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N U M E RO 4 - LU G L I O - AG O S TO 2016
OLTRE MAGAZINE
MAGAZINE
OLTRE
PERIODICO
NUMERO 4 D E L L’ I M P R E N D I T O R I A
FUNERARIA
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CIMITERIALE
LU G L I O - AG O S TO 2016
LO STILE CHE NON C’ERA
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Sommario OLTRE MAGAZINE
PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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13 Editoriale
Bimestrale - Anno XVI - n° 4 - Luglio-Agosto 2016 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ:
Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
FIERE
14 Perché Miami Funer
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DIRETTORE RESPONSABILE:
AlbertoLeanza redazione@oltremagazine.com SEGRETERIA DI REDAZIONE:
Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com
FIERE
24 Miami Funer a Montréal
REDAZIONE:
redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Nara Stefanelli, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano
PA R L I A M O D I . . .
34 Quando muoiono gli animali da compagnia 34
WEBMASTER:
Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com
COMITATO SCIENTIFICO:
40 Una giornata in Strassacker
Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Marina Sozzi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano
PA R L I A M O D I . . .
AT TUALITÀ
48 La cremazione in Italia
AMMINISTRAZIONE:
Daniela Spitaleri PUBBLICITÀ:
pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore. REGISTRAZIONE:
Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000
CIMITERI D’ITALIA
52 A day in San Francisco National Cemetery
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60 Leadership confermate
COPYRIGHT:
Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte.
CASE FUNERARIE
66 I primi cinque anni di Terracielo Funeral Home
La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori.
PA R L I A M O D I . . .
COORDINAMENTO SERVIZI FOTOGRAFICI:
Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin FONTI ICONOGRAFICHE:
76 Un nuovo partner a fianco degli operatori
Archivio Oltre Magazine, ANSA, Creative Commons, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Stefano Montaguti, Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin STAMPA:
Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR PROPRIETÀ EDITORIALE E COPYRIGHT:
Conference Service srl
www.oltremagazine.com
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Editoriale
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f edeli lettori di Oltre Magazine hanno appreso direttamente dalla penna di Carmelo Pezzino l’esaurimento della sua missione alla direzione della rivista. Con la consueta eleganza Carmelo passa oggi il testimone nelle mie mani. Non sarà impresa facile continuare il suo lavoro con la stessa competenza e determinazione che hanno fatto di Oltre Magazine una pubblicazione leader nel panorama funerario non solo nazionale, ma anche internazionale. Il sincero ringraziamento che attraverso queste righe desidero rivolgergli trascende la banalità formale che spesso caratterizza tali momenti per assumere una valenza del tutto particolare che coinvolge rapporti che vanno ben al di là di una semplice “collaborazione” per assumere un significato molto più personale e profondo. Eccomi dunque pronto al compito di tracciare le linee editoriali per il futuro che ci aspetta!! Un futuro che vedo ricco di novità nel mondo della nobile professione funeraria, dove continueremo ad affrontare la tematica della morte declinandola nei suoi molteplici aspetti: dall’attualità alla cultura, dai punti di vista tecnici a quelli normativi, dalla storia alla psicologia, dando spazio a curiosità, opinioni e novità di prodotto. Oltre Magazine vuole essere il “luogo d’incontro” aperto a tutti gli attori del mondo funerario dove si possono ritrovare per condividere argomenti, esperienze ed idee di interesse comune. Un punto di riferimento per chiunque, perché soltanto la libertà di espressione di ciascuno fa sì che il suo contributo, anche modesto, si trasformi, unito a quello degli altri, in un potente volano per i valori fondanti della professione. In un periodo di frammentazione settoriale come quello attuale, l’auspicio è che la nostra rivista possa concorrere in modo costruttivo ad una unità di vedute per raggiungere mete ed obiettivi di collegiale interesse. Assumo pertanto questo importante incarico alla guida del giornale con grande entusiasmo, non solo per mantenere la pubblicazione ai livelli attuali, ma con l’ambizione di apportare presto le prime novità per rendere la rivista ancora più apprezzata e gradita. A tutti auguro un sereno e meritato periodo di riposo da trascorrere con le proprie famiglie o con gli amici più cari!!
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al lancio di Miami Funer, in occasione di Tanexpo 2016 (dopo un “ballon d’essai” a Funexpo di Parigi a fine 2015), tutti ormai nella professione si chiedono e ci chiedono il perché ed il percome di tale iniziativa. Premettiamo che Tanexpo appartiene, come molte altri marchi relativi a fiere, manifestazioni ed eventi, a Conference Service, società la cui vocazione principale è quella di intervenire su questo livello fondamentale della filiera di comunicazione, quello di favorire il contatto personale per offrire un contesto di completezza
e di vasta scelta, assolutamente imprescindibile tra gli attori essenziali dell’atto commerciale: colui che offre e colui che acquista. Ricorderemo, per inciso, che diversi progetti, molti dei quali di grande successo, sono stati intrapresi in passato da Conference Service in settori estremamente diversi: i componenti microelettronici, l’arte religiosa, la pubblica amministrazione, il cinema, le opere pubbliche etc. Molti tra questi eventi continuano con crescente successo ed altri vedranno la luce in tempi relativamente brevi. Tanexpo è realmente, tutti lo riconoscono, l’evento più
PERCHÉ MIAMI FUNER IL VIAGGIATORE
importante al mondo da questo punto di vista e non solo. Lo attestano i dati sull’ultima edizione di qualche mese orsono che ha visto la presenza di espositori provenienti da più di 30 Paesi che tra i 18.000 visitatori hanno così potuto incontrare, in molti casi con successo, clienti giunti da 55 stati dei cinque continenti. Tale affermazione si deve alle intuizioni di Nino Leanza ed alla sua decisione, una decina di anni fa, di investire in risorse umane e finanziarie considerevoli per garantire la continuità dell’evento e quella delle aziende che vi partecipano. È infatti evidente che, con la globalizza-
zione imperante, i mercati domestici non sono più sufficienti ad assicurare la crescita dei vari produttori di fronte ad una concorrenza sempre più agguerrita e diversificata e, nelle zone di libero scambio come l’Europa, affrancata dalle barriere doganali. Il settore funerario non sfugge a tale realtà anche se in vari Paesi europei le statistiche demografiche prevedono degli aumenti piuttosto importanti dell’attività negli anni a venire. Da ciò la necessità imperativa per le imprese di organizzarsi e di strutturarsi con accuratezza per sviluppare l’export.
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e n consapevole di tale stato di cose, Tanexpo già da qualche anno ha deciso di facilitare ai suoi clienti l’accesso ad importanti mercati esteri. Tanexpo World è stata creata proprio in tale ottica e tanto Tanexpo World Brasile che Tanexpo Word Russia, che giungerà quest’anno alla sua terza edizione, vi si inseriscono perfettamente creando sinergie tra il know-how di Tanexpo e le realtà territoriali dei partner nei due paesi considerati. L’esperienza maturata nel corso di questi anni ha tuttavia condotto Tanexpo ad un approccio ancor più innovativo. Se consideriamo i continenti extraeuropei quello che presenta maggiori opportunità per i produttori italiani, e più in generale europei, sembra essere quello delle Americhe. L’Asia, infatti, per storia e cultura – ad eccezione delle Filippine – presenta tradizioni funerarie piuttosto diverse dalle nostre pur essendoci buone opportunità per i fabbricanti di urne. La cremazione è diffusissima. Il Giappone è al 99.9% e tutte le urne sono di ceramica (famose quelle del Kansai, quelle di Kyushu) Talvolta poi, ed è il caso della Cina, la cremazione è obbligatoria per legge con l’eccezione della “sepoltura celeste” riammessa da una trentina d’anni dopo essere stata vietata. Si tratta, se vogliamo semplificare trascurando tutte le interessantissime connotazioni simboliche, di un procedimento mutuato dal Tibet, in cui il corpo viene scuoiato ed esposto agli avvoltoi. Tale pratica è ugualmente diffusa presso la comunità Parsi (o “zoroastriana”, da Zoroastro, Zarathustra) particolarmente in India dove la torre funeraria dei Parsi di Bombay rappresenta l’esempio più impressionante e spettacolare di tale tradizione. Anche gli autotrasformatori possono trovare sbocchi interessanti per le realizzazioni di altissimo livello estetico che, soprattutto in Italia, caratterizzano tale categoria merceologica. L’Oceania, con i suoi 25 milioni di australiani, può rappresentare un mercato interessante sia per la cultura, maggioritariamente cristiana, che per il potere d’acquisto elevato. L’Africa, il continente più ricco di risorse al mondo che molti, a cominciare dall’ex Presidente americano Clinton, hanno definito il continente del XXI secolo, tarda ancora ad esplodere a causa della corruzione dilagante delle sue classi dirigenti la cui unica preoccupazione è quella di alimentare i già pingui conti che tali banditi possiedono nei paradisi fiscali di
