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MAGAZINE
OLTRE
PERIODICO
NUMERO 5 D E L L’ I M P R E N D I T O R I A
FUNERARIA
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CIMITERIALE
S E T T E M B R E - OT TO B R E 2015
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Sommario OLTRE MAGAZINE
PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
Bimestrale - Anno XV - n° 5 - Settembre-Ottobre 2015 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ:
Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
5 Editoriale
Carmelo Pezzino c.pezzino@oltremagazine.com SEGRETERIA DI REDAZIONE:
Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com
EVENTI
6 Un ghiotto antipasto per Tanexpo 2016
DIRETTORE RESPONSABILE:
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FIERE
20 Devota 2015
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30 Nuove opportunità per le imprese
REDAZIONE:
redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Claudia Grassi, Martina Mandrioli, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Nara Stefanelli, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano
36 “Preghiera”: Un nuovo brevetto europeo
WEBMASTER:
PA R L I A M O D I . . .
IL PENSIERO DI ...
Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com
42 E se fosse vero?
COMITATO SCIENTIFICO:
44 EFI NEWS
Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Marina Sozzi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano AMMINISTRAZIONE:
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52 Una nuova sala dedicata alla storia del territorio
Daniela Spitaleri
EVENTI
PUBBLICITÀ:
58 Essere
pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore. REGISTRAZIONE:
CIMITERI EUROPEI
62 Il cimitero di Ohlsdorf ad Amburgo
Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000
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COPYRIGHT:
68 Un maestro della Pop Art
Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori. COORDINAMENTO SERVIZI FOTOGRAFICI:
Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin
CINEMA
74 L’epicentro del male
OPINIONI
78 Le solite chiacchiere da bar
FONTI ICONOGRAFICHE:
Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Riccardo Latini, Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin STAMPA:
Grafiche Corrà srl Via Gettuglio Mansoldo snc – 37040 Arcole (VR) PROPRIETÀ EDITORIALE E COPYRIGHT:
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Editoriale
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enendo fede alla propria vocazione di promuovere nel mondo il prodotto di qualità, Tanexpo ha dato vita ad un evento che ha rappresentato una sintetica anticipazione di quanto sarà possibile vivere nel tradizionale appuntamento della prossima primavera a Bologna. Il capoluogo felsineo ha infatti ospitato, il 16 e il 17 settembre 2015, l’International Funeral Industry Convention che, in parallelo con un incontro promosso da Fiat-Ifta e con l’Assemblea Generale 2015 della Federazione Europea dei Servizi Funerari, ha visto presente una significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale che ha potuto presentare ad un folto pubblico di buyer provenienti da tutto il mondo interessanti e innovative proposte. L’occasione si è rivelata utile anche per celebrare il cinquantenario di Feniof, la storica Federazione Nazionale delle Imprese di Onoranze Funebri fondata, proprio a Bologna, nel 1965. Una breve cerimonia, con la rievocazione delle tappe più significative del percorso di Feniof, e una sontuosa Cena di Gala nella prestigiosa cornice di Villa Benni, cui hanno preso parte circa 300 ospiti italiani e stranieri, sono stati i momenti clou di una celebrazione in cui si è festeggiata anche l’elezione di Giovanni Primavesi, socio fondatore di Feniof, alla presidenza di EFFS. Oltre ai due meeting promossi da Fiat-Ifta, molti sono stati gli approfondimenti dedicati a una migliore professionalizzazione degli Impresari. Ma assoluta protagonista dell’evento è stata l’area “trade-show” Tanexpo Selection in cui erano presenti, in numero limitato, le migliori aziende produttrici a livello internazionale. Di molte di loro, e di alcuni rappresentanti di diverse espressioni istituzionali del comparto, troverete interessanti interviste video sul nuovo canale “Oltre Channel” consultabile su YouTube o sul sito di Oltre Magazine (www.oltremagazine.com). Tutte le filiere sono state rappresentate al meglio: cofani funebri ed urne cinerarie, auto funebri, accessori e tecnologie, design di arredo, arte cimiteriale, attrezzature per le imprese, impianti per la cremazione. Ad arricchire il programma una visita serale al Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna, una spedizione all’Expo 2015 di Milano, in cui culture, tradizioni e sapori si incontrano in un contesto di eccezionale architettura, e una escursione nella Motor Valley alla scoperta del mondo Ferrari e di una acetaia, la tipica “cantina” in cui invecchia il prezioso Balsamico di Modena, dove è stato possibile degustare pregiati e golosi prodotti del territorio. Il grande successo ottenuto dalla Convention spinge a guardare con grande fiducia all’edizione 2016 di Tanexpo che rappresenterà certamente il punto di ripartenza dopo un periodo di difficoltà che, in anni di crisi globale quali quelli che abbiamo vissuto recentemente, non ha risparmiato neppure il comparto funerario e cimiteriale. Tanti sono i segnali che inducono all’ottimismo e fra questi la consapevolezza che, ancora una volta, la manifestazione specializzata ormai divenuta la più importante al mondo offrirà ad espositori e visitatori concrete opportunità di business, di informazione, di crescita e di sviluppo professionale ed economico. Molte acquisizioni importanti, delle quali troverete notizie aggiornate in tempo reale sul sito www.tanexpo.com, hanno già concretamente delineato il layout degli spazi espositivi nei tre padiglioni che ospiteranno il meglio della produzione: una vetrina commerciale unica, resa disponibile ai tanti buyer provenienti dai cinque continenti e che si concentreranno a Bologna. Sono attese delegazioni che arriveranno da più di cinquanta Paesi esteri e siamo certi che questa occasione di confronto fra la domanda internazionale e l’offerta della produzione italiana darà un forte impulso alle esportazioni delle nostre aziende. Grazie al consenso istituzionale già ribadito dalle più autorevoli Organizzazioni, Tanexpo 2016 confermerà il proprio ruolo di punto di riferimento per l’intero sistema. E in questa direzione va anche la programmazione di un evento da svolgere negli anni dispari sul continente americano, quasi certamente a Miami, per promuovere la più elevata qualità realizzativa in Paesi che rappresentano fondamentali opportunità per quelle aziende che hanno ben compreso la necessità di presentare la propria produzione ad un mercato sempre più globale. Torneremo a parlarne e a darvi informazioni più esaurienti una volta impostato il progetto definitivo. Buona lettura a tutti!
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UN GHIOTTO ANTIPASTO PER TANEXPO 2016 IL VIAGGIATORE
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n “exito rotundo”! Così i nostri amici ispanofoni definirebbero il risultato della manifestazione conclusasi recentemente nella città felsinea. Non si tratta evidentemente di una “uscita rotonda”, bensì, per chi pratica la lingua di Cervantes, di un “successo” (exito) “totale” (rotundo) come quella “O” di Giotto che ci porta agli anni dell’infanzia quando, all’inizio dell’anno scolastico, mettevamo nella cartella le famose matite Giotto, della Fila, che ci sarebbero poi servite per colorare i nostri disegni. L’inizio spagnoleggiante non è casuale sia per la presenza a Bologna di molti partecipanti provenienti da paesi di lingua spagnola (prima fra tutti la boliviana Teresa Saavedra, attuale presidentessa di Alpar e futura presidentessa, nel 2016, di Fiat-Ifta), sia per l’ interesse che da tanti anni ormai Tanexpo riscuote in quelle terre. Interesse che dovrebbe tradursi, in tempi brevi, in un progetto di amplissimo respiro sul quale vi forniremo in un prossimo futuro, una volta definiti con precisione i contorni, informazioni più dettagliate. Il tutto nasce dalla lungimiranza dell’indimenticabile Nino Leanza, la cui presenza ha aleggiato durante tutto l’evento e che già molti anni addietro (nel 2011 per la precisione) aveva avuto l’idea di organizzare in concomitanza con l’Expo 2015 di Milano una riunione (globale come l’Expo) dei maggiori attori mondiali del mondo funerario. Volendo così sottolineare tangibilmente l’ importanza che tale settore riveste nella vita di ciascuno di noi anche se, peraltro sempre più raramente, molti preferiscono non parlarne per scaramanzia (noi diremmo, senza mezzi termini, per ottusa stupidità) o per rimuovere, banalizzandolo, il momento capitale e “glorioso” che completa l’arco della vita di ogni essere vivente. Chi scrive era stato incaricato dal rimpianto Nino di presentare il progetto, nelle sue grandi linee, in un’ assemblea generale di Fiat-Ifta svoltasi oltreoceaO LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
Tradizione Innovativa
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EFFS
no ricevendo immediatamente l’adesione incondizionata dell’allora presidente, l’irlandese Gus Nichols, assieme a quella del canadese Marc Poirier, destinato ad essere nel 2015 alla testa dell’organizzazione, nonché quella di tutti i membri del consiglio direttivo di allora che non avevano celato la propria soddisfazione per l’iniziativa presa da Tanexpo. La data cadeva a pennello visto che coincideva con i cinquant’anni di vita della più antica Federazione italiana, la Feniof, rappresentante del nostro paese in seno alla organizzazione internazionale, e che l’occasione era unica per celebrare tale anniversario dando ad esso un respiro mondiale estremamente significativo. Vieppiù accre-
sciuto dalla decisione della Federazione Europea EFFS, presieduta dal tedesco Klaus Dieter Wulf, di tenere in contemporanea l’Assemblea Generale biennale che ha scelto di porre alla sua testa l’italiano Giovanni Primavesi, già presidente dal 1986 al 1988 di Fiat-Ifta. Al neo presidente vadano i nostri più sinceri auguri di buon lavoro. Bologna ha così dimostrato, se ve ne fosse ancora bisogno, di essere la capitale mondiale del mondo funerario esattamente come accade ogni due anni in occasione di Tanexpo che rappresenta, tra le fiere della professione, l’evento più prestigioso e più internazionale che vi sia. Il che significa, ed è impor-
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Gruppo Vezzani
Pilato
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tante rilevarlo, che le opportunità di concludere affari con un numero rilevantissimo di Paesi sono frequentissime, come confermatoci in quel di Ried im Innkreis in Austria (località in cui l’amico Rudolf Kleewein organizza l’ennesima edizione di Devota, l’esposizione funeraria austriaca) dove ci troviamo nel momento in cui redigiamo queste note e dove importantissime aziende svizzere e tedesche ci hanno confermato, entusiaste per i risultati ottenuti nel 2014, la propria presenza l’anno prossimo con mezzi e con strutture ancor più consistenti. Senza parlare di realtà d’oltreoceano che come Batesville, leader mondiale in assoluto nella produzione di cofani (più di un milione di pezzi all’anno!), saranno presenti a Bologna in dimensioni ben diverse da quelle delle due precedenti edizioni in cui si trattava di saggiare e di verificare l’impatto ottenuto non solo, come ovvio, sul mercato italiano, ma anche, e soprattutto, su quelli esteri. A tutti coloro che numerosissimi, alla faccia dei denigratori di ogni genere e specie italiani o stranieri, ci raggiungeranno a Bologna vadano il nostro incoraggiamento nella PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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Resmini
