima generazione di cambi automatizzati TraXon è una dotazione di serie, con il modello standard a 12 marce e quello opzionale a 16 marce. Assali e trasmissione I design degli assali posteriori sono stati rivisti e sono possibili riduzioni fino a 2,05:1 per guidare a velocità di 85 km/h a un regime di 1.000-1.040 giri/min, in base alle specifiche della trasmissione. La nuova generazione di differenziali offre un design rinnovato della corona e del pignone, che aspira alla massima durata ed efficienza e ai livelli minimi di rumorosità. Il nuovo metodo di produzione – che applica un processo di

smerigliatura all’avanguardia – svolge un ruolo determinante a questo scopo. Anche l’applicazione di oli a bassa viscosità e in minore quantità negli assali posteriori contribuisce all’efficienza nei consumi, così come i cuscinetti dei terminali a basso attrito. I veicoli presentano una nuova architettura elettrica ed elettronica che prevede un’unità di controllo per l’integrazione della trasmissione dedicata dotata delle funzionalità avanzate EcoRoll e regolatore di velocità come il Dynamic Cruise. Grazie a un’ulteriore integrazione del Predictive Cruise Control (Regolatore di velocità predittivo) e dell’EcoRoll durante la guida in salita, il PCC può attivare l’EcoRoll in anticipo, nel momento in cui entrambe le tecnologie hanno calcolato che la massa e la velocità del veicolo sono sufficienti a “spingerlo” in cima alla salita (cambio in folle) entro la tolleranza impostata sul PCC correlata alla riduzione della velocità. Anche il freno motore Paccar è stato migliorato: la potenza frenante massima del motore MX-11 è passata da 320 a 340 kW; rilevante anche l’aumento del 20% della potenza frenante tra 1.000 e 1.500 giri/min. La potenza frenante del motore MX-13 non è inferiore a 360 kW e, nel range tra i 1.200-1.500 giri/min, è stata aumentata del 30%.

DAF HA APPORTATO ULTERIORI MIGLIORAMENTI PER RIDURRE LA RESISTENZA AERODINAMICA DEI MODELLI CF E XF. ALLO STESSO TEMPO, IL DESIGN È STATO RINNOVATO GRAZIE ALL’INSERIMENTO DI SOTTILI ELEMENTI CROMATI E AL LOGO DAF MODIFICATO. IL RISULTATO CONFERMA CHE UN’AERODINAMICA CHE CONTRIBUISCE ALLA MASSIMA EFFICIENZA DEL CARBURANTE È IL GIUSTO PARTNER PER UN DESIGN ACCATTIVANTE

L’OPINIONE

PAOLO A. STARACE

AMMINISTRATORE DELEGATO DI DAF VEICOLI INDUSTRIALI S.P.A.

“Le innovazioni presentate in quest’occasione sono importanti e perfettamente integrate nella filosofia DAF denominata ‘Transport Efficiency’, mirata al perseguimento del cosiddetto ‘Total cost of ownership’, quindi alla riduzione dei costi da parte dell’utente finale. Ma non solo. Anche all’integrazione ‘a valle’ delle esigenze del cliente, in base alla sua tipologia di lavoro. Il DAF Connect, con il quale rispondiamo a delle specifiche esigenze di trasporto, ne è un esempio. Attenzione posta quindi sì ai costi e ai consumi, ma anche alla prevenzione di tutte le tematiche legate all’assistenza, per evitare fermi macchina imprevisti e per consentire al cliente di gestire la propria flotta in modo più efficace ed efficiente. Il risparmio dichiarato del 7%, che può arrivare anche al 9%, è la summa di una serie di novità che DAF ha apportato su questi nuovi veicoli. Per quanto riguarda la Casa in generale, il 2016 è stato un anno molto positivo per DAF, in tutti i comparti. Il mercato manifesta indubbiamente una ripresa, pur contenuta, dopo anni di (quasi) totale immobilità, soprattutto per ciò che concerne il settore cava cantiere. Essendo influenzato fortemente dagli investimenti statali in infrastrutture, gli anni passati non sono stati certamente positivi per questo segmento di mercato. Oggi c’è qualche segnale di ‘risveglio’ anche in quest’ambito, così come c’è la volontà degli operatori di crederci. DAF non si è assolutamente ‘dimenticata’ di questo comparto, che rimane strategico per l’economia nazionale. Le novità di prodotto presentate a Maastricht riguardano principalmente i trattori e parte dei carri, ma nella seconda parte dell’anno completeremo il lancio delle novità incentrando l’attenzione anche su questo specifico comparto, sul quale saranno trasferite le innovazioni 2017, a conferma del fatto che per l’azienda il cava cantiere rimane una tipologia di mezzi assolutamente importante”. 49


MACCHINE I NUOVI CF E XF: I PUNTI DI FORZA • 7% di consumo carburante in meno • Motori innovativi Paccar MX-11 e MX-13 • Nuovo ed efficiente cambio automatizzato TraXon • Nuovi assali posteriori efficienti con rapporti più veloci • Moderne funzioni software per la trasmissione • Aerodinamica ottimizzata • Fino a 100 kg in meno di tara, per un carico utile maggiore • Nuovo impianto di post-trattamento dei gas di scarico compatto • Massima disponibilità del veicolo • Intervalli di assistenza fino a 200.000 km • Elevata facilità di allestimento • Sistema di gestione delle flotte DAF Connect

Carico utile maggiorato DAF ha sviluppato un impianto di posttrattamento dei gas di scarico (EAS) rinnovato e compatto che permette un maggiore spazio libero nel telaio per contenere, tra l’altro, serbatoi del carburante più grandi, compressori, cassette degli attrezzi o supporti per gru. Una tecnologia avanzata consente di ridurre il 40% di volume totale nell’unità EAS: ciò è possibile senza compromettere la contropressione, gli intervalli di pulizia del particolato o l’efficienza DeNOx (la scatola compatta si riscalda più velocemente, permettendo al motore di entrare in funzione con maggiore rapidità e frequenza nella sua mappatura carburante più efficiente). La compattezza dell’unità EAS significa anche che, nelle applicazioni speciali, il convertitore catalitico DeNOx e il filtro DPF non dovranno più 50 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

essere installati separatamente. Un altro vantaggio è la riduzione del peso di circa 50 kg: grazie all’adozione di una serie di

I NUOVI INTERNI DEI VEICOLI CF E XF DI NUOVA GENERAZIONE

misure come l’ottimizzazione del peso di motore e telaio, il peso dei veicoli è stato ridotto di 100 kg, che si traduce in 100 kg di carico utile in più e in un minore consumo di carburante. La nuova linea Per i nuovi veicoli CF e XF è stata studiata la linea Exclusive: si distingue per il color cognac del cruscotto, dei pannelli delle portiere (XF) e dei sedili in pelle, oltre che per le bocchette (il volante in pelle è una dotazione di serie sulle versioni CF e XF di lusso). Il quadro strumenti è stato rinnovato con nuovi caratteri che conferiscono un aspetto più moderno, oltre che ad aumentarne la leggibilità. Le funzionalità del pannello sono migliorate e includono un contatore tachigrafo che mostra al conducente il tempo di guida/riposo rimanente. Ciò contribuisce ad aumentare il comfort e l’efficienza, così come gli interruttori configurabili dal conducente (MUX), che possono essere posiziona-

IN OCCASIONE DELL’EVENTO DI MAASTRICHT, DAF HA MESSO A DISPOSIZIONE UNA FLOTTA DI VEICOLI IN PROVA. TRA QUESTI, NELLA FOTO, UN XF 480 FT (4X2) CONFIGURATO PER IL TRASPORTO DI MACCHINE MOVIMENTO TERRA, DOTATO DI SPACE CAB E MOTORE PACCAR MX-13 EURO 6 DA 355 KW A 1.600 GIRI/MIN


IL PUNTO DI PARTENZA DELL’ULTIMA EVOLUZIONE DEI PROPULSORI PACCAR MX-11 E MX-13 È STATO LA RIDUZIONE DEI REGIMI DI ROTAZIONE, PER ABBASSARE IL CONSUMO DI CARBURANTE. LA NUOVA GENERAZIONE DI MOTORI EROGA LA COPPIA MASSIMA A PARTIRE DA 900 GIRI/MIN, SENZA COMPROMETTERE LE PRESTAZIONI

“

“

ti sul cruscotto in base alle preferenze. Questi interruttori consentono inoltre di posizionare in modo ottimale le funzioni aggiunte, correlate al funzionamento dell’allestimento o dei componenti, quali supporti per gru. Tutte le funzioni corre-

I NUOVI VEICOLI CF E XF ASSICURANO MINIMI COSTI D’ESERCIZIO E MASSIMA DISPONIBILITÀ late alla velocità (inclusi regolatore di velocità, Predictive Cruise Control - regolatore di velocità predittivo) e Adaptive Cruise Control (controllo velocità di crociera adattativo) sono raggruppate sul lato destro del volante. ■ LA NUOVA GAMMA DI VEICOLI DAF PRESENTA NOVITÀ IMPORTANTI CHE RIGUARDANO LA TRASMISSIONE, CONCEPITE PER REGIMI BASSI DEL MOTORE. I MOTORI PACCAR MX-11 E MX-13 DI NUOVA PROGETTAZIONE SONO FORNITI DI SERIE CON CAMBI AUTOMATIZZATI TRAXON DI ULTIMA GENERAZIONE E CON I NUOVI ASSALI POSTERIORI AD ALTA EFFICIENZA

MAGGIORE REDDITIVITÀ CON DAF CONNECT Anche la nuova generazione di veicoli

zare l’efficienza logistica. DAF Connect

è equipaggiata con DAF Connect, il si-

visualizza, tra gli altri dettagli, anche le

stema di gestione online che utilizza i

informazioni sul consumo di carburan-

dati prodotti per migliorare l’efficienza

te, le distanze coperte e l’utilizzo della

della flotta.

capacità della flotta. Una parte impor-

di veicoli e conducenti). Grazie al “geo-

Quali sono le condizioni del veicolo?

tante la riveste la funzione Live Fleet,

fencing”, poi, DAF Connect può inviare

Quali i dettagli relativi ai tempi e alla

che mostra le posizioni esatte dei vei-

automaticamente dei messaggi quando

modalità di guida? Si è verificata una

coli su una mappa e se essi sono ope-

un veicolo si trova in prossimità della

deviazione rispetto all’itinerario presta-

rativi. Possono essere monitorati anche

posizione di carico o scarico. Un aspetto

bilito? È possibile prelevare un carico

gli itinerari correnti: è possibile determi-

esclusivo consiste nel fatto che i piani-

aggiuntivo lungo l’itinerario? Il moto-

nare il veicolo più adatto a una nuova

ficatori possono accedere a un numero

re viene fatto girare inutilmente al mi-

attività, a vantaggio del fattore di cari-

infinito di punti di “geofence”; se il con-

nimo? Tutte queste informazioni posso-

co e dell’efficienza della flotta (i viaggi

ducente sceglie un itinerario insolito o fa

no aiutare ad aumentare la disponibilità

effettuati vengono memorizzati, con la

una deviazione questa condizione sarà

dei veicoli, a ridurre i costi e a ottimiz-

possibilità di confrontare le prestazioni

visibile all’istante. giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE Mercedes-Benz

TRUCKS

di primavera Come da tradizione, Mercedes-Benz Italia ha organizzato anche quest’anno diversi eventi finalizzati a promuovere le proprie innovazioni. Quest’anno, in collaborazione con la concessionaria Piolanti Truck, i mezzi della Stella si sono potuti ammirare in occasione di due importanti manifestazioni di Stefano Vitali

M

ercedes-Benz Italia, in collaborazione con la concessionaria Piolanti Truck, ha dato appuntamento agli appassionati della Stella durante due weekend dello scorso mese di maggio. Il 27 e 28 maggio, in particolare, si è tenuta una nuova edizione del “Weekend del Camionista” a Misano Adriatico, l’evento più atteso da autotrasportatori e amanti dei Giganti del52 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

la strada dove è stato possibile provare il nuovo Actros ancora più potente, più parsimonioso e meno inquinante grazie al motore di ultima generazione. I clienti del settore cava cantiere, invece, hanno potuto conoscere da vicino le caratteristiche che hanno reso l’Arocs un mezzo unico nel suo segmento: l’Open Day di Primavera si è svolto sabato 13 maggio, presso la suggestiva location della Cava Penserini di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino.

Il “Weekend del Camionista” Mercedes-Benz Italia era presente con Piolanti Truck all’annuale appuntamento del Weekend del Camionista (27 e 28 maggio scorsi), organizzato presso l’Autodromo Marco Simoncelli di Misano Adriatico. Qui, durante i due giorni della kermesse, si sono potuti ammirare due modelli Mercedes-Benz Actros: un trattore 1853 full optional con cabina Giga


contenuti di design e funzionalità esclusivi. Un adeguato spazio è stato dedicato anche al Fuso Canter a telaio, che ha dato sfoggio della sua robustezza nella prova in cantiere. In quest’occasione, si è potuti salire a bordo del nuovo Actros con motore e catena cinematica di ultima generazione e testare tutti i suoi vantaggi. Il motore Mercedes-Benz OM 470 garantisce prestazioni migliori su tutti i fronti, approfittando delle migliorie tecniche

della versione evoluta del fratello maggiore OM 471, attuate lo scorso anno. In particolare, il 6 cilindri in linea OM 470 da 10,7 l di cilindrata è il più compatto dei motori Heavy Duty con la Stella. Si tratta quindi del propulsore “su misura” per chi necessita di una struttura compatta di peso contenuto, prestazioni elevate (grazie a 460 CV di potenza e a una coppia di 2.200 Nm), massima efficienza a fronte di bassi consumi di carburante e lunghi intervalli di manutenzione.

Space e un trattore 1845 allestito nella versione speciale “20°Anniversario”, caratterizzato da una dotazione completa di equipaggiamenti per la sicurezza, il comfort e l’efficienza e da una serie di giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE

PIOLANTI VUOL DIRE FIDUCIA Il test delle macchine Mercedes è avvenuto in collaborazione con la concessionaria Piolanti, che da più di 35 anni è al fianco di chi lavora nell’industria edilizia. Quest’importante realtà made in Italy è un’impresa familiare divenuta un punto di riferimento nel settore dei calcestruzzi preconfezionati, degli DA SINISTRA GIACOMO PIOLANTI, IL PADRE LIVIO E IL FRATELLO ANGELO

scavi e, naturalmente, delle macchine movimento terra. Chi si rivolge al concessionario romagnolo lo fa con

la consapevolezza di trovare un servizio completo e una vasta gamma di soluzioni. Il suo raggio d’azione, infatti, spazia dagli impianti per la lavorazione e il pompaggio del calcestruzzo ai singoli pezzi di ricambio, passando per i veicoli, i mezzi d’opera, i macchinari per il movimento terra e l’assistenza post-vendita. Decisamente positivi i commenti dei visitatori di questo Open Day e comprensibile la soddisfazione degli organizzatori della manifestazione. Ha afferma Angelo Piolanti, titolare del Gruppo con il padre Livio e il fratello Giacomo: “Abbiamo investito molte risorse per rendere questa giornata realmente utile ai numerosi partecipanti all’evento: oltre 30.000 m2 di campo prove, un’area destinata all’accoglienza e alla ristorazione di 180 m2 e, naturalmente, tutto il nostro staff schierato in campo per fornire l’assistenza e le informazioni necessarie. A fronte di tutto questo, la risposta dei nostri clienti è stata davvero eccezionale e ha superato anche le più rosee aspettative; abbiamo registrato centinaia di accessi e le macchine hanno lavorato ininterrottamente per tutta la giornata.

“

I MEZZI DELLA STELLA SI SONO POTUTI AMMIRARE IN OCCASIONE DI DUE IMPORTANTI MANIFESTAZIONI, ORGANIZZATI IN SINERGIA CON IL CONCESSIONARIO PIOLANTI TRUCK

Oltre 1.100 l di carburante risparmiati all’anno, circa 3 t in meno di CO2: questi sono due dei principali dati orientativi riferiti a un trattore stradale per i trasporti di linea equipaggiato con il motore Heavy Duty di seconda generazione OM 471 Mercedes-Benz ipotizzando una percorrenza annua di 130.000 km. Quattro anni dopo l’introduzione della rivoluzionaria generazione di motori, ora tocca allo stadio di sviluppo successivo, con cui l’Actros aumenta ancora il suo vantaggio competitivo in termini di efficienza. Con questo propulsore gli ingegneri Mercedes-Benz sono riusciti a fare la quadratura del cerchio: il consumo di carburante scende anche del 3%, mentre contemporaneamente la dinamica di marcia migliora grazie a una coppia più elevata. A incoronare la serie costruttiva c’è ora una nuova potenza massima da 390 kW (530 CV), con una coppia di 2.600 Nm. Da non dimenticare poi la robustezza, anch’essa migliorata. La seconda generazione del motore OM 471, dunque, stabilisce nuovi parametri di riferimento tra i propulsori Heavy Duty per i veicoli industriali pesanti. Tutti in cava! Quest’anno, Piolanti Truck ha deciso di organizzare il tradizionale Open Day di Primavera in una location d’eccezione – la Cava Penserini di Fano – con l’obiettivo di uscire dalla staticità e di inserire le macchine in un contesto lavorativo quotidiano, facendo provare ai clienti (e potenziali tali) le

“

CON L’EVENTO TENUTOSI PRESSO LA CAVA PENSERINI DI FANO, MERCEDES-BENZ – IN COLLABORAZIONE CON PIOLANTI TRUCK – SI È POSTA L’OBIETTIVO DI INSERIRE LE MACCHINE IN UN CONTESTO LAVORATIVO QUOTIDIANO FACENDO VERIFICARE AGLI OSPITI INTERVENUTI LE PRESTAZIONI DEI MEZZI 54 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


IN OCCASIONE DELL’EVENTO IN CAVA SI È AVUTA LA POSSIBILITÀ DI TESTARE IN PRIMA PERSONA UNA SELEZIONE DI VEICOLI MERCEDES-BENZ AROCS APPOSITAMENTE ALLESTITI IN MANIERA DINAMICA

prestazioni dei vari mezzi esposti. In quest’occasione si è avuta la possibilità di testare in prima persona una sele-

zione di veicoli Mercedes-Benz Arocs appositamente allestiti in maniera dinamica. Tra i vari allestimenti anche

AROCS:

betoniere e betonpompe, realizzati da Cifa, specialista in quest’ambito e tra i maggiori player sia in Italia che a livello mondiale. Grazie alla semplicità di allestimento e la stretta collaborazione tra Mercedes-Benz Italia e il mondo degli allestitori, fin dal suo debutto, Mercedes-Benz Arocs ha fissato nuovi standard nel segmento, ponendosi come punto di riferimento per il settore cava-cantiere. Disponibile come trattore, carro, mezzo d’opera e stradale, Arocs si distingue per una gamma completa e versatile, in grado di rispondere a qualsiasi esigenza del settore. Inoltre, grazie ai telai rinforzati con spessore fino a 9 mm, ai potenti motori Euro VI fino a 3.000 Nm di coppia e 630 CV di potenza e a un infinito numero di soluzioni specifiche per gli allestimenti e prese di forza disponibili direttamente dalla fabbrica, Mercedes-Benz Arocs si è guadagnato la fiducia di molti allestitori, che hanno sviluppato sovrastrutture specifiche ■ per questo veicolo.

EFFICIENZA IN CANTIERE L’Arocs è un mezzo che coniuga forza, robustezza ed efficienza, rinnovando la tradizione dei veicoli da cantiere MercedesBenz, e che affronta il futuro con tecnologie innovative e avveniristiche. Grazie alla catena cinematica potente e resistente e alla robusta e solida struttura delle sospensioni e del telaio (che si distingue anche per un’elevata resistenza alle sollecitazioni), con questo veicolo è possibile affrontare qualsiasi condizione di marcia, anche la più gravosa. I bassi consumi dei motori Euro VI di serie con sistema d’iniezione Common Rail ad alta pressione, la durata più lunga di numerosi componenti, i costi di riparazione e manutenzione più bassi e la facilità di allestimento ne assicurano un utilizzo redditivo.Tra le altre caratteristiche: una curva di coppia

tomatizzato PowerShift Mercedes 3, di

nalisi impiego FleetBoard.

ampia, per una limitata frequenza di in-

serie su alcune versioni, con program-

In generale, dunque, non importa che si

nesto e meno sollecitazioni su frizione e

mi di marcia adattati alle esigenze dei

tratti di un trattore per semirimorchio, un

cambio;

veicoli da cantiere; la cabina, con scoc-

veicolo cassonato, una betoniera o un ri-

ca realizzata al 100% con lamiera zinca-

baltabile pesante: le varianti stradali e a

le frizioni di nuova generazio-

ne; la frizione con Turbo Retarder (a richiesta), per partenze e manovre esenti

te. Ad aiutare l’autista a ridurre i con-

da usura a fronte di pesi complessivi e

sumi contribuiscono anche il sistema

veicolo adatto a qualsiasi esigenza di la-

FleetBoard EcoSupport di serie e l’A-

voro in cantiere.

valori di coppia elevati; il cambio au-

trazione integrale dell’Arocs offrono un

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE Bauer

Scavare in profondità,

56 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


PUNTARE IN ALTO Il tradizionale appuntamento con gli “Schrobenhausener Tage”, tenutosi presso la sede centrale del gruppo Bauer Maschinen, ha rappresentato una ghiotta occasione per toccare con mano tutte le novità del costruttore tedesco nell’ambito delle fondazioni speciali di Riccardo Lorenzi

G

iunta ormai alla sua ventunesima edizione, l’esposizione del gruppo Bauer Maschinen non smette di rinnovarsi. L’edizione 2017 degli “Schrobenhausener Tage”, svoltasi all’inizio di maggio, è stata caratterizzata da numerose novità, riunite sotto lo slogan “Scavare in profondità, puntare in alto”. È stato questo il filo conduttore di un evento - durato tre giorni - finalizzato a posizionare l’azienda sempre più vicina ai bisogni dei propri clienti, anche attraverso un contatto diretto tra questi e le macchine Bauer, che sono il frutto di ingenti investimenti, finalizzati per renderle sempre più all’avanguardia in termini di tecnologia e risultati. Tutte le attività del Gruppo sono focalizzate sul raggiungimento dei massimi standard qualitativi; “Puntare in alto” è stata anche la parola d’ordine di uno dei modelli della gamma di perforatrici Premium BG in esposizione, una macchina da 42 m comprensiva di unità Cutter Soil Mixing. Lo stesso slogan è stato utilizzato anche per l’idrofresa CBC 30 che, giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE con la sua moderna configurazione a basso profilo, è in grado di raggiungere profondità di miscelazione fino a 80 m, pur con un’altezza limitata a soli 8,7 m. Per non parlare di uno dei protagonisti assoluti dell’esposizione: un percorso panoramico, realizzato con elementi in acciaio forniti da Peri, uno dei maggiori produttori del settore, che con i suoi 8 m di altezza ha offerto ai visitatori un’eccellente quanto inconsueta visuale su tutte le macchine esposte.

