“INSIEME DOMINIAMO IL TERRENO”
Watch our Construction Equipment video
https://youtu.be/Ku0cLLQzm3U
LA NUOVA PALA GOMMATA HYUNDAI HL975 Affronterete il lavoro con facilità grazie a questa nuova e robusta pala che si aggiunge alla serie HL900. E’ potente ed affidabile con un design accattivante. Può movimentare diversi tipi di materiale, dalla sabbia alla ghiaia, dal pietrisco alle scorie sino al cemento. Non c’è limite alla nuova HL975. Una vera e propria potenza al lavoro che assicura massime prestazioni e supera di gran lunga ogni aspettativa. Con questa pala di nuova generazione potrete affrontare qualsiasi tipo di lavoro in modo semplice, sicuro ed affidabile. Per ogni ulteriore informazione, vi invitiamo a contattare il concessionario Hyundai locale su www.hyundai.eu/dealers L’impianto di aria condizionata su questa macchina contiene il gas fluorurato ad effetto serra HFC-134a (Global Warming Potential = 1430). L’impianto contiene 0,75 kg di refrigerante con un CO2 equivalente di 1,0725 tonnellate.
MOVING YOU FURTHER Hyundai Equipment Hyundailaan 4 || 3980 Tessenderlo +32 (0)14 56 22 00 | info@hyundai.eu HHIE UK |Construction Unit 15 Bilton IndustrialEurope Estate || Lovelace Road RG128YT Berkshire| Belgium | +44 (0) |1344 484 034 | info.uk@hyundai.eu
www.hyundai.eu
SOMMARIO MAGGIO 2018 - N. 4
50 Wirtgen Group
84 Continental
I “Road Technology Days” 2018
Il meglio di due mondi
di Ettore Zanatta
di Pietro Gabrielli
56 Iveco
In linea con l’Europa
TECNOLOGIE
di Pietro Gabrielli
88 Brigade Electronics
ATTREZZATURE
70 Simex In copertina: BOBCAT
4
Editoriale
di Ettore Zanatta
6
Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITA’
24 Fondi per gli enti locali
Nuova linfa per le opere pubbliche
di Lorenzo Zacchetti
MACCHINE
Soluzioni efficaci per la fibra ottica
di Fabio Petri
Un “full” d’innovazione
di Ettore Zanatta
La potenza incontra l’efficienza
di Stefano Vitali
Medaglia d’oro
di Lorenzo Zacchetti
44 DAF Trucks
L’eccellenza fa novanta
di Ettore Zanatta
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it
2
ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017
di Lorenzo Zacchetti
SERVIZI
L’hub centralizzato del ricambio
74 Cangini
di Lorenzo Zacchetti
La sicurezza si fa in quattro
di Pietro Gabrielli
DOSSIER
COMPONENTI
66 Distribuzione
76 Michelin
Bassi consumi per il trasporto polivalente
di Lorenzo Zacchetti
Propulsione elettrificata
di Riccardo Lorenzi
Ragione e “sentiment”
di Lorenzo Zacchetti
DISTRIBUZIONE
104 Cimertex Italia
80 Cummins
La sfida lombarda
di Ettore Zanatta
ON SITE
108 Demolizione industriale per
40 Messersì
36 Kobelco
Una visione più ampia della sicurezza
92 Iveco Orecchia
30 Bobcat
Hands On IL MINIESCAVATORE CASE CX60C
IL MOVIMENTO AGILE di Ettore Zanatta
60
Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
il progetto “Parco Cornaredo” Tecnologia italiana nella Lugano del futuro
di Ettore Zanatta
FIERE
116 Hillhead
Dalla Brexit a... Brexpo
di Lorenzo Zacchetti
118 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodico associato a UNACEA
EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Un Codice al… cubo
V
ogliamo e dobbiamo tornarci sopra. Non solo noi, che siamo semplici osservatori e, al più, commentatori puntuali. A mettere mano a quello che appare ormai come un autentico guazzabuglio è la politica. E, soprattutto, quella politica deputata a guidare le sorti economiche del Paese in un momento di stasi decisionale. Parliamo di quel Nuovo Codice degli Appalti che si presenta, agli occhi dei professionisti, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni come un Cubo di Rubik da risolvere piuttosto che un manuale tecnico-giuridico risolutivo. Diciamo subito una cosa: la revisione del Codice degli Appalti ci voleva davvero e l’intento etico alla base degli sforzi del legislatore è senz’altro necessario prima ancora che lodevole. Pensiamo agli sbarramenti (posti dal comma 4 dell’articolo 106) alle cosiddette “modifiche sostanziali” delle varianti in corso d’opera e al conseguente divieto di incremento del prezzo d’appalto in misura non superiore al 50% del valore di contratto. Cose giustissime e sacrosante, per carità. Peccato che manchino all’appello più di due terzi dei provvedimenti attuativi che servirebbero a rendere efficaci e operative le nuove norme regolatrici e liberatorie. A questo limbo inconsulto, poi, si aggiungono gli interrogativi sulla compatibilità delle nuove norme con la disciplina comunitaria (ricordiamo che il codice stesso è stato adottato in attuazione della stessa normativa Ue). Prendiamo il caso del subappalto. Il Codice ha previsto un limite alle assegnazioni dei lavori ad altre imprese, da parte del titolare della commessa, nella misura del 30% in relazione all’importo complessivo del contratto pubblico; ma le direttive europee in materia risultano difformi da un principio del genere e in Commissione Ue ce l’hanno già fatto presente da molto tempo. Morale conclusiva e non populista: che la politica italiana lavori, e duramente, per dirimere ogni questione relativa al Nuovo Codice e la smetta di rimandare le troppe decisioni importanti e coraggiose ancora da prendere. Questa politica, se non si darà una mossa, rischia di collocare sulla propria coscienza (ancor prima che sulle spalle del bilancio statale) una pietra morale dal peso assoluto: quella del fallimento disastroso – e dalle conseguenze imprevedibili – di uno dei settori più strategici e basilari della nostra economia. 4
ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Efficienza assoluta
ZW-6.
Senza paragoni
www.scaispa.com Scai S.P.A 06083 Bastia Umbra Perugia Italy Via Don Fulvio Scialba, 21 Ospedalicchio T: +39-(0)75 801 501 F: +39-(0)75 801 01 42 Distributore autorizzato Hitachi Construction Machinery
NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
COSTRUZIONI
Il cantiere è invecchiato
Quello delle costruzioni non è più un settore per giovani. A dimostrarlo sono i dati Cnce (Commissione nazionale paritetica per le classi edili), che hanno rivelato un calo drastico nel numero di occupati under 35 dal 2008 al 2017. Rispetto al 2008, anno di inizio della crisi, i giovani fino a 35 anni impiegati nel settore delle costruzioni sono calati del 69%, pari a più di 200mila dipendenti in meno tra cantieri e imprese. In generale, comunque, tutto il settore ha conosciuto un drastico ridimensionamento in questo periodo: prima della crisi, infatti, in Italia i lavoratori nelle costruzioni erano 693.714, a fronte dei 371.137 del 2017. A dimostrazione dell’aumento dell’età media degli occupati, inoltre, i dati evidenziano come la seconda fascia più colpita dalla crisi sia quella dai 35 ai 50 anni (da 273.062 a 164.437 unità), con solamente un lieve calo nei lavoratori under 50. Questo ha portato anche a un cambiamento 6
ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
nella composizione, per fasce d’età, del settore: se prima della crisi gli under 35 erano la fascia dominante, con il 43% dei lavoratori, e gli over 50 rappresentavano solamente il 17,6% degli occupati, nel 2017 i giovani sono crollati al 25,3%, mentre gli over 50 sono arrivati a rappresentare addirittura il 32,4% della manodopera del settore. L’area geografica maggiormente colpita dalla crisi è stato il Mezzogiorno, nonostante una lieve ripresa (+2,8% di occupati nel Meridione a fronte del +0,9% in tutto il Paese) nel 2017 rispetto all’anno precedente. Attualmente, infatti, il Sud Italia rappresenta, insieme al Nord-Ovest, la zona con più occupati nel settore delle costruzioni (29,6% per ciascuna delle due aree), ma ha conosciuto un calo del 35% negli anni della crisi, il più alto in Italia. Questo è dovuto anche al fatto che è stato speso solamente il 5,6% dei Fondi europei del periodo 2014-2020, dato che colloca l’Italia al quartultimo
posto, tra i Paesi europei, per spesa dei Fondi strutturali. Quello della crisi del settore delle costruzioni è un tema delicato anche per quanto riguarda l’economia nazionale, dal momento che gli investimenti nel settore contribuiscono all’8% del Pil italiano. È chiaro, dunque, che una ripresa delle costruzioni, in cui è impiegato il 6,1% della forza lavoro del Paese, potrebbe esercitare un ruolo importante per l’economia: la crisi del settore ha avuto evidenti ricadute sul Pil nazionale, con una perdita stimata di mezzo punto all’anno collegata all’enorme calo di lavoratori nelle costruzioni. Negli ultimi anni il Governo ha stanziato 140 miliardi di euro per le infrastrutture: contando che con 1 miliardo di euro si creano 15.555 posti di lavori nel settore, è evidente che un reale investimento dei fondi stanziati permetterebbe un imponente aumento dell’occupazione, con circa 139.000 occupati in più ogni anno.
AXLES / ESSIEUX Achsen / Assali / Ejes
Dana, Kessler, AxleTech, Hurth and OMCI axles mounted on various types of: • Harbour equipment • Material handling equipment • Airport equipment • Mining and steel factories equipment • Cranes • Dump trucks Les essieux Cemas sont montés sur plusieurs types de véhicules, dont : • Èquipement portuaire • Èquipement de manutention • Èquipement d’aéroport • L’équipement des mines et des aciéries • Grues • Camions à benne basculante
TRANSMISSIONS / TRANSMISSIONS Getriebe / Trasmissioni / Transmisiones
Clark-Dana power shift transmissions mounted on various types of: • Harbour Equipment • Airport Equipment • Earth Moving Equipment • Mining Equipment • Steel Factories Equipment Transmissions powershift Clark Dana installées sur plusieurs types de: • Équipement portuaire • Équipement d’aéroport • Équipement de terrassement • Équipement de minage • Équipement d’usines d’acier
via R. Morandi,122 - 40060 Toscanella (BO) Italy - Ph +39 0542 673610 - Fax +39 0542 673609
info@clark-cemas.com - www.clark-cemas.com
NOTIZIE GENERAL CONTRACTOR
Astaldi per un nuovo ponte a Mumbai Il Gruppo Astaldi, uno dei principali Contractor italiani e europei nel settore delle costruzioni, realizzerà l’ambizioso Versova-Bandra Sea Link Project a Mumbai, in India, un’infrastruttura di circa 17,7 chilometri di lunghezza che collegherà Versova e Bandra, due quartieri del distretto di Mumbai che distano 10 chilometri circa l’uno dall’altro. Il progetto, dal valore complessivo di 780 milioni di euro (pari a 62,4 miliardi di rupie indiane) e finanziato con fondi statali, prevede anche la realizzazione di un ponte strallato, dalla campata centrale di 150 metri, e di 3 ponti a sezione variabile, che permetteranno la navigazione nella zona grazie alla luce principale di 100 metri. Il tutto verrà installato a 900-1.800 metri dalla costa di Mumbai e necessiterà di circa 5 anni di lavori prima di essere portato a compimento, con anche 2 anni di attività di manutenzione. Rilevante è la partnership commerciale tra Astaldi e Reliance Infrastructure Limited, uno dei maggiori Contractor indiani nel mercato delle infrastrutture, con cui Astaldi potrebbe intavolare
un discorso anche per altri progetti nel settore delle infrastrutture di trasporto, entrando ancora di più nel mercato indiano. Il Versova-Bandra Sea Link Project è commissionato dal Maharashtra State Road Development Corporation (MSRDC) e, grazie a questo progetto, Astaldi darà continuità ai tre lotti aggiudicatisi per la realizzazione della Linea 4 della Metropolitana di Mumbai e potrà servirsi dell’esperienza maturata con la
realizzazione del Western HighSpeed Diameter a San Pietroburgo, un’autostrada di 47 chilometri di lunghezza che attraversa la città russa, portata a compimento nel 2016, che prevede anche un ponte che attraversa il canale cittadino. Con il Versova-Bandra Sea Link Project, dunque, il Gruppo Astaldi ha intenzione di confermarsi come uno dei più importanti Contractor mondiali per quanto riguarda la realizzazione di ponti.
COSTRUTTORI
Michele Pizzarotti nuovo presidente del Comitato Grandi Infrastrutture dell’Ance Cambio ai vertici nell’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili: Michele Pizzarotti è stato nominato presidente del Comitato Grandi Infrastrutture Strategiche. Pizzarotti, nato a Parma il 12 settembre 1975, si dice “molto onorato di essere stato chiamato a ricoprire questo incarico” e ha poi aggiunto: “Le grandi imprese di costruzione possono certamente rappresentare un volano di spinta allo sviluppo del nostro Paese e, in
MICHELE PIZZAROTTI
PRESIDENTE DEL COMITATO GRANDI INFRASTRUTTURE STRATEGICHE
tale ottica, c’è ancora tanto da fare in termini di semplificazione dei vari iter autorizzativi che fungono spesso da freno, al di là di legittime considerazioni di sostenibilità economica e sociale”. Il Comitato si servirà dell’esperienza di Pizzarotti per aumentare la presenza dell’Ance nel settore delle costruzioni e delle grandi opere pubbliche, facendo leva sulla sua esperienza di vicepresidente dell’Impresa Pizzarotti & C. Spa.
8
ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
NOTIZIE GRANDI PROGETTI
Milano: la Torre Unipol cresce ancora Pronta a “salire” nel cielo di Milano la nuova Torre Unipol di Unipol Sai, progettata dallo studio Mario Cucinella Architects: in questi giorni infatti le lavorazioni per le fondazioni speciali si stanno concludendo, e l’impresa sta avviando i lavori di costruzione della struttura in elevazione. Il cantiere per la costruzione della nuova torre che sorgerà a Porta Nuova si trova all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e via Fratelli Castiglioni, in una zona in forte trasformazione urbanistica e che vede già molte architettura di nuova realizzazione. Il completamento della torre avverrà nel 2019 e comprenderà 23 piani fuori terra e 3 piani interrati, una superficie totale di 33.000 metri quadrati e una altezza complessiva di 125 metri. Il grattacielo sarà uno dei più innovativi dello skyline milanese con una struttura ad X che ricorda un nido e l’utilizzo di materiali come vetro, legno e acciaio. Di legno sono i pilastri curvilinei che, secondo il progetto, si incontrano a un certo punto formando un nido verticale dalla struttura romboidale sulle pareti, che dà il nome all’intero complesso. L’ingresso del palazzo dà sulla piazza pedonale e sotto la notevole vela rivestita di vetro si trova l’atrio. Lo spazio interno ospita terrazzamenti di forma ellittica di dimensioni diverse che si affacciano su un lato del grattacielo. Questi ospiteranno uffici, ma anche aree comuni e piccoli giardini d’inverno. Dal basso sembrerà di ammirare una foresta bianca per via dei pilastri di legno curvilinei che circondano la struttura. Varcata la soglia d’ingresso si può accedere a un 10 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
auditorium e a un bar. A partire dal primo piano sono previsti gli uffici che possono ospitare circa duemila persone, sale riunioni a disposizione dei vertici italiani delle assicurazioni. Completano l’opera un auditorium da oltre 270 posti e sul tetto una serra-giardino panoramica dedicata a ospitare eventi pubblici e culturali. Il nido verticale è un edificio sostenibile e innovativo dal punto di vista dell’efficienza energetica. UnipolSai ha richiesto alti standard di sostenibilità per il progetto essendo sensibile alle questioni ambientali. Lo scheletro dell’edificio è formato da un doppio strato tra cui ci sarà una cavità che isola dal freddo invernale e previene il calore eccessivo in estate. Grazie ai pannelli solari installati in punti strategici e ai sistemi di raccolta dell’acqua piovana integrati in fantastici elementi di design (come la vela a specchio sopra l’ingresso) il consumo di risorse dell’edificio è ridotto al minimo.
4 ANNI SENZA PENSIERI
PIANO DI PROTEZIONE GRATUITO 1+3 anni 6.000 ore Copertura trasmissione e impianto idraulico
SITEWATCH GRATUITO Hardware SiteWatch Sitewatch per 4 anni Abbonamento Avanzato
Per ogni ulteriore dettaglio e per i termini e condizioni completi, rivolgersi al proprio concessionario CASE. Applicazione di termini e condizioni. Solo ai fini commerciali. Quota di documentazione e IVA pagabili alla sottoscrizione. Offerta valida per unità fatturate nel periodo compreso tra 1 Marzo 2018 e 31 Dicembre 2018. Non è un’offerta contrattuale ed è soggetta a condizioni di restituzione, modifiche dei prezzi, termini di fornitura, tassi d’interesse o legali.
www.casece.com
EXPERTS FOR THE REAL WORLD SINCE 1842
NOTIZIE BBT SE
Avviata la produzione dei conci a Hinterrigger È entrato in attività lo stabilimento per la produzione dei conci prefabbricati in calcestruzzo per il rivestimento finale delle gallerie del lotto Mules 2-3. L’impianto, gestito dall’impresa lombarda Isocell Precompressi S.p.A., si sviluppa su un’area di circa 30.000 m2 (di cui 15.000 m2 coperti) e si colloca in corrispondenza del portale sud del cunicolo esplorativo. Questa galleria consentirà il passaggio dei trenini di cantiere, che trasporteranno personale e conci per il rifornimento delle talpe meccaniche (TBM). Oltre 700.000 m3 di materiali, necessari per la realizzazione dei conci prefabbricati, deriveranno dalla frantumazione al giorno, ciascuno dei quali pesa in media 4,2 t. Al momento, è stata attivata la sola filiera di produzione che rifornirà la TBM “Serena” la quale, nelle prossime settimane, avvierà lo scavo per la realizzazione del cunicolo esplorativo in direzione del Brennero. Lo stabilimento del materiale proveniente dagli scavi di avanzamento nel granito di Bressanone. Ciò consentirà di ridurre l’impatto sull’ambiente, evitando scavi di sbancamento su altre aree, trasporti su strada, inquinamento da polvere e rumore. BBT SE, di concerto con la Provincia Autonoma di Bolzano, ha fortemente voluto che la produzione dei conci avvenisse in loco. Importante anche la ricaduta occupazionale: nello stabilimento lavorano oggi circa 60 persone, 24 ore su 24. A regime i lavoratori impiegati saranno circa 130. La capacità produttiva dell’impianto al massimo regime sarà di 250 conci 12 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
entrerà a pieno regime nella seconda metà dell’anno, in vista dell’avvio delle talpe per lo scavo delle gallerie principali, previsto nelle prime settimane del 2019. Una volta termina la realizzazione della galleria di base del Brennero l’area dov’è posizionato lo stabilimento ritornerà al suo stato naturale.
The perfect PIT STOP for earthmoving SPARE PARTS DELIVERY 24 H ACROSS EUROPE
CALL US Tel. +39 0523 613172
SPARE PARTS AND MACHINERY
24h
Customer Service
Quick Delivery
Sale
Rental
We are specialized in the trading of SPARE PARTS for earthmoving machines of most brands and models. www.rmcricambi.it
www.rmcricambi.it
A reference point for every requirement
Via Martelli 4 - 29122 - Piacenza (PC) - Italy Tel. +39 0523 613172 - rmc@rmcricambi.it
NOTIZIE SIMEX
Protagonista dell’innovazione quattro modelli) ha creato un nuovo riferimento per questo genere di attrezzature, in quanto permette di operare con diverse tipologie di materiali e di variarne la pezzatura senza necessità di operazioni che richiedono interventi di tipo meccanico. Ciò è possibile in virtù di un meccanismo brevettato grazie al quale le benne vagliatrici Simex VSE allontanano e avvicinano i tamburi vaglianti con un sistema di azionamento idraulico, permettendo così di variare la pezzatura del materiale in pochi secondi. Questo sistema consente inoltre la facile sostituzione degli elementi vaglianti, rendendo l’attrezzatura adattabile a diverse tipologie applicative. Con un fatturato in aumento (+17%) rispetto al 2017 Simex, attiva dal 1991, è oggi fra i più importanti produttori di attrezzature per macchine operatrici impiegate nel settore delle manutenzioni stradali, dello scavo di sottoservizi, delle cave e del riciclaggio. L’azienda di San Giovanni in Persiceto (Bo) offre una vasta gamma di soluzioni grazie a 19 linee di prodotto che si articolano in 74 modelli. Grazie a un organico di oltre 100 addetti, molti dei quali specializzati, Simex esporta in oltre 80 paesi ed è detentrice di diversi brevetti, tutti frutto di un costante sforzo per l’innovazione che caratterizza l’azienda fin dalla sua fondazione. Il successo delle attrezzature Simex si deve anche a un dipartimento ricerca e sviluppo composto da professionisti capaci di coniugare il rigoroso processo di verifica e sperimentazione dei nuovi prodotti con una flessibilità di ricerca di soluzioni d’avanguardia. Innovazione ed efficacia Simex è nata producendo fresatrici stradali accoppiabili a macchine 14 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
compatte e alcune tipologie di macchine dotate di braccio (con una gamma di 12 modelli, oggi l’azienda è il primo produttore mondiale di questa particolare tipologia di attrezzature). Successivamente ha messo a punto escavatrici a ruota e a catena, per poi passare alla realizzazione di teste fresanti (le prime al mondo a essere dotate di motore idraulico coassiale). La gamma si è poi arricchita di compattatori a ruota vibranti e stendi-asfalto, completando il ventaglio di attrezzature per le applicazioni in ambito stradale. A queste sono poi seguite le benne frantumatrici e le vagliatrici. Il lancio della linea di benne vagliatrici VSE (oggi composta da
Anche per la fibra ottica Grazie alle escavatrici a ruota della linea RW, Simex offre attrezzature efficaci anche per lo scavo delle minitrincee. Queste attrezzature garantiscono interventi in tempi brevi, senza produrre grandi quantità di materiali di risulta, e assicurando scavi netti e precisi che richiedono interventi minimi di ripristino anche per il tappeto di usura. La gamma Simex oggi offre escavatrici a ruota delle linee RW e T in grado di realizzare minitrincee da 25 a 250 mm, con una profondità da 200 a 800. Un’ampia rappresentanza delle soluzioni proposte sul mercato dal costruttore emiliano sono state esposte in occasione di Intermat 2018, dove ad accogliere i visitatori c’era l’intero staff Simex.
A LONG WAY
TOGETHER
Carcassa All-Steel Lunga durata del battistrada Eccellente trazione Stabilità superiore Cinture in acciaio SR 41
Per maggiori informazioni scrivere a europe@bkt-tires.com
NOTIZIE CASE CE
Sessant’anni di pale gommate! Case Construction Equipment ha festeggiato quest’anno a Intermat 2018 il 60° anniversario di produzione delle sue pale gommate, iniziata con la W9, la prima pala gommata a trazione integrale introdotta nel 1958. I modelli W10 e W12 a trazione integrale e la pala caricatrice W5 a trazione anteriore seguirono a breve distanza. Negli anni Sessanta e Settanta la serie W crebbe fino all’introduzione della W26 da 15 t, la prima pala gommata articolata Case e la più grande dell’epoca. Tutte le pale della serie W avevano le cabine montate sulla parte anteriore della macchina. Con l’introduzione del modello 621 nel 1987, l’intera linea di pale Case venne inserita nella Serie 21, con un design più robusto e cabine moderne montate posteriormente. I modelli della Serie 21 sono stati sviluppati nell’ambito di un nuovo processo ottimizzato, interfunzionale e simultaneo, che divenne il punto di riferimento per il resto dell’impresa nel corso del XXI secolo. In seguito a ulteriori innovazioni in termini di produttività, facilità di manutenzione e comfort per
16 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
JOSÉ CUADRADO
VICE PRESIDENT CNH INDUSTRIAL PER IL SEGMENTO MACCHINE MOVIMENTO TERRA PER LA REGIONE EMEA
l’operatore, le pale della Serie F divennero le prime macchine movimento terra pesanti a impiegare una soluzione Tier 4 Interim senza filtro antiparticolato, con tecnologia di riduzione catalitica selettiva (SCR) delle emissioni. Alla Serie 21 sono stati aggiunti diversi nuovi modelli, tra cui una nuova linea di pale gommate compatte. José Cuadrado, Vice President CNH Industrial per il segmento macchine movimento terra per la regione EMEA, ha commentato: “La W9 ha segnato l’inizio di una lunga
storia d’innovazione pionieristica attraverso molte generazioni di pale gommate, culminata nell’odierna Serie G, che ha introdotto un design rivoluzionario del parabrezza, innalzando il livello di comfort per l’operatore. Queste macchine hanno fatto molta strada rispetto ai modelli originali e riflettono l’innovazione pratica che Case ha integrato nelle proprie macchine per massimizzare le prestazioni e l’affidabilità”. Le pale gommate Case di ultima generazione hanno una potenza da 141 a 347 HP, con un carico utile alla benna da 3,9 a 10,2 t e un volume della benna da 1,9 a 5,5 m3. Nel breve tempo trascorso dal suo lancio, la Serie G ha vinto diversi premi, tra cui il prestigioso Good Design™ Award del Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design e The European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies e altri riconoscimenti provenienti da riviste del settore. Case ha festeggiato l’elevata qualità delle pale gommate di ultima generazione con il lancio del piano di protezione ProTech, che copre la trasmissione e l’idraulica per 1 + 3 anni e 6.000 ore su tutte le pale gommate della Serie G.
NEW nEW
ADATTATORE ISO 24 410
Strada Della Pace, 23 ezzani (PR) - ITALY 43055 Casale di M
+39 0521 316053 +39 0521 316054
info@m3srl.com www.m3srl.com
NOTIZIE BONFIGLIOLI RIDUTTORI
Evolution: un nuovo traguardo Evolution è un nuovo traguardo di un processo di trasformazione e crescita che Bonfiglioli Riduttori ha maturato negli ultimi 10 anni e che pone le basi per un salto di qualità del Gruppo nel mondo della digitalizzazione e della riorganizzazione della produzione e del lavoro in una logica di Industry 4.0. Quest’evoluzione, già in corso nelle realtà produttive aziendali, dove ogni persona approccia una metodologia volta al miglioramento della performance, è il frutto di una cultura aziendale condivisa e di un forte senso di appartenenza: questo concetto è il cuore del lavoro che negli ultimi due anni ha portato a sincronizzare gli stabilimenti di Vignola e di Calderara, in preparazione del nuovo plant, che ha recentemente visto la posa della prima pietra. EVO sorgerà sul comparto “Clementino Bonfiglioli” a Calderara di Reno, un’area di 148.700 m2 la cui superficie calpestabile ammonta a 58.500 m2e quella destinata al verde a 56.000 m2. All’interno di EVO troverà collocazione la Business Unit dedicata alle trasmissioni di potenza industriali, che rappresenta il business storico del Gruppo, focalizzato sul mercato dei macchinari industriali e che negli ultimi anni sta vivendo un profondo processo di rilancio, costruito intorno a un piano strategico che coinvolge tutte le funzioni
18 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
aziendali, con la meta ambiziosa di un riposizionamento sui mercati mondiali. EVO è innanzitutto un progetto culturale e di innovazione tecnologica: il gruppo Bonfiglioli ha come obiettivo una crescita sostenibile, generata dal contributo delle singole persone e in questo processo l’ambiente di lavoro è un elemento chiave. EVO è progettato su questi principi, per una rivoluzione digitale con l’uomo al centro della tecnologia seguendo il Bonfiglioli Digital Re-Training, il primo esempio concreto in Italia di approccio olistico allo sviluppo delle competenze attraverso un percorso di riqualificazione che si articola in contenuti tecnici e culturali. La vera sfida è cambiare il mindset, iniziando dal cuore dell’azienda stessa: le fabbriche. Il personale avrà la possibilità di apprendere competenze quali il change management, la
learning agility e la communication 4.0 e comprenderà meglio che cosa sono l’Industry 4.0, i big data, il digital twin e così via. Il percorso è già partito con un progetto pilota che ha coinvolto i primi 15 lavoratori del futuro plant EVO e che sarà poi esteso a tutti i lavoratori. Questo progetto è stato già condiviso con le organizzazioni sindacali, la Regione Emilia-Romagna e i centri di formazione e vede Porsche Consulting come consulente tecnico. Sonia Bonfiglioli ha sottolineato come “con MANOfattura intendiamo che al centro del lavoro ci deve essere sempre la mano, cioè il volere e il controllo dell’uomo. Che utilizzi macchine tradizionali o robot, parliamo sempre di utensili che sono comunque oggetti inerti se non c’è una figura umana che li muove e li utilizza. La persona è il cuore di tutto e la sua capacità di rinnovarsi e fronteggiare il nuovo è parte della nostra storia da sempre. Non abbiamo paura dei cambiamenti e delle sfide che ci aspettano e siamo certi che il nostro percorso di re-training interno saprà rendere le nostre risorse pronte ad affrontare l’avvento della digitalizzazione consapevolmente, senza temerla. Evo è una nuova fabbrica ma, soprattutto, è un nuovo concetto di lavorare per il futuro, costruito dagli uomini per gli uomini, senza paura per il domani”.
! NOVITÀfa P iraf Baby G ggio! a nole
NOTIZIE INTERMAT
Positivo il bilancio dell’edizione 2018 Inaugurato il 23 aprile da Bruno Cavagné, presidente della FNTP (Fédération Nationale des Travaux PublicsFederazione Francese dei Lavori Pubblici), e dai rappresentanti industriali del settore, Intermat 2018
si è chiuso nel segno della ripresa e in un clima di ottimismo. Le imprese edili, i produttori, i fornitori di attrezzature e soluzioni, i noleggiatori e i distributori della zona EMEA (alla fine sono stati 173.300 i visitatori, di cui il 30%
20 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
internazionali, provenienti da 160 paesi, e 1.400 gli espositori) hanno potuto verificare questa tendenza. “In quest’edizione – ha ricordato Isabelle Alfano, direttore del Salone – la realizzazione del nuovo servizio di business
meeting ha ottenuto un grande successo, con oltre 3.000 contatti registrati, che testimoniano la ritrovata vitalità del mercato e l’importanza di mettere in contatto la domanda e l’offerta”. Attraverso i quattro poli di competenza (Movimento terra & Demolizione; Strada, Industria dei materiali & Fondazioni; Edilizia & Filiera del calcestruzzo; Sollevamento, Movimentazione & Trasporto), i tre nuovi villaggi tematici (Villaggio Start-up; Villaggio Building Smart; Villaggio Demolizione & Riciclaggio) e i cicli di conferenze e workshop, le innovazioni sono state il cuore pulsante della manifestazione. Tra automazione delle attrezzature, guida assistita, elettromobilità, robotizzazione, esoscheletro e BIM, il Salone ha valorizzato l’introduzione degli strumenti digitali e delle nuove tecnologie in tutte le fasi della costruzione e il miglioramento della performance delle attrezzature e materiali. Per la prima volta startup, PMI e grandi aziende hanno potuto sviluppare, in spazi dedicati, sinergie in termini di riciclaggio, mobilità, connettività, sicurezza, decostruzione e modularità delle opere e dimostrare la propria creatività per il futuro sviluppo a livello territoriale in termini di efficienza e rispetto dell’ambiente.
NOTIZIE UNACEA
Tanto impegno, ma ora vediamo i risultati Intervista a Paolo Venturi, presidente di Unacea Paolo Venturi giunge al termine del secondo mandato di presidenza per Unacea con un bilancio nettamente positivo, ma non dimentica le difficoltà degli anni di crisi nei quali l’associazione delle macchine per costruzioni ha posto le sue basi fino a raggiungere le attuali dimensioni. È giunta la scadenza di questo secondo mandato alla presidenza di Unacea.
Si presenterà anche per un terzo? “No, nella nostra associazione è possibile ricoprire la carica di presidente solo per due mandati consecutivi. Prima era possibile farlo per tre, ma durante la mia presidenza, nel 2015, d’accordo con tutto il consiglio direttivo abbiamo proposto all’assemblea di ridurre tale periodo”. Andate in controtendenza… “Nel lavoro associativo la continuità serve a portare a termine i progetti di più lungo periodo, ma il ricambio è essenziale: serve a minimizzare le derive burocratiche che sono in agguato in ogni tipo di organizzazione, a portare idee nuove, a condividere le responsabilità, a sollecitare la partecipazione di tutti.
PAOLO VENTURI, PRESIDENTE DI UNACEA 22 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Quando nel 2010 lanciammo una sfida che sembrava impossibile abbiamo voluto un’associazione snella, a leadership imprenditoriale, dinamica, antropologicamente simile al mondo industriale. Ci è voluto grande impegno e perseveranza, ma ora vediamo i risultati che ci eravamo prefissi. Dobbiamo continuare così”. Qual è il suo bilancio dopo due mandati e quattro anni di presidenza? “È un bilancio molto positivo dovuto allo spirito di collaborazione con il quale abbiamo lavorato sia nel consiglio direttivo che con tutti i soci. Nel 2010 siamo partiti con sei soci fondatori, ma il numero delle adesioni è costantemente aumentato grazie alla buona pubblicità che gli associati hanno fatto nei confronti delle aziende ancora non aderenti. Ormai siamo quasi a quota 60: non è mai esistita in Italia un’associazione unitaria delle macchine per costruzioni con così tanti soci e una rappresentatività così forte. Abbiamo superato la vecchia frammentazione che penalizzava il settore: abbiamo attivato il lavoro per nuovi comparti differenti da quelli originari delle macchine movimento terra e per il calcestruzzo e delle attrezzature. Mi riferisco ai nuovi soci che provengono dalle merceologie delle gru a torre, delle macchine stradali e per la perforazione. Oggi possiamo parlare con una voce unica e autorevole con gli interlocutori pubblici e privati, cosa che in passato sembrava impossibile”.
Questo processo ha avuto conseguenze anche a livello europeo? “Sì. Attualmente Unacea detiene la presidenza Cece e dal 17 al 19 ottobre prossimo ospiteremo a Roma il congresso di questa federazione europea. Sono responsabilità che l’industria italiana non avrebbe potuto assumersi senza unificare le proprie forze in un’unica associazione”. Perché come tema del congresso avete scelto “Building Customer Loyalty through a Common Vision” (“Fidelizzare il cliente attraverso una visione comune”)? “Abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su un argomento che è al centro delle riflessioni di tutte le aziende, sia transnazionali che di piccole e medie dimensioni: il cliente. Vogliamo conoscerlo meglio, vogliamo sapere qual è la sua percezione delle nuove tecnologie che le nostre macchine incorporano in dosi sempre più importanti, vogliamo capire come costruire un percorso di fiducia reciproca attraverso la costruzione di una visione comune. Il congresso sarà una grande occasione per incontrare i protagonisti del mondo europeo delle macchine per le costruzioni e per tenersi aggiornati sugli ultimi trend tecnologici e di mercato”. La crescita di Unacea è stata favorita anche dal miglioramento della situazione di mercato? “Oggi le vendite ci stanno dando una mano perché, dopo gli anni terribili che vanno dal 2008 al 2013, le aziende hanno più ossigeno per pianificare le strategie future. In questa situazione, tra le scelte di sviluppo può rientrare con ragione l’utilizzo delle attività associative. Però ricordo che siamo nati nel 2010 in piena crisi: questo ci ha fortificati e obbligati a inventare un nuovo modo di fare associazionismo”. Quali temi d’intervento vuole ricordare di questi quattro anni di presidenza?
