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OnSite Construction n.1 - Gennaio-Febbraio 2021

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POTENZA INARRESTABILE CONFIGURAZIONI PER OGNI ESIGENZA

RAFFREDDAMENTO AUTOMATICO

UN PASSO AVANTI NELLA TECNICA. ORIENTATI AL FUTURO


SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2021 - N. 1

52 Hyundai

Protagonista della Serie A

di Stefano Vitali

88 Il cantiere post Covid-19

56 Volvo

Costruire il domani

di Ettore Zanatta

ATTREZZATURE

Il recupero dell’asfalto

di Stefano Vitali

COMPONENTI La digitalizzazione delle costruzioni

4 Editoriale

di Pietro Gabrielli

84 Bosch

di Ettore Zanatta

6 Notizie

a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITA’ Ripartire dal “fondo”

di Mirko Brusamolino

MACCHINE

di Mirko Brusamolino e Gianni Gennari

DISTRIBUZIONE

Mai fermarsi!

di Ettore Zanatta

ON SITE

sportivo in Spagna Un “top player” in campo

di Ettore Zanatta

110 Fondazioni speciali

L’era del “Super-Truck”

di Mirko Brusamolino

per il progetto Mareterra di Montecarlo Un progetto vista mare

di Ettore Zanatta

118 Prodotti

32 Congiuntura delle costruzioni

Un protocollo su misura per ripartire in sicurezza

102 La demolizione di un impianto

82 Panasonic

96 RMC

70 MB Crusher In copertina: SCAI

DOSSIER

a cura di Liliana Rebaglia

38 JCB

Il futuro elettrico

di Ettore Zanatta

44 Doosan Infracore Europe

Riprogettare il futuro

di Pietro Gabrielli

48 Bobcat

Batti il cinque!

di Stefano Vitali

Hands On

IXXX LA LAMA DOZER LASER CANGINI “XPLANE”

AXXXXX “E” COME “EVOLUZIONE”

AXXXXX UN PIANO CONTROLLATO

di Ettore Zanatta

00 60

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Mirko Brusamolino, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

Hands On

IXXX IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

di Ettore Zanatta

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Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

L’utopia sostenibile

“C

hiudete gli occhi e pensate a come dovrebbe essere il Paese in cui vorreste vivere”: non è una frase scritta su biglietto che potreste trovare nei cioccolatini, ma sono le parole chiave della prefazione al libro “L’utopia sostenibile” di Enrico Giovannini, neoministro alle Infrastrutture e ai Trasporti del governo Draghi. Se di governo tecnico si doveva trattare, con l’incarico a Giovannini non si poteva cascare meglio, parlando del futuro delle costruzioni nell’Italia ammaccata di oggi. Le dichiarazioni di intenti di questo economista e accademico, ex capo statistico dell’Ocse e presidente Istat (oltre che ministro del Lavoro nel governo Letta), vanno tutte nella direzione giusta. A partire dal piano digitale delle infrastrutture, dedicato al monitoraggio giornaliero dello stato di ponti, gallerie e viadotti secondo le moderne tecniche IoT-Shm (Internet of things/Structural health monitoring). Intento dichiarato dallo stesso Giovannini che si sposa con la sinergia tra Impresa 4.0 e Artificial Intelligence in direzione digital twin, per “un approccio innovativo di confronto tra dati reali rilevati e sistemi di analisi, simulazione e calcolo, capace di analizzare e stimare virtualmente prestazioni reali”. Un modello virtuale che può coadiuvare nel modo più efficace la realizzazione di nuove opere, eliminando rischi di inadeguatezza e difetti costruttivi. Il discorso è confortante anche sul fronte delle infrastrutture ferroviarie, sempre nell’ottica del processo di innovazione tecnologica che riguarda il Sistema Europa. Innovazione digitale anche in quest’ambito, ma non solo. La capacità definita da Giovannini riguarderà l’efficienza del trasporto merci ferroviario, “dove l’Italia è indietro rispetto alla media Ue”. Non avevamo dubbi, ma a confortarci è un altro rilievo, di cui è autore il neoministro. L’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), associazione “tecnica” nazionale di cui è presidente, ha realizzato un calcolo del fabbisogno finanziario che riguarda i trasporti: infrastrutture per il trasporto rapido di massa (33 miliardi di euro); rinnovo e miglioramento del parco veicolare dei trasporti pubblici (10,3 miliardi); mobilità elettrica (9,2 miliardi); ciclabilità, pedonalità, sicurezza e intermodalità (7,6 miliardi); incentivi per l’acquisto di biciclette e mezzi di micromobilità (1,6 miliardi). In totale si tratta di 61,7 miliardi di euro in dieci anni finanziabili con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ci può bastare per riprendere un po’ di fiducia nel governo di questo Paese? Apparentemente sì, come si addice a ogni spunto di ottimismo che può considerarsi autentico.

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ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

UNACEA

Stabile il mercato italiano nel 2020

MIRCO RISI

PRESIDENTE DI UNACEA

Nei dodici mesi del 2020 sono state immesse sul mercato italiano 16.962 macchine per costruzioni, con andamento stazionario rispetto a quanto rilevato nel 2019 (+0,2%). Più in dettaglio, sono state 16.251 le macchine per il movimento terra vendute (0%) e 711 le macchine stradali (+15%). Guardando alle vendite del solo quarto trimestre emerge come le perdite accumulate nei precedenti nove mesi del 2020 siano state del tutto recuperate. Sono infatti 6.914 le macchine immesse sul mercato tra settembre e dicembre 2020, con una crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo è quanto emerge dall’ultima rilevazione di mercato realizzata da Unacea (Unione italiana macchine per costruzioni), i cui risultati sono stati commentati recentemente in una conferenza stampa dall’associazione e da CER - Centro Europa Ricerche. “Il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha saputo recuperare in maniera molto dinamica il fermo del lockdown di primavera e ha dimostrato di poter giocare, insieme a tutto il comparto delle costruzioni, un ruolo anticiclico imprescindibile per l’economia nel suo complesso”, ha dichiarato Mirco Risi, presidente di Unacea. Ora ci aspettiamo che 6

sia data sicurezza e stabilità al piano di interventi del Recovery plan per spingere avanti la ripresa dell’anno in corso”. Secondo Stefano Fantacone, direttore scientifico del CER, “nonostante il clima generale di incertezza il settore delle costruzioni, e all’interno di questo

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quello dei macchinari, sembra beneficiare di nuovi e necessari investimenti. È una dinamica che ci aspettiamo possa proseguire anche nel 2021, quando il pil riprenderà a crescere a un tasso che stimiamo intorno al 4%”. “Il settore sta reagendo alla crisi in maniera molto compatta e l’associazione viene utilizzata con grande intensità come piattaforma di confronto e informazione”, ha infine dichiarato Luca Nutarelli, segretario generale di Unacea. “Nelle prossime settimane contiamo di mettere a disposizione dei soci nuovi strumenti previsionali per orientare l’attività di programmazione”.


ASSOBIM

BIM e digitalizzazione le chiavi della ripresa “Nonostante le difficoltà e problematiche determinate dall’emergenza sanitaria anche il 2020 è stato un anno intenso e ricco di iniziative e risultati per ASSOBIM”: si è aperta con questa considerazione del Presidente Adriano Castagnone l’Assemblea di fine anno dell’Associazione, nata per sostenere il processo di digitalizzazione dell’intera filiera tecnologica delle costruzioni e promuovere la diffusione del Building Information Modeling, che ha fatto il punto su un anno di attività particolare e ha visto ASSOBIM estendere il proprio raggio d’azione allo scopo di coinvolgere un sempre maggior numero di professionisti, enti e aziende. “Alle attività ordinarie dell’Associazione - ha ricordato Castagnone - il 2020 ha visto affiancarsi una serie di nuove iniziative, alcune delle quali hanno tratto impulso proprio dai nuovi strumenti che l’attuale situazione ci ha portato a sperimentare. Il trasferimento delle attività online ha messo in luce una nuova dimensione relazionale, che se prima era utilizzata in subordine oggi è diventata la norma e in qualche misura richiama uno dei principi cardine del BIM, l’interoperabilità. Tutte le attività formative che prima si svolgevano in presenza, ad esempio, sono state condotte via web, cosa che ci ha permesso di moltiplicare il numero dei loro partecipanti. Ma è stata in generale l’intera azione dell’Associazione ad avere ricevuto un impulso straordinario dalla nuova realtà che ci siamo trovati ad affrontare. In particolare, quanto successo in questi mesi può contribuire sensibilmente all’inevitabile e auspicabile

percorso di digitalizzazione dell’industria del costruito in tutti gli attori della filiera”. Il 2020 di ASSOBIM, che per il terzo anno consecutivo ha registrato un’ulteriore crescita nel numero dei suoi associati, è stato costellato da una serie di attività che, oltre a proseguire lo sviluppo di alcune iniziative già implementate in passato, hanno aperto nuovi filoni di ricerca e collaborazione, sintetizzati in uno dei documenti più importanti redatti dall’Associazione nell’anno

e Gl (Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati), Uni (Ente italiano di normazione) e Federcomated, per sollecitare il varo da parte del Ministero per lo Sviluppo economico di una Piattaforma digitale nazionale delle costruzioni finalizzata ad accelerare la transizione digitale del settore. “Attraverso l’elaborazione e la definizione del progetto – sottolinea Adriano Castagnone – s’intende riflettere una strategia industriale che vede in una coerente transizione digitale della filiera AEC

appena trascorso, il “Manifesto per il rilancio delle Costruzioni”, che ha espresso la posizione di ASSOBIM sulla necessità di innovazione nel settore delle costruzioni avanzando proposte per favorire il rilancio delle attività attraverso quella digitalizzazione dei processi cui la crisi pandemica ha impresso una nuova accelerazione. in linea con i contenuti del Manifesto è l’importante adesione di ASSOBIM alla richiesta corale sottoscritta da Ance – Federcostruzioni, Politecnico di Milano, Cnappc (Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), Cni (Consiglio Nazionale Ingegneri), Cng

e della PA l’avvio di una politica istituzionale di modernizzazione del Paese. Il settore, infatti, deve poter contare su strumenti digitali adeguati, che consentano a tutti gli attori di rivoluzionare approcci, metodi e processi, per avviare una vera transizione digitale del settore delle costruzioni”. Tra le attività promosse dall’associazione spicca anche la seconda edizione del BIM Report, l’indagine sul mercato del Building Information Modeling in Italia, che ha fatto ancora una volta il punto sull’evoluzione del BIM, la sua diffusione fra i professionisti delle costruzioni e le sue prospettive di sviluppo.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION

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NOTIZIE CASE CONSTRUCTION EQUIPMENT

Al lavoro in tutta Europa! Gli escavatori cingolati CASE Construction Equipment sono stati elogiati per la loro adattabilità, efficienza, potenza e comfort, fattori centrali per quei cantieri in cui gli escavatori vengono di solito utilizzati. Come evidenziato da Giuseppe Santo, Product Manager per Escavatori e Midi Escavatori presso CASE CEE, “la gamma di escavatori cingolati è progettata per soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di cantiere. Le funzionalità della macchina sono pensate per garantire versatilità, potenza e precisione uniche, il che spiega perché vengono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni in tutta Europa, lasciando i clienti sempre soddisfatti”. Il design compatto degli escavatori cingolati

Il Comune di Moena, in provincia di Trento, non molto lontano dalla zona devastata, incaricato delle operazioni di bonifica, ha acquistato

CASE li rende ideali per operare in spazi ridotti. Il modello CX145D SR è una delle macchine più maneggevoli sul mercato, con una cabina in grado di completare una rotazione completa con il minimo rischio di entrare in contatto con quanto sta intorno al mezzo. Per questo motivo, l’azienda italiana Bancoline, specializzata in manutenzione stradale, demolizioni e costruzioni, ha scelto di usare l’escavatore per la manutenzione di una serie di strade di montagna. Nell’ottobre 2018, il Nord Est dell’Italia è stato colpito da una tempesta che ha distrutto migliaia di ettari di foresta durante la notte. 8

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una macchina CASE CX245D SR, dotata di una speciale attrezzatura “abbattitrice-allestitrice”. L’azienda spagnola Maderas Marcos, anch’essa operante nel settore forestale, utilizza un escavatore CASE CX210D: il concessionario CASE Ruvisca ha dotato la macchina di un’attrezzatura forestale, utilizzata per movimentare il legno di pino ed eucalipto. L’azienda francese Potin TP, cliente CASE da oltre 18 anni, lavora con una flotta di 20 macchine CASE, una delle quali è un CX350D. Questa macchina ha recentemente operato nello scavo delle fondamenta per un nuovo edificio adibito a uffici con area verde. Nel compiere questo lavoro la macchina ha permesso di risparmiare 5 l di carburante l’ora. La demolizione di edifici molto alti con escavatori tradizionali presenta spesso dei problemi. E ancora. L’unico modo per affrontare questa sfida è dotare la macchina di un braccio esteso da 21 m, come ha fatto di recente l’azienda tedesca Paul Kamrath Ingenieurrückbau GmbH con un CX350D. Le demolizioni sono anche il settore in cui opera l’azienda italiana P.R.A., che utilizza un escavatore CASE CX370D con braccio di sollevamento triplice.


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www.vtneurope.com


NOTIZIE DUPLOMATIC MS

Online il nuovo sito internet Duplomatic MS ha comunicato il lancio del nuovo sito istituzionale. Punto di incontro tra la dimensione corporate dell›azienda e la comunità di professionisti e media, il nuovo sito offre tutte le news, i dati e le informazioni su prodotti e applicazioni del Gruppo. Il sito rappresenta lo spazio di comunicazione e raccordo tra la società capogruppo e le sue

gruppo. Il menù di primo livello comprende il Gruppo, che presenta i dati chiave sulla composizione e le dimensioni del gruppo e presenta le controllate; Media, con una selezione di immagini e l’archivio dei comunicati stampa; Contatti, con tutti i riferimenti per comunicare con gli uffici della società. Dalla homepage, progettata per fornire le ultime news ed eventi ed evidenziare

dove coltivare la relazione con i nostri clienti, i media, gli enti di ricerca, gli azionisti, oltre che con i nostri collaboratori e la comunità locale. Il punto di incontro da cui raccontare la nostra evoluzione che scorre parallela alla ricerca tecnologica. Un percorso di crescita che, dal 2008 a oggi, ci ha portato a diventare un gruppo con undici sedi nel mondo e un portfolio di brand che offre le proprie soluzioni

controllate Hydreco Hydraulics, Continental Hydraulics, Ocs e Tecnologie Industriali, Duplomatic Hydraulics Shanghai, Duplomatic Middle East, oltre alle business unit Turnkey Projects di Parabiago (MI), Hydraulics Systems di Lainate (MI), Mechatronics di Sulbiate (MB) e Rosta (TO), per raccontare l’evoluzione di Duplomatic. L’obiettivo del nuovo strumento web è quello di offrire in pochi passaggi una panoramica chiara sull’identità e l’operatività dell’azienda nel campo del “motion control”. Realizzato in italiano e inglese, il sito offre completezza di informazioni, facilità di navigazione e un layout innovativo che opera una sintesi delle diverse anime del

i punti distintivi, si sviluppano cinque macroaree organizzate in sottosezioni: prodotti, sistemi, applicazioni, azienda e distributori. Accessibile da qualsiasi piattaforma tecnologica, dal pc allo smartphone al tablet, il sito è un contenitore di informazioni e di nuovi servizi rivolti in primo luogo ai clienti, ma anche agli esperti di settore, ai giornalisti, alle università e centri di ricerca e alle comunità locali. Commento di Roberto Maddalon, Group CEO di Duplomatic: “Con www.duplomatic.com non abbiamo semplicemente voluto dare vita a un nuovo sito, ma raccontare la dimensione di gruppo che ci ha permesso di diventare uno dei protagonisti nel settore del motion control. Il sito sarà il luogo

in oltre 60 paesi”. Commento di Sara Bernardelli, Corporate Communications & Marketing Manager di Duplomatic: “È stato un progetto molto interessante e sfidante che ha portato allo sviluppo di oltre 80 pagine, 300 prodotti, 90 applicazioni. Abbiamo collaborato con l›agenzia di comunicazione BriefingLab di Busto Arsizio (VA), creando un team formato da referenti Duplomatic, da Project Manager, sviluppatori, web designer e specialisti SEO, che ha lavorato sempre a stretto contatto. Un successo di squadra, che ha permesso di trasmettere sulla nuova piattaforma la competenza e il servizio che possiamo offrire come valore aggiunto”.

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NOTIZIE INDECO

Un intenso week-end sulla Princes Freeway La Princes Freeway è l’autostrada australiana di circa 160 km che collega Melbourne a Geelong a ovest e Traralgon a est. Si tratta di una delle principali arterie di collegamento tra la periferia di Melbourne a quella occidentale ed è percorsa quotidianamente da pendolari, famiglie, mezzi di trasporto pubblico e trasporto merci. Lo svincolo di Duncan Road costituisce una rotta chiave per numerosi sobborghi: il ponte, costruito 61 anni fa, viene infatti percorso quotidianamente da circa 11.000 veicoli. Per migliorare il flusso del traffico e la sicurezza stradale lo Stato di Victoria ha realizzato lavori di aggiornamento dello svincolo di Duncan Road che prevedevano la costruzione di nuove rampe di uscita, la demolizione del vecchio ponte e

costruzione del nuovo con due corsie in ciascuna direzione, l’aggiunta di due nuove rampe con ingresso e uscita per il traffico proveniente e diretto a Geelong e la costruzione di percorsi

ciclopedonali e attraversamenti sicuri su Duncan Road. Per ridurre al minimo i disagi al traffico è stato necessario procedere alla demolizione del vecchio ponte in un solo weekend. Il cavalcavia è stato chiuso al traffico la sera di sabato 20 giugno e riaperto il lunedì mattina. I lavori sono stati realizzati in tempi record dalla City Circle Demolition, una delle più importanti società di demolizione australiane, cliente Indeco dal 2016. I martelli Indeco, un HP 5000 e due HP 7000, hanno svolto un ruolo importante nella demolizione del ponte di Duncan Road e delle barriere di sicurezza dei pilastri, costruite in calcestruzzo MPA con rinforzi extra in acciaio, per resistere all’impatto di un autocarro di circa 70 t che viaggia a 100 km/h.

ECOMONDO

Le date del 2021, insieme a Key Energy! Il 2021 sarà denso di importanti appuntamenti internazionali per l’economia green. Tra i più importanti quelli di Italian Exhibition Group, che ha annunciato le date di Ecomondo e Key Energy: dal 26 al 29 ottobre prossimi in Fiera a Rimini. Dopo la Special Digital Edition del 2020 (dovuta alla pandemia) i due saloni di IEG dedicati allo sviluppo sostenibile e ai cambiamenti climatici tornano quindi “in presenza”, per fornire alla

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vasta comunità del business un luogo di dialogo e confronto sui nuovi modelli di sviluppo sostenibile e sui cambiamenti climatici. Ecomondo e Key Energy oltre che collaudate piattaforme commerciali rappresentano infatti un vero e proprio think-tank, che affronta da sempre le tematiche al centro delle agende di tutti i governi, del mondo imprenditoriale, finanziario e della Pubblica amministrazione. La ripartenza in presenza delle manifestazioni fieristiche è un segnale importante e atteso da tutta la comunità internazionale. Le fiere rappresentano infatti uno dei più potenti moltiplicatori di business, e in prospettiva, grazie al Recovery Plan da 750 miliardi di euro finanziato dall’Unione Europea, la trasformazione green sarà in cima agli impegni di tutti i governi. Ecomondo e Key Energy, che si estenderanno sui quasi 130.000 m2 del quartiere fieristico riminese, sono articolate in uno specifico layout per favorire relazioni istituzionali e di business. Rifiuti e risorse, bonifica e rischio idrogeologico, bioeconomia circolare, acqua, i settori di Ecomondo. Rinnovabili, storage e generazione distribuita, efficienza e smart city quelli di Key Energy.


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NOTIZIE MIDAC

Il piano di produzione integrato Nell’Europa attraversata dalla pandemia c’è un’industria che continua a investire e creare posti di lavoro: quella delle batterie agli ioni di litio. Favorendo la transizione dai combustibili fossili verso un’energia più pulita, questa filiera risponde pienamente all’ambizioso obiettivo europeo del Green Deal, che mira alla neutralità climatica nel 2050. Per sostenere questo settore strategico, la Commissione Europea ha dato il via libera alla seconda tranche di finanziamenti per Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI) sulle batterie di nuova generazione (2,9 miliardi di euro), attribuiti dopo attenta selezione a 42 aziende europee del settore. Una di queste è Midac Batteries, fondata da Santo Mastrotto e guidata da Filippo Girardi, presidente e AD, che ha ottenuto il via libera per lo sviluppo di tre progetti innovativi relativi alla produzione, al riutilizzo e alla gestione sostenibile del fine vita delle batterie al litio. Questi progetti permetteranno all’azienda di realizzare il primo impianto di produzione batterie litio integrato in Italia, per un investimento complessivo di 104 milioni di euro. L’azienda sarà così in grado di produrre le proprie batterie al litio con il riutilizzo delle materie prime derivanti dal riciclo delle batterie esauste, conformemente ai principi della circolar economy,

FILIPPO GIRARDI

PRESIDENTE E AD DI MIDAC

garantendo il rispetto della filosofia “verde” di Midac. In particolare, il primo progetto riguarda il processo di selezione e recupero delle batterie a fine vita, che consente di inviare quelle non riutilizzabili ad un impianto di riciclo con una capacità pari a 30.000 t/anno e di utilizzare quelle ancora funzionanti in applicazioni less demanding. In questo modo le batterie possono vivere una seconda vita, riducendo l’impatto ambientale e aumentando le percentuali dei materiali recuperati dal 60% a oltre il 90%.

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Le attività di riciclo e riuso saranno sviluppate in collaborazione con aziende partner, tra le quali Enel X. Il secondo progetto riguarda lo sviluppo di un nuovo impianto di produzione delle celle basata sulla tecnologia di terza e quarta generazione, che consentono ricariche più rapide, autonomia e sicurezza maggiori. Queste saranno poi destinate al nuovo reparto di assemblaggio batterie di Soave e a quello di Cremona da utilizzare in applicazioni automotive, Material Handling e di reserve power. Il terzo progetto è relativo allo sviluppo dell’elettronica di gestione delle batterie che, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale, permetterà di allungarne la vita. Le batterie saranno dotate anche di sistemi IoT per facilitarne l’uso da parte dei clienti finali. Il piano di realizzazione del nuovo impianto, della durata complessiva di sette anni, rappresenta un’irripetibile occasione per l’azienda e per l’intero comparto italiano ed europeo per ricavarsi un ruolo da protagonista nel settore della tecnologia di accumulo agli ioni di litio e per sviluppare, anche in Europa, l’intera filiera tecnologica che ruota intorno a questa tecnologia così strategica. “Siamo entusiasti ed orgogliosi di poter fornire, anche grazie a questo progetto, il nostro contributo per lo sviluppo della filiera tecnologica del litio in Europa”, sottolinea il presidente Filippo Girardi – e di poter continuare a perseguire i nostri obiettivi di innovazione e sostenibilità ambientale nel comparto delle batterie. Ringraziamo il Ministero dello Sviluppo Economico per averci supportato in tutte le fasi del progetto e la Commissione Europea per l’opportunità di crescita che ha offerto alla nostra società con l’approvazione del nostro progetto, avendolo ritenuto degno e utile allo sviluppo dell’intera comunità europea”.


NOTIZIE WIRTGEN

Una base solida per la zona industriale La stabilizzazione delle terre è un procedimento particolarmente economico e rispettoso delle risorse quando si stratta di migliorare la portanza e la qualità della terra e di prepararla per i progetti di edilizia del soprassuolo e del sottosuolo. Per migliorare durevolmente le caratteristiche della terra, è di norma necessario un treno di macchine. A seconda dell’applicazione, questo è composto da una macchina dalle stabilizzatrici Wirtgen. Sono state impiegate stabilizzatrici come la WR 250 che con 766 CV, una larghezza operativa di 2,4 m e una profondità operativa di 560 mm è particolarmente adatta ai lavori sulle grandi superfici. La WR 250 è infatti in grado di garantire una resa giornaliera da 6.000 a 12.000 m². È stata impiegata anche spandilegante, una stabilizzatrice semiportata o una stabilizzatrice semovente, una motolivellatrice e un rullo per la compattazione delle terre. Per preparare il terreno di oltre 80.000 m² per l’edificazione, i lavori di movimento terra prevedevano un rilevamento dell’area fino a 10 m. Nel quadro di questo intervento, centinaia di migliaia di metri cubi di terra sono stati stabilizzati e compattati strato dopo strato. Quale legante per la terra scarsamente portante è stata scelta una miscela di calce e cemento nella misura di 10 kg/m². Mentre la calce migliora le caratteristiche di stesa e costipabilità della terra umida e legante, il cemento ne incrementa durevolmente la portanza, la resistenza al gelo e all’acqua e la stabilità di volume. In primo luogo, le macchine spandilegante Streumaster – partner di sistema del Wirtgen Group – hanno spanto la miscela legante con precisione. L’incorporazione omogenea del legante è stata curata

una stabilizzatrice semiportata WS 250, chiamata anche fresa semiportata o fresa stabilizzatrice. Contrariamente alle macchine semoventi della serie WR, per miscelare il terreno con una larghezza operativa di 2,5 m e con una profondità fino a 500 mm la WS 250 ha bisogno di una motrice – rappresentata in questo caso un trattore John Deere 8R 370 della nuova serie 8R. In brevissimo tempo, la WS 250 è stata fissata al trattore grazie all’attacco a tre punti standardizzato ed è stata immediatamente pronta a intervenire.

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Nel complesso, le stabilizzatrici e le frese semiportate Wirtgen, con i loro potenti rotori di fresatura e miscelazione, hanno incorporato il legante nella terra con una profondità di 40 cm – strato dopo strato, hanno creato la miscela di legante e terra omogenea e pregiata che era stata richiesta. Per il successivo costipamento, l’impresa esecutrice si è affidata ai potenti rulli monotamburo Hamm della serie H. Le eccellenti doti da fuoristrada dei rulli monotamburo sono dovute al giunto articolato a pendolo a tre punti, che, unitamente al grande angolo d’inclinazione anteriore e posteriore, garantisce la grande manovrabilità e stabilità dei rulli. Dato che il costipamento delle terre leganti è maggiormente efficace ricorrendo ai rulli monotamburo con tamburi a piede di montone, il ruolo da protagonista è spettato inizialmente a un H 13i P. Con il suo piede di montone trapezoidale sul tamburo, il rullo ha lasciato delle profonde impressioni sulla terra, che, grazie alla superficie aumentata, ha potuto asciugarsi meglio. I rulli monotamburo della serie H, questa volta con tamburo liscio, sono intervenuti nuovamente dopo che la motolivellatrici avevano profilato la terra. In tal modo hanno effettuato il costipamento finale della terra stabilizzata e le hanno conferito la sua rigidezza finale.


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Non esistono buone o cattive condizioni di lavoro, ma solo buone o cattive attrezzature

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NOTIZIE FPT INDUSTRIAL

La sinergia con MADE Com’è fatta l’industria 4.0? Dove e come si possono utilizzare le sue tecnologie? A queste e a moltissime altre domande risponde MADE, Competence Center Industria 4.0 con sede a Milano in via Durando 10, alla Bovisa. Nato dalla sinergia di 48 partner, tra i quali FPT Industrial, e da un investimento di 22 milioni di euro, si tratta di uno spazio dedicato alle PMI manifatturiere per accompagnarle nel percorso di trasformazione digitale attraverso attività di formazione ad hoc mirate a trasferire e implementare le soluzioni tecnologiche mediante progetti concreti. All’interno della propria Fabbrica Didattica di 2.500 m2 realizzata anche con il supporto del Ministero per lo Sviluppo Economico, MADE si propone come una piattaforma di risorse per far entrare le PMI italiane a contatto con le tecnologie 4.0, aiutarle e sostenerle lungo il percorso della transizione tecnologica. Lo spazio è suddiviso in 20 dimostratori, ciascuno dedicato a una particolare tecnologia 4.0: dalla robotica collaborativa ai big data, dalla manutenzione da remoto al gemello digitale, dall’efficienza energetica alla cyber-security industriale, dalla lean 4.0 alla manifattura additiva, dall’intelligenza artificiale all’IoT e la rete 5G. I dimostratori a loro volta sono accorpati in specifiche

aree di competenza, tutte integrate e interconnesse tra loro a formare una fabbrica ideale, digitale e sostenibile: virtual design e sviluppo nuovo prodotto; gemello digitale, «virtual commissioning», produzione snella; robotica collaborativa e sistemi intelligenti di assistenza al lavoratore; qualità 4.0, tracciamento di prodotto e «additive manufacturing»; monitoraggio e controllo smart dei processi industriali, monitoraggio e controllo energetico smart, manutenzione

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smart; «cyber security» industriale e «big data analytics». FPT Industrial, insieme alle altre 42 imprese private, quattro università e a un ente pubblico, opererà all’interno di questa Fabbrica Digitale e Sostenibile al fine di trasferire alle Piccole e Medie Imprese italiane tramite l’approccio learning factory, ovvero l’uso esperienziale di impianti reali, ma anche attraverso “proof of concept” e progetti - il proprio patrimonio di conoscenze ed esperienze nel campo dell’industria 4.0. In particolare, FPT Industrial condividerà il percorso relativo al Rapid Prototyping, con soluzioni che consentono di snellire e ottimizzare tutte le fasi di ideazione, progettazione e realizzazione di un nuovo componente o sistema, e quello inerente l’Additive Manufacturing, con soluzioni che consentono di ridurre i componenti di un manufatto complesso, rendendolo, a parità di prestazioni, più efficiente e meno costoso. I visitatori dello spazio del MADE potranno immergersi nella realtà virtuale e provare il C16 1000 di FPT Industrial e vedere il C13 in versione gas naturale inserito nell’area espositiva. I seminari e webinar organizzati dal competence center trattano numerosi temi e sul sito di MADE, www.made-cc.eu è disponibile il calendario degli eventi in programma.


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NOTIZIE DOOSAN INFRACORE

DICC produce il 200.000° escavatore Doosan Infracore ha annunciato che la sua controllata cinese, DICC (Doosan Infracore China Corporation Co., Ltd.), con sede a Yantai, Cina, ha fabbricato il suo 200.000° escavatore. L’azienda ha superato questo importante traguardo a 26 anni dal suo arrivo in Cina, nell’ottobre 1994. Per celebrare degnamente il risultato, Doosan Infracore China ha invitato dipendenti, concessionari e clienti presso lo stabilimento di Yantai per la cerimonia di consegna. L’evento, trasmesso in diretta online, ha visto la consegna formale della macchina al suo acquirente. Doosan Infracore ha completato il suo stabilimento cinese a Yantai nel 1996, tagliando il traguardo dei primi 5.000 escavatori prodotti nel 2001, sulla scia della rapida crescita della richiesta di mercato per queste macchine in Cina. Ha poi raggiunto il record delle

10.000 unità a metà anni 2000, attestandosi su una produzione annuale di oltre 20.000 unità nel 2010. Doosan Infracore è la prima corporazione multinazionale (MNC) presente in Cina a raggiungere il traguardo delle 200.000 unità prodotte. L’azienda ha costantemente rafforzato la sua

posizione sul mercato cinese degli escavatori MNC, portando la sua quota di mercato dal 12,9% del 2015 al 22,8% del terzo trimestre del 2020. In Cina, quello degli escavatori MNC è un mercato che si distingue per il grande volume di vendite (e di profitti) a clienti grandi dimensioni.

BKT

Certificazione SQEP per il sito di Bhuj Caterpillar ha assegnato allo stabilimento BKT di Bhuj la certificazione SQEP (Supplier Quality Excellence Process) Gold, un importante riconoscimento dedicato ai fornitori che si sono

distinti nel corso dell’anno per aver raggiunto i più alti livelli di qualità e controllo dei processi. Si tratta di un grande successo per il sito produttivo di Bhuj, già fiore all’occhiello di BKT. Inaugurato

20 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

nel 2015, Bhuj, infatti, è uno degli stabilimenti più innovativi del Gruppo: un impianto produttivo autonomo e all’avanguardia sia nelle dotazioni industriali, sia nelle infrastrutture di servizio per il personale. Proprio qui vengono prodotti gli pneumatici radiali della linea EARTHMAX destinati a macchine Caterpillar. Si tratta in particolare di pneumatici studiati appositamente per favorire una migliore distribuzione dei carichi a terra di dumper, pale gommate, dozer, grader e di alcuni veicoli multiuso. Inoltre, gli pneumatici della linea EARTHMAX si caratterizzano per la loro struttura in acciaio All Steel, una garanzia di resistenza per la carcassa di questi prodotti.


