PADIGLIONE 4 - STAND B8
Gennaio/Febbraio 2017 - n. 1
Attrezzature
Macchine Le novità Hitachi per il mercato europeo
La testa fresante Simex in azione
In cantiere Il raddoppio del Canale di Suez
Motori ed emissioni
Il quinto stadio è dietro l’angolo
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SOMMARIO Gennaio/Febbraio 2017 - n. 1
48 Wirtgen Group
La pavimentazione di qualità è un risultato di squadra
di Gianni Gennari
52 Brokk
Restyling di qualità e in sicurezza
di Lorenzo Zacchetti
Hands On
56 La pala gommata Hyundai HL960 In copertina: Scai
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Editoriale
di Ettore Zanatta
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Notizie
a cura di Liliana Rebaglia
Attualità 28 Terre e rocce da scavo
Terre misteriose
di Lorenzo Zacchetti
MACCHINE 34 Case Construction Equipment
La costruzione del futuro
di Ettore Zanatta
40 Hitachi
Il sole sorge a Oriente
di Ettore Zanatta
La padronanza del terreno
di Ettore Zanatta
66 Simex
La TF 2500 sbanca in Svizzera
di Fabio Petri
Componenti
70 Gruppo Minitop
La concretezza del fare
di Riccardo Lorenzi
74 Lubrificanti ecologici
Una scelta economica
di Saverio Bellante
78 Samoter Innovation Award
di Ettore Zanatta
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Responsabile di redazione Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Hanno collaborato a questo numero: Saverio Bellante, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it
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Innovazioni per il futuro di Lorenzo Zacchetti
Abbonamenti Italia: euro 48,00 Other countries: euro 60,00 Stampa MDM - Forlì Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
dossier
82 Emissioni motori
Il quinto stadio è dietro l’angolo
di Lorenzo Zacchetti
Distribuzione
92 Kobelco
Progetto Italia
di Stefano Vitali
On Site
96 Il raddoppio del Canale di Suez
L’unione dei mondi
di Pietro Gabrielli
ATTREZZATURE
44 Scania
Il futuro sostenibile
104 Coltivazione senza esplosivo
La sfida del ballast
di Fabio Petri
Fiere
110 Smopyc
Il mercato riparte da Saragozza
di Liliana Rebaglia
112 Intermat
Tra Parigi e Bangkok
di Lorenzo Zacchetti
114 Prodotti a cura di Liliana Rebaglia Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore.
C apoverso editrice
EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
La nuova rivista
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NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
SCHAEFF
Yanmar rilancia il marchio Yanmar riporta il marchio Schaeff nel mercato delle macchine edili. Dopo l’acquisizione da parte di Yanmar, nel 2016, del settore Macchine compatte di Terex Corporation, nello stabilimento di Crailsheim si punta sugli 80 anni di storia dell’azienda: a partire da ora miniescavatori, midi, escavatori e pale gommate torneranno in commercio con il marchio Schaeff. Peter Hirschel, direttore generale di Yanmar Compact Germany, afferma: “Il nome Schaeff è sinonimo di macchine edili compatte sviluppate e costruite in Germania. Oggi, come sempre è stato, Schaeff è specialista tecnologico del settore, una tradizione che portiamo avanti con Yanmar, con cui siamo felici e orgogliosi di percorrere questa strada”. Il management di Yanmar Compact Germany vede grandi potenzialità nel marchio Schaeff: “Nel settore delle macchine edili ben pochi altri marchi suscitano emozioni come Schaeff, che vive dell’entusiasmo dei propri collaboratori, clienti e rivenditori. Possiamo dire di avere dei veri e propri fan e queste sono le basi del
nostro lavoro”, prosegue Hirschel. “Un ulteriore motivo di soddisfazione risiede nel fatto che anche il nostro Centro Ricambi di Rothenburg fa parte della famiglia Yanmar, il che ci garantisce un adeguato approvvigionamento di ricambi”. Il direttore di stabilimento, Peter Berger, ritiene che la collaborazione offrirà ottime possibilità per la produzione: “In questi anni abbiamo trasformato il nostro stabilimento in un centro di produzione di alta qualità, conforme a tutti i requisiti della moderna costruzione di veicoli. I nostri processi produttivi si basano sul sistema di produzione ideato da Toyota, che punta a migliorare
produttività, qualità e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo di perfezionamento dei processi crea un legame forte tra noi e i colleghi giapponesi e fa sì che ci intendiamo al meglio riguardo a produzione, qualità e logistica. Una base eccellente, quindi, per una proficua collaborazione e per dare forma al nostro futuro!”. Per iniziare, nel primo trimestre Schaeff commercializzerà tre nuove macchine, con tecnologia motoristica all’avanguardia Euro IV: l’escavatore mobile TW95, l’escavatore midi TC125 e la pala gommata TL120. La gamma sarà poi estesa nel settore dei miniescavatori, con i modelli TC08 e TC10.
UNACEA
L’ingresso di Hyundai Heavy Equipment Hyundai Heavy Equipment ha aderito a Unacea come socio aggregato. All’interno del gruppo Hyundai, la divisione delle macchine per costruzioni nasce nel 1985, coprendo nel giro di pochi anni l’intera gamma di grandi e mini macchine per il movimento movimento terra. Il marchio Hyundai è oggi presente in oltre 140 Paesi, grazie a un’estesa rete distributiva e otto centri operativi sparsi in tutto il mondo. “Abbiamo deciso di associarci a Unacea perché Hyundai vuole lanciare
ministratore delegato dell’azienda. “Ci
network italiano. Occorre stabilizzare la
un forte messaggio al mercato italiano
concentreremo sulla forza del nostro
debole crescita degli scorsi mesi e inve-
di settore”, ha dichiarato Alain Worp, am-
marchio, il servizio e l’affidabilità del
stire sulla ripresa del mercato italiano”.
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NOTIZIE MB
Una MB-S18 S3 per l’SPCX Project Da oltre 15 anni, MB gioca un ruolo da protagonista nei settori della frantumazione, della demolizione e del riciclaggio, in Italia e all’estero. Il suo quartier generale è a Fara, in provincia di Vicenza, dove l’azienda è nata nel 2001, ma la sua rapida espansione l’ha portata a contare oggi sette filiali e una rete capillare di dealer e officine autorizzate dislocate in tutto il mondo.
Project) e consiste nell’espansione di una pipeline del diametro di 48”, di 424 km in Azerbaijan e 65 km in Georgia. Il contractor di questo intervento è un consorzio costituito da Saipem con una società locale, la Azfen. Nello specifico, la benna vagliante MB è utilizzata principalmente per eseguire il prerinterro della condotta in presenza di materiale granulare misto
La sua gamma di benne vaglianti, in particolare il modello MB-S18 S3, sono l’ideale per escavatori di grandi dimensioni (dalle 20 alle 35 t) e consente di lavorare materiali di svariata natura, garantendo prestazioni efficaci. Non a caso, è ricaduta su questo modello la scelta di Saipem (www.saipem.com), una delle imprese leader a livello mondiale nei servizi di perforazione, ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione di condotte e grandi impianti nel settore Oil & Gas a mare e a terra. Il contesto operativo in cui è stata impiegata la benna vagliante MBS18 S3 si chiama “SPCX Project” (South Caucasus Pipeline Expansion
sciolto. Questa tipologia di benna è utilizzata appunto per vagliare il terreno che verrà a contatto con il rivestimento della condotta all’interno dello scavo, quando si esegue l’operazione di rinterro. Perlopiù sono impiegate per rinterrare porzioni ridotte di scavi, principalmente in prossimità dei collegamenti di tronconi di
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condotta posati in scavo (tie-ins). Il Project Director di Saipem, Nicola Gaddo, spiega: “Abbiamo scelto la benna vagliante MB-S18 S3 sulla base dei dati raccolti e in base al materiale predominante esistente sul percorso della pipeline. L’attrezzatura montata sugli escavatori è utilizzata principalmente per il rinterro dei punti di collegamento. La benna presente all’interno del sito è montata su macchine operatrici da 30 t. Il modello dell’escavatore è stato prefissato prima di richiedere la benna, dato che i perni d’attacco delle attrezzature cambiano a seconda della portata e del modello dell’escavatore stesso. Per questo motivo, quando è stata ordinata la benna vagliante a MB, gli abbiamo esplicitamente richiesto di fornire insieme a essa uno specifico supporto di fissaggio per il modello di escavatore che poi saremmo andati a utilizzare. La dimensione delle griglie da applicare sulla benna è stata scelta in base alle procedure indicanti la granulometria richiesta”. Ideale per la selezione sia precedente o successiva alla frantumazione - abbattendo fino al 60% i tempi di frantumazione - la benna vagliante MB-S18 S3 consente di vagliare materiale naturale (fondo di fiume, residuo di cava, terra asciutta) o di qualunque natura, rendendolo disponibile in loco per la lavorazione desiderata.
NOTIZIE FAYAT
Acquisita la divisione Lavori Stradali di Atlas Copco Fayat ha definito l’acquisizione della divisione Lavori Stradali di Atlas Copco, produttore di rulli per asfalto e terra, finitrici e frese commercializzati con il marchio Dynapac. Attraverso quest’acquisizione, Fayat intende rafforzare la propria posizione strategica nel settore dei lavori stradali e della manutenzione. L’expertise dell’azienda francese in questo mercato è già molto profonda, grazie a marchi come Bomag, Marini, Marini-Ermont, SAE, Secmair e Breining. L’accordo comprende la vendita e le attività di servizio in 37 nazioni,
nonché unità produttive in cinque Paesi: Svezia, Germania, Brasile, India e Cina. In totale, l’azienda impiega 1.265 persone e ha prodotto ricavi intorno ai 309 milioni di euro nel corso del 2016. L’acquisizione è soggetta ad approvazioni normative e se ne prevede il completamento nel secondo quadrimestre
del 2017. “Siamo molto felici e orgogliosi di integrare un brand affermato come Dynapac nel nostro Gruppo”, ha detto Jean-Claude Fayat, presidente del Gruppo Fayat. “Continueremo a far leva sui punti di forza delle nostre rispettive organizzazioni e di Dynapac, procedendo in parallelo: ogni cliente
Jean Claude Fayat
presidente del Gruppo Fayat
continuerà a essere rifornito dei prodotti che ha scelto. Dynapac va a occupare un posto molto strategico nella nostra organizzazione e intendiamo espanderne la presenza e l’offerta di prodotti. Sfrutteremo la sua expertise e le sue tecnologie insieme al nostro portfolio consolidato per continuare a sviluppare attrezzature che soddisfino completamente i bisogni dei nostri clienti”.
COFILOC
Cofiloc all’Isola del Tronchetto L’Isola del Tronchetto, insieme a Piazzale Roma, rappresenta la porta d’accesso alla città di Venezia. Vi sorgono parcheggi e il terminal turistico e da qui partono i collegamenti per il Lido. Dal 2012 sono in corso i lavori per la realizzazione del nuovo cantiere navale dell’ACTV (Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano), che gestisce il trasporto pubblico nel comune della città lagunare e che qui ha già la sede direzionale. Una volta completata l’opera, ci sarà trasferita una serie di attività che attualmente vengono svolte nel cantiere di Sant’Elena, quartiere
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collocato nella parte più orientale del centro storico: la manutenzione e riparazione dei vaporetti e una serie di lavorazioni in acqua per le unità più grandi. Oltre il cantiere con annessa darsena, la struttura si articolerà in un piazzale di circa 15.000 m2 e due fabbricati di 150 x 30 m. Dal punto di vista logistico l’area presenta notevoli vantaggi e comodità, considerato che oltre a Sant’Elena - che l’ACTV abbandonerà - l’azienda dispone del cantiere di Pellestrina (ex De Poli), decisamente più lontano: un’ora navigazione per andare e un’ora per tornare. Molte le macchine di Cofiloc che in questi mesi si sono succedute e che continueranno a esservi impegnate. Nelle ultime settimane, in particolare, erano presenti una gru automontante Potain GTMR 336 B-C con braccio da 40 m, un rullo vibrante e compattatore ferro-gomma BW 179 DH3 e un sollevatore telescopico Merlo P 40.16.
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NOTIZIE BRIGADE ELETTRONICA
Sinergia per la sicurezza con Soilmec La sicurezza per Soilmec è sempre stata un aspetto imprescindibile, divenendo ancor più fondamentale con l’entrata in vigore, nel 2015, della normativa europea EN-16228, relativa alle misure di controllo e sicurezza proprio per le attrezzature per perforazioni e fondazioni speciali. Tra le varie voci, se ne evidenziano due di notevole importanza inerenti la visibilità e l’udibilità. La norma impone una visibilità vicina e lontana a 360° della macchina, intendendo con lontana un raggio di 16 m dal centro della macchina. Tale visibilità può essere diretta, anche tramite specchietti e, laddove
non è possibile o in caso di angoli ciechi, indiretta, attraverso ausili. Soilmec ha quindi installato di serie diverse telecamere per garantire l’adeguata visibilità affidandosi a Brigade Elettronica, suo partner storico. Ne ha montare cinque sulle macchine più grandi, come la nuova perforatrice multifunzionale SR 125 HIT (High Technology): appartengono alla serie Elite, top di gamma Brigade Elettronica, abbinate al monitor da 7” BE870FM(FB), realizzato con una cornice tra le due metà del guscio che ne consente l’inserimento a incasso nella plancia di comando.
Le telecamere sono disposte per garantire una visione completa del mezzo: la prima, montata sull’attrezzatura, mostra la zona periferica posteriore dall’alto; la seconda inquadra l’area frontale sul lato opposto dell’operatore; la terza copre sempre il lato cieco per l’operatore, ma posteriore, mentre la quarta la zona posteriore in basso. Una quinta telecamera è dedicata agli argani, per controllarne il corretto funzionamento. Anche per l’udibilità Soilmec ha scelto Brigade Elettronica, più precisamente bbs-tek, l’avvisatore acustico per la retromarcia a suono bianco (banda larga), direzionale e immediatamente localizzabile. Soilmec ha montato di serie il modello Smart, che si adatta al livello di rumorosità circostante, regolando automaticamente il
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volume senza che esso sia più di 5 dB superiore al rumore ambientale, affinché l’allarme abbia un volume sufficiente per segnalare il pericolo, ma non inutilmente eccessivo. Una caratteristica che rende bbstek versatile e adatto alle diverse applicazioni della macchina, che, a seconda dell’attrezzatura (palo trivellato, elica continua, tubo) ha differenti intensità di rumore. Sia le telecamere che l’avvisatore acustico sono in dotazione standard su tutte le macchine di ultima generazione, come la citata perforatrice SR 125 HIT che, equipaggiata con i sistemi Brigade, è stata impiegata per i lavori di una nuova ala produttiva di Orogel, il primo produttore nazionale di vegetali freschi surgelati con sede principale a pochi chilometri da quella del Gruppo Trevi. Trevi si è occupata delle opere di fondazione della cella di conservazione, che ha richiesto un consolidamento del terreno mediante 486 pali realizzati, appunto, dalla perforatrice Soilmec SR-125 HIT in configurazione CFA (tecnologia elica continua).
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NOTIZIE RENAULT TRUCKS
La seconda edizione del Challenge RTEC
È iniziata la seconda edizione del Challenge RTEC 2017 (Road to Excellence Championship,) dedicato al personale post-vendita della rete internazionale di Renault Trucks. Sono iscritti alle preselezioni 5.285 concorrenti, per un totale di 1.442 squadre di 49 paesi, che si sfideranno per conquistare il titolo di “Migliore squadra post-vendita Renault Trucks”. L’obiettivo del Challenge RTEC è valorizzare le competenze della rete Renault Trucks, mettendo a confronto i migliori professionisti del post-vendita. Oltre alla competizione, che si svolge a squadre, e alla vittoria finale, questa sfida rappresenta per i partecipanti l’occasione di rafforzare lo spirito di squadra, avere un costruttivo scambio con i vari paesi sulle competenze acquisite e sviluppare la propria professionalità, allo scopo di offrire ai clienti Renault Trucks un servizio d’eccellenza.
“La sfida RTEC evidenzia le qualità e l’elevato livello di formazione tecnica delle squadre della rete Renault Trucks, ovunque nel mondo, e questa seconda edizione lascia presagire una competizione eccezionale, poiché riunisce quasi il triplo dei partecipanti rispetto al precedente”, spiega Gilles Clément, Vice-President Aftermarket presso Renault Trucks. Il Challenge si svolge in tre tappe: due manche di prove teoriche, seguite da una prova pratica finale sui veicoli. In una prima fase, le squadre della rete Renault Trucks dovranno rispondere a due test da 35 domande con l’obiettivo di convalidare e sviluppare le loro competenze tecniche, le loro conoscenze sugli strumenti e sulle procedure Renault Trucks, ma anche sulla gestione del rapporto con il cliente. Al termine di queste prove teoriche, le migliori 24 squadre si incontreranno nel mese di maggio presso la sede Renault Trucks a Lione, per partecipare a una finale internazionale durante la quale i partecipanti si sfideranno su prove pratiche, presso il centro training di Renault Trucks.
BKT
Il meglio della gamma al Conexpo I visitatori del Conexpo-CON/AGG 2017 potranno vedere da vicino alcuni membri della famiglia di prodotti Earthmax, in continua espansione e progettati per garantire un’ottimale distribuzione del peso sul terreno in tutte le applicazioni con dumper, pale gommate, dozer o motolivellatrici.Tutti i prodotti della gamma Earthmax sono accomunati dalla struttura All Steel, che conferisce una resistenza maggiore alla carcassa e a impatti esterni quali forature e la penetrazione di corpi estranei. Lo pneumatico più rappresentativo della gamma Earthmax è senz’altro Earthmax SR 45 Plus, il nuovo pneumatico Giant di BKT da 2,7 m di diametro (nella misura 27.00 R 49). Progettato per dumper rigidi, è ideale per il trasporto su lunghi percorsi.Tra gli altri modelli in esposizione a Las Vegas ci saranno anche Earthmax SR 22, sviluppato per motolivellatrici e loader che operano su terreni innevati; Earthmax SR 30, progettato per dumper articolati e pale gommate; Earthmax SR 41, ideal per dumper articolati. A completamento della gamma non mancherà Earthmax SR 49, idoneo per loader e dozer impiegati in ambienti difficili.
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Maggior precisione e minori consumi
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NOTIZIE PONSSE & PRINOTH
Due specialisti per il progetto OnTrack Il costruttore globale di macchine forestali Ponsse e il costruttore di veicoli cingolati multiuso Prinoth collaboreranno, congiuntamente a degli istituti di ricerca forestale europei e a delle PMI, nel progetto OnTrack, una nuova Azione di Innovazione del programma Horizon 2020 dell’UE. Questo progetto biennale si prefigge l’obiettivo di studiare organi di rotolamento
alternativi sotto forma di telai cingolati in grado di ridurre l’impatto delle macchine sui terreni boschivi, garantendo al tempo stesso o addirittura migliorando la produttività. In caso di successo, OnTrack fisserà un nuovo standard di prestazioni ambientali nelle operazioni forestali, incoraggiando gli altri a seguirne l’esempio. “I risultati attesi possono ridurre l’impatto delle macchine
forestali sui terreni, semplificando la pianificazione e offrendo agli appaltatori dei tassi di utilizzo delle macchine più elevati, riducendo i costi e migliorando il profilo ambientale del settore”, dichiara il coordinatore del progetto OnTrack Rasmus Astrup all’istituto norvegese NIBIO (Norwegian Institute for Bioeconomy Research). Il progetto OnTrack proverà varie configurazioni di sottocarri cingolati Prinoth sotto i forwarder per tronchi Ponsse, macchine per terreni difficili concepite per estrarre grandi quantitativi di legname dai boschi trasportandoli fino alla strada forestale più vicina. Oltre al finlandese Ponsse Plc e all’italiano Prinoth, tra i partner figurano anche lo svedese Skogforsk, il finlandese Metsäteho Oy, il lettone LSFRI, il tedesco KWF e i norvegesi Owren AS e NIBIO (coordinatore). La concept machine OnTrack sarà collaudata in tutti i paesi partecipanti. Questa Azione di Innovazione H2020 è stata avviata nell’autunno del 2016 e durerà due anni.
TREVI
Le fondazioni della nuova ICD Tower di Dubai Swissboring, filiale di Trevi negli Emirati Arabi, sta lavorando alle fondazioni della nuova IDC Tower. La nuova torre di 54 piani per 282 m di altezza, sorgerà nel Dubai Financial Centre grazie alla joint-venture tra la Investment Corporation di Dubai ( ICD ) e Brookfield Property Partners. La ICD World Financial Center, progettata dagli architetti britannici Foster + Partners, conterrà più di 90,000 m2 adibiti a uffici, cinque piani dell’edificio saranno adibiti a centro commerciale. Ci sarà anche uno spazio pubblico circondato da ristoranti che sarà caratterizzato da eventi culturali. Il complesso avrà un parcheggio per 2.700 auto. I lavori sono iniziati a marzo 2016 e dureranno complessivamente circa 14 mesi. Swissboring avrà il compito di costruire 12.000 m² di diaframmi, 850 pali di diametro compresi tra 1.000 e 1.500 mm e con più di 2.000 ancoraggi a supporto del diaframma.
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NOTIZIE DAT instruments
DAT instruments per il Çamlıdere Project
Il datalogger JET SDP / IB è utilizzato per i sondaggi del terreno propedeutici la realizzazione di un acquedotto in Turchia finalizzato all’approvvigionamento di acqua potabile di Ankara. I datalogger DAT instruments non conoscono frontiere. Anzi, è proprio la domanda internazionale ad assumere sempre più importanza per la progettazione e la realizzazione di strumenti in grado di coadiuvare e certificare l’attività di perforazione. Come nel caso della realizzazione di un acquedotto in Turchia: lo scopo del progetto è fornire acqua potabile alla capitale, Ankara, attraverso un tunnel di 31,6 km. L’acqua del torrente di Gerede, ramo del fiume di Filyos, sarà trasmessa alla diga di Çamlıdere. Il progetto comprende la
realizzazione di tre comparti, di un impianto di aspirazione dell’acqua, di un impianto per il trattamento dei sedimenti e di vari canali compreso il principale che andrà a trasferire l’acqua dal Gerede Creek al bacino idrico di Çamlıdere. Il tunnel avrà un diametro di 4,5 m e garantirà una trasmissione di acqua con un flusso di 40 m³/sec. Il lotto in cui opera il datalogger DAT intruments è a carico dell’impresa Kolin ‘n’aat; la supervisione del progetto è affidata all’ente governativo turco State Hydraulic Works. Il datalogger JET SDP / IB è stato installato da personale tecnico italiano su una piccola sonda perforatrice, a sua volta montata su una TBM. Il dispositivo è utilizzato dall’impresa per eseguire sondaggi nel terreno
in cui si sta effettuando lo scavo dell’acquedotto, in modo da controllare eventuali anomalie geologiche. Utilizzato come strumento di sondaggio - in base ai parametri di perforazione quali coppia, spinta, velocità di rotazione, tutti registrati in relazione alla profondità - l’impresa è in grado di determinare la composizione del terreno e operare con cognizione di causa, prevenire danni agli strumenti di perforazione e verificare la correttezza del lavoro svolto in relazione alle esigenze specifiche del cantiere. Attraverso la misura in tempo reale dei parametri di perforazione, con il datalogger DAT instruments è possibile dedurre le caratteristiche geomeccaniche del terreno. La diagrafia restituita in funzione della profondità mette in evidenza le quote dei vari livelli stratigrafici del terreno. Per questo utilizzo la società lombarda mette a disposizione del mercato due tipi di datalogger: il JET SDP / IB utilizzato in questo frangente e il JET 4000 AME / J, più sofisticato e ampliabile con la funzione jet-grouting.
LEISTER
Saldatrici per il centro Coop di Schafisheim Per il cantiere del centro logistico del-
canali di gronda o in spazi ristretti gra-
1,8 mm: nei grossi cantieri come quello
la Coop elvetica, a Schafisheim, so-
zie al limitato ingombro del carrello po-
di Shafisheim Uniroof è il complemento
no state scelte le saldatrici automati-
steriore (200 mm). Il carrello posteriore
ideale di saldatrici di maggiori dimen-
che UNIROOF AT prodotte da Leister,
può essere fatto scorrere lateralmente;
sioni, come Varimat V2.
multinazionale svizzera leader nel for-
in tal modo il rischio che la macchina
nire soluzioni di saldatura per materie
si trovi a “camminare” su una superfi-
plastiche.
cie resa irregolare dai fissaggi meccani-
UNIROOF AT è una macchina automa-
ci è praticamente azzerato. La saldatri-
tica in grado di effettuare molte delle
ce UNIROOF AT si è imposta grazie al-
tipologie di saldatura che si affrontano
la sua maneggevolezza che le consente
in copertura, riducendo le saldature ma-
di saldare anche in spazi ridotti. Inoltre,
nuali. Un esempio su tutti, la capacità
con 17 kg di peso, è più leggera di al-
di saldare a soli 100 mm da parapetti o
tre saldatrici della stessa categoria, fa-
lucernari grazie a una larghezza conte-
cilitandone la trasportabilità in cantiere.
nuta del telaio. Ma anche la possibilità
Uniroof è in grado di saldare a una ve-
di saldare in automatico all’interno di
locità fino a 3 m/min manti di spessore
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NOTIZIE SCANIA
Grande successo per “Costruire il Futuro Scania Tour” “Offrire soluzioni di trasporto su misura per soddisfare le esigenze operative dei propri clienti, sia che si tratti di lungo raggio, distribuzione, trasporto pubblico, applicazioni speciali o, appunto, cava cantiere”, è questa la strategia di Scania messa in evidenza da Giancarlo Perlini, responsabile marketing e del dipartimento Sales and Development, Construction, Distribution, P&S di Italscania al termine di Costruire il Futuro Scania Tour. Si tratta di un’iniziativa che ha voluto offrire agli operatori del cava cantiere l’opportunità di provare in prima persona il valore delle soluzioni Scania in questo settore. “Costruire il Futuro è stato un tour di grande successo e dai grandi numeri, durato 188 giorni con il coinvolgimento di 21 concessionarie, 26 master driver e che ha visto i due mezzi d’opera CB8x4 EHZ da 450 CV impegnati in oltre 100 cave di 21 diversi distretti”. Ciò che contraddistingue Scania è il punto di partenza, ovvero l’economia operativa totale (TOE, Total Operating Economy) e la configurazione di una soluzione su misura per la specifica applicazione e per consentire ai clienti di raggiungere una redditività sostenibile, prendendo in analisi il tipo di incarico e le condizioni in
cui operano. Una strategia chiara che consente all’azienda svedese di soddisfare anche le esigenze operative dei clienti del cava cantiere, offrendo loro elementi chiave quali prestazioni, efficienza e affidabilità, oltre che servizi su misura. “I numeri positivi dell’iniziativa Costruire il Futuro Scania Tour sono lo specchio di un segmento che sta mostrando importanti segnali di ripresa, che si sono tradotti in un +52,3% di immatricolato nel 2016 rispetto al 2015”, ha evidenziato Perlini. “Possiamo ritenerci soddisfatti dell’adesione all’iniziativa, dell’interesse e dei riscontri positivi che abbiamo ottenuto da parte degli
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operatori intervenuti alle varie tappe nei confronti delle soluzioni Scania per il cava cantiere. L’obiettivo per noi era quello di provare sul campo come Scania, forte di una gamma completa di prodotti e applicazioni, possa essere considerato un player di riferimento anche nelle applicazioni di trasporto specifico e in particolare nel mondo del cava cantiere. Un settore in cui abbiamo registrato risultati positivi in termini di volumi: nel 2016, in particolare, abbiamo ottenuto una crescita dell’immatricolato del 67% rispetto al 2015”. I mezzi d’opera CB8x4 EHZ da 450 CV, 13 l Euro 6, equipaggiati con tecnologia puro-SCR, abbinata a un cambio opticruise a 12 rapporti e 2 primini in modalità Off road sono stati i protagonisti di Costruire il Futuro Scania Tour. Il rapporto coppia potenza è uno dei più elevati sul mercato, con una coppia massima erogata di 2.350 Nm tra i 1.000 e i 1.300 giri/min. La manovrabilità del veicolo è ottima, garantita dal passo di 4.100 mm, senza contare che l’altezza libera da terra è stata ottimizzata grazie al posizionamento delle rotocamere rialzate.
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NOTIZIE G.D.M.
Crescita costante e... certificata La G.D.M. di Bagnacavallo (Ra) nasce nel 1999 come officina di carpenteria metallica, da un’idea di Giuseppe Di Mauro e Michela Cortesi. Per 15 anni tutte le energie convergono per formare le maestranze nella costruzione e riparazione di attrezzature per macchine operatrici. Grazie agli ottimi risultati conseguiti, forte dell’esperienza maturata nel settore movimento terra, G.D.M. si sente finalmente pronta ad affacciarsi sul mercato come costruttore. Nel 2014 rileva il marchio Romea, rinomato sul panorama nazionale, pianifica e attua un progetto di rinnovamento ed espansione: trasferisce la propria sede in un nuovo stabilimento produttivo di circa 2.000 m2 di superficie, dotato di attrezzature e tecnologie all’avanguardia, e amplia gli uffici tecnici dotandoli di software all’avanguardia per redigere con precisione e affidabilità a qualsiasi richiesta di progetto su misura. G.D.M. ha ambizioni più ampie e da subito i soci redigono un piano di internazionalizzazione d’azienda, ponderato e strutturato, al fine di affacciarsi anche su mercati internazionali con idonei strumenti e non temere la concorrenza. Nel 2016 si è concluso un
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percorso di attuazione e gestione di sistema di qualità aziendale con l’ottenimento della Certificazione ISO 9001:2015. G.D.M. oggi è un’azienda di progettazione e produzione di attrezzature di macchine operatrici, in grado di offrire ai propri clienti: progettazione su richiesta del cliente; produzione su misura; organizzazione della logistica; post vendita e assistenza. La produzione è destinata a utilizzatori appartenenti a svariati settori: movimento terra, attrezzature per escavatori, pale e macchine operatrici; demolizione, cave e miniere; smaltimento rifiuti e riciclaggio; forestale; fotovoltaico; sistema di pulizia pannelli; ricambi. G.D.M. vanta una collaborazione con alcuni dei più importanti nomi del settore del movimento terra - quali Volvo, Caterpillar, Case, Komatsu, Liebherr e Doosan – ed è specializzata nella realizzazione di bracci speciali, Triplice Articolazione con Posizionatore Idraulico, bracci da demolizione, bracci pianta palancole, Long Reach, Ditch Cleaning e Material Handing. La direzione G.D.M. e tutto il personale aziendale hanno infine comunicato che si è concluso con esito positivo il percorso di certificazione Qualità UNI EN ISO 9001:2015.
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NOTIZIE LIEBHERR
Escavatori a fune per l’aeroporto di Barcellona
Tre escavatori idraulici a fune Liebherr sono stati impiegati nel progetto infrastrutturale di ampliamento dell’aeroporto El Prat di Barcellona. Tra le macchine utilizzate vi erano anche due escavatori HS 8100 HD. Con quasi 40 milioni di passeggeri l’anno, El Prat è il secondo aeroporto in Spagna dopo Madrid e uno dei principali snodi in Europa. Per far fronte al crescente traffico passeggeri, si lavora costantemente al miglioramento delle infrastrutture. Gli interventi comprendono anche un collegamento della nuova superficie aeroportuale alle linee ferroviarie urbane. Tre escavatori idraulici a fune Liebherr, tra cui due nuovi HS 8100 HD e il modello già affermato HS 873 HD, sono stati impiegati da febbraio ad agosto 2016 per lavori di fondazione. Gli escavatori, di proprietà dell’impresa spagnola Terratest, erano tutti configurati con benna meccanica per diaframmi. Le macchine hanno scavato l’accesso per il successivo impiego
di una macchina spingitubo per tunnel. Inoltre, hanno dovuto erigere i muri di contenimento per le linee metropolitane, che si articolano in parte in superfice e in parte sottoterra. In questo tratto, il diaframma aveva una lunghezza complessiva di circa 1.000 m, era profondo 30 m e largo 1.200 m. Poiché il cantiere si trovava vicino al mare, nel terreno si alternavano strati di sabbia e ghiaia. Le macchine hanno lavorato dal lunedì al venerdì dalle 6:00 alle 24:00 a turni, producendo ciascuna circa 1.300 m2 di diaframma alla settimana. I nuovi escavatori idraulici a fune del tipo HS 8100 HD hanno dato prova di elevata efficienza. Secondo i clienti Liebherr, il consumo di carburate diesel è di circa il 30% in meno rispetto a modelli similari. Un ridotto consumo di carburante si ottiene con il sistema idraulico ottimizzato, grazie al quale il nuovo escavatore raggiunge ritmi di movimentazione più elevati rispetto al modello precedente, nonostante una motorizzazione ridotta da 390 kW/530 CV.
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Il modello HS 8100 HD può essere configurato con la modalità “Eco-Silent” opzionale che permette di ottimizzare ulteriormente il consumo di carburante e le emissioni sonore. Con questa funzione, infatti, è possibile ridurre i giri e, di conseguenza, la potenza motore, fino a un determinato livello preimpostato. L‘impianto di raffreddamento e areazione, inoltre, è stato collocato secondo una nuova concezione, in modo da ridurre l‘inquinamento acustico. I due HS 8100 HD convincono anche grazie a un sistema di sicurezza moderno e affidabile. Il parapetto e la scala sono stati concepiti secondo nuovi criteri. Sono state aggiunte, inoltre, delle predelle che, oltre a offrire maggiore superficie di appoggio all’operatore, essendo ribaltabili, sono ottimizzate per il trasporto.