“Il nostro lavoro si è articolato su attività quotidiane e su campagne di medio-lungo periodo. Tra le prime, da ottobre 2017 abbiamo attivato un servizio tecnico-normativo assumendo un ingegnere dedicato al supporto tecnico a favore degli associati; abbiamo poi attivato un software per l’elaborazione delle statistiche di vendita nazionali che offre in modalità friendly le funzionalità più avanzate. Infine, organizziamo i Padiglioni Italia insieme a Ice-Agenzia nelle principali fiere mondiali di settore. Sul versante di medio e lungo periodo abbiamo fatto opera di disseminazione con tre campagne: ‘Missione meno emissioni’, per il miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani mediante l’utilizzo delle macchine delle ultime generazioni, in analogia con quanto avviene nel settore automotive; ‘Mescolare è meglio!’, per sviluppare la cultura della mescolazione nella produzione di calcestruzzo, a tutela della sicurezza e dell’ambiente; sosteniamo
una campagna per la diffusione delle attrezzature per il riciclo e la demolizione selettiva. Sono proposte che valorizzano le imprese che investono in innovazione, sicurezza, efficienza e rispetto dell’ambiente, battaglie che ancora devono conseguire l’obiettivo ma che hanno ricevuto importarti endorsement anche nel mondo ambientalista”. Veniamo al sistema fieristico italiano: quali indicazioni fornite in merito? “Il nostro primo obiettivo è evitare la proliferazione fieristica che aumenta i costi per le aziende senza apportare benefici all’industria. In Italia abbiamo scelto di patrocinare il SaMoTer quale evento internazionale delle macchine per costruzioni puntando sulla sua crescita e sul suo rinnovamento. Per la prossima edizione, che si svolgerà a Verona dal 21 al 25 marzo 2020, daremo il nostro contributo per realizzare un appuntamento utile allo sviluppo del mercato. Prestiamo inoltre attenzione al comparto delle tecnologie per la demolizione e il reciclo, che anche negli anni di crisi hanno costituito un’area di crescita a dinamica anticiclica. Per questo patrociniamo Ecomondo e saremo presenti a Rimini dal 6 al 9 novembre prossimo. L’obiettivo era avvicinare i clienti finali con nuove modalità”. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 23
ATTUALITA’ Fondi per gli enti locali
NUOVA LINFA PER LE
“Q
ueste risorse consentiranno agli Enti Locali di realizzare buone progettazioni: dalla messa in sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici, tra cui le scuole, alla revisione di progetti invecchiati, dalla pianificazione strategica nelle città metropolitane ai piani urbani della mobilità sostenibile, a progetti per la portualità. In questo modo si costituirà un buon parco progetti: fattibili, pronti per essere finanziati, sopperendo alla carenza di progettazione efficace che impedisce o rallenta la realizzazione degli investimenti pubblici. Un’attività che potrà essere utile anche per consentire agli Enti Locali di partecipare a bandi e finanziamenti”. Così Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha commentato i decreti con i quali lo scorso
24 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Duecento milioni di euro per il triennio 2018/2020: con due decreti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a disposizione degli Enti Locali gli strumenti necessari per far ripartire i cantieri legati alla messa in sicurezza di edifici pubblici, alle infrastrutture e alla mobilità sostenibile di Lorenzo Zacchetti
8 marzo il Governo uscente ha stanziato oltre 200 milioni di euro agli Enti Locali. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente di Anci, ha espresso il gradimento degli amministratori locali: “Puntare sulla progettazione per programmare le opere è un cardine delle richieste dei sindaci. I due decreti ci danno la responsabilità che chiediamo. Da tempo sosteniamo che non solo la qualità della vita dei cittadini, ma la stessa competitività delle aree metropolitane passa attraverso reti di trasporto pubblico più veloci, più efficienti e più ramificate. Maggiore competitività delle città, attraverso strumenti che scommettono sulle loro capacità di programmare e pianificare, si traduce in maggiore competitività di tutto il Paese, visto che proprio nelle Città Metropolitane e nei capoluoghi vive la maggior parte dei cittadini e si produce la stragrande maggioranza del Pil”.
OPERE PUBBLICHE Accolte le richieste dei territori L’intervento di Graziano Delrio ha apportato una robusta iniezione sia di denaro che di fiducia nei confronti della parte considerata più “debole” nella catena amministrativa. Le difficoltà degli Enti Locali erano state indicate come causa principale della mancata ripresa del settore delle Costruzioni da parte dell’Osservatorio congiunturale di Ance, nel suo aggiornamento dei dati al mese di febbraio. Nonostante le considerevoli misure di rilancio per le infrastrutture messe in campo dal Governo nazionale (come l’aumento del 72% degli stanziamenti e il superamento del patto di stabilità), i risultati erano stati decisamente inferiori alle attese. Secondo Ance, gli sforzi a livello istituzionale erano stati “azzerati dall’inefficienza della Pubblica Amministrazione” nelle procedure di spesa. La maglia nera era toccata ai Comuni, i cui investimenti
nel 2017 erano scesi del 7,4%, pari a circa 800 milioni. Il calo complessivo dei lavori pubblici su base annua è stato del 3% e Ance prevedeva un’ulteriore discesa di 6 miliardi di euro nelle previsioni di spesa per il biennio 2017/18. “Senza il crollo degli investimenti in costruzioni - sottolineava l’associazione dei costruttori - l’economia avrebbe potuto crescere in media di mezzo punto di Pil in più all’anno”. Pochi giorni dopo la pubblicazione di questi severi giudizi Delrio ha dato una forte spinta sull’acceleratore, firmando i due decreti che consentiranno di intervenire su aspetti critici quali la messa in sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici (in primis le scuole) e lo sviluppo di piani urbani della mobilità sostenibile. A formare i 200 milioni dei quali gli Enti Locali potranno usufruire nel prossimo triennio sono due interventi distinti: il Fondo progettazione Enti locali e il Fondo progettazione Insediamenti Prioritari. Vediamoli nel dettaglio.
Fondo progettazione Enti Locali Con questo fondo, previsto dalla Legge di Bilancio 2018 (Art.1, c. 1079, Legge 27 dicembre 2017, n. 205), lo Stato cofinanzia con 90 milioni di euro nel prossimo triennio gli Enti Locali nella progettazione di fattibilità tecnica ed economica relativa a opere pubbliche, tra cui adeguamenti antisismici ed edilizia scolastica. Con 30 milioni di euro messi in campo per ognuno dei tre anni in questione, finalmente si mette mano all’annoso problema rappresentato dalla mancanza di progettazione di qualità a disposizione degli Enti Locali, spesso dovuta proprio alle carenze economiche. L’Art.1, c. 1080 Legge 27 dicembre 2017, n. 205 stabilisce che i criteri e le modalità di accesso, selezione e cofinanziamento dei progetti, nonché le modalità di recupero delle risorse, siano definiti con Decreto del MIT. In via sperimenmaggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 25
ATTUALITA’ DOVE SONO DISTRIBUITI I FONDI PER LA CITTA’ METROPOLITANA
PER IL COMUNE CAPOLUOGO
Bari
4,255
2,618
1,637
Bologna
4,103
2,381
1,722
Cagliari
3,055
1,610
1,445
Catania
4,172
2,462
1,710
Firenze
4,034
2,366
1,668
Genova
4,066
2,044
2,022
Messina
3,685
2,005
1,680
Milano
4,770
4,141
2,629
Napoli
6,223
4,011
2,212
Palermo
4,754
2,753
2,001
Reggio Calabria
3,597
1,933
1,664
Roma
10,917
5,537
5,380
Torino
5,997
3,845
2,152
Venezia
4,077
2,119
1,958
(in milioni di euro)
tale, i beneficiari delle risorse del Fondo Progettazione Enti Locali per ciascuno dei tre anni saranno: le Città Metropolitane (5 milioni), le Province (12,5 milioni) e i Comuni (12,5 milioni). Le finalità di utilizzo di questi soldi sono legate alla messa in sicurezza degli edifi-
ci e delle strutture pubbliche di esclusiva proprietà dell’ente e con destinazione d’uso pubblica, con priorità agli edifici scolastici, con co-finanziamento statale massimo pari all’80% (il resto è ovviamente a carico dell’Ente Locale in questione). I beneficiari possono utilizzare
GRAZIANO DELRIO
MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI NEL GOVERNO RENZI E POI NEL GOVERNO GENTILONI, È STATO ANCHE PRESIDENTE DI ANCI
“
QUESTE RISORSE SOPPERISCONO ALLA CARENZA DI PROGETTAZIONE EFFICACE CHE IMPEDISCE O RALLENTA LA REALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI
“
FONDI TOTALI ASSEGNATI
CITTÀ
LA RIPARTENZA DEI CANTIERI PUBBLICI È STRETTAMENTE LEGATA ALLE PROSPETTIVE DI RIPRESA DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI. SUPERARE LE DIFFICOLTÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (E IN PARTICOLARE DEI COMUNI) È FONDAMENTALE PER USCIRE DALLO STALLO REGISTRATO NEL 2017 26 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
le risorse assegnate anche avvalendosi di convenzioni stipulate con altri enti o con delega di funzioni, ai sensi dell’articolo 30 del TUEL, che regola proprio le convenzioni che gli Enti Locali possono stipulare “al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati”. La ripartizione del Fondo Entrando nel merito della ripartizione delle risorse del Fondo progettazione Enti Locali, ogni livello amministrativo prevede diverse procedure. I 5 milioni assegnati annualmente alle Città Metropolitane sono gestiti con modalità e termini di accesso definiti con Decreto direttoriale pubblicato sul sito del MIT. I criteri di assegnazione si compongono di una quota fissa di 100.000 euro, più una quota variabile proporzionale, in base alla popolazione. Anche per le Province (12,5 milioni annui) si prevede un Decreto, mentre la quota fissa scende a 70.000 euro, ai quali si aggiunge comunque quella variabile, sempre in base alla popolazio-
IL DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI RIPARTISCE LE RISORSE ECONOMICHE PREVISTE NELLA LEGGE DI BILANCIO E NEL CODICE DEI CONTRATTI
ministrative e gestionali viene garantita da Cassa Depositi e Prestiti, alla quale andrà destinata, annualmente, una quota pari allo 0,5% delle risorse allocate. Fondo progettazione Insediamenti Prioritari Previsto dal Nuovo Codice dei Contratti (Art. 202, decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), questo fondo mette a di-
sposizione 110 milioni per diverse tipologie di intervento, dai PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) alle opere nei porti. Il fondo è stato istituito per “la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la ‘project review’ delle infrastrutture già finanziate”. I 110 milioni sono ripartiti con un criterio temporale progressivo: 25 milioni per l’anno 2018; 35 per il 2019 e 50 per il 2020. La ripartizione tra gli Enti Locali, in via sperimentale, è la seguente: alle 15 Autorità di sistema portuale vanno 30 milioni, alle 14 Città Metropolitane 25 milioni, ai 14 Comuni capoluogo di Città Metropolitane 30 milioni, ai 36 Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma (non ricadenti in Città Metropolitana) o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti vanno infine 25 milioni. Anche in questo caso, gli enti beneficiari possono organizzarsi tra di loro mediante convenzioni.
191 MILIONI
PER IL TRASPORTO METROPOLITANO Delrio ha firmato anche un altro decreto, sul riparto dei 191,026 milioni di euro del fondo per migliorare l’offerta di servizi di trasporto pubblico locale nelle aree metropolitane, destinato alle reti metropolitane, le linee tramviarie e il L’ITALIA È NOTORIAMENTE INDIETRO SUL PIANO DELLE INFRASTRUTTURE E LA MANUTENZIONE DELLA RETE STRADALE È UN PROBLEMA MOLTO GRAVOSO PER DIVERSI COMUNI
ne. Per quanto riguarda i Comuni, restano uguali sia lo stanziamento annuo di 12,5 milioni che la necessità del Decreto, mentre l’assegnazione avviene mediante ripartizione su bando pubblico in base a una graduatoria triennale 2018/2020, con priorità ai progetti di adeguamento alla normativa sismica degli edifici e delle strutture scolastiche. In ogni caso, gli Enti beneficiari sono tenuti all’inserimento dei dati relativi ai progetti ammessi a cofinanziamento nel sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della BDAP (Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche), ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.229. L’assistenza tecnica e amministrativa nello svolgimento delle pratiche am-
materiale rotabile. “Continuiamo a investire risorse per la cura del ferro nelle città metropolitane e per il trasporto dei pendolari – ha detto il Ministro – per migliorare la sostenibilità e la qualità di vita nelle città”. La principale voce di spesa coperta da questo decreto è il secondo lotto della metrotranvia MilanoLimbiate, pari a 40 milioni di euro, seguita dai lavori di ampliamento della metropolitana di Napoli (38 milioni) e Roma (36,4).
IL SECONDO LOTTO DELLA METROTRANVIA MILANO-LIMBIATE È STATO FINANZIATO DAL MIT CON 40 MILIONI DI EURO
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 27
ATTUALITA’
ANTONIO DECARO
È STATO ELETTO SINDACO DI BARI NEL 2014 E PRESIDENTE DI ANCI NEL 2016
“
PUNTARE SULLE PROGETTAZIONE PER PROGRAMMARE LE OPERE È UN CARDINE DELLE RICHIESTE DEI SINDACI E I DUE DECRETI CI DANNO LA RESPONSABILITÀ CHE CHIEDIAMO
A chi vanno i finanziamenti I fondi assegnati al sistema portuale vengono ripartiti in questo modo: 1 milione in base alle richieste; 5 milioni all’Autorità del Mar Ligure Occidentale e 3,5 milioni all’Autorità del Mar Tirreno Centrale (1 milione in quota fissa e il resto in base ai progetti strategici). A tutte le altre Autorità va 1 milione in quota fissa, più una quota variabile proporzionale agli importi corrispondenti ai fabbisogni individuati. Per quanto riguarda le Città Metropolitane, c’è una quota fissa pari a 800.000 euro, più una parte variabile in base alla popolazione residente (65%) e alla superficie territoriale (35%). Per i Comuni capoluogo di Città Metropolitana c’è una quota fissa pari a 1.200.000 euro, più una quota variabile calcolata nello stesso modo (65% popolazione, 35% territorio). Per gli altri Comuni la quota variabile si calcola nello stesso modo e si somma a un fisso di 200.000 euro. Per essere ammessi al finanziamento bisogna inviare i progetti entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto sul sito del MIT. Le risorse destinate alle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Città Metropolitana e agli altri Comuni vanno utilizzate prioritariamente per la predisposizione dei PSM e dei PUMS, qualora gli enti beneficiari non abbiano ancora ottemperato.
Le proposte relative alla predisposizione di tali piani sono automaticamente approvate e possono essere immediatamente attuate. Se i beneficiari hanno già redatto i PSM/PUMS o già affidato l’incarico per la loro realizzazione, le risorse vanno utilizzate per la predisposizione di Progetti di Fattibilità o di Project Review riferiti ad opere contenute in tale strumento di pianificazione o comunque di prioritario interesse nazionale, cioè coerenti con le strategie della nuova politica di pianificazione infrastrutturale e con i fabbisogni infrastrutturali individuati nell’Allegato al DEF 2017. All’atto dell’assegnazione dei fondi per i progetti ammissibili, viene erogato un anticipo pari al 50% delle risorse allocate per l’anno corrente, mentre il 50% viene erogato secondo le modalità stabilite dal Decreto. La Struttura Tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta Sorveglianza, ai sensi del DM 194 del 9 giugno 2015, supporta le Direzioni Generali competenti nella valutazione dei progetti e svolge specifica attività di monitoraggio, a valere sulle risorse assegnate per il finanziamento della Struttura stessa. L’assistenza tecnica e amministrativa viene garantita, anche in questo caso, da Cassa Depositi e Prestiti. ■
“
1 MILIARDO E 600 MILIONI
PER LA MANUTENZIONE STRADALE Previsti dalla legge di Bilancio, questi fondi sono stati ripartiti da un apposito decreto del MIT. Sono stati assegnati 137 milioni in Piemonte, 190 milioni in Lombardia, 115 milioni in Veneto, 48 milioni in Liguria, 165 milioni in Emilia Romagna, 138 milioni in Toscana, 32 milioni in Umbria, 58 milioni nelle Marche, 112 milioni in Lazio, 60 milioni in Abruzzo, 20 milioni in Molise, 129 milioni in Campania, 100 milioni in Puglia, 34 milioni in Basilicata, 75 milioni in Calabria, 58 milioni in Sardegna e 140 milioni in Sicilia. Le risorse a cui si fa riferimento erano state previste “per 28 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
il finanziamento degli interventi relativi ai programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane”. Il Ministro Delrio ha commentato con soddisfazione la possibilità di attuare velocemente il riparto: “L’intervento previsto in Bilancio e ora ripartito per Province e Città Metropolitane risponde alle esigenze di sicurezza stradale dei cittadini, al fine di ridurre l’incidentalità e consentire il diritto alla mobilità in tutte le aree del Paese. La certezza delle risorse per sei anni consente agli enti locali di avviare subito, per il 2018, gli interventi più ur-
PER IL SOLO ANNO 2018, ALLA MANUTENZIONE STRADALE SONO STATI ASSEGNATI 120 MILIONI DI EURO
genti e di definire un’adeguata programmazione di altri più profondi interventi da programmare negli anni successivi”. Lo stanziamento di 1,62 miliardi è stato ripartito su periodo di sei anni, con 120 milioni di euro per il 2018 e 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023.
PERCHÈ ACCONTENTARTI
DI 80 QUANDO PUOI
AVERE 100
UN’AZIENDA, OLTRE 300 MACCHINE.
Il nuovo escavatore JCB 100C-1 è una macchina da 100 quintali che a parità di ingombro offre tutti i vantaggi del modello da 80: prestazioni di scavo e di sollevamento incrementate, eccezionale manovrabilità, nuovo design e cabina con visibilità 360°, carrozzeria robusta al 100% in acciaio, riduzione dei consumi di carburante, intervalli di ingrassaggio a 500 ore, bassi costi di manutenzione e gestione. JCB è innovazione. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) +39 02 48866401 marketing.italia@jcb.com
www.jcb.com
MACCHINE Bobcat
UN “FULL”
d’innovazione Questa combinazione, nel gioco del poker, si compone di tre carte dello stesso valore e due di egual valore ma diverso dal precedente. Tre innovativi modelli convenzionali e due ZHS vanno a comporre la nuova Serie R, una mano sicuramente vincente di Ettore Zanatta
30 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
E
levando ulteriormente il proprio livello qualitativo in termini di prestazioni e d’innovazione, Bobcat – in occasione di un evento esclusivo svoltosi lo scorso mese di marzo a Dobris (Repubblica Ceca), al quale abbiamo avuto il privilegio di partecipare – ha presentato i nuovi miniescavatori compatti Serie R appartenenti al segmento di mercato da 2 a 4 t, che per l’azienda rappresenta circa il 28% del totale.
Si tratta, nella fattispecie, di una famiglia composta da cinque versioni (E26, E27z, E27, E34, E35z), in grado di offrire un’importante combinazione di potenza di scavo, stabilità e controllo delle funzioni di lavoro. Tutto ciò si aggiunge ai pesi ridotti, alla semplicità di trasporto, alle finiture particolareggiate e a nuove interessanti caratteristiche progettuali. I nuovi miniescavatori Bobcat, lanciati ufficialmente in occasione di Intermat 2018, introducono diverse dotazioni all’avanguardia, offrono livelli ancora più elevati di qualità e robustezza e si caratterizzano per delle piattaforme (flessibili) di nuova concezione che consentono molteplici configurazioni, utili a soddisfare una vasta gamma di applicazioni e di esigenze. In Europa per l’Europa Con oltre 30 anni di esperienza sul mercato, Bobcat ha progettato questa nuova gamma di miniescavatori durante gli ultimi cinque anni all’interno del suo Centro Innovazione europeo di Dobris. Si tratta di prodotti realizzati in Europa per l’Europa stessa, ma che sa-
ABBIAMO ASSISTITO ALLA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA SERIE R DA PARTE DI BOBCAT IN OCCASIONE DI UN EVENTO SPECIALE ORGANIZZATO PRESSO IL SUO CENTRO INNOVAZIONE EUROPEO DI DOBRIS, DOVE ABBIAMO POTUTO VERIFICARE LE DIFFERENZE IN TERMINI DI PRESTAZIONI TRA I MODELLI ATTUALI E QUELLI APPENA LANCIATI
ranno esportati anche in mercati quali il Sud America, il Sud Est asiatico, il Medio Oriente, l’Africa e l’India. Progettare soluzioni costruite intorno all’operatore, infatti, è nel DNA di questo costruttore ed ecco il perché della cabina interamente rinnovata e introdotta per tutte le macchine della Serie R. L’abitacolo più spazioso (+25,4 mm di larghezza per l’operatore) e gli inter-
ni di qualità superiore offrono comfort ai massimi livelli. Anche la salita e la discesa dalla cabina sono state ulteriormente migliorate, grazie all’ampliamento della porta e alle nuove maniglie 3D ergonomiche. La nuova cabina si distingue inoltre per la finestratura più estesa e per i montanti più sottili, che assicurano visibilità a 360°.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 31
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA E26 Motore (3 cilindri - Stage V):
E27
Kubota D1105
Potenza motore:
HP
Larghezza totale:
mm
1.500
1.550
Profondità di scavo max.:
mm
2.568
2.847
Altezza di scarico max.:
mm
2.845
3.243
Sbraccio al suolo max.:
mm
4.413
4.604
Forza di strappo:
kN
Forza alla benna:
kN
24
26,5
Peso operativo con cabina e benna:
kg
2.560
2.610
22
16
IL NUOVO MINIESCAVATORE BOBCAT E27 CON PROFILO DI ROTAZIONE POSTERIORE CONVENZIONALE. UN CONCENTRATO DI STABILITÀ IN UNA MACCHINA CON MASSA INFERIORE A 2,7 T E UNA SPORGENZA DI SOLI 280 MM IN CONFIGURAZIONE “HEAVY”, CHE DIVENTANO 220 MM CON CONTRAPPESO STANDARD
I livelli di rumorosità e vibrazioni sono molto bassi. Inoltre, l’operatore può sfruttare i vantaggi dei nuovi joystick e del nuovo (e ottimizzato) pedale di traslazione in metallo. I nuovi joystick a sforzo minimo offrono un controllo più preciso e fluido delle funzioni di lavoro. A disposizione dell’operatore c’è anche il nuovo sistema di comando dell’idraulica ausiliaria SAC (Selectable Auxiliary Control), tramite il quale è possibile regolare fino a cinque circuiti idraulici ausiliari indipendenti (consente inoltre di selezionare/attivare la configurazione di comando delle linee ausiliarie per poter lavorare con gli accessori più avanzati nel modo più comodo). Altra caratteristica da sottolineare è la configurazione con cilindro all’interno 32 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
IL NUOVO MINIESCAVATORE BOBCAT E26. SUA PECULIARITÀ È LA CONFIGURAZIONE CIB CON CILINDRO ALL’INTERNO DEL BRACCIO, INNOVAZIONE CHE NE GARANTISCE LA MASSIMA PROTEZIONE, INTEGRANDOLO ALL’INTERNO DI UN GRUPPO DI LAVORO RINFORZATO E PROGETTATO PER MIGLIORARNE LA DURATA
del braccio, denominata CIB, un’innovazione che ne garantisce la massima protezione, integrandolo all’interno di un gruppo di lavoro rinforzato e progettato per migliorarne la durata. Questi miniescavatori possono essere dotati anche di quadro comandi con display Deluxe, che offre informazioni più dettagliate per semplificare la ricerca guasti e le nuove funzionalità del citato SAC. Pur continuando a usare motori a iniezione meccanica, affidabili e di facile manutenzione, tutti i modelli sono già conformi alla normativa europea sulle emissioni inquinanti Stage V. Versioni su misura La nuova generazione del modello Bobcat E26 è una macchina robusta e
facile da usare, ottimizzata per le esigenze specifiche del mercato del noleggio, ma introduce anche nuovi livelli di comfort e altre caratteristiche richieste e apprezzate dagli operatori più esigenti. Pur con un peso di trasporto inferiore di 100 kg rispetto a prima, il “nuovo” E26 offre una maggiore capacità di sollevamento laterale. Per evitare i problemi più tipici del mercato del noleggio e ridurre i tempi di fermo macchina, poi, l’E26 si caratterizza ora per soluzioni interessanti come il cilindro collocato all’interno del braccio e il braccio escavatore dalla geometria di movimento studiata in modo da ridurre il rischio di collisioni tra benna e cabina. Il nuovo miniescavatore Bobcat E27 con profilo di rotazione posteriore convenzionale introduce una combinazione di stabilità, prestazioni di scavo e forze di strappo, nonché un peso di trasporto comunque ai limiti per l’uso di rimorchi adeguati. La sporgenza posteriore della macchina è di 280 mm anche con il contrappeso pesante opzionale, cosa che consente l’utilizzo in spazi ristretti (ciò ne fa uno strumento ideale per applicazioni impegnative dove prestazioni e trasportabilità hanno priorità rispetto alla compattezza). La versione E27z, invece, migliora le prestazioni già rilevanti dell’E26 attuale, con la cabina più grande per questa taglia di macchine sul mercato. Essendo un “vero”girosagoma ZHS (Zero House Swing) anche con il contrappeso pesante opzionale, questo modello offre flessibili-
tà di movimento nel lavoro in prossimità di pareti, stabilità a 360° e un peso ridotto. Con il bilanciere lungo opzionale e la cabina Premium, l’E27z offre potenza di scavo e comfort tipici di escavatori più grandi ed è quindi ideale per le imprese di costruzione che abitualmente hanno a che fare con gli angusti spazi urbani. Veniamo poi al nuovo Bobcat E34: questo è il modello convenzionale da 3,4 t di nuova generazione studiato per offrire maggiore stabilità, elevate prestazioni e un controllo ancora più preciso. La nuova cabina Premium, con aria condizionata opzionale, rende ideale l’ambiente di lavoro per l’operatore in qualunque condizione meteorologica. Quando i vantaggi della trasportabilità su rimorchio e del profilo girosagoma ZHS non sono necessari, questa macchina offre un mix tra prestazioni, stabilità e comfort per l’operatore. Chiude la serie il modello E35z, un miniescavatore di nuova generazione per
OLTRE A PORTARE GLI ASPETTI INGEGNERISTICI E LA PRODUTTIVITÀ DEI NUOVI MINIESCAVATORI A NUOVI LIVELLI D’ECCELLENZA, IL TEAM DI PROGETTISTI BOBCAT SI È IMPEGNATO ANCHE A MIGLIORARE COMFORT E FUNZIONALITÀ E AD ASSICURARE LA MIGLIORE CORRISPONDENZA TRA LE MACCHINE E LE APPLICAZIONI CHIAVE
la classe 3,5 t che offre gli ulteriori vantaggi del design ZHS e che rappresenta una soluzione di particolare interesse per il mercato italiano, insieme alle versioni
E27z ed E34. Questa versione offre un’interessante combinazione tra compattezza, diagramma di lavoro (in particolare con bilanciere lungo opzionale) e stabilità
LA SCHEDA TECNICA Motore (3 cilindri - Stage V):
E27Z
E34
E35Z
Kubota D1305
Kubota D1703
Kubota D1703
Potenza motore:
HP
25
25
25
Larghezza totale:
mm
1.550
1.550
1.750
Profondità di scavo max. (SA/LA):
mm
2.547 / 2.847
3.117 / 3.417
3.117 / 3.417
Altezza di scavo max. (SA/LA):
mm
3.043 / 3.243
3.340 / 3.521
3.340 / 3.521
Sbraccio al suolo max. (SA/LA):
mm
4.518 / 4.814
4.980 / 5.270
5.230 / 5.520
Forza di scavo (SA/LA):
kN
16 / 13,5
20,5 / 18
20,5 / 18
Forza alla benna:
kN
23,7
31
31
Peso operativo con cabina e benna:
kg
2.700
3.370
3.550
IL NUOVO MINIESCAVATORE BOBCAT E27Z È UN “VERO” GIROSAGOMA ZHS (ZERO HOUSE SWING), ANCHE CON CONTRAPPESO PESANTE OPZIONALE
IL NUOVO MINIESCAVATORE CONVENZIONALE BOBCAT E34 È LARGO 1.550 MM E OFFRE UN MIX TRA PRESTAZIONI, STABILITÀ E COMFORT PER L’OPERATORE
IL MINIESCAVATORE ZHS BOBCAT E35Z, APPARTENENTE ALLA CLASSE DELLE 3,5 T, RAPPRESENTA UNA SOLUZIONE DI PARTICOLARE INTERESSE PER IL MERCATO ITALIANO maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 33
MACCHINE
LA PROTEZIONE DEL CILINDRO DEL BRACCIO È STATA RIPROGETTATA E COMBINATA CON UNA MAGGIORE PROTEZIONE DI TUBI, FLESSIBILI E VALVOLE SUL BRACCIO ESCAVATORE
(sono disponibili due contrappesi opzionali), nonché un ampio e comodo abitacolo. Questa macchina è al vertice della Serie R e sarà apprezzata dagli operatori che necessitano di un escavatore ZHS dalle grandi prestazioni ma che desiderano anche costi di possesso inferiori rispetto alle macchine di peso maggiore. I modelli E34 ed E35z sono peraltro disponibili con il sistema opzionale di tensionamento automatico (idraulico) dei cingoli, in grado di ridurre ulteriormente le esigenze di manutenzione e il rischio di “scingolamento”.
LA LAMA DEI NUOVI MINIESCAVATORE SERIE R È STATA RIDISEGNATA PER GARANTIRE UNA MAGGIORE ROBUSTEZZA E OFFRIRE MIGLIORI CAPACITÀ AUTOPULENTI
I NUOVI MINIESCAVATORI GARANTISCONO UN’ELEVATA FACILITÀ DI ACCESSO PER MANUTENZIONE. PORTELLI E COPERTURE LATERALI SONO STATI DISEGNATI PER ESSERE FACILI DA APRIRE E CHIUDERE
Le altre caratteristiche La lama dei nuovi miniescavatore Serie R è stata ridisegnata per garantire una maggiore robustezza e offrire migliori capacità autopulenti. La protezione del cilindro del braccio è stata riprogettata e combinata con una maggiore protezione di tubi, flessibili e valvole sul braccio escavatore. Bobcat offre inoltre due alternative per la posizione degli innesti ausiliari: il montaggio sul braccio, per una protezione ottimale, oppure sul bilanciere, per un più facile accesso. Inoltre, of-
fre diversi sistemi di attacco, meccanici o idraulici, per assicurare il montaggio semplice e sicuro degli accessori. Gli attacchi tedeschi saranno ora disponibili con attuatori basculanti installati in fabbrica (controllati dal circuito dedicato AUX4); il kit valvola deviatrice per la benna (AUX3) è disponibile per azionare accessori come la benna mordente. Altre opzioni includono luci a LED e un giro-faro semplice da installare. Per rendere più sicuro il trasporto, poi, sono stati aggiunti sulla torretta quattro ulteriori punti di ancoraggio. ■
riferimento e siamo convinti che queste macchine siano le migliori nella loro categoria attualmente
sul mercato. È stata davvero una sfida creare qualcosa di ancora migliore della serie attuale, che è già tra le top nel settore. Eppure, concentrandoci su ogni singola parte, abbiamo introdotto oltre un centinaio di miglioramenti, tenendo sempre a mentre le esigenze dell’operatore. Questo è un momento davvero emozionante per tutti coloro che in Bobcat sono coinvolti nello sviluppo dei miniescavatori Serie R. I nostri progettisti e i nostri esperti di prodotto hanno lavorato a stretto contatto con il team commerciale e diverse concessionarie europee appositamente selezionate, per assicurare la perfetta corrispondenza tra questi nuovi prodotti e i particolari requisiti della nostra clientela europea”.
