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Oltre Magazine n. 2 - Marzo 2026

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IN EVIDENZA

Entriamo nel vivo di TANEXPO: a due mesi dalla principale fiera internazionale del settore funerario e cimiteriale, che si terrà dal 7 al 9 maggio alla fiera di Bologna, scopriamo le ultimissime novità della kermesse. Il focus prosegue poi con la presentazione degli espositori nella terza parte dell’inserto “Aspettando TANEXPO”.

News aziende: sbarca in Italia Facultatieve Technologies con più servizi e innovazione per la cremazione; Scacf ci parla dell’importanza dell’evoluzione del valore per il settore; Stradiotto entra nel Gruppo Vezzani portando tradizione ed eccellenza; B.L. srl presenta soluzioni e sistemi innovativi per la stampa digitale; Architettura+ illustra la nascita e affermazione di una realtà consolidata.

Parliamo di Burnout e Fatica della Compassione, come riconoscere le differenze e sostenere gli operatori; Death Doula anche in Italia? Lo sviluppo di una nuova professione già molto diffusa oltreoceano; marketing aziendale, il nuovo capitolo dello speciale sulle AI e la loro applicazione alla professione dell’operatore funebre; Legale Fiscale, ceneri contese e il caso Piemonte tra volontà e dissenso.

Infine, l’analisi dei dati SEFIT Utilitalia sulle cremazioni 2024 che confermano stabilità numerica e una interessante crescita percentuale sui decessi.

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FIERE

TANEXPO. A Bologna il futuro del settore

FIERE

Aspettando TANEXPO

news aziende

Facultatieve Technologies sbarca in Italia

news aziende

Scacf. L'evoluzione del valore

news aziende

Stradiotto entra a far parte del Gruppo Vezzani

news aziende

B.L. Soluzioni e sistemi per ogni esigenza di stampa

news aziende

Architettura+. Nascita e affermazione di una realtà consolidata

statistiche

Le cremazioni in Italia nel 2024

PSICOLOGIA

Stanco o ferito?

parliamo di... Presentiamo la "Death Doula" legale, fiscale

Le ceneri contese

MARKETING AZIENDALE Generative AI 4 16 22 42 50 56 38 8 32 28 62 66

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale
XXVI - n°2 Marzo 2026

A Bologna il futuro del settore

TANEXPO dal 7 al 9 maggio tra innovazione e nuove tendenze.

Mancano due mesi all'appuntamento più atteso dagli operatori del settore funerario e cimiteriale.

TANEXPO, riconosciuta come la vetrina più autorevole del comparto, rappresenta da sempre il luogo privilegiato in cui le aziende scelgono di presentare in anteprima collezioni, progetti e soluzioni destinate a orientare il futuro delle onoranze funebri e della gestione degli spazi cimiteriali.

Da mesi, produttori e artigiani stanno lavorando intensamente per esporre in fiera le ultime novità, frutto delle tecniche di lavorazione più evolute e del meglio della loro creatività. Non sorprende quindi che professionisti provenienti da tutto il mondo si incontrino a Bologna per scoprire nuove idee, cogliere oppor-

tunità di crescita e aggiornarsi sulle tendenze del settore.

Un’attenzione speciale sarà riservata alla sfera tecnologica grazie a TANEXPO Tech, l’area dedicata alle soluzioni digitali e ai sistemi innovativi sviluppati dalle tech companies per supportare sia il lavoro di imprese funebri e cimiteri, che l'esperienza delle famiglie.

Da non perdere

L’edizione 2026 si annuncia particolarmente ricca di incontri e meeting. Accanto all’esposizione, infatti, non mancheranno approfondimenti e conferenze dedicate ai professionisti che vogliono rimanere al passo con i tempi.

Sulla TANEXPO Plaza, aperta a tutti i visitatori, si terranno tre giorni di in-

contri con esperti italiani e internazionali. Il programma, in via di definizione, affronterà temi di grande attualità, offrendo strumenti e conoscenze utili per affrontare le sfide del futuro.

Qualche anticipazione?

Una ricerca della federazione americana sulla diversa percezione delle imprese e dei servizi funerari in base alla fascia d'età, che consentirà di apprendere utili strategie su come approcciarsi in modo efficace ai nuovi clienti millennials e gen-z che influenzano sempre di più le decisioni relative alla pianificazione dei funerali.

Inoltre, si parlerà di aftercare, un servizio ancora poco diffuso in Italia, di grande importanza per le famiglie e punto di forza per le imprese che sceglieranno di implementarlo. Spazio poi ai cimiteri, per meglio 

comprendere le nuove modalità di fruizione dei luoghi della memoria, e ai templi crematori, dei quali si parlerà sia sotto il punto di vista della sostenibilità ambientale, sia come luogo di ritualità e memoria nel quale valorizzare il rito dell'ultimo saluto 

TANEXPO Awards

Il pomeriggio di venerdì 8 maggio sarà dedicato all’eccellenza con la cerimonia dei TANEXPO Awards, il premio che celebra le aziende espositrici più meritevoli nelle categorie Innovazione, Qualità e Design, Sostenibilità, Best Stand Experience, Tech e Pet. A seguire, un cocktail per brindare tutti insieme ai vincitori e favorire nuove opportunità di networking.

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7 9 MAGGIO 2026 BOLOGNA ITALY lo trovi qui

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ASPETTANDO TANEXPO

L’arte del legno della Val Gardena tra tradizione e innovazione

Pema è un’impresa della Val Gardena che unisce tradizione artigianale e spirito d’innovazione.

Fondata nel 1969 da Peter Mahlknecht e da sua moglie Gertrud, nasce dal desiderio di trasformare idee e talento in opere di pregio. Nel corso degli anni la coppia ha dedicato la propria vita alla creazione di statue e oggettistica sacra, ampliando poi la produzione, a partire dal 2020, con finissime urne cinerarie.

Tutte le sculture in legno vengono progettate e completate nei laboratori dell’azienda.

Opere che si distinguono per l’amabile e dolce espressione dei loro visi e per la loro capacità espressiva, che le fa sembrare reali. L'utilizzo del legno di montagna, appositamente selezionato, e la pittura a mano completano un processo che rimane profondamente legato alla tradizione, pur evolvendosi con nuove idee e tecniche.

Da molte edizioni Pema è presente a Tanexpo come espositore, una partecipazione costante che riflette la solidità dell'azienda. Anche quest’anno tornerà a presentare le proprie creazioni, portando nuovamente la qualità della tradizione artigiana nel principale appuntamento internazionali del settore.

Oltre 50 anni di know-how per impianti di cremazione all’avanguardia

Con un know-how di oltre mezzo secolo, Fortec porta nel settore della cremazione un patrimonio tecnico maturato anche nello sviluppo di impianti per la termodistruzione dei rifiuti, uno dei comparti più complessi dal punto di vista progettuale e normativo. Questa esperienza consente un approccio solido, orientato a sicurezza, continuità e affidabilità.

Per la cremazione della salma propone impianti di ultima generazione, capaci di gestire senza difficoltà anche feretri oversize, garantendo cicli stabili, consumi ottimizzati e pieno rispetto delle normative ambientali. Tecnologie avanzate e materiali di pregio si uniscono a un design curato, ideale per contesti architettonici di valore.

Nel segmento cremazione pet, Fortec offre soluzioni compatte e sistemi multicamera, semplici da usare e manutenere, adatti a piccole strutture e centri organizzati. Nel corso degli anni Fortec ha installato con successo e con piena soddisfazione dei clienti oltre un centinaio di impianti per la cremazione nelle loro diverse configurazioni, consolidando un ruolo di riferimento a livello globale. Completa l’offerta un avanzato sistema di assistenza e monitoraggio da remoto.

Tessuti d’eccellenza

La Manifattura Foderami Cimmino è leader nel settore della produzione e distribuzione di tessuti per imbottiture funebri. L’azienda realizza linee di tessuti progettate per offrire una gamma completa di soluzioni per il settore funerario.

I servizi a marchio Cimmino includono:

Consulenza: esperti dedicati sono a disposizione per offrire consulenza e supporto tecnico aiutando la clientela a scegliere il tessuto giusto per ogni esigenza.

Produzione personalizzata: realizzazione di tessuti personalizzati in base alle esigenze specifiche dei clienti.

Assistenza: assistenza e supporto tecnico per aiutare i clienti a risolvere eventuali problemi.

La Manifattura Foderami Cimmino distribuisce tessuti progettati per offrire una gamma completa di soluzioni per il settore funerario; inoltre, propone servizi personalizzati per soddisfare le esigenze della clientela.

Perché scegliere Cimmino?

Esperienza: vanta anni di esperienza nel settore e una solida reputazione per la qualità e l'innovazione.

Innovazione: è sempre alla ricerca di nuove tecnologie e metodi per migliorare la qualità e l'efficienza dei prodotti e servizi offerti.

Eliminare la burocrazia post-funerale con intelligenza artificiale

Memoriae Supporto Lutto è la prima piattaforma in Europa che permette alle famiglie di completare tutte le pratiche post-funerale online, attraverso processi automatizzati basati su intelligenza artificiale e con il supporto di professionisti qualificati.

In pochi clic è possibile gestire ogni adempimento, affiancati da un Referente Famiglia e da una rete di commercialisti, legali e psicologi, risparmiando oltre 1000€ rispetto alle alternative tradizionali ed evitando più di 250 ore di manualità e stress. Le pratiche sono raccolte e spiegate minuziosamente in un gestionale interattivo, dove i familiari possono collaborare, salvare i documenti rilevanti in uno spazio cloud sicuro e tener traccia del progresso.

Memoriae Supporto Lutto collabora con le agenzie funebri più innovative, desiderose di includere nella loro offerta un servizio unico. Fornendo il servizio Memoriae, le agenzie sono in grado di aumentare i loro profitti netti, fidelizzare la clientela, aumentare il passaparola, e distinguersi dalla concorrenza.

Memoriae ti aspetta a Tanexpo Tech!

ERCOLE® rappresenta l’avanguardia dei “carrelli feretro” per operare in vani scala e spazi angusti. Privo di motore e leggero (solo 20 kg) è stato progettato per assicurare la discesa del feretro nei vani scala impervi. Leve frenanti posizionate sul manubrio azionano dischi da 10” che uniti a pratici cingoli in gomma dentellata assicurano un’agevole scorrimento e presa su qualunque tipologia di gradino.

Attrezzature cimiteriali e strutture prefabbricate tra esperienza, qualità e sicurezza

Da oltre sessant’anni Oscar Marta rappresenta un punto di riferimento nella progettazione, produzione e commercializzazione di attrezzature cimiteriali e strutture prefabbricate. Fondata nel 1958 dal dottor Marta, l’azienda ha costruito nel tempo una solida reputazione grazie alla qualità dei prodotti, al rispetto delle normative e all’attenzione per le esigenze operative.

Nel 2010 è entrata a far parte del Gruppo Vezzani, rafforzando la propria capacità di innovazione e consolidando la presenza nel panorama cimiteriale italiano.

L’azienda investe in ricerca e sviluppo per realizzare attrezzature e strutture modulari per ossari e loculi, progettate per rendere il lavoro più efficiente, sicuro ed ergonomico, garantendo affidabilità e durabilità.

