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Oltre Magazine n. 1 gennaio/febbraio 2017

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MAGAZINE

GENNAIO FEBBRAIO 2017

P E R I O D I C O D E L L ’ I M P R E N D I T O R I A F U N E R A R I A E C I M I T E R I A L E

NUMERO 1

NOVITà

I n c a s o di m a nc a t o re c a p i t o re s t it ui re a l C .M .P. B o lo g na Zan a rdi p er l a rest i t u z i o n e al mi t t en t e c he si i mp egn a a v ersare l a rel at i v a t a ri f f a .

Affresco: la nuova linea di cofani pag.50

RIFLESSI D’ARTE product

FIERE

STATISTICHE

FOCUS DONNA

Pronte le valigie per Miami?

La Francia sotto la lente

L’imprenditoria femminile nel funerario


INIZIA UNA STORIA FANTASTICA

V

ogliamo iniziare un entusiasmante 2017 con Vekal. Vogliamo farvi vivere un racconto fantastico dove però, la realtà è più forte della fantasia. Biemme Special Cars propone sempre prodotti fuori dall’ordinario con un armonioso equilibrio tra le forze.

LO STILE CHE NON C’ERA


BIEMME SPACE MAGAZINE

IL FUTURO HA UN NOME

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rmonie tecnologiche caratterizzano il nuovo vano feretro della Vekal. Un design futuristico realizzato con materiali selezionati e finemente assemblati, illuminato da luci e pannelli a led elettronici che conferiscono allo spazio un insieme stilistico che anticipa i tempi. Vekal è inconfondibile, Vekal è una Biemme Special Cars.

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Q U AT T R O P O R T E

LO STILE CHE NON C’ERA

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


BIEMME SPACE MAGAZINE

ORIGINALITÀ TUTTA ITALIANA

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Q U AT T R O P O R T E

LO STILE CHE NON C’ERA

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


BIEMME SPACE MAGAZINE

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Q U AT T R O P O R T E

REALTÀ CHE SUPERA LA FANTASIA

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n progetto Biemme Special Cars, un altro esempio di stile ed efficenza. Revenge è una realtà fantastica che si tocca e si “indossa” come il miglior abito di fattura sartoriale. Revenge nasce ambiziosa e si consegna a suoi estimatori con tali requisiti.

LO STILE CHE NON C’ERA

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


BIEMME SPACE MAGAZINE

ESCLUSIVE ARMONIE

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Q U AT T R O P O R T E

LO STILE CHE NON C’ERA

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


R E A LTÀ S P E C I A L I Z Z ATA N E L C A M P O F U N E R A R I O I N P R O G E T TA Z I O N E E D E S E C U Z I O N E D I O P E R E D ’ A RT E I N D I V I D U A L I , P E R L U O G H I D I C U LT O , S PA Z I P U B B L I C I E P R I VAT I

V I V F U N E R A L A RT d i F i l i p M o r o d e r D o s s - S n e t o n 7 1 a - 3 9 0 4 6 O r t i s e i , Va l G a r d e n a ( B Z ) Te l . + 3 9 3 3 3 3 6 6 3 0 4 0 - E m a i l : i n f o @ a r t e v i v. i t - w w w. a r t e v i v. i t


SOMMARIO

20 13 Editoriale

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FIERE Pronte le valigie per Miami?

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FIERE Il debutto ufficiale di Tanexpo 2018

24 statistiche La Francia sotto la lente

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focus donna Viaggio nell'imprenditoria femminile nel comparto funerario

70 60

parliamo di... Pludra: un brand di successo internazionale

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42

attualità Cimiteri da vedere

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news aziende Prima Bottega: idee per il vostro prestigio

OLTREN@VIGANDO Arriva la valigia digitale dei ricordi

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attualità Diventare alberi

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parliamo di... Giustizia e massimo risarcimento

cultura Alla radice dei miti

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVII - n° 1 Gennaio-Febbraio 2017

www.oltremagazine.com

Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Redazione: redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano

Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

Comitato Scientifico: Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

Amministrazione: Daniela Spitaleri Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com

Copyright: Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati,non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori.

Coordinamento Servizi Fotografici: Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin Fonti Iconografiche: Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Creative Commons, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Stefano Montaguti, Pasquale Leuzzi, Marta Santacatterina, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons Stampa: Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR Proprietà Editoriale e Copyright: Conference Service srl

OLTRE MAGAZINE

GENNAIO - FEBBRAIO 2017

Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Webmaster: Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com

NUMERO 1

Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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EDITORIALE

ALBERTO LEANZA, DIRETTORE

È iniziato un nuovo anno e le novità che riguardano Oltre Magazine sono evidenti ancora prima che il giornale venga sfogliato. Già dalla copertina si evince l’importante intervento di restyling:

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dopo diversi anni ho ritenuto doveroso rinnovare la veste grafica per rendere la rivista più moderna e maggiormente attrattiva. Ma le novità non si limitano all’estetica. Da questo numero prendono il via anche due nuove rubriche. La prima riguarda le pratiche funerarie nel mondo, in cui verranno prese in esame realtà di altri Paesi, analizzandone numeri, dati statistici, usi e costumi per fornire un quadro generale delle prassi adottate al di fuori dei nostri confini; l’altra sezione intende invece porre l’accento sul ruolo femminile nel mondo della funeraria, dedicando ogni volta uno o più focus a donne che sono titolari – o che rivestono comunque un ruolo strategico al loro interno - di imprese di onoranze funebri e di aziende produttrici. Vogliamo dare voce a questa minoranza perché la modernizzazione del comparto passa anche da questo: la sensibilità e il punto di vista di una donna fanno spesso la differenza! Oltre Magazine sarà sempre in prima fila per seguire le manifestazioni di settore, vere e proprie fucine di idee e terreno fertile di confronto e di business. Fra poche settimane sarà inaugurata, in Florida, la prima edizione di Miami Funer, con la presenza di alcune importanti aziende che partecipano per divulgare e affermare il made in Italy Oltreoceano. Al via ufficiale anche i lavori di Tanexpo 2018, l’appuntamento più atteso del settore, e già in questo numero i nostri lettori troveranno le prime anticipazioni. Oltre Magazine è comunque un cantiere sempre aperto e non mancheranno ulteriori nuovi contenuti che andranno ad aggiungersi nei prossimi mesi. Nel congedarmi, augurandomi che i nostri lettori sapranno apprezzare le novità della rivista, non posso non ricordare le vittime dell’ennesima tragedia che ha colpito il Centro Italia a cui dedico un commosso tributo.

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FIERE

Pronte le valigie per Miami? di SARA SACCO

Mancano pochi giorni all’apertura di Miami Funer, Worldwide Funeral Industr y Conference & Expo, la prima avventura di Tanexpo negli Stati Uniti. Il più

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Tutto pronto per la prima edizione di Miami Funer, l’evento che riunirà la funeraria mondiale negli Stati Uniti.

importante salone della funeraria al mondo sbarca in America e propone per la prima volta un evento dedicato ai mercati di Stati Uniti, Centro e Sud America. In collaborazione con Memorial International, partner di grande esperienza nel settore funerario in America Latina, Miami Funer si terrà dal 14 al 17 marzo presso il centro

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congressi MACC - Miami Airport Convention Center. Le conferenze (14-17 marzo) accompagneranno i visitatori verso un percorso di aggiornamento professionale e di crescita delle prospettive di business negli ambiti del marketing, della direzione d’impresa, della tecnica funeraria e della tecnologia; 4 giornate formative di seminari suddivisi in diverse macro aree: è possibile partecipare a ogni singolo workshop oppure a tutti quelli della categoria d’interesse acquistando il relativo Pass.

Accanto alla sessione formativa, a partire dal 15 marzo, si aprirà anche l’area Trade Show, ovvero lo spazio espositivo che verrà occupato da alcune delle principali aziende dell’industria funeraria al mondo. Articoli funerari e cimiteriali, urne, servizi di rimpatrio, fotoceramiche, arte funeraria, prodotti per la tanatoprassi, cremazione. Questi sono alcuni degli ambiti a cui appartengono i prodotti in esposizione a Miami Funer: i visitatori potranno infatti trovare la qualità delle aziende italiane 


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FIERE

Vezzani

presenta prodotti e accessori funerari di alta qualità acquistabili anche comodamente online; Kerachrom che partecipa con la sua filiale USA e offre fotoceramiche e prodotti personalizzati con le immagini del defunto, oltre a vetrate artistiche e mosaici; Strazzullo, l’azienda napoletana che realizza urne cinerarie di pregio con design che spazia dalla tradizione alle linee più contemporanee; il Gruppo Vezzani che propone con le sue aziende un’intera gamma di forniture per il mercato americano del settore

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PROGRAMMA WORKSHOP 14-17 MARZO

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PASS TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

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e le innovative proposte internazionali. Alcuni esempi: Flying Home, Silver Sponsor di Miami Funer e leader mondiale dei servizi di rimpatrio internazionale sarà presente nell’area Trade Show, così come Love Urns, che propone prodotti di assoluta originalità e qualità. L’azienda è Bronze Sponsor della manifestazione. Tra gli espositori saranno poi presenti numerose aziende italiane, alcune delle quali hanno già attività negli Stati Uniti, mentre altre si approcciano per la prima volta al mercato d’oltreoceano. Saranno presenti: Ciroldi che produce e commercializza impianti crematori in tutto il mondo; Funarte, un brand ideato e realizzato da Monica Lubrano che

DATABASE INTELLIGENCE  Carina Urso MERCHANDISING DIGITALE  Juan Pablo de Alcázar Ponce, Socio Fundador y Gerente General de Shift LATAM (Agencia de Marketing Integrado), Ecuador SOCIAL MEDIA  Juan Pablo de Alcázar Ponce, Socio Fundador y Gerente General de Shift LATAM (Agencia de Marketing Integrado), Ecuador

Ciroldi

Strazzullo

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funerario. Infine tra i nomi italiani segnaliamo Viv di Filip Moroder, azienda specializzata nelle realizzazione artistiche di arredi funerari. Questi e molti altri gli espositori presenti a Miami Funer, che si preannuncia quindi un appuntamento imperdibile per la qualità e la varietà dei prodotti presentati e la location che favorirà la presenza di un pubblico di visitatori provenienti da tutto il mondo. Non ci resta allora che verificare dal vivo: l’appuntamento è per tutti dal 14 al 17 marzo a Miami – USA! 