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mezzo mondo. Ciò detto esistono già varie realtà di sicuro interesse in Kenia, Tanzania, Zimbabwe, Sierra Leone, Costa d’Avorio, Senegal etc. a cui va aggiunto, evidentemente, il Sud Africa. Per personale esperienza possiamo assicurare che nell’azienda in cui abbiamo operato per un certo periodo, la zona Africa aveva dato, con un lavoro costante e ben organizzato, dei risultati eccellenti. Non è del resto affatto escluso che nel medio-lungo termine Tanexpo porti la sua attenzione su quei territori da cui già arrivano a Bologna numerosi visitatori. Gli stati dell’America del Nord (USA, Canada e Messico, quest’ultimo contrariamente a quanti pensano fa parte del Nord America!) legati tra loro dal NAFTA - North America Free Trade Agreement (Trattato di Libero Scambio del Nord America) - rappresentano un mercato appetibile anche perché il prezzo medio di un servizio si aggira sugli 8.000 euro (ben lontani dai 20.000 del Giappone ma anche dai
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2.500/3.500 italiani). Dobbiamo qui aprire una parentesi per osservare come quei Paesi, molto liberali sulla carta, lo siano molto di meno nei fatti; il loro liberalismo è, in effetti, unidirezionale: da Ovest verso Est. Nel senso contrario spesso si ergono, guarda caso, barriere protettive di natura non tariffaria talvolta anche subdole. L’Europa farebbe bene a prestare estrema attenzione onde evitare di farsi abbindolare nella definizione del trattato sul quale sono in corso da anni negoziati con gli USA. Dalle ultime informazioni sembra che ci si trovi in una situazione di stallo
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e che gli USA stiano ripensando la loro strategia rivolgendo le loro attenzioni verso l’Asia. Ci riferiamo all’ex-TAFTA (Trans Atlantic Free Trade Area - Zona Trans Atlantica di Libero Scambio) diventato oggi il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership Partenariato Transatlantico di Commercio ed Investimenti). È ben evidente che se questo progetto andasse in porto creerebbe la più grande area di libero scambio esistente al mondo, visto che UE ed USA rappresentano circa la metà del PIL mondiale, con la possibilità che l’accordo venga esteso alla NAFTA nonché all’EFTA (la European Free Trade Association - Associazione Europea di Libero Scambio che raggruppa Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). Parliamo ora dell’America Latina con i suoi 650 milioni circa di abitanti e con un numero di decessi di 3,5 milioni annui. Il numero, percentualmente basso, dipende da un tasso di mortalità spesso inferiore al 5 per mille che si spiega con l’alto tasso di natalità e quindi con una bassa età media. È peraltro evidente che nel giro di
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20/30 anni le percentuali aumenteranno in modo significativo e che la spesa media per funerale, elemento non trascurabile, aumenterà di pari passo con l’aumento del livello di vita come si può dedurre dall’indice di sviluppo umano, un indicatore molto più attendibile, per valutare il benessere, che il PIL “pro capite” che fotografa la salute economica e generale. Un mercato, quindi, non solo d’avvenire ma già estremamente stimolante,
oggi la terza (forse anche la seconda visto il numero sempre crescente di statunitensi ispanofoni) lingua praticata al mondo (parliamo di “lingua madre”, attenzione!). Con 410 milioni di locutori essa (ci riferiamo a stime precedenti al 2010) era vicinissima ai 414 milioni dell’inglese, entrambe evidentemente ben lontane dai più di 900 milioni del mandarino, la lingua ufficiale in Cina. Dal punto di vista economico la si-
ta oggi (dal 9 Dicembre scorso) da Mauricio Macrì un imprenditore cinquantasettenne di chiara origine calabrese che già in pochi mesi è riuscito a raddrizzare la rotta del Paese che sta ritrovando, a quanto ci viene riferito direttamente dagli amici che colà contiamo, fiducia, ottimismo ed entusiasmo. Lo stesso fenomeno si produrrà verosimilmente in Brasile dove il fanatismo populista di Dilma Rousseff, nella scia del suo mento-
seppure in un’ottica di nicchia, in questo momento. Si tratta infatti di una zona dove la cultura funeraria si apparenta a quella dei paesi europei (soprattutto di quelli del Sud Europa ed in particolare Italia, Spagna, Portogallo) e che hanno avuto in dono dal colonizzatore depredatore almeno il patrimonio comune omogeneizzante ed unificante della lingua spagnola (oltre al portoghese del Brasile),
tuazione non è ancora stabile pur se tutto lascia pensare che non potrà che migliorare in tempi brevi. Ne abbiamo la prova con l’Argentina (42 milioni di abitanti) che dopo la lunga parentesi dinastica “kirchneriana” (presieduta Nestor Kirchner dal 2003 al 2007, data del decesso e successivamente, dal 2007 al 2015, dalla vedova Cristina) che ha pregiudicato l’economia di quel ricco Paese è guida-
re Luis Inacio Lula da Silva (tristemente noto in Italia per la spudoratezza con cui ha concesso l’asilo al condannato all’ergastolo Cesare Battisti) dovrebbe, se la decadenza sarà confermata tra sei mesi, cedere il passo ad una gestione più seria, moderna e coerente in grado di consentire al gigante sudamericano di ritrovare quel ruolo predominante che aveva avuto fino a qualche anno fa. È possibile, e lo
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auspichiamo, che tale fenomeno si estenda anche agli altri Paesi dove personaggi improbabili che ormai hanno fatto il loro tempo continuano a perseguire, pur se con qualche successo dal punto di vista sociale (pensiamo alle qualità del sistema sanitario di Cuba, dove peraltro lo stipendio medio mensile si aggira sui 12 Euro!), politiche utopistiche come Nicolas Maduro, l’erede di Chavez, in Venezuela (potrebbe
gli altri, che con i suoi 50 milioni di abitanti si situa al terzo posto, per popolazione, dopo il Brasile (200) ed il Messico (120). Non solo la cultura funeraria è simile ma le tendenze sono sovrapponibili a quelle europee e, più generalmente, mondiali. Sono quelle che ormai si manifestano irresistibilmente in un pianeta che dai 2 miliardi e mezzo del 1950 è passato, nel 2016, ai 7,4 miliardi di abitanti. Popolazione triplicata in tre quarti di secolo! Dove finiremo? Tale sovraffollamento, unito a varie altre considerazioni di ordine logistico, pratico, igienico, filosofico, economico etc. determinano un aumento esponenziale della cremazione. Se consideriamo i cinque stati più popolati dell’America Latina (Brasile 203 milioni recensiti ma…c’è chi dice che siano 220, Messico 120, Colombia 50, Argentina 42, Perù 31 con tassi di cremazione rispettivamente del 20, 50, 35, 25 e del 65 per cento) i numeri sono estremamente significativi. Tenendo conto del tasso di mortalità di ciascun Paese giungiamo ad un totale di 520.000 cremazioni con un numero di urne pra-
ticamente corrispondente. Anche se è vero che in molti casi si tratta di urne “da battaglia” è altrettanto vero che in molti altri siamo in presenza di prodotti validi da ogni punto di vista e che in tale contesto i produttori italiani troveranno di certo sbocchi molto redditizi per i loro manufatti la cui qualità e contenuto estetico sono universalmente riconosciuti. Lo stesso discorso è possibile per altre categorie: cofani, arredi e quant’altro, con qualche riserva per le autovetture per le quali il mercato brasiliano è quasi inaccessibile a causa di barriere doganali drastiche. Ma rimangono tutti le altre nazioni… Tutto questo per dire che la possibilità reale di business in quelle lontane contrade esiste, eccome! Si tratta di individuare partner affidabili con cui iniziare a battere quei mercati. Quale occasione migliore di un evento che va proprio in tale direzione? Consapevole di tale stato di cose, Tanexpo ha perciò deciso di aiutare efficacemente i produttori creando Miami Funer (14-17 marzo 2017), una manifestazione fieristica che consentirà loro di entrare
avere i giorni contati in un Paese dove non c’è più nulla, manco i medicinali essenziali), il pittoresco (per i suoi maglioni policromi e le sue idee sulla cocaina) Evo Morales in Bolivia, Rafael Correa in Ecuador senza citare, ovviamente la dinastia dei Castro, Fidel e Raul, a Cuba. Accanto a tali Paesi, che attendono di “ripartire”, altri sono al meglio: il Cile, il Perù, l’Uruguay, Panama, il Costa Rica e la Colombia, tra O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
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in contatto con i potenziali clienti di quel subcontinente nelle migliori condizioni. Dopo aver vagliato alcune possibili soluzioni e aver consultato i nostri interlocutori americani, si è deciso di organizzare l’evento in Florida. Varie sono le ragioni che hanno presieduto a tale scelta. L’attrattività del sito non è da scoprire ed è evidente che tutti sono ben contenti di raggiungere quella località dove, dopo il lavoro in fiera, vi è la possibilità di concedersi qualche giorno di riposo in una località bella e dal clima gradevole. Però quello che più ci interessa, in veste di organizzatori, è la facilità di raggiungere la città da ogni parte del mondo a prezzi (qualche centinaio di euro) più che interessanti. L’aeroporto internazionale vede un traffico intensissimo da tutto il pianeta, diversamente da quanto succede nella varie città sud americane che spesso costringono a faticosi viaggi a costi decisamente più elevati rispetto a quelli per raggiungere gli Stati Uniti. Molto importanti anche le modalità di “avvicinamento” e cioè di tutta la logistica. I trasporti, navali ed aerei, sono frequentissimi ed a prezzi estremamente ragionevoli anche per chi non intende utilizzare il servizio che verrà messo a disposizione dall’organizzazione. Non solo, ma l’importazione temporanea dei prodotti da esporre non sottometterà i partecipanti alle lungaggini doganali, spesso anche costose e sempre con il rischio che la merce arrivi in ritardo, come purtroppo spesso succede in altri Paesi (in particolare Brasile ed Argentina dove abbiamo avuto personalmente esperienze, diciamo così, indimenticabili!). Infine occorre mettere in evidenza che Miami è una città 24
