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OnSite Construction n.1 - Gennaio-Febbraio 2018

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SOMMARIO GENNAIO-FEBBRAIO 2018 - N. 1

Focus sulla precisione

di Pietro Gabrielli

76 Beumer Group

Un’eccellenza nel cuore dell’Africa

42 TS Asfalti

Oltre la riparazione

di Lorenzo Zacchetti

46 Hinowa

L’entusiasmo dei 30 anni

di Ettore Zanatta

4

Editoriale

di Ettore Zanatta

6

Notizie

di Riccardo Lorenzi

DOSSIER

80 Oleodinamica

50 Epiroc Italia In copertina: SCAI - Hiatchi

SERVIZI

38 Volvo Construction Equipment

Sfida alla Germania

di Lorenzo Zacchetti

DISTRIBUZIONE

Vicino alla roccia

di Stefano Vitali

ATTREZZATURE

90 Kiltoutou

64 Wacker Neuson

“Italia, inizia una nuova era”

di Lorenzo Zacchetti

ON SITE

L’arte della compattazione

a cura di Liliana Rebaglia

di Lorenzo Zacchetti

ATTUALITA’

COMPONENTI

94 Posa di tubazioni

26 CECE

Tutte le strade portano a Bruxelles

di Ettore Zanatta

MACCHINE Soluzioni in esposizione

di Ettore Zanatta

per il teleriscaldamento La compagnia dell’anello

68 OFM Top Line

di Ettore Zanatta

Una miniera di soluzioni

di Mauro Rancati

112 Intervento di ampliamento

TECNOLOGIE

72 MP Filtri

32 Case

Il monitoraggio di pulizia dei sistemi oleodinamici (seconda parte)

di Geoff Grant

su pali di fondazione Un fenomeno tra i pali

di Ettore Zanatta

FIERE

112 Intermat

Parigi, Italia

di Lorenzo Zacchetti

118 Bauma Conexpo Africa

Hands On

LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT

Nel continente nero

di Lorenzo Zacchetti

PRODUTTIVITÀ A “VARIAZIONE CONTINUA”

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di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gabrielli, Geoff Grant, Riccardo Lorenzi, Mauro Rancati, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it

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ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa) Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

120 Prodotti

a cura di Liliana Rebaglia

Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Periodico associato a UNACEA


ESCAVATORI VOLVO: L’EVOLUZIONE DELLA PRODUTTIVITà Gli escavatori Volvo sono stati progettati per ottenere la massima efficienza nelle diverse applicazioni poichè vantano una forza e una potenza rinnovate e, allo stesso tempo, tempi di ciclo più brevi per prestazioni più elevate. L’esclusiva modalità ECO, unita al migliore sistema elettro-idraulico, assicura un risparmio di carburante tra il 7 e il 10 per cento. Le ultime innovazioni garantiscono, inoltre, una maggiore flessibilità ideale per una serie di applicazioni come il lavoro in cava, edilizia e le costruzioni stradali. Escavatori Volvo: l’evoluzione della produttività. www.volvoce.it


EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Il dibattito assente

L

a campagna elettorale ormai in stato avanzato ci ha fatto capire che a non essere avanzata nemmeno di un passo negli ultimi 10 anni di crisi economica e istituzionale è, per l’ennesima volta, proprio la nostra politica. Se guardiamo ai temi oggetto dei dibattiti e alla ridda di promesse lanciate come fiches sul tavolo delle urne ci accorgiamo, con scoramento, che l’industria delle costruzioni, uno dei fondamenti della nostra identità industriale, è completamente assente dai giochi. Nessuno ne sa niente e, chi ne parla, spesso lo fa con aria di fastidioso snobismo e, talvolta, di fastidio. Come se la materia, gli uomini e le macchine che costituiscono gli elementi dell’edilizia e delle opere infrastrutturali fossero altrettanti retaggi di un passato privo di senso a confronto con gli argomenti chic della sostenibilità (chissà se chi ne parla sa cosa vuol dire) o della patata a chilometro zero. Nel nostro Paese, intanto, le persone comuni, gli uomini e le donne che vanno al lavoro ogni mattina si prendono il rischio di morire viaggiando sulle scalcinate linee ferroviarie che ci hanno lasciato in eredità migliaia di parlamentari e giannizzeri della burocrazia. Questi individui si sono ricordati, anno dopo anno, solo delle prebende e dei compensi a loro carico come unico investimento. Se qualcosa dobbiamo augurarci dalla prossima tornata di voto è che al governo – qualsiasi formazione vada a seguito di compromessi, accordi e quant’altro ancora – si decida di mandare nei dicasteri e nelle direzioni decisionali figure professionali di alto profilo. Persone che capiscano, per gli argomenti di cui parlavamo sopra, i meccanismi di un intervento efficace e di una politica di investimenti sostenibile ma decisiva per far ripartire l’Italia. Sempre che il nostro Paese volesse ancora, come Costituzione recita, rimanere “fondato sul lavoro”, piuttosto che “affondato” nella melma dell’inconcludenza e del degrado.

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ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

GESTIONE AMBIENTALE

I chiarimenti ministeriali sui materiali di riporto

Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato la circolare n. 15786 del 10/11/2017 contenente chiarimenti inerenti la disciplina per la gestione delle matrici ambientali materiali di riporto e risolvendo alcune criticità rimaste in sospeso. Il Ministero dell’Ambiente ha confermato che per matrici ambientali materiali di riporto si intende il suolo costituito da una miscela eterogenea di materiale di origine antropica, quali residui e scarti di produzione e di consumo, e di terreno che compone un orizzonte stratigrafico specifico rispetto alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche naturali del terreno in un determinato sito e utilizzate per la realizzazione di riempimenti, rilevati e reinterri. Il legislatore, con l’art. 3 lettera c) del Dpr n. 120/2017, ha chiarito che le terre e rocce da scavo possono contenere anche i seguenti materiali di origine antropica: calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato. Le terre e rocce contenenti tali materiali, tuttavia, non devono presentare concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti di legge previsti per la specifica destinazione d’uso (colonne A e B, Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs 152/06 e successive 6

modificazioni e integrazioni). Qualora si intenda effettuare l’utilizzo delle terre e rocce da scavo contenenti materiali di riporto come sottoprodotti fuori dal sito di produzione è obbligatorio attenersi alle disposizioni previste dall’art. 4 comma 3 del Dpr n. 120/2017 e, più precisamente, verificare che la componente di materiali di origine antropica frammista ai materiali di origine naturale non superi la quantità massima del 20% in peso. La metodica per quantificare la percentuale di materiali di origine antropica presente nei riporti è descritta nell’Allegato 10 del DPR n. 120/2017. Sempre nell’ambito dell’utilizzo delle terre e rocce da scavo contenenti materiali di riporto in regime di sottoprodotti, è obbligatorio effettuare anche le seguenti verifiche: - sotto il profilo qualitativo, devono essere eseguite due analisi chimiche, rispettivamente la caratterizzazione (ai sensi della Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del Lgs 152/06 e successive modificazioni) e il test di cessione (metodica ai sensi del D.M. 05/02/1998 e successive modificazioni e parametri ai sensi della Tabella 2, Allegato 5, Titolo V,

ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Parte IV del D.Lgs 152/06 e successive modificazioni); - sotto il profilo prestazionale, è obbligatorio attestare il non superamento della percentuale del 20% della componente antropica, tramite la quantificazione della componente antropica secondo la citata metodica prevista dall’Allegato 10 del Dpr n. 120/2017. Le matrici materiali di riporto che non siano risultate conformi ai limiti del test di cessione devono essere, alternativamente e non cumulativamente: 1) rimosse; 2) sottoposte a messa in sicurezza permanente utilizzando le migliori tecniche disponibili e a costi sostenibili che consentano di utilizzare l’area secondo la destinazione urbanistica senza rischi per la salute. 3) rese conformi ai limiti del test di cessione tramite operazioni di trattamento che rimuovano i contaminanti (ovvero conformità ai parametri della Tabella 2, Allegato 5, Titolo V, Parte IV del D.Lgs 152/2006 e successive modificazioni e integrazioni). In merito alla rimozione della contaminazione di cui al punto 1), la circolare precisa che, nei casi di utilizzo in sito dei materiali di riporto, si deve procedere alla eliminazione di tale fonte di contaminazione e non dell’intera matrice materiale di riporto prima di poter riutilizzare in sito il materiale di riporto stesso. Infine, segnaliamo che il Ministero dell’Ambiente ha confermato che, nei casi in cui le matrici materiali di riporto dovessero risultare non conformi al test di cessione, ai medesimi sono applicabili tutte le procedure di bonifica, compresa quindi sia la messa in sicurezza operativa sia la messa in sicurezza permanente, in tutte quelle ipotesi previste dalla normativa sulle bonifiche, in quanto le matrici materiali di riporto sono state equiparate al suolo, per effetto del comma 1 dell’art. 3 del D.L. n. 2/2012.


INFRASTRUTTURE

Salini, visione a lungo termine per stimolare gli investimenti Una visione a lungo termine per le infrastrutture e un sistema regolatorio al servizio di trasparenza e redditività del settore, per cavalcare la ripresa anche in Italia. Questa la formula per stimolare la crescita economica e l’innovazione nel settore infrastrutturale espressa da Pietro Salini, amministratore delegato Salini Impregilo, durante il 24esimo Congresso Assiom Forex svoltosi a Verona. “Guardo ai segnali di ripresa a livello globale - ha dichiarato Salini - con una grande speranza: che questa ripresa possa essere agganciata anche dal nostro paese, grazie a una nuova visione di medio e lungo periodo che permetta al sistema economico di iniziare di nuovo a crescere in modo robusto. Questa nuova visione deve accompagnare i risultati raggiunti dalla nostra economia negli ultimi anni, anche grazie alla competenza e alla leadership di una classe imprenditoriale che ha

saputo trovare strade per continuare a crescere, anche all’estero, e a un sistema bancario che ha saputo rifondarsi per accompagnare le imprese in questo percorso di crescita”. Secondo Salini è necessario poter operare all’interno di un contesto in cui a una visione programmatica a lungo termine si associ anche un quadro normativo stabile e prevedibile, per favorire le previsioni di remunerazione del capitale investito; una prospettiva che renderebbe il settore delle infrastrutture attraente anche agli occhi degli investitori privati, in particolare fondi sovrani e fondi pensione, che sarebbero interessati ad investire in opere strategiche anche nel nostro Paese, ma sono alla ricerca di assets che garantiscano rendimenti costanti, a fronte di una prospettiva certa di medio lungo periodo. “Come imprenditore - ha proseguito

PIETRO SALINI

AMMINISTRATORE DELEGATO SALINI IMPREGILO

Salini - auspico un sistema regolatorio al servizio del project delivery che punti su tre driver prioritari. Il primo è quello della semplificazione del sistema, a tutela degli obiettivi di performance, oltre che alla regolamentazione dei comportamenti. Il secondo è quello di una chiara definizione delle responsabilità, in particolare in relazione alla ripartizione di ruoli e competenze tra enti locali e governo centrale. Terzo punto, le garanzie sui tempi, per snellire e rendere certe nei tempi le procedure autorizzative, a tutela di cliente, dell’impresa esecutrice e del territorio”.

GENERAL CONTRACTOR

Astaldi per un nuovo ponte sul Danubio Astaldi si è aggiudicata, in raggruppamento di imprese, il contratto per la realizzazione di un ponte sospeso sul Danubio, nella zona di Braila, in Romania. Il valore complessivo delle opere è di circa 435 milioni di euro, di cui

il 60% in quota Astaldi. Il contratto prevede la progettazione e la costruzione di un ponte sospeso di lunghezza totale pari 1.975 m, con una luce centrale di 1.120 m e due luci laterali di 490 e 365 m. È inoltre prevista la realizzazione di due viadotti di accesso al ponte, di lunghezza pari a 110 m, nonché di circa 23 km di viabilità di collegamento. Per la realizzazione delle opere, sono previsti un anno per la progettazione e 3 anni per la costruzione. Il Committente è CNAIR, società di Stato che fa capo al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture della Romania.

I lavori sono inclusi nel Master Plan dei Trasporti del Paese e sono finanziati con Fondi UE dedicati, nell’ambito del Programma Europeo POIM. La progettazione e la costruzione saranno realizzate in raggruppamento di imprese da Astaldi (leader, in quota al 60%) con la Società giapponese IHI (al 40%). IHI è leader mondiale nella progettazione e realizzazione di ponti sospesi e con Astaldi ha già lavorato per la realizzazione dell’Osman Gazi Bridge in Turchia, quarto ponte sospeso più lungo al mondo e parte dell’Autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir. gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION

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NOTIZIE GRANDI PROGETTI

Sollevamenti record per lo stadio di Atlanta

Il Super Bowl LII, la finale del campionato della National Football League, principale appuntamento sportivo statunitense, si è da poco concluso con l’affermazione degli Atlanta Falcons, che ora hanno l’occasione straordinaria di

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provare a difendere il titolo in casa. La 53ª edizione del Super Bowl, infatti, si giocherà il 3 febbraio 2019 nel nuovissimo MercedesBenz Stadium di Atlanta, Georgia (USA). Ufficialmente la nuova arena è stata inaugurata a fine

ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

agosto 2017, ma solo ora si è completata con l’entrata in funzione dell’avveniristica copertura che la contraddistingue. Il progetto della società di engineering HOK, infatti, ha previsto una copertura costituita da otto pannelli triangolari retraibili traslucidi e di un muro di vetro che si apre in contemporanea, per permettere il passaggio dell’aria. L’apertura circolare della copertura è stata ispirata dal Pantheon romano; per la realizzazione degli elementi del tetto retraibile è stato utilizzato un polimero chiaro e leggero che può modificare la sua opacità per controllare il livello di illuminazione. Per la costruzione del nuovo stadio sono stati utilizzate un numero elevatissimo di macchinari, di mezzi di sollevamento, gru, piattaforme, ecc. Tra le gru hanno svettato nel cielo della Georgia alcuni veri e propri pesi massimi, come la gru Manitowoc 31000, con una capacità di 2.535 t, utilizzata proprio per l’installazione del complicato sistema di copertura nel nuovo stadio di Atlanta e di cui al mondo esistono solo due esemplari.


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NOTIZIE UNACEA

Macchine per le costruzioni: in crescita il 2017 Unacea. “L’impegno che ci auspichiamo delle autorità pubbliche per consolidare il mercato nazionale di settore è il riconoscimento degli avanzamenti tecnologici fatti dall’industria e una conseguente politica di Nel 2017 sono state immesse sul mercato italiano 12.766 macchine per costruzioni, registrando una crescita del 15% rispetto a quanto rilevato nel 2016. Più in dettaglio, sono 12.275 le macchine per il movimento terra vendute, con una crescita annua del 15%. Positivo anche il mercato delle macchine stradali, che raggiungono le 491 unità vendite, +5% rispetto al 2016. “La ripresa del mercato italiano risulta essere ormai un trend consolidato”, ha dichiarato Paolo Venturi, presidente di

premialità delle aziende utilizzatrici virtuose a vantaggio della sicurezza e dell’ambiente”. In crescita anche il mercato estero di settore, che tra gennaio e ottobre 2017 ha raggiunto i 2,23 miliardi di euro, con un +7%

Gennaio-Dicembre 2017 (unità vendute) Categoria Dozer

variazione % 18

34

89%

Escavatori cingolati

1.838

2.185

19%

Escavatori gommati

165

196

19%

Pale gommate

886

1.167

32%

Terne 4 ruote sterzanti

63

99

57%

Terne rigide

130

105

-19%

6.241

7.057

13%

Minipale compatte

685

672

-2%

Minipale compatte cingolate

461

590

28%

Miniescavatori

Dumper articolati

30

63

110%

Sollevatori telescopici

122

107

-12%

Tot. macchine movimento terra

10.639

12.275

15%

Rulli

302

330

9%

Vibrofinitrici

165

161

-2%

Tot. macchine stradali

467

491

5%

11.106

12.766

15%

Totale macchine per le costruzioni

PAOLO VENTURI

PRESIDENTE DI UNACEA

rispetto allo stesso periodo del 2016. È l’export di macchine per i lavori stradali a registrare i ritmi di crescita più elevati, con un +26% sul 2016. Buono anche l’andamento delle vendite estere di macchine per la preparazione degli inerti (+23%), di quelle di macchine movimento terra (+13%), delle gru a torre (+10%) e di macchinari per il calcestruzzo (+5%). In calo invece le esportazioni di macchine per la perforazione (-21%). Stabili intorno ai 700 milioni di euro le importazioni mentre aumenta l’avanzo commerciale di settore (+9%), con una bilancia positiva per oltre 1,5 miliardi di euro.

CATERPILLAR HA ADERITO A UNACEA Caterpillar ha aderito a

zi finanziari tramite il suo segmento dei prodotti finanziari.

Unacea attraverso l’azienda

“I nostri clienti, concessionari e collaboratori italiani sono

italiana Caterpillar Prodotti

molto importanti per noi”, ha dichiarato Roberto Lorenzoni,

Stradali con sede a Minorbio

Country Director per l’Italia in Caterpillar. “Unacea si è affer-

(Bo). Fondata nel 1919,

mata progressivamente come voce legittima delle aziende

Caterpillar si è progressiva-

italiane di macchine per costruzioni e, con la nostra adesio-

mente trasformata da azienda americana di trattori agricoli

ne, vogliamo contribuire a far ascoltare questa voce, sia in

a realtà globale multi-business. Con vendite e ricavi pari a

Italia che nell’Unione europea”.

45,462 miliardi di dollari, Caterpillar è leader globale nella

Con l’adesione di Caterpillar Unacea incrementa ancora la

produzione di macchine per costruzioni e da miniera, motori

rappresentanza nazionale del settore macchine per costru-

diesel e gas naturale, turbine a gas industriali e locomotive

zioni con le macchine stradali, da costruzione e le vibrofi-

diesel-elettriche. L’azienda opera principalmente attraverso

nitrici al fianco delle attrezzature, delle gru a torre, delle

i suoi tre segmenti primari: industria delle costruzioni, indu-

macchine per il movimento terra, per il calcestruzzo e per

strie delle risorse ed energia, e trasporti, oltre a fornire servi-

la perforazione.

10 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


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NOTIZIE BAUER MACCHINE ITALIA

Dieci anni di perforazioni e consolidamenti in Italia Bauer Macchine Italia, specialista in macchine per le perforazioni e il consolidamento, festeggia quest’anno i 10 anni di attività. Bauer Maschinen GmbH è un nome di riferimento a livello mondiale nel settore delle macchine per le perforazioni e il consolidamento dei terreni; in Italia l’azienda è presente, con la consociata TracMec, a Mordano (Bo) con circa 70 dipendenti e conosce molto bene i problemi, le difficoltà e i pregi del nostro Paese. L’approccio di BMI (Bauer Macchine Italia) con i clienti è una logica conseguenza di tutto questo: è costruttivo, collaborativo, semplice e spontaneo. Questo modo di porsi, unitamente alla riconosciuta qualità delle macchine, ha scandito una crescita costante nel tempo.

per il mercato italiano, verso la fine del 2007, a fronte dell’incremento di interesse per Bauer in Italia, è stato incaricato di costituire una società sul territorio nazionale per agevolare l’attività di assistenza tecnica, per fornire un punto d’appoggio sul territorio e per facilitare il processo di vendita e noleggio delle più diverse attrezzature. Partendo da questi servizi, in questi anni Bauer Macchine Italia è cresciuta sotto tutti i punti di vista: nei ricavi, nel personale, nella presenza sul territorio, nella capacità di rispondere con professionalità

Il progetto e il suo sviluppo La nascita di BMI è legata al suo attuale amministratore delegato, Alberto Dalle Coste, che incontrando Bauer ha avuto la possibilità di coniugare la propria formazione con la passione personale e professionale per il settore delle costruzioni e dell’edilizia. Inizialmente dislocato in Germania come responsabile

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ALBERTO DALLE COSTE

AD DI BAUER MACCHINE ITALIA

e tempestività a ogni richiesta. Come sottolinea Dalle Coste, “BMI si è scoperta azienda con un suo specifico know-how; le competenze sono cresciute più del fatturato e del numero delle persone, tanto che i clienti riconoscono Bauer Macchine Italia come un punto di riferimento tecnico e non più solo come il ‘braccio lungo’ di Bauer Maschinen GmbH. Prova di questo è che i nostri tecnici risolvono i problemi senza il supporto della casa madre e sono sempre più richiesti nei cantieri, anche nei casi più complessi, al posto dei tecnici tedeschi”. Bauer Macchine Italia oggi Oggi, oltre all’attività di vendita e di noleggio, Bauer Macchine Italia si occupa di revisioni complete delle macchine, di revisioni di rotary e di riduttori di fresa. È in grado di riparare e revisionare le aste kelly di perforazione e gli utensili e non ha paura di eseguire anche importanti modifiche ai macchinari, fatto salvo il supporto progettuale obbligatorio dalla Germania. Meccanica di precisione, competenze nella saldatura, idraulica e meccatronica: sono competenze che si sommano al supporto tecnico nello studio dei cantieri, nell’analisi geotecnica e nelle metodologie in cui il costruttore tedesco vanta molti primati. Recentemente la struttura è stata rafforzata per seguire anche il mercato delle consociate, tra cui Klemm, MAT e RTG.


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NOTIZIE CANGINI

Parola d’ordine: innovare! Cangini ha iniziato il 2018 annunciando novità importanti, che mostrano il grande sforzo di rinnovamento compiuto da questa azienda tutta made in Italy. Tre i fronti di rilievo su cui si è lavorato alacremente per renderla sempre più competitiva sul mercato internazionale: l’innovazione di prodotto, l’innovazione del sistemaimpresa, l’innovazione della comunicazione. L’innovazione di prodotto è già da parecchi anni il fiore all’occhiello della Cangini, grazie alla continua ricerca e progettazione interna garantita da uno staff sempre più numeroso e da ingegneri e tecnici dedicati interamente alla R&D. Molte saranno quindi le proposte che l’azienda presenterà nei primi mesi di quest’anno e che affronteranno tutti gli ambiti operativi per i quali la società di (Sarsina – Fc) offre da molti anni un’ampa gamma di attrezzature.

è stata realizzata nell’ottica dell’industria 4.0. È stata innanzitutto realizzata una nuova divisione idraulica: un’area di 2.400 m2 completamente dedicata alle attrezzature idrauliche, che ha permesso di raddoppiare la capacità produttiva dell’azienda. Fabbrica Intelligente 4.0 Tutte le stazioni di produzione saranno collegate in rete, per rendere immediatamente fruibili le informazioni. Il piano di produzione sarà sempre consultabile “live”, mentre i calcoli delle performance produttive saranno consultabili e analizzabili molto più efficacemente. Appena entrato in funzione anche il nuovo impianto di verniciatura ad acqua, all’avanguardia, ecosostenibile e interconnesso nell’ottica dell’Industria 4.0. Notevole sarà l’aumento qualitativo della

L’innovazione del sistema impresa Lo sforzo di rinnovamento della Cangini parla di potenziamento dell’efficienza produttiva così come di salvaguardia dell’ambiente, coinvolgendo, in primo luogo, il cuore nevralgico dell’azienda: la produzione. L’implementazione

14 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

verniciatura, grazie alle tecnologie adottate a livello dei sistemi di applicazione delle vernici, del metodo di appassimento e della cottura ad alte temperature delle stesse. Più vicini Più connessi Il 2018 è iniziato con il lancio della nuova comunicazione Cangini, che ha puntato sulla completezza delle informazioni, sul loro continuo aggiornamento in tempo reale e sull’intuitività e facilità del loro reperimento. Nuovi, in questa ottica, gli strumenti fondamentali per il cliente Cangini: il sito aziendale, la 22a edizione del catalogo prodotti, il catalogo ricambi. Anche il potenziamento della presenza dell’azienda sui social è stato messo in campo, proprio perché questo strumento, sempre più utile anche per il mondo industriale, offre la facilità di un rapporto diretto con il cliente.


NOTIZIE BOSCH REXROTH

Il riconoscimento Top Employers Italia 2018 Bosch Rexroth, una delle realtà più importanti nel mercato dell’automazione industriale e delle macchine operatrici mobili, ha ricevuto per la prima volta il riconoscimento Top Employers 2018, grazie a un portafoglio che spazia dall’oleodinamica alla meccatronica, al software, e che permette di supportare le aziende nella transizione dalle tecnologie tradizionali al futuro dell’Industria 4.0 e della “connectivity”.

Il riconoscimento si inquadra in un cammino verso l’eccellenza intrapreso da diversi anni e coerente con la filosofia del Gruppo Bosch. Questo percorso di sviluppo della business “excellence” costituisce una fondamentale priorità della direzione Bosch Rexroth e di tutto il gruppo Bosch Italia, con vari riconoscimenti ottenuti negli anni. Il programma si declina su quattro pilastri principali: Leadership, Eccellenza nei

processi, Competenza, e Welfare aziendale. Sottolinea Ugo Caratti, AD e CFO di Bosch Rexroth Spa: “Crediamo fortemente che il nostro capitale umano rappresenti un bene imprescindibile:

su questo si fonda il nostro vantaggio competitivo sul mercato. Perciò ci impegniamo costantemente per creare condizioni di lavoro strumentali a realizzare il potenziale di ogni nostro collaboratore. Il riconoscimento Top Employers Italia 2018 ci gratifica e ci conferma la correttezza del nostro percorso, motivandoci a continuare a investire le nostre competenze per lo sviluppo e il successo dell’industria Italiana”.

INTERMAT

Assegnati a Parigi gli Intermat Innovation Awards 2018 In occasione dello svolgimento dei tradizionali incontri pre-Intermat tra espositori e stampa sono stati assegnati - durante un’apposita premiazione tenutasi nella serata di giovedì 18 gennaio, presso la Maison de la Mutualité di Parigi - la cerimonia che ha assegnato i 13 Intermat Innovation Awards. L’evento, di ampio respiro internazionale e presieduta dalla FNTP (Fédération Nationale des Travaux Publics), ha lo scopo di premiare tutte le innovazioni che contribuiscono al progresso del settore delle costruzioni

16 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

e delle infrastrutture. Per questa settima edizione, una giuria di 13 specialisti europei del settore ha scelto di assegnare altrettanti vincitori scegliendo tra i 90 prodotti proposti dagli espositori iscritti a Intermat Paris e World of Concrete Europe 2018. Tra i vincitori, Volvo CE (con l’escavatore elettrico EX2, categoria “Earthmoving & Demolition”), il gruppo Fayat (con l’impianto TRX 100%, categoria “”Roads, Minerals & Foundation”), Hinowa e Manitou Group (rispettivamente con la piattaforma aerea cingolata Lightlift 33.17 Performance IIIS e uno speciale sistema di stabilizzazione per i sollevatori telescopici MRT, categoria “Lifting, Handling & Transportation”). Assegnati anche diversi premi speciali, tra cui uno – per la categoria “Energy Transition” – a Mecalac, per il suo escavatore a batteria e12. Tra le altre aziende vincitrici, in diverse categorie: EFA France, RB3D, Matos, Alphi, Sika France, Sima, DMIC e 360SmartConnect.


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NOTIZIE YANMAR

Un SV120 in Germania per interventi ferroviari Yanmar Construction Equipment Europe (Yanmar CEE) ha recentemente venduto un midi escavatore SV120 all’ente ferroviario tedesco DB Bahnbau Gruppe GmbH. La macchina è stata venduta dal dealer Yanmar autorizzato Atlas Cottbus Baumaschinen KG e, in collaborazione con Gritzke Lasertechnik OHG, è stata poi modificata secondo le richieste avanzate dal cliente.

SV120: configurazione “Short Tail” Il midi escavatore SV120 è una macchina da 12,5 t di peso operativo in grado di svolgere interventi lungo i binari: grazie alla sua configurazione “Short Tail”, infatti, è in grado di muoversi negli spazi ristretti. Il midi escavatore SV120 monta un motore da 85 kW di potenza, con una capacità idraulica di 190 l/ min. Il sistema LUDV, poi, fa sì che tutti i movimenti risultino essere simultanei e indipendenti l’uno dall’altro. Per quest’applicazione la società Gritzke Lasertechnik OHG ha installato sul midi escavatore SV120 un limitatore elettronico dell’altezza di sollevamento e della rotazione, per evitare che il braccio tocchi inavvertitamente le

linee aeree e che le attrezzature blocchino i treni quando la macchina è in funzione. Altre modifiche sono state apportate da Atlas Cottbus; tra queste, la verniciatura della macchina nei colori richiesti dal cliente. Inoltre, il midi escavatore SV120 monta uno speciale attacco rapido che gli consente di utilizzare diverse attrezzature specifiche.

Tutti i binari portano a Yanmar “Lavoriamo spesso con Atlas Cottbus in occasione di progetti speciali, cercando di venire incontro alle esigenze particolari dei nostri clienti”, ha affermato Frank Thoss, direttore regionale per il centro Europa di Yanmar Construction Equipment Europe. “In qualità di dealer voglio essere personalmente convinto dei prodotti che offro ai miei

18 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

clienti”, ha aggiunto Raymo Palicka, direttore di Atlas Cottbus. “In questo caso la dimensione e le prestazioni della macchina erano parametri fondamentali; per questo motivo abbiamo optato per il midi escavatore SV120 che, insieme ai servizi offerti da Yanmar CEE, ci ha completamente convinto e soddisfatto”. In Europa, Yanmar Construction Equipment Europe può contare su una rete di 170 dealer e importatori; Atlas Cottbus, con sede a Brandeburgo, vanta un’esperienza ventennale come distributore di macchine per le costruzioni e propone sul mercato, tramite le sue cinque filiali, la gamma completa di macchine operatrici Yanmar, sia in vendita che a noleggio.


VOLVO

Premiato l’escavatore Volvo EX2 Esempio di fattiva collaborazione tra Svezia e Francia, il prototipo di escavatore compatto EX2 presentato da Volvo Construction Equipment (Volvo CE) ha vinto il premio Equipment & Machinery Award nella categoria Earthmoving & Demolition degli Intermat Innovation Awards. Questa macchina fa parte del progetto di ricerca ELEXC finanziato anche dal governo francese (non è ancora commercialmente disponibile) ed è realizzato a Belley (Francia). Completamente elettrico, l’escavatore compatto Volvo EX2 è una soluzione a “emissioni zero” e presenta di conseguenza livelli di rumorosità molto bassi rispetto ai modelli convenzionali e un TCO molto ridotto. “Il concetto di ‘propulsione’ elettrica applicata alle macchine movimento terra consentirà di realizzare mezzi più puliti, silenziosi ed efficienti. Tutto ciò rappresenta il futuro del nostro settore”, ha affermato Ahcène Nedjimi, Electromobility Specialist e EX2 Project Leader di Volvo CE. “L’escavatore compatto elettrico Volvo EX2 è una macchina rivoluzionaria, con emissioni zero e livelli di rumorosità 10 volte

più bassi, può essere facilmente utilizzata in aree densamente popolate senza disturbare le persone, anche di notte, con un’efficienza 10 volte superiore, unita a sistemi senza manutenzione che evitano di compromettere i costi operativi e il costo totale di possesso”.


NOTIZIE CASE

Alle pale gommate Serie G il “Good Design Award 2017” La Serie G di Case CE ha ricevuto il Good Design Award: si tratta dell’ultima generazione della gamma di pale gommate che, lanciata nel 2017, ha introdotto un rivoluzionario design del parabrezza, aumentando il livello del comfort per l’operatore. Questo riconoscimento arriva nel 50° anniversario del prestigioso premio, che ha visto la partecipazione di un numero record di aziende “Fortune 500” (i primi 500 gruppi industriali per fatturato elencati ogni anno dalla rivista “Fortune”) e dei più importanti studi di progettazione internazionali. Il Chicago Athenaeum, costituito dal Museum of Architecture and Design e dallo European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies, ha selezionato la Serie G di Case CE tra migliaia di candidature inviate dai principali costruttori e dagli studi di progettazione industriale di tutto il mondo. In qualità di vincitrici del premio, le pale gommate Case Serie G fanno ora parte della collezione permanente del Museo di Architettura e Design. Carl Gustaf Göransson, Brand President del settore movimento terra di CNH Industrial, ha così commentato: “Siamo stati giudicati insieme ai migliori al mondo e la nostra Serie G è risultata vincitrice:

questo riconoscimento corona la lunga tradizione di eccellenza di Case nelle pale gommate ed è arrivato alla vigilia del 2018, anno in cui ci approntiamo a festeggiare il 60° anniversario di questa linea di prodotti”.

La cabina delle pale gommate Serie G vanta nuovi livelli di comfort e sicurezza grazie a postazione operatore, comandi e interfaccia che rendono le macchine intuitive e semplici da operare. Ogni elemento è stato progettato per fornire un comfort di guida di livello automobilistico con prestazioni industriali. In particolare, la visibilità della cabina rappresenta un nuovo standard: il parabrezza panoramico (monoblocco) fornisce una visuale frontale priva di ostacoli, mentre la visuale posteriore è elevata, grazie agli specchietti retrovisori multipli, allo schermo collegato alle telecamere posteriori, al cofano

20 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

motore sottile e allo sbrinatore del lunotto posteriore. L’interno cabina è stato progettato per massimizzare lo spazio. Il sistema di guida con joystick ergonomico offre una postazione operativa simmetrica per controllare le funzioni del caricatore e la guida della macchina, riducendo la fatica specialmente durante le operazioni ripetitive a elevata produttività. L’interfaccia del monitor di controllo consente una navigazione intuitiva attraverso le informazioni e i parametri di configurazione della macchina. La cabina sospesa con sedile a sospensioni attive, insieme al posizionamento del motore nella parte posteriore, riduce drasticamente la rumorosità e le vibrazioni a favore del massimo comfort per l’operatore. Case considera il design un fattore importante nel processo di sviluppo dei suoi prodotti, com’è dimostrato dal comfort superiore e dal funzionamento intuitivo raggiunti nella pale gommate Serie G. Nella ricerca di un design di qualità che abbini stile e funzionalità, come nella migliore delle tradizioni, il brand si affida all’esperienza e alle risorse del CNH Industrial Design Centre.


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Cresce la sinergia con Yanmar L’azienda albese ha annunciato l’arrivo di 40 nuovi escavatori Yanmar: sale così a 390 il numero totale dei mezzi disponibili a nolo nel parco “movimento terra”: una delle flotte più “giovani” in Italia, con un’età media di 3,5 anni. Si tratta di mini e midi escavatori da 12 a 100 q caratterizzati da compattezza, trasportabilità, prestazioni e produttività elevate. La fornitura include sia modelli con ingombro posteriore ridotto che escavatori girosagoma (la torretta rimane sempre all’interno della larghezza dell’escavatore stesso), pensati per soddisfare le esigenze di chi lavora in spazi ristretti. Si tratta di un investimento importante, che conferma il costante rinnovamento da parte di Mollo Noleggio del proprio parco macchine con prodotti all’avanguardia nel settore e con un’attenzione particolare al rispetto dell’ambiente. I nuovi arrivi sono dotati di motori potenti ed ecologici, che rispecchiano le normative contro l’inquinamento dei gas di scarico, con ridotte emissioni di inquinanti, rumorosità e vibrazioni. Tra le novità, da segnalare l’escavatore gommato da 95 q con ingombro posteriore ridotto, stabile con carichi pesanti anche su terreni accidentati, ideale per operare in spazi ridotti - e l’escavatore cingolato 100 q con braccio triplice (la configurazione a braccio articolato incrementa notevolmente le prestazioni della macchina, in particolare nelle operazioni di sollevamento, movimentazione e posizionamento dei carichi). I nuovi arrivi sono disponibili presso i 27 centri Mollo Noleggio distribuiti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.


NOTIZIE E.C.O. ITALIA

Test con Sampierana per ridurre i costi operativi Sampierana ed E.C.O. Italia si sono recentemente incontrati per eseguire dei test su una minipala cingolata Eurocomach ETL 200 T4, finalizzati a confrontare le prestazioni del mezzo riempito prima con un fluido idraulico minerale ad alto indice di viscosità e poi con Panolin HLP SYNTH (a conferma del proprio impegno per l’innovazione e il rispetto dell’ambiente, Sampierana offre da tempo la possibilità di primo riempimento con fluido idraulico Panolin HLP SYNTH per le proprie macchine). Report dei test Durante la giornata la minipala è stata sottoposta a due test: un percorso a circuito, lungo circa 4 km, comprendente una salita e una discesa; esecuzione di movimenti standard cronometrati di braccio e benna, realizzati alla fine del circuito quindi con olio caldo. La mattina sono stati realizzati i test con l’olio minerale ISO 68; dopo la fine del test la macchina è stata svuotata del fluido idraulico, è stato eseguito il flussaggio e riempita con HLP SYNTH 46. I test con Panolin sono stati realizzati nel pomeriggio.