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NOTIZIE FLASH BATTERY

Investimento nella sostenibilità

La quota più consistente degli ingressi in Flash Battery azienda avvenuti nel 2020 (16 addetti in più, che hanno portato il totale a oltre 60) ha riguardato le aree ricerca e sviluppo e progettazione che, insieme a marketing e progetti internazionali innovativi, sono state ulteriormente rafforzate pur in presenza delle conseguenze determinate dalla pandemia. Flash Battery - specializzata nella produzione di batterie al litio per macchine industriali e veicoli elettrici – aumenta ulteriormente, alla luce di questi ultimi ingressi, gli investimenti sulla sostenibilità di processi e prodotti. “E’ evidente – sottolinea Marco Righi, CEO di Flash Battery – che l’area della ricerca assume un valore centrale per un’azienda come la nostra, chiamata a competere in un mercato giovane e tutto orientato all’innovazione. In quest’ambito, però, vogliamo implementare gli elementi di sostenibilità che ci connotano e che appartengono a quella responsabilità sociale d’impresa che si sta consolidando come fattore

distintivo offrendo importanti riscontri anche sul versante della competitività”. Al proposito, Righi fa esplicito riferimento ai processi applicati e ai materiali impiegati nella produzione delle batterie al litio da parte di un’impresa che, poche settimane fa, ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il “Premio dei Premi” proprio per gli investimenti messi in atto nella ricerca e innovazione. “Le nostre batterie – spiega Righi – sono completamente prive di cobalto, che è tra i materiali più difficilmente riciclabili e più impattanti per l’ambiente anche nella fase di produzione. Lo sviluppo delle nuove generazioni di celle sta prendendo sempre più coscienza di questo aspetto, sul quale la nostra scelta è stata comunque netta ed è rappresentata proprio dall’adozione di chimiche al litio (LFP) completamente prive di cobalto. Abbiamo scelto di adottare la tecnologia più sicura e stabile che si possa reperire sul mercato, giungendo a risultati

22 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

particolarmente importanti tanto sulla vita delle batterie (oltre 4.000 cicli di ricarica) quanto sulla sicurezza per gli utilizzatori (grazie anche alle nostre tecnologie sull’elettronica di controllo e sul sistema di bilanciamento) e nei processi di riciclo”. I risultati di Flash Battery dimostrano, in sostanza, che le più alte prestazioni sono compatibili con processi produttivi e il ricorso a prodotti a basso impatto ambientale. Osserva Marco Righi: “Per questo è necessario un continuo investimento in ricerca sui materiali e in competenze ben orientate all’efficienza e alla sostenibilità, consapevoli che il lavoro sulle energie alternative e sostenibili è un percorso ampio e complesso e non si limita alla sostituzione di una fonte. Nel Marzo 2021 è attesa l’entrata in vigore il nuovo Regolamento europeo sulle batterie relativo alla sostenibilità e allo smaltimento di questi prodotti, per il quale già aderiamo al Consorzio Nazionale Cobat; da parte nostra, però, siamo convinti che le norme vadano sempre anticipate da scelte e comportamenti che prevengano le criticità possibili sulle quali intervengono i regolamenti. Anche per questo siamo a maggior ragione soddisfatti dell’apprezzamento e dei riscontri commerciali ottenuti sul mercato interno e su quelli esteri, così come dei riconoscimenti ottenuti in queste settimane sia nell’ambito del premio ‹Imprese per l’innovazione› (evento organizzato da Confindustria in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai e il sostegno di BNP Paribas e Warrant Hub), che per l’inserimento di Flash Battery nella graduatoria delle imprese italiane ‹Campioni di crescita› tra il 2016 e il 2019 curata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza”.


NOTIZIE IVECO

Un pioneristico assistente vocale

IVECO, costruttore globale di autobus e veicoli commerciali di gamma leggera, media e pesante, apre la strada ai servizi vocali in Europa utilizzando le capacità serverless e di apprendimento automatico di AWS e Amazon Alexa per ottimizzare l’esperienza degli autisti. Questo innovativo servizio offre a chi guida un veicolo IVECO la possibilità di usare semplicemente la propria voce per gestire la pianificazione degli itinerari, verificare la necessità di

manutenzione e lo stato del mezzo e richiedere suggerimenti sullo stile di guida. Il servizio permette anche di azionare i comandi della cabina, consentendo agli autisti di rimanere concentrati sulla strada e aumentando così il livello di sicurezza. Inoltre, aiuta gli autisti a rimanere in contatto con il resto della comunità IVECO. Il nuovo servizio, progettato dal Digital Team di IVECO con il supporto di AWS Professional Services, è stato realizzato ispirandosi

alla metodologia di innovazione “Working Backwards” (lavorare a ritroso) di Amazon, insegnata nell’ambito del Digital Innovation Program di AWS. Oltre a ciò, utilizza le tecnologie serverless, di riconoscimento vocale, apprendimento automatico e sicurezza di AWS. “Siamo davvero entusiasti di questo nuovo servizio, destinato a definire un nuovo standard nell’industria automotive”, afferma Fabrizio Conicella, Digital Lead presso IVECO. “Sfruttando l’ampiezza del portfolio di AWS, IVECO è stata in grado di innovare e fornire in tempi record un nuovo servizio che modifica radicalmente il modo in cui gli autisti si interfacciano con i veicoli e il resto della comunità. Il nuovo servizio ad attivazione vocale di IVECO consolida la strategia digitale adottata dall’azienda, con l’obiettivo di offrire agli autisti la possibilità di svolgere le proprie mansioni in maniera del tutto nuova e interattiva, aumentando nel contempo il livello di sicurezza e comfort”.

Nuovi IVECO S-Way acquistati da GSR IVECO ha effettuato la consegna di 11 IVECO S-Way a GSR, azienda ligure che si occupa di trasporto container, gestendo l’operatività di circa 90 mezzi. La sua attività prevalente si concentra attorno ai porti di Genova, La Spezia e da quest’anno anche Vado Ligure, dai quali le merci vengono movimentate sul territorio nazionale e internazionale attraverso rimorchi estensibili in grado di trasportare diverse tipologie di container, tra i quali i reefer allacciati e quelli in regime ADR. I veicoli sono dieci IVECO S-Way trattori AS440S51 TP e una motrice AS260S51 FS CM e vanno a implementare una flotta interamente a marchio IVECO, che l’azienda ha costituito in 50 anni di esperienza nel settore dei trasporti, sotto la guida di Giuseppe Stigliano, oggi affiancato dal figlio Riccardo, socio e responsabile per l’area direttiva e commerciale. Affiancato nel suo acquisto dalla concessionaria di riferimento di zona, la Liguria Diesel, che lo supporterà anche per tutte le attività di assistenza post vendita, il cliente ha scelto per i pesanti stradali il colore blu che da sempre contraddistingue la flotta aziendale. I veicoli propongono una motorizzazione Cursor 13 che eroga 510 cv di potenza, e introducono elementi di innovazione e tecnologia che lo rendono il partner ideale anche per le missioni più impegnative.

24 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


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NOTIZIE MECALAC

Evoluzione della trasmissione Gli escavatori skid cingolati Mecalac 6MCR, 8MCR e 10MCR sono ora equipaggiati di serie con il sistema 2Speed Control” per la gestione della velocità di traslazione. Questa nuova funzione permette di fissare una velocità di traslazione massima, dalla velocità più lenta alla più rapida, indipendentemente dal regime motore. Per il comfort degli operatori questa trasmissione agisce come un limitatore. Sono disponibili 20 livelli di velocità. Lo “Speed Control” facilita la guida nel caso di lavori di precisione e

a velocità molto bassa come, ad esempio, lo sfalcio o la fresatura. Tale limitazione libera l’operatore dal compito di controllare la velocità, a vantaggio di una maggiore concentrazione sul suo

lavoro e una migliore sicurezza. Questa evoluzione si inquadra nell’orientamento del costruttore verso la semplificazione a favore degli utilizzatori senza compromessi sulle prestazioni.

SCANIA

Logistica Sepe Group riconferma la propria fiducia “Continuare a investire per crescere”: è questo l’obiettivo di Logistica Sepe Group, azienda con sede a Napoli e con ampia esperienza nella logistica integrata. L’azienda, fondata a Napoli negli anni Settanta, ha messo in atto uno sviluppo costante acquisendo sempre maggiore esperienza, prima nel campo delle spedizioni conto terzi, per poi espandere le proprie competenze ai trasporti su ruota e alla logistica integrata. L’azienda vanta oggi cinque sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, la principale a Napoli, le altre a Catania, Palermo, Parma e Milano. Tra gli obiettivi di Logistica Sepe Group c’è quello di “consolidare il proprio posizionamento quale realtà che ha a cuore progetti che perseguono la riduzione delle emissioni inquinanti, optando per scelte aziendali che puntano a diminuirne l’impatto ambientale, nella consapevolezza che la salvaguardia e la preservazione

dell’ecosistema non possono prescindere da una costante riduzione dell’impatto ambientale, insieme a un impiego ottimizzato delle risorse energetiche”. Proprio per questo motivo, Logistica Sepe Group ha messo in atto un processo di rinnovamento costante del proprio parco circolante che prosegue anno dopo anno. L’azienda si è affidata ancora una volta a Scania e alla concessionaria Diesel Tecnica per l’acquisto di 15 veicoli di nuova generazione, in particolare veicoli R 500 e R 520. “Vogliamo continuare a crescere nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, così da proseguire nell’intento di offrire ai nostri clienti un servizio di alta qualità, sempre puntuale ed effettuato con mezzi di ultima generazione, in grado di garantire il perfetto mantenimento della catena del freddo durante tutto il trasporto”, ha evidenziato Paolo Sepe, titolare di Logistica Sepe Group.

26 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

“I nostri clienti, in particolare aziende che operano nel settore alimentare e della grande distribuzione, dimostrano sempre grande attenzione nei confronti dell’impatto dei trasporti su clima e ambiente. I veicoli Scania, in tal senso, ci consentono di dare una risposta concreta alla crescente richiesta di veicoli sempre maggiormente sostenibili e sicuri”. “Con Logistica Sepe Group abbiamo stretto un’importante collaborazione che prosegue anno dopo anno”, ha evidenziato Daniel Dusatti, direttore vendite di Italscania. “La rinnovata fiducia nei confronti del marchio Scania è per noi motivo di grande orgoglio. Ci auguriamo che la consegna di questi veicoli consenta a Logistica Sepe Group di fare un passo in più nel percorso di crescita e innovazione continua che l’azienda ha messo in atto negli ultimi anni”.


NOTIZIE TREVI BENNE

“Well done in Italy!” Del (complicato e tormentato) 2020 è importante e necessario ricordare ogni piccola - o grande - soddisfazione, perché in molti ambiti il periodo che stiamo vivendo è pregno di complicazioni e ostacoli. In mezzo a tutto ciò, quindi, un riconoscimento come il “Well Done in Italy Award 2020” - premio internazionale conferito a Las Vegas in occasione della manifestazione fieristica Conexpo 2020 per il livello di internazionalizzazione aziendale e per la qualità dei prodotti esportati dalle aziende italiane - è fonte di grande soddisfazione e orgoglio e un vanto per l’intero sistema produttivo nazionale.

Chi può vantarsi di averlo ottenuto è Trevi Benne, società di Noventa Vicentina che da 25 anni è un punto di riferimento nel settore delle tecnologie e delle attrezzature per macchine movimento terra e che oggi propone sul mercato internazionale soluzioni per la demolizione, la

movimentazione e il riciclaggio, nonché benne da scavo e carico, attacchi rapidi e applicazioni speciali, oltre a una linea dedicata al settore forestale. Il premio “Well done in Italy” (nella foto, mostrato con orgoglio da Christian Tadiotto, Marketing Manager di Trevi Benne) si rivolge quindi alle aziende, attività, industrie, associazioni e professionisti che non solo producono “cose belle”, ma... “ben fatte e in Italia”. Qualità e valori che, fortunatamente, continuano a essere sempre più ricercati dagli operatori stranieri, che privilegiano sempre di più il #welldoneinitaly.

LEISTER

Con Tecnomanto per la M4 di Milano Per la nuova linea metropolitana M4 di Milano al centro della scena c’è Tecnomanto, dal 1984 specializzata nell’impermeabilizzazione di fabbricati, viadotti, gallerie, bacini idrici e coibentazioni termoacustiche. Per impermeabilizzare l’intera linea l’azienda ha utilizzato un insieme di soluzioni efficienti: membrane impermeabilizzanti in PVC e TPO, macchinari Leister per la saldatura e l’innovativo sistema vacuum, utilizzato soprattutto in aree con forte presenza di acque di falda, come nel caso del cantiere della M4 presso il quartiere Ronchetto. Per quanto riguarda Leister, sono state utilizzate in particolare le saldatrici TWINNY a doppia pista per tutte le saldature del primo strato in PVC. Sempre con TWINNY si sono realizzati i rettangoli di 100 m2 dei compartimenti. Per la saldatura del perimetro dei compartimenti allo strato sottostante (dove non sarebbe tecnicamente possibile

realizzare saldatura a doppia pista) è stato invece utilizzato TRIAC DRIVE. I saldatori manuali TRIAC sono usati per i dettagli finali. Senza dimenticare l’importanza degli accessori. Uno su tutti? La cianfrinatrice per giunti a “T”, che permette di preparare i manti

28 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

e abbassare lo spessore dei giunti, operazione fondamentale in questo processo. Leister, dunque, è un partner ideale per il posatore potendo coprire tutte le esigenze di saldatura grazie alla completezza della propria gamma di saldatrici e accessori.


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NOTIZIE TEAMSYSTEM CONSTRUCTION & LOGICAL SOFT

Insieme per il Superbonus 110% Il superbonus 110% introdotto dal Decreto Rilancio prevede una detrazione fiscale del 110% sulle spese documentate e a carico del contribuente per interventi di miglioramento energetico e antisismici. Questa maxi agevolazione fiscale stabilisce che una volta eseguiti i lavori si possa avere la detrazione fiscale applicabile nella dichiarazione dei redditi che è pari alla somma investita per i lavori sull’immobile più il 10% distribuita nei 5 anni successivi al sostenimento delle spese. In alternativa alla fruizione

di gestire tutte le pratiche e gli interventi necessari. TERMOLOG SUPERBONUS è il software di riqualificazione energetica che permette di verificare l’accesso ai bonus fiscali e gestire tutte le pratiche ENEA. Il software suggerisce i bonus fiscali disponibili tra Bonus Casa, Ecobonus, Bonus Facciate e Superbonus: mostra l’incentivo che si può ottenere, quanto investire prima di raggiungere il tetto di spesa e la detrazione massima ammissibile. Le sue procedure automatiche rendono più efficienti tutte le fasi

della detrazione, in dichiarazione dei redditi è possibile scegliere la cessione della detrazione a terzi come banche e società finanziarie. Per supportare tutti gli operatori interessati alla gestione degli adempimenti tecnici ed amministrativi dei bonus fiscali legati all’efficientamento energetico e alla ristrutturazione degli edifici, TeamSystem Construction ha attivato una partnership con Logical Soft che permette ai suoi clienti di poter utilizzare una soluzione come TERMOLOG SUPERBONUS che si integra perfettamente con i software CPM e Computi in Cloud e permette

di progetto: la raccolta dei dati con la App gratuita TERMOTAB; la costruzione del modello energetico; l’inserimento rapido ed accurato di impianti e ponti termici; la preparazione dell’APE convenzionale, indispensabile per dimostrare il salto di due classi energetiche; la valutazione rapida tra più scenari di intervento; l’APE per il catasto energetico e infine tutte le relazioni utili per le pratiche Superbonus. TS Construction Project Management (CPM) offre a tutti gli operatori che operano nel settore costruzioni, impianti e progettazione

30 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

uno strumento software evoluto e flessibile per generare preventivi, gestire i costi di commessa, pianificare e programmare i lavori e supportare la direzione lavori e la gestione del cantiere, il tutto già pronto per l’avvento del BIM. Computi in Cloud è la nuovissima piattaforma in cloud che funziona come software di preventivazione per creare progetti e per condividerli con tutti gli interlocutori coinvolti. Computi in Cloud è pensato per aiutarti a realizzare velocemente uno o più computi metrici per una commessa o progetto, indipendentemente dalla tipologia di lavoro, che si tratti di nuove abitazioni, lavori commerciali leggeri, ristrutturazioni o lavori di manutenzione come quelli compresi nel Superbonus 110%. TERMOLOG SUPERBONUS è completamente integrato con Computi in Cloud e TeamSystem CPM: è possibile associare direttamente le voci di prezzario ed esportare il computo metrico realizzando più preventivi in poco tempo. Grazie alla condivisione cloud dei prezziari, i preventivi e computi metrici possono essere creati direttamente da TERMOLOG risparmiando tempo e realizzando un lavoro qualitativamente migliore. TERMOLOG SUPERBONUS completa quindi l’offerta unica e integrata di software e servizi che TeamSystem Construction mette in campo per aiutare i professionisti del mondo delle costruzioni a cogliere le opportunità offerte dal Superbonus 100%. Dalla progettazione alla direzione lavori, dalla gestione documentale alle pratiche ENEA fino ai servizi finanziari, l’ecosistema TeamSystem Construction che permette di velocizzare il lavoro del professionista e dell’impresa e di poter realizzare progetti più precisi e in minor tempo.


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ATTUALITA’ Congiuntura delle costruzioni

RIPARTIRE DAL “FONDO”

Un 2020 di contrazione dovuto fondamentalmente alla pandemia, un 2021 che si preannuncia in ripresa e la grande occasione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa che non va sprecata, facendo presto e bene i necessari progetti. Questa la sintesi della congiuntura economica per il settore costruzioni di Mirko Brusamolino

L

a crisi determinata dall’emergenza sanitaria ha investito l’economia italiana in una fase caratterizzata già da una prolungata debolezza del nostro sistema economico. Dopo la graduale accelerazione del triennio 2015-2017, la ripresa del Prodotto Interno Lordo italiano dalla grave crisi economica del 2008 si era, infatti, molto affievolita, lasciando il passo a un andamento pressoché stagnante delle attività nazionali. Questo è quello che emerge dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, presentato recentemente dall’ANCE, che offre una panoramica dell’andamento del settore e di tutti i suoi comparti, focalizzandosi sui dati 2020 e sulla crisi pandemica, e una previsione del 2021

32 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

in vista dell’ottenimento del nuovo fondo europeo Next Generation EU, che ha l’intento di traghettare i Paesi europei fuori dalla grave crisi globale iniziata lo scorso anno. Una dura risalita Nel 2019 il Pil italiano era cresciuto di appena lo 0,3%, non riuscendo ancora - a differenza di molti altri Paesi europei - a recuperare i livelli pre-crisi del 2007, come ad esempio la Francia e la Germania, cresciute rispettivamente dell’11,6 e del 15,2%. Con lo scoppio della pandemia tutto è cambiato. Il primo semestre 2020 si è chiuso con una significativa contrazione del Pil italiano dell’11,8% e dopo i mesi più neri del lockdown lo scenario macroeconomico che si stava deli-


neando sembrava preludere a una ripresa più ampia, con il terzo trimestre del 2020 che aveva registrato un’attività economica oltre le attese e che sembrava dare avvio a un percorso di risalita. Tuttavia, i mesi di ottobre e novembre hanno radicalmente cambiato lo scenario economico a causa dell’inizio della seconda ondata epidemica, che ha indotto le autorità nazionali a nuovi provvedimenti restrittivi. Tutto ciò ha creato i presupposti per una ripresa molto più difficoltosa e incerta. Le recenti previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) indicano per questo 2021 una debole crescita del Pil italiano del 3%, dopo una consistente caduta del 9,2% registrata lo scorso anno. Per il settore delle costruzioni, in particolare, la pandemia ha bloccato i timidi segnali di ripresa a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, dopo il colpo subito dalla crisi economica del 2008 che ha causato un ampio divario dei livelli produttivi (-35%) rispetto a 12 anni fa. La stima formulata dall’ANCE è di una significativa flessione degli investimenti in costruzioni del 10,1% rispetto all’anno precedente, in linea con la previsione tendenziale formulata già ad aprile 2020. Il 2020 delle costruzioni Numeri alla mano, l’indice Istat della produzione nelle costruzioni evidenzia nei primi 11 mesi dello scorso anno una diminuzione del 8,9%. Questo andamento risente dei forti cali registrati nei mesi del lockdown (-35,5% di marzo e -68,9% di aprile) recuperati gradualmente con l’allentamento delle misure adottate per contenere la pandemia, che ha indotto un rimbalzo della produzione a partire dai mesi estivi, tuttavia, non ancora sufficiente a riportare dei segni positivi per i livelli settoriali. Anche i conti economici trimestrali elaborati dall’Istat per gli investimenti in costruzioni indicano nel terzo trimestre del 2020 un aumento del 4,8%, se confrontati con il terzo trimestre del 2019. D’altro canto, la forte crescita registrata nei mesi estivi non ha comunque compensato le perdite subite nei due trimestri precedenti: -27,1% nel secondo trimestre e -7,3% nel primo trimestre.

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI - SERIE STORICA 2020

2019

Milioni di euro

2020

2021

Variazioni % in quantità

COSTRUZIONI

118.354

2,2%

-10,1%

8,6%

ABITAZIONI

58.510

2,8%

-10,5%

11,3%

- nuove

15.220

5,4%

-12,5%

3,5%

- manutenzione straordinaria

43.290

0,8%

-9,8%

14,0%

NON RESIDENZIALI

59.845

1,7%

-9,6%

6,0%

- private

37.170

1,1%

-13,5%

5,0%

- pubbliche

22.674

2,9%

-2,5%

7,7%

Fonte: elaborazione e stime Ance su dati Istat

I COMPARTI 1/I NUMERI DEL 2020 Il calo del -10,1% dei livelli produttivi osservato nel 2020 per il settore delle costruzioni nel suo complesso coinvolge tutti i comparti, con intensità diverse. La stima ANCE per il comparto degli investimenti in nuove abitazioni è di una flessione del 12,5% rispetto al 2019, una diminuzione che interrompe un andamento positivo iniziato nel 2017. Gli investimenti di riqualificazioni del patrimonio abitativo, giunti a rappresentare circa il 37% del valore degli investimenti in costruzioni - che in questi anni di crisi avevano sostenuto il mercato - registrano un primo segno negativo con un -9,8%. Su tale risultato incide, oltre l’emergenza sanitaria, anche lo stato di attesa da parte di tutti gli operatori per l’effettivo decollo degli interventi legati al Superbonus 110%. Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali segnano un significativo calo del 13,5% nel 2020, che inverte una dinamica positiva in atto dal 2016. Questa stima risente del difficile contesto economico che incide sensibilmente sui livelli produttivi del comparto non residenziale privato, il più legato agli andamenti dei diversi settori di attività economica. Il Pil, infatti, secondo le recenti stime del FMI nel 2020 ha subito una contrazione del 9,2% rispetto al 2019. Per gli investimenti in costruzioni non residenziali pubbliche si stima nel 2020 ancora una flessione del 2,5% in quantità. Tale stima tiene conto della contrazione dei livelli produttivi sia per le iniziative in corso che per l’avvio dei nuovi lavori a seguito dell’emergenza sanitaria. A ciò si sommano le conseguenze dell’emergenza sull’operatività degli enti pubblici e la distribuzione di risorse a favore di spese destinate alla gestione della crisi epidemiologica.

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI PER COMPARTO

19,2%

12,9% Nuove abitazioni

2020 31,4%

Manutenzioni straord. residenziale

36,5%

Costruzioni non residenziali private Costruzioni non residenziali pubbliche

Fonte: Ance

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 33


ATTUALITA’ ANDAMENTO DELLA SPESA CORRENTE E IN CONTO CAPITALE DEI COMUNI ITALIANI periodo 2008-2020 (n.i. 2008=100) 120 110

forza lavoro e il know-how acquisito nel tempo, così da poter tempestivamente riprendere e sostenere la produzione con il graduale allentamento delle restrizioni e il miglioramento del contesto economico.

100 90 80 70

2020/2008

+10%

2020/2008

-47%

60 50 40 2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Spese in conto capitale

Spese correnti

Fonte: elaborazione Ance su dati SIOPE

Gli investimenti in costruzioni, infatti, nei primi nove mesi del 2020 registrano una decisa contrazione del 9,8%, a seguito di un andamento di finanziamenti erogati per nuovi investimenti in costruzioni tra il 2007 e il 2017 in calo di circa il 70%. Anche i dati Istat relativi ai permessi di costruzione riferiti all’edilizia residenziale e non - che possono considerarsi un indicatore della produzione futura - manifestano nel primo semestre 2020 una significativa flessione del 13,6% relativamente al numero di nuove abitazioni concesse e del

-39,3% per i permessi riferiti all’edilizia non residenziale, interrompendo una dinamica positiva in atto dal 2015. Con riferimento all’occupazione nel settore delle costruzioni, i dati elaborati dalle Cnce su 114 casse edili nei primi 11 mesi del 2020 denotano una diminuzione del 10,5% del numero di ore lavorate a fronte di un lieve incremento del numero dei lavoratori iscritti (+2,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le imprese, pertanto, nonostante la crisi epidemica hanno mostrato capacità di mantenere la propria

Cambio di rotta? Durante l’estate 2020 si è respirata un’aria di ottimismo, ma il riacutizzarsi della seconda ondata epidemiologica, in atto da ottobre, ha indebolito nuovamente i segni degli indicatori economici condizionando le prospettive future. Il 2021 per il settore delle costruzioni sarà presumibilmente caratterizzato da un rimbalzo positivo rispetto al 2020, che potrebbe segnare un cambio di rotta molto importante qualora si riuscissero a concretizzare e a cogliere pienamente alcune importanti opportunità presenti sul mercato. Prima tra tutte il Superbonus 110%, che in questi ultimi mesi ha diffuso grande entusiasmo, sia sulle famiglie proprietarie di immobili che sulle imprese, che si stanno attrezzando per far fronte a una domanda potenziale molto promettente. I risultati di un’indagine condotta dall’ANCE nel mese di novembre 2020 presso le imprese associate, in tal

I COMPARTI 2/LE PREVISIONI PER IL 2021 Andando ad analizzare i singoli compar-

POSSIBILI EFFETTI ECONOMICI DEL SOPERBONUS 110%

ti, la stima di crescita degli investimenti in manutenzione straordinaria dello

 L a spesa aggiuntiva di 6 miliardi di euro nel settore delle costruzioni genererebbe un effetto totale sull’economia di 21 miliardi

stock abitativo è di un significativo aumento del 14% rispetto al 2020. Questa

 I n termini di occupazione, si avrebbe un incremento di circa 64mila posti di lavoro nelle costruzioni

previsione tiene conto dell’impatto sui livelli produttivi dell’avvio dei primi interventi con l’utilizzo del bonus fiscale

 Considerando anche i settori collegati alle costruzioni, l’aumento potrebbe superare le 97mila unità

del 110% in vigore da luglio 2020. Con riferimento agli investimenti nella nuova edilizia abitativa, la previsione è di

vamente lasciato alle spalle l’emergen-

bandi di gara per lavori pubblici ne-

un rialzo molto contenuto dei livelli pro-

za sanitaria. In merito al comparto del-

gli ultimi anni, la quale dovrebbe pro-

duttivi del 3,5% rispetto al 2020. La pre-

le opere pubbliche la stima ANCE per il

durre secondo il modello previsiona-

visione per il non residenziale privato è

2021 è di un aumento del 7,7% in con-

le dell’ANCE, effetti positivi crescenti

di un aumento dei livelli produttivi del

fronto al 2020. Tale dinamica è il risul-

sui livelli produttivi; le misure accele-

5%, crescita che sarebbe potuta essere

tato di diversi fattori, tra cui: le misure

ratorie previste nel DL Semplificazioni

più significativa - anche in considera-

di sostegno agli investimenti pubblici

(DL 76/2020) e del Decreto Legge

zione della dinamica positiva dei per-

previste nelle ultime Leggi di bilancio;

Sblocca Cantieri (DL 32/2019); i pri-

messi a costruire degli anni 2015-2019

lo sblocco di alcuni interventi infrastrut-

mi effetti, concentrati nell’ultima parte

- se accompagnata da un contesto eco-

turali e la prosecuzione di alcuni can-

dell’anno, derivanti dalle risorse euro-

nomico generale che si fosse definiti-

tieri in corso; la positiva dinamica dei

pee del Next Generation EU.

34 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


O IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI TORNA A ESSERE CENTRALE NELLO SVILUPPO DEL PAESE OPPURE GLI OBIETTIVI DI SPESA DEI FONDI DEL RECOVERY PLAN FALLIRANNO E SOLO LA METÀ DEI FONDI SARÀ UTILIZZATA

minata dalla pandemia da Covid-19 e avviare una crescita sostenibile e digitale del Paese. Sotto il profilo contabile, il Piano prevede risorse per interventi aggiuntivi pari a 122,4 miliardi, di cui 68,9 miliardi di sovvenzioni e 53,5 miliardi di prestiti. I restanti 87,5 miliardi di prestiti andranno a finanziare investimenti già previsti, ovvero a coprire quote di indebitamento già inserite nel quadro tendenziale di finanza pubblica. Grazie al finanziamento anticipato di 21,2 miliardi di euro, del Fondo Sviluppo e coesione 20212027 da utilizzare entro il 2026, le risorse del Recovery Fund da programmare nel PNRR arrivano a 224 miliardi di euro, di cui 145,2 miliardi relativi a nuovi progetti, 65,7 miliardi destinati a progetti in essere e 13 miliardi relativi al programma REACT-EU. Il settore delle costruzioni è centrale nella realizzazione del Piano ed è coinvolto in tutte le sei Missioni previste dal PNRR, dalla digitalizzazione del Paese alla transizione ecologica, dalle infrastrutture per una mobilità sostenibile agli interventi per la coesione territoriale e l’inclusione sociale, dalla sanità all’istruzione e ricerca.

RISORSE EUROPEE E NAZIONALI NEXT GENERATION EU 224 miliardi di €

PERIODO DI SPESA 2021-2026

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 50% 114 miliardi

FONDI STRUTTURALI 82 miliardi di €

PERIODO DI SPESA 2021-2030

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 30% 24/25 miliardi

∼ 50% Europa ∼ 50% Italia FONDO SVILUPPO E COESIONE 28,8 miliardi di € (*)

PERIODO DI SPESA 2021-2030 (Fine indicativa. Non vi sono vincoli)

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 35% 10 miliardi

100% Italia FONDO LEGGE BILANCIO 2021 - 53 miliardi di € +8 miliardi Articolato

100% Italia

PERIODO DI SPESA 2021-2035 (Fine indicativa. Non vi sono vincoli)

TOTALE : circa 175 miliardi di €

100% Europa

TOTALE : circa 400 miliardi di €

Il piano di rinascita Ai fini dell’ottenimento di questi fondi, il 12 gennaio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri una proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ora all’esame del Parlamento. La proposta di PNRR ha il compito di delineare gli investimenti e le riforme in grado di traghettare l’economia italiana fuori dalla crisi finanziaria deter-

GABRIELE BUIA

PRESIDENTE ANCE

senso, confermano che il tessuto imprenditoriale operante nel settore ha delle aspettative molto elevate circa le potenzialità della misura. Un’altra importante opportunità per il futuro del settore delle costruzioni, che potrà produrre i primi effetti sui livelli produttivi nell’ultima parte dell’anno in corso, è il piano Next Generation EU (conosciuto come Recovery Fund), suddiviso in sette diversi programmi atti a destinare investimenti e riforme in grado di accrescere il potenziale produttivo del Paese. Attraverso il Recovery Fund, l’Europa mette a disposizione dell’Italia una quantità di risorse pari a 209 miliardi di euro, di cui 81,4 di sovvenzioni a fondo perduto e 127,6 miliardi di prestiti. Il programma principale che assorbe il 94% delle risorse è il Dispositivo Europeo di Ripresa e Resilienza (RRF), che prevede per l’Italia 196,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 127,6 miliardi di prestiti. Sulla base di tali opportunità economiche l’ANCE prevede per il mercato italiano del 2021 un rimbalzo dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dal comparto del recupero abitativo e da una graduale ripresa dell’attività, sia del comparto non residenziale privato che di quello pubblico. La crescita del settore delle costruzioni, grazie agli effetti moltiplicativi degli investimenti realizzati, genererebbe un effetto totale sull’economia di circa 36 miliardi di euro, circa due punti percentuali di Pil. A ciò si aggiungano anche gli importanti effetti sull’occupazione, con un incremento di circa 110.000 posti di lavoro nelle costruzioni. Considerando anche i settori collegati ad esso, l’aumento raggiungerebbe quasi le 166.000 unità.