Grande attenzione è riservata al servizio, con supporto all’acquisto, assistenza tecnica e un post-vendita orientato al cliente. In vista di Tanexpo 2026, Oscar Marta conferma il proprio ruolo di partner tecnico per il settore, unendo esperienza, competenza e visione orientata al futuro.

Attrezzature innovative per il servizio funebre

Da oltre vent’anni Prima-Tech fornisce attrezzature tecniche alle imprese funebri di tutta Europa. L’azienda propone barelle, carrelli, supporti, gazebo e accessori per il trasporto e la presentazione della salma.

Soluzioni progettate internamente che stanno ottenendo particolare successo. Infatti, le ruote per scale applicate alle barelle e la loro versione aggiornata con sistema multidirezionale hanno ottenuto negli ultimi anni due importanti riconoscimenti alla fiera Necroexpo. Questi strumenti facilitano notevolmente il trasporto in vani scala stretti o edifici datati, riducendo lo sforzo fisico del personale in situazioni impegnative.

Espositore abituale a Tanexpo dal 2008, Prima-Tech presenta soluzioni sviluppate in risposta alle reali esigenze degli operatori. L’azienda si concentra su funzionalità, affidabilità e design pratici che permettono di risparmiare tempo ed energie.

Prima-Tech vi invita a visitare lo stand per scoprire come i suoi prodotti possano supportare il lavoro quotidiano anche nei servizi funebri più esigenti.

Una grande festa in fiera

Studio3A-Valore S.p.A. è la prima ed unica società per azioni in Italia nel mondo del risarcimento danni. Specializzata in sinistri gravi e mortali, è il miglior partner per le vittime di incidenti stradali, infortuni sul lavoro e malasanità. Una struttura solida e altamente specializzata, la sola operativa con lo stesso modello anche in Albania e Romania, con accordi commerciali in 17 paesi nel Mondo.

La forza di Studio3A nasce anche dalle imprese funebri: in Italia ha sottoscritto accordi con oltre 1800 IOF, con cui sono state costruite collaborazioni che vanno oltre il rapporto professionale. Sono relazioni umane, durature e fondate su fiducia, etica e trasparenza. Un’unità di intenti con risultati concreti: nel 2025 l’azienda ha superato i 3 milioni di euro di provvigioni riconosciute alle imprese, sostenendo il loro lavoro quotidiano e condividendo un percorso di crescita che mette al centro le famiglie.

Cosa ci sarà in fiera? “A TANEXPO celebreremo questa comunità con quello spirito conviviale che ci avete sempre riconosciuto: un’occasione per ritrovarsi, sorridere e vivere insieme qualcosa di nuovo. Un’esperienza speciale che parla della nostra capacità di essere vicini, presenti e… in movimento. Vi aspetta una grande festa, come solo Studio3A sa fare”.

Maestria artigiana nel segno della sostenibilità

Urciuoli Global nasce da una visione chiara: trasformare il rito dell’ultimo saluto in un gesto di autentico valore, dove estetica, etica e tradizione si incontrano.

L’azienda realizza cofani funebri, urne cinerarie e accessori di alta gamma, unendo la maestria artigiana italiana a una filiera produttiva responsabile e tracciabile.

Ogni creazione è il risultato di una lavorazione attenta, di materiali selezionati e di una profonda cultura del legno. L’utilizzo del teak, proveniente esclusivamente da piantagioni controllate e di proprietà, garantisce sostenibilità, qualità costante e rispetto per l’ambiente senza sottrarre risorse alla natura, ma rigenerandole.

L’eccellenza non deve essere standardizzata.

Per questo Urciuoli Global offre soluzioni personalizzabili, finiture decorate a mano e collezioni in tiratura limitata, pensate per imprese funebri che desiderano distinguersi e offrire un servizio realmente superiore.

Urciuoli Global è il partner ideale per chi sceglie di rappresentare i propri valori anche nei dettagli più delicati: rispetto, bellezza, responsabilità.

Perché ogni vita merita un ricordo all’altezza della sua storia.

FacultatieveTechnologies

Facultatieve Technologies sbarca in Italia

A cura dell' ufficio stampa di FACULTATIEVE TECHNOLOGIES

Una nuova era per il settore crematorio: più servizi, più innovazione, più futuro.

L’arrivo di Facultatieve Technologies in Italia non è soltanto una nuova apertura sul territorio, ma il frutto di una storia di oltre un secolo e mezzo di evoluzione del settore crematorio.

Le origini del gruppo risalgono infatti al 1874, quando il Gruppo Facultatieve viene fondato a L'Aia, nei Paesi Bassi. Da allora, l’azienda ha costruito un percorso unico nel suo genere, diventando uno dei protagonisti storici della gestione e dello sviluppo dei crematori a livello internazionale.

Facultatieve Technologies, nel corso del tempo, ha maturato una conoscenza concreta e approfondita

delle esigenze di chi lavora ogni giorno nei crematori. Un’esperienza costruita sul campo tra operatività, responsabilità e confronto costante con normative e aspettative delle comunità locali.

Oggi FT opera sulla base di una missione chiara: “Guidare con integrità, innovare con uno scopo, dare priorità alla sostenibilità ” e progetta crematori ad alte prestazioni, affidabili e duraturi, presenti in oltre 35 Paesi nel mondo. Forte di più di 140 anni di esperienza ingegneristica e di un impegno costante nel miglioramento continuo, FT ha contribuito in modo decisivo a definire gli standard internazionali dei crematori di livello mondiale.

L’azienda è specializzata nella progettazione, produzione e installazione di crematori, di sistemi di abbattimento delle emissioni e di una gamma completa di apparecchiature ausiliarie, offrendo soluzioni integrate e altamente performanti. La presenza globale di FT conta oggi oltre 1.300 crematori installati in 35 Paesi, tra cui il Nord America, e comprende alcuni tra i forni crematori più efficienti al mondo, soluzioni pronte per il filtraggio e un supporto tecnico globale attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7

È con questo patrimonio di competenze, valori e visione che Facultatieve Technologies approda ufficialmente anche in Italia, aprendo 

una nuova sede a Torino. Un debutto recente, ma già estremamente significativo: il mercato italiano ha risposto con grande interesse e numerosi crematori, sia nel settore della cremazione umana sia in quello animale, hanno scelto le soluzioni FT per affidabilità, efficienza energetica e attenzione all’impatto ambientale.

La presenza diretta di FT Italy consente oggi un dialogo più stretto con gli operatori, assistenza tecnica più rapida, tempi di intervento ridotti e lo sviluppo di soluzioni su misura, pensate per un contesto normativo e operativo in continua evoluzione.

Il rapido successo sul territorio ha portato il gruppo a rafforzare ulteriormente la propria struttura italiana attraverso un passo strategico di grande valore: l’acquisizione di Biagi Group, che include Biagi Impianti e Biagi Refractories, storiche realtà italiane specializzate nel service e nella manutenzione dei crematori, con oltre 50 anni di esperienza nel settore. Questa integrazione consente di unire la tradizione tecnica italiana con l’esperienza e la visione

internazionale di FT, elevando ulteriormente gli standard di assistenza e consolidando una presenza capillare sul territorio.

FT IV: innovazione ibrida che nasce dall’esperienza

In parallelo all’espansione in Italia, Facultatieve Technologies presen-

ta FT IV, il sistema ibrido di nuova generazione destinato a segnare una svolta nel settore della cremazione. Un impianto che incarna pienamente la filosofia dell’azienda, fondata su innovazione tecnologica, affidabilità e performance.

FT IV introduce per la prima volta una transizione fluida tra diverse fonti energetiche - gas ed elettricità -, offrendo una flessibilità operativa senza precedenti. Questa soluzione consente di ottimizzare i consumi, ridurre i costi di esercizio e diminuire l’impatto ambientale, rispondendo in modo concreto alle nuove esigenze energetiche ed ecologiche del mercato.

La tecnologia FT IV integra:

• una camera principale alimentata a gas, con possibilità di utilizzo di combustibili alternativi come il GPL;

• una camera secondaria ibrida, funzionante a gas, elettrico o in modalità combinata, in grado di garantire costantemente la temperatura di 850 °C e i 2 secondi di permanenza dei fumi in post-combustione, nel pieno

rispetto delle normative più rigorose;

• un sistema di recupero energetico con caldaia compatta, progettato per massimizzare l’efficienza complessiva dell’impianto;

• una installazione modulare e semplificata, che permette di pianificare nel tempo l’upgrade elettrico finale da 200 A.

FT IV è una soluzione che guarda al futuro e conferma, ancora una volta, la leadership internazionale di Facultatieve Technologies nell’innovazione del settore crematorio.

Un nuovo capitolo per il settore italiano

Con l’apertura della sede italiana, l’integrazione di Biagi Group e il lancio di FT IV, Facultatieve Technologies rinnova la propria vocazione a guidare il settore con integrità, innovare con uno scopo e dare priorità alla sostenibilità

La combinazione tra esperienza diretta nel settore della cremazione, presenza globale, supporto continuo e tecnologia d’avanguardia rende FT un partner solido e affidabile per il mercato italiano.

È l’inizio di un percorso ambizioso che punta a portare anche l’Italia tra i Paesi più avanzati nel settore della cremazione. Con FT IV, il futuro è già iniziato!

Un invito concreto ad entrare in contatto con il mondo Facultatieve

Il percorso intrapreso da FT in Italia è fatto di presenza reale, competenza tecnica e dialogo diretto con gli operatori. Per questo FT non si limita a raccontare l’innovazione, ma invita a toccarla con mano. I clienti e i professionisti del settore hanno oggi la possibilità di visitare uno dei crematori FT attivi in Italia, osservare dal vivo le soluzioni tecnologiche

installate, confrontarsi con i tecnici e comprendere appieno come efficienza, affidabilità e sostenibilità possano tradursi in valore operativo concreto.

Per organizzare una visita o richiedere un incontro dedicato, è possibile contattare direttamente la sede italiana di Facultatieve Technologies a Torino, punto di riferimento per il supporto tecnico, commerciale e progettuale sul territorio nazionale.

info@facultatieve-technologies.it / sergio.binetti@facultatieve-technologies.it

Un’occasione per conoscere da vicino una tecnologia innovativa, consolidata da generazioni e affidabile per natura. Il futuro della cremazione è già operativo: venite a scoprirlo insieme a noi. 

L’evoluzione del valore

Scacf e il coraggio di riscrivere il futuro del settore.

L'editoriale di questo mese accende i riflettori su una realtà che ha deciso di non accontentarsi, ma di trasformarlo in una nuova visione culturale.

In attesa di Tanexpo, analizziamo il percorso di Scacf : sessant'anni di storia che oggi diventano una nuova identità di brand

Nel panorama industriale italiano, esistono realtà che non si limitano a occupare uno spazio di mercato, ma finiscono per definirne i contorni, stabilendo standard che diventano, col tempo, dei punti di riferimen-

to. Scacf è un’azienda che da oltre sessant’anni rappresenta il cuore pulsante della produzione di cofani funebri in Italia, un nome che evoca immediatamente solidità e affidabilità. Nonostante una storia importante e una capacità produttiva che oggi supera i 300 pezzi quotidiani, le pagine più belle di questo racconto sembrano essere proprio quelle che l'azienda si appresta a scrivere ora.