frequentatissima dagli americani “latini” non solo perché vi si parla lo spagnolo (ormai più dell’inglese) ma anche perché molti impresari dispongono colà di beni personali. In definitiva esistono tutte le condizioni perché l’evento si traduca in un grandissimo successo grazie anche alle sinergie createsi con Memorial International di Pablo Cevallos, una società con sede a Miami e presente con uffici propri in quasi tutte le grandi città del continente, con la quale è stato creato un partenariato che li vede in prima linea nell’organizzazione dell’aspetto “convention” (conferenze di aggiornamento e workshop pratici) inscindibile, da quelle parti, a quello prettamente espositivo di cui si occuperà Tanexpo con un’esperienza consolidata ed apprezzata da tutti. Non appena si è diffusa la notizia di Miami Funer molti potenzia-
li espositori e visitatori, prevenienti da diversi continenti, ci hanno immediatamente contattato per comunicarci la loro volontà di essere presenti. In tal modo l’idea iniziale di un approccio ai mercati centro e sud americani si sta trasformano in un evento mondiale cui parteciperanno aziende produttrici o di pompe funebri provenienti da ogni dove ed in particolare, oltre che dall’Europa, dal Nord America (alcuni “pezzi grossi” sono già in preallerta) e dall’Asia. Tutte le condizioni sono quindi riunite perché Miami Funer sia un successo senza precedenti nell’ambito delle fiere del settore e siamo sicuri che il lavoro che stiamo portando avanti con entusiasmo produrrà frutti importanti e duraturi per tutti. x
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e me souviens” (mi ricordo) è il motto del Québec. Scritto in blu su fondo bianco orna, assieme al giglio bianco in campo blu dei reali di Francia che ritroviamo anche nella bandiera del Québec, tutte le targhe automobilistiche di quella provincia canadese, la più estesa delle dieci, a cui si aggiungono tre territori. Il significato, sebbene incerto, troverebbe la sua ragion d’essere nelle decorazioni che l’architetto Eugène-Etienne Taché concepì nel realizzare il palazzo legislativo della città di Québec ancor oggi capitale della provincia francofona. Tali ornamenti della facciata riassumono la storia di quelle regioni, dagli Amerindi agli esploratori, missionari, militari ed amministratori reali francesi per finire con le figure più importanti del regime inglese come Wolfe, Dorchester ed Egin. La scritta, situata sopra la porta principale, vuole verosimilmente sottolineare il ricordo del proprio passato di cui ogni quebecchese (proprio così pur se bruttino anche per la consonanza con i becchi!) va fiero. Ci siamo recati a Montréal per partecipare, come Miami Funer, all’Expo della FSAC (Funeral Service Association of Canada) ma soprattutto per incontrare tutti i più importanti attori del mercato 28
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funerario dell’America Latina colà riuniti, in concomitanza con l’evento canadese, per l’Assemblea della FIAT-IFTA che quest’anno assumeva un rilievo tutto particolare trattandosi del passaggio del testimone dal presidente uscente, il canadese Marc Poirier, a quella entrante, la boliviana Teresa Saavedra Andrade. Una cerimonia toccante ha suggellato la trasmissione delle consegne. L’amica Teresa, prima donna ad assumere tale prestigioso incarico, continuerà, ne siamo certi, a portare avanti, arricchendolo con la sua solida esperienza imprenditoriale ed il suo entusiasmo, il lavoro dei suoi predecessori e siamo convinti di non essere lontani dal vero prevedendo un biennio ricco di novità e di iniziative volte a modificare sostanzialmente i contenuti “ideologici” e pratici dell’associazione. Ne riparleremo, certamente bene, fra due anni quando nella sua Bolivia trasmetterà a sua volta i segni distintivi della presidenza al suo successore, il giapponese Akinori Matsui, attuale primo vice presidente, che a sua volta li consegnerà nel 2020 in Giappone all’amico polacco Marek Cichewicz. L’obiettivo principale, come precedentemente segnalato, è stato quello di assicurare la promozione di Miami Funer presso gli opinion leaders dei vari Paesi di quel vastissimo subcontinente, che va dal Messico alla Patagonia, e di raccogliere adesioni per l’evento che come ormai tutti sanno, si terrà in Florida dal 14 al 17 Marzo del 2017. Possiamo affermare, senza che ci si accusi di immodestia, che tale obiettivo non solo è stato raggiunto, ma la risposta è andata oltre le nostre più ottimistiche aspettative. Infatti, non appena i visitatori scorgevano da lontano il bel supporto che ornava lo stand di Miami Funer ci raggiungevano garantendoci non solo la loro presenza ma anche la volontà di organizzare gruppi di visitatori reclutati nelle loro zone d’influenza. Tra i tanti menzioneremo, a titolo di esempio, l’imprenditrice di successo di Fortaleza (Brasile), Iracema Nobre (presenza assidua, tra l’altro, a Tanexpo) che ci ha assicurato di poter facilmente convogliare a Miami, occupandosene personalmente, una sessantina di impresari del suo Stato, il Cearà, che conta solo otto dei più dei duecento milioni di abitanti dell’immenso Paese sudamericano. Se tanto mi da tanto... Non scordiamoci che Miami Funer si rivolge ad un bacino di più di 600 milioni di abitanti con un potere d’acquisto crescente tanto più che i vari regimi oscurantisti, improntati ad O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
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un’ideologia marxista in salsa sud americana, stanno rendendo l’anima permettendo ad un’economia di mercato di svilupparsi liberamente. L’attesa è quindi importante e crescente, alimentata anche dall’interesse suscitato dalla presentazione ufficiale dell’evento a Bologna lo scorso aprile, in occasione di Tanexpo. Le premesse quindi, tanto per restare in tema di spagnolo (senza tuttavia dimenticare il Brasile lusofono), di un “exito rotundo” (un successo totale) ci son tutte: l’organizzazione in cui il know-how indiscutibile ed indiscusso di Tanexpo in tema di fiere si accompagna a quello di Memorial International per quanto attiene la Convention, ossia la sezione convegnistica; i visitatori che si annunciano numerosissimi provenienti da tutta l’America Latina e, elemento imprescindibile, la presenza delle aziende produttrici. Sarebbe giudizioso, per chi intende partecipare da espositore, rivolgersi in tempi brevi all’organizzazione, anche perché i primi iscritti potranno scegliere le posizioni migliori.
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Pare importante sottolineare il fatto che la nostra presenza a Montréal ci ha permesso non solo di rinsaldare i nostri rapporti con la NFDA (il cui evento espositivo si terrà quest’anno a Filadelfia dove Miami Funer avrà il suo stand) ma anche di reclutare nuovi espositori, canadesi in questo caso, non solo interessati a reperire nuovi mercati ma anche a riscaldarsi le ossa, visto che spesso nel Paese della maple leaf (la foglia di acero, simbolo del Canada, la pianta da cui si estrae il famoso sciroppo per i pancakes) il mese di marzo può essere ancora molto freddo. Perché dunque non unire l’utile al dilettevole? Scherzi a parte senza che, ovviamente, il clima possa influenzare gli affari, rimane il fatto che la scelta del sito è stata estremamente azzeccata, oltre che per il clima gradevole, anche per il fatto che Miami è facilmente raggiungibile, a costi ragionevoli soprattutto per chi non attende l’ultimo minuto, da ogni parte del mondo e che le procedure per l’importazione temporanea sono estremamente semplici. Se aggiungiamo a ciò la messa a disposizione degli espositori di un servizio logistico efficiente che si occuperà di tutte le noiose pratiche di spedizione fino alla consegna diretta della merce sullo stand, abbiamo un quadro completo di una situazione che semplificherà in modo spettacolare i carichi di lavoro del produttore che dovrà unicamente impacchettare i suoi prodotti all’origine e disfare i pacchi al ritorno. Sempre ammesso che essi ritornino, non essendo per nulla escluso che vengano venduti in
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fiera con la piena collaborazione, per le pratiche doganali di regolarizzazione della merce, del referente locale. In tale contesto tanto favorevole riesce difficile immaginare che le imprese con l’ambizione di sviluppare l’export (che consideriamo indispensabile e vitale per assicurare il futuro aziendale) non aderiscano con entusiasmo all’occasione unica rappresentata da Miami Funer. Per quanto riguarda invece l’esposizione canadese ricorderemo (“nous nous souviendrons”! in effetti) un’organizzazione alquanto
no state prese, a suo tempo, da una persona che non fa più parte dell’organizzazione e gli impegni assunti erano manifestamente vincolanti. Le cose dovrebbero migliorare l’anno prossimo quando l’appuntamento, che è annuale, avrà luogo nella PEI, la Prince Edward Island, l’Isola del Principe Edoardo, la provincia canadese situata al nord est del Paese, a sud di Terranova, di fronte al confine tra Nuova Scozia e Québec, caratterizzata dalle tipiche rocce e terre rosse con boschi di abeti rossi che
approssimativa (mezz’ora prima dell’apertura il banco di registrazione era vuoto!) e la scelta di un sito gigantesco, labirintico e poco accattivante - si tratta di un eufemismo - alquanto tetro e simile ad una certa architettura sovietica di mezzo secolo fa. Le organizzatrici condividevano pienamente le nostre riserve ma le decisioni era-
si ergono dietro alle dune e alle scogliere. L’interesse turistico è assicurato per il resto...si vedrà. Al disagio della location si è aggiunto qualche altro fattore negativo che ha suscitato un certo stupore tra i partecipanti. In particolare il fatto che il prezzo della cena finale, piuttosto salatino, non comprendesse l’aperitivo con