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PASS WORKSHOP FUNERARI

PASS DIREZIONE D ’IMPRESA

PASS MARKETING

AUMENTARE IL PROPRIO BUSINESS NEL MERCATO INTERNAZIONALE  Deb Schmidt, President Loyalty Leader Inc., Milwaukee, USA; CHE COSA SUCCEDE QUANDO UNA CITTÀ ESAURISCE GLI SPAZI PER LE SEPOLTURE?  Alison Killing, Architetto, UK; LIFE COACHING - UN’ESPERIENZA UNICA E PERSONALE  Jose Antonio Valencia, Life Coach, USA; COMMERCIO INTERNAZIONALE CON GLI STATI UNITI  Bill Lawton, Senior Trade Specialist, U.S. Commercial Service - U.S. Department of Commerce, USA.

CANALI DI VENDITA INTEGRATI E ANALISI DELLA SODDISFAZIONE DELLA CLIENTELA

 Rafael Melo Rangel, Master in CRM and

Sales, Colombia;

GESTIONE D’IMPRESA  Patricio Peña, Abogado, Estudio Jurídico Novoa Peña y Torres, Ecuador;

SOCIAL MARKETING B2B NELL’ERA DIGITALE

CLASSIFICAZIONE DELLE IMPRESE FUNEBRI  Ana Soraya Puentes, Gerente General, Exelite, Colombia;

VERITÀ SCOMODE SUL MARKETING FUNERARIO  Dan Katz, LA ads - A Marketing Agency;

CIMITERI VERTICALI  Pablo Cevallos, CEO Memorial International, USA

MARKETING EMOZIONALE  Dario Loinaz, Consultor Internacional de Comercialización, Marketing y Desarrollo Empresarial;

INNOVAZIONE FUNERARIA  Beatriz Garcia, LaGaviria Funeral Home 05

PASS TECNICA FUNERARIA

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TANATOLOGIA: TECNICHE PER LA CURA DEL DEFUNTO  Vernie R. Fountain, Embalmer, Post Mortem Reconstructive Specialist, CFSP Fountain National Academy, USA.

TOUR E HOTEL ____

Non solo business: Miami è anche turismo e diver timento! Miami Funer propone tour organizzati per i principali siti e attrazioni turistiche della città di Miami e delle aree limitrofe. Alcuni esempi: Una giornata di shopping nei migliori Mall di Miami, una passeggiata nel quartiere di Wynwood o a South Beach, un tour nelle Everglades, una pazza nottata nei club più trendy. La lista completa è disponibile sul sito web della manifestazione: www.miamifuner.com/tour Ultimi giorni disponibili per accedere alle tariffe agevolate degli hotel convenzionati con la manifestazione. Consulta il sito di Miami Funer per l’elenco completo con tutti i dettagli per ciascun hotel.

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AMMINISTRAZIONE DI CIMITERI PUBBLICI E PRIVATI  Adriana Suarez, Commercial Vicepresident of Jardines de Paz, Colombia;

CRM & CEM

FONDI DI INVESTIMENTO PER IL BUSINESS FUNERARIO  Fabio Martinez C., Vicepresidente Corporativo Memorial International, Panamá;

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O RGA N I Z E D B Y

#MIAMIFU NER2017 m e d ia pa r t n e r S

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W W W .M IA M IFUN ER.COM

AT T H E H E A R T O F Y O U R B U S I N E S S

M AC C M I A M I A I R P O R T C O N V E N T I O N C E N T E R MI AMI , F LORI DA, US A


SILVER SPONSOR

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TR ADE SHOW 15-17 MARZO

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BRONZE SPONSOR

(don’ t leave the moments)

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ESP OSITORI MIAMI FUNER

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Il debutto ufficiale di TANEXPO 2018 OLTRE MAGAZINE


Al via i lavori della prossima edizione del salone internazionale di arte funeraria e cimiteriale di Bologna.

lavoro organizzativo della fiera più prestigiosa al mondo non conosce soluzione di continuità, non interrompendosi mai tra una edizione e l’altra: la partecipazione alle più importanti manifestazioni internazionali di settore è solo una delle tante iniziative messe in campo per mantenere accesi i riflettori sulla rassegna italiana e i suoi protagonisti. Tanexpo, lo ricordiamo, è la sede privilegiata in cui gli operatori del comparto funerario e cimiteriale hanno l’opportunità di visionare le novità e le eccellenze del mercato 

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Debutta ufficialmente Tanexpo 2018 che si terrà a Bologna il 12,13 e14 aprile. A voler ben vedere, il

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d i a l e s s a n d r a n ata l i n i

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riunite in una tre-giorni che non ha uguali al mondo. I numeri dell’ultima edizione 2016 parlano chiaro: oltre 250 aziende presenti, con un aumento del 25% rispetto alla precedente edizione e 18.000 visitatori, con una rilevante percentuale di presenze estere provenienti da ben 58 Paesi, fanno di Tanexpo una manifestazione unica che non teme confronti. A più di un anno dalla sua realizzazione, i lavori per la nuova edizione sono già in pieno fermento al fine di ripetere il successo del 2016 e, se possibile, anche di superarlo per mantenere il suo primato e confermarsi ancora una volta il punto di riferimento internazionale della funeraria. Sono state aperte le iscrizioni per i vecchi e i nuovi espositori con modalità che consentono di accedere a tariffe agevolate a seconda della data di adesione. Si sta profilando anche il lay-out espositivo e a breve sarà disponibile la pianta dei padiglioni 16, 21 e 22 del quartiere fieristico di Bologna, per consentire alle aziende OLTRE MAGAZINE

di intraprendere per tempo la pianificazione della propria presenza esprimendo preferenze sulla posizione da occupare. Una tempestiva iscrizione permetterà inoltre di usufruire di un periodo di visibilità più esteso, grazie a tutte le iniziative di comunicazione proprie di Tanexpo. Vi daremo puntualmente conto, tramite le pagine della rivista, di tutte le

novità e dei contenuti che si vanno a delineare a mano a mano che i lavori avanzano. Tutti gli aggiornamenti sono accessibili anche al sito www.tanexpo.com che vi invitiamo a consultare per scoprire tutte le opportunità a disposizione per consentire alle aziende espositrici di calcare la scena da veri e propri protagonisti. 


L A D I E S

A N D

G E N T L E M E N . . .

BOLOGNA 12-13 -14 APR ILE

20 18

W W W.TA N E X P O.C O M PA G I N A

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STATISTICHE

La Francia sotto la lente I L V I A G G I AT O R E

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Analisi e statistiche riguardanti le pratiche funerarie in Francia.

di un osservatorio sulle pratiche funerarie in uso nei vari Paesi, sia europei che d’oltreoceano, tramite un’indagine dettagliata di dati statistici: una finestra aperta su quanto avviene nel mondo, un utile strumento di conoscenza da cui poter anche attingere stimoli e nuove idee per migliorare il proprio lavoro. Il nostro studio di analisi inizia dalla Francia, un territorio e una cultura a noi molto vicini che tuttavia, come si vedrà, presentano anche notevoli differenze. 

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Una nuova rubrica prende l’avvio da questo primo numero di Oltre Magazine 2017. Si tratta

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STATISTICHE

61%

37%

INUMAZIONE

CREMAZIONE

Popolazione e mortalità La Francia conta oggi quasi 67 milioni di abitanti di cui 2 nei Dipartimenti e Regioni d’Oltre Mare (Martinica, Guadalupa, St. Pierre e Miquelon, Réunion, Mayotte, Comore, Guyane etc). Al tasso di mortalità del’8.9‰ i decessi nel 2016 sono stati 587.000.

33% atei

Religione

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24% non religiosi

Dal punto di vista religioso la Francia è uno dei paesi più laici al mondo con un terzo delle persone che si afferma ateo, un altro terzo “non religioso” e solo il rimanente si dichiara chiaramente come appartenente ad una religione. Gli osservanti sono molto più numerosi nell’Islam; tra i cristiani nemmeno un quarto vive pienamente la propria fede. Ricordiamo che la Francia è Stato laico sin dal 5 Dicembre 1905, data di entrata in vigore della legge di separazione tra Stato e Chiese.

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TUMULAZIONE

Di questi il 37% fanno oggetto di cremazione il resto viene inumato a parte qualche caso, rarissimo, in cui si usano altre procedure, quali risomazione, promessione, acquamazione e criogenizzazione. La tumulazione si fa solo in zone limitate del Sud Est dove vi sono affinità con le pratiche italiane (cappelle di famiglia o loculi verticali) ed ha una incidenza che si attesta sul 2%.