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fase preparatoria ormai avanzata ed i nostri auguri per grandi successi commerciali i prossimi 1, 2 e 3 aprile. Gli altri, quelli che non ci saranno, ricevano comunque i nostri saluti con la speranza di ritrovarli presto con noi non appena i loro affari andranno meglio. La maggioranza di costoro hanno purtroppo, i tempi sono duri per tutti, più difficoltà di altri a raggranellare i mezzi necessari per far fronte ad impegni di una certa importanza. Altri ancora si trovano in difficoltà per incapacità a livello di management o per situazioni interne “delicate”. Dopotutto sono affari loro che a chi organizza Tanexpo non devono interessare. Quello che è certo è, tuttavia, il fatto che le O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
assenze si notano e che automaticamente il visitatore è portato a pensare che chi non c’è navighi in cattive acque. Tanto più quando la stessa azienda si presenta, a prezzi stracciati, a fierette effimere organizzate dai soliti furbetti del quartierino che utilizzano gli ingenui come specchietti per le allodole per alimentare i propri affari. Ritornando a Bologna occorre sottolineare come anche il tempo abbia favorito la manifestazione svoltasi, evidentemente sotto la protezione degli dei, nella cornice prestigiosa del Royal Hotel Carlton. FiatIfta nel messaggio di ringraziamento inviatoci, con grande eleganza, immediatamente dopo la chiusura PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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Simplifia Stragliotto
Taddia
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dell’evento parla di una “great location”. I visitatori accorsi dai quattro punti cardinali (dal nord dell’Islanda all’Australia, dal Giappone alla Bolivia passando per Cina, Sud Africa, Cipro, Sierra Leone e via dicendo) hanno assistito numerosi ed attenti alle diverse conferenze e tavole rotonde organizzate nei due giorni del convegno dai tre enti presenti. I temi affrontati sono stati di sicuro interesse e tutti hanno potuto seguirli grazie al lavoro perfetto dell’organizzazione che ha assicurato la traduzione simultanea degli interventi. Naturalmente non è mancata una folta presenza di impresari italiani che non hanno inteso perdere questo importante momento di confronto, di aggiornamento e di convivialità. Sono stati trattati gli argomenti più attuali ed importanti per la professione: la Casa Funeraria, la “cremazione ecologica” attraverso idrolisi alcalina, il trasporto internazionale di salme, le nuove opportunità per le imprese offerte dai servizi funerari per gli animali domestici e, non ultimi, i temi legati alla fiscalità e all’inquadramento del personale alla luce delle nuove normative emanate dal Jobs Act. Per il loro elevato interesse tutti gli incontri hanno ricevuto un grande riscontro di pubblico, che ha gremito le sale dedicate. Per i pignoli preciseremo che parlando di “cremazione ecologica” o di “bio cremazione” si fa uso di una definizione impropria nella misura in cui l’etimologia della parola “cremazione” rimanda al concetto di fuoco, mentre in questo caso di fuoco non vi è manco l’ombra. Il corpo viene in effetti dissolto, dopo essere stato posto in un contenitore metallico di forma cilindrica, grazie all’azione combinata di una soluzione acquosa di idrossido di potassio (il che crea un ambiente alcalino) con temperatura e pressione appropriate. Alla fine rimangono soltanto i frammenti ossei che, come nel caso dell’incinerazione abituale, vengono tritati e posti in un contenitore (solitamente un’urna). Quindi d’ora in poi, riferendoci a tale tecnica, parlereO LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
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Biondan
Hygeco International
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Tg Italiarreda Gem Matthews
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mo sempre di “idrolisi alcalina”. Definizione che ci pare molto più pertinente e certamente meno equivoca. Avevamo già conosciuto questa tecnica quattro o cinque anni fa negli Stati Uniti e ci risulta che essa stia rapidamente prendendo piede in quel Paese. Soprattutto negli stati tradizionalmente più ecologici, primo tra tutti quello della California. Quanto all’impiego di tale procedura in Europa (non parliamo dell’Italia ...) ci aspettiamo, “more solito” in presenza di una novità, forti resistenze dovute ad una mentalità conservatrice di gran parte della professione funeraria di base e agli equilibri che essa potrebbe in qualche modo turbare. L’anniversario dei cinquant’anni di Feniof si è articolato in una prima fase istituzionale, con un excursus dei momenti più significativi del passato e con la presentazione di progetti futuri, raggiungendo poi il culmine con la serata di gala nella prestigiosa cor-
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nice di Villa Benni, sulle prime colline bolognesi, dove non sono mancati il classico taglio della torta e il brindisi collettivo. Con gli amici di Fiat-Ifta si è anche parlato, nel corso della serata, di un progetto di primaria importanza: la costituzione in Africa di una federazione continentale che aggregherà tutti gli Stati. A completare la manifestazione l’area “Trade Show Tanexpo Selection”, lo spazio dedicato alle novità della produzione funeraria italiana ed internazionale proposte dalle aziende sponsor dell’evento: Gruppo Vezzani (main sponsor), Pilato (gold sponsor), Infortunistica Taddia (silver sponsor), Bertelli, Biondan, Ellena, Facultatieve Technologies - Hygeco International, Materea, Matthews International, F.A.C Fratelli Resmini, Rotastyle, Stragliotto, TG Italiarreda, Zorsol, Gem, Pilla, Simplifia. Di molte di loro, e di alcuni rappresen-
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Celebrazioni 50° anniversario Feniof
tanti di diverse espressioni internazionali del comparto, troverete interessanti interviste video sul nuovo canale “Oltre Channel” consultabile su YouTube o sul sito istituzionale di Oltre Magazine (www.oltremagazine.com). Al termine delle giornate dei lavori i partecipanti hanno avuto la possibilità di aderire ai tour post congressuali con le apprezzate visite guidate rispettivamente ad Expo Milano 2015 e allo stabilimento e al Museo Ferrari a Maranello dove, grazie ad un simulatore di ultima generazione, 20
hanno potuto provare il brivido di guidare un’auto di Formula1 su un circuito di loro scelta. Una emozione in più per concludere con soddisfazione un evento unico. Senza parlare dell’escursione alla magnifica Certosa, il cimitero di Bologna, che ha entusiasmato tutti coloro che hanno partecipato alla visita per la bellezza e per la varietà dei monumenti che vi si trovano. Altri impegni ci attendono in questi pochi mesi che ormai ci separano da Tanexpo 2016: Devota a Ried im Innkreis (Austria),
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Necropolis a Mosca (Russia) dal 14 al 16 ottobre, la NFDA degli Stati Uniti ad Indianapolis dal 19 al 21 ottobre e, per finire, il Funéraire a Parigi dal 19 al 21 novembre che eccezionalmente si terrà nel Parco Paris Nord Villepinte visto che il Bourget è stato occupato per tre mesi dal governo francese per la conferenza mondiale sul clima. Naturalmente a Parigi, come in tutti gli altri posti summenzionati, vi accoglieremo sul nostro stand fornendovi ogni informazione utile su Tanexpo. Buon lavoro e a presto! x
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Uno speciale ringraziamento a tutte le Aziende che con il loro supporto hanno contribuito al successo dell’evento MAIN SPONSOR
G R O U P
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PARTNER SPONSOR
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SUPPORTER
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DEVOTA 2015 IL VIAGGIATORE
A RIED IM INNKREIS, IN AUSTRIA, DAL 25 AL 27 SETTEMBRE
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ncora una volta la ridente cittadi-
na di Ried im Innkreis ha ospitato Devota, la fiera funeraria austriaca a cadenza biennale. Dopo alcune edizioni tenutesi a St. Pölten, la bella cittadina non distante da Vienna sede dell’Accademia Militare austriaca (molti dei personaggi delle opere di Schnitzler uscivano da essa), l’amico Rudolf Kleewein ha deciso di trasferirsi in Oberösterreich, a un’oretta di distanza dalla nobile Salisburgo. Ried è quindi, ormai da anni, la capitale del mondo funerario austriaco. Situata in un ambiente naturale rasserenante, caratterizzato da un susseguirsi di colline ondulate ricoperte da prati di un verde unico disseminati da pacifiche mucche, dispone di un quartiere fieristico di tutto rispetto la cui vocazione è soprattutto quella di ospitare manifestazioni attinenti alle principali attività economiche della regione, prima fra tutte l’agricoltura. Confinante con la Germania e non distante dalla Repubblica Ceca, attira tradizionalmente visitatori in provenienza da quei paesi. Quest’anno purtroppo il loro numero si è drasticamente ridotto a causa dei controlli severissimi effettuati dalla Germania alla frontiera austro-tedesca allo scopo di arginare l’afflusso imponente di profughi mediorientali. Ne sanno qualcosa anche alcuni espositori italiani che, impelagati nelle code chilometriche 24
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provocate da quei controlli, hanno dovuto in certi casi attendere quattro ore prima di poter passare, aumentando così del cinquanta per cento i tempi di percorrenza abituali. Tale stato di cose si è forzatamente tradotto in una conseguente diminuzione del numero dei visitatori anche se, come facilmente intuibile, alla fin fine ciò che conta è la qualità più che la quantità degli stessi.
Gruppo Vezzani
Mostra cofani artistici del Ghana
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Lo possono ben testimoniare gli espositori italiani, primo fra tutti la Art Funeral Italy che ha mietuto successi grazie a prodotti (urne, cofani, reliquari) di grande bellezza per design e per fattura. Tanto più che il loro stand era animato dal simpaticissimo Marco Frank con la moglie Eva e dai titolari, gli Imeri padre (Gianni) e figlio (Paolo). Tra gli altri connazionali presenti, di rilievo la partecipazione del Gruppo Vezzani con uno stand incentrato sui prodotti Ceabis, affidati alle cure di Daniele Bertoncello, e sui forni crematori, la cui gestione è nelle mani di Daniel Vezzani (presente con la moglie) e che, dalle informazioni forniteci, inizia a riscuotere i primi, importanti, successi sul mercato italiano. Impossibile dimenticare Pilato, con Barbara e Gian Vittorio Stella, che si muove, in Austria come in altri paesi, da leader con veicoli di grande contenuto estetico e di pregevolissima fattura. I successi conseguiti, grazie anche al lavoro di fondo del bolzanino Sartori, sono frutto di un knowhow consolidato e di una qualità impeccabile. Discorso identico vale per Zorsol nel cui stand, presidiato da Sergio Scanziani e da Pierluigi Poledri, sono accorsi i numerosi clienti già esistenti in Austria, ma anche molti acquirenti potenziali interessati ai prodotti dell’azienda di Cornovecchio: accessori per cofani, urne, sistemi di raffreddamento per le salme.