In un settore spesso percepito dall'esterno come statico, quasi immobile, ancorato a ritualità immutabili e a un’estetica profondamente 

conservatrice, Scacf ha scelto di rompere gli schemi. Ha scelto la strada del riposizionamento strategico, un percorso che solo aziende con una visione futura hanno la lungimiranza di intraprendere. Non si tratta di un semplice "cambio d’abito" o di un'operazione di maquillage superficiale, ma di un’evoluzione profonda. È un cambiamento che parte dai valori fondanti – quelli che hanno reso grande l'azienda – per arrivare a una nuova identità visuale, capace di parlare un linguaggio contemporaneo. Questo processo di trasformazione troverà il suo palcoscenico naturale a Tanexpo, dove l'azienda svelerà finalmente il suo nuovo volto al mondo

Sessant’anni di Radici:

Un’eredità che diventa Visione

La storia di Scacf è, prima di tutto, una narrazione di famiglia e di legame indissolubile con il territorio. È un racconto che attraversa tre generazioni, ognuna capace di aggiungere un tassello fondamentale al mosaico aziendale. Sessant'anni di esperienza maturata direttamente sul campo non sono solo un numero da esibire nelle fiere: sono il sedimento prezioso di competenze tecniche uniche, di arcani artigianali tramandati con cura e di una comprensione empatica di cosa significhi, realmente, onorare la memoria.

Ma la vera importanza di un’impresa oggi non si misura solo su quanto ha saputo costruire nel passato, ma sulla sua capacità di interpretare le sfumature del presente per definire il futuro. Scacf ha capito che il mercato è cambiato: l'impresa funebre moderna non cerca più solo un fornitore di manufatti, ma un partner di crescita. Per questo, la missione aziendale è stata ridefinita intorno a un concetto cardine: offrire eccel-

lenza in ogni singolo ambito. Ma cosa significa "eccellenza" in un mercato così complesso? Per Scacf, la risposta non è univoca, ma risiede in un equilibrio perfetto tra conformità normativa, rispetto ambientale assoluto e una decisa etica lavorativa. In questo nuovo corso, non è più sufficiente produrre un oggetto di qualità; è necessario che quell’oggetto sia portatore di un valore intrinseco, un "indotto di benessere" che coinvolga e generi benefici per tutti gli stakeholder : dai soci ai dipendenti, dai fornitori all’intero territorio che ospita l’azienda.

Una Scelta di Valore: Decodificare il Nuovo Payoff

Il nuovo payoff, "Una scelta di valore", non è solo uno slogan. È una vera e propria dichiarazione d’intenti che sintetizza la filosofia di un’azienda che ha saputo industrializzare l’artigianato senza mai perderne l’anima. Il valore a cui Scacf fa riferimento è multidimensionale e si articola su tre pilastri fondamentali.

In primo luogo, il Valore per la Memoria. Nel cuore pulsante del business di Scacf c'è la comprensione profonda della sacralità del momento del commiato. Ogni cofano non è un semplice prodotto di falegnameria, ma è concepito per essere un tributo a una vita trascorsa, un simbolo tangibile che onora il ricordo. Questa sensibilità si traduce in una selezione attenta dei legnami più pregiati e in una cura ossessiva dei dettagli costruttivi che assicurano solennità, decoro e una resistenza che sfida il tempo.

In secondo luogo, il Valore per l’Ambiente. In un’epoca caratterizzata da facili proclami ecologisti, Scacf risponde con la concretezza dei fatti e delle certificazioni. L’uso sistematico di legname certificato

Michela Sgoluppi

FSC® e l’impiego esclusivo di vernici all'acqua non sono tendenze del momento, ma una scelta di responsabilità sociale ed etica come l'installazione di un impianto fotovoltaico che genera 2 megawatt e copre oltre il 70% del fabbisogno aziendale. Onorare la vita, per Scacf, significa anche rispettare il pianeta che quella vita ha ospitato, garantendo un ciclo di vita del prodotto che sia realmente sostenibile, sicuro e a basso impatto ambientale.

Infine, il Valore per le Persone. L’azienda riconosce con umiltà che il suo successo è il frutto del lavoro quotidiano di una comunità coesa. Valorizzare i collaboratori, promuovere la sicurezza e investire in una qualità della vita che vada oltre il mero profitto economico crea un ambiente etico e produttivo. Qui, la flessibilità e il carisma dei singoli dipendenti non sono solo doti caratteriali, ma diventano strumenti operativi per risolvere le questioni sul campo e gestire gli imprevisti, garantendo alle imprese funebri un supporto che nessuna automazione potrà mai sostituire.

La Partnership come Asset Strategico e Consulenza

Uno dei punti di forza che emergerà con vigore e chiarezza durante la prossima edizione di Tanexpo a Bologna è il concetto di partnership autentica. Scacf ha deciso di superare il ruolo di semplice produttore per posizionarsi come consulente strategico. L’ascolto attivo delle esigenze del cliente e la capacità di adattarsi a richieste personalizzate sono i nuovi pilastri su cui si fonda il rapporto con l'impresario.

In un mercato attuale caratterizzato da incertezza normativa, fluttuazioni dei prezzi e la minaccia costante di prodotti di importazione di

provenienza estera, Scacf offre una certezza granitica: la conformità. Ogni singolo pezzo che esce dallo stabilimento rispetta rigorosamente le normative vigenti (come il DPR 285/1990), eliminando alla radice ogni rischio legale per l’impresario. Questa affidabilità intrinseca si traduce in una logistica organizzata, in puntualità nelle consegne e in un servizio clienti altamente informatizzato, capace di gestire ordini complessi e volumi consistenti anche nei momenti di picco, senza mai abbassare l’asticella dell’attenzione e della precisione.

Verso Tanexpo: L’Hype di un Nuovo Inizio

La domanda che molti addetti ai lavori si pongono è: perché un’azienda leader, con un mercato consolidato, dovrebbe sentire il bisogno di cambiare logo e visual identity proprio ora? La risposta è nella visione a lungo termine della terza generazione alla guida. C'è la volontà di allineare l’immagine esterna alla reale sostanza interna di un'azienda che è già nel futuro. La nuova identità di Scacf riflette un’organizzazione moderna, dinamica, trasparente e profondamente consapevole della propria autorevolezza nel settore.

Questo percorso di riposizionamento è un segnale forte, nel quale l’innovazione non deve essere solo tecnologica, ma deve essere soprattutto culturale. Cambiare per restare fedeli a sé stessi, per essere ancora più vicini alle esigenze di un’imprenditoria funebre moderna che oggi chiede professionalità, estetica raffinata e sostanza etica.

Tanexpo sarà lo spartiacque definitivo. In quella sede, lo stand di Scacf non sarà solo un’esposizione di modelli o di nuove essenze lignee; sarà il luogo dove verrà svelata una

visione per i prossimi decenni. C'è grande attesa per scoprire come il nuovo linguaggio visivo si sposerà con la maestria del Made in Italy, creando una proposta di valore assoluto capace di distinguersi nettamente in un mercato spesso troppo omologato.

Conclusioni:

Un Invito a Guardare Oltre

L'editoriale di quest'anno, pubblicato in previsione di uno degli appuntamenti più importanti per il nostro settore, non vuole essere solo un tributo a un'azienda storica che festeggia un traguardo. Vuole essere, piuttosto, un invito alla riflessione per tutti gli operatori. Scacf sta dimostrando con i fatti che la tradizione non impedisce il movimento, ma è un trampolino verso l'eccellenza. Il rispetto per il passato può e deve fondersi con una spinta innovativa che tocchi il design, la sostenibilità e l'etica del lavoro.

Invitiamo i lettori, le imprese e i partner a seguire con estrema attenzione questo percorso di rinnovamento. Le novità che verranno svelate durante la fiera promettono di essere sorprendenti, non solo per la bellezza estetica dei nuovi manufatti, ma per tutto l'ecosistema di servizi e valori che Scacf sta costruendo intorno ai suoi prodotti.

In un mondo che cambia a velocità vertiginosa, scegliere un partner come Scacf significa fare, oggi più che mai, una scelta di valore. Una scelta che guarda al domani con la serenità di chi ha radici profonde sessant'anni e la volontà instancabile di chi sa che il meglio, nel settore funebre, deve ancora essere mostrato.

L'appuntamento è fissato.

Ci vediamo a Tanexpo, pronti a scoprire insieme il nuovo volto dell'eccellenza italiana 

Carrelli autocaricanti per il recupero e trasporto salme

molte configurazioni operative

Carrello dotato di 4 ruote girevoli da 200 mm, di cui 2 con freno, che conferiscono al carrello stabilità, maneggevolezza e ergonomia di utilizzo.

Un semplice sistema meccanico permette il blocco direzionale delle due ruote anteriori.

L’altezza variabile così come l’abbattimento delle gambe per il carico e scarico, è gestito a scorrimento meccanico su ciascun asse.

Possibilità di regolare l’altezza in tre posizioni.

CEARE44

www.ceabis.it T. 0429 602323 info@ceabis.it

www.stradiottoimbottiture.it

PIANO TRASLATORE
PIANO TRASLATORE
CASSONI

Stradiotto entra a far parte del Gruppo Vezzani

Tradizione artigianale per imbottiture di eccellenza.

Un punto di riferimento nel settore delle imbottiture

Da oltre quarant’anni Stradiotto rappresenta un punto di riferimento nel panorama italiano delle imbottiture per cofani funebri. Un’azienda che ha saputo costruire nel tempo un’identità solida, fondata su competenza tecnica, sensibilità sartoriale

e profonda conoscenza del prodotto tessile applicato al settore funerario.

Specializzata nella progettazione e realizzazione di imbottiture, Stradiotto opera come produttore diretto, affiancando imprese funebri e operatori del settore con soluzioni affidabili, curate nei dettagli e pensate per valorizzare ogni tipologia di cofano. La qualità dei materiali, 

l’attenzione alle finiture e la continuità produttiva rappresentano da sempre i pilastri dell’attività aziendale.

Le radici di un’eccellenza: la storia di Stradiotto

Fondata nel 1981 da Adriano Stradiotto, l’azienda nasce da una visione imprenditoriale fortemente orientata all’innovazione e alla ricerca di soluzioni tecniche avanzate. Fin dalle origini, Stradiotto investe nello sviluppo interno dei propri sistemi produttivi, costruendo un modello basato sul pieno controllo dei processi e sulla costante evoluzione tecnologica.

Questo approccio consente all’azienda di crescere in modo strutturato, consolidando nel tempo un patrimonio di competenze che oggi rappresenta uno dei suoi principali punti di forza. Una crescita costruita con metodo, passione e attenzione costante alla qualità del prodotto finito.

Tra

sartorialità e tecnologia: il valore del prodotto tessile

Accanto alla componente tecnica, Stradiotto ha sempre riservato un ruolo centrale alla scelta delle materie prime. Tessuti e rivestimenti

vengono selezionati con grande cura, privilegiando materiali in grado di garantire eleganza e sobrietà.

Ogni imbottitura è concepita come un vero e proprio prodotto tessile, frutto di un equilibrio tra estetica e funzionalità. L’attenzione al dettaglio, la precisione nelle lavorazioni e la coerenza stilistica permettono di offrire soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento alla qualità e all’immagine.