INFRASTRUTTURE E COSTRUZIONI CIRCA 35% 18 miliardi +8 miliardi (Articolato)

(*) Al netto delle risorse (21,2 miliardi) anticipate nell’ambito del Next Generation EU

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 35


ATTUALITA’ Rispetto ai 224 miliardi programmati nell’ambito del PNRR le misure di diretto interesse per il settore delle costruzioni ammontano a 114 miliardi di euro, pari al 51% delle risorse complessive. In particolare, le risorse aggiuntive destinate a interventi edilizi ammontano a 63,4 miliardi, pari al 44% del totale.

LE RISORSE DA ALLOCARE NEL PNRR Valori in miliardi di euro e composizione %

6% Nuovi progetti 145,2 mld

29%

Progetti in essere 65,7 mld React EU 13 mld

65%

Fonte: elaborazione Ance su PNRR (12 gennaio 2021)

L’OPINIONE i ‘colli di bottiglia’ che caratterizzano il nostro Paese. A oggi il piano proposto a gennaio non è il frutto di questa combinazione tra priorità europee ed esigenze nazionali, tuttavia questi progetti offrono troppi incroci di diverse priorità. Secondo me, nella stesura proposta questo gennaio manca un po’ la definizione chiara delle priorità e quindi di una

MARCELLO MESSORI ECONOMISTA E DOCENTE DELLA LUISS

selezione dei progetti. Sulla carta il Piano Nazionale a oggi redatto prevede circa 50 iniziative, ma leggen-

“Il Piano Nazionale, nella versione che

do con attenzione il documento ed

conosciamo oggi del 12 gennaio del

entrando nel merito dei singoli pro-

2021, è il frutto di un percorso piuttosto

getti in realtà ci si accorge che sono

articolato. Questa bozza di gennaio ha

quasi 200. Troppi per un paese co-

alcuni pregi e apporta alcuni migliora-

me l’Italia con i ben noti problemi

menti rispetto a quelle precedenti, per-

di funzionamento della nostra buro-

ché è in grado di definire un po’ il pe-

crazia, di complessità delle procedu-

rimetro dei problemi che si aprono per

re e con una storia non brillante di

il nostro Paese e che potrebbero essere

capacità di spesa, che difficilmente

affrontati attraverso un uso appropria-

potrà stanziare i fondi entro la fine

to dei fondi, soprattutto quelli derivan-

del 2023 per 200 progetti e che an-

ti dal Recovery Fund. Però, a oggi, c’è

cora più inverosimilmente li potrà

uno scollamento tra l’impostazione dei

realizzare entro il 2026. Quindi dob-

problemi generali e la definizione dei

biamo scegliere pochi progetti stra-

progetti. Questo Piano Nazionale deve

tegici, ognuno di questi articolato

dare risposta alle sei grandi priorità po-

con l’insieme delle riforme e degli

ste dalla commissione europea, di cui

investimenti che devono essere l’a-

tre - innovazione digitale, transizione

nima di questi progetti e darne so-

ecologica e protezione sociale - devono

stanza. Questa volta l’Italia non può

essere combinate con quelli che sono

permettersi di sbagliare”.

36 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

Opportunità da non sprecare Queste risorse, che rappresentano un’importante opportunità di sviluppo per il Paese e per il settore, risultano suddivise nel PNRR italiano in ben 43 titoli, spesso privi di progetti pronti da realizzare che rischiano di rimanere sulla carta. L’impatto di tale programma dipenderà dalla capacità dello Stato di mettere in atto misure realmente in grado di accelerare la spesa delle risorse disponibili, di sottoscrivere dei piani d’investimento concreti e semplificare l‘uso di questi fondi. sÈ questo il grido d’allarme che il presidente di ANCE, Gabriele Buia, manda al governo nel corso della presentazione dell’Osservatorio congiunturale: “Non è una questione di risorse in Italia perché, paradossalmente, anche prima del Recovery le risorse c’erano ma restavano nei cassetti dello Stato”, afferma Buia. “Quest’incapacità di spendere si ripercuoterà sicuramente sulle risorse del Recovery Fund e se non abbiamo la possibilità di intervenire su quelle modifiche strutturali che ci chiede l’Europa, allora rischieremo veramente di non utilizzarle. Le opere infrastrutturali devono essere appaltate entro il 2023 e ultimate, rendicontate, entro il 2026. In Italia un’opera infrastrutturale superiore ai 100 milioni impiega più di 15 anni per essere realizzata e una da 1 milione di euro dai quattro ai cinque anni per essere concretizzata, tempi che sono incompatibili con le necessità di un paese come il nostro. Dobbiamo rapidamente utilizzare le risorse e farle diventare cantieri e, a oggi, abbiamo bandi e affidamenti pronti ma cantieri non aperti. O il settore delle costruzioni torna a essere centrale nello sviluppo del paese oppure gli obiettivi di spesa dei fondi del Recovery Plan falliranno e stante così la situazione solo la metà dei fondi del ■ Recovery saranno utilizzati”.


MACCHINE JCB

IL FUTURO ELETTRICO Il costruttore britannico ha lanciato un ventaglio di soluzioni a funzionamento elettrico che indica chiaramente la strada intrapresa sul mercato. Il tutto a coronamento dei suoi primi 75 anni di attività! di Ettore Zanatta

38 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


D

ella nuova versione “full electric” del miniescavatore JCB 19C-1E abbiamo già dedicato ampio spazio nell’Hands On pubblicato nel precedente numero di OnSite. Si tratta di una macchina tecnologicamente innovativa, che si sta affermando nei cantieri di tutto il mondo e basata sulle specifiche premium del modello 19C-1 a ingombro posteriore convenzionale lanciato a fine 2017. Questa variante, concepita per soddisfare la crescente domanda di macchine operatrici a zero

emissioni e a basso impatto ambientale, sostituisce il propulsore diesel standard con un motore elettrico a magneti permanenti in cui al posto delle tradizionali spazzole si trova un sensore di posizione che pilota un inverter trifase, alimentato da quattro pacchi batterie agli ioni di litio con lamina al manganese della capacità complessiva di 19,8 kWh attraverso un impianto a bassa tensione a 48V. Ma questa macchina non è l’unica novità che JCB propone in quest’ambito: il costruttore britannico, infatti, rende ora disponibile una cabina ROPS/FOPS interamente vetrata su questo modello, una prima assoluta per il segmento dei miniescavatori elettrici che aumenterà la sua attrattiva in quelle aree caratterizzate da difficili condizioni meteorologiche, non adatte alla versione “canopy”. La macchina, quindi, utilizzerà la stessa cabina dei modelli convenzionali da 1-2 t e sarà dotata di riscaldamento elettrico per disappannare i vetri e riscaldare il posto di guida. Ma queste non sono le uniche novità introdotte alla fine dello scorso anno. Facciamo una panoramica sulle principali soluzioni “elettriche” offerte da JCB.

UNA NUOVA GAMMA DI “POWER PACK” JCB ha lanciato anche una gamma di “power pack” a supporto della linea di macchine “full electric”, offrendo in tal modo una soluzione elettrica di backup a zero emissioni per i cantieri urbani e quelli non raggiunti dalla rete elettrica. I “power pack” offrono: ricarica elettrica a zero emissioni per le macchine e alimentazione di back-up; quattro o otto batterie con capacità di 23 o 46 kWhr; erogazione monofase da 8kW / 10kVA; robusto telaio impilabile da 1 m3 dotato di tasche per forche per facilitarne la movimentazione. La gamma di “power pack” JCB sarà disponibile in varianti da quattro o otto batterie agli ioni di litio senza manutenzione.

IL 19C-1E È IL PRIMO MINIESCAVATORE AL MONDO NEL SEGMENTO DELLE 2 T AD ADOTTARE UN’ALIMENTAZIONE INTEGRALMENTE ELETTRICA, MANTENENDO INTATTE LE PRESTAZIONI DELLA VERSIONE A MOTORE TERMICO MA CON TUTTI I VANTAGGI DELL’ELETTRIFICAZIONE IN TERMINI DI SILENZIOSITÀ E ASSENZA DI EMISSIONI, CONIUGATE A UN’ELEVATA AUTONOMIA gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE

IL COSTRUTTORE BRITANNICO HA LANCIATO IL SUO PRIMO LOADALL ELETTRICO, PROSEGUENDO L’AMPLIAMENTO DELLA GAMMA DI MACCHINE A ZERO EMISSIONI E-TECH

JCB VANTA UNA SOLIDA LEADERSHIP NELLE TECNOLOGIE DI COMBUSTIONE PULITA E NELLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI E ACUSTICHE

miglioramento dell’efficienza operativa; autonomia garantita per un turno di lavoro completo; ampia gamma di opzioni di ricarica, tra cui caricatore a bordo e a ricarica rapida. Il 525-60E utilizza un motore elettrico per la trasmissione e uno per il pilotaggio dell’impianto idraulico. Il motore di traslazione da 17 kW è collegato a una trasmissione a quattro ruote motrici permanenti e da questa agli assali motori sterzanti. Il motore del sistema idraulico da 22 kW alimenta una pompa a ingranaggi a ci-

PRODUTTIVITÀ E PRESTAZIONI DEL NUOVO DUMPER DA CANTIERE ELETTRICO 1TE SONO IDENTICHE AL MODELLO DIESEL CONVENZIONALE SIA IN TERMINI DI VELOCITÀ DI TRASLAZIONE CHE DI TEMPI DI RIBALTAMENTO

40 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

Il Loadall diventa “full electric” JCB ha annunciato il lancio del primo Loadall elettrico, proseguendo a pieno ritmo l’ampliamento della gamma di macchine a zero emissioni E-TECH. Dopo avere dato vita 43 anni fa al concetto di sollevatore telescopico, JCB alza oggi il sipario sul 525-60E, la prima versione “full electric” del popolare Loadall. Progettato per offrire le stesse prestazioni del modello ad alimentazione diesel tradizionale, questo modello rappresenta una valida soluzione per la movimentazione di carichi nei settori costruzioni, industriale e agricolo. Le sue caratteristiche principali includono: cabina ROPS/FOPS “fullsize”; doppi motori elettrici di traslazione e sollevamento; frenata a recupero di energia per integrare la carica della batteria; idraulica rigenerativa per un

lindrata fissa della portata massima di 80 l/min. Il flusso idraulico è proporzionale alla posizione del joystick e il finecorsa di sollevamento è controllato da una valvola di blocco elettroidraulica con rigenerazione idraulica in fase di abbassamento e recupero dello sfilo braccio. Il 525-60E offre un livello di rumore in cabina di 66,7 dB (quello esterno è di 92,2 dB). Il 525-60E adotta anche il collaudato e brevettato Load Control System JCB, che assicura una gestione ottimale e


sicura del carico. Il 525-60E presenta un raggio di sterzata esterno di 3,7 m. La capacità di sollevamento è di 2.500 kg; quella di carico alla massima altezza di sollevamento di 6 m è di 2.000 kg. Il nuovo “universal charger” JCB ha sviluppato un nuovo caricatore universale rapido, compatibile con i modelli elettrici E-TECH attuali e futuri: adatto a macchine con impianto elettrico da 48V a 96V e oltre, il JCB Universal Charger offre una soluzione di ricarica rapida autonoma in grado di prolungare l’autonomia di lavoro di macchine elettriche per il cantiere e l’industria. Grazie alla scelta di proporre un caricatore universale al posto di carica-batterie dedicati a ogni linea di prodotti JCB offre un’unica soluzione di ricarica rapida, che può essere utilizzata per tutto il parco macchine sia in cantiere che in azienda. L’unità è in grado di ricaricare il miniescavatore elettrico 19C-1E da zero alla massima capacità

IL NUOVO “JCB UNIVERSAL CHARGER” È COMPATIBILE CON I MODELLI ELETTRICI E-TECH ATTUALI E FUTURI

in 2,5 ore e può essere utilizzato per ricaricare le macchine durante le pause pranzo o quando non sono utilizzate. Il JCB Universal Charger richiede una

connessione elettrica standard trifase da 415V ed è fornito sia con connettori a quattro che a cinque pin per adattarsi alle forniture elettriche di tutta Europa.

JCB CONFERMA ANCORA UNA VOLTA IL SUO RUOLO DI PRIMO PIANO NELLA TRANSIZIONE VERSO UN FUTURO PIÙ PULITO E A BASSE EMISSIONI PER LE MACCHINE DA CANTIERE, INSIEME ALL’AMPIA GAMMA DI MACCHINE ELETTRICHE gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE L’OPINIONE un 2021 che ci aspettiamo molto positivo, che si caratterizzerà senz’altro per interessanti e incoraggianti margini di crescita. Come buoni margini di crescita avrà il comparto specifico dell’elettrico: JCB è sempre stata all’avanguardia in tal senso e certamente non mancheranno le opportunità per creare un mercato sempre pi

GIOVANNI PELIZZA DIRETTORE MARKETING, JCB ITALIA

ampio legato a tale sviluppo tecnologico, basti pensare a tutti i luoghi ‘sensibili’ in cui una macchina ope-

“Nonostante quanto successo nel corso

ratrice a funzionamento elettrico può

dell’anno, il secondo semestre del 2020

dare benefici e apportare un elevato

si è confermato estremamente positivo

valore aggiunto. Il mercato italiano

per JCB Italia, in linea con i numeri del

non ha ancora recepito in toto questa

2019. Sarebbe stato anche migliore se

cultura, e ovviamente è impensabile

avessimo avuto più disponibilità di mac-

allo stato attuale pensare che questa

chine a stock, poiché la richiesta di mezzi

tipologia di macchine possa sostitu-

è stata davvero elevata (e inaspettata).

ire integralmente quelle alimentate a

La pandemia ha colto tutti impreparati,

gasolio, che parallelamente vengono

ma qualcosa ha insegnato a costrutto-

costantemente in termini di eco-mo-

ri, concessionari e utenti finali, in ottica

bilità e di miglioramento dell’efficien-

produttiva e commerciale: è necessario

za, nonché aggiornate e adeguate al-

programmare. Chi la produzione, chi le

le normative più stringenti in termini

consegne, chi gli ordini. Proprio per po-

di emissioni. Ma la strada per alcune

ter fare fronte a imprevisti che posso-

specifiche applicazioni è stata aperta

no sempre verificarsi. In ogni caso per

e JCB, come testimoniato dalle conti-

JCB, e nello specifico JCB Italia, la se-

nue innovazioni presentate in questo

conda parte dello scorso anno ha fatto

comparto, dal miniescavatore 19C-1,

registrare un recupero di fatturato che

ai Loadall, ai dumper da cantiere, è

ha compensato totalmente i primi me-

pronta a percorrerla. Da protagoni-

si negativi e ha costituito la base per

sta, come sempre”.

Il dumper elettrico 1TE JCB ha annunciato che il lancio del suo primo dumper elettrico da cantiere, il modello 1TE a scarico alto da 1 t alimentato da batterie agli ioni di litio. Progettato per operare in interni, in galleria e in aree sensibili alle emissioni, il dumper è un partner ideale per il miniescavatore elettrico JCB 19C-1E. Le sue peculiarità? Emissioni zero e bassi livelli di rumore, capacità di ricarica rapida, autonomia di un turno di lavoro completo nell’utilizzo tipico; design a scarico alto per consentire il carico di cassoni e grandi container. L’1TE, compatto e dotato di cassone in acciaio e telaio articolato Heavy Duty, sostituisce i motori ruota singoli del modello idrostatico 42 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

1T-2 con un albero di trasmissione convenzionale e una scatola di rinvio che forniscono una trazione integrale permanente. Un motore idraulico da 7 kW aziona la scatola di rinvio, mentre una seconda pompa idraulica è utilizzata per alimentare il circuito idraulico standard, lo sterzo e il ribaltamento del cassone. L’alimentazione è fornita da due batterie agli ioni di litio da 5 kWh, con un’autonomia in grado di coprire un intero turno di lavoro nell’utilizzo standard. Le batterie possono essere ricaricate tramite la rete elettrica convenzionale presente in sito a 110V o 230V. La macchina offre un carico utile di 1.000 kg e un’altezza di carico di 2.392 mm. Il minidumper E-Dumpster La versione elettrica del minidumper cingolato HTD-5 Dumpster si chiama E-Dumpster e amplia la gamma di macchine “full electric” E-Tech di JCB (questo modello è disponibile anche con la nuova postazione operatore SmartStep). Le caratteristiche principali della macchina includono: motore elettrico da 9 kW, per una velocità massima di traslazione di 3 km/h; tempo massimo di ricarica di due ore; emissioni zero in sito; portata di 500 kg e 1.450 mm di altezza massima da terra in posizione di ribaltamento; modalità “Walk-Behind” e “Ride-On”. L’E-Dumpster è alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio da 48V che può essere ricaricato utilizzando l’alimentazione elettrica di rete a 240V o 110V. ■

L’HTD-5E E-DUMPSTER SI UNISCE ALLA GAMMA IN SEMPRE PIÙ RAPIDA CRESCITA DI MACCHINE A ZERO EMISSIONI PER LE COSTRUZIONI, L’AGRICOLTURA E L’INDUSTRIA, OFFRENDO AGLI OPERATORI UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA AI TRADIZIONALI DUMPER COMPATTI


MACCHINE Doosan Infracore Europe

RIPROGETTARE IL FUTURO Le pale gommate Serie DL-7 di nuova generazione del costruttore coreano, dotate di propulsori Stage V, si caratterizzano per un alto livello di prestazioni e comfort, garantito da una riprogettazione che garantirà agli operatori una produttività ancora maggiore di Pietro Gabrielli

D

oosan Infracore Europe ha lanciato la gamma di pale gommate Serie DL7, introducendo una linea di macchine di nuova generazione equipaggiate con propulsori Stage V, garanzia di produttività superiore, consumi più efficienti e un basso costo di possesso. In questa prima fase di lancio i modelli presentati sono sette: DL280-7, DL320-7, DL380-7, DL4207, DL480-7, DL550-7 e DL580-7. Altri quattro - DL200-7, DL220-7, DL250-7 e DL420CVT-7 - seguiranno nel corso del 2021.

Produttività e versatilità La nuova gamma DL-7 ha implicato una radicale trasformazione che ha interessato in particolare il design, dando luogo a un look aziendale che si distingue per l’effetto tridimensionale, con un profilo innovativo delle carenature esterne e un’immagine dinamica. Il nuovo design ha già suscitato grande plauso a livello internazionale, ricevendo in Germania l’iF Design Award 2020, uno tra i tre premi più rinomati nel campo del design a livello mondiale e aggiudicandosi la categoria “Best of the Best” dei PIN UP Design Awards in Corea.

44 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


Anche le benne sono state ridisegnate e offrono fino al 7% di capacità in più, assicurando ai sette nuovi modelli operazioni più rapide e agevoli, con capacità delle benne comprese tra 2,8 e 6,4 m3. In tal modo si ottiene una maggiore produttività in una vasta gamma di applicazioni di movimentazione di materiali. Queste ultime includono il trasporto e lo scarico di terra, sabbia, aggregati e altri materiali in applicazioni industriali, nel riciclo e smaltimento dei rifiuti, nei lavori di costruzione o demolizione e nelle attività estrattive in cave e

miniere. Doosan ha inoltre ampliato la sua offerta di opzioni in modo da fornire accessori ancora più corrispondenti alle singole applicazioni, a tutto vantaggio della produttività. La cinematica a “Z” assicura forze di strappo e capacità di sollevamento elevate (in particolare per i materiali pesanti) e un angolo di scarico ampio che agevola la fuoriuscita dei materiali. Un braccio per grandi altezze è disponibile a richiesta se il lavoro richiede altezze di scarico maggiori e più versatilità. Gli impianti idraulici e le linee idrauliche ausiliarie rea-

giscono prontamente ai comandi, ma con una risposta sempre fluida. La 3ª valvola a spola con portata regolabile e funzione di “detent” è di serie e assicura una portata costante per gli accessori ad azionamento idraulico. L’interruttore proporzionale sul joystick permette un controllo facile dell’accessorio. Diversi tipi di pneumatici a carcassa radiale o diagonale sono disponibili per coprire la più vasta gamma di condizioni di lavoro. Inoltre, le nuove pale possono essere ordinate con contrappeso da 300, 400 o 500 kg.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE

CHARLIE PARK CEO DI DOOSAN INFRACORE EUROPE

“Le nostre prime pale gommate sono uscite dalle linee di montaggio nel 1989. Nei 31 anni trascorsi da allora, Doosan ha investito costantemente per mantenere la sua posizione di marchio leader mondiale in questa categoria di prodotto.

L’OPINIONE

L’abitacolo offre un comfort maggiore, un impianto di sterzo migliorato e comandi elettronici avanzati. Con il nuovo pannello di comando completo di sistema Doosan Smart Key l’operatore può avviare la macchina tramite un semplice dispositivo senza chiave, utile anche come antifurto: questo sistema permette il controllo in remoto della porta, il relativo blocco/sblocco, il suo rilascio, la ricerca della macchina e altre funzioni. Il pannello di comando è dotato di due porte USB. La nuova cabina monta un sedile Grammer Actimo XXL con so-

DOOSAN PUNTA IN ALTO CON LE NUOVE PALE GOMMATE DELLA SERIE DL-7

Contemporaneamente, i nostri pro-

spensione orizzontale e verticale regolabile, supporto lombare pneumatico e riscaldamento, tutto di serie. La cintura di sicurezza è a tre punti con icone di avvertenza sul nuovo display touchscreen Doosan Smart Touch da 8” e sul quadro indicatori, quest’ultimo ridisegnato nel layout e con vetro antiriflesso. Il joystick elettrico associato al distributore elettroidraulico e integrato nel bracciolo è un’altra dotazione di serie. Tra le funzioni rese possibili dalla presenza del distributore elettroidraulico ci sono le posizioni di ritorno automatico allo scavo, di “kick-out” dell’inclinazione della benna, di arresto del richiamo della benna e di smorzamento delle sollecitazioni. Pensata per assicurare un controllo più preciso con una corsa della leva più breve, riducendo anche l’affaticamento, la sensibilità del joystick è regolabile in funzione delle preferenze

gettisti hanno continuato a innovare e a sviluppare la gamma senza soste. I nostri nuovi modelli DL7 sono il risultato di quest’impegno e sono il frutto di una completa riprogettazione. Abbiamo ascoltato con attenzione le esigenze espresse dai nostri clienti europei e rivisto ogni singolo aspetto progettuale delle pale gommate per creare nuove soluzioni a queste richieste. Il risultato è la nuova serie Doosan DL-7: essa soddisferà i clienti e garantirà un nuovo e superiore livello di comfort per l’operatore, efficienza dei consumi, produttività e durata ai vertici degli standard di settore. Le tecnologie innovative integrate nella gamma DL-7 distinguono chiaramente i nostri prodotti da quelli della concorrenza”.

Alta visibilità La cabina offre una visuale più ampia, con una finestratura del 14% superiore rispetto alla Serie DL-5 e meno punti ciechi intorno alla cabina. Specchietti retrovisori a regolazione elettrica sono disponibili a richiesta. Fari di lavoro full LED sono montati sul tetto della cabina (quattro di serie sia davanti che dietro, aumentabili a sei su richiesta). 46 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

LE NUOVE PALE GOMMATE DOOSAN DL-7 SONO EQUIPAGGIATE DI SERIE CON LA VERSIONE PIÙ RECENTE DEL SISTEMA DI MONITORAGGIO AVANZATO WIRELESS DOOSANCONNECT TMS 2.0


L’ALTA QUALITÀ E AFFIDABILITÀ DELLE NUOVE PALE GOMMATE SERIE DL-7 È COPERTA DA UNA GARANZIA STANDARD COMPLETA DI TRE ANNI/5.000 ORE

dell’operatore per mezzo del touch-screen Doosan Smart Touch: esso riunisce tutte le impostazioni e informazioni basilari. Tra queste ci sono la vista della telecamera posteriore, il sistema di pesatura, i comandi del sistema HVAC (riscaldamento, ventilazione, aria condizionata), i dispositivi radio e Bluetooth

(streaming file audio, vivavoce) e la funzione di aiuto per l’operatore. Prestazioni più elevate Il sistema antibeccheggio LIS (Load Isolation System) rende lineare la marcia, migliora il comfort e rafforza la produttività. Il braccio è ammortizzato da

un accumulatore idropneumatico collegato all’impianto idraulico di sollevamento. I vantaggi? Tempi di ciclo ridotti, prestazioni migliori e un minor consumo di carburante. Con un cambio automatico Powershift a cinque velocità e assali per impieghi gravosi con bloccaggio idraulico del differenziale di serie, le pale offrono importanti prestazioni, in particolare in presenza di carichi elevati. Il differenziale con bloccaggio idraulico al 100% è inseribile automaticamente a piena coppia, senza intervento dell’operatore. Circuiti di raffreddamento indipendenti per gli assali anteriore e posteriore filtrano e mantengono l’olio a temperatura, estendendo la durata delle parti degli assali, in particolare in applicazioni impegnative. Migliorie sono state apportate anche al gruppo motopropulsore, per assicurare una guidabilità migliore e traslazioni più veloci, con velocità massima ora di 40 km/h. ■

EFFICIENZA NEI CONSUMI Grazie alla potenza erogata dai nuovi

del motore tenendo conto della pressio-

peratore per aiutarlo a migliorare l’effi-

propulsori Stage V a 6 cilindri Doosan

ne del braccio e della pompa e della po-

cienza dei consumi di carburante e forni-

e Scania, le nuove DL-7 forniscono fino

tenza in uscita dell’albero motore.

sce punteggio e analisi (tramite il grafico

al 5% di efficienza dei consumi in più ri-

Il Doosan Smart Guidance System

Score-Graph) del profilo di guida mo-

spetto alle versioni precedenti. I nuovi

(DSGS) è un nuovo sistema che analiz-

strandone consumi, efficienza e durata

motori garantiscono la conformità alle

za le abitudini e lo stile di guida dell’o-

suddivisi per categoria.

normative contro le emissioni inquinanti Stage V senza bisogno del sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR), attraverso il ricorso alle tecnologie di posttrattamento della riduzione catalitica selettiva (SCR), del catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e del filtro antiparticolato diesel (DPF). La frequenza del ciclo di pulizia della fuliggine nel filtro DPF è stata portata a più di 6.000 ore di funzionamento. Senza più bisogno del sistema EGR e con le nuove modalità di gestione della potenza - SAT2, Standard e Power - il sistema di gestione automatica di nuova generazione SAT2 (Situation Awareness Technology) monitora in automatico l’attività della macchina e regola in tempo reale la potenza gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE Bobcat

BATTI IL CINQUE! Tre miniescavatori e due minipale Bobcat sono stati utilizzati per eseguire alcuni interventi di demolizione all’interno di uno stabile nel centro di Milano. Una serie di operazioni che ha richiesto una precisione chirurgica di Stefano Vitali

48 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


D

emolire uno stabile nel pieno centro di Milano richiede delle prerogative specifiche. Il lavoro deve essere realizzato con attenzione chirurgica, al fine di non danneggiare le costruzioni adiacenti e di non arrecare disturbo ai residenti, nel pieno rispetto delle normative ambientali e di sicurezza. Questo è quanto avvenuto in occasione di una demolizione di interni all’interno di un prestigioso stabile di cinque piani nel capoluogo lombardo. Lo studio di progettazione, al fine di eseguire questa delicata demolizione nel migliore dei modi, ha considerato ideale – per la gestione dei lavori – la scelta di cinque macchine compatte Bobcat. In particolare, si è trattato di due miniescavatori E17z, un miniescavatore E10z e due minipale gommate S70. Le macchine coinvolte Grazie a ingombri e pesi limitati i tre miniescavatori, dotati di martelli demolitori e pinze idrauliche, hanno potuto occuparsi - con la massima precisione della decostruzione selettiva che ha interessato parti del solaio per l’adeguamento di quota dell’interpiano interno e per l’inserimento di vani scala e vani ascensore. Per la demolizione con il sistema “top-down” del piano di copertura per realizzare il sopralzo di un o più piani è stato utilizzato invece il miniescavatore E17z. Le due minipale gommate S70 hanno completato l’opera movimentando e rimuovendo i detriti, scaricati in cassoni autoribaltanti, a loro volta movimentati tramite un’apposita gru di cantiere. Le cinque macchine Bobcat coinvolte nei lavori all’interno dell’edificio sono riuscite a lavorare anche negli spazi più ristretti, dove mezzi più ingombranti non avrebbero avuto possibilità di muoversi con la stessa agilità. La voce dei protagonisti Responsabile della progettazione dei lavori di questa demolizione è stata la società Seli Manutenzioni Generali di Monza, realtà storica nata a Milano negli anni Sessanta e specializzata in finiture di fabbricati civili e industriali. La società è strutturata in quattro

IVANO PEREGO CON IL TEAM DI OPERATORI DI SELI MANUTENZIONI GENERALI

Business Unit, la più recente delle quali dedicata proprio alle demolizioni. Quest’ultima – che ha visto l’ingresso in azienda di alcuni tecnici specializzati e di Ivano Perego in qualità di responsabile commerciale – sta acquisendo importanti commesse, in particolare a Milano e provincia. Per Seli Manutenzioni Generali la scelta delle macchine considerate più idonee per svolgere una demolizione così importante è ricaduta sulle compatte Bobcat per un motivio preciso: “Abbiamo scelto di acquistare minipale e miniescavatori Bobcat in quanto li consideriamo estremamente performanti e affidabili, ha affermato Ivano Perego. “Questo ci consente di garantire al cliente un lavoro condotto con la massima efficienza e precisione. I nostri operatori si sono dimostrati completamente soddisfatti della qualità dei mezzi e accessori Bobcat, sia in termini di potenza che di comfort e sicurezza. Siamo quindi convinti della scelta dei mezzi e della partnership con il concessionario DMO”. Di recente, infatti, Seli Manutenzioni Generali ha siglato un accordo con l’importatore esclusivo Doosan e Bobcat per EmiliaRomagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia nelle province di Milano, Cremona, Mantova, Lodi, Pavia, Varese, Monza e Brianza in qualità di principale fornitore per il noleggio e la vendita di macchine movimento terra. Un “mini” per l’Italia Il miniescavatore E17z nasce nel 2017 espressamente per soddisfare le esigen-

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE L’OPINIONE

GIANMARIA LUPIS, (A SINISTRA), RESPONSABILE COMMERCIALE DMO PER LA LOMBARDIA, CON IVANO PEREGO, RESPONSABILE COMMERCIALE DIVISIONE DEMOLIZIONE E SCAVI DI SELI MANUTENZIONI GENERALI “Il rapporto commerciale di reciproca stima e fiducia con Seli ha reso possibile importanti forniture, tra cui le cinque macchine compatte Bobcat coinvolte in questo lavoro di demolizione. Alla vendita e noleggio DMO affianca un efficiente servizio di assistenza, che si è rivelato determinante nella scelta da parte di Seli”.

ze dei cantieri nel mercato italiano, grazie alla combinazione ottimale in questa categoria di diverse prerogative: dal design girosagoma al posto guida spazioso e confortevole, alla facilità di trasporto garantita da un peso di circa 1,6 t. A ciò si aggiungono i vantaggi offerti in termini di forza di scavo, fluidità e potenza idraulica, rapidità dei tempi di ciclo, affidabilità e facilità di manutenzione. In particolare, la funzionalità girosagoma dell’E17z è stata ulteriormente perfezionata grazie al design ZHS (Zero House Swing) di Bobcat, che assicura piena protezione agli angoli anteriori della torretta durante la rotazione. Il profilo ZHS offre così 320° di rotazione libera in prossimità di oggetti, fondamentale per i lavori in spazi interni, dove ogni millimetro è importante. Le dimensioni compatte, unite all’elevata stabilità, hanno fatto di questo mezzo la scelta ideale per la demolizione di strutture portanti quali travi, pilastri e sezioni in cemento armato all’interno degli spazi ristretti dell’edifico milanese.