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Tanexpo ha potuto consolidare i propri rapporti con le ormai numerose imprese che compongono, a Bologna, l’isola di lingua tedesca (austriaci, tedeschi, svizzeri, ma anche, in passato, serbi ed olandesi) organizzata da Rudolf Kleewein. Tale spazio si ingrandirà l’anno prossimo grazie all’arrivo di nuovi espositori frutto di sinergie che da molto tempo si dispiegano con reciproca soddisfazione nell’interesse dei visitatori che vedono aumentare le opportunità d’affari. Ried rappresenta, manifestamente, un momento capitale in tale fruttifero rapporto. Tra le altre aziende in evidenza Algordanza, che ha arricchito la propria gamma con un prezioso prodotto, una goccia (od altra forma) in cristallo dell’altezza di una ventina di centimetri in cui vengono incluse le ceneri, e Pludra, che presenterà nel 2015 una novità assoluta, urne cinerarie prodotte con la copiatrice 3D! A Bologna ci saranno, così come IFZW, con i suoi forni di altissimo livello, e la slovena Menina, che dopo qualche anno di assenza pare intenzionata a ritrovare la via del capoluogo emiliano per presentare lì la propria vasta gamma di cofani funebri. E, ancora, la Sigmund, con i suoi prodotti innovativi, o la Art Peter e la Zauner con le magnifiche urne artigianali artistiche. Devota ha confermato, se mai ve ne fosse ancora bisogno, la costante che da anni sottende il nostro settore: la diffusione crescente della pratica crematoria. Non solo si consolida la presenza dei costruttori “storici”, ma le “new entries” stanno arrivando. Talvolta ad altissimo livello (vedi il Gruppo Vezzani). Tale tendenza trova ulteriore conferma nella presenza sempre più numerosa di urne di tutti i tipi e materiali, spesso con risultati piuttosto felici. É significativo il fatto che aziende nuove intervengano soprattutto nel settore delle urne. Ed è ancor più significativo che esse siano spesso frutto della determinazione di giovani artisti o di artigiani che percepiscono chiaramente le tendenze del mercato e che mettono in gioco le proprie capacità e le proprie risorse (talvolta estremamente ridotte) nella speranza di affermarsi in un mondo che soprattutto in Italia appare conservatore e pachidermico. Salvo le rare eccezioni dei “visionari” che tutti conosciamo. Non possiamo che rallegrarci per l’arrivo di questa simpatica linfa giovanile cui auguriamo di imporsi rapidamente sul mercato dando ad esso uno scossone che lo distolga dal torpore e dal tran-tran quotidiano. Che la cremazione sia ormai un trend indiscutibile lo dimostra anche il fatto che nuovi crematori stiano sorgendo dappertutto là dove gli ostacoli burocratici ed amministrativi non facciano passare la voglia di intrapren28
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Alpensarg
Waterurn
Schösswender Metall - und Schmiedekunst
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Voralpenland Glashütte
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Pludra
domicilio. Un vasto assortimento di liquidi, prima fra tutti l’eccellente birra locale, completava i festeggiamenti. Austriaci anche maestri di ospitalità. La stessa, del resto, sperimentata, come ad ogni edizione di Devota in occasione della tradizionale cena per gli ospiti. Noi triestini abbiamo avuto l’impressione di essere a casa ritrovando le pietanze che ci hanno accompagnato sin dall’infanzia: knödel, liptauer, kren, goulasch, wienerschnitzel, apfelstrudel, … Nel discorso di apertura Rudolf Kleewein ha tagliato corto a tutti i “rumori di corridoio” circolanti a proposito del suo ruolo nella nuova configurazione sociale della manifestazione: effettivamente l’ente fiera di Ried è entrato nel capitale, ma ciò ha portato solo ad una spartizione dei compiti. Ci rallegriamo che per l’amico Rudolf non si è trattato dell’ultima edizione organizzata, ma della prima di un nuovo ciclo che ci auguriamo lunghissimo e ricco di successi per lui e per noi. x
dere a chi intende farlo. Pensiamo in particolare ai nostri vicini di stand a Devota: tre soci, di cui uno giovanissimo, nuovi della professione e con un background formativo di tutto rispetto, che hanno investito capitali ingenti nella creazione di una società la “Feuerbestattung Oberösterreich” (crematorio dell’Austria Superiore) che inaugurerà a giorni il suo primo impianto nella regione di Ried. Un secondo è previsto in tempi rapidi in altra parte del Paese. Nella vicina repubblica un privato può aprire una struttura di tal tipo in un terreno di sua proprietà dopo aver ottenuto in tempi ragionevoli le autorizzazioni necessarie. Nel caso specifico saranno stati necessari 14 mesi dal deposito della richiesta al giorno dell’apertura! Le cose possono essere più o meno lunghe da una provincia all’altra, ma rimaniamo in ogni caso stupiti da tanta rapidità. Anche se l’Austria confina con l’Italia abbiamo talvolta, e non solo in questo caso, l’impressione che essa di trovi su un altro pianeta. Quella che ai tempi di Francesco Giuseppe era chiamata “Austria felix” sembra esserlo rimasta anche se alla monarchia è succeduta, dopo la tragica guerra del 1914-1918, la repubblica. Aggiungeremo che i gentili vicini ci hanno abbondantemente rifocillato con ogni sorta di delicatezze, dolci e salate, senza che chiedessimo nulla. Ciclicamente il più giovane ci invitava al loro stand finendo, da ultimo, per servirci a 30
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SERVIZI FUNEBRI PER ANIMALI
NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE DI RAFFAELLA SEGANTIN
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na delle tematiche affrontate durante le giornate dell’International Funeral Industry Convention, svoltasi lo scorso settembre a Bologna, è stata quella dedicata ai servizi funerari per gli animali d’affezione, una attività relativamente nuova nel nostro Paese e molto più frequente all’estero, soprattutto nel Nord Europa e in America. Il cosiddetto Funeral Pet si sta tuttavia diffondendo con successo anche in Italia per dare una risposta concreta alle esigenze della società moderna che dimostra una particolare sensibilità verso gli animali. Compagni di giochi dei bambini o preziosa compagnia per le persone che vivono sole, sono diversi milioni i piccoli amici che vivono tra le mura domestiche (l’Eurispes ha accertato che oltre il 55% delle famiglie italiane ne possiede almeno uno) e che vengono considerati a tutti gli effetti parte integrante del nucleo familiare. Così, quando arriva il triste momento della loro scomparsa si sente il bisogno di riservare una particolare attenzione a chi ci ha regalato tanti momenti di gioia e di affetto incondizionato. Stefania Selmi, relatrice della tavola rotonda “Servizi funerari per animali: una grande opportunità per l’Impresa”, con il suo intervento ha inteso condividere con gli operatori presenti in sala la sua esperienza relativa a questa attività. Titolare con i fratelli della Rhodense Funeral Service, azienda leader del settore di onoranze funebri della zona di Rho, Pero e Arese, ha infatti avviato da tempo un servizio specifico dedicato agli animali da compagnia, con il nome di “Toujour Amis”, ovvero amici per sempre. “La nostra esperienza nel campo delle onoranze funebri vanta una lunga data. La Rhodense Funeral Service è stata fondata oltre cinquant’anni fa da mio padre Ferruccio a cui siamo succeduti noi figli continuando con entusiasmo e con nuove idee un percorso iniziato tanti anni fa e prefiggendoci sempre l’obiettivo primario di assistere le persone colpite dal dolore per la perdita di una persona cara nell’espletamento di tutte le pratiche burocratiche e nel fornire l’aiuto morale e psicologico necessario. Osservando 34
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la società attuale, ed essendo noi stessi particolarmente sensibili verso il mondo animale, ci siamo resi conto che sempre più persone condividono la propria vita con un piccolo amico a quattro zampe e purtroppo capita inevitabilmente di dover affrontare il triste momento della sua dipartita. È nata così la Toujours Amis, per offrire un servizio funebre professionale ad hoc nel pieno rispetto del dolore dei proprietari e nella cura meticolosa dei resti dell’animale”. Avete istituito marchio specifico per questo ramo di attività. “Un’operazione necessaria quella di tenere ben distinta l’attività tradizionale da quest’ultima, in primo luogo per evitare di urtare la sensibilità di chicchessia, ma soprattutto perché riteniamo che questa iniziativa meri-
che esiste questo tipo di servizio. I social network sono un ottimo modo per condividere e per divulgare notizie. Ma oltre a ciò ci facciamo conoscere anche distribuendo il nostro materiale informativo presso gli ambulatori veterinari e i negozi per animali, senza tralasciare la tradizionale presenza pubblicitaria sulle testate giornalistiche più importanti quali Il Giorno e Repubblica e le relative pagine web”. Il funeral pet è sicuramente anche una grande opportunità per ampliare la propria attività con conseguenti benefici economici. “In questi momenti di profonda crisi che non ha risparmiato nemmeno il nostro settore, diversificare è quasi una parola d’ordine. I riscontri sono piuttosto soddisfacenti, sia in termini di relazioni umane che economici. L’importante è come sempre puntare sulla professionalità e sulla qualità, garantendo un servizio di alto livello”. Aggiungiamo anche che per stare al passo è necessario non fermarsi mai, affrontando nuove sfide e ponendosi sempre ulteriori traguardi da raggiungere. Quali sono le vostre prospettive future per consolidare e per sviluppare questa attività? “Attualmente collaboriamo con il nuovo cimitero di Milano - Il Fido Custode - dove le persone che non desiderano la cremazione per il proprio animale hanno l’opportunità di scegliere la sepoltura
ti uno spazio proprio. Il nome che abbiamo studiato e scelto è evocativo ed emotivo allo stesso tempo: l’idea dell’amicizia che continua anche dopo è molto suggestiva ed ha un impatto consolatorio sulle persone colpite da questo lutto di cui non ci dobbiamo schernire, ma considerare con profondo rispetto”. Abbiamo notato che avete anche una pagina Facebook. “La promozione è molto importante. Non tutti sanno
privata tramite una concessione cimiteriale, corredata di lapide e foto del proprio pet. Il nostro progetto più ambizioso è quello di avere nel più breve tempo possibile un impianto privato per la cremazione con restituzione delle ceneri, e un giardino del ricordo dove si possano interrare speciali bio-urne, che già forniamo, contenenti semi destinati a diventare alberi, a perenne ricordo dei nostri fedeli amici”. x
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“PREGHIERA”:
UN NUOVO BREVETTO EUROPEO DI RAFFAELLA SEGANTIN
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bbiamo incontrato Gianluca Pacini, l’ideatore del rivoluzionario cofano Scrigno del Cuore, pochi giorni fa a Bologna durante l’International Funeral Industry Convention dove, nell’ambito dei festeggiamenti per i cinquant’anni della Federazione Italiana Onoranze Funebri, ha ricevuto da Feniof una targa di encomio per la pluridecennale attività svolta nel comparto, una meritata soddisfazione a riconoscimento dell’impegno profuso a beneficio di tutta la categoria. Scambiando qualche parola, abbiamo compreso che aveva in serbo per il mercato una grande novità, un brevetto europeo, che però non ci ha voluto svelare, attendendo con prudenza il momento in cui tutto sarebbe stato pronto per il lancio del nuovo prodotto.
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Ben conoscendo la versatilità e l’esuberanza del “nostro”, ovviamente questa anticipazione ha stimolato oltremodo la nostra curiosità facendoci interrogare su quale innovazione l’eclettico imprenditore abruzzese avesse messo a punto. La novità si chiama “Preghiera”, un nome dai forti connotati emozionali per un concept del tutto inedito: un anello che corre tutto intorno alla circonferenza del cofano dove viene riportato il testo di una preghiera. “L’idea è nata da una nuova sfida con me stesso: realizzare un altro brevetto per un cofano dal concetto semplice e di sicuro effetto, sempre innovativo ma dal prezzo competitivo. Le indagini di mercato hanno dato esiti entusiasmanti e quindi ho provveduto subito a registrare l’idea presso gli organismi competenti”.
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Entriamo nel dettaglio. “Le immagini che corredano questo articolo sono assolutamente eloquenti: l’anello che fascia tutto intorno il cofano riporta testi evocativi, per lo più presi dalla tradizione religiosa cristiana. Per questo manufatto abbiamo scelto la denominazione ‘Preghiera’ anche se non tutte le frasi che proponiamo sono citazioni derivanti dalle preghiere classiche. Ci siamo focalizzati su due tipologie di messaggi: quelli prettamente religiosi, ossia le preghiere che tutti noi conosciamo e che sicuramente abbiamo recitato innumerevoli volte nel corso della nostra vita quali l’Ave Maria, il Padre Nostro o l’Eterno Riposo, e quelli che invece riportano dei pensieri di commiato per la Mamma, il Papà, il Nonno o la Nonna, riflessioni che rimandano comunque ad una dimensione spirituale ed intimistica. Ora proponiamo diverse di versioni di testi, ma in un prossimo futuro sarà possibile ampliare la gamma accogliendo anche i suggerimenti e le richieste dei nostri clienti”.
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Un cenno sulle caratteristiche tecniche. “Le scritte in quadricromia, realizzate con una sofisticata tecnica grafica, sono impreziosite e protette da una teca in plexiglass colato originale della più alta qualità, dalla trasparenza superiore al vetro e con peculiarità antiriflesso uniche. I cofani della linea ‘Preghiera’ sono realizzati in tre versioni, Noce Extra, Noce Extra Miele e Legno Divino, ed hanno uno spessore di 6 cm, come il famoso Scrigno del Cuore, mentre è stata portata a 31 cm l’altezza del fianco. Naturalmente, come gli altri manufatti della nostra produzione, i cofani ‘Preghiera’ sono totalmente made in Italy, essendo pensati, progettati e costruiti nel nostro stabilimento alle pendici del Gran Sasso d’Italia”. La campagna vendite è partita: sappiamo che state spingendo al massimo la produzione per accontentare al più presto i clienti che, grazie anche al prezzo estremamente competitivo, hanno accolto questo prodotto con un entusiasmo tale da generare una lista d’attesa destinata inevitabilmente ad allungarsi. “La mia filosofia è quella di essere costantemente al fianco degli impresari funebri a cui offro sempre innovazione ed emozione. Ho voluto contenere al massimo il costo del nuovo cofano ‘Preghiera’ per far sì che le onoranze possano essere a loro volta competitive con la propria clientela anche quando propongono un prodotto innovativo e di indubbia qualità come il nostro”. Gianluca Pacini ci ha stupito ancora una volta con un’altra idea semplice, ma rivoluzionaria, che sta incontrando un incredibile favore da parte delle imprese funebri, centrando anche in questo caso un importante obiettivo. x 42
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E SE FOSSE VERO? DI AMERIGO BARBIERI
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ualche mese fa è stato annunciato che il governo Renzi potrebbe sopprimere 7.000 delle 8.000 municipalizzate! Crediamoci e pensiamo al dopo. Potrebbe essere una possibile svolta verso la riscoperta dell’estrosità perduta. È certamente una impresa ardua, per i troppi danni causati dall’inerzia di questi ultimi anni, ma in parte si potrebbe recuperare quella estrosità che i produttori italiani di cofani funebri avevano espresso negli ultimi decenni del secolo scorso fino ad essere considerati “produttori di modelli invidiati da tutto il mondo”. Con il proliferare delle municipalizzate, l’estro e la creatività hanno dovuto lasciare il passo a prodotti di qualità scadente che trovarono terreno favorevole grazie anche alla incipiente crisi economica che a parere di Renzi e compagnia pare che stiamo superando. Per avere una idea abbastanza chiara su quale tipo di concorrenza si sia determinata, è sufficiente scorrere i capitolati d’appalto, veri capolavori di ipocrisia per le tante insidie contenute, tali da creare fortissimi dubbi sulla loro legittimità e sulla loro trasparenza. Si
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parla di cofani costruiti “con legnami di primissima scelta, senza nodi e falli di alcun genere”, come se fosse facile ottenere ciò considerando i prezzi imposti. Ma zitti … e mosca! Dice il Saggio che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”! Non è quindi difficile comprendere come le imprese vincitrici degli appalti abbiano necessariamente potuto contare sulla superficialità dei controlli. Sull’argomento è stato scritto di tutto e di più, quindi riteniamo opportuno non aggiungere altro! Ma accadrà quanto ipotizzato in apertura? E se sì, quando? In quel momento le Associazioni interessate dovranno operare in perfetta sintonia cercando di recuperare parte del “primato” perduto. Assocofani prima di tutti per ragioni facilmente comprensibili, ma anche le principali Organizzazioni delle Imprese private di Onoranze Funebri, fra una litigata e l’altra, dovranno individuare un percorso comune e unificante per far amare il prodotto bello senza renderlo inaccessibile da ricarichi pesanti e spesso ingiustificabili. E a questo punto a tutti un caloroso in bocca la lupo! x
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NUMERO 01
OTTOBRE 2015
Nasce questo mese una pubblicazione periodica tramite la quale EFI – Eccellenza Funeraria Italiana intende stabilire un dialogo ed un rapporto costante con tutti gli Imprenditori Funebri del nostro Paese che, con grandi aziende strutturate o con piccole imprese familiari, credono fermamente nel proprio lavoro ed investono in esso fiducia, speranze e risorse umane ed economiche dovendosi confrontare con una realtà quotidiana funestata da una concorrenza sleale alimentata spesso da comportamenti che sfociano nell’illegalità. Fate conoscere le vostre opinioni ed esponete le vostre problematiche scrivendo a info@eccellenzafuneraria.it: l’Associazione sarà al vostro fianco per combattere insieme una battaglia volta all’affermazione dei principi di legalità e di professionalità.
