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OnSite Construction n.4 - Maggio 2021

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SOMMARIO MAGGIO 2021 - N. 4

46 Volvo

Combinazione vincente

di Ettore Zanatta

52 CASE

L’evoluzione della specie

di Ettore Zanatta

56 VF Venieri In copertina: U.EMME

Sinergia pioneristica

di Stefano Vitali

60 Epiroc

4 Editoriale

di Ettore Zanatta

La “Next Gen” delle gallerie

di Pietro Gabrielli

ATTREZZATURE

Hands On

LA BENNA GRANULATORE PER ASFLATO IXXX SIMEX CBA AXXXXX

IL VALORE DEL RECUPERO di Ettore Zanatta di Ettore Zanatta

74 U.Emme

6 Notizie

Linea verde

a cura di Liliana Rebaglia

di Stefano Vitali

ATTUALITA’

COMPONENTI

00 78

SERVIZI

34 Superbonus 110%

Un bonus da “ristrutturare”

86 Flash Battery

94 Giuliano Group

Questione di chimica

Collaborare per innovare

di Mirko Brusamolino e Gianni gennari

di Ettore Zanatta

di Ettore Zanatta

MACCHINE

TECNOLOGIE

DOSSIER

40 JCB

La primavera del futuro

90 Doosan

Efficienza mobile “3.0”

98 Meccanica e oleodinamica

Una “fluida” ripresa

di Ettore Zanatta

di Pietro Gabrielli

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

ON SITE

106 Il restyling del Palasport

Hands On

L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL

di Genova Il “Waterfront” di Levante

di Ettore Zanatta

PRONTO PER IL FUTURO! di Ettore Zanatta

64

114 Prodotti

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Una chance per l’Italia

S

ono poche pagine ma contengono molto più significato di quello che la quantità verbale potrebbe far pensare. Dalla pagina 65 alla pagina 67 del testo del PNRR trasmesso ufficialmente alla Commissione Europea si trovano le indicazioni per semplificare i contratti pubblici. Facile a dirsi, dopo decenni di fagocitazione burocratica che ha vanificato qualsiasi riforma a

favore del varo delle infrastrutture che servono al Paese e del rilancio generale delle costruzioni. L’accento posto dalle notazioni contenute nel PNRR è sull’affidamento delle opere, certo, ma anche sulla pianificazione e programmazione delle varie fasi realizzative. Verifiche antimafia e protocolli di legalità, Conferenza dei Servizi semplice e rapida, limitazione della responsabilità per danno erariale al solo caso di dolo, collegio consultivo tecnico per definire velocemente le controversie in via stragiudiziale, termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti, contenimento dei tempi di esecuzione del contratto stesso: sono tutti punti che il PNRR vuole attuare definitivamente, anche in relazione alle “secche” che arenano tuttora il Codice degli Appalti del 2016, virando sulla necessità di una disciplina snella che riduca al massimo le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea. Perché, sia ben chiaro, non sono le Direttive Europee a complicarci le cose - come qualcuno ha interesse a sostenere - ma le nostre sovrastrutture normative, l’iper-regolamentazione e la schizofrenia della nostra burocrazia legiferante. Serve maggiore pragmatismo, più attenzione alla “messa a terra” e non agli annunci reiterati di riforme impalpabili. Nel merito, occorre più supporto alle stazioni appaltanti e un modo definitivo per farla finita con le continue modifiche dello stesso Codice degli Appalti, diventato ormai un’olla dell’azione amministrativa. Dopo la terribile stagione della pandemia abbiamo un’opportunità per decidere il futuro secondo altre dinamiche, che non siano per l’ennesima volta quelle del ginepraio burocratico che prospera nell’immobilismo. Vogliamo sprecarla? Molti spergiureranno di no, da tutte le parti politiche e decisionali. Ma attenzione: mai come in questo momento storico saranno i fatti a decidere se l’Italia meriti ancora una chance.

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ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

UNACEA

Cresce il mercato nel primo trimestre Nel primo trimestre 2021 sono 3.645 le macchine movimento terra vendute (+40%), mentre 138 le macchine stradali (+50%). I dati

dei costi delle materie prime, della disponibilità di componenti e dei ritardi nei trasporti. Queste tendenze, che non sembrano accennare

a esaurirsi, vanno monitorare attentamente per evitare blocchi delle linee di produzione così come difficoltà a soddisfare la domanda”.

MERCATO ITALIANO GEN-MAR 2021

sono stati presentati da Unacea. Guardando agli scambi internazionali di settore, l’export a gennaio 2021 registra una flessione del 10% rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. Negative anche le importazioni, in flessione del 9%. Positiva per circa 70 milioni di euro la bilancia commerciale, stabile rispetto alla tendenza registrata nel gennaio 2020. “L’andamento del mercato italiano nel primo trimestre conferma il trend di crescita già visto alla fine del 2020”, ha dichiarato Mirco Risi, presidente di Unacea. “I numeri sono significativi ma d’altra parte complicati; la produzione di settore risente sempre più dell’aumento

gen-mar 2020

gen-mar 2021

Apripista

13

14

8%

Escavatori cingolati

444

721

62%

Escavatori gommati

45

73

62%

Pale gommate

179

271

51%

Terne4ruotesterzanti

15

15

0%

Ternerigide

18

15

-17%

Miniescavatori

1561

2160

38%

Minipale compatte

179

199

11%

Minipale compatte cingolate

145

166

14%

Dumperarticolati

10

11

10%

2.609

3.645

40%

Rulli

49

85

73%

Vibrofinitrici

43

53

23%

Tot. macchine stradali

92

138

50%

2.701

3.783

40%

Tot. macchine movimento terra

Macchine per costruzioni

Volvo CE e Wirtgen Macchine aderiscono a Unacea “Unacea è riuscita a costruire un’associazione unitaria e autorevole, in grado di riunire tutti i più importanti brand del settore attivi nella produzione e nell’importazione”, ha dichiarato Elena Pallicelli, direttore Marketing & Sales Support dell’azienda, commentando la decisione dell’azienda di aderire all’associazione. “Non poteva mancare il contributo di Volvo CE, anche perché riteniamo che le attività tecniche e gli studi economici messi a disposizione dei soci debbano essere cruciali nel periodo di trasformazione strutturale in corso”.

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ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

A Unacea, in qualità di socio affiliato, ha aderito anche Wirtgen Macchine. “Siamo convinti che nei momenti di sfida e cambiamento come quello che stiamo vivendo sia necessario fare squadra per contribuire allo sviluppo del settore”, ha dichiarato Mario Spinelli, AD dell’azienda. “Aderiamo con la convinzione che le piattaforme di lavoro e gli strumenti di intelligence di mercato messi a disposizione dall’associazione rappresentino, oggi più che mai, strumenti di lavoro irrinunciabili”.


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NOTIZIE EVENTI

SaMoTer 2021 scende in cava! SaMoTer scende in cava.: il Salone internazionale di Veronafiere dedicato alle macchine per costruzioni lancia nel 2021 una nuova manifestazione live per l’Italia con i SaMoTer Demo Days – Outodoor Edition. Tre giornate, da giovedì 30 settembre a sabato 2 ottobre, dove gli addetti ai lavori potranno vedere in azione e provare sul campo mezzi, attrezzature e sistemi per il movimento terra, il cantiere e l’edilizia. L’evento è in programma nella cava del Consorzio di Vaprio / Nuova Demi - Stella Imm.re, a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano. Un’area di oltre 200.000 m2 dove le aziende potranno unire alla tradizionale esposizione statica, l’opportunità di far toccare con mano le potenzialità dei propri prodotti, in un contesto di lavoro reale e dinamico. Gli espositori, infatti, nelle aree-prova riservate possono organizzare delle dimostrazioni tecniche o far salire i propri clienti al posto di guida per testare il mezzo. Nella tre-giorni, inoltre, resta protagonista l’innovazione tecnologica nell’esclusivo palcoscenico della SaMoTer Demo Arena: un’area dimostrativa comune di 15.000 m2 dove il

pubblico potrà scoprire le ultime soluzioni e applicazioni per il cantiere del futuro. Grande attenzione, poi, è stata riservata ai servizi per espositori e visitatori dei Demo Days. La vicina Villa Castelbarco mette a disposizione

un parcheggio collegato alla cava da bus navetta e sale attrezzate per ospitare le iniziative di formazione e i convegni di Samoter e dei suoi partner, oltre ad eventuali meeting aziendali. “Il progetto dei Demo Days è stato subito accolto con favore dal comitato di indirizzo di Samoter”, spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. “Un evento demo in cava di questo livello mancava in Italia. Nel 2021 rappresenta un appuntamento business irrinunciabile per agganciare la ripresa del mercato nazionale delle macchine per costruzioni e una ulteriore tappa di avvicinamento

all’edizione di Samoter in fiera nel 2023. Inoltre, è una manifestazione ancora più sicura dal punto di vista sanitario, perché al 100% outdoor. Voglio ringraziare Anepla, per aver contribuito fattivamente all’individuazione della location più adatta per l’evento e Unacea, di cui Samoter è exhibition partner”. “Gli imprenditori del settore estrattivo come me, che trovano in Anepla la loro casa comune – commenta Claudio Bassanetti, presidente di Anepla, l’Associazione nazionale degli estrattori e produttori lapidei di Confindustria. “Hanno un legame consolidato con il salone del movimento terra perché l’evoluzione delle macchine, ben testimoniata negli anni da SaMoTer, ha accompagnato la crescita di tutto il nostro mondo. Le contingenze del presente hanno portato alla necessità di immaginare nuove

formule organizzative e come Anepla abbiamo da subito colto con entusiasmo l’invito di Veronafiere a collaborare e patrocinare, un evento ‘live’ in cava, simbolo di una ripartenza che tutti noi da tempo attendiamo”. “I Demo Days organizzati da Samoter – dichiara Mirco Risi, presidente di Unacea, l’Unione italiana delle macchine per costruzioni – rappresentano un evento innovativo che mette insieme la necessità di ritrovarsi in presenza, l’esigenza di lavorare in condizioni sanitarie di sicurezza e il valore aggiunto di poter vedere e provare le macchine e le attrezzature”. 8

ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


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NOTIZIE YANMAR CE

Cinquant’anni di carrier cingolato Yanmar CE celebra il 50° anniversario del YFW500D, il primo trasportatore cingolato dotato di motore diesel Yanmar. Questo primo modello aveva il carro di una mietitrebbia Yanmar con cingoli in gomma sul quale era stato montato un cassone per il carico e il trasporto di materiali su terreni con poca portanza. Progettato e sviluppato nel 1971, l’YFW500D è stato il primo carrier cingolato al mondo. Questo trasportatore rappresenta di fatto il primogenito di una gamma di prodotti Yanmar sviluppati in seguito per rispondere al crescente bisogno di macchine compatte. Oggi in Yanmar CE EMEA si sviluppano e producono attrezzature compatte per l’infrastruttura, il drenaggio, la cura del paesaggio, la demolizione e le

applicazioni di ingegneria civile, tra escavatori mini e midi convenzionali e girosagoma, dumper, pale gommate compatte, escavatori gommati e accessori. Queste le tappe storiche principali: 1971: aggiungendo un cassone di carico al carro di una mietitrebbia, Yanmar realizza l’YFW500D, il primo carrier cingolato al mondo. Il modello YFW500D è alimentato da un motore diesel Yanmar ed è in grado di trasportare materiali su terreni con poca portanza, inaccessibili ai camion con cassone fisso o ribaltabile. 1973: il modello YFW26D ha una capacità di carico di 3 t ed è dotato di un motore Yanmar da 17 CV raffreddato ad acqua, che gli consente di avanzare velocemente 10 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

sulle pendenze. Grazie al robusto sottocarro con cingoli in acciaio diventa la soluzione di trasporto preferita nei cantieri difficili. 1984: alla fine degli anni Settanta, con il mercato dei carrier gommati in crescita, Yanmar lancia il modello di articolato YFW35WA, dotato di pneumatici a bassa pressione super piatti, adatti a terreni con bassa portanza. Gli pneumatici da 700 e 945 mm rappresentano uno sviluppo senza precedenti tra i trasportatori convenzionali. 1985: Yanmar sviluppa un carrier con cingoli in gomma in grado di raggiungere la velocità di 11 km/h, praticamente il doppio della velocità dei mezzi cingolati convenzionali. Il carrier YFW25R ad alta velocità riscuote grande successo. Il modello dispone del primo sedile reversibile del settore e diventa il prototipo per il modello C30R in vendita ancora oggi. 1985: dotato di motore Yanmar a 4 cilindri raffreddato ad acqua, l’YFW40R - oltre a offrire elevati livelli di velocità e potenza - garantisce un elevato comfort operativo. Utilizza

un carro con cingoli in gomma di grande ampiezza che unito alla trasmissione HST diventa un mezzo di trasporto di grande manovrabilità. Questo modello è stato il prototipo dell’attuale C50R. 1988: Yanmar sviluppa il modello YFW8R, un carrier compatto con una larghezza di 950 mm, ideale per affrontare lavori impegnativi all’interno di cantieri con spazi di manovra ridotti. Fino ad ora i trasportatori cingolati montavano il sedile del conducente in posizione laterale; per la prima volta nel settore viene utilizzata la soluzione con sedile centrale, posizione che facilita la salita o la discesa dal mezzo e offre una migliore visibilità. Questo modello è stato il prototipo del C12R, ancora oggi in vendita. 1990: il C6R è un mini-carrier di 790 mm di larghezza; progettato per l’edilizia civile è la soluzione ideale per lavorare all’interno degli edifici. Dotato di una struttura molto robusta, trova impiego in una vasta gamma di applicazioni dalle opere di ingegneria civile ai lavori di cura del paesaggio. 1996: il più grande carrier cingolato nella storia di Yanmar, il C120R è un mezzo di grosse dimensioni da 240 CV, con portata di 11 t, che unisce potenza e velocità per rispondere alle aspettative dei professionisti più esigenti. Il C120R pone l’accento su resistenza durabilità e manovrabilità, dalla struttura di base fino a ogni minimo dettaglio del carro. Anni 2000: Yanmar lancia una serie di prodotti dotati di motori ecocompatibili che rispettano le rigide normative sulle emissioni in vigore in Europa, Stati Uniti e Giappone. Tra questi, il C30R-3 dotato di un sistema di trasmissione con due pompe e due motori idraulici, che permette di ottenere un funzionamento più uniforme e incorpora le tecnologie più avanzate, come il sistema di monitoraggio remoto tramite GPS.


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NOTIZIE OFFICINE MALAGUTI

Giorgio Cangini entra nel CdA e pianifica un (nuovo) futuro Giorgio Cangini ha lasciato la presidenza della Canginibenne, la ben nota azienda di Sarsina (FC) specializzata nella progettazione e costruzione di attrezzature per macchine movimento terra, a seguito dell’acquisizione delle quote di maggioranza della stessa da parte della società finanziaria di investimento svedese Lifco AB. “Sono fiero del percorso e dei risultati che insieme alla squadra Cangini abbiamo realizzato nel corso di oltre 30 anni di attività”, ha dichiarato a tal proposito Giorgio Cangini. “Sono certo che l’entrata nel Gruppo garantirà all’azienda il raggiungimento di ulteriori - e ancora più importanti risultati di business, mantenendo al contempo forti i legami con il

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nostro territorio”. Ricordiamo che Giorgio Cangini, oltre ad avere fondato la Canginibenne e a essere un imprenditore attento al mercato e al prodotto, è sempre stato un paladino della promozione e valorizzazione del territorio ed è stato tra i più convinti sostenitori della realizzazione della sede in Valle del Savio dell’Istituto Tecnico Tecnologico Marconi di Forlì, con l’obiettivo di dare ai giovani della vallata una possibilità di crescita formativa senza doversi trasferire, e al contempo, di dare alle realtà produttive del luogo la possibilità di trovare giovani tecnici locali. Quali sono i progetti per il futuro di Giorgio Cangini? Molti, come sempre. Entrato a far parte del Consiglio

GIORGIO CANGINI di Amministrazione della Officine Malaguti di Sant’Agata Bolognese, con la quale era già iniziata una sinergia commerciale nel 2019, Giorgio Cangini contribuirà ora con la sua esperienza e lungimiranza all’ampliamento e al perfezionamento del portafoglio prodotti dell’azienda bolognese e allo sviluppo della rete commerciale e distributiva. La Officine Malaguti è stata fondata nel 1969 dall’omonima famiglia a Sala Bolognese, dove si trova tutt’ora, ed è attiva nella produzione e vendita di un’ampia gamma di attrezzature rivolta al mercato dell’edilizia, dei lavori stradali e della manutenzione del verde.


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NOTIZIE CANGINI BENNE

Cangini Benne entra a far parte del Gruppo Lifco AB La Cangini Benne è entrata a far parte della società svedese Lifco AB, che ne ha acquisito la maggioranza delle quote. Fondata nel 1989 da Giorgio e Davide Cangini, l’azienda si è distinta negli anni per una forte crescita nazionale e internazionale fino a raggiungere nel 2020 un fatturato di circa 35 milioni di euro, previsto in ulteriore crescita nei prossimi anni. Lifco AB, società di investimento con sede in Svezia, investe in società profittevoli leader di nicchie di mercato, garantendo alti potenziali di crescita sostenibile degli utili. Cangini Benne farà parte del gruppo all’interno della divisione Demolition Tools. “L’idea di fondo che ha spinto da sempre l’attività di Cangini fino a oggi - spiega Davide Cangini, attuale CEO - è stata quella di creare un’azienda solida, in grado di esportare prodotti in tutto il mondo. Ciò è stato possibile grazie a una fitta rete di dealer fidelizzati, alla competenza del nostro team di lavoro e all’orientamento al risultato, elementi che hanno sempre fatto parte della nostra storia. La nostra visione è guidata da una chiara filosofia incentrata sulla crescita a

DAVIDE CANGINI lungo termine. Proprio la visione sul futuro è stata il punto di incontro tra la Cangini Benne e la società di investimenti svedese Lifco AB. A seguito dell’accordo, la Cangini Benne è entrata a far parte della

divisione Demolition Tools guidata dal gruppo tedesco Kinshofer Gmbh; una realtà forte sul mercato a livello globale, caratterizzato da una continua spinta all’innovazione e alla continua ricerca della qualità. Per questo motivo sono certo che sia un’ulteriore occasione di crescita, che ci permetterà di consolidare l’attuale processo di sviluppo. La mia figura all’interno dell’azienda sarà quella di CEO e lavorerò in un rapporto di collaborazione con tutti i partner del gruppo e l’obiettivo sarà di consolidare e incrementare l’attuale processo di sviluppo dell’azienda. Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo non ci saranno grandi variazioni; il cambiamento sarà per lo più legato alle sinergie di gruppo,

che riguarderanno l’aspetto tecnico, al fine di migliorare i prodotti e i servizi legati ad essi. Dal punto di vista produttivo, invece, l’obiettivo sarà quello di ridurre i tempi di consegna adottando nuove metodologie di approvvigionamento e di processo delle stesse, che vedranno come conseguenza un incremento del nostro portafoglio. Un altro obiettivo sarà avviare una serie di sinergie di gruppo volte allo sviluppo dei prodotti in ottica di un miglioramento continuo. Questa partnership ci permetterà di aprire nuovi scenari sia dal punto di vista commerciale che organizzativo”. 14 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


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NOTIZIE WACKER NEUSON

Premio “Red Dot” per l’escavatore EZ50 L’escavatore Zero Tail EZ50 ha ricevuto il Red Dot del rinomato Red Dot Award: “Eccellenza nella progettazione dei prodotti”. Questo premio si è affermato come marchio di qualità comprovato e riconosciuto a livello internazionale e vanta oltre 60 anni di tradizione. Con oltre 18.000 candidature annuali da parte di designer, aziende e organizzazioni di oltre 70 nazioni, il Red Dot Award è uno dei più grandi e rinomati concorsi di design in tutto il mondo. Per il settore dei veicoli commerciali, l’escavatore EZ50 da 5 t di Wacker Neuson ha ricevuto un premio per il design del prodotto. “Wacker Neuson è noto per il suo caratteristico linguaggio di progettazione”, afferma Stefan Bogner, portavoce della direzione di Wacker Neuson Linz GmbH, il Centro di competenza per escavatori e dumper di Wacker Neuson. “Questo è anche il motivo per cui siamo ancora più lieti di aver convinto la giuria del Red Dot Award con il design espressivo del nostro escavatore EZ50”.

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L’escavatore EZ50 da 5 t è una macchina la cui parte posteriore della sovrastruttura non sporge dai cingoli: ciò consente di lavorare in piena sicurezza, senza il rischio di danneggiare il mezzo o le pareti di edifici, ad esempio durante le manovre. Gli ampi finestrini e la disposizione ergonomica dei componenti nell’abitacolo, insieme a un concetto di copertura rapidamente inclinabile, consentono una visibilità panoramica ideale.

Una striscia luminosa a LED rossa sul retro, l’Active Working Signal (AWS), garantisce maggiore sicurezza in cantiere: indica quando l’escavatore è pronto per il funzionamento e invia un segnale a tutti coloro che si trovano nelle vicinanze della macchina. La cabina compatta è dotata di vani portaoggetti in posizione ideale e facilmente raggiungibili. I pannelli esterni possono essere aperti generosamente e senza attrezzi e garantiscono un facile accesso per la manutenzione, il che risulta importante per l’efficienza nei controlli di routine quotidiani. Nel complesso, la macchina appare robusta e dinamica. La struttura del design è semplice e moderna. “Prima di tutto alle nostre macchine viene sempre applicato il principio che ‘la forma segue la funzione’. Inoltre, un linguaggio di design emozionale, un concetto di operatività intuitivo e gli aspetti di sicurezza giocano un ruolo importante nella progettazione del prodotto”, spiega Gerald Krenn, responsabile del Corporate Industrial Design del Wacker Neuson Group. “Ancora una volta siamo riusciti a combinare tutti questi requisiti nel nostro nuovo escavatore EZ50”.


NOTIZIE DOOSAN INFRACORE

L’iF Design Gold Award per l’escavatore Concept-X Una giuria internazionale di 98 esperti indipendenti ha attentamente valutato le oltre 10.000 candidature ricevute da 52 paesi diversi selezionando i 75 vincitori dei Gold Award, tra cui appunto il Concept-X di Doosan Infracore. Nella dichiarazione che ha accompagnato l’annuncio del Gold Award l’ente organizzatore,

l’assenza della cabina e per i quattro singoli cingoli che compongono la parte inferiore della macchina. La configurazione a quattro cingoli mantiene la posizione della macchina stabile anche su terreni irregolari. Il design dell’escavatore offre la motorizzazione di tutti i componenti dell’escavatore, tranne il braccio. Un indicatore circolare

Doosan Infracore per cantieri edili, cave e miniere nel 2019. È stato sviluppato per consentire la conduzione dei lavori in automatico, senza operatore, sfruttando droni utilizzati per il rilevamento, analizzando automaticamente i dati, stabilendo il piano di lavoro e trasferendo i dati a macchinari come escavatori e pale gommate. Questo è il secondo anno di fila che Doosan Infracore vince l’iF Design Awards; l’anno scorso ha infatti ricevuto il Product Discipline Award assegnato alle nuove pale gommate della serie DL-7. L’azienda ha dimostrato appieno la sua capacità di innovazione tecnica vincendo il Best of the Best ai Pinup Design Awards 2019 e il Main Award ai Red Dot Design Awards 2020 e ai Pinup Design Awards 2020. “È insolito che a vincere il Gold Award degli iF Design Awards sia una macchina movimento terra. Puntiamo a

l’iF International Forum Design GmbH, la più antica organizzazione di design indipendente del mondo, con sede ad Hannover in Germania, ha dichiarato che “il concetto di questa macchina rappresenta un nuovo salto di qualità e spinge ancora più in là i limiti della tecnologia, proponendo una visione ambiziosa del futuro delle macchine movimento terra. Camion ed escavatori senza operatore, supervisionati da droni, stanno introducendo sistemi fantascientifici, oltre a design automobilistico, in un settore convenzionale. Le possibilità sono infinite: un balzo in avanti in termini di sicurezza, produttività, precisione e qualità”. Macchina da cantiere senza operatore, il futuristico escavatore Concept-X di Doosan Infracore si distingue per

montato sulle aree di giunzione fornisce una facile lettura del carico. Concept-X è la prima soluzione al mondo per l’automazione e il controllo integrato non presidiato in cantiere ed è stato introdotto da

costruire un’immagine di design premium, come rappresentato dai pluripremiati design dei nostri prodotti di nuova generazione”, ha dichiarato un rappresentante di Doosan Infracore.

18 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


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Non esistono buone o cattive condizioni di lavoro, ma solo buone o cattive attrezzature

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NOTIZIE BOBCAT

Global Design Award per la pala compatta L85 La nuova pala compatta gommata (CWL) Bobcat L85 ha ottenuto un riconoscimento nella categoria “Product” all’edizione del 2021 dei famosi iF Design Awards. IF International Forum Design GmbH, organizzatore dell’evento, è la più antica organizzazione di design indipendente al mondo, con sede ad Hannover (Germania). Scelta tra quasi 10.000 candidature di 52 Paesi, la L85 è stata premiata nella sottocategoria Automobiles/Vehicles (Automobili/ veicoli) da una giuria composta da 98 esperti indipendenti di tutto il mondo. La società di design tedesca Lumod GmbH, con sede a Monaco, ha collaborato con Bobcat alla creazione dell’L85. Jaroslav Fišer, Product Line Director per la gamma di pale compatte Bobcat in Europa, Medio Oriente e Africa, commenta: “Siamo felici che la L85 abbia vinto nella sottocategoria Automobili/veicoli

dell’iF Product Discipline Award e ringraziamo Lumod per l’importante ruolo che avuto nella progettazione della nuova macchina. Creata nel Bobcat Innovation Center, presso il nostro campus di Dobris, l’L85 è stata progettata per essere il nuovo punto di riferimento in termini di prestazioni in questo segmento del mercato”. Le pale compatte 20 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

gommate sono spesso utilizzate da operatori meno esperti, quindi l’intuitività e la massima visibilità della macchina sono essenziali per poter essere utilizzate senza difficoltà e in tutta sicurezza. Nello sviluppo del modello L85, Bobcat si è concentrata sull’ottimizzazione di queste due caratteristiche, realizzando un cofano posteriore corto e verticale e sportelli

dimensioni). Ciò migliora ancora di più la semplicità d’uso e il comfort. Jaroslav Fišer aggiunge: “L’85 diffonde l’iconico messaggio del marchio ‘One Tough Animal’ di Bobcat anche sul mercato delle pale compatte gommate. Potenza, agilità, robustezza. L’esclusivo portellone posteriore con griglia salta all’occhio nel suo colore arancione Bobcat.

laterali completamente in vetro che garantiscono visibilità laterale e posteriore ai vertici della categoria. La telecamera posteriore e le luci a LED migliorano ulteriormente la visibilità. Tutti i comandi dell’operatore sono raggruppati sulla console laterale e il joystick è collegato direttamente al bracciolo del sedile (caratteristica esclusiva in questa categoria di

La sofisticata grafica 3D, con sigillo, numero di modello e logo, è nuova e sottolinea la robustezza della macchina. Gli interni hanno elementi di branding che si collegano agli esterni e trasmettono all’operatore la sensazione di potenza del marchio Bobcat”. La pala compatta gommata L85 è ideale per numerose attività in diversi settori. La macchina può essere utilizzata nei settori dell’edilizia, del riassetto paesaggistico, del noleggio, dell’industria, del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti e dell’agricoltura, ma è anche adatta all’impiego nei lavori stradali, per la rimozione di neve, per la manutenzione e in numerose altre applicazioni. Presentato in occasione del rivoluzionario evento di lancio “Next is Now” dell’azienda lo scorso ottobre 2020, la pala compatta gommata Bobcat L85 è ora in produzione nello stabilimento del campus di Bobcat a Dobris, nella Repubblica Ceca.