Personalizzazione su misura e capacità produttiva

La capacità di realizzare imbottiture personalizzate rappresenta uno degli elementi distintivi di Stradiotto. Colori, materiali, modelli e finiture vengono studiati su misura, in stretta collaborazione con il cliente, per dare forma a prodotti coerenti con l’identità di ogni impresa funebre.

Questo approccio sartoriale si integra con una struttura produttiva moderna e organizzata, in grado di gestire sia piccole serie artigianali sia grossi volumi. L’azienda riesce così a mantenere elevati standard qualitativi anche in presenza di produzioni su larga scala, garantendo affidabilità e continuità nelle forniture.

Efficienza produttiva e organizzazione industriale

Negli anni, Stradiotto ha sviluppato un sistema produttivo altamente efficiente, basato su impianti evoluti, processi ottimizzati e un’organizzazione interna strutturata. Ogni fase della lavorazione è pianificata per assicurare precisione, ripetibilità e controllo costante della qualità.

Questa impostazione consente di ridurre i tempi di lavorazione, contenere gli sprechi e mantenere un elevato livello di affidabilità nel tempo. Il risultato è una produzione flessibile e reattiva, capace di adattarsi rapidamente alle richieste del mercato senza rinunciare alla cura artigianale che contraddistingue il marchio.

L’ingresso nel Gruppo Vezzani: una crescita condivisa

Un momento fondamentale nel percorso di sviluppo di Stradiotto è rappresentato dall’ingresso nel Gruppo Vezzani, realtà di riferimento nel settore funerario a livello nazionale e internazionale. Una partnership strategica che rafforza il posizionamento dell’azienda come produttore diretto di imbottiture e articoli tessili.

All’interno del gruppo, Stradiotto opera in sinergia con Ceabis, azienda specializzata nelle forniture e attrezzature per imprese funebri e strutture sanitarie, dotata di una rete commerciale diffusa e strutturata. Una collaborazione naturale, fondata sulla condivisione degli stessi interlocutori, degli stessi canali distributivi e di una visione comune orientata al servizio.

Questa integrazione consente di offrire ai clienti soluzioni sempre più complete, coordinate e affidabili, semplificando i processi di acquisto

e rafforzando il rapporto di fiducia con le imprese funebri.

Grazie alla capillare e professionale rete commerciale Ceabis, presente in tutto il territorio italiano e all’estero, Stradiotto si propone come fornitore diretto, forte di una filiera integrata e di una visione condivisa orientata alla qualità, alla continuità produttiva e al servizio.

In questo contesto, il supporto del Gruppo Vezzani consente all’azienda di ampliare ulteriormente la propria presenza sul mercato, inserendosi in una struttura solida, coerente e orientata alla crescita.

Uno sguardo al futuro, nel segno della tradizione

Oggi Stradiotto guarda al futuro con una visione chiara: continuare a crescere investendo in innovazione, materiali e processi, senza rinunciare ai valori che ne hanno determinato il successo. Esperienza, passione per il lavoro ben fatto, rispetto della tradizione e attenzione al cliente restano i cardini dell’identità aziendale.

In un mercato in continua evoluzione, l’azienda conferma la propria volontà di offrire soluzioni sempre più complete, personalizzate e affidabili, mantenendo saldo il legame con il proprio patrimonio artigianale.

Un percorso che trova sintesi nello slogan che accompagna il marchio: tradizione artigianale per imbottiture di eccellenza 

Soluzioni e sistemi per ogni esigenza di stampa

B.L.

srl il

partner sempre a fianco dell’impresario funebre con le più innovative tecnologie per la stampa digitale.

Sono ormai nelle fasi finali i preparativi per la prossima edizione di Tanexpo che si inaugurerà tra poche settimane nei padiglioni della fiera di Bologna.

Non poteva mancare questo importante appuntamento una storica protagonista del Salone: B.L. srl, l’azienda della provincia di Varese leader per quanto riguarda la stampa digitale.

Il lavoro dell’impresario funebre presenta molte sfaccettature, è un insieme di varie professionalità che tutte assieme devono ambire a garantire alle famiglie un servizio impeccabile per congedarsi dai propri cari nel modo più sereno possibile. Tra le molte competenze vi sono anche quelle legate alla tecnologia che comprendono la realizzazione di manifesti a lutto, il ritocco fotografico, la produzione di ricordini, 

la personalizzazione di nastri, l’incisione di targhe o la stampa di loghi, testi e immagini su materiali differenti. Si tratta di operazioni che richiedono non solo precisione e sensibilità, ma anche strumentazioni adeguate, di facile utilizzo e in grado di assicurare risultati eccellenti, soprattutto in presenza di una tempistica estremamente ristretta. Per questo diventa fondamentale poter contare su partner affidabili e capaci di comprendere le esigenze di una attività così particolare.

B.L. si distingue in questo campo perché, come ci ha più volte raccontato il suo titolare Luigi Bossi, ha scelto di specializzarsi nella stampa digitale esclusivamente per il settore funerario. Un percorso iniziato oltre 25 anni fa che ad oggi consente di confidare su un bagaglio altamente approfondito di esperienze e di conoscenze in questo ambito.

Un’idea vincente quella di rivolgersi unicamente ad una nicchia di mercato?

«È stata una decisione che all’inizio poteva risultare azzardata – ci conferma Luigi Bossi – ma che si è rivelata fin da subito azzeccata. Ci siamo guadagnati rapidamente

la stima degli impresari perché abbiamo dimostrato sul campo di poterli affiancare in modo puntuale e soddisfacente. Le dotazioni che proponiamo sono di alta tecnologia, ma naturalmente non siamo noi che le costruiamo e non siamo gli unici a distribuirle, però solo noi le testiamo e le adattiamo alle loro specifiche necessità intervenendo sulle funzionalità e sui software per renderle perfette per le prestazioni

che devono erogare».

Ci vuole parlare dei prodotti che vanno per la maggiore?

«Il nostro core business è rappresentato da un’ampia offerta di stampanti e plotter con diverse finalità. E che si tratti della realizzazione di ricordini, di stampe artistiche o di manifesti, siamo sempre in grado di operare sulla gestione del colore per risultati ottimali. Per quanto riguarda i ricordini molto richiesta è una macchina di ultima generazione, che proponiamo dallo scorso anno, idonea a stampare su una speciale carta fotografica che non rende più necessaria la plastificazione È più veloce, meno inquinante e maggiormente competitiva nei 

 Manifesto bagnato realizzato con carta che mantiene la coprenza

 Le potenzialità del nuovo software di fotoritocco

costi rispetto ai molti modelli che sono ancora in commercio, anche perché stampa a freddo consentendo un risparmio di energia elettrica. Oltre alle attrezzature tecniche forniamo anche altre tipologie di prodotti come la carta per i manifesti a lutto di cui ultimamente abbiamo migliorato la qualità in modo da mantenere un grado di coprenza tale che anche se esposti alla pioggia evitano di diventare trasparenti rendendo difficoltosa la lettura».

Qualche novità per Tanexpo?

«I visitatori della rassegna bolognese potranno toccare con mano un nuovo incisore laser, il Fibra 100W, che permette di riportare testi, loghi e foto su metalli con una qualità dell’immagine e una definizione delle scritte ineccepibili. Una macchina all’avanguardia adatta a diversi tipi di materiali dai più preziosi (come oro, argento, rame) ai più comuni (ottone, acciaio, ferro, alluminio) fino a quelli acrilici. Rispetto ai pantografi elettronici tradizionali i tempi di lavorazione sono notevolmente ridotti, passando da una media di 5/6 minuti per una targhetta standard a circa 30 secondi. La semplicità d’utilizzo e un’area di incisione più ampia (140x140 mm), consentono di lavorare su oggetti di dimensioni maggiori, come le pergamene in metallo, superando anche il fatto che abbiano una forma ondulata.

A Tanexpo presenteremo anche un nuovo software per il fotoritocco e l’impaginazione di epigrafi basato sull’intelligenza artificiale messo a punto dal nostro staff appositamente per il settore, un programma di facile intuizione e immediatezza d’uso».

Si può dire il percorso di B.L. si intrecci in modo rilevante con quello dei clienti…

«Vede – puntualizza Luigi Bossi –se ci limitassimo a piazzare delle

macchine non avremo vita lunga, o quanto meno non avremo chissà quali prospettive. Esserci rivolti solo a questo comparto, ha significato saperne intercettare i bisogni e studiare i modi per soddisfarli, aumentando così le nostre competenze. La fornitura non è mai fine a se stessa, ma è sempre accompagnata da una formazione e da una capillare assistenza. Il cliente non viene mai lasciato solo e sa che può contare sul nostro supporto in qualsiasi momento. Il nostro organico si è recentemente ampliato con ulteriori risorse umane proprio per riuscire ad assicurare la risoluzione di ogni criticità in tempi rapidi, sia da remoto che con interventi diretti in sede e, in caso di problemi tecnici gravi, provvediamo ad una celere sostituzione della macchina. Sostituzione che viene effettuata anche a coloro che scelgono la formula del noleggio (che sono la maggior parte) quando escono prodotti nuovi più performanti. È così che ci siamo conquistati la fiducia tanto che oggi posso dire con orgoglio che serviamo imprese funebri su tutto il territorio nazionale

Anche la partecipazione agli eventi di settore come quello che si è svolto lo scorso settembre a Catania è un momento importante per far sentire la nostra vicinanza e consolidare il rapporto con i clienti. Ed è con questo stesso spirito e con tanto entusiasmo che stiamo ora guardando a Tanexpo 2026!».

Grazie ad una scelta mirata oggi B.L. srl è diventata un vero punto di riferimento per tante imprese funebri italiane, una storia di successo fatta di costanza, ricerca, disponibilità e di tantissimo impegno. 

 Il team di B.L.

Nascita e affermazione di una realtà consolidata

Il metodo prima della forma.

La storia di un percorso

In queste righe si vuole raccontare l’evoluzione del nostro studio di progettazione con 40 anni di attività nei quali le parole esperienza, metodo ed etica sono state e sono tutt’oggi i fondamenti del proprio operato. Lo studio di progettazione Brunori & Associati nasce a Brescia nel 1996 da un’intuizione dell’Ingegnere

Dino Brunori. Il suo intento, sin dagli inizi, è chiaro: offrire alla propria committenza un servizio progettuale multidisciplinare, una sintesi concreta ed efficace tra ingegneria, architettura ed interior design L’obbiettivo è quello di ascoltare con rispetto ed attenzione le esigenze del cliente, proponendo soluzioni ponderate, razionali, mai legate a pure ragioni estetiche, alla moda o ancor

progettazione case funerarie

peggio all’ego del progettista. Sollevare il cliente da preoccupazioni organizzative e decisionali, essere l'unico interlocutore per tutte le scelte legate a chi fa che cosa, al come lo si fa e a quali costi è sempre stata una mission. Per 25 anni lo studio Brunori & Associati si è occupato, in Italia e all'estero, di progetti d'architettura, di interni e retail design annoverando tra i suoi clienti nomi noti quali Levi's, Morellato, Diadora, Champions, Original Marines, Coin, Rinascente e molti altri.

