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Oltre Magazine - Marzo/Aprile 2019

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MAGAZINE

P E R I O D I C O D E L L ’ I M P R E N D I T O R I A F U N E R A R I A E C I M I T E R I A L E

NUMERO 2

2019

Prima Bottega: È tutto oro quel che luccica

I n c a s o di m a n ca t o re c a p i t o re s t i t u ire a l C. M .P. B o lo g n a Zan ardi pe r l a re st i t u z i on e al m it t e n t e che si i mpe gn a a v e rsare la re l at iva t ar if f a.

pag.46

FIERE

Nuova conferma per Miami Funer

attualità

PARLIAMO DI...

settore funebre italiano

Nuove ritualità e nuovi spazi


Per affrontare brillantemente ogni tipo di terreno grazie alla trazione integrale, ideale per chi lavora in situazioni difficili, con strade strette, terreni sconnessi e ripidi, condizioni meteo avverse.

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SOMMARIO

IN EVIDENZA C’è una notizia di cui si discute molto nell’ambiente funerario in questo periodo: la cessione della storica Impresa San Siro di Milano ad un gruppo finanziario. Un fatto inedito nel nostro Paese che potrebbe segnare un primo passo verso una riorganizzazione radicale del settore. Oltre Magazine ha esaminato la situazione attuale provando ad ipotizzare scenari futuri. Con il Commendatore Alcide Cerato, all’indomani del suo ottantesimo compleanno, abbiamo poi ripercorso i 54 anni di attività della San Siro e della sua vita di imprenditore e di uomo. Altri gli argomenti di attualità presenti in questo numero della rivista: dalle posizioni della Chiesa in merito alla possibilità di poter celebrare riti funebri religiosi in luoghi diversi dai tradizionali edifici di culto, come in case funerarie o sale del commiato, alla possibilità di intervenire con cure palliative e con la terapia del dolore nell’ambito del fine vita, fino a chiarire dal punto di vista legale il destino che possiamo riservare alle ceneri dei nostri cari. Non manca la sezione dedicata agli eventi di settore, con un reportage sulla manifestazione di Miami, da poco conclusa, e con le anticipazioni di Funermostra, che si terrà a Valencia dal 22 al 24 al maggio, e di Necroexpo, la fiera polacca in calendario a Kielce dal 14 al 16 giugno.

FIERE Nuova conferma per Miami Funer

attualità La finanza entra nel settore funebre italiano

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FOCUS DONNA Una nuova sfida accolta con grande entusiasmo

legale, fiscale Polvere di stelle

attualità Nuove ritualità e nuovi spazi

news aziende Una soluzione semplice e funzionale

news aziende È tutto oro quel che luccica

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IN libreria La morte si fa social

PARLIAMO DI... Affinchè la morte sia senza dolore

fiere Funermostra 2019 sarà un'edizione sempre più internazionale

INTERVISTA A... Alcide Cerato, pionere nell'innovazione della funeraria

76

fiere La nuova edizione di Necroexpo

cultura Un percorso verso l'immortalità

4 14 20 28 36 42 46 50 56 60 66 74 76

w w w.o lt r e m a g a z i n e .c o m

Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XIX - n°2 Marzo - Aprile 2019 OLTRE MAGAZINE

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Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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FIERE

Nuova conferma per Miami Funer d i A L E S S A N D R A N ATA L I N I

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Si è conclusa venerdì 15 marzo la seconda edizione di Miami Funer, Latin American Funeral Industry Conference & Expo, che per tre giorni ha riunito in un unico evento i leader della funeraria mondiale.

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Bissando il successo della prima edizione, Miami Funer si posiziona a pieno titolo nel calendario internazionale degli eventi di settore.

71 aziende espositrici e 1.100 professionisti arrivati a Miami da 40 Paesi del mondo, interessando tutti e cinque i continenti: dall’Europa (Austria,

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Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Guatemala, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, oltre ovviamente all’Italia) al Nord America (Canada, Messico e Stati Uniti) al Centro e Sud America al gran completo, isole caraibiche comprese (Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatema-

la, Guyana Francese, Honduras, Martinica, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Porto Rico, Repubblica Dominicana) fino ad Australia e Singapore.

La sezione espositiva In mostra il meglio della produzione da 33 Paesi. Diverse le presenze dall’Italia. Rotastyle (bronze sponsor dell’evento) che ha esposto in anteprima la linea di cofani, urne e 


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arredi Ciliegio in fiore con imbottiture abbinate, realizzate su disegno originale, così come le esclusive giacche indossate dalla vulcanica Cinzia e dalla figlia Elisabetta Rota per un sicuro impatto visivo! Non hanno certo bisogno di presentazioni i cofani targati Stragliotto, la storica azienda di Rossano Veneto, i cui manufatti senza tempo sono da sempre sinonimo di qualità e di successo. Un’accoglienza del tutto speciale è stata riservata alle creazioni di Prima Bottega Ebanisteria Italiana (cofani, urne e fondali espandibili per camere ardenti) che hanno stregato il pubblico d’oltreoceano con l’originalità delle collezioni Affresco, Preghiera, Scrigno del Cuore e Sigillo d’Amore. Di quest’ultima presentati in anteprima i nuovi modelli con inserti in foglia d’oro, una novità ora disponibile anche sul mercato interno. Molto gradite le creazioni di Amuela, la maison milanese che sta conquistando tutta Italia e che per la prima volta si è proposta al nuovo mercato americano con tre set di arredi, urne e portafoto, che hanno preso subito il volo per il Sud America! Restando sempre alla squadra di casa nostra altamente apprezzati i prodotti per la cremazione, in particolare quelli per gli animali d’affezione, di B-CP, con il titolare Marco Baccini in prima linea, e i servizi infortunistici di Taddia Group i cui responsabili hanno allacciato importanti relazioni con le imprese dei due continenti d’oltremare. Per quanto riguarda i prodotti e i complementi per la sepoltura si sono distinti i materiali ceramici di BSZ Ceramics ed i sistemi fotoceramici di Baltea, presentati in abbinamento alla tecnologia made in USA di Porcelain Unlimited. Non sono poi mancati i corredi cimiteriali a firma Caggiati, nello stand della casa madre Matthews.  OLTRE MAGAZINE


Tra le curiosità internazionali, citiamo l’hawaiana Memorial Reefs che propone “celle” per la sepoltura sottomarina in una barriera corallina artificiale, un’idea originale per chi vuole trascorrere l’altra vita nel paradiso dei mari caraibici. Di grande interesse le urne, dai colori e dalle linee pulite di Uternel, azienda francese di Biarritz, già premiata per il design innovativo, che sicuramente farà parlare molto di sé. Dalla Spagna due eccellenze della tecnologia, entrambe già presenti a Tanexpo: Alife (gold sponsor di Miami Funer) che rende possibile la condivisione online dei ricordi di chi ci ha lasciato e Narbon, che a Miami ha proposto diverse soluzioni riscuotendo un notevole consenso presso le grandi realtà funerarie latino americane nelle quali l’utilizzo della tecnologia in tutte le fasi del servizio funerario è già realtà stabile da quasi un ventennio.

I seminari formativi

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grande interesse. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla traduzione simultanea in inglese, spagnolo e portoghese che ha consentito la fruizione dei contenuti da parte dei professionisti provenienti da un significativo numero di Paesi. Sul palco si sono alternati speaker d'eccezione che hanno offerto innumerevoli spunti di riflessione, motivazione e professionalizzazione su diversi argomenti: tanatoprassi, coaching, nuovi rituali, rimpatrio delle salme, sepolture ecologiche, competenze professionali per l’impresa, marketing digitale, solo per citarne alcuni. 

A fianco dell’area trade show un programma di 13 seminari professionali ha richiamato un vasto pubblico di operatori funerari desiderosi di formarsi e aggiornarsi su temi di

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FIERE

Il Festival della Pubblicità Funeraria Tra gli eventi in programma il Festival della Pubblicità Funeraria, un concorso a cui hanno partecipato più di 30 aziende, che mette in risalto il lavoro svolto dalle imprese, giorno dopo giorno, per raggiungere l’eccellenza della professionalità e del rispetto del proprio operato. Un progetto che ha voluto riconoscere e premiare gli sforzi messi in campo dalle aziende per superare le barriere e sensibilizzare la società nei confronti di un tema tanto delicato, contribuendo così ad elevare l’immagine del settore funerario.

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Diverse le categorie premiate: per la sezione Branding, che ha valutato tutto ciò che riguarda il posizionamento del marchio, la riprogettazione dei loghi, il merchandising e il sito web, il vincitore è stato Prever, uno dei principali gruppi colom-

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biani, mentre il cimitero Jardín de Paz (Bolivia) ha guadagnato una menzione d’onore. Vincitore della categoria Digital, che ha premiato l’uso creativo dei materiali pubblicitari progettati per le piattaforme social, è stato Memoory (Spagna) e menzione d’onore per Albia (Spagna). Il fornitore di servizi di rimpatri internazionali G7 (Colombia) si è invece aggiudicato il premio per la categoria Traditional, dedicata alla comunicazione pensata per i mezzi tradizionali come televisione, radio e stampa, mentre la menzione d’onore è stata assegnata al Gruppo Paraná (Argentina). Alle tre categorie originariamente previste dal programma, se ne è poi aggiunta una quarta, Innovazione, con la quale la giuria ha inteso riconoscere i migliori lavori ricevuti relativamente all’innovazione di prodotti e servizi; vincitore di questa sezione è stato Alife (Spagna) e menzione 


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d’onore per il Parque del Sol (Argentina). Un montaggio dei migliori lavori premiati è visibile nella home page del sito miamifuner.com.

Ed inoltre…

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Sicuramente sono state giornate ricche di nuove idee e contatti interessanti per tutti i partecipanti che hanno altresì potuto godere delle tante attività offerte da una città dai mille volti: l’anima cubana di Little

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Avana, l’arte di strada di Vinewood, la spiaggia e il sole di Miami Beach, i grattacieli di Brickell e di Downtown che coronano perfettamente il porto turistico, i lussuosi e caratteristici quartieri di Coral Gable e Coconut Grove … Ma certamente ciò che ha caratterizzato le giornate di Miami Funer e che resterà più impresso nella memoria dei partecipanti è l’evento che ha coronato la prima giornata,

la Festa Latino Americana a bordo piscina animata dalle musiche del dj set, dalle ballerine brasiliane e dai mariachi messicani con le loro suggestive musiche dal sapore caraibico e tutti si sono scatenati sul ritmo latino! Per rivivere Miami Funer 2019, è disponibile online la foto gallery dell’evento. Vi aspettiamo per la prossima edizione nel 2021! 


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attualitÃ

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La finanza entra nel settore funebre italiano di DANIELE FOGLI

La nuova società, HOFI Spa, viene partecipata al 20% dai figli di Alcide

Cerato - Andrea e Massimo - che sono stati nominati rispettivamente presidente e amministratore delegato. L’investimento in San Siro – come recita un comunicato stampa della società – “rappresenta il primo passo della strategia di crescita e consolidamento settoriale sviluppata da Augens Capital, facendo leva sulle esperienze maturate dai propri partner in precedenti investimenti  OLTRE MAGAZINE

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Augens Capital e BMO Global Asset Management hanno acquisito la maggioranza di Impresa San Siro American Funeral srl, una delle imprese funebri di maggiore dimensione operante in Italia, attiva nel Comune e nella Provincia di Milano, antesignana nell’introduzione nel nostro Paese della casa funeraria.

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L’acquisizione della San Siro di Milano da parte di un importante gruppo finanziario apre nuovi scenari nel panorama dell’imprenditoria funebre italiana.

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attualità

nel settore funerario in Francia e in Inghilterra e con l’obiettivo di portare gli investitori istituzionali nel settore funerario, così come ormai è la norma in altri mercati. Il progetto è incentrato sulla creazione del primo gruppo italiano del settore ad azionariato istituzionale. La holding HOFI si propone infatti come il futuro aggregatore di un settore che oggi, diversamente da quanto avviene nei mercati internazionali, è molto parcellizzato, essendo formato da oltre 6.000 piccole realtà territoriali che si trovano di frequente ad affrontare problemi di passaggio generazionale o di organizzazione”.