NOTIZIE CGTE

Acquisita GM Noleggi CGTE, la società del gruppo Tesya specializzata nel noleggio di soluzioni per lavori pubblici, edilizia, eventi e industria, ha annunciato l’acquisizione di GM Noleggi, storica azienda attiva nei medesimi settori che opera con quattro filiali in Trentino Alto Adige e Veneto. Grazie a questa acquisizione nasce un’importante realtà italiana del noleggio multispecialista, con una flotta di oltre 8.500 mezzi e un fatturato superiore ai 75 milioni di euro, e il Gruppo Tesya tramite CGTE rafforza ulteriormente la propria presenza in un’area ricca di opportunità come il Nord Est. GM Noleggi, infatti, è saldamente radicata nei territori in cui è stata costituita esattamente 30 anni fa dalla famiglia Viola, che sotto la guida di Piergiorgio prima e della figlia Alessia con il marito Andrea

Moschen poi, ha saputo farne il punto di riferimento locale nel campo del noleggio, offrendo professionalità ed esperienza a 360°. Proprio Andrea Moschen, attuale direttore commerciale di GM Noleggi, garantirà continuità alla gestione aziendale occupandosi in prima persona di accompagnare questo progetto, con un impegno di lungo periodo. L’acquisizione di

GM Noleggi si colloca all’interno del percorso di sviluppo di CGTE, la cui strategia prevede sia la crescita per linee esterne con realtà dotate di elevate competenze specialistiche, a favore dell’ampliamento dell’offerta complessiva e di una rapida crescita della penetrazione di mercato, sia la crescita per linee interne con la creazione di nuove filiali (nel 2020 Livorno, Parma e Udine).

HYUNDAI CEEE

Il nuovo concessionario Elevateur Hyundai Construction Equipment Europe ha siglato una partnership con la società Elevateur per la vendita di macchine movimento terra in Campania. Situato a Nola (NA), il nuovo concessionario opera da oltre 25 anni nel settore della vendita e noleggio di piattaforme aeree, macchine movimento terra e ponteggi autosollevanti. La capillarità dei suoi servizi è assicurata dalle sedi dislocate a Cassino (FR) e Benevento (BN) e dal network GV3 esteso a livello nazionale. Marco Scarano, CEO di Elevateur, commenta così la partnership: “Siamo soddisfatti di aver introdotto Hyundai nella nostra gamma di partner tecnici. Ringrazio Luca Bellini, Sales Manager di Hyundai CE per il Sud Europa, che ha creduto fin da subito nella nostra realtà e nel nostro progetto futuro, che ci porterà a essere protagonisti in Campania per il settore movimento terra. Hyundai ha potuto constatare 22 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

l’alta specializzazione del nostro reparto service, un team composto da 15 risorse con esperienza decennale. L’arrivo dei primi escavatori prelude a un 2021 che vedrà arrivare in Campania altre 50 attrezzature da 17 a 210 q. Legarci al brand Hyundai significa aver alzato l’asticella della nostra attività e per questo siamo entusiasti di iniziare questa avventura”. “Siamo felici di coinvolgere Elevateur nel nostro progetto. Tutto ciò è un ulteriore passo in avanti nel piano che stiamo perseguendo in Italia, coinvolgendo

i migliori concessionari presenti sul territorio. Non abbiamo avuto dubbi con Elevateur, abbiamo subito trovato l’intesa grazie alla conoscenza del territorio e alla forte competenza in ambito noleggio. Tutto ciò supportato da un team di vendita dedicato e da un ottimo servizio di assistenza, fondamentale come sappiamo per supportare il cliente finale nel migliore dei modi”, ha dichiarato Luca Bellini. Conclude Scarano: “Sappiamo che il valore di un partner si misura soprattutto nel post-vendita, è per questo che siamo dotati di un’officina specializzata in sede che offre assistenza puntuale ed efficiente. Siamo un centro autorizzato per grandi marchi del mondo del sollevamento come Merlo, Genie e CTE e siamo inoltre dotati di officine mobili che intervengono direttamente sul cantiere per permettere ai nostri clienti di essere sempre operative”.


NOTIZIE TOPCON POSITIONING ITALY

Accordo di partnership con Sergio Bassan Da oltre 40 anni anni Topcon, presente sul mercato nazionale con la sua filiale italiana Topcon Positioning Italy, è impegnata nella progettazione e sviluppo di sistemi di misura e posizionamento di precisione per i settori GeoPositioning, Construction e Precision Agriculture. Al fine di implementare il proprio

caricato a display a bordo macchina. “Attraverso la partnership con Sergio Bassan, Topcon potenzia la distribuzione delle soluzioni ‘machine control’ e la propria presenza sul mercato, appoggiandosi a una rete distributiva capillare e contando su una realtà in forte crescita nel settore movimento terra e degli escavatori in particolare”, spiega

interconnessione dei flussi e delle informazioni di progetto tra tutti i vari soggetti coinvolti. Su questo Topcon è già pronta e l’accordo con l’azienda Bassan non fa altro che moltiplicare per entrambi le opportunità che si stanno venendo a creare”. Fondata nel 1957, la Sergio Bassan nasce come distributore di macchine agricole annoverando

network distributivo l’azienda ha di recente stipulato una partnership strategica con il distributore di macchine a marchio Kobelco Sergio Bassan per la commercializzazione delle soluzioni avanzate dedicate al mercato di macchine da costruzioni. L’azienda Sergio Bassan commercializzerà i sistemi machine control 2D e 3D di Topcon, soluzioni che permettono agli operatori dei mezzi d’opera di eseguire le lavorazioni in modo automatico o indicativo dato un progetto

Cristiano Volz, Construction Sales Manager dell’azienda. “ Si tratta di una collaborazione che siamo convinti potrà portare innumerevoli vantaggi alla nostra rispettiva clientela, offrendo alle imprese di costruzione tecnologie avanzate, perfettamente compatibili con l’Industria 4.0, che permetteranno un aumento della produttività dei processi operativi all’interno dei cantieri dove si assiste a una sempre maggiore richiesta di automazione dei processi,

negli anni sinergie con importanti produttori e divenendo concessionario esclusivo del marchio americano John Deere, per poi espandersi anche nel movimento terra raggiungendo un accordo come importatore e concessionario Kobelco per la vendita e l’assistenza di escavatori cingolati. Con oltre 60 anni di attività, l’azienda con sede a Vicenza conta a oggi circa 110 dipendenti e 10 filiali sparse in tutta Italia. “La collaborazione con Topcon nasce dal riscontro

24 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

di un forte interesse da parte dei clienti del nostro settore verso i sistemi ‘machine control’, una tecnologia all’avanguardia per cui Kobelco aveva già in programma per la sua linea di macchine di nuova generazione una predisposizione di fabbrica per queste soluzioni, dimostrando un’attenzione particolare nella proiezione futura di questo equipaggiamento altamente tecnologico e verso le esigenze dei clienti”, spiega Alberto Manfredi, direttore commerciale del settore macchine movimento terra della Sergio Bassan. “Quindi, già improntati verso queste tecnologie, abbiamo trovato in Topcon il partner ideale per proseguire questo processo di evoluzione tecnologica delle macchine, constatando la presenza di un eccellente team e una struttura altamente professionale in grado di istruire e far capire l’importanza di questi strumenti agli operatori. Noi crediamo che queste tecnologie saranno il futuro del settore, soprattutto dopo l’introduzione dell’Industria 4.0, che ha accresciuto l’interesse di questi strumenti per la clientela e che permetterà di far comprendere al mercato l’importanza di queste tecnologie per una migliore ed efficiente operatività in cantiere”.


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A VITA

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NOTIZIE RENTMAS

Partnership con il Gruppo Tesmec Continua l’opera di rafforzamento della propria rete in Lombardia di Rentmas, azienda altoatesina attiva nel campo dello “sharing online” da cantiere, e lo fa allargando le proprie partnership. L’ultima, e prestigiosa, è quella chiusa con il Gruppo Tesmec, multinazionale con

sede a Grassobbio (BG) e attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti, tecnologie e soluzioni integrate per la costruzione, manutenzione ed efficienza di infrastrutture legate al trasporto e la distribuzione di energia, dati e materiali. Tesmec ha deciso di affidarsi alla soluzione innovativa di Rentmas, che da diverso tempo sta riscuotendo successo a Nordest, per mettere online i propri mezzi sulla piattaforma di noleggio, tra cui macchinari per la posa di fibra ottica e adatti alle applicazioni “pipeline”, ai lavori stradali e agli sbancamenti. Rentmas offre infatti già un parco da oltre 300 mezzi di cui permette il noleggio comodamente online, facendo risparmiare al cliente costi di trasporto e tempo. “Siamo orgogliosi di aver stretto una partnership con un gruppo così grande e importante nel settore”, raccontano Daniela e Manuel Niederstätter, fondatori dell’azienda. “Siamo certi che sarà una collaborazione vincente e innovativa, che garantirà ottimi risultati da entrambe le 26 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

parti”. “Crediamo che avere un partner affidabile e con profonda conoscenza del mercato locale sia un fattore chiave per ottenere dei risultati. Riteniamo Rentmas l’intermediario migliore per arrivare capillarmente all’utilizzatore finale”, racconta Steve Vaglietti, manager dell’area EU di Tesmec. “Per Tesmec significa avere a che fare con un interlocutore serio e capace, che ci permetterà di raggiungere nuovi potenziali clienti permettendoci di mantenere il focus sull’offerta di prodotti e servizi di alta qualità”. Rentmas ha ufficializzato recentemente anche altre due collaborazioni con aziende del territorio lombardo: la prima è

macchinari da costruzione edili dagli escavatori alle piattaforme aeree o alle gru - possono con pochi click caricarle sul portale facendole noleggiare ad altri utenti, 24/7. Dall’altra parte, i clienti che hanno necessità di utilizzare un determinato macchinario per effettuare un lavoro possono verificare in tempo reale sulla stessa piattaforma la sua disponibilità attraverso una mappa e prenderle in prestito per il periodo necessario. La piattaforma risolve così le difficoltà che gli attori del settore delle costruzioni si trovano a vivere quotidianamente, dai problemi legati all’individuazione

Imprenol, di Cosio Valtellino (SO), che metterà a disposizione i propri macchinari sulla piattaforma per noleggio online, tra cui macchine da movimento terra e piattaforme aeree; l’altra è Italiana Elevazione, azienda di Assago (MI) che offrirà online tutte le macchine della sua flotta dotate di impianto satellitare. L’idea che si cela dietro rentmas è semplice e innovativa: tutti gli imprenditori in possesso di

delle caratteristiche tecniche della macchina ai tempi di consegna. Rentmas verifica inoltre assicurazione e manutenzione del macchinario offrendo anche la disponibilità per organizzare il trasporto direttamente in cantiere. Il focus specifico dell’azienda è sui macchinari connessi che rispondono ai requisiti del piano Impresa 4.0 e prevede anche il servizio di messa in servizio e formazione certificata.


NOTIZIE ALIANT BATTERY

Accordo strategico con Loop Energy È stato siglato un importante accordo di collaborazione tra Aliant Battery, divisione di Elsa Solutions, specializzata nello sviluppo e produzione di batterie al litio per veicoli industriali, e Loop Energy, produttore di celle a combustibile a idrogeno Hydrogen Fuel Cells. Loop Energy vanta una tecnologia molto avanzata basata su EFLOW, un sistema brevettato che consente di garantire un alto livello di efficienza della Fuel Cell senza sviluppare alte temperature di reazione. “Siamo ansiosi di sviluppare applicazioni elettriche con fuel cells a idrogeno in collaborazione con Loop Energy ha commentato Davide Dal Pozzo, Project Manager di Aliant - dimostrando come i veicoli a batteria possano avere grandi benefici dall’adozione di Range Extender a idrogeno, essere silenziosi e soprattutto a zero emissioni. Abbiamo già maturato diverse esperienze con i Range Extender tradizionali basati su motori endotermici e riteniamo che questo passaggio tecnologico verso l’idrogeno possa portare l’elettrificazione a uno

step successivo, consentendo la conversione in FCEV di macchinari industriali e agricoli che attualmente non sono elettrificabili per ragioni diverse”. In questi anni Aliant ha apportato diverse innovazioni nel mercato dei veicoli elettrici industriali, cercando di offrire soluzioni futuristiche anche nei settori più tradizionali: anche in questo caso possiamo affermare che non ha deluso le aspettative, con un importante passo avanti nella tecnologia a servizio dell’elettrificazione. “La partnership con Aliant Battery è parte integrante del nostro programma Total Customer Care e della strategia globale di go-to-market”, ha affermato George Rubin, Chief Commercial Officer di Loop Energy.

“Insieme alla tecnologia eFlow leader del settore di Loop Energy, l’ingegneria, la progettazione e l’integrazione dei prodotti di Aliant consentiranno a più clienti OEM di sfruttare i vantaggi dell’eFlow, ottenendo migliori prestazioni anche per ciò che riguarda le offerte di prodotti a emissioni zero”. “Siamo fieri di poter annunciare questa collaborazione con Loop Energy; per noi significa molto in termini di risposta a un mercato in continua evoluzione, il costante lavoro nella ricerca di soluzioni migliorative per i nostri clienti viene finalmente ripagato. L’opportunità di lavorare con i principali costruttori di gru portuali e grandi sistemi di sollevamento industriale, gru e macchine da costruzione, cosi come i grandi carrelli a guida autonoma impiegati nelle acciaierie, ha acceso la nostra curiosità verso l’idrogeno e le Fuel Cells, portando così di fatto le nostre batterie a uno step successivo, per offrire ai nostri clienti soluzioni tecnologicamente avanzate ed eliminando la dipendenza esclusiva da colonnina elettrica”, conclude Federico Peluso Sales Manager di Aliant.

CAVA DI TREZZANO

Protagonista a Cascina Merlata Se il progetto Cascina Merlata costituisce il fiore all’occhiello dell’edilizia milanese proiettata nel futuro, Cava di Trezzano non poteva non essere tra i protagonisti. La società, specializzata nei settori del movimento terra, della produzione di sabbia da costruzione e del recupero inerti, partecipa infatti ai lavori di realizzazione di uno dei quartieri più innovativi, in corso di realizzazione a Milano. I lavori in cui Cava di Trezzano è impegnata prevedono lo scavo di 350.000 m3 complessivi di terreno: 250.000 per il sito dove sorgerà il centro commerciale e 100.000 per la realizzazione di edifici residenziali. Gli scavi arriveranno a 9 m di profondità: nella parte più superficiale (3-4 m) il suolo è formato da argille compatte, mentre negli strati sottostanti si trovano sassi e ciottoli, dovuti all’origine paludosa di questi terreni, successivamente adibiti a uso agricolo. Il materiale scavato, dopo le analisi previste dalla legge per verificare l’eventuale presenza di agenti inquinanti, sarà interamente riutilizzato per operazioni di ripristino ambientale. In particolare, sarà usato per il ripristino del livello del terreno in un’area in precedenza utilizzata per l’acquisizione di materie prime per produrre mattoni. “Siamo molto orgogliosi - commenta Marco Lavatelli, amministratore delegato di Cava di Trezzano - di partecipare a uno dei progetti edilizi più avanzati della realtà milanese, grazie al quale la nostra città si pone ancora una volta al livello delle grandi metropoli europee. È grazie a commesse come questa che confermiamo e rafforziamo la leadership tecnologica e operativa nel nostro settore di attività”.

28 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


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NOTIZIE MB CRUSHER

Due cantieri, un’unica soluzione! Grazie alle attrezzature proposte da MB Crusher diversi operatori del settore hanno cambiato in meglio il loro modo di lavorare. Due testimonianze completamente diverse tra loro dimostrano che con MB Crusher cambiare abitudine è più semplice di quello che sembra. Il primo caso è negli Stati Uniti, con protagonista l’azienda Legarza Exploration & Construction, dal 1992 specializzata in lavorazioni in cantieri remoti: con quasi 30 anni di esperienza alle spalle, essa sa bene come muoversi in un cantiere difficile o impossibile da raggiungere ed è consapevole di quanto tempo e risorse siano necessarie per costruire le vie di comunicazione necessarie al trasporto di macchinari e materiali. L’azienda deve il suo successo a una pianificazione dei lavori meticolosa, che l’ha sempre aiutata anche quando era necessario sostenere costi extra. Oppure quando i tempi di attesa del materiale erano lunghi. Tutto ciò finché l’aumento vertiginoso dei costi dell’aggregato è diventato insostenibile, tanto da dover rinunciare ad alcuni lavori. Costi e tempi sono due variabili con alto impatto sul valore di un lavoro: quando hai sempre fatto le cose in un certo modo è

semplice fare i conti e capire se stai perdendo soldi e se il tuo margine di guadagno aumenta o diminuisce. Le cose da fare erano due: aspettare che con il tempo i prezzi si sarebbero ridotti o trovare una soluzione alternativa. L’azienda quindi ha scelto per la seconda e ha investito in attrezzature che l’avrebbero aiutata a prodursi il materiale in autonomia. Ecco perché ha acquistato un frantoio e una benna vagliante MB Crusher. Bill Arthur, il proprietario dell’azienda, ha ammesso che “era la prima volta che sentivamo parlare di queste attrezzature, ma abbiamo visto i vantaggi fin da subito, perché ci hanno aiutato risparmiare tempo e denaro, principalmente sul nostro bilancio, e siamo riusciti a eliminare le spese di acquisto di materiale e di gestione”. Legarza ora utilizza il

materiale naturale disponibile in loco per creare strade percorribili dai mezzi pesanti per raggiungere il cantiere. Con la benna frantoio di BF80.3 riducono le pietre più grandi e le rocce di fiume a 20 mm e con la benna vagliatrice MB-S18 separano la parte fine del materiale rendendo l’intero processo più veloce ed economico. Il secondo cantiere è in India. Qui non ci sono problemi di distanze da percorrere o mancanza di strade, anzi, il lavoro si trova in uno dei più grandi porti commerciali della regione. Qui l’obiettivo è essere veloci per mantenere pulita e libera la banchina di carico del porto e non intralciare il traffico portuale. La scelta è caduta su una benna vagliatrice MB-LS170, con la quale sono riusciti sia a trasformare la terna sulla quale è stata installata in

un vero impianto di vagliatura sia a ridurre il numero di macchinari e operatori necessari. Prima il materiale di risulta veniva spostato dalla terna, ma si mescolavano le pezzature oppure si impaccava per l’umidità. Così era inutilizzabile. Con la benna vagliatrice di MB Crusher riescono a ripulire e recuperare il materiale e dividerlo alle pezzature che servono. Inoltre, una volta terminato il lavoro, la benna vagliante può essere facilmente spostata da un luogo all’altro, per consentire il passaggio continuo di autocarri, camion e container in entrata e in uscita dall’area portuale. 30 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


NOTIZIE BERCO

Collaborazione a livello globale La posizione di Berco come leader globale nei componenti sottocarro è stata ribadita con l’annuncio di una fornitura di ruote folli e tendicingoli allo stabilimento indiano di uno dei maggiori player del mondo di macchine movimento terra, per i suoi escavatori da 20 t. La fornitura rappresenta un ulteriore passo in avanti di una collaborazione di lunga data. Nelle macchine movimento terra, la ruota folle e il tendicingolo rappresentano un componente fondamentale del sottocarro e sono progettati per durare l’intera vita del veicolo cingolato, senza rotture. Le funzioni principali sono quelle di assicurare la corretta tensione della catena (track sag) e, nello specifico del tendicingolo, di prevenire eccessivi carichi dinamici sulla catena e la ruota folle. Con oltre 100 anni di esperienza nel settore, le capacità di Berco sono ben dimostrate da questo sistema, la cui realizzazione prevede complessi processi di ingegnerizzazione e produttivi, con una fase finale di assemblaggio di oltre 30 componenti. Le ruote folli sviluppate ad hoc per questi veicoli cingolati sono composte da anelli esterni laminati e profilati a caldo, due piastre laterali e da un mozzo a sua volta composto da due metà forgiate. Questi componenti vengono, tramite processi esclusivi, lavorati, saldati insieme, trattati termicamente e assemblati con i relativi tendicingoli

FEDELE SALVATORE

HEAD OF SALES OEM EUROPE

in aree dedicate dello stabilimento Berco di Castelfranco Veneto (TV). La maggiore resistenza meccanica è ottenuta grazie alla speciale composizione chimica dei materiali impiegati, rinforzati dall’aggiunta di boro e da un processo di tempra a induzione. Per la progettazione del tendicingolo da 20 t, Berco utilizza la sua vasta esperienza per stabilire il corretto dimensionamento della molla e selezionare il carico di lavoro più appropriato per l’intero sistema sottocarro. Attività di benchmark, sviluppo e test (quali test a fatica) sono stati condotti inhouse simulando tutti i parametri che agiscono sul tendicingolo, come peso del veicolo, forze esterne e condizioni ambientali. In India, le condizioni in cui i veicoli cingolati si trovano a lavorare sono particolarmente severe per numero di ore di impiego e per applicazioni ad alto impatto. In questo mercato circa l’80% degli escavatori mid-

range è utilizzato per 3.000 ore all’anno (rispetto alle 1.500-2.000 32 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

dell’Europa e USA), nell’ambito delle attività estrattive di marmo, granito e calcare. La combinazione di questi fattori sottopone le parti sottocarro ad elevati stress, pertanto la qualità dei componenti diventa di primaria importanza. Nonostante il tendicingolo sia progettato per durare l’intero ciclo di vita del veicolo cingolato, l’utilizzo improprio del veicolo stesso può comportare la necessità di manutenzione o addirittura di sostituzione di questo componente. Oltre ai costi di manutenzione particolarmente elevati, un veicolo cingolato sottoposto alla sostituzione di una ruota folle e di un tendicingolo subisce un lungo

tempo di fuori servizio. La grande affidabilità che Berco è in grado di garantire diventa ancora più importante in luoghi quali l’India per evitare inaspettati fermi macchina e interventi speciali di manutenzione. Fedele Salvatore, Head of Sales OEM Europe in Berco, afferma: “Siamo orgogliosi di aver ulteriormente rafforzato la lunga collaborazione con questo importante OEM. L’essersi rivolti a noi per la ruota folle e il tendicingolo dimostra ancora una volta la qualità e l’affidabilità dei nostri prodotti. Con questo sistema, stiamo fornendo una soluzione capace di lavorare nelle condizioni più severe e di raggiungere il più elevato numero di ore di operatività, con la conseguente riduzione del costo/ora”.


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ATTUALITA’ Superbonus 110 %

UN BONUS

DA “RISTRUTTURARE” Tra gli strumenti più interessanti - e che hanno suscitato molto interesse nel mondo edile - proposti dal Governo per consentire una veloce ripresa del Paese dopo l’evento pandemico causato dal Covid-19 c’è l’incentivo del Superbonus 110%, voluto dal precedente governo Conte per le ristrutturazioni edilizie. A un anno dalla sua introduzione esaminiamo i risultati e i dati sulla sua applicazione, nonché le criticità riscontrate dagli addetti e i più recenti aggiornamenti di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

34 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


“U

n utile strumento per lo sviluppo e l’attuazione di un programma concreto di riqualificazione del patrimonio edilizio italiano, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e di riduzione del consumo di energia da fonti non rinnovabili del Green Deal europeo”: questa è una delle tante definizioni date al Superbonus 110% a poche settimane dalla sua introduzione, avvenuta più di un anno fa, su un incentivo promosso per agevolare un miglioramento delle abitazioni e risollevare il mercato edilizio. Incentivo che durante quest’ultimo anno ha riscosso entusiasmo, sia tra le famiglie proprietarie di immobili che le im-

prese, che si stanno attrezzando per far fronte a una domanda potenziale molto promettente. Stando ai dati comunicati alla fine del primo trimestre di quest’anno, infatti, il Superbonus ha già ricevuto ottimi riscontri sul mercato, soprattutto durante gli ultimi mesi, quando sono stati realizzati interventi per circa 1 miliardo di euro. A tal proposito, molte aziende hanno dichiarato di avere già nel proprio portafoglio ordini interventi legati al Superbonus nel corso del 2021. Le iniziative sono però rallentate e rischiano di essere bloccate dall’incertezza sulla durata dei benefici e da alcune lungaggini burocratiche, denunciate dalle più grandi associazioni del comparto in Italia che a gran voce, da diversi mesi, esigono chiarezza e modifiche dallo Stato su varie criticità insite fin dalla stesura del decreto. Funzionamento del Superbonus 110% Introdotta dal D.L. “Rilancio” del 19 maggio 2020, il Superbonus 110% è una misura che punta a rendere più efficienti e sicure le abitazioni. Il meccanismo di questo incentivo prevede che gli interventi possa-

no essere svolti a costo zero da parte del cittadino ed è suddiviso in due tipologie di agevolazioni: il Super Ecobonus, che agevola i lavori di efficientamento energetico, e il Super Sismabonus, che incentiva quelli di adeguamento antisismico. L’incentivo consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 per un limite temporale entro il quale è possibile detrarre le spese che si estende fino al 31 dicembre 2022, prorogabili ulteriormente fino al 30 giugno 2023 qualora sia stato completato almeno il 60% dei lavori entro il 31 dicembre 2022. Per i condomini, invece, il limite temporale è esteso fino al 31 dicembre 2022 qualora siano stati completati almeno il 60% dei lavori al 30 giugno 2022. Per poter godere del Super Ecobonus è necessario effettuare almeno un intervento cosiddetto “trainante”, quali l’isolamento termico dell’involucro dell’edificio, che sia plurifamiliare o unifamiliare, la sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati, la sostituzione degli impianti termici su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. Una volta eseguito almeno uno degli interventi trainanti, il beneficiario può decidere di effettuare anche gli interventi cosiddetti “trainati”, come la sostituzione degli infissi, le schermature solari, l’installazione di impianti fotovoltaici, dei sistemi di accumulo, delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e molti altri. L’insieme di questi interventi - sia trainanti che trainati - deve comportare un miglioramento minimo di almeno due classi energetiche dell’edificio o dell’unità immobiliare per poter usufruire dell’agevolazione fiscale. Effetti economici sul mercato Sulla carta questa misura crea un meccanismo virtuoso di mercato che offre benefici a tutti i soggetti coinvolti: il cittadino può ristrutturare casa gratuitamente, ridurre il costo delle bollette e valorizzare il proprio patrimonio immobiliare; l’impresa può aumentare il proprio fatturato grazie al maggior volume di lamaggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 35


ATTUALITA’

lazione e il via libera all’inizio dei lavori. Allo stato attuale quasi la metà delle famiglie rischia di essere tagliata fuori, perché attualmente la norma prevede che il Superbonus venga prorogato al 31 dicembre 2022 solo per i condomini che al 30 giugno dell’anno prossimo avranno concluso almeno il 60% dei lavori: un traguardo proibitivo

GABRIELE BUIA

PRESIDENTE ANCE

considerato il tempo che ci vuole per ottenere le autorizzazioni necessarie a partire con i lavori. Ci sono troppi vin-

Il Superbonus 110% rappresenta una

coli per ottenere l’agevolazione fiscale

grande opportunità in termini di cresci-

e la burocrazia purtroppo non fa de-

ta di fatturato e ripresa del mercato. Uno

collare i lavori. Da tempo, noi di Ance,

strumento che permette, inoltre, un ri-

denunciamo l’inerzia che sta bloccan-

allineamento con gli obiettivi di soste-

do questo strumento strategico e insi-

nibilità e di riduzione del consumo del

stiamo sulla necessità di prorogare il

suolo imposti dal parlamento europeo.