Le prove si sono svolte con il motore diesel regolato a 2.600 giri/ min e sono stati cronometrati e monitorati; i tecnici hanno registrato i tempi d’esecuzione delle varie attività, la temperatura ambientale e quella dell’olio. Per i test con HLP SYNTH è stato possibile usare un fluido ISO 46, mentre per l’olio

minerale si è scelto una viscosità maggiore, ISO 68. L’HLP SYNTH presenta un indice viscosità/ temperatura (VT) superiore a un fluido minerale, ciò implica una maggiore stabilità del fluido al variare della temperatura: questa caratteristica permette la scelta di una minore viscosità senza compromettere la capacità di lubrificazione del fluido anche ad alte temperature, mentre lo stesso non si può dire dell’olio minerale,

24 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

che ha quindi richiesto la scelta di una viscosità più elevata, in particolare in una calda giornata estiva come quella in cui sono stati effettuati i test. Una minore viscosità implica un attrito minore e permette di ottenere consumi e tempi di esecuzione minori. I risultati L’HLP SYNTH ha svolto ciascuno dei test in un tempo minore rispetto al fluido minerale. Nel caso del circuito questa differenza è di poco meno del 2%, percentuale che corrisponde presumibilmente a un risparmio di carburante di uguale entità. I risultati sono significativi per i movimenti di braccio e benna: 21% in meno per la chiusura totale della benna; 10% in meno per l’apertura totale della benna e il sollevamento del braccio; 4% in meno per la discesa del braccio. I vantaggi di Panolin HLP SYNTH Questi test mettono in evidenza uno dei vantaggi offerti da HLP SYNTH: la capacità di ridurre i tempi di esecuzione dei movimenti di una macchina, che si traduce in una riduzione dei costi operativi. A ciò si aggiungono la resistenza all’ossidazione e la stabilità alle alte temperature, che permettono di allungare la vita utile di HLP SYNTH e consentono di portare gli intervalli di cambio olio fino ad almeno 5.000 ore, anziché le 1.000 di un olio minerale standard. HLP SYNTH è un fluido idraulico ecologico certificato Blauer Engel, marchio di qualità ambientale tedesco che garantisce il rispetto dei più elevati standard ambientali sul mercato: biodegradabilità ≈ 70% secondo OCSE 301 B; atossicità acquatica; esclusione di sostanze pericolose; non bioaccomulabile.


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ATTUALITA’ CECE

Tutte le strade portano a Bruxelles

D

al 1° gennaio di quest’anno Enrico Prandini è entrato in carica come nuovo presidente del CECE (Committee of European Construction Equipment). Per i prossimi due anni, il Managing Director di Komatsu Italia Manufacturing guiderà la confederazione che rappresenta le varie associazioni nazionali dei produttori di attrezzature per l’edilizia e le industrie connesse. Il suo compito è particolarmente delicato, in quanto consiste nel supportare il settore in un momento storico dirimente, nel quale si vedrà se la tanto attesa ripresa economica potrà davvero concretizzarsi o se invece dovremo ancora rimandare la definitiva uscita dal tunnel.

Nel 2016 il mercato ha fornito segnali decisamente positivi, con una crescita del 10% che rappresenta il massimo livello raggiunto nell’ultimo quinquennio e che autorizza all’ottimismo. Tuttavia, ancora più significativo sarà analizzare i dati del 2017, che il CECE renderà pubblici a marzo attraverso il suo report annuale. OnSite ha anticipato i tempi, incontrando il neopresidente Prandini per discutere in anteprima della situazione del mercato, analizzare i dati evidenziati in occasione del convegno tenutosi lo scorso ottobre a Bruxelles, ma anche di alcune interessanti innovazioni sulle quali il CECE intende lavorare nel prossimo biennio. Qual è la situazione attuale del mercato europeo?

26 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

“Sta crescendo, avvicinandosi a volumi pari al 60% di quelli relativi al boom del periodo 2007/2008. Tuttavia permangono delle aree di oscurità, che rappresentano gli stessi punti critici dell’economia in senso generale. Come spesso accade, nel contesto dell’Europa coesistono realtà differenti tra loro. In questo momento, ad esempio, la Germania è già oltre i livelli pre-crisi, a dimostrazione del fatto che l’impatto della recessione è stato meno duro per chi aveva alle spalle un’organizzazione idonea, sia dal punto di vista degli investimenti che del supporto governativo. C’è poi il caso Inghilterra, dove la ‘Brexit’ sta scombussolando la situazione, più per mancanza di chiarezza che per altro. Ciò vale sia per gli inglesi, che dopo il referendum


Dal quadro generale europeo alla situazione italiana. Dalle innovazioni tecnologiche agli annosi problemi irrisolti. Dall’omologazione europea alla questione femminile. Enrico Prandini, nuovo presidente del CECE per il prossimo biennio, ci espone lo stato dell’arte del mercato e gli obiettivi della Federazione Europea delle Macchine per Costruzioni di Ettore Zanatta

ENRICO PRANDINI

PRESIDENTE CECE PER IL BIENNIO 2018-2019

si sono indeboliti come Governo, sia per l’Europa, divisa tra falchi che vorrebbero un’uscita netta e colombe che invece auspicano una mediazione. Il mercato inglese è quindi incerto e il suo comparto di particolare interesse è il rental: in quest’ambito la crisi è diventata un’opportunità, perché chi non poteva più permettersi di comprare ha iniziato a noleggiare, in un contesto peraltro già favorevole come quello determinato dalla mentalità britannica. Dopo essere arrivato ai massimi livelli anche questo settore sta attraversando fasi altalenanti”. Ancora più incerto sembra il mercato francese… “Da un punto di vista numerico è il mercato meno stabile. C’è una continua alternanza tra crescita e fermate, in una situazione resa complicata anche dal mix di privato e rental che caratterizza lo scenario nazionale. In questo momento specifico, peraltro, il mercato transalpino sta andando bene. È positivo anche il momento dei Paesi dell’Est, che hanno ricominciato in parte a crescere, non tanto per via di necessità di lavori in ambito locale, quanto grazie a finanziamenti provenienti dall’area occidentale. Ci sono quindi differenze significative tra Paesi che vanno molto bene in taluni periodi specifici e altri che ancora segnano il passo. Ancora differente è la situazione del Nord Europa: stiamo sicuramen-

te parlando di numeri contenuti (vista anche la bassa densità di popolazione), ma è altrettanto certo che si tratta delle nazioni che meno hanno risentito della crisi e che quindi sono più stabili nel panorama europeo”. Qual è lo scenario dell’Europa meridionale, che riguarda anche l’Italia? “L’Europa del sud è il ‘grande assente’, almeno per ora. Mi riferisco in particolare ai Paesi latini (Italia, Spagna e Portogallo), tralasciando la Grecia che ancora non è in condizione di poter effettuare gli investimenti che servirebbero al mercato. Tutti e tre e i Paesi stanno iniziando a dare segni di ripresa consistenti. Per quanto riguarda l’Italia, si può dire che la crescita sia cominciata da tre anni, ma quando ti trovi a -80% e cresci del +10% su base annua stai facendo dei passi ancora molto piccoli. Invece ora, nonostante alcuni mesi altalenanti, l’Italia sta crescendo davvero. Lo stesso vale per la Spagna, la quale - pur avendo ancora un livello di disoccupazione molto alto - sa bene in che direzione andare. Ciò è dovuto sia alla sua necessità di infrastrutture, sia per quel grande passo che è rappresentato dalla doppia residenza delle famiglie, che comporta la necessità di convertire le ‘case vacanza’, che avevano raggiunto prezzi estremamente bassi. Ora i valori si stanno riprendendo e con esse anche l’edilizia residenziale”.

ITALIA-EUROPA: LINEA DIRETTA Il CECE è l’organizzazione che rappre-

In totale, il settore conta circa 1.200

senta e promuove le attrezzature euro-

aziende che impiegano circa 300.000

pee per l’edilizia e le industrie connesse.

persone, indotto compreso, per ricavi

Il suo lavoro si articola attraverso una re-

annuali pari a circa 40 miliardi di eu-

te europea composta da un Segretariato

ro. Di questo fatturato, oltre 2,5 mi-

a Bruxelles e dagli uffici delle varie as-

liardi di euro provengono dal merca-

sociazioni nazionali nei rispettivi Paesi.

to italiano (dati del 2014), che ha come

Bruxelles esercita la funzione di coordi-

punto di riferimento Unacea (Unione

namento, con ampio spazio per il lavoro

Nazionale Aziende Construction

sia delle associazioni nazionali che dei

Equipment&Attachments), a cui OnSite

rappresentanti dell’industria.

è associata. Nata nel 2010, quest’ultima

Il CECE rappresenta gli interessi delle

ha sede a Roma ed è l’associazione di

un’associazione a leadership imprendi-

associazioni nazionali produttrici di at-

riferimento delle macchine movimento

toriale, snella e a zero burocrazia, ca-

trezzature per le costruzioni in 13 paesi

terra, per il calcestruzzo, per la perfora-

pace di difendere in Italia con autore-

europei, tra cui Germania, Regno

zione, delle gru a torre e delle attrezza-

volezza e in modo unitario il settore e a

Unito, Francia, Italia, Russia e Turchia.

ture. La sua mission consiste nel creare

rappresentarlo in Europa e nel mondo.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 27


ATTUALITA’

I DATI DI MERCATO RELATIVI AL 2017, LO STATO DELL’ARTE E LE PREVISIONI PER IL 2018 SONO STATI ANALIZZATI IN OCCASIONE DEL CONVEGNO ANNUALE DEL CECE, TENUTOSI LO SCORSO OTTOBRE A BRUXELLES

Cosa c’è da attendersi sul fronte della vendita di macchine? “Oltre all’elevato numero di aziende che hanno chiuso i battenti durante gli anni più duri della recessione, un altro fattore importante è stato il ‘saldo’ delle macchine. Le imprese che hanno visto ridursi le commesse hanno cercato di monetizzare attraverso la vendita dei mezzi su altri mercati, da quello africano a quello mediorientale. La riduzione del parco evidentemente avrà un effetto nella fase di ripresa, visto che comporta la necessità di ripopolare le flotte”. Come possiamo inquadrare l’Italia in questo panorama? “È chiaro che i recenti provvedimenti sugli ammortamenti, che hanno riportato

la deducibilità fiscale al 140% o al 250%, hanno aiutato molto. Bisognerà capire se questa misura sarà prorogata, ma se pensiamo all’analogo provvedimento sulle ristrutturazioni c’è da essere fiduciosi, visto che questo è l’ottavo anno di fila che viene rinnovato. Questi provvedimenti si sono dimostrati positivi, in quanto - oltre ai soldi risparmiati dall’azienda acquirente - ci sono vantaggi per lo Stato, che recupera l’IVA e la tassazione anticipata del 10%. Sono entrate che, senza questi provvedimenti, potevano invece essere perdute”. Basteranno queste misure per rilanciare la ripresa? “Questi strumenti potrebbero sostenere le vendite anche quest’anno. Gli acquisti fatti finora non sono legati a un incremento dei

lavori (come dimostra anche il conteggio delle ore lavorate per macchina, che è stabile se non in discesa), ma sono dovuti a un vantaggio fiscale che però non può essere per tutti. Molte aziende non hanno nulla da scaricare, avendo avuto profitti pari a zero, se non addirittura delle perdite. Però si è trattato, nel suo complesso, di un segnale importante, considerando che il progetto ‘Industria 4.0’ deve prevedere anche l’inserimento del movimento terra e dei servizi a esso collegati. Anche guardando all’Italia come sistema i segnali sono positivi: i concessionari cominciano a evidenziare numeri che ne permettono non solo la sopravvivenza, ma anche nuovi investimenti. E, soprattutto, c’è un effetto-domino rappresentato dalla crescita del PIL, che aumenta l’indice di fiducia di

VALORE GLOBALE DEL MERCATO (miliardi di dollari) 2007

2011

2013

2016

2017*

2018*

2021*

Cina

11

35

21

10

15

15

16

Nord America

28

20

26

27

28

31

33

Europa

20

12

12

12

12

12

12

India

2

3

2

2

3

3

4

Giappone

5

3

6

4

5

5

5

Resto del mondo

32

29

25

14

17

18

18

Totale mondo

98

102

93

70

80

84

90

* previsione

28 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Fonte: Off-Highway Research


ne della ‘Brexit’ che sulla gestione dei migranti può mettere fine a quello che è stato un problema non solo di tipo sociale, ma anche economico. Il biennio 2018/2019 magari non toccherà livelli entusiasmanti, ma dovrebbe essere ancora orientato alla crescita. Il fatto che essa diventi costante e stabilizzata è di fondamentale importanza per imprese come le nostre”.

VENDITE GLOBALI DI MACCHINE PER LE COSTRUZIONI 2001-2021* (unità) 1,200,000

1,000,000

Media 2012-2016: 799,849

Media 2017-2021*: 856,505

800,000

600,000

400,000

200,000

0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018* 2019* 2020* 2021*

* previsione

“

Fonte: Off-Highway Research

NELLO SCENARIO EUROPEO, IL SUD È PER ORA IL ‘GRANDE ASSENTE’. ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO STANNO INIZIANDO A DARE SEGNI DI RIPRESA CONSISTENTI, MA PER QUANTO RIGUARDA IL NOSTRO PAESE, PROCEDIAMO ANCORA A PICCOLI PASSI

“

consumatori e imprese. Noi italiani siamo molto sensibili al clima generale e l’indice di fiducia attualmente è a livelli tra i più alti degli ultimi anni: c’è più lavoro, i livelli di cassa integrazione scendono, vari Comuni hanno cominciato a bandire piccoli lavori a causa del dissesto idrogeologico, in Pianura Padana si sono aperti i cantieri per il TAV, eccetera. Il risveglio è contagioso: crescono anche i consumi interni, perché se la gente lavora e il reddito cresce è normale che tutti ne traggono beneficio”.

che si riparte con le commesse e che probabilmente sul fronte dei lavori pubblici potrebbero essere investiti alcuni ulteriori miliardi di euro sulla sistemazione del territorio, che rappresenta il nostro ‘buco’ più nero. Inoltre, il raggiungimento di un accordo a livello europeo sia sulla questio-

Quali considerazioni possiamo fare su Paesi come Russia e Turchia? “Anche in questi contesti a influenzare la situazione economica è stata la congiuntura politica. Entrambi i Paesi hanno necessità di costruire infrastrutture, ma il loro caso conferma come il settore delle macchine per costruzioni sia ormai legato più alle decisioni politiche che alle necessità reali. In particolare, le sorti di questi due Paesi dipendono dalle scelte dei rispettivi leader. La Russia ha fatto qualche passo avanti, ma il rublo continua a costare il 50% in più rispetto alla media fattibile per un lavoro di importazione. In Turchia c’è stato un calo tremendo degli investimenti extra-industriali. Il calo registrato dal turismo ha rappresentato un danno economico, ma soprattutto vi è un quadro generale nel quale le imprese si dividono tra chi è pro e chi è contro l’estabilishment: le prime sono andate avanti, mentre le altre hanno trovato dei freni. Si può dire che la Turchia sia una nazione solo parzial-

Quali evoluzioni dobbiamo quindi attenderci per i prossimi anni? “È difficile prevederlo. La crisi è stata innescata da un problema puramente finanziario e continua a essere influenzata da decisioni politiche. La Borsa e le quotazioni del petrolio variano in base a quello che fanno e che dicono leader come Kim Jong Sun e Trump. Il nostro settore è molto legato al clima generale e se le cose non vanno bene, anche per ragioni assolutamente indipendenti, esso ne risente. Il trend comunque dovrebbe essere positivo almeno per i prossimi due anni, visto gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 29


ATTUALITA’ VALORE GLOBALE DEL SETTORE CONTRUCTION EQUIPMENT, PER TIPOLOGIE 2016 (miliardi di dollari) Totale: US $ 70.1 miliardi Skid-Steer Loader 2.0

Finitrici per asfalto 1.8 Damper rigidi 1.8 Altri 0.3

Motorgrader 2.0

Escavatori cingolati 26.0

Escavatori gommati 2.2

un bacino molto più limitato e inoltre frammentato in vari Paesi. Questo fa sì che lavorare per il bene del settore non sia semplice. È un impegno che richiede professionalità, competenze tecniche e, soprattutto, pazienza. Alla base del lavoro del CECE c’è - e ci sarà - il rapporto con l’Unione Europea, che è fondamentale per la sopravvivenza della categoria”.

Dumper articolati 2.5 Terne 2.5 Sollevatori telescopici 3.6

Dozer 5.1 Pale gommate 12.7 Miniescavatori 7.8

Fonte: Off-Highway Research

Uscendo dall’Europa, il quadro nordafricano è maggiormente incoraggiante? “Sì, lì si sta facendo qualcosa di più, anche se è un mercato che va ancora considerato un ‘satellite’ della nostra economia, per vari motivi. La Libia è ancora nel caos generale. In Tunisia era partita la liberalizzazione del mercato, ma poi c’è stata una brusca frenata. L’Algeria ha addirittura chiuso l’importazione di alcuni prodotti: quello che era un mercato in crescita si è fermato più per una scelta ‘doganale’ che per gli effetti di una congiuntura sfavorevole. Il Marocco rimane legato al turismo, essendo diventato uno dei Paesi più sicuri dell’area. Tuttavia, sono zone nelle quali c’è sicuramente bisogno di infrastrutture e quindi dove c’è lavoro: prima o poi, degli investimenti sulle macchine dovranno farli per forza. Bisogna quindi guardare

“

I PROVVEDIMENTI SUGLI AMMORTAMENTI SONO STATI DI GRANDE AIUTO. OLTRE AI SOLDI RISPARMIATI DALL’AZIENDA ACQUIRENTE CI SONO VANTAGGI PER LO STATO, CHE RECUPERA L’IVA E LA TASSAZIONE ANTICIPATA DEL 10%

all’Africa con grande interesse, sia perché è molto vicina a noi, sia perché è il continente dal quale ci si può attendere un’espansione in tempi non eccessivamente lunghi. I problemi da risolvere rimangono comunque le dittature, che oltretutto tolgono spazio agli investimenti europei, e l’emigrazione, che va gestita”. In questo quadro, come intende intervenire nella sua qualità di nuovo presidente del CECE? “Faccio in primo luogo una considerazione personale, che riguarda la lobby dei costruttori delle macchine per costruzioni: a livello europeo è una delle meno considerate. Questo non perché il comparto industriale non abbia valore, ma perché in fondo rappresenta un pacchetto di voti che ha un’influenza molto scarsa sulle sorti di un’elezione, sia essa nazionale o europea. I settori dell’automobile o quello agricolo, per fare due esempi, possono contare su alcuni milioni di persone che lavorano al loro interno. Nel nostro caso, rappresentiamo

30 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

“

mente stabile. Dal punto di vista politico lo è sicuramente, perché la presenza di un leader di quel genere fa sì che questi, con le buone o con le cattive, tenga insieme il Paese. Ma non è più la Turchia caratterizzata dall’apertura verso l’Occidente che tutti si aspettavano e quindi c’è qualche reticenza da parte degli investitori. Inoltre, il crollo della lira turca ha fatto calare drasticamente il loro potere d’acquisto e, di conseguenza, i livelli di importazione. Si sta formando una certa autarchia e il quadro paradisiaco di un Paese che ogni anno cresceva dal 6% al 9% sembra ormai sbiadito”.

In che cosa si concretizza questo rapporto? “Prima di tutto il Manifesto elettorale di CECE in preparazione alle elezioni europee 2019 in modo da costruire un rapporto con futuri eurodeputati, loro partiti europei e loro consiglieri politici. Un altro aspetto molto importante è la consultazione sulla preparazione delle regole eu-

ropee. In quest’ambito bisogna cercare il giusto compromesso tra i vari Paesi in termini di cultura, situazioni contingenti e predilezioni locali per diversi tipi di macchine, mediando tra i vari membri delle associazioni che comunque rappresentano aziende diverse tra loro. Serve molta diplomazia... Un altro valore importante del nostro impegno è informare e dare interpretazioni genuine delle regole emanate dai politici. Il lavoro nelle commissioni è fondamentale per rendere comprensibili norme che in molti casi vengono interpretate nelle maniere più disparate. Infine, abbiamo trovato punti in comune con il CEMA, la Confederazione dei Produttori di Macchine Agricole, ma vogliamo lavorare anche con i rappresentanti europei delle altre categorie (costruttori, PMI, architetti, fabbricanti di materiale edile) come con il seminario su “digital construction” organizzato il 22 febbraio. In conclusione, i due assi fondamentali della nostra opera come CECE sono il rapporto con le istituzioni e quello con le associazioni”.


Quali sfide sono poste dallo sviluppo delle nuove tecnologie? “Ne ho discusso recentemente con il mio predecessore, Bernd Holz. La diffusione delle cosiddette macchine ‘intelligenti’ comporterà un aumento del traffico di dati, in entrata e in uscita. Bisognerà quindi regolamentare questo traffico e noi sosteniamo che almeno i dati che passano di macchina in macchina vadano esclusi dall’ambito di applicazione della legge sulla privacy. In caso contrario, gli oneri di tutela a carico degli imprenditori renderebbero impossibile gestire cantieri in cui operano queste macchine, vanificando gli investimenti fatti su questo versante”.

Prima ha citato il suo predecessore Bernd Holz: quale eredità le ha lasciato? “Devo ringraziarlo per il lavoro che ha svolto. Negli ultimi due anni si è trovato a gestire un periodo decisamente complicato. Con l’uscita del segretario del CECE è stato determinante individuare nella figura di Riccardo Viaggi la soluzione adatta per garantire il coordinamento delle attività. È stato un passaggio delicato, ma gestito in modo indolore e, oggi, il fatto di avere come segretario un connazionale mi rende le cose più semplici. Va inoltre riconosciuto a Holz il merito di aver tradotto in pratica il suo programma iniziale, quindi lo scenario che eredito come nuovo presidente del CECE è chiaro. Non semplice, ma chiaro”. Il CECE ha un presidente italiano, un segretario italiano e nel 2018 terrà il suo congresso a Roma: sarà un’ulteriore spinta alla crescita locale? “L’importanza di quest’evento è legata anche alla ripresa del mercato: se tutto andrà come da previsioni nel corso dell’anno l’Italia tornerà a essere uno dei mercati più importanti per tutti i costruttori. Non dimentichiamoci che, prima della crisi, l’Italia aveva persino superato la Germania per alcuni aspetti specifici e come capacità di crescita”. In Italia però permane il problema ri-

guardante la mancanza di limiti alla circolazione di macchine obsolete. Come intende agire il CECE su questo fronte? “Questo tema rientra nella discussione sulle regole da condividere a livello europeo, di cui parlavo prima. Se agissimo solo a livello italiano rischieremmo di cadere nella fattispecie dell’aiuto di Stato. Noi costruttori non possiamo continuare a vedere l’Europa solo come una ‘matrigna’ che chiede molto e non ci dà mai niente. Aiuti europei sono stati dati sia

“

IL CONGRESSO 2018 A ROMA SI LEGA ALLA RIPRESA DEL MERCATO ITALIANO

“

Lei ha però scelto di puntare molto su un terzo punto: ce ne parla? “Sì, il terzo aspetto riguarda l’omologazione europea delle macchine per costruzioni. Le differenze locali creano storici problemi e, a mio avviso, contrastano con il fondamentale principio della libera circolazione di persone e di merci nell’ambito dell’Unione. Di fatto, le regole differenti tra Paesi UE costituiscono un limite per le negoziazioni. Si verificano situazioni assurde, come il fatto che un Euro 3 possa essere omologato in Germania, ma non in Romania, ad esempio. O che in alcuni Paesi, come in Francia, l’omologazione non sia nemmeno prevista, mentre in Italia e in Germania c’è un eccesso di burocrazia in merito”.

al settore auto che a quello delle macchine agricole. Ale macchine per costruzioni mai. Eppure nel centro delle città sono operative queste macchine, non i trattori. Ciò è un altro evidente controsenso. L’impatto ambientale è un tema sul quale ragionare approfonditamente, anche perché arriveremo presto all’Euro 5 e, superate le varie fasi di transizione, pensare a degli incentivi sarebbe possibile e auspicabile. Ci dev’essere un input a livello europeo sul quale poi i singoli Stati potranno calibrare l’entità dei rispettivi interventi. Non possiamo parlare di macchine ‘intelligenti’ trascurando il fatto che queste debbano essere anche ecologiche. Il successo dell’ultima edizione di Ecomondo conferma il forte interesse nei confronti di questo settore non solo da parte dei decisori politici, ma anche dei singoli cittadini. Bisogna anche affrontare un altro controsenso: chiediamo alle aziende di investire su mezzi più avanzati sul piano tecnologico e quindi maggiormente ‘green’, ma poi permettiamo che i loro concorrenti facciano lo stesso lavoro con macchine obsolete, che costano meno e che inquinano molto di più. Fatte salve le considerazioni che facevo prima sulle motivazioni del nostro limitato peso politico, bisognerà per forza arrivare a uno svecchiamento del parco macchine circolanti”. ■

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 31


MACCHINE Case

SOLUZIONI in esposizione Nello stand di Case Construction Equipment a Intermat 2018 sarà esposta l’intera gamma di macchine e servizi per il settore delle costruzioni proposta dal costruttore. Un approccio a 360° per fornire ai clienti di quattro specifici segmenti di mercato delle soluzioni realizzate “su misura” di Ettore Zanatta

32 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


A

Intermat 2018, Case CE esporrà le più recenti tecnologie pensate per i settori dell’edilizia stradale e civile, degli inerti e del riciclaggio. Nello stand progettato per la manifestazione parigina, dunque, saranno esposti quasi esclusivamente modelli nuovi, a conferma dell’impegno del brand a offrire ai propri clienti le ultime e più interessanti innovazioni. Soluzioni per il settore stradale L’offerta Case per questo settore comprende dozer e grader, con una gamma di macchine che risponde alle richieste delle imprese europee di lavori stradali e soluzioni che abbinino la massima produttività a un costo totale di esercizio (TCO) competitivo. Il dozer 1650M, ad esempio, fornisce una forza di trazione costante ed è progettato per offrire una produttività elevata: presenta una tecnologia SCR sviluppata da FPT Industrial e una trasmissione idrostatica che si caratterizza per il design avanzato del modulo refrigerante. Un’ampia gamma di attrezzature dedicate, poi, garantisce una rilevante versatilità. IL DOZER 1650M SARÀ UNO DEI RAPPRESENTANTI DELL’OFFERTA CASE NEL SETTORE DEI LAVORI STRADALI, INSIEME AL GRADER 836C E AL NUOVO STRALIS X-WAY DI IVECO

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 33


MACCHINE

L’OTTIMIZZAZIONE DEL BUSINESS Lo stand Case offrirà anche un’area dedicata alle Case SiteSolutions, i servizi e le tecnologie proposte a completamento dell’offerta prodotto del marchio. Qui, i visitatori potranno approfondire tematiche interessanti come la telematica SiteWatch e/o le soluzioni di controllo SiteControl, che aiutano i gestori delle flotte a ottimizzare l’operatività, l’utilizzo e la manutenzione delle macchine. Per quanto riguarda l’assistenza e il servizio ricambi, il team Parts and Service – che presenterà nuove soluzioni per aiutare i clienti a ridurre il Costo Totale di Esercizio (TCO) – sarà disponibile inoltre per presentare le diverse formule relative al Piano di Garanzia Estesa e Manutenzione Programmata di Case, pensato “su misura” per le esigenze dei singoli clienti. Con queste soluzioni, i clienti potranno concentrarsi sulla propria attività, nella consapevolezza che le loro macchine sono coperte dalla garanzia e che la manutenzione è pianificata per mantenerle operative e nelle migliori condizioni. Verranno presentati poi nuovi prodotti, come il nuovo Kit Manutenzione per gli escavatori, che offre risparmi fino al 15% sul valore totale dei ricambi, e il sistema denti brevettato Smart Fitcon tecnologia di fissaggio senza martello, che migliora le prestazioni delle macchine con denti che restano affilati più a lungo e penetrano più in profondità. Il team CNH Industrial Capital sarà infine a disposizione per spiegare come il marchio sia in grado di supportare i clienti insieme ai suoi concessionari, fornendo pacchetti finanziari su misura.

IL SETTORE DELLE CAVE RICHIEDE MACCHINE CON PRESTAZIONI ELEVATE E COSTANTI. CASE RISPONDE A QUESTI REQUISITI CON SOLUZIONI TECNOLOGICHE ALL’AVANGUARDIA, COME GLI ESCAVATORI CX300D E CX750D

34 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Il sottocarro è stato ridisegnato e tutti i componenti sviluppati per durare nel tempo, ridurre i costi di manutenzione e fornire prestazioni elevate nelle condizioni di lavoro più gravose. A Parigi sarà poi esposto il grader 836C: risponde alla normativa antiemissioni Tier 4 Final con tecnologia brevettata Hi-eSCR sviluppata da FPT Industrial e, grazie a soluzioni tecniche esclusive, offre un alto livello di comfort di guida e di controllabilità. L’offerta per i lavori infrastrutturali sarà completata dal nuovo Stralis X-Way di Iveco: appartenente alla gamma di mezzi destinata alla logistica del settore edile e alle missioni urbane, coniuga l’efficienza nei consumi e la sicurezza con la robustezza del telaio. Lo Stralis X-Way NP (Natural Power) che sarà esposto è alimentato dalla tecnologia Iveco a gas naturale.


L’ESCAVATORE CINGOLATO CX145DSR, LA TERNA 695ST E I MINIESCAVATORI CX17C E CX26C SARANNO ESPOSTI A INTERMAT QUALI SOLUZIONI PER IL SEGMENTO URBANO

Efficienza per il segmento urbano In questo contesto, Case offre soluzioni che abbinano grandi prestazioni, manovrabilità, agilità e versatilità. L’escavatore cingolato CX145DSR, ad esempio, è ideale quando lo spazio è limitato. I modelli SR (Short Radius, a raggio di rotazione ridotto) portano in cantiere tutti i vantaggi degli escavatori della Serie D, per lavorare nelle aree più anguste, senza rinunciare alle prestazioni. Le macchine offrono importanti capacità di sollevamento, garantendo una produttività elevata in una vasta gamma di applicazioni. Gli escavatori della Serie D rispettano la normativa sulle emissioni Tier 4 Final grazie a una combinazione delle tecnologie SCR e DOC. Sarà esposta anche la terna 695ST, aggiornata nel 2017 per poter rispettare gli standard sulle emissioni Tier 4 Final grazie alla soluzione SCR-only sviluppata da FPT Industrial. L’aggiornamento

ha introdotto anche una scelta tra due diversi design del retroescavatore: la geometria dei cilindri “in linea” è la scelta ideale per coloro che necessitano di una forza di strappo elevata e una grande portata, oltre che di una migliore visibilità della zona di lavoro posteriore; la geometria del braccio classica Case, invece, è maggiormente idonea per le condizioni di lavoro più gravose, poiché la parte scorrevole del braccio non tocca mai il suolo, mentre i componenti che lo fanno sono protetti dall’impatto e dall’accumulo di materiale. Altra soluzione ideale per l’ambito urbano è rappresentata dai nuovi miniescavatori CASE Serie C. Il modello CX17C sarà esposto nello stand e fornisce importanti risposte in termini di produttività, comfort e sicurezza. L’elevata portata idraulica permette una rilevante forza di scavo e cicli di lavoro rapidi.

La funzione di scalamento automatico marce, che ottimizza trazione e velocità, e l’idraulica ausiliaria controllata dal joystick consentono di terminare il lavoro in tempi veloci. Il modello CX26C da 2,6 t si distingue invece per la capacità operativa, la profondità di scavo, gli ampi angoli di rotazione braccio e la versatilità. Il primo e il secondo circuito idraulico ausiliario controllato dal joystick rendono possibile utilizzare un’ampia gamma di attrezzature. Da citare anche le minipale compatte gommate di Case, entrambe sicure protagoniste negli spazi confinati dei cantieri edili cittadini. Così come le pale gommate compatte, sui cui due modelli più piccoli il costruttore offre la scelta tra il cinematismo dei bracci “XT”, per una grande portata e visibilità e un sollevamento parallelo preciso, e “ZB”, per una forza di strappo superiore. Chi lavora nei

L’OPINIONE

“Lo stand previsto per Intermat proporrà l’intera offerta di Case per i diversi segmenti di mercato (Lavori stradali, Edilizia Urbana, Riciclaggio e Inerti), oltre che i veicoli di Iveco e Iveco Astra. Le macchine esposte in quest’edizione della manifestazione parigina sono il frutto dei continui investimenti in ricerca e sviluppo e nuove tecnologie del brand e la maggior parte di esse è stata lanciata nel corso del 2017. Si va dall’escavatore cingolato CX750D, il più grande e potente in gamma, ai miniescavatori della Serie C, dal design interamente rivisto lo scorso anno, alle minipale compatte gommate e cingolate, aggiornate nel 2017 aumentandone la potenza. Un’area dello stand sarà inoltre dedicata alle pale gommate Case, che festeggiano il loro 60° anniversario: quest’importante traguardo riflette la lunga storia di innovazione del marchio, culminata con la Serie G. Insignite del prestigioso Good Design Award 2017 per l’eccellenza nel design, questi mezzi avranno un posto d’onore sullo stand! Anche in quest’occasione, poi, Case applicherà il suo approccio ‘pragmatico’, per offrire ai visitatori l’opportunità di provare sul campo le prestazioni delle macchine, sfruttando la vicinanza del Case Customer Centre Paris”.

ENRICA ODERDA

BUSINESS DIRECTOR ITALY, CNH INDUSTRIAL

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 35


MACCHINE

ALTRA RISORSA PER IL LAVORO IN CAVA È RAPPRESENTATA DALLA SERIE G DI PALE GOMMATE CASE. NELLA FOTO, IL MODELLO 1021G

I duri contesti del riciclaggio Case esporrà anche una gamma di macchine progettate per le condizioni gravose dei settori del riciclaggio e della movimentazione rifiuti. Tra queste, le pale gommate Serie Gin configurazione Waste Handler, il cui nuovo modello, l’821G, sarà lanciato proprio a Parigi. Questa versione è provvista della tecnologia HI-eSCR sviluppata da FPT Industrial: non richiedendo né ricircolo dei gas di scarico, né filtro antiparticolato DPF, ha il vantaggio di garantire sicurezza nei pressi di materiali infiammabili grazie al-

“

A INTERMAT, CASE ESPORRÀ LA NUOVA GAMMA PER L’EDILIZIA STRADALE E CIVILE E PER I SETTORI DEL RICICLAGGIO E DEGLI INERTI

le basse temperature allo scarico. Case proporrà inoltre l’escavatore cingolato CX290D nelle versioni Material Handling (MH) e Scrap Loading (SL), ideali per il settore del riciclaggio rifiuti. Sarà poi presente un CX290D SL, con braccio a collo d’oca e bilanciere diritto rinforzato. Anche la minipala compatta gommata SV340 a sollevamento verticale è stata aggiornata nel 2017 ed è in grado di fornire importanti prestazioni e forza di strappo alla benna. La cabina fornisce una visibilità a 360° e lo sportello posteriore Heavy Duty che copre i radiatori fornisce un’adeguata protezione nei duri ambienti in cui le macchine operano. L’Iveco Stralis X-Way con gancio di sollevamento sarà il complemento ideale dell’offerta Case per il settore del riciclaggio.

“

cantieri cittadini sarà interessato anche all’Iveco Daily Hi-Matic Natural Power (parte della famiglia Daily Blue Power, che vanta una grande reputazione in termini di forza, versatilità, prestazioni e robustezza) e all’Iveco Stralis X-Way NPin configurazione betoniera elettrica (Cifa), alimentato a Bio-CNG.

Produttività in cava Tra le recenti novità di Case, spicca l’escavatore cingolato CX750D. Lanciato a Steinexpo 2017, offre un’elevata produttività, grazie ai suoi 512 CV e alla forza di scavo alla benna che arriva a 366 kN. Questa macchina risponde alla normativa sulle emissioni Tier 4 Final con una manutenzione minima, nessun filtro antiparticolato diesel (DPF), né rigenerazione del filtro o costi di manutenzione a esso collegati. Il sottocarro e l’attrezzatura frontale sono stati rinforzati nella maggior parte della Serie D: in particolare, il CX750D è in

grado di lavorare nelle condizioni più dure, assicurando un’operatività massima. Sarà esposto anche l’escavatore cingolato CX300D da 30 t. Altra risorsa per il lavoro in cava è la Serie G di pale gommate. L’ampio parabrezza consente una visibilità superiore, mentre il rapporto ottimale tra carico utile e peso complessivo garantisce produttività. La Serie G offre peraltro un ambiente operatore “deluxe” che comprende: cabina pressurizzata con filtro Hepa, filtraggio a carboni attivi, interfaccia di controllo esclusiva, console montata sul sedile e joystick con sensibilità proporzionale alla velocità. L’offerta del segmento Cava sarà completata da un dumper Astra HD9 8X6 Euro VI, rappresentante della gamma Iveco Astra di veicoli disegnati per applicazioni gravose e off-road nei settori oil & gas, minerario, cava, movimento terra pesante e trasporto pesante. ■

CASE ESPORRÀ A INTERMAT ANCHE UNA SELEZIONE DI MACCHINE PROGETTATE PER GLI IMPEGNATIVI CONTESTI LAVORATIVI DEL SETTORE DEL RICICLAGGIO. TRA QUESTE, L’ESCAVATORE CINGOLATO CX290D NELLA VERSIONE MATERIAL HANDLING 36 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


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MACCHINE Volvo

FOCUS

sulla precisione

I miniescavatori girosagoma ECR35D ed ECR40D sono progettati per affrontare interventi che richiedono potenza e precisione in spazi ristretti, migliorando sicurezza e prestazioni in svariate applicazioni di Pietro Gabrielli 38 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

I

miniescavatori Volvo ECR35D ed ECR40D sono progettati per lavorare con potenza e precisione in spazi ristretti. Facilità di manutenzione, versatilità ed efficienza: sono queste le peculiarità che rendono i due modelli da 3 e 4 t produttivi in svariate applicazioni. Altro elemento distintivo è la cabina con certificazione FOPS, TOPS e ROPS, dotata di una portiera ampia (l’accesso a tre punti consente di salire e uscire in sicurezza).