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La notizia ha scosso l’asfittico mercato funebre italiano, sia per la notorietà dell’impresa acquistata, sia per l’entità economica dell’operazione (circa 20 milioni euro), sia infine per

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gli strumenti, ossia l’investimento di soggetti finanziari particolarmente importanti, con alle spalle un partner di eccezione qual è il Banco BPM e la Banca Interprovinciale – Illimity. In altri Paesi europei la grande finanza è intervenuta da anni nell’acquisizione di quote importanti del mercato funerario, in parte in accordo con grandi gruppi assicurativi, in parte come occasione specifica di business in un settore che tradizionalmente è considerato difensivo in periodi di prevista turbolenza dei mercati finanziari. La finanza ritiene infatti, a ragione, che nulla è più certo della morte e, in periodi di recessione, tende a puntare ad investimenti in mercati stabili, almeno quantitativamente parlando. Rispetto ad Inghilterra, Francia, Spagna e Portogallo dove la finanza detiene già quote importanti

del sistema funebre locale, talvolta con società quotate in borsa e con aggregazioni di mercato significative, la situazione italiana è alquanto differente. Nel nostro Paese sussiste una struttura dell’imprenditoria funebre polverizzata (i servizi di pompe funebri e attività connesse sono stimati in 5.981 - fonte: SOSE), e solo di recente si stanno notando segni di aggregazione, che ruotano in funzione della presenza di una casa funeraria o di centri di servizio. Tra i territori dove questi fenomeni aggregativi sono in espansione, possiamo senz’altro annoverare la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna; sono probabilmente queste le zone dove potrebbe puntare ad espandersi HOFI Spa, acquisendo partecipazioni di controllo. La maggiore difficoltà per chi nel nostro Paese si appresta a creare 


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attualità

un sistema imprenditoriale funebre dimensionalmente adeguato, sta principalmente, come citato, nella estrema frammentazione delle nostre imprese: da taluni ritenuto un valore positivo e imprescindibile (si pensi a chi propugna l’impresa funebre artigiana), da altri, in particolare da parte di chi punta a ridurre significativamente il numero di operatori funebri, un elemento assolutamente da contrastare. Di seguito, sulla base di dati della Camera di Commercio di Milano, ricalcolati secondo al suddetto rapporto SOSE, si è stimata la media di funerali annui per ciascuna impresa funebre, nelle diverse Regioni italiane. I dati delle imprese sono stati rilevati a metà del 2018. I dati di mortalità si riferiscono alla mortalità regionale media 2017 (più alta di circa un 3-4% rispetto a quella stimata del 2018, ma è l’unico dato statistico ISTAT al momento noto).

REGIONE

IOF

IOF + ALTRI

MORTI

FUNERALI/IOF

N. COMUNI

IOF/COMUNI

Abruzzo

224

402

15.484

69,1

305

0,7

Basilicata

99

177

6.495

65,6

131

0,8

Calabria

303

543

20.803

68,7

404

0,8

Campania

451

807

56.294

124,8

550

0,8

Emilia Romagna

489

875

51.064

104,4

328

1,5

Fiuli- Venezia Giulia

102

182

14.506

142,2

215

0,5

Lazio

503

901

59.951

119,2

378

1,3

Liguria

144

258

22.134

153,7

234

0,6

Lombardia

870

1.558

99.335

114,2

1.508

0,6

Marche

193

346

18.449

95,6

228

0,8

Molise

74

132

3.855

52,1

136

0,5

Piemonte

537

962

53.541

99,7

1.181

0,5

Puglia

376

674

40.351

107,3

258

1,5

Sardegna

203

363

16.773

82,6

377

0,5

Sicilia

484

867

54.358

112,3

390

1,2

Toscana

276

495

44.521

161,3

273

1

Trentino-Alto Adige

52

94

9.457

181,9

291

0,2

Umbria

88

158

10.789

122,6

92

1

9

17

1.454

161,6

74

0,1

Veneto

503

901

49.447

98,3

565

0,9

ITALIA

5.980

10.712

649.061

108,5

7918

0,8

Valle D'Aosta

Dalla tabella emerge che la media di funerali per impresa funebre in Italia è pari a 108,5, con una impresa ogni 0,8 Comuni. In Lombardia è leggermente superiore: 114,2, con una impresa funebre ogni 0,6 Comuni. In Emilia-Romagna è di poco sotto la media: 104,4, con una impresa funebre ogni 1,5 Comuni. In Veneto troviamo una situazione abbastanza al di sotto della media nazionale: 98,3, con una impresa funebre ogni 0,9 Comuni. Valori decisamente bassi per chi intende dar luogo ad una aggregazione significativa di imprese funebri.

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Fonte: Euro Act srl

È pur vero che la situazione muta radicalmente nelle città, soprattutto nei pressi delle strutture sanitarie ospedaliere, dove si ritrovano imprese funebri di dimensioni decisamente maggiori, ma in ogni caso riteniamo che l’impresa aggregativa

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Media dei funerali annui nelle diverse Regioni italiane 

per via finanziaria sia ardua anche per chi dispone di notevoli capitali. Ciò non toglie che seguire questo primo esperimento di creazione nel nostro Paese di un polo funebre dimensionalmente rilevante sia di estremo interesse. Dovrà ovviamente essere valutarlo alla prova dei fatti, ossia dopo qualche anno di attività. 


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FOCUS DONNA

Una nuova sfida accolta con grande entusiasmo di raffaella segantin

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Intervista a Cinzia Barbieri, neo amministratore delegato di Bologna Servizi Cimiteriali.

Mentre in questi giorni la cronaca ci riporta il caso del libro di testo per le prime classi delle scuole primarie in cui in un esercizio di grammatica alla donna vengono assegnate azioni come stirare o cucinare e all’uomo lavorare (come se stirare o cucinare non fosse un lavoro!) o leggere, riportandoci indietro a modelli sociali degli anni ‘50 del secolo scorso, una

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OLTRE MAGAZINE

grossa organizzazione del settore funerario bolognese ha nominato una donna in un ruolo di vertice della sua struttura societaria. Da poco più di un mese Cinzia Barbieri ricopre, infatti, la carica di amministratore delegato di Bologna Servizi Cimiteriali (BSC), la società a maggioranza pubblica che, oltre 


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focus donna

ai cimiteri del capoluogo emiliano, gestisce anche il polo crematorio, si occupa dei servizi necroscopici ed inoltre controlla Bologna Servizi Funerari, l’agenzia comunale di onoranze funebri. Si tratta dunque di una realtà complessa ed articolata che coordina l’intero complesso pubblico delle attività funerarie del territorio.

stratore delegato e conseguendo in seguito il ruolo di Direttore Generale. Sono entrata anche a far parte della Camera di Commercio di Bologna prima come consigliere poi come membro di giunta. Ciò mi ha permesso di essere nominata presidente del CdA dell’azienda speciale CTG (Centro Tecnico del Commercio) e successivamente ho assunto anche l’incarico di consigliere di Bologna Welcome, la società che si occupa dello sviluppo e della gestione delle attività di accoglienza turistica nonché della promozione del territorio. Attualmente faccio parte anche del CdA di BolognaFiere, in rappresentanza del Comune di Bologna, un’altra realtà pubblico-privata strategica per l’economia della nostra città” Una grande conoscenza delle dinamiche della città sia del settore imprenditoriale che della sfera pubblica… “Tutte queste esperienze mi hanno fatto entrare nel cuore pulsante di Bologna facendomi comprendere i molteplici aspetti, le problematiche e gli equilibri di una città importante 

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La sua nomina, avvenuta il 25 gennaio 2019 a seguito delle dimissioni dell’ex AD in relazione alle note vicende di Bologna per la sua posizione dirigenziale in una delle società indagate, estranea a BSC, è stata repentina e inattesa; una circostanza che ha stimolato la nostra redazione ad incontrarla quanto prima per conoscerla meglio.

Sentiamo dunque dalla sua viva voce chi è Cinzia Barbieri e qual è stato il suo percorso professionale. “Vengo dal modo legale - precisa la dottoressa Barbieri. - All’inizio della mia carriera ho lavorato in uno studio privato, approdando nel 1995 alla CNA di Bologna come consulente tributario. Dopo diversi anni sono passata negli uffici di direzione, dove mi sono occupata degli affari legali ed istituzionali della confederazione, affiancando l’ammini-

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Monumento funebre in memoria di Raffaele Bisteghi, opera di Enrico Barbieri 


focus donna

e vivace, spesso assunta a modello di riferimento, quale è la nostra. Una formazione sul campo che mi ha dato modo di imparare a gestire situazioni diverse, acquisendo capacità di mediazione nel far collimare gli interessi imprenditoriali con quelli più generali, propri del settore pubblico”. Una proposta immagino del tutto inaspettata. Come è stata accolta? Penso non sia semplice anche la sola idea di entrare in contatto con questo particolare settore… “Sono estremamente orgogliosa che la scelta sia ricaduta su di me, innanzitutto perché significa che mi sono state implicitamente riconosciute doti di trasparenza assieme alla capacità di rappresentare in modo consono ed obiettivo sia la parte pubblica che quella privata, le due anime che costituiscono BSC. Secondariamente è una nuova sfida che mi stimola. Per mio carattere tendo ad essere impermeabile ai pregiudizi, per cui la cosa più che lasciarmi interdetta ha invece suscitato in me una grande curiosità”.

Ha già individuato punti di forza o eventuali criticità nella struttura organizzativa della società? “Questo è un mondo che mi era totalmente sconosciuto. Sono operativa solo da un mese, ma mi ci sono immersa a capofitto perché mi piace entrare nel merito delle cose senza indugi. Ho già potuto delineare un primo quadro e devo dire che sono positivamente impressionata da ciò che sono già stata in grado di cogliere. Innanzitutto i numeri: da un passivo di 300.000 euro nel 2013, la società è passata nel 2017 ad un attivo di 1.732.000,38 euro. Ciò è stato possibile grazie alla vocazione manageriale che caratterizza Bologna Servizi Cimiteriali: la presenza di soggetti privati fa sì che risponda a logiche di mercato garantendo servizi di qualità che devono generare ricavi che in parte vengono rinvestiti nei due cimiteri cittadini. Mi poi ha colpito la passione dello staff (78 addetti in totale tra le due società), la loro competenza e l’orgoglio per aver riscattato negli ultimi anni il complesso della Certosa da uno stato di forte degra-

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 Un momento di una serata-evento svoltasi al cimitero della Certosa

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 Una delle zone del complesso do. Il punto di criticità che avverto è l’aspetto burocratico, peculiare dell’ente pubblico, che rende tutto un po’ lento e macchinoso, ma che al contempo assicura trasparenza e regolarità nelle procedure”.


monumentale della Certosa

E riguardo a Bologna Servizi Funerari? “Anche per la società di onoranze funebri, totalmente controllata da BSC, sono previste azioni di promozione e valorizzazione. Ci siamo accorti che il cittadino spesso non è a conoscenza della possibilità di rivolgersi all’impresa comunale che

offre un servizio di qualità a prezzi calmierati. I gravi fatti di cronaca che in questi ultimi mesi hanno sconvolto il mondo delle imprese funebri di Bologna ci hanno creato un grande danno  OLTRE MAGAZINE

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ottimizzare le visite all’interno del complesso cimiteriale; presto verranno collocati totem informativi con la duplice funzione di dare indicazioni sulla posizione delle sepolture a chi cerca la tomba di un proprio caro e di fornire notizie sui principali monumenti”.

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Progetti? “Puntiamo moltissimo sulla valorizzazione della tipicità del settore. La Certosa è un cimitero monumentale di estremo rilievo dal punto di vista artistico, storico e culturale. Questo è stato capito e da qualche anno, grazie a cospicui investimenti economici, si è cominciato a fare molto per preservalo, con importanti opere di manutenzione strutturale, per metterlo in sicurezza, abbellirlo e promuoverlo come meta turistica o di eventi, oltre che come luogo della memoria. Da alcune stagioni, in collaborazione con le istituzioni museali della città, sono state realizzare iniziative estive serali che hanno riscosso un grande successo di pubblico. In aggiunta, per dare massimo risalto alle nostre attività, stiamo studiando un evento speciale da organizzare in seno a Bologna Servizi Cimiteriali, da proporre con cadenza annuale. Stiamo lavorando anche sull’aspetto della logistica: per

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focus donna

di immagine e per questo, come abbiamo annunciato pubblicamente, ci costituiremo parte civile al processo che seguirà dopo quanto è emerso dall’inchiesta dei carabinieri denominata ‘mondo sepolto’. Bologna Servizi Funerari è una società sana che nel suo operato risponde a criteri di trasparenza attenendosi scrupolosamente alle norme di legge e a principi etici condivisi. Ha inoltre un alta funzione sociale in quanto si occupa di assicurare le esequie anche a persone indigenti o sole, che non hanno parenti che vi possano provvedere". Sono previste azioni di formazione del personale? “C’è una costante attenzione alla formazione, per entrambe le so-

cietà è prevista da statuto. Un aspetto che vogliamo puntare nei prossimi mesi è quello dell’accoglienza, in modo che il personale che interagisce con le famiglie in lutto sia in grado di stabilire fin da subito un rapporto di fiducia ed empatia riuscendo ad intuire e a soddisfare le esigenze di ogni singolo caso”. Pensa che essere donna in questo settore possa essere un vantaggio o costituisca invece un punto sfavorevole? Sicuramente la donna è dotata di maggiore sensibilità e di una migliore capacità organizzativa. Tuttavia avendo sempre dovuto, nell’arco della mia carriera, confrontarmi con colleghi di sesso

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 Il polo crematorio di Bologna, nel cimitero di Borgo Panigale

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maschile, sono dell’idea che i punti di vista che emergono da sensibilità differenti siano entrambi essenziali per una completezza di visione. Pertanto ritengo che sia in questo settore, come in ogni altro, un ambiente per così dire ‘misto’, costituisca la situazione lavorativa ideale”. Apprezziamo molto il confronto avuto con Cinzia Barbieri, una donna determinata ed animata da grande entusiasmo e passione. Non ci resta che formularle i nostri migliori auguri di buon lavoro certi che saprà apportare un significativo contributo per rendere la società che amministra sempre più al passo con i tempi e vicina ai cittadini. 