Superbonus al 2023 e di semplificare

Un’importanza della manovra sottolinea-

le regole per la crescita del settore edi-

ta anche dal presidente dell’Ance Gabriele

le e il rilancio dell’economia del nostro

Buia, che esprime però anche delle pre-

Paese. Il Governo deve fare assoluta-

occupazioni in merito ai procedimenti bu-

mente chiarezza al più presto sia sui

rocratici insiti nell’ottenimento dell’incen-

tempi per il bonus e sia sulla semplifi-

tivo da parte delle aziende e privati: “Lo

cazione delle procedure.” Per quanto

strumento ha già ricevuto ottimi riscontri

concerne invece la possibilità di un ab-

sul mercato, con - a fine marzo - una rea-

bassamento dell’aliquota al 75%, Buia

lizzazione di interventi per circa 1 miliar-

tiene a ribadire che “la misura per pri-

do di euro. Rimangono però degli ostacoli

ma cosa va prorogata al 2023 lascian-

da eliminare, perché a causa di rallenta-

dola così com’è ora; una volta estesa

menti - soprattutto riguardo alle richieste

non siamo contrari a rivederne la strut-

di conformità urbanistica e alla cessione

tura per gli anni successivi e a rivedere

del credito - e troppi adempimenti risul-

l’entità della detrazione verso il basso”.

ta difficoltoso l’ottenimento dell’agevo-

(Gianni Gennari)

vori; lo Stato può rendere più efficienti e più sicure le abitazioni e sostenere l’aumento dell’occupazione e del reddito. Ma in pratica quali sono stati gli effetti del superbonus dalla sua introduzione? Il superbonus 110% ha preso ufficialmente il via il 1° luglio 2020 e nella sua formulazione originaria era previsto per spese fatte fino al 31 dicembre 2021. Al fine di favorire la ripresa del settore edilizio dopo il forte rallentamento subito a causa dell’emergenza Covid-19 il Governo ha proposto la sua proroga all’interno della manovra di bilancio 2021 estendendolo anche alle spese del 2022. Secondo una prima stima dell’impatto economico emanata dal 36 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

SECONDO IL CRESME DALL’INTRODUZIONE DELLA MISURA FISCALE DEL SUPERBONUS 110% DERIVEREBBERO 2.421 MILIONI DI EURO NEL 2021 CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociologiche e di Mercato nell’Edilizia) dall’introduzione della misura del superbonus deriverebbero 2.421 milioni di euro nel 2021 e, inoltre, con il prolungamento dei benefici l’impatto diverrebbe esponenzialmente maggiore intorno agli

I DUBBI DEL COMPARTO

8 milioni di euro, dei quali 6,5 milioni solo nel 2022. Secondo invece le ultime rivelazioni di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) i lavori finanziati con il Superbonus 110% nell’ultima settimana di marzo hanno avuto una netta accelerazione, con un aumento degli interventi da 7.709 a 9.207 (+19,4%) e degli importi da 878 milioni a 1.090 milioni (+24,1%). Se si confrontano i dati con quelli di inizio febbraio l’incremento dei lavori è intorno al 200%, con regioni quali Veneto, Lombardia ed EmiliaRomagna che concentrano un terzo degli interventi. Come evidenziano i dati, le agevolazioni previste dal Superbonus 110% stanno registrando grande partecipazione da parte delle imprese, sintomo delle notevoli potenzialità dello strumento. In particolare, secondo un’indagine pubblicata da Ance per il 58,8% delle aziende, il Superbonus sarà importante per lo sviluppo dell’attività, mentre per il 30,8% del campione sarà “mediamente” importante. Solo il 10,4% degli intervistati ritiene le misure agevolative inutili nell’economia della gestione delle loro imprese. Per quanto concerne la tipologia prevalente degli interventi previsti, l’incentivo di maggiore interesse risulta essere proprio il Superbonus con il 61,7%. A seguire, la scelta ricade sul Bonus ristrutturazione con il 17,7%, il bonus facciate con il 14,4% delle preferenze e di gran lunga più staccati il sisma bonus acquisti con il 5,1% e gli ecosisma ordinari per un 1,1%.

“Or incomincian le dolenti note…” Visto dalla gran parte delle aziende del settore come un’opportunità in termini di crescita di fatturato e ripresa del mercato, su cui la gran parte delle imprese ripone grande fiducia come uno stru-


mento utile per rilanciare il comparto dell’edilizia, molti esperti del comparto hanno riscontrato una serie di criticità che rischiano di inficiare l’uso di quest’incentivo e impedirne l’effetto benefico nel settore. A cominciare dai rallentamenti burocratici, in particolare legati alle richieste di conformità urbanistica e alla cessione del credito. Ciò è quanto emerge dalla recente indagine Ance, che ha consultato gli esponenti del sistema associativo per comprendere pregi e difetti del Superbonus 110%. La criticità principale risulta essere la verifica della conformità urbanistica per il 36,8% degli intervistati del campione preso in esame, seguita dalle difficoltà nell’ottenimento dell’asseverazione e nell’iter di approvazione da parte del condominio. In generale, solo l’8,2% del panel non ha riscontrato intralci burocratici. Le piattaforme delle banche con cui le imprese si relazionano abitualmente sono state chiamate a emettere il visto nel

UN AIUTO DAI PROFESSIONISTI terzi, che si è aperto il mercato. Ci occupiamo di dare le risposte burocratiche a tecnici e committenti e gestiamo tutti gli aspetti fiscali, che non sono il core business delle imprese e per cui spesso mancano le competenze. Affiliamo al nostro

Superbonus 110% sia una riforma impor-

interno anche i tecnici, che non hanno

tantissima, una svolta per la ripartenza

l’esperienza necessaria per discutere di

dell’edilizia che dal 2008 sta soffrendo

credito e per interfacciarsi con le banche.

una forte crisi. Oltre a essere il volano per

La nostra struttura può contare su consu-

un rilancio importante del settore, esso

lenti fiscali che verificano la pratica prima

può contribuire alla messa in sicurezza e

di farla partire, ne correggono l’imposta-

alla riqualificazione del nostro patrimo-

Rete Reset è un insieme di imprese che

zione, ne controllano i dati, per arrivare

nio costruito. Ritengo però che l’incenti-

operano nel settore dell’edilizia nata nel

al visto di conformità ed effettuare la ces-

vo non debba essere limitato a un perio-

2017 dall’iniziativa dell’Associazione

sione del credito a terzi”. Per ottimizzare

do temporale breve, altrimenti si vanifi-

Costruttori Edili di Perugia che, negli ulti-

il processo di gestione della documenta-

cherebbe l’obiettivo, poiché le persone

mi mesi, si è strutturata per supportare il

zione delle commesse legate all’incenti-

devono poter programmare i lavori e gli

settore nella gestione delle commesse le-

vo Rete Reset ha implementato le sue

investimenti. Oltretutto, a oggi, per ogni

gate al Superbonus 110%, offrendo sup-

funzioni con TeamSystem Construction

pratica del Superbonus 110% sono ne-

porto fiscale alle imprese che hanno la

SuperBonus 110% Compliance, la nuova

cessarie lunghe verifiche e controlli da

necessità di gestire le pratiche burocrati-

piattaforma di collaborazione e gestio-

parte degli enti pubblici, che rischiano

che al fine di ottenere l’incentivo. “Negli

ne documentale creata da TeamSystem

di far perdere un sacco di tempo in fase

anni passati le imprese di Rete Reset ave-

Construction, che permette una gestio-

di preparazione e arrivare sotto scaden-

vano già interesse per le commesse le-

ne efficiente di tutti i documenti neces-

za senza riuscire ad avere il tempo utile

gate a Ecobonus e Sismabonus - spiega

sari all’ottenimento dell’agevolazione.

per iniziare i lavori. Ciò premesso, sia-

Roberto Tosti, presidente di Rete Reset -

Conlude Tosti: “In qualità di Presidente

mo fiduciosi nei risultati che porterà il

ma è nell’ultimo anno, con il Superbonus

di Rete Reset, ma anche di rappresentan-

Superbonus 110%”.

110% e con la novità di cedere il credito a

te di Ance Perugia, ritengo che quella del

(Gianni Gennari)

ROBERTO TOSTI

PRESIDENTE DI RETE RESET

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 37


ATTUALITA’

38 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

IL GOVERNO SI È IMPEGNATO A INSERIRE NEL DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO PER IL 2022 UNA PROROGA DEI BONUS PER IL 2023 sentare necessaria. Secondo i dati, sono più di 3 milioni di italiani ad aver desistito per questo motivo, principalmente residenti del Nord Est. Più di 6 milioni (14,4%), invece, i nostri connazionali che hanno ammesso di non aver capito bene come funzionasse l’agevolazione. La risposta del Governo A seguito delle varie problematicità riscontrate nel corso dell’ultimo anno sulla sua applicazione, molte associazioni del comparto hanno sollecitato il Governo a una modifica della misura al fine di favorire una più agevole fruizione dell’incentivo, nonché richiesto chiarimenti in merito alla sua durata e scadenza. Ad annunciare importanti novità a riguardo è stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi durante il discorso di presentazione dell’attuazione del PNRR alla Camera e al Senato. Durante il suo discorso in Aula il Capo del Governo ha parlato del decreto-legge sulle Semplificazioni, che prevede al suo interno anche un capitolo dedicato al Superbonus del 110% sulle ristrutturazioni: “Molti di voi hanno chiesto garanzie relativamente al Superbonus; ribadisco che per questa misura, tra PNRR e Fondo complementare, sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Per il futuro, ci impe-

39,3% dei casi, ma solo il 15,6% delle imprese non ha avuto difficoltà nell’uso di tali piattaforme, mentre una netta maggioranza degli intervistati ha riscontrato problemi riguardo ai tempi eccessivi per la risposta e la mancanza di un supporto per il caricamento della modulistica. Interessante quanto emerge in merito al capitolo relativo al “prestito ponte”, vale a dire la possibilità da parte del beneficiario di utilizzare immediatamente il capitale messo a disposizione per fruire dell’agevolazione fiscale. Uno dei vantaggi dei “prestiti ponte” è la flessibilità che viene generalmente accordata dalle banche. Nella ricerca l’Ance premette che la maggior parte delle imprese (64,5%) non ha richiesto il prestito e che tra le richiedenti il 41% ha indicato tempi di risposta superiori ai tre mesi, oltre che tempi lunghi per la conclusione del contratto e richiesta del merito creditizio. I tempi sono lunghi anche per la cessione del credito, richiesta da circa la metà delle imprese, con tempi di attesa che superano i 45 giorni e con il 69,1% delle richieste che non ha ancora ricevuto risposta. Tra i principali problemi riscontrati vengono evidenziati i tempi lunghi per l’accettazione delle pratiche e i ritardi nella stipula del contratto definitivo. Oltre la metà degli intervistati, infine, è convinta che se migliorasse l’operatività degli istituti di credito - sia per i “prestiti ponte” che per la cessione del credito - il loro fatturato potrebbe aumentare dal 30% al 60%. Se tra gli intervistati quasi la metà ha dichiarato di voler utilizzare il Superbonus, c’è anche chi pensava di usufruirne ma alla fine ha scelto di non farlo a causa della quantità elevata di documenti da pre-

gniamo a inserire nel disegno di legge di Bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021. Già con un decreto-legge a maggio interverremo con importanti semplificazioni per agevolare la sua effettiva fruizione”. Novità importanti anche se, forse, non quelle attese dai tanti che si aspettavano che la proroga della maxi-agevolazione fosse già inserita all’interno del testo definitivo del Recovery, come anticipato dal testo della bozza. Ma anche se l’Ecobonus 110% e il Sismabonus 110%

non vengono menzionati nel testo definitivo le dichiarazioni del Capo del Governo annunciano i provvedimenti tanto attesi dalla filiera: a partire dalla proroga al 2023 e un processo di semplificazione e sburocratizzazione delle procedure per ottenere le certificazioni necessarie. A sollevare la questione è stata l’associazione dei Comuni, che ha fatto notare come la documentazione necessaria prevede attualmente ricerche che, soprattutto negli archivi delle grandi città, richiedono dai sei ai 12 mesi. In particolare, una procedura attualmente in vigore e che si pensa di semplificare è quella dell’obbligo della doppia conformità, che richiede il doppio visto di conformità, ovvero quella urbanistica e quella paesaggistica, e che invece potrebbe essere sostituito da una più veloce comunicazione di inizio lavori emessa da un tecnico abilitato (Cila). Verrebbe così concesso il Superbonus a prescindere dalla presenza di eventuali difformità rispetto al titolo abilitativo, escludendo cioè il rischio di revoca del beneficio che ora finisce per paralizzare molti lavori. Insomma, il bonus che doveva risollevare gli investimenti in ristrutturazioni sul mercato edile italiano necessita lui stesso di un rilancio e di una “ristrutturazione” con pochi, ma essenziali, “ritocchi”. ■


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MACCHINE JCB

LA PRIMAVERA del futuro

Il costruttore britannico ha presentato una serie di aggiornamenti tecnici e innovazioni, in particolare per quanto riguarda l’adeguamento alle normative sulle emissioni Stage V, che elevano le sue macchine a un livello di efficienza ancora più avanzato di Ettore Zanatta 40 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


S

ono davvero molte le novità presentate nelle scorse settimane da JCB, in particolare in ottica di adeguamento delle proprie macchine alle normative sulle emissioni Stage V. Due particolarmente interessanti riguardano la linea di miniescavatori “Next Generation”: il costruttore britannico, infatti, ha lanciato l’escavatore compatto “zero tail swing” 35Z-1 da 3,5 t e il modello a rotazione convenzionale 36C-1 da 3,6 t. Le novità includono: un motore progettato per i mercati globali, con un nuovo sistema idraulico; cabina dotata di nuova strumentazione e tettuccio ROPS/TOPS, entrambi di maggiori dimensioni; geometria del braccio di scavo migliorata con boccole da 40 mm e ingrassaggio a 500 ore; design del sottocarro con telaio ad “H” a centro aperto facile da pulire e motori con kick-down automatico; lama dozer con una curvatura rivista per ottimizzare le prestazioni di spinta. Mentre il nuovo 35Z-1 sostituisce il modello 8035ZTS della generazione precedente, il nuovo 36C-1 è totalmente nuovo. Entrambe le macchine sono alimentate da un motore Perkins Stage V a 3 cilindri da 18,4 kW che utilizza l’iniezione meccanica del carburante e non richiede filtro antiparticolato diesel (DPF) o alcuna forma di post-trattamento dei gas di scarico. Una funzione di minimo automatico programmabile - da 2 a 30 secondi - riduce il regime del motore a 1.400 giri/min quando le leve di comando non sono utilizzate per un tempo preimpostato; quando il sistema di controllo del bracciolo sinistro viene sollevato, isolando l’idraulica della macchina, il regime del motore scende a 1.100 giri/min, riducendo il consumo di carburante e i livelli di rumorosità. Le due nuove macchine JCB utilizzano la più recente pompa idraulica elettroproporzionale a cilindrata variabile Bosch Rexroth con rilevamento del carico. Questa nuova tecnologia elimina lo stallo consentendo di utilizzare tutta la potenza del motore. Il Sistema di controllo a centro chiuso fornisce un flusso migliorato per un funzionamento più fluido e controllato con maggiomaggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE

JCB HA AMPLIATO LA GAMMA DI ESCAVATORI COMPATTI CON NUOVI MODELLI DA 3,5 T

JCB HA RECENTEMENTE PRESENTATO LE SUE ULTIME INNOVAZIONI IN TERMINI DI EFFICIENZA, IN PARTICOLARE PER QUANTO RIGUARDA LA GAMMA DI ESCAVATORI COMPATTI E TERNE

IL PRIMO GENERATORE “STAGE V” DELLA SERIE “RENTAL” JCB lancia il primo gruppo elettrogeno della Serie Rental conforme alle normative sulle emissioni EU Stage V: il G40RS V, infatti, sostituisce il modello Stage IIIA G36RS, fornendo 40 kVA a una frequenza di 50 Hz. Le caratteristiche principali includono: controllo elettronico JCB con motore turbo a 4 cilindri JCB by Kohler KDI 2504 TCR da 42,4 kW; combinazione di DPF e DOC senza necessità di SCR; 87% in meno di NOx e 96% in meno di PM per kW/h; accesso alle componenti di servizio da un solo lato, per facilitare la manutenzione; sistema di post-trattamento montato davanti al radiatore. Questo gruppo elettrogeno, pensato per le aziende di noleggio, è un sistema di generazione di energia facilmente trasportabile, progettato per funzionare negli ambienti più difficili. Costruito su un telaio di base con un tettuccio in acciaio Galvtec di 2 mm di spessore, ha un punto singolo fisso da 40 mm, quattro punti di sollevamento del telaio di base e tasche per le forche integrate per un rapido spostamento in cantiere. Con sistemi di controllo DSE e alternatori MeccAlte premium in

re precisione, in particolare in caso di funzionamento multiplo. Il Sistema di controllo delle valvole è di facile accesso, posizionato sotto una piastra di base rimovibile, dove è posizionato anche il motore di rotazione. L’impianto idraulico ausiliario a doppio effetto, elettroproporzionale e ad alto flusso, è di serie su entrambi gli escavatori e ha una portata di 70 l/min. Il parabrezza ha uno

sdoppiamento 70/30, per garantire la massima visibilità sull’area di lavoro (la parte inferiore in vetro può essere rimossa e riposta all’interno del finestrino posteriore sinistro). È disponibile la cabina con tettuccio, la versione con riscaldamento o con aria condizionata. Un nuovo display da 4” fornisce tutte le informazioni operative. Su entrambe le macchine viene utilizzato un unico avambraccio principale da 2.450 mm e sono disponibili due opzioni di bilanciere: un avambraccio da 1.300 mm può essere fornito con un contrappeso standard, mentre un avambraccio da 1.600 mm può essere montato quando la macchina è dotata di contrappeso pesante aggiuntivo di 246 kg. Le boccole in bronzo impregnate di grafite sui bracci di scavo hanno intervalli di ingrassaggio prolungati fino a 500 ore. I bracci sono predisposti come standard con il dipper come standard.

un “pacchetto” robusto e compatto, il modello G40RS V apre dunque la strada all’adozione dello Stage V nella linea di generatori JCB Power Products Rental Series.

42 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

Potenza Stage V per i compatti JCB ha aggiornato anche la sua gamma di escavatori compatti da 4-6 t con il lancio di tre modelli della Serie 2


IL COSTRUTTORE BRITANNICO HA AGGIORNATO LA SUA GAMMA DI ESCAVATORI COMPATTI DA 4-6 T

conformi Stage V: il 50Z-2 “zero tail swing” sostituisce i precedenti modelli 48Z-1 e 51R-1, il 56Z-2 prende il posto del 55Z-1 e il modello a rotazione convenzionale 60C-2 sostituisce il 57C-1. I nuovi modelli offrono: un motore turbo Stage V da 34 kW, a 3 cilindri da 1,7 l, senza liquido di scarico diesel; una nuova cabina ROPS con visibilità e comfort migliorati e schermo a colori da 7” (come quello presente sugli escavatori da 8-10 t); boccole

“King Post”, per una maggiore durata; un basso costo di proprietà con cinque anni di abbonamento a LiveLink. Abbassare il costo totale di proprietà (TCO) è stato uno degli obiettivi principali per gli ingegneri JCB: i nuovi escavatori compatti 50Z-2, 56Z-2 e 60C-2 prevedono intervalli di ingrassaggio a 500 ore su tutti i perni di articolazione, inclusi il cilindro della benna e del dozer. Gli escavatori hanno intervalli di manutenzione di 500 ore,

LE NUOVE TERNE JCB “PRO”

riducendo i tempi di fermo, mentre i tubi idraulici del dozer sono disponibili in un design a due pezzi, per ridurre i costi di sostituzione fino al 60%. Le novità sui “convenzionali” JCB ha introdotto le versioni conformi alle normative sulle emissioni Stage V anche dei suoi escavatori cingolati 140X e 150X (così come del modello 220X): tutte queste macchine utilizzeranno il motore JCB Dieselmax 448. Per i primi due, in particolare, ciò si tradurrà in un aumento sostanziale della coppia,

JCB presenta le nuove terne 3CX, 4CX e 5CX “PRO”, dotate di motori Stage V: la 3CX “PRO” è una macchina a due ruote sterzanti, la 4CX “PRO” offre una sterzatura su tutte le ruote (per migliori prestazioni su ogni tipo di terreno) e la sterzatura a quattro ruote, mentre la 5CX “PRO” si distingue per specifiche di ultima generazione della pala posteriore per le operazioni di scavo. Le novità principali includono: nuova cabina JCB CommandPlus con nuovo display LCD da 7”; nuove funzionalità JCB Automate; nuovo motore JCB 448 da 4,8 l, 81 kW e 516 Nm di coppia (sostituisce il JCB 444 da 4,4 l da 68 kW); nuovo propulsore ECOROAD a sei velocità con nuovi rapporti di trasmissione; funzioni di sicurezza avanzate di serie, progettate per aumentare la produttività e la facilità d’uso. Le terne 3CX, 4CX e 5CX “PRO” sono immediatamente riconoscibili, anche grazie a un tettuccio di nuova concezione che, tra le altre cose, integra fari a LED negli angoli della struttura. maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 43


MACCHINE

JCB HA INTRODOTTO LE VERSIONI CONFORMI ALLE NORMATIVE SULLE EMISSIONI STAGE V DEI SUOI ESCAVATORI CINGOLATI 140X, 150X E 220X

LA NUOVE TERNA 3CX “ECO” Il costruttore britannico ha “aggiornato” la terna 3CX “ECO” da 55 kW con un motore JCB conforme allo standard EU Stage V: la macchina offre ora un maggiore comfort per l’operatore e facilità d’uso, maggiore produttività e prestazioni, combinate con un costo totale di proprietà (TCO) ridotto. Le nuove caratteristiche includono la cabina Command Plus riprogettata, una maggiore sicurezza (inclusi fari a LED integrati e illuminazione dei gradini), la funzione Auto Drive migliorata, un aumento dell’efficienza - grazie anche al citato motore, da 3 l e 440 Nm di coppia, con un aumento della coppia del 10% e un risparmio di carburante del 7% - e una maggiore produttività, grazie il livellamento automatico, alla selezione automatica del sedile e all’Auto 2WD, che modifica la trasmissione da 4WD a 2WD quando la trazione aggiuntiva non è più richiesta.

44 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

combinando le maggiori efficienze dello Stage V con la cabina operatore e le caratteristiche comprovate dei precedenti modelli T4F, che rimarranno disponibili nei territori non Stage V. Le novità principali qui introdotte sono: il motore JCB Dieselmax 448 da 4,8 l e 81 kW di potenza, capace di una coppia di 135 Nm per i modelli 140X e 150 X (sostituisce il T4F JCB EcoMAX 444 dei precedenti modelli, mentre il 220X passa dall’EcoMAX 448 con allestimento T4F a un nuovo Stage V che offre gli stessi 129 kW e 690 Nm di coppia); la combinazione di SCR, DPF e DOC, che offre intervalli di manutenzione ridotti; la cabina della serie X, con specifiche migliorate; i controlli giornalieri ridotti e gli intervalli di manutenzione pro-

lungati. Nell’ambito del passaggio allo Stage V le specifiche della cabina sono state ulteriormente migliorate, con un sedile a sospensione pneumatica riscaldato Grammer Deluxe, climatizzatore, radio Bluetooth, tendine anteriori, posteriori e laterali a destra, una pompa di rifornimento e un tool-kit rivisto, tutto di serie. Queste nuove versioni conservano i vantaggi dei nuovi modelli della Serie X, con una cabina più grande del 15% rispetto ai precedenti escavatori JS, dotata di HVAC migliorato, specifiche standard più elevate, un livello di rumorosità ridotto e un monitor regolabile da 7”. Le macchine richiedono meno controlli giornalieri rispetto ai modelli precedenti, con intervalli di manutenzione dell’olio idraulico estesi e accesso da terra a tutte le aree di ispezione. I nuovi escavatori 140X, 150X e 220X possono ora essere predisposti di fabbrica per il GPS, mentre sono disponibili valvole di ritegno per benna bidirezionale, per lavorare con nuovi ■ attacchi a forcella.


MACCHINE Volvo

COMBINAZIONE

VINCENTE

Un’impresa lombarda specializzata in scavi, demolizioni e opere di urbanizzazione ha recentemente inserito nel proprio parco mezzi un escavatore cingolato EC200ENL, che si aggiunge a una pala gommata L110H. Due acquisti che le hanno consentito di alzare l’asticella in termini di produttività di Ettore Zanatta

È

arrivato in azienda nel febbraio 2021 l’escavatore cingolato Volvo EC220ENL, un “campione” di produttività conforme alle normative Stage V e dotato di tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0 che è andato ad aggiungersi alla pala gommata L110H già operativa dal 2019. L’azienda in questione è la Cozzaglio Fabrizio srl di Biassono (MB), nata nel 1987 e oggi specializzata in un ampio ventaglio di attività edili, tra cui scavi, demolizioni, movimenti terra, realizzazione di fognature, posa di conglomerati bituminosi, pavimentazioni

46 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


in genere e opere stradali e di urbanizzazione. Da questo Comune a un passo dal “Regio Parco” - com’è denominato il Parco di Monza, che con i suoi 688 ettari è il quarto sito recintato più grande d’Europa e il maggiore circondato da mura, nonché ospite dal 1922 di uno dei più importanti e prestigiosi circuiti automobilistici del mondo - l’impresa brianzola mette a disposizione dei suoi clienti di

Monza-Brianza e Milano una cinquantina di persone altamente qualificate, un impianto di calcestruzzo capace di una produzione annuale di circa 60.000 m3 e un parco mezzi composto da un centinaio di unità, tra macchine e attrezzature. Nella fattispecie, la pala gommata L110H e l’escavatore EC220ENL vengono impiegati dalla Cozzaglio Fabrizio srl in impieghi e contesti differenti: la prima

è utilizzata a ciclo continuo per un uso prettamente interno (lavori di piazzale, trasporto e carico dei camion con la sabbia e la ghiaia prelevata dall’area di proprietà adiacente alla sede, alimentazione dell’impianto di calcestruzzo); il secondo è costantemente impegnato in attività esterne di scavo e demolizione, motivo per cui la cabina è stata peraltro dotata di una speciale griglia di protezione.

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE

La pala gommata L110H “La pala gommata L110H - spiega Alessandro Cozzaglio, amministratore unico dell’azienda brianzola - è stata acquistata da Volvo CE Italia alla fine del 2019 in sostituzione di un modello di altro marchio e ci è stata fornita, come da nostra richiesta, con braccio standard, benna da 3,5 m3 e dotazioni tecnologiche – come il sistema di pesatura telematico e il CareTrack di Volvo – progettate in ottica Industria 4.0. Si tratta senz’altro di una delle macchine più ecologiche disponibili sul mercato e, a distanza di oltre un anno, posso affermare che - oltre a essere molto produttiva - è dotata di un motore da 8 l, Stage V, che garantisce consumi ridot-

LA PALA GOMMATA VOLVO L110H È UTILIZZATA DALLA COZZAGLIO FABRIZIO SRLA CICLO CONTINUO, IN PARTICOLARE PER LE ATTIVITÀ DI ALIMENTAZIONE DELL’IMPIANTO DI CALCESTRUZZO PRESENTE NELLA SEDE DI BIASSONO 48 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

VOLVO CE ITALIA HA FORNITO A UNA DINAMICA AZIENDA LOMBARDA UNA COPPIA VINCENTE DI MACCHINE, PER AFFRONTARE IN MODO EFFICIENTE UN’AMPIA GAMMA DI APPLICAZIONI

ti, fattore estremamente importante per un mezzo utilizzato a ciclo continuo come questo. Inoltre, questa pala è dotata di una funzione di rigenerazione completamente automatica che contribuisce a ottenere prestazioni elevate a basse emissioni e al citato minimo consumo di carburante”.

DA SINISTRA, ALESSANDRO COZZAGLIO, AMMINISTRATORE UNICO DELLA COZZAGLIO FABRIZIO SRL DI BIASSONO (MI), E MAURIZIO FENERI, FUNZIONARIO COMMERCIALE DI VOLVO CE ITALIA. A BORDO DELLA PALA VOLVO L110H, L’OPERATORE ALESSANDRO BERNARDI

“L’efficienza nei consumi del motore Volvo D8J - spiega Maurizio Feneri, funzionario commerciale di Volvo CE Italia - è ulteriormente migliorata grazie all’abbinamento tra la trasmissione Volvo e l’impianto idraulico ‘intelligente’, che fornisce la potenza solo quando necessario. L’impianto idraulico Load Sensing assicura poi un perfetto controllo del carico e cicli di lavoro più brevi”. “Oltre all’efficienza elevata - aggiunge Cozzaglio, evidenziando i valori aggiunti assicurati da questo modello - la pala gommata Volvo L110H è versatile e anche all’interno della nostra struttura è impieghata in varie applicazioni. L’articolazione a coppia parallela TP, in particolare, assicura una coppia di strappo elevata e un eccellente movimento parallelo lungo tutta la corsa di solle-

vamento. I punti di assistenza raggruppati, inoltre, ci permettono di effettuare tutti i controlli quotidiani in modo facile e veloce: il cofano motore si apre elettronicamente, consentendo all’operatore (o al tecnico di assistenza) di accedere facilmente al vano. In tal modo possiamo


MASSIMILIANO COZZAGLIO

AMMINISTRATORE TECNICO DELLA COZZAGLIO FABRIZIO SRL

tornare al lavoro il più velocemente possibile. La maggior parte dei componenti, poi, richiede pochissima manutenzione: l’assale posteriore, ad esempio, è dotato di boccole e cuscinetti ingrassati a vita e non necessita di manutenzione, mentre la ventola di raffreddamento reversibile contribuisce a mantenere puliti i gruppi di raffreddamento”.