L’OPINIONE “Grazie a quasi cinque anni di continua evoluzione, oggi alziamo ulteriormente gli standard di
MIROSLAV KONAS, PRODUCTMANAGER, BOBCAT EXCAVATORS, EMEA E JAROSLAV FISER, PRODUCT LINE DIRECTOR, BOBCAT EXCAVATORS, EMEA,
34 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
MACCHINE Kobelco
LA POTENZA INCONTRA L’EFFICIENZA 36 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Una delle novità più interessanti proposte recentemente dal costruttore giapponese è l’escavatore cingolato SK210HLC Hybrid, disponibile anche in versione “triplice” e dallo scorso mese di marzo a disposizione presso la rete distributiva italiana di Stefano Vitali
L
e chiavi del primo escavatore cingolato SK210HLC Hybrid (nell’occasione, in colorazione “Silver”) consegnato in Italia sono state affidate all’inizio di maggio a Graziano Giovannetti, dell’impresa Giovannetti snc di Serravalle Pistoiese (Pt), specializzata in movimento terra, che ha quindi aggiunto al suo parco mezzi uno strumento che, combinando un sistema ibrido e un nuovo sistema idraulico, è in grado di assicurare una rilevante riduzione dei consumi di carburante e, parallelamente, un’elevata efficienza. L’SK210HLC Hybrid - proposto sul mercato anche in versione NLC (larghezza complessiva di 2.880 mm, contro i 2.990 mm dell’LC) - è il risultato di 12 anni di studi da parte di Kobelco
L’ESCAVATORE KOBELCO SK210HLC OFFRE UNA FORZA DI STRAPPO DINAMICA E AL TEMPO STESSO RIDUCE AL MINIMO IL CONSUMO DI CARBURANTE. LA MODALITÀ H, CON REGOLAZIONE DI COPPIA MAGGIORE, OFFRE UN VOLUME DI SCAVO SUPERIORE DI CIRCA IL 7%
sul tema di: è nel 2006, infatti, che il costruttore giapponese ha sviluppato per la prima volta un escavatore ibrido completamente idraulico. Il precursore di questa gamma di prodotto, in particolare, è stato il modello SK80H; il suo successore della classe da 20 t, il modello SK200H-9, ha alzato l’asticella e raggiunto una notevole efficienza in termini di consumi di carburante. L’ultimo in ordine di realizzazione, questo SK210HLC-10, oltre a essere dotato della tecnologia ibrida sviluppata e coltivata da Kobelco dispone di una batteria agli ioni di litio ad alta capacità. Gli ultimi sviluppi in questo campo hanno consentito la realizzazione di un sistema assistito ad alta potenza ma compatto, dunque, facendo evolvere le macchine ibride in “vere macchine ibri-
de” (come annunciato dal costruttore). Tutto ciò sia in termini di rendimento del carburante che di produttività. L’escavatore cingolato SK210HLC-10 Hybrid, inoltre, è equipaggiato con dispositivi di nuova progettazione estremamente durevoli, per garantirne il valore nel tempo. Verso una nuova fase Nel 1930, Kobe Steel ha prodotto il primo escavatore elettrico fabbricato completamente in Giappone, seguito nel 1963 dal primo escavatore idraulico. Da allora, il marchio Kobelco è stato associato a macchinari da costruzione innovativi, che vanno dalle attrezzature per ingegneria civile alle macchine impiegate nelle operazioni di riciclaggio. Kobelco, come politica aziendale, si è
L’ERA DELLE “VERE MACCHINE IBRIDE” Il sistema ibrido originale Kobelco ha subìto un’ulteriore evoluzione: il motore elettrico di rotazione adottato, offre una manovrabilità unica per una macchina ibrida. Inoltre, l’ampio generatore-motore azionato da una batteria agli ioni di litio ad alta capacità assiste costantemente il motore, riducendone enormemente il carico. Il nuovo sistema ibrido, dunque, assicura un efficace risparmio di carburante e la supporta la potenza di rotazione, di scavo e di traslazione, consentendo un carico di lavoro superiore a quello delle macchine convenzionali. In dettaglio, l’energia generata con questo sistema è di 3,3 volte superiore a quella delle batterie all’idruro di nickel metallico utilizzate nell’SK80H-2, ad esempio, e garantisce una durata 17,6 volte superiore rispetto ai condensatori utilizzati nel modello SK200H-9. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 37
MACCHINE
MAKOTO KATO
MANAGING DIRECTOR, EXCAVATOR DIVISION DIRECTOR, KCME
“Dopo un periodo di crescita, con nuovi modelli e l’espansione della rete, Kobelco si è presentata a Intermat con un ampio ventaglio di novità. Protagonista allo stand è stato l’escavatore da demolizione SK400DLC-10, dotato del sistema NEXT per lavori di demolizione ad alta quota e fondazioni, di attacco rapido per un veloce aggancio e sgancio delle attrezzature e facilmente trasportabile, a tutto vantaggio del TCO. Era esposto anche l’SK210HLC-10 Hybrid, lanciato nel 2017, che possiede uno dei sistemi ibridi tecnologicamente più avanzati sul mercato europeo. A testimoniare che è possibile ottenere prestazioni eleva-
“
possiede due motori elettrici in grado di produrre 51 kW supplementari: ciò si traduce in una potenza complessiva di 175 kW. Il “cuore” dell’escavatore L’escavatore cingolato Kobelco SK210H LC Hybrid, dunque, presenta un sistema elettrico di rotazione indipendente che assicura un’elevata manovrabilità nelle operazioni combinate di rotazione e utilizzo del braccio di scavo. Il motore di rotazione, durante la sua accelerazione, è alimentato solo dall’energia elettrica accumulata nella citata batteria a ioni di litio; durante la decelerazione della rotazione, invece, l’energia di frenata qui generata viene convertita in energia elettrica accumulata nella batteria. Nelle operazioni di scavo e traslazione della macchina, invece, l’assistenza del generatore-motore riduce in modo ri-
LA COMBINAZIONE DEL SISTEMA IBRIDO E DEL SISTEMA IDRAULICO ASSICURA RIDOTTI CONSUMI DI CARBURANTE E UN’ELEVATA EFFICIENZA
“
L’OPINIONE
sempre chiesta quali siano le condizioni reali nei cantieri e come sia possibile facilitare, accelerare e rendere più efficienti le operazioni. È ponendosi queste domande che, durante la sua storia, il costruttore ha sempre creato macchine vincitrici di importanti riconoscimenti internazionali, grazie allo sviluppo di fattori inerenti l’efficienza prestazionale e il risparmio di carburante. La gamma di escavatori SK, nella fattispecie, è costruita per garantire un’elevata durata e resistenza alle condizioni di lavoro più gravose. L’escavatore cingolato SK210LC, in particolare, rappresenta il “top della sua classe”, grazie all’elevata potenza di scavo e al basso consumo di carburante; la versione H (Hybrid), oggi, mantiene tutti gli elementi caratteristici e prestazionali di questo modello associando una tecnologia in grado di assicurare ulteriore potenza ed efficienza. Oltre a essa, quest’escavatore
te riducendo al tempo stesso l’impatto sull’ambiente è stato anche il midi escavatore ED160BR-5 Blade Runner, che migliora le già notevoli performance del predecessore ED160BR-3 sia in termini di efficienza operativa che di risparmio di carburante. A completare la rappresentativa Kobelco c’era il top di gamma SK500LC-10, il più grande escavatore convenzionale per movimento terra e costruzione del brand, e i modelli ultracompatti SK08 e SK10SR-2, oltre ai miniescavatori SK17SR-3, SK25SR-6, SK28SR-6, SK35SR-6, SK45SRX-6 e SK55SRX-6, SK75SR-3 Side Drain, l’SK140SRLC-5 a scarico laterale, l’escavatore a sbraccio lungo SK260LC-10 e la nuova gru cingolata idraulica CKE900G-2. Di particolare interesse per l’Italia c’era il nuovo escavatore SK210SNLC-10, in sagoma, con una larghezza di trasporto di 2.540 mm, con cingoli da 500 mm”. 38 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
LA DISPOSIZIONE DEI COMPONENTI CONSENTE DI ACCEDERE FACILMENTE DA TERRA PER MOLTI CONTROLLI GIORNALIERI E PER GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA. IL LATO SINISTRO È PREDISPOSTO PER FACILITARE L’ACCESSO AL RADIATORE E AGLI ELEMENTI DEL SISTEMA DI RAFFREDDAMENTO; IN QUELLO DESTRO SONO PRESENTI I FILTRI CARBURANTE E OLIO E IL PREFILTRO. SONO FACILMENTE ACCESSIBILI ANCHE IL MOTORE TERMICO HINO E QUELLO DI ROTAZIONE, POSTI NELLA PARTE SUPERIORE DELLA MACCHINA
LA SCHEDA TECNICA SK210HLC HYBRID Motore (4 cilindri, Stage IV):
DURANTE L’ABBASSAMENTO DEL BRACCIO DI SOLLEVAMENTO IL SISTEMA DI INTERFLUSSO DI CUI È DOTATO LA MACCHINA SFRUTTA LA FORZA ESERCITATA VERSO IL BASSO DAL PESO DEL BRACCIO STESSO PER SPINGERE IL FLUIDO VERSO IL BRACCIO DI SCAVO. IN TAL MODO, SI RIDUCE LA NECESSITÀ DI APPLICARE POTENZA DALL’ESTERNO DEL SISTEMA
levante il carico sul motore. Durante le operazioni a carico elevato, in particolare, la potenza del generatore-motore è stata aumentata fino a 25 kW - equivalente alla potenza del motore di un escavatore della classe da 5 t - e l’energia elettrica accumulata nella batteria consente di assistere il motore termico(il consumo di carburante viene pertanto ridotto). Durante le operazioni di carico ridotto, invece, la potenza sviluppata dal motore è utilizzata per generare energia elettrica dal motore-generatore: essa, quindi, viene accumulata nella batteria e le operazioni di scavo e traslazione vengono eseguite idraulicamente. Da evidenziare, poi, che l’escavatore SK210H LC Hybrid è alimentato da un motore Stage IV dotato di sistema di post-trattamento dei gasi di scarico e di un sistema SCR con unità DEF/ urea, che consente di produrre uno scarico più “pulito”:il radiatore dell’EGR riduce le emissioni di NOx (circa l’88% rispetto al modello convenzionale), il turbocompressore a geometria variabile (VG) e il sistema d’iniezione del carburante Common Rail riducono quelle di particolato. ■
Hino J05EUM-KSSK
Potenza motore (ISO 9249/ISO 14396) a 2.000 giri/min:
kW
119/124
Coppia max. (ISO 9249/ISO 14396) a 1.600 giri/min:
Nm
640/660
Capacità benna (a colmo, ISO):
m3
0,93
Sbraccio di scavo max.:
mm
9.420
Sbraccio di scavo max. a livello del suolo:
mm
9.240
Profondità di scavo max.:
mm
6.160
Altezza di scavo/scarico max.:
mm
9.510/6.680
Raggio di rotazione minimo:
mm
3.560
Forza di strappo (benna/braccio di scavo):
kN
143/121
Forza di strappo (benna/braccio di scavo) con Power Boost:
kN
157/112
Lunghezza complessiva:
mm
9.680
Larghezza complessiva:
mm
2.990
Altezza complessiva (alla parte superiore del braccio di sollevamento):
mm
3.200
Peso in ordine d’esercizio:
kg
22.100-23.100
UNITÀ DEL SISTEMA IBRIDO Alimentazione principale:
Batteria agli ioni di litio - 567 V
Motore del generatore:
Sincrono trifase CA a magnete permanente 25 kW a 1.880 giri/min
Motore di rotazione:
Sincrono trifase CA a magnete permanente 26 KW a 3.600 giri/min
* con avambraccio da 5,65 m e braccio di scavo corto da 2,4 m
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 39
MACCHINE Messersì
MEDAGLIA D’ORO È tempo di celebrazioni per l’azienda marchigiana, che a Intermat 2018 ha festeggiato i 25.000 dumper prodotti e i 25 anni nel settore dei trasportatori cingolati idraulici. Tante le novità messe in mostra per festeggiare quest’importante evento di Lorenzo Zacchetti
40 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
I
l dumper dorato esibito a Parigi ha sancito il traguardo delle 25.000 unità di questo genere prodotte da Messersì. Una lunga storia cominciata negli anni Settanta e che, tra cingolati e gommati, rappresenta tuttora uno dei prodotti di maggior successo del costruttore marchigiano. Inoltre, l’azienda ha festeggiato 25 anni di produzione dei propri trasportatori cingolati idraulici e, per celebrare quest’importante ricor-
ALESSANDRO VALERE, EXPORT DEPARTMENT, ROBERTO STEFANINI, COMMERCIALE ITALIA, MARCELLO SPORTELLI, RESP. TECNICO, MARCO GRUCCI, EXPORT MANAGER, MARINA PASSERI, EXPORT DEPARTMENT, EUGENIO VALERE, MANAGING DIRECTOR E CEO, ERCOLE CIARLONI, RESP. PROTOTIPI E SERVICE POSANO CON IL DUMPER DORATO CHE CELEBRA LE 25.000 MACCHINE DI MESSERSÌ. SOTTO, LO STAND A INTERMAT
renza, ha rinominato tutta la gamma, in seguito alla revisione della parte estetica che colpisce soprattutto per il nuovo dimensionamento delle benne riguardante tutti i modelli, da quelli a scarico frontale a quelli con pala autocaricante. La nuova nomenclatura uniforma le sigle dei diversi modelli al fine di offrire ai propri clienti indicazioni chiare circa la portata e l’alimentazione di ognuno di essi. La sigla TC ha la particolarità di prestarsi all’uso sia in italiano, che in inglese e in francese (rispettivamente: “Trasportatore Cingolato”, “Trucked Carrier” e “Transporteur à Chenilles”) ed è seguita da numeri che indicano la portata del sottocarro, espressa in quintali, nonché dalla lettera “d” per indicare l’alimentazione diesel o dalla “e” per quella elettrica.
La nuova linea Evolution La nuova linea Evolution è composta dai modelli TC100, TC100d, TC120d, TC130d e si caratterizza per il sottocarro cingolato con trasmissione idrostatica e rulli oscillanti nella parte centrale del cingolo, caratteristiche che consentono di superare agevolmente ogni ostacolo. Il layout del cingolo in gomma brevettato garantisce inoltre un’ampia area di appoggio, una bassa pressione specifica al suolo e un’elevata stabilità in tutte le condizioni d’impiego. La versione TC120-e è invece ad alimentazione completamente elettrica e, grazie alle diverse tipologie di batteria disponibili (litio, ferro e fosfato), consente di lavorare con otto ore di autonomia anche in condizioni di Heavy Duty. IL TC 100D (EX TCH-R800D) FA PARTE DELLA NUOVA LINEA EVOLUTION LANCIATA DA MESSERSÌ. IL CARICATORE, CHE HA UNA LARGHEZZA DI 800 MM, SI DISTINGUE PER UN CARICO UTILE DI 1.000 KG E UN MOTORE DIESEL KUBOTA DA 9,6 KW
IL MINITRASPORTATORE CINGOLATO TC 50 HA UN SOTTOCARRO DOTATO DI CINGOLI IN GOMMA, UNA TRASMISSIONE IDRAULICA A COMANDO MANUALE CON POMPA TRIPLA E INGRANAGGI E MOTORI ORBITALI A CILINDRATA FISSA
PERFORMANCE GARANTITA CON IL PROTOCOLLO CANBUS
Estetica e praticità Il nuovo sistema benna/pala autocaricante e benna altovariabile sui trasportatori cingolati dal TC50 al TC120 spicca per il nuovo design. Alla gradevolezza delle nuove linee, più morbide, abbina la robustezza di un telaio realizzato con una lamiera intera piegata e saldata, una volumetria maggiore e una forma ideale per il trasporto sia di
Illustrandoci le caratteristiche della
oggi è ormai largamente diffuso in vari
a 1 Mbit/s, con un’utilizzazione media
TC120e, il responsabile Sales Department
settori. Il suo successo è legato ai suoi
del bus del 50%, una lunghezza media
di Messersì, Alessandro Valere, ci ha
vantaggi tecnologici e si prevede un’ul-
dei messaggi di 80 bit e un tempo di la-
spiegato che “tra le novità più interes-
teriore crescita, visto l’ottimo rapporto
vorazione di otto ore al giorno per 365
santi c’è la gestione interna elettronica
tra bassi costi e rendimento. È stato cal-
giorni l’anno, avrà un errore non rileva-
ora gestita tramite sistema CANbus, con
colato che una rete basata su CANbus
to ogni 1.000 anni!
una serie di connessioni che rendono più semplici tutte le operazioni all’interno della macchina, dal montaggio alla manutenzione. Ciò permette la risoluzione dei problemi tramite software, perché da remoto si possono modificare i parametri di gestione della macchina”. Ma di cosa si tratta? Il protocollo CAN (Controller Area Network) è un bus seriale di tipo “broadcast” che permette la comunicazione tra i dispositivi elettronici intelligenti montati su una macchina. Il bus (Binary Unit System) è un canale attraverso il quale diverse periferiche si scambiano dati. Il CAN-bus è stato introdotto dalla Bosch nei primi anni Ottanta per applicazioni automobilistiche, ma maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 41
MACCHINE plice, con una più ampia possibilità di personalizzazione dei parametri operativi. Come dotazione opzionale c’è il Remote Control applicato al trasportatore elettrico, molto utile ad esempio per lavori specifici in siti pericolosi per l’uomo. Inoltre, sul trasportatore cingolato TC230d è stata messa a punto una nuova pala autocaricante abbinabile, in optional, a una benna girevole. La macchina monta motore Tier4 e comandi tramite joystick, unico sul mercato. Il modello TC230d presenta un sottocarro con rulli basculanti e cingoli in gomma, adatto ad alte velocità. La sua considerevole altezza permette di affrontare agevolmente sterrati e terreni difficili. INTERMAT 2018 HA VISTO ANCHE IL LANCIO DEL NUOVO MINIESCAVATORE CINGOLATO M18DS (“DOUBLE SPEED”)
solidi che di liquidi. Alle nuove benne, sia a scarico frontale che a scarico altovariabile, è possibile abbinare una pala autocaricante. Il trasportatore cingolato TC120-e è stato presentato a Parigi in una nuova versione che, sotto la classica livrea bianca, nasconde un aggiornamento del sistema di gestione dell’elettronica integrata, con l’adozione della tecnologia CANbus. Inoltre, il montaggio della macchina è più sem-
PRESENTATO A INTERMAT ANCHE IL DUMPER CINGOLATO TC250D, APPREZZATO MODELLO CON CAPACITÀ 2.500 KG, MOTORE DA 48 HP E COMANDI TRAMITE JOYSTICK
UNA RAPIDA CONQUISTA DEL MERCATO La sede di Messersì è a Casine, frazione di Ostra (An). Il suo luogo di nascita è però Senigalla, appena 16 km più a est, dove nel 1957 i fratelli Italo e Fabio Messersì l’avviano come officina per la produzione di attrezzature per l’edilizia. Con una rapida crescita, già negli anni Sessanta inizia l’export verso il Nord Africa e il numero di dipendenti sale da tre a 50 unità. Nel decennio successivo si compie la transizione da impresa familiare a SpA e viene inaugurato il nuovo stabilimento, la sede attuale. Qui si trasferisce la produzione di una gamma sempre più ampia, con le novità dei dumper e dei ponteggi. La forza lavoro sale a 80 unità. Negli anni Ottanta parte la produzione di tavole in acciaio zincato e dei relativi accessori per i ponteggi, oltre a nuove linee di dumper e a un nuovo modello brevettato di betoniera autocaricante. Nella seguente decade Messersì è la prima azienda in Europa a progettare e produrre dumper idrostatici. Vengono introdotti nuovi accessori e equipaggiamenti per le betoniere, una linea di terne compatte a trasmissione idrostatica e i primi modelli di miniescavatori (16-18 q). I dipendenti salgono a 120 e viene ottenuta la certificazione ISO 9001, poi rinnovata fino a oggi. Nel nuovo Millennio viene edificato un nuovo stabilimento per la produzione di ponteggi, i dipendenti salgono a 160 e vengono introdotti nuovi modelli di miniescavatori, il primo escavatore girosagoma, il primo escavatore gommato dotato di braccio di scavo lungo e articolato (M-60W), nuove linee di dumper e skid loader gommati e cingolati, nonché una nuova gamma completa di miniescavatori girosagoma. Il decennio in corso vede l’introduzione della nuova gamma di caricatori forestali, nonché del mini-trattore cingolato TR-10V Rossetto e della nuova macchina per il lavaggio dei pannelli nei campi fotovoltaici Roboklin 25.
42 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Aumentato anche il peso operativo, da 7.000 a 7.500 kg. Intermat 2018 ha visto anche il lancio del nuovo miniescavatore M18DS, con la sigla DS che sta a indicare “Double Speed” (doppia velocità). Nato come evoluzione del precedente M18, è equipaggiato con motori idraulici più veloci e presenta un rinnovato design della cabina e delle cofanature, che ora lascia più spazio sia all’operatore a bordo che alle operazioni di manutenzione. Nuovi anche i comandi e l’equipaggiamento con joystick proporzionali che integrano tutti i comandi del miniescavatore grazie alla tecnologia con comandi roller. ■
IL TRASPORTATORE CINGOLATO TC120-E È STATO PRESENTATO A PARIGI IN UNA NUOVA VERSIONE CHE, SOTTO LA CLASSICA LIVREA BIANCA, NASCONDE UN AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE DELL’ELETTRONICA INTEGRATA, CON L’ADOZIONE DELLA TECNOLOGIA CANBUS. LA SUA MOVIMENTAZIONE È FACILMENTE GESTIBILE TRAMITE RADIOCOMANDO
Il motore diesel, posizionato sotto un cofano di grosse dimensioni, permette un facile accesso a tutti i componenti della trasmissione e del circuito idraulico, facilitando la manutenzione. Sviluppi funzionali Importante aggiornamento anche per quanto riguarda l’escavatore gommato M70W, con l’aggiunta di più linee idrauliche per permettere l’utilizzo di un maggior numero di attrezzature. La diretta evoluzione di questo modello è l’M75W, che nasce alimentato da un propulsore Kubota diesel Common Rail Stage IV Final con DPF elettronico. Così equipaggiato, l’escavatore risulta già in regola con le future normative sulle emissioni che entreranno in vigore nel 2020 e, contemporaneamente, risulta più potente e prestazionale del suo predecessore (e dal 2020 lo soppianterà, in gamma). IMPORTANTI AGGIORNAMENTI HANNO RIGUARDATO L’ESCAVATORE GOMMATO M70W, DIRETTA EVOLUZIONE DEL MODELLO M75W maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 43
MACCHINE DAF Trucks
L’ECCELLENZA FA NOVANTA
L’European Press Event organizzato lo scorso 16/17 aprile per festeggiare il 90° anniversario del costruttore olandese ha rappresentato un’occasione per ripercorrere le tappe della sua gloriosa storia, partecipare al Ride & Drive nella pista di Sint-Oedenrode (Eindhoven) e visitare il sito produttivo di Westerlo, in Belgio di Ettore Zanatta 44 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
I
l 16 e il 17 aprile scorsi hanno rappresentato un momento significativo per chi vive in questo settore e, ogni giorno, è testimone delle evoluzioni delle aziende che lo popolano. Il cammino di ognuna di esse è diverso dagli altri, ognuna si pone obiettivi diversi in base alle proprie aspirazioni e, talvolta, qualcuna riesce a raggiungere traguardi straordinari. Come straordinario è quello raggiunto da DAF Trucks NV, consociata del gruppo americano Paccar Inc., uno dei maggiori produttori di veicoli pesanti del mondo. Parliamo del suo 90° anniversario, che l’azienda di Eindhoven (Paesi Bassi) ha voluto celebrare consentendo ai suoi ospiti di ripercorrere le tappe della sua storia, dando loro l’opportunità di provare su strada e su pista quanto è stato fatto dal costruttore nel passato e le novità in serbo per il futuro: dalla A50 e la serie 2600 passando per la prima Super Space Cab, alle nuove serie LC/CF/XF, al futuristico Platoon “EcoTwin” e agli innovativi ibridi Ecochamps.
I FONDATORI DI DAF TRUCKS NV. DA SINISTRA, HUB E WIM VAN DOORNE
Nell’occasione abbiamo anche potuto visitare il sito produttivo di Westerlo, il rinnovato centro in Belgio di verniciature cabine, dove queste ultime – grazie all’impiego di 18 robot – vengono realizzate in 3.000 varietà di colori, in circa 300 unità/giorno (per un totale di 70.000/anno), con una ridu-
DAF TRUCKS NV INIZIÒ LA SUA ATTIVITÀ NEL 1928 COME OFFICINA DI RIPARAZIONE E FABBRICAZIONE DI PORTABICI PER PHILIPS E GALLERIE PER CONTENITORI DI GAS. LE TAPPE DELLA SUA STORIA SONO INNUMEREVOLI. NELLE FOTO, IL PRIMO RIMORCHIO PER CONTAINER (1936), IL PRIMO DAF T60 CON CABINA (1950) E IL DAF 16 DELLA SERIE TORPEDO (1964)
zione di vernici del 30% e di emissioni del 50%. Ma facciamo un passo indietro, perché era il lontano 1928 quando l’ingegnere olandese Hub van Doorne avviò una piccola ditta di costruzioni a Eindhoven: da qui, DAF si è evoluta fino a diventare il produttore globale di veicoli che è oggi, contraddistinto da innovazione, qualità ed efficienza di trasporto. Evoluzione del trasporto Hub van Doorne aprì la sua piccola azienda vicino a Coolen, il birrificio locale di Eindhoven, ma presto la Grande Depressione indusse van Doorne e suo fratello Wim ad ampliare l’offerta di servizi. Nel 1932 l’azienda iniziò a produrre rimorchi, cambiando nome in Van Doorne’s Aanhangwagen Fabriek, poi abbreviato in DAF. Grazie al telaio saldato, i rimorchi e semirimorchi prodotti si distinguevano per il carico utile elevato (a quei tempi la saldatura utilizzata per la loro realizzazione costituì un’innovazione, che consentì di ridurre i pesi). Anche il rimorchio per container DAF, lanciato nel 1936, costituì un’invenzione unica. Nel 1949 entrò in produzione il primo veicolo DAF e il nome dell’azienda venne modificato in Van Doorne’s Automobiel Fabriek. Nel 1950 fu costruita una fabbrica di veicoli dedicata e iniziò la produzione di telai da 3, 5 e 6t, gettando le basi dell’azienda attuale. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 45
MACCHINE L’OPINIONE
PRESTON FEIGHT PRESIDENTE DI DAF TRUCKS N.V.
“Nel corso dei suoi 90 anni di attività, DAF ha sviluppato molte innovazioni nei trasporti, stabilendo sempre nuovi standard in termini di efficienza, tempi di attività, emissioni, sicurezza e comfort del conducente. Ne sono un esempio la tecnologia turbo, in cui DAF è stata pioniera negli anni Cinquanta, l’intercooler turbo, introdotto per la prima volta da DAF nei primi anni Settanta, e le attuali trasmissioni Paccar MX-11 e MX-13 che, operando a bassi regimi del motore, garantiscono un ridotto consumo di carburante e bassa rumorosità del veicolo. Altre innovazioni introdotte negli anni successivi dall’azienda rappresentano tuttora standard di riferimento nel settore. L’innovazione, d’altronde, non è mai stata per DAF un obiettivo fine a sé stesso: in tutto ciò che essa sviluppa, la cosa più importante è offrire ‘valore’ ai clienti. Il nostro approccio è quello di eseguire verifiche accurate dei nuovi prodotti che sviluppiamo, prima di lanciarli, e poi di presentarli sul mercato quando esso è pronto ad accoglierli. Oggi applichiamo la stessa strategia incentrata sul cliente anche ai veicoli elettrici e ibridi, destinati a diventare alternative valide per i trasportatori che operano nelle aree urbane, e forniamo una gamma completa di veicoli eccellenti, che garantiscono i costi di esercizio più bassi del settore, oltre all’efficienza di trasporto più elevata e con il massimo comfort del conducente. Grazie a un team di oltre 10.000 persone dedicate alla progettazione, alla costruzione, alla vendita e al supporto dei suoi veicoli, motori, ricambi e servizi di qualità, DAF si trova nella posizione ideale per continuare a crescere con successo in tutto il mondo”. 46 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Lo sviluppo dei motori Inizialmente DAF utilizzava motori a benzina e diesel Hercules e Perkins, ma nel 1957 la società di Eindhoven progettò e iniziò a produrre i primi motori con marchio DAF. Due anni dopo migliorò il diesel DD575 con l’introduzione di un turbocompressore, che costituì un’altra innovazione. DAF è stata la prima realtà nel settore a introdurre il turbo intercooler nel 1973. Questa tecnologia fu sviluppata per sod-
DAF IN PISTA, TRA PASSATO E FUTURO
disfare la domanda di motori con potenza superiore e consumo di carburante inferiore, ma si dimostrò indispensabile per ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni dei gas di scarico. Negli anni Ottanta DAF lanciò l’ATi (Advanced Turbo Intercooling), che consentiva un ulteriore aumento di potenza ed efficienza grazie al perfezionamento della tecnologia di iniezione e alla forma ot-
timizzata della camera di combustione. Nel 2005 DAF presentò il Paccar MX, oggi installato in tutti i veicoli industriali pesanti DAF e in oltre il 40% dei veicoli prodotti da Kenworth e Peterbilt. L’ultima generazione di motori MX-13 e MX-11 è caratterizzata da motori con basso numero di giri, trasmissioni intelligenti e assali posteriori ottimizzati, che garantiscono una coppia elevata a bassi regimi del motore, assicurando un’elevata efficienza di consumo e mas-
NEL SITO PRODUTTIVO DAF DI WESTERLO, IN BELGIO, VENGONO PRODOTTE CIRCA 70.000 CABINE L’ANNO, IN 3.000 VARIETÀ DI COLORI
simi livelli di comfort per il conducente. Insieme agli avanzati algoritmi software del veicolo, all’aerodinamica e al nuovo impianto di post-trattamento compatto, queste innovazioni DAF garantiscono un aumento nell’efficienza di consumo del carburante, pari al 7%, il massimo nella storia dell’azienda.
La cabina: nuovi standard I primi veicoli DAF, realizzati tra gli anni Quaranta e Cinquanta, erano costituiti da un semplice telaio, che presentava la caratteristica calandra con sette barre cromate davanti al motore e un sedile provvisorio in legno. I telai DAF venivano quindi inviati agli allestitori per il montaggio di cabine personalizzate costruite da aziende locali. Nel 1951 DAF introdusse la sua prima cabina, con angoli arrotondati e una calandra anteriore
IN OCCASIONE DELL’EVENTO È STATO POSSIBILE PROVARE NELLA PISTA DI SINT-OEDENRODE (EINDHOVEN) I VECCHI E I NUOVI VEICOLI DAF
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 47
TESTATINA L’OPINIONE dano con molta attenzione e rispetto, anche grazie all’introduzione di soluzioni innovative – in termini di risparmio di carburante, di massimizzazione dei tempi di utilizzo, di diminuzione pesi, di carichi utili aggiuntivi, di aumento di potenze e coppie, di gestione della flotta – che ci proiettano nel futuro. L’Italia è uscita dalla crisi, ma il recente
PAOLO A. STARACE AD DI DAF VEICOLI INDUSTRIALI
trend positivo va mantenuto e consolidato. I finanziamenti statali hanno sicuramente aiutato eil parco circolante
“Le scelte fatte dall’azienda nel corso dei
– che era vetusto – necessita di essere
suoi 90 anni le hanno consentito di esse-
rinnovato. Quest’anno ci aspettiamo
re ancora protagonista dopo tutto questo
un mercato in linea con il 2017, quin-
tempo e di essere certi di poter esserlo
di tra le 19.000 e le 20.000 unità (so-
per altrettanto tempo, con prospettive
pra le 16 t): la prima parte del 2018 si
davvero incoraggianti. Il nostro settore
è caratterizzata per un buon volume
lascia intravedere sviluppi interessanti
di immatricolato, probabilmente gra-
nel prossimo futuro, che sarà caratteriz-
zie anche agli incentivi sulla rottama-
zato dall’impiego di nuove e sempre più
zione, ma finito questo tipo di azio-
innovative tecnologie. Il marchio DAF è
ne, infatti, credo che nei prossimi me-
oggi conosciuto e ‘riconosciuto’ come
si si manifesterà una lieve flessione.
sinonimo di qualità, anche nel mercato
L’obiettivo di DAF Veicoli Industriali è
italiano. Qui, l’obiettivo è raccogliere i
attestarsi al 12% di quota di merca-
frutti di quanto abbiamo seminato ne-
to (sopra le 16 t), quindi crescere di
gli anni passati, aumentando le quote
un punto percentuale rispetto al 2017.
di mercato. I nostri concessionari, che
In Europa siamo al 16,3% (a febbraio
ci rappresentano e sono gli ambasciato-
2018): il mercato italiano lascia intra-
ri di DAF sul territorio, possono andare
vedere margini di crescita e con i nuo-
dai propri clienti a testa alta, rappresen-
vi prodotti che abbiamo recentemente
tando un marchio che è certamente uno
presentato raggiungeremo questo ri-
dei più importanti sul mercato mondiale.
sultato. Ci sono tutti i presupposti per
Non abbiamo nulla da invidiare a nessu-
fare bene e meglio, anche nel settore
no; anzi, i nostri competitor oggi ci guar-
del cava cantiere”.
inclinata, per migliorarne l’aerodinamica, con un sedile sospeso per aumentare il comfort del conducente. Negli anni Sessantal’azienda ha ulteriormente migliorato quest’ultimo aspetto, con la prima cabina concepita per il trasporto internazionale, enel 1969 DAF è stato uno dei primi produttori a introdurre il meccanismo di ribaltamento per il modello con cabina sul motore, che ha ottimizzato l’accesso per la manutenzione.Con l’introduzione della Space Cab nel 1988, DAF ha consolidato la sua leadership come produttore di veicoli, grazie all’attenzione dedicata ai costi d’esercizio e al conducente. Lo stato dell’arte Negli ultimi anni DAF ha lanciato le nuove serie LF, CF e XF nel 2001 e nel 2002, il pluripremiato modello XF105 nel 2005 e il programma Euro 4 e 5 nel 2006. Nel 2013 è entrata in produzione una nuova linea completa di modelli Euro 6 ultra-ecologici. Infine, nel 2017 i nuovi CF e XF sono stati nominati “International Truck of the Year 2018”, per la massima efficienza di trasporto della categoria e il citato aumento del 7% nell’efficienza di consumo del carburante. Sempre nel 2017, il nuovo LF ha ottenuto il premio “Commercial Fleet Truck of the Year” nel Regno Unito. L’impegno di DAF per la qualità le ha permesso di conquistare ben cinque premi International Truck of the Year, il massimo riconoscimento nel settore: nel 1988 per il DAF 95; nel 1998 per il DAF 95XF; nel 2002 per il DAF LF; nel 2007 per l’XF105; nel 2018 per i veicoli CF e XF. ■
OGGI DAF TRUCKS NV PRODUCE UNA GAMMA COMPLETA DI TRATTORI E CABINATI E OFFRE IL VEICOLO GIUSTO PER OGNI TIPO DI TRASPORTO
48 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
aria OLIO IDRAULICI
aria CABINA
LIQUIDO REFRIGERANTE
GASOLIO
DAHL FUEL MANAGER® FILTRI DIESEL E SEPARATORI ACQUA
ADDITIVI STANADYNE
TM
ricambi@piopellacini.it / www.piopellacini.com / via Industria 3 / 43022 Basilicanova / Parma / Italy / tel.+39 0521 681626 / fax 681007
MACCHINE Wirtgen Group
I “ROAD TECHNOLOGY DAYS” 2018 Quest’evento rappresenta un punto d’incontro internazionale per il settore delle costruzioni stradali, in occasione del quale il Gruppo presenta periodicamente la sua ampia gamma di prodotti, servizi e tecnologie applicate, nonché le ultime novità proposte sul mercato. Quest’anno si è svolto presso la sede produttiva Vögele di Ludwigshafen am Rhein, in Germania di Ettore Zanatta
C
on oltre 50 società di distribuzione e assistenza dislocate in tutto il mondo, il Wirtgen Group è sempre e ovunque “vicino ai suoi clienti” (“close to our customers”, come cita il motto aziendale). La sua articolata gamma di prodotti, le tecnologie e i relativi metodi applicativi innovativi, la vasta offerta di servizi e il know-how di tecnici esperti sono parte integrante del Gruppo, del suo DNA e della sua filosofia aziendale e ne fanno un partner affidabile per chi opera nel settore. Che, periodicamente, è chiamato “a raccolta” in occasione di una “due giorni” di approfondimenti tecnici, denominata “Road Technology Days”, organizzata a rotazione presso uno dei
50 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
MARIO SPINELLI, AD E CEO DI WIRTGEN MACCHINE (NOVIGLIO – MI), CI HA FATTO DA CICERONE IN OCCASIONE DEI ROAD TECHNOLOGY DAYS 2018
siti produttivi dell’azienda. Quest’anno, a fare da padrone di casa per gli oltre 4.000 ospiti provenienti da tutto il mondo, è toccato allo stabilimento Joseph Vögele AG di Ludwigshafen am Rhein, nell’area della Renania-Palatinato, nei pressi di Mannheim. Visita allo stabilimento di produzione delle finitrici, esposizione nell’area esterna di circa 5.900 m2 delle ultime novità e delle soluzioni innovative riferite ai marchi Wirtgen, Vögele e Hamm (quindi alle soluzioni prettamente stradali, non essendo presenti prodotti degli altri due marchi, gli impianti di frantumazione Kleeman e gli impianti fissi Benninghoven), nonché delle aree “Quality Management” e “Assistenza Clienti”, più interventi didattici di ap-
profondimento da parte degli specialisti di applicazione sulle nuove tecnologie applicate dal Gruppo e coinvolgenti e scenografiche dimostrazioni dal vivo, che hanno presentato “sul campo” l’intero ventaglio di applicazioni possibili, dalla stabilizzazione delle terre agli interventi di ripristino stradale, passando per la posa in opera di conglomerati bituminosi e cementizi. Questo il ricco menù che abbiamo potuto gustare gli scorsi 10 e 20 aprile, con tanto di dolce rappresentato dal consueto “Late Night Show” andato in scena nell’arena di 100 x 30 m appositamente allestita nel piazzale dello stabilimento. Di seguito, le principali novità viste in occasione dei Road Technology Days, molte delle quali presentate successivamente a Intermat 2018.
Le novità Wirtgen Un nuovo gruppo fresante da 1.800 mm ha ampliato il ventaglio applicativo della scarificatrice W 150 CF/W 150 CFi che, dotata di motore da 298 kW, si fa quindi oggi apprezzare per una produttività e una resa superficiale ancora maggiori e copre un ampio ventaglio di compiti differenti, che spazia dalle classiche applicazioni di piccole dimensioni alla scarifica di intere sovrastrutture stradali. Questo modello risulta dunque particolarmente indicato per operare nei cantieri più estesi ma con poco spazio disponibile per le manovre. Grazie al Flexible Cutter System gli operatori possono cambiare in modo semplice e in tempi brevi i tamburi fresanti, con larghezze operative differenti di 600, 900, 1.200 e 1.500 mm. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 51
MACCHINE IN OCCASIONE DEI ROAD TECNOLOGY DAYS 2018 IL WIRTGEN GROUP HA ESPOSTO NELL’AREA ESTERA DELLO STABILIMENTO JOSEPH VÖGELE AG DI LUDWIGSHAFEN AM RHEIN LA SUA AMPIA GAMMA DI PRODOTTI, SERVIZI E TECNOLOGIE APPLICATIVE, A BENEFICIO DEI CIRCA 4.000 OSPITI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA “DUE GIORNI” TEDESCA
Inoltre il sistema consente di montare tamburi fresanti con larghezza operativa di 1.500 mm e interlinee differenti. Da citare anche il nuovo il kit di allargamento, che permette di ampliare il cassone del tamburo fresante di 300 mm. Di conseguenza, la W 150 CF/W 150 CFi – con larghezza operativa portata a 1.800 mm – può essere impiegata in modo ancora più flessibile, essendo anche ideale per il rifacimento del manto d’usura nei cantieri di medie e grandi dimensioni. Ulteriore punto di forza sono gli ampi angoli di brandeggio del nastro convogliatore, di 60° verso entrambi i lati, che consentono di caricare il fresato anche in situazioni difficili di cantiere. Altra novità del Gruppo è il nuovo sistema AutoPilot 2.0, ora in grado di realizzare in modo ancora più economico e preciso profili monolitici offset e inset di qualsiasi forma e dimensione (si possono realizzare, tra le altre cose, barriere di sicurezza in calcestruzzo, cordoli, isole salvagente o pavimentazioni stradali
larghe fino a 3,5 m). A tale scopo, il sistema 3D si serve di un esistente modello digitale dei dati topografici o ne crea uno nuovo in cantiere. L’AutoPilot 2.0 è destinato alle finitrici SP 15/SP 15i e SP 25/SP 25i. Nuovo è anche il rotore di fresatura e miscelazione Duraforce: condizioni operative impegnative e variabili pongono costantemente di fronte a nuove sfide gli utensili da taglio impiegati per eseguire gli interventi di riciclaggio a freddo e di stabilizzazione delle terre; per questo motivo Wirtgen ha sviluppato per
TRA LE NOVITÀ PIÙ RILEVANTI, I NUOVI RULLI HAMM GRW 280I, DOTATO DEL SISTEMA EASY DRIVE, HD+ 90I PH DA 9 T, CON PROPULSORE POWER HYBRID
la serie WR questo nuovo strumento, in grado di soddisfare in entrambe le applicazioni le esigenze più estreme.
