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HL975A CVT Con un possente look esteriore e tecnologie intelligenti di miglioramento delle prestazioni, l’HL975A CVT apre un mondo di nuove possibilità, dove con minimi sforzi possono essere spostate le montagne... Sistemi di comando accurati aiutano a ottenere il massimo da questa possente macchina, per es. mediante l’adattamento ottimale della potenza per il perfetto bilanciamento coppia-regime. Rispetto a un cambio tradizionale, il concetto Powerline può dare risparmi di carburante fino al 30% (a seconda dell’applicazione), così come prestazioni fluide nel lavoro a carico elevato come quello di scavo. La tecnologia di pesatura sviluppata in proprio da Hyundai è integrata come standard.
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MOVING YOU FURTHER
SOMMARIO APRILE 2021 - N. 3
44 Volvo
Sinonimo di compattezza
di Stefano Vitali
48 Pronar
I “suoni” del tamburo
di Stefano Vitali
52 Wirtgen Group In copertina: TREVI BENNE
Quel treno per Praga
di Pietro Gabrielli
ATTREZZATURE
64 Indeco 4 Editoriale
di Ettore Zanatta
Demolizione a Berlino
di Stefano Vitali
Hands On
IXXX LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA M3 LL 240
AXXXXXSOTTO CONTROL(BOX) TUTTO
70 Bobcat
6 Notizie
Sinergia per la compattazione
a cura di Liliana Rebaglia
di Stefano Vitali
ATTUALITA’
COMPONENTI
32 Appalti e ripartenza
82 Fluid Press
Un nuovo “codice” per lo sblocco
Mirko Brusamolino e Gianni Gennari
La meccanica a “km 0”
di Cristina Cassinari
MACCHINE
TECNOLOGIE
86 Ma-estro
38 Soilmec
Idrofrese ad alta redditività
di Ettore Zanatta
Lavorare in transizione 4.0
di Marco Resta
di Ettore Zanatta
00 74
DOSSIER
Il cantiere nella “rete”
di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari
ON SITE
90 IoT in cantiere
98 Riconversione dell’area
ex Plasmon a Milano La frontiera del “senior living”
di Ettore Zanatta
106 La realizzazione di un parco
Hands On
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7
eolico in Basilicata Il vento in trincea
di Ettore Zanatta
POTENZA A FORZA “7” di Ettore Zanatta
54
114 Prodotti
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Cristina Cassinari, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Marco Resta, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
a cura di Liliana Rebaglia
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POTENZA INARRESTABILE CONFIGURAZIONI PER OGNI ESIGENZA
RAFFREDDAMENTO AUTOMATICO
UN PASSO AVANTI NELLA TECNICA. ORIENTATI AL FUTURO
EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
La strategia del ragno
S
e il Covid cederà finalmente il passo al proseguire della vita e dell’economia mondiale, noi italiani vorremmo sapere se alle parole di risparmio energetico, digitalizzazione, monitoraggio 4.0, rispetto idrogeologico e prevenzione sismica potrà finalmente seguire un elenco più concreto fatto di sbancamenti, fondazioni speciali, calcestruzzo, macchine movimento terra, stradali e gru. La prima lista elencata è volutamente composta da concetti; la seconda da fatti e oggetti tangibili. Che cosa sceglierà il nostro Governo nei prossimi mesi? Un esempio: vogliamo parlare (ancora) di infrastrutture di comunicazione? Il “Next generation Eu” dovrebbe contenerle e l’Europa potrebbe chiedercele con forza, a scadenze inesorabili. La data del 2026 prevede linee ferroviarie efficienti, mezzi di trasporto urbani non inquinanti di ultima generazione e porti che funzionino. Come faremo a far seguire ai convegni altisonanti delle opere convincenti, già realizzate o in via di completamento? Non lo sappiamo ancora. Ad esempio, perché procedure come Via e Vas fanno passare intere stagioni di attese improduttive, di richiami e verifiche tra Regione e Stato centrale, di lavori fermi per interi lustri. Per ora non è servito nemmeno il commissariamento per smuovere le acque stagnanti. L’Europa ha un Codice degli appalti, l’Italia invece ne ha un altro. Discutibile. E un’aspettativa di esecuzione dei grandi lavori che supera l’aspettativa di vita di un Paese centenario in tutto, nei suoi abitanti come nella reattività dei propri apparati. Qualcun altro ha scritto che l’Alta velocità della linea ferroviaria Milano-Venezia potrebbe essere completata, di questo passo, fra 33 anni (la sua realizzazione fu decisa nel 1995); la linea Monaco-Verona ne contemplerebbe 55, di anni. Intanto qualche buontempone, a inizio lavori, dirà che opere del genere “nascono già vecchie”. Beh, se si iniziano 25 anni dopo può darsi che presentino qualche anacronismo. Ma tant’è, sembra sempre che alla Grande Burocrazia ciò non importi; anzi, la “strategia del ragno” continua ad agire da freno a ogni cosa. Almeno fino a quando la stessa tela non potrà più contenere l’enorme frana che continua a gravare sul nostro futuro imprenditoriale.
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ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
UNACEA
Cambio ai vertici dell’associazione
ENRICO PRANDINI Enrico Prandini ha dato le dimissioni da vicepresidente e da consigliere di Unacea in vista della conclusione della sua attività professionale presso Komatsu Italia Manufacturing. Il nuovo consigliere designato dall’azienda di Este (PD) è David Bazzi, attuale amministratore delegato. Il consiglio direttivo dell’Unione italiana macchine per costruzioni ha inoltre chiamato Ruggero Riva (Cgt) a ricoprire una delle due vicepresidenze
dell’associazione, mentre la delega a rappresentare l’associazione nello Steering Group della federazione europea di settore Cece passa all’altro vicepresidente: Nicola D’Arpino (CASE Construction Equipment). Mirco Risi, presidente di Unacea, ha dichiarato: “A conclusione di un’attività di successo, Enrico Prandini può esser fiero dei traguardi raggiunti dando un contributo imprescindibile alla fondazione e allo sviluppo della nostra associazione, fino a ricoprire per il biennio 2018-2020 la presidenza della federazione europea Cece. Noi lo ringraziamo per la passione, l’impegno e il buon umore che lo hanno sempre caratterizzato e ci impegnano a proseguire il suo cammino al servizio del settore delle macchine per costruzioni”. “In un passato non troppo remoto commenta Prandini - molte aziende del nostro settore erano scettiche nei confronti dell’associazionismo
e della condivisione di intenti con i ‘concorrenti’. Ecco perché, quando con uno sparuto numero di intrepidi decidemmo di fondare Unacea molti ci giudicarono dei sognatori. Non avevano però considerato che spesso, lavoro, impegno e onestà intellettuale possono permettere ai sogni di divenire realtà. Un grazie alla struttura e a tutti i soci per la fiducia accordata a questa grande realtà associativa, cui auguro tutto il bene per il futuro”.
MIRCO RISI
PRESIDENTE DI UNACEA
SERMAC ADERISCE A UNACEA Sermac, azienda specializzata nella produzione di macchine per il calcestruzzo, ha aderito a Unacea. Fondata a Milano nel 1989, Sermac progetta, produce e commercializza in Italia e nel mondo pompe per calcestruzzo autocarrate e betonpompe, carrellate, bracci stazionari e gruppi pompanti per applicazioni speciali. “La nostra realtà industriale è forte di una tradizione consolidata nel settore del calcestruzzo, di un approccio focalizzato sulle esigenze specifiche del cliente, e da sempre siamo un brand a forte export internazionale”, ha commentato Alessandro Viello, responsabile marketing dell’azienda. “Abbiamo deciso di aderire a Unacea con la convinzione di elevare ulteriormente le nostre conoscenze affiancandoci a una dimensione associativa nazionale e internazionale capace di massimizzare le conoscenze tecniche, economiche, oltre che di mercato a livello statistico. In tal modo crediamo di contribuire a rafforzare l’autorevolezza della rappresentanza italiana di settore sui temi nazionali ed europei”. Con l’adesione di Sermac si arricchisce ulteriormente la componente delle macchine per il calcestruzzo all’interno di Unacea, testimoniando la forza e la vitalità del comparto delle macchine per costruzioni perfino in un contesto di emergenza come quello attuale.
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ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
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NOTIZIE FIERE
Asphaltica e Oil&nonOil insieme dal 24 al 26 novembre 2021 Nel 2021 debutta un nuovo polo fieristico dedicato interamente alla filiera stradale: dalle infrastrutture, alla distribuzione dei carburanti fino ai servizi per la mobilità. Da mercoledì 24 a venerdì 26 novembre, infatti, Asphaltica e Oil&nonOil si terranno in contemporanea alla Fiera di Verona. Due manifestazioni, entrambe riferimento per i rispettivi settori, per la prima volta in calendario insieme a Verona con l’obiettivo di creare nuove sinergie, allargando e completando l’offerta merceologica. “Le due rassegne – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – rappresentano da sempre settori affini e complementari e riunirle nelle stesse date costituirà un sicuro valore aggiunto per imprese
GIOVANNI MANTOVANI
DIRETTORE GENERALE DI VERONAFIERE
e operatori, grazie a nuove opportunità di business. Si tratta di un’offerta che puntiamo a sviluppare sempre più, con la creazione di un vero e proprio polo nazionale di riferimento per il futuro delle smart road”. Asphaltica rappresenta oggi
il principale salone nazionale per tecnologie e soluzioni per pavimentazioni stradali, sicurezza e infrastrutture. A organizzarlo sono Veronafiere e SITEB- Strade Italiane e Bitumi, l’associazione che riunisce le imprese italiane del comparto. Al fianco di Asphaltica, nel 2021, ci sarà Oil&nonOil, rassegna che porta dal 2012 a Veronafiere il mondo della rete distributiva e di stoccaggio dei carburanti, delle stazioni di servizio, con uno sguardo sul futuro delle nuove energie e della mobilità alternativa. Programmata in precedenza quest’anno come mostra-convegno a Roma, Oil&nonOil si propone invece per questa edizione nel quartiere fieristico veronese: soluzione ideale per garantire la massima sicurezza di espositori e visitatori.
I due eventi di novembre saranno caratterizzati da una formula in presenza: ciò grazie ai protocolli safetybusiness attivati dalla Fiera di Verona, validati da Comitato tecnico scientifico, autorità sanitarie e Aefi (l’associazione nazionale degli organizzatori fieristici), e già collaudati con successo proprio in occasione di Oil&nonOil 2020. Stand espostivi, macchine e attrezzature troveranno posto nei moderni padiglioni 11 e 12 di Veronafiere, con accesso dalla porta Re Teodorico, valorizzata dalle nuove strutture e dalla recente riqualificazione. 8
ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
NOTIZIE ALIANT ULTRALIGHT BATTERY
Il movimento terra a zero emissioni In Aliant Ultralight Battery l’età media sfiora i 30 anni, poiché si tratta di una realtà fatta di giovani con la visione di un futuro dietro l’angolo e sempre più “a zero emissioni”. La capacità di sviluppare prototipi in breve tempo e realizzare batterie su misura (per svariate applicazioni industriali) ha dato vita nel corso degli anni a diversi progetti innovativi e futuristici. “L’approccio con aziende che guardano al futuro ci ha da sempre appassionato in modo particolare; sono progetti che prendono vita da sinergie molto profonde che instauriamo con i nostri clienti. L’idea di poter accompagnare il cliente nella creazione di un progetto avveniristico alimenta la nostra passione e dedizione in questo lavoro”, racconta Federico Peluso, Sales Manager di Aliant Ultralight Battery. Già nel 2014 il personale dell’azienda ha dato vita al pacco batteria della prima draisine ferroviaria ibrido-bimodale, destinata alla manutenzione nella metropolitana di New York, e nel corso degli anni ha continuato a collezionare prime installazioni in settori industriali dove fino a poco tempo fa l’idea di transizione da motore endotermico a elettrico sembrava del tutto fuori luogo. Una “bandierina” molto importante
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piantata da Aliant Ultralight Battery nell’ultimo periodo è senza dubbio quella riferita al settore del movimento terra, un ambito che continua a guadagnare importanti consensi anche tra i più tradizionalisti e scettici operatori. Dal 2017, infatti, nell’ufficio tecnico e ricerca e sviluppo dell’azienda
ha permesso ad Aliant Ultralight Battery di consolidare la propria esperienza in un mondo del tutto nuovo e in forte espansione. “Soddisfare le esigenze del settore movimento terra non è stato affatto semplice”, conferma Federico Peluso. “Le forti sollecitazioni che le macchine operatrici sono portate
imolese hanno iniziato a nascere i primi progetti, fino a dare vita alla prima pala meccanica “full electric” destinata a un primario costruttore italiano. La consacrazione in questo comparto è arrivata a seguito della partecipazione al Bauma 2018, manifestazione fieristica di riferimento per il settore Construction e movimento terra: proprio a Monaco, infatti, c’è stato l’incontro con il primo escavatore “full electric” made in Italy che
a sostenere ci ha obbligato a creare dei pacchi batteria estremamente robusti e in grado di sopportare ogni forma di stress meccanico. La sfida più grande però è stata adattare le dimensioni del pacco batteria della macchina senza naturalmente ridurre il fabbisogno energetico. All’interno del nostro reparto R&D è partita quindi la missione per aumentare la densità energetica delle nostre celle fino al 48% in più rispetto alle precedenti. Questo ci ha permesso di sviluppare un pacco batteria da 20 KWh in poco più di 100 l. Crediamo molto nella transizione elettrica delle macchine movimento terra e il knowhow che stiamo acquisendo in queste particolari applicazioni ci aiuterà nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia in un settore che ci appassiona fortemente”. Aliant Ultralight Battery rappresenta dunque la nuova generazione dedicata alla progettazione di soluzioni eco-compatibili, un’attività che abbraccia in pieno il motto “Think Green!”.
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NOTIZIE CGT EDILIZIA
Sinergia con LoJack Italia per la gestione della flotta Rafforzare la protezione dal furto delle macchine da lavoro e, soprattutto, massimizzare i dati di gestione della flotta, rendendo più efficace la logistica, attraverso un monitoraggio costante e in real time sul parco mezzi. Con questi obiettivi è stato siglato un accordo tra CGT Edilizia, azienda di riferimento nel noleggio multispecialista di macchine da lavoro e punta di diamante del Gruppo TESYA, nonché player europeo distributore attraverso la consorella CGT del brand Caterpillar, e LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp, specializzato nelle soluzioni telematiche e nel recupero dei veicoli rubati. Al momento l’intesa è stata sviluppata per
il mercato nazionale, consolidando la partnership già presente da anni nel mercato statunitense tra CalAmp e Caterpillar. A bordo degli oltre 4.000 mezzi della flotta CGTE in Italia sarà installata la doppia tecnologia LoJack. Sul fronte del contrasto ai furti dei mezzi la radiofrequenza (non schermabile, in grado di superare anche le barriere fisiche come container, capannoni, parcheggi sotterranei e garage) sarà abbinata alle soluzioni telematiche che consentono di tenere sotto controllo i parametri vitali dei mezzi, verificandone in tempo reale i chilometri percorsi, il livello di carica della batteria e una serie di allarmi quali
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l’eventuale accensione e spostamento del mezzo fuori dalla fascia oraria lavorativa, lo scollegamento del dispositivo, l’entrata o l’uscita da una determinata area. Tutti alert che, se attivati, saranno gestiti dalla Centrale Operativa LoJack, attiva 24 ore su 24, che potrà verificare l’accaduto e, nel caso di furto, avviare tempestivamente le ricerche. Sul versante della logistica, i dispositivi LoJack consentiranno a CGTE di localizzare in qualsiasi momento tutti i mezzi in flotta, controllare la gestione dei tagliandi effettuati dagli stessi e verificare le ore di accensione del veicolo, elemento prezioso per
definire il suo reale utilizzo. “L’accordo con LoJack rappresenta per CGTE una partnership strategica e con grandi prospettive di crescita in futuro”, ha dichiarato Massimo Rossi, AD di CGTE. “Questo passo va nella direzione di aumentare la qualità dei servizi offerti ai nostri clienti (che per CGTE sono al centro di qualsiasi attività e iniziativa) e migliorare ulteriormente la gestione della flotta noleggio grazie a sistemi di connettività più evoluti, che ci garantiranno standard di utilizzo ancora più elevati di quelli già ottimi attuali”. “La partnership con un operatore leader del settore del noleggio multispecialista di macchine da lavoro come CGTE costituisce per LoJack un primo passo importante in questo mercato”, sottolinea Maurizio Iperti, AD LoJack Italia e Senior Vice President LoJack EMEA. “Grazie all’esperienza maturata a livello internazionale nel settore delle macchine da lavoro, siamo oggi in grado di offrire soluzioni avanzate, flessibili, tagliate su misura delle singole aziende che intendono proteggere i propri asset, i beni e le strumentazioni e rendere più efficace la propria logistica”.
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NOTIZIE VÖGELE
Protagonista in galleria Cinque strati di base uniti idraulicamente, requisiti elevatissimi di planarità e grandi sfide per la logistica: la posa in opera nelle canne della galleria lunghe 8 km e in un tronco aggiuntivo del progetto StoccardaUlm della Deutsche Bahn è stata davvero dura. L’impresa di costruzioni incaricata dall’impresa generale Implenia Construction GmbH ha raccolto la sfida affidandosi alla finitrice grande Super 2100-3i di Vögele, dotata di banco ad alta compattazione e sistema di guida 3D, e all’alimentatore MT 3000-2i Offset. “Per lavori di questo tipo tutto deve essere perfettamente coordinato. Precisione di
pianificazione, una squadra esperta e macchinari performanti sono indispensabili”, dice Christopher Gansloser, amministratore delegato della Kurt Gansloser GmbH. “Soprattutto nei cantieri in galleria, l’aspetto emissioni gioca ovviamente un ruolo importante”.
Per questo, lo specialista di costruzioni stradali ed edilizia sotterranea ha optato per la finitrice grande Super 2100-3i di Vögele. La macchina della Highway Class presenta una capacità di stesa fino a 1.100 t/h e, con il suo moderno sistema di propulsione, è predestinata all’uso in galleria. Il motore è dotato di un sistema di post-trattamento dei gas di scarico multistadio comprensivo di filtro antiparticolato diesel e, quindi, soddisfa le severe linee guida della classe di emissione V europea. L’intelligente gestione del motore e il cosiddetto pacchetto EcoPlus, inoltre, riducono del 25% il consumo di carburante.
DUPLOMATIC
Riparte la formazione digitale Duplomatic riprende le attività dell’Academy aziendale per partner, clienti e collaboratori con un ampio programma di corsi in digitale, pensato per offrire training di eccellenza per l’aggiornamento delle competenze richieste dall’evoluzione dell’oleodinamica e dalle nuove frontiere dell’innovazione. I corsi si rivolgono a operatori del settore, che necessitano di formazione di base o di approfondimenti specifici. La prima iniziativa è il corso di Oleodinamica avanzata, tenuto da un team qualificato di docenti ed esperti Duplomatic, a partire dallo scorso gennaio e in programma anche nei prossimi mesi. Duplomatic Academy è il cuore dell’azienda per la formazione del capitale umano, il suo sviluppo professionale e la condivisione delle conoscenze. È un luogo d’incontro e di confronto che ha un ruolo decisivo nell’assicurare la capacità competitiva che il mercato 14 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
riconosce a Duplomatic. L’Academy promuove gratuitamente percorsi di formazione, con l’obiettivo di rendere applicabili metodologie e soluzioni operative nel campo del motion control. “Le aziende nostre clienti trovano in Duplomatic Academy una risposta al gap delle competenze: l’oleodinamica non viene insegnata nelle scuole superiori e, spesso mancano professionalità adeguate. Per Duplomatic le persone sono l’asset principale e così è per le imprese nostre clienti. Per questo
la formazione è una delle leve sulle quali abbiamo puntato, in uno scenario trasformato dalla complessa situazione attuale. L’obiettivo è offrire supporto a partire dalle competenze del Gruppo nel campo dell’oleodinamica, dell’elettromeccanica e dell’IO-Link.”, ha commentato Giancarlo Scagliotti, responsabile di Duplomatic Academy. Come Competence Center IO-Link per l’Italia, Duplomatic prosegue anche la propria attività divulgativa sul protocollo per l’Industria 4.0, con webinar e interventi, anche in eventi tematici, in collaborazione con il Consorzio Profibus Profinet. Nei prossimi mesi partiranno altre iniziative dell’Academy, in collaborazione con partner qualificati come FedertecAssofluid, con l’obiettivo di cogliere le esigenze dei professionisti del settore e offrire alle imprese l’opportunità di migliorare la qualità del capitale umano.
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NOTIZIE TOPCON POSITIONING ITALY
Partnership strategica con Varini Dal 1980 Topcon Positioning Italy rappresenta in maniera esclusiva per il mercato italiano Topcon Corporation, impegnata nella progettazione e sviluppo di sistemi di misura e posizionamento di precisione per i settori GeoPositioning, Construction e Precision Agriculture.
hardware e software per il monitoraggio topografico e soluzioni complete per l’agricoltura di precisione. Nell’ambito di una nuova politica globale di espansione della propria rete di distribuzione, Topcon Positioning Italy ha stipulato una partnership con il distributore di macchine movimento terra Varini,
“Topcon ha siglato questo accordo di partnership con Varini perché ha trovato in quest’azienda un forte orientamento all’innovazione e al miglioramento dei processi di produzione delle aziende di costruzioni e movimento terra”, spiega Cristiano Volz, Construction Sales Manager di Topcon
Topcon Positioning Italy offre una ampia e articolata gamma di prodotti, soluzioni e servizi, con un’offerta di strumentazione topografica per professionisti e imprese composta da stazioni totali, sistemi GNSS, laser per edilizia, laser e automatismi per macchine movimento terra, software topografici, laser scanner, sistemi mobile mapping, sistemi APR, soluzioni
distributore Komatsu per il Nord Est Italia, per la commercializzazione dei suoi nuovi strumenti e delle tecnologie ideate per il mercato delle macchine da costruzione. Varini avrà il compito di distribuire i nuovi sistemi machine control 2D e 3D GNSS. Soluzioni che consentono agli operatori e ai tecnici di cantiere di lavorare in modo più preciso e efficiente e di progettare al meglio le lavorazioni in cantiere.
Positioning Italy. “Ciò si sposa completamente con la nostra vocazione di fornire tecnologie focalizzate sul miglioramento, sull’efficienza e sull’efficacia delle macchine operatrici ed elevare la qualità di produzione delle aziende di settore”. Fondata nel 1982 come officina specializzata nell’assistenza di macchine movimento terra, nel corso degli anni
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Varini ha ampliato le sue competenze divenendo uno dei più importanti rivenditori italiani di macchine movimento terra. Un lungo cammino che ha permesso all’azienda veneta, con sede a Veggiano (Padova), di affinare conoscenze e maturare esperienze, portandola nel 2012 alla stipulazione di una partnership con il gruppo Komatsu. A oggi Varini è distributore esclusivo Komatsu per tutte le 13 province del Nord-Est: Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Vicenza, Rovigo, Verona, Trento, Bolzano, Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. “La nostra azienda, distributore Komatsu per il Triveneto, oltre che concessionario di altri marchi di primaria importanza, è molto attenta alla ricerca di nuove tecnologie per il cantiere”, dichiara Devis Varini, amministratore dell’azienda veneta. “Con Topcon abbiamo trovato il partner ideale per proporre nuovi strumenti utili a rispondere alle esigenze dei clienti e vogliamo, attraverso questa partnership, proporre soluzioni che apportino un reale contributo di rinnovamento al mercato delle costruzioni, offrendo la possibilità ai nostri clienti di scoprire tecnologie realmente innovative come i sistemi di ‘machine control’ proposti da Topcon”.
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Non esistono buone o cattive condizioni di lavoro, ma solo buone o cattive attrezzature
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NOTIZIE CASE CE
Due escavatori a Bocca Trabaria Due escavatori cingolati CASE sono al lavoro per consolidare un versante franato a Bocca Trabaria, il valico più alto tra Marche e Umbria. La SS 73bis “Bocca Trabaria” è una delle principali arterie di collegamento tra l’Umbria e le Marche. Il valico (1.044 m s.l.m.) divide la provincia di Pesaro-Urbino (Lamoli-Borgo Pace) da quella di Perugia (San Giustino) e la Val Tiberina da quella del Metauro. Nel 2018 questo tratto stradale era stato interessato da una frana nel tratto che va da San Giustino a Borgo Pace e i lavori di ripristino - complice il ritrovamento di un ordigno bellico - avevano tenuto il valico chiuso al traffico per un anno. Lo scorso ottobre una seconda frana ha rischiato di chiudere nuovamente il valico al traffico. ANAS ha affidato il consolidamento del versante franato e la successiva ricostruzione del corpo stradale all’impresa Pretelli di Urbino, specializzata nel settore della costruzione di infrastrutture e strade. Spiegano i responsabili dell’impresa: “Stiamo usando un escavatore cingolato CASE CX240D acquistato da MAIE, una macchina che ha già 500 ore di lavoro e ne farà oltre 1.000, studiata appositamente per le nostre
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esigenze insieme al concessionario di Ravenna. La macchina, infatti, è configurata con un’articolazione triplice, che ci permette di poter svolgere anche quei compiti per cui sarebbe stata necessaria una gru. L’escavatore è molto stabile, ha un peso operativo di quasi 260 q, cingoli a doppia costola e un carro da montagna. In questo cantiere, a oltre 1.000 m, si sta dimostrando risolutiva”. La seconda macchina utilizzata in cantiere è un escavatore cingolato compatto CX145DSR, short radius, usato a supporto della realizzazione
dei tiranti passivi, che compongono un’altra fase fondamentale di quest’opera. “Ha ingombri molto ridotti e prestazioni eccellenti che eguagliano una macchina tradizionale della classe di tonnellaggio dalle 13 alle 18 t - spiegano dalla Pretelli - e riesce a muoversi egregiamente in ambienti angusti e spazi ridotti. Lo utilizziamo anche per il trasporto di tutte le batterie dei micropali”. L’operazione in corso in cima al passo di Bocca Trabaria è la palificata con i pali a grande diametro, 120 pali lunghi 20 m e larghi 80 cm. Poi, non appena sarà realizzata la paratia, si metteranno i tiranti passivi (un centinaio) con un’inclinazione di 20° dall’asse del cordolo all’interno della montagna. Quindi tutto verrà completato con un muro di sostegno e la nuova barriera e la strada verrà aperta. L’impresa Pretelli possiede in flotta diverse macchine CASE, tra cui due pale gommate 321D e un midi escavatore CX80D. Inoltre, ha già ordinato due nuovi escavatori CX240D e un CX160D. Una flotta completa ed efficiente in grado di garantire all’impresa lo svolgimento dei numerosi lavori già in programma per questo 2021.
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NOTIZIE MB CRUSHER
Muri a secco “a regola d’arte” L’antica arte dei muri a secco e la nuova tecnica di ingegneria naturalistica delle terre rinforzate hanno ora un alleato per essere più efficienti. Per legittimarne il valore è intervenuta anche l’UNESCO: alla fine del 2017 l’arte dei muretti a secco è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale da tutelare e salvaguardare. I motivi hanno radici lontane: la conoscenza di questa tecnica si è tramandata tra le antiche comunità rurali fino ad arrivare ai professionisti di oggi. Sempre con un unico obiettivo: prevenire frane e inondazioni, combattere l’erosione del suolo e la desertificazione, nel pieno rispetto dell’ambiente. A condividere l’iscrizione sono otto Paesi europei nei quali le tecniche di realizzazione dei muri a secco sono diverse ma tutte “a regola d’arte”, ovvero con le pietre una sopra l’altra, senza uso di altri materiali se non, in alcuni casi, di terra asciutta. Nel tempo però anche le tecniche più antiche hanno affiancato al lavoro degli “artigiani” – manodopera specializzata che sta scomparendo quello di nuove attrezzature in grado di finire il lavoro più rapidamente e garantire massima precisione: come le pinze selezionatrici MB-G, le cui chele afferrano, movimentano, depongono pietre, rocce o sassi
di ogni tipo e dimensione con precisione e delicatezza. Come in tre diversi cantieri – uno in Francia, uno in Germania e l’altro in Slovenia dove la pinza MB è stata scelta per costruire dei muri a secco proprio perché la sua piastra inclinata le ha consentito di avere un raggio di azione più ampio e posizionare le pietre con estrema precisione, a differenza di altre attrezzature – come la benna da scavo – con le quali sarebbe stata impossibile. È poi possibile installare anche un kit denti, che facilità la presa e il controllo di materiali con pesi e forme particolari. Anche per i muri realizzati con i pali di legno gli operatori hanno scelto di lavorare con i prodotti MB Crusher, in questo caso benne frantoio e vaglianti. Il motivo è semplice: frantumando e vagliando sul posto è possibile recuperare il materiale di risulta e impiegarlo subito come drenaggio o stabilizzato. Così ha fatto un’azienda italiana, che in un cantiere per il rifacimento di una scarpata di contenimento che era franata ha utilizzato le due unità MB: costi di logistica annullati, utilizzo dei materiali locali, velocità di realizzazione, nessuna difficoltà per il dislivello della scarpata. Una sorta di evoluzione dei muri a secco è la nuova tecnica delle terre rinforzate, la soluzione di ingegneria naturalistica
che permette di sostituire i muri di cemento con strutture a minor impatto ambientale. Infatti, come per i muri a secco, utilizza materiali di riempimento locali, ha un aspetto naturale, è più elastica alle sollecitazioni del terreno ed è semplice nella posa e nella manutenzione. È significativo il caso di un’azienda veneta incaricata di realizzare un muro di sostegno in terre rinforzate a sostituzione dell’esistente muratura in calcestruzzo. Il geotecnico dell’impresa costruttrice spiega come si sono risolti i problemi di gestione del materiale di risulta e dell’esiguo spazio di manovra
dovuto alla pendenza della strada di montagna: “Per eseguire questo lavoro ci siamo affidati alle attrezzature di MB Crusher per le fasi di frantumazione e di vagliatura. Siamo così riusciti a risparmiare sull’acquisto di nuovo materiale frantumando il pietrame recuperato dalla vagliatura della terra e che altrimenti avremmo dovuto smaltire con costi sostanziosi per ottenere del pietrisco che abbiamo usato per i drenaggi. Il terreno vagliato, invece, è stato subito riutilizzato per la stesa all’interno dei casseri”. 20 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
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NOTIZIE SCANIA
Sedici veicoli per il Gruppo Mascio Continua l’espansione di Scania nel settore del movimento terra con la conquista del Gruppo Mascio, realtà con sede a Mornico al Serio che con i suoi brand Moviter, Traspoter e Beton Trasporti si occupa di movimentazione terra, calcestruzzi e materiali e del trasporto conto terzi. L’azienda ha deciso di ampliare il proprio parco mezzi affidandosi alla concessionaria Scandicar per l’acquisto di 16 veicoli, in particolare 10 trattori R500 per il trasporto di inerti e sei mezzi d’opera G450 8x4. Stefano Mascio, direttore generale
del Gruppo Mascio, ha così commentato la nuova fornitura: “Abbiamo deciso di fare questa scelta per testare il marchio Scania sotto il punto di vista dell’efficienza e dei consumi. I mezzi Scania ci hanno inoltre dato un elemento in più come la dotazione del cambio automatico e il pedalino per la frizione, utili nei momenti in cui dobbiamo affrontare manovre particolari. Sicurezza e qualità sono elementi chiave della nostra crescita, legati a continui investimenti finalizzati a garantire massima efficienza in tempi ridotti: questa la chiave che incentiva i nostri committenti a sceglierci”. Era il 1998 quanto Stefano Mascio, molisano d’origine con una decennale esperienza nel settore del trasporto, fonda la propria impresa individuale. L’azienda si impegna sin da subito 22 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
in opere di rilevanza nazionale, crescendo anno dopo anno ed arrivando a contare oggi su un parco veicolare di oltre 230 mezzi. Gruppo Mascio si è affermato nel corso del tempo quale player di riferimento nell’ambito del movimento terra, arrivando a garantire i massimi livelli di velocità, sicurezza, efficienza e innovazione tecnologica. L’azienda pone particolare attenzione inoltre al tema della sostenibilità, sottolineando con orgoglio il fatto di poter contare su una flotta di veicoli di ultima generazione, tutti Euro 6. Guardando al futuro, Gruppo Mascio ha obiettivi ambizioni: vuole infatti continuare a crescere, sfidando i tempi, e arrivando a raddoppiare il proprio fatturato nel 2021. “Siamo molto orgogliosi di consegnare questi veicoli al Gruppo Mascio, questa importante fornitura accresce ulteriormente il posizionamento di Scania nel settore del movimento terra”, ha evidenziato Sabrina Loner, Head of Sales & Development Construction, Distribution, Public & Special Truck. “Con il lancio della nuova generazione Scania è cresciuta notevolmente in questo
settore e l’accordo con il Gruppo Mascio ne è un’ulteriore conferma. La spinta sul fronte delle grandi opere porta con sé importanti investimenti nel mondo delle costruzioni e del movimento terra: noi di Scania vogliamo offrire delle risposte concrete a chi opera in questo settore, grazie a soluzioni in grado di garantire i massimi livelli di versatilità, robustezza e affidabilità e, al tempo stesso, sostenibilità, sia ambientale che economica”. “Gruppo Mascio è una realtà di riferimento nell’ambito della movimentazione terra”, ha evidenziato Flavio Bianchi, della concessionaria Scandicar di Bergamo. “Consegnare i primi veicoli Scania a questa prestigiosa realtà e poterla affiancare nel processo di crescita messo in atto è per noi motivo di grande orgoglio. Efficienza e affidabilità sono due elementi imprescindibili per Gruppo Mascio, elementi che con i veicoli Scania appena consegnati sono senza dubbio garantiti. Mi auguro che questi primi mezzi siano solo l’inizio di una lunga collaborazione con questo Gruppo che, sono certo, continuerà a crescere”.