Il “piccolo” E10z L’escavatore compatto E10z è stato dedicato alla demolizione del solaio per l’adeguamento delle quote interne rispetto alle volumetrie esistenti. Grazie a una carreggiata in modalità retratta di 71 cm, il l’E10z è stato in grado di accedere a siti difficili e angusti, per i quali l’unica alternativa sarebbe stato il lavoro manuale. Questo modello riesce infatti ad attraversare ingressi più stretti e a lavorare in spazi inferiori rispetto ad altri escavatori. Il design girosagoma assicura la massima flessibilità in fase di rotazione, offrendo al tempo stesso la massima protezione dal contatto accidentale con gli oggetti circostanti. Nel 2018 l’E10z ha festeggiato il suo 10° “compleanno”, unitamente al (rilevante) risultato delle 10.000 unità vendute. Primo modello di escavatore Bobcat progettato e realizzato interamente in Europa, l’E10z – che raggiunge una profondità di scavo massima di 1,82 m e si distingue per un peso di 1.066 kg – offre una combinazione tra prestazioni elevate, stabilità, sicu-

GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE SONO STATI REALIZZATI CON ATTENZIONE CHIRURGICA, PER NON DANNEGGIARE LE COSTRUZIONI ADIACENTI E NON ARRECARE DISTURBO AI RESIDENTI

IL MINIESCAVATORE BOBCAT E10Z IN AZIONE DURANTE LA DEMOLIZIONE DEL SOLAIO E IL MINIESCAVATORE E17Z DURANTE LA DEMOLIZIONE DI ALCUNE STRUTTURE PORTANTI 50 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


LA MINIPALA BOBCAT S70 DURANTE LA MOVIMENTAZIONE DEI DETRITI DERIVANTI DALLA DEMOLIZIONE

rezza dell’operatore, ergonomia e durata nel tempo. Una minipala pluripremiata Il modello S70 di Bobcat si è aggiudicato nel 2020 il premio LCO (Lowest Cost of Ownership) per il più basso costo di proprietà nella categoria delle minipale gommate per il terzo anno consecutivo. Alla più piccola pala dell’azienda è stato

anche conferito il premio HRV (Highest Retained Value), in qualità di macchina con il migliore valore residuo, a testimonianza della longevità e della qualità delle macchine del costruttore. La S70 è la più compatta tra le minipale gommate Bobcat: con una larghezza di 901 mm, un’altezza di 1.814 mm, una lunghezza complessiva (con benna standard) di 2.472 mm e un peso ope-

rativo di 1.268 kg, la minipala compatta Bobcat S70 ha soddisfatto in pieno i requisiti di compattezza, trasportabilità e manovrabilità richiesti per la gestione della movimentazione del materiale di risulta all’interno degli spazi ristretti del cantiere dello stabilimento meneghino, dove modelli più grandi non avrebbero potuto essere manovrati in modo così efficiente. ■

IDENTIFICARE, RISOLVERE, REALIZZARE Seli Manutenzioni Generali (Monza –

progressivamente l’ingresso in azienda

dall’edilizia di finitura alle opere di co-

MB) opera nel campo dell’edilizia da ol-

di Michele, Riccardo ed Elisabetta, che

struzione e di ristrutturazione di edifici,

tre 50 anni. L’azienda affonda le proprie

ora conducono l’attività di Seli con la

fino a diventare sinonimo di solidità e

radici a Milano nel 1963, dall’esperienza

stessa passione che ha contraddistinto i

concretezza, tanto da essere oggi anno-

già ventennale nel campo della finitura

genitori e con la forte volontà di miglio-

verata come una delle più importanti re-

civile e industriale, nei sistemi di anti-

rarla. Negli anni l’attività si è ampliata

altà costruttive della provincia milanese.

corrosione e nel recupero edile del suo fondatore: Sergio Cucini. Fin dall’inizio la struttura si è distinta per la qualità e la rapidità di portare a conclusione con successo interventi qualificati nel settore pubblico, così come nell’edilizia privata. Ciò grazie alla competenza e alle doti gestionali, imprenditoriali e professionali di Sergio, succeduto da Mara, la moglie, a seguito della prematura scomparsa nel 1993, che ha condotto con caparbietà l’attività fino al 2014, trasformandola da impresa dedita a opere di sola finitura in ambito civile e industriale a quella struttura che oggi è in grado di fare concorrenza alle più importanti società del settore. Negli ultimi 20 anni Seli Manutenzioni Generali ha visto gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE Hyundai

Protagonista della

SERIE A

52 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


Il costruttore coreano ha lanciato sul mercato il nuovo escavatore cingolato HX210AL. Appartenente alla classe di peso più popolare in Europa, questa nuova macchina presenta sostanziali miglioramenti in termini di prestazioni rispetto ai modelli precedenti

L’

escavatore cingolato HX210AL da 22,1 t fa parte della nuova Serie A di Hyundai Construction Equipment Europe (HCEE), una gamma di macchine progettate per assicurare condizioni migliori agli operatori. Qui ogni dettaglio è stato ottimizzato per soddisfare e superare le richieste odierne in termini di sicurezza e comfort, produttività, tempi di operatività e assistenza. Il nuovo HX210AL affianca in gamma il modello HX220AL, presentato nel 2019: entrambe le macchine erogano la stessa poten-

za, 129 kW, e condividono la conformazione del sottocarro. I dati tecnici generali dell’HX210AL sono similari a quelli dell’HX220AL; tuttavia, le funzioni standard e il prezzo rendono l’HX210AL una soluzione particolarmente appetibile per le aziende di noleggio. Potenza e precisione Il “cuore” dell’HX210AL è un Cummins B4.5 (Stage V) dotato di un innovativo sistema di post-trattamento scarico “allin-one” integrato che riduce sia le emissioni che le esigenze di manutenzione. L’eliminazione dell’EGR si traduce in

di Stefano Vitali

IL NUOVO HX210AL AFFIANCA NELLA SERIE A DI HYUNDAI IL MODELLO HX220AL, PRESENTATO NEL 2019: ENTRAMBE LE MACCHINE EROGANO LA STESSA POTENZA, 129 KW, E CONDIVIDONO LA CONFORMAZIONE DEL SOTTOCARRO gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE

HX85A: L’ESCAVATORE “URBANO” In risposta alle richieste dei propri clienti, Hyundai ha lanciato sul mercato anche il midi escavatore HX85A. L’introduzione di questo modello da 9 t - equipaggiabile anche con braccio triplice e ideale per gli ambienti urbani e congestionati - ha consentito al costruttore di ampliare la propria gamma di modelli di medie dimensioni. La tecnologia qui applicata allevia la fatica dell’operatore durante i lunghi turni di lavoro, mentre il design ergonomico degli interni e la visibilità a 360° gli garantiscono un adeguato comfort. Rendimento ottimizzato, consumi di carburante migliorati e rumorosità contenuta del motore Yanmar da 49,9 kW sono altre peculiarità di questo midi escavatore, che assicura uno sbraccio di 7,48 m, la capacità di operare in prossimità dei cingoli e di scavare verticalmente senza sforzo (profondità di scavo 4,66 m). In occasione della presentazione dell’HX85A Peter Sebold, responsabile di prodotto di Hyundai CEE, ha dichiarato che “il nuovo HX85A è configurato per rispondere alle esigenze dei clienti di una macchina compatta e versatile, in grado di ‘mostrare i muscoli’ nei siti di lavoro con spazi limitati, senza scendere a compromessi in termini di prestazioni. È la prova tangibile che l’azienda ha assunto un ruolo di protagonista in questo segmento di mercato”.

Tecnologie avanzate L’HX210AL beneficia di comandi ottimizzati e, come optional, è disponibile la funzione MG/MC (guida macchina/controllo macchina), che indica lo stato operativo e controlla in automatico l’attrezzatura per assistere l’operatore. La prima funzione visualizza la posizione della punta della benna e assiste l’operatore durante la fase di posizionamento; la seconda subentra in automatico durante il controllo del livellamento con la punta o il dorso della benna e integra un comando di arresto automatico nelle varie direzioni. I joystick Kawasaki consentono un

L’ESCAVATORE CINGOLATO HX210AL DA 22,1 T APPARTIENE ALLA NUOVA SERIE A DI HYUNDAI CONSTRUCTION EQUIPMENT EUROPE

completamente nuovo di controllabilità, consentendo agli operatori di adattare la propria macchina in funzione del lavoro da svolgere e assicurando un ottimale equilibrio tra potenza e precisione.

54 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

un incremento dell’affidabilità e in una manutenzione semplificata. Inoltre, consente di ridurre i costi operativi grazie a una migliore economia di carburante e a intervalli di manutenzione più lunghi. L’HX210AL offre poi una potenza e prestazioni superiori, con una coppia massima di 780 Nm (circa 7% in più del suo predecessore R210LC-9A), e stabilisce un nuovo standard nel settore, offrendo la migliore efficienza nel consumo di carburante, senza compromettere la potenza. Il nuovo EPFC (Electronic Pump Flow Control) porta l’escavatore a un livello

Il fattore “chiave” La sicurezza e la protezione sono da sempre priorità assolute per HCE e il nuovo HX210AL non fa eccezione in questo, poiché offre una protezione completa per gli operatori. La cabina offre una visibilità ottimale, mentre il sistema di monitoraggio avanzato a 360° AAVM garantisce una visuale totale sugli spazi intorno alla macchina, la quale integra anche la tecnologia di rilevamento degli oggetti in movimento intelligente IMOD che avvisa l’operatore quando persone o oggetti si avvicinano a meno di 5 m. Per aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di incidenti è stato aggiunto un segnale acustico e visivo che rammenta all’operatore di allacciare la cintura. Un’altra funzione interessante è il blocco di sicurezza automatico, che previene l’accensione involontaria: quando il blocco è attivato, l’escavatore non può essere comandato con la leva RCV.

controllo preciso ed ergonomico dell’escavatore. Sul quadro strumenti viene visualizzata una guida Eco che indica gli stati operativi inefficienti, per prevenire consumi di carburante eccessivi o


LA LIVREA RINNOVATA È LA PRIMA COSA CHE SALTA AGLI OCCHI NELLA NUOVA SERIE A DI HYUNDAI, MA CI SONO MOLTE ALTRE MODIFICHE APPORTATE SOTTO IL COFANO, DIETRO I PANNELLI E IN CABINA

inutili derivanti da uno stile operativo inadeguato. Per migliorare la produttività e i risparmi di carburante, Hyundai ha poi implementato nuove tecnologie intelligenti, tra cui il sistema di controllo elettronico EPFC, che controlla individualmente le pompe idrauliche e contribuisce a ridurre i cali nel flusso idraulico e a massimizzare la capacità di produzione. Nuovo look e funzioni “premium” La livrea rinnovata (colore grigio scuro di braccio e avambraccio di scavo) è la prima cosa che salta agli occhi nella nuova Serie A di Hyundai, ma ci sono altre modifiche apportate sotto il cofano, dietro i pannelli e in cabina. Quest’ultima è stata rivista e perfezionata, con l’ampliamento della parte bassa del vetro della portiera che migliora la visibilità. Inoltre, è equipaggiata con un sedile a sospensione pneumatica Grammer dotato, come optional, di riscaldamento. Il monitor touchscreen da 8” raggruppa le funzionalità della macchina e offre all’operatore un feedback sullo stato del mezzo, oltre a una serie di opzioni, che possono essere selezionate toccando lo schermo o utilizzando la manopola “jog-shuttle”. Il nuovo design del cofano favorisce un accesso agevole al motore per i controlli di manutenzione.

L’importanza della diagnostica Tutti gli escavatori della Serie A di

Hyundai integrano nuove funzioni sviluppate e testate con l’obiettivo di migliorare il tempo di operatività della macchina. La diagnostica è un’importante funzione sulle macchine operatrici odierne: il sistema di gestione remota Hyundai HiMate fornisce accesso a informazioni di assistenza e diagnostica essenziali da qualsiasi posizione. Il sistema (ECD) supporta i tecnici del servizio di assistenza e i concessionari con rapporti diagnostici - inviati tramite e-mail, cellulare, app o HiMate - sulle prestazioni del motore: grazie al monitoraggio migliorato dei codici di errore del motore derivante da questi rapporti, i tecnici possono prepararsi adeguatamente prima della visita e riparare i guasti più agevolmente e rapidamente. Il sistema HiMate consente di migliorare la gestione della flotta con la trasmissione mensile di rapporti corredati di un riassunto analitico del funzionamento e del consumo di carburante. ■

LA SCHEDA TECNICA L’ESCAVATORE CINGOLATO HX210AL Motore:

Cummins B4.5 - Stage V

Potenza netta:

129 kW (173 CV)

Peso operativo:

22.100 kg

Profondità di scavo max:

6.640 mm (avambraccio da 2,92 m)

Raggio di rotazione posteriore:

2.850 mm

Larghezza macchina max (cingoli da 600 mm, versione “L”):

2.990 mm

Forza di strappo benna/avambraccio (ISO):

152/151 kN

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 55


MACCHINE Volvo

COSTRUIRE il domani

L’escavatore cingolato EC200E è una macchina su cui il costruttore svedese ha investito molte risorse, per renderla un partner ideale in un ampio ventaglio di applicazioni di media entità, in uno dei segmenti di mercato più competitivi in assoluto di Ettore Zanatta

56 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


CON L’EC200E VOLVO HA AMPLIATO LA SUA GAMMA DI ESCAVATORI CINGOLATI AL FINE DI OFFRIRE UNA MACCHINA DA 20 T CHE ABBINA ALTA QUALITÀ E CONVENIENZA, GARANTENDO PRESTAZIONI E REDDITIVITÀ DI LIVELLO SUPERIORE

L’

escavatore cingolato EC200E è stato progettato da Volvo Construction Equipment per fare da “battistrada” nel segmento di mercato delle 20 t. Realizzato con specifiche che collocano questo modello tra le versioni EC220E ed EC180E, questo escavatore è pensato per svolgere attività in proprio o per arricchire una flotta a noleggio, essendo particolarmente indicato per opere di costruzione, strutture per i servizi pubblici e infrastrutture stradali. In più, con il modello EC200E Volvo CE offre un binomio ideale di prestazioni e prezzo, garantendo ai propri clienti un’elevata redditività. Progettato per il futuro Un’esperienza pluridecennale supportata dalla forza del Gruppo Volvo ha permesso a Volvo Construction Equipment di dotare l’escavatore cingolato EC200E di un propulsore di nuova generazione conforme alle più stringenti normative in materia di emissioni, pensato ai mercati altamente regolamentati. Il motore Volvo D4, infatti, è certificato Stage V e ottimizzato per far lavorare questa macchina alle massime prestazioni, con tutta la potenza necessaria, nonché con

il risparmio di carburante e l’affidabilità necessari per affrontare con successo le più svariate operazioni. La funzione Power Boost di Volvo, in particolare, incrementa ulteriormente le forze di sollevamento e di scavo già rilevanti di questa macchina, assicurando tempi di ciclo più rapidi e una produttività ottimale. L’impianto idraulico avanzato dell’EC200E opera in sintonia con il si-

stema di controllo completamente elettrico e con la modalità ECO avanzata di Volvo CE per ridurre i cali di potenza e migliorare sia la manovrabilità che i tempi di riposta. Questo escavatore cingolato può essere inoltre dotato di condutture idrauliche ausiliarie supplementari per coadiuvare l’azionamento delle attrezzature e incrementare la versatilità e la produttività della macchina.

GRAZIE ALLA FUNZIONALITÀ DI INCREMENTO DELLA POTENZA È POSSIBILE AUMENTARE ULTERIORMENTE LE GIÀ RILEVANTI FORZE DI SOLLEVAMENTO E DI SCAVO DELL’ESCAVATORE EC200E, PER OTTENERE CICLI DI LAVORO PIÙ BREVI E UNA PRODUTTIVITÀ OTTIMALE gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 57


MACCHINE

L’ESCAVATORE EC200E È UNA MACCHINA DA 20 T COSTRUITA APPOSITAMENTE PER FORNIRE IMPORTANTI PRESTAZIONI IN APPLICAZIONI DI MEDIA PORTATA piti complessi in contesti anche gravosi. Combinando l’EC200E con attrezzature

PRODUTTIVITÀ E REDDITIVITÀ

L’importanza della versatilità L’escavatore cingolato Volvo EC200E è molto versatile, in grado di eseguire molteplici lavori in una varietà di applicazioni. Le sue peculiarità comprendono un braccio e un avambraccio robusti, un telaio resistente, un contrappeso particolarmente pesante e componenti ben protetti. Tutti elementi, questi, che permettono alla macchina di svolgere com-

IL DESIGN ROBUSTO, I LUNGHI INTERVALLI DI MANUTENZIONE E LA SUA FACILE MANUTENZIONE PERIODICA GARANTISCONO LA MASSIMA DISPONIBILITÀ OPERATIVA E PRESTAZIONI SEMPRE OTTIMALI

Volvo personalizzate, poi, gli operatori possono trarre il massimo vantaggio dalla macchina stessa, massimizzandone l’efficienza e, di conseguenza, la redditività.

L’escavatore cingolato EC200E è utilizza-

il sistema funziona in perfetta sintonia

richiesta un’esecuzione di alta qualità.

bile con un’ampia gamma di attrezzatu-

con le benne Volvo.

Martello demolitore: i martelli demolito-

re Volvo personalizzate, per ottimizzare

Benne: che si tratti di aggredire materia-

ri idraulici Volvo sono progettati per fun-

aspetti fondamentali quali la produttivi-

li soffici, medi o duri, le benne da scavo

zionare in sintonia con l’escavatore, as-

tà e la redditività. La gamma di attrezza-

Volvo garantiscono produttività e lunga

sicurando potenza e prestazioni costan-

ture comprende:

durata, protette da componenti antiusu-

ti. Queste attrezzature durano nel tempo

ra originali. Le benne per fossati sono

e possono essere dotate di una serie di

Sistema tiltrotator Steelwrist: il tiltro-

l’attrezzatura ideale per lavori paesaggi-

attrezzi da lavoro per diverse operazioni.

tator può essere dotato da fabbrica con

stici, la creazione di scarpate o la manu-

Attacchi rapidi: per una sostituzione fa-

un sistema di controllo e manipolatori

tenzione di fossati. Con un’inclinazione

cile e veloce delle attrezzature, Volvo

multifunzione; completamente integrato

di 45° su entrambi i lati, la benna inclina-

CE propone una gamma completa di

nella macchina e nel display di bordo,

bile per fossati è la scelta ideale quand’è

attacchi rapidi.

58 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


Sicurezza e comfort L’escavatore cingolato Volvo EC200E è dotato di cabina ROPS, nonché di corrimano ad alta visibilità e di gradini antiscivolo. Tale design, studiato specificatamente per le macchine Volvo di media dimensione, rende questo modello più accessibile dal lato destro. Un nuovo gradino saldato al telaio inferiore e un corrimano a tre punti di presa, inoltre, rendono più agevole, rapida e sicura la salita a bordo per lo svolgimento delle operazioni di manutenzione ordinaria. La postazione dell’operatore offre una visibilità a 360°, assicurata peraltro da una telecamera laterale e dalla funzione opzionale Volvo “Smart View”, che aumenta la sicurezza dell’operatore e di chi lavora nei pressi del mezzo. La cabina, inoltre, è stata progettata consultando direttamnete gli operatori, per offrire loro un ambiente di lavoro confortevole a bassa rumorosità, con comandi di facile impiego e un layout ergonomico. Riduzione dei costi L’EC200E è costruito per massimizzare l’operatività nei cantieri e limitare il più possibile le interruzioni delle attività. I lunghi intervalli di cambio olio e filtri permettono di ridurre i fermi macchina; la manutenzione ordinaria risulta semplificata grazie a una serie di peculiarità, tra cui il raggruppamento dei filtri in un unico punto accessibile da terra, i parapetti pieghevoli e gli avvisi di manutenzione in tempo reale. Per facilitare ulteriormente la manutenzione, il radiatore, l’intercooler e l’unità di raffreddamento dell’olio idraulico sono posti l’uno accanto all’altro, su un unico livello. Come per altri escavatori della gamma, Volvo CE propone anche per questo modello degli interessanti sistemi di monitoraggio. Il ben noto “CareTrack”, ad esempio, fornisce dati telematici in tempo reale, tra cui ore di esercizio, posizione e avvisi di manutenzione, per tenere sempre sotto controllo le condizioni e le prestazioni dell’escavatore. “CareTrack” alimenta anche tutta una serie di rapporti con informazioni sullo stato di salute, il ri-

sparmio di carburante e la produttività. I rapporti già elaborati consentono di prendere decisioni importanti riguardo alla gestione della flotta, senza dover analizzare dati e codici di allar-

me e facendo così risparmiare tempo e denaro. Il cliente può eventualmente scegliere di affidare il monitoraggio della flotta a Volvo CE con il servizio “Proactive Monitoring”. ■

LA SCHEDA TECNICA L’escavatore cingolato EC200E Peso operativo:

19.870-24.850 kg

Motore:

Volvo D4J - 4 cilindri - Stage V

Potenza motore netta (ISO 9249):

115 kW a 2.000 giri/min

Coppia max.:

618 Nm a 1.700 giri/min

Capacità benna:

0,275-1,1 m3

Sbraccio di scavo/al suolo max.:

9.605/9.435 mm

Profondità di scavo max.:

6.380 mm

Profondità di scavo max. su parete verticale:

5.095 mm

Altezza da terra min.:

460 mm

Altezza di scarico max.:

6.373 mm

Raggio di rotazione anteriore min.:

3.585 mm

Raggio di rotazione posteriore:

2.850 mm

Angolo di rotazione della benna:

175°

Forza di strappo alla benna ISO 6015 (normale/ Power Boost):

141/149 kN

Forza di penetrazione (avambraccio) ISO 6015 (normale/Power Boost):

121/128 kN

Larghezza x altezza x lunghezza:

2.540 x 2.915 x 9.613 mm

Velocità di traslazione max. (bassa/alta): Pendenza superabile max.:

3,4/5,6 km/h 35°

* configurazione “NL” con braccio da 5,7 m e avambraccio da 2,5 m

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 59


HandsOn

“E” COME “EVOLUZIONE”

IL DUMPER ARTICOLATO B30E È IL MODELLO INTERMEDIO DELLA GAMMA “E” DI BELL EQUIPMENT, GIUNTA ALLA TERZA GENERAZIONE E DOTATA DI PROPULSORI MERCEDES BENZ CONFORMI ALLO STAGE V. QUESTA SERIE, DENOMINATA “PIN 3”, GARANTISCE MAGGIORI CAPACITÀ E LONGEVITÀ E UN PREZZO PER TONNELLATA ESTREMAMENTE COMPETITIVO ETTORE ZANATTA

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IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E

I

dumper articolati Bell della serie “E”, giunta alla terza generazione, sono progettati per garantire un’elevata capacità di carico e una lunga durata, al fine di aumentare il margine di profitto dei suoi proprietari. Riconosciuta come specialista “storica” e affidabile a livello mondiale nel comparto dei dumper articolati, Bell Equipment propone quindi ora la “nuova” serie “E” come prodotto di punta, in grado di in-

tegrare in sé funzionalità innovative e di offrire potenzialità atte a incrementare la produzione e abbattere i costi di utilizzo quotidiani, nonché un comfort ottimale per l’operatore e un rispetto scrupoloso delle norme di sicurezza. L’impiego di materiali leggeri e ad alta resistenza nella sua costruzione assicura al dumper B30E un ottimale rapporto peso/carico utile e migliori rendimenti in termini di trasporto.

Il dumper Bell B30E, da 20,3 t a vuoto, è commercializzato sul mercato italiano da Scai (Bastia Umbra - PG)

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HandsOn Tra le peculiarità del dumper B30E, così come dei suoi “fratelli” minori e maggiori, ci sono il telaio oscillante e gli pneumatici “high-flotation”, elementi che gli permettono di non rimanere bloccato in terreni fangosi o su pendii ripidi. Anche la nuova cabina è un

elemento importante: insonorizzata, è dotata di comandi ergonomici e di un monitor tecnologicamente all’avanguardia che garantisce una diagnostica facile e una guida “in punta di dita” per ogni esigenza. Il propulsore ad alta efficienza Mercedes Benz, 6 cilindri, da

Il cassone, riscaldato, con una capacità di carico di 17,5 m3, presenta cilindri di sollevamento a doppia azione e singola estensione. Il portellone posteriore, opzionale, garantisce una riduzione della perdita di materiale durante il trasporto. Il portellone si apre con l’innalzamento del cassone: le molle d’acciaio lo mantengono chiuso durante il trasporto, minimizzando la perdita del carico. Il tempo di sollevamento del cassone è pari a 14,5 secondi, quello di abbassamento è di 7,5 secondi

Particolare dell’indicatore di carico, posto nella parte superiore della cabina

7,7 l, omologato Stage V e da 250 kW di potenza, poi, sviluppa un’energia pulita senza compromettere le condizioni di utilizzo. La tecnologia anti-inquinamento all’avanguardia, infatti, assicura un’alta reattività del motore ed eccellenti prestazioni anche con partenza a freddo.

GESTIONE “INTELLIGENTE” DELLA FLOTTA Bell utilizza sui propri mezzi Fleetm@tic: si tratta di una tecnologia all’avanguardia che aiuta i clienti a ottimizzare la gestione della flotta ed è in grado di fornire tempestivamente dati operativi e di produzione, nonché una diagnosi precisa e aggiornata della macchina. La chiave per una flotta produttiva, infatti, è la capacità di gestire in modo efficiente sia l’attività dell’operatore che della macchina. I dati operativi di quest’ultima vengono elaborati e trasformati in utili statistiche di produzione e prestazione, accessibili tramite il sito web Bell Fleetm@tic. Questi rapporti vengono generati automaticamente e trasmessi direttamente via e-mail. Bell consente di scegliere tra due tipologie di abbonamento: Classic, per monitorare in maniera generale il funzionamento della macchina durante ogni turno di lavoro (questo abbonamen62 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E La cabina è ROPS/FOPS. Le sue linee fluide e contemporanee sposano lo stile delle vetture da strada, per offre una visibilità panoramica ottimale, garantita peraltro dallo sportello d’accesso completamente vetrato e dagli ampi specchietti. Nella parte sinistra della cabina è posto lo stacca-batterie

Il retarder automatico rallenta il veicolo quando l’operatore rilascia il pedale dell’acceleratore

Il modulo degli interruttori a tenuta stagna permette di comandare facilmente le numerose funzioni disponibili, incluse l’accensione senza chiavi, il limite di sollevamento del carico, la selezione della fermata lenta/brusca, il livello di rallentamento e il controllo della velocità. Accensione senza chiave, identità conducente e codici di accesso scongiurano operazioni non autorizzate del mezzo

Un comando mobile permette di navigare sullo schermo a colori, di raccogliere tutte le informazioni sul funzionamento della macchina e di regolare i parametri delle differenti funzioni

to viene offerto contestualmente alla macchina per un periodo di due anni); Premium, dedicato a coloro che necessitano di informazioni estremamente dettagliate sul funzionamento delle loro macchine (offre informazioni simili all’abbonamento Classic ma per ogni singolo ciclo di carico/scarico; inoltre permette il monitoraggio in tempo reale, minuto per minuto, sul sito web Fleetm@tic). Questo strumento, dunque, permette di: ottenere una produttività superiore; generare rapporti sull’utilizzo delle macchine; identificare le necessità dell’utilizzatore in formazione complementare; permette la geolocalizzazione; pianificare le operazioni di manutenzione; ricevere i codici di errore della macchina e le procedure di diagnostica; proteggere l’investimento.

La strumentazione all’interno della cabina è facile da comprendere. I comandi intuitivi disposti nel campo visivo dell’operatore sono semplici da tenere sotto controllo e da azionare. Il sedile è a sospensione regolabile in altezza in modo automatico e ad ammortizzamento variabile

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HandsOn I PUNTI DI FORZA I CONSUMI RIDOTTI

IL COMFORT IN CABINA

IL PESO A VUOTO CONTENUTO

IL SISTEMA DI CONTROLLO ELETTRONICO IL RAPPORTO PESO/POTENZA OTTIMIZZATO

CABINA ROPS/FOPS INSONORIZZATA

TECNOLOGIE DI CONTROLLO EMISSIONI SCR, EGR E DPF

MOTORE MERCEDES BENZ – STAGE V

TELAIO OSCILLANTE IN LEGA D’ACCIAIO

SOSPENSIONI “COMFORT RIDE” AD ALTA OSCILLAZIONE PNEUMATICI “HIGH-FLOTATION” 64 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E BLOCCO DIFFERENZIALE AUTOMATICO INTERASSE (IDL) CONTROLLATO ELETTRONICAMENTE SISTEMA DI PESATURA DEL CARICO STANDARD

PORTELLONE POSTERIORE OPZIONALE

TELECAMERA POSTERIORE INTEGRATA

FRENI A DISCO IN BAGNO D’OLIO

DIFFERENZIALI A SLITTAMENTO LIMITATO

TRASMISSIONE ALLISON 3400 ORS

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HandsOn Il serbatoio dell’olio idraulico è posto nella parte posteriore della cabina. Il sistema a sensore di pieno carico controlla lo sterzo, il sollevamento del carico e la frenata. Una pompa per lo sterzo d’emergenza con controllo a terra è integrata nel sistema principale. L’adesivo relativo alla lubrificazione è facile da comprendere e mostra nel dettaglio le verifiche e le azioni da intraprendere quotidianamente

Il monitor a colori da 10” mostra le informazioni fondamentali di utilizzo, gli avvertimenti di sicurezza, le informazioni dettagliate di diagnostica e i parametri di funzionamento del cassone. Il dispositivo di pesatura del carico mostra in tempo reale le informazioni dello stato di carico del veicolo durante tutte le fasi operative. La funzione “limitazione di velocità” può essere attivata in caso di significativo sovraccarico. L’installazione del sensore di beccheggio e rollio permette di interdire le operazioni del carico se il mezzo è in una posizione non sicura. La citata limitazione di velocità permette inoltre di decelerare automaticamente e inserire il retarder per prevenire un’elevata velocità

Il concetto di dumper articolato Il modello B30E – senza dubbio il più indicato per il mercato italiano avendo una larghezza di 3 m, oltre che un peso operativo a vuoto di 20 t e una capacità di 17,5 m3 (che possono arrivare a 25 m3 con l’opzione della sponda posteriore sul cassone) - ridefinisce il concetto di dumper articolato, grazie a migliorie pensate da Bell Equipment per il cliente e con i più elevati standard disponibili di protezione del veicolo. Gli importanti investimenti destinati al settore della ricerca e dello sviluppo e il ricorso a tecnologie all’avanguar-

Particolare dei serbatoi del gasolio e dell’AdBlue

dia - ispirate al settore automobilistico - hanno permesso di migliorare gli aspetti fondamentali delle prestazioni, così come il consumo di carburante, permettendo di muovere una maggiore quantità di materiale a costi operativi e impatto ambientale più bassi. Alla produttività contribuiscono anche le innovative sospensioni “Comfort Ride”, opzionali su tutta la serie “E” e in grado di migliorare la qualità dei movimenti e di assicurare una minore esposizione del

Il cofano anteriore può essere aperto direttamente dalla cabina, senza attrezzature speciali e in pochi secondi, per accedere facilmente al gruppo propulsore. I controlli automatizzati di manutenzione quotidiana possono essere eseguiti dal posto di guida

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IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E PIÙ LEGGERO, PERCHÉ PIÙ PULITO SCEGLIERLO

Il propulsore è un Mercedes Benz OM936LA, 6 cilindri in linea, con turbocompressore e intercooler. I serbatoi a vista (a destra e a sinistra nella foto) permettono di verificare agevolmente “a vista” il livello dei fluidi. Il sistema idraulico a rilevamento del livello di materiale è concepito per coniugare semplicità ed efficienza. Le asticelle di rilevamento centralizzato consentono un accesso agevole ai punti di lubrificazione, anche a quelli più difficili da raggiungere. Intervalli dilazionati di manutenzione dell’olio motore e idraulico permettono di aumentare le ore di utilizzo e di ridurre i costi operativi

conducente alle vibrazioni, grazie anche alla sicurezza offerta dalla sospensione adattiva anteriore. Il dumper articolato Bell B30E è un 6x6, realizzato sulla base della lunga esperienza del suo costruttore, ed è stato concepito e fabbricato a partire da com-

ponenti originali, affidabili e, in taluni casi, appositamente costruiti per questa macchina, come nel caso della trasmissione Allison a sei marce avanti e una in retromarcia, con blocco del convertitore di serie. Questo modello offre la possibilità del blocco automatico (ATC) del

Il telaio in lega di acciaio altamente resistente del dumper B30E è stato progettato per garantire un’affidabilità senza compromessi. Diversi, qui, gli elementi “vitali” ospitati: il sistema di sospensione anteriore è costituito da una struttura supportata ad “A” mediante cilindri a olio di azoto che riducono le vibrazioni laterali; la trasmissione Powershift ottimizza i punti di passaggio tra le marce, per adattarsi alle condizioni e al peso del veicolo; il differenziale interasse garantisce una distribuzione equilibrata della coppia su ciascun asse

La combinazione di un motore e di Doosan offre di serie la cabina un peso ottimizzati garantisce un imROPS, la telecamera posteriore, il patto ambientale minimo del dumper telaio antiscivolo e svariati corriarticolato Bell B30E, il quale assicumano per ridurre rischio d’incira: emissioni ridotte,iluna migliore efdenti. Inoltre, ha migliorato il loficienza del propulsore, riduzione di ok della macchina, più moderno e consumo di carburante, una potenaccattivante, e il comfort generaza aumentata, una coppia migliorata le, grazie alla cabina su del sospensioe una migliore reattività motore. ne, al sedile riscaldaIl sistema SCRpneumatico qui impiegato utilizza to, all’impianto idraulico flessibile AdBlue/DEF , il quale è atossico, inodore, economico e facileproporzioda rifornie preciso con comandi re e viene iniettato nel flusso del vie, gas nali, a joystick e pedale a due di bassi scarico e nelsonori convertitore catalitiai livelli e alla consolco generando una reazione chimica le comandi ergonomica (il pannelche trasforma l’ossido d’azoto (NOx) lo di comando offre la possibilità in azoto e acqua non tossici. Il di pre-impostare 10 accessorisistecon ma EGR, invece, permette di far ricircontrollo di portata e pressione dicolare i gas di scarico, bruciati nella rettamente dalla cabina). camera di combustione, riducendoDoosan ha poi ulteriormente mine le temperature e la produzione del gliorato l’affidabilità dei suoi proNOx. Da evidenziare infine anche la dotti, rafforzando ancor di più la tecnologia DPF di Bell Equipment, da sua posizione ai vertici in termini oltre 10 anni utilizzata peraltro sui cadi costo per tonnellata, e ha rivisto mion stradali Mercedes.

le sue procedure di manutenzione per assicurare interventi rapidi ed efficaci e fermo macchina ridotti al minimo. Nessuna delle macchine della serie “-5” monta il filtro DPF.

differenziale interasse (IDL), che si inserisce quando i sensori identificano un terreno “scivoloso” (il blocco in oggetto è inseribile anche manualmente dall’operatore, tramite un apposito pulsante posto in cabina). Oltre a ciò, sono disponibili optional interessanti quali l’avviamento senza chiavi, il dispositivo di partenza in salita, il dispositivo antiribaltamento e il freno di stazionamento automatico. Il giunto oscillante, la sospensione alta su tutti gli assi e una distribuzione del peso bilanciato, poi, consentono agilità e abilità di movimento anche su terreni impervi.