02 UN PROVVEDIMENTO DAVVERO INDISPENSABILE
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DIFENDIAMO IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE
CHI SIAMO COME ASSOCIARSI
EDITORIALE.
Quando, in occasione di Tanexpo 2014, abbiamo avuto modo di approfondire con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti e con il Senatore Stefano Vaccari in visita alla rassegna l’attuale situazione del comparto funerario italiano, abbiamo trovato interlocutori che hanno immediatamente compreso l’urgenza e la necessità di intervenire sotto il profilo legislativo per fronteggiare una situazione di crescente degrado che, svilendo le Onoranze Funebri e livellando verso il basso la qualità dei servizi erogati, provoca non pochi disagi alla collettività e alle tantissime Imprese che, nel nostro Paese, operano con correttezza e con professionalità. Spronati dal loro interesse, e dalla disponibilità dichiarata e dimostrata anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbiamo ritenuto opportuno impegnarci direttamente nell’elaborare proposte concrete e lo abbiamo fatto confrontandoci con chi, come noi, intende “costruire” e non “distruggere”: è stato un percorso non privo di difficoltà, ma ritengo molto interessante il risultato finale. In ambito funerario il Disegno di Legge AS 1611 definisce cosa sia l’impresa funebre e ne identifica i requisiti soggettivi e oggettivi minimali; prende atto della rilevanza sociale ed economica del comparto; identifica alcune linee di azione che possano determinare in pochi anni un profondo cambiamento sia delle condizioni di offerta dei servizi, sia del numero e delle caratteristiche strutturali degli operatori; si propone di contribuire ad un’opera di moralizzazione, riducendo al tempo stesso i fenomeni di procacciamento dei servizi; mette in campo una serie di azioni per ridurre drasticamente l’evasione fiscale e per trasformare forme di lavoro più o meno legali in lavoro regolare; introduce sistemi adeguati di controlli; aggiorna in modo contemporaneo e coordinato il trattamento fiscale e tributario delle spese funebri; individua nelle Case Funerarie e nelle sale del commiato opportunità per una migliore qualità di servizio; riconosce l’importanza della formazione e dell’aggiornamento e apre a nuove figure professionali; supera l’attuale quadro normativo, frammentato in norme statali, regionali, comunali. In ambito cimiteriale individua soluzioni di possibile risanamento economico finanziario e di razionalizzazione di luoghi che rappresentano la memoria della collettività; identifica una aliquota agevolata iva al 10% ed estende le detrazioni fiscali ad un limite di 7.500
euro comprensivo di “spese funebri, opere edili e lapidee cimiteriali e relativa accessoristica funebre”; articola il sistema gestionale cimiteriale in ambiti territoriali ottimali cimiteriali, detti ATOC, con una azione di riordino che supera le micro gestioni municipali a favore di dimensioni di scala idonee a coniugare efficienza con efficacia ed economicità; coniuga i piani di manutenzione dell’esistente con il recupero e con il riuso di sepolture spesso abbandonate e destina risorse al Centro e al Sud del Paese dove ancora è forte la domanda di manufatti cimiteriali; regola l’accesso alla cremazione per ripristinare quel che la legge 130/2001 aveva originariamente previsto e cioè una gestione unitaria a livello statale della normativa, essendo materia esclusiva dello Stato; prevede una riduzione di investimenti in immobilizzazioni cimiteriali, da canalizzare invece nella manutenzione dell’esistente, e esplicita un sistema contabile cimiteriale, ma anche fiscale, che favorisca l’accantonamento di somme per futuri costi gestionali. Una buona legge, nel suo complesso, che garantisce le famiglie e gli Operatori Funebri sani e che auspichiamo possa trovare al più presto attuazione. Contrariamente a quanto ascoltiamo provenire da più direzioni, nessuno sarà costretto a chiudere se non quelli che intendono continuare a lavorare nella più palese irregolarità e approfittando della pressoché totale assenza di controlli. Chi sostiene il contrario è in malafede e non sa trovare, a sostegno delle proprie tesi, argomenti diversi da gratuite volgarità! Troviamo irragionevole che le più “feroci” critiche vengano dalle storiche Organizzazioni di categoria che dovrebbero affermare la regolamentazione e la moralizzazione del settore, il rigore etico, la trasparenza, la correttezza nell’acquisizione dei servizi, un equo rapporto qualità/prezzo, la lotta al lavoro nero e alla fatturazione sommersa; ma forse, arrivando laddove non ritenevano potessimo giungere, “abbiamo scoperto il nervo” di chi sa di non aver fatto nulla per troppo tempo, anteponendo interessi particolari a quelli generali con il risultato di alimentare caos e disagi.
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Gianni Gibellini Presidente EFI Eccellenza Funeraria Italiana
INTERVISTA.
UN PROVVEDIMENTO DAVVERO INDISPENSABILE! Chiunque abbia consuetudine con le famiglie italiane colpite da un lutto (circa 600.000 ogni anno) sentirà spesso lamentare, soprattutto in un periodo difficile quale quello che stiamo attraversando, una scarsa attenzione da parte dello Stato che, al momento, consente di detrarre dalle dichiarazioni dei redditi solo il 19% di 1.549,37 euro per ciascun decesso. Non è certo l’unico aspetto da riformare, anzi! Tutti sappiamo che da anni il comparto attende una nuova e moderna legge quadro nazionale di riferimento che superi le criticità e le disomogeneità prodotte dalle diverse normative regionali e che disciplini in chiave innovativa un segmento della nostra economia che svolge una fondamentale funzione sociale. In attesa che la classe politica decida finalmente di guardare con la giusta considerazione le tante questioni gravi che necessitano di soluzioni immediate (definizione dell’attività funebre, cimiteri e crematori privati, acquisizioni dei funerali, malaffare e quant’altro), un segnale positivo viene dalla proposta di Disegno di Legge promossa dal Senatore Stefano Vaccari che, fra le tante valenze, ha quella di innalzare il limite delle detrazioni fiscali sulle spese funebri e cimiteriali e di vincolare i Comuni ad una collaborazione con l’Agenzia delle Entrate che possa contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale sul “caro estinto” con maggiore efficacia rispetto a quanto accade oggi. “Un provvedimento davvero indispensabile” – afferma Gianni Gibellini, Presidente di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana – “che giova all’economia delle famiglie e che è utile anche a rendere evidenti la contabilità sommersa e il lavoro nero che sono alla base di una concorrenza sleale che favorisce approfittatori e avventurieri a danno delle Imprese corrette ed oneste”. Stefano Vaccari, senatore al suo primo mandato parlamentare, vanta una lunga esperienza come amministratore locale. Prima di essere eletto in Senato nelle liste del Partito Democratico è stato sindaco di Nonantola per due mandati consecutivi e Consigliere ed Assessore della Provincia di Modena. Queste, in sintesi, alcune riflessioni che lo hanno portato a presentare un DdL che auspichiamo trovi al più presto concretezza e attuazione. “L’Italia, lo sappiamo, è il Paese dell’Unione Europea con la maggiore percentuale di frodi fiscali rispetto al PIL; che il cittadino italiano sia, insomma, un “cultore” dell’evasione fiscale non è una novità: ma se lo fosse solo in vita sarebbe già un buon risultato perché, purtroppo, spesso lo è inconsapevolmente anche una volta deceduto! Infatti, uno dei settori dove si registrano elevati livelli di evasione è quello relativo
ai servizi funerari, tanto che recenti indagini dimostrano che per 2 morti su 3 non si sosterrebbero spese funerarie. Se si pensa che in Italia vi sono circa 600.000 decessi all’anno e che il fatturato annuo del settore funebre si aggira solo sugli 850 milioni di euro, se ne deduce che un funerale costi al cittadino circa 1.500 euro. Ma la realtà è ben diversa e non si spende mai meno di 5.000 euro, considerati anche tutti quei servizi che gravitano attorno ad una sepoltura. Fra gli obiettivi del disegno di legge che ho presentato vi è anche quello di innalzare il tetto per la detraibilità dalle dichiarazioni dei redditi delle spese funerarie. In questo modo si avrebbe un beneficio non solo per l’erario, ma anche per il cittadino contribuente che avrebbe tutta la convenienza a farsi fatturare l’intero importo pagato. Non solo. Ciò favorirebbe anche la qualificazione delle imprese che operano nel settore poiché oggi, nel nostro Paese, esistono circa 7.000 partite iva che prevedono, nel proprio oggetto sociale, di poter erogare servizi funebri: in molti casi, però, l’attività prevalente è di altro tipo (fiorai, marmisti, falegnami, …) e in tanti altri, purtroppo, si tratta di operatori improvvisati e non strutturati che agiscono ai limiti della legalità. Ritengo inoltre che il disegno di legge, una volta approvato, possa determinare una maggiore tutela della “parte sana” della categoria contrastando così la presenza sul mercato di imprese non adeguatamente qualificate”.
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Diamo valore alle onoranze!
Una vera Impresa Funebre deve sempre avere: 1. una sede commerciale idonea; 2. almeno un’auto funebre con adeguata autorimessa; 3. alle proprie dirette dipendenze almeno quattro operatori funebri in possesso dei requisiti formativi e con regolare contratto di lavoro; 4. un direttore tecnico, dotato di poteri diretti e responsabile dell’attività funebre, in possesso dei requisiti formativi; 5. documento unico contributivo dei propri dipendenti; 6. certificazioni di qualità ISO:9001 e UNI:15017; 7. bilancio certificato.
EFI è l’Associazione che rappresenta le vere Imprese Funebri Italiane.
info@eccellenzafuneraria.it
www.eccellenzafuneraria.it Associazione Case Funerarie - Funeral Home
ADACOMUNICAZIONE.COM + COM’MEDIA
Una vera Impresa Funebre è sempre attenta ad assicurare il punto di contatto migliore fra desideri e bisogni offrendo il massimo a tutti, indipendentemente dal ceto sociale o dalla fascia di reddito, interpretando ogni volontà in modo rispettoso e discreto, comprendendo con la necessaria delicatezza il dolore altrui, coniugando la massima qualità con il miglior rapporto fra prezzo e prestazioni.
INTERVISTA AL PRESIDENTE DI EFI, GIANNI GIBELLINI.
