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SOMMARIO APRILE-MAGGIO 2020 - N. 3-4
52 Kubota
Efficienza senza compromessi
di Ettore Zanatta
92 Kaitek Flash Battery
56 Liebherr
Affidabilità “allround”
di Stefano Vitali
In copertina: SCAI
Oltre l’immaginazione
di Ettore Zanatta
di Ettore Zanatta
6 Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
ATTUALITA’
Una “carica” di innovazione
di Lorenzo Zacchetti
I contatori che… contano!
di Ettore Zanatta
100 SSAB
66 Wirtgen Group
La forza tenace
di Stefano Vitali
DOSSIER
Largo alle ammiraglie
di Lorenzo Zacchetti
ATTREZZATURE
104 Diesel vs elettrico
80 Adriatech
4 Editoriale
96 MP Filtri
60 Mecalac
COMPONENTI
La perforazione autorevole
di Riccardo Lorenzi
L’energia del futuro
di Gianni Gennari
ON SITE
84 MB Crusher
Per frantumare ogni record
102 Abbattimento di un edificio
di Stefano Vitali
in struttura acciaio-cemento Demolizione multipiano
di Ettore Zanatta
88 Sicim
Campioni di versatilità
di Lorenzo Zacchetti
120 Prodotti
a cura di Liliana Rebaglia
36 Scenari economici
Costruzioni: a rischio 34 miliardi di euro nel 2020
di Cresme
MACCHINE 42 CASE
La versatilità si fa in 14!
di Stefano Vitali
Hands On
L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EX200E
48 Hitachi
Tutto sotto controllo!
di Stefano Vitali
SPIRITO COMPETITIVO di Ettore Zanatta
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Hanno collaborato a questo numero: Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali, Lorenzo Zacchetti Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)
ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
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NON METTERMI ALLA PROVA.
PINZA DEFORESTATRICE-ABBATTITRICE SERIE WT. Per le aziende che eseguono manutenzione del verde stradale, per i consorzi di bonifica e per le imprese che operano nel settore ecologico e ripristino ambientale.
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
L’orizzonte del disincanto
A
spettiamo. Nella grande attesa - che rimane l’unica risorsa rimasta ai più fiduciosi analizziamo le perdite sicure al netto del fenomeno Coronavirus. Quella che le riassume tutte, per chi volesse scrutare l’orizzonte del disincanto dalle illusioni macroeconomiche, è quella della fiducia nella capacità della nostra politica di affrontare una crisi globale di vaste proporzioni e di qualsiasi genere si tratti. La crisi del 2008 che portò al crollo dell’economia mondiale fu uno tsunami finanziario che partì dagli Stati Uniti e devastò il mondo, i sistemi industriali e le vite di tutti. La dissennatezza rapace del neoliberismo e la connivenza del sistema capitalistico americano portarono alla rovina di molti, ma nessun provvedimento politico si risolse in condanne esemplari e in un cambiamento decisivo del sistema. Oggi una nuova crisi “indiretta”, causata da una pandemia sanitaria, vede protagonista un altro “guardiano del mondo”, quella Cina del capitalismo di stato che non ammette coscienza e pietà per chi - al di fuori dei confini - sarebbe stato invaso di lì a poco (incolpevole e forse tenuto all’oscuro per interessi economici interni) con la morte di persone, economie manifatturiere, regole civili e libertà. Eppure, a fronte di tutto ciò, nessuno di chi ci governa ha proferito qualsivoglia condanna, almeno morale. Ogni stato nazionale - oggi come nel 2008 - si medica le ferite come può, da schiavo impotente e rassegnato al fatto che nulla mai cambierà, né i sistemi finanziari, né le politiche neocolonialiste a qualsiasi prezzo delle superpotenze economiche. In tutto questo, nel frattempo, c’è qualcosa che non sia (o sia stato) un’illusione ma un fatto concreto? C’è il nuovo ponte di Genova. Ci sono le macchine e le tecnologie con cui è stato costruito per medicare una grande ferita nazionale. Ci sono le donne e gli uomini che hanno messo a disposizione competenze, strumenti, ricerca e impegno per portare a termine una scommessa per la vita di una comunità. C’è una struttura di comunicazione e trasporto, un passaggio vitale, frutto dell’ingegno e della tenacia degli uomini migliori che torna a disposizione della comunità, nella speranza che anche in altri ambiti se ne possano trovare, di uomini migliori, prima o poi.
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ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
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NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
COVID-19 E MACCHINE PER LE COSTRUZIONI
Il “Metodo Genova” per contrastare l’impatto economico Nel mese di marzo la pandemia di Covid-19 ha colpito il settore delle macchine per costruzione provocando una riduzione degli ordini che, per il 44% delle aziende intervistate, è stata tra lo zero e il 34%, mentre un altro 24% degli intervistati ha registrato una contrazione tra il 35% e il 70%. Valori positivi vengono comunicati solo dal 32% del campione. Sul versante del fatturato stimato a fine anno, il 72% delle aziende stimano un calo tra lo zero e il 34%, mentre un altro 16% prevede una flessione dal 35% fino al 70%. I dati dell’indagine sono stati presentati recentemente da Unacea durante un live treaming sugli scenari economici del Covid-19 e il settore delle macchine per le costruzioni.
MIRCO RISI Al live streaming ha preso parte Stefano Fantacone, direttore scientifico del CER (Centro Europa Ricerche), che ha stimato una contrazione del 3,3% del pil a fine anno con una perdita di 55 miliardi di prodotto e una contrazione degli occupati di circa 250.000 unità. Le esportazioni italiane dovrebbero inoltre flettere di oltre il 5%, con una contrazione del commercio mondiale pari al 4%. Essendo uno shock
STEFANO FANTACONE di natura non economica, considerando l’andamento dei fenomeni epidemici precedenti e la recente esperienza cinese, le perdite dovrebbero essere recuperate nel 2021. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni gli scenari del CER stimano una possibile crescita degli investimenti pubblici di 3 miliardi annui fino al 2022. “Con la videoconferenza organizzata in quest’occasione – ha dichiarato Mirco Risi,
presidente di Unacea – iniziamo un lavoro di ‘intelligence economica’ che ci porterà tra giugno e luglio a elaborare scenari previsionali di maggiore dettaglio per quanto riguarda le macchine per costruzione. Nel frattempo è fondamentale evitare che la crisi in atto distrugga la capacità produttiva delle imprese. Ecco perché le risorse - al momento ancora insufficienti messe a disposizione dal Governo devono arrivare direttamente al sistema produttivo. Solo in questo modo potremo riprendere a lavorare una volta che l’emergenza sarà rientrata. Inoltre chiediamo che venga utilizzato il ‘metodo Genova’ per rilanciare quanto prima i lavori pubblici, ormai non più rinviabili”.
MERCATO
Calo drastico del mercato nel primo trimestre Nel primo trimestre del 2020 le macchine per le costruzioni vendute sul mercato italiano sono state 2.701, con un (prevedibile) calo del 15% rispetto al primo trimestre del 2019. Più in dettaglio, sono 2.609 le macchine movimento terra vendute, con una perdita del 15%, e 92 le macchine stradali, che registrano invece 6
un calo del 23%. I dati sono stati resi noti da Unacea. “Si tratta di una flessione drammatica - ha commentato Mirco Risi, presidente di
ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Unacea - perché i primi due mesi dell’anno avevano prodotto numeri decisamente positivi, mentre con marzo e l’inizio della crisi si è
assistito a una vera e propria cancellazione del mercato interno ed estero. Per non distruggere il tessuto economico italiano sono urgenti provvedimenti da parte del Governo in materia di rilancio e velocizzazione delle opere pubbliche, mentre bisogna far sì che la liquidità arrivi realmente alle aziende, cosa che ancora non si è verificata”.
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NOTIZIE CANGINI
Comfort e innovazione nella vagliatura Le operazioni di selezione e vagliatura del materiale non saranno più un problema in cantiere grazie al sistema brevettato delle nuove vagliatrici Cangini di ultima generazione, le VMS multiscreening, che consentono una vagliatura rapida ed efficace per una resa di lavoro ottimale e professionale. La multiscreening Cangini per macchine da 5 a 35 t è adatta alle operazioni di vagliatura anche su terreni “mossi”. Principale peculiarità di queste attrezzature è il sistema (innovativo) a doppio cestello rotante in HB400, che consente la scelta e la variazione della granulometria del materiale da vagliare in maniera autonoma e agevole, direttamente dalla cabina, tramite comando idraulico. In tal modo si può ottenere una selezione in tempo reale dello spessore del materiale da 25 a 60 mm (65 mm per i modelli VMS20 E VMS30). I due cestelli rotanti che compongono la benna Multiscreening scorrono uno sull’altro determinando la versatilità di quest’attrezzatura. Resistenza e multifunzionalità distinguono
poi quest’attrezzatura nel campo della vagliatura: con l’impiego di un unico attrezzo, infatti, possiamo ottenere varie pezzature di materiale senza dover sostituire alcun elemento meccanico e senza interrompere il ciclo di lavoro. Si tratta di un rilevante risparmio di tempo per l’operatore, che in questo modo non deve mai scendere dalla cabina. Tenacità e compattezza, inoltre, sono garantite dall’utilizzo di materiali ad alta resistenza
come l’acciaio HB400, che offre un’adeguata tenuta anche alle sollecitazioni più gravose, nonché una notevole durata nel tempo. L’attrezzatura è così in grado di sostenere un elevato ritmo di lavoro. Il vasto assortimento della gamma vagliatrici Cangini comprende anche la versione frontale: il concetto di vagliatura rimane invariato anche su questi modelli, anch’essi caratterizzati da un doppio cestello rotante brevettato e da una
spiccata versatilità. Alla serie delle vagliatrici frontali si aggiunge il nuovo design compatto e innovativo della VMS TWIN F20: l’accoppiamento brevettato in orizzontale di due doppi cestelli vaglianti permette di avere una capacità operativa doppia pur rimanendo invariata l’altezza dell’attrezzatura e, di conseguenza, viene garantita la piena visibilità all’operatore in cabina, mai compromessa dalla dimensione del cestello. Pertanto la gamma Cangini si può riassumere come indice di attrezzature performanti e ad alto rendimento in gradi di massimizzare le prestazioni e ridurre le tempistiche di lavoro. 8
ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
DUMPER VOLVO: LEADER INDISCUSSO
NOTIZIE CASE
Una pala gommata 721G nella cartiera dei Duchi di Urbino Una pala gommata CASE 721G si è resa protagonista in un cantiere nel centro di Fermignano, cittadina ai piedi di Urbino, dove un edificio storico è crollato in seguito a un evento atmosferico eccezionale: il “nevone” del 2012. Ben 327 cm di neve in poco più di una settimana, 142 cm dei quali caduti in appena due giorni. Il tetto della struttura non ha retto ed è collassato. La parte crollata è, fortunatamente, la sezione più nuova di uno degli edifici simbolo dell’architettura industriale delle Marche, l’antica cartiera dei Duchi di Urbino. Racconta l’amministratore di Megawatt, l’azienda proprietaria dello stabile che nel 2019 ha iniziato i lavori di recupero: “La parte dell’edificio
crollata sotto il ‘nevone’, anche se più moderna (risale al 1937) era quella strutturalmente più debole. Un recupero non era possibile e abbiamo deciso di abbattere le porzioni ancora pericolanti rinviando, per il momento, la ricostruzione di questa porzione di immobile. Gli edifici più antichi, invece, hanno risentito della nevicata in modo ridotto e, con il rifacimento delle coperture lignee terminato nel 2019, li abbiamo portati quasi a nuovo”. Nell’area interessata al crollo i lavori sono consistiti soprattutto nella rimozione delle macerie e nel riposizionamento dei bancali con i materiali di recupero. La pala CASE, grazie alla benna da 2,7 m3, è riuscita in poco tempo a liberare il piazzale
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caricando il dumper a monte del cantiere, cui si accede tramite una strada troppo stretta per l’ingresso del mezzo d’opera. Le pale CASE, grazie al loro angolo di sterzo di 45° e alla telecamera posteriore, sono maneggevoli e ciò è fondamentale muoversi in spazi ristretti come quelli dei cantieri urbani. In questi casi la visuale è agevolata anche dalla posizione rialzata del sedile e dall’ampia superficie vetrata della cabina, oltre che dai monitor che - oltre a dare tutte indicazioni sui parametri di funzionalità della macchina - mostrano
quanto inquadrato dalla retrocamera. La macchina è stata noleggiata da MAIE e ha consentito di terminare i lavori in tempi rapidi (due giornate lavorative) grazie al carico utile di 5.495 kg (peso operativo di 14.770 kg) e ai rapidi cicli di sollevamento e abbassamento (11,6 secondi). L’operatore ne è rimasto soddisfatto: “Sopra il fiume le temperature diventano molto rigide, ma la cabina riscaldata con ogni comfort non mi ha fatto sentire il peso della giornata di lavoro. L’idraulica sensibile è stato l’altro fattore che mi ha impressionato ed essendo prossimo alla pensione posso dire di averne guidate di pale”. Racconta Andrea del Bello, responsabile di MAIE: “La pala gommata è una delle macchine più noleggiate da noi e uno dei gioielli della gamma CASE. Una macchina dai contenuti tecnologici avanzati e con una cabina dal comfort assoluto, con molti dettagli che la rendono funzionale e accogliente: dal sedile ergonomico regolabile in altezza e a livello lombare al sistema di aerazione, filtrazione e pressurizzazione dell’aria. Tutti accorgimenti essenziali quando serve essere versatili per adattarsi alle condizioni di lavoro più disparate”.
NUOVA GAMMA TESTATE TRINCIANTI
NOTIZIE PROMOVE
Ripensare la demolizione
Nata nel 1989, Promove è specializzata nella produzione di demolitori idraulici e altre attrezzature da demolizione. Nei suoi stabilimenti di Molfetta l’azienda progetta e realizza tutte le attrezzature con materie prime certificate europee e con macchine a CNC di ultima generazione. La recente sfida che Promove ha raccolto è quella di ottenere un martello “autoinstallante”: nel 2017 è nata la “Smart-Valve”, un sistema che autoregola la portata di olio erogata al martello e ne stabilizza la pressione d’esercizio, massimizzando le prestazioni senza sprechi di carburante. La “Smart-Valve” è disponibile su tutta la gamma leggera dei demolitori e rende il martello 12 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Promove ideale nelle attività di noleggio. L’azienda pugliese ha sviluppato una gamma completa di attrezzature da demolizione visto il forte interesse del mercato: la serie CP è una gamma completa di multiprocessori con chele intercambiabili, robusta e versatile al tempo stesso. Attualmente Promove ha ripensato interamente la propria linea di frantumatori fissi e rotanti che è realizzata in Hardox 400, con un’ottimizzazione delle saldature, un design più compatto, un’ampia apertura delle chele, una speed valve, potenza e velocità nella chiusura/apertura chele, denti intercambiabili e la sostituzione delle piastre, puntando tutto sull’abbattimento dei costi e dei
tempi di manutenzione. Le attrezzature Promove sono sempre in pronta consegna, con tutti i ricambi disponibili in 24 ore e un servizio d’installazione e assistenza rapido ed efficace. Nel primo bimestre 2020 Promove ha fatto registrato un + 30% rispetto ai livelli di fatturato dello scorso anno, confermando il trend positivo che l’azienda ha registrato in questi anni. “Ci siamo ritrovati a dover fronteggiare le difficoltà causate dal Coronavirus – dichiarano da Promove – che ha messo a dura prova la nostra economia. Alla luce degli eventi più recenti è alquanto difficile fare previsioni attendibili vista l’enorme incertezza che caratterizza il momento che stiamo vivendo”.
compatto e
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Fin dalla sua nascita nel 1912 Yanmar ha sempre cercato di superare le aspettative degli operatori sviluppando prodotti e servizi di qualità superiore. Movimento terra, costruzione, demolizione, cura del paesaggio; siamo in grado di proporre soluzioni ottimali per ogni tipo di attività. La nostra gamma completa di macchine compatte include mini – midi escavatori, escavatori gommati , pale gommate, trasportatori cingolati.Tutte macchine progettate per essere efficienti, performanti ed amiche dell’ambiente.
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NOTIZIE KUBOTA
Il traguardo dei 130 anni! Il viaggio di Kubota è iniziato nel 1890, producendo le prime condutture in ferro per l’acquedotto. Il suo fondatore, Gonshiro Kubota, ha gettato le basi di una società che oggi rappresenta uno dei maggiori protagonisti del settore. Nata come fonderia, Kubota sarebbe presto divenuta un’azienda di riferimento nel settore dell’agricoltura, dell’edilizia e idrico a livello globale. Nel corso del tempo la società ha ampliato la sua attività attraverso la sua gamma di prodotti e servizi. Nel 1922 ha avviato la produzione di motori a cherosene per uso agricolo e industriale, settore in cui ha realizzato progressi significativi. Negli anni Sessanta ha lanciato una gamma di trattori per l’agricoltura, prima di avviare l’attività su progetti di approvvigionamento idrico e sistemi fognari. Nel 1974, ha introdotto il suo miniescavatore, rendendo i lavori di scavo più semplici per tutti gli operatori del settore. Nel 1998 ha ampliato il proprio business nel settore dei macchinari agricoli come parte della sua strategia di internazionalizzazione, avviando un’attività di produzione e vendita in Cina. Kubota accetta costantemente la sfida di sostenere il futuro della società e oggi rappresenta uno dei principali produttori di macchinari, diventando un punto di riferimento per le aziende di tutto il mondo. La sua offerta di prodotti copre settori come l’agricoltura, l’edilizia e sistemi di approvvigionamento idrico. L’azienda giapponese è anche il specializzata nella produzione di motori diesel e benzina compatti per applicazioni industriali, agricole, edili e generazione di energia elettrica. Inoltre le soluzioni tecnologiche di Kubota applicate all’agricoltura, come il trattore autonomo e il sistema Kubota Bi-speed, hanno notevolmente migliorato 14 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
GONSHIRO KUBOTA e semplificato il lavoro degli operatori in tutto il mondo. Kubota è poi impegnata nella protezione dell’ambiente e contribuisce ad affrontare i problemi della scarsità di acqua e cibo a livello globale. I suoi motori, tosaerba, macchine edili compatte e attrezzatura e materiali di precisione contribuiscono alla manutenzione urbana. Oltre a ciò, Kubota impiega le proprie tecnologie, esperienza e conoscenze acquisite per sviluppare e commercializzare prodotti nel settore rinomato a livello globale delle infrastrutture idriche giapponese, con l’obiettivo di salvaguardare le risorse limitate del pianeta e fornire acqua pulita e sicura per chiunque nel mondo. Yuichi Kitao, presidente e legale rappresentante di
Kubota Corporation, ha sottolineato i valori fondamentali della società come tributo al suo fondatore: “In occasione del nostro 130° anniversario sarebbe scorretto non ricordare a noi stessi i nostri principi fondanti e che ‘non ci sarà crescita senza innovazione’. Una speciale menzione ai due valori principali della filosofia Kubota attuale: ‘One Kubota’ e ‘On Your Side”. ‘One Kubota’ è la convinzione fondamentale che ogni membro è essenziale per il nostro gruppo ed essere ‘On Your Side’ significa che ogni dipendente deve riconsiderare ciò che facciamo ogni giorno, assicurarsi che stiamo incorporando le esigenze del mercato in tutti i nostri prodotti e servizi, osservando attraverso gli occhi o la prospettiva del cliente. Data la lunga storia ed evoluzione di Kubota è importante ricordare le sue origini, dove la società si trovava all’inizio e dove sta andando. Kubota continuerà a lavorare, come ha fatto per 130 anni, per fornire la migliore qualità, prodotti e servizi, garantendo al contempo la protezione dell’ambiente per lasciare un mondo migliore alle generazioni future. Attraverso l’innovazione, la ricerca e soprattutto comunicando in modo efficiente con i propri clienti, la società rimarrà fedele al proprio motto ‘For Earth, For Life’”.
NOTIZIE JCB
Prodotta la terna n° 750.000 JCB celebra una nuova pietra miliare nella sua storia con la 750a terna uscita dalle sue linee di produzione. La macchina è stata prodotta dallo stabilimento di Rocester, stesso in cui quasi 70 anni or sono è stato costruito il primo esemplare di questo fortunato modello. Fu infatti nel 1953 che il fondatore dell’azienda, Joseph Cyril Bamford CBE, concepì l’idea della terna JCB. Nel primo anno di produzione a regime, il 1954, furono prodotte solo 35 macchine; ci vollero più di 20 anni per raggiungere il traguardo dei 50.000 esemplari. Oggi, raggiunto questo nuovo storico traguardo, JCB produce terne nel Regno Unito, in India, in Brasile e negli Stati Uniti. Il 750.000° modello è un’edizione
speciale dell’ultima versione della terna JCB 3CX in allestimento completo e caratterizzata da una livrea esclusiva. Il Presidente di JCB, Lord Bamford, ha dichiarato: “Alcuni dei miei primi ricordi d’infanzia sono proprio legati alle prime terne prodotte a Rocester ed è quasi incredibile pensare di essere arrivati a costruirne 750.000. Ancora più incredibile è il fatto che la terna sia ancora
oggi una delle macchine più diffuse al mondo nel movimento terra, quasi sette decenni dopo la produzione del primo esemplare. La sua popolarità è una concreta testimonianza della versatilità di questa macchina, il cui successo è destinato a continuare anche in futuro”. Nonostante la sua maturità e lo sviluppo di nuove macchine e soluzioni competitive negli ultimi 67 anni, la terna rimane estremamente popolare in termini di vendite globali di macchine per le costruzioni, e l’iconica terna JCB è da 19 anni la più venduta al mondo. Questa nuova pietra miliare nella produzione di terne segue l’ultimo record raggiunto nel dicembre 2012, la produzione dell’esemplare n° 500.00, una 5CX, la più potente mai costruita da JCB.
ING. ENEA MATTEI
Scalata al mercato ferroviario La Ing. Enea Mattei, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di compressori rotativi a palette distribuiti su scala internazionale, è sempre più punto di riferimento per l’industria ferroviaria. L’azienda milanese, infatti, entra di diritto al tavolo dei grandi player del settore dopo aver conquistato la certificazione IRIS (International Railway Industry Standard), facendo registrare un punteggio eccellente: uno standard appositamente definito dall’Associazione dell’Industria ferroviaria europea (UNIFE) per garantire un sistema internazionale di valutazione della qualità dei fornitori di materiale rotabile e dei relativi equipaggiamenti. L’obiettivo è quello di mappare e certificare la qualità dell’intera 16 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
filiera produttiva: “Raggiungere questo risultato era per noi un passaggio fondamentale – chiarisce Cesare Porta, responsabile qualità in Mattei Group – per approdare a pieno titolo nel mercato ferroviario, dove i nostri compressori a palette sono già garanzia di affidabilità, compattezza ed eccellenza”.
Diversi gli ambiti di utilizzo dei prodotti Mattei, che vanno dall’impianto frenante fino al sistema di apertura e chiusura porte dei vagoni. “Sono stati gli stessi protagonisti del settore – ricorda Cesare Porta – a mostrarci le potenzialità di questo mercato: sapevamo infatti che i nostri compressori venivano spesso consigliati per il revamping di vecchi locomotori, ma abbiamo impiegato del tempo per far breccia tra i grandi brand. Abbiamo compreso che questo è un settore molto esigente sotto il profilo della sicurezza: per questo i grandi produttori tendono ad affidarsi a fornitori consolidati, con anni di test alle spalle, piuttosto che scegliere prodotti sicuramente più innovativi ed efficienti, ma con una esperienza specifica minore”.
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Ripartiamo insieme! MB CRUSHER
Protagonista nell’aeroporto francese di Bordeaux Mérignac L’aeroporto di Bordeaux-Mérignac è attualmente oggetto di una lunga serie di progetti urbani che proseguiranno fino al 2023. La nuova parte della linea tranviaria corre lungo strade trafficate e in zone abitate, perciò l’azienda appaltatrice ha scelto di utilizzare una fresa MB-R700 di MB Crusher accoppiata a un escavatore gommato Liebherr 914 per tracciare la canalizzaziaone per la posa dei binari. Molteplici i vantaggi: abbattimento dell’inquinamento acustico e delle vibrazioni durante la lavorazione, assenza di eventuali crepe, minore disagio per gli abitanti delle aree 18 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
limitrofi, nessuna limitazione al traffico, precisione di fresatura, riduzione degli scarti anche a livelli più profondi, minori costi di gestione per l’azienda. Se da un lato la costruzione di una tranvia è una scelta eco-friendly, sia per la riduzione del traffico che dell’inquinamento da veicoli,
dall’altro lo è anche farlo con un’attrezzatura come quelle proposte sul mercato da MB Crusher, che consentono al cantiere di abbattare i costi e di riutilizzare il materiale direttamente in loco, eliminando il traffico di camion per la gestione del materiale stesso. La fresa MB-R700, in particolare, si applica a escavatori dalle 6 alle 13 t e, come gli altri modelli, è dotata del Direct Drive Twin Motor System, un sistema a doppio motore a trasmissione diretta che consente di distribuire la forza dei due tamburi in modo differenziato e che permette di gestirla autonomamente dalla fresa in base alla tenacità e alla resistenza del materiale.
NOTIZIE ASSODIMI
Linee guida per il constrasto del Covid-19 Assodimi, in rappresentanza del noleggio di beni strumentali, ha redatto delle linee guida in ottemperanza a quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del settore edile” di Ance. Le linee guida sono rivolte alle aziende di noleggio e contengono le procedure per la pulizia delle macchine e
disinfestazione/sanificazione delle parti a contatto con l’operatore. Fermo restando che il responsabile della sicurezza di ogni lavoratore è sempre e comunque il relativo datore di lavoro, il settore del noleggio si sta fortemente impegnando per essere di valido supporto a tutta la filiera, l’utilizzo
ottimale delle linee guida e la sua divulgazione agli utilizzatori servirà in aiuto al contrasto della diffusione del Covid-19. La pulizia dei mezzi e la disinfestazione/sanificazione delle parti a contatto dell’operatore prima di ogni nuovo noleggio saranno svolte utilizzando metodologie e prodotti indicati dalle Autorità Sanitarie. Per maggiori informazioni sulle linee guida: assodimi.it/lineeguida
BOSCH REXROTH
Elettromobilità: come trasformare le macchine operatrici Negli ultimi anni il progresso tecnico ha avuto un enorme impatto sul mercato delle macchine operatrici. Costruttori e utilizzatori sono chiamati a rispondere alle crescenti richieste di rispetto delle normative future in materia di eco mobilità, emissioni e di miglioramento dell’efficienza. Per soddisfare queste esigenze, gli OEM devono implementare una serie di misure per adeguarsi ai nuovi requisiti. La chiave principale per gestire le sfide del mercato risiede nell’elettrificazione. Bosch Rexroth sviluppa l’ambito dell’elettromobilità realizzando soluzioni funzionali, basate a 360° sui componenti elettrici di nuova generazione. L’azienda unisce l’esperienza nelle applicazioni mobili, le competenze tecnologiche dalle soluzioni elettriche industriali e l’esperienza pluriennale che il gruppo Bosch ha accumulato nel campo dell’automotive. Il risultato di questa sinergia è un nuovo e 20 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
ampio portafoglio di componenti per l’elettrificazione delle applicazioni mobili. Le soluzioni di sistema pensate per l’elettrificazione aiutano a rispettare le normative in materia di emissioni e offrono tante nuove possibilità per i produttori di macchine operatrici. Il portafoglio di prodotti comprende il software modulare e le compatibili pompe idrauliche che si combinano ai motori da 700V, con versioni a bassa e ad alta velocità (la prima taglia di motore, con un raggio esterno di 130 mm, fornisce una potenza continua fino a 90 kW; la versione ad alta velocità arriva fino a 180 kW; la seconda taglia di motore ha un
raggio esterno di 200 mm, con la variante più potente in grado di raggiungere 220 kW), agli inverter (il portafoglio Rexroth comprende diverse classi di potenza e taglie e supporta sia sistemi 700 V che 400 V con motori fino a 220 kW) e ai riduttori (la linea eGFT 8000 completa il portafoglio Bosch Rexroth di elettrificazione delle apparecchiature mobili). Inoltre, Bosch Rexroth completa la sua offerta con software modulare e componenti idraulici; al contempo esplora diverse tecnologie di immagazzinamento dell’energia per ottimizzare l’integrazione nel sistema completo. Matthias Kielbassa, Project Manager per l’elettrificazione delle applicazioni mobili in Bosch Rexroth, racconta la sua visione sul futuro del mercato: “L’elettrificazione delle applicazioni Off-Highway sta avendo un rapido progresso. Con le nostre soluzioni, stiamo creando un futuro efficiente, più silenzioso e che produrrà meno inquinamento”.
NOTIZIE BOMAG
Il rullo Robomag vince l’iF Design Award 2020 Bomag ha vinto l’iF Design Award 2020 e quindi è ora uno dei vincitori del Design Label più rinomato al mondo. Il rullo tandem Robomag robotizzato, concepito come progetto tecnologico, è stato premiato nella categoria “Professional Concept”. L’iF Design Award viene assegnato una volta all’anno dalla più vecchia istituzione di design indipendente al mondo, l’iF International Forum Design GmbH di Hannover. Il Robomag nasce dalla sinergia tra il know-how Bomag e il TU Kaiserslautern, con l’obiettivo di trasformare i rulli stradali in sistemi
robotizzati. Qui vengono impiegate tecnologie come GPS, Lidar e i più moderni sensori di posizione. Il Robomag rappresenta la realizzazione del concetto futuristico di Bomag di macchine edili robotizzate. Come concetto complessivo, il rullo tandem Robomag robotizzato ha convinto la giuria internazionale indipendente, composta da 78 esperti: Il rullo tandem Robomag robotizzato può essere impiegato in modo completamente autonomo in una zona di lavoro definita. Il sistema riceve informazioni su ubicazione,
posizione e movimento grazie a una combinazione di diverse tecnologie di localizzazione, di percezione ambientale e sicurezza del contesto. Un sistema di sicurezza molto articolato costituito da sensori ambientali previene le collisioni. Il Robomag è un progetto tecnologico puramente empirico che rispecchia la visione Bomag del futuro immediato. Il numero dei candidati al premio iF Design Award era alto: i membri della giuria hanno dovuto assegnare l’ambito marchio di qualità scegliendo tra 7.298 presentazioni di 56 paesi.