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HandsOn L’equipaggiamento di serie del dumper B30E comprende anche il freno motore con valvola sul collettore di scarico e il sistema di frenatura automatica, attivabile quando la macchina carica in discesa e impostabile dall’operatore tramite il pannello di controllo. La pesatura automatica a bordo è di serie, quindi l’operatore - direttamente sul display di comando – può controllare in tempo reale quanto carico sta portando la macchina. Una serie di sensori, poi, legge la sua

I differenziali a slittamento limitato e il blocco differenziale automatico interasse controllato elettronicamente forniscono un controllo automatico della trazione. Una trasmissione planetaria Allison completamente automatica a sei marce con convertitore del blocco della coppia massimizza l’efficienza del carburante

“FOR WHOM THE BELL TOLLS”

La telecamera posteriore integrata, insieme agli specchietti ad alta visibilità, garantisce un controllo ottimale su tutta l’area posteriore del dumper articolato B30E

trezzature. Tra le prime “invenzioni” si ricorda un rimorchio autocaricante e una macchina a tre ruote entrambe utilizzate nel settore della raccolta della canna da zucchero. Il primo dumper articolato è datato 1985, mentre nel 2001 l’azienda presenta la nuova serie di dumper articolati serie D, considerata il fiore all’occhiello di tutta Bell Equipment è un’azienda sudafrica-

la produzione Bell. Nel 2002 ha sti-

na costruttrice, oltre che di dumper, di

pulato accordi di “branding” con la

pale gommate, escavatori, dozer, ter-

tedesca Protec e la spagnola Ausa.

ne, trattori agricoli, motorgrader e al-

Attualmente Bell Equipment produ-

tre macchine per l’edilizia e l’agricoltura.

ce circa 50 modelli tra macchine per

La storia di Bell Equipment inizia quan-

l’edilizia e l’agricoltura. Per ciò che

do Irvine Bell si stabilisce a Zululand, in

concerne la nuova serie “E” (PIN 3)

Sud Africa, alcuni anni dopo la Seconda

di dumper articolati, la proposta con-

guerra mondiale, insieme alla moglie

siste nelle versioni B18E, B25E, B30E,

Eunice, co-fondatrice dell’azienda, che

B40E, B45E, B50E e B60E, macchine

inizialmente era una piccola officina con

da 15 a 45 t di peso operativo e da 11

servizio di assistenza e riparazione di at-

a 36 m3 di carico utile. La sospensione ad alta oscillazione permette di mantenere gli pneumatici in costante contatto con il terreno. Gli assali sono Bell modello 18T, con differenziale a slittamento limitato ad alto rendimento con ingranaggi conici a spirale

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IL DUMPER ARTICOLATO BELL B30E

LA SCHEDA TECNICA Il dumper articolato B30E Peso operativo (vuoto/carico):

20.310 kg / 48.310 kg

Carico utile nominale:

28.000 kg

Capacità cassone a colmo: L’avantreno corto garantisce un miglior angolo d’attacco e permette al dumper B30E di affrontare senza problemi eventuali pendenze impegnative

posizione (sia l’inclinazione longitudinale che laterale). Ciò è molto importante perché insieme al sistema di pesatura della macchina l’elettronica gestisce al meglio sia la trasmissione che il motore. Tutte le macchine sono equipaggiate con telecamera posteriore (anch’essa di serie), per garantire una migliore manovrabilità in spazi ristretti, e con un sistema di trasmissione dati che permette al cliente di ricevere report quotidiani su quanto e come ha lavorato la macchina. Altre funzioni che favoriscono una migliore gestione delle ore di lavoro includono la diagnostica di bordo avanzata con trasmissione da remoto, interruttori elettronici impermeabili e un sistema di gestione flotta via satellite. ■

17,5 m3 Mercedes Benz OM936LA 6 cilindri - Stage V

Motore: Potenza motore netta:

250 kW a 2.200 giri/min

Cilindrata motore:

7,7 l

Trasmissione:

Allison 3400 ORS

Potenza ritardante totale continua / massima:

335 kW / 494 kW

Potenza frenante max.:

214 kN

Lunghezza (posizione di trasporto/con cassone ribaltato): Altezza (posizione di trasporto/ lampeggiante/luce di carico):

9.953 mm /10.311 mm 3.426 mm / 3.661 mm / 3.747 mm

Altezza cassone (ribaltato):

6.255 mm

Larghezza/lunghezza cassone:

2.700 mm / 5.272 mm

Larghezza ai pneumatici (23.5R25):

2.940 mm

Altezza dal suolo (articolazione/assale anteriore/cassone ribaltato):

537 mm /488 mm / 670 mm

Altezza di carico:

2.763 mm

Angolo di attacco:

25°

Angolo max. di inclinazione cassone:

70°

Angolo max. di articolazione:

45°

Centro di gravità: Raggio di sterzata interno/esterno (pneumatici 23.5R25): Velocità di tralazione max.:

9.477 mm 4.110 mm / 8.000 mm 50 km/h

Il dumper Bell B30E monta pneumatici radiali 23.5 R 25. Come optional (vedi foto) può montare anche pneumatici 750/65 R 25, ad alto galleggiamento, in grado di affrontare i terreni più fangosi

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ATTREZZATURE MB Crusher

IL RECUPERO dell’asfalto

Le imprese specializzate nel settore del ripristino delle pavimentazioni stradali che si sono (sempre più) attrezzate per riciclare l’asfalto hanno aperto “la strada” a nuove fonti di reddito di Stefano Vitali

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I

l settore stradale è stretto tra le esigenze del lavoro, i costi di trasporto e smaltimento del materiale e le normative a tutela dell’ambiente. Qualunque impresa sia attiva in un cantiere stradale - che si tratti del rifacimento di una grande arteria e/o la riqualificazione di una strada cittadina, oppure ancora si occupi di lavorare e commerciare conglomerati bituminosi conosce a fondo le criticità del mestiere. Quali sono le più rilevanti, tra queste

I FRANTOI MOBILI MB CRUSHER SI AGGANCIANO A QUALSIASI MACCHINA OPERATRICE PRESENTE IN CANTIERE E LA TRASFORMANO IN UN POTENTE FRANTOIO

criticità? Certamente gli enormi costi di trasporto e di smaltimento dell’asfalto di risulta, nonché i costi di acquisto delle nuove materie prime. “Ogni giorno - evidenzia un imprenditore del settore - ci confrontiamo con il costo dell’asfalto in tutti i casi di rifacimento del manto stra-

CON LE SOLUZIONI PROPOSTE DA MB CRUSHER ANCHE LE IMPRESE CHE OPERANO NEL SETTORE STRADALE DIVENTANO COSÌ AUTONOME E COMPETITIVE

dale: una volta fresato il vecchio asfalto, le imprese devono caricare l’enorme quantità di materiale sui camion e trasportarlo altrove. Ciò con conseguenti ricadute gravose sui costi, sui tempi di realizzazione e sull’ambiente”. Da debolezza a punto di forza Grazie al filo diretto che MB Crusher ha con i cantieri di tutto il mondo, l’azienda veneta ha messo a fuoco questo punto di debolezza, trasformandolo in un punto di forza. La soluzione individuata? I frantoi mobili MB Crusher, attrezzature che si agganciano a qualsiasi macchina operatrice presente in cantiere e la trasformano in un potente frantoio. Tutto l’asfalto può essere frantumato nella granulometria necessaria per essere impiegato immediatamente, all’interno del cantiere stesso, anche come sottofondo stradale. Con queste soluzioni proposte da MB Crusher le imprese diventano così autonome e competitive. L’esperienza di un capo cantiere è sintetizzata in queste parole: “Asfalti e bitumi, ma anche vecchie pavimentazioni di marciapiedi e piazze sono diventati per noi una risorsa. Possiamo riutilizzare il materiale direttamente in cantiere oppure rivenderlo. Con i frantoi mobili MB Crusher abbiamo creato nuove opportunità di business e una maggiore redditività delle commesse”.

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ATTREZZATURE i macchinari MB Crusher il materiale può essere frantumato in modo facile anche a pochi millimetri. In Brasile, ad esempio, un’azienda ha utilizzato una benna frantoio BF70.2 per frantumare l’asfalto fresato – RAP – e l’ha così potuto riutilizzare all’interno dello stesso cantiere. Il materiale processato dai macchinari MB Crusher diventa dunque nuova opportunità di business all’interno del cantiere, che quindi non deve interrompere il suo ciclo di lavoro e non causa costi di trasporto e smaltimento. Un esempio? A Reykjavík, le piste d’atterraggio del più UNA BENNA FRANTOIO MB-BF120.4 MONTATA SU ESCAVATORE CINGOLATO KOMATSU PC400

Referenze dall’estero Significativi, in tal senso, sono i risultati di un’azienda cilena che si occupa di lavori stradali: grazie all’utilizzo della benna frantoio MB-L200 essa è riuscita a riciclare il materiale per usarlo come sottofondo: approvvigionamento del materiale a costo e tempo zero. Molto spesso, poi, all’interno di uno stesso cantiere è necessario poter disporre di materiali di diversa granulometria: con UNA BENNA FRANTOIO MB-L160 S2 MONTATA SU MINIPALA CINGOLATA CATERPILLAR 289D

grande aeroporto islandese sono state rifatte utilizzando come base il granulato del vecchio asfalto, grazie al lavoro della benna frantoio BF70.2. Ogni benna frantumatrice firmata MB Crusher, quindi, è costruita per adattarsi con facilità alle molteplici esigenze del cantiere: si aggancia a qualsiasi macchina operatrice, frantuma ogni genere di asfalto o di altro materiale, non richiede personale specializzato per la manutenzione e può lavorare senza interruzioni. L’esperienza dei cantieri ha confermato che le attrezzature proposte sul mercato da MB Crusher sono partner qualificati e affidabili per garantire alle imprese il riciclo dell’asfalto, aprendo nuove vie al profitto e alla tutela dell’ambiente. ■ UNA BENNA VAGLIANTE MB-S10 S4 MONTATA SU ESCAVATORE CINGOLATO KUBOTA U55-4 72 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


L’arte della stampa al servizio delle tue idee

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HandsOn

UN “PIANO” CONTROLLATO

ETTORE ZANATTA

LA LAMA DOZER LASER “XPLANE” PROPOSTA DALL’AZIENDA DI SARSINA È IDEALE PER ESEGUIRE LAVORI DI SBANCAMENTO E REINTERRO E PER RENDERE UNIFORMI I PIANI DI LAVORAZIONE. PROGETTATA IN OTTICA 4.0 E UTILIZZABILE IN MODALITÀ WIRELESS, PRESENTA DIVERSE SPECIFICHE TECNICHE INNOVATIVE 74 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


LA LAMA DOZER LASER CANGINI XPLANE 4.0

I

n oltre 30 anni di attività la Cangini (Sarsina – FC) ha sempre investito nel suo reparto di Ricerca e Sviluppo e, in generale, nella tecnologia, con l’obiettivo di migliorarsi costantemente.

Ogni segnale proveniente dal mercato, ogni evoluzione, ogni esigenza del cliente viene raccolta e analizzata dall’azienda romagnola, al fine di offrire la migliore soluzione possibile. La passione per l’innovazione, infatti, è un pilastro per

la Cangini, realtà made in Italy in grado di creare prodotti sempre più sicuri, efficienti e al passo con i tempi. La dedizione dei tecnici Cangini nel concepimento di nuove idee si è concretizzato nella realizzazione di diversi

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 75


HandsOn

La lama dozer laser “Xplane” di Cangini - proposta in tre versioni, con lunghezze di 2.300 mm, 2.500 mm e 2.800 mm - si distingue per un design compatto ed è ideale per eseguire lavori di sbancamento e reinterro e per rendere uniformi i piani di lavorazione in molteplici ambiti di utilizzo

prodotti unici e brevettati (l’azienda può vantare a oggi 20 brevetti), che la distinguono nel mercato delle attrezzature per macchine operatrici movimento

terra e agricole. Al periodo di progettazione seguono la fase prototipale e i molteplici test di collaudo eseguiti con cura e precisione, per garantire prodot-

La lama centrale è robusta, reversibile e intercambiabile, realizzata in acciaio HB400 e studiata per resistere alle sollecitazioni più elevate

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Con la lama dozer laser Xplane è possibile variare idraulicamente l’angolo di inclinazione fino a un massimo di ±8° per lato (orizzontalmente) e di ±15° (lateralmente)


LA LAMA DOZER LASER CANGINI XPLANE 4.0 Un apposito elemento indica l’esatta centratura della lama, per far sì che quest’ultima e il terreno siano perfettamente allineati. L’impostazione viene eseguita dall’operatore direttamente dalla cabina

La nuova cinematica meccanica permette movimenti particolarmente fluidi

novativa progettata per eseguire lavori di sbancamento e rinterro e per rendere uniformi i piani di lavorazione nei settori più diversi, dalle opere stradali a quelle agricole, con l’obiettivo di risponde-

ti finali conformi alle aspettative e performanti sotto ogni aspetto. Strumentazione di ultima generazione In tutti i casi, complessi calcoli di dati e simulazioni, nonché centinaia di ore di test in campo prove, hanno dato vita alla migliore tecnologia possibile sulla quale contare per le operazioni in cantiere. Ciò è avvenuto anche per la lama dozer laser Xplane, un’attrezzatura in-

Il pannello di controllo posto in cabina permette all’operatore di gestire manualmente tutte le funzioni della lama e di trasmettere i comandi al Control Box tramite comunicazione wireless

Il nuovo pattino stabilizzatore (deflettore) è stato ideato per ridurre al minimo il beccheggio della macchina operatrice e ottimizzare le fasi di livellamento e compattazione. La forza che il deflettore esercita sul terreno è gestita dalla cabina e impostata in funzione della tipologia di terreno su cui si opera

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HandsOn STRUMENTAZIONE LASER “MADE IN CANGINI”

TERMINALE OPERATORE WIRELESS IN CABINA

CONTROL BOX

SPONDE LATERALI OPZIONALI (AZIONAMENTO MECCANICO/IDRAULICO)

NUOVO PATTINO STABILIZZATORE (DEFLETTORE)

78 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


LA LAMA DOZER LASER CANGINI XPLANE 4.0 I PUNTI DI FORZA LA TECNOLOGIA WIRELESS

NUOVA CINEMATICA MECCANICA

IL NUOVO PATTINO STABILIZZATORE

LA PREDISPOSIZIONE PER INDUSTRIA 4.0

LE SPONDE LATERALI GESTIBILI SINGOLARMENTE

L’ANGOLAZIONE LATERALE IDRAULICA DELLA LAMA re all’esigenza, sempre più pressante, di aumentare il livello di precisione nell’esecuzione del piano. Disponibile in tre versioni e utilizzabile su minipale e pale articolate da 1,5 a 8 t, la lama dozer laser Xplane si presenta con un design compatto e pulito che gli consente di garantire un’elevata fluidità dei movimenti e un beccheggio ridotto al minimo, per un risultato di grande precisione e massima finitura. Si tratta, quindi, di uno strumento ideale per creare un piano con-

DESIGN COMPATTO

INCLINAZIONE IDRAULICA LATERALE DI ±15°

LAMA REVERSIBILE E INTERCAMBIABILE IN HB400

INCLINAZIONE IDRAULICA ORIZZONTALE DI ±8°

Il Control Box visualizza costantemente la posizione della lama dozer laser Xplane rispetto al segnale laser, indicando gli adeguamenti sia in funzione automatica che manuale. La comunicazione wireless attuata con il pannello di controllo consente all’operatore di chiudere completamente la cabina in qualsiasi condizione metereologica, grazie all’assenza e all’intralcio di cavi di collegamento

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 79


HandsOn L’estrema precisione della finitura del livellamento è resa possibile dalla strumentazione laser di ultima generazione. Il trasmettitore laser invia i dati al ricevitore che pilota direttamente la lama, creando il piano. Si può scegliere se pilotare manualmente la lama o in modo completamente automatico

Il sistema di ricezione laser, con pali sfilabili, così come i relativi sensori sono di progettazione “made in Cangini”

trollato e che permette di gestire l’operazione con grande accuratezza. La lama è studiata per resistere alle sollecitazioni più elevate grazie alla sua struttura robusta e compatta. Un evidente vantaggio è anche la strumentazione laser di ultima generazione di cui è dotata l’attrezzatura, che rende possibile l’estrema precisione della finitura del livellamento.

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LA LAMA DOZER LASER CANGINI XPLANE 4.0 Tutto sotto controllo Il pannello di controllo dell’operatore, posto all’interno della cabina e collegabile all’accendisigari (12V), trasmette i comandi al Control Box installato sopra la lama tramite comunicazione wireless (l’operatore può scegliere se gestire in modo manuale la lama sfruttando i dati inviati dal trasmettitore e visibili sul pannello di comando o, in alternativa, lavorare in maniera totalmente automatica). I monitor in dotazione sono quindi due: il pannello di controllo interno, che permette all’operatore di manovrare manualmente la lama in tutte le sue funzioni, e il Control Box esterno, grazie al quale l’operatore monitora costantemente la posizione della lama rispetto al segnale laser per poter intervenire con eventuali azioni correttive. In tal modo tutto il processo di lavoro è costantemente sotto controllo. La lama dozer laser Xplane presenta una cinematica meccanica che permette movimenti ancora particolarmente fluidi e una struttura concepita per ren-

dere l’attrezzatura resistente e compatta. Il pattino stabilizzatore (deflettore) di cui è dotata la lama riduce il beccheg-

Le sponde laterali (opzionali), ad azionamento meccanico o idraulico, possono essere gestite singolarmente dall’operatore e permettono di aumentare la capienza del versoio

gio della macchina operatrice migliorando il livellamento e la compattazione (la forza esercitata sul terreno viene direttamente controllata dalla cabina). A questo elemento si aggiungono le sponde laterali opzionali, azionabili idraulicamente o meccanicamente dalla cabina, che permettono di aumentare la capienza del versoio. Grazie alle continue sperimentazioni sui campi prova e al costante lavoro di implementazione tecnologica, la lama dozer laser Xplane di Cangini è diventata una delle sue attrezzature innovative di punta, in grado di soddisfare anche le esigenze più professionali di un mercato sempre in crescita. ■

LA SCHEDA TECNICA La lama dozer laser Xplane Larghezza lama:

LBD230 XPLANE LBD250 XPLANE LBD280 XPLANE 2.300 mm

2.500 mm

Altezza lama:

720 mm

Sbalzo frontale:

870 mm

Larghezza lama a 15°: Peso lama (senza attacco):

2.800 mm

2.200 mm

2.400 mm

2.700 mm

695 kg

717 kg

736 kg

Pressione idraulica max.:

220 bar

1 Pannello di controllo operatore wireless 2 Inclinazione idraulica orizzontale di ±8° 3 Inclinazione idraulica laterale di ±15° 4 L ama centrale reversibile e intercambiabile

5 Control Box 6 Pattino stabilizzatore 7 Attacco pale articolate (optional) 8 Sponde laterali meccaniche (optional) 9 Sponde laterali idrauliche (optional)

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 81


COMPONENTI Panasonic

La digitalizzazione delle costruzioni La scelta di dispositivi mobili “rugged” e dotati di tecnologia GPS può rivoluzionare l’approccio ai dati in cantiere. Vediamo una soluzione “intelligente” proposta sul mercato da uno specialista del settore di Pietro Gabrielli

Q

uando si parla di tecnologia GPS il primo pensiero va alle istruzioni fornite dal proprio navigatore satellitare per trovare una destinazione, ma in molti settori - come quello dell’edilizia - essa può offrire molto di più. Oggi, infatti, in combinazione con il “mobile computing”, la tecnologia GPS sta dimostrando di

poter avere un enorme impatto sul settore delle costruzioni, con diverse aree in cui la tecnologia GPS viene sempre più utilizzata, in abbinata a dispositivi mobili in grado di sopportare le condizioni difficili del sito lavorativo, come i tablet e notebook rugged della gamma TOUGHBOOK Panasonic, realtà specializzata che nel mercato europeo ha il 45% di market share per notebook e ta-

82 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

blet rugged professionali. Se pensiamo che la digitalizzazione del settore delle costruzioni passa per l’introduzione di strumenti di lavoro intelligenti e la digitalizzazione di tutte le attività operative è chiaro come l’utilizzo di dispositivi mobili robusti ed efficienti possa contribuire al suo progresso, con particolare applicazione in due ambiti. L’importanza della geolocalizzazione Dallo studio e progettazione iniziale del cantiere, passando per lo stato di avanzamento dei lavori fino alla consegna del progetto: in ogni fase del processo di costruzione, l’utilizzo di fotografie georeferenziate è cruciale per risparmiare tempo e risorse.


Per “geolocalizzazione”, nella fattispecie, si intende il processo di aggiunta di metadati di identificazione geografica a un supporto, come una foto o un video, per identificare chiaramente la posizione geografica specifica catturata nell’immagine. Nella fase di ricerca e progettazione, i dispositivi mobili “rugged” possono essere lo strumento ideale per scattare fotografie georeferenziate di punti specifici o oggetti fissi in loco; in seguito, le informazioni provenienti da queste foto possono essere incluse nella documentazione CAD o BIM del cantiere. Man mano che si procede nei lavori le foto georeferenziate possono essere scattate per L’UTILIZZO DI DISPOSITIVI MOBILI ROBUSTI ED EFFICIENTI PUÒ CONTRIBUIRE AL PROGRESSO DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

SCEGLIERE DISPOSITIVI MOBILI DOTATI DI UNA TECNOLOGIA COME QUELLA PROPOSA DA PANASONIC PUÒ AIUTARE LE SOCIETÀ DI COSTRUZIONI A RINTRACCIARE EFFICACEMENTE COMPUTER E DATI

monitorare i progressi e registrare l’avanzamento del cantiere, sia come reportistica che per dimostrare il rispetto degli obblighi contrattuali. Inoltre, le foto con tag geografici sono molto utili per acquisire, per riferimento futuro, i dettagli dell’infrastruttura che a lavori completati si troveranno sottoterra o all’interno di pareti, rimanendo pertanto non visibili. Tutte informazioni estremamente utili da consegnare al team di facility management una volta concluso il cantiere.

pertanto aiutare le società di costruzioni a rintracciare efficacemente computer e dati. Ad esempio, Panasonic collabora con una serie di partner software per garantire questo tipo di asset management, come B2M, Absolute e NetMotion. Le applicazioni di questi software possono essere varie, come il monitoraggio dello di salute del dispositivo oppure l’ottimizzazione della connettività, ma tutte hanno in comune la possibilità di tracciare e localizzare i device. In caso di furto, è inoltre possibile eliminare tutti i da-

ti da remoto, per proteggere informazioni sensibili, o rendere il dispositivo inutilizzabile. Tutti i laptop, tablet e dispositivi “handheld rugged” della gamma Panasonic TOUGHBOOK sono dotati di tecnologia GPS: possono quindi fornire foto georeferenziate e sono compatibili con le applicazioni di attivazione di geofencing. Per applicazioni specialistiche che richiedono una precisione ancora maggiore, Panasonic offre peraltro un’unità GPS professionale U-Blox integrata opzionale, da utilizzare con i sistemi operativi Windows. ■

“A BETTER LIFT AND A BETTER WORLD” Panasonic Corporation è uno specialista a livello mondiale nello sviluppo e nella produzione di prodotti per l’elettronica di consumo e nell’offrire ai clienti soluzioni di elettronica, sicurezza abitativa, automotive e B2B. L’azienda, che ha festeggiato il suo 100° anniversario nel 2018, è cresciuta a livello globale e oggi è attiva attraverso 528 società sussidiarie e 72 aziende consociate in tutto il mondo, registrando ricavi netti pari a 61,9 miliardi di euro nell’esercizio conclusosi il 31 marzo 2020. Attraverso il continuo impegno nel perseguire

Geofencing per la sicurezza Il geofencing è un servizio di localizzazione di dispositivi mobili in cui il software utilizza dati GPS, RFID, Wi-Fi o mobili per attivare un’azione pre-programmata ogni volta che un device lascia un limite virtuale, impostato attorno a una posizione geografica, noto come geofence. Scegliere dispositivi mobili dotati di tale tecnologia può

valore attraverso l’innovazione in tutte le sue divisioni di business, l’azienda ha come obiettivo quello di creare per i suoi clienti “a better life and a better world”. Panasonic Mobile Solutions Business è una delle divisioni di Panasonic System Communications Company Europe (PSCEU): con sede a Wiesbaden (Germania), la divisione assiste gli operatori mobili migliorandone la produttività con la sua gamma TOUGHBOOK che comprende notebook, tablet e palmari rugged dedicati al mondo del lavoro. Panasonic è leader del mercato europeo con il 45% di market share per notebook e tablet rugged professionali (dati relativi al 2019 - ricerca VDC, marzo 2020).

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 83


TECNOLOGIE Robert Bosch

L’era del “Super-Truck” Un progetto di ricerca per sviluppare un assistente per la guida autonoma in grado di mantenere alto il livello di attenzione necessario a evitare incidenti. Un compagno di viaggio virtuale che aumenta la sicurezza degli autocarri sulle strade e l’affidabilità della guida autonoma tra i conducenti di autocarri, capace di garantire l’interazione perfetta tra conducente e camion nella guida autonoma di Mirko Brusamolino

G

li autocarri sono la colonna portante della logistica, con gran parte di tutte le merci che vengono trasportate giornalmente, sia da un cantiere all’altro che semplicemente su strada. Tempi stringenti, orari di lavoro prolungati e guida monotona nel traffi-

co fanno parte della routine quotidiana degli autotrasportatori e se l’autista è distratto, stanco o reagisce in ritardo, le conseguenze potrebbero essere gravi. Le funzioni di guida autonoma sono una chiave per evitare incidenti e situazioni pericolose: allertano gli autisti, li supportano nelle situazioni critiche e sono

84 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

sempre più in grado di svolgere compiti monotoni e faticosi. Al tempo stesso le persone rimangono insostituibili, anche nei livelli successivi di automazione, e devono essere in grado di prendere il controllo, se necessario. Negli ultimi tre anni e mezzo il progetto TANGO si è focalizzato sul trovare il modo di coordi-


ALCUNE TELECAMERE RILEVANO SE L’AUTISTA CHIUDE GLI OCCHI, SBATTE LE PALPEBRE DI FREQUENTE, SE LO SGUARDO NON È INDIRIZZATO SULLA STRADA E PERFINO SE LA TESTA SI INCLINA LATERALMENTE A CAUSA DELLA STANCHEZZA

nare l’interazione tra veicolo e autista. TANGO sta per “Technologie für automatisiertes Fahren, die nutzergerecht optimiert wird” in tedesco, l’equivalente italiano di “Tecnologia per la guida autonoma, ottimizzata per le esigenze dell’utente”. Il progetto si è concentra-

to sulla guida autonoma (livelli SAE 2 e 3), la creazione di un compagno virtuale che mantenga alto il livello di attenzione dell’autista, contrasti la fatica e renda la guida il più piacevole possibile. Oltre a Bosch hanno preso parte al progetto società come Volkswagen e MAN Truck &

IN FUTURO, LE FASI DI GUIDA MANUALE E AUTONOMA SI ALTERNERANNO: COME IN UNA GARA A STAFFETTA, LA RESPONSABILITÀ DELLA GUIDA PASSERÀ DAL VEICOLO ALL’AUTISTA E VICEVERSA

Bus, ma anche l’Università di Stoccarda, l’istituto Hochschule der Medien, Spiegel Institut e CanControls. TANGO è stato finanziato con circa 5 milioni di euro dal Ministero federale tedesco dell’economia e dell’energia (BMWi).

PER GARANTIRE UN’INTERAZIONE PERFETTA TRA VEICOLO E CONDUCENTE È NECESSARIO CHE IL FUNZIONAMENTO SIA SEMPLICE, INTUITIVO E ACCATTIVANTE

Assistenza alla guida “Nel prossimo futuro le fasi di guida manuale e autonoma si alterneranno: come in una gara a staffetta, la responsabilità della guida passerà dal veicolo all’autista e viceversa”, ha dichiarato Michael Schulz, Project Manager di Bosch. “Nella guida parzialmente autonoma, di livello SAE 2, l’autista deve essere pronto a intervenire in qualsiasi momento; nella guida autonoma, di livello SAE 3, solo quando necessario. L’obiettivo è gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 85


TECNOLOGIE

STUDIO SUL CAMPO

Per comprendere le cause della stanchezza e della distrazione e per determinare con precisione i requisiti del compagno virtuale i ricercatori hanno viaggiato con gli autisti sulle strade, li hanno intervistati in merito alle loro esperienze, hanno valutato i diari di bordo online e hanno confrontato ripetutamente i livelli di sviluppo intermedi tramite test, apportando modifiche al sistema. Questo processo ha coinvolto simulatori di guida e test drive. In un autocarro, anche il lato passeggero dell’abitacolo è stato dotato di volante, freni, acceleratore e di tutti gli elementi di controllo e visualizzazione necessari, con le due postazioni separate da uno schermo per la privacy. Questo approccio, denominato il “Mago di Oz”, ha permesso ai ricercatori di simulare la funzione autonoma e osservare il comportamento dell’utente in condizioni reali. “Il nostro lavoro si è focalizzato sull’utente e sulle sue esigenze”, ha sottolineato Schulz. “I ricercatori sono partiti dalla premessa che gli autisti di mezzi pesanti spesso hanno delle riserve riguardo la guida autonoma, poiché associano questa tecnologia alla paura che essa possa privarli progressivamente delle loro responsabilità e del loro lavoro. Di conseguenza, non sempre utilizzano i sistemi di assistenza oggi disponibili che a volte vengono totalmente disattivati. Il progetto ha mostrato che l’argomento più convincente a favore di una maggiore automazione è l’aumento di sicurezza, ma anche il comfort e una guida più rilassata giocano un ruolo importante.”

mantenere a livello ottimale la condizione dell’autista, in modo che sia sempre in grado di intervenire”. È qui che entra in gioco l’assistente di attenzione e attività. A seconda del livello di intervento, della condizione dell’autista e di cosa permette l’effettiva situazione di guida l’assistente può proporre al conducente varie attività: ascoltare musica o audiolibri, leggere le e-mail, scrivere messaggi, guardare film, programmare gli appuntamenti della giornata, pianificare il tragitto e proporre esercizi fisici per sgranchirsi durante 86 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

i lunghi viaggi. Il sistema deve non solo determinare in maniera affidabile la situazione di guida, ma anche rilevare e interpretare correttamente la condizione dell’autista in qualsiasi momento. Inoltre, il team del progetto di ricerca ha installato all’interno della cabina dei sensori di monitoraggio che utilizzano l’intelligenza artificiale. Alcune telecamere rilevano se l’autista chiude gli occhi, sbatte le palpebre di frequente, se lo sguardo non è indirizzato sulla strada e perfino se la testa si inclina lateralmente a causa della stanchezza. Algoritmi “intelligenti” valutano le immagini, le interpretano e lanciano delle contromisure che possono essere un avvertimento, una proposta di un’attività secondaria o un intervento attivo, come una frenata. Ambiti di applicazione In questo scenario si è posta particolare enfasi all’interfaccia uomo-macchina (HMI). “In futuro i veicoli dovranno interagire con il guidatore e fungere da partner”, ha dichiarato Schulz. “Per garantire un’interazione perfetta tra veicolo e conducente è necessario che il funzionamento sia semplice, intuitivo e accattivante”. Il prototipo contiene un pannello di controllo composto da diversi display che combina elementi visivi, acustici e tattili e raffigura l’assistente virtuale come un avatar. I risultati del progetto di ricerca sfoceranno in ulteriori ambiti come il monitoraggio interno, la guida autonoma e i sistemi di intrattenimento e possono essere applicati non solo agli autocarri, ma anche alle autovetture per aumentare ancora di più la sicurezza nel ■ traffico stradale.