Gli impianti di perforazione Nell’ambito degli “Schrobenhausener Tage” sono stati esposti cinque impianti di perforazione rotary, inclusa una versione ribassata della BG 24 H su carro BT 75. A fronte di un’altezza contenuta di soli 8,75 m, la macchina raggiunge una profondità di perforazione di oltre 47 m con un’asta kelly telescopica a 10 elementi. Come tutte le piattaforme PremiumLine, inoltre, la BG 24 H implementa la tecnologia Energy Efficient

L’OPINIONE brevetto che rappresenti meglio degli altri questa nostra vocazione, perché ne abbiamo centinaia. Al di là delle singole soluzioni – come quelle che consentono di risparmiare fino al 30% di energia – sottolineo come il nostro approccio consista nel produrre macchinari con un’attenzione tale da comportare il fatto che ogni novità, piccola o grande che sia, viene introdotta solo se garan-

ALBERTO DALLE COSTE

MANAGING DIRECTOR DI BAUER MACCHINE ITALIA

tisce una reale convenienza al cliente. L’intera filosofia costruttiva della nostra

“Al di là dei singoli prodotti presenta-

azienda può essere letta attraverso que-

ti duranti gli Schrobenhausener Tage,

sta chiave di lettura: nulla viene imple-

a mio avviso il messaggio più impor-

mentato solo perché rappresenta una

tante legato a questo evento è come

novità tecnologica, ma al preciso scopo

Bauer si sia confermata quale il costrut-

di far guadagnare il cliente. E la conve-

tore di macchine da fondazione specia-

nienza dell’investimento, ovviamente,

le più all’avanguardia sul mercato. Lo

la si vede a fine ciclo della macchina.

dimostra anche il fatto che lo sviluppo

Molti clienti che tornano da noi anche

di queste macchine parte sempre e co-

a 10 anni di distanza dall’acquisto pre-

munque da noi: è Bauer che fissa il po-

cedente, perché si sono resi conto che

sizionamento dell’asticella, in questo

con le nostre soluzioni, magari pagate

settore. Anche in questo Open House

qualcosa in più all’inizio, nel corso degli

abbiamo messo in mostra soluzioni

anni hanno consentito loro di produrre

con coppie di rotazione che sono tut-

di più e meglio. Se ogni prodotto non

tora inimmaginabili per la concorren-

rendesse più di quanto è stato pagato,

za. Bauer porta sul campo macchinari

state certi che non avremmo questo ti-

la cui efficienza energetica è irraggiun-

po di riscontri che, invece, sono costanti

gibile da parte degli altri player, per cui

e sempre positivi.

si può dire che con quest’evento si è

Dopo anni di lavoro, tutti si rendono

fissato un nuovo benchmark. Bauer co-

conto di quanto valga una macchina

struisce solo macchine da fondazioni

Bauer. I nostri clienti rivendono i mac-

speciali. Il suo obiettivo è quello di otti-

chinari a distanza di molti anni a valori

mizzare i macchinari per quest’ambito.

che non si sarebbero mai immaginati.

Certo, non siamo gli unici a operare in

L’affidabilità, la tenuta del mercato e il

questo settore, ma tra tutti i costruttori

numero limitato di ricambi che si ren-

siamo l’azienda che maggiormente in-

dono necessari durante il ciclo delle no-

veste in ricerca e sviluppo, nonché in

stre macchine fanno la differenza, col-

nuove tecnologie. È difficile indicare un

locandoci al top del mercato”.

58 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Power (EEP), che non solo diminuisce il consumo di carburante fino al 30%, ma migliora anche l’efficienza della macchina e ne ottimizza il funzionamento in parallelo di carichi primari e ausiliari. Anche le emissioni acustiche sono state ridotte in misura significativa. Accanto alla BG 24 H sono state esposte anche una BG 36 e una BG 45 della serie PremiumLine. Quest’ultima comprende impianti multifunzionali utilizzabili con una vasta gamma di metodologie di perforazione nella realizzazione di opere di fondazione. Questa linea di prodotti si distingue per gli elevati standard di sicurezza, un basso impatto ambientale e rilevanti livelli di efficienza e prestazioni. Tra gli altri vantaggi spiccano una notevole facilità di trasporto, un rapido allestimento e una lunga durata. La gamma ValueLine è stata invece rappresentata dai modelli BG 26 e BG 30: le macchine di questa linea sono ottimizzate per la perforazione con kelly: le loro caratteristiche includono un’asta maggiorata per raggiungere grandi profondità di perforazione, un asse di perforazione idoneo alla realizzazione di per-

ALTA 17,3 M LA GB 50 È UNA BENNA IDRAULICA CHE PUÒ SOLLEVARE FINO A 83 T


LA CBC 30, CON LA SUA AMPIA GAMMA DI CONFIGURAZIONI, OFFRE PRESTAZIONI DEGNE DEI SUOI “FRATELLI MAGGIORI”

forazioni di grande diametro, elevate forza di tiro dell’argano e coppia e un efficiente propulsore diesel. Tra le altre star dell’evento, la già citata idrofresa CBC, un impianto che offre una gamma di configurazioni decisamente ampia in grado di adattarsi a molteplici situazioni operative e cantiere caratterizzati da spazi di lavoro limitati. A dispetto delle dimensioni compatte questa macchina, estremamente silenziosa e dotata di un potente motore da 570 kW, offre le stesse prestazioni dei suoi “fratelli maggiori”, le gru della serie MC, qui rappresentate dalla MC 86, un nuovo modello di fascia media che sostituisce il predecessore MC 64 all’interno della gamma Bauer. La gru supporta carichi utili fino a 110 t grazie a un sottocarro rinforzato e a contrappesi supplementari; ulteriori caratteristiche includono nuovi argani a caduta libera da 30 t con elevate velocità e capacità di cablaggio, un’unità di perforazione completamente rivista per accogliere funi fino a 34 mm di diametro e una nuova testata universale per operazioni di presa e sollevamento. Un jib opzionale offre un carico utile massimo di 35 t. La nuova cabina è dotata di B-Drive e Klimatronic come allestimenti standard. Grazie alla tecnologia EEP, la MC 86 garantisce un’elevata efficienza operativa, elevate prestazioni e minime perdite di carico.

Spazio alle filiali Come di consueto le filiali del gruppo Bauer Maschinen sono state rappresentate da numerose macchine esposte e alcune novità. Ad esempio, RTG Rammtechnik GmbH ha esposto una RG 19 T, una macchina per pali RM 20 e un vibratore silenziato SilentVibro MR 150 AVM, presentato per la prima volta all’edizione 2016 del Bauma di Monaco di Baviera. Questo vibratore silenziato riduce notevolmente le emissioni acustiche in corrispondenza del fronte di lavoro grazie ad alcune soluzioni come l’isolamento acustico dell’innesto della molla e l’incapsulamento dell’area frontale, compresi i motori idraulici. I vibratori RTG sono insensibili alla temperatura ambiente grazie al loro sistema di raffreddamento con lubrificazione idraulica integrata. Un’altra caratteristica esclusiva unica è l’immersione completa in olio idraulico biodegradabile. L’RG 19 T dispone di un sistema di aggancio automatico ACS e di un dispositivo di abbassamento del contrappeso dotato di argano ausiliario. Klemm Bohrtechnik GmbH ha presentato, tra le altre cose, quattro dei suoi impianti KR: la perforatrice KR 702-2R per spazi limitati con centralina separata, la rotary KH 22, con cabina di sicurezza e telecomando, e le KR 806-3D, KR 806 -3G e KR 807-7G per ancoraggi e perforazioni. Hausherr System Bohrtechnik ha esposto l’impianto di

perforazione HSB 3000 per applicazioni minerarie con diametri di perforazione fino a 165 mm. ABS Trenchless, azienda specializzata in macchine per la realizzazione di reti sotterranee no dig, ha illustrato le funzionalità dell’impianto di perforazione su roccia CRB 100 per la perforazione a controllo ottico di fori pilota in roccia e pietra di elevata durezza, nonché un impianto di perforazione ABS 600 per diametri fino a 700 mm. Prakla Bohrtechnik GmbH, produttore di perforatrici per impianti geotermici, prospezioni e pozzi, ha esposto la perforatrice RB 65: la macchina ha una capacità al gancio di 63 t ed è in grado di eseguire perforazioni a una profondità di 2.000 m, utilizzando diversi tipi di cavi e camicie grazie alle diverse varianti di antenna disponibili. MAT Mischanlagentechnik,

LA GAMMA DI IMPIANTI DI PERFORAZIONE VALUELINE È OTTIMIZZATA PER LA PERFORAZIONE CON KELLY giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 59


MACCHINE

ARNULF CHRISTA, NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO DI BAUER, CATALIZZA L’ATTENZIONE DEL FOLTO PUBBLICO INTERVENUTO AGLI SCHROBENHAUSENER TAGE

infine, sviluppa sistemi completi di miscelazione e separazione fanghi, centrifughe e pompe per tutte le applicazioni nell’ambito delle fondazioni speciali. I loro prodotti, tra cui due dissabbiatori, una centrifuga a decanter, un miscelatore batch e un miscelatore a flusso, nonché un battipalo diesel della Pileco, filiale statunitense di Bauer Maschinen, hanno affiancato la gamma di macchine per fondazioni speciali in esposizione.

I VIBRATORI RTG UTILIZZANO UN SISTEMA DI RAFFREDDAMENTO CON LUBRIFICAZIONE IDRAULICA INTEGRATA 60 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Focus e dibattiti Le migliaia di ospiti che hanno partecipato all’evento Bauer sono stati accolti da Arnulf Christa, il nuovo amministratore delegato di Bauer Spezialtiefbau GmbH, e dal capo dell’unità commerciale interna Walter Haus. La conferenza ha avuto inizio con presentazioni su progetti di ristrutturazione edilizia, che stanno diventando sempre più importanti per l’ingegneria delle fondazioni specialistiche, in seguito a una crescente urbanizzazione. I relatori hanno presentato progetti da Berlino, Monaco di Baviera, Zurigo e Francoforte, dove siti difficilmente accessibili o siti contaminati rappresentavano sfide impegnative. Le relazioni hanno evidenziato come la collaborazione tra gli sviluppatori e i contractor rappresenti un presupposto essenziale per il successo dei progetti. Il simposio ha poi preso in esame le innovazioni tecniche dell’azienda, dal reparto Ricerca & Sviluppo all’utilizzo del BIM, del quale si è occupato il membro del consiglio di amministrazione Florian Bauer. Il focus si è quindi spostato sul tema del suolo e delle bonifiche che, come spiegato da Haus, “sta diventando sem-

pre più importante anche in ragione degli sviluppi demografici”. Sono quindi stati presentati i progetti internazionali accomunati dallo slogan “Il mondo è il nostro mercato”. Michael Jones e Harald Heinzelmann, membri del CdA di Bauer Spezialtiefbau, insieme a Paul Scheller, amministratore delegato di Bauer Renewables, hanno fatto il punto su numerosi cantieri che rappresentano vere e proprie sfide. Le condizioni climatiche estreme e la necessità di fronteggiare le tempeste hanno svolto un ruolo determinante durante i progetti di costruzione a Sydney, nei territori del Nord Ovest del Canada e al largo dalla costa scozzese. Dieter Stetter, amministratore delegato di Bauer Maschinen GmbH, ha presentato gli ultimi sviluppi dei prodotti nel segmento Equipment, per poi dare il via a un tour dell’area espositiva interna, nel corso del quale i partecipanti hanno avuto l’opportunità di vedere in prima persona le innovazioni e di dare un’occhiata alle macchine. L’evento si è concluso con l’intervento di Thomas Bauer dal titolo “Uno spostamento dei valori sta modellando le aziende e i mercati”. Il presidente del CdA di Bauer AG ha spiegato come i valori siano importanti, ma vadano anche gestiti con oculatezza. Secondo il suo punto di vista, “tutti devono assumersi la responsabilità della collaborazione per avere successo”, mentre al contrario un eccesso di regolamenti non fa che determinare un clima generale di spersonalizzazione, nel quale nessuno si ■ sente più responsabile.


è online! OnSite è il nuovo progetto media specializzato rivolto agli imprenditori, agli operatori, ai tecnici e a tutti coloro che operano ogni giorno “sul campo” nella filiera del cantiere e del sollevamento NEWS AFTERMARKET

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HANDS ON RIVISTE ONLINE

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Hands On

IL COSTRUTTORE BRITANNICO HA RINNOVATO COMPLETAMENTE LA SUA GAMMA DI MINI E MIDI ESCAVATORI, PRESENTANDO MODELLI DI ULTIMA GENERAZIONE, COMPATTI E A RAGGIO DI ROTAZIONE ZERO, OGGI DISPONIBILI IN UN RANGE DI MACCHINE DALLE 2 ALLE 10 T. PARTICOLARMENTE INTERESSANTE IL MINIESCAVATORE GIROSAGOMA 48Z-1 ETTORE ZANATTA 62 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1

FORZA

DI NUOVA GENERAZIONE

N

el solco di un graduale rinnovamento della gamma avviato negli ultimi due anni, JCB offre oggi un’ampia gamma di miniescavatori ed escavatori compatti di ultima generazione particolarmente efficienti, silenziosi ed economici. La gamma spazia dai modelli d’ingresso fino alla macchina da 10 t. Queste macchine sono disponibili in diverse configurazioni: con ingombro posteriore tradizionale (sigla C), con ingombro posteriore ridotto (sigla R) e “zero tail swing” (sigla Z). Come il modello 48Z-1, che va a sostituire i precedenti 8045Z e 8050ZTS.

IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1 è UNO “ZEROTAIL SWING” DOTATO DI GRUPPO DI SCAVO RIPROGETTATO, CON SEZIONE PRINCIPALE DEL BRACCIO PIÙ LUNGA E AVAMBRACCIO PIÙ CORTO

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 63


Hands On I miglioramenti apportati a questo miniescavatore da 4.792 kg si possono riassumere in: intervalli di ingrassaggio di 500 ore; strumentazione migliorata in cabina; aumento dello spazio della cabina; 11% di miglioramento della visibilità; 9% in più di forza di strappo alla benna; 5% in più di altezza di scarico; 2% in più di forza di strappo all’avambraccio. Prestazioni e produttività Il miniescavatore 48Z-1 – così come le altre versioni della gamma di nuova generazione (il 51R-1, il 55Z-1 e il 57C-1, tutti modelli completamente nuovi) – si distingue per il

BASSI COSTI DI GESTIONE

Il miniescavatore 48Z-1 appartiene a una gamma di nuova generazione che comprende anche i modelli 51R-1, 55Z-1 e 57C-1. Tutti condividono il design robusto già testata e apprezzato nelle macchine di maggiori dimensioni della nuova generazione di escavatori compatti del costruttore britannico

I quattro nuovi miniescavatori di JCB

non richiede l’uso di alcun attrezzo per

consente di ridurre i tempi di fermo e gli

possono essere diversificati nell’ado-

accedere ai principali componenti idrau-

interventi di manutenzione giornaliera,

zione del propulsore, scegliendo tra il

lici. Il gruppo di scavo con boccole, ora

limitando i costi di gestione del cliente

motore Stage IIIA/Tier 4 Interim Perkins

con intervalli di ingrassaggio di 500 ore,

e aumentando la produttività.

oppure lo Stage IIIB/Tier 4 Final JCB by Kohler. Il primo offre 35,7 kW di potenza e 143 Nm di coppia, mentre il motore JCB by Kohler genera 36 kW di potenza con una coppia pari a 225 Nm. L’accesso a questo importante componente è stato migliorato grazie all’ampia apertura del cofano in acciaio posto nella parte posteriore e sul lato della macchina. Questo, unitamente all’indicatore di livello diesel esterno, consente di rabboccare con facilità il serbatoio da terra (è possibile scegliere una pompa di rifornimento con funzione di arresto automatico per ridurre perdite di materiale e aumentare la sicurezza). La nuova cabina, inoltre, dispone di una sezione del pavimento rimovibile che 64 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1 Grazie a una struttura Heavy Duty e alla struttura ad “H” semplificata, il sottocarro del miniescavatore JCB 48Z-1 è resistente e offre un’elevata sicurezza in cantiere. I cingoli in gomma da 400 mm a maglie concatenate garantiscono un’adeguata operatività anche nelle applicazioni più gravose. Sono disponibili anche cingoli in acciaio da 400-550 mm, preforati, per facilitare l’installazione dei sovrapattini in gomma, e, in opzione, pattini dedicati Roadliner (Bridgestone GeoGrip) che consentono di sostituire i singoli elementi in caso di necessità

design robusto già testato e apprezzato delle macchine di maggiori dimensioni della nuova generazione di escavatori compatti JCB, peculiarità che si concretizza in particolare nella carrozzeria totalmente in acciaio e nell’avambraccio a quattro piastre. Il gruppo di scavo è dotato di boccole i cui intervalli d’ingrassaggio sono stati portati a 500 ore, come accennato; inoltre, JCB ha rielaborato i punti di attacco dei perni in modo da poter montare

benne di svariati marchi, mentre possono essere specificati degli attacchi rapidi idraulici o meccanici opzionali per una sostituzione più rapida dell’attrezzatura. Il costruttore britannico ha peraltro sviluppato una nuova gamma di benne ECO, caratterizzate da un profilo ridisegnato che offre una maggiore facilità di riempimento e una migliore ritenzione del materiale. Il miniescavatore è poi dotato di un gruppo di scavo riprogettato, caratterizzato da una sezione principale del braccio più lunga e da un avambraccio più

Il braccio e l’avambraccio completamente saldati con robot sono realizzati in acciaio ad alta resistenza, con piastre di rinforzo interne che assicurano una maggiore durata

corto, per garantire un’altezza di scarico maggiore del 5% e facilitare il carico di dumper e autocarri. Il sistema idraulico migliorato, infine, offre fino al 9% in più di forza di strappo alla benna e il 2% di maggiore forza di strappo all’avambraccio, il che massimizza prestazioni e produttività.

Per il miniescavatore 48Z-1, come per tutti i modelli della nuova gamma JCB, si utilizzano componenti di primari produttori, tra cui motori Perkins, componenti idraulici Nachi e Bosch Rexroth e cingoli Bridgestone

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 65


Hands On I PUNTI DI FORZA LA CABINA MIGLIORATA LA VISIBILITÀ (+11%) L’ALTEZZA DI SCARICO (+5%) LA FORZA DI STRAPPO ALLA BENNA (+9%) LA FORZA DI STRAPPO ALL’AVAMBRACCIO (+2%) GLI INTERVALLI DI INGRASSAGGIO DI 500 ORE

COFANO IN ACCIAIO AD AMPIA APERTURA

CINGOLI IN GOMMA DI ALTA QUALITÀ DA 400 MM

TUBI FLESSIBILI A LIVELLO TORRETTA

DOZER A QUATTRO VIE (OPZIONALE) 66 ONSITECONSTRUCTION - febbraio 2017

CABINA ROPS/TOPS


IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1 BRACCIO E AVAMBRACCIO IN ACCIAIO AD ALTA RESISTENZA

DESIGN A QUATTRO PIASTRE DELL’AVAMBRACCIO

PROTEZIONE DEL CILINDRO BRACCIO (OPZIONALE)

SUPPORTO BRACCIO HEAVY DUTY

SOTTOCARRO HEAVY DUTY CON STRUTTURA AD “H”

COMANDO DOZER ELETTROIDRAULICO

BARICENTRO RIBASSATO

BENNE “ECO” E ATTACCO IDRAULICO “QUICKHITCH” febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 67


Hands On Il nuovo dozer a quattro vie (opzionale) può essere angolato a destra e a sinistra. Unitamente alla funzione flottante, rende le operazioni di livellamento e riempimento estremamente semplici, anche su pendenze e terreni irregolari

Un impianto idraulico a centro chiuso offre una portata completamente compensata per un azionamento regolare, preciso ed equilibrato anche in caso di azionamento contemporaneo di più funzioni. I circuiti ausiliari doppi programmabili forniscono portate del circuito idraulico alte e basse opzionali per utilizzare numerose attrezzature, aumentando la versatilità della macchina. Entrambi i circuiti ausiliari sono dotati di controllo proporzionale elettrico e completamente regolabili, per garantire il controllo ottimale delle attrezzature

Il miniescavatore JCB 48Z-1 è equipaggiato con tubi flessibili idraulici codificati da appositi colori, per una facile identificazione

L’ampiezza del sottocarro e il baricentro ribassato garantiscono stabilità al miniescavatore 48Z-1

Controllo totale Il miniescavatore JCB 48Z-1 è dotato di una cabina più spaziosa (il modello 57C-1 usa addirittura la medesima struttu-

ra della macchina più grande da 10 t). La cabina è del 18% più spaziosa e offre fino all’11% in più di visibilità, migliorando così il comfort e la sicurezza in cantiere.