All’interno, poi, il sedile con ampie possibilità di regolazione e la console sono montati sulle stesse sospensioni e si muovono all’unisono, garantendo l’assorbimento di urti e vibrazioni, riducendo l’affaticamento e contribuendo al controllo della macchina indipendentemente dalle condizioni del terreno. Sia il modello convenzionale che i modelli con ingombro di rotazione ridotto offrono una visibilità superiore a 360°. Un alto livello di produttività Grazie al ridotto ingombro di rotazione e al posizionamento del cilindro del braccio sulla parte sinistra della macchina, sotto la cabina, i miniescavatori Volvo ECR35D ed ECR40D si dimostrano strumenti efficaci in spazi ristretti e in cantieri di piccole dimensioni. Il telaio oscillante e il cilindro rimangono all’interno dei cingoli, in posizione “offset”, e i movimenti di rotazione e inclinazione sono controllati simultaneamente, in modo da poter posizionare la macchina in modo semplice e rapido. Ogni macchina è disponibile con un sistema elettronico che consente di perfezionare le funzioni e le impostazioni mediante una tastiera e un monitor; è

IL DESIGN A GIRO SAGOMA COMPATTO E LA POSIZIONE DEL CILINDRO DEL BRACCIO SUL LATO SINISTRO FANNO DELL’ECR35D/ECR40D LA SOLUZIONE IDEALE PER IL LAVORO IN AMBIENTI ANGUSTI

possibile memorizzare nel sistema fino a tre profili, regolando il comportamento della macchina in funzione delle applicazioni o delle preferenze dell’operatore. Il sistema comprende anche: quattro pulsanti per le attrezzature, che permettono di regolare i flussi idraulici restando all’interno della cabina; una modalità ECO, che riduce i consumi di carburante fino al 10%; due velocità del motore preselezionate (impostabili dall’utente), per applicazioni come livellamento o solle-

vamento; un sistema di minimo automatico, che attenua la rumorosità e riduce il consumo di carburante; la funzione di arresto automatico del motore, che riduce le ore d’esercizio, i costi di manutenzione e il deprezzamento della macchina; i promemoria dei tagliandi. Qualunque sia la versione scelta, i clienti avranno a disposizione un lungo elenco di funzioni di serie che permettono di lavorare quotidianamente all’insegna dell’efficienza. Dotati di un’elevata forza

I MINIESCAVATORI ECR35D ED ECR40D SONO DOTATI DELLA FUNZIONE DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO, IN GRADO DI LIMITARE IL CONSUMO DI CARBURANTE ED EVITARE L’INCREMENTO DELLE ORE DI FUNZIONAMENTO DEL MOTORE NEL CASO IN CUI LA MACCHINA RIMANGA INATTIVA PER UN PERIODO DI TEMPO PRESTABILITO gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE

I COMANDI ERGONOMICI SEMPLIFICANO L’USO DELLE MACCHINE E AUMENTANO LA SEMPLICITÀ DI FUNZIONAMENTO

di trazione e di un efficiente design delle lame, queste macchine offrono prestazioni importanti anche nelle operazioni di spianamento. La funzione flottante della lama permette inoltre una finitura precisa nelle applicazioni di livellamento, mentre la marcia automatica a due velocità riduce il tempo di riposizionamento. Per ridurre

I DUE MINIESCAVATORI SI ABBINANO PERFETTAMENTE ALLE ATTREZZATURE VOLVO E CONSENTONO DI MODIFICARE LE IMPOSTAZIONI IDRAULICHE DIRETTAMENTE DALLA TASTIERA

LA SCHEDA TECNICA ECR35D Motore:

ECR40D

Volvo D.18A

Potenza lorda:

kW

22,8 a 2.200 giri/min

Capacità benna:

m3

0,1

Forza di strappo (ISO):

kN

3.072

3.289

Forza di penetrazione (ISO):

kN

2.066

2.371

Sbraccio di scavo max.:

mm

5.497

5.813

Profondità di scavo max.:

mm

3.035

3.431

Altezza max. di scarico:

mm

3.290

3.514

Pressione al suolo:

kPa

32,4

35,7

Peso operativo:

kg

3.520

3.880

40 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

il rischio di furto è disponibile un sistema opzionale di blocco dell’avviamento (è possibile inserire da tastiera fino a tre codici utente per avviare la macchina). Una facile assistenza Per esaltare la disponibilità operativa, questi miniescavatori Volvo sono progettati per assicurare costi totali di manutenzione e del servizio ridotti, grazie alla sinergia ideale che si crea tra le sue funzioni. I cofani dall’apertura ampia consentono un ottimale accesso ai punti di riempimento e di controllo quotidiano, mentre nella parte posteriore i tubi del carburante e dell’olio idraulico sono protetti (è possibile controllare l’olio idraulico e il livello di riempimento attraverso un contenitore trasparente che consente di individuare precocemente un’eventuale contaminazione e funge da filtro quando il serbatoio è rabboccato). Tutti i filtri sono installati in linea per agevolare la manutenzione e i punti di controllo di servizio sono accessibili da terra. Gli intervalli di ingrassaggio sono stati aumentati riducendo le operazioni di manutenzione quotidiane. Volvo, infine, offre anche un’ampia gamma di attrezzature e soluzioni per i clienti a supporto di queste due macchine; tra queste, attacchi rapidi meccanici o idraulici, il martello demolitore o la benna per fossi. Il tutto, per garantire la massima flessibilità, efficienza e precisione. ■


MACCHINE TS Asfalti

Oltre la

RIPARAZIONE La manutenzione delle crepe stradali e il riciclaggio dell’asfalto rappresentano il fiore all’occhiello dell’azienda siciliana, esclusivista in campo europeo del prestigioso marchio americano KM International di Lorenzo Zacchetti

O

rmai da diversi anni il problema delle cattive condizioni della rete stradale pare accomunare tutti gli amministratori locali. Che si tratti di grandi città o piccoli centri di provincia, al sud come al nord, il tema delle lamentele provenienti da cittadini e imprese su questo argomento è costantemente all’ordine del giorno. I motivi sono facili da intuire: la presenza di buche nell’asfalto non solo mette a rischio la sicurezza delle singole persone, ma rappresenta anche un ulteriore ostacolo per chi si muove per esigenze professionali, specialmente se

deve spostare carichi importanti o pesi gravosi come quelle delle macchine edili. Decisamente più difficile è comprendere come mai non si riesca a venire a capo di quest’annosa problematica. Lo abbiamo chiesto ad Antonino Sciuto, titolare della TS Asfalti di Valverde (Ct). Alla luce della sua riconosciuta esperienza nel settore, l’imprenditore siciliano punta il dito sulle tecniche fin qui adottate: “Attualmente le tecniche di riparazione consistono nella posa di asfalto a freddo o nella fresatura e nuova posa di conglomerato bituminoso caldo. La chiave per una manutenzione stradale duratura è invece il calore”.

42 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Il contrasto di temperature rischia infatti di generare ulteriori problemi: “La differenza tra asfalto freddo e caldo o, peggio ancora, la posa di asfalto freddo sul già freddo pavimento stradale causa delle ‘linee di taglio’ all’interno delle quali, prima o poi, si infiltreranno acqua, polvere e detriti, causando la riapertura della buca o la formazione di nuove crepe”, aggiunge Sciuto. Ecco spiegato dal punto di vista di un tecnico del settore il motivo di tante arrabbiature da parte di cittadini, indignati sia dal disagio che da quello che viene percepito come uno spreco di risorse pubbliche. Per risolvere il problema, TS Asfalti


IL RICICLO DELL’ASFALTO COMPORTA EVIDENTI VANTAGGI IN TERMINI AMBIENTALI E IN DIVERSI PAESI OCCIDENTALI È GIÀ UN OBBLIGO DI LEGGE

propone una soluzione diversa: “La manutenzione a caldo permessa dai nostri macchinari non crea alcun tipo di ‘taglio’ tra l’asfalto preesistente e la nuova manutenzione: nulla si infiltrerà più e la buca (a meno che non ci siano problemi strutturali legati al sottofondo stradale) non si riformerà mai più”. Il metodo “a caldo” La sigillatura a caldo delle fessure stradali è indicata da TS Asfalti come uno degli interventi più efficaci di manutenzione preventiva delle pavimentazioni, in quanto consente di bloccare o ridurre il passaggio dell’acqua negli stradi profondi, evitando così l’aggravarsi della fessurazione, che può portare alla formazione di buche o al distacco della pavimentazione. Il metodo seguito dall’azienda di

“

IL KM T2 È IL RICICLATORE D’ASFALTO PRODOTTO DA KM INTERNATIONAL, AZIENDA AMERICANA DELLA QUALE TS ASFALTI È ESCLUSIVISTA PER L’EUROPA

Valverde si articola in tre fasi. Si comincia con la soffiatura e la pulizia accurate delle fessure attraverso il Crack Jet, un macchinario che oltre a emettere aria compressa riscalda i bordi della

IL PROBLEMA DELLE BUCHE NELLE STRADE SEMBRA IRRISOLVIBILE PER VIA DELLE TECNICHE UTILIZZATE. LA CHIAVE PER UNA MANUTENZIONE DURATURA È IL CALORE

crepa a oltre 200°. Le fessure vengono quindi sigillate attraverso la colatura di mastice polimerico bituminoso all’interno della crepa: grazie al precedente riscaldamento, la gomma penetra più a fondo e aderisce meglio ai bordi. Infine, si procede alla pulizia completa delle aree di intervento, per giungere al risultato finale di un manto stradale rinnovato e sicuro. Grazie alla partnership con KM International, TS Asfalti può inoltre vantare un altro fiore all’occhiello, ovvero il riciclaggio dell’asfalto. “I termocontenitori Hot Box consentono

“

LA MANUTENZIONE A INFRAROSSI Un altro dei metodi utilizzato da TS

una “fredda” linea di stacco intorno al

Asfalti per la manutenzione delle stra-

perimetro della riparazione. Essa rap-

de si basa sull’impiego di macchinari a

presenta un punto debole, attraverso il

infrarossi. Il processo consente di giun-

quale si può infiltrare dell’acqua e cau-

gere a una riparazione permanente sen-

sando danni dati dalle variazioni di tem-

za giunture e a costo limitato. La presen-

peratura. La riparazione a infrarossi è

za di una speciale fibra in lana ceramica

inoltre una soluzione ecosostenibile: il

permette un migliore irradiamento del

riciclatore riscalda l’asfalto esistente a

calore, propagandandolo in modo uni-

oltre 150° (la stessa temperatura di quel-

forme su tutta la superficie riscaldata.

lo appena prodotto) e quindi procede

Ciò consente di velocizzare l’intervento

alla riparazione, lasciando una cornice

rispetto ai vecchi metodi che prevedono

esterna di qualche centimetro per crea-

l’impiego di una fresa per rimuovere il

re una sigillatura caldo/caldo. Infine, si

manto stradale esistente. Oltre a com-

procede con la compattazione, al termi-

portare un maggiore impiego di tempo,

ne della quale generalmente il tratto di

attrezzature e manodopera, i metodi del

strada interessato dai lavori può subito

passato hanno lo svantaggio di lasciare

essere riaperto al traffico. 43


MACCHINE L’OPINIONE

macchinari ho lavorato io stesso come

l’asfalto esistente e porne di nuovo o

operaio e poi come proprietario di una

senza l’ausilio dell’asfalto a freddo, tec-

impresa stradale per oltre 20 anni: ciò

niche che garantiscono una riparazione

mi ha permesso di acquisire una straor-

poco duratura. Per quanto riguarda il fu-

dinaria consapevolezza su come le tec-

turo di questo settore, sono sicuro che

niche di manutenzione ordinarie risul-

nei prossimi anni ci sarà una continua

tino obsolete e poco efficienti. La mia

crescita. L’Italia ha il difetto di recepire

continua ricerca di miglioramento mi

in ritardo le innovazioni: si pensi che at-

ha poi portato a incrociare il cammino

tualmente nel territorio nazionale viene

della KM International, che ha ricono-

riciclato solo il 20% del fresato prodotto.

sciuto nella nostra azienda un’occasio-

Gli altri paesi industrializzati (come Stati

ne per espandere anche in Europa la

Uniti, Regno Unito e Germania) ricicla-

loro efficiente tecnologia. Il nostro fiore

no oltre il 70% di fresato prodotto e per

all’occhiello è sicuramente il riciclaggio

molti costituisce reato conferirlo in di-

“Le caratteristiche di eccellenza che ci

dell’asfalto in tutte le sue forme, dal-

scarica! Tuttavia, la necessità di ricicla-

hanno permesso di diventare esclusivi-

la lavorazione sul posto al riciclo del

re anche i prodotti inerti si sta facendo

sti europei del marchio KM International

fresato appena scarificato. Grazie ai

strada anche nel nostro Paese e siamo

derivano da anni di esperienza nel set-

Riscaldatori d’Asfalto a Infrarossi, ad

certi che le nostre innovazioni divente-

tore della costruzione e manutenzione

esempio,è possibile riparare una buca

ranno il fiore all’occhiello della politi-

di strade. Prima di commercializzare

o un dissesto senza bisogno di fresare

ca nazionale di riciclaggio dell’asfalto”.

ANTONINO SCIUTO TITOLARE DI TS ASFALTI

UNO DEI VANTAGGI GARANTITO DALLE MACCHINE KM È LA POSSIBILITÀ DI RICICLARE ASFALTO DIRETTAMENTE SUL POSTO

44 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


di mantenere calde anche piccole quantità di asfalto – spiega Sciuto – impedendo che questo diventi freddo (e quindi non lavorabile) a causa delle lunghe tempistiche di lavorazione e/o delle basse temperature, ma anche di rigenerare dell’asfalto vergine raffreddatosi da tempo. Il set di manutenzione delle crepe stradali consente una sigillatura definitiva delle fessure stradali, impedendo che

una grande e resistente tramoggia in acciaio e dal facile accesso. Il macchinario farà così rotolare il materiale inserito, fornendogli il calore indiretto prodotto da una fiamma aperta. Ciò permette al materiale stesso di essere riportato a temperatura lavorabile, ovvero tra i 133°C e i 175° C, a una velocità che elimina il rischio di surriscaldare o addirittura bruciare l’asfalto.

tura. Il KM T2 può lavorare in un Hot Box o direttamente in strada, agendo sulla buca da riparare o sull’area dissestata. Per ogni carico si può arrivare a riciclare fino a 1t di asfalto e, grazie all’aggiunta della soluzione aggregante “AC” (Asphalt Cement), i suoi leganti saranno “rigenerati” e il prodotto potrà essere riscaldato alla temperatura idonea per il suo riutilizzo.

TRE VERSIONI DEL TERMOCONTENITORE HOT BOX PRODOTTO DA KM INTERNATIONAL. DA SINISTRA: L’8000, IL 4000 DIESEL E IL 4000 PROPANO

I vantaggi per l’ambiente “Il risultato sarà asfalto nuovo, perfettamente lavorabile e conforme agli standard, prodotto a un quarto del costo normale per la produzione di asfalto in impianto”, aggiunge Antonino Sciuto. Nella progettazione di questa macchina, KM International ha inserito delle alette sollevabili in acciaio temprato all’interno del tamburo rotante, al fine di garantire il corretto ripiegamento del mix di asfalto durante il riscaldamento. Ciò favorisce anche l’estrazione del conglomerato bituminoso, una volta raggiunto il livello idoneo di tempera-

La possibilità di riciclare l’asfalto direttamente sul posto è particolarmente interessante anche dal punto di vista della tutela dell’ambiente, in quanto evita che il materiale fresato venga conferito in discarica costituendo rifiuto inerte. Inoltre, il KM T2 rappresenta una soluzione rispettosa dell’ecologia in quanto il suo impiego evita di accendere un intero impianto di produzione di asfalto: questo permette di abbassare il consumo di energia e materie prime (come bitume e ghiaia), nonché il livello di inquinamento e i costi relativi a produzione e approvvigionamento. ■

UN INTERVENTO CON LA LANCIA A GETTO D’ARIA CALDA CRACK JET: SCALDA I BORDI DELLA CREPA PER FACILITARNE LA RIPARAZIONE

queste diventino l’anticamera di buche potenzialmente profonde e pericolose”. Per completare l’opera, l’azienda si avvale di KM T2, il riciclatore d’asfalto che negli ultimi anni è stato reso ancora più performante e “green” da parte del produttore americano. A differenza di altri macchinari simili, il KM T2 è in grado di produrre asfalto nuovo a partire da materiale riciclabile – che sia a pezzi, polverizzato o fresato – grazie a

IL SET DI MANUTENZIONE DELLE CREPE STRADALI CONSENTE LA SIGILLATURA DELLE FESSURE STRADALI IMPEDENDO LA FORMAZIONE DI BUCHE gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE Hinowa

L’ENTUSIASMO DEI 30 ANNI Il 2017 ha rappresentato un anno importante per l’azienda di Nogara. Un’ulteriore crescita sul mercato, l’espansione del proprio stabilimento produttivo e il lancio di due importanti novità hanno coinciso con il festeggiamento dei primi tre decenni di attività di Ettore Zanatta

46 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


I

l 2018 è iniziato “in discesa” per Hinowa e promette di riservare grandi soddisfazioni all’azienda di Nogara (Vr), sospinta dai venti di entusiasmo celebrati alla fine dello scorso anno durante una “due giorni” di festeggiamenti, motivati dal raggiungimento di un (altro) traguardo: i primi 30 anni di attività. Era il 1987, infatti, quando questa realtà made in Italy è stata fondata sulle basi di una tradizione familiare di meccanizzazione e produzione di macchine su cin-

goli. Tradizione proseguita con lo sviluppo di macchine e attrezzature compatte e sempre più performanti. Nel corso di queste tre decadi, Hinowa ha strutturato specifiche gamme di prodotto – piattaforme aeree cingolate, dumper e minidumper, transpallet e cingolati “multiutility– realizzate interamente tra le mura domestiche, all’interno di una struttura in continua espansione che oggi vanta una superficie totale di 90.000 m2. Lo scorso novembre dunque, collaboratori, concessionari e clienti hanno tra-

scorso questo momento significativo insieme allo staff aziendale e hanno avuto l’occasione sia di visionare le ultime novità realizzate da Hinowa che di visitare gli impianti produttivi, recentemente riorganizzati secondo criteri di maggiore efficienza. Facciamoci un giro! Dal progetto alla saldatura All’interno della struttura Hinowa le macchine vengono ideate, progettate, disegnate, ingegnerizzate e infine realizzate. Dall’ufficio tecnico i disegni passano al reparto Prototipi, che crea il primo modello; quando questo diventa di serie, vengono commissionati i componenti ai fornitori, che devono rispettare specifici standard di qualità e affidabilità. Anche le manutenzioni ordinarie e straordinarie vengono eseguite in sede, grazie alla presenza di un apposito reparto ricambi (nuovi e ricondizionati) gestito da un sistema recentemente ottimizzato in grado di consentire la spedizione dell’80% degli item nella stessa giornata dell’ordine. Il secondo reparto visitato è quello dedicato ai sottocarri: prodotti in oltre 100 versioni (non solo per macchine Hinowa, ma anche per altri costruttori, sia di piattaforme che di macchine da perforazione o speciali), sono disegnati seguendo precise specifiche di portata, velocità di lavoro, dimensioni e tipologia d’applicazione. In quest’ambito,tra i fornitori di motoriduttori di rinomanza mondiale si annoverano Dana Brevini Power Transmission, Bonfiglioli GLI OSPITI DELL’EVENTO HANNO POTUTO VISIONARE LA GAMMA DI DUMPER E MINIDUMPER, CHE HINOWA PROPONE CON PORTATE DA 450 KG A 2.500 KG

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE IL NUOVO MINIDUMPER HS701 La variegata attività di Hinowa – che coinvolge anche la produzione di sottocarri cingolati con portate da 500 kg a 30 t, transpallet con portate fino a 2 t, cingolati multiutility e piattaforme aeree da 14 a 26 m di altezza lavoro – prevede anche la produzione di dumper per l’edilizia con portate da 450 kg a 2.500 kg. In questo comparto il 2017 ha visto il lancio di una novità: si tratta del minidumper HS701, un modello con

LO STAFF HINOWA. DA SINISTRA: DAVIDE FRACCA, EXPORT SALES MANAGER; ZENO POLTRONIERI, TECHNICAL DIRECTOR; ROBERTO BACINI, PURCHASING MANAGER; DANTE FRACCA, PRESIDENT E CEO; ENRICO FRACCA, MARKETING & SALES MANAGER; NICOLA PRATI, PRODUCTION DIRECTOR; ROBERTO RIZZINI, CHIEF ACCOUNTANT

capacità di 700 kg progettato per garantire uno scarico particolarmente rapido del materiale. Disponibile con cassone edile, a scarico alto o autocaricante, con questa macchina – che è motorizzata Kubota (diesel) o Honda (benzina) – l’operatore può selezionare la velocità più adatta al terreno: da 2,2 km/h per superfici sconnesse a 3,3 km/h per superfici piane. È disponibile con sistema di allargamento idraulico del sottocarro cingolato da 758 a 1.058 mm.

In “piattaforma” di lancio In un secondo capannone, costruito nel 1999, si trova il reparto di pre-assemblaggio delle piattaforme aeree, dove i pezzi vengono preparati per essere poi trasferiti alla linea di assemblaggio. Questo è il cuore dell’azienda: dal 2013 Hinowa qui applica la filosofia della “lean production”, con tutto ciò che essa apporta in termini di ottimizzazione, sviluppo e coinvolgimento dei dipendenti. In questo reparto sono presenti sette postazioni, dove vengono assemblati i macro-componenti come i motori, il gruppo elettrico, gli sfili, le ceste, eccetera (in fondo è presente una postazione di “fuori linea”, dove le macchine possono essere controllate in caso di eventuali anomalie senza interrompere la produzione). Precedentemente, qui erano presenti due linee di produzione, una per le piattafor-

Trasmital e Kayaba Industry, mentre per quanto riguarda i cingoli Hinowa vanta collaborazioni con Bridgestone e Mclaren. Da qui si passa all’area verniciatura: qui i componenti, dopo essere stati lavati, sgrassati e preriscaldati, sono verniciati – anche nelle parti interne – con quattro strati di vernice ad acqua. Nella successiva isola vengono realizzate le basi dei sottocarri, i componenti per i prototipi e le maschere di saldatura per i fornitori. I DUMPER E MINIDUMPER HINOWA SONO REALIZZATI ATTRAVERSO SETTE POSTAZIONI DI LAVORO, DOVE VIENE APPLICATA LA FILOSOFIA DELLA “LEAN PRODUCTION” 48 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

me da 14 e 17 m e una per quelle da 19, 20 e 23 m; ora la linea è unica, dunque, in grado di assemblare tutti i modelli di piattaforme contemporaneamente. Qualche dato: le stazioni di assemblaggio sono 11; le macchine sostano 115 minuti in ogni stazione (+12% rispetto all’impostazione precedente); in un giorno vengono completate 3,9 macchine e il 90% della produzione è destinata al mercato estero. Da evidenziare anche che nel 2016 un aumento del numero delle postazioni di lavoro da nove a 12 aveva portato a un aumento di efficienza e di produzione del 40% circa, mantenendo quasi lo stesso numero di operai (25 persone); oggi invece, con la diminuzione da 12 a 11 postazioni, Hinowa ha aumentato del 13% la produzione riducendo l’“intertime” in ogni postazione e aggiungendo solo una persona in linea.


Le postazioni delle piattaforme da 14 a 26 m si caratterizzano per fasi di assemblaggio similari e coinvolgono: base, ralla e parte dell’impianto elettrico; restante impianto elettrico e impianto idraulico; motore e serbatoi; primo e secondo e sfilo; jib; stabilizzatori e primi riempimenti; prima accensione, regolazioni, settaggi e cesta. Nel caso in cui durante l’assemblaggio vengano richieste operazioni impreviste la macchina viene spostata in un’ulteriore stazione, per evitare di ritardare il processo di produzione generale. Gli ultimi reparti presenti in quest’area sono quelli relativi al collaudo (vengono testate quattro macchine al giorno) e alla finitura (esse vengono spedite in tutto il mondo, quindi in base al paese di destinazione si applicano adesivi diversi). Anche per quanto riguarda i dumper e minidumper è stata applicata la filosofia “lean production”. Qui le postazioni di lavoro sono sette (sottocarro, motore, torretta e cofanature, impianto idraulico ed elettrico, kit, collaudo, finitura): in ognuna la macchina sosta

OLTRE AI DUMPER E MINIDUMPER E ALLE PIATTAFORME AEREE CINGOLATE, HINOWA HA ESPOSTO UNA RAPPRESENTATIVA DELLA GAMMA DI TRANSPALLET E CINGOLATI MULTIUTILITY

100 minuti, per una produzione giornaliera di 4,5 unità. Nel successivo reparto di Controllo Qualità viene verificata la conformità dei mezzi agli standard Hinowa, per poi destinarli alla verniciatura. Test e spedizione Nell’area esterna ai capannoni vengono eseguiti, su tutte le macchine prodot-

te, test ciclici completi (circa 35.00040.000 prima che la macchina entri in produzione di serie, corrispondenti a circa 20 anni di lavoro) che includono tutti i movimenti eseguibili. Infine, le macchine di fine ciclo vengono stoccate in attesa della spedizione, che avviene non solo verso l’Europa, ma anche verso mercati quali le Americhe, l’Australia e l’Asia. ■

L’OPINIONE

“Guardandomi alle spalle e vedendo quanto è stato costruito in questi 30 anni e gli obiettivi che abbiamo conseguito non posso che essere soddisfatto del livello raggiunto da Hinowa. Abbiamo passato momenti esaltanti e periodi di difficoltà, come nel caso degli ultimi anni, caratterizzati da una crisi che ha colpito tutti, indistintamente. Ma le crisi, anche le più dure, le abbiamo superate, così come le concorrenze, posizionandoci a una quota di mercato – in tutti i segmenti di mercato in cui operiamo – degna di assoluto rispetto, sia in ambito nazionale che all’estero. Questo grazie a prodotti di assoluta qualità e a uno staff aziendale capace e affiatato senza il quale non avremmo mai potuto arrivare fino a qui (e colgo l’occasione per ricordare ancora il ‘nostro’ Graziano Zenari, manager per l’Italia, che è venuto a mancare prematuramente alla fine del 2016). Oggi mi sento di affermare che quest’ultima crisi sta scemando e sta iniziando un periodo ‘nuovo’. Si percepisce un’atmosfera diversa, positiva, di persone che vogliono tornare finalmente a lavorare con serenità e con la passione che l’ha sempre sospinta. All’evento organizzato lo scorso novembre c’era gente di questo tipo: imprenditori che sanno svolgere bene il proprio lavoro e sanno valutare come e quando fare i propri investimenti. Hinowa è conosciuta per la sua dinamicità: l’azienda non è mai stata ferma, ha sempre progettato e creato nuove macchine e ampliato la struttura aziendale per adeguarla e prepararla agli sviluppi e alle sfide future. Chi ci conosce sa che non produciamo solo le note macchine rosse ‘targate Hinowa’, ma abbiamo anche instaurato importanti sinergie produttive con l’americana JLG, società del gruppo Oshkosh Corporation, e con la giapponese Kubota. Perché queste multinazionali, provenienti dagli estremi opposti del pianeta,si sono rivolti a un’azienda di Nogara per costruire le proprie macchine? Semplicemente perché Hinowa costruisce macchine affidabili, sicure e performanti, la cui (altissima) qualità è riconosciuta in tutto il mondo. Le ultime novità proposte nel 2017 ne sono una prova tangibile, così come lo sarà la nuova piattaforma aerea da 33 m DANTE FRACCA in fase di progettazione e che lanceremo a breve sul mercato”. PRESIDENTE DI HINOWA gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE

Epiroc Italia

VICINO ALLA ROCCIA A seguito della recente scissione di Atlas Copco in due gruppi distinti è oggi operativa una nuova realtà che sarà in grado di focalizzarsi con maggiore efficacia sul proprio mercato di riferimento, quello delle infrastrutture. I valori tradizionali rimangono, cambiano le prospettive per il futuro! di Stefano Vitali 50 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

È

l’inizio del 2017 quando in seno al gruppo Atlas Copco si sviluppa la consapevolezza che il futuro può essere affrontato solo focalizzandosi sugli specifici mercati di riferimento, caratterizzati da dinamiche ed esigenze spesso molto diverse tra loro. Non c’è più spazio per dispersioni di energie o eventuali distrazioni. Per questo motivo il 2 maggio 2017 nasce ufficialmente all’interno del Gruppo la Epiroc AB, che porta in dote con sé


IL NUOVO ASSETTO DARÀ MODO AD ATLAS COPCO ED EPIROC DI CONTINUARE A ESSERE LEADER NEI RISPETTIVI SETTORI: INDUSTRIA E INFRASTRUTTURE. LA GAMMA DI PRODOTTI EPIROC È FOCALIZZATA SULLE MACCHINE PER LE ATTIVITÀ MINERARIE E DI INGEGNERIA CIVILE IN SUPERFICIE E SOTTOSUOLO, SULLE ATTREZZATURE DI PERFORAZIONE E QUELLE IDRAULICHE DA DEMOLIZIONE

3 miliardi di euro di fatturato, 150 società di vendita dedicate, 180 Paesi coperti, 13.000 dipendenti in tutto il mondo e una quotazione alla Borsa di Stoccolma (Nasdaq) prevista per il prossimo 1 giugno. Un terremoto apparente, ma solo “internamente”, che porta alla scissione del gruppo stesso in due distinte realtà: Atlas Copco ed Epiroc. La prima focalizzata sul comparto industriale; la seconda - che trasforma la precedente divisione Ingegneria civile, cave e miniere in una società multinazionale autonoma e indipendente a tutti gli effetti - concentrata a soddisfare le esigenze del mercato delle infrastrutture e di tutti coloro che svolgono attività minerarie e di ingegneria civile

e utilizzano attrezzature di perforazione e idrauliche da demolizione. Entrambe con un unico obiettivo: essere leader nei rispettivi settori. Le ragioni del cambiamento Alla base di questo cambiamento epocale, che ha portato alla creazione di due nuovi assetti gestionali e distributivi, c’è la volontà da parte dei vertici del gruppo Atlas Copco di garantire una maggiore vicinanza e professionalità ai rispettivi clienti e di affrontare le sfide del futuro con la massima efficacia, a garanzia di una produttività ottimale.

Le ragioni che hanno portato a questa decisione, infatti, sono molteplici ma riconducibili a un unico intento, sviluppata su una visione a lungo termine: offrire agli operatori dei singoli mercati le soluzioni più idonee e le migliori opportunità di crescita. Per questo motivo, oggi, a ognuno di loro è riservato un CEO e un board dedicati e un management totalmente focalizzato sui settori dell’ingegneria civile e del minerario, con lo scopo di proporre soluzioni innovative, efficaci e “sostenibili”, come macchine e attrezzature alimentate a batteria (anziché diesel) e controllate a distanza.

L’OPINIONE

“La scissione che ha dato vita ufficialmente a Epiroc Italia, lo scorso 1 ottobre 2017, ci consentirà di essere ancora più vicini alle imprese specializzate nel settore delle infrastrutture per quanto riguarda le aree dell’Italia, del Sud Europa e del Nord Africa, che utilizzano quotidianamente macchine per le loro attività minerarie e di ingegneria civile e attrezzature per la perforazione e idrauliche da demolizione. Alla base della decisione di creare una società che si dedichi esclusivamente a questo settore c’è la volontà da parte del Gruppo di supportare meglio – e in modo ancora più attento e professionale – i clienti, perseguendo al contempo l’obiettivo di espandere ulteriormente la capacità imprenditoriale dell’azienda in questo comparto, proponendo in futuro nuove soluzioni e tecnologie, anche tramite la consolidata vocazione all’acquisizione di altre società protagoniste in questo segmento di mercato. Nulla cambia all’esterno in termini di qualità e prodotto: gli operatori che utilizzavano macchine Atlas Copco devono sapere che i pregi di quelle marchiate Epiroc saranno esattamente gli stessi e che i processi costruttivi che hanno caratterizzato fino ad ora questo marchio non muteranno, se non in meglio. Il Gruppo è il medesimo, infatti, si è solo riorganizzato per potersi meglio concentrare sulle singole attività e per affrontare il futuro con una struttura dedicata, con alla base i consueti pilastri strategici: presenza, innovazione, eccellenza operativa, servizio e… persone”.

CRISTINA BARALDINI

“COMMUNICATION MANAGER” DI EPIROC ITALIA

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 51


MACCHINE

Tutto ciò ha portato peraltro alla nascita, con data ufficiale il 1 ottobre 2017, di Epiroc Italia: dalla sua sede a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, e guidata da Edoardo Angelucci in qualità di amministratore delegato, questa nuova società è oggi responsabile non solo del mercato italiano, ma anche dell’area del Sud Europa e del Nord Africa. Un mix di realtà e mentalità, sociali e professionali, molto diverse tra loro - considerando le differenze culturali esistenti tra paesi quali Italia, Francia, Belgio, Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Israele, Cipro, Grecia e Malta - ma accomunate dall’obiettivo di ottenere la massima efficacia e qualità quando si parla di macchine operatrici e una tranquillità assoluta in termini di “service”.

“

LA DIVISIONE INGEGNERIA CIVILE, CAVE E MINIERE DI ATLAS COPCO SI È TRASFORMATA IN EPIROC ITALIA, CON L’OBIETTIVO DI FOCALIZZARSI SUL SETTORE DELLE INFRASTRUTTURE Le basi sono solide: pur essendo a tutti gli effetti una società automa e indipendente, Epiroc rimane parte di una realtà che – come si suol dire – è sinonimo

Un partner più forte Epiroc, dunque, è il marchio che trasporterà nel futuro gli operatori specializzati nelle attività minerarie e dell’ingegneria civile. DAL 1º GENNAIO LA DIVISIONE HYDRAULIC ATTACHMENT TOOLS DI ATLAS COPCO È ENTRATA A FAR PARTE DI EPIROC. LA GAMMA DI PRODOTTI DELLA DIVISIONE È FOCALIZZATA SULLE ATTREZZATURE IDRAULICHE DA BRACCIO COME DEMOLITORI IDRAULICI, CESOIE PER ACCIAIO, POLVERIZZATORI, BENNE FRANTUMATRICI, PINZE COMBINATE, PINZE MULTIPLE E MAGNETI. DALLA STESSA DATA TUTTI I PRODOTTI ATTUALI DELLA DIVISIONE SONO FORNITI CON IL MARCHIO EPIROC 52 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

“

EPIROC SI È PRESENTATA NEL 2018 CON UN’ANTEPRIMA MONDIALE NELLA TECNOLOGIA DEI MARTELLI IDRAULICI. I DEMOLITORI PESANTI SONO DA OGGI DOTATI DEL SISTEMA IPS (INTELLIGENT PROTECTION SYSTEM): CONIUGANDO LE FUNZIONI AUTOCONTROL E STARTSELECT, QUESTO SISTEMA AUTOMATIZZATO OFFRE UN FUNZIONAMENTO PIÙ SEMPLICE, EFFICIENTE E REDDITIVO

di “garanzia”. Fondato nel 1873, infatti, Atlas Copco è un gruppo multinazionale da 12 miliardi di euro; con sedi in 180 Paesi e 44.000 dipendenti e quotato alla Borsa di Stoccolma (con dinamiche di crescita del +30% annuo) presso Nasdaq Stock Exchange dal 1987, appartiene a sua volta al gruppo svedese Investor AB Holding, fondato a Stoccolma dalla famiglia Wallenberg e principale azionista di società internazionali di fama consolidata - quali ABB, Ericsson, SAAB, Eletrolux, SEB, AstraZeneca, Husqvarna, Wärtsilä e Nasdaq stessa e protagoniste in ogni parte del mondo. Oggi il gruppo Atlas Copco opera in modo profittevole in molteplici settori di applicazione - dall’eolico all’alimentare, dal tessile

all’aerospaziale, dal ferroviario all’automotive, al petrolchimico - rimanendo concentrata su cinque business area: Compressor Tecnique (compressori); Industrial tecnique (utensili industriali); Mining and rock excavation (macchine per la perforazione e il sottosuolo); Construction tecnique (macchine per le costruzioni); Vacuum tecnique (tecnologia vacuum). Nulla, dunque, è stato lasciato al caso e la visione strategica a lungo termine che ha portato alla nascita di Epiroc mira a consolidare e sviluppare ulteriormente la qualità dei prodotti e le sinergie con i propri clienti e il mercato di appartenenza. A proposito di mercato, anche azionario: come ha reagito quest’ultimo alla notizia della nascita di Epiroc? Si potrebbe pensare a un momento di “destabilizzazione”, invece dal momento dell’annuncio si è registrata una crescita del valore dei titoli del 26%. A dimostrazione del fatto che clienti e analisti hanno risposto in modo positivo e che il messaggio intrinseco di questo nuovo progetto mantiene alti valori immutati e immutabili di tradizione e innovazione. ■


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PRODUTTIVITÀ

ETTORE ZANATTA

LANCIATA SUL MERCATO IN OCCASIONE DEL CONEXPO 2017, LA PALA GOMMATA DL420-5 È IL PRIMO MODELLO DELLA GAMMA DOOSAN A ESSERE DOTATO DEL SISTEMA DI TRASMISSIONE CVT. COMBINANDO I VANTAGGI DI UNA TRASMISSIONE IDROSTATICA E DI UNA AUTOMATICA, QUESTA VERSIONE – CHE SIAMO ANDATI AD ANALIZZARE PRESSO IL CAMPO PROVE DOOSAN DI DOBRIS, IN REPUBBLICA CECA – GARANTISCE UN INCREMENTO DELLE PRESTAZIONI E DELLA PRODUTTIVITÀ E UN RISPARMIO DEL 15% IN TERMINI DI CONSUMI 54 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT

L

a pala gommata DL420-5 è la prima della gamma Doosan a essere stata dotata di una trasmissione a variazione continua, denominata CVT (Continuously Variable Transmission), costituita da un motore idraulico combinato con una pompa idraulica in grado di fornire una variazione di velocità regolare e, appunto, continua. Questa tecnologia combina i vantaggi di una trasmissione meccanica e quelli di una trasmissione idrostatica in un unico mezzo e, nella fattispecie, consente alla DL420-5 CVT di passare automaticamente dalla potenza idrostatica a basso regime al sistema meccanico, per operare con regimi più elevati.