33% cristiani 10% altre religioni

2%

f f Cremazione 37% f f Nazione Francia f f Numero abitanti 67.000.000 f f Decessi nel 2016 587.000 f f Tasso mor talità 8/9 ‰ f f Religione 33% ateo, 24% “non religioso”, 43% circa si dichiara religioso (tra cristiani, islamici ed ebrei) f f Inumazione 61% f f Tumulazione 2%

f f Funerali con funzione religiosa 70% f f Funerali con funzione laica 30% f f Prezzo medio di un funerale € 4.000 f f Tanatoprassi ammessa per legge ed effettuata sul 50% delle salme f f Cimiteri pubblici f f Utilizzo formule di prevenzione funeraria +/- 30%


150.000 100.000 50.000

6.760 10.200 14.690 20.149 25.444 37.642 49.743 62.212 73.025 87.010 101.046 109.467 119.409 120.667 129.392 134.775 140.079 148.993 164.186 171.221 179.418 191.503 193.178 209.613

200.000

Fonte: Résonance

1981 1983 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2010 2011 2012 2013 2014 2015

250.000

Evoluzione del numero di cremazioni in Francia dal 1981

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La cremazione, quasi sconosciuta mezzo secolo fa (nel 1970 la percentuale era dello 0.32%!!), anche se autorizzata dal 1887, viene oggi praticata in quasi 200 centri crematori, molti dei quali ancora non conformi alle norme sulle emissioni. Risulta più frequente nei funerali laici i quali, con 217.190 unità, rappresentano il 30% del totale, mentre quelli religiosi costituiscono il rimanente 70%. All’interno della prima categoria la

percentuale dei cremati è del 53% mentre solo il 17% delle cerimonie religiose si traduce in un’incinerazione. Le ceneri vengono riposte in urne di varie dimensioni, materiali (pietra, marmo, legno, metallo, ceramiche, materie plastiche, cellulosa etc.) e foggia. Il volume minimo è di 2,5 litri. In effetti il volume medio delle ceneri rappresenta un centoventottesimo di quello del corpo cioè 33cm³/kg. Le ceneri femminili normalmente si attestano su un volume di poco più di due litri, mentre quelle maschili risultano superiori di circa mezzo litro. Un’urna di tre litri è quindi adatta alla grande maggioranza dei defunti. Le ceneri vengono deposte in un

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Cremazione e conservazione delle ceneri

contenitore (spesso un sacchettino di plastica) posto nell’urna che può essere inumata, posta in un colombario, oppure immersa in acque marine, lacustri o fluviali qualora sia biodegradabile. Le ceneri possono anche essere disperse in natura od in appositi spazi, come les Jardins du souvenir (i Giardini del ricordo) che tutti i Comuni di più di 2.000 abitanti (circa 5.000 sui 36.680 che conta la Francia) dal 2013 devono predisporre per legge. Molti altri comuni più piccoli, pur non obbligati, hanno comunque realizzato tali spazi in seno ai loro cimiteri. È ammesso che piccole quantità di ceneri vengano poste in gioielli funerari o in contenitori speciali detti reliquaires. Dal 2013 è vietata la detenzione dell’urna in casa. Gli studi condotti dagli psicologi hanno evidenziato un forte ostacolo (in certi casi insuperabile) nel processo di elaborazione del lutto, mentre i tribunali si sono trovati molto spesso a dover giudicare contenziosi familiari dovuti al fatto che coloro che detenevano le ceneri non consentivano ai parenti con cui avevano rapporti conflittuali (magari a causa dell’eredità, visto che è disgraziatamente frequente il caso in cui gli eredi si “sbranano” per questioni di vil denaro) di raccogliersi presso il defunto. La pratica della cremazione, ammessa da sempre dalle religioni orientali (induismo, buddismo, shintoismo...) dai protestanti (essenzialmente luterani di confessione augustana) e da poco (1963) dai cattolici, è vietata dall’Islam (5 milioni di fedeli - l’8% della popolazione - provenienti non solo dal Maghreb ma anche dall’Africa nera subsahariana, tutte regioni già parte dell’impero coloniale francese) e dal giudaismo (500.000 di ebrei). In entrambe queste religioni, monoteiste, il funerale prevede rituali molto dettagliati. L’inumazione avviene senza bara, avvolgendo il corpo in un sudario dopo un lavaggio rituale. 

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STATISTICHE

Funerali e materiali usati

I funerali si fanno, salvo deroga prefettoriale da applicare in casi particolari, non meno di 24 ore e non oltre 6 giorni dal decesso. In pratica i giorni sono 4/5. Il problema della conservazione per questo periodo è stato risolto per molto tempo con la refrigerazione. Le cose sono cambiate sostanzialmente con l’introduzione della tanatoprassi che non solo permette una conservazione temporanea bloccando il processo di decomposizione, ma risulta ovviamente estremamente utile dal punto di vista igienico ed offre ai dolenti una visione molto più “naturale”, e quindi rasserenante, del defunto. Il che non è poco per chi soffre. Oggi più del 50% dei corpi viene trattato con tecniche di tanatoprassi. Vi sono in Francia varie centinaia, se non migliaia, di tanatoprattori che possono esercitare la loro professione solo se in possesso di un diploma di Stato rilasciato, dopo un esame teorico-pratico, in ossequio alla legge che dal 1993 regola tale attività. Il corso di studi dura tre anni con un piano di materie ed ore definito dai ministeri competenti (Salute, Interni, Giustizia) conformemente alla legge. Siamo purtroppo ben lontani dalla situazione italiana, dove la tanatoprassi non è contemplata dalla nostra legislazione; nell’attesa che anche il nostro Paese si adegui agli standard europei, a disposizione degli operatori vi sono solo brevi corsi, che, anche se non hanno certo la pretesa di poter essere equiparati a quanto si fa in Francia, rappresentano un primo timido passo per poter apprendere tecniche di base per effettuare quantomeno una toilette sulla salma.

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Tanatoprassi

Il prezzo medio di un funerale si aggira, attorno ai 4.000 euro e, in molti casi, le spese sono prese in carico dalla Previdenza Funeraria, abbastanza diffusa (circa 30%). Un funerale, ovviamente, non sarebbe tale in mancanza - parlando di materiali e non di personale - di cofano, autofunebre e arredi cimiteriali. Cofani: i modelli più impiegati sono il parisien, in rovere o compensato, esagonale spallato, sobrio, spesso con coperchio piatto; il tombeau, esagonale solitamente in mogano con fregi e coperchio abbastanza alto); il lyonnais, detto anche lorrain,

Cimiteri

sobrio, trapezoidale con coperchio rialzato con due spioventi laterali che si dipartono da una lama centrale piatta; ed ancora l’américain, spesso in mogano. Lo spessore varia dai 22 ai 18mm in funzione dell’utilizzo, come previsto dalla legislazione che definisce nei dettagli (materiali, vernici, dimensioni, altri requisiti) gli elementi utili per ogni situazione (cremazione, malattie infettive, trasporti internazionali, esumazioni...). I veicoli funerari sono estremamente sobri anche se negli ultimi anni si manifesta una tendenza verso modelli più sofisticati dal punto di vista estetico e delle rifiniture. L’influenza della vicina Italia si fa sentire anche se ancora molti sono i Vito od altri “furgoni” in circolazione, usati per i servizi funebri.

 Cimitero di

Montparnasse

I cimiteri sono pubblici, di competenza comuni. A parte qualche cimitero monumentale come a Rouen, Parigi (Père Lachaise, Montmartre, Passy, Montparnasse..) la maggioranza è occupata essenzialmente da tombe. Negli ultimi tempi vengono utilizzate soprattutto quelle di importazione asiatica, già pronte e a dei prezzi molto bassi. Le iscrizioni sono realizzate ad incisione. Pochissime le lettere in bronzo ed ancor meno gli altri arredi dello stesso materiale (croci, vasi, cornici statue..). Molto diffuso l’utilizzo di fiori non naturali. L’ornamento più comune è costituito da placche con diciture (del tipo: “al caro...Jean... da tua moglie, i tuoi figli, fratelli, gli amici del circolo cacciatori , i compagni del tennis etc.”) poste sulla tomba, talvolta anche molto numerose, spesso corredate da un’immagine, in bronzo o incisa, dell’attività del defunto: un pallone, un fucile, un cane, una moto … Nel nostro caso un buon salame con annessa bottiglia di vino andrebbe a meraviglia! 


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Viaggio nell’imprenditoria femminile nel comparto funerario di RAFFAELLA SEGANTIN

Prende il via da questo numero di Oltre Magazine una nuova rubrica riservata all’imprenditoria femminile nel settore funerario, sia nell’ambito delle onoranze funebri che in quello delle aziende produttrici di beni e servizi. Vuoi per le situazioni

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Intervista a Raffaella Bianchin, titolare dell’azienda 3BI – R.B. e ad Alessandra Pellegrini, titolare dell’Impresa di Onoranze Funebri Pellegrini.

che si presentano nella quotidianità di questa professione, vuoi perché si pensa che per questo lavoro sia necessaria una certa prestanza fisica, sta di fatto che nell’immaginario collettivo il mondo della funeraria è appannaggio esclusivo del sesso

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maschile. La realtà, in generale, conferma questa tendenza, ma emergono sempre più frequentemente casi in cui a capo di imprese e aziende troviamo rappresentanti del “gentil sesso”. Proprio perché queste situazioni sono ancora relativamente rare abbiamo ritenuto di indagare e di conoscere un po’ più a fondo queste vere e proprie pioniere, augurandoci che la loro intraprendenza e il loro esempio funga da stimolo a tante altre donne, perché è ormai universamente riconosciuto che in tutte le attività, come nella vita privata, un confronto tra la sensibilità maschile

e femminile amplia gli orizzonti apportando nuove idee e significativi margini di miglioramento. Il nostro reportage prende l’avvio con una doppia coppia, in quanto entrambe le signore intervistate si avvalgono della stretta collaborazione di altre due figure femminili. Si tratta di Raffaella Bianchin titolare dell’azienda 3BI – R.B., che nella nell’attività quotidiana si giova del contributo della figlia Marina Moretto e di Alessandra Pellegrini, che gestisce l’omonima impresa di onoranze funebri con la sorella Valentina. 


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Iniziamo il nostro viaggio tra le dolci colline del Montello e precisamente a Signoressa, in provincia di Treviso, dove ha sede la storica manifattura di imbottiture per cofani funebri 3BI – R.B., che da oltre cinquant’anni realizza prodotti di una qualità e raffinatezza unici, grazie alla tenacia, alla competenza e allo spirito imprenditoriale di Raffaella Bianchin che è lieta di raccontarci la sua storia. “Tutto ebbe inizio alla fine degli anni ‘50 con la mia innata passione per il cucito trasmessami dalla nonna. Cominciai così a frequentare, come si faceva a quel tempo, i corsi di sartoria e di ricamo tenuti dalle suore del paese che incoraggiarono fortemente la mia passione. All’epoca mio padre esercitava la professione di impresario funebre e, apprezzando la mia abilità,  OLTRE MAGAZINE

 Raffaella Bianchin e Marina Moretto

ricevono il premio “Innovazione e Creatività delle Imprese Femminili”


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Un inizio del tutto casuale, che l’ha portata in breve tempo a diventare capo di un’importante azienda… “Ho sempre affiancato l’attività sartoriale a quella commerciale, ritagliandomi spazi per contattare e visitare potenziali clienti. Con l’aumentare delle richieste si rese necessaria l’assunzione di altre sarte e in pochi anni strutturai l’azienda costruendo lo stabile di Signoressa, investendo in macchinari ed attrezzature”.

