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Oltre Magazine n. 2 marzo/aprile 2017

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MAGAZINE

MARZO APRILE 2017

P E R I O D I C O D E L L ’ I M P R E N D I T O R I A F U N E R A R I A E C I M I T E R I A L E

NUMERO 2

NOVITà

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pag.52

by

FIERE

attualità

statistiche

MiamiFuner? Un successo!

Il testamento biologico

Succede in Spagna


SIATE AMBIZIOSI

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ogliamo invitarvi ad osservare e a richiamare in voi tutte quelle sensazioni che si manifestano quando l’armonia e lo stile si presentano. Revenge vi seguirà fedelmente in ogni vostra ambizione. Biemme Special Cars da forma alla vostra visione del futuro.

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nica, anche negli spazi interni ben progettati che si contrappongono a dei volumi esterni compatti, dallo stile inconfondibile tutto italiano.

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LO STILE CHE NON C’ERA


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SOMMARIO

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statistiche Succede in Spagna

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Editoriale

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FIERE Miami Funer? Un successo!

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FIERE TANEXPO 2018: 5-6-7 aprile

30 ATTUALITà Il testamento biologico

FOCUS DONNA Protagoniste di primo piano

ATTUALITà Morire con un click

PARLIAMO DI... Al servizio delle Imprese

FOCUS DONNA Al servizio del "sentimento della morte"

FORMAZIONE PROFESSIONALE Opportunità per acquisire nuove competenze

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NEWS PRODOTTI Le prestigiose Collezioni di Prima Bottega

cultura Il cielo, sede privilegiata dell'aldilà

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVII - n° 2 Marzo-Aprile 2017

www.oltremagazine.com

Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Redazione: redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano

Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

Comitato Scientifico: Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

Amministrazione: Daniela Spitaleri Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com

Copyright: Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati,non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori.

Coordinamento Servizi Fotografici: Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin Fonti Iconografiche: Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Creative Commons, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Stefano Montaguti, Pasquale Leuzzi, Marta Santacatterina, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons Stampa: Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR Proprietà Editoriale e Copyright: Conference Service srl

OLTRE MAGAZINE

MARZO-APRILE 2017

Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Webmaster: Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com

NUMERO 2

Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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EDITORIALE

ALBERTO LEANZA, DIRETTORE

Sono rientrato da pochi giorni dagli Stati Uniti dove dal 14 al 17 marzo è andata in scena la prima edizione di Miami Funer, nata dall’esperienza di Tanexpo con l’intento di offrire al comparto produttivo un’opportunità unica per entrare in contatto con il mercato statunitense e sudamericano. Un passo importante ma non azzardato, perché

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le competenze acquisite e i rapporti stabiliti negli anni con i principali attori del settore a livello internazionale, ci hanno fatto capire che i tempi erano maturi. Certamente, come tutte le prime volte, qualche incognita non mancava, ma, come testimonia il reportage che segue, la manifestazione è stata un successo, tanto che è già stata messa in calendario una prossima edizione nel 2019. Ringrazio pubblicamente i nostri partner in loco della Memorial International di Pablo Cevallos per l’ottima organizzazione dei workshop, le Federazioni internazionali che ci hanno sostenuto promuovendo l’evento presso i loro associati e, soprattutto, gli sponsor e gli espositori che hanno creduto nell’iniziativa mettendo in campo le proprie risorse e partecipando in prima persona. In questo stesso periodo è partita anche l’acquisizione degli spazi di Tanexpo 2018 e, a più di un anno dalla data di apertura, sono numerosi gli espositori che hanno già confermato la loro presenza: un’ottima partenza che ci fa ben sperare in un risultato che superi i precedenti traguardi. Mentre il mio sguardo è rivolto al futuro non posso tuttavia non ricordare che il mondo della funeraria ha perso in questi giorni una grande figura. Lo scorso 8 marzo è, infatti, venuto a mancare Jaques Marette, il padre della tanatoprassi moderna. Con le sue ricerche e le sue tecniche innovative ha impresso una svolta fondamentale nel trattamento e nella conservazione delle salme, contribuendo in modo determinante anche ad un cambiamento di mentalità che ha portato a tributare maggiore rispetto al defunto. Alla sua famiglia, ai tanti amici e collaboratori che lo hanno affiancato nel suo lungo cammino professionale, porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

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FIERE

Miami Funer? Un successo! I L V I A G G I AT O R E

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Gettate le basi per un evento destinato a diventare un riferimento nel panorama fieristico funerario internazionale.

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 Love Urns, Bronze Sponsor

zie all’impegno di tutta la squadra Tanexpo e dei partners di Memorial International di Miami con in testa Pablo Cevallos e Christian Montes de Oca accompagnati da molti responsabili delle agenzie che Memorial - leader nel funerario in Ecuador nonché nelle assicurazioni funerarie e nei trasporti internazionali in tutta l’America Latina - possiede in ben 14 Paesi di quell’area geografica. Un ringraziamento va inoltre a Debbie Andres, Kelly Shilling e Sandra Jeske, che hanno fornito un supporto importantissimo. Ma soprattutto vogliamo ringraziare in modo speciale i nostri sponsor Flying Home e Love Urns per il loro sostegno e il media partner Discovery Channel per aver contribuito alla diffusione di notizie e filmati sulla manifestazione.

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Le cose sono andate come meglio non si poteva, per una prima edizione. Ciò gra-

 Il discorso inaugurale di Miami Funer 2017

Alberto Leanza, Pablo Cevallos e Christian Montes de Oca

Tutto è cominciato in una magnifica giornata del luglio 2015 al “Very British” bar dell’hotel d’Inghilterra a Roma, a due passi da piazza di Spagna. Amici con Pablo da una ventina d’anni avevamo ricevuto un messaggio con cui ci comunicava che sarebbe venuto a Roma assieme alla moglie Norma, grande amante dello shopping italico, e che forse avremmo potuto vederci come abitualmente succedeva in occasione dei suoi frequenti viaggi in Europa. Avevamo spesso parlato della possibilità di organizzare un evento fieristico orientato verso l’America Latina, in una località che non presentasse gli inconvenienti logistici ben noti a chi ha avuto a che fare con quei Paesi. Ci è subito balenata l’idea di contattare Alberto Leanza, sempre alla ricerca di nuovi progetti, e, detto fat-


to, ci siamo ritrovati due giorni dopo, nel cuore della capitale da cui si è irradiata quella latinità che i cugini spagnoli hanno contribuito a diffondere, dopo la scoperta fondamentale di Cristoforo Colombo, dal Messico alla Patagonia anche se spesso con i metodi non molto ortodossi (è un eufemismo!) impiegati dai Conquistadores. I legami con quelle terre si sono ancor più rafforzati dopo le ondate migratorie che hanno portato i nostri connazionali ad impiantarsi in modo massiccio in Paesi come Argentina, Brasile, Venezuela...in cui oggi la presenza dei loro discendenti è capillare nei vari settori economici ed in particolare in quello funerario: basta consultare gli organigrammi delle diverse federazioni o dei periodici specializzati per rendersene conto! Così, benedetta dal cielo blu della capitale, è stata posta la prima pietra di quel ponte ideale tra due mondi così lontani ed allo stesso tempo così vicini. Ponte che si è concluso sotto il cielo altrettanto blu di Miami che ci ha accolti con la sua esuberanza in un periodo in cui i giovani statunitensi si lasciano andare allo “spring break” ed a tutto ciò che esso

 Flying Home,

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comporta, eccessi compresi, praticando così il vecchio e permissivo "semel in anno licet insanire" (una volta all'anno è lecito impazzire). La città più nota della Florida rappresenta un polo di attrazione maggiore ed in effetti il numero di visitatori, non solo d’America Centrale e del Sud ma anche, e ce ne rallegriamo, dall’Europa è stato più che soddisfacente. Certo, non si parla di quei numeri a cui ci ha abituati Tanexpo a Bologna ma, senza cadere in un trionfalismo ditirambico, possiamo ben dire che Miami Funer è stato un successo e che rappresenta una pietra miliare nel lungo cammino di Conference Service. Che le cose siano andate bene lo conferma il positivo feed back degli espositori e visitatori, di almeno trenta diverse nazionalità. 

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 Affresco  Kerachrom

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 Viv Funeral Art

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 Ciroldi

Lubrano Design Funerario Apiemme  Polimark

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Consultando questa lista si potrà osservare che vi figurano due produttori di forni crematori (cui si deve aggiungere GEM, l’azienda che pur essendo italiana fa parte di un gruppo statunitense). Considerando poi che erano presenti altre tre aziende di profilo simile non possiamo che constatare ancora una volta che in tutto il mondo la cremazione raggiunge livelli di assoluto rilievo. Un altro indice di apprezzamento viene dal fatto che molti espositori chiedono già di sapere se l’evento si ripeterà per assumere una cadenza regolare com’è il caso con Tanexpo. Gli organizzatori hanno ora il tempo di stilare con calma, passata la frenesia dei giorni scorsi, un bilancio dell’evento e di predisporre, ove necessario, le eventuali misure correttive atte a migliorare ogni aspetto. 

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L’elenco completo delle aziende italiane espositrici a Miami vede protagoniste: Affresco, Apiemme Engineering, Ciroldi, Funarte, Kerachrom, Labor Marmo, Lubrano Design Funerario, Polimark, Preghiera, Prima Bottega, Scrigno del Cuore,Vezzani, Viv Funeral Art. Ad esse va il nostro ringraziamento per la fiducia riposta in noi con la speranza che l’aver partecipato porti loro i meritati frutti di quella intraprendenza di cui tanti altri non hanno dato prova.

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Non dimentichiamo che si è operato, per la prima volta sottolineiamolo, in un contesto totalmente nuovo da tutti i punti di vista che ha dovuto far fronte a circostanze del tutto inedite: spedizioni internazionali, operazioni di sdoganamento, nuovi fornitori, diverse procedure di allestimento, leggi sul lavoro, lingua, consuetudini... con risultati decisamente all'altezza della situazione. Lasciamo Miami con la consapevolezza di un lavoro ben fatto e la soddisfazione per il successo dei nostri espositori. La scelta di far svolgere l’evento a Miami è stata sicuramente vincente. La città, che conosciamo da molti anni, è in continua trasformazione. Da South Beach a Little Habana,

 Labormarmo  Funarte

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da Coconut Grove a Coral Gables è tutta un cantiere che vede sorgere nuovi centri di aggregazione, dove sino a poco tempo fa c’erano solo terreni abbandonati. Sono così nate dal nulla Brickell, nuovo quartiere degli affari, il Design District, centro d’arte e di cultura sulla falsariga dell’ Art Basel o ancora lo stupefacente Wynwood Art District, espressione massima della Street Art. Oseremmo quasi affermare che c’è un parallelismo tra questo fervore di idee creative così evidente a Miami ed il laboratorio di idee che sottende le realizzazioni di Tanexpo… E non finisce qui... ”Ad Maiora!”. 