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Attualità Rocce e terre da scavo
Terre misteriose U
no dei principali ostacoli che scoraggiano chi fa impresa in Italia è la poca chiarezza di un quadro normativo che, in relazione con la maggior parte dei paesi europei, si caratterizza per un’impressionante quantità di norme e i conseguenti problemi di interpretazione e armonizzazione delle stesse. Il settore delle costruzioni non fa certo eccezione e un’ulteriore prova è stata fornita dal curioso caso del dPR riguardante le terre da scavo, tema decisamente importante per il settore di riferimento della nostra rivista. Approvato dal Consiglio dei Ministri nel luglio 2016, il provvedimento è finito nel dimenticatoio fino allo scorso novembre, quando l’onorevole Piergiorgio Carrescia ha presentato un’interrogazione parlamentare
per chiedere conto del fatto che il documento non fosse stato ancora pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”. L’intervento del deputato del PD è servito a far discutere del tema, ma ad oggi permane uno stallo che genera una grave incertezza negli operatori del settore. Finché non viene sancito in maniera chiara che cosa può essere considerato “sottoprodotto” e cosa no, è impossibile per una stazione appaltante emanare un bando che si basi sui principi di economia circolare e per le aziende edili il rischio di incappare in sanzioni è molto alto. Per quanto clamorosa, la “sparizione del decreto” rappresenta solo l’ultima puntata di una storia piuttosto complessa, che prosegue da oltre 15 anni e della quale conviene ripercorrere i punti salienti. Torniamo al 2013 ed al famoso “Decreto
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del Fare”, emanato per introdurre una serie di provvedimenti finalizzati a sbloccare la ripresa economica nel nostro Paese. Tra i suoi contenuti, riveste per il settore edilizio particolare interesse l’art. 41-bis, che modifica la precedente normativa di settore disponendo i requisiti e le condizioni per operare con le terre e rocce da scavo provenienti da attività di piccole dimensioni (inferiori a 6.000 m3) o da attività o opere non soggette a valutazione d’impatto ambientale (VIA) o ad autorizzazione integrata ambientale (AIA). Per ottemperare a quanto disposto in questo articolo, il proponente (o il produttore) deve presentare alcune attestazioni all’ARPA. In primo luogo, deve certificare che è certa la destinazione all’utilizzo direttamente presso uno o più siti o cicli produttivi determinati. Deve inoltre
di Lorenzo Zacchetti
garantire che, in caso di destinazione a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo, non sono superati i valori delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, con riferimento alle caratteristiche delle matrici ambientali e alla destinazione d’uso urbanistica del sito di destinazione e i materiali non costituiscono fonte di contaminazione diretta o indiretta per le acque sotterranee, fatti salvi i valori di fondo naturale. È compito dell’interessato dichiarare che, in caso di destinazione ad un successivo ciclo di produzione, l’utilizzo non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo delle materie prime. Infine, è necessario attestare che, per le predette finalità, non è ne-
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contemporaneamente ed è onere di chi ne ha interesse fornire tutti gli elementi del caso. La mancata osservanza di questo principio comporta seri rischi, perché trattare i rifiuti alla stregua dei sottoprodotti spesso integra il reato di discarica o di recupero non autorizzato, con tutte le pesanti sanzioni del caso. La normativa prevede una prima esenzione per le terre e rocce riutilizzate in situ (art. 185): se riutilizzate in siti diversi, dovranno rispettare le condizioni dettate dalla definizione di “sottoprodotto”. Fondamentale aspetto è la provenienza, ovvero l’escavazione: le terre e rocce che provengono da altre attività non potranno beneficiare dell’esonero dalla normativa sui rifiuti. Sul tema esistono inoltre le diverse Linee Guida Regionali attuative, di cui è spesso stata discussa la discordanza e la non conformità ai dettami
Finché non viene sancito in maniera chiara che cosa può essere considerato “sottoprodotto” e cosa no, è impossibile per una stazione appaltante emanare un bando che si basi sui principi di economia circolare ginati da un processo di produzione, di cui costituiscono parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; se è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; se la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale ed infine se l’ulteriore utilizzo è legale, ossia se le sostanze o l’oggetto soddisfano, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana. Perché si tratti di “sottoprodotto” bisogna che le quattro condizioni sussistano
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Sul tema delle “terre e rocce da scavo”, imprese e Pubblica Amministrazione attendono chiarimenti da oltre 15 anni. Il recente caso del decreto “scomparso” non fa che prolungare l’incertezza relativa a rifiuti e sottoprodotti
cessario sottoporre i materiali da scavo ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere. La ratio del provvedimento è ovviamente legata alla necessità di conciliare le esigenze di tutela dell’ambiente con quelle della velocizzazione dei processi amministrativi, che invece finiscono spesso col creare ostacoli burocratici insormontabili per le imprese. Uno dei temi di fondo sta nella distinzione tra il concetto di “rifiuto”, che va smaltito secondo precisi protocolli, e quello di “sottoprodotto”, che invece può essere reimpiegato nei cantieri. A introdurre quest’ultima categoria è stato il Decreto Legislativo 152/06, che all’art 183-bis indica le quattro caratteristiche che bisogna individuare per parlare di “sottoprodotti”. Terre e rocce da scavo sono tali se ori-
normativi, per le elevate restrizioni operative in esse contenute. Inoltre, una sentenza della Cassazione del gennaio 2012 ha precisato come, ai fini dell’applicazione della disciplina delle terre e rocce da scavo dell’ articolo 186, decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, deve trattarsi di materiale naturale estratto dal terreno o costituito da roccia naturale. Non rientrano in tale fattispecie i materiali di altra natura, come quello proveniente da demolizione, in quanto avente per oggetto un manufatto costituito dall’uomo e deve essere pertanto ricompreso nell’ambito dei rifiuti per la cui gestione occorre una specifica autorizzazione. Il caso che ha portato a questa pronuncia partiva dalla condanna di un operatore, relativa proprio al riuso di prodotti della demolizione di un manufatto, circostanza che la Cassazione ha quindi escluso
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Attualità
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discussi è stato il fatto che il limite di concentrazione di amianto consentito è rimasto a 1000 mg/kg, così come previsto dal Testo Unico ambientale, mentre le precedenti versioni del decreto avevano tentato di introdurre parametri più restrittivi. In ogni caso, si rispetta il limite dello 0,1% previsto a livello europeo e le commissioni parlamentari hanno rispettato il divieto di “gold plating”, ovvero di introdurre nell’ordinamento interno regole più severe di quelle comunitarie. Nel contempo, il decreto prevede che il piano di utilizzo delle terre e
È compito dell’interessato dichiarare che, in caso di destinazione a un successivo ciclo di produzione, l’utilizzo non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo delle materie prime
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definitivamente dall’ambito del lecito. Altri operatori avevano segnalato le carenze del Decreto Ministeriale 161/2012, che costituisce il riferimento per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, inducendo il Consiglio dei Ministri ad operare una sensibile semplificazione nel contesto del Decreto “Sblocca Italia” del 2014. Il nuovo testo introduceva procedure più spedite per identificare terre e rocce da scavo estratte dai cantieri come sottoprodotti riutilizzabili. Il ricorso all’autocertificazione e il principio del silenzioassenso dopo 90 giorni rappresenta una chiara svolta in questa direzione, nonostante le critiche di alcuni ambientalisti.
Anche il Codice Ambientale qualifica come sottoprodotti i materiali derivanti da un processo produttivo e prevede che un oggetto cessi di essere considerato “rifiuto” quando esiste una domanda di mercato specifica. Fino a che non si creerà uno specifico mercato per il riciclo dei materiali derivanti dalla demolizione, questi non potranno quindi essere riutilizzati. Dopo una lunga procedura di consultazione pubblica, il dibattito è proseguito in tutte le sedi, fino al decreto dello scorso luglio. Uno dei punti maggiormente
Attualità
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Anche il Codice Ambientale qualifica come “sottoprodotti” i materiali derivanti da un processo produttivo e prevede che un oggetto cessi di essere considerato “rifiuto” quando esiste una domanda di mercato specifica
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rocce da scavo debba essere trasmesso dal proponente all’autorità competente e all’Agenzia di protezione ambientale territorialmente competente, per via telematica, almeno novanta giorni prima dell’inizio dei lavori. Dall’estrazione al riutilizzo può essere necessario un deposito temporaneo presso lo stesso cantiere o un altro sito. È possibile accumulare al massimo 4.000 m3 di materiali. Su questo totale possono essere classificati come rifiuti pericolosi 800 m3. Superate queste soglie deve essere avviato lo smaltimento. Anche se non si raggiungono i limiti prescritti, il deposito intermedio può durare al massimo un anno. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti aveva sottolineato entusiasticamente la formulazione raggiunta: “Rafforziamo la tutela dell’ambiente e diamo allo stesso tempo risposta a decine di migliaia di operatori, alle grandi come alle più piccole imprese, dopo vent’anni di incertezze normative: lo facciamo rendendo più semplici e chiare le procedure che regolano la gestione delle terre e rocce considerate rifiuto o sottoprodotto, con il contemporaneo rafforzamento dei controlli”. In sintesi, le nuove norme introducevano una netta semplificazione delle procedure, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici, nonché una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo del-
le terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica ed il rafforzamento del sistema dei controlli. A maggior ragione, ha stupito la mancata pubblicazione del Decreto sulla “Gazzetta Ufficiale”, quando pareva che tutto volgesse verso la tanto attesa conclusione di questa lunga vicenda. Si mormora di alcune modifiche che sarebbero state proposte dal Presidente Mattarella e che potrebbero richiedere un nuovo passaggio nel Consiglio dei Ministri, che peraltro nel frattempo è cambiato. Certamente, non è solo questo episodio istituzionale a sottolineare la necessità di un pronto chiarimento che gioverebbe in maniera evidente a chiunque intenda operare in questo settore senza il rischio di sanzioni per il mancato rispetto delle regole. ■
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MACCHINE Case Construction Equipment
La costruzione del futuro
In occasione di uno speciale evento organizzato al CNH Industrial Village, Case CE ha presentato sei miniescavatori appartenenti alla nuova Serie C che, nel corso dell’anno, sarà ampliata con altri quattro modelli di Ettore Zanatta
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ono sei. Saranno dieci. Parliamo dei modelli di miniescavatori che costituiscono la nuova Serie C di Case Construction Equipment lanciata ufficialmente durante uno speciale evento organizzato il 19 gennaio scorso presso il polifunzionale CNH Industrial Village. Ai modelli presentati a Torino (CX17C girosagoma da 1,7 t, CX18C convenzionale da 1,8 t, CX26C girosagoma da 2,6 t, CX37C girosagoma da 3,7 t, CX57C convenzionale da 5,7 t e CX60C “Short Tail” da 6 t), infatti, si aggiungeranno nel corso dell’anno le versioni CX10C (1 t), CX20C (2 t), CX30C (3 t) e CX50C (5 t).
Cosa cambia rispetto al passato? La nuova Serie C si presenta con un livello qualitativo e prestazionale nettamente superiore rispetto alla gamma precedente, grazie a un più ampio ventaglio di funzionalità, prestazioni, comfort e sicurezza, finalizzato a garantire agli operatori una produttività ai vertici del settore. Produttività, comfort e sicurezza I miniescavatori sono mezzi particolarmente importanti per il settore delle costruzioni: con oltre 53.000 unità vendute in Europa, questa categoria di macchine costituisce il principale volume di vendita del settore, in un mercato che sta crescendo costantemente. Con la nuova Serie C, Case Construction Equipment intende fornire ai propri clienti quello che maggiormente richiedono: produttività, comfort e sicurezza. Questa nuova gamma è frutto dell’alleanza strategica con Hyundai Heavy Industries annunciata lo scorso settembre, mirata alla produzione e allo sviluppo congiunto di miniescavatori. Nella fattispecie, i modelli da 5,7 e 6 t lanciati il mese scorso saranno prodotti in uno degli stabilimenti Hyundai, mentre i quattro modelli sotto le 5 t saranno assemblati nel polo degli escavatori Case di San Mauro Torinese, per il mercato internazionale. Dentro le macchine I miniescavatori della Serie C utilizzano componenti dei migliori fornitori giapponesi: i motori e il sistema idraulico, in particolare, forniscono un’elevata potenza, al fine di ottimizzare le prestazioni delle macchine (cinque dei nuovi modelli adempiono alla normativa sulle emissioni Tier 4 Final). Le nuove macchine, poi, sono provviste di funzionalità che renderanno il lavoro dell’operatore semplice, confortevole e produttivo. Tra le altre: il nuovo cruscotto con spie luminose, di facile lettura, che fornisce tutte le informazioni utili sul mezzo; il sistema antifurto ESL (Engine Start Limitation), che impedisce l’avvio del motore; l’attacco rapido idraulico, per veloci cambi di attrezzature; la pompa elettrica, per il rifornimento
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MACCHINE
carburante. Ma anche a livello di sicurezza la Serie C offre elementi interessanti: dalla cabina con protezione ROPS, TOPS e FOPS all’interruttore per l’arresto di emergenza, dall’allarme di traslazione al kit per la manipolazione di oggetti: sono molteplici i dispositivi di sicurezza dei nuovi modelli. Le valvole di sicurezza del braccio, inoltre, impediscono al carico di scivolare in caso di rottura di una tubazione. Inoltre,
L’opinione
ANDY BLANDFORD
VICE PRESIDENTE DI CNH INDUSTRIAL CE, EMEA
In occasione di un evento organizzato al CNH Industrial Village, Case CE ha presentato le nuove livree e design dei suoi prodotti e la nuova Serie C di miniescavatori
nell’eventualità che il tubo si rompa quando la macchina è appoggiata sulla lama, le valvole di sicurezza della stessa ne garantiscono la stabilità, mentre il sistema pilota con accumulatore consente di abbassare il braccio in tutta sicurezza anche a motore spento e i rulli
“Il 2017 è un anno importante per Case, che celebra 175 anni di attività e si prepara al lancio di nuovi prodotti, a partire dai nuovi miniescavatori (in particolare i modelli CX17C, CX37C e CX60C, su cui riponiamo molte aspettative per quanto riguarda il mercato italiano) e dall’aggiornamento delle sue terne Serie T. Case CE ha peraltro già fatto importanti investimenti nei poli produttivi di San Mauro (escavatori) e Lecce (pale gommate), che sono stati sottoposti a un intenso processo di riqualificazione. Il polo di San Mauro, in particolare, ha concluso l’integrazione nel suo processo produttivo degli escavatori cingolati con tecnologia Sumitomo, che ora fornisce ai mercati europei queste macchine prodotte con gli stessi processi e componenti dei medesimi fornitori. Lo stabilimento ha iniziato inoltre la produzione di quattro modelli sotto le 5 t della gamma di mini destinati al mercato globale. In più, Case CE ha rafforzato la sua rete di concessionarie con nuove nomine e con l’introduzione di un programma dedicato al continuo miglioramento della rete, ha rifocalizzato l’identità del marchio sui suoi valori storici e sulla sua lunga tradizione. Il segno più evidente è il focus sul nuovo logo e sulla nuova livrea, che riflette i valori del brand e il suo approccio pragmatico alla risoluzione dei problemi dei clienti. Il nuovo design – sviluppato in collaborazione con il CNH Industrial Design Center – fa parte della strategia mirata al rafforzamento del marchio, a cui appartengono anche i nuovi accordi proprio con Sumitomo e con Hyundai Heavy Industries”.
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a doppia flangia minimizzano il rischio di fuoriuscita del cingolo, aumentando il livello di stabilità. La visibilità a 360° e la telecamera per la visione posteriore rendono il lavoro in cantiere ancora più sicuro.
Gaston Le Chevalier de la Sauzaye
Product Manager di Case
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Con la nuova Serie C abbiamo voluto dare ai clienti ciò che chiedono: produttività, comfort e sicurezza
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I miniescavatori CX17C e CX18C I miniescavatori della nuova Serie C sono una soluzione efficace per coloro che necessitano di macchine adatte a lavorare in spazi ristretti. I due modelli più piccoli oggi disponibili, il CX17C e il CX18C, sono progettati per garantire produttività, comfort e sicurezza unitamente a un alto livello di prestazioni grazie ad applicazioni e funzionalità adatte al loro segmento di prodotto, altamente competitivo. Queste versioni si distinguono per le dimensioni compatte, che
consentono di lavorare negli spazi più ristretti con la massima agilità, e sono dotate di cingoli retrattili con tubazioni idrauliche interne: quando i cingoli vengono retratti, queste macchine presentano una larghezza inferiore al metro. Il CX17C, in particolare, presenta un design a raggio di rotazione zero (girosagoma) che previene il rischio di colpire ostacoli con la parte posteriore del mezzo, per poter lavorare in sicurezza anche negli spazi più ridotti. Il CX17C e il CX18C sono inoltre mol-
to veloci nel portare a termine i compiti assegnati: la (potente) portata idraulica consente un’elevata efficienza di scavo - maggiore del 5% rispetto ai modelli precedenti - e tempi di ciclo rapidi. La funzione di scalamento automatico delle marce presente sul CX17C, poi, ottimizza trazione e velocità, mentre l’idraulica ausiliare controllata da joystick permette all’operatore di terminare il lavoro in tempi ancora più rapidi. La postazione dell’operatore offre un elevato comfort e si distingue per i servocomandi idraulici, i joystick ergonomici, i poggia-polsi regolabili e il sedile a sospensione pneumatica di serie.
La scheda tecnica I nuovi miniescavatori Case
CX17C
CX18C
CX26C
CX37C
CX57C
CX60C
1.720 kg **
1.890 kg
2.650 kg
3.760 kg
5.580 kg
5.980 kg
Larghezza:
990~1.300 mm
980~1.250 mm
1.500 mm
1.740 mm
1.920 mm
1.980 mm
Profondità di scavo (braccio corto/lungo):
2.200/2.350 mm
2.250/2.400 mm
2.420/2.645 mm
3.135/3.440 mm
3.820/4.060 mm
3.570/3.990 mm
Altezza di scavo (braccio corto/lungo):
3.580/3.680 mm
3.670/3.780 mm
4.150/4.235 mm
4.810/5.010 mm
5.780/5.920 mm
5.680/5.850 mm
Sbraccio massimo (braccio corto/lungo):
3.900/4.030 mm
3.970/4.120 mm
4.480/4.680 mm
5.315/5.605 mm
6.150/6.400 mm
6.150/6.480 mm
Kubota
Mitsubishi
Kubota
Yanmar
Yanmar
Yanmar
Peso: *
Motore: Potenza motore (ISO 14396):
12,5 kW (16,8 HP) 12,5 kW (16,8 HP) 18,5 kW (24,8 HP) 18,2 kW (24,4 HP) 49,9 kW (66,9 HP) 48,3 kW (64,7 HP)
* con cabina - ** con tettuccio
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 37
MACCHINE
I nuovi mini sono frutto dell’alleanza con Hyundai Heavy Industries. La gamma è composta oggi da sei modelli, che diverranno 10 nel corso dell’anno
I miniescavatori CX26C e CX37C I modelli CX26C e CX37C, da 2,6 t e 3,7 t, si distinguono per la versatilità d’impiego, garantita da una ri-
levante portata e profondità di scavo e dagli ampi angoli di rotazione del braccio. A tal proposito, queste versioni sono disponibili con un’ampia scelta di bracci lunghi e corti, che consentono una profondità massima di scavo di 2.645 e 2.420 mm per il CX26C e di 3.440 e 3.135 mm per il CX37C. Questi due miniescavatori offrono un’ampia gamma di dotazioni: oltre alla scelta della lunghezza del braccio, sono disponibili ulteriori contrappesi e cingoli in gomma (i cingoli in acciaio sono disponi-
La postazione dell’operatore offre un elevato comfort e una disposizione ottimizzata dei comandi ergonomici, con un cluster moderno e funzionale 38 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
bili sul CX37C). L’allestimento di serie comprende un interruttore per l’arresto di emergenza, un sistema pilota con accumulatore, la doppia velocità con sistema di scalamento delle marce automatico, un pedale di rotazione del braccio che può essere ripiegato, il sistema antifurto ESL di serie, l’ingresso per l’ingrassaggio centralizzato e un cruscotto digitale impermeabile. Il primo e il secondo impianto idraulico ausiliario comandato da joystick rendono possibile utilizzare la vasta gamma di attrezzature disponibile.
I modelli da 5,7 t e 6 t saranno prodotti in uno degli stabilimenti Hyundai H.I., mentre quelli sotto le 5 t nel polo Case di San Mauro Torinese
I due modelli “alti” di gamma, il CX57C e il CX60C, di distinguono per la potenza del motore, rispettivamente di 49,9 e 48,3 kW
I miniescavatori CX57C e CX60C I due modelli “alti” di gamma, il CX57C e il CX60C, si distinguono per la potenza del motore, la capacità di sollevamento e il comfort. Tutto, qui, concorre a migliorare la comodità dell’operatore, il quale si può concentrare unicamente sul lavoro da svolgere in modo efficiente e produttivo con il minimo sforzo. La cabina di grosse dimensioni - con ampio spazio per le gambe, la disposizione dei comandi ergonomici, il sedile completamente regolabile e riscaldato, numerosi vani portaoggetti e i parasole - è progettata per rendere confortevole la postazione di lavoro. La rilevante silenziosità e il basso livello di vibrazioni della cabina, posta su supporti viscoelastici, riducono la stanchezza dell’operatore nelle lunghe giornate di lavoro. Il ritorno al minimo automatico (di serie) limita ulteriormente il rumore quando la macchina non è operativa. I miniescavatori da 5,7 t e 6 t presentano cruscotti innovativi, dotati di uno schermo LCD touch-screen a colori da 5,7”. Il pratico sistema vivavoce “hands-free” consente il collegamento via Bluetooth del proprio cellulare e include anche porte USB e AUX. Il lettore SD e la presa da 12 V rendono semplice l’integrazione con i più moderni dispositivi mobili. ■
LE NUOVE TERNE “SERIE T” Case CE ha perfezionato le terne della Serie T, che ora presentano nuove funzionalità e opzioni, oltre alla nuova livrea. I nuovi modelli adempiono agli standard sulle emissioni Tier 4 Final grazie alla soluzione SCR-only di Case, che assicura alte prestazioni, risparmi sui consumi e non necessita di filtri antiparticolato o rigenerazione, né di catalizzatore DOC. Questa riduzione del numero dei componenti ha permesso di razionalizzare l’architettura del motore: il sistema di post-trattamento è stato spostato all’esterno, fornendo un migliore accesso al motore, al modulo elettronico e ai fusibili, mentre il tubo di scarico è stato spostato sul montante destro, per migliorare la visibilità. Case ha peraltro esteso ai due nuovi modelli “alti” di gamma - 590ST e 695ST - la disponibilità del nuovo design del retroescavatore con geometria dei cilindri “in linea” e bilanciere telescopico interno “extendahoe”, introdotti nel 2016 sul modello 580ST. Oggi, quindi, su tutti e tre i modelli della Serie T, si potrà scegliere tra questa nuova soluzione o la classica configurazione con cilindri sovrapposti e braccio telescopico “Extendahoe” esterno (con braccio più corto, altezza di trasporto inferiore e bilanciere telescopico esterno più protetto). I nuovi denti “Smart-fit” sono ora disponibili per la pala del caricatore frontale e la benna del retroescavatore, entrambe Heavy Duty. È stato infine introdotto un nuovo attacco universale, con il quale è possibile montare sulla terna la maggior parte delle benne non originali, con un impatto minimo sulla lunghezza posteriore e sulle prestazioni di scavo.
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Macchine Hitachi
Il sole sorge a Oriente Il costruttore giapponese ha presentato le ultime novità riguardanti la sua gamma di escavatori Zaxis 6 e di pale gommate ZW 6. Saranno introdotte sul mercato nel corso del 2017, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze degli operatori europei di Ettore Zanatta
“O
rientarsi” significa “trovare l’Oriente”, cioè il punto in cui nasce il Sole, e – in senso più ampio – sapere in quale direzione muoversi per raggiungere un determinato luogo. Termine che può associarsi metaforicamente a Hitachi che, in giapponese, significa “sole che sorge”. In un settore, quello delle macchine movimento terra, che offre un panorama suo malgrado incerto se rimanere crepuscolo o trasformarsi in nuova alba, il marchio Hitachi è sempre un approdo affidabile, un porto sicuro in cui l’innovazione è la base dalla quale far “sorgere ogni nuovo giorno”. Senza compromessi, come enuncia la campagna pubblicitaria ideata nel 2016
dal costruttore per lanciare le ultime novità introdotte tra gli escavatori Zaxis 6 e le pale gommate ZW 6. Nuove soluzioni realizzate in Giappone implementando i più recenti rinnovamenti tecnologici, progettati per soddisfare le esigenze dei suoi clienti in Europa. Panoramica sulle novità La serie Zaxis 6 comprende cinque nuovi escavatori cingolati di medie dimensioni (ZX130-6, ZX160-6, ZX190-6, ZX210-6 e ZX210LC-6, per pesi da 13.400 a 23.700 kg) e due di grandi dimensioni (ZX690LCH-6 e ZX890LCH-6, da 68.700-70.600 kg e 84.400-87.300 kg). A quest’offerta si aggiungono il cingolato ZX240LCN-6, con sottocarro a ingombro ridotto, per il trasporto in sagoma, e
40 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
le versioni a raggio di rotazione ridotto ZX135US-6 e ZX225USLC/USRLC-6. Questa gamma integra oltre 200 funzioni riprogettate e componenti migliorati. Per rispettare le normative UE Stage IV, poi, offrono un alto livello di efficienza e un impatto ambientale inferiore rispetto alle versioni precedenti: il sistema idraulico Hitachi riduce la perdita idraulica e il consumo di carburante fino al 12%, mentre un dispositivo post-trattamento garantisce la riduzione delle emissioni e della rumorosità. Altre innovazioni comprendono il quadro comandi, in resina AES resistente ai raggi UV, i raccordi inseriti nella tubazione idraulica di ritorno per ridurre il rischio di perdite d’olio, i cofani motore ad ampia apertura e le piastre della passerella rinforzate.
Per quanto riguarda gli escavatori gommati Zaxis 6, invece, sono quattro i nuovi modelli lanciati da Hitachi, tra cui spicca la versione a raggio ridotto ZX145W-6. Anche in questo caso sono molti gli aggiornamenti apportati in fase di progettazione finalizzati a generare migliori prestazioni e maggiore efficienza: spaziano dalle guarnizioni minuscole e dagli O-ring alla torretta ai bracci rinforzati, ai nuovi motori con tecnologia conforme a Stage IV. I gommati – che offrono la stessa versatilità dei cingolati – sono dotati di un sistema idraulico che aiuta a ridurre il consumo di carburante, di una comprovata tecnologia di post-trattamento dei gas di scarico e di un sottocarro modulare che innalza il livello di versatilità. Per garantire una maggiore durata, gli Zaxis 6 presentano varie protezioni del cilindro rinforzate, oltre che più grandi, e una maggiore altezza libera della lama dal suolo. Una novità riguarda anche la gamma di pale gommate ZW-6: si tratta della ZW180-6, presentata in anteprima a Ecomondo 2016, progettata per offrire visibilità su tutti i lati grazie al modificato posizionamento del tubo di scarico e
L’opinione “Le nuove macchine implementano le tecnologie più innovative per soddisfare le esigenze del movimento terra in Europa, offrendo i costi d’esercizio più ridotti. Il gommato ZX145W-6 s’aggiunge agli ZX140-6, ZX170W-6 e ZX190W, è universale, versatile e facile da impiegare nei siti più disparati, anche dove lo spazio è ristretto. Alle dimensioni compatte abbina potenza nel sollevamento e stabilità. La visibilità panoramica e la ridotta rumorosità della pala ZW180-6, invece, sono gli elementi che più la distinguono dalla concorrenza. La macchina – che s’aggiunge alle ZW65-6, ZW75-6 e ZW95-6 per costruzioni civili e industriali, alle ZX220-6 e ZW310-6 per applicazioni generali nelle costruzioni e alle ZW370-6 e ZW550-6 per cave e miniere – offre un comodo ambiente di lavoro, manovrabilità ed efficienza operativa nei cantieri più diversi”.
Vasileois Drougkas
Product Management & Engineering di Hitachi Construction Machinery (Europe) NV (HCME)
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 41
Macchine
La scheda tecnica L’escavatore gommato ZX145W-6 Peso operativo
15.000-17.200 kg
Motore
Deutz TCD4.1L4, 4 cilindri, Stage IV
Potenza nominale motore (ISO 14396)
105 kW a 2.000 giri/min
Capacità benna (ISO a colmo)
0,19-0,66 m3
Raggio di rotazione posteriore
1.850 mm
Velocità di rotazione torretta
11,9 giri/min
Sistema idraulico
HIOS IV
Luce libera dal suolo
320 mm
Forza di trazione max.
102 kN (74 kN solo lama posteriore) 6.800 mm (6.600 mm solo lama posteriore)
Minimo raggio di sterzata Dimensioni
della presa d’aria, al cofano motore curvo e alla retrocamera. Tra tutte le nuove macchine presentate da Hitachi Construction Machinery (Europe) NV durante un recente evento organizzato presso la sede di Amsterdam, focalizziamo l’attenzione sull’escavatore ZX145W-6 e sulla pala ZW180-6. L’escavatore gommato ZX145W-6 Lo ZX145W-6 è un gommato compatto con raggio di rotazione posteriore ridotto: progettato per garantire versatilità, offre un raggio di rotazione poste-
7.610 x 2.530 x 4.000 mm
riore di 1,85 m e si presta per molteplici impieghi in cantiere e in spazi ristretti. Equipaggiato con le più recenti tecnologie, condivide le caratteristiche dei modelli cingolati in termini di qualità, affidabilità e durata nel tempo. L’escavatore – dotato del sistema idraulico HIOS IV di Hitachi, che controlla pompa e valvola limitando la quantità d’olio idraulico rimandata al serbatoio, per ottenere la massima efficienza – è dotato di un nuovo motore grazie al quale assicura un incremento della produttività del 9%. Rispetto al modello precedente offre anche una velocità di traslazione più ele-
42 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Lo ZX145W-6 monta il sistema idraulico HIOS IV, che controlla pompa e valvola limitando la quantità d’olio idraulico rimandata al serbatoio
vata, con un’accelerazione più rapida del 35% (0-30 km/h). Altro esempio di tecnologia avanzata è il dispositivo post-trattamento, che riduce le emissioni garantendo la conformità alle norme europee Stage IV. Anche la rumorosità è minore con questo dispositivo, composto dai sistemi DOC e SCR e dal silenziatore. Iniettando urea nei gas di scarico attraverso un tubo di miscelazione il sistema SCR abbatte i NOx (lo ZX145W-6 monta anche il sistema DPF, per un’ulteriore riduzione delle emissioni dei gas di scarico). Il quadro comandi è realizzato in resina AES resistente ai raggi UV; le staffe all’estremità e alla base del braccio sono rinforzate da boccole per sostenere lunghi periodi di lavoro in ambienti impegnativi; il telaio è rinforzato; la durata nel tempo è garantita anche dalla protezione più grande del cilindro della lama e dalla protezione rinforzata del cilindro dello stabilizzatore. La pala gommata ZW180-6 Anche la pala gommata ZW180-6 è stata costruita per rispondere alle esigenze del mercato europeo ed è stata sviluppata tenendo in considerazione l’aspetto ambientale, la sicurezza e il comfort dell’operatore. Ideale per un’ampia gamma di applicazioni, è versatile e dotata di un motore conforme alle norme UE Stage IV. Tra le peculiarità che fanno della ZW180-6 una delle pale più sicure nella sua classe c’è la visibilità. Ma sono diverse le modifiche apportate al suo design – come il riposizionamento della marmitta e del-
Nella pala ZW180-6 il sistema SCR è stato progettato per ottemperare alle norme UE Stage IV sulle emissioni e ridurre l’impatto ambientale
la presa d’aria e gli ampi specchi – che contribuiscono ad accrescere la visibilità sulla parte posteriore del mezzo. Attenzione è stata posta anche al comfort: l’insonorizzazione dell’abitacolo è migliorata; la funzione di controllo guida
riduce il beccheggio utilizzando il movimento dei cilindri del braccio sollevatore; il monitor LCD multifunzione con display retrovisore semplifica il lavoro. Altre funzioni contribuiscono a rendere versatile la ZW180-6: il selettore rapido incrementa la resa del motore quand’è necessaria maggiore potenza o la macchina affronta una salita; il cambio a cinque velocità incrementa la produttività e riduce il consumo di carburante durante la traslazione. Materiali resistenti, componenti rinforzati e maggiori protezioni, poi, allungano la vita della nuova pala: il tubo trasversale del braccio sollevatore ha uno spessore maggiore del 21% rispetto al modello precedente ed è più resistente alla forza di torsione. Il design della ZW180-6 comprende anche vari accorgimenti che semplificano la manutenzione, al fine di assicurare un elevato grado di affidabilità nelle prestazioni. ■
Un nome, una… garanzia!
Una rete di oltre 80 officine dislocate sul territorio nazionale (oltre che in alcuni paesi esteri); la fornitura di ricambi in 24 ore; punti noleggio in grado di offrire contratti personalizzati e un catalogo di 1.200 mezzi; 20.000 clienti a livello internazionale; oltre 200 prodotti per qualsiasi applicazione: ciò (e altro) è quanto garantisce Scai, l’azienda di Bastia Umbra (Pg) che da oltre 70 anni opera nel settore del movimento terra e dell’agricoltura e che oggi commer-
La scheda tecnica
cializza in Italia marchi di primaria importanza (oltre a Hitachi, anche Terex Fuchs, Metso, Gehl, Arjes,
La pala gommata ZW180-6
Kiverco e Bell). La qualità dei pro-
Peso operativo
14.880-15.250 kg
Motore
Cummins QSB6.7
Potenza nominale motore (ISO 14396)
129 kW
dotti è sempre garantita, così come quella legata ai servizi d’assistenza e ai pacchetti di manutenzione ordinaria e programmata offerti per
Capacità benna (ISO a colmo)
2,4-2,8 m
Forza di strappo
107-126 kN
3
Carico ribaltamento statico, diritto (braccio di sollevamento std)
12.660-13.000 kg
Carico ribaltamento statico, diritto (braccio di sollevamento alto)
9.900-10.140 kg
mantenere le macchine in efficienza e ridurre i costi d’esercizio. In tal senso, per quanto riguarda le macchine della nuova serie 6, Scai applica un’estensione gratuita della garanzia a cinque anni / 10.000 ore per le pale gommate (rispetto ai tre anni offerti da Hitachi) e a tre anni / 6.000 ore per gli escavatori (servizio non offerto dalla casa madre). Il tutto, con il sistema ConSite incluso e gratuito, la tecnologia progettata per le macchine Hitachi dotate di sistema satellitare e finalizzata a migliorarne prestazioni ed efficienza.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 43
Macchine Scania
Il futuro
sostenibile di Ettore Zanatta
44 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
I
l 2016 è stato un anno storico per Scania: lo scorso anno, infatti, la Casa di Södertälje ha compiuto 125 anni di storia e ha lanciato sul mercato una nuova generazione di veicoli e servizi che rivoluzionerà il settore on-road e off-road. Generazione che ha richiesto 10 anni di sviluppo e un investimento di 20 miliardi di corone svedesi (2 miliardi di euro). Nati per rispondere alle sfide del futuro, questi veicoli vedono elementi come la sicurezza, la sostenibilità e la reddittività delle soluzioni di trasporto come gli elementi fondamentali per il successo delle imprese.
I veicoli Scania della nuova generazione sono stati presentati alla fine dello scorso anno a Södertälje (Svezia). Le cabine sono completamente nuove, sia all’interno che all’esterno. Nella foto, le versioni S 730 4x2 e S 580 4x2
La nuova generazione di veicoli Scania nasce da 10 anni di attività di sviluppo e rappresenta un risultato tecnologicamente all’avanguardia nel campo dei veicoli pesanti
Soluzioni “sartoriali” Durante l’evento organizzato nella sede di Södertälje lo scorso settembre, che ha visto la partecipazione di circa 40.000 clienti internazionali, Scania ha posto
Il trasporto sta entrando in una nuova era e così anche il costruttore svedese, che nel 2016 ha festeggiato i 125 anni d’attività e ha presentato una nuova generazione di veicoli e servizi, frutto di 10 anni di attività di sviluppo e di investimenti. Gli elementi chiave? Sicurezza, sostenibilità e redditività
l’accento sugli elementi chiave che hanno contraddistinto il 2016. Innanzitutto, l’Economia Operativa Totale, perseguita tramite soluzioni “su misura”, definibili “sartoriali”, sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale, e un approccio strutturato basato sulla produttività del trasporto, l’efficienza energetica e i carburanti alternativi. Alla base di tale strategia, la connettività: lo scorso anno Scania ha superato i 250.000 veicoli connessi. La nuova generazione di veicoli – che sarà oggetto di lanci programmati in varie fasi, ognuna incentrata su diversi segmenti di clientela – assicura una riduzione media dei consumi del 5% e del tempo di cambio marcia del 45%, oltre a diminuire lo spazio di arresto di 2 m e introdurre nel mercato dei veicoli industriali i primi airbag laterali a tendina.