NOTIZIE ASTRA
Due HD9 per Fagioli! Robustezza, versatilità e capacità di traino: queste le caratteristiche distintive di queste due unità, che oltre alla tradizionale componentistica Heavy Duty tipica dei mezzi Astra, presentano soluzioni customizzate per la mission specifica e un esclusivo sistema di traino in coppia che gestisce la comunicazione tra le due motrici. Si tratta di due HD9 in configurazione 8x6 da 560 CV equipaggiati con un cambio Allison 4700 completamente automatico a 7 rapporti con rallentatore idraulico integrato, ideale per le sue prestazioni anche in caso di traino eccezionale. Grazie al convertitore di coppia infatti, il motore e il cambio vengono collegati direttamente anche durante i cambi marcia e la potenza generata
dal motore viene trasmessa senza interruzioni alle ruote, garantendo una guida e cambi di marcia fluidi e un controllo preciso della trazione. Completano la driveline un potente trasferitore inseribile, che consente di passare da una configurazione 8x4 a 8x6 garantendo l’estrema mobilità di una trazione integrale qualora la situazione lo renda necessario, e il nuovo motoassale rinforzato con freni a disco. Grazie alla spiccata versatilità dei mezzi Astra,
i veicoli sono stati customizzati con accorgimenti dedicati specificatamente alla mission del trasporto eccezionale: il retrocabina è dotato di un traliccio per l’alloggiamento del sistema di raffreddamento addizionale per acqua motore e olio cambio e di un serbatoio gasolio aggiuntivo. La configurazione biuso prevede traverse rinforzate con due ganci di traino da 250 t anteriormente e posteriormente e sistemi di collegamento tra le motrici e il rimorchio. Ogni dettaglio è stato studiato e progettato per garantire il massimo delle prestazioni e dell’affidabilità per le situazioni più impegnative in termini di capacità di carico, il che fa di Astra il partner ideale per le missioni in cui lavorare sodo è la regola numero uno.
TREVI BENNE
Un Multi Kit MK 23P con Booster per G Ecorecycling Per il taglio delle lamiere che costituiscono la struttura portante di un serbatoio la cesoia tradizionale non è l’attrezzatura più indicata: è necessaria, in questo caso, un’attrezzatura dotata di un
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profilo specifico che favorisca la penetrazione e che effettui un taglio netto e preciso di serbatoi, silos e cisterne. La geometria della bocca, infatti, è studiata per tagliare “fogli” di lamiera avanzando
lentamente e progressivamente, sia in verticale che orizzontale, lasciando uno spazio per il rilascio del metallo tagliato. Un intervento di questo genere è stata eseguito recentemente in località Grancia, nel Canton Ticino, dov’è stato approntato lo smantellamento di otto serbatoi d’acciaio utilizzando il frantumatore Trevi Benne Multi Kit MK 23P con Booster e dotato di Kit CL Cesoia-Lamiere. L’impianto di stoccaggio, realizzato negli anni Sessanta e di proprietà della Pina Petroli SA, è uno dei più grandi della regione. Il serbatoio principale ha una capacità di 33 milioni di litri di combustibile. L’area, una volta abbattuti gli enormi serbatoi, sarà destinata alla costruzione di capannoni industriali funzionali alla vicina area commerciale.
NOTIZIE BERCO
Si rafforza il business “Aftermarket” Con oltre 100 anni di esperienza e competenza nel settore, Berco è riconosciuta universalmente per l’alta qualità dei propri prodotti. Una chiara strategia, una struttura determinata, così come linee ampliate di prodotto assicureranno ai clienti un accesso completo a ricambi la cui produzione beneficia di alti livelli ingegneristici e di un brand dalla lunga tradizione. La gamma, inoltre, sarà in grado di offrire TCO (total cost of ownership) molto competitivi. In aftermarket, Berco fornisce catene a maglie e suole, ruote tendicingolo, ruote dentate, rulli inferiori e superiori. Berco occupa già un ruolo di punta nel settore minerario, e il nuovo sviluppo strategico vedrà la società incrementare la propria presenza aftermarket nel settore molto competitivo delle costruzioni. Le esigenze della clientela in questo settore saranno centrali, con particolare attenzione ad assicurare bassi TCO. Grazie a una forte collaborazione con i propri dealer, verrà implementata la presenza dell’attività service in alcuni luoghi ritenuti strategici. Ciò consentirà ai clienti l’accesso al giusto prodotto, nel posto e al momento giusto. Per incrementare questa nuova strategia, Berco ha creato un nuovo team
composto da esperti dedicati, in possesso dell’esperienza e della mentalità corrette per il successo in aftermarket. Il team si avvarrà della conoscenza approfondita e del pedigree posseduti da Berco nel mondo del Primo Equipaggiamento, mentre si procederà ad espandere l’offerta aftermarket della società nel mondo delle costruzioni. Diego Buffoni, Head of Aftermarket Berco: “È questo un momento decisamente entusiasmante per Berco. La nascita di una nuova strategia aftermarket, una struttura chiara e l’incremento del portfolio prodotti stanno già creando opportunità di crescita ed entrate
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interessanti per la società. L’obiettivo è quello di offrire a ognuno dei nostri clienti nei vari settori industriali in cui operiamo un one stop shop nell’aftermarket Heavy Duty per tutte le loro esigenze”. L’offerta aftermarket di Berco è articolata su tre differenti line di prodotto: Original, Platinum e Service Line. Original Line fornisce alla clientela componenti identici alle corrispondenti parti di Primo Equipaggiamento, per geometria e processi produttivi. Platinum Line si spinge oltre, superando il primo equipaggiamento in termini di qualità, durata e prestazioni. La linea offre soluzioni innovative
e personalizzate a quei grandi macchinari che si trovano a operare in condizioni estreme, climatiche e del suolo. Caratterizzata da un ciclo di vita maggiore e da un’affidabilità superiore, Platinum Line assicura nel lungo periodo un risparmio in termini di costi, consentendo ai macchinari di operare senza interruzioni per periodi di tempo significativamente più lunghi. Service Line è stata creata per quei macchinari che operano nel mondo delle costruzioni. I primi prodotti oggi disponibili per i clienti sono destinati a escavatori di 13, 20 e 30 t. Questa linea è accompagnata da una garanzia elevata (2.000 ore in condizioni normali di esercizio) e si caratterizza per una migliore resistenza alle abrasioni, agli impatti e all’umidità. Offre il perfetto equilibrio tra valore e prestazioni. La produzione di questa linea, che soddisfa i clienti alla ricerca di un basso TCO per aumentare la propria competitività, riflette gli elevati standard di Berco, raggiunti grazie a processi ingegneristici, produzione e processi di controllo qualità di alto livello. Il prossimo passo sarà rappresentato dalla Service Line per i bulldozer – catene, rulli e ruote dentate per le classi D4, D5 e D6 – che verrà presentata nella seconda parte di quest’anno.
NOTIZIE FPT INDUSTRIAL
Il 10.000° motore Cursor 13 NG Grandi prestazioni, tecnologie avanzate, sostenibilità reale e, da oggi, anche un nuovo straordinario traguardo: FPT Industrial ha annunciato la produzione del 10.000° motore Cursor 13 NG, uscito dallo stabilimento di Bourbon-Lancy, in Francia, il 9 marzo scorso. Inizialmente presentato a Torino a ottobre 2017, in occasione de Tech Day di FPT, in poco più di tre anni il motore Cursor 13 NG ha conquistato anche i professionisti del trasporto più scettici nei confronti del gas naturale, guadagnando una sempre maggiore popolarità e raggiungendo vendite da record. Il motore alimentato al 100% da gas naturale più potente attualmente disponibile per il segmento on-road, nonché il primo modello puramente a gas naturale appositamente sviluppato per le missioni a lunga percorrenza, il Cursor 13 NG viene prodotto a
Bourbon-Lancy, lo stabilimento FPT Industrial situato nella regione francese della Borgogna. Istituito nel 1902, lo stabilimento è adibito alla produzione della gamma Cursor dal 1998. Attualmente, qui vengono realizzati i modelli C8, C9, C10, C11, C13 e C16 per applicazioni on-road, off-road, marine e power generation, con 77 tipologie tecniche e oltre 5.700 opzioni disponibili. Con le tecnologie all’avanguardia e l’affidabilità che caratterizzano FPT Industrial, dimostrate dalla vendita di oltre 55.000 motori a gas naturale nel mondo negli ultimi 25 anni, il Cursor 13 NG offre fino a 460 CV di potenza a 1.900 giri/min e una coppia massima di 2.000 Nm a 1.100 giri/ min. Il Cursor 13 NG è alimentato al 100% da gas naturale e rappresenta una soluzione di facile utilizzo per gli utenti finali, poiché può essere alimentato sia a CNG (gas naturale compresso) che a LNG (gas naturale
liquefatto). Con la versione a biometano, poi, è possibile arrivare quasi ad azzerare le emissioni di CO2. Grazie alla combustione stechiometrica, il Cursor 13 NG rispetta i limiti sulle emissioni Euro VI Step C sfruttando un semplice catalizzatore a tre vie di facile installazione, senza EGR, SCR e DPF (soluzione senza rigenerazione). Il livello di emissioni di CO2 è notevolmente inferiore (-9%) rispetto al diesel e quando si utilizza il biometano può arrivare a rasentare lo zero. Al tempo stesso, il Cursor 13 NG consente di ridurre la concentrazione di PM del 98% e le emissioni di NOx del 48% rispetto ai motori diesel Euro VI. Inoltre, i motori a gas naturale riducono l’inquinamento acustico grazie al ciclo di combustione più fluido e silenzioso, portando il livello di rumorosità dei veicoli a meno di 71 dB.
HYUNDAI
Due pale gommate per USUM Recycling Il gruppo USUM Grundstoffaufbereitung und Service GmbH, acronimo di Unstrut-SaaleUmweltschutz (Tutela ambientale Unstrut-Saale) , è una realtà che gestisce un sito industriale di circa 7 ettari sull’ex discarica di inerti bonificata di una cava di calcare a cielo aperto e che si avvale di un team di otto dipendenti dedito alla produzione di compost per uso agricolo certificato dall’Istituto tedesco per la garanzia della qualità e certificazione (RAL), di terriccio di fertilizzanti potassici derivanti da minerali e di materiali riciclabili da rifiuti dei siti di costruzione. Dallo scorso settembre il gruppo USUM utilizza una pala gommata Hyundai HL965, dotata di benna da 3,5 m3 con peso operativo di 20 t e 201 kW di 28 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
potenza netta, in combinazione con una nuova pala gommata HL940A da 13 t della stessa serie con potenza netta di 116 kW e benna da 2,5 m3. Entrambi i modelli vengono utilizzati per l’assemblaggio e la rotazione di cumuli di compost, per caricare sui camion i materiali riciclabili e per operazioni di pulizia generali. Heinisch ha acquistato le nuove pale gommate dal concessionario Hyundai
Tecklenborg Baumaschinen GmbH, che ha la propria sede nella città di Leisnig. Le due macchine sono state consegnate con dotazione adattata alle specifiche esigenze del cliente. “L’incentivo del 45% ottenuto grazie a un programma per la riduzione delle emissioni CO2 ci ha consentito di acquistare questi nuovi ed estremamente economici modelli Hyundai, dando in permuta due macchine molto vecchie”, spiega Heinisch. Anche l’operatore Udo Hartung, che guida l’HL940A quotidianamente in operazioni di riciclo difficili e gravose, è soddisfatto dell’operabilità ad alta precisione di questo caricatore gommato silenzioso. Un altro fattore vincente è il basso consumo carburante della macchina pari a circa 6 l/h.
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NOTIZIE FLASH BATTERY
Nuove partnership strategiche Ci sono nuove partnership strategiche con OEM e dealer di diversi Paesi europei nel carnet di lavoro di Flash Battery, che ha intanto chiuso il 2020 con risultati che ne consolidano la posizione tra i big nella produzione di batterie al litio. Nonostante le ricadute della pandemia (che soprattutto nel primo semestre hanno rallentato la produzione), Flash Battery - inserita dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza tra le aziende italiane “campioni di crescita” nel periodo 2016-2019 - ha registrato un incremento del fatturato pari al 5% e, contemporaneamente, ha realizzato un incremento dell’occupazione del 25%, portando a oltre 60 il numero dei dipendenti e confermandosi come “miglior impresa under 40” della Regione Emilia-Romagna. Sempre nel 2020, Flash Battery ha completato la realizzazione del nuovo stabilimento a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), dotato 150 postazioni di lavoro), con un investimento di 7,5 milioni di euro. “Oltre che sull’incremento degli addetti sottolinea Marco Righi, CEO di Flash Battery – i risultati più importanti, anche in prospettiva, riguardano gli investimenti sul potenziamento deciso delle attività di ricerca e sviluppo e sulla sostenibilità, che ci vede tra i leader non solo in relazione alle prestazioni dei nostri prodotti, ma soprattutto per il controllo di processi e l’uso di materiali riciclabili o agevolmente smaltibili, con l’obiettivo di giungere a prodotti ad impatto zero per l’ambiente. Questa continua tensione alla sostenibilità ci ha consentito di implementare decisamente quei rapporti commerciali con l’estero che 30 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
MARCO RIGHI, CEO DI FLASH BATTERY valgono il 30% del nostro fatturato e si sono sviluppati molto in Francia, Germania e Benelux, cioè nei Paesi in cui la tutela dell’ambiente assicurata dall’elettrificazione si traduce anche in legislazioni molto stringenti a contrasto dell’inquinamento. Nel 2020 abbiamo ampliato e rafforzato le partnership con diversi system integrator europei attivi nell’ elettrificazione e, soprattutto, con enti di formazione, centri di ricerca e Università (e tra queste, in primo piano, quelle di Modena e Reggio Emilia, Parma, Bologna, il Politecnico di Milano e la Motorvehicle University of Emilia Romagna). Si tratta di collaborazioni essenziali tanto per lo sviluppo di nuovi progetti quanto per l’individuazione delle figure professionali (in larga prevalenza ingegneri) sulle quali poggiano quei processi di innovazione che ci hanno consentito, tra l’altro, di quadruplicare il fatturato dal 2016 a oggi”. “Gli investimenti in ricerca e sviluppo – sottolinea Matteo Donelli, entrato proprio nel 2020
in Flash Battery come Sales Director – si sono tradotti, tra l’altro, nello sviluppo di oltre un centinaio di prototipi legati a diversi settori e, in particolare, alla forte espansione dell’elettrico nel mondo delle costruzioni e dell’agricoltura, che si associano così alle rilevanti crescite che proseguono nell’industria e nella logistica. Nel 2021 prevediamo un’ espansione delle relazioni commerciali in queste aree, grazie anche alle partnership – sul modello di quella realizzata recentemente con Efa France che stiamo sviluppando a livello europeo con imprese leader nella progettazione di sistemi di elettrificazione, alle quali offriamo pacchetti completi per il passaggio dall’endotermico all’ibrido e al full electric”. Il tema della sostenibilità, tra l’altro, è all’ordine del giorno ed è un aspetto intrinseco di Flash Battery, orientata a un’innovazione green a tutti gli effetti rendendo lo stabilimento produttivo energicamente autonomo, oltre che alla sostenibilità che passa anche dallo studio del prodotto.
ATTUALITA’ Appalti e ripartenza
UN NUOVO “CODICE” PER LO SBLOCCO
Il settore delle costruzioni è da sempre legato all’attività della Pubblica Amministrazione e, di conseguenza, subisce gli effetti negativi di una sempre più traboccante burocrazia che incide sia sul mercato dei lavori pubblici che sull’edilizia privata. A distanza di qualche settimana dalla sua presentazione, analizziamo le motivazioni della tanto discussa proposta dell’Antitrust di sospensione del Codice dei contratti pubblici in Italia e ripercorriamo la storia delle leggi e degli atti riguardanti gli appalti a cui fa riferimento di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari 32 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
I
n Italia, secondo i dati della Presidenza del Consiglio, i tempi di realizzazione delle opere pubbliche sono tra i più lunghi d’Europa: circa tre anni per la realizzazione di opere inferiori ai 100.000 euro e più di 15 anni per la costruzione di grandi opere oltre i 100 milioni di euro. Più della metà di questi sono tempi di “attraversamento”, tempi morti di causa e origine non proprio chiare per la filiera del settore e per cui l’Italia si è posizionata al 97° posto su 190 Paesi in una recente classifica dei tempi di ottenimento dei permessi di costruzione stipulata dalla Banca Mondiale.
Dati non proprio incoraggianti per un settore, come quello delle costruzioni, di traino per l’economia del Paese, specialmente a pochi mesi dall’ottenimento dei Fondi del Next Generation Eu utili a finanziare progetti di fondamentale importanza per il rilancio dell’Italia. A tal riguardo viene avanzata la proposta dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di sospensione del codice degli appalti, che ha scatenato un acceso dibattito pubblico e posto dubbi sulle reali capacità del Paese di realizzare nei tempi previsti - e imposti dall’UE - tutti i progetti presentati all’Europa nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Codice e lo “sblocca cantieri” Ma facciamo un passo indietro e ricapitoliamo le tappe più importanti percorse dalla Pubblica Amministrazione negli ultimi anni nell’ottica di semplificazione e rilancio del settore dei contratti pubblici. Con il decreto legislativo approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 15 aprile 2016 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 19 aprile 2016 è stato emanato il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”: si tratta di un provvedimento di grande rilievo non solo per lo svolgimento dell’attività amministrativa in un’ottica di semplificazione, di snellimento dei procedimenti e di lotta alla corruzione, ma un segnale di una maggiore efficienza amministrativa e competitività del Paese alla pari di quella degli altri stati membri UE, dopo le direttive europee in materia di gare pubbliche del 2014. Numerose sono le novità del nuovo codice: l’introduzione di una disciplina unitaria dei contratti e delle concessioni, una forte semplificazione delle procedure, che si poggia su un ampliamento della discrezionalità delle amministrazioni e sul ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), e l’introduzione di numerose specifiche misure volte a dare maggiore efficienza al sistema. Un atto da parte della Pubblica Amministrazione lungamente atteso da tutti i principali comparti del ramo delle costruzioni che, come forse anticipato dai dati citati, anche dopo la sua introduzione non ha contrastato lo sviluppo di numerosi fattori che hanno impedito la realizzazione in tempi brevi di diverse opere pubbliche: fermate o bloccate per cavilli burocratici o in attesa di risposte dall’amministrazione. Revisioni a tappeto Da una serie di opere ferme e lavorazioni a rilento sparse su tutto il territorio nazionale nasce l’esigenza di promulgare un nuovo documento capace di accelerare e rilanciare il settore con regole chiare e un alleggerimento burocratico. Da qui ha inizio un ciclo di vari decreti con il compito di riformulare regole presenti nel codice del 2016 non proprio chiare, complete e specifi-
che per suddetti campi di applicazione. A dare il via alla riforma del Codice degli appalti è il decreto-legge n. 32, meglio conosciuto come “sblocca cantieri”, che entra in vigore in data 19 aprile 2019 e viene pubblicato lo stesso anno sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 come legge 14 giugno 2019, n. 55 con il nome di “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”. Si tratta di un documento che introduce importanti novità al regolamento dei prezzi, sull’appalto integrato e in altri campi, con l’intento di apportare le prime modifiche necessarie a velocizzare l’avvio di nuove lavorazioni e lo sblocco di quelle da tempo ferme. Come detto, il decreto “sblocca cantieri” è tra i primi documenti ad apportare modifiche al Codice degli appalti, a cui fa seguito un altro testo, di recente pubblicazione e strettamente legato al documento del 2019, quello del decreto Semplificazioni (D.L. n, 76/2020), che lo scorso anno ha apportato novità importanti in materia di appalti, contratti pubblici ed edilizia. Promulgata come legge 11 settembre 2020 n. 120 con il nome di “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, il Decreto Semplificazioni apporta numerose modifiche con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure dell’edilizia, ridurre gli oneri e il peso burocratico a carico dei cittadini e delle imprese, assicurare il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana, decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica e contenimento del consumo di suolo. Anche con questo ultimo decreto l’obiettivo perseguito dal legislatore e quello di snellire il procedimento burocratico e favorire una più rapida realizzazione delle opere, soprattutto dopo il danno all’economia provocato dalla pandemia da Covid-19. Uscire dalla crisi Proprio a seguito dell’evento pandemico dello scorso anno il Governo ha emanato aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 33
ATTUALITA’ il Decreto Milleproroghe 2021, convertito e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° marzo, che reca diverse disposizioni di proroga, abrogazione e modifica di atti legislativi in scadenza presenti nei decreti “sblocca cantieri” e Semplificazioni, dettando così di riflesso modifiche anche al Codice degli appalti pubblici del 2016. Tante le novità contenute nelle 160 pagine del provvedimento, che - oltre a
dettare un elenco di rinvii di misure, a causa della perdurante emergenza sanitaria, e a prorogare vari provvedimenti adottati lo scorso anno quali cassa integrazione, lavoro agile semplificato e bonus vacanze - tra le varie disposizioni più rilevanti in tema appalti riporta: la modifica della disciplina, introdotta nel decreto Semplificazioni, relativa all’adozione degli stati di avanzamento dei lavori (SAL) in corso di esecuzione,
L’IMPEGNO DEL GOVERNO prevede che diverse opere possano essere finanziate con le risorse europee purché rispettino i vincoli previsti dalle regole di Bruxelles: servono progetti dettagliati e sostanziosi, che abbiano un impatto positivo sull’economia e sulla vita di imprese e cittadini in un’ottica di sviluppo sostenibile. Il tutto deve essere messo in esercizio entro il 2026. La velocità
ENRICO GIOVANNINI
di messa in moto dei cantieri è un
MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE
problema, ma pensiamo di ricorre-
Il Governo è impegnato a istituire ma-
realizzazione delle opere solo quan-
novre di semplificazione e velocizza-
do si riterrà necessario: se le opere
zione delle procedure atte a sbloccare
si dovessero incagliare e se si con-
cantieri, alcuni dei quali potranno be-
verrà che tale soluzione, in un deter-
neficiare anche delle risorse europee
minato contesto, risultasse efficace.
del Next Generation Eu. Il Ministro del-
Finora il dibattito si è concentrato sul
le Infrastrutture e della mobilità soste-
codice degli appalti perché si pensa
nibile, Enrico Giovannini, ha esposto i
che sia la fonte di tutti i problemi re-
piani del governo per accelerare la re-
lativi alla lentezza di realizzazione di
alizzazione delle opere pubbliche, toc-
opere in Italia; in realtà, un recente
cando vari nodi del dibattito pubblico,
studio della Banca d’Italia ha calco-
tra cui il Codice degli appalti, la pro-
lato che i tempi medi delle varie fasi
gettazione a livello locale, i commissa-
di realizzazione di un’opera pubblica
riamenti e le procedure burocratiche:
necessitano di due anni per la fase
“Il Parlamento ha dato il via libera al
di progettazione, sei per l’affidamen-
commissariamento di 58 opere già fi-
to e due per l’esecuzione. Insomma,
nanziate per circa 40 miliardi, per un
circa il 40% del tempo complessivo
valore complessivo di 66 miliardi.
ha a che fare con la capacità degli
Sono opere importanti e significative.
enti appaltanti di definire un proget-
Tra queste, ad esempio, l’alta velocità
to e in questo non c’entra il codice
Salerno-Reggio Calabria. Inoltre, entro
degli appalti, ma il depauperamen-
aprile sarà pronto un secondo decreto
to di professionalità che ha subito
per sbloccare una nuova lista di opere
la nostra Pubblica Amministrazione.
da approvare entro giugno, ovviamente
A breve annunceremo una nuova
tenendo conto anche della disponibili-
iniziativa per sciogliere alcuni no-
tà dei fondi europei per la realizzazione
di nel sistema degli appalti, in vista
di opere del nostro piano di ‘Recovery’.
della stesura definitiva del Piano di
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Ripresa e Resilienza”.