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mi chiese di confezionare alcune imbottiture per i suoi servizi. In quegli anni i cofani venivano per lo più rivestiti in carta crespata ma io preferii fin da subito realizzare i miei lavori in taftas (un tessuto nobile in quel periodo), dando il via ad una nuova tendenza. Non passò molto che i colleghi di mio padre, colpiti favorevolmente dalle mie creazioni, desiderassero anch’essi poter utilizzare le mie imbottiture… cominciò così la mia straordinaria avventura!”.

Certamente non deve essere stato facile da donna affermarsi come imprenditrice… “Non è stato un percorso semplice. Se anche ora il nostro è un settore prettamente maschile, immagini lei come poteva essere negli anni Sessanta! In quel contesto sociale la donna nel mondo del lavoro aveva un ruolo marginale, al massimo era concepibile che facesse la maestra o la segretaria. Ma mia determinazione mi fece superare barriere e pregiudizi, riuscendo a guadagnarmi la fiducia del mercato. Le soddisfazioni non tardarono ad arrivare

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Donna quasi sempre significa dover scendere a patti anche con la gestione della famiglia… “Nonostante il forte impegno che il lavoro mi richiedeva sono sempre riuscita a conciliare il triplice ruolo di imprenditrice, moglie e madre. La mia unica figlia Marina, nata nei primi anni 70, è oggi un’importante risorsa dell’azienda. Ciò non solo mi conforta dei sacrifici passati, ma mi conferma che anche come madre ho agito per il meglio”.

3BI- R.B. è infatti rientrata nella ristretta rosa delle sei aziende (su un totale di 46) che nel 2014 hanno avuto l’onore di ricevere il premio Innovazione e Creatività nelle Imprese Femminili promosso dalla Camera di Commercio di Treviso e Belluno per aver “declinato innovazione e creatività nelle loro idee imprenditoriali per creare sempre nuovo lavoro e successo”. Un altro prestigioso riconoscimento è arrivato lo scorso anno con il privilegio di figurare nel libro “Le imprese artigiane al femminile nella Marca Trevigiana”, una lodevole iniziativa editoriale realizzata da Artigianato Trevigiano in collaborazione con la Camera di Commercio. La pubblicazione si prefigge l’obiettivo di raccontare la storia di 31 imprese artigiane a conduzione femminile che hanno contribuito all’immagine effervescente, creativa e tenace dell’economia della Marca, anche in tempi difficili. Sono storie emblematiche di donne che ce l’hanno fatta, nonostante la crisi, le difficoltà e nonostante gli innumerevoli ostacoli posti dal sistema sociale. Durante la presentazione del volume, alla presenza delle autorità del territorio, Marina ha voluto sorprendere i genitori con un bellissimo pensiero scritto di suo pugno in cui, oltre a profonda gratitudine ed affetto per la sua famiglia, esprime un forte orgoglio per il proprio lavoro e i valori che ne stanno alla base. 

Qual è il ruolo di Marina oggi nella 3BI- R.B.? “Marina mi coadiuva nella mia con-

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manifattura 3BI – R.B.  Alcune creazioni realizzate in maniera artigianale

tinua ricerca di nuovi materiali e di nuove tecniche, prestando grande attenzione anche alle problematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente che ci circonda. Inoltre, visto il suo spiccato senso artistico, segue personalmente tutto ciò che concerne l’immagine aziendale e gli strumenti di supporto alla clientela, come la stampa di cataloghi, brochures, il sito web ed altro. Insieme abbiamo raggiunto significativi traguardi, sia sotto il profilo estetico che tecnico, che hanno fatto ottenere alla nostra azienda diversi ed importanti riconoscimenti”.

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 Vista aerea della storica

stimolandomi a pormi sempre nuovi obiettivi che mi hanno portato a sperimentare e ad utilizzare materiali innovativi: dopo il taftas ho introdotto i rasi, i moarati, gli jacquard, i tessuti d’arredo ed i velluti fino a proporre oggi una pregiata creazione artigianale con l’applicazione ai bordi dell’imbottitura di fiori in seta realizzati a mano con particolari tecniche attinte da antiche tradizioni. Vista la tipicità della mia produzione, l’essere donna mi ha agevolato in quanto è indiscussa l’affinità intrinseca che il mondo femminile ha con la sensazione materica che dà il tessuto”.

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Ci spostiamo ora a Vignola, in provincia di Modena, per incontrare Alessandra Pellegrini, una giovane donna che non ha esitato a lasciare nel cassetto una laurea in lingue letterature straniere conseguita a pieni voti presso l’Università di Bologna, per continuare, assieme alla sorella Valentina, l’attività iniziata dal nonno e gestita con successo per anni dal padre.

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Una scelta importante e per certi aspetti inusuale… “Sono nata in questa realtà. Inizialmente vi lavoravo durante l’estate, occupandomi della contabilità, per racimolare qualche soldo per pagarmi le vacanze: mio padre è sempre stato dell’idea che ogni cosa andasse meritata! Un po’ alla volta

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 Alessandra

Pellegrini nel suo ufficio dell’Impresa Funebre Pellegrini a Vignola (Modena)

mi sono fatta coinvolgere da questo mestiere che ho imparato ad apprezzare. È poi arrivato il giorno in cui ho trattato il primo funerale… un vero e proprio esame a cui mio padre mi aveva sottoposta e superato, a suo avviso, brillantemente. Era molto soddisfatto nel poter affermare che questo lavoro mi calzava a pennello, che secondo lui avevo la dote di saper trattare con naturalezza instaurando con le famiglie un rapporto di fiducia ed empatia. Così, anche se avevo intrapreso un percorso 


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Com’è nata la “Onoranze Funebri Pellegrini”? “La nostra impresa è stata costituita nel 1977 a Fanano da un’idea di mio nonno al tempo stagnino, una scelta che all’epoca destò grande stupore. Cominciò con un piccolo ufficio situato nella piazza del paese. Successivamente aprì una sede secondaria a Vignola dove lavorava assieme a mio padre e dove tuttora operiamo io e mia sorella con i nostri rispettivi mariti. Oggi possiamo vantare anche una nuova sede inaugurata un anno fa a Spilamberto e da qualche mese abbiamo ampliato l’attività introducendo anche la vendita di lapidi e marmi, mai trattata direttamente in precedenza”.

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di studi che poteva condurmi in ben altre direzioni, ho scelto di lavorare nell’azienda di famiglia. L’ingresso di mia sorella è avvenuto, invece, con dinamiche un po’ diverse. La decisione è maturata dopo la prematura scomparsa di nostro padre, un po’ per necessità, un po’ per rispetto nei suoi confronti ma, soprattutto, per l’affetto e la sintonia che ci unisce”.

 Le sorelle Pellegrini:

Alessandra e Valentina  La vetrina delle Onoranze Funebri a Vignola (Modena)

Da quando lei e sua sorella avete rilevato l’azienda avete apportato dei cambiamenti, conferendo un’impronta personale? “Valentina ed io ci impegniamo costantemente a perfezionare gli insegnamenti di nostro padre. Importante è stato partecipare ad un corso di formazione specialistico di tanatoestetica. In questa occasione oltre ad apprendere tecniche innovative per la preparazione delle salme, il docente ci ha insegnato quello che lui stesso ha definito ‘l’onore di svolgere questo lavoro’. È un valore di cui siamo ben consapevoli: siamo le ultime persone di contatto tra i defunti e le loro famiglie e cerchiamo con ogni mezzo possibile di aiutarle nel momento del distacco, accompagnandole in ogni scelta riguardante il funerale, l’allestimento della camera ardente, l’espletamento delle pratiche amministrative e soprattutto curando l’aspetto della salma. Nulla è lasciato al caso, lavoriamo tributando massimo il rispetto alla persona scomparsa e al dolore di chi resta, cercando di lasciare in loro un ricordo sereno del proprio caro”. 


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ciliare il nostro ruolo di madri con quello di imprenditrici di onoranze funebri”.

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Pensa che l’essere donna faciliti questi compiti? “Sono convinta che una donna sia dotata di una maggiore sensibilità ed intuizione grazie alle quali può comprendere più profondamente l’animo umano, riuscendo così a prevenire e soddisfare le esigenze delle famiglie in questo delicato frangente. L’essere madre, poi, mi porta ad immedesimarsi nella tragedia in una mamma che perde il figlio, senz’ombra di dubbio uno dei lati più duri da affrontare nel mio lavoro. Questo ci permette di offrire un servizio funebre personalizzato, ogni volta diverso, perché ogni persona e ogni storia sono uniche”.

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Si è mai trovata in difficoltà nei rapporti con le famiglie per il fatto di essere donna? “Mi è capitato a volte di notare l’espressione contrariata di alcuni clienti che vedendo arrivare una ragazza a casa nel cuore della notte allungavano lo sguardo per vedere se alle mie spalle ci fosse qualcun altro. La competenza e la professionalità hanno avuto sempre la meglio sui pregiudizi, tanto che quelle stesse famiglie, all’inizio diffidenti, mi hanno poi affidato i propri cari senza ulteriori esitazioni. Posso inoltre vantare la collaborazione di uno staff attento e preparato, disposto ad accettare turni di lavoro estenuanti, facendo così in modo che sia io che mia sorella, entrambe con bimbi piccoli, riusciamo a con-

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 Alessandra

riceve il diploma di partecipazione al corso di Tanatoestetica

Nella sobrietà che contraddistingue questa professione c’è spazio anche per un sorriso? “A volte è necessario sdrammatizzare un po’ senza però mai mancare di rispetto. Ricordo i racconti di mio nonno che si presentava in chiesa per sorvegliare l’operato dei suoi dipendenti e cercava di provocarli chiamandoli nascosto nel confessionale. Era conosciuto da tutti per il suo modo positivo di commentare ogni cosa con ‘molto bene’… Ricordo mio padre arrivare sotto casa col carro funebre e il prete pur di rispettare una promessa fatta a mia sorella… Mia nonna ha sempre sentenziato che era destino che facessi questo lavoro, fin da quando da bambina ho insistito per seppellire un gattino investito sulla strada. Ed ora guardo divertita mio figlio che impara a leggere sulle lapidi della mostra invece che sui libri di scuola! Noi siamo cresciute così, con la consapevolezza che la vita è imprevedibile ma non per questo meno bella. Siamo riconoscenti per quello che nostro padre ci ha lasciato seppure con l’amarezza di non averlo potuto condividere con lui”. Il sorriso Alessandra lo sfodera anche in risposta alle facce esterrefatte dei suoi colleghi uomini mentre si occupa della preparazione delle salme, perché sono ancora in molti a ritenerlo un lavoro di esclusiva competenza maschile. Per fortuna le cose cambiano! 