IL CANTIERE È IL MIO

MONDO

È LA MIA

SCELTA www.onsitenews.it OnSite è un’iniziativa editoriale promossa da

UNDERGROUND

La rivista per le macchine, attrezzature e tecnologie per il movimento terra e il cantiere

La rivista per il sollevamento, la movimentazione industriale, la logistica e i trasporti speciali

La rivista per le macchine e le tecnologie per perforazioni, fondazioni e consolidamento

Il portale verticale che con notizie, video, archivio macchine ti porta in cantiere


Dossier

UN PROTOCOLLO SU MISURA PER RIPARTIRE IN SICUREZZA Dopo la chiusura indetta a marzo su tutto il territorio nazionale a causa della pandemia da Covid-19, il settore edile non ha più affrontato nuovi stop forzati o fermi dei lavori. Una delle motivazioni da attribuire a questo dato positivo, tra i pochi del 2020, è certamente l’attuazione dalla riapertura dei cantieri del nuovo Protocollo per il contenimento del virus nei luoghi di lavoro che, come promesso dalle istituzioni, ne ha permesso una riapertura duratura e in sicurezza, consentendo al settore di ristabilirsi dopo il (duro) primo semestre dell’anno di Mirko Brusamolino ha collaborato Gianni Gennari

S

ono passati ormai nove mesi dall’inizio di uno degli eventi di portata globale più drammatici degli ultimi anni che ha portato l’intero Paese a adeguare ogni aspetto della propria vita, da quello privato a quello lavorativo. Uno dei settori maggiormente colpito è stato innegabilmente quello del-

le costruzioni, che dopo la chiusura del 10 marzo ha visto una tanto attesa riapertura dal 4 maggio con però non poche novità all’attivo, sia in termini organizzativi per le imprese che operativi per gli addetti ai lavori. Il “Protocollo di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei Cantieri” in vigore dal 24 aprile 2020 ha enormemente

88 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

mutato l’equilibrio lavorativo all’interno dei cantieri, sia nella sua fase operativa che organizzativa, obbligando le imprese italiane ad adottare misure di prevenzione invasive ma essenziali al contenimento della diffusione del virus, in grado di garantire una riapertura stabile e in sicurezza necessaria al rilancio del settore dopo la chiusura totale nazionale.


IL CANTIERE POST COVID-19

Una riapertura in sicurezza Dopo un principio di contagio nel nord Italia, che porta il Governo a circoscrivere la Lombardia in zona rossa, in data 10 Marzo 2020 il Presidente del Consiglio in quel momento in carica, Giuseppe Conte, annuncia in diretta nazionale l’estensione delle procedure di chiusura su tutto il territorio nazionale. Come ben sappiamo questo porterà a una situazio-

ne di lockdown che si protrarrà per oltre due mesi, con la conseguente chiusura e inattività di cantieri e aziende - soprattutto piccole e medie imprese - per quasi tutto il secondo trimestre dell’anno. Pochi giorni dopo la chiusura del Paese, in data 14 marzo il Governo emana il primo “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19

negli ambienti di lavoro”, un documento di carattere generale che elencava le prime e basilari regole da adottare in contesti lavorativi. Un testo per tutte le categorie, tra i quali i settori delle opere pubbliche e dell’edilizia, che tuttavia non era pienamente applicabile in specifiche situazioni e condizioni di luoghi di lavoro quali i cantieri.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 89


Dossier A dieci giorni dalla data di riapertura del Paese nella tanto attesa Fase-2 il Governo emana un secondo documento che integra al Protocollo di marzo ulteriori e chiare misure specifiche per il settore, con l’obiettivo di regolamentare e fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento per contrastare l’epidemia nei cantieri. Il “Protocollo Cantieri”, così ribattezzato dagli addetti ai lavori, contiene misure obbligatorie che si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori presenti in cantiere e che seguono la logica della precauzione, attuando le prescrizioni del legislatore in conformità alle indicazioni dell’Autorità sanitaria. Il Protocollo cantieri Fase 2 Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai rappresentanti di ANCI, UPI, Anas, RFI, ANCE, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca CISL e Fillea CGIL, ha siglato il nuovo Protocollo di regole per il contrasto e il contenimento della dif-

fusione del virus Covid-19 nei cantieri (“Regole per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri – Fase 2) Il documento condiviso con le associazioni di categoria e le parti sociali integra i contenuti del precedente Protocollo adottato nel mese di marzo, definendo nuove misure in vista della progressiva riapertura nei cantieri, ed è aggiornato sulla base del Protocollo siglato dal Governo relativo a tutti i settori produttivi. Nel Protocollo vengono fornite indicazioni operative per incrementare in tutti i cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento dell’epidemia.

Sono inoltre previste verifiche dell’adozione da parte dei datori di lavoro delle prescrizioni stabilite con i rappresentanti sindacali e attraverso l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail. Le regole principali che i datori di lavoro devono adottare nei cantieri: - informazione sugli obblighi nel cantiere; - dispositivi di protezione individuale; - m odalità di accesso dei fornitori esterni ai cantieri; - pulizia e igiene nel cantiere; - g estione spazi comuni (mensa, spogliatoi); - organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione del cronoprogramma delle lavorazioni); - gestione di una persona sintomatica in cantiere; - esclusione dalle penali per ritardi nei lavori. Una questione di organizzazione Tra le prime indicazione presenti nel documento vi sono tutte quelle misure di natura logistica per le quali il datore di lavo-

IL CANTIERE POST COVID-19 È SEMPRE PIÙ DIGITALE

STEFANO AMISTA

SPECIALIST SOLUZIONI GESTIONALI E BIM, TEAMSYSTEM CONSTRUCTION

curando le distanze tra i lavoratori e tu-

tare soluzioni innovative che magari fi-

telando la loro salute. Dall’altro, la ne-

no a ieri non usavano, nuove piattafor-

cessità di lavorare da remoto e in smart

me e nuovi approcci in linea con la si-

working ha dimostrato quanto ormai

tuazione attuale e con lo smart working.

sia fondamentale digitalizzare i propri

Ora è evidente a tutti che sia fondamen-

processi e abbracciare le nuove tecno-

tale digitalizzare i propri processi e ar-

logie come BIM.

rivare al cantiere 4.0. La situazione ci

TeamSystem Construction – la società

spinge a digitalizzare ottenendo bene-

del Gruppo TeamSystem specializzata

fici: cambiare per lavorare meglio, non

in soluzioni informatiche per le imprese

solo in epoca Covid”. Ma cosa vuol di-

di costruzioni e dei professionisti dell’e-

re digitalizzare? Ancora Amista: “Smart

dilizia – fin da subito ha messo a dispo-

working non significa solo lavorare da

sizione strumenti e consigli per affron-

casa, digitalizzare non significa solo

4 maggio 2020: è la data della ripartenza

tare al meglio questa nuova fase. E lo ha

passare dai documenti cartacei ai file.

per il settore delle costruzioni, si torna

fatto non solo con nuovi strumenti soft-

Ma abilitare il lavoro ovunque ci si trovi,

in cantiere dopo il lockdown imposto

ware, ma anche con un approccio orga-

in ufficio così come da casa, nel rispetto

dalla pandemia. La pausa delle ultime

nizzativo diverso. “La digitalizzazione,

della sicurezza e dell’integrità dei dati”.

settimane a causa del Coronavirus ha

tra BIM, Cloud e Cognitive sta inevita-

Fondamentale in questo processo di di-

portato il settore a interrogarsi su co-

bilmente portando i cantieri sempre più

gitalizzazione è il Cloud, che porta van-

sa cambierà e su come affrontare la ri-

verso l’Industria 4.0”, afferma Stefano

taggi anche in termini economici, elimi-

apertura al meglio. Da un lato, si dovrà

Amista, Specialist Soluzioni Gestionali e

nando i costi interni legati a server, bac-

tornare al lavoro seguendo nuovi pro-

BIM di TeamSystem Construction. “Per

kup, aggiornamenti.

tocolli di sicurezza, nuove regole, assi-

ripartire molte imprese dovranno adot-

(Gianni Gennari)

90 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


IL CANTIERE POST COVID-19 ro, in collaborazione con il coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori, riorganizza le modalità, le zone e i turni di lavoro al fine di tutelare la salute delle persone presenti all’interno del cantiere e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. Indicazioni volte principalmente a ridurre il più possibile la presenza del personale sul sito di lavoro, unica vera arma contro la diffusione del virus, ma sempre nei limiti e nelle possibilità delle aziende. In queste disposizioni viene esortata l’azienda ad attuare modalità di lavoro di supporto al cantiere che possano essere svolte dal proprio domicilio o a distanza, in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione capace di ridurre il più possibile la presenza del personale sul sito e sospendere quelle lavorazioni che possono essere svolte attraverso una riorganizzazione delle fasi di lavoro ed eseguite in tempi successivi senza compromettere le opere realizzate. Il lavoro a distanza, o “smart working”, rimane ancora oggi il metodo più efficace per ridurre il rischio di contagio in cantiere e quindi la via preferenziale da adottare secondo il protocollo, fermo restando che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause) e che sia uno strumento confacente alle necessità dell’azienda. Nel caso si verifichi, in determinati settori produttivi in cantiere, l’impossibilità per il datore di lavoro di organizzare modalità di lavoro a distanza è necessario per i lavoratori poter garantire il rispetto del distanziamento sociale durante tutta la permanenza in cantiere attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro da parte del datore di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni del cantiere. Nel caso di ambienti dove operino più lavoratori contemporaneamente il Protocollo richiede di attuare procedure che favoriscano il distanziamento sociale attraverso un piano differenziato di turnazione degli orari di lavoro dei dipendenti, così da ridurre il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenire assembramenti all’entrata e all’uscita. Questo procedimento, oltre che diminu-

COSA FANNO LE IMPRESE/1

L’ESEMPIO “CLOUD” DI SEA vare il lavoro agile. “Circa un anno e mezzo fa abbiamo scelto di adottare i software di TeamSystem Construction”, afferma l’Ing. Valeria Aloise, Controller e Project Manager di SEA srl (Società Europont Appalti srl).“ Installati su server in Cloud, sono accessibili in qualsiasi momento da qualsiasi dispositivo collegato a Internet.

ING. VALERIA ALOISE CONTROLLER E PROJECT MANAGER, SEA

Ovunque possiamo lavorare come se fossimo in ufficio, garantendo

Un esempio concreto di digitaliz-

un flusso documentale dal cantiere

zazione dei processi in ottica can-

all’amministrazione. I due software

tiere 4.0 arriva da SEA, impresa di

sono collegati e questo porta eviden-

costruzioni romana operativa in

ti vantaggi: capiamo immediatamen-

progetti pubblici e privati. SEA ha

te l’andamento di costi e ricavi, vi-

adottato i software TeamSystem

sualizzabili anche graficamente. La

Construction Project Management

comunicazione tra i due software dà

(CPM) e TeamSystem Construction

la possibilità di avere report giorna-

Gestione Imprese per gestire sia gli

lieri, settimanali e mensili, grazie ai

aspetti tecnici in cantiere che quelli

quali si può dialogare e individuare

amministrativi. SEA aveva la neces-

soluzioni ai problemi legati alle fasi

sità di migliorare i processi azienda-

che non hanno avuto i risultati spe-

li, in ottica di uniformità e conserva-

rati. In questo periodo di pandemia

zione dei dati; di favorire la collabo-

abbiamo capito l’importanza di que-

razione tra diverse figure aziendali;

sti strumenti: anche lavorando da ca-

di eliminare gli errori causati dalla

sa non c’è stato nessun problema a

frammentarietà dei dati e di incenti-

svolgere i lavori d’ufficio”.

ire al massimo i contatti tra i dipendenti, favorisce la creazione di gruppi autonomi, distinti e riconoscibili, che permette un più agevole e rapido tracciamento di possibili persone entrae in contatto con altri lavoratori risultati positivi al virus. Nel caso in cui, anche attraverso una riorganizzazione delle attività, degli spazi di lavoro e una più flessibile turnazione dei dipendenti, sia impossibile in un luogo di lavoro garantire il corretto distanziamento tra i dipendenti, il Protocollo stabilisce l’uso degli ammortizzatori sociali per il lavoratore, così da consentire, in caso di necessità, l’astensione dal lavoro senza perdite di retribuzione. Rimane comunque incentivato nel documento l’applicazione delle ferie maturate e di congedi retributivi per i dipendenti, nonché altri strumenti previsti dalla normativa vigen-

te e dalla contrattazione collettiva per le attività di supporto al cantiere. Infine, vengono limitati al massimo gli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere, contingentando l’accesso agli spazi comuni anche attraverso la riorganizzazione delle lavorazioni e degli orari del cantiere. Vengono inoltre sospese e annullate tutte le trasferte e viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate e organizzate. Inutile dire che contingentare la popolazione presente nelle aree o regioni più a rischio è di fondamentale importanza al fine di evitare il diffondersi del virus in zone meno esposte e di incrementare l’emergenza sanitaria del Paese, anche se questo comporta la privazione degli spostamenti verso comuni e regioni differenti dalla propria.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 91


Dossier COSA FANNO LE IMPRESE/2

GARC, UN MODELLO CONDIVISO OLTRE IL PROTOCOLLO che ha definito gli adempimenti e le mi-

dell’azienda. Sono stati attivati corsi di

sure di prevenzione che sono state in se-

informazione, formazione e addestra-

guito adottate per garantire la sicurezza

mento sulle nuove regole, disposizio-

dei propri lavoratori, dei subappaltatori

ni e procedure aziendali, oltre che sulle

e dei clienti in relazione alla diffusione

buone norme e prassi igienico-sanita-

epidemica del Covid-19.

rie da adottare per contrastare la dif-

Il documento bilaterale introduce prassi

fusione epidemica, garantire la salute

assolutamente innovative e applicabili

dei lavoratori e la continuità aziendale.

Garc è un’impresa generale di costru-

anche grazie alla forte integrazione di-

L’impresa ha provveduto anche alla va-

zioni con sede a Carpi (MO). Fondata

gitale dei propri processi e delle miglio-

lutazione accurata del rischio derivante

nel 1975, in circa 40 anni di attività ha

ri prassi messe in atto durante anni di

dall’epidemia e ha aggiornato di con-

raggiunto altissimi livelli di specializ-

esperienze in ambienti industriali com-

seguenza il documento di valutazione

zazione progettando e costruendo edi-

plessi e in contesti impegnativi.

del rischio aziendale, stabilendo le re-

fici per uso civile e industriale e ope-

Tra i punti salienti del protocollo vi sono

gole di igiene e prevenzione valide per

re infrastrutturali quali urbanizzazioni,

le attività di pulizia, disinfezione e sani-

le sedi e per i cantieri.

impianti e reti tecnologiche.

ficazione prima della riapertura, le modi-

Garc ha voluto mettere questa espe-

Nel maggio dello scorso anno, in pre-

fiche e predisposizioni degli ambienti di

rienza a disposizione di chiunque vo-

visione della riapertura delle attività

lavoro, compresi i cantieri, con l’installa-

glia trarne linee di comportamento uti-

del settore delle costruzioni, l’impresa

zione anche di tunnel di accesso, termo-

li, e per questo il documento è stato

Garc, in continuità con la propria visio-

camere e nastri di disinfezione, oltre ai

valutato anche da ANCE Emilia Area

ne fortemente connotata dal persegui-

presidi sui mezzi di trasporto per garan-

Centro, l’associazione dei costruttori

re la tutela delle comunità nelle quali

tire il distanziamento sociale.

di Bologna, Ferrara e Modena, che ha

opera, ha istituito un tavolo collabo-

Al momento della riapertura sono sta-

ritenuto il documento un modello di

rativo con le organizzazioni sindaca-

te ovviamente adottate tutte le procedu-

buone prassi che fanno da esempio

li territoriali dei lavoratori - Fillea Cgil

re operative previste dal Protocollo go-

per la qualità che le imprese associa-

Modena, Feneal Uil Modena e Filca

vernativo ma, inoltre, in accordo con la

te sono in grado di mettere in campo.

Cisl Emilia Centrale - che si è concluso

Regione Emilia Romagna sono stati atti-

(Gianni Gennari)

con la sottoscrizione di un documento

vati i test sierologici per tutto il personale

Obblighi informativi Dopo le misure per la predisposizione in sicurezza del luogo di lavoro seguono i doveri per il datore di lavoro di fornire una corretta informazione circa gli obblighi e i comportamenti da tenere in cantiere, così da instaurare una corretta comunicazione con i dipendenti e l’autorità sanitaria, requisito fondamentale per prevenire situazioni di contagio e l’instaurarsi di focolai. Il datore di lavoro informa tutti i lavoratori e chiunque entri nel cantiere circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso del sito e nei luoghi maggiormente frequentati appositi cartelli che segnalino le corrette modalità di comportamento. Tra i vari doveri informativi c’è quello di segnalare al personale l’obbligo, prima dell’accesso al cantiere, di sottoporsi

al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura dovesse risultare superiore ai 37,5°, l’accesso al cantiere non è consentito e le persone in tale condizione sono momentaneamente isolate e fornite di mascherine. Oltre a ciò, il datore di lavoro ha l’obbligo di informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in cantiere, della preclusione dell’accesso a chi, nei 14 giorni precedenti, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid-19 o provenga da zone ritenute a rischio dalle Autorità. Oltre ai doveri di informazione per il datore di lavoro esistono obblighi anche per il dipendente che impongono di non poter fare ingresso, poter permanere in cantiere e di dichiarare tempestivamente laddove sussistano condizioni di pericolo, quali sintomi di influenza, temperatura elevata e provenienza da zone a rischio o contatto

92 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, tutte situazioni nelle quali i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria rimanendo nel proprio domicilio. Sussiste anche l’impegno del dipendente a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in cantiere, quali il mantenere la distanza di sicurezza, utilizzare gli strumenti di protezione individuale e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene, in particolare il frequente e minuzioso lavaggio delle mani, anche durante l’esecuzione dell’attività lavorativa. Viene inoltre ricordato dal Protocollo come il rilevamento in tempo reale della temperatura corporea costituisca un trattamento dei dati personali di un individuo e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina della privacy vigente.


IL CANTIERE POST COVID-19 Perciò viene consigliato al datore di lavoro di non registrare il dato, se non necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali, e di fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Viene inoltre ricordato che, sempre nel rispetto della privacy dell’individuo, in caso di contagio o di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 e che non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (ad esempio, in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria), così da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore.

Pulizia e sanificazione nel cantiere Oltre a quello di natura prettamente informativa, un altro obbligo fondamentale per il datore di lavoro è quello della pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni, quali spogliatoi e aree ristoro, o di lavoro dei dipendenti. Ai fini della sanificazione e della igienizzazione vanno inclusi anche i mezzi d’opera con le relative cabine di guida o di pilotaggio, le auto di servizio e a noleggio e i mezzi di lavoro quali gru e mezzi operanti in cantiere. Oltre alla pulizia e sanificazione degli spazi e i mezzi a disposizione dei dipendenti, il datore di lavoro ha il compito anche di verificare la corretta pulizia degli strumenti individuali di lavoro impedendone un

uso scorretto o antigenico, fornendo e rendendo disponibile in cantiere anche uno specifico detergente per la pulizia durante e al termine della prestazione di lavoro. La periodicità della sanificazione deve essere stabilita dal datore di lavoro in relazione alle caratteristiche e agli utilizzi dei locali e mezzi di trasporto, previa consultazione del medico competente aziendale, del Responsabile di servizio di prevenzione e protezione e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS o RSLT territorialmente competente). Dispositivi di protezione individuale Come ognuno di noi ha potuto constatare dall’anno scorso fino ad ora, e

DA MILANO UNO STRUMENTO E UNA GARANZIA IN CANTIERE La check list per l’applicazione del Protocollo Condiviso Covid-19 nei cantieri predisposta da Esem-CPT (ente unificato di formazione e sicurezza per le Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza) vuole essere uno strumento condiviso di autovalutazione per tutte quelle aziende edili, e non, che operano all’interno dei cantieri temporanei e mobili, al fine di poter verificare l’applicazione delle corrette misure di contenimento del contagio da Covid-19 in tale contesto. La check list, predisposta da ingegneri del ServizioTecnico Esem-Cpt in collaborazione con ATS Milano e di Assimpredil Ance, propone un documento in grado

“Protocollo Cantieri”, come ad esem-

ed efficace applicazione. Nella prima co-

di offrire una raccolta e un’analisi delle

pio “le modalità di accesso in cantie-

lonna della tabella viene riportato un co-

disposizioni presenti nel “Protocollo con-

re”, “pulizia e sanificazione nel cantie-

dice alfanumerico per permettere una ra-

diviso di regolamentazione per il conte-

re”, “organizzazione del cantiere” e “di-

pida individuazione di ogni punto; nella

nimento della diffusione del Covid-19 nei

spositivi di protezione individuale” (si

seconda viene riportato il requisito spe-

cantieri edili” emanato dal Governo in

veda la figura).

cifico, così come richiesto dal Protocollo;

data 24 aprile 2020, attraverso un qua-

All’inizio di ogni sezione è presente una

nella terza sono riportate indicazioni ed

dro conciso delle misure di prevenzio-

breve introduzione dell’argomento trat-

esempi sulle modalità che è possibile at-

ne richieste e offrendo uno strumento di

tato, seguita da una tabella in cui ven-

tuare per adempiere al requisito; nella

verifica pratico e specifico per i datori di

gono dettagliati tutti i punti principali

quarta, quinta e sesta colonna sono pre-

lavoro sulla completa ed efficace attua-

del Protocollo riferiti a quell’argomento.

senti delle caselle vuote per permettere

zione delle disposizioni previste in can-

La tabella, strutturata in otto colonne fis-

l’autovalutazione da parte del datore di

tiere, così da permettere di adattare ogni

se e un numero di righe variabile a se-

lavoro; nella settima colonna sono ripor-

requisito alla propria realtà produttiva.

conda della quantità di punti trattati in

tate delle note esplicative per lo specifi-

Il documento di Esem-Cpt è formato da

quella determinata sezione, propone

co punto ed eventuali suggerimenti utili;

dieci sezioni, ciascuna delle quali è con-

un’analisi e un controllo delle disposi-

nell’ottava e ultima colonna vengono in-

traddistinta da un colore che identifica

zioni presenti nel Protocollo, nonché il

fine riportati i possibili riferimenti per la

uno specifico argomento trattato nel

relativo esito finale circa la sua corretta

tracciabilità delle azioni intraprese.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 93


Dossier IL CONTROLLO DEI (NUOVI) COSTI

ni: “Il controllo costi deve partire dal cantiere, non dall’amministrazione e dalla contabilità. Un imprenditore deve conoscere i suoi costi in tempo reale, deve avere indicatori immediati, solo con dati accurati e tempestivi si può rispondere velocemente al mercato e decidere eventuali cambiamenti di rotta”. Inoltre il blocco temporaneo dovuto al lockdown da Coronavirus e le nuove norme di sicurezza imporrano

ING. MARCO SOVERA CONSULENTE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, AiTEAM

ARCH. LAURA DI SPES CONSULENTE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, AiTEAM

È ormai chiaro a tutti gli operatori che

situazione, ma lo è ancor di più in que-

sone lavoreranno insieme contem-

la riapertura post Covid-19 ha visto ine-

sta fase delicata.

poraneamente, tutto procederà più

vitabilmente nuove voci di costo per le

Il Construction Project Manager, il ca-

lentamente”, concludono Sovera e

imprese edili, nuovi oneri per la sicu-

po commesse, deve avere una visio-

Di Spes. “Avere dati precisi e tem-

rezza e maggiori spese generali. Quindi

ne chiara, soppesare tutto quello che

pestivi potrà quindi servire a dare

il cantiere post Covid-19 non può che

succede in cantiere, come sottolineano

evidenza di come la situazione ab-

essere affrontato proprio partendo dal

l’Ing. Marco Sovera e l’Arch. Laura Di

bia portato a un aumento dei costi

controllo costi: è un aspetto sempre fon-

Spes di AiTeam, società di consulenza

e a chiedere eventuali risarcimenti.”

damentale per avere sotto controllo la

nel project management delle costruzio-

(Gianni Gennari)

di rivedere le tempistiche dei lavori. “Tra l’approvvigionamento più lento dei materiali e il fatto che meno per-

per molto tempo ancora, i dispositivi di protezione individuale, tra cui la mascherina, sono strumenti obbligatori e indispensabili sia nelle attività della vita quotidiana, sia durante l’attività lavorativa e per tutta la durata di permanenza in cantiere. L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel Protocollo di regolamentazione è di fondamentale importanza ma, come specificato nel documento, vista la situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio dei già menzionati dispositivi. Le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e in caso di difficoltà di approvvigionamento, data la situazione di emergenza e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato. Qualora la lavorazione da eseguire in cantiere imponga di lavorare a distan94 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

COSA FANNO LE IMPRESE/3

SETTEN GENESIO, TEST ANTI VIRUS IN CANTIERE Setten Genesio, con sede a Oderzo

Con l’obiettivo di tutelare i lavorato-

(TV), è un’impresa di costruzioni che da

ri e quanti operano presso il cantie-

quasi quarant’anni opera nel settore,

re, l’impresa ha avviato nel periodo

principalmente nel Nord Italia ma con

post-feriale del 2020 un ulteriore con-

esperienze anche di più ampio raggio,

trollo non previsto nel Protocollo di

dal Sud Italia sino alle Antille Francesi

prevenzione Covid-19 e riguardante

(Caraibi). Setten Genesio nasce ope-

la delicata fase dei rientri dal perio-

rando nella conservazione dell’antico,

do di turnazione ferie dei lavoratori.

specializzandoci sin da subito nel re-

Il programma ha previsto l’effettua-

stauro di opere ecclesiastiche, per poi

zione di un prelievo venoso a tutti i

portare le proprie competenze verso

soggetti coinvolti alle lavorazioni e di

la costruzione del nuovo, al punto che

visite, direttamente in cantiere, per ri-

oggi questa attività copre circa il 50%

levare i valori IgG e IgM, permettendo

dell’impegno aziendale.

di individuare quindi il rischio di posi-

Tra i diversi cantieri di prestigio in cui

tività al virus. Nei soggetti con valori

Setten Genesio è attiva, la realizzazio-

superiori al limite di legge è stato im-

ne del nuovo campus WPP a Milano

mediatamente effettuato il tampone

ha visto l’impresa attivare un’iniziati-

con obbligo di restrizione domiciliare

va molto significativa in tema contra-

fino a risultato del test.

sto alla pandemia sui luoghi di lavoro.

(Gianni Gennari)


IL CANTIERE POST COVID-19 za interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative rimane comunque obbligatorio l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione necessari (guanti, occhiali, tute, cuffie, eccetera), conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. In mancanza di idonei D.P.I. le lavorazioni dovranno essere sospese con il ricorso, se necessario, alla Cassa Integrazione Ordinaria, per il tempo strettamente necessario al reperimento degli idonei D.P.I. Il datore di lavoro provvede a rinnovare a tutti i lavoratori gli indumenti da lavoro prevedendo la distribuzione a tutte le maestranze impegnate nelle lavorazioni di tutti i dispositivi individuale di protezione, anche con tute usa e getta. Il datore di lavoro si assicura che in ogni cantiere di grandi dimensioni per numero di occupati (superiore a 250 unità) sia attivo il presidio sanitario e, laddove obbligatorio, l’apposito servizio medico e apposito pronto intervento. Per tutti gli altri cantieri tali attività sono svolte dagli

addetti al primo soccorso, già nominati, previa adeguata formazione e fornitura delle dotazioni necessarie con riferimento alle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19. Gestione di una persona sintomatica in cantiere Tutte le disposizioni, gli obblighi e le procedure disposte dal Protocollo sono

volte a scongiurare l’ipotesi del verificarsi di un contagio in cantiere, situazione che purtroppo deve essere messa in conto da parte del datore di lavoro e che dev’essere trattata seguendo specifiche procedure indette all’impedire una viralità incontrollata. Nel caso in cui una persona in cantiere presenti febbre con temperatura superiore ai 37,5° e sintomi di infezione polmonari, quali tosse e difficoltà respiratoria, dovrà essere dichiarato immediatamente al datore di lavoro o al direttore di cantiere, che procederà al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Dopo la prioritaria procedura di isolamento si dovrà procedere immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute. All’interno del cantiere si procederà alla pulizia e sanificazione dei locali, alloggiamenti e mezzi usufruiti dal soggetto risultato positivo al tampone, nonché laddove necessario alla loro ventilazione. Il datore di lavoro procederà, in collaborazione con le Autorità sanitarie, all’individuazione degli eventuali “contatti stretti” in cantiere della persona riscontrata positiva al tampone Covid-19, al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine il datore di lavoro potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente il cantiere secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria. ■

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 95


DISTRIBUZIONE RMC

MAI FERMARSI! Se c’è un fulgido esempio di realtà industriale dinamica e con lo sguardo sempre rivolto al futuro questo è certamente rappresentato dall’azienda piacentina, che fin dalla sua nascita ha espanso costantemente la sua attività. La celebrazione del suo 25° compleanno, nel 2020, ha portato in dote un ulteriore ampliamento della sede e la rappresentanza di un (altro) marchio prestigioso di Ettore Zanatta

96 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


È

ormai da tempo un appuntamento fisso - e particolarmente piacevole - quello con RMC, azienda nata nel 1986 (l’acronimo RMC sta per “Ricambi Macchine Caterpillar”) e che dal 1995, quando il suo timone è passato nelle mani dei fratelli Gabriele e Lorenzo Fermi, rispettivamente General Manager e Sales Manager, ha fatto registrare una crescita esponenziale, battendo il tamburo del tempo a un ritmo costante e diventando un importante e affidabile punto di riferimento nel panorama italiano del movimento terra. Dalla sua sede - in continua espansione - di Piacenza, localizzata strategicamente presso un importante nodo stradale e ferroviario del Nord Italia, un team di circa 30 persone offre ai propri clienti un ampio ventaglio di soluzioni. È qui che abbiamo incontrato Gabriele Fermi, il quale ci ha esposto lo stato dell’arte di una realtà made in Italy che non si è mai fermata nella sua evoluzione, nemmeno durante un anno particolarmente difficoltoso per l’intero sistema sociale e produttivo. RMC assicura fin dall’inizio della sua attività un puntuale servizio di vendita e noleggio macchine, associato a un’attività di vendita di mezzi usati e di parti di ricambio e supportato da un’officina riparazioni sempre più affidabile e da un magazzino in continua espansione. Ciò anche grazie a investimenti che ogni anno generano una crescita operativa e “strutturale” dell’azienda. Anche nel 2020 si è alzata l’asticella delle ambizioni? “Sì, al centro del nostro ‘fare’ c’è sempre la continua ricerca di qualcosa di nuovo, un impegno continuo nel cercare di spostare ogni anno il limite con progetti ambiziosi, di raggiungere obiettivi sempre più prestigiosi. Nel 2020 RMC ha ‘celebrato’ i 25 anni di attività. Celebrazione che purtroppo è rimasta solo sulla carta, a causa delle restrizioni governative tristemente note a tutti che ci hanno impedito di festeggiare ‘in presenza’, con amici, fornitori, clienti e collaboratori questo importante traguardo. Avevamo progettato un evento di grande impatto presso la nostra sede,

GABRIELE FERMI

GENERAL MANAGER DI RMC

come già fatto in precedenti occasioni, da riproporre in occasione delle principali fiere del settore, ma per evidenti motivi lo scorso anno ciò non è potuto mai accadere. Ma il progetto è lì e ci rifaremo non appena le condizioni lo consentiranno”. Quali sono state le “tappe” più significative nel percorso intrapreso da RMC in questi ultimi 25 anni? “A partire dal 1995 io e mio fratello Lorenzo abbiamo iniziato a salire i gradini di una scala di valori che ci ha portato gradualmente a raggiungere obiettivi davvero importanti. Nel 2003 è avvenuto il trasferimento dell’azienda nella sede attuale e abbiamo modernizzato il logo RMC precedente,

cambiandone la forma e dandogli un po’ di ‘movimento’. Alla vendita di ricambi, poi, in quell’anno abbiamo aggiunto l’attività di riparazione, vendita e noleggio di macchinari. Nel 2005 abbiamo acquisito 2.000 m2 di terreno adiacente, dando il via al primo ampiamento strutturale. Nel 2010 abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione con Yanmar e CASE, relativamente alle nostre aree di competenza, che in generale sono rappresentate dalle province di Piacenza, Parma, Cremona e Pavia. Nel 2012 abbiamo rivisto graficamente il logo RMC, conferendogli una caratterizzazione più aggressiva, e abbiamo iniziato un’importante collaborazione con Merlo, per la distribuzione dei suoi prodotti nella provincia di Piacenza. L’anno successivo si è caratterizzato per un ulteriore ampliamento strutturale, con la costruzione di nuovi uffici e di un piano superiore e il raddoppio della superficie esistente. Nel 2014 è nata un’idea completamente nuova per il logo, che oggi identifica efficacemente RMC con il mondo degli escavatori. Lo scorso anno, in concomitanza con il ‘festeggiamento’ dei primi 25 anni di attività, abbiamo costruito un nuovo capannone riservato interamente all’attività di officina e assistenza - che hanno previsto rilevanti investimenti in un carroponte da 10 t,

CON UN PARCO MEZZI E ATTREZZATURE IN CONTINUA EVOLUZIONE, RMC SVOLGE UN’ATTIVITÀ DI VENDITA (NUOVO E USATO) E NOLEGGIO NELLE PROVINCE DI PIACENZA, PARMA, CREMONA E PAVIA, OLTRE A GARANTIRE UN’EFFICACE ASSISTENZA TECNICA SIA NELLA SUA OFFICINA CHE DIRETTAMENTE IN CANTIERE gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 97


DISTRIBUZIONE in un pozzo d’ispezione, in un impianto di lubrificazione esterna e un impianto di aspirazione per i fumi di scarico consentendo peraltro di ottimizzare gli spazi dedicati allo stoccaggio del materiale, che oggi comprende sia attrezzature, divenute parte fondamentale nel noleggio di macchine movimento terra, sia di parti di ricambio”.