È possibile scegliere tra un’ampia gamma di benne ECO di JCB, progettate per garantire il risparmio di carburante. L’attacco idraulico Quickhitch installato di fabbrica con marchio CE è un’opzione che consente una maggiore rapidità nella sostituzione delle attrezzature

Il miniescavatore JCB 48Z-1 dispone di una cabina ancora più spaziosa rispetto a prima, con ampi spazi disponibili, un porta-telefono, una rete di contenimento e un porta-bicchiere. All’area di accede in modo agevole e sicura attraverso un ampio sportello. Per garantire l’adeguato comfort all’operatore, è disponibile un nuovo sedile ammortizzato completamente regolabile. L’opzione con sospensioni pneumatiche è dotata di posizioni di regolazione indipendenti. La macchina offre una visibilità maggiore rispetto ai modelli precedenti, grazie anche alla suddivisione 70/30 del parabrezza, progettato per garantire una manovrabilità e operazioni di scavo più sicuri

68 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1 In cabina è ora disponibile una tecnologia di display digitali all’avanguardia. L’interfaccia utente, la schermata iniziale personalizzabile e le informazioni diagnostiche specifiche agevolano il lavoro dell’operatore. Il pannello e i monitor sono dotati di pulsanti chiaramente identificabili

Sempre all’interno della cabina il miglioramento più rilevante è l’adozione di un nuovo display e sistema di controllo, con un controller rotativo di stile automobilistico che consente un facile accesso a una serie di sistemi e informazioni. L’operatore può impostare dalla cabina le portate del circuito ausiliario per due attrezzature separate, mentre il pulsante della modalità Menù consente di commutare il controller rotativo tra le modalità di accelerazione, tra cui una funzione di minimo a un solo pulsante e la modalità Menù. La cabina è inoltre proposta con un nuovo pannello di comandi “a membrana”, al fine di controllare le impostazioni della portata del circuito ausiliario, le luci di lavoro, il lampeggiante, i tergicristalli e il sistema di sicurezza aggiuntivo di attivazione dell’impianto idraulico “2Go” di JCB. Come negli escavatori più grandi della serie JS di JCB, questo miniescavatore dispone di nove modalità di potenza, tra cui la modalità Eco e, per la prima volta, una modalità H+ per le operazioni di scavo più impegnative (la macchina può essere ordi-

zione opzionale di sollevamento sicuro, completa di avvisatori di sovraccarico integrati. Novità assoluta per il settore in questa categoria di peso, tale funzione incorpora una grafica di tipo verde-giallorosso nel nuovo pannello di controllo, con un allarme sonoro che si attiva in caso di prossimità al sovraccarico. È facile prevedere che la funzione di sollevamento sicuIl quadro comandi presenta anche radio, caricatore per cellulari da 12 V, un riscaldatore con dispositivo di sbrinamento vetri e un impianto di aria condizionata (opzionale) ad alte prestazioni, con otto bocchette di ventilazione. Il controller rotante e gli interruttori sono progettati per garantire la massima facilità di utilizzo

nata già pronta per l’installazione di dispositivi di ribaltamento/rotazione, con una terza funzione ausiliaria programmabile). Altra innovazione: l’aggiunta di una fun-

Con il comando del dozer elettroidraulico ed ergonomico di serie gli operatori usufruiscono di un controllo del livellamento agevole e preciso

MASSIMA PROTEZIONE La cabina del nuovo miniescavatore JCB

nale, i comandi idraulici possono essere

48Z-1 è conforme alle protezioni ROPS e

attivati solo quando l’operatore è seduto

TOPS; per una maggiore protezione del-

con la cintura di sicurezza agganciata.

la cabina stessa e dell’operatore è pos-

Le valvole di blocco (HBCV), opzionali

sibile scegliere di installare sulla nuova

in base al paese, per braccio, dozer e

macchina il vetro di protezione antiur-

avambraccio con display di sovracca-

to. Il sistema di sicurezza a leva di JCB

rico aumentano la sicurezza operativa.

isola completamente le funzioni idrauli-

La schermata di sovraccarico mostra un

che per impedire movimenti imprevisti.

grafico a barre con colori da verde a ros-

Il sistema 2GO di JCB assicura che i co-

so per indicare se il punto di sovracca-

mandi idraulici del mezzo possano es-

rico è vicino o è stato oltrepassato; se

sere azionati solo in posizione sicura e

viene superato, viene emesso un segna-

tramite due comandi separati. Inoltre,

le acustico e la barra lampeggia per av-

come funzionalità di protezione opzio-

vertire l’operatore.

ro sarà molto apprezzata in tutta Europa, quindi viene inclusa di serie quando si specificano le valvole di blocco, per garantire la massima sicurezza ai clienti che utilizzano le macchine per sollevare tubazioni e altri materiali in cantiere. La produttività è stata ulteriormente migliorata con l’adozione di una leva di comando del dozer elettroidraulico, con un massimo di tre pulsanti sull’estremità per il controllo della traslazione a due velocità, del dozer flottante e di una lama del dozer regolabile in quattro direzioni, se installata. La leva robusta ed ergonomica è caratterizzata da un ampio diametro e una maggiore resistenza, per offrire una migliore risposta e un controllo più preciso sui terreni accidentati. I pulsanti separati sull’estremità della leva di comando attivano la traslazione a due velocità “auto-kick down” standard della macchina,

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 69


Hands On LAVORARE IN MODO “INTELLIGENTE” degli interventi, e dati in tempo reale sull’ubicazione del mezzo, per un’age-

Ulteriori protezioni opzionali delle luci di lavoro su braccio e cabina assicurano una maggiore protezione di componenti vulnerabili in applicazioni gravose

vole gestione della flotta (sono disponibili anche segnalazioni critiche della macchina e storici di manutenzione). Fornendo informazioni quali il monitoraggio dei tempi di funzionamento a regime minimo e il consumo di carburante, inoltre, JCB LiveLink contribuisce a ridurre i consumi, con conseguente risparmio di denaro e aumento della produttività. Le informazioni relative all’ubicazione della macchina possono Anche il miniescavatore 48Z-1 beneficia

migliorare l’efficienza e portare perfino

dei vantaggi garantiti dal sistema soft-

a una riduzione dei premi assicurativi.

ware LiveLink, che consente di gestire le

Le segnalazioni “Geofence” in tempo

macchine JCB da remoto (online, tramite

reale del sistema LiveLink, poi, avvisa-

e-mail o telefono cellulare) e di avere ac-

no quando la macchina esce dalle zo-

cesso totale alle segnalazioni della mac-

ne di lavoro prestabilite, mentre le se-

china, ai report carburante e alle informa-

gnalazioni “Curfews”, sempre in tempo

zioni sulla cronologia, con tutti i dati me-

reale, avvisano in caso di utilizzo non

morizzati in un centro sicuro.

autorizzato. Ulteriori vantaggi riguar-

I vantaggi citati si manifestano in termini

dano le informazioni in tempo reale

di manutenzione, di economia generale e

sull’ubicazione, l’avanzata connessio-

di sicurezza. Ciò perché il sistema assicura

ne all’ECU (accoppiamento di LiveLink

la gestione semplificata della manutenzio-

con l’immobilizer o la ECU), oltre alla

ne delle macchine attraverso un preciso

gestione di un codice PIN (per auto-

monitoraggio delle ore di funzionamen-

rizzare l’uso della macchina da remo-

to e avvisi delle scadenze di manutenzio-

to, soluzione ideale per il noleggio di

ne, per una programmazione più efficace

macchinari).

insieme al dozer flottante opzionale e al controllo della lama in quattro direzioni. Il nuovo miniescavatore è dotati di 20 funzionalità di serie migliorate e di altrettante nuove opzioni: ciò aumenta produttività e prestazioni in cantiere.

In posizione aperta, lo sportello della cabina rientra nella lunghezza del contrappeso: in questo modo, la sicurezza è garantita durante qualsiasi operazione

70 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Nel miniescavatore JCB 48Z-1 è possibile rimuovere con facilità il tappetino per la pulizia, mentre i piani calpestabili antiscivolo garantiscono un ingresso sicuro e la protezione della carrozzeria

Le luci LED opzionali presentano la funzione “follow me home”: se selezionate, le luci rimangono accese per tre minuti anche dopo lo spegnimento della macchina, illuminando l’area e consentendo all’operatore di scendere dalla cabina in modo sicuro

La cabina può essere dotata di luci di lavoro LED opzionali con funzione “guideme-home”, che garantisce l’illuminazione per altri tre minuti dopo lo spegnimento della macchina e consente di riguadagnare una posizione sicura quando si lavora in assenza di luce naturale. Altre opzioni di sicurezza sono una luce verde che si illumina quando la cintura di sicurezza è in uso e l’isolamento della cintura di sicurezza. ■

La rimozione del pavimento della cabina è un’operazione facile e consente l’accesso a molti componenti fondamentali, ad esempio ai cursori della valvola di controllo principale


IL MINIESCAVATORE JCB 48Z-1

LA SCHEDA TECNICA 48Z-1 Motore std:. Potenza motore std. max:

Perkins 404D-22 - Stage 3A kW

Motore opzionale:

35,7 kW a 2.600 giri/min JCB by Kohler KDI 1903 - Tier IV Final

Potenza motore std. max:

kW

36 kW a 2.200 giri/min

Potenza motore netta:

kW

33,1/33,4 kW a 2.400 giri/min

Lunghezza braccio/avambraccio:

mm

2.700/1.450

Massimo sbraccio/al suolo:

mm

5.846/5.714

Profondità di scavo max. (lama dozer sollevata/abbassata):

mm

3.327/3532

Profondità di scavo max. verticale:

mm

1.971

Altezza massima di scavo/scarico:

mm

5.387/4.001

Forza di strappo alla benna/avambraccio:

kN

38/22

Forza di trazione:

kN

35,7

Angolo di brandeggio sinistro/destro:

°

70/55

Altezza minima da terra:

mm

300

Altezza da terra della piattaforma:

mm

618

kg/cm2

0,3

Raggio di rotazione anteriore min.:

mm

2.123

Raggio di rotazione posteriore:

mm

975

Lunghezza dozer:

mm

1.141

giri/min

8,3

Pendenza massima superabile:

°

35

Peso di trasporto (cingoli in gomma std. da 400 mm):

kg

4.662

Peso operativo (cingoli in gomma std. da 400 mm):

kg

4.792

Pressione specifica al suolo (cingoli in gomma std. da 400 mm):

Velocità di rotazione:

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 71


ATTREZZATURE Simex

Una benna vagliatrice VSE 40 sta operando con successo in Siberia nel cantiere di costruzione dell’infrastruttura che porterà gas russo fino in Cina, aprendo un mercato estremamente importante per Gazprom di Fabio Petri

POWER OF SIBERIA

72 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


“P

ower of Siberia” è il metanodotto realizzato e gestito da Gazprom – il colosso russo per l’estrazione e la distribuzione di prodotti petroliferi – che permetterà di portare gas dalla Sakha Yakutia, regione della Russia orientale, fino in Cina. Una volta completata, l’opera consentirà una fornitura di 38 miliardi di metri cubi all’anno. Entro la fine del 2018 sarà ultimata una tratta di 2.220 km che trasporterà il gas dalla zona di estrazione fino a Blagoveshchensk, sul confine cinese; successivamente è invece programmata la costruzione di altre due tratte, rispettivamente di 800 e 1.000 km. Di queste, quella più lunga connetterà il metanodotto “Power of Siberia” con quello che porta il gas fino a Vladivostok. Un’opera strategica Il progetto “Power of Siberia” è frutto di una lunga e complessa fase di progettazione e implica un notevole impegno da un punto di vista costruttivo. Il lavoro, infatti, coinvolge oltre 3.000 addetti e comporta un’attenta programmazione logistica, viste anche le zone remote che il metanodotto attraversa. Essendo una sorta di gigantesco cantiere suddiviso in più tratte, tutte in continuo avanzamento, l’opera ha anche richiesto che fossero aperti migliaia di chilometri di piste e

strade per consentire l’accesso alle varie aree interessate al passaggio del tracciato (quasi tutte caratterizzate da foreste: la taiga siberiana).

IL PROGETTO

LA VSE 40 - PENSATA PER ESCAVATORI AVENTI UN PESO OPERATIVO TRA LE 25 E LE 40 T - È CARATTERIZZATA DALLA POSSIBILITÀ DI CAMBIARE LA PEZZATURA DURANTE LA VAGLIATURA DELLA STESSA BENNATA DI MATERIALE SEMPLICEMENTE CON L’AZIONE DI UN PULSANTE DA PARTE DELL’OPERATORE

“POWER OF SIBERIA”

verà lo sviluppo economico delle regio-

“Power of Siberia” è uno dei più im-

ni orientali densamente popolate della

garantirà una massima fornitura di gas

portanti e impegnativi cantieri del no-

Cina. L’attuazione del progetto incenti-

per queste aree.

ni dell’Estremo Oriente della Russia e

stro tempo. Il gasdotto in costruzione collegherà i campi petroliferi nella regione di Irkutsk attraverso Yakutia con Khabarovsk e Vladivostok. La lunghezza totale del percorso è superiore a 4.000 km; la capacità dell’infrastruttura è di 61 miliardi di metri cubi di gas all’anno. La chiusura dei lavori è prevista tra il 2017 e il 2018. Il gasdotto è destinato alla fornitura di gas dai grandi campi di gas della Siberia Orientale - i centri di estrazione di gas Irkutsk eYakutsk - alle regiogiugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 73


ATTREZZATURE Il progetto prevede inoltre il passaggio di diversi corsi d’acqua, tra i quali il grande fiume Amur, così come l’allestimento di svariati “campi base” dotati di officine e strutturati per poter alloggiare, in alcuni casi, anche più di 100 persone. Un’altra sfida è rappresentata dalle condizioni climatiche, che possono fare scendere la temperatura fino a -50°C durante i mesi invernali e rendere difficile il lavoro durante quelli primaverili, per via del fango che crea condizioni particolarmente gravose per gli addetti e i mezzi. I lavori sono realizzati da Stroigasmontage, un’importante impresa specializzata, cui Gazprom ha affidato la realizzazione di diverse tratte. Il “letto di posa” Una delle fasi più delicate delle (svariate) operazioni necessarie per la costruzione del metanodotto è senz’altro rappresentata dalla saldatura e dalla posa del tubo (diametro di 1.420 mm), che non può essere appoggiato diret-

LA SCHEDA TECNICA La benna vagliatrice VSE 40 Capacità SAE:

1,4 m3

Larghezza:

1.600 mm

Portata olio:

170-220 l/min

Pressione olio richiesta:

250-200 bar

Peso operativo:

2.400 kg

Peso escavatore consigliato:

25-40 t

tamente sul fondo della trincea, ma su uno strato di materiale vagliato con uno spessore di 30 cm, realizzato con inerti di pezzatura non superiore a 0-28 mm. Questo strato “morbido”, denominato “letto di posa”, deve infatti garantire una perfetta complanarità alla condotta, evitando anche che i vari elementi (sezioni di tubo) possano essere danneggiati da aggregati di forme acuminate e dimensioni eccessive. Il letto di posa (detto “bedding” nell’in-

dustria petrolifera) svolge dunque un ruolo fondamentale per la buona conservazione della condotta nel tempo che, nel caso di “Power of Siberia”, deve avere un ciclo d’esercizio di 20 anni prima di essere oggetto di manutenzioni straordinarie. Solitamente per garantire la pezzatura degli inerti richiesta si procede alla vagliatura con impianti mobili di grandi dimensioni, che vengono man mano trasferiti vicino all’area di posa quando, col progredire del

LA BENNA VAGLIATRICE VSE 40, LA PRIMA DEL SUO GENERE ACQUISTATA DA STROIGASMONTAGE, STA DANDO IMPORTANTI RISULTATI SIA IN TERMINI DI QUALITÀ DEL MATERIALE CHE DI VOLUMI DI PRODUZIONE 74 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


lavoro, il tempo e la distanza di trasporto del materiale si allungano in modo eccessivo. Nei pressi di Tynda, nella parte più meridionale del tracciato del metanodotto (a circa 300 km dal confine cinese), Stroigasmontage ha tuttavia sperimentato con successo un nuovo metodo per la realizzazione del letto di posa. In quel cantiere, infatti, l’impresa ha prima attentamente valutato e poi acquistato una benna vagliatrice VSE 40 dal concessionario Professional di Ivanovo, azienda molto ben strutturata che opera su tutto il territorio della Federazione Russa impiegando oltre 280 addetti, tra responsabili commerciali e personale tecnico. La benna vagliatrice, la prima del suo genere acquistata da Stroigasmontage, sta dando importanti risultati sia in termini di qualità del materiale che di volumi di produzione, consentendo di seguire agilmente la progressione della posa, in quanto appunto montata su escavatore. L’attrezzatura si è inoltre rivelata molto affidabile nonostante il lavoro continuo e le condizioni climatiche che, negli scorsi mesi di gennaio e febbraio si sono attestate su una media al di sopra dei -30°C (con punte di -47°C), o che comunque non sono mai salite al di sopra dei -25°C. Cambiare pezzatura senza fermarsi Come le altre benne vagliatrici della gamma VSE (VSE 10, VSE 20 e VSE 30) prodotte dal costruttore di San Giovanni in Persiceto (Bo), anche la VSE 40 – pensata per escavatori aventi un peso operativo tra le 25 e le 40 t – è caratterizzata dalla possibilità di cambiare la pezzatura durante la vagliatura della stessa bennata di materiale semplicemente con l’azione di un pulsante da parte dell’operatore, evitando cosi interventi manuali e lunghi fermi macchina. Grazie al loro meccanismo brevettato, le benne vagliatrici per escavatore Simex VSE allontanano e avvicinano i tamburi vaglianti tramite un azionamento idraulico, permettendo quindi di produrre materiale di diversa pezzatura senza dover fermare il flusso di lavoro. Ciascun utensile è formato da dischi di diverso diametro la cui velocità perife-

LA BENNA VSE 40 SI È RIVELATA MOLTO AFFIDABILE NONOSTANTE IL LAVORO CONTINUO E LE CONDIZIONI CLIMATICHE COMPLESSE

rica relativa differisce in maniera significativa e provoca un’elevata vorticosità del materiale da vagliare, generando così un forte aumento di produttività. Con una capacità SAE di 1,40 m3, la benna VSE 40 assicura rilevanti livelli di produzione, anche grazie agli elementi di vaglio facilmente sostituibili. Altamente produttiva nel vagliare materiale asciutto, quest’attrezzatura – grazie alla sua particolare conformazione e funzionamento – risulta anche una scelta ottimale in caso si debba lavorare con materiali umidi. ■ CON UNA CAPACITÀ SAE DI 1,40 M3, LA BENNA ASSICURA RILEVANTI LIVELLI DI PRODUZIONE, ANCHE GRAZIE AGLI ELEMENTI DI VAGLIO FACILMENTE SOSTITUIBILI giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 75


ATTREZZATURE Ciancaleoni

ALTA SARTORIA MECCANICA

Non siamo nella settimana della moda milanese, né stiamo parlando di un brand attivo del settore “fashion”. Parliamo di un’azienda, quella umbra, che da oltre 40 anni è al servizio delle imprese di perforazione, alle quali fornisce macchine e attrezzature affidabili, versatili e “su misura” di Saverio Bellante

L

a Ciancaleoni (Spello – Pg) è presente nel mercato della perforazione da oltre 40 anni ed è oggi un punto di riferimento importante, sia in Italia che all’estero, per tutti gli operatori del settore, che possono usufruire dei rilevanti investimenti che l’azienda umbra ha costantemente fatto nei propri processi di progettazione e produzione e che le consentono di poter soddisfare

76 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ogni esigenza operativa, anche in presenza di richieste di soluzioni “su misura”. Per questo motivo, possiamo definire i prodotti Ciancaleoni come “alta sartoria meccanica”. Vestire o “rivestire” Per i meno esperti del settore sarebbe facile fare confusione: in realtà “rivestire” un palo di fondazione è un gergo tecnico che identifica l’utilizzo di tubi da rivesti-

mento durante le operazioni di perforazione per evitare il collasso del terreno. Il settore delle perforazioni negli ultimi anni è diventato sempre più competitivo: sviluppo tecnologico, clienti con un livello di conoscenza molto elevata, espansione di mercati con nuovi competitor: sono solo alcuni dei motivi di questo cambiamento. In un contesto così dinamico e mutevole la Ciancaleoni si propone quale partner


ideale in grado di soddisfare le esigenze del cantiere a 360°: partendo dalla commercializzazione della macchina per pali e micropali usata, la gamma di prodotti e di servizi offerti dall’azienda perugina si completa con tutte le attrezzature per pali quali casing, rotary drilling tools e kelly bar. Un’attività importante è assicurata anche dal service: esperti meccanici seguono lo start-up delle macchine vendute, dando un costante e professionale supporto al cliente. “Una delle differenze con altre aziende del settore è proprio questa”, sottolinea Mauro Ciancaleoni, contitolare dell’azienda. “La Ciancaleoni si propone come ‘solution provider’, non come un ‘semplice’ fornitore. Con i nostri clienti creiamo un rapporto di vera e propria partnership: i loro problemi di cantiere diventano le nostre sfide da vincere!”. Una delle ultime forniture della Ciancaleoni ha riguardato le aziende Palingeo e Fondamenta, entrambe esecutrici dei lavori di fondazioni nel cantiere Pizzarotti che ha come obiettivo la realizzazione del Corridoio Plurimodale Tirreno-Brennero – Raccordo autostradale Autostrada della Cisa A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo (Pr) – Nogarole Rocca (Vr). Entrambi i colossi italiani, protagonisti nel campo delle fondazioni civili, si sono affidate all’esperienza e alla qualità della Ciancaleoni per la realizzazione dei loro progetti.

GIUNTI PER TUBI DA RIVESTIMENTO A VITE

CALANDRA IMCAR, MODELLO 3RHT 50/4

Il corridoio plurimodale Il progetto prevede la realizzazione di un corridoio autostradale da Fontevivo (Pr) a Nogarole Rocca (Vr), dunque, della lunghezza complessiva di circa 85 km, comprensivi dell’adeguamento di un tratto (2,3 km circa) dell’Autostrada A15 a sud dell’intersezione con l’Autostrada A1. Sono previste due carreggiate, ciascuna costituita da due corsie oltre a quella di emergenza, sette autostazioni (Parma Nord in provincia di Parma,

Casalasco Viadanese, Bozzolo in provincia di Cremona, Gazoldo, Goito in provincia di Mantova, Lago di Garda, Verona Ovest in provincia di Verona), quattro aree di servizio (Po, Navarolo, Oglio, Mincio) e due interconnessioni (Autostrada A1 e Autostrada A22). Il raccordo autostradale in progetto interessa gli ambiti territoriali delle regioni Emilia-Romagna (provincia di Parma), Lombardia (province di Cremona e Mantova) e Veneto (Provincia di

MORSA IDRAULICA PER TUBI DA RIVESTIMENTO (BREVETTO CIANCALEONI) giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 77


ATTREZZATURE LA SCHEDA TECNICA Tubi da rivestimento singola parete - Tipo Bauer Diametro interno:

1.550/1.520 mm

Diametro esterno:

1.650/1.620 mm

Spessore giunti:

50 mm

Spessore cilindro:

15 mm

Materiale cilindro:

S355 JR (UNI EN 10297-1)

Equipaggiamento scarpe:

Widia intercambiabili BA66 Betek

TUBI DA RIVESTIMENTO A VITE, DOPPIA PARETE

Verona) per complessivi 85 km circa (comprensivi di 2+350 km di riqualificazione dell’attuale tracciato a sud dell’interconnessione con l’Autostrada A1) di cui 17,5 km circa in Emilia-Romagna, 52 km circa in Lombardia e 15,5 km circa in Veneto. La fornitura Ciancaleoni sta contribuendo fattivamente alla realizzazione del cantiere con la fornitura di materiale di vario genere. Nello specifico, sono stati già consegnati tubi da rivestimento singola parete D.1650/1.550 mm tipo a vite per la ditta Fondamenta, che sta utilizzando per l’occasione una perforatrice idraulica Soilmec R-625. Per l’impresa Palingeo, invece, la fornitura è stata molto più ampia, evidenziando ancor di più la capacità della Ciancaleoni nel soddisfare tutte le esigenze del cantiere: oltre ai tubi da rivestimento singola parete ti78 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

PERFORATRICE SOILMEC R-622 HD, REVISIONATA E RIVERNICIATA


po a vite D.1620/1.520 mm, la vendita è stata completata da due perforatrici usate Soilmec modello R-622HD e SR-60 completamente revisionate e riverniciate (grazie agli esperti tecnici della ditta umbra), un’asta telescopica 5x13.5 a frizione e diversi utensili tipo Heavy Duty (rinforzati) quali bucket, eliche e carotieri, costruiti tenendo conto sia delle caratteristiche geologiche del sito che della potenza delle macchine impiegate. Attrezzature, queste, prodotte con materiali certificati e provenienti da fornitori europei. I ricambi, invece, sono marchiati Betek (azienda tedesca specializzata nel settore) con la quale la Ciancaleoni ha da diversi anni un accordo di agenzia. Per la produzione dei tubi da rivestimento, prodotto di punta dell’azienda umbra, è stata utilizzata la nuova calandra marca IMCAR, modello 3RHT 50/4, in grado di calandrare fino allo spessore di 80 mm. “Le esigenze dei nostri clienti derivanti dalle difficoltà che emergono in cantiere sono uno spunto per noi per migliorarci e ideare nuove soluzioni vincenti”: sono queste le parole di Fausto Ciancaleoni, partner dell’azienda Umbra e ideatore della morsa idraulica per tubi da rivestimento utilizzata nel cantiere Pizzarotti dalla Fondamenta. L’attrezzatura in oggetto ha lo scopo di bloccare la colonna di tubi nel foro in modo da facilitar-

LA SCHEDA TECNICA La nuova morsa idraulica Ciancaleoni Larghezza x lunghezza: Altezza del piano di lavoro: Peso totale:

420 mm 2.000 kg circa

Equipaggiamento:

Cilindro oleoidraulico corredato di attacchi da 1/2 e di valvole di tenuta

Diametri di serraggio:

Ø esterno = 1.650 ± 4 (possibilità di serrare diametri più piccoli attraverso apposite riduzioni)

Area netta del piano di appoggio: Pressione specifica sul piano di lavoro:

SCARPA INTERCAMBIABILE A VITE CON WIDIA BA46

KELLY BAR PER PERFORATRICE CASAGRANDE B180

2.400 x 2.400 mm

BUCKET DA TERRA MODELLO HD

33.400 cm2 circa 0,433 kg/cm2

ne le operazioni di aggancio e sgancio; la differenza sostanziale con le comuni morse a bloccaggio meccanico risiede nell’utilizzo di pistoni idraulici che regolano l’apertura e il serraggio delle morse. L’azionamento della morsa idraulica deve essere supportato dalla disponibilità di un sistema di alimentazione di olio idraulico con pressione massima di 200 bar controllata, con una portata non inferiore a 3,5 l/min e comandi di azionamento “apri-chiudi”. Questo particolare sistema di bloccaggio aumenta la produttività e i vari elementi della colonna di rivestimento possono essere montati e smontati più velocemente. La morsa idraulica Ciancaleoni è quindi un ulteriore esempio d’innovazione tecnica che contribuisce a migliorare la sicurezza e la produttività nelle ■ opere di fondazioni speciali. giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 79


COMPONENTI Michelin

Generazione

X WORKS Con il lancio della nuova gamma di pneumatici, prevista anche in versione Heavy Duty, l’azienda francese punta a soddisfare le molteplici necessità degli operatori attivi anche in cantiere. Per riuscirci è stato necessario un accurato lavoro di Ricerca & Sviluppo applicato alla progettazione dei nuovi prodotti di Stefano Vitali

C

on X Works, Michelin ha lanciato sul mercato una nuova gamma di pneumatici adatta a tutti gli impieghi del settore delle costruzioni. Forniti come primo equipaggiamento, sono stati presentati in occasione di un evento appositamente organizzato a Mantello (So), montati su un autocarro fornito da Manfreda Scavi di Cormano (Mi). Silvia Vergani, direttore Marketing del settore Autocarro Italia, ha spiegato

80 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

come questo nuovo prodotto sia nato dall’ascolto delle necessità espresse dagli autotrasportatori: “Per noi è ormai diventata un’abitudine operare in questo modo, nella consapevolezza che ogni genere di lavoro comporta esigenze molto diverse, alle quali Michelin intende rispondere sempre in modo adeguato. Chi svolge prevalentemente attività quali trasporto rifiuti, consegna materie prime, lavori stradali e trasporto di cemento manifesta il bisogno di pneumatici che garantiscano la massima mobilità su strada, ma nel contempo anche la possibilità di accedere ai cantieri, di controllare i costi e di assicurare elevate percorrenze”.