A “VARIAZIONE CONTINUA” gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 55


Hands On Gli assali anteriori e posteriori sono fabbricati da ZF, con riduttori planetari esterni. Sono dotati di differenziale a slittamento limitato (LSD), per garantire alla macchina una trazione ottimale in tutte le condizioni, anche in salita: la forza di trazione di 19 t consente l’operatività su superfici con inclinazione del 51%

Combinando le due tipologie di trasmissione, la tecnologia CVT consente di gestire carichi elevati a bassi regimi del motore e di operare con un’elevata dinamicità, per garantire cicli operativi ottimali. Questo modello – che non sostituisce la versione standard ma ne

rappresenta un’alternativa, differenziandosi da essa per l’applicazione di questa tecnologia e per l’adozione di un più compatto motore Scania DC9 a 5 cilindri anziché di uno Scania DC13 a 6 cilindri – garantisce dunque un incremento delle prestazioni a benefi-

CVT: LA VARIAZIONE CONTINUA Il cambio CVT, acronimo di “Continuously

l’azionamento e a un’elettronica sofistica-

interno non sono presenti componenti

VariableTransmission”,consiste in una tra-

ta per il controllo e la gestione.

che, accoppiandosi in vario modo tra di

smissione automatica con variazione con-

In una macchina dotata di trasmissio-

loro, realizzano un numero finito di rap-

tinua e teoricamente infinita del rapporto,

ne CVT, dunque, il motore si mantiene

porti di trasmissione.

con valori compresi tra un minimo e un

a un numero di giri costante, mentre il

In generale, la separazione tra potenza

massimo possibile, in grado di mantene-

rapporto di trasmissione varia senza so-

idrostatica e meccanica assicura sensi-

re costante il regime di rotazione dell’e-

luzione di continuità fino a raggiungere

bili economie nel consumo di carburan-

lemento propulsore. Il funzionamento di

la velocità di crociera desiderata. Uno

te che possono arrivare fino al 15% e

una trasmissione di questo genere per-

dei vantaggi offerti da questa tipologia

consente il trasporto di carichi pesanti

mette di svincolare la velocità di rotazione

di trasmissione è che non si avvertono

con motore a basso regime in combi-

del motore rispetto a quella di rotazione

strappi o variazioni di regime del mo-

nazione con dinamiche elevate. Tutta la

dell’albero in uscita dalla trasmissione. Si

tore, come invece può accadere con un

traslazione, in avanti e in retromarcia, è

tratta di una trasmissione molto simile ai

cambio manuale o automatico. Il cam-

controllata dalla trasmissione a variazio-

variatori a rulli e molla di contrasto adot-

bio CVT, inoltre, risulta essere più sem-

ne continua: i bassi regimi del motore

tati sui moderni scooter, ad esempio, ma

plice di un corrispondente cambio auto-

assicurano un’elevata efficacia e il mas-

ovviamente più complessa perché si affi-

matico classico con convertitore di cop-

simo comfort in queste fasi, a prescin-

da a un circuito idraulico in pressione per

pia e rotismi epicicloidali, perché al suo

dere dalla velocità di trazione.

56 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT Corrimano multipli facilitano l’accesso e gli spostamenti lungo la macchina, assicurando all’operatore un solido sostegno anche durante gli interventi di manutenzione o pulizia del mezzo

La cabina ROPS/FOPS offre un ambiente di lavoro moderno. Il sedile a sospensione pneumatica Grammer di serie è riscaldato, con sospensione orizzontale e verticale e completamente regolabile. Tutti i comandi sono disposti in maniera razionale per facilitarne l’accesso e raggruppati secondo la funzione, per consentire un uso semplice e sicuro della macchina. Il volante dello sterzo può essere inclinato e mosso telescopicamente per adattarsi alle preferenze dell’operatore che può anche usare il comodo ed ergonomico sistema di sterzo a joystick elettrico, fissato sul bracciolo del sedile. Un nuovo joystick più ergonomico è stato integrato e offre un nuovo interruttore a bilanciere per la funzione FNR e un nuovo comando progressivo a rotella per il controllo dell’idraulica ausiliaria quando la pala monta un accessorio idraulico

cio di coloro che eseguono interventi di scavo, carico e sollevamento. Con una capacità benna di 4,2 m3, la pala gommata Doosan DL420CVT-5 è destinata a soddisfare una vasta gamma di esigenze di movimentazione di

materiali, dal carico e trasporto di materiale granulare come sabbia e ghiaia, ad esempio, a quelle tipiche dei settori dell’industria, di movimento terra, delle demolizioni e degli ambiti estrattivi (per la maggior parte dei compiti da eseguire gli operatori utilizzeranno la parte idrostatica della trasmissione, che è più efficiente in termini di consumo di carburante nelle applicazioni a basso regime).

Obiettivo “efficienza” Il range completo di velocità, sia che si guidi normalmente o che si effettui una retromarcia, è controllato dal sistema CVT: i bassi regimi del motore assicurano un’elevata efficienza e il massimo comfort di guida indipendentemente dalla velocità di marcia. La combinazione delle due trasmissioni - idrostatica e meccanica - è automatica e consente di ottenere fino al 15% di

La ventola con inversione automatica di serie - azionata idraulicamente e controllata da una centralina ECU - è collocata dietro il radiatore. L’aria viene aspirata dai lati, non dal retro della macchina. Il radiatore monoblocco è collocato in maniera da semplificarne la pulizia, con accesso dal retro e anteriormente. L’operatore può impostare con facilità gli intervalli di inversione della ventola tramite il display LCD. Le prestazioni sono regolate per garantire consumi inferiori e un riscaldamento più rapido. L’inversione della rotazione è azionabile manualmente dalla cabina, senza dover spegnere il motore. Gli intervalli di inversione della ventola (da 30 minuti a due ore) sono configurabili tramite il relativo menù

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 57


Hands On LUBRIFICAZIONE AUTOMATICA

PARAFANGHI INTERI DI SERIE CABINA MODULARE ROPS/FOPS

MOTORE SCANIA DC09, TIER IV

TELECAMERA POSTERIORE

VENTOLA REVERSIBILE RIBALTABILE A 90°

ASSALI ZF CON RIDUTTORI PLANETARI IMPIANTO IDRAULICO LOAD SENSING A CENTRO CHIUSO 58 ONSITECONSTRUCTION - novembre-dicembre 2017

SISTEMA DOOSAN CONNECT DI SERIE


LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT I PUNTI DI FORZA LA TRASMISSIONE CVT

RITORNO AUTOMATICO IN POSIZIONE DI SCAVO

LA SEMPLICITÀ D’USO

LA FORZA DI STRAPPO

LA NUOVA CABINA DI GUIDA

IL COSTO TOTALE DI GESTIONE

LA GESTIONE INTELLIGENTE DEI CONSUMI

CINEMATICA DEI BRACCI A “Z”

SISTEMA DI STABILIZZAZIONE DEL CARICO DIFFERENZIALI A SLITTAMENTO AUTOMATICO novembre-dicembre 2017 - ONSITECONSTRUCTION 59


Hands On Le robuste articolazioni presentano un disegno solido e pulito con un angolo di articolazione di 40° e un raggio di sterzata tra i migliori della categoria

Elementi posteriori come la griglia del radiatore, il cofano motore e i paraurti sono realizzati in acciaio e sono progettati in modo da essere riparati con facilità, riducendo la necessità di sostituzione in caso di danni

I differenziali a slittamento limitato anteriore e posteriore assicurano automaticamente massima trazione e facilità di guida su terreni poco compatti e fangosi, senza alcun bisogno di bloccaggio manuale. Riducono inoltre i rischi di pattinamento ed evitano un’usura eccessiva degli pneumatici. Il blocco differenziale idraulico opzionale può essere attivato automaticamente se una delle ruote inizia a slittare. I freni a disco esterni semplificano la manutenzione ed evitano lo smontaggio degli assali

risparmio in termini di consumi. La capacità di gestire entrambe queste “potenze” in modo separato ha permesso a Doosan di equipaggiare la DL420-5 CVT con un propulsore Scania DC09, poiché la trasmissione CVT man-

tiene l’efficienza della macchina anche a bassi regimi del motore. Con una potenza di 232 kW (311 CV) a 1.800 giri/min, questo motore Scania eroga una coppia generosa a bassi regimi e soddisfa le normative sulle emissioni Stage IV senza la necessità di un filtro antiparticolato diesel (DPF), attraverso i soli sistemi di post-trattamento del ricircolo dei gas di scarico (EGR) e della riduzione catalitica selettiva (SCR). Su questa versione, così come su tutte le altre pale gommate Doosan, la fun-

zione di regolazione automatica del minimo (Auto Idle), quando attivata, consente di risparmiare sui consumi del carburante riducendo il regime minimo del motore da 950 a 750 giri/min, quando l’operatore non dà alcun input al volante, al braccio caricatore e alla benna per più di 10 secondi. Peculiarità importante, ad esempio, nelle operazioni in cui è necessario attendere diverso tempo tra una fase di carico del camion e un’altra. In questa pala, come in tutti i modelli DL-5, lo spegnimento automatico del motore (funzione Auto Shutdown) arresta la macchina dopo che questa è rimasta inattiva per un determinato periodo di tempo (da 3 a 60 minuti, configurabile dall’operatore tramite il pannello di controllo): anche questa funzione consente di risparmiare carburante e di ridurre i costi d’esercizio. Nella pala gommata DL420-5 CVT la dimensione del cofano del vano motore è stata aumentata, al fine di agevolare gli interventi di manutenzione. Per assicurare le massime prestazioni alla pala anche nelle applicazioni più impegnative gli assali possono essere dotati di impianto di raffreddamento dell’olio: ciò ottimizza il rendimento della macchina in tutte le condizioni operative

60 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT Il sistema di scarico e di post-trattamento del propulsore è installato sul lato sinistro della macchina, mentre i componenti soggetti a manutenzione sono raggruppati sul lato destro. Il controllo giornaliero dei vari indicatori di stato può avvenire da terra. La rilevante forza di strappo e l’elevata trazione consentono alla DL420-5 CVT di affrontare i materiali più duri, grazie anche a un potente sistema idraulico che garantisce interventi rapidi ed efficienti. Ciò, combinato con la potenza fornita del motore Scania DC09, fa sì che la macchina possa operare offrendo una grande forza di penetrazione, garantendo carichi ottimali della benna a ogni ciclo lavorativo. La struttura anteriore della DL420CVT-5 è stata irrobustita per migliorarne rigidità e robustezza. La geometria con cinematica a “Z” è studiata per il sollevamento di carichi pesanti e realizzata con un numero inferiore di parti mobili: questa configurazione contribuisce alla stabilità della macchina e permette alla benna di effettuare movimenti molto rapidi, mantenendola sempre nella corretta angolazione. Tutti i modelli DL-5 sono disponibili in versione “High Lift”, con braccio più lungo che consente una maggiore altezza di scarico.

La DL420CVT-5 monta un motore Scania DC09, Stage IV. Noto e apprezzato per l’efficienza dei consumi, l’affidabilità e la durata, questo propulsore diesel combina una grande potenza e una coppia elevata a bassi regimi. Per una più rapida risposta della macchina anche a regimi molto bassi il sistema d’iniezione Common Rail a pressione super elevata XPI (2.400 bar) è associato a un turbocompressore a geometria variabile

Le modalità operative Come per tutte le pale gommate Doosan Stage IV, gli operatori possono scegliere tra diverse modalità di traslazione, tra le quali scegliere per regolare il regime massimo del motore in base alle preferenze e all’applicazione. La modalità “Normale” bilancia il consumo di carburante nelle attività quotidiane di scavo, livellamento e solleva-

mento; la modalità “Economy” riduce il consumo di carburante nelle applicazioni a limitata domanda di potenza. A queste modalità se ne sono qui aggiunte altrettante nuove. La Digging Mode (Modalità Scavo) è disponibile in caso di marcia inferiore ai 3 km/h: premendo un pulsante la macchina eroga la coppia massima alla trasmissione per garantire le prestazioni ottimali.

La pala gommata DL420-5 CVT è progettata per garantire un comodo accesso per l’attività manutentiva in ogni sua parte. Il vano radiatori è separato quello motore, per prevenire l’ingresso di aria calda e polverosa e consentire un controllo più efficiente delle prese d’aria. I lati anteriore e posteriore del radiatore, realizzato in allumino per garantire resistenza alla pressione e lunga durata, sono facilmente accessibili. L’aria entra lateralmente e dall’alto (il pannello ribaltabile facilita l’accesso per la manutenzione). Il sezionatore semplifica la disconnessione della batteria in caso d’inutilizzo prolungato della macchina. Il display conta-ore è facilmente consultabile senza dover accendere il motore. Il sistema di gestione del motore EMS utilizza un controller di rete locale CAN (Controller Area Network) per fornire un flusso costante di informazioni operative e diagnostiche e gestire le funzioni di programmazione della centralina ECU. Sensori nel serbatoio collegati alla centralina ECU rilevano il livello dell’AdBlue e segnalano qualunque malfunzionamento.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 61


Hands On IDRAULICA?

AL SUO SERVIZIO! Tutte le pale gommate Doosan di nuo-

di ritorno allo scavo della benna.

va generazione sono provviste di pom-

Il sistema antibeccheggio LIS (Load

pe idrauliche Load Sensing che regola-

Isolation System), noto anche come

no l’erogazione di portata della pompa

“controllo dinamico del carico”, of-

a pistoni assiali a cilindrata variabile in

fre una guida più fluida su terreni ac-

base al fabbisogno effettivo. Ne risulta

cidentati e spostamenti più comodi

migliorata anche la trazione per la pene-

a velocità superiori e contribuisce a

trazione nei cumuli di materiale, poiché

prolungare la durata del telaio e del-

in molte situazioni per azionare la benna

la macchina. I vantaggi sono tempi di

è necessaria meno forza. Il sistema Load

ciclo ridotti, maggiore produttività e

Sensing - che minimizza inoltre le perdite

minore consumo di carburante nel-

del circuito idraulico durante le operazio-

le applicazioni di caricamento e tra-

ni di trasporto in cui sono impiegate le

sporto. Questa macchina offre anche

pale, dimostrandosi una tecnologia im-

una “terza linea idraulica”, per erogare

portante per questo genere di macchine

potenza a utensili da lavoro, amplian-

- è stato realizzato in modo da assegnare

done la versatilità in numerose appli-

priorità alla benna in caso di azionamen-

cazioni. La capacità della valvola del-

to simultaneo di braccio e benna, quando

la terza funzione è stata incrementata

la forza disponibile è limitata. I comandi

fino ad almeno 250 l/min.

a joystick della DL420CVT-5 sono pensati per consentire più movimenti simultanei. Su richiesta, è disponibile un comando “fingertip” a tre leve per un controllo fluido e quasi senza sforzo. Entrambi i comandi sono a pilotaggio elettroidraulico. La DL420CVT-5 è dotata di serie della funzione di “kick-out” del braccio, utile quand’è necessario lavorare in spazi angusti o eseguire azioni simili e ripetitive secondo determinate geometrie di lavoro (ad esempio, se ogni giorno occorre raggiungere una determinata altezza di scarico). Lo stesso sistema viene utilizzato per impostare automaticamente la posizione

62 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

La pala gommata DL420-5 CVT è dotata di serie di sistema di lubrificazione automatica centralizzata: protegge i componenti, riduce i tempi di lavoro, aumenta il comfort operativo e incrementa la vita utile della macchina

La Drive Mode (Modalità Traslazione) si attiva quando la pala supera i 14 km/h (o in retromarcia oltre i 5,4 km/h): in questo caso, con la pressione del gruppo anteriore stabilizzata, la pala riconosce che l’attività è solo “di traslazione” e quindi passa automaticamente in questa modalità, per garantire la migliore trazione possibile e la riduzione del consumo di carburante. Con la trasmissione CVT è altresì possibile utilizzare una modalità di avanzamento lento (Creep), che consente all’operatore di guidare la macchina a bassa velocità senza dover premere il pedale dell’acceleratore quando si passa dalla marcia avanti alla retromarcia. In questo caso sono disponibili quattro impostazioni di velocità: 0 km/h, 1 km/h, 2 km/h o 3,1 km/h. ■


LA PALA GOMMATA DOOSAN DL420-5 CVT

LA SCHEDA TECNICA DL420-5 CVT Scania DC09, 5 cilindri, Stage IV

Motore:

La telecamera posteriore consente di vedere ciò che accade sul retro della macchina. La ripresa viene proiettata sul display a colori posto in cabina. La vista panoramica mostra i mezzi in movimento dietro la pala e le persone al suolo, mentre le tacche indicatrici forniscono un’adeguata percezione delle distanze

Potenza netta:

kW

232 kW a 1.800 giri/min

Capacità benna:

m3

4,2

Carico di ribaltamento statico (diritta/a 40°):

kg

18.440 / 16.280

Forza di strappo:

kN

210

Coppia max.:

kN

1.830 Nm a 1.200 giri/min

Larghezza (con benna):

mm

3.200 o 2.990

Lunghezza (con benna):

mm

8.910

Altezza:

mm

3.535

Interasse:

mm

3.500

Altezza punto di rotazione benna:

mm

4.280

Altezza di scarico (a 45°):

mm

3.075

Sbraccio alla massima altezza (a 45°):

mm

1.380

Velocità di traslazione max.:

km/h

38

Raggio di sterzata (interno agli pneumatici):

mm

6.570

Peso operativo:

kg

23.080

Il tubo di scarico interno aspira l’aria dal vano motore verso quello esterno: questo effetto “camino” genera una continua circolazione d’aria e previene il deposito di materiali infiammabili sulle parti calde. Il filtro ad aria forzata presente sulla pala rimuove il 99% delle impurità ed è affiancato da un prefiltro turbo centrifugo Donaldson

Il sistema antibeccheggio (LIS), presente di serie, migliora la stabilità della macchina durante la traslazione, assicurando una corsa più dolce su suoli accidentati, comfort e tempi di ciclo ridotti. Migliora inoltre la produttività e riduce i consumi nelle applicazioni di escavazione e carico (la velocità di attivazione automatica è configurabile dall’operatore). Per mantenere la macchina pulita, impedire al fango di schizzare sui finestrini e ridurre il rischio di scivolare su gradini sdrucciolevoli, la pala è dotata di serie di paraurti e parafanghi interi

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 63


ATTREZZATURE Wacker Neuson

L’arte della COMPATTAZIONE

N

el comparto della compattazione Wacker Neuson è presente con tre categorie di prodotti: vibrocostipatori, piastre vibranti e rulli. Il primo, a sua volta, annovera quat-

tro tipologie di attrezzature: costipatori a batteria, a due e quattro tempi e diesel. Partiamo dai modelli a batteria ricaricabile AS30e e AS50e, che permettono di eseguire interventi in modo indipendente da cavi e a zero emissioni. Il motore

64 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Non solo macchine per le costruzioni: l’azienda austro-tedesca propone sul mercato anche una vasta gamma di vibrocostipatori, piastre vibranti e rulli che si mettono in evidenza sia per le prestazioni che per la facilità d’uso di Lorenzo Zacchetti


IL VIBROCOSTIPATORE BS 50-2, COSÌ COME I MODELLI BS60-2 E BS70-2, RAPPRESENTANO ORMAI UNO STANDARD NEL SETTORE EDILE E LA NUOVA GENERAZIONE È ANCORA PIÙ POTENTE, GRAZIE AL MOTORE WACKER NEUSON WM80

LE DIMOSTRAZIONI CHE WACKER NEUSON ORGANIZZA NEL CORSO DEI SUOI OPEN HOUSE CONSENTONO AGLI OPERATORI DEL SETTORE DI TOCCARE CON MANO LA QUALITÀ DEI PRODOTTI E SCEGLIERE I PIÙ ADATTI ALLE PROPRIE ESIGENZE

Costipatori a due tempi Il costipatore BS30 è progettato per eseguire la corretta compattazione delle massicciate di supporto in canali e scavi. Grazie al suo peso ridotto, alle dimensioni compatte e alla capacità di lavorare a pieno regime anche in posizione inclinata (i quattro tempi arrivano invece a un’inclinazione massima di 20°), il costipatore a due tempi BS30 è una scelta ideale per svolgere questi compiti ed è dotato di motore WM80, sviluppato da

“

Wacker Neuson, così come il BH55, il BH55rw e il BH65. Il sistema battente robusto, insieme al piede battente con soletta in acciaio resistente all’usura, rende il BS30 durevole e indicato per impieghi quali il fissaggio di zone marginali ai selciati e alle vie di corsa delle ruote e il montaggio di drenaggi. I modelli BS 50-2, BS60-2, BS70-2 rappresentano ormai uno standard nel settore dell’edilizia e sono progettati per garantire un alto livello di produttività, prestazioni e durata. La nuova generazione è ancora più potente, grazie al già citato motore WM80. Per effetto del convertitore catalitico, le emissioni sono al di sotto dei limiti standard degli scarichi. Inoltre, si disattiva in modo automatico dopo 10 minuti di funzionamento al minimo, consentendo di risparmiare carburante e ridurre le emissioni. Questi tre modelli sono disponibili anche nella serie Plus che, oltre a garantire i vantaggi dei tradizionali costipatori a due tempi, semplifica il lavoro pratico: grazie ai due serbatoi separati per carburante e olio, la premiscelazione non è più necessaria. Entrambi i liquidi sono riempiti a parte e l’impianto brevettato di lubrificazione dell’olio genera automaticamente il corretto rapporto di miscelazione. I costipatori serie Plus – disponibili in tre cate-

I COMPATTATORI ELETTRICI WACKER NEUSON SI AVVIANO CON LA SEMPLICE PRESSIONE DI UN TASTO E CONSENTONO DI LAVORARE A LUNGO E SENZA ESIGENZE MANUTENTIVE

“

elettrico si avvia con la semplice pressione di un tasto e consente di lavorare a lungo. L’assenza totale di emissioni amplia la gamma di applicazioni possibili, come in aree urbane o all’interno di scavi. Con livelli di potenza paragonabili ai costipatori a benzina, gli elettrici presentano il duplice vantaggio rappresentato da ridotti consumi energetici e costi d’esercizio inferiori del 55%. L’AS30e pesa 41 kg e, a carica completa, consente applicazioni per 45 minuti di durata; la versione AS50e pesa invece 70 kg e offre un’autonomia di 30 minuti. Grazie alla guida parallela sviluppata specificamente per il costipatore, l’intera zona dell’impugnatura di questo costipatore è disgiunta dalle vibrazioni. Il risultato? Vibrazioni mano-braccio (HAV) basse per l’utente.

LA SCHEDA TECNICA Uno su tutti: il vibrocostipatore BS 60-4 Peso d’esercizio: Dimensioni elemento di battitura (Largh. x Lungh.): Tipologia motore: Raffreddamento motore: Motore: Cilindrata: Capacità serbatoio carburante:

71,6 kg 280 x 336 mm Benzina a quattro tempi, monocilindrico ad aria Honda GXR 120 120 cm³ 3l gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 65


ATTREZZATURE

ANCHE NEL CAMPO DELLA COMPATTAZIONE L’ALIMENTAZIONE ELETTRICA PRESENTA ENORMI VANTAGGI: CON LIVELLI ZERO DI EMISSIONI, SI PUÒ LAVORARE SENZA PROBLEMI IN AREE URBANE O ALL’INTERNO DI SCAVI

migliore resistenza. Il sistema comprende anche un filtro d’emergenza che protegge il motore durante le operazioni di manutenzione. A rendere graditi agli operatori questi costipatori, sia a due che a quattro tempi, è anche il funzionamento semplice: la valvola del carburante integrata nel comando gas consente di avere solo una leva per accelerazione e arresto. È facile anche il trasporto, grazie all’impugnatura flessibile e dotata di kit ruote. La versione diesel In questo comparto Wacker Neuson offre il DS70, un’attrezzatura bilanciata e

gorie di peso – hanno un baricentro basso che garantisce una forte propulsione e grande stabilità. Costipatori quattro tempi I BS50-4 e BS 60-4 sono i due affermati modelli di Wacker Neuson in questo comparto: spiccano per il design compatto, le prestazioni potenti, il lungo piede battente, l’alta frequenza di percussione e l’elevata energia d’impatto che si combinano con la corsa di avanzamento rapida. Il motore Honda GXR 120 presenta una funzionalità che impedisce l’avviamento in presenza di bassi livelli d’olio, mentre un sistema di filtrazione dell’aria a quattro stadi fa sì che il motore sia privo di polvere, per una maggiore durata e una

IL CHIEF SALES OFFICER ALEXANDER GRESCHNER SOTTOLINEA L’ESPERIENZA DI WACKER NEUSON NEL SETTORE DEI COMPATTATORI PRESENTANDO LE ATTREZZATURE MODERNE IN SCATOLE “VINTAGE”, CHE VOLUTAMENTE RICORDANO QUELLE DI MOLTI ANNI FA

TRE CATEGORIE DI RULLI Il rullo RT di Wacker Neuson è ideale per la compattazione di scavi e sottobasi di fondamenta, strade e parcheggi. La specialità di quest’attrezzatura – disponibile con due diverse larghezze del tamburo e con motore Kohler o Kubota – è la compattazione dei terreni coesivi. È possibile ottenere risultati adeguati alle esigenze grazie ai particolari tamburi e alla forza centrifuga regolabile. Il sistema di controllo remoto utilizza la tecnologia a infrarossi per garantire sicurezza (la macchina viene disattivata non appena l’operatore perde di vista il dispositivo). Il sensore di prossimità arresta il rullo non appena si muove in un raggio di 2 m dall’operatore. Fanno parte di questa tipologia anche i costipatori per il terreno a tamburo singolo RC50 e RC70, entrambi motorizzati Kubota: ideali per grandi aree di costipazione del terreno, soprattutto sui pendii, sono disponibili con tamburo liscio e a piede di montone. Per quanto riguarda i rulli tandem, sono sei i modelli a catalogo, tutti diesel e motorizzati Kubota, con la sola eccezione del più piccolo: l’RD7, infatti, si distingue per un motore Hatz (anch’esso diesel) monocilindrico, a quattro tempi e raffreddato ad aria.

66 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

compatta che si caratterizza per le ridotte emissioni di anidride carbonica. È indicata per la compattazione di fondi coesivi, misti e granulosi, ma le sue prestazioni ecologiche la rendono ideale anche per la compattazione in canali e scavi mal ventilati. Il coperchio è insonorizzato e protegge l’operatore dalle emissioni acustiche del motore e del piede battente. Il grande serbatoio combustibile, resistente alla corrosione, è dotato di filtro autopulente. Un’unica leva regola l’avviamento, i giri e lo spegnimento del motore, facilitando così il lavoro dell’operatore. La maniglia di guida ammortizzata riduce le vibrazioni mano-braccio (HAV). Le piastre vibranti La gamma di piastre vibranti Wacker Neuson comprende versioni monodirezionali e reversibili. Appartengono alla prima categoria le serie: VP (10-20 kN), costituita da piastre vibranti leggere con motore a benzina; WP (15 kN), specifica per i professionisti della compattazione dell’asfalto; DPS (18 kN), soluzione versatile ad alte prestazioni con elevata ergonomicità (si caratterizza per un motore diesel in tre varianti ed è adatta per applicazioni su terreni, asfalto e pavimentazioni in pietra). Tra le versioni reversibili l’azienda austrotedesca offre 18 modelli, che spaziano dalla più piccola WPU 1550, da 90 kg, alla più grande DPU 130r, da 1.185 kg. La prima rappresenta una soluzione ad alte prestazioni per il compattamento di asfalto e pavimentazioni in pietra composita, ma anche di terreni misti in posizioni anguste. Grazie alla struttura robusta, sono adeguate all’impiego a ciclo continuo di natura professionale nel settore dei lavori di architettura di giardini e del paesaggio e delle costruzioni stradali, come ad esempio per il compattamento dei letti di sabbia ghiaiosi per marciapiedi, strade e parcheggi. Utilizzando il kit ruote integrato, la WPU 1550 si può movimentare facilmente in cantiere e senza dispendi di energie. La “piccola” della gamma è disponibile con e senza serbatoio dell’acqua. All’estremo opposto troviamo la DPU130r: grazie ad una forza centrifuga di 130 kN e a una larghezza operativa di 120 cm, regge il confronto con la produttività di un rullo da 7 t. ■


COMPONENTI OFM Top Line

Una miniera di soluzioni Nata dallo spirito di iniziativa di due intraprendenti fratelli, nell’arco di mezzo secolo l’azienda bolognese è diventata una solida realtà internazionale. Nel suo catalogo ci sono numerosi prodotti compatibili con le macchine dei principali costruttori e altrettanti componenti per le applicazioni minerarie di Mauro Rancati

D

a oltre cinquant’anni OFM Top Line rappresenta un’eccellenza italiana nella produzione e fornitura di ricambi per macchine movimento terra. Un’eccellenza, oltretutto, decisamente apprezzata anche all’estero, grazie a una rete distributiva che si articola attraverso 91 nodi in tutto il globo, così da coprire in maniera capillare i singoli mercati in Europa, Asia, Africa e America. E dire che questa storia di successo affonda le radici in una storia familiare, quella della famiglia Mosca, partita in maniera decisamente artigianale. I fratelli Floriano e Romano Mosca, infatti, nei primi anni Sessanta fondarono l’azienda a partire dalle serate trascorse a darsi da fare con attrezzi di vario genere per pura passione. E ce ne voleva proprio tanta, di passione, per dedicare anche il tempo libero a bulloni e chiavi inglesi, dopo una giornata di lavoro trascorsa in fabbrica.

Una gamma completa Oggi l’azienda di Valsamoggia (Bo) è un affermato player internazionale, ma ha mantenuto un forte legame con le proprie radici, soprattutto grazie alla continuità garantita da Massimiliano Mosca, figlio di Floriano. Non era scontato che il timone passasse alla seconda generazione, tant’è che Massimiliano ha studiato scienze politiche, con l’idea poi di lavorare nella Pubblica Amministrazione: “Verso i 15-16 anni, come naturale, non ambivo certo a seguire le orme di mio padre. Poi ho scoperto questo mondo e non

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ne sono più uscito, perché è davvero molto coinvolgente. Lavorando prevalentemente con l’estero ho avuto modo di conoscere molte realtà e diversi approcci al business, a volte anche diametralmente opposti al nostro. C’è infatti chi sceglie in primo luogo in base al prezzo – e mi riferisco principalmente ai trader – e altri che, come noi, hanno un’attenzione quasi maniacale per la qualità. D’altra parte, l’utilizzatore finale o chi ripara macchine per suo conto sa che le miniere devono funzionare 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno. La qualità fa quindi la differenza”.


Ma com’è avvenuto il suo ingresso nell’impresa familiare? Dopo avervi svolto varie mansioni, come capita a molti studenti, a convincerlo a cambiare rotta è stata una passione che si è accesa quasi per caso. Per risolvere un’emergenza durante la stagione estiva ha accettato la richiesta di aiutare il padre nell’ufficio commerciale. In seguito è entrato a far parte della 3R, un’impresa di import/export aperta del padre e dallo zio come esperienza parallela a OFM, allo scopo di trattare anche prodotti di altre aziende e quindi offrire un servizio a 360° ai propri clienti. La scommessa imprenditoriale, pur partendo in sordina, è risultata vincente, al punto che 3R ha raggiunto OFM in termini di fatturato, convincendo la famiglia Mosca a operare una fusione tra le due aziende. Oggi, come ci spiega lo stesso Mosca, “il core business aziendale è rappresentato da perni e boccole; si va dai componenti più piccoli a quelli più grandi, per applicazioni in campo minerario. Offriamo inoltre una serie di prodotti collaterali che vanno dai giunti cardanici alle boccole sferiche, ovvero boccole per la movimentazione del braccio di snodo. Negli ultimi anni ci siamo specializzati nelle parti per gli ingranaggi, dai dozer agli escavatori, dagli ingranaggi di trasmissione alle ralle di rotazione”. TRA I COMPONENTI PER LA TRASMISSIONE OFM TOP LINE PROPONE ANCHE LE RALLE, UN TIPO DI CUSCINETTO ASSIALE PER IMPIEGHI A BASSA VELOCITÀ DI ROTAZIONE E ALTO CARICO ASSIALE. SUL SUO SITO SE NE POSSONO APPREZZARE LE PECULIARITÀ TECNICHE

LA RETE NON SOSTITUISCE LA TRADIZIONE Pur lavorando a livello mondiale, OFM Top Line continua a prediligere il rapporto diretto al fascino del commercio digitale. “Nonostante la nostra forte focalizzazione sul mercato internazionale, non consideriamo la rete come un fattore attrattivo per il nostro business”, spiega Massimiliano Mosca. “Siamo conosciuti per la nostra capacità di presentare e testare i prodotti in situ e la qualità che li contraddistingue viene universalmente riconosciuta”. Non che il panorama generale sia poi molto diverso. Sebbene si parli spesso di rivoluzione digitale, il trend non è certo entusiastico nei confronti del Web. A rivelarlo è la recente ricerca degli osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, la quale ci fornisce un quadro generale dell’e-commerce in evoluzione, ma con ancora molta strada da fare. Il valore globale del commercio digitale è stimato oltre i 2.000 miliardi di euro, con un netto predominio da parte del mercato cinese (750 miliardi) e di quello americano (550). In Europa il podio è occupato da Regno Unito (100 miliardi), Germania (75) e Francia (65). Gli altri Paesi ancora viaggiano con il freno tirato e l’Italia, pur crescendo del 17% rispetto all’anno precedente, nel 2017 è ferma a 23,6 miliardi di euro. Un dato interessante è che per la prima volta la vendita online dei prodotti (52%) ha superato quella dei servizi (48%). Seppur lentamente, stanno cambiando le abitudini degli italiani, che iniziano ad acquistare online con sempre maggiore frequenza anche generi di prima necessità, come i prodotti alimentari o mediamente costosi. Si inizia a scalfire la tradizionale diffidenza nei confronti delle transazioni in rete, con la carta di credito che viene usata dal 65% degli utenti e la diffusione degli smartphone che fa da traino. Sono ancora notevoli le differenze tra imprese e contesti locali. La regione più digitale è la Lombardia, che rappresenta il 40% del totale. Allargando lo sguardo agli ultimi cinque anni l’incremento dell’e-commerce è stato del 70%, con un +8% nell’ultimo anno. A livello nazionale però siamo ancora molto indietro, come evidenziato dallo studio di Eurostat. La ricerca evidenzia come, seppur il 72% delle imprese italiane abbia attivato un canale e-commerce, solo il 10% di esse riceva effettivamente ordini. Il dato ci colloca ben al di sotto della media europea (16%) e solo Polonia e Bulgaria presentano statistiche peggiori delle nostre. Come sottolinea Eurostat, “l’e-commerce potrebbe offrire alle imprese la possibilità di espandersi oltre i confini nazionali, raggiungendo clienti indipendentemente dalla loro posizione geografica”. L’approccio italiano, infatti, è più internazionale rispetto alla media: il 55% delle aziende attive su questo fronte vende in altri Paesi europei e il 35% fuori dall’UE. Non casualmente, gli altri Paesi più attivi sul fronte estero sono quelli che hanno dimensioni (e relativi mercati interni) più piccole: Cipro, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Austria e Malta. A frenare lo sviluppo dell’e-commerce, secondo lo studio di Eurostat, sono i problemi tuttora insoluti rispetto agli elevati costi di consegna e reso dei prodotti, la burocrazia che caratterizza le dispute internazionali, gli adattamenti che il marchio richiede in mercati diversi e le restrizioni imposte da alcuni partner. Sorprendentemente, al secondo posto di questa classifica c’è la mancanza di conoscenza della lingua straniera, ostacolo segnalato addirittura dal 13% delle aziende sondate. Un problema che certamente non riguarda OFM, vista la sua consolidata dimensione internazionale, ma sul quale c’è davvero da riflettere sul piano generale.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 69


COMPONENTI

NEL VASTO CATALOGO DI OFM TOP LINE SI TROVANO ANCHE COPERCHI, BULLONI, CAPPELLOTTI, OSCILLANTI, GUIDE E PERNI

Comprendendo anche motori, componenti frenanti, sottocarri, cinghie, componenti idraulici ed elettrici, parti usura, pompe, crociere, cinghie, assali di trasmissione e i relativi ricambi, perni flangiati, lubrificati e composti e anche boccole ragnate, snodate e con battuta, l’offerta dell’azienda emiliana è davvero molto ampia. “Godiamo di un forte appeal specialmente su determinati clienti, quelli che apprezzano molto l’elevata qualità dei nostri prodotti”, aggiunge Mosca. Efficienza e qualità OFM Top Line fornisce prodotti perfettamente intercambiabili con gli originali per macchine Caterpillar, Komatsu, Volvo, Hitachi, JCB, CNH e New Holland, oltre che motori Mitsubishi e Perkins e parti assali per ZF e Carraro e numerosi altri articoli per dozer, escavatori, ruote caricatrici e terne. “Noi siamo una società che opera a livello globale e agisce localmente. OFM Top Line è un’azienda attiva in tutto il mondo ma, per i clienti, siamo giusto dietro l’angolo”, spiega Massimiliano Mosca. “Siamo focalizzati sullo sviluppo dei nostri prodotti, in modo che i nostri pezzi di ricambio rispondano ai bisogni reali e alle priorità dei clienti. Per realizzare questo obiettivo impieghiamo alta tecnologia e alcune delle più moderne strutture nel settore”. Commercialmente parlando, OFM Top Line ha in catalogo oltre 80.000 arti-

coli che viaggiano in tutto il mondo. “Per noi il mercato estero vale circa il 90% del totale”, aggiunge Mosca. L’Asia, i Paesi Arabi e la Russia sono alcuni dei mercati più redditizi, secondo una tradizione partita nel lontano 1975, quando un ordine giunto da Singapore stimolò la vocazione internazionale dell’azienda emiliana. L’espansione è continua, con i più sofisticati sistemi a controllo numerico e l’estensione su una superficie di 30.000 m². Severi controlli di qualità sia sulle materie prime che sul prodotto finito pre-vendita ne fanno una protagonista del settore, con un rapporto qualità/prezzo interessante. Una particolare attenzione è stata posta nell’organizzazione di una rete vendita

70 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

PUNTE E RICAMBI USURA PER DIVERSE APPLICAZIONI SONO DISPONIBILI ANCHE NEL CATALOGO ONLINE, CHE SI PUÒ VISUALIZZARE SU WWW. OFMTOPLINE.IT

performante: tempi di spedizione rapidi con consegne puntuali, a costi competitivi su tutto il territorio nazionale e internazionale, le hanno permesso di imporsi nel mercato dei ricambi adattabili a macchine per il movimento terra e l’agricoltura. “Il fatturato del 2017 è stato pari a 12,5 milioni di euro”, spiega Mosca, aggiungendo come l’attuale forza-lavoro impiegata da OFM sia composta da 53 addetti. Rispetto all’approccio artigianale degli inizi di quest’avventura, è davvero cambiato tutto. Ed è stato un grande successo. ■

I CLIENTI DI OFM TOP LINE POSSONO SCEGLIERE TRA VARIE TIPOLOGIE DI PERNI FLANGIATI, LUBRIFICATI E COMPOSTI E ANCHE BOCCOLE RAGNATE, SNODATE E CON BATTUTA


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TECNOLOGIE MP Filtri

Il monitoraggio di pulizia per i sistemi oleodinamici - SECONDA PARTE -

Nella prima parte di quest’articolo abbiamo evidenziato i requisiti necessari per monitorare i sistemi oleodinamici in servizio ed individuare le soluzioni disponibili per garantirne un ottimale manutenzione. In questa seconda parte analizzeremo i sistemi di monitoraggio della contaminazione più efficaci e i fattori che influenzano la validità dei dati sulla contaminazione dei fluidi di Geoff Grant

72 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

TRA LE MOLTE SOLUZIONI PROPOSTE DA MP FILTRI, IL VPAF È UN’ATTREZZATURA MOBILE PER LA RILEVAZIONE E VISIONE OTTICA DELLA CONTAMINAZIONE PRESENTE NEGLI OLI SU MEMBRANE DA 1.2 MICRON, DIAMETRO 47 MM. L’ATTREZZATURA COMPRENDE LE APPARECCHIATURE PER PRELIEVI STATICI E DINAMICI DEGLI OLI DAGLI IMPIANTI OLEODINAMICI E DAI SERBATOI


È

opinione abbastanza diffusa (dimostrata anche tramite dati sperimentali reali) che la misurazione online della contaminazione dei fluidi tramite contatori automatici di particelle (APCs – Automatic Particle Counters) sia la tecnica più rispondente ai criteri di qualità e che senza il suo sviluppo gran parte della ricerca negli ultimi 35 anni non sarebbe stata possibile. Quando vengono utilizzati entro i loro parametri, gli APC garantiscono precisione ed economia d’esercizio; tuttavia, come tutti i metodi di misurazione delle particelle, presentano dei limiti e se non vengono utilizzati correttamente possono fornire risultati non corretti. L’attività degli APC si basa sul principio di “estinzione della luce”: le particelle contenute nel liquido vengono investite da un fascio di luce che viaggia attraverso uno stretto passaggio di rilevamento, così da ridurne l’intensità quando arriva al sensore. (Figura 4)

FIGURA 4. PRINCIPI DELL’APCS

Questo risultato è ottenuto utilizzando principi di dispersione o assorbimento della luce. La riduzione dell’intensità è relativa alla dimensione delle particelle in funzione della calibrazione impostata. L’APC può fornire un ampio intervallo di dimensioni delle particelle, da 0,5 a oltre 2.000 µm, a seconda dello strumento utilizzato e della sua applicazione, e può lavorare direttamente online utilizzando sorgenti di bassa pressione oppure, in modalità offline, campioni imbottigliati prelevati dal sistema. La capacità di questi strumenti di contare e dimensionare le singole particelle in modo rapido e con un elevato grado di precisione li hanno resi indispensabili relativamente alle analisi sulla contaminazione. Questi campi di

Il sistema oleodinamico che prendiamo come esempio è quello di un’attrezzatura dotata di filtro singolo da 6 µm inserito in una linea di pressione da 120 bar. Sono stati estratti i risultati di monitoraggio online per un periodo di tre giorni: inizialmente il conteggio delle particelle è stato molto basso (ISO 5/3/1), fino a quando il sistema ha avuto un rabbocco d’olio durante il turno di

applicazione includono test sui filtri e sulla sensibilità dei componenti ai contaminanti, nonché il monitoraggio dell’andamento delle operazioni di flussaggio e quello delle condizioni generali del sistema. Monitoraggio online Come riportato nella Figura 5, una misurazione continua online consente l’immediata individuazione di una situazione fuori controllo e la pronta attuazione delle necessarie azioni correttive. Ciò fa sì che l’usura possa essere minimizzata.