ECOMONDO & KEY ENERGY
“Ripartiamo insieme per gli eventi di domani” L’industria fieristica e degli eventi è stata fortemente colpita dalla terribile pandemia del Covid-19 e gran parte degli operatori è stata colta da una sensazione di preoccupazione e di incertezza, mai provata prima. Ma quello fieristico è un settore positivo e proattivo, che sa reagire con prontezza alle difficoltà. Lo ha confermato recentemente Alessandra Astolfi, Group Brand Manager Green & Technology Division in merito alla prossima edizione di Ecomondo. “Non abbiamo mai smesso di chiederci come poter essere di utilità e di supporto alle varie filiere industriali che rappresentiamo. Nuovi scenari si stanno definendo all’orizzonte e raccogliamo con determinazione la grande sfida di ripartire più uniti e fiduciosi di prima. La nostra divisione Green and Technology è operativa al 100% e ha mantenuto vivo il confronto con gli 22 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
innumerevoli partner istituzionali, associativi, accademici e con tutta la comunità industriale per individuare proposte di business e soluzioni innovative che influenzeranno le scelte del prossimo futuro. Stiamo mettendo a punto nuovi strumenti digitali per rimanere in contatto con la nostra comunità, dando voce agli innumerevoli interlocutori, tecnici, scienziati, imprenditori, politici, amministratori, che insieme a noi continuano a operare per garantire modelli di sviluppo più equi e sostenibili. Da sempre Ecomondo e Key Energy hanno messo l’ambiente e la salvaguardia delle risorse del pianeta al primo posto e hanno portato al centro del loro dibattito modelli di crescita
e di sviluppo sostenibili. Siamo convinti che l’economia circolare sia l’unica risposta equilibrata a una crescita più inclusiva, più etica e rispettosa della salute e del benessere dell’uomo. Forti di quest’esperienza e sensibilità intendiamo uscire dall’esperienza emergenziale con un impegno a raffinare l’igiene e la sicurezza delle strutture che peraltro avevano già uno standard molto elevato. In questi giorni, i nostri team stanno anche riflettendo su nuove soluzioni che riducano i rischi dei luoghi e dei momenti in cui tante persone si raggruppano. Far recuperare la fiducia nell’esperienza fieristica è diventato il nostro nuovo obiettivo. Ecomondo e Key Energy si svolgeranno auspicabilmente dal 3 al 6 novembre con possibili aggiustamenti volti a garantire al contempo maggiore sicurezza e pari opportunità di scambio e di relazioni”.
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Presenti sul mercato da oltre 20 anni, l’H.P.S. opera nel settore della vendita e revisione di componenti oleodinamici in tutte le applicazioni di pertinenza quale il navale, l’industria, la cantieristica e l’agricoltura. Riparatori autorizzati delle maggiori case costruttrici del settore quali Rexroth, Kawasaki, Samhydraulik-Brevini e riparatori ufficiali della Danfoss. Disponiamo inoltre di un assortito magazzino ricambi. Valvole ed elettrovalvole Tubi Scambiatori Ricambi per pompe e motori Motori Moltiplicatori | Riduttori Guarnizioni e sistemi di tenute Filtri e sistemi di filtrazione Distributori oleodinamici Cilindri oleodinamici Centraline elettroidauliche Strumenti di misurazione Manometri Raccordi ERMETO Pressostati Prese di forza Pompe a mano Pompe Pneumatica Lubrificanti Innesti rapidi Innesti meccanici Idroguide Accumulatori
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NOTIZIE DOOSAN
Importanti riconoscimenti per gli escavatori cingolati Per il terzo anno consecutivo l’escavatore cingolato Doosan DX300LC-5 da 30 t ha vinto il premio LCO per gli escavatori cingolati “medi”, mentre l’escavatore cingolato Doosan DX180LC-5 da 18,5 t ha ricevuto il premio HRV 2020 per la categoria degli escavatori cingolati “leggeri”. EquipmentWatch è un’azienda specializzata nel settore del software e della raccolta e analisi dati per l’industria delle macchine pesanti. I premi LCO e HRV sono riconoscimenti unici nel settore e sono assegnati da EquipmentWatch in base alla valutazione dei dati empirici dei costi a lungo termine delle macchine pesanti e compatte. I candidati per gli LCO Awards
vengono scelti in 20 categorie diverse valutando le macchine che hanno fatto registrare i minori costi complessivi di possesso in un arco di tempo di cinque anni. Gli HRV Awards sono invece assegnati ai modelli che, all’interno delle rispettive classi, conservano meglio il loro valore residuo di mercato in un orizzonte temporale di cinque anni. Commentando l’assegnazione
dei premi, Gilles Bendaoud, Vice Presidente Sales & Marketing Europa di Doosan Infracore Europe B.V., ha dichiarato: “Il costo totale di possesso e la conservazione del valore di mercato sono probabilmente i fattori più importanti che gli acquirenti valutano al momento di un nuovo acquisto e i riconoscimenti conquistati dal DX180LC-5 e dal DX300LC-5 dimostrano ancora una volta quanto le macchine Doosan siano estremamente apprezzate per le loro prestazioni e il rapporto qualità-prezzo. Questi premi sono un’ulteriore conferma del ruolo di primo piano che Doosan gioca tra i principali costruttori mondiali di macchine da costruzione”.
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NOTIZIE TRANSPOTEC LOGITEC 2021
“Ripartire per tracciare nuovi percorsi” Il prossimo appuntamento con Transpotec Logitec sarà a Fiera Milano dal 18 al 21 marzo 2021. Riparte dunque il cammino verso la manifestazione, in un momento in cui il settore dell’autotrasporto sta concretamente dando prova del valore che ricopre a livello economico, ma soprattutto sociale, per l’intero Sistema Paese. Muovere le merci, soprattutto quando si tratta di beni di prima necessità come il cibo o i farmaci, è infatti cruciale per garantire i servizi essenziali a tutta la comunità civile. E in questo momento, grazie anche al contributo degli autotrasportatori, lo si sta dimostrando “sul campo”. Si tratta di un mercato consapevole del proprio ruolo, che oggi più che mai ha bisogno di continuità e sicurezza e che, a valle di questo particolare momento, dovrà farsi trovare pronto a cogliere le opportunità di progresso, avviando una riflessione sui nuovi scenari tecnologici, le urgenze occupazionali, le sfide del prossimo futuro. Transpotec Logitec 2021 vuole essere lo strumento in più al fianco degli operatori del trasporto e della logistica, per
favorire questo confronto, creando concrete occasioni di rilancio di tutti i comparti. Pensata come una piattaforma integrata di business e contenuti, la manifestazione si focalizzerà su quei temi che stanno avendo concreti e significativi impatti su organizzazioni aziendali, processi logistici e competenze di chi opera nel settore. Al centro del progetto saranno infatti la 26 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
mobilità sostenibile, in chiave ambientale, viste le nuove normative europee sulle emissioni, ma anche in termini di total cost of ownership; la sicurezza, aspetto che unisce in una cultura sempre più condivisa costruttori, autotrasportatori e responsabili della movimentazione di merci e persone; la digitalizzazione di mezzi
e servizi, che sta rivoluzionando le potenzialità dei veicoli, ma anche la quotidianità degli operatori di logistica e autotrasporto. Trasversale, infine, il tema della professionalità e della formazione dei giovani, tra ricerca di nuovi skill e paradossi occupazionali: in una Europa in cui la gran parte delle merci trasportate via terra viaggia su gomma, la penuria di camionisti e tecnici specializzati è un tema comune. Solo in Italia ne mancano più di 20.000 (fonte UNRAE). Transpotec Logitec 2021 nelle sue varie accezioni - vetrina di innovazione, laboratorio di contenuti, osservatorio di mercato, incubatore di nuove idee – darà dunque spazio a questi temi, in una
logica di business e aggiornamento professionale, proponendosi come hub internazionale a servizio del mercato e dei suoi attori. La sfida di Transpotec Logitec 2021 è ben sintetizzata dalla nuova identità grafica, che accompagnerà nei prossimi mesi la manifestazione organizzata da Fiera Milano. Transpotec Logitec si presenta con un visual che racchiude in sé ogni elemento della mobilità e del trasporto e racconta l’anima più profonda di questo mondo, fatto di connessioni e interazioni. La strada è l’elemento dominante, quello che salta subito all’occhio e che tutti conoscono e capiscono, ma, osservando bene, sono tante le realtà narrate ed esplorate: dal trasporto su gomma al ferroviario, fino al marittimo. La strada, con tutti i suoi colori che richiamano quelli del logo di Transpotec Logitec, diventa quindi un raccordo tra le molte anime che rappresentano il comparto, mentre la sua direzione, verso l’alto, suggerisce una crescita e uno sviluppo che non si ferma e che tende al positivo. A coronare tutto questo, un cuore verde, pulsante, che richiama la sostenibilità e l’attenzione per il mondo “green”. La scelta di coniugare l’immagine a un claim in prima persona plurale, “Tracciamo nuovi percorsi. Insieme”, testimonia infine la volontà di costruire, ancora una volta, un progetto espositivo condiviso con le varie componenti del mercato: produttori, stakeholder, associazioni, realtà accademiche e media.
NOTIZIE FPT INDUSTRIAL
Risultati positivi (anche) in Cina La pandemia Covid-19 continua a colpire le società e le attività industriali in tutto il mondo. FPT Industrial, il brand globale di CNH Industrial specializzato nei sistemi di propulsione, ha cercato di mitigare questi effetti in tutta la sua rete produttiva e commerciale, rispettando le normative in materia di salute e sicurezza stabilite nei diversi mercati internazionali nei quali opera. Attualmente la domanda di propulsori industriali rimane sostenuta, in quanto la fornitura di attrezzature essenziali è qualcosa da cui il mondo dipende per continuare a muoversi. In questo difficile momento si sono intravisti i primi segni positivi di ripresa in Cina: con un graduale ritorno al lavoro e un’intensificazione delle attività industriali gli incoraggianti risultati commerciali nel Paese
stanno dando fiducia agli attori globali del comparto. Ad aprile, presso lo stabilimento di SFH, la joint-venture di FPT Industrial attiva a Chongqing (Cina), sono stati confermati i segnali positivi di una graduale ripresa. Dopo diverse settimane di chiusura a causa dell’epidemia del virus Covid-19, lo stabilimento ha ricominciato la produzione all’inizio di febbraio con ampie misure per garantire la salute e la sicurezza di tutti i dipendenti. Seguendo un piano attentamente progettato,
28 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
lo stabilimento è ripartito a capacità ridotta, tornando gradualmente alla piena operatività. Grazie all’aumento della domanda nel mercato cinese di mezzi pesanti, SFH ha registrato un nuovo record di produzione mensile di motori Cursor ad aprile. Ha segnato un aumento del 6% rispetto al precedente record raggiunto nel 2018, quando l’industria di pesanti in Cina aveva raggiunto un picco di volume senza precedenti. In qualità di fornitore specializzato in motori per veicoli commerciali,
SFH conta quattro linee di produzione di cilindri e testate e due linee di assemblaggio. Tra queste, le linee di produzione di cilindri e testate sono dotate di 40 centri di lavoro di grandi dimensioni. L’impianto è in funzione 24 ore su 24 con turni extra per garantire l’approvvigionamento ai propri clienti, tra cui SIH, la joint-venture di CNH Industrial per i camion pesanti a Chongqing, per soddisfare la crescente domanda del mercato che aveva subito l’impatto del blocco in vigore. Fondata nel 2007 da FPT Industrial in partnership con SAIC Motor e Chongqing Machine Equipment, SFH è uno dei maggiori produttori di motori in Cina e un pioniere dei motori industriali avanzati a basse emissioni. Con circa 700 dipendenti, la joint-venture produce, presso il suo stabilimento di Chongqing, le gamme di motori Cursor per veicoli commerciali pesanti e macchine movimento terra per utilizzo on-road e off-road, nonché per la generazione di energia e le applicazioni marine. Lo stabilimento esporta parte della sua produzione in tutto il mondo e produce motori conformi alle normative sulle emissioni Stage V ed Euro VI, rispettivamente per il mercato nordamericano ed europeo.
integrasolutions.it
NOTIZIE ZF
Soluzioni di sistema “intelligenti” Il settore delle costruzioni ha davanti a sé parecchio lavoro: le polveri fini dei cantieri edili, le emissioni di carburante e il rumore hanno un impatto sull’ambiente e, in modo simile, sugli abitanti. Parallelamente, il settore sta per assistere
a cambiamenti massivi dovuti ai mega trend quali la mobilità elettrica, la digitalizzazione e i sistemi di assistenza alla guida. ZF sta dimostrando come, da specialista di tecnologie per il drivetrain e lo chassis e di soluzioni di sistema intelligenti, sia un partner ideale per affrontare le sfide future. Recentemente l’azienda ha presentato le sue soluzioni per le macchine da costruzione, focalizzandosi su “efficienza”, “elettrificazione” e “costruire Smart”. ZF, infatti, offre soluzioni efficienti e customizzate per la guida destinate a ogni classe di veicolo e per tutti i livelli tecnologici e, con la sua strategia “Best Choice”, fornisce la giusta soluzione a seconda del cliente e delle relative richieste di mercato. Per dare una spinta ulteriore a produttività ed efficienza, l’Elettrificazione gioca un ruolo altrettanto importante: ZF si adopera per conseguire l’obiettivo “Vision Zero”, un mondo di mobilità senza emissioni locali, incidenti e guasti tecnici. ZF, inoltre, darà risalto alle tecnologie per Costruire Smart, focalizzandosi su Sicurezza e Connettività. Facendolo, ZF dimostra la propria esperienza di leader tecnologico con una vasta gamma di competenze di sistema.
NOTIZIE TEAMSYSTEM
La digitalizzazione delle stazioni appaltanti TeamSystem, società specializzata nel mercato delle soluzioni digitali per la gestione del business di imprese e professionisti, attraverso la propria divisione TeamSystem Costruction, completa la propria offerta per gli Enti Locali scegliendo la soluzione CiviliaNext – Lavori Pubblici, Gare e Appalti, suite
parte dell’ecosistema Next di Dedagroup Public Services. Grazie alla partnership, TeamSystem sarà in grado di offrire ai suoi oltre 350 clienti pubblici - su tutto il territorio nazionale - l’accesso diretto alla più avanzata piattaforma per la gestione degli appalti pubblici (dalla programmazione alla conclusione dell’opera) pensata nativamente in cloud, nonché parte del completo ecosistema Next,che consente l’interscambio di dati tra tutte le diverse aree dell’Ente e le opere oggetto d’appalto. Next è infatti l’insieme di soluzioni e servizi che Dedagroup Public Services e i suoi partner offrono agli Enti Locali che sui territori sono impegnati a innovare i servizi pubblici rivolti 32 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
a cittadini e imprese, dotandosi di risorse e approcci digitali e capaci di abilitare i progetti di sviluppo futuro. CiviliaNext, Lavori Pubblici, Gare e Appalti, in particolare, è la prima piattaforma gestionale qualificata Software As a Service AgID,concepita per la PA digitale per rendere più efficiente, semplice e trasparente il governo degli appalti di opere pubbliche. Una soluzione che grazie a questa partnership si arricchisce ulteriormente anche tramite l’integrazione delle soluzioni verticali di TeamSystem, come i software per la contabilità di cantiere e di contabilità lavori, portando così sul mercato la più completa offerta dedicata
al segmento. Gli Enti pubblici possono così essere supportati, anche e soprattutto nella delicatezza del momento attuale che richiede di generare ancora maggiore efficienza pur lavorando tutti da remoto, nell’ottimizzare e monitorare le attività di back office aggregando tutte le informazioni e i documenti acquisiti e gestiti durante la conduzione dei processi afferenti l’Opera Pubblica: dalla programmazione fino alla conclusione dell’Opera, passando per il controllo puntuale dello stato di avanzamento della spesa. Inoltre, possono accedere, in tempo reale, alle informazioni tipiche del fascicolo tecnico - economico dell’Opera (dati generali, dati finanziari, responsabili e molto altro). Infine, CiviliaNextLavori Pubblici, Gare e Appalti, compliant agli adempimenti BDAP e AINOP, è in grado di alimentare in automatico le singole schede dati consentendo alla Stazione Appaltante di adempiere agli obblighi di rendicontazione, evitando richiami e sanzioni dal Ministero di Economia e delle Finanze. Questo accordo rappresenta un ulteriore, importante tassello del percorso di sviluppo di CiviliaNext, piattaforma software concepita per la PA digitale concepita per rivoluzionare il modo in cui la PA progetta ed eroga servizi a cittadini e imprese. Nativamente in cloud e open, in linea con le infrastrutture immateriali di sistema (ANPR, pagoPA, SPID), attualmente CiviliaNext è utilizzata da 600 Enti in Italia per gestire oltre 8.058.000 protocolli, 12.051.000 mandati di pagamento e 8.371.000 fatture, 1.987.000 cedolini e 3.838.000 pratiche di titolarità dei tributi.
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NOTIZIE HYUNDAI
Un escavatore cingolato HX300NL sull’autostrada A4 R.T.I.A, concessionario Hyundai CE per il Friuli Venezia Giulia, ha fornito a Gesteco un escavatore cingolato HX300NL per i lavori di ampliamento della terza corsia dell’autostrada A4 e la demolizione dei viadotti. Gesteco, società del Gruppo Luci e cliente fidelizzato di R.T.I.A., è impegnata nei lavori del terzo lotto del Cantiere A4 - Ampliamento Terza Corsia: si tratta di un’opera strategica della rete autostradale perché in questo tratto s’interconnettono la A4 e la A23, con flussi di traffico che vanno da e verso Venezia, Udine e Trieste, nonché verso l’Austria e la Slovenia. “Per la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A4 abbiamo supportato il nostro cliente Gesteco con
la fornitura dell’escavatore cingolato HX300NL di Hyundai Construction Equipment. Le diverse esigenze di questo cantiere richiedevano delle macchine robuste, efficienti e sicure”, ha dichiarato Antonio Pesenato, titolare della società R.T.I.A., dealer di Hyundai Construction Equipment. Con oltre 40 anni di esperienza nel settore della vendita, noleggio e assistenza delle macchine movimento terra, R.T.I.A. è dealer ufficiale Hyundai dal 2001 per il Friuli Venezia Giulia. “Siamo molto soddisfatti di avere un partner come Hyundai, brand noto a livello mondiale per la qualità dei prodotti. R.T.I.A. vanta un’esperienza di oltre 20 anni di vendite e noleggio dei prodotti Hyundai con ottimi risultati
34 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
ANTONIO PESENATO nella propria zona di competenza. La forza di R.T.I.A. sta nel servizio che offre ai propri clienti. La nostra officina si dedica alla riparazione e manutenzione di macchine da cantiere; grazie a un know-how acquisito nel corso degli anni siamo in grado di fornire assistenza su qualsiasi macchina e costruire componenti e attrezzature per far fronte a diverse applicazioni. Un altro punto di forza è costituito da una grande disponibilità di ricambi,
GIANCARLO LUCI che ci rende competitivi sul nostro territorio. Nella nostra officina lavorano sei meccanici, un addetto ai ricambi e un venditore. Avere a disposizione tre furgoni per l’assistenza e un ampio parco di ricambi ci rende il punto di riferimento in tutto il Friuli Venezia Giulia”. Punto di riferimento anche per Gesteco, che si è rivolta proprio al dealer Hyundai per questa importante opera autostradale: “Ci siamo rivolti a R.T.I.A. perché avevamo la
necessità di avere una macchina performante che scavasse a pieno ritmo per poter realizzare l’allargamento delle nuove sedi autostradali e per la demolizione dei viadotti. Abbiamo chiesto delle macchine veloci, che avessero stabilità, ma anche sensibili nei movimenti, dato che dovevamo realizzare molti canali dov’è necessaria una certa precisione dei movimenti. Dal 2000 R.T.I.A. è il nostro riferimento per le macchine Hyundai. Rispetto ai modelli della concorrenza queste macchine spiccano per una maggiore robustezza, hanno delle ottime rifiniture, l’impianto idraulico è ottimizzato e il comfort in cabina è superiore. L’ultimo acquisto per la realizzazione del cantiere è stato l’escavatore cingolato HX300NL, una macchina potente e precisa, ideale per questo cantiere”, ha commentato Giancarlo Luci, titolare di Gesteco. L’escavatore HX300NL è equipaggiato con motore diesel Cummins QSB6.7, a 4 tempi, con turbocompressore, raffreddato ad acqua che garantisce una grande potenza e un’ottima efficienza energetica. Il valore aggiunto del modello HX300NL risiede nella durata e nella resistenza ma anche nella precisione dei movimenti, grazie all’impianto idraulico ottimizzato. La cabina dell’escavatore cingolato HX300NL
è caratterizzata da un design ergonomico che la rendono confortevole e silenziosa. Hyundai ha concentrato l’attenzione su sicurezza e comodità degli operatori: grazie al design a basse vibrazioni della molla elicoidale e dell’ammortizzatore all’interno il supporto sospensione cabina della Serie HX riduce il rumore e incrementa resistenza e durata, offrendo uno spazio operativo comodo e silenzioso. “Per questa tipologia di cantiere, che prevedeva anche lavori notturni, abbiamo acquistato l’escavatore cingolato HX300NL per una maggiore efficienza operativa. Oltre alla vendita, R.T.I.A. ci ha supportato con il servizio di assistenza, soprattutto nella fase di demolizione dei viadotti: durante queste operazioni non potevamo avere dei fermi macchina; gli operatori iniziavano alle 22.00 le operazioni di demolizione fino alle 7.00 di mattina, perché poi l’autostrada doveva essere pronta e aperta per garantire il normale flusso del traffico. In questa fase delicata non potevamo permetterci alcun errore e ritardo nell’apertura dell’autostrada. Per la demolizione dei viadotti abbiamo utilizzato gli escavatori Hyundai, compreso l’ultimo arrivato il modello HX300, equipaggiati con pinze e martelli. Le macchine hanno lavorato senza sosta e si sono dimostrate all’altezza delle aspettative”, ha spiegato Giancarlo Luci.
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ATTUALITA’ Scenari economici
COSTRUZIONI:
A RISCHIO 34 MILIARDI DI EURO NEL 2020
Gli effetti della pandemia mondiale incideranno sull’economia mondiale in tutti i settori. Per l’Italia e le costruzioni il centro di ricerca CRESME ha elaborato una stima istantanea che pubblichiamo di CRESME
36 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L
e costruzioni italiane rischiano di vedere andare in fumo 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020: è questo il risultato della stima preliminare condotta dagli analisti del CRESME sull’impatto settoriale dell’emergenza sanitaria. La stima è stata anticipata, insieme a un qua-
Quale scenario per le costruzioni post COVID-19? Tinte fosche o una ripartenza alla massima accelerazione. Nessuno ha la sfera di cristallo, anche perché l’incognita che può determinare in una direzione o nell’altra la soluzione del dilemma è il tempo di uscita dall’emergenza. Qualche considerazione di scenario, però, gli istituti di ricerca iniziano a farla, come quella dedicata al fenomeno avviata dal CRESME che riportiamo, mentre le lobbies di categoria, a livello italiano ed europeo, lanciano appelli per misure straordinarie e urgenti a sostegno del settore.
dro di dettagliate analisi, nell’ambito del seminario di CRESME LAB sullo scenario di mercato, il think tank analitico del CRESME al quale partecipano attivamente importanti industrie e distributori del settore delle costruzioni. Il seminario si è tenuto in remoto il 26 marzo nell’ambito della nuova rete di connessioni (CRESME
LAB Remote Think Tank) che il CRESME sta sviluppando. È prevista una seconda previsione e l’avvio di una nuova operatività per CRESME LAB, di carattere non solo analitico ma tattico e strategico. In base alle analisi svolte, edilizia e genio civile, includendo investimenti in nuova costruzione e manutenzione
straordinaria, potrebbero subire una contrazione (valutata a valori costanti) del -22,6% rispetto al 2019. A titolo di paragone, nel 2009, l’anno più nero per le costruzioni italiane durante la crisi, la flessione degli investimenti era stata del -9,6%. Va inoltre considerato che prima dell’emergenza sanitaria le costruzio-
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 37
ATTUALITA’ INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI: SERIE STORICA E SCENARIO POST LOCKDOWN Investimenti in costruzioni (milioni di euro a valori 2019) 145K
140K
141,381
138,052
135K
130K
Pre crisi
Settore delle costruzioni (investimenti, milioni di euro a valori 2019)
134,031 130,623
131,146
125K
Attuale
120K
Scenario pandemico (26 Marzo 2020), Cresme 115K
-34,5 miliardi di euro
110K
106,857
105K 2016
2017
2018
2019
2020
Fonte: Stime Cresme, CRESME LAB Remote ThinkTank, 26 Marzo 2020
ni sperimentavano una fase di crescita che andava consolidandosi; le attese a fine 2019 erano infatti confor-
tanti, con una crescita complessiva del +2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’atti-
vità nuova costruzione (specialmente in ambito infrastrutturale). Gli investimenti attesi nel 2020, valutati a va-
UNO SCENARIO CONTINENTALE Il Coronavirus è un fenomeno epoca-
negativi del Covid-19 sulle costruzioni
le che sta impattando in maniera dra-
nell’Ue sono considerevoli. In queste
stica e, per i tempi recenti, inedita su
condizioni la già complicata gestione
qualsiasi ambito della vita quotidiana.
dei cantieri diventa ancora più com-
Cantieri e costruzioni compresi. Per
plessa, se non impossibile, nel tenta-
questo la FIEC, la federazione europea
tivo delle imprese di adeguarsi alle
delle imprese di costruzioni lancia un
nuove e drastiche misure di salute e
appello: “È necessaria un’azione im-
sicurezza.”
mediata da parte della Commissione
Le imprese di costruzione stanno ri-
UE per garantire che il Covid-19 sia
sentendo pesantemente dell’emer-
considerato causa di forza maggiore, per eliminare le sanzioni per le imprese che devono sospendere i lavori e
genza sul piano finanziario e i pro-
KJETIL TONNING
PRESIDENTE DI FIEC
per aumentare i fondi Ue a copertura
getti, sia privati che pubblici, saranno ritardati o addirittura cancellati. Al fine di mitigare l’impatto di questa cri-
dei maggiori costi dei progetti euro-
L’industria delle costruzioni è essen-
si la FIEC (Federazione dell’Industria
pei”, afferma la nota ufficiale della FIEC
ziale per la realizzazione di infrastrut-
Europea delle Costruzioni) sostiene
guidata dal norvegese Kjetil Tonning.
ture e di interventi utili al benessere
pienamente le proposte avanzate dal-
La pandemia causata dal Covid-19
della collettività. Afferma la FIEC: “Il
la Commissione Europea di utilizza-
è un’emergenza sanitaria pubblica
settore in Europa rappresenta il 9%
re tutte le misure di flessibilità del
che ha un forte impatto sull’attività
del PIL dell’UE-27 e dà lavoro a 16 mi-
quadro degli aiuti di Stato e del Patto
economica in tutti gli Stati membri.
lioni di lavoratori. Pertanto gli effetti
di stabilità e crescita e di mobilitare
38 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI: LA PERDITA IPOTIZZATA NEL 2020 NEI SEGMENTI DI MERCATO Investimenti in costruzioni 2020 (variazione percentuale a valori costanti)
Settore delle costruzioni nel 2020 (variazione percenuale investimenti a valori costanti) 0 -5 -10
-12,6%
-15 -5
-12,6%
-20 -25
-20,3%
-22,6%
-22,9%
-23,7%
-23,5%
-26,8%
-30
-26,8%
-23,5% -35 Residenziali
Non residenziali private
Non residenziali pubbliche
Nuovo
Genio civile
Totale investimenti
Rinnovo
Fonte: Stime Cresme, CRESME LAB Remote ThinkTank, 26 Marzo 2020
lori 2019, erano quindi pari a circa 141 miliardi di euro; le stime preliminari del CRESME indicano, invece, che ci
si potrebbe fermare ad appena 107 miliardi di euro, una perdita potenziale, appunto, pari a 34 miliardi di euro.
Se invece si guarda al dato del 2019 (138 miliardi), la caduta è quantificabile in 31 miliardi di euro.
i fondi strutturali per affrontare e li-
Europea, stanziare immediatamente
mitare le conseguenze socioeconomi-
risorse specifiche per la copertura dei
che della pandemia. La FIEC sottopo-
costi aggiuntivi generati dalla pande-
ne alla Commissione Europea alcune
mia di Covid-19 (costi per la maggio-
richieste specifiche:
re sicurezza dei cantieri, costi legati
- definire chiaramente che la pande-
ai cambiamenti di organizzazione e
mia di Covid-19 è una causa di “for-
nuovi orari di lavoro sui cantieri, spe-
za maggiore” e deve essere trattata
se generali, eccetera). Incoraggiare gli
di conseguenza da tutte le imprese e
Stati membri a fare lo stesso a livello
i clienti del settore delle costruzioni;
nazionale.