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ATTUALITà

Cimiteri da vedere DI DANIELE FOGLI

L’8 ottobre 2016, a Caserta, tra il Ministero dei Beni Architettonici, Culturali e del Turismo (MIBACT) e SEFIT Utilitalia, è stato firmato uno storico protocollo d’intesa per la valorizzazione dei cimiteri.

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Firmato uno storico protocollo d’intesa per la valorizzazione dei cimiteri italiani.

A sottoscrivere l’intesa il Sottosegretario ai Beni Culturali e al Turismo, Antimo Cesaro e il vicepresidente di Utilitalia, Mauro D’Ascenzi. L’intesa rispecchia l’intenzione del MIBACT di sostenere gli Enti Locali nella valorizzazione dei cimiteri monumentali, un inestimabile patrimonio storico, artistico e architettonico di molti Comuni italiani. Il progetto, che parte da un’idea di SEFIT e ha visto la convinta adesione del Ministro Dario Franceschini, è orientato a sviluppare il potenziale turistico affinché – come in altri Paesi

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del mondo – i cimiteri monumentali italiani possano diventare meta d’attrazione. Tra i punti principali del protocollo vi è la realizzazione, in formato digitale, e la diffusione di un “Atlante dei cimiteri monumentali e del turismo della memoria”, da promuovere anche con il coinvolgimento di ENIT (Agenzia nazionale del Turismo), delle Regioni e dell’ANCI (Associazione nazionale Comuni Italiani), con la possibilità di mappare i beni culturali custoditi nei cimiteri. Per “valorizzazione cimiteriale” si intende qualsiasi manifestazione, sia di carattere stabile che occasionale, organizzata per incentivare la frequentazione dei cimiteri, mettendone in evidenza le eccellenze artistiche, architettoniche, monumentali, paesaggistiche, storiche ecc., oltre ad essere oggetto 


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Cimitero del Verano, Roma

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di eventuali iniziative collaterali come, ad esempio, specifiche attività editoriali o la presenza di bookshop all’interno degli stessi. Numerosi sono i cimiteri italiani che presentano caratteristiche di grande significatività: alcuni hanno già ottenuto importanti riconoscimenti (incluso l’inserimento nel patrimonio artistico dell’UNESCO), o hanno avviato percorsi di visite guidate, di mostre, di spazi di rappresentazione e simili. Non mancano esperienze di iniziative occasionali, come l’edizione di opuscoli o pubblicazioni monografiche su un dato cimitero, dove se ne illustra la storia, le sue peculiarità artistico-culturali ed altro, fino alla realizzazione di manifestazioni artistiche a volte svolte, se non proprio all’interno, nelle sue strette pertinenze. 

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 Scultura funeraria

al Cimitero Staglieno, Genova  Torre al Cimitero

Monumentale a Milano OLTRE MAGAZINE

 Il momento della

firma dell'accordo: da sinistra Pietro Barrera, Mauro D’Ascenzi e Antimo Cesaro


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I cimiteri monumentali italiani più noti al grande pubblico sono lo Staglieno di Genova, il Verano di Roma, il Monumentale di Milano. Il cimitero Monumentale di Milano è addirittura il secondo monumento cittadino per numero di visite, segno non solo delle pregevoli opere in esso contenute, ma anche delle efficaci azioni di promozione attuate in questi anni. Ma l’Italia è una vera e propria miniera di bellezze cimiteriali, le quali non attendono altro che di essere valorizzate. Siamo infatti il Paese con il patrimonio cimiteriale monumentale più copioso e pregevole dell’intero continente europeo. All’estero non mancano iniziative strutturate di turismo cimiteriale, come, ad esempio, a New Orleans, a Parigi (rispetto ad alcuni cimiteri), o a Londra (High Gate Cemetery) o in diverse città spagnole. Occorre entrare anche in Italia nella logica che il cimitero non è una realtà “separata”, ma un luogo “dentro” la città, uno spazio in cui la comunità si riconosce, un “giacimento” della propria memoria cittadina. E dopo i citati cimiteri monumentali più noti, cosa c’è da visitare nel no-

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stro Paese? Primo fra tutti mi viene in mente la Certosa di Bologna, la città che forse ha investito di più e prima di altre nella valorizzazione del proprio cimitero; penso poi al cimitero di Bonaria a Cagliari, al Gran Camposanto di Messina, al Monumentale di Torino, ai meravigliosi cotti della Certosa di Ferrara, al Monumentale di Trento, al cimitero della Villetta di Parma, allo splendido barocco leccese, presente sia al Monumentale di Lecce, sia in deliziosi cimiteri di borghi minori del Salento, (come a Nardò, ma non solo). O ancora alle ceramiche che possiamo ammirare al cimitero dell’Osservanza di Faenza, al cimitero di Poggioreale a Napoli, al Maggiore di Vicenza, al cimitero Acattolico di Roma, forse uno   Cimitero di Messina

 Scultura funeraria nel

Cimitero Acattolico di Roma


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dei posti più decantati e romantici tra quelli elencati. E chi ne ha, più ne metta! C’è solo l’imbarazzo della scelta, visto che le città dei morti italiane contengono tra l’80% e il 90% della produzione artistica dell’Ottocento e in parte del Novecento. Fortunatamente sempre più spesso leggiamo notizie di visite guidate a questo o quel cimitero. Talvolta anche di rappresentazioni teatrali, di manifestazioni musicali (come non ricordare le marce funebri suonate al cimitero di Molfetta!). Più raramente, ma di grande interesse (….. per un goloso come me), ci imbattiamo in iniziative volte alla riscoperta di tradizioni gastronomiche in qualche modo collegate con la morte, la veglia o con il periodo di lutto, specie nel nostro Sud. E come dimenticare la valorizzazione di essenze vegetali autoctone o importate in diversi cimiteri: in alcune situazioni veri e propri giardini botanici cimiteriali. Non è molto noto nell’ambiente, ma vi sono stati periodi storici in cui le famiglie, specie altolocate, tendevano a ricercare essenze vegetali esotiche da collocare sulle sepolture o nei pressi, determiOLTRE MAGAZINE

 Cimitero della

Certosa, Ferrara  Cimitero della Certosa, Bologna

nando una diversità biologica rilevante in questi contesti. Purtroppo sono rare le pubblicazioni sulle essenze arboree tipiche cimiteriali. Ma chi fra noi non associa i cipressi ai cimiteri, rammentando quei versi del Carducci in Davanti a San Guido: “I cipressi che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar.” Anche la tecnologia agevola il turismo cimiteriale e sono diverse le app (soprattutto per IOS e Android) destinate alla scoperta di itinerari di interesse o semplicemente utili per individuare una data tomba. Ricordo in particolare AR-TOUR (https://cemeteriesroute.eu/ about-cemeteries-route/become-a-member/cemeteries-route-in-artour.aspx), promossa da ASCE (l’associazione europea dei cimiteri monumentali), una delle più strutturate e complete. Siamo solo all’inizio di uno sbocciare di iniziative che stano prendendo forma grazie ad uno speciale gruppo di lavoro, un vero e proprio think tank, messo all’opera da SEFIT Utilitalia, proprio per fare da apripista in un percorso che impegnerà nei prossimi anni le amministrazioni comunali italiane nel valorizzare sempre più le proprie eccellenze cimiteriali. 


NEWS AZIENDE

Prima Bottega: idee per il vostro prestigio di RAFFAELLA SEGANTIN

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L’affermazione di “Affresco”, il nuovo concept che rende ancora più ricca la Collezione Cofani di Prima Bottega Ebanisteria Italiana.

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NEWS AZIENDE

“Affresco”, la nuova collezione di cofani di Prima Bottega Ebanisteria Italiana, a pochi mesi dal suo debutto è oramai una re altà consolidata. Grazie al rapido successo ottenuto, il cofano Affresco, nato dalla inesauribile creatività di Gianluca Pacini, è subito diventato, al pari di Scrigno del Cuore e Preghiera, una icona nell’universo dei cofani funerari, con richieste anche dall’estero.

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Come si spiega una affermazione così rapida e in costante crescente ascesa? “Semplice – chiarisce con evidente soddisfazione Gianluca Pacini – ancora una volta ho offerto al mercato quello che mancava: un nuovo concept e un prodotto mai visto prima, diverso da tutti gli altri, di grande qualità e pregio estetico ma allo stesso tempo contenuto nel prezzo. Una formula giustamente vincente. Le Onoranze Funebri lo hanno recepito immediatamente e hanno capito che presentare nella loro show-room la linea Affresco è motivo di prestigio e di beneficio in termini di immagine rispetto alla concorrenza.

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Affresco, così come Scrigno del Cuore e Preghiera, offre infatti alle Imprese l’opportunità di distinguersi accrescendo la loro considerazione sul territorio. È questo che fa di Prima Bottega l’unica Manifattura di Innovazione della funeraria. Creare prodotti che accrescono il prestigio delle Onoranze è per noi motivo di orgoglio ed infatti abbiamo aggiunto al logo Prima Bottega ‘Idee per il Vostro Prestigio’”.