Per nicchie come i lavori in cava, le esigenze sono evidentemente diverse: “In questo caso – continua Vergani – i bisogni prevalenti riguardano la massima versatilità di impiego per percorsi accidentati, pendenze e curve strette, nonché notevole resistenza ai frequenti danneggiamenti legati a questo tipo di attività. Nel settore delle costruzioni gli pneumatici devono poter rendere al massimo sia on che off road: sviluppare un prodotto

che rispondesse a tutte queste esigenze non era affatto semplice, ma con il nuovo 13R22.5 lo abbiamo fatto”. Anche all’interno di un unico settore come quello delle costruzioni coesistono necessità operative legate alla scelta di pneumatici di tipo decisamente eterogeneo. Bisogna infatti distinguere tra percorsi regionali (che in Italia sono il segmento prevalente), percorsi urbani, ambiti di cantiere e fuoristrada.

La gamma Michelin X Works si rivolge prevalentemente all’approccio cantiere – seppure marginalmente anche agli altri settori – grazie a innovazioni come la misura 13R22.5, disponibile dallo scorso aprile sul mercato del ricambio e del primo equipaggiamento in Europa. Questa misura è la referenza per i cantieri in Italia ed equivale all’8% del mercato italiano degli pneumatici Truck nel suo complesso, ovvero a circa 90.000 pneumatici annui (da-

L’OPINIONE “Pur avendo mantenuto lo stesso nome, la gamma Michelin X Works è innovativa rispetto alla precedente: siamo infatti in presenza di soluzioni veramente all’avanguardia, sia dal punto di vista dei materiali che per le tecnologie applicate. Si rivolge alla tipologia tipica di trasporto inerti e approccio cava cantiere per l’Italia, quindi stiamo parlando di mezzi che trascorrono più del 90% della loro vita operativa sull’asfalto, compresi anche i percorsi autostradali. La misura 13R22.5 è la nostra dimensione-base: viene utilizzata anche in Spagna e Francia, ma in percentuali più basse rispetto all’Italia. Per questo motivo il lancio della gamma X Works è importante per il mercato nazionale. L’obiettivo primario che ci siamo posti con questo adeguamento di gamma è l’ottimizzazione dei costi per il trasportatore, unitamente a un aumento della produttività. Lo abbiamo raggiunto grazie all’impiego di mescole (soprattutto il Carbion) e della tecnologia Powercoil, che utilizziamo nella costruzione delle carcasse: l’insieme di questi due elementi porta a una riduzione del costo per l’utilizzatore pari al 20%, che per il settore cava cantiere corrisponde a circa tre mesi di lavoro. Si tratta quindi di un vantaggio rilevante! L’altra caratteristica essenziale di questo tipo di pneumatico è che deve garantire il grip in ogni condizione di terreno e clima: X Works ha raggiunto l’obiettivo grazie a

mescole innovative e al disegno del battistrada, con scanalature profonde che arrivano fino al livello zero del battistrada. Questo è un altro elemento da non trascurare, perché significa che il grip viene mantenuto fino agli ultimi millimetri. Inoltre, la carcassa X Works rilancia un tradizionale cavallo di battaglia di Michelin, perché consente svariate ricostruzioni, caratteristica che ci contraddistingue nel panorama europeo. Gli pneumatici X Works Z (tutti gli assali), D (assale motore) e T (assale trainato) integrano la tecnologia Michelin più avanzata, che si concretizza in tre elementi fondamentali. Il primo è rappresentato dal Carbion, un materiale derivato da un processo innovativo di miscela di alcuni componenti del battistrada quando si trovano allo stato liquido. Il materiale ottenuto è omogeneo e incide positivamente sulla prestazione chilometrica e sul consumo di carburante, indipendentemente dal mezzo che viene equipaggiato con questo pneumatico. Poi abbiamo le lamelle che abbiamo denominato “3D”, perché rispondono sia alle sollecitudini longitudinali che a quelle trasversali, caratteristica molto importante per un mezzo d’opera, soprattutto in curva. Questa lamellatura ottimizza la trazione e il grip, in particolare su fondi inconsistenti. Grazie a questa tecnologia, anche X Works D risponde agli standard richiesti per la marcatura 3PMSF (3 Peak Mountain SnowFlake).

Questa certificazione sul fianco attesta che lo pneumatico è adatto all’utilizzo in condizioni invernali, senza compromessi relativamente alla robustezza della carcassa. Infine, c’è la tecnologia Powercoil: si tratta di una nuova generazione di cavi d’acciaio leggeri, ma molto robusti, che rendono lo pneumatico molto robusto e con una resistenza al rotolamento ancora più bassa. I cavetti sono di diametro minore e rivestiti di gomma, quindi producono minore calore nella flessione e, di conseguenza, si consuma meno carburante. Riducendo la percentuale di carbonio e aumentando quella di silice la carcassa pesa anche qualche chilogrammo di meno rispetto alla carcassa nuda di generazione precedente. Questa somma di tecnologie ovviamente non è nata all’improvviso, ma ci ha richiesto un rilevante impegno, sia in termini di tempo che di investimenti”.

GIUSEPPE GATTI

RESPONSABILE PRODOTTO AUTOCARRO

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 81


COMPONENTI viamente viene messa in commercio la gamma completa – il focus è su X Works, perché il rinforzato ha un ambito di applicazione decisamente marginale.

SILVIA VERGANI

DIRETTORE MARKETING DEL SETTORE AUTOCARRO ITALIA

to 2016). La dimensione di cui Michelin ha lanciato l’aggiornamento pesa nel totale mercato per il 6%: ciò significa che in questo segmento specifico svolge un ruolo egemone, pari all’80% del totale. È una vera e propria specificità italiana, che ci distingue da altri paesi europei per quanto riguarda l’approccio cantiere. Lo pneumatico viene proposto con due sculture: Works, con lo pneumatico per tutte le posizioni e lo pneumatico Drive, e la scultura rinforzata Heavy Duty (HD), anch’essa pensata per tutte le posizioni e per l’asse motore. In Italia – anche se ov-

Vantaggi tangibili Con quest’ampio rinnovamento della gamma, i vantaggi per il trasportatore sono molteplici: elevato chilometraggio per i veicoli impiegati per la maggior parte delle loro percorrenze su strada e nell’accesso ai cantieri; produttività e robustezza per i veicoli impiegati all’interno dei cantieri e su strade non asfaltate con X Works HD; robustezza e trazione su superfici sconnesse e nelle cave più impegnative con X Force. Gli pneumatici Michelin X Works sono disponibili nelle misure 315/80R22.5 e 13R22.5 per l’assale sterzante e l’assale motore e 385/65R22.5 per i semirimorchi (questa misura già in commercio dal 2016). Ciò significa che l’equipaggiamento è disponibile per l’intero convoglio. Gli pneumatici per l’assale sterzante, motore e trainato sono disponibili nelle misure principali per questo mercato. Gli pneumatici Michelin X Works sono stati sviluppati per gli utilizzatori che percorrono la maggior parte dei chilometri su

strada, ma che devono accedere ai cantieri per consegnare materie prime, cemento o raccogliere materiali di scarto. Gli operatori richiedono uno pneumatico con un elevato chilometraggio su strada, oltre a grip e trazione in cantiere. La gamma Michelin X Works è una combinazione di alte prestazioni, che permette agli utilizzatori di ridurre i costi operativi. Per la nuova misura 13R22.5 gli pneumatici durano più a lungo rispetto alla gamma precedente. Secondo quanto evidenziato da test interni di Michelin, gli pneumatici X Works Z & D possono percorrere fino al 20% di chilometri in più rispetto ai predecessori ■ X Works XZY/XDY.

RESISTENTI… E RIMBORSABILI Oltre a implementare nuove tecno-

Come per la versione standard, anche in

logie negli pneumatici Michelin X

quest’estensione Michelin ha puntato sul-

prattutto la prima). Sono infatti state re-

Works, Michelin ha operato un’esten-

la riduzione di costi a carico del trasporta-

alizzate con un acciaio differente rispetto

sione di gamma con la versione HD.

tore, ma attraverso altre tecnologie. I ca-

alle altre tipologie di pneumatico e si di-

Specificatamente pensata per le applica-

vi costituenti la carcassa e le tele di som-

fendono meglio sia dalla perforazione che

mità sono rinforzati, così co-

dall’ossidazione, grazie ai particolari trat-

me l’architettura nel suo

tamenti a cui è stato sottoposto l’acciaio.

zioni Heavy Duty, per quanto riguarda l’Italia va quindi a oc-

complesso, mentre al-

I fianchi presentano una mescola rinforza-

chia di un mercato che è

cune delle componen-

ta e il cerchietto (l’anello di acciaio che cir-

invece prevalentemen-

ti – in termini di strut-

conda lo pneumatico, tenendolo aggan-

te orientata sull’asfal-

tura e di mescola –

ciato al cerchio) è di dimensioni maggio-

to. Si tratta di pneu-

sono le stesse della

rate, proprio per resistere a sforzi che in

matici destinati

versione X Works.

questo genere di applicazione sono mol-

all’impiego su ca-

La carcassa man-

to rilevanti. Gli pneumatici X Works Z&D

ve con fondi parti-

tiene gli indici di ri-

HD e X Force XZH2 R, inoltre, offrono –

colarmente difficili,

costruibilità che so-

in caso di danneggiamenti accidentali –

nei quali la capaci-

no caratteristici della

la possibilità di ottenere un rimborso che

tà di resistere ad ag-

Casa francese, men-

copre l’investimento fatto dagli utilizzatori

gressioni quali strap-

tre le novità riguar-

per il loro acquisto. È infatti previsto un

pi e tagli rappresen-

dano sia il battistrada

rimborso proporzionale al livello di usura:

ta l’aspetto prevalente

rinforzato che le tele di

per attivare la richiesta di basta registrarsi

sommità che si trovano

online nella sezione “MyAccount” del sito

cupare una specifica nic-

per quello che riguarda la scelta del battistrada. 82

immediatamente sotto (so-

autocarro.michelin.it


Dossier

IL GRAN La questione del rapporto tra opere edili e rispetto dell’ambiente è di cruciale attualità. Dopo una lunga e controversa vicenda, il presidente della Repubblica Mattarella ha bocciato il decreto che evidenziava le differenze tra “rifiuti” da smaltire in maniera sicura e “sottoprodotti” da riutilizzare. È solo uno dei tanti nodi che interrogano i protagonisti del settore sul tema della sostenibilità di Lorenzo Zacchetti

84 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


EDILIZIA E AMBIENTE

RIFIUTO

È

il segno dei tempi. Se nei decenni scorsi il dissenso nei confronti del governo in carica si svolgeva per strada, con striscioni e megafoni, oggi si parla di “Twitter Storm”. Il popolare social network è diventato uno strumento di protesta anche alla fine dello scorso mese di aprile, quando un gruppo formato da venti associazioni ambientaliste ha scelto di sommergere di tweet il profilo del ministro all’ambiente Gian Luca

Galletti per esprimere la propria contrarietà in merito alle modifiche in corso d’opera al Codice degli Appalti. Se lo scorso anno la sua introduzione aveva rassicurato anche gli ecologisti più sensibili, è decisamente più controverso lo schema di decreto legislativo col quale si rischia di stravolgere gli aspetti positivi previsti dalla riforma. Secondo le associazioni si va verso la distorsione della Direttiva 2014/52 dell’Unione Europea – recepita dal decreto –

andando contro l’intenzione di rendere più chiara e trasparente la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sulle opere pubbliche. Il decreto infatti porterebbe a operare la nuova VIA sul progetto di fattibilità delle stesse infrastrutture strategiche, invece che sul loro progetto definitivo. Il monitoraggio sulle fasi successive del progetto, comprese anche le varianti sostanziali e le relative misure di compensazione e di mitigazione, è ritenuto insufficiente anche perché è proprio da giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 85


Dossier scelte sbagliate sia dal punto di vista ambientale, sia da quello economico. Inoltre, viene contestata la validità della VIA per tre anni, un termine ritenuto meno stringente rispetto al chiaro obbligo di realizzare i lavori “entro cinque anni dalla pubblicazione” del provvedimento di valutazione.

qui che spesso sono derivati rincari e disfunzioni. Il decreto viene pertanto accostato alla legge-obiettivo firmata nel 2001 dall’allora Ministro Lunardi, durante il governo Berlusconi III, oggetto di critica sia da parte degli ambientalisti che, soprattutto, da parte di Raffaele Cantone: il presidente dell’Anac si è spinto fino a definirla “criminogena”. Concedendo autorizzazioni per le opere a seguito di valutazioni di impatto ambientale svolte su progetti preliminari poi rivelatisi difformi da quanto effettivamente realizzato in cantiere, secondo il WWF si sono di fatto permessi scosta-

menti clamorosi dai preventivi di spesa: dal 200% per la Bre.Be.Mi all’800% per il Terzo Valico dei Giovi. Nella loro protesta, gli attivisti hanno utilizzato l’hashtag #cittadinidevonopartecipare per sottolineare un’altra carenza normativa: se la VIA viene concessa sulla base di progetti preliminari, si esclude la possibilità che i contribuenti possano esprimere la propria opinione in merito, perché il loro coinvolgimento – peraltro previsto dalle normative europee – può avvenire solo nelle fasi successive. Ma, spesso, quando vengono chiamati in causa è troppo tardi per evitare

Modelli da imitare Contemporaneamente, un altro segnale di allarme è giunto da un altro gruppo di soggetti decisamente eterogenei, ma altrettanto determinati. Amministrazioni locali, ONG, Università, sviluppatori immobiliari, produttori di materiali e componenti, fornitori di servizi per l’edilizia e per l’energia, così come associazioni di professionisti e imprese si sono messi insieme per stimolare il legislatore a varare strategie nazionali capaci di definire obiettivi chiari e misure per la riqualificazione degli edifici esistenti. Il richiamo è particolarmente significativo anche perché coincide con l’avvicinarsi della scadenza dell’aggiornamento delle strategie di riqualificazione del costruito, che incide per il 36% delle emissioni di gas serra totali in Europa. Su questo filone si inserisce anche il contribuito del progetto europeo “Build Upon”, nel corso del quale quasi 2.000

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / MINISTERO DELL’AMBIENTE L’Italia ha attuato anche una serie di iniziative politiche volte

GIAN LUCA GALLETTI MINISTRO DELL’AMBIENTE

a ridurre le emissioni nazionali di gas a effetto serra. Come membro dell’Unione europea ha continuato a svolgere un ruolo chiave nelle sedi internazionali ambientali: il nostro Paese è parte di numerosi accordi ambientali globali, regionali o subregionali su una vasta gamma di questioni, come la protezione della natura e della biodiversità, il cambiamento climatico

“Nel nostro settore è essenziale avere sempre come punto

e inquinamento atmosferico transfrontaliero o delle acque.

di riferimento i dati scientifici. E non, come spesso accade,

Anche grazie a ciò, negli ultimi anni l’Italia ha registrato

essere coinvolti da spinte emozionali o da paure generiche,

una serie di importanti progressi su una serie di questioni

sovente agitate demagogicamente per fini politici.

ambientali, tra cui la qualità delle acque, la riduzione delle

Negli ultimi 10 anni abbiamo fatto un grande sforzo per

emissioni di gas-serra e lo sviluppo delle fonti rinnovabili

fornire al Paese una più efficace governance ambientale,

di energia, il regime di protezione della natura e della bio-

un adeguato quadro normativo per la protezione dell’am-

diversità, la sostenibilità delle pratiche agricole.

biente e programmi efficienti per assicurare il rispetto degli

Sfide importanti infine rimangono sul terreno della transi-

impegni e dei requisiti ambientali, non ultimo quello che

zione verso l’economia verde e a basso tenore di carbonio,

riguarda gli obiettivi definiti dall’Agenda ONU 2030 per lo

efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse naturali e

Sviluppo Sostenibile, per i quali il mio ministero ha avuto

dello sviluppo sostenibile e della crescita della consapevo-

un mandato governativo principale.

lezza ambientale dei cittadini” (minambiente.it).

86 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


EDILIZIA E AMBIENTE LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ANEV

LA PAROLA ALLE ISTITUZIONI / ASCOMAC

LUCA DI CARLO

CARLO BELVEDERE

SEGRETARIO SCIENTIFICO ANEV (ASSOCIAZIONE NAZIONALE ENERGIA DEL VENTO)

DIRETTORE GENERALE DI ASCOMAC

“L’eolico non comporta trivellazioni, estrazioni, raffina-

“Il concetto di ‘cantiere a impatto zero’ è strettamente le-

zioni o costruzioni di oleodotti. Non produce emissioni

gato a quello del ciclo-vita, un sintagma del quale sono

dannose per l’atmosfera come la CO2 o altri gas serra.

personalmente fiero di aver ottenuto l’inserimento nel

Inoltre, non comporta una variabilità nel costo dell’ener-

Codice degli Appalti. Mi auguro che le ipotesi correttive

gia, rappresentando un’innovazione tecnologica dall’al-

attualmente allo studio non stravolgano questo approc-

to potenziale energetico. Non produce rifiuti radioatti-

cio, perché solo seguendolo si può determinare la soste-

vi, non consuma combustibili, ha impatto minimo sulla

nibilità dei cantieri, in quanto consente di monitorare la

fauna avicola, riduce la dipendenza energetica e l’im-

progettazione, lo smaltimento e il riciclo di tutta la filiera,

portazione di materie prime e porta benefici alla bilan-

dal sito di produzione al prodotto finale.

cia commerciale. Ci auguriamo che il nostro documento

Tracciare il ciclo-vita è l’unico modo per realizzare non

sulle potenzialità dell’energia eolica in Italia possa essere

un’economia circolare, ma una sostenibilità circolare.

un valido supporto nella definizione del piano energetico

Non è semplice quantificare numericamente i vantaggi

nazionale in previsione degli obiettivi europei su clima

che potremo attenderci da questo cambiamento, per-

ed energia fissati per il 2030” (anev.org).

ché solamente con l’avvento dell’Industria 4.0 esso potrà avere un’applicazione pratica. Quello che è certo è che

organizzazioni europee si sono confrontate in oltre 100 eventi per individuare le azioni necessarie al fine di raggiungere gli obiettivi previsti dagli Accordi di Parigi. Dall’incrocio delle best practice continentali sono emerse indicazioni molto puntuali, a partire dal richiamo alla consapevolezza. Si ritiene infatti determinante il maggiore coinvolgimento dei cittadini in termini di sensibilizzazione rispetto ai benefici derivanti dai miglioramenti dell’efficienza energetica delle abitazioni. Anche gli operatori, però, vanno stimolati a migliorare

applicando agli appalti il solo concetto del massimo ribasso si va incontro a risultati pessimi, come quelli che caratterizzano fatti di cronaca quali il crollo dei ponti o casi simili. Bisogna invece valutare l’offerta economica più vantaggiosa in relazione al rapporto qualità/prezzo e al ciclo-vita. Un altro aspetto di grande importanza è il rating reputazionale delle aziende alle quali concediamo bonus e affidiamo appalti. Che fine fanno i soldi pubblici investiti su questo fronte? Dobbiamo valutare bene le aziende con cui si lavora, perché il criterio ISO 9001 da solo non basta. Già nel 2012 avevo chiesto l’unificazione degli aspetti antisismici ed energetici, così da concedere econobonus partendo dalla staticità degli edifici nel loro complesso”.

le proprie competenze e a questo proposito è stato indicato come modello il programma irlandese “Qualibuild”, focalizzato sulla misurazione della qualità dei lavori edili (vedi box per approfondimenti). La sostenibilità ambientale è strettamente legata a quella finanziaria, quindi vengono richiesti strumenti finanziari innovativi per la riqualificazione, come mutui e obbligazioni “green”, per offrire agli acquirenti tassi di interesse più bassi in cambio di proprietà più efficienti. Bisogna lavorare anche sul tema delle regole: ad esempio, la Gran Bretagna dalla fine del 2018 vieterà l’affitto di case con certificazione energetica inferiore alla classe E. Nonostante la “Brexit”, è difficile pensare che su temi di questo genere si possa procedere ognuno per proprio conto, quindi emerge la necessità di un coordinamento che si basi – appunto – sulle buone pratiche esistenti nei vari Paesi membri UE, come il “piano edificio sostenibile” varato in Francia o la rete per la riqualificazione energetica della Danimarca. giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 87


Dossier

Soluzioni alternative Nella marcia verso gli obiettivi previsti dagli accordi di Parigi è impossibile non prevedere una drastica riduzione del ricorso a una fonte esauribile e di forte impatto ambientale quale il petrolio. È quindi di grande interesse lo studio dell’ANEV (Associazione Nazionale Energie del Vento), secondo il quale l’eolico potrebbe permettere di eliminare 50 milioni di barili di petrolio entro la fatidica scadenza del 2030. Il documento “Il contributo dell’eolico italiano per il raggiungimento degli obiettivi al 2030” spiega infatti che l’energia eolica avrebbe un potenziale di 17.000 MW con una produzione in grado di superare i

36 TW/h. Il conseguente risparmio di 50 milioni di barili di petrolio equivarrebbe a una riduzione del CO2 rilasciato nell’atmosfera pari a circa 25 milioni di tonnellate. L’eolico rappresenta solamente una delle strade percorribili per ridurre l’impatto ambientale nel settore delle costruzioni. Sta infatti prendendo sempre più piede il concetto di bioedilizia, nella quale si incoraggia all’utilizzo di materiali ecosostenibili. Dall’incrocio tra le abitudini del passato e le più recenti innovazioni tecnologiche emergono diverse possibilità che coniugano efficienza edile e rispetto dell’ambiente. Partiamo dal “biomattone”, un materiale