- raccomandare caldamente agli Stati
Queste in sintesi sono le prime azio-
membri di consentire la possibilità di
ni che gli imprenditori edili ritengono
sospendere o ridurre i lavori in corso,
urgenti e indispensabili: “Chiediamo
senza penali e tenendo conto dei dan-
alla Commissione di attuarle il più ve-
ni, per il periodo necessario, se l’ap-
la mancanza di personale a causa del
locemente possibile”, conclude la no-
paltatore responsabile non è in grado
Covid-19 (la possibilità di derogare alle
ta FIEC. “Sono le misure cruciali di cui
di rispettare le misure di salute e si-
penali per ritardi negli appalti pubblici
il settore delle costruzioni ha bisogno
curezza richieste per i suoi lavoratori
è già menzionata nella dichiarazione
per sopravvivere e continuare a con-
e/o se non è in grado di intraprendere
dell’Eurogruppo del 16 Marzo 2020);
tribuire alla crescita e all’occupazione
le attività a causa di interruzioni nel-
- quando i progetti di costruzione in
in Europa nei prossimi mesi”.
la catena di fornitura o a causa del-
corso sono cofinanziati dall’Unione
Gianni Gennari aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 39
ATTUALITA’ LE PROPOSTE PER L’ITALIA
GABRIELE BUIA PRESIDENTE DI ANCE
Non manca certo la voce dei costruttori italiani, l’ANCE, che chiede esplicitamente quattro azioni necessarie per far fronte alla grave crisi economica dovuta al diffondersi del virus Covid-19: l’estensione degli ammortizzatori sociali, la sospensione di adempimenti e tributi, liquidità per le imprese e pagamenti immediati. Richieste in parte già accolte dai provvedimenti del Governo italiano che si stanno succedendo. Per il presidente di ANCE, Gabriele Buia, “in questa situazione di grave emergenza e con pieno spirito di responsabilità e sacrificio la filiera dell’edilizia è pronta a offrire il proprio contributo per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini, obiettivi del tutto prioritari. Allo stesso tempo chiede misure straordinarie a sostegno di imprese e lavoratori, affinché all’emergenza sanitaria non si aggiunga un’emergenza economica”. Consapevoli degli sforzi e della necessità di offrire massima collaborazione a
40 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
tutte le autorità competenti le organizzazioni datoriali del settore (Ance, Alleanza delle cooperative, Anaepa Confartigianato, Casartigiani, Claai, Cna costruzioni e Confapi Aniem) i costruttori italiani propongono alcuni interventi prioritari per garantire la sopravvivenza del settore già gravato da una crisi decennale. Quattro le prime azioni immediate: - ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; - sospensione di tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali e assistenziali in scadenza; - garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva di tutti i debiti a sostegno della liquidità delle imprese, ma anche con l’attivazione immediata, entro marzo, e ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da quasi un anno; - ove sia possibile proseguire le attività in piena sicurezza e comunque assicurando l’ordinato svolgimento dei lavori, garantire pagamenti immediati, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione, fino alla cessazione dello stato di emergenza con obbligo di adozione mensile di Stato di Avanzamento Lavori (Sal) e l’immediata partenza dei lavori già aggiudicati. Gianni Gennari
L’analisi nei settori Al livello settoriale, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il comparto residenziale che quello non residenziale (pubblico e privato). Gli investimenti in nuove abitazioni potrebbero crollare di oltre un quinto rispetto al 2019 (-22,6%), mentre più pesante potrebbe essere il blocco dell’attività di ristrutturazione, quantificabile in un -23,5% della spesa. Il settore residenziale potrebbe quindi perdere, rispetto alle attese di inizio 2020, 3,9 miliardi di nuova costruzione e ben 13,2 miliardi di ristrutturazioni. Numeri parimenti negativi potrebbero riguardare il settore non residenziale (-23% per la nuova costruzione privata, -27% per la nuova costruzione pubblica, -30% per la riqualificazione in ambito privato e -27% in ambito pubblico), che equivalgono a 3,2 miliardi per il non residenziale nuovo privato (-1,3 miliardi per il pubblico) e 6,8 miliardi per la riqualificazione privata (-1,7 miliardi per quella pubblica). Seppur di minore entità, potrebbe essere drammatico anche il dato sui minori investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6% sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi) che in quello di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi). Alla base di questo scenario ci sono assunzioni sulla entità e sulla durata del blocco dell’attività imposto al settore nel quadro di contenimento dell’epidemia in atto (si tratta di ipotesi che, come tali, saranno oggetto di revisione nelle prossime settimane, man mano che la situazione andrà delineandosi): • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità; • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, si consideri che nei mesi tra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi); • parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (a esclusione di infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, eccetera); • ripartenza improntata alla cautela da ■ giugno a ottobre.
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© Terex Cranes 2020. Terex, il marchio Terex Crown e Works for You sono marchi di proprietà di Terex Corporation o delle sue società affiliate.
MACCHINE CASE
LA VERSATILITÀ si fa in … 14! L’ultima generazione di minipale compatte gommate e cingolate del costruttore offre un alto livello di produttività, combinando una visibilità ai vertici del settore a un’interfaccia operatore e comandi migliorati e un’elevata forza di strappo di Stefano Vitali
C
ase Construction Equipment ha lanciato l’ultima generazione di minipale compatte gommate (skid) e cingolate (CTL) della nuova Serie B. I cinque modelli cingolati e i nove modelli gommati sono dotati di modalità di sollevamento radiale e verticale e offrono un’ampia scelta in termini di potenza e dimensioni, garantendo agli operatori la possibilità di selezionare le attrezzature più adatte ai diversi tipi di cantiere.
42 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Operatività intuitiva Le nuove minipale compatte della Serie B di CASE sono dotate di un’interfaccia operatore rinnovata, inclusi nuovi comandi da utilizzare sia con la mano destra che con la sinistra su tutti i modelli, combinati con un’accensione semplice, un pulsante di avviamento a pressione, un comando per l’acceleratore e interruttori intuitivi per tutte le funzioni principali della macchina. I clienti, al momento di configurare la macchina,
potranno scegliere tra comandi meccanici o elettroidraulici. I modelli con comandi elettroidraulici sono dotati anche del nuovo schermo LED multifunzione da 8” con telecamera posteriore. Oltre a ciò, offrono la possibilità di passare da modelli operativi ISO a H premendo semplicemente un pulsante. Lo schermo rappresenta il centro di controllo della macchina: è dotato di una telecamera posteriore, le cui immagini sono visibili in una porzione dello scher-
LE CINQUE MINIPALE COMPATTE CINGOLATE (CTL) DELLA NUOVA SERIE B DI CASE (NELLE FOTO, TRE RAPPRESENTANTI DELLA GAMMA) SI DISTINGUONO PER UN TIPO DI SOLLEVAMENTO RADIALE O VERTICALE. TUTTE OFFRONO UNA VISIBILITÀ A 360°
mo, insieme ai dati della macchina. La telecamera funziona sia che la macchina marcia in avanti o indietro e migliora la già ottima visibilità della Serie B, permettendo di ottenere una visuale più ampia del cantiere. Inoltre, la nuova Serie B offre: nuovi comandi elettroidraulici (gli operatori possono impostare la reattività della macchina su bassa, moderata o estrema o impostare indipendentemente le velocità di inclinazione, sollevamento e marcia, oltre al braccio di sollevamen-
to e il comando di guida, per affrontare al meglio ogni tipo di lavoro); la nuova velocità “creep speed” (la funzione permette di impostare la velocità a marcia costante/lenta, contemporaneamente la velocità delle attrezzature in modo indipendente attraverso l’acceleratore, per un uso ottimale delle attrezzature ad alta capacità idraulica, come ad esempio frese a freddo e ruote taglio roccia); nuovi profili operatore (gli operatori possono selezionare delle impostazioni predefinite da
associare a specifici profili, che possono essere memorizzati e richiamati in modo che l’operatore possa utilizzare facilmente le impostazioni di propria preferenza o quelle più adatte a lavori specifici); nuova modalità di risparmio energetico e impostazioni di protezione del motore (le nuove minipale di CASE sono dotate di funzioni di spegnimento del motore e di time-out di accensione e protezione del motore, che estendono la vita e le prestazioni di motore, batteria e altri sistemi aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 43
MACCHINE L’OPINIONE
EGIDIO GALANO PRODUCT MANAGER LINEA “COMPATTA”,
“Le minipale compatte gommate e cingolate della Serie B di CASE sono state migliorate per offrire un’esperienza operativa nuova e intuiti-
fondamentali); un nuovo schermo informazioni simile a quello delle autovetture (dalle informazioni operative di base come le ore di vita del motore e il livello dei fluidi ai contachilometri e ai dati di utilizzo, tutti i modelli offrono un’analisi operativa più precisa, fornendo ai responsabili di flotta e agli operatori maggiori informazioni sulle prestazioni della macchina); nuovi codici di errore e guida alla risoluzione dei problemi (nuovi codici di errore con testo descrittivo per una più semplice identificazione dei problemi specifici in cui la macchina potrebbe incorrere, permettendo anche di rendere più agile la comunicazione con il concessionario per stabilire eventuali azioni da intraprendere).
Visibilità ottimale Le nuove minipale compatte di CASE offrono una visibilità a 360°, migliorata dalla citata telecamera posteriore e da uno specchietto retrovisore con ampio campo visivo, di serie in ogni cabina di tutta la gamma. La soglia d’accesso ribassata e l’ampio parabrezza offrono visibilità sulla parte anteriore della macchina e, verso il basso, sulle attrezzature. Gli ampi finestrini laterali e l’ampio lunotto curvo offrono un campo visivo ideale sui lati e sulla parte posteriore del mezzo. La visibilità posteriore è ulteriormente agevolata dal cofano posteriore inclinato e dal sistema H-Link dal profilo basso sui modelli a sollevamento ver-
va, continuando allo stesso tempo a garantire ottime prestazioni nel movimento terra pesante e la versatilità nell’utilizzo di attrezzature. La Serie B mantiene la forma e l’aspetto delle precedenti minipale compatte di CASE, con la differenza che i sistemi operativi più importanti sono stati riprogettati per offrire prestazioni di qualità superiore. Questi sistemi sono ora perfettamente integrati con i nuovi comandi e le nuove interfacce operatore, per offrire al cliente una potente combinazione di produttività, efficienza e convenienza”.
CON CAPACITÀ OPERATIVE NOMINALI DA 590 A 1.545 KG, LE MINIPALE COMPATTE (SSL) DI CASE BENEFICIANO DEGLI OLTRE 50 ANNI DI ESPERIENZA PRODUTTIVA DEL COSTRUTTORE 44 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
ticale, che offre una maggiore visibilità rispetto ad altri modelli presenti sul mercato. Comfort per l’operatore La soglia ribassata permette di entrare e uscire più facilmente dalla cabina. CASE offre un modulo molto ampio, garantendo maggiore spazio e offrendo all’operatore una posizione di lavoro confortevole. I joystick sui modelli elettroidraulici sono stati progettati con un’impugnatura più stretta e comoda, interruttori più vicini e una parte superiore di dimensioni ridotte, per
“
LA SCHEDA TECNICA LE MINIPALE COMPATTE CINGOLATE (CTL) Modello
Tipo di sollevamento
Capacità operativa nominale (50% carico di ribaltamento)
Potenza (CV)
Sistemi Tier IV
TR270B
Radiale
1.225 kg
74
CEGR e DOC
TR310B
Radiale
1.406 kg
74
CEGR e DOC
TR340B
Radiale
1.542 kg
90
CEGR + SCR
TV370B
Verticale
1.678 kg
74
CEGR e DOC
TV450B
Verticale
2.041 kg
90
CEGR + SCR
LA NUOVA SERIE B DI CASE È IN GRADO DI OFFRIRE ALL’OPERATORE LA MIGLIORE ESPERIENZA POSSIBILE IN UN CTL O IN UNO SKID, GRAZIE A UN’AMPIA SERIE DI INNOVAZIONI APPORTATE A QUESTE MACCHINE
una più semplice operatività. Anche le dimensioni delle scatole dei joystick elettroidraulici sono state ridotte, per offrire all’operatore più spazio per le gambe. Anche modelli equipaggiati con comandi meccanici dell’SR210B e modelli più grandi sono dotati di joystick servoassistiti, per una più agevole operatività e una minore fatica dell’operatore. I vani porta-bicchiere e porta-og-
“
LA SERIE B DI CASE È DOTATA DI SISTEMI IDRAULICI AUSILIARI CHE POSSONO ESSERE AD ALTA PORTATA (HIGH FLOW) O AD ALTA PORTATA MIGLIORATA (ENHANCED HIGH FLOW), CON PRESSIONI FINO A 276 BAR, PER CONSENTIRE L’UTILIZZO DI ATTREZZATURE IDRAULICHE AD ALTA CAPACITÀ aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 45
MACCHINE getti, in alcuni modelli selezionati, sono stati riposizionati per offrire maggiore spazio per le gambe. Altre opzioni, come la radio Bluetooth, contribuiscono ad aumentare il comfort dell’operatore. Potenza e produttività CASE produce minipale compatte gommate da più di 50 anni e i nuovi modelli della Serie B si sono avvalsi di quest’esperienza per offrire forze di strappo potenti, una gamma di opzioni idrauliche ausiliarie che permettono a ogni macchina di utilizzare centinaia di attrezzature e basi per gomme o cingoli stabili che consentono all’operatore di affrontare ogni tipo di terreno. L’intera gamma di macchine con modalità di sollevamento verticale e radiale offre opzioni per ogni applicazione, dalla preparazione e livellamento del terreno al caricamento dei camion, alla movimentazione materiale. Per quanto riguarda l’utilizzo delle attrezzature, la Serie B di CASE è dotata di sistemi idraulici ausiliari che possono essere ad alta portata (High Flow) o ad alta por-
LA SCHEDA TECNICA LE MINIPALE COMPATTE (SSL) Modello
Tipo di sollevamento
Capacità operativa nominale Potenza (50% carico di ribaltamento) (CV)
SR130B
Radiale
590 kg
49
-
SR160B
Radiale
725 kg
60
CEGR e DOC; DPF
SR175B
Radiale
790 kg
67
CEGR e DOC
SB185B
Verticale
840 kg
60
CEGR e DOC
SR210B
Radiale
955 kg
74
CEGR e DOC
SR240B
Radiale
1.088 kg
74
CEGR e DOC
SR270B
Radiale
1.225 kg
90
CEGR e SCR
SV280B
Verticale
1.270 kg
74
CEGR e DOC
SV340B
Verticale
1.545 kg
90
CEGR e SCR
tata migliorata (Enhanced High Flow), con pressioni fino a 276 bar, per consentire l’utilizzo di attrezzature idrauliche ad alta capacità, come frese a freddo e pacciamatrici.
DA MTA, IL DISPLAY BLACK HAWK MTA, azienda nota per lo sviluppo e la produzione di un’ampia gamma di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati ai principali OEM, ha annunciato in occasione del ConexpoCON/AGG 2020 la fornitura a Case CE di Black Hawk, un display stand-alone che equipaggia le nuove Serie B di minipale compatte gommate e cingolate del costruttore. Black Hawk è un display TFT a colori a 8” affiancato nella parte bassa da una tastiera a sei pulsanti che gli consente di avere sotto controllo lo stato e le impostazioni della macchina in modo rapido e intuitivo. Black Hawk si distingue per una serie di sofisticati accorgimenti tecnici specifici dell’impiego off-highway, quali un trattamento del display con “optical bonding” tramite l’incollaggio di un vetro antiriflettente sullo schermo con una tecnica e colle particolari che eliminano l’aria intermedia. In tal modo la riflessione della luce viene ridotta al minimo, consentendo la facile lettura dello strumento anche quando esposto a luce solare diretta. Black Hawk si caratterizza inoltre per il grado di protezione IP69k e per l’elevata resistenza alle vibrazioni e alle temperature. Lo sviluppo di Black Hawk da parte della divisione elettronica di MTA è stato condotto su piattaforma Android, che include funzionalità standard che hanno consentito ai tecnici di Case CE lo sviluppo di applicazioni dedicate, personalizzando il software in base alle esigenze applicative delle minipale compatte.
46 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Sistemi Tier IV
Inoltre, tutti i modelli sono dotati di un sistema d’innesto a pressione che permette di collegare i flessibili idraulici rapidamente e senza utilizzare alcun attrezzo. Le prestazioni generali e l’efficienza dell’operatore possono essere migliorate grazie a opzioni aggiuntive come il Ride Control e l’autolivellamento. Tutti i modelli, fatta eccezione per l’SR160B, sono dotati o di un sistema di ricircolo dei gas di scarico (CEGR) con catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) che non richiede alcun tipo di fluido, né alcun intervento di manutenzione del filtro per tutto il ciclo di vita della macchina o di un sistema CEGR con sistema di post-trattamento SCR (riduzione selettiva catalitica) sulle unità da 90 CV/67 KW, che non richiede alcun intervento di manutenzione del filtro per tutto il ciclo di vita della macchina, ma solo la ricarica dell’additivo diesel (DEF) al bisogno. I controlli quotidiani sono semplici su ogni macchina e le verifiche e i controlli periodici da effettuare sono indicati sul retro della macchina. I responsabili di flotta possono rendere ancora più semplice la manutenzione dei modelli della Serie B aggiungendo il pacchetto opzionale SiteWatch di CASE, iscrivendosi online, per ottenere ulteriori informazioni su dati operativi, intervalli di assistenza e prestazioni generali della macchina. ■
“LA MIA IMPRESA CONTA. PER QUESTO ho scelto scania” Non è solo una questione di costi da ridurre. Integrando i nostri prodotti con i nostri servizi è possibile incrementare l’intera redditività aziendale, migliorando la produttività di ogni mezzo e di ogni autista, anche di quelli più esperti.
SCANIA. PER L’UNICA IMPRESA CHE CONTA. LA TUA.
MACCHINE Hitachi
Tutto sotto controllo! Il costruttore giapponese assicura a proprietari e operatori il pieno controllo di mezzi e interventi in cantiere grazie alla nuova generazione di escavatori di medie dimensioni Zaxis-7. Questo anche grazie ai sistemi di monitoraggio remoto Owner’s Site e ConSite di Stefano Vitali
I
l design perfezionato dei nuovi escavatori cingolati Hitachi ZX250-7, ZX300-7 e ZX350-7, conformi alla normativa Stage V, offre all’utilizzatore un’esperienza ancora più “coinvolgente”: l’efficienza e la versatilità di queste nuove macchine daranno ai proprietari l’opportunità di accrescere i propri profitti e ridurre i costi operativi. Un profitto maggiore I nuovi escavatori cingolati Hitachi della serie Zaxis-7 permettono di ottenere una rilevante riduzione nel consumo di carburante, fino al 10% rispetto ai modelli precedenti. TRIAS III, il sistema idraulico Hitachi all’avanguardia nel settore, infatti, garantisce il conseguimento di questa prestazione in qualsiasi applicazione. Il nuovo indicatore ECO, poi, visibile chiaramente sul monitor multifunzione da 8” posto in cabina, permette di monitorare ulteriormente l’efficienza nei consumi degli Zaxis-7. Oltre a ridurre le spese, un maggiore risparmio di carburante ha peraltro un impatto positivo sull’ambiente. Con la loro versatilità, gli escavatori cingolati Zaxis-7 di Hitachi possono essere impiegati in una gamma molto 48 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
ampia di applicazioni, con un ulteriore incremento dei profitti. La sostituzione delle attrezzature avviene rapidamente con il sistema di innesto potenziato, integrato sul monitor, che offre un maggiore controllo all’operatore. E con una semplice modifica, adeguando l’escavatore alle preferenze dell’operatore e alle esigenze del sito di lavoro, si otterrà una produttività ottimale, con minore consumo di carburante.
I SISTEMI DI MONITORAGGIO REMOTO OWNER’S SITE E CONSITE CONSENTONO DI ACCEDERE A DATI E STRUMENTI ESSENZIALI PER FORNIRE AI PROPRIETARI IL COMPLETO CONTROLLO DELLA LORO FLOTTA E DEL CARICO DI LAVORO
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE L'OPINIONE
MAKOTO YAMAZAWA
PRESIDENTE DI HITACHI CONSTRUCTION MACHINERY (EUROPE)
“Hitachi è orgogliosa di presentare l’ultima serie di escavatori Zaxis-7 ai suoi clienti in Europa. Crediamo che questa nuova generazione di macchine operatrici aiuterà operatori e proprietari a realizzare la loro ‘visione’. Hitachi ha i prodotti, le persone, le soluzioni e i servizi giusti per garantire ai suoi clienti il completo controllo sulle loro realtà lavorative”.
Una maggiore sicurezza La cabina all’avanguardia, particolarmente spaziosa, è qui un ambiente di lavoro ottimale e offre agli operatori un livello di comfort molto alto, come alta è la qualità intrinseca, con livelli di rumorosità tra i più bassi sul mercato e
con il 20% in meno di vibrazioni rispetto a quelli registrati con la generazione precedente. Le nuove caratteristiche comprendono il movimento sincronizzato del sedile e del quadro comandi (per ridurre l’affaticamento dell’operatore) e l’altezza regolabile di quest’ultimo, con tre possibili posizioni. La facilità di manovra è il risultato del design ergonomico del quadro comandi stesso e degli interruttori. Inoltre, la visibilità dello schermo da 8” ad alta resistenza antiriflesso è stata notevolmente migliorata. Gli escavatori Zaxis-7 di Hitachi, dunque, sono più sicuri grazie a una visuale più ampia sul sito di lavoro, garantita dal sistema di rilevamento Aerial Angle, che permette una vista a 270°. Gli operatori possono scegliere tra sei opzioni di visualizzazione dell’ambiente intorno alla macchina per controllare la loro stessa sicurezza e quella delle persone circostanti. La visibilità è stata migliorata anche grazie alle nuove luci di lavoro LED e a un tergicristallo in grado di pulire un’area più ampia. Continuità operativa Sottoposti da Hitachi a collaudi rigorosi presso i centri dedicati in Giappone, questi escavatori cingolati sono costruiti per durare e offrire un’elevata disponibilità operativa. Le caratteristiche di facile manutenzione e pulizia ne ottimiz-
zano le prestazioni, facendo risparmiare a operatori e proprietari tempo e denaro. Lo stacca-batterie offre una doppia scelta: o è spento o disattiva l’energia, mentre la macchina può ancora trasmettere dati per 72 ore. Quando la batteria è completamente sconnessa è possibile effettuare interventi di assistenza o manutenzione. La gestione della flotta I sistemi di monitoraggio remoto di Hitachi, Owner’s Site e ConSite, consentono di accedere a dati e strumenti essenziali per fornire ai proprietari il completo controllo della loro flotta e del carico di lavoro. Entrambi i sistemi inviano quotidianamente i dati operativi tramite GPRS o satellite dall’escavatore a Global e-Service. ConSite invia una mail mensile con una sintesi dei dati, mentre l’applicazione ConSite Pocket mostra messaggi di allerta in tempo reale in caso di malfunzionamenti. La qualità dell’olio motore e idraulico è monitorata ininterrottamente da un’innovazione Hitachi unica nel suo genere: i dati vengono trasmessi a Global e-Service tramite due sensori che rilevano eventuali deterioramenti della qualità dell’olio; questa caratteristica innovativa rassicura i clienti riguardo le condizioni degli escavatori e, inoltre, riduce gli interventi manutentivi e i fermi imprevisti. ■
GRAZIE ALLA LORO VERSATILITÀ GLI ESCAVATORI CINGOLATI ZAXIS-7 POSSONO ESSERE IMPIEGATI IN MOLTEPLICI APPLICAZIONI
50 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
KOHLERPOWER.IT
AVOID ATTACK
It’s time to defeat downtime. Our new KDI engines are loaded with maximum power and torque, so you never have to stop. They’re also ultra compact and equipped with KOHLER ® Flex technology — a suite of integrated engine systems that allows you to meet every emission standard on earth, including Stage V. The future of power is here. BE UNSTOPPABLE.
MACCHINE Kubota
EFFICIENZA
senza compromessi Il costruttore giapponese ha lanciato sul mercato le pale gommate R070 e R090, dotate di propulsori Stage V. Questa nuova generazione di macchine offre un’elevata potenza e garantisce un’estrema facilità d’uso ed efficienza di Ettore Zanatta
K
ubota, marchio noto e apprezzato a livello mondiale per la sua produzione di miniescavatori, ha recentemente lanciato sul mercato una nuova generazione di pale gommate, rappresentata dai modelli R070 e R090.
52 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Queste nuove macchine sono progettate per essere utilizzate con efficacia in aree rurali e urbane, si caratterizzano per un design riprogettato sia internamente che esternamente e sono costruite per svolgere il loro lavoro in modo rapido, semplice ed efficiente. Le citate versioni R070
e R090 sono dotate di una cabina completamente vetrata, garanzia di visibilità, nonché di comandi con un design più ergonomico. Tra le nuove funzionalità è importante evidenziare: la cabina ad alta visibilità, completamente vetrata e panoramica; le superfici vetrate anteriore
L’OPINIONE
MARTINO CARRIERI SALES MANAGER ITALY, KUBOTA EUROPE L’ELEVATA ALTEZZA DI SCARICO RAGGIUNGIBILE DALLE NUOVE PALE GOMMATE KUBOTA (NELLA FOTO, IL MODELLO R070) RENDE LE OPERAZIONI CON LE FORCHE PER PALLET PIÙ RAPIDE ED EFFICIENTI
“
ticamento riducendo il movimento del braccio e consentendo di operare più facilmente con il joystick, su cui si trovano tutte le principali funzioni della pala gommata; il nuovo design a “Delta” del braccio di sollevamento, che consente all’operatore di vedere facilmente i perni dell’attacco idraulico (il posizionamento
LE NUOVE PALE GOMMATE KUBOTA SONO PROGETTATE PER SVOLGERE IL PROPRIO LAVORO IN MODO RAPIDO, SEMPLICE ED EFFICIENTE
to delle motorizzazioni alla normativa Stage V, Kubota ha rinnovato più complessivamente la sua intera gamma di pale gommate, elevando lo standard di qualità generale, i livelli di sicurezza e di comfort. La cabina di questa nuova generazione di macchine è completamente rinnovata e coibentata, in modo da ridurre sensibilmente i livelli di rumorosità rispetto alla serie precedente. Siamo intervenuti anche sulle funzionalità
“
e laterali più grandi, che consentono di visualizzare in modo ottimale le attrezzature dal sedile del conducente; l’apertura completa della finestra sul lato destro, che migliora la ventilazione e la comunicazione con i collaboratori all’esterno; l’aria condizionata (optional); il poggiapolsi destro regolabile, che riduce l’affa-
“Con l’occasione dell’adeguamen-
interne: il sedile è stato ridisegnato e ora è di classe superiore, con doppia regolazione e con la possibilità di regolare solo il sedile o anche il manipolatore. I cofani sono stati ridisegnati per garantire una maggiore resistenza strutturale e una migliore funzionalità in fase di apertura, per ridurre i tempi relativi alla manutenzione. Il miglioramento è anche di tipo estetico: questi nuovi modelli stanno piacendo davvero molto da questo punto di vista. Sul mercato, invece, è difficile fare previsioni: è necessario programmare l’attività a breve termine e valuteremo la situazione generale (e locale) strada facendo. Se ci sarà l’auspicato ritorno alle attività tradizionali cominceremo a fare dei programmi più precisi. In ogni caso, credo che la pandemia causata dal Coronavirus impatterà in modo più grave rispetto
UNA GRANDE CAPACITÀ DI SOLLEVAMENTO PERMETTE ALLA PALA GOMMATA KUBOTA R070 E R090 (NELLE FOTO) DI SOLLEVARE E POSIZIONARE IN MODO FLUIDO ANCHE I MATERIALI PIÙ PESANTI IN UN’AMPIA VARIETÀ DI MEZZI D’OPERA
all’ultima crisi economica. Nel 2020 prevedo per tutti un calo di circa il 60% dei volumi di vendita”. ONSITECONSTRUCTION 53
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA Le nuove pale gommate Kubota Peso operativo (tettuccio/cabina): Capacità benna: Motore: Potenza motore: Trasmissione:
R070
R090
4.300/4.475 kg
4.845/5.020 kg
0,65 m3
0,85 m3
Kubota V2607-CR-E5-WL - Stage V 37,4 kW
47,3 kW
idrostatica elettronica
Altezza di scarico:
2.525 mm
2.465 mm
Distanza di scarico:
730 mm
790 mm
3.995 mm
4.100 mm
Altezza di sollevamento max.: Profondità di scavo: Capacità di ribaltamento, a macchina diritta (ISO 14397), tettuccio/cabina:
110 mm 3.280/3.440 kg
3.760/3.920 kg
Capacità di ribaltamento a macchina alla sterzata 2.880/3.020 kg max. (ISO 14397), tettuccio/cabina:
3.300/3.440 kg
Capacità max. di sollevamento al livello del suolo:
30,1 kN
36,3 kN
Forza di strappo (ISO 14397-2):
36,4 kN
43,9 kN
Forza di trazione:
29,1 kN
38,2 kN
Portata idraulica max.:
54 l/min
67,2 l/min
Pressione idraulica max.:
18,5 Mpa
20,5 Mpa
Angolo di ribaltamento benna:
45°
Angolo di articolazione:
40°
Angolo di oscillazione:
±8°
Raggio di sterzata (esterno benna): Velocità di traslazione max. (avanti/indietro):
3.640 mm
3.660 mm
20 km/h
* configurazione con benna per impieghi generali (R070: 289 kg; R090: 329 kg) e operatore di 75 kg di peso
54 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
delle tubazioni idrauliche migliora peraltro la visibilità durante le operazioni di carico e scarico con le forche); il cruscotto digitale, dotato di un set completo di indicatori diagnostici che monitora automaticamente le condizioni critiche della macchina; l’ampio spazio per i piedi; il sedile a regolazione completa; il piantone di direzione inclinabile verso l’alto o il basso, che rende più comoda ed efficiente la posizione per i conducenti di tutte le taglie. La voce dei protagonisti L’elevata capacità e potenza di sollevamento assicura alle nuove pale gommate Kubota R070 e R090 prestazioni superiori, adeguate a un’ampia gamma di operazioni di carico. Tutte le funzioni principali del braccio – su entrambi i modelli – sono concentrate su un’unica leva facile da utilizzare con una sola mano. L’apposito interruttore di controllo consente all’operatore di passare rapidamente dalla prima alla seconda velocità, a garanzia di un’efficienza ottimale. Equipaggiato con CRS e FAP, il motore a iniezione diretta V2607 di Kubota è ora completamente conforme allo Stage V. Inoltre, il nuovo e migliorato FAP riduce gli interventi di manutenzione aumentando gli intervalli. In occasione del lancio delle nuove pale gommate Keigo Watanabe, direttore della divisione Lavori Pubblici di Kubota Europe SAS, ha dichiarato: “Siamo davvero orgogliosi di presentare delle pale gommate nuove e migliorate. Le R070 e R090 sono entrambe progettate per aumentare le prestazioni, con importanti ed efficaci funzioni di produttività e risparmio energetico. Sono inoltre realizzate per garantirne un utilizzo semplice e sicuro, anche da parte di operatori poco esperti”. “Sappiamo che i nostri clienti desiderano macchine affidabili, che richiedono poca manutenzione. Per questo motivo le pale gommate R070 e R090 sono concepite con dispositivi di sicurezza integrati e affidabili. Le nuove pale gommate Kubota sono ideate per essere facili da gestire e ispezionare, poiché le aree che richiedono una manutenzione ordinaria sono facilmente accessibili per un intervento rapido e semplice”, ha aggiunto Bernard Dewaele, direttore Marketing ■ Prodotto di Kubota Europe SAS.