FIGURA 5. ESEMPI DI MONITORAGGIO CONTINUO ONLINE

L’ANALIZZATORE DI CONTAMINAZIONE CML2 DI MP FILTRI. È REALIZZATO PER LA MISURAZIONE E QUANTIFICAZIONE NUMERICA DELLA CONTAMINAZIONE SOLIDA NELL’IDRAULICA DI POTENZA E LUBRIFICAZIONE. SI TRATTA DI UNO STRUMENTO PORTATILE PER MISURAZIONI DIRETTE SUGLI IMPIANTI IDRAULICI

notte (A). L’olio versato senza essere stato filtrato si è rivelato molto sporco e ciò ha provocato l’apertura del bypass del filtro. Purtroppo l’indicatore di intasamento non ha funzionato e l’aumento della contaminazione è stato rilevato solo la mattina successiva, quando è stato ispezionato il monitor online. È stato quindi montato un nuovo elemento ed il sistema è stato ripulito molto rapidamente. Durante lo studio sono stati rilevati ulteriori aumenti di livello di contaminazione. Il secondo di questi (B) è stato rilevato grazie alla presenza di aria monitorata nel sistema, causata dal fatto che il filtro sulla linea di pressione era posto sopra il livello del serbatoio, così che l’olio è potuto fuoriuscire parzialmente attraver-

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 73


TECNOLOGIE

L’UNITÀ AZ2 È UTILIZZATA PER IL MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI DEI FLUIDI A NORMA ATEX

so il gruppo filtrante durante i periodi d’inattività. All’avvio, a bassa pressione, un limitato quantitativo di aria è circolato nel sistema fino a quando è stato rimosso da una combinazione di fattori, come il galleggiamento in superficie e la forzatura al cambio di stato di soluzione quando il sistema è stato azionato ad alta pressione. Tutto ciò è stato superato inserendo una valvola di ritegno posta sul lato alla base del filtro, atta a prevenire fuoriuscite di olio; operazione effettuata durante l’arresto corrispondente con la pausa del week-end. Il terzo picco (C) è stato notato immediatamente dopo l’avvio e ha messo in evidenza la sporcizia entrata nel sistema a seguito degli interventi effettuati per montare la valvola di ritegno. L’APC ha evidenziato come il filtro abbia rimosso rapidamente questi detriti.

Tutto ciò dimostra due cose. In primo luogo, la necessità di controllare la pulizia del sistema con maggiore regolarità perché non si può presumere che, quand’anche i campioni siano di qualità accettabile nei momenti di verifica, il periodo che intercorre tra questi sia coerente con gli stessi risultati. È probabile, infatti, che se le analisi fossero state fatte usando un’unità portatile (offline invece che online) gli aumenti di contaminante nel breve periodo non sarebbero stati rilevati, mentre gli eventi nel lungo periodo (come il succitato problema relativo al by-pass del filtro) sarebbero stati segnalati molto tempo dopo. Se il livello di contaminante non viene controllato e rilevato tempestivamente si accelera l’usura dei componenti e ci si espone ai danni conseguenti. La seconda evidenza consiste nel fatto che il monitoraggio costante consente una migliore comprensione delle cause che possono provocare la contaminazione del sistema e, di conseguenza, permette di apportare dei miglioramenti nella progettazione o nel definire le tempistiche di manutenzione.

74 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

L’ACMU È UN GRUPPO AUSILIARIO PER IL MONITORAGGIO DELLA CONTAMINAZIONE

Falsi allarmi È stato spiegato in precedenza che per evitare “falsi allarmi” i dati analizzati dall’unità devono essere rappresentativi del fluido nel sistema e che ci sono una serie di fattori che influenzano la validità delle suddette analisi. Questi fattori possono essere brevemente riassunti e spiegati in relazione agli APCs installati permanentemente. La pulizia della bottiglia-campione: non applicabile. La tecnica di campionamento: non applicabile, in quanto le unità permanentemente installate presentano un flusso continuo, mentre le unità portatili richiederanno un flussaggio dopo la connessione. La posizione del punto di campionamento: non applicabile, in quanto le unità permanentemente installate hanno una posizione fissa (i livelli di pulizia variano in tutti i sistemi, quindi dovrebbe essere sempre utilizzata la stessa posizione per il monitoraggio generale). Il flussaggio del punto di campionamento: non applicabile alle unità installate in modo permanente. Il metodo di taratura: non applicabile, in quanto il metodo comunemente utilizzato è ISO 11171. Le particelle coincidenti: è il caso in cui due o più particelle vengono considerate come una sola aumentando il conteggio delle dimensioni più piccole; questo dipende dalla concentrazione di sporco che non dovrebbe essere frequente nei sistemi moderni, solitamente più puliti (vedi anche “contaminante finemente diviso”). Il livello di saturazione dell’APC: è causata dall’alto numero di particelle; attualmente non è più un problema in quanto il livello di saturazione degli APC è sostanzialmente più alto rispetto a 15 anni fa e i sistemi sono molto più puliti. Il ciclo di lavoro: così come la posizione, anche la pulizia cambia in base all’operatività del sistema; per ridurre statisticamente queste variazioni bisognerebbe analizzare un grande volume d’olio, ad esempio 1 litro con ISO 10/8/6. Altri fluidi (aria, acqua in olio, olio in


acqua, oli, eccetera): gli APCs richiedono liquidi chiari e omogenei e quindi alcuni fluidi contaminanti daranno risultati errati; la natura dei dati riguardanti questi fluidi contaminanti è tale che questi dovrebbero essere facilmente identificati come “errori”. Ad esempio, la contaminazione dell’acqua può dare un profilo di ISO 22/21/21 in un sistema altrimenti pulito. L’identificazione di queste forme di contaminante dipende dall’esperienza dell’operatore. Si noti che tali contaminanti sono di solito un risultato di pulizia scadente ed una carenza di competenza.

analisi coerente e non è caratterizzato da tali errori. Grado di conoscenza della tecnologia: come per qualsiasi tecnologia, l’interpretazione dei dati è fondamentale per il successo della funzione di monitoraggio. Una corretta interpretazione porterà all’adeguato processo decisionale e viceversa. Pertanto è essenziale che l’operatore sia formato correttamente sia per quanto riguarda l’uso dell’APC che per l’interpretazione dei dati. Conclusioni Di seguito le conclusioni a cui si è giunti: - la durata e l’affidabilità dei sistemi oleodinamici sono fortemente influenzate dalla presenza di contaminante nei fluidi (più pulito è il fluido, più affidabile è il sistema o il processo e si allunga la vita dei componenti); - il monitoraggio della pulizia dei fluidi idraulici è probabilmente la tecnica più semplice e conveniente e dovrebbe essere la priorità in un qualunque regime manutentivo;

- per ottenere prestazioni ottimali del sistema la dichiarazione sul livello di pulizia del fluido dovrebbe basarsi sulla sensibilità dei componenti al contaminante e sulla durata e affidabilità richieste dall’utilizzatore; - il sistema dev’essere monitorato regolarmente, i dati vanno comparati rispetto alle specifiche e le azioni correttive devono essere messe in atto tempestivamente se la specifica viene superata; ciò garantirà un corretto funzionamento, che migliorerà la produttività, la qualità, la redditività e la soddisfazione del cliente; - delle metodologie disponibili, il controllo online attraverso un APC installato permanentemente è quello che può raggiungere i migliori risultati e rappresenta lo strumento più efficace in qualsiasi regime di manutenzione preventiva; - il successo dell’applicazione di APCs dipende notevolmente dalla conoscenza e dall’esperienza dell’operatore; la formazione dovrebbe focalizzarsi sia sull’uso della strumentazione che sull’interpretazione dei dati. ■

REFERENCES: MP FILTRI PROPONE ANCHE ACCESSORI DA UTILIZZARE IN ABBINAMENTO A CONTATORI LPA2 E CML2, PER LE ANALISI STATICHE DEGLI OLI, DISPONIBILI CON CONTENITORI DA 110 ML E DA 500 ML (CHIAMATI BOTTLE SAMPLE)

Contaminanti finemente divisi: contaminanti molto piccoli < 4µm(c) e presenti in gran numero, come quelli prodotti dall’ossidazione dell’olio, da additivi esausti e da particelle generate dall’usura di alcuni componenti produrranno un conteggio di particelle molto alto e non rappresentativo attraverso il meccanismo della coincidenza. Questi si possono riconoscere dalle grandi differenze tra la prima e la seconda classe di contaminazione rappresentata dai codici come ad esempio ISO 18/11/08. Generalmente il secondo e il terzo codice e i dati della scala non sono significativamente modificati. Alcuni additivi non solubili, come ad esempio l’additivo del silicone antischiuma, producono un effetto simile. Metodologia di analisi utilizzata: la misurazione online fornisce un processo di

1. E. Rabinowicz Lecture presented to the American Society of Lubricating Engineers, Bearing Workshop, USA, 1981.   2. UK DTI “Contamination Control in Fluid Power Systems, Vol. 1 Field Studies”, Dept Trade and Industry, N.E.L, East Kilbride, Glasgow, UK, February 1984.   3. J. Potteiger, “Understanding Lubrication Failures”, Uptime Magazine, August/September, 2011, pp 30-31, Florida, USA, 2011.   4. ISO 4406 “Hydraulic Fluid Power - Fluids - Method for Coding Level of Contamination by Solid Particles”, International Standards Organization, Geneva, Switzerland, 1999   5. M. J. Day, & “Developments in Cleanliness Control in Fluid Systems”, Presented at G. Fincher Workshop on Total Contamination Control”, Monash University, Australia, August 1999.   6. T. Hunt “Handbook of wear debris analysis and particle detection in liquids” published by Chapman & Hall, London 1993, ISBN 1-85166-962-0.   7. L. E. Bensch “Setting target cleanliness levels for hydraulic systems and then monitoring”, Presented at Workshop on Contamination/Filtration- Issues and Perspective”, National Fluid Power Association, Chicago, Illinois, USA, January 1998.   8. W. Needelman “Filtration for wear control”, Wear Control Handbook, American Society of Mechanical Engineers, Book No G001691, 1980.   9. M. J. Day “Hydraulic System Particulate Contaminant Monitoring”, Presented at “ Subsea Hydraulic Symposium”, FMC Kongsberg Subsea AS, Kongsberg, Norway, 13 & 14 October 2003. 10. AS 4059 “Aerospace Fluid Power - Cleanliness Classification for Hydraulic Fluids”, SAE Aerospace, Warrendale, PA, USA. 11. M. J. Day & “Contaminant monitoring of hydraulic systems - the need for reliable data”, J. Rinkinen Presented at COMADEN 97, Tampere University of Technology, Tampere, Finland, 1997. 12. J. Rinkinen “Condition Monitoring And In-Line Maintenance Of Oil And On-Line Diagnostics Of Components In Fluid Power And Circulating Lubrication Systems”, Tampere University of Technology publication vol. 661, Tampere, Finland, 2007. 13. ISO 11171 “Hydraulic fluid power - Calibration of automatic particle counters for liquids”, International Standards Org., Geneva, Switzerland, 2011.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 75


SERVIZI Beumer Group Ohorongo, unico produttore di cemento in tutta la Namibia, per far fronte ai cospicui ordini ricevuti ha introdotto nel suo impianto una terza linea di confezionamento, interamente fornita dall’azienda tedesca. Vediamo le particolarità di questa sinergia di Riccardo Lorenzi

UN’ECCELLENZA

nel cuore dell’Africa

O

horongo Cement, una società appartenente al gruppo Schwenk Zemented, è l’unico produttore di cemento operante in Namibia, in Africa. Per soddisfare l’intera domanda nazionale di questo materiale - che l’azienda produce in cinque differenti tipologie e, come affermato da Manfred Pirker, direttore di stabilimento, “sempre con un altissimo livello di qualità” - ha utilizzato fino a poco tempo fa due linee di imballaggio per trasportarlo rapidamente e in sicurezza sui mezzi di trasporto, consegnandolo fino a una distanza di 1.000 km dalla propria sede. Tuttavia ciò non era più sufficiente: per questo motivo,

Beumer Group ha recentemente fornito e installato presso lo stabilimento una terza linea di imballaggio. Un partner affidabile Dopo che il clinker è stato prodotto, viene macinato e trasformato in cemento; viene quindi reso disponibile come prodotto sfuso consegnato tramite navi cisterna, in grandi confezioni da 2.000 kg, oppure imballato in appositi sacchi di carta. “In questo stabilimento utilizziamo confezioni da 50 kg”, ha spiegato Pirker. “Dopo il riempimento, questi vengono impilati su pallet e coperti con un’apposita pellicola”. Per garantire questo processo, Beumer Group aveva a suo tempo fornito e installato un palettizzatore a

76 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

strati ad alte prestazioni per ogni linea. “Siamo molto soddisfatti del servizio offerto da Beumer Group e dal supporto ricevuto nel corso degli anni. Negli ultimi tempi le due linee di confezionamento non erano più sufficienti per gestire l’aumento della domanda di materiale e quindi è stato naturale rivolgerci ancora a questo fornitore per ampliarle”, ha aggiunto il direttore dello stabilimento. Viaggiando verso sud A Beckum, sede di Beumer Group in Germania, la richiesta di Ohorongo è giunta alla fine del 2014. Le due società hanno rapidamente trovato un accordo sia sull’obiettivo finale che sulle tappe intermedie da percorrere, arrivando


pellicole estensibili utilizzate per il suo confezionamento. Gli ingegneri hanno dovuto inoltre adattare il sistema fornito alle nuove dimensioni dello stabilimento, che nel frattempo era in fase di ampliamento. I container con le nuove macchine sono giunti alla Ohorongo Cement nell’agosto dello stesso anno. Come confermato da Krumkamp, “abbiamo dovuto attendere prima di installare le macchine fino a quando non è stato completato il nuovo edificio, dov’era destinata la terza linea di confezionamento”. Gli specialisti hanno iniziato con l’installazione delle macchine nel mese di novembre.

PANORAMICA DELL’IMPIANTO DI OHORONGO CEMENT, IN NAMIBIA

Né troppo, né troppo poco Poiché le tipologie di cemento prodotte sono particolarmente fini, Beumer ha installato una macchina per imballaggio rotativa fillpac R con otto beccucci di riempimento, che funziona secondo il principio di riempimento del girante. Hermann Krumkamp ha spiegato: “L’elettronica di pesatura è unica, perché il prodotto viene riversato secondo il principio del peso lordo, ovvero i sacchi vengono pesati durante il processo di riempimento. Il sistema Beumer fillpac R, quindi, è dotato di un dispositivo di calibrazione integrato con l’attrezzatura di pesatura”. L’elettronica di pesatura della macchina garantisce il corretto riempimento delle confezioni; uno speciale software consente a ogni erogatore di riempirle

così a firmare il contratto senza indugi. Hermann Krumkamp, ​​Senior Project Manager della società tedesca, ha ricordato: “Abbiamo iniziato con l’esecuzione del progetto già dall’inizio del 2015 e abbiamo dovuto prendere in considerazione diversi elementi, tra cui le condizioni climatiche locali, ad esempio”. Nelle regioni desertiche della Namibia, infatti, le temperature diurne possono superare i 40°C, influenzando le peculiarità del cemento e anche l’elasticità delle OHORONGO UTILIZZA UNA MACCHINA ROTATIVA PER IMBALLAGGIO BEUMER FILLPAC R CON OTTO BECCUCCI DI RIEMPIMENTO, CHE FUNZIONA SECONDO IL PRINCIPIO DI RIEMPIMENTO DEL GIRANTE gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 77


SERVIZI

BEUMER HA FORNITO ANCHE UN POSIZIONATORE DI SACCHI DOTATO DELLE PIÙ AVANZATE TECNOLOGIE, AL FINE DI AUMENTARE L’EFFICIENZA DEL SISTEMA

costantemente, a ogni rotazione del confezionatore, di confrontare i vari carichi e apportare le regolazioni necessarie per mantenere costante il peso di ogni singolo sacco. Il sistema di riempimento del girante è caratterizzato dalla sua velocità e dalla massima produttività del materiale. Beumer Group ha incluso anche un posizionatore di sacchi dotato delle più avanzate tecnologie, al fine di aumentare ulteriormente l’efficienza del sistema. Appositi servomotori azionano automaticamente l’unità di applicazione e la pinza di aspirazione. Il sistema di presa e l’unità di applicazione passano la confezione all’erogatore di riempimento con la massima sicurezza: possono quindi essere riempite fino a 2.400 confezioni per ora, con assoluta precisione. Qualità assicurata Per assicurare la qualità assoluta di queste operazioni Beumer Group ha installato un palettizzatore automati-

IL SISTEMA PALETPAC DI BEUMER POSIZIONA I SACCHI DA 50 KG IN GRUPPI DI CINQUE SU OGNI PALLET, IN MANIERA RAPIDA MA DELICATA

I NASTRI TRASPORTATORI SPOSTANO I SACCHI DI CEMENTO, IMBALLATI IN UNA SPECIALE PELLICOLA E POSIZIONATI SUI PALLET

UN INTERVENTO RAPIDO ED EFFICACE I trasportatori a rulli trasferiscono i sac-

di necessità siamo in grado di gestirne

vera. “Siamo molto soddisfatti perché

chi al sistema di imballaggio Beumer

un numero maggiore”. Anche rispetto

Beumer Group ci ha messo a disposi-

Stretch Hood A.

all’attività di packaging c’era una parti-

zione una linea di confezionamento per-

Hermann Krumkamp spiega: “Abbiamo

colarità da considerare: “In Germania, i

sonalizzata mirata alle nostre esigenze

completamente ridisegnato questa mac-

trasporti del materiale da un sito all’altro

specifiche”, osserva ancora Pirker.

china, per rendere il lavoro dell’operato-

si possono stimare in poche centinaia di

Tempistiche così ristrette sono state ri-

re ancora più sicuro e facilitare quello dei

chilometri, mentre qui in Africa un viag-

spettate grazie al fatto che tutte le perso-

manutentori, garantendo altresì un’ele-

gio può raggiungere anche i 1.000 km!”.

ne coinvolte nel progetto hanno collabo-

vata accessibilità al sistema, che non ne-

Inoltre, le alte temperature rendono più

rato intensamente e in modo sinergico.

cessita di una piattaforma di servizio”.

delicata la pellicola. Manfred Pirker ag-

Il produttore di cemento è stato coinvol-

In tal modo,anche i pallet possono esse-

giunge: “Utilizziamo pellicole di 80 e

to nella sofisticata pianificazione tecnica

re imballati in un tempo di ciclo più bre-

100 µm di spessore, per ottenere la

dal Gruppo Beumer e ciò ha consentito

ve. Krumkamp è soddisfatto di quest’a-

sicurezza di trasporto necessaria”.

uno sviluppo rapido e l’adattamento ot-

spetto: “All’interno dello stabilimento

Ohorongo Cement ha messo i sistemi in

timale dei sistemi successivamente for-

gestiamo circa 60 pallet l’ora, ma in caso

funzione a tutto regime la scorsa prima-

niti e installati.

78 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


LE DIFFICILI CONDIZIONI CLIMATICHE HANNO RAPPRESENTATO UN ULTERIORE IMPEGNO PER I PROGETTISTI, CHE HANNO DOVUTO REALIZZARE UN IMPIANTO CAPACE DI SOPPORTARE LE ELEVATE TEMPERATURE

“

OHORONGO CEMENT HA SCELTO DI AFFIDARSI A BEUMER GROUP DOPO AVER APPREZZATO IL LIVELLO DI SERVIZIO E SUPPORTO RICEVUTO CON LE PRIME DUE LINEE DI CONFEZIONAMENTO INSTALLATE IN STABILIMENTO

“

co paletpac 3000, una macchina particolarmente affidabile e rapida. Questo sistema, infatti, impila con precisione sacchi da 50 kgsu pallet con capacità di cinque sacchi ciascuno. Hermann Krumkamp, a tal proposito, ha spiegato: “Il sistema include un dispositivo di rotazione a doppia cinghia, progettato per far sì che i sacchi possano essere movimentati rapidamente e posizionati nella posizione richiesta delicatamente

e senza influire sulle loro dimensioni. Per quanto riguarda la precisione di posizionamento, questo dispositivo offre un vantaggio enorme rispetto ai processi di tornitura tradizionali”. Il componente del sistema movimenta i sacchi senza deformarli dal punto di vista meccanico. Al suo posto vengono utilizzati due trasportatori a nastro paralleli, che girano i sacchi spostandosi a velocità diversa e li collocano nella posizione richiesta molto delicatamente. Il controllo “intelligente” del dispositivo di tornitura a doppia cinghia tiene conto delle dimensioni e dei pesi delle confezioni, al fine di ottenere un posizionamento esatto, preimpostato dal rispettivo modello d’imballaggio. ■ gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 79


Dossier

Il mercato italiano dell’oleodinamica rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. In questo specifico settore siamo la quinta potenza mondiale e in Europa siamo secondi solo ai nostri storici rivali storici teutonici. Ma possiamo guardare al futuro con ottimismo: analizziamo potenzialità e caratteristiche di questo invitante settore attraverso le opinioni dei suoi protagonisti di Lorenzo Zacchetti 80 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


OLEODINAMICA

SFIDA

ALLA GERMANIA

L

o scorso anno è stato un anno memorabile per il settore del “fluidpower”, tornato a crescere in doppia cifra. I primi nove mesi del 2017, infatti, hanno registrato una decisa impennata,oltre il 10%. Le analisi di Assofluid e Assiot sono concordi nel valutare con lo stesso entusiasmo le performance delle consegne sia sul mercato nazionale che nelle esportazioni. Nella prima parte dell’anno l’oleodinamica è cresciuta del 10,6%, contro l’8,4% della pneumatica, soprattutto grazie alle esportazioni. Scomponendo ulteriormente il dato, i sistemi e la componentistica per la trasmissione di potenza sono cresciuti anch’essi in doppia cifra, mentre gli ingranaggi si sono fermati al +3,5%. La trasmissione di potenza ha segnato un convin-

to +11%, con esportazioni soprattutto verso Sud America (in crescita del 45%) e Asia Orientale (+27,1%). Nello stesso periodo di osservazione, il grado di saturazione della capacità produttiva installata in Italia ha sfiorato l’84%, con una decisa risalita rispetto all’anno precedente. Il dato si contrappone alla freddezza nei confronti della capacità produttiva installata all’estero, confermando così una tendenza al “reshoring” che era già stata messa in luce dalle analisi precedenti (vedi box). Nonostante questo trend il numero delle aziende in Italia rimane stabile, mentre aumentano sia la dimensione media che il fatturato per addetto, ripercuotendosi positivamente anche sull’occupazione. La nota dolente è invece data dal costo delle materie prime, fortemente aumentato nel primo semestre.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 81


Dossier “RESHORING”:

PRODURRE IN ITALIA CONVIENE Il termine “reshoring” nasce per descrivere il fenomeno opposto a quello dell’offshoring. Con questo secondo termine si intende descrivere la delocalizzazione attuata da molte aziende italiane (e non solo) a cavallo degli anni Novanta e Duemila. A stimolare l’emigrazione delle strutture produttive era stata soprattutto l’opportunità, offerta dalla cosiddetta “globalizzazione”, di aumentare i profitti spostando la produzione in Paesi più convenienti sul piano fiscale, del costo del lavoro e di quello gestionale in genere. per attività che richiedevano professionisti a tariffa limitata, ad esempio, o all’India per business fortemente collegati a software e know-how disponibili a buon mercato. Un altro caso tipico ha riguardato la delocalizzazione di diversi call-center in Paesi come la Romania o l’Albania, dove le aziende hanno trovato forza-lavoro non solo più economica, ma anche dotata di una buona conoscenza della lingua italiana. Il “controesodo” al quale stiamo assistendo in diversi campi ha varie spiegazioni. Il costo della manodopera ha iniziato a salire anche nei Paesi dell’Europa orientale e dell’Asia, dove oltretutto è forte l’incidenza delle tempistiche di trasporto. L’oscillazione del petrolio e la necessità di formazione dei lavoratori locali ha spinto varie aziende a rivedere i propri piani, nel nostro caso specifico anche in virtù della valorizzazione di quel “Made in Italy” che rappresenta un plus in vari campi: moda e alimentare in primis, ovviamente, ma anche nell’industria e in particolare nell’oleodinamica. Incidono in maniera rilevante sul fenomeno anche gli incentivi messi in campo a livello istituzionale per favorire il ritorno in patria delle aziende emigrate all’estero, con gli evidenti benefici sia sull’occupazione diretta che sull’indotto che una qualificata presenza industriale genera nel proprio contesto operativo. Secondo il recente rapporto di ALDAI – Federmanager, che rappresenta i dirigenti delle aziende industriali lombarde, tra il 2000 e il 2015 sono rientrate in Italia oltre 120 aziende, abbandonando principalmente Cina e Asia. “È un fenomeno degno di attenzione, anche se ancora limitato nei numeri”, spiega Romano Ambrogi, presidente di ALDAI – Federmanager. “Il ritorno in patria della produzione e del manifatturiero significa preservare le caratteristiche qualitative del prodotto finale”.

ROMANO AMBROGI PRESIDENTE DI ALDAI – FEDERMANAGER

“

IL 2017 SI È CHIUSO ALL’INSEGNA DELL’OTTIMISMO E RITENIAMO CHE IL 2018 POSSA PRESENTARSI COME UN ANNO POSITIVO, DI CRESCITA SULLE VENDITE E SOPRATTUTTO DI AFFERMAZIONE DI NUOVE INSTALLAZIONI MANTENUTE A RIPOSO DA TEMPO

Gianluca Fantuzzi presidente di Oleomarket

“

In questa fase storica le aziende italiane si erano rivolte soprattutto a Est: alla Cina

Le possibili ripercussioni di questo problema sono spiegate da Gianluca Fantuzzi, presidente di Oleomarket: “Stiamo subendo dai fornitori rincari sulle materie prime e inaspettati allungamenti dei tempi di consegna che, se non analizzati ed elaborati in tempo, potrebbero mettere in difficoltà l’esito della prospettiva iniziale di questo 2018 che stiamo affrontando con determinazione”.

Eccellenze tricolori Nel complesso, l’industria italiana della meccatronica per l’automazione e la trasmissione di potenza vale attualmente oltre 40 miliardi di euro, con una forte concentrazione di valore soprattutto nei comparti delle macchine per il movimento terra, per il confezionamento e l’imballaggio, delle macchine utensili e per la lavorazione del legno. Nel mercato della trasmissione di potenza c’è un leg82


OLEODINAMICA gero calo dell’export, con performance positive nei settori legati alle rinnovabili. In un contesto genericamente positivo, ci sono dei picchi di performance come quello di Interpump Group: l’azienda emiliana lo scorso novembre ha approvato i risultati del terzo trimestre 2017 giungendo a un utile netto totale di 99,1 milioni di euro sui primi nove mesi dell’anno, con un incremento del 34,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quotata a Piazza Affari, l’azienda produttrice di pompe a pistoni professionali ad alta pressione non considera però il risultato come un exploit fine a sé stesso: “Il trimestre di crescita organica record consolida il trend di un anno di risultati importanti”, commenta il presidente Fulvio Montipò. E non bisogna considerare Interpump Group alla stregua di un virtuoso caso isolato: secondo le stime di Assofluid-Federmacchine è tutta l’industria italiana della potenza fluida a vivere un momento di particolare spolvero, con un giro di affari pari a 3,8 miliardi di euro (di cui il 65% è dato dalle esportazioni) e circa 25.000 addetti attualmente occupati nel settore. Il punto di vista di MP Filtri è particolarmente indicativo di questo trend, come ci spiega il direttore vendite Renato Tengattini: “Abbiamo avuto un 2017 straordinario: oltre il 10% di incremento sul fatturato, con un ordinato di circa il 20% superiore rispetto al 2016. Ordinato che ci fa chiudere l’anno con un portafoglio ordini da record negli oltre 50 anni di presenza nel mercato. Per questo motivo prevediamo di crescere anche nel 2018, cautelativamente tra il 5% e il 10%. I prodotti che ci contraddistinguono sul mercato sono

LE SFIDE POSTE DALLA FASE “INDUSTRIA 4.0” RAPPRESENTANO UN’ULTERIORE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA PER UN SETTORE IN COSTANTE EVOLUZIONE.

L’APPROCCIO “MARKET ORIENTED” DI OLEOMARKET AL BUSINESS SI CARATTERIZZA PER LA SINCRONIA TRA IL REPARTO PROGETTAZIONE, LA DIVISIONE RICERCA & SVILUPPO E LO STAFF COMMERCIALE. gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 83


Dossier filtri, elementi filtranti, dispositivi per il monitoraggio della contaminazione, unità mobili di filtrazione, giunti e lanterne di collegamento pompa-motore”. Il quadro internazionale La crescita del nostro Paese rappresenta una vera e propria sfida alla Germania, storica rivale in questo comparto, ed è l’Emilia-Romagna a fare da traino, all’interno di uno scenario nazionale che comunque gode di eccellente salute. Piemonte, Lombardia e Veneto tallonano la regione-leader, contribuendo a fare dell’Italia la seconda forza europea - dietro alla Germania, appunto - e la quinta mondiale del settore. Proprio dall’Emilia, dove ha sede Oleomarket, Gianluca Fantuzzi spiega: “Il comparto oleodinamico italiano è sicuramente un riferimento importante per l’Europa e gli altri continenti mondiali, vanta tradizioni e una competenza applicata ormai storica. In Italia ci sono produttori altamente qualificati e specializzati per tutti i componenti del circuito, in pochissimi altri Paesi (molto più grandi di

RENATO TENGATTINI

DIRETTORE VENDITE DI MP FILTRI

“

LE AZIENDE ITALIANE SONO MOLTO FORTI IN TUTTE LE APPLICAZIONI MOBILI IN GENERE. SIAMO RICONOSCIUTI COME RIFERIMENTO NELLO SVILUPPO PRODOTTO, NELL’INNOVAZIONE E NELLA FLESSIBILITÀ, MENTRE IL PUNTO DEBOLE È L’INDUSTRIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI SUI GRANDI VOLUMI

noi) è possibile trovare questa completezza. Varie generazioni italiane si sono susseguite tramandandosi i primi rudimenti dell’oleodinamica fino a oggi che la materia, con l’avvento dell’elettronica, è diventata molto più complessa e sofisticata. L’oleodinamica italiana non ha nulla da temere nei confronti con altri Paesi, anzi spesso è trainante e viene imitata nelle innovazioni. Nella competizione mondiale noi aziende oleodinamiche italiane non temiamo confronti dal punto di vista tecnologico, ma sicuramente ci sentiamo in difficoltà nei raffronti economici. Le differenze dei costi, anche e soprattutto con i Paesi leader, sono spesso sproporzionati e noi risultiamo svantaggiati. Lo si verifica costantemente raffrontando i costi energetici, dei trasporti, dei salari e di tutte quelle tassazioni che le nostre aziende subiscono a discapito del costo del prodotto. Un altro aspetto che oggi manca (e che potrebbe essere un vantaggio per tutto il settore) potrebbe essere la realizzazione di una rete tra i vari operatori oleodinamici italiani, in quanto spesso ogni azienda deve ricercarsi e sviluppare le innovazioni singole del proprio comparto, mentre potrebbero esser maggiormente estese e risultare più aggressivi sul mercato internazionale”. Renato Tengattini di MP Filtri aggiunge: “Le nostre aziende sicuramente sono molto forti in tutte le applicazioni mobili in genere, in particolare nei settori

“

ATAM PRESENTA LE NUOVE BOBINE Insieme a Stefano Colombo (presiden-

teristiche tecniche che lo rendono infat-

zinco-nichel che ne migliora la resisten-

te) e Giancarlo Lonati (direttore Vendite

ti completamente sicuro in tutti quegli

za all’ossidazione. La bobina può esse-

e Marketing) scopriamo le caratteri-

impieghi in atmosfera potenzialmente

re alimentata, a seconda delle esigenze

stiche delle nuove bobine di ATAM:

esplosiva, quali ad esempio le applica-

del cliente, con tensione compresa tra

“Presentiamo la nuova gamma di tre

zioni minerarie. La bobina 455 si distin-

6 V e 240 V, sia in corrente continua che

bobine per ambienti potenzialmente

gue per un corpo microfuso in acciaio a

alternata, e può operare con una pres-

esplosivi, caratterizzate da diversi li-

basso tenore di carbonio rivestito, co-

sione di esercizio pari a 350 bar dinami-

velli di certificazione ATEX e IECEx e la

me le sue flange, con un trattamento di

ci e in un ampio range di temperature

nuova famiglia di bobine con armatura

ambiente compreso tra -60°C e +80°C,

esterna metallica, serie 471, 472 e 473,

in classi di temperatura T4, T5 e T6.

progettate per applicazioni gravose.