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TANEXPO 2018: 5-6-7 aprile di SARA SACCO

Da poco aperte le iscrizioni per il 2018, sono già altissime le riconferme degli espositori presenti alla scorsa edizione.

ticipata di una settimana rispetto a quanto già comunicato, a causa di improrogabili lavori di ampliamento dei padiglioni del quartiere fieristico di Bologna. Diventa ancora più urgente allora iniziare a pensare alla presenza a Bologna: dal 1 marzo sono aperte le iscrizioni a tutte le aziende del settore interessate, per le quali è possibile usufruire di modalità che consentono di accedere a tariffe agevolate a seconda della data di adesione.

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Tanexpo, la fiera della funeraria più importante al mondo, si terrà a Bologna dal 5 al 7 aprile 2018. La data è stata an-

Tanexpo è l’appuntamento imperdibile per gli operatori del comparto funerario e cimiteriale che a Bologna sono certi di incontrare tutti i maggiori rappresentanti del settore. Produttività e creatività degli operatori italiani per la crescita e lo sviluppo del settore, Tanexpo offre il meglio della produzione funeraria e cimiteriale italiana e internazionale, in un appuntamento biennale che da oltre vent’anni sottolinea

l’importanza del contributo che il Made in Italy fornisce al mercato. Lo testimoniano i numeri dell’ultima edizione, quella del 2016: oltre 250 aziende presenti, con un aumento del 25% rispetto all’edizione precedente e 18.000 visitatori, con una rilevante percentuale di presenze estere provenienti da ben 58 Paesi. Proprio la massiccia affluenza di visitatori dall’estero è la prova che gli sforzi fatti verso una sempre maggiore internazionalizzazione sono stati efficaci e che il valore della manifestazione è ormai riconosciuto a livello mondiale. 


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Quelli dell’edizione 2016 sono stati dei risultati sensazionali testimoniati dalla piena soddisfazione di tutte le aziende espositrici che hanno portato l’organizzazione a considerarla la migliore di sempre. Ciò aumenta dunque le aspettative per il prossimo evento in programma nel 2018, che porterà a Bologna le più rilevanti novità nel campo dei prodotti e dei servizi per l’industria funeraria. Al momento, i risultati sembrano non tradire le aspettative:

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la percentuale di riconferma degli spazi in meno di un mese dall’apertura delle iscrizioni è di circa il 40%. Molti degli espositori 2016 quindi hanno già programmato la propria presenza nei padiglioni 16, 21 e 22 di BolognaFiere. E molti saranno coloro che lo faranno entro la prossima scadenza tariffaria del 30 giugno 2017. L’ appuntamento con l’evento imperdibile per i professionisti del comparto funerario è dunque per il 2018 con la nuova edizione di Tanexpo, la manifestazione che non teme confronti, che si terrà dal 5 al 7 aprile! 

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Il testamento biologico di RAFAELLA SEGANTIN

La vicenda di DJ Fabo, all’anagrafe Fabiano Antoniani, ha scosso le coscienze, diviso l’opinione pubblica e messo alle strette la politica che, sull’onda emotiva generale, ha calendarizzato la discussione sul testo di legge che riguarda il testamento biologico, conosciuto anche come DAT, ovve ro Dichiarazioni anticipate di trattamento.

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Diritto civile o licenza di uccidere? In discussione alla Camera il testo di legge sulle scelte in materia di fine vita.

DJ Fabo, da anni tetraplegico e cieco a seguito di un tragico incidente,

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come tutti oramai sappiamo, ha scelto di morire recandosi in una clinica svizzera dove lo scorso 27 febbraio è stato sottoposto al cosiddetto suicidio assistito. Fabo amava fortemente la vita e aveva provato invano di tutto per poter uscire da quella gabbia buia che aveva trasformato la sua esistenza iperattiva in una condanna senza speranza. Ha dovuto recarsi all’estero perché nel nostro Paese decidere di porre fine alla propria vita, anche in casi estremi come questi, non è legalmente percorribile. 


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ATTUALITà

Eutanasia e suicidio assistito Come può avvenire la morte in questi casi? Vediamo innanzitutto di far chiarezza sulle metodologie in uso. Si fa spesso una certa confusione fra eutanasia e suicidio assistito tanto che molti sono convinti che siano due termini diversi per indicare la stessa cosa. Ma così non è. L’eutanasia prevede che sia il medico o chi per esso a porre fine alla vita di un paziente in stato terminale o vegetativo. A sua volta si definisce “eutanasia attiva” il caso in cui la morte avviene tramite iniezione letale e “eutanasia passiva” quando invece si procede alla sospensione dei trattamenti necessari per mantenere in vita il paziente, quello che nel gergo comune si definisce come “staccare la spina”. Il suicidio assistito è invece un atto compiuto direttamente dal malato

con l’aiuto ed il supporto di altre persone. Il ruolo dello staff medico è quello di preparare il mix di farmaci letale che il paziente assumerà autonomamente. Qualora il soggetto, a causa delle sue condizioni fisiche, non fosse in grado di deglutire, viene aiutato da un sondino, comandato comunque dal paziente stesso per mezzo di un movimento in grado di eseguire. DJ Fabo, ad esempio, che si trovava in questa situazione, ha attivato il comando mordendo un pulsante. Nell’ordinamento italiano sia l’eutanasia che il suicidio assistito sono atti punibili dagli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale e per questo motivo Marco Cappato che è stato a fianco a DJ Fabo accompagnandolo nel suo ultimo viaggio (in senso sia letterale che metaforico!) è ora accusato di istigazione al suicidio.

GRAN BRETAGNA

L'EUTANASIA IN EUROPA

Suicidio assistito autorizzato in casi estremi

 Gli ultimi giorni di DJ Fabo Qual è la situazione nel resto dell’Europa? L’eutanasia passiva è ammessa in quasi tutti gli stati, mentre quella attiva è sottoposta a limitazioni. Il suicidio assistito è praticabile, in casi di particolare complessità e sofferenza, oltre che in Svizzera, anche in Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, Belgio e Lussemburgo. 

SVEZIA Eutanasia passiva legale dal 2010

Fonte: Centre d'Information sur l'Europe

OLANDA Legali dal 2001 eutanasia e suicidio assistito

Legale dal 2009 su richiesta del malato

belgio

spagna

Ammessa eutanasia passiva e suicidio assistito

FRANCIA

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Legale dal 2002. Dal 2014 anche per i minori

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Parzialmente ammessa l'eutanasia passiva

OLTRE MAGAZINE

lussemburgo

GERMANIA

GLOSSARIO

Eutanasia passiva legale dal 2015

EUTANASIA (ATTIVA)

Decesso provocato da somministrazione di farmaci

SVIZZERA

EUTANASIA Passiva

Legale il suicidio assistito

suicidio assistito

Interruzione cure che tengono in vita il malato Atto autonomo di porre fine alla propria vita con mezzi forniti da un medico


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ATTUALITà

Il testamento Biologico Cos’è invece il testamento biologico? Con testamento biologico o DAT si indica una dichiarazione anticipata di volontà relativa ai trattamenti a cui si vuole o non si vuole essere sottoposti qualora dovesse sopravvenire una incapacità di comunicare direttamente il proprio volere. Riguarda in particolare le disposizioni in materia di nutrizione, idratazione artificiale e accanimento terapeutico. Quello del biotestamento è un dibattito che si riapre ciclicamente quando la cronaca ci mette di fronte a vicende umane estreme, come quella di Piergiorgio Welby nel 2006 o di Eluana Englaro nel 2010, perché in Italia a questo riguardo vi è un imbarazzante vuoto normativo. Il nostro è infatti l’unico Paese della UE (insieme all’Irlanda) a non essersi ancora dotato di una legge in materia. Questa assenza ha origine dalla mancata ratifica della Convenzione di Oviedo, il primo trattato di Bioetica redatto dal Consiglio d’Europa nel 1997 che prevede che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione” garantendo così il diritto all’autodeterminazione.

3 marzo: l'Aula semivuota in occasione della discussione sul DAT

Sono sei le diverse proposte depositate in Parlamento per regolare le volontà di fine vita che costituiscono disegno di legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”. Il testo costituito da soli 5 articoli, presentato dall’onorevole Donata Lenzi, è ora in discussione alla Camera. Vediamone i punti salienti contenuti negli articoli 1 e 3: L’articolo 1 (Consenso condiviso) richiamando gli articoli 2, 13 e 32 della nostra Costituzione verte principalmente sul fatto che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero ed informato della persona interessata. Stabilisce altresì la possibilità di indicare un fiduciario che ne faccia le veci e definisce le responsabilità del medico e delle strutture sanitarie per garantire il rispetto della volontà dell’interessato. L’articolo 3 (Disposizioni anticipate di trattamento – DAT) è l’essenza del testo di legge, quello su cui maggiormente si incentra e si infiamma