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legale, fiscale

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Polvere di stelle a c u r a d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e A v v. E l e n a A l f e r o

Riteniamo pertanto utile soffermarci ancora una volta sull’argomento per esprimere in modo chiaro e conciso quello che la legislazione

italiana consente o vieta di fare con le ceneri dei nostri cari defunti. Il fenomeno di affidamento e dispersione delle ceneri è oramai, come accennato, conosciuto e scelto da molti italiani, tuttavia si nota una certa propensione a declinarlo in versioni a dir poco innovative: dalla dispersione sulla luna, alla  OLTRE MAGAZINE

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Con la diffusione sempre più rilevante anche nel nostro Paese della pratica della cremazione, si aprono scenari inediti che riguardano la destinazione delle ceneri.

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Qual è il destino che possiamo riservare alle ceneri dei nostri defunti? Che cosa prevedono le normative a riguardo?

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trasformazione in diamanti (un diamante è per sempre, d’altro canto!), alle urne di piccola dimensione per poter distribuirne un po’ tra i parenti. Ma che cosa prevede la normativa italiana a riguardo? Ebbene, l’art. 3, L. 30.3.2001 n. 130 recita: “la dispersione delle ceneri è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, unicamente in aree a ciò appositamente destinate all'interno dei cimiteri o in natura o in aree private. La dispersione in aree private deve avvenire all'aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro. La dispersione delle ceneri è in ogni caso vietata nei centri abitati”.

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Quanto all’affidamento delle ceneri (d.p.r. 285/1990 art. 92, co. 4 e ss.)

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le primarie esigenze sono quelle di tutelarle dalla profanazione e di poter reperire, al momento dell’affido, sufficienti informazioni rese dall’affidante che consentano all’Ente di controllare la effettiva destinazione dell’urna e, nel tempo, garantirne la destinazione. In altre parole che la stessa non vada dispersa. La ratio è intuitiva: là dove le ceneri vengano deposte presso una struttura cimiteriale, quest’ultima è ontologicamente predisposta per garantire la sicurezza e la continuità dell’affidamento. Diversamente, l’affido privato comporta da un lato che l’urna venga collocata in uno spazio non originariamente a ciò predisposto, inoltre, nella vita del singolo affidatario diverse possono essere le motivazioni che portano l’urna cineraria ad essere “spostata” (trasferimento) o abbandonata a sé

stessa (decesso dell’affidatario). I regolamenti regionali e comunali integrano tale disposizione con ulteriori precisazioni. Senza dilungarci troppo sulle normative relative all’affido e alla dispersione che sono già state trattate in articoli precedenti, si possono analizzare ulteriori aspetti peculiari. Primo fra tutti, le ceneri non sono divisibili, contrariamente a quanto avviene, ad esempio, negli Stati Uniti. Pertanto non è possibile ripartire i resti del proprio caro in piccole urne da diversificare tra parenti: la condotta, se integrata, è penalmente rilevante. Secondo le leggi oggi vigenti, come abbiamo visto, le ceneri possono essere disperse, ma non usate nè modificate, quindi la trasformazione in diamanti o in altri oggetti in 


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Italia non può avvenire; ecco perchè coloro che vogliono realizzare tale "progetto" debbono necessariamente fare un viaggio extra confini. Ritornando alla dispersione, via libera invece allo spargimento in aree naturali, sulla base dei regolamenti comunali ed in aree private. In queste ultime, tuttavia, la dispersione è lecita ove avvenga al di fuori dei centri abitati, con il consenso dei proprietari e purché non se ne faccia oggetto di lucro. A questo punto è lecito domandarsi cosa intenda il legislatore per "centro abitato". Tecnicamente, in materia urbanistica, il "centro abitato" è inteso come l'insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso da appositi segnali di inizio e fine. Quindi divieto per lo spargimento nel giardino di casa, ma paradossalmente la possibilità di farlo al di fuori dal centro abitato si potrebbe

estendere… anche alla luna! In realtà occorre distinguere, da approfon-

dimenti effettuati allo stato, che si potrebbero "lanciare" mediante bussolotti le ceneri sulla superfice lunare o in orbita. In questo secondo caso i resti rimarrebbero lì per qualche tempo per poi ricadere sulla terra, bruciati dall’atmosfera.

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Semaforo rosso, invece, alle dispersioni non solo non autorizzate ma a quelle in contrasto con le modalità indicate dal defunto. Oltre che profilare un illecito amministrativo, queste hanno conseguenze anche di natura penale. Invero, l’art. 411 c.p. sancisce che “... la dispersione delle ceneri non autorizzata dall'ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da euro 2.582 a euro 12.911,00”. Insomma, per quanto l’attualità ci presenti varie opportunità anche in questo campo, il legislatore richiama l’importanza su di un punto, cioè la volontà del defunto: se indicata deve essere rispettata. 

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attualità

Nuove ritualità e nuovi spazi di raffaella segantin

Come sta mutando l’atteggiamento verso la morte e verso il defunto? Come sono cambiati i tempi e gli spazi del commiato? Sono possibili esequie cristiane nelle case funerarie?

L’incontro si è svolto nell’ambito di Devotio – esposizione di prodotti e servizi per il mondo religioso, la manifestazione nata per offrire manufatti e servizi innovativi progettati accogliendo le linee guida fornite dalla Chiesa, poiché, come ha dichiarato Mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna “esiste un mercato dei prodotti religiosi perché c’è una grande richiesta, ma

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Lo avevamo anticipato nei mesi passati: lo scorso 18 febbraio si è tenuto a Bologna il convegno Spazi del commiato e riti per le esequie cristiane in una società multireligiosa.

è importante che conservi sempre la sua dimensione spirituale”. Nonostante sia stata solo la seconda edizione, Devotio ha già raggiunto i numeri per essere considerata un punto di riferimento irrinunciabile per gli attori del comparto: 176 espositori, 8.000 mq netti di superficie occupata ed oltre 3.000 visitatori provenienti da tutto il mondo (anche da Paesi lontani e strategici come Australia, Sud Corea, Giappone, Stati Uniti, Argentina…) rappresentano cifre considerevoli per un settore altamente di nicchia come questo. Ma Devotio non è solo un luogo di

scambio commerciale, è anche un laboratorio di ricerca e un momento di riflessione sulle tematiche più attuali, un'occasione per approfondire dal punto di vista culturale gli aspetti dominanti del vivere della Chiesa Cattolica. Per questo il comitato scientifico ha messo a punto un nutrito programma di incontri. Il convegno Spazi del commiato e riti per le esequie cristiane in una società multireligiosa è nato dalla constatazione che è in atto un grande cambiamento nella sensibilità della società contemporanea nei confronti della morte e dei 


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attualità

Il convegno ha visto il susseguirsi di diversi interventi, tutti interessantissimi. Il primo in ordine cronologico è quello della sociologa Carla Landuzzi che parla dell’aspetto del trattamento rituale del corpo. In tutte le culture e durante tutta la storia dell’umanità il corpo del defunto non è mai stato abbandonato, continuando ad essere ricco di significati. Il periodo che trascorre dalla morte alla sepoltura rappresenta una fase di passaggio che ogni società e ogni credo religioso interpreta dando vita a rituali diversi. Se nei decenni scorsi la sola idea della morte era un tabù, negli ultimi anni si è assistito ad una ripresa del pensiero del fine vita, ma come un’esigenza individuale da vivere a modo proprio. Anche i riti sono cambiati, adattandosi al contesto attuale. La città impone spazi e tempi differenti rispetto alla tradizione e nuove modalità nell’accompagnamento della salma e nel ricordare il defunto. Siamo presenti ad una dematerializzazione del luogo di celebrazione e della sepoltura (cimiteri virtuali, funerali in streaming, saluto in diretta via web…) e ad una sorta di deritualizzazione di alcune manifestazioni come ad esempio il contenimento del dolore. Ma anche se profondamente cambiati i riti permangono, perché la loro funzione sociale di ricostruzione dei legami con la comunità privata di un suo membro è imprescindibile.

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riti funebri, accentuato anche dal proliferare di case funerarie e sale del commiato spesso preferite, per i più svariati motivi, alle chiese o ai tradizionali luoghi di culto per la cerimonia dell’addio.

La parola passa a Giovanni Gardini, docente di iconografia e archeologia cristiana. Il suo intervento tratta delle espressioni artistiche nelle prime comunità cristiane. Una serie di diapositive ci fa notare come già nel-

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 Un momento del convegno le catacombe sia cambiata la rappresentazione iconografica della morte. Si può, a ragione, affermare che l’arte cristiana nasce nel contesto funerario: è proprio qui che appaiono i primi simboli che richiamano la vita eterna, immagini che parlano di resurrezione e che trasformano questi luoghi d’ombra in siti di speranza di salvezza. Di arte se ne occupa anche Claudia Manenti, responsabile del Centro Studi per l’architettura sacra della fondazione Giacomo Lercaro e coordinatrice della proposta culturale di Devotio, che porta l’attenzione sugli spazi architettonici e la presenza di opere d’arte nelle sale del commiato. Fa una breve analisi della situazione delle camere mortuarie nel comune di Bologna (che potrebbe essere lo specchio di molte altre città), decisamente inadeguate, disadorne, trascurate e numericamente insufficienti tanto da porre serie limitazioni all’accoglienza dei parenti e al periodo di veglia dei propri cari. Al contrario, spazi diversi come case funerarie, sale del commiato e sale cinerarie presenti nelle chiese più che altro nel Nord Europa, possono essere una valida risposta a questa

mancanza e, come l’obitorio di Villa Serena a Città Sant’Angelo, possono diventare edifici di pregio architettonico ed artistico. Decisamente più tecnica la relazione di Milvia Folegani che illustra le novità legislative introdotte dalla Regione Emilia Romagna in materia funeraria con particolare riferimento agli spazi del commiato, che non sono contemplati dal regolamento nazionale di polizia mortuaria. Giudicate positivamente dagli operatori del settore anche se migliorabili, costituiscono un importante passo avanti che potrà essere assunto a modello da altre Regioni italiane che ancora non hanno previsto una normativa in materia. Con don Luca Baraldi, direttore dell’ufficio liturgico della diocesi di Carpi (MO) e le sue Riflessioni pastorali sugli spazi del commiato nella diocesi di Carpi, il convegno tocca uno dei punti nevralgici mettendo a nudo il non sempre facile rapporto tra la Chiesa e gli operatori funebri. In particolare il tema si incentra sull’opportunità o meno di celebrare le esequie religiose negli spazi di una casa funeraria piuttosto 


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attualità

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che in chiesa, una tendenza che ha attecchito in modo particolare nella sua diocesi come conseguenza del sisma del 2012 che ha reso inagibili molti edifici sacri. Secondo don Luca Baraldi sedi come le case funerarie indubbiamente offrono spazi di socialità nell’elaborazione del lutto ma sono luoghi per tutti, privi di una connotazione prettamente cristiana. Ciò comporta una difficoltà a livello pastorale di poter celebrare una autentica liturgia cristiana: anche se in presenza di elementi di richiamo alla fede, l’ambiente non permette, infatti, di far accadere l’annuncio pasquale. Sono inoltre luoghi in cui è assente la comunità cristiana di cui anche il defunto è membro in virtù del battesimo, e assenti sono anche altri importanti simboli come il fonte battesimale. La messa viene officiata ad esclusivo uso della famiglia, riducendo il tutto ad un fatto privato o al massimo di gruppo, un modello sbagliato perché la salvezza deve essere vissuta a livello comunitario come popolo e non come individui. Ritiene inoltre che il funerale che si compie in una struttura diversa dalla chiesa entra a far

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parte di un pacchetto commerciale, un fatto che ritiene inaccettabile. Inutile dire che l’intervento di don Luca Baraldi ha innescato una discussione, a tratti accesa, con gli operatori funebri presenti in sala che non hanno mancato di sottolineare come il loro ruolo e il loro impegno, anche economico, per garantire dignità al defunto e alle famiglie sia

stato sminuito e quasi stigmatizzato e lamentando allo stesso tempo la mancanza di dialogo con la Chiesa che, a volte, sfocia in un vero e proprio atteggiamento di chiusura. Alla visione intransigente di don Luca Baraldi si contrappongono i toni più moderati di don Paolo Tomatis, direttore dell’ufficio liturgico della diocesi di Torino. Nella sua relazione Segni e riti delle esequie: quali indicazioni pastorali per le comunità cristiane in una società multiculturale prende atto che la Chiesa non ha più una posizione di “monopolio” nell’espletare i riti funebri. In pochi anni c’è stato un mutamento significativo che ha interessato i luoghi dove avviene il decesso (ospedali piuttosto che tra le mura domestiche), dove vegliare il defunto (sale del commiato), dove e come ricordarlo (ad es. affido delle urne cinerarie a casa, condivisione del lutto tramite i social network…) A tutto ciò si aggiunga anche una frequente richiesta di personalizzazione delle esequie e della presenza di sacerdoti per una preghiera o per tenere la messa al di fuori delle sedi tradizio-


nali. È una sfida a cui la Chiesa non può sottrarsi e a cui deve rispondere con un atteggiamento positivo. Se anche per don Tomatis non è opportuno celebrare il rito in una struttura privata, tuttavia è importante “esserci per generare processi per garantire che quel rito di passaggio possa ricevere una presenza e un accompagnamento cristiano”. Auspica pertanto una collaborazione tra la Chiesa ad altri soggetti per dar vita a delle “equipe dei funerali”, team di persone appositamente formate da un punto di vista umano e spirituale e dotate di competenze celebrative per garantire la giusta attenzione verso il defunto e le famiglie. Una collaborazione che deve avvenire all’interno di un patto di alleanza per promuovere una cultura etica e spirituale della morte nei diversi luoghi dove va in scena.