ELENCHI E SCHEDE TECNICHE: PROVIAMO A FARE CHIAREZZA

a emissioni zero, in quanto formato da calce e canapa, nella mistura “Natural Beton”. Il suo impiego non comporta alcuna rinuncia sul piano qualitativo, anzi il materiale presenta una notevole capacità di creare e garantire comfort termico e acustico, oltre a una buona resistenza al fuoco, senza emanare esalazioni nocive. Evitando umidità e condensa, può essere efficacemente usato nella realizzazione di isolamenti termici a cappotto, sia interni che esterni. Altrettanto naturale è il “mattone organico”, che sfruttando l’azione dei batteri si “autoproduce” crescendo e cristallizzandosi con la sabbia e il cemento naturale. Dotato di buona capacità termica e igroscopica, questo mattone non necessita di combustione e non richiede l’emissione di anidride carbonica durante la sua produzione. Dal Messico arriva invece un cemento realizzato con emissioni non nocive, grazie al lavoro dell’Istituto Politecnico Nazionale. Grazie alla sua particolare struttura, che prevede uno strato biologico su cui crescono dei microrganismi in grado di assorbire CO2, è un prodotto che mantiene il comfort termico e le altre caratteristiche tecniche di quello tradizionale, ma senza emissioni dannose. Calcolando che il WWF prevede che entro il 2030 si arrivi a produrre ben cinque miliardi di tonnellate di calcestruzzo, l’apporto della bioedilizia in questo caso diventa realmente fondamentale. Secondo i canoni classici, infatti, il calcestruzzo na-

influisce in alcun modo sulla qualifica di un materiale come sottoprodotto,

Non si può certo dire che il decre-

prevede che le Camere di Commercio

che è di carattere oggettivo e dipende

to ministeriale n.264, datato 13 otto-

istituiscano un elenco nel quale i pro-

dal ricorrere o meno delle condizioni e

bre 2016, abbia sin qui avuto vita faci-

duttori e gli utilizzatori di sottoprodot-

dei requisiti previsti”. Pertanto, lo scopo

le. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo

ti sono tenuti a iscriversi, con l’ovvio

scorso 15 febbraio, è entrato in vigore il

scopo di facilitare lo scambio di questi

2 marzo, ma da subito ha suscitato va-

particolari materiali. Analizzando

rie perplessità interpretative. Sul tema si

la nota del Ministero, pe-

sono mosse le associazioni di categoria

rò, Ance specifica che

interessate, ottenendo una nota chiarifi-

“L’iscrizione, ad av-

catrice da parte dei tecnici del Ministero

viso del ministe-

dell’Ambiente, finalizzata proprio a fare

ro, non rappresen-

luce sugli aspetti più controversi della

ta un requisito abili-

normativa.

tante per produtto-

Ad esempio, l’articolo 10 del decreto

od utilizzatori e non

88 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ri


EDILIZIA E AMBIENTE LA PAROLA AI PRODUTTORI / TANA CHRISTIAN COSTANTINI REGIONAL MANAGER ITALIA DI TANA

due hanno motorizzazioni diesel, mentre l’ultima versione è ad alimentazione elettrica. Sono trituratori a giri lenti capaci di triturare materiali estremamente difficili come pneumatici, materassi, ingombranti, eccetera. Grazie alla possibilità di cambiare la lamiera vagliante posta al di sotto del rotore, i trituratori Tana sono in grado di offrire un prodotto finito con pezzatura “calibrabile” tra i 50 e i

“Tana Oy è una azienda finlandese fondata nel 1969 con

500 mm, con un’eccellente omogeneità finale. Per quanto

lo specifico scopo di produrre compattatori per discarica.

riguarda i vagli, infine,Tana offre vagli cilindrici con il model-

La gamma prodotti è stata poi ampliata visto l’aumentare di

lo gommato 6D (2,2 m di diametro per 5,5 m di lunghezza)

richieste relative a macchinari connessi al mondo del riciclag-

e di recente, grazie a una collaborazione a livello mondiale

gio. Infatti, mentre la domanda di compattatori da discarica

con la Ecostar di Vicenza, sono disponibili vagli dinamici a

subiva una lenta ma costante fase di declino, la richiesta di

dischi mobili (TE) allestiti per due-tre frazioni finali con lun-

trituratori e vagli registrava per contro un costante incremen-

ghezza piano di vagliatura da 5,5 o 7 m, cingolati o scarrabili.

to. A oggi la situazione è di sostanziale parità, anche se il fu-

(TE 552 – TE553 – TE702 – TE703, hookilift o cingolati)”.

turo dei compattatori, per lo meno in mercati avanzati dove le amministrazioni spingono sul riciclaggio e riuso, è destinato a sparire. I compattatori disponibili spaziano dalle 26 t fino a raggiungere e superare le 50 t con l’E520. La gamma è composta da cinque modelli: E260 Eco, E320 Eco, E380 Eco, E450 Eco e E520 Eco. La loro prerogativa è quella di fornire un indice di compattazione estremamente performante in grado di aumentare la vita utile di una discarica di circa il 10-20%, a fronte di consumi e costi – sia di investimento iniziale che manutenzione – estremamente competitivi. I trituratori Tana sono i modelli Shark 220 e 440, disponibili nelle versioni gommate (D), cingolate (DT) e fisse (E). I primi

sce da una miscela di argilla, gesso e minerali che richiede una temperatura intorno ai 1.450°, con ovvia dispersione di calore e anidride carbonica. Ulteriori problemi subentrano, chiaramente, in fase di smaltimento, trattandosi di un prodotto soggetto a deperimento. Un’altra risorsa naturale come la lana di pecora, della quale

conosciamo bene l’utilizzo nel campo dell’abbigliamento, presenta caratteristiche uniche di tipo isolante: trattandone con antitarme gli scarti, si ottengono materassini di vari spessori e dimensioni, che possono essere posati a secco. Il loro impiego in punti critici come le intercapedini consente di assorbire l’umidità in maniera molto efficace.

di questa indicazione non consiste nel

ogni mezzo alternativo che una sostan-

dotto devono essere “numerate, vidima-

normare la disciplina sulla gestione dei

za o un oggetto derivante da un ciclo

te e gestite con le procedure e le moda-

sottoprodotti, ma nell’indicare “alcune

di produzione non è un rifiuto, ma un

lità fissate dalla normativa sui registri

modalità per agevolare la dimostrazione

sottoprodotto”. Coerentemente con le

IVA”, analogamente a quanto accade per

della sussistenza dei requisiti prescritti

suddette indicazioni, Unioncamere ha

i registri di carico e scarico e, anche in

dalla legge”.

realizzato il sito www.elencosottopro-

questo caso, senza oneri in capo ai pri-

Come si fa, allora, ad avere una certez-

dotti.it, che però attualmente contiene

vati: alla vidimazione devono provvede-

za in merito? L’onere non viene caricato

unicamente riferimenti normativi. La di-

re le Camere di Commercio.

sulle Camere di Commercio, a cui spet-

citura “servizio disponibile a breve” dà

Le schede tecniche devono però conte-

ta unicamente il compito di ricevere le

una chiara misura dell’incertezza anco-

nere le informazioni necessarie a con-

domande e inserirle negli elenchi, ma

ra sussistente.

sentire l’identificazione dei sottopro-

“senza peraltro dover svolgere alcuna

Il Ministero prova a dipanarla specifi-

dotti, le loro caratteristiche e il settore

attività istruttoria, sotto il profilo ammi-

cando che dall’iscrizione negli elenchi

o tipologia di attività nell’ambito della

nistrativo”. Per quanto riguarda la clas-

“non deve derivare alcun onere per pro-

quale possono essere utilizzati, nonché

sificazione dei materiali, “è sempre am-

duttori e utilizzatori”. Le schede tecniche

le tempistiche e le modalità per il loro

messa la possibilità di dimostrare con

predisposte dal produttore del sottopro-

deposito e movimentazione. giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 89


Dossier Il “no” di Mattarella Per arrivare veramente a realizzare un’ideale di economia circolare è però fondamentale un chiarimento legislativo in merito a ciò che va considerato “rifiuto”, da smaltire secondo precisi protocolli, e cosa invece è un “sottoprodotto” che può essere reimpiegato nei cantieri. Il Decreto Legislativo 152/06 introduce questo concetto, indicando all’art 183-bis le quattro caratteristiche necessarie per parlare di “sottoprodotti”. Terre e rocce da scavo vi rientrano se originati da un processo di produzione, di cui costituiscono parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale oggetto o sostanza; se

è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; se la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale e, infine, se l’ulteriore utilizzo è legale, ossia se le sostanze o l’oggetto soddisfano, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana. Perché si tratti di “sottoprodotto” bisogna che le quattro condizioni sussistano con-

temporaneamente ed è onere del soggetto interessato fornire tutti gli elementi del caso, per non incorrere nel reato di discarica o di recupero non autorizzato, con tutte le pesanti sanzioni del caso. Sono invece esclusi da tale fattispecie i materiali di altra natura, come quelli provenienti da demolizione, in quanto aventi per oggetto un manufatto costituito dall’uomo. Alcuni casi giudiziari hanno evidenziato le carenze del decreto, inducendo il Consiglio dei Ministri a operare una sensibile semplificazione nel contesto del Decreto “Sblocca Italia” del 2014. Il nuovo testo introduceva procedure più spedite per identificare terre e rocce da

LA PAROLA AI PRODUTTORI / ECOTEC ALEX RAICH MANAGING DIRECTOR DI ECOTEC

teccia, inerti (sabbia, ghiaia, ghiaino) e materiale spiaggiato. I tamburi intercambiabili possono essere fabbricati a secondo delle esigenze del cliente per dimensioni del foro, per spessore e per forma del foro (tonda o quadrata). Grazie alla spazzola di pulizia tamburo i fori rimangono liberi e in questo modo si sfrutta tutta l’area di settaccio anche con materiale difficilmente vagliabili. I vagli a tamburo mobili Pronar hanno compatte di-

“Da maggio 2016 la famiglia dei macchinari distribuiti da

mensioni di trasporto, sono progettati come rimorchio dotato

Ecotec si è allargata. Con la firma del contratto con l’azienda

di omologazione europea e possono viaggiare senza permessi

polacca Pronar, molto conosciuta in Europa e nel mondo per

speciali su strade pubbliche.

la produzione di macchinari agricoli, comunali e di riciclaggio,

Il motore e l’impianto idraulico sono montati su un telaio estrai-

Ecotec Solution ha acquisito la distribuzione esclusiva per l’I-

bile che garantisce un facile accesso per la manutenzione.

talia per la linea di riciclaggio.

Tutti i vagli mobili Pronar vengono forniti con motore diesel

La produzione di oltre 1.500 prodotti viene eseguita in sei sta-

Caterpillar o Deutz oppure – a scelta – con motore elettrico a

bilimenti con circa 2.000 dipendenti che fanno parte di que-

zero emissioni. La gamma può essere configurata con un’am-

sta ditta con successo internazionale. I vagli a tamburo mobili

pia serie di optional come, per esempio: separatore ad aria per

Pronar hanno vinto la medaglia d’oro del premio più presti-

la rimozione carta e parti leggere di plastica, griglia sassi azio-

gioso e apprezzato sul mercato polacco. Grazie a un solido

nata tramite telecomando, rulli magnetici per la rimozione di

design e un semplice principio di funzionamento, i vagli sono

parti ferrose e metalliche che possono essere montati sia so-

perfettamente adatti per lavorare diversi materiali come ter-

pra che sotto i nastri di scarico.

ra e terreni contaminati, compost e torba, rifiuti solidi urbani,

L’ultima innovazione per i vagli mobili a tamburo Pronar è la

macerie da costruzione e scavi, sfridi legnosi, cippato e cor-

versione cingolata. Un autotelaio completamente autonomo permette di lavorare senza disturbi e ulteriori macchine a traino. Il vaglio mobile si può spostare comodamente con un telecomando. Due velocità di cingoli garantiscono un’alta effettività. Siamo molto contenti di poter introdurre nel mercato italiano la gamma di vagli Pronar, i macchinari si differenziano per l’elevatissima qualità e l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Possibile soltanto al fatto che la maggior parte delle componenti viene prodotta direttamente negli stabilimenti di produzione Pronar, con tecnologie all’avanguardia ed economie di scala derivanti dalla produzione elevata per altri segmenti. Per dimostrare la valenza dei macchinari mettiamo a disposizione mezzi dimostrativi da provare sull’ impianto e applichiamo una garanzia per 24 mesi”.

90 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


EDILIZIA E AMBIENTE

SERGIO MATTARELLA

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

scavo estratte dai cantieri come sottoprodotti riutilizzabili. Il ricorso all’autocertificazione e il principio del silenzioassenso dopo 90 giorni rappresenta una chiara svolta in questa direzione. Anche il Codice Ambientale qualifica come sottoprodotti i materiali derivanti da un processo produttivo e prevede che un oggetto cessi di essere considerato “rifiuto” quando esiste una domanda di mercato specifica. Fino a che non si creerà uno specifico mercato per il riciclo dei materiali derivanti dalla demolizione, questi non potranno quindi essere riutilizzati. Dopo una lunga procedura di consultazione pubblica, il dibattito è proseguito in tutte le sedi, fino al decreto dello scorso luglio. Uno dei punti maggiormente discussi è stato il fatto che il limite di concentrazione di amianto consentito fosse rimasto a 1.000 mg/kg, così come previsto dal Testo Unico ambientale, mentre le precedenti versioni del decreto avevano tentato di introdurre parametri più restrittivi. In ogni caso, si rispetta il limite dello 0,1% previsto a livello europeo e le commissioni parlamentari hanno ricordato il divieto di “gold plating”, ovvero di introdurre nell’ordinamento interno regole più severe di quelle comunitarie. Il Ministro Galletti aveva sottolineato entusiasticamente la formulazione raggiunta: “Rafforziamo la tutela dell’ambiente e diamo allo stesso tempo risposta a decine di migliaia di operatori, alle grandi come alle più piccole imprese, dopo vent’anni di incertezze normative: lo facciamo rendendo più semplici e chiare le procedure che regolano la gestione delle terre e rocce considerate rifiuto o sottoprodotto, con il contemporaneo rafforzamento dei controlli”. A fronte di queste dichiarazioni, la man-

cata pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale aveva sollevato diverse perplessità, delle quali vi abbiamo dato conto sul primo numero di OnSite CONSTRUCTION. Purtroppo avevamo avuto ragione nel sospettare che non si trattasse di un mero ritardo, ma del preludio a una battuta di arresto piuttosto clamorosa: nelle scorse settimane, il presidente Mattarella ha ufficialmente rifiutato di apporre la propria firma su un provvedimento che rischiava di attirare nuovamente gli strali dell’Unione Europea, dopo la procedura di infrazio-

ne sulla direttiva di disciplina del danno ambientale (35/2003/UE). Secondo gli ambientalisti il provvedimento era effettivamente troppo tenero nei confronti degli smaltimenti avvenuti con pochi scrupoli, approfittando delle maglie eccessivamente larghe della normativa. Ancora una volta è emerso il raffronto con la vituperata legge-obiettivo del 2001. I problemi relativi al rapporto tra il settore delle costruzioni e l’ambiente sono quindi ben noti. Il modo per risolverli, ■ purtroppo, non ancora.

CON “QUALIBUILD” L’IRLANDA DIVENTA ANCORA PIU’ VERDE Finanziato dall’Unione Europea, il progetto “QualiBuild” ha preso il via nel novembre 2013 come parte del più ampio ventaglio di iniziative riunite sotto il cappello denominato “BUSI (Build Up Skills Ireland)”. Lo scopo di questo intervento consiste nel colmare il gap tra l’Irlanda e il resto del Continente sul tema dell’efficientamento energetico e sugli obiettivi prefissati per il 2020 e, in questo contesto, l’aggiornamento delle competenze nel settore edile rappresenta un punto fondamentale. Le attività di ”QualiBuild” sono quindi concentrate in maniera particolare sulla formazione degli operatori del settore, a fronte di una collaborazione tra governo locale, LIT (Limerick Institute of Technology), DIT (Dublin Institute of Technology), Blanchardstown Institute of Technology e Federazione Irlandese delle Costruzioni. Secondo una stima del NERP (National Energy Retrofit Programme, il programma nazionale di ammodernamento), nella sola Irlanda oltre un milione di edifici dovranno essere ristrutturati entro il 2020, per allineare il Paese ai livelli previsti dai protocolli ambientali. Per raggiungere obiettivi così sfidanti serve un forte investimento sulla cultura “green” in uno dei Paesi col più affascinante patrimonio naturale dell’intera Europa. Sono quindi stati predisposti due protocolli formativi: il progetto-pilota “Foundation Energy Skills” e il programma “Train the Trainers”, che punta sulla formazione permanente per sostenere un percorso che necessariamente deve mantenersi costante nel corso del tempo, perché alle ristrutturazioni facciano seguito nuovi edifici in grado di mantenere i necessari standard energetici. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per l’edilizia in Irlanda, dove la quantità del consumo energetico nella costruzioni di edifici rappresenta addirittura il 40% del totale nazionale: entro il 2020, bisogna scendere al 20%, impresa non certo semplice. Per questo motivo, il programma non è rivolto “solo” agli addetti ai lavori in senso stretto, ma punta a diffondere una nuova cultura ecologista in tutti coloro che, a vario titolo, si rapportano con il settore dell’edilizia, anche come semplici inquilini delle case che verranno costruite o ristrutturate secondo i nuovi dettami introdotti. L’attività di “QualiBuild” non si esaurisce con lezioni frontali o momenti di confronto tra player del settore, ma dà grande spazio anche alla partecipazione a convegni, attività divulgative e momenti squisitamente pratici come le dimostrazioni “On Site” nelle quali interviene presso i cantieri per aggiornare gli operatori sulle tecniche più efficaci per invertire una tendenza non più sopportabile.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 91


DISTRIBUZIONE Rami

L’ordinario è

STRAORDINARIO L’azienda di Seriate opera in un’area geografica storicamente esigente. Ma da quasi 50 anni niente ha impedito alla sua professionalità di radicarsi nel territorio, grazie alla sua capacità di rinnovarsi e di saper offrire ai propri clienti una competenza fuori dal comune. Attitudine che abbiamo avuto modo di scoprire in occasione di un recente Open House

“I

l modo migliore per mantenere i clienti è pensare costantemente come offrire loro di più”: questo è il motto su cui si basa l’attività di Rami, azienda fondata nel 1969 e attiva a Seriate (Bg) nella vendita, noleggio, assistenza e riparazione di macchine movimento terra.

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di Ettore Zanatta “Fin dall’inizio – conferma Riccardo Cattaneo, responsabile commerciale della società bergamasca – la principale preoccupazione di tutti noi, qui in Rami, è stata poter offrire ai nostri clienti prodotti di qualità al giusto prezzo e, soprattutto, realmente adatti alle loro esigenze. Macchine robuste, concepite per affrontare dure ore di lavoro e progettate sia per


ma di macchine movimento terra (ma non solo) commercializzata e facendoli partecipi dell’ampio ventaglio di soluzioni proposte sul mercato: dall’attività di vendita a quella di noleggio, dall’assistenza e riparazione alla vendita dell’usato, dalla fornitura di ricambi alla produzione di tubi idraulici Gates. Tra i numerosi ospiti accolti (e accorsi) lo scorso mese a Seriate, operatori del settore dell’edilizia e del movimento terra, delle demolizioni, del riciclaggio e dell’industria.

DA SINISTRA: RICCARDO CATTANEO E DAVIDE ASSOLARI, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE COMMERCIALE E RESPONSABILE ASSISTENZA E OFFICINA DI RAMI

garantire rendimenti elevati, sia per essere accessoriate per ogni necessità”. Questo è il messaggio che Rami ha inteso trasmettere anche in occasione dell’Open House tenutosi lo scorso 20 maggio, il primo evento di questo genere organizzato presso la sede di Seriate, che ha consentito all’intero staff di incontrare clienti e potenziali tali in un contesto conviviale e ben più confidenziale rispetto a una tradizionale manifestazione fieristica, presentando loro l’intera gam-

IN OCCASIONE DELL’OPEN HOUSE ORGANIZZATO LO SCORSO MAGGIO, RAMI HA ACCOLTO I SUOI OSPITI MOSTRANDO LORO L’INTERA GAMMA DI MACCHINE MOVIMENTO TERRA E DI ATTREZZATURE COMMERCIALIZZATE NELLE SUE AEREE DI COMPETENZA E I SERVIZI OFFERTI IN TERMINI DI NOLEGGIO, USATO, RICAMBI E ASSISTENZA giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 93


DISTRIBUZIONE

NELL’OFFERTA RAMI LA FORNITURA DI PARTI DI RICAMBIO, COSÌ COME DI ATTREZZATURE E ACCESSORI, È UN’ATTIVITÀ ORMAI ORDINARIA CHE GARANTISCE CONTINUITÀ DI SERVIZIO ALLA CLIENTELA

Competenza e professionalità Vendita, noleggio e assistenza: queste le voci che costituiscono il core business di Rami da quasi 50 anni. Per quanto riguarda le attrezzature, l’azienda commercializza marchi prestigiosi quali Indeco, Simex e Trevi Benne, oltre a utensileria Makita; per ciò che concerne le macchine movimento terra, invece è Doosan il marchio principe rappresentato dall’azienda bergamasca – nella fattispecie in esclusiva nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Como e Sondrio – e relativamente all’intera gamma produttiva, costituita da escavatori idraulici, pale gommate, escavatori compatti e dumper articolati. A completamento di questa, Rami commercializza il catalogo movimento terra Palazzani, costituito da pale gommate, pale telescopiche e terne. “In un mercato che ha subito negli ultimi anni una forte contrazione – spiega Riccardo Cattaneo – e che ci ha visto foIL PERSONALE RAMI, QUALIFICATO PER OGNI TIPO DI INTERVENTO, È SEMPRE A DISPOSIZIONE PER AGGIORNARE I CLIENTI SULLO STATO E SUL TIPO DI RIPARAZIONE ESEGUITO ALLE MACCHINE, DI OGNI MARCA

94 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

calizzarci inevitabilmente anche su attività parallele alla vendita, quali l’assistenza, la riparazione e il noleggio, la recente collaborazione instaurata con Doosan ha dato un forte impulso alle vendite. Abbiamo avuto riscontri molto importanti in tal senso: i clienti si sono detti molto soddisfatti delle macchine del costruttore coreano, il rapporto qualità/prezzo è davvero molto interessante e le qualità intrinseche di questi mezzi sono indubbie, anche su tonnellaggi elevati”. “Considerando che negli anni della crisi il mercato relativo alla vendita ha fatto registrare un calo di attività che ha raggiunto il 70% – continua Cattaneo – le risposte che stiamo ottenendo sono alquanto confortanti. Rimane immutata la nostra capacità e predisposizione a offrire un servizio a 360°. Questo grazie, in particolare, all’officina, in cui operano persone altamente competenti

e dove sono presenti le più moderne attrezzature, atte a diagnosticare ogni problema relativo alle macchine, assicurando tempi di lavorazione contenuti e garantendo peraltro il ricondizionamento e la messa in perfetta funzionalità di macchine usate, di ogni marca: qui si eseguono, ad esempio, manutenzioni ordinarie e straordinarie delle stesse, interventi su meccanica ed elettronica e revisioni di interi gruppi (cambio, motore termico, pompa idraulica, pistone, trasmissione, distributore, differenziale), nonché la realizzazione di modifiche di impianti idraulici, la barenatura di fori (anche in cantiere) e la taratura di centraline elettroniche e pressioni idrauliche”. Dunque: abbiamo citato l’attività di vendita, assistenza, riparazione e usato. Fondamentale completamento di tutto ciò è quanto garantisce l’ampio magazzino presente nella struttura Rami, la cui offerta di parti di ricambio è infatti particolarmente esaustiva e strutturata per ga-


rantire continuità di servizio alla clientela. “Il nostro magazzino – spiega Riccardo Cattaneo – comprende item di ogni marchio. Rami garantisce sempre in breve tempo un’ampia scelta di ricambi d’usura (tra gli altri: denti, lubrificanti, sottocarro, filtri, sottolama, ricambi per martelli idraulici, per protezione benne, batterie, cingoli in gomma, utensili per la fresatura), oltre ad attrezzature e accessori (attacchi rapi-

di, martelli idraulici, benne), sistemi di depurazione (depurazione carburante, aria e olio) e miscellanea varia (cilindri, motori, cabine, pompe idrauliche, cinghie, sedili, vetri, perni e boccole, parti motore e cuscinetti). D’altronde, quest’attività rappresenta ormai un servizio ‘ordinario’: siamo in grado di fornire parti a marchio Doosan, Palazzani, Indeco e Simex, ma anche Case, New Holland, Bobcat, Caterpillar, Komatsu

e Volvo. Massima è la reperibilità di ricambi originali e adattabili, per qualsiasi macchina movimento terra, industriale e agricola”. E non dimentichiamo, per finire e come peraltro accennato, la struttura dedicata al noleggio di macchine, che comprende miniescavatori, minipale, pale gommate ed escavatori cingolati, oltre a rulli compattatori, piastre vibranti, martelli demolitori, accessori e attrezzature. ■