MACCHINE Liebherr
AFFIDABILITÀ “allround” Le nuove pale gommate L 526, L 538 e L 546 del costruttore tedesco - dotate di propulsori Stage V, di una nuova cabina e di vari sistemi di assistenza garantiscono un alto livello di potenza grazie alle modifiche apportate ai bracci e alla trasmissione di Stefano Vitali
56 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L
e nuove pale gommate di medie dimensioni L 526, L 538 e L 546 sono state recentemente lanciate sul mercato da Liebherr e presentano numerose innovazioni che consentono loro di mantenere la reputazione acquisita di macchine “allrounder” potenti e affidabili.
dell’attrezzatura, inoltre, su tutti i modelli è possibile impostare le posizioni della stessa tramite il display da 9” presente in cabina. Il sistema idraulico garantisce al conducente la possibilità di eseguire a piena potenza anche movimenti contemporanei di sollevamento e abbassamento, nonché di ribaltamento in avanti e indietro: ne consegue un lavoro più efficiente e una maggiore produttività. Con la nuova ammortizzazione opzionale, infine, i clienti finali possono proteggere la loro macchina, riducendo anche le vibrazioni per il conducente. Questa funzione consente di raggiungere senza urti la posizione finale dell’attrezzatura di lavoro e dei bracci: ciò aumenta la durata di tutti i componenti, in particolare quella dei bracci stessi e delle attrezzature. ANCHE PER LE NUOVE PALE GOMMATE LIEBHERR DI MEDIE DIMENSIONI È POSSIBILE SCEGLIERE, PRIMA DELL’ACQUISTO, TRA DUE VERSIONI DI BRACCI
“
“
NUMEROSE INNOVAZIONI APPORTATE ALLE NUOVE PALE GOMMATE ASSICURANO UN’ELEVATA PRODUTTIVITÀ Tra i punti di forza di queste nuove pale gommate si mettono in evidenza l’aumento (significativo) delle prestazioni della trasmissione, le modifiche all’articolazione dei bracci e una cabina ridisegnata. Grazie al sistema di post-trattamento dei gas di scarico tutti e tre i modelli soddisfano le direttive sulle emissioni dei gas di scarico Stage V. Per la prima volta, poi, sono disponibili per le pale gommate di medie dimensioni i più recenti sistemi di assistenza e lo sterzo a joystick delle versioni XPower. Garanzie di produttività Durante la progettazione delle nuove pale gommate gli ingegneri della Casa tedesca ne hanno ottimizzato la trasmissione. I modelli L 538 e L 546 offrono una potenza motore notevolmente superiore rispetto al passato, mentre la L 546 è ora dotata di un nuovo e potente motore a 6 cilindri. Il risultato? Un incremento di prestazioni sostenibile con un’affidabilità costantemente ele-
vata. Grazie alla trasmissione idrostatica il consumo rimane basso, generando una riduzione dei costi del carburante e delle emissioni di CO2. Anche per le nuove pale gommate Liebherr di medie dimensioni, poi, è possibile scegliere prima dell’acquisto tra due tipologie di bracci: con cinematica a “Z”, con forze elevate nella parte inferiore dell’articolazione; a bracci paralleli, garanzia di elevate forze di tenuta nella parte superiore (quest’ultima variante è adatta per le applicazioni industriali con attrezzature pesanti, come la movimentazione di rottami metallici o vetro). Liebherr ha poi rielaborato entrambe le versioni per la nuova generazione di pale gommate. I modelli L 538 e L 546, ad esempio, sono dotati di cilindri di sollevamento più grandi che garantiscono un aumento della forza di sollevamento del 20% rispetto alla generazione precedente. Grazie al pilotaggio elettroidraulico in combinazione con la funzione standard di programmazione
ASSISTENZA DI NUOVA CONCEZIONE Per le nuove pale gommate Liebherr è disponibile (su richiesta) il nuovo sterzo a joystick ergonomico come nelle versioni XPower. Il suo utilizzo è meno faticoso per il conducente e rende il lavoro più semplice quando si deve fare un numero elevato di manovre, perché i brevi movimenti del joystick sostituiscono l’intensa attività legata alla presenza di un volante. Nel compiere quest’operazione il braccio sinistro poggia sempre sul bracciolo, anche quando si cambia direzione di marcia. Il nuovo sterzo a joystick è intuitivo da usare perché la sua posizione corrisponde sempre all’angolo di articolazione della pala. Liebherr, inoltre, offre tutti i sistemi di assistenza delle pale gommate XPower; tra questi ci sono il sistema di rilevamento attivo delle persone nell’area posteriore, il dispositivo di pesatura con “Truck Payload Assist”, il sistema integrato di monitoraggio della pressione degli pneumatici e l’illuminazione da lavoro adattiva. Sono disponibili anche il monitoraggio del vano frontale e il sistema di telecamere Skyview 360°.
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 57
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA Le nuove pale gommate Liebherr
L 526
L 538
L 546
Peso operativo:
11.770 kg
13.500 kg
14.200 kg
Capacità benna:
2,1 m3
2,6 m3
2,8 m3
8.000 kg
9.500 kg
10.500 kg
Carico di ribaltamento: Motore: Potenza motore: Focus sul comfort Per la progettazione della nuova cabina Liebherr si è basata sul successo delle grandi pale gommate XPower. Il nuovo modulo offre un ampio spazio all’operatore, anche perché i pedali sono posizionati 40 mm più avanti. Una peculiarità è il già citato display touch-screen da 9”, più grande e regolabile in altezza, che mostra tutte le informazioni in modo ben visibile. Grazie alla navigazione a menù ottimizzata tutte le impostazioni possono essere adattate alla situazione richiesta in modo ancora più intuitivo e rapido. Per una sensazione di spazio ottimale, poi, Liebherr ha adottato diver-
58 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Liebherr 4045HLC07 100 kW / 136 CV
Liebherr 4045HLC09 120 kW / 163 CV
PER LA NUOVA PROGETTAZIONE DELLA CABINA, MA NON SOLO, LIEBHERR SI È BASATA SUL SUCCESSO RISCOSSO DALLE GRANDI PALE GOMMATE XPOWER
138 kW / 188 CV
si elementi di design della cabina delle pale XPower. Ad esempio, la pratica unità di comando con console ribaltabile, che crea un adeguato spazio per riporre gli oggetti. Altre innovazioni, come il finestrino scorrevole (a destra) che migliora la ventilazione e la comunicazione verso l’esterno e il nuovo e potente impianto di condizionamento, aumentano ulteriormente il comfort di queste macchine. Le ampie superfici dei finestrini della nuova cabina garantiscono inoltre una buona visibilità su tutti i lati, mentre la griglia di protezione ribaltabile verso l’alto per i lavori di pulizia, proposta come optional, incrementa il livello di sicurezza. ■
MACCHINE Mecalac
OLTRE
l’immaginazione
60 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
HENRI (A SINISTRA) E ALEXANDRE MARCHETTA, RISPETTIVAMENTE CHAIRMAN E CEO DEL GRUPPO MECALAC
fare un focus sulla crescente presenza dell’azienda nel Nord America e sui nuovi prodotti esposti nell’occasione a Las Vegas.
La propensione all’innovazione e alla proposizione di sempre nuove soluzioni ha spinto il Gruppo francese a entrare anche nel mercato nordamericano, particolarmente ricettivo per i suoi prodotti. Vediamo quali sono le sue ultime novità e le attuali strategie produttive e commerciali di Ettore Zanatta
I
n un periodo in cui la maggior parte delle manifestazioni fieristiche sono state rimandate, il Conexpo CON/AGG 2020 ha rappresentato uno sbocco importante per molti costruttori di macchine e attrezzature per le costruzioni.
Tra queste c’è sicuramente Mecalac, che ha colto l’occasione per proporre in quest’ambito strategico le proprie soluzioni innovative. Abbiamo interpellato Alexandre e Henri Marchetta, rispettivamente CEO e Chairman del Gruppo francese, per
Come si è evoluta l’attività di Mecalac negli ultimi anni e qual è la sua visione per il futuro? “Dal 1974 in avanti Mecalac, che ricordiamo è un’azienda a gestione familiare, ha mantenuto immutati i suoi valori chiave di focalizzazione sul cliente, responsabilità, lavoro di squadra e sostenibilità. Ci siamo sforzati di costruire e mantenere forti relazioni con coloro con i quali ci interfacciamo: fornitori, distributori, buyer, utilizzatori e collaboratori. Coltivare queste relazioni quale parte essenziale del nostro modello di business ci ha consentito di crescere in campo internazionale e, ora, anche in Nord America. Progettiamo le nostre attrezzature avendo sempre il cliente al centro di ogni scelta e l’unico limite che ci poniamo è l’immaginazione. Oggi offriamo escavatori, pale, terne, rulli per la compattazione, dumper e altri prodotti specialistici in tutto il mondo, continuando a sviluppa-
GLI ESCAVATORI MCR OFFRONO UN’ELEVATA COMPATTEZZA, VELOCITÀ DI TRASLAZIONE (10 KM/H) E PRODUTTIVITÀ, QUEST’ULTIMA GARANTITA DA UN AUMENTO DI CARICO SU OGNI BENNA (+77%) E DA UN MINORE RAGGIO DI ROTAZIONE (-35%) RISPETTO AI MODELLI CONVENZIONALI aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 61
MACCHINE
GLI ESCAVATORI MECALAC MWR SONO PROGETTATI PER GARANTIRE STABILITÀ E COMPATTEZZA, SENZA COMPROMESSI SULLE PRESTAZIONI. GRAZIE AL SELETTORE CENTRALE UNICO L’OPERATORE PUÒ PASSARE ALLA MODALITÀ “LAVORO” O “PARCHEGGIO” SEMPLICEMENTE SPOSTANDO UNA LEVA E SELEZIONANDO FINO A 10 PASSAGGI LAVORATIVI. DA EVIDENZIARE ANCHE L’ACCESSIBILITÀ, CON LA POSSIBILITÀ DI RIEMPIRE IL SERBATOIO DA TERRA E CON L’INGRESSO DIRETTO IN CABINA
re innovazioni che fissano nuovi standard nella performance dei prodotti e consentono agli operatori di vincere le sfide giornaliere. Continueremo a differenziare il nostro approccio in ogni specifico Paese nel quale lavoreremo, al fine di rispondere al meglio ai bisogni dei singoli clienti, rimarremo imprenditori fedeli alla nostra visione e ai nostri valori”.
Negli ultimi 45 anni Mecalac ha ottenuto costanti riscontri in Europa. Cosa vi ha spinto a entrare nel mercato del Nord America e perché ora? “Per quanto il nostro ingresso formale nel mercato nordamericano risalga a soli tre anni fa, per almeno un decennio abbiamo avuto relazioni con distributori locali interessati ai nostri prodotti. La nostra filosofia ba-
sata sulla relazione comporta il fatto che si entri in un mercato specifico solo una volta trovato il giusto supporto in loco e identificato i partner che condividono i nostri valori e apprezzano i nostri prodotti. Nel 2016, avendo trovando interlocutori che facevano al caso nostro, abbiamo debuttato in questo mercato: questi partner condividono l’approccio di Mecalac e il LE PALE CARICATRICI (SWING LOADERS) AS DI MECALAC SI DISTINGUONO PER LA LORO CAPACITÀ DI MUOVERSI GRAZIE A TRE MODALITÀ DI STERZO, DI OPERARE E DI RUOTARE (CON QUATTRO RUOTE STERZANTI E BRACCIO ORIENTABILE A 180°) SIMULTANEAMENTE, A GARANZIA DI UN’ELEVATA PRODUTTIVITÀ
62 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Spesso aziende straniere entrano nel mercato nordamericano per abbandonarlo poco tempo dopo. Quali sono le vostre strategie in prospettiva? “Sappiamo che alcune aziende entrano in un mercato solo per ‘testarlo’ e poi ritirarsi rapidamente se non ottengono risconti immediati. Non è il nostro caso. Ci prendiamo il tempo necessario per capire i bisogni specifici di questo mercato, il potenziale di vendita e la corretta strategia di canale. Quando entriamo in un Paese è per rimanerci e garantire stabilità a impiegati, fornitori, dealer e clienti. L’integrità e la stabilità
“
sono tra le caratteristiche più ricercate in un fornitore, ma purtroppo non sono facili da reperire. È per noi motivo di orgoglio saper trattare onestamente con le persone ed essere sempre disponibili a supportarle”. Quali prodotti avete esposto al Conexpo-CON/AGG 2020? “I nostri clienti sanno che proponiamo sempre soluzioni innovative. In quest’occasione abbiao esposto la nostra versatile gamma di escavatori gommati MWR, al debutto in Nord America, insieme all’aggiornata gamma di escavatori cingolati
IL SEGRETO DI UN’INNOVAZIONE DI SUCCESSO STA NEL RISPONDERE A UNA DOMANDA CHE NESSUNO HA FATTO, RIBALTANDO CONCETTI CHE GLI UTILIZZATORI FINALI DANNO PER SCONTATI
“
nostro obiettivo di dare una forma diversa al modo di lavorare dei contractors. Come noi, sono appassionati nella ricerca di nuove soluzioni, per soddisfare i bisogni dei clienti. Il nostro primo dealer è stato la Lorusso Heavy Equipment di Boston. Credevano che il mercato nordamericano fosse pronto per le innovazioni Mecalac, non solo per il lavoro in aree urbane, ma anche per una varietà di diverse applicazioni. Le migliori partnership si fondano su un approccio ‘win/win’. La nostra rete di dealer sta crescendo in fretta e noi le offriamo nuove dinamiche, caratteristiche distintive e potenzialmente nuovi segmenti di mercato. Come risultato, i nostri dealer promuovono i nostri prodotti vigorosamente, dimostrando di avere grande passione per le loro caratteristiche uniche”.
IL REPARTO R&D DI MECALAC HA RECENTEMENTE RIPROGETTATO I DUMPER DA 6 E 9 T DELLA GAMMA ESISTENTE, COMBINANDO UN ALTO LIVELLO DI SICUREZZA. IL DESIGN “RENTAL TOUGH” HA CONSENTITO A QUESTE MACCHINE DI RAPPRESENTARE UNA PARTE IMPORTANTE E DUREVOLE DEL BUSINESS AZIENDALE
I NUMERI DEL SUCCESSO Mecalac è conosciuta in tutto il mondo
silvicoltura; industriale; militare; appli-
Inghilterra, per una produzione di cir-
per le sue soluzioni innovative, che con-
cazioni municipali. La gamma produtti-
ca 5.000 macchine/anno, distribuite in
sentono di affrontare le sfide quotidia-
va (cinque linee di prodotto, per 59 di-
oltre 80 Paesi. L’azienda francese con-
ne nei cantieri. Il Gruppo offre un’ampia
verse tipologie di macchina) è compo-
ta inoltre nove uffici commerciali tra
gamma di soluzioni destinate a molte-
sta da escavatori gommati e cingolati,
Francia, Germania, Polonia, Italia, Stati
plici applicazioni: posa di cavi, tubi e al-
pale gommate oscillanti e telescopiche,
Uniti, Spagna e Turchia, oltre 220 dea-
tre utilities; costruzione di edifici; lavo-
dumper, terne e rulli da compattazione.
ler indipendenti nel mondo e circa 1.000
ri stradali; ferrovie; tunnel; riciclaggio;
Il Gruppo vanta oggi cinque fabbri-
dipendenti. Il 5% del fatturato è reinve-
architettura paesaggistica; agricoltura e
che tra Francia, Germania, Turchia e
stito in R&D. aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 63
MACCHINE MCR e alle pale girevoli AS700 e AS900, nonché i dumper. Questi prodotti, insieme al resto della nostra offerta, consentono di aumentare la produttività limitando il numero di componenti aggiuntivi da impiegare in applicazioni diverse. I benefici forniti da queste macchine sono evidenti in ogni cantiere, compresi quelli più gravosi o complicati, come quelli in aree trafficate e in ambienti urbani. Dotiamo i nostri escavatori con cabine che permettono di avere una migliore visuale sull’ambiente circostante e maggiore mobilità, per operare in sicurezza in ogni situazione. Inoltre, si tratta di mac-
la relazione riguarda ogni singolo passo del ciclo di progettazione e produzione: da ciò deriva uno stile imperniato sulla mentalità dell’utilizzatore finale. La nostra relazione con i distributori ci aiuta a cogliere eventuali punti critici, sollecitandoci a risolvere i problemi reali grazie all’innovazione. Il nostro team rifugge ogni preconcetto per guardare ai problemi con una prospettiva creativa Respingiamo il concetto ‘se tutti gli altri fanno così, questo è il modo giusto’: solo così si crea la base per una vera innovazione. Inizialmente le nostre innovazioni si concentravano sulla performance delle macchine, ma con il tempo abbiamo scoperto l’opportunità di migliorare l’esperienza dell’operatore con un’ampia serie di upgrade. L’innovazione è un driver fondamentale per lo sviluppo dei nostri prodotti, fa parte del nostro DNA
creare attrezzature che cambino il mercato. Se non c’è innovazione e non c’è un beneficio concreto per l’utilizzatore non andiamo oltre. Ci sforziamo di usare le informazioni raccolte dagli utilizzatori finali per creare prodotti multifunzionali che consentano agli operatori di lavorare di più utilizzando meno strumenti. Il segreto di un’innovazione di successo sta nel rispondere a una domanda che nessuno ha fatto, ribaltando concetti che gli utilizzatori finali danno per scontati. Ci impegniamo anche per realizzare design basati sulla semplicità. Infine, per noi la sostenibilità è fondamentale: siamo orgogliosi di aver sviluppato macchine ibride ed elettriche, silenziose, meno inquinanti e confortevoli, senza compromessi sulle prestazioni. Anche le attrezzature occupano meno spazio in cantiere, oltre ad avere uno stile che si integra nelle città e quindi più piacevole alla vista. Progettiamo i nostri prodotti pensando sempre che al loro interno c’è un essere umano”. ■
MECALAC HA SVILUPPATO UNA SERIE DI TECNOLOGIE ANCHE PER I PROPRI DUMPER CHE GARANTISCONO NON SOLO LA SICUREZZA DELL’OPERATORE, MA ANCHE QUELLA DI CHI LAVORA INTORNO ALLA MACCHINA. “SHIELD”, AD ESEMPIO, È UNA DOTAZIONE STANDARD DI TUTTI I DUMPER STAGE V, CON L’OPZIONE DI UPGRADE A “SHIELD PRO”
chine multifunzionali, che in molti casi possono sostituirne quattro o più di tipo convenzionale. Tutti i nostri prodotti sono una testimonianza dei nostri valori in tema di sicurezza, facilità d’uso, efficienza e sostenibilità”. Come progettate le vostre macchine e in cosa consiste la considerazione dell’utilizzatore finale durante la fase di ricerca e sviluppo? “Fin dall’inizio l’ascolto dei nostri clienti ha rappresentato una parte fondamentale del nostro modello di business e quando parliamo di ‘clienti’ intendiamo ‘le persone che effettivamente utilizzano i nostri prodotti’. Lavoriamo fianco a fianco con i nostri dealer per assicurarci la piena soddisfazione degli utilizzatori finali. Il nostro impegno nel64 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
MACCHINE Wirtgen Group
LARGO
alle ammiraglie Presentate in anteprima a Conexpo-CON/Agg, le nuove frese W 220 Fi e W 250 Fi completano la gamma che rappresenta il fiore all’occhiello della multinazionale tedesca. Le sue prospettive per il futuro sono rosee, nonostante tutto. Sempre seguendo le indicazioni del mercato, ecco le strategie in corso per conquistare nuovi settori di Lorenzo Zacchetti
I
l 2019 è stato un anno da record per il settore stradale. In controtendenza rispetto al resto d’Europa, il mercato italiano ha beneficiato di un mix virtuoso formato dalla ripresa dei lavori, dalla conferma degli incentivi fiscali e dalla necessità di colmare lo storico ritardo del nostro
66 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
Paese nel settore delle infrastrutture. Una spunta particolare è arrivata dalla manutenzione ordinaria su tutto il territorio nazionale, a partire dalle gare triennali di ANAS che hanno assegnato interventi in tutte le regioni. Questi fattori hanno prodotto un aumento del 40% nella richiesta di macchinari nuovi:
nel dettaglio, la domanda di rulli è passata dalle circa 370 unità del 2018 alle oltre 500 del 2019, le finitrici da 140 a 180 e le frese da 70 a oltre 100. Pensare in grande Proprio le frese sono il fiore all’occhiello di Wirtgen, che nel 2019 ha supera-
IL GRUPPO WIRTGEN È STATO PROTAGONISTA A CONEXPOCON/AGG 2020. CON OLTRE 30 PRODOTTI IN ESPOSIZIONE - TRA CUI 10 ANTEPRIME MONDIALI E NORDAMERICANE E UN’ESPOSIZIONE TECNOLOGICA INTERATTIVA - LO STAND SI È TRASFORMATO IN UN POLO D’ATTRAZIONE. L’ATTENZIONE SI È CONCENTRATA SULLE NUOVE FRESE GRANDI WIRTGEN
to i 70 milioni di fatturato, superando ampiamente i livelli precedenti alla crisi economica del 2008. Il 2020, almeno fino all’esplosione della pandemia, era partito altrettanto bene. A Conexpo-CON/Agg la multinazionale tedesca ha presentato in anteprima mondiale le nuove frese W 220 Fi e W 250 Fi, ammiraglie che hanno completato la gamma di “taglia grande”. Con una profondità di fresatura massima di 350 mm, queste macchine sono adatte a una vasta gamma applicativa: dal ripristino del manto stradale ai lavori di fresatura fine e alla scarifica a tutto spessore. Sono peraltro disponibili diversi concetti di azionamento, per una produttività massima ed efficiente. La W 220 Fi è equipaggiata con il cambio a due gamme di rapporti innestabili sotto carico Dual Shift, mentre la W 250 Fi è dotata di azio-
EVOLUZIONE DIGITALE La sinergia tra Deere e Wirtgen sul tema della digitalizzazione telematica sottende a un vero e proprio cambio di visione. Sfruttando l’avanzato know-how del brand americano, il Gruppo Wirtgen intende evolvere rispetto all’attuale modello di “Old Economy”, nel quale si propone sul mercato come fornitore di hardware, ovvero di macchine. L’esito di tale transizione sarà la fornitura di un “pacchetto”, formato sia da macchinari che da sistemi di controllo a distanza delle lavorazioni, come la telemetria e la telematica, strumenti fondamentali nella digitalizzazione dei cantieri. Questi strumenti sono già disponibili per i clienti di Wirtgen. WITOS Paving, ad esempio, consente di aumentare la propria efficienza operativa e ridurre i costi d’inattività, ottimizzando i processi, documentando le operazioni e monitorando della temperatura di stesa. La versione WITOS Paving Plus consente di interconnettere in rete tutti i protagonisti della filiera e consiste di un totale di cinque moduli. La soluzione WITOS Paving Docu si rivolge alle imprese di costruzioni che, oltre alla temperatura di stesa, desiderano rilevare e analizzare dati aggiuntivi, ma che non hanno bisogno di tutte le funzionalità della versione Plus. Con questa soluzione, il direttore dei lavori e i capisquadra possono avviare gli ordini in cantiere senza previa pianificazione. Vögele RoadScan, invece, è un sistema di rilevamento della temperatura di stesa, funzionante senza contatto, mentre il Wirtgen Performance Tracker (WPT) determina in modo esatto e affidabile i lavori di fresatura effettivamente prestati. della macchina, consentendo di visualizzare tali dati al posto di comando in tempo reale.
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 67
MACCHINE L’OPINIONE
MARIO SPINELLI CEO DI WIRTGEN MACCHINE
“Il 2020 era iniziato molto bene e sarebbe stato sicuramente positivo quanto il 2019 se non fosse stato per l’”emergenza Coronavirus”. Ci aspettiamo alcuni mesi di rallentamento, ma rimaniamo ottimisti perché i nostri clienti non hanno cancellato gli ordinativi: i loro lavori sono stati sospesi e riprenderanno alla fine dell’emergenza. Prevediamo che il secondo semestre dell’anno sarà di intensa attività, perché ci sarà da recuperare i lavori bloccati durante questo periodo di ‘sospensione’. Probabilmente sarà un processo graduale, ma speriamo di tornare alla normalità nel giro di breve tempo. Questo ci induce a essere ottimisti: abbiamo un portafoglio ordini molto buono, avendo una clientela principalmente costituita da utilizzatori finali. La situazione italiana è diversa da quella di Francia, Germania e Inghilterra, dove i clienti sono in larga parte noleggiatori, che invece stanno cancellando gli ordini perché con questa situazione hanno rinviato gli investimenti da effettuare sul parco macchine al prossimo anno. Rispetto al lavoro fatto fino ad ora siamo davvero molto soddisfatti: in Italia abbiamo toccato volumi da record, ampiamente superiori ai livelli pre-crisi del 2008. Sia noi che i nostri concorrenti abbiamo lavorato molto sul prodotto, creando un equilibrio che speriamo di mantenere anche negli anni a venire. C’è lavoro per tutti, clienti e fornitori”. CON PROPULSORE CAPACI DI 801 HP/812 CV (W 220 FI) E 1.010 HP/1.024 CV (W 250 FI) DI POTENZA, ENTRAMBE LE AMMIRAGLIE DELLA GAMMA DI FRESE STRADALI WIRTGEN GARANTISCONO UN’ELEVATA PRODUTTIVITÀ 68 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
namento a motore doppio Active Dual Power. Con 801 HP/812 CV (W 220 Fi) e 1.010 HP/1.024 CV (W 250 Fi) di potenza, le due ammiraglie garantiscono un livello particolarmente alto di potenza. Tecnologia di successo Come i precedenti modelli della serie F, lanciati sul mercato a Bauma 2019, anche le nuove frese montano il sistema Mill Assist, che assicura efficienza, produttività ed economicità, controllando automaticamente anche il cambio a due gamme di rapporti innestabili sotto carico Dual Shift. In collegamento con il motore diesel, la velocità di rotazione del tamburo di fresatura può essere aumentata o diminuita per ottenere una gamma applicativa enorme. Nella gamma di velocità inferiore è possibile ridurre significativamente il consumo di carburante e l’usura dei denti, mentre in quella superiore si ottiene una qualità elevata dell’aspetto della superficie fresata, anche con grandi rese superficiali. Definita dall’azienda “l’innovazione tecnologica più rilevante degli ultimi 20 anni per questa tipologia di macchinario”, questa famiglia di mezzi ha riscosso un grande successo anche in Italia, con oltre 50 unità vendute dal vernissage bavarese a oggi. Anche a livello europeo il
riscontro è andato oltre le aspettative del costruttore tedesco. Sviluppi futuri Oltre a svolgere un ruolo da protagonista nel proprio settore di competenza, Wirtgen si sta preparando a sfidare i leader del mercato del movimento terra. L’ambizioso obiettivo passa per la progressiva integrazione nel Gruppo Deere. Questo processo ha già raggiunto un elevato grado di avanzamento in alcuni settori specifici, quali ad esempio la digitalizzazione, la supply chain e la sinergia su vendite e supporto tecnico in alcune aree geografiche: negli Stati Uniti e in Sudamerica i concessionari Wirtgen e John Deere stanno già lavorando insieme. In Europa il processo richiederà più tempo, sia per una serie di limitazioni contrattuali in essere in alcune aree, sia per la necessità di adeguare alle specificità locali la gamma Deere, pensata per il mercato americano. In tale sviluppo, Wirtgen mette in campo un valore prezioso come una rete di filiali dirette e concessionari che dà accesso al mercato in ogni Paese. Questa struttura, tuttavia, andrà potenziata attraverso strategie specifiche finalizzate a integrare al meglio un tipo di business che è com■ plementare, ma differente.
Hands On
SPIRITO COMPETITIVO L’ESCAVATORE CINGOLATO EC200E DA 20 T È PROGETTATO E REALIZZATO DAL COSTRUTTURE SVEDESE PENSANDO ALLE NECESSITÀ DI UN MERCATO MOLTO ESIGENTE QUAL È QUELLO DELLE APPLICAZIONI MEDIO-PESANTI ETTORE ZANATTA
D
estinato a uno dei segmenti più competitivi del mercato degli escavatori, l’EC200E di Volvo Construction Equipment è stato progettato per rappresentare un partner ideale in un ampio ventaglio di applicazioni di media entità. Questo modello da 20 t è destinato essenzial-
70 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
mente alla regione EMEA e s’inserisce in gamma al fianco delle versioni EC220E e EC180E. Questa macchina è indicata per affrontare interventi in opere di costruzione, strutture per i servizi pubblici, infrastrutture stradali. In generale, l’escavatore cingolato Volvo EC200E garantisce ai suoi proprietari prestazioni di alto livello e un’elevata redditività.
Parliamo di prestazioni Un’esperienza pluridecennale supportata dalla forza del gruppo Volvo ha permesso a Volvo CE di equipaggiare l’escavatore EC200E con un propulsore di nuova generazione conforme alle normative in materia di emissioni e pensato per i mercati altamente regolamentati.