I nuovi veicoli Scania nascono per rivoluzionare il settore del trasporto attraverso un’offerta personalizzabile in ogni minimo dettaglio gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 45
Macchine
L'OPINIONE Franco Fenoglio presidente e Amministratore delegato di Italscania
“Per Scania il segmento Cava cantiere è strategico, anche se in Italia l’azienda è maggiormente conosciuta per le sue soluzioni nell’ambito del trasporto, mentre in altri mercati mondiali l’immagine del marchio è di riferimento in entrambi i comparti, grazie anche alla maggiore attività di cave e miniere e a una dinamicità di mercato differente da quella italiana, che richiede approcci complessivi differenziati. Ma la visione di Scania nell’off-road è chiara e votata all’innovazione: lo sviluppo della nuova generazione di veicoli coinvolge anche questo settore e anche qui Scania sarà in grado di ‘confezionare’ mezzi su misura, realizzati in base alle dimensioni delle varie attività e tenendo conto delle specifiche condizioni d’utilizzo. Italscania, nel frattempo, ha portato i suoi veicoli nelle cave e nei cantieri d’Italia con l’iniziativa ‘Costruire il Futuro Scania Tour 2016’, per consentire agli operatori di sperimentare sul campo la qualità degli autocarri. Il tour – che ha raggiunto 21 distretti e ha fatto registrare oltre 150 prove, 200 richieste di approfondimento via web e un aumento del 40% degli iscritti alla pagina Facebook – si è ben prestata per far apprezzare le soluzioni integrate offerte da Scania. Negli ultimi anni sempre più imprese si sono affidate all’esperienza e alla professionalità di Scania e della rete Italscania in Italia, che vanta 20 concessionari, 90 consulenti di vendita, 750 meccanici specializzati e 25 master
ni di soluzioni (“non esiste un’unica opzione”), l’azienda offre una gamma completa di motori ibridi, alimentati a gas, bioetanolo, olio HVO e biodiesel (RME e FAME). E sempre in tema di sostenibilità, citiamo la nascita di Scania Fleet CO2MPOSER, uno strumento di calcolo che gli operatori possono utilizzare – in collaborazione con il costruttore – per ottenere dati rilevanti per le decisioni aziendali strategiche e che siano accurati e basati sugli obiettivi relativi alle emissioni di CO2. Tutti i motori Euro 6 sono dotati di rinnovati sistemi di gestione motore e le installazioni sono state rielaborate. L’aumento della capacità di raffreddamento garantito dalle nuove cabine offre l’opportunità di un ulteriore risparmio medio di carburante del 3%, che avrà un impatto positivo sulla redditività degli operatori. Scania, inoltre, sta introducendo sia la nuova versione da 500 CV del suo motore da 13 l, sia una nuova funzione che consente a Scania Opticruise di cambiare più rapidamente e assicurare una trasmissione della coppia quasi costante.
driver. Con l’iniziativa ‘Costruire il Futuro’ abbiamo inteso dimostrare il valore delle soluzioni offerte, sia in termini di qualità e prestazioni del prodotto, sia di efficacia dei servizi: dall’assistenza al finanziamento, dai pacchetti di manutenzione e riparazione ai sistemi di formazione Driver Services”.
Un ecosistema di servizi Un ecosistema di servizi – sia fisici presso i concessionari, sia digitali grazie alla connettività – è essenziale per gestire
Grazie all’approccio “modulare” di Scania, poi, questa nuova gamma viene “cucita su misura” per rispondere alle esigenze di ogni singolo cliente, arrivando a ottenere ben 1 miliardo di configurazioni possibili! E su misura è anche il piano di manutenzione legato a questi veicoli, che si adatta alle loro reali condizioni di utilizzo. Ma importanti non sono solo i mezzi veri e propri: il 2017, ad esempio, vedrà il lancio di Scania Fleet Care, servizio che prevede la gestione tecnica completa della flotta da parte di Scania e che massimizza i livelli di uptime dei veicoli. Un trasporto sostenibile Nessuno può più ignorare che oggi esiste una questione “sostenibilità”. La lotta di Scania contro le emissioni di CO2 è totale e, in tal senso, la Casa svedese dispone già delle soluzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi posti per il 2030. Credendo nella diversità in termi46 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
In tutte le nuove cabine, la posizione del conducente è stata avvicinata di 65 mm al parabrezza e spostata lateralmente di 20 mm rispetto a quelle attuali. I motivi dei miglioramenti apportati alla postazione di guida sono diversi, ma i più importanti riguardano sicurezza, visibilità e spazi interni
L'OPINIONE Mathias Carlbaum Member of Executive Board, Executive Vice President, Head of Commercial Operations “Quello fatto da Scania per la nuova generazione di veicoli è il più grande investimento che l’azienda abbia effettuato nei suoi 125 anni di storia. Si tratta di un ‘insieme’ unico di soluzioni sostenibili concretizzato sotto forma di prodotti e servizi. Scania è la prima azienda nel settore a fornire una proposta di tale entità. Siamo concentrati sul nostro obiettivo principale: fornire ai clienti gli strumenti necessari per raggiungere la massima redditività. La produzione dei nuovi veicoli è già iniziata nello stabilimento di assemblaggio di Södertälje; oggi le attività sono concentrate sul trasporto a lungo raggio, ma è prevista la graduale introduzione di ulteriori opzioni anche in ambito off-road. Dietro questo lancio si nasconde un’enorme mole di lavoro di sviluppo. Gli elementi distintivi sono sì le nuove cabine, ma la vera innovazione è l’introduzione di tecnologie, conoscenze e servizi che consentiranno ai clienti di ottenere una chiara visione di insieme di costi ed entrate. L’obiettivo è permettere loro di raggiungere una redditività sostenibile, indipendentemente dal tipo Circa 40.000 clienti sono stati invitati nella sede di Södertälje per scoprire di persona la nuova generazione di veicoli Scania e capire come il costruttore svedese sta portando a nuovi livelli il concetto di eccellenza nel mercato
un’azienda in modo sostenibile e a lungo termine nell’attuale settore dei trasporti. Scania, che vanta una percentuale altissima di mezzi connessi (circa il 95% del parco), è all’avanguardia in questo settore fin dal 2011 e, grazie all’introduzione della nuova generazione di veicoli, sta rafforzando la propria posizione in tale contesto. Inoltre, nel 2015 Scania ha introdotto in tutti i mercati europei il “servizio di manutenzione con piano flessibile”: esso si basa sulla connettività dei veicoli per cui il loro servizio di assistenza può essere stabilito sulla base dei dati di utilizzo effettivo e non con il metodo tradizionale del chilometraggio o del calendario. Ciò significa che, in funzione delle condizioni operative e utilizzando l’olio Scania a lunga durata, gli intervalli di sostituzione dell’olio possono arrivare fino a 150.000 km. Quali sono i vantaggi per il cliente? Ogni veicolo ha un piano per-
di incarico o dalle condizioni in cui operano. La nuova gamma ridefinisce il concetto di eccellenza nel settore dei veicoli pesanti”.
sonalizzato costantemente aggiornato in base ai dati inviati dal mezzo; migliora la disponibilità dei veicoli stessi; si riduce al minimo il tempo speso in officina; il piano può essere personalizzato in base alle esigenze. In sintesi, i clienti non sono più obbligati a ricordare quando devono eseguire gli intervalli di assistenza fissi e a organizzarsi di conseguenza, perché è Scania a contattarli per scegliere insieme il momento più opportuno per la visita in officina. Naturalmente, questo cambiamento è basato sul concetto di connettività dei veicoli; se si aggiungono altri servizi, come la diagnosi remota e/o i servizi relativi ai rimorchi e agli allestimenti (VRS, Vehicle Related Services), Scania può stabilire una relazione proattiva con il cliente e aumentare le probabilità che il veicolo sia sempre operativo grazie a una manutenzione pianificata e preventiva.
Powered by Scania Dall’inizio del 2015 Italscania ha internalizzato la produzione dei motori, per averne un controllo totale; il 2016 ha fatto registrare una continuazione di questa strategia, che ha portato a un relativo trend di vendita in crescita (+35% rispetto all’anno precedente). Sempre nel 2016 Scania si è resa protagonista di un passaggio molto importante ai motori Stage V, standard che sarà obbligatorio nel 2019: dopo aver elaborato i primi concetti di propulsione nel 2015, lo scorso anno l’azienda ha presentato al Bauma i primi prototipi, che vedono scomparire il sistema EGR, confermare l’impiego della tecnologia SCR e integrare il filtro anti-particolato DPF. Anche in quest’ambito, dunque, Scania supporta lo sviluppo di un’infrastruttura efficiente per promuovere ogni genere di carburante alternativo. Lo scopo è rendere il più fluido possibile il processo di passaggio a soluzioni di trasporto sostenibili. ■
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 47
MACCHINE Wirtgen Group
La pavimentazione di qualità è un risultato di squadra
N
elle zone più urbanizzate della Germania è ormai difficilissimo imbattersi in arterie autostradali con pavimentazioni in solo calcestruzzo o in solo conglomerato bituminoso: a prevalere sono invece le tratte “ibride”, realizzate ovviamente in funzione delle condizioni costruttive al contorno e dei carichi previsti. Un caso esemplare di questa consolidata tendenza nella costruzione di pavimentazioni autostradali è quello del tratto dell’autostrada A5 nei pressi di Karlsruhe: qui
l’impresa Bickhardt Bau AG ha ripristinato un tronco autostradale lungo 2,3 km impiegando macchine di tipologie diverse ma accomunate dall’essere di produzione Wirtgen Group, realtà che riunisce alcuni tra i più noti brand specializzati nella posa in opera di conglomerati cementizi e bituminosi. La A5 nella sua parte che interessa la città di Karlsruhe è tra le autostrade più trafficate della Germania: vi transitano fino a 140.000 veicoli al giorno, con un’incidenza di automezzi pesanti superiore al 15%. La pavimentazione su tale tratto autostra-
48 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
dale era in parte vecchia oltre 30 anni, e soggetta a carichi sempre più elevati, e per questi motivi si è deciso di provvedere alla sua sostituzione. Operazione per la quale sono state utilizzate, come detto, macchine Wirtgen Group: prima una stabilizzatrice semiportata Wirtgen e un rullo monotamburo Hamm hanno provveduto a compattare in maniera ottimale lo strato di fondazione; poi gran parte del tratto è stato pavimentato in calcestruzzo con finitrici a casseforme scorrevoli Wirtgen; subito dopo finitrici stradali Vögele e rulli tandem Hamm hanno realizzato in conglomerato
Nei pressi della città di Karlsruhe, Germania, macchine di tipologie diverse ma accomunate dalla stessa affidabilità e qualità tecnologica hanno ripristinato un tratto dell’autostrada A5 posando in opera conglomerati sia bituminosi che cementizi di Gianni Gennari
In cantiere la finitrice per calcestruzzo Wirtgen SP 1500 si è fatta apprezzare per la sua flessibilità, che ha consentito di riattrezzare la macchina in pochissimo tempo dopo 1 km
bituminoso i relativi svincoli di entrata e di uscita, nonché un tratto lungo 100 m in corrispondenza di un cavalcavia. La prima parte dei lavori ha visto all’opera una Wirtgen WS 250 e un Hamm H 20i che hanno creato la base. L’esistente pavimentazione in calcestruzzo è stata rimossa lungo tutto il tratto interessato dall’intervento. In seguito si è dovuto procedere sia al parziale riconsolidamento dello strato di fondazione che al suo parziale rifacimento per motivi di tutela delle acque. Al consolidamento di tale strato, spesso 30 cm, ha provveduto una stabilizzatrice semiportata Wirtgen modello WS 250 affiancata da un rullo monotamburo Hamm con peso operativo di 20 t. Grazie al suo potente rotore di fresatura e miscelazione e alla grande portata dovuta al flusso ottimale del materiale all’interno del vano di miscelazione, la stabilizzatrice semiportata ha mescolato a fondo e in modo efficiente lo strato di terra. Il rullo monotamburo H 20i, con carico statico lineare superiore a 60 kg/cm, ha poi compattato lo strato di fondazione consolidato, in modo da ottenere il grado di costipamento richiesto con l’azione in profondità desiderata. Calcestruzzo in doppio strato Sullo strato di fondazione è stato quindi posato un geotessile tnt per contenere le fessurazioni riflesse e smaltire le acque d’infiltrazione superficiale. Si è quindi messa in movimento la finitrice a cassefor-
L’oscillazione della qualità Tra i fattori di successo del cantiere un posto di rilievo lo ha sicuramente l’oscillazione. Con questa tecnologia si evita ad esempio la frantumazione dei grani e si esclude il rischio di una compattazione eccessiva dell’asfalto. Inoltre consente di produrre giunti impermeabili senza danneggiare le fredde superfici contigue in conglomerato bituminoso o in calcestruzzo. E, non da ultimo, i rulli oscillanti possono essere impiegati per compattare l’asfalto in modo veloce ed efficiente anche in aree sensibili alle vibrazioni. Ciò significa che su ponti e rampe, al di sopra delle condotte del gas e dell’acqua e nelle vicinanze di impianti ferroviari o edifici storici sono chiaramente avvantaggiati rispetto alla classica tecnica di compattazione per vibrazione. E precisamente sia in termini di potenza di compattazione che sul piano della qualità.
Il treno di stesa Wirtgen era formato da due finitrici a casseforme scorrevoli modello SP 1500 operanti in modo indipendente l’una dall’altra. Il successivo trattamento superficiale della pavimentazione finita è stato eseguito a regola d’arte da una Wirtgen TCM 1800
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 49
MACCHINE
La facilità d’uso è una delle caratteristiche vantaggiose della finitrice Vögele SUPER 1900-2
Una delle squadre di asfaltatura della Bickhardt Bau: Michael Fuchs, Kai Blankenburg, Radivoje Malesevic, Nikolaj Schneider, Pascal Reichmann, Jens Schuchart
me scorrevoli Wirtgen SP 1500, chiamata spesso e volentieri anche “fabbrica stradale semovente”, che ha posto in opera la pavimentazione in calcestruzzo. Questa è stata realizzata con aggregati esposti della classe di resistenza a compressione C 30/37, caratterizzata da buone doti di fonoassorbenza, rugosità e resistenza nel tempo, per uno spessore totale di 27 cm e con larghezze operative variabili di 12,50 m e 15,00 m. La particolarità di questa pavimentazione in calcestruzzo è quella di essere composta da due strati di diversa composizione, ma realizzata in un processo di stesa “fresco su fresco”. Sullo strato inferiore di calcestruzzo (spesso 22 cm) e confezionato con ghiaie disponibili localmente (di pezzatura 0/32), è stato gettato in opera lo strato superiore di calcestruzzo (5 cm). La graniglia pregiata usata per confezionare il calcestruzzo per lo strato superiore presenta una granulometria massima di
8 mm. A ciò si aggiunge un maggiore contenuto di cemento. Questa stratificazione della pavimentazione stradale riduce in misura sensibile i costi per i materiali da costruzione. Nel treno di stesa i componenti dedicati alle due fasi di processo di questo metodo di costruzione sono ripartiti su due macchine: sulla prima SP 1500, la finitrice dello strato inferiore, sono installate le attrezzature posa-barre, che annegano automaticamente nel calcestruzzo dello strato inferiore le barre di trasferimento e di legatura tra loro distanziate come prescritto dalle specifiche di capitolato; a breve distanza dalla prima segue la seconda SP 1500, la finitrice dello strato superiore, con a bordo i livellatori trasversale e longitudinale. Questi ultimi conferiscono alla lastra in calcestruzzo l’elevata planarità richiesta. In seguito una macchina per il trattamento superficiale, la Wirtgen TCM 1800, ha conferito alla pavimentazione
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Lo sfalsamento dei tamburi del rullo tandem Hamm DV 85 VO con ralla sterzante è talmente ampio da rendere molto semplici i lavori di precisione; in questo caso la compattazione lungo il bordo della pavimentazione in calcestruzzo
la finitura superficiale richiesta. In questo tipo di lavorazioni, applicando per esempio un ritardante superficiale, viene inibita per un tempo limitato la solidificazione e la presa iniziale dello strato superficiale (circa 1 mm) del calcestruzzo, mentre un coadiuvante di stagionatura in dispersione acquosa ne impedisce la precoce disidratazione e quindi la formazione di fessure superficiali. Se richiesto, la TCM 1800 può inoltre conferire alla pavimentazione in calcestruzzo una tessitura superficiale definita. Per la posa in opera del calcestruzzo la squadra della Bickhardt Bau ha lavorato 24 ore su 24. La logistica è stata particolarmente impegnativa: in questo tipo di tecnica realizzativa sono necessari due differenti materiali da costruzione, che devono essere disponibili al momento giusto nella quantità giusta e nel luogo giusto. La posa in opera di due strati di calcestruzzo è simile a un ruotismo epicicloidale: ci sono molti elementi importanti per il successo, ma è la finitrice Wirtgen a scandire il tempo. È lei l’ingranaggio planetario. La squadra ha posto in opera complessivamente 7.500 m³ di calcestruzzo in poco più di due giorni e mezzo. Per il resto, l’SP 1500 non è stata l’unica finitrice a casseforme scorrevoli Wirtgen in questo cantiere: in altri due punti è intervenuta una SP 500, che ha realizzato una corsia di svolta lunga 600 m, contigua alla lastra di calcestruzzo larga 12,50 m.
Il bituminoso è allo svincolo Johannes Foos, direttore dei lavori presso l’ente appaltante, il Regierungspräsidium di Karlsruhe, ha una chiara opinione in merito all’utilizzo del calcestruzzo e del conglomerato bituminoso nelle pavimentazioni autostradali: “Il calcestruzzo è il materiale da costruzione giusto e sostenibile per questa autostrada soggetta a forti carichi di traffico. Sulla maggior parte degli svincoli di entrata e di uscita abbiamo invece molto meno traffico. In tale ambito lo “splittmastix asphalt” è il materiale più indicato”. Oltre al risanamento a fondo della pavimentazione in calcestruzzo, quindi, sono stati ripristinati in base al loro stato di degrado anche gli svincoli di entrata e di uscita dal tratto autostradale. In tali zone la Bickhardt Bau ha rinnovato gli strati di base e d’usura in conglomerato bituminoso, per un totale di circa 12.000 m². Inoltre la squadra ha asfaltato un tratto lungo 100 m in corrispondenza di un cavalcavia: nel giro di una giornata ha posato in opera lo strato di base da 14 cm (in conglomerato AC 32 TS) e lo strato di binder da 8 cm (in conglomerato AC 16 BS) su una larghezza di 10,30 m. Questi lavori sono stati eseguiti da una finitrice Vögele modello Super 1900-2 e da rulli tandem Hamm DV 85 VO. A lavoro ultimato vi è stato steso sopra un manto in asfalto colato. La Super 1900-2 era al lavoro attrezzata con un banco estensibile AB 600 TP2.
I banchi estensibili della Vögele sono più stabili e torsionalmente più rigidi rispetto ad altre soluzioni; ciò è dovuto alle guide telescopiche monotubo. Con il loro aiuto si può impostare con rapidità e precisione la giusta larghezza operativa, e in generale con le finitrici Vögele si può produrre un “manto d’usura più omogeneo”, dal momento che le piastre rasatrici, lame tamper e barre di compattazione vengono riscaldate in modo particolarmente uniforme. Per la regolazione in altezza e la livellazione la Bickhardt Bau si è servita del sistema automatico Niveltronic Plus abbinato ai sensori del caso facenti parte dell’ampia gamma di prodotti Vögele. Nel breve tratto da asfaltare tra le lastre in calcestruzzo non era prevista la tesatura di un filo di guida. Al suo posto si è usata come riferimento la canaletta fessurata contigua alla prima strisciata, che è stata scansionata da un sensore a ultrasuoni. Del resto si è occupato il Niveltronic Plus, coadiuvato da un sensore di pendenza.
Assistenza veloce e affidabile Una condizione indispensabile per il buon andamento di un progetto è l’affidabilità delle macchine. Per questo la loro manutenzione giornaliera è essenziale per il caposquadra di stesa Michael Fuchs. “Lo staff della Bickhardt Bau esegue in proprio anche tutti gli altri lavori di manutenzione. Lo facciamo sempre esattamente dopo 500 ore. Se la squadra deve lavorare rispettando una tempistica ristretta, può capitare anche che il personale manutentore della Bickhardt Bau si rechi in cantiere per svolgere il proprio lavoro sul posto.” Ciò è possibile perché i marchi di prodotto del Wirtgen Group seguono la stessa strategia in materia di manutenzione e assistenza. I punti di manutenzione sono facilmente accessibili e i lavori possono essere svolti rapida-
Rullo con vista Nel cantiere sulla A5 la compattazione finale è stata affidata a due rulli Hamm DV 85 VO. I rulli tandem con ralla sterzante erano le macchine ideali per questo lavoro, visto che nell’area relativamente piccola si dovevano compattare molti angoli e raccordi. Caratteristiche dei rulla Hamm che trovano il favore
Sul tratto lungo 100 m nei pressi di un cavalcavia la finitrice Vögele SUPER 1900-2 ha steso con precisione lo strato di base e lo strato di binder su una larghezza di 10,3 m. Alla compattazione finale ha provveduto il rullo tandem Hamm DV 85 VO
mente e senza dover usare utensili speciali. Conclude Fuchs: “Il servizio di assistenza del Wirtgen Group è davvero buono. Quando abbiamo bisogno di un tecnico o di ricambi in cantiere, al più tardi dopo 2-3 ore arriva qualcuno sul posto”.
dei clienti sono la visibilità, la buona insonorizzazione. Apprezzato è anche il sistema irroratore sui modelli della serie DV, che permette di regolare perfettamente la quantità di acqua da erogare, in modo che il tamburo sia sempre irrorato a sufficienza. La regolazione fine consente di ottenere con il rullo compattatore una qualità ai massimi livelli. Grazie al preciso dosaggio dell’acqua il consumo idrico si riduce al minimo e si devono fare meno soste per i rifornimenti di acqua, con conseguente aumento della produttività. I due oblò incassati nel fondo della cabina consentono inoltre una perfetta visuale sulla superficie dei tamburi. Il operatore del rullo può dunque vedere sempre se i tamburi sono irrorati a sufficienza. ■ gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 51
MACCHINE Brokk
Restyling di qualità e in sicurezza Il Brokk 160 in azione durante il restyling dell’edificio a uso terziario che si staglia sulla skyline di Porta Nuova, diventata il simbolo della rinascita vissuta da Milano negli ultimi annI
Nel pieno centro di Milano, Armofer ha eseguito una complessa serie di interventi destreggiandosi tra vari ostacoli: le tempistiche, la pericolosità del lavoro ad alta quota ed un contesto molto trafficato di Lorenzo Zacchetti
52 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
L’
utilizzo del termine “restyling” è sempre più ricorrente nell’ambito delle costruzioni. Al suo interno, si racchiude una complessa serie di operazioni che contribuisce a modificare la forma, la distribuzione, il funzionamento e la destinazione d’uso di un manufatto. Si tratta di interventi che adeguano l’esistente alle nuove necessità emergenti, dal punto di vista della forma, degli impianti, del funzionamento e delle prestazioni. Sono pratiche che assumono particolare valenza soprattutto nei centri urbani densamente abitati, dove la carenza di spazi suggerisce di sfruttare meglio ciò
Brokk 160 sale le scale. Dimensioni compatte e peso operativo (1.600 kg escluso attrezzo) rendono possibile spostarlo attraverso piccole aperture e col montacarichi di cantiere
che già c’è, prima di procedere con la costruzione di nuovi edifici. Fa parte di questa casistica l’intervento realizzato da Armofer Cinerari Luigi nel pieno centro di Milano, nei pressi del quartiere Porta Nuova, una zona letteralmente rifiorita negli ultimi anni e che ora rappresenta un fiore all’occhiello della metropoli, con Piazza Gae Aulenti, la torre Unicredit, il Bosco Verticale e la Torre Unipol/SAI che rappresentano i simboli più conosciuti di questa ritrovata grandeur meneghina. In questo prestigioso contesto, un immobile a uso terziario è stato ristrutturato grazie alla combinazione di diversi interventi ad alto grado di complessità. Proprio per la varietà dei lavori compresi nel progetto, è stato necessario fare ricorso a professionisti specializzati e in grado di mettere in campo
La vista dalla strada dell’edificio oggetto dell’impegnativo restyling realizzato da Armofer
Oltre 50 anni
di decommissioning ad alto livello Armofer Cinerari Luigi (www.armofer.it)
zi “chiavi in mano” come progetti di ri-
ha sede a Siziano, in provincia di Pavia.
conversione totale, sopralluoghi in can-
Líazienda è stata fondata nel 1961 dai
tiere, messa in sicurezza aree, redazione
fratelli Luigi, Pietro e Angela, unendo le
progetti, progettazione interventi specia-
rispettive esperienze professionali che
li; presentazione Piani di Lavorio agli Enti
erano partite già nel decennio preceden-
competenti, coordinamento e sorveglian-
te. Oggi al timone cíè la seconda gene-
za operazioni in cantiere, espletamento
razione, rappresentata dai figli dei fon-
pratiche burocratiche, gestione ammini-
datori: Andrea, Gianfrancesco, Stefano
strativa del cantiere, trasporto mezzi e
ed Emilio Cinerari.
collaudo macchine, strip out, smontag-
Líazienda è in grado di fornire servi-
gio selettivo, decostruzione e bonifiche.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 53
MACCHINE molte tecnologie d’intervento differenti, per realizzare ogni differente richiesta. L’intero progetto inoltre è stato sottoposto a certificazione di sostenibilità ambientale LEED, percorso che non riguarda esclusivamente le prestazioni energetiche e ambientali del nuovo manufatto, bensì misura i parametri di sostenibilità durante l’intero intervento di restyling e in ogni fase della cantierizzazione.
Questo specifico intervento di restyling si colloca tra un’attività di strip out importante e la demolizione vera e propria, ovvero totale. L’intervento va oltre lo strip out interno, inteso come attività di pulizia e rimozione di arredi e impianti, ma coinvolge anche strutture leggere, tamponamenti e facciate esterne, fino a mettere completamente a nudo la struttura portante dell’edificio in cemento armato, co-
stituita da solai e travi. Successivamente, sono state eseguite attività di demolizione per adeguare il “vecchio” edificio, la cui struttura portante è stata comunque giudicata ancora compatibile con le nuove necessità rilevate da progettisti e architetti per la nuova vita dell’edificio. Ognuna di queste attività richiede tipologie di macchinari differenti e alcuni interventi sono stati svolti in contempora-
Dalla mitologia
alla tecnologia
“L’innovazione attraverso l’esperienza” è il motto di Brokk (www. brokk.com), azienda nata dalla fusione di due esperienze imprenditoriali svedesi. Le aziende di demolizione PE Holmgren e Rivteknik erano state coinvolte in vari interventi e, in occasione di un difficile e pericoloso lavoro di demolizione di un forno fusorio per rame a Boliden Rönnskärsverken (vicino a Skellefteå), decisero di progettare una propria macchina. Era la primavera del 1976 e la prima nata venne chiamata Mini-Max e poi rinominata in PH250 per poi finire nel 250 Brokk. È davvero curiosa la genesi del nome Brokk, preso direttamente dalla mitologia scandinava: si chiama così l’elfo maniscalco che ha forgiato la spada di Thor nel regno degli dei nordici. Brokk era piccolo, ma molto forte, proprio come le macchine che sarebbero state prodotte dalla nuova azienda scaturita da questo incontro. Nel 1982, preso atto dellíincremento delle attività, i fondatori decisero infatti di creare una società separata per lo sviluppo e la produzione delle macchine: inizialmente la chiamarono Holmhed Systems, per poi cambiarne la denominazione appunto in Brokk AB. A oltre quarantíanni di distanza dal suo esordio, oggi líazienda è interamente sotto il controllo del gruppo di investimento Lifco.
54 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Il Brokk radiocomandato interviene nelle situazioni ove non è consentito o è pericoloso l’intervento dell’uomo
L’escavatore radiocomandato Brokk 160 sul fronte operativo: demolirà la soletta aggettante sul vuoto sulla quale è posizionato arretrando progressivamente. L’operatore in sicurezza gestisce la macchina con radiocomando. Il telo in PVC contiene eventuali proiezioni indesiderate di polveri legate all’attività di demolizione
nea, per rispettare il cronoprogramma. Il geometra Paolo Mascherpa, responsabile del cantiere, ha dovuto coordinare più squadre operative, per un totale di 10-12 persone presenti sul sito. A complicare ulteriormente la situazione è stato ovviamente il contesto, che in una zona così centrale di Milano era caratterizzato dal traffico caotico e dal continuo passaggio di persone e mezzi pubblici. Uno strumento fondamentale La parte più consistente e tecnicamente impegnativa di questo intervento è stata il taglio in quota delle solette di quella parte di edificio che costituiva il collegamento fra i due volumi posti lungo le due facciate principali. I due corpi di fabbrica risultavano collegati solo dal terzo piano in su e la forma di questo volume doveva essere completamente ridisegnata. Operativamente questo si è tradotto nella necessità di tagliare una parte delle solette in cemento armato. Data l’altezza e la delicatezza del lavoro, sono state impiegate le più sofisticate tecnologie a controllo remoto oggi disponibili sul mercato: piccole macchine performanti, radiocomandate, che possono essere posizionate sulla soletta stessa oggetto di demolizione e demolire la stessa da sopra. L’operatore non è mai a bordo macchina, ma sorveglia attentamente il lavoro da un’opportuna posizione in sicurezza e con la migliore visibilità. L’intervento, ripetuto ai vari piani, è stato eseguito dall’operatore di Armofer Stefano Bricconi con una macchina Brokk 160, noleggiato per l’occasione. Per contenere la proiezione di polveri è stato utilizzato il telo in PVC, sospeso alla gru di cantiere. Con queste tecnologie, fornite dalla svedese Brokk, si può comodamente e in maniera molto efficace lavorare ove non è consentita o non è opportuna la permanenza di personale per motivi di sicurezza. La macchina è in grado di salire autonomamente le scale, raggiungere posizioni pericolose per il personale e sostituirlo in molte attività di demolizione. Grazie a queste sue caratteristiche, il Brokk 160 è stato impiegato in tutte le demolizioni da eseguirsi in punti pericolosi per la caduta nel vuoto o di difficile accesso, equipaggiando la macchina alternativamente con pinza o martello demolitore. Un’altra caratteristica impor-
tante di questa macchina è infatti essere dotata di tutte le attrezzature necessarie e dell’attacco rapido per la loro sostituzione. Al nono piano dell’edificio, in copertura, il restyling prevedeva un intervento di demolizione del parapetto perimetrale dell’edificio e di parte della soletta di copertura. In copertura ha lavorato una piccola flotta di mini-macchine, compreso ovviamente il mini elettrico radiocomandato Brokk 160. Proprio per le sue piccole dimensioni e la sua leggerezza, la
macchina ha inciso… “pesantemente” sul positivo risultato ottenuto dal restyling. Grazie al suo potente motore elettrico, ha una forza martellante che va oltre i 406 J alla punta e garantisce piena sicurezza, con un telecomando digitale che consente il controllo a distanza dell’unità, con una rilevante accuratezza. Il difficile contesto milanese, dove la precisione doveva essere praticamente chirurgica, ha consentito ad Armofer e al Brokk 160 di superare il test a pieni voti. ■
La scheda tecnica BROKK 160 Prestazioni Velocità di rotazione
10 sec/360°
Velocità di trasporto, max.
2,1 km/h; 0,6 m/s
Angolo di inclinazione, max.
30°
Impianto idraulico Capacità impianto idraulico
80 l a pistoni, a rilevamento di carico variabile
Pompa Pressione dell’impianto a cilindri e motori, max.
17,5 MPa
Pressione dell’impianto, aumentata sull’attrezzo, max.
25,0 MPa
Motore elettrico Tipo
ABB
Potenza
18,5 kW
Corrente
38 A
Peso Peso della macchina base, escluso attrezzo
1600 kg
Livello di rumore (dalla macchina, non dal martello) Livello di potenza sonora Lwa, misurato in base alla direttiva 2000/14/EC
85,8 dB(A)
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 55
Hands On
La padronanza
del terreno LA PALA GOMMATA HYUNDAI HL960, INTRODOTTA SUL MERCATO IN OCCASIONE DEL BAUMA 2016, È L’ESPONENTE DI UNA GAMMA DI MACCHINE TOTALMENTE TRASFORMATE RISPETTO AL RECENTE PASSATO. UNA PROIEZIONE NEL FUTURO, OLTRE OGNI ASPETTATIVA ETTORE ZANATTA
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La pala gommata Hyundai HL960 La pala gommata HL960, come tutti i modelli della nuova gamma HL-9, è stata radicalmente riprogettata rispetto alla serie precedente
L
a pala gommata HL960, che ha sostituito la precedente versione HL760-9A, appartiene alla nuova serie di macchine HL-9 di Hyundai CE e rappresenta la summa della tecnologia applicata dal costruttore coreano alla sua gamma di macchine. Questo modello è stato progettato facendo tesoro di tutte le segnalazioni (e le relative e conseguenti aspettative) provenienti dai clienti di tutto il mondo. Il risultato? Una macchina completamente nuova rispetto al passato, che è stata oggetto non di un semplice miglioramento generale, bensì di una trasformazione radicale, finalizzata a garantire un livello nettamente superiore di robustezza, potenza, affidabilità e produttività. La pala HL960, che ha un peso operativo di 18.800 kg, monta ora un motore diesel a elevate prestazioni Cummins QSB6.7 Tier IV final da 166 kW (222 HP) di potenza netta: sostituisce la precedente motorizzazione Tier IV interim
Questo nuovo modello garantisce una produttività superiore del 5% rispetto al precedessore della serie 9A
gennaio/febbraio febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 57
Hands On Il sistema di climatizzazione si trova sul lato destro della cabina – e non più nell’abitacolo, dietro al sedile – per assicurare semplici operazioni di manutenzione e sostituzione del filtro interno, la cui capacità è stata aumentata e il relativo materiale è stato cambiato, per ottenere prestazioni migliori
Progettazione “ECO” Oltre alla citata efficienza nel consumo di carburante, la HL960 presenta molte altre caratteristiche ecocompatibili. L’arresto temporizzato del motore, ad esempio, limita emissioni e consumi di carburante non necessari, così come lo spegnimento programmato del motore: si possono selezionare la modalità operativa e il tempo d’inattività a seconda dell’am-
biente di lavoro, per migliorare l’efficienza. La trasmissione a cinque velocità con possibilità di bloccaggio del convertitore di coppia, inoltre, influisce sui consumi a seconda delle condizioni di lavoro. L’indicatore ECO permette di ridurre i costi di funzionamento mediante appositi controlli dello stato operativo del mezzo: il suo livello cambia colore con quello della coppia del motore e dell’efficienza del carburante. Inoltre, ne monitora il consumo (sul monitor, ad esempio, vengono visualizzati il consumo medio e la quantità totale di carburante consumato). Quando l’operatore preme l’acceleratore, il pedale ECO distingue tra modalità potenziata ed economica, con conseguente riduzione del carburante.
- con l’eliminazione del filtro antiparticolato e l’adozione di un sistema di post-trattamento con iniezione d’urea - e garantisce un risparmio del 10% di carburante durante il carico del materiale, oltre a una produttività superiore del 5% rispetto al predecessore della serie 9A.