DIMOSTRAZIONI DAL VIVO HANNO PRESENTATO “SUL CAMPO” L’INTERO VENTAGLIO DI APPLICAZIONI POSSIBILI, DALLA STABILIZZAZIONE DELLE TERRE AGLI INTERVENTI DI RIPRISTINO STRADALE, PASSANDO PER LA POSA IN OPERA DI CONGLOMERATI BITUMINOSI E CEMENTIZI 52 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Le novità Vögele I requisiti richiesti ai sensori di livellazione sono molto diversi a seconda dell’intervento da eseguire e spaziano dagli stretti raggi di curvatura delle rotatorie fino ai lunghi rettilinei delle strade di grande comunicazione. Vögele risponde a tali esigenze proponendo un’ampia gamma di soluzioni, che comprende diversi sensori meccanici e ultrasonici, nonché il nuovo sistema Big MultiPlex Ski. Destinato per gli interventi in cui è richiesta una perfetta planarità in senso longitudinale, esso è stato riprogettato focalizzando l’attenzione sulla semplificazione delle operazioni di montaggio (eseguibile da
del committente stesso. WITOS Paving è una soluzione che coinvolge le varie parti interessate – dalla direzione dei lavori all’impianto di confezionamento dei conglomerati bituminosi, ai conducenti dei camion approvvigionatori, alla squadra di stesa, comprende la pianificazione e gestione dei cantieri di asfaltatura e crea una maggiore trasparenza in tutte le fasi del processo. Le funzioni disponibili sono suddivise in cinque moduli: Control; Materials; Transport; JobSite; Analysis.
una sola persona in sette minuti), gestione e trasporto. Al centro dell’attenzione per quanto riguarda il marchio Vögele, però, è stato WITOS Paving, l’innovativa soluzione studiata dal costruttore per le finitrici, al fine di ottimizzare i processi nel settore delle costruzioni stradali, migliorarne la qualità e incrementarne l’efficienza. La crescente pressione sui costi e le esi-
genze di migliorare la qualità della stesa e di allungare la vita utile delle pavimentazioni stradali, infatti, rendono sempre più importante sfruttare i potenziali inutilizzati nel processo di stesa. Inoltre, è sempre più richiesta la documentazione dei risultati conseguiti, da parte dell’impresa esecutrice dei lavori o
Le novità Hamm È da oltre 50 anni che Hamm produce rulli gommati. A distanza di circa otto anni dalla rivoluzione che il costruttore ha compiuto per questa tipologia di macchina, dotandola di telaio asimmetrico (oltre a una nuova e più moderna cabina), è stato presentato in occasione dei Road Technology Days 2018 il modello GRW 280i, con un’altra innovazione per questo segmento di mercato. Il rullo con motore Tier 4, infatti, che già si distingue per la trasmissione ottimizzata e per la zavorratura flessibile, è il primo della serie gommata a essere
L’OPINIONE
“Il 2017 è stato un anno straordinario per il Wirtgen Group, il più soddisfacente nella storia dell’azienda, con una crescita a due cifre e un totale di 3 miliardi di euro di fatturato. Lo è stato anche per John Deere, che dal 1° dicembre scorso è divenuto un partner di importanza inestimabile per il Gruppo. Conosco il Wirtgen Group da 27 anni e le fondamenta dell’azienda sono chiare: altissima qualità nella costruzione delle sue macchine; collaboratori esperti, caratterizzati da grandissime competenze e una spiccata dedizione al proprio lavoro; spinta costante all’innovazione e a trovare sempre nuove soluzioni per soddisfare le esigenze dei propri clienti. Tutto ciò ha reso il Wirtgen Group un leader mondiale indiscusso nel settore delle costruzioni stradali. Io, unitamente all’interno management di John Deere, proviamo un DOMENIC G. RUCCOLO grande rispetto nei confronti della famiglia Wirtgen e di come, nell’arco CEO, WIRTGEN GROUP di due generazioni, essa ha ‘plasmato’ l’azienda a sua immagine e somiglianza, trasformandola in un fornitore di riferimento per le imprese di costruzioni a livello mondiale. I valori che hanno guidato la crescita del Wirtgen Group sono gli stessi di John Deere: crediamo in un approccio radicato al business e in una crescita sostenibile a lungo termine per la nostra azienda. Ancora più importante, condividiamo un impegno costante nei confronti dei clienti, che possono essere certi di continuare a contare sugli stessi (eccezionali) prodotti e sul livello di servizio a cui sono abituati, poiché le strutture aziendali esistenti rimarranno immutate. Anzi, saranno ottimizzate e quindi essi potranno beneficiare di offerte ampliate e portafogli complementari. Sono davvero entusiasta delle opportunità che questa sinergia può offrire, rendendo il 2018 ancora migliore del 2017. Dopotutto siamo – e continueremo a essere – ‘vicini ai nostri clienti’, per sostenerli e garantirne il successo nei cantieri di tutto il mondo”.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 53
MACCHINE dotato del sistema Easy Drive, che offre il vantaggio di un azionamento intuitivo e si distingue per le postazioni conducente estremamente ergonomiche. In tal modo, azionare i rulli più complessi diventa ora un lavoro semplice, grazie anche all’assenza di complicati comandi e di menù da seguire. Hamm ha ottimizzato la flessibilità del GRW 280i anche per quel che concerne il peso: il
1878-2018: I 140 ANNI DI HAMM In occasione dei Road Technology Days 2018 Hamm ha celebrato anche il 140° anniversario della sua
L’EVENTO SI È CONCLUSO CON IL CONSUETO (E SUGGESTIVO) “LATE NIGHT SHOW”, ANDATO IN SCENA NELL’ARENA DI 100 X 30 M APPOSITAMENTE ALLESTITA NEL PIAZZALE DELLO STABILIMENTO
fondazione. Nel 2017 l’azienda di Tirschenreuth – che oggi vanta nel suo portfolio un’ampia varietà di rulli per l’arredo paesaggistico e per la realizzazione di piccole vie di transito, nonché attrezzature per la realizzazione di circuiti automobilistici, autostrade, aeroporti e ponti - ha superato per la prima volta la soglia di 10.000 unità/anno e, per poter soddisfare la richiesta di macchine anche in futuro, nei mesi scorsi ha incrementato la capacità produttiva della sua casa madre. I lavori di ristrutturazione e ampliamento, che si concluderanno nel corso del 2018, rappresentano - con un importo di oltre 30 milioni di euro - il più grande investimento compiuto dal costruttore. Del progetto globale fanno parte anche la costruzione di un nuovo centro logistico da 12.600 m², l’allestimento di un nuovo nastro di trasporto cadenzato e di ulteriori stazioni di montaggio, nonché un ampliamento di 3.600 m² per lo stabilimento di produzione di tamburi, un secondo circuito di prova permanente dove poter testare i prototipi, un magazzino ricambi ingrandito, un capannone da 2.000 m² per i corsi di formazione. L’intera area aziendale è stata portata a una superficie di circa 400.000 m² e, una volta conclusi i lavori, Hamm potrà costruire fino a 12.000 rulli/anno. Dal 1878 a oggi svariate innovazioni hanno scandito le tappe del suo cammino: importanti pietre miliari per le opere stradali sono state, ad esempio: il primo rullo stradale al mondo alimentato a gasolio (1911); la prima trazione integrale per rulli (1932); il primo rullo gommato (1963); la compattazione con tecnologia oscillante (anni Ottanta); quella collegata in rete con l’HCQ (inizio anni Duemila); la trasmissione Power Hybrid. L’azienda ha già gettato le basi per le tecnologie del futuro: un importante tema in quest’ambito, ad esempio, è quello della guida senza conducente, che seguirà quello il progetto 2017 relativo a un compattatore azionato totalmente a distanza, in servizio ormai da diversi mesi.
54 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
nuovo rullo – che ha una larghezza operativa massima di 2.084 mm ed è dotato di un motore 4 cilindri raffreddato ad acqua da 85 kW che soddisfa i requisiti UE di classe IV e dello standard US-EPA Tier 4 – è stato lanciato sul mercato con diversi pesi di base: 10, 12, 16, 18, 20 t, 24 e 28 t. A seconda del peso di base, le macchine possono essere zavorrate in modo diverso. Nuovo (e particolarmente interessante) è anche il rullo tandem HD+ 90i PH da 9 t con propulsore Power Hybrid. Qui Hamm ha abbinato il classico motore a scoppio a un accumulatore idraulico: il motore diesel predispone il carico di base, mentre l’accumulatore sopperisce ai picchi di carico. Grazie a questa tecnologia la macchina può essere dotata, a parità di potenza, di un motore di dimensioni più piccole. Nel modello HD+ 90i PH due altri componenti vanno ad alleggerire ulteriormente il motore diesel: un sistema elettrico per le ventole ottimizzato in base al rendimento e un efficiente sistema “start-and-stop”. In tal modo è sufficiente per l’HD + 90i PH un motore con potenza da 55,4 kW anziché un gruppo da 85 kW come quello della versione “classica”. Hamm offre il rullo Power Hybrid HD+ 90i PH in sei varianti di serie: con doppia vibrazione (VV), doppia vibrazione con tamburo diviso (VV-S), un tamburo oscillante e uno vibrante (VO), un tamburo oscillante e uno vibrante diviso (VO-S), nella versione rullo combinato (VT) e rullo combinato con tamburo di vibrazione diviso (VT-S). ■
EUROPARTS
S.R.L.
SPARE PARTS FOR EARTHMOVING MACHINES – ITALY
|
Phone: 0039 049 8933065
Fax: 0039 049 626423
SPARE PARTS SUITED FOR: CATERPILLAR® KOMATSU® CASE CONSTRUCTION® NEW HOLLAND® FIAT HITACHI® CASE® FIAT KOBELCO® O&K® HITACHI® BOBCAT® VOLVO® JCB® ZF® HYUNDAI® DAEWOO® KUBOTA® YANMAR® ISUZU® CUMMINS® PERKINS® IVECO®
ELECTRIC PARTS SUITED FOR: DELCO REMY® MITSUBISHI® PRESTOLITE® HITACHI® NIKKO® MAGNETI MARELLI® NIPPONDENSO® BOSCH®
TRUCK PARTS SUITED FOR: RENAULT® MERCEDES® IVECO®
UNDERCARIAGE PARTS OF ALL BRANDS
info@europarts.it
|
www.europarts.it
MACCHINE Iveco
In linea con l’Europa
56 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
I
n occasione di Intermat 2018, Iveco ha esposto la sua vasta offerta di veicoli per i settori della costruzione di strade e urbanistica, delle cave e delle attività legate al riciclo all’interno dello stand di Case Construction Equipment. Qui, in particolare, il marchio torinese ha presentatola sua gamma di veicoli a gas naturale, in risposta alla richiesta di convertire le flotte di camion pesanti all’alimentazione a gas avanzata da Emmanuel Macron durante la Conferenza sul Finanziamento della Crescita Sostenibile della Commissione
Europea, tenutasi a Bruxelles il 22 marzo scorso. “Si tratta di impegnarsi risolutamente per la trasformazione del settore dei trasporti attraverso l’uso diffuso di veicoli elettrici e a idrogeno e la conversione al gas dei trasporti pesanti”, aveva dichiarato il presidente francese. Il nuovo Stralis X-Way Iveco ha presentato a Parigi lo Stralis X-Way, sviluppato appositamente per la logistica di cantiere e le missioni di servizio urbano,in grado di offrire una soluzione ideale alle applicazioni su strada che richiedono mobilità off-road.
Il costruttore di veicoli commerciali e mezzi cava cantiere ha presentato a Intermat 2018 il nuovo Stralis X-Way e l’intera gamma di veicoli sostenibili per il settore delle costruzioni, rispondendo alla richiesta di una massiccia conversione al gas delle flotte di camion pesanti di Pietro Gabrielli
LO STRALIS X-WAY RAPPRESENTA LA NUOVA GAMMA DI PRODOTTO SVILUPPATA DA IVECO APPOSITAMENTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE E LE MISSIONI DI SERVIZIO URBANO CHE. OFFRE UNA SOLUZIONE IDEALE PER LE APPLICAZIONI SU STRADA CHE RICHIEDONO MOBILITÀ OFF-ROAD
Questo veicolo, infatti, abbina le migliori tecnologie Iveco in termini di efficienza dei consumi e di sicurezza alla robustezza off-road dei suoi mezzi più resistenti, al fine di offrire un’elevata produttività e un importante Costo Totale di Possesso (TCO). Ed essendo stato presentato a Parigi, il nuovo Stralis X-Way ha rappresentato una risposta perfetta al boom edilizio generato dal progetto Grand Paris (in fiera era in mostra la versione a gas naturale, ideale per le attività nella capitale francese, città particolarmente attenta alla riduzione delle emissioni). Economia circolare L’area dedicata al Riciclo ha evidenziato come Iveco e Case propongano un’offerta complementare, un abbinamento ideale di prodotti per ottenere un’economia circolare basata sulla generazione di biometano dai rifiuti. In quest’area era esposto uno Stralis X-Way Hook Lifter, ideale per il settore del riciclo grazie alla sua manovrabilità, alle dimensioni compatte, all’altezza dal suolo, alla trazione e al rilevante carico utile. Per il settore Urbano, invece, Iveco ha presentato i suoi camion e veicoli commerciali leggeri sostenibili, dotati delle innovative tecnologie basate sulle trazioni alternative. In particolare, erano esposti il Daily Blue Power alimentato a maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 57
MACCHINE L’OPINIONE
PIERRE LAHUTTE IVECO BRAND PRESIDENT
“L’impegno di Iveco a sostegno della
ma anche interessanti funzionalità operative, con una capacità di carico del calcestruzzo di 8m3, in linea con i migliori telai delle corrispondenti versioni diesel. Lo Stralis X-Way, che opera in un settore in cui il carico utile è fondamentale, alza l’asticella con il suo carico utile: la versione Super Loader, su telaio 8x4 sviluppato per applicazioni come betoniera, pesa meno di 8.845 kg e consente una capacità di carico di 355 kg superiore rispetto al miglior veicolo certificato dell’ente di certificazione indipendente UTAC. Il nuovo Daily Blue Power, invece, incoronato “International Van of the Year 2018”, può accedere ai cantieri nei cen-
conversione energetica ci ha portato a sviluppare tecnologie sostenibili innovative, tradotte poi in un’offerta completa di veicoli a trazione alternativa. In un’epoca in cui i Comuni attuano misure di limitazione del traffico e introducono severe norme sulle emissioni, per risolvere il problema della qualità dell’aria respirata dai cittadini i nostri veicoli a gas naturale offrono alle aziende edili un vantaggio competitivo, specialmente in caso di gare di appalto per lavori nei centri urbani”.
IL TRAKKER È PROGETTATO PER OPERARE IN QUALSIASI CONDIZIONE ATMOSFERICA E SU TUTTI I TIPI DI TERRENO, ANCHE NEI CONTESTI OFF-ROAD PIÙ ESTREMI
IL NUOVO DAILY BLUE POWER, INCORONATO “INTERNATIONAL VAN OF THE YEAR 2018”, PUÒ ACCEDERE AI CANTIERI NEI CENTRI CITTADINI A QUALSIASI ORA, LIBERANDO IL SETTORE EDILE DAI VINCOLI DELLE NORMATIVE AMBIENTALI
gas naturale (che ha recentemente vinto il premio International Van of the Year 2018) e lo Stralis X-Way NP (Natural Power). In mostra nell’area urbana anche uno Stralis X-Way NP abbinato a una betoniera elettrica Cifa, in grado di tradurre in realtà il progetto della prima betoniera elettrica su camion Bio-CNG. Questo veicolo offre non solo i vantaggi di un funzionamento silenzioso e di emissioni di PM e CO2 vicine allo zero, 58 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
tri cittadini a qualsiasi ora, liberando il settore edile dai vincoli delle normative ambientali, grazie alla combinazione vincente di tecnologia, basse emissioni e basso impatto ambientale, nonché alle elevate prestazioni ed efficienza. Campioni di sostenibilità La nuova famiglia di prodotti di Iveco è campione di sostenibilità, dunque, e offre un accesso urbano senza limitazioni
permettendo ai clienti di scegliere tra tre differenti tecnologie: il Daily Hi-Matic Natural Power a gas naturale compresso (CNG), il Daily Electric a emissioni zero e il Daily Euro 6 RDE 2020 Ready, la tecnologia diesel più avanzata del settore. Il primo, esposto a Intermat, è l’unica versione di veicolo con massa totale a terra di 7,2 t che consente un carico utile fino a 4,9 t e caratterizzato da una lunghezza fino a 6,4 m, con un passo da 5.100 mm. Le sue tecnologie sostenibili avanzate si aggiungono agli storici punti di forza della pluripremiata famiglia Daily, che nel tempo ha guadagnato fama per la sua robustezza, affidabilità, versatilità, durata e per le sue prestazioni. Nello spazio dedicato della Costruzione stradale, Iveco ha esposto uno Stralis X-Way NP alimentato da tecnologia a gas naturale, che coniuga l’attenzione all’ambiente con i benefici per il carico utile e le prestazioni della gamma. Un vantaggio, questo, nelle operazioni di logistica edilizia nei centri urbani con limitazioni per i veicoli diesel e nei cantieri che lavorano 24 ore su 24 e sette giorni su sette con vincoli di inquinamento acustico. Nello spazio dello stand relativo al segmento Cave, infine, Iveco ha proposto due veicoli: l’Astra HD9 8x6 Euro VI e un Trakker, entrambi in configurazione dumper. La gamma di veicoli Astra di Iveco è progettata per applicazioni offroad pesanti nei settori olio e gas, minerario, delle cave e della costruzione e del trasporto pesanti; ogni singolo dettaglio, dalla trasmissione altamente performante al design semplice dell’elettronica, è stato sviluppato per offrire i migliori livelli di prestazioni, robustezza e affidabilità nei lavori più duri. Iveco ha presentato anche il nuovo HD9 86.50 Euro VI con cambio totalmente automatico, una configurazione che conferma il DNA off-road della gamma Astra, con prestazioni comparabili a quelle dei dumper per miniere e cave dallo stesso carico utile, a seconda della missione. Il Trakker è progettato per operare in qualsiasi condizione atmosferica e su tutti i tipi di terreno, anche nei contesti off-road più estremi, e combina robustezza, affidabilità e efficienza con la tecnologia. ■
Hands On
IL MOVIMENTO
60 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
IL MINIESCAVATORE CASE CX60C
AGILE
Il CX60C è il frutto dell’alleanza strategica consolidata con Hyundai Heavy Industries ed è costruito in Corea
E
ETTORE ZANATTA
ra il gennaio 2017 quando Case CE lanciò sul mercato i miniescavatori Serie C. Sei modelli da 1,7 a 6 t (e da ottobre otto, con l’aggiunta di CX30C e CX33C) che hanno alzato l’asticella qualitativa rispetto alla gamma precedente grazie a un più ampio ventaglio di funzionalità, con prestazioni, comfort e sicurezza maggiori rispetto al passato. Gaston Le Chevalier de la Sauzaye, Product Manager per la linea Miniescavatori, con cui abbiamo effettuato questo Hands On presso il Case Customer Centre di Monthyon, ha così commentato lo stato dell’arte di questa gamma: “I miniescavatori sono essenziali per il settore delle costruzioni: con oltre 63.000 unità vendute in Europa, rappresentano i volumi di vendita maggiori del settore. E il mercato aumenta di anno in anno. Con la Serie C abbiamo voluto fornire ai clienti le garanzie che essi maggiormente chiedono in termini di produttività, comfort e sicurezza”. Il miniescavatore CX60C è il frutto dell’alleanza strategica consolidata con un paetner coreano ed è costruito in Asia, come il suo “vicino di peso” CX57C (i sei modelli sotto le 5 t sono invece assemblati nel polo degli escavatori Case di San Mauro Torinese, per il mercato internazionale).
IL MINIESCAVATORE CX60C, CHE SI POSIZIONA IN PROSSIMITÀ DELLA SOGLIA DI PESO DEI “MIDI”, APPARTIENE – INSIEME AI MODELLI CX17C, CX18C, CX26C, CX30C, CX33C, CX37C E CX57C – A QUELLA SERIE C LANCIATA DA CASE CE ALL’INIZIO DEL 2017 E, INSIEME AL PIÙ PICCOLO DELLA GAMMA, RAPPRESENTA UNA SOLUZIONE PARTICOLARMENTE INTERESSANTE PER IL MERCATO ITALIANO maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 61
Hands On I montanti sottili – ma al tempo stesso robusti – della cabina permettono l’utilizzo di ampie superfici vetrate che forniscono una notevole visibilità panoramica
La notevole spaziosità interna e l’elevata accessibilità alla cabina rendono le attività quotidiane degli operatori più piacevoli e rilassate. Il sedile presenta un sistema di sospensione meccanica regolabile a seconda del peso, è riscaldato e regolabile
DA UN ESTREMO ALL’ALTRO
62 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
IL MINIESCAVATORE CASE CX60C
La cabina ROPS/TOPS/ FOPS è montata su supporti antivibranti con isolamento acustico, che creano un ambiente di lavoro tranquillo per gli operatori, ed è predisposta per il montaggio di un’eventuale griglia frontale
Alla Serie C di Case Construction Equipment
il retro della macchina, per lavorare in
non appartiene solo il modello CX60C, che
sicurezza anche negli spazi più ridotti.
è il top di gamma. Della stessa linea fan-
Questo modello e poi molto rapido nel
no parte anche le versioni CX17C, CX18C,
portare a termine i compiti assegnati:
CX26C, CX30C, CX33C, CX37C e CX57C. In
l’elevata portata idraulica consente
particolare il CX17C, il più piccolo della
un’efficienza di scavo rilevante (mag-
serie, è – insieme al CX60C – il più richie-
giore del 5% rispetto ai modelli prece-
sto dal mercato italiano. Questa macchi-
denti) e tempi di ciclo rapidi.
na si distingue per le dimensioni com-
La funzione di scalamento automatico
patte, che consentono di lavorare negli
marce, che ottimizza trazione e veloci-
spazi più angusti con la massima agilità.
tà, e l’idraulica ausiliare controllata dai
Inoltre, presenta cingoli retrattili con tu-
joystick, infine, permettono all’operato-
bazioni idrauliche interne: quando i cin-
re di terminare il lavoro in tempi ancora
goli vengono retratti, il miniescavatore
più rapidi. La postazione dell’operato-
offre una larghezza inferiore a 1 m.
re offre un comfort elevato, con servo-
Il CX17C si distingue per un design a rag-
comandi idraulici, joystick ergonomi-
gio di rotazione zero (girosagoma) che
ci, poggia-polsi regolabili e sedile a so-
previene il rischio di colpire ostacoli con
spensione meccanica di serie.
Affidabilità e produttività Il miniescavatore CX60C è progettato per offrire prestazioni e affidabilità e, per questo motivo, utilizza componenti dei migliori fornitori giapponesi. Il motore collaudato adempiente alla normativa sulle emissioni Tier 4 Final Stage IIIB e il sistema idraulico forniscono una maggiore potenza rispetto al passato, aumentando le prestazioni della macchina. Questo modello è provvisto di funzionalità che renderanno il lavoro dell’operatore semplice, confortevole e produttivo. Tra queste: il nuovo cruscotto con spie luminose di facile lettura, che fornisce tutte le informazioni utili sullo stato e l’operatività della macchina (in 12 lingue, italiano compreso); il sistema antifurto ESL (Engine Start Limitation), che maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 63
Hands On BILANCIERE LUNGO (1.900 MM)
I PUNTI DI FORZA LA VERSATILITÀ
IL RAGGIO OPERATIVO
IL COMFORT IN CABINA
L’ELEVATA PRODUTTIVITÀ
LA FACILITÀ DI MANUTENZIONE”
TRAZIONE E VELOCITÀ OTTIMIZZATE
CIRCUITO IDRAULICO DEDICATO AL MARTELLO
PROTEZIONI SUI CILINDRI
FUNZIONE “AUTO SHIFT-DOWN” DI SERIE
IMPIANTO IDRAULICO CON “FLOW SUMMATION SYSTEM”
CINGOLI “ROAD LINER” (400 MM)
64 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
IL MINIESCAVATORE CASE CX60C FUNZIONE “AUTO-IDLE” DI SERIE
CABINA VETRATA ROPS/TOPS/FOPS
CABINA RIBALTABILE IN AVANTI
TECNOLOGIA COMMON RAIL AD ALTA PRESSIONE
MOTORE YANMAR STAGE IIIB
SOTTOCARRO CON TELAIO A “X” CONTROLLO 1° E 2° CIRCUITO AUSILIARIO CON JOYSTICK
CONFIGURAZIONE “SHORT RADIUS”
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 65
Hands On Il quadro strumenti in cabina è moderno e funzionale, ben consultabile anche in condizioni di scarsa illuminazione esterna, e consente di tenere tutto sotto controllo, anche la parte posteriore dell’escavatore grazie alla telecamera posteriore. Lo schermo LCD a colori da 5,7”, touch-screen, offre un menù in 12 lingue e aggiorna su svariati parametri, quali la temperatura del liquido di raffreddamento del motore e dell’olio idraulico, il livello del serbatoio carburante, nonché informazioni complete sulla manutenzione. Il sistema vivavoce “handsfree” consente il collegamento via Bluetooth del cellulare e include anche porte USB e AUX, lettore SD e presa da 12 V, che rendono semplice l’integrazione con i più moderni dispositivi mobili
Il miniescavatore CX60C vanta tempi di ciclo veloci e movimenti simultanei e omogeni, grazie all’efficiente impianto idraulico. I circuiti idraulici ausiliari (1° e 2°) possono essere facilmente controllati tramite joystick. Una pompa aggiuntiva minimizza l’interferenza di movimenti simultanei
impedisce l’avvio del motore; l’attacco rapido idraulico, per veloci cambi di attrezzature; la pompa elettrica per il
LA SICUREZZA DEL SISTEMA TELEMATICO
rifornimento carburante. Anche la sicurezza, nella progettazione di questa macchina, così come dell’intera gamma, Il serbatoio del gasolio ha una capacità di 82 l, per una rilevante autonomia del mezzo, ed è accessibile senza dover aprire alcun cofano, mentre il livello di rifornimento può essere controllato tramite apposite fessure
Il miniescavatore Case CX60C offre l’importante soluzione SiteWatch, il sistema telematico che invia automaticamente i dati della macchina al portale web di Case Sitewatch. SiteWatch, nella fattispecie, consente ai clienti di vedere le macchine al lavoro, monitorarne le prestazioni e le ore di lavoro per poter pianificare la manutenzione preventiva. Il sistema SiteWatch è geo-localizzato, di conseguenza rappresenta anche un potente deterrente contro i furti e consente la localizzazione tramite GPS delle macchine, nonché la recinzione virtuale (geofencing) dei mezzi in cantiere. Un accelerometro compreso nel modem, inoltre, rileva immediatamente i movimenti inaspettati delle macchine, anche a motore spento. 66 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
è stata una priorità per Case. Il modello CX60C non scende a compromessi: dalla cabina con protezione ROPS, TOPS e FOPS all’interruttore per l’arresto di emergenza; dall’allarme di traslazione al kit per la manipolazione di oggetti… Sono molteplici i dispositivi di sicurezza su questo miniescavatore.
La telecamera posteriore e la ricca dotazione di luci di lavoro anteriori e posteriori garantiscono un’elevata visibilità in qualsiasi condizione
IL MINIESCAVATORE CASE CX60C
Il miniescavatore Case CX60C è una macchina Short Radius. Quando ruotato di 90°, in condizioni standard sporge di soli 8 cm. In questo caso, essendo equipaggiato con martello idraulico demolitore, per avere una migliore stabilità è dotato di zavorra addizionale opzionale e quindi la sporgenza risulta aumentata. Il sottocarro presenta un telaio a “X”
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 67
Hands On I cingoli (sul modello in esame erano montati cingoli “road liner” da 400 mm, ma sono disponibili anche versioni in gomma da 400 mm, in acciaio da 380 e 450 mm e in acciaio con sovrapattini in gomma da 400 mm) che deragliano dai rulli possono essere pericolosi per l’operatore e per le persone che si trovano nelle vicinanze della macchina. Il miniescavatore CX60C è dotato di un rullo a doppia flangia che minimizza il rischio di deragliamento
Essendo dotato di una cabina di grosse dimensioni, al fine di non sacrificarne i movimenti il motore Yanmar Stage IIIB/Tier 4 Final da 48,3 kW del miniescavatore CX60C è stato montato sul lato destro. I consumi di carburante sono notevolmente ridotti con la funzione Auto-Idle di serie e le due modalità di lavoro. Anche la tecnologia Common Rail ad alta pressione assicura un consumo ottimizzato
Le valvole di sicurezza del braccio, poi, impediscono al carico di scivolare in caso di rottura di un tubo. Inoltre, nell’eventualità che il tubo si rompa quando la macchina è appoggiata sulla lama, le valvole di sicurezza della lama ne garan-
tiscono la stabilità. E non è tutto. Il sistema pilota con accumulatore consente di abbassare il braccio in tutta sicurezza anche a motore spento, mentre i rulli a doppia flangia minimizzano il rischio di fuoriuscita del cingolo, aumentando
la stabilità. La visibilità a 360° e la telecamera per la visione posteriore, inoltre, rendono il lavoro in cantiere ancora più sicuro.
MANUTENZIONE SENZA PREOCCUPAZIONI Quando la manutenzione si esegue facilmente, gran parte del lavoro è già fatta. Questo è uno dei concetti sui quali si è basata Case Construction Equipment per progettare e realizzare i miniescavatore della Serie C. In particolare, unica della serie, la versione CX60C offre l’opportunità data dalla cabina ribaltabile in avanti, che garantisce – e non poco – l’accesso alle parti sottostanti. La facile accessibilità
Nell’eventualità che il tubo del cilindro lama si rompa quando la macchina è appoggiata sulla lama, le valvole di sicurezza garantiscono la stabilità della macchina
ai componenti è garantita anche dall’ampio cofano motore, che dà modo di accedere a tutti i normali punti di manutenzione. Una rilevante accessibilità è garantita peraltro ai punti di controllo della pressione sulle valvole, ad esempio, così come ai punti d’ingrassaggio centralizzati e al filtro dell’aria.
68 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
L’accesso a tutti i normali punti di manutenzione del miniescavatore CX60C è comodo, anche grazie all’ampio cofano motore. La cabina, a tal fine, è ribaltabile in avanti
IL MINIESCAVATORE CASE CX60C CX60C, così come il CX57C, offre inoltre un cruscotto che include uno schermo LCD touch-screen a colori da 5,7”. Il pratico sistema vivavoce “hands-free” consente il collegamento via Bluetooth del proprio cellulare e include anche porte USB e AUX, lettore SD e presa da 12 V, che rendono semplice l’integrazione con i più moderni dispositivi mobili. ■
Particolare dei punti di ingrassaggio centralizzati, posti nella parte frontale del miniescavatore, tra il cilindro e la cabina
Costruito per l’operatore Il modello “alto” della Serie C si distingue per la potenza del motore, la capacità di sollevamento e un comfort ai vertici della categoria. Tutto, qui, concorre a migliorare la comodità dell’operatore, che si può così concentrare sul lavoro da svolgere in maniera efficiente e produttiva e con il minimo sforzo. La cabina di grandi dimensioni offre un ampio spazio per le gambe, una disposizione ergonomica dei comandi, il sedile completamente regolabile e riscaldato, numerosi vani portaoggetti e i parasole rendono la postazione di lavoro confortevole. La silenziosità e il basso livello di vibrazioni della cabina, montata su supporti viscoelastici, riducono la stanchezza dell’operatore nelle lunghe giornate di lavoro. Il ritorno al minimo automatico di serie, poi, abbassa ulteriormente il rumore quando la macchina non sta lavorando. Il miniescavatore
LA SCHEDA TECNICA CX60C Motore:
Yanmar 4TNV98C - Stage IIIB
Potenza motore (ISO 14396):
kW
48,3 a 2.200 giri/min
Coppia max.:
Nm
235
Raggio di rotazione estremità posteriore:
mm
1.080
Raggio minimo di brandeggio:
mm
2.420 - 2.510
Larghezza cingoli std.:
mm
380
Luce libera da terra:
mm
660
Forza di strappo al bilanciere/benna (ISO):
kN
22,4 / 40,9
Sbraccio max.:
mm
6.480
Sbraccio max. al suolo:
mm
6.350
Profondità max. di scavo:
mm
3.990
Altezza di scarico/scavo:
mm
4.100 / 5.850
giri/min
8,8
°
70 / 50
km/h
2,0 / 3,9
kg
5.980
Velocità di rotazione della torretta: Angolo di brandeggio del braccio (sx/dx): Velocità di traslazione (bassa/alta): Peso operativo: * configufazione con bilanciere da 1.900 mm
Il miniescavatore Case CX60C può essere equipaggiato con un’ampia gamma di attrezzature omologate e di attacchi rapidi meccanici e idraulici. In occasione della nostra visita, la macchina – dotata di bilanciere da 1.900 mm – era dotata di attacco rapido meccanico e di martello demolitore. Il cilindro di brandeggio del braccio è montato sulla parte sinistra, per mantenerlo costantemente protetto
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 69
ATTREZZATURE Simex
SOLUZIONI EFFICACI
per la fibra ottica Lo scavo di mini trincee destinate ad accogliere le reti in fibra ottica richiede attrezzature produttive che assicurino la massima precisione e minimizzino gli interventi necessari al ripristino della pavimentazione. L’escavatrice a ruota Simex RW 500 risponde a questi requisiti di Fabio Petri
70 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
I
l potenziamento delle connessioni alla rete Internet è un’esigenza sentita in tutto il mondo. In Europa la direttiva 2014/61/EU prevede che entro il 2020 tutte le abitazioni, le aziende e gli uffici pubblici abbiano connessioni di almeno 30 mega/sec e che l’85% degli utenti pubblici e privati possano usufruire di 100 mega/ sec. L’obiettivo di lungo periodo è invece di portare indistintamente tutte le connessioni a 100 mega/sec entro il 2025.
Questo piano ambizioso prevede, appunto, la realizzazione di nuove reti in fibra ottica che richiedono su scala continentale lo scavo di migliaia di chilometri di mini trincee. Fare presto e bene La mini trincea è la soluzione più rapida ed economica e presenta il minore impatto ambientale. Al contrario della trincea tradizionale, infatti, la mini trincea può essere realizzata in tempi
rapidi e produce un volume nettamente inferiore di materiale di risulta. Questo metodo di scavo offre anche vantaggi rispetto alla viabilità su cui si sta operando, perché permette un taglio netto e preciso e un ripristino di una porzione molto ridotta pavimentazione. La sezione di scavo ridotta consente inoltre di utilizzare macchine operatrici più piccole e quindi crea meno problemi al traffico, specie nelle aree urbane. È stato inoltre
IL PARTICOLARE DISEGNO DELLE BOCCHE DI USCITA DEL MATERIALE DELL’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 500 PERMETTE DI OTTENERE UNO SCAVO PULITO, ALLA PROFONDITÀ IMPOSTATA, SENZA UTILIZZARE APPOSITI DISPOSITIVI
IL MATERIALE SCAVATO FUORIESCE SIA A DESTRA CHE A SINISTRA OPPURE ESISTE LA POSSIBILITÀ DI CHIUDERE UNA DELLE BOCCHE DI USCITA DEL MATERIALE COSÌ DA POTERLO SCARICARE SOLO DA UN LATO (MOLTO UTILE PER SCAVI A BORDO STRADA) maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 71
ATTREZZATURE dimostrato che i cantieri dove si realizzano mini trincee sono anche meno esposti a infortuni sul lavoro, con una diminuzione dell’incidentalità che raggiunge il 60% rispetto al sistema di scavo tradizionale.