DIFENDIAMO IL FUTURO DELLE NOSTRE AZIENDE! Mentre procede a passo spedito, presso la XII Commissione del Senato, il programma di audizioni delle Organizzazioni di Categoria e delle forze sociali in merito alla proposta di Disegno di Legge AS 1611, alla Camera dei Deputati, in data 19 giugno 2015, è stato presentato a firma degli Onorevoli Gasparini e Casati un ulteriore testo legislativo in materia funeraria: è il segnale, forse, di una nuova attenzione della politica nei confronti di un rinnovamento normativo atteso da anni e sul quale, per troppo tempo, si sono infranti non solo le più evolute richieste della collettività, ma anche i sogni e le speranze di una categoria che intende procedere sulla strada dello sviluppo e della modernità. “Siamo stati fra i promotori e fra i più convinti sostenitori del Disegno di Legge presentato dal Senatore Stefano Vaccari: la proposta degli Onorevoli Gasparini e Casati è stata fortemente e polemicamente voluta da altri per contrastare un provvedimento certamente perfettibile, ma che già contiene ogni adeguata risposta alle esigenze sociali e all’affermazione dei principi di legalità e di professionalità. In tutti questi mesi siamo stati sovente al centro del dibattito, non avendo mai mancato di far sentire la nostra voce sulle questioni più urgenti e più importanti, andando spesso controcorrente, ma mai rinunciando ad una coerenza di pensiero della quale andiamo particolarmente orgogliosi. Guardiamo diritto innanzi a noi, sollecitando interlocutori diversi a voler valutare con attenzione tutte le nostre problematiche”. Quali sono, in estrema sintesi, i temi di più stringente attualità? “La definizione e il riconoscimento della professione, la trasparenza nella acquisizione dei servizi, l’etica, la questione fiscale, l’attivazione di controlli, la professionalizzazione, i crematori e i cimiteri privati. In Italia esistono più di 6.000 partite iva abilitate allo svolgimento di un funerale! Ma quanti sono realmente operatori funerari? Quanti sono adeguatamente preparati e strutturati per potere svolgere una così fondamentale funzione sociale? Quanti invece lavorano in maniera improvvisata e superficiale, rendendo un cattivo servizio ai cittadini, nuocendo all’immagine della categoria e levando ossigeno a chi ha tanto investito in risorse umane ed economiche? Occorre definire con esattezza chi è impresario funebre, quali requisiti deve avere in termini di struttura aziendale, di professionalità, di qualità dei servizi. Chi rientra nei giusti parametri bene, gli altri o si adeguano o sono destinati a scomparire. Senza levare ad alcuno la possibilità di lavorare, ma introducendo controlli rigorosi sul pieno rispetto delle regole, con assoluta uniformità su tutto il territorio nazionale. Regole che devono essere applicate anche nella acquisizione dei servizi! Tutti conosciamo la triste realtà degli ospedali: anche in
questo caso controlli rigorosi, e sanzioni pesanti, per combattere una fortissima concorrenza sleale che accentua i disagi di una situazione già fortemente compromessa da una eccessiva polverizzazione dell’offerta commerciale. Fondamentale è l’obbligatorietà di una Formazione Professionale qualificata e verificata per gli Operatori: essa è alla base dello sviluppo della nostra categoria e segna il confine invalicabile per chi vuole contraddistinguere la propria attività nel segno di una reale “eccellenza” orientandola ad un sempre più efficace svolgimento di prestazioni e di servizi di qualità”. Propugnate l’aumento delle detrazioni dei costi funerari e cimiteriali. “Auspichiamo una politica fiscale equa nei confronti dei cittadini e che faccia emergere la fatturazione sommersa e il lavoro nero che affliggono il nostro settore. In Italia, fino ad oggi, è possibile imputare come costi detraibili dalle proprie dichiarazioni dei redditi un importo massimo di 1.500 euro. Innalzare i limiti per la detraibilità ad un valore che contempli gli interi costi sostenuti (anche quelli cimiteriali e lapidei) farà emergere in maniera evidente ogni elemento distorsivo facilitando le possibilità di controlli che dovrebbero essere puntuali, rigorosi ed efficaci ad opera delle preposte Autorità. L’attenzione dimostrata personalmente anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi fa ben sperare sulla possibilità che la tanto auspicata Legge quadro nazionale possa vedere la luce anche per superare la disomogeneità sul territorio di regole e di comportamenti legati alle normative di quelle Regioni che già si sono espresse sulla materia: troppe volte siamo stati illusi e delusi, ma continueremo comunque a dare un segnale forte alle Istituzioni e alla opinione pubblica su una precisa volontà del comparto di procedere sulla strada del rinnovamento e della modernizzazione”. Come occorrerà muoversi nell’immediato? E quali prospettive possiamo realisticamente intravvedere? “Sarebbe necessario riallacciare il dialogo con tutte le espressioni del comparto per trovare identità di vedute ed un impegno comune a portare avanti le nostre istanze. Ma, ad essere onesti, se non ne siamo stati capaci fino ad oggi, ho forti dubbi su una repentina inversione di tendenza! Occorre far sentire la nostra voce a chi ci governa perché comprenda la vera essenza del problema e trovi soluzioni veloci, concrete ed efficaci. Occorre anche sostenere la parte sana della nostra categoria, quella che esprime i valori nei quali ci identifichiamo e per i quali intendiamo combattere la nostra battaglia. Non siamo interessati al numero di tessere, ma al raggiungimento di traguardi che diano solidità alle nostre aziende e che attenuino la forte preoccupazione che attanaglia me e tutti i Colleghi che tanto hanno investito e continuano ad investire sulla propria attività e che rischiano di vedere vanificato il loro impegno a vantaggio di avventurieri ed approfittatori che fino ad oggi hanno beneficiato del caos e della confusione”.
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INTERVISTA CHI SIAMO L’Associazione Case Funerarie – Funeral Home: Eccellenza Funeraria Italiana è stata costituita a Bologna, il 22 febbraio 2012, con l’obiettivo di riunire e di valorizzare le Imprese Funebri cui fanno riferimento le Case Funerarie che rispondono a standard qualitativi eccellenti in termini di servizi erogati e di prodotti utilizzati. Le Case Funerarie e le strutture per il commiato rappresentano valori culturali, sociali e professionali che costituiscono il futuro della funeraria: piccole o grandi che siano, permettono di meglio poter assistere sotto il profilo pratico e psicologico le famiglie colpite da un lutto che, con la dignità di un servizio che solo in tali luoghi può essere fornito, trovano un conforto e un aiuto fondamentali in tali tristemente difficili situazioni. Innovazione, modernizzazione, qualità e riforme sono le fondamenta sulle quali si basa l’attività dell’Associazione che intende perseguire, nell’immediato, la moralizzazione del settore, il rigore
etico, la trasparenza, la correttezza nell’acquisizione dei servizi, un equo rapporto qualità/prezzo, la lotta al lavoro nero e alla fatturazione sommersa. Da maggio 2015, attraverso una modifica al proprio Statuto, la EFI – Eccellenza Funeraria Italiana ha esteso la propria capacità aggregativa anche a quelle Imprese Funebri che, pur non possedendo ancora una propria Casa Funeraria, condividono i principi della Associazione e operano nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti e di tutti i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività funebre. Una apposita categoria di Soci è stata istituita anche per tutelare gli interessi del sistema produttivo italiano, eccellenza del nostro Paese riconosciuta in tutto il mondo, che in questo fondamentale momento di rinnovamento normativo manca di un organismo rappresentativo delle diverse filiere.
COME ASSOCIARSI Associarsi a EFI – Eccellenza Funeraria Italiana è semplicissimo! Occorre inviare per e-mail (info@eccellenzafuneraria.it) i seguenti documenti: 1. domanda di adesione (compilata in ogni sua parte e debitamente sottoscritta dal Legale Rappresentante della azienda); 2. certificato di Iscrizione al Registro delle Imprese; 3. autocertificazione attestante l’inesistenza di procedure a carico dell’Impresa; 4. delibera di autorizzazione con l’indicazione della persona fisica designata a rappresentare la persona giuridica; 5. copia del bonifico bancario di Euro 500,00 effettuato a favore di EFI - Eccellenza Funeraria Italiana sul c/c n. 000102051136 presso Unicredit, Filiale Modena, via Marzabotto (IBAN: IT69V0200812932000102051136), quale “una tantum per fondo patrimoniale”. Le aziende esercenti Casa Funeraria dovranno inoltre trasmettere: 1. dichiarazione del Legale Rappresentante in cui si attesta che la struttura ottempera ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dal DPR 14 gennaio 1997; 2. copia dell’Autorizzazione Comunale all’esercizio e al funzionamento di una Casa Funeraria o struttura per il commiato. Ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto, l’avvenuta ammissione verrà confermata al richiedente tramite lettera, fax o messaggio di posta elettronica. www.eccellenzafuneraria.it Via Savoia 78 | scala A | interno 3 | box n. 93 | 00198 Roma t. 06 85 23 74 17 | f. 06 23 31 55 53
A breve sarà online il nuovo sito internet di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana: uno strumento di servizio e di informazione per tutti gli Imprenditori Funebri del nostro Paese che credono nel proprio futuro e che investono in esso risorse e speranze!
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Scegli la libertà Nessun intermediario
Sempre connessi
Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.
Gestisci i tuoi iscritti attraverso il portale del Registro Italiano Cremazioni. L'impresa funebre ha infatti a disposizione un'area riservata ove caricare i documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare gli attestati di cui ha bisogno.
Essere protagonisti
P. G. alberto rigoni
Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.
Padroni delle proprie scelte Il Registro Italiano Cremazioni non promuove funerali low cost e non impone politiche di prezzo sul servizio funebre, non prende contatti con la clientela dell'agenzia funebre, non promuove azioni di marketing ad insaputa dell'impresa. Inoltre, concede l'uso gratuito del marchio e del logo per la tua pubblicità: ma non ti impone di fare nemmeno quella.
Nessun vincolo Contattaci per conoscere i costi di associazione: approfitta della campagna promozionale e unisciti al Registro Italiano Cremazioni. Puoi provare gli strumenti del Registro gratuitamente per 40 giorni e quando ti associ non hai nessun obbligo di rinnovare l'iscrizione per l'anno successivo.
Via Carlo Poma, 37 - 20129 Milano tel. 02 872 144 14 - fax 02 872 144 15 registro@registroitalianocremazioni.it registroitalianocremazioni.it
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LA CASA DEL COMMIATO DEL GRUPPO BONDONI
UNA NUOVA SALA DEDICATA ALLA STORIA DELTERRITORIO
Foto: Riccardo Latini
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Sala del Crocefisso
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naugurata nel 2009, la prima nelle Marche, ha rappresentato una rivoluzione di civiltà: parliamo della Casa del Commiato del Gruppo Bondoni, a Castelplanio, che ha portato sul territorio un servizio innovativo che oggi, sondato il forte riscontro sociale e la necessità di un supporto maggiore alle aree di riferimento, ha visto realizzato un importante ampliamento per aumentare accoglienza, riservatezza, raccoglimento, condivisione, comfort. La struttura serve le diverse esigenze della Vallesina, fino a Jesi e a Fabriano, abbracciando un ampio bacino di famiglie che negli anni hanno potuto apprezzare questo fondamentale 56
Marco Bondoni
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passaggio sociale. I recenti lavori di miglioramento hanno permesso la nascita di una quarta Sala del Commiato, di una nuova sala autoptica per servizi di vestizione e di tanatoestetica, di un’area ristoro, di ulteriori ambienti di comfort e salottini all’aperto, di una pensilina esterna, pensata anche per i fumatori, e di una sala refrigerata per le salme in attesa di cremazione, innovazione non da poco, quest’ultima, considerato che i tempi di attesa per la cremazione si sono allungati.