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Il Disegno di Legge la discussione sia nelle aule della politica che nei dibattiti pubblici. Il testo recita, infatti, che ogni persona capace di intendere e di volere può “esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Per il “partito dei contrari” tutto ciò è eticamente inaccettabile. A loro avviso il testo presenta delle ambiguità: dal momento che il paziente non può chiedere al medico trattamenti contra legem, conseguentemente non potrebbe chiedere la sospensione dell’idratazione e della nutrizione artificiale poiché lo conduce a morte certa. Il medico inoltre dovrebbe essere la persona deputata a salvare la vita con tutti i mezzi a sua disposizione e non il contrario. E poi – come afferma Giacomo Rocchi, magistrato consigliere di Corte di Cassazione - c’è il concreto pericolo che la “dolce morte” possa essere ap-

plicata indiscriminatamente a minori o incapaci in quanto si dà libertà di decisione ai loro tutori… Pareri contrastanti, come quello di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni che si batte per affermare quello che ritiene un diritto civile fondamentale: “Il testo originale è un buon testo, ma bisogna chiarire queste formulazioni vaghe per evitare il rischio che si trasformi in una legge inutile. La legge deve prevedere esplicitamente i trattamenti che possono essere sospesi, fare riferimento ad esempio alla possibilità di accedere alla sedazione profonda continua. Il rischio è che con un testo vago i pazienti si vedano costretti a rivolgersi ai tribunali per fare valere i propri diritti: la nuova legge servirebbe proprio per cambiare questa situazione e rendere automatico il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del paziente”. Va comunque detto che anche se questa legge fosse approvata, casi come quello del DJ Fabo e altri simili che hanno avuto come conclusione


il suicidio assistito, non avrebbero trovato comunque applicazione nel nostro Paese. Intanto, dopo mesi di attesa e quattro rinvii, il 13 marzo scorso, in una nell’Aula della Camera desolatamente vuota, è andata in scena la prima discussione sul DAT. Dopo quattro ore di discussione generale, il presidente di turno, Roberto Giachetti, ha dichiarato che sono state depositate 2 questioni pregiudiziali e 4 richieste di sospensiva con un conseguente rinvio a data da destinarsi. Il rischio ora è che l’imminente fine della legislatura, potrebbe far slittare tutto alla prossima, allungando i tempi in modo considerevole. I progressi della medicina hanno comportato un allungamento notevole della vita che purtroppo non sempre si accompagna alla qualità

della stessa. Sempre più persone si trovano a dover affrontare la sofferenza e i disagi di avere in famiglia un congiunto anziano e malato, tenuto in vita grazie alle cure mediche ma che non potrà certamente tornare in attività e in salute. Sono molti che, vivendo in prima persona queste situazioni, desiderano assicurare per sé e per i propri cari un futuro dignitoso e poter fare una scelta diversa qualora al fisico fosse negata la benché minima autonomia. A dispetto delle opinioni contrastanti e indipendentemente dagli emendamenti che saranno accolti o meno a modifica del testo di legge in discussione, il tema quindi è più che mai attuale e non può essere procrastinato ad oltranza, anche per non essere costretti ad emigrare all’estero pure per morire. 


STATISTICHE

Succede in Spagna I L V I A G G I AT O R E

Analisi e statistiche riguardanti le pratiche funerarie in Spagna. 10% ATEI

mini di cremazione, assistiamo alla presenza di grandi gruppi, inesistenti nella nostra penisola, alla diffusione massiccia delle case funerarie (2405 tra tanatorios e velatorios con 7.000 sale in totale per una media di 1.157 servizi giornalieri, contro le 300 della Francia o il centinaio dell'Italia), all’esistenza di cimiteri privati nonché alla presenza impressionante di contratti assicurativi funerari (il 62% della popolazione è assicurato e tre compagnie: Santa Lucia, Mapfre e Ocaso rastrellano il 75% delle polizze essendo, in più, proprietarie di gruppi di imprese funerarie). Tutti questi elementi ci descrivono un panorama totalmente diverso dal nostro e per molti aspetti molto più moderno tant’è che molti esperti considerano la Spagna come il Paese più avanzato, assieme agli USA, nel contesto funerario mondiale.

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È un capitolo importantissimo che mette in risalto le enormi differenze tra la Spagna e l’Italia, Paesi tanto vicini sia dal punto di vista culturale che fisico. Oltre alle grandi diversità in ter-

16% AGNOSTICI

2,5% MUSULMANI

1,5% PROTESTANTI

70% cattolici

Popolazione, mortalità e religione La Spagna conta circa 47.000.000 di abitanti e vede un aumento costante della mortalità, del tutto in controtendenza con i Paesi occidentali. I decessi nel 2015 hanno infatti registrato un incremento di circa 7,60 con 30.000 casi in più rispetto all’anno precedente. Anche se siamo in un Paese dove la religione ha una forte rilevanza nella cultura e nella vita sociale della collettività, la Spagna è, tuttavia, anche una nazione in grande evoluzione, ricettiva

ai cambiamenti e alle nuove idee. Del 70% dei cattolici i 2/3 sono “poco praticanti”, mentre il 26% totale del gruppo atei-agnostici (credenti senza religione) è in aumento. I rapporti tra Stato e Chiesa sono retti da un concordato del 1953. Il processo di secolarizzazione è costante, connesso alla realtà socio-economica, ed è molto più rapido nelle grandi città e nei capoluoghi di provincia, rispetto ai piccoli centri o alle zone rurali. È interessante osservare che tra gli over 65 le percentuali di atei ed agnostici diminuiscono drasticamente (2.4% e 4.8% rispettivamente per un totale del 7.2% contro una media nazionale del 26%). Due le ragioni probabili: le generazioni anziane sono legate a degli schemi cultural-religiosi il cui impatto decresce col tempo e forse all’avvicinarsi del fatidico giorno molti ci ripensano tentando di garantirsi condizioni migliori per l’aldilà… 


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STATISTICHE

Il primo crematorio spagnolo fu installato nel 1973 per iniziativa di Lazaro Martinez il titolare di Atroesa (gestita oggi dal figlio Jesus) a Madrid nel cimitero di Nuestra Señora de la Almudena che con 120 ettari è il più grande dell’Europa Occidentale. In origine era ad uso degli stranieri ma rapidamente tale pratica si estese ai locali, grazie anche al nuovo approccio da parte del Vaticano avvenuto nel 1963. Oggi le cremazioni sono al 36% ma le proiezioni prevedono che si arriverà al 60% tra dieci anni. Il tasso di aumento è del 2% annuo confermato dai dati di dieci anni fa quando si attestava al 15%. Con i suoi 364 forni la Spagna è oggi il Paese con il maggior numero di crematori in Europa con un potenziale di 1.456 cremazioni giornaliere, decisamente sovradimensionato rispetto all’effettivo bisogno (+/- 450). Anche in questo caso la realtà socio-economica si palesa chiaramente: nelle grandi città e nei capoluoghi di provincia, con rispettivamente il 70% e 50%, siamo largamente al di sopra della media nazionale. I crematori possono essere privati ed installati al di fuori delle aree cimiteriali con obblighi variabili derivanti da leggi, talvolta molto diverse tra di loro, vigenti nelle 17 Comunità Autonome in cui la Spagna è divisa ed il cui potere legislativo è molto ampio. Molte di esse non hanno ancora integrato le disposizioni comunitarie. È ammessa la conservazione dell’urna in casa così come la dispersione delle ceneri, conformemente alle normative locali, anche se in contrasto con le disposizioni della Chiesa.

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Cremazione e conservazione delle ceneri

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f f Cremazione 36%, con un aumento del 2% annuo

f f Nazione Spagna f f Abitanti 47.000.000 (comprese le “enclave” di Ceuta e Melilla, in Marocco) f f Decessi nel 2015 422.000 in forte aumento (+ 30.000) sull’anno precedente f f Tasso di mor talità 9‰ f f Religione 70% cattolici; 10% atei; 16% agnostici; 4% altri (2.5% musulmani;1.5% protestanti) f f Inumazione 48% f f Tumulazione 16% (comprese le urne che vengono generalmente tumulate)

f f Funerali religiosi 80% (di cui il 90% cattolici) f f Funerali laici 20% f f Prezzo medio di un funerale € 3.500 f f Imprese funebri 1.435 f f Tanatoprassi non arriva ai 10.000 interventi annuali (0.25%) f f Cimiteri 17.680 di cui 8.126 pubblici e 9154 privati (7.919 della chiesa e 1.635 d’altri) f f Prevenzione funeraria 62%

Previdenza funeraria In possesso dellA PREVIDENZA FUNERARIA

62% spagna

7% usa

20% europa

I costi dei funerali vengono presi in carico dalle assicurazioni i cui prezzi annuali variano in funzione dell’età ed, evidentemente, delle prestazioni previste. A vent’anni si situano tra i 30 ed i 120 euro annui mentre per gli ultrasessantenni si va dai 400 ai 600 euro. La quasi totalità sceglie il pagamento mensile anche se una piccola minoranza (il 2% del 62%) sceglie il versamento unico. È inoltre previsto che i prezzi si adeguino all’IPC -Indice de Precios al Consumo, che dal 1998 al 2008 è aumentato del 39% mentre le polizze sono aumentate del 90%! Peggio ancora, negli ultimi otto anni a fronte di un 7% di aumento dell’IPC le polizze si sono “gonfiate” del 50%! Tanta disinvoltura nell’applicare tariffe a capriccio ha spinto molti assicurati a abbandonare il piano ma nonostante tutto ciò le compagnie stimano che nel 2030 il 70% degli spagnoli sarà assicurato. Oggi il 62% degli spagnoli possiede un’assicurazione contro il 7% degli USA e il 20% della media europea. 


STATISTICHE

Tanatoprassi

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Va subito detto che manca una legge nazionale, in assenza della quale valgono le leggi regionali, talvolta non del tutto chiare. In effetti anche se il Real Decreto 140/2011 definisce tale attività, specificando anche le ore di corso (540) e la loro ripartizione tra le differenti materie di studio, non esiste un diploma ufficiale che solo il Ministero della Pubblica Istruzione può rilasciare. In tale contesto organizzazioni pubbliche (spesso vicine ad istituti universitari) e private organizzano corsi di formazione molto variabili da tutti i punti di vista (durata, materie di insegnamento, attività pratica etc.). Agli alunni viene rilasciato un “certificato professionale” che giustifica in certi casi il loro intervento, anche se teoricamente solo i medici legali sarebbero autorizzati a praticare tali tecniche. Precisiamo che il termine “tanatoprassi”, tecnica di conservazione temporanea (insistiamo sul temporanea!), è stato forgiato solo pochi decenni orsono per distinguerlo da quello di “imbalsamazione” (l’embalming ancora vigente nei paesi anglosassoni per definire la stessa cosa) che, evocando le mummie dei sarcofagi egizi, creava reticenze in coloro a cui il servizio veniva proposto. Oltre alla carenza legislativa altri fattori contribuiscono ad uno sviluppo molto lento di tale attività. Primo fra tutti il lasso di tempo ridotto che intercorre tra il decesso ed il funerale (24/48 ore,

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come in Italia, a differenza dei 4-6 giorni della Francia). È chiaro che il problema della conservazione è meno pressante (anche se è vero che la decomposizione inizia immediatamente dopo il decesso) e viene risolto con i “tumulos refrigerados”, ovvero cassoni refrigerati, abitualmente inseriti nelle strutture murali della casa funeraria, provvisti di una finestra da cui si può osservare il corpo senza tuttavia toccarlo. In definitiva i “veri” interventi di tanatoprassi (quelli cioè che prevedono aspirazioneiniezione) non raggiungono i 10.000 casi annui (lo 0.25%) e vengono eseguiti soltanto in alcune regioni, prima fra tutte la Catalogna dove il Gruppo Memora ne pratica più di 5000, largamente al di sopra del 50% del totale stimato. Per il resto si tratta di “tanatoestetica”. È bene precisarlo a scanso di equivoci.