Questo convegno ha costituito una tappa importante per determinare un modus operandi condiviso che possa rispondere in modo adeguato ai cambiamenti in atto. Le posizio-

ni, come abbiamo visto, non sono sempre concordi, anzi a volte sono assai lontane, ma il confronto, anche se faticoso, resta sempre la strada migliore da intraprendere. 

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Un focus su Car Fibreglass che ha lanciato il sistema “Cover” per all’allestimento di veicoli attrezzati.

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Car Fibreglass un’azienda che vanta una lunga esperienza nel campo degli allestimenti di veicoli commerciali, da pochi anni ha fatto il suo ingresso anche nel mondo funerario.

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Fondata negli anni ’70 da Franco Barboni, tuttora in piena attività, quella che inizialmente era nata come una carrozzeria per la costruzione e la riparazione di autocarri si è presto evoluta in una moderna impresa che propone soluzioni ottimali per soddisfare una domanda proveniente dai più disparati settori professionali. Ci racconta brevemente la sua storia OLTRE MAGAZINE

Luca Barboni, attuale amministratore della società “Dagli autocarri siamo passati alla realizzazione di camper, e successivamente ci siamo specializzati nella produzione di manufatti in vetroresina per alcune applicazioni su autovetture ed ambulanze. Tra il 1992 e il 1994, grazie all’intuizione di Franco Barboni, l’attuale management ha iniziato ad operare nella produzione di allestimenti progettati al fine di migliorare l'uso professionale dei veicoli commerciali. I positivi riscontri non si sono fatti attendere e la forte crescita di domanda in questo ambito ha fatto sì

che Car Fibreglass si sia concentrata sempre più su questa tipologia di prodotti, sviluppando i primi modelli di Cover”. Ci spiega brevemente che cosa intende per Cover? Quello che definiamo Cover – chiarisce Luca Barboni – non è altro che un rivestimento interno posto sul vano di carico del furgone che come un guscio protettivo lo rende perfettamente impermeabile, lavabile e resistente alla disinfezione. Nella sua realizzazione ci atteniamo al rispetto delle norme europee, come ad esempio l’HACCP inerente 


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ï‚— Luca Barboni con alcuni collaboratori OLTRE MAGAZINE

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NEWS AZIENDE

Avete ora messo a punto un Cover specifico per il trasporto salme… “Come le spigavo poco fa, il rivestimento Cover nasce per rendere il vano di carico di un veicolo assolutamente impermeabile e quindi lavabile. Questa caratteristica lo rende ideale e conforme a quanto richiesto dal Regolamento di Polizia Mortuaria il quale prevede che ‘i veicoli destinati al Trasporto Salme devono avere un vano di carico rivestito in lamiera metallica o materiale alternativo purché lavabile e disinfettabile’. Per agevolare il lavoro degli operatori abbiamo inoltre sviluppato un esclusivo ripiano di carico, in posizione rialzata rispetto al pavimento, formato da verghe di alluminio, ideato per l’alloggiamento di un cofano funebre o delle necessarie attrezzature. Inoltre il Cover è stato dotato anche di slitte per facilitare il carico, realizzate sempre in alluminio che garantisce leggerezza e robustezza, caratteristiche molto importanti per l’allestimento di un mezzo commerciale. Grazie a questi componenti si ottiene un veicolo perfettamente attrezzato per il trasporto salme”.

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al trattamento di prodotti alimentari o a quelle che regolano il trasporto dei farmaci. Oltre a ciò, l'azienda ha implementato un Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma ISO9001.2015. Sono tutti questi elementi che sommati insieme hanno creato le basi per il successo del Cover, passato da qualche decina di esemplari venduti in Italia nel 2000 agli oltre 2.500 pezzi distribuiti nel 2018 in più di 25 nazioni.

Uno o più elementi che vi contraddistinguono dagli altri produttori del settore? Sicuramente il prezzo… Cover è nettamente più economico dei classici rivestimenti in lamiera metallica sia in acciaio che in alluminio. Ma non è l’unico elemento: il rivesti-

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 Un dettaglio del rivestimento Cover mento Cover presenta un’estetica gradevole ed un peso molto contenuto rispetto ad altre soluzioni. C’è anche da tenere presente che le nuove normative di omologazione WLTP calcoleranno le emissioni e i consumi anche in funzione dell’allestimento: ciò significa che più è pesante, maggiori saranno il consumo e le emissioni di CO2. Ricordo che i veicoli con maggiori emissioni sono soggetti a limitazioni del traffico e, in prospettiva, anche ad una maggiore tassazione”. Qual è la tipologia dei clienti a cui vi rivolgete? “Il nostro prodotto è per tutti coloro che hanno bisogno di un mezzo destinato unicamente al recupero ed al trasporto salme senza particolari necessità di personalizzazioni – precisa Luca Barboni. - Mi piace definirlo l’Entry Level dei veicoli destinati a questa funzione. Ciò non significa che non siamo comunque attenti alle segnalazioni che ci pervengono. Ricordo che la prima volta che abbiamo esposto a Tanexpo, nel 2014, non avevamo né il ripiano e nemmeno la slitta per il carico. Sono tutti componenti che

abbiamo realizzato ed introdotto a listino successivamente, in base alle richieste giunte in corso d’opera. Non ci rivolgiamo solo alle onoranze funebri, nel nostro portafoglio ci sono anche molte carrozzerie che allestiscono saltuariamente autoveicoli destinati al trasporto salme. Un vantaggio considerevole in quanto chi ha la necessità di adibire un veicolo (anche usato) può rivolgersi direttamente ad una carrozzeria autorizzata (l’elenco è sul nostro sito www.carfibreglass.com) oppure al proprio carrozziere di fiducia. Istallare il rivestimento Cover è semplice e si può adattare a svariate personalizzazioni. Attualmente non esistono sul mercato soluzioni che offrono questa possibilità e pertanto è un prodotto particolarmente appetibile per gli allestitori specializzati nella realizzazione di veicoli destinati al trasporto salme”. Usate particolari strategie nei confronti del rispetto dell’ambiente? “Car Fibreglass da molti anni è attenta a questi aspetti: dal 2014 siamo Certificati ISO14001 (certificazione ambientale) e dal 2017 anche OHSAS18001 (salute e sicurezza sul


la vetroresina con l’ABS che oltre ad un incremento del livello qualitativo del prodotto comporta anche un consistente miglioramento per la sicurezza degli operatori ed una notevole diminuzione dell’impatto ambientale”.

 Un momento della progettzione lavoro). Siamo impegnati in un rilevante Process Change , che comporta la modifica dei processi di progettazione e di produzione da

una forma prettamente artigianale ad una struttura semi-industriale. Grazie a questo cambiamento, di anno in anno stiamo sostituendo

Salutiamo Luca Barboni che nel congedarsi ci presenta con orgoglio la sua squadra composta da Samuele Taglioli e Ilario Mengozzi, responsabili rispettivamente della progettazione e dell'installazione, Doria Graziani, responsabile di produzione, Gionata Vichi, che si occupa della gestione del post-vendita, da ultimo ma non meno importante, Luca Maroni, a cui è affidata la parte amministrativa. Un team giovane e motivato che opera sempre sotto l'occhio vigile e attento del capostipite Franco Barboni. 

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È tutto oro quel che luccica di raffaella segantin

Il 2019 non poteva iniziare senza una novità per Prima Bottega Ebanisteria Italiana. Da qualche mese, infatti, tutti i cofani realizzati dall’azienda abruzzese sono contraddistinti dal fondo esterno ricoperto in foglia oro.

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L’utilizzo della foglia oro: un primato di Prima bottega applicato anche al fondo dei cofani, un’impronta distintiva che caratterizza ogni singolo prodotto.

Un marchio di fabbrica che li rende ancora più unici e inconfondibili, un valore aggiunto ad un prodotto già di per sé di alto pregio.

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Ce lo spiega nel dettaglio Gianluca Pacini, appena rientrato da Miami e già in partenza per Charlotte, sempre negli Stati Uniti, dove sarà testimonial unico della migliore espressione del vero Made in Italy all’evento promosso da ICCFA (International Cemetery, Cremation & Funeral Association). É ancora a lui che si deve questa ulteriore idea assolutamente inedita, che porta l’ennesima ventata di novità


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NEWS AZIENDE

in un settore sempre più ricettivo ai cambiamenti e dove ogni giorno aumentano le imprese che vogliono distinguersi mediante l'utilizzo dei prodotti esclusivi di Prima Bottega. “Una caratteristica comune a tutte le casse funebri in commercio è quella di avere il fondo costituito da tavole in legno grezzo – ci conferma Gianluca Pacini - ma dalla nascita di Scrigno del Cuore, nel 2011, questa discordanza tra le parti per così dire ‘visibili’ del cofano e il fondo sottostante mi parve un elemento inaccettabile per le nostre raffinate creazioni. Per questo pensai fin da subito di rivestirlo con del velluto in modo che alla bellezza e all’originalità del concept, si abbinasse anche un fondo prezioso, diverso dagli altri. Come avrà capito da tempo, lavoriamo sempre affinché i cofani Prima Bottega si distinguano fortemente da tutti gli altri, anche con un tocco di vera personalizzazione, e ancor più ci piace che i nostri manufatti siano rifiniti a regola d’arte in ogni singolo dettaglio”.

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Mi fa venire in mente le famose scarpe create dello stilista Christian

Abbinare l’idea del materiale prezioso e senza tempo alla morte è una chiara metafora della vita che non si interrompe ma che è destinata a proseguire in una dimensione diversa. L’oro, declinato nelle varie tecniche, è un elemento molto presente nell’iconografia cristiana, si pensi ai mosaici bizantini o ai grandi cicli pittorici del Medioevo o ancora alle icone dell’Est Europa… “È proprio all’arte che mi sono ispirato quando ho realizzato i primi fondali espandibili Affresco con l’applicazio-

ne della foglia oro, una vera novità nell’allestimento delle camere ardenti e un oggetto che contribuisce a rendere unica la propria impresa funebre. È una tecnica molto difficile, ma dopo tanto lavoro siamo arrivati ad un risultato ineccepibile ed ora posso affermare che Prima Bottega sa padroneggiare la materia con assoluta maestria. E siamo riusciti anche laddove sembrava impossibile: ci dicevano che non era fattibile applicare la foglia oro su una superfice non perfettamente liscia; ebbene, siamo riusciti anche in questo creando lo straordinario effetto buccia d’arancia, grazie all’applicazione di una base muraria trattata in modo particolare”. Possiamo affermare che Prima Bottega Ebanisteria Italiana detiene ora un know-how unico, destinato a realizzare creazioni esclusive e a grandi soddisfazioni. “Stiamo utilizzando e proponendo

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Loubotin, la cui suola rossa è diventata un’incontrastata icona del lusso delle calzature femminili… “Questo, come altri esempi, è stato sicuramente uno stimolo per perfezionare la mia idea. Potevo anche continuare a rifinire i fondi con il rivestimento in velluto come l'interno dei coperchi ed il bordo della cassa ma, sempre nell’ottica di imprimere una nota di maggiore originalità, ho pensato all’oro, il metallo nobile per eccellenza, simbolo della bellezza incorruttibile e fin dall’antichità un esplicito richiamo all’energia vitale del sole”.