Uno sguardo internazionale e una visione anticipatrice

Nel 2005 entrano a far parte dello Studio l'architetto Massimo Vibrioni e l'interior designer Luca Brunori. È questo un passaggio decisivo che, per mezzo di una visione internazionale e supportata dall'esperienza dell'Ingegner Brunori, ha permesso allo Studio di conoscere e approfondire la tematica delle Case Funerarie. In Paesi come gli Stati Uniti, la Spagna e la Francia queste strutture sono una realtà consolidata, pienamente riconosciute e integrate nel tessuto urbano e sociale. Il confronto

con altri Paesi rafforza la consapevolezza che anche in Italia esiste lo spazio per un’evoluzione profonda del settore Funebre.

Dalla prima esperienza ad un metodo strutturato

La prima realizzazione, la Casa Funeraria Altra Riva inaugurata nel 2014 a Gardone Val Trompia in provincia di Brescia, nasce per volontà dell'azienda di famiglia, le Onoranze Funebri Brunori. Un intervento che segna un punto di svolta e l’avvio della divisione Architettura+ Progettazione Case Funerarie. Il Team cresce e si struttura, integrando altri architetti, interior designer, ingegneri, geometri ed impiantisti; una pluralità di competenze che consente allo studio di presidiare ogni fase del processo progettuale ed esecutivo dell'opera. Con il passare del tempo e l'acquisizione di nuovi clienti, lo Studio si evolve e si rende conto che la mission non può rimanere legata alla mera professionalità e alla sola erogazione di servizi legati al settore del costruire. Iniziano i primi confronti con professionisti di settori apparentemente lontani dall'ambito funerario quali urbanisti, mobili-

ty manager, consulenti finanziari, avvocati e analisti sociali sino ad arrivare ad interloquire, con sempre più frequenza, con altre figure più strettamente legate al settore, come necrofori, fioristi, celebranti, psicologi, tanatologi che ci aprono gli occhi a una nuova ed innovativa interpretazione del concetto di progettazione. Da questa visione nasce l’intuizione di affrontare in modo organico la progettazione delle Case Funerarie, considerate non come semplici edifici funzionali, ma come luoghi capaci di incidere sull’organizzazione del lavoro, sulla qualità del servizio e sul rapporto con la comunità. Al centro non c'è più l'aggetto Casa Funeraria, ma le necessità dell'impresario funebre ed i bisogni delle famiglie.

Un metodo che nasce dall’esperienza reale

Alla base di Architettura+ vi è un patrimonio di conoscenze maturato in oltre cinquant’anni di attività diretta nel settore delle Onoranze Funebri

unito a quello professionale della progettazione integrata. Vivere quotidianamente il lutto, comprenderne il significato profondo e intercettare le necessità reali delle famiglie ha permesso di trasformare l’esperienza operativa in progetto consapevole. Un sapere fatto di prassi quotidiane, esigenze concrete e “segreti del mestiere” difficilmente codificabili, che entrano nel progetto in modo silenzioso ma determinante.

Questa esperienza consente ad Architettura + di affrontare il tema delle Case Funerarie non come semplici operazioni edilizie, ma come interventi complessi, in cui architettura, impresa funebre e servizio pubblico si intrecciano.

Progetto su misura, non un modello standard

Ogni intervento viene concepito come un abito sartoriale, calibrato sulle reali necessità dell’agenzia funebre e del contesto in cui essa si inserisce. Il predimensionamento degli spazi evita sia sottodimensio-

namenti critici, sia sovrastrutture inutili, restituendo edifici equilibrati, funzionali e sostenibili. Non esistono soluzioni replicate: ogni

Casa Funeraria è un progetto unico, costruito su misura per l'impresario funebre e per il suo territorio.

L’attenzione all’ottimizzazione logistica degli spazi interni, frutto di un know-how operativo reale, incide direttamente sulla qualità del lavoro. Ridurre spostamenti, sovrapposizioni e inefficienze significa generare più tempo: tempo di qualità da dedicare all’assistenza delle famiglie, tempo per un servizio migliore, tempo per una relazione più umana e consapevole.

Oltre l’estetica, il senso del progetto

Per Architettura + la Casa Funeraria non è un “hotel a cinque stelle” né un luogo elitario, ma uno spazio dignitoso, accessibile e inclusivo. Il progetto non è mai uno strumento di affermazione personale dell'impresario funebre o un capriccio dell’architetto. È invece un atto di responsabilità, in cui forma e funzione trovano un equilibrio

coerente per dare risposte a necessità reali

Un progetto di qualità genera effetti che vanno oltre lo spazio costruito: maggiore soddisfazione dei clienti, passaparola positivo, ampliamento dei servizi offerti, crescita professionale e imprenditoriale. In questo processo evolve anche la figura dell’impresario funebre, che diventa interprete consapevole di un servizio moderno, organizzato e profondamente radicato nella società.

Valore per la comunità e continuità imprenditoriale

Oggi la Casa Funeraria si afferma come una scelta intelligente e lungimirante, capace di offrire alla comunità uno spazio multireligioso, integrato con l’urbanistica e la vita sociale. Un luogo in cui il raccoglimento diventa occasione di relazione tra i vivi e in cui l’impresa trova un modello solido di evoluzione economica e organizzativa, pensato anche per essere trasmesso alle generazioni future, trasformando la continuità familiare in un valore condiviso. 

Le cremazioni in Italia nel 2024

Dai dati SEFIT Utilitalia, un quadro di stabilità numerica e crescita percentuale della cremazione sui decessi.

SEFIT Utilitalia ha diffuso sul finire dell’estate i dati raccolti ed elaborati sulle cremazioni effettuate in Italia nel 2024, accompagnati da una analisi sulla evoluzione della mortalità nel nostro Paese su base di dati ISTAT, sempre per l’anno preso in esame.

Non ci è parso quindi vero di poter analizzare in profondità i dati presenti nelle tabelle di SEFIT, per dar conto ai lettori di Oltre Magazine di ciò che è successo nel 2024 e tentare di delineare uno scenario per il futuro a breve termine.

La circolare fotografa una situazione di sostanziale stabilità nelle cremazioni effettuate in Italia, in un contesto però caratterizzato da una riduzione della mortalità generale. Secondo i dati ISTAT provvisori, i decessi registrati nel 2024 sono stati 650.587, in calo del 3,05% rispetto al 2023, quando erano stati 671.065. In questo quadro si collocano 253.355 cremazioni di cadaveri, quasi identiche a quelle del 2023 (−181 unità, pari a −0,07%), e 45.259 cremazioni di resti mortali  STATISTICHE

Il bilancio in numeri

 Incidenza percentuale delle cremazioni nelle ripartizioni geografiche dell’Italia

(+454, pari a +1,0%). Complessivamente, nel 2024 i crematori italiani hanno registrato 298.614 cremazioni, in leggerissimo aumento rispetto alle 298.341 dell’anno precedente.

Il dato più significativo non è però la sostanziale stasi numerica, quanto piuttosto l’incremento percentuale dell’incidenza della cremazione sul totale dei decessi: dal 37,74% del 2023 si è saliti al 38,94% nel 2024 Un progresso di oltre un punto percentuale che conferma la tendenza di lungo periodo e avvicina ulteriormente il traguardo del raggiungimento della incidenza del 40%, previsto ormai con buona probabilità già entro il 2025.

I crematori in funzione

Gli impianti autorizzati e operanti restano 91, lo stesso numero del 2023. Non si registra quindi alcun incremento della rete, che resta distribuita in modo irregolare sul territorio nazionale. Alcune regioni presentano una sovra-dotazione di forni, mentre altre continuano a essere largamente sottodotate, costringendo le famiglie a spostamenti interregionali per garantire la scelta

della cremazione. E, questo, in palese violazione delle norme programmatorie contenute nella legge 130/2001, già 25 anni fa, che prevedeva (… allora) almeno un crematorio in ogni regione.

Analizzando il grafico regionale delle dotazioni impiantistiche (su un asse il rapporto morti/impianti e sull’altro asse la percentuale di cremazioni svolte nella regione sul numero di morti residenti), appare chiaramente il gruppo di regioni che abbisogna di nuovi o ulteriori impianti e quelle per le quali vi è già una dotazione

sufficiente o addirittura vi è sovradotazione.

Il dato della mancata crescita numerica delle cremazioni va letto insieme all’aumento della capacità operativa degli impianti già esistenti, in diversi casi con più linee attive. Questo ha permesso di mantenere standard adeguati di servizio, assicurando tempi contenuti di attesa per la cremazione dei cadaveri e, parallelamente, gestendo una quota rilevante di cremazioni di resti mortali. Quest’ultima voce, tipicamente italiana, per via del sistema di tumulazione stagno che invece di scheletrizzare produce “salme inconsunte”, ha ormai superato stabilmente le 45.000 unità annue e continuerà a crescere nei prossimi decenni.

Andamento nazionale e tendenze

Guardando al quadro generale, il mercato crematorio italiano nel 2024 può essere definito stabile nel complesso (+0,1%), ma caratterizzato da un ribilanciamento territoriale.

• Nord-Est: crescita del +2,6% rispetto al 2023, con 70.591 cremazioni (29% del totale nazionale). Trainano il Trentino-Alto Adige (+14,5%) e l’Emilia-Romagna (+1,7%).

• Centro: aumento del +2,4%, con 

48.449 cremazioni (19% del totale), grazie soprattutto alla Toscana (+7,9%) e al Lazio (+1,8%).

• Nord-Ovest: calo dell’−0,9%, con 95.132 cremazioni (37,5% del totale), penalizzato da Lombardia e Piemonte.

• Sud: flessione del −6,2%, 28.046 cremazioni (11% del totale), con arretramenti significativi in Campania (−2,9%) e Puglia (−2,1%).

• Isole: −3,8%, 11.137 cremazioni (4,4% del totale), con Sicilia in calo (−10,5%) parzialmente compensata dall’aumento in Sardegna (+6,7%).

Il baricentro geografico resta saldo al Nord, che concentra circa il 67% delle cremazioni italiane.

Le regioni in primo piano

Analizzando i dati regionali, spiccano alcuni fenomeni rilevanti:

• Lombardia si conferma prima regione per numero assoluto (51.861 cremazioni), pur segnando un calo dell’1,5%.

• Toscana si distingue rispetto alla media della crescita nazionale: +7,9%, con 22.549 cremazioni e un’incidenza del 50,9% sui decessi.

• Emilia-Romagna raggiunge un’incidenza record del 74,8% sui decessi, la più alta in Italia, dovuta non solo alla scelta della popolazione, ma al trasferimento da altre regioni di feretri da cremare in questa.

• Friuli-Venezia Giulia si assesta al 63,6%, mentre il Piemonte si mantiene stabile al 62,3%, pur acquisendo numeri importanti di cremazioni dalla Lombardia.

• Campania (33,7%) e Lazio (34,0%) mostrano segni di consolidamento ma restano lontane dai valori del Nord.

• Puglia e Umbria rappresentano le realtà più critiche: la prima ferma all’8,9% per la cronica sotto-dotazione di impianti, la seconda

crollata al 7,6% per problemi impiantistici.

• Sicilia, nonostante la messa in funzione di nuovi impianti, si attesta al 12,0%, ancora molto al di sotto della media nazionale.

Aspetti gestionali e nodi critici

La circolare SEFIT sottolinea diversi fattori che influenzano l’andamento del comparto. Se ne riportano sinteticamente alcuni:

• Blocco di nuovi impianti: soprattutto al Centro-Sud, dove sarebbero necessari, molti progetti restano sospesi a causa dell’opposizione delle comunità locali (fenomeno NIMBY) o di normative regionali restrittive.