34 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
re ai commissari per velocizzare la
al fine di differire i termini in essa previsti e fissare un limite per il pagamento dei SAL medesimi; la proroga fino a fine 2021 delle semplificazioni previste dal decreto-legge “sblocca cantieri” per l’affidamento dei contratti di progettazione e dei contratti per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, posticipando al 31 dicembre il termine fino al quale possono essere oggetto di riserva anche gli aspetti progettuali che sono stati oggetto di verifica preventiva; proroga fino al 30 giugno 2021 della previsione che stabilisce di non superare la soglia del 40% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture in materia di subappalto, e fino al 31 dicembre 2021 della sospensione dell’obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di gara per gli affidamenti di appalti e concessioni pubbliche. Un regime speciale, quello introdotto dal decreto Milleproroghe, che si estenderà per l’intero 2021, posticipando regole e atti già noti alle imprese e committenti pubblici al fine di velocizzare la realizzazione delle opere e accelerare la ripresa del Paese dopo la crisi indotta dal lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19. Proposta dell’Antitrust E così arriviamo alla tanto discussa proposta presentata dal presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), Roberto Rustichelli, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. In vista dell’arrivo dei fondi europei del Next Generation EU, l’Autorità suggerisce la possibilità di sospendere temporaneamente l’applicazione del Codice dei contratti pubblici, introducendo una disciplina speciale riservata esclusivamente alle opere finanziate dal PNRR e strategiche alla ripresa del Paese. Per tali procedure troverebbero applicazione le sole norme contenute nelle direttive europee del 2014 in materia di gare pubbliche, con le dovute integrazioni laddove le disposizioni europee non siano immediatamente “selfexecuting”, ovvero sufficientemente dettagliata nei propri contenuti e che, quindi, non necessitano di alcun provvedimento di attuazione da parte dello Stato. Una proposta che parte dal-
la consapevolezza del ruolo cruciale della Pubblica Amministrazione e degli Appalti pubblici, che rappresentano una quota sostanziale del PIL degli Stati membri dell’UE (il 13%) e di quello italiano (11%) e svolgono un ruolo fondamentale nella crescita economica, nel progresso sociale e nel conseguimento di un obiettivo fondamentale di ogni Stato, ossia fornire servizi di qualità ai propri cittadini. Secondo l’Antitrust un’amministrazione pubblica efficiente e una regolazione semplice e trasparente costituiscono una precondizione essenziale per lo sviluppo competitivo dell’economia italiana in termini di innovazione e crescita. La sospensione del Codice, sempre secondo l’AGCM, risolverebbe le criticità principali eliminando i vincoli che insistono sul subappalto, l’avvalimento, l’appalto integrato, i criteri di valutazione delle offerte e l’obbligo di nomina dei commissari esterni. Per l’AGCM la strada di riforma non si limiterebbe qui, poiché la sospensione temporanea del Codice sarebbe solo il primo passo per realizzare una procedura efficace di utilizzo dei fondi del Next Generetion EU. L’altra soluzione da parte dell’AGCM prevedrebbe la revisione del Codice dei contratti pubblici che, secondo l’Antitrust, sarebbe colpevole di aver provocato “un labirinto di norme che, di fatto, ha generato inefficienze nel ‘public procurement’”, quella parte di spesa pubblica destinata all’acquisto diretto di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione. La prospettiva è quella di eliminare tutte quelle disposizioni che introducono oneri non necessari e più elevati rispetto a quelli previsti dall’Europa, nell’ottica di semplificare le procedure, stabilire regole certe e lasciare maggiore discrezionalità alle stazioni appaltanti. Una proposta che richiederebbe del tempo e prevederebbe modelli flessibili di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, oltre alla riduzione dei formalismi e degli adempimenti non necessari. Il tutto a vantaggio dell’acquirente pubblico, che potrebbe spendere meglio le risorse assegnate, e delle imprese che in assenza di norme di eccessivo dettaglio avrebbero la possibilità di essere più libere da tutti quegli
PRIORITÀ AI CANTIERI re previste, ma senza progetti al loro interno. Una discussione sul Codice degli appalti è necessaria, perché riteniamo che tale documento debba essere rivisto, semplificato e alleggerito da tutte quelle norme che impediscono alle imprese di crescere e lavorare e ai comuni di attuare investimenti. Apriamo i cantieri con l’attuale sempli-
GABRIELE BUIA
ficazione e interveniamo rapidamente
PRESIDENTE ANCE
in parallelo, sul Codice degli appalti,
A intervenire sul tema dei cantieri
lo maggiormente compatibile con un
in Italia anche il presidente dell’An-
paese che deve crescere”, chiede il pre-
ce, Gabriele Buia, che in occasio-
sidente dell’Ance, mettendo in guardia
ne di una recente audizione alla
dall’eliminazione del codice e la tra-
Commissione parlamentare sul te-
sposizione pura del codice europeo.
ma “Semplificazioni” ha espresso la
“Se dovessimo ipotizzare di prendere
sua opinione in merito al Codice de-
il codice europeo e trasporlo in Italia
gli appalti e un rapido sblocco delle
immediatamente, abolendo il codice
opere: “La prima cosa è avviare subi-
e le norme esistenti, si creerebbe un
to i cantieri che sono bloccati da an-
problema enorme con il blocco imme-
ni e dove ci sono offerte di miliardi
diato di tutti gli enti appaltanti. Si bloc-
di euro presentate ma non aggiudi-
cherebbe tutto, come si è bloccato con
cate. Nel frattempo, mettere in atto
l’approvazione del codice attuale. Noi
quelle semplificazioni necessarie per
vogliamo delle regole semplici e intui-
un corretto utilizzo della spesa pub-
bili non solo per gli operatori, ma chia-
blica e di tutte quelle problematiche
re e applicabili con facilità anche dagli
che bloccano ancora le procedure di
enti pubblici e da tutte le stazioni ap-
apertura dei cantieri, oltre a garan-
paltanti, che in Italia sono oltre 40.000.
tire un maggiore controllo e analisi
È necessario poter intervenire in un’ot-
dei progetti presentati, dato che a og-
tica di semplificazione finalizzata alla
gi senza progettazioni preventive os-
realizzazione di opere e all’abolizione
serviamo appalti che non hanno sen-
di lungaggini burocratiche, rendendo
so e che vengono bandite delle ope-
facile la vita alle imprese”.
oneri che a oggi rendono ingiustificatamente costosa e complessa la partecipazione agli appalti e ne ritardano l’aggiudicazione ed esecuzione. Il nocciolo della questione Una proposta che chiaramente ha creato divisioni sia tra gli organi della pubblica amministrazione che tra gli addetti ai lavori della filiera delle costruzioni e dell’edilizia. Fortemente contraria alla proposta è Anac, che ha denunciato il vuoto normativo che si verrebbe a creare e il cui perimetro d’azione potrebbe risultare ulteriormente ristretto dall’eventuale sospensione del codice. Sulla
per riscriverlo, semplificarlo e render-
stessa lunghezza d’onda pure il vicepresidente di Ance, Edoardo Bianchi, che definisce la proposta una “polemica ingiustificata, dato che quella normativa di fatto praticamente non esiste più viste tutte le modifiche che sono intervenute nel frattempo”, in riferimento allo “Sblocca cantieri” del 2019, il Semplificazioni del 2020 e pure il Milleproroghe del 2021. Contrario anche il mondo della rappresentanza imprenditoriale e sindacale di associazioni quali Cgil, Cisl e Uil e Confindustria, che avvertono sul rischio di un vuoto normativo e una paralisi decisionale della Pubblica Amministrazione. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 35
ATTUALITA’ BUROCRAZIA OSTAGGIO DI SÉ STESSA?
ROBERTO RUSTICHELLI
PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
A rimarcare la posizione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il suo Presidente, Roberto Rustichelli, che ha affrontato le ragioni che hanno spinto l’autorità amministrativa ad avanzare la proposta, oggetto di accessi dibattiti, al Governo: “La nostra proposta è semplificare, poiché viviamo in un periodo storico lontano dal concetto di normalità, una situazione eccezionale per la quale non possiamo applicare regole normali. Come l’Europa ha sospeso la normativa sugli aiuti di Stato, noi proponiamo - in attesa dell’auspicata semplificazione - di sospendere temporaneamente il codice degli appalti e di utilizzare le direttive europee,
che sono direttamente applicabili eccetto per le parti non ‘self executive’ a cui rinviare alla normativa nazionale. Non c’è alcuna intenzione di ridurre le tutele dei lavoratori o di abbassare la guardia sui controlli, ma solo la volontà di eliminare le barriere in ingresso e uscita. La burocrazia talvolta è anch’essa ostaggio di regole astruse e dobbiamo eliminare l’idea che per fare le cose servano 50 firme, 62 allegati e centinaia di pagine di regolamenti. Da parte sua l’Autorità deve contribuire, sempre nel rispetto della legge, a trovare soluzioni e se tagliamo la burocrazia abbassiamo costi alle imprese. Infatti, secondo una stima del 2020 della Cgia di Mestre, il costo che incombe sul nostro sistema produttivo per la gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione ammonta a 57,2 miliardi di euro. Le imprese hanno bisogno di lavorare, mentre l’Italia ha necessità che i progetti vengano portati a termine e le opere pubbliche realizzate, dato che gli appalti pubblici rappresentano l’11% del Pil italiano. Siamo convinti che eliminare tutti gli adempimenti non necessari vada in questa direzione e aiuterebbe molto il nostro paese a riprendersi dopo i danni all’economia causati dalla pandemia da Covid-19”.
Sospensione o meno, quello che è chiaro dai vari enti e organi competenti è che, chi più e chi meno, pur apprezzando lo sforzo dei vari legislatori di voler intervenire nel corso degli anni su una materia così complessa e per un settore nevralgico per il Paese ormai troppe sono le normative che si accavallano (dal Codice del 2016, alle leggi di Bilancio, al decreto Sblocca Cantieri e Semplificazioni, eccetera) e che per una reale semplificazione e una normativa chiara e omogenea, che porti a una riduzione della burocrazia, sblocco degli investimenti e dei cantieri, occorra un lavoro organico che racchiuda e ridefinisca in un unico testo normativo tutta la disciplina. Certo che a pochi mesi dall’accesso dell’utilizzo dei fondi del Next Generation Eu, con cui l’Italia si gioca il futuro e la ripresa del Paese dopo la grave crisi pandemica, è chiaro che non possa non essere considerato preoccupante questo clima di incertezza in materia di appalti pubblici. A questo punto la paura e i dubbi crescono, facendo sorgere anche una domanda: con una normativa dei contratti pubblici in stallo dalla burocrazia, difficoltà di spesa e cantieri bloccati, come riuscirà l’Italia a sfruttare al meglio, per il rilancio del Paese, i 200 miliardi di euro del ■ Recovery Fund?
STRUMENTI PER IL RILANCIO DEL MERCATO dell’incentivo del Superbonus 110% e pre-
di circa il 10%. “Il Superbonus 110% è uno
sentati nel suo ultimo rapporto dell’Osser-
strumento strategico per lo sviluppo e l’at-
vatorio Congiunturale sull’industria delle
tuazione di un programma concreto di ri-
costruzioni. Un bonus che ha diffuso gran-
qualificazione del patrimonio edilizio ita-
de entusiasmo sia alle famiglie proprieta-
liano, in linea con gli obiettivi di sostenibi-
rie di immobili che alle imprese, le quali
lità e di riduzione del consumo del suolo
si stanno attrezzando per far fronte a una
definiti nell’ambito del Green Deal euro-
Nel 2021 è previsto un rimbalzo trainato
domanda potenziale molto promettente
peo”,riferisce Gabriele Buia, presidente di
dalle opere pubbliche del +7,7% e dalla
e che ha già ricevuto ottimi riscontri sul
Ance. “Le iniziative sono però rallentate e
manutenzione degli edifici del +14%, ol-
mercato negli ultimi mesi, con la realizza-
rischiano di essere bloccate dall’incertezza
tre a una spesa aggiuntiva dell’ammon-
zione di interventi per circa un miliardo di
sulla durata dei benefici e da alcuni rallen-
tare di 6 miliardi l’anno, con un effetto
euro. A novembre 2020 il tessuto impren-
tamenti burocratici. È quindi necessario
totale sull’economia di 21 miliardi di eu-
ditoriale operante nel settore dichiarava
deciderne oggi la proroga fino al 2023,
ro, e un incremento di circa 64.000 posti
aspettative molto elevate circa le poten-
consentendo di attivare un processo di
di lavoro nelle costruzioni, che conside-
zialità della misura, con ben il 40% delle
riqualificazione e rigenerazione nelle no-
rando anche i settori collegati l’aumento
imprese che, infatti, affermava di avere già
stre città (anche grazie al Recovery Plan),
raggiungerebbe quasi le 100.000 unità.
nel proprio portafoglio ordini interventi le-
rendendo possibili gli interventi di demo-
Questi i dati registrati da Ance legati agli
gati al Superbonus grazie ai quali preve-
lizione e ricostruzione attraverso il bonus
effetti previsti per il 2021 dall’applicazione
deva per il 2021 un incremento di fatturato
acquisti”. (Gianni Gennari)
36 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
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ad alta redditività
Con le idrofrese SC-130 e SC-135 il costruttore ha ridefinito i parametri di questa tipologia di macchina. Grazie all’aumento della produttività, al contenimento dei costi di manutenzione e alla loro comprovata affidabilità, i sistemi Soilmec permettono oggi di alzare l’asticella in termini di redditività di Ettore Zanatta
I
diaframmi, specie quelli plastici, possono spingersi oggi senza particolari problemi a profondità medie di 100 m e anche superarli abbondantemente, come dimostrano i cantieri sperimentali dov’è stata raggiunta e oltrepassata quota 250 m. Questi traguardi sono stati possibili grazie all’utilizzo dell’idrofresa, at-
38 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
trezzatura che in 40 anni ha subito un costante processo di affinamento progettuale e costruttivo e ha visto una notevole diffusione su scala globale. In questo quadro generale Soilmec, negli ultimi 15 anni, ha dato un contributo importante al relativo sviluppo tecnologico, mettendo a punto una serie di soluzioni che hanno portato
alla produzione dei modelli SC-130 Cougar, SC-130 Tiger Plus e SC-135 Tiger. La progettazione integrata del sistema “gru-modulo”, alle esperienze degli utilizzatori, ha permesso di raggiungere un alto livello di produttività, affidabilità e precisione, dimostrato da queste macchine oggi al lavoro in vari Paesi del mondo.
Ciò, unitamente a un accurato studio dei sistemi di taglio, ha permesso a Soilmec di offrire un’ottimale capacità di scavo con coppie che, in funzione del tipo di modulo fresa scelto (SH 30, SH 40, SH 50), vanno da 91 a 153 kNm per ciascuna ruota. La potenza idraulica a disposizione, così come la robustezza dei motori idraulici e dei riduttori, ha permesso di evitare l’utilizzo di sistemi di ammortizzazione per proteggerli: una soluzione scartata, anche perché limita la capacità scavo e va a discapito della produzione oraria. Inoltre, i sistemi idrofresa Soilmec non utilizzano alcun dispositivo di limitazione della potenza idraulica, che non permettono all’operatore di “spingere” le prestazioni tutte le volte che lo ritiene necessario ma, al contrario, consentono di utilizzare al massimo la capacità di scavo.
Ottimizzare la produttività Quando ha studiato i propri sistemi di scavo di diaframmi, Soilmec l’ha fatto pensando a come offrire la migliore produttività anche in situazioni operative gravose, quali quelle che si presentano durante lo scavo terreni di caratterizzati dalla presenza di formazioni rocciose con alti valori di RQD (fratturazione
bassa o nulla) e di compressione monoassiale (200 Mpa e oltre). In quest’ottica, e per sfruttare al meglio il complesso sistema idraulico di gru e modulo, i progettisti hanno studiato i flussi dell’olio e i percorsi delle tubazioni, così da ridurre le perdite di carico che avrebbero potuto avere effetto sul rendimento dell’impianto, aumentando la potenza disponibile.
I vantaggi del sistema Produttività nella realizzazione dei diaframmi significa anche garantire la massima verticalità, per evitare riprese o rifacimenti che rallentano l’avanzamento dei lavori. Grazie all’efficacia del sistema DMS, oggi arrivato alla versione 4.0, l’operatore può avere la garanzia di valori di verticalità con margini di errore nell’ordine dello 0,2%, anche a profondità superiori ai 150 m. Inoltre il DMS Manager, tra le altre funzioni, fornisce la manutenzione predittiva e rapporti sullo stato avanzamento dei lavori, fattori determinanti per stabilire una migliore tempistica e pianificazione del cantiere. Le idrofrese SC-130 e SC-135 hanno in comune un marcato aumento della produzione in termini di metri cubi per ora e una rilevante diminuzione dei fermi macchina rispetto a sistemi della stessa categoria disponibili oggi sul mercato. Soilmec, infatti, sa che la realizzazione di diaframmi ha la caratteristica di essere un’attività continuativa: indipendentemente dalla causa, qualsiasi rallentamento dell’operatività o il verificarsi di un fermo macchina ha un rilievo diretto sulla produzione, con conseguenze economiche a volte anche pesanti. L’assunto è dunque che il sistema idrofresa presente in cantiere debba funzionare sempre e al massimo delle sue capacità produttive. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 39
MACCHINE I motori idraulici del modulo hanno un intervallo di revisione previsto in 1.500 ore, ma l’esperienza ha dimostrato di poter giungere a 2.000 ore senza problemi. Anche in caso di terreni che presentano ammassi rocciosi di particolare resistenza (100 MPa e oltre) i motori hanno dato prova di non necessitare alcuna revisione pri-
bilizzazione o, nei casi peggiori, il suo abbandono per l’impossibilità di recuperarlo. Il sistema offre poi il vantaggio di evitare la compromissione del sistema idraulico della gru in caso di inquinamento del circuito del modulo, evitando costi di riparazione e lunghi fermi macchina. L’utilizzatore è quindi in condizioni di riprendere a
lavorare in un tempo che, a secondo della gravità del problema, è mediamente del 50%-70% inferiore rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato, riuscendo a limitare i costi di riparazione e ripristino. Anche gli organi principali della gru sono studiati per essere di facile accesso: dal motore termico alle pompe, dal quadro
“
SOILMEC HA STUDIATO I PROPRI SISTEMI DI SCAVO DI DIAFRAMMI PENSANDO A COME OFFRIRE LA MIGLIORE PRODUTTIVITÀ ANCHE IN SITUAZIONI OPERATIVE GRAVOSE
ma delle 1.000 ore di lavoro. Anche lo smontaggio e rimontaggio delle ruote di scavo è semplificato grazie un incastro conico esagonale con sei bulloni, quindi può essere compiuto in sole due ore. Ciò ha un rilievo anche sul metodo e sulle tempistiche di scavo, perché nel caso di terreni misti (ad esempio, argilla/roccia) si possono cambiare i tamburi di taglio nel momento in cui questo si rende necessario, senza necessità di alterare la programmazione di cantiere. La SC-35 Tiger è inoltre allestita con un doppio sistema idraulico dotato di serbatoi indipendenti. Nel caso di inquinamento delle pompe o di blocco del modulo all’interno dello scavo il doppio circuito permette alla gru di estrarlo, riducendo i tempi di immo40 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
“
NEGLI ULTIMI 15 ANNI SOILMEC HA DATO UN CONTRIBUTO IMPORTANTE ALLO SVILUPPO TECNOLOGICO DELLE IDROFRESE, METTENDO A PUNTO UNA SERIE DI SOLUZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA PRODUZIONE DEI MODELLI SC-130 COUGAR E SC-130 TIGER PLUS (NELLE FOTO) E SC-135 TIGER
elettrico a tutti gli altri componenti tutto è stato posizionato pensando a chi dovrà riparlo o sostituirlo. Un buon ambiente di lavoro L’operatore di idrofresa può essere soggetto a lunghi turni, che in alcuni casi possono anche superare le 10 ore. Ciò avviene perché le fasi richieste dallo sca-
vo e getto dei vari elementi che costituiscono un pannello è influenzato da vari fattori, non sempre prevedibili con certezza (ammassi rocciosi particolarmente duri, problemi nella movimentazione dei gabbioni, ritardo nelle fasi di getto, eccetera). Perciò il comfort della seduta, la climatizzazione, l’ergonomia dei comandi e la visibilità della strumentazio-
DALL’R&D AL CANTIERE
LE IDROFRESE SC-135 TIGER (NELLE FOTO) HANNO IN COMUNE CON LA VERSIONE SC-130 UN MARCATO AUMENTO DELLA PRODUZIONE IN TERMINI DI METRI CUBI PER ORA E UNA RILEVANTE DIMINUZIONE DEI FERMI MACCHINA RISPETTO A SISTEMI DELLA STESSA CATEGORIA DISPONIBILI OGGI SUL MERCATO
Per comprendere le esigenze e le pro-
lecitazioni cui tutti componenti del mo-
come a un sistema di scavo di diafram-
blematiche del processo costruttivo - e
dulo sono sottoposti, offrendo moduli di
mi in grado di incrementare la redditi-
quindi per mettere a punto di idrofre-
elevata robustezza strutturale, in grado
vità e di accorciare i tempi di ammorta-
se capaci di offrire risposte adeguate a
di sostenere i fenomeni di fatica indotti
mento reali dell’investimento, offrendo
questo complesso ambito applicativo
dalle prolungate sollecitazioni. Soilmec,
così all’impresa che l’acquista il migliore
dell’ingegneria del sottosuolo - Soilmec
nella fattispecie, ha pensato all’idrofresa
valore aggiunto.
ha sempre ritenuto imprescindibile considerare l’esperienza delle imprese che operano in varie condizioni operative e in diverse aree geografiche. Soilmec ha attinto dall’osservazione sul campo per definire le soluzioni di carattere strutturale, idraulico, meccanico ed elettronico in grado di soddisfare le esigenze degli utilizzatori: questo metodo progettuale ha portato a migliorare la produttività e l’affidabilità dei sistemi idrofesa, ma ha anche inciso sulla longevità dei componenti, permettendo di gestire direttamente una serie di interventi manutentivi, cosi da tagliarne i costi. I sistemi di idrofresa hanno un ciclo applicativo gravoso, quindi Soilmec ha compiuto anche uno studio approfondito sulle solaprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 41
MACCHINE
UNA SQUADRA DEDICATA Trovare personale specializzato per il cantiere è oggi un problema di non facile soluzione per molte imprese e caratterizza tutti i Paesi del mondo, anche quelli dove la manodopera dovrebbe essere più reperibile. Quest’aspetto diventa particolarmente cruciale per macchine attrezzature complesse quali l’idrofresa, che richiedono una conoscenza approfondita di sistemi e processi (ciò vale anche per gli operatori che dispongono già di una buona esperienza nel settore delle fondazioni e in tutte le altre attività connesse con l’ingegneria del sottosuolo). Per questo motivo Soilmec dispone di un’apposita unità composta da operatori e meccanici specializzati coordinati da un responsabile di grande esperienza nella gestione e nell’allestimento del cantiere. La squadra è formata da un operatore, un meccanico specializzato e un tecnico di cantiere che, insieme al personale dell’impresa, garantisce l’avviamento dell’idrofresa e dell’impianto, ma passaà in rassegna anche tutti gli aspetti operativi, tecnici e di produzione che l’utilizzo della macchina comporta.
LA LUNGA ESPERIENZA SUL CAMPO E LA PROGETTAZIONE INTEGRATA DEL SISTEMA “GRU-MODULO” HANNO PERMESSO A SOILMEC DI RAGGIUNGERE UN ALTO LIVELLO DI PRODUTTIVITÀ, AFFIDABILITÀ E PRECISIONE
ne dell’area più prossima alla macchina sono elementi imprescindibili per mettere l’operatore nelle migliori condizioni di lavoro. La cabina delle idrofrese Soilmec è il risultato di queste esperienze, ma può vantare anche comandi proporzionali precisi che, oltre a migliorare qualità e rispondenza alle specifiche di capitolato, permettono all’operatore di essere in pieno controllo, diminuendo lo stress - e quindi l’affaticamento - dovuto alla scarsa rispondenza dei comandi. ■ 42 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
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di compattezza Con un ingombro di rotazione particolarmente contenuto, un’elevata stabilità e una cabina confortevole, l’EWR130E è un punto di riferimento per quanto riguarda le prestazioni degli escavatori gommati appartenenti alla classe delle 12-13 t di Stefano Vitali
44 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
C
on un ingombro di rotazione posteriore di 1,55 m e anteriore di 1,81 m, l’escavatore gommato Volvo EWR130E è particolarmente compatto e, sotto molti aspetti, rappresenta una novità. Questa macchina, infatti, è stata progettata da zero, tenendo conto dei numerosi suggerimenti provenienti dagli utilizzatori finali. Il risultato? Un escavatore estremamente maneggevole ma che offre prestazioni di sollevamento, forza di scavo, versatilità e visibilità per l’operatore tipici di mezzi di stazza superiore. Per non parlare della cabina, spaziosa e confortevole, e della sua facilità d’uso. L’ESCAVATORE GOMMATO VOLVO EWR130E DI DISTINGUE PER UN BARICENTRO BASSO, GARANZIA DI STABILITÀ. IL BRACCIO PERMETTE DI SOLLEVARE FINO A 4,3 T CON UNO SBRACCIO DI 6 M: QUEST’EQUIPAGGIAMENTO DI SCAVO, INSIEME AL MOTORE VOLVO DA 89 KW, OFFRE UN’ELEVATA FORZA DI STRAPPO E DI PENETRAZIONE
Ideale per gli spazi ristretti Con dimensioni così ridotte, l’escavatore gommato EWR130E consente di lavorare in spazi ristretti, nei centri urbani e su strade dove la sicurezza del traffico è fondamentale, ma parallelamente anche in progetti infrastrutturali più grandi e/o in interventi paesaggistici. Il vero “asso nella manica” però è la sua capacità di accedere agli spazi più angusti e ciò anche grazie agli stabilizzatori in linea, che aiutano a posizionarlo e a stabilizzarlo quand’è indispensabile risparmiare fino all’ultimo centimetro su entrambi i lati del mezzo. L’EWR130E è il “fratello minore” degli escavatori gommati EWR150E ed EWR170E, ma è altrettanto capace: vanta un baricentro nettamente più basso rispetto ad altre macchine equivalenti, a garanzia di un’elevata stabilità, nonché un braccio che consente di sollevare fino a 4,3 t con uno sbraccio di 6 m e un propulsore Volvo D4J Stage V da 89 kW a 2.000 giri/min. Versatilità e manovrabilità Due nuove e interessanti opzioni dell’escavatore gommato EWR130E sono la sterzata a quattro ruote e la lama in due sezioni: la prima migliora la manovrabilità riducendo il raggio di sterzata (questa e le altre modalità di sterzata vengono selezionate dalla cabina utilizzando un’apposita manopola), mentre la lama offre più opportunità per livellare la macchina su terreni irregolari, intorno a cordoli, eccetera. L’EWR130E offre un alto livello di versatilità, a cui conaprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 45
MACCHINE
L’EWR130E È UTILIZZABILE CON UN’AMPIA GAMMA DI ATTREZZATURE APPOSITAMENTE PROGETTATE E STUDIATE PER OPERARE IN PERFETTA SINTONIA CON LA MACCHINA
tribuisce la facile installazione delle attrezzature. La pressione e la portata per un massimo di 32 attrezzature possono essere pre-impostate senza bisogno di rivolgersi a un tecnico dell’assistenza. Il collegamento delle attrezzature idrauliche può essere eseguito anche dalla cabina, grazie all’accoppiatore automatico Steelwrist. Il sistema rototilt Steelwrist, in particolare, offre una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’utilizzo delle attrezzature offrendo un’ampia gamma di angolazioni, mentre il sistema di preparazione montato in fabbrica consente di controllare il sistema utilizzando i
joystick originali e i profili operatore impostati sul display principale. Come tutti gli escavatori gommati, l’EWR130E può
GLI STABILIZZATORI IN LINEA AUMENTANO LA VERSATILITÀ DELLA MACCHINA: QUEST’OPZIONE PERMETTE DI POSIZIONARE E STABILIZZARE L’ESCAVATORE NELLE AREE DI LAVORO PIÙ RISTRETTE
MANUTENZIONE E ASSISTENZA: TUTTO PREDISPOSTO! La manutenzione e l’assistenza sono facilitate dal raggruppamento dei punti di ingrassaggio e dal facile accesso ai filtri. Inoltre, i punti da controllare giornalmente sono tutti accessibili da terra. Il condensatore del climatizzatore può ruotare ed è fissato con una chiusura flessibile, in modo da facilitare l’accesso ai radiatori, per una facile pulizia e una maggiore durata dei componenti. L’escavatore gommato Volvo EWR130E è inoltre fornito di serie con il sistema telematico CareTrack: accessibile in remoto, consente di ottenere informazioni utili sulla macchina, come ad esempio la posizione geografica, il consumo di carburante e le scadenze degli intervalli di assistenza. Il cliente può monitorare la macchina da solo o farla monitorare 24 ore su 24, sette giorni su sette dal Volvo Uptime Center attraverso il servizio Volvo Active Care, che fornisce rapporti settimanali e notifiche qualora siano richiesti interventi sulla macchina.
46 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
spostarsi autonomamente da un cantiere all’altro, con una velocità di marcia fino a 35 km/h. Il suo sistema di sospensione del braccio si innesta a velocità superiori a 5 km/h per assorbire gli urti e ridurre i sobbalzi su terreni accidentati o irregolari. I parafanghi opzionali montati sugli assali aiutano a mantenere pulita la macchina, mentre il sistema CDC (Comfort Drive Control) permette di guidare l’escavatore all’interno del cantiere con il solo joystick, a una velocità massima di 20 km/h. Grazie a un gancio di traino con certificazione TuV, poi, l’EWR130E può trainare un rimorchio del peso di 3 t (o 8 t, se dotato di freni a inerzia aggiuntivi). L’altezza ridotta dell’EWR130E, combinata con punti di ancoraggio ottimizzati sul telaio inferiore, rende il trasporto facile e veloce: quando si arriva sul posto di lavoro, la macchina è subito pronta a
entrare in azione, con il freno di scavo automatico che si innesta ogni volta che la velocità scende a zero. L’operatore dispone di vari sistemi digitali di assistenza al lavoro, come il sistema opzionale di controllo della macchina Dig Assist - che comprende il software di assistenza allo scavo 2D, In-Field Design e 3D, per rendere lo scavo più accurato e veloce - e nuove applicazioni di pesatura di bordo. Il tutto visualizzato sul tablet Volvo Co-Pilot da 10”. Alta visibilità L’escavatore gommato Volvo EWR130E offre un ambiente di lavoro spazioso quanto quello di un escavatore convenzionale. I comandi sono disposti in posizione ergonomica e il comfort, in particolare la visibilità, sono ottimali. Ciò si deve alla bassa sovrastruttura e al design del contrappeso, del cofano e
PER SFRUTTARE APPIENO LA PRODUTTIVITÀ DELL’ESCAVATORE GOMMATO EWR130E È POSSIBILE UTILIZZARE ANCHE IL SISTEMA OPZIONALE DIG ASSIST, COMANDATO DAL DISPLAY DA 10” DI VOLVO COPILOT, ACCEDENDO A UNA SERIE DI APP INTELLIGENTI, TRA CUI I PACCHETTI SOFTWARE ON-BOARD WEIGHING, 2D, IN-FIELD DESIGN E 3D, PROGETTATI PER VELOCIZZARE E RENDERE PIÙ PRECISO IL PROCESSO DI SCAVO
delle porte, che contribuiscono a migliorare la visibilità sul retro della macchina. Rilevante è anche la visibilità sul lato destro, garantita dall’assenza di parti che bloccano la visibilità dal finestrino, elemento di design che contraddistingue il costruttore svedese. E se si desidera una visibilità completa a 360° si può optare per il sistema Volvo Smart View che, attraverso tre telecamere fissate al telaio, consente di ottenere una vista “a volo d’uccello” della macchina visualizzata sul display a colori all’interno del-
la cabina. I joystick consentono di controllare quasi tutte le funzioni. I pulsanti programmabili consentono di passare da una funzione all’altra con il semplice tocco di un interruttore. Disponibile come opzione, il joystick L8 è regolabile in qualsiasi angolazione, grazie a uno speciale snodo sferico. L’EWR130E è inoltre dotato di gradini e corrimani ad alta visibilità e di una serie di pacchetti di fari a LED opzionali, tra cui una luce di cortesia per guidare l’operatore quando sale e scende dalla macchina. ■
LA SCHEDA TECNICA L’escavatore gommato EWR130E
Avambraccio 2,1 m
Peso operativo:
12.900/14.400 kg
Motore: Potenza motore netta (ISO 8249/ SAE J1995):
Volvo D4J - Stage V 89 kW a 2.000 giri/min
Coppia max.:
566 Nm
Sbraccio di scavo max.:
8.444 mm
8,733 mm
Profondità di scavo max.:
4.768 mm
5.067 mm
Profondità di scavo con parete verticale:
3.429 mm
3.710 mm
Altezza di taglio/scarico max.: Raggio di rotazione anteriore min.:
9.698/7.117 mm 9.971/7.390 mm 1.806 mm
Raggio di rotazione posteriore: Forza di strappo (con Powerboost): Sbalzo anteriore: Velocità di rotazione max.: Coppia di rotazine max.: Velocità di traslazione su strada: Velocità di traslazione fuoristrada: L’OPERATORE PUÒ PROGRAMMARE LA PRESSIONE E LA PORTATA DI 32 ATTREZZATURE DIVERSE SENZA DOVER INTERPELLARE IL TECNICO DELL’ASSISTENZA GRAZIE ALL’APPOSITO SISTEMA DI CUI È DOTATA LA MACCHINA (UN PULSANTE DI SELEZIONE RAPIDA SULLA CONSOLLE PERMETTE DI ACCEDERE DIRETTAMENTE AL MENÙ). DALLA CABINA È POSSIBILE GESTIRE ANCHE IL SISTEMA OPZIONALE VOLVO SMART VIEW, CHE UTILIZZA LE TELECAMERE POSIZIONATE NELLA PARTE ANTERIORE E POSTERIORE E AI LATI DELLA MACCHINA PER VISUALIZZARE SUL MONITOR A COLORI UNA VEDUTA DALL’ALTO, IN TEMPO REALE, DELLA MACCHINA IN ESERCIZIO
Avambraccio 2,4 m
1.948 mm
1.555 mm 62 kN
56 kN
1.810 mm
1.950 mm
8 giri/min 34 kNm 20/30/35 km/h 5,0/8,5 km/h
* configurazione con braccio triplice da 4,85 m
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 47
MACCHINE Pronar
I “SUONI” del tamburo
Sono trascorsi cinque anni da quando il primo vaglio a tamburo del costruttore polacco, conosciuto a livello mondiale, è stato reso operativo nel nostro Paese. Da allora le soluzioni di vagliatura dell’azienda, distribuite in Italia in esclusiva da Ecotec Solution, hanno riscosso un ampio consenso tra gli operatori di questo particolare settore di Stefano Vitali
VAGLIO MOBILE A TAMBURO PRONAR MPB 18.47 PER LA VAGLIATURA DI RIFIUTI BIOLOGICAMENTE STABILIZZATI
48 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
zione un’ampia serie di equipaggiamenti speciali, non solo per aumentare le funzionalità del vaglio ma anche per garantire che ogni funzione ampli la gamma di servizi che ogni acquirente può offrire ai propri clienti. Un vero ritorno dell’investimento Per assicurare un vero ritorno dell’investimento alle aziende ci sono diver-
“
si fattori che queste devono prendere in considerazione quando decidono di acquistare un nuovo vaglio a tamburo. Una questione importante da affrontare è ad esempio la scelta del tamburo che deve lavorare il materiale. Qui, l’acquirente può scegliere la forma della foratura: le più comuni sono quella quadrata e rotonda, con dimensioni che vanno da un minimo di 10 mm a un massimo di 100 mm.