L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC200E
Il motore Volvo D4 certificato Stage V, infatti, è ottimizzato per far lavorare l’EC200E alle massime prestazioni, con tutta la potenza possibile, nonché con il risparmio di carburante e l’affidabilità necessari per affrontare e completare con successo le più svariate operazioni. La funzione Power Boost di Volvo
incrementa ulteriormente le forze di sollevamento e di scavo già rilevanti della macchina, assicurando tempi di ciclo rapidi e una produttività ottimale. L’impianto idraulico avanzato dell’escavatore lavora in sintonia con il sistema di controllo completamente elettrico e con la modalità ECO avan-
zata per ridurre i cali di potenza e migliorare sia la manovrabilità che i tempi di riposta. L’EC200E può essere inoltre dotato da fabbrica di condutture idrauliche ausiliarie supplementari per coadiuvare l’azionamento delle attrezzature idrauliche e arricchire la versatilità e la produttività della macchina.
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Hands On L’escavatore Volvo EC200E è stato progettato con un design caratterizzato da una buona distribuzione del peso, un robusto braccio e avambraccio, un carro solido, componenti ben protetti e un pesante contrappeso. Tutti questi elementi concorrono per garantire alla macchina di affrontare comodamente i lavori più gravosi, negli ambienti più difficili
EC200E O EC220E: QUALE DEI DUE? Per la categoria 20-25 t, Volvo CE offre
la concessionaria di zona”, spiegano i re-
Il modello Volvo EC220E è un escava-
due modelli di escavatore cingolato:
sponsabili di prodotto dell’azienda sve-
tore Heavy Duty che si presta a tutte le
l’EC200E e l’EC220E. Ma quale dei due
dese. “In alcuni casi l’EC220E potrebbe
applicazioni: edilizia, servizi pubblici, in-
fa al caso vostro? Scegliere il modello
essere troppo specializzato per i lavori
frastrutture pesanti, attività estrattive,
giusto è fondamentale se si vuole man-
da eseguire e quindi inutilmente costo-
di demolizione e riciclaggio; l’EC200E
tenere al minimo i costi totali di posses-
so per il cliente”.
è un mezzo più leggero, ma ciò non to-
so e spingere al massimo la redditività. Si tratta in entrambi i casi di macchine di alta qualità, con cabine comode e una facilità di manutenzione invidiabile, che rappresentano un ottimo investimento per qualsiasi flotta di movimento terra. Tuttavia ci sono differenze notevoli tra un modello e l’altro, in particolare a livello di potenza e di capacità. “Chiunque sia alla ricerca di un escavatore cingolato da 20-25 t dovrebbe pensare attentamente all’uso che ne deve fare e affidarsi alla consulenza del72 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC200E
L’escavatore Volvo EC200E può essere equipaggiato in fabbrica con tubazioni per martello demolitore idraulico e cesoia (X1), oltre che con tubazioni per il sistema rototilt (X3). L’impianto idraulico ausiliario fornisce la corretta portata e pressione per le attrezzature, aumentando la versatilità e la produttività della macchina
glie che possa lavorare con profitto in
per le sue prestazioni elevate”. Ma se,
cava come pure in cantieri di demolizio-
per ipotesi, l’escavatore serve per il
ne. “Tutto dipende dai compiti specifi-
carico di autocarri in una cava di sab-
ci che deve svolgere la macchina e dal
bia e lavora solo 10 minuti l’ora o se
numero di ore che ha a disposizione per
il proprietario viene pagato all’ora per
completare il lavoro in cantiere, nonché
completare il progetto, le alte presta-
dal sistema di pagamento pattuito, se a
zioni del EC220E potrebbero non es-
progetto o a ore”, spiegano dall’azien-
sere così necessarie. “In questo caso
da. Con l’escavatore Volvo EC220E, l’o-
è da consigliare l’EC200E, perché l’o-
peratore ha una capacità di movimen-
peratore può svolgere lo stesso com-
tazione oraria più elevata: tutto merito
pito a fronte di un investimento mino-
del motore 6 cilindri con coppia elevata,
re”. In sostanza, bisogna sincerarsi che
delle potenti funzioni idrauliche e dell’e-
la macchina che si vuole acquistare
levata capacità di sollevamento offer-
abbia caratteristiche corrispondenti a
ti da questa versione. “Se la macchina
quanto richiesto dall’applicazione, né
ha un tasso di utilizzo elevato e si vuole
superiori, né inferiori. In tal modo è
ultimare il lavoro nel più breve tempo
possibile ottenere i migliori costi to-
possibile per massimizzare il guadagno
tali di possesso e, quindi, la migliore
orario, allora l’EC220E è l’ideale, proprio
redditività.
Con l’EC200E è possibile utilizzare un’ampia gamma di attrezzature originali, resistenti all’usura, a garanzia di un’elevata versatilità della macchina. Tra questi: le benne inclinabili per fossati, con inclinazione di 45° su entrambi i lati; i martelli demolitori idraulici Volvo, per gli interventi di frantumazione e demolizione; attacchi rapidi, per il cambio delle attrezzature in modo veloce e agevole; il tilt rotator, che può essere ordinato e montato in fabbrica con joystick multifunzione e un display a colori integrato nel sistema dell’escavatore
Alta versatilità L’escavatore cingolato EC200E è una macchina molto versatile, in grado di eseguire molteplici interventi in un’ampia varietà di applicazioni. Le caratteristiche progettuali comprendono un aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 73
Hands On I PUNTI DI FORZA LA VERSATILITÀ
LA PRODUTTIVITÀ E REDDITIVITÀ
BASSI CONSUMI DI CARBURANTE
IL FACILE ACCESSO DAL LATO DESTRO
LA FORZA DI SCAVO E SOLLEVAMENTO
IL FUNZIONAMENTO ARMONICO DELL’IMPIANTO IDRAULICO
SISTEMA DI CONTROLLO COMPLETAMENTE ELETTRICO
BRACCIO E AVAMBRACCIO ROBUSTI
SISTEMA TILT-ROTATOR STEELWRIST
SISTEMA “CARETRACK”
VISIBILITÀ A 360°
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L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC200E
CABINA “CARECAB” CERTIFICATA “ROPS”
CORRIMANO A TRE PUNTI DI PRESA
PARAPETTI RIPIEGHEVOLI MOTORE VOLVO D4J, STAGE V
TELECAMERA LATERALE + SISTEMA “VOLVO SMART VIEW” (OPZIONALE)
NUOVO DESIGN DEL CONTRAPPESO
MANUTENZIONE AGEVOLE DA TERRA
IMPIANTO IDRAULICO AVANZATO aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 75
Hands On
La cabina Serie E di Volvo (certificata ROPS) è stata progettata tenendo conto del feedback degli operatori. Il risultato è un modulo confortevole, silenzioso, ergonomico e con comandi facili e intuitivi da usare, che contribuiscono a mantenere gli operatori comodi e produttivi durante l’intero turno di lavoro. Il sedile è ergonomico e regolabile in 12 diverse posizioni. La consolle comandi è utilizzabile separatamente per trovare la posizione ideale per ogni operatore
Il design della cabina mette l’operatore nelle condizioni ideali per controllare tutte le operazioni e offre un ambiente di lavoro che favorisce un’elevata produttività. Le interfacce della macchina (HMI – Human Machine Interface) - ivi inclusi joystick, display, tastiere, monitor LCD da 8” – sono realizzate per garantire un adeguato controllo ed efficienza. Il numero degli interruttori, disposti in modo razionale, è stato ottimizzato. Per una maggiore praticità è possibile gestire molteplici funzioni tramite un pulsante di scelta rapida posto sul joystick di sinistra. Il sistema operativo, protetto da password, consente di gestire fino a 20 diverse attrezzature e di regolare flusso e pressione idraulici dalla cabina. I pedali garantiscono una movimentazione precisa della macchina
La funzione del braccio flottante consente di risparmiare la potenza della pompa impiegata per abbassare il braccio o di utilizzarla per altre funzioni. In generale, l’impianto elettroidraulico e la valvola di comando principale (MCV) utilizzano tecnologia intelligente per regolare la portata sulla base della domanda e assicurare alta produttività, elevata capacità di scavo e risparmio di carburante. Il sistema è costituito da una pompa principale (due pompe a pistoni assiali a cilindrata variabile) e una pompa pilota a ingranaggi
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L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC200E braccio e un avambraccio robusti, un telaio inferiore altamente resistente, un pesante contrappeso e componenti protetti. Tutti elementi che permettono alla macchina di svolgere compiti complessi in ambienti gravosi. Combinando l’EC200E con attrezzature Volvo personalizzate, poi, il cliente può trarne il massimo vantaggio, massimizzando l’efficienza e, quindi, la redditività. La gamma delle attrezzature comprende: il sistema tiltrotator Steelwrist (può essere dotato di fabbrica con un sistema di controllo e manipolatori multifunzione; completamente integrato nella macchina e nel display di bordo, funziona in sintonia con le benne Volvo); benne (che si tratti di aggredire materiali soffici, medi o duri, le benne da scavo del costruttore svedese garantiscono produttività e lunga durata, essendo protette dai componenti antiusura originali Volvo); martelli demolitori idraulici (progettati per funzionare in sintonia con l’escavatore, assicurando potenza e prestazioni costanti, durano nel tempo e possono essere dotati di una serie di attrezzi da lavoro per diverse operazioni); attacchi rapidi (proposti in un’ampia gamma, per una sostituzione facile e veloce delle attrezzature). Sicurezza e comfort Volvo è un’azienda molto attenta alla sicurezza e l’escavatore cingolato
IL SISTEMA TELEMATICO “CARETRACK” L’operatore dell’escavatore Volvo EC200E può mantenersi costantemente monitorato lo stato della macchina grazie al sistema telematico CareTrack. Esso, infatti, è in grado di fornire informazioni in tempo reale quali ore di lavoro, posizione geografica e avvisi di manutenzione. Grazie alle funzioni Geofence e Timefence è possibile capire dove e quando è consentito utilizzare il mezzo e ricevere allarmi qualora queste limitazioni non vengano rispettate.
EC200E è un concentrato di elementi focalizzati su quest’aspetto, come la cabina ROPS, il corrimano ad alta visibilità e i gradini antiscivolo. Questo modello, in particolare, si distingue per un
L’EC200E è equipaggiato con un propulsore Volvo D4J (Stage V) con tecnologia V-ACT (Volvo Advanced Combustion Technology), dotato di iniettori di precisione ad alta pressione, turbocompressore e intercooler aria-aria, nonché di dispositivi elettronici di comando che ottimizzano le prestazioni della macchina. Il sistema di ritorno al minimo automatico riduce la velocità motore al minimo quando le leve e i pedali non vengono utilizzati. Ciò si traduce in un minore consumo di carburante e in bassi livelli di rumorosità in cabina
La telecamera posteriore - posta sul contrappeso da 4.200 kg di nuova concezione stilistica - e quella laterale, entrambe di serie, unitamene al sistema Volvo Smart View opzionale, contribuiscono a migliorare la sicurezza dell’operatore e di coloro che lavorano intorno alla macchina
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Hands On IL FUNZIONAMENTO ARMONICO DELL’IMPIANTO IDRAULICO L’impianto idraulico, abbinato al sistema di comando completamente elettronico e alla modalità ECO avanzata, è stato ottimizzato per funzionare in perfetta armonia e sintonia con la potenza del motore, ridurre le perdite di potenza e migliorare la manovrabilità e il tempo di risposta.
inedito design studiato per le macchine Volvo di media dimensione, che lo rende molto più accessibile dal lato destro, consentendo peraltro un’ottimale visibilità dell’operatore. Un gradino saldato al telaio inferiore e un corrimano a tre punti di presa, nello specifico, rendono più agevole, rapida e sicura la salita a bordo per lo svolgimento delle operazioni di manutenzione ordinaria. La postazione dell’operatore spicca per la visibilità a 360°, assicurata da una telecamera laterale e dalla funzione opzionale Volvo Smart View, che aumenta la sicurezza dell’operatore e di chi lavora intorno alla macchina. Inoltre, la cabina offre un ambiente di lavoro confortevole a bassa rumorosità, con comandi di facile impiego e un layout ergonomico.
Panoramica del telaio inferiore, con struttura a “X”. Per quanto riguarda la rotazione, il sistema utilizza motori a pistoni assiali che azionano un riduttore epicicloidale per la massima coppia. Il freno automatico di mantenimento e la valvola anti-contraccolpo sono di serie. Per ciò che concerne la traslazione, ogni cingolo è azionato da un motore di traslazione automatico a due velocità. I freni sono multidisco, a molla e rilascio idraulico. Motore di traslazione, freni e ingranaggi planetari sono ben protetti all’interno del telaio del cingolo. Le maglie dei cingoli ingrassate e sigillate sono di serie
L’escavatore EC200E è dotata di corrimano ad alta visibilità, gradini antiscivolo e parapetti pieghevoli. Il nuovo design della macchina consente un più facile accesso alla parte superiore della macchina e, molto importante, una maggiore visuale sulla parte destra del mezzo 78 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC200E Sempre sotto controllo Come per altri escavatori della gamma, poi, Volvo propone anche per l’EC200E efficaci sistemi di monitoraggio. Il sistema CareTrack, ad esempio, fornisce dati telematici in tempo reale, tra cui ore di esercizio, posizione e avvisi di manutenzione, per tenere sempre sotto controllo le condizioni e le prestazioni del mezzo. Una molteplicità di opzioni permette di venire incontro a diverse esigenze. CareTrack, inoltre, alimenta una serie di rapporti (Insight Report) con informazioni sullo stato di salute (Health), il risparmio di carburante (Fuel Efficiency) e la produttività (Productivity) dell’escavatore. I rapporti già elaborati consentono di assumere decisioni informate riguardo alla gestione della flotta, senza dover analizzare dati e codici di allarme, facendo così risparmiare tempo e denaro. Il cliente può eventualmente scegliere di affidare il monitoraggio della flotta a Volvo con il servizio Proactive Monitoring. ■
LA SCHEDA TECNICA L’escavatore cingolato EC200ENL Peso operativo:
19.870-24.850 kg
Motore:
Volvo D4J - 4 cilindri - Stage V
Potenza motore netta (ISO 9249):
115 kW a 2.000 giri/min
Coppia max.:
618 Nm a 1.700 giri/min
Sbraccio di scavo max.:
9.605 mm
Sbraccio al suolo max.:
9.435 mm
Profondità di scavo max.:
6.380 mm
Profondità di scavo max. (2,44 m con fondo livellato):
6.163 mm
Profondità di scavo max. su parete verticale:
5.095 mm
Altezza da terra min.:
460 mm
Altezza di taglio max.:
9.248 mm
Altezza di scarico max.:
6.373 mm
Raggio di rotazione anteriore min.:
3.585 mm
Raggio di rotazione posteriore:
2.850 mm
Raggio della benna:
1.528 mm
Angolo di rotazione della benna:
175°
Forza di strappo alla benna ISO 6015 (normale/Power Boost): Forza di penetrazione (avambraccio) ISO 6015 (normale/Power Boost): Larghezza x altezza x lunghezza:
141/149 kN 121/128 kN 2.540 x 2.915 x 9.613 mm
Velocità di traslazione max. (bassa/alta): Pendenza superabile max.:
3,4/5,6 km/h 35°
* configurazione con braccio da 5,7 m e avambraccio da 2,5 m
La manutenzione dell’escavatore cingolato EC200E avviene agevolmente grazie a una serie di caratteristiche e funzioni, tra cui filtri raggruppati accessibili da terra, protezioni pieghevoli e avvisi di manutenzione in tempo reale. Per facilitare ulteriormente gli interventi dei tecnici il radiatore, l’intercooler e l’unità di raffreddamento dell’olio idraulico sono posti uno accanto all’altro, su un unico livello
www.volvoce.it aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 79
ATTREZZATURE Adriatech
LA PERFORAZIONE autorevole Autentica specialista della perforazione, l’azienda abruzzese offre una gamma completa di attrezzature dedicate grazie alla quale riesce a soddisfare le molteplici esigenze di chi opera in questo settore di Riccardo Lorenzi
È
a Pescara, città dell’Italia centrale bagnata dal Mar Adriatico, che Adriatech ha scelto di insediarsi 33 anni fa. Nata come Supply Company per le società petrolifere italiane e del bacino del Mediterraneo, l’azienda abruzzese si è evoluta nel tempo divenendo un’autentica specialista nella progettazione, realizzazione e distribuzione di attrezzature per la perforazione.
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Valori riconosciuti Professionalità, know-how, prodotti e attrezzature all’avanguardia, nonché uno staff tecnico-commerciale altamente qualificato, workshop specializzati, contratti e accordi in esclusiva con diverse storiche società statunitensi: sono questi i punti cardine e le attività intorno a cui ruota l’attività di Adriatech. L’azienda abruzzese, nella fattispecie, produce e distribuisce una vasta gamma di attrezzature in con-
tinua crescita e ottimizzazione, sempre al servizio di compagnie petrolifere, contractor di perforazione di pozzi petroliferi e pozzi per la ricerca idrica, società di sondaggi, palificazioni e fondazioni, HDD, miniere. Il tutto, sia in Italia che in Europa e nel mondo. L’attuale gamma produttiva Adriatech è davvero molto ampia e variegata e include: utensili di perforazione (rock bits, trilama/quadrilama, PDC, “claw
bits”, martelli fondo foro, “hole openers”, “reamers”), componenti batteria di perforazione (aste, “drill collars”, stabilizzatori, riduzioni, teste di sollevamento fisse e girevoli), attrezzi di pescaggio/”milling tools”, attrezzature per il trattamento dei fanghi (pompe, serbatoi, miscelatori, “desander”/“desilter”, shale shakers) e di manovra (elevatori, cunei, chiavi, clampe), additivi fango/giunti alta pressione/diverter/”float valves”, strumenti laboratorio fanghi e strumenti di misura e controllo (“tripoint calipers”, “bit gauges”). I best-seller All’interno di questa gamma così ampia spiccano alcune soluzioni che hanno contribuito a conferire ad Adriatech un’assoluta autorevolezza
IL DIVERTER NON ROTANTE È UTILIZZATO PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI PERFORAZIONE PER IMPIANTI FISSI E MOBILI ED È ADATTO IN AMBITO OIL&GAS, POZZI D’ACQUA, GEOTERMIA E LAVORI DI CONSOLIDAMENTO
nel settore internazionale della perforazione. Fin dal 1987 l’azienda di Pescara è un qualificato distributore
ADRIATECH VANTA UNO STORICO SODALIZIO CON LAMBERTI, AZIENDA SPECIALIZZATA IN SOLUZIONI SPECIALI PER LA PERFORAZIONE QUALI SCHIUMOGENI, POLIMERI, ECCETERA. TUTTI QUESTI PRODOTTI SONO SEMPRE DISPONIBILI NEL MAGAZZINO DI PESCARA
NELLA VASTA OFFERTA DI PRODOTTI ADRIATECH SONO PRESENTI DIVERSE TIPOLOGIE DI MARTELLI FONDO FORO, PUNTE E ALLARGATORI PER MARTELLI
di “rock bits” - dal diametro più piccolo 2 15/16” fino al 36” - delle migliori marche petrolifere statunitensi, oltre a commercializzare i brand Thompson USA, Glinik e Halliburton-Adaero. Adriatech, inoltre, è costruttrice di allargatori di foro, con rulli a denti o a inserti di carburo di tungsteno stabiliti a seconda delle formazioni da attraversare. La circolazione del fango di perforazione è assicurata da ugelli
ADRIATECH PROPONE ANCHE UNA VASTA GAMMA DI TRICONI A DENTI E A INSERTI DELLE MIGLIORI MARCHE
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ATTREZZATURE L’OPINIONE
ING. SALVATORE PRANO
TECHNICAL MANAGER DI ADRIATECH “Circa il 70% dei prodotti Adriatech viene commercializzato all’estero, sia in Europa che in tutto il mondo. Lavoriamo in sinergia con diverse aziende specializzate nella costruzione di impianti di perforazione e ciò che ci differenzia rispetto ai nostri competitor è l’esperienza accumulata durante i primi 20 anni di attività dell’azienda, durante i quali abbiamo capitalizzato un’importante conoscenza nel settore petrolifero. Grazie a ciò ci distinguiamo per un’assoluta competenza in tale materia, in particolare per quanto riguarda alcune attrezzature e tipologie di perforazioni più sofisticate. Tale esperienza ci ha peraltro consentito di mettere questo know-how al servizio anche di altri ambiti d’intervento, proponendoci sempre e comunque seguendo i dettami della nostra filosofia, basata sulla qualità assoluta dei prodotti e non sul prezzo e sulla vendita a tutti i costi. Per ciò che concerne lo scenario ‘operativo’ attuale, al di là ovviamente di tutte le problematiche che il nostro Paese – così come tutto il mondo – sta affrontando, possiamo dire che il Governo ha più volte annunciato l’avvio di cantieri strategici, dei quali però non si sa ancora niente, TAV compresa. E, data la situazione contingente, questo quadro non muterà nel breve periodo. In generale, essendo per formazione un ingegnere petrolifero, mi piace studiare la maniera ideale per produrre energia e credo che non dovremo più continuare a farlo sfruttando combustibili fossili, ma dovremo passare il più rapidamente possibile all’elettrificazione, se non all’utilizzo di energia nucleare. Personalmente guardo con positività il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor): se riusciamo a produrre energia a bassissimo costo e in modo non inquinante, grazie al metodo della fusione, daremo vita a una vera e propria rivoluzione”. 82 ONSITECONSTRUCTION
posti sotto le spalle dei rulli: a tal proposito, viene offerta la possibilità di fornire questi prodotti con lame stabilizzatrici sul foro pilota, configurazione che garantisce l’ottimizzazione della perforazione. Ogni allargatore è “custom made”, adatto a perforare in modo ottimale dipendentemente dalla particolare esigenza di lavoro, in base alle specifiche caratteristiche evidenziate dal cliente. I fiori all’occhiello Altrettanto importanti nella gamma Adriatech sono i martelli fondo foro, i bits e i “bit hole opener” made in USA: dotati di camicia reversibile, con parti di ricambio sempre disponibili, questi prodotti assicurano una lunga du-
rata. I martelli fondo foro e i relativi accessori, in particolare, sono garanzia di alta qualità e affidabilità e sono progettati per durare nel tempo. Tra le attrezzature commercializzate da Adriatech spiccano poi gli elevatori, elementi idonei alla posa in opera di rivestimenti di pozzi, filtri e “tubing” di produzione/pompaggi, disponibili nella serie leggera (5-10 t) e pesante (20-50 t). Da citare anche le clampe coniche, costituite da una robusta sede munita di staffe di appoggio e da cunei in acciaio trattato complete di maniglie di sollevamento, utilizzate durante le manovre di posa in opera e ancoraggio delle tubazioni di rivestimento pozzi, filtri e “tubing” di produzione, muni-
L’AZIENDA ABRUZZESE, SULLA BASE DELLE NECESSITÀ DEI CLIENTI, È IN GRADO DI FORNIRE ALLARGATORI DI FORO, ALLARGATORI PER PERFORAZIONI ORIZZONTALI E ALLARGATORI DI FORO UNDERREAMER MODELLO “ADT” DI DIVERSE DIMENSIONI E TIPOLOGIE
ADRIATECH VANTA NELLA SUA GAMMA TRICONI A INSERTI CON CUSCINETTI SIGILLATI DEI MIGLIORI PRODUTTORI USA
“CASING CLAMPS” E “SLIPS” FANNO PARTE DELL’ECCELLENZA RAPPRESENTATA DALLA GAMMA ADRIATECH, RICONOSCIUTA ANCHE ALL’ESTERO: UNA QUOTA PARI A CIRCA IL 70% DELLA SUA PRODUZIONE VIENE INFATTI ESPORTATA, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE
Novità e tradizione Tra le novità più recenti proposte sul mercato da Adriatech spicca il Mini Diverter Non Rotante: si tratta di prodotto utilizzato per impianti fissi e mobili al fine di migliorare le con-
“
L’EXPERTISE DI ADRIATECH È RICONOSCIUTA DA COMPAGNIE PETROLIFERE, CONTRACTOR DI PERFORAZIONE DI POZZI PETROLIFERI E POZZI PER LA RICERCA IDRICA, SOCIETÀ DI SONDAGGI, PALIFICAZIONI E FONDAZIONI, HDD E MINIERE IN TUTTO IL MONDO
“
ti di manicotti di giunzione. Queste soluzioni sono robuste e al contempo leggere, semplificano le operazioni di tubaggio eliminando possibili slittamenti ed evitando l’ovalizzazione delle tubazioni.
dizioni di perforazione, deviando il materiale risalente dal pozzo verso vasche di raccolta poste lateralmente, così da garantire pulizia e facilità d’accesso al piano sonda. Il suo utilizzo è particolarmente indicato nell’ambito dell’Oil&Gas, nonché per pozzi d’acqua, la geotermia, lavori di consolidamenti e altre applicazioni similari. Concludiamo evidenziando il fatto che Adriatech è, da oltre 25 anni, distributore/Stock Point di Lamberti, società specializzata nella costruzione di prodotti speciali per la perforazione (schiumogeni, polimeri, eccetera). Un sodalizio, questo, che ha permesso il consolidamento di uno storico Stock Point dei prodotti Lamberti a Pescara, da dove vengono resi prontamente disponibili per consegne immediate. ■
L’AMPIA SCELTA DI “CASING ELEVATORS” PROPOSTA DA ADRIATECH SPAZIA DAL “LIGHT WEIGHT” (CON CAPACITÀ DA 5 A 10 T) ALL’HEAVY DUTY (DA 20 A 50 T) aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 83
ATTREZZATURE MB Crusher
PER FRANTUMARE
OGNI RECORD
Con la benna frantoio BF120.4 il costruttore veneto mette a disposizione dei propri clienti un’attrezzatura dalle prestazioni del tutto simili a quelle assicurate da un frantoio fisso. Una testimonianza autorevole arriva da Edilmaino Enterprise, impresa lombarda specializzata in lavori edili di Stefano Vitali 84 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L
a benna frantoio BF120.4 S4 come tutte le altre attrezzature in gamma destinate ai settori della frantumazione, della demolizione e del riciclaggio - nasce dall’intento di MB Crusher di soddisfare esigenze specifiche e talvolta complesse all’interno di cave e discariche, nonché in tutte le operazioni di dismissione di materiali inerti. Si trat-
ta di un prodotto versatile e altamente prestante, che in pochi anni ha saputo imporsi nel settore della frantumazione e in cantieri anche di grosse dimensioni, urbani e non. L’azienda di Fara (VI) - che opera a livello internazionale tramite sette filiali, centri logistici dislocati nei vari continenti e una rete capillare di dealer e officine autorizzate presenti in tutto il mondo - è in grado di offrire una gamma di benne frantoio brevettate davvero unica, oltre che benne vaglianti, benne e pinze selezionatrici e frese. Tutto ciò grazie alla costante innovazione e ricerca tecnologica applicabile a escavatori, pale, minipale e terne di ogni dimensione. La citata benna frantoio BF120.4 S4 è dunque solo una delle molteplici soluzioni offerte dall’azienda vicentina, ma certamente una delle versioni che ha riscosso il maggior successo. Ne è testimone la Edilmaino Enterprise, impresa di Samolaco (SO) specializzata nella produzione e vendita di calcestruzzo e nell’esecuzione di numerosi lavori edili
ALESSANDRO MAINETTI
TITOLARE DELLA EDILMAINO ENTERPRISE
che vanta all’interno del proprio parco attrezzature proprio quest’attrezzatura. Sinonimo di competenza La Edilmaino Enterprise è attiva dal 1995 e, forte di una solida esperienza acquisita sul campo, oggi è un punto di riferimento nella sua area di competenza per coloro che necessitano di un calcestruzzo di alta qualità e di personale altamente specializzato.
“Abbiamo sempre avuto l’obiettivo di distinguerci per la qualità delle materie prime e per l’impiego delle migliori tecnologie”, spiega Alessandro Mainetti, titolare della società lombarda. “La nostra azienda vanta peraltro le migliori certificazioni sulla produzione e gestione della qualità: aspetti che da anni ci consentono di ricoprire un ruolo di primo piano anche nelle costruzioni pubbliche. Siamo in grado di operare in ogni circostanza e ci distinguiamo sul territorio per la nostra capacità di affrontare ogni intervento edile riponendo la massima attenzione alle esigenze del cliente, seguendolo passo dopo passo fino alla consegna dei lavori”. La Edilmaino Enterprise, dunque, è sinonimo di qualità e competenza nella produzione di calcestruzzo e nelle costruzioni edili. E, come accennato da Mainetti, è in possesso della certificazione del controllo della produzione in fabbrica e del sistema di gestione della qualità UNI ISO 9001, oltre che delle certificazioni necessarie per la partecipazione a ogni gara pubblica.