Una grande competenza tecnica e una profonda conoscenza delle macchine movimento terra sono tra le ragioni che hanno consentito a RMC di ritagliarsi un importante spazio in Italia (ma anche nel mondo). E alla base della sua attività c’è proprio una lunga esperienza nel commercio di ricambi. È, questa, una divisione estremamente

AI MARCHI PRESTIGIOSI YANMAR E MERLO, OGGI RMC AFFIANCA QUELLO DI HITACHI, NEL SEGNO DI UNA COSTANTE ESPANSIONE COMMERCIALE

importante per l’azienda? “Sì. Da sempre RMC commercia parti di ricambio, oggi anche grazie a un magazzino completamente computerizzato in grado di mantenere correntemente a stock - e fornire ai clienti entro 24 ore - oltre 40.000 articoli. Inoltre, grazie ai rapporti con i principali costrut-

CONSEGUENTEMENTE ALLA PIÙ RECENTE ESPANSIONE STRUTTURALE AVVENUTA NEL 2020, IL MAGAZZINO È STATO OTTIMIZZATO ED È ORA GESTITO IN MODO COMPLETAMENTE COMPUTERIZZATO 98 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


IL NUOVO CAPANNONE REALIZZATO LO SCORSO ANNO ACCOGLIE ESCLUSIVAMENTE LE ATTIVITÀ DI ASSISTENZA E RIPARAZIONE

tori italiani, sono oltre 300.000 gli articoli che possono essere inviati entro le 48 ore. Attualmente registriamo circa 50 spedizioni giornaliere. L’esperienza accumulata sui mezzi e la disponibilità di cataloghi online e cartacei permettono di individuare con precisione tutti i ricambi indicati dal cliente, mentre la convenzione con tutti i principali spedizionieri permette di valutarne sempre, a seconda dei pesi e delle dimensioni, le condizioni più rapide e vantaggiose. Da quest’anno, poi, abbiamo avviato un’attività di e-commerce - a cui si può accedere dal nostro sito www.rmcricambi.it - che ci sta dando grosse soddisfazioni e che coinvolge operatori nazionali ma anche moltissimi clienti dall’estero”. Clienti che, ovviamente nelle vostre aree di competenza nazionali, supportate anche con furgoni attrezzati… “Sì, crediamo molto nell’assistenza

esterna, d’altronde il 70% degli interventi avviene direttamente in cantiere. Attualmente mettiamo a disposizione cinque meccanici specializzati e siamo dotati di quattro furgoni attrezzati per garantire qualunque genere di intervento”.

Quanto RMC ha risentito nel 2020 della situazione globale causata dalla pandemia e come si prospetta questo 2021? “Contrariamente a (molti, purtroppo) altri settori produttivi, la nostra attività non si è mai fermata dallo scorso giugno in avanti. Certo, è venuto a man-

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 99


DISTRIBUZIONE

care buona parte del ‘contatto umano’ pre-pandemia, ma abbiamo sempre lavorato tanto anche grazie al fatto che i nostri clienti sono operatori di settori in cui i servizi sono considerati essenziali: aziende agricole, società di manutenzione strade e autostrade e di acquedotti, Comuni ed Enti, eccetera. In alcuni momenti abbiamo operato riducendo

L’IMPORTANTE ACCORDO SIGLATO A INIZIO 2021 CON LA RIMINESE WR57 CONSENTE OGGI A RMC DI IMPLEMENTARE LA PROPRIA OFFERTA NELLE SUE AREE DI COMPETENZA, DISTRIBUENDO L’INTERA GAMMA DI HITACHI 100 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

IL 70% DEGLI INTERVENTI DI ASSISTENZA AVVIENE IN CANTIERE: PER QUESTO MOTIVO RMC SI È DOTATA DI TECNICI SPECIALIZZATI E DI QUATTRO OFFICINE MOBILI APPOSITAMENTE ALLESTITE

il personale, ma nel 2020 abbiamo comunque registrato un aumento di fatturato del 15%. Quest’anno è iniziata con le migliori prospettive: è recentissimo, infatti, l’accordo stretto con la WR57 di Rimini per la distribuzione dell’intera gamma Hitachi nelle province di Piacenza e Parma. La società riminese, infatti, necessitava di un sub-dealer sul territorio emiliano che garantisse anche un efficace servizio di assistenza e la nostra esperienza e dinamicità l’ha convinta a considerarci come partner di riferimento in tal senso. Per questo motivo abbiamo considerato un ulteriore ampliamento del capannone. In previsione, abbiamo già acquistato un altro lotto di terreno di diverse centinaia di metri quadrati dove sarà costruita una tensostruttura dedicata alle attività in sviluppo. L’imperativo è ‘Mai fermarsi’: lo spazio e i margini per crescere (ancora) di sicuro non ci mancano!”. ■


BONUS PUBBLICITÀ

INVESTI E COGLI I VANTAGGI FISCALI CONFERMATI ANCHE PER L’ANNO 2021

La Legge di Bilancio ha confermato per il biennio 2021-2022 il credito d’imposta del 50% sugli investimenti pubblicitari ma con importanti novità: solo giornali quotidiani e periodici, anche online, hanno accesso all’incentivo.

Per maggiori informazioni contattateci: info@capoversoeditrice.it


ON SITE La demolizione di un impianto sportivo in Spagna

UN “TOP PLAYER” in campo Diverse attrezzature a marchio Trevi Benne sono state impiegate nella demolizione di un impianto sportivo in Spagna, nell’ambito di un progetto di riqualificazione ambizioso e all’avanguardia. Tra le protagoniste assolute c’era una pinza da demolizione primaria della Serie HC di Ettore Zanatta

T

ra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 la società polisportiva Futbol Club Barcelona ha chiuso ufficialmente una parte importante della sua storia. Negli scorsi mesi, infatti, dopo aver ricevuto la relativa autorizzazione da parte del consiglio comunale della città catalana e della sindaca Ada Colau nell’aprile 2018, si è proceduto con il progetto di demolizione del cosiddetto Mini Estadi, impianto sportivo inaugurato il 23 settembre 1982, con una capienza di 15.276 posti. Nella sua storia ha ospitato gli allenamenti della squadra del Barcellona, le partite casalinghe del Futbol Club Barcellona B – fondato nel 1970 – e di tutte le altre sezioni giovanili, nonché della squadra nazionale di calcio di Andorra. Il 5 maggio 1998 ha ospitato anche la finale di Copa Catalunya tra il Barcellona e il Club Esportiu Europa e, parallelamen-

te e al pari del Camp Nou, è stato spesso teatro di concerti di star quali Elton John, Queen e David Bowie. Il progetto si è concluso con il sollevamento (tramite due autogrù da 250 t e 450 t) e l’abbattimento della passerella che univa l’area oggetto della demolizione con l’esistente Palau Blaugrana, sede delle competizioni della squadra locale di basket, che sarà anch’esso abbattuto e riscostruito proprio sull’area del Mini Estadi.

102 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

I dettagli del progetto Con l’intervento relativo alla passerella si sono conclusi i lavori che, in totale, sono durati meno di sei mesi (gli interventi ufficiali sono iniziati il 7 ottobre 2019) e che stanno portando a una profonda riqualificazione dell’area di proprietà del F.C. Barcelona. Un progetto, questo, che vedrà sorgere nell’area del “vecchio” Mini Estadi il Nou Palau Blaugrana (un’area multifunzionale con


capacità di 12.000 posti, circa 5.000 in più rispetto alla vecchia struttura, in grado di ospitare eventi sportivi e socialculturali), un padiglione adiacente denominato Petit Palau (2.000 posti), una pista di pattinaggio con area spettatori di circa 500 posti a sedere e la nuova struttura della “Barça Escola”, dotata di due campi da calcio. Parallelamente è “in progress” il progetto di riqualificazione del più noto

NELLA FOTO A SINISTRA SI POSSONO VEDERE LE STRUTTURE INTERESSATE DAL PROGETTO DI DEMOLIZIONE: EVIDENZIATI IN ROSSO E IN GIALLO IL MINI ESTADI E I CAMPI SPORTIVI ADIACENTI; IN VERDE LA PASSERELLA DI COLLEGAMENTO ALL’AREA SU CUI PERSISTONO L’ATTUALE PALAZZETTO DELLO SPORT E IL CAMP NOU. LA PASSERELLA È STATA DEMOLITA, COSÌ COME LO SARÀ IL VECCHIO PALAZZETTO, IN VISTA DELLA REALIZZAZIONE DEL NOU PALAU BLAUGRANA. NELLA FOTO A DESTRA SI PUÒ VEDERE IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA, CON IL “FUTUR CAMP NOU” A SINISTRA, LA NUOVA PASSERELLA E IL “NOU PALAU BLAUGRANA” A DESTRA, CHE SORGERÀ AL POSTO DEL MINI ESTADI gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 103


ON SITE

DA SINISTRA: FERNANDO RODENAS, PRODUCT MANAGER DI BYG S.A. PER LA LINEA ATTREZZATURE; EDUARD MASNOU SÁNCHEZ E JAVIER MURCIANO DE LA FUENTE, RISPETTIVAMENTE DIRETTORE TECNICO E RESPONSABILE DI PROGETTO DI HERCAL; CHRISTIAN TADIOTTO E SIMONE PIVA, RISPETTIVAMENTE MARKETING MANAGER E AREA MANAGER DI TREVI BENNE

Camp Nou, che porterà in dote all’F.C. Barcelona – nel giro di circa cinque anni – un nuovo e innovativo stadio di calcio coperto da circa 105.000 spettatori. Ne rimarrà integra la struttura attuale, che però si presenterà sostanzialmente trasformata, dopo essere stata oggetto di interventi periodici e programmati che non inficieranno sulla regolare gestione del calendario sportivo e delle partite in programma. Per chi si fosse chiesto dove siano state trasferite le attività sportive precedentemente ospitate dal Mini Estadi, ricordiamo che è la “Ciutat Esportiva Joan Gamper” a Sant Joan Despí – e in particolare l’Estadi Johan Cruyff – che ora ospita le sedute di allenamento del Barcellona, oltre che la base dell’Accademia del club, e che è utilizzata per l’allenamento e per alcune partite dall’F.C. Barcelona B, così come da molte altre divisioni della polisportiva societaria. La prima squadra ha iniziato a usare que104 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

ALCUNE FASI DI DEMOLIZIONE ALL’INTERNO DEL MINI ESTADI EFFETTUATE CON LA PINZA TREVI BENNE HC 60 MONTATA SULL’ESCAVATORE CINGOLATO VOLVO EC750EL


CINQUANT’ANNI DI GARANZIA BYG S.A. ha una lunga storia alle spalle:

dei ricambi e delle attrezzature per mac-

fondata a Barcellona nel 1968 da Aureo

chine movimento terra e per l’industria

Bartolomé Pascual e José Gallén Pons

estrattiva e mineraria.

(da “Bartolomé y Gallén” viene l’origine

Lo sforzo continuo della sua forza la-

ship con il costruttore vicentino - spe-

della ragione sociale, ndr), nel 2018 l’a-

voro e della sua rete distributiva, ca-

cializzato nella fabbricazione di benne e

zienda spagnola ha quindi festeggiato i

pillarmente distribuita tra varie filiali

attrezzature da demolizione, scavo e ri-

50 anni di attività ed è tuttora un’azien-

in Spagna e all’estero (USA, Canada,

ciclaggio, nonché esempio di eccellenza

da a carattere familiare.

Germania, Cina), le consente di offrire

made in Italy a livello mondiale - risale

In questo mezzo secolo di vita, BYG S.A.

ai propri clienti in tempi molto brevi una

al 2001 ed è stata in grado di supera-

ha saputo costruire, consolidare e svi-

vasta gamma di soluzioni distribuite in

re indenne ogni flessione di mercato.

luppare una struttura dinamica e affi-

esclusiva (come nel caso di Trevi Benne)

Oltre a essere distributore esclusivo per

dabile in grado di primeggiare a livello

e di produzione propria.

la Spagna, BYG S.A. rappresenta Trevi

mondiale nel settore delle parti d’usura,

A proposito di Trevi Benne: la partner-

Benne anche in Portogallo.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE

SOLUZIONI A 360° PER LE DEMOLIZIONI Hercal è un’azienda di Terrassa (Barcellona), con filiale a Madrid, specializzata nella realizzazione a 360° di progetti in ambito civile, dalle fasi di scavo e movimento terra alla consegna finale dell’opera. La soddisfazione del cliente è il principale obiettivo dell’impresa spagnola, perseguita tramite l’impegno di personale altamente qualificato e competente, coordinato, efficace, produttivo e affidabile, in grado di sfruttare al meglio l’ampio parco macchine e attrezzature di proprietà, che comprende macchine movimento terra di diverso tonnellaggio (Volvo, Liebherr, Caterpillar), veicoli industriali e attrezzature specifiche per la demolizione primaria e secondaria, come quelle acquistate da Trevi Benne tramite il concessionario BYG S.A. Garanzia di gestione sostenibile di Hercal è, tra le altre, la

SEQUENZA DELLE DEMOLIZIONI ESEGUITE SULLE STRUTTURE RIMANENTI DEL MINI ESTADI IN OCCASIONE DELLA NOSTRA VISITA. RAPIDA, PRECISA E POTENTE, LA PINZA PRIMARIA HC 60 È RACCOMANDATA PER GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONI AEREE CONTROLLATE, COME IN QUESTO CASO, E NON HA FATTO REGISTRARE ALCUN TIPO DI PROBLEMATICA DURANTE I VARI INTERVENTI, DISTINGUENDOSI PER LA SUA AFFIDABILITÀ ED EFFICACIA

sta nuova e innovativa struttura - progettata dagli architetti Enric Batlle e Joan Roig, caratterizzata da un investimento di 77,5 milioni di euro e da una superficie di 136.839 m2 - il 19 gennaio 2009, dopo che per trent’anni erano state utilizzate le strutture vicino al Camp Nou.

certificazione ISO 14001:2004, sistema basato su un processo di miglioramento continuo che gode della partecipazione attiva dell’intero team aziendale, unito nella volontà di garantire l’impegno di Hercal nei confronti dell’ambiente. Anche la sicurezza è una condizione prioritaria per Hercal, particolarmente sensibile e impegnata in quest’aspetto fondamentale. Nella struttura di Terrassa si trovano gli uffici, il magazzino, il deposito macchine e attrezzature e le officine da dove vengono eseguite la manutenzione e la riparazione delle stesse.

106 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

Una demolizione “sostenibile” “Grazie a questo progetto di riqualificazione generale dell’area – raccontano Eduard Masnou Sánchez e Javier Murciano de la Fuente (rispettivamente direttore tecnico e responsabile di progetto di Hercal, l’impresa specializzata a cui il Barcellona ha affidato i lavori di demolizione) – la società intende dare continuità agli interventi derivanti dalla modifica del Piano generale metropolitano approvato durante il precedente mandato comunale e finalizzato a consegnare alla città un’area caratterizzata da un maggiore spazio pubblico e una migliore qualità. In particolare, per l’esecuzione degli interventi di nostra competenza abbiamo optato per una demolizione ‘meccanica’, eseguita tramite apposite attrezzature (pinze e cesoie), alternativa ad altri sistemi meno controllabili e sostenibili e probabile causa di maggiori disagi al quartiere. Inoltre, il nostro intervento – in coordinamento


IL PROGETTO È STATO PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO ANCHE GRAZIE ALL’EFFICACIA E ALL’AFFIDABILITÀ DELLA PINZA HC 60 E HA PREVISTO IL RIUTILIZZO E IL RICICLO DI OLTRE L’80% DEI MATERIALI DERIVANTI DALLA DEMOLIZIONE

con il committente – ha previsto il riutilizzo (a beneficio di scuole e organizzazioni sportive terze) e il riciclo (peraltro anche per la realizzazione del Nou Palau Blaugrana, oltre che per altre opere civili) di oltre l’80% dei materiali derivanti dalla demolizione, al fine di minimizzare l’impatto ambientale. Non dimentichiamo inoltre che in una fase precedente agli interventi si è dovuta prendere in considerazione anche la gestione della locale flora (gran parte degli alberi persisten-

ti nell’area sono rimasti nelle medesime posizioni o sono stati trapiantati in vivai temporanei, per il successivo trapianto) e fauna (una vasta colonia di pipistrelli e gatti, trasferita in altre sedi limitrofe)”. Macchine e attrezzature Sono diverse le macchine e le attrezzature utilizzate da Hercal in occasione di questo progetto di demolizione, tra veicoli cava cantiere e macchine movimento terra.

Nella fattispecie, l’impresa spagnola ha utilizzato escavatori gommati (Cat M322) ed escavatori cingolati (Volvo 210, 300 ed EC750EL; Cat 330; Liebherr R946) e – per la demolizione delle strutture prefabbricate in cemento armato e fibrocemento (e, in taluni casi, con la presenza di amianto) – attrezzature appositamente dedicate alla frantumazione primaria e secondaria quali ad esempio gli scapitozzatori per diaframmi Serie SC, i frantumatori Multi Kit Serie MK e le pinze demolitrici Serie HC realizzate dal costruttore italiano Trevi Benne (Noventa Vicentina - VI), fornitele dal concessionario per la Spagna e il Portogallo BYG S.A. di Barcellona. In particolare, in occasione della nostra visita in cantiere, l’escavatore cingolato Volvo EC750EL dotato di pinza Trevi Benne HC 60 stava eseguendo la demolizione primaria delle ultime strutture rimaste in piedi dopo le precedenti fasi di lavorazione.

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE

A tal proposito, spiegano Eduard Masnou Sánchez e Javier Murciano de la Fuente: “Abbiamo optato per queste attrezzature dopo aver analizzato le tipologie degli interventi in programma, gli spessori e i diametri da affrontare durante la demolizione, che ha coinvolto un’area di circa 40.000 m2, per un totale di materiale movimentato di circa 100.000 m3. Durante tutto il periodo della demolizione non abbiamo riscontrato alcun problema. Anzi, siamo rimasti impressionati molto positivamente da questa pinza: si tratta, al pari delle altre soluzioni Trevi Benne qui adottate, di un’attrezzatura altamente affidabile, che ha garantito una produttività molto elevata in cantiere”. “La HC 60 – specificano Christian Tadiotto e Simone Piva, rispettivamente Marketing Manager e Area Manager 108 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


di Trevi Benne, che ci hanno accompagnato in questo viaggio in Catalogna – è una pinza idraulica specificatamente progettata per la demolizione primaria e appartenente a una gamma di 14 modelli, avente pesi da 250 a 14.300 kg e aperture da 290 a 2.860 mm, idonei per escavatori da 1,5 a 210 t. Compatta, rapida, precisa e potente, è ideale per l’impiego su escavatori cingolati dotati di bracci lunghi, come in questo caso. Si tratta, in particolare, di un’attrezzatura concepita per affrontare le fasi di demolizione più delicate e di precisione, indicata per l’abbattimento di strutture in cemento armato e per la rimozione dei materiali a rilevanti altezze, caratterizzata da denti intercambiabili, lame reversibili, valvola moltiplicatrice di velocità, rotazione idraulica continua e regolazione manuale della velocità di rotazione”. È dal 1992 che Trevi Benne produce e commercializza tecnologie e attrezzature per macchine movimento terra. Con, alla base di tutta la sua attività, una costante propensione all’innovazione che l’ha portata a diffondere l’uso delle proprie soluzioni in tutto il mondo, al servizio di realtà che rappresentano spesso un’eccellenza del proprio settore. In quest’occasione è toccato al Barcellona e, si sa, quella che è una delle società calcistiche più forti al mondo è solita affidarsi solo a “top player”, dentro e fuori dal campo. ■

LA SCHEDA TECNICA LA PINZA DA DEMOLIZIONE PRIMARIA HC 60 Peso attrezzatura:

6.580 kg

Apertura:

1.680 mm

Lunghezza attrezzatura:

2.950 mm

Spessore chela:

100 mm

Lunghezza lama:

325 mm

Forza alle lame:

649 t

Forza in punta:

160 t

Diametro max. taglio tondino:

70 mm

Pressione d’esercizio escavatore:

350 bar

Portata olio escavatore: Pressione d’esercizio rotazione: Portata olio rotazione:

400/500 l/min 140 bar 30/60 l/min

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE Fondazioni speciali per il progetto Mareterra di Montecarlo

UN PROGETTO VISTA MARE Diverse perforatrici e attrezzature fornite da Bauer Macchine Italia sono chiamate alla realizzazione delle fondazioni speciali dello spettacolare progetto immobiliare che cambierà per sempre l’impatto del Principato di Monaco visto dal Mediterraneo di Ettore Zanatta

U

n progetto internazionale di ampio respiro in cui sono coinvolti alcuni dei più grandi architetti del mondo; tempistiche di cantiere strettissime e che non ammettono deroghe; un terreno che richiede tecnologie di elevato livello, mezzi con prestazioni e capacità produttive ai massimi livelli: sono questi gli ingredienti che hanno indotto la cordata Fondamenta-Sogefon ad affidarsi alle macchine e alle attrezzature fornite da Bauer Macchine Italia (Mordano – BO) che, parallelamente, è in grado di garantire una costante presenza in cantiere e un supporto affidabile in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria, al fine di scongiurare qualsiasi fermo macchina e/o imprevisto.

110 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 111


ON SITE

IL PROGETTO MARETERRA È UN’OPERAZIONE IMMOBILIARE PROGETTATA PER CONFERIRE UN RINNOVATO APPEAL ESTETICO AL PRINCIPATO DI MONACO

112 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


Il cantiere in dettaglio Visto dall’alto il cantiere monegasco appare come un formicaio: centinaia di uomini e macchine si muovono incessantemente in un lavoro tanto febbrile quanto organizzato. “Il progetto Mareterra - afferma Andrea Ruggero, Sales Area Manager di Bauer Macchine Italia - è un’estensione a mare di 6 ettari, un’opera immobiliare impressionante che punta su due aspetti: il design, grazie alla presenza di alcuni degli architetti più importanti a livello mondiale, e una forte impronta ‘eco-friendly’. Il progetto può essere suddiviso in due macro sezioni: sul lato Nizza un porticciolo pittore-

ANDREA RUGGERO

SALES AREA MANAGER DI BAUER MACCHINE ITALIA

sco, una piscina artificiale e un complesso di appartamenti di lusso; verso l’Italia si svilupperà invece un’importante area residenziale composta da lussuose ville circondate da vaste aree verdi”. Il progetto Mareterra non ha solo lo scopo di riqualificare il fronte mare, ma è particolarmente attento a tutti gli aspetti ecologici legati ad esso e per questo motivo saranno piantati migliaia di alberi. L’intero progetto, peraltro, prevede la realizzazione di ampie aree pedonali e ciclabili. Il tutto, per un’operazione immobiliare progettato con lo scopo di conferire un rinnovato appeal estetico al Principato di Monaco.

I LAVORI DI FONDAZIONE NEL CANTIERE DI MONTECARLO SONO INIZIATI NELL’AGOSTO 2019 E TERMINERANNO NEL DICEMBRE 2021

gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 113


ON SITE

PARTICOLARE DELLA VASCA PALI ALL’INTERNO DEL CANTIERE DI MONTECARLO

Le opere di fondazione I lavori di fondazione sono iniziati nell’agosto 2019 e dovrebbero terminare nel dicembre 2021 (la consegna definitiva del progetto è fissata per il 2024). I primi tre pali di prova sono stati eseguiti con una perforatrice Bauer BG 45: si è trattato dei primi pali fatti e testati sul territorio monegasco con l’utilizzo di celle Osterberg. “La O-cell, o cella di Osterberg – spiega Andrea Ruggero – è un dispositivo a perdere idraulicamente guidato, calibrato e sollevato con un martinetto, installato all’interno dell’unità di fondazione. Funzionando in due direzioni - verso l’alto con il taglio

laterale e verso il basso con la reazione di base - la O-cell separa automaticamente i dati di resistenza. La prova di carico con le celle di Osterberg non è condizionata dai limiti derivanti dall’utilizzo di travi strutturali sovrastanti e dai pali vincolati al piede”. Già da questo approccio si capisce come il cantiere monegasco debba sottostare a vincoli impegnativi, che del resto fanno il paio con obiettive difficoltà sul campo. “Tra le peculiarità del cantiere – riprende Ruggero – va evidenziato come in una parte, per circa 14.000 m di palo, venga utilizzato il classico rivestimento a doppia parete e recupero, mentre per i restanti

25.000 m si usi un rivestimento definitivo. Con questa tecnica il rivestimento usato in fase di scavo è a singola parete e rimane nel terreno, diventando parte integrante del palo definitivo. Una scelta tecnica che a Montecarlo deriva da un evidente problema di attrito negativo in tutta l’area in cui è presente il riempimento fino, cioè quella che va dalla costa attuale fino a 25 m dai cassoni a mare. Mentre tutti i pali con rivestimento a recupero si trovano nell’area a riempimento grossolano che presenta una pezzatura da 20 a 180 mm e che è situata a ridosso dei cassoni”. Nel complesso il cantiere prevede circa 1.100 pali rivestiti trivellati. Si tratta di elementi complessi con diametri fino a 1.800 mm e profondità fino a 65 m. Com’è facile intuire è un’attività molto impegnativa anche perché un riempimento di questo genere a mare è forse la situazione più critica per un palo trivellato, una delle applicazioni che necessita di maggiori performance in assoluto. Infatti, un simile riempimento in acqua porta immediatamente il terreno a stringere sul tubo e, di conseguenza, a creare un elevatissimo attrito superficiale attorno al tubo. Vista la profondità di alcuni pali e la notevole lunghezza delle gabbie sono stati creati due “pali garage” di circa 60 m: si tratta di pali non riempiti che vengono utilizzati per pre-assemblare completamente le gabbie e permettere di effettuare tiri in battuta unica di gabbie da 50-60 m di lunghezza.

ATTENZIONE ALL’ECOSISTEMA Il Principato di Monaco è il secondo

canza di spazio a Monaco. Il Principato

paese più piccolo del mondo dopo il

ha già aumentato il suo territorio del

Vaticano e ospita il mercato immobi-

20% dall’inizio del XIX secolo grazie al-

liare più costoso del mondo. Tuttavia, a

le espansioni sul mare. In quest’occa-

differenza della Santa Sede, Monaco ha

sione è stata inizialmente creata una

più spazio di manovra e sta costruendo

cintura a cassone, successivamente

attualmente un nuovo quartiere sull’ac-

l’acqua di mare è stata pompata all’e-

stiero. Il Principe Alberto II ha imposto

qua. Il progetto di espansione urbana

sterno e il vuoto è stato riempito con

elevati standard ambientali per limitare

sul mare costa 2 miliardi di euro e ve-

450.000 m3 di sabbia. La fase succes-

gli impatti ecologici e preservare l’eco-

drà Monaco crescere di 6 ettari, permet-

siva ha previsto la costruzione di una

sistema marino. Nella fattispecie, una

tendo al Principato di costruire centina-

piattaforma che creerà delle fondamen-

società specializzata in biologia marina

ia di nuove case: cinque nuovi condo-

ta stabili per gli edifici che costruiti in

sta seguendo da vicino lo sviluppo del

mini di lusso e 14 ville con vista mare,

questo nuovo quartiere.

progetto per anticipare e mitigare even-

oltre a nuovi spazi commerciali e un

Il sesto progetto di espansione sul mare

tuali danni. Tuttavia ci vorranno alcuni

nuovo porto privato.

del Principato, inoltre, è una vera sfida

anni per giudicare il successo di questi

Questo progetto dovrà alleviare la man-

per la conservazione dell’ecosistema co-

sforzi di conservazione.

114 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021


LE FONDAZIONI IN BREVE Questi i dati del progetto per quanto riguarda i lavori di fondazione in cui sono impegnate le macchine e le attrezzature Bauer Macchine Italia: •n umero totale di pali previsti: circa 1.100 pali •m etri lineari totali: circa 39.000 •m etri di pali con rivestimento definitivo: circa 25.000 m •m etri di palo con rivestimento temporaneo: circa 14.000 m •d iametri: 1.800, 1.500, 1.200 e 1.000 mm •p rofondità massima: 65 m Lo stato di avanzamento attuale è di circa 500 pali sui 1.100 totali, a fronte di una produzione di 20 pali a settimana.