LA PRODUZIONE DEI VAGLI A TAMBURO È CONCEPITA IN MODO TALE CHE OGNI MODELLO POSSA ESSERE ADATTATO ALLE SPECIFICHE NECESSITÀ DEI CLIENTI
“
I
vagli a tamburo vengono utilizzati per separare il materiale in ingresso in diverse granulometrie e si adattano perfettamente alla lavorazione di svariati materiali quali rifiuti urbani, legname di scarto e cippato, biomassa, inerti e molti altri. Si tratta di macchine che permettono di ottenere ricavi aggiuntivi dalla vendita di materiali che possono essere riciclati o che possono essere utilizzati come fonte di energia. Pronar, nella fattispecie, produce quattro modelli di vagli a tamburo: MPB 14.44, MPB 18.47, MPB 20.55 e MPB 20.72. A questi esemplari si è aggiunto di recente il nuovo vaglio MPB 18.47/1, progettato per garantire tutte le funzionalità del modello standard più venduto, l’MPB 18.47, ma che grazie a un design più compatto permette un ulteriore risparmio sull’investimento. La superficie di vagliatura effettiva varia dai 16 ai 40,6 m², in base alla versione prescelta. La produzione di queste macchine è concepita in modo tale che ogni modello possa essere adattato alle specifiche necessità delle aziende. L’adattamento dei vagli alle esigenze degli operatori del settore comprende il continuo miglioramento delle prestazioni, la capacità della macchina di lavorare diverse tipologie di materiale e la possibilità di sceglierne gli accessori. Pronar mette e a disposiSCORCI DELLE AREE DI MONTAGGIO DEI VAGLI A TAMBURO NELLO STABILIMENTO PRONAR DI SIEMIATYCZE, IN POLONIA
Se la foratura risultasse ancora troppo grossolana sarebbe possibile raggiungere granulometrie inferiori tramite una maglia a griglia speciale che viene montata attorno allo scheletro del tamburo. La forma e la dimensione dei fori non sono le uniche caratteristiche tra cui l’acquirente può scegliere: il tamburo può essere dotato di “coltelli aprisacco”, che favoriscono la rottura dei sacchetti e di altri materiali quali zolle e terriccio, oppure di “facchini”, che sollevano il materiale durante il processo di vagliatura, migliorandone la qualità. La funzionalità dei vagli Pronar può essere ulteriormente incrementata sostituendo il tamburo montato di serie con aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE
L’OPINIONE
IL VAGLIO PRONAR MPB 18.47 DURANTE LA VAGLIATURA DI INERTI E DI RIFIUTI BIOLOGICAMENTE STABILIZZATI
MARTIN MAIRHOFER MANAGING DIRECTOR DI ECOTEC SOLUTION
“Ecotec Solution (Lana – BZ) è un’azienda commerciale e di servizio che opera nel settore delle tecnologie ambientali e distribuisce in esclusiva i marchi UNTHA, EuRec, Binder+Co, Terex Ecotec e, appunto, Pronar. Siamo specializzati nei comparti del trattamento e riciclaggio di rifiuti, dove associamo prodotti e macchinari di qualità a un alto livello di servizio post-vendita. La fiducia nel marchio Pronar si deve soprattutto alle relazioni positive che esso intrattiene con i clienti e con i propri partner.
un vaglio stellare, adatto alla lavorazione di materiale umido come rifiuti urbani, rifiuti industriali, compost, legno o corteccia. L’acquirente può scegliere anche se dotare la macchina di un propulsore diesel Deutz o Caterpillar o, in alternativa, di un motore elettrico, ideale per l’utilizzo in aree al chiuso. Il motore è montato su un telaio estraibile, che ne permette una rapida installazione e facilita la successiva manutenzione. Il vaglio può essere allestito su telaio gommato o cingolato: in quest’ottica la scelta è dettata in primo luogo dalla disponibilità di mezzi edili per lo spostamento del macchinario stesso e in secondo luogo dalla tipologia di terreno su cui il cliente deve operare.
Questo marchio si è sempre dimostrato in grado di recepire ciò che il mercato richiede e questo aspetto si traduce in continue migliorie apportate sulle macchine. Dopo aver mes-
Allestimenti ed equipaggiamenti Tra i principali equipaggiamenti opzionali con cui i vari modelli posso-
no essere configurati si annoverano: la griglia sassi a sollevamento idraulico, per la protezione della tramoggia e del tamburo da pietre e sassi di grandi dimensioni; il separatore ad aria, per la separazione della frazione leggera dal sopravaglio e un conseguente ulteriore recupero di materie prime secondarie come pellicole o carta; i rulli magnetici montati su entrambi i nastri di scarico, per la rimozione efficace di elementi ferrosi e metallici dal materiale in uscita. Ogni vaglio Pronar include tra gli allestimenti di serie un sistema di lubrificazione centralizzato, che permette un funzionamento senza manutenzione degli elementi in movimento che sono esposti a carichi pesanti e a condizioni operative difficili e una spazzola a comando idraulico, che protegge la foratura del vaglio da eventuali intasamenti. ■
so in funzione diversi vagli a tamburo Pronar in tutta Italia e grazie alla costante interazione con il nostro partner, siamo in grado di offrire una consulenza professionale nella scelta della soluzione di vagliatura più adatta alle specifiche esigenze e con il miglior ritorno economico. Disponiamo anche di vagli Pronar in pronta consegna, a disposizione di coloro che sono interessati all’acquisto di una macchina che è garanzia di alte prestazioni”. 50 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
PARTICOLARI DEI COLTELLI APRISACCO NEL TAMBURO DEL VAGLIO (A SINISTRA) E DEI DISCHI DEL VAGLIO STELLARE, ADATTO ALLA LAVORAZIONE DI MATERIALE UMIDO
ricambi movimento terra
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CINGOLI IN GOMMA Via Canale, 13 - 41013 Castelfranco Emilia (MO) - Tel: 059 920379/ 059 923429 info@cgaricambi.it
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MACCHINE Wirtgen Group
QUEL TRENO per Praga
Un treno di stesa e finitura del calcestruzzo SP 154(i) fornito dal costruttore tedesco ha contribuito alla realizzazione di un tratto autostradale che ha collegato Brno alla capitale della Repubblica Ceca
DUE SP 154(I) E UNA MACCHINA PER POST-TRATTAMENTO TCM 180(I) DI WIRTGEN HANNO RISANATO L’AUTOSTRADA D1 TRA PRAGA E BRNO (REPUBBLICA CECA) QUALE TRENO DI STESA E FINITURA DEL CALCESTRUZZO
di Pietro Gabrielli
N
ella modernizzazione dell’autostrada D1 tra le due città più grandi della Repubblica Ceca, Brno e Praga, due finitrici a casseforme scorrevoli e una macchina per post-trattamento di Wirtgen Group hanno risanato un tratto lungo 67 km nel senso di marcia in direzione della capitale ceca. Il treno di stesa ha realizzato due strati in una passata e ha contestualmente allargato le due corsie di marcia.
52 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
I treni di stesa Per l’intervento che ha contribuito notevolmente al miglioramento del flusso del traffico e alla sicurezza dell’infrastruttura ceca sono state necessarie oltre 60.000 t di calcestruzzo, stese in 20 giorni, pari a 333 t/h. Sull’autostrada D1, l’impresa esecutrice Eurovia CS ha impiegato il nuovo treno di stesa di Wirtgen Group per realizzare il piano viabile con il calcestruzzo con aggregati esposti nella qualità ottimale: grazie a due finitrici a casseforme scorrevo-
li SP 154(i), quali finitrici per lo strato superiore di calcestruzzo e per lo strato inferiore, e a una macchina per posttrattamento TCM 180(i), il costruttore tedesco ha potuto dimostrare ancora una volta la sua competenza e il suo potenziale “prestazionale” in fatto di qualità, rapidità ed economicità. Controllo flessibile, carico semplice La finitrice a casseforme scorrevoli Wirtgen SP 154(i) è equipaggiata con
quattro cingoli orientabili e sterzanti. In questo modo, la macchina può essere controllata in modo flessibile in diverse condizioni di cantiere. Anche il carico è semplice grazie ai cingoli sterzanti e orientabili. La moderna modalità ECO riduce il consumo carburante e le emissioni di CO2 in presenza di un fabbisogno di potenza medio. Il pannello di comando della SP 154(i) ha una struttura analoga a quella del pannello di comando dell’attuale flotta di finitrici a casseforme scorrevoli
e spesso 27 cm - è stata realizzata una straordinaria adesione tra strati. Lo strato inferiore di calcestruzzo spesso 22 cm e lo strato superiore di calcestruzzo spesso 5 cm costituiscono insieme una superficie carrabile molto solida, in grado di sostenere anche i carichi assiali in costante crescita dei mezzi pesanti. Pertanto, l’impiego della finitrice a casseforme scorrevoli Wirtgen SP 154(i) garantisce una maggiore sicurezza e una maggiore durevolezza delle strade anche a lungo termine.
CON UN NASTRO TRASPORTATORE, LO STRATO SUPERIORE DI CALCESTRUZZO VIENE POSATO OLTRE LA PRIMA SP 154(I) (FINITRICE DELLO STRATO INFERIORE DI CALCESTRUZZO) DIRETTAMENTE SU QUELLO INFERIORE APPENA STESO PER ESSERE LAVORATO DALLA SECONDA SP 154(I) (FINITRICE DELLO STRATO SUPERIORE DI CALCESTRUZZO)
Dettagli tecnici Come accennato, i treni di stesa del calcestruzzo Wirtgen qui impiegati sono composti da due finitrici a casseforme scorrevoli e da una macchina per posttrattamento. La SP 154(i) è fondamentalmente utilizzabile quale finitrice per lo strato superiore e inferiore del calcestruzzo e può essere equipaggiata come finitrice dello strato superiore di calcestruzzo con un’attrezzatura posa-barre automatica, un massimo di tre dispositivi di posa per barre di legatura per giunti longitudinali e un’unità di convogliamento del calcestruzzo. In caso di impiego quale finitrice per lo strato superiore di calcestruzzo, un livellatore longitudinale e trasversale permette di ottenere una superficie di calcestruzzo ottimale. Il lavoro è concluso dalle macchine per post-trattamento come la TCM 180(i), che sono in grado di realizzare diverse strutture della superficie e di spruzzare una dispersione sulla pavimentazione di calcestruzzo fresca, per impedirne l’asciugatura troppo rapida. In caso di stesa con il calcestruzzo con aggregati esposti non viene realizzata nessuna tessitura superficiale; al contrario, grazie alla spazzolatura dello strato superiore di malta, viene realizzata la caratteristica struttura del calcestruzzo con aggregati esposti con una profondità della tessitura di circa 1 mm. ■
di Wirtgen. Pertanto, non è necessario dedicare tempo all’apprendimento di nuove informazioni. Ciò garantisce una stesa precisa e continua, senza ritardi dovuti alla mancanza di dimestichezza. Calcestruzzo con aggregati esposti Il procedimento di stesa in due strati, preferito non solo nel progetto in oggetto, è economico in quanto solo lo strato superiore è realizzato con il calcestruzzo con aggregati esposti relativamente costoso. Nella fondazione è possibile utilizzare una miscela più conveniente. Attraverso la stesa dello strato superiore di calcestruzzo “bagnato su bagnato”, sul piano viabile in direzione di Praga - largo 11,5 m
LE MACCHINE PER POST-TRATTAMENTO WIRTGEN COME LA TCM 180(I) SONO RESPONSABILI DELLA FINITURA DELLA SUPERFICIE IN CALCESTRUZZO, CREANDO LA STRUTTURA SUPERFICIALE DESIDERATA E SPRUZZANDO UNA DISPERSIONE aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 53
HandsOn
POTENZA A FORZA “7”
ETTORE ZANATTA
IL COSTRUTTORE COREANO HA RECENTEMENTE LANCIATO SUL MERCATO LA PALA GOMMATA DL420-7 STAGE V, PROGETTATA PER ALZARE L’ASTICELLA IN TERMINI DI PRODUTTIVITÀ E CON UN DESIGN E UNA CABINA COMPLETAMENTE RINNOVATI RISPETTO AL PRECEDENTE MODELLO STAGE IV
54 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7
N
el 2020 Doosan Infracore Europe ha presentato ufficialmente la nuova pala gommata DL420-7 Stage V, caratterizzata da un design completamente rinnovato, prestazioni ulteriormente migliorate, consumi più efficienti e un ambiente di lavoro ancora più confortevole per l’operatore rispetto al precedente modello Stage IV. La DL420-7 è il degno rappresentante della nuova gamma di
pale gommate Doosan, caratterizzate da un nuovo look e da una nuovissima cabina, particolarmente ergonomica e spaziosa. Si tratta di una macchina progettata con caratteristiche innovative che garantisce agli utenti finali, oltre che un maggiore comfort per l’operatore, più produttività e un controllo più preciso. Come su tutte le pale gommate Doosan, anche sulla versione DL420-7 queste caratteristiche sono nella maggior parte di serie.
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 55
HandsOn Maggiore produttività La benna standard della pala gommata Doosan DL420-7 ha una capacità di 4,5 m3 e offre il 7% di produttività in più rispetto al precedente modello serie “-5”. Con un cambio automatico Powershift a cinque velocità e assali per impieghi gravosi con bloccaggio idraulico del differenziale di serie, la DL420-7 fornisce prestazioni di rilievo, in particolare in situazioni a carico elevato.
I componenti strutturali della pala gommata DL420-7 sono stati progettati e fabbricati con la massima attenzione: l’analisi a elementi finiti FEA (Finite Element Analysis) è qui utilizzata per assicurare la massima durata delle strutture principali come telaio, articolazioni e braccio di sollevamento. Dopo la progettazione gli elementi sono sottoposti a intensi test di verifica condotti in laboratorio e direttamente sul campo in condizioni estreme. Procedure di analisi statistica continua sono quindi utilizzate per migliorarne l’affidabilità. Elementi posteriori come la griglia del radiatore, il cofano motore e i paraurti sono realizzati in acciaio e progettati in modo da essere riparati con facilità, riducendo la necessità di sostituzione in caso di danni
TELEGESTIONE IN REMOTO La pala gommata Doosan DL420-7 è
di telegestione di flotte e risorse, quin-
semplifica la manutenzione preventiva.
equipaggiata di serie con la versio-
di: basato su una piattaforma web, con-
Un relativo interruttore si trova protet-
ne più recente dell’avanzato sistema
sente il controllo in remoto delle presta-
to in un apposito sportello, sulla scala
di monitoraggio wireless della flotta
zioni e della sicurezza delle macchine e
d’accesso in cabina.
DoosanCONNECT TMS2.0. Questo sistema è stato progettato specificamente per la gamma di macchine Doosan e fornisce informazioni complete sulle prestazioni della flotta, sfruttando una doppia modalità di trasmissione: rete mobile e satellitare. Il sistema DoosanCONNECT è uno strumento utile
56 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7
La reattività - e al tempo stesso fluidità - dell’impianto idraulico della DL420-7 è uno dei valori aggiunti che fanno di questa macchina la soluzione ideale per edilizia, demolizioni, gestione rifiuti, riciclo ed estrazione mineraria in cave e miniere. La pala gommata DL420-7 è dotata di un propulsore 6 cilindri Scania DC13,
La funzione di posizionamento automatico della benna fa risparmiare tempo e riduce il numero di azionamenti. Inoltre, riporta automaticamente la benna in posizione di scavo dopo il richiamo o lo scarico. L’avambraccio di sollevamento è protetto da un accumulare idropneumatico collegato all’impianto idraulico di sollevamento/ammortizzatore. Nella pala gommata DL420-7 tutta l’elettronica di controllo è stata migliorata
Tutti gli elementi interni della pala gommata, sia sul lato destro che sinistro, sono facilmente accessibili. La pala gommata Doosan DL420-7 è equipaggiata con un motore Scania DC13 a 4 tempi, raffreddato ad acqua, conforme alle normative antinquinamento Stage V. Il sistema di post-trattamento si compone di un modulo per la riduzione catalitica selettiva (SCR), un catalizzatore di ossidazione (DOC) e un filtro antiparticolato a lunga durata (DPF) che riducono le emissioni senza aver bisogno della valvola per il ricircolo dei gas di scarico EGR. Iniettori carburante ad alta pressione, intercooler aria-aria e gestione elettronica del motore ottimizzano il rendimento della macchina. Il turbocompressore è a geometria variabile (VGT) con funzione di freno di scarico, per un consumo di carburante ridotto, un’accelerazione più rapida e una risposta precisa e fluida per il movimento dell’acceleratore. L’impianto idraulico è Load Sensing a centro chiuso, con doppia pompa a pistoni assiali a cilindrata variabile (portata max 476 l/min e pressione 320 bar)
L’impianto di lubrificazione automatica SKF con punto d’ingrassaggio centralizzato (a metà di perno e boccola) è montato di serie sulla linea di produzione
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 57
HandsOn NUOVO PANNELLO DI COMANDO CON SISTEMA “SMART KEY”
NUOVA CABINA (ROPS/FOPS)
NUOVO JOYSTICK ELETTRICO
NUOVO DISPLAY TOUCHSCREEN DA 8”
MOTORE SCANIA DC13 – STAGE V
TRASMISSIONE IDRODINAMICA HDT (HYDRO-DYNAMIC TRANSMISSION)
VENTOLA REVERSIBILE 58 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
IMPIANTO DI LUBRIFICAZIONE AUTOMATICA
BLOCCAGGIO IDRAULICO DEL DIFFERENZIALE
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7
SISTEMA ANTIBECCHEGGIO LIS (LOAD ISOLATION SYSTEM)
I PUNTI DI FORZA LA NUOVA CABINA
LA PRODUTTIVITÀ
LA POTENZA IDRAULICA
L’EFFICIENZA NEI CONSUMI
IL COMFORT PER L’OPERATORE
BRACCIO CON CINEMATICA A “Z”
ASSALI PER IMPIEGHI GRAVOSI
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 59
HandsOn GESTIONE EFFICIENTE DELLA POTENZA
Con la pala gommata Doosan DL420-7 è
minimo automatico, presente di serie,
possibile scegliere tra tre diverse moda-
riduce automaticamente il regime mo-
lità di lavoro (SAT2, Standard e Power),
tore al minimo di standby pochi secon-
mentre la funzione “Power Up” consente
di dopo la cessazione dei movimenti di
di portare i parametri a quelli della moda-
sterzo, leva del cambio e acceleratore.
lità di lavoro immediatamente superiore
La rumorosità si riduce, la comunica-
con rapporti di cambio più corti, sempli-
zione in cantiere è migliore e i consu-
cemente premendo a fondo l’accelerato-
mi diminuiscono. Muovendo i coman-
re. La più recente generazione del siste-
di, la pala torna automaticamente al
ma di gestione automatica della potenza
minimo di lavoro. Quand’è attivata la
(Situation Awareness Technology 2) sor-
funzione di spegnimento automatico,
veglia in automatico i parametri operativi
invece, si spegne automaticamente il
della macchina per regolarne la potenza
motore una volta trascorso al minimo
motrice in base ai risultati dell’analisi in
un determinato periodo di tempo (da
tempo reale. Il turbocompressore a geo-
3 a 60 minuti). Da citare anche il DSGS
metria variabile ottimizza la sovralimen-
(Doosan Smart Guidance System), un
tazione in una vasta gamma di regimi
sistema che analizza le abitudini e lo
motore e genera una coppia più elevata,
stile di guida dell’operatore per aiutar-
fornisce una risposta più pronta e riduce
lo a migliorare l’efficienza dei consumi
il consumo di carburante. La funzione del
di carburante.
Per mantenere la macchina pulita, impedire al fango di schizzare sui finestrini e ridurre il rischio di scivolare su gradini sdrucciolevoli, le pale gommate Doosan sono dotate di paraurti e parafanghi interi di serie. I parafanghi a dimensioni maggiorate, con parti in acciaio e in gomma (inferiore) più ampie, proteggono anche la finestratura anteriore, assicurano massima visibilità all’operatore e si bloccano automaticamente in posizione aperta 60 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
Particolare del prefiltro aria ciclonico Top Spin di Donaldson, in grado di separare il 99% delle particelle superiori a 20 µm
La ventola, completamente apribile, è reversibile e gestita idraulicamente con velocità variabile tramite il touchs-screen da 8”. I radiatori presentano alette particolarmente larghe che evitano che il radiatore si intasi durante particolari applicazioni, come in agricoltura e/o nello smaltimento e riciclo dei rifiuti, dove si genera molta polvere. I radiatori mantengono inalterate le prestazioni dell’impianto di raffreddamento e riducono i tempi d’inattività della macchina. Il facile accesso agli elementi è garantito da una griglia superiore incernierata
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7 La cabina della pala gommata Doosan DL420-7 presenta una nuova configurazione, con una superficie vetrata più ampia del 14% rispetto al modello DL420-5, uno sportello interamente in vetro e due finestrini scorrevoli. Sono presenti di serie quattro fari di lavoro LED davanti e altrettanto nella parte posteriore (6+6 opzionali)
con una potenza di 257 kW a 1.800 giri/ min e una coppia massima di 2.196 Nm a 1.100 giri/min. Come accennato, questo nuovo motore garantisce la conformità alle norme anti-emissioni Stage V senza bisogno del sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR), attraverso il ricorso alle tecnologie di post-trattamento della riduzione catalitica selettiva (SCR), del catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e del filtro antiparticolato diesel (DPF). La frequenza del ciclo di pulizia delle ceneri nel filtro DPF è stata portata ora a più di 6.000 ore di funzionamento e l’operatore riceve tutte le informazioni riguardanti lo stato del DPF per mezzo di un indicatore del livello di fuliggine nel nuovo display touch-screen da 8” in cabina. L’assenza di ricircolo dei gas di scarico e la disponibilità di nuove modalità di potenza disponibili SAT2, Standard e Power - consentono al motore Stage V di consumare il 5% di carburante in meno rispetto a prima. Il sistema di gestione della potenza di nuova generazione Situation Awareness Technology (SAT2) monitora automaticamente l’attività della macchina e regola la potenza del motore in base all’analisi in tempo reale della pressione del braccio e della pressione della pompa.
La nuova cabina Il nuovo sistema Smart Key Doosan sul pannello di comando della cabina permette all’operatore di avviare la macchina utilizzando un dispositivo senza chiave, utile per prevenire i furti. Su ogni dispositivo senza chiave è possibile registrare fino a sei unità e il sistema Smart Key integra le funzioni di controllo in remoto della porta della
cabina: blocco, sblocco, apertura, ricerca e altre funzioni. Il pannello di comando è dotato anche di due porte USB. Il nuovo joystick elettrico, integrato nel bracciolo, è un’altra dotazione standard in cabina e offre all’operatore un controllo più fluido e preciso della pala. La sensibilità del joystick può essere impostata e modificata in base alle preferenze dell’operatore tramite
Un nuovo e più robusto assale (ZF, con riduttori planetari esterni) permette di trasportare carichi maggiori, per una forza di trazione massima di 22,4 t che consente l’operatività su superfici con inclinazione di 27° (51%). Il blocco differenziale idraulico sull’assale anteriore si attiva automaticamente assicurando massima forza di trazione e comodità di guida con bloccaggio al 100%. I tratti fangosi e scivolosi possono essere affrontati dall’operatore con il controllo manuale a pedale. Queste caratteristiche riducono i rischi di pattinamento ed evitano un’usura eccessiva delle ruote. I dischi dei freni nei riduttori planetari sono stati rinforzati, per assicurare lunghe ore di utilizzo e semplificarne l’accesso per la manutenzione. Se le condizioni lo richiedono, gli assali possono essere dotati di radiatore per l’olio con circuiti di raffreddamento totalmente indipendenti e filtri su ciascun assale
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 61
HandsOn
il citato display, il quale presenta un innovativo design “tutto-in-uno” con: nuova interfaccia grafica; possibilità di regolazione completa della posizione;
navigazione semplificata del menu, inclusa la funzione “menu rapido”; informazioni e impostazioni della macchina; informazioni sulle prestazioni; sistema
COMFORT DI PRIMA CLASSE La nuova e spaziosa cabina è stata completamente ridisegnata e offre ora una visibilità panoramica ottimale. Al centro dell’abitacolo, il sedile dotato di cintura di sicurezza a tre punti assicura la massima sicurezza. Il joystick è integrato nel bracciolo destro del sedile. Lo specchietto retrovisore a regolazione elettrica contribuisce a un alto livello di comfort. La nuova cabina, particolarmente silenziosa e comoda, migliora quindi sicurezza e produttività e aiuta l’operatore a mantenere sempre alta
re oggetti e la posizione del conteni-
la concentrazione. I pedali di freno e
tore termico sono anch’essi elementi
acceleratore sono stati riposizionati
che contribuiscono ora a migliorare
per liberare più spazio per le gambe.
il comfort dell’operatore. Anche l’im-
L’incremento dello spazio per ripor-
pianto dell’aria condizionata è stato
La nuova cabina è predisposta per poter lavorare con il massimo comfort. La regolazione d’inclinazione e movimento telescopico del piantone migliora lo stile di guida e riduce l’affaticamento. Il quadro comandi presenta un layout moderno, con vetro antiriflesso. Il touch-screen da 8” integra tutte le funzioni in un singolo schermo: impostazioni, telecamera posteriore, sistema di pesatura, comandi A/C e sistemi multimediali. Il joystick elettrico integrato nel bracciolo destro riduce i tempi di ciclo. L’impostazione della sensibilità avviene mediante sistema Doosan CoPilot (gamme Bassa, Normale, Alta). La funzione di ritorno automatico a livello riduce il numero di azionamenti nelle operazioni ripetitive. Lo sterzo tramite il joystick integrato nel bracciolo mantiene concentrato l’operatore e riduce l’affaticamento. Il sedile Grammer Actimo XXL è a sospensione verticale e orizzontale a bassa frequenza, con supporto lombare pneumatico, riscaldamento e cintura di sicurezza a tre punti
migliorato, con una circolazione ottimizzata del flusso di aria che assicura un ambiente di lavoro piacevole. La superficie di parabrezza e specchietti retrovisori è stata maggiorata, per migliorare la visibilità anteriore, nonché quella laterale e posteriore, fornendo massima sicurezza alla macchina e a chi si muove intorno a essa, migliorando così anche la produttività.