LA EDILMAINO ENTERPRISE È FOCALIZZATA NELLA PRODUZIONE DI CALCESTRUZZO E NELLE COSTRUZIONI EDILI ED È IN GRADO DI INTERVENIRE NELLA SUA AREA DI COMPETENZA CON UN PERSONALE ALTAMENTE SPECIALIZZATO E AGGIORNATO, ANCHE GRAZIE A UN NUTRITO PARCO MACCHINE E ATTREZZATURE aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 85
ATTREZZATURE
“
avevamo ottenuto ottimi risultati, ma eravamo altresì consci che nel frattempo c’è stata un’evoluzione di questi prodotti, con il lancio di successive versioni. Pertanto abbiamo deciso di effettuare un test pratico e approfondito: con i miei tecnici e il mio rivenditore di zona ci siamo recati presso il campo prove dell’azienda veneta, dove abbiamo potuto constatare quanto i nuovi prodotti siano stati migliorati nel tempo, sia in termini ergonomici che di produttività, notevolmente aumentata grazie a una maggiore velocità di frantumazione. Anche in presenza di granito duro, materiale con il quale alcuni precedenti modelli evidenziavano alcune difficoltà operative. Conoscendo la morfologia delle rocce con le quali dobbiamo lavorare quotidianamente, quindi, ho deciso di acquistare una benna frantoio BF 120.4 S4”. Talvolta un frantoio mobile garantisce una produzione maggiore, ma è impor-
“
La parola ai protagonisti In merito al recente acquisto della benna frantoio BF 120.4 S4, Alessandro Mainetti spiega: “La nostra azienda si occupa prevalentemente di lavori pubblici, ragione per la quale siamo rimasti operativi anche durante il lockdown imposto dal Governo a causa del Covid-19. La nostra, infatti, è stata ritenuta un’attività necessaria, in quanto abbiamo garantito il pronto intervento in caso di danni riscontrati nell’ambito delle infrastrutture pubbliche. Parallelamente abbiamo mantenuto attivi anche altri ambiti operativi, quali la vendita di calcestruzzo e lo smaltimento dei rifiuti. Da qui la necessità di dotarci di una nuova attrezzatura: dopo l’indecisione sull’acquistare un frantoio mobile o una benna frantoio, abbiamo optato per la BF 120.4 S4 di MB Crusher. Eravamo già in possesso di una benna dell’azienda vicentina, la ‘storica’ BF 90.3 S4, con la quale
LA BENNA BF120.4 S4 TRASFORMA QUALSIASI MACCHINA OPERATRICE IN UN VERO E PROPRIO FRANTOIO MOBILE
tante ribadire come con questa soluzione basti un solo operatore per svolgere tutte le operazioni, ottimizzando quindi la produzione. Lo conferma lo stesso Mainetti: “Con un frantoio mobile sono necessari diversi mezzi per spostare e movimentare il materiale. Utilizzando questa benna frantoio applicata all’escavatore, invece, l’operatore frantuma il materiale e lo sposta utilizzando la macchina stessa. Un vantaggio, quindi, in termini di produttività. Nel nostro caso abbiamo applicato anche un deferizzatore, di cui sono molto soddisfatto, e stiamo valutando di acquistare un kit nebulizzatore, per risolvere i problemi creati dalla polvere, nonché una benna destinata alla macinazione del vetro. Credo che la benna frantoio BF 120.4 S4 sia un prodotto di assoluto riferimento in Italia - ma non solo - in quest’ambito. Inoltre, MB Crusher - che ho avuto modo di conoscere e apprezzare partecipando a diverse manifestazioni fieristiche del settore assicura un’assistenza rapida e puntuale, sebbene devo dire che le manutenzioni da eseguire sulle sue attrezzature siano ■ limitate a quelle ordinarie”.
LA BENNA FRANTOIO BF 120.4 S4 È IDONEA PER ESCAVATORI DI >= 30 T DI PESO E HA UNA CAPACITÀ DI CARICO DI 1,3 M3, CON UNA DIMENSIONE DELLA BOCCA DI 1.205 X 540 MM. LA EDILMAINO ENTERPRISE LA UTILIZZA IN QUESTO CASO MONTATA SU ESCAVATORE CINGOLATO HITACHI ZAXIS 280LCN E DOTATA DI DEFERRIZZATORE, PER LA SEPARAZIONE DEL FERRO 86 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L’arte della stampa al servizio delle tue idee
Grafiche MDM S.r.l. Via Meucci, 27 - 47122 Forlì - ITALY www.grafichemdm.it Leonardo Petrini Direzione Tecnica cell. 339 2605361 l.petrini@grafichemdm.it
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ATTREZZATURE Sicim
CAMPIONI
di versatilità
L’azienda di Noventa Vicentina si è imposta sul mercato attraverso due precise linee guida - la focalizzazione sulla qualità e la capacità di adattare la propria produzione alle specifiche richieste del cliente - e ha fatto registrare una crescita esponenziale nel giro di pochi anni di Lorenzo Zacchetti
C
ostituita nel novembre del 2014 come azienda dedita ad attività di carpenteria e di saldatura conto terzi, Sicim si è specializzata nel tempo nella progettazione, costruzione e commercializzazione di attrezzature per macchine movimento terra. La metamorfosi dell’impresa veneta è strettamente legata all’avvento di quello che oggi è il suo responsabile tecnicoCommerciale: a Renato Pellegrin, infatti, è stato affidato proprio il compito di sviluppare il business del movimento terra, sulla scorta di una ragguardevole esperienza presso importanti aziende
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del settore. La missione è stata portata a termine nel migliore dei modi: oltre a crescere in maniera esponenziale come forza-lavoro (“Quando sono arrivato eravamo in sette persone, ora siamo in 32”, spiega Pellegrin), Sicim ha fatto registrare costanti incrementi di fatturato. Negli ultimi quattro anni l’ha addirittura raddoppiato, raggiungendo quota 4,3 milioni consuntivati nel 2019. Prodotti d’eccellenza In seguito a questa crescita considerevole oggi Sicim è in grado di produrre oltre 3.000 attrezzature l’anno. Il fiore all’occhiello dell’azienda veneta è sicu-
ramente la benna da scavo, che rappresenta contemporaneamente le origini dell’azienda e i suoi sviluppi successivi. La benna standard è progettata per il carico e lo scavo di terreni di leggera e media consistenza, come terriccio, sabbia non compatta, ghiaia e argilla asciutta: utilizza una lama antiusura in HB 400 e, come tutta la gamma di attrezzature, può essere utilizzata per qualsiasi tipologia e taglia di escavatore. Le benne orientabili costituiscono invece una gamma progettata per la pulizia, il ripristino e la creazione di argini: questo tipo di prodotto è particolarmente indicato per l’impiego in terreni agricoli, per la manutenzione
di canali di scolo, per lavori di bonifica ambientale e per tutti quei generi di interventi che prevedono il mantenimento di argini e di fasce laterali stradali. L’utilizzo di un sistema a cilindri idraulici permette di ruotare la benna fino a 45° verso destra e verso sinistra. L’attacco rapido universale idraulico viene progettato e sviluppato al fine di rispettare appieno la Normativa Europea EN474 (l’operatore può lavorare
in sicurezza con l’attacco rapido evitando la caduta verso il basso e/o l’oscillazione dell’attrezzatura agganciata qualora si verificasse un malfunzionamento al sistema). Questo elemento si caratterizza per i perni indipendenti e meccanicamente agganciati, per il fatto che entrambi i bloccaggi sono visibili dalla cabina dell’escavatore e infine perché il rilascio dei bloccaggi avviene in modo completamente
automatico. L’attacco rapido dedicato S-Lock garantisce una completa sicurezza, è disponibile sia nella versione meccanica che in quella idraulica ed è reversibile, per l’aggancio fronte/retro della benna, ed è estremamente sicuro grazie al bloccaggio meccanico automatico di entrambi i perni. La gamma è composta da tre modelli, per escavatori da 1,2 a 16 t di peso operativo.
LE BENNE SICIM SONO REALIZZATE IN ACCIAIO ALTORESISTENZIALE E ANTIUSURA HARDOX E POSSONO ESSERE APPLICATE A QUALSIASI TIPO E TAGLIA DI ESCAVATORE. IL COSTRUTTORE VENETO RIFORNISCE TUTTI I PIÙ IMPORTANTI COSTRUTTORI DEL SETTORE DEL MOVIMENTO TERRA, MA SI ESTENDE ANCHE ALLE CAVE E ALTRI AMBITI OPERATIVI
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ATTREZZATURE
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LA COSTANTE RICERCA DEI MASSIMI LIVELLI DI QUALITÀ HA PERMESSO A SICIM DI IMPORSI NEL CONTESTO DEL MERCATO ITALIANO, GIÀ AFFOLLATO DI AFFERMATI COSTRUTTORI DI ATTREZZATURE
“
Le ultime novità La gamma dei prodotti Sicim oggi è decisamente ampia, a valle di un percorso sviluppatosi costantemente nel tempo. All’inizio della sua attività l’azienda puntava a realizzare prevalentemente benne per miniescavatori e midi escavatori, ma le richieste dei clienti l’hanno portata a estendere il proprio orizzonte
produttivo a portate superiori e ad altri prodotti, sempre pensati per il settore del movimento terra. Il fil rouge in questo percorso evolutivo è stato il focus sulle esigenze dei clienti: sono state proprio le richieste ricevute dalle aziende finali a indurre Sicim a modificare la produzione di caso in caso, rendendola sempre più “tailor-made” sulle singole esigenze che si è trovata a incontrare lungo il suo percorso. Seguendo la strada della versatilità, l’azienda vicentina si è allargata considerando come applicazione finale quella delle pale gommate e le benne ad alANCHE RIVENDITORI COME DOOSAN E KOMATSU HANNO SCELTO I PRODOTTI SICIM PER LE LORO PALE GOMMATE ED ESCAVATORI
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L’OPINIONE
RENATO PELLEGRIN
RESPONSABILE TECNICO-COMMERCIALE
WE KNOW HOW
“Qual è il segreto del nostro successo? SCORCIO DEL REPARTO PRODUTTIVO SICIM. UTILIZZARE I COMPONENTI DELL’AZIENDA VENETA COMPORTA VANTAGGI ANCHE NEL SERVIZIO POST-VENDITA, GRAZIE ALL’ATTIVITÀ DI ASSISTENZA PUNTUALMENTE GARANTITA
BENNA DA CARICO ROCCIA HDV S.75 PER ESCAVATORE HITACHI ZX520
to scarico, nonché le attrezzature per il settore del riciclaggio e la movimentazione dei materiali leggeri. In seguito Sicim è entrata anche nel settore del mining e delle macchine di grosso tonnellaggio, ma caratterizzate dalla stessa ricerca della qualità che aveva contraddistinto le precedenti. Passo dopo passo Sicim è arrivata agli ultimi modelli, che saranno esposti anche in occasione del SaMoTer 2020: la pinza per la deforestazione SWS, una tipologia del tutto nuova per l’azienda, e la pinza selezionatrice SG, un nuovo prodotto per il settore Construction. ■
Siamo in grado di proporre attrezzature di elevata qualità, pur essendo arrivati in un mercato, quello italiano, che è già densamente popolato di player molto importanti. Ci posizioniamo tra questi specialisti con una tipologia di prodotto che di certo non è economica, proprio perché si basa principalmente sulla qualità. La nostra forza consiste nell’essere dinamici, molto preparati tecnicamente sul prodotto e soprattutto capaci di customizzarlo al massimo in base alle esigenze del cliente. La voglia di conquistare una fetta di mercato sempre più importante e di creare prodotti personalizzati ci ha dato la possibilità di aprire nuovi canali ed entrare in settori che altre aziende non riescono ad approcciare. Siamo molto rapidi nel servizio, anche post-vendita, e nell’assistenza, grazie sia a mezzi nostri che a vettori di cui ci serviamo, in quanto sappiamo che ogni fermo macchina è molto oneroso per i nostri clienti. La qualità del prodotto e i rapidi tempi di consegna, dunque, sono gli elementi che caratterizzano la nostra azienda e che ci permettono di consolidare il rapporto con i nostri clienti e i rivenditori. Il nostro personale qualificato e l’impiego di materiali certificati all’origine garantiscono alle attrezzature un elevato grado di affidabilità e sicurezza. Siamo una realtà fatta di persone che ogni giorno si impegnano con passione per migliorare
BENNA ALTO SCARICO A CILINDRI LATERALI CON FRENO DI FINECORSA
BENNA DA BLOCCHI HDV S.70 PER ESCAVATORE DOOSAN DX380LCN
e migliorarsi, al fine di garantire la completa soddisfazione del cliente finale”. ONSITECONSTRUCTION 91
COMPONENTI Kaitek Flash Battery
UNA “CARICA” di innovazione
L’azienda emiliana ha la grande capacità di interpretare le necessità specifiche dei suoi clienti e trovare la soluzione più efficace. Grazie a questa vocazione è nata Flash Battery, una batteria al litio per macchine industriali e veicoli elettrici unica nel suo genere di Lorenzo Zacchetti
M
anca poco al trasferimento di Kaitek Flash Battery nella sua nuova casa, i cui lavori sono iniziati lo scorso settembre con la posa simbolica della prima pietra. Lo spostamento sarà tanto significativo quanto geograficamente breve: dall’attuale sede di Calerno a quella di Sant’Ilario d’Enza, sempre in provincia di Reggio Emilia, la distanza è di appena 3 km. Ma trasferirsi in una struttura cinque volte più grande rispetto alla precedente - 5.000 m2 su un’area di 20.000 m2, con la possibilità di rag-
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IL RENDER DELLA NUOVA SEDE KAITEK FLASH BATTERY DI SANT’ILARIO D’ENZA (RE), CHE SARÀ OPERATIVA DA GIUGNO 2020. RISPETTO ALL’ATTUALE SEDE DI CALERNO IL NUOVO IMPIANTO SARÀ CINQUE VOLTE PIÙ GRANDE. QUI AVRANNO SEDE TUTTE LE ATTIVITÀ INDUSTRIALI E PRODUTTIVE, IL SETTORE RICERCA & SVILUPPO, I DIPARTIMENTI INNOVAZIONE E MARKETING, NONCHÉ GLI UFFICI COMMERCIALI E AMMINISTRATIVI. COSTRUITA CON UN INVESTIMENTO DI 6 MILIONI DI EURO, LA NUOVA STRUTTURA È STATA PROGETTATA SECONDO CRITERI DI ECO-SOSTENIBILITÀ: NON UTILIZZERÀ COMBUSTIBILI FOSSILI, PRODUCENDO ENERGIA IN MASSIMA PARTE GRAZIE AL PARCO FOTOVOLTAICO QUI INSTALLATO
giungere in seguito i 10.000 m2 di stabilimento - significa essere fortemente determinati a dare seguito a una crescita che prosegue a ritmo incalzante. Un’ascesa costante Fondata ufficialmente nel 2012, nella sua prima fase di attività l’azienda emiliana aveva il suo core-business nella produzione di BMS (elettronica di gestione delle batterie al litio). Adattandosi alle necessità dei clienti Flash Battery è gradualmente passata alla realizzazione di soluzioni “chiavi in mano”, ovvero pacchi batteria completi già pronti per
essere installati sulle macchine operatrici. La scelta si è rivelata vincente, come dimostra la notevole impennata del fatturato: dai 700.000 euro del 2014 si è passati ai due milioni del 2015, per poi impennarsi a quattro milioni nel 2016, sei nel 2017 e 13 nel 2018. Lo scorso anno Kaitek Flash Battery ha fatto registrare un assestamento fisiologico, chiudendo alla pur ragguardevole quota di 14 milioni di euro. La scelta di costruire una nuova sede deriva dalla necessità di ampliarsi anche sul fronte della forza-lavoro, che attualmente è formata da 52 persone, dall’età media di 35 anni.
Freschezza e innovazione Altrettanto giovani sono i fondatori Marco Righi e Alan Pastorelli, oggi rispettivamente CEO e CTO (Direttore Tecnico), la cui avventura imprenditoriale è cominciata in un garage, come nelle più entusiasmanti biografie di noti imprenditori d’Oltreoceano. Righi è nato nel 1985, lo stesso anno nel quale suo padre ha fondato un’azienda produttrice
di caricabatterie in alta frequenza, tecnologia che all’epoca era davvero innovativa. Cresciuta fino a diventare leader in campo europeo, l’azienda di famiglia nel 2006 è stata venduta. A quel punto Marco, che lavorava nel reparto Ricerca & Sviluppo con l’obiettivo di succedere un giorno al padre, ha scelto di intraprendere un’altra strada. E la sua scelta si è rivelata decisamente fortunata.
LE BATTERIE AL LITIO SONO DIFFUSE ORMAI DA ANNI IN DIVERSI MERCATI, MA È SOLO GRAZIE AL PERFEZIONAMENTO DELL’ELETTRONICA DI GESTIONE CHE FLASH BATTERY HA CONQUISTATO LA LEDERSHIP ITALIANA
L’OPINIONE “La nostra crescita è stata rapida e sicuramente favorita dal fatto di avere alle spalle una lunga esperienza industriale, pur essendo giovani: questo ci ha aiutato a sviluppare i nostri prodotti con una consapevolezza ben diversa da quella che potrebbe avere, ad esempio, una start-up universitaria. Un altro fattore è legato alla qualità della nostra tecnologia di bilanciamento delle batterie, che a tutt’oggi non ha pari nella concorrenza. Un terzo fattore determinante è stato la grande focalizzazione sul nostro mercato di riferimento: mentre i nostri competitor producono qualunque tipo di batteria, da quelle per biciclette a quelle per macchine industriali, noi ci siamo sempre concentrati su industria, veicoli industriali e macchinari speciali industriali, producendo quindi batterie medio-grandi.
Fin dal 2012 abbiamo clienti importanti nel settore delle piattaforme aeree, da Platform Basket a Easy Lift, e più recentemente sono arrivate altre aziende di rilievo nel panorama del sollevamento e delle piattaforme. Sommandole tutte, il settore delle PLE vale circa il 15% del nostro fatturato ed è quindi significativo, nonché in crescita: sempre più clienti stanno lasciando l’endotermico a favore di sistemi full-electric o ibridi. Attualmente il nostro core-business è rappresentato dal settore AGV/LGV, che vale circa il 40% del totale, seguito da quello dei veicoli elettrici industriali, delivery in centro storico e raccolta rifiuti, nonché varie applicazioni molto diverse tra di loro. Stiamo riscontrando un’attenzione crescente sia dal mondo delle costruzioni nel suo complesso che da altri come
l’agricoltura, che inizialmente non pensavamo imboccassero questa strada e che invece sono molto più vicini all’elettrificazione di quanto si potesse pensare”.
MARCO RIGHI
FONDATORE E CEO DI KAITEK FLASH BATTERY
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COMPONENTI La carta vincente La scintilla che ne ha portato al successo è stata una felice intuizione legata alle batterie al litio, che nel periodo 2008/2009 iniziavano la commercializzazione eppure presentavano notevoli criticità sia in termini di affidabilità che di sicurezza. “Talvolta diversi mezzi prendevano addirittura fuoco”, ricorda Righi. D’altra parte quel tipo di celle spiccava per una serie di caratteristiche decisamente migliorative rispetto a quelle tradizionali al piombo: il peso ridotto a un terzo, cicli di vita quattro volte superiori, un’elevata densità energetica e cariche più rapide per un uso continuo. Uno strumento imprescindibile, quindi, per far decollare il mercato elettrico, ma prima bisognava renderlo sicuro.
MARCO RIGHI (IN PIEDI) E ALAN PASTORELLI HANNO FONDATO UN’AZIENDA CHE OGGI PRODUCE LA BATTERIA AL LITIO PIÙ VENDUTA IN ITALIA, FLASH BATTERY
VERSO IL FUTURO CON LE ECCELLENZE EUROPEE
Marco Righi e Alan Pastorelli hanno scommesso sul fatto che il problema si potesse risolvere migliorando l’elettronica di gestione e hanno avuto ragione.
Kaitek Flash Battery è una delle 17 realtà europee impegnate nel progetto IPCEI (Important Projects of Common European Interest), promosso dalla Commissione Europea per sviluppare batterie al litio di nuova generazione. Se il know-how apportato dalle eccellenze aziendali dei vari Paesi coinvolti (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Polonia e Svezia, oltre all’Italia) è fondamentale, altrettanto determinante è l’intervento pubblico: “Il mercato, oggi, non basterebbe a sostenere l’impegno necessario per apportare innovazioni significative in questo campo”, spiega Marco Righi. “Grazie a IPCEI stiamo cominciando a investire con il nostro reparto di Ricerca & Sviluppo, ma con un approccio diverso dall’abituale: se normalmente lo sguardo è rivolto al futuro immediato, in questo contesto riusciamo a fare progetti ben più di lungo termine. Nello specifico, stiamo investendo nella ricerca per i sistemi di controllo elettronici per le celle al litio della prossima generazione, nonché sull’Intelligenza Artificiale. Il suo sviluppo ci consentirà di usare i dati che arrivano al nostro cloud in modo sempre più utile per il cliente, ovvero prolungando la vita di batterie che possono cambiare i propri parametri in funzione dell’utilizzo che ne fa il cliente e del ciclo di vita atteso. Si tratta di sistemi molto promettenti per il futuro”.
I FONDATORI MARCO RIGHI E ALAN PASTORELLI CON LO STAFF DI KAITEK FLASH BATTERY. L’AZIENDA È UNA DELLE 17 CHE PRENDE PARTE AL PROGETTO DI SVILUPPATO LANCIATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA
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Espansione globale e manutenzione predittiva Dopo svariati esperimenti condotti nel loro garage, con una vecchia Citroën elettrica utilizzata come “cavia”, i due giovani imprenditori hanno sviluppato un sistema rivoluzionario rispetto a quelli in commercio in grado di gestire le batterie al meglio e con maggior potenza. Sistema per il quale recentemente è stata depositata richiesta di brevetto. Qualche anno dopo (nel 2012, appunto) Righi e Pastorelli hanno fondato Kaitek Flash Battery, aprendo una strada che continua a essere lastricata di soddisfazioni. A determinarne la costante ascesa è stata - ed è tuttora - la grande qualità tecnologica, che permette di distinguersi dal resto del mercato, ad esempio, per il sistema di controllo e gestione delle batterie da remoto, il Flash Data Center. Le sue batterie, infatti, possono essere tutte interconnesse, con i dati che arrivano quotidianamente su cloud e vengono analizzati in automatico: in caso di eventuali criticità viene inviata una mail di alert al service, che si attiva per eseguire la manutenzione prima ancora che il cliente si accorga del problema. Una funzionalità particolarmente importante per batterie medio-grandi come quelle dell’azienda
emiliana, il cui eventuale downtime può generare “ritardi” molto gravosi. Applicazioni industriali e non solo Fin dal 2013 Kaitek Flash Battery lavora a stretto contatto con un’altra eccellenza reggiana, Elettric80, specializzata nella realizzazione di soluzioni logistiche automatizzate per le imprese produttrici di beni di largo consumo in vari settori. Oltre a equipaggiare i propri mezzi con le batterie Kaitek Flash Battery, dal 2015 la partnership si è estesa a una compartecipazione societaria che prelude a ulteriori sviluppi. Lavorando insieme le due realtà hanno già raggiunto obiettivi importanti: la carica a induzione garantisce maggiore sicurezza all’impianto, mentre
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IL CONTROLLO DA REMOTO, CON I DATI OPERATIVI RACCOLTI QUOTIDIANAMENTE SU CLOUD, CONSENTONO A KAITEK FLASH BATTERY DI OPERARE UNA MANUTENZIONE PREDITTIVA E AUTODIAGNOSTICA: GLI ALERT INVIATI AI TECNICI PERMETTONO DI INTERVENIRE ANCORA PRIMA CHE IL CLIENTE SI ACCORGA DELLA DISFUNZIONE IN ARRIVO
FLASH BATTERY È UNA BATTERIA AL LITIO PER MACCHINE INDUSTRIALI E VEICOLI ELETTRICI DOTATA DI UNA SISTEMA ELETTRONICO DI GESTIONE PROPRIETARIO
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il Flash Data Center è lo strumento che consente di effettuare la manutenzione predittiva, con notevoli vantaggi per gli utilizzatori finali. Già oggi le batterie al litio Flash Battery vengono utilizzate in molteplici ambiti: dalle automobili elettriche alle batterie nautiche, fino alla tecnologia Laser Guided Vehicle (LGV) e Automatic Guided Vehicle (AGV), destinata nel prossimo futuro ad affermarsi anche nel settore delle costruzioni. Un esempio concreto di felice interazione già realizzata in questo settore è Energya,
la prima autobetoniera ibrida lanciata da CIFA. Disponibile nei modelli E8 ed E9, i veicoli di questa serie affiancano alla tradizionale alimentazione quella elettrica, proprio grazie alle batterie agli ioni di litio di
Flash Battery. Le autobetoniere “ibride plug-in” possono essere ricaricate in diverse modalità: la “High-speed plug” permette una ricarica tramite una speciale colonnina specificamente progettata per erogare il 50% di carica in 25 minuti, mentre in quella standard si può usare qualsiasi presa industriale, ma il tempo richiesto è di circa quattro ore. La tecnologia sta continuando a progredire. Il prossimo mese di giugno, oltre all’ingresso nella nuova sede (inaugurazione che per ovvie ragioni è stata spostata alla primavera 2021), ci sarà l’avvio della produzione in serie di una nuova generazione di batterie che, pur mantenendo gli attuali standard di sicurezza, presenterà un’ulteriore riduzione sia del peso che del volume. Sarà senza dubbio un’ulteriore spinta a una transizione, quella verso l’elettrico, che rappresenta un passo ormai imprescindibile per l’industria. ■
GRAZIE ALLE BATTERIE AL LITIO DI KAITEK FLASH BATTERY, CIFA HA POTUTO REALIZZARE LA SUA PRIMA AUTOBETONIERA IBRIDA, ENERGYA, DISPONIBILE NEI MODELLI E8 ED E9
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COMPONENTI MP Filtri
I contatori che…
CONTANO!
L’azienda milanese offre soluzioni specifiche nel settore della filtrazione oleodinamica che soddisfano le esigenze di coloro che necessitano di apparecchi altamente efficienti e di ultima generazione. La bontà dei suoi prodotti è stata apprezzata anche in occasione del Conexpo 2020 di Ettore Zanatta
I
l Conexpo, come ben noto, è la più grande fiera commerciale del Nord America e rappresenta molteplici comparti, come quelli dell’asfalto, degli aggregati, del calcestruzzo, del movimento terra, del sollevamento, dell’estrazione mineraria
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e dei servizi pubblici. Si tratta di una manifestazione che era attesa da diversi mesi dagli operatori dei settori citati, essendo una vetrina specializzata in un mercato importante come quello americano, dunque strategico per tutti gli operatori e, in particolare, per chi è
in grado di offrire sempre tecnologie innovative. Com’è MP Filtri, azienda multinazionale di Pessano con Bornago (MI) fondata nel 1964 e specializzata a livello mondiale nella produzione di soluzioni per la filtrazione nel settore oleodinamico.
Il potere della connettività Anche per l’azienda milanese quest’edizione di Conexpo ha riservato non poche difficoltà, come per tutti coloro che hanno (o hanno tentato) di partecipare alla manifestazione statunitense, in particolare nella sua fase finale, quando l’obiettivo di tutti era tornare il più rapidamente possibile nei propri luoghi di provenienza, a causa della tristemente nota diffusione del Covid-19, che ha compromesso la vita sociale ed economica globale e, in quel particolare periodo (metà marzo), il regolare svolgimento dei servizi aerei e di trasporto in generale. Una testimonianza di quanto accaduto ci è stata riservata da Tony Grythe, Executive Vice President di MP USA: “Anche se la recente edizione di Conexpo andata in scena a marzo ha presentato - e rappresentato – molte sfide e ha sottoposto tutti quanti a un’estenuante pressione in termini psicologici a causa della preoccupazione per il Covid-19 (che peraltro ha compromesso il regolare svolgimento di numerosi viaggi e diverse partecipazioni del personale delle varie aziende presenti, così come di tutti i visitatori), l’intero staff di MP USA ha davvero ‘fatto squadra’ e, alla fine dei conti, per MP Filtri la fiera è stata comunque un successo. Le conseguenze legate all’emergenza Covid-19 a marzo, soprattutto negli Stati Uniti, erano percepite in modo relativo, essendo il fenomeno solo all’inizio, ma ciò ha comportato comunque la chiusura dell’evento un giorno prima del previsto, con la conseguenza che migliaia di persone hanno abbandonato la manifestazione – e la città – cercando di sfruttare le opportunità concesse dalle compagnie aeree. Con quanto ne è derivato in termini di caos per una situazione di questo genere. Le vicende successive che hanno travolto gli Stati Uniti sono ben note a tutti e sono state quelle che hanno coinvolto il mondo intero. MP USA attualmente svolge la sua attività nel miglior modo possibile, ma è sempre difficoltoso, anche perché sono molte le aree
L’ICM 4.0 È UNO STRUMENTO CONCEPITO PER IL MONTAGGIO DIRETTO SU SISTEMI CHE RICHIEDONO MISURAZIONI O ANALISI CONTINUE E DOVE IL RISPARMIO DI SPAZIO E LA RIDUZIONE DEI COSTI SONO UNA PRIORITÀ
contaminate nel Paese. Le aziende e gli operatori che hanno visitato il nostro stand hanno evidenziato un grande interesse ed erano intenzionate a discute-
re dettagliatamente di business, di applicazioni e di opportunità legate alla filtrazione e alle soluzioni offerte dalle nostre linee di prodotto”.
IL CONTATORE PORTATILE LPA3 MIGLIORA L’AFFIDABILITÀ E LA LONGEVITÀ DEI SISTEMI OLEODINAMICI COMPLESSI, RIDUCENDO I COSTI E I TEMPI DI FERMO NON PROGRAMMATI
I protagonisti al Conexpo 2020 Tra i prodotti che hanno riscosso il maggior successo al Conexpo 2020 c’è sicuramente l’ICM 4.0 (Inline Contamination Monitor), uno strumento in grado di misurare automaticamente – e di visualizzare – i livelli di contaminazione da particelle solide, umidità e temperatura presenti in svariati fluidi idraulici. “Questo apparecchio – spiega Geoff Grant, Product Manager per questa linea di prodotto per il Gruppo MP Filtri – è stato concepito specificatamente per il montaggio diretto su sistemi che richiedono misurazioni o analisi continue e dove il risparmio di spazio e la riduzione dei costi sono una priorità. L’ICM4.0 mantiene tutte le caratteristiche della serie ICM2.0 ma con in più un wifi integrato per monitorare e analizzare in tempo reale ogni singola macchina da qualsiasi parte del mondo (direttamente sull’impianto, da casa, dall’ufficio, da una sede esterna, eccetera). aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 97
COMPONENTI L’OPINIONE
GEOFF GRANT GLOBAL PRODUCT MANAGER “CMP PRODUCTS”
“Nonostante le problematiche legate alla diffusione del Covid-19 l’ente fieristico ha comunicato di aver registrato numeri più alti rispetto al 2017, con un 53% di nuovi partecipanti (erano il 42% nel 2017) e feedback positivi sotto ogni punto di vista, con incrementi percentuali importanti rispetto all’edizione precedente che fanno ben sperare anche per il prossimo appuntamento del 2023, al quale due espositori su tre si sono detti fermamente intenzionati a partecipare. Per quanto ci riguarda abbiamo registrato circa 400 persone di passaggio nel nostro stand. Area espositiva peraltro di grandissimo impatto e che ha riscosso straordinari consensi da parte del pubblico. La maggioranza dei nostri visitatori ha mostrato grande interesse per la nostra linea di prodotto CMP (Contamination Monitoring Products), della quale mi occupo. Il feedback, qui, è stato davvero eccellente e soddisfacente. In particolare, molta attenzione è stata riservata alle nostre apparecchiature ICM (Inline Contaminator Monitor) e, nella fattispecie, al modello ICM 4.0, apparecchio in grado di misurare automaticamente e visualizzare i livelli di contaminazione da particelle solide, umidità e temperatura presenti in svariati fluidi idraulici. Grandi soddisfazioni ci ha riservato anche il nostro contatore di particelle LPA3, praticamente un laboratorio portatile, nei confronti del quale molti operatori del settore hanno riservato giudizi estremamente positivi e un interesse che ci fa ben sperare per il futuro”.