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il risultato che chi desiderava prepararsi adeguatamente prima di accomodarsi a tavola ha dovuto sobbarcarsi lunghe file alle casse dei tavoli dove venivano serviti i drinks, a costi non esattamente modici. “Business is business”, ed i canadesi del Québec pur parlando francese sono sempre dei nord americani nel loro modo di pensare ed agire, ma una così non l’avevamo ancora vista. C’è sempre tempo per imparare anche se crediamo che i sontuosi, signorili e gratuiti (!) benefit di Tanexpo continueranno ad essere ricordati per un bel po’ trovando anzi lodevolissimi emuli in altri eventi: Devota in Austria, Funermostra in Spagna, Necroexpo in Polonia, Necropolis-Tanexpo World Russia a Mosca, Uitvaartbeurs in Olanda ... La vecchia Europa presenta ancora qualche charme ed un certo savoir vivre! Tra gli espositori qualche euro p eo , co me l e o l an de s i Facultatieve Technologies ed Orthometals assieme ai francesi di Simplifia. Dagli USA i due giganti: Batesville e Dodge.Tra i canadesi non poteva mancare Victoriaville, l’azienda produttrice di cofani che presentava una macabra lista di personaggi eccellenti che avevano avuto l’onore e la fortuna di essere deposti in bare di quell’azienda. Primi ministri, ministri e altri importanti personaggi tra i più recenti René Angélil (74 anni), il defunto marito siro-libano-canadese agente e pigmalione della famosissima e ricchissima cantante Céline Dion (48 anni), passato a miglior vita a causa di un cancro lo scorso 14 Gennaio. Molte polemiche si sono innescate in seguito di quel funerale in quanto il governo del Québec ha offerto prontamente O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
dei funerali di stato alla famiglia del defunto. Tutto è stato “illico”, preso in mano dalla società di produzione della coppia – la Production Feeling - che ha trovato modo di spendere la bagatella di 450.000 euro (700.000 dollari canadesi) per il servizio funebre. La nota dei costi è stata quindi trasmessa al Ministero competente, quello delle relazioni internazionali del Québec, che l’ha accolta con un certo stupore (e chi non sarebbe rimasto di stucco?) visto che la somma abitualmente consacrata a tali casi (soprattutto campioni di hockey su ghiaccio, lo sport nazionale, e personaggi eminenti della cultura cui probabilmente Angélil era stato assimilato) varia tra i 45.000 ed i 75.000 dollari. Per chiudere il caso il Ministero delle relazioni internazionali ha deciso di partecipare alle esequie con una cifra di 49.770,76 dollari lasciando i rimanenti 650.000 e spiccioli alla famiglia in gramaglie che non ha fatto, come del resto la società di produzione, alcun commento. Il tentativo di far piovere sul bagnato è andato quindi a vuoto. Ma la cosa più strana è che il modello di cofano impiegato era esposto sullo stand di Victoriaville e che il prezzo che ci è stato comunicato dal responsabile dello stand - dirimpettaio di quello di Miami Funer, col quale avevamo stabilito rapporti di grande simpatia - era inferiore ai 1.000 dollari e cioè a più o meno 750 euro; anche ammettendo ricarichi sovrumani non si riesce proprio a capire come si sia potuti arrivare ad un tale importo! Per il resto, sta diventando una pedanteria, ancora una volta dobbiamo mettere in evidenza il progredire inesorabile della cremazione. Ed ancora una volta le cose più interessanti si sono osservate nel settore delle urne O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
dove giovani creatori, provenienti da realtà diverse ma che hanno fiutato delle opportunità reali nel funerario, si sono sbizzarriti creando dei prodotti originali e di sicuro interesse. Pensiamo soprattutto ai lavori lignei de L’Eclisse di Bernard Royer, a quelli in vetro ed in bronzo di Welmo ed alla produzione classica di Joyal&Allard. Tutti saranno certamente con noi a Miami Funer nel 2017! Lasciamo quindi il Canada ed il clima francamente estivo di Montréal (mentre Parigi era semi inondata), dove abbiamo incontrato con gran piacere
Crematori e Cimiteri Privati del Brasile) tutti pronti a raggiungerci a Miami, Mike Grehan, l’imprenditore australiano basato ad Hong Kong il cui obiettivo è molto semplicemente quello di diventare il numero uno dei cofani nel mondo, Barbara Kemmis della CANA (Associazione Crematistica del Nord America) che sarà presente attivamente in Florida, ed ancora Junietta Macauley giunta con i suoi ammiratissimi abiti tradizionali dalla Sierra Leone dove finalmente sembra che il virus dell’ebola si sia esaurito, senza dimenticare Idermaa Garavsuren presiden-
Alessandro Bosi, il Segretario generale della Feniof, assieme a Leonardo Pericciuoli, con cui abbiamo trascorso qualche simpatico momento di franca e cameratesca complicità. Così come abbiamo rivisto con gioia oltre ai moltissimi amici argentini, colombiani e brasiliani (con in testa Gisela Dardengo Adissi vice-presidente di SINCEP – Sindacato dei
tessa della federazione mongola di pompe funebri anch’essa ammirata per la sua tenuta tipica in occasione della cena finale. È stato un piacere fare poi la conoscenza di Jisheng Wang, Direttore Esecutivo e Presidente del colosso cinese Fu Shu Yuan di Shangai che dovrebbe raggiungere nel 2017 il fatturato di ben 16,4 miliardi (sì miliardi! ossia billions!) di dollari. Ed anco-
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ra dall’Asia, oltre alla folta delegazione giapponese, abbiamo rivisto Wilson Tong della Vertical Expo di Hong Kong che organizzerà Asia Funeral Expo dal 9 all’11 Maggio 2017 a Macao e, “last but not least” (ultimo ma non meno importante), l’adorabile Ziquian Ang, compagno di tante serate ad Indianapolis ed a Bologna, titolare giovanissimo e dinamico oltreché di una simpatia contagiosa, di un’azienda di primissimo piano, accompagnato dal suo braccio destro, la cara Debbie Andres che ha lasciato la fredda Milwaukee a nord di Chicago per trasferirsi a Singapore presso la Flying Home, l’azienda di famiglia di Ang. Saranno evidentemente con noi l’anno prossimo e chissà che non ci riservino delle graditissime sorprese… ma non anticipiamo nulla! Fugacemente, perché impegnatissimo, abbiamo salutato anche Peter Biemans, della Funeral Products, oltremodo interessato alla partecipazione a Miami Funer. Montréal in definitiva è stato un successo nonostante l’esposizione in tono minore. Le gentili organizzatrici hanno fatto del loro meglio per ovviare alle incongruità dei predecessori. Le ricordiamo con profonda riconoscenza: Roberta Rainville, Rachel Cleland, e Christiane. Sarà molto meglio a PEI, ne siamo certi! Di Montréal ci rimane il ricordo di una città che, anche se non di una bellezza straordinaria pur trovandosi in una provincia affascinante, è, con i suoi quattro milioni e mezzo di abitanti la seconda del Paese dopo Toronto. Essa fa parte, è bene precisarlo, delle prime venti città al mondo per importanza economica (per informazione Parigi è ventiquattresima e Milano si piazza al numero cinquanta, tanto per dare un’idea!). Un altro tratto distintivo della città è dato dall’altissimo 34
numero di residenti italiani (varie decine di migliaia), anche giovani, con una predominanza di molisani ed abruzzesi, seguiti dai calabresi. Se ne incontrano quotidianamente in tutte le attività. Il titolare dell’albergo che ci ospitava era, ad esempio, di Sperlonga.
la risposta a chi osa sorridere del loro idioma è molto netta e viene scoccata come una freccia: a loro giudizio chi ha deformato la bella lingua francese sono i francesi d’Europa, mentre da secoli da quelle parti si continua a praticare il “vero” idioma di Jacques Cartier
Lo strano francese del Québec ci accompagnerà a lungo. A parte l’accento, presenta alcune espressioni assolutamente deliziose ed inusitate, in certi case buffe per le orecchie “esagonali”, cioè per i Francesi (così come lo stivale rappresenta l’Italia, l’esagono definisce la Francia; basta dare un’occhiata alla carta geografica!). Comunque sia, bisogna fare attenzione a non urtare la suscettibilità dei quebecchesi perché
e dei suoi compagni (quasi tutti del nord della Francia) rimanendo quasi intatto fino al XXI secolo. A lui ed a quelli che lo seguirono si riferiscono oggi i fautori dell’indipendenza quebecchese, delusi dal referendum del 1995 che non passò per un solo punto percentuale di scarto. Oggi un altro movimento indipendentista sta nascendo con l’obiettivo di indire una nuova consultazione popolare nel 2020. Qui vivra verra! x
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QUANDO GLI ANIMALI DI DANIELE FOGLI
MUOIONO DACOMPAGNIA REGOLE PER IL TRASPORTO, IL SOTTERRAMENTO O L’INCENERIMENTO DI SPOGLIE DI ANIMALI DOMESTICI
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econdo alcune recenti statistiche nel nostro Paese gli animali d’affezione hanno eguagliato il numero degli abitanti attestandosi attorno ai 60 milioni. Fino a qualche decennio fa il rapporto con l’animale (cane, gatto o altro) non era come oggi. Ora l’animale da compagnia è sostanzialmente divenuto una propaggine familiare: ci segue al bar, in trattoria, a passeggio. E anche quando muore è come venisse a mancare un membro della famiglia. Nella maggior parte dei casi la durata della vita media è limitata a circa tredici anni per il cane e a quindici per il gatto (anche se in lento aumento) e alla loro morte ci troviamo di fronte ad un vero e proprio lutto. Nascono quindi nuovi bisogni. Solo pochi decenni fa ben pochi si prendevano cura della carcassa di un animale: nella maggior parte dei casi veniva sotterrato nel luogo di decesso o abbandonato (sulla strada, sui campi ecc.) e la sua raccolta e il suo smaltimento erano considerati un evento per così dire industriale (incenerimento cumulativo, previa raccolta di un servizio apposito). Le richieste e le possibilità di sepoltura in cimitero per animali erano veramente scarse, se non eccezionali. In questi pochi anni tutto è cambiato: stanno nascendo e si stanno sempre più affermando servizi dedicati al trasporto, alla cremazione o alla sepoltura di animali d’affezione che costituiscono una interfaccia professionale tra il semplice cittadino, a disagio di fronte al lutto per la perdita del proprio animale, la struttura veterinaria (sia questa l’ASL o la rete ambulatoriale veterinaria privata) e chi provvede alla sepoltura.