62 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
di pesatura opzionale; telecamera posteriore; comandi di climatizzatore e aria condizionata; funzioni di aiuto. La nuova cabina monta il sedile Grammer Actimo XXL con sospensione orizzontale e verticale regolabile, supporto lombare pneumatico e sedile riscaldato, tutto di serie. La cintura di sicurezza è a tre punti con spie di allarme sul display touch-screen e sul quadro di
LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-7 controllo, quest’ultimo ridisegnato nel layout e con vetro antiriflesso. Visibilità eccellente per l’operatore La nuova cabina offre un campo visivo molto più ampio, con una finestratura del 14% superiore rispetto al precedente modello DL420-5 e meno punti ciechi intorno alla cabina. Specchietti retrovisori a regolazione elettrica sono disponibili come optional, per un livello di sicurezza ancora maggiore. Fari di lavoro full LED sono montati sul tetto della cabina (quattro di serie in posizione anteriore e altrettanti in quella posteriore, aumentabili a sei a richiesta). I fari LED sul cofano posteriore hanno una funzione luce stroboscopica automatica che indica quando la pala gommata procede in retromarcia. Un compressore aria con diffusore è disponibile come optional: alloggiato all’interno della cabina per un facile accesso, è uno strumento potente e utile per puli-
re la cabina ogni volta che è necessario e si può collegare anche esternamente per eseguire la pulizia dei radiatori. Per rispondere ai requisiti dell’ampia gamma di applicazioni nei settori dell’edilizia, della demolizione, dei rifiuti, del
riciclo e dell’estrazione mineraria, sulla DL420-7 è disponibile un sistema di pesatura Doosan opzionale. La nuova pala gommata può essere inoltre ordinata con contrappesi da 300, 400 o 500 kg, a seconda dell’applicazione. ■
LA SCHEDA TECNICA La pala gommata DL420-7 Peso operativo:
23.437 kg
Motore:
Scania DC13 - Stage V
Potenza motore max (SAE J1995):
257 kW a 1.800 giri/min
Coppia max. (SAE J1995):
2.196 Nm a 1.100 giri/min
Capacità benna a colmo (ISO/SAE):
4,5 m3
Forza di strappo:
167.120 KN
Carico di ribaltamento (statico 0° / a pieno sterzo 40°):
19.287 / 17.273 kg
Altezza di scarico (a 45°, a piena altezza):
2.911 mm
Distanza di scarico (a 45°, a piena altezza):
1.342 mm
Profondità di scavo:
145 mm
Altezza dell’articolazione benna:
4.265 mm
Angolo di inclinazione max. (posizione di trasporto / a pieno sollevamento):
50° / 63°
Angolo di inclinazione max. al suolo:
44°
Angolo di inclinazione max. a sbraccio max.:
59°
Angolo di scarico max. (a sbraccio max. / al suolo / a pieno sollevamento):
72° / 64° / 46°
Raggio esterno (al bordo pneumatici / al bordo benna):
6.388 mm / 7.028 mm
Passo:
3.525 mm
Larghezza allo pneumatico:
2.982 m
Carreggiata:
2.300 mm
Altezza da terra min. (a 12° di oscillazione):
495 mm
* configurazione con benna Performance Standard da 4,4 m3
Le maniglie e i gradini sfalsati con superficie antiscivolo garantiscono un accesso sicuro e agevole alla cabina e una facile uscita a lavoro finito. La porta si apre a 180° e può essere bloccata in posizione aperta, in modo da fornire ampio spazio per entrare e uscire dalla macchina. Sotto la scaletta posta nella parte destra della macchina si trova il serbatoio dell’AdBlue
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 63
ATTREZZATURE Indeco
DEMOLIZIONE a Berlino
L’impresa tedesca Servisa, utilizzando attrezzature specialistiche fornite dal costruttore barese, ha completato a tempo di record la demolizione del quartier generale di Deutsche Post, nella capitale tedesca
64 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
di Stefano Vitali
A
lla fine del 2020 l’impresa tedesca Servisa ha concluso con successo la demolizione della sede centrale di Deutsche Post, nel centro di Berlino. L’intervento è stato molto complesso sia per gli aspetti tecnici, ma anche per quelli logistici, visto che si trattava di operare nel centro storico della città. Il tempo assegnato per la demolizione è stato un altro fattore che ha reso il lavoro particolarmente complesso e ha messo a dura prova le capacità organizzative dell’impresa. Si trattava infatti di demolire un edificio di tre piani operando in uno spazio molto confinato e limitando l’impatto sull’area circostante al cantiere. Il cantiere in dettaglio Da un punto di vista strutturale, l’edificio era realizzato con calcestruzzi ad alta resistenza (cioè con valori di resistenza a compressione monoassiale superiori a 45 MPa) e da armature che, nelle aree di fondazione e dei plinti, hanno raggiunto diametri di 50 mm e 80 mm. L’intervento è stato completato con successo grazie all’impiego di attrezzature Indeco che hanno fatto la differenza da un punto di vista della produttività e, quindi, anche della tempistica. Oltre a un martello demolitore HP 5000, in cantiere è stato utilizzato un multifunzione IMP 25 Combi Cutter, risultato molto efficace e adattabile alle diverse situazioni operative. Grazie all’intercambiabilità degli utensili, a secondo della necessità, l’attrezzatura può essere infatti trasformata in demolitore, polverizzatore o cesoia. Il frantumatore IRP 18 X, poi, ha permesso il ricondizionamento volumetrico primario degli oltre 3.000 m3 di materiale di risulta prodotti durante la demolizione. Questa attrezzatura si è dimostrata particolarmente efficace anche grazie alla sua geometria, che permette di ottenere la minore variazione di forza possibile tra il momento iniziale (apertura massima) e quello finale (apertura minima), in modo da aumentare la costanza e l’efficacia nell’azione di frantumazione riducendo i tempi di lavoro e gli stress trasmessi all’escavatore. L’IRP 18 X ha inoltre assicurato una notevole produttività anche perché dispone di un sistema idraulico doaprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 65
ATTREZZATURE
LA SCHEDA TECNICA Il frantumatore IRP 18 X Peso macchina operatrice:
14÷30 t
Peso operativo attrezzatura:
1.700 kg
Apertura max.:
820 mm
Larghezza ganascia:
410 mm
Portata olio:
120÷200 l/min
Pressione di lavoro max.:
350 bar
Forza in punta/alle cesoie max.:
65/210 t
Diametro di taglio max.:
40 mm
Tempo di apertura/chisura min.:
1/2 s
Portata rotazione max.:
25 l/min
Pressione rotazione max.:
110 bar tato di una “valvola di rigenerazione” che consente una più veloce chiusura a vuoto della ganascia mobile, così da applicare tutta la forza disponibile solo durante la frantumazione del materiale. Un apporto decisivo al completamento del cantiere l’ha offerto anche la pinza Multi Grab IMG 2800 D che, grazie alla maneggevolezza e alla compatibilità della sella con gli altri prodotti Indeco, ha garantito la massima precisione nelle operazioni di movimentazioni dei vari materiali. Un partner ideale Il Gruppo Servisa è la più grande impresa di demolizioni e servizi ambientali della regione di Berlino-Brandeburgo. Nonostante le dimensioni, dalla sua nascita – avvenuta nel 1971 - Servisa è rimasta nelle mani della famiglia del fondatore ed è una delle più importanti realtà del settore in Germania. Come spiega il suo A.D., Sascha Hellwig, “abbiamo cominciato come impresa di demolizione, ma oggi siamo presenti anche nel movimento terra e nel conferimento in discarica dei materiali. Disponiamo UNITAMENTE ALL’INTRINSECA QUALITÀ E PRODUTTIVITÀ DELLE ATTREZZATURE PROPOSTE DA INDECO, IL GRUPPO TEDESCO SERVISA HA APPREZZATO L’APPROCCIO DEL COSTRUTTORE BARESE, PORTAVOCE DEL CONCETTO PROGETTUALE E COSTRUTTIVO DI ‘MULTI-TOOL’
66 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
OLTRE AL MARTELLO DEMOLITORE HP 5000, AL FRANTUMATORE IRP 18 X E ALLA PINZA MULTI GRAB IMG 2800 D, IN CANTIERE È STATA UTILIZZATA UN’ATTREZZATURA MULTIFUNZIONE IMP 25 COMBI CUTTER
“
IL GRUPPO TEDESCO SERVISA HA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO UN INTERVENTO DI DEMOLIZIONE A BERLINO GRAZIE ANCHE ALLE ATTREZZATURE DELL’ITALIANA INDECO
“
inoltre di una licenza che ci autorizza a tutte le attività di riciclaggio e possiamo farlo anche per conto terzi. Negli ultimi anni abbiamo esteso la nostra presenza nel settore logistico, offrendo alle imprese di costruzione tutti i servizi necessari all’approntamento del cantiere”. In occasione della demolizione di Berlino, Hellwig ha inoltre spiegato come si sta evolvendo il settore locale delle demolizioni: “Credo che nel nostro settore ci sia la possibilità concreta che le imprese di demolizione diventino dei subappaltatori delle aziende che si occupano di riciclaggio. Ciò potrebbe avvenire perché il problema di conferire il materiale di risulta in discarica assume sempre più una valenza strategica. Per questo abbiamo deciso di rafforzarci in entrambe le direzioni. Qui nell’area di Berlino, ad esempio, una cosa è conferire in discarica un autocarro di materiale di risulta, un’al-
LA SCHEDA TECNICA Il martello demolitore idraulico HP 5000 FS Peso macchina operatrice:
27÷50 t
Peso martello in condizioni di lavoro:
3.150 kg
Diametro utensile:
160 mm
Portata olio richiesta (ottimale):
230÷220 l/min
Pressione regolata al martello:
140÷145 bar
Pressione regolata all’escavatore: Contropressione max.:
210 bar 7 bar
Classe energia per colpo:
8.000 J
Numero colpi al minuto:
300÷670
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 67
ATTREZZATURE tra è trasportare 800.000 t come abbiamo fatto lo scorso anno. In futuro non si tratterà solo di autocarri, ma forse anche di treni, chiatte fluviali e navi. In questo settore bisogna essere creativi e seguire l’evoluzione e l’interpretazione di leggi e normative che riguardano i materiali di risulta e il relativo trattamento. Spesso, infatti, abbiamo a che fare con strutture degli anni Settanta e Ottanta che contengono materiali che devono essere trattati in modo specifico, come ad esempio l’amianto. Per tutte queste ragioni, possedere un escavatore con un grosso martello non è più sufficiente a dire che si è un’impresa di demolizione; oggi il concetto è molto più ampio. L’importante è
UNA “CITTÀ CANTIERE” Attualmente il Gruppo Servisa è protagonista in molti cantieri. Si tratta di edifici di grandi dimensioni, di tipo residenziale, destinati a uffici e centri commerciali. Per la maggior parte sono collocati nel centro della città, come ad esempio in Alexander Platz, dove nei prossimi anni sorgeranno sei grattacieli. Proprio in quella zona della città l’intervento del Gruppo consiste nella demolizione e nell’approntamento del sito per la successiva costruzione, il che significa anche l’eliminazione delle fondazioni e la risoluzione di tutti gli aspetti logistici. Un’altra importante zona di sviluppo è nella East Side Gallery, nei pressi del vecchio muro, una zona turistica dove si trovano due cantieri. Proprio per questa enorme richiesta su Berlino l’azienda tedesca si sta concentrando sulla città, ma in passato ha lavorato in tutta la Germania, dalle Alpi Bavaresi a tutte le più importanti città”.
LA SCHEDA TECNICA La pinza multi Grab IMG 2800 D Peso escavatore:
26÷50 t
Pressione al cilindro max.:
350 bar
Portata olio al cilindro max.:
160 l/min
Pressione rotazione max.:
110 bar
Portata olio rotazione max.:
30 l/min
Forza max. alla lama/denti:
12.000 kg
Peso operativo attrezzatura:
2.800 kg
Capacità di carico:
1.700 l
Apertura max:
3.000 mm
Profondità:
1.200 mm
68 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
avere una visione del futuro per potere star al passo con i tempi. A volte penso che quest’aspetto non sia preso in sufficiente considerazione da altre aziende che operano nel settore”. La sinergia con Indeco Il parco macchine del Gruppo Servisa è composto oggi da 23 escavatori, 20 camion e 100 unità tra altre tipologie di macchine e attrezzature. Spiega Sascha Hellwig: “Quando abbiamo deciso di acquistare nuove attrezzature per la demolizione abbiamo guardato quello che offriva il mercato e abbiamo scartato quello che non volevamo così, per esclusione, siamo arrivati a provare Indeco, che ci ha invece convinto. Oltre all’intrinseca qualità e produttività delle attrezzature ci è piaciuto l’approccio completo di Indeco, cioè il concetto di ‘multi-tool’ perché, proprio per quello che dicevo prima, si è sempre più costretti a separare i materiali di risulta in cantiere. Del resto quella è una via obbligata ed è meglio fare così, perché più il materiale è separato prima del conferimento in discarica e più snelle saranno le operazioni successive. Devo dire che la nostra esperienza con Indeco è stata fino ad ora molto positiva sotto tutti i punti di vista. Se vogliamo evolverci nel senso che dicevo dobbiamo identificare uno o due partner per le macchine e attrezzature che ci seguano da un punto di vista del prodotto e dell’assistenza. Il settore sta cambiando e abbiamo capito che Indeco si sta orientando in quella direzione. Sono convinto che una collaborazione tra noi sia dunque ■ vincente da tutti i punti di vista”.
ATTREZZATURE Bobcat
SINERGIA
per la compattazione Bobcat, proseguendo lo sviluppo del suo progetto “Next is Now”, presenta una nuova gamma di macchine per la compattazione leggera realizzata in collaborazione con il gruppo Ammann di Stefano Vitali
G
li interventi di compattazione sono necessari in molteplici settori e nessun cantiere è completo se manca l’attrezzatura per la costipazione di terreno e asfalto. Per soddisfare questa esigenza, Bobcat ha recentemente lanciato sul mercato una nuova linea di prodotti di compattazione leggera realizzata in collaborazione con il gruppo Ammann, marchio rinomato per il comfort e la produttività dei suoi prodotti. Questo ampliamento
70 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
di gamma rientra nell’ambito del progetto “Next is Now” di Bobcat, ideato per soddisfare le esigenze di compattazione di qualsiasi cantiere. Le attrezzature in oggetto incorporano tecnologie all’avanguardia che offrono prestazioni efficaci e in grado di garantire comfort, sicurezza e semplicità d’uso. La nuova gamma di compattazione leggera Bobcat è composta da sette diverse famiglie di prodotti, per un totale di 37 modelli, tra cui vibrocostipatori verticali da 29 kg e rulli a doppia vibrazione da 2,6 t.
Una gamma completa La gamma di compattazione leggera Bobcat include vibrocostipatori verticali, piastre vibranti unidirezionali, piastre vibranti reversibili, piastre idrostatiche, rulli vibranti a doppio tamburo, rulli compattatori per scavi e rulli a doppia vibrazione. Queste soluzioni possono essere utilizzate in un’ampia gamma di applicazioni, in particolare in edilizia (le macchine per la compattazione leggera aumentano la solidità del terreno e migliorano la stabilità e la capacità di
carico rimuovendo vuoti e agglomerando particelle di terreno), nei lavori stradali (la compattazione di asfalto e fondi stradali aumenta la capacità di questi ultimi di resistere al traffico intenso e ne migliora la durata complessiva) e nella paesaggistica (i vibrocostipatori verticali e le piastre vibranti unidirezionali sono utilizzati per lavori di giardinaggio e paesaggistica, in quanto le loro dimensioni compatte e il loro peso leggero ne facilitano il trasporto da un luogo di lavoro all’altro).
Vibrocostipatori verticali La linea di vibrocostipatori verticali Bobcat è costituita da sei modelli: R30, R60, R68, R60P, R68P e R70D, con pesi che vanno da 29 a 89 kg. Sono ideali per piccoli lavori di compattazione (canali, scoli e condotti) e, grazie alla loro facilità di trasporto, vengono spesso utilizzati anche nella manutenzione stradale. Sono adatti per la compattazione di terreni misti, sabbia, ghiaia, terriccio e argilla. Tutti i modelli sono dotati di impugnatura a vibrazione ridotta e di-
stribuzione del peso all’avanguardia calcolata mediante software CAD, per garantire la massima sicurezza e comfort all’operatore. Il modello R60 e i successivi hanno anche un sistema di regolazione dell’altezza integrato. Piastre vibranti unidirezionali Bobcat propone anche sei diverse piastre vibranti unidirezionali per la compattazione di sabbia, ghiaia, magrone, ghiaia ricoperta di bitume e lastre di pavimen-
LA LINEA DI VIBROCOSTIPATORI VERTICALI È COSTITUITA DAI MODELLI R30, R60 (NELLA FOTO), R68, R60P, R68P E R70D, CON PESI CHE VANNO DA 29 A 89 KG
tazione. Le loro dimensioni compatte ne facilitano il trasporto e sono l’ideale per i lavori di compattazione in spazi angusti (canali, condotti e marciapiedi), oltre che per il riassetto paesaggistico. I modelli FP10.33, FP12.40, FP15.40, FP15.50, FP20.50 e FP20.50D sono i più piccoli della gamma, con un peso che va da 54 a 115 kg. Il design tecnico intelligente dell’impugnatura protegge l’operatore da vibrazioni indesiderate, mentre il telaio della macchina consente di maneggiarla in modo sicuro e facile. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 71
ATTREZZATURE Piastre vibranti reversibili Le piastre vibranti reversibili Bobcat sono adatte a lavori di ingegneria civile ed edilizia stradale e possono compattare facilmente tutti i materiali quali sabbia, ghiaia, pietrisco, cemento e lastricato. Con un peso che va da 109 a 490 kg, la gamma comprende i modelli RP22.40, RP22.40D, RP25.40D, RP25.50D, RP30.50, RP30.50D, RP30.60, RP30.60D, RP40.60, RP40.60D, RP49.20D e RP59.20D. Tutte le piastre reversibili Bobcat funzionano con un sistema a doppio albero, che permette di cambiare direzione
L’OPINIONE
LE PIASTRE VIBRANTI REVERSIBILI BOBCAT (NELLA FOTO, IL MODELLO RP40.60) SONO ADATTE A LAVORI DI INGEGNERIA CIVILE ED EDILIZIA STRADALE
durante la compattazione. La tecnologia a doppio albero produce anche un peso doppio, garantendo una migliore forza di compattazione. I comandi di sterzo idrostatici garantiscono facilità d’uso e un cambio rapido della direzione di compattazione. MIKE VOUGHT
SENIOR DIRECTOR FOR PRODUCT MANAGEMENT, DOOSAN BOBCAT EMEA
“Il lancio della gamma di compatta-
Piastre idrostatiche A completare la gamma di piastre di compattazione ci sono quattro piastre idrostatiche: HP50.75, HP55.75, HP60.85 e HP65.85, con pesi che vanno
da 450 a 582 kg. Le piastre idrostatiche sono progettate per lavori di compattazione più pesanti di ingegneria civile ed edilizia stradale e possono compattare facilmente tutti i materiali, ad esempio sabbia, ghiaia, pietrisco, asfalto e lastricato. La linea di piastre idrostatiche Bobcat è dotata di un sistema completamente idraulico che non richiede una cinghia trapezoidale e funziona con un sistema di eccitazione ad albero doppio (HP50.75 e HP60.85) o triplo (HP55.75 e HP65.85).
zione leggera fa parte della strategia di diversificazione nell’ambito del nostro progetto ‘Next is Now’. Insieme all’innovazione dei prodotti, questo è un altro sprone per realizzare la nostra visione, ovvero diventare il leader mondiale sul mercato delle macchine compatte. Per raggiungere i nostri obiettivi, nonostante la difficile situazione nel 2020 abbiamo introdotto un numero senza precedenti di nuovi prodotti e tecnologie e continueremo su questa strada anche nel 2021. Insieme a quella delle pale compatte gommate la compattazione è una delle nuove categorie di prodotto introdotte da Bobcat nel 2020: questa espansione è stata accompagnata da importanti sviluppi anche nelle gamme Bobcat leader del settore di miniescavatori, sollevatori telescopici rotativi e a telaio fisso, pale compatte, pale cingolate e terne”. 72 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA GAMMA DI PIASTRE DI COMPATTAZIONE È COMPOSTA DA QUATTRO VERSIONI IDROSTATICHE: HP50.75, HP55.75, HP60.85 E HP65.85 (NELLA FOTO), CON PESI CHE VANNO DA 450 A 582 KG
Rulli vibranti a doppio tamburo I rulli vibranti a doppio tamburo sono macchine versatili adatte alla compattazione di materiale bituminoso, ma anche per lavori leggeri di scavo in terra e altre attività di compattazione. Bobcat offre il modello WR65 in due versioni, con motore Hatz o Yanmar, entrambe dotate di doppio tamburo per le massime prestazioni di compattazione. Si tratta di macchine completamente idrauliche, dotate di serie di sistema d’irrorazione integrato. I rulli vibranti a doppio tamburo Bobcat sono anche dotati di impostazioni di ampiezza doppia, che permettono di passare dalla compattazione di terra/ghiaia alla compattazione di asfalto/materiale bituminoso in pochi secondi. Rulli compattatori per scavi I rulli compattatori per scavi sono progettati principalmente per la compattazione durante lo scavo: Bobcat offre i modelli TR75 (articolato) da 1.340 kg e TR85S (con sterzo a ruote fisse) da 1.305 kg. Queste attrezzature possono essere utilizzate in altre applicazioni, ad esempio per la costruzione di condotti,
“
I RULLI VIBRANTI A DOPPIO TAMBURO SONO MACCHINE VERSATILI ADATTE ALLA COMPATTAZIONE DI MATERIALE BITUMINOSO, MA ANCHE PER LAVORI LEGGERI DI SCAVO IN TERRA E ALTRE ATTIVITÀ DI COMPATTAZIONE. BOBCAT OFFRE IL MODELLO WR65 IN DUE VERSIONI, CON MOTORE HATZ O YANMAR
la posa di linee elettriche e cavi, in cantieri di sviluppo commerciale o industriale e perfino in applicazioni in discariche. Inoltre, si possono impiegare per la compattazione di terra, sabbia o ghiaia e perfino di materiali difficili da compattare come l’argilla.
LA NUOVA GAMMA DI ATTREZZATURE PER LA COMPATTAZIONE LEGGERA DI BOBCAT È REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON IL GRUPPO AMMANN
Rulli a doppia vibrazione I rulli a doppia vibrazione sono impiegati su vaste superfici di sottostrati, asfalto o terra, principalmente in cantieri stradali e cantieri di sviluppo commerciale di piccole e medie dimensioni. Bobcat ha in programma di offrire una gamma di cinque rulli a doppia vibrazione articolati con posto per l’operatore. I primi due modelli - ATR23 e ATR26, con pesi di 2,3 e 2,6 t - sono disponibili da marzo 2021; gli altri tre modelli, con un peso che parte da 1,2 t, saranno introdotti nel ■ corso dell’estate 2021.
“
I RULLI COMPATTATORI PER SCAVI (NELLA FOTO, IL MODELLO ARTICOLATO TR75) SONO PROGETTATI PRINCIPALMENTE PER LA COMPATTAZIONE DURANTE LO SCAVO aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 73
HandsOn
TUTTO SOTTO CONTROL(BOX)
ETTORE ZANATTA
LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA LL 240, PROPOSTA SUL MERCATO DA M3 METALMECCANICAMODERNA, È ADATTA A LAVORI DI RINTERRO, ALLA STESURA DI MATERIALI DI RIPORTO E AL LIVELLAMENTO DI TERRENI ANCHE ALL’INTERNO DI STRUTTURE 74 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA M3 LL 240
F
orte di una solida esperienza nel settore dell’edilizia e del movimento terra, la M3 MetalMeccanicaModerna di Casale di Mezzani, in provincia di Parma, è una realtà made in
Italy che deve il suo successo sul mercato e la posizione raggiunti nel competitivo comparto delle attrezzature per macchine operatrici all’elevato standard qualitativo dei suoi prodotti e all’impegno costante riservato alle attività di ri-
cerca e di innovazione tecnologica. Fin dalla sua costituzione l’azienda emiliana ha sempre posto al centro della propria attività la costruzione di benne miscelatrici per il calcestruzzo, sviluppando successivamente - e proponendo
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 75
HandsOn
La lama livellatrice automatica LL 240 è progettata per assicurare un alto livello di efficacia nei lavori di rinterro, nella stesura di materiali di riporto e nel livellamento di terreni
allo specifico settore del movimento terra - un’ampia gamma di prodotti quali benne standard, benne spazzolatrici, spazzolatrici angolabili, spazzolatrici in-
dustriali, agganci rapidi, piastre portapallet, lame grader e lame da neve, decespugliatori, testate trincianti, pinze industriali, trivelle, benne trancia-insilati e
benne selezionatrici frontali. Tutti prodotti, quelli della gamma M3, applicabili a qualsiasi tipologia di macchina movimento terra.
La lama livellatrice automatica LL 240 è dotata di un innovativo pattino posteriore sviluppato da Ruffo Sistemi Laser e gestito da cilindri oleodinamici in accoppiamento a valvole di massima che, mantenendo costante la pressione del pattino stesso sul terreno, permette di rispettare un piano di livellamento perfetto anche in caso di utilizzo di macchine operatrici dotate di sottocarro ammortizzato. Il materiale accumulato all’interno del pattino si può facilmente espellere con un semplice movimento della lama
76 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA M3 LL 240
La lama livellatrice automatica LL 240 è dotata di un sistema di inclinazione del piano orizzontale comandato da due cilindri idraulici che permettono la salita e la discesa del piano lama (10° a destra e a sinistra)
Genesi di una lama M3 MetalMeccanicaModerna ha sviluppato al proprio interno un processo di controllo che, partendo dall’offerta e dall’ordine - passando per la progettazione, la saldatura, l’alesatura, la verniciatura e il collaudo finale - consente di garantire alla propria clientela la sicurezza di un prodotto di alta qualità, con un minimo margine di errore. L’azienda emiliana, grazie alla dotazione di macchine di ossitaglio e di robot di saldatura e calandra, è in grado di soddisfare le varie richieste in breve tempo, assemblando tutte le attrezzature internamen-
te al proprio stabilimento. La lama livellatrice automatica LL 240 è frutto dell’evoluzione appena descritta dell’azienda. Si tratta di un’attrezzatura adatta a lavori di rinterro, alla stesura di materiali di riporto e al livellamento di terreni anche all’interno di strutture ed è l’ultima nata in ordine di tempo di una serie di soluzioni già proposte sul mercato da M3 MetalMeccanicaModerna e progettate specificatamente per le attività di livellamento del terreno, quali la lama dozer, la lama tilt-dozer a 6 vie e la lama grader.
Un’altra immagine del pattino posteriore e di uno dei cilindri oleodinamici. Sulla sinistra, indicati da apposite etichette di colore giallo, si notano alcuni degli ingrassatori posti nella parte posteriore della lama: essi consentono di ingrassare i tre fulcri che gestiscono i movimenti dell’attrezzatura senza dover smontare alcun elemento della lama
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 77
HandsOn DISTRIBUTORE A ELEMENTI PROPORZIONALI
PANNELLO DI COMANDO IN CABINA
RICEVITORI LASER RX7P
CONTROL BOX CB7P
STRUTTURA IN ACCIAIO FE 510
TAGLIENTE REVERSIBILE IN ACCIAIO HARDOX 78 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
PROFONDITÀ VERSOIO DI 830 MM
LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA M3 LL 240 I PUNTI DI FORZA LA ROBUSTEZZA
REGOLAZIONE IDRAULICA DELL’ALTEZZA DEI RICEVITORI (OPTIONAL)
IL DESIGN COMPATTO
LA POSIZIONE DEL BARICENTRO
IL LIVELLAMENTO AUTOMATICO
IL PATTINO POSTERIORE BREVETTATO La lama livellatrice automatica LL 240 è dotata di un sistema di inclinazione del piano orizzontale comandato da due cilindri idraulici che permettono la salita e la discesa del piano lama. Inoltre, quest’attrezzatura è dotata di un
CONTROLLO DELL’INCLINAZIONE (10° SX/DX)
SPONDE LATERALI REGOLABILI (OPTIONAL) Particolare del distributore idraulico, vero e proprio “cuore pulsante” posto nella parte centrale della lama livellatrice automatica LL 240. Sopra di esso si nota la valvola di regolazione di pressione al suolo del pattino posteriore (indicata nella seconda immagine) gestibile dall’esterno della lama
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 79
HandsOn La lama livellatrice automatica LL 240 si caratterizza per una struttura particolarmente compatta, facilmente caricabile sui cassoni dei tradizionali mezzi di trasporto, solitamente larghi 2,5 m, ed è utilizzabile su tutte le tipologie di minipale, anche su quelle dotate di sistemi antivibrazioni e di sottocarro ammortizzato, essendo l’attrezzatura completamente svincolata dal braccio della macchina operatrice. Come optional è possibile montare sponde laterali regolabili in inclinazione e/o la regolazione idraulica dell’altezza dei pali dei riceventi laser (nella versione qui presentata questi ultimi sono regolabili manualmente)
80 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
LA LAMA LIVELLATRICE AUTOMATICA M3 LL 240 innovativo pattino posteriore gestito da cilindri oleodinamici in accoppiamento a valvole di massima che, mantenendo costante la pressione del pattino stesso sul terreno, permette di rispettare un piano di livellamento perfetto anche in caso di utilizzo di macchine operatrici dotate di sottocarro ammortizzato, neutralizzando il cosiddetto effetto “riding”. La lama livellatrice automatica LL 240 viene fornita da M3 MetalMeccanicaModerna con un distributore a elementi proporzionali, valvole di massima tarate per il mantenimento della pressione costante, il sistema di livellamento laser e pali di supporto dei riceventi, questi ultimi realizzati dalla Ruffo Sistemi Laser di Minerbe (VR).
Nelle foto si possono vedere il Control Box CB7P Doppio, posto sopra la lama livellatrice automatica LL 240, e i due ricevitori laser RX7P. Il sistema è fornito in abbinamento alla lama dall’azienda specializzata Ruffo Sistemi Laser
LA SCHEDA TECNICA La lama livellatrice LL 240 Larghezza di lavoro:
2.400 mm
Larghezza totale:
2.430 mm
Altezza versoio:
740 mm
Profondità:
830 mm
Peso:
820 kg Abbinamento vincente Ruffo Sistemi Laser è un’azienda specializzata nella costruzione, messa a punto, installazione e vendita di sistemi laser, utilizzati nel settore del movimento terra e in ambito cantieristico. Si tratta di una realtà a carattere familiare ma altamente qualificata per ciò che concerne l’installazione, la manutenzione e la fornitura di questo ge-
Il pannello di comando è posto all’interno della cabina. Qui sono presenti i comandi per gestire i movimenti della lama e del pattino posteriore. Il collegamento tra il quadro comandi e il Control Box avviene tramite cavi che passano attraverso il braccio sinistro della minipala
nere di strumentazioni e in grado di produrre artigianalmente sistemi riceventi e sistemi idraulici. Nella fattispecie, l’azienda veneta - che peraltro è l’artefice del brevetto riferito al pattino posteriore ed è la responsabile della realizzazione di tutta la struttura idraulica dell’attrezzatura in oggetto - ha fornito in abbinamento alla lama livellatrice automatica LL 240 di M3 MetalMeccanicaModerna il Control Box CB7P Doppio, abbinato a due ricevitori laser RX7P. Si tratta di una soluzione ideale per sistemi a doppio palo, come grader e lame frontali, pavimentatrici o su dozer e lame trainate, quando oltre alla quota si ha la necessità di controllare anche l’angolo trasversale. Il sistema CB7P Doppio garantisce una maggiore precisione e velocità di posizionamento che agisce in maniera proporzionale, realizzando una reattività superiore, con una banda di livello più sottile. I circuiti elettronici del Control Box sono sovradimensionati per sopperire agli shock accidentali possibili negli ambienti di lavoro. ■ aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 81
COMPONENTI Fluid Press
LA MECCANICA A “KM 0”
L’azienda reggiana, con sede ad Albinea, è una delle realtà made in Italy più dinamiche nel comparto della componentistica oleodinamica e dal “cuore” del polo industriale della meccanica fornisce oggi un’ampia gamma di soluzioni altamente affidabili di Cristina Cassinari
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F
luid Press - nata nel 1971 dall’iniziativa imprenditoriale dei tre fratelli Alvo, Aldo e Attilio Tagliavento specializzandosi nella produzione di componenti oleodinamici - ha sede ad Albinea (RE) ed è tuttora a conduzione familiare: ai tre fondatori, ancora al timone dell’azienda, si è affiancata infatti la “seconda generazione” Tagliavento, composta da Lisa, Chiara e Alessandro. Non è un caso che Fluid Press sia nata proprio in provincia di Reggio Emilia, in un territorio ricco di eccellenze nel comparto della meccanica industriale. Questa realtà fortemente made in Italy è stata da sempre legata al suo territorio: Albinea è un piccolo comune, molti dei dipendenti di Fluid Press sono della zona e l’azienda promuove convintamente la valorizzazione territoriale e la collaborazione con le istituzioni locali.