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elegante delle tavole “Affresco”

Affresco è un vero oggetto d’arte il cui tratto distintivo è rappresentato da una innovativa applicazione, eseguita con la tecnica muraria dell’affresco, di soggetti sacri tratti da grandi opere della nostra tradizione artistica. È il risultato di un procedimento brevettato che ha consentito a Prima Bottega di affermarsi anche nel settore religioso,


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Come è consuetudine, Gianluca Pacini quando studia una nuova idea non si limita a pensare ad un nuovo prodotto, ma ad un concept, ad un progetto più ampio che declini l’idea iniziale in una serie di azioni o di realizzazioni a corredo del prodotto principale. Nel caso di Affresco ha affidato alla divisione editoriale dell’azienda la riproduzione su tavola dei soggetti rappresentati sui cofani, che la clientela ha ricevuto quale strenna per in occasione dello scorso Natale. “L’idea mi è venuta a seguito dei complimenti dei clienti che per primi hanno acquistato Affresco: tutti concordi nell’affermare che i nostri cofani visti dal vivo sono di gran lunga più belli di come appaiono in foto. Proprio per questo abbiamo realizza-

to degli affreschi su tavola allo scopo di ‘far toccare con mano’ ai clienti lo straordinario effetto del dipinto su muro. L’accoglienza riscossa da questa iniziativa - continua Pacini - mi ha spronato a pensare più in grande. Abbiamo attivato una promozione su larga scala che prevede l’invio di questi originali affreschi su tavola in omaggio ai clienti ogni volta che viene acquistato un cofano dei nostri brand (Scrigno del Cuore, Preghiera e Affresco). In più, per quest’ultima linea, ogni cofano viene consegnato corredato di un ulteriore affresco su tavola che riporta il soggetto riprodotto sulla cassa, per poterlo consegnare come ricordo”. Conoscendola bene posso pensare che non si fermerà qui…. “Affresco è un concetto che si adatta a tante e svariate interpretazioni. Stiamo effettuando ricerche per ampliare la gamma dei soggetti da rappresentare e altre idee sono già in cantiere. Ma preferisco non anticipare i tempi , avrò modo di parlarne più dettagliatamente nel nostro prossimo incontro e mostrarle risultati concreti”.  OLTRE MAGAZINE

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realizzando grandi opere all’interno di chiese ed edifici di culto, sia in Italia che all’estero. Questa metodologia, per la sua versatilità ha trovato applicazione anche nella decorazione di case funerarie, sale del commiato e locali di accoglienza al pubblico dell’impresa funebre.

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La varietà dei soggetti di Affresco su tavola

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PARLIAMO DI...

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Giustizia e massimo risarcimento

l’Infortunistica Tossani che da oltre mezzo secolo si pone al fianco dei familiari delle vittime di incidenti stradali, sinistri mortali, malasanità, infortuni sul lavoro e danni in genere. Nata da una fortunata intuizione del Prof. Michele Tossani e grazie alla sua guida illuminata, è diventata in poco tempo leader europeo nel campo del risarcimento danni, arrivando a gestire in 65 anni più di un milione di pratiche, ponendo sempre in primo piano i diritti del proprio assistito. Oggi ai vertici dell’azienda troviamo la signora Francesca Tossani,

vedova di Michele, che persegue con estrema cura i valori del consorte. Chiediamo a lei come sia nata l’idea di fondare una azienda che si occupasse prettamente di infortunistica, la prima in Italia. “Il tutto è iniziato a seguito di un infortunio personale occorso al Prof. Michele Tossani che in quell’occasione si rese conto di quanto fosse difficile all’epoca districarsi nel complicato meccanismo burocratico delle società assicurative. Quest’esperienza, a suo modo traumatica, lo spinse alla ricerca di un metodo nuovo e sperimentale che mettesse al centro la tutela del cittadino. La sua tenacia e il suo desiderio di giustizia lo portarono, già negli anni 70, alla creazione della prima vera e propria infortunistica in Italia”.  OLTRE MAGAZINE

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Foto: Altanaka/Shutterstock.com

Perdere una persona cara a causa di negligenza di terzi è un evento emotivamente straziante. Ne è ben consapevole

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Rispetto della dignità dell’individuo: valore fondante per l’Infortunistica Tossani.

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Foto: Kzenon/Shutterstock.com

PARLIAMO DI

Il successo del vostro operato non è mai venuto meno nel tempo, al contrario, l’azienda si è sempre più affermata. “Agiamo sempre con l’obiettivo primario di ottenere il massimo risarcimento per i nostri clienti. – ci spiega la signora Tossani illustrando i princípi fondamentali della filosofia aziendale - Chi si rivolge a noi sta affrontando un momento di grande sofferenza: con il nostro intervento deve poter riacquistare, per quanto possibile, una prospettiva di vita decorosa e indipendente. La nostra soddisfazione più grande è riuscire a ridare una speranza a chi pensa di non poterne più avere. I nostri clienti trovano in noi un partner comprensivo, sincero e competente, capace di offrire tut-

ta la tutela ed il supporto di cui si ha bisogno in queste circostanze. Ogni giorno affrontiamo eventi che alterano il normale corso della vita e che molte volte hanno conseguenze estreme. In questi casi spesso le compagnie assicurative forniscono una consulenza limitata ed un conseguente inadeguato risarcimento”.

 Infortunistica

Tossani durante la manifestazione Tanexpo 2016

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Per Infortunistica Tossani, quindi, il rispetto della dignità dell’individuo è alla base del proprio operato e anteporre la persona e i suoi bisogni, oltre che un obiettivo prioritario, è anche un valore etico e morale. Per questo motivo è stato scelto come logo l’uomo vitruviano di Leonardo, in cui l’individuo è posto al centro dell’universo. Questa visione è sicuramente alla radice del successo dell’azienda e rappresenta lo stimolo quotidiano per tutti i collaboratori ad operare per conseguire il meglio. 

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International Fair for Funeral Products and Services

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In che modo riuscite a garantire al vostro assistito un giusto risarcimento? “La mission del Prof. Tossani è sempre stata quella di far ottenere alla persona lesa un equo risarcimento. Per raggiungere questo target ci avvaliamo di un numero elevato di personale altamente qualificato che opera in molteplici settori. Grazie a questo team di professionisti - quali ingegneri, avvocati, periti tecnici e medici legali - possiamo offrire un servizio a tutto tondo a chi decide di affidarsi a noi e puntare a raggiungere il massimo risultato”.

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Foto: Zwiebackesser/Shutterstock.com

PARLIAMO DI

E per quanto riguarda i costi? “Rivolgendosi a Tossani si può avere una valutazione gratuita del sinistro e, qualora la pratica non andasse a buon fine, il cliente non dovrà affrontare alcun costo. In caso di incidenti mortali, inoltre, anticipiamo le spese funerarie, anche qualora si trattasse di cifre importanti”.

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Avete avviato anche un programma di collaborazione con le imprese funebri? “La professionalità e la qualità dei nostri esperti, fiore all’occhiello di cui andiamo fieri, ci rende un valido partner con cui instaurare collaborazioni professionali. Abbiamo avviato negli ultimi anni importanti rapporti con le imprese di onoranze funebri: la nostra affidabilità consente ad entrambe le parti - cliente ed impresa - di poter affrontare un evento mortale con la dovuta serietà e delicatezza del caso. La chiusura di ogni pratica deve coincidere con l’ottenimento del massimo risarcimento possibile per il danneggiato da parte delle compagnie assicurative e per le imprese funerarie la certezza di vedere coperto il loro lavoro. Gli operatori del settore che si rivolgono a noi hanno la garanzia di poter contare su un sodalizio solido e proficuo”. 


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IN ITALIA E IN EUROPA Azienda leader per il risarcimento del danno con oltre 1 MILIONE DI SINISTRI TRATTATI Dal 1952 siamo vicini a chi è rimasto vittima di: • • • •

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L’infortunistica Tossani mette a disposizione dei propri clienti una squadra di professionisti, capace di assisterli al meglio sollevandoli da qualsiasi incombenza. Con noi potrete creare una partnership solida e proficua con veri professionisti del settore.

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PARLIAMO DI...

Pludra: un brand di successo internazionale

La storia della più famosa industria di urne tedesca nei suoi oltre cinquant’anni di attività.

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di RAFFAELLA SEGANTIN

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Ha superato il mezzo secolo di attività, ma è in continua espansione. Stiamo parlando della tedesca Pludra, una delle realtà più importanti nella produzione di urne in Europa. Tutto inizia nel 1963 quando Michael Pludra dà vita all’attività di distribuzione di articoli funerari nella regione del Rhein-Main. Una decina di anni più tardi viene fondata la Pludra – Frankfurt GmbH e, con l’ingresso di Thomas Pludra, la distribuzione si amplia raggiungendo molte altre regioni della Germania fino ad una copertura totale dello Stato Federale dopo la caduta del muro di Berlino. Esattamente trent’anni più tardi, nel 1993, Thomas Pludra, oramai

a capo dell’azienda insieme alla moglie Erni, trasferisce l’attività nel nuovo stabilimento nella città di Celle dove propone proprie linee di prodotti, specializzandosi soprattutto nella realizzazione di urne funerarie. È in questi anni che il marchio Pludra acquisisce grande popolarità e gli ordinativi sono così copiosi che per soddisfare tutte le richieste deve essere rivista l’intera gestione del lavoro con l’assunzione di nuovo personale e l’ampliamento dell’orario organizzato ora in due turni di otto ore, per un totale di sedici ore giornaliere. Anche la distribuzione conosce un nuovo impulso e, grazie a partner stranieri, le creazioni Pludra vengono esportate in tutta Europa e successivamente in tutto il mondo. 


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La famiglia Pludra: Thomas, Erni e Christian

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PARLIAMO DI

Un altro importante traguardo viene messo a segno nel 2004 con l’apertura del primo store permanente di articoli funerari, dove gli impresari possono toccare con mano e scegliere tra un vasto assortimento di articoli. Ma non solo: nell’ambito dei 6.000 metri quadri dei locali espositivi (di cui 2.000 specificatamente dedicati ai cofani e alle urne) è possibile anche ospitare eventi ed incontri associativi. Oggi siamo giunti alla terza generazione con Christian Pludra che dal 2013 ha assunto il ruolo di direttore generale, dopo una formazione specifica nel settore vendite e una lunga esperienza professionale, dapprima all’esterno e successivamente, per ben undici anni, nell’azienda di famiglia che lo ha visto impegnato in tutti i vari settori e reparti acquisendo una visione completa e approfondita sia dell’azienda che, più in generale, del mercato.