L’escavatore EC220ENL “New entry” a tutti gli effetti nel parco mezzi della Cozzaglio Fabrizio srl è invece l’escavatore cingolato EC220E, qui fornito in versione “NL”. Questo modello di Volvo Construction Equipment deriva dal precedente della Serie D, conosciuto per le sue ridotte emissioni e per il limitato consumo di carburante, nonché per la sua potenza e produttività. In questo caso, la macchina - dotata di motore Volvo D6J da 6 cilindri, Stage V - è stata fornita con braccio monolitico standard da 5,7 m e avambraccio da 2,5 m ed è destinata, come accennato, a impieghi “esterni”, direttamente sul campo e alla prova di scavi e demolizioni. In occasione della nostra visita, l’escavatore era infatti impegnato in un’atti-

vità di scavo e sbancamento a Muggiò (MB), dove l’azienda E. Malvestiti - specializzata nella progettazione e produzione di stampi di tranciatura di alta precisione - ha recentemente ampliato il proprio stabilimento produttivo costruendo un nuovo capannone nell’area adiacente. Il risultato? Un volume di terra movimentato pari a circa 3.000 m3. Qui abbiamo incontrato Massimiliano Cozzaglio, fratello di Alessandro e amministratore tecnico della Cozzaglio Fabrizio srl, che ci ha spiegato che questo escavatore EC220NL è stato acquistato dopo averlo noleggiato e testato per diverso tempo. Aggiungendo, riferendosi all’attività in cui era impegnata la macchina, che “la potenza d’ingresso aumentata della pompa

LA L110H IMPEGNATA NEL DEPOSITO INERTI DELL’AZIENDA BRIANZOLA. L’ISOLAMENTO ACUSTICO È MOLTO EFFICACE IN QUESTA MACCHINA E RIDUCE AL MINIMO IL LIVELLO DI RUMOROSITÀ, MENTRE IL SEDILE E LA PROTEZIONE ANTIVIBRAZIONI MIGLIORATI ASSICURANO UNA MAGGIORE COMODITÀ DI LAVORO. LA QUALITÀ DELL’ARIA, ELEMENTO IMPORTANTE IN CONTESTI DI QUESTO GENERE, È GARANTITA DA UN FILTRO CHE CONSENTE DI RICIRCOLARE IL 90% DELL’ARIA IN CABINA, PER EVITARE L’INGRESSO DI POLVERE DALL’ESTERNO

dell’EC220ENL da noi acquistato consente un funzionamento preciso e offre un’elevata produttività, nonché tempi di ciclo ottimali. E tutto ciò è molto importante per le operazioni a cui è destinato l’escavatore nella nostra attività. Con la funzione flottante del braccio, inoltre, è possibile risparmiare la potenza della pompa per abbassare il braccio o utilizzarla per altre funzioni, riducendo così i tempi di ciclo”. “Personalmente aggiunge Cozzaglio - mi occupo delle attività operative e devo dire che tutte le interfacce della macchina - dai joystick alla tastiera, al monitor LCD da 8” - sono ergonomiche e possono essere impostate in funzione delle esigenze. maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE Inoltre, è possibile assegnare un tasto di scelta rapida sul joystick a tutte le funzioni (tergicristalli, telecamere, silenziamento automatico, funzione di massima potenza) e ciò consente di selezionare una funzione durante l’esecuzione di un lavoro senza interromperlo, a tutto vantaggio della produttività. L’utilizzo del precedente (identico) modello a noleggio ci ha confermato che l’EC220ENL non è solo una macchina produttiva nel breve periodo, ma è progettata per lavorare con grande efficienza e durare a lungo”. “Il telaio inferiore a ‘X’ - aggiunge Maurizio Feneri - consente una distribuzione omogenea del peso, a beneficio di una maggiore stabilità e durata, e contribuisce a prevenire i danni dovuti a rocce e detriti. Il sottocarro Heavy Duty crea una forza di trazione elevata sui terreni impegnativi, mentre il robusto design del braccio e dell’avambraccio prevede la presenza di piastre interne che supportano i punti di pressione durante un’ampia gamma di applicazioni”. Da aggiungere è poi la possibilità di regolare l’escavatore per alloggiare una grande varietà di linee idrauliche, montate in fabbrica con condutture per martello demolitore e cesoie (X1) e per il rotator (X3), in modo

da poterlo utilizzare anche in interventi gravosi. La Cozzaglio Fabrizio srl, dunque, è una delle varie e prestigiose testimonianze che hanno assegnato a queste due macchine lo scettro di “top seller” in Volvo CE Italia. Scegliere il modello giusto di macchina è fondamentale per qualsiasi impresa, se si vuole mantene-

re al minimo i costi totali di possesso e ottenere il massimo della redditività. L’escavatore cingolato EC220ENL e la pala gommata L110H rappresentano un esempio di coppia vincente, in grado di assicurare - in modo complementare prestazioni ottimali in termini di potenza e capacità. ■

UN OPERATORE CHE LAVORA IN UN AMBIENTE CONFORTEVOLE È PRODUTTIVO E QUESTO È IL MOTIVO PER IL QUALE PER L’ESCAVATORE EC220ENL VOLVO HA MESSO IL COMFORT AL CENTRO DELLA PROGETTAZIONE

LA VERSATILITÀ DELL’ESCAVATORE CINGOLATO EC220ENL ASSICURA LA MASSIMA DISPONIBILITÀ OPERATIVA E PRODUTTIVITÀ IN CANTIERE 50 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


MACCHINE CASE

L’EVOLUZIONE della specie

52 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


“N

on è la più forte della specie che sopravvive, né la più intelligente, ma è quella che più è capace di adattarsi ai cambiamenti”: con queste parole CASE Construction Equipment – tramite un lancio europeo che ha mostrato tutte le nuove funzionalità e i miglioramenti apportati alle sue macchine - ha annunciato l’evoluzione delle pale gommate della Serie G, che già nel 2017 (anno della loro prima presentazione) e nel 2019 sono state premiate con il “Good Design Award”, prestigioso riconoscimento riservato ai design più innovativi.

Le nuove pale gommate Serie G Evolution sono progettate per offrire prestazioni ancora più efficienti e una maggiore produttività, aumentando i tempi operativi. Grazie a queste macchine gli operatori avranno un maggiore controllo delle sue potenzialità, con un conseguente aumento della redditività di Ettore Zanatta

Innovazione a bordo Progettato per essere affidabile e far risparmiare tempo, il nuovo sistema di pesatura del carico utile è integrato direttamente nel display principale della pala gommata e fornisce dati come il peso del carico della benna, il conteggio e l’accumulo dei cicli di caricamento, il tracciamento dell’attività e molto altro, per operazioni ad alta produttività. Gli operatori possono qui sfruttare la capacità di caricare in modo preciso ogni autocarro e ridurre al minimo l’eventualità di sottocarico o sovraccarico, pesando accuratamente ogni bennata e tenendo contemporaneamente traccia del peso totale del materiale caricato su ogni camion. Il sistema di pesatura migliorato, inoltre, aiuta gli operatori a tenere traccia del totale del carico, compreso il volume totale del materiale movimentato in uno specifico lasso di tempo, la cronologia del carico indicata per cliente, per “scontrino chiuso” o per materiale, oltre a fornire uno storico completo degli scontrini. Su ogni pala gommata Serie G Evolution vengono forniti di serie e per tre anni i sistemi SiteConnect e SiteWatch. Quest’ultima, in particolare, è una piattaforma telematica progettata per recuperare rapidamente informazioni critiche sulle prestazioni e la posizione della macchina. Dotata di una nuova dashboard, la piattaforma offre una navigazione intuitiva che permette di identificare eventuali problemi senza richiedere la presenza fisica di operatori e responsabili di flotta. maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE L’OPINIONE

EGIDIO GALANO PRODUCT MANAGEMENT DIRECTOR, CASE EUROPE

“Le pale gommate, progettate per operare negli ambienti di lavoro più ostici, possono offrire migliori prestazioni e redditività quando si accorciano i tempi di ciclo, semplificando le

LA NUOVA GAMMA DI PALE GOMMATE CASE SERIE G EVOLUTION È STATA PROGETTATA PER GARANTIRE AGLI OPERATORI UNA MAGGIORE PRODUTTIVITÀ, AFFIDABILITÀ E REDDITIVITÀ

operazioni e aumentando i tempi di attività. Ognuna delle ottimizzazioni apportate alla Serie G Evolution di CASE offre questi miglioramenti incrementali, che portano enormi vantaggi in fatto di produttività ed efficienza. Tutte le nuove funzionalità di cui queste nuove macchine sono dotate sono state ispirate dai riscontri diretti dei clienti e dei concessionari (dagli pneumatici alle benne, dai motori ai comandi), al fine di offrire una totale connettività e un perfezionamento dei sistemi, in modo da garantire più produttività, redditività e affidabilità”.

La nuova gamma, inoltre, è dotata di una bilancia integrata per il carico utile che permette di leggere e registrare ogni singolo carico della benna: una volta impostata la quantità di carico desiderata, il sistema mostra se l’ultima benna è stata caricata più del dovuto; in tal caso, è possibile attivare la modalità “tip-off ”, grazie alla quale si può scaricare parte del materiale dalla benna fino a raggiungere la quantità di carico desiderata. Ciò si traduce in un risparmio di tempo che altrimenti andrebbe sprecato per lunghe operazioni di carico e pesatura del carico della benna.

ATTIVITÀ E… REATTIVITÀ I tempi di attività e di reattività sono

possibile una comunicazione bidirezio-

aspetti di fondamentale importanza per

nale tra le macchine e i concessionari

gli utenti quando si tratta di acquistare

CASE, che possono eseguire diagnosi

mezzi da costruzione pesanti. I vantaggi

da remoto e consigliare gli operatori su

offerti dalla nuova Serie G Evolution di

ogni problema rilevato, senza doversi

CASE - con sistemi di diagnosi da remo-

recare fisicamente sul sito. L’analisi pro-

to combinati alla possibilità di aggiorna-

attiva, basata su un algoritmo di iden-

re il software ed eliminare guasti inattivi

tificazione di potenziali guasti, e il tem-

sempre da remoto - diminuiranno even-

po inferiore necessario a risolvere i pro-

tuali fermi macchina. Questa tecnologia

blemi si traducono in maggior tempo di

è dotata di un nuovo modulo telematico

attività e in maggiore produttività. Se

SiteConnect, abilitato al 4G e installato

viene rilevato un problema, il conces-

sulla macchina, a cui si può accedere

sionario CASE riceve un allarme con

tramite l’App SiteManager, disponibile

raccomandazioni e azioni specifiche da

sia per dispositivi con sistema operati-

intraprendere per risolvere l’anomalia

vo iOS che Android. Con SiteConnect è

prima che diventi un problema”.

54 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

Tutto sotto controllo Le pale gommate Serie G Evolution sono dotate di un nuovo display touch-screen con prestazioni simili a quelle di un tablet, che permette di accedere a tutte le impostazioni e ai dati più importanti della macchina, consentendo di anticipare e intervenire più rapidamente sui cambiamenti dei parametri in tempo reale. Ciò include il settaggio dei nuovi comandi elettroidraulici, che permettono di impostare autonomamente il sollevamento (braccio di sollevamento) e l’inclinazione (benna), per rispondere meglio alle esigenze dell’applicazione e alle diverse condizioni di carico.


L’IMPORTANZA DELLA MANUTENZIONE

Grazie a intervalli di manutenzione che passano da 500 a oltre 1.000 ore, il costo totale di manutenzione si riduce qui fino al 20% rispetto a quello necessario per la gamma di

Ogni funzione può essere impostata indipendentemente dalle altre, con una scelta di tre modalità di reattività: “Smooth”, “Moderate” e “Aggressive”. CASE ha inoltre semplificato la modalità operativa del precedente Engine Power Management, offrendo due nuove soluzioni: “Smart”, che offre maggiori prestazioni e un’esperienza operativa migliorata grazie a una più efficace comunicazione tra motore e trasmissione in cantieri meno impegnativi, e “Max”, preferibile quando si desidera ottenere il massimo delle prestazioni del motore in condizioni di lavoro gravose. È poi possibile sfruttare la nuova funzionalità di sollevamento parallelo in ogni configurazione del braccio caricatore per trattenere il materiale e per il sollevamento leggero, mantenendo automaticamente l’angolazione e la posizione della benna o

delle forche. Per rendere l’esperienza d’uso ancora più semplice, CASE ha introdotto tre nuovi pulsanti distinti in base a diversi colori e posti sul bracciolo destro, che permettono di intervenire rapidamente, con il minimo del movimento, potendo contemporaneamente interagire con le impostazioni già programmate. Impostazioni che possono comprendere, ad esempio, funzionalità/display come il nuovo schermo per il carico utile, la telecamera posteriore, il bloccaggio del differenziale o lo stacco trasmissione e l’attivazione della lampada rotante. Queste funzionalità, combinate con il design ergonomico del joystick e della postazione dell’operatore, centralizzano quindi l’intero funzionamento della macchina, garantendo all’operatore prestazioni migliori, maggiore concentrazione e minore stanchezza. ■

pale gommate attualmente disponibili. Oltre a ciò CASE ha sviluppato “CASE Care”, un programma di manutenzione programmata standard con pezzi di ricambio e lubrificanti originali: disponibile per il momento in Germania e nel Regno Unito, sarà presto esteso in tutta Europa. Il servizio “CASE Care” può essere selezionato tra i servizi di manutenzione CASE Service Solutions, insieme all’estensione di garanzia CASE Protect e a una vasta gamma di altre opzioni che permettono al cliente di operare sempre in totale tranquillità. Anche lo stato e le prestazioni degli penumatici hanno una significativa incidenza sulle prestazioni generali della macchina, compreso il risparmio di carburante: il nuovo sistema di monitoraggio della pressione Tyre Pressure Monitoring System (TPMS) è dotato di sensori singoli montati sullo “spillo” della valvola di ogni pneumatico e di un modulo ricevitore che ne comunica la pressione sul display, avvisando l’operatore se la pressione non è nell’intervallo preimpostato.

IL NUOVO SISTEMA DI PESATURA DEL CARICO UTILE È INTEGRATO DIRETTAMENTE NEL DISPLAY PRINCIPALE DELLA PALA GOMMATA E FORNISCE ALL’OPERATORE UN’AMPIA GAMMA DI DATI OPERATIVI maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE VF Venieri

SINERGIA PIONERISTICA Settant’anni di cambiamenti e sfide (vinte) hanno reso l’azienda romagnola una delle realtà made in Italy più interessanti nel settore del movimento terra. Dal 1968 anche grazie alla collaborazione con Bosch Rexroth, che ha portato – e porterà – a soluzioni sempre più innovative di Stefano Vitali

56 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


L

a storia di Venieri inizia nel 1948 a Belricetto di Lugo, quando Ferdinando e Carlo Venieri progettano e costruiscono il primo trattore cingolato: la “cingoletta Venieri-Morris”, un adattamento agricolo mai visto prima di allora. Nel corso degli anni la produzione si è specializzata sempre più, arrivando a realizzare una gamma innovativa di trattori per uso agricolo. L’azienda è diventata un punto di riferimento del settore per tutto il territorio italiano, grazie a un’attività sempre volta all’innovazione e alla qualità. Pur continuando la produzione di macchine agricole, il movimento terra è diventato il core business aziendale, quello che è tuttora il suo “cuore pulsante”. Nel 1974 VF Venieri è diventata una società per azioni: da quel momento in poi l’obiettivo non è stato solo quello di portare innovazione sul mercato nazionale, ma anche di estendersi a livello globale. Nel 1986 è stata introdotta la prima terna articolata idrostatica, una tecnologia innovativa in grado di garantire maneggevolezza, versatilità e stabilità.

l’anima indiscussa fin da quando ha assunto il timone. Oggi questa è un’azienda di famiglia che, grazie alla sua rete selezionata di dealer, assicura la sua presenza in oltre 53 Paesi nei cinque continenti. La trasmissione idrostatica è diventata di serie su tutte le sue macchine e dal 2010 l’intera produzione è sostenuta da energia autoprodotta, proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Settant’anni di cambiamenti e sfide, dov’è stato realizzato un vero e proprio rinnovamento della gamma di pale porta-attrezzi, introducendo la motorizzazione Stage V, riducendo emissioni e consumi, garantendo prestazioni che contraddistinguono le macchine “made in Lugo di Romagna”. Un’azienda, questa, che preferisce la qualità alla quantità: ogni macchina è progettata e rapportata ai bisogni dei clienti. VF Venieri è stata capace di ereditare la spinta innovatri-

ce dal proprio fondatore, ma anche di destreggiarsi nei momenti di prosperità e di crisi grazie a un’identità forte e alle sue abilità intrinseche: prevedere le necessità del mercato, ascoltare le esigenze dei clienti, customizzare le macchine e mettersi costantemente alla prova. Una sinergia di successo La collaborazione con Bosch Rexroth nasce nel 1968, quando VF Venieri decide di introdurre la trasmissione idrostatica sulle sue macchine movimento terra. Il lavoro svolto per realizzare questa soluzione è stato complesso e sfidante, ma la sinergia tra le due aziende, sia a livello professionale che umano, è riuscita a trasformare ogni ostacolo in un’opportunità, concludendosi con un grande successo: dal 1992 la trasmissione idrostatica si è rivelata la soluzione migliore su specifici macchinari e sistemi, sostituendo quella tradizionale.

Una guida “in rosa” Giacomina Venieri, presidente di VF Venieri, è riuscita - in un settore prevalentemente maschile - a diventarne LA COLLABORAZIONE CON BOSCH REXROTH È NATA NEL 1968, QUANDO VF VENIERI DECISE DI INTRODURRE LA TRASMISSIONE IDROSTATICA SULLE SUE MACCHINE MOVIMENTO TERRA

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE L’OPINIONE

FILIPPO MUCCINELLI VENIERI DIRETTORE GENERALE DI VF VENIERI

“La nostra collaborazione con Bosch Rexroth è un’intesa storica che continua a funzionare. Insieme ci impegniamo affinché la qualità del prodotto sia sempre al primo posto, offrendo un’elevata produttività, efficienza, versatilità e costi di manutenzione ridotti. Siamo orgogliosi che questa sinergia ci permetta di distinguerci dai competitor grazie a una caratteristica al giorno d’oggi rara, rimanere sempre ‘quality oriented’”.

L’OPINIONE

Questa cooperazione storica si sintetizza in una frase, “We make all the running”, perché Bosch Rexroth e VF Venieri insieme realizzano progetti pionieristici, intercettano nuove esigenze, le testano e le trasformano in opportunità di mercato concrete. Percezione di guida automotive Questa sinergia non si è mai fermata. Per questo le due aziende hanno deciso di collaborare nuovamente per applicare a una macchina di categoria media, con peso da 7 a 10 t, una trasmissione idrostatica elettronica ad alta efficienza. La trasmissione Bosch Rexroth è composta dalla nuova pompa A4VG serie 35, dal motore A6VM serie 65, gestita dalla centralina con Software DRC, che dà la possibilità di personalizzare lo stile di guida e di lavoro attraverso i differenti drive modes. La VF 963D HE, equipaggiata con il cambio marcia Shift On Fly di Bosch Rexroth, è una soluzione progettata e costruita in 24 mesi che permette di operare senza cali di potenza e di avere una percezione di guida stile automotive. Grazie a questa tecnologia si può utilizzare la macchina in diverse modalità, che settano automaticamente velocità, rapidità, fluidità e aggressività di movimento della macchina, in modo che l’utilizzatore possa

regolare l’operatività della macchina in base alle proprie esigenze. Attraverso il controllo elettronico è stata ottimizzata la gestione della potenza del motore diesel con il controllo del sovraccarico, fuori giri e temperature, ed è grazie a queste funzioni è possibile ottenere grandi prestazioni in massima sicurezza. Un’altra caratteristica da non sottovalutare è la complessiva riduzione dei consumi e, in particolare, grazie la funzione Eco Mode si possono raggiungere le stesse velocità a un numero di giri inferiore del motore. Infine, a proposito di sicurezza, la trasmissione a gestione elettronica del DRC include alcune “safety function” che, sulla base del “safety concept” del costruttore, lo supportano nel raggiungimento del livello di prestazioni previsto secondo le normative vigenti. Queste tecnologie offrono maggiore comfort ed efficienza di comando della macchina, rendendola accattivante per gli utenti nell’ottica dell’uso quotidiano. Gli ambiti di applicazione sono diversi e spaziano dalla manutenzione invernale alle applicazioni a supporto della Protezione Civile, industria, manutenzione stradale, edilizia e agricoltura. Un grande risultato che coniuga l’identità e la forza delle due aziende, le competenze, il know-how tecnologico, l’alta specializzazione e il costante impegno per la cu■ stomizzazione.

UGO PATERNUOSTO

SALES PRODUCT MANAGEMENT AND APPLICATION, BOSCH REXROTH

“Bosch Rexroth è orgogliosa del lavoro svolto con VF Venieri su un progetto così stimolante. La nuova soluzione elettronica DRC, rispetto all’idraulica tradizionale, offre prestazioni migliori, flessibilità e sicurezza e la macchina è un grande successo. Siamo due aziende con i piedi per terra: realizziamo tecnologie complesse, a volte futuristiche, per supportare i clienti finali nel lavoro di ogni giorno. Anche questa volta ci siamo riusciti, insieme”. 58 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

VF VENIERI E BOSCH REXROTH COLLABORERANNO ANCORA SU NUOVE IDEE E PROGETTI, PER ESSERE PRECURSORI DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NEI SETTORI IN CUI OPERANO


ricambi movimento terra

e mad

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MACCHINE Epiroc

LA “NEXT GEN” delle gallerie Idraulica, elettronica e sensori sono totalmente protetti nel nuovo Boomer M20, progettato per ridurre al minimo gli interventi di manutenzione straordinari e per massimizzare i tempi di attività e le prestazioni di Pietro Gabrielli

60 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

U

n fattore importante da considerare durante un qualsiasi lavoro in sotterraneo è l’usura quotidiana dei tubi idraulici delle macchine operatrici. Il distacco e la caduta di detriti, nonché la continua usura causata dal contatto con il suolo e con le pareti della galleria, richiedono la co-


IL BOOMER M20 È STATO PROGETTATO PENSANDO ALLA SICUREZZA: GRAZIE A DIVERSE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE QUESTA MACCHINA OFFRE UN AMBIENTE DI LAVORO SICURO ED ERGONOMICO PER GLI OPERATORI

stante sostituzione di queste componenti. Il design del braccio del Boomer M20 proposto da Epiroc, caratterizzata da un’idraulica posta all’interno della struttura, riduce al minimo i fermi macchina dovuti alla sostituzione dei tubi idraulici, mantenendo il mezzo in funzione anche nelle condizioni più difficili. La voce dei protagonisti Niklas Berggren, Global Product Manager Face Drilling Equipment di Epiroc, in occasione della presentazione del Boomer M20, ha condiviso la sua opinione sulla tecnologia applicata a questa nuova generazione di macchine per le gallerie: “Il Boomer M20 è stato sviluppato in stretta collaborazione con i principali clienti ed è il risultato di un’ampia ricerca e di test in ambiente reale. È la scelta perfetta per le miniere e per i contractor che vogliono superare la concorrenza grazie all’innovazione. Un aspetto fondamentale su cui si è ba-

sata la sua progettazione, fin dal primo giorno, è la sicurezza: è la nostra massima priorità e con questo carro di perforazione abbiamo fatto grandi sforzi per migliorarla. Con la gestione digitale dei piani di volata, poi, lo sfondo risulta essere maggiore, più preciso e con meno sovra-scavi: abbiamo valutato un risparmio totale sui costi fino al 25% e un aumento della produttività fino al 40%. Inoltre, con il carica-batterie a bordo l’operatore non ha bisogno di pianifi-

care la ricarica, poiché questa avviene automaticamente durante la connessione alla rete in fase di perforazione. Grazie alla batteria ad alta capacità, il Boomer M20 garantisce una notevole autonomia per gli spostamenti, non inficiando lo svolgimento dei turni di lavoro”.

IL BOOMER M20 È UN ALTRO ESEMPIO DI COME EPIROC INTENDE SEMPRE DISTINGUERSI SUL MERCATO ATTRAVERSO L’INNOVAZIONE

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 61


MACCHINE

62 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

EPIROC HA LANCIATO IL BOOMER M20, IL PRIMO CARRO DI PERFORAZIONE DA GALLERIA AL MONDO CON IDRAULICA PROTETTA zie a diverse innovazioni tecnologiche, questa macchina offre un ambiente di lavoro sicuro ed ergonomico per gli operatori. Grazie alle capacità di gestione da remoto, questi ultimi possono infatti lavorare da una distanza di sicurezza, lontana dalle aree pericolose sul fronte

Funzioni automatizzate L’elevata precisione e le prestazioni del Boomer M20 sono assicurate dalle funzioni di automazione a bordo, dalle capacità di accesso ai dati di perforazione da remoto e dai piani di volata digitali che offrono una maggiore affidabilità e qualità dell’intero ciclo di perforazione. Utilizzando il sistema High Performance Development, il Boomer M20 permette all’operatore di impostare e modificare i piani di volata direttamente al fronte, eliminando la necessità di intervenire dall’ufficio. Il Boomer M20, poi, è stato progettato pensando alla sicurezza: gra-

della galleria e mantenere la produzione anche durante i cambi di turno. Grazie ai joystick multifunzionali gli operatori possono fare attenzione a ciò che fanno in ogni momento. La cabina, unica nel suo genere, è progettata per offrire una visibilità ottimale e - grazie a speciali materiali qui utilizzati - una sensibile riduzione del rumore e delle vibrazioni. Il livello di rumorosità è mantenuto entro i 65 dB. La piattaforma di servizio è sicura e rappresenta un altro grande vantaggio, poiché evita qualsiasi operazione in prossimità del fronte in condizioni di roccia non sostenuta. Epiroc continua a

sostenere l’elettrificazione nelle miniere sotterranee e il nuovo Boomer M20 può essere fornito con alimentazione elettrica a batteria. In tal modo, questa macchina apporta ulteriori vantaggi in termini di salute, manutenzione, ventilazione e raffreddamento. ■


HandsOn

PRONTO PER

IL FUTURO!

64 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL IL NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO HX210A, QUI OSSERVATO AL LAVORO IN VERSIONE “NL”, OFFRE SOSTANZIALI MIGLIORAMENTI IN TERMINI DI PRESTAZIONI RISPETTO AL MODELLO HX220A, ANCHE GRAZIE AL NUOVO MOTORE STAGE V, ED È STATO PROGETTATO PER SVETTARE SUL PODIO DELLA CATEGORIA DI PESO PIÙ POPOLARE IN ITALIA E IN EUROPA ETTORE ZANATTA

H

yundai Construction Equipment Europe (HCEE) ha lanciato sul mercato il nuovo escavatore cingolato HX210A: disponibile nelle versioni “L” e “NL” e dotato di propulsore rispettoso delle normative sulle emissioni Stage V, questo modello affianca attualmente l’HX220AL lanciato nel giugno 2019, con il quale condivide i dati tecnici generali, così come la conformazione del sottocarro. La versione HX210ANL oggetto di questo HandsOn, dunque, fa parte della nuova Serie A del costruttore coreano, una gamma di macchine progettate per assicurare condizioni sempre migliori agli operatori e curate in ogni minimo dettaglio, al fine di soddisfare - e superare - i requisiti odierni richiesti in termini di sicurezza e comfort, produttività, tempi di operatività e assistenza.