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Gli animali
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asce così un nuovo mercato funebre: quello per spoglie animali, meno ricco di quello per spoglie umane, ma che può essere un naturale complemento per l’impresario funebre che decida di ampliare le proprie conoscenze e competenze. Per questo motivo è opportuno conoscere ed osservare le regole in materia come da specifiche indicazioni del Ministero della Salute (nota PG 12956 del 03/04/2013): La possibilità di sotterramento di spoglie di animali da compagnia è consentita solo ai privati cittadini e non agli operatori commerciali (negozianti, allevatori) e ai gestori di strutture di ricovero per animali (canili, gattili, rifugi) che devono seguire altre regole.
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morti di piccole dimensioni (pesci, piccoli uccelli, rettili, roditori...), se appartenenti a privati cittadini e in assenza di situazioni epidemiologiche particolari, possono essere sotterrati anche in terreni privati, con l’unica avvertenza di scavare un buco di una certa profondità per evitare che animali carnivori o onnivori possano accedervi. Ovviamente possono essere sotterrati anche in cimitero per animali. Gli altri animali da compagnia (inclusi i cani e i gatti) appartenenti a privati cittadini, sono classificati come materiali di categoria 1 dal Regolamento CE 1069/2009: A il trattamento ordinario è l’avvio a stabilimento autorizzato per il trattamento di cui alle lettere da a) ad f) dell’art. 12, tra cui compare anche l’incenerimento cumulativo come rifiuto. B È possibile, in base alla deroga contenuta nell’art. 19: ØØ il sotterramento in ambito privato (ad es. il giardino di casa) ØØ l’incenerimento o il sotterramento in loco o attraverso altri mezzi, sotto controlli ufficiali al fine di prevenire la trasmissione di rischi per la salute pubblica e degli animali, in zone isolate. Cioè la sepoltura in cimitero per animali o l’incenerimento in cosiddetti “crematori per animali”.
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È opportuno chiarire che l’incenerimento può avvenire in tre distinti modi: ØØ Cumulativo ed indistinto: le ceneri dell’animale si mischiano con quelle di altri animali e quindi si tratta di scelta, in genere, di coloro che intendono disinteressarsi delle spoglie mortali; ØØ Singolo: con l’introduzione di un animale alla volta nel forno e con consegna delle ceneri ben identificate; ØØ Cumulativo distinto: con l’introduzione nel forno di più animali in scomparti di refrattario distinti, in maniera che sia possibile la raccolta individuale delle ceneri. Circa le tipologie di sepoltura in cimitero e la relativa durata non vi sono statistiche ufficiali, ma prevalentemente mi risultano permanenze di sepoltura variabili da 5 a 10 anni. La forma di sepoltura più utilizzata è quella in terra (in contenitore biodegradabile, sia di legno o altro materiale); prendono piede anche sepolture di urne cinerarie in cimitero. Normalmente, essendo le ceneri di un animale una res (cioè una cosa) trattenuta dall’avente titolo e di sua proprietà, egli può farne quello che vuole, visto che non ci sono controindicazioni sanitarie. Quindi può anche tenerne una parte e buttare il resto, trasformarle, mantenerle in casa, in giardino o dove vuole, senza alcuna necessità di autorizzazione, contrariamente
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alle ceneri umane che in Italia sono tutelate addirittura penalmente dall’art. 411 del codice penale. In realtà sono sempre più frequenti leggi e regolamenti regionali, ma anche comunali, che intervengono in materia e quindi non si esclude che possano essere autorizzate pure sepolture a sistema di tumulazione come per gli umani di spoglie mortali di animali da compagnia. Per quanto concerne il trasporto delle spoglie animali, qualora ad effettuarlo sia il proprietario stesso, non viene richiesta alcuna particolare documentazione, salvo i casi di trasporto verso i cimiteri di animali dove si farà riferimento alla certificazione richiesta dal regolamento del cimitero stesso. In genere occorre: ØØ Autorizzazione del Sindaco al sotterramento; ØØ Certificato veterinario che attesti le cause della morte dell’animale e che escluda la presenza di patologie che ne impediscano il sotterramento; ØØ Copia denuncia di decesso dell’animale agli uffici competenti comunali. Se il trasporto delle spoglie avviene tramite un Operatore commerciale, questo si configura come una vera e propria attività che ricade negli ambiti di applicazione del Regolamento (CE) 1069/2009 e che richiede la preventiva “registrazione” ai sensi dell’art. 23 del Regolamento stesso. Qualora il trasporto venga effettuato da un’impresa che è già “riconosciuta” o “registrata” ai sensi del me-
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desimo Regolamento (es. impianto incenerimento, impianto magazzinaggio sottoprodotti di o. a.), non è necessario richiedere ulteriore registrazione. I veicoli o i contenitori delle imprese di trasporto spoglie animali, devono essere opportunamente identificati con targhe inamovibili, riportanti le diciture previste dalle linee guida applicative dei Regolamenti comunitari 1069/2009 e 142/2011, in particolare devono recare un numero che viene assegnato dal Servizio Veterinario dell’ASL competente per la sede operativa della Ditta. Durante il trasporto, come per tutti i sottoprodotti di origine animale, le spoglie devono essere accompagnate da un D.D.T. previsto dal formulario sanitario descritto nelle linee guida citate. Sul veicolo deve essere presente ed esibito, a richiesta degli organi di controllo, il documento di comunicazione al Servizio Veterinario dell’ASL recante la descrizione del veicolo o del contenitore e riportante il numero assegnato. Ogni ditta di trasporto deve dotarsi di uno specifico Registro di carico e scarico su supporto informatico o cartaceo. Tutti gli Operatori commerciali che svolgono attività ricadenti negli ambiti di applicazione del Regolamento (CE) 1069/2009, quando non specificamente derogati, figurano in elenchi nazionali con il relativo numero di riconoscimento o di registrazione (approval number) assegnato alla conclusione dell’iter amministrativo. x
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n recente e ben sopraggiunto concorso di circostanze ci ha condotti qualche tempo fa in Germania per visitare, assieme a Filip Moroder Doss (il famoso artista gardenese che ha riscosso un importante successo a Tanexpo 2016 con alcune opere, urne cinerarie in questo caso, di grande rilievo create appositamente per il settore funerario), la Strassacker, a giusto titolo considerata vero e proprio leader, a livello mondiale, della
UNA GIORNATA IN STRASSACKER IL VIAGGIATORE
fonderia artistica. Basata a Süssen, in Svevia e non distante da Stoccarda, Strassacker da molti anni ormai arricchisce con le sue incomparabili creazioni Tanexpo, la fiera bolognese che come tutti sanno rappresenta il top degli eventi nel mondo dell’industria funeraria. Il minimo comun denominatore di Tanexpo 2016 è stato il “bello”, quel bello che allieta gli animi nobili e ridà fiducia nel valore dell’uomo vero, del creatore, di colui per il quale è gran cosa il “creare” per fondere con la sua opera le forze e gli slanci solidali del cuore, dell’intelletto e della mano. Si tratta precisamente di quanto succede in Strassacker dove l’intuizione creatrice dell’artista viene filtrata ed elaborata dall’intelletto perché infine la mano esperta e paziente possa dare forma definitiva a qualcosa che non esisteva e che, creazione pura, ora “esiste”: “è”. All’artista succede l’artigiano con lettere di nobiltà altrettanto ammirevoli.