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Attraverso una app realizzata ad hoc dai nostri ingegneri possiamo monitorare costantemente il livello di contaminazione, la percentuale di umidità relativa e la temperatura. Grazie a queste caratteristiche il nuovo prodotto è conforme a quanto richiesto dall’Industria 4.0”. Grazie alle ultime innovazioni nel campo della tecnologia ottica e dei fotodiodi, poi, importanti riscontri ha ottenuto anche il contatore di particelle portatile LPA3 proposto da MP Filtri. “Quest’apparecchio, il più avanzato al mondo, migliora l’affidabilità e la longevità dei sistemi oleodinamici complessi, riducendo i costi e i tempi di fermo non programmati”, ci spiega a tal proposito Grant. Ma di cosa si tratta, in particolare, e quali sono i benefici legati al suo utilizzo? Che si stia lavorando in laboratorio o direttamente su un impianto questo dispositivo proposto da MP Filtri offre un rapido, accurato e completo controllo del grado di contaminazione dei fluidi. Il tutto supportato da un’estrema semplicità d’uso. Il monitoraggio in tempo reale e la manutenzione predittiva salvaguardano gli impianti, ne migliorano le prestazioni e la produttività e ne riducono i costi e i tempi d’inattività non pianificati. Il contatore di particelle portatile LPA3 migliora l’affidabilità e la longevità dei sistemi oleodinamici complessi ed è uno strumento ideale per il controllo della qualità dei sistemi produttivi.
“Il contatore LPA3 – aggiunge Grant – stabilisce nuovi standard nel settore, consente il monitoraggio in tempo reale e una manutenzione predittiva e assicura diversi benefici: precisione, perché utilizzando l’ultima tecnologia ottica LED offre un’accuratezza di misura pari a 1/2 codice per 4, 6, 14 μm(c); mobilità, perché è resistente e portatile, con un peso di 10 kg; velocità, perché grazie a tempi di campionamento rapidi è 16 volte più veloce del suo predecessore LPA2, oltre alla possibilità di programmare i tempi di flussaggio e variare i volumi di prova in aggiunta a quelli già preimpostati; efficienza, perché riduce i costi e i tempi d’inattività, oltre a proteggere gli impianti e a consentire rapidamente il recupero del costo d’investimento; facilità d’uso, perché è uno strumento sofisticato ma al tempo stesso semplice da utilizzare, soprattutto grazie al touch-screen da 10”. Le batterie ricaricabili agli ioni di litio garantiscono una lunga durata e sono funzionali per il mantenimento delle condizioni di prova senza obbligo di connessione alla rete elettrica. Inoltre, è importante evidenziare alcune utili opzioni, come il sensore di umidità e temperatura, che consente di verificare un’eventuale presenza di acqua all’interno del circuito, e il trasduttore di pressione, che permette di rilevare la pressione dell’impianto nel punto in cui si è collegati”. ■
LO STAND MP FILTRI ALLESTITO IN OCCASIONE DEL CONEXPO 2020 A LAS VEGAS HA FATTO REGISTRARE CIRCA 400 VISITATORI
IL CANTIERE È IL MIO
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SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da
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COMPONENTI SSAB
LA FORZA TENACE
L’acciaio antiusura Hardox 500 Tuf ha aiutato molti costruttori a realizzare attrezzature e prodotti altamente resistenti all’usura. Un caso esemplare è quello dell’austriaco Winkelbauer, produttore di benne per carichi pesanti di Stefano Vitali
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L
a Winkelbauer GmbH di Anger, in Austria, è specializzata nella fornitura di benne per carichi pesanti e di altre attrezzature da cantiere in tutto il mercato europeo. L’azienda austriaca è stata tra le prime ad adottare l’acciaio resistente all’usura Hardox 500 Tuf di SSAB: il passaggio a questo materiale ha consentito ai suoi clienti di usufruire di una soluzione che consente alle loro macchine operatrici di sopportare un carico maggiore e di prolungare la durata utile delle attrezzature stesse.
Tre rotazioni per il pieno carico Usando l’acciaio Hardox 500 Tuf in una forma più sottile, la nuova generazione di benne per carichi pesanti Winkelbauer è in grado di offrire il
10%-16% in meno di tara con la stessa durata utile della generazione precedente: ciò consente un aumento del volume caricato del 6%-10% allo stesso peso totale. Per soddisfare una particolare richiesta del cliente, inoltre, Winkelbauer ha progettato una benna che consente all’operatore di caricare un camion alla sua capacità massima di 24 t con solo tre rotazioni: questo permette di risparmiare il 25% del tempo richiesto per un ciclo di carico e l’operatore sa che bastano tre bennate.
valore tipico di 45 J a -40°C. Inoltre, garantisce anche una durezza insolitamente ristretta compresa tra 475 e 505 HBW. Secondo il software di calcolo WearCalc, la durata utile stimata dell’Hardox 500 Tuf è dell’85%-100% più lunga rispetto a quella dell’Hardox 400. La saldatura e la lavorabilità meccanica di questo materiale si possono ottenere
L’OPINIONE
Un connubio perfetto L’Hardox 500 Tuf è il connubio delle migliori proprietà dell’acciaio antiusura Hardox 450 e Hardox 500: offre un’energia d’impatto garantita di 27 J a -20°C e, per una lamiera da 20 mm, un
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LA LAMIERA ANTIUSURA HARDOX 500 TUF È IN GRADO DI SOPPORTARE AMBIENTI AGGRESSIVI, QUINDI È UN VANTAGGIO PER ATTREZZATURE E BUSINESS
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L’Hardox 500 Tuf, infatti, è un acciaio antiabrasione (AR) che si adatta perfettamente alle benne ad alte prestazioni realizzate da Winkelbauer. Si tratta della prima lamiera antiusura da 500 Brinell (HB) con proprietà simili a quelle dell’acciaio strutturale: ogni singola lamiera antiusura assicura un’elevata resistenza, nonché un’estrema durezza e un’elevata tenacità. Inoltre, questo materiale offre un incremento della durata utile del 70-100% rispetto all’acciaio convenzionale 400 HB AR e presenta una protezione ottimizzata da ammaccature, scosse, urti, scoppi, scalfitture e colpi. I clienti che utilizzano quest’acciaio dispongono di due opzioni vantaggiose: possono usare l’Hardox 500 Tuf per rendere la benna più leggera (mantenendo, in questo caso, la consueta durata utile di una benna Winkelbauer) oppure possono optare per l’Hardox 500 Tuf, con gli stessi spessori di prima, per ottenere una durata utile considerevolmente più lunga e costi ridotti grazie a intervalli di manutenzione più lunghi.
MICHAEL WINKELBAUER CEO DI WINKELBAUER
“Normalmente avremmo bisogno di un paio di anni per eseguire un test convenzionale su un nuovo materiale. Non avendo tutto questo tempo a disposizione ci serviva un partner di cui poterci fidare e su cui contare a occhi chiusi. La qualità del servizio di assistenza che il personale SSAB ci ha fornito fin dall’inizio è unica nel suo genere: un livello di qualità che non si riscontra in nessun prodotto concorrente sul mercato. Quando SSAB fornisce un materiale abbiamo la certezza che offrirà quanto promesso. Naturalmente prima di entrare in produzione abbiamo messo alla prova il materiale e testato la saldatura e - poiché è importante ridurre i giunti di saldatura, al fine di ridurre al minimo i costi di produzione e migliorare le prestazioni - abbiamo analizzato i modelli di usura e modificato la progettazione e la costruzione delle nostre benne per sfruttare al meglio le proprietà meccaniche offerte da Hardox 500 Tuf”.
GRAZIE ALLA SUA ESTREMA TENACITÀ, L’ACCIAIO HARDOX 500 TUF SOPPORTA SENZA PROBLEMI SCOSSE, URTI, SCOPPI, SCALFITTURE E COLPI aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 101
COMPONENTI
GRAZIE ALLE SUE BUONE PROPRIETÀ DI LAVORAZIONE IN OFFICINA, L’HARDOX 500 TUF SI PUÒ PIEGARE, FORMARE E SALDARE MANTENENDO LA RESISTENZA ALLE CRICCHE E ALLA LORO PROPAGAZIONE
con gli stessi macchinari utilizzati per altre qualità Hardox (le raccomandazioni sulla piegabilità sono simili a quelle valide per l’Hardox 450). L’Hardox 500 Tuf, dunque, è ideale per realizzare benne per incarichi gravosi, di tutte le forme e dimensioni. La benna non solo durerà più a lungo ma - grazie alla combinazione di alta resistenza, durezza estrema e tenacità garantita dell’acciaio antiusura
- manterrà la sua forma originaria. Negli ultimi tre anni - dopo il suo prelancio avvenuto al Conexpo 2017 - i costruttori (e non solo) hanno quindi capito rapidamente dove, come e perché l’acciaio Hardox 500 Tuf di SSAB può rendere i loro prodotti più competitivi, sia che si tratti di benne di fascia premium che di cassoni ribaltabili per carichi pesanti e/o container. Come accen-
IN AMBIENTI AGGRESSIVI, DOVE I FERMI MACCHINA POSSONO ESSERE IMPREVEDIBILI E COSTOSI O ADDIRITTURA MINACCIANO LA SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE E DELLE PERSONE, LA LAMIERA ANTIUSURA HARDOX AIUTA A MINIMIZZARE I RISCHI IN MODO CHE ATTREZZATURE E BUSINESS NON SUBISCANO DANNI 102 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
nato, i produttori che utilizzano questo materiale possono scegliere di incrementare la durata di resistenza all’usura o aumentare il carico utile, o entrambi. L’utilizzo di una lamiera da treno più sottile in Hardox 500 Tuf può facilmente assicurare una capacità di carico del 10-15% maggiore per un dumper o un container; d’altra parte, mantenere lo stesso spessore garantirà una vita utile maggiore del 30% o più, a seconda del materiale abrasivo. Ma l’Hardox 500 Tuf non solo offre un’elevata resistenza all’usura, bensì risulta anche sufficientemente tenace da essere utilizzato come acciaio strutturale antiusura: ciò offre nuove opportunità per ridurre o escludere le strutture portanti, consentendo invece a Hardox 500 Tuf di sostenere il carico. Conclusioni In sintesi, questo materiale offre i seguenti vantaggi: rispetto all’Hardox 400 è possibile raddoppiare la vita utile; è altamente resistente alle ammaccature e alle crepe quando viene colpito da oggetti e materiale taglienti e pesanti; offre prestazioni comprovate in condizioni difficili o di gelo (energia d’impatto garantita di 27 J a -20°C) e tolleranze dimensionali ristrette, pulite e coerenti, per un’eccellente affidabilità di lavorazione in officina; è sufficientemente tenace da essere utilizzato come materiale strutturale. ■
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Dossier
L’ENERGIA DEL FUTURO Il diesel è morto? In un futuro non troppo lontano escavatori, pale, terne, dozer, sollevatori telescopici, trattori, veicoli da cava e altri mezzi pesanti che utilizziamo nei cantieri saranno tutti azionati da motori completamente elettrici? Riduzione dell’inquinamento e sostenibilità ambientale sono obiettivi da perseguire, ma forse il “full electric” non è la soluzione per tutti i problemi di Gianni Gennari
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DIESEL VS ELETTRICO
I
l futuro della mobilità è inevitabilmente elettrico? Numerose case automobilistiche hanno già dichiarato che non produrranno più modelli con motori a combustione interna, altre anche se non così drastiche nelle politiche industriali stanno comunque spingendo nella direzione del propulsore totalmente elettrico. Sappiamo bene che l’industria dell’auto “guida” lo sviluppo e quindi è lecito chiedersi se presto arriverà il momento anche per i veicoli pesanti da cantiere, gli escavatori, le macchine da trasporto, da sollevamento e via dicendo. Sarà quindi elettrico il mezzo da cantiere del futuro? Molti esperti da anni si affrontano dialetticamente su questo tema; noi siamo inclini a pensarla come alcuni autorevoli tecnologi che scelgono una “terza via”, quella che sottolinea sicuramente l’efficacia del motore elettrico ma inserita in un più articolato sistema di variabili. Per quali dimensioni, funzioni e potenza? Con quali sistemi di trasmissione e componenti idraulici? Con quali capacità di stoccaggio delle batterie? Con quale bilancio ambientale di tipo LCA? Saliamo a bordo.
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 105
Dossier L’industria dei veicoli semoventi, civili e industriali, si sta muovendo in questi anni verso la motorizzazione elettrica, soluzione che garantisce benefici ambientali significativi quali la riduzione delle emissioni nell’atmosfera, la riduzione dei consumi petroliferi, la riduzione dei costi sociali dovuti all’impatto delle emissioni sulla salute e sull’ecosistema. Il risultato di questa tendenza potrebbe portare a cantieri “green” e sostenibili Poche cose sono soggette a cambi di direzione anche repentini quanto le evoluzioni tecnologiche in un campo come quello delle energie alternative, soprattutto se declinate in un contesto come quello motoristico, dove al già decisivo spartiacque fra applicazioni on e offroad si ag-
giungono le marcate specificità di ogni settore applicativo. L’unico trait d’union che accomuna automotive, trasporto pesante su strada, macchine operatrici nel settore dell’industria, delle costruzioni, del sollevamento e dell’agricoltura è virtualmente la presenza di un motore, ma
da questo punto in avanti esigenze, profili di utilizzo e criticità divergono, così come inevitabilmente divergono le possibili risposte. È evidente, quindi, che la partita della mobilità del futuro si gioca su più tavoli e con diverse strategie. E già non sono mancati ripensamenti e ritorni
La rivoluzione elettrica per il momento è… mini! Il trend è lanciato e sembra inarrestalivello mondiale si sono lanciati sullo
Bobcat
sviluppo di modelli ad alimentazione
Il costruttore della lince ha in gamma il miniescavatore elettrico E10e, comple-
ibrida, prima, e completamente elet-
tamente elettrico, con profilo girosagoma ZTS (Zero Tail Swing), nella classe
trica, poi. Accantonato per il momento
da 1 t. Il miniescavatore Bobcat E10e soddisfa l’esigenza dei clienti di macchine
il tema “ibrido”, è sicuramente sull’e-
a zero emissioni e a bassa rumorosità, per i lavori in interni. L’E10e alimenta-
lettrico che si stanno concentrando i
to a batteria è basato sul design del miniescavatore tradizionale E10z Bobcat,
“R&D Department” dei costruttori.
modello che domina il mercato in questa classe di peso. Grazie al suo profi-
E i risultati di questa attività si stanno
lo ZTS, all’assenza di emissioni, al
facendo vedere, quasi tutti nella cate-
funzionamento con bassi livelli di
goria dei miniescavatori, ma non per
rumorosità e alla larghezza di soli
tutti allo stesso modo: alcuni sono ve-
71 cm, il nuovo E10e può passa-
ri “full electric” altri no, alcuni sono
re agevolmente attraverso porte
al momento prototipi in via di svilup-
standard ed entrare e uscire dagli
po altri sono già ora commercializzati
ascensori. Inoltre, collegandolo a
e operativi nei cantieri. Tutti, in ogni
un caricabatteria avanzato esterno
caso, rappresentano la nuova frontie-
opzionale mentre i lavoratori sono
ra della meccanizzazione in cantiere.
in pausa, l’E10e può funzionare per
Passiamo velocemente in rassegna la
un’intera giornata lavorativa.
bile: tutti i più importanti costruttori a
situazione costruttore per costruttore. 106 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
DIESEL VS ELETTRICO Bosch: c’è un futuro per il diesel “C’è un futuro per il diesel”. Questa è la convinzione di Bosch, che va ricordato di diesel se ne intende avendo contribuito in modo decisivo, anni fa, allo sviluppo della tecnologia Common Rail. Parliamo ovviamente di ricerca in campo automotive, ma sappiamo che poi a ricaduta questi sviluppi andranno a interessare anche le applicazioni motoristiche industriali. I nuovi sviluppi della ricerca Bosch potrebbero ora consentire ai produttori di veicoli di ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) in modo così drastico da soddisfare già ora i limiti futuri. Dal 2017, la legislazione europea ha richiesto che i nuovi modelli di autovetture testati secondo un mix conforme di RDE di cicli urbani, extraurbani e autostradali non emettano più di 168 milligrammi di NOx per chilometro; dal 2020 questo limite è stati ridotto a 120 milligrammi. I veicoli dotati di tecnologia diesel Bosch possono raggiungere fino a 13 milligrammi di NOx in cicli RDE standard; anche quando si guida in condizioni urbane particolarmente difficili, le emissioni medie dei veicoli di prova Bosch sui 40 milligrammi di NOx per chilometro. Il funzionamento della tecnologia Bosch è descritto nell’immagine infografica (in lingua inglese). Bosch ora punta a nuovi progressi: l’ambizioso obiettivo per gli ingegneri Bosch è lo sviluppo di una nuova generazione di motori diesel e benzina che non producano emissioni significative di particolato o NOx.
di fiamma, come la presa d’atto del fatto che la soluzione, soprattutto nella applicazioni industriali e del Construction, non sarà con ogni probabilità l’avvento improvviso di una tecnologia rivoluzionaria in grado di cambiare rapidamente il volto delle macchine utilizzate in que-
sti ambiti, ma piuttosto un percorso di transizione graduale. A questo proposito il punto di vista di analisti e centri di ricerca è, non a caso, relativamente unanime sia circa la necessità di investire pesantemente nelle alternative al momento più accreditate, in particolare
Caterpillar
quelle su base elettrica e a gas, sia sul fatto che il motore termico, soprattutto nelle applicazioni industriali e Heavy Duty, rimarrà ancora una presenza forte per diversi anni, certo in declinazioni sempre più pulite sotto il profilo delle emissioni ed efficienti sotto quello dei consumi.
Doosan Il prototipo di miniescavatore elettrico Doosan DX17Z-5 è un modello a rotazione zero che potrebbe essere disponibile per i clienti nel 2022. La classe di dimensioni di 1,7 tonnellate è stata scelta per questo primo modello sulla base delle richieste dei clienti di un miniescavatore in grado di lavorare in spazi ristretti, richiedendo una macchina con una larghezza ridotta per accedere al sito.
Non è un modello “full electric” ma una soluzione ibrida quella offerta dal colosso di Peoria: il miniescavatore Caterpillar 300.9D VPS (Verstaile Power System) è un modello che offre il vantaggio di poter operare senza perdere efficienza sia con il motore diesel sia con un generatore elettrico esterno. Il Cat 300.9D VPS con unità esterna HPU300 offre versatilità, dimensioni compatte e scelta fra azionamento elettrico o diesel. La capacità di passare attraverso uno spazio ristretto lo rende ideale per lavori di demolizione interni.
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 107
Dossier Tutti i più importanti costruttori a livello mondiale di macchine movimento terra stanno orientando la loro ricerca – e in alcuni casi già anche la produzione – verso lo sviluppo di modelli di macchine ad alimentazione completamente elettrica. Al momento la tipologia di macchine più interessata da questa tendenza è quella dei miniescavatori Le stesse fonti si spingono a prevedere che almeno per i prossimi vent’anni il settore del trasporto pesante e quello delle macchine per le costruzioni dipenderà ancora in larga parte dai combustibili fossili e a disegnare un percorso di sviluppo non solo all’insegna della progressività, ma soprattutto inserito in un’ottica di ampio respiro che include criticità che vanno al di là della pura tecnica motoristica. Fra queste, in particolare per quanto riguarda la trazione elettrica (al momento forse la
tecnologia su cui più stanno investendo i costruttori), una capacità di produzione globale ancora non adeguata a una transizione su larga scala, e comunque fortemente dipendente da combustibili fossili, la necessità di migliorare la tecnologia delle batterie, sia sotto il profilo della capacità che delle prestazioni, e quella di implementare una rete di distribuzione capillare e su larga scala. Dopo aver fatto il suo debutto ed essere attualmente in fase di notevole espansione nel trasporto pe-
Hitachi
sante anche una seconda alternativa, l’alimentazione a gas, inizia timidamente ad affacciarsi anche nel mondo Construction e, come vedremo fra poco, alcuni costruttori hanno già sviluppato dei prototipi che sembrano offrire interessanti prospettive anche su macchine di taglia importante. Tutto questo, naturalmente, in parallelo alla continua ottimizzazione della propulsione termica tradizionale, che sembra ancora ben lungi dall’aver esaurito tutte le sue potenzialità.
JCB Il nuovo miniescavatore elettrico JCB 19C-1E, già in produzione da mesi e al lavoro in cantiere, è una macchina a zero emissioni che consente di operare all’interno degli edifici e nei contesti urbani. Le sue emissioni acustiche sono inferiori ai 7dBA: ciò consente di operare in ambiti urbani e in altri ambienti sensibili.
Il miniescavatore ZE19U-6 di Hitachi Construction Machinery (classe 5 t) è stato sviluppato con alimentazione a batteria al fine di inserirsi in un mercato che è previsto decollare rapidamente in futuro. L’attuale prototipo è stato sviluppato da Hitachi Construction Machinery Tierra Co. Ltd., una consociata interamente controllata al 100% che sviluppa, produce e vende miniescavatori e minipale gommate, in collaborazione con European Application Center GmbH (di seguito “EAC” ). EAC è una joint-venture fondata nel 2018 da Hitachi Construction Machinery e KTEG.
108 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
DIESEL VS ELETTRICO Dal termico… Se la ricerca lavora per il domani, l’oggi non si ferma di certo e, anzi, incalza. E le risposte tuttora non possono ancora prescindere dal tradizionale motore termico, che però è ormai un lontano parente delle versioni diffuse anche solo pochi anni or sono. Le norme in materia di emissioni hanno rappresentato un forte stimolo, con l’ultimo step, lo Stage V, che ha stabilito limiti anche al numero di particelle (PN) e alla massa di particolato per tutti i motori nella gamma di potenza da 19 a 560 kW e orientato lo sviluppo dei propulsori in due direzioni fondamentali. Da un lato, l’abbattimento delle emissioni inquinanti tramite soluzioni ormai radicate come DOC, SCR, DPF; dall’altro la loro riduzione a monte tramite l’ottimizzazione dei processi di combustione, strategia che passa dall’implementazione di sistemi di iniezione Common Rail ad altissima pressione, modifiche della geometria di pistoni e camere di combustione, raffinamento del grado e dello schema di nebulizzazione del combustibile. Soluzioni, queste, che hanno decisamente migliorato il bilancio ambien-
tale delle macchine su diversi fronti, non ultimo quello dei consumi, e che nell’ultimo decennio si sono in alcuni casi integrate all’interno di architetture ibride in cui la parte elettrica ha giocato un ruolo rilevante: basti pensare ai sistemi di recupero dell’energia cinetica (in particolare di quella emessa in fase di decelerazione della torretta) e riconversione di quest’ultima in energia elettrica utilizzabile a supporto del motore termico che in questi anni hanno fatto la loro comparsa nei modelli ibridi di diversi costruttori.
Komatsu
…all’elettrico Anche negli anni in cui si sperimentavano le soluzioni ibride citate l’ambizione e l’obiettivo finale dichiarato è sempre stato quello di arrivare alla produzione industrializzata di una macchina “full electric”, in cui un motore ad alimentazione elettrica fosse in grado di soppiantare completamente il tradizionale motore endotermico senza ovviamente compromettere le prestazioni. Obiettivo oggi diventato realtà, quantomeno sulle macchine del segmento “mini”: più o meno tutti i costruttori hanno sviluppato una versione
I mezzi ad alimentazione elettrica non producono alcuna emissione inquinante nel punto di utilizzo; per contro, nel ciclo ambientale complessivo vanno considerate, per sintetizzare, altre componenti quali la maggiore richiesta di produzione elettrica e la dismissione delle batterie
Kubota Dal Sol Levante arriva anche il prototipo di miniescavatore elettrico Kubota. Il costruttore giapponese ha affermato di aver sviluppato la macchina a batteria in risposta al passaggio globale verso i veicoli elettrici, in particolare in Europa. La macchina sarà alimentata da batterie agli ioni di litio e avrà una potenza equivalente a quella dei suoi attuali motori diesel.
Il brand nipponico ha lanciato il miniescavatore elettrico Komatsu PC30E-5, al momento commercializzato solo in Giappone. Questa versione offre prestazioni di scavo alla pari del modello a combustione interna della stessa potenza, ottenendo allo stesso tempo gas di scarico zero e una rilevante riduzione del rumore.
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Dossier Le amministrazioni locali e le centrali di committenza stanno sempre più promuovendo regolamenti “verdi” per l’utilizzo di mezzi da cantiere in aree urbane oltre che misure premiali nei bandi di gara per le imprese che utilizzano mezzi ad alimentazione elettrica o comunque a emissioni ridotte elettrica dei propri miniescavatori almeno allo stadio prototipale, alcuni già ne hanno iniziato la produzione e commercializzazione, e almeno in questo range di peso la soluzione sembra funzionare. Le prestazioni dichiarate per quanto riguarda scavo e movimentazione sono sostanzialmente in linea con quelle degli equivalenti modelli a motore termico; anche l’autonomia ormai raggiunge le otto ore di lavoro grazie all’utilizzo di batterie al litio ad alta capacità e i tempi di ricarica sono accettabili nell’arco dei tipici cicli di lavoro in cantiere.
I vantaggi in termini di impatto ambientale, se limitiamo l’osservazione alla sola area di lavoro, sono più che evidenti sia in termini di assenza di emissioni inquinanti che di impatto acustico, aspetti che consentono l’utilizzo di queste macchine sia in luoghi chiusi che in contesti delicati come quelli urbani. Non a caso iniziano a essere considerati un elemento premiante anche in fase di aggiudicazione di alcune tipologie di lavori. Naturalmente, però, si tratta solo di un primo passo, per quanto importante: le richieste di potenza e le problematiche di implementazione della tec-
nologia elettrica su macchine di maggiore tonnellaggio sono decisamente superiori e tuttora devono fare i conti con alcuni limiti fisiologici non facili da superare e che richiedono un approccio più articolato, non limitato alla sola parte motoristica. L’ottimizzazione del trasferimento della potenza, da un lato, e l’efficientamento dell’idraulica in direzione di un più efficace sfruttamento dell’energia, dall’altro, sono temi imprescindibili per un’elettrificazione estesa anche a macchine di dimensioni più importanti, cui si affianca quello della capacità di immagazzinamento ed
Volvo Xxxxx
Wacker Neuson
Xxxxx Il costruttore svedese ha presentato il miniescavatore a
Soluzione “full
emissioni zero Volvo ECR25, facente parte dalla nuova
electric” è il minie-
gamma di macchine elettriche compatte in via di svilup-
scavatore elettri-
po. Il miniescavatore ECR25 è dotato di batterie agli ioni
co Wacker Neuson
di litio e di un motore elettrico che alimenta l’idraulica
EZ17e, una del-
per azionare la macchina e l’attrezzatura. Le batterie del-
le soluzioni a zero
la macchina immagazzinano energia elettrica sufficiente
emissioni del co-
per alimentare il miniescavatore per otto ore nelle sue
struttore tedesco
applicazioni più comuni.
con cui è possibile lavorare, per esempio, in tutti i cantieri dei centri storici. L’escavatore da 1,5 t completamente elettrico EZ17e è di dimensioni compatte e la batteria è stata montata nel vano motore. L’EZ17e di Wacker Neuson può funzionare con la sua batteria, ma può anche essere utilizzato mentre è collegato alla rete elettrica e persino caricato durante il funzionamento, grazie al suo sistema di gestione intelligente della ricarica.
110 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
DIESEL VS ELETTRICO erogazione delle batterie di fronte a richieste di potenza importanti (meno critico il problema degli ingombri, dato che gli accumulatori potrebbero essere utilizzati a parziale sostituzione dei contrappesi ove presenti). Trasportati a una scala più ampia, poi, i connotati dell’intera questione cambiano notevolmente: anche se quella elettrica rimane al momento l’opzione più credibile nella corsa alla progressiva sostituzione dei tradizionali combustibili fossili, resta altrettanto vero che proprio dai combustibili fossili l’attuale produzione di energia elettrica rimane ancora largamente dipendente (le rinnovabili contribuiscono ancora solo per una quota intorno al 10%) e che il ciclo di vita degli accumulatori presenta ancora un impatto ambientale elevato sia in fase di produzione che di smaltimento. Il gas: un nuovo protagonista? Nella corsa verso una mobilità a impatto ambientale tendente allo zero abbiamo accennato al crescente ruolo del gas nel trasporto pesante, dove gas naturale compresso (CNG), gas naturale liquefatto (LNG) e biometano iniziano a essere opzioni percorribili sotto il profilo delle prestazioni e della riduzione delle emissioni. La novità è che questa opzione potrebbe presto diventare realtà anche nel settore delle macchine movimento terra. Già alla scorsa edizione del Bauma ha fatto la sua comparsa un prototipio di pala gommata a metano sviluppata da un importante costruttore che, pur se allo stadio di concept, dichiara numeri notevoli: 95% in meno di CO2, 90% in meno di biossido di azoto, 99% in meno di particolato, per una riduzione complessiva delle emissioni dell’80%. I serbatoi sono montati sul retro e sui fianchi della macchina; i tempi di rifornimento sono equiparabili a quelli di una macchina diesel, così come l’autonomia. Resta il problema dell’infrastruttura di distribuzione, ma già ora una macchina di questo tipo potrebbe essere una soluzione praticabile in realtà come aziende di raccolta e gestione dei rifiuti e società di servizi che già hanno accesso alla rete del gas naturale e, comunque, un importante passo avanti verso la riduzione dell’impatto ambientale di macchine e attrezzature nel settore Construction. ■
I veicoli elettrici sono davvero più ecologici? I veicoli ad alimentazione elettrica, nel caso specifico le automobili, sono davvero più ecologiche rispetto a quelle ad alimentazione tradizionale? Se guardiamo all’aspetto dell’inquinamento atmosferico dovuto alla CO2 sicuramente sì. La differenza fondamentale tra auto convenzionali con propulsori endotermici e auto elettriche, infatti, ha a che fare con il processo di trasformazione dell’energia potenziale (immagazzinata) in energia cinetica (di movimento). Nelle auto tradizionali questa energia viene immagazzinata e quindi rilasciata attraverso una reazione chimica. Le auto elettriche invece la rilasciano elettrochimicamente senza alcun tipo di combustione, grazie alle batterie agli ioni di litio. Se però guardiamo a una visione più ampia, che spazia sul ciclo di vita completo, non è detto che le auto elettriche siano davvero più ecologiche di quelle a combustione tradizionale.