La bobina 455 certificata ATEX e IECEx

All’interno della gamma si distingue la

può essere fornita nella versione cabla-

nuova bobina 455 con custodia a prova

ta o a cablare, per permettere al cliente

di esplosione, certificata ATEX e IECEx

di collegare il solenoide con la tipolo-

per gas e polveri per zona 2 e 1, desti-

gia di cavo più idonea all’applicazione

nata ad applicazioni severe nell’oleodi-

e in conformità alle normative vigenti.

namica. Il solenoide 455 presenta carat-

La nuova famiglia di bobine serie 471,

84


OLEODINAMICA

FONDATA NEL 1964, MP FILTRI È UNA MULTINAZIONALE ITALIANA SPECIALIZZATA IN PRODOTTI PER LA FILTRAZIONE NEL SETTORE OLEODINAMICO. LA SUA SEDE È A PESSANO CON BORNAGO (MI) E CIRCA DUE TERZI DEL VOLUME D’AFFARI È REALIZZATO ALL’ESTERO, GRAZIE A UN’ORGANIZZAZIONE RAMIFICATA IN GERMANIA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA, USA, CANADA, RUSSIA, CINA E INDIA.

beni che ha un sistema di produzione e che vuole affrontare la trasformazione digitale passando, ad esempio, attraverso i concetti di lean production. Tale azienda può comunque rendere i propri processi moderni nell’ottica dell’Industry 4.0 e può trovare in Rexroth il partner ideale sia dal punto di vista della consulenza, sia da quello dell’ammodernamento hardware o della gestione dei dati di processo”. “Di Industria 4.0 si parla ormai da tempo”, riprende Gianluca Fantuzzi. “In molti casi, i suoi concetti erano già stati applicati prima ancora di averla racchiusa nell’indice di revisione indicata (appunto, il 4.0). Il problema che abbiamo subito in questi anni è stata l’impressionante richiesta dei nostri clienti di ridurre il lead-time di consegna e rendere quasi inesistente i previsionali di fornitura a lungo periodo. Questi aspetti non aiutano l’implementa-

zione di una diversa tecnologia di produzione; inoltre, i costi di investimento sono molto importanti e, con la riduzione dei margini contributivi che abbiamo subito sulla vendita dei prodotti, è necessario porre considerazioni progettuali molto attente, ma di certo è un passo importante per lo sviluppo produttivo che ci aspetta”. Diverso il punto di vista di Renato Tengattini: “Al momento notiamo qualche interesse solo nei grossi gruppi, aziende multinazionali che si possono permettere delle divisioni al loro interno tipicamente indirizzate alle nuove tecnologie. Se dividiamo il nostro settore in due grossi sistemi, il mercato mobile e quello stazionario/industriale, abbiamo già notato un tipo di interesse e risposta differenti. Il mercato mobile potrà essere il primo a utilizzare i concetti cardini dell’Industria 4.0, essendo maggiormente e direttamen-

360 h in ruggine rossa. Le tre serie di

bobine incapsulate e connessioni indu-

bobine 471, 472 e 473 sono incapsulate

striali e la disponibilità di un laborato-

in un materiale plastico di elevata qua-

rio prove di ultima generazione ci per-

472 e 473 è stata invece progettata per

lità che garantisce una resistenza ter-

mettono di simulare l’utilizzo combina-

l’utilizzo in tutte quelle applicazioni in

mica in Classe H. Per andare incontro

to dei due prodotti, in ogni condizione,

cui si richieda elevata resistenza a con-

alle molteplici esigenze della sua clien-

potendo così proporre alla clientela so-

dizioni atmosferiche impegnative, ca-

tela le tre serie di bobine sono offerte

luzioni ottimali in termini di affidabilità,

ratterizzate da temperature estreme.

rispettivamente nei tre diametri ester-

qualità e convenienza”.

I prodotti si distinguono per un’arma-

ni di 37 mm,

tura esterna metallica che serve a ga-

45 mm e 65 mm

rantire la massima protezione della

e con connes-

bobina da urti e a migliorare il flusso

sioni elettriche

magnetico; per un grado di protezio-

DIN-DEUTSCH-

ne IP65, IP67 e IP69K, a seconda della

AMP IT. La si-

connessione elettrica scelta dal cliente;

nergia tecnica

per una resistenza in nebbia salina fino

nello sviluppo

alle 120 h per ruggine bianca e fino a

e produzione di

Costruzione e Agricolo. Il nostro Tallone d’Achille? Mentre l’Italia è riconosciuta come riferimento nello sviluppo prodotto, nell’innovazione e nella flessibilità, non siamo sicuramente forti o ancora sufficientemente competitivi rispetto ad altri Paesi per quanto riguarda l’industrializzazione dei prodotti sui grandi volumi”. Le sfide dell’Industria 4.0 L’introduzione dei sistemi elettroidraulici ha stimolato la ricerca, facendo prevedere ulteriori slanci innovativi per il prossimo futuro. È questa, ad esempio, la visione di Marino Crippa, responsabile del team Digital Factory di Bosch Rexroth, nonché delle vendite per la distribuzione e per gli “end-user”: “L’utente finale è per noi qualsiasi azienda produttrice di

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 85


Dossier

La questione ambientale Nel settore oleodinamico è palpabile un entusiasmo che Gianluca Fantuzzi descrive efficacemente: “Il 2017 si è chiuso con una ventata di ottimismo che mancava da diverso tempo. Sulla base di questi aspetti e di indicatori raccolti sul campo riteniamo

MARINO CRIPPA

RESPONSABILE DEL TEAM DIGITAL FACTORY DI BOSCH REXROTH, NONCHÉ DELLE VENDITE PER LA DISTRIBUZIONE E PER GLI END-USER

“

QUALSIASI AZIENDA CHE ABBIA UN SISTEMA DI PRODUZIONE E VOGLIA AFFRONTARE LA TRASFORMAZIONE DIGITALE PUÒ TROVARE IN NOI IL PARTNER IDEALE SIA DAL PUNTO DI VISTA DELLA CONSULENZA CHE DA QUELLO DELL’AMMODERNAMENTO HARDWARE E/O DELLA GESTIONE DEI DATI DI PROCESSO

“

te legato all’utilizzatore finale, colui che può recepire immediatamente i vantaggi di un’interconnessione tra le macchine e l’uomo di più facile accesso. Il secondo mercato invece, quello stazionario, è solitamente legato ad ambiti produttivi molto più complessi, dove esistono già tecnologie di remotazione dei segnali e dei controlli delle macchine/impianti verso centrali di controllo e dove l’eventuale extra-costo legato alle tecnologie 4.0 potrebbe non essere ancora recepito e giustificabile”. Il direttore vendite di MP Filtri focalizza anche una questione trasversale rispetto alle sfide poste dalla fase 4.0: “Un grosso limite allo sviluppo è dato sicuramente dalla mancanza (almeno per quanto ne sappiamo) di normative di riferimento e di protocolli di comunicazione universalmente riconosciuti all’interno dell’IoT: Modbus, CANbus, IO-link, o qualunque altro protocollo che consenta l’interazione di ogni macchina in una rete condivisa. Per fornitori di componenti industriali come noi questa indeterminazione non è d’aiuto a comprendere il limite della fornitura stessa; basta semplicemente dotare un nostro prodotto della possibilità di interagire con la macchina demandando l’architettura 4.0 al costruttore”.

che il 2018 possa presentarsi come un anno positivo, di crescita sulle vendite e soprattutto di affermazione di nuove installazioni mantenute a riposo da tempo”. A suscitare ottimismo sono anche le possibilità di ulteriore avanzamento determinate dalla considerazione che la tecnologia oleodinamica ha ancora elevati margini di sviluppo, nonostante la dura “concorrenza” di quella elettrica, che pure parte con un notevole vantaggio legato al suo ridotto impatto ambientale. Seppur propagandata da alcuni addetti ai lavori, l’idea che l’oleodinamica non abbia i requisiti per partecipare a questa nuova ‘rivoluzione industriale’ viene considerata un pregiudizio da smentire: “Già da decenni, l’oleodinamica viene equipaggiata con sistemi elettronici, sensori, appositi accessori e unità di controllo a sé stanti”, spiegano da Bosch Rexroth. “Sotto il profilo delle tecnologie di automazione tale ambito è già da tempo alla pari con gli azionamenti elettromeccanici, anche grazie a numerosi moduli di sistema Rexroth. Le valvole che, per così dire, ‘vedono tutto in bianco o nero’ sono già scomparse da molte applicazioni e sostituite da assi servoidraulici autonomi”. Rispetto alla questione ambientale e alla concorrenza della tecnologia elettrica, Gianluca Fantuzzi specifica: “Oggi l’oleodinamica industriale è prevalentemente utilizzata nel settore della movimentazione pesante, pertanto la conversione completa del sistema elettrico non è prevedibile - in termini di efficienza tecnica ed economica - in un breve periodo. Altresì, tutti i giorni vediamo che il mondo sta proiettando forti investimenti nel settore energetico alternativo ed è possibile che le richieste future dei nostri clienti possano trasformarsi da connessioni oleodinamiche a connessioni elettriche. Noi non ci faremo trovare impreparati”. Altrettanto determinato è Renato Tengattini:“Probabilmente nel mediolungo periodo noteremo uno spostamento di una parte di quota relativa a piccole L’IMPEGNO NEL SETTORE RICERCA & SVILUPPO IN UN AMBITO NEL QUALE LA TECNOLOGIA FA LA DIFFERENZA, SIA IN TERMINI DI QUALITÀ DELLA PERFORMANCE, SIA DI TEMPI DI ESECUZIONE

86 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


OLEODINAMICA macchine/impianti immessi nel mercato verso la tecnologia elettrica. Ma per i grossi sistemi e impianti con grosse potenze/ coppie in gioco, o per le macchine dove gli ingombri ridotti non consentono troppe libertà, non riteniamo che la tecnologia elettrica possa rappresentare una concorrenza problematica. Teniamo comunque presente che gli stessi costruttori di componenti e impianti oleodinamici si stanno ‘evolvendo’, sviluppando tecnologie ‘green’ senza abbandonare l’oleodinamica, dallo studio di nuovi materiali e di nuovi sistemi di recupero/smaltimento degli scarti all’utilizzo di oli eco-compatibili”. Tecnologia e mercato L’introduzione di nuove tecnologie che consentano a questo comparto di fare un ulteriore salto di qualità viene considerata da Bosch Rexroth un passaggio inevitabile: “La questione non è più ‘se’ la tecnologia a valvole idrauliche potrà giovarsi dell’integrabilità, ma ‘quando’. Attualmente stiamo vivendo il passaggio dalla classica oleodinamica analogica verso una fluidotecnica integrabile, improntata al digitale. Soprattutto i costruttori di macchine europei stanno digitalizzando le loro macchine in modo sempre più netto e dall’oleodinamica si aspettano che si inserisca pienamente in tali ambienti integrati. Ora si tratta di gestire l’integrazione oltre il mero ambito macchina e, contestualmente, di padroneggiare la quantità di dati ottenuta: Che, infatti, vanno poi raggruppati e analizzati in modo ragionato e sicuro”.

DALLA CLASSICA OLEODINAMICA ANALOGICA SI STA PASSANDO A UNA FLUIDOTECNICA INTEGRABILE, IMPRONTATA AL DIGITALE.

Tra i vari campi di applicazione delle tecnologie dell’azienda tedesca ci concentriamo ovviamente sulle macchine da cantiere: “Quello che conta in queste applicazioni sono soluzioni di azionamento e controllo, che si distinguono per affidabilità delle prestazioni, riduzione dei costi di gestione, robustezza e facilità d’uso”, spiegano dal quartier generale di Stoccarda. “Quando si tratta di azionamenti per la trazione, l’enfasi è posta principalmente sulle trasmissioni idrostatiche e sui riduttori epicicloidali. Nell’ambito dell’idraulica di lavoro si è ormai ampiamente diffuso l’uso del loadsensing e dei sistemi di flow-sharing”. La tecnologia deve però essere valorizzata da un approccio al passo con i tempi, che Oleomarket descrive in questo modo: “Ogni singolo componente oleodinamico deve essere collegato a un altro per formare il circuito completo. La connessione oleodinamica è la nostra specializ-

zazione, intesa come tubazione flessibile, tubazione rigida sagomata, raccorderia e adattatori. Fornire a un cliente la linea produttiva completa di tutto il sistema di connessione oleodinamica offre maggiore sicurezza (in quanto ogni singolo elemento è progettato, testato e omologato con gli stessi criteri) e sinergia tecnologica applicata (in quanto la connessione tra raccordi, tubazioni rigide e flessibili progettati e realizzati dallo stesso produttore permettono la completa ottimizzazione delle prestazioni indicate)”. Gianluca Fantuzzi spiega così l’approccio “market oriented” dell’azienda emiliana: “Lo applichiamo da sempre, in quanto siamo certi che la migliore prestazione dei nostri prodotti si ottenga in collaborazione e consulenza diretta con i tecnici dei clienti. Spesso le tubazioni vengono progettate direttamente a bordo macchina in fase di progettazione prototipale. La nostra tecnologia produttiva, unita all’esperienza ingegneristica di settore, ha permesso di realizzare soluzioni di connessioni oleodinamiche perfettamente conformi alle prestazioni di impiego (evitando la ridondanza che per ‘brutta abitudine’ si ritiene essere una maggiore sicurezza, invece spesso è sinonimo di dubbio sulle caratteristiche incerte di produttori inaffidabili) e riducendo il numero dei componenti di collegamento, in quanto progettati ad hoc. Offrire ai nostri clienti una gamma di produzione completa e tecnologicamente avanzata ha permesso di ridurre i costi elevando sensibilmente l’affidabilità e la qualità prestazione a durata maggiore”.

CONNECTED HYDRAULICS:

BOSCH REXROTH VERSO IL FUTURO In prospettiva Industria 4.0 assumono

energia è davvero notevole: ad esem-

particolare rilevanza soluzioni tecniche

pio, l’oleodinamica a velocità variabi-

come quella proposta dall’azienda te-

le consuma fino all’80% di energia in

desca. I compiti che un tempo venivano

meno rispetto ai sistemi fissi. Le attua-

svolti da unità di controllo valvole in ac-

li discussioni riguardo all’Industria 4.0

ciaio e ferro ora vengono svolti dall’in-

dimostrano quanto sia importante de-

telligenza decentralizzata nel regolatore

finire tutte le funzioni e funzionalità ne-

anche in futuro non tutte le valvole di

che, in base al fabbisogno, adatta il re-

cessarie: soltanto quando meccanica,

mandata idromeccaniche avranno un’e-

gime dell’azionamento pompa in base

elettronica e sensoristica verranno stan-

lettronica digitale “on board”, né si col-

alle necessità, aggiungendo potenza o

dardizzate indipendentemente dai co-

legheranno a un’altra unità di controllo

riducendola a valori prossimi allo zero.

struttori saranno possibili un’integrazio-

o ad altre valvole: ciò avverrà soltanto

In molti processi tale percentuale di

ne e una comunicazione attiva. Perciò

laddove effettivamente necessario.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 87


Dossier

Il Fluid Power italiano

è pronto per le grandi sfide Intervista a Domenico Di Monte, presidente di Assofluid

A

ssofluid, con sede a Cinisello Balsamo (Mi), è l’Associazione Italiana dei Costruttori ed Operatori del Settore Oleoidraulico e Pneumatico. La sua fondazione risale al 1968, in seguito a una collaborazione tra aziende che era già cominciata negli anni Cinquanta e che nel 1962 aveva portato alla costituzione del CETOP - Comitato Europeo delle Trasmissioni Oleoidrauliche e Pneumatiche. Oggi l’associazione rappresenta 190 aziende, ovvero circa il 70% del mercato italiano, con un numero di addetti complessivo superiore alle 14.000 unità. Alla guida di Assofluid c’è Domenico Di Monte, marketing manager di Camozzi Spa, che lo scorso giugno è stato rieletto per un secondo mandato presidenziale. Abbiamo chiesto il suo punto di vista sui temi di attualità sollevati dalle aziende del settore. Quali ritiene siano le principali potenzialità del mercato italiano, nella sua competizione con la Germania e gli altri Paesi leader? “L’industria italiana è caratterizzata da fattori che possono rappresentare vantaggi o svantaggi a seconda della prospettiva con cui vengono analizzati e da come le aziende li affrontano e sviluppano. Sicuramente il fatto che il tessuto industriale sia costituito da imprese mediopiccole limita la capacità di investimenti in ricerca e sviluppo per innovazioni ‘radicali’, ma allo stesso tempo aumenta la flessibilità e la capacità di risposta al cliente soprattutto in un momento in cui la possibilità di realizzare customizzazioni con lead time ridotti è diventata uno dei principali fattori critici di successo. L’innovazione portata dal paradigma

4.0 non ha a che fare unicamente con le nuove tecnologie, che pure sono implementabili in modo incrementale, ma con nuovi modelli di business in cui più che il prodotto si vende la prestazione dello stesso. Attualmente i clienti ricercano dei partner più che dei semplici fornitori di componenti e, dunque, il vero fattore abilitante per la vendita è rappresentato dalle ‘competenze’, oltre che dalla tecnologia. Credo che l’Italia possa vantare una tradizione sia in termini di innovazione che di tecnologie e una competenza di prim’ordine nel settore oleoidraulico e, più in generale, meccanico. Di fatto, uno dei vantaggi competitivi dell’industria italiana è quello di avere sul proprio territorio intere filiere produttive legate a setto-

88 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

ri strategici: dalla lavorazione delle materie prime ai diversi componentisti, fino ai produttori di macchine utensili e agli end-user, ciò permette di avere una panoramica completa delle prerogative di un settore e consente la crescita culturale di tutti gli attori della filiera stessa. Anche il settore oleoidraulico può e deve sfruttare al massimo questa situazione. Sappiamo dare risposte e trovare soluzioni più velocemente e meglio degli altri e se saremo in grado di combinare queste competenze industriali alle possibilità che le nuove tecnologie digitali ci mettono a disposizione non saremo secondi a nessuno. Anche il fatto di avere finalmente un piano industriale nazionale, ‘Impresa 4.0’, che possa favorire gli investimenti in tecnologie e formazione, potrà aiutare lo sviluppo sinergico dell’industria che mai come oggi ha bisogno di muoversi in modo sistemico in un’unica e definita direzione. Questo è da sempre uno dei punti di forza dell’industria tedesca e dobbiamo lavorare perché diventi anche nostro”.

DOMENICO DI MONTE , PRESIDENTE DI ASSOFLUID


OLEODINAMICA Quali sono le sue previsioni per lo sviluppo del mercato nel 2018? “Per una corretta valutazione occorre in primis fare riferimento all’analisi dell’andamento per l’anno appena trascorso. Nei primi nove mesi del 2017 la potenza fluida ha evidenziato ottimi risultati (+10,1%), grazie a buone performance delle consegne sul mercato interno (+7,6%) e, soprattutto, delle esportazioni (+11,5%). Segnali estremamente positivi sia per il comparto pneumatico (più dinamico nell’ultimo biennio) che per il settore oleoidraulico, che mostra un andamento particolarmente significativo sugli ordinativi. Analizzando nel dettaglio i risultati per i due comparti del Fluid Power in Italia si evidenzia per l’oleodinamica la crescita del fatturato del mercato nazionale (+7,2%) e della produzione (+10,6%); medesimo andamento anche per il comparto pneumatico, che registra rispettivamente +8,6% e +8,4%. Anche la situazione del portafoglio ordini rispecchia l’andamento dei fatturati, accentuandone le rispettive tendenze. Per il comparto oleoidraulico, infatti, si registra +25,2% per il mercato e +19,8% per la produzione. Il settore della pneumatica mostra invece per gli ordini variazioni più contenute: +9,4% per il mercato e +8,6% per la produzione. In virtù di tali risultati si può ipotizzare per la chiusura del 2017 una sensibile crescita sia per il comparto oleoidraulico che per quello pneumatico, con una produzione che supererebbe abbondantemente i 3 miliardi di euro e un mercato nazionale che si attesterebbe a oltre 2 miliardi di euro. Per il 2018 le previsioni sono al momento positive, anche se è difficile pronosticare valori numerici esatti. Ritengo comunque che anche quest’anno assisteremo a una crescita del settore, seppure con valori incrementali inferiori rispetto a quelli evidenziati nel 2017. Ovviamente poi molto dipenderà dall’andamento dei principali settori di sbocco della potenza fluida, come ad esempio le macchine agricole e movimento terra, le macchine utensili e per il packaging, quelle per la lavorazione del legno e della plastica, eccetera”. Quale ruolo può svolgere il settore nel contesto dell’Industria 4.0? Attraverso quali innovazioni e tecnologie?

“Come detto, parlare di Industria 4.0 significa anzitutto riferirsi a un nuovo modello di business più che a singole tecnologie. Tale modello vede la combinazione di tecnologie abilitanti legate soprattutto alla digitalizzazione dei processi e alla possibilità di controllare – e soprattutto gestire – una gran quantità di dati e parametri legati a prodotti e alle loro modalità di utilizzo, ai processi produttivi e non ultimo ai diversi attori della filiera (dai fornitori ai clienti). Diventa dunque fondamentale realizzare

prodotti interconnessi, che possano dialogare in sistemi più complessi attraverso diversi protocolli di comunicazione, che siano in grado di scambiare dati e, grazie alla loro ‘intelligenza’ possano interpretarli. Parlare di controllo e gestione significa parlare di velocità, flessibilità e di riconfigurabilità di componenti e impianti e questi sono tre dei fattori competitivi attualmente più significativi. La meccanica pura e semplice è oggi un lontano ricordo: meccanica, elettronica e IT sono oggi comparti estremamente sinergici e complementari. Da qui la necessità del mercato di rendersi flessibile e ibrido, ad alto contenuto tecnologico soprattutto per quanto riguarda l’elettronica di controllo, ma al tempo stesso in grado di conservare la qualità e l’affidabilità della meccanica e della tecnologia oleoidraulica acquisita e garantita nel corso degli anni. Le richieste odierne del mercato sono indirizzate a soluzioni integrate con diverse tecnologie (meccaniche, fluidiche, elettriche, elettroniche), con l’obiettivo di ottenere sistemi più efficienti e facili da monitorare proprio per facilitare servizi come, ad esempio, la ‘manutenzione predittiva’ gestita in remoto. Basti pensare ai costi legati a un arresto imprevisto di un grande impianto per capire quale possa essere il valore aggiunto di questi sistemi. Perché le macchine sia-

no ‘4.0’ è necessario che utilizzino componenti 4.0. Come dico spesso, il nostro settore deve operare nella consapevolezza di dover fornire componenti e sistemi progettati e realizzati per ‘abilitare l’utilizzo delle tecnologie abilitanti’. Esempio di prodotti concepiti in ottica 4.0 possono essere le nuove centraline oleoidrauliche che oggi, attraverso sensoristica integrata, permettono la gestione remota dei parametri funzionali dell’impianto. O, ancora, attuatori e valvole che sfruttano la tecnologia proporzionale e pompe integrate con sistemi per la gestione della potenza impiegata in grado di auto-apprendere e modificare le condizioni ottimali di funzionamento. Insomma, tutti sistemi che combinano potenza e affidabilità meccanica con ‘intelligenza’ elettronica e digitale”. Il settore oleodinamico rischia di essere “messo in ombra” dalla tecnologia elettrica, più “green”? “Personalmente ritengo che le tecnologie oleoidraulica ed elettrica non siano in contrasto e che non si possa definire la predominanza di una delle due. Dobbiamo sfruttare i vantaggi dell’una e dell’altra, a seconda delle applicazioni integrandole ove possibile o necessario. Credo che sia opportuno riferirsi a concetti come l’elettroidraulica associata ad altri fattori come l’interconnessione dei componenti, il monitoraggio e controllo continuo magari attraverso piattaforme cloud che permettano di immagazzinare e soprattutto elaborare big data in modo che diventino ‘smart data’ a valore aggiunto. Questa è la vera sfida e il fattore che può cambiare la resa di un’applicazione rendendola allo stesso tempo anche più ‘green’. Mi riferisco ad esempio alla possibilità di gestire e modulare la produzione e la distribuzione della potenza in modo attivo ed efficiente ottimizzando in real time e in modo automatico i consumi di una pompa, o ancora di sensorizzare tutti gli elementi di un sistema elaborando i dati in un’unica intelligenza decentralizzata che dialoga con tutto il resto dell’infrastruttura IoT. La capacità di combinare le competenze relative a tecnologie o ambiti differenti potrà realmente fare la differenza. Ciò significa che al centro della ‘sfida’, ancora una volta, c’è l’uomo con le sue capacità”. ■

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 89


DISTRIBUZIONE Kiloutou

“ITALIA, COMINCIA Il CEO dell’azienda francese racconta a OnSite la strategia che l’ha guidata alle numerose recenti acquisizioni in campo internazionale. Nel nostro Paese, Cofiloc ed Euronol sono i due brand scelti per avviare un progetto di lungo termine di Lorenzo Zacchetti

I

l nome di Kiloutou è sulla bocca di tutti dalla scorsa estate, dopo l’impegnativa operazione che ha portato il gruppo transalpino ad acquisire Cofiloc ed Euronol. Con 4.000 dipendenti nella sola Francia, l’azienda fondata nel 1980 si è allargata all’Italia settentrionale, un mercato che i due brand nazionali già presidiavano egregiamente, essendo presenti in Veneto, Friuli, Lombardia ed EmiliaRomagna. Si avvicina alle 4.000 unità anche il numero delle macchine componenti le flotte acquisite in Italia, con un’operazione che non è certo stata un fulmine a ciel sereno. E che, come vedremo, non dovrebbe rimanere un exploit isolato. Ormai da oltre quattro anni Kiloutou sta operando una serie di significative acquisizioni in diversi Paesi europei. L’Italia arriva in coda a interventi analoghi che, assumendo il controllo di realtà locali, hanno consentito di aprire divisioni aziendali anche in Polonia, Spagna e Germania. A valle di questo

XAVIER DU BOŸS, CEO DI KILOUTOU 90 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


UNA NUOVA ERA”

impegnativo percorso – che peraltro non è ancora finito – oggi Kiloutou annovera 487 filiali in Europa: alle 430 sul territorio francese si sono aggiunte 30 realtà polacche, 14 spagnole, tre tedesche e, appunto, le 10 italiane che facevano capo a Cofiloc e Euronol. Un’operazione così evidentemente ambiziosa non poteva che suscitare un’enorme curiosità in tutto il settore. Non c’è dubbio che nel mondo del noleggio l’uomo del momento sia Xavier du Boÿs, CEO di Kiloutou. Lo abbiamo incontrato per comprendere meglio la strategia sottostante a queste operazioni, che hanno certamente dato una scossa a tutto il mercato europeo.

Quali sono gli obiettivi che Kiloutou si è posta con le sue numerose acquisizioni internazionali? “Siamo la seconda azienda di noleggio nel mercato francese, che vale quattro miliardi di euro. Ma siamo anche la quarta in Europa e, a livello continentale, il volume di affari sale a 20 miliardi di euro. Per continuare a crescere bisogna quindi per forza di cose guardare al livello internazionale ed è questa la strategia che stiamo seguendo. Conteggiando anche queste acquisizioni, abbiamo chiuso il 2017 con un fatturato di 620 milioni di euro. Inoltre, siamo fortemente convinti che il nostro specifico knowgennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 91


DISTRIBUZIONE dosi di costruzioni civili e/o edilizia residenziale. Il rimanente terzo è composto da aziende attive in vari campi come il retail, la logistica, gli appalti della Pubblica Amministrazione, eccetera. Dobbiamo quindi essere versatili e performanti, per dare il massimo a ogni nostro cliente”.

FONDATA NEL 1980, KILOUTOU A PARTIRE DAL 2013 HA INIZIATO AD ESPANDERSI IN CAMPO INTERNAZIONALE TRAMITE NUMEROSE ACQUISIZIONI

Quali sono, sul piano operativo, le caratteristiche del vostro business? “Kiloutou opera su una scala decisamente ampia, con una vasta gamma di macchine per il movimento terra, l’access equipment e anche con furgoni e altri veicoli per il settore delle costruzioni. Garantiamo una notevole disponibilità di small/light equipment, che rappresenta il comparto più ampio del

“

ERA DA TEMPO CHE VOLEVAMO ESSERE PRESENTI SUL MERCATO ITALIANO, DAL QUALE CI ASPETTIAMO MOLTO. E, SÌ, INTENDIAMO RILEVARE ALTRE AZIENDE nostro catalogo, ma siamo in grado di rifornire aziende di qualunque tipo e dimensione, dalle più piccole alle più grandi, con le rispettive esigenze. Due terzi dei nostri clienti operano nel settore edile, specificatamente occupan-

“

how nel settore del noleggio rappresenti un valore aggiunto che possiamo esportare con successo anche in altri Paesi”.

Come si traduce, nella pratica, questo vostro approccio? “Nella centralità del fattore umano, che rappresenta un’altra caratteristica fondamentale della nostra azienda. Per quanto le macchine abbiano un’importanza cruciale, il perno attorno al quale tutto ruota sono le persone che lavorano con noi. Infatti noi non usiamo il termine ‘dipen-

denti’ ma ‘èquipiers’, che in francese significa ‘compagni di squadra’. Siamo determinati a raggiungere il successo con le persone e per le persone che lavorano con noi. Questo è importante soprattutto perché il nostro modello di business non

INVESTIRE NELLE IMPRESE ITALIANE CONVIENE Quando si parla del fascino del made

stranieri hanno riguardato soprattutto

in Italy siamo portati a pensare che a

il comparto delle PMI (piccole e medie

ingolosire potenziali compratori siano

imprese), che storicamente rappresen-

soprattutto le grandi aziende o quelle

ta la spina dorsale dell’economia italia-

di settori specifici come la moda, il food

na e che anche nel settore delle costru-

dai francesi con 26. La Cina, nonostante

o l’artigianato. Un altro luogo comune

zioni riveste un’importanza cruciale. Se

l’attenzione mediatica, si ferma a quota

riguarda il fatto che siano gli asiatici a

il 71% dei casi riguarda imprese indu-

12. Nella maggior parte dei casi (57%) si

guardare con particolare interesse alle

striali, nei singoli settori non va affatto

tratta di investimenti strategici, ovvero

imprese del nostro Paese. La realtà de-

trascurato l’8% totalizzato dalle macchi-

fatti per ottenere benefici sul lungo pe-

scritta dalla School of Management dal

ne industriali, soprattutto se paragonato

riodo. Solo per il 43% la motivazione è

Politecnico di Milano con la ricerca “Italy

al 12% dell’acclamato food & beverage

invece di tipo finanziario, cioè finalizzata

inbound: look no further” è decisamen-

tricolore. A scegliere l’Italia sono stati

a realizzare un guadagno di tipo specu-

te diversa. L’analisi - commissionata da

investitori di 39 nazionalità differenti,

lativo. Il valore medio delle transazioni

Hogan Lovells, uno dei più grandi stu-

sparsi in ogni angolo del mondo. In te-

è notevole: 266 milioni di euro, a dimo-

di legali al mondo, con sedi anche in

sta alla classifica ci sono gli america-

strazione che le imprese italiane vanta-

Italia - rivela che negli ultimi cinque anni

ni con 54 acquisizioni nell’ultimo quin-

no davvero un forte appeal nei confronti

le acquisizioni da parte di imprenditori

quennio, seguiti dai britannici con 29 e

degli investitori internazionali.

92 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


si limita al noleggio: siamo a tutti gli effetti un’azienda che fornisce servizi, i quali spaziano dalla formazione all’assicurazione, dal trasporto al lavaggio, eccetera. Il nostro focus sono i clienti e, proprio grazie al fattore umano che rappresenta la nostra spina dorsale, riusciamo a farlo al meglio. Ogni anno sottoscriviamo circa 1.300.000 contratti di noleggio e vogliamo che in ognuno di questi casi il nostro cliente ottenga il massimo successo grazie alla collaborazione che instaura con noi. L’apporto delle competenze delle persone che lavorano con Kiloutou è fondamentale per dare il massimo in ogni settore”.

fuori dalla crisi e che nel 2018 la ripresa inizierà a concretizzarsi. Ma questo è un fatto contingente, mentre la decisione di investire nel vostro Paese fa parte della strategia a lungo termine di cui parlavo prima. Era da tempo che volevamo essere presenti nel mercato italiano, perché crediamo nel vostro Paese e ci aspettiamo degli ottimi risultati. Ne eravamo convinti anche durante la crisi, che peraltro è stata meno dura di quella spagnola. L’idea che Kiloutou dovesse necessariamente essere presente in Italia si lega a quei valori aggiunti che pensiamo di poter portare anche in mercati diversi da quello francese”.

Torniamo alle recenti acquisizioni in Europa… “Queste operazioni sono il frutto di una strategia a lungo termine decisa nel 2013, finalizzata a creare una piattaforma di noleggio su scala europea. E successivamente anche fuori dal Continente. Il progetto ha iniziato a concretizzarsi nel 2014 con l’acquisto di due aziende in Polonia; in seguito, le abbiamo unite formando una singola realtà, che attualmente rappresenta la seconda forza sul mercato nazionale polacco. Quindi siamo entrati nel mercato spagnolo acquistando nel 2016 Alvecon e nel 2017 CTC Maquinaria, che ci hanno consentito di incamerare un’attività molto forte nella zona nordest della Spagna e in particolare in città quali Madrid, Barcellona, Saragozza e Pamplona. Sempre nel 2016 abbiamo acquisito Starlift nel nord della Germania, un mercato decisamente diverso dagli altri. In primo luogo, i tedeschi non hanno praticamente conosciuto la crisi: la crescita del loro mercato nazionale è lenta, ma costante. L’altra particolarità è la forte specializzazione nel settore del movimento terra, una caratteristica locale alla quale ci siamo necessariamente adeguati, anche se credo che in futuro svilupperemo anche attività generaliste. Starlift è decisamente una delle aziende più profittevoli che abbia mai visto nel corso della mia carriera, quindi ne siamo decisamente soddisfatti”.

Si riferisce anche alla diffusione della cultura del noleggio? “Sì, perché sappiamo bene che tra gli imprenditori italiani è ancora molto diffuso il piacere del possesso delle macchine. Ma è chiaro che il noleggio rappresenta il modo migliore di lavorare. Ciò vale sia in termini di rispetto dell’ambiente, sia per quanto

Nell’estate del 2017 siete arrivati in Italia: immaginiamo quindi che le vostre previsioni sul prossimo futuro del nostro mercato nazionale siano positive. È così? “Sì, sono convinto che l’Italia sia ormai

light equipment e pensiamo che anche nel vostro Paese ci siano dei grossi margini di miglioramento su questo versante”. Cosa vi ha spinto a scegliere Cofiloc e Euronol? “Sono due brand distinti, ma che facevano parte di una stessa realtà, che ci è subito piaciuta perché molto affine alla nostra in termini di attenzione al servizio e alla qualità. Ovviamente le abbiamo valutate positivamente in termini di potenzialità di profitto. Abbiamo acquisito il business da Ivano Buso, ma suo figlio Carlo è rimasto con noi come General Manager. Consideriamo questa operazione come un’ottima base dalla quale iniziare a espanderci anche in Italia”. Ciò significa che siete disponibili a valutare altre acquisizioni in Italia? “Sì. Non solo valuteremo con attenzione qualunque opportunità che ci verrà sottoposta, ma saremo anche proattivi, andan-

KILOUTOU ENTRA NEL MERCATO ITALIANO CON LA CONVINZIONE DI AFFERMARE LA CULTURA DEL NOLEGGIO SU QUELLA, PIÙ TRADIZIONALE, DEL POSSESSO

riguarda l’efficienza produttiva, in quanto consente all’azienda di concentrarsi sul proprio core business senza sprecare energie in altre incombenze, come ad esempio la manutenzione. Il nostro modo di lavorare nel noleggio può fare la differenza, perché abbiamo una riconosciuta expertise nello scegliere le macchine, nel fare la manutenzione, nell’allungarne il ciclo di vita e nel massimizzarne la produttività. Non va poi trascurato il fatto che in Italia si noleggiano prevalentemente macchine di grosse dimensioni, anche perché l’offerta attuale non è del tutto soddisfacente. In Francia, invece, andiamo molto forte sul

do a cercare noi stessi quelle realtà aziendali che potrebbero aiutarci a sviluppare un network di prossimità in vari comparti. Se non dovessimo identificare sul mercato aziende con queste caratteristiche siamo anche disposti ad aprire in prima persona delle nuove attività, ma ovviamente acquisendo imprese consolidate si procede più rapidamente. Da questo punto di vista le nostre porte sono aperte al confronto. Acquisire imprese e confermare il management che le ha fatte crescere fa parte della nostra strategia, quindi se ci sono dei soggetti interessati (e interessanti) se ne può discutere senza alcun dubbio”. ■

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 93


ON SITE Posa di tubazioni per il teleriscaldamento

LA COMPAGNIA DELL’ANELLO Un escavatore gommato Hitachi ZX170W-6, supportato da uno ZX85 USB-5, ha dimostrato tutta la sua versatilità all’interno di un cantiere sviluppatosi a fianco allo stadio Meazza, a Milano. Qui ha evidenziato le sue doti di stabilità, potenza di traslazione e forza di rotazione, unitamente a una spiccata capacità di sollevamento di Ettore Zanatta

94 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


I

l progetto sostenuto dal Comune di Milano insieme ad A2A Calore & Servizi (la multi-utility nata dalla fusione tra Aem Milano e la bresciana Asm) e Aler (l’Azienda lombarda di Edilizia residenziale) - con oggetto l’allacciamento di migliaia di alloggi popolari al termovalorizzatore di Figino Silla 2, sito nella zona nord-ovest di Milano – risale a diversi anni fa. Tramite quest’impianto – in grado di trattare oltre 500.000 t di rifiuti e di produrre energia elettrica e acqua calda per la rete di teleriscaldamento del quartiere Gallaratese, polo Fiera Rho-Pero e diverse utenze dei comuni limitrofi – si è inteso estendere al quartiere di San Siro, uno dei più popolosi del capoluogo lombardo, i benefici di questa particolare forma di riscaldamento, in grado di ridurre in questo caso le emissioni di anidride carbonica di circa 250.000 t/anno nell’aria e di apportare notevoli benefici economici per i residenti della zona. Le agevolazioni per i residenti sono innanzitutto di tipo economico, poiché al-

lacciandosi al teleriscaldamento hanno potuto più che dimezzare le spese annue per la bolletta, a seconda che si tratti di passaggio da gasolio o da metano, e di circa il 10% quelle relative al riscaldamento dell’acqua. I vantaggi riguardano anche l’ambiente perché, con queste nuove tecnologie, utilizzando energia già disponibile si può mantenere la città più pulita e contribuire a ridurre le emissioni di CO2 nell’aria. Il progetto di estensione di teleriscaldamento nel quartiere San Siro ha rappresentato l’inizio di un itinerario per riqualificare tutti i quartieri della periferia di Milano e si inserisce nel programma “Contratto di Quartiere II”, uno dei grandi progetti di riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale della città. Con questi interventi il Comune di Milano punta a essere la prima città in Italia nell’utilizzo di fonti di riscaldamento pulite che consentiranno una significativa riduzione di PM10 e di anidride carbonica, contribuendo così a ridurre le emissioni di gas serra.