Da “zero” a “tre” Per quanto riguarda l’attività produttiva, tutto è cominciato in un piccolo capannone; nel corso degli anni, dimostrando e infondendo nel proprio lavoro passione e tenacia, l’azienda è cresciuta fino a contare oggi circa 100 dipendenti. Stanno peraltro volgendo al termine i lavori di costruzione del terzo stabilimento aziendale, grazie al quale il quartier generale di Fluid Press potrà contare su una superficie totale di 9.000 m2, rispetto ai 6.000 m2 attuali. Grazie a continue acquisizioni stra-
BLOCCO SPECIALE MULTIFUNZIONE, PERSONALIZZATO SU RICHIESTA DEL CLIENTE
tegiche, Fluid Press è divenuta un gruppo composto da tre organizzazioni specifiche. La “capofila” è Fluid Press Spa, che progetta, costruisce e commercializza valvole oleodinamiche, tutte prodotte internamente, e acquista solo materie prime certificate, ponendo un’attenzione particolare alla qualità e all’affidabilità dei fornitori. Materie prime che sono stoccate in un magazzino verticale antisismico. La produzione avviene in una torneria di proprietà, la Tecnoil Hydraulics, azienda che Fluid Press ha acquisito nel 2015. La sinergia tra le due realtà
- in termini di controllo qualità, scambio di informazioni e movimentazione di materiali e componenti – è un elemento fondamentale ed è un impegno che in seno alle due aziende viene mantenuto ogni giorno. La produzione di blocchi integrati RENDERING DELLA SEDE FLUID PRESS DI ALBINEA (RE), UNA STRUTTURA INNOVATIVA IN CONTINUA ESPANSIONE. L’AZIENDA EMILIANA, GRAZIE ALL’ACQUISIZIONE DI UN NUOVO STABILIMENTO, DISPONE ORA DI DUE SITI DI PROPRIETÀ, PER UNA SUPERFICIE COMPLESSIVA DI 6.000 M2
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COMPONENTI
NELLA GAMMA DI VALVOLE PROPOSTE DA FLUID PRESS CI SONO VALVOLE ELETTRICHE A DUE VIE, VALVOLE DI BLOCCO E CONTROLLO CARICO, ANCHE IN VERSIONE CARTUCCIA, E VALVOLE DI SEQUENZA
“
“
HIC, invece, è effettuata tramite macchine a controllo numerico di proprietà. Tutto è “made in Albinea”, a Km 0. La terza azienda di proprietà della famiglia Tagliavento, la Mariani (acquisita nel 2014), è specializzata infine nella rettifica dei componenti. L’attività si svolge a Toano, comune di montagna sito sull’Appennino reggiano, e lì rimarrà nel suo luogo di origine nel rispetto del territorio e del personale che ci lavora, che difficilmente riuscirebbe a raggiungere Albinea ogni giorno. È importante ribadire che Fluid Press vanta al suo interno un’area produt-
FLUID PRESS PROPONE SUL MERCATO UN’AMPIA GAMMA DI SOLUZIONI, ANCHE CUSTOMIZZATE
tiva con centri di lavoro dedicati, un reparto dotato di banchi di montaggio destinati a ogni gamma di valvola e banchi di collaudo su cui le valvole in oggetto vengono attentamente testate.
INVERTITORE AUTOMATICO
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Soluzioni (anche) su misura Fluid Press propone sul mercato un’ampia gamma di soluzioni, che possono essere suddivise in tre grandi “famiglie” - valvole a cartuccia, “parts in body” e blocchi integrati - e che sono destinate a molteplici mercati applicativi: macchine da costruzione (5% della produzione), sollevamento e trasporti (21%) e veicoli industriali (10%), ma anche macchine agricole (40%), distributori (19%), macchine municipali (3%) ed energie rinnovabili (2%). In particolare, l’azienda reggiana, infatti, vanta svariate soluzioni a catalogo: valvole di massima pressione
(limitano la pressione preservando circuito e relativi componenti da picchi di pressione); valvole di sequenza (rendono il funzionamento di un attuatore automatico e sequenziale rispetto alla posizione di finecorsa dell’attuatore prioritario); valvole riduttrici di pressione (consentono di lavorare a molteplici pressioni in un circuito nel quale opera una sola alimentazione); valvole di ritegno unidirezionale (consentono il flusso libero in una direzione e lo impediscono nella direzione opposta); valvole di blocco pilotate (bloccano un cilindro o un attuatore, impedendo il flusso in senso contrario fino a quando non si applica la pressione di pi-
DIVISORE/ RIUNIFICATORE DI FLUSSO
lotaggio); valvole regolatrici di flusso unidirezionali (permettono il flusso libero in un senso mediante una valvola di non ritorno e lo controllano nel senso opposto) e bidirezionali (controllano il flusso in entrambe le direzioni, regolandolo mediante rotazione del pomolo o tramite vite con esagono incassato); valvole “overcenter” (controllano l’azionamento e il blocco degli attuatori idraulici – cilindri o motori – in un solo senso); valvole “overcenter” bilanciate (sono dotate di una configurazione specifica con compensazione della contropressione sullo scarico); divisori/riunificatori di flusso (consentono di dividere in parti uguali il flusso in ingresso e
L’OPINIONE cati internazionali quali Cina, Sud America, Russia e Australia. Ci sono alcune aeree in cui intendiamo incrementare la nostra presenza e dove avevamo programmato visite mirate e partecipazioni a fiere internazionali. Purtroppo la situazione attuale ci ha costretto ad annullare questi appuntamenti, che sono solo
ALDO TAGLIAVENTO PRESIDENTE DI FLUID PRESS
rimandati. Nonostante il Covid-19 abbiamo potuto lavorare e produrre e garantire sempre un servizio ade-
“Non si può negare che nel 2020,
guato alla nostra clientela, aspetto
a causa della pandemia legata al
che per noi è primario. Fluid Press,
Covid-19, si è verificato un rallen-
infatti, è caratterizzata da strutture
tamento del mercato. Fluid Press
all’avanguardia e macchine innova-
ha deciso di rispondere alla situa-
tive, ma il vero motore dell’azien-
zione (tuttora) in atto ponendo an-
da sono le persone. L’attenzione è
cora di più un’attenzione ‘maniaca-
quindi sempre rivolta ai dipenden-
le’ nei confronti della qualità. Tutti i
ti, che devono essere sempre messi
nostri prodotti devono essere per-
nelle condizioni di lavorare in tran-
fetti. L’azienda è dotata di un repar-
quillità e sicurezza. Inoltre, ora che
to di ricerca e sviluppo che segue e
abbiamo quasi raggiunto quota 100
controlla tutta la catena produttiva,
dipendenti, abbiamo deciso di alza-
dalla ricezione della materia prima
re l’asticella e trasformare l’azien-
al collaudo finale di ogni singolo
da da conduzione familiare a ‘ma-
pezzo. Pezzo che, dopo il collaudo,
nageriale’. Ai membri della nostra
viene spedito nel 40% dei casi in
famiglia - che continuano a mante-
Italia e per il rimanente al di fuori
nere la proprietà dell’azienda - si
dei confini nazionali, sia in Europa
sono affiancati professionisti che ci
(in particolare in Germania, Francia,
stanno consentendo di crescere in
Spagna e Danimarca) che in mer-
modo esponenziale”.
REGOLATORE DI FLUSSO
di riunificarlo nel senso inverso); valvole regolatrici di flusso compensate (permettono la regolazione del flusso, mantenendolo costante al variare della pressione all’utenza e della portata in ingresso); valvole a cartuccia elettriche, con otturatore conico, e meccaniche; deviatori (permettono di azionare più attuatori con un singolo controllo elettrico); blocchi speciali (insieme di valvole elettriche o meccaniche raggruppate in un unico corpo speciale, realizzato per soddisfare le specifiche richieste del cliente). Fluid Press è in grado inoltre di eseguire anche prodotti su richiesta e customizzazioni di vario genere adatte a ogni applicazione industriale. ■ aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 85
TECNOLOGIE Ma-estro
LAVORARE
in transizione 4.0
Il Geom. Gianmarco Magrin, responsabile di produzione della società Costruzioni Generali Girardini, ci illustra come le tecnologie 4.0 permettano di gestire e ottimizzare la produttività di un frantoio mobile recentemente acquistato dall’azienda di Marco Resta
L
a s o c i e t à C o s t r u z i on i Generali Girardini S.p.A. è attiva da 60 anni, conta al suo interno quasi 80 dipendenti e vanta una produzione ad ampio raggio di inerti naturali e riciclati, conglomerati bituminosi e misti cementati. Fratelli Girardini srl è
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la holding proprietaria delle cave, mentre la controllata Costruzioni Generali Girardini S.p.A. gestisce le attività di Ricerca e sviluppo e l’operatività del Gruppo: produzione, trasporto e recupero di materiali lapidei, lavori di edilizia stradale e asfaltature autostradali a ciclo continuo, realizzazione di acque-
dotti, opere idrauliche e reti fognarie. Il successo dell’azienda si basa sulla solidità patrimoniale, finanziaria e organizzativa, su una formazione puntuale del personale, su una particolare attenzione all’ambiente e su una continua attività volta all’innovazione e all’aggiornamento dei propri impianti. Serietà,
trasparenza e affidabilità sono i valori guida dell’azienda e l’hanno portata a essere un punto di riferimento del settore in tutto il Triveneto. L’impresa aveva la necessità di inserire un impianto mobile di frantumazione all’interno della propria attività, per poter lavorare inerti sia da demolizione che naturali. Il suo fornitore di fiducia, la Impianti Industriali srl, ha suggerito l’acquisto di un Trakpactor 320 e ha fortemente raccomandato la società Ma-estro per l’installazione di un sistema 4.0 sulla macchina. Con alle spalle oltre 400 lavori di installazione e interconnessione 4.0 su impianti fissi e mobili e con oltre 20 anni di esperienza focalizzati sull’ottimizzazione della cava, infatti, l’azienda roveretana rappresentava la scelta ideale per lo studio di una soluzione ad hoc che massimizzasse l’investimento. LE LOGICHE E LE TECNOLOGIE 4.0 SONO UNA CONDIZIONE NECESSARIA PER LE AZIENDE PER OTTIMIZZARE I PROCESSI PRODUTTIVI E PER RIMANERE COMPETITIVI SUL MERCATO. È POSSIBILE SCOPRIRE DI PIÙ SUL PIANO TRANSIZIONE 4.0 PER IL SETTORE CAVE E INERTI NEL SITO WWW.CAVA40.COM
Un valore aggiunto per il cliente finale Essere specializzati nel settore delle cave e degli inerti è un valore aggiunto per il cliente finale. Tutti i sistemi e i software Ma-estro sono pensati e testati per risolvere le problematiche specifiche di questo settore, temi che Giorgio Manara - titolare di Ma-estro e proprietario a sua volta di una cava di inerti - ha vissuto sulla propria pelle e ha deciso di superare grazie a passione, studio, ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche.
UNA PIANIFICAZIONE STRATEGICA NECESSITA DI DATI OGGETTIVI E AGGIORNATI
Date la natura del materiale da trattare e le caratteristiche della macchina è stato proposto un sistema di pesatura a scanner volumetrico Q-Volumetric, che consente di monitorare la produzione in metri cubi e convertirla successivamente in tonnellate. Su un impianto mobile il sistema volumetrico è spesso da preferire a un sistema di pesatura classico, in quanto risente molto meno di fattori
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TECNOLOGIE cruciali quali agenti esogeni, angoli d’inclinazione, velocità del nastro e bassi carichi. Il requisito di “interconnessione ai sistemi di fabbrica”, richiesto espressamente dalla normativa per poter rientrare nel piano Transizione 4.0, viene soddisfatto attraverso il sistema di gestione fabbrica fornito da Ma-estro: Q-Portal. Il software è “cloud-based”, accessibile da
qualsiasi dispositivo connesso a internet, sia esso uno smartphone o un computer desktop, e permette di monitorare in tempo reale i tempi di lavoro a carico e a vuoto della macchina, la produzione in metri cubi e tonnellate, visualizzare eventuali allarmi, gestire commesse e manutenzioni ordinarie e straordinarie. Sulla macchina è inoltre presente
LA IMPIANTI INDUSTRIALI SRL HA SUGGERITO A COSTRUZIONI GENERALI GIRARDINI S.P.A. L’ACQUISTO DI UN IMPIANTO TRAKPACTOR 320 E HA FORTEMENTE RACCOMANDATO LA SOCIETÀ MA-ESTRO PER L’INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA 4.0 SULLA MACCHINA. DATE LA NATURA DEL MATERIALE DA TRATTARE E LE CARATTERISTICHE DEL MEZZO È STATO PROPOSTO UN SISTEMA DI PESATURA A SCANNER VOLUMETRICO Q-VOLUMETRIC
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un quadro elettrico con display attraverso il quale l’operatore può interagire con il sistema 4.0: tutte le interfacce software sono fortemente “user-friendly”, studiate per essere alla portata anche di chi non ha particolari competenze informatiche. La Costruzioni Girardini S.p.A. ha accolto con entusiasmo i vantaggi derivanti dall’installazione del sistema 4.0, che permette di monitorare le informazioni sopra citate e di poterle quindi utilizzare per una gestione e una pianificazione della propria attività basata su dati reali e oggettivi. Il mercato, “drogato” dalla corsa agli incentivi oggi può proporre soluzioni minimali 4.0 mirate al mero vantaggio fiscale ma che non apportano alcun vantaggio in termini di ottimizzazione e gestione smart della propria attività. I sistemi proposti da Ma-estro sono 4.0 innanzitutto a un livello culturale, in quanto l’azienda da sempre affianca il cliente nella ricerca delle inefficienze e dei “colli di bottiglia” dei processi produttivi e propone soluzioni su misura frutto dell’esperienza diretta sul campo. Un concetto lavorativo “4.0” è un modo di lavorare, è un modo di intendere la gestione dell’impresa, è guardare con criterio al futuro per lavo-
Cosa avete apprezzato della soluzione Ma-estro? “Abbiamo apprezzato la completezza della soluzione proposta: report dettagliati in tempo reale con aggiornamenti ogni cinque minuti, gestione dei filtri, export dei file, gestione delle commesse con stato lavorazione per il monitoraggio dei materiali e dei tempi di produzione, controllo e gestione delle manutenzioni con storico degli interventi e relativi costi. Il sistema è intuitivo, con interfaccia semplice e completa. I grafici sono di semplice lettura e fanno capire subito l’andamento della produzione nella giornata. Abbiamo implementato il sistema solo su uno dei nastri, sarebbe interessante averlo anche sugli altri per controllare esattamente gli scarti a seconda del materiale. Ma anche così è utile visionare la reportistica per avere una visione chiara, intuitiva e immediata a livello giornaliero, settimanale, mensile e annuale. Il vero vantaggio per noi, oltre al mero incentivo fiscale, è stato avere
GIANMARCO MAGRIN, A SINISTRA, CON BORTOLINO BERLATO, RISPETTIVAMENTE RESPONSABILE DI PRODUZIONE E RESPONSABILE MANUTENZIONE E MACCHINARI DELLA COSTRUZIONI GENERALI GIRARDINI S.P.A.
“
LAVORARE IN TRANSIZIONE 4.0 SIGNIFICA MONITORARE IN MODO COSTANTE I PARAMETRI DI LAVORO SUGLI IMPIANTI MOBILI
“
rare in maniera intelligente e rimanere competitivi e all’avanguardia in un mercato in cui i margini si riducono e la concorrenza aumenta. Forte di questi valori, Ma-estro ha fornito al cliente una soluzione chiavi in mano anche per quanto concerne la gestione della parte giuridica del sistema 4.0, affiancando al cliente un partner di fiducia per la redazione della perizia giurata, richiesta dalla normativa per investimenti superiori ai 300 milioni di euro. Non installare sistemi 4.0 in funzione solo degli incentivi non significa che questi non siano importanti, anzi. Investire oggi in macchinari e impianti nel settore delle cave e degli inerti è un’occasione da non lasciarsi sfuggire, visto i vantaggi fiscali. Il sistema 4.0 di Ma-estro ha permesso alla società Girardini di far rientrare l’intero progetto - macchina e relativa tecnologia nel piano di incentivi fiscali Transizione 4.0, permettendo all’azienda un risparmio fiscale del 50% dell’investimento in credito d’imposta. Abbiamo incontrato Gianmarco Magrin, responsabile di produzione dell’azienda, insieme con Bortolino Berlato, responsabile manutenzione e macchinari, per approfondire questa tematica.
tutte le informazioni in un unico cruscotto all’interno del quale confluiscono dati reali, oggettivi e aggiornati su produzione, consumi, tempi di lavoro, eccetera. Possiamo così gestire l’attività in maniera ottimizzata”. Quali sono le sue valutazioni sul sistema volumetrico Q-Volumetric? “Il sistema volumetrico consente di monitorare la produzione sulla macchina senza preoccuparci di tutti quei fattori che andavano a rendere poco efficiente un sistema di pesatura classico. Ad esempio, pensiamo già solo a quando il carico sul nastro è basso: per la nostra attività è necessario vendere a tonnellata, lavoriamo quindi per lotti di produ-
zione impostando un determinato peso specifico per ognuno”. Com’è stata accolta dagli operatori questa tecnologia? “Direi bene. La soluzione Ma-estro ha fornito un vero valore aggiunto al nostro investimento, aiutandoci a comprendere meglio lo stato del nostro impianto”. Avete optato per un pacchetto chiavi in mano con perizia giurata inclusa: qual è il vostro giudizio a riguardo e come siete stati supportati? “Ma-estro ci ha seguito in maniera ottimale nell’implementazione del progetto, affiancando un partner fidato per la redazione della perizia giurata. Il valore aggiunto di un pacchetto chiavi in mano è inestimabile, ti affranca dal dover assolvere in autonomia tutti gli obblighi giuridici. E sappiamo bene come va con la burocrazia in Italia…”. Come valuta complessivamente il progetto 4.0 e cosa ne pensa di Ma-estro? “Siamo molto soddisfatti del servizio e di come siamo stati seguiti. Dati i vantaggi innegabili derivanti dall’utilizzo di queste tecnologie e il momento propizio per fare investimenti grazie agli incentivi statali stiamo valutando di estendere il progetto 4.0 anche al no■ stro impianto fisso”. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 89
Dossier
IL CANTIERE NELLA “RETE” L’Internet of Things è destinato a rivoluzionare il settore delle costruzioni. La connessione tra veicoli e operatori, nonché tra macchine stesse, è capace di aumentare la sicurezza in cantiere, riducendo incidenti e migliorando i processi lavorativi. Un cantiere “intelligente” è possibile, grazie all’avanzata di strumenti e tecnologie digitali capaci di migliorare la comunicazione e la produttività operativa sul sito di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari
I
processi nel settore delle costruzioni stanno cambiando. Una trasformazione digitale di settori ancorati alle pratiche tradizionali, come quello delle costruzioni, dettata dallo sviluppo di strumenti di comunicazione e tecnologie innovative. Lo sviluppo di queste tecnologie e la trasformazione dei processi di costruzione ci stanno lentamente portando verso un cantiere sempre più digitale, o com’è
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solito chiamarlo, un cantiere 4.0. La continua ricerca di nuove tecnologie intrapresa dalle più grandi aziende ha messo a disposizione vari strumenti e applicazioni capaci di rivoluzionare l’operato in cantiere, dalla fase di progettazione a quella di esecuzione di un’opera. A ritrarre questa rivoluzione il processo di digitalizzazione dell’Industria 4.0 e a esso collegato l’evoluzione tecnologica dell’IoT (Internet of Things), una tec-
nologia che determinerà una riorganizzazione a livello mondiale dei modelli di business di tutti i settori industriali, le cui declinazioni si prospettano particolarmente innovative in un’area già in profonda trasformazione come quella delle costruzioni, sempre più verso una combinazione di automazione, informazione, connessione e programmazione ad alto tasso tecnologico tutta da esplorare.
IoT IN CANTIERE
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 91
Dossier
Cos’è l’IoT Con il termine di “Industria 4.0” si fa riferimento alle principali rivoluzioni in campo industriale che hanno determinato un significativo passaggio di tecnologie e modi operativi nella storia dell’uomo. Nell’arco di due secoli e mezzo, tre sono state le principali rivoluzioni che hanno segnato indelebilmente l’operatività e la produzione industriale e cambiato radicalmente la società, trasformandola in come la conosciamo oggi: quella del vapore, dell’elettricità e, a partire dal XX secolo, la rivoluzione che molti di noi si ricordano e che più di tutte ha cambiato le
ultime generazioni e la collettività, quella dell’informatica. Perciò, dopo la macchina a vapore, l’invenzione della lampadina e il processo di informatizzazione, si apre una nuova pagina della storia dell’uomo, un nuovo ciclo evolutivo dei processi industriali che poggia le basi della sua rivoluzione su applicazioni smart, automazione e robotica, comunicazione digitale e, ovviamente, internet. Attraverso il termine IoT, acronimo di Internet of Things (“Internet delle cose”), s’intende la connessione di oggetti, dispositivi, apparecchi, strumenti e infrastrutture a Internet e tra di loro. Un passaggio dal mondo
strettamente digitale, come abbiamo negli ultimi anni imparato a conoscere, al mondo reale fatto di oggetti e luoghi fisici. Gli oggetti (le “cose”), quindi, sono identificabili e acquisiscono un ruolo attivo, “intelligente” (“smart”) grazie al collegamento al web e al fatto di poter comunicare dati su sé stessi e accedere a informazioni aggregate da parte di altri. Le “cose” possono essere dispositivi, apparecchiature, macchine, impianti, sistemi, oggetti tangibili, eccetera: fondamentale è che questi siano connessi a Internet e posseggano le caratteristiche di identificazione, connessione, localizzazione, la capacità di elaborare dati e di interagire con l’ambiente esterno. L’obiettivo dell’IoT è migliorare la qualità della vita, ridurre gli sprechi, rendere più efficienti pubbliche amministrazioni e imprese e ridurre l’impatto ambientale. Interagendo tra loro, con la Rete e con l’ambiente circostante, attraverso specifi-
UN “AMICO FIDATO” IN CANTIERE HoloBuilder, azienda specializzata nel-
il fedele amico robotico di cantiere in
progetto di costruzione. SpotWalk è in
lo sviluppo di tecnologie in grado di of-
grado di muoversi con estrema facilita
grado di creare una registrazione conti-
frire soluzioni per l’acquisizione di im-
durante le operazioni su un sito di lavo-
nua di un progetto, che può fornire da-
magini a 360° e di realtà immersive in
ro acquisendo immagini a 360° al fine
ti utilizzabili senza alcuna interruzione
cantiere per la gestione dei progressi di
di ottenere informazioni dettagliate sul-
dei lavori. Tramite app è possibile dal
progetti di costruzione, grazie alla col-
lo stato di avanzamento dei lavori del
display di un comune smartphone gui-
laborazione con Boston Dynamics ha sviluppato una nuova applicazione di acquisizione di immagini su una piattaforma robotica. Questa nuova piattaforma robotica è un prodotto ibrido derivante dall’unione della nuova applicazione di HoloBuilder, denominata SpotWalk, e dal robot “Spot” di Boston Dynamic, di forma e dimensioni che ricordano quelle di un cane e progettato per essere in grado di muoversi agilmente in ambienti difficili, comprese scale e superfici irregolari. SpotWalk è 92 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
IoT IN CANTIERE che tecnologie, gli oggetti “smart” sono in grado di acquisire dati utili a modificare il proprio funzionamento. “Smart cities”, “smart building”, “smart home” e “smart factory” sono le locuzioni che identificano le varie applicazioni dell’IoT nei diversi ambiti di impiego. L’analisi dei “Big Data” prodotti in questi ambiti dall’interazione tra macchine, e tra le macchine e Internet, permette di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi, i rischi connessi al lavoro e prevenire malfunzionamenti e guasti. Progettazione digitale Il potenziale dell’IoT nel settore delle costruzioni e dell’edilizia è ancora in larga parte inespresso, pur non mancando né le tecnologie necessarie, né le esperienze e metodi il cui impatto permetta di rivoluzionare il processo edilizio fin dalla fase di progettazione di un’opera. I possibili contesti di applicazione dell’IoT sono potenzialmente infiniti, dalle funzioni di monitoraggio dei processi produttivi, attraverso le raccolte ed elaborazione di dati, alla sorveglianza e sicurezza degli ambiente di lavoro, alle possibilità di gestione e ottimizzazione dei processi attraverso il tracciamento fisico degli oggetti e delle loro quantità nella gestione di un magazzino e a quello di gestione e controllo degli strumenti di lavoro come flotte di veicoli o macchine operatrici.
dare Spot insegandogli a percorrere in modo autonomo un percorso definito e a scattare le foto in posizioni prestabilite di nostro interesse e utilità. Una piattaforma robotica mobile in grado di navigare in ambienti non strutturati o sconosciuti e di difficile accesso per l’uomo. L’app SpotWalk di HoloBuilder fa un ulteriore passo avanti nella gestione dei piani di lavoro in cantiere creando un’interfaccia facile da usare e che si adatta ai flussi di lavoro di costruzione, consentendo all’utilizzatore di acquisire dati molto più frequentemente e con maggiore precisione, al fine di ottenere informazioni ancora più chiare sul reale stato di avanzamento dei lavori in cantiere.
Un primo esempio di questa trasformazione digitale nel settore edile è stata l’introduzione della nuova metodologia BIM (“Building Information Modeling”), uno strumento di digitalizzazione delle informazioni dei processi di progettazione architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale in un unico modello. Attraverso sensori IoT installati in cantiere e una continua comunicazione con le macchine è possibile stabilire una connessione costante con il modello BIM, con la possibilità di aggiornare gli elaborati di progetto in tempo reale in base all’effettivo stato di avanzamento dei lavori e la possibilità di affrontare tutte le criticità esecutive e gestionali migliorando e otti-
ulteriori innumerevoli possibilità, fra tutte quelle delle tecnologie di Realtà Virtuale (RV) e Aumentata (RA). Strumenti che trovano importanti applicazioni nel settore edile come simulazioni generate dal computer di ambienti 3D, con cui è possibile interagire e che offrono la possibilità di esplorare gli ambienti di lavoro ricreandoli in modelli dalle caratteristiche identiche al progetto finito grazie ai dati e all’informazione raccolta dal BIM. La Realtà Virtuale elabora un ambiente di lavoro completamente digitale con cui è possibile, in fase di progettazione, creare modelli tridimensionali, “navigabili”, costituiti da oggetti BIM e interagenti con i sensori presenti nelle strutture. La Realtà
mizzando l’intero processo sulla base dei dati rilevati all’interno del cantiere. Il BIM non solo consente di gestire la fase progettuale dell’opera da costruire, ma si integra con il cantiere attraverso una gestione dei lavori completamente digitale, uno strumento specifico per la gestione di tutte le informazioni e utilizzabile da tutti gli attori coinvolti. Il BIM, infatti, favorisce una collaborazione e un’interazione tra i vari soggetti direttamente coinvolti nel processo di costruzione, i quali possono condividere e integrare dati ma anche interagire attraverso un’interoperabilità tra i diversi software allo scambio e alla condivisione di informazioni su più piattaforme, favorendo una più rapida e agevole comunicazione tra i vari attori e una più semplice accessibilità da remoto. Ma l’integrazione del BIM con l’IoT offre
Aumentata, invece, offre uno strumento fisico avanzato che migliora il mondo fisico con sensori, video e audio, grafica e altre tecnologie, che garantiscono una più efficiente operatività in cantiere in totale sicurezza per l’operatore. Queste esperienze “immersive” in prima persona, se impiegate durante la fase di progettazione di un’opera, consentono di garantire più efficienza e precisione e minori costi durante l’esecuzione della stessa. Inoltre, garantiscono la massima sicurezza permettendo, ad esempio, l’ispezione di un sito e la verifica di eventuali difformità da remoto, una comunicazione da remoto di istruzioni che migliorino le condizioni di lavoro all’operatore impegnato in una lavorazione, di esaminare il comportamento del personale in cantiere e individuare le possibili situazioni di rischio. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 93
Dossier Il cantiere 4.0 Le tecnologie digitali in ottica 4.0 diverranno un requisito fondamentale per le aziende nella gestione di tutte le fasi di produzione industriale e dei processi e
essi collegati, cosa che renderà di vitale importanza la digitalizzazione di processi di logistica, gestione del cantiere, manutenzione delle macchine, manipolazione dei dati, eccetera.