Dietro questo ampliamento, uno studio accurato di spazi e di necessità spirituali, psicologiche, pratiche, di funzionalità. “La nuova Sala del Crocifisso– spiega Marco Bondoni – è un luogo destinato alla preghiera e al raccoglimento religioso, di connotazione cattolica, ed è dedicata al ricordo affettuoso della piccola Chiesa del Crocifisso di Castelplanio, oggi scomparsa. Il Crocifisso, protagonista della Sala, racchiude simbolicamente questo pezzo di memoria storica: quella chiesa, costruita nel 1792, era un chiaro segno di fede che
Particolare dell’area ristoro
Sala Virgilio
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per secoli aveva distinto il nostro territorio e quanti lo hanno abitato. A ricordarla sono rimaste due piante di pino domestico: con il suo crollo, nel 1997, sono scomparsi segni e forse anche radici antiche. Per secoli questa piccola chiesa e il Crocifisso hanno ‘vegliato’ su quanti transitavano sulla strada sottostante ‘raccontando’ di generazione in generazione una cultura radicata da oltre un millennio e mezzo”. La Sala si aggiunge alle tre già presenti: Sala Virgilio, Sala Sibilla e Sala Erasmo, personaggi che hanno rappresentato un punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei defunti: progettate dall’architetto Riccardo Bucci, le Sale sono individuali, eleganti, climatizzate, lineari ed essenziali, a disposizione 24 ore al giorno, arricchite dalle opere pittoriche dell’artista marchigiana Simona Bramati. Il raccoglimento è totale, indisturbato a qualsiasi ora del giorno e della notte; il personale addetto sempre a disposizione. Un servizio gratuito e completo. L’Area Ristoro, dotata di tv, servizio Wi-Fi e comfort, offre la possibilità di consumare pasti e bevande ed uno spazio rigenerante e sereno. Un servizio che non solo risponde ad esigenze pratiche e funzionali, ma che ha risvolti psicologici legati alla condivisione e alla vicinanza con parenti e amici in un momento di dolore. “Essere vicini a chi ha appena subito una perdita è molto difficile. Occorre essere grandi professionisti senza mai perdere di vista gli aspetti umani e psicologici, per un servizio che rispetti la sensibilità dei dolenti. Occorrono passione e l’investimento di importanti risorse umane ed economiche per migliorare i servizi alle famiglie. Ci ispiriamo, in particolare, al pensiero di Luigi Einaudi secondo il quale il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi. È indispensabile affermare un modello italiano di Casa Funeraria in sintonia con i valori culturali, sociali e professionali della nostra imprenditoria” conclude Marco Bondoni che è anche Consigliere Nazionale di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana. “Sono strutture che rivestono un ruolo importante e delicato avendo portato anche in Italia la veglia funebre fuori dalle mura domestiche per entrare in uno spazio comune e appositamente adibito”. x 58
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A PARMA LA NONA EDIZIONE DE “IL RUMORE DEL LUTTO”
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ssere non è esistere. Se la vita è la mutevole realtà delle cose in perenne divenire, l’essere è la realtà una, eterna e indivisibile, quella che, come avrebbe detto Parmenide, “è e non è possibile che non sia”. È proprio l’Essere, inteso in tutte le sue accezioni, il tema centrale della nona edizione de “Il Rumore del Lutto”, contenitore culturale con numerose e diversificate tipologie di eventi in programma a Parma dal 29 ottobre al 2 novembre 2015, con una anteprima il 24 ottobre. Tramite interventi di educazione e di riflessione sulla morte come parte della vita, Il Rumore del Lutto concede, a tutte le età, spazio di parola alle grandi domande che accompagnano l’esistenza. Nata nel 2007 da un progetto di Maria Angela Gelati, storica contemporaneista e studiosa di tanatologia (disciplina che studia la morte e il morire sotto diversi punti di vista), e di Marco Pipitone, critico musicale, fotografo e dj, la rassegna è stata la prima iniziativa culturale, in Italia, a indagare un tema ancora oggi oggetto di rimozione quale è la morte. E ha fatto scuola: il suo format, infatti, originale e di successo, ha ispirato nel tempo manifestazioni analoghe in altre città italiane e in Europa. Patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e organizzata da Ade Servizi Onoranze Funebri, la manifestazione propone un dialogo e una riflessione sul valore della vita, elaborando e condividendo pensieri e sentimenti sul tema della morte. E lo fa attraverso l’apporto prezioso di differenti discipline, dall’arte visiva al teatro, dalla musica all’architettura, dalla letteratura alla spiritualità, dall’antropologia alla gastronomia. “Abbiamo deciso di organizzare il Rumore del Lutto, insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di
Parma, perché crediamo nell’alto valore della rassegna, non solo culturale, ma anche sociale, come dimostra il successo ottenuto dalle precedenti edizioni”, dichiara l’amministratore unico di Ade Servizi Onoranze Funebri Enrico Calestani. “È una manifestazione di grande importanza per la città: attraverso una serie di eventi che convergono su un determinato tema, mira alla reintegrazione del concetto di morte nella quotidianità, concetto censurato dalla società contemporanea, ma che dovrebbe invece essere recuperato per favorire una maggiore consapevolezza della propria mortalità e per individuare strumenti di sostegno all’esperienza del lutto”. Proposta in coincidenza con la commemorazione dei defunti, l’iniziativa offre una modalità alternativa per vivere il periodo dedicato alla memoria dei nostri cari, rendendone la ritualità più completa. Per cinque giorni, in diversi luoghi della città ci si interrogherà e ci si emozionerà sull’Essere. Oltre trenta eventi, quasi tutti a ingresso libero, per superare la soglia del mutamento e per approdare a ciò che è, organizzati ciascuno con la collaborazione di una determinata realtà cittadina o con il contributo diretto di un’azienda. “In una cultura finalizzata a dare continua dimostrazione del dover essere sempre in forma, sempre sorridenti, sempre dinamici ed in carriera, l’effetto destabilizzante legato alla morte, alla perdita ed al lutto incrina in modo devastante questa continua necessità di dover essere a tutti i costi vitali e perfetti”, spiegano Gelati e Pipitone, ideatori e curatori della rassegna. “Il Rumore del Lutto cerca una modalità alternativa per limitare gli effetti di questa presbiopia emozionale e per reinserire il concetto di morte nel linguaggio comune, liberandolo dalla solitudine in cui l’umana perfezione dell’essere ha cercato di relegarlo”. x
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Circolo di Lettura e Conversazione (Via Melloni, 4)* REMINISCENCES. TO BE OR NOT TO BE Galà vittoriano a cura di Alessandra Casiraghi e Arianna Vilya. Dresscode obbligatorio. Informazioni e prenotazioni entro il 18 ottobre: info.reminiscences@gmail.com. Ingresso: 20 euro (il biglietto include cena, concerto di musiche antiche, performance e danze a tema).
CONCERTO In collaborazione con Europa Teatri. Ingresso: Up to you (decidi tu liberamente quanto pagare). V E N E R D Ì 3 0 Seconda giornata
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OR E 9.00
Prima giornata O RE 9 .0 0
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Sala Congressi, Abbazia di Valserena (Piazza di Paradigna, 1) INAUGURAZIONE DELLA IX EDIZIONE DE “IL RUMORE DEL LUTTO” Presentazione dell’iniziativa con Maria Angela Gelati e Marco Pipitone. Intervengono Laura Ferraris e Enrico Calestani. O RE 9 .1 5 LA NOTIZIA È: IL RUMORE DEL LUTTO Conferenza con Claudio Santini, Pasquale Spinelli e Mariagrazia Villa. Ingresso: evento a numero chiuso, iscrizioni al sito www.odg.it, piattaforma Sigef. In collaborazione con Ordine Nazionale dei Giornalisti e dell’Emilia Romagna O RE 1 7 .0 0
Galleria Nazionale di Parma (Palazzo della Pilotta)* DALLA VITA ALLA MORTE, “ESSERE” NELL’AL DI LÀ Conversazione sulla tavola della Madonna di San Gerolamo di Correggio. A cura di Maria Cristina Quagliotti. Ingresso: 3 euro. In collaborazione con Polo Museale dell’Emilia Romagna – Galleria Nazionale di Parma. O RE 1 8 .0 0 Libreria Feltrinelli (Strada Farini, 17) UNA COSA PICCOLA MA BUONA Lettura interpretativa del racconto di Raymond Carver. Con Nicola Ferrari e Maurizio Padovani. In collaborazione con Associazione Maria Bianchi. O RE 1 8 .0 0
Enoteca Tabarro (Strada Farini, 5) OGNI VINO È ILLUMINATO Un viaggio segreto nei microcosmi esistenziali del vino. Ingresso: evento ad iscrizione obbligatoria, in quanto a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net. In collaborazione con Pietre Colorate O RE 2 0 .0 0 Ratafià Teatro Bar (Via Oradour, 14) 9 CANZONI 9 … DI CRISTIANO GODANO Conversazione in musica con il leader dei Marlene Kuntz. A cura di Marco Pipitone. O RE 2 2 .0 0
Teatro Europa (Via Oradour, 14) * IL PIANTO DI AZZURRA IN
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Sala Conferenze, Assistenza Pubblica Parma Onlus (Viale Gorizia, 2/a) EROS E THANATOS NELLE ISCRIZIONI ANTICHE E NELLE “SPETTRALI E SARCASTICHE VOCI” DI SPOON RIVER Laboratorio di epigrafia con Laura Liberale e Alessia Zielo. Ingresso: partecipa la classe 5 A RIM dell’Istituto M. Melloni. OR E 15.00 Liceo scientifico G. Marconi (Via della Costituente, 4) ESSERE E STARE. LA FORMA DI UN ISTANTE Con Andrea Corsini, Umberto Fabi, Maria Angela Gelati, Loredana Scianna. Ingresso: workshop per studenti. OR E 18.00 WoPa Temporary (Via Palermo 6, ingresso da Via Catania) CUSTODIA. APPUNTI PER UNA RINNOVATA GEOGRAFIA DI LUOGHI DEL CARO ESTINTO Ipotesi a confronto sul tema dell’odierna architettura cimiteriale. A cura di Luca Boccacci, con Luigi Bartolomei, Luca Boccacci, Laura Ferraris, Mauro Felicori, Ana Cristina Vargas. In collaborazione con Ordine degli Architetti della Provincia di Parma OR E 18.00
Galleria Un_Type (Strada S. Nicolò, 7) ESSERE ESSERINI. LE ORIGINI Inaugurazione della mostra a cura di Nicola Gatti. Opere di Simona Costanzo. La mostra resterà aperta fino al 27 novembre, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, ore 9.30-12.30; 14.30-18.30. OR E 18.30
EnoLibreria Chourmo (Via Imbriani, 56) MEETING WITH MYSELF Francesco Pelosi & Over Sound Trio. OR E 21.00 WoPa Temporary (Via Palermo 6, ingresso da Via Catania) PROIEZIONE DEL FILM “STILL LIFE” Italia, 2013, regia di Uberto Pasolini. Introduce Michele Guerra. In collaborazione con Ordine degli Architetti della Provincia di Parma
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ORE 9.30
Sala Conferenze, Assistenza Pubblica Parma Onlus (Viale Gorizia, 2/a) ESSERCI. A SCUOLA DI DEATH EDUCATION Giornata di studio per studenti e insegnanti, a cura di Maria Teresa Alberici. Informazioni e iscrizioni entro il 24 ottobre: resialberici@tin.it. Con il patrocinio di Ausl Parma e del Master Death Studies & the End of Life.
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Terza giornata Sala Aurea, Camera di Commercio Parma (Via Verdi, 2) ESSERCI. LA RELAZIONE D’AIUTO NELLE ESPERIENZE DI PERDITA Convegno a cura di Luigi Raffaini. Sono previsti laboratori pomeridiani in piccoli gruppi di lavoro. Con il patrocinio di Ausl Parma. In collaborazione con Associazione Claudio Bonazzi. ORE 15.00 Galleria Sud, Cimitero Monumentale (Viale Villetta, 31) NON ESSERE. VISIONI DELL’ALDILÀ TRA ARTE E LETTERATURA A cura di Salone del Lutto. In collaborazione con Ade spa. ORE 16.00 Portici del Grano (Piazza Garibaldi) COMIC SHOW Spettacolo di teatro di strada per tutte le età. Con Dario Marodin, in arte El Bechin. ORE 17.00 Teatro del Cerchio (Via Pini, 16/a)* I VESTITI NUOVI DEL PRINCIPE AMLETO Spettacolo teatrale per bambini. Testo e regia di Mario Mascitelli. Con Mario Aroldi e Mario Mascitelli. Informazioni e prenotazioni: info@teatrodelcerchio.it, tel.: 331 8978682. Ingresso: 9 euro (adulti), 3 euro (bambini). ORE 17.00 Galleria Sant’Andrea (Via Cavestro, 6) POLVO SERÀN, MAS POLVO ENAMORADO Inaugurazione della mostra a cura di Annalisa Mombelli. Opere di Mario Pardo Segovia. La mostra resterà aperta fino al 4 novembre, con i seguenti orari: domenica 1, 16.00 - 19.00, lunedì 2, chiuso; martedì 3 e mercoledì 4, 10.00 - 12.00 e 16.00 - 19.00. ORE 18.00
Enoteca Tabarro (Strada Farini, 5) OGNI VINO È ILLUMINATO Un viaggio segreto nei microcosmi esistenziali del vino. Ingresso: evento ad iscrizione obbligatoria, in quanto a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net ORE 18.30 Libreria Ubik (Via Oberdan, 4/c) QUADRITOS. ALTARI ALLA MEMORIA Inaugurazione della mostra di e con Brunella Tegas. La mostra resterà aperta fino a sabato 14 novembre; orari: 10.00-12.30, 16.00 - 19.00. ORE 22.00 App Colombofili, Circolo Arci (Via dei Mercati, 15/d)* ROSA CRUX IN CONCERTO Ingresso: 15 euro. In collaborazione con Endenocte.