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Rimandiamo ad un reportage completo sull’esperienza americana di Gianluca Pacini al prossimo numero di Oltre Magazine, al ritorno da questo ulteriore evento, formulando fin d’ora i migliori auguri di buon lavoro. Alla prossima puntata! To be continued…!  OLTRE MAGAZINE

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l’oro in molti modi diversi, il fondo delle casse è solo una delle ultime applicazioni. Abbiamo realizzato cofani e urne completamente in foglia oro, sia della collezione Scrigno del Cuore che Sigillo d’Amore dove anche i

A proposito di Miami Funer, ci racconta com’è andata? “Siamo partiti convinti che le nostre proposte sarebbero state apprezzate, ma devo dire che l’accoglienza è stata davvero incredibile, superiore alle mie aspettative. Una esperienza più che positiva: siamo anche stati invitati ad esporre alla prossima Convention annuale della International Cemetery, Cremation & Funeral Association. Ci siamo sentiti molto lusingati e perciò abbiamo deciso di non perdere anche questa opportunità per far conoscere i concept di Prima Bottega Ebanisteria Italiana anche ad altre realtà del vasto territorio statunitense”.

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mattoncini incidibili (dove poter scrivere pensieri di addio al proprio caro) sono in foglia oro, mentre per Preghiera e Affresco abbiamo realizzato anche degli splendidi crocifissi, sempre in oro. Pezzi originali che abbiamo esposto nei giorni scorsi a Miami Funer e che hanno incontrato grande favore del pubblico. Per poter visionare e comprendere pienamente la particolarità e la bellezza di questi manufatti invitiamo sempre gli operatori a guardare i nostri video esplicativi visitando nostro sito www.prima bottega.it oppure la pagina youtube Prima Bottega”.

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La morte si fa social di raffaella segantin

L’autore, Davide Sisto, filosofo ed esperto di tanatologia, con questo suo lavoro intende esaminare come la rivoluzione digitale che ha cambiato il nostro modo di comunicare

e di relazionarci in tutti gli ambiti e gli eventi della nostra esistenza, abbia influito anche sulla morte. Si vedrà come l’argomento tabù per eccellenza, accuratamente evitato dalla società civile per essere relegato alla sfera del privato, sia invece presente in maniera esplicita e rilevante nel web. Vengono inoltre analizzate  OLTRE MAGAZINE

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La morte si fa social è il titolo di un volume edito da Bollati Boringhieri, nelle librerie dall’autunno 2018.

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Immortalità, memoria e lutto nell'epoca della cultura digitale: come cambia il rapporto con la morte ai tempi dei social network.

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in maniera approfondita le interazioni tra gli utenti dei social network quando si trovano al cospetto di un evento luttuoso e di come i rapporti dopo la scomparsa di un membro della community possano proseguire e con quali modalità. Questo studio ha tratto spunto da un caso, non certo inconsueto, accaduto all’autore quando qualche anno fa ha ricevuto una notifica da Facebook che gli ricordava di fare gli auguri ad un amico nel giorno del suo compleanno. L'amico però da qualche mese era deceduto e va da sé che questo “incidente” ha

Abbiamo già accennato in un precedente articolo pubblicato tempo fa su questa rivista (n. 2/2017) del diritto all’oblio e di quanto non sia semplice eliminare l’account di una persona deceduta dai social network. Forse anche per questo motivo la maggior parte dei profili sopravvive alla morte del legittimo titolare con conseguenze dai risvolti a volte imprevedibili che meritano di essere indagate.

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Già con la fotografia, ma ancor più con l’avvento della televisione, che ha reso possibile la riproduzione oltre che delle fattezze fisiche, anche della voce, delle parole e dei movimenti delle persone, si è avuto un primo assaggio di immortalità. Il web che al contrario della televisione è alla portata di tutti, ha amplificato le opportunità di registrazione e di condivisione. Possiamo lasciare tracce di noi stessi, non solo con la nostra presenza diretta sui social network-

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innescato una serie di riflessioni e di considerazioni accompagnate dall’esigenza di studiare tali dinamiche più da vicino.

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quali Facebook, Instagram, Twitter o You Tube, solo per citare i più noti ma anche tramite chat, blog, messaggi di posta elettronica, archivi digitali che abbiamo affidato ad un servizio di cloud storage, per non parlare della messaggistica istantanea come Whatsapp o Messanger. Nella società attuale sono ingenti i dati che ogni persona immette nella rete, destinati a sopravvivere per un tempo incalcolabile dopo la sua morte e che rimangono costantemente accessibili. Che cosa succede ai nostri account quando moriamo? Se non abbiamo provveduto in anticipo a dare disposizioni o al gestore della piattaforma o ad una persona di fiducia a cui consegnare anche tutte le password di accesso, i nostri profili continuano a rimanere attivi a tempo indeterminato o fino a quando il sito sarà operativo. Attualmente Facebook conta circa 50 milioni di utenti passati a miglior vita. Qualcuno lo ha già definito il cimitero più grande del mondo e si stima che nel 2098 gli utenti deceduti supereranno quelli in vita. Si è visto che nel periodo immediatamente successivo al decesso tutti gli account della persona interessata continuano a “vivere” come se nulla fosse successo, veicolando gli abituali messaggi, inviti e condivisioni. Sono destinati a diminuire nel tempo, ma mai a cessare completamente. Da una ricerca che dal 2011 al 2015 ha monitorato i profili Facebook di persone decedute si è inoltre notato che quando una persona muore aumentano del 30% le iterazioni che i suoi amici hanno fra di loro nell’ambito del social stesso: un modo per condividere la perdita ed elaborare il lutto insieme. Un rituale nuovo che assolve a bisogni antichi ed universali: mantenere viva la memoria del proprio caro attraverso


Ma ci si può spingere oltre. Acquisendo ed elaborando a livello informatico tutte le informazioni possibili, i dati disponibili e le registrazioni vocali che riguardano una data persona e utilizzando un software capace di simulare conversazioni umane è possibile dare letteralmente voce al defunto ed interagire verbalmente con lui. Uno “spettro digitale” che darà risposte in linea con le sue idee e i suoi interessi, ri-

spettando la sua personalità, utilizzando il lessico e modi di esprimersi tipici del suo essere. Questo è quanto ha esattamente realizzato Eugenia Kuyda per ricordare l’amico Roman Mazurenko morto in un incidente stradale a Mosca nel 2015; ciò è stato possibile grazie ad un enorme lavoro di raccolta di dati, alla collaborazione di tanti amici e conoscenti e alla messa a punto di specifici programmi informatici. In Be right back, un episodio della 

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la morte non ha interrotto.

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il ricordo e al tempo stesso far parte di una cerchia selezionata di persone con cui si stabilisce un immediato rapporto empatico che infonde un senso di protezione e sicurezza. E così la bacheca del defunto si riempie di pensieri, poesie, dediche, tracce musicali, disegni e foto e non solo nel periodo immediatamente successivo alla scomparsa, ma anche in occasione di particolari ricorrenze come il giorno del suo compleanno o a Natale, per sottolineare un legame che continua, che

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serie televisiva Black Mirror trasmessa dal canale inglese Channel4, la protagonista Martha, oltre ad utilizzare una applicazione per comunicare costantemente con il marito deceduto, arriva addirittura a riprodurne le fattezze fisiche, un corpo artificiale perfetto che si aggira per casa ma da cui alla fine prenderà le distanze, frustrata dall’incolmabile distanza che intercorre tra quella che era la persona reale e il suo algido avatar. Anche se si tratta di fiction tutto ciò oggi è comunque tecnicamente più o meno possibile. Inquietante? Affascinante? Auspicabile? Ognuno giudicherà con la propria sensibilità, certo è che la tecnologia sembra aver sconfitto la morte. I social network sono i luoghi virtuali privilegiati per ricordare il caro scomparso e condividerne la perdita, ma online troviamo molto altro che riguarda la morte. Vi sono siti dedicati alla selezione e all’immagazzinamento di frammenti di vita da lasciare a chi ci sopravvive, applica-

zioni specifiche per cimiteri, altre che danno la possibilità di realizzare funerali in streaming, oltre ovviamente, ad innumerevoli siti tematici che trattano l’argomento dal punto di vista filosofico, culturale, educativo e con finalità di supporto alle persone colpite da lutto. Nella società attuale la vita reale e quella digitale non sono in contrapposizione, la maggior parte di noi vive contemporaneamente sia in una dimensione offline che online. E quest’ultima non è meno vera ed importante: in rete mostriamo molto di noi stessi, interagiamo continuamente con gli altri, condividiamo idee, sogni e momenti di sofferenza, facciamo amicizie, ci innamoriamo, litighiamo e ci riappacifichiamo. Nel web agiamo mossi dagli stessi sentimenti e bisogni che abbiamo nella vita esterna, ma sono differenti le modalità. Si è molto discusso in questi ultimi anni - e se ne discute tuttora - di come l’avvento di internet abbia modificato e ricodificato i comportamenti sociali. Alla luce dei nuovi

 Davide Sisto modelli relazionali e comunicativi, si rende pertanto necessario ripensare anche al rapporto con la morte e con la memoria di chi ci ha lasciato. 

Nota biografica

Assegnista di ricerca in Filosofia Teorica presso l’Università di Torino e insegnante al “Master in Death Studies & the end of life” dell’Università di Padova, collabora con diverse Asl piemontesi ed è curatore, insieme a Marina Sozzi, del blog Si può dire morte. Oltre a numerosi saggi su riviste nazionali ed internazionali, ha pubblicato Lo specchio e il Talismano. Schelling e la malinconia della natura (2009), Narrare la morte. Dal romanticismo al post-umano (2013) e Schelling. Tra natura e malinconia (2016) La morte si fa social (Bollati Boringhieri, Torino 2018) sarà tradotto in lingua inglese da MIT Press nel 2020.

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Davide Sisto è un giovane filosofo torinese esperto di tanatologia, appassionato di romanticismo tedesco e di musica rock. Colpito fin da adolescente dalla precarietà della vita, da una decina di anni si occupa delle tematiche che riguardano la morte indagando sul significato che riveste all’interno della vita, di come la sua presenza incide in relazione alla costruzione dei rapporti umani e cercando, in particolar modo, di capire come le nuove tecnologie abbiano mutato il nostro legame con essa e con il concetto di immortalità.

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CONSULENTI IN TUTTA ITALIA PRONTI A RISPONDERE A TUTTE LE NECESSITÀ DELL’ASSISTITO


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Affinché la morte sia senza dolore di Alice Spiga

Il convegno “Con dignità, senza dolore” ha permesso di fare chiarezza sul tema delle cure palliative e della terapia del dolore nell’ambito del fine vita, confutando alcune false credenze ampiamente diffuse nel nostro Paese.

Si ritiene, ad esempio, che un tempo si morisse meglio di oggi, che le cure palliative servano ad accelerare la morte, che i farmaci impiegati per controllare il dolore provochino dipendenza, e che quindi sarebbe meglio evitarli. Il convegno “Con dignità, senza dolore”, organizzato da SO.CREM Bologna sabato 12 gennaio 2019 presso l’Aula Giorgio Prodi nel capoluogo

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Quando si parla di morire e di morte, ancora oggi esistono alcuni falsi “miti” che restano radicati nel tessuto sociale del nostro Paese.

emiliano, ha permesso non solo di fare chiarezza sul tema delle cure palliative e della terapia del dolore nell’ambito del fine vita, ma ha anche contribuito a mettere in discussione alcune erronee convinzioni ampiamente diffuse sul tema del morire, che rischiano di allontanare i cittadini da strumenti fondamentali a garantire una morte senza dolore. “Sono temi – ha tenuto a precisare il Prof. Guido Biasco nella sua introduzione – sui quali si discute molto, eppure c’è ancora un po’ di nebbia, non più tanto in campo clinico 


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quanto piuttosto nella percezione, nella consapevolezza sociale, nel comune sentire. Ritengo quindi che eventi come questo rivestano una grande importanza per contribuire a fare chiarezza su temi sensibili quali quelli della cura, del prendersi cura e del fine vita”. Di seguito presentiamo la confutazione di alcuni falsi “miti” riportando le parole dei relatori del convegno.