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erita qui spendere qualche parola su come funziona Strassacker e sui fattori che, riuniti, sono all’origine del clamoroso successo dell’azienda sveva. Si tratta innanzitutto di una realtà “tedesca” con tutto quello che tale definizione comporta: ordine, pulizia impeccabile, organizzazione delle attività curate nei minimi dettagli etc. Quello che tuttavia più ci ha colpito è lo spirito di corpo che anima i più di cinquecento dipendenti che ne fanno parte (di cui una cinquantina nella filiale francese situata a Heimsbrunn in Alsazia). Tutti costoro sono palesemente orgogliosi di appartenere ad un’impresa in cui i rapporti sono ancora, senza peraltro sconfinare nel lassismo o nel paternalismo, umani e dove i collaboratori, a qualsivoglia livello essi si trovino e contrariamente a quanto succede in molte aziende (che ritengono, velleitariamente, d’essere “moderne”), non sono un semplice numero. La prova sta nel fatto che il turn-over (indicatore che descrive il ritmo di rinnovo degli effettivi in una organizzazione) è bassissimo. Non solo, ma ci è stato anche detto che molto spesso le nuove maestranze, che necessariamente sostituiscono chi parte (soprattutto quelli che vanno in pensione), sono spesso figli, parenti o conoscenti di persone che già operano nell’azienda. Essi si inseriscono, attraverso tale forma di “cooptazione”, nella real-
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tà quotidiana grazie al “duales system” quel sistema, prettamente tedesco e di assodato successo, di formazione in alternanza che durante tre anni vede i giovani apprendisti fare la spola tra impresa (dove vengono significativamente retribuiti) e scuola acquisendo così quelle competenze che la sola scuola non può dare, così come un’attività unicamente operativa non potrà svilupparsi al meglio senza l’indispensabile supporto teorico che solo l’insegnamento tradizionale in aula può fornire. Il tutto in un clima di relazioni intraziendali caratterizzate da un’alta qualità della comunicazione interna e dalla costruttiva collaborazione tra direzione e rappresentanza della forza lavoro. Nella Germania odierna infatti la concertazione regna sovrana: ciò spiega, anche se solo parzialmente, la stabilità ed il potere economico del Paese e la sua leadership, incontestabile ed incontestata, in Europa. In Strassacker ciascuno viene messo in condizione di esprimere al massimo le sue potenzialità con vantaggio personale e, più in generale, dell’intera azienda. Quest’ultima è anche disponibile a trasferimenti interni per coloro che, per una ragione o per un’altra, dovessero incontrare problemi sul posto di lavoro già occupato. Non solo ma, in un contesto di “cooperazione totale” e di encomiabile mecenatismo, artisti provenienti dal mondo intero che fanno realizzare i loro bronzi dall’azienda tedesca vengono alloggiati gratuitamente, in trattamento di pensione completa e con i familiari che lo desiderano, per tutto il tempo necessario alla loro attività. La “foresteria” è situata in una
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palazzina storica fornita delle suggestive suppellettili d’epoca, posta all’ingresso del complesso. È una delle prime costruzioni, risalente al momento della nascita della Strassacker nel 1919 quando Ernst Strassacker, nato nel 1872 e ritrovatosi disoccupato dopo i disastri causati dalla prima guerra mondiale, decise di mettere a profitto la sua esperienza di cesellatore creando un’azienda produttrice di lettere e di monumenti funerari la “Kunstgewerbliche Werkstatten und Bronzegiesserei” a Süssen la città dove risiedeva. Oggi l’azienda è giunta alla quarta generazione con Edith Strassacker che la dirige dal 2001. Le maestranze provengono quasi esclusivamente dalla cittadina e dagli immediati dintorni il che si traduce in un benessere certo (ed ovviamente in una migliore produttività) dei lavoratori soprattutto se lo si confronta alla vitaccia di coloro che nelle grandi città devono sobbarcarsi tragitti pesantissimi e stressanti che nuocciono ineluttabilmente alle loro prestazioni professionali. Vi è, in seno all’azienda tedesca, una buona rappresentanza di lavoratori italiani soprattutto per le attività che richiedono interventi delicati o difficili. Una grossa percentuale di cesellatori, che ricevono i pezzi dai fonditori, è in effetti originaria della Penisola senza parlare poi del capo dei patinatori, Antonio Silvestri, un calabrese che tra bagni, pennellate di liquidi misteriosi e cannello ossiacetilenico riesce a creare delle patine assolutamente straordinarie: lavora in Strassacker da quarant’anni e, ormai non lontano dalla pensione, viene sollecitato a rimanere non fosse che in regime di part-time con la speranza non celata che riesca a trasmettere il suo know-how, frutto di lunghi anni di ricerche e di un empirismo vissuto nel quotidiano, ai successori. Il tutto si deve ad un top management di grande qualità e cortesia. Lo abbiamo sperimentato personalmente a livello del Direttore Generale Günter Czasny, del Direttore Vendite Ralph Kobza e del responsabile per l’Italia Alexander Sachs. 46
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Essi ci hanno accolto con grandissima disponibilità, sacrificando molte e preziose ore del proprio lavoro, e facendo sfoggio di un’eleganza che non avevamo conosciuto in alcuni dei loro connazionali in occasione dell’ultima BEFA a Düsseldorf. Ma che fare? Da sempre ed in ogni paese esistono i belli ed i brutti, i grassi ed i magri, i colti e gli incolti, gli intelligenti e gli stupidi, le persone educate ed i cafoni….. Abbiamo potuto così percorrere accuratamente i vari dipartimenti produttivi per proseguire con una passeggiata nel parco (ornato oltre che di essenze arboree rare, di sculture dell’azienda) in procinto di essere esteso, concludendo con una visita trionfale nella “galleria” dove sono esposte (ed in vendita in certi casi) i lavori dei vari artisti (tra cui Filip Moroder Doss) che in totale autonomia creativa fanno realizzare le loro opere in Strassacker. Sarebbe difficile menzionarli tutti. Ci basti tuttavia citare un solo nome per dare un’idea della loro importanza: il grande Ernst Fuchs deceduto a ottantacinque anni il 9 Novembre scorso e nelle cui opere sono identificabili tutte le tendenze che hanno caratterizzato le principali correnti artistiche del ‘900. Come già accennato l’azienda di Süssen non si dedica unicamente al settore funerario ma nel corso degli anni ha esteso le sue attività anche al settore civile. Prova ne sono le diverse opere (statue, fontane, elementi ornamentali etc.) che le vengono commissionate sia da enti pubblici che dai privati. L’esempio più spettacolare e recentissimo di tale attività sta nel “Pegasus”, nome latino del cavallo alato divino, figlio di Poseidone e della Medusa, una delle creature fantastiche più celebri della mitologia greca. Sarebbe lungo soffermarsi su tutti i significati mitici, simbolici ed esoterici ad esso legati. Personificazione dell’acqua, mito solare, cavalcatura sciamanica o alchemica il suo legame con l’immaginazione umana è stato largamente messo in valore dagli psicanalisti epigoni di Carl Gustav Jung. O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
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Strassacker ha appena creato la più grande scultura equestre di bronzo esistente sulla terra. Situata nel Gulfstream Park a Hallandale Beach (Miami) è stata commissionata dal gruppo Stronach, casa madre del Gulfstream Park. Frank Stronach (nato nel 1932 a Kleinsemmering bei Weiz nella vicina Stiria) è un uomo d’affari austro canadese, diciannovesima fortuna dello Stato della maple leaf (la foglia d’acero, simbolo del Canada, raffigurata sulla bandiera nazionale). Fondatore di Magna International, uno dei primi dieci fornitori mondiali di componenti per l’industria automobilistica, ha diversificato le sue attività essendo, tra l’altro, proprietario di Stronach Group società specializzata nelle corse di cavalli. Egli ha voluto quindi ornare il suo ippodromo, con annesso centro di divertimenti, con la statua “Pegaso ed il Dragone” il cui peso totale ammonta a 650 tonnellate di cui 250 di solo bronzo mentre la struttura interna in acciaio è di 400 tonnelate. 1250 elementi bronzei, debitamente uniti, compongono la scultura mentre gli elementi in acciaio sono 4750 uniti da 18.000 viti. Sono cifre da capogiro che da sole danno la dimensione dell’unicità dell’artefatto. Una parte del lavoro è stata eseguita fuori della Germania, sotto il 48
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controllo costante della Strassacker, visto che la realizzazione di tale pezzo da Guinness dei Primati avrebbe bloccato ogni altra produzione a Süssen per due anni! Un altro esempio, avveniristico ed estremamente concreto della filosofia che sottende tutta l’azione della Strassacker è rappresentato dall’importante ricerca sui cimiteri promossa sin dal 2009 con un ingentissimo impegno finanziario ed intellettuale. Il progetto denominato “Die gut Tun” (che molto liberamente potremmo tradurre: “il luogo della serenità” o “il luogo che rasserena l’anima”) riunisce periodicamente un gruppo multidisciplinare di artisti, medici, architetti, psicologi, imprenditori funerari per innovare l’approccio del momento del distacco. Lo scopo è quello di definire, con l’adesione dei “decision makers”, ossia i proprietari dei cimiteri privati o pubblici che siano, le linee di un nuovo cimitero del futuro che da “luogo di morte” si trasformi, quasi per un processo alchemico, in “luogo di vita”. Qualcuno diceva, non a torto, che ogni giorno in cui non s’è appreso qualcosa è un giorno perso. Ebbene, tutto quanto imparato a Süssen in una sola giornata ci consente di avere un considerevole anticipo sulla media. Danke Strassacker! x O LT R E M AG A Z I N E • L U G L I O - AG O S T O 2 0 1 6
A T T U A L I T À
LA CREMAZIONE IN ITALIA DI CARMELO PEZZINO
GLI ULTIMI DATI ISTAT CONFERMANO IL TREND POSITIVO
A T T U A L I T À
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li ultimi dati ufficiali diffusi dall’Istat sulle cremazioni effettuate nel nostro Paese sono relativi al 2014 e indicano una percentuale media nazionale di poco inferiore al 20% con un aumento del 6,5% (7.246 unità) rispetto all’anno precedente: i numeri dicono che nel 2014, su un totale di 598.364 decessi, sono state complessivamente effettuate 117.956 cremazioni contro le 110.710 del 2013. Le regioni in cui tale pratica è più diffusa, in termini di rapporto percentuale rispetto al dato nazionale, sono la Lombardia (24,8%), il Piemonte (16,1%) e l’Emilia Romagna (13%). Fra i fattori che hanno favorito questo trend sono certamente la crisi economica, con la scelta di ricorrere alla cremazione perché ritenuta meno costosa rispetto ad altre forme di sepoltura, ed una maggiore diffusione di impianti sul territorio nazionale, oggi stimabili in circa una ottantina. Le regioni che hanno registrato la maggiore crescita percentuale sono state la Puglia (+ 22,1%), la Sardegna (+ 20,9%) e il Piemonte (+ 16%); quelle che hanno visto invece una crescita numerica più evidente sono state il Piemonte (+2.618), la Lombardia (+ 2.119) e l’Emilia Romagna (+ 1.591). La cremazione continua a prevalere soprattutto al nord, che conta su una maggiore presenza di impianti, e al centro. E, come negli anni precedenti, Roma (10.096), Milano (8.879) e Genova (5.580) si riconfermano le aree metropolitane con il maggior numero di incinerazioni effettuate. A seguire Livorno (4.255), Trecate (4.440) e Mantova (4.244). Le regioni italiane dove si crema di più in assoluto sono ovviamente quelle meglio dotate di impianti: la Lombardia (29.286 cremazioni distribuite su 12 impianti), il Piemonte (18.992 su 11 impianti) e l’Emilia Romagna (15.384 su 9 impianti). E nel resto d’Europa? Svizzera (87,45%), Danimarca (80,90%) e Svezia (80,11%) guidano la classifica dei Paesi con maggiore incidenza, mentre l’Inghilterra è regina incontrastata per quanto riguarda il numero di impianti (256), seguita da Francia (172), Germania (158) e Spagna (132), con l’Italia che insidia all’Olanda il quinto posto pur considerando il grande divario esistente fra i due Paesi in termini di popolazione. x 52
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FORME DI SEPOLTURA IN ITALIA (stima 2014) INUMAZIONE (in terra)
198.657
33,20%
TUMULAZIONE (in loculo o in tomba)
281.751
47,09%
CREMAZIONE
117.956
19,71%
598.364
L’INCIDENZA DELLA CREMAZIONE IN ITALIA (dati 2014) VALLE D’AOSTA TRENTINO ALTO ADIGE FRIULI VENEZIA GIULIA
541
0,5%
1.940
1,6%
4.363
3,7%
PIEMONTE
18.992
16,1%
LOMBARDIA
29.286
24,8%
VENETO
13.657
11,6%
LIGURIA
7.091
6,0%
15.384
13,0%
TOSCANA
9.479
8,0%
MARCHE
1.005
0,9%
UMBRIA
772
0,7%
12.098
10,3%
472
0,4%
1.217
1,0%
417
0,4%
1.242
1,1%
EMILIA ROMAGNA
LAZIO CAMPANIA PUGLIA SICILIA SARDEGNA
117.956
L’INCIDENZA DELLA CREMAZIONE IN EUROPA (dati 2014) SVIZZERA
87,45%
DANIMARCA
80,90%
SVEZIA
80,11%
SLOVENIA
74,93%
INGHILTERRA
73,41%
GERMANIA
55,00%
PORTOGALLO
50,61%
FINLANDIA
48,11%
BELGIO
47,08%
FRANCIA
34,54%
ANDORRA
34,18%
SPAGNA
20,50%
ITALIA
19,71%
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Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.