LE ESCAVATRICI A RUOTA
SIMEX
Le escavatrici a ruota proposte dal costruttore di San Giovanni in Persiceto (Bo) sono progettate per eseguire scavi a sezione predefinita (serie T) e scavi particolarmente stretti (serie RW) su superfici dure e compatte come asfalto, cemento e roccia. La protezione totale della ruota a ogni profondità di lavoro garantisce la massima sicurezza di persone e cose. I motori idraulici a pistoni in presa diretta con il disco fresante consen-
IL DISCO CON SETTORI SMONTABILI E INTERCAMBIABILI PERMETTE LA RAPIDA VARIAZIONE DELLA LARGHEZZA DI SCAVO MANTENENDO LO STESSO DISCO BASE
tono il massimo rendimento idrauL’autolivellamento che contraddistingue la serie RW, in particolare, è un brevetto Simex: qui la profondità di fresatura è costante, in qualsiasi condizione, indipendentemente dal profilo del suolo e dalla posizione dell’attrezzatura rispetto alla macchina motrice. Le slitte laterali della fresa si allineano automaticamente al piano da fresare e l’operatore non si deve più preoccupare dei problemi derivati dalla scarsa visibilità dell’area di lavoro, perché la profondità di fresatura ottenuta è esattamente e costantemente quella impostata.
Un punto di riferimento Simex è senz’altro un punto di riferimento anche per il settore della fibra ottica. La gamma di escavatrici a ruota (RW, RWE, T) del costruttore di San Giovanni in Persiceto copre esigenze di scavo per larghezze da 30 a 250 mm e profondità fino a 800 mm.
“
Grazie a soluzioni brevettate e alla loro potenza, queste attrezzature sono in grado di eseguire uno scavo preciso e netto senza danneggiare la pavimentazione adiacente, così da non degradare il materiale di scavo e, quindi, le caratteristiche meccaniche di quello di riempimento. In particolare, la versione autolivel-
L’ESCAVATRICE A RUOTA AUTOLIVELLANTE SIMEX RW 500 SPICCA PER LE SUE DOTI DI PRODUZIONE E PRECISIONE
“
lico e un’elevata forza di taglio.
lante RW 500 è stata pensata per fornire una risposta ancora più specifica per la realizzazione di mini trincee su superfici dure e compatte, quali asfalto, cemento e roccia dove si distingue innanzitutto per la sua produttività. I motori idraulici a pistoni in presa diretta con la ruota consentono infatti il massimo rendimento e un’elevata forza di taglio. L’operatore non si deve inoltre preoccupare dei problemi derivati dalla scarsa visibilità dell’area di lavoro, perché la profondità è esattamente 72 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
AL CONTRARIO DELLA TRINCEA TRADIZIONALE LA MINI TRINCEA PUÒ ESSERE REALIZZATA IN TEMPI RAPIDI E PRODUCE UN VOLUME NETTAMENTE INFERIORE DI MATERIALE DI RISULTA
e costantemente quella impostata grazie all’autolivellamento. La profondità di scavo è infatti costante in qualsiasi condizione, indipendentemente dal profilo del suolo e dalla posizione dell’attrezzatura rispetto alla macchina motrice, e corrisponde sempre ed esattamente a quella impostata. Altra importante caratteristica dell’RW 500 è rappresentata dalle bocche di uscita del materiale, che permettono di ottenere uno scavo pulito alla profondità impostata senza la necessità della presenza del raschiatore. Una soluzione che va a tutto vantaggio anche della leggerezza dell’attrezzatura. Il materiale scavato fuoriesce inoltre sia a destra che a sinistra ma, se necessario, può essere convogliato da un solo lato semplicemente chiudendo una delle bocche di uscita del materiale. Una possibilità, questa, che si dimostra molto utile per gli scavi a bordo strada. Il disco base con settori smontabili e intercambiabili permette poi la rapida variazione della larghezza di scavo senza necessità di sostituire l’intero elemento, evitando così i tempi lunghi che ciò comporterebbe. La protezione totale della ruota a ogni profondità di lavoro garantisce la massima sicurezza di persone e cose, proteggendole efficacemente dalla proiezione di materiale.
re delle sottomurazioni, degli scavi armati, delle realizzazioni di muri di contenimento di terra e fabbricati, così come della messa in sicurezza degli scavi. Recentemente l’impresa milanese ha creato una divisione dedicata allo scavo di mini trincee destinate ad accogliere le reti in fibra ottica e ha investito ingenti
risorse in nuove macchine e attrezzature specificamente dedicate alla realizzazione di scavi a sezione obbligata. Tra queste spicca l’escavatrice a ruota Simex RW 500, appunto, scelta per le sue caratteristiche di produzione e precisione. Come confermato da Corrado Buttò, responsabile di cantiere dell’impresa, che abbiamo incontrato a Cormano (Mi) proprio durante la realizzazione di una nuova tratta, “quando abbiamo deciso di entrare nel settore della fibra ottica abbiamo voluto attrezzarci al meglio; per permettere un’adeguata redditività, questo genere di interventi richiede infatti un’alta produttività e precisione dello scavo, che è caratteristica fondamentale per riuscire a contenere sia tempi di lavoro che quelli di ripristino della pavimentazione stradale. L’escavatrice a ruota Simex RW 500 è stata dunque la scelta più logica per garantire queste condizioni imprescindibili e ha dimostrato di essere all’altezza delle nostre aspettative”. ■
LA SCHEDA TECNICA RW500 Larghezza di scavo:
50-80-100-120 mm
Traslazione laterale:
idraulica
Regolazione di profondità:
idraulica
Pressione olio richiesta:
300-180 bar
Portata olio richiesta:
90-160 l/min
Profondità di scavo:
250-500 mm
Peso operativo:
1.150-1.250 kg
Un caso esemplare Recentemente un’escavatrice a ruota autolivellante RW 500 è stata acquistata anche dall’impresa I.S.A.C. (Impresa Scavi Armati Costruzioni) di Milano, che da più di trent’anni opera nel settomaggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 73
ATTREZZATURE Cangini
LA SICUREZZA si fa in quattro Con le nuove serie di attacchi rapidi a doppio effetto, il costruttore di Sarsina offre la sua risposta alle più recenti esigenze dei mercati, sia in termini di operatività che di sicurezza
C
angini (Sarsina – Fc) ha risposto a suo modo alle richieste del mercato internazionale, impegnando lo staff del reparto Ricerca & Sviluppo sull’innovazione di prodotto. Questa è peraltro una caratteristica sa-
liente dello specialista in attrezzature per macchine per le costruzioni, ormai prossimo a festeggiare i suoi 30 anni di attività. Come aveva già dichiarato a inizio anno il suo Presidente, Giorgio Cangini, l’azienda tutta made in Italy sta rispettando il programma annunciato: oltre a
di Pietro Gabrielli
IL NUOVO ATTACCO RAPIDO DI CANGINI CM SICURMATIC, DISPONIBILE NELLA VERSIONE MECCANICA SEMI-AUTOMATICA E IDRAULICA 74 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
lanciare alcune nuove attrezzature, presentate nei primi due importanti appuntamenti fieristici di quest’anno (Mawev Show in Austria e Intermat in Francia), il costruttore ha ampliato le serie degli attacchi rapidi con i modelli a doppio effetto, ormai molto richiesti, per due ragioni: rapidità di cambio attrezzatura in cantiere e maggiore sicurezza per gli operatori. L’obiettivo primario dell’azienda rimane certamente la sicurezza e su questo fronte Cangini è forte di un grande lavoro progettuale che ha portato al raggiungimento di un importante numero di brevetti internazionali. Più sicurezza in un unico attacco Nel nuovo attacco rapido CM Sicurmatic, reversibile, meccanico semi-automatico, e nella sua versione idraulica, CM Sicurmatic D.E., il nuovo sistema di sicurezza attivo prevede una sicura anteriore che si aziona al momento dell’aggancio dei perni (immagine 1) e mette in sicurezza l’attrezzo, evitandone la caduta accidentale in caso di aggancio non corretto (immagine 2). La fuoriuscita dei perni aziona il meccanismo di sicura anteriore che automaticamente raggiunge la posizione di bloccaggio del perno dell’adattatore. Grazie ad un indicatore visivo posto sull’attacco, la visualizzazione dello stato di aggancio è più semplice e immediata da parte dell’operatore in cabina (immagine 1). Durante questa manovra, una volta inseriti i perni l’operatore dalla cabina può immediatamente controllare il suo stato: l’indicatore
IMMAGINE 3: PROFILO A DOPPIA CULLA DELLA FORCELLA
IMMAGINE 2: IL SISTEMA DI SICUREZZA È ATTIVO ANCHE NEL CASO DI AGGANCIO NON CORRETTO
grafico rosso gli segnala che l’operazione non è stata correttamente effettuata. Questo sistema è stato particolarmente apprezzato perché semplice, intuitivo e immediato nell’utilizzo. I nuovi attacchi sono stati poi dotati di un sistema aggiuntivo di prevenzione di caduta dell’attrezzo: in risposta alle sempre più rigide norme di sicurezza, il nuovo profilo a doppia culla della forcella (immagine 3) costituisce un ostacolo ancora maggiore alla caduta accidentale dell’attrezzo male agganciato: in caso di coincidenza di aggancio non corretto e posizio-
namento dell’utensile in pericolo di sgancio, il perno trova nel nuovo profilo della forcella un secondo alloggio che riduce il rischio di caduta dell’attrezzo. Questi attacchi sono dotati di serie anche di un altro sistema di sicurezza: la valvola di blocco flangiata applicata al cilindro: in caso di perdita di pressione sulla linea che aziona l’attacco rapido, la valvola di blocco evita lo sgancio dell’attrezzo. Tutti questi diversi sistemi, uniti nello stesso strumento, fanno sì che il livello di sicurezza offerto all’operatore in cantiere sia davvero elevato. Grazie sia ai dispositivi di cui sono equipaggiate le stesse macchine che ai sistemi di cui Cangini ha dotato i propri attacchi rapidi, infatti, oggi la capacità operativa in cantiere può contare su strumenti di alto livello qualitativo. ■
GLI APPUNTAMENTI FIERISTICI Dopo aver partecipato al Mawev Show e a Intermat (nella foto), i prossimi eventi durante i quali sarà possibile incontrare lo staff Cangini e i suoi prodotti di punta saranno i seguenti: dal 23 al 26 giugno in Inghilterra, per la prima volta all’Hillhead Quarry, a Buxton nel Derbyshire; dal 5 all’8 giugno in Brasile, di nuovo all’M&T Expo di San Paolo; dal 18 al 22 a luglio in Germania, all’Interforst, evento
IMMAGINE 1: SISTEMA DI SICURA MECCANICO E INDICATORE VISIVO DELLO STATO DI AGGANCIO (PERNI AGGANCIATI/NON AGGANCIATI)
di Monaco dedicato al settore forestale.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 75
COMPONENTI Michelin
BASSI CONSUMI per il trasporto polivalente Con i nuovi pneumatici X Multi Energy, l’azienda francese fornisce a produttori e trasportatori una soluzione che conferma gli standard qualitativi della gamma precedente e nel contempo è in grado di contribuire alla riduzione della spesa per il carburante, nonché dell’impatto ambientale di Lorenzo Zacchetti
76 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
RISCOLPIBILI E RICOSTRUIBILI, GLI PNEUMATICI MICHELIN X MULTI ENERGY HANNO LE MARCATURE 3PMSF E M+S, A INDICARE UN ALTO LIVELLO DI ADERENZA IN TUTTE LE CONDIZIONI METEOROLOGICHE
A
lla vigilia del suo 130° compleanno, che festeggerà nel 2019, Michelin continua a essere al centro dell’evoluzione che caratterizza gli pneumatici per tutti i tipi di veicoli, da quelli a due ruote alle macchine per il movimento terra. L’azienda francese rinnova la sua tradizione di eccellenza con la presentazione del nuovo pneumatico X Multi Energy, specificatamente pensato per garantire le migliori prestazioni nelle operazioni di trasporto polivalente e regionale. Il prodotto nasce come evoluzione della precedente gamma X MultiWay 3D, rispetto alla quale offre la stessa resa chilometrica e un risparmio di carburante che può arrivare fino a 1,2 l ogni 100 km.
OMOLOGATO DA TUTTI I COSTRUTTORI DI VEICOLI INDUSTRIALI DAL 2017, MICHELIN X MULTI ENERGY È DISPONIBILE DAL 2018 NELLA MISURA 315/70R22.5 PER L’ASSALE STERZANTE E PER L’ASSALE MOTORE
semirimorchio) dipendono per un terzo proprio dagli pneumatici, mentre gli altri due terzi sono legati alla resistenza all’aria e agli attriti meccanici. Grazie alla sua capacità di garantire prestazioni all’altezza del suo acclamato predecessore, pur incidendo positivamente e sensibilmente sui consumi Michelin X Multi Energy rappresenta una soluzione molto vantaggiosa: sulla vita media di un autocarro (5-7 anni), il risparmio di carburante complessivo si attesta intorno ai 3.000 euro. Per arrivare a questi importanti risultati la multinazionale di Clermont-Ferrand ha calato un vero e proprio poker di eccellenze: oltre all’innovativa mescola che contribuisce a migliorare l’efficienza energetica dei veicoli, ha utilizzato tre tecnologie che rappresentano altrettanti brevetti innovativi quali Infinicoil, Regenion e Powercoil. Vediamole nel dettaglio.
NUOVI STANDARD PER UN TRASPORTO PIÙ “GREEN” I dati relativi alle emissioni di CO2 connesse all’utilizzo dei nuovi Michelin X Multi Energy sono stati misurati attraverso Vecto, lo strumento appositamente introdotto dall’Unione Europea per rendere il trasporto stradale maggiormente sostenibile. Dal 1° gennaio 2019 tutti i costruttori devono dichiarare le emissioni di CO2 dei loro nuovi autocarri superiori a 16 t venduti sul mercato europeo. Dal 2020 la soglia scenderà a 7,5 t. Per quantificare tali emissioni va appunto utilizzato questo strumento di calcolo, sviluppato con JRC, IVT e TUV GRAZ, e che fornisce ai clienti informazioni sulle emissioni di CO2 degli autocarri che acquistano o guidano. Ciò significa che i trasportatori regionali possono scegliere chiaramente nella direzione del risparmio di carburante e della riduzione delle emissioni di CO2. Questa scelta è sempre più importante per gli operatori di grandi flotte, perché la maggior parte dei documenti di gare d’appalto e dei contratti richiede ormai operazioni a basse emissioni di CO2, secondo le indicazioni della roadmap definita a livello europeo per giungere all’obiettivo di rendere più sostenibile il trasporto stradale.
Consumi ridotti Gli pneumatici della nuova linea X Multi Energy sono riscolpibili e ricostruibili e hanno le marcature 3PMFS e M+S, che indicano un alto livello di aderenza in tutte le condizioni meteorologiche. Gli alti livelli tecnologici di questo nuovo prodotto sono estremamente importanti per la riduzione del consumo di carburante, che rappresenta la seconda voce di costo per gli operatori del settore. Eppure non tutti sanno che i livelli dei consumi di un convoglio (trattore o maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 77
COMPONENTI Tre tecnologie all’avanguardia Infinicoil è un filo d’acciaio continuo avvolto nello pneumatico che gli conferisce stabilità, robustezza e resistenza (può arrivare a una lunghezza di 400 m); Regenion si compone di una serie di elementi della scultura che si autorigenerano chilometro dopo chilometro, grazie a tecniche di stampa 3D a metallo, offrono alti livelli di aderenza per tutta la
L’OPINIONE
GIUSEPPE GATTI RESPONSABILE PRODOTTO B2B
“Siamo partiti da una considerazione evidente sulla peculiarità della nostra rete viaria, che è composta da autostrade, ma anche da strade montane, nazionali, regionali e provinciali. Abbiamo quindi scelto di puntare sulla polivalenza, così da offrire ai trasportatori una soluzione ancora più rispondente alle loro esigenze specifiche. Ovviamente un risparmio che sia chiaramente misurabile, ma anche la versatilità, un ridotto impatto ambientale e un chilometraggio idoneo sui mezzi sui quali lo pneumati-
CHIARAMENTE INDICATO DA UNA FRECCIA, MICHELIN X MULTI ENERGY FORNISCE ANCHE IL SENSO DI ROTOLAMENTO RACCOMANDATO A INIZIO UTILIZZO, PER UNA MIGLIORE PRESTAZIONE DELLO PNEUMATICO
vita dello pneumatico, in qualsiasi condizione; Powercoil è una nuova generazione di cavi d’acciaio leggeri, ma molto robusti: rispetto alla gamma precedente, lo pneumatico è quindi più leggero, più resistente e offre una resistenza al rotolamento ancora più bassa. Grazie a queste caratteristiche, già dalla fine del 2017 Michelin X Multi Energy è omologato da tutti i grandi costruttori di veicoli industriali e da aprile 2018 è disponibile sul mercato del ricambio nella misura 315/70R22.5 per l’assale sterzante e per l’assale motore.
co viene montato. Siamo partiti da un prodotto come l’XD Multiway 3D, che già alcuni anni fa era all’avanguardia, e sostanzialmente lo abbiamo sdoppiato in due modelli: X Multi e ora anche X Multi Energy. In tal modo, offriamo ai trasportatori la possibilità di scegliere la soluzione più adatta per le proprie operazioni: se la prio-
Un tris d’assi Economia, Sicurezza ed Ecologia: il fiore all’occhiello dei nuovi pneumatici Michelin è rappresentato proprio dal contemporaneo raggiungimento di questi tre obiettivi prestigiosi. Dal punto di vista economico, la gamma X Multi Energy spicca per la sua capa-
rità è legata a maggiori percorrenze, l’X Multi Energy Z garantisce il 20% di km in più, mentre se invece la principale necessità è il risparmio, X Multi Energy D arriva fino a 1,2 l di carburante in meno ogni 100 km”. 78 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
I NUOVI PNEUMATICI MICHELIN X MULTI ENERGY SONO STATI PRESENTATI DA SILVIA VERGANI, DIRETTORE MARKETING B2B PER ITALIA E MALTA, E DAL RESPONSABILE DI PRODOTTO B2B GIUSEPPE GATTI
cità di contenere il TCO (Total Cost of Ownership), abbinando l’etichettatura europea B in resistenza al rotolamento – che consente di ridurre il consumo del carburante – alla conservazione di un notevole rendimento chilometrico, che è esattamente lo stesso del 315/70R22.5 Michelin X MultiWay 3D XZE. Sul piano della sicurezza va segnalato un livello di aderenza che rimane molto elevato per tutto il ciclo di vita dello pneumatico, ma anche l’etichettatura europea B in aderenza sul bagnato, il senso di rotolamento raccomandato a inizio utilizzo (chiaramente indicato da una freccia ben visibile) e le già citate marcature 3PMSF
“
e M+S. Anche ragionando in termini di impatto ambientale il risparmio è notevole: fino a 3,3 t di emissioni di CO2 in meno ogni 100.000 km, dato calcolato secondo i parametri dello strumento Vecto, appositamente introdotto a livello europeo per contribuire al contenimento dell’inquinamento dovuto ai trasporti stradali. La possibilità di riscolpire e ricostruire gli pneumatici consente di risparmiare materie prime e carburante e, inoltre, la fabbricazione avviene in stabilimenti europei certificati ISO 14001, garantendo un prodotto finale che mantiene bassi livelli di rumorosità grazie al disegno compatto del battistrada. ■
MANTENENDO LE STESSE PRESTAZIONI DEL PREDECESSORE, X MULTI ENERGY CONSENTE DI OTTENERE ANCHE UN ELEVATO RISPARMIO, CALIBRATO SULLE ESIGENZE SPECIFICHE DELL’UTILIZZATORE
“
TUTTI PAZZI
GRAZIE ALLA MESCOLA INNOVATIVA E ALLE TECNOLOGIE UTILIZZATE PER LA SUA COSTRUZIONE, MICHELIN X MULTI ENERGY GARANTISCE UNA PIÙ LUNGA DURABILITÀ, SENZA RINUNCIARE ALLA SICUREZZA
PER “L’OMINO” BIBENDUM Fondata in Francia il 28 maggio 1889,
va dallo slogan sul quale è apparso per
Michelin ha iniziato a vendere i suoi
la prima volta nel 1889: la citazione di
prodotti anche nel nostro Paese nel
Orazio “Nunc est bibendum” (“Ora bi-
1901, quando a Milano è stata fonda-
sogna bere”) era un invito al brindisi
ta la “Agenzia Italiana per la vendita di
per il lancio del nuovo pneumatico che
pneumatici Michelin”. Nell’Italia di ini-
si annunciava capace di “bere l’ostacolo”.
zio Novecento il cuore dell’industria au-
La sua invenzione è attribuita ad Andrè
tomobilistica era ovviamente a Torino e
Michelin, uno dei fondatori dell’azienda,
proprio qui anche l’azienda francese ha
ma a disegnarlo fu l’illustratore O’Galop,
aperto nel 1906-1907 il suo primo stabi-
al secolo Marius Rossillon. In seguito,
limento. Torino-Dora (chiuso nel 1997)
Bibendum ha adeguato look e linguag-
è stato per 90 anni un sito fondamen-
gio alle mode del tempo, rimanendo pe-
tale nello sviluppo aziendale, anche an-
rò sempre protagonista della comunica-
ticipando Clermont-Ferrand nella pro-
zione commerciale fino ai giorni nostri.
duzione di pneumatici per scooter e
Lo stesso vale per la “Guida Michelin”,
dando il via a una fase di logistica mo-
che è tuttora il più prestigioso riferimento
derna. Ancora oggi la sede legale è nel
internazionale per certificare la qualità di
capoluogo piemontese, mentre la dire-
a Bibendum, il pupazzo fatto di camere
ristoranti e alberghi. Anch’essa ideata dai
zione commerciale si trova a Milano e
d’aria e considerato da molti (compre-
fondatori dell’azienda (Andrè, insieme al
gli stabilimenti produttivi sono a Cuneo,
so il “Financial Times”) il logo più effica-
fratello Edouard), con Bibendum rappre-
Alessandria e Torino-Stura.
ce di tutti i tempi. In Italia, il linguaggio
senta una delle prime azioni di marketing
Il radicamento dell’azienda francese nel-
popolare lo indica spesso come “l’Omi-
commerciale della storia. Nonché, tutto-
la nostra cultura popolare è legato anche
no Michelin”, ma il suo vero nome deri-
ra, una delle meglio riuscite. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 79
COMPONENTI Cummins
PROPULSIONE ELETTRIFICATA Alla vigilia del suo primo secolo di attività, la multinazionale americana punta con decisione sull’alimentazione elettrica, che nel prossimo biennio sarà grande protagonista anche del settore Construction. Ma anche sui motori Stage V e sui sistemi di connettività di Riccardo Lorenzi
C
ummins procede a passo spedito verso le celebrazioni del suo Centenario, che ricorrerà nel 2019. L’azienda nata a Columbus, nell’Indiana, nel corso del suo primo secolo di attività è cresciuta fino a diventare una multinazionale che oggi impiega
80 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
58.600 persone in tutto il mondo, essendo presente in circa 190 diversi Paesi. A fine aprile l’azienda ha inaugurato il suo nuovo stabilimento di Madrid, da dove sarà diretta la distribuzione su tutto il mercato spagnolo, nel quale il brand americano è protagonista ormai da oltre 65 anni.
La spinta verso la modernizzazione si traduce in una scelta logistica che da un lato va incontro alle esigenze di un territorio da presidiare in maniera sempre più puntuale e capillare e dall’altro massimizza l’efficienza operativa grazie a tecnologie che consentono di ridurre l’impatto ambientale.
CUMMINS HA SVELATO LA SUA PRIMA SOLUZIONE DI PROPULSIONE ELETTRIFICATA PER APPLICAZIONI OFF-HIGHWAY A INTERMAT 2018. PROTAGONISTA AL CENTRO DELLO STAND, IL SISTEMA REEV (RANGE EXTENDED ELECTRIC VEHICLE) È IDONEO A UN AMPIO VENTAGLIO DI MEZZI DA CANTIERE, TRA CUI PALE GOMMATE, GRU MOBILI ED ESCAVATORI
Per i 37 dipendenti impiegati presso questa filiale, Cummins ha progettato un ambiente lavorativo di ultima generazione, con strutture studiate per l’inclusione dei disabili e l’accoglienza dei visitatori. Nel costante sforzo teso a fornire ai propri clienti veicoli sempre più performanti, un ruolo di particolare importanza è svolto da Cummins Guidanz, la suite di soluzioni tecnologiche che analizza i motori e segnala eventuali criticità all’utente finale attraverso lo smartphone o il tablet, orientandolo inoltre verso gli snodi più vicini di una rete di assistenza che ormai conta 7.500 entità locali disseminate nel globo. Potenza elettrica Negli stessi giorni, ma a Parigi, Cummins ha utilizzato la vetrina di Intermat 2018 per presentare la sua prima soluzione di propulsione elettrificata per applicazioni off-highway. Si tratta del sistema REEV (Range Extended Electric Vehicle), idoneo per essere utilizzato da un ampio ventaglio di mezzi da cantiere tra cui pale gommate, gru mobili ed escavatori. Il suo lancio s’inserisce in una più ampia gamma di alimentazioni alternative sviluppate per il mercato industriale, che comprende motori full electric interamente defossilizzati e sistemi ibridi, completando la serie dei motori diesel puliti Stage V. Il sistema BEV sviluppato da Cummins fornisce un’alimentazione esclusivamente elettrica con zero emissioni, con un’unica carica al punto di utilizzo, ed è stato progettato per applicazioni che comportano il massimo impegno sul piano ambientale quali con trivelle, camion per miniere sotterranee e motrici per terminal portuali e aeroportuali.
L’OPINIONE
STEVE NENDICK, MARKETING COMMUNICATIONS DIRECTOR, CUMMINS LTD. “I motori Stage V, il sistema REEV e le soluzioni in tema di connettività sono i tre temi di maggiori attualità. In tema di emissioni siamo in anticipo sulla legislazione che entrerà in vigore il prossimo gennaio. Il sistema REEV consente di alimentare una pala gommata o un escavatore con batterie da 35 kW/h; l’azione del motore subentra, agendo come un generatore, quando la batteria è scarica o quando non è possibile allacciarsi alla corrente, come accade nei siti di costruzione o nelle miniere. Consideriamo quest’ambito come una parte del futuro di Cummins: tra il 2019 e il 2020 introdurremo sistemi di alimentazione interamente elettrici nel settore degli autobus, per poi passare anche al Construction. Sulla connettività stiamo facendo progressi rilevanti:
proponiamo sistemi telematici quali ‘Connected Diagnostics’, che ci consente di lavorare con i nostri clienti OEM veicolando i dati dei motori al network di assistenza, monitorandone il funzionamento. Abbiamo un’altra soluzione che si chiama ‘Guidance’: un adattatore bluetooth che, attraverso una app scaricabile, riceve le segnalazioni di anomalie dal motore e le trasmette a un cellulare, ma anche al punto di assistenza più vicino. Questa tecnologia consente di tenere sotto controllo il ciclo di vita e il funzionamento della batteria. Il mercato? L’andamento attuale è incoraggiante. Anche nel settore Construction stiamo avendo segnali molto positivi e il nostro impianto di Darlington ha registrato una crescita dei volumi del 15% su tutte le linee”.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 81
COMPONENTI
IL MOTORE CUMMINS B6.7 STAGE V. LA SUA MASSIMA POTENZA OMOLOGATA PASSA A 243 KW (326 CV), CON UNA COPPIA MASSIMA DI 1.375 NM, PARI A UN INCREMENTO DEL 30% RISPETTO ALLO STAGE IV
La soluzione REEV combina un pack batteria con un generatore endotermico compatto: funziona come un sistema BEV, ma presenta sia un generatore alimentato dal motore F3.8 Stage V, sia opzioni plug-in per la ricarica, che offrono una maggiore flessibilità quando non è disponibile alcuna infrastruttura di ricarica. Il generatore utilizza un motore di trazione che eroga una coppia continua di 1.850 Nm, eliminando la necessità di passaggio di marcia e riducendo drasticamente la rumorosità del gruppo propulsore. Quando la macchina si trova ad affrontare condizioni di lavoro difficili è immediatamente disponibile una coppia massima fino a 3.400 Nm. Più unità di alimentazione Cummins ha esteso la propria gamma di offerta sulla propulsione elettrica anche attraverso le recenti acquisizioni dei sistemi Brammo e John Matthey. A Intermat 2018 è stato presentato anche il pack batteria da 35 kW/h, che può essere installato individualmente o in più unità (fino a quattro) per soddisfare le esigenze operative della macchina e dei cicli di lavoro. La soluzione REEV consente di alimentare una pala caricatrice gommata di una capacità di circa 20 t. La ricarica avviene durante la notte e consente due ore di funzio82 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
IL MOTORE CUMMINS L9 STAGE V. LA SUA MASSIMA POTENZA OMOLOGATA AUMENTA DA 298 KW (400 CV) FINO A 321 KW (430 CV), CON UN INCREMENTO DEL 13% DELLA COPPIA MASSIMA, ORA A 1.846 NM
namento per una batteria da 35 kW/h. In presenza di una più elevata esigenza di abbattimento delle emissioni saranno necessarie più batterie. Il gruppo batteria ad alta densità e il motore possono essere dimensionati per offrire il miglior equilibrio tra basse e zero emissioni. Made in England Abbandoniamo le luci di Parigi per spostarci verso nord, attraversando la Manica e salendo fino all’impianto di Cummins a Darlington, nella contea inglese di Durham. Qui la multinazionale americana ha annunciato il completamento dell’omologazione e l’avvio della produzione dei suoi più recenti motori B6.7 e L9 Stage V. La loro caratteristica peculiare consiste nella maggiore efficienza e nell’erogazione di una potenza e una coppia maggiori per garantire una migliore capacità della macchina, in un’unità più compatta e leggera, più efficiente da un punto di vista operativo. L’architettura dello scarico semplificata in un unico modulo li rende più affidabili e produttivi. La massima potenza omologata per il motore B6.7 Stage V passa a 243 kW (326 CV), con una coppia massima di 1.375 Nm, pari a un incremento del 30% rispetto allo Stage IV. La massima potenza omologata per il motore L9 Stage V aumenta da
298 kW (400 CV) fino a 321 kW (430 CV), con un incremento del 13% della coppia massima, ora a 1.846 Nm. Maggiore competitività L’aumentata capacità di questi due motori offre ai costruttori la possibilità di migliorare il dimensionamento dei mezzi di cantiere. L’incremento della potenza e della coppia permette di sostituire motori di maggiore cilindrata senza alcun impatto sull’operatività della macchina e consente di ridurre i costi d’installazione per gli OEM. Grazie alla propria capacità di adattare le curve di potenza e coppia dei motori alle esigenze operative specifiche di macchine essenziali, come pale gommate, escavatori e altre apparecchiature di movimentazione, con le tecnologie sviluppate internamente – come la sovralimentazione e il post-trattamento dei gas di scarico – Cummins consente ai propri clienti di essere più competitivi. Sono già state completate oltre 100 installazioni Stage V e molte altre sono già state pianificate. Il 30% di questi impianti è destinato a macchine nuove presso clienti sia attuali che recentemente acquisiti. Ciò include compressori ad aria, terne, dumper, carrelli elevatori, mezzi di movimentazione di container, trivelle, finitrici, gru, escavatori, pale caricatrici gommate e spazzaneve. ■
26 – 28 June | Hillhead Quarry | Buxton | Derbyshire | UK
Your invitation to the UK’s largest quarrying, construction and recycling exhibition 3 Days
|
Live Demonstrations
|
500 Exhibitors
Register free today at hillhead.com
|
Free Entry #Hillhead18
COMPONENTI Continental
IL MEGLIO DI DUE MONDI Continental ha presentato una gamma completa di soluzioni, servizi e pneumatici per cava e cantieri edili al “Caterpillar Demonstration and Learning Center” di Malaga. Un’occasione per annunciare alcune interessanti anteprime di Pietro Gabrielli
N
egli ultimi 70 anni, il movimento delle persone verso i centri urbani ha subito un’accelerazione. Nel 1950 soltanto il 30% della popolazione mondiale viveva nelle città: si prevede che tale percentuale au-
84 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
menti al 66% circa entro il 2050. Poiché sempre più persone vivranno in aree urbanizzate, il bisogno di alloggi, scuole, ospedali, uffici, depositi, fabbriche, strade e ferrovie aumenterà anch’esso e, di conseguenza, anche la domanda nel settore edilizio. In qualità di importante partner commerciale e fornitore dell’edilizia, CONTINENTAL HA MOSTRATO LE SUE ANTEPRIME DI PRODOTTO IN OCCASIONE DEI “CONSTRUCTION INNOVATION DAYS 2018”, TENUTISI LO SCORSO APRILE PRESSO IL “CATERPILLAR DEMONSTRATION AND LEARNING CENTER” DI MALAGA maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 85
COMPONENTI
L’OPINIONE
CONSTANTIN BATSCH
VICEPRESIDENTE BUSINESS UNIT “TRUCK TYRES REPLACEMENT EMEA, CONTINENTAL
“La crescita prevista dell’edilizia porterà anche a un incremento della domanda di macchine edili e, di conseguenza, del fabbisogno di pneumatici altamente specializzati per tale settore. Il nostro nuovo Conti CrossTrac completa egregiamente la nostra già ampia gamma
Il nuovo Conti CrossTrac I trasporti destinati ai cantieri edili e all’interno dei cantieri stessi possono essere molto impegnativi. Per garantirne l’efficacia, le attrezzature utilizzate devono operare in maniera affidabile, ogni giorno, sia su strada che fuoristrada. I nuovi pneumatici Conti CrossTrac, basati sulle più moderne tecnologie, sono stati sviluppati da Continental proprio per rispondere a queste complesse esigenze e assicurare un equilibrio ottimale tra prestazioni su strada e fuoristrada. Scolpiture innovative e una mescola
“
tico Conti CrossTrac non perde mai la trattività. Tutte le principali misure saranno disponibili come “pneumatico intelligente”, già provvisto di fabbrica dei relativi sensori. Cosa significa questo? I sensori intelligenti misurano costantemente la temperatura e la pressione dell’aria all’interno dello pneumatico e forniscono dati ai sistemi Continental per il monitoraggio degli pneumatici, ContiPressureCheck e ContiConnect, successivamente visualizzati sul cruscotto del veicolo o su un portale Internet che controlla l’intera flotta.
CONTINENTAL HA PRESENTATO UNA NUOVA GAMMA DI PNEUMATICI PREMIUM STUDIATA PER LE APPLICAZIONI PIÙ IMPEGNATIVE IN CAVA E IN CANTIERE, SIA SU STRADA CHE FUORISTRADA
avanzata assicurano una flessibilità equilibrata che si accompagna a fattori quali durabilità, trazione e robustezza, oltre alla rilevante resistenza a lacerazioni, tagli e crepe per le condizioni fuoristrada più impegnative e alla bassa resistenza al rotolamento, all’elevato chilometraggio e alla scorrevolezza su strade asfaltate. Il risultato? Il conducente può guidare agevolmente su qualsiasi superficie. Anche in caso di frenate improvvise e cambi di direzione, infatti, lo pneuma-
“
Continental ha ampliato la sua gamma di pneumatici per il settore edile introducendo lo pneumatico per autocarri Conti CrossTrac, pensato per applicazioni miste on/off-road. Il nuovo prodotto è stato presentato in anteprima in occasione dell’evento “Continental Construction InnovationDays”, tenutosi dal 17 al 19 aprile scorsi a Malaga, dove l’aziendaha esposto la sua gamma completa di soluzioni e pneumatici per ogni macchina, applicazione e lavoro sottolineandone il valore aggiunto proprio per il settore dell’edilizia.