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Quarta giornata O RE 1 0 .3 0
Piazza Guido Picelli IL LUTTO POLITICO. FUNERALI DI RIVOLUZIONARI, RIBELLI E MARGINALI Visita guidata a cura del Centro Studi Movimenti O RE 1 1 .0 0 Sala del commiato, Tempio crematorio, Cimitero di Valera (Strada Valera di Sopra, 115/a) SULLA SOGLIA. ISPIRAZIONI DA EMILY DICKINSON Di Milena Costanzo. Con Alessio Cerfeda, Milena Costanzo e Elia Baioni O RE 1 1 .3 0 Libreria Feltrinelli (Strada Farini, 17) SOLCHI SPERIMENTALI ITALIA. 50 ANNI DI ITALICHE MUSICHE ALTRE Presentazione del libro pubblicato da Crac Edizioni. Con l’autore Antonello Cresti, Davide Gonzaga e Francesco Monaco. O RE 1 7 .0 0 Sala Concerti, Casa della Musica (Piazzale S. Francesco, 1)*
DISTORSIONE DEL SILENZIO. TRITTICO MUSICALE CON CAMERATA MEDIOLANENSE, COLLOQUIO, THE BLUE PROJECT Ingresso: Up to you (decidi tu liberamente quanto pagare). In collaborazione con Endenocte. OR E 17.00 Teatro del Cerchio (Via Pini, 16/a)* I VESTITI NUOVI DEL PRINCIPE AMLETO Spettacolo teatrale per bambini. Testo e regia di Mario Mascitelli. Con Mario Aroldi e Mario Mascitelli. Informazioni e prenotazioni: info@teatrodelcerchio.it, tel.: 331 8978682. Ingresso: 9 euro (adulti), 3 euro (bambini) OR E 18.00
Enoteca Tabarro (Strada Farini, 5) OGNI VINO È ILLUMINATO Un viaggio segreto nei microcosmi esistenziali del vino. Ingresso: evento ad iscrizione obbligatoria, in quanto a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net OR E 19.30 Shakespeare Cafè (Via Goito, 1)*
IL CIBO CONSOLATORIO. CENA CONVIVIALE PER ANIME VIVE Introduce Ilaria De Amicis. Informazioni e prenotazioni: info@shakespearecafe.it, tel.: 0521.237969. Cena: 20 euro. ORE 21.30 Shakespeare Cafè (Via Goito, 1) ESSERE TRAMANDATI Spettacolo con Rocco Rosignoli, Franca Tragni e Massimiliano Sozzi. L U N E D Ì
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Quinta giornata ORE 18.00
Sala Convegni, Biblioteca Ilaria Alpi (Vicolo Asse, 5) ESSERE UMANI. LA SPIRITUALITÀ DI FRONTE ALLA MORTE Tavola rotonda a cura di Luciano Mazzoni Benoni. Con Luciano Mazzoni Benoni, Julio Savi, Ines Testoni. Con meditazione conclusiva. Tutti gli eventi sono a ingresso libero, esclusi gli appuntamenti segnalati con asterisco.
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IL CIMITERO DI OHLSDORF AD AMBURGO DI STEFANO MONTAGUTI
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onoscendo il mio interesse nell’ambito dell’architettura cimiteriale e funeraria, alcuni amici che da tempo risiedono ad Amburgo, nel nord della Germania, mi hanno esortato, in occasione della mia permanenza in città per alcuni giorni, a visitare il cimitero monumentale di Ohlsdorf (in tedesco “Friedhof Ohlsdorf”). Situato nel distretto di Hamburg - Nord e realizzato in più fasi (la prima tra il 1874 e il 1877 - data di apertura - e successivamente tra il 1896 e il 1900 e tra il 1914 e il 1920), con i suoi 405 ettari di estensione è non solo il principale cimitero cittadino, ma anche il più grande d’Europa e il secondo o terzo in assoluto al mondo. Con tali premesse non potevo certo esimermi dal vederlo e anche le condizioni meteo di questo agosto 2015, straordinariamente soleggiato e caldo pure nel nord della Germania, mi hanno incoraggiato ad una gradevolissima passeggiata. La metropolitana che collega la stazione centrale all’aeroporto internazionale di Amburgo ferma in prossimità dell’entrata principale del cimitero, al numero 66
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Mausoleo Kriegsgräberstätte Bombenopfer
756 della Fuhlsbüttlerstraße. L’ingresso pedonale si presenta assai modesto, contenuto nelle dimensioni, anche se il complesso conta più di 6 accessi, vista la sua vastità. Un punto informazioni fornisce le prime indicazioni sulla tipologia del percorso e una preziosissima guida per potere orientarsi all’interno: iniziò così
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la mia visita domenicale. La prima impressione è stata quella di trovarmi all’interno di un bosco straordinariamente rigoglioso: alberi giganteschi, vegetazione estremamente curata, un verde strabiliante al punto da farmi pensare di non essere entrato in un cimitero, bensì in un parco. Seguendo le indicazioni della guida ho compreso che l’impostazione del complesso non ha nulla a che vedere con la maggior parte di altri cimiteri: assenti le grandi tombe di famiglia o gli imponenti sepolcri, fin dall’ingresso ti accorgi che le sepolture, anche le più antiche, sono immerse nella vegetazione, nascoste nel bosco in un tutt’uno con la natura straordinaria che abbraccia ogni cosa. L’idea della vastità del luogo viene confermata da due linee di bus interne ad uso dei visitatori che percorrono tutti i viali principali con le diverse fermate in corrispondenza alle 14 cappelle funerarie in cui è suddiviso il Friedhof Ohlsdorf. Nel cimitero sono state sepolte sinora oltre 1,7 milioni di persone (dato del 2009), di tutte le religioni, fra le quali anche numerose figure legate alla città di Amburgo, per lo più personaggi co-
nosciuti in ambito regionale tranne alcuni casi quali, ad esempio, Helmut Zacharias, grande violinista di fama internazionale. Lasciando il viale principale, diversi percorsi aiutano a scoprire la vera essenza di questo luogo: ogni tomba è celata, protetta da piante secolari in un connubio struggente. Nella parte antica iniziale, segnatamente nei pressi della “Cordesallee”, si trova il “Garten der Frauen”, ovvero il “Giardino delle donne”, un’area immensa in cui sono sepolte oltre 50 donne celebri, realizzato per rendere omaggio alle
Zona dedicata al Cimitero Militare O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
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signore che hanno contribuito in modo significativo alla storia della città di Amburgo. Originalissima è la “Wasserturm”, una torre costruita come serbatoio idrico, situata alla fine della Cordesallee e realizzata nel 1898 su progetto di Wilhelm Cordes: alta 34 metri, nel 1919 perse la sua originaria funzione per diventare un crematorio. Nel percorrere i diversi sentieri tra roseti e piante di tutti tipi (ricordiamo che sono stati censiti più di 36.000 alberi), ci si trova circondati da percorsi d’acqua e piccoli laghi. All’interno del complesso si trovano anche un cimitero ebraico, un sito per militari inglesi e sovietici caduti nella seconda guerra mondiale e un grande spazio dedicato ai soldati tedeschi caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale: le lapidi disposte in modo rigoroso e i tanti fiori rappresentano il rispetto a chi ha donato la propria vita per la follia della guerra in Europa. Il luogo che mi ha maggiormente colpito è il mausoleo Kriegsgräberstätte Bombenopfer che raccoglie le vittime del bombardamento angloamericano del 28 luglio 1943: durato quattro giorni e quattro notti, generò una tempesta di fuoco (“feuersturm” in tedesco) lungo le vie cittadine facendo decine di migliaia di vittime (quasi 40.000), procurando gravissimi ed estesi danni alla città e distruggendo il porto. I quattro bracci del campo “grave” sono disposti a forma di croce. I nomi dei venti quartieri colpiti dai bombardamenti e le generalità delle vittime identificate sono elencati su travi di rovere e una piramide tronca, al cui interno troviamo il bassorilievo “Ride over the Styx” di Gerhard
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Marcks, immortala il destino incolpevole dei cittadini di Amburgo. Per visitare tutto il cimitero di Ohlsdorf sarebbe occorso certamente qualche giorno, essendoci molte zone estremamente interessanti e indubbiamente struggenti. Ma, fattasi sera, ho colto l’occasione di ritornare all’ingresso servendomi del bus, altra piacevole esperienza: salendo sul mezzo che tra le fermate e il lungo percorso impiega quasi 20 minuti, mi sono trovato coinvolto tra anziani visitatori, per lo più donne, che percependo nella mia figura uno straniero (macchina fotografica al collo) hanno iniziato ad “intervistarmi” con un garbo antico, chiedendomi da dove venissi, il motivo della mia visita e quali valutazioni avessi tratto dalla mia giornata. Nel mio tedesco scolastico e con l’aiuto dell’inglese raccontai la mia soddisfazione e il mio apprezzamento. Una signora mi disse che lei veniva tutti i giorni da quarant’anni a portare un fiore al marito; confesso che il commiato non fu facile e seguii un ultimo loro suggerimento, quello di visitare la caffetteria posta all’ingresso successivo, una piacevole conclusione per una lunga e interessante giornata. Il caffè disposto su un piano rialzato e su una ampia terrazza non aveva nulla da invidiare al Caffè Du Lac di Ginevra: ampi spazi, grandi vetrate sul bosco, piante ovunque, un’ottima scelta di dolci, personale estremamente compito e professionale con abiti scuri adatti certamente al luogo. Presi una enorme fetta di torta con panna e una grande tazza di caffè: completamente rilassato, telefonai agli amici per ringraziarli del suggerimento, mi portai verso l’uscita e conclusi così la mia domenica all’Ohlsdorf. x
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LA SCOMPARSA DI ELIO FIORUCCI
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Foto ANSA, autore: Stefano Porta 22/07/2015
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l 20 luglio 2015 si è spenta una stella che ha reso più allegro e più colorato il firmamento del magico mondo dell’abbigliamento internazionale. Lo stilista milanese Elio Fiorucci, geniale innovatore della moda cosmopolita, è venuto a mancare in solitudine, stroncato da un improvviso malore nella sua casa di Milano. Aveva appena compiuto 80 anni, ma la sua scomparsa ha colto parenti e amici di sorpresa poiché godeva di ottima salute, ancora partecipe della sua attività creativa con freschezza e con vivacità. Con Fiorucci viene a mancare uno dei più amati e stimati artefici del made in Italy che ha contribuito a innalzare l’immagine di Milano a capitale della moda. Il vuoto lasciato appare incolmabile e ancor più doloroso in questo momento italico connotato da sudditanza, da inibizione e da inspiegabile oppressione di ogni creatività imprenditoriale che da sempre è stata fiore all’occhiello della nostra produzione. Si svendono i marchi più prestigiosi, non si sostengono le vecchie e le nuove industrie, sottoposte a inspiegabile smantellamento fiscale, burocratico e morale. Scelte di governo che sono sotto gli occhi allibiti di tutti, eppure uomini come Fiorucci avevano mostrato la strada.