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Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.
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A DAY IN SAN FRANCISCO NATIONAL CEMETERY DI STEFANO MONTAGUTI
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ercorrendo la Lombard Street e dopo un breve tratto della Richardson Avenue, ci si immette nella Highway 101 per raggiungere la mia meta turistica odierna: il mitico Golden Gate Bridge, una volta chiamato “il ponte che non si poteva costruire”, oggi una delle sette meraviglie del mondo moderno. Questa imponente struttura, inaugurata nel 1937 dopo quattro anni di lotta contro un vento inarrestabile, la nebbia, un terreno difficile e insidiose maree, è oggi il simbolo di San Francisco. La giornata straordinariamente serena, priva della “famosa” nebbia permette una splendida veduta del ponte; la mia attenzione è tuttavia attratta anche dal lato sinistro della strada dove colline verdeggianti e un bosco di pini, cipressi californiani ed eucalipti creano una straordinaria scenografia che aggiunge fascino ad uno dei ponti più famosi del mondo. Ho scoperto queste colline proprio grazie alla mancanza di nebbia, cosa insolita per San Francisco: quel giorno non c’era una nuvola, ma sole e caldo (va detto che la nebbia di San Francisco assomiglia ben poco a quella a cui siamo abituati in Europa, essendo molto più spessa e rimanendo molto vicina al suolo impedisce di
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geva base militare nella storia del Paese. Il complesso cimiteriale fu posto sotto il controllo del comando militare generale nel 1884 come primo cimitero nazionale sulla costa occidentale. Gli Americani talvolta sono incredibili: quando il sito è stato smantellato (eccezion fatta per il cimitero), invece di dare tutta l’area in pasto ai costruttori, hanno deciso di farne un parco pubblico (e che parco!) grande come un bel pezzo di città. Come sempre tenuto benissimo, pulito e fruibile. All’interno ci transita anche un autobus, il n. 28, ed è attraversato da numerose piste ciclabili. È talmente vasto che per vederlo può davvero essere utile usare la bicicletta, ma camminarci a piedi è sicuramente altrettanto piacevole. Situato all’estremità settentrionale del Presidio, il cimitero si estende su una superficie di circa 30 acri ed è delimitato da un muro di pietra che scende una collina e fa da cornice alle lapidi bianche allineate con meticolosa geometria. Cancellate in ferro battuto e ghisa sono le porte ornamentali d’ingresso ed alti alberi racchiudono ulteriormente il camposanto. Alcune costruzioni ricordano lo stile spagnolo-messicano che si ritrova in molte architetture californiane. Nel San Francisco National Cemetery non sono sepolti soldati caduti in combattimento: la sua caratteristica è quella di ospitare esclusivamente le fatto completamente la vista del magnifico panorama che si può godere da quelle parti). Potete quindi immaginare quale regalo sia stato poter ammirare l’oceano e il Golden Gate Bridge a 360°, un’esperienza unica e davvero incredibile! Conquistato dalla bellezza del luogo ho voluto, sulla strada del ritorno, fare una tappa per visitare il parco e avere un contatto con una natura straordinaria. Dopo essere entrato nel folto della vegetazione la sorpresa maggiore è stata quella di ritrovarmi di fronte ad un cimitero: il San Francisco National Cemetery, il cimitero militare della città. Quella che si respira qui non è un’atmosfera greve e permeata di tristezza, al contrario, ho avvertito una grande sensazione di pace e di quiete grazie anche all’incantevole vista dell’oceano che da qui è mozzafiato, sembra quasi di essere in un film! La superficie su cui sorge il cimitero – denominata “Presidio” - era una postazione militare, come ancora oggi si può notare dall’architettura delle costruzioni che sorgono nell’area cimiteriale. L’intera zona, trasformata in presidio utilizzato dall’esercito degli Stati Uniti fino al 1994, costituisce la più lon58
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Costruzioni storiche degli ufficiali del Presidio
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spoglie dei militari di carriera che hanno dedicato la loro vita al servizio della patria. Qui riposano più di 30.000 veterani americani con le loro famiglie. Nel 1973 il cimitero venne chiuso a nuove sepolture ad eccezione dei loculi già precedentemente riservati; di conseguenza, molte delle tombe risalgono al 1800. Tra queste vorrei ricordare quella del generale Irving McDowell, che ha comandato la Union Army all’epoca della guerra civile. il San Francisco National Cemetery, con la sua impagabile vista sulla baia, è un’ulteriore testimonianza di come il popolo americano ami ricordare con grande rispetto coloro che hanno servito la patria con dedizione ed abnegazione. x
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eadership confermate!” con queste sintetiche ma incisive parole ci accoglie l’Architetto Gianclarlo Tormene che a fatica riesce a contenere l’entusiasmo per l’esito più che positivo della partecipazione di T.G. Italiarreda a Tanexpo 2016. “Un successo universalmente riconosciuto per la manifestazione italiana che ancora una volta non ha disatteso le aspettative confermando il suo ruolo di leader nel panorama delle fiere di settore; ma anche e soprattutto un successo personale per la mia azienda, il cui stand è stato visitato da un pubblico numeroso e molto motivato che desidero ringraziare pubblicamente.” T.G. Italiarreda, l’azienda padovana che da oltre vent’anni propone soluzioni di arredo specifiche per il mondo della funeraria, è una presenza assidua a Tanexpo. “Oramai l’esperienza insegna che la manifestazione bolognese è l’unico evento in grado di garantire numeri importanti ed è quindi la sede ideale per espandere la propria attività acquisendo nuovi clienti e al contempo per consolidare rapporti già avviati.” Nel suo spazio espositivo, contraddistinto dal binomio cromatico giallo/verde, è stato possibile ammirare una serie di manufatti e di arredi del tutto originali, di grande pregio artistico e di alta qualità. L’attività di T.G. Italiarreda si caratterizza in due
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momenti distinti che spesso si completano: quello della progettazione architettonica degli spazi per case funerarie, sale del commiato, showroom, uffici e locali delle agenzie funebri e quello specifico dell’arredo per cui vengono pensati e creati oggetti atti a conferire a ciascun ambiente unicità e personalità. Set per camere ardenti innovative, pannelli decorativi, fioriere, quadri, fontane ma anche gadget per il “fine-servizio” realizzati in vetro di Murano e tanto altro ancora. Ogni elemento - dalle fogge originali e raffinate, realizzato con l’impiego di materiali diversi - è ideato per il contesto in cui verrà collocato e risponde alla necessità di generare positive sensazioni di serenità. Da qui uno studio attento anche all’illuminazione a led applicata agli oggetti per un maggior impatto emotivo. “La partecipazione a Tanexpo mi ha dato ancora una volta la grande opportunità di portare a conoscenza di una vasta platea la possibilità di usufruire di un servizio globale che la TG Italiarreda offre
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da quasi trent’anni” continua Giancarlo Tormene “L’interesse e il gradimento espresso dagli operatori in visita, oltre che motivo di personale gratificazione, sono stati anche un’ulteriore conferma delle leadership di T.G.Italiarreda e di Tanexpo.” x
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Una vera Impresa Funebre deve sempre avere: 1. una sede commerciale idonea; 2. almeno un’auto funebre con adeguata autorimessa; 3. alle proprie dirette dipendenze almeno quattro operatori funebri in possesso dei requisiti formativi e con regolare contratto di lavoro; 4. un direttore tecnico, dotato di poteri diretti e responsabile dell’attività funebre, in possesso dei requisiti formativi; 5. documento unico contributivo dei propri dipendenti; 6. certificazioni di qualità ISO:9001 e UNI:15017; 7. bilancio certificato.