La frontiera dell’Infotainment Il monitor touch-screen intelligente da 7” presente in cabina
e disattivabile dal monitor - consente un uso privo di urti ri-
è simile a quello di uno smartphone, è più ampio e leggibile
ducendo la velocità dell’accessorio stesso quando si avvici-
di quello dei modelli precedenti e offre varie forme di intrat-
na al finecorsa. Ma sul monitor è possibile gestire anche altre
tenimento. Il sistema audio, che include una radio, prevede
funzioni, quali ad esempio i dati relativi all’indicatore ECO, il
una funzionalità vivavoce Bluetooth integrata e un microfo-
sistema di controllo elettroidraulico del mezzo e l’arresto au-
no incorporato che permettono di fare e ricevere chiamate in
tomatico del motore.
cabina in sicurezza. Il sistema di Infotainment consente di utilizzare anche il Miracast, un sistema che funziona mediante il Wi-Fi dello smartphone dell’operatore e ne consente l’utilizzo delle varie funzioni sullo schermo, inclusi l’ascolto di musica, la navigazione su internet e la visualizzazione di pagine web e di video. Ma questa strumentazione, in generale, consente agli operatori di accedere in tempo reale a svariati dati relativi al mezzo. Tra le altre opportunità, la funzione relativa al “finecorsa delicato”. Quando un accessorio raggiunge il finecorsa, solitamente l’operatore è sottoposto a un urto più o meno rilevante, soprattutto con il braccio sollevato: questa funzione - attivabile 58 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
La pala gommata Hyundai HL960 In un apposito pannello laterale, posto sul lato sinistro della macchina, si trovano la leva che comanda l’apertura/chiusura del cofano posteriore, una presa da 24 V, lo stacca-batteria e il led collegato al sistema d’iniezione dell’urea. Quest’ultimo segnala, una volta spento, quando il sistema di svuotamento dell’urea è completato
L’accessibilità a ogni componente della macchina è ora totale. Tra le altre migliorie apportate: i parafanghi, calpestabili, sono in lamiera anziché in plastica e non c’è più alcuna distanza tra parafango e cofano. Migliorata l’accessibilità al vano motore, con cofano in resina e sportelli in metallo, completamente retrattile con cilindro elettrico, per accedere in caso di interventi di pulizia e manutenzione al motore stesso e ai sistemi di raffreddamento ed elettroidraulico. Il cofano monopezzo posteriore si apre ora vero l’alto e non più lateralmente e consente di accedere agli scambiatori, ora a maglie più larghe. La ventola idraulica è reversibile
La pala HL960 prevede anche la funzione di controllo del limite di velocità di corsa, che permette di regolarla tra 20 e 40 km/h, in base alle condizioni di lavoro, in modo da ottimizzare l’efficacia operativa. Questo modello, peraltro, migliora la precisione con una calibrazione aggiuntiva del peso: la nuova funzione di pesa cumulativa automatica o manuale migliora l’efficienza operativa. Le icone che indicano gli errori di pesa e l’indicatore del valore del peso a due colori visualizzati sul monitor garantiscono la pesa accurata per una gestione efficiente della produzione. Benvenuti a bordo Molto più silenziosa, sicura e confortevole rispetto al modello precedente, la nuova cabina ROPS, FOG e FOPS è più spaziosa del 10%, mentre il sedile completamente regolabile fornisce un ambiente di lavoro ergonomico.
L’ambiente interno è completamente insonorizzato grazie all’adozione di una tecnologia di riduzione del rumore che garantisce un livello di rumorosità di 68 dB in ambienti rumorosi, come ad esempio cave o discariche. Con la HL960, quindi, il rumore in cabina è stato ridotto di 2 dB rispetto alla serie 9A. Nuovo anche il sistema di condizionamento dell’aria, che massimizza le prestazioni di riscaldamento
La telecamera posteriore è ora integrata nel cofano e non posta nella sua parte superiore
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 59
Hands On I PUNTI DI FORZA
CABINA ROPS/FOG/FOPS CON
I L RINNOVAMENTO TOTALE TECNICO E STRUTTURALE I L NUOVO MOTORE CUMMINS TIER IV FINAL
CON NUOVI FANALI E SPECCHI
ISOLAMENTO ACUSTICO TOTALE,
IL NUOVO MONITOR “INTELLIGENTE” LA NUOVA CABINA CON ISOLAMENTO ACUSTICO TOTALE
RETROVISORI
LEVA DI CONTROLLO ELETTROIDRAULICA NUOVO SISTEMA DI CLIMATIZZAZIONE
IL CONTROLLO ELETTROIDRAULICO IL VANO MOTORE A TENUTA STAGNA APRIBILE COMPLETAMENTE
NUOVO SISTEMA DI PESATURA CUMULATIVA FATTORE DI RIEMPIMENTO DELLE BENNA MIGLIORATO
DISChi DEL FRENO SINTERIZZATO E trasmissione A CINQUE MARCE
TUBI FLESSIBILI IDRAULICI CUSCINETTO CENTRALE DELLA TRASMISSIONE A TENUTA STAGNA
60 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
PIÙ RESISTENTI
La pala gommata Hyundai HL960
STRUTTURA RESISTENTE PER
VANO MOTORE IN RESINA
IL SISTEMA POST-TRATTAMENTO
A TENUTA STAGNA E COMPLETAMENTE APRIBILE
NUOVO SISTEMA DI POST-TRATTAMENTO STAGE IV FINAL
TELECAMERA POSTERIORE INTEGRATA NEL COFANO
PARAFANGHI IN METALLO CALPESTABILI
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 61
Hands On e raffreddamento ottimizzando il flusso nell’abitacolo. La leva di comando elettroidraulica integrata permette di azionare gli accessori, che a loro volta garantiscono una maggiore produttività, minimizzando la fatica. Il monitor touch-screen, un vero e proprio computer, e i comandi elettroidraulici permettono di controllare la pala tramite diverse nuove funzionalità, quali il finecorsa dolce, la priorità benna e la modalità di blocco del braccio principale e benna. La HL960 è dotata di una cabina particolarmente ampia, caratterizzata da una struttura che garantisce livelli minimi di vibrazioni e rumori. La riduzione del rumore rispetto alla serie 9A è di 2 dB. Il sedile è più grande rispetto al modello precedente e i braccioli sono regolabili, integrati con leve di comando degli accessori che la rendono confortevole
La pala HL960 è dotata di controllo elettroidraulico. Rispetto a prima, ora anche gli accessori opzionali possono essere gestiti dal manipolatore e non tramite un’ulteriore comando
È possibile sterzare la pala con il joystick (optional) oltre che con il volante (che mantiene comunque la priorità di comando). Questa funzione era presente anche sul modello precedente, ma qui è stata perfezionata. Da citare il pedale ECO, in grado di fare distinzione tra funzionamento “economico” (che identifica intuitivamente per ridurre il consumo di carburante) e “normale”
62 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
La pala gommata Hyundai HL960 La HL960 è dotata di dischi freno sinterizzati realizzati con un nuovo materiale che offre un’elevata durevolezza e consente di evitare la generazione di calore e vibrazioni, aumentando la resistenza dei freni e garantendo una manutenzione semplice, con un design intuitivo
La pala monta tubi flessibili idraulici di Gates Corporation che hanno apportato un incremento della durevolezza (resistenza al calore e alla pressione) del 50% rispetto ai precedenti
A proposito di benna, sono state riprogettate anch’esse e ora presentano un migliore profilo e offrono una maggiore capacità di riempimento, una protezione aggiuntiva per ridurre al minimo le fuo-
riuscite dei materiali caricati e piastre del fondo sostituibili. Una nota relativa alla manutenzione e all’accessibilità: ora basta azionare un interruttore per sollevare il cofano posteriore e avere l’accesso completo al vano motore. Una caratteristica assolutamente nuova anche questa, che non era presente nella gamma precedente. Il cofano così progettato facilita le operazioni di pulizia e manutenzione. La serie HL, inoltre, è dotata di un filtro aria per grandi volumi, di un meccanismo per l’estrazione automatica della polvere e di un prefiltro turbo a tre fasi, opzionale, per migliorare il ciclo
Il nuovo sistema di pesatura La pala gommata HL960 offre un miglioramento della precisione di lavoro grazie alla nuova funzione di pesatura cumulativa automatica/ manuale, programmabile e gestibile tramite il monitor in cabina, che migliora notevolmente l’efficienza operativa. Le icone che mostrano gli errori di pesatura e l’indicazione del peso in due colori consentono una pesatura accurata, per agevolare una gestione efficiente della produzione. Il sistema di cui è dotata la pala HL960 consente di effettuare sia la pesata istantanea che la somma delle varie pesate, memorizzate su appositi registri di memoria.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 63
Hands On La scheda tecnica HL960 Cummins QSB6.7 Stage IV Final
Motore: Potenza motore netta:
kW
166 kW / 222 HP a 2.200 giri/min
Capacità benna a colmo:
m3
3,3
Forza di penetrazione benna:
kg
16.670
Distanza di scarico (all'altezza max. e con angolo di scarico di 45°):
mm
2.935
Sbraccio (sollevamento totale):
mm
1.295
Profondità di scavo:
mm
85
Forza di strappo:
kN
163,5 kN
Carico di ribaltamento (diritto/totale):
kg
14.400/12510
Angolo di scarico:
°
50
Distanza da terra:
mm
420
Altezza totale (completamente sollevata):
mm
5.550
Altezza max. al perno benna:
mm
2.935
Altezza di scarico:
mm
3.360
Velocità di marcia (T/M a 4 marce):
km/h
6,4÷39,5
Pneumatici standard: Peso operativo:
23.5-25, 20 PR, L3 kg
18.800
* braccio di penetrazione standard, benna per impieghi generali, pneumatici 26.5R25
64 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
La pala HL960 è dotata di pompa a pistoni Rexroth a cilindrata variabile, con regolazione elettronica della portata. La ventola si attiva più o meno velocemente a seconda delle necessità della macchina, al fine di contenere i consumi e, quindi, i costi di gestione
La pala gommata Hyundai HL960 Il design della benna è stato migliorato, con conformazione ricurva nei lati e protezioni nelle parti superiori, inferiore e posteriori, per aumentarne la capacità, ridurne l’usura e impedire la fuoriuscita dei materiali caricati
Da Interim
a Final
La pala gommata HL960 monta un motore turbodiesel Cummins QSB6.7 Tier 4 Final, sovralimentato, controllato elettronicamente, a iniezione diretta, 4 tem-
di sostituzione e la durata dei ricambi. Il vano motore è completamente sigillato. Anche la nuova pala gommata HL960 - che è disponibile anche nella versione XT, con bracci lunghi e altezza di scarico superiore - usufruisce del sistema HiMate di Hyundai, in grado di esercitare un continuo controllo sulla macchina fornendo dati addizionali quali la sua localizzazione e il monitoraggio delle funzioni produttive. ■
pi e 6 cilindri, raffreddato ad acqua. Con
polvere automatico e di un prefiltro
una potenza netta di 166 kW (222 HP) a
turbo a tre fasi (opzionale), per mi-
2.200 giri/min, questo propulsore si di-
gliorare il ciclo di sostituzione e la
stingue per il sistema di post-trattamen-
durata dei materiali di rifornimento.
to con iniezione d’urea (il serbatoio si
Nella parte superiore del vano motore
trova in un apposito scomparto sul lato
è presente un serbatoio della misce-
destro della macchina e le tubazioni so-
la anticongelante collegato a un sen-
no adeguatamente riscaldate, per man-
sore che garantisce un funzionamen-
tenere a temperatura stabile).
to del mezzo privo di eventuali guasti
Il tutto - integrato da un filtro aria di
causati proprio dall’esaurimento non
grandi dimensioni, di un estrattore di
controllato del liquido.
La distanza da terra è di 420 mm. In opzione, è disponibile un sistema di raffreddamento separato che impedisce il surriscaldamento dell’olio dell’assale anteriore causato da frenature frequenti e operazioni con carichi elevati
Utilizzando la frizione di blocco a cinque marce, l’operatore può ora beneficiare sia della riduzione dei consumi che della possibilità di utilizzo di marce diverse in base alle condizioni di lavoro
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 65
ATTREZZATURE Simex
La TF 2500
sbanca in Svizzera La testa fresante del costruttore emiliano ha dato prova delle sue potenzialità produttive in un intervento realizzato in Svizzera, dove l’attrezzatura è stata impegnata in un importante lavoro di sbancamento di Fabio Petri
L
e teste fresanti sono risolutive in quegli scavi dove il martello idraulico e l’esplosivo sono penalizzati dal livello di fratturazione dell’ammasso roccioso o dalla sua inconsistenza. Queste attrezzature possono tuttavia dare risultati interessanti anche in presenza di materiali di origine sedimentaria di notevole compattezza e durezza, a patto però che i denti riescano ad avere un’efficace azione di taglio. Oltre alle considerazioni di carattere geotecnico a favore della testa fresante se ne devono poi aggiungere altre di natura applicativa: martello ed esplosivo, infatti, non si prestano a essere impiegati quando le vibrazioni indotte sul terreno (le une continuative e di bassa intensità; le altre brevi, ma di alta intensità) po-
66 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
trebbero comportare effetti sugli edifici, così come su altre tipologie di costruzioni adiacenti al sito dove viene realizzato lo scavo. Proprio questo genere di condizioni si sono verificate in un cantiere presso Ürnasch, nel cantone svizzero di Appenzell Ausserhodem (Appenzello Esterno), dove l’impresa Æschbacher ha impiegato una testa fresante Simex TF 2500 - la prima utilizzata in Svizzera - per eseguire lo sbancamento necessario alla realizzazione di un nuovo edificio a uso residenziale. L’attrezzatura del costruttore emiliano si è dimostrata determinante perché, oltre a non creare problematiche in termini d’impatto ambientale (rumore e polvere) nell’area circostante il cantiere, ha dimostrato di
garantire un’elevata produttività, consentendo anche una notevole precisione. Condizione, questa, necessaria per il rispetto dei dimensionamenti dello sbancamento previsti dal progetto. All’attacco del conglomerato L’area di Ürnasch, come altre in Svizzera, è caratterizzata dalla presenza di conglomerati naturali depositatisi anche per effetto dello scioglimento dei ghiacciai. Queste formazioni di natura sedimentaria clastica sono costituite da granuli di varie dimensioni, detti appunto clasti, cementati da una matrice formata da granuli di dimensione molto minore (solitamente sabbie o argille quando i clasti sono ciottoli) che vanno a occupare gli spazi tra gli elementi di dimensioni maggiori. Le soluzioni formatesi nel sedimento possono far precipitare sali che nel tempo creano l’effetto di cementazione, rendendo la formazione appunto un conglomerato assimilabile al calcestruzzo e facendole raggiungere livelli di resistenza e di compattezza di tutto rispetto. Nel caso del conglomerato presente nel cantiere di Ürnasch, le prove di Point Load realizzate presso il dipartimento R&D di Simex a San Giovanni in Persiceto (Bo) hanno fatto riscontrare valori vicini a 100 MPa. Con questi livelli di resistenza a compressione dell’ammasso, associati a una notevole compattezza del materiale in banco, l’impiego del demolitore non
avrebbe dunque garantito produzioni soddisfacenti. Il martello idraulico, inoltre, non sarebbe stato adeguato nemmeno alla composizione dell’ammasso, costituito appunto da clasti, perché avrebbe inevitabilmente portato alla proiezione delle frazioni più piccole durante le fasi di scavo, con evidenti conseguenze sulla sicurezza. La soluzione “fresante” La testa fresante TF 2500 è stata fornita all’impresa Æschbacher dal concessionario Simex Hydremag di Waldstatt ed era dotata di tamburo tipo HP e da denti che si sono dimostrati adeguati alla tipologia del lavoro da affrontare. Quest’attrezzatura si inserisce nella gamma Simex delle teste fresanti, tra il modello TF 2100 e il TF 3100, rendendola ancora più ampia e completa. Con una coppia di rotazione di 31,7 kNm e una forza di taglio di 83,7 kN, il modello TF 2500 garantisce la potenza necessaria per affrontare anche gli scavi più impegnativi, come appunto successo nel cantiere di Ürnasch. L’attrezzatura, per la quantità di materiale scavato e per la sua resistenza e compattezza, è stato dunque impegnato con successo in un’applicazione particolarmente gravosa. Come tutte le teste fresanti della gamma Simex, anche la TF 2500 presenta caratteristiche progettuali e costruttive brevettate che rendono l’attrezzatura partico-
Una tecnologia in “testa”
Simex è oggi un punto di riferimento a livello mondiale nella produzione di attrezzature per macchine movimento terra, negli ambiti, tra gli altri, della compattazione, della frantumazione e della scarifica. Progettare e produrre attrezzature innovative per questo settore è, fin dal 1991, anno della sua fondazione, l’impegno assunto dall’azienda bolognese, che cerca costantemente di trovare risposte e soluzioni alle applicazioni più gravose. Le attrezzature Simex, infatti, sono il risultato di studi approfonditi di tutti gli elementi strutturali, delle parti meccaniche e idrauliche.
La scheda tecnica La testa fresante Simex TF2500
Quest’impegno ha portato all’ottenimento di brevetti come quello che coinvolge anche la testa fresante TF 2500. Qui, un motore idraulico a pi-
Peso attrezzatura (senza sella):
2.700 kg
stoni integrato di grande cilindrata
Larghezza tamburi std.:
1.000 mm
to rendimento e un’elevata coppia.
Pressione olio max: Potenza motore fresa: Portata olio: Forza massima: Coppia di rotazione:
380 bar 140 kW (190 HP) 280-400 l/min 83,7 kN
consente di garantire sempre un alL’albero trasmette esclusivamente il moto e non supporta alcun carico, grazie ai doppi cuscinetti previsti per ogni tamburo. A ciò si aggiunge il fatto che il materiale fresato fuoriesce dallo scavo senza rischi
31,7 kNm
di incastri nella struttura, grazie al-
Forza di taglio:
83,7 kN
la particolare forma del telaio, per-
Diametro tamburi:
750 mm
to dei tubi flessibili sia sui lati che
Peso consigliato escavatore:
40-55 t
frontalmente.
mettendo peraltro il collegamen-
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 67
ATTREZZATURE Cosa sono le prove “Point Load” Nelle prove di “Point Load” (Prove di Carico Concentrato) viene esercitata - su un campione di roccia o materiale litoide – una compressione monoassiale puntiforme fino a provocarne la sua rottura. In tal modo, si ottiene l’Indice di Resistenza Is, attraverso il quale è possibile ricavare, empiricamente, la resistenza a compressione monoassiale del materiale di prova. I vantaggi di questa tipologia di prova sono dovuti alla facilità di trasporto dell’attrezzatura, per cui è possibile eseguirla direttamente in
La testa fresante Simex TF 2500 è di facile installazione su tutti gli escavatori. La valvola limitatrice di portata olio elimina i rischi di “fuori giri” del motore idraulico
cantiere, sui campioni appena prelevati, al ridotto valore del carico di rottura dei provini, che è circa 10 volte inferiore rispetto a quello da applicare nelle prove di compressione uniassali, e all’uso di provini di qualsiasi forma e dimensione (fino a un diametro di 102 mm), con notevole risparmio di tempi e costi per la non necessaria preparazione dei provini stessi. Le P.L.S.T. (Point Load StrenghtTest) si distinguono nelle tipologie: Prova Diametrale; Prova Assiale; Prova su Provino Irregolare. In tutti, la prova si esegue posizionando il provino tra due punte coniche standardizzate e sottoponendolo a carichi crescenti, fino a determinare il carico
Grazie alla particolare disposizione dei denti e alla larghezza ridotta del tamburo HD (standard), l’attrezzature permette un’elevata penetrazione anche nei materiali duri
in corrispondenza del quale lo stesso si rompe.
larmente produttiva in rapporto al peso e alle dimensioni. Ciò è possibile grazie all’elevata coppia e all’alto rendimento, assicurati dal motore idraulico integrato a pistoni di grande cilindrata e posto in posizione coassiale rispetto ai tamburi. Questi non sono dunque mossi attraverso un sistema meccanico di trasmissione e possono così sfruttare al meglio i vantaggi dell’azionamento idraulico. La disposizione coassiale del motore permette inoltre all’albero - dotato di doppi cuscinetti di supporto per ogni tamburo - di trasmettere il solo moto ai tamburi e di non essere soggetto così ad alcun carico. Anche la TF 2500 è inoltre dotata di una valvola li68 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
mitatrice di portata dell’olio che previene i rischi connessi al “fuori giri” del motore idraulico (e, quindi, al suo conseguente danneggiamento), assicurandogli così una notevole longevità. Le teste fresanti Simex sono inoltre dotate di guarnizioni meccaniche sui tamburi che garantiscono la massima tenuta alla polvere quando l’attrezzatura lavora completamente immersa nel terreno ed evitano la penetrazione di corpi estranei anche in caso di interventi in terreni fangosi. A questi punti di forza si deve poi aggiungere la particolare forma del telaio dell’attrezzatura, che permette il collegamento dei tubi flessibili sia sui lati che frontalmente. ■
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COMPONENTI Gruppo Minitop
La concretezza
del fare Attraverso un approccio orientato alla praticità, l’azienda piemontese non solo ha resistito alle difficoltà del mercato, ma ha anche ampliato la propria gamma di attività e programmato un ulteriore ingrandimento del suo magazzino di Riccardo Lorenzi
“I
l Gruppo Minitop crede e agisce in nome della concretezza del fare”. Così Giampiero Giacomino, fondatore e amministratore di Minitop, sintetizza in maniera chiara ed efficace la filosofia dell’azienda di Bricherasio (To). Nel corso di due decadi di attività, questo impegno costante le ha consentito di affermarsi come punto di riferimento autorevole nel mercato e di fare fronte alle “turbolenze” derivanti dalla ben nota crisi economica. Proprio l’approccio estremamente rigoroso rappresenta un tratto distintivo del Gruppo Minitop e del suo fondatore, che si trova a disagio quando gli si chiede di parlare dell’affollamento tipico del mercato in cui opera: “Questo settore è popolato di numerosi competitor e purtroppo alcuni agi-
scono evidenziando molta improvvisazione e scarsa professionalità. Talvolta sembra perfino che operino senza nemmeno avere alle spalle il supporto di un magazzino in grado di soddisfare le esigenze dei clienti. Il Gruppo Minitop, a tal proposito, ha sempre vantato una struttura e un’organizza-
70 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
zione efficiente ed affidabile, perché il nostro primo obiettivo è essere sempre all’altezza delle aspettative di chi ci dà fiducia”. Nel 2015 il Gruppo Minitop ha festeggiato il ventennale della sua fondazione, in una situazione congiunturale a
Giampiero Giacomino
amministratore di Minitop
dir poco sfavorevole. Eppure, l’azienda continua a mantenere saldamente il proprio ruolo di riferimento nel mercato italiano e internazionale. Quali sono le basi di questa stabilità? “Nessun segreto, semplicemente una costante ricerca della qualità. È questa la chiave che ci ha consentito di non perdere mai quote di mercato, anzi di guadagnarne, nonostante gli anni difficili della contrazione economica e un’offerta che nel tempo è divenuta sempre più concorrenziale e caotica. Solo mantenendo livelli qualitativi molto alti si possono evitare le illogiche fluttuazioni dei prezzi nelle quali si rischia invece di cadere durante fasi storiche così complesse”. Nel frattempo il Gruppo sta crescendo in alcuni specifici mercati esteri…
La gamma Minitop è composta da oltre 400 misure di cingoli in gomma, che vanno dai 150 ai 1.000 mm di larghezza, da 15 a 2.000 kg cadauno
“Sì. Nel 2016, tra gli altri, abbiamo ottenuto riscontri molto positivi in particolare sia dal mercato francese che da quello tedesco. Si tratta di risultati che vanno a sommarsi a quelli che già abbiamo ottenuto nell’Est europeo, ma anche in Turchia, in Africa e in Sud America. Questi feedback ci incoraggiano a proseguire su questa strada con la massima convinzione e, d’altra parte, comportano anche la necessità di espanderci. Infatti, stiamo ampliando il nostro magazzino che ha già una superficie di oltre 9.000 m2 - per metterci nelle condizioni di poter rispondere alla crescente domanda dei nostri clienti. Contiamo peraltro su un’affidabile rete di corrieri che ci consente di consegnare gli item ordinati entro 24 ore sul territorio italiano o entro 48/72 ore in tutto il resto del mondo”.
Un’altra caratteristica del Gruppo Minitop è la varietà della gamma prodotti. Quant’è difficile riuscire a essere sempre performanti, pur operando in ambiti diversi? “Dal 1995 a oggi, ci siamo specializzati nella produzione e vendita di cingoli in gomma, per un catalogo che vanta oggi più di 400 diverse misure, compatibili con la maggior parte dei modelli di miniescavatori, escavatori e minipale cingolate. Il magazzino ha una giacenza media di 8.000 item, per rifornire velocemente i clienti. I cingoli hanno un peso che varia tra i 15 e i 2.000 kg. Ogni anno dalla nostra struttura di Bricherasio partono decine di migliaia di pezzi, dei quali due terzi sono distribuiti dal magazzino centrale e il rimanente terzo raggiunge le destinazioni mediante spedizioni dirette. I cingoli in gomma debbono tenere conto
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 71
COMPONENTI
All’attività legata ai cingoli e al noleggio e vendita di macchine edili, Minitop ha affiancato la commercializzazione di pneumatici per minipale
delle continue innovazioni delle macchine operatrici e ciò comporta il massimo impegno anche nell’assistenza post-vendita”. Si può quindi dire che i cingoli in gomma Minitop siano idonei per qualunque tipologia di macchina attualmente presente sul mercato? “Sicuramente si può dire che la gamma è tra le più complete in assoluto ma, come dicevo,
bisogna sempre essere pronti ad adeguare i prodotti alle evoluzioni delle macchine operatrici a cui essi sono destinati. Per questo motivo, ogni volta che viene lanciato un nuovo modello di macchina noi realizziamo lo stampo per la realizzazione del cingolo in gomma più idoneo”.
L’importanza del cavo continuo L’attenzione e la dedizione alla ricerca della qualità, condivisa con il suo partner produttivo, è un fondamento su cui Minitop ha basato la propria attività. Ogni processo produttivo è condiviso con i tecnici di stabili-
Il Gruppo ha anche dovuto fronteggiare il problema frequente degli stress eccessivi che, gravando sui cingoli, provocavano lo scivolamento interno dei cavi in acciaio e quindi l’allungamento dei cingoli stessi. Come siete riusciti a risolvere questa problematica? “Anziché affidarci a calcoli teori-
mento, al fine di concretizzare idee e innovazioni. Una di queste riguarda la soluzione adottata per ovviare a quello che è sempre stato un punto debole dei cingoli in gomma: lo stress eccessivo del cingolo stesso, che manifestava un allungamento dovuto allo scivolamento interno dei cavi in acciaio. Qual è questa soluzione? Un procedimento che prevede l’adozione del cavo continuo all’interno del cingolo, quindi con l’assenza di giunzioni. Quest’intuizione si aggiunge alla tradizionale qualità garantita dei materiali impiegati durante ogni fase di lavorazione, alla corretta calibratura tra gomma naturale e sintetica, ai trattamenti utili a conferire ai cingoli un’elevata resistenza allo strappo e all’usura anche su terreni dall’elevato tasso di abrasione.
72 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
ci abbiamo risolto il problema attraverso prove pratiche e abbiamo trovato la soluzione elaborando un procedimento differente da quelli precedentemente adottati, ovvero prevedendo l’adozione del cavo continuo. In tal modo evitiamo che ci siano giunzioni. Grazie a quest’innovazione e a un controllo di qualità molto accurato la percentuale di contestazioni da parte dei clienti si è ridotta considerevolmente”. Dal 2015 il Gruppo Minitop commercializza anche pneumatici per minipale, oltre che essere storicamente attivo anche nella vendita e nel noleggio di macchine edili e stradali. Un’attività che non conosce sosta su alcun fronte… “Dal 2015 commercializziamo pneumatici per skid loader di tutte le misure e con diversi battistrada, in funzione del campo di applicazione delle macchine. Inoltre, manteniamo (e sviluppiamo costantemente) due rami di attività collaterali: la vendita
I prodotti Minitop sono destinati non solo ai miniescavatori, ma anche alle minipale cingolate
di macchine a marchio Takeuchi (nuove e usate) e il noleggio di mezzi e attrezzature edili. Il parco macchine destinato al noleggio comprende essenzialmente mini e midi escavatori, escavatori girosagoma e minipale cingolate. Inoltre, forniamo ai nostri clienti dumper, macchine per il sollevamento, per la pavimentazione, per il betonaggio, pulitrici, elettroutensili per il taglio e la
demolizione, oltre che attrezzature e accessori per il cantiere. In realtà, queste attività sono nate insieme all’azienda stessa, ma se inizialmente le concepivamo come un servizio aggiuntivo da offrire ai nostri clienti ora sono a pieno titolo una divisione a sé stante. Anche in questo caso è stata la continua ricerca della qualità a consentirci una piena affermazione sul mercato”. ■
Minitop esegue spedizioni quotidiane, movimentando costantemente l’ampio magazzino, tuttora in fase di espansione
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 73
componenti Lubrificanti ecologici
Una scelta
economica Spesso si pensa che orientarsi su questi prodotti dipenda unicamente da fattori legati al rispetto dell’ambiente, che pure è un tema che riveste la massima importanza. Invece, come ci spiega il tecnico di Sampierana, Roberto Fusai, a beneficiarne sono anche la performance e la durata dei componenti di Saverio Bellante Roberto Fusai
tecnico della divisione Escavatori di Sampierana
L’
affidabilità è un elemento fondamentale di ogni macchina operatrice: un guasto o una manutenzione straordinaria pesano sui costi di cantiere, possono generare ritardi, erodere i margini e rendere i clienti insoddisfatti. Idealmente, una macchina dovrebbe poter funzionare sempre, con un minimo di manutenzione programmata. La condizione ideale è per definizione irraggiungibile, ma la scelta di un adeguato lubrificante è un elemento che può contribuire ad avvicinarvisi il più possibile. Quello dei lubrificanti è un mercato decisamente segmentato, nel quale un utente può scegliere tra diverse opzioni: a fianco dei prodotti tradizionali a base minerale, sono disponibili prodotti più performanti a base sintetica. 74 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
A quest’ultima famiglia appartengono generalmente i lubrificanti biodegradabili (con l’eccezione degli oli vegetali). I lubrificanti biodegradabili sono a loro volta suddivisi in diverse famiglie, a seconda della base utilizzata. Non tutti i lubrificanti biodegradabili possiedono le stesse caratteristiche tecniche e ambientali. La norma ISO 15380 relativa ai fluidi idraulici ambientalmente compatibili definisce quattro distinte famiglie di lubrificanti biodegradabili, suddivisi per tipologia di olio base: HEPG Poliglicoli, HEPR Polialfaoleine (PAO), HETG Oli vegetali (olio di colza) e HEES Esteri sintetici. Il mercato suddivide questa famiglia in due ulteriori sottofamiglie: esteri insaturi ed esteri saturi. Alcune delle famiglie di lubrificanti non hanno caratteristiche ambientali e tecni-
che adeguate per essere considerate ecologiche. Ad esempio, gli oli a base minerale sono molto diffusi e consolidati, ma non fanno parte dei fluidi eco-compatibili e coerentemente sono scarsamente biodegradabili e potenzialmente tossici. Le polialfaoleine, che hanno caratteristiche di biodegradabilità, sono tendenzialmente solo quelle con viscosità bassa, il che rende necessario nella formulazione di miscele più viscose l’utilizzo di additivi atti all’aumento della viscosità stessa. Questo le rende più sensibili al cosiddetto “shear loss”. Gli oli vegetali presentano una biodegradabilità eccellente, ma caratteristiche tecniche non adeguate per sistemi oleodinamici o di trasmissione potenza, specialmente per quanto richiesto oggi dal mercato costruttivo, cioè limitati volumi di olio eserciti ad alte temperature, alte pressioni e con lunghi intervalli di cambio. Gli esteri in generale hanno ottime caratteristiche ambientali, ma c’è una notevole
Una crescita
esponenziale Sampierana (www.sampierana.it) nasce negli anni Cinquanta, fondando le proprie radici sul territorio in cui opera partendo dalla profonda conoscenza del lavoro e di ogni necessità a esso connessa. Negli anni Ottanta inizia a produrre sottocarri cingolati fissi o allargabili. Nel 1992, con l’obiettivo di migliorare e ampliare la gamma produttiva, nasce il marchio Eurocomach (European Construction Machinery), con il quale Sampierana progetta e produce miniescavatori, pale compatte gommate e cingolate e terne articolate. Nel 2008 Sampierana decide di creare una linea di componenti parti carro a proprio marchio.
Pericoli diffusi… a macchia d’olio In Italia, la raccolta degli oli usati dà buo-
perficie grande come un campo di cal-
Un altro dei più diffusi modi scorretti
ni risultati. La percentuale dei rigenera-
cio, all’interno della quale vengono di-
di smaltire l’olio è bruciarlo impropria-
ti nel nostro paese è dell'88%, dato che
strutte tutte le forme di fauna e flora. Se
mente, operazione che immette nell’at-
spicca sia nel confronto con la Francia
invece l’olio viene sversato sul terreno,
mosfera sostanze tossiche che possono
(44%) che soprattutto con la Germania
si forma una pellicola sottilissima, ma
dare origine a malattie e intossicazio-
(26%). Sul territorio nazionale, circa
che impedisce all’acqua di raggiunge-
ni. Bisogna quindi mantenere alta l’at-
200.000 tonnellate di oli esausti vengo-
re le radici capillari delle piante, renden-
tenzione sul tema ambientale e non so-
no recuperati e trasformati non solo in
do così impossibile l’assunzione delle
lo per quanto riguarda l’olio dei moto-
nuovi oli lubrificanti, ma anche in gaso-
sostanze nutritive. Nel caso l’olio usato
ri. Anche l’olio per frittura, che usiamo
li e bitumi. Tuttavia, i rischi ambientali
raggiunga la falda freatica, lo strato che
abitualmente nelle nostre cucine, può
connessi allo smaltimento (soprattutto
si viene a formare finisce con lo spostar-
creare gli stessi danni alle acque e al
se di tipo illecito) rimangono altissimi,
si insieme alla falda stessa e può quindi
terreno, quindi non va mai versato ne-
specialmente per quanto riguarda gli
raggiungere pozzi di acqua potabile an-
gli scarichi domestici, bensì conferito in
sversamenti in mare. Bastano quattro
che a grande distanza, mettendo a se-
appositi contenitori alle aziende specia-
kg di olio usato per inquinare una su-
rio rischio la salute di molte persone.
lizzate che operano nel ramo.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 75
componenti differenza tra saturi e insaturi dal punto di vista delle prestazioni. Gli esteri insaturi non presentano caratteristiche adeguate relative alla temperatura di esercizio (basse temperature, inspessimento, alte formazione di morchie) e resistenza all’ossidazione. La famiglia che meglio risponde alla necessità di un lubrificante ecologico di unire delle eccellenti specifiche tecniche a delle ottime caratteristiche ambientali è quella dei lubrificanti a base di esteri saturi. Tra questi ci sono i lubrificanti della linea Panolin ECLs, utilizzati anche dalla Sampierana di San Piero in Bagno (Fc), azienda specializzata nella produzione di sottocarri cingolati e di macchine movimento terra a marchio Eurocomach. Sampierana da tempo utilizza in molte sue macchine lubrificanti ecologici Panolin. Roberto Fusai, tecnico che opera nella divisione Escavatori, ci ha spiegato le motivazioni di questa scelta: “Utilizziamo Panolin Biofluid ZFH e Panolin HLP Synth 46 sulle macchine movimento terra: trasmissioni, sistemi idraulici, freni, assali, eccetera. La richiesta di Panolin HLP Synth ci è
stata fatta specificatamente da un nostro cliente tedesco. Noi progettiamo e poi assembliamo le macchine e, come in questo caso, a volte il committente avanza richieste specifiche anche sui lubrificanti: questo ci ha permesso di ‘scoprire’ questi innovativi prodotti e i loro numerosi vantaggi. Per quanto riguarda Biofluid ZFH, invece, abbiamo fatto un test su una nostra macchina e, dato il buon esito, abbiamo deciso di usarlo per quel tipo di macchine. Se per quanto riguarda HLP Synth seguiamo le indicazione del cliente, sapendo anche che gli operatori tedeschi hanno una maggiore conoscenza dei lubrificanti sintetici e una maggiore attenzione agli aspetti ambientali, per quanto riguarda Biofluid ZFH la scelta è riconducibile alla maggiore durata in uso del lubrificante. Questo comporta una riduzione dei costi a medio/lungo termine piuttosto consistente, anche se lo scoglio del prezzo del prodotto (più alto rispetto ai prodotti a base minerale) è innegabile. L’aspetto ecologico inoltre, vista la sua elevata percentuale di biodegradabilità, è un plus che commercialmente conta molto, anche e soprattutto a livello di immagine”. ■
CINQUE VOLTE PIù DUREVOLE I prodotti Panolin ECLs (www.panolin.it)
e quindi andando a incidere positiva-
sono lubrificanti biodegradabili al 100%
mente sui costi di esercizio e sugli im-
sintetici a base di esteri saturi (HEES se-
patti ambientali (meno inquinamento
condo secondo lo standard ISO 15380)
ed emissioni di gas serra). Un esempio?
sviluppati per garantire livelli prestazio-
Panolin HLP Synth 46, fluido idraulico
sede a Castelmaggiore (BO). Fondata
nali di alta gamma decisamente supe-
sintetico certificato Blauer Engel, il mar-
nel 2000 con il nome di AM2 Omnia
riori rispetto a un corrispondente olio
chio di qualità ecologico tedesco, una
Servizi, inizialmente era una società di
minerale, garantendo maggiore stabi-
delle certificazioni ambientali di prodot-
servizi che svolgeva attività promozio-
lità del prodotto alle variazioni di tem-
to più stringenti e prestigiose. La scel-
nale per conto terzi con una forte vo-
peratura, maggiore durevolezza e man-
ta di Panolin HLP Synth 46 permette di
cazione tecnica orientata alla preven-
tenimento delle caratteristiche nel tem-
ridurre ciascuna delle categorie di co-
zione, alla sicurezza ed all’ambiente,
po, filtrabilità e maggiore protezione dei
sto previste dall’art. 96. Per ottenere il
nel settore industriale ed automotive.
macchinari.
massimo dei risultati da prodotti come
Nel 2002 ha modificato l’oggetto so-
Tali caratteristiche permettono di allun-
Panolin HLP Synth 4646 e dagli altri lu-
ciale, entrando nella commercializza-
gare le ore stimate di vita utile dell’olio
brificanti ECLs è necessario tenere mo-
zione di prodotti lubrificanti ed affini, e
in misura non inferiore a cinque volte.
nitorate le caratteristiche dell’olio per
l’anno seguente ha iniziato la sua part-
Rispetto a un HLP DIN 51524, con una
scoprire subito eventuali contaminazio-
nership con Panolin. Il cambio di de-
vita stimata di circa 2000 ore, un HLP
ni o deterioramenti inattesi. Per questo
nominazione nell’attuale E.C.O. Italia
Synth (HEES secondo ISO 15380) arriva
Panolin offre analisi periodiche dell’olio
ribadisce l’importanza di valori come
a oltre 10.000 ore, aumentando la dura-
gratuite per i prodotti della linea ECLs.
il rispetto dell’ambiente e la responsa-
ta degli intervalli tra un cambio d’olio
Importatore e distributore esclusivo per
bilità sociale d’impresa, grazie ai quali
e l’altro, diminuendo i fermi macchina,
l’Italia dei lubrificanti Panolin è E.C.O.
nel 2008 le è stato assegnato il premio
riducendo la quantità di olio da smaltire
Italia (www.eco-italia.it), azienda con
“Mercurio d’oro”.