La ricostruzione secondo ContiLifeCycle Gli pneumatici per autocarri Continental sono progettati per garantire la massima economicità sia durante il loro ciclo di vita che dopo, soprattutto per quel che riguarda la carcassa. Grazie alla loro robustezza, gli pneumatici Conti CrossTrac sono ricostruibili più volte. Il ContiLifeCycle inizia con il nuovo pneumatico e prosegue con le soluzioni di ricostruzione a caldo e freddo
dedicata. Sviluppato pensando a una logistica dell’edilizia che sia sicura, produttiva, efficiente e sostenibile, questo nuovo prodotto rappresenta un reale valore aggiunto per i nostri clienti in questo segmento di mercato.Inoltre, garantendo la corretta pressione degli pneumatici si ottimizza l’efficienza della flotta in termini di costi: riducendo il consumo di carburante, ottimizzando la disponibilità dei mezzi, massimizzando la vita utile degli pneumatici e garantendo il valore della carcassa. Il nostro obiettivo è quindi fornire soluzioni intelligenti per preparare le flotte di macchine edili dei nostri clienti al futuro digitale, riducendo i costi”. 86 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
LA GAMMA DI PNEUMATICI CONTIEARTH SI COMPONE DI DUE LINEE DI PRODOTTO: EM-MASTER E RDT-MASTER
PARTICOLARI DELLE SCOLPITURE DEGLI PNEUMATICI EM-MASTER E3/L3, CON RILEVANTE PROFONDITÀ E DISTANZA TRA I TASSELLI STANDARD, ED EM-MASTER E4/L4, CON TASSELLI DI DIMENSIONI MAGGIORI MENO DISTANZIATI
ContiRe e ContiTread, che offrono allo pneumatico la possibilità di rivivere un intero ciclo alle massime prestazioni. Oltre a offrire soluzioni di qualità per la ricostruzione, Continental si occupa anche della gestione delle carcasse, dall’ispezione all’acquisto, passando per lo stoccaggio e il trasporto, fino a giungere- dove necessario - allo smaltimento finale. Prolungando la vita degli pneumatici, ContiLifeCycle contribuisce a ridurre il costo al chilometro e, dunque, i costi di gestione complessivi.
vata stabilità, durabilità e buona trazione anche a velocità sostenute sulle lunghe distanze. Sia gli pneumatici EMMaster che gli RDT-Master, essendo pneumatici “intelligenti”, sono provvisti di fabbrica di sensori integrati già predisposti per i citati sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici ContiPressureCheck e ContiConnect.
L’assistenza è fondamentale Scegliere lo pneumatico giusto per ogni applicazione è essenziale per migliorare sia l’efficienza che la sicurezza di singoli veicoli e intere flotte. Continental, in tal senso,può contare su un’ampia rete di concessionari e rivenditori tra i suoi tecnici sul campo. La loro principale responsabilità consiste nell’incontrare e consigliare il cliente sul campo, aiutarlo a scegliere lo pneumatico e le soluzioni digitali più idonee per la sua specifica applicazione e monitorarne i bisogni, fungendo così anche da interfaccia con la divisione Ricerca e sviluppo di Continental. Continental offre inoltre ContiFleetCheck, un sistema che registra la pressione, la profondità della scolpitura e il chilometraggio degli pneumatici, nonché i profili di danno e usura. ContiFleetReporting completa la gamma di servizi fornendo alle flotte un’analisi accurata delle prestazioni degli pneumatici del parco veicoli. ■
SOLUZIONI DIGITALI PER IL CANTIERE Nelle condizioni più impegnative, come quelle dei cantieri edili e di scavo, l’efficienza e la sicurezza sono fondamentali. Nondimeno, gli pneumatici sgonfi
Il fuoristrada personalizzato Fango, sabbia, roccia, strade non asfaltate: gli pneumatici per applicazioni fuoristrada destinati a macchine e veicoli edili devono operare su terreni impegnativi. A tal proposito, Continental ha sviluppato la gamma ContiEarth, una serie di pneumatici per applicazioni fuoristrada, ciascuno dei quali è provvisto di una scolpitura speciale, personalizzata in base agli specifici requisiti e alle specifiche necessità di pale, dumper o dozer usati nei lavori edili e di scavo. La gamma ContiEarth si compone di due linee di pneumatici: EM-Master e RDT-Master. La prima, per dumper articolati, pale e dozer, è disponibile in due versioni con scolpiture diverse: la versione E3/L3 assicura trazione, manovrabilità e buona proprietà autopulenti su terreni morbidi e fangosi;la versione E4/L4presenta una protezione elevata della carcassa, resistenza alle lacerazioni, trazione e scorrevolezza su superfici dure e rocciose. La linea RDT-Master è stata invece pensata per dumper rigidi e offre ele-
sono tuttora la principale causa di rotture e richieste di intervento. In media, un terzo degli pneumatici di una flotta è sottogonfiato. Per garantire che la pressione e la temperatura degli pneumatici sia corretta, Continental ha sviluppato i suoi sistemi di monitoraggio digitale: ContiPressureCheck per singoli veicolie ContiConnect per intere flotte. Entrambi i sistemi si basano sugli appositi sensori installati da Continental negli pneumatici. I sensori intelligenti misurano costantemente la temperatura e la pressione dell’aria all’interno dello pneumatico fornendo dati per la successiva visualizzazione su un dispositivo, che potrebbe essere un palmare all’interno della cabina del conducente, una postazione di lettura in cantiere o un portale Internet che controlla l’intera flotta. Le allerte e le segnalazioni sono studiate in particolare per richiamare l’attenzione del gestore della flotta sugli interventi necessari.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 87
TECNOLOGIE Brigade Electronics
Una visione più ampia della SICUREZZA
Con il lancio della nuova versione di Backeye 360, l’azienda inglese espande ulteriormente la propria gamma di soluzioni. Il “nuovo” sistema implementato è particolarmente adatto per prevenire incidenti negli impieghi pesanti, dove la visibilità è spesso ridotta di Riccardo Lorenzi
L
a riconosciuta expertise nel settore della sicurezza che contraddistingue il marchio Brigade Electronics deriva da oltre 40 anni di attività, ricerca e innovazione in questo campo specifico. Il mondo della sicurezza è completamente cambiato da quando Chris Hanson-Abbott fondò l’azienda nel 1976, introducendo anche in Europa i segnali acustici per la retromarcia che all’epoca erano utilizzati solamente sui 88 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
veicoli circolanti in Giappone. Anche sulla scia della normativa inglese che era stata emanata in tema di infortuni sul lavoro, ma non senza dover superare iniziali diffidenze, Brigade Electronics ha guidato lo sviluppo dei dispositivi di sicurezza su veicoli commerciali, industriali e macchine operatrici, contribuendo a una radicale trasformazione del mondo del lavoro. In Italia è presente dal 2004, con la nascita a Torino di Brigade Elettronica, che rappresenta
la filiale locale del gruppo dal quale è controllata al 100%. Il sistema Backeye 360 Tutti i veicoli presentano angoli ciechi, cioè aree intorno al veicolo che il guidatore non può vedere a causa di elementi della carrozzeria o della macchina che ostacolano la visibilità. Durante le manovre, essi rappresentano un pericolo per qualunque persona o oggetto che si trovi sulla traiettoria
UNA SELEZIONE DELLE 19 VISTE DISPONIBILI CON LA NUOVA VERSIONE DI BACKEYE 360 DI BRIGADE ELECTRONICS
del veicolo stesso e limitano la capacità del conducente di operare in sicurezza. L’installazione di specchietti e di telecamere con una visuale fissa è un’importante misura preventiva, ma anche con questi ausili supplementari il conducente potrebbe comunque non accorgersi di persone o ostacoli sulla traiettoria del veicolo (è stato
“
“
IL “NUOVO” BACKEYE 360 OFFRE, TRA LE ALTRE COSE, UN SOFTWARE PERSONALIZZABILE, PIÙ VISTE DISPONIBILI, OPZIONI E TIPOLOGIE DI CONFIGURAZIONE
dimostrato che nel tempo necessario a controllare quattro specchietti retrovisori, valutare la situazione e reagire ai pericoli, anche alla velocità di soli 5 km/h un veicolo può avanzare fino a 10 m). La vista panoramica e completa intorno al veicolo è un aiuto prezioso
per il guidatore durante le manovre a bassa velocità e può ridurre i danni in quanto permette agli operatori di mezzi di grandi dimensioni di evitare oggetti che si trovano a terra. Il sistema Backeye 360 – compatibile con i registratori digitali MDR Brigade – consiste quindi in una gamma di sistemi di telecamere e monitor intelligenti studiati per facilitare le manovre a bassa velocità offrendo al conducente in tempo reale una visione panoramica del veicolo e dello spazio circostante in un’unica immagine; offre un sistema con visione a 360°, composto da quattro telecamere ultragrandangolari, ognuna delle quali copre un intero la-
L’OPINIONE
“Brigade Elettronica è la filiale italiana di Brigade Electronics; il suo fatturato viene realizzato al 90% sul territorio italiano, mentre il resto proviene da Svizzera e Slovenia. Rispetto ad altri Paesi, va detto che l’Italia – sul piano della sicurezza – deve ancora acquisire molta ‘coscienza’: non tutti percepiscono quest’aspetto come un fronte sul quale è giusto (o conveniente) investire e spesso ci si rende conto di doverlo fare solo dopo un incidente. Altrove, invece, ad esempio nel Nord Europa, i costruttori non si limitano a montare di serie i soli dispositivi previsti dalle normative, ma implementano i sistemi di sicurezza quanto possono a prescindere. La versione implementata di Backeye 360 rappresenta una soluzione ottimale (ed estremamente importante) per il settore delle costruzioni, perché elimina – e oggi in modo ancora più efficace – gli angoli ciechi, migliora la sicurezza, offre una visione completa delle aree intorno al veicolo in un’unica immagine, monitora automaticamente le immagini e riduce esponenzialmente il rischio di collisioni con persone e oggetti”.
MAURO LANTSCHNER
MANAGING DIRECTOR DI BRIGADE ELETTRONICA
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 89
TECNOLOGIE
BRIGADE OFFRE UN SISTEMA CON VISIONE A 360° COMPOSTO DA QUATTRO TELECAMERE ULTRAGRANDANGOLARI, OGNUNA DELLE QUALI COPRE UN INTERO LATO DEL VEICOLO CON UN ANGOLO DI VISIONE SUPERIORE A 180°
to del veicolo con un angolo di visione superiore a 180°. Montate in posizione elevata sul davanti, sul retro e sui lati del veicolo, queste telecamere calibrate riprendono tutte le aree circostanti al veicolo o alla macchina, inclusi i citati angoli ciechi. Le quattro immagini vengono simultaneamente inviate, in tempo reale, a una centralina elettronica (ECU), dove vengono immediatamente elaborate, combinate, integrate e “cucite” insieme. Viene inoltre corretta la distorsione dovuta all’obiettivo ultragrandangolare della telecamera, in modo che sul monitor del conducente appaia un’immagine in tempo reale chiara e nitida. Ogni installazione e taratura del sistema è unica: i punti di unione e di fusione delle immagini possono essere configurati in base alle particolari esigenze del cliente e le impostazioni possono essere salvate per essere riutilizzate successivamente su altri veicoli identici di una flotta. Backeye 360 è adatto per quasi tutti i veicoli e macchinari rigidi di qualunque dimensione e il raggio di visione può essere configurato in base all’applicazione. Questa flessibilità rende i sistemi Brigade idonei sia per applicazioni su strada che in cantiere. 90 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
zioni menù e tipologie di configurazione. In particolare, il nuovo sistema offre oggi: nuove viste diverse, per un totale di 19; l’area visualizzabile a schermo è stata estesa del 22%; il nuovo menù di configurazione OSD presenta impostazioni e configurazioni più rapide; il telecomando più il ricevitore IR gestiscono il menù di configurazione OSD. Anche la centralina elettronica è stata aggiornata, con prestazioni migliorate (disponibilità di nuove viste, fino a 10 per modalità), un minore consumo elettrico (7,2 W anziché 12 W) e uno chassis dell’ECU di dimensioni inferiori. Un accenno alle nuove “viste”: ora, in modalità verticale, oltre a visualizzare immagini panoramiche del veicolo a tutto schermo, si può anche suddividere lo schermo stesso e visualizzare singole viste attivate. Inoltre, il focus anteriore/posteriore offre un primo piano della parte anteriore/posteriore
BACKEYE 360 È UNA GAMMA DI SISTEMI DI TELECAMERE E MONITOR INTELLIGENTI STUDIATI PER FACILITARE LE MANOVRE A BASSA VELOCITÀ OFFRENDO AL CONDUCENTE IN TEMPO REALE UNA VISIONE PANORAMICA DEL VEICOLO E DELLO SPAZIO CIRCOSTANTE IN UN’UNICA IMMAGINE. NELLA NUOVA VERSIONE DI BACKEYE 360 L’AREA VISUALIZZABILE È STATA ESTESA DEL 22%
Backeye 360: la nuova generazione Brigade Electronics ha recentemente implementato il sistema Backeye 360. Partendo dallo stesso sistema, quest’implementazione offre oggi alcune novità, in termini di software personalizzabili, viste disponibili, op-
del veicolo (ideale per le manovre di parcheggio a bassa velocità). Per quanto riguarda il cambio di corsia sulla destra/sinistra, se attivata questa funzione sposta l’immagine a 360° verso destra/sinistra per offrire al conducente una migliore visione della corsia a destra/sinistra. ■
Green & Circular Economy 6-9 Novembre 2018 Rimini Italy
ecomondo.com
22 a Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile T H E G R E E N T E C H N O LO G I E S E X P O IN CONTEMPORANEA CON
O R G A N I Z Z ATO D A
SERVIZI Iveco Orecchia
L’hub centralizzato del ricambio Accentrando tutti i servizi di fornitura a clienti e filiali del Nord Italia, nel magazzino di Rivoli, l’azienda piemontese ha varato un nuovo modello operativo, più idoneo a rispondere ai bisogni di un mercato che si è radicalmente evoluto nel tempo di Lorenzo Zacchetti
N
ulla rappresenta un’inossidabile garanzia di qualità quanto l’esperienza sul campo e le referenze ottenute nel proprio settore di pertinenza. Per questo motivo, Iveco Orecchia può a buona ragione vantare la propria eccellenza sul mercato, ivi compreso quello della fornitura dei ricambi. Siamo infatti giunti alla vigilia del 90° compleanno dell’azienda piemontese, fondata il 14 settembre 1929 da Paolo Orecchia e Cesare Scavarda. Durante il suo percorso la denominazione sociale è stata più volte modificata: da Ava a Orecchia & Scavarda, per poi diventare solo Orecchia e quindi Iveco
92 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Orecchia, a seguito della joint-venture che, a partire dal giugno 2011, le ha consentito di unire le forze con il brand che
era da poco stato scorporato dal gruppo Fiat e che da lì a breve avrebbe partecipato alla nascita di CNH Industrial.
IL MAGAZZINO DI RIVOLI OCCUPA UN’AREA DI OLTRE 3.000 M², NELLA QUALE LAVORANO 65 PERSONE
Tre rami di attività È importante sottolineare come la “new-co” generata dal matrimonio tra Iveco e Orecchia sia una società per azioni paritetica, alla quale è stata attribuita la responsabilità di gestire la commercializzazione e l’assistenza dei veicoli industriali del brand Iveco nella provincia di Torino e nella Valle d’Aosta, degli autobus Iveco Irisbus in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia, nonché dei prodotti New Holland e Case Construction in
Piemonte e Valle d’Aosta. Per presidiare al meglio il territorio del NordOvest italiano, Iveco Orecchia si è strutturata con otto sedi operative, di cui quattro nel torinese (quella storica di Moncalieri, l’headquarter nel capoluogo presso il Fiat Industrial Village, più Osasco e Rivoli), una a Quart (Ao), una a Genova, una nuova filiale a Cornaredo e una a Melegnano, quest’ultima inaugurata nell’ottobre 2017, dopo aver rilevato i capannoni un tempo utilizzati come sede del Consorzio Agrario di Milano e Lodi). Con circa 350 dipendenti, l’azienda è organizzata in tre divisioni principali: Veicoli Industriali, Autobus e Movimento terra. Vi sono inoltre tre grandi piazzali dell’usato, presso le sedi
“
NEL PERIODO POST-CRISI IL MODELLO OPERATIVO DEI NOSTRI CLIENTI È COMPLETAMENTE CAMBIATO. DI CONSEGUENZA, ANCHE IL NOSTRO: ORA FACCIAMO MAGAZZINO AL POSTO LORO
L’OPINIONE mizzato, focalizzandolo solamente sulle attività di distribuzione. Attività che riguardano tutti i marchi del gruppo, da Case a New Holland, ma anche la fornitura di prodotti multimarca. Dopo la lunga crisi economica iniziata nel 2008 si è verificato un vero e proprio cambio di paradigma nel modello operativo: il mercato ha conosciuto una
STEFANO LORUSSO MARKETING CE, IVECO ORECCHIA
forte flessione, dovuta anche alla carenza di linee di credito, mentre quella in corso è una ripresa ancora in tono
“Tutti i nostri servizi di fornitura ri-
minore. Dal punto di vista dell’opera-
cambi – sia verso le nostre filiali che
tività, queste vicende si riflettono sul
verso i nostri clienti del Nord Ovest
fatto che i clienti non optano più per
– sono stati accentrati presso l’hub
immagazzinamenti preventivi, quindi
collocato nella sede di Rivoli, in una
dobbiamo essere noi a garantire loro
posizione strategica perché vicina
questo servizio. Adottando tale model-
alla tangenziale di Torino, dalla qua-
lo riusciamo a essere più competitivi
le possiamo raggiungere qualsiasi
e a soddisfare maggiormente i nostri
destinazione. La scelta di collocarli
clienti, i quali non hanno più necessi-
in una sede scorporata sia dalla se-
tà di ‘esporsi’ sapendo di poter conta-
de centrale che dal service dedica-
re su di noi come un fornitore stabile,
to all’usato è stata fatta allo scopo
dotato di un magazzino rifornito e di
di raggiungere un più elevato livel-
un servizio rapido. Prima i nostri clien-
lo di flessibilità e dinamicità nel ri-
ti compravano direttamente, puntan-
spondere sia alle esigenze interne
do quindi a fare leva sul prezzo, men-
(ovvero quelle del nostro service
tre ora usufruiscono di un servizio e
stesso), sia a quelle esterne (cioè
ciò a cui puntano maggiormente è che
quelle dei nostri clienti). In tal mo-
il livello qualitativo sia il più elevato
do, inoltre, il magazzino è stato otti-
possibile”.
“
di Torino, Aosta e Moncalieri (quest’ultima per veicoli industriali e autobus). Nel complesso, sono più di 300 i veicoli multimarca a disposizione, tutti revisionati. Iveco Orecchia è accreditata per l’offerta della garanzia “Iveco Usato Plus”, il marchio che identifica veicoli di recente immatricolazione e con pochi chilometri, sottoposti a controlli attenti e rigorosi per proporre ai clienti un prodotto sicuro, affidabile e verificabile via web in tempo reale. A questa si aggiunge un’ulteriore garanzia esclusiva a sei mesi.
OLTRE AI PRODOTTI DEI BRAND APPARTENENTI AL PROPRIO GRUPPO INDUSTRIALE, IVECO ORECCHIA FORNISCE ANCHE RICAMBI DELLE PRINCIPALI ALTRE MARCHE
Il fiore all’occhiello La sede di Rivoli ospita anche un magazzino ricambi di oltre 3.000 m², capace di contenere prodotti trasversali alle tre divisioni e di impiegare 65 addetti. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 93
SERVIZI VISTO CHE LE AZIENDE-CLIENTI NON OPTANO PIÙ PER GLI IMMAGAZZINAMENTI PREVENTIVI, IL SERVIZIO FORNITO DA IVECO ORECCHIA SI È ADEGUATO, DIVENTANDO ANCORA PIÙ ORGANIZZATO E PREZIOSO
Qui sono disponibili articoli originali Iveco, Iveco Astra, Case, New Holland e Fiat Professional, nonché ricambi multimarca dei principali costruttori mondiali. Iveco Orecchia considera la gestione dei ricambi come un fiore
all’occhiello, visto come il magazzino di Rivoli garantisce alle tre divisioni aziendali un’operatività rapida, puntuale e qualificata. Da questo centro nevralgico della logistica parte infatti un flusso che arriva a tutte le altre se-
di e alle officine autorizzate, approvvigionandole dei pezzi di ricambio dei quali necessitano i rispettivi clienti. Il servizio copre Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, garantendo una disponibilità immediata pari all’80% della domanda, che sale al 96% per gli ordini evasi entro 48 ore. La gestione informatizzata dei codici e quella dei magazzini presso i clienti con collegamento infosrmatico integrato consentono di rispondere con precisione alle singole necessità di un mercato decisamente ampio e variegato. Ciò è possibile grazie a 65.000 articoli a stock e a otto veicoli sempre operativi per le consegne “a domicilio”. Per avere una disponibilità così vasta, Iveco Orecchia lavora all’interno di un consorzio d’acquisto, garantendosi i ricambi al miglior prezzo. ■
L’AMPIA DISPONIBILITÀ DI ARTICOLI NEL MAGAZZINO CONSENTE DI EVADERE IMMEDIATAMENTE L’80% DEGLI ORDINI, PERCENTUALE CHE SALE AL 96% PER GLI ORDINI EVASI ENTRO 48 ORE 94 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
LE RIVISTE
PER IL TUO BUSINESS
Richiedi il tuo abbonamento a: info@capoversoeditrice.it
Dossier
RAGIONE
E “SENTIMENT”
Nonostante i dati provenienti da più fonti indichino un’evoluzione positiva del mercato, il punto di vista dei protagonisti del settore è decisamente meno fiducioso. Da cosa dipende questa differenza? Analizziamo insieme le strategie più efficaci e i nodi critici che ancora rimangono irrisolti di Lorenzo Zacchetti
96 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
DISTRIBUZIONE
O
gni anno, prima di elaborare il DEF (documento di programmazione economica e finanziaria), il Parlamento riceve in audizione il Ministro dell’Economia, nonché le parti sociali e chi può fornire indicazioni preziose sui temi in discussione. Lo scorso 9 maggio le commissioni speciali riunite di Camera e Senato hanno ascoltato l’opinione del presidente dell’Istat Giorgio Alleva, il quale ha dipinto un quadro contrastante: “Si segnala che i primi due mesi dell’anno in corso hanno evidenziato un calo dell’indice della produzione industriale, dopo la forte risalita dell’indicatore nel mese di dicembre. Il settore delle costruzioni, invece, ha mostrato segnali di ripresa: nel trimestre novembre-febbraio l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente”. Una situazione generale ancora piuttosto difficile per l’economia di un Paese nel quale lo stesso Istat stima la presenza di cinque milioni di poveri (l’8,3% della popolazione), ma con l’industria delle costruzioni che rappresenterebbe un’eccezione positiva. La ripresa c’è davvero? I numeri non sono capaci di mentire, ma il “sentiment” dei protagonisti non è altrettanto ottimistico. Questo, almeno, è il feedback che abbiamo ottenuto dalle nostre interlocuzioni con le diverse aziende del settore. Per alcuni le prospettive sono decisamente incoraggianti, mentre in altri prevale lo scoramento. Tra i più ottimisti bisogna annoverare Martino Carrieri, direttore Italia della divisione Movimento Terra di Kubota Europe. Con lui abbiamo parlato di una fase di affrancamento dalle difficoltà, anche attraverso un maggiore radicamento dell’azienda giapponese sul territorio italiano: “La nostra rete per la divisione movimento terra in Italia è composta da 44 concessionari, distribuiti su tutto il territorio nazionale, isole comprese. Dopo 10 anni difficili per tutti, i risultati economici del 2017 ci hanno portato al massimo storico e per il 2018 ci
aspettiamo un ulteriore incremento, seppur modesto, nell’ordine del 5%”.Ma il mercato nel suo complesso è davvero uscito dalla crisi? Secondo Mario Righi, responsabile commerciale divisione Movimento Terra di Iveco Orecchia, “il percorso verso la stabilizzazione è ancora in itinere: la ripresa è ancora molto, molto timida”. Ancora più severo è il giudizio di Mirko Manganiello, responsabile commerciale, nonché socio fondatore di Arimak: “A mio modo di vedere, ma soprattutto ascoltando i nostri clienti, la ripresa non c’è affatto. Non c’è fiducia da parte delle aziende nei confronti di una stabilità del mercato e di una continuità di lavoro tale per cui si possano mettere in programma degli investimenti. Dipende anche dai termini di paragone: è vero che si vende di più rispetto al 2014, ma ancora molto meno rispetto al 2007. Inoltre, le vendite recenti sono state influenzate anche dal bisogno fisiologico di rinnovare dei parchi macchine divenuti ormai obsoleti. Il clima non è certo fiducioso”. Quali aziende resistono La “selezione naturale” degli operatori ingenerata dalla crisi può considerarsi finita o è ancora in corso? Righi propende per la seconda ipotesi, sostenuto da Manganiello, secondo il quale “continuando di questo passo spariranno sicuramente anche altre aziende. La difficoltà è rappresentata dal fatto che prima le imprese erano abituate ad avere previsioni di lavoro, a guadagnare e quindi a poter reinvestire nel movimento terra. Oggi questo schema è saltato, i margini sono molto più stretti e per poter lavorare devi essere molto ben strutturato e capace di sostenere un livello rilevante di costi interni, soprattutto per quanto riguarda il personale. La situazione è difficile: per dare una svolta bisognerebbe che ripartissero gli appalti pubblici. Per quanto riguarda i lavori privati, invece, è difficile che ripartono senza che vi sia un benessere diffuso nella popolazione e che si torni a investire nel mattone. Ma oggi siamo davvero molto lontani da una situazione di questo genere”. Marco Sangiorgi, direttore di Carmi Spa, la vede diversamente: “La selezione naturale può considerarsi completata anche se è
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 97
Dossier
evidente una continua trasformazione del comparto, generata anche (ma non solo) da acquisizioni/aggregazioni e ingresso nei mercati di nuovi competitor leader in altri settori affini”. Per il rappresentante della concessionaria Volvo CE e Volvo Penta sono ancora troppe le incognite sul futuro: “L’andamento di mercato non è ancora stabile e non evidenzia ancora una ripresa estesa a tutti i settori; ciò è particolarmente evidente per tutto il nostro comparto di appartenenza (edilizia, movimento terra, lavori stradali), in cui perdura tuttora una diffusa stagnazione”. Strategie vincenti Con il co-fondatore di FRC, Michele Falasca, abbiamo analizzato il modello operativo del dealer Scai di Matera:
“Tutta la parte commerciale, anche per quanto riguarda il post-vendita, viene seguita attraverso la nostra rete di officine autorizzate. Siamo sempre noi a gestire l’assistenza ma, che sia in garanzia o meno, l’officina in questione ha con noi un rapporto di fatturazione degli interventi. La nostra forza-lavoro è composta da quattro persone quindi, come dicevo, non ci siamo caricati di costi fissi. Non ci avvaliamo di venditori, ma solo di ‘segnalatori’, che possono essere le stesse officine autorizzate o altri operatori esterni che ci evidenziano una particolare necessità. Della vendita, però, ci occupiamo noi in modo diretto”. Quali altre strategie si possono implementare per mantenere la propria clientela? Secondo Riccardo Cattaneo, responsabile commerciale di Rami (Seriate - Bg),
“il modo migliore è pensare costantemente cosa e come proporre loro di più. Fin dall’inizio la principale preoccupazione di tutti noi è stata poter offrire ai nostri clienti prodotti di qualità al giusto prezzo e, soprattutto, realmente adatti alle loro esigenze. Macchine robuste, concepite per affrontare dure ore di lavoro e progettate sia pergarantire rendimenti elevati, sia per essere accessoriate per ogni necessità. In un mercato che ha subito negli ultimi anni una forte contrazione e che ci ha visto focalizzarci inevitabilmente anche su attività parallele alla vendita, quali l’assistenza, la riparazione e il noleggio, la collaborazione instaurata con Doosan ha dato un forte impulso alle vendite. Abbiamo avuto riscontri molto importanti in tal senso: i clienti si sono detti molto soddisfatti delle macchine del costruttore coreano, il rapporto qualità/prezzo è davvero molto interessante e le qualità intrinseche di questi mezzi sono indubbie, anche su tonnellaggi elevati. Considerando che negli anni della crisi le vendite sono calate del 70%, le risposte che stiamo ottenendo sono alquanto confortanti. Rimane immutata la
SPLIT PAYMENT: LE NUOVE REGOLE Uno dei problemi posti in maggio-
debba essere versata direttamente all’E-
al 70% da amministrazioni pubbliche
re evidenza dai protagonisti del set-
rario dagli acquirenti e non più dal for-
e da enti e società soggette allo split
tore che hanno discusso con OnSite
nitore. Rientrano nell’applicazione della
payment. Il documento, inoltre, ricor-
CONSTRUCTION sul tema della di-
scissione dei pagamenti (oltre alle P.A. e
da che per facilitare l’individuazione
stribuzione è connesso alla mancanza
alle società quotate e inserite nell’indice
dei nuovi soggetti rientranti nel regi-
di liquidità. A sua volta, questo argo-
FTSE MIB della Borsa italiana) anche i
me dello split payment il 19 dicembre
mento è strettamente legato ai ritardi
seguenti soggetti: gli enti pubblici eco-
2017 il Ministero dell’Economia e del-
nei pagamenti da parte della Pubblica
nomici nazionali, regionali e locali, com-
le Finanze ha pubblicato alcuni elen-
Amministrazione che, se fossero rego-
prese le aziende speciali e le aziende
chi che permettono ai soggetti pas-
lari, sarebbero invece linfa vitale per le
pubbliche di servizi alla persona; le fon-
sivi Iva di verificare le informazioni
imprese delle costruzioni. Il 7 maggio
dazioni partecipate da amministrazioni
relative ai cessionari/committenti e
scorso l’Agenzia delle Entrate ha emes-
pubbliche per una percentuale comples-
stabilire se applicare la scissione dei
so una circolare per fare il punto sul-
siva del fondo di dotazione non inferiore
pagamenti. Eventuali comportamenti
lo “split payment” e sui nuovi soggetti
al 70% o che comunque siano control-
non corretti adottati dai contribuenti
verso cui è obbligatorio emettere fattu-
late da soggetti pubblici; le società con-
prima della pubblicazione dei chia-
ra con la scissione dei pagamenti a par-
trollate direttamente o indirettamente
rimenti forniti con la circolare di ie-
tire dal 1 gennaio 2018. Il meccanismo
dagli enti sopra elencati e dalle società
ri, chiarisce l’Agenzia, non saranno
introdotto dalla Legge di Stabilità 2015
soggette allo split payment; le società
soggetti a sanzioni, purché non sia
prevede che l’Iva addebitata in fattura
partecipate per una quota non inferiore
stato arrecato danno all’Erario.
98
DISTRIBUZIONE
GIORGIO ALLEVA
PRESIDENTE ISTAT
“
NEI PRIMI DUE MESI DEL 2018 LA PRODUZIONE INDUSTRIALE È CALATA, MA DAL SETTORE DELLE COSTRUZIONI ARRIVANO SEGNALI DI RIPRESA
“
nostra capacità e predisposizione a offrire un servizio a 360°. Questo grazie in particolare all’officina, in cui operano persone altamente competenti e dove sono presenti le più moderne attrezzature,atte a diagnosticare ogni problema relativo alle macchine, assicurando tempi di lavorazione contenuti e garantendo il ricondizionamento e la messa in perfetta funzionalità di macchine usate, di ogni marca”. L’effetto-stranieri Un passaggio decisamente rilevante degli ultimi mesi è stato rappresentato dall’ingresso di alcuni importanti player stranieri
sul mercato italiano. Secondo Mario Righi, questo però rappresenta un problema per chi già vi operava. “Gli stranieri hanno una conoscenza solo relativa di alcune nostre problematiche specifiche”, spiega. “Mi riferisco in particolare alla cronica carenza di liquidità e alle conseguenti difficoltà nell’incassare i pagamenti dovuti, anche a causa di una legislazione che non tutela adeguatamente i titolari di crediti, favorendo così chi produce debiti”. La mancanza di esperienza di questi nuovi protagonisti non è un problema che riguarda solamente i diretti interessati, ma il settore nel suo complesso: “Alla naturale aggressività che contraddistingue chi cerca di sfondare in un mercato nel quale si sta affacciando dopo i suoi competitor, va infatti aggiunto un modo di condurre le trattative che non si basa su un’adeguata conoscenza della realtà locale. Sono convinto che nel medio-lungo termine ci sarà un assestamento, ma per ora la loro presenza, con queste caratteristiche, dà fastidio a chi invece opera sul territorio da anni ed è abituato a un certo modo di rapportarsi con i propri interlocutori”. Dal punto di vista di Arimak, che ha sede in provincia di Arezzo, è anche una questione di tipo geografico: “Per ora questi nuovi player internazionali sono operativi solo nel Centro-Nord Italia e noi al CentroSud non ne siamo toccati. Sicuramente in futuro la loro forza economica e la loro disponibilità di macchine metteranno in difficoltà anche noi, portando a una riduzione dei prezzi. Per nostra fortuna la logica della piccola-media impresa ci dà ottimi riscontri in termini di rapporti umani: laddove prevalgono le relazioni personali con i clienti sopravviviamo senza problemi, ma se a pre-
valere è il prezzo, allora è chiaro che iniziamo a soffrire”, spiega Mirko Manganiello. Per Marco Sangiorgi, l’ingresso di nuovi player stranieri in Italia “ha introdotto modifiche soprattutto nell’assetto delle grandi flotte noleggio, generando purtroppo una tendenza al ribasso dei relativi prezzi a
ISTAT: SALE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE
Secondo le stime di Istat, nello scorso mese di aprile l’indice del clima di fiducia dei consumatori è diminuito, passando da 117,5 a 117,1. Anche analizzando l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si stima una flessione: da 105,9 a 105,1. Il lieve calo è dovuto all’evoluzione negativa della componente personale e di quella corrente (da 109,3 a 108,0 e da 115,1 a 114,0 rispettivamente). Il clima economico e quello futuro, invece, mantengono una dinamica con intonazione lievemente positiva rispetto allo scorso mese (da 141,9 a 142,6 e da 121,1 a 121,3). A livello di comparto, il clima migliora in tutte e due delle tre disaggregazioni rilevate: nella costruzione di edifici aumenta da 118,8 a 126,8, nell’ingegneria civile diminuisce da 118,9 a 116,6 e nei lavori di costruzione specializzati aumenta da 143,1 a 144,1. Guardando alle componenti dei climi di fiducia si segnala un diffuso miglioramento delle attese sull’occupazione, il cui saldo torna positivo nella costruzione degli edifici, nell’ingegneria civile e nei lavori di costruzione specializzati. I giudizi sugli ordini, invece, non emergono in miglioramento in nessuna delle tre componenti.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 99
Dossier causa dell’aumentata offerta/concorrenza. La leva del prezzo ha ancora una forte incidenza, soprattutto nelle realtà medio-piccole e per quei comparti che ancora non hanno evidenti i segnali della ripresa e soprattutto di prospettiva certa”. Il problema della liquidità Per fortuna dei player medio-piccoli, il prezzo non è l’unico criterio di scelta. “È una componente fondamentale, ma non è la più importante”, sostiene Mirko Manganiello. “Sette macchine su dieci non si vendono per il prezzo, ma per il rapporto esistente col cliente e per la qualità del macchinario”. È più severo il giudizio di Mario Righi, secondo il quale “il mercato si divide nettamente in due tipologie di soggetti: quelli che guardano veramente alla qualità e chi invece punta unicamente a spuntare il miglior prezzo possibile, anche sacrificando la qualità. Questi ultimi sono numericamente superiori”. A complicare ulteriormente la situazione è il fatto che i rubinetti del credito non si siano ancora riaperti in una misura ritenuta adeguata da parte delle aziende del settore. “Il problema è che il movimento terra è ancora malconsiderato dagli analisti finanziari”, sostiene Righi. Il tema è di centrale importanza per il nostro settore, come abbiamo avuto di evidenziare già nei precedenti numeri della nostra rivista. A fronte dei primi segnali di ripresa del mercato non c’è stato un risveglio analogo
da parte del sistema creditizio: durante la lunga crisi economica mondiale il livello di finanziamento alle imprese è precipitato dal 31,5 miliardi di euro erogati dalle banche nel 2007 ai circa 9 miliardi che si sono mantenuti tra il 2014 e il 2015. In termini percentuali, siamo oltre il 70% in un arco di tempo relativamente breve. Nel settore non residenziale, il periodo 2014/2015 ha segnato una crescita del 6,7% rispetto al 2013, ma anche in questo caso la piccola risalita non modifica un quadro generale di drammatica contrazione: dai 21 miliardi di euro erogati nel 2007 a meno di 6 miliardi di euro erogati nel 2014. Secondo Marco Sangiorgi, “l’andamento del credito sta lentamente migliorando ma non è ancora sufficiente per sostenere una decisa ripresa, soprattutto nei nostri com-
parti d’appartenenza, che purtroppo evidenziano ancora indici elevati di rischiosità che inducono il sistema bancario a limitare tuttora il proprio sostegno, basato solo su numeri e indicatori”. Maglie troppo strette La questione critica del difficile accesso al credito si lega anche ai parametri imposti da “Basilea III” e dall’Eba, criteri che rendono molte aziende del settore non finanziabili a causa della loro sotto-patrimonializzazione, determinata dalla forte differenza tra il capitale sociale dell’impresa e il livello d’indebitamento. Con l’espressione “Basilea III” si indica un insieme di riforme varate tra il 2009 e il 2010 dal Comitato di Basilea, formato da Governatori delle banche centrali e capi della supervisione.