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I PRIMI DI TERRACIELO
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empo di primi bilanci per Terracielo Funeral Home. A cinque anni dall’inaugurazione, il patrón Gianni Gibellini ha incontrato la stampa locale e di settore per divulgare i dati del primo lustro di attività. I numeri sono alquanto interessanti, tenendo conto che l’utilizzo della Casa Funeraria, quale luogo per vegliare i propri cari in attesa delle esequie, è nel nostro Paese un’autentica novità che non rientra ancora nel costume e nella mentalità comuni. Sono state ben 1.828 le famiglie che ad oggi si sono affidate alla prestigiosa struttura modenese e più di 400.000 le persone entrate per rendere l’ultimo saluto a parenti ed amici scomparsi. Qui, in spazi adeguati e diversificati, sono stati celebrati numerosissimi funerali di cui 1.496 cattolici, 262 con rito civile, 36 islamici, 12 evangelici, 7 ebraici, 6 buddisti, 4 secondo il rito dei Testimoni di Geova, 3 ortodossi, e persino 2 mormoni. Una varietà di situazioni che mette in evidenza l’estrema versatilità di Terracielo e la competenza di una squadra in grado di rispondere alle esigenze di diverse confessioni religiose.
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Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso
dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la
camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.
La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. AREZZO PET SERVICE S.r.l.s. Centro di Cremazione Animali Domestici Loc. San Zeno - Strada A n. 16 - 52100 Arezzo Tel: 0575 1645333 - Cell: 333 1207422 www.arezzopetservice.it
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“Quando ho costruito questa struttura e quando è stata messa a disposizione del pubblico nel 2011, non mi aspettavo un’accoglienza così immediata e calorosa” racconta un comprensibilmente soddisfatto Gianni Gibellini. “Ritenevo ci volesse un periodo molto più lungo affinché questo nuovo concept potesse prendere piede, ma evidentemente i tempi erano più che maturi. Terracielo ha iniziato fin da subito a lavorare a ritmi sostenuti e ogni anno le richieste sono aumentate del 10%, questo sicuramente grazie anche alla nostra professionalità e alla qualità dei servizi che siamo in grado di offrire”. Con le sue nove sale del commiato, un grande spazio da 700 posti per commemorazioni religiose o laiche, dove è possibile eseguire anche musica dal vivo, Terracielo Funeral Home è una delle più grandi, più belle e più funzionali strutture di questo tipo esistenti oggi in Italia. Gli ambienti sobri, ma eleganti, sono stati progettati non solo per tributare la giusta dignità al defunto, ma anche per infondere un sentimento di serenità, accompagnando in modo discreto le persone nel loro percorso di elaborazione del lutto. Nulla è stato lasciato al caso: all’ingresso si viene accolti in un chiostro caratterizzato da una rilassante fontana e da un simbolico albero di ulivo. Tutte le sale sono contraddistinte da un colore
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diverso che viene ripreso dagli arredi di design; sono inoltre dotate di schermi che possono diffondere immagini per ricordare i momenti di vita del defunto o musiche di sottofondo scelte dalla famiglia. Non manca la tecnologia che, grazie ad una efficiente connessione internet, permette a parenti ed amici lontani di partecipare in diretta ai momenti di commemorazione. Per consentire agli ospiti di stare insieme e al contempo vicini al proprio caro, sono presenti anche una zona bar e un ristorante. Non va poi dimenticato che Terracielo è all’avanguardia anche in termini di sostenibilità: contribuiscono al suo fabbisogno energetico 700 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, collocati sulla copertura dell’edificio.
“Sono felice di aver dato alla comunità un servizio che mancava e di cui evidentemente si avvertiva grande necessità”, continua Gibellini. “La Casa è a disposizione di tutti, anche di altre imprese di onoranze funebri che la utilizzano con una certa frequenza. Portare i propri cari da noi non è appannaggio di pochi, non rappresentiamo un lusso, la struttura può essere avvicinata da tutti, secondo i mezzi di ciascuno, perché è a tutti che vogliamo offrire la possibilità di sentirsi a proprio agio in un momento così difficile e delicato”. La positiva accoglienza sul territorio della casa funeraria di Modena ha portato Gianni Gibellini a ripetere l’esperienza anche nella località di Mirandola, il paese tristemente noto perché fortemente colpito dal terremoto del 2012.
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È stata infatti inaugurata lo scorso anno “Terracielo Mirandola”, un complesso che replica, pur in spazi più ridotti, la formula sperimentata con successo a Modena, con scelte architettoniche, stilistiche e di arredo del tutto simili quelli dalla “sorella maggiore”. Identico è invece lo scopo della struttura: quello di offrire alle famiglie l’opportunità dare l’addio ai propri cari in un luogo discreto ed accogliente, rispettoso del defunto e del dolore dai parenti, accompagnati ed assististi in ogni momento da personale disponibile e competente. “Anche Terracielo Mirandola è diventata in brevissimo tempo un punto di riferimento per la collettività. Questo ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta: dignità, decoro e rispetto delle persone sono i nostri valori guida sin dal primo giorno di attività. Le famiglie non mancano mai di testimoniarci il loro apprezzamento per l’accoglienza e per il nostro lavoro. E il loro ‘grazie’ per noi è tutto!” Gibellini, che come è noto ricopre anche la carica di presidente nazionale di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana, ha colto l’occasione della presenza del Senatore Stefano Vaccari, primo firmatario di un Disegno di Legge attualmente in discussione al Senato, per porre l’accento su alcune problematiche del comparto funerario. “Purtroppo in questo settore la concorrenza è spesso sleale ed esistono evasione fiscale e lavoro nero. Ringrazio il 76
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Senatore Vaccari perché si sta battendo per una nuova legge che aspettiamo da oltre trent’anni e che faccia uscire allo scoperto le illegalità agevolando inoltre i cittadini con eque detrazioni fiscali. C’è bisogno di mettere ordine: vale anche per i cimiteri in cui registriamo gestioni improvvisate ed appalti che non rispondono alle reali esigenze. Da anni ci battiamo perché, anche nel nostro Paese, venga introdotta la possibilità di realizzare cimiteri privati e crematori anche all’interno delle Case Funerarie. Ciò porrebbe fine a un regime di monopolio che ha portato, oltre che a pesanti deficit nei bilanci delle Amministrazioni comunali, anche ai gravi problemi di degrado e di mancanza di sicurezza che ogni giorno vengono denunciati. Il mercato saprebbe riconoscere la bontà dei servizi offerti da chi, senza gravare sulle tasche dei contribuenti, ha già saputo dimostrare la totale compatibilità fra innovazione e qualità”. x
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i è presentata per la prima volta ufficialmente in Italia, in occasione di Tanexpo 2016, l’azienda spagnola Sortem, nata dalla lunga esperienza nel settore funerario del suo staff, che si propone di offrire al mondo della funeraria un ventaglio completo di prodotti e di soluzioni. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, Sortem esplora costantemente i mercati, sia locali che internazionali, individuando le differenze sostanziali che caratterizzano i vari Paesi, studiandone la cultura e le normative vigenti, acquisendo in questo modo le necessarie conoscenze per dare vita ad idee innovative che aiutino a migliorare il lavoro degli operatori. “Il nostro target principale è quello di offrire una rete di distribuzione globale di fiducia per fornire soluzioni logistiche, tendenze ed opportunità per tutti i nostri clienti sia nazionali che esteri” ci spiega l’amministratore Delegato Antton Loinaz Orube. “È con questo spirito che abbiamo deciso la partecipazione a Bologna, consapevoli della vocazione internazionale della manifestazione che non ha deluso le nostre aspettative e che ci ha messo in contatto con tantissimi potenziali nuovi clienti. Naturalmente il mercato italiano è stato il maggior interlocutore ed ha dimostrato un cospicuo interesse nei confronti dei nostri prodotti, soprattutto quelli per la tanatoestetica di cui siamo distributori ufficiali del noto e prestigioso marchio americano Dodge”. Sortem si sta infatti affermando in Italia principalmente grazie al sempre più crescente interesse per la tanatoestetica e per tutte le tecniche connesse atte a migliorare la presentazione del defun-
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to. L’azienda sostiene l’attività di formazione della Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria con la quale collabora da alcuni mesi fornendo per i suoi corsi sulla tanatoestetica prodotti ed attrezzature ad hoc. “La formazione, tuttavia, non è l’unico aspetto importante”; continua Loinaz Orube “il punto di forza del nostro marchio è fare in modo che i professionisti possano contare sempre su articoli e strumentazioni di alta qualità adatti ad ogni scopo. Siamo specializzati anche nella fornitura di tavoli di preparazione, arredamento per autopsie tecniche e professionali, frigoriferi, bare, urne, trucchi ecc. cercando in questo modo di coprire e soddisfare qualsiasi esigenza del settore. Il nostro catalogo è molto ricco e può essere facilmente consultato sul nostro sito internet www.sortem.es” Sono passati solo tre anni dalla creazione del marchio e Sortem ha già ricevuto importanti riconoscimenti per le sue idee e per i suoi prodotti avanzati. Tanto per citarne uno, vogliamo ricordare il premio Funermostra Innovación, conferito in occasione della scorsa edizione della fiera di Valencia, per l’”Urna Divisibile”, un articolo che può essere separato in più parti, dando così la possibilità a più membri di una stessa famiglia di conservare le ceneri del proprio caro. Sortem presta cura anche alla comunicazione con particolare attenzione all’uso dei mezzi più innovativi. Oltre al sito aziendale è attiva sui maggiori social network (Facebook, Linkedn, Twitter) e gestisce un proprio blog per mantenere un contatto diretto e immediato con la clientela. x
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