2° falso mito: il dolore è solo fisico. “La sofferenza inutile è un male che dovrebbe essere evitato nelle società civili, e dovrebbe essere evitato sia quando la malattia non è più guaribile sia quando la condizione clinica di disabilità è irreversibile e porta con sé dolore e umiliazione; quindi in tutte quelle condizioni di vita che sono andate al di là del limite dell’umana sopportazione. Quando parliamo di terapia del dolore dovremmo am-

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1° falso mito: in passato si moriva meglio. “L’ideale di morire circondati dai propri cari, nel proprio ambiente domestico, non è un desiderio prettamente moderno: è un errore pensare che, in passato, si morisse in questo modo. In Italia e negli altri Paesi europei, soprattutto durante le crisi di mortalità dalla metà del Trecento alla metà del Seicento, e poi tra la fine del Settecento e all’inizio dell’Ottocento, un’alta percentuale di persone non moriva affatto a casa e talvolta nemmeno negli ospedali: si moriva spesso soli, nei lazzaretti o per strada, abbandonati dalle proprie famiglie che temevano il contagio e cercavano di arginarlo. In Italia, inoltre, dove i legami famigliari verticali tra genitori anziani e figli adulti sono più forti che altrove, la percentuale delle persone che tra gli ultraottantenni oggi muore in casa è del 44%, mentre scende al 21% negli Stati Uniti e al 18% in Olanda”. (Prof. Marzio Barbargli)

mettere che, talvolta, la sofferenza psicologica merita di essere considerata su un piano di parità con la sofferenza fisica e quindi, se refrattaria ai trattamenti offerti al paziente, debba rientrare nei protocolli medici delle cure palliative”. (Maria Antonietta Farina Coscioni) 3° falso mito: le terapie non si possono interrompere. “È molto importante che nel nostro Paese si sappia che tutti possiamo intraprendere cure impegnative, gravose, essere collegati a sostegni vitali e che c’è sempre la possibilità

di interromperle. Non si entra in un tunnel senza uscita, in una condizione di schiavitù, di irreversibilità, di irrevocabilità del consenso prestato. E questo senza che vi siano rischi di eventuali responsabilità civili o penali del medico. Al malato che, ad esempio, abbia bisogno di essere intubato, le leggi oggi attive in Italia lasciano tre possibilità: essere intubato, non essere intubato, essere intubato e, qualora lo desiderasse, interrompere il trattamento sanitario, sapendo di non incorrere nel rischio dell’abbandono terapeutico”. (Prof. Stefano Canestrari)


6° falso mito: le terapie psicologiche non servono. “Nel dolore sono presenti sia le emozioni (preoccupazioni, apprensione, rabbia, tristezza, paura) sia reazioni di tipo psicopatologico (ansia, depressione, nevrosi). La terapia psicologica viene in sostegno del paziente nell’affrontare l’esperienza globale della malattia, di cui il dolore è una delle parti ed espressione, contribuendo al mantenimento della migliore qualità di

vita possibile, riducendo le tensioni, agendo sugli stati emozionali e psicopatologici sopra descritti e predisponendo il paziente a un atteggiamento migliore nei confronti delle terapie farmacologiche”. (Dr. Gioacchino Pagliaro) Il convegno dello scorso 12 gennaio è una delle molteplici iniziative rivolte ai cittadini che SO.CREM Bologna organizza al fine di promuovere una maggiore informazione delle tematiche legate al fine vita, affrontando spesso anche aspetti di tipo normativo e legale. 

Nota sull’autore Alice Spiga, laureata in Lettere Moderne, è oggi direttrice di SO.CREM Bologna, società di cremazione fondata nel 1889.

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5° falso mito: non servono farmaci contro il dolore. “Prendiamo come esempio il dolore provocato dal cancro. È convinzione diffusa che sia causato da un’azione meccanica: si sviluppa una massa e questa schiaccia vasi, tessuti, nervi. In realtà, il dolore da cancro deriva

dalle sostanze chimiche liberate dalle cellule che, tramite i nervi, fanno partire lo stimolo doloroso che arriva fino al cervello. Per controllare un dolore che non è meccanico, ma chimico, l’unica terapia efficace è quella farmacologica: antinfiammatori e farmaci oppioidi (come la codeina o la morfina)”. (Dr. Oscar Corli)

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4° falso mito: le cure palliative accelerano la morte. “Le cure palliative sono un’assistenza globale che subentra quando la malattia non risponde più a trattamenti che hanno come finalità la guarigione. Il loro scopo non è quello di accelerare o differire la morte, ma è quello di preservare la migliore qualità di vita possibile fino alla fine, tenendo presente che non esiste un concetto universale di ‘Migliore Qualità di Vita’ e che questo è profondamente diverso da persona a persona”. (Dr.ssa Danila Valenti)

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Funermostra 2019 sarà un’edizione sempre più internazionale di sara sacco

no al suo 15° traguardo. I lavori di preparazione della manifestazione sono oramai quasi completati e sono state rese pubbliche le prime anticipazioni.

Un appuntamento, che si ripete con frequenza biennale, giunto quest’an-

Quella del 2019 sarà un’edizione che punta ad ampliare il suo  OLTRE MAGAZINE

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Dal 22 al 24 maggio 2019 l’affascinante ed avveniristica città di Valencia ospiterà Funermostra, l’esposizione spagnola di prodotti e servizi per il mondo funerario.

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Presentata ufficialmente Funermostra 2019 che intende potenziare la sua vocazione internazionale e presentare un’offerta di prodotti e servizi fortemente innovativi.

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 Beatriz Colom

 Una dimostrazione pratica durante Funermostra 2017

carattere internazionale, forte del significativo aumento delle presenze estere registrato nel 2017, grazie anche ad azioni promozionali messe in atto durante l’arco di tempo tra una edizione e l’altra (fra cui la partecipazione ad importanti eventi di richiamo mondiale come Tanexpo) volte ad attrarre il pubblico professionale straniero.

commerciale del salone, ma anche gli eventi collaterali. È infatti in calendario una conferenza interattiva a cura di Dario Loinaz, esperto internazionale nonché autore di libri che trattano di marketing funerario. Durante il convegno verranno analizzati i prodotti che hanno riscosso maggior impatto sul mercato e verranno forniti suggerimenti per incentivarne la diffusione e l’esportazione. Sempre nel

“Durante la scorsa edizione – ci conferma Beatriz Colom, direttore della rassegna – abbiamo avuto sicuramente un incremento del numero di espositori (+ 30%) e di visitatori (+ 16%); ma il dato più rilevante è stato la crescita della provenienza dall’estero, attestatasi attorno al +37%. Un trend positivo che proseguirà anche nel 2019, con la presenza confermata di operatori residenti in ben cinque Paesi dell’America Latina (Costa Rica, Brasile, Argentina, Messico e Bolivia), oltre che in altre nazioni europee, desiderosi di conoscere le più recenti novità e le ultime tendenze di un mercato in continua evoluzione”. La propensione all’internazionalizzazione coinvolgerà non solo l’ambito OLTRE MAGAZINE

 Lo stand di Funermostra

a Tanexpo 2018

corso dell’incontro, si darà ampio spazio alle novità che saranno presentate in modo diretto, testando sul campo la funzionalità dei prodotti esposti e dei servizi più innovativi. Funermostra 2019 si 


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 Hemisféric, Città delle Arti e delle Scienze - Valencia (foto di Óliver07)

Uno dei momenti più significativi della manifestazione, come di consueto, è costituito dall’assegnazione di riconoscimenti che intendono mettere in evidenza quelle realtà, tra le aziende che espongono al salone, che si distinguono per innovazione, originalità e professionalità. Il premio Producto Innovador verrà conferito ad un articolo o ad un servizio inedito, presentato per la prima volta in occasione della fiera. La cerimonia di premiazione avverrà durante la cena di gala che si terrà nell’Hemisféric, futuristico edificio che sorge nella Città delle Arti e delle Scienze, il modernissimo quartiere di Valencia progettato degli architetti Santiago Calatrava e Félix Candela. Al vincitore verrà consegnata una preziosa scultura in legno, opera dell’artista Mario Montero. Sarà attribuito un premio anche all’“impresario internazionale dell’anno” mentre il pubblico decreterà il “migliore stand”, scelto in base al

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prefigge anche l’obiettivo di aprire le porte al pubblico generico con iniziative studiate appositamente per avvicinare la gente al settore, superando tabù e timori che non hanno ragione di esistere.

Funermostra, grazie a queste iniziative, si connota come un evento dai molteplici aspetti in grado di offrire ai partecipanti opportunità che superano e completano il momento di scambio commerciale fra aziende produttrici e imprese funebri.

alla fiducia che le principali associazioni di categoria nutrono nei confronti della rassegna ci stimolano a lavorare con sempre maggior entusiasmo affinché Funermostra conquisti un posto di rilievo nel panorama generale delle fiere di settore diventando un appuntamento di riferimento nel calendario fieristico internazionale”.

“La maggior quantità e qualità dell’offerta - conclude Beatriz Colom - unita

Arrivederci, dunque, a Valencia il 22, 23 e 24 maggio! 

design, all’impatto visivo e alla funzionalità della struttura.


Un mondo intero al servizio del vostro business


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Alcide Cerato, pioniere nell’innovazione della funeraria di Pietro Innocenti

Entra in scena una nuova entità, partecipata al 20% da Massimo ed Andrea Cerato, figli del fondatore, il Commendatore Alcide Cerato (noto anche, in dialetto meneghino, come il “Cumenda” dopo che, nel 1970, era

stato insignito della prestigiosa onorificenza per meriti sportivi e commerciali), nominati rispettivamente presidente ed amministratore delegato della nuova società denominata HOFI. È quindi tempo di ripercorrere con l’amico Alcide la storia, unica, di quella che è diventata nei suoi 54 anni di vita la stella polare del firmamento funerario nazionale. Allora, Alcide, siamo giunti ad un mo-

mento importantissimo della tua vita di uomo e di imprenditore. Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a fare questo passo? “Come accadutomi al momento di lasciare il ciclismo le situazioni obiettive ti guidano nelle tue scelte. Non bisogna mai perdere di vista la realtà. Inutile cullarsi in sogni impossibili. Quando, a soli 26 anni, quella dannata caduta al Giro del Piemonte mise brutalmente un termine alla mia  OLTRE MAGAZINE

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Ha suscitato un certo scalpore nel microcosmo funerario nazionale ed internazionale la notizia, ripresa in un altro articolo di questo numero, della cessione della San Siro American Funeral.

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All’indomani del suo ottantesimo compleanno e del ritiro dalla vita professionale, Pietro Innocenti intervista il fondatore della San Siro Alcide Cerato, colui che introdusse in Italia il concetto di casa funeraria.

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carriera di ciclista professionista dovetti scegliere una strada diversa per il mio futuro”.

Esperienza destinata a rinnovarsi ulteriormente qualche decennio dopo quando, avendo deciso ancora una volta da pioniere di proporre agli italiani il concept di casa funeraria mi invitasti ad accompagnarti, assieme ad Andrea, in un lungo tour attraverso vari stati degli USA per toccare con mano la realtà delle funeral homes e non solo. Giro che si concluse, come certamente ricorderai, alla famosissima Campbell di New York dove era esposto il modello di cofano placcato oro, da 130.000 dollari, prodotto in pochi esemplari all’anno da una piccola azienda dello Utah utilizzato nell’ottobre 2003, per il funerale di Song Meiling, la vedova di Chiang Kai-shek il presidente di Formosa-Taiwan.

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E come mai ti indirizzasti verso un’attività così “particolare” come quella delle pompe funebri? Si dà il caso che in ambito familiare ci fosse già qualcuno attivo nel settore e, dopo aver attentamente osservato la situazione, ritenni che fosse tempo di dare una sterzata, che potrei definire rivoluzionaria, ad una professione che da tempi immemorabili tirava avanti in un grigiore piatto, in assenza del benché minimo segno di ammodernamento. Decisi allora di rompere con il passato. La prima iniziativa fu di andare a vedere quello che succedeva negli Stati Uniti, Paese, allora come oggi, all’avanguardia, per trarne ispirazione con l’intento di non imitare pedissequamente gli Americani ma filtrando questa nuova esperienza attraverso il substrato culturale e tradizionale della Penisola in modo da apportare un vento nuovo nel mondo funerario nazionale. Ecco spiegato il nome della società e la ragione di essere American Funeral”.