 Vista satellitare del

cimitero di Madrid

Funerali e materiali usati La data più importante nella storia funeraria spagnola è l’1 Gennaio 1997 che ha visto la liberalizzazione del settore (3 anni dopo la Francia), determinando un miglioramento della qualità del servizio e della professionalità, favorendo tra l’altro la concentrazione degli operatori e l’ascesa di grandi gruppi con la conseguenza di facilitare l’innovazione di installazioni, prodotti e servizi. Vi è, tuttavia, chi è convinto che tali concentrazioni abbiano segnato un aumento molto (troppo!) importante del costo dei servizi accentuato dall'assenza di una legge statale che ordini il settore e

che viene richiesta, con insistenza meritevole, dall’organizzazione rappresentativa della professione, la Panasef - Patronal Nacional del Sector Funerario, che rappresenta il comparto, sia delle imprese funerarie che dei fornitori. La OCU - Organización de Consumidores y Usuarios, ha stimato il prezzo medio di un funerale in 3.545 euro nel 2013. A Barcellona, oggi, si parla di 6.500 euro e poco meno (5.000 euro) a Madrid, dove stando ad Eroski Consumers, detto prezzo è passato dai 1.094 euro del 1998 ai 1.928 del 2003 fino ai 2.566 del 2008! Il costo complessivo può essere scomposto in: 49% per il servizio di


Cimiteri Più della metà dei cimiteri sono in mani private. Quelli pubblici esistono in quanto una legge obbliga gli 8.122 Comuni del Paese (contro gli 8.003 italiani con una popolazione di 60.000.000 ed i quasi 36.000!! francesi per 65.000.000 abitanti) ad avere dei luoghi pubblici di sepoltura. Molti di essi per ragioni di tradizione (Spagna mediterranea) e di spazio (grandi città) sono provvisti di numerosissimi loculi mentre nelle zone rurali, e soprattutto nella Spagna atlantica, si preferisce l’inumazione. L’aspetto generale non differisce molto da quelli italiani.

 Un tipico cofano

spagnolo prodotto dall'azienda D'Ataud' S

49% servizio di base

13% COMPLEMENTI

17% IMPOSTE INDIRETTE

alquanto barocche come del resto la maggior parte dei cofani. Per lo più si tratta di impiallacciati (più maneggevoli e di minor peso) di forma spesso ovale o rettangolare con gli angoli arrotondati. Sono modelli tipicamente spagnoli che ritroviamo anche in America Latina. Gli spallati hanno una diffusione relativa e pare che la maggioranza delle bare sia ormai di provenienza cinese. 

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base (cofano, trasporto, camera ardente, pratiche amministrative, presentazione del corpo, catering…), 17% di imposte indirette; 13% di complementi ed il rimanente 21% per l’acquisto o l’affitto del loculo. Per fare qualche esempio i cofani vanno dagli 800 euro, i più economici, fino ai 20.000. Una corona costa attorno ai 150 euro, mentre una sepoltura con lapide può valere, nel Cementerio Sacramental de San Isidro, dai 1.000, per la più economica, ai 17.000 euro. Per ciò che riguarda i prodotti, cominciamo col dire che i carri funebri sono simili a quelli italiani. Le urne sono di vari materiali ma le più usate sono le “classiche” in metallo anche perché i contratti assicurativi forniscono i modelli più economici in acciaio, più resistenti agli urti rispetto ad altri. Da segnalare che in un mondo sempre più “verde” risultano in aumento le urne biodegradabili. Le imbottiture sono

21% ACQUISTO/affitto DEL LOCULO

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Ripartizione del costo di un funerale in Spagna

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STATISTICHE

 Mémora

è una delle più grandi realtà aziendali del settore funerario in Spagna

Le imprese funerarie sono 1.435 (fonte: Panasef del 25/10/2016). Più della metà (724) fatturano una media di 300.000 euro all’anno. Si tratta in maggioranza (94%) di imprese medio-piccole a carattere familiare, operanti in aree geografiche limitate. Seppure sia evidente una tendenza alla concentrazione orizzontale volta allo sviluppo di imprese di maggior dimensione operanti su zone più estese, solo 8 di esse (lo 0.5%) superano i limiti locali e detengono il 21% del volume d’affari. 3 di esse appartengono, nel quadro di un’integrazione verticale, a gruppi assicurativi attivi nel ramo decessi. Integrazione verticale che il regime vigente non proibisce con sufficiente chiarezza anche se va contro i regolamenti che vietano agli assicuratori l’esercizio di un‘attività diversa da quella statutaria. Il forte potere negoziale che scaturisce dalle importanti quote di mercato detenute, garantisce loro una posizione leonina con tutte conseguenti distorsioni del mercato a livello della concorrenza. Il tutto a scapito del cliente finale: come sempre è Pantalone a pagare! La parte del leone la fa Memora, unica tra le maggiori quattro a

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Imprese funebri non avere un’assicurazione dietro alle spalle. Appartiene al fondo di investimento britannico “3i” che nel 1998 acquistò il 49% del capitale della municipale di Barcellona SFB - Serveis Funeraris de Barcelona. Altre acquisizioni si sono succedute nel tempo, anche in Portogallo, e fonti finanziarie autorevoli valorizzano gli investimenti totali di 3i in 350.000.000 di euro. Possiede 125 tanatorios in 21 provincie, 26 crematori e 23 cimiteri. Il giro d’affari annuale si aggira attorno a € 180.000 con 50.000 servizi (l’11% del mercato). Il fondo d’investimento pare intenzionato (come riportato nella rivista Cronica Global, nonostante le smentite della direzione) a cederla per circa € 550.000.000 (con un plusvalore di circa € 200.000.000) visto che si parla molto di una eventuale ri-municipalizzazione dei servizi funerari di Barcellona e León (a Madrid ciò è già stato fatto da poco) i cui consiglieri stanno riflettendo su come restituirli al servizio pubblico. Le offerte fatte ad alcune assicurazioni e ad altri operatori finanziari non avrebbero avuto riscontri positivi. Altre imprese di rilievo: Albia appartiene alle assicurazioni

Santa Lucia che hanno proceduto recentemente ad un aumento di capitale di € 90.000.000 - portandolo a € 390.000.000 – per acquistarla. Possiede 122 tanatorios, 20 cimiteri e 34 forni crematori. Fatturato 2016: € 115.000.000. Funespaña (del gruppo Mapfre molto presente anche nelle Americhe). Detiene 140 tanatorios 28 cimiteri e 17 crematori per un fatturato di circa € 100.000.000. Fino a poco fa deteneva il 49% della Empresa Mixta de Madrid ma alla scadenza della concessione (il 15/09/2016 dopo 50 anni) il Municipio ha ripreso il 100% ridivenendo Empresa Municipal de Servicios Funerarios y Cementerios de Madrid. L’azienda opera anche in Argentina e possiede il cimitero monumentale di Kerepesi (Kerepesi Temető del 1847) a Budapest, senza dubbio uno dei più grandi, belli e suggestivi d’Europa. Importante è anche Servisa (del gruppo assicurativo Ocaso) con una cinquantina di tanatorios e 10 crematori. A seguire altre di dimensioni più contenute come: Interfunararias con una cinquantina di localizzazioni, Asv Funeser, Parcesa Parques de la Paz, Áltima Serveis Funeraris. 


In poche parole

UN’AZIENDA 100% ITALIANA.

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FOCUS DONNA

Protagoniste di primo piano di RAFFAELLA SEGANTIN

Intervista a Cinzia ed Elisabetta Rota, creatività e dinamismo della Rotastyle srl

“La nostra è un’azienda a carattere familiare di lunga tradizione: le sue radici risalgono al lontano 1830, quando venne avviata un’attività nel campo dell’ebanisteria d’arte. Sono trascorsi quasi due secoli durante i quali di padre in figlio non si è trasmessa solo l’attività, ma anche i valori e gli ideali che la sottintendono, rimasti invariati nel tempo: combattività, ambizione, dinamicità e volontà di distinguersi. Oggi Rotastyle si differenzia nel settore funebre per la sua cifra stilistica che conferisce estremo rispetto al defunto. In un

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Rotast yle è un fiore all’occhiello del made in Italy di alta gamma, sinonimo di qualità, eleganza e pregio artistico. Abbiamo chiesto alla signora Cinzia Rota di accennare brevemente la sua storia.

mix di innovazione, ingegneria e creatività prendono forma cofani, urne, elementi d’arredo ed accessori, in molteplici fogge con originali decori, in coerenza con la missione aziendale racchiusa nel motto l’Arte del Prezioso Ricordo”. Ed è proprio Cinzia Rota a portare in azienda il mondo dello stile curando l’ideazione di tutti i prodotti, unendo tecnica ed ispirazione ad un’attitudine innata. “Fare qualcosa che nessuno ha mai fatto, vedere cose che tutti vedono e pensare ciò che nessuno ha mai pensato – sintetizza Cinzia con una famosa citazione. - La mia esperienza nell’arte funeraria è cominciata con la perdita della mia mamma che se n’era andata a soli 48 anni dopo tante sofferenze, come se si fosse tolta da una gabbia che ne limitava l’infinito. Dal dolore può nascere una

rosa ...così ho avvertito la necessità di racchiudere degnamente chi si ama, perché avvolgere chi è stato importante per noi è l’ultimo dono d’amore. È sempre stata la natura con la sua capacità di rigenerarsi ad ogni stagione o con il fascino misterioso del vento che fa sì che nulla rimanga immutato, a toccare le corde più intime del mio essere, generando pensieri profondi e sensazioni uniche che trasferisco nelle mie esecuzioni. ‘La vita è come un fiore... Basta un alito di vento per portarla via’ È così che nasce Pensiero d’amore il cofano di ricercato design impreziosito dai pregiati intarsi in metalli e madreperla halliotis e legni di valore. Ma torniamo agli inizi della mia carriera: in quegli anni all’azienda mancava un venditore e così ho preso in mano la valigetta con tanta incertezza, ma anche con una forte volontà di riuscire. 