UN MAESTRO DELLA POP ART DI CARLO MARIANO SARTORIS
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La sua storia è simile a quella di altri insigni pionieri dell’imprenditoria ambrosiana, uomini caratterizzati da intuizione, da lungimiranza e da coraggio industriale. Figlio di un commerciante di pantofole, giramondo attento e anticonformista, alla fine degli anni ‘60 rivoluzionò la moda ispirato dalla forza del colore e dalla pop art, scardinando le regole classiche della moda borghese e rendendo la sua giovanile produzione alla portata di tutti, intuendo il fascino dello “street style”. La prima illuminazione “pop” risale agli albori della sua carriera, quando ancora è un mercante di scarpe. È legata ad un modello di calosce in plastica dai colori sgargianti che hanno restituito vita e interesse ad un oggetto ormai dimenticato, lanciando il designer verso un marchio che ha segnato un’epoca. Già nel 1967 Fiorucci apre il primo negozio in Galleria Passerella a Milano. Nel 1970 inizia la produzione di spigliato abbigliamento d’uso quotidiano con il proprio marchio. Nel ‘73 crea per le ragazze i jeans “skinny”, maliziosamente effigiati sul sedere. Nel ‘76 apre uno show room a New York sulla 59a Strada. L’originale magazzino diventa un punto d’incontro che attrae tra gli altri Andy Warhol, che invita Fiorucci a casa sua contribuendo alla maturazione artistica del designer, e una giovanissima Madonna, che nell’83 si esibisce nel suo primo concerto allo Studio ‘54 proprio per i 15 anni del marchio. Gli anni ‘80 rappresentano l’apice del successo con l’approdo di esercizi a Los Angeles e poi a Tokyo, Sydney, Rio, Hong Kong. Fino al 1990, quando a causa di un dissesto finanziario lo stilista è costretto a vendere ai giapponesi di Edwin International, colosso dell’abbigliamento casual. Conserva per sé lo storico negozio in San Babila, ritrovo dei giovani, prima di cedere anche quello nel 2003 agli svedesi di H&M, senza rinunciare alla creatività e continuando a disegnare cromoterapia per guardaroba all’insegna della pace, dell’amore e del buonumore. Percorso di un uomo che ha cambiato il modo di vestirsi inventando l’unisex, le felpe e le T-shirt “T-Art”, la “Love Therapy”, produzioni caratterizzate da giocose immagini pop, cuori, donnine e fumetti. Magliette “cult” mondiale che un mio amico pilota dell’Alitalia barattava a Tokio con gli orologi Seiko. Altrettanto esplosive le borse: di pelle, di tessuto, di plastica o di paglia, sempre contraddistinte dall’inconfondibile look, provocazione e colore. E, poi, una infinita collezione di accessori per una vita allegra e spensierata. Dalle scarpe agli occhiali, dai costumi agli orologi, lo stile originario è sempre rimasto fedele a se stesso e ancora oggi la griffe è un’icona del vestire free e trasgressivo figlio della “Swinging London”, assimilato da un giovane Fiorucci durante un viaggio in Inghilterra folgorato dalla scoperta di Biba, di King’s Road, di Carnaby Street. Uno stile assorbito, elaborato ed esportato in ogni angolo del pianeta. Vi sono molti modi per valutare la grandezza di un uomo: uno è 72
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certamente il segno tangibile di ciò che ha lasciato in eredità e in memoria al genere umano, ma il migliore è di sicuro il ricordo istintivo che si può cogliere nelle parole della gente. La scomparsa di Elio Fiorucci è stata segnata da un coro di unanime dispiacere da parte dei più umili e fugaci conoscenti quanto di accreditate firme della moda, dell’arte e dello spettacolo, fino alle cariche più alte dello Stato. Le frasi ricorrenti raccontano di un uomo gentile, generoso, laborioso, che amava la bellezza e che ha segnato un punto di svolta sulle abitudini, sulla sensibilità, sulle regole di una quotidianità del vestire contemporanea e universale. Ma chi decide nelle alte sfere, andando oltre la dialettica della memoria, deve decidersi a snellire il percorso dei nuovi artisti che verranno. L’Italia grida opportunità per nuovi talenti, per altre stelle che riempiano il vuoto. Corrado Passera, dopo aver appreso della scomparsa dello stilista, ha postato sulla rete: “Milano tenga viva la memoria di Fiorucci, con nuovi spazi dedicati a chi sperimenta e innova”. Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha evidenziato come “Fiorucci ha saputo parlare a generazioni di giovani attraverso stimoli e idee non convenzionali che arrivavano dall’estero, ma che riusciva a interpretare e a proporre con grande sensibilità e con intelligenza”. Sono effigi verbali delle quali ogni anima artistica non può che essere gratificata, ovunque essa sia. Come romantica esteriorità conclusiva, immaginare una degna ospitalità nell’oltre per un così degno imprenditore è quanto meno cosa certa, figurare nella mente un’accoglienza con milioni di bianche “Angels T-shirt” non è altro che un celeste omaggio pop, un’immagine, una visione, un tributo al sogno per chi ha saputo sognare e far sognare. x
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PICCOLI OMICIDI TRA AMICI
L’EPICENTRO DEL MALE DI LAURA SAVARINO
Juliet: “Non posso farlo” Alex: “Juliet, tu uccidi persone tutti i giorni”
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piccoli omicidi tra amici (USA, 1994)
di Danny Boyle DURATA: 88 minuti CAST: Ewan McGregor, Kerry Fox, Christopher Eccleston, Keith Allen.
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e non ti puoi fidare degli amici allora che ti resta?” Due occhi azzurri impenetrabili fissano la macchina da presa e una voce fuori campo sillaba lentamente le parole. David Stephens di amici ne ha due. Sono i suoi coinquilini. Due giovani borghesi, un uomo e una donna, che con lui dividono un grande appartamento a Edimburgo, città di fascino e di suggestioni, il contenitore impersonale di una vicenda che sarebbe potuta accadere ovunque. La sua eleganza sfugge agli occhi dello spettatore che si affanna a riconoscerla in una serie di riprese scattanti e febbrili senza però identificarla del tutto. I coinquilini di David si chiamo Alex e Juliet e non potrebbero essere più diversi: Alex ha un lavoro poco appagante al giornale locale, sogna il successo senza impegno, è un giovane viziato dal capello lun-
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go e dall’aria trasandata; Juliet è la corteggiatissima donna di casa, sfuggente e seduttiva, fa il medico e ha una relazione con David. Questi è un mediocre commercialista, preciso e responsabile, a tratti persino noioso. Dei tre, è il più affidabile ed equilibrato. Così diversi, eppure così amici: lo spettatore è letteralmente catapultato nella loro vita, li ritrova seduti uno vicino all’altro intenti a valutare il candidato di turno al posto di quarto coinquilino. I tre fanno domande, deridono, si divertono a mettere in difficoltà. La loro complicità è palpabile. L’appartamento si trova all’ultimo piano di un edificio elegante, in cima a una scala a chiocciola, ed è uno spazio luminoso dai colori neutri e rassicuranti spezzato da tonalità rosse ricorrenti che quasi paiono presagi: il telefono, la porta, il vestito di Juliet. Un pomeriggio arriva Hugo, un misterioso romanziere della cui identi-
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debole del gruppo, erode la situazione iniziale e la trascina inesorabile verso un epilogo sì tragico, ma soprattutto beffardo. Piccoli omicidi tra amici non è un film drammatico. È cinico, macabro e derisorio, ma non drammatico: l’atteggiamento sarcastico con cui i tre amici si approcciano agli eventi e interagiscono tra loro detta il tono della vicenda, è la sua chiave di lettura. Persino la colonna sonora si piega ai protagonisti e sdrammatizza volutamente le situazioni più tese. È un film che non si prende sul serio. E anche lo spettatore alla fine non piange, ma sorride. O, meglio, ghigna. x tà non si sa nulla, che fa colpo su Juliet e ottiene la stanza. I tre lo trovano morto pochi giorni dopo e scoprono nella sua camera una valigia piena di soldi. La prima reazione alla vista del cadavere è fredda e distaccata, quasi beffarda. È tutto uno scherzo, un gioco, un cinico botta e risposta carico di humour nero. Poi la situazione sfugge di mano e i tre precipitano in una spirale negativa che li porta all’epicentro del male. E il male è, neanche a dirlo, proprio David. Una scommessa finita male lo costringe a fare a pezzi il cadavere e David si trasforma, interiorizza il trauma e muta da uomo a bestia. È l’unico personaggio che si evolve davvero, il suo equilibrio frana e lascia il posto a oscure ossessioni; e gli altri due non fanno che adeguarsi al cambiamento. La macchina letale messa in moto da Boyle, che vede in David l’anello O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
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PAPA FRANCESCO, LA CINQUECENTO E LA VOLKSWAGEN
LE SOLITE CHIACCHIERE DA BAR DI CARLO MARIANO SARTORIS
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apa Francesco è sbarcato negli Stati Uniti e, dopo avere sedotto bagni di folla con sagge parole di cristiano umanesimo, ha stupito il mondo saltando a bordo di una Fiat 500 L rigorosamente nera. Un fantastico spot in mondovisione! Anche se, non molto tempo fa, il rivoluzionario erede di Pietro aveva annunciato che non avrebbe mai abbandonato la sua vecchia Renault 4. Boutade dei primi tempi e, poi, occorre dire che sempre di una utilitaria si tratta! È stata una bella immagine per l’ex marchio italiano, ma qualche mala lingua, parafrasando il vecchio Giulio nazionale (“a pensar male si fa peccato, ma sovente ci si azzecca”), dopo aver notato anche la papamobile, una Jeep decappottabile, ha sussurrato a mezza voce che Mr. Marchionne potesse aver anche rifilato una busta al Vaticano che a una questua, si sa, non dice mai no. Roba da non credere! C’è sempre chi inventa discorsi da bar, eppure i due modelli appartengono al medesimo marchio: FCA, che va letto lentamente. Nondimeno, lasciandosi sedurre dai pettegolezzi, in certi ambienti si insinua che lo scandalo Volkswagen, scoppiato nella patria del dollaro per un pugno di CO2 in più, non sia frutto caduto per caso. I soliti maldicenti seduti al bar dello sport le sparano grosse. Uno sostiene che in terra americana vi siano almeno 40 centrali nucleari di vecchia costruzione, potenziali mine atomiche ben più pericolose di un O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 5
brillante turbodiesel. Un altro aggiunge che la superpotenza industriale è quella che fino ad oggi ha maggiormente contribuito al riscaldamento globale. Un altro ancora rincara la dose insinuando un maligno sospetto: e se fosse tutto un piano studiato a tavolino per dare l’ultima mazzata alla povera vecchia Europa? Si tratterebbe solo di normale, sleale concorrenza. “Mors tua, vita mea”: una machiavellica mentalità monopolistica dove il fine giustifica i mezzi. In soldoni: più si spegne l’Europa, più brillerà ancora un po’ la fiamma fatua dell’America, capitalismo saturo e minacciato dalle potenti nazioni emergenti. Chiacchiere di fantapolitica, cose dette da gente che non sa niente: certo che a pensarci bene, però, la Germania è sempre stata una forte concorrente. Scandalo Volkswagen, complotti americani, inquinamento terrestre, l’uomo in terra che rappresenta il Divino, intrighi vaticani, motori truccati, segreti piani di illuminati e di industriali. Non mancano i soggetti per ricamarci su con prosopopea o con sarcasmo e con ironia. La verità diventa un giallo: è sfuggente, tortuosa, affascinante e viscida come la pelle di un serpente. Forse non la conosceremo mai, neppure con l’andar del tempo. Intanto il buon Papa Francesco, che ha fatto un giro su tutte le tv del mondo con un’italoamericana FCA 500, di sigillo tedesco ne aveva già soppiantato uno. Papa Ratzinger, ex vescovo di Roma, prega e riflette in disparte, ma questa è un’altra storia, un altro argomento già trattato dai ragazzi del bar! x PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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Formazione specialistica
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Nuovi gesti la figura professionale del tanatoprattore
I corsi sono a numero chiuso, con un massimo di otto partecipanti. Verranno svolti in cinque giornate (orario 9-13 / 14-16) con una parte teorica al mattino e con i “laboratori” al pomeriggio.
La tanatoprassi, nella sua accezione comunemente riconosciuta a livello internazionale, non è ancora possibile in Italia, almeno fino al momento in cui una nuova Legge in materia funeraria non la legittimi disciplinandone lo svolgimento. Grande valore assume quindi la tanatoestetica, antesignana della tanatoprassi e tecnica in continua evoluzione e sempre più specializzata nel fornire agli operatori strumenti idonei a rispondere adeguatamente alle richieste delle famiglie. Il laboratorio formativo “Nuovi gesti” è quindi incentrato sul connubio attualmente possibile nel nostro Paese fra la tanatoestetica e i principi avanzati di tanatoprassi, per consentire ai discenti di poter mettere subito in atto le nozioni teoriche e le tecniche operative apprese dando così concretezza immediata ad una qualificazione professionale di grandissimo valore pratico ed etico. I trattamenti proposti rispondono a tre obiettivi primari (la disinfezione, la conservazione e il ripristino) per preservare, in condizioni di massima sicurezza, l’aspetto della salma per il periodo necessario al commiato curandone una presentazione estetica in grado di eliminare anche le deturpazioni create da traumi o da ferite. La metodologia utilizzata sarà di tipo interattivo e coinvolgente, mirata al raggiungimento di risultati concreti. Alla parte teorica verrà affiancata, come strumento di supporto, una sperimentazione attiva, il “Laboratorio”, per dare ai partecipanti la possibilità di mettersi in gioco in maniera reale, arrivando a focalizzare i bisogni formativi personali.
MODENA, TERRACIELO FUNERAL HOME dal 23 al 27 novembre 2015
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