Un cantiere fronte stadio In questo particolare scenario si inseriscono gli interventi commissionati dall’impresa milanese Tagliabue Spa alla R.M. Scavi, società di Zinasco (Pv) specializzata in attività di estrazione, lavorazione e commercializzazione di materiale inerte, costruzioni stradali e industriali, demolizioni, scavi e movimento terra, drenaggi, difese idrauliche, smaltimento macerie, terre e rocce da scavo. In particolare, quest’ultima – tra la primavera e l’autunno dello scorso anno – ha eseguito la posa, lungo un tracciato di circa 1.000 m, di una doppia rete di tubazioni preisolate per il teleriscaldamento caratterizzata da condotte con diametro 710 mm. L’obiettivo? Il collegamento di due linee di condutture pre-esistenti – una presente in piazza Axum e l’altra sita nella parte opposta dello stadio Meazza, in via Achille – che, a loro volta, sono state collegate al feeder, il tubo principale collegato direttamente al termovalorizzatore. In pratica, la chiusura di un anello denominato “Anello Stadio San Siro”.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 95


ON SITE lavoro previsto da progetto, anche solo in termini di tempistiche, poiché c’era la necessità di garantire lo sgombero delle aree limitrofe allo stadio prima dell’inizio del campionato, mentre quelle esistenti all’interno dei parcheggi sono state maggiormente gestibili nel tempo. L’opera che ci è stata commissionata, anche grazie all’alta efficienza dei mezzi utilizzati legati alla capacità di un gruppo di tecnici ed operatori, è stata terminata con un mese di anticipo rispetto al programma di lavoro”. L’opinione del cliente Per la gestione e la posa in opera delle tubazioni, di lunghezza 12 m ciascuna, DA SINISTRA, MARCO PELIZZA, SOCIO DI R.M. SCAVI, E SAMUELE FACINETTI, DELLA DIVISIONE COMMERCIALE SCAI. ALLA GUIDA DELL’ESCAVATORE, L’OPERATORE RICCARDO DUILIO

Il tutto aggirando la Scala del Calcio, passando per la pedonale via dei Piccolomini. Un lavoro impegnativo, che è dovuto terminare in concomitanza con l’inizio del campionato di Serie A, quantomeno relativamente alle aree in prossimità degli ingressi dello stadio: “Abbiamo dovu-

to affrontare diverse difficoltà durante gli scavi – spiega Marco Pelizza, socio della R.M. Scavi – a causa della presenza di numerosi sottoservizi pre-esistenti e non tracciati, talvolta posti anche a circa 4 m di profondità, che abbiamo dovuto aggirare. Ciò avrebbe potuto compromettere il

INERTI, SCAVI E MOVIMENTO TERRA

PARTICOLARE DEGLI SCAVI OGGETTO DEL CANTIERE: QUI SONO STATE POSATE TUBAZIONI DA 12 M DI LUNGHEZZA, CON DIAMETRO 710 MM

Estrazione, lavorazione e commercializzazione di materiale inerte, costruzioni stradali e industriali, demolizioni, scavi e movimento terra, drenaggi, difese idrauliche, smaltimento macerie, terre e rocce da scavo: questi sono gli ambiti in cui è attiva R.M. Scavi, azienda di Zinasco (Pv) fondata nel 2006 che, grazie alla sua dinamicità e al suo costante impegno, ha partecipato alla realizzazione di svariate opere di rilevante importanza sia nei settori pubblici che privati. Oltre alla sede di Zinasco, R.M. Scavi vanta altre unità operative a Belgioioso, Pavia e Montebello Della Battaglia. L’azienda pavese, inoltre, è fornitore di aggregati per calcestruzzi dei più grandi gruppi del settore, disponendo di più siti produttivi e di un vasto ed efficiente parco macchine che, unitamente a tecnici e operatori altamente specializzati, le hanno permesso di affermarsi come un vero e proprio punto di riferimento e di essere proporsi come un partner ideale ai suoi clienti, con i quali collabora con esperienza, professionalità e passione nella realizzazione di piccole e grandi opere. R.M. Scavi opera nel settore edile/stradale e nella produzione di aggregati seguendo le normative e la loro corretta applicazione. In particolare, l’azienda è provvista di attestazione di qualificazione all’esecuzione di lavori pubblici SOA n. 41130/10/00, con categorie OG3, OG6, OG8 e OS1, oltre che di certificazione di conformità del controllo di produzione in fabbrica ai fini della marcatura CE, ai sensi del regolamento 305/2011 sui prodotti da costruzione di aggregati secondo le norme EN 12620 ed EN 13043 (VVCP2+) da parte dell’Istituto Giordano Spa.

96 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

L’ESCAVATORE GOMMATO ZX170W-6. LA GRANDE ALTEZZA DAL SUOLO, COSÌ COME IL SOTTOCARRO ROBUSTO DAL DISEGNO MODULARE, RIDUCE I DANNI CAUSATI DA EVENTUALI OSTACOLI


ma anche dei blindoscavi, così come per la movimentazione dei materiali e delle attrezzature all’interno del cantiere e per gli interventi di scavo, reinterro e ripristino dell’asfalto, l’escavatore gommato

“

ZX170W-6 si è dimostrato uno straordinario ‘tuttofare’. Come spiega Marco Pelizza, “avevamo già avuto modo di testare questo modello, nella sua versione precedente, in un altro progetto similare,

PARTICOLARMENTE UTILE IN QUESTO CANTIERE È STATA LA VERSATILITÀ DELL’ESCAVATORE GOMMATO DIMOSTRATA NEL SUO SISTEMA DI CAMBIO ACCESSORI, CHE COMPRENDE LE MODALITÀ ATTACCO RAPIDO E INCLINABILE DELLA BENNA

sempre nell’area di San Siro. Dopo averlo utilizzato per otto mesi a noleggio abbiamo deciso di acquistarlo e abbiamo naturalmente optato per il modello più recente, appartenente alla nuova serie -6. Si tratta di una macchina versatile, garanzia di consumi limitati e affidabilità. All’interno di cantiere stradali o in ambiti pedonali come quello in oggetto, l’escavatore gommato rappresenta senz’altro la soluzione più idonea e questo modello in particolare – estremamente versatile e idoneo per un’ampia serie di applicazioni in settori diversi – ci ha consentito di eseguire tutti gli interventi in modo rapido. Inserito la scorsa primavera nel nostro parco mezzi

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 97

“


ON SITE – che conta oltre 60 unità tra escavatori, pale e mezzi d’opera – lo ZX170W-6 si aggiunge ad altre macchine a marchio Hitachi, brand verso il quale ci stiamo progressivamente fidelizzando, anche grazie al rapporto di fiducia ormai consolidato con il responsabile commerciale di Scai, Samuele Facinetti, e alla capacità del dealer di Bastia Umbria di supportarci in ogni aspetto dell’attività, ogniqualvolta necessitiamo di supporto e assistenza”.

gommato ZX170W-6 è stato ideato e progettato per soddisfare espressamente le esigenze delle imprese di costruzione e di movimento terra. Molto versatile e dotato di tecnologie innovative, è molto semplice da utilizzare e condivide le stesse caratteristiche dei modelli cingolati, come la pro-

Un partner versatile È proprio Samuele Facinetti che mette in evidenza le peculiarità di questa macchina, che ha consentito a R.M. Scavi di soddisfare appieno le aspettative della committenza in questo progetto: “L’escavatore

98 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

DUE MODALITÀ DI INCLINAZIONE E ROTAZIONE DELLA BENNA SONO SELEZIONABILI NEL SISTEMA DI SUPPORTO ACCESSORI. QUESTE E ALTRE NOVE MODALITÀ POSSONO ESSERE REGISTRATE SUL MONITOR, PER UNA FACILE INSTALLAZIONE DEI DIVERSI ACCESSORI, E GARANTISCONO L’ELEVATA FLESSIBILITÀ DELL’ESCAVATORE, UTILIZZABILE NON SOLO PER LE OPERAZIONI DI SCAVO, MA ANCHE DI MOVIMENTAZIONE DEI MATERIALI


CINQUE DIVISIONI, UN OBIETTIVO La Tagliabue Spa è una società di Paderno Dugnano (Mi) costituita da cinque divisioni specializzate (Gas, Acqua, Aria, Nuove energie, Ingegneria) che collaborano in modo sinergico per “pensare” e costruire in modo sostenibile. L’azienda lombarda ha impostato l’azione di ricerca e sviluppo delle sue divisioni specializzate per garantire ai propri clienti soluzioni non solo innovative, ma anche all’avanguardia per quel che riguarda i criteri di ecosostenibilità, riferendosi agli standard LEED e ai parametri per l’edilizia sostenibile, sviluppati negli Stati Uniti e applicati in 40 Paesi del mondo, che indicano i requisiti per costruire edifici eco-compatibili. Fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1974 come Tagliabue Impianti, l’azienda si è cimentata costantemente con le tecnologie emergenti, forte della sua volontà e determinazione, e ha legato immediatamente il suo personale a un’immagine di efficienza, che le ha consentito di affermarsi come una delle realtà imprenditoriali più importanti nel suo settore. Attraverso il costante rinnovo dell’attività produttiva – realizzato con l’ausilio di impianti all’avanguardia, di moderne attrezzature e di infrastrutture funzionali ideate da validi professionisti – nel 1987 la società si è trasformata in Tagliabue Spa, ampliando notevolmente il suo campo d’azione. Le molteplici e differenziate esperienze, maturate nel corso dei vari decenni, hanno contribuito a formare un know-how che oggi è il punto di forza di quest’azienda che si propone oggi come una realtà competitiva in diversi settori, dall’impiantistica termotecnica ed energetica alla gestione multiutility. In particolare, l’attività è rivolta alla progettazione e alla realizzazione di metanodotti, acquedotti, centrali idriche, impianti per la produzione di energia tradizionale e alternativa, impianti antincendio e di protezione. LA FUNZIONE POWER BOOST GARANTISCE UNA CAPACITÀ MAGGIORATO RISPETTO ALLE VERSIONI PRECEDENTI: CIÒ AUMENTA LA CAPACITÀ DI SCAVO E LA POTENZA DI SOLLEVAMENTO DELLO ZX170W-6 gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 99


ON SITE

“

NEI CANTIERI STRADALI O IN AMBITI PEDONALI L’ESCAVATORE GOMMATO È LA SOLUZIONE PIÙ IDONEA. IL MODELLO ZX170W-6, VERSATILE E IDONEO PER UN’AMPIA SERIE DI APPLICAZIONI IN SETTORI DIVERSI, HA CONSENTITO DI ESEGUIRE TUTTI GLI INTERVENTI IN MODO RAPIDO

NELLE AREE CIRCOSTANTI LO STADIO MEAZZA, LO ZX170W-6 HA EVIDENZIATO ANCHE LE SUE SPICCATE DOTI DI MOBILITÀ, TIPICHE DI UN ESCAVATORE GOMMATO, MUOVENDOSI AGILMENTE TRA LE VARIE AREE DEL CANTIERE E, TALVOLTA, SU STRADA

“

LA TECNOLOGIA DEL TELERISCALDAMENTO Il teleriscaldamento è una forma di riscal-

l’impianto è dimensionato per produrre

li di riscaldamento dei destinatari: mentre

damento che consiste nella distribuzione

metà della potenza massima di picco e, in

i normali radiatori (termosifoni) richiedo-

- attraverso una rete di tubazioni isolate

assenza di guasti, durante l’anno produce

no temperature d’esercizio di circa 75 °C,

e interrate - di acqua calda, acqua surri-

circa il 90% del calore totale prodotto; a

ci sono terminali che richiedono tempe-

scaldata o vapore (detti fluidi termovet-

essa è affiancata una centrale termica di

rature molto inferiori, come i ventilcon-

tori) provenienti da una grossa centrale

supporto in grado di coprire da sola l’inte-

vettori (45 °C) e i pannelli radianti (35 °C).

di produzione e diretti alle abitazioni, con

ro carico di picco, che interviene quando

A destinazione, attraverso uno scambia-

successivo ritorno alla stessa centrale.

la centrale è guasta o non riesce a coprire

tore di calore acqua-acqua o vapore-ac-

Il calore è solitamente prodotto in una

da sola la domanda. In tal modo si riesce

qua, il fluido termovettore riscalda l’acqua

centrale di cogenerazione termoelettrica

a raggiungere elevate efficienze di sfrutta-

dell’impianto dell’abitazione. Lo scambia-

a gas naturale, combustibili fossili o bio-

mento dell’energia primaria, fino all’80%.

tore, che in pratica sostituisce la caldaia

masse o utilizzando il calore proveniente

Il fluido termovettore più utilizzato è l’ac-

o le caldaie, può produrre anche acqua

dalla termovalorizzazione dei rifiuti soli-

qua, solitamente inviata a circa 90°C con

calda sanitaria.

di urbani (in alcuni Paesi, come Russia,

ritorno in centrale a 30-60°C. La tempera-

La tecnologia del teleriscaldamento è

Ucraina, Svezia e Svizzera, si utilizza an-

tura di ritorno dipende dal tipo di termina-

molto diffusa nel nord-est Europa, ma

che la cogenerazione da centrale nucle-

dall’inizio degli anni Settanta si sta dif-

are). Oltre alle biomasse, le altre fonti di

fondendo anche in Italia. La prima città

energia rinnovabile utilizzate per il teleri-

italiana a dotarsi di un sistema di teleri-

scaldamento sono la geotermia, il solare

scaldamento è stata Brescia, seguita ne-

termico e l’uso di calore di scarto da pro-

gli anni Ottanta daTorino, che alla fine del

cessi industriali.

2011 possedeva la rete di teleriscaldamen-

Nelle centrali di cogenerazione a combu-

to più estesa d’Italia e tra le maggiori nel

stibili fossili o biomasse, generalmente

continente.

100 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


gettazione di alta qualità, l’affidabilità e la durata nel tempo. La progettazione di questo modello comprende oltre 100 aggiornamenti, che spaziano dalle minuscole guarnizioni e dagli O-Ring alla torretta, al braccio e al sistema del braccio penetratore rinforzati. Queste migliorie garantiscono prestazioni più elevate e maggiore efficienza, riducendo i costi complessivi d’esercizio, come testimoniato anche da R.M. Scavi”. Tra le tecnologie citate da Facinetti,

senz’altro il sistema idraulico HIOS IV di Hitachi rappresenta un must, utile in qualsiasi cantiere: esso controlla contemporaneamente pompa e valvola, limitando la quantità d’olio idraulico rimandata al serbatoio. In tal modo si riduce il consumo di carburante del 10% nella modalità PWR (del 9% nella modalità ECO), mantenendo inalterato il livello di produttività della macchina, ad esempio rispetto al modello preceden-

LA SCHEDA TECNICA ZX170W-6 Motore:

Isuzu AR-4HK1X

Potenza netta (a 2.000 giri/min, SAE J1349):

kW

122

Coppia max. (a 1.600 giri/min):

Nm

670

Forza di strappo benna (ISO / SAE: PCSA):

kN

108 / 95

Forza di strappo braccio di penetrazione (ISO / SAE: PCSA):

kN

85 / 82

Sbraccio max.:

mm

9.450

Sbraccio max. al suolo:

mm

9.280

Profondità max. di scavo:

mm

5.720

Profondità max. di scavo al livello di 2,5 m:

mm

5.620

Profondità max. di scavo parete verticale:

mm

5.050

Altezza max. di taglio:

mm

10.200

Altezza min./max. di scarico:

mm

3.050 / 7.340

Raggio di rotazione min:

mm

3.030

Peso operativo max.:

kg

17.300 - 18.600

* configurazione con triplice articolazione, braccio di penetrazione da 2,50 m

A SUPPORTO DELL’ESCAVATORE GOMMATO ZX170W-6 DESTINATO A INTERVENTI DI SCAVO E SBANCAMENTO, C’ERA UN ALTRO ESCAVATORE HITACHI, IL MIDI ZX80 USB-5, SEMPRE DI PROPRIETÀ DI R.M. SCAVI

te citato da Pelizza. Un altro esempio di tecnologia avanzata è il dispositivo posttrattamento qui presente, che riduce le emissioni garantendo la conformità alle norme europee Stage IV. Anche la rumorosità è minore, nonostante in questo caso si tratti di un cantiere all’aperto, con il dispositivo composto dal sistema DOC e SCR, con silenziatore. Il rischio di perdite d’olio è ridotto da un raccordo inserito nella tubazione idraulica di ritorno e dagli O-ring della valvola di controllo e del motore di rotazione realizzati con fluoro: questo materiale è in grado di sopportare le temperature elevate dell’olio stesso e perciò accresce l’affidabilità dei componenti. “In questo cantiere – aggiunge Facinetti – un valore aggiunto è stato anche il sottocarro dell’escavatore. Solido e affidabile, presenta un design modulare; inoltre, la protezione del cilindro della lama è più grande rispetto al modello precedente e quella del cilindro dello stabilizzatore è stata rinforzata. La maggiore altezza libera dal suolo del nuovo modello previene i danni causati da urti contro ostacoli imprevisti o da elementi presenti all’interno di cantieri spesso congestionati e ne allunga la vita”. Particolarmente utile in questo contesto, poi, è stata la versatilità dell’escavatore dimostrata nel suo sistema di cambio accessori, che comprende le modalità attacco rotante-inclinabile e inclinabile della benna. Queste due modalità – e altre nove – possono essere registrate sul monitor, semplificando l’inserimento delle attrezzature, che nel cantiere di San Siro si sono alternate a bordo del nuovo ZX170W-6. ■ gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 101


ON SITE Intervento di ampliamento su pali di fondazione

102 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


UN FENOMENO TRA I PALI L’

Una perforatrice Casagrande B250 XP2, con allestimento per scavo di pali C.F.A., si è recentemente resa protagonista in un intervento realizzato con lo scopo di ampliare uno stabilimento per la produzione di farina, con la costruzione di una nuova palazzina uffici e di un nuovo magazzino di Ettore Zanatta

inter vento oggetto di quest’articolo e che ha visto protagonista la perforatrice Casagrande B250 XP2 ha interessato uno stabilimento per la produzione di farina sito in provincia di Ferrara che ha recentemente realizzato un ampliamento della sua struttura, con la costruzione di una nuova palazzina uffici e di un nuovo magazzino per lo stoccaggio del materiale prodotto, entrambi realizzati su pali di fondazione. Per quanto riguarda la palazzina uffici è stato scelto l’utilizzo di una tradizionale fondazione su pali: nella fattispecie, sono stati eseguiti 116 pali trivellati a elica continua (C.F.A.) da 500 mm di diametro e lunghezza di 25 m, più 1 m di perforazione a vuoto, per un totale di 26 m circa di perforazione. Per il magazzino, invece, è stata adottata una tec-

nica di consolidamento che ha previsto l’utilizzo di pali non armati e non collegati alla platea di fondazione, utilizzati come limitatori di cedimenti. In questo caso sono stati realizzati pali trivellati a elica continua da 500 mm di diametro e di lunghezza pari a 25 m, più 1 m di perforazione a vuoto per un totale di circa 26 m di perforazione complessiva (la dimensione complessiva del magazzino in pianta è di circa 35 x 70 m). LA PERFORATRICE CASAGRANDE B250 XP2 DURANTE GLI INTERVENTI DI PERFORAZIONE. PER LA REALIZZAZIONE DELLA PALAZZINA UFFICI È STATO SCELTO L’UTILIZZO DI UNA TRADIZIONALE FONDAZIONE SU PALI; PER IL MAGAZZINO È STATA ADOTTATA UNA TECNICA DI CONSOLIDAMENTO CHE HA PREVISTO L’UTILIZZO DI PALI NON ARMATI E NON COLLEGATI ALLA PLATEA DI FONDAZIONE

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 103


La stratigrafia incontrata è tipica della bassa Pianura Padana: qui il terreno è prevalentemente argilloso, con argille scarsamente consistenti (qc 1-2 MPa), dai 4 ai 18 m circa di profondità. I primi 4 m sono costituiti in parte da materiale di riporto (0-2 m) e in parte da uno strato superficiale di limo sabbioso (2-4 m). Dai 14 ai 18 m si incontra uno strato sabbioso con falda artesiana, mentre oltre i 18 m si torna a un materiale argilloso leggermente più consistente del precedente (qc 2-3 MPa), con qualche intervallo limo-sabbioso intorno ai 22-23 m. Le lavorazioni hanno avuto una durata complessiva di circa tre mesi; la produzione media giornaliera è stata di circa

“

LA B250 XP2, È PROGETTATA PER L’ESECUZIONE DI PALI CON INFISSIONE DI TUBI DI RIVESTIMENTO, UTILIZZO DI MORSA GIRACOLONNA E SCAVO DI PALI CON METODO CFA ELICA CONTINUA, MA ANCHE PER LA REALIZZAZIONE DI DIAFRAMMI 180 m per i pali con gabbie di armatura e di 350 m per i pali non armati. Sui pali realizzati sono state eseguite tre prove di carico statiche e prove ecometriche SIT (Sonic Integrity Test) sulla maggior parte dei pali.

104 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

“

ON SITE

Da zero a… XP2 Nel 1963 Bruno Casagrande ha 31 anni; già forte dell’esperienza maturata in tutto il paese nella direzione di grandi cantieri, fonda la Casagrande & C. Il settore che per primo rende famosa l’a-


zienda è quello della progettazione, costruzione e installazione di macchine e impianti per la produzione di tubi in cemento armato; nel 1971, Casagrande introduce un nuovo importante prodotto, la rotary idraulica IRC120, attrezzatura che rivoluzionerà il settore delle fondazioni; quello successivo è l’anno dell’invenzione della GC, prima morsa giracolonna ad azionamento idraulico; un anno dopo, un altro primato, la prima benna idraulica mordente “K” per lo scavo di diaframmi. Alla fine degli anni Settanta si impone sul mercato la prima perforatrice idraulica cingolata: è a marchio Casagrande e si chiama C6, un nome che ha fatto la storia della perforazione di piccolo diametro. Agli inizi

del decennio successivo altre evoluzioni tecniche firmate Casagrande: il carro escavatore idraulico cingolato C 40, di concezione inedita, pensato per l’impiego di tutti i tipi di attrezzature per fondazioni; nel 1983 un’innovazione tecnica e metodologica, la prima fresa idraulica K3 Hydromill per lo scavo di trincee in terreni rocciosi (protagonista, pochi anni dopo, della costruzione del sarcofago di contenimento a Cernobyl, cui Casagrande partecipa producendo a tempo di record i KRC-2/45 e i K–3L necessari per l’isolamento della centrale). Gli anni Novanta sono quelli delle conquiste tecnologiche: viene ideato il moltiplicatore idraulico di coppia e nasce la gamma di perforatrici rotanti idrauliche,

cingolate e automontanti. Si tratta della serie B250, una gamma di macchine impiegate nell’esecuzione di pali con l’infissione di tubi di rivestimento, compatibili con le morse giracolonna e capaci di realizzare pali con il metodo elica continua. Lo stato dell’arte tecnologico e dell’efficienza sono terreno da sempre frequentato da Casagrande che, nel 2006, introduce in gamma la Serie NG, costituita da mezzi che la gestione elettronica diffusa porta ad alti livelli in termini di precisione, potenza e competitività (la serie è guidata dal “colosso” C900). Arriviamo al 2010, quando la Casagrande ingegnerizza e applica a tutte le sue macchine il nuovo sistema per il risparmio di energia SMP (Smart Power

IL TERRENO INCONTRATO ERA PREVALENTEMENTE ARGILLOSO, CON ARGILLE SCARSAMENTE CONSISTENTI, DAI 4 AI 18 M CIRCA DI PROFONDITÀ gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE LA COMMESSA È STATA AFFIDATA A TRASCAR SPA, CON SEDE IN BOMPORTO DI MODENA, AZIENDASPECIALIZZATA NELLA REALIZZAZIONE DI MAGAZZINI AUTOMATICI, COMPRESA LA PARTE EDILE, FORNENDO AL CLIENTE UNA FORMULA “CHIAVI IN MANO”

LA PERFORATRICE CASAGRANDE B250 XP2, ALLESTITA CON MAST RINFORZATO MODULARE EQUIPAGGIATO CON ARGANO PULL DOWN, ASTE TELESCOPICHE HD PER PERFORAZIONI FINO A 78 M E ROTARY IDRAULICA H26 CON COPPIA DI 263 KNM. DI SERIE, TRA GLI ALTRI DISPOSITIVI: L’AUTO-IDLING DEL MOTORE, IL SISTEMA “ROTARY SHACKING” PER LO SCARICO DELL’UTENSILE DI PERFORAZIONE, IL GANCIO SULLA FUNE DELL’ARGANO AUSILIARIO, IL SISTEMA DI SOLLEVAMENTO/ ABBASSAMENTO AUTOMATICO DEL MAST, LA PROTEZIONE FOPS E LE PEDANE ANTERIORE E LATERALE SULLA CABINA

106 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


LA PERFORATRICE B250 XP2 È DOTATA DI UN MOTORE DIESEL EU STAGE IV DA 336 KW DI POTENZA. IL LAYOUT DELL’IMPIANTO IDRAULICO E LA SCELTA DEI COMPONENTI SONO OTTIMIZZATI PER RIDURRE LE PERDITE DI CARICO

La perforatrice B250 XP2 La macchina vista all’opera in quest’occasione, la perforatrice Casagrande B250 XP2, è una soluzione multifunzione progettata per l’esecuzione di pali con l’infis-

“

“

Management). Con il pacchetto XP Series l’azienda cambia ancora gli orizzonti del settore delle macchine per fondazioni e con la serie di attrezzature idrauliche XP2 propone una gamma completa di macchine che mirano a soddisfare le esigenze delle imprese che operano nel campo della geotecnica, studiate e realizzate secondo le più moderne tecniche della progettazione meccanica.

IL SISTEMA DI COMANDO E CONTROLLO DELLA B250 XP2 OFFRE VARI VANTAGGI PER L’OPERATORE sione di tubi di rivestimento, utilizzo di morsa giracolonna, scavo di pali con il metodo CFA elica continua e realizzata per essere rapidamente predisposta alla conversione in attrezzatura per la realizzazione di diaframmi. In particolare, la B250 XP2 è progettata per operare in siti difficili. Grazie a specifiche peculiarità tecniche quali

I PROTAGONISTI IN CANTIERE

l’argano principale da 270 kN di elevate prestazioni, la nuova rotary H26 con coppia massima di 263 kNm e la velocità fino a 39 giri/min, è in grado di eseguire scavi nei terreni più difficili ed eseguire operazioni di infilaggio del tubo di rivestimento. “Mettere l’operatore nelle migliori condizioni di lavoro significa ottimizzare tempi e costi”, spiega Fabio De Paoli, tecnico commerciale di Casagrande. “Per questo la B250XP2 è

È la sinergia tra due importanti azien-

di trivellazione e consolidamento, oltre

de che ha consentito di vedere all’ope-

a fornire servizi e consulenze a impre-

ra la B250XP2 nel cantiere visitato in

se edili, studi tecnici, professionisti, enti

quest’occasione: si tratta della Storci

pubblici e privati.

Perforazioni di Ravarino (Mo) e della

La Bresciana Fondazioni, invece, la-

Bresciana Fondazioni di Mazzano (Bs).

vora da oltre 30 anni nel settore delle

La Storci Perforazioni, fondata da Bruno

opere speciali ed è formata da dirigen-

Storci, si occupa di opere del sottosuolo

ti e tecnici che hanno conseguito gran-

dal 1949 e, da piccola azienda artigiana-

de esperienza nel comparto dal punto

le - grazie alla grande tenacia, alla cre-

di vista gestionale, pratico e teorico.

giunti; pali a elica continua; pali battu-

atività e allo spirito da pioniere del suo

L’azienda offre servizi di realizzazione

ti/vibroinfissi. Oltre alla progettazione

titolare prima, del figlio Guido e del ni-

e progettazione geotecnica proponen-

e organizzazione dei cantieri, l’azienda

pote Dino poi - è divenuta un riferimen-

do tra le attività principali: micropali,

offre ai clienti la realizzazione di prove

to in Italia e all’estero, proponendo so-

paratie in micropali, tiranti e dreni sub-

di carico su pali, sondaggi geognostici

luzioni innovative e metodologie d’in-

orizzontali (piccola perforazione); con-

e prove di carico su tiranti di ancorag-

tervento all’avanguardia nel settore del-

solidamento di terreni naturali con ca-

gio. Il tutto seguendo le norme vigenti

le perforazioni civili e industriali. Storci

ratteristiche geotecniche scadenti (jet-

nel settore delle fondazioni speciali e

Perforazioni, infatti, offre soluzioni ade-

grouting); pali trivellati (medio e gran-

redigendo relazioni “ad hoc” per ogni

guate per ogni tipologia di intervento

de diametro); diaframmi con o senza

tipo di necessità.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE

L’OPINIONE DI

FABIO DE PAOLI TECNICO COMMERCIALE DI CASAGRANDE

“Alla fine di quest’anno, il 1° dicembre, Casagrande celebrerà i 55 anni di attività nel settore delle fondazioni in Italia e nel mondo e consolida un patrimonio costituito da esperienza, conoscenza, concretezza, capitale intellettivo e umano. Siamo stati tra i primi a produrre perforatrici idrauliche (un nome su tutte, la C6), gru idrauliche e rotary idrauliche e il modello B250 XP2 è uno degli esponenti della ricca gamma di soluzioni proposte da Casagrande sul mercato. E se quest’azienda è stata capace di diventare il gruppo industriale che oggi conosciamo e che si confronta con il mondo intero è stato in virtù dello sguardo sempre rivolto verso l’orizzonte. Una lungimiranza che è stata il tratto comune dei pionieri dell’industria italiana. Mete spesse volte sconosciute, dense di incertezze, strade che nessuno aveva mai percorso prima. Obiettivi per raggiungere i quali era ed è necessaria una grossa dose di talento e una capacità di rischiare fuori dal comune. È con lo sguardo instancabilmente rivolto a quell’’oltre’ spesso incerto che Casagrande festeggerà i suoi 55 anni di attività, pronta per ulteriori sfide. Un prestigioso traguardo, recepito come un altro ‘passo nel futuro’, una tappa verso un domani il cui percorso è tutto da disegnare e percorrere e lungo il quale costruire solide… fondazioni”. 108

stata progettata secondo i più avanzati studi di ergonomia rispettando le norme sulla sicurezza, in conformità alla normativa CE e agli alti standard qualitativi della norma ISO 9001”. Il sistema di controllo SPM permette qui una gestione “intelligente” della potenza del motore, aumentando le prestazioni e la produttività della macchina: esso monitora i flussi di potenza istantanei e destina in tempo reale la piena potenza disponibile alle funzioni di lavoro, affinché si abbia sempre a disposizione la massima potenza pos-

sibile. “Risultati migliorativi sono stati ottenuti anche in fatto di ergonomia, sia nell’abitacolo che all’esterno, e di riduzione del rumore”, aggiunge De Paoli. “La nuova livrea adotta materiali fonoassorbenti di ultima generazione; scambiatori di calore intelligenti modulano la velocità delle ventole in funzione della quantità di calore da dissipare riducendo il livello di rumorosità dell’impianto di raffreddamento e il consumo di carburante; la postazione dell’operatore ha raggiunto livelli molto elevati di ergonomia e di comfort attivo e passivo. L’impianto


idraulico, poi, consente un controllo diretto delle prestazioni delle pompe idrauliche del circuito di potenza, per un’efficiente, precisa e rapida esecuzione delle manovre. Il motore diesel - con ridotte emissioni inquinanti e minimi consumi specifici di carburante - trasmette la potenza necessaria a pompe idrauliche di ultima generazione mediante un accoppiatore a elevato rendimento meccanico”. Da aggiungere che anche la nuova carrozzeria con aperture manuali è stata progettata per semplice e rapido accesso per ispezioni e manutenzione in ogni condizione operativa. Videocamere e monitor di sorveglianza permettono all’operatore completa visibilità della zona degli argani, ai lati e sul retro della macchina. ■

LA SCHEDA TECNICA B250 XP2 Cummins QSM-12 EU Stage IV

Motore: Potenza:

kW

336 a 1.800 giri/min

Potenza idraulica:

kW

300

Pressione idraulica:

bar

350

Larghezza sottocarro (cingoli chiusi/aperti):

mm

3.000/4.500

Larghezza pattini a tre barre:

mm

900

Lunghezza cingoli:

mm

5.545

Forza di trazione nominale:

kN

570

Peso macchina base senza attrezzatura:

kg

54.000

Peso operativo con kelly bar (3x12.500) e aste (3x12.500):

kg

85.000

PALI Profondità max.:

m

78

Diametro max. sotto mast:

mm

3.400

Diametro max. - Giunto labirinto/vite - Martinetto pull down:

mm

2.000/1.800

Diametro max. - Giunto labirinto/vite - Argano pull down:

mm

1.800/1.500

Diametro max. morsa giracolonna:

mm

1.500

mm

29.000/1.200

mm

29.000/520

mm

28.000/1.200

m

23

m

35/80

Coppia max. nominale:

kNm

263

Velocità max. di scavo:

giri/min

39

kN

270/230

Velocità max.:

m/min

88

Diametro fune:

mm

28

kN

96/80

PALI C.F.A. Profondità / Diametro max.: DISPLACEMENT PILES Profondità / Diametro max.: SOIL MIXING Profondità / Diametro max.: CSM - SOIL MIXING Profondità: DIAFRAMMI Profondità max. con KRC/KG25 ROTARY IDRAULICA H26

ARGANO PRINCIPALE Tiro sul 1° strato nominale/effettivo:

ARGANO AUSILIARIO Tiro sul 1° strato nominale/effettivo: CON LA PERFORATRICE B250 XP2 È POSSIBILE MONITORARE LE FUNZIONI LAVORATIVE, DIAGNOSTICARE I SISTEMI DI LAVORO PER GARANTIRE IL COSTANTE MONITORAGGIO DELLO STATO DEI SENSORI E DEI COMPONENTI, CONVERTIRE QUALSIASI TIPOLOGIA DI PERFORAZIONE E PERSONALIZZARE I PARAMETRI DI LAVORO E ASSISTENZA

Velocità max.:

m/min

54

Diametro fune:

mm

18

Forza di estrazione/Spinta nominale:

kN

400/400

Forza di estrazione/Spinta effettiva:

kN

330/330

m/min

30/30

m

15

ARGANO PULL DOWN

Velocità di estrazione/Spinta: Corsa:

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 109


LE RIVISTE

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FIERE INTERMAT

PARIGI, ITALIA A Intermat 2018 debutta la nuova strutturazione della fiera che rappresenta una grande occasione per il mercato e, in particolare, per il nostro Paese: siamo secondi per numero di espositori e terzi per numero di visitatori. Ne abbiamo parlato con Isabelle Alfano, responsabile dell’organizzazione dell’evento di Lorenzo Zacchetti

E

sattamente un anno fa, s u l pr i m o nu m e ro d i OnSite LIFT, Isabelle Alfano ci aveva parlato dei suoi progetti per lo sviluppo del format di Intermat all’estero. Eravamo alla vigilia di un appuntamento importante come la prima edizione di Intermat Asean, in programma a Bangkok, ma la mente già viaggiava verso Parigi 2018. Come eravamo stati in grado di anticipare allora, la kermesse francese si apprestava a varare una riformulazione della sua offerta attraverso quattro poli tematici. Dodici mesi dopo è tempo di approfondire i dettagli dell’evento che ad aprile giungerà alla sua undicesima edizione. È ancora Alfano a guidarci alla comprensione di questo cambiamento, nonché di un mercato che presenta diversi spunti di interesse.