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Elisabetta e Cinzia Rota

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FOCUS DONNA

Cofano e urna "Pensiero d'amore" e set "Forever oro" by Cinzia

Anche Elisabetta, la rappresentante femminile dell’ultima generazione Rotastyle con un’importante ruolo nel management aziendale, ci racconta della sua esperienza in azienda. “Terminati gli studi sono entrata nell’impresa di famiglia occupandomi in parte dell’amministrazione ed in parte del mercato estero in qualità di sales manager, parlando inglese, francese e tedesco. Con Cinzia amo condividere il design ed inoltre se-

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Devo ringraziare tutti i miei clienti mi hanno facilitato il compito accettandomi nelle loro case, considerandomi da subito un’amica. Quanta strada ho percorso! Le strisce tratteggiate sull’asfalto sono sfrecciate veloci, come gli alberi ed i campi che mese dopo mese si facevano ora brulli ora fioriti! (Cosa sono le stagioni se non i nostri pensieri che mutano nel tempo!) I miei figli nel mentre si son fatti grandi, quanto tempo ho negato loro! Ora fanno entrambi parte dell’azienda occupando ruoli di rilievo: Paolo, divenuto ingegnere, cura la logistica e la progettazione assieme al padre, mentre Elisabetta, diplomata in lingue, cura il mercato estero”.

guo l’immagine aziendale, occupandomi dei redazionali in lingua e della realizzazione dei cataloghi. Credo che questo settore abbia una grande necessità del tocco femminile per apportare, grazie alla sua particolare sensibilità, raffinatezza e bellezza. Mi soffermo spesso a pensare che siamo stati i primi a proporre cofani con pregiate lavorazioni di intarsio,  Collezione

"Ali nella luce Blu"

con decori diversi rispetto alle proposte un po’ tetre di quei tempi, e se guardo oggi quanto abbiamo scosso e provocato il mercato…. ne sono assolutamente fiera! In occasione di un incontro con il giudice, per difendere la nostra proprietà industriale ed intellettuale, lo stesso mi ha riferito che non pensava esistessero così tanti modelli e di così elevata qualità.


Tante le novità proposte al mercato dalla nostra azienda che spaziano dagli elementi di arredo ad una nuova linea di croci ed accessori…”

composizione "Il percorso del tempo"

sassi e ferro battuto, è frutto di percezioni che hanno dato vita a questi versi che accompagnano i prodotti: I sassi ascoltano silenziosi i racconti della gente, i loro pensieri, i loro sogni…. raccolgono il percorso del tempo ed il volo dell’anima”. “Ogni elemento è il risultato di un processo creativo che passa attraverso la riflessione e l’introspezione – ci conferma Cinzia – tuttavia, per trasformarsi in qualcosa di bello ed utile, in un oggetto che sappia comunicare emozione, richiede grande tecnica e capacità. Per questo ho la fortuna di essere attorniata da una squadra che mi sostiene e che sa interpretare con competenza e maestria le mie idee”.

L’incessante ricerca di nuove forme e materiali non poteva fermarsi a cofani, urne o ad elementi d’arredo: nasce così la nuova linea di accessori che si ispira al mondo del gioiello e dell’arte, che si traduce in croci, rametti ed oblò decorativi per infinite soluzioni. L’istinto creativo di Cinzia e la dinamicità imprenditoriale di Elisabetta

formano un’accoppiata vincente che arricchisce il mercato di sempre nuove proposte, tutte di assoluto livello e rigorosamente made in Italy. Rincontreremo le protagoniste di Rotastyle a Tanexpo 2018 dove siamo certi che ancora un volta sapranno stupire con la loro produzione di alto design. 

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La poesia è il filo conduttore di ogni pezzo ispirato da un’immagine di forte impatto emotivo, come la serie “Ali nella luce Blu”, caratterizzata da forti richiami simbolici: la rosa, emblema della vita terrena, il nastro che rappresenta il legame che ci unisce ad essa e la farfalla, metafora dell’anima che migra verso un’altra dimensione. Anche la collezione “Il Percorso del tempo”, una originale lavorazione di

 Particolare della

 Particolare del decoro "L'Albero

della vita" nel cofano Infinity  Particolare della croce

"Ritmo del Cuore"

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Rotastyle applica il design per migliorare l’estetica, per rendere unica l’esperienza e il ricordo di un rito di passaggio, con risultati sorprendenti. Signora Cinzia, dove trova tanta ispirazione? “La creatività è per me qualcosa di assolutamente spontaneo, una necessità alla quale devo dare sfogo. Parto da idee o incontri causali, poi, quando lavoro sui prodotti, tutto riemerge con grande forza, fondendosi in un percorso armonico. Quel fiore, un decoro ammirato in chiesa, il brano di una poesia, un quadro famoso… , tutto si combina con l’urgenza della mia anima di esprimere la bellezza”.

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Al servizio del “sentimento della morte” di RAFFAELLA SEGANTIN

Intervista a Cristina Zega, titolare a Roma della storica impresa Funeraria Officia Roberto Zega

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Il viaggio esplorativo nell’universo femminile del comparto funerario fa ora tappa nella Capitale, dove abbiamo incontrato la Signora Cristina Zega, a capo dell’impresa Funeraria Officia Roberto Zega, una delle più importanti di Roma, famosa per celebrare le esequie anche di molte autorità istituzionali. Approcciamo la Signora Cristina con la domanda di rito, chiedendole informazioni sulla sua scelta di lavorare in questo campo e sul suo percorso professionale.

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“Svolgere l’attività di impresario funebre era, in verità, l’ultimo dei miei pensieri. Avrei voluto fare il medico o l’avvocato, ma la vita, a volte, ci mette davanti a delle situazioni inattese che ci portano a cambiare strada. Nel mio caso non ho dubbi nel definire questo mutamento di rotta una scelta felice. Sono così entrata in quella che definisco un’attività di famiglia, perché è proprio nella famiglia che risiede la forza della nostra impresa: prima la mia mamma con il mio papà e noi tre figli, ora io, mia sorella, mio marito, e i nostri figli, coadiuvati dalla nostra ineguagliabile squadra di collaboratori”.


 Funerale di Stato ai caduti

di Nassiriya  Insegna della storica impresa Funeraria Officia Roberto Zega  Crisitna Zega

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La vostra Impresa ha una lunga tradizione ed è una tra le più prestigiose della capitale e non solo… “La prima società Zega è stata fondata nel lontano 1903 dai miei bisnonni. Da allora la famiglia è sempre rimasta nel campo funerario. Nello specifico l’attuale società è stata costituita nel 1984 con la separazione tra mio padre Roberto e mio nonno Armando: un distacco, come spesso avviene, dovuto ad un forte conflitto generazionale che vedeva due mentalità fermamente contrapposte nelle scelte e nelle idee, tanto da creare un divario incolmabile. La società di mio nonno era allora tra le più importanti e conosciute in tutta Europa;  OLTRE MAGAZINE

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FOCUS DONNA

oggi, purtroppo, non ne rimane che il nome, poiché è stata ceduta a terzi. Noi ancora adesso non la eguagliamo nella forza lavoro impiegata e nel numero dei servizi che allora svolgeva, ma negli anni, grazie alla grande signorilità e professionalità di mio padre attorno a noi si è creato un grande consenso”.

La Funeraria Officia Roberto Zega è molto nota anche per essere l’impresa che svolge i funerali di personalità pubbliche della vita sociale e politica del Paese. “Siamo molto conosciuti a Roma, tanto che si ha quasi l’impressione che ci siamo da sempre. Ciò è dovuto anche al fatto che il nome dell’Impresa Zega è legato ai servizi funebri di personaggi illustri: da attori ed attrici a ex Presidenti della Repubblica. Siamo i maggiori referenti dello Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa e della Corte Costituzionale. Dai tragici fatti di Nassirya del 2003 ad oggi, ho curato di persona tutti i Funerali di Stato e i Funerali Solenni dei nostri militari deceduti per attentato in zone

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E lei quando è entrata in azienda? “Dal 2003 sono alla guida di questa società con mia sorella Johanna e mio marito Franco, ma ho iniziato a con i miei genitori nel 1990, come part-time nell’ufficio contabile. Poi piano piano il mio ruolo si è diversificato. Noi lavoriamo molto con l’estero e, parlando altre due lingue, sono diventata la traduttrice ufficiale dell’azienda. Così ho cominciato a rapportarmi con i familiari dei defunti stranieri e ad intraprendere frequenti viaggi all’estero scoprendo un modo completamente diverso di concepire il nostro lavoro: non più un servizio funebre ma quello che gli inglesi chiamano il Take Care, ovvero il ‘prendersi cura’. Mentre qui in Italia, ancora oggi, la nostra professione non viene vista di buon occhio, all’estero diventavo una persona speciale perché ero al servizio del ‘sentimento della morte’”, citando le parole di un mio caro amico.

 Funerali di Stato degli Alpini

caduti in Afganistan

di guerra. A volte andiamo personalmente sul posto per recuperare le salme, come è accaduto in Libia e a Dacca. Abbiamo anche seguito numerose cerimonie ufficiali di diversi ex presidenti di Corte Costituzionale nonché di ex Presidenti della Repubblica. Il nostro vanto personale è di essere tra le pochissime società strutturate e l’unica in grado di eseguire in maniera completa e totalmente autonoma allestimenti per le cerimonie funebri delle basiliche più importanti di Roma come Santa Maria degli Angeli o San Paolo. Per questo usiamo materiali nostri, studiati a preparati appositamente e personalmente da me e da mia sorella”. Pensa che nell’impostazione della vostra Impresa sia percettibile il tocco femminile? “Credo che l’eleganza e la cura del dettaglio siano gli elementi che maggiormente contraddistinguono le donne dagli uomini. Noi abbiamo una sensibilità di cui, a volte, gli

uomini sono carenti. Io, ad esempio, dedico particolare attenzione alla cura della salma e al rapporto con le famiglie. Personalmente non accetto mai un no, nemmeno quando mi dicono che il corpo di un defunto non è presentabile. Ritengo che ci sia sempre, o quasi, un modo per intervenire e dare a chi rimane il conforto di salutare per l’ultima volta il proprio caro nel modo più sereno possibile. Ritengo che questo sia il mio dovere, soprattutto da quando ho capito che essere donna significa essere dotata di una maggiore comprensione ed intuizione. A volte è difficile perché le situazioni sono ardue, come quando si ha a che fare con i familiari di un ragazzo morto per incidente, o di una persona vittima di un attentato. Io ho scelto di essere al loro fianco perché, ho scoperto di avere una capacità innata a relazionarmi con chi soffre, offrendo sostegno e aiuto. Riesco sempre a prenderli per mano ed accompagnarli in questo terribile percorso, guadagnandomi la loro fiducia a dando loro la certezza che non sono soli, che sono lì per risolve-


re qualsiasi problema, per prendermi cura di loro e del loro caro. Ricevo tantissimo da tutti. Con alcuni si è instaurato un rapporto così profondo che dura nel tempo, tanto che, anche a distanza di anni, ci vengono a trovare in ufficio, ci fanno gli auguri di Natale... Devo inoltre dire che nessuna famiglia si è mai trovata in imbarazzo nel vedere che sono una donna, anzi l’empatia è più semplice, a volte quasi immediata”. C’è qualche esperienza che non dimentica? “Di episodi rimasti nel mio cuore ce ne sono tanti, tutti singolari, tutti profondi ed estremamente commoventi. Uno in particolare. Era sera tardi, ci trovavamo presso l’obitorio del Verano dove avevamo appena rimpatriato un nostro caduto da una zona di guerra, situazione, come si può facilmente intuire, estremamente dura e delica-