• Sovra e sotto-dotazione: alcune aree, come il Piemonte, presentano una densità di forni superiore alle necessità, mentre altre regioni rimangono prive di impianti (Abruzzo, Basilicata, Molise). E, commento io, il consiglio regionale del Pie-

monte approva in questi mesi una norma criticabile che apre a nuove installazioni di impianti anziché pianificare in maniera coerente con la situazione esistente. C’è veramente da chiedersi se si possa mantenere ancora in capo alle regioni il potere di pianificazione delle installazioni di crematori, visto il sostanziale fallimento di 25 anni di applicazione della legge 130/2001. A fronte di regioni (vedi la Lombardia) che nel tempo hanno creato sistemi di pianificazione, migliorabili, ma condivisibili, altre regioni sono preda di spinte di No-CREM e altre di soggetti economici interessati a liberalizzare il mercato.

• Reti di gestori: si consolida la tendenza alla creazione di network che coordinano più crematori, ottimizzando carichi di lavoro e garantiscono continuità del servizio.

• Service di trasporto feretri: alcuni operatori si sono specializzati nel trasferimento dei feretri da una zona all’altra per sfruttare tempi e 

 Dispersione della percentuale di cremazione in rapporto alla numerosità di morti per impianto

costi di impianti di cremazione disponibili ad accoglierli. Ciò influenza anche la veridicità delle statistiche locali (transito di cremazioni da una regione ad un’altra).

• Efficienza energetica e decarbonizzazione: diversi impianti stanno investendo in sistemi fotovoltaici e nel recupero energetico, in linea con le normative ambientali più recenti.

• Standard minimi di deposito: cresce l’attenzione, innescata dai fatti pandemici, verso la disponibilità di depositi refrigerati sia per feretri che per resti mortali, come richiesto da alcune normative regionali.

Un confronto con il passato

L’evoluzione storica della cremazione in Italia conferma la traiettoria di crescita: dal 2,78% dei decessi nel 1995 al 33,2% nel 2020, fino al 38,9% nel 2024. In meno di trent’anni la pratica è passata da fenomeno marginale a scelta di massa, superando la soglia psicologica del 30% già nel 2019 e avviandosi ora verso il 40%.

La tendenza trova riscontro anche in ambito europeo: se nel Regno Unito la cremazione è ormai maggioritaria da decenni (oltre l’80%), in Paesi culturalmente vicini all’Italia – come

Spagna e Francia – la crescita ha seguito ritmi simili, seppur con intensità diverse e maggiori all’estero.

Le prospettive per il futuro

Guardando al breve periodo, il sorpasso della cremazione sulla tumulazione è nei fatti. Le stime SEFIT per il 2025 prevedono un’ulteriore crescita percentuale della incidenza della cremazione in occasione di decesso, fino a raggiungere il 40% dei decessi.

Sul medio termine, il settore dovrà affrontare alcune sfide cruciali:

• la pianificazione nazionale della rete di crematori, ancora assente, con criteri che tengano conto dei

bacini ottimali di utenza;

• l’adeguamento delle normative tecniche e ambientali, atteso da oltre vent’anni;

• la definizione di regole trasparenti sulle tariffe, seguendo i metodi regolatori già applicati ad altri servizi pubblici locali.

Conclusione

Il 2024 conferma la centralità della cremazione come pratica funeraria in Italia: i numeri restano stabili, ma la crescita percentuale sul totale dei decessi segna un passaggio culturale irreversibile.

Il Nord e in parte il Centro consolidano la loro leadership, mentre il Sud e le Isole continuano a mostrare ritardi strutturali. La prospettiva di un sorpasso sulla tumulazione rende urgente una programmazione nazionale e interventi mirati per garantire equità territoriale, sostenibilità economica e ambientale del servizio. Se la cremazione è ormai una scelta consolidata, resta da sciogliere il nodo della governance complessiva del sistema, affinché il suo sviluppo non sia affidato solo alla spinta delle famiglie e degli operatori, ma anche a un quadro regolatorio e pianificatorio finalmente organico, con una visione nazionale d’insieme. 

Stanco o ferito?

Oltre il Burnout: riconoscere

la "Fatica della Compassione" nell'operatore funebre e imparare a gestirla.

Introduzione: il peso invisibile

Chi opera nel settore funebre è consapevole che il proprio ruolo trascende la logistica. L'operatore non si limita a trasportare feretri; si fa carico di storie, di dolori interrotti e del peso specifico dell'addio altrui. Nella cultura di settore vige spesso la convinzione, tacita ma ferrea, che sia necessario avere "spalle larghe", e che la massima espressione di professionalità risieda nella capacità di frapporre una barriera impermeabile tra sé e il lutto delle famiglie.

Eppure, la pratica clinica dimostra che quella barriera, alla lunga, presenta delle crepe. Capita che un servizio specifico "resti addosso", che il pianto di una madre risuoni nella mente dell'operatore ben oltre l'orario di lavoro, invadendo lo spazio domestico. Comunemente si tende a etichettare tutto questo come "stress". Tuttavia, la psicologia pone una distinzione fondamentale tra l'essere stanchi del proprio lavoro ed essere feriti dal dolore osservato Comprendere questa differenza è il primo passo per tutelare la salute  psicologia

Foto di dotshockDreamstime

mentale di chi lavora e garantire la dignità etica del servizio offerto.

Non è solo stanchezza: Burnout vs Compassion Fatigue

Per anni il dibattito sulle risorse umane si è concentrato sul termine Burnout. Tuttavia, per le helping professions (professioni di aiuto), questo concetto narra solo metà della storia. È essenziale distinguere due fenomeni che, pur simili nella sintomatologia superficiale, hanno eziologie e cure profondamente diverse.

Il Burnout è una risposta difensiva alla struttura organizzativa. Nasce dal sovraccarico funzionale: turni estenuanti, burocrazia eccessiva, conflitti interni o la percezione di inadeguatezza retributiva. L'operatore in burnout sviluppa cinismo, distacco emotivo e svogliatezza. Il pensiero dominante è di natura conflittuale verso l'azienda: "Non è possibile lavorare in queste condizioni".

La Compassion Fatigue (Fatica della Compassione), invece, è definita come il "costo della cura". È una forma di usura che colpisce para-

dossalmente gli operatori più empatici, coloro che riescono a entrare in risonanza con il dolente. Non nasce dalla burocrazia, ma dall'esposizione continua al trauma altrui. Charles Figley, pioniere della traumatologia, la descrive come una forma di traumatizzazione vicaria. Accade quando i neuroni specchio dell'operatore assorbono una quantità di dolore superiore alla capacità di elaborazione psichica. A differenza del burnout, chi soffre di compassion fatigue spesso ama la propria professione, ma si sente svuotato, emotivamente anestetizzato o iper-reattivo. Il pensiero dominante non è la rabbia, ma la paura o l'intrusione: "Non riesco più a sentire nulla" oppure "Ho paura che accada qualcosa ai miei cari".

Il riscontro delle evidenze scientifiche: cosa ci dicono i dati

Negli ultimi cinque anni, la ricerca internazionale ha finalmente acceso un faro sulla salute mentale nel settore funebre, colmando un vuoto storico rispetto ad altre professioni sanitarie. Studi recenti, tra cui quelli condotti su campioni di operatori nordamericani e ricerche europee

post-pandemiche (Van Overmeire et al., 2021), hanno evidenziato dati allarmanti: circa il 30% degli operatori funebri manifesta sintomi compatibili con il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD), una percentuale significativamente superiore a quella della popolazione generale (che si attesta intorno al 7-8%).

Particolarmente rilevanti sono gli studi condotti in Italia (Grandi et al., 2023; Colombo et al., 2019), che hanno indagato la correlazione tra lo Stress Traumatico Secondario e la Work Ability (la capacità lavorativa). I dati confermano che l'esposizione cronica alla morte, se non mediata da adeguati strumenti di supporto, erode progressivamente la capacità dell'operatore di svolgere le proprie mansioni con lucidità, aumentando il rischio di errori operativi e infortuni. Tuttavia, la ricerca porta anche una buona notizia: il concetto di Crescita Post-Traumatica Vicaria Gli studi suggeriscono che gli operatori che riescono a dare un senso al proprio lavoro – vedendosi non come semplici "smaltitori" ma come custodi di un rito fondamentale –sviluppano una resilienza superiore. Chi riesce a trasformare il contatto con la morte in una riflessione sul valore della vita non solo si protegge dalla fatigue, ma ne trae una profondità umana arricchente. Il discriminante, dunque, non è quanto dolore si vede, ma come lo si elabora.

Riconoscere i segnali: due esempi diversi.

Per chiarire le dinamiche, è utile osservare due profili ipotetici ma realistici che si possono incontrare in agenzia.

• Il profilo del Burnout (la rabbia): si pensi a un operatore, chiamiamolo Marco, tecnicamente impeccabile ma divenuto intrattabile. Lamenta ritardi, critica l'organizzazione, 

Foto di Juan MoyanoDreamstime

risponde a monosillabi. Durante il servizio funebre esegue le procedure con freddezza meccanica. Il suo disagio è organizzativo e motivazionale: la sua riserva energetica è esaurita perché percepisce il sistema lavorativo come ostile o disfunzionale.

• Il profilo della Compassion Fatigue (l'ombra): diverso è il caso di Giulia, addetta al front-office o alla vestizione. Gentile e apprezzata dalle famiglie, inizia a manifestare sintomi nella vita privata: intolleranza ai rumori domestici, evitamento di notizie tristi, iper-controllo sulla salute dei propri familiari. Durante la preparazione di una salma, può avvertire un'angoscia fisica persistente o immagini intrusive (flashback) del volto del defunto. Giulia non è in conflitto con l'azienda; è "contaminata" dal dolore, portando i fantasmi del lavoro nella sfera privata.

La "Decontaminazione Emotiva": strumenti per l'operatore

Se i protocolli di sicurezza prevedono l'uso di dispositivi per la protezione dai rischi biologici, è urgente definire quali siano i presidi per la tutela psichica. La psicologia clinica suggerisce alcune strategie di igiene mentale applicabili quotidianamente:

1. I rituali di svestizione: così come viene dismessa la divisa, è necessario apprendere a dismettere il ruolo mentale. È utile individuare un "confine" simbolico e spaziale: una doccia appena rientrati che lavi via la giornata o un punto preciso del tragitto di rientro (un ponte, un incrocio) oltre il quale è vietato mentalizzare i servizi svolti.

2. Il debriefing tra pari: la condivisione è uno strumento di scarico immediato. Dopo un servizio ad alto impatto emotivo (morti

traumatiche, minori), dedicare pochi minuti al confronto con il collega presente permette di verbalizzare il vissuto. Nominare l'impatto emotivo ("Quell'immagine mi ha colpito" ) ne riduce drasticamente il potenziale traumatico, impedendo che si sedimenti nel silenzio.

3. La consapevolezza corporea (Grounding): quando l'operatore avverte rigidità muscolare o apnea durante un servizio, sta accumulando tensione traumatica nel corpo. Recuperare una respirazione consapevole e il contatto dei piedi con il suolo aiuta a mantenere la presenza professionale senza farsi travolgere dall'onda emotiva del contesto.