RIVOLUZIONE NELLA STAMPA 3D
Se tramite la tecnica di stampa 3D fosse possibile costruire infrastrutture e opere architettoniche direttamente in cantiere? Questo è quello che si è domandato la start-up MX3D, che ha realizzato un robot costruttore specializzato a cui è stata integrata una stampante 3D, per la costruzione di un ponte pedonale e ciclabile di 12,5 m per l’attraversamento di uno dei tanti canali presenti ad Amsterdam. Il rivoluzionario strumento di stampa 3D dell’azienda MX3D è diverso dalle stampanti 3D convenzionali, che funzionano sovrapponendo livelli di polimeri per creare un oggetto modellato al computer. La macchina di stampa di MX3D può essere definita come un robot industriale combinato con una saldatrice, che permette al dispositivo di stampare a mezz’aria strutture di qualsiasi forma o dimensione, con materiali robusti quali l’acciaio ed ecocompatibili come la resina. Lo strumento di stampa 3D è controllato da un software avanzato capace di processare enormi quantità di dati capaci di elaborare in modo efficiente incredibili quantità di informazioni utili per il modellamento in tempo reale delle strutture da parte di robot costruttori industriali multi-asse, in grado di spostarsi in ogni direzione intorno all’oggetto. Il ponte costruito da MX3D ha richiesto sei mesi di stampa e ha brillantemente superato uno dei suoi primi test strutturali che ha certificato la resistenza dell’opera a una prova di carico di 20 t. Ora, superati i primi test strutturali, l’azienda ha aggiunto sensori alla sua opera al fine di raccogliere dati sull’utilizzo e sui materiali in modo da garantire una maggiore sicurezza della struttura in acciaio, che durante il suo utilizzo sarà in grado di rilevare spostamenti, tensioni e modifiche anche minime di tutte le sue componenti, monitorando il livello di robustezza e flessibilità e registrando anche il numero di persone che ogni giorno lo attraverseranno. Per il futuro l’azienda spera di installare i propri bracci saldatori robotici su ruote in modo che la macchina possa percorrere un cantiere edile e fornire assistenza dove necessario, che si tratti di costruire un complesso abitativo, un aeroplano o addirittura un grattacielo, e chissà che forse un giorno non abiteremo in case o guideremo auto prodotte attraverso tecniche di stampe 3D. (Gianni Gennari)
94 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
Seppur in ritardo rispetto ad altri settori industriali, quali quello manufatturiero, negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico nel settore delle costruzioni ha messo a disposizione numerosi strumenti, dall’automazione alla telematica a distanza, in grado di trasformare il tradizionale cantiere edile in un “cantiere digitale”. Un salto qualitativo che permetterà di elevare gli standard di sicurezza in cantiere e che renderà più efficaci ed economici i processi di costruzione: dalla fase di concezione del progetto alla sua formalizzazione, di esecuzione e gestione tecnico-economica, in tutti i suoi risvolti. L’Internet of Things sarà un tassello fondamentale di questo processo evolutivo del settore, attraverso l’utilizzo di sensori e applicativi in grado di svolgere diverse funzioni: localizzazione e monitoraggio di macchine e attrezzature, controllo accessi e presenze in cantiere, monitoraggio dei presidi di sicurezza individuale e collettiva, ottenere informazioni in modo automatico per monitorare l’avanzamento dei lavori e, a opera finita, monitoraggio ambientale e manutenzione del costruito. Il tutto a beneficio dell’efficienza produttiva e della qualità operativa in ogni fase di lavoro. Tra i vari campi di applicazione dell’Internet of Things, una delle attività di maggiore rilievo per il settore è quella del controllo dei processi di costruzione, logistici e gestionali di cantiere, in grado di evolvere tutti gli stadi delle lavorazioni in cantiere. In concreto, ciò si traduce nella possibilità - attraverso l’implementazione di infrastrutture e piattaforme IoT in cantiere - di automatizzare i processi di tracking di macchine e materiali, gestire e organizzare gli approvvigionamenti, monitorare in tempo reale l’avanzamento delle singole lavorazioni e della commessa nel suo complesso, gestire il personale, le funzioni a esso assegnate e le relative priorità o modifiche della programmazione. Il tutto con un grado di accuratezza e precisione senza precedenti. Un altro tema di applicazione del “Cantiere 4.0”, a causa dei recenti eventi drammatici degli ultimi anni che hanno sconvolto l’opinione pubblica, è il te-
IoT IN CANTIERE
ma riguardante il monitoraggio della sicurezza strutturale delle opere. Oggi gli interventi di manutenzione sulle infrastrutture si basano principalmente sulla rivelazione di danni esistenti, emersi nel corso di ispezioni visive a intervalli prefissati. Attraverso il processo di digita-
lizzazione e l’utilizzo di specifici sensori e tecnologie sarà possibile un controllo in tempo reale dello stato di salute delle opere, prevenendo possibili danneggiamenti strutturali e gravi incidenti. Un tema estremamente sensibile specie per le infrastrutture stradali, ferroviarie e in-
IL ROBOT MURATORE
dustriali. In quest’ambito l’uso dei droni per la sorveglianza delle infrastrutture è una prima ed efficace soluzione, sia per il tipo di rappresentazione e restituzione molto completa, sia per la rapidità con cui è possibile effettuare il monitoraggio. Nel campo delle nuove tecnologie i sensori di nuova generazione IoT possono fornire informazioni di tipo differente sull’integrità strutturale e sul comportamento della stessa: dai misuratori di forza nella connessione tra i giunti, ai sensori a fibra ottica in grado di rilevare anche le deformazioni nelle strutture, fino agli accelerometri che misurano le vibrazioni a cui la struttura è sottoposta. L’insieme di queste informazioni permette di prevedere l’evoluzione temporale della struttura ed elaborare dati utili a prevenire un deterioramento tale da rendere le infrastrutture pericolose e causa di gravi incidenti. In linea teorica queste tecnologie possono essere utilizzate sia per opere di
L’edilizia è uno dei settori meno digita-
medio, che unitamente alla capacità di
chi giornio la struttura è pronta per le
lizzati della nostra economia, insieme
lavorare 24 ore su 24 senza sosta e pra-
prime rifiniture. Il sistema di automa-
all’agricoltura, ma anche uno dei com-
ticamente in qualunque condizione am-
zione opera attraverso un computer che,
parti che ha le possibilità di sfruttare al
bientale permette di raggiungere livelli
seguendo il modello 3D di una costru-
meglio le possibilità offerte dall’Indu-
di efficienza e produttività non parago-
zione definita in tutti i dettagli, manovra
stria 4.0., come le tecnologie legate al
nabili con la controparte umana.
un grande braccio pieghevole telescopi-
ramo della robotizzazione.
La macchina, inoltre, utilizza uno spe-
co di lunghezza pari a 30 m che, non ve-
Progettato per risolvere i disagi legati a
ciale collante industriale al posto della
nendo influenzato da fattori esterni co-
un periodo di scarsa disponibilità di ma-
tradizionale malta che aumenta la resi-
me vento e vibrazioni, permette di rag-
nodopera, Hadrian X è un sistema mo-
stenza della struttura, l’efficienza termi-
giungere un alto livello di precisione,
bile 3D per la posa robotizzata dei mat-
ca e acustica dell’edificio, oltre a ridurre
con innumerevoli vantaggi in termini di
toni brevettato dall’azienda australiana
i tempi di costruzione grazie all’elimina-
efficienza, di sicurezza e di risparmio di
Fastbrick robotics, specializzata nella
zione dei tempi morti dovuti dall’attesa
tempo e di costi.
progettazione e realizzazione di sistemi
del fissaggio della malta. Già entro po-
(Gianni Gennari)
di automazione industriale. Inserendo i dati di progettazione della struttura dell’edificio da costruire, Hadrian X è in grado di gestire il caricamento automatico, il taglio, la rotazione e la posa di mattoni, di varie categorie di dimensioni e peso, necessari per completare la struttura. Attraverso l’utilizzo di uno specifico software si generano dei modelli 3D i cui dati vengono processati e trasmessi a Hadrian X che inizia a costruire la struttura proprio come una stampante 3D. Hadrian X è in grado di posare circa 1.000 mattoni l’ora, rispetto ai 400800 mattoni al giorno di un operatore aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 95
Dossier nuova costruzione che essere adattate, ad esempio, a ponti e viadotti esistenti, migliorando la gestione della manutenzione e incrementando la consapevolezza sull’integrità dell’opera e, quindi, della sicurezza in senso lato. Le applicazioni di tecnologie strettamente collegate all’IoT sono potenzialmente infinite e daranno l’opportunità di offrire maggiore sicurezza ai lavoratori, una migliore efficienza nell’utilizzo di macchine, attrezzature e tecnologie, maggiore risparmio di costi nella gestione globale, l’introduzione di nuovi processi e metodi di lavoro, la creazione di nuove figure professionali e un incremento della qualità del prodotto finale e della vita per gli operatori in cantiere. Gli incentivi 4.0 In Italia il progetto Industria 4.0 è stato presentato per la prima volta nel 2016 da Carlo Calenda e, facendosi largo attraverso incentivi e misure ad hoc, nel corso degli anni ha attirato l’interesse da parte di molte aziende del settore. Gli ultimi incentivi offerti alle aziende sono stati pro-
posti dalla Legge di Bilancio 2020, che ha destinato diverse misure a favore di questa rivoluzione tecnologica indirizzate al sostegno delle imprese che vogliano investire nella digitalizzazione, l’automazione del ciclo industriale e progetti e strutture “green” basate sul concetto di economia circolare. La Legge di Bilancio 2020 ha rifinanziato anche la cosiddetta Nuova Sabatini, con finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari con tecnologie 4.0 destinati alle micro, piccole e medie imprese. Alla fine del 2020, il Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico approvato nella legge di Bilancio 2021 ha sostituito il precedente piano Industria 4.0, ri-
OSSERVAZIONE A DISTANZA
definendo e agevolando il sostegno economico alle aziende italiane, soprattutto in seguito al difficile anno di pandemia, traghettandole verso la transizione tecnologica e la sostenibilità ambientale. Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 viene considerato da molti esperti del settore come il primo passo su cui fondare il processo di ripresa economica del Paese e un mezzo capace di avvicinare le aziende verso una netta e chiara digitalizzazione dei loro processi produttivi e operativi. L’investimento consiste in circa 24 miliardi di euro per una misura che diventa strutturale e che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo dei tempi di fruizione. Il piano, infatti, prevede un insieme di misure, incentivi e agevolazioni fiscali atti a stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese, con misure attive da novembre 2020 a giugno 2023 nell’ambito di investimenti in Beni Strumentali Materiali e Immateriali, Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green. Per le aziende che decideranno di “aggiornare” la propria azienda, nel 2021 sono state maggiorate le aliquote dei
Usati per la prima volta in ambito mi-
spazio in svariate applicazioni. Di dro-
la supervisione e il controllo dei lavori
litare, i droni stanno sempre ritaglian-
ni da cantiere ne esistono di vari tipi,
in corso nelle varie fasi di costruzione,
do più spazio in ambito civile. Questo
di diversa struttura e forma, ma in ge-
evitando di dover correre il rischio di
strumento tecnologico si è diffuso nel
nerale si tratta di un piccolo velivolo
esporre persone a situazioni di perico-
tempo a macchia d’olio anche nel cam-
in grado di volare, attraverso apposite
lo, dai rilievi topografici alla diagnosi
po industriale, dell’agricoltura, della
eliche, senza che a bordo vi sia un pi-
energetica e impiantistica, all’ispezio-
fotografia e dell’edilizia. Dalla sua sco-
lota e controllabile da remoto tramite
ne di linee elettriche. Grazie alla possi-
perta, questa tecnologia ha cambiato il
Wi-Fi o altri tipi di onde. Le varie possi-
bilità di essere pilotati da remoto risul-
modo di lavorare in cantiere trovando
bili applicazioni in cantiere vanno dal-
tano utili per controlli aerei in zone o situazioni di lavoro pericolose per l’uomo, o in quelle aree troppo complesse e onerose da raggiungere dal punto di vista logistico, se gestite con metodi tradizionali. Una delle principali attività svolte dai droni in edilizia è quella dell’esecuzione di rilievi fotografici di monitoraggio di un cantiere: permette non solo di acquisire informazioni in modo semplice e veloce, ma anche di effettuare un controllo costante e aumentare la sicurezza operativa nel sito di lavoro. Esistono droni con svariate funzionalità in base all’utilizzo necessario, per la rappresentazione 2D,
96 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
IoT IN CANTIERE Beni materiali 4.0: per le spese inferiori ai 2,5 milioni di euro la nuova aliquota è pari al 50% (il 40% nel 2022), mentre per le spese superiori ai 2,5 milioni e fino ai 10 milioni di euro è prevista un’aliquota del 30% (del 20% nel 2022). Per le spese superiori ai 10 milioni e fino ai 20 milioni di euro l’aliquota è fissata al 10% sia nel 2021 che nel 2022. Per investimenti nella ricerca e sviluppo, invece, un incremento dal 12% al 20% e un massimale da 3 milioni a 4 milioni di euro, come per l’Innovazione tecnologica che assiste a un incremento dal 6% al 10% e un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni. Per l’innovazione “green” e digitale un aumento dal 10% al 15% e un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni, mentre per quanto riguarda investimenti catalogabili nel ramo Design e Ideazione estetica un incremento dal 6% al 10% e un massimale da 1,5 milioni a 2 milioni. Un’importante opportunità per le aziende del ramo costruzioni di investire in tecnologie e prodotti capaci di traghettare la propria azienda nel settore delle costruzioni del domani e che dovranno operare in siti di lavoro sempre più con■ nessi e digitali: i “cantieri 4.0”.
con telecamere ad alta risoluzione, ma anche dispositivi per la rappresentazione 3D capaci di integrare i dati raccolti con le informazioni di un modello BIM. Oltre alle rappresentazioni 2D e 3D, ulteriori funzionalità e applicativi possono essere aggiunte alle fotocamere o installate sui droni da cantiere, come strumenti di analisi laser in grado di fornire dati aggiuntivi sulle strutture in
L’OPINIONE 1/TOPCON POSITIONING ITALY
FABRIZIO DELL’ACQUA
REGIONAL BUSINESS MANAGER
“Quando si parla di Industria 4.0 non s’intende un prodotto, ma una metodologia di lavoro. Topcon Positioning Italy, attraverso periti e professionisti, può assistere e supportare i clienti nella redazione burocratica dei documenti relativi a ottenere le certificazioni per l’industria 4.0, un servizio per cui abbiamo riscontrato molta domanda da parte delle aziende anche a seguito dei vari piani di ammortamento rilasciati dal Governo negli ultimi anni. Topcon ha iniziato a sviluppare e commercializzare queste tecnologie oltre 10 anni fa con lo scopo di fornire uno strumento che rispondesse alle esigenze del mercato del nord-Europa e che permettesse alle imprese di costruzione e agli uffici di progettazione di rimanere in comunicazione durante ogni fase di lavorazione su un progetto. SiteLink 3D è il sistema di gestione del cantiere che consente di combinare e condividere i dati di lavoro per ottenere informazioni aggiornate sugli stati di avanzamento di un progetto e che fornisce, in un’unica soluzione, la comunicazione dei mezzi di cantiere, il controllo dei dati, assistenza remota e un sistema di reportistica. Una delle problematiche di alcune tecnologie di controllo del-
le macchine presenti in commercio è la gestione di veicoli operanti su vari progetti di lavoro, perché in molti casi le stesse macchine nella medesima giornata di lavoro sono condivise per più lavorazioni in diversi cantieri, i cui piani di lavoro cambiano spesso durante le operazioni. SiteLink 3D, nella sua nuova veste in versione 2.0, permette una più semplice e automatica gestione del lavoro all’interno dei cantieri. SiteLink 3D v2 facilita e permette, durante il movimento da un’area di la-
voro all’altra, il riassegno automatico dei piani di lavoro ai veicoli, istruendo le macchine sul nuovo piano di lavoro specifico per il sito di destinazione. La macchina si aggiorna automaticamente sui nuovi piani di lavoro una volta che entra nell’area specifica per quell’attività, informando l’operatore dal pannello di controllo delle prescrizioni del lavoro che dovrà eseguire nel nuovo sito senza che qualcuno debba recarsi in loco per dettare le nuove direttive o caricare il nuovo progetto sulla macchina, garantendo una maggiore efficienza operativa e un netto risparmio di tempo e di costi. È uno strumento intuitivo che usato in concomitanza a sistemi di ‘machine control’ permette di evolvere e qualificare diversamente il lavoro degli operatori. Abbiamo riscontrato che questi ultimi adottano queste soluzioni con molto entusiasmo una volta testate operativamente sul posto di lavoro”.
grado di segnalare eventuali criticità e termocamere per la valutazione strutturale di un edificio e in grado di segnalare la presenza di infiltrazioni d’acqua. In edilizia i droni vengono in aiuto anche riportando informazioni in tempo reale, evidenziando inefficienze e problematiche atte a evitare incidenti o imprevisti sul lavoro. I droni possono tornare utili anche per l’osservazione a distanza dei lavoratori e per la verifica del rispetto degli standard di sicurezza. aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 97
ON SITE Riconversione dell’area ex Plasmon a Milano
LA FRONTIERA del “senior living” L’area oggetto del programma di riqualificazione attuato nel capoluogo lombardo, in via Cadolini, vedrà sorgere una serie di residenze per anziani autosufficienti, oltre a una parte complementare di RSA. Protagonista degli interventi di demolizione e bonifica è stato il Gruppo Vitali, che come sempre ha messo in campo tutta la sua esperienza e i suoi mezzi specializzati di Ettore Zanatta
98 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
S
ono recentemente terminate le demolizioni, a Milano, degli edifici ex Plasmon, in via Cadolini, zona Tertulliano Calvairate, che hanno lasciato il passo al cantiere per la realizzazione del Milano City Village sviluppato nell’adiacente via Tacito, sull’area dismessa ex Telecom. L’intervento, che vedrà sorgere nuove costruzioni prettamente a destinazione residenziale/commerciale, porterà con sé molteplici vantaggi: la riqualificazione di un’area ormai dismessa, senza occupare nuovo suolo, e la restituzione di
un grande spazio all’interno di un tessuto urbano consolidato alla città di Milano, dando origine al tempo stesso a un luogo più vivibile e a misura d’uomo. Il progetto sull’area ex Plasmon di via Cadolini, peraltro, sarà arricchito da residenze per anziani che occuperanno il 17% dell’area del progetto, nonché dalla realizzazione di circa 17.000 m2 di nuove aree verdi e pavimentazioni esterne. Il progetto attuato in via Cadolini, in particolare, non ha rappresentato solo la “semplice” demolizione di un edificio industriale ormai in disuso, ma è configurabile a tutti gli effetti come
un intervento di “recupero” e di “rigenerazione”. L’ex fabbrica Plasmon, infatti, che aveva nel tessuto di Milano uno dei suoi punti nevralgici, è sorta alla fine degli anni Cinquanta e ha rappresentato per decenni uno dei siti produttivi tra i più importanti del Nord Italia.
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 99
ON SITE lizzato l’attenzione. L’area interessata dall’intervento, molto ampia, si unisce al citato progetto già avviato di via Tacito: il lotto è abbastanza irregolare e includerà quindi al suo interno uno spazio pubblico che metterà in connessione via Cadolini con via Tertulliano. In particolare, le attività scelte per attivare il flusso di cittadini che entrano IL PROGETTO PREVEDE LA REALIZZAZIONE - SU PARTE DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DISMESSO IN VIA CADOLINI A MILANO, LA COSIDDETTA AREA “EX-PLASMON”, DI PROPRIETÀ DI MILANO PROGETTI DI UN PROGETTO DI “SENIOR LIVING” COMPOSTO DI RESIDENZE PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI, OLTRE A UNA PARTE COMPLEMENTARE DI RSA VISTA PANORAMICA DEL COMPLESSO DI VIA CADOLINI, A MILANO, OGGETTO DEGLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E BONIFICA DA PARTE DELLA SOCIETÀ SPECIALIZZATA VITALI E DELLA SUCCESSIVA RIQUALIFICAZIONE
L’area, distribuita su una superficie di poco più di 25.000 m2, era costituita da quattro edifici principali ed è stata oggetto di quest’opera definita “coraggiosa”, nella quale si è distinta – per quanto riguarda tutti gli interventi di demolizione – la società Vitali di Peschiera Borromeo (MI), realtà ben conosciuta e apprezzata nel settore grazie alla sua esperienza e alla sua capacità di affron-
100 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
tare con successo gli interventi più complessi di demolizione e bonifica ambientale nei settori pubblico, residenziale, industriale e infrastrutturale, sia in Italia che in Europa. Un’opera “coraggiosa” Quella di via Cadolini, a Milano, era un’area industriale dismessa da tempo, sulla quale finora nessuno aveva foca-
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 101
ON SITE
L’INTERVENTO DI VIA CADOLINI HA AVUTO COME OGGETTO LA RICONVERSIONE DELL’EX AREA PLASMON IN INCUBATORE D’IMPRESA E SERVIZI AL CITTADINO
102 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
ed escono e i cui spostamenti favoriscono il settore commerciale del quartiere sono: un incubatore di impresa con auditorium e spazio espositivo, una zo-
na residenziale studentesca, un centro sportivo e un’area commerciale. Sull’area oggetto di cessione, pari a circa il 17% della superficie del progetto,
I NUMERI DEL CANTIERE • Dimensione area: 20.000 m2 • S uperficie pavimentata oggetto di “strip out”: 26.000 m2 • V olume totale edifici fuori terra: 160.000 m3 con altezza max. di 25 m + una ciminiera di circa 40 m d’altezza • V olume totale edifici interrati e cunicoli: 20.000 m3 • F rantumazione: recupero in sito di circa 40.000 m3 di materiale inerte
il Gruppo Korian, specializzato europeo nei servizi di assistenza e cura dedicati agli anziani, realizzerà quindi un progetto di “senior living” (residenze per anziani autosufficienti), oltre a una parte complementare di residenza sanitaria assistita (RSA, per anziani non autosufficienti).
“
Quanto in atto in via Cadolini è, in definitiva, un nuovo modo di fare impresa associato a un’attenta progettazione urbana e architettonica, che costituisce una soluzione efficace per rivalorizzare l’intera area, restituendo al quartiere un significativo pezzo della sua storia.
LA RIQUALIFICAZIONE DI VIA CADOLINI HA COINVOLTO UNA GRANDE AREA DISMESSA, ALL’INTERNO DI UN TESSUTO RESIDENZIALE CONSOLIDATO E DESTINATO A ESSERE INTEGRALMENTE RECUPERATO
onifica amianto: 5.000 ml di • B tubazioni coibentate + flange + serbatoi (tot. 100 t amianto smaltito) • Bonifica FAV tubazioni: 4.700 ml onifica pareti e controsoffitti: • B 6.500 m2 • M acchine utilizzati: mezzo speciale da demolizione CX800 (ED1200) + braccio telescopico (altezza max. 46 m); mezzo speciale da demolizione CX370; mezzo speciale da demolizione E385C; pinza da 25 q + frantumatore; autogrù Grill 8400T (portata 35 t) + telo per demolizione fronte strada; impianto di abbattimento polveri Motofog
Protagonista nella demolizione Il Gruppo Vitali è una realtà che ci è ben nota. Da molto tempo l’azienda lombarda - attiva sul mercato dal 1989 - si è meritata una posizione di primo piano nelle demolizioni speciali e nelle bonifiche ambientali, grazie anche QUELLO DI VIA CADOLINI È SOLO UNO DEI PIÙ RECENTI INTERVENTI IN CUI SI È DISTINTO IL GRUPPO VITALI, CHE NELL’OCCASIONE HA MESSO IN CAMPO TUTTO IL SUO “SAPERE” IN TEMA DI DEMOLIZIONI, NONCHÉ UN’IMPORTANTE RAPPRESENTANZA DI MACCHINE E ATTREZZATURE SPECIALIZZATE aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 103
“
ON SITE all’utilizzo di tecnologie e di macchinari all’avanguardia. Si tratta di una società diversificata e innovativa, che si contraddistingue per la capacità di presidiare l’intera filiera di settore e per l’elevato profilo tecnologico. Per Vitali l’edilizia è uno “stile di vita”, una “tradizione”: da tre generazioni, infatti, essa opera nel mondo delle costruzioni non solo in Italia, ma anche in diversi Paesi all’estero.
Ricordiamo che le sue principali aree operative sono il Real Estate Development e le grandi Infrastrutture (costruzione di strade, autostrade, ponti, piste aeroportuali, eccetera), nonché le demolizioni speciali, il decommissioning, la coltivazione di cave, la lavorazione di materiali per l’edilizia e la produzione di calcestruzzi e asfalti. Edifici industriali, ex aree dismesse,
quartieri ormai degradati e spesso abbandonati: questa è la fotografia delle numerose periferie urbane che aspettano solo di essere recuperate e valorizzate, per dare nuova linfa e funzionalità al tessuto urbano senza sottrarre altri spazi al territorio, come nel caso del sito ex Plasmon in oggetto. In generale, si tratta di un campo di attività estremamente delicato, al quale si può accedere solo se in possesso delIL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI VIA CADOLINI È UN NUOVO MODO DI FARE IMPRESA ASSOCIATO A UN’ATTENTA PROGETTAZIONE URBANA E ARCHITETTONICA, CHE HA COSTITUITO UNA SOLUZIONE EFFICACE PER RIVALORIZZARE L’INTERA AREA
104 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
le più elevate qualifiche sul piano delle competenze ingegneristiche e delle dotazioni strutturali. Elementi che Vitali ha dimostrato di possedere in molteplici casi, non ultimo quello relativo agli interventi eseguiti sulle piste dell’aeroporto milanese di Linate, il cui report è stato pubblicato anche su OnSite alla fine del 2019. Quello di via Cadolini, quindi, è solo uno dei più recenti interventi in cui si è distinto il Gruppo Vitali, che nell’occasione ha messo in campo tutto il suo “sapere” in tema di demolizioni, nonché un’importante rappresentanza di macchine e attrezzature specializzate, tra cui tre mezzi da demolizione (di PROTAGONISTA “OPERATIVA” IN CANTIERE È STATA LA VITALI DI PESCHIERA BORROMEO (MI), SOCIETÀ DI PRIMO PIANO NEL SETTORE DELLE DEMOLIZIONI SPECIALI E DELLE BONIFICHE AMBIENTALI, GRAZIE ANCHE ALL’UTILIZZO - COME IN QUESTO CASO DI TECNOLOGIE E DI MACCHINARI ALL’AVANGUARDIA
cui uno con braccio telescopico), una pinza frantumatrice e un frantumatore, supportati da un’autogrù da 35 t di portata e un impianto di abbattimento delle polveri necessario in interventi di questo genere. Intervento che ha previsto, oltre alla demolizione primaria delle strutture e alla demolizione secondaria del materiale inerte (di cui sono stati recuperati circa 40.000 m3), anche la bonifica e lo smaltimento di circa 100 t di amianto presente e circa 50 t di fibre artificiali vetrose (FAV) presenti nel sito, tra tubazioni, flange, serbatoi, pareti e controsoffitti. ■ aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 105
ON SITE La realizzazione di un parco eolico in Basilicata
IL VENTO IN TRINCEA Un mezzo Vermeer RTX1250i2 utilizzato dall’impresa IDOKA Costruzioni si è reso protagonista nell’ambito di un progetto per la costruzione di un importante parco eolico in Basilicata e delle opere infrastrutturali a esso connesse nel Comune di Melfi di Ettore Zanatta
L
a realizzazione di un impianto eolico con potenza nominale pari a 48,3 MW è stata l’oggetto di un interessante intervento che ha visto come palcoscenico il Comune di Melfi, in Basilicata, e in particolare le località S. Alessandro, Piana dei Gelsi e Serra Schiavone. Qui, un
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ruolo da protagonista l’ha svolto il trencher RTX1250i2, acquistato dall’impresa IDOKA Costruzioni, che sotto la propria regia esperta ha consentito di eseguire le lavorazioni previste dal progetto - nella fattispecie la realizzazione delle trincee per la posa dei cavidotti e dei sottoservizi - in modo particolarmente produttivo.
Il cantiere in dettaglio Il proponente dell’impianto eolico è un primario gruppo internazionale; il progetto, autorizzato dalla Regione Basilicata, ha previsto lungo quest’area la realizzazione di 14 aerogeneratori ad asse orizzontale di potenza attiva pari a 3,45 MW, nonché di 14 ca-
bine di trasformazione 0,650/30 kV poste all’interno della torre, di un cavidotto in cavo interrato in media tensione (30 kV) per il collegamento tra gli aerogeneratori (e tra questi e la stazione di trasformazione) e di una stazione elettrica di trasformazione a 150/30 kV. Per la connessione del parco eolico
con la linea RTN (Rete di Trasmissione Nazionale) è stato necessario realizzare una stazione elettrica di utenza, prevista in località Masseria Catapaniello del comune di Melfi, a circa 150 m dall’esistente stazione elettrica 380/150 kV, a cui è recapitata tutta l’energia. L’energia elettrica viene prodotta da ogni singolo ae-
rogeneratore in bassa tensione (650 V), trasmessa attraverso una linea in cavo al trasformatore MT/BT posto internamente alla base della torre dell’aerogeneratore, dove viene trasformata e innalzata al valore di 30 kV. Diverse linee in cavo interrato collegano tra loro gli aerogeneratori; da questi ultimi, median-
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 107
ON SITE te una dorsale costituita da più linee in cavo interrato, l’energia prodotta viene trasferita alla sezione in media tensione della stazione di trasformazione dalla quale l’energia elettrica viene trasferita al trasformatore AT/MT, nuovamente trasformata, innalzata al livello di tensione di 150 kV e consegnata alla RTN.
La voce dei protagonisti “IDOKA Costruzioni - spiegano i responsabili dell’impresa di Potenza - si occupa della realizzazione di impianti di energia rinnovabile, opere d’ingegneria naturalistica, strade, stazioni elettriche, elettrodotti, metanodotti, oleodotti, costruzioni edili e civili.
Le referenze che ci hanno consentito di essere considerati un interlocutore affidabile per il progetto di Melfi sono molte e autorevoli. È iniziata molti anni fa la nostra esperienza nella costruzione di parchi eolici e delle infrastrutture a essi connessi, sempre gestendo il personale nel rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e puntando sul costante aggiornamento attraverso corsi di formazione dedicati. Il principale punto di forza aziendale è rappresentato sicuramente dal personale dipendente e da tutti i collaboratori che, quotidianamente, con il proprio bagaglio di esperienza e professionalità e con il massimo impegno profuso in ogni ambito di lavorazione, contribuiscono alla crescita e all’evoluzione strutturale dell’azienda. Ulteriori punti di forza sono sicuramente l’ampio e aggiornato parco mezzi utilizzato per le lavorazioni, nonché la disponibilità di due cave per la produzione di materiale inerte e conferimento di terre e rocce da scavo, per il tramite IL PROGETTO HA PREVISTO LA POSA DEI CAVIDOTTI A UNA PROFONDITÀ DI 1,1 M, IN UNO SCAVO DI PROFONDITÀ 1,2 M E LARGHEZZA ALLA BASE VARIABILE IN BASE AL NUMERO DI CONDUTTORI PRESENTI
108 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
della società che le gestisce, la INERTI Srl, anche socio unico di IDOKA Costruzioni. Le cave sono ubicate nei comuni di Lavello (PZ) e Vaglio Basilicata (PZ), in posizioni ottimali per servire iniziative strutturali nell’area delle regioni Basilicata, Puglia e Campania. Attualmente possiamo vantare il controllo e la manutenzione di circa 50MW di impianti fotovoltaici e eolici sul territorio. L’ambizione di crescita e sviluppo atti a migliorare le qualità dei servizi prestati hanno incentivato l’unione di questi servizi, per fornire un’attività sempre più al passo con lo sviluppo delle attuali tecnologie e la richiesta di mercato nel campo delle energie rinnovabili”.