Sollevamento, movimentazione e trasporto; Strade, industria dei materiali e fondazioni; Edilizia e filiera del cemento. I visitatori avranno così accesso

La grande novità di Intermat 2018 è la sua strutturazione inquattro poli tematici. Come si delineerà tutto ciò, nel concreto? “Per offrire un approccio più professionale al Salone, Intermat 2018 propone un’organizzazione settoriale particolarmente vicina all’offerta e alla domanda, incentrata su quattro grandi poli di attività: Movimento terra e demolizione; 112 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

ISABELLE ALFANO

È APPRODATA AL RUOLO DI RESPONSABILE DELLE FIERE DEDICATE AL SETTORE DELLE COSTRUZIONI DOPO 20 ANNI DI ESPERIENZA NEL GRUPPO COMEXPOSIUM, PER IL QUALE SI È OCCUPATA DELLO SVILUPPO DI FIERE INTERNAZIONALI. OGGI GUIDAINTERMAT, INTERMAT ASEAN INTEROUTE & VILLE E WORLD OF CONCRETE EUROPE. QUEST’ULTIMA SI SVOLGE IN CONTEMPORANEA A INTERMAT PARIS

a macchine, attrezzature, accessori, componenti, ricambi e nuove tecnologie in ognuno dei quattro poli di competenza. Ci attendiamo circa 200.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, che verranno a incontrare 1.500 espositori francesi e internazionali”. Quali saranno le altre novità e i punti di forza di quest’edizione? “Abbiamo lavorato su tre grandi assi: la competenza e il contenuto; l’innovazione e le nuove tecnologie; i servizi; la vicinanza al mercato. Così, oltre alla nuova segmentazione del salone e a tutti i messaggi rivolti al settore, abbiamo anche creato il primo Osservatorio Intermat dell’edilizia, realizzato in collaborazione con Business France. L’iniziativa è nata dalla volontà di stabilire una relazione forte con il mercato e di offrire ai produttori di attrezzature per l’edilizia uno studio strategico su 12 paesi della zona EMEA, scelti per il loro livello di investimenti nelle infrastrutture e nell’edilizia. Lo studio, ideato come strumento di lavoro e di supporto allo sviluppo delle aziende, propone per ogni Paese esaminato un’analisi sui piani di investimento nazionali in corso o programmati entro il 2025/2030 e classificati per settore di applicazione, una mappatura dei gran-


di progetti, le principali importazioni ed esportazioni di macchinari per l’edilizia, così come i marchi stranieri presenti sul territorio”. Oltre alla fiera, Intermat organizza eventi prima, durante e dopo il Salone: qual è il valore aggiunto di queste iniziative? “I nostri eventi hanno lo scopo di accompagnare gli espositori e i visitatori nell’ambito delle grandi trasformazio-

ni della filiera. Per avvicinarci maggiormente ai territori presenti al Salone abbiamo organizzato 18 incontri regionali e internazionali, quattro in Francia e 14 nei paesi dell’area EMEA (tra cui l’Italia). Sempre con un approccio professionale, il 26 aprile organizziamo anche una giornata dedicata al settore del noleggio, in collaborazione con le federazioni francesi ed europee del settore. Inoltre, abbiamo fatto dell’innovazione e delle tecnologie un asse di svilup-

LA CARTA D’IDENTITÀ

• Organizzatore: Comexposium Group • Periodicità: triennale • Edizione: 11a • Luogo evento: Paris-Nord Villepinte Convention Center, Parigi • Data e orari: dal 23 al 28 aprile 2018, dalle 9:00 alle 18:00 • Settori merceologici: materiali per le costruzioni; produzione, trasporto e movimentazione di calcestruzzo; sollevamento e logistica; perforazione e fondazioni speciali; movimento terra e ingegneria civile; costruzione e manutenzione stradale; macchine e attrezzature per il trasporto di cose e persone; componenti, attrezzature e accessori • Espositori: 1.500 (da 40 Paesi)

PER L’EDIZIONE 2018 DI INTERMAT SONO ATTESI CIRCA 200.000 VISITATORI DA 170 PAESI DIVERSI. TRA QUESTI, IL TERZO POSTO PER NUMERO DI PRESENZE È L’ITALIA

• Visitatori: 200.000 (da 170 Paesi)

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 113


FIERE

PROTAGONISTI ITALIANI A INTERMAT “L’Italia è il secondo Paese della Fiera, in termini di numero di espositori”, spiega Isabelle Alfano. “Le aziende italiane sono particolarmente dinamiche nei quattro poli del Salone, con prevalenza di movimento terra, ricambi e componenti, sollevamento e filiera del calcestruzzo. L’azione di marketing nei confronti degli espositori italiani ha subito un’accelerazione per le equipe di Milano e Parigi dal mese di settembre e continua a ritmo sostenuto”. Per l’edizione 2018 di Intermat Parigi sono attesi oltre 200 marchi italiani: “Tra

le preoccupazione, ad esempio in fatto di tematiche quali la prevenzione e la sicurezza o la formazione e la selezione. Il settore edilizio gode di un ecosistema forte, di una comunità pronta a raccogliere le numerose sfide che il settore ha dovuto affrontare. Ci impegniamo perché Intermat 2018 si integri perfettamente in questo mercato in piena trasformazione e possa rispondere alle aspettative degli attori del settore. I riscontri sulle evoluzioni del salone sono attualmente molto positivi”.

gli espositori già iscritti – continua Alfano – il Salone accoglie grandi costruttori di macchinari e attrezzature fedeli a Intermat, come Case CE, Cifa, Dieci, Iveco, Magni, MB Crusher, Merlo, Sampierana, Soilmec, VF Venieri, eccetera, oltre a nuovi esperti nel settore degli accessori, dei ricambi e degli ‘attachments’ per il movimento terra e la demolizione. Da notare anche la partecipazione di Epiroc, società del gruppo Atlas Copco, nel settore del sondaggio-perforazione, guidato dalla società italiana Epiroc Italia, e il ritorno al Salone con esposizione esterna del gruppo Raimondi, che esporrà delle nuove gru a torre. La società Emmedue, che presenta materiali per l’edilizia, esporrà per la prima volta a Parigi, nel polo Edilizia e Filiera del Calcestruzzo. Per quanto riguarda la domanda, anche in questo caso l’Italia ha un peso molto importante poiché si tratta del terzo paese per numero di visitatori, dopo la Francia e il Belgio”.

po per il 2018, con una ricca edizione degli Intermat Innovation Awards, incentrata sui quattro poli, che quest’anno prevede quattro premi speciali e presenta un numero di candidature importanti. Ci sono poi villaggi dedicati all’innovazione e alle nuove tecnologie: Start-up, Smart road, Buildingsmart e il villaggio Demolizione & Riciclaggio. Lo scopo è consentire a start-up, PMI e grandi aziende di presentare le proprie novità in fatto di soluzioni e prodotti in questi

quattro spazi dedicati. Infine, gli espositori e i visitatori potranno beneficiare di un servizio gratuito di networking e appuntamenti business,appositamente creato per loro”. Può fare un bilancio dei suoi primi tre anni alla direzione del Salone? “Il settore edilizio è un ambito in cui lavoro con molto piacere.Le macchine sono al centro del Salone, ma l’essere umano rappresenta la nostra principa-

114 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

Come giudica, in generale, lo stato di salute dei settori presenti a Intermat, dopo diversi anni di crisi e una ripresa finora piuttosto cauta? “Il mercato francese è guidato dai progetti del Grand Paris e da una ripresa confermata dalla crescita economica. Dopo anni poco promettenti il mercato francese delle costruzioni dal 2016 sembra ritrovare vigore e dovrebbe confermare questa tendenza nel 2017/18.Si tratta di una crescita economica che mostra segni di miglioramento e fa sperare in un aumento dell’attività globale dall’1,5% a circa il 2%. Di questa situazione beneficia il settore edilizio, con grandi infrastrutture previste nel settore dei trasporti (linee ad alta velocità, riqualificazione della rete SNCF, terminali portuali, aeroporti, autostrade) e nella riqualificazione urbana, con quattro programmi nazionali entro il 2024 per oltre 70 miliardi di euro. Questo ottimismo è supportato anche da tutti i progetti legati al Grand Paris, il primo cantiere in Europa e uno dei più importanti al mondo, in particolare con i suoi progetti legati ai trasporti, quali il Grand Paris Express (200 km di rete, quattro nuove linee intorno a Parigi, il prolungamento di due linee esistenti, la costruzione di 68 stazioni) e il potenziamento delle infrastrutture a esso collegate, così come la costruzione di nuovi quartieri intorno a questi futuri poli urbani, con 70.000 alloggi/anno nell’Île-de-France e un totale di 1,35 milioni di alloggi supplementari nei prossimi 25 anni”. E per quanto riguarda il resto d’Europa? “Constatiamo l’esistenza di un’Euro-


OLTRE ALL’EVENTO FIERISTICO IN SÉ, INTERMAT 2018 SI ARTICOLERÀ ANCHE ATTRAVERSO WORKSHOP E SEMINARI ORGANIZZATI PRIMA, DURANTE E DOPO LA KERMESSE

pa a due velocità in fatto di infrastrutture urbane e trasporti: una dedita allo sviluppo, l’altra alla ristrutturazione. Locomotiva economica, grazie alla sua forte dinamica di esportazione, è la Germania che mette la propria economia al servizio di questo modello. Ecco la ragione del forte sviluppo di infrastrutture stradali, portuali, aeroportua-

li, ferroviarie (tunnel di Rastatt, ponte Fehmarn Belt, stazione principale di Stoccarda). La crescita tedesca attira anche lavoratori – e non soltanto migranti – che necessitano di un importante programma di riqualificazione e sviluppo delle infrastrutture urbane (alloggi, ospedali, eccetera). I Paesi Bassi si inseriscono in

questa stessa dinamica di crescita, ma con una particolarità: il rischio di congestione stradale. Ecco perché si nota un grosso sforzo a favore di porti e vie d’acqua, già molto attivi - in particolare a Rotterdam e sulla Mosa - e del trasporto merci su rotaia. Altro obiettivo: la riduzione della spesa energetica a favore dell’economia circolare, in primo luogo nel settore edile. Il vicino Belgio ha invece lanciato un insieme di programmi per la riqualificazione di una rete di infrastrutture obsolete: strade e autostrade, aeroporti, porti, chiuse… L’Italia, dove la crescita stenta a ripartire, investe soprattutto per rispondere alle catastrofi naturali di cui è stata vittima in questi ultimi anni (ricostruzione secondo le norme antisismiche, rafforzamento delle dighe, eccetera), ma vuole anche preservare la propria attrattività ammodernando la sua rete aeroportuale e ferroviaria e costruendo con l’Austria il tunnel del Brennero, il più lungo al mondo con i suoi 64 km”. Come vede la situazione in Africa e in Medio Oriente? “Sono aree guidate da dinamiche soli-

GLI INVESTIMENTI NEL MONDO Tra le novità di Intermat 2018 c’è anche

sviluppo per le aziende sono, nell’or-

Paesi del Maghreb centrale (Marocco,

il report elaborato dall’Osservatorio sul

dine, il settore stradale, ferroviario ed

Algeria, Tunisia). In Costa d’Avorio spic-

settore edilizio, che prevede 925 miliar-

edilizio.

ca la costruzione del porto di San Pedro

di di euro di investimenti programma-

Per quanto riguarda l’Africa, si prevede

(1,3 miliardi) e in Kenya lo Standard

ti in Europa entro il 2030/2050. La for-

un complesso di 307,2 miliardi di euro

Gauge Railway Project (7,35 miliardi),

bice temporale è piuttosto ampia per

di investimenti entro il 2040 nei quattro

il più grande progetto di infrastruttu-

via delle differenze interne ai sei Paesi

Paesi esaminati, di cui due del Maghreb

re del Paese dalla sua indipendenza”.

esaminati: Belgio, Francia, Germania,

(Marocco e Algeria) e due dell’Afri-

Per quanto riguarda il Medio Oriente,

Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.

ca subsahariana (la francofona Costa

si prevedono 239 miliardi di euro di in-

“Sulla base dei Master Plan analizzati

d’Avorio e l’anglofono Kenya). Algeria

vestimenti programmati entro il 2033.

– spiega Isabelle Alfano – la Germania

(183,7 miliardi) e Marocco (87,8) pre-

“Il Qatar supera di poco gli Emirati

guida la classifica con 287 miliardi di

sentano i piani di investimento più ele-

Arabi Uniti, con 137 miliardi con-

euro entro il 2030, seguita dall’Italia e

vati, in un quadro nel quale le maggiori

tro 102,3 miliardi”, spiega Alfano.

dal Regno Unito rispettivamente a quo-

potenzialità di sviluppo sono, nell’or-

“I due settori più promettenti so-

ta 223 e 167 miliardi di euro. La Francia

dine, il settore stradale e ferroviario, il

no quello edilizio e quello stradale.

è in quarta posizione con 139 miliar-

settore edilizio e quello portuale.

Tra i progetti principali, negli Emirati

di, da aggiungere ai 63 miliardi dei

Alfano delinea così i principali progetti

segnaliamo il miglioramento della rete

Paesi Bassi e ai 42 miliardi del Belgio.

in essere: “In Algeria si progetta la co-

stradale di Dubai e di Abu Dhabi (pari

Il Grand Paris e il Grand Paris Express

struzione di 1,6 milioni di alloggi entro

a 733 milioni) e in Qatar la Smart city

rappresentano i progetti principali dei

il 2019 (per 20 miliardi di euro) e del-

di Lusail (40 miliardi, consegna tra il

prossimi 15 anni in Europa con 67 mi-

la quarta tangenziale a sud di Algeri.

2020 e il 2022), oltre al programma di

liardi di investimenti previsti”. I settori

In Marocco, una linea ad alta veloci-

drenaggio delle strade (tra i 15 e i 20

che offrono il maggiore potenziale di

tà di oltre 2.000 km che collega i tre

miliardi)”.

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 115


FIERE

ISABELLE ALFANO DEFINISCE IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI “UN ECOSISTEMA FORTE, NEL QUALE INTERMAT VUOLE INTEGRARSI PER RISPONDERE ALLE ASPETTATIVE DEGLI ATTORI DI UN SETTORE IN TRASFORMAZIONE”

de in tutti i settori. Il Marocco è senza dubbio il migliore esempio di mercato attraente poiché è in regolare e costante sviluppo grazie a un innegabile miglioramento economico, che non dipende dalle materie prime, e a una stabilità politica piuttosto rara nella regione. Di conseguenza, tutti i settorine traggono efficacemente vantaggio. La rete stradale, compresa quella secondaria, si rinnova, il sistema portuale si riorganizza, la

rete ferroviaria si aggiorna con le prime linee ad alta velocità, il settore minerario ottimizza le proprie infrastrutture. Ma gli sviluppi più spettacolari si registrano nel settore edile, con almeno 15 nuove città in costruzione entro il 2035, sia con SmartCities che con un rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, per evitare una crescita a due velocità. Anche se la manna petrolifera algerina ha sofferto per il calo dei prezzi, i vasti programmi

di sviluppo nel paese a 360°(strade e autostrade, nuove città, miniere, porti, aeroporti, parcheggi, stadi, eccetera) proseguono il proprio corso. Dal canto suo, Dubai cerca di liberarsi da una dipendenza aleatoria dai prezzi degli idrocarburi. Il suo sviluppo urbano è già noto e prosegue la propria strada con nuove reti fognarie, pontili, prodotti minerari, ponti e strade (soprattutto in vista di Expo 2020) e sempre più edifici, guidati dalla crescita demografica del Paese. La Costa d’Avorio riprende il cammino e anche questo Paese prevede programmi importanti: sviluppo stradale, metro, treno, alloggi, porto (molto importante per il Paese) e il progetto ‘Aérocité’ di Abidjan. Il Kenya è testimone di questo dinamismo dell’Africa Orientale e gode di tutti i tipi di infrastrutture, prima di tutto in fatto di porti e aeroporti, punti forti del paese, che si accompagnano naturalmente a uno sviluppo delle reti stradali e ferroviarie. Per quanto riguarda il settore edile, esso è guidato – grazie all’arricchimento del paese – dallo sviluppo della classe media, che vuole vivere nelle nuove città (come Tatu City), in alloggi moderni caratterizzati da un comfort internazionale beneficiando dei corrispondenti negozi e dei nuovi centri congressi”. ■

GRAZIE ALLA NUOVA STRUTTURAZIONE DI INTERMAT, I VISITATORI POTRANNO AVERE ACCESSO DIRETTO ALLE ULTIME NOVITÀ DEL SETTORE DI LORO INTERESSE 116 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018


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FIERE Bauma Conexpo Africa

La terza edizione della manifestazione nata dalla sinergia tra Bauma e Conexpo/CON-AGG si annuncia ricca di novità: oltre alla nuova periodicità triennale, ci sono nuovi espositori e, soprattutto, nuove opportunità di business di Lorenzo Zacchetti

NEL CONTINENTE

N

ei paesi anglofoni l’espressione “third time lucky” si usa per esprimere la previsione (o l’auspicio) che il terzo tentativo sia più fortunato dei precedenti. Probabilmente il modo di dire si riallaccia alla curiosa tradizione giuridica inglese, nella quale chi scampava per tre volte all’impiccagione veniva automaticamente graziato. Difficile ricostruirne le origini con precisione, ma, guardando al presente e al futuro, dalla terza edizione di Bauma Conexpo Africa ci si attende un ulteriore salto in avanti, dopo i già ragguardevoli risultati raggiunti dalle prime due. Dopo il debutto del 2013 e la seconda edizione del 2015, sono in netta crescita le attenzioni internazionali per la jointventure di due delle più importanti fiere mondiali: Bauma e Conexpo/CONAGG. Secondo GTAI (Germany Trade & Invest, l’agenzia tedesca per lo svilup118 ONSITECONSTRUCTION - gennaio-febbraio 2018

ELEINE CREWE

CEO DI BAUMA CONEXPO AFRICA, HA SVOLTO UN RUOLO DETERMINANTE NELLO SBARCO DI MESSE MÜNCHEN GMBH NEL CONTINENTE E PROMETTE CHE L’EDIZIONE 2018 RAPPRESENTERÀ UNO SNODO FONDAMENTALE PER UN MERCATO IN VIA DI SVILUPPO COME QUELLO DELLA REGIONE SUB-SAHARIANA

po economico), il mercato internazionale delle costruzioni deve guardare con estremo interesse a Johannesburg e al Sud Africa, dove entro il 2020 si prevede che verrà generato un volume d’affari prossimo ai 23 miliardi di euro. A sostenere queste interessanti previsioni sono i cambiamenti demografici che vedono un costante esodo di residenti dalle aree rurali alle zone urbane, con la conseguente necessità di investire sia nell’edilizia residenziale che nelle infrastrutture. PMS (Pan Mixers South Africa) è una delle più importanti imprese nel settore edile locale e il suo Marketing and Sales Manager, Quintin Booysen, spiega: “Il business dei componenti in calcestruzzo prefabbricato quest’anno ha ripreso a crescere. I più grandi produttori sono in fase di espansione e stanno ammodernando il proprio parco macchine al fine di aumentare la propria competitività e conquistare ulteriori fette di mercato”.


NERO

Le nuove aree-test Anche per quanto riguarda il settore delle cave, il +6% registrato nel primo trimestre 2017 sullo stesso periodo dell’anno precedente rappresenta un segnale da inserire nel più complessivo quadro di un’economia in crescita. Elaine Crewe, CEO di Bauma Conexpo Africa, annuncia: “L’edizione 2018 offrirà tutto il necessario per raggiungere il successo in ogni segmento del settore delle costruzioni e minerario. Venire a trovarci sarà fondamentale per avere un’immagine esaustiva delle macchine e delle tecnologie sul mercato: per l’edizione 2018 abbiamo allestito anche ben due aree prova”. La crescita della regione sub-sahariana nel suo complesso si riflette nelle adesioni alla terza edizione della fiera, che molto probabilmente supererà in maniera significativa i 616 espositori della precedente edizione: “Saranno presenti varie aziende leader del setto-

re quali Accociated Asphalt Equipment, Bauer, Bell Equipment, CLT-Crane Load Technology, Doka, Geda-Dechenreiter, Hansa-Flex, Hiab, Husqvarna, Hytec Holdings, ITR Africa, Iveco, Layher, Masa, MB Crusher, Pan Mixers South Africa, Pilequip, Putzmeister, Scaw, Shantui, Wirtgen, XCMG e ZF Services”, aggiunge Crewe. “Abbiamo inoltre il piacere di ospitare per la prima volta Deutz Diesel Power e Powerstar, allineando così una significativa rappresentanza dell’intera industria”. Notevoli anche le partecipazioni collettive, con padiglioni nazionali che rappresenteranno Cina, Germania, Nord America, Regno Unito, Finlandia e le debuttanti Singapore e Portogallo. “Questo dimostra in maniera inequivocabile l’importanza della fiera per il mercato internazionale”, chiosa Crewe. Il suo ruolo centrale è sottolineato anche da Frank W. Reschke, direttore vendite di Masa, il quale evidenzia: “Non c’è nessun’altra fiera, in Africa e per l’Africa, minimamente paragonabile a questa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Brian van Buuren, Managing Director di ITR Africa, che ricorda: “Il successo dell’edizione precedente è stato straordinario e la professionalità dimostrata dagli organizzatori ci ha dato la possibilità di mettere in mostra i nostri prodotti nel modo migliore”. La sensazione diffusa è che l’edizione 2018 segni un ulteriore aumento di vo-

lumi e performance, come si capisce anche dal fatto che le entrate dell’Expo Centre di Johannesburg riservate alla fiera saranno raddoppiate (da due a quattro), per facilitare le operazioni di afflusso e deflusso dei visitatori. Zambia, Zimbabwe, Namibia, Mozambique e Botswana sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di visitatori dell’evento che, da quest’edizione, passa alla cadenza triennale. Una scelta che, spiegano gli organizzatori, “si adatta al meglio alle caratteristiche peculiari del mercato africano”. Con una copertura totale di tutto ciò che riguarda il mercato delle costruzioni e del movimento terra, Bauma Conexpo Africa 2018 assume su di sé un’aspettativa molto forte, ma non certo irrealistica: segnare il definitivo rilancio del settore, lanciando un ponte tra i mercati occidentali in cerca di rilancio e quello del Continente Nero, che spera di fare il salto di qualità. ■

LA CARTA D’IDENTITÀ • Periodicità: triennale • Edizione: terza • Date e orari: dal 13 al 16 marzo 2018, dalle 9.00 alle 17.00 • Luogo: Expo Centre di Johannesburg (Sud Africa) • Superficie: 68.000 m² • Espositori edizione 2015: 616 (da 42 paesi) • Settori merceologici: cantieri edili di ogni genere; cava, estrazione e trattamento dei materiali grezzi; produzione dei materiali da costruzione; fornitura di componenti e servizi • Visitatori edizione 2015: 14.300 (da 75 paesi) • Organizzazione: l’evento nasce dalla partnership tra due importanti fiere internazionali, quali Bauma (organizzata dalla Fiera di Monaco di Baviera) e Conexpo CON/AGG (organizzata da AEM - Association of Equipment Manufacturers)

gennaio-febbraio 2018 - ONSITECONSTRUCTION 119


PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

BOMAG

Le novità a Intermat 2018 A Intermat, Bomag presenterà tutta la sua gamma di macchine edili per la compattazione di terra, asfalto e rifiuti, stabilizzatrici/riciclatrici, frese e finitrici. L’azienda dedicherà un’area anche al tema della digitalizzazione. Nel Digital Corner, grazie alla realtà virtuale e aumentata, si scopriranno le soluzioni digitali proposte da Bomag: dalla nuova tecnologia a 360° per la compattazione dell’asfalto al Digital Field-Service intelligente per le macchine edili. Tra le novità esposte ci sarà la stabilizzatrice/

riciclatrice RS 500 con rotore di fresatura traslabile lateralmente, caratteristica che permette di fresare fino al bordo più esterno del piano stradale mantenendo un’elevata facilità di manovra.

Da citare anche il rullo monotamburo compatto BW 124-5 con tamburo liscio o a piedi di montone della nuova generazione, che si distingue per il roll-bar con quattro montanti (ROPS/FOPS),

il comando della lama opzionale integrato nella leva di avanzamento e il motore a basso consumo conforme al livello di emissioni IV/Tier 4. Il rullo è disponibile anche con l’Economizer come optional. Nell’ambito del concetto di tecnologia a 360° Bomag presenterà la tecnologia Tango4 per rulli tandem con sterzo a ralla (per la prima volta si è riusciti ad applicare l’oscillazione in un tamburo diviso): essa garantisce una compattazione delicata e rivela la sua genialità soprattutto nelle curve, grazie alle ridotte forze di taglio.

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Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com

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PRODOTTI MECALAC

L’escavatore elettrico e12 A Intermat 2018 Mecalac esporrà l’escavatore elettrico e12. Vincitore degli Innovation Awards nella categoria Special Awards/Energy Transition, questo modello è lo sbocco logico di un modus operandi del costruttore francese che dal 1974 ottimizza i cantieri grazie a macchine sempre più polivalenti in grado di ridurre il numero di mezzi presenti nei vari siti, di ottimizzare la durata del loro intervento e di rendere redditizio il loro funzionamento.

l’autonomia, le prestazioni e la compattezza. Il modello Mecalac e12 è dunque il primo escavatore elettrico al 100% senza compromessi su questi tre criteri. La chiave dell’autonomia e delle prestazioni risiede nella struttura stessa di

Tre grandi sfide La versione elettrica dell’escavatore 12 MTX si inquadra nell’etica di Mecalac, orientata a cantieri urbani sempre più compatti, performanti e rispettosi dell’ambiente. Poiché la struttura del 12 MTX con motore termico la predestinava naturalmente alla sua versione elettrica, la postazione del motore termico riceve ora la tecnologia delle batterie LiFe PO4 –Litio Ferro Fosfato, per una durata triplicata, coniugando un ciclo di vita più lungo di quello delle batterie classiche e una totale sicurezza: nessun rischio d’incendio e nessuna perdita di liquido dalla batteria. “Tutte le macchine elettriche devono affrontare tre grandi sfide:

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questa macchina operatrice. La fonte di energia, separata dalla torretta, permette di trasmettere una potenza di 146 kW/h, offrendo così un’autonomia di otto ore”, spiega Patrick Brehmer, responsabile del design e del management prodotti.

Una linea guida per i cantieri urbani Con la sua struttura urbana fin dalle origini e i suoi due motori elettrici a funzionamento indipendente che alimentano da un lato l’equipaggiamento e dall’altro la traslazione, l’escavatore Mecalac e12 trova naturalmente un posto nelle flotte di macchine urbane. Oltre alle sue prestazioni e alla sua autonomia, la trasmissione al 100% elettrica offre un’elevata forza di trazione. La densità di potenza dei motori elettrici permette di conservare un’estrema compattezza e di escludere la necessità di manutenzione. Inoltre, l’escavatore e12 dispone di una cassetta elettrica che consente di ricaricarla sul posto in seisette ore. In tal modo, senza compromessi sulla potenza la e12 può svolgere i suoi compiti lungo l’intero arco della giornata senza dover ricaricare le batterie.


BKT

Pneumatici Off-Highway per l’inverno BKT propone pneumatici specifici per affrontare la stagione invernale, pensati non solo per disimpegnarsi su superfici fangose e innevate, ma anche per operare in normali situazioni di terreno asciutto, riuscendo a conciliare suoli e aspetti tecnicamente contrapposti tra loro. Battistrada e mescola sono progettati per mantenere inalterate le caratteristiche dello pneumatico anche a basse temperature e per conferire trazione e tenuta su suoli bagnati, ghiacciati o scivolosi. Earthmax SR 22 (G-2/L-2) è un radiale All Steel progettato per motolivellatrici e loader che operano in condizioni estreme su neve o ghiaccio, caratterizzato da trazione e stabilità elevate. Doti garantite dal disegno del battistrada largo e non-direzionale che assicura sicurezza e aumenta la

grip su bagnato e neve. È disponibile nelle misure 14.00 R 24, 17.5 R 25 e 20.5 R 25. Snow Trac è ideale per skid che operano in applicazioni su strada e condizioni più difficili e si distingue per la trazione. È ottimale per le operazioni su neve e ghiaccio grazie al disegno del battistrada che elimina i rischi di slittamento. È durevole e resistente a tagli e lacerazioni ed è disponibile nelle misure 16.9 - 24, 18.4 – 24, 15.5 – 25, 17.5 – 25, 20.5 – 25 e 23.5 – 25. L’OTR Earthmax SR 42 è sviluppato per haul train in miniere o in applicazioni pesanti per il trasporto del legname. La mescola del battistrada è studiata per resistere a tagli e usura e per garantire sicurezza in condizioni climatiche estremamente fredde. È presente sul mercato nell’unica misura 14.00 R 25.


PRODOTTI WEBER

La piastra CR6 e il rullo vibrante DVH La combinazione tra la piastra reversibile Weber CR6 e il rullo vibrante Weber DVH assicura una compattazione profonda e efficace e un’asfaltatura ottimale. Queste attrezzature consentono peraltro un notevole risparmio economico in termini di acquisto, di gestione e di manutenzione. La piastra reversibile Weber CR6 A fronte di un peso contenuto di 412418 kg, la piastra Weber CR6 sviluppa una forza centrifuga di 55 kN, per una profondità di compattazione di circa 60-70 cm su un terreno misto. In pratica, il doppio rispetto a un classico rullo da asfalto da 15-18 q, il cui sistema eccentrico sviluppa normalmente 17-19 kN di forza centrifuga che, assieme al peso della macchina, raggiunge i 32-35 kN, per una profondità di compattazione di 30-35 cm sullo stesso tipo di terreno. Inoltre, le ridotte dimensioni della CR6 la rendono idonea per operare in spazi ridotti, quali fosse e trincee. La capacità di compattazione e la maneggevolezza si sommano a minori oneri di manutenzione, a una più facile movimentazione e trasportabilità e a un costo d’acquisto decisamente inferiore. La piastra bidirezionale Weber CR6 ha una larghezza di 60 cm ed

è alimentata da un motore diesel Hatz da 7,5 kW, equipaggiato con uno speciale sistema antirumore che riduce le emissioni acustiche. La macchina viene fornita con una coppia di allargatori che possono essere rimossi, permettendo di ridurre la larghezza di lavoro a 45 cm. Il rullo tandem DVH Il rullo vibrante DVH – offerto nelle versioni DVH 600 e DVH 655 E – è il compagno ideale di lavoro della piastra reversibile CR6: quest’ultima compatta il terreno prima della

stesa dell’asfalto, il rullo porta a termine il lavoro. Ideali anche per la compattazione di marciapiedi o piste ciclabili, i rulli Weber offrono la possibilità di attivare/disattivare la vibrazione durante il lavoro, presentano la guida idrostatica e la marcia avanti e indietro. Il modello DVH 600 si caratterizza per un peso di 420 kg, una larghezza di lavoro di 65 cm e una forza centrifuga di 10 kN. Il motore è un’unità Lombardini alimentata a gasolio. Si sale di categoria con la versione Weber DVH 655 E che, alimentata da un motore diesel Lombardini, ha un peso di 732 kg, una larghezza di lavoro di 65 cm e mette a disposizione una forza centrifuga di 21 kN. Per saperne di più Come per tutte le attrezzature Weber, anche per la piastra reversibile CR6 e i rulli DVH il punto di riferimento in Italia è A.L. Consulting, che mette a disposizione del mercato non solo una lunga esperienza, ma anche numerose macchine per effettuare test comparativi e poter comprendere, direttamente sul campo, i vantaggi offerti dalle attrezzature prodotte da Weber.

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BOBCAT

I nuovi escavatori compatti Bobcat punta a rivoluzionare il mercato europeo degli escavatori compatti con una nuova generazione di macchine nella classe 2-4 t presentate in anteprima a Intermat 2018. Tutti i modelli di questa nuova famiglia sono già conformi ai requisiti della nuova normativa europea per la limitazione delle emissioni inquinanti Stage V e introducono nuovi livelli di comfort per l’operatore, un controllo delle funzioni della macchina ancora più preciso e fluido e nuove e rivoluzionarie concezioni progettuali e stilistiche. I modelli E26, E27 ed E27z si caratterizzano per la stabilità e rispettano i limiti di peso necessari per assicurarne una facile trasportabilità. Obiettivo progettuale fondamentale è stato assicurare il comfort dell’operatore e queste nuove macchine incorporano molte caratteristiche innovative e livelli superiori di qualità e robustezza. Il risultato? Una nuova piattaforma flessibile con differenti configurazioni di macchine e specifiche per adattarsi a una vasta gamma di applicazioni e di esigenze dei clienti. Un’analoga radicale trasformazione è in corso nella classe 3-4 t: i nuovi modelli E34 ed E35z sono stati sviluppati per

rafforzare l’offerta Bobcat in questa categoria. Jaroslav Fiser, Product Line Director per i miniescavatori Bobcat nella regione EMEA, ha commentato: “Questo è un momento emozionante per tutti coloro che in Bobcat sono coinvolti nello sviluppo dei nuovi prodotti. I nostri progettisti ed esperti di prodotto hanno lavorato a stretto contatto con lo staff del reparto commerciale e un numero selezionato di concessionarie europee per assicurare a questi nuovi prodotti la capacità di soddisfare le necessità di una clientela esigente qual è quella europea”.

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PRODOTTI LIEBHERR

Pale gommate XPower in versione “tunnel” Le pale gommate Liebherr XPower L 550, L 556, L 566 e L 576 presentano molti dettagli specifici per garantire un alto grado di robustezza per i lavori in tunnel. Il costruttore tedesco ha qui previsto una cabina speciale insonorizzata con parabrezza in vetro blindato che fornisce protezione all‘operatore sia contro il ribaltamento (ROPS) che contro la caduta di oggetti (FOPS), elementi di fondamentale importanza quando si lavora all’interno di tali contesti. Il post-trattamento dei gas di scarico, conformi al livello IV / Tier 4f, è effettuato mediante la tecnologia SCR. Protezione completa Le pale gommate Liebherr XPower L 550, L 556, L 566 e L 576 sono note per la loro robustezza: per garantire un’elevata disponibilità della macchina, un prefiltro pulisce l’aria di aspirazione del motore, che in genere nei tunnel è contaminata da polvere o particolato. Una protezione dell’asta del pistone

in acciaio protegge il cilindro d’inclinazione sul braccio di sollevamento dalle rocce in caduta. I porta-lampada dei fari di lavoro hanno una griglia di protezione e sono anch’essi in acciaio. Perfino la scatola dell’aria condizionata è in metallo. Una massiccia protezione tubolare protegge il cofano e il vano motore da eventuali danni dovuti agli spazi ristretti dei tunnel. Massima sicurezza La sicurezza è la massima priorità quando si lavora in un tunnel: questo è il motivo per cui il “pacchetto tunnel” contiene fari di lavoro a LED ad alte prestazioni per condizioni di illuminazione

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ottimali in tutta la zona dove lavora la macchina. Anche un dispositivo di avvertimento acustico fa parte delle attrezzature per le macchine che lavorano nei tunnel: tale dispositivo avvisa le persone nelle immediate vicinanze quando la pala inverte la marcia. Su richiesta, i clienti possono estendere il segnale acustico di retromarcia con un segnale ottico. Una telecamera di retromarcia è montata di serie su tutte le macchine. L’innovativa trazione XPower assicura potenza ed efficienza: combina la trasmissione idrostatica, che è la forma di trazione più efficiente nei tratti di percorrenza brevi, con quella meccanica, che è la variante più potente ed economica sui tratti di percorrenza più lunghi. Il sistema Liebherr-Power-Efficiency svolge un ruolo chiave: controlla tutte le componenti in modo proattivo ed in tempo reale per la massima efficienza possibile. Il basso consumo di carburante ed i costi operativi ridotti sono il risultato.


YANMAR

I trasportatori C30R-3 e C30R-3TV Il C30R-3 è un trasportatore compatto: con una larghezza di 1,5 m, garantisce efficienza anche in aree ristrette. Una lunghezza di 3,28 m (cassone standard) e di 3,64 m (cassone orientabile) assicura facilità di manovra in ogni condizione, in particolare grazie alla funzione di contro-rotazione (a 360° attorno al proprio asse). Questo trasportatore è disponibile in due versioni: la prima - prevede un cassone con sponde apribili su tre lati con scarico del materiale posteriore, vanta un angolo di scarico di 58° e una luce di scarico a cassone completamente ribaltato di 455 mm. La seconda monta un cassone di tipo orientabile, installato su una ralla in grado di ruotare di 180° (90° a sinistra, 90° a destra). Questa versione consente di scaricare il materiale durante un movimento di traslazione lungo una trincea e di avvicinarsi con precisione al sito di lavoro mantenendo comunque una distanza di sicurezza. Il motore 4TNV88C è dotato di iniezione diretta per sviluppare potenza “pulita”; la centralina interamente elettronica garantisce un controllo totale e intelligente del motore, che è inoltre dotato di un sistema d’iniezione Common Rail capace di migliorare l’efficienza della

combustione del carburante. Il filtro DPF riduce la quantità di particolato nei dei gas di scarico. Yanmar ha migliorato anche il sistema di trasmissione del C30R-3: la macchina dispone di un nuovo sistema idrostatico HST (Hydrostatic System) a velocità variabile con due pompe e due motori che integra una funzione anti-stallo. Il trasportatore C30R-3 è in grado di effettuare manovre di contro-rotazione.

Il successo mette in moto nuove idee. Unica vetrina espositiva del settore in Italia

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Geofluid 2018

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121

Hillhead 2018

71

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Intermat 2018

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Intralogistica Italia

127

M3 MetalMeccanicaModerna

37

Officine Malaguti

123

Pio Pellacini

41

RMC

9

Samep Tools Sandvik Scai Simex

II Copertina 1 I Copertina IV Copertina

Tecnoricambi

21

Trevi Benne

19

Volvo CE

3

Wirtgen Macchine

13

Yanmar

15

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