Conclusioni: la manutenzione del "Testimone"

Riconoscere la propria vulnerabilità non è indice di scarsa professionalità, ma di intelligenza emotiva. Solo un operatore consapevole dei propri limiti può continuare a offrire quel sostegno umano che rende questa professione insostituibile dall'intelligenza artificiale o dalla pura burocrazia. L'operatore funebre è un testimone che accompagna la comunità sulla soglia più difficile dell'esistenza. Per continuare a svolgere questo compito, ha il dovere etico di esercitare compassione non solo verso i dolenti, ma, primariamente, verso se stesso. 

Bibliografia di riferimento:

• Colombo, L., et al. (2019). The role of organizational support in the funeral industry. International Journal of Environmental Research and Public Health.

• Figley, C. R. (2002). Treating Compassion Fatigue. New York: Brunner-Routledge.

• Grandi, A., et al. (2023). Secondary traumatic stress and work ability in death care workers: The moderating role of vicarious posttraumatic growth. PLOS ONE.

• Mencacci, E. (2015). Dalla malattia al lutto. Bologna: Zanichelli.

• Van Overmeire, R., et al. (2021). Compassion fatigue of funeral directors during and after the first wave of COVID-19. Journal of Public Health.

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Presentiamo la “Death Doula”

Comincia a diffondersi anche in Italia una nuova figura professionale: la Death Doula, il cui ruolo

è accompagnare chi sta morendo e i suoi famigliari.

La Death Doula, o Doula della Morte, è una figura professionale, emotiva e spirituale molto diffusa in Regno Unito, Stati Uniti e Canada che accompagna tanto i morenti quanto i dolenti nel difficile percorso di accettazione della morte.

Per la sua formazione, è in grado di occuparsi sia degli aspetti spirituali sia delle incombenze pratiche che investono ogni famiglia alla fine della vita. Più conosciuta, almeno da noi, è la sua controparte che si occupa delle partorienti: la Doula della nascita, che anche in questo

caso accompagna le neomamme prima e dopo il parto (a volte anche durante, ma solo se ha competenze ostetriche). La Doula della Morte, invece, offre assistenza, porta conforto spirituale e accompagna il morente e i suoi famigliari, riconducendo la morte a quello che è: una fase naturale della vita.

La Death Doula e il suo ruolo

Per far comprendere al meglio che cosa sia una Death Doula, riportiamo alcuni esempi di come può 

svolgere il suo ruolo, nei confronti del malato in fin di vita e della famiglia:

✓ Pianifica gli ultimi giorni di vita del morente, coinvolgendo anche i congiunti, in un percorso che aiuta ad elaborare l’esperienza del morire.

✓ Aiuta il morente a riconciliarsi con il passato, in modo da concludere in serenità la propria esistenza.

✓ Asseconda i desideri del morente, creando attorno a lui uno spazio che possa farlo sentire a casa (indipendentemente dal luogo in cui si trova), ad esempio circondandolo di foto delle persone care e di oggetti a cui si sente legato.

✓ Usa la musica, la luce e i profumi per stimolare i sensi e rilassare il corpo e la mente.

✓ Illustra e spiega i segni che la morte lascia sul corpo e crea riti personalizzati per aiutare il morente e la famiglia a dire addio.

✓ Si occupa di incombenze pratiche, lasciando più liberi i parenti di vivere il proprio dolore.

✓ Rimane in contatto con la famiglia, anche nelle settimane successive, così da aiutarla a vivere il momento più difficile del lutto.

Come si diventa una Death Doula in Italia?

Fino al 2024, l’unico modo per svolgere questo ruolo nel nostro Paese era il volontariato, attraverso la rete delle cure palliative e delle Associazioni che assistono i malati a domicilio e negli hospice Poi, qualcosa è iniziato a cambiare. In dicembre è nata infatti la prima associazione di Doule della Morte in Italia, con tre obiettivi principali. Da un lato, svolgere un ruolo educativo e di sensibilizzazione sul tema della morte e del morire, mostrando entrambi come parti integranti del percorso di ogni essere vivente. Dall’altro, far conoscere le Death

Doula e il loro ruolo di supporto emotivo e pratico delle persone in fine vita e delle loro famiglie. E infine, fornire una rete di supporto e di formazione a chi vuole intraprendere questa professione.

E sempre al 2024 risale la prima edizione del corso di alta formazione, creato da SO.CREM Genova: “End of Life Doula – Il sostegno alla persona e ai suoi riferimenti affettivi nelle fasi conclusive dell’esistenza”. Un corso a durata biennale, articolato in incontri mensili di approfondimento, lezioni accademiche, esercitazioni guidate, role playing, discussione di casi e tirocini accompagnati. Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad acquisire conoscenze approfondite e strumenti adeguati a intervenire nella cornice della cronicità e del

fine vita, a supporto delle persone malate e dei loro riferimenti affettivi.

Un’integrazione possibile?

Ci tengo a precisare che nel nostro Paese l’assistenza ai malati terminali e ai loro famigliari è disciplinata dalla Legge 15 marzo 2010, n. 38, “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. Nonostante questo, secondo i dati diramati nel mese di maggio del 2025 dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e dalla Federazione Cure Palliative (FCP) risulta che «In Italia l’accesso alle cure palliative e l’assistenza alle persone affette da patologie croniche e inguaribili, pur con un trend in crescita, è ancora ben al di sotto dei livelli di sufficienza, attestandosi al 33%

Foto di BialasiewiczDreamstime

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come media nazionale, con forti ed evidenti disparità territoriali e differenze regionali».

In questo quadro, l’integrazione della figura professionale della Death Doula non si presenta certo di facile attuazione. Nei Paesi citati – Regno Unito, Stati Uniti e Canada – queste professioniste lavorano non solo con le singole famiglie, ma soprattutto con i numerosi hospice presenti sul territorio, che in questo modo riescono a garantire un accompagnamento integrato e completo. Collaborano anche con le imprese funebri, che tengono a disposizione dei loro clienti un elenco di Doule della morte accreditate, e naturalmente con le Associazioni che assistono i malati terminali, creando una vera e propria rete di supporto.

La Death Doula come filosofia di vita

Da quanto detto finora, è evidente che la Death Doula potrebbe avere un impatto positivo sul modo in

cui, in Italia, gestiamo la fine della vita, sia nei confronti di chi sta morendo, sia per accompagnare nel percorso i famigliari.

Ma non è solo questo: essere una Death Doula può rappresentare anche l’inizio di un cambiamento a livello personale. Come ha raccontato al sito Thecut.com, Alua Arthur, Death Doula statunitense che svolge questo ruolo dal 2012: «Essere a contatto con la morte mi ha reso più onesta. Le parole che non diciamo ci soffocano mentre moriamo. Le persone pensano di avere più tempo

e quando realizzano di non averne, rimpiangono le cose non dette e le esperienze non vissute. Cerco quindi di fare quello che mi sento tutte le volte che posso».

Non è la prima – e non è l’unica – a dichiarare che il contatto quotidiano con la morte innesta un processo trasformativo, però dovremmo tutti imparare dalle sue parole e vivere ogni singolo istante come se il domani non ci fosse. O come meglio scriveva Lorenzo de’ Medici nel lontano 1490: “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. 

Per approfondire

Martina Frullanti, End of Life Doula: un nuovo approccio per accompagnare al fine vit a, per la vita, maggio 2020, http://vivereilmorire.eu/

Charlotte Cowles, How Death Doula Alua Arthur Gets It Done, 19 ottobre 2020, www.thecut.com

End of Life Doula, corso di alta formazione, https://socrem-genova.org/

Per maggiori informazioni sulle cure palliative: www.sicp.it e www.fedcp.org

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Le ceneri contese

Il caso Piemonte tra volontà del defunto, dissenso familiare e ruolo del Comune

La diffusione della cremazione ha spostato molte controversie post mortem, dalla scelta del sepolcro alla destinazione dell’urna: affidamento domestico, conservazione in cimitero o dispersione.

La dinamica è ricorrente: un familiare chiede l’affidamento, altri si oppongono; oppure si invoca la dispersione, ma la volontà del defunto non risulta da atti chiari; talvolta coniuge, figli e convivente rivendicano ciascuno la titolarità della decisione. In questi casi il Comune è chiamato

a rilasciare autorizzazioni su presupposti spesso contestati.

Il punto di partenza resta l’art. 79 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285: la cremazione è autorizzata sulla base della volontà testamentaria; in mancanza, la volontà è manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo; se concorrono più parenti dello stesso grado, è richiesto l’assenso di tutti.

La norma indica anche forme di prova tipiche (atto scritto con sottoscrizione autenticata; oppure 

dichiarazione dell’associato a un’associazione riconosciuta che abbia tra i fini la cremazione). Il sistema privilegia quindi una ricostruzione documentale della volontà e, in via sussidiaria, un criterio familiare improntato alla concordia

La legge 30 marzo 2001, n. 130 ha poi inciso in modo decisivo sulla dispersione, escludendone la rilevanza penale quando autorizzata dall’ufficiale dello stato civile e fondata su espressa volontà del defunto. Inoltre, tra i principi di riordino, ha previsto un criterio maggioritario in caso di concorso di più parenti dello stesso grado. La frizione tra regola dell’unanimità e criterio della maggioranza spiega molte incertezze applicative: l’amministrazione deve decidere se e come procedere in presenza di dissenso.

In questo contesto la normativa regionale, quando puntuale, offre una bussola. La legge regionale Piemonte

31 ottobre 2007, n. 20 costruisce un modello procedimentale orientato alla tracciabilità:

• le ceneri sono destinate, in forma indivisa, alla conservazione, all’affidamento o alla dispersione;

• i gestori dei crematori devono adottare sistemi identificativi non termodeperibili per assicurare l’identità certa delle ceneri;

• affidamento e dispersione sono ammessi nel rispetto della volontà del defunto, comprovata mediante testamento o dichiarazione resa all’ufficiale dello stato civile. Se concorrono più parenti dello stesso grado, la scelta può essere assunta a maggioranza e i parenti devono individuare, con atto scritto davanti al pubblico ufficiale che autorizza, chi si assume la responsabilità della custodia o dell’esecuzione della dispersione. Quanto fonda l’autorizzazione deve risultare anche nel verbale di consegna dell’urna e l’autorizzazione va comunicata al Sindaco del

Comune dove avviene la custodia o la dispersione.

Il Piemonte disciplina anche la gestione successiva: consegna sigillata, obbligo dell’affidatario di custodire in modo stabile e sicuro, comunicazione al Comune delle modalità di conservazione e dei trasferimenti, conferimento dell’urna al cimitero comunale in caso di rinuncia o se, dopo il decesso dell’affidatario, l’urna sia rinvenuta in un domicilio privato. Sul versante della dispersione individua luoghi e limiti (con divieto nei centri abitati) e introduce obblighi di preavviso al Comune di destinazione.

Ne discende una regola di metodo: il Comune non deve trasformarsi in arbitro delle relazioni familiari, ma presidiare legalità e tracciabilità dell’istruttoria. Sul piano pratico ciò significa acquisire elementi sul titolo di legittimazione (parentela, eventuale coniuge, eventuale dissenso) e utilizzare moduli e verbali che rendano verificabili le dichiarazioni rese dagli interessati In presenza di dissenso qualificato o di documentazione contraddittoria, la scelta più solida è sospendere o negare motivando, invitando gli interessati a definire la controversia nelle sedi competenti. Quando invece la volontà del defunto è provata o la disciplina regionale consente una decisione maggioritaria formalizzata, l’autorizzazione può essere rilasciata con maggiore tenuta.