IN OCCASIONE DELL’OPEN HOUSE DI MAGGIO, RAMI HA ESPOSTO ANCHE MACCHINE CHE NON RAPPRESENTANO IL SUO CORE BUSINESS MA CHE POTRANNO COSTITUIRE UN’INTEGRAZIONE DELLA GAMMA ATTUALMENTE OFFERTA SUL MERCATO, IN MODO DA ASSICURARE AI PROPRI CLIENTI UN VENTAGLIO DI SOLUZIONI A 360° E PER OGNI AMBITO D’APPLICAZIONE. NELLE FOTO, AD ESEMPIO, UNA PIATTAFORMA AEREA SOCAGE FORSTE DA324, A DOPPIA ARTICOLAZIONE, DA 24 M D’ALTEZZA DI LAVORO, E UN IMPIANTO DI RICICLAGGIO PRONAR MPB 18.47E, DISTRIBUITO IN ITALIA DALLA ECOTEC DI LANA (BZ)

IDRAULICA GARANTITA Non solo macchine movimento terra

che garantisce ai propri clienti un ser-

o attrezzature: la dinamica attività di

vizio che va ben oltre alla tradizionale

Rami include anche l’assemblaggio e

assistenza post-vendita.

fornitura di raccordi e tubi oleodinamici a marchio Gates, di cui è concessionaria. All’interno della struttura di Seriate, infatti, è presente un apposito reparto dotato di strumentazioni specializzate in grado di assemblare tubi a elevate prestazioni per applicazioni che spaziano in svariati settori. L’azienda americana, che garantisce un anno di garanzia sui propri prodotti a partire dalla data di produzione, è rinomata a livello internazionale per la sua gamma di tubi idraulici ad alta pressione isobarici, EN/SAE, a bassa/alta temperatura, industriali e per i suoi raccordi SAE-DINJIC, FLC, UNIF e speciali. Un valore aggiunto, questo, per Rami, che frequenta annualmente corsi di aggiornamento e giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 95


LE NUOVE RIVISTE PER IL TUO BUSINESS

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ON SITE Trasporto e smaltimento di inerti in cava

L’ORO GRIGIO DI BAGNOLO Per secoli la civiltà della montagna è stata anche la “civiltà della pietra”, un materiale con una storia dalle mille sfaccettature, diverse da regione a regione, da montagna a montagna. L’abbiamo scoperto visitando la cava Avei, dove il primo dumper articolato Doosan DA30-5 importato in Italia è stato utilizzato per il trasporto e il conferimento di materiale di scarto dal sito estrattivo alla discarica. Quel che rimane è un bene prezioso: la Pietra di Luserna di Ettore Zanatta

98 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


I

l primo vero e proprio sfruttamento delle cave di pietra ha origine nel Medioevo, quando nel 1183 l’imperatore Federico Barbarossa, oltre al riconoscimento dei Comuni, instaura il principio di libero accesso alle cave “per chiunque ne scopra di nuove”. Nonostante ciò, il primo utilizzo pubblico della pietra di Luserna risale probabilmente al XVI° secolo, in concomitanza con il trasferimento della capitale del Ducato

di Savoia da Chambery a Torino. È proprio in questo momento che si hanno i primi “affittamenti” a privati per la sua estrazione, da impiegarsi nella nuova capitale. I primi che hanno fatto uso delle cave sono stati i pastori, che utilizzavano la pietra a scopo personale, per costruirsi le “meire” (case di montagna) e le proprie abitazioni attraverso l’utilizzo delle cosiddette “lose”; poi ci fu il primo utilizzo commerciale, che vide impegnati in un lavoro durissimo uomini e animali. Con l’inizio del XVIII secolo l’uso delle cave fu oggetto delle prime regolamentazioni: venivano date in concessioni private finché, con l’avvento dei Savoia, venne istituito i l C or p o d e l l e Miniere.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 99


ON SITE PUNTATA VINCENTE SULL’

!

grado di offrire ai propri clienti la sicurezza di avere alle spalle, in qualità di partner, una struttura capace di sostenere le loro esigenze, garantendo un servizio personalizzato e di altissimo livello di consulenza tecnica”. Perseguendo il miglioramento continuo dei servizi, Picorent si è strutturata in tre realtà distinte e autonome: DA SINISTRA,

PICOTTO

MARCO E PIERGIORGIO

Picorent, che si occupa esclusivamente di vendita di macchine e attrezzature nuove e usate; Picorent Nolo, dedita

Picorent – azienda di Bagnolo Piemonte

all’attività di noleggio; Pic8, che com-

(Cn) fondata nel 1996 da Piergiorgio e

prende le divisioni PIC8 RockTools (for-

Marco Picotto e dealer autorizzato del

nitura di attrezzature di perforazione),

marchio Doosan dal 2016 per le pro-

PIC8 Machinery (macchine e attrezza-

vince di Cuneo, Alessandria, Asti e

ture nuove, tra cui appunto il marchio

una parte sud di Torino la Liguria e la

Doosan) e PIC8 Consulting (consulen-

Sardegna – è specializzata nel noleggio

za per lo sviluppo della cava e dei pro-

e nella fornitura di macchine e attrezza-

cessi di lavorazione lapidei). Da citare

ture per edilizia, costruzioni, cave e mi-

inoltre la Picotto Service, storicamen-

niere e nello sviluppo di laboratori per

te attiva nel servizio, nell’assisten-

la lavorazione della pietra ornamenta-

za e nella riparazione, da parte di un

le ed è oggi sinonimo di dinamismo

team di tecnici altamente qualificati, di

ed evoluzione. Grazie alle esperienze

macchine da cantiere e cava e nella ge-

maturate in anni d’attività e alla gran-

stione del parco macchine. L’assistenza

de conoscenza del settore da parti di

su tutto il territorio nazionale è altresì

soci e amministratori – che sono stati

garantita da officine mobili adeguata-

anche i fondatori della società Perfora,

mente attrezzate per offrire un servizio

ora Stonetec, parte del gruppo Atlas

rapido ed efficiente.

Copco – l’azienda è un punto di riferi-

“La professionalità e la passione di ogni

mento anche nella produzione di siste-

singolo addetto e il perfetto e sinergico

mi di perforazione e nell’industrializza-

lavoro di squadra tra i vari reparti – ag-

zione dei processi produttivi in cava.

giungono Piergiorgio e Marco Picotto

“Picorent – spiegano i due titolari – è

– ci consentono di garantire un servizio

una realtà di riferimento nella fornitu-

competente e di qualità a 360°, perché è

ra di macchine e attrezzature ed è in

questo ciò che i clienti oggi richiedono”.

Con il passaggio diretto dei giacimenti al demanio, chi intendeva coltivare le cave doveva inoltrare apposita domanda al Consiglio di Stato. Si hanno le prime notizie sull’utilizzazione commerciale della pietra nel 1833-34: lo storico Eandi, nella sua “Statistica della provincia di IL TELAIO POSTERIORE SPIOVENTE FAVORISCE IL TRASFERIMENTO DEL CARICO NELLA PARTE ANTERIORE DEL MEZZO, ABBASSANDONE IL BARICENTRO E MIGLIORANDONE LA STABILITÀ. SI TRATTA DI UNA CONCEZIONE ESCLUSIVA, A DOPPIA TRAVERSA, CHE GARANTISCE UN’OTTIMALE RIPARTIZIONE DEI PESI 100 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

Saluzzo”, riporta la produzione delle cave di Bagnolo e afferma che “84 operai su 42 cave estraevano 500 trabucchi quadrati di lastre per cinta e circa 1.400 trabucchi quadrati di lastre per tetti e pavimenti” e aggiunge che “le pietre venivano condotte in grande quantità nella provincia di Pinerolo e di Torino, nonché nella provincia di Saluzzo”. Alla metà dell’Ottocento la pietra veniva estratta in una ventina di cave in Val Luserna ed era utilizzata come materiale relativamente povero (ad esempio, per balconi e marciapiedi), con un mercato sostanzialmente limitato a Torino e provincia. Il prolungamento fino a Torre Pellice della ferrovia Torino-Pinerolo, completato nel 1882, rese più facile il trasporto a valle della pietra e nell’arco di pochi decenni il mercato crebbe in modo impressionante. È quindi interessante notare come la stessa denominazione “Pietra di Luserna”, usata anche per le pietre estratte nel comune di Bagnolo, sia dovuta - secondo le testimonianze di parecchi cavatori - al fatto che in Val Pellice la ferrovia arrivò prima e, di conseguenza, consentì un trasporto e uno smercio maggiore della pietra di quella zona, facendo conoscere meglio “la Pietra di Luserna” rispetto alla Pietra di Bagnolo. Il trasporto in cava All’inizio del secolo scorso il mercato era in piena espansione ma perduravano ancora gravi carenze tecniche nella gestione delle cave e nel trasporto dei materiali. Lo sapeva bene anche la famiglia Depetris, che già alla fine dell’Ottocento era attiva nell’estrazione e lavorazione


IL COMFORT PER L’OPERATORE, ALL’INTERNO DEI COMPLESSI CONTESTI DI CAVA, È ASSICURATO, TRA LE ALTRE COSE, DALLA CABINA ROPS/FOPS AD ALTA VISIBILITÀ MONTATA SU SPECIALI AMMORTIZZATORI DI GOMMA E DOTATA DI CLIMATIZZAZIONE, DAL COFANO SPIOVENTE E DAL LIMITATO LIVELLO ACUSTICO INTERNO, PARI A 72 DB(A)

della Pietra di Luserna. Gente che svolgeva il proprio lavoro manovrando ora i cunei, ora i “palanchin”, che conosceva bene i segreti della pietra, tramandandoli di generazione in generazione, fino a oggi, meglio dei geologi che da qualche anno studiano il bacino di Luserna-Bagnolo. Il trasporto dalla cava in fondovalle, in particolare, era duro e pericoloso e ini-

zialmente veniva effettuato con le slitte “lese”. Le strade su cui viaggiavano le slitte erano formate da pietre disposte orizzontalmente e ricoperte di terra, per limitare gli scalini e i sobbalzi. Un altro inconveniente che si faceva (e si fa tuttora) sentire nelle cave era quello dell’enorme accumulo del materiale di scarto e di sgombero il quale, raccolto sotto forma

dei cosiddetti “scapoli”, rendeva ovunque difficile la lavorazione, invadendo i piazzali delle cave. Tutto il trasporto, all’epoca, veniva fatto a forza d’uomo o a dorso di mulo. Ora è tutto diverso e molto è cambiato nelle logistiche e tecniche di estrazione e nelle tecnologie applicate, a partire dal Dopoguerra in poi, con l’installazione del primo telaio per la segagione dei blocchi, ad esempio, per non parlare dell’avvento degli autocarri, dei martelli demolitori e, in generale, della motorizzazione di massa. Anche il mercato è cambiato, con l’esplosione della produzione negli anni Ottanta e la recente crisi che ha condizionato anche l’attività dei cavatori. Oggi sono centinaia le cave attive in questo luogo, ma la protagonista è sempre lei: la Pietra di Luserna.

OLTRE UN SECOLO DI ESTRAZIONI LO.PI.CA. (Bagnolo Piemonte – Cn) è

tenendo così invariata la tradizione e

Piemonte, tra questi: pavimenti piani a

un’azienda specializzata nella trasfor-

valorizzando le caratteristiche e la bel-

spacco e fiammati in Luserna, piastrel-

mazione e lavorazione di materiali lapi-

lezza della pietra. Lo staff aziendale è

le con coste tranciate in Luserna, qua-

dei destinati all’arredo urbano e domi-

costituito da personale specializzato, di

drotti lati martellinati in Luserna, lose

ciliare. In particolare, è dal 1890 che la

provata esperienza nel settore, in grado

da tetto, mosaici piani a spacco e bu-

famiglia Depetris è dedita all’attività di

di garantire l’idoneità del materiale ri-

gnati, cubetti in Luserna, liste da muro

estrazione e lavorazione della pietra di

spetto al capitolato, mediante verifiche

e intestate per muri a secco, binderi e

Luserna ed è negli anni Novanta che la

qualitative finalizzate a prevenire ogni

tupure, cordoli, canalette in Luserna,

ditta omonima ha cambiato la sua de-

possibile difetto. Svariati i prodotti che

lavorati piani segati, fiammati, lucidi e

nominazione in LO.PI.CA., mantenendo

escono dallo stabilimento di Bagnolo

spazzolati in Luserna.

però invariate le caratteristiche di lavorazione che l’hanno contraddistinta in oltre un secolo di storia. Lo stabilimento produttivo dell’azienda si estende su una superficie di oltre 15.000 m2 ed è dotato di quattro linee di produzione. Gli impianti – costituiti dal reparto di taglio, spacco, fiammatura e finitura – permettono di sviluppare un’elevata capacità produttiva giornaliera. Le attrezzature a disposizione del laboratorio permettono di tagliare e lavorare il materiale estratto in cava in base alle esigenze. Alcune lavorazioni e rifiniture sono eseguite a mano, mangiugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 101


ON SITE L’OPINIONE

PIERLUIGI DEPETRIS TITOLARE DI LO.PI.CA.

“Siamo molto soddisfatti del dumper articolato Doosan DA30-5, che non conoscevamo, che volevamo conoscere e che abbiamo appositamente noleggiato da Picorent. Ha soddisfatto pienamente tutte le esigenze di trasporto che avevamo in questa cava e ci ha colpito sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, la rapidità con cui consente di trasportare il materiale di scarto alla discarica (circa 2 km percorsi in 35 minuti) e in condizioni particolarmente gravose, dovendo affrontare continue salite che raggiungono la pendenza di circa il 23%, a pieno carico. Anche i consumi sono particolarmente contenuti, grazie al motore Scania DC9 Stage IV. Si distinguono poi la trazione permanente a sei ruote, davvero impressionante, L’assale tandem posteriore a oscillazione libera, che garantisce a tutte le ruote di rimanere sempre a contatto con il terreno, il differenziale a slittamento limitato anteriore integrato nella trasmissione EP370, che assicura la massima capacità di sterzata (fondamentale nelle strade che caratterizzano questo sito) e una trazione ottimale, nonché il differenziale a slittamento limitato posteriore, che offre la massima trazione sulle superfici dure. Da citare sono anche il telaio posteriore spiovente, che favorisce il trasferimento del carico sulla parte anteriore del cassone e abbassa il baricentro del mezzo, migliorandone la stabilità, e la forma del cassone stesso, che facilita notevolmente il carico tramite escavatore o pala gommata”. 102

La cava di Avei La Pietra di Luserna è quindi la regina indiscussa anche all’interno della cava di Avei, un sito estrattivo costituito da 13 lotti da 20 ml ciascuno: qui si estraggono oltre 30.000 m3/anno di materiale, al netto degli scarti: parliamo di un sito con un fronte di scavo verticale di circa 100 m già sbancati – e altrettanti da affrontare – e che darà lavoro ad altre generazioni della famiglia Depetris. È proprio qui che abbiamo incontrato Pierluigi Depetris, titolare – insieme ai fratelli Carlo, Alessandro e Roberta – della LO.PI.CA. snc di Bagnolo Piemonte (Cn), società proprietaria della cava. “La pietra estratta nella cava di Avei – spiega Depetris – è una roc-

cia metamorfica composta da stratificazioni di quarzo, feldspato e mica a struttura grossolana. La quantità suddetta si suddivide nelle seguenti percentuali: 32% di materiale a spacco naturale, 13% di materiale per segagione, 33% di materiale da scogliera e 22% di sfrido. Parallelamente al trasporto della pietra in sede, dove viene successivamente lavorata e trasformata in base alle necessità, occorre conferire quotidianamente tonnellate di materiale in discarica, che dista circa 2 km dalla cava e che si raggiunge percorrendo salite e tornanti”. Ovviamente non ci sono più muli o sforzi umani dedicati a quest’attività, che è invece affidata a camion o, nella fattispecie, a dumper progettati per questo genere di “fatica”.


Un partner instancabile Il dumper articolato Doosan DA30-5 sta ottenendo le lodi di molti cavatori nell’area di competenza della Picorent. Si tratta di un mezzo 6 x 6 da 28 t di carico utile inserito nel parco noleggio dell’azienda di Bagnolo Piemonte e che ha colpito l’attenzione degli operatori grazie a precise caratteristiche tecniche, che lo rendono un partner instancabile all’interno di questo genere di siti. Innanzitutto la motorizzazione: il propulsore Scania DC9 da 9,3 l, Stage IV, 5 cilindri, da 270 kW (362 HP) di potenza a 2.100 giri/min e 1.873 Nm di coppia lorda, a 1.300 giri/min. Poi la trasmissione ZF EP370 (otto marce avanti, quattro indietro) con funzione

UN’IMPORTANTE RISORSA ECONOMICA La Pietra di Luserna è una roccia metamorfica scistosa appartenente al gruppo degli gneiss. Si tratta in particolare di gneiss di tipo lamellare, cioè che si presenta in un insieme di strati sovrapposti come i fogli di un libro. Viene estratta in un’area di circa 50 km2 da cave situate nelle Prealpi Cozie del Piemonte centro-occidentale, tra la Val Pellice e la Valle Po, nei territori dei Comuni di Luserna San Giovanni, Rorà, Bagnolo Piemonte (come nel caso oggetto di quest’articolo) e Barge, per i quali ha sempre rappresentato un’importante risorsa economica. Il suo impiego è antico e caratterizza tuttora la tipologia costruttiva degli edifici e l’arredo urbano delle aree dell’intero Piemonte dal quale, a partire dagli anni Settanta del Novecento, ha avuto una diffusione sia nazionale che internazionale. La Pietra di Luserna, la cui estrazione è documentata dalla metà del XVII secolo, è stata usata come materiale da costruzione fin dai tempi più remoti, anche come elemento per muratura. La lavorazione tipica era - e parzialmente rimane ancora oggi - la spaccatura dei blocchi in lastre e la loro successiva riquadratura in prodotti da pavimentazione urbana, da costruzione vera e propria, da copertura e da edilizia funeraria, ma ha avuto anche impieghi “nobili” come le PANORAMICA DELLA CAVA AVEI, DI PROPRIETÀ DELLA LO.PI.CA. DI BAGNOLO PIEMONTE, IN PROVINCIA DI CUNEO, QUI SI È DISTINTO IL DUMPER DOOSAN DA30-5

Come spiega Depetris: “Per il trasporto del materiale in discarica, che avviene percorrendo continue salite a pieno carico, abbiamo noleggiato per un mese dalla Picorent un dumper Doosan DA30-5. Non lo conoscevamo, si tratta del primo modello importato in Italia, e devo dire che le sue caratteristiche rappresentano un grosso vantaggio per l’attività specifica in cava. Il mezzo si è dimostrato affidabile e ci ha consentito senza dubbio di risparmiare tempo e denaro grazie alle sue capacità di carico e di trasporto”.

pavimentazioni esterne dei palazzi reali diTorino, Racconigi e Venaria Reale, per citare solo i più noti. Altro impiego molto importante è la copertura a lose voluta dall’architetto Alessandro Antonelli per la Mole Antonelliana di Torino, nella cui struttura furono intercalate lastre, visibili anche oggi, tra i corsi di mattoni, allo scopo di dare maggiore solidità all’edificio che, al tempo della sua costruzione, era il più alto al mondo in muratura. Più in generale risulta che nel periodo tra le due guerre del XX secolo il 90% delle scale e dei marciapiedi di Torino era in Pietra di Luserna. Importanti lavori in Pietra di Luserna sono stati eseguiti, oltre che in molte città italiane, anche in molti paesi europei ed extraeuropei, compresi Stati Uniti, Canada, Giappone, Thailandia e Australia.