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 65


HandsOn Tra le varie modalità operative offerte dall’escavatore cingolato HX210ANL c’è “Key On Init”, una funzione che consente di salvare l’impostazione della modalità attrezzi, in modo che la macchina adotti automaticamente la corretta modalità operativa ogni volta che viene riavviata

IL SISTEMA DI GESTIONE REMOTA “HI-MATE” Tutti gli escavatori Hyundai della Serie A integrano molte funzioni sviluppate e testate con l’obiettivo di migliorare il tempo di operatività della macchina. La diagnostica, ad esempio, è un’importante funzione sulle macchine odierne: Hyundai Hi-Mate, in tal senso, è un sistema di gestione remota che da qualsiasi posizione fornisce accesso a informazioni di assistenza e diagnostica essenziali per le macchine operatrici, facilitando la valutazione della produttività della macchina e la pianificazione delle operazioni di servizio e manutenzione. Il sistema (ECD), infatti, supporta i tecnici del servizio di assistenza e i concessionari con rapporti diagnostici sulle prestazioni del motore. 66 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL Potenza e precisione Le funzioni standard e il prezzo rendono l’escavatore cingolato Hyundai HX210ANL una soluzione interessante anche per le aziende dedite all’attività di noleggio. “Questo modello ci entusiasma enormemente”, hanno affermato gli spe-

cialisti di prodotto di HCEE in occasione del lancio di questa macchina. “Crediamo che questo nuovo escavatore rappresenti una fantastica ‘new entry’ nella categoria più richiesta dal mercato, quella delle 20 t. Siamo convinti che l’HX210AL/ HX210ANL diverranno un nuovo stan-

dard in tutta Europa per quanto riguarda le prestazioni e l’esperienza operativa”. Il cuore dell’escavatore cingolato HX210ANL è un motore Cummins B4.5 Stage V dotato di un innovativo sistema di post-trattamento di scarico completo “all-in-one” integrato, in grado di ridur-

Tra le novità proposte sull’escavatore cingolato Hyundai HX210ANL, per aumentare il livello di sicurezza ed efficienza, ci sono il freno parcheggio rotazione elettronico e la funzione di blocco di sicurezza automatico: il primo è controllato da una valvola elettronica associata a un sistema di comando; Il secondo previene l’accensione involontaria (quand’è attivato, l’escavatore non può essere controllato con la leva RCV)

Grazie al monitoraggio migliorato dei codici di errore del motore derivante da questi rapporti diagnostici i tecnici del servizio di assistenza possono approntarsi con le risorse adeguate prima della visita e ottimizzare i tempi di riparazione dei guasti. Il sistema HiMate, dunque, consente di migliorare la gestione flotta con la trasmissione mensile di rapporti tramite e-mail corredati di un riassunto analitico del funzionamento e del consumo di carburante. Inoltre, offre anche un’attività di “geofencing” (tecnica di creazione di un perimetro virtuale), al fine di proteggere le macchine dai furti e da utilizzi non autorizzati.

Il nuovo motore Cummins B4.5 assicura prestazioni e potenza maggiori, con una coppia di 780 Nm. Come tutte le macchine della Serie A di Hyundai anche questo escavatore è dotato di sistema di post-trattamento dei gas di scarico “all-in-one” che limita le emissioni e contribuisce a soddisfare i requisiti della normativa europea Stage V. L’eliminazione dell’EGR si traduce in affidabilità aumentata e manutenzione semplificata. Ciò ha permesso di ridurre i costi operativi tramite risparmi di carburante e intervalli assistenziali prolungati

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 67


HandsOn I PUNTI DI FORZA LA ROBUSTEZZA

I SISTEMI DI SICUREZZA

IL COMFORT PER L’OPERATORE

LA MANUTENZIONE AGEVOLATA

LA PRODUTTIVITÀ ED EFFICIENZA

NUOVA MODALITÀ OPERATIVA “KEY ON INIT” (OPTIONAL) DISPLAY TOUCHSCREEN DA 8”

BLOCCO DI SICUREZZA AUTOMATICO

NUOVA MODALITÀ DI SOLLEVAMENTO

68 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL

CABINA RINFORZATA ROPS/FOPS

VISIBILITÀ E ACCESSO MIGLIORATI

SISTEMA TELEMATICO HI-MATE

MOTORE CUMMINS B4.5 “STAGE V”

SISTEMA DI TELECAMERA AAVM (OPTIONAL)

NUOVO FRENO PARCHEGGIO ROTAZIONE ELETTRONICA

NUOVO SISTEMA “ECO REPORT”

SOTTOCARRO POTENZIATO CONTROLLO ELETTRONICO DEL FLUSSO POMPE (EPFC) maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 69


HandsOn POTENZA CERTIFICATA “STAGE V” L’escavatore cingolato Hyundai HX210AL/HX210ANL è alimentato da un propulsore diesel Cummins B4.5 certificato Stage V (senza EGR), da 4,5 l di cilindrata e 127 kW di potenza netta a 2.200 giri/min, con coppia di 780 Nm a 1.500 giri/min. Questo motore, a controllo elettronico, a quattro cilindri, quattro tempi e a iniezione diretta, è raffreddato ad acqua, è sovralimentato ed è dotato di intercooler. Dotato di un innovativo sistema di post-trattamento integrato che riduce sia le emissioni che le esigenze di manutenzione, eroga tutta la potenza che serve per affrontare anche lavori particolarmente gravosi, con costi di manutenzione ridotti e una rilevante economia in termini di consumo di carburante.

L’escavatore cingolato HX210ANL è dotato di un display 8” con funzione tattile ed elevata leggibilità. Per avere costantemente un quadro generale della situazione tutti gli indicatori che visualizzano lo stato della macchina sono raggruppati sulla plancia. Il pedale di traslazione rettilinea offerto come optional aggiunge comfort e convenienza durante la traslazione su lunghe distanze o la traslazione combinata a un’attività con l’attrezzatura. Per una maggiore convenienza l’acceleratore, il dispositivo di controllo dell’aria condizionata e il quadro strumenti possono essere azionati tramite il modulo “jog dial” integrato in cabina

re sia le emissioni che le esigenze di manutenzione. L’eliminazione dell’EGR si traduce in un incremento dell’affidabilità e in una manutenzione semplificata; inoltre, ciò consente di ridurre i costi

Il controllo preciso della rotazione con smorzamento è un sistema opzionale che consente un movimento fluido all’inizio e alla fine delle operazioni di rotazione. Questo comando riduce i contraccolpi del peso durante le operazioni di sollevamento

70 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

L’escavatore cingolato HX210ANL è disponibile con braccio monolitico o, come in questo caso, triplice, da 5.650 mm (avambraccio da 2.000/2.400/2.920 mm)


L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL operativi, grazie a una migliore economia di carburante e intervalli di manutenzione più lunghi. L’escavatore cingolato HX210ANL offre inoltre prestazioni particolarmente elevate, con una coppia massima di 780 Nm (circa il 7% in più del suo predecessore R210LC-9A) che stabilisce un nuovo standard nel settore, offrendo un’importante efficienza nel consumo di carburante, senza compromettere la potenza della macchina. Il nuovo sistema EPFC (Electronic Pump Flow Control) eleva l’escavatore a un livello completamente nuovo di controllabilità, consentendo agli operatori di adattare l’escavatore in funzione del lavoro da svolgere, assicurando un ottimale equilibrio tra potenza e precisione. La sicurezza come fattore chiave La sicurezza è da sempre una priorità assoluta per Hyundai e il nuovo escavato-

La struttura della cabina è rinforzata con elementi in acciaio a bassa deformazione e ad alta resistenza, integralmente saldati. Il modulo è certificato ai sensi degli standard di sicurezza ISO 12117-2 (ROPS - Strutture di protezione contro il ribaltamento) e ISO 10262 di Livello 2 (FOPS - Strutture di protezione contro gli oggetti in caduta). La cabina - progettata per offrire a ogni operatore un ambiente di lavoro confortevole, in grado di aumentare la produttività e ridurre la fatica - include un sedile di alta qualità e un layout ben studiato, con i comandi più importanti a facile portata

Il disegno aperto della portiera della cabina offre all’operatore una visuale chiara, senza impedimenti sull’ambiente esterno. La maniglia della portiera è stata ridisegnata per garantire un accesso più sicuro e confortevole. La nuova linea della fiancata della macchina offre all’operatore una visuale migliore sulla parte bassa dell’escavatore

Il sistema di impostazione velocità combinata consente di bilanciare la sensibilità di carico e la priorità del braccio rispetto ad avambraccio e rotazione. L’operatore seleziona uno dei cinque livelli di sensibilità di carico e adatta la velocità di flusso iniziale per l’operazione di sollevamento braccio e ritrazione avambraccio in base al peso dell’attrezzo. Possono essere selezionati 10 livelli di priorità del braccio per bilanciare l’azione di quest’ultimo rispetto ad avambraccio e rotazione

Il sistema di telecamere AAVM (All-Around View Monitoring) offre una visuale a 360° sull’ambiente di lavoro nei pressi dell’escavatore e integra la tecnologia di rilevamento degli oggetti in movimento intelligente IMOD, che allerta l’operatore quando persone o oggetti si avvicinano a meno di 5 m dalla macchina (nella foto, la telecamera posteriore)

re HX210ANL non fa eccezione. Questo modello offre una protezione completa per gli operatori: la spaziosa cabina consente una visibilità davvero notevole, mentre il sistema di monitoraggio avanzato a 360° (AAVM), proposto come optional, offre loro una visuale totale sugli spazi intorno al mezzo. Esso integra anche la tecnologia di rilevamento degli oggetti in movimento intelligente (IMOD), che allerta l’operatore quando persone o oggetti si avvicinano a meno di 5 m dalla macchina. Per aumentare maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 71


HandsOn UN “TOP PLAYER” PER LA SERIE A oggetto prevalente quello dei lavori stradali, delle pavimentazioni in conglomerato bituminoso e delle opere di urbanizzazione primaria; negli anni l’attività si è allargata a lavori quali bonifiche idrauliche, pavimentazioni in pietra e sottoservizi, arredo urbano e pavimentazioni speciali a basso impatto ambientale. Nel 1973 è iniziata l’attività di estraQuesto HandsOn è stato realizzato

zioni di materiali di cava, unitamen-

grazie al consueto prezioso suppor-

te a quella di produzione e vendita di

to di Toscomeccanica (Massarosa –

conglomerati ed emulsioni bitumino-

LU), concessionario Hyundai per la

se, allargandosi poi anche al settore

Toscana. Nella fattispecie, il servizio si

dei lavori generali dove, in partico-

è svolto nel cantiere di San Vincenzo a

lare nell’ultimo ventennio, ha ese-

Torri (FI), dove l’impresa edile e stra-

guito svariate opere di riferimento

dale F.lli Massai sta eseguendo una va-

sul territorio. Nella foto, da sinistra,

riante al centro abitato integrata con

Gabriele Papi, direttore commer-

la cassa di laminazione delle piene del

ciale di Toscomeccanica, e Daniele

torrente Pesa. L’azienda toscana è sta-

Boninsegna, operatore dell’impresa

ta costituita a Grosseto nel 1961 con

grossetana.

la sicurezza e ridurre il rischio di incidenti in cantiere è stata aggiunta anche una funzione di avviso acustico e visivo che segnala all’operatore di allacciare la cintura. Un’altra funzione da evidenziare è il blocco di sicurezza automatico. Esso previene l’accensione involontaria dell’escavatore: quando il blocco è attivato, la macchina non può essere comandata con la leva RCV.

Il tappo del serbatoio dell’urea è stato ottimizzato e, per agevolare le operazioni di rifornimento, è stata collocato in un punto altamente accessibile

Tecnologie avanzate L’escavatore cingolato HX210ANL beneficia di comandi migliorati e, come optional, è disponibile la funzione “MG/ MC” (Guida macchina/Controllo macchina), che indica lo stato operativo e controlla in automatico l’attrezzatura

Il pulsante di scarico dell’impianto del serbatoio dell’olio idraulico posto sulla torretta elimina eventuali contropressioni generate nel serbatoio, specialmente quando la macchina è impiegata in abbinamento ad attrezzature particolare, come ad esempio martelli demolitori idraulici ad alta frequenza

All’esterno si trova l’indicatore dell’olio idraulico

per assistere l’operatore durante le operazioni in cantiere. La funzione “MG”, in particolare, visualizza la posizione della punta della benna e assiste l’operatore durante la fase di posizionamento; la funzione “MC”, invece, subentra in automatico nel controllo del livellamento con la punta o con il dorso della benna e integra un comando di arresto automatico nelle direzio-

Anche nell’escavatore HX210ANL il serbatoio del gasolio si può chiudere con un’apposita chiave o, eventualmente, con un lucchetto

Il sottocarro è potenziato con nove rulli inferiori su ogni lato; oltre a ottimizzare la stabilità dell’escavatore, essi riducono l’usura dei cingoli e il rischio di “scarrellamento” e dei conseguenti danni ai cingoli. Il telaio centrale è a travi incrociate, quello dei cingoli a scatola pentagonale

72 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


L’ESCAVATORE CINGOLATO HYUNDAI HX210ANL Sul lato dell’escavatore si trovano le pompe idrauliche e il vano della marmitta. Anche in questo modello Hyundai ha posto la marmitta lontano dalle masse radianti, al fine di non comprometterne l’utilizzo per via del calore passivo del circuito di scarico. Negli altri vani laterali dell’escavatore si trovano i vari filtri (aria, cabina e aria condizionata), il gruppo elettrico con stacca-batteria, l’indicatore AdBlue, l’impianto di ingrassaggio centralizzato con punto di ricarica semplificata, le connessioni idrauliche di collegamento ai servocomandi e la relativa centralina, il rinvio dell’olio idraulico, le masse radianti (olio, acqua e aria condizionata, tutte rimovibili), il vano delle batterie e i serbatoi dei liquidi

ni “su”, “giù”, “avanti” e “verso la cabina”. I joystick premium di precisione Kawasaki consentono un controllo preciso ed ergonomico della macchina. Sul quadro strumenti viene visualizzata anche una guida Eco che indica gli stati operativi inefficienti, al fine di prevenire consumi di carburante eccessivi o inutili derivanti da uno stile operativo inadeguato. Per migliorare ulterior-

mente la produttività e i risparmi di carburante, Hyundai ha qui implementato nuove tecnologie “intelligenti”, tra cui spicca il sistema di controllo elettronico del flusso delle pompe (EPFC), che in modalità “P” perfeziona il controllo idraulico convenzionale, assicurando il 24% di risparmi nel consumo carburante quotidiano rispetto allo stesso modello Stage IV. Questo sistema compute-

rizzato, dunque, controlla individualmente le pompe idrauliche e contribuisce a ridurre i cali nel flusso idraulico e a massimizzare la capacità di produzione. Diverse altre funzioni - come lo spegnimento automatico del motore, l’indicatore Eco e/o la modalità di sollevamento - aiutano a migliorare la produttività in quei lavori particolarmente impegnativi da affrontare in cantiere. ■

LA SCHEDA TECNICA L’escavatore cingolato HX210ANL Peso operativo: Motore:

22.800 kg Cummins B4.5

Potenza motore netta:

127 kW a 2.200 giri/min

Coppia max.:

780 Nm a 1.500 giri/min

Profondità di scavo max.:

5.890 mm

Profondità di scavo max. parete verticale:

4.990 mm

Altezza di scavo/scarico max.: Forza di scavo alla benna (SAE/ISO): Forza di scavo all’avambraccio (SAE/ISO):

10.670 mm/7.740 mm 133,4 kN/119,6 kN 152 kN/125,5 kN

Raggio di rotazione min.:

2.670 mm

Velocità di rotazione:

12 giri/min

Pressione a terra:

0,58 kgf/cm2

Luce da terra min.:

470 mm

Lunghezza/larghezza totale: Trasmissione: Velocità di traslazione max. (alta - bassa): Pendenza superabile:

9.550mm/2.555 mm idrostatica 5,8 km/h - 3,7 km/h 35° (70%)

* configurazione con braccio triplice da 5.650 mm, avambraccio da 2.400 mm, pattini da 500 mm tripla costola e benna da 0,92 m3

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 73


ATTREZZATURE U.Emme

LINEA VERDE

Lo specialista in attrezzature e accessori per macchine movimento terra ha arricchito la sua gamma di prodotti con una serie di soluzioni destinate alla manutenzione del verde e progettate per ottimizzare le risorse durante il loro utilizzo di Stefano Vitali

74 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


E

ra il 2016 quando U.Emme (Modigliana - FC) ha allargò il suo raggio d’azione entrando con convinzione nel settore delle attrezzature per la manutenzione del verde applicabili a escavatori, proponendo una linea di testate trincianti denominata “TT”. Una gamma di prodotti che si è messa in evidenza non solo per la conformazione stravagante a “forma di coleottero”, ma soprattutto per la sua potenza e versatilità d’uso. Oggi, a distanza di cinque anni, l’azienda romagnola ha arricchito la propria gamma di attrezzature per il verde aggiungendo due linee di prodotto adatte all’abbinamento su mini e midi escavatori, progettate per modellare siepi e potare alberi rapidamente e con estrema precisione, ottimizzando ogni risorsa da impiegare in questo genere di attività.

escavatori di peso superiore ai 30-35 q. L’HT, infatti, è un’attrezzatura concepita per eseguire ciò che nei paesi anglofoni viene definito “Slide Pruning” (“potatura leggera”), ossia per intervenire nel taglio delle cime dei rami di frutteti e nella sagomatura di siepi, con rami da 30 mm di diametro come limite di spessore di taglio. Per intervenire su siepi e alberi da frutto - muovendosi tra filari, giardini o cortili – U.Emme ha pensato in prima istanza di creare un’attrezza-

tura leggera e dotata di motore orbitale dimensionato in relazione ai bassi flussi d’olio espressi da macchine operatrici di dimensioni ridotte. Con il passare del tempo, però, un notevole susseguirsi di richieste di abbinamento a escavatori più grandi e con impianti ausiliari maggiormente dimensionati ha imposto all’azienda di affiancare alla gamma HT una linea parallela di attrezzature più robuste e dotate di sistema di alimentazione più potente.

Le cimatrici HT e HTX Il successo riscontrato sul mercato in questi anni dalle cimatrici HT di U.Emme è stato frenato dall’impossibilità di abbinare queste semplici ma performanti attrezzature a LE CIMATRICI HT SONO PROGETTATE PER ESEGUIRE IL TAGLIO DELLE CIME DEI RAMI DI FRUTTETI E LA SAGOMATURA DELLE SIEPI. A QUESTE È STATA AFFIANCATA LA GAMMA HTX, COSTITUITA DA ATTREZZATURE DOTATE DI SISTEMA DI ALIMENTAZIONE PIÙ POTENTE

Grazie a quest’esigenza specifica è nata la gamma di cimatrici HTX: a differenza delle “sorelle minori” HT, queste sono dotate di un motore a pistoni che richiede una portata di 80 l/min e una pressione d’esercizio di 180 bar. La possibilità di abbinamento delle HTX passa dall’intervallo di 15÷35 q delle HT a 25÷80 q, andando a includere quindi anche la categoria dei midi escavatori. Anche se le HTX condividono lo stesso sistema di taglio delle HT - composto da una barra fissa in acciaio contrapposta a una di taglio azionata da un volano e dotata di denti seghettati imbullonati singolarmente grazie all’irrobustimento del telaio e alla presenza di motore a pistoni le cimatrici HTX sono in grado di tagliare agevolmente rami fino a 60 mm di diametro. maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 75


ATTREZZATURE Da quest’anno, dunque, la gamma tagliasiepi di U.Emme conterà, oltre a due modelli di HT con lunghezze disponibili delle barre di taglio di 150 e 180 cm, anche altrettante versioni di HTX con lunghezze disponibili delle barre di taglio 180 e 200 cm. La barra troncarami BFR A completamento dell’offerta di attrezzature per escavatori destinate al rapido ed efficace intervento sui rami, U.Emme propone tre modelli di barre troncarami denominate BFR, distinguibili tra loro per la larghezza della barra di taglio (155 cm, 185 cm e 215 cm), tutte con un intervallo di compatibilità a escavatori dai 25 ai 120 q. Tutti e tre i modelli sono dotati di una barra di taglio in acciaio bonificato composta da due lame lavorate a pettine: quella superiore è fissa, mentre quella inferiore è mobile e azionata da un cilindro idraulico orizzontale (il caratte-

ristico “taglio a forbice” che ne deriva ha la caratteristica di non danneggiare il ramo tagliato e di non produrre segatura, simulando il taglio manuale). Efficaci sia sul secco che sul verde, tutti i modelli BFR sono provvisti di serie di valvola regolatrice di portata e ralla dentata posteriore per la rotazione manuale dell’attrezzatura, caratteristica utile per

poter eseguire tagli inclinati o verticali. Le prestazioni di taglio delle barre BFR si attestano tra un minimo di 50 mm a un massimo di 100 mm di diametro del ramo. Nella loro essenzialità, le troncarami BFR rendono possibile lo svolgimento di alcune operazioni di taglio che se affrontate manualmente o con attrezzature non specifiche possono risultare

U.EMME PROPONE OGGI SUL MERCATO ANCHE TRE MODELLI DI BARRE TRONCARAMI BFR, DESTINATE A INTERVENTI SUI RAMI E UTILIZZABILI SU ESCAVATORI DA 25 A 120 Q

lunghe e laboriose. Ad esempio, con le BFR sarà possibile tagliare alla base folti canneti lasciando il fusto della pianta intatto e, quindi, comodamente conferibile alle imprese di ritiro rifiuti vegetali. Ogni operazione di potatura dei rami di alberi, se eseguita con un escavatore di dimensioni adeguate, risulterà facile e veloce: utilizzando le barre BFR come cesoie si potranno recidere in modo netto i rami evitando l’uso di macchinari dotati di braccio telescopico e cestello, così come l’impiego di appositi addetti alla potatura costretti ad arrampicarsi sugli alberi con scomode imbragature di sicurezza. ■ 76 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


HandsOn

78 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


LA BENNA GRANULATORE PER ASFALTO SIMEX CBA

IL VALORE DEL RECUPERO N el mondo della manutenzione stradale e delle pavimentazioni, come anche in quello dell’edilizia, si fa sempre più stringente il tema relativo al recupero del materiale derivante da demolizioni e scarifiche, con il duplice obiettivo di coniugare la salvaguardia ambientale e il risparmio economico. Chi lavora in questo settore conosce molto bene gli ingenti costi di trasporto e di smaltimento dell’asfalto e del materiale da risulta da demolizione, nonché i costi da sostenere per ciò che concerne l’acquisto e il trasporto di nuove materie prime in cantiere. Ora più che mai è necessario rendersi conto della “circolarità” di questo comparto,

ETTORE ZANATTA

LA NUOVA BENNA GRANULATORE PER ASFALTO PROPOSTA SUL MERCATO DA SIMEX È PROGETTATA SPECIFICATAMENTE PER LA RIDUZIONE VOLUMETRICA IN SITU DEL CONGLOMERATO BITUMINOSO E DI ALTRI AGGREGATI

La nuova benna granulatore per asfalto Simex - proposta nelle versioni CBA 30 e CBA 40 garantisce una pezzatura del riciclato di 0 - 20 mm maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 79


HandsOn in particolar modo dei conglomerati bituminosi: le pavimentazioni stradali possono essere rigenerate diverse volte, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia. Simex ha scelto di focalizzarsi nel recupero del fresato asfaltico, più correttamente inquadrato oggi dalla normativa come “granulato di conglomerato bituminoso” (denominato “RA” o “RAP” Reclaimed Asphalt Pavement), partendo dall’esperienza acquisita in materia di frantumazione e vagliatura di materiali di risulta da demolizione. Il risultato è la realizzazione di una nuova benna specifica per il recupero di questo materiale e di altri aggregati da cantiere. Lo sviluppo di questa nuova attrezzatura nasce, come sempre, dall’ascolto attivo del mercato, dei propri concessionari e degli utilizzatori finali, che quotidiana-

La griglia posteriore determina la granulometria del materiale in uscita ed è disponibile in varie configurazioni. Il risultato è una tipologia di riciclato con granulometria misurabile e certificabile

La benna granulatore per asfalto CBA è una delle soluzioni proposte sul mercato da Simex per il recupero del conglomerato bituminoso. Il suo utilizzo consente di abbattere i tempi e i costi legati al trasporto e di ridurre al minimo l’acquisto di nuove materie prime

80 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


LA BENNA GRANULATORE PER ASFALTO SIMEX CBA mente affrontano nuove esigenze applicative, restrizioni normative, vincoli amministrativi e costi per lo smaltimento dei materiali. Due concetti in uno Simex, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 30 anni di attività, è oggi presente in tutto il mondo, con una gamma estremamene ampia di attrezzature e potendo vantarsi di essere un vero e proprio partner tecnologico di riferimento per migliaia di operatori nel settore del movimento terra. I numerosi brevetti depositati nel corso degli anni dall’azienda, peraltro, testimoniano come essa detenga - e rinnovi continuamente - la propria vocazione innovativa, generando costantemente soluzioni all’avanguardia per le numerose e sempre più complesse esigenze

LE NORME DEL MERCATO ITALIANO Secondo il DM 69/18 presso l’impianto autorizzato - in procedura ordinaria o semplificata - che ha ricevuto il rifiuto si deve attuare il processo per la sua trasformazione in “End of Waste”, ovvero “fine rifiuto” (materia prima seconda), anche se questa dizione di uso comune è considerata impropria. Il fresato trasformato prenderà il nome di “granulato di conglomerato bituminoso”. Quali sono le attuali condizioni previste dal DM 69/18 per la trasformazione da rifiuto a fine rifiuto? Il fresato d’asfalto cessa di essere qualificato come rifiuto e diventa granulato se è utilizzabile per produrre miscele bituminose a caldo, miscele bituminose a freddo o aggregati legati idraulicamente e non legati. Inoltre, il materiale va sottoposto a test di cessione che non deve superare i valori limite dei 19 parametri indicati dalla tabella b.2.2 del DM e deve essere controllato anche il contenuto degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e dell’amianto in conformità alla tabella b.2.1 del DM. Infine, vanno determinate le caratteristiche prestazionali (presenza di materie estranee, distribuzione granulometrica secondo EN 933-1 e natura degli aggregati secondo EN 932-3). maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 81


HandsOn

DESIGN FUNZIONALE

SISTEMA ANTIBLOCCAGGIO

ACCIAIO ANTIUSURA HARDOX GRIGLIA POSTERIORE PER GRANULOMETRIA 0-20MM (ALTRE PEZZATURE DISPONIBILI) 82 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


LA BENNA GRANULATORE PER ASFALTO SIMEX CBA

I PUNTI DI FORZA LA PRODUTTIVITÀ

LE ELEVATE PRESTAZIONI

IL RIUTILIZZO IN SITU DEL MATERIALE

L’EFFICACE RIDUZIONE VOLUMETRICA DI ASFALTO E ALTRI INERTI LA GRANULOMETRIA DEL RICICLATO MISURABILE E CERTIFICABILE

La benna CBA 40 ha una capacità di 1 m3; il suo peso a vuoto è di 2.900 kg (la versione CBA 30 ha invece una capacità di 0,8 m3 e un peso a vuoto di 2.170 kg)

SISTEMA D’INVERSIONE AUTOMATICA DELLA ROTAZIONE DEL TAMBURO

MOTORI IDRAULICI A PISTONI RADIALI DI GROSSA CILINDRATA, IN PRESA DIRETTA

BOCCA DI GRANDI DIMENSIONI

Il tamburo cilindro è composto da denti intercambiabili ed è azionato da motori idraulici a pistoni radiali, di grossa cilindrata, in presa diretta

TAMBURO CILINDRICO CON DENTI INTERCAMBIABILI maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 83


HandsOn Curva di Fuller del riciclato prodotto con CBA 30 e griglia standard: GRIGLIA STANDARD setacci (mm)

% trattenuto

% passante

31,5

0,00

100,00

100

20

0,57

99,43

16

5,04

94,39

90

GRIGLIA STANDARD

80

7,45

86,94

5,94

81,00

70

10

12,98

68,02

8

8,81

59,21

60

6,3

7,74

51,47

4

10,79

40,68

2

14,14

26,54

1

10,92

15,62

0,5

7,00

8,62

20

0,25

4,25

4,38

0,125

2,22

2,15

10

0,063

1,13

1,02

<0,063

1,02

Passante (%)

14 12,5

50 40 30

0

0,01

0,1

1

Diametro setacci (mm)

10

100

di un mercato in continua evoluzione. Dalla fresatura a freddo - tramite l’ampia proposta di fresatrici stradali per pale compatte e braccio escavatore - alla frantumazione e riduzione volumetrica degli inerti da cantiere, il costruttore di San Giovanni in Persiceto (BO) è in grado di offrire al mercato internazionale molteplici soluzioni per il recupero del conglomerato bituminoso direttamente in cantiere. Il conglomerato di recupero può essere trasformato negli appositi impianti (per

La benna granulatore CBA è stata progettata da Simex per la riduzione volumetrica, direttamente in cantiere, del conglomerato bituminoso e di altri aggregati

84 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


LA BENNA GRANULATORE PER ASFALTO SIMEX CBA quest’ultima casistica esistono infatti specifiche classi granulometriche che devono essere rispettate). Nella fattispecie, il comparto Ricerca e Sviluppo di Simex ha unito il concetto di tamburo fresante alla tecnologia delle benne frantumatrici a rotore, dando vita alla gamma di benne granulatore per asfalto CBA, disponibile oggi in due modelli: CBA 30, per escavatori da 18 a 28 t di peso operativo, e CBA 40, per escavatori da 25 a 40 t. Questa tipologia di attrezzatura si compone di un tamburo cilindrico composto da denti intercambiabili, azionato da motori idraulici a pistoni radiali di grande cilindrata, in presa diretta. La presenza di una griglia posteriore determina la granulometria del materiale in uscita ed è disponibile in più configurazioni, per soddisfare le diverse caratteristiche richieste al fresato dalle normative vigenti nei diversi Paesi. Il dispositivo per l’inversione automatica della rotazione del tamburo, infine, garantisce continuità operativa e un’elevata produttività. Risorsa e non rifiuto Le benne granulatore per asfalto CBA proposte da Simex mirano a garanti-

Il sistema di inversione automatica della rotazione del tamburo inverte la rotazione in caso di bloccaggio e garantisce un’elevata produttività, evitando tempi morti

re un’ampia autonomia agli operatori impegnati quotidianamente in opere di manutenzione stradale, frantumazione di inerti e riempimento scavi per la posa di sottoservizi. Abbattere tempi e i costi legati al trasporto e ridurre al minimo l’acquisto di nuove materie prime significa infatti ottimizzare le

dinamiche logistiche ed economiche del cantiere, mantenendo la giusta attenzione al tema dell’impatto ambientale e del recupero di quei materiali che a tutto diritto - fatte salve le specificità normative locali - possono essere considerate come risorsa e non ■ più come rifiuto.