L’ALLARME DI ANCE SULLO STALLO BUROCRATICO costruzioni. Gabriele Buia, presidente di
Codice appalti che ha completamente
Ance, lo mette in diretta relazione con
fallito l’obiettivo di rendere più efficiente
una situazione di difficoltà dalla quale si
e trasparente il settore, creando tante e
fatica a uscire: “Il 2017 è stato il decimo
tali ulteriori disfunzioni da dover esse-
anno di crisi per il settore delle costru-
re ripensato al più presto”. Come uscire
zioni, che ha perso oltre 600.000 posti
da questo tunnel?“Aprire i cantieri per
di lavoro. Nonostante un cospicuo au-
fare manutenzioni, mettere in sicurezza
mento di risorse messe a disposizione
il territorio, avviare e completare opere
dagli ultimi due Governi il comparto non
strategiche è di vitale importanza per il
solo è fermo, ma continua ad arretrare”.
sistema-Paese. Deve diventare una pri-
Secondo il rappresentante dei costrut-
orità assoluta ed è per questo che Ance
tori la crisi del tema è legata a “una bu-
sta avviando una massiccia campagna
rocrazia asfissiante che blocca tutto in-
di sensibilizzazione dell’opinione pubbli-
Il tema dei ritardi nei pagamenti da par-
vece di decidere, di procedure incom-
ca per far sì che il Parlamento e il pros-
te della pubblica amministrazione è par-
prensibili anche per le stesse ammini-
simo Governo si occupino al più presto
ticolarmente critico per il settore delle
strazioni che le devono applicare e di un
di questa emergenza nazionale”.
GABRIELE BUIA
PRESIDENTE DI ANCE
100
DISTRIBUZIONE
La ricetta di Ance La presenza di regole chiare ed efficienti è fondamentale, ma il superamento di lacci e lacciuoli è vitale per dare un futuro roseo a un settore ancora sofferente. Per rilanciare lo strumento del credito ci sono in campo diverse proposte. Quella di Ance riguarda un’agevolazione fiscale nei confronti delle persone fisiche che investono nel capitale di rischio di imprese impegnate in operazioni immobiliari di rigenerazione urbana, di housing sociale e di sviluppo immobiliare. L’agevolazione consiste nell’applicazione di una ritenuta del 12,5% (anziché l’attuale 26%) sui dividendi percepiti relativamente a partecipazioni non qualificate, ovvero partecipazioni al capitale inferiori al 5% in caso di società quotate o del 25% in caso di società non quotate. Per le persone fisiche è prevista anche l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20% (anziché l’aliquota marginale Irpef) sul 49,72% dei dividendi percepiti relativamente a partecipazioni qualificate, ovvero partecipazioni al capitale superiori al 5% in caso di società quotate o del 25% in caso di società non quotate. Lo scopo di questa misura consiste nell’incentivare la patrimonializzazione mentre, per quanto riguarda il fondo di garanzia per le PMI, Ance evidenzia come gli attuali criteri valutativi non soddisfino i bisogni delle aziende. Il rating per l’accesso alla garanzia pubblica è basato su quattro indicatori: copertura finanziaria delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria,
del Fondo. Il nuovo Fondo di Garanzia si basa su uno “scoring” nel quale aumentano le variabili prese in esame, suddivise in due componenti: la parte economicofinanziaria, formata dai dati di bilancio, e quella mandamentale, basata sulle informazioni della Centrale Rischi relativi agli ultimi sei mesi.
MARIO RIGHI
RESPONSABILE COMMERCIALE DIVISIONE MOVIMENTO TERRA DI IVECO ORECCHIA
“
LE AZIENDE STRANIERE ARRIVATE RECENTEMENTE IN ITALIA ANCORA NON CONOSCONO BENE I PROBLEMI DEL NOSTRO MERCATO, COME LA MANCANZA DI LIQUIDITÀ, E CIÒ GENERA PROBLEMI PER TUTTI
“
Al fine di regolare un sistema bancario letteralmente travolto dalla crisi, queste misure hanno posto dei paletti più rigidi nella gestione del rischio da parte degli istituti di credito, ma l’inevitabile effetto collaterale è stato quello di stringere le maglie di una rete che per le imprese (non solo del settore costruzioni) era invece fondamentale. L’EBA (“European Banking Authority”) è l’organismo dell’Unione Europea che dal 1 gennaio 2011 ha il compito di sorvegliare il mercato bancario del Vecchio Continente. Anch’esso è nato per porre rimedio allo tsunami rappresentato dalla crisi economica e il suo obiettivo consiste nel proteggere l’interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all’efficacia del sistema finanziario, a beneficio dell’economia dell’Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese.
copertura degli oneri finanziari e incidenza della gestione caratteristica sul fatturato. Secondo lo studio che Ance ha eseguito con Bureau Van Dijk e la società di rating modeFinance, su 50.000 bilanci di imprese di costruzioni l’aumento dell’indebitamento e la riduzione della redditività precludono l’accesso al credito e alla garanzia
Stimoli pubblici e privati Durante l’era-Calenda, il Ministero dello Sviluppo Economico aveva studiato un nuovo strumento finanziario finalizzato alla capitalizzazione delle imprese e basato sulla possibilità di finanziare un importo pari all’aumento del capitale sociale: se l’istituto di credito valuta positivamente la domanda si può richiedere il co-finanziamento pubblico, così da mettere a disposizione dell’impresa una linea di credito pari all’aumento deliberato a medio-lunga scadenza (3-10 anni). Chiusa l’esperienza del Governo Gentiloni, bisognerà quindi attendere l’entrata in carica del nuovo Esecutivo e le successive scelte su questo versante, che per il nostro settore è di centrale importanza. Definire “precario” il quadro politico italiano è quasi un eufemismo. Tuttavia, una fase di incertezza così profonda come quella determinatasi dopo le elezioni dello scorso 4 marzo ha rappresentato un inedito nella pur complessa storia del nostro Paese. Di conseguenza, rimangono in sospeso anche le valutazioni in merito alla possibilità di continuare con quelle misure che negli ultimi anni hanno oggettivamente rappresentato un’iniezione di ossigeno per un mercato duramente provato dalla crisi economica mondiale.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 101
Dossier
102 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
MIRKO MANGANIELLO
RESPONSABILE COMMERCIALE E SOCIO DI ARIMAK (QUARTO DA DESTRA)
“
I COSTRUTTORI DEVONO SUPPORTARE DI PIÙ I CONCESSIONARI NEI LORO BISOGNI, CHE SONO DIVERSI PER OGNUNO. NON È UN CASO CHE, OGGI COME IERI, A FALLIRE SIANO SOLO CONCESSIONARI E IMPORTATORI, MA NON I COSTRUTTORI
“
Le misure che funzionano “Il Superammortamento è stato sicuramente molto importante per il sostegno che ha dato al settore - afferma Mario Righi -, mentre per quanto riguarda la Legge Sabatini bisognerebbe specificare che si tratta più che altro di una sorta di leasing, uno strumento per il quale conta molto anche la solidità di chi vi fa ricorso. A mio avviso servirebbe soprattutto una campagna di incentivi alla rottamazione, come si è fatto per diversi altri settori, ma non per il movimento terra. Eppure un provvedimento del genere avrebbe anche un forte effetto ambientale: è paradossale che, mentre vietiamo la circolazione delle auto inquinanti, permettiamo a macchine vecchie di 30 anni di scavare per otto ore al giorno in cantieri posti nel pieno centro della città”. Il Superammortamento viene promosso anche da Mirko Manganiello secondo il quale, invece, il bando Inail “droga il mercato”. Sulla stessa linea si colloca Marco Sangiorgi: “Il nostro giudizio è positivo per quanto si riferisce alla Legge Sabatini e, soprattutto, al Superammortamento, due provvedimenti che peraltro speriamo vengano confermati/rinnovati anche dalle scelte del nuovo Governo. Resta invece negativo il nostro giudizio sui bandi Inail, principalmente per i criteri e le modalità di svolgimento, ma anche per i risultati concreti effettivamente conseguiti nel periodo più critico della crisi di mercato”. Quali stimoli potrebbero essere messi in campo dai costruttori, al fine di rivitalizzare il mercato? Se Righi è perplesso
su questa modalità d’intervento (“Gli stimoli li attendiamo soprattutto dagli Enti Pubblici”), per Manganiello ci sarebbe invece molto da fare: “I costruttori devono
supportare di più i concessionari nei loro bisogni, che sono diversi per ognuno. Non è un caso che, oggi come ieri, a fallire siano solo concessionari e importatori, ma non i costruttori. Al momento sono solo loro a fare dei margini. Il loro compito dovrebbe essere quello di stare più vicino ai concessionari, aiutandoli a guadagnare di più. Invece guardano sempre e solo alla propria marginalità e alla fine noi concessionari ci troviamo tra l’incudine e il martello, ovvero tra il costruttore e il cliente finale”. Una sollecitazione ai costruttori arriva anche da Sangiorgi, il quale auspica: “Oltre al costante miglioramento e innovazione dei prodotti sarebbe certamente apprezzabile non solo sostenere, ma anche rispettare sempre le proprie reti distributive. Invece queste vengono spesso ‘scavalcate’ pur di conseguire vendite e ciò sia per quanto si riferisce alle zone assegnate che per i prezzi finali di vendita, soprattutto di fronte ai grandi clienti”. Presidio del territorio In un mercato decisamente particolare come quello italiano bisogna anche tenere in debito conto la questione geografica, che comporta la necessità di strutturarsi al meglio. Michele Falasca ci ha spiegato che FRC, oltre al suo quartier generale, utilizza sedi secondarie sia come officine, sia come aree da esposizione: “Abbiamo fatto questa scelta per coprire al meglio una zona piuttosto vasta e non costringere i nostri clienti a fare viaggi di centinaia di chilometri per visionare magari un semplice miniescavatore, ad esempio. Con questo tipo di organizzazione, invece, le aziende possono esaminare le macchine a cui sono interessate rimanendo nel proprio territorio e recandosi in officine autorizzate Hitachi, che quindi sono anche i punti di riferimento ai quali rivolgersi per l’assistenza post-vendita. È una comodità, ma non un vincolo: in caso di necessità si può comunque utilizzare qualunque nostra officina. Lo scopo è limitare il più possibile i fermi macchina”. Sul fronte della manutenzione, è molto rilevante il fatto che sempre più aziende stiano introducendo sulle loro macchine dei dispositivi telematici per il controllo da remoto. Quanto incideranno questi strumenti sulle modalità ope-
DISTRIBUZIONE
RICCARDO CATTANEO
RESPONSABILE COMMERCIALEDI RAMI
“
IL MODO MIGLIORE PER FIDELIZZARE I PROPRI CLIENTI È PENSARE COSTANTEMENTE COME OFFRIRE LORO DI PIÙ, SIA IN TERMINI DI PREZZOCHE IN TERMINI DI QUALITÀ RELATIVAMENTE A PRODOTTI CHE SIANO DAVVERO ADATTI ALLE LORO ESIGENZE
“
rative dei distributori? Secondo Mario Righi molto, perché “grazie alla tecnologia arriveremo a interventi sempre più puntuali, ottimizzando la manutenzione grazie al monitoraggio a distanza”. Marco Sangiorgi ne è altrettanto entusiasta: “Per quanto ci riguarda, il sistema ‘CareTrack’ è stato introdotto da Volvo CE già da oltre un decennio, ma in generale questi dispositivi sono già una realtà molto importante sia per gli utilizzatori che per le officine d’assistenza, per monitorare sia le attività lavorative della macchina che la sua diagnostica e manutenzione. Questi strumenti diventeranno sempre più importanti in futuro su tutte le macchine (sia di proprietà che a noleggio) e man mano che verranno implementate le loro funzionalità (anche ai fini della sicurezza), sia per l’ottimizzazione della produttività e dei costi di conduzione delle macchine che per il contenimento dei relativi fermi-macchina e dei costi manutentivi”. Mirko Manganiello evidenzia invece un aspetto critico: “Questi strumenti sono utili perché semplificano molto i cicli di lavoro nei cantieri. Per le imprese sono un valore aggiunto, che aumenta la produttività, ma ci vorrebbero degli uffici tecnici statali meglio predisposti, così da sfruttarne le potenzialità anche nella gestione e nel controllo dei dati”.
Meglio da soli Qual è lo stato di salute del settore delle costruzioni nel resto d’Europa? A febbraio 2018 la produzione nella cosiddetta “Eurozona” è scesa dello 0,5% rispetto al mese precedente e dello 0,8% nell’UE a 28 (secondo i dati Eurostat). A gennaio il dato era calato dello 0,8% nella zona euro e dell’1,1% nell’UE nel suo complesso. Rispetto al febbraio dell’anno precedente la produzione è invece cresciuta dello 0,4% nella zona euro e diminuita dello 0,1% nell’UE a 28. Nello scenario del Vecchio Continente è decisamente particolare il ruolo del Regno Unito, che due anni fa ha votato favorevolmente al referendum sulla “Brexit” e che oggi è ancora in fase di transizione, con il partito di quelli che vedrebbero bene un ripensamento che cresce di settimana in settimana. Ma la scelta di star fuori dall’Europa pare non nuocere al settore delle costruzioni, anzi: secondo i dati pubblicati da CIPS (Chartered Institute of Purchasing & Supply) e Markit Economics, nello scorso mese di aprile l’indice al settore delle costruzioni è salito da 47 punti di febbraio a quota 52,5 punti, tornando quindi sopra la soglia di equilibrio (pari a 50 punti). ■
CGIL E FONDAZIONE DI VITTORIO: LA RIPRESA C’E’ II Rapporto sull’andamento delle co-
che al di là di alcune congiunture po-
struzioni in Italia, firmato da CgilFillea
sitive, come gli impulsi dati da ecobo-
(Federazione Italiana Lavoratori Legno
nus e detrazioni fiscali sugli investi-
Edile e affini) e Fondazione Di Vittorio,
menti e gli interventi di riqualificazione
dice che una ripresa, seppure timida,
del patrimonio edilizio esistente.
c’è. Il settore nel 2017 ha pesato sul Pil
I lavori di ristrutturazione legati agli
voro indica chiaramente un trend legato
per il 9,6%, annoverando circa 1.300.000
incentivi governativi sono passati dal
a una specializzazione sempre più mar-
occupati e il 46% di tutti gli investimen-
16% del 2007, per un valore di 9 miliar-
cata su temi quali il risparmio energe-
ti in conto capitale del Paese. Secondo
di, al 40,7% del 2016, pari a 28 miliardi.
tico, la rigenerazione urbana, gli inter-
il Rapporto Fillea ogni miliardo di euro
Mediamente sono stati generati 270.000
venti antisismici, eccetera, ma al quale
investito nelle costruzioni ha una rica-
posti di lavoro, con un picco di 400.000
non c’è ancora stata una risposta ade-
duta sul sistema economico per 3,5 mi-
nel 2016. Nello stesso anno gli occupa-
guata. In aumento anche gli investimen-
liardi e sull’occupazione fino a 50.000
ti nei segmenti delle costruzioni sono
ti pubblici (+10,4% nel 2016 sull’anno
posto di lavoro, dei quali 12.000 diret-
stati 1.346.000, ovvero il 5,91% degli oc-
precedente, +23,9% nel 2017, +26,2%
tamente nel settore.
cupati totali, con un aumento più delle
nel 2018),seppure con un divario note-
Un settore quindi decisamente strate-
ore lavorate che del numero degli ad-
vole tra le risorse stanziate e quelle re-
gico e da guardare con ottimismo an-
detti. L’andamento del mercato del la-
almente spese. maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 103
DISTRIBUZIONE Cimertex Italia
LA SFIDA LOMBARDA
A due anni dall’apertura della sede bolognese di Zola Predosa e proseguendo il progetto di sviluppo sul territorio italiano, la sinergia tra il distributore e Komatsu ha portato all’inaugurazione della filiale di Brugherio (Mb), che consentirà di coprire strategicamente i mercati di Lombardia e Piemonte di Ettore Zanatta
C
irca 200 persone – tra clienti, concessionari e rappresentanti di Komatsu – hanno partecipato lo scorso 12 maggio all’inaugurazione della filiale Cimertex Italia di Brugherio, in provincia di Monza-Brianza, a due passi da Milano. Un evento rilevante per le due aziende, le quali possono ora contare su un pun104 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
to di riferimento strategico che consentirà di assistere, in termini di vendita e assistenza, le aree (importantissime) lombarde e dell’alto Piemonte. Nell’occasione, tra gli altri autorevoli esponenti delle due aziende, abbiamo incontrato Valter Cereda, che rivestirà il ruolo di capo filiale nella struttura lombarda, e Miguel Oliveira, presidente del Consiglio di Amministrazione di Cimertex Italia. Ci hanno illustra-
to motivazioni e strategie che hanno portato all’apertura di questa nuova struttura. Il rinnovato assetto organizzativo in Italia da parte di Komatsu Italia Manufacturing e Komatsu Europe, finalizzato a soddisfare in modo (sempre più) adeguato le esigenze degli operatori di tutta la Penisola, ha preso il via ufficialmente nel 2015. Una
delle basi di tale ristrutturazione è Cimertex, che dopo l’apertura della sua sede bolognese nell’aprile 2016 ha oggi aperto un’importante “finestra” sul mercato lombardo. Quali sono le evoluzioni e le strategie alla base della scelta di essere fisicamente operativi alle porte di Milano?
“Cimertex è una realtà portoghese fondata nel 1964 e oggi è uno dei distributori di macchine movimento terra più affermati non solo sul suolo natio, ma anche in altri mercati di sua competenza, quali l’Angola, Capo Verde e proprio sul territorio italiano, dove Cimertex Italia copre le aree
MIGUEL OLIVEIRA, A SINISTRA, E VALTER CEREDA, A CUI FARÀ CAPO LA FILIALE DI BRUGHERIO DI CIMERTEX ITALIA
di Emilia-Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana (in particolare, le aree marmifere di Lucca e Massa Carrara), Marche, Umbria e Sardegna. Qui, Cimertex Italia garantisce ai propri clienti la vendita dell’intera gamma Komatsu e un’attività post-vendita a 360°. Attività che ora sarà garantita anche in Lombardia e in Piemonte da questa nuova struttura di Brugherio”.
IL TAGLIO DEL NASTRO CON, DA SINISTRA: MIGUEL OLIVEIRA, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZINE DI CIMERTEX ITALIA; MAS MORISHITA, MANAGING DIRECTOR & CEO DI KOMATSU EUROPE INTERNATIONAL; ANTONIO MARCO TROIANO, SINDACO DI BRUGHERIO
La nuova filiale garantirà l’accesso e la copertura di un’area strategica molto importante, alle porte di una città che è il cuore pulsante dell’economia nazionale… maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 105
DISTRIBUZIONE
MAS MORISHITA
MANAGING DIRECTOR & CEO, KOMATSU EUROPE INTERNATIONAL
“La sinergia tra Komatsu e Cimertex risale a 50 anni fa, quindi possiamo affermare che l’azienda portoghese rappresenta per noi uno dei distributori storici a livello mondiale. Questa inaugurazione - che fa seguito a quella della sede centrale di Zola Predosa a Bologna nel 2015, la qua-
Il rapporto tra Cimertex e Komatsu si consolida, dunque. Quant’è stato importante il supporto della Casa
“
Com’è strutturata oggi la rete di Cimertex Italia? “Negli ultimi due anni abbiamo creato una rete capillare sul territorio, caratterizzata da sei funzionari di vendita diretti, nove concessionari e 18 officine autorizzate che garantiscono una presenza professionale e continua a tutti i clienti. Al centro, la gamma di macchine movimento terra Komatsu, sinonimo di affidabilità, innovazione, sicurezza e di investimento sicuro e sostenibile. A ciò si aggiunge anche l’ampia serie di servizi garantiti da Cimertex Italia, che vanno dai corsi di formazione al noleggio (ambito in cui spicca l’attività svolta
L’APERTURA DELLA FILIALE MILANESE DI CIMERTEX ITALIA RAPPRESENTA UNA TAPPA STRATEGICA NEL PROGRAMMA DI ESPANSIONE DELL’AZIENDA IN ITALIA
le ha saputo garantire in poco tempo nei suoi territori di competenza
“
L’OPINIONE
“La scelta di aprire una filiale in Lombardia è stata dettata da molte ragioni. Il territorio di Milano e le province lombarde si trovano in una posizione strategica molto significativa per il nostro settore e rappresentano un’eccellenza nell’ambito industriale e produttivo. La solidità di questo tessuto economico – che supporteremo con la nostra rete di concessionari e officine – porterà Cimertex Italia a un’ulteriore crescita”.
un’offerta completa e competitiva basata sul binomio ‘prodotto di alta qualità/servizio post-vendita efficace’ - è strategica. L’area milanese e il mercato lombardo in generale rappresentano uno sbocco commerciale fondamentale per qualsiasi attività ed è quindi significativo il fatto che si siano investite molte risorse nella costituzione di una nuova filiale operativa. Quando è stato presentato il progetto di espansione è stato naturale pensare a un’azione congiunta;anche per questo motivo, e a testimonianza di quanto affermato, Komatsu ha acquisito una quota (minoritaria) del capitale sociale di Cimertex Italia, proprio per rinforzare la sinergia tra le due realtà e dimostrare il livello di fiducia e di ottimismo che nutriamo nei confronti del mercato italiano e delle sue possibilità di espansione. Con l’inaugurazione della filiale di Brugherio, dunque, diamo un altro forte segnale di impegno e di voglia di crescere, avendo come missione quella di essere un punto di riferimento nel mercato italiano delle macchine movimento terra”. 106 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
NORMAN TASCA (AL CENTRO), MANAGING DIRECTOR DI CIMERTEX ITALIA, MOSTRA AD ALCUNI DEI NUMEROSI OSPITI INTERVENUTI ALL’INAUGURAZIONE LE OPPORTUNITÀ FORNITE DALL’ESCAVATORE IBRIDO KOMATSU HB 365 NLC
giapponese in quest’occasione? “Komatsu è molto coinvolta nel nostro progetto di espansione. A testimonianza di ciò basti dire che l’azienda giapponese ha recentemente acquisito una quota del capitale sociale di Cimertex Italia. Il rapporto sinergico tra le due realtà, peraltro, risale al 1968 e questo binomio ha saputo garantire in questi 50 anni un’offerta completa e competitiva, basata su prodotti di alta qualità e un servizio post-vendita efficace”.
dalla rete del Consorzio NolOk il quale, in regime di uniformità, copre in modo capillare il territorio e rappresenta una delle più importanti realtà di questo settore), dai programmi di manutenzione alle estensioni di garanzia, ai finanziamenti offerti tramite la società Komatsu Finance”. In occasione di quest’inaugurazione è stata esposta una rappresentanza di macchine, dando l’opportunità agli ospiti di approfondirne le peculiarità insieme agli specialisti di pro-
dotto. Quali sono le novità presentate più interessanti? “Una delle novità più importanti è l’escavatore cingolato Hybrid HB365NLC-11: a Intermat 2018 è stata presentata la versione HB215LC-3, che però è un’evoluzione della gamma -2 già preesistente; questo modello da 37 t di peso operativo e 202 kW di potenza – i cui componenti ibridi senza manutenzione sono coperti da cinque anni di garanzia o 10.000 ore di funzionamento – è invece totalmente nuovo ed è oggetto di un tour che lo vede impegnato periodicamente in dimostrazioni organizzati in luoghi sempre diversi del territorio italiano, proprio per farne conoscere (e apprezzare) le potenzialità ai clienti. Novità importante per il mercato italiano è anche il midi escavatore PC80MR-5 che, con le sue 8 t di peso, copre nella relativa gamma un gap di peso preesistente. Questa macchina propone, tra le altre cose, nuovi comandi elettronici idraulici, modalità operative selezionabili come sugli escavatori di classe superiore e un nuovo design e profilo della lama, con forma, altezza e lunghezza migliorate. Altra macchina strategica per l’Italia è
l’escavatore cingolato PC210NLC-11, in sagoma, da 22-23 t, in grado di garantire una riduzione del consumo di carburante fino al 6%. Importante è anche la pala gommata WA320-8 che – similarmente al modello Heavy Duty WA480-8, presentato a Intermat e disponibile dalla prossima estate – beneficia di un motore EU Stage IV e della funzione di carico automatica (la benna completamente riprogettata migliora ulteriormente la capacità di penetrazione e agevola il riempimento della stessa, riducendo il consumo di carburante), rappresentando per gli operatori una straordinaria combinazione di stabilità, trasporto e carico. Inoltre, è importante sottolineare come una macchina di questo genere rientri nelle tematiche relative all’industria 4.0 e nelle agevolazioni previste dall’iperammortamento. Gli accessori disponibili per questi mezzi ne estendono la versatilità, per-
mettendo di impiegarla efficacemente anche per la movimentazione di rifiuti o nel settore cave. Il cinematismo ‘PZ’, poi, abbina i vantaggi di quello a ‘Z’ e di quello a bracci paralleli, garantendo un’elevata forza di strappo. Non dimentichiamo però le altre macchine esposte (il dozer D61EX-24 da 18,5-19,4 t e 126 kW e i nuovi miniescavatori PC35MR-5 e PC55MR-5, oltre alle versioni PC16R HS), citando anche le altre novità recentemente presentate a Parigi da Komatsu: i nuovi escavatori gommati PW148-11 e PW180-11 (dotati di motori EU Stage IV assicurano una riduzione dei consumi fino al 13%), la nuova gamma di terne (a Intermat è stata esposto il prototipo WB93R, mentre è atteso un ulteriore modello nei prossimi mesi) e l’escavatore idraulico PC1250-11, che alza l’asticella in termini di produttività e sicurezza in questa categoria di prodotto”. ■
TRA LE MACCHINE PRESENTI A BRUGHERIO C’ERANO L’ESCAVATORE HYBRID HB365NLC-11 (A SINISTRA), IL MIDI ESCAVATORE PC80MR-5 (IN ALTO A DESTRA), L’ESCAVATORE CINGOLATO PC210NLC-11 (IN ALTO A SINISTRA) E UNA RAPPRESENTANZA DELLA NUOVA GAMMA DI MINIESCAVATORI, TRA CUI IL MODELLO PC55MR-5 maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 107
ON SITE Demolizione industriale per il progetto “Parco Cornaredo”
Una pinza primaria HC 18P e un frantumatore Multi Kit MK 18P, attrezzature entrambe a marchio Trevi Benne e dotate di dispositivo Impact Booster, si stanno rendendo protagoniste in un ambizioso progetto di demolizione a Porza, comune svizzero del Canton Ticino, nel distretto di Lugano di Ettore Zanatta 108 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
TECNOLOGIA ITALIANA
NELLA LUGANO
DEL FUTURO
L
ugano è in fermento. L’ambizioso programma di riorganizzazione territoriale e di sviluppo urbanistico che sta coinvolgendo da qualche anno la città svizzera trova il suo centro nevralgico nella periferia nord, dove da diversi anni una serie di interventi sta cambiando radicalmente il tessuto urbano e la fruizione degli spazi pubblici cittadini.
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 109
ON SITE
FOTO DI GRUPPO NEL CANTIERE DI LUGANO. DA SINISTRA: FRANCO MORDASINI, VICEDIRETTORE DI G ECORECYCLING; STEFANO DEL DEO, CONCESSIONARIO TREVI BENNE; CHRISTIAN TADIOTTO, MARKETING MANAGER DI TREVI BENNE; MICHELE MANDAGLIO ED ERMANNO PARISOTTO, OPERATORI DI G ECORECYCLING; SIMONE PIVA, AREA MANAGER DI TREVI BENNE
110 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Con la realizzazione della Galleria Vedeggio-Cassarate si è dato il via a questa fase di rinnovamento, offrendo una concreta opportunità di sviluppo territoriale e garantendo l’accesso al centro urbano direttamente dall’autostrada. Un progetto, quello della nuova galleria, che permetterà una gestione più organica della mobilità cantonale, soprattutto per la fruizione da parte dei pendolari di nuovi scambi intermodali e di parcheggi. Ma non solo. Lo sviluppo urbanistico e territoriale, accompagnato dall’adozione di un adeguato piano dei trasporti, prevede anche la riqualificazione di un’ampia area periferica, quella del quartiere Cornaredo che, entro il 2020, ospiterà peraltro il nuovo stadio per la squadra del Lugano calcio. Proprio grazie all’apertura della galleria, la ripartizione del traffico lungo l’asse nord-sud di penetra-
zione nella città di Lugano verrà effettuata anche lungo la direttrice parallela al fiume Cassarate, assorbendo gran parte del traffico proveniente dalle località Besso e Massagno e riorganizzando la mobilità di Cornaredo stesso. È in questo contesto che sorgerà il Nuovo Quartiere di Cornaredo, un’area che si presenterà come una vera e propria “porta d’accesso” a Lugano, provvista di parchi pubblici, servizi ai cittadini, aree residenziali e strutture intermodali, al fine di ricucire lo stretto rapporto tra città e ambiente naturale che ha da sempre dato una connotazione storica alla città svizzera. Una sfida aperta È dal 2003 che, mossa da un vento di rinnovamento e sviluppo, la città di Lugano - insieme ai comuni limitrofi
LA PINZA DEMOLITRICE HC 18P IN AZIONE, VISTA DALLA CABINA DELL’ESCAVATORE HITACHI ZX470 LNC, DOTATO IN QUEST’OCCASIONE DI BRACCIO DA DEMOLIZIONE DA 28 M
di Porza e Canobbio e al Dipartimento del Territorio - ha intrapreso un intenso percorso che sta portando all’identificazione delle soluzioni urbanistiche più efficienti e innovative, all’integrazione in maniera organica delle preesistenze edilizie alle nuove esigenze e vincoli funzionali e alla realizzazione di un progetto economicamente sostenibile. Nel 2004, infatti, è stato varato il Piano dei Trasporti del Luganese (PTL) – che ha previsto investimenti nell’ordine di 1 miliardo di franchi svizzeri – con il quale è stato possibile aprire i primi grandi cantieri delle opere infrastrutturali. A seguito di numerosi incontri e di un concorso indetto dal Comune, nel 2006 è stato assegnato l’incarico di elaborare il masterplan del cosiddetto Nuovo Quartiere di Cornaredo, al quale quattro anni dopo è seguita l’approvazione del cosiddetto “Piano regolatore per il Nuovo Quartiere Cornaredo” (PR-NQC), lo strumento urbanistico che renderà effettiva nei prossimi anni l’attuazione del progetto. Progetto che coinvolge circa 1 milione di metri quadra-
IMPACT BOOSTER: MOLTIPLICATORE DI POTENZA Premium Line è la più recente gamma di attrezzature da demolizione di Trevi Benne, dotata del dispositivo di moltiplicatore di potenza “Impact Booster”. Ma di cosa si tratta, nello specifico? L’Impact Booster è un dispositivo idraulico integrato nell’attrezzatura che consente di moltiplicare la potenza, intesa come pressione d’esercizio dell’escavatore. Aggredendo il materiale, se la pressione della macchina operatrice non è sufficiente per frantumarlo si aziona automaticamente questo sistema che permette di moltiplicare la pressione in arrivo dalla macchina stessa (pre-tarata a 250 bar) raggiungendo un picco di 750 bar.