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 103


ON SITE

IL SISTEMA DI ASSALI TANDEM CONSENTE DI MANTENERE LE SEI RUOTE SEMPRE A CONTATTO CON IL TERRENO, ASSICURANDO AL CONTEMPO UNA DISTRIBUZIONE UNIFORME DEL CARICO

LA SCHEDA TECNICA Doosan DA30-5 Peso lordo/netto: Carico utile: Capacità cassone: Motore: Potenza motore netta:

51,4 / 23,4 t 28 t 16,8 m3 Scania DC9, 5 cilindri in linea, Stage IV 270 kW (362 HP) a 2.100 giri/min

Coppia max.:

1.873 Nm a 1.300 giri/min

Trasmissione:

ZF 8 EP320 (8 marce avanti, 4 indietro)

Trazione: Velocità di traslazione max. (avanti/indietro): Dimensioni (lunghezza x larghezza x altezza):

6 x 6, permanente 55 / 16 km/h 9.558 x 2.990 x 3.560 mm

Raggio di sterzata:

7.680 mm

Pneumatici standard:

23.5 R25

104 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

“lock-up”, che trasferisce il 100% della potenza e della coppia motrice alla trasmissione non appena il veicolo inizia a muoversi. Quando inserito, il rallentatore della trasmissione interviene automaticamente al rilascio dell’acceleratore: ciò consente di gestire con precisione la velocità in discesa – e in questo sito il mezzo è obbligato a eseguire salite e discese costantemente – con l’ausilio del pedale dell’acceleratore stesso (il rallentatore agisce anche quando viene premuto il pedale del freno). La trasmissione di questo dumper, inoltre, riduce la velocità di rotazione del motore, ne migliora le prestazioni e consente di ottenere valori di coppia massima a basso regime, con una riduzione rilevante di carburante. Nei percorsi in salita a pieno carico a cui il dumper è costretto a muoversi nella cava di Avei, poi, si esaltano la trazione a sei ruote permanente, il blocco differenziale longitudinale – che trasferisce il 50% della potenza sull’assale anteriore e il 50% sulla trasmissione posteriore – e i differenziali a slittamento limitato anteriore e posteriore. Oltre all’affidabilità in fase di trasporto, il dumper DA30-5 garantisce anche un’elevata stabilità grazie alla ralla mon-


IL PROCESSO PRODUTTIVO L’introduzione della segagione a telaio e disco diamantato ha innovato il processo produttivo: oggi i blocchi sani e compatti – e quindi inadatti alla spaccatura – sono sottoposti a segagione, mentre le lastre ottenute vengono fiammate, anticate o levigate e lucidate. Anche la riquadratura delle lastre, così come le lavorazioni di costa, sono oggi effettuate con l’ausilio di attrezzature meccaniche e/o a controllo numerico e l’impiego di utensili diamantati.

tata sulla parte anteriore del veicolo: il 50% del carico viene trasferito su ciascuna ruota anteriore (ulteriori vantaggi di questa configurazione sono la riduzione del raggio di sterzata e la maggiore capacità di sterzata). Oltre a tutto ciò, una particolare innovazione che garantisce aderenza e sicurezza è rappresentata dal sistema di assali

tandem, che garantisce un contatto ininterrotto degli pneumatici con il terreno, anche nelle condizioni più impegnative e in presenza di suoli disconnessi. Ma è solo un’altra peculiarità vincente che si aggiunge alle (molte) altre: il cassone a elevata capacità, realizzato in acciaio HB 400; il telaio posteriore spiovente, che favorisce il trasferimento del carico nella

IL DUMPER DA30-5 È UN PARTNER INSTANCABILE IN CAVA, ANCHE GRAZIE ALLA SUA POTENZA DI TRAZIONE, ALLO STERZO PRECISO, CARATTERIZZATO DA CILINDRI CON AMMORTIZZATORI D’URTO E DECELERATORI DI FINECORSA

parte anteriore; il sistema d’ingrassaggio centralizzato interamente automatico; la cabina insonorizzata; la visibilità a 360°; il sistema di pesatura a bordo; il sistema Load Sensing con valvola di priorità per le sterzate d’emergenza. Insomma, il dumper articolato Doosan DA30-5 si candida a essere un partner affidabile in termini di carico utile e di distribuzione del peso. Ai cavatori, ma non solo, assicura alti livelli di potenza e trazione, a garanzia della massima produttività. ■ giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE Frantumazione sul torrente Parma

IL FRANTOIO di bocca buona La frantumazione di un materiale duro come quello ricavato dall’affluente del Po necessita di un’attrezzatura in grado di affrontare gli impegni più gravosi. La benna frantoio BF120.4 di MB si è dimostrata “sul campo” una soluzione idonea, sia in termini operativi e che produttivi di Pietro Gabrielli

I

l torrente Parma – o semplicemente “la Parma”, come amano chiamarlo gli abitanti della zona – nasce da tre differenti rami principali che confluiscono a monte dell’abitato di Bosco di Corniglio sulle colline parmensi, scorre con andamento torrentizio giungendo presso Langhirano dove, allargando notevolmente il suo alveo, sbocca in pianura per poi confluire nel grande Po. È qui, sulla sponda sinistra del torrente, sul versante che porta a Tizzano val Parma

106 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

ancora nella sua “veste” collinare, che abbiamo incontrato Luigi Dallagiovanna, titolare dell’omonima ditta Dallagiovanna Luigi Srl, che ci ha illustrato in condizioni operative “sul campo” il suo recente acquisto targato MB. Proprio in quest’area, infatti, l’azienda parmense ha avuto in concessione dal Comune di Tizzano Val Parma la gestione (e l’opportunità di relativa lavorazione) dei detriti fluviali, lavorati al fine di ottenere stabilizzato, materiale spaccato e ghiaia.


giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE

LA BENNA FRANTOIO BF120.4, MONTATA SU ESCAVATORE CINGOLATO CATERPILLAR 329D LN, SI È DIMOSTRATA UN’ATTREZZATURA AFFIDABILE E PRODUTTIVA NELLE OPERAZIONI DI FRANTUMAZIONE DI MATERIALE FLUVIALE ESTREMAMENTE DURO COME QUELLO TIPICO DEL TORRENTE PARMA

I protagonisti La Dallagiovanna Luigi Srl – grazie anche a un parco mezzi molto ampio, composto da svariate macchine movimento terra, diversi mezzi d’opera e un folto numero di attrezzature specializzate – svolge la sua attività nell’ambito dei lavori stradali e infrastrutturali, civili e industriali (tra le opere realizzate dall’azienda parmense si contano strade, acquedotti,

gasdotti, fognature e molteplici lavori di manutenzione), senza dimenticare la realizzazione della pista da sci – con posa del relativo impianto d’innevamento artificiale – della vicina stazione sciistica Schia-Montecaio. L’attuale struttura dell’azienda di Tizzano Val Parma le consente di operare in tutta la regione Emilia-Romagna; dal 2012, in particolare, ha iniziato l’attività di pro-

duzione di stabilizzato, spaccato e ghiaia rilevando la concessione per la lavorazione sul torrente Parma, gestita precedentemente da un’altra società. Inizialmente i lavori di frantumazione erano stati affidati a una benna frantoio BF70.2, sempre fornita dalla MB di Fara Vicentino; successivamente, con l’acquisto di un nuovo escavatore cingolato Caterpillar di maggiori dimen-

CON UNA PRODUTTIVITÀ DI 53 M3/H, UNA CAPACITÀ DI CIRCA 1,3 M3 E UN PESO COMPLESSIVO DI 4,8 T, LA BENNA FRANTOIO BF120.4 È UN’ATTREZZATURA E MOLTO “PRESTANTE”, IN GRADO DI SOSTITUIRE I TRADIZIONALI IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE 108 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


sioni, l’azienda ha deciso di acquistare una nuova attrezzatura, più adeguata ai lavori da affrontare e più potente e produttiva: la benna frantoio BF120.4. Il prodotto da frantumare estratto dal torrente Parma, nella fattispecie, è un materiale molto duro e resistente, che non cede alla pressione, non si lascia scalfire, bucare o penetrare: ponendo poca attenzione alle procedure di frantumazione – o facendolo in modo distratto – la sua lavorazione potrebbe causare ingenti problematiche di usura all’attrezzatura e, di conseguenza, alla macchina operatrice, con ovvi ed evidenti danni materiali, nonché ritardi al sistema produttivo. L’opinione del protagonista “Da circa un anno – ci ha spiegato Luigi Dallagiovanna – abbiamo sostituito la benna frantoio utilizzata in questo contesto: la scelta della nuova attrezzatura è ricaduta sul modello BF120.4 di MB, montato opportunamente su un escavatore cingolato Caterpillar 329D LN. Il rendimento,

l’efficienza e la produttività di quest’attrezzatura ci ha sinceramente stupito: il materiale che frantumiamo quotidianamente, come già accennato, è molto duro, tipico prodotto da fiume. Questa benna macina agevolmente anche ciottoli di dimensioni elevate e con questo tipo di materiale è in grado di produrre circa 20-22 m3/h di materiale macinato. Materiale, quello originario dal torrente Parma, molto richiesto dalle società produttrici di calcestruzzo, perché garantisce un’ottimale resa, contenendo un’elevata percentuale di calce. Da macinare però è molto più difficile rispetto a materiali di provenienza di altri torrenti locali. Ritengo quindi che questa benna sia paragonabile a un frantoio fisso tradizionale, con il vantaggio di non presentare i limiti di quest’ultimo: in una giornata di utilizzo a pieno regime, diciamo per circa otto ore di lavoro, la benna è in grado di produrre circa 150-200 m3 di materiale lavorato, senza alcun rischio che l’attrezzatura si danneggi o si fermi per qualsivoglia motivo”.

LA BENNA BF120.4 È STATA PROGETTATA PER SODDISFARE ESIGENZE SPECIFICHE DI FRANTUMAZIONE NELLE CAVE, NELLE DISCARICHE E IN TUTTE LE OPERAZIONI DI RICICLAGGIO DI MATERIALI INERTI. È UN’ATTREZZATURA VERSATILE CHE IN POCHI ANNI HA SAPUTO IMPORSI NEL SETTORE DELLA FRANTUMAZIONE E IN CANTIERI DI VARIE DIMENSIONI DA SINISTRA, FRANCO BRIGANTI, AREA MANAGER DI MB, E LUIGI DALLAGIOVANNA, TITOLARE DELL’OMONIMA AZIENDA DI TIZZANO VAL PARMA

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE

LA MANUTENZIONE RELATIVA ALLA BENNA FRANTOIO BF120.4 È MOLTO SEMPLICE DA ESEGUIRE: TUTTE LE PARTI RICHIEDONO SOLO UN MINIMO DI ATTENZIONE E SONO PROGETTATE PER RESISTERE ALLE CONDIZIONI PIÙ GRAVOSE

La benna frantoio BF120.4, come tutte le attrezzature presenti nella (ampia) gamma di MB, è infatti ideale per la frantumazione in loco di materiale inerte, come abbiamo avuto modo di assistere personalmente in quest’occasione sulla sponda del torrente Parma, e agisce “sfruttando” l’impianto idraulico delle macchine operatrici su cui è montata. Anche quando l’attrezzatura deve lavorare in presenza di macerie in cemento, non esistono problemi di sorta ed è in grado di svolgere il suo compito a pieno regime.

Questa soluzione proposta dal costruttore vicentino è un’attrezzatura particolarmente versatile e molto “prestante”, che in un tempo estremamente breve ha saputo imporsi nel settore della frantumazione, in particolare in quelle aree d’applicazione anche impegnative quali cave, demolizioni, riciclaggio, scavi, miniere e lavori stradali. “La benna frantoio BF120.4, prevista in accoppiamento a un escavatore adatto a supportarla adeguatamente, è una soluzione davvero interessante per chi svol-

TUTTI I VANTAGGI DELLA BF120.4

ge il nostro tipo di lavoro”, ha sottolineato Dallagiovanna. “Nell’arco di un intero anno abbiamo la possibilità di lavorare per un periodo limitato – circa un mese, con tempistiche differenti – per produrre il materiale necessario, che poi vagliamo per ottenere diverse pezzature. L’utilizzo di quest’attrezzatura ci consente di ottenere i migliori risultati anche in un lasso di tempo limitato e ci permette di poter utilizzare la macchina operatrice in altre applicazioni, ottimizzando la produzione e l’attività generale dell’azienda”. Ancora una nuova testimonianza, questa dell’impresa parmense, che si ag-

La gamma di benne frantoio MB a seconda del modello, può essere implementata con specifici accessori che migliorano prestazioni e produttività delle attrezzature, come l’attacco rapido, il deferizzatore per la separazione del ferro e/o il nebulizzatore, specifico per la riduzione delle polveri derivanti dalla frantumazione. Ciò rende le attrezzature dell’azienda vicentina particolarmente versatili e produttive. La benna frantoio BF120.4, in particolare, è stata progettata per soddisfare esigenze specifiche di frantumazione nelle cave, nelle discariche e in tutti gli interventi di riciclaggio di materiali inerti. È un’attrezzatura in pochi anni ha saputo imporsi nel settore della frantu-

teriale da demolizione; riduce l’impiego

sporto e di gestione; è comoda, sempli-

mazione e in cantieri, urbani e non, di

di mezzi meccanici; elimina il proble-

ce nell’uso e veloce nel lavoro; è adatta

ogni dimensione. Ciò grazie agli svaria-

ma dello smaltimento in discarica dei

per grandi e piccoli cantieri; consente

ti vantaggi che essa offre agli utilizzato-

materiali da demolizione, nonché ogni

di riciclare risparmiando; la pezzatura

ri: frantuma direttamente qualsiasi ma-

spesa di noleggio; riduce i costi di tra-

in uscita è regolabile.

110 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017


LA SCHEDA TECNICA La benna frantoio BF120.4 Peso macchina operatrice:

≤ 30 t

Capacità di carico:

1,3 m3

Dimensione bocca:

1.205 mm (larghezza); 540 mm (altezza)

Regolazione frantoio in uscita:

≤ 15 ≤ 145 mm

Dimensioni:

2.185 x 1.620 x 1.390 mm

Portata olio:

210 l/min

Pressione:

220 bar

Contropressione:

10 bar

Peso benna: Produzione max:

4,8 t 53 m3/h

giunge alle molte altre referenze provenienti non solo dall’Italia, ma da ogni parte del globo, da quegli operatori che hanno verificato “on site” come le benne frantoio e vaglianti MB siano attrezzature che, applicate direttamente agli escavatori, combinano la flessibilità di un accessorio mobile con le prestazioni di un macchinario fisso e siano in grado di sostituire efficacemente, dunque, i frantoi tradizionali. ■ L’ESTREMA COMPATTEZZA E IL BARICENTRO RIBASSATO DELLA BF 120.4 CONSENTONO UN MIGLIOR BILANCIAMENTO SULLA MACCHINA OPERATRICE, RIDUCENDO IN MODO ESPONENZIALE LO SFORZO DEL BRACCIO DI SCAVO ED ELIMINANDO FASTIDIOSE E DANNOSE VIBRAZIONI

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 111


FIERE Marmomac 2017

ITALIAN EXCELLENCE

Nonostante l’emergere sempre più deciso di Paesi dell’Est che stanno conquistando un ruolo predominante nel settore lapideo, l’appuntamento di Verona rimane comunque un “must” per tutti i suoi protagonisti. È merito di una lunga tradizione di altissimo livello, ma anche della capacità di guardare sempre al futuro, producendo costanti novità di Lorenzo Zacchetti

S

i svolgerà dal 27 al 30 settembre la 52ª edizione di Marmomac, la fiera che rappresenta il punto di riferimento per tutta la filiera della pietra naturale, dai prodotti grezzi ai semilavorati e finiti, dai macchinari, tecnologie e accessori per la lavorazione fino alle ultime applicazioni nell’architettura e nel design. Alla Fiera di Verona ammireremo le novità di un mercato in crescita: nel 2015 è aumentata del 3% l’attività mondiale di cava, con 145 milioni di tonnellate di marmi e graniti estratti. Nell’arco degli

112 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

MAURIZIO DANESE

DAL 2015 È PRESIDENTE DI VERONAFIERE

ultimi due decenni lo scenario è cambiato radicalmente e la leadership di questo settore si è spostata in maniera decisa verso est. Nuovi player asiatici come Cina, India e Turchia valgono da soli il 55% di questo comparto, ma anche per loro il luogo di incontro per eccellenza è Verona, anche grazie alla sua lunga tradizione che ne fa un’eccellenza mondiale nella lavorazione della pietra. Dopo sei anni consecutivi di crescita, nel 2016 le esportazioni lapidee hanno conosciuto una frenata del 4%, fermandosi ad un controvalore di 2,1 miliardi di euro. Tuttavia, il valore aggiunto dei materiali


lavorati dalle aziende italiane ha toccato il massimo storico, raggiungendo la quotazione di 60 euro al m² , contro una media dei concorrenti che si ferma a 32 euro. Allo stesso modo, sono cresciuti anche i dati riguardanti i macchinari e le tecnologie: quelle progettate in Italia corrispondono a una quota del 38% delle vendite totali e il prezzo al quintale è salito dai 1.112 euro del 2015 ai 1.184 dell’anno scorso. E questo è avvenuto sebbene nel 2016 le esportazioni, anche in questo caso, siano calate: -11%, per un valore assoluto di 680 milioni di euro. Le novità 2017 Durante la presentazione a Milano, il presidente di Veronafiere Maurizio Danese ha parlato con soddisfazione della crescita di Marmomac: “A ogni nuova edizione la nostra fiera rafforza la propria leadership di piattaforma globale per business, formazione e innovazione legati alla pietra naturale. Un ruolo riconosciuto anche dal Governo italiano, che dal 2015 ha inserito la rassegna tra quelle strategiche nell’ambito del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy portato avanti dal Mise-ministero per lo Sviluppo economico e da Ice-Agenzia. Anche per questa edizione continua il percorso di sviluppo della manifestazione che sarà rafforzato ulteriormente dalla recente trasformazione di Veronafiere in SpA, dal nuovo piano industriale da 100 milioni di euro di investimenti al 2020 e dalla digital transformation collegati”. Nell’edizione 2017, Marmomac continuerà a guardare al futuro grazie a novità come “The Italian Stone Theatre”: un padiglione di 3.500 m² allestito in collaborazione con Mise, Ice e Confindustria Marmomacchine, dove si terranno tre mostre (“Territorio & Design”, “Macchine Virtuose” e “Soul of City”) dedicate all’iterazione tra pietra, tecnologie di lavorazione, sperimentazione e design attraverso progetti d’avanguardia di famosi architetti e designer. Secondo Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, anche i visitatori saranno in crescita rispetto al 2016: “I dati provvisori indicano anche quest’anno un incremento delle aziende straniere con nuove presenze da Argentina, Georgia, Irlanda, Messico e Slovenia, mentre tra le collettive di buyer già confermate spiccano quelle di

alcuni Paesi come l’Iran, quinto produttore lapideo al mondo, e Corea del Sud, terzo importatore di materiali dell’area asiatica, con un boom del 24% nel 2016. Il profilo internazionale di Marmomac cresce a ogni edizione, potendo contare sul programma di iniziative di Veronafiere che presidiano Nord America, Nord Africa e Sud America dove siamo presenti con Veronafiere do Brasil, controllata del Gruppo, senza dimenticare l’esplorazione di nuovi mercati come il Libano, meta quest’anno della missione commerciale ‘We speak stone’”. Sempre sul fronte dell’attività di incoming di operatori dall’estero, prosegue anche nel 2017 la collaborazione di Marmomac con Ice e Confindustria Marmomacchine tra le attività legate al Piano di promozione straordinaria del Made in Italy, promosso dal Mise. A Verona è inoltre previsto l’arrivo di selezionate delegazioni commerciali, protagoniste di incontri b2b, momenti di formazione tecnica e visite alle aziende del territorio. Spazio anche alla terza edizione dell’”International Stone Summit”: conferenza mondiale dedicata alla pietra naturale che vede la partecipazione delle principali associazioni internazionali del marmo. Torna “Icon Award”, la manifestazione nata lo scorso anno e che individua tra le opere esposte all’interno di “The Italian Stone Theatre” quella che diventerà l’immagine della campagna di Marmomac 2018. Per il sesto anno andrà in scena “Marmomac & the City”, che porta nel-

le vie e nei cortili del centro storico di Verona 12 opere e installazioni in pietra, valorizzando ulteriormente quelle realizzate delle aziende per le mostre della scorsa edizione di “The Italian Stone Theatre”. Non mancherà nemmeno l’11° “Best Communicator Award”, premio di Marmomac dedicato alla cura e all’originalità dell’allestimento fieristico delle ■ aziende espositrici.

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Veronafiere •L uogo/data evento: Quartiere Fieristico di Verona Da mercoledì 27 a sabato 30 settembre 2017 •O rari: da mercoledì 27 a venerdì 29 dalle 9.30 alle 18.00, sabato 30 dalle 9.30 alle 17.30 •P eriodicità: annuale •E dizione: 52° •S ettori merceologici: l’intera filiera del settore litico, dai prodotti grezzi ai semilavorati e finiti, dai macchinari e le tecnologie per la lavorazione alle possibili applicazioni della pietra nell’architettura e nel design •V isitatori ultima edizione: 67.186 spositori ultima edizione: 1.670 •E

giugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 113


FIERE Steinexpo 2017

L’EXPO DELLA PIETRA

P

ur essendo un centro medio-piccolo di 35.000 abitanti, Nieder-Ofleiden è una cittadina piuttosto nota a chi opera nel settore dell’estrazione in cava. Situata nel Land Hesse - nel centro della Germania e a circa 80 km da Francoforte – ospita le sedi di INO (Industriepark N-O) e MHI (Mitteldeutsche Harstein Industrie), due aziende che sono cresciute grazie alla diffusa presenza di cave di basalto. La più grande d’Europa si chiama Hochberg ed è anche la sede di una delle fiere più particolari e suggestive del settore. Steinexpo significa, letteralmente, “l’Expo della pietra” e spicca sia per il contesto scenografico nel quale si svolge, sia per la possibilità di osservare le mac-

114 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

chine al lavoro nel loro ambito di applicazione specifico. Nata nel 1990, Steinexpo è il più importante evento fieristico del suo genere in Europa e si svolge con cadenza triennale, alla presenza dei più importanti operatori del settore, che solitamente rappresentano circa il 95% del totale dei visitatori. Il suo particolare approccio “Hands On” con le novità del mercato rappresenta un fattore attrattivo unico al mondo per una fiera che cambia a ogni edizione, svolgendosi all’interno di una cava ancora attiva. Le condizioni mutevoli del sito espositivo, oltre alle esigenze specifiche degli espositori, inducono l’organizzazione a ridisegnare il layout, inserendo piattaforme per il sollevamento dei visitatori che arrivano fino a 30 m, per co-

niugare la miglior visuale sulle operazioni in corso con le massime condizioni di sicurezza. Un servizio di navette provvede a trasportare il pubblico all’interno della va-


Nel panorama fieristico internazionale, l’evento triennale ospitato in Germania occupa un posto particolare: svolgendosi nella suggestiva location della più grande cava di basalto d’Europa, consente agli operatori di settore di vedere direttamente all’opera le nuove macchine messe sul mercato di Lorenzo Zacchetti

la con VDMA (Verband Deutscher Maschinen- und Anlagenbau), l’associazione che rappresenta oltre 3.200 aziende del settore meccanico e ingegneristico. Oltre a essere la più grande d’Europa per numero di associati, VDMA è una vera e propria potenza sul piano economico, visto che l’industria ingegneristica tedesca detiene la leadership mondiale in 25 dei 31 comparti catalogati. In una delle economie più ricche del pianeta, il settore rappresenta inoltre la più rilevante fonte di occupazione industriale, con oltre un milione di addetti, che lavorano per un mercato di scala mondiale: le esportazioni rappresentano il 77% della produzione totale. Con ricavi per 218 miliardi di euro (dato riferito al 2015), è uno degli ambiti industriali più in salute della Germania e anche dell’Europa intera. Non a caso, l’operatività di VDMA si articola in 37 divisioni e uffici di corrispondenza all’estero che comprendono, oltre a Bruxelles, anche Brasile, Cina, India, Iran, Giappone e Russia. Decisamente influente è anche un altro partner quale MIRO (Bundesverband Mineralische Rohstoffe), l’associazione federale delle risorse minerarie, che rappresenta gli interessi delle aziende tedesche del settore in campo nazionale e nei rapporti con il resto del Continente. Nel contesto di Steinexpo il suo ruolo è determinante per la progettazione, la

promozione e lo sviluppo della fiera. Lo stesso vale per VDBUM (Verband d e r B au br a n c h e , Umw e lt - u n d Maschinentechnik), l’associazione tedesca degli Ingegneri e dei Professionisti del settore edile, mentre a livello internazionale la fiera vanta la collaborazione di UEPG (Union Européenne des Producteurs de Granulats), che da 30 anni tutela gli interessi delle imprese, circa 32.000, che formano il settore europeo dei ■ calcestruzzi e degli aggregati.