76 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
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Tecnologie SaMoTer Innovation Award
Innovazioni per il futuro
La 30a edizione di SaMoTer coincide con un periodo di ritrovata positività per il mercato delle macchine per il movimento terra. La ripresa continua e le previsioni per il futuro sembrano incoraggianti. Lo stato di salute del settore si misura anche con le interessanti novità tecniche premiate dagli Innovation Award di Lorenzo Zacchetti
S
econdo i dati trasmessi da Unacea, nei dodici mesi del 2016 sono state immesse sul mercato italiano 10.984 macchine per costruzioni, con una crescita del 26% rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. In particolare, le macchine movimento terra vendute sono state 10.517 (+25%) e 467 le macchine stradali (+44%). “La crescita del mercato si consolida trimestre dopo trimestre e questo significa che l’Italia rimane un paese strategico per il settore, sia dal punto di vista della produzione che del mercato”, ha dichiarato Paolo Venturi, presidente di Unacea. “Nonostante siamo ancora ben lontani dai livelli di mercato precrisi, occorre impegnarsi per stabilizzare la ripresa e rilanciare l’intero comparto”. Da questo punto di vista Unacea propone un pacchetto d’iniziative che possono influire positivamente sia sulla dinamica del mercato di settore che
sulla sicurezza delle opere e sulla riduzione dell’impatto ambientale. In particolare, con il documento “Missione meno emissioni”, l’associazione è impegnata nella sensibilizzazione delle amministrazioni comunali per l’applicazione di limitazioni alla messa in opera nei centri urbani per le macchine per costruzione più obsolete. Sul versante delle attrezzature, Unacea chiede un adeguamento delle normative per incentivare la demolizione selettiva e consentire nei piccoli cantieri il riciclo di alcuni inerti direttamente in loco (“Il ciclo integrato degli inerti”). Infine, di grande attualità e rilevanza è la campagna per la diffusione dell’utilizzo del mescolatore negli impianti per la produzione industrializzata di calcestruzzo (“Calcestruzzo: sicurezza, durabili-
78 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
tà, ambiente e legalità”). Quest’ultimo argomento sarà al centro del prossimo Construction Equipment Day, che si svolgerà a Verona il 23 febbraio nell’ambito di SaMoTer, il salone internazionale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia. Eccellenze a Verona Questo quadro della situazione rappresenta un eccellente viatico per la 30a edizione di SaMoTer. La manifestazione triennale di Veronafiere dedicata al comparto delle macchine per costruzioni prevede anche i SaMoTer Innovation Award, riconoscimento giunto ormai alla sua 22a edizione.
Fiori Group ha ricevuto il premio per le novità tecniche grazie al sistema di miscelazione semovente con dispositivo di autocaricamento DB X35 BIG BAG
Il primo premio è stato assegnato a Fiori Group, per la sua betoniera in grado di caricare in modo automatizzato sacchi preconfezionati di cemento e inerti per preparare l’impasto, riducendo tempi di lavoro, dispersione di polveri nel cantiere e spreco di materiali. DB X35 BIG BAG è il nome tecnico del sistema di miscelazione semovente con dispositivo di auto-caricamento. Il ritrovato ottimismo e la voglia di investire nel settore si è rispecchiato in questa edizione degli Award, che, come spiega Antonino Bonanno, ricercatore dell’Istituto Imamoter-C.N.R. e presidente della giuria “ha evidenziato una grande originalità delle soluzioni tecniche presentate dai costruttori per realizzare macchine da cantiere sempre più sicure e user-friendly, attraverso il massiccio impiego dell’elettronica”. Oltre al premio principale, sono state assegnate anche quattro menzioni speciali. Il nuovo Controllo di Stabilità Adattivo ASCS è valso a Merlo il riconoscimento per la sicurezza integrata: il sollevatore con braccio telescopico che arriva
il nuovo controllo di stabilità adattivo ascs che è valso a merlo il premio per la sicurezza integrata
fino a 35 m è stato dotato di un sofisticato sistema anti-ribaltamento, grazie a sensori e algoritmi che comunicano all’operatore limiti operativi e stabili-
tà della macchina. Per quanto riguarda la sicurezza verso l’operatore a terra, è stata premiata la benna miscelatrice scarico sicuro di Cangini, il cui
SaMoTer Innovation Award RICONOSCIMENTO
PRODOTTO
AZIENDA
Vincitore concorso novità tecniche
DB X35 Big Bag
Fiori Group
Menzione d’onore per la sicurezza integrata
Controllo di Stabilità Adattivo ASCS
Merlo
Menzione d’onore per la sicurezza verso l’operatore a terra
Benna miscelatrice scarico sicuro
Cangini
Menzione d’onore per la flessibilità produttiva
Treno di betonaggio “Luigi”
Blend
Menzione d’onore per la categoria “user-friendly”
Display di controllo escavatore gommato
Komatsu
I protagonisti dei SaMoTer Innovation Award. Da sinistra a destra: Andrea Rossato (Komatsu), Luciano Rizzi (SAMOTER), Enrico Santini (Fiori Group), Giorgio Cangini (Cangini) Paolo Leonardo Biglieri (Blend Plants), Cav. Amilcare Merlo (Merlo), Antonino Bonanno (C.N.R. – IMAMOTER, presidente della giuria), Felice Contessini (Merlo)
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 79
Tecnologie
la benna miscelatrice a scarico sicuro di CANGINI BENNE
brevetto contiene due accorgimenti in grado di prevenire infortuni accidentali: il sistema di blocco automatico delle parti meccaniche in fase di pulizia e l’aggancio laterale del tubo di scarico, che evita al personale di sostare sotto la vasca. La menzione per la flessibilità operati-
“Luigi”, il treno di betonaggio realizzato da Blend Fbg, in azione nella metropolitana di Londra
va è stata assegnata a… Luigi. Si chiama così il treno di betonaggio realizzato da Blend per rispondere alla sfida di realizzare un impianto ferroviario su misura per le necessità di manutenzione della massicciata della metropolitana di Londra, la più famosa e antica al mondo. I tecnici inglesi non dovran-
L’INNOVAZIONE NON SI FERMA Oltre ai vincitori dei SaMoTer Innovation Award, meritano attenzione anche gli
Il display realizzato da Komatsu per semplificare la comprensione dei segnali, soprattutto nelle macchine prese a noleggio e poco conosciute
altri prodotti sottoposti all’attenzione della giuria. Ad esempio iNDr (Integrated Noise & Dust Reduction Cooling System) (foto a destra), griglia prodotta da Kobelco per abbassare di 9 dB il rumore prodotto dalla macchina. Komatsu, premiata il suo display, aveva presentato anche l’escavatore idraulico HB365LC-3, che prosegue lo sviluppo della gamma con motore ibrido inaugurata dalla casa giapponese nel 2008. Il Sistema Expander di Nord Lock ha invece lo scopo di allungare la vita dei perni delle parti mobili più soggette a usura. Sampierana ha presentato due proposte: Eurocomach ES 19 SR4 è il suo miniescavatore cingolato largo appena 130 cm e quindi ideale agli spazi angusti, così come Eurocomach ES 12 ZT4, ultracompatto pensato per lavori edili e di cura del verde. Bison è invece l’impianto a miscelazione continua “tuttofare” prodotto da Simem, in grado di produrre fino a 500 t/h di cementi, calcestruzzi, ecopavimentazioni, bitumi e asfalti. Rumble Strip Planer è invece l’attrezzatura firmata Simex, per realizzare le “bande sonore” che segnalano ai guidatori il rischio di uscita dalla carreggiata, in caso di colpi di sonno o distrazioni. Le stesse cause portano ai frequenti casi di guida contromano, per la cui prevenzione Sis-Italy ha prodotto Safe Inlet (foto a sinistra), un dispositivo da applicare alle corsie di uscita di superstrade e autostrade e che segnala meccanicamente gli ingressi sbagliati, rimanendo inerte nei transiti corretti. Infine, VF Venieri ha presentato la sua nuova pala con braccio telescopico VF 8.63TL, una macchina multifunzione sia per l’ambito industriale che per quello agricolo, con intelligenza artificiale e sistema elettronico anti-ribaltamento.
80 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
no più lavorare a mano, ogni notte, nei tunnel, ma saranno supportati dal loro “collega” italiano nell’automazione del processo produttivo per poter gestire al meglio tutte le operazioni. Nella categoria dei prodotti user-friendly, la menzione è andata al display di controllo escavatore gommato prodotto da Komatsu Italia. Il progetto è nato per trasmettere delle informazioni chiare all’operatore, semplificandone la comprensione per venire incontro soprattutto alle esigenze delle compagnie di noleggio, dove la maggior parte degli operatori non ha una grande familiarità con la macchina. Il lavoro viene facilitato con una semplice guida a pittogrammi, basata su una sequenza di icone colorate: la prima indica la funzione in allarme e le successive il motivo dell’allarme. L’appuntamento con SaMoTer 2017 riveste quindi una particolare importanza nel contesto di un settore che vuole tornare a livelli di eccellenza, anche attraverso queste occasioni di incontro e confronto tra professionisti. ■
Dossier
IL QUINTO STADIO è dietro l’angolo Siamo ormai a un passo dall’entrata in vigore della normativa Stage V, che segnerà un ulteriore salto di qualità nel frenetico cammino intrapreso verso la riduzione delle emissioni nocive. In poco più di due decenni, sono stati compiuti sforzi enormi, nel nobile scopo di preservare l’ambiente. Ma quanto sono efficaci queste misure? E quanti problemi collaterali hanno creato a un mercato già pesantemente danneggiato dalla crisi globale? Ne abbiamo parlato con i protagonisti dell’industria, per capire se tutti gli investimenti che stiamo facendo saranno poi effettivamente ripagati da benefici concreti di Lorenzo Zacchetti 82 ONSITECONSTRUCTION - febbraio 2017
S
ono passati vent’anni da quando, nel 1996, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) e l’Unione Europea hanno iniziato a introdurre limiti vincolanti alle emissioni inquinanti. Il percorso è stato parallelo e sostanzialmente coerente, nonostante qualche confusione ingenerata dalle diverse terminologie adottate: lo Stage IV europeo equivale (più o meno) all’americano Tier 4, lo Stage III al Tier 3 e lo Stage IIIB al Tier 4 Interim. Prima in modo graduale e poi con un ritmo sempre più sostenuto, le normative Stage (per quanto riguarda il mercato UE) e Tier (per il mercato nordamericano) sono intervenute per ridurre i livelli dei principali inquinanti derivanti dall’uso dei combustibili fossili nei motori diesel, ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM). Tale riduzione è stata davvero radicale: si pensi che in questi due decenni i livelli di NOx e PM sono calati del 97%. Il prossimo salto di qualità sarà nel biennio 2019/2020, quando entrerà in vigore la normativa Stage V, alla quale tutte le case costruttrici stanno già cercando di adeguarsi. Stiamo parlando di uno sforzo davvero immane, di uno slancio evolutivo che consentirà al settore delle costruzioni di dare il proprio contributo nel contesto di una più articolata serie di interventi finalizzati a ridurre l’inquinamento globale. L’esigenza di ridurre l’impatto dell’uomo e delle sue attività sull’ambiente naturale è stata messa fortemente in discussione durante la campagna di
Donald Trump per le elezioni presidenziali americane. Il sorprendente trionfo del tycoon newyorchese ha messo in allarme gli ambientalisti, viste le sue posizioni quantomeno ambigue sul tema. Dopo aver promesso di cancellare lo storico accordo di Parigi sul clima e aver parlato del riscaldamento del pianeta come di “una bufala” inventata dalla Cina per acquisire il dominio del mercato internazionale, Trump ha leggermente ammorbidito la propria posizione. Tuttavia, la nomina di un cosiddetto “negazionista” dell’allarme ecologico come Scott Pruitt ad amministratore dell’EPA è sembrata un atto politico inequivocabile. Eppure, sia negli USA che in Europa l’orientamento prevalentemente non è tanto sul rimettere in discussione l’opportunità di queste misure antinquinamento, quanto il reale rapporto tra costi e benefici. Su questo specifico aspetto del problema, in effetti occorre sviluppare una riflessione più approfondita, specialmente sul controsenso rappresentato dal fatto che, mentre si richiedono investimenti sempre più onerosi sulle macchine nuove, non esistono limitazioni alla circolazione di quelle diventate ormai obsolete. Nonostante l’abbattimento dell’emissione di particolati, gli ingenti sforzi di progettazione dell’industria non hanno portato a un miglioramento della qualità dell’ambiente e dell’aria conforme alle
Emissioni motori
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 83
Dossier versi pesi per diversi misure. Un esempio su tutti: anche nelle città che limitano il traffico automobilistico nelle zone centrali, per evitare il congestionamento, nulla vieta che macchine obsolete siano impiegate nei cantieri del centro storico, secondo una logica francamente impossibile da capire. Tutte queste discrasie derivano dalla mancanza di una strategia unitaria, che inevitabilmente ci lascia alla mercé di provvedimenti sporadici, che forse possono ripulire la coscienza di chi le promuove, ma non certo l’aria che respiriamo tutti i giorni. È difficile definire altrimenti una strategia che penalizza il segmento off-road, senza attese. Non si vuole certo invocare una deregulation che, su questo tema specifico, ci farebbe precipitare rapidamente nel passato ma, al contrario, serve una visione d’insieme che non si limiti a colpevolizzare il motore a gasolio come se fosse l’unica causa dell’inquinamento atmosferico antropico. Un altro evidente sbilanciamento, in quella che va considerata comunque come una giusta battaglia, sta nelle difformità che separano USA ed Europa dal resto del pianeta: anche se culturalmente siamo portati a pensare di essere noi il centro del mondo, in realtà ne siamo
solo una piccola parte e viaggiare a due marce non solo inficia il risultato complessivo in termini di tutela dell’ambiente, ma crea anche le condizioni per un mercato falsato, che danneggia le nostre aziende. Le disparità non si verificano “solo” nei singoli contesti nazionali, ma anche all’interno di uno stesso Paese, dove nulla vieta che aziende di nazionalità differenti gareggino con regole diverse. Non solo. Sebbene le limitazioni all’off road siano arrivate successivamente a quelle per l’on road, con le classi Euro stabilite dalle normative anti-inquinamento, in diversi casi si utilizzano di-
Paolo Venturi
Presidente Unacea
LA PAROLA AI COSTRUTTORI / FPT Industrial FEDERICO GAIAZZI VP MARKETING WORLDWIDE FPT Industrial
Già dall’ultima edizione di EIMA, FPT si è dimostrata pronta per lo Stage V. A partire da HI-eSCR2, l’ultima generazione della rinomata e brevettata tecnologia di post-trattamento High Efficiency Selective Catalytic Reduction (HI-eSCR), FPT Industrial conferma la sua strategia di lunga durata unicamente basata sull’SCR per raggiungere gli standard uprated. Lo facciamo pur mantenendo la Exhaust Gas Recirculation (EGR) su motori di potenza superiore a 4 l e un’attivo soluzione gratuita di rigenerazione, mantenendo così
84 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
i vantaggi competitivi raggiunti alla fase IV/Tier 4B, come best in class nel risparmio di carburante e di potenza e densità di coppia.
Emissioni motori incidere su fonti molto più inquinanti come il traffico automobilistico e il riscaldamento a gasolio. Secondo Paolo Venturi, presidente di Unacea, “La nostra industria ha fatto importanti investimenti per ottemperare ai criteri dell’Unione Europea in materia di emissioni dei motori e, come dimostrano i recenti sviluppi sulla fase V, continuerà a farlo anche nei prossimi anni. Le macchine prodotte inquinano fino al 97% in meno di quanto succedeva poco più di 20 anni fa. Occorre fare in modo che questi investimenti e le innovazioni tecnologiche che ne sono scaturite non vadano persi e anzi contribuiscano a migliorare la qualità dell’aria delle nostre città, così come la sicurezza dei cittadini e degli operatori”. Anche il responsabile scientifico di Legambiente, Giorgio Zampetti, sottolinea la necessità di un approccio integrato: “La sfida ambientale non appartiene più solo agli ambientalisti, ma è diventata cruciale per la società e l’economia,
LA PAROLA AI COSTRUTTORI / Kohler Engines Nino De Giglio Senior manager Brand and Communication Kohler Engines Kohler Engines ha deciso di integrare i nuovi motori della gamma KDI con il filtro anti-particolato, nel rispetto dei requisiti in materia di emissioni previsti proprio dallo Stage V. Il KDI 3404 è conforme alle normative Tier 4 Final e Stage IV con un sistema di after-treatment compatto, fatto di doc e scr. Il tutto racchiuso in un unico contenitore che chiamiamo ‘all-in-one’ e che contiene a sua volta il mixing pipe. La soluzione stage V del KDI 3404 e il suo sistema di after-treatment non subiranno modifiche dimensionali, essendo il dpf perfettamente integrabile nello stesso involucro.
LA PAROLA AI COSTRUTTORI / John Deere Power Systems Geoff Stigler Direttore vendite e marketing EMEA John Deere Power Systems
John Deere si è portata avanti per tempo: l’intera gamma dei suoi motori equipaggiati con tecnologia DPF è già compatibile con lo Stage V, caratteristica che faciliterà i clienti nel passaggio a questa nuova fase. Una delle conseguenze più significative dell’adozione dello Stage V sarà l’introduzione di una soglia limite di particolato per i motori nella fascia di potenza 19 kW - 560 kW, che richiederà l’implementazione della tecnologia DPF da parte dei costruttori. John Deere utilizza questa soluzione già dallo Stage III B, per un totale di oltre 150 milioni di ore di impiego del DPF sul campo. Grazie alla vastissima esperienza nello sviluppo e nell’integrazione della tecnologia dpf, John Deere è già in grado di soddisfare i requisiti dettati dalla proposta della Commissione europea COM (2014) 581 relativa alle emissioni dello Stage V.
Giorgio Zampetti
Responsabile scientifico di Legambiente
più in generale. Le regole sulle emissioni che l’industria ha recepito devono però trovare applicazione reale o si rischia che tutto il lavoro fatto rimanga sulla carta. Bisogna fare delle politiche integrate, individuare le zone più sensibili delle città tenendo conto della circolazione così come delle attività quali i cantieri, da cui partire per richiedere parametri sempre più stringenti”. Il netto taglio alle emissioni di particolato e ossidi di azoto previsto dallo Stage V “porterà la produzione europea ad essere gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 85
Dossier LA PAROLA AI COSTRUTTORI / JCB power systemS ALAN TOLLEY GROUP DIRECTOR ENGINES JCB
Noi siamo già pronti da tempo per lo Stage V. Lo abbiamo dichiarato all’ultima edizione del Bauma, spiegando che la nostra tecnologia era pronta per il salto di qualità. Al nostro Stage IV/Tier 4 Final va solamente applicato un piccolo dpf nel catalizzatore, perché come noto noi non lo abbiamo mai usato. Lo Stage V lo rende obbligatorio, ma per noi sarà solo un piccolo cambiamento, che
non inficerà assolutamente la conformazione del motore. Si tratta di un dpf che potrei definire ‘light’. Personalmente, ho vissuto tutte le evoluzioni normative implementate in questi anni e dal punto di vista tecnico non ci sono state poi grandi difficoltà.Tutti abbiamo dovuto investire su questo fronte e, sebbene chi già aveva una tecnologia automotive sia partito avvantaggiato, non è stato poi così difficile. Il vero problema è stato commerciale, perché abbiamo dovuto convincere i nostri clienti a montare motori nuovi ogni tre anni. Ne vale la pena? Beh, il mio insegnante di ingegneria diceva sempre: ‘Di ermetico non ci sono neanche i sommergibili, perché hanno porosità nello scafo’. Per eliminare del tutto le emissioni, dovremmo ragionare su combustioni alternative. Per bypassare il problema, bisognerebbe usare il GPL, il metano o i motori elettrici, salvo poi trovare una soluzione per lo smaltimento delle batterie. Se parliamo di motori endotermici, è evidente che delle emissioni ci saranno sempre. Con lo Stage V si partirà tutti dallo stesso livello, almeno in Europa. Certo, c’è una netta discrepanza tra i mercati di diversi Paesi, ma questa è una questione da affrontare sul piano politico. Questa discussione ci porterebbe molto lontano.
Sigrid de Vries
Segretario generale CECE
la più pulita al mondo”. Ad affermarlo è il Cece, il Comitato europeo dei produttori di macchine da costruzione, il cui segretario generale Sigrid de Vries aggiunge: “Voler far entrare in vigore il nuovo standard entro il 2018 è una scelta ambiziosa. Sarà una vera e propria sfida per tutti i produttori europei costruire macchine aderenti allo Stage V, ma è una sfida che si può vincere e che contribuirà a 86 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Emissioni motori migliorare la qualità dell’aria in Europa”. Nonostante la freddezza di Trump e Pruitt, ci si attende che anche gli USA applichino gli stessi standard europei: l’EPA non si è ancora espressa, ma da circa 10 anni le normative differiscono in pratica soltanto nel nome. Eppure, per cambiare marcia non servirebbero provvedimenti eccessivamente complicati. Si potrebbe partire da un sistema premiante da applicare ai bandi pubblici, così da favorire le aziende che si dotano di macchine di ultima generazione e quindi conformi alle normative più recenti. Allo stesso modo, gli stessi meccanismi fiscali che si applicano alle riqualificazione energetica degli edifici potrebbero incentivare il rinnovamento del parco macchine da parte delle aziende del settore. Per Corrado Serrentino, responsabile relazioni esterne Unacea “come associazione stiamo cercando di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche affinché riconoscano le evoluzioni del motore non solo per il settore automotive, ma anche per il nostro. Questo significa che, come si fa per le auto, va vietata la circolazione dei motori inquinanti. Bisogna inoltre prevedere punti premiali per le gare d’appalto, a favore di chi aggiorna le proprie macchine, e fare sì che nelle ZTL e nelle low emission zones si tenga conto anche dell’edilizia privata. Chi deve ristrutturare la propria casa, nel centro storico, non può farlo usando macchine vecchie ed inquinanti!”.
LA PAROLA AI COSTRUTTORI / Volvo Penta Giorgio Paris Presidente Region International & Asia Volvo Penta L’Europa sta guidando la marcia verso il raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni e la nostra azienda è felice di essere in prima linea nello sviluppo di nuove tecnologie. Avendo oltre un secolo di storia di innovazione alle spalle, prendiamo molto sul serio le nostre responsabilità nei confronti dell’ambiente, oltre ad offrire le migliori soluzioni ai nostri clienti. La tecnologia ci permetterà di evolvere in maniera soft dagli standard attuali a quelli stabiliti dallo Stage V, minimizzando la necessità di ridisegnare i motori e le loro installazioni.
LA PAROLA AI COSTRUTTORI / Scania CHRISTIAN LEVIN Vice President, HEAD OF Sales AND MARKETING Scania Durante l’ultima edizione di Bauma, Scania ha presentato un motore precursore dei tempi, una soluzione già a norma con gli standard per le emissioni Stage V. I motori industriali di Scania usufruiscono della tecnologia Euro 6, che nel mondo dei veicoli industriali è una realtà consolidata. Il primo motore Euro 6 di Scania è stato prodotto nel 2012.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 87
Dossier
Una sfida giusta e stimolante Intervista a Ruggero Riva, presidente Ascomac
A
scomac, la Federazione Nazionale Commercio Macchine, è una rappresentatività importante del settore industriale delle macchine per le costruzioni e per questo motivo abbiamo incontrato il suo presidente, l’Ing. Ruggero Riva, il cui quadriennio di mandato 2016/2020 si svolgerà in parallelo con il percorso che porterà allo Stage V. Che genere di difficoltà hanno creato le normative che, negli ultimi 20 anni, hanno radicalmente cambiato il quadro della situazione? “Più che difficoltà, in ge-
nerale le normative vigenti e in corso di modifica, essenzialmente finalizzate alla revisione degli standard in materia di emissioni, per conseguire l’obiettivo congiunto del risparmio energetico dei carburanti utilizzati attraverso motori ad alta efficienza, non solo energetica, unitamente alla contestuale riduzione delle emissioni inquinanti, rappresentano un punto di partenza strategico oltre che per il fabbricante anche per il cliente finale, in una partnership di concreta sostenibilità. Le difficoltà in questo percorso verso la sostenibilità sono state causate semmai dalla crisi economica che ha investito il nostro Paese e in particolare il settore
Ruggero Riva
Presidente Ascomac
88 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
dell’edilizia. Ciò ha contribuito al rallentamento dello svecchiamento del parco: di fatto veicoli obsoleti e inquinanti non sono stati sostituiti e continuano a operare, esponendo il nostro paese a richiami, sanzioni e procedure d’infrazione”.
Non vi è la possibilità che gli ingenti investimenti richiesti a chi opera nel settore per adeguarsi ai nuovi standard siano eccessivi, se rapportati agli effettivi benefici di un ambito che, nel complesso, incide molto poco sui livelli di inquinamento complessivi? “Al fine di limitare l’impatto delle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli a motore a combustione interna l’Unione Europea, nel corso dell’ultimo trentennio, ha introdotto prescrizioni specifiche in materia di emissioni. I fabbricanti, nel rispetto della normativa, hanno progressivamente immesso sul mercato solo macchine equipaggiate con motori conformi alle nuove disposizioni. Ricordo che la direttiva 97/68/CE ha introdotto una serie di stage successivi (da I a IV) per la riduzione graduale delle emissioni consentite per i motori destinati a macchine operatrici che possono cir-
Emissioni XXXXXXXXXXXXXX motori colare su strade aperte all’uso pubblico tra cui le macchine per costruzioni (movimento terra, costruzione e manutenzione strade ecc). Il 25 settembre 2015, la Commissione europea ha adottato una proposta per un nuovo regolamento sul tema, che introdurrà uno Stage V a partire dal 2019/20. Certamente gli investimenti effettuati dai costruttori e da tutta la filiera della distribuzione sono stati molto importanti e impegnativi, oltre che per il rispetto normativo anche per ridurre le emissioni nei cantieri di lavoro a partire da quelli urbani. Il problema non è solo legato alla circolazione dei mezzi ma soprattutto è fortemente connesso alle emissioni acustiche e dei gas di scarico nel sito di lavoro (cantiere) dove le macchine operano. Al di là della incidenza del nostro settore in materia di emissioni a livello complessivo (certamente non elevata) siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte per il bene comune. Noi come Ascomac lo stiamo facendo ogni giorno coinvolgendo i nostri clienti utilizzatori affinché operino con macchine adeguate e facendo di tutto per coinvolgere le Istituzioni affinché sostengano il nostro impegno su questo tema importante”. Le differenti regole in vigore nei vari paesi non finiscono con il determinare una condizione di mercato iniqua, soprattutto per chi è più at-
tento alle esigenze dell’ambiente? “Come dicevamo, l’ambiente riguarda tutti e ognuno di noi deve dare il proprio contributo. Prendendo ad esempio l’ambito urbano, oggi molto spesso soggetto a emissioni inquinanti, riteniamo, sulla base del principio di sussidiarietà, che siano i comuni a svolgere un ruolo fondamentale nell’applicazione della normativa europea in materia di emissioni in quanto è attraverso le ordinanze comunali che vengono individuati i motori considerati più inquinanti e quindi limitati nella circolazione urbana. A differenza però di quanto fatto nel resto dell’Europa, dove vengo-
no istituite le zone a basse emissioni, in Italia si parla più genericamente di zone a traffico limitato; questa prima precisazione potrebbe sembrare solo un fattore terminologico e invece ha ben altre conseguenze. Nelle ZTL infatti si è proceduto, più o meno in tutta Italia, a limitare l’uso dei motori più inquinanti, ma solo per le categorie più note e diffuse di automobili, autocarri e motoveicoli. Gli altri mezzi, tra cui anche le macchine per costruzioni, appartenenti alla categoria delle macchine operatrici o macchine semoventi fuoristrada, sono di fatto escluse dalle ordinanze. Talvolta ne viene consentito l’uso a prescindere
LA VOCE DEI DEALER / COMAI Per sentire dalla voce di chi opera ogni
zione delle normative rappresenta un
giorno a contatto con il cliente finale co-
fatto negativo. Spesso succede che que-
si può unicamente immatricolare come
me vengono recepite le normative sulle
sto genere di veicoli non venga imma-
‘unico esemplare’, con i relativi costi da
emissioni, abbiamo interpellato un noto
tricolato subito dopo l’acquisto, nono-
sostenere. Questo rappresenta un pro-
distributore di macchine movimento ter-
stante le nostre raccomandazioni in tal
blema rilevante, pur tenendo conto dei
ra, attivo nella vendita del nuovo come
senso. Se nel frattempo il motore non è
benefici in termini di riduzione dell’im-
dell’usato, nel noleggio, nel commer-
più conforme alle normative in vigore,
patto ambientale, di risparmio sui con-
cio ricambi e nei servizi. Questo quello
si verifica un danno economico. Con la
sumi, di migliori prestazioni e di ridu-
che ci ha detto Laura Pizzitola, respon-
formula del leasing non c’è problema,
zione della rumorosità. Nel settore, or-
sabile commerciale della Comai S.p.A.
ma in altri casi abbiamo macchine omo-
mai, abbiamo delle pale gommate con
di Cuneo (www.comaispa.it). “Dal punto
logate, ma non immatricolate, che per-
motori ‘spaziali’: sembra di stare in un
di vista commerciale, la continua evolu-
dono valore di mercato. A quel punto, le
auto di lusso!”.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 89
Dossier
dal motore installato, vanificando così la necessità di istituire zone urbane a basse emissioni. Si tratta infatti di un aspetto che presenta elementi di significativa criticità, se si considera che l’impatto in termini di emis-
sioni, anche di una sola macchina obsoleta, equivale a diverse decine di macchine analoghe, ma rispondenti a classi di emissioni più recenti. Altre ordinanze le considerano inquinanti a prescindere dal motore installato,
vietandone l’uso. Questa situazione paradossale, oltre a non valorizzare lo sforzo dei produttori, deresponsabilizza il cliente utilizzatore finale che non ha alcun incentivo a sostituire le macchine con motori più obsoleti, con macchine nuove e meno inquinanti. L’ultimo punto che va segnalato, sempre con l’obiettivo di far partecipi le amministrazioni comunali della problematica, al fine di trovare le soluzioni più idonee in modo sinergico, è quello legato al concetto di circolazione. Sebbene alcune delle “nostre” macchine possano circolare, solo il 30% viene utilizzato anche in questo modo, il restante parco (immatricolato o non immatricolato) viene trasportato sul cantiere con un autocarro. Ciò vuol dire che una macchina obsoleta, in un Comune virtuoso che ne ha impedito la circolazione all’interno della ZTL,
Cosa significhi ridurre le emissioni lo spiegano in queste pagine i vari protagonisti che abbiamo interpellato per questo speciale. Ma qual è a riguarda il parere dell’utilizzatore finale, l’impresa? Lo abbiamo chiesto all’Impresa Tedeschi Umberto & C. s.n.c. di Cremona (www.impresatedeschi.it), nata nel 1966 dall’iniziativa di un imprenditore con “il pallino” delle macchine operatrici; ci ha risposto Armanda Mariani, contitolare dell’Impresa Tedeschi. “Approfittando del super ammortamento al 140% inserito nell’ultima legge di stabilità, noi abbiamo cambiato cinque macchine. Va infatti considerato che le macchine con le maggiori emissioni sono anche quelle che consumano più carburante e per noi il carburante rappresenta la principale voce di spesa. Dal nostro punto di vista, quindi, l’entrata in vigore di queste normative rappresenta un’opportunità, ma sono conscia del fatto che posso parlarne in questi termini perché per fortuna il lavoro non ci manca: senza utili, anche i provvedimenti sull’ammortamento non servirebbero a nulla. So che altri non la pensano come noi, ma probabilmente nel
loro caso ci sono dei problemi che stanno a monte. Se non hai abbastanza lavoro, è evidente che questo genere di adempimenti costituisce un onere aggiuntivo, che può essere anche molto pesante da sostenere. Rispetto a chi sostiene che queste norme generano un rapporto concorrenziale tra
Europa, Stati Uniti e il resto del mondo, penso che ci si debba attendere qualche cambiamento da parte dell’amministrazione Trump: pur non condividendo tutte le sue posizioni, credo che il neopresidente degli Stati Uniti abbia ragione nel voler difendere l’occupazione locale”.
LA VOCE DEGLI UTILIZZATORI / IMPRESA TEDESCHI
90 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Emissioni motori potrebbe (può oggi) comunque essere utilizzata liberamente al suo interno, una volta trasportata in cantiere da un mezzo (autocarro) che invece deve rispondere appieno alla normativa vigente in termini di emissioni. Su questo, vanno adottati rapidi e immediati provvedimenti, coordinando così le normative di fabbricazione ad alta efficienza e basse emissioni con l’utilizzo sostenibile delle macchine in ambienti come quelli urbani sempre più inquinati”.
Si può considerare che i parametri stabiliti dalle varie normative, fino allo Stage V che sta per entrare in vigore, rappresentino anche un valore per le aziende del settore o si tratta di mere imposizioni alle quali giocoforza bisogna adeguarsi? “L’introduzione dello Stage V, a partire dal 2019, comporterà sicuramente un incremento del costo del motore che dovrà essere dotato di tutti i dispositivi per limitare maggiormente le emissioni inquinanti. Fatta questa doverosa premessa vorrei però portare l’attenzione sull’aspetto positivo di questa normativa. Si tratta infatti di una sfida stimolante sia per i costruttori di motori che per i costruttori di macchine. I primi dovranno trovare delle soluzioni tecnologicamente avanzate, ponendo molta attenzione al miglioramento della combustione e del sistema di post-trattamento dei gas di scarico che si tradurrà in un incremento della efficienza del motore a vantaggio dei consumi e delle emissioni prodotte. Questo vantaggio verrà quindi offerto ai costruttori di macchine che potranno, a loro volta, rinnovare i propri prodotti e utilizzare motori più efficienti. Inoltre, riteniamo, debba essere valorizzata l’opportunità che viene offerta dalla normativa riguardo la diminuzione delle emissioni allo scarico. Come accennato, queste macchine infatti vengono spesso utilizzate in zone ad alta densità abitativa e l’utilizzo di motori a basse emissioni porterà quindi benefici alla salute delle persone e all’ambiente urbano”.