“In effetti si trattò di una visita a 360° del mondo funerario d’oltreoceano che, oltre alle case funerarie, incluse i grandi produttori di cofani (Batesville, in primis), di veicoli funerari, di accessori nonché i cimiteri. Anche in questo caso non si trattò di ‘copiare’, quanto piuttosto di estrarre il meglio da quanto osservato per giungere ad una ‘creazione’ che potesse rappresentare un vero passo avanti nella cultura funeraria del nostro Paese. E questo non per un piacere narcisistico fine a sé stesso ma per offrire alle famiglie un ambiente atto ad alleviare, per quanto possibile, il dolore per la perdita di un essere amato. Non bisogna mai dimenticare che chi si

rivolge a noi si aspetta un aiuto, un conforto, un sostegno per affrontare una prova di grande sofferenza. Sono convinto, senza falsa modestia, che le case funerarie che ho, ci tengo a sottolinearlo, c-r-e-a-t-o (N.d.R. guarda caso, anagramma di Cerato!) assolvano oggi pienamente la loro funzione: Baggio, aperta nel 2006 ad Ovest di Milano e via Corelli del 2016 nella zona Est, costituiscono un esempio che altri colleghi hanno voluto seguire. Oggi tale concetto si sta estendendo in tutto in Paese con caratteristiche peculiari alla situazione geografica e socio-economica”. Sicuramente non deve esser stato 


facile. Non pensi che il ciclismo, sport massacrante, ti abbia aiutato a superare non solo i colli del Giro o del Tour (cosa già dura, penso, per uno della tua stazza abituato sin da ragazzino a spingere i pedali sulle strade infinite delle pianure padovane del tuo Veneto natale) ma anche i tanti ostacoli che ti sarai certamente trovato a dover affrontare per realizzare i tuoi progetti? “Tu sfondi una porta aperta. Non c’è alcun dubbio che l’attività sportiva se praticata onestamente costituisce una scuola di vita unica ed irripetibile che vale quanto e più, in certi casi, dei master post universitari. Ti porta a conoscere l’uomo per quello che è, con i suoi pregi ed i suoi difetti, con le sue forze e le sue debolezze. Impari a batterti con lui se vuole

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sopraffarti o ad aiutarlo quando è in difficoltà o in preda allo sconforto. Quello che succede, a farla breve, nella vita di ogni giorno. E ti assicuro che gli ostacoli non sono mancati: talvolta per incapacità a comprendere, in altri casi per stupidità o anche, rincresce dirlo, per il piacere perverso di nuocere motivato da invidia o da pura e semplice cattiveria. Per questo la San Siro ha sempre sponsorizzato club sportivi o singoli atleti proprio perché costituiscono un esempio al quale i giovani dovrebbero ispirarsi piuttosto che lasciarsi andare ad una sterile neghittosità o, peggio ancora, a pratiche estremamente diffuse e dannose per la loro salute fisica ed intellettuale. Una delle più grandi soddisfazioni, oltre che una graditissima sorpresa, è stata quella di rivedere

alla vigilia del mio compleanno, lo scorso 11 Febbraio, gli amici della S.C. La Nuova Baggio San Siro di Alcide Cerato (N.d.R. - società ciclistica di primo piano, sia su strada che su pista, attiva tra gli anni ’70 e gli ’80) che hanno deciso di festeggiarmi, a mia insaputa, in una data così significativa. Come sai conservo nell’ambiente del ciclismo (N.d.R. il Cumenda è stato anche presidente della Lega del Ciclismo Professionistico) un gruppo importante di amici sempre pronti per ritrovarci e rivivere i bei momenti trascorsi assieme”. Sei nato l’11! Doveva essere un giorno predestinato visto che il numero uno è ripetuto addirittura due volte e ti si addice perfettamente dal momento che lo sei stato nella tua professione. Anche in occasione della cessione


dirigenti e dipendenti contribuendo alla formazione di quello “spirito di squadra” foriero di sinergie indispensabili per garantire l'affermazione dell’impresa e la realizzazione personale di ciascuno. Credo che il successo della San Siro sia dovuto anche al fatto che tali valori hanno costantemente indirizzato il mio operato e spero che coloro che proseguono il cammino sapranno fare tesoro di questa esperienza”.

Mi consenti ora di evocare due episodi che permetteranno a chi legge e ti conosce solo per sentito dire di capire chi sei veramente? Il primo risale a molti anni fa quando mi parlavi di un collega corridore che te ne aveva combinate di cotte e di crude comportandosi ignobilmente nei tuoi confronti. Di botto t’avevo chiesto perché non pensassi di scrivere un libro di memorie e rendergli pan per focaccia. La tua risposta è stata: “Non posso farlo perché è morto e non potrebbe difendersi!”. Mi sono sentito, posso dirtelo oggi, un verme. Più di ogni altra tale risposta dà la dimensione e lo spessore del personaggio che sei. Il secondo episodio, più recente, risale a qualche anno fa quando mi proponesti di accompagnarti in una famosa libreria di piazza Duomo per assistere alla presentazione fatta da Ennio Doris, Presidente della Mediolanum uno degli uomini più potenti d’Italia anche lui veneto, dell’ultimo dei  OLTRE MAGAZINE

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Ed ora che cosa pensi di fare? “I progetti non mancano. Riposarmi un attimo, certo! Occuparmi delle mie cose, soprattutto viaggiare e conoscere nuovi orizzonti, nuovi uomini perché la più grande ricchezza dell’universo non è altro che l’Uomo, quello con la ‘U’ maiuscola, che non finiamo mai di conoscere. Sarò poi sempre disponibile per un consiglio a chi desideri avvantaggiarsi della mia lunga esperienza professionale”.

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della tua azienda sei andato nella direzione del nuovo dal momento che per la prima volta in Italia la finanza entra nel mondo funerario, seppure in ritardo rispetto a quanto già successo negli USA, in Gran Bretagna, Francia, Spagna… “Indubbiamente il momento è per certi aspetti storico. Il tempo dirà se tale configurazione del mercato funerario sia praticabile in Italia, Paese per molti aspetti atipico. Molto dipenderà dalla maniera di gestire la novità. Personalmente sono più che convinto che una sana ed oculata gestione finanziaria non solo sia auspicabile ma anche necessaria. Tuttavia tale rigore non deve sconfinare nella rigidità. Intendo dire che l’umano ha ancora una assoluta ragione di esistere. Le dinamiche infra-aziendali dovrebbero essere sottese dalla constatazione, inoppugnabile, che i dipendenti possono avere per le più svariate ragioni periodi più o meno difficili da affrontare. L’empatia dovrebbe ancora avere uno spazio privilegiato nei rapporti tra

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Te ne dò ampiamente atto per essere stato in alcune circostanze testimone in situazioni simili. Credo che per chiudere questa breve intervista, che potrebbe durare ancora molto, non vi sia nulla di meglio che riprendere i termini del messaggio, sobrio ed esplicito, che hai fatto apparire su tutta la stampa nazionale ad inizio febbraio. Che puoi dirci? “Che tali propositi rispecchiano fedelmente il mio sentire. Che il tempo di ‘riprendermi il mio tempo’ è ormai giunto assieme alla consapevolezza di aver lasciato il mio ‘gioiello’ in buone mani con la speranza soggiacente che esso continui a brillare per i lunghi anni a venire. Si tratta del frutto di una vita di lavoro appassionato e di coinvolgimento totale nella sorte dell’azienda. Se oggi la San Siro American Funeral è quella che è - un punto di riferimento e di esempio nel panora-

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tanti libri da lui scritti sul ciclismo, sport di cui è un cultore appassionato oltre che uno sponsor storico. A causa del traffico arrivammo in ritardo, ma non appena entrati in una sala gremita da tutta la “Milano che conta” l’oratore interruppe la sua presentazione per esprimere il piacere e l’onore “di accogliere il caro amico Alcide Cerato cui indirizzo il mio benvenuto ringraziandolo per essere con me in un giorno così importante”. Occorre altro per esprimere la stima che circonda il Cumenda? Non mi pare! “Vedi, Pietro, sono proprio questi dettagli che mi portano a pensare che tutto sommato il mio lavoro non sia stato inutile. Spesso mi si rimprovera una certa facilità alla collera espressa anche in termini estremamente crudi ed in ogni caso sempre senza peli sulla lingua. Ti assicuro però che mi passa presto e che tali sfuriate non scalfiscono la stima che posso avere per coloro che mi stanno accanto. L’obiettivo rimane lo stesso: tirare sempre fuori il meglio dai miei collaboratori!”.

ma funerario non solo nazionale - ciò non sarebbe stato possibile senza il lavoro entusiasta dei miei collaboratori e l’appoggio dall’esterno dei tanti amici incontrati lungo il percorso. Per questo mi sembra giusto non dimenticarli ringraziandoli di cuore in questo momento di grande emozione. Ora inizia un altro capitolo che mi permetterà di dedicarmi a tante attività che avevo dovuto

trascurare per occuparmi a tempo più che pieno alla mia creatura. Un futuro ricco si apre davanti a me, un oceano di scoperte e sensazioni che si annuncia pieno di nuove esperienze e di nuovi stimoli”. E che buon vento ti porti, Alcide, nel tenere il timone, da esperto nocchiero, su quel mare immenso. Grazie! 


FIERE

La nuova edizione di Necroexpo d i s t e fa n o m o n ta g u t i

Le prime anticipazioni della fiera polacca in calendario a giugno.

Dal 14 al 16 giugno oltre 100 espositori presenteranno le loro novità ad un pubblico internazionale, proveniente da molti Paesi dell’Est Europa e non solo. In fiera tutte le merceologie proprie del settore con un ampia presenza di cofani che spazieranno dai modelli classici a quelli più moderni fino a proposte assolutamente futuristiche. Particolare risalto verrà dato alle autofunebri, con un considerevole numero di veicoli di produttori nazionali e stranieri. Attivo anche un settore dedicato all’usato e, per dare una nota di folklore, non mancheranno ricostruzioni di carrozze a cavallo d’epoca. Introdotta per la prima volta durante la scorsa edizione dove ha riscosso ampi consensi, verrà riproposta la sezione dedicata all’abbigliamento degli operatori, perché anche da quelle parti si è capito che la cura del proprio aspetto è importante nel processo di modernizzazione e professionalizza-

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Il moderno quartiere fieristico di Kielce si prepara ad ospitare l’edizione 2019 di Necroexpo, il principale salone funerario polacco.

zione della categoria. Molte le iniziative a latere dell’esposizione: dalle lezioni di addobbi floreali a quelle dedicate alla cosmetica funeraria, dagli incontri con avvocati e consulenti assicurativi ai workshop sul marketing funerario. Necroexpo, come di consueto, sarà anche una festa con spettacoli dal vivo. Espositori e visitatori potranno prendere parte al banchetto e alla grigliata organizzati per l’occasione. L’ultimo giorno avrà luogo la tradizionale consegna di riconoscimenti agli espositori che hanno presentato i prodotti più interessanti. Ai visitatori sarà invece rivolto il concorso per ideare lo slogan promozio-

nale più accattivante per Necroexpo, il cui vincitore sarà premiato con un viaggio. Da qualche anno c’è l’abitudine di omaggiare le aziende che festeggiano il proprio anniversario in fiera con uno speciale ferro di cavallo. “Se fossimo in Italia avremmo usato i classici cornetti - scherza Marcin Musial, manager del Salone - ma siccome siamo in Polonia abbiamo preferito il nostro simbolo portafortuna ufficiale”. Espressione di un Paese che si sta allineando a grandi passi agli standard occidentali, Necroexpo è sicuramente un appuntamento da non perdere per chi intende ampliare il proprio business verso i mercati dell’Est Europa. 


ORGANIZZATORE:

La piĂš grande fiera del settore Funerario e Cimiteriale in Polonia

14-16.06.2019

Partner mediatico:

Kielce, Polonia

NECROEXPO www.necroexpo.pl

Un marchio forte si costruisce negli anni, e i numeri parlano per noi! Per 7 edizioni della fiera NECROEXPO:

Ci hanno visitato

Sono stati con noi

Abbiamo venduto

visitatori del settore

espositori nazionali e stranieri

mq di superficie espositiva

10 406

658

14.000


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Un percorso verso l’immortalità di MIRANDA NERA

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La morte nel taoismo tra miti, leggende e pratiche simboliche.