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Geoplan GmbH •L uogo/data evento: NiederOfleiden (Hesse - Germania) dal 30 agosto al 2 settembre 2017 •P eriodicità: triennale •E dizione: 10° •S ettori merceologici: cava, perforazione, estrazione, trattamento, raffinazione, demolizione e riciclo •V isitatori ultima edizione: 48.000 •E spositori ultima edizione: 254 •B rand rappresentati: 380 •A rea fieristica complessiva: 180.000 m²

sta area fieristica, dove vengono posizionati anche ampi padiglioni, il centro media e le aree per il ristoro. Un elevato profilo professionale L’elevato profilo professionale di Steinexpo si incarna anche nelle attività di convegno, con aggiornamenti direttamente dal mondo dell’industria, nonché in un’efficace copertura mediatica che comprende numerose conferenze stampa e la presenza di “Bauforum 24”, che all’evento dedica dei reportage video in diretta. L’importanza di questo appuntamento è sottolineata anche dalle diverse partnership intraprese dagli organizzatori Geoplan GmbH. Su tutte spicca quelgiugno-luglio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 115


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

KOBELCO

L’escavatore ibrido SK210HLC-10 Kobelco Construction Machinery Europe B.V ha annunciato l’arrivo in Europa dell’escavatore ibrido SK210HLC-10, il primo di questo genere nella classe delle 20 t. L’impiego di una batteria agli ioni di litio consente una maggiore capacità di immagazzinamento di elettricità; inoltre, il motore diesel Hino - lo stesso montato dal convenzionale SK210LC-10 - mette a disposizione tutta la potenza necessaria in ottemperanza agli standard Stage IV. Con 120 giri/min, il consumo di carburante è ridotto rispetto all’SK210LC-10. La produttività, rispetto al modello convenzionale, rimane invariata, ma si è ottenuta una riduzione del 12,3% in termini di consumo del

carburante. E se i volumi di scavo non hanno subito variazioni (la velocità di lavoro è la stessa del modello convenzionale), il livello di produttività dell’ibrido aumenta del 14,2%. L’SK210HLC-10 utilizza una tecnologia ibrida che si sposa al sistema SCR (Selective Catalyst Reduction) e al filtro antiparticolato (DPF). Come l’intera generazione degli escavatori della Generazione 10 anche

l’SK210HLC-10 offre robustezza, forza strutturale e affidabilità. Il sistema Arm Interflow entra in azione automaticamente quando il braccio si abbassa, riducendo la necessità di potenza supplementare erogata dalla pompa principale. Sono disponibili diverse configurazioni (varianti a carro stretto, 2.800 mm contro i 2.990 convenzionali) e vari programmi di garanzia estesa (ad esempio, cinque anni o 10.000 ore sui componenti ibridi). “Sono lieto di questo lancio dopo anni di innovazione e sviluppo”, ha commentato Peter Stuijt, Product Marketing Manager di Kobelco. “La tecnologia ibrida originale di Kobelco si è evoluta nel tempo da quando è stato presentato il primo prototipo, a Intermat 2006. La nuova macchina presenta una delle più innovative tecnologie ibride presenti sul mercato, in grado di aumentare i livelli di produttività e abbassare i costi operativi”.


BOMAG

Il nuovo rullo gommato BW 28 RH Il nuovo BW 28 RH è entrato in produzione a Boppard nel mese di febbraio ed è stato progettato per affrontare le operazioni più impegnative nella costruzione di strade. Per ottenere una qualità di compattazione ancora

maggiore l’azienda ha lavorato per ottenere una panoramica ottimale dell’area di lavoro. Per rendere ciò possibile, gli ingegneri Bomag hanno fatto un’escursione

nel regno animale e hanno preso in prestito l’aspetto caratteristico dello squalo martello per il disegno del telaio. L’estremità anteriore del BW 28 RH consente una chiara visione della superficie della ruota e può controllare direttamente se le ruote sono sufficientemente umide in modo che non si attacchi il bitume. Gli sportelli della cabina in contro-apertura aiutano la visuale in tutte le direzioni. L’insieme del nuovo telaio, della cabina con visuale ottimizzata e delle strutture ROPS contribuiscono anche ad avere una visibilità a tutto tondo, per un lavoro sicuro di alta qualità ed ergonomico. Altro ruolo importante è giocato dalla flessibilità: il rullo è disponibile con pesi che vanno da 8,6 a 28 t e può essere regolato con semplicità

e rapidità tramite l’utilizzo di lastre d’acciaio o cemento facilmente applicabili. Inoltre, lo scompartimento zavorrabile con capacità di 3 m3 può essere utilizzato per creare il peso ad hoc per ogni occasione. La cabina offre un’ampia libertà di movimento e spazio di immagazzinamento, nonché un potente sistema di riscaldamento e ventilazione.


2017

30/8 to 2/ 9/ 2017 (Wed to Sat)

E

e: Tickets onlinxpo.de/registrierung e www.stein

35315 Homberg/ Nieder-Ofleiden, Germany Further information by: Phone +49 7229 606-30, info@geoplangmbh.de

www.steinexpo.de

Verband der Baubranche, Umwelt- und Maschinentechnik e.V. Forum Für BauFachleute

CASE

Il nuovo escavatore Case CX245D SR

Case Construction Equipment ha aggiunto agli escavatori della Serie D il nuovo CX245D SR (Short Radius) a raggio di rotazione minimo. Progettato per fornire maggiore potenza di scavo e sollevamento nelle aree di lavoro ristrette, il CX245D SR è dotato di un contrappeso compatto e di una nuova posizione del braccio che minimizza l’ingombro della macchina. Risultato: un escavatore altamente produttivo e facilmente manovrabile, ideale per lavorare negli spazi angusti come i cantieri stradali, i ponti e i progetti residenziali e urbani. Con un peso operativo di 26 t e un motore Tier 4 Final/Stage IV da 160 HP, il CX245D SR offre una maggiore forza di scavo alla benna e una capacità di sollevamento superiore a quella dei modelli precedenti. Il CX245D SR adempie alla normativa sulle emissioni allo scarico Tier 4 Final/Stage IV tramite una combinazione di SCR (Riduzione catalitica selettiva) e DOC (catalizzatore di ossidazione del gasolio) che aiuta a massimizzare tempi operativi e prestazioni, con una manutenzione ridotta al minimo. Inoltre, non essendoci filtro antiparticolato (DPF), vengono eliminati i costi per la rigenerazione e la manutenzione dello stesso. Il sistema è economico anche nell’utilizzo dell’AdBlue, che ammonta ad appena il 2,5%-3% del consumo di carburante. Il grande serbatoio di AdBlue necessita di essere riempito solamente ogni cinque pieni per tempi non operativi ridotti al minimo. I tempi ciclo più rapidi vengono ottenuti grazie a una nuova pompa idraulica a comando elettronico, a una valvola di controllo più grande e sensori multipli. Queste funzionalità, abbinate al sistema avanzato di gestione dell’idraulica Case Intelligent Hydraulic System e alla gestione energetica avanzata con cinque sistemi di controllo integrati, utilizzano al meglio la potenza idraulica e la quantità di moto della macchina, per una maggiore potenza e la massima efficienza dei consumi.


ATLAS COPCO

Il nuovo motocompressore XATS138 Atlas Copco ha lanciato un nuovo motocompressore monoasse compatto e versatile. Grazie al sistema PACE (Pressure Adjusted through Cognitive Electronics), le pressioni di esercizio possono essere regolate in pochi secondi a incrementi di 0,1 bar per mezzo del controller intuitivo XC2003; completamente integrato in posizione ergonomica, esso facilita la ricerca dei guasti, fornisce dati utili sull’uso del compressore e provvede a indicare gli interventi di manutenzione pianificati. Questo modello è dotato di cofanatura e di sottocarro robusti, per trasportarlo in tutta sicurezza. La carrozzeria è protetta da un triplo strato resistente alla corrosione: Zincor, primer e rivestimento superiore in polvere che lo fa rientrare

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nella categoria anticorrosione C3, contribuendo a proteggere la cofanatura dalla corrosione per almeno 10 anni e prolungando la vita utile del compressore, oltre ad assicurarne un valore residuo elevato. Il telaio a prova di perdite, di serie, previene la fuoriuscita di qualsiasi liquido. Leggero e compatto, il compressore è montato su un solo asse per una maggiore manovrabilità. L’ingombro ridotto lo rende più

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facile da trainare rispetto ad altri modelli nella stessa categoria di potenza. Equipaggiato con un motore Kubota a 4 cilindri Stage 3B, è dotato di un sistema posttrattamento dei gas di scarico e filtro antiparticolato che assicura la conformità alle normative vigenti senza alcun costo aggiuntivo. La temperatura di esercizio è compresa tra -20°C e +45°C. Grazie alla tecnologia a vite brevettata da Atlas Copco e al motore da 49 kW, gli utenti finali possono contare sul motocompressore migliore della propria classe in termini di consumi, in quanto permette di risparmiare fino al 25% di carburante in condizioni di carico normale. La pressione di esercizio è compresa tra 7-10,3 bar, con una portata di 5,5-7,0 m3/min.


PRODOTTI LAURINI OFFICINE MECCANICHE

Il nuovo Vulcano Smart Dopo il successo mondiale ottenuto dalla macchina bestseller Vulcano 2.0, vaglio vibrante su carro cingolato semovente radiocomandato, e della nuovissima Vulcano XXL, innovativo modello con dimensioni e performance maggiori, Laurini Officine Meccaniche ha lanciato sul mercato Vulcano Smart. Adatta ai lavori di piccole e medie dimensioni, questa versione è stata ideata e realizzata per rispondere alle esigenze eterogenee dei cantieri sui cinque continenti. Vulcano Smart garantisce una produzione oraria fino a 200 m3, grazie al motore Caterpillar C4.4 da 143 CV, ed è compatta e trasportabile senza permessi, data la larghezza di trasporto 2,5 m e il peso pari a 21.000 kg. Una vera rivoluzione nel campo delle Screening Padding

Machines, Vulcano Smart nasce dalla filosofia profondamente customer oriented dell’azienda, che non rinuncia mai alla ricerca e sviluppo per soddisfare a 360° la clientela. L’elevata affidabilità di questo nuovo modello la rende una macchina estremamente versatile, adatta a differenti tipologie di terreno ed adeguata a molteplici configurazioni della pista. “Un modo differente e

distintivo di intendere la produzione delle macchine movimento terra e pipeline equipment”, ha affermato Marco Laurini, presidente di Laurini Officine Meccaniche. “Il nostro approccio è totalmente diverso: mettiamo al centro la nostra capacità di interpretare correttamente le richieste dei clienti e la nostra abilità nella realizzazione delle idee che ci vengono sottoposte”.


CHICAGO PNEUMATIC

I nuovi Vektor 12K Chicago Pneumatic ha introdotto un nuovo concetto nella gamma vibratori per calcestruzzo. I vibratori elettronici Vektor 12K garantiscono un’alta forza centrifuga (4.600 N) e rappresentano una soluzione ideale per calcestruzzi di ogni consistenza. Tutti i modelli sono dotati di un vibratore con motore in testa ad alta frequenza e un convertitore di frequenza integrato (da 60 a 220 Hz o da 50 a 220 Hz), che consente il collegamento diretto a una normale presa di corrente a muro da 115 o 230 V. Una peculiarità è il design della testa vibrante: un motore elettrico a induzione, integrato in quest’ultimo, aziona il rotore a eliche in rame monoblocco e gli eccentrici bullonati. Per una maggiore protezione, tutti i componenti importanti sono alloggiati all’interno di un tubo in acciaio temprato. Il design della testa vibrante riduce la resistenza all’avviamento, nonché durante l’utilizzo a piena potenza dell’attrezzatura. Ne risulta un consumo energetico inferiore, per cui il vibratore può essere utilizzato con un generatore più piccolo. L’utilizzo di cuscinetti a rulli di alta qualità, a bassa manutenzione e lubrificati a olio contribuisce a prolungare la vita utile della testa vibrante, rispetto ai normali cuscinetti ingrassati a vita. I modelli Vektor 12K sono dotati di una funzione di antibloccaggio delle armature che controlla la trazione attuale del vibratore e regola l’ampiezza della testa vibrante per evitare che si incastri nelle armature. Sia l’operatore che l’attrezzatura sono protetti da diverse funzioni di sicurezza interne, situate nella scatola del convertitore. I nuovi vibratori elettronici per calcestruzzo sono disponibili in due versioni: un modello standard con flessibile da 5 m per la vibrazione di travi, ponti e pareti in calcestruzzo pareti in cemento e una versione E antivibrazioni, progettata per pavimentazioni.

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Backeye®360

Sistema di telecamere e monitor intelligente per una visione a 360º. Immagini ORA anche ARCHIVIABILI grazie a

MDR Registrazione Digitale Mobile Backeye®360 elimina il problema degli angoli ciechi, un potenziale pericolo per qualsiasi oggetto o persona che si trovi sulla traiettoria di un veicolo in movimento. Le immagini digitali provenienti da quattro telecamere ultragrandangolari vengono combinate per offrire una vista “a volo d’uccello” del veicolo e fornire in tempo reale una singola immagine chiara sul monitor del guidatore: una soluzione ideale per prevenire gli incidenti, risparmiare denaro e salvare vite umane. E’ ora possibile collegare Backeye®360 ad un sistema di Registrazione Digitale Mobile, che archivia le riprese e si dimostra decisivo in caso di contenziosi.

Backeye®360

MDR

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NOTIZIE LEISTER

La saldatrice automatica Uniroof Uniroof è la saldatrice automatica di Leister per la saldatura di manti sintetici impermeabilizzanti in copertura. Il design compatto garantisce una lavorazione agevole delle guaine isolanti dei tetti. Uniroof è la macchina ideale per il posatore che cerca una saldatrice versatile ed è anche il completamento di gamma perfetto per le aziende di posa che apprezzano le virtù della più potente Varimat nelle coperture di grandi dimensioni. L’obiettivo di Leister è stato quello di offrire un prodotto in grado di coprire con una macchina automatica un numero ancora maggiore delle tipologie di saldatura che si affrontano in copertura, riducendo le saldature manuali. Il carrello posteriore può essere fatto scorrere lateralmente: in tal modo, il rischio che la macchina

si trovi a “camminare” su una superficie resa irregolare dai fissaggi meccanici è azzerato. Uniroof è facile da maneggiare grazie ai 17 kg di peso, permette di ottenere saldature affidabili e può essere utilizzata per più applicazioni. Il suo campo di

applicazione ideale sono le superfici di dimensioni medio-piccole, sia in piano che in pendenza, dov’è in grado di saldare a una velocità fino a 3 m/min manti di spessore 1,8 mm. Ma anche nei grossi cantieri Uniroof trova il suo spazio: è il complemento ideale alla sorella maggiore, la Varimat V2, per saldature che oggi sono eseguite manualmente. La saldatrice è disponibile in due versioni: Uniroof AT, dotata di display digitale, è in grado di gestire “ad anello chiuso” i parametri di saldatura (temperatura e velocità del flusso d’aria) garantendo un’affidabilità di saldatura a prova di cadute di tensione; Uniroof ST, che gestisce i parametri di saldatura tramite potenziometro e rende disponibili molti dei benefici della più completa versione AT.

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com

Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com


SCANIA

I nuovi motori V8 Euro 6 Scania ha introdotto una nuova generazione di motori V8 Euro 6 che definiscono un nuovo standard in termini di consumo di carburante. Disponibili in versioni da 520, 580 e 650 CV, questi propulsori assicurano un risparmio di carburante del 7%10% a quei clienti che utilizzano combinazioni particolarmente pesanti o che necessitano di velocità medie elevate, oppure per entrambe le tipologie di clienti. La nuova generazione di motori è la risposta di Scania al trend emergente nel settore dei trasporti che prevede veicoli sempre più lunghi e pesanti, segnando così una nuova pietra miliare nella produzione di motori. “Per un trasporto più intelligente sono essenziali combinazioni di motrici e rimorchi con peso complessivo sempre più elevato”,

ha affermato Alexander Vlaskamp, Senior Vice President, Sales & Marketing, Scania Trucks. “Naturalmente questo trend porta anche a una maggiore domanda di motori più potenti”. La nuova offerta è incentrata sull’impegno di Scania per un trasporto più sostenibile, ma i motori V8 Scania contribuiscono già da tempo a soluzioni di trasporto altamente efficienti. Infatti, l’azienda punta

da sempre ad ottenere minori emissioni possibili di CO2 per tonnellata, riducendo il numero di veicoli in circolazione a parità di carico trasportato. Con la nuova generazione di motori è evidente che Scania non è intenzionata di adagiarsi sugli allori: l’azienda, infatti, continua a sviluppare nuove soluzioni per rimanere sempre all’avanguardia in termini di produttività e guidabilità.


PRODOTTI MB

La nuova benna vagliante MB-S14 MB Crusher ha lanciato sul mercato la Serie 4 della benna vagliante MB-S14. Quanto più pulito e omogeneo è il materiale ottenuto dopo un processo di riciclaggio, tanto più il materiale stesso avrà valore, sia da un punto di vista economico che ecologico. Poter utilizzare in cantiere materiali inerti di qualità – o poterli rivendere ad aziende terze – è oggi un fattore determinante per essere competitivi sul mercato. Per questo, avere nel proprio parco macchine un’attrezzatura come la benna vagliante MB-S14 può fare la differenza. Studiata per lavorare con escavatori dalle 9 alle 20 t, la benna vagliante MB-S14 è oggi entrata di fatto nella Serie 4 dei prodotti MB Crusher. Pesa 1,1 t e ha una capacità di carico di 1,10 m3.

Compatta (le sue dimensioni sono 1.700 x 1.400 x 1.440 mm), è dotata di cesti formati da pannelli modulari intercambiabili, disponibili con fori di misure differenti a seconda delle esigenze.

Quali i vantaggi rispetto alla versione precedente? Nuove staffe per il bloccaggio dei pannelli, intercambiabili e più resistenti; ottimizzazione della struttura

per una riduzione dei tempi di sostituzione pannelli; trasmissione di nuova generazione, per un’affidabilità e durata nel tempo; nuovo sistema d’ingrassaggio centralizzato, per una riduzione tempi di manutenzione; miglior bilanciamento degli sforzi tra braccio dell’escavatore e benna vagliante e quindi maggiore produttività; maggiore affidabilità, grazie all’uso di materiali speciali e tecniche costruttive robotizzate. Importanti anche le dotazioni disponibili: kit nebulizzatore, per abbattere le polveri di lavorazione e consentire la vagliatura anche in ambienti chiusi; kit deferrizzatore, per vagliare e separare immediatamente il ferro dai detriti da demolizione.

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WIRTGEN

La riciclatrice a freddo 3800 CR Il tempo è denaro. Un principio valido proprio nel settore delle costruzioni stradali. Per l’economicità di un intervento riveste un ruolo importante il grado di utilizzazione dei macchinari impiegati. Torna dunque di grande vantaggio il fatto che una macchina possa essere impiegata in modo flessibile. Proprio come la riciclatrice Wirtgen 3800 CR, che può essere impiegata per il riciclaggio a freddo con il metodo upcut o downcut o come scarificatrice ad alte prestazioni. Grazie alla sua ampia gamma di applicazioni possibili è in grado di soddisfare le specifiche di capitolato relative ai più svariati interventi stradali. Nel “Golden State” della California, ad esempio la macchina - capace di erogare 950 HP - ha ripristinato in

sito le arterie principali della città di San José per un totale di 100 miglia, operando insieme a una finitrice cingolata Vögele con il cosiddetto metodo “Rear Load”: procedendo in retromarcia, la 3800 CR asporta gli strati bituminosi ammalorati con

il metodo downcut e trasferisce il materiale riciclato alla finitrice. Il metodo downcut viene impiegato anche sulla W Campbell Avenue, una delle strade principali di San José, nel cuore della Silicon Valley.

La riciclatrice a freddo Wirtgen scarifica e granula lo strato di conglomerato bituminoso ammalorato fino a 10 cm di profondità per una larghezza di 3,8 m, mescolandovi il cemento previamente sparso (1%). Per mezzo del nastro brandeggiabile e regolabile in altezza il materiale viene scaricato a ritmo spedito nella tramoggia della finitrice cingolata, che provvede a riporlo in opera con uno spessore di 10 cm e a precompattarlo. Un rullo tandem Hamm HD+ 110 VV HF e un rullo gommato Hamm GRW 280i eseguono infine la compattazione finale, creando una superficie chiusa e piana.


PRODOTTI MTA

Il nuovo display Sea Hawk MTA, azienda specializzata nello sviluppo e produzione di un’ampia gamma di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati ai principali OEM, è stata scelta da Case Construction Equipment per la fornitura di Sea Hawk, un display a colori da 8” che va a equipaggiare tutte le nuove pale gommate Serie G, recentemente introdotte sul mercato. Le nuove macchine, tra le altre cose, si distinguono per l’elevato livello di controllo offerto agli operatori, consentendo loro un ambiente operativo ottimale per garantire la massima produttività. Da qui la scelta del display Sea Hawk di MTA, che permette di avere sotto controllo lo stato e le impostazioni della macchina in maniera rapida e intuitiva, dimostrandosi anche di facile

lettura quando esposto a luce solare diretta. All’occorrenza, inoltre, può trasformarsi in un monitor per la visuale posteriore. Il display è stato progettato dalla divisione elettronica di MTA su una piattaforma Android ottimizzata per esigenze veicolari,

con funzioni safety sviluppate secondo la normativa ISO 13849. Tale piattaforma, per la prima volta impiegata per lo sviluppo di un prodotto elettronico per il mondo off-highway, include

funzionalità standard che hanno permesso al costruttore lo sviluppo di applicazioni dedicate e di poter così personalizzare il software dello strumento in funzione delle esigenze specifiche di queste macchine. Sea Hawk di MTA si distingue anche per un trattamento del display con optical bonding tramite l’incollaggio di un vetro antiriflettente sullo schermo con tecniche e colle particolari che eliminano l’aria intermedia, limitando al minimo la riflessione della luce. Si caratterizza inoltre per un grado di protezione IP66 e per l’elevata resistenza alle vibrazioni e alle temperature.

RICAMBI MACCHINE MOVIMENTO TERRA

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MARANGONI RETREADING SYSTEMS

Le nuove linee RTL FE e RDL FE Marangoni Retreading Systems ha aggiunto due prodotti alla sua gamma RINGTREAD Blackline. Le nuove linee RTL FE e RDL FE sono caratterizzate da un design a basso consumo che offre il miglior compromesso di sempre tra trazione, risparmio di carburante e chilometraggio, in impieghi su lunghe distanze. RINGTREAD Blackline RTL FE è un disegno originale Marangoni, caratterizzato da un battistrada profondo 11,5 mm, ampie spalle, un’impronta stabile che sfrutta una combinazione unica di scanalature strette e larghe in modo da ridurre al minimo la resistenza al rotolamento per requisiti elevati. Se usato per la ricostruzione di carcasse a bassa resistenza al rotolamento, è in grado di offrire performance di livello “A”. RTL FE è disponibile nella misura adatta a qualsiasi carcassa 385/55R22.5 o 385/65R22.5. La seconda nuova offerta della società nasce da un altro disegno originale di Marangoni: RINGTREAD Blackline RDL FE. L’ultima evoluzione della linea RINGTREAD ENERGECO presenta una profondità del battistrada di 16,5 mm, un’impronta compatta più un disegno direzionale progettato per una maggior trazione, una migliore resistenza all’usura, oltre a una riduzione del rumore, comfort e omologazione 3PMSF. Questo prodotto offre il vantaggio di tassi di sostituzione

con chilometraggi migliori, presenta spalle

semiaperte, tre file centrali di tasselli stretti, divisi dalla forma ottimizzata delle lamelle, che limita l’usura irregolare causata dall’incremento di coppia. Se usato per la ricostruzione di carcasse a bassa resistenza al rotolamento, è in grado

di garantire performance di livello “C”, consentendo un significativo risparmio di carburante per un pneumatico invernale 3PMSF. RDL FE è disponibile nelle misure adatte a qualsiasi carcassa 315/70R22.5, 295/60R22.5 o 315/60R22.5.

Pesi massimi senza compromessi. Evoluzione significa continuo miglioramento. Le nostre piastre vibranti sono da sempre le prime della classe. Mettete subito alla prova la nostra nuova generazione!

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INSERZIONISTI Azienda

Pagina

Air Service

21

BKT Europe

11

Brigade Elettronica

121

Clark Cemas

19

Ecomondo 2017

83

G.D.M.

123

Giorgio Novara

122, 124

Gruppo Minitop

119

H.P.S. Centro Oleodinamico

17

Iveco Orecchia

IV Copertina

JCB

I Copertina

MB

117

MP Filtri

120

OSA Demolition Equipment

15

Pressoil

39

RMC

125

Samep Tools

II Copertina

Sandvik

3

Scai

1

Sefi

13

Simex

27

Steinexpo

118

Tecnoricambi

126

Trevi Benne

III Copertina

Yanmar CE

9

Wacker Neuson Wirtgen Macchine

128 ONSITECONSTRUCTION - giugno-luglio 2017

127 5


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OnSite Construction n.5 - Giugno-Luglio 2017 by OnSite News - Issuu