Cosa ha fatto e sta facendo Ascomac su questo argomento? “Ascomac è la Federazione Nazionale Commercio Macchine, aderente alla Confcommercio Imprese per l’Italia e Socio di Federcostruzioni; rappresenta la filiera della importazione, commercializzazione, noleggio e assistenza tecnica di macchine operatrici e attrezzature di lavoro per le costruzioni, per il sollevamento e la logistica, motori industriali, per la nautica da diporto e commerciale, gruppi elettrogeni, unità/impianti di generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento, società e professionisti operanti nei settori: formazione, omologazioni per la circolazione stradale, sicurezza di macchine e attrezzature. I settori sono rappresentati da cinque Unioni: Cantiermacchine, macchine per le costruzioni nata 50 anni fa; Unicea, macchine per il solle-
vamento, nata 40 anni fa; Unimot, motori industriali, nata 25 anni fa; Intemac, i nostri Professionisti, nata 15 anni fa; Cogena, efficienza energetica nata da oltre 10 anni. Diverse le attività in corso con le Istituzioni – Governo – Ministeri sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, ambiente, e Organismi di riferimento quali Inail, Ispra, attraverso proposte tecnico normative, da tradursi in provvedimenti normativi finalizzati a sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica, durante tutto il ciclo vita del prodotto, dalla progettazione, all’investimento, all’esercizio, all’utilizzo, al riciclo, allo smaltimento, valorizzando nel contempo i comportamenti del cliente finale volti a mettere in pratica soluzioni tecnologiche coerenti con la Sostenibilità. Ascomac in termini operativi ha promosso e realizzato Cantiere a impatto zero per la sostenibilità urbana e territoriale”.
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 91
DISTRIBUZIONE Kobelco
Progetto Italia La nomina di quattro concessionari italiani delinea l’entrata ufficiale del costruttore giapponese nel nostro mercato, per la prima volta in modo diretto, e pone le basi per un ulteriore sviluppo sul territorio di Stefano Vitali
92 ONSITECONSTRUCTION - febbraio gennaio/febbraio 2017 2017
I
l marchio Kobelco è ben noto nel settore delle macchine movimento terra. Il costruttore giapponese è da sempre specializzato nel comparto degli escavatori e i suoi prodotti sono rinomati per i contenuti tecnologici, in particolare per quei sistemi progettati per ridurre la rumorosità e la circolazione di polvere e per garantire potenza e limitati consumi di carburante. L’azienda non aveva mai sviluppato una presenza diretta in Italia, contrariamente a quanto fatto da molti suoi competitor nel corso degli anni. Ma ora qualcosa è cambiato e anche Kobelco ha iniziato a strutturarsi nel mercato italiano.
Gli escavatori idraulici Kobelco sono progettati per ridurre al minimo il consumo di carburante e migliorare la produttività
Abbiamo incontrato Marco Ferroni e Gabriele Issoglio, rispettivamente Business Manager e Product Support Manager KCME per Italia, Israele, Spagna e Portogallo, che ci hanno spiegato i dettagli di questa strategia distributiva. C om’è str utturata Kob elco in Europa e quali sono i suoi ambiti di competenza? “Kobelco Construction Machinery Europe B.V. (KCME) è parte di Kobelco Construction Machinery Co., Ltd.
(Giappone). Il quartier generale in Europa è ad Almere (Olanda) e svolge le attività commerciali per Europa, Russia-CIS e Magreb, supportato da un moderno magazzino ricambi che garantisce un’adeguata assistenza post-vendita. Da qui KCME commercializza l’intera gamma di escavatori, aventi pesi da 1 a 50 t. La domanda per questo genere di macchine sta iniziando a crescere nuovamente, in generale e in Italia; per questo motivo anche Kobelco ha deciso di ottimizzare la sua presenza anche sul territorio italiano, sviluppando ulteriormente la propria rete distributiva”. KCME ha annunciato la nomina di quattro concessionari italiani. Un passo significativo, che delinea l’entrata ufficiale del costruttore nel mercato italiano per la prima volta in modo diretto e che pone le basi per un ulteriore sviluppo sul territorio. Ci illustrate di chi si tratta e quali saranno le loro aree di competenza?
Al centro del progetto
Da sinistra, Marco Ferroni e Gabriele Issoglio
Sono due, sono forti e determinati. Le loro azioni sono volte a ramificare sul territorio italiano il marchio Kobelco e il progetto di espansione prosegue senza sosta, la meta ben chiara nella mente. Parliamo di Marco Ferroni e Gabriele Issoglio. Ferroni - che è entrato a far parte di KCME nel marzo 2016 in qualità di Business Manager per Italia, Israele, Spagna e Portogallo con la responsabilità delle vendite e del marketing e, localmente, dello sviluppo di rete e prodotto - proviene da una lunga esperienza nel settore movimento terra: ha lavorato presso New Holland Kobelco come Global Product Marketing Manager per le applicazioni speciali, ha guidato il lancio del progetto Stage IIIB di Case e New Holland nel 2011 ed è stato Product Marketing Manager “Pale Gommate” in CNH Industrial, oltre ad aver ricoperto il ruolo di Sales Manager Italia in CNH Industrial e in JLG Industries. Issoglio è entrato a far parte di KCME nell’aprile 2016 in qualità di Product Support Manager per Italia, Israele, Spagna e Portogallo. Il suo ruolo è di supporto al post-vendita: cura la gestione dei problemi tecnici, organizza ed eroga corsi di aggiornamento ai concessionari e svolge un’attività di reporting per il monitoraggio e lo sviluppo di soluzioni tecniche. Anch’egli proviene da una lunga esperienza nel set-
Ottimizzando la tecnologia iNDr, Kobelco è riuscita a ottenere un’elevata visibilità e un design accattivante nei suoi escavatori, nonostante l’ampliamento del vano motore per soddisfare gli standard Tier IV Final
tore: è statoTechnicalTrainig Manager e ServiceTrainer in CNH Industrial e di tecnico di assistenza in CGT. gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 93
DISTRIBUZIONE “Si tratta di Sergio Bassan, BSM Brescia Macchine, SMIA e Arnus. La Sergio Bassan è una società di Vicenza fondata nel 1957: specializzata nella vendita di macchine agricole (è tra i più importanti distributori italiani di John Deere) e apprezzata nell’area del Nord Est Italia per le sue capacità di gestione del cliente, ha ampliato la sua attività al settore movimento terra e gestirà le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia. BSM (San Zeno Naviglio - Bs), fondata nel 1974, copre le province di Brescia, Bergamo, Mantova, Cremona, Sondrio e Lecco. Specializzata nella vendita di mezzi movimento terra, è attiva anche nel settore della ricambistica e del noleggio. L’azienda bresciana focalizzerà la
“
La nomina dei quattro dealer autorizzati in Italia dimostra l’impegno a lungo termine già preso da Kobelco in tutta Europa
sua attività sulla gamma dei mini, dei midi e sugli Short Radius, mantenendo comunque un’attenzione particolare agli escavatori da cava. SMIA (Cagliari) coprirà il mercato isolano e le regioni Toscana e Umbria. L’azienda - che vanta una lunga esperienza nel settore, avendo lavorato con diversi marchi premium prima di aderire alla rete Kobelco - è apprezzata per il suo servizio post-vendita e il suo focus su tutte le categorie di escavatori. Arnus (Nichelino To) gestirà i clienti di Valle d’Aosta e Liguria. Le sue attività si sviluppano nella vendita del nuovo, dell’usato e del noleggio”.
“
Kobelco è apprezzata sia per gli escavatori cingolati che per i miniescavatori. Questi ultimi racchiudono una potenza di scavo e prestazioni rilevanti mantenendo un ridotto ingombro posteriore 94 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Qual è l’impegno di KCME sul mercato italiano? “Queste considerazioni sono state espresse proprio recentemente dal Managing Director di KCME, Makoto Kato, che commentando gli sviluppi relativi alla rete italiana ha affermato che ‘l’Italia è uno dei Paesi dove il marchio registra molti apprezzamenti e il Gruppo è felice della nomina di questi quattro concessionari, perché ciò permette di entrare in uno dei cinque mercati top europei’. L’entrata di questi concessionari nella rete Kobelco dimostra l’impegno preso dal costruttore nel supportare i clienti, gestendo in modo capillare ed efficace le molteplici esigenze che il mercato italiano manifesta in una natura diversa da regione a regione. La continua espansione di dealer autorizzati Kobelco dimostra altresì l’impegno a lungo termine preso dall’azienda in tutta Europa”. La gamma Kobelco è pronta per poter soddisfare il mercato italiano?
“La gamma Kobelco - focalizzata sulla produzione di miniescavatori ed escavatori, molti dei quali equipaggiati con la tecnologia innovativa iNDR (Integrated Noise and Dust Reduction Cooling System), finalizzata alla minimizzazione del rumore e alla riduzione della penetrazione di polvere - è ideale per operare sul territorio italiano, sia negli ambienti urbani che in quelli più impegnativi, garantendo bassi livelli in termini di consumo di carburante. L’offerta attuale per l’Europa - che attualmente consta di miniescavatori da 1 a 5 t, escavatori Short Radius e Blade Runner da 15 a 25 t, escavatori convenzionali da 20 a 50 t ed escavatori da demolizione e riciclaggio - è in continuo sviluppo e prossimamente registrerà alcune novità, in particolare negli ultimi due comparti citati, con l’introduzione di una versione ibrida da scavo (SK210 H) e, per quanto riguarda la demolizione, di modelli con bracci sviluppati da Kobelco (tra gli altri, le versioni SK400D e SK550D)”. ■
Gli escavatori Kobelco offrono una forza di strappo dinamica e, al tempo stesso, riducono al minimo i consumi, ottenendo un volume di lavoro ai vertici della loro classe
Focus sul SaMoTer 2017 In occasione del SaMoTer di Verona,
vece, è già stato visto al Bauma 2016
la Generation 10, compresi i rinforzi
KCME presenterà all’interno del vasto
ma sarà presentato per la prima vol-
sui bracci di sollevamento e scavo e
stand un’ampia rappresentativa della
ta in Italia (nella fattispecie, con ben-
il miglioramento apportato all’allog-
sua gamma di escavatori, esposti in va-
na Heavy Duty Mantovanibenne da
giamento dei perni, al fine di preve-
rie configurazioni e allestiti con attrez-
1,6 m3). Costruito su piattaforma “al-
nire l’usura e l’attività di manutenzio-
zature fornite dai suoi principali forni-
leggerita” della versione SK350, è
ne ordinaria. In occasione della mani-
tori. Si tratta dei modelli SK350NLC-10,
quindi un modello particolarmen-
festazione veronese, Kobelco esporrà
SK140SRLC-5, SK85MSR-3, SK55RX-6,
te performante, dotato di motore da
in un’area esterna anche la versione
SK35SR-6, SK28SR-6, SK17SR-5,
200 kW e che racchiude in sé tutte
SK300LC-10, dotata nell’occasione di
SK178 ed ED160BR-5.
le migliorie strutturali apportate al-
martello demolitore Okada 650.
Oltre a questi, Kobelco presenterà due recenti novità: l’escavatore SK180N10, presentato per la prima volta in Europa, è il capostipite delle innovazioni che Kobelco ha in programma di apportare sulla categoria delle 20-25 t. Quest’unità in sagoma (N-Narrow) che con suole da 500 mm arriva a 18,8 t di peso operativo - sarà esposta in versione monobraccio (ma presto potrà essere dotata, come altri modelli della gamma, di braccio triplice), dotata nell’occasione di benna rinforzata VTN da 1,3 m3 ed equipaggiata con un motore Stage IV Hino da 100 kW. L’escavatore SK300NLC-10 da 30 t, in-
Nella foto, la versione LC del nuovo escavatore cingolato SK180N-10 gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 95
ON SITE Il raddoppio del Canale di Suez
96 ONSITECONSTRUCTION - febbraio gennaio/febbraio 2017 2017
L’unione dei MONDI
Nell’ambito del progetto di raddoppio e attraversamento di quest’importante via di comunicazione strategicocommerciale, in cui il Gruppo Trevi si è reso protagonista, il governo egiziano ha previsto la realizzazione di diaframmi profondi per i tunnel stradali di Pietro Gabrielli
C
ostruito tra il 1859 e il 1869 dalla Compagnie Universelle du Canal Maritime de Suez, il Canale di Suez misurava 164 km di lunghezza e 53 m di larghezza, con profondità 8 m. Nel 2010, a seguito di lavori di ampliamento, la lunghezza era diventata 193,3 km, la larghezza 225 m e la profondità 24 m. Nel 2014 il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha inaugurato i lavori per il raddoppio di una parte del Canale, grazie al quale ora potranno transitare giornalmente 97 navi senza limiti di dimensione, contro le attuali 49. Il progetto - che prevede anche il potenziamento di arterie stradali e ferroviarie e la costruzione di porti commerciali, per un importo di oltre 6,4 miliardi di euro - è stato affidato al Corpo Ingegneri Militari Egiziano (EAAF).
Inquadramento generale del progetto
I tunnel stradali Il governo egiziano ha appaltato la costruzione di tre nuove gallerie, due stradali e una ferroviaria, alle imprese The Arab Contractors (AC) e Orascom Construction Industries (OCI). Il progetto prevede la costruzione di due sottopassi stradali con uno sviluppo di circa 3,9 km paralleli tra loro a una distanza tra gli assi variabile da 42,5 m (imbocchi) a 30 m (zona centrale), sotto il Canale di Suez. I tunnel sono progetgennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 97
ON SITE me lungo l’asse delle gallerie stradali, costituita da materiali fini provenienti da depositi fluviali recenti del delta del Nilo sovrapposti a materiali a granulometria più grossolana appartenenti a depositi Pleistocenici più antichi. La stratigrafia è costituita da due formazioni: argilla limosa normalconsolidata, con consistenza da molto soffice a mediamente compatta, per i primi 40÷43 m a partire dal piano campagna; sabbia limosa da mediamente a molto addensata estesa fino alla massima profondità investigata. In questo strato sono presenti lenti di argilla limosa da molto compatta a dura. Il livello statico della falda coincide con il livello del mare. Per fornire un adeguato supporto alle attrezzature di scavo è stato realizzato un riempimento di circa 2,5÷3 m di spessore con materiale granulare adeguatamente rullato e compattato.
Ubicazione delle tre gallerie
Dettaglio delle gallerie stradali
tati per contenere ognuno una carreggiata formata da due corsie di marcia e realizzati utilizzando differenti tecniche di fondazioni: per gli imbocchi è stata scelta la tecnica del cut and cover mediante realizzazione di diaframmi strutturali; per i pozzi di lancio/arrivo della TBM è stato scelto l’impiego di diaframmi strutturali; per le gallerie, il metodo dello scavo meccanizzato mediante due TBM Mix-Shield con diametro di scavo di 13 m; per i break-in/break out si è scelto di realizzare diaframmi plastici. Sono infine previsti sei cross-passages di
collegamento, di cui tre attrezzati come uscite di sicurezza. Le opere di fondazioni speciali finalizzate alla realizzazione del tunnel stradale lato nord sono state acquisite dalla Trevi in associazione con la divisione Fondazioni speciali di Arab Contractors. Morfologia e geologia L’area oggetto dei lavori è morfologicamente piatta, con una quota media del piano campagna posta a +1,5 ÷ +2 m sul livello medio del mare. Le indagini hanno mostrato una stratigrafia unifor-
Profilo longitudinale delle due gallerie stradali
98 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Diaframmi e pozzi La conformazione geologica dell’area ha portato a eseguire i diaframmi utilizzando varie attrezzature di scavo: nonostante l’idrofresa assicuri prestazioni migliori in termini di deviazioni e verticalità, la presenza di argilla soffice per circa l’80% della profondità di scavo non avrebbe consentito di correggere la deviazione del modulo fresante, poiché i flaps di guida sarebbero penetrati nel terreno tenero anziché rettificare la direzione dello scavo. Inoltre, dovendo lavorare in materiale a matrice fine, l’utilizzo delle ruote di perforazione e della pompa centrifuga dell’idrofresa avrebbero causato un appesantimento del fango, rendendo l’argilla difficilmente separabile dalla bentonite. Si è deciso quindi di eseguire i pannelli primari dei diaframmi e le bar-
rettes con benne idrauliche e i pannelli secondari con idrofresa, per ottenere un’adeguata sovrapposizione e garantire la tenuta idraulica e la continuità strutturale per tutta la lunghezza dei giunti fresati. I pozzi sono multi-cellulari, previsti in cinque compartimenti per i pozzi di lancio; per i pozzi di ricezione, dove le TBM arriveranno e saranno smontate, sono sufficienti due celle. Per tutti, anziché adottare la forma rettangolare, ne è stata utilizzata una policentrica ottenuta dall’intersezione di pozzi circolari aventi ciascuno un diametro interno di 24,5 m. Con tale geometria si è sfruttato l’effetto “arco” fornito dalla forma circolare dei vari settori dei pozzi che ha permesso di eseguire lo scavo fino alla profondità di progetto senza l’ausilio di puntelli o tiranti (la continuità dell’effetto è ottenuta tramite setti di diaframma previsti in corrispondenza delle intersezioni dei pozzi circolari). Per i diaframmi dei pozzi da 1.200 mm
Pozzo di lancio
di spessore, Trevi-Arab Contractor ha optato per la realizzazione di pannelli primari singoli, con dimensioni di scavo di 2.800 mm, eseguiti con benne idrauliche Soilmec GH-15, e pannelli secondari di chiusura singoli, sempre da 2.800 mm, eseguiti con idrofresa SC-120 Cougar, che raggiungono la profondità di 51 m
dal piano di lavoro, per immorsarsi per almeno 3 m all’interno della formazione sabbiosa addensata. Attenzione è stata rivolta ai pannelli posti nei punti d’intersezione delle celle dove confluiscono gli archi perimetrali e si hanno concentrazioni di tensione soprattutto dopo la demolizione della par-
Panoramica del pozzo di lancio
gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 99
ON SITE te centrale dei setti. Dopo aver analizzato varie soluzioni è stato deciso di eseguire pannelli singoli armati con gabbie sagomate che non interferivano con la fresatura dei giunti. Nei compartimenti sono stati realizzati elementi di diaframma isolati (barrettes) che in fase transitoria, per la durata dello scavo, contribuiscono alla stabilità del fondo del pozzo nei confronti della spinta idrostatica esercitata dall’intradosso della soletta di fondo; in fase d’esercizio, quando il peso della struttura interna e del reinterro è superiore alla sottospinta idraulica, forniscono la necessaria capacità portante alla struttura definitiva. Per quanto riguarda il getto del calcestruzzo - per contenere i tempi, ottenere una migliore qualità e omogeneità e una corretta velocità di risalita del calcestruzzo - sono stati utilizzati due tubi getto posti in modo simmetrico all’interno dello scavo, nonostante siano stati adottati pannelli singoli. La necessità di mantenere le deviazioni sotto lo 0,6% di profondità (±30 cm a 50 m) - per garantire un’adeguata superficie di contatto tra i giunti dei pannelli adiacenti e limitare le tensioni di compressione a un valore massimo di 7,5 MPa (0,25 fck) ha richiesto attenzione nel controllo della verticalità dello scavo. Per i pannelli primari, eseguiti con benna, i controlli con sistema a ultrasuoni Koden sono stati eseguiti in modo sistematico a metà e al fondo dello scavo; per i panelli secondari, oltre alla misura eseguita in continuo dagli inclinometri montati sul telaio dell’idrofresa, è stato effettuato un controllo con il Koden a fondo scavo. Ciò ha permesso di ricostruire la reale posizione dei pannelli e verificare il contatto dei giunti prima di iniziare lo scavo del pozzo. In corrispondenza dell’attacco tra la galleria naturale e i pozzi di lancio/ricezione sono presenti due blocchi rigidi di terreno consolidato con dimensioMentre per i diaframmi dei pozzi, Trevi-Arab Contractor ha utilizzato benne idrauliche Soilmec GH-15, i pannelli secondari di chiusura singoli sono stati eseguiti con idrofresa Soilmec SC-120 Cougar 100 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Per l’esecuzione dei diaframmi la Trevi ha utilizzato la SC-90HD, una delle nuove gru da fondazioni della gamma Heavy Duty di Soilmec, allestita con benna idraulica GH-15
Tecnologia Heavy Duty Per l’esecuzione dei diaframmi la Trevi
apportato alla gamma benne in Soilmec,
ha utilizzato la SC-90HD, una delle nuo-
è un’attrezzatura ad azionamento idrauli-
ve gru da fondazioni della gamma
co con peso di 15,2 t in grado di eseguire
Heavy Duty di Soilmec, allestita con
diaframmi di larghezza variabile da 2.500
benna idraulica GH-15.
a 4.200 mm, con uno spessore variabile
La SC-90HD - che ha un peso operativo di
tra 600 e 1.500 mm, raggiungendo una
93 t e monta un motore diesel CAT C18
profondità di 75 m. La peculiarità della
da 470 kW (630 HP) - è dotata del nuovo
GH-15 utilizzata a Port Said sta nel siste-
sistema elettroproporzionale Soilmec di
ma di guida telescopico kelly, composto
comandi in grado di offrire precisione e
da tre segmenti, che garantisce un’effi-
simultaneità nelle operazioni ed equipag-
cace guida per manovre rapide fuori dal-
giata, in versione benna, con due argani
la trincea e facilita lo scarico diretto so-
a caduta libera in grado di esercitare una
pra al camion, mentre all’interno dello
forza di 2 x 250 kN. La SC-90HD è allestita
scavo agisce a caduta libera sfruttando
con la nuova cabina H-CAB. Grazie al sof-
il suo peso per immorsarsi nel terreno.
tware DMS (Drilling Mate System), con-
Per prevenire lo spostamento laterale
trollato mediante monitor touch-screen
derivante dalla asimmetria dei denti di
da 12”, si ha il controllo di tutti i dati re-
scavo, la benna è dotata di un sistema
lativi al funzionamento della macchina.
di rotazione a motoriduttore del corpo
La GH-15, frutto dello sviluppo recente
benna di ± 180°. gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 101
ON SITE ni planimetriche di circa 18 m di lunghezza e 19 m di larghezza, realizzati con diaframmi in calcestruzzo plastico intersecanti tra loro, attraverso i quali la TBM inizierà e terminerà la corsa. I blocchi sono formati da un reticolo di pannelli singoli e multipli eseguiti parallelamente al senso di marcia della TBM e sovrapposti per 35 cm. Per evitare cedimenti, il 40% dei pannelli sono stati immorsati nello strato di sabbia sottostante.
IN QUESTA PAGINA: Panoramica delle macchine e attrezzature al lavoro e dettaglio delle fasi di getto
102 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Le rampe di approccio Le rampe di approccio si sviluppano a partire dai pozzi per 415 m sul lato Est del canale e 510 m sul lato Ovest. Le strutture saranno costituite da un tunnel artificiale nella parte più profonda, che diventa una rampa a cielo aperto in quella più superficiale.
diaframmi strutturali degli allineamenti longitudinali, che costituisco il sostegno temporaneo durante lo scavo delle rampe, sono realizzati con pannelli da 6.500 mm con spessore 1.200 mm nella parte più profonda e 1.000 mm nella più superficiale. Per quanto riguarda la profondità di scavo, il progetto preve-
deva un’alternanza di pannelli profondi 54 m immorsati nello strato di sabbia sottostante alternati a pannelli di profondità variabile da 37 a 21 m. In corrispondenza dei pannelli più profondi i due trasversali adiacenti sono stati approfonditi fino al livello sabbioso in quanto svolgevano la funzione di fondazione per la struttura definitiva. Essendo presente argilla soffice al livello del fondo scavo, per garantire stabilità alla paratia il progettista ha previsto di realizzare setti di diaframma trasversali non armati in corrispondenza di ogni pannello longitudinale a partire dal livello fondo scavo, per una lunghezza variabile da 5 a 10 m. Per la realizzazione dei pannelli è stata prevista una sequenza costituita da primari, primari a seguire e secondari che ha consentito di realizzare tutti i pannelli a eccezione
“
degli elementi trasversali di chiusura con benne idrauliche. Il giunto di connessione è stato realizzato mediante inserimento di palancole metalliche. Per i pannelli trasversali di chiusura, dovendo garantire il contatto tra questi elementi e il diaframma longitudinale, è stato previsto l’impiego di idrofresa. Di conseguenza, per quest’ultimo è stato necessario studiare gabbie di armatura che prevedessero un recesso nella porzione centrale, in modo da evitare la fresatura dei ferri nel caso di eventuali deviazioni dei pannelli trasversali, conservando l’integrità degli elementi longitudinali. In questo caso il getto del calcestruzzo dei pannelli è stato realizzato utilizzando tre tubi getto per ciascun pannello longitudinale multiplo e due tubi getto per i pannelli trasversali. ■
Per l’esecuzione dei diaframmi, Trevi ha utilizzato la SC-90HD, una delle gru da fondazioni della gamma Heavy Duty di Soilmec
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gennaio/febbraio febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 103
ON SITE Coltivazione senza esplosivo
La sfida del
ballast In una cava nei pressi di Canosa di Puglia, dove si produce ballast ferroviario, un martello Indeco HP 18000 FS ha dimostrato ancora una volta di essere una valida alternativa all’esplosivo di Fabio Petri
104 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
L
a cava Pozzelle si trova a pochi chilometri da Canosa di Puglia, lungo la strada provinciale 181, ed è caratterizzata dalla presenza di marmo ambrato e da pietra serpeggiante tipica della zona. Il sito, gestito dalla società CO.MA, si estende su una superficie di oltre 12.000 m2 è attivo dalla fine degli anni Ottanta, ma ha mostrato di avere anche una buona potenzialità per quanto concerne la produzione di pietrisco per massicciata ferroviaria (ballast). Una serie di sondaggi e analisi di labo-
ratorio, infatti, hanno rivelato che all’interno del giacimento esistevano anche rocce metamorfiche carbonatiche con caratteristiche dolomitiche risalenti alla formazione della piattaforma Apula, avvenuta durante il Cretaceo. La roccia si è dimostrata idonea alla produzione di ballast in quanto rispondente alle caratteristiche previste dalla norma UNI EN 13450 del capitolato generale tecnico di appalto delle opere civili (parte ii - sez. 17) di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Il capitolato prevede che la massicciata ferroviaria possa essere prodotta solo
con materiale che in natura deve possedere buona resistenza alla compressione, alla frammentazione (coefficiente Los Angeles) e al gelo e deve essere privo di fibre nocive, come l’amianto. Gli esami di laboratorio hanno mostrato che campioni di roccia proveniente dalla cava Pozzelle avevano una resistenza compresa tra 139 e 144 MPa e una resistenza alla frammentazione valutata secondo i valori LArb di RFI inferiori a 20, collocandosi, a secondo dei casi, come massicciata di prima (LArb -16) o di seconda (LArb -20) categoria.
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ON SITE
Tecnologie “intelligenti” I demolitori Indeco, grazie al loro speciale sistema idraulico intelligente, sono in grado di variare automaticamente energia e frequenza dei colpi in funzione della durezza del materiale da demolire. Questa tecnologia è affiancata da numerose altre soluzioni altamente efficaci, tra cui i sistemi ABF (Anti Blank Firing) e FS (Fuel Saving). Il primo, inserito su tutti i martelli Indeco di medie e grandi dimensioni, elimina i colpi a vuoto disattivando il ciclo di percussione del demolitore se l’utensile non poggia stabilmente sulla superficie da demolire. In tal modo, il sistema allunga la vita delle parti di usura e riduce gli stress trasmessi al corpo del martello e al braccio dell’escavatore. Ma oltre a essere efficienti e affidabili, i martelli demolitori Indeco si dimostrano oggi anche i più ecologici ed economici nei consumi grazie a un sistema idraulico reso sempre più efficiente. La serie HP, infatti, è anche FS: rispetto a modelli presenti sul mercato equivalenti per peso e prestazioni, i demolitori Indeco richiedono un’inferiore quantità d’olio al minuto e una minore pressione operativa. E poiché erogando una minore potenza idraulica è possibile ridurre sensibilmente il numero di giri motore della macchina operatrice, consentono di ottenere un risparmio di carburante fino al 20%, assicurando sempre prestazioni ottimali e massima produttività. Questa caratteristica diventa ancora più evidente se si compara il martello Indeco a prodotti similari di pari dimensioni, a spinta di gas o di gas-olio.
Grazie al loro speciale sistema idraulico “intelligente”, i demolitori Indeco sono in grado di variare automaticamente energia e frequenza dei colpi in funzione della durezza del materiale da demolire
Coltivazione senza esplosivo La vicinanza con la SP 181 e la necessità di ridurre la quantità di polveri prodotte per via dell’intensa attività agricola che avviene intorno al perimetro della cava hanno portato a escludere l’impiego dell’esplosivo. Quest’ultimo peraltro non era mai stato utilizzato in quanto il sito, alla sua apertura, era destinato all’estrazione di blocchi per la produzione di pietra ornamentale, per la quale si privilegia l’utilizzo di taglio meccanico. L’impossibilità di utilizzare l’esplosivo, adatto alla produzione di grandi quantità tipiche del ballast, ha dunque indotto CO.MA a interpellare un’impresa con l’esperienza e i mezzi per provvedere al ciclo completo di coltivazione, alla frantumazione primaria e secondaria e allo stoccaggio. La produzione è stata appaltata all’impresa D’Oria Giuseppe e C. di Andria, che opera nel settore dei lavori stradali e del calcestruzzo. Come riferitoci da Giuseppe Massari, AD dell’impresa D’Oria, la particolare resistenza della roccia e tutte le lavorazioni necessarie a produrre materiale di qualità richiedevano un’esperienza mirata nel settore degli inerti: “Questa cava è particolare perché consente, a seconda del fronte di coltivazione, di produrre pietra ornamentale o materiale adatto alla massicciata ferroviaria e le due atti106 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
vità per un certo periodo proseguiranno in parallelo, anche se non in egual modo in termini di quantità percentuale. Il ballast, infatti, sarà l’attività su cui punteremo maggiormente; la produzione di inerti, tuttavia, differisce molto nelle tecniche di coltivazione e nella logistica da quella del materiale ornamentale”. Per questo CO.MA ha preferito affidare l’attività a uno “specialista”: per affrontare il difficile compito di coltivare un materiale di notevole durezza e resistenza – che non scende mai al di sotto dei 100 MPa e che si presenta in banco poco fratturato – l’impresa D’Oria ha acquistato un martello Indeco HP 18000 FS (Fuel Saving) e un escavatore Hitachi 870 da 90 t, cui ha affiancato un altro Zaxis 350 da 33 t su cui ha montato un HP 9000 che già possedeva. Il secondo martello è impiegato per la riduzione dei blocchi destinati all’utilizzo come pietra ornamentale che, per imperfezioni o rotture, devono essere in-
“
La scheda tecnica Il martello demolitore Indeco HP 18000 FS Peso operativo macchina operatrice
60 ÷ 140 t
Peso martello (in condizioni di lavoro)
11.050 kg
Diametro utensile
250 mm
Pressione regolata all'escavatore
230 bar
Contropressione massima
11 bar
Classe energia per colpo Numero colpi al minuto
25.000 J 240 ÷ 460 n/min
vece utilizzati come materiale destinato alla produzione di ballast, ma soprattutto provvede alla riduzione volumetrica del materiale destinato alla massicciata prodotto dall’HP 18000, che a volte si presenta in pezzature troppo grandi per essere passato al frantoio cui è demandata la frantumazione primaria.
l’HP 18000 FS sta ottenendo un grande successo dove si riscontra una progressiva diminuzione dell’impiego di esplosivo
“
Le macchine operatrici che montano l’HP 18000 FS, come anche gli altri demolitori Indeco, beneficiano del suo duplice sistema ammortizzante: uno idraulico interno e uno meccanico esterno al corpo martello. Insieme riducono le vibrazioni trasmesse agli escavatori
Produttività e logistica La produzione di ballast ferroviario è soggetta a stringenti requisiti da parte di RFI, che richiede al fornitore precise specifiche da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Il fornitore, oltre a garantire le caratteristiche richieste dal capitolato, deve assicurare che il materiale sia stoccato e confinato in modo controllato, che sia possibile identificare i punti di stoccaggio e che questi garantiscano al materiale prelevato di conservare i requisiti previsti. Ciò comporta che le fasi di produzione successive allo scavo (movimentazione, frantumazione, vagliatura, lavaggio, stoccaggio e carico) debbano garantire la qualità del prodotto. Una capacità di carattere produttivo e logistico sottolineata anche da Giuseppe Massari: “Anche se abbiamo esperienza e godiamo di un’ottima reputazione nel settore della produzione di calcestruzzo, che implica comunque la gestione di inerti, quella relativa al ballast è un’attività a sé stante. Abbiamo dovuto attrezzarci per affrontare una sfida, dotandoci di un martello HP 18000 FS, l’unico disponibile sul mercato di queste dimensioni e potenza. L’attrezzatura assicura produzioni che su otto ore di lavoro si aggirano intorno ai 700-800 m3 di materiale in banco, senza rinunciare all’affidabilità, elemento non secondario perché entro breve tempo dovremo aver prodotto 50.000 m 3 di materiale pronto per la consegna. È per questo che anche le altre fasi – la frantumazione primaria che avviene in cava e quella secondaria, la vagliatura
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I martelli Indeco montati su escavatori Hitachi utilizzati dall’impresa D’Oria all’interno della cava Pozzelle. Capaci di unire la massima potenza all’efficacia della tecnologia “intelligente”, questi demolitori sono particolarmente efficaci nel portare a termine i compiti più gravosi, come lavori di sbancamento primario in cava (come in questo caso) ma anche imponenti opere di demolizione, scavo di fondazioni e di grandi gallerie stradali e tunnel ferroviari
e il lavaggio, che avvengono presso la nostra sede – devono essere seguite con attenzione. La scelta dell’HP 18000 FS è stata fondamentale perché ha risolto il primo e più importante problema, quello della produzione del materiale, che è molto duro e non fratturato”. Una soluzione per le produzioni Indeco offre un martello da 25.000 J che mantiene le caratteristiche di versatilità e rapidità dei demolitori di classe inferiore. Nonostante le grandi dimensioni, l’HP 18000 FS può essere accoppiato con escavatori da 90 t, caratteristica che si traduce in una maggiore mobilità in cava e in consumi più contenuti e in una maggiore redditività. Con una velocità che può raggiungere i 460 colpi/min e una punta da 250 mm, l’HP 18000 FS può assicurare una produttività importante se si considera la quantità di roccia che viene frat-
Con una velocità che può raggiungere i 460 colpi/min e una punta da 250 mm, l’HP 18000 FS può assicurare una produttività importante se si considera la quantità di roccia che viene fratturata e demolita
turata e demolita. Il demolitore, come tutti i martelli Indeco, vanta un rapporto molto favorevole tra energia assorbita ed energia resa. Il martello è poi dota-
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to del sistema ABF (Anti Blank Firing), una tecnologia brevettata ed esclusiva di Indeco che migliora l’efficienza e la longevità dell’attrezzatura.