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PROTAGONISTA NEL PROGETTO DEL PARCO EOLICO È STATO IL MEZZO RTX1250i2 DI VERMEER, DOTATO DI DISCO TAGLIAROCCIA DA 1,2 M DI PROFONDITÀ DI SCAVO
La posa dei sottoservizi Nell’ambito del progetto di Melfi - così come spesso accade anche all’interno dei contesti urbani, congestionati e popolati - è stato necessario ricorrere a tecnologie alternative al tradizionale sistema a cielo aperto. Nel progetto relativo alla realizzazione di questo parco eolico e delle opere e infrastrutture connesse nel comune di Melfi, questa tecnologia “alternativa” si è rivelata una valida - anzi, l’ottimale - soluzione e si è concretizzata nel trencher RTX1250i2 fornito da Vermeer Italia, azienda che offre un’ampia gamma di macchinari e di equipaggiamenti specializzati come perforatori
IL MEZZO RTX1250i2 DI VERMEER QUI UTILIZZATO DA IDOKA COSTRUZIONI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI SCAVI MONTAVA UN DISCO TAGLIAROCCIA DA 1,2 M DI PROFONDITÀ aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 109
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orizzontali, trencher, catenarie con disco da mini e microtrincea e molto altro per eseguire lavori di posa di sottoservizi e pipeline, lavorazione del legname per l’energia rinnovabile, realizzazione di strade, autostrade e linee ferroviarie. “Le macchine proposte sul mercato da Vermeer - spiegano i responsabili di cantiere di IDOKA Costruzioni - consentono di eseguire lo scavo per la posa di sottoservizi in modo rapido e senza
rischi per gli operatori e, nell’eventualità, per la popolazione locale, perché permettono di eseguire un taglio nella pavimentazione del diametro che serve alla posa del cavo, alla profondità desiderata. Il materiale di risulta viene adeguatamente convogliato ed è di dimensioni così ridotte che può essere riutilizzato alla bisogna direttamente per il ripristino del manto stradale. In tal modo, si evitano i cantieri ingombranti e
IL MEZZO RTX1250i2 IN FASE DI SCAVO. GLI ACCESSORI “INTELLIGENTI” DELLA SERIE “I2” DI VERMEER PERMETTONO DI RIDURRE I TEMPI PER L’EVENTUALE CAMBIO DEGLI STESSI E IL SETTAGGIO DEI PARAMETRI OPERATIVI
rischiosi e si riducono i costi operativi. Il trencher RTX1250i2 da noi utilizzato si è messo in evidenza perché ci aiuta a essere particolarmente produttivi nell’installazione delle utenze.
OPERE “A FAVORE DI VENTO” IDOKA Costruzioni opera nel settore
impianti di energia rinnovabile, preva-
delle costruzioni edili e civili, prevalen-
lentemente di tipo fotovoltaico ed eoli-
temente nella realizzazione di impian-
co, realizzati su tutto il territorio lucano.
ti eolici e fotovoltaici. Nata dal conferi-
Il bagaglio di esperienza acquisita a par-
mento del ramo di azienda della società
tire dal 1977, gli standard qualitativi, l’af-
gia rinnovabile in Basilicata, vantan-
Idoka srl, da oltre tre decenni attiva an-
fidabilità dei modi e tempi di esecuzione
do collaborazioni con realtà quali, tra
che nel settore delle opere di ingegneria
dei lavori, l’utilizzo di personale forma-
le altre, ENI, Nuova Ghizzoni, ENEL
naturalistica, negli ultimi anni la IDOKA
to e specializzato sono le caratteristiche
Distribuzione, Edison, ERG, Regione
Costruzioni è cresciuta grazie all’impe-
che collocano l’azienda di Potenza tra le
Basilicata, Provincia di Potenza,
gno e alla professionalità dei suoi ad-
più accreditate aziende operanti nel set-
TecSoils Energie Rinnovabili, ANAS
detti nel settore della realizzazione di
tore delle costruzioni di impianti di ener-
e PLC System.
110 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
aprile 2021 - ONSITECONSTRUCTION 111
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L’RTX1250i2 GARANTISCE ALL’OPERATORE UNA GUIDA TRANQUILLA, CONTROLLI SEMPLICI E UNA POSTAZIONE ISOLATA E COMODA
(fibra ottica, irrigazioni, linee elettriche e telefoniche, condotte idriche, gasdotti e fognature). Analizzati gli interventi evidenziati nel progetto esecutivo relativo a questo cantiere la soluzione ideale è risultata essere il mezzo Vermeer RTX1250i2. La scelta è caduta sull’utilizzo di questa tipologia di macchina – e in particolare di questo modello, allestito con disco tagliaroccia da 1,2 m di profondità di scavo – in quanto è possibile aprire uno scavo di larghezza pari al diametro della condotta da posare, perché il braccio di taglio della catenaria permette di operare nel terreno in modo preciso e pulito, alla profondità desiderata. In tal modo, come citato, si ha un controllo migliore del tracciato e molto meno materiale di risulta da gestire”.
Questo modello, nella fattispecie, somma alle potenzialità del RTX1250 un’intelligenza elettronica avanzata e la possibilità di personalizzare l’allestimento, che può essere gommato (come in questo caso) o con ‘quad tracks’, cioè dotato di cingoli gommati. In più, la macchina sfrutta i software intelligenti a tuo vantaggio, come la diagnostica a bordo e altri strumenti di produttività, che possono supportarti nei progetti più complessi”. “Oltre a una gamma molto diversificata di catenarie per lo scavo - confermano i responsabili di prodotto Vermeer - mettiamo a disposizione del mercato attrezzature e configurazioni diverse, per poter ottenere l’equipaggiamento perfetto a svolgere il lavoro di posa necessario IL MEZZO VERMEER RTX1250i2 OFFRE MOLTI VANTAGGI PRODUTTIVI, GRAZIE A SISTEMI TECNOLOGICI CLASSICI E NOVITÀ COME IL SISTEMA DI CONTROLLO ELETTRONICO TRENCHSENSE, IL SISTEMA DI CONTROLLO MOTORE ECOIDLE E IL SISTEMA AUTO PLUNGE. LA MACCHINA, INOLTRE, UTILIZZA UN SISTEMA DI CONTROLLO DA REMOTO OPZIONALE PER OTTIMIZZARE LA MANUTENZIONE E PER VELOCIZZARE IL CARICO E LO SCARICO DEL MEZZO
Caratteristiche e vantaggi I vantaggi apportati dall’utilizzo di una macchina di questo genere sono evidenti, ma quali sono le peculiarità emerse nel cantiere di Melfi? E chi meglio dei protagonisti del progetto può testimo112 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
niarlo? Queste le parole di conferma: “Il trencher RTX1250i2 offre possibilità davvero vantaggiose per la produttività, con caratteristiche tradizionali affiancate da novità come il sistema di controllo elettronico TrenchSense, il sistema di controllo motore EcoIdle e il sistema Auto Plunge. Ma non solo. L’RTX1250i2 utilizza anche sistema di controllo da re-
moto opzionale che ottimizza la manutenzione e velocizza il carico e lo scarico della macchina ed è in grado di riconoscere gli accessori speciali ‘i2’ quando vengono collegati al trattore. In più, il trencher è dotato di comandi silenziosi e intuitivi, mentre la piattaforma per l’operatore è isolata e presenta una seduta molto comoda e confortevole”. ■
LA SCHEDA TECNICA Vermeer RTX1250i2 Lunghezza (trattore base, pneumatici/cingoli):
3,5/3,8 m
Larghezza (pneumatici/cingoli):
222,2/234,9 cm
Altezza di trasporto (cabina):
292,1 cm
Peso (trattore base, pneumatici/cingoli, stuttura protettiva aperta antiribaltamento ROPS):
4.944,2/7.030,7 kg
Peso (trattore base, pneumatici/cingoli, cabina chiusa con sistema protettivo antiribaltamento ROPS):
5.424,9/7.511,5 kg
Motore: Potenza motore:
Deutz TCD3.6L - Stage IV 95 kW
Coppia max.:
5.000 Nm
Potenza sonora (certificata opzione 1 motore):
104 dBA
Velocità di traslazione, con pneumatici in gomma (marcia avanti/retromarcia):
16,4 km/h
Velocità di traslazione, con cingoli in gomma (marcia avanti/retromarcia):
16,3 km/h
Raggio di sterzata (pneumatici/cingoli in gomma, solo asse frontale sterzante): Raggio di sterzata (pneumatici/cingoli in gomma, asse frontale e posteriore sterzante):
1.219/1.219 cm 701/792 cm
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PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
KOBELCO
L’escavatore cingolato SK380SRLC Kobelco Construction Machinery Europe B.V. (KCME) ha.lanciato il suo più grande escavatore a raggio ridotto (SR) nel segmento delle 38 t: il modello SK380SRLC domina ora la gamma come uno degli escavatori SR più pesanti e veloci sul mercato. Le macchine SR sono da tempo le preferite degli operatori che lavorano nei cantieri urbani e residenziali e la loro diffusione è aumentata a seguito dei crescenti requisiti per i lavori stradali e la manutenzione di utenze. Le macchine SR beneficiano di un ingombro ridotto che consente loro di accedere alle aree di lavoro più ristrette e perfino di operare all’interno di un’unica carreggiata, così da non disturbare il traffico durante i lavori su strada o il sollevamento dei casseri negli scavi. Il nuovo escavatore cingolato SK380SRLC aggiunge alla
linea SR le prestazioni di un motore da 200 kW, un’ottima capacità di sollevamento, maggiore stabilità grazie al suo elevato peso operativo, oltre a un design girosagoma, una spaziosa cabina e una rilevante manovrabilità. Le scadenze ravvicinate dei progetti richiedono alti livelli di efficienza e produttività in cantiere: l’escavatore cingolato SK380SRLC è dotato di motore diesel Hino turbocompresso conforme Stage V per offrire maggiore potenza e quando serve più potenza immediata è possibile inserire il Power Boost per aumentarla del 10%, senza limite di tempo. Il gruppo propulsore della macchina, inoltre, offre una forza di trazione alla barra
sollevamento di 12.390 kg (dal livello del suolo) anche a 6 m di distanza. La cabina incorpora numerose
leader della classe di 314 kN, per un funzionamento regolare e costante su terreni accidentati e pendenze, anche durante il sollevamento di oggetti pesanti.
La combinazione dell’elevata pressione idraulica (Heavy Lift) garantisce una capacità di 114 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
caratteristiche per migliorare estetica, comfort e sicurezza. Il posto di guida di livello premium è sigillato e pressurizzato e il sistema di controllo automatico del clima dirige un flusso d’aria calda o fresca verso il collo e la schiena dell’operatore. Il sedile a sospensione pneumatica riscaldato Grammer assorbe le vibrazioni anche sui terreni più accidentati. La cabina è inoltre dotata di radio DAB+ (FM/AM, AUX, USB, Bluetooth e vivavoce per cellulare), presa da 12 V, porta-oggetti e porta-tazza. Il display multifunzione LCD a colori del modello SK380SRLC mostra consumo di carburante, intervalli di manutenzione, modalità di scavo e altre importanti informazioni. L’operatore può selezionare fino a 20 impostazioni predefinite dell’accessorio; il commutatore di modalità a singolo tocco consente
dichiarato: “L’arrivo del modello SK380SRLC è il risultato di una ricerca di mercato su vasta scala e del feedback dei clienti, uniti all’enorme esperienza di Kobelco nelle tecnologie innovative. Stiamo
di convertire il circuito idraulico e la portata per adattare la potenza agli accessori. La protezione FOPS ribaltabile di Livello II è fornita di serie, offrendo facile accesso al vetro esterno del tettuccio che può essere pulito agevolmente per migliorare la visibilità. Un ulteriore livello di sicurezza in cantiere è garantito da tre telecamere situate sui lati destro, sinistro e posteriore della macchina. Il dispositivo di visualizzazione multiplo consente di personalizzare la visione per migliorare la visibilità. L’accesso a livello del suolo al serbatoio del DEF e un gradino di accesso, situato vicino al motore, semplificano la manutenzione. Alla fine di quest’anno è previsto il lancio di un’opzione di braccio di sollevamento in due sezioni per il modello SK380SRLC, che offrirà ulteriori vantaggi nei cantieri con spazio ridotto e in particolare nei cantieri per la manutenzione e le utenze. Commentando il lancio del nuovo escavatore cingolato Kobelco SK380SRLC, Peter Stuijt, Product Manager, ha
riscontrando un aumento nella domanda di macchine a raggio ridotto a seguito dei maggiori requisiti per le infrastrutture urbane e le utenze e il modello SK380SRLC offre tutti i vantaggi di una macchina pesante, tra cui l’elevata potenza la maggiore capacità di sollevamento, ma con un ingombro molto più contenuto”.
PRODOTTI CANGINI
Testate trincianti per aree verdi e foreste La gamma di trincia Cangini, destinate a interventi che vanno dalla pulizia di piccole aree verdi a quella di boschi e foreste, soddisfa le esigenze del mercato professionale
potente, un alleato vincente per le sfide più impegnative. Non si ferma e “aggredisce” il tronco e la vegetazione con rapidità, per una performance ottimale in ambito
optional di quest’attrezzatura è l’apertura idraulica degli sportelli, che ne permette la gestione dalla cabina, allo scopo di aumentare la potenzialità del rotore per aggredire in profondità tronchi fino a 220 mm. Le stesse qualità sono garantite anche per la versione frontale. L’importante investimento nel TESTATA TRINCIANTE FORESTALE FORCE ONE PER ATTACCO FRONTALE
TESTATA TRINCIANTE TC PER ATTACCO FRONTALE
ed è progettata per supportare gli operatori nelle operazioni di manutenzione del verde pubblico e in ambito forestale. L’alternativa di conformazione a mazze o coltelli permette un taglio ottimale degli arbusti, nel primo caso, e di erba o vegetazione in base alle esigenze, nel secondo. La scocca rinforzata di serie conferisce un’alta resistenza, mentre il gruppo valvole integrato regola il flusso e la pressione, ottimizzando le prestazioni del motore e aumentandone la durata nel tempo. A scelta l’applicazione del sistema flottante, che permette al trincia di adattarsi al terreno, per prestazioni ancora migliori. Nella versione frontale dell’attrezzatura il flottante diventa di serie e, per una maggiore resistenza agli urti, il modello TC-F è dotato di doppia scocca. Per operazioni gravose e continuative il trincia può essere equipaggiato con un motore a pistoni. Il trincia forestale “Forceone” è l’ultimo arrivato in casa Cangini, all’interno della linea di testate trincianti: è un’attrezzature 116 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
TESTATA TRINCIANTE FORESTALE FORCE ONE ESCAVATORE
forestale, ed è disponibile in versione escavatore e per attacco frontale. Il “Force One” è progettato con un motore a pistoni che gli permette di sostenere intensi ritmi di lavoro senza fermo macchina. Le sue configurazioni sono per tutte le esigenze, dal rotore con mazze a scomparsa, adatto al taglio di arbusti e rovi, a quello a utensili fissi, per lavori gravosi. Ma anche la configurazione per cippato è ideale per la triturazione di tronchi. Un ulteriore vantaggio è il sistema di raffreddamento automatico tramite ricambio d’aria forzato, che aiuta a mantenere costante la temperatura dell’olio. Elemento
TESTATA TRINCIANTE TC PER ESCAVATORE
reparto di Ricerca e Sviluppo, da sempre valorizzato dall’azienda di Sarsina (FC), si vede protagonista nell’elaborazione di prodotti come quelli che rientrano all’interno della linea delle testate trincianti. Le attrezzature per il verde dell’azienda, infatti, sono state riprogettate, ridisegnate e ridefinite tenendo in considerazione di ogni segnale proveniente dal mercato e di ogni sua evoluzione. Il risultato? Una linea fatta di prodotti potenti e soluzioni ingegneristiche avanzate, per offrire il meglio delle prestazioni, limitando al minimo la durata di ogni operazione, con la garanzia di un rendimento sempre di alto livello.
ING. ENEA MATTEI
I nuovi compressori RVXi La nuova serie di compressori RVXi (Rotary Vane Xtreme) gestiti da inverter, firmata Ing. Enea Mattei Spa si annuncia come una rivoluzione in termini di efficienza energetica nel settore dell’aria compressa a velocità variabile. Specificatamente realizzata per andare incontro alle richieste delle imprese medio-grandi del comparto industriale, la nuova linea realizzata da Mattei è dotata di un nuovo controller Maestro XC con interfaccia grafica touch-screen da 10” con possibilità di controllo anche da remoto, connessione a internet tramite rete aziendale o con modem “on board” e servizio di alert immediato via notifica in mail in caso di guasto o malfunzionamento.
“La nuova Xtreme Communications Technology è al passo con i tempi e sempre più orientata verso l’industria 4.0 e la connettività al Cloud”, spiega Andrea Capoferri, Industrialisation Manager di Mattei e responsabile di progetto per la serie RVXi. “Abbiamo analizzato con grande attenzione le esigenze del mercato per trovare una risposta efficace e duratura alle richieste delle industrie, lavorando spalla a spalla con il nostro dipartimento di Ricerca e Sviluppo”. Il primo prototipo del nuovo compressore Mattei era già stato presentato più di un anno fa alla fiera di Hannover ma in questi mesi l’azienda, con sede a Vimodrone (Milano), ha voluto testare sul campo la sua efficacia, prima di procedere con la produzione
vera e propria: “Abbiamo voluto mettere alla prova la macchina all’interno di un sito produttivo nel Nord Italia - spiega Capoferri - per certificarne l’efficacia in condizioni reali di utilizzo, ricevendo fin da subito ottimi riscontri. Dopo quasi un anno di raccolta dati, siamo riusciti ad affinare ulteriormente le sue funzionalità e ora è finalmente giunto il momento di chiudere il cerchio con la produzione del primo lotto, a coronamento di un lavoro lungo e impegnativo ma anche pieno di soddisfazioni”.
Dall’OPTIONAL allo STANDARD anche l’occhio vuole la sua parte. www.olmark.com
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Company Certified with Procedures Quality UNI EN ISO 9001:2015
MAGGIORE RESISTENZA ALLA CORROSIONE RISPETTO PROTETTIVI TRADIZIONALI PARTICOLARE DUREZZA E RESISTENZA MECCANICA BUON COEFFICIENTE DI FRIZIONAMENTO UNIFORMITÀ DI COLORAZIONE
3
OTTIMA RESISTENZA ALLA CORROSIONE PROTETTIVO EFFICACE ANCHE A BASSI SPESSORI BUONA UNIFORMITÀ DI COLORE OTTIMA ADERENZA DELLE PASSIVAZIONI CROMATICHE
2
RIVESTIMENTO DI SPESSORE UNIFORME ANCHE NELLE ZONE INTERNE INDIPENDENTEMENTE DALLE FORME OTTIMA RESISTENZA ALL’USURA RISPETTO DELLE TOLLERANZE DIMENSIONALI
1
ELEVATA PROTEZIONE ALLA CORROSIONE RIVESTIMENTO A SPESSORE COMPATTO BUONA RESISTENZA ALL’USURA OTTIMO RAPPORTO QUALITÀ PREZZO
recycling-aktiv.com
tiefbaulive.com
Fiera dimostrativa sullo smaltimento e il riciclo dei rifiuti & sull'ingegneria stradale e civile
Karlsruhe 2 – 4 sett. 2021 2 – 4 sett. 2021 FieraFiera Karlsruhe
WEBER MT
Spazio alla CFR 90! Gli utilizzatori che l’hanno provata sul campo sono concordi nel ritenerla una soluzione ideale per tante tipologie di cantiere in cui non è possibile (o risulta scomodo) utilizzare una piastra vibrante tradizionale. Allo stesso tempo anche i noleggiatori hanno finalmente la macchina adatta per rispondere in maniera adeguata alle richieste più particolari. “Se dovessi sintetizzare le qualità principali della CFR 90 - afferma Alberto Lovo, direttore generale di AL Consulting, società che distribuisce i prodotti Weber MT sul territorio italiano - parlerei di massima agilità e manovrabilità totale. Infatti, si tratta di una macchina che unisce la forza di compattazione di una tipica piastra vibrante da 80 kg a una forma insolita, che le conferisce
una facilità di utilizzo che non ha confronti”. Presentata da Weber MT al Bauma 2019, dopo due anni di lavoro in vari cantieri di tutta Europa la piastra vibrante CFR 90 si sta ritagliando un ruolo importante anche nel nostro mercato, grazie alle sue caratteristiche, che la rendono particolarmente adatta a tutte le situazioni più “complicate”. La peculiare forma della macchina permette l’impugnatura da qualsiasi lato e consente di ruotare sul proprio asse a 360° senza dover compiere larghe curve. La CFR 90 ha quindi la conformazione perfetta per lavorare in tutti gli scavi con pochissimo spazio di manovra a disposizione. Nei casi più difficili è anche possibile calarla all’interno dello scavo, utilizzandola dall’esterno. Sono molti i settori
di utilizzo della piastra vibrante CFR 90, tra questi: trincee anguste, strette e profonde; piccoli scavi per allacciamenti utenze come gas, acqua e luce; fosse cimiteriali, che risultano quasi impossibili da compattare con altre macchine; posa di cartellonistica, pali e segnaletica stradale; piccole manutenzioni stradali; compattazione del fondo dei marciapiedi.
L’arte della stampa al servizio delle tue idee
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BRIGADE ELETTRONICA
Sicurezza assicurata con ZoneSafe Un nuovo dispositivo è entrato a far parte della gamma Brigade Elettronica, specialista da oltre 40 anni in sistemi di sicurezza veicolare per mezzi commerciali e macchine operatrici. Si tratta di ZoneSafe, un sistema di rilevamento macchina-uomo con tecnologia di identificazione a radiofrequenza RFID in grado di segnalare la presenza di persone nei pressi delle macchine. ZoneSafe si compone di un’unità di controllo con memoria interna e interfaccia wifi, di una o più antenne - anche collegate in sequenza - montate sul mezzo, di una Vibratag Driver portata dal conducente e di altre Vibratag indossate dai pedoni. Ogni tag ha un identificatore univoco ed è relata ad individui specifici. Quando una persona dotata di tag entra nella zona di rilevamento dell’antenna un allarme visivo e sonoro avvisa l’operatore alla guida. A sua volta, la vibrazione della Vibratag segnala al pedone il veicolo in avvicinamento. L’area di rilevamento dell’antenna è programmabile, con un raggio variabile da 3 a 10 m, anche attraverso muri e impedimenti: le tag, infatti, non richiedono un contatto visivo e vengono intercettate indipendentemente da ostacoli, angoli ciechi,
meteo avverso o scarsa visibilità. ZoneSafe ha anche delle AssetTag, ovvero tag per oggetti, che possono essere montate in coni di sicurezza con un’apertura superiore di diametro compreso tra i 39 e i 44 mm, per
creare circoscritte zone di esclusione, agevolmente variabili. Il sistema è di facile settaggio e impiego, tramite l’apposita applicazione e il dashboard che, via wifi, monitora le diverse tag, genera report automatici e condivide dati.
BOBCAT TI OFFRE LE SOLUZIONI DEL DOMANI, ORA!
Abbiamo inventato l’industria delle macchine compatte e ora la stiamo reinventando. Grazie a decenni di esperienza nello sviluppo della pala caricatrice più robusta del pianeta, abbiamo aggiunto una grande quantità di miglioramenti e tecnologia smart per aumentare la durata, incrementare le prestazioni e portare un comfort di prima classe nelle nuovissime pale caricatrici serie R. STABILITÀ E COMPATTEZZA RESISTENZA COMFORT DI PRIMA CLASSE VISIBILITÀ MIGLIORATA Per ulteriori informazioni contatta il concessionario locale o visita www.bobcat.com
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Le teste fresanti TF tamponamenti interni ed esterni, scarifica di superfici verticali, per rimuovere intonaci, mettere a nudo elementi strutturali o bonificare il calcestruzzo ammalorato), nonché nelle demolizioni controllate di pavimentazioni, piastre
Le teste fresanti Simex TF sono attrezzature versatili, utilizzabili in svariati contesti applicativi: profilatura di pareti in roccia e calcestruzzo, avanzamento in galleria, coltivazioni in cava, demolizioni, scavo di trincee e lavori di finitura. Queste attrezzature sono particolarmente efficaci dove i sistemi di scavo tradizionale si dimostrano troppo deboli e quelli a percussione poco precisi o invasivi. La bassa emissione di vibrazioni e il lavoro silenzioso, infatti, permettono di operare anche in aree sensibili come centri urbani, ponti o gallerie. I TF di piccole dimensioni lavorano efficacemente sul manto stradale, asportando sezioni predefinite di asfalto ammalorato per il conseguente ripristino, ma queste attrezzature sono efficaci anche nella posa di sottoservizi, in edilizia e nell’ambito delle infrastrutture (asportazione di pavimentazioni,
di cemento e di edifici e nel comparto del tunnelling, nella rottura selettiva degli ammassi rocciosi in cave e miniere, oltre che in ambito agricolo e forestale (grazie a specifici denti per processare il legno), portuale e subacqueo,
con guarnizioni meccaniche sui tamburi che garantiscono la massima tenuta agli agenti esterni anche quando l’attrezzatura è completamente immersa in acqua o terreno fangoso, fino a una profondità di 30 m.
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Doosan è in prima linea nella ricerca tecnologica avanzata finalizzata alla creazione di soluzioni innovative. Oltre alla straordinaria efficienza delle singole macchine, Doosan offre anche pacchetti tecnologici che migliorano l’efficienza del cantiere. Le nostre soluzioni tecnologiche basate su droni stanno trasformando il mondo del movimento terra massimizzandone la produttività complessiva tramite stime estremamente accurate del carico di lavoro, pianificazione delle flotte e monitoraggio in tempo reale dell’avanzamento dei lavori. Per ulteriori informazioni sulle nostre nuove tecnologie, visitate il sito: eu.doosanequipment.com
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DOOSAN INFRACORE EUROPE
La benna trasparente Doosan Infracore Europe presenta una benna trasparente per pale gommate che permette all’operatore di vedere nei punti ciechi davanti all’attrezzatura montata sulla macchina attraverso il monitor in cabina. Il sistema registra le immagini davanti alla pala attraverso telecamere montate anteriormente in alto e in basso e visualizza in tempo reale le immagini combinate sul monitor usando un metodo di proiezione curva. Il sistema migliora inoltre l’efficienza operativa in quanto offre una visione in prospettiva in avanti
durante le operazioni di carico/scarico o durante il trasporto di materiali quali aggregati, sabbia e terra. Doosan Infracore ha presentato domanda di brevetto in Corea, Nord America, Europa e Cina e ha sviluppato altri sofisticati sistemi di sicurezza all›avanguardia per la sua gamma di macchine, tra cui il sistema AVM per il monitoraggio dell’area attorno alla macchina e il sistema di allarme posteriore con sensori a ultrasuoni, entrambi accolti favorevolmente dai clienti. Un portavoce di Doosan Infracore
ha commentato: “Con l’aumento delle norme di sicurezza per macchine e cantieri a livello mondiale i sistemi di sicurezza avanzati sono diventati un fattore chiave quando è il momento di scegliere una macchina. Abbiamo in
programma di continuare a sviluppare caratteristiche di sicurezza per proteggere operatori e altri lavoratori in cantiere e vogliamo essere in prima linea nella realizzazione di cantieri edili sicuri, in cui non si verifichino incidenti”.
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
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PRODOTTI KLEEMAN
Il nuovo MOBICAT MC 110(i) EVO2 Kleemann presenta il nuovo MOBICAT MC 110(i) EVO2, un impianto di frantumazione semovente di nuova generazione. Il suo predecessore si è evoluto e ora offre tecnologie all’avanguardia, che permettono di ottimizzare il lavoro quotidiano in tutti i settori. Kleemann ha sviluppato quest’impianto concentrandosi sulle esigenze di imprese edili e di demolizione, contoterzisti e gestori di cave: con una produzione oraria che può arrivare fino a 400 t/h, il nuovo frantoio a mascelle semovente soddisfa i requisiti richiesti nella fascia di potenza media e offre elevate prestazioni in molteplici applicazioni nelle cave e nel recycling. Gli ingegneri addetti allo sviluppo del MC 110(i) EVO2 hanno dato la priorità a una trasportabilità ottimale e una rapida messa in servizio. L’altezza di trasporto è stata ridotta di 20 cm e ora è di 3,4 m. Il cambio di sito è più semplice, perché il trasporto si può effettuare con semirimorchi a pianale ribassato. Il processo di avviamento,
126 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021
incluso il tempo per allestire calotte, convogliatori e tramoggia, richiede solo 10 minuti. Una peculiarità del MOBICAT MC 110(i) EVO2 è il suo nuovo sistema di sovraccarico a due livelli: permette di evitare che si formino blocchi e ostruzioni, che potrebbero rendere necessario fermare l›impianto. Se materiale non frantumabile penetra nel processo di frantumazione, il CSS 2x si apre fino a 40 volte più velocemente del modello precedente. Con l’evoluzione di SPECTIVE Kleemann ha poi alzato l’asticella per gli interfaccia utente nel settore: questo sistema di comando digitale è intuitivo e rivoluziona la gestione dell’impianto con una serie di nuove caratteristiche. Il touchpanel da 12‘‘ è stato ottimizzato in merito alla gestione utenti e alla visualizzazione. La nuova soluzione digitale SPECTIVE CONNECT può inoltre trasmettere a smartphone tutti i principali dati dell’impianto. Nel nuovo MOBICAT MC 110(i) EVO2 Kleemann ha integrato una serie di nuove tecnologie e migliorie.
Il CFS - Continuous Feed System, ad esempio, assicura un’alimentazione costante del frantoio e quindi fino al 10 % di resa giornaliera. Il prevaglio a due piani indipendente assicura una vagliatura efficace della parte fine nel materiale prima che entri nel processo di frantumazione. Ciò aumenta la portata complessiva dell’impianto e protegge per esempio i frantoi a cono successivi del secondo stadio di frantumazione. Un inserimento ottimizzato è assicurato da una mascella mobile extra lunga, mentre il passaggio in piano al vano di frantumazione permette un flusso ottimale del materiale. È stata ottimizzata anche l’accessibilità per una manutenzione rapida, sicura e comoda. Il sistema di azionamento diesel diretto è stato migliorato dal punto di vista del consumo di carburante e dei costi d’esercizio. La ventola che lavora in funzione della portata assicura un maggiore raffreddamento, è attiva solo quando necessario e riduce il consumo di carburante.
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123
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Giorgio Novara
125
Grafiche MDM
120
H.P.S. Centro Oleodinamico
31
Hyundai Construction Equipment
1
IN.CO.FIN.
27
Idromeccanica Ramtec
15
JCB
11
Kohler Engines M3-MetalMeccanica Moderna Officine Malaguti
III COPERTINA 23 IV COPERTINA-7
Oleomarket
117
Pio Pellacini
25
Samep Tools
II COPERTINA
Scai
9
Sicim
29
Simex
5
Terex Cranes
43
Trevi Benne
COPERTINA
Trimeccanica
37
Wirtgen Macchine
13
128 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2021