Le macchine all’opera Le esigenze sopra descritte hanno richiesto macchine di grossa taglia ed elevate prestazioni che trovano corrispondenza nella presenza in cantiere dei modelli di maggior dimensione prodotti da Bauer. “Le due macchine più grandi – dice Andrea Ruggero – sono dotate anche di moltiplicatore di coppia, una scelta tecnica pensata per ridurre al minimo, o eliminare, l’uso della morsa, che se ha il vantaggio di portare sempre a termine la perforazione ovviamente risulta più lenta”. Tutte le macchine sono equipaggiate con le aste kelly Bauer silenziate e di varia pezzatura, per permettere un sistematico turnover dovuto a un terreno che crea un forte attrito anche a livello di utensile-tubo di rivestimento. Inoltre, superato il riporto gli utensili si vanno a intestare in roccia che, soprattutto nella zona centrale con

DIVERSE LE MACCHINE BAUER PRESENTI IN CANTIERE. TRA QUESTE, LA PERFORATRICE BG 45. NEL COMPLESSO, IL CANTIERE PREVEDE CIRCA 1.100 PALI RIVESTITI TRIVELLATI, ELEMENTI COMPLESSI CON DIAMETRI FINO A 1.800 MM E PROFONDITÀ FINO A 65 M gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 115


ON SITE

PARTICOLARI DEL RADIOCOMANDO UTILIZZATO IN CANTIERE E DEL DISPLAY PRESENTE SULLA PERFORATRICE BAUER BG 45. OGNI PALO FINITO VIENE UFFICIALMENTE ACCETTATO DALLA COMMITTENZA SOLO SE CORREDATO DALL’APPOSITA DOCUMENTAZIONE COMPRENDENTE I REPORT, CHE IL SISTEMA IN “CLOUD” BAUER WEBBGM, TRAMITE IL B-REPORT, PERMETTE DI ESTRAPOLARE

morsa giracolonna Bauer BV2000 completa di riduzioni per diametri 1.800 e 1.500 mm; circa 450 m di tubi di rivestimento Bauer a doppia parete serie Blue Line; circa 25 utensili Bauer, tra bucket da terreno sciolto, bucket da roccia e carotieri in vari diametri.

un’area di faglia, raggiunge i 100 MPa. Si tratta quindi di una trivellazione particolarmente complessa, svolta in condizioni al limite. Queste le macchine e le attrezzature di Bauer Macchine Italia presenti in cantiere: una BG45 Premium Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; una BG55 Premium

Line con moltiplicatore di coppia BTM 720 K e predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; due BG36 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; una BG30 Premium Line con predisposizione per utilizzo di morsa giracolonna; tre morse giracolonna Bauer BV1500 complete di riduzioni per diametri 1.200 e 1.000 mm; una

116 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

Il “service” in cantiere Vista l’enorme entità del lavoro, in accordo con il cliente Bauer Macchine Italia ha deciso di predisporre in cantiere un container-magazzino in cui sono presenti non solo i ricambi necessari per eseguire i tagliandi alle macchine, tutti concordati e pianificati con i tecnici, ma anche quelli che potrebbero servire per ridurre al minimo i fer-


mi cantiere. Tramite il lavoro congiunto del capo cantiere e dei tecnici di Bauer Macchine Italia la ricambistica è sempre sotto controllo attraverso un flusso costante e congruo con l’utilizzo delle macchine. Parallelamente il cliente ha richiesto un contratto “service” che prevede la presenza flessibile (in genere 14 giorni al mese, in base alle esigenze delle varie perforatrici) di un tecnico specializzato Bauer Macchine Italia. Tutto ciò consente un monitoraggio costante delle macchine, del resto coadiuvato dal controllo delle perforatrici da remoto grazie al B-Tronic montato su tutte le perforatrici Bauer. “La costante presenza e il supporto in cantiere offerto in loco, oltre alla qualità delle macchine usate, è stato uno dei motivi che ha indotto il cliente ad affrontare un cantiere così impegnativo in collaborazione con Bauer Macchine Italia. La presenza continuativa a livello di ‘service’ è del resto richiesta anche dalla committenza, che non accet-

ta neppure un solo giorno di ritardo”. La precisione della committenza si riflette su tutti gli aspetti delle fondazioni speciali e si traduce in un controllo molto rigido sulla reportistica. Ogni palo finito viene ufficialmente accettato dalla committenza solo se corredato dall’apposita documentazione comprendente i report, che il sistema in “cloud” Bauer Web-BGM, tramite il B-report, permette di estrapolare. Di qui si possono evincere molti dati tra i quali i diagrammi della profondità raggiunta, della coppia, del tiro-spinta e del numero di giri della rotary. La direzione lavori va poi a confrontare questi grafici con la geologia preliminare riscontrata durante le prove geognostiche. Il sistema Web-BGM permette anche, attraverso il B-Tronic, di controllare in tempo reale la macchina e di ricevere in l’intera diagnostica relativa alle macchine e agli eventuali errori che, sopra un certo livello, richiedono l’immediato contatto con il cantiere e l’eventuale invio di ricambi. ■

SPECIALIZZATI IN FONDAZIONI

Protagonista nel cantiere monegasco è anche il Gruppo SogefonFondamenta, società fondata nel 2008 e specializzata in fondazioni e tecnologie del sottosuolo. Supportata da oltre 50 dipendenti e collaboratori, l’azienda è organizzata per poter supportare i propri clienti in progetti di molteplice natura e dimensioni, sia in occasione di fondazioni di edifici residenziali e commerciali, sia a supporto di grandi opere infrastrutturali. La cordata Sogefon-Fondamenta vanta un ampio parco macchine e attrezzature che le permette di rispondere a tutte le tipologie di intervento e si rivolge a interlocutori pubblici o privati: enti locali, amministrazioni e

IL PROGETTO MARETERRA NON HA SOLO LO SCOPO DI RIQUALIFICARE IL FRONTE MARE DI MONTECARLO, MA È PARTICOLARMENTE ATTENTO A TUTTI GLI ASPETTI ECOLOGICI LEGATI AD ESSO

imprese statali, produttori, imprese di costruzioni, studi di progettazione, eccetera. La fiducia dei suoi clienti e il know-how acquisito nel tempo le hanno permesso di diventare un punto di riferimento nel campo delle fondazioni speciali e una delle più importanti realtà del settore nel Principato di Monaco.

LA COSTANTE PRESENZA E IL SUPPORTO IN CANTIERE OFFERTO IN LOCO, OLTRE ALLA QUALITÀ DELLE MACCHINE USATE, È STATO UNO DEI MOTIVI CHE HA INDOTTO IL CLIENTE AD AFFRONTARE UN CANTIERE COSÌ IMPEGNATIVO IN COLLABORAZIONE CON BAUER MACCHINE ITALIA gennaio-febbraio 2021 - ONSITECONSTRUCTION 117


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

WIRTGEN

Riciclaggio sostenibile nei pressi del cantiere L’impianto mobile per riciclaggio a freddo KMA 240(i) è in grado di trattare ecologicamente 240 t di conglomerato all’ora a partire da diversi materiali edili. Con questa soluzione performante, Wirtgen contribuisce in modo sostenibile a fare sì che i materiali edili riciclati rientrino nel ciclo della costruzione stradale sotto forma di conglomerati pregiati. Le nuove superfici stradali e industriali così costruite si caratterizzano per l’alta portanza, per la resistenza alla deformazione e per la lunga durata utile. L’impianto di miscelazione per il riciclaggio a freddo KMA 240(i) produce immediatamente un conglomerato a freddo stendibile ed è adatto alla produzione di diversi tipi di strati di base legati. Così, oltre agli strati di base in misto cementato

(HGT) e al calcestruzzo compattato a rullo (RCC = roller compacted concrete), è possibile produrre anche strati bi base legati con bitume (con emulsione o bitume schiumato). La gamma applicativa dei diversi conglomerati a freddo va dalla costruzione di autostrade alla costruzione di strade e vie, fino alla costruzione di parcheggi o superfici industriali. L’impianto di miscelazione per il riciclaggio a freddo è montato su un semirimorchio a pianale ribassato e dispone di una stazione motore autonoma. Questa configurazione mobile consente di trasferire l’impianto in modo flessibile da un cantiere all’altro e di installarlo rapidamente. Nel nuovo impianto di miscelazione per il riciclaggio a freddo,

118 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

Wirtgen combina i vantaggi del precedente modello KMA 220(i), vincente in tutto il mondo, con una prestazione di miscelazione maggiore e con un innovativo sistema di dosaggio del cemento con auto-calibrazione automatica tramite pesatura statica. Il motore diesel a 6 cilindri è progettato per l’alta prestazione di miscelazione fino a 240 t/h. Grazie a un alloggiamento isolato in modo efficiente, le sue emissioni sonore sono inoltre ridotte. Il motore può funzionare fino a due giorni in modo assolutamente economico con un solo pieno del serbatoio. Le contenute emissioni sonore permettono di eseguire anche interventi in aree urbane. Con una capacità oraria di 240 t/h, l’impianto

sforna ogni 5 minuti 20 t di conglomerato, una quantità sufficiente a riempire completamente il cassone di un mezzo pesante. In questo modo, ogni giorno è possibile realizzare dei lotti di strato di base in misto cementato o bituminoso per una lunghezza di 1400 m, con una larghezza operativa di 4 m e uno spessore di stesa di 15 cm. Il KMA 240(i) convince per il trattamento delle più svariate materie prime non leganti, che le pale caricatrici gommate versano nel dosatore dell’impianto attraverso le griglie vibranti. In questo modo è possibile produrre conglomerati a freddo a partire dalle più svariate nuove miscele di granulometrie o da diversi materiali di recupero e leganti. Quali materiali


edili possono essere impiegati ecologicamente l’asfalto fresato, tutti gli altri materiali non leganti recuperati dalla vecchia sovrastruttura stradale e i materiali ottenuti dal trattamento di riciclaggio. Il riutilizzo al 100% garantisce risparmi di CO2 ed energia con costi edili e tempi di costruzione minimi. I sili ovvero le autocisterne riforniscono l’impianto di miscelazione per il riciclaggio a freddo di leganti come, ad esempio, il bitume caldo, l’emulsione bituminosa e il cemento. Il dosaggio preciso delle materie prime e dei leganti, il cui rapporto viene determinato preventivamente attraverso degli esami preliminari nel laboratorio di costruzione stradale, è monitorato da un collaudato comando del processo di miscelazione. Il KMA 240(i) carica il nuovo conglomerato omogeneo idealmente direttamente sui mezzi pesanti o lo accumula in modo continuo. Il carico ovvero l’accumulo avviene in modo molto flessibile attraverso il nastro di scarico orientabile di 55° su ambo i lati. La tecnologia di riciclaggio a freddo di Wirtgen è un procedimento di risanamento economico e rispettoso del clima, che può avvenire in plant o in situ – in questo caso, il manto ammalorato viene asportato da un treno di riciclaggio mobile, trattato sul posto e steso immediatamente. Se la strada verso il

mescolatore è troppo lunga o il cantiere non soddisfa i requisiti logistici per un treno di riciclaggio, la soluzione è spesso il riciclaggio a freddo in plant. Con questo procedimento, nelle immediate vicinanze del cantiere viene installato un impianto mobile di riciclaggio a freddo (KMA).

Ciò permette di risparmiare tempo e capacità di mezzi pesanti, oltre a ridurre in misura significativa l’impatto sull’ambiente: in questo modo, attraverso il trattamento a freddo, è possibile ridurre le emissioni di CO2 fino al 70%, ridurre il numero di trasporti del 90% e abbattere i costi di

cantiere fino al 40%. Inoltre, i pregiati materiali edili vengono riutilizzati fino al 100%. La tecnologia di riciclaggio a freddo di Wirtgen è sinonimo di massima sostenibilità e, oltre a preservare le risorse naturali, offre anche dei potenziali di risparmio economico.

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PRODOTTI CASE CONSTRUCTION EQUIPMENT

L’unicità della terna 580 EV CASE Construction Equipment è stata insignita del premio Good Design Award 2020 dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e dalla Metropolitan Arts Press in riferimento a “Project Zeus”: la terna CASE 580 EV (veicolo elettrico), la prima al mondo del suo genere, al momento disponibile solo negli Stati Uniti. Il premio è un riconoscimento per “i design industriali, grafici e di prodotto più innovativi e all’avanguardia al mondo”. Questo è il terzo progetto CASE a vincere in quattro anni. Le pale gommate CASE Serie G sono state premiate nel 2017, mentre la pala gommata a metano, Project Tetra, ha vinto il premio nel 2019. Il premio è un riconoscimento conferito per l’unione dell’eredità del brand CASE, rappresentata da una linea prodotti realizzata a partire dal 1957, con il principio di sostenibilità applicato sia nel funzionamento ecosostenibile (nessuna emissione/eliminazione di carburante diesel) che nel design minimale della macchina stessa. “Project Zeus” è stato anche apprezzato per gli innovativi elementi di design d’illuminazione e retroilluminazione, per le linee e i contorni solidi e

puliti, per la speciale combinazione di colori metallizzati “Power Tan” e per un’esperienza utente moderna e intuitiva che combina il tradizionale funzionamento delle terne con la specializzazione relativa all’elettrificazione. “Il concetto nasce dall’unione dell’essenza dell’eredità CASE con la missione della sostenibilità dando vita a un design pulito e semplice”, afferma David Wilkie, direttore del CNH Industrial Design Center. “La realizzazione del progetto è estremamente pratica e incentrata sulla funzione, offrendo al contempo elementi di design distintivi che comunicano potenza e progresso: dalle luci al colore fino al modo in cui l’operatore interagisce con la macchina. ‘Project Zeus’

120 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

rappresenta la sostenibilità e la lungimiranza della nostra industria”. L’elettrificazione delle macchine movimento terra e l’attenzione per le fonti di energia sostenibili, la gestione/funzionamento delle macchine rappresentano elementi fondamentali per i proprietari di flotte pubbliche e private in tutto il mondo. CASE 580 EV raggiunge quest’obiettivo eliminando le emissioni, il carburante diesel e altri fluidi e componenti, offrendo allo stesso tempo un design strettamente legato alle prestazioni delle terne CASE. Il CNH Industrial Design Center ha unito questi principi con un’estetica pulita e moderna che ha lasciato tutti stupiti quando la macchina è stata presentata al CONEXPO 2020. Da un punto di vista operativo la potenza e le prestazioni del CASE 580 EV sono equivalenti a quelle delle terne diesel della linea di prodotti CASE, ma la macchina presenta costi operativi quotidiani notevolmente inferiori, senza produrre emissioni, fattore motivante per i fornitori di servizi pubblici e statali incentivati a lavorare con apparecchiature che utilizzano combustibili alternativi e riducono le emissioni. Le Amministrazioni cittadine e i Comuni trarranno vantaggio anche dall’eliminazione delle emissioni durante il lavoro in ambienti urbani e in prossimità di altri edifici/persone, nonché dalla riduzione del rumore generato dalle macchine.


KOHLER

È nata “Kohler Engines CheckApp”! Mai come in questi giorni i cambiamenti avvengono in modo repentino e i servizi e l’assistenza da remoto rappresentano fattori imprescindibili per il rapporto con gli utenti finali. Kohler intende aumentare il suo grado di assistenza e, siccome produce prodotti ad alto livello tecnologico, l’azienda è chiamata ad affiancare servizi di postvendita altrettanto tecnologici: in quest’ambito nasce Kohler Engines CheckApp, l’applicazione per smartphone per il monitoraggio e la manutenzione dei motori Kohler, ora arricchita anche da uno shop digitale di pezzi di ricambio originali. Lo shop è attualmente disponibile solo per gli utenti in Europa, le altre aree verranno aggiunte gradualmente nei prossimi anni. Kohler Engines CheckApp è un filo diretto tra l’utilizzatore finale e il mondo Kohler: sono finiti i tempi in cui ci si ritrovava soli nel campo o sul cantiere a procedere per tentativi per risolvere i problemi senza alcun supporto. Kohler Engines CheckApp mette a disposizione una serie di vantaggi che rendono la gestione del motore più snella e agile rispetto al passato. È possibile registrare un numero illimitato di motori, per tenere sotto controllo tutta la flotta di motori Kohler: per questo la nuova app è molto vantaggiosa sia per l’utilizzatore finale che per le società di noleggio. Per ogni motore inserito, Kohler Engines CheckApp ne crea una panoramica generale dello stato di salute, ossia il profilo che indica le caratteristiche del motore e la relativa documentazione, tra cui video tutorial che mostrano come sostituire i pezzi di ricambio originali e manuali di uso e manutenzione, creando un canale diretto con il materiale tecnico ufficiale di Kohler. Kohler Engines CheckApp, infine, offre uno shop di pezzi di ricambio originali che

gli utenti possono consultare e acquistare presso i distributori più vicini, direttamente tramite la app. Gli utenti possono godere di una scontistica unica sull’acquisto di pezzi di ricambio originali Kohler: 20% sul primo acquisto e 10% su tutti gli acquisti successivi tramite app. L’interfaccia user-friendly dello shop online permette di visualizzare con precisione i pezzi necessari per la manutenzione di ogni motore e procedere all’acquisto, selezionando presso quale rivenditore autorizzato rifornirsi. Poi, è possibile pagare tramite Paypal direttamente sull’app e ricevere l’ordine all’indirizzo indicato o recarsi per il saldo e il ritiro presso uno qualsiasi dei punti della rete ufficiale Kohler indicati all’interno dell’app. Attraverso l’inserimento del numero seriale del motore in

fase di registrazione, Kohler Engines CheckApp mostra le informazioni necessarie per la manutenzione ordinaria del motore, rendendo l’utilizzatore finale indipendente nella gestione. Il sistema di notifiche di Kohler Engines CheckApp invia informazioni riguardanti le scadenze e le tempistiche di manutenzione ordinaria del motore. Oltre a gestire la manutenzione e acquistare i pezzi originali ricevendoli all’indirizzo desiderato, Kohler Engines CheckApp permette di fare una diagnosi base del motore. Per eseguire una diagnosi dello stato del motore, Kohler Engines CheckApp si collega via Bluetooth con Check Plus, un dispositivo che si collega alla presa Deutsch, che permette di eseguire una lettura precisa e puntuale delle ore di lavoro, dato che comunica con la centralina motore. Per i motori senza Common Rail è possibile utilizzare la versione Check Lite, che rileva le vibrazioni del motore, necessarie per stabilire gli intervalli di manutenzione e generare una serie di indicazioni che verranno mostrate su Kohler Engines CheckApp.

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PRODOTTI WACKER NEUSON

Soluzioni per la compattazione Nel settore della compattazione del terreno e dell’asfalto la tedesca Wacker Neuson offre un’ampia gamma di soluzioni, dai costipatori ai compattatori da 7 t. Il nuovo rullo vibrante a conduzione manuale RD7 nella classe da 700 kg completa il portafoglio con un dispositivo particolarmente

Neuson Produktion GmbH. “La nostra leva di guida di nuova concezione offre un controllo molto intuitivo della macchina. Insieme a molti altri dettagli della macchina, l’utente ha la possibilità di offrire una qualità di lavoro ideale alla fine della giornata. Con varie opzioni di motore e un concetto di

ergonomico e potente. La nuova generazione di modelli del rullo vibrante RD7 con una larghezza del tamburo di 650 mm offre risultati di lavoro ottimali sia su asfalto che su terreno. L’utente trae vantaggio dal funzionamento semplice tramite il cambio di guida particolarmente ergonomico e l’accesso rapido a tutti i punti di manutenzione. “Con il lancio del rullo vibrante RD7 stabiliamo nuovi standard di facilità d’uso”, spiega Stefan Pfetsch, amministratore delegato di Wacker 122 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2021

telaio protettivo flessibile, vantiamo nel nostro portafoglio una variante di modello adatta per ogni segmento di prezzo”. Il nuovo design e le funzioni dell’impugnatura rendono la compattazione molto facile per l’utente. Tutti gli elementi di comando sono raggiungibili direttamente sulla maniglia di guida. Il lavoro è particolarmente comodo grazie alla leva di guida, in cui sono integrate tre diverse funzioni: Controllo della direzione di marcia spostando la leva avanti e indientro, regolazione della velocità, e anche l’arresto del rullo semplicemente rilasciandolo la leva. Inoltre, la leva di guida è particolarmente facile da spostare e può

quindi essere facilmente azionata lateralmente e per un periodo di tempo più lungo. Inoltre, il rullo RD7 vanta i valori di vibrazione mano-braccio più bassi sul mercato a meno di 2,5 m/s². Ciò significa che non ci sono restrizioni sull’orario di lavoro nemmeno su questo aspetto. Questo basso valore di vibrazione significa che nessuna documentazione è più necessaria, il che fa risparmiare tempo all’azienda. Come ulteriore comfort plus, l’impugnatura antivibrante non è impostata su un’altezza fissa, ma può essere regolata liberamente. Di conseguenza, l’utente ha la possibilità di adottare sempre la postura più comoda per


il momento e la rispettiva applicazione senza alcuno sforzo, il che si traduce in maggiore facilità d’uso e minore affaticamento fisico supplementare. Inoltre non è necessario girare attorno alla macchina per fissare il rullo manualmente quando si ferma in pendenza. Grazie al freno di stazionamento idraulico, il rullo si ferma automaticamente in maniera affidabile se il lavoro viene interrotto in pendenza. Ciò comporta una maggiore sicurezza sul cantiere. Il rullo vibrante RD7 rende i processi di lavoro efficienti e la costipazione ideale del terreno possibili con facilità: questo è garantito dalla stabilità direzionale affidabile e dalla facile manovrabilità del rullo. L’impugnatura lunga e il conseguente effetto leva maggiore rendono la rotazione del rullo più facile e veloce. Ciò è supportato anche dalla breve distanza dei tamburi con un baricentro basso. Inoltre, il piccolo sbalzo laterale di soli 30 mm e il telaio rastremato verso l’alto consentono una compattazione precisa e completa direttamente su pareti o bordi di un marciapiede. Il doppio rullo vibrante con peso operativo di 700 kg è adatto sia per la compattazione di asfalto che di materiale granulare, in quanto è consentita la regolazione della frequenza di vibrazione in modo

ottimale. L’operatore imposta semplicemente la vibrazione in base alla superficie: alta frequenza per la costipazione dell’asfalto e bassa frequenza per la costipazione del terreno. In tal modo, il rullo RD7 raggiunge la costipazione e la qualità superficiale desiderate e necessarie su qualsiasi superficie. In caso di interventi

di manutenzione o riparazione è importante avere un accesso facile e veloce ai componenti più importanti della macchina. Il rullo vibrante RD7 di Wacker Neuson si distingue in questo settore: Il carter di protezione può essere aperto senza attrezzi e tutti i punti di manutenzione possono

Abbiamo solo CAMBIATO tutto.

La nuova generazione di pale gommate Doosan è arrivata

essere raggiunti facilmente e senza l’uso di attrezzi. Il design aperto garantisce inoltre un facile accesso, il che significa che molti componenti, come i tubi idraulici, sono facilmente accessibili. In questo modo, i tempi di fermo possono essere ridotti al minimo e le operazioni sul cantiere non vengono ritardate.

Serie DL-7

La nuova serie DL-7 è frutto di una completa trasformazione. Riprogettate da zero, le pale gommate DL-7 rispondono alla richiesta di prestazioni e produttività sempre migliori, consumi estremamente ridotti, comfort per l’operatore e basso costo di possesso. Equipaggiate con un potente motore diesel Stage V a basso consumo, un sistema di sterzo sensibilmente migliorato, comandi elettronici avanzati e una cabina più spaziosa dalla visuale eccezionale, le pale gommate della serie DL-7 rivoluzioneranno il modo di lavoro in ogni applicazione. Per saperne di più: eu.doosanequipment.com/it/dl-7-series


PRODOTTI SCANIA

Progetto di elettrificazione Con la rapida diffusione della gamma di veicoli, autobus e motori elettrici Scania, la società ha annunciato l’investimento, nel corso di diversi anni, di oltre 1 miliardo di corone svedesi in un impianto di assemblaggio di batterie a Södertälje, in Svezia. Il primo passo nella realizzazione di questo progetto è la costruzione, a partire da inizio 2021, di una struttura di 18.000 m2, che ha l’obiettivo di essere pienamente operativa entro nel 2023. “Questa è una dimostrazione concreta della nostra determinazione ad assumere la leadership nell’elettrificazione dei veicoli pesanti. Si tratta di un passaggio fondamentale per

raggiungere i nostri obiettivi per il clima, approvati da Science Based Targets”, ha evidenziato Ruthger de Vries, responsabile Produzione e Logistica di Scania. “La gestione di un impianto di assemblaggio di batterie in loco è un prerequisito fondamentale per la produzione su larga scala di veicoli elettrici; questo inserisce inoltre Scania come parte fondamentale nella catena di produzione delle batterie”. All’interno dell’impianto, che sarà

adiacente allo stabilimento telai di Södertälje, verranno assemblati i moduli e pacchi batteria con le celle consegnate dalla fabbrica di batterie Northvolt di Skellefteå, in Svezia. I pacchi assemblati formeranno così sistemi di batterie su misura per la produzione modulare di Scania. “Scania continua a investire nella regione di Stoccolma e a sviluppare tecniche di elettrificazione end-toend. L’elettrificazione trasformerà l’intero settore del trasporto, in questo senso Scania continua ad investire rafforzando ulteriormente il posizionamento della Svezia come centro di innovazione all’avanguardia nell’ambito dell’elettrificazione dei veicoli pesanti”, ha evidenziato Vries.

DOOSAN

L’escavatore gommato DX57W-7 Doosan ha lanciato il nuovo escavatore gommato da 6 t DX57W-7 conforme Stage V. Oltre al nuovo motore Doosan Stage V, il DX57W-7 incorpora diverse nuove caratteristiche che ne rafforzano ulteriormente comfort, convenienza e connettività, pur mantenendo prestazioni, durata e consumi sempre ottimali. Il sistema di gestione telematica DoosanCONNECT, che raccoglie ed elabora i dati rilevati dai sensori della macchina, è di serie sul DX57W-7. Tra le altre dotazioni di serie ci sono l’impianto stereo integrato nel cruscotto indicatori (completo di funzione streaming Bluetooth) e la presa di alimentazione USB in cabina. Un nuovo sistema di telecamere con copertura panoramica a 360° attorno alla macchina e il rilevamento ostacoli a ultrasuoni sono disponibili a richiesta per chi desidera livelli di sicurezza ancora più elevati.

La posizione dello sterzo è regolabile in base alle preferenze dell’operatore. Posizione e angolo del cuscino del sedile e la posizione delle console sono regolabili in modo interamente indipendente. Contribuiscono al comfort dell’operatore anche il sostegno lombare e lo schienale regolabile del sedile, dotato di riscaldamento integrato di serie. Anche le luci in cabina, il parasole e lo specchietto laterale sono previste di serie. Il DX57W-7 è motorizzato con un diesel Doosan D24 Stage V da 42,5 kW (57 HP). Fornito di serie in configurazione con pneumatico singolo, il DX57W-5, con benna da 0,175 m3 ha un peso operativo di 5,88 t. La configurazione con

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pneumatici gemellati è disponibile a richiesta. Il modello DX57W-7 offre due gamme di velocità, fino a un massimo di 30 t km/h. Oltre ai tradizionali lavori di scavo e posa di fondamenta, la stabilità e capacità di sollevamento del DX57W-7 ne consentono l’impiego anche in operazioni quali il carico e lo scarico di autocarri e la movimentazione in cantiere di tubi e materiali di qualsiasi tipo. Per garantire la massima sicurezza in tutte le attività che comportano operazioni di sollevamento, l’escavatore gommato Doosan DX57W-7 è dotato di allarme di sovraccarico e di valvole di sicurezza situate nelle linee idrauliche del braccio e della lama apripista. Grazie alla sua struttura rigida e completamente saldata, il sottocarro è estremamente robusto e durevole. La disposizione delle linee idrauliche, la trasmissione protetta e gli assali per impieghi gravosi lo rendono ideale per le applicazioni tipiche degli escavatori gommati.


CATERPILLAR

I nuovi attacchi HCS Gli attacchi a collegamento idraulico di tipo S (HCS, Hydraulic Connecting S Type) di Caterpillar stanno cambiando il panorama di questo comparto poiché consentono di passare tra le attrezzature idromeccaniche ed essere completamente operativi in pochi secondi, il tutto con l’operatore al sicuro in cabina. Gli escavatori di dimensioni simili possono condividere molte attrezzature, grazie agli attacchi HCS che sono compatibili con un’ampia gamma di macchine, a partire dagli escavatori cingolati delle serie 311-340 ed escavatori gommati delle serie M314-M322. Gli attacchi HCS assicurano in media una portata superiore del 37% rispetto ad altre macchine presenti sul mercato. Questi attacchi sono progettati per offrire portate eccellenti, ideali per gli strumenti di demolizione idromeccanici e le operazioni di movimentazione terra in contesto urbano. La minore limitazione idraulica si traduce in una maggiore efficienza dei consumi della macchina. Grazie al tempo davvero ridotto necessario per passare

da un’attrezzatura a un’altra, gli operatori saranno più inclini a sostituire le attrezzature quando lo richiede il lavoro in modo da usare sempre quelle più idonee. Gli sganci rapidi interni garantiscono in media una durata particolarmente elevata: la progettazione dello sgancio rapido impedisce la contaminazione dell›impianto idraulico, mentre quella dell›attacco protegge i tubi flessibili e i componenti importanti dai danni all›interno dell›attacco. Gli attacchi HCS sono basati sulla tecnologia dei sensori leader nel settore e prevedono diverse soluzioni per mantenere collegate le attrezzature in caso di perdita di pressione idraulica. L’attacco emette inoltre segnali visivi e acustici, mentre sullo schermo in cabina compare la conferma che l’attrezzatura è stata collegata correttamente.


PRODOTTI LIEBHERR

Il nuovo accessorio LiTiU Il nuovo accessorio Liebherr LiTiU è stato progettato per applicazioni in cui l’angolo di oscillazione rappresenta un’estensione dell’area di lavoro. Questo prodotto consente maggiori possibilità di impiego per escavatori gommati e cingolati. Oltre ai classici lavori di scavo, le macchine possono essere impiegate nel livellamento e modellazione di terrapieni, nei lavori di livellamento e sgombero fossi, nonché nei lavori di

il lato inferiore dell’unità LiTiU e l’accessorio avviene o con l’attacco rapido Liebherr SWA 33 / SWA 48 o con l’attacco rapido completamente automatico Liebherr SWA 33 LIKUFIX / SWA 48 LIKUFIX. A seconda dell’attacco rapido, in questa variante sono possibili angoli di oscillazione fino a 2 x 75° Con il circuito idraulico opzionale ampliato, l’unità LiTiU 18 può essere inoltre comandata direttamente. In tal modo i circuiti di alta e media pressione sono

demolizione e riciclaggio senza richiedere un riposizionamento o un cambio dell’accessorio. LiTiU è un accessorio sviluppato da Liebherr con motore di oscillazione integrato protetto. È disponibile nelle varianti con montaggio diretto o montaggio a sandwich, ciascuna in due diverse misure. Come montaggio diretto l’unità LiTiU 12 o LiTiU 18 viene montata sull’estremità dello stelo dell’escavatore mobile o cingolato. Il collegamento tra

disponibili per le funzioni degli accessori. Non è più necessario effettuare inutili commutazioni sugli elementi di comando del Joystick e la produttività può essere incrementata. Sia il collegamento tra estremità dello stelo e LiTiU sia tra lato inferiore LiTiU e accessorio avviene per LiTiU 33 e LiTiU 48 in montaggio a sandwich per mezzo dell’attacco rapido completamente automatico Liebherr SWA 33 LIKUFIX / SWA 48 LIKUFIX. In questa versione

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l’angolo di oscillazione possibile arriva a 2 x 50°. Un vantaggio di questa variante dell’accessorio è rappresentato dai collegamenti idraulici esterni. Ciò garantisce un flusso di olio uniforme e costante. Le unità LiTiU 33 e LiTiU 48 sono quindi il perfetto completamento per accessori con riduttore di rotazione proprio, come per esempio le benne selezionatrici o le piastre vibranti. Ma anche per accessori come martelli, frese e trinciatrici che non presentano riduttore di rotazione proprio, pur richiedendo elevate quantità di olio e perdite di pressione ridotte, questa variante dell’accessorio è utile. Combinando la nuova unità LiTiU con l’attacco rapido completamente automatico LIKUFIX si ottengono ulteriori vantaggi in termini di comfort ed efficienza. LIKUFIX è un dispositivo di cambio rapido con sistema automatico di accoppiamento idraulico. Diventa così possibile cambiare in sicurezza accessori sia meccanici sia idraulici sul lato inferiore della LiTiU nel giro di pochi secondi dalla cabina di guida. Oltre a un cambio rapido e sicuro degli accessori, le unità LiTiU 33 e LiTiU 48 possono essere smontate completamente per combinare la macchina con un altro accessorio. Nei classici lavori di movimento terra, quali ad esempio lo scavo o il trasporto di diversi materiali, vengono impiegate prevalentemente benne fisse. Per poter eseguire livellamento e modellazione di terrapieni, lavori di livellamento e sgombero fossi nonché lavori di demolizione e riciclaggio, un certo angolo di oscillazione è un vantaggio. Con la nuova unità LiTiU ogni accessorio fisso diventa un’unità girevole senza dover effettuare un cambio dell’accessorio.


MECALAC

Due alternative di braccio con deporté Mecalac propone due tipologie di braccio per i suoi escavatori skid cingolati 6MCR e i suoi escavatori gommati 7MWR: un braccio escavatore con deporté per un uso tradizionale come, ad esempio, lo scavo e il carico di camion, e un braccio Mecalac

con deporté per lavori più diversificati. Quest’alternativa permette di rispondere al meglio alle esigenze dell’utilizzatore. Nella configurazione braccio escavatore con deporté il martinetto del bilanciere si trova sopra il primo braccio e non sotto il bilanciere

come col braccio Mecalac. La differenza si traduce in un angolo di apertura più ampio, in una maggiore rapidità dei movimenti e in una forza di penetrazione superiore. Il braccio escavatore presenta dimensioni e area di lavoro simili a quelle del braccio Mecalac. È compatibile con l’uso di benne pala e solleva-pallet. Il braccio Mecalac con deporté resta l’opzione da privilegiare per i clienti alla ricerca della massima polivalenza grazie alle sue capacità di sollevamento e alla sua potenza.

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INSERZIONISTI Azienda

Pagina

Berti

17

Brigade Elettronica

125

Cangini CGA Ricambi

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Doosan Infracore Europe

123

Europarts

21

Fiera CICEE

43

Fiera CTT Mosca

37

Giorgio Novara

127

Grafiche MDM

73

H.P.S. Centro Oleodinamico

31

M3-MetalMeccanica Moderna

11

Ma.Estro

119

MP Filtri

15

Officine Malaguti

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Pio Pellacini

27

RMC

23

Samep Tools Scai

II COPERTINA COPERTINA

Simex

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Trevi Benne

25

VTN Europe

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Wirtgen Macchine

13

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