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E proprio a Christian, recentemente incontrato assieme al padre Thomas in una fiera all’estero, abbiamo chiesto di rivelarci il segreto del loro inarrestabile successo. “Nessun segreto, ma tanto impegno e investimenti mirati. Non abbiamo mai smesso di rinnovarci non facendoci mai mancare attrezzature e tecnologie all’avanguardia che ci permettono di realizzare prodotti

manuali delle urne  Il vasto assortimento del magazzino Pludra

sempre diversi, a volte dalle fogge inusuali e complesse. Solo negli ultimi due anni abbiamo acquistato una nuova e sofisticata macchina per la stampa e ci siamo dotati di un robot per dipingere le urne al fine di ottimizzare i tempi di produzione e far fronte alle crescenti richieste. Chi è venuto in visita a Tanexpo ha potuto apprezzare le nostre rivoluzionarie urne realizzate con la stampa 3D in materiale biodegradabile: un risultato che è stato possibile solo grazie alla nostra politica volta alla continua ricerca e sviluppo. Possiamo inoltre contare su un abile team di creativi, diretto da Ulli Bock, che si occupa in particolare del design di urne e cofani per sviluppare sempre nuovi

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 Le elaborazioni

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manufatti assicurando così un’offerta ampia e variegata che incontri e rispetti la sensibilità di chi si trova nel delicato momento di dover compiere tali scelte. Ci siamo espansi anche fisicamente con altri 2.500 metri quadri dedicati al reparto logistico e a nuovi uffici. Siamo sempre attenti anche all’implementazione della diffusione delle nostre proposte: per questo partecipiamo a tutte le fiere di settore sia in Germania che all’estero e, tramite il portale di e-commerce www.pludra-shop.de abbiamo inteso facilitare l’acquisto dei nostri prodotti da qualsiasi parte del mondo”.

Un’azienda a vocazione industriale ma con le caratteristiche di una gestione familiare… “Abbiamo trasmesso i valori della nostra storia familiare anche al nostro staff. Siamo riusciti a costituire una squadra affiatata e motivata, di cui andiamo fieri, che opera con grande entusiasmo e competenza conseguendo ottimi risultati. Oggi l’azienda conta 45 dipendenti tra cui diversi di seconda generazione. Lavoriamo in modo coeso animati dal motto ‘Wir sind Pludra’ (noi siamo Pludra), con l’obiettivo comune di soddisfare i nostri clienti con prodotti e servizi di qualità”. 

PLUDRA - FRANKFURT GmbH • Bruchkampweg 20 • 29227 Celle (Germania) Tel.: +49 (0) 5141 - 888 600 • Fax: +49 (0) 5141 - 888 6012 • info@pludra.de

www.pludra.it • www.pludra-shop.it

coNTATTo iN iTALiA Annalisa Sommavilla Tel.:347 2808083 as@pludra.it

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cReATiv, escLUsivo e moDeRNo Urna cReATiv

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degli elenchi: i libri da portare sull’isola deserta, le canzoni più belle degli ultimi dieci anni, i viaggi da fare nelle prossime estati… L’aspetto divertente di questo passatempo mentale sta nello scegliere, nel selezionare tra tante possibilità quelle che più ci rappresentano. Si deve essere ispirato a questo concetto Marco Mercanti che ha dato vita a Dontshare, una start-up innovativa che offre l’opportunità di creare una sorta di cassetta di sicurezza virtuale (life deposit box) dove stivare, una volta accuratamente selezionati, i ricordi più importanti della nostra vita, i messaggi da far recapitare a chi ci sopravvive, le nostre password ed altro ancora. 

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Qualche volta sarà sicuramente capitato di compilarli per gioco nelle serate con gli amici o anche da soli quando la mente ha bisogno di stimoli per non cadere preda del tedio, come ad esempio quando siamo costretti in una sala di attesa o per molte ore alla guida della nostra auto. Stiamo parlando


Arriva la valigia digitale dei ricordi

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Un interessante progetto innovativo per fissare i momenti piĂš significativi della nostra vita e trasmettere la memoria di noi stessi a coloro che ci sopravvivono.

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testo RAFFAELLA SEGANTIN

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O LT R E N @ V I G A N D O

Ma vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta. “L’idea è nata da una riflessione sulla consuetudine, oggi molto diffusa, di condividere in modo sistematico, soprattutto sui social network, le proprie emozioni - ci spiega Mauro Mercatanti. - Questa abitudine fa sì che nulla venga fermato, con il rischio di perdere di vista momenti significativi del proprio percorso personale. Per questo ho avvertito la necessità di creare uno ‘spazio di sedimentazione’ in cui selezionare, raccogliere e custodire i nostri ricordi per trasmettere il manifesto della nostra vita a persone designate, una sorta di testamento emotivo e affettivo che parli di noi”.

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vada in decisa controtendenza, anche in considerazione del fatto che è uno strumento che vive grazie ad internet? “La caratteristica fondamentale di Dontshare (e da qui il nome) risiede proprio nella sua impossibilità di una condivisione con gli utenti della rete e la conseguente definizione di un’unica persona a cui destinare il proprio ’scrigno’ digitale che ne avrà accesso solo una volta passati a miglior vita. Un’altra peculiarità – continua Marco Mercanti – è la limitazione dei contenuti da immagazzinare che devono sottostare ad un’attenta cernita per mantenere solo l’essenziale, ciò che meglio caratterizza la nostra persona, coniugando emozioni ed esperienze di vita”.

Non trova che in un’epoca, come la nostra, in cui la condivisione è diventata un must imperante che permea il nostro quotidiano, il nome stesso del portale - Dontshare (alla lettera: non condividere) –

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 Le istruzioni per

utilizzare il servizio presenti nel sito sono semplici e facili da applicare

Funziona così: si può acquistare la propria Life Deposit Box collegandosi al sito www.dontshare.it, sottoscrivendo un abbonamento del costo di 20 euro annuali, che si rinnova automaticamente, salvo disdetta (in questo caso una volta scaricati i contenuti, la cassetta viene distrutta). Lo spazio a disposizione si presenta con un layout standard semplice ed intuitivo. 


Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso

dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la

camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.

La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. AREZZO PET SERVICE S.r.l.s. Centro di Cremazione Animali Domestici Loc. San Zeno - Strada A n. 16 - 52100 Arezzo Tel: 0575 1645333 - Cell: 333 1207422 www.arezzopetservice.it

VEZZANI CREMATION marchio della Vezzani Forni Srl Via Mazzacurati 14 - 42122 Reggio Emilia - Italy - Tel. 0522 946036 - Fax 0522 947343 - www.vezzaniforni.it - info@vezzaniforni.it PA G I N A


O LT R E N @ V I G A N D O

Il proprietario deve poi indicare una very important person, ossia la persona speciale a cui lasciare in eredità i propri ricordi, che, raggiunta da una e-mail informativa, dovrà confermare la propria accettazione. Una volta avvenuta riceverà subito la metà di una password, mentre sarà suo compito richiedere l’altra metà secondo la tempistica concordata con il proprietario (in genere alla sua morte) e solo in questo momento potrà accedere alla cassetta.

Che cosa si può conservare nella propria Life Deposit Box? Sono previsti una serie di contenuti che toccano vari aspetti della vita intima ed emotiva di una persona. Sarà possibile lasciare alcune lettere, videomessaggi, volontà, raccomandazioni e ringraziamenti. E ancora caricare fotografie e canzoni, depositare tutte le password dei nostri account, indicare i titoli dei libri che più ci sono piaciuti, i nostri piatti preferiti, descrivere i luoghi ed gli ambienti che ci hanno visto protagonisti. Il tutto in un numero limitato di elementi per mettere in evidenza solamente i tratti maggiormente distintivi della nostra personalità e del nostro vissuto al fine di prepararsi al meglio per l’ultimo viaggio e di aiutare chi resta ad elaborare il lutto.

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La Life Deposit box può essere utilizzata anche con altre finalità, riempiendola, ad esempio, con i ricordi dei primi anni di vita dei nostri figli, oppure quale deposito di documenti riservati legati alla propria attività lavorativa. In tutto il processo è sempre assicurata la massima privacy e affidabilità, tanto che è stato adottato uno dei sistemi di sicurezza utilizzati per le transazioni finanziarie.

 Una delle

pagine interne del sito che permette l’inserimento dei propri ricordi

Al progetto partecipa attivamente anche Laura Campanello - esperta di tematiche legate alla felicità e alla vita, con un’esperienza decennale come filosofa nelle cure palliative e nell’ambito della malattia e del lutto presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - a cui è affidato il blog di Dontshare. “Da anni cerco di aiutare le persone che stanno vivendo situazioni di sofferenza a riordinare le proprie emozioni e a superare i momenti più critici. Ho pertanto aderito con entusiasmo a questo progetto innovativo, proprio perché coniuga l’attualità del linguaggio digitale con l’urgenza della trasmissione della memoria. Dontshare è uno strumento accessibile e contemporaneo che offre all’utente la possibilità di riflettere e di scegliere cosa lasciare di sé per fissare la memoria della propria persona così come vorremo fosse ricordata”. 


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Diventare alberi Di RAFFAELLA SEGANTIN

accompagnano per tutto l’anno; ce ne sono di tutte le fogge e generi, spesso con disegni o fotografie di qualità e, se appesi, contribuiscono a decorare le pareti di casa o dell’ufficio. Tra i tanti in circolazione ce n’è uno molto particolare per il suo significato e le sue finalità. È costituito dalle immagini vincitrici del concorso fotografico “Diventare Alberi”, realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Trees. Il calendario è stato presentato lo scorso 21 novembre a Bologna in occasione della festa degli alberi con la mostra delle foto prescelte .

Diventare alberi non è solo un tema come un altro per stimolare fotografi professionisti o amatoriali a realizzare immagini di particolare suggestione e pregio artistico, ma è l’espressione di una filosofia di pensiero che vuole riscoprire l’intimo legame fra l’uomo e la natura , come parte integrante dell’unità del cosmo. E, come ci spiega Domenico Perilli, presidente dell’associazione Trees, “la comunione con tutti gli elementi dell’universo porta a vivere l’esperienza della morte non come un distacco, bensì come una trasformazione, un momento di passaggio ad un diverso stato fisico ed interiore. In questo contesto l’albero, con il suo protendersi verso il cielo e la sua caratteristica di rigenerarsi ad ogni stagione, diventa il simbolo per eccellenza di spiritualità e di rinnovamento attraverso i cicli naturali della vita”. 

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In questo periodo tutti noi abbiamo acquistato o ricevuto in regalo agende e calendari per pianificare le nostre giornate, segnare scadenze ed impegni. I calendari ci

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Il progetto dell’Associazione di Promozione Sociale Trees per realizzare un parco pubblico dove custudire le ceneri dei propri cari.