PALETTO DA TERRA PROVVISORIO

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ta. La tensione era tanta. Il fratello del defunto mi raggiunge e mi chiede se potevo parlare con suo nipote, un ragazzo dolcissimo di quindici anni figlio del militare ucciso, perché aveva delle richieste da farmi e i familiari non riuscivano a fargli capire che alcune erano inesaudibili. Raggiungo il ragazzo, lo ascolto, non gli dico di no, lo rassicuro che avrei fatto di tutto per realizzare quello che mi chiedeva e che, anche se dovevo modificare qualcosa, il suo papà sarebbe stato perfetto. Una volta chiuso e caricato il feretro sull’auto funebre si parte, come da prassi il carro davanti e subito, a seguire, la vettura con i familiari. Ad un certo punto la macchina si ferma, il ragazzo scende, mi chiama, corre verso di me, mi getta le braccia al collo e mi dice: ‘Grazie, papà era bellissimo!’ Ancora oggi mi commuovo come allora, e non dimentico nulla. Come potrei!”. 

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NEWS PRODOTTI

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Le prestigiose Collezioni di Prima Bottega di RAFFAELLA SEGANTIN

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Presentate in anteprima a Miami Funer le Collezioni Urne di Prima Bottega Ebanisteria Italiana.

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Prima Bottega con le sue cre azioni uniche conquista il mercato nord e sud americano mediante la sua prestigiosa pre senza a Miami Funer, l’esposizione promossa da Tanexpo che si è tenuta dal 15 al 17 marzo nella famosa città della Florida.

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NEWS PRODOTTI

Abbiamo incontrato Francesco Pacini - figlio di Gianluca, il creativo italiano noto nella funeraria mondiale quale inventore di Scrigno del Cuore, Affresco e Preghiera – al ritorno dagli States dove il made in Italy di Prima Bottega Ebanisteria Italiana ha mietuto l’ennesimo suc-

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cesso lasciando stupiti ed ammirati i visitatori di Miami Funer. “Ricevere complimenti e immediati ordini da mercati così lontani, sia fisicamente che come mentalità e gusto estetico, è una conferma ulteriore che il percorso intrapreso dalla nostra azienda è quello giusto e che nostri prodotti unici piacciono perché prima che belli, sono diversi da tutti gli altri ed in più hanno un prezzo accessibile a tutte le Imprese di onoranze funebri, ovunque ubicate”. A Miami Prima Bottega era presente con tutti i cofani: il famoso Scrigno del Cuore, il concept immediato ed

elegante di Preghiera, e l’incomparabile Affresco, dove la maestria artigiana si fa arte. Ma non solo casket e coffin: in anteprima mondiale sono state presentate le collezioni di urne abbinate alle tre linee di cofani. “Con il lancio di Affresco il mercato ha conosciuto una fase di rinnovato vigore - ci spiega Pacini - e molte sono state le sollecitazioni, giunte da più parti, di poter avere anche l’urna in abbinamento. Così con il nostro staff ci siamo messi a studiare una collezione che rispondesse alle esigenze delle imprese e che al tempo stesso rispettasse i canoni dell’idea originale espressa nel cofano”.


Il risultato è una straordinaria serie di urne di design declinate sulle linee di Scrigno del Cuore, Affresco e Preghiera che conquistano subito per la loro classe ed equilibrio. “Abbiamo puntato su un design pulito e potente: un cubo, che pur nella perfezione della sua forma essenziale è di complessa e delicata realizzazione. Ogni pezzo è montato su una base in legno pregiato di diversa essenza e tonalità: un elemento di arredo che con la sua funzione di appoggio tiene l’urna in sospensione conferendo ulteriore risalto alla sua unicità. Tutto ciò, come sempre, interamente prodotto a mano da esperti artigiani nel nostro stabilimento alle pendici del Gran Sasso d’Italia”.

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Una selezione della Collezione Urne Affresco

Chiusa con successo Miami Funer, l’azienda abruzzese ha nel frattempo già riconfermato la presenza a Tanexpo 2018 alimentando una crescente attesa da parte degli operatori di poter visionare dal vivo le creazioni uniche di Prima Bottega Ebanisteria Italiana. 

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Ecco quindi le Urne di Prima Bottega Ebanisteria Italiana: Scrigno del Cuore con i suoi cuoricini incisi da prendere e conservare come ricordo e Preghiera che riporta versi di preghiere della tradizione cristiana oppure dediche rivolte ai propri cari. Ma sono le urne della Collezione Affresco ad incantare sia per la varietà di soggetti sia perché sono autentici manufatti d’arte che riproducono con la tecnica muraria dell’affresco immagini sacre tratte dai cicli pittorici dei grandi maestri del medioevo, primi fra tutti gli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova ad opera di Giotto. “Con questa linea di urne – conclude Pacini – abbiamo voluto ancora una volta offrire ai nostri clienti un prodotto esclusivo e di grande impatto emotivo che conquista gli utenti e rappresenta il miglior mezzo per distinguersi nel proprio territorio da tutti gli altri loro concorrenti”.

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ATTUALITà

Morire con un click Di DANIELE FOGLI

Facebook lo ha definito un “terribile errore”. Pochissimi mesi fa il notissimo social net work ha listato a lutto i profili di circa due milioni di utenti ancora in vita (tra cui anche quello del fondatore Mark Zuckerberg), facendo partire una marea di messaggi di cordoglio e alimentando paura per la sorte dei propri cari tra amici e conoscenti dei “presunti defunti”. E, poi, tutti i

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Che cosa avviene ai nostri profili social dopo la nostra scomparsa? Come può continuare a vivere il ricordo tramite il web? Che cosa si intende per l’identità digitale e per diritto all’oblio?

“revenants” a postare, tra un gesto apotropaico e l’altro, messaggi, video e tweet per dimostrare online che si era ancora in vita. Facebook si è prontamente scusato con gli interessati e la comunità, ma la frittata oramai era fatta. A dire il vero, non si è mai capito se fosse stato

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un errore o un attacco di hacker. O ancora una mossa pubblicitaria. Fatto sta che di questa morte digitale erronea se ne è parlato il suo giusto! Per chi non fosse pratico di social network, è bene sapere che il messaggio in memoria dei defunti venne introdotto da Facebook nel 2015, a seguito della richiesta di alcuni familiari di persone decedute che avevano chiesto di poter accedere ai social account degli scomparsi. Gli utenti hanno oggi la possibilità di scegliere, dopo la morte del titolare del profilo, se trasformare l’account in una ‘memorial page’, dove gli ‘amici’ possono lasciare messaggi e condividere ricordi, oppure optare per la morte del profilo stesso, facendo cancellare completamente l’account. Dal febbraio 2016, inoltre, Facebook

consente di designare una sorta di “esecutore testamentario digitale” che ha il compito di decidere il da farsi del profilo del defunto, se questi non aveva provveduto anzitempo. Vi sono già diversi siti che forniscono ai parenti dei defunti la competenza per …. accompagnare alla morte i profili Facebook (e altri). Spesso si accontentano di una modica somma di denaro, talvolta con l’intermediazione dell’impresa funebre. Al giorno d’oggi sempre più persone hanno vite parallele: quella reale e quella digitale. Quando si muore nella vita reale, occorre poi far cessare anche quella digitale! Ma c’è pure chi non vorrebbe morire o far morire un profilo, o meglio, una persona sul web. 


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ATTUALITà

Anzi, il web sembra il luogo adatto per far permanere il ricordo di una persona cara scomparsa. Mah! … Forse che in un passato non esistevano sistemi di ricordo di un defunto? Certo che sì! Pensiamo al sistema più noto: l’abbigliamento a lutto dei familiari, con vestiti che, portati per un certo periodo di tempo, ricordavano a chiunque li incontrasse che era morta una persona cara. I cartelli con la scritta “chiuso per lutto” in certe attività, i necrologi sulla stampa, le epigrafi mortuarie sui muri o le bacheche ed altro ancora. E come non rammentare i gioielli del lutto? Spille con o senza ciocche di capelli del deceduto, anelli con strani teschietti o iniziali del defunto incisi... ve ne sono di splendidi! Confesso, di aver partecipato ad una asta online per accaparramene uno, ma la reazione della moglie all’arrivo del gioiello non è stata proprio positiva! Da cosa sono stati sostituiti nella società moderna questi sistemi di ricordo? L’interferenza generata da Internet e dall’uso di smartphone e computer amplia sempre più la nostra immaginazione, modificando allo stesso tempo la percezione che

abbiamo della morte, e tra reale e virtuale. Nascono così siti dedicati alla memoria, che vanno dalla semplice necrologia digitale a veri e propri obituaries online, per arrivare a sepolture virtuali in cimiteri sul web. O ancora, esistono siti che sostituiscono le partecipazioni a lutto spedite per posta. Come www.mylastletter.co.uk in Gran Bretagna che offre un sistema di avviso tramite e-mail per notificare il verificarsi di un evento luttuoso ad un elenco di contatti. Ma se ci si vuole sbizzarrire basta consultare la lista che ci si è inventati in materia presente al sito www.thedigitalbeyond.com/ online-services-list. Ce n’è per tutti i gusti! L’uso degli smartphone incide anche all’interno dei cimiteri, introducendo nuove possibilità, affiancandosi, per il momento, al tradizionale ricordo della foto e della dedica sulla lapide.  QR code

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applicato alla lapide permette un istantaneo accesso alle informazioni in rete

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È nato in Giappone e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo e anche in Italia, l’utilizzo di QR code applicati alle tombe, leggibili da uno smartphone. che si connette per sapere vita, … morte e miracoli di quel particolare defunto. E, come le lapidi che i posteri ci hanno lasciato nei cimiteri abbondano di madri esemplari, mariti fedeli e onesti lavoratori, anche questi ricordi digitali fanno apparire, quasi sempre, il solo lato bello di quello che queste persone sono state o hanno fatto in vita . Mai che qualcuno venga ricordato come un considerevole rompiscatole, un marito che ben poco aveva di esemplare, un tirchio incallito …. Una reputazione da salvare ad ogni costo anche con i mezzi elettronici! 