Cos’è il ballast? Il termine “ballast” deriva dall’ingle-
funzione di ancorare i binari contro il
tra 30 e 60 mm, un contenuto ridotto
se “massicciata” o “zavorra”. Durante
pericolo di scorrimenti longitudinali e
di particelle fini (polveri) e una forma
la costruzione delle prime ferrovie in
trasversali, distribuire i pesi e gli sfor-
spigolosa (al fine di favorire l’ingrana-
Inghilterra, infatti, la ghiaia trasportata
zi trasmessi dal convoglio al sottofon-
mento ed evitare cedimenti). La classi-
dalle navi come zavorra e scaricata nei
do, drenare e inibire la crescita del-
ficazione del pietrisco per massicciate
porti venne utilizzata per la costruzio-
la vegetazione - deve possedere una
ferroviarie è stabilita dalla norma UNI
ne delle prime ferrovie. Ma di cosa si
buona resistenza alla compressione,
EN 13450, che fornisce peraltro indica-
tratta, nello specifico? Per ballast, dun-
alla frammentazione (coefficiente Los
zioni per la redazione della dichiarazio-
que, s’intende il pietrisco - allo stato
Angeles) e al gelo e deve essere privo
ne di conformità CE e l’apposizione del-
naturale o ricavato per frantumazione
di fibre di amianto.
la relativa marcatura CE sui documenti
di rocce - utilizzato per la formazione di
Il pietrisco per uso ferroviario deve pre-
di trasporto. In ambito italiano, le carat-
massicciate ferroviarie (track ballast)
sentare, dopo la lavorazione in appositi
teristiche del ballast sono definite dal-
e delle fondazioni per le strade (road
impianti di frantumazione, vagliatura e
la specifica tecnica di RFI: Pietrisco per
ballast). Questo materiale – che ha la
lavaggio, una granulometria compresa
massicciata ferroviaria.
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FIERE Smopyc 2017
Il mercato riparte da Saragozza
Sta davvero tornando il sereno, dopo anni decisamente difficili per il settore delle costruzioni? Segnali positivi giungono da Saragozza, dove il comitato organizzatore di Smopyc si aspetta che il 2017 segni un netto passo in avanti rispetto all’ultimo appuntamento datato 2014 di Liliana Rebaglia
G
ià i numeri della più recente edizione erano di tutto rispetto: 720 espositori, provenienti da 27 Paesi, dislocati su un’area di 37.059 m2 e con un’affluenza di 47.596 visitatori. In vista del prossimo appuntamento, che si svolgerà dal 25 al 29 aprile prossimi, le numerose adesioni hanno già portato a estendere l’area fieristica fino a 64.000 m2: un’autentica impennata, che, secondo gli organizzatori, è anche il segnale della tanto attesa ripresa economica del comparto. Così la pensa, ad esempio, Rogelio Cuairàn, che nel gennaio 2016 ha assunto la carica di direttore della Fiera 110 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
quest’anno, trattandosi di una tappa di fondamentale importanza per la ripresa, intende porsi come fulcro di una fitta serie di incontri e confronti tra i principali attori del business delle costruzioni. Sono diversi gli ambiti ai quali si rivolge l’evento, evidenziati nei rispettivi settori: movimento terra e mezzi da strada, aggregati e cemento, sollevamento e gestione materiali, perforazioni, veicoli industriali e da trasporti, accessori per l’edilizia, componenti, pezzi di ricambio e servizi. Sarà inoltre allestita un’ampia area per testare le macchine dal vivo e sono attese nel sito fieristico le assemblee annuali delle numerose associazioni di categoria che danno il loro supporto a Smopyc e che, nel contesto della settimana di apertura, daranno vita a forum e convegni di portata internazionale. ■
La carta d’identità • Organizzatore: Fiera di Saragozza • Luogo/data evento: Saragozza – 25-29 aprile 2017 • Periodicità: Triennale • Edizione: 17a • Settori merceologici: Movimento terra, calcestruzzo, sollevamento e trasporto, perforazioni, veicoli industriali, accessori supplementari, componenti e parti di ricambio • Visitatori edizione 2014: 47.596 • Espositori edizione 2014: 720
di Saragozza e che vede in Smopyc 2017 “il punto di svolta positivo, sia per le tante aziende che hanno scelto di partecipare all’evento, sia per l’intero settore”. Luis Fueyo, direttore di Smopyc, è altrettanto ottimista, in quanto ritiene che “il crescente interesse dimostrato da aziende e professionisti porterà l’evento a risultati ancora migliori rispetto a quelli del 2014”. In particolare, Fueyo sottolinea l’importanza delle attività di comunicazione attraverso i social network, che sono state potenziate in maniera rilevante rispetto al recente passato. Un’altra forma di promozione della fiera consiste nelle numerose presentazioni, concorsi, attività e discussioni in corso sia a Madrid che a
Barcellona, per intercettare il cuore pulsante dell’imprenditoria spagnola. Non a caso, il maggior numero di espositori già confermati hanno sede proprio nelle due principali città iberiche (61 a Madrid e 30 a Barcellona), ma l’opera di diffusione prosegue e tocca sia altre importanti città spagnole (a partire da Bilbao), sia il resto d’Europa e del mondo. La Fiera Internazionale Macchinari e Costruzione e Opere Pubbliche è stata fondata nel 1980 e si svolge con cadenza triennale. Giunta ormai alla vigilia della sua 17a edizione, nel corso degli anni ha dimostrato di essere uno strumento di primaria importanza per la competitività delle aziende. A maggior ragione gennaio/febbraio 2017 - ONSITECONSTRUCTION 111
FIERE Intermat
Tra Parigi e Bangkok La prima edizione di Intermat Asean, in programma a Bangkok dall’8 al 10 giugno, segna un passaggio importante per la manifestazione dedicata a macchine, attrezzature e materiale per l’industria edile. Ne abbiamo parlato con Isabelle Alfano, nuova responsabile dello sviluppo internazionale, che ci ha anche anticipato alcune novità che vedremo nell’edizione parigina del 2018 di Lorenzo Zacchetti
N
el lungo viaggio dalla Francia alla Thailandia, Intermat vive un passaggio di crescita di enorme importanza. Questo significativo cambiamento coincide con il nuovo ruolo di Isabelle Alfano, che ha assunto la responsabilità dello sviluppo della fiera anche all’estero. Le aspettative rispetto a questo esordio sono notevoli: “L’Asia è il più grande mercato al mondo per le costruzioni. L’investimento consacrato allo sviluppo delle infrastrutture è in aumento nel corso dei prossimi cinque anni in quasi tutti i Paesi dell’area (si parla di circa 60 milioni di dollari fino al 2022)”, spiega. “C’è un enorme potenziale in termini di infrastrutture. Intermat Asean presenterà un’offerta completa di attrezzature atte a soddisfare le esigenze della regione: attrezzature per l’industria dei materiali, per miniere e cave, attrezzature per il movimento terra e soluzioni di ingegneria civile, soluzioni e attrezzature per l’industria del calcestruzzo, attrezzature per il sollevamento e la movimentazione, di sondaggio e perforazione, mac112 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
chine per la costruzione e la manutenzione della strada, accessori, componenti e pezzi di ricambio, attrezzature per la demolizione e il riciclaggio”.
Isabelle Alfano fa parte del gruppo Comexposium dal 1996. Dopo 20 anni di lavoro nello sviluppo di fiere internazionali, ha assunto il ruolo di guida delle fiere dedicate al settore delle costruzioni: Intermat, Intermat Asean Interoute & Ville e World of Concrete Europe
Asia ed Europa La prima edizione di Intermat Asean registra la partecipazione di oltre 200 espositori, con una previsione di oltre 10.000 visitatori professionali. Per facilitare il proprio ingresso in un Paese così lontano dal proprio contesto abituale, Comexposium ha scelto di collaborare con un partner locale, Impact Exhibition Management, con il quale aveva già lavorato nel 2015 a un altro debutto di successo: quello di Sima Asean. “La scelta della Thailandia è stata dettata da una forte economia e da misure favorevoli agli investimenti, ma anche dal suo ruolo di primo piano nella regione Asean, con una posizione centrale nel Sud-Est asiatico”, spiega Isabelle Alfano. “Dopo la Thailandia, Intermat si posizionerà su questo mercato, consentendo alle aziende di offrire ai professionisti della regione soluzioni efficaci per le loro esi-
possono anticipare un’evoluzione positiva anche per il mercato nel suo complesso: “Il settore delle attrezzature per costruzioni ha registrato una diminuzione a una cifra (-2,5%) nel 2015”, osserva Alfano. “Nel complesso, tuttavia, segnali incoraggianti sono stati osservati per quanto riguarda il miglioramento della richiesta di attrezzature. Le attrezzature per costruzioni hanno registrato una performance migliore rispetto a quelle dell’ingegneria civile, del movimento terra e delle attrezzature per costruzioni stradali. In Francia, dopo diversi anni difficili, la ripresa dell’attività nel 2016 si sta rafforzando e il miglioramento dell’attività dovrebbe continuare nel 2017”. ■
La carta d’identità • Periodicità: biennale • Luogo: Impact Exhibition and Convention Center (Bangkok – Thailandia) • Data e orari: 8-10 giugno 2017, dalle 10:00 alle 18:00 • Superficie: 10.000 m2 interni; 5.000 m2 esterni • Espositori: oltre 300 • Visitatori previsti: oltre 10.000
genze”. Anche sul piano istituzionale il clima è favorevole: Intermat Asean gode infatti del sostegno dell’Associazione delle Imprese Edili della Thailandia. Novità sono all’orizzonte anche per la prossima edizione parigina, in programma nel 2018. Come ci spiega Alfano, “la nuova organizzazione sarà catalizzata intorno a quattro aree: Movimento Terra & Demolizione; Strada, Industria dei Materiali & Fondazioni; Edilizia e Industria del Calcestruzzo; Sollevamento, Movimentazione e Trasporto. Lo scopo è ottimizzare la visita della fiera, valorizzando al contempo le attrezzature e le soluzioni tecniche per filiera. Ci sarà inoltre un ‘osservatorio’ per presentare i futuri progetti di costruzione”. Tra le nuove strategie adottate, c’è anche uno sconto del 4% per chi prenota il suo posto in anticipo. Con la chiusura di questa prelazione ormai alle porte (31 marzo) il bilancio è già oltre le aspettative degli organizzatori. Sono senza dubbio segnali positivi, che confermano la bontà delle strategie fin qui implementate da Intermat e che, auspicabilmente,
• Settori merceologici: materiali per le costruzioni; produzione, trasporto e movimentazione di calcestruzzo; sollevamento e logistica; perforazione e fondazioni speciali; movimento terra e ingegneria civile; costruzione e manutenzione stradale; macchine e attrezzature per il trasporto di cose e persone; componenti, attrezzature e accessori • Organizzatori: Comexposium Group; Impact Exhibition Management CO., Ltd. (Thailandia) • Partner: Thai Contractors Association (Associazione delle Imprese e dei Costruttori della Thailandia)
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PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
ALLISON TRANSMISSION
Maggiore produttività con motore più piccolo Quando l’impresa di trasporti svedese DP Åkeri ha acquistato il nuovo Scania G 490 8x4 fuoristrada per avere una maggiore produttività ha scelto un motore più piccolo abbinato a una trasmissione completamente automatica Allison Serie 4000™. “Grazie agli Automatici Allison ho potuto scegliere un motore più piccolo e leggero rispetto a quello che avrebbero richiesto altre trasmissioni. Senza nessuna penalizzazione in termini di prestazioni”, ha raccontato Paul Nilsson di DP Åkeri. “Un motore più piccolo è meno caro da gestire e anche più leggero e questo è un vantaggio importante per massimizzare il carico.
La trasmissione automatica offre benefici da entrambi i punti di vista”. DP Åkeri è stata fondata nei primi anni Settanta da Sven Nilsson e oggi è gestita dai figli Daniel e Paul. L’impresa è specializzata nel trasporto pesante di ghiaia e altri inerti
per le imprese edili della zona di Halmstad, nella Svezia meridionale. “Trasportiamo spesso carichi pesanti sia nelle cave di ghiaia, sia in città e ogni tanto perfino in autostrada”, ha detto Paul Nilsson. “Quando abbiamo dovuto sostituire uno dei nostri camion abbiamo colto l’opportunità per allestirlo con una trasmissione Allison”. La tecnologia brevettata della Continuous Power Technology™ di Allison trasferisce l’accelerazione in modo dolce, senza interruzioni e innestando le marce sotto carico (fullpowershift). Ogni cambio marcia avviene in maniera automatica quando necessario, consentendo agli autisti di gestire in maniera precisa le
prestazioni e avere un controllo del veicolo superiore. Una trasmissione completamente automatica Allison massimizza la potenza, mentre un cambio manuale o semiautomatico (AMT) perde potenza a ogni cambio marcia. Gli Automatici Allison eliminano quindi le interruzioni di potenza e gli autisti possono svolgere più lavoro, anche con un motore più piccolo. “L’accelerazione dopo uno stop in pianura è incredibile. Non ho problemi a seguire il ritmo del traffico”, racconta Nilsson. “La trazione è continua e senza strattoni da una marcia all’altra. In media, ho tempo per un carico extra al giorno, in base alla distanza. È ottimo per la redditività”. Le trasmissioni Allison presentano un convertitore di coppia che moltiplica la coppia motore, fornendo più potenza alle ruote. Moltiplicando la potenza del motore, gli autisti ottengono maggiori
prestazioni, accelerazione più rapida e maggiore flessibilità operativa. Fermare un camion e un rimorchio a pieno carico in una cava di ghiaia può essere un incubo per gli autisti, ma non per Nilsson: “Con la trasmissione completamente automatica è una passeggiata. Non ti devi preparare per gli arresti
difficili. Spingi l’acceleratore e arrivi alla meta senza problemi”. I consumi dello Scania allestito con trasmissione Allison di Nilsson sono in media 50 l / 100 km, lavorando regolarmente con un peso totale lordo di 60 t e con il rimorchio attaccato l’85% del tempo.
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un’elevata visibilità. La macchina può essere dotata anche dell’optional Volvo Smart View. Il sistema di sospensione del braccio con il circuito idraulico e gli ammortizzatori a gas consentono di avanzare con maggiore velocità sui terreni sconnessi. Gli assali con oscillazione anteriore automatica o controllata dall’operatore sono resistenti, così come il sottocarro, protetto dall’altezza da terra e abbastanza robusto da resistere agli ambienti più impegnativi. Sono disponibili 12 diverse configurazioni di pneumatici (comprese ruote singole o gemellari), a seconda delle condizioni del terreno. È possibile ordinare l’EWR150E con uno dei due tipi di sottocarro, scegliendo il peso e la trazione con la barra più adatti per le diverse applicazioni. La configurazione più leggera possibile pesa 15,2 t e prevede un sottocarro saldato con una lama radiale e una catena cinematica della stessa classe dell’EW140. La configurazione più pesante pesa 17,8 t e prevede un sottocarro imbullonato con lama parallela, stabilizzatori imbullonati e catena cinematica della stessa classe dell’EW160 per una trazione con la barra superiore del 30%. L’EWR150E è compatibile anche con un’ampia gamma di attrezzature.
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impiego di DPF; capacità di sollevamento di 3.200 kg con altezza di sollevamento di 5,2 m; cambio Powershift a quattro marce; telaio a sterzo articolato; boccole in grafite e bronzo ad alta resistenza che estendono gli intervalli di ingrassaggio dell’articolazione del telaio e del braccio. La TM320 s’affianca alla TM320 Wastemaster, offre una capacità di sollevamento di 3.200 kg - all’altezza di sollevamento massima di 5,2 m, così come da terra - e garantisce una capacità di sollevamento di 1.750 kg al massimo sbraccio in avanti di 2,95 m. Questa combinazione di prestazioni di sollevamento e sbraccio rende la TM320 versatile, ideale per le applicazioni generiche di sollevamento e posizionamento di un cantiere edile o per la movimentazione in uno stabilimento di betonaggio o in piccole cave. Una delle nuove peculiarità della spaziosa cabina operatore è il display strumenti a colori, che fornisce informazioni e avvisi in formato più chiaro (può venire fornita una telecamera posteriore con display a colori e una chiave immobilizer opzionale, che completa la protezione antifurto fornita da JCB LiveLink).
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“Kit de-tiering” per escavatori e pale
Hyundai CE offre la disponibilità immediata di kit de-tiering per adattare le macchine a quei mercati che utilizzano carburante a elevato contenuto di zolfo e normative sulle emissioni meno rigide. Di recente l’azienda ha lanciato una nuova linea di pale gommate ed escavatori Stage IV. Macchine conformi alle ultime normative sulle emissioni, riduzione fino al 10% del consumo di carburante, 13% di spazio in più per l’operatore, 50% in più di durata del braccio e dell’avambraccio e sicurezza senza precedenti grazie all’esclusivo sistema AAVM (Advanced Around View Monitoring) di Hyundai. Le pale gommate HL e gli escavatori HX completamente nuovi sono stati preceduti dalla serie 9A Stage III B Hyundai. Per questi modelli Hyundai ha ora introdotto i cosiddetti “kit de-tiering” o “kit di tolleranza allo zolfo”. I concessionari Hyundai possono adattare le macchine ad un uso di combustibile più sporco prima della spedizione in paesi al di fuori dell’Europa e negli Stati Uniti. Il termine de-tiering indica una decertificazione automatica relativa alle emissioni. “Gli escavatori e le pale gommate Hyundai durano molto a lungo, pertanto è opportuno che quando i nostri clienti optano per le serie HX/HL completamente nuove di Hyundai, le macchine precedenti possano godere di una seconda vita in altri paesi. È così che tutti noi possiamo contribuire a fare un uso migliore delle nostre risorse naturali e costruire un mondo migliore. Tuttavia, per garantire che i nuovi proprietari possano utilizzare le proprie macchine con la stessa serenità, offriamo questi kit di tolleranza allo zolfo”, afferma Alain Worp, Director Sales CE di Hyundai Heavy Industries Europe.
KOMATSU
L’escavatore cingolato PC210LCi-10 L’escavatore cingolato PC210LCi-10 non è un prodotto “nuovo”, essendo stato presentato per la prima volta al Bauma 2013 e poi lanciato sul mercato europeo nel 2014. Ma dallo scorso anno questa macchina integra la tecnologia intelligente Komatsu Machine Control, concetto ormai entrato a pieno merito nei mercati internazionali con centinaia di unità vendute. “Questa tecnologia è una vera e propria rivoluzione per come saranno utilizzati gli escavatori negli anni a venire”, ha dichiarato Mal McCoy, Product Manager degli escavatori idraulici e dei prodotti intelligenti Machine Control. “Il modo in cui il PC210LCi10 riesce a raggiungere e mantenere il livellamento con il minimo sforzo da parte dell’operatore è davvero rilevante”.
Queste nuove potenzialità sono state presentate al Bauma 2016, dove le nuove caratteristiche di controllo e guida della macchina sono state messe in evidenza insieme alla nuova benna oscillante Komatsu. Soluzione interessante per gli operatori del PC210LCi-10, con quest’attrezzatura è possibile cambiare l’angolazione di lavoro in tempo reale; la benna si serve di cilindri con sistema integrato
di rilevamento per determinare l’esatta posizione. La versatilità del PC210LCi-10 risulta così aumentata esponenzialmente: è possibile infatti eseguire geometrie complesse di lavoro senza bisogno di cambiare posizione della macchina. Il peso operativo del PC210LCi-10 è compreso tra 22.620 e 23.480 kg in funzione del tipo di configurazione, con potenza netta di 123 kW (165 HP) a 2.000 giri/min. Le altre specifiche sono similari a quelle del Komatsu PC210LC-10. Il sistema di telemetria e il pacchetto Komatsu Care, programma gratuito di manutenzione sono un plus per quanto riguarda la gestione e il supporto del parco macchine, proteggono il mezzo contro ogni uso improprio e garantiscono efficienza e produttività.
PRODOTTI WACKER NEUSON
Il miniescavatore ET16 L’escavatore cingolato ET16 è adatto per i lavori di scavo in spazi ristretti e offre all’utente ottimali condizioni di lavoro con una cabina appositamente allestita. Con l’ET16, che dall’autunno 2016 ha sostituito il 1404, Wacker Neuson dimostra che dimensioni compatte ed elevato rendimento si possono conciliare. L’ET16 raggiunge luoghi di impiego difficilmente accessibili ed è adatto per quei luoghi dove si deve lavorare in spazi limitati. Il sottocarro telescopico, che può essere esteso da 990 a 1.300 mm, consente il transito in passaggi stetti e assicura stabilità con il sottocarro telescopico esteso. Con un peso di 1,5 t, è adatto per l’impiego su fondi sensibili sui quali può essere controllato senza problemi. Grazie al peso di trasporto compreso tra 1.400 e 1.600 kg, per il trasporto è sufficiente un normale rimorchio per camion.
Gli elementi laterali della lama posteriore sono saldamente fissati alla lama rendendo superfluo il montaggio o l’uso di attrezzi supplementari. La cabina è ergonomica e con dotazioni di alto valore e offre una comoda libertà di movimento per gambe e testa. La vetratura consente una visibilità panoramica e assicura la massima sicurezza. Il parabrezza in due parti scorre completamente sotto il tetto della cabina e assicura un piacevole ambiente di lavoro a temperature elevate. Un motore diesel a 3 cilindri da 13,2 kW, nonché una seconda velocità di marcia da 4 km/h, consentono un rapido cambio tra posizioni di lavoro diverse e rendono il mezzo un aiutante veloce e flessibile in cantiere: anche grazie alla profondità di scavo di circa 2.240 mm e un’altezza massima di rinterro di circa 2.500 mm.
MB
La benna frantoio BF90.3 S4 MB Crusher lancia sul mercato delle costruzioni e del riciclaggio la benna frantoio BF90.3 S4, il suo modello di punta potenziato e rinnovato. Brevettata, la BF90.3 è progettata per resistere alle condizioni più difficili di ogni cantiere. Compatta e versatile, è stata rinnovata e potenziata nel corso degli anni ed è indicata per tutte le operazioni di frantumazione, anche le più gravose, in quanto mantiene inalterati i suoi risultati di prestazione con qualunque tipologia di materiale inerte. In particolare, a un anno dall’ultima revisione, questo modello è stato ottimizzato per permettere: l’aumento della produttività, grazie a un restyling funzionale della struttura interna della macchina che permette un aumento della performance produttiva, della robustezza e una maggiore affidabilità in termini di stabilità e precisione di lavorazione; l’incremento delle opzioni di regolazione delle dimensioni del materiale in uscita; la riduzione dei tempi di manutenzione ordinaria grazie a un sistema integrato d’ingrassaggio centralizzato; una maggiore resistenza e prestazione anche nelle condizioni più estreme di utilizzo, grazie al potenziamento e rinforzo delle parti
e sezioni soggette a maggiore sforzo e usura. “La rivoluzione e l’innovazione non sono fattori statici, ma piuttosto una sfida continua al miglioramento”: queste le parole di Diego Azzolin, a capo della produzione MB.
Maggiore produttività e maggiori profitti
con gli Automatici Allison Per i lavori più duri servono i mezzi più resistenti. Assolutamente affidabili, le nostre trasmissioni sono progettate per incrementare la vostra produttività e durare nel tempo. Con le trasmissioni completamente automatiche Allison i cicli di lavoro sono più veloci e la manutenzione ridotta per una maggiore quantità di lavoro svolto. Con prestazioni superiori, una manovrabilità e una sicurezza eccezionali e minori fermi macchina, i vostri profitti e la vostra produttività aumentano. Inoltre, grazie alla semplicità di utilizzo degli Automatici Allison è più semplice trovare nuovo personale e fidelizzarlo. Miglioriamo il modo in cui il mondo lavora. Siamo Allison Transmission. Scoprite come massimizzare la produttività della vostra flotta su allisontransmission.com
© 2017 ALLISON TRANSMISSION INC.
PRODOTTI DOOSAN & BOBCAT
Due marchi, qualità unica Al SaMoTer 2017 Doosan espone un’ampia rappresentanza della sua gamma di macchine, comprese naturalmente quelle a marchio Bobcat, confermando l’impegno e l’attenzione al mercato italiano, considerato strategico per il costruttore coreano. Doosan presenta vari modelli di micro e miniescavatori, pale compatte e sollevatori telescopici. Bobcat, invece, continua a difendere la sua posizione di costruttore di riferimento in EMEA lanciando un nuovo modello di miniescavatore girosagoma e, soprattutto, una
nuova linea di sollevatori telescopici. La presenza delle macchine Doosan sarà orientata alla linea pesante con cui, negli ultimi cinque anni, il marchio ha fatto passi da gigante in termini di quota di mercato e fidelizzazione del marchio in Europa: saranno esposti escavatori cingolati e gommati e non mancheranno le pale gommate. Una novità tra i modelli di piccole dimensioni sottolineerà la volontà di Doosan a estendere ulteriormente la già ampia gamma di prodotti. Il gruppo Coreano si attende grandi cose dall’Italia nel prossimo futuro in un mercato che sta esaurendo i contraccolpi della crisi. Per realizzare le sue aspirazioni, ha investito in nuove iniziative, infrastrutture e sedi produttive, nonché nella crescita delle persone
DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI
Filiale in Liguria: Via Enzo Ferrari, 3/R -17052 Borghetto S. Spirito (SV) Tel. 0182.971734 - Fax 0182.973295 - gnliguria@giorgionovara.com GIORGIO NOVARA Srl Via G. Di Vittorio, 13 10090 Cascine Vica - Rivoli (TO) Tel. 011.9504400 - Fax 011.9575800 info@giorgionovara.com www.giorgionovara.com
RAM ITALIA Srl C/da Mancogna 98074 Naso (ME) Tel. 0941.955024 - Fax 0941.955177 ramitaliasrlvirgilio.it www.ram-italia.com
Filiale in Emilia Romagna: Centro di produzione - Via Roma, 544 - 29010 Alseno (PC) Tel. 0523.949123 - Fax 0523.949390 - gnemilia@giorgionovara.com Filiale in Toscana: Via Bruno Sarri, 14 - 50019 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.4200484 - Fax 055.4204495 – gntoscana@giorgionovara.com
che lavorano per l’Europa e i mercati chiave del Medio Oriente e Africa (MEA). L’investimento nello stabilimento dei telescopici di Pontchâteau (Francia) ha consentito di espandere l’offerta di sollevatori e di migliorare la qualità e l’efficienza del prodotto: la nuova gamma di telescopici a telaio rigido consente oggi a Bobcat di offrire 11 diversi modelli per i mercati del noleggio e delle costruzioni, con capacita di sollevamento da 2,6 a 4,1 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m. Le prestazioni di queste macchine sono assicurate dal nuovo motore diesel D34 Stage IV/Tier 4 Final – disponibile nella versione da 55,2 o 74,5 kW - sviluppato internamente da Bobcat. Rinnovate anche le sigle, che ora comprendono i sollevatori telescopici compatti TL26.60 e TL30.60, i telescopici a media capacità TL35.70, T35.105, T35.105L e T36.120SL, i telescopici T35.130S e T35.140S, ottimizzati per il mercato del noleggio, e i telescopici a grande capacità T35.130SLP, T41.140SLP e T40.180SLP. I modelli TL26.60 e TL30.60 sono disponibili con due diversi ingombri in altezza, poiché la cabina può essere montata in posizione bassa, con un’altezza totale di 2,1 m, o in posizione alta, per ottimizzare la visibilità. Sul TL35.70, che sostituisce il TL470, la tabella di carico è stata migliorata, assicurando 500 kg (3.500 kg) di capacità di sollevamento in più alla massima altezza di sollevamento (6,97 m). Diversi sono i sistemi di gestione intelligente della macchina: l’SMS (Speed Management System) regola la velocità di traslazione indipendentemente da quella del motore; l’SHS (Smart Handling System) permette la regolazione della velocità di movimento del braccio telescopico (sollevamento, sfilo, inclinazione) in funzione del lavoro da svolgere; l’AFM (Auxiliary Flow Management) regola l’erogazione della potenza idraulica in funzione delle esigenze dell’accessorio e consente l’impostazione della portata continua; il FCS (Fast Connect System) consente il cambio degli accessori idraulici per mezzo di un sistema integrato a rilascio di pressione.
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PRODOTTI CATEPILLAR
Aggiornate le pale gommate Serie M
Migliorie tecniche delle pale gommate (SWL) serie M Cat UE Stage IV (926M, 930M e 938M) e dei modelli della serie K (924K, 930K e 938K) ne aumentano il valore grazie a caratteristiche di serie e a richiesta che migliorano produttività, facilità d’uso e affidabilità dei tempi d’attività. Per questi modelli è disponibile a
richiesta un nuovo modulo display secondario che migliora l’interfaccia operatore e la navigazione grazie a speciali opzioni di gestione del carico utile e di manutenzione. Il display touch-screen è dotato di una tastiera QWERTY che rende agevoli la navigazione nel menù e l’inserimento di testi. Rispetto alle versioni precedenti, assicura una
riduzione del tempo necessario per inserire le informazioni ed evita l’uso dei tasti freccia per la navigazione e l’inserimento dei dati. L’aggiunta del display touchscreen e di Product LinkTM Elite alle pale, una novità per questi modelli, assicura la disponibilità della funzione di gestione del carico utile Caterpillar Payload Management. Quando è attiva sui modelli 924K, 926M, 930K, 930M, 938K o 938M, questa funzione permette di introdurre al primo tentativo la quantità corretta di materiale in betoniere, tramogge o dumper, riducendo il numero di cicli e ottimizzando il potenziale di redditività. Le macchine SWL serie M sono azionate da un motore Cat C7.1 ACERT con modulo emissioni pulite. L’operatore può selezionare la modalità operativa standard, che limita il regime massimo del motore a 1.600 giri/min senza compromettere le prestazioni di picco a terra, con risparmi di carburante dal 5% al 10%. La modalità con prestazioni complete porta il regime massimo del motore a 1.800 giri/min.
CANGINI
La benna vagliatrice Multiscreening con comando idraulico in cabina, permette dunque la scelta della selezione senza sostituzione di alcun elemento meccanico, riducendo di conseguenza i tempi di lavoro.
La benna vagliatrice a doppio cestello rotante Multiscreening prodotta da Cangini è progettata per il settore della selezione dei materiali e caratterizzata da un sistema di regolazione della pezzatura gestibile direttamente dalla cabina della macchina operatrice, quindi senza richiedere ulteriori interventi manuali. Questa regolazione che va da 25 a 60 mm - avviene tramite due sistemi vaglianti, uno esterno e uno interno; quest’ultimo si muove lungo un asse e, spostandosi, modifica in modo molto semplice e in pochi secondi la dimensione dei fori di uscita del materiale: ciò consente di evitare fermi macchina e/o interventi in cantiere, quindi tutte le difficoltà annesse a un tradizionale sistema di vagliatura. La benna Multiscreening di Cangini è adatta per l’attacco frontale e a macchine operatrici fino a 14 t ed è adatta anche a operazioni di vagliatura su terreni mossi. Il sistema di variazione della granulometria ciato,
PRODOTTI MANTOVANIBENNE
Le ultime novità “ecologiche” Mantovanibenne ha iniziazto il 2017 di slancio, presentando al mercato la nuova linea SD - Cesoie Smantellatrici, che va ad ampliare la gamma sempre più in espansione del costruttore di Mirandola (Mo). SD è un’attrezzatura utilizzata per l’asportazione dei motori e dei componenti di maggior valore economico da auto e veicoli da demolire (cavi, serbatoi, eccetera) lasciando la carrozzeria bonificata, pronta per la successiva demolizione o compattazione. SD è stata progettata per gli autodemolitori, per i professionisti del riciclaggio e commercio del rottame, che sempre più devono affrontare la separazione dei materiali da recuperare o che devono essere smaltiti in maniera precisa e differenziata. La cesoia smantellatrice ha una robusta rotazione che permette un preciso posizionamento dell’attrezzatura in ogni condizione di lavoro e in completa sicurezza. In questo modo, l’operatore può agevolmente posizionare SD come preferisce per lo smantellamento dei componenti degli autoveicoli. Il profilo della bocca, allungato e assottigliato per eseguire lavori di precisione conservando le parti da recuperare, è dotato di rinforzi per migliorare la resistenza all’usura e rendere maggiormente compatta la struttura. I taglienti di SD effettuano un taglio preciso dei componenti degli automezzi (cavi, portiere, cofani, eccetera) per il loro riciclaggio. Come optional, la casa modenese offre un kit di allargatori per i fili: due speciali puntali con un profilo più piatto per l’asportazione e recupero dei fili dell’automezzo. Disponibile in due modelli: SD12 per escavatori da 1018 t e SD20 per escavatori da 18-26 t. La cesoia smantellatrice SD è dunque un’attrezzatura precisa nella sua semplicità.
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INSERZIONISTI Azienda Air Service Allison Transmission Benninghoven - Wirtgen Group BKT Europe Bosch Rexroth Oil Control Brigade Elettronica Cangini CM Conexpo 2017 Doosan Infracore Espi Engineering Europarts Europe Tractor Parts G.D.M. Giorgio Novara Gruppo Minitop H.P.S. Centro Oleodinamico Hyundai CE Indeco Jaderparts MB Officine Malaguti OFM Top Line OSA Demolition Equipment Pressoil RMC Samep Tools Samoter 2017 Sandvik Scai Sefi Simex SIP&T Smopyc 2017 Soilmec Tecnoricambi Trevi Benne Trimeccanica Volvo CE Yanmar CE 128 ONSITECONSTRUCTION - gennaio/febbraio 2017
Pagina 27 121 I Cover Export 31 15 118 3 Export 119 77 115 123 21 126 Patella di copertina 116, 122 7 125 II Copertina 1 Export 19 1 120 114 17 23 9 II Cover Export 69 5 I Copertina 25 5 Export 26 81 11 117 Gatefold back cover 124 2 13
Best quality on display Selected solutions for construction sector
January/February 2017 - n. 1
Samoter Verona - Italy
Conexpo Con/agg Las Vegas - USA
www.onsitenews.it
CONTENT january/february 2017 - n. 1
10 Minitop Group: being concrete! 12 Simex CBE: forging quality in crusher buckets
20 Magni implements the option for branch cutting
21 Cangini: “made in Italy” leaves its mark
22 MP Filtri: passion to perform the future
On cover: Benninghoven - Wirtgen Group
24 Trevi Benne: “we are demolition”
4 Editorial
by Ettore Zanatta
Export
by Gianni Gennari
6 Benninghoven TBA 3000, a first in Italy
26 Pressoil, specialists in 14 OFM Top Line:
hydraulics
“we move your mines”
15 Europarts: all for your business 16 MB: outrank in quarries
9 Indeco: time of major developments
28 Samep Tools: tools and spare parts for hydraulic hammers
29 RMC: the formula
is even more perfect!
18 Steady growth for G.D.M.
Publisher Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it Editor in chief Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it Editor Lorenzo Zacchetti - lorenzo.zacchetti@capoversoeditrice.it Sales Manager Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it Contributors: Saverio Bellante, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Riccardo Lorenzi, Fabio Petri, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Administration Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Subscriptions tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it
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Subscriptions price Italia: euro 48,00 Other countries: euro 60,00 Print MDM - Forlì Frequency 8 issues/year Registration Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
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30 Faresin Industries,
the new construction range
Copyright Reproduction of articles, photos and illustrations featured on “ON SITE CONSTRUCTION”, including translations, is strictly prohibited without written approval by Capoverso Editrice srl. Texts, photos and illustrations sent to the Publishing Company will not be returned, even if not published. Capoverso Editrice srl denies any responsibility regarding such materials, even if provided as a singlecopy item, and possible mistakes in featured articles. Such materials received by Capoverso Editrice srl will be published free of charge, unless there is a previous written agreement regarding payment. Every trademark, brand, personal and company name is featured in the articles only for information purposes and without any responsibility by the publisher.