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La pubblicazione del calendario e la mostra fotografica aperta al pubblico per diversi giorni nei locali della sede comunale della città felsinea, sono solo step intermedi per sensibilizzare l’opinione pubblica su un progetto molto più ampio: l’istituzione di un parco dove potranno essere poste a dimora piante con le ceneri dei propri cari e degli animali domestici. “Vogliamo realizzare un giardino conviviale che celebri una visione non dualistica della vita e della morte - continua Domenico Perilli. - Il parco, in un processo di continuità, darà la possibilità di diventare alberi dopo la morte del corpo, unendo le ceneri di cremazione (di persone e animali d’affezione) con semi autoctoni, piante o alberi già esistenti. Ma non si limiterà a questo: nelle nostre intenzioni ospiterà anche diverse attività di sostegno alla

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nella cultura e nei miti di quelle popolazioni e sia perché rispondono ad una esigenza - molto più sentita che da noi - di sostenibilità ambientale. Il progetto dell’associazione Trees è tuttavia un qualche cosa che va ben oltre a questa tendenza poiché non vuole essere solo uno spazio fisico alternativo al cimitero tradizionale, ma un sito aperto, votato all’accoglienza, un luogo di riflessione e di incontro per arricchire il nostro cammino interiore. Sarebbe il primo al mondo nel suo genere, dovrebbe sorgere su un terreno pubblico di almeno 20 ettari ed essere perfettamen-

te integrato nella rete urbana. Un’utopia? “Non direi proprio! – precisa Perilli - stiamo lavorando da qualche anno a questo progetto in collaborazione con Socrem e abbiamo avviato un proficuo dialogo con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Bologna, supportati anche della Fondazione Villa Ghigi. Non abbiamo tralasciato le opportune verifiche legislative appurando che non sussistono ostacoli normativi per la creazione di un parco con queste particolari finalità. Una volta che il terreno fosse messo a disposizione, potrebbe essere pronto in due o tre mesi”. 

 Fotografia di Luciano Borgna GENNAIO - FEBBRAIO 2017

 Fotografia di Giuseppe Catania  Fotografia di Serena Capitanio

persona volte a favorire un armonico sviluppo interiore lungo tutte le fasi della vita, grazie alla riscoperta della bellezza e della creatività”.

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Le sepolture nei boschi sono abbastanza diffuse nel nord Europa, soprattutto nel Regno Unito, sia per il ruolo rilevante che i boschi hanno O L T R E M A G A ZPI ANGE I N A7

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Alla radice dei miti di MIRANDA NERA

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L’influenza Egizia sulla cultura mondiale: luoghi, riti e simboli.

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 Il busto

raf figurante la dea Bastet; New York, Museo Met, sezione Egitto Antico

 Stele raf figurante

Anubi -il dio con la testa di sciacallo; Parigi, Museo del Louvre, sezione Egitto Antico

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Nella civiltà del Nilo religione e magia si fondono in una simbiosi curiosa che delinea un popolo caratterizzato da una forte integrità morale riferita sia all’aspetto spirituale che a quello fisico, nonché all’ambizione dell’immortalità come elemento atto a sfuggire al deterioramento del tempo che caratterizza tutte le cose. È palese che uno degli aspetti più affascinanti di questo popolo riguardi il culto della morte ed il rituale funebre, ma per capire profondamente gli aspetti e le problematiche più rilevanti della religione egiziana è importante compiere uno studio a ritroso verso le culture preistoriche. Il punto di contatto tra la civiltà egizia e le popolazioni più antiche è sicuramente il carattere zoo-antropomorfico delle divinità, che dà vita ad esseri dal corpo umano e testa di animale. Uno degli esempi più significativi è Bastet, divinità con testa di gatto e corpo di uomo, che originariamente veniva venerata come dea della guerra nel basso Egitto, con il nome di Bast. Anubi , la divinità dal corpo umano e la testa da canide, 

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Il nostro excursus sulle antiche civiltà non può non dedicare un capitolo speciale a quella egizia, per aver generato una delle più interessanti matrici esoteriche che hanno influenzato popoli e culture assai diversi lungo il percorso del loro sviluppo.

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era invece il dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli. Lo zoo-antropomorfismo è alla base delle pitture rupestri africane di epoca preistorica. Nonostante l’Africa sia uno dei continenti più poveri del pianeta ha generato, nel tempo, una ricchissima influenza artistica che, oltre al popolo Egizio si è palesata in molte altre epoche, fino ai primi anni del Novecento con Picasso, Modigliani e tutte le Avanguardie in generale.

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Tornando agli Egizi, sappiamo che la parola che indica “dio” è “Nether” e la raffigurazione stilizzata di essa è l’ascia oppure l’albero. Nether indica anche l’eterno, l’immortale, colui che non è soggetto alle leggi del tempo, colui che non muore mai. Anche nel Cristianesimo attuale Dio è colui che non muta e rimane stabile nel tempo, raffigurato come pietra o roccia. Anche il paradiso collettivo cristiano è sicuramente retaggio di un’immagine egizia. Nel capitolo xv del Libro dei Morti - il testo più importante della letteratura religiosa egizia - un uomo comune afferma: “Io esco verso il cielo, viaggiando attraverso il firmamento ed entro in OLTRE MAGAZINE

 Demoni con l’ascia impugnata,

seduti alle porte di Nether  Libro dei Morti, Capitolo XV

contatto con le stelle”. Questo passaggio è particolarmente rilevante sia per la cultura egizia che per quelle che la seguiranno mutuando da essa, poiché sottolinea come nel tempo attraverso un percorso complesso il popolo avesse raggiunto la possibilità di accesso al paradiso, inizialmente preclusa alla gente comune. L’espansione di questo diritto

è una prerogativa importante che si è tramandata successivamente con ampi risultati e che si ritrova nella più moderna e democratica concezione del paradiso cristiano, dove i “sacri recinti” sono aperti a tutti coloro che in vita hanno seguito i dettami della buona condotta, indipendentemente dalla classe sociale da cui provengono. Nel Cristianesimo, come in altre religioni monoteiste, al termine della vita terrena l’anima viene giudicata al fine di determinare il suo accesso al Paradiso. Il compito del giudizio sull’anima del defunto spetta a Dio, una divinità solare. Anche nelle civiltà del Nilo i morti venivano sottoposti a giudizio e il compito era assegnato ad Osiride. È interessante notare come testimonianze di epoca tebana ci mostrano che spesso egli viene sostituito da Ra, dio del sole. Questa affermazione è documentata da alcuni sarcofagi conservati nel Semitic Museum della Harward University, e nel City Museum di Sheffield. La scelta di passare, in alcuni casi, dal giudizio di Osiride a quello di Ra definisce uno dei primissimi tentativi di assegnare questo compito ad una divinità solare. Anche il mito della creazione, che viene riproposto nei secoli, affonda apertamente le radici nelle cultura egizia. Ra, secondo la leggenda si manifesta sulla collina sorta 


Scegli la libertà Nessun intermediario

Sempre connessi

Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.

Gestisci i tuoi iscritti attraverso il portale del Registro Italiano Cremazioni. L'impresa funebre ha infatti a disposizione un'area riservata ove caricare i documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare gli attestati di cui ha bisogno.

Essere protagonisti

P. G. alberto rigoni

Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.

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NUMERO 1

GENNAIO - FEBBRAIO 2017

C U LT U R A

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Questa è la condizione primaria dalla quale nascono anche le divinità. Una delle raffigurazioni tangibili del caos è la figura del Leviatano. Si tratta di una creatura controversa che nel tempo rimane sicuramente come idea del caos, ma che muta assumendo significati differenti: nell’immaginario del popolo fenicio è colui che sconfigge Baal, nella Cristianità è una creatura terrificante il cui compito è quello di sovvertire l’ordine. Interessante è la forte analogia tra Iside, dea della fertilità e della maternità, con la Vergine Maria. Se è vero che il vangelo di Matteo è stato scritto ad Alessandria d’Egitto, questo spiega come l’immagine di Iside con in braccio un fanciullo divino, sia quasi identica a quella della Madonna con Gesù che noi tutti conosciamo. Il Vangelo di Matteo parla della Natività ed è plausibile pensare che i primissimi cristiani d’Egitto pensassero ad Iside come alla madre di Gesù. Anche la stella di Betlemme era per gli egiziani la stella di Iside e cioè Sirio. Sirio indicava la nascita di Hous, il bambino divino proprio come la stella di Betlemme indicava la nascita di Gesù. In Egitto Gesù, Giuseppe e Maria dimorarono ad Eliopoli. Non a caso Eliopoli è una città che racchiude un significato simbolico molto importante per la civiltà del Nilo ed in cui sorge il grande santuario del dio Sole. Il simbolo di Eliopoli è il pilastro sormontato dalla croce. Ne è l’esempio l’obelisco egizio di piazza San Pietro. sull’oceano del Num mettendo Maat dove prima c’era il Caos. Il termine Maat sta ad indicare l’ordine e la giustizia, quindi Ra riesce ad ordinare il caos dando vita all’inizio della civiltà. La radice del termine Maat verrà utilizzata più tardi nella lingua Copta, in quella Babilonese ed in quella Greca, e sta sempre ad indicare la ragione oppure la misura. Il Caos per moltissime religioni a seguire, è sempre stato l’inizio del tutto. Il principio dal quale venivano create tutte le cose. Nella cosmologia Greca il caos era l’insieme degli elementi non ordinati preesistenti al κόσµος che è l’universo inteso in senso ordinato. OLTRE MAGAZINE

 Iside allatta

Horus: sono evidenti le somiglianze con l’iconografia cristiana della Madonna col Bambino

Leggere le tracce del presente in un passato lontanissimo è la prova che il filo che lega tutto esiste. L’uomo ha bisogno di miti riti e credenze, ha bisogno di riconoscersi in qualcosa e di fare parte di un insieme di azioni che lo distolgono dalla paura della consapevolezza di essere finito per proiettarsi in un qualcos’altro che trascenda la sua stessa vita per darne un senso compiuto. 


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Oltre Magazine n. 1 gennaio/febbraio 2017 by Oltre Magazine - Issuu