PA G I N A

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ATTUALITà

E, per concludere, due parole sull’identità digitale, un concetto non ancora chiaramente definito dalla legge. Nel mondo reale, l’identità è definita dallo stato civile: nome, cognome, data e luogo di nascita. I primi due sono determinati dai genitori. L’autorità che certifica l’identità è lo Stato, attraverso la sua articolazione comunale (che è lo stato civile). Sul web, invece, non c’è nessuna autorità: chiunque può creare, a sua discrezione, una o più identità. Anche e-mail o account plurimi. Sono innumerevoli le notizie (e purtroppo anche le bufale) che percorrono la rete, come i giudizi, spesso non lusinghieri, su una data persona. E allora si affaccia prepotentemente la necessità di discutere di un “diritto all’oblio”,

la cui applicazione pratica significherebbe, tra l’altro, la chiusura dei vari profili social a seguito di una morte. Il diritto di dimenticare proviene da diverse disposizioni della direttiva europea del 24 ottobre 1995 in materia di tutela della privacy, integrate con il Data Protection Act del 6 gennaio 1978. Esse prevedono che la conservazione dei dati personali in un computer sia limitata nel tempo. La pratica dimostra come la faccenda sia molto più complessa. Molto spesso non si leggono le clausole iniziali dei contratti che permettono l’uso delle piattaforme social. E, in molti casi, non ci si accorge di aver dichiarato nei termini e condizioni iniziali che tutti i dati condivisi sul sito diventano

di proprietà della società proprietaria del sito, che ha quindi il diritto di utilizzarli, pure dopo la morte dell’interessato, anche a fini commerciali. Anche se viene eliminato un account, come ad esempio su Facebook, i dati personali restano comunque memorizzati nell’immenso database della società proprietaria. E la società proprietaria dal canto suo si difende affermando che, essendo i suoi server in territorio extra europeo, non è tenuta ad osservare le direttive europee. Insomma, dovranno passare ancora vari anni e varie leggi prima che l’effettivo diritto all’oblio possa diventare realtà, facendo morire per davvero dopo l’identità reale anche quella digitale. 

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PARLIAMO DI...

Al servizio delle Imprese Di RAFFAELLA SEGANTIN

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L’incontro con Giancarlo Armaroli che illustra la storia e l’attività del Centro Servizi Rip Service di Bologna a dieci anni dalla sua nascita.

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Rip Service è uno dei maggiori Centri Servizi d’Italia, sicuramente il più grande dell’Emilia Romagna. Ce lo conferma con soddisfazione il suo fondatore, Giancarlo Armaroli, con cui recentemente, tra un impegno e l’altro della sua nutrita agenda, abbiamo avuto modo di fare una bella chiacchierata.


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“Sono nel settore da sempre, – ci ha spiegato raccontandoci gli esordi della sua attività - ho cominciato a lavorare con mio padre fin da adolescente nell’impresa di onoranze funebri Armaroli &Tarozzi, oggi la realtà più importante della città di Bologna. All’epoca siamo partiti dal nulla, riempiendo spazi lasciati liberi delle agenzie più importanti, costruendoci le nostre opportunità e creandoci così una nostra fetta di mercato. L’istinto di guardarci attorno per capire se ci fossero strade non ancora percorse o esigenze a cui il mercato non aveva ancora dato risposta, non è mai venuto meno ed è proprio da questa ininterrotta analisi che nel 2006 è stata costituita la RIP Service”. 

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Un servizio innovativo a disposizione degli impresari che hanno la garanzia di un partner affidabile su cui contare per un supporto a 360 gradi. “Siamo nati per erogare tutti quei servizi che una piccola o media agenzia a volte non è in grado di far fronte in maniera autonoma. Dalla RIP Service è stata creata anche la società consortile Last Service che aggrega tutte quelle imprese che per le loro dimensioni contenute, in termini di numero di addetti, automezzi ed altro, secondo le nuove normative non potrebbero altrimenti operare. Sono circa 80 le imprese funebri ad oggi associate a cui forniamo personale e servizi di qualsiasi tipo, anche contabile”.

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PARLIAMO DI...

Cosa comporta tutto questo per la vostra attività? “Tradotto in lavoro, ciò significa 35 dipendenti, 25 automezzi, compresi alcuni degli ultimi modelli Maserati, un magazzino di circa 600 cofani, per un totale di 7.000 servizi funebri all’anno distribuiti su un territorio piuttosto ampio 

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 Giancarlo

Armaroli  Uno dei modelli Maserati presenti in azienda


TUTELIAMO IL DANNEGGIATO. INSIEME. Come te, affianchiamo con la massima serietà e umanità chi deve affrontare un lutto inaspettato, offrendo un servizio in grado di tutelare al meglio vittima e familiari coinvolti. GIESSE è leader nel risarcimento danni con 42 sedi in tutta Italia. In oltre 20 anni di esperienza ha risarcito con successo più di 3.000 danni da morte, acquisendo una competenza unica. Scopri le video-testimonianze sul nostro sito www.giesse.info e se ti riconosci nei nostri stessi valori, unisciti e collabora con noi. WWW.GIESSE.INFO


PARLIAMO DI...

Progetti per il futuro? “Una struttura come la nostra non può certo permettersi di fermarsi! Una delle prossime realizzazioni sarà l’apertura di un magazzino a Ferrara, da affiancare alla sede locale, per avere disponibilità diretta di materiale. Altre iniziative sono in fase di studio per essere sempre al passo con i tempi e con le necessità delle imprese”.

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che spazia in tutta l’Emilia Romagna e non solo. Abbiamo sedi satellite dislocate in più città come Imola e Modena, per agevolare e servire al meglio i nostri associati. RIP Service non è una struttura chiusa che si prefigge di fornire supporto alle proprie imprese, ma è aperta a tutti coloro che hanno interesse e necessità di avvalersi delle prestazioni di un centro servizi fornito e in grado di risolvere qualsiasi problema con efficienza e celerità”.

A dispetto sia a capo di una realtà di grande rilevanza, Giancarlo Armaroli può essere senza dubbio definita una persona estremamente “alla mano”, amante della vita semplice e della

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 Il magazzino

dei cofani

 Dipendenti di

RIP Service al lavoro

campagna di cui ostenta con orgoglio le proprie origini e a cui dedica ogni momento libero. Negli anni il suo modus operandi, basato sull’immediatezza dei rapporti umani e su valori che hanno guidato fin dall’inizio la sua attività, è rimasto immutato: alla tecnologia continua a privilegiare lo scambio diretto, tanto che sulla sua scrivania fa spicco l’assenza voluta di un computer o di ogni altro strumento elettronico. Sembra quasi un controsenso ma evidentemente crescere rimanendo fedeli a se stessi non solo è possibile, ma è un principio che dovrebbe guidare le scelte di ognuno. 


Scegli la libertà Nessun intermediario

Sempre connessi

Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.

Gestisci i tuoi iscritti attraverso il portale del Registro Italiano Cremazioni. L'impresa funebre ha infatti a disposizione un'area riservata ove caricare i documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare gli attestati di cui ha bisogno.

Essere protagonisti

P. G. alberto rigoni

Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.

Padroni delle proprie scelte Il Registro Italiano Cremazioni non promuove funerali low cost e non impone politiche di prezzo sul servizio funebre, non prende contatti con la clientela dell'agenzia funebre, non promuove azioni di marketing ad insaputa dell'impresa. Inoltre, concede l'uso gratuito del marchio e del logo per la tua pubblicità: ma non ti impone di fare nemmeno quella.

Nessun vincolo Contattaci per conoscere i costi di associazione: approfitta della campagna promozionale e unisciti al Registro Italiano Cremazioni. Puoi provare gli strumenti del Registro gratuitamente per 40 giorni e quando ti associ non hai nessun obbligo di rinnovare l'iscrizione per l'anno successivo.

Via Carlo Poma, 37 - 20129 Milano tel. 02 872 144 14 - fax 02 872 144 15 registro@registroitalianocremazioni.it registroitalianocremazioni.it


FORMAZIONE PROFESSIONALE

Opportunità per acquisire nuove competenze di RAFFAELLA SEGANTIN

La nostra società è sempre più protesa alla ricerca di servizi accurati e personalizzati e chi vive l’esperienza della morte non fa eccezione.

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I corsi organizzati della Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria: un utile strumento per professionalizzare e qualificare l’attività dell’impresario funebre.

L’affidamento delle spoglie dei propri cari ad un’impresa di onoranze funebri piuttosto che ad un’altra è una decisione molto delicata che investe la sfera psicologica oltre che quella pratica. La famiglia colpita dal

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lutto si aspetta un interlocutore sensibile e preparato in grado di trattare la salma con il dovuto riguardo e di organizzare una cerimonia di commiato con i giusti tempi e modi affinché il momento del distacco avvenga nella maniera meno traumatica e più serena possibile. La Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria si propone di erogare, secondo i più evoluti standard

europei, una formazione specialistica attraverso moduli di eccellenza su diversi argomenti, tutti indispensabili per una maggiore e migliore qualificazione delle professioni funerarie e cimiteriali. Nei suoi sei anni di attività ha registrato sempre maggiori consensi, con un aumento significativo delle iscrizioni. Sono dunque numerosi gli operatori 


 Tanatoestetica I Livello

Settembre 2016

 Tanatoestetica I Livello

Giugno 2016

 Tanatoestetica I Livello

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Novembre 2016

 Tanatoestetica I Livello

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FORMAZIONE PROFESSIONALE

Accogliendo le richieste degli stessi partecipanti, al modulo base si è aggiunto un secondo livello - riservato solamente a coloro che hanno frequentato il primo corso - specificamente dedicato al make-up funerario (prossime date 20-22 maggio). È ora in fase di programmazione un terzo step dove verrà approfondito quanto appreso nei precedenti corsi, con la novità di poter svolgere la parte teorica comodamente online per riservare alla pratica ampio margine operativo. 