In definitiva, l’attualità del tema sta nella necessità di trasformare un momento emotivamente critico in un procedimento amministrativo robusto: atti chiari, responsabilità individuate, controlli e comunicazioni. Il “caso Piemonte” mostra come una regolazione dettagliata possa ridurre il contenzioso senza comprimere la libertà di scelta. 

Foto di PhartisanDreamstime

B B e esst t p prra a c ctti i c c e e e e n n o orrm m e e d dii rri iffe erri i m m e e n ntto o

C C o o m m e e a a c c c c o oggl liie erre e e e a a c c c c o o m m p p a aggn n a arre e ii ffa a m miil liia arri i n n e ell llu uttt t o o M M o o d d a alli ittà à e e m m p p a atti i c c h h e e p p e err o o p p e erra atto orri i d dii iim m p prre esse e ffu u n n e e b brri i e e c ciim miit t e erri i a alli i

LL a a c c o o n n d d u uzzi i o o n n e e tte e c c n niic c a a d d e ell ffo orrn n o o c crre e m m a atto orri i o o

IIm m p piia a n ntti isst tiic c a a,, m m a a n n u utte e n nzzi i o o n n e e e e ssi i c c u urre ezzz z a a

O O p p e erra azzi i o o n nii c ciim miit t e erri i a alli i

C C o o m m e e o o p p e erra arre e c c o orrr r e ettt t a a m m e e n ntte e,, e e iin n ssi i c c u urre ezzz z a a,, d d e e n nttr r o o a all c ciim miit t e erro o

II sse errvvi izzi i ffu u n n e erra arri i d d e e d diic c a atti i a aggl lii a a n niim m a alli i d d o o m m e esst tiic cii

A A ssp p e ettt tii rre eggo olla atto orri i,, o o p p e erra atti ivvi i e e rre ella a zzi i o o n n a alli i n n e elll l e e p prra atti i c c h h e e d dii sse ettt t o orre e

II ffo o n n d d a a m m e e n ntti i d dii gge esst tiio o n n e e d d e eii S S e errvvi izzi i C Ciim miit t e erri i a alli i

N N o orrm m a atti ivve e,, a assp p e ettt tii p prro o c c e e d d u urra alli i e e b b u u o o n n e e p prra atti i c c h h e e o o p p e erra atti ivve e

II sse errvvi izzi i ffu u n n e erra arri i d diig giit t a alli i

TTe e c c n n o ollo oggi i e e e e m m e errg g e e n ntti i e e IIn ntte elll liig g e e n nzza a A A rrt tiifi fi c ciia alle e

G Glli i iim m p piia a n ntti i d dii c crre e m m a azzi i o o n n e e p p e err a a n niim m a alli i d d o o m m e esst tiic cii

C C a arra attt t e erri isst tiic c h h e e,, p prro o c c e e d d u urre e e e n n o orrm m a atti ivve e

LL a a gge esst tiio o n n e e d d e elll l’’a attt tiiv viit t à à o o b biit t o orri i a alle e

A A p p p prro offo o n n d diim m e e n ntti i ssu u a allc c u u n nii c c a assi i ssp p e e c ciifi fi c cii

IIn nttr r o oiit tii p p e err ii gge esst t o orri i d d a aii rri i fi fi u utti i d d a a c ciim miit t e erro o e e c crre e m m a atto orri i o o

R Riic ciic cllo o e e rre e c c u u p p e erro o c c o o m m e e p p o osss siib biil l e e rri isso orrs s a a

Generative AI

Consigli per integrare le piattaforme di generative AI nella tua strategia di comunicazione.

Nelle precedenti pubblicazioni di Oltre Magazine abbiamo parlato di AI.

Avrai avuto modo di appurare quanto questa tematica sia vasta: abbiamo visto che l’intelligenza artificiale permea, da molto tempo, diversi aspetti della nostra vita, che il suo utilizzo porta a riflessioni necessarie, come la tutela della privacy o le modalità di creazione di un database. Ho inoltre cercato di ripercorrere le tappe che, storicamente, hanno contribuito a dare vita al mondo delle Intelligenze Artificiali così come le osserviamo oggi.

Abbiamo compreso che l’uso e l’integrazione della AI non è una novità, anzi. Ciò che è rilevante è la crescita in termini di utilizzo; una crescita divenuta esponenziale negli ultimi due anni grazie alla possibilità di accesso al gruppo di Intelligenze Artificiali cosiddette generative. Queste piattaforme infatti, generalmente chiamate piattaforme di AI, rappresentano solo una parte del più vasto mondo delle intelligenze artificiali.

A prescindere dalle differenze derivanti da utilizzi e tipologie, le AI sono accomunate da un obiettivo: il miglioramento. Possono influire 

Foto di WrightstudioDreamstime

sul risparmio di tempo, risorse, energie, oppure consentire a chi le usa di raggiungere una scalabilità di qualche tipo. Pensiamo alle integrazioni nelle automobili, o a come vengono filtrati i contenuti del nostro feed sui social etc. Ma noi ne siamo realmente consapevoli? La maggior parte delle volte la risposta è no. Conviene conoscere queste macchine meglio e comprendere quali possibilità e modalità offrono allo sviluppo del nostro business. Ci occuperemo quindi di come le intelligenze generative possono supportarci in termini di comunicazione e marketing e di come ci possono aiutare a valorizzare la notorietà del nostro brand e attrarre clienti.

Quali sono gli ambiti in cui l’AI ci può supportare?

Se inserite in modo coerente nel contesto di una strategia di comunicazione, le AI riescono a restituirci innumerevoli possibilità. Potresti infatti integrare l’AI nelle varie fasi di una strategia. Quali? Dipende dalla struttura che hai studiato a monte per la tua strategia di comunicazione (interna o esterna). In generale, gli strumenti più utilizzati dai professionisti riguardano principalmente tre aree: creatività, visual, contenuti multimediali

Certo, scegliere tra la miriade di piattaforme è una bella impresa. Partiamo, per operare una prima scrematura, dal comprendere come lavorano le AI Generative. Le possiamo suddividere in quattro gruppi:

• Text to text

• Text to image

• Text to video

• Text to audio

A seconda che dall’output testuale tu voglia ricavare: un testo (es. ChatGpt); un’immagine (es. Midjourney); un video (es. Runway); un audio (es. Murf).

Come funzionano queste piattaforme? Si acquista l’abbonamento a una piattaforma, si istruisce la AI generativa per bene e si generano output che possono essere utili per la nostra strategia di comunicazione. Sembra semplice! Potrai risparmiare tempo e denaro per ottenere una marea di contenuti utili per la tua azienda  come il piano editoriale per i social media composto da testo, immagini e video. Oppure report o moodboard

Mi spiace deluderti ma non funziona esattamente così: non è così semplice. Mi spiego meglio: sono conscia del fatto che perfino qualche professionista della comunicazione descriva le generative AI come portali per l’accesso alla tuttologia.

Stando ai fatti, però, per ottenere contenuti efficaci - che dunque rispondano a obiettivi di comunicazione coerenti con l’immagine del tuo brand, con un tone of voice adeguato - è necessario saper dialogare con queste piattaforme nel modo corretto. E le modalità con le

quali impostare un dialogo prevedono l’utilizzo di un linguaggio che è spesso appannaggio di professionisti del settore, a volte addirittura figure verticali.

E come si dialoga con l’AI? Con dei prompt che siano comprensibili alla macchina.

I prompt rappresentano, in estrema sintesi, la possibilità di dare indicazioni chiare e strutturate alla generative AI, in modo che possano restituire un output di valore per la comunicazione del tuo brand.

Un prompt scarso

genera un output scarso Hai mai provato? Ti invito a farlo. In primis perché per comprendere quale tool possa esserti più utile, dovrai necessariamente mettere le mani in pasta. Successivamente, perché è l’unico modo per rendersi conto che un prompt non generato da un professionista per ottenere, ad esempio, un video, non potrà mai eguagliare il contenuto derivante 

PER INFORMAZIONI:

Tel. 051 4086458 - Cell. 375 81 04 806 info@formazionefuneraria.it

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MODULO CARTACEO: scrivi a info@formazionefuneraria.it per ricevere il form di partecipazione

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dall’ input dato alla macchina da un videomaker, figura professionale in grado di descrivere i singoli processi quali una minuziosa descrizione delle inquadrature, della luce, dello stile, del mood. E non vale solo per i video ma per tutti gli altri output generati.

Prendiamo il piano editoriale: nelle edizioni precedenti abbiamo sviscerato il concetto di content management; abbiamo parlato di obiettivi di comunicazione raggiungibili e misurabili.

Ho ripetuto, quasi fosse un mantra, un concetto: postare a caso rappresenta una perdita di tempo e soldi. Se manca l’architettura della narrazione, inserita nel contesto di una strategia studiata per raggiungere determinati obiettivi e target, con un tono che sia unico per il tuo brand, diventa controproducente anche la stesura del piano editoriale. Questo perché un utente che atterra su un tuo presidio digitale sterile e privo di personalità, non avrà un giudizio positivo sul tuo business.

Insomma, per qualsiasi tipologia di output tu stia pensando di ingag-

giare una generative AI, è difficile che tu riesca a fare a meno del brief strategico, creato da un professionista della comunicazione in carne e ossa.

Ma allora le AI generative a cosa servono?

A mio avviso sono utilissime, ma il loro obiettivo non è soppiantare il lavoro di un professionista. L’ input deve contemplare delle competenze.

Le AI potranno essere utili dunque per sondare, ispirare, risparmiare tempo, scalare determinate attività, ma se l’idea di partenza è debole, se manca il brief strategico, il prompt sarà scarso come il risultato. E non dimentichiamo che costano! Le AI rappresentano un valido supporto per il professionista, ma per raggiungere i tuoi obiettivi dovrai scegliere quella più affine alle tue esigenze e comprendere in quale punto del processo di comunicazione la sua integrazione ti restituirà valore, influendo positivamente sul tuo business.

Come scegliere la generative AI?

Se possiedi tempo e risorse in più ti consiglio di testarle. Ma ricorda quanto detto più sopra: non rappresentano la panacea di tutti i mali. Il loro utilizzo restituisce un output: trova la chiave di volta per valutarne la qualità e l’utilità all’interno del tuo contesto aziendale. Non tralasciare il tocco umano: servono controllo e le capacità di differenziare gli output per misurare il loro impatto sulla strategia di comunicazione e quella di marketing. In alternativa, puoi rivolgerti ai professionisti della comunicazione: saranno capaci di controllare e indirizzare, nel punto corretto della tua strategia di comunicazione, la generative AI più coerente rispetto ai tuoi bisogni. Ricorda che questi strumenti non servono a produrre più post, ma aiutano ad ottenere maggiore impatto, ad essere creativi a cadenza costante, a sbloccare risorse e tempo da dedicare ad altre attività capaci di generare valore per il tuo business e la tua clientela. Dunque provale e, se serve, sai dove trovarmi. 

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