LA SCHEDA TECNICA La benna granulatore CBA

CBA 30

CBA 40

Peso escavatore (consigliato):

18-28 t

25-40 t

1.700 mm

1.960 mm

915 mm

1.050 mm

Larghezza totale: Larghezza tamburo: Dimensione materiale frantumato (con griglia standard): Capacità benna (SAE): Peso benna vuota (senza sella di attacco): Portata olio richiesta: Pressione olio max.:

0-20 mm 0,8 m3

1,0 m3

2.170 kg

2.900 kg

150-250 l/min

200-350 l/min

350 bar

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 85


COMPONENTI Flash Battery

QUESTIONE DI “CHIMICA”

86 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


Dalla passione per l’elettronica dei suoi soci fondatori è nata un’azienda che nel giro di pochi anni è cresciuta diventando non solo un fornitore innovativo di batterie al litio ad alto contenuto di tecnologia, ma un promotore del processo di elettrificazione in atto nel mercato, in molteplici ambiti applicativi di Ettore Zanatta

MARCO RIGHI

CEO DI FLASH BATTERY

“D

obbiamo rendere più sostenibili le batterie: è una delle sfide più importanti”: queste le parole del chimico Michael Stanley Whittingham, direttore dell’Istituto di scienze dei materiali all’americana Binghamton University e Nobel per la chimica 2019 insieme a John Goodenough e Akira Yoshino per l’invenzione delle batterie agli ioni di litio. Dispositivi che, sempre secondo Whittingham, “dureranno ancora per molto e, per altrettanto tempo, se ne parlerà nel prossimo futuro”. Ma cos’è il litio? Si tratta di un elemento chimico leggero utilizzato principalmente nelle leghe conduttrici di calore, come componente in alcuni medicinali e, appunto, nelle batterie. Come in quelle ben oltre 10.000 unità progettate e prodotte dal 2012 - anno della sua costituzione - a oggi da Flash Battery, azienda di Sant’Ilario d’Enza (RE) che è ormai divenuto uno degli indiscussi protagonisti di questo specifico settore, anche grazie alle soluzioni personalizzate che è in grado di proporre sul mercato.

LA SEDE DI FLASH BATTERY A SANT’ILARIO D’ENZA (RE)

Dall’Emilia al mondo La scintilla che diede vita all’attuale Flash Battery scoccò nel 2009, quando Marco Righi - CEO e co-fondatore, insieme ad Alan Pastorelli (CTO), dell’azienda emiliana - notò un produttore di veicoli elettrici che utilizzava batterie al litio provenienti dalla Cina. “Il potenziale di nuove batterie era elevato - spiega Righi - ma sussistevano rilevanti e frequenti problemi di rendimenmaggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 87


COMPONENTI

to, affidabilità e sicurezza. L’elettronica applicata a questi prodotti non era gestita correttamente e non era in grado di garantire una vita duratura e affidabile alle macchine su cui erano installati. Da quel momento, insieme al mio socio Alan Pastorelli, iniziammo gli studi e i test volti a progettare un sistema elettronico di gestione delle batterie che fosse in grado di risolvere tutti i problemi riscontrati fin a quel momento di e rendere questa chimica il più performante possibile. Flash Battery è oggi la batteria al litio più venduta in Italia con un sistema di bilanciamento proprietario 20 volte superiore rispetto ai produttori di litio (il Flash Balancing System, cuore pulsante della batteria, è in corso di brevetto internazionale). Dal 2012 abbiamo progettato e prodotto oltre 400 diversi modelli

88 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

di batterie e installato oltre 130 MWh in diverse applicazioni tra macchine industriali e veicoli elettrici. L’attuale portafoglio prodotti comprende più di 400 diversi tipologie di batterie, installate in oltre 10.000 applicazioni”. Flash Battery è una realtà dinamica e “giovane” (l’età media è 34 anni, il 35% degli addetti è nel reparto R&D), strutturata - contrariamente ad altri attori del settore - in modo da poter affrontare un mercato complesso come quello in cui opera e formata da persone che sviluppano tecnologie e realizzano progetti su misura ad alto valore aggiunto, il tutto internamente all’azienda. L’affidabilità e la professionalità garantite nella fornitura e nell’assistenza post-vendita hanno consentito a Flash Battery di rivolgersi con successo a importanti costruttori di

macchine industriali con medi volumi produttivi e alte esigenze di personalizzazione. Flash Battery fornisce “pacchetti completi” ai mercati di 54 differenti Paesi nel mondo, soluzioni che vengono monitorate quotidianamente in automatico da un sistema di controllo remoto proprietario, il “Flash Data Center”, capace di effettuare autodiagnostica e manutenzione preventiva in maniera totalmente automatica su ogni singola unità. Ma quali sono i clienti principali di Flash Battery? Molteplici, realtà di primaria importanza attivi in diversi settori: dall’automazione alla robotica, dalla logistica alla nautica, dalle macchine per le costruzioni a quelle per il sollevamento, ai veicoli elettrici, fino ad arrivare all’agricoltura e ai mezzi aeroportuali. Tappe e traguardi Negli ultimi anni Flash Battery si è distinta per la sua dinamicità e la sua capacità di raggiungere traguardi importanti in modo puntuale e costante. Diverse le tappe significative da ricordare: dal cambio di ragione sociale (da Kaitek a Flash Battery) all’inaugurazione dell’attuale sede di Sant’Ilario d’Enza (realizzata su un’area di oltre 20.000 m2, cinque volte maggiore rispetto alla sede precedente e comprensiva di 1.500 m2 di uffici e 3.200 m2 di area produttiva), dallo sviluppo di un pacco batterie ad alta tensione tecnologicamente avanzato all’ interno del progetto europeo NewControl all’inserimento al 58° po-


sto nella graduatoria delle 400 imprese italiane “campioni di crescita” tra il 2016 e il 2019 curata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza e presentata insieme a La Repubblica Affari & Finanza (premio che è andato ad aggiungersi a quello di “Miglior impresa Under 40” dell’Emilia-Romagna e al riconoscimento ottenuto da Deloitte quale “Best Managed Company, entrambi ottenuti nel 2019 e bissati nel 2020), al “Premio dei Premi” ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riconoscimento riservato a nove delle 12 imprese vincitrici del premio “Imprese per l’Innovazione” organizzato da Confindustria in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai e il sostegno di BNP Paribas e Warrant Hub. Vista sul futuro Cosa si prospetta ora nel futuro di Flash Battery? “Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle si muove tenendo in considerazione tematiche quali lo smaltimento e il recupero delle batterie agli ioni di litio al termine della loro vita”, spiega Marco Righi. “Flash Battery è alla continua ricerca di materiali sempre più riciclabili e, al contempo, altamente performanti, che garantiscano la massima efficienza della batteria al litio, contemplando sostenibilità e basso impatto ambientale. L’area della ricerca assume un valore centrale per un’azienda come la nostra, chiamata a competere in un mercato giovane e orientato all’innovazione. In quest’ambi-

to, però, vogliamo implementare gli elementi di sostenibilità che ci connotano e che appartengono a quella responsabilità sociale d’impresa che si sta consolidando come fattore distintivo offrendo importanti riscontri anche sul versante della competitività. Le nostre batterie sono prive di cobalto, che è tra i materiali più difficilmente riciclabili e più impattanti per l’ambiente anche in fase di produzione. Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle sta prendendo sempre più coscienza di quest’aspetto, sul quale la nostra scelta è stata comunque netta ed è rappresentata proprio dall’adozione di chimiche al litio (LFP) prive di cobalto. Abbiamo scelto di adottare la tecnologia più sicura e stabile che si possa reperire sul mercato, giungendo a risultati importanti tanto sulla vita delle batterie (oltre 4.000 ci-

L’ATTUALE PORTAFOGLIO PRODOTTI DI FLASH BATTERY COMPRENDE OLTRE 400 DIVERSI TIPOLOGIE DI BATTERIE, INSTALLATE IN OLTRE 10.000 APPLICAZIONI

cli di ricarica) quanto sulla sicurezza per gli utilizzatori (grazie anche alle nostre tecnologie sull’elettronica di controllo e sul sistema di bilanciamento) e nei processi di riciclo. È necessario un continuo investimento in ricerca sui materiali e in competenze orientate all’efficienza e alla sostenibilità, consapevoli che il lavoro sulle energie alternative e sostenibili è un percorso ampio e complesso e non si limita alla sostituzione di una fonte. In Flash Battery siamo convinti che le norme che regolano il nostro settore vadano sempre anticipate da scelte e comportamenti che prevengano le criticità possibili sulle quali intervengono i regolamenti. È con questa mentalità che guardiamo al futuro”. ■

MOLTEPLICI LE APPLICAZIONI DELLE SOLUZIONI PROPOSTE DA FLASH BATTERY: DALL’AUTOMAZIONE ALLA ROBOTICA, DALLA LOGISTICA ALLA NAUTICA, DALLE MACCHINE PER LE COSTRUZIONI A QUELLE PER IL SOLLEVAMENTO, AI VEICOLI ELETTRICI, FINO AD ARRIVARE ALL’AGRICOLTURA E AI MEZZI AEROPORTUALI

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TECNOLOGIE Doosan

EFFICIENZA MOBILE “3.0” Presentato l’update del sistema telematico di gestione di flotte e risorse DoosanCONNECT TMS2.0, che copre già oltre 80.000 tra escavatori, pale gommate e dumper articolati del costruttore coreano di Pietro Gabrielli

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D

oosan ha lanciato una nuova applicazione mobile per dispositivi Apple e Android per il suo sistema telematico di gestione di flotte e risorse DoosanCONNECT TMS2.0. Oltre alle funzionalità standard offerte dal sistema DoosanCONNECT, l’App mobile DoosanCONNECT TMS3.0 offrirà nuove funzioni, tra cui il servizio di chiamata con collegamento diretto al servizio assistenza della concessionaria Doosan e l’opzione di messaggistica in chat con il fornitore del servizio. Gestione più efficiente Il sistema DoosanCONNECT è stato progettato per rendere più efficiente la gestione di macchine e cantieri consentendo il monitoraggio in tempo reale dei parametri del motore, dell’’impianto idraulico delle macchine e di altre attrezzature movimento terra Doosan, nonché per fornire informazioni sul loro utilizzo, posizione e disponibilità (i clienti Doosan ricevono un rappor-

della sostituzione di olio e filtri). In tal modo, Doosan punta a espandere ulteriormente la tipologia di attrezzature coperte da DoosanCONNECT e mette a punto nuovi servizi basati su questo sistema telematico per gestire i materiali di consumo e fornire pacchetti di manutenzione avanzata. Il sistema DoosanCONNECT, in particolare, fornisce informazioni complete sulle prestazioni delle macchine sfruttando una doppia modalità di trasmissione (rete cellulare mobile e satellitare) e consente ai gestori di flotte l’elaborazione di diversi tipi di report, tra cui: stato della flotta, dettagli delle macchine, posizione delle macchine, ore di servizio, consumo di carburante, ore con motore al minimo rispetto al totale delle ore di lavoro, codici errore delle macchine, allarmi motore, cronologia della manutenzione e report di utilizzo. to mensile sull’utilizzo delle loro macchine e attrezzature con informazioni dettagliate sulle ore di impiego, sul consumo di carburante e sulla puntualità

Un vantaggio evidente Doosan considera il sistema telematico DoosanCONNECT molto vantaggioso,

DOOSANCONNECT TMS3.0 È UNO STRUMENTO IN GRADO DI OFFRIRE UN ELEVATO NUMERO DI INFORMAZIONI DETTAGLIATE E APPROFONDITE, FINALIZZATE A RIDURRE I COSTI D’ESERCIZIO E A FAR LAVORARE IN MODO PIÙ EFFICIENTE GLI OPERATORI IN CANTIERE maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 91


TECNOLOGIE

IL SISTEMA DOOSANCONNECT È STATO PROGETTATO PER RENDERE PIÙ EFFICIENTE LA GESTIONE DI MACCHINE E CANTIERI

tare in modo più efficiente le macchine e a individuare mezzi sostitutivi in caso di fermo per manutenzione o ripa-

IL SISTEMA DI NUOVA GENERAZIONE DOOSANCONNECT TMS3.0 SARÀ DISPONIBILE PER LE NUOVE MACCHINE DOOSAN “-7” ENTRO LA FINE DELL’ANNO

“SUL CAMPO” DAL 2005 Doosan ha lanciato il suo primo servizio telematico in Cina nel 2005 e, come parte della sua strategia per espandere ulteriormente la sua quota nei mercati più evoluti, il costruttore sta puntando in particolare ad ampliare l’applicazione delle sue tecnologie avanzate basate sul sistema DoosanCONNECT e su tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) di livello mondiale, sviluppando nuovi prodotti personalizzati per rispondere alle esigenze locali e migliorare continuamente il proprio servizio clienti.

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razione, il tutto integrato da efficaci sistemi antifurto e di recupero in caso di sottrazione.

poiché mette a disposizione dei clienti dati importanti che aiutano a migliorare l’efficienza (riducendo, ad esempio, i tempi d’inattività rispetto al consumo totale di carburante), la sicurezza e la protezione della macchina. Questo sistema può gestire più mezzi Doosan contemporaneamente, in diversi cantieri, consentendo di monitorare il tasso di utilizzo di ciascuno e valutare se ne venga utilizzata la giusta combinazione. Aiuta inoltre gli operatori a sfrut-

I dati operativi consentono poi ai proprietari di monitorare nel dettaglio l’efficienza dei consumi e la modalità di erogazione della potenza utilizzata nei diversi impieghi: ciò è utile per valutare se è necessario cambiare il modo in cui si lavora, per consumare meno carburante. In caso si verifichi un problema, il sistema DoosanCONNECT avvisa direttamente il proprietario al fine di evitare o ridurre al minimo i tempi di fermo macchina. Il sito web riporta i codici di errore e di segnalazione, consentendo a proprietari e concessionari di risolvere prontamente il problema sulla base delle informazioni ottenute (le concessionarie Doosan possono analizzare il problema tramite il sito web DoosanCONNECT, aiutando nella diagnosi senza dover essere fisicamente presenti dove si trova la macchina). Grazie alle informazioni fornite dal sistema DoosanCONNECT è quindi possibile elaborare stime migliori nella preparazione delle offerte per gare di appalto e per la pianificazione dei lavori. ■


recycling-aktiv.com

tiefbaulive.com

Fiera dimostrativa sullo smaltimento e il riciclo dei rifiuti & sull'ingegneria stradale e civile

Karlsruhe 2 – 4 sett. 2021 2 – 4 sett. 2021 FieraFiera Karlsruhe


SERVIZI Giuliano Group

COLLABORARE PER INNOVARE Il Gruppo specializzato nel settore dei macchinari e delle attrezzature da lavoro, che a febbraio aveva firmato un accordo di franchising e licensing con easyNoleggio, continua la sfida e tinge di arancione anche la Campania di Ettore Zanatta

G

iuliano Group, con sedi in tutta Italia, ha acquistato i diritti del marchio easyNoleggio Campania diventandone partner esclusivo su base regionale. EasyNoleggio semplifica il noleggio di attrezzature e macchinari grazie ai suoi servizi specializzati, che permettono ad aziende che già operano nel settore di digitalizzare i processi e avvalersi delle ultime tecnologie disponibili. Vediamo i dettagli di questa partnership che guarda al futuro. La voce dei protagonisti La partnership con easyNoleggio anche in questa regione permetterà a Giuliano Group Napoli di ampliare maggiormente il proprio business e raggio d’azione, digitalizzando in maniera strutturata l’attività e consentendo ai clienti, nuovi ed esistenti, di noleggiare attrezzature e macchinari con un click. “Sono fiero di aver scelto il progetto di easyNoleggio e di aver aderito alla partnership con Rentuu”, afferma Raffaele Giuliano, amministratore delegato di Giuliano Group. “La nostra scelta di scommettere sulla Regione Campania è una valutazione non solo ragionata, ma fatta anche con il cuore”. La Campania, infatti, è il luogo 94 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


RAFFAELE GIULIANO

(A SINISTRA) ED ENRICO DE ROSA, RISPETTIVAMENTE AMMINISTRATORE DELEGATO E CHIEF FINANCIAL OFFICER DI OFFICINE GIULIANO

dove tutto ha avuto inizio: il Gruppo Giuliano nasce alla fine degli anni Settanta dall’esperienza professionale di Salvatore, fondatore dell’officina di riparazione di motocompressori, destinata a diventare la pietra miliare su cui si sarebbe costruita l’intera azienda. Grazie alla sua intuizione imprenditoriale, all’attività di assistenza venne affiancata un’attività di noleggio di macchinari per l’edilizia che velocemente si espanse dalla piccola officina di Casoria in tutta la provincia di Napoli e successivamente in tutto il Centro Sud. “Per Giuliano Group – conclude Raffaele Giuliano - collabo-

rare con easyNoleggio è un traguardo importante, anche se considero tutto ciò solo un primo passo verso il raggiungimento di risultati sempre più rilevanti nel mercato del noleggio di attrezzature attraverso il mondo dell’ecommerce. Per Giuliano Group creare partnership di valore significa innanzitutto relazionarsi con i propri partner in modo trasparente e coinvolgerli nel raggiungimento di prestazioni durature nel tempo in un’ottica di reciproca crescita. Il nostro intento è quello di collaborare per innovare”. Continua poi Enrico De Rosa, Chief Financial Officer di Giuliano Group: “Le nuove abitudini, i nuovi bisogni, la necessità di essere sempre più veloci ed efficienti hanno dato inizio a una nuova rivoluzione, quella digitale. Il Covid-19 ha dato un’ulteriore spinta a tale trasformazione, cambiando per sempre il modo in cui interagiamo e utilizziamo i prodotti e i servizi. Il nuovo consumatore digitale predilige format dinamici che gli permettono di noleggiare direttamente dal proprio smartphone o tablet, si informa sul web, interagisce in chat, controlla le recensioni. Il nuovo noleggiatore non potrà più semplicemente fornire dei macchinari, ma dovrà semplificare la vita del cliente, renderla ‘easy’, appunto. Le aziende, indipendentemente

dalle loro dimensioni o dal settore in cui operano, dovranno essere pronte a soddisfare le esigenze dei nuovi consumatori, dovranno essere capaci di unire l’universo fisico e quello digitale per creare un’esperienza in cui il cliente è protagonista. Si tratta di un processo di trasformazione che coinvolge tutte le

UN PROGETTO LUNGIMIRANTE

Il marchio easy, fondato da Sir Stelios Haji-Ioannou, è stato lanciato nel 1995 con il volo inaugurale di una compagnia aerea che offre viaggi a basso costo in tutta Europa: easyJet. Venticinque anni dopo la Compagnia ha trasformato il modo in cui le persone viaggiano e oggi easyJet PLC è una delle più grandi compagnie aeree d’Europa grazie a una flotta di 323 aerei che trasportano oltre 88,5 milioni di passeggeri ogni anno (dati del 2018). EasyNoleggio nasce in collaborazione con Rentuu, che gestisce una piattaforma tecnologica globale in rapida crescita basata su cloud e una rete in franchising per il settore del noleggio di attrezzature. In tal modo, il marchio base può raggiungere molti nuovi clienti in svariati nuovi mercati. Lo scopo del brand “easy” è sempre stato quello di investire in tecnologia e servizio clienti, in modo da fornire ad ogni cliente un’esperienza di prima qualità: da qui la joint-venture con Rentuu, per portare in Italia e sul mercato internazionale un nuovo servizio volto a semplificare le pratiche di noleggio di macchi-

LA PARTNERSHIP CON EASYNOLEGGIO IN CAMPANIA PERMETTERÀ A GIULIANO GROUP DI AMPLIARE MAGGIORMENTE IL PROPRIO BUSINESS E RAGGIO D’AZIONE

nari, e non solo.

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SERVIZI partnership con Giuliano Group anche nella regione Campania. Investire nel digitale è ormai indispensabile per poter emergere e differenziarsi nel mercato, soprattutto tenuto conto dello sce-

ANDREA GUZZONI (A SINISTRA), CEO DI EASYHIRE E RENTUU, CON STELIO HAJI-IOANNOU, FONDATORE E OWNER DI EASYJET

INVESTIRE NEL DIGITALE È ORMAI INDISPENSABILE PER POTER EMERGERE E DIFFERENZIARSI NEL MERCATO, SOPRATTUTTO TENUTO CONTO DELLO SCENARIO ATTUALE PROVOCATO DALLA PANDEMIA IN ATTO

GIULIANO GROUP È DIVENTATO PARTNER ESCLUSIVO DI EASYNOLEGGIO IN CAMPANIA nario attuale provocato dal Covid-19. Bisogna dunque rimanere ottimisti e continuare a crescere nella giusta direzione e Giuliano Group sta dando una grande dimostrazione di tutto questo”. La soluzione digitale La soluzione digitale di easyNoleggio è gestita da Rentuu, società specializzata nella digitalizzazione di processi

UN’AMPIA OFFERTA DI ATTREZZATURE Giuliano Rent, con sedi in diverse zone d’Italia, offre soluzioni per il noleggio di macchine industriali. Con un parco macchine a noleggio di oltre 1.000 unità, il Gruppo Giuliano offre un’ampia gamma di soluzioni personalizzate, in grado di soddisfare le esigenze di qualunque tipo di clientela. L’ampia offerta di attrezzature permette di soddisfare le esigenze sia delle piccole e medie imprese che operano nel settore dell’edilizia e della riqualificazione urbana, sia delle aziende che operano nel settore industriale, dell’energia e dell’illuminazione.

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aree e i livelli di un’azienda e richiede un’attenta pianificazione a livello strategico. La trasformazione digitale è un processo complesso, che può richiedere tempi più o meno lunghi a seconda della cultura aziendale, della sua storia e del suo attuale posizionamento sul mercato. La cosa certa è che non si può più fare senza”. Fabrizio Della Pace, direttore esecutivo di easyNoleggio, a tal proposito commenta: “La missione di easyNoleggio è quella di semplificare le richieste dei nostri utenti con un’esperienza online senza problemi né complicazioni. Sia che si necessiti di un attrezzo per la cura del giardino o che si abbia bisogno di noleggiare macchinari per un progetto di rinnovamento o manutenzione, easyNoleggio ha lo scopo di accorciare i classici tempi del noleggio. Siamo orgogliosi di proseguire la nostra

e standard. Nel 2019, Rentuu ha ricevuto investimenti da easyGroup e Sir Stelios Haji-Ioannou, fondatore di easyJet, che hanno permesso alla società di creare una rete per il noleggio estesa su 31 territori, tra cui la Gran

Bretagna (www.easytoolhire.com), l’Unione Europa (www.easyalquiler.com, www.easyLocation.fr, www. easymieten.net), Svizzera e Monaco. La pandemia in atto ha senza dubbio accelerato l’evoluzione della digitalizzazione. Nel settore del noleggio, attesa nel giro di 10 anni, si prevede avverrà invece entro il 2023. EasyNoleggio ha l’abilità e la competenza per fare tutto ciò e, grazie alla necessaria infrastruttura tecnologica, consente ai partner associati una completa personalizzazione in base alle proprie esigenze. Attualmente easyNoleggio opera in tre regioni (Veneto, EmiliaRomagna e Lazio) - grazie alla presenza di partner quali UpRent, GrowUp, Giuliano Group e Assodimi, attivi nel settore da molti anni - così raggiungere quanta più utenza possibile, minimizzando i costi e massimizzando i risultati, soprattutto abbracciando il digitale per semplificare le relazioni con il cliente. ■


Dossier

UNA “FLUIDA” RIPRESA

Federtec ha presentato i dati relativi all’andamento nel 2020 del mercato dei settori “Organi di Trasmissione e Ingranaggi” e “Oleoidraulico e Pneumatico”, con previsioni sui risultati attesi nel corso del 2021. Ripercorriamo gli ultimi anni di questi due comparti e scopriamo come hanno fronteggiato la crisi pandemica di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

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MECCANICA E OLEODINAMICA

S

embra passato un secolo dal 2019, anno di fondazione di Federtec, la federazione nata dalla fusione di Assiot-Associazione Italiana Costruttori Organi di Trasmissione e Ingranaggi e di Assofluid-Associazione Italiana dei Costruttori e Operatori del Settore Oleoidraulico e Pneumatico. Realtà costituita, in particolare, con l’intento di rappresentare una realtà nuova, più importante della somma delle due singole associazioni che, preservando la tradizione dei settori rappresentati da entrambe, offrisse un nuovo focus per la rappresentanza di tutte le Tecnologie e le Competenze che animano l’intera filiera dell’Industria Italiana della Meccatronica per la Potenza Fluida, la Trasmissione di Potenza, il Controllo e l’Automazione Intelligente dei Prodotti e dei Processi Industriali. Un 2019 che presentava due comparti in salute, pronti ad affrontare le sfide 4.0, visto che le associate Federtec rappresentano uno spaccato importante dell’economia italiana e delle relative tecnologie in Italia, con un’adozione significativa dei processi di trasformazione digitale. Una federazione messa a disposizione delle imprese e in grado di dare corpo a un “ecosistema” più che a una semplice filiera, necessario per permettere loro di far fronte in modo più agevole alle sfide del futuro. Forse, anche dati gli ottimi risultati del comparto pre-pandemia, tra quelle immaginate nessuno poteva minimamente pensare che a solo un anno dalla sua nascita uno degli eventi sanitari, sociali ed economici globali più gravi nella storia recente stava per compiersi, mettendo subito alla prova l’equilibrio di questo nuovo ecosistema.