ATTREZZATURE IN AZIONE NEL CANTIERE: LA PINZA HC 18P E IL FRANTUMATORE MULTI KIT MK 18P, ENTRAMBI DOTATI DI DISPOSITIVO IMPACT BOOSTER maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 111
ON SITE
ERMANNO PARISOTTO OPERATORE DI G ECORECYCLING
“Le due attrezzature Trevi Benne utilizzate in questo cantiere si stanno dimostrando partner davvero efficienti e produttivi. In particolare, il frantumatore MK 18P è una soluzione multifunzionale che consente di risparmiare tempo e denaro, in quanto è possibile utilizzarla – grazie ai kit da demolizione qui disponibili – con diversi escavatori, di marchio differente, sfruttando un’unica attrezzatura. Il restyling a cui è stato sottoposto recentemente, poi, consente di aumentare le prestazioni di potenza e velocità di schiacciamento, così come il sistema IZI-Lock permette di sostituire i kit citati in pochissimi minuti. Ma anche la pinza primaria HC 18P è molto versatile e consen-
Il progetto Parco Cornaredo È in questo contesto che Artisa Immobiliare – società di Artisa Group Holding Sa attiva nella progettazione, costruzione e organizzazione di spazi industriali, commerciali, artigianali e residenziali in tutto il Canton Ticino – ha presentato il progetto “Parco Cornaredo”, che cambierà il volto dell’omonimo e nuovo quartiere luganese. Progetto che ha comportato un investimento di circa 100 milioni di franchi e i cui lavori sono iniziati nel 2017 (il completamento di tutti gli interventi, invece, è previsto per il 2021). Il nuovo quartiere, in particolare, si sviluppa alle spalle della pista di ghiaccio della Resega e prevede la realizzazione di tre blocchi abitativi, per una volumetria di
“
120.000 m2 e un’abitabilità di 20.000 m2. Due blocchi saranno a carattere residenziale e comprenderanno 116 appartamenti di taglio misto destinato a famiglie, mentre il terzo blocco sarà destinato alla terza e quarta età (sono previsti anche 170 posteggi interni e 30 esterni). Oltre a ciò, sotto agli edifici sono previste due strutture per lo sport. Nello specifico, una pista di ghiaccio privata, regolamentare e interrata, per allenamenti e istruzione delle società di settore (hockey, pattinaggio, curling), e uno stand di tiro, anch’esso interrato, per la Civici Carabinieri Lugano, con linee a 10, 25 e 50 m per armi aria compressa, pistola, carabina e piccolo calibro e con nuova Club House. I protagonisti della demolizione La fase precedente alla realizzazione di questo ambizioso progetto – per il quale Artisa Immobiliare ha depositato anche una domanda di costruzione per erigere due torri dell’altezza di 45 m ciascuna, sempre all’interno del comparto – è ov-
L’ESECUZIONE DELLE DEMOLIZIONI È STATA AFFIDATA ALL’IMPRESA SVIZZERA G ECORECYCLING, CHE HA UTILIZZATO DUE ATTREZZATURE TREVI BENNE
“
L’OPINIONE
ti e per il quale i tre Comuni interessati hanno elaborato un piano regolatore intercomunale che prevede moderne infrastrutture sportive, espositive e per il tempo libero, nonché la valorizzazione degli spazi pubblici.
te a noi operatori di eseguire tutte le operazioni di demolizione in modo particolarmente efficiente, grazie al profilo delle chele ad alta penetrazione, alla protezione conica che preserva lo stelo del cilindro durante la demolizione e al sistema di leverismo sincronizzato che consente l’apertura/chiusura simultanea delle chele. In entrambi i casi, naturalmente, sono da citare i vantaggi apportati dall’Impact Booster: pressione d’esercizio e flusso inferiori che portano a un consumo del carburante ridotto, nonché a un minore impatto ambientale, a un limitato tempo del ciclo di apertura/chiusura, alla riduzione del peso complessivo dell’attrezzatura e a un aumento delle prestazioni di potenza”. 112 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
LA PINZA E IL FRANTUMATORE UTILIZZATI IN QUESTO CANTIERE DA G ECORECYCLING SONO STATI FORNITI DA TREVI BENNE, AZIENDA DI NOVENTA VICENTINA CHE DAL 1992 PRODUCE E COMMERCIALIZZA TECNOLOGIE E ATTREZZATURE PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA
LA PINZA DEMOLITRICE HC 18P APPARTIENE ALLA PREMIUM LINE DI TREVI BENNE E SI DISTINGUE, TRA LE ALTRE COSE, PER IL SISTEMA DI LEVERISMO SINCRONIZZATO CHE CONSENTE L’APERTURA E LA CHIUSURA SIMULTANEA DELLE CHELE, PER LA PROTEZIONE CONICA CHE PRESERVA LO STELO CILINDRO DURANTE LA DEMOLIZIONE E PER IL PROFILO DELLE CHELE AD ALTA PENETRAZIONE
LA SCHEDA TECNICA La pinza primaria HC 18P “Premium Line” Peso attrezzatura:
1.820 kg
Apertura:
850 mm
Lunghezza attrezzatura:
2.240 mm
Spessore chela:
60 mm
Lunghezza lama:
150 mm
Forza alle lame:
360 t
Forza in punta:
65 t
Diametro massimo taglio tondino:
35 mm
Pressione esercizio escavatore:
250 bar
Portata olio escavatore:
130/200 l/min
Pressione esercizio rotazione:
140 bar
Portata olio rotazione:
10 l/min
viamente quella relativa alle demolizioni delle strutture pre-esistenti, per iniziare a ridefinire il quartiere coinvolto nel progetto e lasciare spazio al complesso edilizio successivo. In occasione della nostra visita era iniziata la demolizione del palazzo di sette piani – per un totale di 24 m di altezza e circa 3.500 m3 di materiale – che ospitava l’Osteria Reseghina e gli uffici dell’Hockey Club Lugano, a cui sono seguite le demolizioni di un edificio adiacente e di un’autorimessa, per altri circa 4.000 m3 di materiale demolito. La gestione di queste delicate fasi di demolizione è stata affidata all’impresa svizzera specializzata G ecorecycling di Giubiasco. “La G ecorecycling – spiega Franco Mordasini, vicedirettore dell’azienda incontrato all’interno del cantiere – è stata fondata nel 2005 per volontà dei fratelli John e Gilberto Gheza ed è specializzata nelle attività di demolizione primaria
e secondaria, oltre che nel riciclaggio del materiale inerte proveniente dalle stesse. I primi anni di attività, dedicati alla preparazione di materiali destinati prevalentemente a una clientela privata, hanno permesso il perfezionamento del ciclo di lavorazione e, soprattutto, la creazione di un centro funzionale divenuto oggi il riferimento regionale per il riciclaggio dei materiali inerti. La costruzione della moderna struttura per la lavorazione e lo stoccaggio dei materiali indicano chiaramente la convinzione con la quale G ecorecycling sta portando avanti quest’importante operazione imprenditoriale. Il materiale principalmente trattato è il calcestruzzo proveniente da demolizioni stradali e del genio civile, che permettono di produrre granulato di calcestruzzo certificato”. L’azienda, per affrontare la sua attività, dispone di diversi macchinari all’avanguardia e specifici per la demolizione e la lavorazione dei materiali inerti maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE
e per il loro trasporto. “Il parco mezzi di G ecorecycling è molto ampio – conferma Mordasini – e comprende autocarri a 4 e 5 assi (14 e 16 m3), motrici con semirimorchio da 20 m3 e semirimorchi ribassati, escavatori cingolati e gommati (Hitachi e Hyundai), gru cingolate da demolizione (Sennebogen 830) e pale gommate (Hyundai e Caterpillar), oltre a trituratori, frantoi con vaglio, vagli e, naturalmente, attrezzature selezionatrici e per la demolizione primaria e secondaria”. Macchine e attrezzature In questo cantiere, nella fattispecie per affrontare le fasi di demolizione primaria, la G ecorecycling ha utilizzato un escavatore cingolato Hitachi ZX470 LNC, dotato di braccio da demolizione da 28 m e pinza demolitrice Trevi Benne HC 18P, supportato da un escavatore
cingolato Caterpillar 329E LN, equipaggiato con un frantumatore Trevi Benne Multi Kit MK 18P. Attrezzature, quelle qui considerate, appartenenti entrambe alla Premium Line del costruttore veneto e dotate di Impact Booster. “Le attrezzature appartenenti alla Premium Line – spiegano Simone Piva e Christian Tadiotto, rispettivamente Area Manager e Marketing Manager di Trevi Benne – sono un concentrato di tecnologia e potenza e questa è una delle motivazioni per cui la G ecorecycling ha scelto di inserirle nel suo parco attrezzature. Naturalmente, il dispositivo Impact Booster è un valore aggiunto a garanzia della produttività. In particolare, il frantumatore Multi Kit MK 18P rappresenta una soluzione versatile, indicata per ogni condizione lavorativa, essendo costituita da un corpo universale a cui vengono
agganciati diversi kit di demolizione grazie a un innovativo sistema di sgancio”. Non più manuale, quindi, ma basato su un principio idraulico che consente di non dover rimuovere perni strutturali. “Il Multi Kit MK 18P – continuano Piva e Tadiotto – rappresenta uno strumento perfetto per ogni intervento di demolizione, riciclaggio, bonifica ambientale e recupero. Ciò anche grazie a elementi quali, ad esempio, il booster integrato che assicura un ciclo produttivo più veloce del 15%, il motore rotazione rinforzato, la regolazione manuale della velocità di rotazione, le lame e i denti intercambiabili. Ma, soprattutto, ai 6 kit intercambiabili disponibili: CS (Kit Cesoia), indicato in cantieri e in depositi per la demolizione industriale e per il taglio di materiali ferrosi come profilati, lamiere e tubazioni; CH (Kit Svizzero), adatto per la riduzione immediata del tondino di armatura durante la frantumazione del calcestruzzo; HC (Kit Pinza), per la demolizione primaria di precisione, per l’abbattimento di strutture e la rimozione dei materiali a rilevanti altezze; CL (Kit Cesoia-Lamiere), con profilo specifico per favorire la penetrazione e il taglio di serbatoi, silos e cisterne; CB (Kit Combi), per demolizioni di strutture in cemento armato con alta percentuale di materiale ferroso; FR (Kit Frantumatore), adatto per ridurre elementi in cemento separando al contempo il tondino di armatura dal calcestruzzo”.
CONGEFI: MISSIONE RICICLAGGIO Alla medesima holding (G Group) a cui
Al ferro, materiale originariamente tratta-
appartiene G ecorecycling, fanno parte
to, si sono aggiunti carta e cartoni, rifiuti
altre tre società: la Eco Ticino, specializ-
ingombranti e vegetali, materiali plastici,
mestiche, dalle piccole e gradi imprese
zata nella distruzione di documenti con-
legnosi, automobili, vetro, elettrodome-
e da tutte quelle attività che producono
fidenziali e sensibili; la Tallina, attiva nel
stici, materiali speciali e inerti. Nel 2012,
giornalmente materiale divenuto inutile
settore immobiliare; la Congefi, focaliz-
anno dei festeggiamenti per il raggiungi-
ma non inutilizzabile.
zata nel riciclo dei materiali.
mento dei 25 anni di attività, Congefi si è
Congefi investe continuamente nell’ade-
Quest’ultima, in particolare, fondata nel
“regalata” un nuovo impianto automati-
guamento delle proprie strutture, per far
1987, agisce sovente a supporto delle at-
co per la separazione di carta e cartoni, in
fronte alle mutate esigenze di mercato e
tività di demolizione di G ecorecycling,
grado di ottimizzare il prodotto delle cir-
legislative, per aggiornare i propri mezzi
come nel caso del cantiere di Lugano, e
ca 15.000 t di carta riciclata annualmen-
e macchinari, per la sicurezza dei colla-
opera tramite uno stabilimento dotato
te. Fonderie, vetrerie, impianti di smal-
boratori e per migliorare la produttività
delle più moderne macchine e tecnolo-
timento e centri di riciclaggio in tutto il
con processi sempre più specializzati.
gie di riciclaggio, costituite da trituratori,
mondo sono l’anello finale della filiera
Questo perché ha capito che anche la
frantoi, separatori, presse e caricatori. Un
dell’attività dell’azienda svizzera, che ali-
minima differenza può esser percepita
ampio parco mezzi è in grado di gestire le
menta le proprie strutture con i materiali
e, soprattutto, può essere utile alla cau-
circa 60.000 t/anno di materiale riciclato.
più disparati, prodotti dalle economie do-
sa del riciclaggio.
114 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
Nella fattispecie, questo frantumatore è stato fornito a G ecorecycling con le prime quattro versioni di kit in dotazione e, in particolare, al momento della nostra visita – data la particolarità dell’intervento in altezza – l’escavatore Hitachi ZX470 LNC montava il Kit Pinza che, in sinergia con la pinza HC 18P e grazie alla competenza ed esperienza degli operatori a bordo delle macchine operatrici, ha mantenuto le aspettative in termini di affidabilità ed efficacia, si è dimostrato un partner efficiente in un progetto particolarmente ambizioso. ■
LA SCHEDA TECNICA Il frantumatore Multi Kit MK 18P “Premium Line” Peso corpo attrezzatura:
1.335 kg *
Lunghezza corpo attrezzatura:
1.270 mm
Pressione esercizio escavatore:
250 bar
Portata olio escavatore:
130/200 l/min
Pressione esercizio rotazione:
140 bar
Portata olio rotazione:
10 l/min
* peso a cui va aggiunto quello del kit scelto dal cliente
NELLE FOTO IN SEQUENZA, GLI OPERATORI DI G ECORECYCLING IMPEGNATI IN ALCUNE FASI DI MONTAGGIO DEL FRANTUMATORE MULTI KIT MK 18P ALL’ESCAVATORE CAT 329E LN maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 115
FIERE Hillhead
Dalla Brexit a…
BREXPO Nel settore minerario la tradizione britannica non ha pari e l’evento del Derbyshire attira partecipanti da tutto il mondo. Intanto, al di là della Manica addirittura si pensa a una clamorosa retromarcia sull’uscita dall’Europa di Lorenzo Zacchetti
Q
uali saranno gli effetti della fuoriscita della Gran Bretagna sul settore delle costruzioni e, in generale, sull’economia europea? È ancora molto presto per misurarli in maniera chiara ma, almeno per i tre giorni della manifestazione, Hillhead sarà al centro delle attenzioni continentali. Per la sua 18 a edizione, la kermesse dedicata ai settori delle costruzioni, dell’estrazione mineraria, del riciclaggio e della movimentazione di materiali infrangerà ogni record precedente, superando di slancio i 476 espositori e i 18.600 visitatori registrati nel 2016. Quantità e qualità sono garantite da un panel che rappresenta il top di questo mercato, con marchi quali Terex, Volvo, JCB, Komatsu, Finning, Case, Sandvik, Hyundai, Bell, Liebherr, 116 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018
RICHARD BRADBURY
DIRETTORE DELLA FIERA DI HILLHEAD. DA 20 ANNI IMPEGNATO NELL’EDITORIA SPECIALIZZATA NEL SETTORE EVENTI E FIERE, È STATO SCELTO COME RESPONSABILE DA PARTE DELLA QMJ GROUP LTD, SOCIETÀ DI NOTTINGHAM CHE SI OCCUPA DEL SETTORE MINERARIO ORGANIZZANDO EVENTI E PUBBLICANDO RIVISTE SPECIALIZZATE
Doosan, Bobcat, Atlas Copco, Bomag, Wirtgen, McCloskey, Telestack, Hitachi, Metso, Parker Plant e CDE. Il responsabile dell’evento, Harvey Sudgen, gongola per un “livello di conferme eccezionalmente alto, che enfatizza l’importanza di questa fiera per la nostra industria. È ormai un appuntamento imperdibile sia per gli espositori che per i frequentatori”. La crescita della manifestazione ha comportato anche la necessità di ampliare gli spazi, con una nuova struttura della lunghezza di 70 m accanto al Registration Pavilion, la cui capienza salirà a 90 espositori. “I posti nel Main Pavillion erano già stati tutti assegnati prima della fine del 2017 e avevamo ancora diverse richieste”, spiega il direttore Richard Bradbury. “Per questo motivo abbiamo deciso di ampliare la struttura e dare spazio a ulteriori 30 aziende”.
in cinque anni è più che raddoppiata, attirando visitatori stranieri per una quota pari all’8% delle presenze complessive. L’ultima edizione ha visto la partecipazione di rappresentanti di 71 Paesi diversi, pur essendosi svolta appena cinque giorni dopo il referendum del 23 giugno 2016, che ha sancito la volontà dei cittadini britannici di uscire dall’Unione Europea. A maggior ragione, le entusiastiche adesioni delle aziende espositrici assumono un senso particolare oggi, visto che in Inghilterra un gruppo trasversale di Parlamentari di vari schieramenti ha lanciato la campagna “The People’s Vote” per promuovere un clamoroso dietro-front, per riportare la Gran Bretagna sui propri passi e al centro dell’economia europea del futuro. Anche nel settore minerario, ovviamente, come da lunga tradizione. ■
LA CARTA D’IDENTITÀ
NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI LA SUPERFICIE ESPOSITIVA È PIÙ CHE RADDOPPIATA E L’EDIZIONE 2018 CERTAMENTE INFRANGERÀ TUTTI I PRECEDENTI RECORD DI PRESENZE DA PARTE DI VISITATORI ED ESPOSITORI
• Organizzatore: The QMJ Group • Periodicità: biennale • Edizione: 18a
Lo special guest Tra le novità dell’edizione 2018 c’è anche una star davvero speciale : si tratta di “The Man Engine” (“l’uomo-motore”), ovvero il più grande pupazzo meccanico mai realizzato in Gran Bretagna. Alto ben 10 m, per 40 t di peso, il gigantesco manufatto si muove su una pala gommata Volvo L220 ed è stato premiato come miglior progetto artistico del Regno Unito. Solitamente gira il Paese per tournèe di successo, nelle quali celebra la tradizione dei minatori cornici grazie ai suoi inventori della Golden Tree, produttori artistici specializzati proprio nella promozione della cultura della Cornovaglia. Ma la fiera organizzata all’interno della cava di calcare nel cuore della campagna del Derbyshire è uno spettacolo di per sè, grazie alla sua capacità di attirare addetti ai lavori da tutto il pianeta. “La presenza di ‘The Man
• Luogo evento: cava di Hillhead Buxton, Derbyshire (Inghilterra) • Date e orari: dal 26 al 28 giugno 2018, dalle 8.30 alle 18.00 (il 28 chiusura alle 16.30) • Settori merceologici: costruzioni, estrazione mineraria, riciclaggio, movimentazione di materiali, calcestruzzo, asfalto, “THE MAN ENGINE” RAPPRESENTA IL TIPICO MINATORE DELLA CORNOVAGLIA. MONTATO SU UNA PALA GOMMATA VOLVO L220, È ALTO 10 M E PESA 40 T
Engine’sarà un ulteriore motivo di interesse nei confronti di un evento che conquista sempre più pubblico e che quindi richiede grande sforzo organizzativo”, continua Richard Bradbury. Negli ultimi anni la crescita è stata davvero notevole, come dimostra il rapido ampliamento della superficie espositiva: se nel 2012 consisteva in 55.590 m²,
pavimentazione stradale, ingegneria civile, noleggio di impianti, demolizioni e discariche • Espositori 2016: 476 • Visitatori 2016: 18.600
maggio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 117
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
CASE CE
Le nuove pale 821G e 921G “Waste Handler” Case CE ha presentato a Intermat 2018 le nuove pale gommate sviluppate per il settore del riciclaggio dei rifiuti e del compost: le 821G e 921G “Waste Handler”. I due modelli condividono gli alti livelli di comfort, protezione e visibilità che contraddistinguono la gamma e sono alimentati da motori diesel EU Stage IV/Tier 4 Final sviluppati internamente: erogano rispettivamente 230 e 255 CV e sono caratterizzati da soluzioni che soddisfano le esigenze delle imprese operanti nel settore dei rifiuti e del riciclo. La cabina offre un’elevata visibilità grazie al parabrezza ricurvo monoblocco. I comandi sono disposti in modo intuitivo; il basso livello di rumorosità e
vibrazioni della cabina si deve a quattro sospensioni viscostatiche. La pressurizzazione assicura che tutta l’aria che entra nella cabina venga pulita e purificata attraverso un sistema di filtri a carboni attivi a due stadi.
La disposizione del motore, montato posteriormente, si traduce in una migliore distribuzione del peso e consente un maggiore carico utile alla benna. La trasmissione Proshift a cinque marce e il blocco del convertitore di coppia consentono di sfruttare la coppia, risparmiando carburante e determinando cicli più veloci. Le pale sono dotate del “Cooling Cube” Heavy Duty di Case, un modulo di raffreddamento attivo 24 ore su 24 caratterizzato da una disposizione dei radiatori a cubo che consente di ottenere le massime prestazioni di raffreddamento (i radiatori ricevono aria pulita dai lati e dall’alto) e riduce la necessità di pulizia.
RICAMBI MACCHINE MOVIMENTO TERRA
SPARE PARTS FOR EARTHMOVING MACHINES
Visitate il nostro nuovo sito, scaricate la nostra APP gratuita ... la vita è più facile se lavorate con NOI !!!
Visit our new website, download our free APP, ...life is easier if you work with us!!!
RICAMBI AD ED ANCHE ORIGINALI ADJUSTABLE AND ORIGINAL SPARE PARTS
FIAT-ALLIS•FIAT-HITACHI•FIAT-KOBELCO N E W H O L L A N D•DOOSA N DA E WOO BOBCAT•CASE•HITACHI•WIRTGEN COMBI (WEAR PARTS)•VIRGIS (FILTERS) TECNORICAMBI S.r.l. - Via U. Terracini, 12 - 10028 TROFARELLO (TO) - Tel. +39.011.680.41.30 r.a. - Fax +39.011.680.42.78 - WhatsApp +39 3890661580
www.tecnoricambi.net - info@tecnoricambi.net
MARINI-ERMONT
Il nuovo impianto RM 120 AllRoad Marini-Ermont presenta l’ultima novità della gamma Raodmaster: l’RM 120 AllRoad, pensato e progettato per le aziende stradali alla ricerca di diversi tipi di conglomerato bituminoso di alta qualità a costi contenuti. L’RM 120 AllRoad, monopack hypermobile, offre una gamma di produzione da 50 a 120 t/h, permette di riciclare fino al 40% del totale di aggregati di asfalto ed è ideale per i cantieri itineranti di piccole e medie dimensioni. In linea con il suo slogan “Any Asphalt. Anywhere”, l’RM 120 AllRoad permette la produzione di rivestimenti di alta qualità, caldi o tiepidi, con o senza riciclaggio: dotato di tecnologia Retroflux a controcorrente, l’RM 120 AllRoad è composto dai sistemi di dosaggio più performanti già collaudati per le
applicazioni più impegnative quali i progetti autostradali e aeroportuali. È anche in grado di rispondere alle aspettative degli imprenditori per i loro progetti attuali e futuri di costruzione e ripristino dei fondi stradali. Molteplici i punti di forza: un alto livello di mobilità; una minima occupazione del suolo; rivestimenti di qualità; moderato consumo energetico (un bruciatore ad alta tecnologia a polverizzazione assistita ad aria compressa, un gruppo interamente coibentato e circuiti brevi permettono l’ottimizzazione dei consumi energetici).
PRODOTTI MERLO
Il trasportatore cingolato Cingo M12.3
A Intermat 2018 Merlo ha esposto i trasportatori cingolati multi-attrezzo della serie Cingo, che garantiscono la massima stabilità trasversale in condizioni di pendenza grazie al baricentro basso. Insieme al sistema di trasmissione a cingoli, questa caratteristica permette una migliore aderenza su suoli deformabili o irregolari
e nel contempo una riduzione della pressione al suolo. La nuova serie Cingo si presta all’impiego in diverse applicazioni, grazie all’ampia offerta di modelli con portate che variano dai 400 kg fino ai 1.200 kg e, per le gamme Multifunzione, il dispositivo brevettato Merlo per l’aggancio rapido di attrezzature. A Parigi abbiamo ammirato da vicino il modello Cingo M800TD, aggiornato con soluzione tecniche all’avanguardia come il motore Honda da 10 CV ad accensione elettrica che permette performance più elevate e portate fino a 800 kg. Da citare anche il Cingo M12.3, con motore Kubota da 21 CV, e il Cingo M 3.2 TD-E (Transporter Dumper Elettrico), che rappresenta la scelta ideale per lavorare in ambienti chiusi e ovunque sia precluso l’uso di macchine con motori termici. A completare l’esposizione di Merlo a Intermat è stata la nuova gamma di betoniere autocaricanti DBM, aggiornata al Tier IV. È composta da due modelli, DBM2500 e DBM3500, con motorizzazioni Deutz da 100 CV e con capacità di resa calcestruzzo rispettivamente di 2.500 e 3.500 l.
TRIMBLE
Nuove soluzioni per le perizie Trimble ha lanciato il controller TSC7, una soluzione per topografi, geometri e professionisti del cantiere. Combinato con un software specializzato, questo strumento rappresenta l’ultima generazione di soluzioni mobile per il calcolo e la raccolta dati per gli operatori. Il TSC7 apporta miglioramenti sostanziali ai device precedenti ed è stato progettato tenendo conto del feedback dei professionisti del settore: consente di gestire i progetti dal tablet con una tastiera fisica e uno schermo touch-screen da 7”, leggibile anche alla luce del sole, che supporta diversi tipi di tocco. Gli utenti possono interagire in modo intuitivo, zoomando e selezionando le voci sull’ampio schermo tattile. Le telecamere anteriore e posteriore consentono agli utenti di comunicare in videoconferenza per l’assistenza in loco e girare video in alta definizione. Il TSC7 sfrutta Windows 10 Professional, supportato da un processore quadcore Intel Pentium a 64 bit. Processore e sistema operativo permettono di elaborare facilmente i dati nei fogli di calcolo e di eseguire programmi software da ufficio. Il design ergonomico e solido, la classificazione IP68 e i moduli opzionali, intercambiabili a seconda delle esigenze degli
utenti, fanno di TSC7 una soluzione flessibile per tutte le applicazioni di cantiere. Oltre al controller TSC7, Trimble sta immettendo sul mercato due nuovi sistemi rover per l’ingegneria civile e per le applicazioni edili: il
sistema di posizionamento Siteworks per i geometri di cantiere e il sistema di posizionamento Siteworks per i responsabili di cantiere. Entrambi montano il nuovo software Siteworks di Trimble, la soluzione
innovativa pensata per i flussi di lavoro in ambito edile. Completamente ridisegnato da zero, il software presenta una nuova interfaccia ottimizzata per la massima fruibilità e con un occhio alla produttività.
Escavatori cingolati Doosan
La scelta dell’operatore
Gli escavatori cingolati Doosan garantiscono all’operatore decenni di prestazioni affidabili. Scopri la nostra gamma e la sua imbattibile combinazione di produttività, efficienza, durata, comfort e ritorno dell’investimento. Troverai il modello di escavatore cingolato più adatto per tutte le applicazioni di scavo, sollevamento e carico: lavori stradali, grandi progetti edili, scavi di grandi volumi, estrazione mineraria, gestione dei rifiuti e molto altro.
Doosan: da oltre 40 anni produttore di macchine edili e movimento terra.
PRODOTTI DOOSAN CE
Trimble Ready per gli escavatori
Per soddisfare la crescente domanda di sistemi per il livellamento di precisione, Doosan CE, in collaborazione con Trimble, ha introdotto per i propri escavatori, come primo equipaggiamento, la nuova opzione Trimble Ready, che sarà disponibile attraverso Doosan
Smart Solutions per consentire l’installazione dei sistemi di controllo del livellamento 2D e 3D Trimble GCS900. Con il sistema Trimble GCS900 l’operatore può accedere ai parametri di superficie, inclinazione e allineamento dell’area da livellare visualizzandoli su un display all’interno della cabina. Il sistema utilizza varie tecnologie (GNSS, GPS, laser, ultrasuoni o stazioni totali) per posizionare la lama o la benna in tempo reale, riducendo il materiale in eccedenza e migliorando produttività ed efficienza. Il sistema GCS900 mostra in cabina la planimetria del sito e i parametri di livellamento, per consentire di completare il lavoro più rapidamente e con una
supervisione minima, ottenendo una finitura più precisa ma con un numero ridotto di passaggi. Inoltre, non è necessario attendere che vengano realizzati rilievi e controlli del livellamento, garantendo un lavoro eseguito a regola d’arte fin dalle prime fasi. Ciò riduce le necessità di rilavorazioni e di picchetti, modine e fili, con meno costi e meno rischi di errore. L’utilizzo di una piattaforma per il livellamento assistito standardizzata per l’intera flotta di escavatori consente di trasferire il sistema da un mezzo e modello all’altro. Le centraline di controllo Trimble non sono incluse e devono essere acquistate dalla rete commerciale Sitech.
JCB
I nuovi skid monobraccio JCB ha lanciato sette nuovi modelli di minipale compatte e pale cingolate compatte, dotati di braccio Hi-Viz montato sul lato destro della macchina 50 mm più in basso rispetto ai precedenti modelli, per migliorare la visibilità dalla cabina. Oltre a esso, le caratteristiche dei nuovi modelli includono: attacco rapido protetto; cilindro di sollevamento del braccio protetto; incremento del 10% della forza di strappo del cilindro di sollevamento del braccio sui modelli 250 e 270; apertura della porta più ampia del 15%. All’interno della piattaforma produttiva di minipale compatte JCB, i precedenti modelli 225 e 260 assumeranno le denominazioni 250 e 270, mentre per i 300 e 330
resta invariata. Per quanto riguarda le pale cingolate compatte, la 225T diventerà la 250T, la 260T la 270T mentre la 300T manterrà la denominazione. Tim Burnhope, Chief Innovation and Growth Officer di JCB, ha dichiarato: “Venticinque anni fa l’approccio progettuale di JCB ha rivoluzionato il mercato
FRESE STRADALI, FRESE STRADALI PER ESCAVATORI, PIASTRE VIBRANTI
degli skid con il lancio del nostro primo modello. Da allora abbiamo dimostrato i vantaggi dell’accesso laterale in termini di sicurezza per l’operatore e, soprattutto, la robustezza e la durata del design monobraccio Powerboom JCB. Abbiamo introdotto le nostre prime pale cingolate 20 anni or sono e oggi proponiamo i nostri skid e pale a braccio telescopico Teleskid sia in versione cingolata che gommata. Grazie ai nuovi modelli Hi-Viz e alle modifiche alla cabina dei nostri skid, l’innovazione e il design JCB segnano ancora una volta un passo in avanti per il mercato di queste macchine, migliorando visibilità, sicurezza, prestazioni e comfort per l’operatore”.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
www.cmcrushermachines.com info@cmcrushermachines.com CM Srl - Via Igna - 36010 Carrè (VI) - tel. +39 0445 576654
PRODOTTI YANMAR
Il nuovo miniescavatore SV60 Le dimensioni della cabina del nuovo miniescavatore Yanmar SV60 da 5,6 t sono paragonabili a quelle di una versione da 8 t: l’ampio spazio per le gambe permette di avere la libertà di movimento necessaria per lavorare in modo efficiente (i pedali di traslazione sono ripiegabili). Collocando l’operatore al centro delle sue attenzioni, Yanmar ha sviluppato il concetto di “Design Universale”: tutti i comandi sono facilmente accessibili e raggruppati alla sua destra. L’SV60 è dotato di sedile pneumatico di serie, regolabile e dotato di poggiatesta. Sempre come dotazione standard, la macchina dispone di telecamera posteriore con ampio schermo LCD
da 7” in cabina. Il miniescavatore presenta un ingombro posteriore ridotto e un raggio di rotazione anteriore di 2.240 mm: grazie a ciò, offre un raggio di 3.565 mm. La macchina dispone di un telaio di concezione esclusiva che,
unitamente a un ampio contrappeso e a un’ottimale ripartizione della massa, offre grande stabilità, oltre a capacità di sollevamento considerevoli. Con una potenza di 33,4 kW a 2.200 giri/min, il motore è il frutto dell’impegno di Yanmar nello sviluppo di miglioramenti tecnologici in termini di consumo di carburante ed emissioni. Il sistema idraulico ViPPS garantisce una portata di 139,4 l e permette di sommare le portate delle varie pompe per ottenere la combinazione ottimale in termini di velocità, potenza, fluidità e di equilibrio. È quindi possibile realizzare tutte le operazioni in modo fluido e simultaneo anche durante la traslazione.
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com
RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com
Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com
MB
La “tuttofare” MB-R500 MB Crusher ha presentato a Intermat 2018 una nuova fresa che trasforma i miniescavatori e le minipale in vere e proprie frese. Si tratta della MB-R500: semplice da usare, rende semplici i lavori in diversi cantieri, soprattutto quelli che richiedono lavori di precisione. La nuova MB-R500 fresa materiali particolarmente resistenti e tenaci, come ad esempio le rocce frammentate, ma può lavorare anche su materiali teneri, come l’asfalto, ed eseguire lo scavo con precisione. Inoltre, scava trincee necessarie alla posa di tubature, ripristina con velocità e precisione gli argini di fiumi e ruscelli. La nuova attrezzatura semplifica inoltre le operazioni di scavi per il posizionamento di plinti di sostegno dei fabbricati, in particolare nei terreni dove il sottosuolo è particolarmente resistente, e lavora senza difficoltà nei centri cittadini, dov’è necessario contenere le vibrazioni e i rumori. Si usa anche in immersione ed è utile per i lavori stradali, perché permette di eseguire scavi delle dimensioni minime necessarie e recuperare materiale già pronto per essere riutilizzato. In tal modo non è più necessario smaltire le croste di asfalto di risulta degli scavi. La nuova MB-R500 è la più piccola fresa della gamma MB
Crusher: pesa 300 kg e si installa su mini e midi escavatori da 3 a 12 t e su minipale e terne da 3 a 8 t. La testa fresante ha un diametro di 500 mm; il tamburo può essere sostituito in cantiere in meno di un’ora, senza il
bisogno di portare la fresa in un’officina specializzata. Come gli altri modelli di frese MB-R, dispone di un kit tamburo full o low set, che consente di cambiare il numero di picchi a seconda del materiale da fresare.
Maggiore produttività e maggiori profitti
con gli Automatici Allison Per i lavori più duri servono i mezzi più resistenti. Assolutamente affidabili, le nostre trasmissioni sono progettate per incrementare la vostra produttività e durare nel tempo. Con le trasmissioni completamente automatiche Allison i cicli di lavoro sono più veloci e la manutenzione ridotta per una maggiore quantità di lavoro svolto. Con prestazioni superiori, una manovrabilità e una sicurezza eccezionali e minori fermi macchina, i vostri profitti e la vostra produttività aumentano. Inoltre, grazie alla semplicità di utilizzo degli Automatici Allison è più semplice trovare nuovo personale e fidelizzarlo. Miglioriamo il modo in cui il mondo lavora. Siamo Allison Transmission. Scoprite come massimizzare la produttività della vostra flotta su allisontransmission.com
© 2017 ALLISON TRANSMISSION INC.
PRODOTTI SIMEX
La nuova stendi-asfalto ST 160 La nuova stendi-asfalto ST 160 B è una soluzione ideale per tutte quelle situazioni di stesa in cui non è possibile, o non è conveniente, utilizzare una finitrice, anche se di piccole dimensioni. Caratterizzata da una struttura leggera ma molto robusta, la ST 160 B è facilmente trasportabile e può essere accoppiata alla maggioranza delle pale compatte. L’ST 160 B è di uso facile e intuitivo, può essere pulita rapidamente dopo l’utilizzo e offre vantaggi anche da un punto di vista della logistica del cantiere. Quest’attrezzatura può inoltre essere montata e smontata dalla macchina motrice in tempi brevi, a tutto vantaggio della produttività, ed è ideale per la stesa di conglomerato
bituminoso su piccole superfici di pavimentazione stradale, potendo lavorare con larghezza massima fino a 1.500 mm o, se inferiore, rispettando il massimo interasse tra le ruote/cingoli della macchina motrice. In entrambi i casi la stesa può avvenire con spessori
fino a 100 mm. L’attrezzatura può essere impiegata anche per il ripristino della pavimentazione di scavi a sezione obbligata fino a una larghezza minima di 125 mm. Questa stendi-asfalto può essere utilizzata anche per convogliare il materiale di risulta all’interno di trincee e scavi a sezione obbligata, permettendo di velocizzare l’operazione e di renderla più precisa rispetto ai sistemi comunemente impiegati. L’ST 160 B si affianca e sostituisce il modello Simex ST 200 in tutti quei casi dove il cliente ha bisogno di un’attrezzatura più economica e versatile, che non deve lavorare in offset rispetto all’ingombro della macchina motrice.
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com
RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com
Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com
TOPCON
I nuovi laser RL-H5 Topcon Positioning Group ha annunciato le ultime novità della sua linea RL-H di laser rotanti autolivellanti. La serie RL-H5 è stata realizzata per l’elevata precisione e il lungo raggio nelle applicazioni laser per lavori di livellamento, scavo e di edilizia generale. La nuova offerta include strumenti per supportare svariate esigenze di cantiere. “Topcon ha una storia di forniture alle imprese di laser durevoli e di elevata precisione. La serie RL-H5 offre più opzioni operative e scelte adeguate, indipendentemente dalle esigenze del lavoro: che si tratti di controllo macchine, di verifica del livellamento, di impostazione delle fondazioni, o di verifica degli scavi per piscine, cortili o vialetti d’accesso”, ha affermato Murray Lodge, vicepresidente senior della Topcon Construction Business Unit. I laser della serie includono tra le opzioni, fino a 800 m di area di lavoro e fino a 100 ore di durata della batteria. Il modello RL-H5A con accuratezza orizzontale di ±1,5 mm a 30 m sarà disponibile in America, Europa e Oceania. Un’ulteriore opzione, il modello RL-H5B con accuratezza orizzontale di ±3 mm a 30 m, sarà invece disponibile negli Stati Uniti e in Oceania. “L’RL-H5 si basa su ciò che Topcon ha introdotto sul mercato da anni, spingendo la capacità produttiva dell’impresa a un livello più elevato. È un altro esempio del nostro impegno nei confronti di ‘The Intersection of Infrastructure and Technology’, il punto in cui può essere migliorata la produttività delle costruzioni applicando un’avanzata tecnologia di posizionamento”, ha aggiunto Lodge. La serie è coperta da cinque anni di garanzia, di serie per tutti i prodotti laser Topcon.
INSERZIONISTI Azienda
Pagina
Allison Transmission
125
Bauma Conexpo India 2018
127
BKT Europe
15
Cangini
III Copertina
Case CE
11
Clark Cemas
7
CM Doosan Infracore CE
123 I Copertina, 121
Ecomondo 2018
91
Espi Engineering
IV Copertina
Europarts
55
Geofluid 2018
59
Giorgio Novara
124, 126
H.P.S. Centro Oleodinamico
21
Hillhead 2018
83
Hyundai CE Europe
1
Iveco Orecchia
35
JCB
29
M3 MetalMeccanicaModerna
17
Massucco T.
20
MB Crusher
9
Officine Malaguti
122
OFM Top Line
120
Pio Pellicini
49
RMC
13
Samep Tools
II Copertina
Scai
5
Sefi
19
Simex
3
Tecnoricambi
118
Trevi Benne
119
128 ONSITECONSTRUCTION - maggio 2018