Se la fonte di energia per alimentare queste auto non proviene da pannelli solari, turbine eoliche o persino nucleare o idroelettrico, infatti, le emissioni di CO2 diventano subito più elevate. L’esempio più noto è quello relativo all’approvvigionamento dell’energia: se l’elettricità utilizzata per caricare le auto proviene dalla combustione di combustibili fossili, la “parte competente” di inquinamento d un’auto elettrica è già stato rilasciato in atmosfera dalle centrali di produzione. C’è poi la questione del ciclo produttivo, che per un’automobile inizia con l’estrazione, la raffinazione, il trasporto e la produzione di materie prime in diversi componenti che verranno assemblati per produrre l’auto stessa: questo processo è praticamente lo stesso in entrambe le auto convenzionali ed elettriche. Tuttavia, alla fine del processo di produzione, le auto elettriche sono quelle che generano più emissioni di carbonio, come sostiene la Union of Concerned Scientists. Perchè? Poiché le auto elettriche immagazzinano energia in batterie di grandi dimensioni (più sono grandi, più ampia è la loro gamma) con costi ambientali elevati. Le batterie sono costituite da elementi di terre rare (REE) come litio, nichel, cobalto o grafite che esistono solo nel sottosuolo e quindi dipendono da attività estrattive con processi non esattamente ecologici o che quantomeno non sono sempre gestiti nel modo corretto. I veicoli elettrici quindi sono o non sono più ecologici? La risposta ovviamente non può avere una sintesi univoca; per i veicoli ad alimentazione elettrica siamo solo all’inizio del percorso e solo nel futuro scopriremo se sarà la soluzione vincente o se si arriverà a uno schema misto a più soluzioni.
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ON SITE
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Abbattimento di un edificio in struttura acciaio-cemento
DEMOLIZIONE MULTIPIANO Si è conclusa a Milano la demolizione dell’ex palazzo delle Poste Italiane, nel quartiere Bovisa. L’intervento ha visto impegnata la società Armofer in diversi interventi e successive fasi di lavoro, nonché con una flotta importante di mezzi, data l’altezza e l’imponenza delle strutture in acciaio a calcestruzzo armato di Ettore Zanatta
A
vviata negli anni Novanta con la conversione delle aree industriali dismesse e con l’insediamento del Polo universitario Politecnico di Milano, la trasformazione del vecchio quartiere industriale della Bovisa, quartiere a nord di Milano, è diventata inarrestabile ormai da anni. Negli scorsi mesi l’area ha assistito al compiersi di un capitolo importante della sua storia: la demolizione tota-
le dell’ex Palazzo delle Poste Italiane. L’edificio di piazzale Lugano era stato costruito nel 1964 per il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ed era adibito alle attività direzionali del Gruppo Poste Italiane. Fino all’anno 2000 è stato in funzione per attività di smistamento pacchi, con ingresso diretto in stabilimento dei treni (l’area confina con lo snodo ferroviario Farini) e il successivo smistamento su furgoni. Dopo quell’anno il progressivo abbandono
dell’edificio e dell’area di pertinenza. Europa Gestioni Immobiliari, società del Gruppo Poste Italiane proprietaria del sito, ne ha quindi deciso la definitiva demolizione. Il progetto di demolizione e bonifica è stato firmato dalla società di ingegneria di Segrate Corbellini; progettista e direttore dei lavori è stato l’Ing. Umberto Corbellini; i lavori di demolizione, affidati a Tecnocalor, sono stati eseguiti dalla Armofer Cinerari Luigi di Siziano (PV).
aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE L’OPINIONE
ANDREA CINERARI DIREZIONE TECNICA AZIENDALE, ARMOFER
Lo stato dell’arte L’edificio in demolizione aveva una struttura portante in profilati metallici di elevato spessore (fino a HEA 1000, le cui putrelle raggiungono l’altezza di 1 m) e tamponamento in laterizi e calcestruzzo. I solai erano in struttura mista acciaio/calcestruzzo. Il manufatto multipiano era concepito con tre corpi di fabbrica strutturalmente indipendenti, raggiungendo l’altezza complessiva fuori terra di 35,6 m e comprendendo un piano interrato di grande altezza, un piano terra pure di grande altezza, tre piani fuori terra da
6,5 m e altrettanti piani ammezzati più bassi situati tra quelli principali. La superficie lorda per piano era di circa 2.000 m2 e il volume lordo complessivo 94.120 m3. L’edificio era già stato oggetto di bonifica nel biennio 2011-2012; in seguito sono stati effettuati imponenti interventi di “strip-out” per la rimozione impiantistica e dei gruppi frigoriferi, di trattamento dell’aria, di estrattori, ascensori, generatori d’acqua calda sanitaria, impianti idrici e antincendio, gruppi pompaggio, impianti elettrici e termici. Da alcuni anni l’area era rimasta abbandonata.
“Il tema della gestione ambientale del cantiere è sempre stato oggetto di particolare attenzione da parte di Armofer, per fare in modo che la demolizione procedesse senza recare disturbo alle attività insediate nelle vicinanze, in termini di sollevamento o proiezione di polveri indesiderata. Le stesse tecniche di demolizione, grazie alla perizia e all’esperienza degli operatori qui impegnati, sono state adeguate alla situazione di sensibilità dei luoghi nei quali si è intervenuto. Operando in questo modo Armofer è sempre stata in grado di garantire - accanto ai più elevati standard di sicurezza - ottimi risultati in termini di comfort ambientale. L’intera gestione ambientale del cantiere è stata particolarmente curata, grazie alla capillare e precoce selezione dei materiali di risulta. Il loro recupero ha raggiunto percentuali molto elevate, intorno al 97-98%!”
114 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
L’ESCAVATORE CINGOLATO KUBOTA DA 80 Q DURANTE LA FASE DI DEMOLIZIONE IN COPERTURA DELL’EDIFICIO
Sempre in prima linea Nel febbraio 2019 è iniziata la demolizione meccanica delle strutture fuori terra, intervento tanto complesso quanto spettacolare dal punto di vista tecnico. Qui è entrata in scena Armofer, con la propria flotta di mezzi e i suoi quasi 60 anni di esperienza nelle demolizioni più complesse. Oltre mezzo secolo durante il quale l’azienda pavese è stata ogni giorno testimone della trasformazione della città di Milano. Dal centro alle periferie, dalla trasformazione delle aree industriali al restyling degli edifici storici, in ogni zona della città e in ogni strada Armofer è da sempre la protagonista principale delle trasformazioni nel complesso, delicato e affollato scenario
TAGLIO A CALDO DELLE PUTRELLE PORTANTI IN OPERA E SEZIONAMENTO A TERRA PER LA TRASLAZIONE E LO SMALTIMENTO. IN ENTRAMBI I CASI IL TAGLIO È AVVENUTO A CALDO
urbano, dove la vita pullula e il traffico è inarrestabile. Dagli anni Novanta a capo della direzione tecnica aziendale, Andrea Cinerari è anche tra gli operatori più esperti sulle
grandi macchine che operano a tutta altezza e l’autore materiale di moltissime tra le più complesse demolizioni portate a termine nel capoluogo lombardo. Negli anni, grazie alle macchine sempre più sofisticate e aggiornate che sceglie per l’azienda e alla sua profonda conoscenza delle tecniche di intervento e del comportamento delle strutture edilizie, Cinerari interviene garantendo elevati standard di sicurezza, di controllo e di comfort ambientale. Naturalmente è stato “in cabina” in prima persona anche per la demolizione di questo edificio. Responsabile dell’intervento e capo cantiere per Armofer erano invece, rispettivamente, Danilo Caselli e Andrea D’Isep. LA STRUTTURA PORTANTE IN ACCIAIO MESSA A NUDO, IN COPERTURA E AL PIANO SOTTOSTANTE aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 115
ON SITE L’ESCAVATORE CINGOLATO LIEBHERR 954 ESEGUE LA DEMOLIZIONE “TOP-DOWN” DI UNA PORZIONE DELL’EDIFICIO
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I MEZZI IMPEGNATI IN CAMPO Per la demolizione primaria: • Kubota 80 q, traslato con autogrù in copertura • Liebherr 954 demolizione “top down” edificio in c.a. / edificio in ferro • Liebherr 960 demolizione “top down edificio con struttura in ferro e vano scale di altezza 35,65 m Per la demolizione secondaria e taglio del ferro a piè d’opera: • Escavatore cingolato Volvo EC220 E NH da 30 t con cesoia oleodinamica • Escavatore cingolato Liebherr 934 con cesoia oleodinamica • Escavatore cingolato Doosan DX 340LC-5 con frantumatore MBI o cesoia oleodinamica
L’approccio tecnico-progettuale La demolizione del Palazzo delle Poste, la cui altezza di gronda era al di sopra dei 30 m, è stata affrontata nella prima fase traslando i mezzi da demolizione in copertura. Non si è trattato però, in questo caso, di “mini-macchine” come di consueto si usa in città, ma di un escavatore cingolato da 80 q traslato in copertura con l’ausilio di un’apposita autogrù. Le strutture, infatti, erano molto imponenti e hanno richiesto la predisposizione di un accurato progetto esecutivo di demolizione, con lo studio dettagliato di differenti tecniche di approccio al progetto. L’escavatore è servito, insieme a mezzi minori di servizio, per la demolizione della copertura e dei due piani superiori. Il primo obiettivo è stato quello di demolire la struttura in quota e abbassare l’edificio (i due piani superiori) tanto da poter essere demolito da terra con le tecnologie specifiche per la demolizione a grande altezza (escavatori cingolati con bracci Ultra High Demolition). Le strutture portanti in ferro sono state tagliate
a caldo, sezionate in quota, assicurate e traslate a piè d’opera con l’ausilio della gru di cantiere. Fin dall’inizio è stata evidente l’imponenza delle strutture portanti in ferro e delle putrelle di armatura dei solai, che garantivano la portata
uniforme della struttura di 600 kg/m2. La macchina al lavoro in copertura, equipaggiata di martello demolitore, ha aperto le solette dal piano superiore e lavorato duramente per mettere a nudo la struttura portante in ferro.
IL TELO ROSSO IN PVC, SOSPESO TRAMITE LA GRU, LIMITA LA PROIEZIONE DI POLVERE E MACERIE. QUI È IN AZIONE L’ESCAVATORE LIEBHERR 960 aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 117
ON SITE
TAGLIO DEI ROTTAMI DI FERRO SUL PIAZZALE DEL CANTIERE TRAMITE CESOIA OLEODINAMICA ED ESCAVATORE
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LA DEMOLIZIONE DELL’EX PALAZZO DELLE POSTE ITALIANE, A MILANO, HA RAPPRESENTATO UN ALTRO ESEMPIO DI SPECIALIZZAZIONE DA PARTE DI ARMOFER NEL SETTORE DELLE DEMOLIZIONI
UNA FASE DELLA DEMOLIZIONE “TOP-DOWN” DA TERRA CON BRACCIO UHD VISTA DAL VICINO CAVALCAVIA
118 ONSITECONSTRUCTION - aprile-maggio 2020
“
Travi e pilastri portanti sono stati sezionati a caldo manualmente in quota, piano per piano e modulo dopo modulo, suddividendoli ciascuno in varie parti e infine tagliati - sempre a caldo - in dimensione e peso opportuni per la traslazione a piè d’opera con la gru. Il taglio definitivo pronto forno è avvenuto a ter-
ra, alternativamente con l’uso di fiamma ossiacetilenica (travi e pilastri principali) o a freddo, con una grossa cesoia oleodinamica montata su un escavatore cingolato di classe 30 t in grado di sezionare la carpenteria metallica di elevato spessore delle solette e della facciata. La demolizione è proseguita poi da terra con escavatori in allestimento da demolizione (braccio lungo) operando sempre dall’interno dell’area di cantiere e avendo cura di nebulizzare costantemente il fronte di lavoro per garantire il miglior controllo ambientale dell’area di cantiere. I mezzi intervenuti per la demolizione primaria in altezza sono stati due, un Liebherr 954 con altezza operativa al perno di 27 m e un Liebherr 960 che ha raggiunto agevolmente l’altezza operativa richiesta di 35 m sul fronte
dell’edificio dov’era alloggiato il vano scale. Entrambe le macchine operatrici hanno lavorato esclusivamente dall’interno dell’area di cantiere demolendo la facciata in tamponamenti leggeri e ferro, proseguendo con la demolizione delle
solette superiori e, via via, demolendo l’intero edificio per moduli dall’alto verso il basso e dal lato del cavalcavia verso la piazza. Una volta messa a nudo la struttura portante in ferro sono state tagliate le putrelle che costituivano l’ordi-
tura delle solette e infine, quando libere, le strutture trilitiche portanti principali sezionate in quota. Queste dovevano necessariamente essere tagliate a caldo e traslate con la gru. Per quanto riguarda gli ultimi due piani fuori terra, il lavoro si è potuto affrontare più rapidamente con il solo escavatore di maggiore potenza. Sul lato del vicinissimo cavalcavia e al termine del lavoro, per il vano scale in cemento fortemente armato presso l’ingresso del sito si è operato con un telo protettivo in PVC e avendo particolare attenzione nel salvaguardare l’interferenza del percorso di accesso di una casa di abitazione privata e l’accesso al cantiere e al parcheggio pubblico posti di fronte al sito. ■
L’ESCAVATORE LIEBHERR 960 RAGGIUNGE I 35 M AL PERNO, CON LA POTENZA NECESSARIA PER DEMOLIRE E MOVIMENTARE LE PUTRELLE DI DIMENSIONI MAGGIORI
DEMOLIZIONE E BONIFICHE AMBIENTALI Armofer Cinerari Luigi srl, con sede a
le, alle scelte strategiche che punta-
plessi “chiavi in mano”, contempora-
Siziano (PV), è attiva nel settore delle
no sempre sulla qualità e su altissimi
neamente in Italia e all’estero. I settori
demolizioni dal 1961. Nel corso degli
standard di sicurezza, qualità e am-
di intervento coprono l’intera gamma
anni l’azienda (familiare) è cresciuta
bientale e professionalità del proprio
delle tipologie di intervento: decom-
fino a diventare oggi uno dei più im-
staff tecnico. Con una flotta di oltre 100
missioning industriale, nucleare, set-
portanti player sui mercati italiano ed
mezzi costantemente aggiornata con
tore pertrolchimico, ponti e infrastrut-
estero delle demolizioni e della boni-
le migliori tecnologie disponibili sul
ture, interventi in emergenza, settore
fica ambientale. L’azienda si è strut-
mercato, Armofer interviene oggi con
civile urbano & retail, taglio cemento
turata negli anni grazie alla capacità
la capacità tecnica, gestionale e finan-
armato; demolizioni con esplosivo, bo-
imprenditoriale dello staff dirigenzia-
ziaria per gestire molti cantieri com-
nifica ambientale. aprile-maggio 2020 - ONSITECONSTRUCTION 119
PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
JCB
L’innovazione a nuovi livelli Sviluppati in collaborazione con le principali società di noleggio, gestori di flotte e proprietari, l’app JCB Operator e il portale web LiveLink Fleet utilizzano la tecnologia per risolvere una serie di problematiche di cantiere con un semplice click. L’app è stata sviluppata per gestire alcuni problemi comuni, ad esempio: rendere completamente digitale il check di avvio della macchina, sostituendo le checklist cartacee che spesso possono essere perse, danneggiate o compilate in modo errato; consentire agli operatori di aggiungere commenti
o immagini ai controlli di sicurezza; fornire documenti utili come guide di avvio rapido. Il portale web LiveLink Fleet, invece, ora consente anche ai clienti di monitorare macchine di qualsiasi costruttore con un’unica soluzione. Portale e app JCB Operator consentono in
particolare di: ottenere una panoramica in tempo reale dell’intera flotta; gestire elettronicamente tutti i controlli preliminari della macchina, la manutenzione e gli alert critici, riducendo i tempi di fermo macchina; monitorare rapidamente i dati più importanti come consumo di carburante, guasti e tempi di fermo
macchina per migliorare la redditività; accedere ai sistemi di supporto JCB complementari con un unico set di credenziali. Ian Sayers, Group Managing Director Parts and Service JCB, ha dichiarato: “Queste nuove tecnologie stanno aiutando JCB a fornire il miglior servizio clienti del settore, garantendo agli operatori la massima sicurezza in cantiere e una semplificazione delle procedure, mentre per le flotte multimarca la tecnologia consente di rivoluzionarne la gestione, rendendo i processi quotidiani molto più veloci e redditizi”.
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Un dispositivo efficace per la sicurezza e il distanziamento sociale
IN.CO.FIN., azienda di Origgio (VA) specializzata in sistemi di filtrazione e idropneumatica, vanta tra le sue rappresentanze commerciali marchi selezionati che sono il risultato di ricerche mirate all’innovazione e alla qualità, al fine di aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra questi marchi spicca KIGIS Safety Technology che, con il sistema IPAS, aiuta i lavoratori a stare sicuri da possibili contagi dal Covid19 applicando il corretto distanziamento sociale. L’acquisto del sistema IPAS beneficia del recupero fiscale attraverso un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute “per l’acquisto e l’installazione di dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale” secondo l’art. 64 del Decreto Leg. n.18 “Cura Italia”. Questo dispositivo - che è conforme alle linee guida del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) - rispetta peraltro gli obblighi di legge in materia di Privacy: nessun evento, informazione personale o localizzazione viene in alcun modo rilevato o memorizzato. Ma di cosa si tratta? Il TAG pedone IPAS misura la distanza tra le persone (configurabile fino a 5 m) ed emette un allarme sonoro e vibrante (configurabile e settabile) in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza, configurabile fino a 30 m. Per ridurre il rischio di contagi dovuti ad assembramenti, IPAS Zone Tag rileva le persone entro una certa area ed emette un allarme in caso di superamento del limite massimo di otto persone impostato. Collegato al controllo accessi con lo strumento External Output Device EOD, l’accesso è negato quando due o più persone approcciano l’ingresso. Solo le persone dotate di TAG personale saranno autorizzate a entrare.
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PRODOTTI YANMAR
Il nuovo escavatore gommato B75W-5 Il nuovo escavatore gommato compatto Yanmar B75W-5 è ideale per i cantieri urbani, la realizzazione di strade e autostrade e i progetti di assetto paesaggistico. Azionato dal motore diesel turbocompresso Yanmar 4TNV98CT da 73 CV con DPF di serie, è efficiente in termini di consumo di carburante, ecocompatibile e conforme alla normativa sulle emissioni UE Stage V. Con una coppia di 295,5 Nm a 1.365 giri/min, il nuovo escavatore è potente (nonostante le sue dimensioni compatte) e in grado di raggiungere velocità di spostamento fino a 36 km/h. Progettato per garantire prestazioni importanti, garantisce una profondità di scavo di 3.500 mm (braccio TPA), una forza di scavo di
38.000 N (al tagliente della benna), uno sbraccio di 6.990 mm (braccio TPA) e un’altezza di scarico di 5.050 mm (braccio TPA). L’impianto idraulico LUDV con quattro circuiti indipendenti offre flessibilità, consentendo all’operatore di azionare con semplicità qualsiasi tipo di attrezzatura anche dotata di sistemi di rotazione, inclinazione e aggancio rapido idraulico: benne
orientabili, sistemi Powertilt, pinze selezionatrici, frese e cesoie. Grazie al design dell’assale (con angolo di oscillazione di 14°), al raggio minimo di rotazione posteriore, al motore installato lateralmente e al baricentro basso, gli operatori usufruiscono di una stabilità al vertice nella categoria (in particolare nei lavori di sollevamento), anche con il braccio esteso. Il braccio brandeggiabile garantisce un ampio angolo di articolazione per facilitare i lavori in prossimità di pareti e rappresenta un ulteriore vantaggio del design compatto dell’escavatore gommato B75W. Grazie al sistema operativo Smart Control installato di serie l’operatore può selezionare il livello di potenza ottimale dell’escavatore per ciascuna applicazione.
EPIROC
Le nuove pinze CB
Epiroc ha aggiunto alla sua gamma di pinze per calcestruzzo CB due nuovi modelli: le versioni CB 5500 e CB 7500 sono progettate per macchine portanti da 50-85 t ed essendo relativamente leggere, sono una scelta ideale quando si utilizzano mezzi con braccio di elevata lunghezza, in applicazioni con materiale altamente abrasivo. Inoltre, sono una soluzione ottimale quando il livello di rumorosità costituisce un problema, ad esempio in zone residenziali dove i demolitori idraulici non sono consentiti. Le pinze CB sono apprezzate per la grande apertura delle ganasce e l’elevata forza di frantumazione in punta e sono considerate una soluzione per la demolizione di pareti di fondamenta a elevato spessore e la frantumazione di travi e cemento armato ad elevate altezze. Queste attrezzature sono dotate di due cilindri idraulici potenti che assicurano una forza di chiusura costante, per la massima produttività. I cilindri sono schermati con protezione “asta pistone”. La valvola di velocità, integrata nel cilindro idraulico, favorisce rapidi cicli di chiusura. Offrendo rilevanti forze di frantumazione fino a 190 t, a seconda del modello, sono dotate di due ganasce che si muovono indipendentemente, eliminando le forze di spostamento sulla pinza e sulla macchina portante. Le lame sono sia sostituibili che reversibili. Caratteristica fondamentale è la rotazione idraulica completa di 360°, che offre facilità di posizionamento e maneggevolezza. Se la pinza afferra il materiale obliquamente, una valvola integrata di sfiato della pressione consente un “movimento naturale” che fa assumere alla ganascia la posizione di frantumazione ideale (questa valvola protegge sia la macchina portante che la pinza da forze di reazione e sollecitazione potenzialmente dannose). I modelli CB 5500 e CB 7500 offrono una forza di frantumazione di 150 e 190 t; l’apertura delle ganasce è di 1.600 e 1.800 mm. La gamma completa comprende ora sei modelli con pesi di servizio di 320-7.400 kg.
PRODOTTI BOBCAT
Nuovo stendi asfalto e materiale di risulta Il nuovo attrezzo ha un peso di 675 kg, una larghezza standard di 190 cm (o, come opzione, di 196 cm), una velocità di lavoro media di 50-120 m/min, una portata d’olio di 45 l/min e una pressione operativa di 250 bar. Progettato per essere utilizzato con le pale compatte Bobcat dotate di kit di comando accessorio - di serie sulle macchine ad alta portata (H) lo stendi asfalto ha un’estrema facilità e rapidità di montaggio, come tutti gli accessori originali Bobcat, grazie al sistema d’aggancio Bob-Tach. Di fronte alle crescenti esigenze nella costruzione e manutenzione di strade in Europa, Medio Oriente e Africa (regione EMEA), Bobcat ha ampliato il suo portfolio di prodotti per i lavori stradali con il lancio di un nuovo accessorio stendi asfalto e materiale di risulta, che può essere montato su tutte le minipale gommate Bobcat dal modello S450 all’S850/H, su tutte le minipale cingolate inclusi i modelli T450, T590/H, T650/H, T770/H e T870/H e sulla minipala a quattro ruote sterzanti A770/H. Questo accessorio può essere utilizzato per stendere asfalto e altri materiali per realizzare marciapiedi, allargare e riparare strade, riempire e ricoprire trincee e posare sotto-strati. Grazie alla sua funzione off-set, inoltre, permette di stendere asfalto senza che alcuna pala
debba passare sopra il materiale steso, garantendo così una finitura più precisa e uniforme. Lo stendi asfalto Bobcat è facile da usare, pulire e manutenere grazie al suo design semplice; inoltre garantisce comfort, produttività, facilità di trasporto grazie al peso relativamente basso. Il suo design compatto, poi, consente un’efficienza superiore rispetto alle macchine dedicate allo spargimento di asfalto, di dimensioni maggiori.
KOBELCO
Escavatore cingolato SK130LC-11 SK130LC-11 soddisfa questi requisiti. Il fatto che sia conforme alle normative sulle emissioni Stage V estende poi le già impressionanti specifiche di questo escavatore. Così come le più recenti funzionalità operative applicate e il maggiore
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Muovendo il mondo
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Il nuovo SK130LC-11 alza l’asticella nel segmento di mercato degli escavatori cingolati da 12-14 t. Con questo modello, infatti, Kobelco Construction Machinery Europe B.V. (KCME) propone una soluzione di alta qualità e affidabilità, garantita anche da un nuovo design “high-tech” e da una struttura in grado di offrire importanti contenuti in termini di potenza, produttività, velocità operativa, comfort per l’operatore ed efficienza. “Il lancio sul mercato dell’escavatore cingolato SK130LC-11 nei mercati del Regno Unito e dell’Europa continentale ha rappresentato una decisione molto importante per Kobelco. La classe operativa delle 12-14 t è popolata da piccoli appaltatori e, in particolare nel Regno Unito, da noleggiatori specializzati in macchine più leggere, produttive grazie a spiccate caratteristiche di versatilità, potenza ed economicità, nonché bassi costi di gestione e prezzo d’acquisto iniziale molto competitivo. Il nuovo escavatore cingolato
comfort per l’operatore, che aumentano in modo rilevante l’efficienza”.
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Due attrezzature ad alta tecnologia La macchina giusta al momento giusto: partendo da questo presupposto, Weber MT da sempre realizza attrezzature specifiche in grado di fare la differenza nei cantieri più complessi, o più semplicemente, di risolvere i problemi più
comuni che si presentano a livello di compattazione e di posa. Due casi esemplari sono il nuovo rullo MC 85 e le piastre della serie VPR. Se il problema è costituito da terreni argillosi e ad alto contenuto di umidità, la soluzione
si chiama MC 85, un nuovo rullo articolato e radiocomandato
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La scelta dell’operatore
Le pale gommate Doosan assicurano forze di strappo straordinarie, cicli rapidi e un comfort superiore. Ideali in ogni cantiere, le nostre pale offrono prestazioni eccezionali e l’efficienza necessaria per affrontare qualunque lavoro, indipendentemente che vi sia da spostare un piccolo cumulo o una montagna di materiale.
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che dà il meglio di sé dove i compattatori convenzionali fanno fatica, cioè i terreni coesivi, i più difficili da compattare. La combinazione tra una rilevante forza centrifuga e l’aderenza dei rulli tacchettati permette al nuovo MC 85 di compattare anche i terreni più impregnati. La nuova macchina, che è a disposizione del mercato italiano grazie a A.L.Consulting di Alberto Lovo, è quindi ideale per la preparazione dei sottofondi, nelle trincee, nei canali fognari e di tubazioni. Con le piastre vibranti della serie VPR (VPR 450 e VPR 700), invece, si entra nella nicchia di mercato rappresentata dalla compattazione di lastre e masselli. Presente da qualche tempo all’interno dell’offerta di A.L.Consulting, si tratta di attrezzature che stanno progressivamente raccogliendo consensi positivi in Italia. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a due attrezzature in grado di risolvere molteplici problemi, di eliminare la fatica fisica (evidente nella compattazione manuale) e di far risparmiare tempo rispetto alla compattazione convenzionale. Nello specifico, il modello di maggiori dimensioni (VPR 700) è ideale per le lastre più larghe, mentre la piccola VPR 450 per i masselli di minori dimensioni e per il porfido.
HYUNDAI CEE
Il nuovo escavatore cingolato HX300AL La Serie A di Hyundai Construction Equipment Europe (HCEE) si rafforza con l’HX300AL, un escavatore cingolato da 30 t conforme allo Stage V: compagno di lavoro ideale per le opere infrastrutturali e di edilizia generale, integra una serie di nuove tecnologie e servizi che lo rendono confortevole, sicuro, efficiente e produttivo. L’escavatore HX300AL è dotato di motore Stage V, di una nuova regolazione del flusso idraulico, di comandi dell’operatore migliorati con guida della macchina 2D/3D e di nuove funzioni di sicurezza e garantisce tempi di operatività e produttività ottimizzati. Questo nuovo modello, inoltre, incorpora alcune delle nuove tecnologie Hyundai: EPIC (Electric Pump Independent Control): grazie
al controllo indipendente della pompa la macchina garantisce minori consumi di carburante e controllabilità migliorata; blocco di sicurezza automatico (impedisce l’azionamento involontario dell’escavatore con benefici in termini di sicurezza dell’operatore e sul sito di lavoro); guida Eco (segnala il “funzionamento
inefficiente” sul pannello di strumentazione della macchina e consente di evitare gli sprechi di energia - consumo carburante, potenza idraulica - a seguito di abitudini operative inadeguate; MG/MC - Machine Guidance/ Machine Control (indica lo stato operativo della macchina e controlla automaticamente l’attrezzatura per assistere l’operatore). La funzione MG visualizza la posizione della punta della benna e assiste l’operatore con la guida al posizionamento; la funzione MC assume automaticamente il controllo del livellamento con la punta o il fondo della benna e ha la capacità di arresto automatico nei movimenti verso l’alto, verso il basso, in avanti e di protezione della cabina.
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