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Dossier Un mercato in salute Alla nascita di Federtec la federazione si prefiggeva lo scopo di “coordinare, tutelare e promuovere gli interessi tecnici ed economici della filiera dell’industria italiana della componentistica e delle tecnologie meccatroniche per la potenza fluida, la trasmissione di potenza, il controllo e l’automazione intelligente dei prodotti e dei processi industriali”. Un obiettivo importante per due comparti dell’industria italiana - quali i sistemi di trasmissione movimento e potenza e il settore oleoidraulico e pneumatico - che prima dell’avvento della pandemia vivevano un momento di crescita senza precedenti da dopo la crisi economica del 2008, potendo vantare a fine 2018 tre anni consecutivi di crescita e confermando l’Italia tra le protagoniste assolute a li-

vello mondiale per il settore. Settore che negli anni ha dimostrato il valore del “made in Italy” nel mondo, confermando ancora una volta gli alti

UN’OTTIMA REAZIONE DEL MERCATO

FAUSTO VILLA

PRESIDENTE FEDERTEC

In merito ai dati presentati da Federtec nella giornata economica trasmessa su piattaforme streaming lo scorso 27 aprile il presidente di Federtec Fausto Villa ha rilasciato delle dichiarazioni a seguito dei dati registrati nel corso del 2020 e le previsioni rilasciate per il 2021. Non nascondendo l’importanza dei numeri positivi di questo inizio anno ha ricordato il periodo difficile passato dalle aziende e ha ribadito, come fatto alla fine dell’anno passato, prudenza in merito ai valori registrati e alle previsioni di un rapido ritorno per il settore ai valori pre-Covid: “Da marzo 2020 stiamo vivendo uno dei più duri e drammatici periodi

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economici e sociali a causa di questa pandemia. Per fortuna, anche di fronte a queste difficoltà, tra i nostri soci non abbiamo visto situazioni a rischio di chiusura: il sistema ha sofferto, ma nel complesso ha retto molto bene. In quei mesi delicatissimi l’imprenditoria italiana, come sempre, ha reagito con i propri mezzi e le proprie risorse per fronteggiare un pesante crollo della domanda e dell’offerta interna ed estera e contiamo molto sugli interventi a favore delle imprese che, ci auspichiamo, verranno messi in atto. L’andamento per il 2021 dipenderà sicuramente dall’esito della campagna vaccinale nel mondo, la quale potrà determinare l’allentamento delle misure di contenimento, ridando slancio ai consumi e dunque alle produzioni, riattivando il circolo virtuoso dell’economia. Ma probabilmente per l’Italia servirà più tempo e bisognerà attendere la fine del 2022 per tornare ai livelli precrisi. Ci vuole comunque prudenza e non dimentichiamo che il confronto è riferito al primo trimestre 2020 quando già il problema della pandemia faceva sentire il suo effetto”.

standard di eccellenza indiscussa del nostro Paese, in particolare nell’industria meccanica nel comparto dei sistemi di trasmissione e potenza. Secondi solo alla Germania, la somma dei mercati seguiti rispettivamente da Assiot e Assofluid prima della pandemia valeva oltre 12 miliardi di euro se si considera il fatturato diretto, ma valutando l’indotto generato dai due settori si raggiungevano gli oltre 40 miliardi di euro. Numeri estremamente importanti, che non potevano far minimamente presagire l’arrivo di un momento di incertezza per il settore (e dopotutto chi, di fronte a un evento pandemico di questa portata, avrebbe potuto). Il 2018 si era chiuso con risultati positivi sia per la Trasmissione di Potenza (+7,5%) che per il Fluid Power (+11,2%). Per entrambi i settori hanno contribuito al risultato tanto le performance sul mercato interno quanto le esportazioni che, per il Fluid Power, sono cresciute più delle consegne sul mercato interno. Il saldo commerciale, positivo nel complesso per oltre 3 miliardi di euro, prosegue la crescita in entrambi i settori (rispettivamente +4,4% e +12,8%). Nel 2018 performance positive per tutte le famiglie della Trasmissione di Potenza, con incrementi a due cifre per gli ingranaggi. In ambito Fluid Power il 2018 si era confermato un anno particolar-


MECCANICA E OLEODINAMICA mente buono per il settore, con valori record per export (quasi 2,5 miliardi di euro e un +12%), produzione (3,8 miliardi, +11,2%) e import, che ha oltrepassato la soglia di 1 miliardo di euro (+11%). A trascinare il settore l’oleodinamica con incrementi a due cifre per produzione (+12,5%), export (+13,2%) e consegne interne (+11,1%). Per la pneumatica si registrano performance inferiori rispetto all’oleodinamica ma comunque brillanti, a conferma della crescita continua del comparto pneumatico di quegli anni. L’intero macrosettore, grazie ai trend positivi di quasi tutti i settori utilizzatori, aveva chiuso l’anno con una crescita dell’8,7% del fatturato complessivo, attestandosi così a ridosso dei 12 miliardi di euro. Un 2018 con numeri altamente positivi a cui è seguito un 2019 che, senza generare troppo stupore da parte degli addetti del settore - visto i numeri record degli anni precedente - ha registrato il primo leggero calo di tutti i comparti da anni, dalle trasmissioni meccaniche all’oleoidraulico e pneumatico. Un anno cominciato male, per via della recessione che attanagliava l’economia italiana in genere e il settore delle costruzioni in particolare, ma che si è attestato comunque su risulti eccellenti. Battuta d’arresto Dalla Giornata Economica Federtec, tenutasi in forma virtuale e trasmessa in diretta streaming lo scorso 27

FIDUCIA IN UNA RIPARTENZA

GIUSEPPE LESCE

PRESIDENTE FEDERMACCHINE

Giuseppe Lesce, presidente di Federmacchine, ha così commentato l’andamento dell’anno passato e i dati previsionali delle rilevazioni effettuate a gennaio dal Gruppo Statistiche della federazione: “Il 2020 è stato anche per il settore dei beni strumentali un anno da dimenticare. Nonostante ciò, visto l’andamento dei primi mesi, le cose potevano andare decisamente peggio. Con questo non voglio dire che siamo soddisfatti ma rilevo che le aziende italiane del settore hanno dimostrato di saper tenere e il mercato di saper reagire.

aprile, emergono numeri incoraggianti per il settore, che dimostra di aver tenuto meglio del previsto nel 2020 e che grazie a questo primo trimestre di inizio anno molto promettente guarda al 2021 con ottimismo e entusiasmo. Come da molti atteso si è chiuso un anno difficile che ha visto, nel 2020, performance negative per l’intero comparto dell’industria italiana della componentistica e delle tecnologie meccatroniche

Con questi presupposti - e con le indicazioni di contesto che ragionevolmente ci portano a confidare in un miglioramento della situazione sanitaria su scala globale - possiamo pensare che il 2021 ci permetterà di recuperare parte del terreno perso. Infatti, se il blocco della mobilità resta ancora un grande problema per un settore fortemente esportatore come il nostro, gli incentivi fiscali previsti dal piano Transizione 4.0 per tutto il 2021 e 2022, sosterranno certamente gli investimenti in nuovi macchinari nel nostro paese. Ciò di cui abbiamo bisogno è la fiducia e questa può venire solo dalla chiara certezza di poter contare su una campagna vaccinale rapida e diffusa tra la popolazione e su una relativa stabilità politica ed economica. Per questo alle autorità chiediamo di agevolare la ripresa della normale attività di governo, più che mai necessaria ora, e concentrare le proprie risorse e i propri sforzi sull’organizzazione di tutte quelle iniziative che possono favorire l’uscita del paese dalla crisi sanitaria”.

2020

-14,4%

Mechanical Power per la potenza fluida, la trasmissione di potenza, il controllo e l’automazione intelligente dei prodotti e dei processi industriali rappresentato da Federtec. In particolare, il fatturato ha registrato una diminuzione del 12,7% e del 14,4% rispettivamente per i setmaggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 101


Dossier 2020

-12,7%

Fluid Power tori del Fluid Power e del Mechanical Power Transmission rispetto all’anno precedente. Ad aver sofferto meno sono le esportazioni, che registrano un calo del 11,2% nel mercato del Fluid Power e del 13,2% in quello del Mechanical Power Transmission, che portano comunque a un miglioramento della penetrazione dei mercati esteri, con una percentuale di export pari al 60,8%. Un dato che non sorprende gli esperti del setto-

re, che da sempre presenta una notevole propensione all’export con oltre la metà della produzione delle aziende riservata ai mercati esteri, che riconoscono nelle aziende italiane del comparto elevati standard di qualità. Si osserva una diminuzione nelle consegne interne anche se in maniera meno marcata rispetto alle importazioni con, di conseguenza, un

miglioramento della capacità di presidio del mercato interno da parte delle aziende italiane: il rapporto Consegne Interne su Mercato Nazionale ha guadagnato 0,5 punti percentuali, raggiungendo il 55%. Complessivamente, nell’anno 2020, l’intero settore registra un calo di fatturato del 13,7%, per un valore di poco inferiore ai 10 miliardi di euro.

produttiva non è come un interruttore che quando lo riaccendi tutto torna come prima, ma bensì è più simile a un volano che impiega molto tempo a riprendere giri dopo una battuta d’arresto. Comprendo le problematiche legate alla pandemia che stiamo vivendo, ma puntare il dito sulle imprese come possibile fonte di contagio è stata una pessima iniziativa da parte delle istituzioni competenti. Penso che, rispettando i protocolli e le giuste precauzioni, sarebbe stato possibile continuare a produrre come hanno fatto in altri paesi europei. In ogni caso il 2021 è iniziato con un fermento interessante e, nonostante le difficoltà di relazioni tecnico-commerciali non ancora risolte a causa delle limitazioni per il Covid-19, si sono consolidati progetti avvincenti e acquisito nuovi clienti che dopo test specifici hanno apprezzato la qualità e la gamma della nostra produzione. Inoltre, abbiamo inserito attrezzature integrate nel progetto Industria 4.0 che hanno impresso una migliore efficienza alla dinamica estremamente variabile del mercato.

Purtroppo è coinciso con un’anomalia di carente disponibilità delle materie prime che inaspettatamente, e a mio avviso anche ingiustificatamente, ha posto un sensibile allungamento dei tempi di consegna. Per fortuna le nostre pianificazioni precedenti avevano previsto un buon stock interno che ha permesso, fino a ora, di mantenere efficienza di servizio ai clienti. L’effetto DPCM ha creato una variabile che ci auguriamo non si ripresenti più nella gestione delle imprese e che ha reso ancor più difficile azzardare previsioni per il futuro. Confidiamo che al completamento del piano vaccinale e all’attivazione dei fondi europei investiti con mirata ponderazione e, soprattutto, con la speranza di una reale semplificazione della burocrazia, le ragionevoli prospettive che si presentano possano essere incoraggianti. Non sappiamo le tempistiche di realizzazione, ma insieme ai nostri collaboratori ci stiamo preparando per essere pronti a buone e soddisfacenti opportunità di crescita”.

L’OPINIONE 1/OLEOMARKET

GIANLUCA FANTUZZI

AMMINISTRATORE UNICO DI OLEOMARKET

“Il 2020 è stato un anno estremamente complicato in quanto non era mai successo che fossimo obbligati a rimanere chiusi per mano di un decreto ministeriale. Il 2020 ha registrato ricavi oltre il 25% inferiori all’anno precedente, ciò perché il settore dei componenti di connessione ad alta pressione per caratteristica applicativa, rispetto al comparto tradizionale della componentistica oleodinamica, risente in modo differente delle dinamiche di mercato. Un’impresa

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MECCANICA E OLEODINAMICA Analisi e previsioni Un anno, come descrivono i dati, tendenzialmente negativo ma che, anche vista l’entità della crisi affrontata dal mercato, si è chiuso con risultati migliori di quanto le previsioni di metà anno facessero ipotizzare. Analizzando nel dettaglio il comparto del Fluid Power possiamo notare come la Pneumatica abbia assorbito meglio il duro colpo inflitto dalla pandemia, riportando una variazione negativa del fatturato del solo 5,7%, contro il calo del 14,6% dell’Oleoidraulica. Anche in termini di esportazioni la Pneumatica si difende meglio, registrando una diminuzione del 2,6% contro quella del 13,2% dell’Oleoidraulica. Nessuna inversione di rotta anche dal punto di vista del mercato nazionale, con il ramo Pneumatica che perde il 10,3% e quello dell’Oleoidraulica che si attesta su un calo del 18,8%. Per quanto riguarda il settore Power Transmission, ad assorbire meglio gli effetti della crisi è stata la categoria Elementi di Trasmissione, che nel 2020 registra un calo del 8,4% di fatturato per una diminuzione di esportazioni del 7,4% e una chiusura in negativo del mercato nazionale al 10,6%. Ultimi della classe i Cuscinetti, con perdite superiori al 20% in termini di fatturato, esportazioni e mer-

cato nazionale, mentre Ingranaggi e Sistemi di Trasmissione sono pressoché allineati con le medie di settore.

2021

+8,9% Fatturato

Dopo un 2020 in negativo nel primo trimestre 2021 si registrano numeri a doppia cifra con un’impennata degli ordini interni del 43,0% e degli ordini esteri del 41,5%, fornendo dei primi indicatori per il 2021 altamente incoraggianti e previsioni di fine anno che si attestano intorno a un incremento sia del fatturato del 8,9% che delle esportazioni del 8%. Il primo trimestre 2021, infatti, mostra risultati estremamente positivi, in particolare sugli ordinativi, e i segni di ripresa sono evidenti in tutti i settori: dal Fluid Power, che assiste a una crescita del 44,8% degli ordini rispetto al medesimo periodo dell’anno prece-

2021

+8,0%

Esportazioni dente, al Power Transmission, che segna un +42,6% sempre rispetto al primo trimestre 2020. Una netta impennata a inizio anno che attesta, come confermato dall’esperienmaggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 103


Dossier za delle aziende del settore, il 2020 come un anno di rallentamento più che di crollo per il mercato, un fisiologico calo dovuto ai mesi di inattività delle aziende a seguito delle chiusure imposte dal Governo al fine di contrastare la pandemia.

L’OPINIONE 2/H.P.S. CENTRO OLEODINAMICO

DANIELA CARACCIUOLO

RESPONSABILE AMMINISTRATIVO, H.P.S. CENTRO OLEODINAMICO

“Durante i mesi più duri nel primo lockdown del 2020, la nostra azienda non ha chiuso perché, per il nostro settore di competenza, eravamo tra le imprese che potevano continuare a lavorare, poiché operanti nella distribuzione di beni di prima necessità per attività primarie del mercato, quali vendita e revisione di componenti oleodinamici in applicazione navale e industriale, la cantieristica e l’agricoltura. Ovviamente l’attività non è stata pari a quella dell’anno precedente e abbiamo dovuto riorganizzarci con dipartimenti aziendali in smart working e allestire l’ambiente di lavoro in presenza secondo i codici e le predisposizioni del Governo. A causare qualche rallentamento lavorativo sono stati principalmente fattori di natura logistica, più che un reale calo della domanda, causati dall’impossibilità di muoversi liberamente sul territorio e che hanno inficiato sulla nostra attività di assistenza in loco. Abbiamo registrato, come

104 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

gran parte delle aziende in Italia, un calo nel primo semestre del 2020 rispetto a quello dell’anno precedente, anche se inferiore rispetto a quanto potevamo attenderci dalle prime stime. Grazie alla riapertura a giugno e a una ripartenza importante del mercato nel secondo semestre dell’anno abbiamo chiuso il 2020 con un calo di poco meno del 10% rispetto al 2019. Quindi non possiamo dire di aver assistito a un tracollo o di aver ricevuto un grave colpo, come capitato in altri settori, ma semplicemente di aver pagato un calo fisiologico perché impossibilitati durante i mesi di chiusura a eseguire determinati tipi di lavori (e ciò ha inciso sui nostri dati di fine anno). Abbiamo registrato numeri molto positivi nel primo trimestre del 2021, se confrontati al medesimo periodo del 2020, e possiamo affermare di aver recuperato abbondantemente il calo dello scorso anno in questi primi tre mesi. Vedendo i dati registrati in questo inizio anno siamo ottimisti nel pensare di poter riprendere il nostro percorso di crescita interrotto a causa della pandemia già verso la metà del 2022, nella speranza che la campagna vaccinale prosegua a ritmi serrati in modo da permettere per l’anno prossimo un più sereno e facile accesso ai cantieri per gli operatori e un ritorno a una condizione lavorativa di normalità e tranquillità. Per questo 2021 confidiamo solo nella possibilità di poter lavorare in maniera più continuativa e agevole rispetto all’anno precedente”.

Il mercato dei beni strumentali Nel corso del citato evento streaming sono stati presentati anche i dati preconsuntivi 2020 del comparto dei beni strumentali, che confermano il trend generale del nostro settore industriale. Dopo aver chiuso un 2020 da dimenticare, con cali a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali è pronta per la ripresa, che si attende già a partire dal 2021.

Questo è, in sostanza, quanto emerge dalle rilevazioni effettuate a gennaio dal Gruppo Statistiche Federmacchine, la federazione delle imprese costruttrici di beni strumentali. Nel 2020, il fatturato dell’industria italiana di settore è sceso a 39.674 milioni di euro, il 17,9% in meno rispetto al 2019. Sul risultato complessivo hanno pesato sia la riduzione dell’export, calato, del 15,9%, a 27.177 milioni, sia il calo delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, scese del 21,8% a 12.497 milioni di euro. L’effetto della pandemia si è dunque ri-


MECCANICA E OLEODINAMICA L’OPINIONE 3/ALLISON TRANSMISSION

SERGIO CAMOLESE

DIRETTORE MARKET DEVELOPMENT EUROPE, ALLISON TRANSMISSION

“Il nostro bilancio nel 2020 ha ovviamente subito un calo, ricusando perdite nei settori per noi tra i più remunerativi e maggiormente penalizzati dalla pandemia. Tra questi certamente il comparto dell’’Off-Highway’, un settore per Allison che definirei un po’ esclusivo ed estremamente dipendente dai risultati del mercato a differenza dell’’On-Highway’, dove il fatto di essere un’opzione ci ha permesso di muoverci più liberamente senza dipendere dai cali dei costruttori. Abbiamo avuto migliori risulta-

verberato su tutti i principali indicatori ed è apparso particolarmente pesante sull’andamento del consumo interno, che ha registrato un crollo del 22,6%, attestandosi a 19.826 milioni di euro. La riduzione della domanda italiana di nuovi macchinari ha avuto un impatto pesante non solo sulle consegne interne, ma anche sulle importazioni calate del 23,9% a 7.329 milioni di euro. Differente sarà il tenore del 2021 dove, secondo le previsioni elaborate dal Gruppo Statistiche Federmacchine, quest’anno il fatturato tornerà a crescere, recuperando però solo in parte il terreno perso. Infatti, con un incremento atteso dell’8,9% rispetto all’anno precedente, si attesterà a 43.200 milioni di euro e il parziale recupero sarà determinato sia dall’export, atteso in crescita dell’8% a 29.349 milioni di euro, sia dalle consegne dei costruttori italiani che, in virtù di un incremento

ti in quest’ultimo comparto anche perché, di fatto, se i volumi dei costruttori scendono, questo ci lascia margini per incrementare la penetrazione in altri settori. Un esempio è il mercato della raccolta rifiuti, dove nel corso del 2020 siamo riusciti, anche a discapito della condizione pandemica, a rispettare le previsioni di vendita stimate a inizio anno, in un 2020 in cui i dati di immatricolazione dei costruttori erano molto calati. La diversificazione dei mercati, quindi, è fondamentale quando si presentano crisi come questa e ciò ha permesso all’azienda di non catalogare il 2020 come un anno estremamente negativo, come invece si poteva pensare, registrando perdite di fatturato che si attestano intorno al 22%. Per quanto riguarda il 2021 stiamo constatando come il mercato dell’Off-Highway stia ripartendo sensibilmente e a una velocità che ci fa prevedere ottimi numeri in prospettiva. Siamo quindi relativamente ottimisti in merito a questo settore e in ambito Construction. Per quanto riguarda i veicoli cava cantiere abbiamo lanciato una promozione

relativa a un aumento della garanzia fino a cinque anni, invece dei tradizionali due anni, per tutti i veicoli che saranno acquistati e consegnati nel corso del 2021. Una proposta accolta positivamente dai nostri partner e che speriamo possa rialzare il mercato interno di acquisto di veicoli e dare una mano a un settore che ha sofferto molto a causa di questa pandemia. La mancanza di contatto ‘vis a vis’ con i clienti è stato un fattore che ha di gran lunga inciso sull’operato dello scorso anno, soprattutto in un’attività come la nostra basata molto sul contatto diretto con costruttori e utilizzatori. Le fiere erano eventi per noi fondamentali per la presentazione dei prodotti. Senza una giusta campagna di contatto con la clientela risulta difficile promuovere i vantaggi dei nostri componenti rispetto agli standard. Speriamo che da questo punto di vista nel corso del 2021, grazie alla campagna vaccinale, si possa tornare a una normalità lavorativa quanto più vicina a quella pre-pandemia”.

del 10,8%, raggiungeranno il valore di 13.850 milioni di euro. Il consumo italiano di beni strumentali, sostenuto anche dagli incentivi

fiscali previsti dal piano Transizione 4.0, salirà a 22.279 milioni di euro, il 12,4% in più rispetto al 2020, trainando non solo le consegne dei costruttori ma anche le importazioni che dovrebbero segnare un recupero del 15%, raggiungendo il valore di 8.429 milioni di euro. ■

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE Il restyling del Palasport di Genova

IL “WATERFRONT” di Levante

La riqualificazione dell’edificio storico sportivo, destinato a essere la “porta” del nuovo distretto multifunzionale del capoluogo ligure, ha avuto tra i suoi protagonisti Armofer, che si è occupata dello “strip out”, della bonifica delle passività ambientali e delle demolizioni parziali delle scale in calcestruzzo armato delle facciate e delle tribune interne di Ettore Zanatta

I

l Palazzetto dello Sport di Genova si trova all’interno dell’Area Fieristica di Genova, allo sbocco del torrente Bisagno, una zona di grande rilevanza economica per la città (si pensi solo alla Fiera Nautica Internazionale di Genova). L’area occupata dalla Fiera è attualmente oggetto di progetti imponenti, come già quella del Porto Antico, che è stata completamente trasformata dall’architetto Renzo Piano negli anni 1992-2004. Nel 1992, peraltro, non dimentichiamolo, Genova è stata protagonista delle celebrazioni per i 500 anni della scoperta dell’America e nel 2004 la città è stata dichiarata Capitale Europea della Cultura. Oggi questo luogo ospita una celebre serie di strutture che trainano l’economia genovese, la cultura e il turismo, noti in tutto il mondo e vanto della città: il Museo del Mare, l’Acquario, la Biosfera, il Bigo e la Città dei Bambini. Tutte realizzazioni 106 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

che portano la firma del grande architetto genovese che, nel 2017, ha donato al Comune di Genova un altro progetto di grande rilevanza: il disegno del Waterfront di Levante, che corrisponde all’intero quartiere fieristico. Nella visione di Renzo Piano c’è la radicale trasformazione della Fiera e della viabilità connessa, la realizzazione di una nuova Darsena e il rilancio del quartiere fieristico. Per il Palazzetto dello Sport sono stati previsti i lavori di recupero e riqualificazione. Descrizione del manufatto Il “padiglione S” della Fiera di Genova, icona genovese nota come “disco volante”, è una moderna struttura in cemento armato dei primi anni Sessanta, dismessa da diversi anni. Si tratta della prima grande tensostruttura realizzata in Europa, un’arena coperta inaugurata nel 1962, progettata per ospitare circa

10.000 spettatori. L’edificio è articolato su tre livelli, ha un diametro di 160 m, conta due gallerie e copre una superficie espositiva di circa 31.000 m², che la rende una tra le più grandi strutture indoor dedicate allo sport mai costruite in Italia. La pianta è circolare, con diametro esterno di 160 m; è costituito da 47 coppie di pilastri circolari disposti su cerchi di 132 m e di 113 m di diametro. In corrispondenza dell’ingresso Nord la 48a coppia di pilastri non è stata realizzata e la struttura superiore è “appesa” a tiranti, anziché sorretta da pilastri. Questi ultimi hanno un diametro di 105 cm (cerchio esterno) e 95 cm (cerchio interno). Nell’ambito del progetto di riqualificazione, previsto dal progetto dell’architetto Renzo Piano per il Genova Waterfront di Levante e donato al Comune di Genova nel 2017, è inserita anche la riqualificazione del Palazzetto.


maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE Costruzioni. Gli interventi sono stati affidati ad Armofer, sotto la direzione tecnica di cantiere di Stefano Cinerari.

LO STORICO PALASPORT DI GENOVA, OGGETTO DEGLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE IN CUI SI È RESA PROTAGONISTA ARMOFER

Le demolizioni Le attività previste per l’intervento e i lavori affidati ad Armofer riguardano la demolizione dei corpi scale di emergenza esterni e delle tribune all’interno del palasport, oltre a interventi di “strip out” interno e di bonifica ambientale degli impianti ormai obsoleti. Le demolizioni dei vani scale in cemento armato sono state affrontate con tecnica “top-down”, tramite l’ausilio di escavatori cingolati in allestimento da demolizione - con bracci di altezza opportuna per poter mantenere la distanza di sicurezza dal fronte di

I dettagli del cantiere I lavori in oggetto sono promossi da CDS Waterfront per il Comune di Genova; la progettazione architettonica è di Starching (Milano), il concept architettura di Open Building Research (Milano) e il concept interior dello studio L35 architects di Barcellona. Per quanto riguarda il cantiere vero e proprio, il committente dei lavori è CDS Costruzioni, impresa di costruzioni della Holding che si è aggiudicata la gara. Responsabile dei lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione è l’Arch. Giorgio Valentini dello studio Vbaa. La Direzione dei lavori è affidata all’Arch. Maurizio Riccardi di CDS ALCUNI SCORCI DELLE PARTI INTERNE DEL PALAZZETTO. LE ATTIVITÀ PREVISTE PER L’INTERVENTO E I LAVORI AFFIDATI AD ARMOFER RIGUARDANO LA DEMOLIZIONE DELLE TRIBUNE E DEI CORPI SCALE DI EMERGENZA ESTERNI

demolizione - e pinze idrauliche. Con il medesimo equipaggiamento è stata prevista anche la rimozione delle tamponature di rivestimento esterne alla struttura (pannelli in fibra di legno rivestiti in lastre di metallo). Durante tutte le fasi della demolizione Armofer è intervenuta osservando rigorose procedure di controllo ambientale volte a contenere proiezioni e polveri e minimizzare l’impatto con l’ambiente circostante. 108 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


Forte di una solida e lunga tradizione di intervento di demolizione di strutture in contesti delicati o sensibili - come ospedali, strutture storiche, contesti urbani, interventi lungo pubbliche infrastrutture quali strade, autostrade e ferrovie - Armofer può offrire oggi in tutti i cantieri i più elevati standard di controllo ambientale. L’approccio stesso al cantiere in contesto urbano è basato sulla delicatezza degli interventi, la necessità prioritaria per evitare collassi strutturali difficilmente controllabili. La demolizione si configura in questi contesti come uno smontaggio controllato, spesso preceduto dalla rimozione selettiva di parti specifiche per tipologie (in modo da facilitare la cernita del materiale di risulta) e, in entrambi i casi, evitando proiezioni di materiale: i blocchi o pezzi di struttura vengono letteralmente “accompagnati” a terra e messi a cumulo, in particolare per i blocchi di cemento armato, per contenere la proiezione di polveri. Il controllo ambientale è comunque garantito anche da cannoni nebulizzatori a basso consumo idrico.

PLANIMETRIA DELLE DEMOLIZIONI

SEZIONI DELLE DEMOLIZIONI

RENDERING DEL PROGETTO DEL NUOVO WATERFRONT DI LEVANTE, CHE CORRISPONDE ALL’INTERO QUARTIERE FIERISTICO DI GENOVA

CDS HOLDING: PARTNER NELLO SVILUPPO IMMOBILIARE CDS Holding S.p.A. è la società bresciana specializzata nello sviluppo immobiliare per il “retail real estate” che si è aggiudicata la gara bandita da Spim S.p.A., a seguito del mandato ricevuto dal Comune di Genova per la riqualificazione dell’area e del Palazzetto dello Sport. L’intervento prevede una riqualificazione totale dello spazio, con obiettivi di efficienza energetica da Green Building. Il Palasport Genova manterrà la sua vocazione sportiva, ma ospiterà contestualmente un’area retail, leisure e numerosi servizi. “Siamo partiti dal progetto di Renzo Piano con grande rispetto e da una concezione del Palasport come porta d’ingresso del Waterfront di Levante”, ha affermato Massimo Moretti, direttore generale di CDS Holding. “Questa struttura dovrà essere multifunzionale, ospitare attività sportive e grandi eventi, attività commerciali, ristoranti e servizi, nonché avere una passeggiata panoramica. In sostanza, dovrà essere vivibile tutto l’anno. Questa è la vera sfida. Solo per metterlo in sicurezza, per il consolidamento strutturale, abbiamo investito una decina di milioni di euro!”.

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE L’escavatore procede dunque allo smontaggio e rimozione della lamina in alluminio che ricopre le facciate; in seguito demolisce la tamponatura leggera e il suo sostegno metallico, separando già i materiali per il corretto recupero. All’interno della struttura sportiva, Armofer esegue lo “strip out” dei vecchi impianti e degli arredi (i sedili delle tribune) e, in ultimo, esegue la demolizione delle tribune, le quali devono essere prima bonificate a causa della presenza di manufatti di cemento-amianto in matrice compatta, annegato nel cemento delle tribune stesse.