 Tanatoestetica I Livello

che ad oggi hanno partecipato ai vari corsi e molte sono le attestazioni di apprezzamento e di stima ricevute. Il format che riscuote maggiore successo è quello incentrato sulla tanatoprassi e tanatoestetica denominato “Nuovi Gesti – la figura professionale del tanatoprattore”, che intende approfondire tutte quelle tecniche per la cura, la preservazione e la presentazione della salma. Le lezioni, tenute dal professor Javier Eduardo Chavez Inzunza, tanatologo di fama internazionale e socio fondatore della International Academy of Thanatotechnologicial Studies, vengono condotte in modo empirico con l’applicazione immediata sul campo di concetti teorici, grazie alla possibilità di una sperimentazione diretta sulle salme. Per la sua alta richiesta, il corso è calendarizzato con frequenza mensile: prossime date 3-7 aprile e 15-19 maggio.

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Marzo 2017  Tanatoestetica II Livello Novembre 2016 Tanatoestetica II Livello Febbraio 2017


FORMAZIONE SPECIALISTICA PER UNA MAGGIORE E MIGLIORE QUALIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI FUNERARIE E CIMITERIALI

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I corsi sono a numero chiuso con un massimo di otto partecipanti. Per informazioni e iscrizioni:

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Con il contributo di


FORMAZIONE PROFESSIONALE

Un altro modulo di successo è “Nuovi Sguardi – La figura professionale del Cerimoniere”, diretto dalla professoressa Maria Angela Gelati, tanatologa e formatrice nelle materie collegate alla morte. Il corso è finalizzato all’acquisizione di strategie per gestire al meglio la “regia” di una cerimonia funebre imparando ad organizzare i tempi e gli spazi dei riti di commiato e, grazie ad approfondimenti sugli aspetti psicologici, ad interagire in modo appropriato con le famiglie in lutto, offrendo loro il sostegno e le rassicurazioni necessarie in questi difficili momenti. Anche in questo caso viene dedicata grande attenzione alla sperimentazione attiva con la simulazione di situazioni “tipo” a cui rispondere in maniera adeguata. Prossime date: dal 26 al 28 maggio.

ganizzazione degli spazi e dei servizi erogati, offre le condizioni ottimali per accogliere in modo continuativo i partecipanti ai corsi.

Sede privilegiata dei corsi è la prestigiosa Casa Funeraria Terracielo di Modena, una struttura che per l’eccellente standard delle sue dotazioni tecniche e per la perfetta or-

Qualora, tuttavia, un’impresa funebre preferisse formare il proprio personale senza dover affrontare i disagi e i costi di una trasferta e garantendo al contempo lo svolgimento della

normale attività quotidiana, sarà possibile organizzare il corso presso la propria sede. È già stato sperimentato con successo in diverse agenzie un modulo sui principi base della tanatoestetica, della durata di sei giorni, articolato in 30 ore di lezione, destinato ad un numero massimo di cinque persone. Potranno inoltre essere stilati programmi didattici su misura per soddisfare eventuali specifiche esigenze, da concordare direttamente con la direzione della Scuola.

 Cerimoniere

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Luglio 2016  Cerimoniere Ottobre 2016

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Per informazioni aggiornate vi consigliamo di consultare il sito internet www.formazionefuneraria.it oppure, per qualsiasi quesito e curiosità inerenti le proposte formative della Scuola, potete inviare una richiesta a: info@formazionefuneraria.it. 

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Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso

dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la

camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.

La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. AREZZO PET SERVICE S.r.l.s. Centro di Cremazione Animali Domestici Loc. San Zeno - Strada A n. 16 - 52100 Arezzo Tel: 0575 1645333 - Cell: 333 1207422 www.arezzopetservice.it

VEZZANI CREMATION marchio della Vezzani Forni Srl Via Mazzacurati 14 - 42122 Reggio Emilia - Italy - Tel. 0522 946036 - Fax 0522 947343 - www.vezzaniforni.it - info@vezzaniforni.it


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 Il mosaico rappresentante

Urano, la personificazione del Cielo con la coniuge Gea, la Madre Terra

Il cielo, sede privilegiata dell'aldilà di MIRANDA NERA

A mano a mano che l’idea mistica di questo luogo prendeva forma, il cielo è diventato dimora di gran parte degli dei, e questa condizione non è mutata neppure con il passaggio dal politeismo al monoteismo. Nei secoli per la grande maggioranza dei popoli le divinità primordiali positive si sono sempre divise in divinità celesti e divinità solari. Per i Greci Ouranos era il primo re dell’universo, il primo creatore di tutte le cose, chiamato anche con il nome di Dio-Cielo. Il suo culto sarà successivamente usurpato da Zeus, divinità più articolata e forse più interessante per gli uomini.  OLTRE MAGAZINE

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Il cielo è la rappresentazione dell’infinito, connotato da un’aura di mistero e ricco di sacralità. Sembra un concetto apparentemente banale ma fin dalle visioni primordiali la volta celeste è stata considerata dall’uomo primitivo un luogo sacro e trascendente.

È sempre stato oltretutto in forte contrapposizione con quella che era la finitezza dell’essere umano, fatto di carne e vulnerabile.

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Egitto e Grecia: la metafora dell’aldilà verso il cielo e dell’aldilà sotto la terra.

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Ogni popolo ha posseduto divinità celesti, tuttavia in Egitto ed in Asia il culto delle divinità solari è stato sicuramente più potente. Il Dio-Sole egiziano ha assunto diverse denominazioni ma è sempre stato generato dal medesimo principio. Atum, Horus e Ra nascono, infatti, dalla stessa matrice e denotano sempre caratteristiche analoghe. Il culto del Dio-Sole è presente soprattutto nella Quinta Dinastia ma si hanno nozioni riguardanti questo tipo di culto anche in epoche di gran lunga precedenti. Un esempio può essere dato dalla divinità primordiale Shu dio dell’aria e dell’atmosfera che verrà successivamente identificato con il sole. Ra aveva la sua dimora nel cielo e, guarda caso, era legato anche al culto della morte. Spesso era invitato a presenziare nella fase di giudizio delle anime. Questo indica come l’idea della morte fosse strettamente legata al tema dell’ascensione dell’anima verso il cielo. Il dio Ra è la personificazione del sole che tramonta di notte andando ad interagire con il regno dei morti, e che sorge al mattino riportando metaforicamente le anime in cielo.

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 Dettaglio del Papiro Greenfield

(ca. 950 a.C.) raffigurante Shu, al centro, in piedi sopra a Geb (la terra) mentre sostiene Nut (il cielo). British Museum.  Zeus, dio greco

Da un punto di vista architettonico, come abbiamo visto anche nei precedenti articoli, la piramide era l’immagine simbolica della scala che conduceva l’anima verso l’alto e quindi verso un cambiamento di sta-

to, attraverso un passaggio invisibile. Il mito dell’ascensione per mezzo della scala o anche della corda è molto diffuso nella cultura mondiale ed è uno di quegli elementi che non si è perduto nel tempo. Nella tradizione islamica si racconta della visione di Maometto e della scala che saliva dal tempio di Gerusalemme che si estendeva verso il cielo, in cui le anime dei defunti giusti salivano verso Dio. Ampi esempi vengono descritti anche nella religione cristiana come la salita di San Giovanni della Croce sul Monte Carmelo. È curioso notare che proprio per i Greci, padri spirituali di Ouranos, dio primordiale per eccellenza, la condizione soteriologica fosse assente. La soteriologia nell’ambito della storia delle religioni indica il cambiamento di situazione attraverso l’evoluzione e la liberazione da uno stato. Per i Greci, come per i Sumeri, questa condizione non esiste perché dopo la morte non si può aspirare ad un cambiamento di situazione. Si è costretti a vivere in un luogo triste e desolante che non è altro che una idea cupa della vita. Il dio greco Zeus, figlio di Crono, era un dio forte e vigoroso, che con lo scettro ed il fulmine comandava il regno dei cieli. Viveva nell’Olimpo, una montagna alta quasi tremila metri, posta al confine tra la Tessaglia e la 


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Macedonia. Anche il dio Ra è strettamente legato alla simbologia della montagna. Secondo la cosmogonia di Heliopoli, Benben era la montagna sacra emersa dalle acque dell’oceano ancestrale chiamato Nun, da cui la divinità suprema aveva generato il tutto. La forma fisica di questa pietra era riconducibile ad un cono che con ogni probabilità è diventato il modello di riferimento della piramide così come la conosciamo oggi.

 "Aenaes e la Sibilla nell'Ade",

Jan Brueghel Il Vecchio

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Le tesi che cercano di delineare le differenze tra l’oltretomba del popolo greco e quello del popolo egizio sono molteplici. Anche perché i modelli di riferimento e le visioni collettive sono cambiate nelle diverse epoche dando vita ad immagini spesso contrapposte. Il rituale fune-

rario nel mondo greco era un rituale di purificazione in cui il defunto veniva lavato ed unto con olio dalle donne della famiglia e la sua bocca veniva coperta da una benda o da una foglia d’oro. In Egitto al contrario era praticato il rituale di apertura della bocca, grazie al quale il defunto poteva nutrirsi e pronunciare le parole magiche che gli servivano per superare le porte dell’aldilà. Sempre in Grecia la successiva inumazione veniva talvolta sostituita dalla cremazione. Quando non era possibile

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 Antico Egitto:

la barca solare, viaggio verso l'oltretomba

seppellire il cadavere si seppelliva al suo posto una statua oppure una maschera. Fisicamente la tomba era importantissima: chi non la possedeva era destinato all’oblio. In Egitto bruciare il corpo del defunto significava bruciarne anche l’anima e quindi la cremazione non era una pratica contemplata. La differenza sostanziale però riguardava la visone della vita dopo la morte. Perché in Egitto coloro che non erano considerati puri venivano annientati dopo la pesatura dell’anima, mentre nella visione greca dell’oltretomba il defunto che aveva peccato in vita continuava ad esistere, ma veniva punito per un tempo infinito. L’Ade, regione dell’oltretomba, era posto nelle viscere della terra. Inizialmente tutti i defunti erano destinati all’Ade, costretti a vivere una vita eternamente ripetitiva. Al contrario, in una versione più antica, l’oltretomba in Egitto era posizionato in cielo, e le anime dei defunti erano rappresentate dalle stelle. Con il tempo l’idea cambia e diventa forse più razionale, ma il Faraone continua a salire, per mezzo della piramide, la sua scala metaforica per raggiungere quel Cielo trascendente e misterioso che ancora oggi rimane una componente importante del nostro immaginario e della nostra cultura religiosa. 


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Oltre Magazine n. 2 marzo/aprile 2017 by Oltre Magazine - Issuu