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Una leggenda molto antica narra la storia del primo imperatore della Cina, il potente Qui Shi Huangdi che, oltre ad essere stato il committente della famosissima Muraglia Cinese, è stato anche il promotore di una bizzarra spedizione nella parte più profonda del mare orientale, alla ricerca di una pozione assai preziosa: l’elisir dell’immortalità. Qui Shi Huangdi è vissuto nel III secolo a. C. e per lui, come per il taOLTRE MAGAZINE

oismo in generale, la ricerca dell’immortalità è stato un tema di grande importanza. Nell’idea propria di svariate religioni monoteiste come ad esempio in quella ebraica o cristiana, l’anima acquisisce una valenza fondamentale e rispetto al corpo fisico ha la possibilità di ascendere al cielo verso la salvezza eterna. Secondo la concezione di queste religioni l’uomo non aspira ad essere immortale perché il corpo fisico è solo un 


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C U LT U R A

contenitore che ha il compito transitorio di ospitare l’anima a cui è riservato un destino ben più grande. Il taoismo è, per così dire, una religione cosmica che si preoccupa della relazione dell'essere con tutto il creato. Esistono diverse scuole di pensiero che si sono affermate anche e soprattutto per la mancanza di princìpi e codici di comportamento chiaramente definiti e, nonostante sia diffusa in tutta la Cina, è una delle religioni meno conosciute. La pratica taoista è nata e si è sviluppata nel III secolo a.C. rappresentando la perfetta commistione tra la spiritualità, il folklore e le pratiche simboliche proprie della cultura cinese più antica. L’aspetto fondamentale di questa dottrina risiede ancora oggi nella ricerca dell’armonia con il mondo circostante e quindi con la Natura, affinché l’uomo possa elevarsi verso la “Via della Saggezza”. Ciò si regge sul principio dello yin e dello yang, delle forze contrapposte che sono alla base dell’universo (giorno/notte, caldo/freddo, uomo/donna, vita/ morte…) ognuna delle quali contiene tuttavia il seme dell’altra modificandosi costantemente in un movimen-

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 Una raffigurazione del monte Kunlun

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to armonico e ciclico. Questo concetto è rappresentato comunemente da un cerchio suddiviso nelle due zone, una chiara e una scura, in ciascuna delle quali è presente un punto di colore opposto. In generale, non si può affermare che nel taoismo esista una visione univoca della vita e della morte, ma comunque il tema della vita eterna è ricorrente. L’immortalità si raggiunge attraverso un cammino mistico e faticoso fatto di pratica e di devozione atto a mantenere in costante equilibrio le forze che governano l’universo. Un aspetto molto importante riguarda il concetto dell’anima che va a scardinare l’idea giudeo-cristiana. Essa infatti non è unica ed immortale, ma, il linea con il pensiero della coesistenza degli opposti, è doppia. Le due anime che convivono in ogni individuo sono una più spirituale, che dopo la morte può evolversi e diventare uno spirito benefico e positivo, chiamato Shen e l’altra puramente terrena e quindi assai più materiale della prima che se usata impropriamente potrebbe evolversi in un Gui, ovvero in un demone, e potrebbe restare legata alle energie più basse vivendo per sempre sulla terra. Uno degli scopi più interessanti di coloro che abbracciano il taoismo, è credere nella possibilità di creare, attraverso determinate pratiche, un corpo immortale che sostituendosi al corpo fisico possa custodire le anime. Nella tradizione e nel folklore cinese le leggende legate agli esseri immortali sono frequenti ed articolate: essi vivrebbero sulle montagne sacre e sarebbero caratterizzati da un aspetto etereo. Uno dei monti sede di queste entità è il monte Kunlun che ospita un palazzo di giada circondato da un muro d’oro. Nel suo incantevole

 Qui Shi Huangdi giardino vengono coltivate le pesche dell’immortalità che raggiungono la maturazione nel corso di tremila anni. Al centro della montagna è situata una porta che permette di ascendere direttamente in cielo. Nelle leggende cinesi, forse più che in ogni altra cultura, le montagne e le grotte sono spesso immaginate come luoghi dai poteri magici, territori sacri, in cui si trovano i varchi di accesso che portano a mondi ultraterreni. Nell’immaginario religioso cinese l’oltretomba è organizzato nello stesso modo in cui era strutturato il governo imperiale dell’epoca. In esso coesistono un insieme di divinità che assumono il ruolo di imperatori, prìncipi e funzionari con il compito di mantenere la giustizia e l’equilibrio nel mondo. Fisicamente tale governo è posizionato nella sfera celeste ed è costituito da nove terrazze. Il


Un’altra antica credenza risalente al VII sec a.C. riguarda l’esistenza di un secondo luogo appartenente all’aldilà: le sorgenti gialle. Situate sotto terra, accolgono le anime dei comuni mortali che non salgono in cielo come i re. Sempre nella regione sotterranea, risiede l’inferno. All’interno di esso, secondo la tradizione, vive un giudice che ha il compito di valutare i comportamenti delle anime in vita e di assegnare adeguate punizioni per ogni cattiva azione commessa. Successivamente, nel IX secolo, l’inferno incomincia ad essere descritto in maniera più articolata e viene suddiviso in dieci luoghi differenti, ognuno governato da un diverso sovrano.

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numero nove per la cultura cinese è sempre associato all’aldilà. L’anima che sale in cielo è accolta nel palazzo imperiale in cui le viene assegnato un posto corrispondente al suo rango. È molto importante per i vivi mantenere un legame saldo con i propri antenati dopo la morte, attraverso rituali e sacrifici, altrimenti l’anima potrebbe diventare un Gui e cioè un demone.

Al di là delle affascinanti interpretazioni dei luoghi d’oltretomba disegnati con dovizia di particolari, quello che più preme alla dottrina taoista è il ricordarci costantemente che siamo in eterna relazione con la natura, poiché sia la vita che la morte sono influenzate dai cicli cosmici. L’uomo e la natura sono costituiti dalla stessa forza e solo attraverso l’equilibrio e l’armonia si può raggiungere la vera immortalità. 

 Una rappresentazione dell'immortalità secondo il pensiero taoista OLTRE MAGAZINE

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Una ricercatezza progettuale ed estetica che veste la cerimonia funebre di una nuova luce, dando vita ad un’atmosfera unica e raffinata, all’insegna di una spiritualità toccante ed intensa. Questa è la reale impronta innovativa del celebre Scrigno del cuore, il cofano con incisi dei piccoli cuori rimovibili che possono essere conservati in ricordo del proprio caro e sostituiti con messaggi d’amore dedicati. Disponibile anche nella versione con Croci e nel modello Urna. Un prodotto originale indispensabile ad ogni moderna impresa funebre che voglia offrire una cerimonia esclusiva, con una dotazione di accessori completa di tutto ciò che serve per confermare visibilità e prestigio: visita www.scrignodelcuore.com.

Cuori di cartoncino

Mod. Naturale - Versione Retta | Sullo Sfondo: Fondale Espandibile Affresco: Giotto Resurrezione 355

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Mod. Ave Maria - Versione Spallata Naturale | Sullo sfondo: Fondale Espandibile Affresco: Madonna con Giglio 205


PREGHIERA

Mod. Mamma - Urna Preghiera Cipresso

Preghiera™ ha un concept semplice e innovativo: un anello intorno al perimetro del cofano o dell’urna dove è riportata una preghiera o un pensiero di commiato. Il testo è impreziosito da uno sfondo in foglia oro e protetto da una teca in plexiglass originale. Disponibile in tre tonalità: Naturale, Noce Miele e Noce. È prevista l’opportunità di scelta del testo, tra: - preghiera dell’Ave Maria, del Padre Nostro e del Rito delle Esequie con l’Eterno Riposo; - preghiera dell’Ave Maria, del Padre Nostro in latino; - oppure un pensiero dedicato (con la variante d’intestazione tra Amore, Mamma o Papà). Solo con l’originale Preghiera™ è abbinato, a corredo, un raffinato quadro della linea editoriale Prima Bottega in tecnica affresco ed il certificato per la donazione in memoria.

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Mod. Gardenia - Versione Spallata | Sullo sfondo: Fondale Espandibile Affresco - Vaso di Terracotta 205


AFFRESCO

La tecnica Affresco® coniugata a cofani ed urne, nobilita gli stessi a veri e propri oggetti d’arte, grazie all’alta qualità di rappresentazione su un’autentica base muraria, una tecnica esclusiva brevettata e distribuita solo da Prima Bottega Ebanisteria Italiana. Ogni prodotto è corredato da un raffinato quadro Affresco®, della linea editoriale Prima Bottega, concepito come ricordo da donare alla Famiglia.

Frutto di una ricerca accurata di materia, forma ed estetica, Affresco® è l’espressione di una sfaccetata creatività in bilico tra presente e passato, contemporaneo e antico, creando un gioco materico e di colore che ben si sposa con la linearità classica del legno.

Mod. Padre Pio - Versione Spallata

Mod. Padre Pio - Urna Affresco

Quadro della linea editoriale Prima Bottega, ricordo destinato alla Famiglia.

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Mod. Sigillo - Versione Spallata | Sullo sfondo: Fondale Espandibile Affresco - Tulipani e Anemoni 205


SIGILLO D’AMORE

Sigillo d’Amore ®, brevetto di casa Prima Bottega, è stato pensato per regalare una nuova esperienza creativa ed emozionante per dar vita ad un’opera unica, permeata e plasmata dal trasporto del momento e destinata a perdurare in eterno, come eterni sono i ricordi e la memoria dei propri affetti.

Sigillo d’Amore ha due anelli formati da tante mattonelle in metallo da cesello e foglia oro, che possono essere facilmente incise con un qualsiasi strumento, anche una penna. Si possono così scrivere di proprio pugno messaggi e pensieri d’addio rendendo la cerimonia unica e partecipativa. La scritta resterà immutabile a suggellare un vincolo che si protrae nel tempo. Un connubio fra tradizione e innovazione dove il made in Italy è certificato al 100%, in conformità con la filosofia aziendale volta a valorizzare, in ogni suo prodotto, le grandi risorse e capacità dell’artigianalità italiana.

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Noi di Prima Bottega formiamo l’alfabeto con cui poter arredare tutti

I pannelli dei Fondali Espandibili Affresco nascono da una

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approfondita ricerca ed uniscono un grande sapere artigiano

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caratterizzato da:

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eseguiti su vero intonaco ma dello spessore di 2 mm, con le stesse Un sistema innovativo in cui i tradizionali tendaggi, roll-up e separè

caratteristiche materiche di granulosità e consistenza, grazie alla

cedono il posto ai nostri espandibili con pannelli brevettati Affresco

tecnica Affresco ®, regalando un percorso tattile ed emozionale che

®, speciali fogli di intonaco, che possono essere arrotolati e srotolati

rimanda ad un tempo lontano.

innumerevoli volte e che, essendo di dimensioni customizzabili

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nella misura e nel tema del soggetto riprodotto, possono interagire

essere arrotolati e srotolati innumerevoli volte senza subire alterazioni

armonicamente con ogni tipo di ambiente.

e, una volta aperti e fissati alla struttura espandibile, si distendono

un elevato grado di maneggevolezza e leggerezza: possono

perfettamente come una vera superficie muraria. la foglia oro rigorosamente applicata a mano, come nella

Grazie a questa peculiarità e l’ampia gamma di proposte pittoriche, puoi

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dar vita a soluzioni di arredamento uniche e personalizzate, sostituendo

tradizione del più antico artigianato italiano; raffinata, atemporale, si

a piacimento il tema di ciascun fondale, anche con soggetti di tuo

adatta ad ogni tipo di ambiente. L’oro conferisce una nuova luminosità,

gusto: ne valutiamo con piacere la fattibilità e realizziamo volentieri le

moltiplicando le tonalità calde e accendendo le sfumature più fredde, e

tue idee.

crea effetti dai riflessi sempre diversi e dall’eleganza rara.

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RICERCA E ONORANZE ECCELLENTI

Prima Bottega Ebanisteria Italiana è promotrice della campagna INSIEME PER UNA ScELTA D’AMORE - L’ULTIMO DONO È PER LA RICERCA, mediante la quale le Onoranze che dispongono dei suoi prodotti contribuiscono al progresso scientifico per la salute delle future generazioni. Il patrocinio si esprime attraverso donazioni in favore di quattro istituti in prima linea nella ricerca scientifica:

A.I.R.C. - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro A.I.L. - Associazione Italiana contro le Leucemie - linfomi e mieloma A.I.S.M. - Associazione Italiana Sclerosi Multipla FONDAZIONE EBRI - European Brain Research Institute - per la cura dell’Alzheimer, Parkinson e altre malattie neurodegenerative

tramite la compilazione di un apposito certificato di Garanzia a corredo di ogni prodotto Prima Bottega Ebanisteria Italiana. La partecipazione all’iniziativa non carica le Onoranze di alcun costo supplementare: sarà Prima Bottega stessa a devolvere il contribuito all’ente indicato sul Certificato di Garanzia e a trasmettere la lettera di avvenuta donazione. Queste Onoranze Eccellenti si distinguono nella Community www.onoranzeeccellenti.it tramite una o più stelle di merito che misurano l’impegno dedicato alla campagna.

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Idee per il Vostro Prestigio w w w. p r i m a b o t t e g a . i t

Nel borgo medievale di Fossa, ai piedi del Gran Sasso d’Italia, dalla felice sinergia tra design, talento e cura artigianale, nascono i brand iconici Scrigno del cuore, Preghiera, Affresco e Sigillo d’Amore, affermati “must have” firmati Prima Bottega Ebanisteria Italiana. Prima Bottega è la “Manifattura d’Innovazione”, leader nel mondo della funeraria, che ha creato nuovi stili e tendenze, prodotti costruiti per le imprese che vogliono distinguersi guardando il futuro, concept portatori di un vero valore aggiunto: per questo il suo logo è accompagnato dal claim “Idee per il vostro prestigio”.

Direzione commerciale: Francesca 327 16 54 742 340 35 64 393 Simona 393 84 04 854 Ufficio Vendite 0862 76 15 79 0862 75 50 75

scrigno del cu re il tuo gesto d’amore made in italy


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