L’OPINIONE

MARCO BUCCI SINDACO DI GENOVA

Questo progetto gioca un ruolo decisivo nella trasformazione Genova nel distretto commerciale nautico del Waterfront di Levante, per fare della Liguria la capitale della nautica, con un salone permanente che diventerà un punto di attrazione per l’intero settore secondo un progetto sostenuto e promosso dalla Regione Liguria e dal sindaco di Genova il quale, a proposito dell’intervento specifico sul Palazzetto, ha affermato che “è un’operazione che sta già cambiando il fronte mare di una parte della nostra città e che sarà fondamentale nell’ottica del rilancio fieristico di Genova. L’area del Palasport rinnovata, inoltre, ci permetterà di avere un nuovo centro sportivo polifunzionale di grande qualità e, soprattutto, di ospitare eventi sportivi di livello nazionale e internazionale che fino ad ora ci sono stati preclusi per carenze di impianti. Stiamo costruendo il futuro di Genova!”. 110 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

La demolizione delle tribune rappresenta sicuramente la parte più spettacolare ed emozionante dell’intero intervento: alla complessità tecnica dovuta all’altezza della struttura si sono contrapposti i tanti ricordi, cari agli sportivi genovesi, che la struttura stessa custodisce e porta con sé. Durante i lavori e al termine della demolizione tutto il materiale di risulta viene accuratamente ridotto in pezzi con escavatori idraulici muniti di frantumatori

idraulici, al fine di separare il cemento dal ferro e avviarli correttamente al relativo recupero. La bonifica ambientale Per garantire la massima sicurezza durante le operazioni di bonifica ambientale, Armofer ha allestito in cantiere, al centro del palazzetto, un’ampia camera di confinamento, realizzata con strutture in acciaio a tubo e giunto e confinata a norma di legge con doppio telo in PVC


e, infine, collaudata perché fosse perfettamente a tenuta. La camera, sufficientemente grande per poter lavorare all’interno anche con i mezzi meccanici, è stata confinata staticamente e dinamicamente, ovvero mantenuta in leggera depressione interna, grazie a impianti industriali di estrazione forzata dell’aria e opportuna filtrazione. All’interno di questa struttura - dotata conformemente alle normative di sicurezza, di unità di trattamento materiali (UDM) e di unità di trattamento del personale (UDP) – sono state comodamente bonificate fuori opera, secondo rigorose procedure, tutte le tubazioni di areazione e gli impianti ed eventuali altri materiali rimossi contenenti amianto (MCA).

PER AFFRONTARE LA DEMOLIZIONE PRIMARIA DEL CEMENTO ARMATO ARMOFER HA UTILIZZATO UN ESCAVATORE IDRAULICO CATERPILLAR 340 UHD (ULTRA HIGH DEMOLITION)

Tecnologie e mezzi d’opera Per affrontare la demolizione primaria del cemento armato Armofer ha scelto di portare in cantiere uno dei mezzi più nuovi dell’ampia flotta Armofer: si tratta di un escavatore idraulico Caterpillar 340 UHD (Ultra High Demolition), capace di raggiunge un’altezza operativa di 22 m al perno. Appartenente alla classe di peso delle 45 t, con cabina tiltabile per agevolare il controllo dell’operatività in altezza, l’escavatore era equipaggiato con pinza

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ON SITE

GLI ESCAVATORI UTILIZZATI IN CANTIERE ERANO IN ALLESTIMENTO DA DEMOLIZIONE, DOTATI DI BRACCI DI ALTEZZA OPPORTUNA E DI PINZE IDRAULICHE

lamine metalliche che ricoprivano la facciata, posate verticalmente lungo l’intera circonferenza del “disco volante”; quindi ha rimosso i pannelli di tamponamento leggero e la sottostante struttura metallica di sostegno degli stessi. Così facendo è stata messa a punto l’elegante struttura portante in cemento armato che sarà mantenuta nel nuovo progetto. I lavori si concluderanno nei prossimi mesi con la demolizione delle tribune interne al di sotto della bellissima e leggerissima tensostruttura di copertura.

idraulica per il calcestruzzo e montava a bordo un sistema integrato di controllo dei parametri di sicurezza per l’operatore in cabina con regolazione del braccio e della distanza operativa dal fronte di demolizione. In tal modo, con macchine sempre aggiornate e dotate dei siste112 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

mi di controllo di ultima generazione, Armofer è in grado di garantire sempre elevati standard di sicurezza. Lo stesso escavatore, una volta demolite le scale esterne alla struttura, è stato impiegato nello smontaggio selettivo degli elementi di facciata. In primo luogo ha rimosso le

La voce dei protagonisti Il 2021 è un anno particolarmente importante per Armofer, che festeggia i suoi primi 60 anni di attività. Un traguardo molto importante, anche perché ha visto l’azienda pavese - come tutti - affrontare questo periodo di grande difficoltà a causa della crisi legata alla pandemia in corso. “L’azienda è stata fondata nel


1961 da mio padre Pietro insieme ai suoi fratelli Luigi e Angela Cinerari, ai quali dobbiamo molto, soprattutto la passione che hanno trasmesso a noi figli per questo lavoro. Grazie a ciò e alla nostra continua volontà di innovazione siamo arrivati all’impresa di oggi. Siamo felici di iniziare l’anno con questo cantiere così significativo e particolare”, racconta Stefano Cinerari, dirigente tecnico di Armofer. “Questo progetto, proprio a ridosso del mare e presso la Fiera di Genova, è un cantiere molto delicato, proprio perché è un simbolo per la città di Genova. Inoltre, è un manufatto di qualità anche estetica che si è voluto preservare, un simbolo degli anni Sessanta e delle incredibili possibilità strutturali ed estetiche dell’allora ‘nuovo’ cemento armato. Infine, ma non certo ul-

DA 60 ANNI IN PRIMA LINEA Da ben 60 anni in prima linea sui fronti di demolizione, Armofer - oggi tra le prime aziende italiane del suo settore - interviene in Italia e all’estero con mezzi e risorse proprie, gestendo il ciclo completo del lavoro “chiavi in mano”, anche in decine di cantieri contemporaneamente. Forte di oltre 100 collaboratori e un’ampia flotta di mezzi d’opera, da cantiere, di servizio e di trasporto, Armofer opera in tutti i settori della demolizione civile e industriale, del decommissioning e della bonifica ambientale con tutte le tecniche di intervento e le migliori tecnologie esistenti sul mercato. La sede si trova a Siziano (PV), dove l’azienda dispone di una palazzina uffici e del magazzino, all’interno di un’area di proprietà di 18.000 m2 dei quali 5.500 m2 coperti. Qui si trova anche un’officina attrezzata, diverse unità di officina mobile per seguire gli interventi direttamente in cantiere, il magazzino, il reparto ricambi e il reparto carrozzeria e verniciatura.

APERTO A INIZIO 2021, IL CANTIERE DI GENOVA HA INAUGURATO IL 60° ANNO DI ATTIVITÀ DELL’AZIENDA PAVESE SPECIALIZZATA NELLE DEMOLIZIONI

timo, è compreso oggi in un grande progetto di riqualificazione urbana. Occorre dunque intervenire con grande attenzione e rispetto. Diciamo che queste operazioni ‘scrivono’ la storia della città. Fin dagli anni Novanta Armofer ha accompagnato molte città - in primis Milano, ma anche Torino e Genova - nella loro trasformazione da città industriali e/o artigianali verso nuovi modelli urbani, nei quali prevalgono la residenza di qualità, il commercio, il terziario avanzato e, naturalmente, il verde e la qualità urbanistica, al fine di costruire città sempre più ‘smart’ e più vivibili. Siamo orgogliosi di ‘accompagnare’ e rendere concrete e tangibili queste operazioni, in questo caso al fianco di CDS Costruzioni. Mi piace ricordare che a Genova Armofer ha lavorato fin dall’inizio della sua attività: tra gli anni Settanta e Ottanta eravamo l’unica impresa di demolizioni in Italia in grado di intervenire nel contesto industriale pesante o a grande altezza, quindi venivamo chiamati in tutta Italia. Ricordo, solo per fare un esempio, la demolizione della Industrie Alimentari dei ‘Molini Rivarolo’, con il complesso della ‘Facchinera’: ben 24 silos

di cemento fortemente armato alti 40 m!”. Ritornando al merito tecnico del Palazzetto di Genova, senza dubbio gli interventi che l’hanno coinvolto hanno presentato diverse problematiche e difficoltà. Si tratta, infatti, di un’opera “delicata”, dove gli interventi affidati - come detto - hanno previsto demolizioni parziali, interventi puntuali e di “strip out”, per adeguare il manufatto al nuovo progetto salvaguardandone al tempo

stesso alcune parti. “Si è trattato di un lavoro di alta precisione - spiega Cinerari – per il quale si sono disposte tecnologie appropriate per ogni fase di lavoro, ma anche per l’organizzazione e la logistica del cantiere (approvvigionamenti e smaltimenti), in modo da non gravare sul traffico di quella che è già una realtà a elevati livelli di stress. Inoltre, i vincoli ambientali sono molti, come sempre quando si interviene nel tessuto urbano: si tratta di un’area abitata e frequentata, con auto e trasporto pubblico nei pressi e, ovviamente, la Municipalità ha richiesto gli standard massimi di sicurezza per il cantiere, l’ambiente e i cittadini. Siamo quindi intervenuti con le più aggiornate tecnologie e con squadre di tecnici di lunga esperienza e affidabilità”. ■

maggio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 113


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

BOBCAT

La nuova gamma di pale articolate compatte Le nuove pale articolate di piccole dimensioni L23 e L28 (SAL - Small Articulated Loaders) di Bobcat offrono elevata capacità di sollevamento in spazi ristretti, facilità d’uso grazie ai comandi intuitivi e basso impatto al suolo per poter lavorare su qualsiasi tipo di terreno. Le nuove SAL sono un altro passo nell’espansione di Bobcat sul mercato delle pale compatte gommate. Progettate e costruite da Bobcat nel suo stabilimento in Nord America, le nuove SAL offrono un’elevata stabilità e un carico di ribaltamento fino a 1,39 t: è quindi facile posizionare carichi su fossati o marciapiedi, compito ulteriormente facilitato dalla visibilità panoramica in entrambi i modelli. L’elevata capacità di sollevamento rispetto al peso della macchina è ideale per le operazioni di sollevamento e trasporto in spazi ristretti. Il braccio estendibile del modello L28 offre più alternative per poter posizionare facilmente il carico, mentre le opzioni di contrappeso consentono di personalizzare la capacità in base all’applicazione. La combinazione tra le dimensioni compatte delle macchine - con una larghezza appena superiore al metro - e un ridotto raggio di sterzata, consente di lavorare facilmente anche in zone difficili da raggiungere. Nonostante la loro robustezza, le SAL sono anche progettate per essere sufficientemente leggere da essere trasportate con facilità. L’ingresso

114 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

sul mercato delle SAL consente a Bobcat di estendere la sua gamma di pale compatte incrementando le opportunità commerciali per l’azienda e per la vasta rete di concessionari autorizzati Bobcat in Europa, Medio Oriente e Africa. Le nuove SAL permettono infatti all’azienda di attrarre clienti sui mercati in crescita del riassetto paesaggistico, delle costruzioni leggere e della manutenzione municipale. John Chattaway, Loaders Product Manager di Bobcat, ha commentato: “Le SAL offrono numerose funzionalità in un formato leggero e compatto; sono facili da usare e rappresentano una potente e pratica macchina universale utilizzabile in un’ampia gamma di applicazioni. Entrambi i modelli, L23 e L28, hanno una potenza di 25 HP e sono dotati di comandi intuitivi che li

rendono ideali per qualsiasi tipologia di operatore. Le SAL ampliano così la gamma di pale compatte Bobcat e sono pertanto appetibili per una base di clienti ancora più ampia. Le caratteristiche chiave apprezzate dagli utenti sono la capacità di sollevamento elevata abbinata al basso impatto sul suolo, in quanto queste macchine vengono usate principalmente in applicazioni di carico e trasporto. Bobcat porta in questo mercato la sua profonda esperienza nel settore delle pale compatte, che le permette di costruire macchine sicure, affidabili, estremamente resistenti e di una qualità ineguagliata dalla concorrenza”. Le SAL Bobcat sono disponibili nelle versioni con cabina o tettuccio, entrambe progettate per garantire spazio supplementare per facilitare, dove necessario, l’ingresso, l’uscita e il comfort dell’operatore. I comandi sono intuitivi e sono disponibili una cabina chiusa e un sedile riscaldato opzionali in caso si lavori in climi freddi. Il design semplice e intuitivo a doppio pedale, uno per la marcia avanti e uno per la retromarcia, permette cambi di direzione rapidi. Questi comandi sono semplici da usare e per questo motivo le SAL sono una soluzione ideale per il noleggio o l’utilizzo da parte di lavoratori stagionali.


FPT INDUSTRIAL

Nasce l’app “MyFPT” Per tutti gli utilizzatori di motori FPT Industrial è in arrivo MyFPT, un’applicazione per smartphone che non solo mette a disposizione dei clienti tutti i dati, i libretti d’uso e i piani di manutenzione dei motori FPT Industrial e delle macchine equipaggiate con motori del brand, natanti o generatori, ma fornisce anche in tempo reale lo stato di funzionamento della “power unit” e consente di richiedere l’assistenza con un semplice “tap”. “MyFPT” dispone infatti di due tipi di servizi: connessi e non connessi. Questi ultimi comprendono tutti i dati del motore, come informazioni tecniche e specifiche sull’emissionamento, la documentazione tecnica completa con manuali di uso e manutenzione, nonché una sezione dedicata ai ricambi con le parti di più frequente sostituzione. Dalla sezione dei servizi non connessi è inoltre possibile contattare il Customer Center FPT Industrial per richieste di assistenza o informazioni sul motore, oltre a localizzare il concessionario più vicino. I servizi forniti in connettività, mediante l’utilizzo di un dongle Bluetooth connesso alla presa di diagnosi del motore, consentono al cliente di controllare in tempo reale il funzionamento e lo stato di tutti i motori FPT registrati. Il cliente può infatti visualizzare “in diretta” i

dati relativi al numero dei giri, alle temperature di esercizio, i livelli dei fluidi e al consumo di carburante. Ogni anomalia viene immediatamente rilevata e i relativi codici sono comunicati direttamente al Customer Center, in modo da ridurre i tempi

di diagnosi. Il cliente può seguire la procedura corretta per tornare operativo nel più breve tempo possibile, attivando dove necessario il servizio di assistenza. “Mettere il cliente al centro è il nostro mantra e il concetto dal quale siamo partiti per

sviluppare la nuova app”, afferma Riccardo Rebora, responsabile Marketing & Customer Care per Aftermarket Solution di FPT Industrial.

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PRODOTTI KUBOTA

I nuovi miniescavatori Serie 5 Kubota ha lanciato sul mercato due nuovi miniescavatori che offrono agli utenti una serie di prestazioni e caratteristiche operative migliorate. Sostituendo i modelli K008-3, U10-3 e U10-3SL, con le nuove macchine Kubota K008-5 e U10-5 Kubota propone dei mezzi dalle prestazioni superiori. Questi miniescavatori, infatti, sono equipaggiati con i nuovi ed efficienti motori Stage V progettati da Kubota, che rispondono alle ultime norme ambientali. Con carreggiate regolabili da 0,7 a 0,86 m per il K008-5 e da 0,75 m a 0,99 m per l’U10-5 (ZTS), queste versioni offrono un elevato rapporto peso/ potenza/dimensioni e troveranno impiego nei cantieri più esigui e difficili. Il design di entrambi i modelli è stato ridisegnato per offrire un alto livello di comfort e sicurezza. In particolare, l’U10-5 è ora dotato di serie di joystick di comando laterali. Entrambi i modelli sono stati equipaggiati con un sedile più robusto, che garantisce maggiore spazio per le

116 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021

gambe, e con una nuova console più ergonomica, che rende il lavoro più confortevole. La praticità è rafforzata dalle innovazioni per la sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, grazie a caratteristiche come

l’avviamento di sicurezza del motore, un sistema di blocco dei comandi ampliato, la cintura di sicurezza arancione ad alta visibilità e allarme, senza dimenticare la luce LED sul braccio. Entrambi i miniescavatori sono dotati di queste caratteristiche come standard. Martino Carrieri, direttore commerciale di Kubota Italia, ha dichiarato: “I nuovi modelli K008-5 e U10-5 sono il culmine di anni di continui investimenti e sviluppo dei prodotti Kubota, con l’obiettivo di migliorare il design e le prestazioni di alcuni dei miniescavatori più popolari oggi disponibile sul mercato.

Le nuove macchine replicano le innovazioni già proposte nei nostri escavatori più grandi. Kubota vuole proporre agli utenti sicurezza, affidabilità e prestazioni senza pari, senza compromessi su peso e dimensioni”. I miniescavatori Kubota K008-5 e U10-5 continuano a offrire affidabilità e sicurezza ai vertici della categoria: gli operatori possono essere certi di una semplice e rapida manutenzione della macchina, un’eccellente qualità e una rete di supporto di prima classe, che ridurranno al minimo i tempi di fermo e massimizzeranno la produttività. Allo stesso tempo, i dispositivi antifurto installati di serie garantiscono la massima sicurezza di queste macchine. Carrieri aggiunge: “Kubota comprende l’importanza che il settore delle costruzioni avrà nella ripresa economica globale a seguito dell’impatto del Covid-19 e siamo entusiasti di poter offrire agli operatori macchine potenziate che daranno loro livelli migliori di prestazioni e produttività”.


WEBER MT

Per fibra e metano A.L. Consulting presenta due nuovi prodotti di Weber MT - la tagliasuolo Gölz FS175 Twin e il vibrocostipatore SRV300 - realizzati per aiutare le imprese nella posa della fibra ottica e delle tubazioni per il metano. Per rispondere alle specifiche esigenze di queste applicazioni ecco dunque due soluzioni complementari tra loro e pensate appositamente per queste lavorazioni. Afferma Stefano Leban, Product Manager di A.L. Consulting e specialista dei prodotti Gölz: “Grazie alla tagliasuolo FS175 Twin, alimentata da un motore a benzina Kohler da 14 CV, il taglio è doppio, distanziato di 80 o 100 mm, ed è sempre parallelo”. Il doppio disco da 350 mm della serie Gölz AS permette di avere una profondità di 125 mm, in modo che con l’escavatore si possa eliminare la parte superficiale senza intaccare il manto stradale circostante. Aggiunge Alberto Lovo, direttore generale di A.L. Consulting: “Spesso si usano attrezzature manuali uniti all’improprio utilizzo di sistemi di fortuna come il passaggio con qualche mezzo operativo o, in alternativa, la stesa di calcestruzzi semiliquidi autolivellanti. Weber Mt mette a disposizione una soluzione leggera, ma al contempo funzionale: il vibrocostipatore SRV300,

con piede largo solo 95 mm. Una volta posato il cavo (nel caso della fibra ottica) o il tubo (nel caso del metano) e riempita la trincea si passa alla compattazione. L’optimum è la cosiddetta compattazione stratificata: ogni 10-15 cm di materiale

si deve effettuare qualche passaggio con il vibrocostipatore fino ad arrivare al livello voluto. Ciò permette di evitare che la trincea ricoperta da asfalto, alla prima pioggia, si infossi e crei quei fastidiosi avvallamenti del terreno”.

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LIEBHERR

Il nuovo R 928 G8 L’escavatore cingolato Liebherr R 928 G8 è un modello completamente nuovo, sviluppato e prodotto da Liebherr-France SAS a Colmar. Questa macchina integra l’attuale generazione 8, che include già sette modelli con pesi operativi compresi tra 22 e 45 t e si posiziona tra l’R 926 G8 e l’R 930 G8. L’escavatore R 928 G8 ha qualche caratteristica in comune con l’R 926 G8 e l’R 930 G8: la stessa torretta e la stessa attrezzatura di lavoro dell’R 926 G8 e lo stesso sottocarro LC o NLC dell’R 930 G8. Le prestazioni sono a metà strada tra i due. Questa nuova macchina si contraddistingue per l’elevata forza di trazione e portata e una benna di grosse dimensioni. Il suo peso ottimizzato semplifica la risoluzione dei problemi di trasporto incontrati

finora. Gli escavatori cingolati Liebherr della generazione 8 sono il risultato di continui processi di ricerca e miglioramento: questa nuova generazione si evidenzia per il suo nuovo design e per la sua architettura ed è stata sviluppata allo scopo di offrire un’ergonomia e una potenza ottimali, nonché un elevato comfort e alti livelli di sicurezza. La generazione 8 di Liebherr, rispetto a quella

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precedente, garantisce una maggiore forza di rottura e di strappo. Anche la coppia della torretta è stata incrementata. Inoltre, un nuovo concetto di attrezzatura consente di ottimizzare la curva di carico e un’inerzia più favorevole del meccanismo di rotazione, che riduce il consumo di carburante. I nuovi sottocarri a “X” garantiscono più stabilità. L’impianto di lubrificazione centralizzata automatico assicura una maggiore vita utile dei pezzi e migliora la produttività delle macchine. La cabina è facilmente accessibile grazie all’unità di comando sollevabile. Per aumentare la sicurezza durante le operazioni di manutenzione l’accesso alla torretta e alla piattaforma per la manutenzione è stato ampliato ed è disposto di lato.


PRODOTTI SOILMEC

La perforatrice SR-30 Eagle Le macchine Soilmec hanno fatto la storia nel mondo delle perforatrici di piccola taglia inaugurando con la R-312, nel 1995, una nuova era. La R-312, infatti, debuttò con una formula vincente che proponeva un generoso motore diesel abbinato a una potente testa rotary completa di velocità di scarico veloce e un design immediatamente riconoscibile, agile e compatto, che la rendevano ideale all’utilizzo in un ampio spettro di piccole lavorazioni. Dopo il debutto in cantiere lo scorso anno della SR-35 EVO la gamma di perforatrici idrauliche di Soilmec si arricchisce con il nuovo modello “entry-level”: la SR-30 Eagle. Con un peso operativo di 27 t, completa di asta kelly 4x9, la SR-30 Eagle può esser facilmente trasportata in un altro cantiere senza dover smontare le attrezzature di scavo, consentendo di fatto una rapida messa in opera nel cantiere successivo. Un robusto sottocarro e la zavorra da 3.250 kg consentono alla SR-30 Eagle di avere allo stesso tempo una torretta agile, con un

raggio di coda di 3.335 mm, e di utilizzare il Segmental Mast di ultima generazione Soilmec, pensato per passare alle versioni LHR e CFA in maniera semplice, proponendo grande compattezza costruttiva e un’ottima resistenza alla torsione. Questa soluzione permette prestazioni tecnologiche di tutto rilievo. Nella versione LDP è possibile installare aste di lunghezza 10,5 m con cinque elementi per una profondità di scavo di 48 m. La versione LHR ha un ingombro minimo in altezza di 7,4 m e permette di movimentare aste kelly 5x4. Infine, per la versione CFA è disponibile un’estensione antenna per una profondità massima di perforazione di 22 m. La robustezza dell’antenna ha permesso di installare una rotary con coppia massima di 131 kNm in grado di ottimizzare coppia e velocità di rotazione in fase di scavo grazie al sistema di controllo potenza (Automatic control of motor displacement) e completa del nuovo blocco idraulico, riprogettato per un

più efficiente rendimento idraulico, a tutto vantaggio della riduzione dei consumi. Per supportare al meglio le prestazioni di cui la rotary è capace la torretta è stata allestita con un potente motore diesel di ultima generazione completo del sistema “low-idle”, che garantisce migliori consumi e un minor impatto ambientale. Il motore è un

Cummins da 4,5 l a 4 cilindri con una potenza massima disponibile di 149 kW. L’impianto idraulico, razionalizzato e pre-assemblato su skid, e l’impianto elettrico 2.0 permettono di sfruttare al meglio gli spazi disponibili e di agevolare le operazioni di manutenzione e di “troubleshooting”. La nuova SR-30 Eagle è una macchina moderna, sicura e tecnologica grazie a molti equipaggiamenti di serie, come il sistema di telecamere con monitor in cabina, il radiocomando per le operazioni di carico/scarico e il nuovo DMS “on board”. Quest’ultimo è rinnovato nelle personalizzazioni ed è completo di molti automatismi di scavo per semplificare e ottimizzare la gestione dello scavo da parte dell’operatore. Sono infatti 120 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2021


disponibili a richiesta tra gli altri il rientro automatico a centro scavo, il kit anti-allentamento fune (“”) e la cella di carico su argano principale per la versione con asta kelly e per l’allestimento CFA la risalita automatica dell’elica, e le funzioni

auto-rotary e “auto-drilling”. La macchina è inoltre disponibile con piccole ma utili soluzioni, come il kit idropulitrice, il kit compressore e la mensola porta-attrezzi, per rendere più semplice la quotidianità di cantiere. La nuova SR-30

Eagle racchiude in sé prestazioni, tecnologia e cura nei dettagli proponendosi come una macchina di riferimento per il mercato dei piccoli lavori di fondazioni, ideale per lavorare nei centri abitati e in spazi ristretti.

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Mecalac ha lanciato il dumper con cabina 3.5MDX, un modello innovativo offre tutti i vantaggi della gamma MDX in un formato compatto da 3,5 t: alimentato da un motore diesel a 3 cilindri turbocompresso Kubota da 37 kW a 2.700 giri/min e coppia massima di 150,5 Nm a 1.600 giri/min, si distingue per le prestazioni e la struttura robusta. Il motore integra un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) che assicurano la riduzione delle emissioni e l’ottimizzazione del consumo di carburante. Disponibile con cassone ribaltabile girevole con rotazione a 180° o con cassone ribaltabile frontale, il 3.5MDX è dotato di telaio articolato e oscillante che garantisce un’ottimale manovrabilità negli spazi ristretti. Il 3.5MDX è dotato di trasmissione idrostatica a due velocità (marcia veloce o lenta) e di quattro ruote motrici. Erogando una coppia elevata associata a una velocità di 20 km/h, questa macchina permette di spostare carichi con il minimo sforzo anche nelle condizioni più difficili. Con un peso operativo di 2.990 kg, una lunghezza di 3,8 m, una larghezza di 1,9 m e un’altezza di 2,8 m, questo dumper è compatto ed è una soluzione efficace per trasportare carichi elevati in spazi ristretti, in un’ampia gamma di applicazioni. Inoltre, è dotato della cabina MDX di Mecalac, ROPS/FOPS, con aria condizionata opzionale, comandi ergonomici e un sedile regolabile, ideale per periodi di lavoro prolungati. Il 3.5MDX è dotato di serie del pacchetto di sicurezza Shield, che include l’interblocco Start & Drive, l’allarme freno a mano inserito, la limitazione automatica della velocità, l’allarme perdita di carburante, il minimo automatico del motore, il test del freno di stazionamento e lo Stop-Start Control.

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MB CRUSHER

The “Bold Type” MB Crusher presenta la nuova benna selezionatrice MB-HDS523. A due anni dal lancio della gamma di vagli stellari MB-HDS nasce questa soluzione, installabile su escavatori dalle 30 alle 45 t e progettata per quei settori in cui la potenza e la robustezza sono imprescindibili, come ad esempio il settore delle cave, in particolare quando serve trattare grandi quantità di materiali come carbone e fosfato, o per smuovere, vagliare e aerare tonnellate di terra, ad esempio nel settore scavi, movimento terra e grandi progetti di canalizzazioni. La nuova benna selezionatrice MB-HDS523 5 è dotata di alberi posizionati in modo tale da garantire una maggiore produzione e velocità di lavorazione. Il sistema “V Shaft System”, in particolare, è stato studiato per creare una doppia vagliatura in contemporanea e incrementare la produzione. Il pettine defilato consente al materiale di fluire ed entrare nei rotori senza bloccarsi o impaccarsi. La benna è inoltre provvista di un carter superiore anteriore smontabile, per poter dare maggior angolo di chiusura alla macchina e aumentare la produzione. Il vaglio a stella MBHDS523 è alimentato da due motori, per assicurare prestazioni costanti e

veloci. La cassa della MB-HDS523 è solida, robusta, adatta a cantieri impegnativi e carichi di lavoro importanti. Le parti soggette ad usura sono protette da ulteriori spessori in Hardox, mentre la spalla e il telaio di spessore maggiorato la

rendono una macchina performante. Il sistema di ingrassaggio è centralizzato, per semplificare ma soprattutto velocizzare le operazioni di manutenzione. Anche

il cambio rotori è facile, come per le altre della gamma: si sostituiscono sul posto, in sicurezza e in pochi minuti. Il sistema brevettato mantiene saldi i supporti girevoli, i rotori si estraggono e si riposizionano con semplicità.

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OnSite Construction n.4 - Maggio 2021 by OnSite News - Issuu