C apoverso editrice
MENZIONE MENZIONE SPECIALE SPECIALE PER PER
BENNA BENNA MISCELATRICE MISCELATRICE SCARICO SCARICO SICURO SICURO
2017
SPOSTAMENTO
IDRAULICO
DEL TUBO DI SCARICO
DALLA CABINA
Posizione di aggancio botola chiusa
www.canginibenne.com
2017 EXHIBITIONS
Posizione di scarico botola aperta
EDITORIAL
Ettore Zanatta Editor in chief
The new magazine for construction business
T
he OnSite media project features an innovative communication format, integrating press (the magazines OnSite CONSTRUCTION and OnSite LIFT) and web (the portal Onsitenews.it). Its main strength comes from the joint strengths of specific specialized editorial know-how, the most efficient technologies for the Internet and the social media and digital marketing strategies. The new magazine OnSite CONSTRUCTION is about building and construction industry, machines, equipment and technologies for earthmoving and construction site mechanization. It is the specialized media project to meet the needs of those who work every day “on site” in construction, infrastructures, mining, demolition and draining business. Its target is made of entrepreneurs, operators, technicians and all those whose professional duties are involved with construction and lifting. Each issue of OnSite CONSTRUCTION features news, articles and in-depth stories about trends, technical subjects, working applications, industry and market innovations, technical and commercial developments. This special english-language insert named OnSite EXPORT, distributed during the main international trade fairs, reaches specific targets in terms of geographical areas and commodity sectors. OnSite CONSTRUCTION and OnSite EXPORT can be visited on the Onsitenews.it portal, in its digital “open” and web-optimized edition, with multimedia features.
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EXPORT Asphalt mixing plants
Benninghoven TBA 3000, a first in Italy Benninghoven is a specialist for asphalt mixing plants and works in this business sector since the 1960s. It started in 1909 with the construction of gear wheels and special machines and culminates today in technology leadership for asphalt mixing plants in Europe.
For more than 100 years, pioneer spirit and tradition, combined with trend-setting technology and perfectly trained staff have been determining the success of the Benninghoven - a strong brand of the Wirtgen Group. Being led now by the fourth family generation, the company set trends in the world markets and is keen on continuing its success story in the future. Benninghoven asphalt mixing plants has a vast range of configuration options. Benninghoven can supply the ideal plant to cater to the requirements of any market. Mobile or stationary and with capacities between 80 and 450 t/h – all Benninghoven plants have one thing in common: they are renowned for their optimum mix quality worldwide. Benninghoven offers six lines of products: Type MBA (mobile asphalt mixing plants);
The three managing directors of PMB s.p.a., Mauro Bergamelli, Matteo Bergamelli and
Angelo Legrenzi
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Type ECO (asphalt mixing plants in container design); Type TBA (transportable asphalt mixing plants); Type BA (stationary asphalt mixing plants); Granulator; Mastic Asphalt. A example of Benninghoven plants it was installed in Italy to produce asphalt: aTBA 3000 asphalt mixing plant is improving productivity and flexibility for its owner, PMB S.p.a., located in Bergamo. The type TBA 3000 is the first ever that Benninghoven has delivered to Italy, with the market be-
ing dominated by local suppliers. So what made the difference? “Our machine pool comprises 20 Wirtgen milling machines, Vögele pavers and Hamm rollers. That’s why we have so much confidence in the Wirtgen Group. Once we had visited the Benninghoven headquarters and looked at the performance characteristics, we were fully convinced this was the right choice”.This is how the partners of PMB, Angelo Legrenzi, Mauro Ber-
gamelli and Matteo Bergamelli, explain their investment in technology “made in Germany”. The transportable Benninghoven type TBA asphalt mixing plants are characterized by their modular design, a large performance range, the possibility of adding more than 70% of RAP material, high robustness and the wide range of options. These features make the acquisition of a type TBA 3000 plant a strategic decision
for PMB, since it allows the company to boost its productivity, gain flexibility with regard to new market requirements and significantly improve ecofriendliness. Three tonnes of asphalt every 45 seconds The TBA 3000 of the Italian contractor PMB is equipped with a 3,000 kg mixer and guarantees a mixing output of 240 t/h. Plants of this type are typi-
A brand of the Wirtgen Group Benninghoven GmbH & Co. KG is a member company of the Wirtgen Group, an expanding and international group of companies doing business in the construction equipment industry. This Group includes the five well-known brands, Wirtgen, Vögele, Hamm, Kleemann and Benninghoven with their headquarters in Germany and local production sites in Brazil, India and China. Worldwide customer support is provided by its 55 own sales and service companies. Within Wirtgen Group, Benninghoven offers innovative sollutions to the asphalt industry, provides a complete range of mobile and static asphalt plants and their components. With over 800 employees in Germany and abroad is carried out everything from planning to installation, from a single source.
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EXPORT cally designed to be extremely robust, allowing them to be installed even in earthquake zones and making them resistant to high wind loads. Even so, their modularity and the preinstalled cabling designed for rapid connection means that each TBA is easy to transport and install speedily at another location. Specializing in asphalt production, “Produzione Materiali Bituminosi” - or
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PMB S.p.a. for short - was founded in 1980 as a joint-venture between three companies that had already been actively involved in this field since the 1950s. PMB operates two asphalt mixing plants in the immediate vicinity of the A4, one of the busiest motorways in Europe. The need to replace one of these plants was used as an opportunity to upgrade the technology for the future. Two central components are responsible for the high portion of RAP material that can be used: the upstream stationary granulator SBRG 2000 and the multivariable RC feed system. The innovative Benninghoven granulator crushes the reclaimed asphalt particularly gently, preserving the grain structure. In the asphalt mixing plant these RAP granules are delivered “cold” into the mixer by means of a multivariable feed system. The procedure is as follows: a space-saving elevator delivers the granules to the mixing tower. The defined feed quantity is delivered to the mixer in small quantities. This prevents shocks caused by steam expansion, thus protecting the plant and
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minimizing maintenance. As well as the recycling technologies, PMB attaches great importance to diversity: “We want to offer our customers the greatest possible range of asphalt grades. That’s why we opted for multiple bitumen tanks — not least because it enables us to store modified bitumen,” says Angelo Legrenzi of PMB. Here too, Benninghoven offer an innovative solution: in the tanks, the 160-180°C hot bitumen’s temperature is maintained electrically - and hence cost-efficiently - under constant movement by the Benninghoven mixing nozzle. www.benninghoven.com
Equipment
Indeco: time of major developments
For some time now Indeco has planning the launch of a series of developments across most of the product range. Indeco done this by further improving the positive qualities of its range, with some crucial enhancements, as well as by broadening the range by launching new products to meet the needs of end-users, for the first time crossing into new territories, outside its comfort zone of the demolition sector. Indeco has upgraded the hydraulic system on its breakers, so that the HP series has now also become FuelSaving (FS). Compared to other manufacturers’ models of equivalent weight and performance, Indeco breakers require less per minute and lower operating pressure. And as using lower
hydraulic power means reducing the rpm on the carrier, this leads to fuel savings of up to 20%, while ensuring optimum performance and maximum productivity. This advantage is even more clear-cut if compareing the Indeco breaker with gas-or gas/oil-powered products of similar sizes manufactured by competitors. That’s quite a plus, both for the environment and for your margins, which grow in proportion to the size of breaker you’re using. All of the new breakers in the Indeco HP range will be displaying the FS badge. All of the silent demolitions and material handling products have been given the same rotation mechanism which will now be used on all rotating products. www.indeco.it january/february 2017 - ONSITECONSTRUCTION
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EXPORT Components
Minitop Group: being concrete! “Minitop Group believes in concrete action”. That’s the clear and effective way used by Giampiero Giacomino, founder and director of Minitop, to summarize the philosophy of the company from Bricherasio (Turin). During two decades of activity this steady commitment allowed the company to stand up as a reference point in the market, coping with the turmoil brought by the wellknown economic crisis.
This extremely rigorous approach is a hallmark of Minitop Group and its founder, who’s uncomfortable when asked to talk about the very crowded environment in which its company operates: “This market is populated by several competitors, unfortunate-
ly some of them are often showing improvisation and lack of professionalism. Sometimes it seems they operate without even having a warehouse able to meet customer needs. In this regard Minitop Group has always boasted a strong structure and an efficient and reliable organization, that’s because our first goal is always meeting the expectations of those who rely on us.” Since 1995 Minitop Group
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is focused on manufacturing and distribution of rubber tracks, building up a product range boasting today more than 400 different sizes compatible with most mini excavators, excavators and skid steer loaders available on the market. The stock has an average balance of 8,000 items to quickly supply customers. Tens of thousands items leave every year our headquarters in Bricherasio, two thirds sold from the central warehouse and the remaining third through direct shipments. Rubber tracks are strongly influenced by the continuous evolution of machines, resulting in a strong after-sales commitment. “We may say that our range is among the most comprehensive ever, but as I said we must always be prepared to adapt our products following the evolution of the machines they are intended for. That’s why we create a mold for the most suitable track every time a new machine is introduced on the market”, stated Giacomino. Minitop Group also had to deal with the well known issue of excessive
stress applied on tracks, which caused the internal sliding of steel cables and then the track elongation. How did Minitop solve this problem? Again Giacomino: “Rather than rely on the math we solved the problem through practical tests, finding a solution in developing a completely new manufacturing process, namely using continuous steel cable technology thus avoiding junctions. This innovation, along with accurate quality checks, considerably lowered the amount of complaints”. The focus and dedication to quality shared with his manufacturing partners is a foundation of Minitop activities. Every manufacturing process is shared with factory technicians in or-
der to realize ideas and innovations. One of these is the solution conceived to manage a traditional weak point of rubber tracks: the excessive stress of the very same track, which showed an elongation due to the internal sliding of steel cables. The answer is a process which includes the use of a continuous, jointless cable inside the track. This intuition adds up to the traditional guaranteed quality of raw materials used in every stage of the man-
ufacturing process, the correct natural/synthetic rubber ratio, the special treatments used to increase tear and wear resistance even on highly abrasive grounds. Since 2015 Minitop Group is also selling tires for skid steer loaders. “We sell tires for skid loaders of all sizes and with different tread pattern since 2015, depending on the scope of macchine”, concludes Giacomino. www.minitop.it
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EXPORT Equipment
Simex CBE: forging quality in crusher buckets Simex quality is not only about the ISO 9001 certification of its products or its trustability, as perceived by the customers, but it mainly involves the outcome of specific design and production choices. Equipment elements are indeed part of this “quality chain” spreading from design to end-product. This is the reason why Simex pays a lot of attention to the analysis and the choice both of the components and of the companies providing them to it.
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hours and then it comes to the socalled tempering phase, consisting in a further heat treatment: quenching and then bolstering. The latter is necessary to avoid the fragility created by the tempering process.These steps finally close the “forging cycle” and get the block ready for a subsequent cold mechanical treatment. The advange of forging (a process which implies tempering) is that steel, as its molecolar structure is modified, gets to fair upper levels of elasticity and resistance. www.simex.it
The masts of CBE range bucket crushers are firstly produced by forging and then cold-worked with numeric control machines, until they reach the required size and tolerance. This production system brings more durability and reliability to this kind of equipment, which is costantly stressed by dynamic efforts (such as twisting and cutting), but also by the effects of the abrasiveness of the stones and rubble crushed by the bucket. Forging is a metallurgical technique of transforming iron blocks (billets, slabs or blooms, according to their size) by heating them to a temperature above steel crystalization, so that they can later be worked by hydraulic mallets. When it comes to high yield strength steel, as it is for CBE masts, temperature has to reach 1.150°. Therefore, slabs must be heated for ten hours, but due to their size and the timing of hydrayulic mallet workcycle, they must be put in and out of the oven time to time, as temperature shall not go under 950°, in order to avoid a loss in plasticity – and therefore workability – by the material. When raw blocks reach the required shape, they get cooled for about 24 january/february 2017 - ONSITECONSTRUCTION 13
EXPORT Technologies
OFM Top Line: “we move your mines” OFM Top Line is an Italian qualified company specialized in producing and supplying replacement spare parts for earthmoving machines. OFM Top Line is focused on production and sales of the best engine and brake parts, undercarriage and wear items, belts, hydraulic and electrical
material,rotation, reduction and transmission groups, pins and bushings. OFM Top Line provides products perfectly interchangeable with the original parts adaptable to Caterpillar, Komatsu, Volvo, Hitachi, JCB, New Holland machines and many other articles for bulldozers, excavators, wheel loaders and backhoe loaders. OFM’s network is established through the presence of 91 international distributor organizations operation in American, European, African and Asian markets. We are a company that operates globally and
act locally. OFM Top Line is a company that operates right around the world but, for customers, we are just around the corner. OFM Top Line involvement in customer markets provides company with a sound understanding of the applications required of our products. It also catalyses and focuses our product development efforts, so that our spare parts answer to real needs and real priorities. To realise this, we employ high technology and can draw upon some of the best and most modern facilities within the industry.
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Commercially, OFM Top Line keeps over 80.000 different items in inventory of high quality replacement parts for your Loader, Dozer and Excavator needs, adaptable to Caterpillar and Komatsu earthmovers. We also supply and produce select parts for other foreign made heavy machines such as Volvo, CNH and JCB, axial ZF, Carraro, Perkins and Mitsubishi engines. Recently, OFM Top Line announced that the company is now Donaldson filters distributor. www.ofmtopline.com
Spare parts
Europarts: all for your business Europarts (Peraga di Vigonza - Padua) was established in 1986 on an intuition of Ivano Pasqualotto, current CEO of the company. “We have been working closely with operators all over the world for thirty years and today we surely are a reference point in the spare parts market for construction equipment. I am very proud of this achievement and reputation that customers acknowledge us. The entire Europarts staff has a very specific goal: customer loyalty through high quality products and support with professional advice that leads the clients to the most appropriate solution for their needs”. These are the words of the founder of Europarts, an example of the
professionalism: these in summary are the key words that perfectly describe Europarts. Europarts has over 2,500 m2 warehouse where more than 60,000 items
tion equipments (and beyond) - always available and attentive to customers’ requests and the analyse the changes of the market. The company distributes several well-known brands
Made in Italy that bases its activities on the continuous search for new products and customer satisfaction. We constantly expand the product range not only in the construction area, but also in the agricultural and industrial sectors. This research brought to the creation of some special brands within the company, for instance electronic parts or overhauled parts specifically for engines. Quality,stock availability, competence, product and target markets knowledge and
are stocked.The company has personnel and equipment that can guarantee quick deliveries all over the world, thanks to special agreements with the most reliable couriers. Thanks to his inventory database and electronic/ paper catalogs the company is able to track any parts, even without numerical code (an effective e-commerce service will be shortly operative to sell products and services online). Europarts also has a department with high qualified and skilled staff with great knowledge of construc-
suited for: Caterpillar, Komatsu, New Holland-Case Construction, Iveco, Hitachi, Yanmar, JCB, Bobcat, Volvo, Hyundai and Doosan-Daewoo, as well as Delco Remy, Bosch Rexroth, Cummins, Perkins, ZF, GM Detroit Diesel, Nikko, Mitsubishi, Iskra, Prestolite and Nippondenso. We can therefore conclude that Europarts is able to fully meet the needs of aftermarket operators, supporting all types of customers around the world, from retailers to final users. www.europarts.it
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EXPORT Equipment
MB: outrank in quarries
Crushing in quarries around the world has become a key aspect of mines operation; the need to make the most of all available material arose and has prompted sharpest operators to use also the “waste material” that was once simply piled up in the quarry, becoming today valuable resources.The need remains to obtain the desired sizes in the shortest time possible maximizing the operating profitability per cubic meter worked as well.
Quarries locations have often huge extensions; hence the need to have agile equipment, able to move without problems and reach areas where only excavators can go.
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To respond to these needs, while ensuring efficiently high-quality of crushing and screening managed by sturdy and reliable equipment, MB Crusher has developed a range of bucket crushers and
screeners designed specifically for mining sites. The models designed by MB specifically for the mining segment are three: the crusher buckets BF 135.8 is suitable for excavators from 43 tons and the BF 150.10, an exceptional machine built for excavators operating weight of over 70 tons plus a screening bucket the MBS23 whit its considerable success in quarries around the world, to which add numerous other models of the range. The MB-S23 is the largest screening bucket in the world and provides screening of unparalleled performance, with a load capacity of 4.3 cubic meters and a depth of 1.490 mm basket well. Many quarries, in every corner of the globe, have already chosen MB products. For example, in northern Turkey on the Black Sea, in Bilecik marble quarry, the BF135.8 bucket crushers are used not only to assist in mining activities, but also to shatter the material required for the rehabilitation of the quarry roads. The considerable advantage, guaranteed by the versatility of the equipment, is that the material is crushed where it is needed, without having to employ unit for transport. In this way the slopes of the
quarry are always pristine, with positive impact on the maintenance of the quarry machines and, in general, the productivity of the mine itself.The BF135.8 has record-breaking performance with a maximum production of 88 cubic meters per hour, a loading capacity of 1.6 cubic meters, and stand-out reliability, all of this is made possible by cuttingedge design and the use of the highest structural materials. From Turkey to Dubai: another MB crusher bucket, the BF120.4, a model slightly smaller but equally outstanding, mounted on a 45 ton crawler excavator, it is crushing basalt and granite: materials noto-
riously tough to manage. Despite the hardness, the crusher bucket is able to guarantee a relevant productivity with peak values up to 50 cubic meters per hour, also thanks to the load capacity of 1.3 cubic meters. Excellent results for BF120.4 also on European sites, led by Germany, where in a quarry in Homberg, basalt boulders are reduced; also in this case the MB crusher bucket works on large crawler excavators and, thanks to the particularly simple and quick installation procedure, it is used from time to time on different excavator model. www.mbcrusher.com
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EXPORT Equimpent
Steady growth for G.D.M.
G.D.M. (Bagnacavallo – Ravenna) was set up in 1999 as a structural steel workshop based on an idea by Giuseppe Di Mauro and Michela Cortesi. For fifteen years all their energy was concentrated on developing the workforce in the manufacture and repair of equipment for machine tools. Having achieved excellent results and on the strength of experience gained in the earth moving industry, G.D.M. finally felt ready to enter the market as a manufacturer.
In 2014, the company took over the Romea corporate brand which was already well known in Italy. It planned and implemented a project for renew-
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al and expansion, moving its headquarters to a new production plant occupying about 2,000 square meters, fitted with cutting-edge equipment and technology. It expanded its technical department, bringing in latestgeneration software in order to draw up tailor-made projects with precision and reliability. G.D.M., however, had broader ambitions and the shareholders responded by drawing up a carefully thought-out and structured internationalization plan for company to enable it to target international markets as well, with the best tools possible, without fear of competition. In 2016, the implementation and management phase of the company’s quality system concluded with the achievement of ISO 9001:2015 certification. G.D.M. is now a company that designs and manufactures equipment for machine tools that can offer its
customers: design based on customer’s requests, custom manufacturing, logistics organization, aftersales services and support. Production is aimed at users in a variety of sectors: earthmoving, excavation, buckets and working machinery, demolitions, quarries, mines, waste disposal and recycling, forestry, photovoltaic panel cleaning system, spare parts. G.D.M. works with some of the most important names in the earth moving industry - such as Volvo, Caterpillar,
Case, Komatsu, Liebherr and Doosan - and is specialized in the manufacture of special booms, triple articulation with hydraulic positioner, demolition, pile driving, long reach, ditch cleaning and material handling. www.gdmsnc.com
G.D.M. has recently completed the certification process UNI EN ISO 9001: 2015, with the obtainment of the Certificate N. 50 100 13792
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EXPORT Attachment
Magni implements the option for branch cutting Magni Telescopic Handlers is always looking for innovative and functional solutions and approaches in this case to the topic of the maintenance of green areas. It has been made possible to use a clamp for branches/trees of Kinshofer as an attachment for the entire range of rotating telehandlers that we currently offer, adding to the already wide range of Magni attachments a further option. The ground idea for the gripper is to have a system that automatically relates the diameter of the tree with the height and thus the weight of the section to be cut by using preset tables. The clamp itself can handle trunks up to a diameter of 1700 mm and is equipped with a built-in chain saw with 90cm blade for cutting. The gripper Kinshofer is also equipped with continuous rotation at 360° for optimal cuts in each position and to place
branches directly on the truck for the transport or within the shredder. The possibility to combine this clamp with our RTH rotating machines is a major advance in terms of efficiency, productivity and safety, in fact it is possible to restrict traffic to just a small area of operation thanks to the
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feature of the machine that holds the branches even when cut, avoiding the fall to the ground of branches or trunk pieces. If equipped with cameras kits and led lights on boom and cab Magni RTH vehicles will be able to work fast and easily even in twilight or in poor lighting condition, and thanks to the 4 Final engine these are also respectful of the environment around the working area. The special measuring system enables the machine to determine if it is safe to cut and thus guaranty the safety. If equipped with cameras kits and led lights on boom and cab Magni RTH vehicles will be able to work fast and easily even at nightfall or in poor lighting condition, and thanks to the 4 Final engine these are also respectful of the environment around the working area. www.magnith.com
Equipment
Cangini: “made in Italy” leaves its mark Cangini, estabished in 1990, is located in Sarsina (Forlì-Cesena, in the heart of Romagna Apennines). After making its name initially as a manufacturer of buckets and quick coupling systems, the firm now has a range of implements for machines from 0,6 to 14 tonnes, in the areas of construction, agriculture, recycling, demolition and road, park and garden maintenance. Cangini mission is perfectly focused: development of innovative solutions, continuous improvement of the efficiency and safety of its implements, respect for the environment and customer care and satisfaction: these are the keywords and values that have made Cangini a benchmark in Italy and worldwide in demolition, recycling, road maintenance, agriculture
ity and simplifying the work of users. A company closely focused on new requirements, which monitors a fastchanging market, and is ready to win new market shares with innovative projects and solutions, always in the forefront thanks to a department dedicated to researching and developing new solutions. Each person is involved in customer management with a sole objective; to give precise and immediate answers.
Cangini in-house product management and machining procedures are a guarantee of top quality and reliability. Through an extensive network of dealers, Cangini products are distributed throughout Europe, Russia, America and Africa. Today, through Cangini sales network and new promotional initiatives, the Company intends occupying a position on the global market. www.canginibenne.com
and park maintenance and construction machinery. Through its commitment to quality, constant innovation, respect for the environment, customer-orientation and constant improvement of its production processes, Cangini aim is to consolidate our status as the benchmark in our industry. Today, this is the Cangini company’s keyword; from the production of demolition machines to recycling, maintenance of greenery, road maintenance, right up to a complete line of earthmoving machinery. A company made up of people, strongly committed on a daily basis to upgrading product qualjanuary/february 2017 - ONSITECONSTRUCTION 21
EXPORT Equipment
MP Filtri: passion to perform the future
Innovation is what MP Filtri is all about. Since 1964, when the Lombardy-based company was founded, specialising in filtration products in the hydraulics field, it has invested significant resources in research and development activities with the aim of providing its customers with reliable, technological solutions that are always highly advanced and with the highest level of quality. The latest block laid by MP Filtri along its growth path is the R&D laboratory, occupying over 1,000 m 2. It is located in the futuristic office complex in Pessano con Bornago (MI). A set-up which required a significant financial investment, especially due to the instrumentation that it now houses: latest generation machinery which can perform research and tests in extreme conditions (even if not required by current legislation) on products for the global market. An investment that will enable the company to plan for the future and present itself to its customers and others as an authentic business “partner”, guaranteeing reliability at all levels for design, analysis and manufacturing of the end product. The goal of MP Filtri is to acquire an increasingly large market share at international level. And an increasing-
ly high level market in which the key players are extremely demanding, intransigent customers who expect all their business transactions to be based on the highest guarantees of quality and reliability. Guarantees which require the detailed analysis of all the solutions on the market in order to guarantee the this kind of reliability for both ex-
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isting products and for the development of new equipment which is often “made to measure” and therefore, must be tested beforehand, even before conceiving a specific prototype (in contrast, it is difficult to manufacture these on a large scale). MP Filtri now has a set-up which can tackle this kind of scenario and is the only company in Italy - and among a select few in Europe - which guarantees such a consistent level of reliability. And the reason for this is the new laboratory as well as important initiatives such as the recent partnership with the Polytechnic of Milan. The company, which will give university students the opportunity to access its know-how and its premises, will study specific technical, productrelated issues for the development of long-term projects and special solutions, in addition to tackling “extraordinary” tests proposed by the Politecnico itself. In terms of products, MP Filtri has recently launched two new interesting solutions on the market. The first concerns the line of hydraulic combined filters for the filtration of return lines and suction of hydrostatic transmissions. The innovation introduced by the company in 2015 is the MRSX series. This is a solution, with HEX hexagonal filtering elements and exclusive interface connections, which is designed for mo-
bile machines with combined filtration of oil return and inlet suction to closed-circuit hydrostatic transmissions and to manage flows of up to approximately 300 l/min. Featuring 16 different functional schematics, MRSX can be mounted directly on the tank, horizontally or on the bottom of the tank itself, where many applications are unable to provide anything on the side or on the top. The second recent innovation is the ICM (Inline Contamination Monitor) “particle counter”.This device is designed to automatically measure and display the levels of contamination by solid particles, moisture and temperature present in various hydraulic fluids. In particular, this instrument was designed to be directly mounted on systems which require continuous measurements or analysis and where space saving and cost reductions are a priority (the ICM can be mounted on mobile machines for which MP Filtri has developed a new reading system). Manufacturers, therefore, now have an efficient system for testing and diagnosing the contamination conditions of the oil during the assist-
ance stage to correctly measure how clean the oil on the machines is before their delivery. The ICM, which was conceived at the Research Centre of the CMP division at the UK branch, where top quality instrumentation is constantly being designed and produced for portable use and laboratory applications, is the evolution of a previous product with revamped technical and precision features which is easier to use. This device which can be managed independ-
ently or controlled externally via a PC, PLC or ICM-RDU system (Remote Display Unit) and can handle and store up to 4,000 tests, can be used with pressure up to 420 bar and on mobile machines equipped with closed-circuit hydrostatic transmissions or with an open circuit system which allows it to operate and displays measurement results in line with the international standards ISO 4406:1999, NAS 1638, AS 4059E and ISO 11218. www.mpfiltri.it
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EXPORT
Equipment
Trevi Benne: “we are demolition” In more than twenty years of history Trevi Benne achieved the goal of a worldwide distribution. Over 4.000 customers, more than 100 exclusive distributors and a constant increasing rate in turnover and employed personnel. The products and the manufacturing system are well known and recognized in the company, in the con-
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struction yards and in the most relevant international exhibitions which always attend. Trevi Benne is a company with a TÜV certified Quality System and is an active sponsor of the major Italian and European Demolition Associations. Trevi Benne offers three main product lines: - equipment for demolition and recycling, manufacturing crushers, pulverizers, steel shears, screening and crushing buckets for environmental restoration; - buckets, quick coupling system and special applications for excavators and loaders. Custom fit buckets on request, employing wear resistant materials for heavy duties and precision jobs up to 500 ton machine; - a new line dedicated to the forestry sector for cutting and size reduction of logs, trees and road maintenance of bushes. From the manufacture of standard items, the firm has evolved and distinguished itself with the production of purpose-built equipment, specifically designed for any type of job and working conditions. This enables Trevi Benne to offer an alternative solution for any individual situation, personalizing our products just like a made-tomeasure suit. Today Trevi Benne provides unique and effective products in response to every request from its clients. www.trevibenne.it january/february 2017 - ONSITECONSTRUCTION 25
EXPORT Hydraulics
Pressoil, specialists in hydraulics For over twenty years Pressoil is a safe and reliable reference in the field of hydraulics for operators of industrial and construction sectors, offering qualified, rapid and punctual assistance to effectively solve any kind of failure: Pressoil is in fact specialized in sale, repair and servicing of hydraulic units for all brands on the market, in “mobile” (earthmoving and construction machines, forklifts, platforms, lifting equipment, transport) and “industrial” (plants, power plants, hydraulic presses, shipbuilding) areas. The company based in Cambiano (TO) has a large warehouse and is able to quickly provide spare parts or new units for replacements or manufacturing new generation plants. Parts availability covers every type and brand. Pressoil is authorized repairer
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and distributor of Bosch Rexroth, Hydromatik, Brueninghaus, Sauer, Voac Volvo, Linde, Vickers, Denison, Parker, HMT Samhydraulik, Hitachi, Caterpillar, Uchida Hydromatik, Eaton, HP, Axial Pump, Atos, Berarma, Aron, Hawe, Calzoni, Kawasaki, Staffa and Sai.The warehouse provides ready for delivery and daily shipments pumps, motors, valves, distributors, hydraulic blocks, actuators, valves, accumulators, servo-valves, logic elements, filters. And, of course, spare parts for all of these units. This collaboration combines significant cost benefits and service effectiveness: the warehouse provides for prompt delivery and daily shipping (for sale or repair purposes) pumps, motors, valves, distributors, hydraulic blocks, actuators, valves, accumulators, servovalves, logical elements, filtering elements. And, of course, related spare parts for all these units.
Thanks to its experience gained in over twenty years of activity in the sector, Pressoil also offers repair and overhaul for all kinds of recent of out of production hydraulic units, and in order to offer the maximum guarantee to the customer performs before
delivery tests on special benches that simulate the harshest operating conditions for pumps, motors, hydraulic valves and valves: after repair, these components are passing the same tests as those on site. In addition, for the most popular machines, overhauled units are available ready for installation in exchange program: this service allows to minimize downtime, as the source of the fault is immediately replaced with a working unit already overhauled. Finally, Pressoil adds to these services his qualified support: specialized technicians “diagnose” the type of failure and its relevance, providing the customer with an exact picture of the situation to identify the causes and avoid further failures. This ability to provide specific advice is an element that has always characterized the company’s business: a continuous direct contact with customers to solve problems, including those concerning obsolete or out of production units. Based on experience and continuous updating, the engineers are also able to technically support clients maintaining the machines or designing hydraulic systems. www.pressoil.it
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EXPORT Components
Samep Tools: tools and spare parts for hydraulic hammers Samep Tools is a company specialized in tools and spare parts manufacturing for hydraulic breakers and has been on the market for over 30 years. The company manufactures parts suitable for more than 80 of the most important hydraulic breakers brands, providing very high quality standards and excellent quality/price ratio. This formula proved smart and successful even in times of severe economic crisis. While in fact many players tried to stay competitive in recent years through cost cuts and lower prices, often compromising quality, Samep Tools chose to invest to keep its standards at the top, showing strong competitiveness in the international market. Results are tangible. The company turnover is growing steadily and reputation gained among retailers, repair shops, but also other competitors is very solid. Other companies in fact turn very often to Samep Tools much as a strong and reliable partner rather than a competitor. SamepTools boasts today a range of over 10,000 tools and
5,000 parts, all strictly “100% Tested”. Each item is in fact subjected to thorough checks, starting from steel, selected according to the function the component is going to play in the hammer package and checked by ultrasound and spectrometry machines to detect in advance any flaws.
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Thanks to its two warehouses, one in Italy in the province of Turin and one in Spain in Zaragoza, the company promptly addresses all customer requests through logistics partners that can deliver quickly anywhere. Both warehouses are steadily supplied, and if a product is out of stock the production is able to rapidly manufacture it in about 8-10 days. To increase its value among wear parts experts, Samep Tools now offers its customers a range of teeth and tooth holder suitable for grabs in assorted sizes and models to address any application, from road construction to mining. www.samep.net
Spare parts
RMC: the formula is even more perfect! The Piacenza-based company continues its strategy, adding another piece to the construction of its growth to support its activities in the market of spare parts (and not only) for earthmoving machines. Gabriele and Lorenzo Fermi, RMC owners, are the icon of dynamism. Activities never stop. If you want to grow and continuously raise your quality and reliability level, you can’t stop. This attitude, that history has now shown to be successful, comes together with the experience and knowledge of the company from Piacenza in the contruction equipment area. Besides the activities related to the supply of spare parts, RMC sells and rents (with and without operator) new and used earthmoving machines, distributing brands such as Case, Doosan, Bobcat, Yanmar and Merlo, including excavators from 0,5 to 30 tonnes, wheel loaders, skid steer loaders and track loaders, minidumpers, dozers, hammers and various equipment. The latest structural renewal - after the company logo and the company website www.rmcricambi.it – in-
volved the workshop area (a strategic place to which RMC has given a lot of care over time, equipped today to professionally and timely manage every kind of repair on every part, in-
cluding hydraulic parts thanks to a recent agreement with Manuli Hydraulics), now separate from materials handling area (thus safer and efficient), and especially the areas dedicated to shipments (which can reach within 24 hours most European markets) and the warehouse focused on earthmoving machines which houses on its shelves original and compatible spare parts made by the most common brands on the market, for motor (rods, pistons, connecting rods, heads, valves, shafts, cylinders, rocker arms, mufflers, manifolds, turbo injectors, pistons), transmission (gears, transmissions, gearboxes, bearings, pinions, crowns, rings, discs), electrical (motors, indicators, contacts, lights, alternators, brushes, coils, glow plugs, solenoids) and wear parts (cantonal, rubber tracks, chains, soles, wheels, rollers, sectors, seal assemblies, teeth and blades). A few months from the latest developments, then, RMC has added an additional ingredient in the recipe that the company has long ago created to ensure the Perfect Formula. A Formula that, given the recent events, is now even more ... perfect! www.rmcricambi.it
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EXPORT Machines
Faresin Industries, the new construction range The Faresin Industries telescopic handlers 17.45, 14.42, 8.40 VPSe TOP, 9.60 GLS and 6.26 represents the new construction range. With these new high-tech models, the Breganze company completes and updates its construction range, thereby fulfilling the handling requirements of the end users.The new models start at 6 metres and reach 17 metres and their maximum lifting capacity ranges from 6.5 up to 7 tonnes. Each model can
then be set up in five different configurations, which differ in performance and included optional extras. The latest ultra-compact model 6.26 has been redesigned and is now able to lift 2.6 tonnes compared to the 2.5 tonnes in the previous version. The chassis has also been reviewed: the pitch reduced by 25 mm and the total length of the machine has been reduced by 300 mm. The engine is also new, which is now in version IV
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Final, manufactured by Yanmar and with 70 HP. The engine incorporates, as per standard, a cyclonic pre-filter system which allows it to be used in dusty environments. The operator now has the new Queen Cab, which has 20% more visibility than the previous version. Just like all new models, the shovel mode has also been introduced for the new 6.26, which allows the machine to guarantee high performance when working with the bucket. Another novelty is the new range with outriggers, completely reviewed in terms of design and performance, designed specifically for the construction industry and for the rental market. The range can now boast a new model: the 17.45, which can reach a
maximum height of 17 metres and a load capacity of 4.5 tonnes. Just like the other model, also the 14.42 is equipped with the new Deutz Stage IIIB engines that guarantee
low consumption and simple maintenance thanks to the longitudinal set-up. The Bosch Rexroth hydrostatic transmission is also new and facilitates the use and enhances the per-
formance in both precision work and heavy-duty work, such as when the bucket is used. The Faresin news include two high performance models, designed to be used for handling, in quarries or in recycling facilities, which require a high speed boom and great traction. The first is the 8.40 VPSeTOP that mounts a Deutz Stage IIIB 156 HP engine (115 kW), with VPSe hydrostatic continuously variable transmission and a 185 l/min pump with load sensing control. The 9.60 model, instead, can lift up to 6 tonnes, in the GLS version that mounts a Deutz Stage IIIB 122 HP engine (90 kW), with hydrostatic transmission with a two-speed and fourmode manual gearbox. High boom ascent speed is guaranteed even with heavy loads thanks to a 150 l/min load sensing pump and to the hydraulic regenerative system. www.faresindustries.com january/february 2017 - ONSITECONSTRUCTION 31
The new media project
for construction professionals The OnSite media project features an innovative communication format, integrating press and web. Its main strength comes from the joint strengths of specific specialized editorial know-how, the most efficient technologies for the Internet and the social media and digital marketing strategies
OnSite CONSTRUCTION is the new magazine about building and construction industry, machines, equipment and technologies for earthmoving and construction site mechanization
OnSite LIFT is the new magazine about the lifting industry, the people and material handling on sites and production facilities and special transportation
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